Corriere Medico Odontoiatria - Dermal Medical

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Corriere Medico Odontoiatria - Dermal Medical

Suppl. al n. 6 di Corriere Medico del 08/03/2012 – Poste Italiane SpA - Spedizione

in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n°46) art.1 comma 1 - LO/MI

N. 3 MARZO 2012

A TTUALITÀ

Nuovi Calcoli Enpam:

giù i rendimenti,

su i contributi e i tetti

E STERO

Nasce anche il low cost

di modello francese:

primo centro a Parigi

A TTUALITÀ

Arrivano i primi no

alle richieste

del tavolo del dentale

A TTUALITÀ

Più dannoso che utile

per i nostri dentisti:

bocciato l’ateneo Pessoa


R I C

ORR

ENZE

Esce il primo libro italiano che dedica

uno spazio autonomo all’odontoiatria

1632 – Viene pubblicata a Napoli la guida “Nuoua et utilissima prattica di tutto

quello ch’al diligente barbiero s’appartiene” di Cintio d'Amato, che esercita

come chirurgo barbiere nella città partenopea. Si tratta di un esaustivo trattato

sulla chirurgia minore (si passa dal salasso alla cura delle ferite, alle ricette per

preparati cicatrizzanti) che dedica ben sei capitoli al trattamento dei denti e delle

gengive, in particolare al modo di preservare i denti a lungo saldi e di bell'aspetto,

evitando i depositi di tartaro.

Il libro di d'Amato, peraltro, non si limita alle indicazioni igieniche ma

approfondisce anche il campo delle estrazioni, rivelando nel suo complesso un

approccio conservativo che risulta estremamente moderno. Soprattutto, lo si può

considerare il primo libro in lingua italiana che riserva agli argomenti odontoiatrici

una trattazione indipendente da quelli di medicina generale e di chirurgia. Certo il

linguaggio è l'italiano antico di quasi quattro secoli fa, ma una veloce ricerca su

Google books consente di apprezzare l'opera integrale, completa delle figure.


P R O

S P ET

T I V E

2

Sull’importanza dello studio

e sulle professioni che

passano dal padre al figlio

Non siamo mai stati particolarmente teneri con il Governo

Monti, come peraltro non lo siamo mai stati con quanti lo

hanno preceduto a Palazzo Chigi. Ma sulla caccia al figlio del

ministro con il posto fisso che si è aperta qualche tempo fa,

non possiamo che stare dalla parte degli esponenti

dell'esecutivo. Come si ricorderà, la polemica era esplosa

dopo alcune dichiarazioni per lo meno avventate, in

particolare quella del ministro dell'Interno Annamaria

Cancellieri che aveva dichiarato: «Gli italiani vogliono il posto

fisso vicino alla mamma e al papà». Subito dopo, prima sul

web e poi sulle pagine dei giornali erano arrivate le notizie sui

posti fissi che molti dei figli degli attuali ministri occupano, in

molti casi proprio vicini a mamma e papà. A seguire, erano

arrivate anche le statistiche sulla tendenza a trasmettere la

propria professione ai figli, che vedeva ai primi posti gli

imprenditori, i giornalisti, i medici e, guarda caso, i dentisti.

Ma su entrambe le questioni sono stati tralasciati alcuni

aspetti fondamentali. Per esempio, l'importanza che ha per un

bambino crescere in una famiglia che attribuisce il giusto

rilievo allo studio. Si è molto ricamato sul fatto che a soli 37

anni Silvia Deaglio, figlia del ministro Elsa Fornero e

dell'economista Mario Deaglio, sia già professore associato

all'Università di Torino dove insegnano la madre e il padre,

trascurando che si è laureata in medicina a 24 anni, si è

specializzata in oncologia e ha un dottorato in genetica. Oltre

all’esperienza al prestigioso Beth Israel Medical Center di

Harvard, a Boston, è arrivata all'ateneo torinese dopo aver

sostenuto il concorso all'Università D'Annunzio di Chieti-

Pescara e può contare su ben 93 pubblicazioni.

Sembra francamente difficile che un curriculum del genere

sia frutto delle raccomandazioni. Sembra semmai il risultato

di una dedizione allo studio provienente da una famiglia che

su questo aspetto ha puntato molto, se non tutto.

E non è tanto diverso il discorso che riguarda la tendenza dei

professionisti a trasmettere il proprio “mestiere” ai figli.

Spesso non è tanto la volontà dei genitori a prevalere, quanto

il fatto che fin da piccolo il bambino ne sente parlare, impara

2 CorriereMedicoOdontoiatria — Marzo 2012

Marzo 2012 — CorriereMedicoOdontoiatria

a conoscerne il linguaggio, ne respira l'atmosfera.

Ovviamente non è detto che il figlio di un dentista debba

necessariamente fare il dentista (con i tempi che corrono

poi!), ma è più probabile che questo avvenga. E' normale che

sia così e non c'è niente di male, alla faccia del concetto

politicamente corretto delle opportunità che tutti dovrebbero

avere: anche chi non è figlio di un dentista o di un giornalista

potrà fare una di queste professioni, ma farà sicuramente più

fatica e troverà più ostacoli sul proprio cammino. Sarà poi

l'attività quotidiana a livellare i destini e a stabilire chi è bravo

e chi è meno bravo.

Si dice che le colpe dei padri ricadono sui figli e in questo

caso può essere vero, anche se di colpe non si tratta. Ma un

bell'esame di coscienza dovrebbe semmai farlo chi pensa ai

propri figli in termini di calciatori o di veline. Invece di

lamentarsi dopo come troppo spesso accade.

Silvano Marini

Direttore responsabile

Corriere Medico Odontoiatria

3


LA RIGENERAZIONE TISSUTALE

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UNA VISIONE INTERDISCIPLINARE

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Editore: ARIETE SERVIZI EDITORIALI S.R.L.

Mensile di medicina

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Supplemento al n. 6 di Corriere

Medico del 08/03/2012

Corriere Medico – Registrazione

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Redazione: Corso Venezia, 6

20121 Milano

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dati - Corso Venezia, 6 - 20121 Milano.

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ODONTONEWS

ATTUALITÀ

Per i nuovi calcoli Enpam scendono i rendimenti,

salgono i contributi e i tetti. Si profila in tutta

la sua durezza la manovra che riguarda la quota B.

ATTUALITÀ

Arrivano già i primi no alle richieste formulate

dal tavolo del dentale: molte le aspettative disilluse

al meeting organizzato a Milano dall’Unidi.

ATTUALITÀ

Società di professionisti: proposta l’anagrafe dei direttori

sanitari. Distributori: i nuovi assetti del mercato

hanno reso anacronistica la legge Volponi del 1992.

ATTUALITÀ

Più dannoso che utile per i nostri dentisti: bocciato

l’ateneo Pessoa. L'Università portoghese proponeva

un corso di laurea in odontoiatria nel nostro paese.

ATTUALITÀ

Il rinnovo degli ordini tra le elezioni in corso e le sfide

del mercato: il voto dei nuovi presidenti provinciali

appuntamento determinante per Fnom e Cao.

Dall'ordine degli odontoiatri separato alle nuove funzioni:

tanti temi “difficili” sul piatto. Amedeo Bianco

e Giuseppe Renzo si ricandidano, l'obiettivo è di far

crescere la partecipazione.

Renzo: senza paura di fronte alle richieste della politica.

La priorità per la Commissione albo nazionale

è di presentare una professione coesa.

ATTUALITÀ

Siti dedicati alla salute: le nuove linee guida del Garante

della Privacy: prevista avvertenza sui rischi che

comporta comunicare informazioni personali sul web.

PREVIDENZA

La previdenza integrativa come una scelta attuale

che si proietta nel futuro. Il secondo pilastro in tempi

difficili: ne parla Luigi Daleffe di FondoSanità.

N. 3 MARZO 2012

SOM

MA

RIO


N. 3 MARZO 2012

SOM

MA

RIO

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ESTERO

Nasce anche il low cost di modello francese:

il primo centro a Parigi. Complice la crisi,

esordisce Oltralpe una catena a basso costo

“Made in France”.

GRAND’ITALIA

Igiene orale: il messaggio deve arrivare anche oltre

le sbarre. Il progetto della Fondazione Andi dedicato

ai detenuti: l’iniziativa al carcere di Rebibbia.

PERIOMEDICINE

Parodontite e osteoporosi condividono

una correlazione genetica: nuove prospettive

da uno studio italiano pubblicato sugli Archives

Of Oral Biology.

PERIOMEDICINE

La malattia parodontale e il modo in cui influenza

il rischio cardiovascolare. I dati degli studi

presentati alla sessione scientifica dell'American

Heart Association.

MEDICAL CORNER

Legionellosi: è italiano il primo caso accertato di

contagio dal dentista. Un report su Lancet richiama

l'attenzione sull'igiene dei circuiti idrici del riunito.

STORIA

La vita a tutta velocità di Alfred E. Moss

che fu dentista e pilota: dopo aver partecipato

alla 500 Miglia di Indianapolis del 1928 tornò

alla professione.

GRAFFITI

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ODONTOMOVIES

I Simpson (The Simpsons)

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FINITO IL CONTO ALLA ROVESCIA!

Il nuovo Medweb è pronto. Andate a scoprire le novità


ODO

N T O

NEWS

Fumatori più

esposti al rischio

di problemi orali

ma continuano

a trascurare il dentista

Nessuna tregua contro le

sigarette, anche se i fumatori

sembrano insensibili a ogni

richiamo. Due gli sudi recenti

che chiamano in causa il vizio

del fumo. Da una parte viene

sottolineato una sorta di

meccanismo autoimmune

che espone i fumatori ai

danni del cavo orale,

dall'altra viene sottolineato

che chi fuma tende a evitare

di farsi visitare dal dentista.

In uno studio pubblicato sulla

rivista Infection and Immunity

un team di ricerca

dell'Università dell'Ohio

spiega che oltre a favorire la

degenerazione delle cellule

della mucosa orale, il fumo

sconvolge l'ecosistema

locale, determinando un vero

e proprio caos nel quale le

difese dell'organismo

stentano a riconoscere i

batteri ad azione positiva dai

La lotta inglese all’abusivismo viaggia anche su internet

Evidentemente l’abusivismo rappresenta un

problema che affligge anche l’odontoiatria

britannica. Tanto che ha spinto due

associazioni appartenente alla filiera

dentale inglese a istituire un sito che

raccolga le segnalazioni di colleghi,

produttori di materiali odontoiatrici e

pazienti, che sono invitati a denunciare ogni

studio sospetto.

L’idea è il fruto della collaborazione tra la

Dental Laboratories Association e la British

germi che esercitano invece

un’azione patogena. Si

determina così una sorta di

reazione autoimmune in cui le

citochine infiammatorie

attivano la flogosi gengivale

invece di risultare protettive.

Come spiega Purnima Kumar,

docente di parodontologia

alla Ohio State University, il

confronto tra 15 fumatori e 15

non fumatori, tutti sottoposti a

una seduta di igiene orale

professionale e a prelievi dal

biofilm orale dopo uno, due,

quattro e sette giorni,

evidenzia che in chi fuma la

normale flora batterica

composta da germi ad azione

positiva è assente, mentre i

patogeni sono di nuovo

presenti dopo sole 24 ore,

accompagnati da alte

concentrazioni di citochine.

«La prima conseguenza

clinica di queste acquisizioni

Association of Clinical Dental Technology e

a quanto pare il sito – che si trova

all’indirizzo www.dentureprofessionals.org –

ha già avuto un notevole successo, dato che

per mantenere il pubblico informato sulle

segnalazioni, si è reso necessario allestire

anche una pagina su Facebook e una su

Twitter. Come sottolinea Richard Daniels,

responsabile del progetto, «la risposta è

andata oltre ogni più rosea aspettativa».

Sicuramente un esempio da imitare.

8 CorriereMedicoOdontoiatria — Marzo 2012

– spiega Kumar – è la

necessità di riservare

trattamenti di igiene orale più

aggressivi e frequenti ai

fumatori, senza dimenticare

mai di suggerire di

abbandonare la sigaretta».

Ma, nonostante vadano

incontro a problemi

odontoiatrici più significativi

e frequenti, i fumatori

trascurano il dentista.

Secondo una ricerca

statunitense condotta dai

Centers for Disease Control

sui questionari compilati da

16 mila adulti di età compresa

tra i 18 e i 64 anni, nonostante

i fumatori presentino più del

doppio dei problemi

odontoiatrici di chi non fuma,

il 20 per cento non è mai

stato dal dentista negli ultimi

cinque anni (contro il 10 per

cento di chi non ha mai

fumato o di chi ha smesso).

Grandi attese

dalla vendita all’asta

di un dente di Presley

Ci si aspettano rilanci record

dalla vendita di un modello

della bocca di Elvis Presley

completo di un dente con

corona di riserva, messo

all’asta dagli eredi di Henry J.

Weiss di Memphis che fu

dentista del re del rock’n’roll

fino al 1971. Le aspettative

sono più che legittime, visto

che qualche mese fa un

molare di John Lennon è

stato acquistato alla bella

cifra di 19500 dollari. Per la

cronaca, ad assicurarselo è

stato un dentista canadese,

Michael Zuk.

Marzo 2012 — CorriereMedicoOdontoiatria

Sulla superficie del Treponema denticola

un possibile target per farmaci antiplacca

Disinnescare il meccanismo che consente ai

batteri presenti nel cavo orale di collaborare

in modo sinergico alla formazione della

placca. Questo l’obiettivo che emerge da uno

studio inglese pubblicato sulla rivista

Microbiology che ha individuato un possibile

target per eventuali farmaci antiparodontopatie.

Al centro del lavoro c'è il

batterio Treponema denticola, una spirocheta

presente in concentrazioni elevate nel cavo

orale dei pazienti affetti da parodontite, che si

allea spesso con altri patogeni orali per coprodurre

la placca parodontale. E proprio

questa interazione tra batteri differenti viene

considerata uno dei fattori chiave per lo

sviluppo del danno. Alla Facoltà di

odontoiatria dell'Università di Bristol, un team

guidato da Howard Jenkinson ha individuato

una molecola sulla superficie del T. Denticola,

chiamata CTLP: una sorta di “lasciapassare”

che consente al germe di allearsi con gli altri

batteri orali. Collaborando con altre molecole

batteriche CTLP inizia la propria azione

distruttiva interrompendo i processi di

coagulazione (da qui il sanguinamento delle

gengive) e causando la necrosi dei tessuti.

Un passo avanti verso la comprensione dei

meccanismi molecolari che presiedono al

danno del parodonto e un possibile bersaglio

per farmaci tutti da studiare.

9


ODO

N T O

NEWS

Il danno

dentale

causato

dai disturbi

alimentari

come

l'anoressia

Lo sciopero

dei dentisti greci

contro

le liberalizzazioni

Se l'Italia piange, la Grecia certo

non sorride. A sottolineare quanto

stia degenerando il tessuto sociale

del paese ellenico a seguito della

grave crisi economica e quanto si

stiano estendendo le protetste di

piazza, sono scesi in strada anche

i dentisti, che il 2 marzo hanno

dichiarato uno sciopero di 24 ore

contro le liberalizzazioni già

approvate o in fase di

approvazione dal Governo di

Atene. Il problema, in questo caso,

è che l’odontoiatria greca teme

che nel nome della

liberalizzazione delle professioni

la sanità pubblica venga

subordinata agli interessi dei

privati. A differenza di quanto

avvenuto da noi, infatti, in Grecia

le liberalizzazioni riguardano

anche le professioni sanitarie e in

base alla riforma verrebbero

abolite tutte le limitazioni

all'accesso nelle professioni

chiuse, come il rilascio di una

licenza amministrativa, le

limitazioni numeriche,

geografiche, di esclusività e di

determinazione dei prezzi.

Come conferma la recente

polemica sulle ballerine della

Scala di Milano per le quali si è

parlato di anoressia, i disturbi

alimentari rappresentano un

problema medico e sociale di

grande rilievo. Uno studio

condotto all'Università di

Bergen in Norvegia e appena

pubblicato sull'European

Journal of Oral Sciences

ribadisce che chi soffre di

disturbi come l'anoressia e la

bulimia va anche incontro a

problemi di carattere

odontoiatrico che vanno

dall'ipersensibilità dentale

all'erosione grave degli

elementi dentari, alle algie

cranio- facciali. La ricerca

norvegese sottolinea infatti che

più di una persona su tre (il 36

per cento) affetta da disturbi

dell'alimentazione presenta

erosione dentale accentuata

rispetto all'11 per cento del

gruppo di controllo. Tra gli altri

10 CorriereMedicoOdontoiatria — Marzo 2012

disturbi è stata anche registrata

una frequenza più elevata di

xerostomia e algie facciali, oltre

all’ipersensibilità dei denti.

Non si tratta di una novità, ma di

una conferma. Le patologie di

questo tipo sono spesso

caratterizzate dal vomito

autoindotto che espone la

Marzo 2012 — CorriereMedicoOdontoiatria

dentatura e il cavo orale

all'azione degli acidi provenienti

dallo stomaco in modo talmente

frequente da rendere inefficace

la detersione fisiologica della

saliva.

Ne derivano alcuni consigli da

suggerire in presenza di casi

sospetti di questo genere

Positivo il test del collagene bovino

impiegato contro la recessione gengivale

Pubblicato sulla rivista open access di BioMed Central

Head & Face Medicine, uno studio tedesco condotto dal

chirurgo maxillo facciale Shahram Ghanaati della Goethe

University di Francoforte e dal dentista Markus Schlee

chiama l'attenzione sull'impiego del collagene bovino

come ausilio contro la recessione gengivale e

l'esposizione delle radici dentali. Estratto dal pericardio

bovino dopo un processo che comprende trattamento

osmotico, ossidativo e alcalino per eliminare grassi,

proteine e contaminazioni batteriche, il materiale è stato

testato su 14 pazienti che presentavano significative

recessioni gengivali. Dopo l'opportuna preparazione

igienica, il materiale è stato impiantato chirurgicamente

e le suture sono state rimosse dopo due settimane.

Nessuno di casi ha richiesto trattamenti antibiotici e la

valutazione a distanza di sei mesi ha dimostrato per tutti i

casi un notevole miglioramento in termini sia estetici sia

funzionali e in più della metà dei pazienti la ritrovata

copertura delle radici.

L'opzione del collagene bovino potrebbe rivelarsi adatta

a coloro che non dispongono di suffciente tessuto

impiantabile o nei casi in cui sono controindicati i

molteplici interventi chirugici.

(parlerne in modo esplicito non

è semplice data la componente

emotiva di questi disturbi). E'

importante, per esempio, che la

bocca venga sciaquata

accuratamente subito dopo

ogni episodio di vomito, ma non

si deve ricorrere subito allo

spazzolino che potrebbe

danneggiare lo smalto

indebolito dall'acido. Peraltro,

va sottolineata l'azione

protettiva dei dentifrici e delle

gomme da masticare ad elevato

contenuto di fluoro. Va da sè

che i controlli della dentatura

devono avere cadenze

ravvicinate.

11


ATT

UA

LITA’

SI PROFILA IN TUTTA LA SUA DUREZZA

LA MANOVRA CHE RIGUARDA LA QUOTA B

Per i nuovi calcoli Enpam

scendono i rendimenti,

salgono contributi e tetti

Mauro Miserendino

Corriere Medico Odontoiatria

La missione impossibile potrebbe riuscire. Il ministro

del Lavoro ha dato tempo fino a settembre all'Enpam

per presentare nuovi meccanismi di calcolo delle

pensioni dei medici e dei dentisti che consentano di tenere

in equilibrio le entrate e le uscite per cinquant’anni.

Il CdA dell'ente guidato dal decano dei medici Eolo Parodi

ha proposto un meccanismo di calcolo meno redditizio

per gli iscritti, che secondo gli esperti dovrebbe però

salvaguardare di più la pensione rispetto all'opzione del

passaggio al calcolo contributivo (tipo l’Inps, per intenderci)

ventilata dal Governo Monti. Certo, ci vanno di

mezzo i rendimenti dei contributi, si alzano i tetti dei redditi

sui quali i contributi vengono calcolati e si alza la percentuale

da versare. Aumenta anche l'età per andare in

pensione. E non è difficile prevedere qualche malumore

nella quota B, che interessa proprio i dentisti, per chi finora

versava solo la quota ridotta del 2 per cento. Saranno

coinvolti anche i sindacati nella discussione sull'opportunità

di alzare questa aliquota, ma il finale appare

scontato, perché già si parla di portare il contributo ridotto

alla metà di quello integrale e quindi di avvicinarsi

all’8-10 per cento. Troppo? Forse ci si fermerà a metà

strada, ma un aumento pare indifferibile.

Tabella 1 – Innalzamento del tetto retributivo

su cui calcolare l'assegno

dall’1.1.2013 (redditi 2012) 70.000 euro

dall’1.1.2014 (redditi 2013) 85.000 euro

dall’1.1.2015 (redditi 2014) massimale contributivo Inps

ex L.335/1995 (per i redditi 2011

euro 93.622)

12 CorriereMedicoOdontoiatria — Marzo 2012

Intanto, in attesa della

decisione finale, con l'obiettivo

di omogeneizzare

contributi e trattamenti nei

diversi fondi per arrivare a

un'unica contabilità, il CdA

Enpam ha fatto le sue proposte

alle quattro consulte.

E noi ci soffermiamo sul

reddito del professionista

iscritto in quota B, che è la

base del calcolo per l'odontoiatra.

Il punto chiave è

che, appunto, il tetto sul

quale viene calcolato il contributo

del libero professionista

aumenterà, dagli attuali

52 mila euro a – presumibilmente

– quasi 100 mila

euro dopo il 2015, con

un progressivo innalzamento

a 70 mila euro dal 2013

sui redditi di quest'anno, a

85 mila dal 2014 sui redditi

2013 e ad un'entità pari al

massimale contributivo Inps

ex L.335/1995, oggi di

euro 93.622 (tabella 1).

Lo scenario concordato

per la quota B

Visto che per l'incognita

rappresentata dal debito

previdenziale era stata

scartata a priori l'ipotesi di

passare al sistema contributivo,

a febbraio ci eravamo

lasciati con due possibili

scenari per la futura

pensione dei dentisti.

Il primo scenario prevedeva

il passaggio progressivo,

entro il 2020, dall’attuale

12,50 per cento della

retribuzione (rendimento

dell'1,75 per cento annuo)

al 18,50 per cento con un

coefficiente di rendimento

ribassato all'1,10 per cento,

a partire dal 2013.

La seconda possibilità

prevedeva un innalzamento

progressivo dell'aliquota

1

Marzo 2012 — CorriereMedicoOdontoiatria

2

l'applicazione

(scontata) del principio

del pro-rata, previsto

per legge: i contributi

fin qui accumulati

dall'iscritto ai più

vantaggiosi tassi di

rendimento precedenti

restano intatti;

a beneficio dei più

giovani, cioè dei

contribuenti con meno

di 50 anni di età, dal 1°

gennaio 2013, il calcolo

della pensione viene

fatto sulla base dei

compensi medi

percepiti dall'iscritto

ogni anno rivalutati al

100 per cento in luogo

dell’attuale 75 per

cento dell’incremento

percentuale

dell’inflazione (indice

Istat)

contributiva al 22 per cento

– che sarebbe entrato a regime

entro il 2023 – con un

ribasso meno marcato dell'aliquota

di rendimento,

all'1,50 per cento, a partire

dal 2013.

Alla consulta della quota

B, dove i dentisti sono

ben rappresentati, i vertici

Enpam hanno proposto un

terzo scenario, una via di

mezzo tra i due precedenti.

Che prevede: l'incremento

dell’aliquota contributiva

con la seguente gradualità:

dal 2015 al 2021 aumento

dell’1 per cento annuo fino

al 19,5 per cento (dal 2021

in poi) e la parallela applicazione,

dal gennaio 2013,

di un’aliquota di rendimento

dell’1,25 per cento.

Questo terzo scenario è

stato di fatto approvato e

concordato dalla consulta

con il consiglio d'amministrazione

dell’Ente.

La diminuzione dell'aliquota

di rendimento è

compensata parzialmente

da due fattori: il principio

del pro-rata e la rivalutazione

dell’incremento dell’inflazione

che dettagliamo

qui accanto.

Aumenterà progressivamente

la soglia sulla quale vengono

calcolati i contributi che versa

il libero professionista.

Ecco come cambiano

vecchiaia e anzianità

Accanto al nuovo meccanismo

di calcolo della

pensione, va considerato

anche l'innalzamento forzato

dell'età di pensionamento

che l'Enpam deve

mettere in cantiere per garantire

l'equilibrio dei bilanci

per i prossimi cinquant’anni,

come previsto

dalla legge.

Su questo versante,

per la cosiddetta “età di

vecchiaia” si profila un innalzamento

graduale, che

13


- come viene illustrato nelle

tabelle 2a e 2b – crescerà

gradualmente per

arrivare a 68 anni a partire

dal 2018.

La pensione di anzianità

potrà continuare ad essere

fruibile a partire dalla soglia

di 58 anni più 35 anni

di contributi e 30 anni di

anzianità di laurea (o in alternativa

a qualsiasi età in

cui si raggiungano i 42 anni

di contributi e i 30 di anzianità

di laurea), ma sono

previsti disincentivi crescenti

al diminuire dell'età

di pensionamento. Tali disincentivi

saranno applicati

a partire dal gennaio 2013,

si chiamano “coefficienti

di adeguamento all’aspettativa

di vita per anticipo

della prestazione”, e vengono

calcolati rispetto al

requisito di vecchiaia in vigore

nell’anno. Peraltro,

già da gennaio 2013, per

ogni anno in più di permanenza

in attività rispetto all'età

di vecchiaia prevista

dalle tabelle, sarà applicata

una maggiorazione del 20

per cento dell’aliquota di

rendimento pro-tempore

vigente.

Obiettivo primario

il pareggio di bilancio

In tutti gli scenari prospettati,

incluso quello approvato

dalla consulta

quota B, è previsto che restino

positivi (senza cioè

scoperture, debiti, passivi)

il saldo corrente (le entrate

contributive più le rendite

del patrimonio Enpam

meno le uscite per le pensioni

e la gestione dell'ente)

e, a maggior ragione, il

saldo patrimoniale (le entrate

più le rendite patri-


Le date della riforma

pensionistica

Novembre 2007 Decreto ministeriale. La stabilità di una cassa richiede bilanci

tecnici in equilibrio non più a 15 ma a 30 anni

Il 22/04/2009 Conferenza di servizi. Il saldo di riferimento per sancire il pareggio

di un bilancio è quello corrente, che tiene conto dei proventi

del patrimonio

Giugno 2010 Ok a conto consuntivo Enpam 2009 - commissionati i bilanci tecnici

al 31/12/2009

Dicembre 2010 consegna all'Enpam dei bilanci tecnici 2009

Giugno 2011 le consulte, convocate separatamente, convengono sull'opportunità

di omogeneizzare al massimo le prestazioni dei Fondi

Dicembre 2011 Manovra Salva-Italia. Non si richiedono più 30 anni di sostenibilità

dei bilanci ma 50 e si vieta l’uso del patrimonio ai fini del calcolo

dell’equilibrio cinquantennale

Febbraio 2012 le Consulte dell’Enpam si riuniscono per adeguare il proprio sistema

pensionistico alle nuove norme

Fine marzo 2012 Riunione straordinaria del consiglio nazionale

ATTUALITÀ

30 giugno 2012 Termine fissato dalla legge per la presentazione delle riforme

Tabelle 2a e 2b – Innalzamento delle età di vecchiaia ed anzianità

2a – Innalzamento graduale dell’età di vecchiaia, come di seguito indicato:

Fino al 2013 2014 2015 2016 2017 Dal 2018

31.12.2012 in poi

65 anni 65 anni 66 anni 66 anni 67 anni 67 anni 68 anni

e 6 mesi e 6 mesi e 6 mesi

2b – Introduzione dall’1.12013 della pensione anticipata al raggiungimento

del requisito anagrafico di seguito indicato, unitamente a 35 anni di contribuzione

e 30 anni dalla laurea:

2013 2014 2015 2016 2017 Dal 2018

in poi

59 anni 60 anni 60 anni 61 anni 61 anni 62 anni

e 6 mesi e 6 mesi e 6 mesi

ovvero al raggiungimento di 42 anni di anzianità contributiva a prescindere dall’età

anagrafica, congiuntamente a 30 anni di anzianità di laurea

14 CorriereMedicoOdontoiatria — Marzo 2012

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Servizi


moniali, più il patrimonio

in possesso della Fondazione)

mentre si arriva a

una scopertura nel solo

rapporto tra i contributi e

le uscite per pensioni nell'anno

2036. In quell'anno

è presumibile si debbano

intaccare le rendite patrimoniali

o il patrimonio, o

che sia comunque necessario

andare a pescare in

voci extra-contributi: un'operazione

che, ricordiamo,

seppur in via eccezionale il

ministro del lavoro Elsa

Fornero ha affermato di

poter consentire. Peraltro,

la riforma da un punto di

vista ragionieristico mette

insieme tutti e tre i fondi

speciali (medici di famiglia

e pediatri; specialisti Asl;

specialisti esterni) e il fondo

quota B e i calcoli che li

riguardano; e nella bozza

presentata alle consulte

viene spiegato come con

la manovra applicata a tutti

i fondi proprio a partire

dal 2028 – anno in cui era

previsto l'inizio di una stagione

di bilanci in rosso a

causa dell'esodo di tantissimi

medici – le cose per i

conti dell'istituto dovrebbero

invece iniziare a migliorare

(figura 1 e 2).

Dalla quota B

alla quota A

L'ok delle consulte ai

piani di ricalcolo prospettati,

in ogni caso, non è tutto.

In questi giorni cade il

passaggio dovuto all'approvazione

del Consiglio

nazionale, dove a dare il

via alla riforma del Fondo

quota B non saranno i presidenti

delle Cao provinciali

ma i presidenti d'Ordine

dei medici che per sta-

5.000.000

3.000.000

1.000.000

–1.000.000

–3.000.000

–5.000.000

–7.000.000

2010

2013

20162019202220252028203120342037204020432046

tuto devono deliberare in

materia in quanto “consiglio

nazionale” della Fondazione

Enpam (del resto i

dentisti sono solo una minoranza,

pur forte e autorevole,

della componente

iscritta in quota B). La riu-

Sarebbe un guaio passare in corsa

al calcolo contributivo

La possibilità del contributo integrativo dal 2

al 4 per cento era una delle ghiottonerie

legate a una possibile adozione del sistema

di calcolo contributivo. A carico del

paziente, avrebbe incrementato la pensione

senza grossi contraccolpi per nessuno.

Tuttavia a conti fatti il sistema contributivo

presenta più svantaggi che vantaggi per i

professionisti. Ecco perché il CdA

dell'Enpam lo ha bocciato. Con due ragioni

diverse, per la verità. La prima portata dal

vicepresidente Giampiero Malagnino,

odontoiatra, secondo il quale con il

contributivo si rischiava di vedersi

appioppare un'aliquota molto alta tutta a

carico del dentista, paragonabile al 27 per

cento di contributo Inps che versano gli

igienisti dentali alla gestione separata. «Ora

Figura 1 – Saldo corrente di tutti i fondi Enpam

Bilancio tecnico al 31.12.2009 – Parametri specifici

2049

2052

2055

2058

nione straordinaria del

consiglio però non si può

considerare alla stregua di

una mera ratifica politica.

Ha anche il valore di un

giudizio tecnico sulla riforma

del calcolo di un'altra

quota di pensione, la quo-

a riforma non ancora effettuata – riporta il

sito Il dentale.it – mille euro versati rendono

140 euro di pensione l'anno: troppi! Con la

riforma poco più di 60, che se dovessimo

passare al contributivo diventerebbero 50».

La seconda ragione per dire no al

contributivo, prospettata dal vicepresidente

vicario Enpam Alberto Oliveti, tiene conto

del debito previdenziale: «Il debito

previdenziale – premette Oliveti – è un

debito latente e non ci si può aspettare che

una cassa abbia tanto patrimonio reale da

far fronte a tutti i contributi versati rivalutati,

come non ci si può aspettare che una banca

abbia la liquidità necessaria a far fronte a

tutti i depositi dei suoi clienti, o uno stato

abbia tanta riserva aurea quanto è il valore

della moneta battuta. Il nostro sistema

16 CorriereMedicoOdontoiatria — Marzo 2012

5.000.000

3.000.000

1.000.000

–1.000.000

–3.000.000

–5.000.000

–7.000.000

Figura 2 – Saldo corrente di tutti i fondi Enpam

post-riforma

2010

2013

20162019202220252028203120342037204020432046

ta A del fondo generale,

quella che versano tutti gli

iscritti, medici ed odontoiatri,

in base all'anzianità

di laurea e al reddito.

Proprio in relazione al

Fondo quota A, con l’obiettivo

originario di una

pensionistico si basa sui contributi dei

lavoratori subentrati con l’aiuto del servo

motore che è il patrimonio. La legge ha

fissato una proporzione aurea tra il

patrimonio e le uscite annuali per gli assegni

pensionistici che si chiama riserva legale e

in cassa ci devono essere almeno cinque

volte le uscite pensionistiche dell’ultimo

anno. Ad oggi, se cessassimo all’improvviso

sia di ricevere contributi che di fruire della

redditività dal patrimonio, potremmo vivere e

dare pensioni per undici anni, ma in nessuna

cassa ci si può prefiggere di accumulare

tanto patrimonio quanto è il debito

previdenziale. Il fatto che dal punto di vista

dell'assegno pensionistco i due sistemi di

calcolo – retributivo e contributivo – si

possano definire equivalenti, non vuol dire

Marzo 2012 — CorriereMedicoOdontoiatria

sostenibilità a trent’anni –

ha spiegato il CdA dell'ente

– sarebbe compatibile

un innalzamento graduale

dell’età di vecchiaia che

resterebbe 65 anni fino a

tutto il 2012 per salire a

65 anni e mezzo l’anno

2049

2052

2055

2058

prossimo, a 66 nel 2014, a

66 e mezzo nel 2015, 67

nel 2016, 67 e mezzo nel

2017 e 68 dal 2018. I contributi

minimi che oggi sono

rivalutati del 2 per cento

(cioè il tasso di inflazione)

più un 1,5 per cento,

che siano intercambiabili. Non si può

passare in corsa senza problemi dall'uno

all'altro, definendo due spezzoni di calcolo

per un'unica pensione. Se andassi in

pensione a 65 anni con l’attuale sistema

avrei 4800 euro lordi che scenderanno a 4200

con i nostri interventi. Se invece lo

calcolassimo con il contributivo totale

rinegoziando i valori assegnati intaccando le

aspettative dei nostri iscritti scenderei a

3100 euro al mese lordi. Se invece

decidessimo di passare in corsa al calcolo

contributivo dal gennaio 2013, lasciando

intatto quanto maturato da ciascun iscritto,

intonse le aliquote di rendimento pregresse,

dovremmo predisporci, semplificando al

massimo, a pagare sia la quota attesa (in

particolare dai più vecchi) con il vecchio

ATTUALITÀ

recupererebbero solo i tre

quarti dell’inflazione con

un tasso di crescita finale

complessivo del 3 per

cento.

Solo dopo l'approvazione

del consiglio nazionale i

nuovi calcoli saranno presentati

al ministero del Lavoro.

Il Ministro Fornero

avrà un mese di tempo

per approvare, e se non lo

facesse da settembre

(non più da giugno) salvo

ripensamenti o modifiche

ulteriori la manovra di Ferragosto

prevede che l'Enpam

passi al sistema di

calcolo contributivo coatto,

con prelievo forzoso

dell'1 per cento a tutti i

pensionati per contemperare

i diritti maturati dai

contribuenti (principio del

pro-rata) e le esigenze di

pareggio di bilancio chieste

alla Fondazione.

sistema sia quella attesa con il nuovo».

Dunque, la storia del cambio in corsa è «una

favola. Altrimenti detto, se un contributo è

stato messo in viaggio per far cassa con il

contributivo come puoi spostarlo dall’altra

parte del campo per fargli pagare un’altra

pensione calcolata su base retributiva? Il

cambio si potrebbe fare se impostassimo un

nuovo fondo partendo da zero e in parte è

stato fatto per il fondo specialisti esterni che

era in passivo per atti legislativi ed in

proiezione era morto, e per il quale abbiamo

previsto l’azzeramento del saldo annuale

negativo grazie all’intervento solidaristico

degli altri fondi e l’avvio immediatamente

successivo di un sistema di calcolo

contributivo per gli iscritti in attività così da

non avere altro debito previdenziale».

17


ATT

UA

LITA’

MOLTE LE ASPETTATIVE DISILLUSE AL MEETING

ORGANIZZATO A MILANO DALL’UNIDI

Arrivano già i primi no

alle richieste formulate

dal tavolo del dentale

Mauro Miserendino

Corriere Medico Odontoiatria

Dopo un 2011 nero per i dentisti e più in chiaro

che in scuro per i produttori, sono attesi nuovi tempi di recessione

per tutti. E non solo in Italia. Ma il nostro Paese

alle prese con una crisi tra le più gravi in Europa potrebbe

fare un tonfo rumoroso: è il secondo mercato europeo e

ancora l’anno scorso gli studi odontoiatrici secondo il Centro

Studi Andi hanno perso il 20 per cento del fatturato.

Non sono previste misure da parte del Governo Monti a

favore della filiera: gli aiuti non sono permessi e le agevolazioni

fiscali aprirebbero altre falle nei conti. Come se non

bastasse, c’è anche la normativa dell’Unione Europea, con

imposizioni stringenti e in qualche caso contraddittorie che

potrebbero avere ripercussioni pesanti. Se n’è parlato al

Forum “Come garantire la qualità al tempo della crisi”, organizzato

a Milano dall’Unidi che riunisce i produttori di attrezzature

del dentale. Nell’occasione, alla presenza di parlamentari

ed eurodeputati, sono state esposte le rivendicazioni

della filiera emerse dal tavolo del dentale organizzato

a Roma dall’Associazione nazionale dentisti italiani ed è

stato annunciato che la manifestazione fieristica Expodental

tornerà dopo qualche anno nel capoluogo lombardo, dove

si svolgerà dal 18 al 20 ottobre.

Bisogna fare lobby sia in Italia sia in Europa

Punto forte dell’incontro milanese, la necessità per tutti

i protagonisti del settore – dentisti, odontotecnici, produttori,

distributori, igienisti, assistenti – di fare lobby insieme

in Italia e in Europa. E’ quanto già fanno da tempo tedeschi

e nordeuropei in genere, mentre noi ci presentiamo spesso

(ma sempre meno) con rivendicazioni divergenti. «Siamo

il secondo mercato europeo, ma sui prezzi siamo la Cina

dell’Europa» sottolinea Marcello Quaranta vicepresidente

dell’associazione dei distributori europei. «Ci sono delle

trasformazioni in corso e nella filiera da 240 mila addetti so-

18 CorriereMedicoOdontoiatria — Marzo 2012

I dati del comparto dentale in Italia

Addetti 170.000

Con indotto 200.000

Fatturato 10 miliardi euro

che generano 30 mrd valore aggiunto

Odontoiatri 57.000

(1:105 ab vs 1.2000 OMS)

Studi attivi 40.534

Odontoiatri/studio 1,4

Studi medio-piccoli 70%

Fatturato studio euro 144.000/anno

Reddito medio dent. euro 46.700/anno

Fatturato odontoiat. 6 miliardi di euro

Lab. odontotecnici 13.183

(19.000 nel 1996)

Fatt. studi odontotec. euro 68.300/anno

Reddito odontotecn. euro 28.000/anno

Industrie italiane 100

Addetti 3300

Fatturato industria 630 milioni di euro

Valore export 60-70%

Igienisti dentali 6.000

(2.000 negli studi odont.)

Reddito igienista euro 30.000/anno

Assistenti di studio 100.000

Assist./odontoiatri

Fonte Andi – Ag. Entrate - Unidi

2:1

no in atto processi di concentrazione

e ingressi di

nuovi capitali. Siamo un

comparto che pesa come la

Fiat ma che non ottiene

sconti in Parlamento. Intanto

il mercato sta cambiando

pelle. Noi chiediamo parcelle

detraibili per i clienti e soprattutto

la defiscalizzazione

per una serie di attrezzature

che a noi non danno

maggior reddito ma che ai

pazienti danno sicurezza,

Marzo 2012 — CorriereMedicoOdontoiatria

come le macchine sterilizzatrici

o la diagnostica che il

dentista acquista per il proprio

studio senza aiuti o

sgravi di alcun genere. Il

possesso di Cad Cam o di

riuniti hi-tech, che si vendono

sempre meno, non aiuta

il dentista a diventare ricco

ma per esempio consente

lavorazioni più rapide e ambienti

più igienici, a differenza

di quanto avveniva

una ventina di anni fa. Si

tratta di costi che il professionista

sostiene in questo

momento per offrire una

qualità all’altezza delle

aspettative della comunità.

Dunque, è inutile e dannoso

inserire tali attrezzature

negli studi di settore, come

base imponibile».

Ci vuole una grande

campagna promozionale

Una richiesta di questo

tipo è uscita proprio dal tavolo

del dentale, di cui riferisce

il presidente dell’Andi

Gianfranco Prada. «Il tavolo

rappresenta anche l’altro

sindacato di categoria,

l’Aio, gli igienisti dentali dell’Aidi

e dell’Unid, i distributori

dell’Ancad, i produttori

dell’Unidi, l’Ordine. Rappresenta

soprattutto una realtà

italiana dove il 90 per cento

degli studi è privato e guidato

da un solo professionista,

una rete esterna al servizio

sanitario ma che in

questi anni ha assicurato

prevenzione e cure accessibili.

Il tavolo, oltre al calo di

accessi e prestazioni – spiega

Prada – ha individuato altri

dati: l’italiano continua a

curarsi per le emergenze,

ma crollano le richieste di

prevenzione e di protesica.

Abbiamo proposto al ministero

dell’Economia di aumentare

la deducibilità delle

imposte ma ci è stato risposto

che a fronte di perdite

certe non ci sarebbero

entrate altrettanto certe.

Oggi dunque occorrerebbe

realizzare insieme una grande

campagna di promozione

della salute orale e del

made in Italy, anche in Europa,

da dove arrivano altri

segnali preoccupanti».

Prada cita tre direttive

19


dell’Ue che stanno per abbattersi

sulla filiera del dentale,

con ripercussioni negative

molto probabili nel

nostro Paese e si sofferma

in particolare sulla prima.

«La direttiva sulle standardizzazioni

in fase di elaborazione

fa rientrare dalla finestra

normative che assimilano

prodotti e professionisti

del dentale a tutte le altre

categorie d’impresa che

nulla hanno a che fare con

la salute, e che quindi non

godono dei privilegi che già

esentarono tali categorie

dalla direttiva servizi (la

2006/123 del parlamento

europeo e del consiglio,

del 12 dicembre 2006, relativa

ai servizi nel mercato

interno, ndr)».

In corso la revisione

sui dispositivi medici

Ma questa non è l'unica

fonte di preoccupazione

proveniente da Bruxelles.

E’ infatti in corso la revisione

della direttiva 93/42 sui

dispositivi medici – incluso

il Cad-Cam – e alcuni passaggi

lasciano perplessi.

Spiega Linda Sanin segreteria

generale dell’Unidi: «Il

sospetto è che si voglia imporre

un’approvazione preautorizzazione

in commercio

con procedure simili a

quelle in vigore per i farmaci.

Noi diciamo sì al controllo

di qualità, ma questo viene

già curato da organismi

accreditati del ministero

della Salute e poi ci sono le

pratiche per il marchio CE.

«Temiamo ci vengano

imposti ulteriori livelli di burocrazia,

per esempio con

interventi affidati ad agenzie

nazionali o all’Agenzia

europea del farmaco. Noi ri-

Expodental forum

il programma scientifico

Ospiti stranieri importanti, ma non tanti. Il

loro numero sarà misurato perché nel

mondo quando si parla di estetica sugli

impianti c’è poco da invidiare agli italiani.

E di estetica e tecnologia di supporto alle

nuove dinamiche medico-paziente si

tratterà con un taglio particolare al

prossimo expodental forum in programma

a Fieramilanocity dal 18 al 20 ottobre

prossimi. Un'anticipazione del programma

della manifestazione, tornata in ambito

meneghino dopo alcuni anni a Roma, è

stata offerta all'incontro milanese di Unidi

a febbraio. La premessa è che Milano e

Roma hanno collaborato alla pari a

disegnare la manifestazione. Con il

collegio dei docenti in odontoiatria diretto

da Antonella Polimeni, Unidi ha cercato di

creare un progetto integrato culturale,

triennale, che è partito proprio l'anno

scorso con l'ultima Expodental romana, ma

che nei due anni successivi vedrà

imponenti approfondimenti. «Unidi ci ha

chiesto che per questo evento formativo

costruissimo un comitato scientifico

“forte”, e quest'ultimo – spiega Polimeni -

ha elaborato un evento molto centrato su

una riabilitazione impiantare che abbia

caratteristiche di qualità». Del comitato

spondiamo che in questo

modo si priva di significato

e valore il processo che

porta all’acquisizione del

marchio CE».

Altre preoccupazioni riguardano

poi le norme in

via di approvazione sull’applicazione

della direttiva sugli

sbiancanti, che è stata

già approvata. «Questi ultimi

erano finora considerati,

seppure impropriamente,

dei dispositivi medici –

spiega Sanin – ed erano assoggettati

a una normativa

che prevede test molto simili

a quelli dei farmaci e

dei presidi sanitari. C’è stato

in merito un dibattito sulla

pericolosità del perossido

di idrogeno in concentrazioni

superiori al 6 per cento.

Si è giunti a un accordo tra

le due unità – cosmetici e

dispositivi medici – dell’allora

Direzione generale imprese

e industria della

fanno parte Franco Santoro dell'Università

degli studi di Milano, Eugenio Romeo

associato dell'Università di Milano e

presidente della Società italiana di

ortodonzia e implantologia (SIO), Luca

Francetti del servizio odontoiatria

dell'Istituti Ortopedico Galeazzi Milano e

Alessandra Maiorana ordinario

all'università di Brescia ed esperta di

odontoiatria pediatrica. A quanto appreso

direttamente al meeting Unidi (e

confermato dai successivi comunicati), si

profilano quattro sedute di spessore

eccezionale nella giornata del 20 ottobre:

radiologia e sistemi Cad-Cam per

l’implantologia guidata con

l’obiettivo del controllo del dolore e la

protesizzazione immediata presenti Hans

Goran Grondhal professore emerito

università di Goteborg, Alberto Zerbi

dell’Istituto Galeazzi e Davide Sigurtà

chirurgo odontostomatologico e radiologo

esperto per sfruttare al massimo la

componente ossea e contenere numerosità

e gravità dei traumi;

implantologia e parodontologia: c’è

spesso bisogno di supporti

Commissione europea, in

cui si prevede di trattarli a livello

legislativo sì come cosmetici

ma di consentirne

l’utilizzo esclusivamente

professionale solo in concentrazioni

non superiori al

6 per cento».

L’Unidi si fa infine portavoce

di richieste da formulare

al più alto livello: il trattato

di Maastricht del 1992.

Difficilmente saranno esaudite.

Ma sono tuttora ope-

20 CorriereMedicoOdontoiatria — Marzo 2012

parodontali sugli impianti ci saranno il

professor Soren Jensen (danese), Luca

Francetti, Giano Ricci di Firenze;

rigenerazione ossea dove mettere

gli impianti professoressa Eva

Sidelmann Karring (Braedstrup Implantal

Center – Danimarca), Matteo Chiapasco

dell'Università di Milano e Massimo

Simion di Milano;

Estetica in riabilitazione Gaetano

Calesini presidente Accademia

italiana Odontoiatria protesica, Stefano

Frediani di Lucca e Giovanni Zucchelli di

Bologna. Su quest'ultimo punto insiste

Eugenio Romeo (SIO): «C'è un profilo eticomorale

nella riabilitazione. Come SIO, da

20 anni punto di riferimento nella lotta per

la qualità nella formazione e nella

prestazione sanitaria, abbiamo sviluppato

il forum sulla qualità dai punti di vista

dell’operatività clinica e merceologica».

Più in generale, spiega Romeo, «in Italia ci

attende un balzo in avanti da fare, poiché

rativi aiuti a paesi concorrenti

che non ne dovrebbero

fruire. La Germania, che

è il principale produttore di

articoli per il dentale, è avvantaggiata

in particolare

con una deroga agli aiuti di

stato, ottenuta in forza della

riunificazione tra Bonn e

Berlino nel 1989. In pratica,

mentre nessun paese dell’Unione

Europea, neanche

quelli ex-comunisti, può assegnare

aiuti alle proprie

Marzo 2012 — CorriereMedicoOdontoiatria

non c’è un registro degli impianti. Su 1,1

milione di impianti venduti ogni anno per

lo più da aziende certificate (ma c’è un

sommerso non indifferente) non sappiamo

come collocare il dato, se ci sia

overtreatment o no. Se la nostra

professione vuole emanciparsi deve dare

prestazioni adeguate e inseguire i

materiali migliori e dall’altra parte una

formazione post-laurea che non può

essere lasciata al caso. SIO ha fatto un

programma per la manifestazione Unidi di

Milano riunendo molte società

scientifiche odontoiatriche nazionali, ben

sapendo che il nostro Paese è riferimento

internazionale in implantologia e proprio

Milano è uno dei principali centri di

ricerca».

Ultima annotazione; sempre nella giornata

del 20 ottobre ci sarà un forum di

aggiornamento dedicato agli

odontotecnici, che sarà gestito dal partner

storico di Unidi, l'associazione “Amici di

Brugg”.

imprese, il Trattato di Maastricht

all’articolo 107 comma

2 garantisce un esonero

speciale ai tedeschi, che

sarebbe dovuto cessare

cinque anni dopo l’entrata

in vigore del trattato, mentre

invece dura tuttora. Le

industrie tedesche sarebbero

agevolate soprattutto nel

momento espositivo (ma

non solo).

A livello italiano, ci sono

richieste pratiche e strin-

genti che a Milano sono

state formulate al senatore

Fabio Rizzi, chairman del tavolo

cui sedevano esponenti

parlamentari e del

dentale.

No a ulteriori

detrazioni

La prima richiesta riguarda

la possibilità di portare in

detrazione nelle future dichiarazioni

dei redditi dei

cittadini le prestazioni odon-

ATTUALITÀ

toiatriche e anche quelle

degli igienisti, ma il Governo

dice no a un incremento

delle attuali detrazioni per

prestazioni terapeutiche,

perché «non si possono sostituire

uscite certe con entrate

incerte» e perché «l’evasione

stimata al Sud è

pari a tre volte la somma

dei redditi dichiarati a

Nord».

La seconda richiesta

chiama in causa la tendenza

crescente dei dentisti a

investire in attrezzature di

alta tecnologia, il cui mercato,

che già va bene, potrebbe

crescere e rilanciare tutta

la filiera; si chiede così di

poter recuperare in parte la

spesa a titolo di incentivo

alla crescita. C’è in merito

la richiesta di rilanciare per

questo difficile 2012 le agevolazioni

della manovra Tremonti-ter.

Quest’ultima, a

decorrere dal periodo di imposta

2010, esclude dall’imposizione

sul reddito di

impresa il 50 per cento degli

investimenti in macchinari

e apparecchiature compresi

nella divisione 28 della

tabella Ateco 2007, purché

siano stati fatti nella finestra

di un anno che va

dall’entrata in vigore del decreto

(2009) fino al 30 giugno

2010.

L’Iva salirà ancora

arriveranno altri tagli

Le risposte dei parlamentari

presenti all’incontro

milanese hanno però disilluso

ogni aspettativa. Fabio

Garavaglia della Commissione

bilancio del Senato,

al corrente dei dibattiti in

corso al ministero dell’Economia,

ha per esempio

spiegato che non ci saran-

21


Verso Bruxelles

La direttiva sulle

standardizzazioni penalizza le

professioni sanitarie

In arrivo procedure più

complesse per approvare i

dispositivi medici

Regole da chiarire sull'uso

degli sbiancanti come

cosmetici e come presidi

sanitari

La Germania gode ancora di

vantaggi impropri per le

proprie produzioni

Riepilogo

delle doglianze

della filiera

del dentale

no sgravi fiscali per le parcelle

dei clienti. Anzi, nel

prossimo futuro – oltre all’aumento

dell’Iva che, ha

ricordato, salirà al 23,5 per

cento nel 2013 – sono addirittura

preventivabili tagli alle

prestazioni del servizio

sanitario pubblico.

Garavaglia si dichiara favorevole

all’attività di lobby

dei produttori italiani, ma

tiene a fare alcune precisazioni:

«Nelle gare capita di

vedere ditte italiane che

vincono gli appalti e poi affidano

le commesse in Turchia.

Il made in Italy dovrebbe

essere un marchio

di qualità, raccontare delle

verità che sono garantite da

una precisa tracciabilità. E

poi, per legge, il 23 per cento

di tutti gli appalti negli

ospedali degli Stati Uniti va

alle piccole imprese che invece

da noi restano spesso

tagliate fuori; nel decreto

sulle liberalizzazioni c’è una

norma che offre spazio alle

“taglie mini”, basta saperla

leggere».

Una mano generica i

parlamentari promettono di

darla per quanto riguarda

l’approvazione del disegno

Verso Roma

Rivedere la legge 175 che impone di vendere materiale

odontoiatrico solo a persone fisiche (dentista, odontotecnico) in

albi specifici

Far portare in detrazione le prestazioni odontoiatriche ai cittadini

Introdurre norme per il recupero degli investimenti del dentista

(Tremonti-Ter)

Approvare subito il ddl salute che inasprisce le pene a

prestanome e abusivi

di legge omnibus, quello –

ancora fermo in Senato –

che oltre a istituire l’ordine

separato degli odontoiatri

inasprisce le pene per l’abusivismo

e il prestanomismo.

E ribadiscono un impegno,

sempre generico,

agli igienisti dentali e a tutti

gli intervenuti che ricordano

come in Parlamento siano

fermi anche il disegno di

legge di riforma di tutte le

professioni che riordina gli

albi professionali e il disegno

di legge di riordino delle

professioni sanitarie che

darebbe albi e livelli di governo

deontologico ad igienisti,

infermieri, fisioterapisti

ed altre figure sanitarie.

Un capitolo a parte merita

la Legge Volponi 175/92

sulla pubblicità sanitaria che

all’allegato B impone regole

molto restrittive nella vendita

e nel leasing di dispositivi

medici; con le liberalizzazioni

e l’avvento delle società

di professionisti lo scenario

“materiale” cambia al punto

da richiedere l’aggiornamento

in tempi rapidi di alcuni

passaggi. Ne parliamo

in un altro articolo di questo

stesso giornale.

22 CorriereMedicoOdontoiatria — Marzo 2012

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LITA’

DISTRIBUTORI: I NUOVI ASSETTI DEL MERCATO

HANNO RESO ANACRONISTICA LA LEGGE DEL 1992

Società di professionisti:

proposta l’anagrafe

dei direttori sanitari

Mauro Miserendino

Corriere Medico Odontoiatria

In totale trasparenza e nel rispetto delle regole

vigenti sulla pubblicità. Così continueranno ad agire, in

un momento decisamente difficile, i distributori italiani.

Ma chiedono più chiarezza sui vincoli che regolamentano

la commercializzazione dei prodotti. Continuare a imporre

che si venda solo ed esclusivamente a persone fisiche

– come dispone la “legge Volponi” (n. 175/1992) –

senza prendere in considerazione gli sviluppi della Legge

Bersani a partire dal 2007, non solo non appare più

realistico per un mercato popolato da persone giuridiche,

aziende ospedaliere, società di leasing e società di

professionisti, ma non aiuta certo la crescita delle società

di professionisti che in più di un caso potebbero

rappresentare un salvagente anticrisi.

E così, mentre in Parlamento si discute sulla migliore

regolamentazione delle società e sulle tutele da adottare

contro gli abusivi, il comparto dentale porta avanti il ventaglio

delle proposte coordinate tra le professioni della

filiera. Tra queste figura anche il superamento dei passaggi

più anacronistici della legge Volponi.

Intanto, al meeting milanese oranizzato dall’Unidi è

emerso un dato di fatto che non si poteva certo dare per

scontato: anziché schierarsi con quella che qualcuno ha

definito “industrializzazione della libera professione”, la

distribuzione propende apertamente per lottare a fianco

dello studio monoprofessionale. Anzi, si tratta di un impegno

che Maurizio Quaranta, vicepresidente dell'Associazione

dei depositi del dentale europei Adde, non esita

a definire “la madre di tutte le future battaglie”.

Cariche limitate, con precisi ruoli e responsabilità

In ambito istituzionale, visto che la “vecchia” 175

sembra ormai prospettare più ostacoli che soluzioni in

questo campo, con l’obiettivo di emendarla è stato alle-

24 CorriereMedicoOdontoiatria — Marzo 2012

stito un tavolo tecnico guidato

dal senatore Fabio

Rizzi (Lega Nord) e coordinato

da Mario Longo, presidente

di Octopus Brain,

associazione per la prevenzione

del disagio ma

anche esperto delle relazioni

nel settore. Ed è appunto

su queste basi che

è stata proposta l’istituzione

di un'anagrafe nazionale

dei direttori sanitari.

In pratica, con la soluzione

ipotizzata dal tavolo,

si limiterebbero a due le direzioni

sanitarie che una

sola persona può assumere,

con obbligo per il professionista

di presenza nella

struttura e con una chiara

definizione di quelle che

sono le responsabilità e i

ruoli.

A dare il via a quella

che sarebbe una vera e

propria anagrafe nazionale

dei direttori sanitari è la

necessità di avviare un’adeguata

forma di controllo,

oggi inesistente per la

mancanza di dialogo tra le

varie Asl ma anche tra le

Marzo 2012 — CorriereMedicoOdontoiatria

La soluzione

consentirebbe di attuare

forme di controllo

attualmente inesistenti.

diverse regioni.

Notare che l’attuale situazione

avrebbe permesso

ad alcuni direttori sanitari

di assumere fino a un

centinaio di incarichi.

Le cose, tra l’altro, potrebbero

ulteriormente

peggiorare dopo quanto

previsto dalla manovra bis

del Governo Berlusconi

dello scorso agosto e dal

decreto sulle liberalizzazioni

(in modo più blando),

che avviano le società professionali.

Sulla questione, peraltro,

non si registra soltanto

la proposta parlamentare

di istituire un’apposita

anagrafe nazionale; va per

esempio precisato che in

Lombardia esiste una delibera

che in campo medico

limita agli esercenti delle

arti e delle professioni la

partecipazione al massimo

a due società.

«L'anagrafe nazionale –

sintetizza Quaranta – rende

possibile un controllo

effettivo delle transazioni

25


ATTUALITÀ

commerciali, oltre a permettere

al paziente di sapere

quante direzioni sanitarie

ha assunto il responsabile

dell'ambulatorio o

del gabinetto dentistico al

quale si è rivolto».

Ma a questo punto i rischi

di scarsa trasparenza

presentati dal proliferare

di società di professionisti

ed ovviabili con persone fisiche

“referenti” in ultima

analisi anche della distribuzione,

si intrecciano con

i vincoli che la la legge Volponi

pone proprio alla distribuzione.

L'allegato A

della legge 175

In base all’allegato A

delle legge 175/1992, infatti,

si può vendere un’attrezzatura

professionale

solo a chi dimostra di possedere

un certificato di

abilitazione di data non anteriore

ai trenta giorni la

stipula del contratto, pena

un’ammenda che va dalle

tre alle sei volte il valore

della transazione e il rischio

di reclusione sino a

sei mesi.

Non essendo mai stato

aggiornato, secondo i distributori

l’allegato è anacronistico,

e anche per la

sola vendita di una scatola

di guanti monouso espone

al rischio di sanzioni, per

non parlare delle transazioni

con le società di leasing,

le Asl o le università.

Oltretutto, all'articolo 9

della stessa legge si prevede

che, con decreto del

ministero della Salute,

sentita la Federazione degli

ordini medici e odontoiatri,

sia periodicamente

aggiornato l'elenco delle

attrezzature tecniche e

strumentali di cui possono

essere dotati gli odontotecnici.

Perché proprio loro?

Perché agli odontotecnici

è concesso un sottoinsie-

Dipendenti, confermata

la detassazione degli straordinari

me delle apparecchiature

utilizzate dai dentisti, come

ad altre professioni

non mediche è concesso

di usare attrezzature chirurgiche.

Lo stabilisce il decreto

Fra tante angustie, per gli odontoiatri titolari di studi

monoprofessionali arriva una notizia sospirata,

almeno ancora per quest'anno sarà possibile

continuare ad applicare la tassazione sostitutiva al 10

per cento prevista dalla circolare del ministero del

Lavoro 14 febbraio 2011 in luogo dell'imposizione

ordinaria. Significa che straordinario e lavoro nelle

festività, di notte e tutte le voci del reddito 2011 di

dipendenza legate ad aumenti della produttività sono

detassate. La formalizzazione del benefit arriva grazie

all'accordo raggiunto tra i professionisti datori di

lavoro di Confprofessioni con i dipendenti degli studi

professionali, e quindi dal “sottoinsieme” dentisti

(Andi è in Confprofessioni) e assistenti al riunito

(rappresentati dalla triplice Filcams-Cgil, Fisascat-

Cisl e Uiltucs-Uil). L'accordo quadro, che fa da

corollario al contratto dei dipendenti degli studi

siglato al volgere dello scorso anno dalle stesse sigle,

sarà tra gli argomenti a margine dell'importante

appuntamento rappresentato dal 1° Congresso

nazionale Siaso-Confsal (sindacato di categoria degli

assistenti) in programma sabato 21 aprile a Milano

all'auditorium dell'Acquario civico.

del 3 maggio 1994 che

stabilisce cinque elenchi:

l'allegato A definisce le attrezzature

vendibili agli

odontotecnici, il B agli ottici,

il C ai tecnici ortopedici,

il D e l'E ai castrini (chi castra

i suini) e ai maniscalchi.

Inutili vincoli

da eliminare

«In certi casi – aggiunge

Quaranta – il rischio di

incappare nella sanzione è

quotidiano, e con l'avvento

delle società di professionisti

la vendita dei dispositivi

medici riguarderà

anche loro. Se si rafforzasse

la figura del direttore

sanitario, consolidando

una consuetudine che già

esiste, e si istituisse l'anagrafe

nazionale, il problema

sarebbe in parte risolto,

senza inutili vincoli burocratici».

26 CorriereMedicoOdontoiatria — Marzo 2012

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LITA’

L'UNIVERSITÀ PORTOGHESE PROPONEVA UN CORSO

DI LAUREA IN ODONTOIATRIA NEL NOSTRO PAESE

Più dannoso che utile

per i nostri dentisti:

bocciato l’ateneo Pessoa

Mauro Miserendino

Corriere Medico Odontoiatria

28 CorriereMedicoOdontoiatria — Marzo 2012

Laconico il comunicato della Fnomceo

che dal suo sito informa che con

«precisa disposizione ministeriale, è stata

revocata l'autorizzazione all'Università

portoghese Ferdinando Pessoa di esercitare

attivita accademica nel nostro Paese».

L'ateneo, «che era stato al centro di

polemiche per lauree troppo facili» (parole

della Fnomceo), non potrà quindi portare

avanti da noi il suo progetto in odontoiatria.

Gli stati generali dell’odontoiatria

plaudono alla scelta del Ministro Francesco

Profumo. Ma vediamo più da vicino

la vicenda, che non ha precedenti.

La cronistoria della vicenda

Il 4 agosto 2011, Alfredo Pizzoli, legale

rappresentante dell'Università Fernando

Pessoa di Lisbona e Oporto, presenta

Marzo 2012 — CorriereMedicoOdontoiatria

al ministero della Ricerca una domanda

per aprire una sede a Zagarolo, a due

passi da Roma. L'ateneo in questione

(emanazione della Fundação Ensino e

Cultura “Fernando Pessoa”, riconosciuta

dal governo portoghese con decreto del

31 luglio 1996) è nato una quindicina

d'anni fa, è privato e rilascia titoli riconosciuti

in sede comunitaria. Ha filiazioni in

Spagna e Brasile e cerca un approdo in

Italia in conformità alle norme comunitarie,

che prevedono l'insediamento di filiazioni

di atenei di stati membri dell'Ue previ

accordi con le autorità locali e conseguente

silenzio/assenso del ministero

dell'Università. Peraltro, la legge 241 del

1990 consente in particolari casi alla

pubblica amministrazione di revocare

l'assenso ottenuto... silenziosamente.

29


ATTUALITÀ

In ogni caso, l'ateneo portoghese

chiede di aprire in particolare due corsi di

laurea da noi:

odontoiatria e protesi dentaria

scienze infermieristiche e fisioterapia.

Fioccano le iscrizioni ma, com'era prevedibile,

insorge il mondo odontoiatrico

italiano. Il problema è noto: le richieste di

studiare da odontoiatra sono superiori ai

posti disponibili negli atenei italiani e molti

studenti esclusi dalle prove d'ingresso

a numero programmato si trasferiscono

in Spagna, Portogallo, Francia o Romania.

Poi però tornano in Italia da laureati e

possono in qualche modo falsare sia la

concorrenza sia la programmazione prevista

dallo stato italiano. E adesso arriva

anche una università?

Le associazioni dei dentisti non negano

le proprie preoccupazioni. Tuttavia, il diritto

comunitario parla chiaro: l’obiettivo di insediare

nel nostro Paese un'università

straniera è ampiamente perseguibile, a

meno di solide motivazioni contrarie, e l’ateneo

è autorizzato a svolgere anche da

noi parte dei programmi e dei corsi che

caratterizzano la casa madre. Un'altra parte,

gli studenti che vi si iscrivono dovrebbero

seguirli in Porto gallo nelle sedi di cui

l’ateneo dispone a Oporto e a Lisbona.

La disparità di trattamento

Ma alla fine, il nostro ministero del -

l'Uni versità ha trovato le motivazioni

adatte per rispondere picche all'Universidade

Pessoa, e con una nota dello scorso

23 febbraio ha ufficialmente detto no

all'insediamento dell'ateneo portoghese

in Italia. Non deriverebbe alcun valore aggiunto

per gli studenti italiani in odontoiatria

dall’iscriversi in Portogallo, in quanto

l'offerta formativa italiana o di un altro

paese dell'Unione Europea è buona e abbondante.

Per la parte – preponderante –

in cui sono sovrapponibili a quelli italiani, i

corsi portoghesi non offrirebbero niente

di più, mentre per la parte in cui non lo

sono non appaiono necessari.

La direttiva 36/2005 sulla libera circolazione

dei professionisti riconosce che

le professioni sanitarie sono peculiari, più

legate ai servizi dei paesi membri. D'altra

parte quella quota di armonizzazione che

è imposta dall'Unione europea secondo il

ministero dell’Istruzione, dell’Università e

della Ricerca è soddisfatta dagli anni Ottanta

in poi.

Per il Miur autorizzare la frequenza di

questi corsi – raffrontabili per tutto il resto

a quelli delle facoltà italiane ma sottoposti

alla legislazione di un altro stato –

«genera una disparità di trattamento tra

studenti che seguono in Italia due corsi

sostanzialmente identici ma assoggettati

uno alla norme portoghensi e uno alle

norme italiane e determina una grave alterazione

del mercato dei servizi professionali»,

poiché all'ateneo portoghese si

iscrivono aspiranti dentisti italiani in eccedenza

al fabbisogno nazionale che è stato

determinato dallo stesso Ministero, e

viene al contempo vanificato lo sforzo

degli studenti delle università italiane e

dello stesso stato che ne ha finanziato la

preparazione.

E’ appunto per questi motivi che, valutata

la possibilità di revocare l'autorizzazione

di cui alla legge 4 del 1999 articolo 2 comma

3, il ministero dell'Università risponde in

modo negativo alla domanda con il decreto

del 16 febbraio 2012, pubblicato sulla Gazzetta

Ufficiale del 23 febbraio.

In buona parte sovrapponibili

ai nostri, i corsi portoghesi

non offrono niente

di più di quelli italiani.

La soddisfazione dei dentisti

Al provvedimento fa seguito un comunicato

congiunto degli stati generali dell'odontoiatria

rappresentati dai massimi

esponenti della professione:

la Commissione nazionale albo odontoiatri

le associazioni professionali Andi e

Aio

30 CorriereMedicoOdontoiatria — Marzo 2012

Lo stato attuale

del riconoscimento

delle qualifiche

Il riconoscimento delle

lauree in medicina e in

odontoiatria conseguite

negli stati dell'Unione

Europea è automatico

grazie alla direttiva

qualifiche 2005/36/CE.

Non si possono non

riconoscere i titoli

conseguiti all'estero e

per i quali è previsto il

riconoscimento. E non si

possono chiedere esami

integrativi ("misure

compensative"), a meno

che la laurea conseguita

non sia elencata nella

direttiva qualifiche.

Per il riconoscimento

non è necessaria

l'iscrizione all'ordine

professionale, basta che

la laurea in questione

sia abilitante: quelle

spagnole e rumene lo

sono, in altri paesi ci

vuole l'abilitazione con

esame di stato.

A conti fatti ci sono

nell'Ue paesi più

svantaggiati, dove sono

richiesti più passaggi

per poter espatriare ed

esercitare. Per questo le

lobby di medici e

dentisti a Bruxelles

chiedono modifiche alla

direttiva europea del

1996. E proprio di

recente nei locali del

ministero della Salute si

sono incontrati i

rappresentanti dei

medici per discutere

come mettere le mani

sulla normativa.

L'European Network of

Medical Competent

Authorities (ENMCA),

rete di autorità europee

responsabili in ambito di

qualifiche professionali,

ha firmato un documento

che chiede alla direttiva

di garantire la

partecipazione formale

degli ordini nazionali (o

dei sindacati ove

competenti come nei

paesi angosassoni e

scandinavi) al

riconoscimento della

qualifica.

Un elemento chiave del

percorso suggerito dalle

lobby delle professioni

mediche è che il

professionista laureato

in atenei Ue ed abilitato

dovrebbe essere in

possesso di una Carta

professionale

riconosciuta da un

sistema informatizzato

comune agli ordini degli

stati membri (Imi). Ai

professionisti non

dovrebbe essere

il Collegio dei docenti in odontoiatria

la Conferenza dei presidi dei corsi di

laurea in odontoiatria.

A suo tempo, avevano espresso all'unanimità

la propria preoccupazione sull’ipotesi

di istituire in Italia un corso di laurea

privato per la formazione di dottori in

odontoiatria «con accesso non programmato

a fronte di una quota di iscrizione

Marzo 2012 — CorriereMedicoOdontoiatria

consentito di esercitare

senza un'esplicita

autorizzazione da parte

dell'autorità competente

del paese ospitante: in

pratica non basterebbe

il solo meccanismo del

silenzio-assenso.

Le autorità dello stato in

cui il professionista va

ad esercitare

dovrebbero poter

valutare le competenze

linguistiche prima di

concedere l'accesso

alla professione; infine,

diversamente da come

avviene adesso, gli

operatori dovrebbero

fornire prova del loro

attuale esercizio della

professione, quale

condizione per il

riconoscimento

automatico.

La Commissione sulla

revisione della direttiva

al Parlamento europeo

dovrebbe portare le

modifiche

all'approvazione entro il

gennaio 2013. Un

percorso che è previsto

lungo ed accidentato,

ma che in genere,

rispetto agli iter italiani,

ha un finale – se non

lieto – almeno certo e

chiaro.

molto elevata». L'ipotresi era ritenuta lesiva

dell'interesse collettivo e del diritto

alla salute perché il corso sarebbe stato

privo del controllo dello stato italiano sui

contenuti strutturali e organizzativi (la

parte che è in capo all'organizzzione portoghese,

sottolineata dal Ministero) e

quindi di requisiti minimi che garantissero

la qualità della formazione universitaria

nel nostro Paese.

Gli stati generali avevano anche evidenziato

una lesione del diritto allo studio

perché il nuovo corso – così come sarebbe

congegnato – avrebbe finito per premiare

le capacità economiche rispetto al

merito, vista l'alta quota da sborsare per

iscriversi ai corsi dell'ateneo portoghese.

I concetti sono stati ripresi nel comunicato

del 24 febbraio degli stati generali,

che ora auspicano che a Bruxelles, in sede

di commissione europea, si giunga a

definire in modo omogeneo la formazione

in odontoiatria in termini di standard

qualitativi e regolamentazione degli accessi.

E plaudono al decreto firmato dal

Ministro Profumo.

Ma non è ancora detta l’ultima parola

Per la cronaca, era decisamente ambizioso

l'accordo stretto dal legale rappresentante

dell'ateneo portoghese con il

sindaco di Zagarolo – cittadina alle porte

di Roma, nel cui prestigioso palazzo Ro -

spi glio si avrebbe dovuto sorgere la sede

universitaria – e con il presidente della

Provincia di Roma Nicola Zingaretti.

Se il progetto fosse andato a buon fine

sarebbe stata la prima università europea

a fare il proprio ingresso in Italia, dove

per ora sono presenti solo atenei statunitensi.

La Pessoa si era esposta anche

finanziariamente e sarebbero 350 gli studenti

che hanno anticipato la quota d'iscrizione

ai corsi dei docenti italo-portoghesi:

un corpo che – secondo fonti

informate – avrebbe dovuto essere composto

anche da nomi noti dell'odontoiatria

italiana.

Ma circola un'altra indiscrezione: la

bocciatura del Miur non avrebbe scritto la

parola fine alla vicenda e, lungi dallo spegnersi,

il caso potrebbe riaccendersi. Staremo

a vedere.

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Marzo 2012 — CorriereMedicoOdontoiatria

IL VOTO DEI NUOVI PRESIDENTI PROVINCIALI

APPUNTAMENTO DETERMINANTE PER FNOM E CAO

Il rinnovo degli ordini

tra le elezioni in corso

e le sfide del mercato

Mauro Miserendino

Corriere Medico Odontoiatria

Amedeo Bianco e Giuseppe Renzo, il presidente

dei medici e il presidente degli odontoiatri, rinnovano

la loro candidatura alla guida degli ordini. Alla scadenza

del suo quarto mandato consecutivo, il leaderdella Commissione

Albo Odontoiatri Renzo ha affermato esplicitamente

di candidarsi per sondare quanto consenso c'è

sulla condivisione della linea forte fin qui da lui tenuta a

tutela della qualità dell'atto odontoiatrico. Bianco, che a

sua volta conclude il secondo mandato, lo ha affermato

nei giorni successivi, in tre diverse occasioni: l'insediamento

del nuovo consiglio nazionale dei 108 presidenti

d'Ordine dei medici all’inizio di febbraio, l'audizione parlamentare

in Commissione sanità il 22 febbraio sul disegno

di legge “omnibus” che tratteggia il futuro delle

professioni e il nuovo ordine degli odontoiatri, e infine il

1° marzo alla conferenza indetta in occasione della Giornata

sulle professioni, all’Auditorium della Conciliazione.

In quest'ultima occasione, in merito alle liberalizzazioni

del Governo Monti, ha dichiarato: «Se nelle regole di

mercato sulla pubblicità, sulle tariffe, sull’obbligo dei

preventivi non dovessero trovare spazio principi deontologici

che richiamano gli atti professionali ai loro valori civili

e sociali, consegneremmo il nostro paese e i suoi cittadini

a un grande supermercato nel quale sperperare risorse

e dilatare i consumi».

E' dunque ancora una volta la difesa della qualità della

prestazione erogata al cittadino il motivo che accomuna

le ricandidature di Amedeo Bianco e Giuseppe Renzo

alle rispettive presidenze della Federazione nazionale

degli ordini dei medici chirurghi ed odontoiatri e della

Commissione Albo Odontoiatri. Ed è appunto su questo

tema forte che si giocheranno anche le scelte, per nulla

scontate, che designeranno il nuovo comitato centrale

Fnomceo.

33


BIANCO E RENZO SI RICANDIDANO, L'OBIETTIVO

È DI FAR CRESCERE LA PARTECIPAZIONE

Dall'ordine degli odontoiatri

separato alle nuove funzioni:

tanti temi “difficili” sul piatto

Gli elettori aumentano con

fatica nelle province italiane, ma in

compenso sembrano crescere la

compattezza e la propositività nelle

istituzioni deontologiche di dentisti

e medici. E' il risultato dopo

otto anni di leadership “congiunta”

di Amedeo Bianco per i medici

e di Giuseppe Renzo per la Commissione

albo odontoiatri.

Come ha osservato il presidente

della Fnom Bianco al nuovo

Consiglio nazionale, si consolida

l'affezione tra chi si reca alle urne,

anche se a conti fatti nei seggi si

vede tuttora meno della metà dei

medici e dei dentisti iscritti agli albi.

Tuttavia, dai dati relativi alle ultime

elezioni degli ordini provinciali

di fine 2011 arrivano anche elementi

incoraggianti. Il primo riguarda

proprio gli odontoiatri: votano

di più e con maggiore convinzione

dei medici.

Tra i dati della recente elezione

per il rinnovo delle cariche ordinistiche

spicca il dato riportato da

Bianco secondo cui l'affluenza al

voto è stata del 34 per cento per

gli odontoiatri contro il 26 per cento

dei medici: in totale, si sono

presentati al seggio 96 mila medici

e 20 mila dentisti. Fatte le debite

proporzioni (gli aventi diritto sono

circa 330 mila medici contro 55

mila odontoiatri), significa che

ogni tre medici sono andati a vota-

re quattro dentisti.

Un dato ulteriore riguarda le ricandidature

che vengono vissute

– tanto da Bianco quanto da Renzo

– come il risultato di un sostegno

esplicito e solido da parte dei

colleghi ordinisti.

E a prima vista sia la categorie

medica sia quella odontoiatrica

sembrano rivelare una compattezza

insolita rispetto al passato. Nel

presentare la propria ricandidatura

ufficiale, Bianco ha affermato di

aver maturato la decisione «dopo

un lungo giro di opinioni con quasi

tutti voi (si rivolgeva ai presidenti)

che avete testimoniato un largo

consenso al mio operato e a quello

di tutto il comitato centrale».

Se non è scontato vi sia fiducia

nell'attuale leadership, è evidente

come le idee della quali si è fatta

e si fa portavoce siano considerate

un “pensiero forte”.

La ricandidatura Renzo

Qualche giorno prima di Bian-

co, a inizio febbraio, si era ufficialmente

ricandidato Giuseppe Renzo,

dopo aver considerato anch'egli

le tante sollecitazioni che gli arrivavano

in un momento decisamente

complicato per la professione.

E aveva ventilato la propria

candidatura come un referendum

sul percorso politico fin qui seguito,

affermando che anche le due

maggiori associazioni sindacali

odontoiatriche, la “ritrovata” Andi

(dopo un periodo di dialettica con i

massimi vertici) e l'Aio, si riconoscono

nel discorso che sta portando

avanti.

Insomma, c'è sintonia di idee

tra i due presidenti, anche se paradossalmente

si tratta di due presidenti

che gestiscono un “addio”,

con Renzo che ha chiesto e sta

per ottenere un ordine separato

per gli odontoiatri.

La separazione tra medici e

dentisti, se ci sarà com'è previsto

nel disegno di legge omnibus all'esame

del Senato, potrebbe dav-

Il medico Amedeo Bianco

ha difeso in Senato l’autonomia

odontoiatrica prevista dal disegno

di legge omnibus.

34 CorriereMedicoOdontoiatria — Marzo 2012

vero essere un passaggio soft.

Da parte sua, in particolare,

Bianco nelle scorse settimane ha

riferito ai senatori le modifiche al

decreto che proporrebbe, relativamente

ai medici, e ha segnalato

che ci sono sì degli aspetti non

condivisi in quel testo, ma riguardano

il potere rosicchiato a tutti gli

ordini da ospedali e Asl in tema di

giurisdizione sul rispetto di linee

guida pubbliche (in genere regionali

su temi clinici) da parte del

medico o del dentista, non certo il

confronto tra le due professioni.

Inoltre, il presidente dei medici

ha richiamato il Senato sulla necessità

di citare nella bozza la legge

istitutiva della professione

odontoiatrica; quindi ha “benedetto”

la previsione dell'articolo 9 sulla

confisca di beni e cose utilizzate

per l'esercizio abusivo della professione,

«nell'auspico che una

norma oggi scarsamente deterrente

aiuti a sradicare questa piaga

particolarmente vasta in ambito

odontoiatrico». Infine, ha ribadito

come le professioni sanitarie si

differenzino dalle altre e come a

tutela del diritto alla salute sia necessario

mantenere poteri giurisdizionali

interni agli ordini di queste

professioni. Non che la legge

lo vieti. Essa intende “disciplinare

l’istituzione di specifici organi e la

definizione di idonee procedure

Marzo 2012 — CorriereMedicoOdontoiatria

Le parole di Bianco

al Professional Day

“Non può e non deve esserci, nel

governo dell’esercizio

professionale, un antagonismo tra

principi deontologici e regole di

mercato. La modernizzazione dei

servizi professionali passa per una

responsabile sintesi dei valori che

esse esprimono”.

“Se nelle regole di mercato sulla

pubblicità, sulle tariffe,

sull’obbligo dei preventivo non

dovessero trovare spazio principi

deontologici che richiamano gli

atti professionali ai loro valori

civili e sociali, consegneremmo il

Paese e i cittadini ad un grande

supermercato dove sperperare

risorse e dilatare i consumi”.

“La formazione professionale long

life non deve diventare un nuovo

business, ma non può che essere

presupposto essenziale per servizi

professionali di qualità”

“Ancorché con tutte le nostre

specificità ci sentiamo parte di un

grande pensiero: che le

Professioni non debbano essere

considerate costo da abbattere,

ma prezioso snodo di modernità, di

progresso, di sviluppo della

produzione, oltre che di coesione

ed equità sociale”.

che, a garanzia del diritto di difesa,

dell’autonomia e della terzietà del

giudizio disciplinare, prevedano la

separazione della funzione istruttoria

da quella giudicante”.

«Ma questi organi devono essere

interni», sottolinea Bianco, in

piena sintonia con Renzo. E spiega

ai senatori che a differenza de-

ATTUALITÀ

gli organi giurisdizionali di altre

professioni – avvocati in primis –

medici e dentisti non hanno l'ultima

parola nel secondo e terzo livello

di giurisdizione, in quanto le

sentenze dei consigli ordinistici

sono impugnabili in prima battuta

alla Commissione centrale degli

esercenti le arti e le professioni

sanitarie, dove la maggioranza dei

membri è “laica”, esterna alla professione,

e in ultima battuta sono

discussi in Cassazione

Bianco e Renzo: due alleati

strategici o due membri della

stessa squadra? Comunque la si

voglia pensare, la leadership

uscente della Fnomceo sta cercando

di evidenziare i problemi di

medici e odontoiatri in un momento

complesso, con l'abbattimento

delle tariffe imminente, le società

di professionisti alle porte, il possibile

stravolgimento delle regole

sulla pubblicità sanitara, la riforma

degli statuti in senso più “liberal”

certa entro agosto.

Alcune battaglie dovranno essere

condotte insieme, altre no,

ma la ricandidatura di entrambi i

personaggi sottende una forte difesa

del ruolo degli organi elettivi

e della forza “democratica” della

rappresentatività da parte di ciascuna

delle due componenti professionali,

tanto quella medica

quanto quella odontoiatrica.

35


RENZO: LA PROFESSIONE GUARDI SENZA PAURA

ALLE RICHIESTE DELLA POLITICA

La priorità per la Commissione

albo nazionale è di presentare

una professione coesa

La professione odontoiatrica appare disponibile - e si dichiara

pronta - al cambiamento ma senza tradire le caratteristiche di professione

intellettuale posta a garanzia in primis della tutela della salute

dei cittadini. D'altra parte, per cambiare pelle e presentarsi alla sfida

degli statuti rinnovati entro i primi di agosto come prevede la manovra

2011, più ancora che una continuità politica, in una professione in

costante evoluzione è prioritario presentare al legislatore un'istituzione

ordinistica in perfetta efficienza e capace di porsi come interlocutore

autorevole e propositivo per le Camere.

E’ l’idea di Giuseppe Renzo, che si ricandida come presidente della

Commissione Albo Odontoiatri nazionale per la quinta volta con la

preoccupazione di portare alla politica un interlocutore deontologico

in perfetta efficienza, in un momento in cui chi scrive le leggi attende

risposte dalla professione e non sembra assolutamente intenzionato

a fare la prima mossa.

Ricandidarsi per Renzo vuol dire non solo contarsi su un'idea ma

consegnarsi alla missione di far vivere un'istituzione democratica.

Con orgoglio, il presidente Cao siciliano (guida la commissione di

Messina) accenna che l'ultima «assemblea dei presidenti Cao del dicembre

ha del resto dimostrato più di tanti ragionamenti, l’unitarietà

della professione in tutte le sue componenti: ordinistiche, sindacali,

universitarie e associative». E spiega perché le sfide lanciate dal governo

Monti di per sé non devono fare paura.

Renzo si ricandida sostenuto

dall’Andi e dall’Aio,

un'osservazione

spontanea: ha tenuto a

farlo sapere, perché?

Ho risposto ad una domanda

e non ...avevo tanto

interesse a "farlo sapere";

ritengo però sia servito

a bloccare sul nascere

inutili e deleterie polemiche

su presunte contrap-

posizioni tutte interne al

nostro mondo, ma che si

riverberano, anche perchè

cavalcate da chi ha altri interessi,

in modo negativo

sulle diverse rappresentanze

che professionalmente

agiscono nell'interesse

legittimo di associati

e associazioni.

«Come ho avuto modo

di dire da tempi immemo-

ri, ognuno deve operare

nel rispetto di compiti,

ruoli e competenze per

poter pretendere il rispetto

dovuto. Rispetto reciproco

e ricerca di obiettivi

condivisi: unico argomento

che mi e ci interessa.

Altro dato che si tende

a "dimenticare" – e che, invece,

io tengo nel massimo

rispetto – è rappresentato

dal sistema democratico

di scelta: le regole ordinistiche

assegnano ai

Presidenti Commissione

Albo Odontoiatri e Commissione

Albo Medici il

potere di scelta mediante

il voto».

Perché si ricandida? Non

ci sono delfini o c'è bisogno

di continuità nell'era

Monti?

«Cosa intende per continuità?

Nel campo odontoiatrico

è superfluo parlare

di continuità perche sia

la professione stessa che

l’istituzione ordinistica è

sempre in evoluzione. Frequentemente

abbiamo

nuove normative e regolamentazioni

che ci coinvolgono

e ci permettono di

migliorare.

«Non ci sono delfini….

La CAO Nazionale è composta

oltre che dal Presidente,

da altri quattro professionisti

che interagisco-

36 CorriereMedicoOdontoiatria — Marzo 2012

no fra di loro ed intervengono

nell’attività ordinistica

con la massima libertà

di espressione e di idee.

«Mi piace ricordare, anche,

la collaborazione di

tutti i Presidenti CAO provinciali.

«Le candidature sono i

presupposti democratici

predisponenti all’esercizio

del diritto di voto dei presidenti

elettori».

Quali sono le cose che

teme di più di questo

periodo tra liberalizzazioni,

low cost, riforma

delle professioni, pubblicità

selvaggia?

«La professione odontoiatrica,

non teme la riforma

delle professioni, la invoca;

le liberalizzazioni, come

abbiamo dimostrato

ampiamente nel corso del

convegno degli "Stati Generali

dell'Odontoiatria" tenutosi

a Roma nei giorni

17 e 18 dicembre 2011,

non esiste un problema

sulla liberalizzazione dell'accesso

alla professione

per chi ha titolo per esercitarla

legittimamente. Teme

i falsi profeti, i precursori

del nulla forgiato sul

qualunquismo e sulla vendita

di servizi (terzo lucrante),

teme il far west nella

comunicazione, e che si

passi da una corretta infor-

Marzo 2012 — CorriereMedicoOdontoiatria

mazione pubblicitaria tesa

a fornire ai cittadini elementi

per una scelta consapevole

alla deregulation

favorente i venditori di illusioni

e di falsi bisogni, della

omologazione che annienti

i veri bisogni e i diritti

della persona.

«Questo, a mio parere

e per quanto mi riferiscono

la stragrande maggio-

Come si svolgono le elezioni in Fnomceo

ranza dei professionisti, si

teme».

Quale proposta porta

Renzo all'odontoiatria

italiana e alle professioni?

«Le proposte sono il

frutto dell'impegno posto

in tre anni di lavoro collegiale

dei presidenti e dei

componenti le CAO pro-

ATTUALITÀ

Elezioni che si svolgono in questo modo: ogni presidente provinciale,

secondo quanto previsto dalla legge istitutiva degli Ordini (Dlcps 233/'46 )

"dispone di un voto per ogni 200 iscritti o frazione di 200 iscritti al rispettivo

Albo", così come i presidenti delle commissioni albo odontoiatri

provinciali per quanto attiene l'elezione della Commissione Cao della

Federazione nazionale. Ogni presidente di Ordine deve rilasciare al

seggio, al momento del voto, la dichiarazione relativa al numero di iscritti

per ciascuno dei due Albi, aggiornato al 5 marzo 2009, numero utile ai fini

della votazione stessa.

Contestualmente alla suddetta dichiarazione i presidenti provinciali

dovranno consegnare il CDRom contenente i dati relativi agli iscritti, in

base ai quali verrà effettuato l'aggiornamento dell'anagrafica FNOMCeO.

Poi, entro otto giorni dalle elezioni è convocata la prima riunione del

nuovo comitato centrale, composto dai primi eletti, per procedere

all'elezione del Presidente, del Vicepresidente, del Segretario e del

Tesoriere e alla nomina del collegio dei Revisori dei Conti (tre membri

effettivi ed un supplente). Con le stesse modalità la rinnovata

Commissione per gli iscritti all'Albo degli Odontoiatri procede alla nomina

del presidente CAO.

vinciali e ciò non significa

camminare con lo sguardo

rivolto al passato, anzi: si

possono sintetizzare in

modo, al momento, forzosamente

schematico: difesa

dello status di professione

intellettuale con garanzie

ed obblighi previsti

anche nella carta costituzionale;

indipendenza e libertà

di esercizio in scien-

37


La linea Renzo

Difesa dello status di

professione intellettuale

con garanzie ed obblighi

previsti in Costituzione

za e coscienza a tutela del

diritto alla salute della persona;

garantire e vigilare

sull'aggiornamento continuo

dei professionisti nell'esclusivo

obiettivo di fornire

qualità nelle cure come

da sempre è stato garantito

dalla rete di assistenza

fornita dai nostri

professionisti e soprattutto,

però, proseguire sul

cammino già intrapreso

dell’unitarietà e del perseguimento

di obiettivi prioritari

rifugendo da polemiche

sterili e personalismi.

Renzo sostiene un ordine

separato o fortemente

autonomo? In termini

pratici e non solo di rappresentanza,

quali problemi

dovrà evitare la

separazione?

«La professione sostiene,

a giusto diritto e

da tempo, di essere in

grado di autogestirsi. Ha

dimostrato che dopo

trent’anni è ben matura,

di avere in corpo le energie

e l'esperienza giusta

perché si compia quanto

auspicato dal legislatore

all'istituzione della professione

di medico odontoiatra

autonoma da quella

del medico chirurgo: autonomia

rappresentativa,

gestionale politica e previdenziale!».

Indipendenza e libertà di

esercizio in scienza e coscienza

a tutela del diritto alla salute

della persona

Qualcuno dice che l'unico

motivo per separarsi

è l'Enpam, i dentisti dovrebbero

passare al calcolo

contributivo della

pensione in un Fondo o

una cassa di previdenza

tutta loro...

«Il tema è così importante,

complesso e articolato

che ha meritato e merita

il coinvolgimento e

l'impegno di tutti: istituzioni,

portatori d'interesse

collettivo e singoli. Sarebbe

semplicemente presuntuoso

se ponessi in

modo unilaterale la questione

e se ritenessi bastevole

le riunioni, gli incontri

collegiali, le valutazioni

fino a qui sviluppate.

«Aggiungo che esistono

livelli di responsabilità

distinti per cui nutro il

massimo rispetto in Fondazione

(Fondo quota B e

CdA) e tra i portatori d'interesse

(istituzioni ordinistiche

e associazioni), per

permettermi di sondare rispetto

al mio ruolo e ai

miei compiti. Contribuirò

alla dialettica e mi rifarò in

modo pedissequo a quanto

verrà deciso da questi

organismi».

Garantire e vigilare sull'aggiornamento

continuo dei professionisti

nell'esclusivo obiettivo di fornire

qualità nelle cure

Renzo ha trovato alleati

insospettati sull'ordine separato

nei produttori e distributori

che dicono: seprata

dai medici a Bruxelles

la filiera del dentale potrà

fare squadra in modo

più efficace...

Chi sono gli amici e nemici

di Renzo?

...e chi è il "delfino"?

«Non ritengo di avere

nemici personali; mi rifiuto

di ragionare in "politica" secondo

schemi e valori per

me importanti quali l'amicizia.

Non sono un monarca

è quindi non ho delfini:

come ho già detto, noi

della CAO Nazionale lavoriamo

in team.

«Se posso dire sperando

di non suscitare ilarità:

sono un libero professionista

esclusivo dell'odontoiatria,

innamorato della

propria bellissima professione

prestato all'ordine a

cui ho dedicato e intendo

dedicare tutte le mie energie

sino a che i colleghi mi

terranno qua. A Bruxells la

"filiera del dentale" è stata

apprezzata perché portatrice

di progetti seri: programmazione

europea, regole

certe e per tutti i paesi

comunitari, niente scorciatoie

formative e lotta all'esercizio

abusivo della

professione.

ATTUALITÀ

Proseguire sul cammino

dell’unitarietà e del

perseguimento di obiettivi

prioritari

La professione

odontoiatrica

sostiene

da tempo

a buon diritto

di essere

in grado

di gestire

se stessa.

38 CorriereMedicoOdontoiatria — Marzo 2012

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ATT

UA

LITA’

PREVISTA AVVERTENZA SUI RISCHI CHE COMPORTA

COMUNICARE INFORMAZIONI PERSONALI SUL WEB

Siti dedicati alla salute:

le nuove linee guida

del Garante della Privacy

Silvano Marini

Corriere Medico Odontoiatria

L'informazione odontoiatrica sta diventando

sempre più digitale, come peraltro l'informazione in genere.

Abituati dalla propria professione all'impiego di

tecnologie anche sofisticate e spinti dalla necessità di

aumentare la propria visibilità nei confronti del grande

pubblico, i dentisti rappresentano sicuramente la professione

sanitaria più presente e attiva su internet. Il web,

infatti, pullula letteralmente di siti più o meno direttamente

riferibili a uno studio odontoiatrico. Nella maggioranza

dei casi, inutile negarlo, si tratta di semplici vetrine

autopromozionali della propria attività, ma la grande rete

virtuale ospita anche realtà molto più articolate in cui

vengono diffuse informazioni e notizie utili, così come

messaggi di education odontoiatrica altrettanto preziosi.

Peraltro, sono molto numerosi anche i dentisti presenti

come tali sui social network come Facebook e Twitter, e

molti gestiscono un blog o partecipano ai forum, siano

essi di pertinenza odontoiatrica o dedicati alla salute in

genere.

Riguardano tutti loro, ma in particolare quanti gestiscono

direttamente luoghi virtuali in cui esiste un interscambio

diretto di informazioni con il paziente, le nuove

Chi gestisce siti e forum

con domande e risposte

su specifici quesiti di salute deve

avvisare i propri interlocutori.

40 CorriereMedicoOdontoiatria — Marzo 2012

linee guida del Garante

della privacy che sono state

pubblicate sulla Gazzetta

Ufficiale del 20 febbraio.

In agguato furbizie

e truffe digitali

Come ognuno potrà

verificare direttamente nel

testo ufficiale della disposizione

dell'Authority che

riportiamo integralmente,

le “Linee guida in materia

di trattamento di dati personali

per finalità di pubblicazione

e diffusione nei siti

web esclusivamente dedicati

alla salute” chiedono

a chi gestisce siti web,

forum, blog e più in generale

a chi colloquia con i

pazienti sui social network

di inserire specifiche avvertenze

che chiariscano

agli interlocutori come far

circolare in rete informazioni

riguardanti la propria

salute possa comportare

qualche rischio. In agguato

ci sono infatti furbizie e

truffe digitali di ogni genere

che vanno dall'inserimento

dei propri dati in

mailing list di dubbia legalità

al vero e proprio furto

di indentità. Si può andare

insomma dalla semplice

scocciatura di avere la propria

casella elettronica invasa

da messaggi promozionali

non richiesti, alla

partecipazione involontaria

a iniziative illegali, con

conseguenze economiche

e burocratiche che possono

anche essere di portata

non indifferente.

Va ribadita la possibilità

dell’anonimato

Il Garante per la Privacy

ha deciso così di por-

Marzo 2012 — CorriereMedicoOdontoiatria

re alcuni punti fermi. Tra le

accortezze che possono

consentire di ridurre al minimo

i rischi per chi frequenta

i siti dedicati alla

salute (compresa la salute

orale), sottolinea per

esempio di ricordare agli

interlocutori la possibilità

di mantenere l'anonimato

(per esempio utilizzando

un nickname), e di evitare

che venga reso pubblico il

proprio indirizzo di posta

elettronica. Lo stesso vale

per l'eventuale pubblicazione

di foto o video che

possano consentire diret-

tamente o indirettamente

di identificare persone e

luoghi specifici. L'informativa

chiesta dal Garante

della Privacy dovrà anche

sottoporre all'utente la

scelta di divulgare o meno

i propri dati o se ritiene

preferibile circoscriverli a

coloro che sono eventualmente

registrati al sito cui

si è rivolto.

Tutto questo appare comunque

più complicato da

descrivere che da realizzare,

in quanto si ridurrà in

pratica in una semplice

schermata contenente una

nota informativa, che l’utente

dimostrerà di aver

preso in visione semplicemente

barrando con il

mouse un'apposita casella.

Per il Garante, i siti che

prevedono un'apposita registrazione

(vale per

esempio per molti forum)

41


saranno inoltre tenuti a

informare i visitatori sugli

scopi per i quali i dati vengono

chiesti, sul modo in

cui verranno trattati, per

quanto tempo verranno

conservati, nonché sul diritto

di cancellarli,

aggiornarli, rettificarli

o integrarli

così comeprevisto

dal Codice

sulla privacy. Viene

anche stabilito che i dati

raccolti dai gestori dei siti

vengano protetti da rigorose

misure di sicurezza,

debbano restare riservati

e non comunicati né diffusi

a terzi, e vengano trattati

esclusivamente da personale

autorizzato.

Iniziativa condivisibile

e non censura al web

Come sempre avviene

in questi casi, ci sarà sicuramente

chi bollerà l'iniziativa

come l'ennesimo tentativo

di limitare la libertà

della rete o di censura alla

libera circolazione delle

informazioni sulla grande

rete, ma quello che si può

considerare come un richiamo

sulla privacy per i

siti che scambiano con gli

utenti informazioni sulla

salute in termini di domanda-risposta

ha motivazioni

assolutamente condivisibili.

Per esempio, non tutti

possono essere consapevoli

che, se non vengono

adeguatamente protetti, i

propri dati possono venire

inglobati dai grandi motori

di ricerca e finire in pasto

dei sempre più agguerriti

(e fantasiosi) malintenzionati

che setacciano il mon-

ATTUALITÀ

Il Documento

programmatico

per la sicurezza

è stato abolito

dal decreto sulle

semplificazioni

do digitale per impossessarsi

di informazioni personali.

Né il Garante sottovaluta

il ruolo importante

che possono interpretare i

siti cui gli utenti si rivolgono

per avere chiarimenti o

indicazioni sulla propria salute,

visto che precisa: «Il

ricorso sempre più crescente

alla rete di persone

che, nell'ambito di siti

web, blog, forum, social

network si scambiano

informazioni, inviano commenti,

chiedono consigli o

Intanto, giusto per restare in tema di tutela dei dati personali,

è importante sapere che il decreto legge “Disposizioni

urgenti in materia di semplificazione e sviluppo” ha

modificato alcune disposizioni del Codice sulla protezione

dei dati personali, sopprimendo dagli adempimenti in materia

di misure minime di sicurezza il Documento programmatico

per la sicurezza (DPS). Pertanto, l'obbligo di aggiornare entro

il 31 marzo di ogni anno il Documento non esiste più (Decreto

legge 9 febbraio 2012, n. 5, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale

n. 33 del 9 febbraio 2012, Suppl. Ordinario n.27. Il

provvedimento è in vigore quindi dal 10 febbraio).

Inutile lamentarsi per il limite

alla libera circolazione delle

notizie su internet: la privacy

va protetta anche sul web.

consulenze presenta, insieme

a un innegabile vantaggio

per gli utenti, anche

potenziali rischi connessi

alla pubblicazione e alla

diffusione on line dei dati

relativi alla loro salute».

Uno sforzo minimo

per uno scopo nobile

Chi è direttamente

coinvolto in iniziative web

come quelle descritte è

dunque avvisato e per documentare

la novità alleghiamo

il testo completo

della disposizione. Come

già sottolineato, per

adempiere alle richieste

dell'Authority ci vuole poco.

Ma in questo modo,

oltre a mettersi al riparo

da eventuali interventi

sanzionatori, si contribuirà

ad aumentare la consapevolezza

dei sempre più numerosi

naviganti sui rischi

che comporta comunicare

sul web le informazioni

sulla propria salute e, più

in generale, far circolare i

propri dati personali.

42 CorriereMedicoOdontoiatria — Marzo 2012

Linee guida in tema di trattamento

di dati personali per finalità

di pubblicazione e diffusione

nei siti web esclusivamente

dedicati alla salute – 25 gennaio 2012

(Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale

n. 42 del 20 febbraio 2012)

Marzo 2012 — CorriereMedicoOdontoiatria

Registro dei provvedimenti

n. 31 del 25 gennaio 2012

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE

DEI DATI PERSONALI

NELLA riunione odierna, in presenza del prof. Francesco

Pizzetti, presidente, del dott. Giuseppe Chiaravalloti, vice

presidente, del dott. Mauro Paissan e del dott. Giuseppe

Fortunato, componenti e del dott. Daniele De Paoli, segretario

generale;

VISTO il Codice in materia di protezione dei dati personali

(d.lg. 30 giugno 2003, n. 196,di seguito il "Codice" );

CONSIDERATO che il ricorso alle potenzialità del web,

con riferimento a tematiche che riguardano la salute rappresenta

una realtà in costante evoluzione che coinvolge

un sempre maggior numero di utenti anche medici che,

tramite Internet, si scambiano informazioni e pareri e

condividono esperienze scientifiche e umane;

CONSIDERATO che tale scambio di informazioni ed

esperienze riveste una particolare utilità e rilevanza per

la condivisione, non solo di conoscenze scientifiche, ma

anche di contatti umani e per la creazione di reti di solidarietà

e di sostegno tra gli utenti;

CONSIDERATO, tuttavia, che il trattamento nella rete di

dati sensibili e, in particolare, dei dati che riguardano la

salute degli utenti presenta profili di rischio per i diritti e

le libertà fondamentali, nonché per la dignità dei soggetti

interessati, in relazione alla particolare delicatezza dei

dati trattati e delle caratteristiche di Internet;

VISTO che, in tale contesto, emerge la necessità di una

maggiore sensibilizzazione e attenzione agli aspetti che

riguardano il corretto trattamento dei dati personali e

sensibili;

VISTE le osservazioni dell'Ufficio, formulate dal segretario

generale ai sensi dell'art. 15 del regolamento n.

1/2000;

Relatore il prof. Francesco Pizzetti;

DELIBERA

1. di adottare l'unito documento, recante le "Linee guida

in materia di trattamento di dati personali per finalità di

pubblicazione e diffusione nei siti web esclusivamente

dedicati alla salute", che forma parte integrante della presente

deliberazione (Allegato 1);

2. che copia del presente provvedimento sia trasmessa al

Ministero della giustizia-Ufficio leggi e decreti, per la sua

pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica

Italiana ai sensi dell'art. 143, comma 2, del Codice.

Roma, 25 gennaio 2012

IL PRESIDENTE

Pizzetti

IL RELATORE

Pizzetti

IL SEGRETARIO GENERALE

De Paoli

Allegato 1

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE

DEI DATI PERSONALI

Linee guida in materia di trattamento di dati personali

per finalità di pubblicazione e diffusione nei siti web

esclusivamente dedicati alla salute

1. Premessa

Il ricorso alle potenzialità del web con riferimento alle

tematiche relative alla salute rappresenta una realtà in

costante evoluzione.

Lo scambio quotidiano tra utenti di informazioni, consigli,

commenti e testimonianze, nei siti che si occupano di

tali tematiche, testimonia l'utilità e il valore di queste

43

Documentazione Allegata


Documentazione Allegata

esperienze sia con riguardo alla condivisione di conoscenze

scientifiche sia con riguardo alla creazione di uno

spazio di solidarietà e di reciproco sostegno umano.

Anche per questo è opportuno che il trattamento dei dati

personali identificativi e sensibili degli utenti nell'ambito

di siti web dedicati esclusivamente alla salute, all'interno

dei quali si richiedono consigli, si scambiano informazioni

e si inviano commenti, avvenga oltre che nel rispetto della

disciplina sulla protezione dei dati personali e, in particolare,

dei principi di pertinenza e non eccedenza, di correttezza

e buona fede (art. 11 del Codice), anche delle specifiche

indicazioni contenute nelle presenti Linee-guida.

Con il presente provvedimento il Garante ritiene utile

fornire indicazioni e raccomandazioni, allo scopo di prevenire

i rischi connessi alla pubblicazione e diffusione

dei dati relativi alla salute in Internet e, in particolare, di

evitare un'impropria esposizione delle persone e dei loro

dati più intimi nella rete. Ciò anche al fine di consentire

agli utenti di partecipare, con maggior consapevolezza, a

questi spazi di scambio di informazioni e di reciproca

manifestazione di solidarietà.

2. Ambito considerato

Le presenti linee-guida riguardano i gestori dei siti web

dedicati esclusivamente alla salute (specifici forum e

blog, specifiche sezioni di portali che contengono informazioni

sanitarie, nonché social network che si occupano

di tematiche sulla salute attraverso specifici profili,

aperti da soggetti privati con finalità di sensibilizzazione

e confronto in tale ambito) in cui si svolge un'attività

di carattere meramente divulgativo e conoscitivo, non solo

con riferimento alle informazioni e ai commenti che si

scambiano gli utenti, ma anche con riferimento ai consigli

o alle "consulenze" mediche che vengono dagli stessi

richieste.

Pertanto, non rientrano nell'ambito considerato dalle linee-guida

i servizi di assistenza sanitaria on line e la telemedicina

che, con riguardo alla cura della salute, si inquadrano

invece nella prestazione medica in senso stretto.

3. Trattamento dei dati personali nei siti web

esclusivamente dedicati alla salute

Nell'ambito dei diversi siti web dedicati esclusivamente

alla salute, allo stato attuale è possibile individuare siti

che prevedono la registrazione dell'utente per partecipare

alle relative attività e siti che non prevedono tale registrazione.

a) Nei siti che prevedono la registrazione dell'utente, tramite

la raccolta dei dati di iscrizione (quali, ad esempio, il

nome e l'indirizzo di posta elettronica dell'utente, la data

di nascita, la residenza, il domicilio o altri dati utili all'identificazione

dello stesso) al gestore del sito che, in qualità

di titolare del trattamento è tenuto a porre in essere gli

adempimenti previsti dalla normativa in materia di protezione

dei dati personali, si raccomanda anche di adottare

le ulteriori misure, indicate di seguito al punto 4.1.

b) Nei siti che non prevedono la registrazione dell'utente,

al gestore del sito si raccomanda comunque di conformare

il proprio comportamento a profili di sicurezza idonei

ad evitare i rischi connessi alla pubblicazione e diffusione

nel web di dati relativi alla salute degli utenti, in particolare

attraverso l'adozione della specifica avvertenza di

rischio di seguito indicata al punto 4.2.1.

4. Adempimenti dei gestori dei siti

4.1. Siti web esclusivamente dedicati alla salute che prevedono

la registrazione dell'utente

4.1.1. Informativa (art. 13 del Codice)

Con riguardo ai siti che prevedono la registrazione degli

utenti, il gestore, in quanto titolare del trattamento, è tenuto,

ai sensi dell'art. 13 del Codice, a:

- fornire l'informativa agli interessati prima della compilazione

del modulo (form) di raccolta dei dati di registrazione.

Tale informativa deve essere consultabile in qualsiasi

momento in un'apposita pagina del sito ad essa dedicata;

- indicare le finalità per le quali i dati sono raccolti e le

modalità del relativo trattamento;

- specificare quali dati di registrazione sono ritenuti necessari

per partecipare alle attività del sito e quali dati

sono invece ritenuti facoltativi;

- indicare i tempi di conservazione dei dati personali raccolti;

- indicare i diritti di cui all'art. 7 del Codice e rendere

sempre visibili e facilmente reperibili i propri estremi

identificativi in qualità di titolare del trattamento, ovvero

quelli di altro soggetto designato responsabile, cui sia

possibile chiedere riscontro in relazione ai diritti di cui al

menzionato art. 7 del Codice;

- invitare l'utente a confermare, apponendo un segno di

spunta in un'apposita casella, l'avvenuta presa visione

dell'informativa al fine di registrarsi al sito.

4.1.2. Specifica "avvertenza di rischio"

In considerazione della particolare delicatezza dei dati

personali che vengono trattati nei siti web esclusivamente

dedicati alla salute, al gestore è richiesto di rendere

anche una specifica "avvertenza di rischio".

Tale avvertenza è tesa a richiamare l'attenzione dell'utente

sul rischio che, immettendo dati sensibili collegati a

dati identificativi nel sito web, si può essere individuati

con la propria specifica patologia. L'avvertenza è volta

inoltre ad indicare all'utente le misure necessarie a tutelarne

la riservatezza, sia nella fase della registrazione sia

nella fase dell'inserimento dei contenuti nello spazio web

ad essi dedicato.

a) Rispetto ai dati di registrazione al gestore si raccomanda

di:

- specificare che, qualora l'utente desideri mantenere l'anonimato,

è possibile non inserire il proprio nome e cognome

tra i dati di registrazione, utilizzando, invece un nickname

che non consenta di risalire alla relativa identità;

44 CorriereMedicoOdontoiatria — Marzo 2012

- specificare che i dati di contatto (quali ad esempio l'indirizzo

di posta elettronica) da fornire eventualmente all'atto

della registrazione al sito non vengono automaticamente

pubblicati sul sito stesso unitamente ai commenti

dell'utente.

b) Rispetto ai contenuti immessi dall'utente al gestore si

raccomanda di:

- avvertire l'utente di valutare con la necessaria attenzione

l'opportunità, nei propri interventi, di inserire, o meno,

dati personali – compreso l'indirizzo e-mail- che possano

rivelarne, anche indirettamente, l'identità (si pensi,

ad esempio, al caso in cui in cui l'utente, nel testimoniare

la propria esperienza o descrivere il proprio stato di salute,

inserisca riferimenti a luoghi, persone, circostanze e

contesti che consentano anche indirettamente di risalire

alla sua identità);

- avvertire l'utente di valutare l'opportunità di pubblicare,

o meno, foto o video che consentano di identificare o

rendere identificabili persone e luoghi;

- avvertire l'utente di prestare particolare attenzione alla

possibilità di inserire, nei propri interventi (postati nei

diversi spazi dedicati alla salute), dati che possano rivelare,

anche indirettamente, l'identità di terzi, quali, ad

esempio, altre persone accomunate all'autore del post

dalla medesima patologia, esperienza umana o percorso

medico;

- specificare l'ambito di conoscibilità dei dati propri o altrui,

immessi dall'utente, in particolare precisando se tali

dati siano consultabili soltanto dagli iscritti al sito, ovvero

da qualsiasi utente che acceda al sito stesso (reperibilità

dei dati mediante funzionalità di ricerca interne al sito);

- precisare se i dati sono indicizzabili e reperibili o meno

anche dai motori di ricerca generalisti (Google, Yahoo etc.);

- invitare l'utente a confermare, apponendo un segno di

spunta in un'apposita casella, l'avvenuta presa visione

dell'avvertenza di rischio.

L'avvertenza di rischio può essere richiamata dal gestore

anche eventualmente attraverso l'inserimento, nella home

page del sito, di un'immagine che rimandi l'utente al

testo dell'avvertenza stessa.

4.1.3. Esercizio dei diritti

L'interessato può esercitare nei confronti del gestore del

sito i diritti previsti dall'art. 7 del Codice con riferimento

ai dati richiesti dal gestore stesso e forniti dall'utente.

In particolare l'interessato ha sempre il diritto, qualora

non intenda più partecipare alle attività del sito (forum,

blog etc.), di ottenere la cancellazione dei propri dati personali

rilasciati su richiesta del gestore; analogamente,

può richiedere l'aggiornamento, la rettificazione ovvero

l'integrazione dei dati stessi. A tal fine l'interessato può

rivolgere un'apposita richiesta al gestore del sito, in

quanto titolare del trattamento, secondo le modalità previste

dal Codice (artt. 8 e 9).

4.1.4. Misure di sicurezza

I dati raccolti dal gestore del sito su sua richiesta devono

essere protetti con idonee e preventive misure di sicurez-

Marzo 2012 — CorriereMedicoOdontoiatria

za, riducendo al minimo i rischi di distruzione, di perdita,

anche accidentale, di accesso non autorizzato, di trattamento

non consentito o non conforme alle finalità della

raccolta (art. 31 e ss. del Codice).

I dati raccolti dal gestore devono restare riservati (ivi

compreso l'indirizzo e-mail) e non possono essere comunicati

o diffusi a terzi.

Nel caso il servizio sia realizzato per il tramite di un sito

web con un'organizzazione (ad esempio editoriale) che

prevede diverse figure professionali che acquisiscono dati

personali raccolti su richiesta del gestore del sito, quest'ultimo

deve garantire che i dati dell'utente non siano

utilizzati da personale non autorizzato e per finalità che

non sono conformi alla volontà espressa o implicita dell'utente

stesso.

Restano ferme le misure già previste dall'allegato B al

Codice (Disciplinare tecnico in materia di misure minime

di sicurezza), nonché quelle impartite con il provvedimento

dell'Autorità relativo agli amministratori di sistema

(Misure e accorgimenti prescritti ai titolari dei

trattamenti effettuati con strumenti elettronici relativamente

alle attribuzioni delle funzioni di amministratore

di sistema - 27 novembre 2008, doc. web n. 1577499).

4.2. Siti web esclusivamente dedicati alla salute

che non prevedono la registrazione dell'utente

4.2.1. Specifica "avvertenza di rischio"

In considerazione della particolare delicatezza dei dati

personali che vengono trattati nei siti web esclusivamente

dedicati alla salute, al gestore è richiesto di rendere

anche una specifica "avvertenza di rischio".

Tale avvertenza è tesa a richiamare l'attenzione dell'utente

sul rischio che, immettendo dati sensibili collegati a

dati identificativi nel sito web, si può essere individuati

con la propria specifica patologia. L'avvertenza è volta

inoltre ad indicare all'utente le misure necessarie a tutelarne

la riservatezza, sia nella fase della registrazione sia

nella fase dell'inserimento dei contenuti nello spazio web

ad essi dedicato.

a) Rispetto ai dati di registrazione al gestore si raccomanda

di:

- specificare che, qualora l'utente desideri mantenere l'anonimato,

è possibile non inserire il proprio nome e cognome

tra i dati di registrazione, utilizzando, invece un nickname

che non consenta di risalire alla relativa identità;

- specificare che i dati di contatto (quali ad esempio l'indirizzo

di posta elettronica) da fornire eventualmente all'atto

della registrazione al sito non vengono automaticamente

pubblicati sul sito stesso unitamente ai commenti

dell'utente.

b) Rispetto ai contenuti immessi dall'utente al gestore si

raccomanda di:

- avvertire l'utente di valutare con la necessaria attenzione

l'opportunità, nei propri interventi, di inserire, o meno,

dati personali – compreso l'indirizzo e-mail- che possano

rivelarne, anche indirettamente, l'identità (si pensi,

45

Documentazione Allegata


Documentazione Allegata

ad esempio, al caso in cui in cui l'utente, nel testimoniare

la propria esperienza o descrivere il proprio stato di salute,

inserisca riferimenti a luoghi, persone, circostanze e

contesti che consentano anche indirettamente di risalire

alla sua identità);

- avvertire l'utente di valutare l'opportunità di pubblicare,

o meno, foto o video che consentano di identificare o

rendere identificabili persone e luoghi;

- avvertire l'utente di prestare particolare attenzione alla

possibilità di inserire, nei propri interventi (postati nei

diversi spazi dedicati alla salute), dati che possano rivelare,

anche indirettamente, l'identità di terzi, quali, ad

esempio, altre persone accomunate all'autore del post

dalla medesima patologia, esperienza umana o percorso

medico;

- specificare l'ambito di conoscibilità dei dati propri o altrui,

immessi dall'utente, in particolare precisando se tali

dati siano consultabili soltanto dagli iscritti al sito, ovvero

da qualsiasi utente che acceda al sito stesso (reperibilità

dei dati mediante funzionalità di ricerca interne al sito);

- precisare se i dati sono indicizzabili e reperibili o meno

anche dai motori di ricerca generalisti (Google, Yahoo

etc.);

- invitare l'utente a confermare, apponendo un segno di

spunta in un'apposita casella, l'avvenuta presa visione

dell'avvertenza di rischio.

L'avvertenza di rischio può essere richiamata dal gestore

anche eventualmente attraverso l'inserimento, nella home

page del sito, di un'immagine che rimandi l'utente al

testo dell'avvertenza stessa.

4.1.3. Esercizio dei diritti

L'interessato può esercitare nei confronti del gestore del

sito i diritti previsti dall'art. 7 del Codice con riferimento

ai dati richiesti dal gestore stesso e forniti dall'utente.

In particolare l'interessato ha sempre il diritto, qualora

non intenda più partecipare alle attività del sito (forum,

blog etc.), di ottenere la cancellazione dei propri dati personali

rilasciati su richiesta del gestore; analogamente,

può richiedere l'aggiornamento, la rettificazione ovvero

l'integrazione dei dati stessi. A tal fine l'interessato può

rivolgere un'apposita richiesta al gestore del sito, in

quanto titolare del trattamento, secondo le modalità previste

dal Codice (artt. 8 e 9).

4.1.4. Misure di sicurezza

I dati raccolti dal gestore del sito su sua richiesta devono

essere protetti con idonee e preventive misure di sicurezza,

riducendo al minimo i rischi di distruzione, di perdita,

anche accidentale, di accesso non autorizzato, di trattamento

non consentito o non conforme alle finalità della

raccolta (art. 31 e ss. del Codice).

I dati raccolti dal gestore devono restare riservati (ivi

compreso l'indirizzo e-mail) e non possono essere comunicati

o diffusi a terzi.

Nel caso il servizio sia realizzato per il tramite di un sito

web con un'organizzazione (ad esempio editoriale) che

prevede diverse figure professionali che acquisiscono dati

personali raccolti su richiesta del gestore del sito, que-

st'ultimo deve garantire che i dati dell'utente non siano

utilizzati da personale non autorizzato e per finalità che

non sono conformi alla volontà espressa o implicita dell'utente

stesso.

Restano ferme le misure già previste dall'allegato B al

Codice (Disciplinare tecnico in materia di misure minime

di sicurezza), nonché quelle impartite con il provvedimento

dell'Autorità relativo agli amministratori di sistema

(Misure e accorgimenti prescritti ai titolari dei

trattamenti effettuati con strumenti elettronici relativamente

alle attribuzioni delle funzioni di amministratore

di sistema - 27 novembre 2008, doc. web n. 1577499).

4.2. Siti web esclusivamente dedicati alla salute che non

prevedono la registrazione dell'utente

4.2.1. Specifica "avvertenza di rischio"

Nei siti dedicati alla salute che non prevedono la registrazione

dell'utente, ai gestori non è richiesto di rilasciare

l'informativa di cui all'art. 13 del Codice, in quanto

non vi è trattamento di dati personali di registrazione.

Negli spazi previsti in tali siti vengono però inseriti dati

di particolare delicatezza, quali i dati relativi alla salute

dell'utente. Pertanto, al gestore è richiesto di fornire, per

le ragioni precedentemente esposte, la specifica avvertenza

di rischio prevista al punto 4.1.3. Al gestore si raccomanda

quindi di:

- avvertire l'utente che eventuali dati di contatto (quali ad

esempio l'indirizzo di posta elettronica) inseriti dallo

stesso possono essere pubblicati unitamente ai relativi

commenti;

- avvertire l'utente di valutare con la necessaria attenzione

l'opportunità, nei propri interventi, di inserire, o meno,

dati personali – compreso l'indirizzo e-mail- che possano

rivelarne, anche indirettamente, l'identità;

- avvertire l'utente di valutare l'opportunità di pubblicare,

o meno, foto o video che consentano di identificare o

rendere identificabili persone e luoghi;

- avvertire l'utente di prestare particolare attenzione alla

possibilità di inserire, nei propri interventi (postati nei

diversi spazi dedicati alla salute), dati che possano rivelare,

anche indirettamente, l'identità di terzi, quali, ad

esempio, altre persone accomunate all'autore del post

dalla medesima patologia, esperienza umana o percorso

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- specificare l'ambito di conoscibilità dei dati propri o altrui,

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dei dati mediante funzionalità di ricerca interne al sito);

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PREV

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N ZA

IL SECONDO PILASTRO IN TEMPI DIFFICILI:

NE PARLA LUIGI DALEFFE DI FONDOSANITÀ

La previdenza integrativa

come una scelta attuale

che si proietta nel futuro

Mauro Miserendino

Corriere Medico Odontoiatria

La contrazione dei fatturati, le tasche sempre

più vuote, le mille incognite economiche e finanziarie:

tutto questo può portare a pensare che la previdenza

complementare – il cosiddetto “secondo pilastro” – in

Italia faccia fatica a decollare. Anche perché questa previdenza

si basa su investimenti nei mercati obbligazionari

e azionari. E qualcuno potrebbe dire che si perdono

molti soldi a scommettere su borse e derivati di questi

tempi e che non sembra conveniente prendere i pochi

quattrini salvati dalle tasse e dalla congiuntura e – invece

di depositarli in banca o destinarli all’acquisto di un

immobile – girarli a un ente che magari li investe in titoli

strutturati e derivati: proprio quei titoli, insomma, caratterizzati

da rischi che l'anno scorso la Commissione parlamentare

di vigilanza non ha mancato di rammentare

anche a investitori solidi e “scafati” come le casse di

previdenza privatizzate, Enpam incluso.

Bisogna tuttavia tenere presente che – soprattutto

per i più giovani – trascurare l’opzione della previdenza

integrativa significa mettere a repentaglio le proprie entrate

una volta che si sarà lasciato il lavoro attivo. E mai

come in questo momento ci sarebbe bisogno di quei

soldi in più offerti dalla previdenza complementare. Abbiamo

quindi chiesto a Luigi Daleffe, presidente di FondoSanità,

il fondo complementare per medici, odontoiatri

e professionisti della sanità, come ci si deve comportare

viste le attuali difficoltà e l’andamento non buono

della stessa previdenza complementare.

La risposta è “di getto”. «Su che basi e in che senso

si sostiene che la previdenza complementare va male?

Se si va ad analizzare i rendimenti di FondoSanità e li si

confronta con eventuali rendimenti di fondi comuni d’investimento

si vede che non sono assolutamente inferiori,

e in più c’è il vantaggio fiscale, la deducibilità dai red-

48 CorriereMedicoOdontoiatria — Marzo 2012

diti. Non è poco. Inoltre non farei paragoni con altri investimenti

perché la gestione della previdenza complementare

è molto più regolamentata e controllata di qualsiasi

altra, anche della stessa previdenza obbligatoria:

potrà forse avere rendimenti minori ma è molto più sicura

sulla qualità degli investimenti., anche perché tutto è

regolato da una normativa precisa e stringente». Nei fatti,

l'andamento di FondoSanità (si vedano le tabelle alla

pagina seguente) se confrontato con quello dei mercatii,

è migliore.

Ma basta una rondine

per fare primavera, per

dire che la previdenza

complementare è ancora

un impegno prioritario

per tutti?

«Certo, non si può paragonare

un comparto azionario

con uno obbligazionario,

ma purtroppo sui giornali

si trovano tabelle che

paragonano fra loro comparti

con benchmark opposto

solo sulla base del numero

di iscritti. Non ha alcun

senso e dimostra solo

l’impreparazione dell’articolista

sul tema. Dunque non

si può considerare in modo

negativo tutta la previdenza

complementare, ma si deve

procedere comparto per

Marzo 2012 — CorriereMedicoOdontoiatria

Non ci sono

più scuse

e questo

è il momento

per pensare

al domani.

comparto e si devono fare

confronti continui sia con

l'andamento dei mercati sia

soprattutto con i comportamenti

“operativi” degli altri

fondi».

Il problema è che l'opportunità

della previdenza

complementare è maturata

appena prima dell'esplodere

della crisi economica,

e non sempre è

stata comunicata in modo

semplice e chiaro. Poi

c'è chi non può alimentare

il secondo pilastro per-

chè non ha più entrate

sufficienti. Infine, c'è chi

ha deciso di non impegnare

più i propri soldi,

alla faccia dei corsi e ricorsi

della storia economica

secondo cui una recessione

non può durare

per sempre. Quest’anno

potrebbero esserci dei

rimbalzi, per esempio?

«La situazione in questo

momento sta migliorando,

se si guarda all'accordo della

Grecia con i finanziatori

privati o alla decrescita dello

spread. Ma questi sono

elementi “volatili”. Io preferisco

partire da un altro

ragionamento, più concreto.

In questo periodo quale

è l’investimento che può

essere considerato redditizio

e sicuro? L’immobiliare?

Facciamo solo il conto delle

tasse che insistono sull’immobile,

oppure immaginiamoci

di trovarci nella necessità

di vediamo per avere

liqudità. Quanto si pensa

di guadagnare? In questo

momento non è facile trovare

l’acquirente, e chi ha

bisogno immediato di liquidità

deve ridurre le pretese.

Allora prendiamo un'altra

alternativa che andava a

gonfie vele qualche tempo

fa: le azioni in borsa. Comprare

e rivendere? Ormai,

anche chi segue bene i titoli,

specie operando in Europa,

rischia il cardiopalmo.

Le obbligazioni? O si rischia

con i titoli che si comprano

o, al contrario, si rischia di

impiegare le proprie risorse

in investimenti molto conservativi

i cui rendimenti

non sono in grado di assorbire

l’inflazione. Il tutto, naturalmente,

non presenta

alcun vantaggio fiscale».

49


PREVIDENZA

La previdenza complementare,

invece?

«Investe sul mercato, e

quindi ha gli stessi problemi

di rendimento di tutto il

resto degli impieghi mobiliari

e immobiliari, ma almeno

con essa ci si garantisce

una gestione comunitaria e

quindi una migliore capacità

di assorbire il rischio, e

in più si ha il vantaggio fiscale

della deducibilità. Morale:

può essere valutata

anche come investimento

in questo periodo, anche

perché le pensioni saranno

il vero dramma del futuro».

Anche se i soldi da investire

sono sempre meno.

«A questo punto interviene

necessariamente

un’altra riflessione, e visto

che ci rivolgiamo ai professionisti,

giovani o vecchi,

non nascondiamoci dietro a

discorsi più adatti a lavoratori

che dispongono di un

reddito molto inferiore (ed

è pieno purtroppo questo

nostro paese di persone in

cassa integrazione).

«Se ho dunque un minimo

di reddito disponibile e

devo scegliere tra i viaggi

di piacere, i gadget elettronici,

l’auto full optional, le

cene e così via, o dedicare

un minimo pensiero al futuro,

è meglio che rifletta

adeguatamente se pensare

all’oggi o al domani.

«E non mi sembra più il

caso di nasconderci dietro

una realtà inconfutabile: abbiamo

vissuto per anni

troppo al di sopra delle nostre

possibilità, abbiamo

speso troppi soldi che non

avevamo, abbiamo accumulato

un debito troppo

elevato, e adesso abbiamo

da coprire i buchi. Noi tutti,

ora, non in futuro, altrimenti

non ci sarà futuro».

Perché lei la sente come

urgenza imprescindibile?

«Perché non c’è conoscenza

della previdenza in

generale. Perché non siamo

abituati a pensare al futuro

in modo programmatico,

ma mutuando solo il

passato più comodo; perché

c’è tensione tra le ge-

nerazioni. I pensionati si lamentano

perché non viene

concessa la rivalutazione

completa della loro rendita,

e tuonano anche sulle colonne

dei giornali di categoria.

I giovani non pensano

al loro futuro perché sono

cresciuti senza problemi, e

quelli di mezzo vedono che

i pensionati vivono comunque

dignitosamente e i giovani

non si preoccupano

del loro futuro, per cui... rimangono

inerti o, stando

alle ricerche dell’Andi,

esprimono una preoccupazione

generica o nel migliore

dei casi investono in formazione.

Secondo me è

questo interesse assente o

intermittente il problema

più grosso oggi».

Dovremmo lanciare una

campagna mediatica prosecondo

pilastro?

«Direi che per prima cosa

occorre spiegare la previdenza

nel suo complesso

perché si basa su regole

precise e su numeri non

elastici. Intanto dobbiamo

sederci a rivedere tutto in

un’ottica più realistica e tutti

devono confrontarsi nelle

sedi deputate, Enpam incluso.

I pensionati devono

accettare che per un po’ le

loro rendite non seguano

l’andamento del passato,

perché già ricevono più di

quanto hanno dato. Ad

esempio è impensabile che

l’Enpam restituisca in dieci

anni tutto quello che si è

versato quando l’aspettativa

di vita è diventata per lo

meno di vent’anni (considerando

la reversibilità è anche

di più). Medici e odontoiatri

devono pensare a

mettere da parte qualcosa

in più perché la loro pensio-

Rendimenti dei tre comparti, soffre di più chi ha più azioni

Valorizzazione Scudo Progressione Espansione

29/12/2000 10,547 10,18 9,706

31/12/2001 11,059 10,047 8,884

31/12/2002 11,607 9,393 6,926

31/12/2003 11,969 9,676 7,321

31/12/2004 12,3 9,895 7,413

31/12/2005 12,527 10,57 8,545

29/12/2006 12,732 10,967 8,959

31/12/2007 12,958 10,953 8,897

31/12/2008 13,595 9,964 6,587

31/12/2009 14,132 10,984 7,723

Dal 2010 si aggiunge il “tranquillo” comparto Garantito

Valorizzazione Scudo Progressione Espansione Garantito

31/12/2010 14,349 11,657 8,462 10,00

31/12/2011 14,420 11,724 8,402 10,220

ne sia più in linea con contribuzione

ed aspettativa di

vita, per non lasciare il conto

da pagare ai loro eredi, i

quali potrebbero anche non

avere voglia o soldi per pagare

le pensioni ai padri. E i

giovani devono pensare a

mettere da parte molto di

più dei padri: se non osserviamo

lucidamente questo

quadro, avremo generazioni

di futuri poveri».

50 CorriereMedicoOdontoiatria — Marzo 2012

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E

STE

RO

COMPLICE LA CRISI, ESORDISCE OLTRALPE

UNA CATENA A BASSO COSTO “MADE IN FRANCE”

Nasce anche il low cost

di modello francese:

il primo centro a Parigi

Silvano Marini

Corriere Medico Odontoiatria

Piaccia o no a Nicholas Sarkozy, anche i cittadini

della ricca Francia stanno risentendo pesantemente della

persistente congiuntura economica. E, come spesso avviene

in questi casi, una delle prime voci sulle quali finisce

per cadere il taglio delle spese familiari sono le cure odontoiatriche.

Perchè, lo si voglia considerare immotivato, o

lo si possa considerare come la conseguenza di una scadente

cultura della prevenzione, una delle prime cose cui

la popolazione decide di rinunciare è proprio questa. Lo

abbiamo già verificato dalle nostre parti e i francesi non

fanno eccezione a questa regola anomala fin che si vuole,

che finisce per accentuare gli effetti della crisi sui dentisti.

La decisione di fare a meno delle cure dentali sta assumendo

Oltralpe proporzioni davvero ampie. Secondo

uno studio pubblicato in novembre da CMV Médiforce,

società di servizi finanziari, giuridici e assicurativi afferente

al Gruppo BNP Paribas, il 63 per cento dei pazienti dei

dentisti libero professionisti interrompe o decide di rinviare

le cure odontoiatriche per motivi economici. A questi si

aggiunge un ulteriore 27 per cento non è mai stato così

attento ai costi e tenta di spuntare condizioni più favorevoli.

In pratica, solo il dieci per cento dei pazienti francesi

continua a rivolgersi al proprio dentista privato senza se e

senza ma (a sottolineare che la crisi colpisce più duramente

il comparto odontoiatrico, sul totale degli intervistati

che comprendeva anche farmacisti e veterinari privati

questo dato era pari al 23 per cento).

Dopo la capitale sarà il turno di Lione e Marsiglia

Ma non basta. Ad aggiungere ulteriore danno al danno,

il mercato sfrutta l'occasione propizia e si attrezza nel

modo più facile, cioè proponendo soluzioni a basso costo.

E così anche in Francia dopo che si è assistito al boom

dei “viaggi odontoiatrici” nei paesi dell'Est e del Nordafri-

52 CorriereMedicoOdontoiatria — Marzo 2012

Marzo 2012 — CorriereMedicoOdontoiatria

Tabella 1 – Il crollo

dei pazienti francesi

della libera professione

Tenta di spuntare

prezzi

e condizioni

più favorevoli

27 %

Si rivolge al proprio

dentista privato

come in passato

10 %

Interrompe o rimanda

le cure per motivi

economici 63 %

53


ca – prezzo stracciato viaggio compreso

– stanno esordendo gli ambulatori

low cost. A guidare quella

che si potrebbe rivelare una vera e

propria invasione è stata una struttura

“pilota” che ha appena aperto

i battenti nel quartiere parigino di

Saint Lazare, ma già se ne annunciano

altre a Lione e a Marsiglia, fino

ad arrivare a una decina entro

l'anno in tutto il paese.

Questi nuovi centri odontoiatrici

si caratterizzano per la proposta di

un pacchetto limitato di prestazioni

– essenzialmente impianti e protesi

– offerti a prezzi che non di rado

sono la metà delle tariffe vigenti

nella libera professione. Non si

prendono invece in considerazione

altre prestazioni di minore entità (e

redditività), come le sedute di igiene

professionale o le visite di prevenzione

e controllo. In genere si

tratta di realtà piuttosto spartane in

termini di arredamento e comfort,

nelle quali ruotano cinque-sei dentisti

pagati a ore che garantiscono

trattamenti per 12 ore al giorno con

il supporto di un paio di assistenti

alla poltrona e di un'impiegata.

Notare che questa nuova catena

di “cabinets dentaires” a basso

costo non afferisce a franchising

provenienti dall'estero ma è tutta

francese: si chiama Efficience ed è

stata fondata da Pascal Steichen,

che in passato si è occupato di

La rivalità tra francesi e inglesi è

proverbiale e non risparmia certo

il campo odontoiatrico. E così, se

i dentisti francesi si affannano a

spiegare quali problemi possa

comportare in termini di qualità il

turismo odontoiatrico versi i pasi

dell'Est (prevalentemente

l'Ungheria) e del Nordafrica

(soprattutto il Marocco) sono loro

stessi il bersaglio dei molti

Tabella 2 – Il modello francese

di assistenza sanitaria

Sistema misto:

pubblico/privato

Chi paga

Paziente

Gratis

per anziani,

bambini,

disoccupati e

portatori

d'handicap

pubblicità dentale e riviste specializzate

in campo odontoiatrico. Proprio

efficienza e produttività sono

le due principali parole d'ordine dell'iniziativa,

che punta alla rotazione

continua di pazienti e curanti, cui si

accompagna la massima ottimizzazione

dei tempi della seduta e del

numero degli appuntamenti dedicati

a ogni prestazione.

Rapporto fiduciario addio

Se è in questo modo che viene

presentata la filosofia di Efficience,

viene spontaneo sottolineare che

così viene decretata ufficialmente

la fine del rapporto fiduciario dentista-paziente

e si solleva qualche

cittadini britannici che si trovano

in Francia per lavoro o svago e

che soltanto quando sono lontani

da casa rivendicano la

superiorità della copertura

sanitaria britannica, altrimenti

aspramente criticata. Il web

pullula di aneddoti e accuse in

questo senso, che mettono in luce

anche le differenti aspettative di

popolazioni in apparenza così

25 %

assicurazioni

private

mutue 60 %

simili. Secondo gli inglesi, per

esempio, i francesi vanno dal

dentista solo quando hanno mal

di denti e se ne infischiano di

prevenzione, controlli regolari o

salute parodontale.

Dal punto di vista estetico, poi, gli

inglesi accusano i francesi di

accettare corone e otturazioni

antiestetiche dimenticandosi che

probabilmente si tratta delle

Securité Sociale

dubbio sull'accuratezza delle prestazioni,

visto che il dentista privato

o convenzionato non si diverte certo

a moltiplicare né i tempi della seduta

né gli appuntamenti.

Quello che è certo, è che in

quella che con un po’ di malizia si

può definire la “catena di montaggio

odontoiatrica alla francese”, i

prezzi sono davvero competitivi. Le

tariffe parlano infatti di una corona

in ceramica per 390 euro e di 970

euro a forfait per un impianto e una

corona, contro i 2000-2500 chiesti

in regime di libera professione.

Inutile sottolineare che in questo

modo i centri di Efficience risultano

perfettamente in regola

L’eterna partita Francia-Inghilterra in campo odontoiatrico

uniche possibilità offerte dalla

rispettiva assicurazione sanitaria

e dimenticandosi anche di

guardare in bocca i propri

compatrioti, compresi molti

membri della famiglia reale.

Ancora: i dentisti inglesi

sembrano più propensi ad

applicare otturazioni anche a

cavità di fronte alle quali i

francesi scelgono di passare

54 CorriereMedicoOdontoiatria — Marzo 2012

40 %

75 %

con le indicazioni delle Casse assicurative

e sono competitivi anche

rispetto ai pacchetti proposti dalle

agenzie che alimentano il turismo

odontoiatrico.

Da parte loro, i dentisti francesi

sono molto preoccupati. Non soltanto

per una concorrenza che

punta tutto sul prezzo e con la

quale risulta difficile aver a che fare

in tempi di crisi, ma anche per

la qualità di prestazioni e materiali.

I responsabili di Efficience garantiscono

che le protesi sono prodotte

in serie, realizzate in parte a

Bordeaux e in parte all'estero,

senza però specificare dove. Ma

in termini di tracciabilità dei materiali,

c'è una bella differenza tra

quelli realizzati nella Comunità europea

e quelli provenienti da Cina,

India o Marocco.

A ribadire lo scetticismo con il

quale la comunità odontoiatrica

d'Oltralpe ha accolto il nuovo approccio,

anche immaginando che la

maggioranza dei dentisti arruolati

da Efficience appartenga alle fasce

più giovani, appare emblematico il

commento di Philippe Denoyelle,

presidente de l’Union des jeunes

chirurgiens dentists, che riunisce i

giovani dentisti francesi: «Alla base

dell'iniziativa c'è esclusivamente

una mera rincorsa al profitto che

non crediamo possa rappresentare

il fattore principale della nostra mis-

direttamente alla corona. Inoltre,

e qui si torna a uno degli aspetti

già citati, trovare un igienista

dentale in Francia è impossibile.

Non perchè ce ne sia carenza, ma

perchè proprio la professione non

esiste: a farsene carico sono

infatti i dentisti specializzati in

parodontologia che vanno quindi

cercati per la bisogna. Ma non

pochi inglesi dichiarano che sono

Marzo 2012 — CorriereMedicoOdontoiatria

sion professionale. Puntando

esclusivamente sull'implantologia,

infatti, questi centri accantonano

volutamente esigenze fondamentali

per la popolazione come le sedute

di igiene orale e le otturazioni,

che sono meno remunerative ma

rappresentano bisogni fondamentali

per la maggioranza dei nostri

concittadini».

Uno smacco duro da digerire

Posizione, quella di Denoyelle,

totalmente condivisibile ma che

non cambia la realtà delle cose:

nonostante tutti i dubbi legittimi

che si possono sollevare, anche la

Francia ha ormai imboccato la strada

delle catene di centri odontroiatrici

spersonalizzati che puntano

tutto sul prezzo. E, senza andare a

scomodare i grandi padri francesi

dell'odontoiatria moderna come

Pierre Fauchard, questo rappresenta

uno smacco non indifferente

per un paese che ha sempre considerato

le cure odontoiatriche come

uno dei propri fiori all'occhiello

sia per la qualità delle prestazioni

pubbliche e private, sia per la solidità

dell'assistenza.

La novità che porta con sé l'iniziativa

di Efficience, infatti, non

consiste soltanto nell'ennesima minaccia

per i dentisti privati in un

momento di sofferenza oggettiva

ma, almeno per quanto riguarda le

stati sottoposti a sedute di igiene

orale da persone che in tutta

probabilità erano assistenti alla

poltrona.

C'è n'è anche per gli ortodonzisti,

che per quei criticoni degli

inglesi sarebbero competenti ma

decisamente cari e con

prestazioni che vengono

rimborsate solo per il 30 per cento

dalla Securité Sociale.

Ma la disputa odontoiatrica sul

web tra Francia e Inghilterra non

è fatta soltanto di aneddoti. C'è

chi per motivare le proprie

critiche accusa i francesi di

trascurare l’igiene dentale

rifacendosi a dati ufficiali che

attestano come solo un francese

su cinque ricorra allo spazzolino

almeno una volta al giorno, con

un consumo di dentifricio pari a

ESTERO

I colleghi francesi

hanno studiato

da sei a otto anni

Dei 44 atenei francesi

che offrono gli studi

in medicina, 34

propongono anche la

formazione dei futuri

odontoiatri.

Mantenendo il

paragone, gli studi di

medicina richiedono

dai nove agli undici

anni di studio, ai quali

segue la scuola di

specializzazione,

mentre il corso di

studi in odontoiatria

dura dai sei agli otto

anni. Al termine dei

primi cinque anni di

corso, infatti, lo

studente può

scegliere se

proseguire gli studi

ancora per un anno, o

affrontare un

internato di tre anni in

un centro ospedaliero

universitario.

tre tubi all'anno, cioè la metà dei

sei raccomandati.

L'ultimo dato è più inquietante:

per uno studio dell'Association

Dentaire Française, l'80 per cento

dei trattamenti canalari viene

eseguito in modo inadeguato

Oltralpe. E questo è davvero un

aspetto che non fa onore alla

nazione che ha inventato

l'odontoiatria moderna.

55


ESTERO

cure odontoiatriche rappresenta un

importante segnale di cedimento

del sistema di assistenza sanitaria

di cui i francesi sono sempre andati

molto fieri.

Rinomato finora in tutto il mondo

per la qualità dei servizi offerti ai

cittadini, il servizio sanitario francese

è un sistema misto pubblico-privato

che si ispira al modello bismarkiano

tedesco. Il costo delle

cure viene sostenuto per il 75 per

cento dalla Securité Sociale, l'ombrello

di copertura impostato nel

1945 per garantire la popolazione

francese di fronte a una serie di rischi,

compresi quelli di carattere

sanitario.

La Securité Sociale si articola in

A regolamentare la

professione odontoiatrica

francese e gli oltre

quarantamila dentisti

d'Oltralpe c'è il Conseil

National de l’Ordre des

Chirurgiens-Dentistes, che è

stato fondato nel 1945 e, pur

essendo totalmente

indipendente dall'ordine dei

medici, corrisponde più o

meno alla nostra Cao e

comprende consigli locali.

Non meno importante è

l'Association Dentaire

Française, federazione di 25

associazioni professionali che

riunisce circa trentamila

colleghi francesi. Oltre a

rappresentare la categoria di

fronte alle istituzioni e nei

rapporti con le altre

professioni sanitarie, offre ai

propri iscritti servizi che vanno

dall'aggiornamento a

pubblicazioni specialistiche,

dai database bibliografici alla

consulenza sugli arbitrati.

diversi fondi malattia che afferiscono

alle varie tipologie di lavoratori.

L'adesione è obbligatoria e le quote

crescono con il reddito: in parte

sono versate dal datore di lavoro e

in parte dal dipendente, garantendo

al lavoratore e ai suoi familiari il

rimborso totale o parziale delle spese

sostenute.

Il terzo pagante scricchiola

La quota restante, il 25 per cento,

dovrebbe essere a carico dei

cittadini. E proprio per questo, la

maggioranza dei francesi dispone

di un'assicurazione integrativa stipulata

con le mutue (60 per cento)

o con compagnie assicuratrici private

(40 per cento).

La fotografia dei dentisti francesi

N° totale dentisti/

popolazione

Dentisti/

100.000 abitanti

N° liberi

professionisti

N° dipendenti

N° specialisti

Quota femminile

Età media

Over 65

40.061/

62.131.000

Mentre gli anziani, i bambini, i

disoccupati e i portatori d'handicap

ottengono un rimborso totale delle

cure, chi dispone di un reddito che

non rientra tra i parametri che definiscono

la popolazione indigente

può contare soltanto su un accesso

limitato alle cure odontoiatriche.

In pratica, il modello assicurativo

sociale garantisce un'assistenza

sanitaria completa soltanto se il paziente

aderisce all'assicurazione

complementare. E chi dispone di

un reddito di poco superiore alla

soglia d'indigenza deve pagare

quasi interamente i forfait, a fronte

di un rimborso parziale delle spese

sostenute.

Anche in seguito alle riforme

che si sono succedute in questi anni,

le assicurazioni private interpretano

un ruolo sempre più importante,

tanto che la Francia occupa ormai

il terzo posto dopo Stati Uniti e

Olanda per presenza di polizze private

nel finanziamento della spesa

sanitaria.

In campo odontoiatrico, più del

35 per cento delle spese afferisce

alle assicurazioni private e sono

sempre di più coloro che non riescono

a sostenere i pagamenti delle

polizze. Si tratta soprattutto di fasce

di popolazione medio-basse

che non dispongono di un reddito

tanto esiguo da rientrare nelle cure

gratuite, ma non hanno nemmeno

entrate sufficienti per permettersi

una copertura privata. Risultato, anche

se si tratta di una distinzione

teorica visto che la maggioranza

dei dentisti appartiene a entrambe

le categorie, se l'odontoiatria privata

francese soffre non è che quella

convenzionata se la cavi tanto meglio,

visto che cresce continuamente

il numero di cittadini che non riesce

a rispettare i pagamenti della

quota a proprio carico e deve rinunciare

a farsi curare i denti. Secondo

alcune stime si è ormai abbondantemente

superato il 20 per cento

della popolazione totale.

56 CorriereMedicoOdontoiatria — Marzo 2012

64

36.126 (90%)

3.935 (10%)

2.029 (5%)

40 %

48 anni

5 %

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GRA

ND’I

TALIA

PROGETTO DELLA FONDAZIONE ANDI DEDICATO

AI DETENUTI: L’INIZIATIVA AL CARCERE DI REBIBBIA

Igiene orale: il messaggio

deve arrivare

anche oltre le sbarre

Mauro Miserendino

Corriere Medico Odontoiatria

Giovani, stranieri e indigenti. E spesso senza

una professionalità che possa far immaginare un re-inserimento

nella società civile. E' appunto a questa umanità

dispersa nei nostri penitenziari che si rivolge il progetto

carceri della Fondazione Andi. Forse, in tempi lunghi, è

quello che si può considerare il più ambizioso programma

di prevenzione della stessa Onlus che organizza ogni

maggio l'oral cancer day. In pratica, si tratta di portare il

dentista in carcere per spiegare le regole di buona igiene

orale ai detenuti, spesso costretti a vivere in edifici sovraffollati

e in condizioni igieniche tutt’altro che ideali.

Dopo il Lazio e la Sicilia, sarà la volta del Piemonte. E'

in fase di attivazione un protocollo d'intesa nelle carceri

piemontesi che ricalca le iniziative precedenti: istituzione

di una squadra di dentisti volontari, lezioni di gruppo sulla

prevenzione e, se andrà bene e saranno assicurate condizioni

lavorative, strumentali e organizzative idonee, non è

escluso in futuro anche un intervento terapeutico. Finora,

fermo restando il successo organizzativo della campagna

siciliana, il coinvolgimento terapeutico ha avuto luogo in

un solo caso, cioè nel carcere romano di Rebibbia.

Proprio dalla capitale parte il nostro racconto: nel 2006

si incrociano per la prima volta le strade dell’Andi della

provincia di Roma, della Caritas e del penitenziario di Rebibbia.

Don Sandro Spriano, cappellano del carcere e uomo

Caritas, chiede ai soci romani dell’Andi come erogare

cure dentali in una struttura così affollata. Attorno a un tavolo

si trovano il consigliere Andi Giuseppe Teofili, il direttore

del carcere Carmelo Cantone, il suo vice e don Spriano.

Parte così un protocollo d'intesa che dà vita nella

grande casa circondariale capitolina al progetto “Salute

orale negli istituti penitenziari”, campagna di prevenzione

realizzata con odontoiatri volontari. Obiettivo, insegnare a

usare regolarmente lo spazzolino e il dentifricio evitando

58 CorriereMedicoOdontoiatria — Marzo 2012

Profilo della popolazione

carceraria nel nostro Paese

In Italia, gli stranieri reclusi

(condannati a una pena definitiva) o

detenuti in attesa di giudizio sono il 70

per cento della popolazione totale che

vive “dietro le sbarre”; spesso si

esprimono male nella nostra lingua.

Tra detenuti e reclusi il numero è di 68

mila su una capienza complessiva di 43

mila posti: è in prigione un numero di

persone pari al 50 per cento in più di

quante ce ne potrebbero stare.

Una situazione insostenibile che ha

spinto il Governo Monti a chiedere la

fiducia per un provvedimento che

svuotasse gli istituti penitenziari.

Ma c'è un altro dato importante sotto il

profilo sanitario: sette detenuti su dieci

hanno meno di quarant’anni. Nelle

carceri, che sono passate sotto al

servizio sanitario nazionale dal 2009, il

campione dei pazienti è diverso dalla

popolazione generale: non ha nè

anziani né bambini. Ma spesso presenta

patologie complesse: in particolare,

secondo i dati del Dipartimento per

l'amministrazione penitenziaria del

2010, al 40 per cento dei detenuti è stata

diagnosticata una malattia infettiva, il

35 per cento è affetto da epatite cronica

virale C, il 6 per cento da epatite B e il 2

per cento dall’Aids.

Se poi scendiamo nelle singole regioni

troviamo delle punte di prevalenza di

patologie gravi, come per esempio nel

Lazio dove, su una popolazione

carceraria di 6 mila individui, si registra

il record di carcerati affetti da Hiv

conclamato: il 3,3 per cento rispetto a

una media delle carceri italiane pari

all'1,9 per cento; i casi di epatite

restano il 40 per cento del totale ma

salgono al 71 per cento tra i

tossicodipendenti che sono quasi un

quarto della popolazione carceraria di

Roma e dintorni. Numeri che

costituiscono una sfida in più per i

dentisti operanti a Rebibbia.

Marzo 2012 — CorriereMedicoOdontoiatria

di scambiarseli; è inoltre previsto che l’Andi

di Roma raccolga le risposte a un questionario

sulla prevenzione, curi e distribuica

un opuscolo informativo, ed organizzi

incontri. L’iniziativa prevede anche la distribuzione

di 4500 spazzolini e dentifrici.

Oltre il progetto di prevenzione

Presto, gli odontoiatri dell’Andi romana

si rendono conto che si può andare anche

più in là, prendendo in cura alcuni pazienti

e alleviando in questo modo il carico di lavoro

dei colleghi che operano all’interno

del carcere (a Rebibbia i dentisti sono in

genere specialisti dell'Asl).

E così oggi Giuseppe Teofili, consigliere

della Fondazione Andi e responsabile

del progetto carceri a Roma, rappresenta

un gruppo di venti odontoiatri capitolini

che si alternano due venerdì al mese per

visite e cure gratuite in un ambulatorio

odontoiatrico della casa circondariale.

Venti odontoiatri volontari

si alternano due venerdì al mese

per visite e cure gratuite

in un ambulatorio di Rebibbia.

A proposito, c'è una differenza sostanziale

tra casa circondariale e casa di reclusione:

la prima ospita detenuti in attesa di

giudizio, la seconda chi sta scontando pene

detentive. «I detenuti di Rebibbia –

spiega Teofili – sono in attesa di giudizio: è

un penitenziario di transito e non un luogo

dove si staziona per anni; qui c'è un ricambio

del 400 per cento e quindi, rispetto ad

altre realtà, è difficile intraprendere progetti

a lunga scadenza sul paziente o condurre

studi epidemiologici. Ma il direttore generale

della struttura e il direttore sanitario

hanno aperto subito le porte alla collaborazione

che abbiamo offerto. E abbiamo potuto

fruire dell'essenziale collaborazione

dei “Volontari in carcere” (Vic), un gruppo

di ragazzi e ragazze che fa capo al cappel-

59


Il passaggio alla sanità pubblica

non ha migliorato le condizioni

lano e che, pur tra mille difficoltà, in un

ambiente difficile dove la burocrazia fa capolino

ad ogni angolo, cerca di risolvere

mille problemi quotidiani. Sono stati loro,

per esempio a distribuire i questionari e

raccogliere le risposte».

Le caratteristiche del progetto romano

«Nel protocollo firmato dalla Caritas, da

Rebibbia e dall’Andi – spiega Teofili – l’An-

Nel 2009 si è verificata una svolta nelle istituzioni penitenziare.

L'assistenza ai detenuti, fino a quel momento affidata a medici e

sanitari dipendenti o convenzionati ad ore con il ministero di

Grazia e giustizia, anche in base a un articolo della riforma Bindi

del 2000 è passata al Servizio sanitario nazionale. L'obiettivo –

fissato non per nulla dalla Finanziaria 2009 ai commi 282-283

dell'articolo 2 – era di estendere ai detenuti le cure garantite sul

territorio ai cittadini e nello stesso tempo di risparmiare nella

gestione realizzando, soprattutto con il personale, economie di

scala. La rivoluzione che si è verificata successivamente su base

regionale, a partire dalle regioni a statuto ordinario, non ha

comunque portato ai miglioramenti auspicati nella qualità

assistenziale. Almeno, nella media. «Chiedere alla sanità pubblica

di assistere una popolazione con tanti bisogni e sottostimata è un

po' come chiedere a un padre di quattro figli con pochi soldi di

aggiungere un altro posto a tavola o due» sottolinea Giuseppe

Teofili. «L'Asl Roma B alla quale è stato dato il compito di

organizzare l'assistenza si è comunque fatta in quattro e ha

assecondato ancora più di prima i nostri progetti e noi stiamo

moltiplicando le nostre richieste alle aziende del dentale per

convincerle ad aumentare le donazioni di kit per l'igiene orale».

I volontari dell’Andi sono

un supporto prezioso

per i colleghi dell’Asl

che operano nel carcere.

di Roma si rendeva disponibile a fornire

progetti di prevenzione, incluse le fasi di

studio e fattibilità, attraverso incontri che

sono stati effettuati in un rapido arco di

tempo. Ma si impegnava anche a fornire

materiali: non solo spazzolini ma anche attrezzature

odontoiatriche, tra cui due macchine

per la detartrasi».

Nella fase di education, i detenuti sono

stati divisi in sette gruppi e il team degli

odontoiatri dell’Andi ha tenuto vere e proprie

lezioni di igiene orale. «Il punto di partenza

dell'operazione – spiega sempre

Teofili – è stato il questionario che aveva il

compito di sondare i bisogni reali e le conoscenze

sull’argomento; l'obiettivo era di

preparare il terreno a un rapporto fiduciario,

ma anche di sapere quante volte in

media i detenuti si spazzolano i denti, e

che rapporto hanno con il dentista (ahimé,

una figura collegata il più delle volte al mal

di denti e alle urgenze). Nel corso degli incontri

i nostri volontari hanno consegnato

gli opuscoli per l'autodiagnosi di lesioni

orali e di prevenzione generale».

Cinque anni di assistenza volontaria

Come accennato, l’iniziativa romana

prevede anche interventi terapeutici. Seguiamone

il percorso in questi cinque anni.

Il documento d'intesa perfezionato nel

2007 prevede che soci dell’Andi di provata

esperienza professionale organizzino su

base volontaria un team con l'intento di

erogare cure dentali, visite, ablazioni del

tartaro. Sono escluse le prestazioni protesiche

«Al momento – precisa Teofili – non

abbiamo accesso ai mezzi per gestirle.

«Ogni anno presentiamo al magistrato

l'autocertificazione d'idoneità ai sensi dell'articolo

17 e attendiamo di ri-formare la

squadra. Su una ventina di partecipanti, la

metà – tra cui figuro anch’io – costituiscono

lo zoccolo duro, i componenti originari

del team, mentre gli altri rientrano nel turn

over fisiologico. A quel punto si parte con

le assegnazioni dei turni. Originariamente

eravamo distribuiti su due ambulatori che

ci venivano messi a disposizione ciascuno

due volte al mese: con quattro ingressi in

tutto riuscivamo a garantire una presenza

settimanale e una cinquantina di visite

mensili. In parallelo con la ristrutturazione

60 CorriereMedicoOdontoiatria — Marzo 2012

La brochure della Fondazione

Andi relativa al progetto

di sensibilizzazione sulla salute

orale della popolazione

negli istituti penitenziari.

Perché VistaScan

▪ Perché accontentarsi di 14,3 lp/mm ...

quando si possono avere 22 lp/mm?!

▪ Perché accontentarsi di 16.384 scale di grigi...

quando si possono avere 65.536 scale di grigi?!

▪ Perché accontentarsi di una tecnologia comune a molti...

quando si può avere una tecnologia “unica”?!

dei locali, tra l'altro, la disponibilità dell'ambulatorio

si è ridotta e la presenza da garantire

è diventata quindicinale. In ogni caso,

per i dentisti dell'Asl che operano quotidianamente

a Rebibbia, rappresentiamo

un supporto prezioso in una struttura dove

c'è un medico incaricato ogni 250 detenuti

(ma nel Sud si arriva a punte di uno su

400)».

Nel 2009 la medicina penitenziaria passa

al Servizio sanitario nazionale. E nel

2011 il progetto Rebibbia viene rilevato

dalla Fondazione Andi che già ha organizzato

il progetto di prevenzione nelle carceri

siciliane e oggi sta per organizzarne uno

analogo in Piemonte. Ma, se nel progetto

carceri nazionale della Fondazione viene

fornito ai detenuti un kit con spazzolino e

dentifricio e vengono spiegate le regole

per la salute del cavo orale, a Rebibbia il lifestyle

si può considerare il primo step di

un progetto assistenziale più ampio.

▪ Perché accontentarsi di sviluppare solo 4 formati di pellicole...

quando si possono sviluppare tutti i 5 formati disponibili in odontoiatria?!

▪ Perché accontentarsi di sviluppare una pellicola alla volta...

quando si può sviluppare uno status a 16 in una sola volta?!

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GRAND’ITALIA

Lo conferma l'attuale presidente della

Fondazione, Evangelista Giovanni Mancini,

cui spetta tra l’altro il compito di supervisionare

i protocolli e coordinare i colleghi

nelle regioni. Da una parte Mancini sottolinea

i progressi fatti in questo campo dalla

popolazione penitenziaria grazie a semplici

regole spiegate da professionisti ben organizzati

e a costo zero, dall'altra evidenzia la

peculiarità dell'iniziativa dei volontari romani.

E, soprattutto, conferma che «oggi più

che mai c'è bisogno di volontariato ed è

importante supportare le nostre iniziative

con donazioni; per questo è sempre fondamentale

mettere in rilievo quali sono i risultati

ottenuti».

Tuttavia, dato il ricambio frequente della

popolazione penitenziaria a Rebibbia,

realizzare un report dei risultati ottenuti in

chiave sia preventiva sia assistenziale, non

è un compito semplice. Come spiega Teofili,

«Da una parte non si possono introdur-

ARIA COMPRESSA

ASPIRAZIONE

SISTEMI IMMAGINE

CONSERVATIVA

IGIENE


e foto o mezzi per documentare il lavoro

dei dentisti, dall'altra dimostrare i risultati

delle cure o condurre ricerche epidemiologiche

non è il nostro primo obiettivo; lo

scopo del nostro lavoro volontario è di assistere.

Diventa peraltro difficile anche seguire

nel tempo i pazienti.

«Tutti i detenuti che ne facciano richiesta

– continua Teofili – possono farsi visitare

da noi. Durante la visita si osservano le

condizioni del cavo orale, dei denti e dei

tessuti molli: è fondamentale in una popolazione

giovane, spesso proveniente da altri

paesi e che in molti casi non ha mai conosciuto

il dentista. Prendiamo nota di

eventuali traumi di faccia, bocca, mascella

e mandibola, se il paziente è fumatore,

tossicodipendente, alcolista o sieropositivo;

già questo ci dà un'idea di un'eventuale

predisposizione a patologie cancerose e

di stili di vita da correggere».

L’approccio deve in qualche modo tenere

conto anche della situazione giuridica

del recluso. «Ci dobbiamo porre delle priorità;

il nostro intervento copre la prevenzione

e certe urgenze; impostiamo così nel

tempo un piano di cura privilegiando chi ha

una lunga attesa di pena davanti a sé

mentre, compatibilmente con le urgenze,

consideriamo meno prioritario chi sta per

uscire e si spera potrà cambiare vita e frequentare

un dentista una volta libero».

«Per ogni paziente c'è una scheda di

trattamento e i pazienti che hanno seguito

le nostre indicazioni dopo le cure mostrano

incoraggianti miglioramenti. Ma c'è un

ulteriore risvolto nel rapporto che a volte si

crea con pazienti così diversi da quelli cui

siamo abituati. E’ vero che siamo una risorsa

gratuita per il carcerato, ma c'è un

aspetto che non si deve mai trascurare: in

questo caso non sono stati loro a sceglierci

ma fino a prova contraria “subiscono” il

nostro intervento che può rappresentare

qualcosa di positivo soltanto se siamo disponibili

all’ascolto, siamo efficienti, accurati,

dialoghiamo».

L’opportunità è reciproca

In pratica, l’iniziativa aiuta ad attenuare

i problemi odontoiatrici ma fa crescere anche

il curante che in questo modo dispone

di una grande opportunità sia umana sia

La sensibilizzazione

nelle carceri in Sicilia

Procede a gonfie vele anche negli istituti penitenziari

siciliani il progetto della Fondazione Andi per la promozione

della salute orale in carcere. Nei giorni scorsi, alla Casa

circondariale di Caltanissetta diretta da Angelo Belfiore la

Fondazione e il Provveditorato regionale dell'amministrazione

penitenziaria della Sicilia hanno tenuto il primo di una serie di

appuntamenti di sensibilizzazione della popolazione carceraria

per l’anno 2012.

L’incontro, rivolto a 50 detenuti del primo padiglione dell’Istituto, è

stato tenuto da due soci volontari della Fondazione, Luisa

Giannavola e Luigi Burruano, responsabile del progetto, con la

collaborazione del responsabile dell’area sanitaria dell’Istituto

Carmelo Abate, e alla presenza del commissario Michelangelo

Aiello. Sono stati distribuiti materiale informativo e didattico e

circa 80 kit composti da dentifricio e spazzolino per l’igiene orale

dei detenuti. Una corretta igiene e pulizia di bocca e denti

attraverso l’uso regolare di spazzolino e dentifricio – basilare per

prevenire malattie che possono colpire il cavo orale, ma per nulla

scontata – diventa indispensabile in una realtà in cui è

estremamente elevato il rischio di trasmissione di virus e batteri,

con rischio di contagio da epatite o Aids.

L'obiettivo della Fondazione in Sicilia è duplice: da una parte

promuovere l’igiene orale presso il personale di custodia e i

funzionari dell’amministrazione penitenziaria e, dall’altra, con

incontri formativi periodici e distribuzione di materiale didattico e

di kit spazzolino-dentifricio, sensibilizzare i detenuti a corrette

pratiche di igiene orale.

I prossimi appuntamenti per la provincia di Caltanissetta si

svolgeranno negli istituti penitenziari di San Cataldo e Gela,

successivamente nelle altre province siciliane.

professionale. «Ogni anno Rebibbia ci

manda una mail e il progetto ricresce».

Resta un po' in sospeso la questione dell'ambulatorio:

«Con più ore a disposizione

potremmo dare di più anche perché abbiamo

imparato bene a organizzarci in turni.

«Ci sarebbe piaciuto anche poter dare

un apporto di tipo protesico ma per il momento

non è stato possibile. Ci auguriamo

che, così come finanzia corsi di inserimento

al lavoro a vario titolo, la Regione Lazio

possa finanziare corsi di odontotecnica in

quest’ambito. Potrebbe essere il primo

passo per molti ragazzi per apprendere un

lavoro, ottenere una manualità che li renda

a loro volta di aiuto in futuro ai detenuti

stessi».

62 CorriereMedicoOdontoiatria — Marzo 2012

NEWTON





ON

O

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20024 02 420




La riconquista

della Luna

È scattata la corsa

alle risorse energetiche

del nostro satellite.

E in prima fila

ci sono i cinesi

WTO WT



Il segreto per vivere meglio? Giocare, giocare, giocare



Perché la benzina costa tanto? Un’analisi goccia per goccia



La vita aliena è davvero possibile? Secondo i batteri sì



Il 3+2 è stata la scelta giusta? I risultati 12 anni dopo

«



Se ho visto più lontano, lont taano,

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è perché per rcché

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di giga giganti aanti»

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lo storico mensile scientifico, fa saf,ocifitneicselisne sua ocirotso questa m idea ediatseuqaus

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PERIO

MED

ICINE

NUOVE PROSPETTIVE DA UNO STUDIO ITALIANO

PUBBLICATO SUGLI ARCHIVES OF ORAL BIOLOGY

Parodontite e osteoporosi

condividono

una correlazione genetica

Fabio Fioravanti

Corriere Medico Odontoiatria

Per la prima volta è stata evidenziata una correlazione

su base genetica tra la parodontite e l’osteoporosi,

con importanti implicazioni per terapia e prevenzione in

ambito parodontale e implantare, ma anche con potenziali

ricadute sul controllo dei rischi legati all'impoverimento osseo

nella popolazione generale.

Le nuove prospettive emergono da uno studio pubblicato

sulla rivista scientifica “Archives Of Oral Biology “ e portato

avanti dallo staff diretto dal dottor Francesco Martelli,

fondatore dell'Istituto di Ricerca e Formazione Microdentistry

di Firenze. «Nel 2005-2006 abbiamo deciso di approfondire

il rapporto tra parodontite e vitamina D – spiega

Martelli – la mineralizzazione dell’osso è infatti importante

in parodontologia e implantologia, ma l’argomento in passato

non ha ricevuto l’attenzione necessaria (si veda nella pagina

successiva). Ci siamo quindi concentrati sul recettore

della vitamina D, che svolge un ruolo chiave nel metabolismo

osseo e dunque nella prevenzione dell’osteoporosi. Lo

studio è stato condotto su pazienti affetti da parodontite e

ha previsto la valutazione del polimorfismo TaqI del gene

che codifica il recettore cellulare della vitamina D (VDR). Utilizzando

un apposito test abbiamo evidenziato una stretta

Un polimorfismo del recettore

della vitamina D

si associa alla forma

cronica della malattia.

64 CorriereMedicoOdontoiatria — Marzo 2012

correlazione tra il genotipo VDR TaqI TT, associato

a bassi livelli sierici di vitamina D, e

lo sviluppo della malattia parodontale. Rispetto

ai soggetti con polimorfismo tt o Tt,

l’omozigosi TT si associa ad un aumento

del rischio di sviluppo di 3,5 volte della parodontite

cronica e di 2,7 volte della parodontite

aggressiva. Quel particolare polimorfismo,

dunque, aumenta il rischio di cronicizzazione

a livello parodontale e può determinare

un aumento del danno osseo in tempi

lunghi, proprio come avviene nell’osteoporosi.

Ad attirare la nostra attenzione sul rapporto

tra osteoporosi e parodontite è stato

l’incontro con altri specialisti che si occupano

di metabolismo osseo, e in particolare la

professoressa Maria Luisa Brandi, docente

presso l’Università di Firenze, una delle

massime esperte di osteoporosi a livello internazionale.

E’ così emersa l’idea che il test

sul recettore della vitamina D, eseguito in

parodontologia, possa avere un ruolo anche

nell’ottica della prevenzione dell’osteoporosi.

Così la suscettibilità genetica alla malattia

parodontale e il rischio di sviluppare l’osteoporosi

sono nella maggior parte dei casi

strettamente collegati.

«Queste valutazioni, ora, sono al centro

dell’attenzione degli specialisti che si occupano

di osteoporosi al punto che la FIRMO

(Fondazione Italiana Ricerca Malattie Ossee),

presieduta dalla stessa professoressa

Brandi, ha intenzione di approfondire il rapporto

tra dente e osso».

Le ricadute pratiche

Se pensiamo alla vitamina D come una

chiave e al suo recettore come una serratura,

una alterazione “di fabbrica” di quest’ultima

compromette il funzionamento

della “chiave” e quindi , nel nostro caso,

l’attività biologica della vitamina, con effetti

che si riflettono sul metabolismo osseo e,

a lungo termine, portano a impoverimento

minerale e riduzione della massa ossea.

«Nel nostro centro – continua Martelli –

eseguiamo il test a tutti i pazienti con parodontite.

In caso di omozigosi TT invitiamo da

un lato ad eseguire la misurazione della densità

minerale ossea, e dall’altro a verificare i

livelli plasmatici di vitamina D. E’ importante

collaborare con uno specialista di osteoporosi

per la presa in carico dei soggetti ad alto

Marzo 2012 — CorriereMedicoOdontoiatria

Ora le conoscenze

di base possono

fare la differenza

Le nuove frontiere

in parodontologia

e implantologia

richiedono

il superamento di un gap

culturale. «Fino

agli anni Settanta

tra le controindicazioni

dell’implantologia

non si includeva

l’osteoporosi. Si era

diffusa l’idea che la

mascella non seguisse il

destino delle altre ossa

dello scheletro: in realtà

ora sappiamo che

l’osteoporosi colpisce in

maniera uniforme

l’apparato scheletrico e

riguarda anche le ossa

mascellari.

Negli anni Ottanta poi la

separazione dei corsi di

laurea tra Medicina e

Odontoiatria ha

determinato un

impoverimento delle

conoscenze di base in

ambito odontoiatrico.

Negli anni Novanta mi

sono reso conto che era

per me necessario

acquisire nuove

competenze di biologia

cellulare, patologia

generale, genetica,

immunologia. A questo

punto, si doveva fare un

passo successivo, e

cioè applicare queste

conoscenze in

parodontologia e

implantologia perché

proprio in questi ambiti

si faceva più sentire il

divario tra la pratica

quotidiana e le

informazioni accumulate

negli anni».

65


ischio fratturativo, infatti spesso arrivano da

noi pazienti che già a 45-50 anni mostrano

osteopenia o osteoporosi senza che nessuno

abbia mai suggerito loro di eseguire una

MOC. Riscontriamo anche che, in presenza

di un recettore VDR alterato, i livelli della vitamina

D risultano spesso ridotti. In casi di

suscettibilità genetica, dunque, è importante

associare alla terapia parodontale la somministrazione

di vitamina D come integratore:

questo migliorerà la risposta alla terapia

parodontale e implantare».

Il nesso con la fertilità

Le ricerche in parodontologia, intanto,

proseguono su più fronti. Oltre al nesso con

l’osteoporosi, la parodontite è ora sorvegliata

speciale anche in altre specialità. «Teniamo

sotto controllo la letteratura scientifica e

lo scorso luglio è apparso uno studio molto

interessante in grado di aprire nuovi stimolanti

scenari», spiega Martelli. «Si tratta di

una ricerca australiana condotta su 3700

PERIOMEDICINE

La genetica svela altri segreti della vitamina D

donne in terapia per infertilità. Dividendo il

campione in due gruppi, test e controllo, e

sottoponendo le donne del gruppo test a

terapia parodontale, si è visto che queste

ultime avevano un tempo di attesa per la

gravidanza statisticamente più breve rispetto

al gruppo non trattato parodontalmente.

Questo risultato conferma alcune nostre

osservazioni: donne che provavano a concepire

da molto tempo senza successo, subito

dopo la nostra terapia sono riuscite ad

avere un figlio. Si può ipotizzare quindi che

la compromissione della fertilità, quando

siano escluse le cause ostetrico-ginecologiche,

possa essere dovuta alla batteriemia

sempre presente nella malattia parodontale

e alla costante immissione in circolo di tossine

batteriche (LPS dei Gram-). E’ possibile

che, sebbene ancora da verificare, la presenza

di questi batteri e delle loro tossine

provochi micro-aborti non rilevati come tali

perché precocissimi o impedisca l’attecchimento

dell'uovo fecondato».

La parodontite è una complessa malattia multifattoriale. I parodontopatogeni, infatti, sono essenziali

nello sviluppo della malattia ma né le dimensioni della placca, né le specie batteriche sono

necessariamente correlate alla severità della malattia. Ogni persona si caratterizza per una risposta

dose-dipendente individuale alla carica batterica che determina la suscettibilità al danno del

parodonto.

Questo è il motivo per cui la ricerca sta approfondendo il ruolo dei geni e del loro polimorfismo nella

risposta immunitaria, nella progressione e nei danni tessutali correlati alla malattia.

Lo studio condotto dal team di Francesco Martelli si è concentrato sui polimorfismi del gene della

vitamina D, già correlato in passato ai livelli sierici di vitamina D3, documentando un'importante

associazione del polimorfismo TT con la cronicizzazione della parodontite. L'analisi genetica, quindi,

si propone come una strategia diagnostica per differenziare tra le forme croniche ed aggressive della

malattia. Ma il significato dell'indagine sottolinea un nuovo aspetto della biologia della vitamina D, la

cui importanza fisiologica e patogenetica ha trovato negli ultimi anni numerose conferme. Si tratta

infatti di una vitamina dotata di un'azione “trasversale” su organi e apparati. Il polimorfismo TT di

questo gene si lega a bassi livelli della vitamina che a loro volta risultano associati ad un aumento

dei livelli della Proteina C reattiva, marker di infiammazione, al rischio cardiovascolare, alle malattie

infiammatorie intestinali, all'artrite reumatoide e alla sclerosi multipla.

In più, naturalmente, il deficit di vitamina D detta il rischio di osteoporosi scheletrica in generale, ma

anche mascellare e mandibolare, e determina un aumento della porosità alveolare e un più rapido

riassorbimento osseo alveolare in seguito a colonizzazione di patogeni peridontali. Queste evidenze

potrebbero spiegare il motivo per cui i pazienti portatori del genotipo VDR TT appaiano più suscettibili

alla parodontite: una causa genetica potrebbe infatti favorire lo squilibrio della risposta immunitaria

ai batteri e una marcata perdita ossea.

Peptidi

antimicrobici

(Amp)

Probiotici

Mediatori lipidici

pro-resolving

Agenti

antinfiammatori

Modulazione

nutrizionale

dell'infiammazione

peridontale

66 CorriereMedicoOdontoiatria — Marzo 2012

Stato dell’arte della ricerca

sull’approccio biologico

L'approccio biologico alla parodontite si orienta verso la messa a punto di strategie in grado di controllare la risposta

infiammatoria ai batteri e, di conseguenza, di normalizzare il biofilm classicamente alterato in questi pazienti. Negli ultimi anni

sono state proposte diverse strategie per centrare l'obiettivo, ancora oggetto di intensa ricerca. Di seguito presentiamo una rapida

carrellata delle soluzioni ideate dai ricercatori che confluiscono in un nuovo capitolo della terapia della parodontite:

Alcune evidenze suggeriscono che le deficienze

di Amp, prodotti da epitelio gengivale, neutrofili e ghiandole

salivari, giochino un ruolo chiave nella genesi

della parodontite. Si concorda sul fatto che potenzialmente

queste molecole potrebbero proporsi per modificare

la composizione del biofilm. La ricerca deve focalizzarsi

sull'azione di Amp contro i diversi tipi batterici e sulle

Fino a questo momento pochi studi di microbiologia hanno

indagato le caratteristiche del biofilm e dei liquidi orali

in rapporto alla salute della bocca. Pertanto la composizione

ideale del pattern microbiotico è ancora scarsamente

caratterizzato. Alcuni studi pilota suggeriscono che i probiotici

abbiano il potenziale per modificare, almeno a breve termine,

la composizione microbiologica, sia attraverso l'interazione

Le forme di parodontite aggressiva rappresentano un gruppo

di malattie in cui si osserva un eccesso di attivazione delle

cellule coinvolte nei processi infiammatori. Questo fenomeno è

il risultato della pre-attivazione cronica o “priming” delle

cellule infiammatorie con il rilascio di enzimi distruttivi e

radicali liberi. Pur in assenza di prove definitive, uno studio in

Diversi studi hanno dimostrato che alcuni antinfiammatori

come flurbiprofen possano alterare il corso

della malattia paridontale. L'impiego di questo farmaco

comporta a breve termine l'inibizione della perdita ossea

E' ormai stato accertato che un aumento dell'apporto calorico

possa promuovere l'infiammazione direttamente, attraverso lo

stress ossidativo post-prandiale, e indirettamente aumentando

l'accumulo di grasso viscerale. L'aumento dell'adiposità

centrale si associa peraltro ad un incremento della prevalenza

di parodontite. Tuttavia, le raccomandazioni dietetiche che

prescrivono una restrizione dell'apporto calorico e del

consumo di zuccheri raffinati, non sono supportate da una

robusta evidenza nel contesto del trattamento della

Marzo 2012 — CorriereMedicoOdontoiatria

differenze individuali dettate dalla genetica in relazione

all'espressione e ai livelli di Amp.

Si attendono approfondimenti anche sulla possibilità

di aumentare l'espressione di Amp attraverso un approccio

farmacologico e nutrizionale. Ma è troppo presto

per raccomandare specifici approcci finalizzati

alla prevenzione e al trattamento.

tra specie microbiologiche diverse, sia modulando

la risposta immunitaria. Le proprietà antinfiammatorie

e antimicrobiche dei probiotici sono specifiche per ogni ceppo

e per ottenere un effetto clinicamente utile si ritiene

che sia opportuno usare simultaneamente più probiotici.

Al momento comunque il beneficio clinico non è stato

dimostrato.

vitro ha dimostrato che agenti “pro-resolving”, anche detti

resolvine, possano avere un effetto terapeutico importante

nella parodontite. Gli agonisti pro-resolving sono ancora nelle

prime fasi di sviluppo, e non sono ancora disponibili. Nel

frattempo è stato suggerito che l'impiego di acidi grassi

omega-3 possa costituire un'alternativa che merita attenzione.

ma la sospensione del trattamento scatena il rebound

della malattia e la somministrazione cronica si associa

a importanti effetti collaterali.

parodontite. Anche la supplementazione di vitamina D, in caso

di deficienza, deve essere sottoposta a verifica da studi

d'intervento. In generale comunque, la prevenzione della

parodontite potrebbe beneficiare di tutti gli interventi

nutrizionali orientati a ridurre l'impatto delle malattie

infiammatorie croniche, in particolare riducendo apporto

calorico e zuccheri raffinati, e aumentando l'apporto di fibre,

acidi grassi omega-3, e micronutrienti ad azione antiossidante.

67


Tre studi chiave sulla correlazione

con le malattie sistemiche

Possibile correlazione della parodontite con:

Tipo di studio e bibliografia Tipologia di pazienti indagati Risultati

Osteoporosi Analisi genetica su campioni Pazienti con parodontite cronica I polimorfismi del recettore della

ottenuti dalla mucosa orale (115), con parodontite aggressiva vitamina D (VDR Taql) si associa,

Martelli Martelli FS FS et et al, al, Archives Archives of of Oral Oral (58) e controlli sani (65) nella popolazione italiana, a diversi

Biology Biology 2011; 2011; 56:1494-1498 56:1494-1498 gradi di sviluppo di parodontite

cronica e aggressiva. Il genotipo TT

rende più suscettibili alla forma

cronica rispetto a tt e alla forma

aggressiva rispetto a Tt

Fertilità Studio controllato e randomizzato Donne in gravidanza: si è indagato La prevalenza di malattia

Hart R et al, 27th Fertilità Studio controllato e randomizzato Donne in gravidanza: si è indagato La prevalenza di malattia

Hart R et al, 27 Annual Meeting con un questionario il tempo che è peridontale era significativamente

of the European Society of Human stato necessario al concepimento maggiore nelle donne con TTC>12

Reproduction and Embryology (TTC) e si è valutata la presenza mesi (34.9% vs 25.7%). Il TTC medio

(ESHRE), 2011, Abstract number di parodontite nelle pazienti con parodontite è

O-177 risultato pari a 7,1 mesi e a 5 mesi

nelle donne che non mostravano

parodontopatia

th Annual Meeting con un questionario il tempo che è peridontale era significativamente

of the European Society of Human stato necessario al concepimento maggiore nelle donne con TTC>12

Reproduction and Embryology (TTC) e si è valutata la presenza mesi (34.9% vs 25.7%). Il TTC medio

(ESHRE), 2011, Abstract number di parodontite nelle pazienti con parodontite è

O-177 risultato pari a 7,1 mesi e a 5 mesi

nelle donne che non mostravano

parodontopatia

Diabete di tipo 2 Studio prospettico longitudinale Pazienti con o senza diabete Entrambi i gruppi hanno beneficiato

Faria-Almeida Faria-Almeida R R et et al, al, di tipo 2 di un miglioramento clinico dei

J J Periodontol. Periodontol. 2006 2006 Apr;77(4):591-8 Apr;77(4):591-8 parametri correlati alla parodontite

dopo un trattamento peridontale

non-chirurgico di base. Nei pazienti

diabetici si è osservato un effetto

positivo sul controllo metabolico

(riduzione di HbA1c) a 3 e 6 mesi

dopo il trattamento

Le ricerche portate avanti dallo staff

del dottor Martelli e da altri ricercatori partono

da una visione diversa della patofisiologia

della parodontite. «Ormai la si deve

considerare a tutti gli effetti una malattia

infettiva polimicrobica e focale e va curata

in quanto tale. Se vogliamo fermare la distruzione

ossea e favorire la rigenerazione

dell’osso la prima cosa che dobbiamo fare

è eliminare l'infezione. E’ lo stesso motivo

per cui se una frattura è infetta si deve curare

l’infezione, altrimenti non si ottiene la

guarigione».

«Dopo una diagnosi approfondita la parodontite

può essere curata grazie all’utilizzo

del microscopio che evita la tradizionale

terapia di sollevamento dei lembi e all’utilizzo

del laser che elimina l’infezione polimicrobica

dai siti non raggiungibili con gli antibiotici/antisettici.

Questa terapia biologicamente

guidata viene inoltre integrata da

somministrazione di vitamina D».

Azione biologicamente guidata

Da diversi anni Microdentistry, il centro

diretto dal dottor Martelli, si è specializzato

nella cura e prevenzione della parodontite

aggressiva e refrattaria ai consueti trattamenti

attraverso un intervento “biologicamente

guidato”, prevalentemente non

chirurgico. Questa terapia è ormai riconosciuta

a livello internazionale: la più recente

consensus conference organizzata dall'Accademia

europea di Parodontologia, infatti,

è stata dedicata proprio all'approccio

biologico alla cura della parodontite.gressiva

e refrattaria ai consueti trattamenti attraverso

un intervento “biologicamente

guidato”, non chirurgico. Un approccio che

ormai è diventato d'attualità a livello internazionale:

la più recente consensus conference

organizzata dall'Accademia europea

di Parodontologia, infatti, è stata dedicata

proprio all'approccio biologico alla terapia

della parodontite.

Prima

di tutto va

eliminata

l’infezione

all’origine

della

flogosi.

68 CorriereMedicoOdontoiatria — Marzo 2012


PERIO

MED

ICINE

I DATI DEGLI STUDI PRESENTATI ALLA SESSIONE

SCIENTIFICA DELL'AMERICAN HEART ASSOCIATION

La malattia parodontale

e il modo in cui influenza

il rischio cardiovascolare

Silvano Marini

Corriere Medico Odontoiatria

Tra i più recenti aggiornamenti in materia di Periomedicine

se ne segnalano alcuni particolarmente interessanti

in campo cardiovascolare o meglio in quell'area

sempre più netta e chiara in cui i problemi parodontali si

intrecciano con i disturbi cardiaci, innescando un legame

sempre più evidente. Si tratta di due studi condotti ai capi

opposti del pianeta e presentati durante le ultime sessioni

scientifiche dell'American Heart Association che si

sono tenute a Orlando, in Florida. Al meeting annuale

dell'associazione statunitense, considerata tra le più autorevoli

in ambito cardiologico a livello mondiale, a ribadire

un interesse sempre più vivo in materia, sono stati

presentati numerosi studi afferenti al filone della Periomedicine.

In particolare, sono stati accolti con grande interesse

uno studio condotto a Taiwan che conferma che

le sedute di igiene professionale ridimensionano in modo

significativo il rischio di evento cardiaco (inteso come

infarto miocardico) o di stroke, e uno studio svedese in

base al quale lo stato del parodonto consentirebbe di

prevedere l'entità del rischio cardiovascolare in particolare

per quanto riguarda gli eventi cardiaci, lo stroke e lo

Numerosi gli studi afferenti

alla Periomedicine presentati

all’autorevole meeting

cardiologico dell’AHA.

70 CorriereMedicoOdontoiatria — Marzo 2012

scompenso cardiaco. Vediamo

più nel dettaglio di

che cosa si tratta.

Sedute di igiene orale

e rischio cuore

Al Dipartimento di cardiologia

del Veterans General

Hospital di Taipei

(Taiwan), Emily Zu-Yin

Chen e Hsin-Bang Leu

hanno condotto uno studio

di popolazione retrospettivo

analizzando i dati

riguardanti più di centomila

abitanti delle isole della

repubblica cinese nota come

Formosa. I dati provenivano

dal database ufficiale

del sistema sanitario

Marzo 2012 — CorriereMedicoOdontoiatria

locale e hanno consentito

prima di tutto ai due cardiologi

di isolare un gruppo

di più di 51 mila adulti

che erano stati sottoposti

ad almeno una seduta di

igiene orale eseguita da

un dentista o da un igienista

dentale, che sono stati

Tabella 1 – Sedute di igiene orale e riduzione

del rischio di infarto e stroke

Fonte: Circulation 124:A17704. Zu-Yin Chen, Hsin-Bang Leu: “The Association of Tooth

Scaling and Decreased Cardiovascular Disease – A Nationwide Population-Based Study”

CURA DELL'IGIENE

ORALE

Sedute di igiene

orale professionale

frequenti (almeno

una volta/anno)

RISCHIO INFARTO

-24 %

RISCHIO STROKE

-13 %

messi a confronto con un

gruppo numericamente

analogo di abitanti di

Taiwan che non avevano

mai affrontato una seduta

di igiene orale professionale

e che erano sovrapponibili

al primo gruppo

per età, genere e comorbidità

(nessuno dei partecipanti

presentava una sto-

ria pregressa di infarto

miocardico o stroke).

Scende l'incidenza

di infarti e stroke

I due gruppi sono stati

seguiti per sette anni e in

questo arco di tempo è

emerso che i partecipanti

che si erano sottoposti a

sedute di igiene orale professionale

di frequente o

occasionalmente presentavano

un rischio ridotto di

andare incontro a un infarto

(meno 24 per cento) o

di incorrere in uno stroke

(meno 13 per cento) rispetto

a chi non si era mai

sottoposto allo scaling (i ricercatori

hanno considerato

frequenti due o più sedute

di igiene orale professionale

in due anni e

occasionali le sedute annuali

o meno).

Confermando anche da

questo importante punto

di vista quella che resta la

cadenza media ideale delle

sedute di igiene orale salvo

indicazioni particolari,

Emily Chen ha sottolineato

che la protezione dagli

eventi cardiaci e dallo

stroke è risultata più pronunciata

quando le sedute

avevano luogo almeno una

volta all'anno. E la stessa

cardiologa ha spiegato che

il razionale di questi risultati

risiede con tutta probabilità

nell'azione pro-infiammatoria

dei batteri presenti

nel cavo orale che innescando

la flogosi possono

facilitare l'insorgenza di

problemi cardiovascolari

come quelli presi in esame

dallo studio.

Unico limite dello studio

di Taiwan che non inficia

il concetto fondamen-

71


Altri dati da aggiungere alle evidenze

che collegano l’igiene orale

alla riduzione del rischio

per il cuore e il cervello.

La parodontopatia come fattore predittore

della calcificazione coronarica nel diabete di tipo 1

Da uno studio condotto all'Università del Colorado presentato all'ultimo

meeting dell'American Heart Association proviene un ulteriore tassello

del nesso che collega i problemi del parodonto al diabete e alle malattie

cardiovascolari. Prima certezza: i pazienti affetti da diabete di tipo 1

sono molto più esposti sia alla malattia parodontale sia alle patologie

cardiovascolari. Ulteriore dato acquisito: la calcificazione coronarica

rappresenta un parametro di misurazione dell'aterosclerosi subclinica e

la sua progressione predice il danno alle coronarie e la mortalità.

All'Università del Colorado, Amy Alman e colleghi hanno dunque deciso

di approfondire gli eventuali legami tra la malattia parodontale e la

calcificazione coronarica nei pazienti affetti da diabete di tipo 1.

Valutando in uno studio londitudinale di follow up 473 diabetici adulti di

tipo 1 e 548 adulti non diabetici per più di sei anni, i ricercatori hanno

notato che inizialmente la prevalenza di parodontopatie nei diabetici

era lieve (15,7 per cento contro 12,1 per cento) ma che dopo sei anni

diventava molto più significativa (21,6 per cento vs. 14,3 per cento).

Tutti i soggetti con problemi parodontali presentavano già all'inizio

dello studio una calcificazione coronarica più elevata e una

progressione più accentuata dello stesso parametro. Ma dal follow up è

emerso che nei diabetici la durata della parodontopatia è in stretta

relazione con la progressione della calcificazione coronarica e che

questo rapporto non si modifica una volta apportati gli opportuni

controlli per età, genere, colesterolo totale, Hdl, ipertesnione, fumo,

Bmi, durata del diabete e valori basali della calcificazione coronarica.

Gli autori concludono così che la parodontopatia è da considerare un

fattore predittore della calcificazione coronarica nei pazienti affetti da

diabete di tipo 1.

Fonte Circulation 124: A16172: Amy C Alman e coll: “Duration of Periodontal Disease

is Associated With Progression of Coronary Artery Calcification in Type 1 Diabetes”

tale del lavoro, ma lascia

aperto per l'ennesima volta

in questo campo qualche

margine allo scetticismo,

i ricercatori non hanno

preso in esame il ruolo

eventuale di altri potenziali

e importanti fattori di rischio

cardiovascolare come

il peso eccessivo, l'abitudine

al fumo e la razza.

In ogni caso, anche

questi dati vanno ad aggiungersi

alle numerose

evidenze che collegano

l'attenzione all'igiene orale

alla riduzione del rischio di

cuore e cervello.

Le condizioni orali

e il tipo di cardiorischio

La possibilità di andare

incontro a un evento cardiovascolare

collegata alla

salute orale è stata al centro

anche di uno studio

svedese presentato al

meeting dell'American

Heart Association, che ha

approfondito in che modo

e con quale entità i problemi

del parodonto possono

condizionare il rischio di

eventi cardiaci acuti,

scompenso cardiaco congestizio

e stroke. I due autori

sono Anders Holmlund,

docente di odontoiatria

a Gävleborg, e Lars

Lind del Departimento di

medicina acuta all'ospedale

universitario di Uppsala,

che hanno esaminato

7999 individui affetti da

malattia parodontale facendo

emergere che il tipo

di problema parodontale

consente di predire il rischio

di queste tre frequenti

e minacciose patologie

cardiovascolari. E' la

prima volta che la salute

orale viene appositamente

72 CorriereMedicoOdontoiatria — Marzo 2012

studiata in funzione delle

tre principali patologie cardiovascolari

nello stesso

gruppo di individui.

Nello studio svedese,

dopo un follow up medio

superiore ai 13 anni, una

volta aggiustati per età,

genere, abitudine al fumo

e livello di istruzione, i dati

hanno fatto emergere che

le condizioni della bocca

possono influenzare in vario

modo gli eventi cardiovascolari

presi in esame.

Per esempio, le evidenti

manifestazioni di infiammazione/infezione(numero

più elevato di tasche parodontali

profonde) comportano

un aumento del

53 per cento del rischio di

infarto, così come l'inci-

NUMERO ELEVATO

DI TASCHE GENGIVALI

PROFONDE

+57 %

rischio infarto

denza più elevata di un altro

parametro di patologia

parodontale, il sanguinamento

gengivale al sondaggio,

moltiplica di 2,1

volte il rischio di stroke.

Ma dallo studio svedese

è emersa anche una relazione

tra il numero di

denti residui e il rischio

cardiovascolare. Dai dati di

Holmlund e Lind, infatti, risulta

che la presenza di

meno di 21 denti residui

Marzo 2012 — CorriereMedicoOdontoiatria

aumenta del 69 per cento

la probabilità di andare incontro

a un evento cardiaco

acuto rispetto a chi conserva

la maggioranza degli

elementi dentari, mentre i

partecipanti con il numero

minore di denti residui presentano

un aumento di 2,5

volte del rischio di sviluppare

uno scompenso cardiaco

congestizio.

Quanto basta, insomma,

per far concludere a

Holmlund che «I marker

della malattia parodontale

consentono di prevedere il

futuro sviluppo di eventi

cardiovascolari in molti differenti

modi, suggerendo

che possano rappresentare

altrettanti indicatori di

rischio per le principali pa-

MENO DI 21 DENTI

RESIDUI

+69 rischio infarto

%

tologie che possono colpire

il cuore e il cervello».

Emoglobina glicata

dalle tasche gengivali

Questo per quanto riguarda

due presentazioni

nel campo della Periomedicine

che hanno interpretato

un ruolo non secondario

in una delle assise

più importanti della cardiologia

mondiale. Di altri studi

sullo stesso filone che

PERIOMEDICINE

sono stati presentati durante

le ultime sessioni

scientifiche dell'American

Heart Association rendiamo

conto su queste pagine.

Uno riguarda il diabete,

che di per sè rappresenta

una patologia che fa

da ponte di collegamento

tra le malattie cardiovascolari

e le patologie del

parodonto. E proprio al

diabete è dedicato un articolo

appena pubblicato sul

Journal of Periodontology.

In gioco c'è la valutazione

dell'emoglobina glicata

(emoglobina A1c, in sigla

HbA1c), vale a dire uno

dei parametri principali di

valutazione della glicemia

e, soprattutto, di monitoraggio

nel tempo del dia-

SANGUINAMENTO

AL SONDAGGIO

PIÙ FREQUENTE

+2,1 volte

rischio stroke

bete (il parametro riflette

la glicemia media degli ultimi

due-tre mesi, consente

di determinare se il

controllo metabolico è ottimale

e ne viene consigliata

la misurazione ogni

tre mesi circa, in particolare

nei portatori di forme di

diabete mal compensate).

In base all'esperienza di

un gruppo congiunto

odontoiatri-infermiere della

New York University, in

Tabella 2 – I marker

della salute orale

e i diversi rischi

cardiovascolari

Fonte: Circulation 124:A10576.

Anders Holmlund, Lars Lind:

“Disease Predict Myocardial

Infarction, Stroke and Heart

Failure Differently in a Cohort

of 7999 Subjects”

NUMERO PIÙ BASSO

DI DENTI RESIDUI

+2,5 volte

rischio scompenso

cardiaco

73


PERIOMEDICINE

termini di affidabilità dei risultati

il prelievo a livello

delle tasche gengivali infiammate

sarebbe sovrapponibile

a quello classico

eseguito sulla punta del

dito che tutti i diabetici conoscono

bene.

Alla Facoltà di odontoiatria

della NY Univer-

sity, i ricercatori hanno infatti

confrontato i livelli di

emoglobina glicata provenienti

dai prelievi orali e

dai classici prelievi eseguiti

sulla punta del dito in 75

pazienti affetti da parodontite.

E' così emerso che i

risultati sono sostanzialmente

sovrapponibili, con

Individuati i recettori coinvolti nell'azione infiammatoria

del batterio P. Gingivalis che alimenta l'aterosclerosi

In una serie di più studi presentati al meeting dell'American Heart

Association, un gruppo dell'Università di Boston ha approfondito il

meccanismo attraverso il quale i batteri del cavo orale possono

attivare fenomeni infiammatori anche in sedi dell'organismo lontane

dalla bocca. Per quanto inerenti complessi e astrusi meccanismi

fisiopatologici a livello recettoriale, gli studi di Boston rappresentano

un passo avanti nella comprensione dei fenomeni che a partire da

un'infezione del cavo orale possono alimentare patologie sistemiche

come l'aterosclerosi. Al centro dei lavori di Boston sono il patogeno

orale Porphyromonas gingivalis come causa di parodontopatia; le

patologie parodontali come fattore di rischio di patologie

infiammatorie sistemiche come il diabete, lo stroke, le patologie

cardiovascolari e aterosclerotiche in genere; il sistema dei recettori

di tipo Toll (TLR) che caratterizzano le cellule dell'immunità innata.

In un primo studio i ricercatori di Boston hanno dimostrato che il

deficit di recettori TLR2 riduce l'aterosclerosi mediata dal P.

Gingivalis e in un secondo approfondimento hanno dimostrato che il

recettore TLR4 interpreta un ruolo protettivo da questo punto di vista.

Per quanto condotti su modelli animali e quindi ancora tutti da

dimostrare nell'uomo, questi approfondimenti della ricerca di base

confermano che i batteri presenti nel cavo orale possono contribuire

in modo significativo ai processi di infiammazione sistemica che

aprono il varco a molteplici e importanti patologie dell'organismo.

Nella fattispecie dell'aterosclerosi, un ruolo importante spetterebbe

ai recettori di tipo Toll che potrebbero veicolare il segnale associato

alla progressione della degenerazione dei vasi in direzione

aterosclerotica.

Fonte: Circulation 124: A16832: Chie Hayashi e coll. “A Protective Role for Toll like Receptor 4

in Pathogen-Mediated Atherosclerosis)

una quota ininfluente di

scostamenti.

Visita odontoiatrica

e screening del diabete

Il risultato, di per sè, potrebbe

apparire una semplice

curiosità, ma non solo

rappresenta l'ennesimo indizio

del modo in cui la sa-

lute sistemica si possa riflettere

in ambito orale, ma

apre inedite (per quanto futuribili)

prospettive alla professione

odontoiatrica. Come

sottolinea infatti Shiela

Strauss, autrice principale

del lavoro e docente alla

Facoltà di odontoiatria della

NYU, «Alla luce di questi

dati, la visita odontoiatrica

potrebbe rivelarsi una utilissima

opportunità per

condurre sceening iniziali

sul diabete, il primo passo

per consigliare gli opportuni

approfondimenti sulla

glicemia».

«E' sempre più importante

incrementare le occasioni

per individuare il

diabete nelle sue fasi inziali

perchè è stato ampiamente

dimostrato che la

prevenzione secondaria

consente di tenere sotto

controllo le complicanze a

lungo termine del dismetabolismo

glucidico e la

mortalità. Per molti pazienti,

inoltre, il prelievo

orale nello studio del dentista

risulterebbe meno invasivo

del prelievo sulla

punta del dito».

Il dentista, dunque, in

concorrenza con la farmacia

dove già questo tipo di

esame viene eseguito? In

un futuro magari non così

lontano potrebbe anche

avvenire. In fin dei conti,

la riscossa della professione

odontoiatrica potrebbe

passare anche da ipotesi

oggi apparentemente remote

come questa. E proprio

sulla reale fattibilità di

questo e altri screening

nello studio odontoiatrico

stanno lavorando i ricercatori

della New York University.

74 CorriereMedicoOdontoiatria — Marzo 2012


MEDICAL

COR

NER

UN REPORT SU LANCET RICHIAMA L'ATTENZIONE

SULL'IGIENE DEI CIRCUITI IDRICI DEL RIUNITO

Legionellosi: è italiano

il primo caso accertato

di contagio dal dentista

Silvano Marini

Corriere Medico Odontoiatria

Il primo caso documentato di contagio da legionellosi

in uno studio dentistico arriva dal nostro paese

ed è stato accuratamente descritto in un case report

appena pubblicato sulla rivista di medicina Lancet.

Già si era consapevoli della presenza di questo rischio in

ambito odontoiatrico: la legionella è infatti un batterio

che prolifera nell'acqua e diversi studi hanno accertato

la possibile contaminazione degli impianti idrici collegati

al riunito, nonchè il rischio più elevato di contagio che

caratterizza il dentista e gli altri componenti del team

odontoiatrico rispetto al resto della popolazione. In questo

caso, è stato però possibile attribuire proprio alle apparecchiature

odontoiatriche un caso di contagio che

purtroppo si è rivelato fatale a un'anziana paziente.

Quello descritto su Lancet è insomma un caso destinato

a "fare letteratura" come si dice in questi casi, e offre

l'occasione per parlare di un tema che i dentisti dovrebbero

sempre tenere nella massima considerazione.

Febbre e difficoltà respiratorie, poi il decesso

I fatti descritti dal case report risalgono a un anno fa,

quando un'anziana di 82 anni viene ricoverata all’Ospedale

Morgagni Pierantoni di Forlì in quanto presenta febbre

e gravi difficoltà respiratorie. Nonostante l’età avanzata,

la paziente è vigile e reattiva e non presenta altre

forme patologiche di base. Non ci vuole molto perché,

con l'ausilio di una radiografia del torace e il rilievo dell’antigene

nelle urine, venga formulata la diagnosi di le-

76 CorriereMedicoOdontoiatria — Marzo 2012

Alcuni degli accorgimenti per evitare il contagio

utilizzare sistemi di ricircolazione dell’acqua e sistemi antistagnazione

servirsi di acqua sterile anziché di acqua normalmente erogata

applicare trattamenti disinfettanti costantemente, oppure in modo periodico

far scorrere l'acqua quotidianamente nei rubinetti e negli strumenti e

sempre prima di ogni trattamento

applicare appositi filtri a monte degli strumenti

monitorare almeno annualmente i livelli di contaminazione da legionella

nell’acqua della poltrona odontoiatrica

gionellosi, o morbo del legionario,

causata dal minaccioso batterio

Legionella pneumophila. Viene

immediatamente impostata la

terapia antibiotica orale, ma la paziente

non ce la fa: va incontro a

una rapida sepsi e decede 48 ore

dopo il ricovero.

La fonte d'infezione

individuata nel riunito

A questo punto diventa fondamentale

individuare la fonte dell'infezione.

Non si tratta di una ricerca

particolarmente complessa,

in quanto il morbo del legionario

è caratterizzato da un’incubazione

che va dai due ai dieci

giorni. E il caso della sfortunata

paziente semplifica ulteriormente

le cose. La donna, infatti, usciva

pochissimo di casa e nel periodo

in cui ha contratto la malattia è

uscita soltanto due volte per recarsi

dal dentista. E così, vengono

prelevati dalle docce e dai rubinetti

della sua abitazione campioni

d'acqua che risultano nega-

Marzo 2012 — CorriereMedicoOdontoiatria

tivi alla L. pneumophila, mentre

quelli prelevati dalla strumentazione

del dentista risultano positivi

per il batterio. Gli ulteriori approfondimenti

di laboratorio dimostreranno

la coincidenza genomica

tra i ceppi di L. pneumophila

isolati dalle secrezioni respiratorie

della paziente e quelli

individuati nel circuito idrico del

riunito del suo dentista.

Il rischio era già noto

in campo odontoiatrico

«Quello descritto è il primo

caso di legionellosi che sia stato

possibile attribuire in modo incontrovertibile

all'acqua contaminata

presente negli strumenti di

uno studio dentistico» spiega

Maria Luisa Ricci, del Dipartimento

malattie Infettive, parassitarie

e immunomediate dell’Istituto

superiore di sanità che ha firmato

il case report su Lancet. «Eravamo

già al corrente del rischio legionellosi

che caratterizza lo studio

dentistico. La L. pneumophila

77


è un batterio gram-negativo che

si trova in ambienti naturali di acqua

dolce, come negli impianti

idrici (aria condizionata, docce,

vasche idromassaggio, terme e

fontane) mentre non è mai stato

dimostrato il contagio diretto tra

esseri umani. La trasmissione

avviene per inalazione o microaspirazione

di acqua aerosol e riguarda

essenzialmente le persone

anziane e/o immunodepresse.

Il batterio provoca una grave forma

di polmonite conosciuta appunto

come morbo del legionario

(o legionellosi). La malattia, in altri

casi, si può presentare anche

come una forma simil influenzale:

la febbre di Pontiac».

Incidenza sottostimata

con mortalità elevata

Anche se è molto probabile

che la sua incidenza sia sottostimata

in quanto spesso la malattia

non viene diagnosticata ma

afferisce genericamente al grande

capitolo delle malattie respiratorie

acute, la legionellosi si può

considerare una malattia piuttosto

infrequente, ma che può risultare

letale in una percentuale

elevata di casi. Stando ai dati ufficiali

dell’Istituto superiore di sanità,

che coordina il Registro nazionale

della legionellosi, nel

2010 sono stati segnalati da noi

poco più di mille casi, con un’incidenza

di circa 30 casi ogni milione

di abitanti nel Nord, 6 casi

ogni milione di abitanti nel Sud e

20 casi ogni milione nelle regioni

del Centro (quest'ultimo valore è

molto vicino all’incidenza media

europea). La letalità complessiva

è stata del 16,2 per cento.

L'igienizzazione dell'acqua

come priorità antinfettiva

Il case report di Lancet ribadisce

insomma l'importanza dell'igienizzazione

dell'acqua nello

studio odontoiatrico. Senza anda-

Andamento dei casi

di legionellosi in Italia

dal 2006 al 2010

Piemonte

Valle d’Aosta

Lombardia

PA di Bolzano

PA di Trento

Veneto

Friuli-Venezia Giulia

Liguria

Emilia-Romagna

Toscana

Umbria

Marche

Lazio

Abruzzo

Molise

Campania

Puglia

Basilicata

Calabria

Sicilia

Sardegna

Incidenza/1.000.000

0 20 40 60 80 100

Regione per regione,

il numero di casi

ogni milione di abitanti

Fonte: Registro nazionale

della legionellosi

2006 2007 2008 2009 2010

78 CorriereMedicoOdontoiatria — Marzo 2012

re necessariamente a scomodare

il paragone con le sale operatorie,

la problematica infettiva dello

studio odontoiatrico equivale a

quella di un ambulatorio chirurgico

(in fin dei conti proprio di questo

si tratta), ma con almeno due

aggravanti. Prima di tutto il paziente

deve tenere per forza di

cose la bocca aperta ed espone

così la mucosa orale – spesso

con soluzioni di continuo della

stessa – ai germi presenti nell'ambiente

(oltre a diffonderne di

suoi). Poi, nell'attività odontoiatrica

interviene un ulteriore fattore

di rischio importante per alcune

tipologie di germi: la costante

presenza dell'acqua e il largo impiego

che se ne fa.

Se in campo odontoiatrico il rischio

di infezione crociata è da

attribuire soprattutto alla produzione

di aerosol microbici e alla

contaminazione della strumentazione

e dei circuiti idrici del riunito,

tra i fattori di contaminazione

ambientale hanno un rilievo da

non sottovalutare batteri opportunisti

come lo Pseudomonas e,

appunto, la legionella. Procedure

abituali come gli spray d'acqua o

d'aria compressa possono infatti

determinare la diffusione di aerosol

potenzialmente carichi di batteri

anche negli angoli più reconditi

dello studio.

E se la strumentazione odontoiatrica

nella sua globalità può

fare da serbatoio e potenziale

veicolo di contaminazione per i

microrganismi, il ristagno d'acqua

nei condotti e la conseguente

possibilità che si formi un biofilm

alimentano il rischio infettivo,

tanto che nella flora batterica presente

nei biofilm dei riuniti si può

isolare una percentuale di batteri

opportunisti nettamente superiore

a quella che caratterizza l'acqua

della rete idrica.

Per le sue stesse caratteristiche

e per il suo impiego, il riunito

Marzo 2012 — CorriereMedicoOdontoiatria

può, in altre parole, trasformarsi

in un pericoloso fattore di contagio.

Nei suoi condotti, germi come

la legionella possono proliferare

e la contaminazione non solo

mantenersi nel tempo, ma aumentare

e coinvolgere la strumentazione

connessa alla poltrona

e possono, di conseguenza,

arrivare al paziente.

Come viene sottolineato dal

MEDICAL CORNER

Il rischio professionale riguarda l'intero team

report di Lancet, il problema è

dunque che il temibile batterio si

può annidare nel circuito idrico

del riunito e diffondersi nell'ambiente

dello studio attraverso

l’aerosol rilasciato dai rubinetti e

dagli strumenti dotati di turbine

ad acqua. E' la stessa Maria Luisa

Ricci dell'Istituto superiore di

sanità a sottolineare che non è il

caso di creare allarmismo, ma è

necessario prevenire l’esposizione

dei pazienti e di tutto lo staff

odontoiatrico all’infezione. «A

Se quello di Forlì è il primo caso in cui è possibile dimostrare l’origine

dell’infezione nell’acqua del circuito della poltrona odontoiatrica, era già stata

ampiamente documentata una significativa contaminazione nelle unità

dentistiche ed è stata osservata anche un’alta prevalenza di anticorpi contro L.

pneumophila nei dentisti e nello staff odonoiatrico, che vengono quindi

considerati ad alto rischio. Non tutti gli studi successivi hanno confermato dati

così rilevanti, ma uno storico studio coordinato dall'austriaco Franz Reinthaler

della Medizinische Universität di Graz pubblicato sul Journal Of Dental

Research ha riportato un'incidenza davvero rilevante nel team odontoiatrico

dell'infezione da legionella. Valutando la presenza di anticorpi anti-legionella

in 107 tra dentisti, assistenti alla poltrona e odontotecnici afferenti a 13 studi

odontoiatrici, la ricerca ha fatto emergere che il 34 per cento mostrava gli

anticorpi, contro il 5 per cento del gruppo di controllo rappresentato da

individui estranei all'ambito dentistico. Tra i vari componenti dell'équipe la

prevalenza di anticorpi specifici anti-legionella era del 50 per cento tra i

dentisti, del 38 per cento tra le assistenti alla poltrona e del 12 per cento tra gli

odontotecnici.

A sua volta, uno studio epidemiologico condotto dal Gruppo multicentrico di

studio sulla legionellosi sottolinea che la sieropositività alla legionella non

sembra conseguente al superamento della patologia ma piuttosto l'espressione

della frequente esposizione al microrganismo negli ambienti di vita e di lavoro.

questo scopo – spiega la funzionaria

dell’Iss – è fondamentale

condurre controlli frequenti e ricorrere

a tutte quelle soluzioni

che garantiscono una0 igiene più

accurata dell'acqua, come il ricorso

ai sistemi di ricircolazione

dell’acqua e ai sistemi antistagnazione,

l'impiego di acqua sterile

invece dell'acqua erogata

normalmente dalla rete idrica

79


MEDICAL CORNER

pubblica, l'applicazione costante

o periodica di trattamenti disinfettanti,

l'applicazione di appositi

filtri a monte degli strumenti,

senza trascurare l'accorgimento

di far scorrere l'acqua quotidianamente

nei rubinetti e negli

strumenti e sempre prima di

ogni trattamento».

«Importantissimo, inoltre, monitorare

almeno su base annuale

i livelli di contaminazione da Le-

La legionella è stata

chiamata così dopo

l'epidemia acuta che nel

1976 ha causato 221 contagi

e 34 decessi in un gruppo di

veterani dell'American

Legion riuniti in convention

in un albergo di Filadelfia. I

successivi approfondimenti

microbiologici

consentirono di appurare

che l'epidemia era da

attribuire a un batterio fino

a quel momento ignoto che

venne isolato nell'impianto

di condizionamento

dell'hotel.

gionella nell’acqua del riunito».

E' sempre la funzionaria dell'Iss

ad annunciare che un elenco

di procedure più dettagliate per

prevenire la legionellosi negli studi

dentistici sarà descritto nella

prossima pubblicazione delle

nuove "Linee guida per la prevenzione

ed il controllo della legionellosi"

a cura del ministero della

Salute, che saranno presto disponibili.

Del genere Legionella sono

state identificate più di 50

specie, divise in 71

sierogruppi. La specie più

pericolosa, cui viene

attribuito il 90 per cento dei

casi di legionellosi, è la L.

Pneumophila.

Le legionelle possono

sopravvivere a temperature

dell'acqua comprese tra i

5,7 e i 55°, ma il picco della

proliferazione avviene a

temperature dell’acqua

comprese tra i 25 e i 42°.

Hanno inoltre una grande

capacità di sopravvivere in

ambienti acidi e alcalini,

sopportando valori di pH

compresi tra 5,5 e 8,1.

La legionella penetra

nell'organismo attraverso

le vie respiratorie con

l'inalazione di aerosol

contaminati. Raggiunti i

polmoni, i batteri vengono

fagocitati dai macrofagi

alveolari e si moltiplicano

al loro interno fino a

provocarne la lisi e la

conseguente infezione di

ulteriori cellule. I principali

fattori di rischio sono

rappresentati dall'età

avanzata, dall'abitudine al

fumo e dalla presenza di

deficit immunitari o di

patologie di carattere

cronico-degenerativo. E'

più colpito il sesso

maschile.

Indicata con il termine

generale di legionellosi,

l'infezione può presentarsi

come morbo dei legionari,

febbre di Pontiac o in forma

subclinica. Il morbo dei

Legionari è la forma più

grave. Si manifesta dopo

un’incubazione di 2-10

giorni con disturbi come

malessere generale,

mialgia e cefalea cui

seguono febbre alta, tosse

secca e insistente,

difficoltà respiratorie. In

pratica, si presenta come

una polmonite acuta

difficile da distinguere

dalle altre infezioni acute

delle basse vie aeree e

comporta una letalità

media del 10 per cento, che

può arrivare fino al 30-50

per cento nel caso di

infezioni ospedaliere.

Intanto, chi volesse farsi un'idea

più precisa può consultare le

linee guida inglesi del 2009 al sito

http://www.dh.gov.uk (è sufficiente

inserire nel campo di ricerca

“search DH” il titolo delle linee

guida: “Health Technical Memorandum

01-05: Decontamination

in primary care dental practices"

per poter consultare o scaricare

il documento in tutte le sue

parti).

Nel 1976 la strage di veterani che ha fatto scoprire il germe

Possono presentarsi

complicanze come

l'ascesso polmonare e

l'insufficienza respiratoria

e ci possono essere sintomi

extrapolmonari come

manifestazioni

neurologiche, renali e

gastrointestinali che

consentono di indirizzare la

diagnosi.

La febbre di Pontiac viene

chiamata in questo modo

dopo un’epidemia acuta

che si è verificata nel 1968

appunto a Pontiac nel

Michigan. Si trtatta di una

forma simil-influenzale che

non coinvolge i polmoni.

Dopo un'incubazione di 24-

48 ore compaiono febbre,

malessere generale,

mialgia e cefalea, magari

accompagnate a tosse e

arrossamento della gola.

Come attesta la sua stessa

definizione, la forma

subclinica dell'infezione da

legionella non comporta

sintomi clinici, e si può

evidenziare solo con il

riscontro di anticorpi

specifici anti-legionella.

80 CorriereMedicoOdontoiatria — Marzo 2012

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S

TO

RIA

DOPO AVER PARTECIPATO ALLA 500 MIGLIA DI

INDIANAPOLIS DEL 1928 TORNÒ ALLA PROFESSIONE

La vita a tutta velocità

di Alfred E. Moss

che fu dentista e pilota

Silvano Marini

Corriere Medico Odontoiatria

Ai lettori che hanno una certa età e agli appassionati

di automobilismo il cognome Moss dirà certamente

qualcosa. Tra i piloti da corsa degli anni Cinquanta,

la popolarità dell'inglese Sterling Moss è infatti seconda

solo a quella dell'argentino Manuel Fangio. Ma a

far apparire su questa pagine un top driver dei gran premi

del passato è il padre Alfred Moss che fu a sua volta

pilota, ma fu soprattutto un dentista di grande successo.

La più classica dell’Indy-car aveva

solo due freni a tamburo sulle ruote posteriori

L'auto che Alfred Moss pilota a Indianapolis è una Frontenac-Ford

Barber-Warnock Special. Soprannominata “Frontly”, è considerata

dagli esperti di auto d'epoca la più classica delle Indy-car. Costruita

sul telaio della Ford T, il modello che grazie a Henry Ford spopolerà

negli Stati Uniti dal 1908 al 1928 e sarà la prima automobile prodotta

in catena di montaggio, era stata costruita per il rivenditore della Ford

nell'Indiana Barber Warnock appositamente per la gara di

Indianapolis. Ideatori del progetto i fratelli Louis e Gaston Chevrolet,

svizzeri di nascita, che sul quattro cilindi in linea della Ford T

avevano montato una testata in alluminio con albero a camme.

Leggera, veloce e maneggevole, la Frontly aveva due sole marce più

la retromarcia, mentre l'apparato frenante poteva contare soltanto su

due freni a tamburo sulle ruote posteriori. Nel 1920, sarà lo stesso

Gaston Chevrolet a vincere per primo la gara di Indianapolis con

l'auto che aveva contribuito a progettare, ma quello stesso anno

morirà in un incidente di corsa a Los Anegeles a soli 28 anni.

82 CorriereMedicoOdontoiatria — Marzo 2012

Proveniente da una famiglia d'origine

ebraico-tedesca che aveva cambiato in

Moss il cognome Moses per non incorrere

in una delle frequenti ondate di antisemitismo

che attraversavano periodicamente

l'Europa, Alfred Ethelbert Moss

(1896-1972) decide di fare il dentista terminata

la scuola superiore e dopo la partecipazione

come assistente dentista alla

Prima guerra mondiale, non si iscrive all'università,

scegliendo invece di apprendere

la professione da un dentista che

possiede uno studio ben avviato a Londra,

nel quartiere di Kensington dal quale

anche lui proviene.

L’abilitazione in base a una sanatoria

Per quanto possa oggi apparire anomalo,

a quei tempi si tratta di un percorso

di formazione ancora piuttosto abituale.

Moss, infatti, verrà riconosciuto ufficialmente

come odontoiatra dal Dental

Act del 1926, uno dei periodici provvedimenti

legislativi che avevano lo scopo di

sanare posizioni ancora dubbie nella professione

(nella fattispecie, venivano autorizzati

a praticare l'odontoiatria i dentisti

Marzo 2012 — CorriereMedicoOdontoiatria

pratici come Moss, molti medici che lavoravano

da dentisti e, in minima parte,

anche qualche farmacista che si era dato

alla professione dentale nel laboratorio

della propria bottega).

Queste sanatorie erano la prassi in un

sistema sanitario in turbolenta evoluzione

(il servizio sanitario pubblico inglese

sarebbe stato fondato soltanto nel 1948)

in cui l'arte dentale veniva ancora appresa

in buona parte fuori dalle scuole universitarie

com'è appunto il caso di Moss.

A quei tempi, infatti, la professione è

molto diversa da come la intendiamo oggi,

così come sono molto differenti le

condizioni orali della popolazione inglese.

Nella Gran Bretagna dei primi anni Venti

l'odontoiatria è fatta soprattutto di pratica

e non guarda troppo per il sottile né

alla teoria né alle esigenze del paziente.

Come Moss ha avuto modo di verificare

direttamente sui pazienti in divisa durante

il servizio militare, le condizioni orali

degli inglesi sono disastrose e se sono

una vera rarità gli uomini che a quarant'anni

sono riusciti a conservare qualche

dente, nelle donne in molti casi vige

83


ancora la barbarie di estrarre tutti i denti

prima del matrimonio, in modo che le

spese odontoiatriche non vadano a gravare

sul futuro marito.

In questo scenario desolante, l'intraprendente

neodentista trova la propria

strada, ma alla passione per la professione

dentale affianca quella per le corse e i

motori che lo accompagna fin da quando

è ancora un ragazzo. Dopo essersi fatto

le ossa nelle gare in salita e nelle prove di

accelerazione, arriva primo in diverse corse

e a 25 anni dispone già di un curriculum

che gli consente di partecipare a

qualche circuito importante. Un paio

d'anni dopo arriva la sua grande occasione

sportiva. Con la scusa di andare a perfezionare

le proprie competenze odontoiatriche

all'Indiana Dental College, convince

il padre a finanziargli un viaggio di

studi a Indianapolis. In realtà ha già pronti

i documenti per partecipare alla 500 miglia.

Inaugurato 15 anni prima, il circuito

della capitale dell'Indiana è sede infatti

della gara automobilistica più affascinante

del mondo, il sogno di ogni pilota professionista.

Il giorno più importante per un pilota

A dirla tutta, per ottenere l'ambito accreditamento

alla gara, Moss forza un po'

le cose ed esagera i propri meriti, arrivando

anche a falsificare una lettera di presentazione

della Mercedes. Fatto sta che

ce la fa e viene ingaggiato da un team

che gli affida una Frontenac-Ford Barber-

Warnock Special con il numero 28. Ai

tempi attuali non dice granchè e a poco

serve precisare che era nota con il soprannome

“Fronty”, ma l'auto disegnata

da Louis Chevrolet e sponsorizzata dalla

Ford era considerata una delle più veloci

dell'epoca e un vero classico per la gara

di Indianapolis.

Nei giorni che precedono la gara, i

giornali statunitensi parlano molto del

giovane dentista inglese che parteciperà

alla gara più famosa del mondo con

un'auto americana. Poi, il 24 maggio

1924 per Moss arriva il grande giorno.

Partiti! Prima che la bandiera di fine corsa

venga calata, il dentista riesce a percorrere

177 giri del circuito per un totale di

Per partecipare alla 500 miglia

Alfred Moss non esita a falsificare

i documenti esagerando

i propri meriti sportivi.

Il più famoso ovale perfetto

aveva il fondo in mattoni

L'Indianapolis Motor Speedway è

sicuramente uno dei circuiti automobilistici

più famosi e affascinanti del mondo.

Costruito nel 1909 in un sobborgo della

capitale dell'Indiana, venne inaugurato il 30

maggio 1911 con quella che sarebbe

diventata la leggendaria “500 miglia". La

gara si disputa sul classico anello lungo

circa quattro chilometri, composto da

quattro rettilinei (due lunghi e due corti)

raccordati da quattro curve a 90 gradi.

Notare che, grazie a una variante, il

rettilineo di partenza viene percorso

soltanto al momento dello start e all'arrivo.

All'epoca della partecipazione di Alfred

Moss, il fondo era realizzato in mattoni

pieni, mentre i bordi della pista erano in

cemento (in un primo tempo la superficie

era un misto di pietra levigata e catrame).

La vecchia pavimentazione è stata da tempo

sostituita con un fondo moderno, ma nei

pressi del traguardo rimangono ancora

alcune file di mattoncini per ricordare

com'era fatto il circuito originario.

442,5 miglia. La classifica finale lo colloca

al 16mo posto su 22 concorrenti, per una

media di 140 km orari che non è certo

poco considerato il fondo della pista in

mattoni e la presenza di soli due freni a

tamburo sulle ruote posteriori. A Moss,

tra l'altro, spetta un premio di 928 dollari

che per i tempi non è proprio una cifra da

poco. Ma quello che per lui più conta,

Louis Chevrolet gli fa firmare un contratto

per una serie di gare su piste in terra

battuta.

84 CorriereMedicoOdontoiatria — Marzo 2012

L'avventura americana dura poco meno

di un anno, poi il padre inizia a fare

pressioni sempre più insistenti perchè

Moss torni a casa. Per convincerlo, fa leva

sulla sua passione offrendogli di finanziargli

un'officina per auto sportive. Il

dentista accetta e si getta nel nuovo bu-

Marzo 2012 — CorriereMedicoOdontoiatria

STORIA

siness con il cognato come socio. Ovviamente

continua a correre e dev'essere

davvero bravo, visto che vince a Brooklands

una gara spettacolare tagliando il

traguardo con la macchina in fiamme a

causa di una perdita d'olio.

Di certo c'è che pensa più alle corse

che agli affari e infatti l'attività dell’officina

ha vita davvero breve. Moss decide

così di tornare all'odontoiatria e alla fine

del 1925 dispone di uno studio a Londra

con un socio – Moss & Roberts – nella

centralissima Oxford Street. Intanto è venuto

il momento di farsi una famiglia. Nel

1926 sulla pista di Brooklands ha incontrato

la scozzese Aileen Craufurd e l'anno

seguente i due si sposano. Guarda caso,

anche lei ha una passione sfrenata per i

motori. Dopo aver servito nella prima

guerra mondiale come autista d'ambulanza

nei Royal Flying Corps si è data alle

corse (sarà campionessa inglese di rally).

L’odontoiatria imprenditoriale

Di fronte alle nuove responsabilità,

Moss decide finalmente di dedicarsi a

tempo pieno all'attività odontoiatrica, ma

anche questa convinzione gli proviene in

qualche modo dalla sua passione per gli

sport. Durante una gara ippica, infatti, si

frattura malamente entrambi i polsi e deve

restare a lungo inattivo sul versante

professionale. Si rende così conto che

per un'attività come quella che si è scelto

in cui la manualità è tanto importante,

non può correre ulteriori rischi e deve

stare più tranquillo.

E, nonostante abbia a lungo preferito

gli sport motoristici all'attività odontoiatrica,

dimostra subito di saperci fare, non

solo dal punto di vista professionale, ma

soprattutto sul versante imprenditoriale.

Particolarmente orientato alle innovazioni

tecnologiche, le mette in pratica e le sperimenta

nel suo studio che in breve ottiene

un grande successo, tanto che decide

di aprirne un altro e poi un altro ancora. A

un certo punto, alla fine della Seconda

guerra mondiale, gli studi odontoiatrici

gestiti da Alfred Moss hanno assunto ormai

le sembianze di una vera e propria

catena che conta su una ventina di centri

e che rappresenta la più grande realtà

85


STORIA

odontoiatrica privata dell'intera Gran Bretagna.

Ed è proprio sul versante organizzativo

che l'ex pilota dà il meglio di sé, non limitandosi

a gestire la fiorente impresa,

ma alternando la propria presenza operativa

nei vari studi, dimostrandosi anche

un pioniere dell'ottimizzazione dei tempi

di trattamento. Sulla diga di gomma, per

esempio, suole dire con una certa ironia

che non è importante soltanto per garan-

Fu a Sterling Moss di realizzare i sogni del padre

Se è vero che da un padre come Alfred Moss e da una madre come

Aileen Craufurd non avrebbe potuto che venire un figlio dalle

grandi doti di pilota, Sterling Moss è andato decisamente oltre

ogni più ottimistica aspettativa. Classe 1929, è stato infatti uno dei

campioni più amati e noti degli sport motoristici degli anni

Cinquanta, e in Gran Bretagna è tuttora considerato una leggenda

vivente. Eppure non ha mai vinto il campionato mondiale. Anzi,

nella storia della Formula 1 è il pilota che ha vinto il maggior

numero di gran premi senza aver mai vinto il titolo (16 vittorie su 66

disputati). Eterno re senza corona, si è classificato al secondo

posto in quattro campionati, nel 1955, 1956, 1957 e 1958.

Nonostante sia stato considerato come l'eterno secondo, per i suoi

meriti sportivi è stato nominato Ufficiale dell'Ordine dell'Impero

Britannico nel 1959 e Cavaliere nel 2000. Tuttora in Gran Bretagna

il nome di Stirling Moss è sinonimo di velocità e agli automobilisti

che guidano troppo veloci capita spesso di sentire dall'agente che

li ha fermati la classica frase «Chi ti credi di essere, Stirling

Moss?». Lui stesso ha raccontato di essere stato apostrofato in

questo modo e di aver risposto con classico sense of humour

anglosassone «Per la verità io sono Sterling Moss».

Uno degli ultimi esemplari della “Frontly” guidata a Indianapolis nel 1928 da Alfred Moss

tire una visione più chiara del campo operatorio,

ma che consente anche di non

perdere tempo in chiacchiere dispersive

con il paziente.

Ma Moss si rivela un innovatore anche

nel campo del design extraodontoiatrico.

Durante la Seconda guerra mondiale,

per esempio, con Londra duramente

sottoposta ai bombardamenti delle V2 tedesche,

inventa uno speciale scudo pieghevole

per proteggere chi non può raggiungere

un rifugio antiaereo: quando

non viene utilizzato a questo scopo, lo si

può usare come tavolo. L'invenzione viene

chiamata “scudo di Morrison” dal nome

del segretario di stato inglese dell'epoca

Herbert Morrison, che ne suggerisce

l'adozione su vasta scala.

Ancora in camice a ottant’anni

Nonostante le affianchi altre attività imprenditoriali,

Moss non smetterà più di

praticare l'odontoiatria, che peraltro eserciterà

fino a un'età molto avanzata. Anche a

ottant'anni suonati, infatti, con meticolosità

tutta britannica, l'ex pilota si recava

ogni giorno in uno dei centri che aveva

fondato e dispensava preziosi consigli ai

propri collaboratori, non disdegnando di intervenire

direttamente nelle procedure ancora

alla sua portata. A fermarlo, all'inizio

del 1972, sarà un cancro del colon. Pochi

mesi dopo la sua scomparsa, un articolo

firmato da un collega sul British Dental

Journal celebrerà il nome di questa avvincente

figura di dentista pilota così rappresentativa

dei ruggenti anni Venti che aprivano

l'era moderna.

Intanto, guarda i casi del destino, il

suo cognome era diventato famoso nel

mondo proprio nell'ambiente delle corse

automobilistiche che tanto aveva amato

in gioventù. In effetti, da una coppia come

quella dei coniugi Moss, così appassionata

degli sport motoristici, non potevano

che nascere figli inesorabilmente

votati alla guida sportiva. E se la figlia minore

Pat Moss sarà campionessa di rally

come la madre, il figlio maggiore Sterling

Moss porterà ai massimi livelli la passione

ereditata dal padre, diventando uno

dei più grandi piloti degli anni Cinquanta,

secondo solo a Manuel Fangio.

86 CorriereMedicoOdontoiatria — Marzo 2012

GR

AFF

ITI

Marzo 2012 — CorriereMedicoOdontoiatria

La tecnica ortodontica di Pierre Fauchard

Il francese Pierre Fauchard (1678– 1761), autore nel 1728 dell'opera Le

Chirurgien Dentiste, unaninemente considerata una pietra miliare

dell'odontoiatria, fu anche un antesignano dell'ortodonzia, anche se

ammetteva di averne appreso molte tecniche da altri. Ecco come descrive con

malcelato orgoglio la correzione di una anomalia in una ragazza ricorrendo a

quella che definiva una tecnica ultrarapida: «La moglie del revisore dei conti G.

Gossot, mi mandò a chiamare per esaminare i denti di sua figlia, allora

dodicenne. Trovai che l'incisivo laterale del lato sinistro del mascellare

superiore si inclinava verso il palato, costituendo una vera e propria deformità.

Usando una lima cominciai a separare il dente da quelli vicini che lo

comprimevano, diminuendo leggermente lo spazio che avrebbe dovuto

occupare. Poi lussai il dente con il pellicano, collocandolo nella sua posizione

naturale con grande stupore della madre e delle altre persone presenti. Una

volta ridotto il dente alla posizione normale, lo fissai a quelli in fianco con un

filo comune, che lasciai otto giorni; durante quel periodo feci risciacquare la

bocca alla ragazza 4 o 5 volte al giorno con un collutorio astringente. Quando il

dente avesse riacquistato solidità, non si sarebbe mai sospettato che fosse

stato in una posizione innaturale».

87


PAN

OR

AMA

KaVoLUX 540 LED cambia il modo di vedere

creando le migliori condizioni di lavoro che

si raggiungono proprio attraverso una

visione ottimale. Lo spettro completo

naturale, simile alla luce diurna, della

KaVoLUX 540 LED offre questa opportunità

all’odontoiatra e, nello stesso tempo, apre

possibilità finora impensate di diagnosi e

trattamento.

Tutto ciò è possibile in quanto KaVoLUX

540 LED fornisce una luce bianca naturale

di estrema qualità fino a 40mila Lux grazie

allo straordinario sistema ottico a 4 LED di

EMS

Metodo Air-Flow, soluzione completa

per trattamenti sopra-sottogengivali

Il metodo Air-Flow ® è molto più

che originale: dal momento del

suo lancio, oltre trent’anni fa, il

metodo Air-Flow di EMS si è

infatti evoluto.

Inizialmente il suo scopo era

solo quello di rimuovere le

macchie e la placca

sopragengivale; oggi, invece,

rappresenta una soluzione

completa per la profilassi sopra

e sottogengivale.

In termini di estetica,

prevenzione e cura, Air-Flow

offre stupefacenti risultati, sia

sui denti naturali sia sugli

impianti. Ecco perché Air-Flow

sta diventando la tecnologia

principalmente consigliata

dagli odontoiatri più attenti, che

basano la propria scelta sia

sull'esperienza pratica, sia su

solide evidenze scientifiche, che

rappresentano la condizione

sine qua non dal punto di vista

clinico come da quello etico.

Air-Flow offre un'efficace pulizia

sopragengivale, dalla corona

KAVO

KaVoLUX 540 LED migliora la visione

e ottimizza le condizioni di lavoro

diversi colori. La perfetta miscela

cromatica garantisce, infatti, luce bianca

in ogni punto del campo di lavoro.

L'eccellente "indice di resa cromatica",

inoltre, consente di comparare con

precisione il colore dei denti e del

composito utilizzando la lampada

direttamente sul riunito.

La temperatura del colore può essere

impostata in cinque diversi livelli, in modo

personalizzato, proprio secondo le

esigenze dell'operatore. In questo modo la

visione sarà ottimizzata, garantendo

del dente fino alla cresta

gengivale (tasche superficiali),

riuscendo a pulire efficacemente

maggiore contrasto sui tessuti molli.

Grazie alla notevole profondità della luce

persino le zone posteriori del cavo orale

risultano perfettamente illuminate.

Ne consegue che anche i dettagli di

queste ultime appaiono più nitidi e sono

identificati in modo ottimale, per di più

senza affaticare la vista.

L'innovativa modalità COMPOsave, inoltre,

filtra tutte le componenti blu della luce

rallentando l'indurimento del materiale di

riempimento, che pertanto può essere

lavorato in modo rilassato.

88 CorriereMedicoOdontoiatria — Marzo 2012

anche le tasche sottogengivali

di profondità superiore a 4 mm,

utilizzando un manipolo e una

polvere dedicati.

L'efficacia del metodo Air-Flow ®

nella rimozione delle macchie

sopragengivali è ben nota e

questa tecnologia è ampiamente

utilizzata anche nell'area

marginale sottogengivale.

Le sue applicazioni

sottogengivali profonde, al

contrario, sono decisamente

meno note, sebbene numerosi

studi clinici abbiano dimostrato

che il biofilm possa essere

rimosso con estrema efficacia

dalle tasche parodontali

utilizzando il metodo Air-Flow.

Flemmig-Leroux sottolineano

che «nella rimozione del biofilm

sottogengivale dalle tasche

parodontali moderate o

profonde, la sub-GPAP (pulitura

ad aria con polvere di glicina) è

Per informazioni:

KaVo Italia srl

via del Commercio, 35

16167 Genova

Tel. 010-83.321

Fax 010-8332.210

Email:

commerciale@kavo.it

www.kavo.it

Marzo 2012 — CorriereMedicoOdontoiatria

più efficace rispetto alla

detartrasi e alla levigatura

radicolare» (Flemmig-Leroux

“Randomized controlled trial

assessing efficacy and safety of

glycine powder air polishing in

moderate to deep periodontal

pockets”, Journal of

Periodontology Online, agosto

2011).

Se l'efficacia è essenziale per il

successo di un trattamento, la

superiorità del metodo originale

Air-Flow di EMS è comprovata

da vari altri fattori: i pazienti lo

ritengono confortevole, è sicuro,

non è aggressivo ed è facile e

conveniente da usare per i

professionisti dentali.

Per informazioni:

E.M.S. ELECTRO MEDICAL

SYSTEMS SA

31 chemin de la Vuarpillière

CH-1260 Nyon (Svizzera)

KaVoLUX 540 LED è anche ergonomica,

pratica, flessibile e, grazie allo

straordinario snodo lungo tre assi, può

essere posizionata in modo variabile.

Non solo; a seconda delle diverse

esigenze, la modalità fissa 2D può essere

trasformata in un flessibile movimento 3D.

Risultato: un'illuminazione sempre

eccellente di tutta la zona di trattamento,

indipendentemente dalla posizione

dell'operatore e da quella del paziente.

I comandi, infine, sono particolarmente

comodi.

La lampada può essere accesa, spenta e

commutata senza alcun contatto, oppure i

comandi possono essere pilotati in modo

semplice mediante l'elemento dentista del

riunito.

KaVoLUX 540 LED viene accesa e spenta

anche in funzione delle posizioni

automatiche del riunito.

CORSO

Ricostruzione tridimensionale

con griglie in titanio

Butterfly Italia e il Poliambulatorio

Sant’Apollonia organizzano (sabato 14 aprile) un

Corso di ricostruzione tridimensionale con griglie

in titanio, che si terrà nelle strutture del

Sant’Apollonia – di cui è direttore sanitario

Salvatore Longoni – a Lazzate (MB) in via

Adamello 1. L’inizio dei lavori è previsto per le

8.30, mentre la conclusione sarà tra le 18-18.30.

Ovviamente è prevista anche la pausa pranzo.

La quota di partecipazione comprende l’utilizzo

dei materiali di consumo per l’esercitazione

pratica (griglie, viti per osteosintesi e

biomateriali), l’attestato di partecipazione e i

crediti Ecm, il pranzo e il coffee break. Costo di

iscrizione 450 euro (più

Iva). L’evento è in fase

di accreditamento

(all’ultima edizione

sono stati assegnati

10 crediti).

Il programma

dettagliato del corso

prevede:

ore 8.30-9

Registrazione

partecipanti

ore 9-11 Aumento

verticale della

cresta e

ricostruzione

tridimensionale: materiali e tecniche.

Utilizzo delle griglie in titanio nella ricostruzione

del mascellare

Coffee break

Ore 11.30-13 Ricostruzione tridimensionale con

griglia nella mandibola: intervento

videoregistrato

Pranzo

ore 14-15.30 Intervento di rimozione di una griglia

con inserimento impianti: intervento

videoregistrato. Istruzioni per l’esercitazione

pratica

Coffee break

ore 16-18 Esercitazioni pratiche su modello

animale

ore 18-18.30 Questionario e discussione finale.

Per informazioni ed eventuali iscrizioni, gli

interessati possono contattare direttamente

Butterfly Italia al numero telefonico 02-9533.5246

89


AZIENDE

Dal 1° marzo con Alena Buffon si è avviata la campagna

e Colgate invita l’Italia a sorridere… 1 milione di volte

per sostenere “Sos villaggi dei bambini” onlus

Milano - Il bello della vita è che

all’improvviso ti sorride. Sorrisi di

gioia, sorrisi di sorpresa, sorrisi

che, a volte, bisogna un po’

aiutare a far nascere. E sono

quelli più emozionanti. Per questo

Colgate si è impegnata a

stimolare e diffondere la cultura

del sorriso attraverso la

Campagna solidale “Aiutiamo

l’Italia a sorridere”, che ha preso

il via il 1° marzo sulla pagina

facebook “Aiutiamo l’Italia a

sorridere” e sul sito

www.aiutiamolitaliaasorridere.it.

L’obiettivo tende a raccogliere un

milione di sorrisi. E’ un traguardo

ambizioso e importante, che

consentirà a Colgate di donare

100 mila euro a “SOS Villaggi dei

bambini” onlus che, ogni giorno

nei sette Villaggi italiani, accoglie

oltre 400 bambini e ragazzi privi di

cure familiari. Per partecipare alla

gara di solidarietà che

coinvolgerà tutti gli italiani non

serve un contributo economico,

ma solo il dono di… un sorriso.

Come? Basta andare sulla pagina

facebook “Aiutiamo l’Italia a

sorridere” o sul sito

www.aiutiamolitaliaasorridere.it

e pubblicare una “foto

sorridente” (vale 50 sorrisi!),

condividerla con gli amici, o

semplicemente cliccare “Mi

piace” per veder salire il

“contatore” e contribuire alla

scalata verso il milione.

Un sorriso, dunque. Un piccolo

gesto che trasformerà in realtà

molti dei sogni di centinaia di

bambini accolti nei Villaggi SOS

(comunità educative e residenziali

di tipo familiare) di Trento,

Vicenza, Ostuni (Brindisi),

Morosolo (Varese), Saronno,

Roma e Mantova. «Siamo molto

grati a Colgate – ha commentato

Enrico Mazzini, presidente di

“SOS Villaggi dei bambini” onlus

– per aver sviluppato questo

importante progetto a favore dei

bambini e dei ragazzi accolti nei

nostri Villaggi SOS italiani. Noi

lavoriamo nella consapevolezza

che un sorriso può cambiare il

futuro del mondo e le attività che

“Per far crescere

un bambino,

ci vuole un intero

villaggio”

Proverbio africano

realizzeremo con i ragazzi, grazie

a questa iniziativa, saranno per

loro un’esperienza formativa e

motivo di gioia».

La prima a donare il proprio

sorriso è Alena Buffon, moglie del

noto calciatore Gigi Buffon e

mamma di Louis Thomas e David

Lee (4 e 2 anni): «Io ho sempre

scelto di aiutare i bambini in

difficoltà. Ho avuto – ha rimarcato

Alena – la fortuna di crescere in

una famiglia meravigliosa,

circondata da amore e affetto.

Non so se oggi sarei una madre

così attenta e amorevole se non

avessi avuto quella fortuna». «Del

progetto “Aiutiamo l’Italia a

sorridere” – ha sottolineato Alena

– mi piace l’idea di regalare ai

bambini e ragazzi accolti nei

Villaggi SOS l’opportunità di

partire, per esempio, per una

vacanza studio o per qualche

giorno al mare… tutte cose che

per questi ragazzi non sono

scontate». Offrire a questi giovani

la possibilità di vivere esperienze

nuove significa regalare un

momento importante nel loro

percorso di vita. L’attività

educativo-ricreativa, infatti,

riveste un ruolo fondamentale

nello sviluppo affettivo, sociale e

cognitivo di un bambino.

«Attraverso il gioco, le esperienze

fuori “casa”, si impara a essere

perseveranti e ad avere fiducia

nelle proprie capacità», come ha

raccontato Vito Grassi, 42 anni,

cresciuto nel Villaggio SOS di

Ostuni, che oggi ha un lavoro

importante, una sua famiglia e

una vita serena. «Sono arrivato

nel Villaggio SOS di Ostuni nel

1969, a poche settimane di vita:

mia madre era morta nel mettermi

al mondo e mio padre non poteva

tenermi, aveva altri nove figli. Il

Villaggio SOS mi ha dato una

casa, una famiglia, nuovi fratelli…

E, soprattutto, ha saputo

trasmettermi amore e fiducia in

me stesso. E’ grazie a tutto ciò

che ho ottenuto risultati

importanti nella vita».

“Aiutiamo l’Italia a sorridere” è,

dunque, il primo passo. Lo hanno

già fatto i dipendenti Colgate,

regalando il proprio sorriso sulla

pagina facebook “Aiutiamo l’Italia

a sorridere”. Ora tocca agli

italiani raccogliere la sfida per

raggiungere il milione! Regalare

un sorriso non costa nulla… ma

significherà molto per centinaia di

bambini, che potranno così vivere

esperienze in apparenza banali,

ma per loro straordinarie.

90 CorriereMedicoOdontoiatria — Marzo 2012

Sorridere

non ha mai fatto

così bene…

Ecco come

funziona

la raccolta?

Non serve

un contributo

economico, basta

donare il proprio

sorriso virtuale sulla

pagina facebook

“Aiutiamo l’Italia a

sorridere” o sul sito

www.aiutiamolitalia

asorridere.it

Come?

Semplicemente…

pubblicando una

propria foto

= 50 sorrisi

condividendola su

Facebook

= 10 sorrisi

invitando gli amici a

sorridere

= 5 sorrisi

partecipando

all’iniziativa su

Facebook, con un

commento,

aggiungendo alla

propria foto sul

profilo il badge

“Aiutiamo l’Italia a

sorridere” o

semplicemente

cliccando il “Mi

piace” della pagina

= altri 5 sorrisi

Al raggiungimento di

un milione di sorrisi,

Colgate potrà donare

100 mila euro a “SOS

Villaggi dei bambini”

Onlus che, in Italia,

accoglie nei sette

Villaggi SOS più di

400 ragazzi privi di

cure familiari.

PAN

OR

AMA

SF1982 Punta polimerica

per detartrasi implantare

KOMET

Sonicline, punte di alta qualità

per profilassi e parodontologia

Le nuove punte soniche di alta qualità della linea “SonicLine” per

profilassi e parodontologia costituiscono un importante presidio per

eseguire la detartrasi sopragengivale (punte soniche da SF1 a SF3),

la detartrasi implantare (punta polimerica SF1982) e per la

parodontologia (punte soniche SF4, L e R), vale a dire la rimozione di

tartaro sottogengivale in tasche fino a 9 millimetri.

E’ noto che l’asportazione meccanica del tartaro risulta più rapida

rispetto all’asportazione con strumentario manuale. Con

quest’ultimo si può eseguire il lavoro di ritocco e di rifinitura con

maggiore sensibilità tattile. Va poi sottolineato che la rimozione di

tartaro e di placca con

punte soniche molto sottili

come appunto le SF1-3

risulta efficace e senza

problemi. Infatti, il peculiare

movimento di lavoro

ellittico, tipico delle punte

soniche, consente di

praticare una detartrasi in

tutta tranquillità: smalto e

tessuti molli vengono

risparmiati.

Durante il lavoro

sottogengivale, inoltre, la

punta universale diritta SF4

(insieme alla versioni

angolate SF4L e SF4R)

riduce in modo consistente

la microflora batterica, a

tutto vantaggio della

ricostruzione di un

parodonto senza

infiammazioni.

Per valutare l’usura delle

punte SF1-4, infine, Komet

consiglia una cartina-

calibro, che viene fornita gratuitamente su richiesta.

Per informazioni:

KOMET Italia srl

Via Fabio Filzi, 2 – 20124 Milano

Tel. 02-6707.6654 – Fax 02-6747.9318

Email: kometitalia@komet.it

Internet: www.komet.it

Punte per scaling

supra e sub gengivale

Punta diritta SF4 durante l’uso

91


PAN

OR

AMA

SIRONA

Con Sicat Optiguide l’implantologia integrata

si è fatta ancora più semplice

Sicat Optiguide rende la tecnica

di implantologia integrata

ancora più semplice.

Fino ad ora, oltre alle scansioni

Dvt e Cerec, alla prima seduta il

dentista doveva eseguire

un’impronta tradizionale come

base per la realizzazione delle

dime radiologiche e chirurgiche.

Per Sicat Optiguide, invece,

sono sufficienti la scansione Dvt

e l’impronta ottica eseguita con

Cerec Bluecam.

La scansione Dvt, la

pianificazione dell’impianto e i

dati Cerec vengono quindi

inviati a Sicat con la sola

pressione di un tasto al

momento dell’ordine di una dima

chirurgica dell’impianto,

cosicché al ricevimento della

dima è possibile inserire

l’impianto già nella seconda

seduta. Ciò permette di

risparmiare tempo e di

aumentare la sicurezza

dell’intervento senza particolare

dispendio.

Del resto, l’impianto guidato

dalla dima chirurgica

consente di eseguire un

inserimento sicuro. E ciò

rappresenta certamente un

ulteriore punto a favore

di chi utilizza Cerec nel proprio

studio odontoiatrico.

Vediamo i dettagli:

Nessuna necessità di modelli e

dime radiografiche;

Processo completamente

digitale;

Sicurezza e redditività

dell’impianto grazie alla sagoma

di foratura precisa ed

economica;

Possibilità di decidere se

lavorare con una dima

chirurgica in qualsiasi momento

92 CorriereMedicoOdontoiatria — Marzo 2012

del processo di pianificazione

e consulenza, senza la

necessità di eseguire una

seconda scansione Dvt;

Inserimento di più impianti

grazie a una maggiore

accettazione da parte del

paziente.

In sostanza, alla prima seduta

si effettuano: Scansione Dvt;

Impronta ottica con Cerec

Bluecam e pianificazione

protesica con Cerec;

Pianificazione implantare

protesicamente guidata con

GalileoSImplant; Consulenza al

paziente e scelta in merito alla

terapia; Ordine della dima

chirurgica presso Sicat e invio

dei dati di pianificazione e

Cad/Cam in formato elettronico

con la sola pressione di un

tasto. Alla seconda seduta,

invece, si avrà il trattamento

con un provvisorio realizzato

con Cerec.

Grazie alle Dime chirurgiche

Sicat, a tutto questo

si aggiungono: convenienza,

minimo dispendio e massima

precisione di esecuzione.

Per Sirona e Sicat, del resto,

precisione e sicurezza sono

un’assoluta priorità. Per questi

motivi, l’azienda garantisce

e documenta un livello

di precisione di produzione

inferiore a 500 micron

sull’estremità apicale

dell’impianto per ogni sagoma

di foratura realizzata.

Per informazioni:

SIRONA DENTAL SYSTEMS srl

Via E. Fermi 22

37136 Verona

Tel. 045-8281.811

Fax 045-8281.830

E-mail: info@sirona.it

www.sirona.it

Marzo 2012 — CorriereMedicoOdontoiatria

DERMAL

Lo studio odontoiatrico

può diventare punto di riferimento

anche di natura estetica

Dermal Medical Division, azienda

leader nel mercato dell’estetica

medicale non invasiva, offre a medici

dentisti e odontoiatri un’opportunità

che rappresenta un unicum nel

settore, ovvero usufruire dell’iniziativa

di business targata Dermal Clinic: far

diventare il proprio ambulatorio un

punto di riferimento e di consulenza

per ogni esigenza di natura estetica,

dalla medicina non invasiva alla

chirurgia plastica vera e propria.

«Dermal Clinic – dice Massimo delle

Grazie, vicedirettore generale del

Gruppo Dermal e ideatore del progetto

– è l'opportunità rivolta a studi medici,

ambulatori e strutture sanitarie che

desiderano riorganizzare, secondo

logiche aziendali strategiche e

strutturate, la propria attività privata,

conferendo loro valore aggiunto».

Grazie a Dermal Clinic, questi

odontoiatri avranno la possibilità di

rendere il proprio ambulatorio un

punto di riferimento e di consulenza,

esclusivo nella propria città

o provincia, usufruendo, in un'unica

struttura, di trattamenti di estetica

medicale non invasiva, medicina

e chirurgia estetica.

Chi aderirà al progetto potrà

trasformare il proprio ambulatorio – o

crearne uno nuovo – completandolo di

macchinari Dermal Medical Division

quali MedLITE, MedCAV e MedRF,

ovvero luce pulsata, cavitazione

e radiofrequenza, insieme a varie

tipologie di laser e altre tecnologie

messe a disposizione dall’azienda.

I centri Dermal Clinic si avvarranno

di una stretta collaborazione

con chirurghi estetici qualificati

che operano in strutture attrezzate,

come cliniche e ospedali, «in modo

da rispondere e soddisfare – dettaglia

Massimo delle Grazie – le esigenze

dei propri pazienti, nei casi in cui la

sola medicina estetica non sia

sufficiente».

«Il progetto è creare circa cento

centri di riferimento in tutta Italia, nei

quali offrire servizi per l’estetica a 360

gradi. Una rete articolata, coadiuvata

da Dermal Medical Division che

sosterrà i centri che aderiranno su più

livelli: dalla promozione sia a livello

locale che nazionale, a iniziative di

marketing e pubblicità, a incontri

informativi per la clientela

dell’ambulatorio».

Per informazioni:

www.dermalclinic.it

Numero verde 800 44 77 99

Massimo

delle Grazie,

vicedirettore

generale

del Gruppo

Dermal

e ideatore

del progetto

93


ODO

N T O

Marzo 2012

MOVIES

I Simpson (The Simpsons)

USA, 1987

Dr. Wolfe from The Simpsons

Ideati alla fine degli anni Ottanta dal fumettista Matt Groening e

andati in onda da noi a partire dal 1991, I Simpson si possono

considerare la più tagliente e cattiva tra le serie a cartoni animati.

Ovviamente, tra i personaggi presi di mira da questa parodia satirica

della società e dello stile di vita statunitensi non poteva certo

mancare il dentista. Il Dott. Wolfe ha i capelli blu ed è appunto il

dentista di famiglia dei Simpsons. Sul suo ambulatorio campeggia

l'insegna eloquente “Odontoiatria indolore, ex odontoiatria dolorosa”

e i suoi modi sono quanto meno spicci. E' lui a prescrivere a Lisa

l'apparecchio ortodontico proprio quando alla scombinata famiglia è

stata revocata l'assistenza sanitaria pubblica e il Dott. Wolfe piazza

loro il modello più economico, che per sua stessa ammissione risale

all'era precedente all'acciaio inossidabile. Esilarante il suo

intervento “educativo” per convincere il piccolo Ralph a occuparsi

della propria igiene orale che riportiamo qui accanto.

Dott. Wolfe:

«Quante volte ti

lavi i denti,

Ralph?»

Ralph: «Sei volte

al giorno,

dottore!»

arrabbiato:

«Perchè devi

trasformare il

mio studio in un

covo di bugie?»

piagnucolando:

«Ha ragione...

non li lavo, non li

lavo...»

«Diamo uno

sguardo a “Il

grande libro dei

sorrisi inglesi

(sono raffigurate varie persone

con i denti guasti: l’ultima è il

principe Carlo d'Inghilterra)

piagnucolando:

«Oh, basta così,

basta così...».

Notare che per dare la voce al

personaggio, erano stati

consultati sia Anthony Perkins

sia Clint Eastwood, ma entrambi

hanno rifiutato.

95


L’A F

ORI

SMA

I cambiamenti non si devono fare

con la clava, ma con il bisturi,

asportando tutto quello che non funziona

e mantenendo la parte sana.

Giuliano Amato

96 CorriereMedicoOdontoiatria — Marzo 2012

Erosione dentale.

I pazienti raramente notano i primi segni.

Il professionista può aiutarli.

Il problema

Innovativa tecnologia

ChitoActive

L’erosione dentale è la perdita di smalto dentale causata dal

contatto diretto dei denti con acidi provenienti dalla dieta e

prodotti dallo stomaco (es. succhi gastrici).

Circa un terzo della popolazione presenta segni di erosione.

L’innovazione

Dentifricio elmex ® PROTEZIONE EROSIONE con l’innovativa

tecnologia ChitoActive contenente chitosano (un biopolimero

di origine naturale), cloruro stannoso e fluoruro amminico.

Dentifricio quotidiano per la protezione dalla perdita di smalto

dentale.

• Rinforza lo smalto dentale

• Rende i denti più resistenti agli attacchi acidi ripetuti

• Protegge inoltre dalla perdita di smalto indebolito causata

dallo spazzolamento dei denti.

PROTEZIONE EROSIONE

L’efficacia comprovata

• Fino al 61% in meno di perdita di smalto dentale con il

dentifricio elmex ® PROTEZIONE EROSIONE

• Protezione significativamente maggiore contro l’erosione e

la perdita di smalto indebolito causata dallo spazzolamento

dei denti rispetto ad un dentifricio al fluoruro di sodio.

Perdita di smalto [μm]

Senza spazzolamento Con spazzolamento

Dentifricio placebo

Dentifricio al fluoruro di sodio

elmex ® PROTEZIONE EROSIONE dentifricio

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