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Tesori nella campagna - Comune di Perugia

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<strong>Tesori</strong> <strong>nella</strong> <strong>campagna</strong><br />

Treasures in the countryside


<strong>Tesori</strong> <strong>nella</strong> <strong>campagna</strong><br />

Treasures in the countryside<br />

“Qui il luogo più <strong>di</strong>stante è il più<br />

vicino, e dov’è la bellezza<br />

là sono tutte le cose”<br />

Kahlil Gibran (Il Profeta, 1923)


Attraversare la <strong>campagna</strong> perugina alla ricerca dei suoi tesori, seguendo le suggestioni<br />

dei cinque sensi, attraverso i quali ognuno <strong>di</strong> noi comunica con la realtà<br />

esterna.<br />

Borghi, castelli, abbazie ed altri tesori da scoprire lungo cinque itinerari che<br />

attraversano il territorio rurale <strong>di</strong> <strong>Perugia</strong> e la sua storia, proponendo al turista <strong>di</strong><br />

“sentire” la realtà che lo circonda con il tatto, il gusto, la vista, l'u<strong>di</strong>to e l'olfatto.<br />

Sono attrattive <strong>di</strong> <strong>Perugia</strong> che propongono un nuovo modello <strong>di</strong> visita, <strong>di</strong> turismo<br />

sostenibile, e che invitano a prolungare la permanenza in città.<br />

Il territorio rurale del comune <strong>di</strong> <strong>Perugia</strong>, tra i più estesi d'Italia, contiene testimonianze<br />

della storia e della cultura <strong>di</strong> popoli che vi hanno vissuto, certamente<br />

<strong>di</strong> pari <strong>di</strong>gnità e valore rispetto a quelle ben più note contenute nell'acropoli citta<strong>di</strong>na.<br />

Sono testimonianze <strong>di</strong> una <strong>campagna</strong> ben più ricca <strong>di</strong> abitanti e <strong>di</strong> importanza <strong>di</strong><br />

quello che ve<strong>di</strong>amo oggi, costellata <strong>di</strong> antichi borghi rurali fortificati, <strong>di</strong> veri e propri<br />

castelli, <strong>di</strong> imponenti abbazie, <strong>di</strong> ville nobiliari, anche se<strong>di</strong> <strong>di</strong> simposi culturali<br />

internazionali, <strong>di</strong> siti archeologici e <strong>di</strong> meraviglie del paesaggio e della natura.<br />

Si tratta <strong>di</strong> un invito rivolto in particolare a quella categoria <strong>di</strong> turisti che apprezza<br />

la ricettività rurale, molto <strong>di</strong>ffusa nel nostro territorio per la già ricordata presenza<br />

<strong>di</strong> residenze <strong>di</strong> valore storico e monumentale.<br />

Grazie alle risorse del programma comunitario Leader+ e grazie all'impegno dei<br />

Gruppi <strong>di</strong> azione locale Me<strong>di</strong>a Valle del Tevere, Alta Umbria e Trasimeno Orvietano,<br />

che ne curano gli interventi, è stato possibile realizzare questa azione <strong>di</strong> promozione<br />

turistica in ambiente rurale, che punta sulla valorizzazione delle attrattive<br />

presenti <strong>nella</strong> <strong>campagna</strong> perugina.<br />

Il primo obiettivo dell'intervento è proprio la realizzazione del materiale e<strong>di</strong>toriale<br />

oggetto <strong>di</strong> questa presentazione, composto da una guida delle attrattive turistiche<br />

rurali, che offre per ciascuna una sintesi delle notizie storico artistiche e culturali,<br />

e da cinque fascicoli che conducono il turista lungo altrettanti itinerari<br />

“sensoriali”.<br />

Ilio Liberati<br />

Assessore allo Sviluppo economico e turismo<br />

<strong>Comune</strong> <strong>di</strong> <strong>Perugia</strong>


Going across <strong>Perugia</strong> countryside, looking for its treasures, following the five senses<br />

through which we communicate with the world around us ...<br />

Fin<strong>di</strong>ng out villages, castles, abbeys and other treasures along five routes through<br />

<strong>Perugia</strong> rural territory, suggesting a perception of the external world through touch,<br />

taste, sight, hearing and smell ...<br />

These are attractions which propose a new model of sustainable tourism and invite the<br />

tourists to prolong their stay in our town.<br />

In <strong>Perugia</strong> countryside - one the largest in Italy - there are many vestiges of the history<br />

and the culture of people who lived there. They are vestiges of great value and <strong>di</strong>gnity,<br />

just like the more famous ones in the town acropolis.<br />

They are vestiges of a countryside which was more peopled and important than the<br />

present-day one. It was studded with ancient fortified villages, castles, stately abbeys,<br />

noble villas - which were the sites of international culture simposia - archeological sites<br />

and natural wonders.<br />

This is an invitation particularly addressed to those tourists who appreciate country<br />

accomodation, which is very popular in our territory with houses and buil<strong>di</strong>ngs of great<br />

historical and monumental value.<br />

Thanks to the resources of the EU programme Leader plus and thanks to the work of<br />

the GALs (Local Action Groups) Me<strong>di</strong>a Valle del Tevere, Alta Umbria and Trasimeno<br />

Orvietano, it was possible to carry out this project of tourist promotion of the country<br />

surroun<strong>di</strong>ngs, which aims to promote the attractions in <strong>Perugia</strong> countryside.<br />

The first objective is just the making of this product which consists of a guide to the tourist<br />

country attractions - with historical, artistic and cultural information about them -<br />

and of five booklets which lead the tourist along so many “sensory” routes.<br />

Ilio Liberati<br />

Councillor Responsible for Economic Growth and Tourism<br />

<strong>Comune</strong> of <strong>Perugia</strong>


Questo volume ci conduce attraverso la <strong>campagna</strong> perugina, lungo sentieri insoliti<br />

rispetto ad itinerari più tra<strong>di</strong>zionali ed urbani, in luoghi noti ed importanti<br />

come in altri conosciuti soltanto a pochi: abbazie, conventi, chiese, castelli, ville,<br />

borghi e siti storici ed archeologici.<br />

Di questi “tesori” sono state raccolte le principali notizie storiche, artistiche e<br />

talvolta naturalistiche.<br />

Molti dei luoghi presenti in questo volume si trovano nel territorio che si estende<br />

attorno al Monte Tezio, il monte dei perugini, dalla presenza forte ed imponente<br />

nonostante l'altitu<strong>di</strong>ne relativamente modesta (961 metri), ricco <strong>di</strong> animali,<br />

<strong>di</strong> boschi, <strong>di</strong> fossili e <strong>di</strong> storia.<br />

I castelli attorno a <strong>Perugia</strong> nascono, nel tardo Me<strong>di</strong>oevo, come fortezze a <strong>di</strong>fesa<br />

dei raccolti, degli animali e, naturalmente, delle famiglie e delle loro <strong>di</strong>more.<br />

Solo in epoche successive il castello <strong>di</strong> avvistamento e <strong>di</strong>fesa, o castrum, si trasforma<br />

in residenza prestigiosa e la sua architettura viene arricchita secondo gli<br />

stili delle <strong>di</strong>verse epoche.<br />

Nel XIV secolo, molti castelli del contado perugino sono anche accomunati<br />

dalle vicende storiche che li vedono rifugio pre<strong>di</strong>letto <strong>di</strong> svariati personaggi<br />

della nobiltà che, per contrasti <strong>di</strong> potere con altre famiglie della città o con il<br />

Papato, erano costretti all'esilio in luoghi, appunto, che garantissero loro una<br />

certa sicurezza, dove organizzare cospirazioni o <strong>di</strong>fendersi da eventuali attacchi.<br />

E <strong>di</strong>versi furono infatti i castelli <strong>di</strong>strutti ed in seguito ricostruiti grazie alla<br />

volontà e all'operosità dei loro abitanti.<br />

I castelli <strong>di</strong>ventarono nel tempo dei veri e propri “borghi”, nati dentro ed attorno<br />

alle mura e sono oggi dei piccoli gioielli architettonici ben conservati e recuperati,<br />

spesso grazie all'iniziativa delle organizzazioni locali e dei singoli abitanti.<br />

Alcuni <strong>di</strong> questi “tesori”, con approfon<strong>di</strong>menti e curiosità, sono stati raccolti in<br />

cinque itinerari, che ci suggeriscono percezioni, osservazioni, me<strong>di</strong>tazioni ed<br />

emozioni per ciascuno dei cinque sensi.


The castles, the villages, the abbeys and the other “treasures” in this guide lead us<br />

along unusual routes through the countryside around <strong>Perugia</strong>, to both famous and<br />

almost unknown places.<br />

Most of the castles around <strong>Perugia</strong> were built in the Late Middle Ages, in order to<br />

defend harvest, animals and of course families and their houses. The style of these<br />

fortresses was rather sober and simple at first.<br />

At a later time the defensive castle – the “castrum” – became a prestige residence and<br />

was decorated accor<strong>di</strong>ng to the style of the time.<br />

In the fifteenth century, many castles around <strong>Perugia</strong> were the favourite shelters for<br />

several noble men forced to exile because of power struggle against the lords of the<br />

town or against the Papacy. These castles were quite safe places where they could hide,<br />

hatch a plot and defend themselves against enemy attacks.<br />

And so many castles were attacked and destroyed and later rebuilt thanks to their<br />

inhabitants hand work and good will. In the course of time they became villages, built<br />

inside and around the walls, and today they are beautiful architectural gems,<br />

particularly thanks to the local initiative.<br />

Most of the places included in this volume are around the Mount Tezio, the Mount of<br />

<strong>Perugia</strong>, with its woods, wild animals, fossils and history, and incre<strong>di</strong>bly imposing<br />

despite its relatively scarce altitude (961 mt).<br />

This book contains historical and artistic information about the “treasures” in <strong>Perugia</strong><br />

countryside: abbeys, monasteries, churches, castles, villas, villages, historical and<br />

archeological sites.<br />

Each of the five booklets then suggests a route through some of these “treasures”, along<br />

with further and peculiar information about them.<br />

The main theme in each route is one of the five senses, through which our perception,<br />

observations, me<strong>di</strong>tations and emotions are aroused.


Abbazia Celestina . . . . . . . . . . . . . . . . . 10<br />

The Celestine Abbey<br />

Abbazia <strong>di</strong> Montelabate . . . . . . . . . . . . 12<br />

The Abbey of Montelabate<br />

Convento del Farneto . . . . . . . . . . . . . 18<br />

The Monastery of Farneto<br />

Romitorio <strong>di</strong> Monte Tezio . . . . . . . . . . 19<br />

The Hermitage of MonteTezio<br />

San Giovanni del Pantano . . . . . . . . . 21<br />

San Giovanni del Prugneto . . . . . . . . 22<br />

San Lorenzo <strong>di</strong> Montenero . . . . . . . . . 23<br />

Città della<br />

Pieve<br />

Abbazie e Conventi<br />

Abbeys and Monasteries<br />

Chiese / Churches<br />

Legenda / key to symbols<br />

E45 Raccordo A1<br />

Strada principale / main road<br />

Strade secondarie / secondary road<br />

Fiume Tevere / the Tiber river<br />

Corciano<br />

S. Giovanni<br />

del Pantano<br />

S. Giovanni<br />

del Prugneto<br />

PE


Umbertide<br />

RUGIA<br />

Romitorio<br />

del Tezio<br />

S. Lorenzo<br />

<strong>di</strong> Montenero<br />

Raccordo A1<br />

Terni<br />

E45<br />

Abbazia<br />

Celestina<br />

Convento del<br />

Farneto<br />

Abbazia<br />

<strong>di</strong> Montelabate<br />

Gubbio<br />

Foligno<br />

<strong>Comune</strong> <strong>di</strong><br />

<strong>Perugia</strong><br />

Gualdo<br />

Ta<strong>di</strong>no


10<br />

Abbazia Celestina / The Celestine Abbey


Abbazia Celestina<br />

L'Abbazia, situata tra le colline che dominano la valle del Tevere, esisteva già, come<br />

casa benedettina, nel 1109, con il nome <strong>di</strong> San Paolo <strong>di</strong> Val<strong>di</strong>ponte.<br />

Tra il XIII secolo e la prima metà del XIV, epoca del suo massimo splendore, ospitava<br />

circa <strong>di</strong>eci monaci.<br />

La tempera su tavola, raffigurante la Madonna con il Bambino, gli angeli, San Paolo e<br />

San Pietro Celestino, risale al XIV secolo ed è conservata, dal 1863, <strong>nella</strong> Galleria<br />

Nazionale dell'Umbria, a <strong>Perugia</strong>. La presenza nel <strong>di</strong>pinto <strong>di</strong> San Pietro Celestino,<br />

ovvero l'eremita Pietro da Morrone che poi <strong>di</strong>venne Papa Celestino V, è una spiegazione<br />

del nome dato all'abbazia. L'attributo celestina sarebbe altresí relativo al colore<br />

delle vesti dei monaci.<br />

Già nei primi dell'Ottocento, nessun monaco risiedeva più nell'abbazia e da allora<br />

ne iniziò l'abbandono e il degrado. Dopo l'unità d'Italia, come molte altre abbazie,<br />

<strong>di</strong>venne proprietà dello Stato ed in seguito proprietà privata.<br />

Negli anni Settanta fu acquistata da una famiglia inglese che iniziò il consolidamento<br />

e l'eccellente restauro dei ruderi.<br />

Si <strong>di</strong>stinguono le mura dell'abbazia, a due navate, terminanti ognuna con un’abside<br />

semicircolare, il chiostro e la torre campanaria.<br />

The Celestine Abbey<br />

The abbey, situated among the hills on the Tiber valley, already existed in 1109, when,<br />

known as San Paolo of Val<strong>di</strong>ponte, it was used as a Bene<strong>di</strong>ctine monastery.<br />

Between the XIIIth and the first half of the XIVth centuries, at its apogee, the abbey gave<br />

hospitality to about ten monks. The tempera painting on wood representing the Virgin<br />

Mary and the Infant Jesus, Saint Paul, Saint Peter Celestine and the angels, dates back to<br />

the XIVth century and it has been preserved in the National Gallery of Umbria in <strong>Perugia</strong><br />

since 1863. The presence in the painting of Saint Peter Celestine, who is the hermit Peter<br />

from Morrone, become then the Pope Celestine V, explains the name given to the abbey.<br />

The attribute “celestine” (light blue) is related to the colour of the monks' clothes too.<br />

Since the beginning of the XIXth century, the abbey, no more monks living there, started its<br />

decline. After the Unity of Italy this abbey, like other ones, became first public then private<br />

property. In the Seventies an English family bought it and started the great restoration of the<br />

ruins. Today we can admire the abbey walls with two aisles, each en<strong>di</strong>ng with an apse, the<br />

cloister and the bell-tower.<br />

11


12<br />

Abbazia <strong>di</strong> Montelabate<br />

Antica ed imponente abbazia benedettina, domina i terreni della vasta tenuta agricola<br />

<strong>di</strong> cui fa parte. Al suo interno troviamo uno splen<strong>di</strong>do chiostro, dal quale poi si<br />

accede all’antichissima cripta, all’affrescata Sala del Capitolo e ad una suggestiva<br />

cantina ricavata in quella che probabilmente era la chiesa inferiore.<br />

Un documento del 993 attesta la donazione <strong>di</strong> un terreno al Monastero <strong>di</strong> Santa<br />

Maria <strong>di</strong> Val<strong>di</strong>ponte, che solo nel 1749 comparirà, per la prima volta, con il nome <strong>di</strong><br />

Montelabate, derivante da un vicino castello. Quin<strong>di</strong>, la sua fondazione è sicuramente<br />

antecedente l'anno 1000. Dopo la fine dell'Impero Romano le abbazie costituivano<br />

un importante punto <strong>di</strong> riferimento per la popolazione.<br />

L'Abbazia <strong>di</strong> Montelabate controllava circa 40 parrocchie.<br />

Il primo abate <strong>di</strong> cui sia noto il nome fu l'abate Pietro, che qui ristabilì la rigorosa<br />

regola benedettina. La sua tomba è situata <strong>di</strong>etro l'altare della chiesa superiore.<br />

Qui sono presenti altri due altari laterali, sopra i quali sono posti gli affreschi attribuibili<br />

a Fiorenzo <strong>di</strong> Lorenzo e Bartolomeo Caporali, o alle loro scuole. L'abate<br />

Trasmondo, eletto nel 1267, è invece raffigurato negli affreschi della Sala del<br />

Capitolo.<br />

A partire dal XV secolo i sentimenti nei confronti delle abbazie iniziarono a cambiare<br />

e queste persero la propria autonomia. Nel 1400 cominciarono a susseguirsi degli<br />

abati accomandatari, meri esecutori delle in<strong>di</strong>cazioni pontificie. Verso la metà del<br />

XVII secolo il car<strong>di</strong>nale Filippo Monti vi introdusse i cistercensi, i quali ri<strong>di</strong>edero<br />

vita all'abbazia. Nel 1860 però, con l'unità d'Italia, i cistercensi vennero cacciati e<br />

l’abbazia venne venduta al marchese Me<strong>di</strong>ci che la trasformò in villa e fattoria. Nel<br />

1959 fu acquistata dal senatore Gaslini ed è ancora oggi proprietà della Fondazione<br />

Gaslini <strong>di</strong> Genova.


Abbazia <strong>di</strong> Montelabate<br />

The Abbey of Montelabate<br />

13


Abbazia <strong>di</strong> Montelabate<br />

The Abbey of Montelabate<br />

15


16<br />

Abbazia <strong>di</strong> Montelabate<br />

The Abbey of Montelabate


The Abbey of Montelabate<br />

The ancient and stately Bene<strong>di</strong>ctine abbey is located 18 kilometres far from <strong>Perugia</strong> and<br />

overlooks the lands of its huge estate. Inside, there is a splen<strong>di</strong>d cloister and, next to it, the<br />

ancient crypt, the “sala del capitolo” with frescoes and a beautiful cellar probably just<br />

where the lower church was.<br />

A document, dated 993, certifies the gift of a land to the monastery of Santa Maria of<br />

Val<strong>di</strong>ponte, which was called Montelabate Abbey only in 1749 after the name of a close<br />

castle. Therefore its foundation is certainly prece<strong>di</strong>ng the year 1000.<br />

Abbeys usually were an important point of reference for people after the end of the Roman<br />

Empire. The abbey of Montelabate controlled about 40 parishes.<br />

The first abbot whose name is known was the abbot Peter who restablished here the strict<br />

Bene<strong>di</strong>ctine Rule. His grave is behind the high altar of the upper church.<br />

Above the two side altars we can admire frescoes attributable to Fiorenzo <strong>di</strong> Lorenzo and<br />

Bartolomeo Caporali, or to their schools.<br />

The abbot Trasmondo, elected in 1267, is represented in the frescoes of the “Sala del<br />

Capitolo”. Since the XVth century abbeys started losing their autonomy.<br />

In 1400, after the last abbot was sent away, other abbots who were pure executors of Pope's<br />

in<strong>di</strong>cations, started following one another.<br />

The Cistercians introduced into the abbey by the car<strong>di</strong>nal Filippo Monti gave the abbey<br />

back its life.<br />

In 1860, with the Unity of Italy, they were expelled and the property was sold to the marquis<br />

Me<strong>di</strong>ci who changed it into a villa and a farm.<br />

In 1959 it was bought by the senator Gaslini and it is still property of the Gaslini<br />

Foundation of Genoa.<br />

17


18<br />

Convento <strong>di</strong> Farneto<br />

Il Convento della Santissima Pietà <strong>di</strong> Farneto, situato su un’altura circondata da un<br />

bosco <strong>di</strong> farnie, è residenza dei Frati Minori dell’Umbria; fu donato nel 1218 a San<br />

Francesco dai monaci benedettini del vicino monastero <strong>di</strong> San Giustino.<br />

Non si hanno notizie approfon<strong>di</strong>te sulle caratteristiche originarie dell'e<strong>di</strong>ficio, che<br />

nel corso dei secoli ha subito vari ampliamenti e mo<strong>di</strong>fiche. Dell'antico complesso<br />

restano pochissime tracce. Nel XV secolo San Bernar<strong>di</strong>no da Siena fece costruire<br />

una nuova ala. Nel 1705 fu costruito l'ospizio per il ricovero dei poveri e dei men<strong>di</strong>canti.<br />

Un nuovo dormitorio per i frati fu costruito nel 1757 e ristrutturato, in parte,<br />

già nel 1778. Nel 1762, lungo il viale d'accesso al convento, furono costruite delle<br />

piccole e<strong>di</strong>cole per le tappe della Via Crucis, completamente restaurate nel 1904.<br />

Al monastero <strong>di</strong> Farneto era annessa la chiesa <strong>di</strong> Santa Maria della Santissima Pietà,<br />

<strong>di</strong> epoca me<strong>di</strong>oevale. Sopra <strong>di</strong> essa, alla fine del Seicento, ne fu e<strong>di</strong>ficata un'altra con<br />

lo stesso titolo. Nella chiesa si trovano le copie <strong>di</strong> un trittico <strong>di</strong> Pellegrino <strong>di</strong><br />

Giovanni e <strong>di</strong> un <strong>di</strong>pinto del XIII secolo, raffigurante la Madonna, Gesù Bambino e<br />

alcune scene della Passione, attribuito al Maestro del Farneto. Gli originali si trovano<br />

<strong>nella</strong> Galleria Nazionale <strong>di</strong> <strong>Perugia</strong>.<br />

Dell'epoca originaria, rimane soltanto la piccola cappella nel bosco, costruita intorno<br />

al 1300 nel luogo in cui San Francesco si recava in preghiera.<br />

The Monastery of Farneto<br />

The monastery of the Santissima Pietà <strong>di</strong> Farneto, located on a woody hill, is the residence<br />

of Umbria Minor Friars.<br />

It was donated in 1218 to Saint Francis by the Bene<strong>di</strong>ctine monks of the close monastery of<br />

San Giustino. Only a few traces remain of the ancient complex. We are not able to establish<br />

the original structure of the buil<strong>di</strong>ng as it was altered by various mo<strong>di</strong>fications and enlargements<br />

over the centuries. Saint Bernar<strong>di</strong>ne from Siena ordered a new wing of the buil<strong>di</strong>ng<br />

to be built in the XVth century. In 1705 the hostel for poors and beggars was constructed. A<br />

new dormitory for the friars was build in 1757 and it was soon after restored, in 1778. In<br />

1762 some niches were built along the avenue of access to the monastery to mark the stages<br />

for the Via Crucis. They were completely restored in 1904.<br />

The church of “Santa Maria della Santissima Pietà” annexed to the monastery, was built<br />

at the end of 1600 over a previous me<strong>di</strong>eval church with the same name.<br />

Inside the church we can admire the copies of a tryptich by Pellegrino <strong>di</strong> Giovanni and a<br />

painting of the XIIth century representing the Virgin Mary with the Infant Jesus and some<br />

scenes of the Passion, attributed to the “Maestro del Farneto”.<br />

The original ones are preserved in the National Gallery of <strong>Perugia</strong>. The small chapel in the<br />

wood is the only remain of the originary age. It was built around 1300 in the place where<br />

Saint Francis used to retire in prayer.


Romitorio <strong>di</strong> Monte Tezio<br />

Si trova a 634 m <strong>di</strong> altitu<strong>di</strong>ne, una quota piuttosto elevata rispetto ai tanti inse<strong>di</strong>amenti<br />

sottostanti, su una località, denominata in epoca me<strong>di</strong>evale Poggio Mortaio,<br />

che il Podestà <strong>di</strong> <strong>Perugia</strong>, nel 1214, donò al monaco camaldolese Salimbene per<br />

costruirvi un eremo o romitorio.<br />

Nel 1248 vi fu costruita la chiesa <strong>di</strong> Santa Maria <strong>di</strong> Monte Tezio e <strong>di</strong>eci anni dopo<br />

<strong>di</strong>venne un monastero <strong>di</strong> clausura che ospitava <strong>di</strong>ciotto monache.<br />

Sia la chiesa che l'eremo, sapientemente restaurati <strong>di</strong> recente, conservano la fisionomia<br />

originale. La chiesa è <strong>di</strong>visa in due parti, separate da un muro e comunicanti<br />

tramite una piccola porta. Oggi il Romitorio è una proprietà privata.<br />

The Hermitage of Monte Tezio<br />

It is at the considerable height of 634 m above sea level. It rises on a lovely spot, known as<br />

Poggio Mortaio in me<strong>di</strong>eval ages, which The Podestà of <strong>Perugia</strong> gave to the Camaldolite<br />

monk Salimbene in 1214 in order to have an hermitage (romitorio) built.<br />

In 1248 the church of Santa Maria of Mount Tezio was built. It became a cloister ten years<br />

later and gave hospitality to about eighteen enclosed nuns. Both the church and the hermitage<br />

keep the original features as they has been recently wisely restored.<br />

The church is <strong>di</strong>vided into two parts by a wall. The passage between them is allowed by a<br />

little door. Today the Romitorio is a private property harmoniously integrated with the marvellous<br />

natural surroun<strong>di</strong>ng environment and landscape.<br />

19


20<br />

Romitorio <strong>di</strong> Monte Tezio<br />

The hermitage of Monte Tezio


San Giovanni del Pantano<br />

Come si intuisce dal nome, quest'inse<strong>di</strong>amento sorse nel XIII secolo su <strong>di</strong> un'area<br />

paludosa. Già nei secoli XI e XII era chiamato Pantanum.<br />

Il nome si deve alla presenza <strong>di</strong> un pantano carsico, che fu prosciugato me<strong>di</strong>ante un<br />

canale, dal quale si origina il fiume Caina. L'intera area, del <strong>di</strong>ametro <strong>di</strong> 400 metri,<br />

era alimentata da sorgenti subalvee, delle quali rimane ancora la maggiore, situata a<br />

nord-ovest. Durante l'inverno <strong>di</strong>veniva palude a causa della scarsa permeabilità<br />

carsica. Ancora oggi il bacino appare ben <strong>di</strong>segnato e attorno ad esso sono sorte<br />

<strong>di</strong>verse abitazioni.<br />

La chiesa parrocchiale, de<strong>di</strong>cata a San Giovanni Battista, è anch'essa del XIII secolo,<br />

epoca in cui <strong>di</strong>pendeva dal vicino eremo <strong>di</strong> Monte Corona.<br />

San Giovanni del Pantano<br />

As the name itself suggests (pantano means swamp), this settlement rose on a marshland<br />

probably in the XIIIth century. In the XI and XIIth century it was already called<br />

“Pantanum”.<br />

The name is due to the presence of a karst quagmire then drained by a canal which gives<br />

origin to the stream Caina. The whole area, 400 metres in <strong>di</strong>ameter, was fed by sources<br />

under the river-bed. The biggest one still remains at the north-west side.<br />

In winter it became a marshland due to the poor karst permeability. The basin looks well<br />

shaped still today and several houses has been built around it.<br />

The parish church, de<strong>di</strong>cated to Saint John the Baptist, dates back to the XIIIth century<br />

too. In that period it was under the hermitage of Monte Corona.<br />

21


22<br />

San Giovanni del Prugneto<br />

La chiesa <strong>di</strong> San Giovanni Battista del Prugneto sorge su <strong>di</strong> una zona collinare ricca<br />

<strong>di</strong> vegetazione, tra cui svetta l'alto campanile, con cuspide piramidale ed altre quattro<br />

piccole pirami<strong>di</strong> agli angoli. La chiesa sostituì, nel XVIII secolo, quella molto più<br />

antica <strong>di</strong> San Giovanni Vecchio.<br />

Sulla facciata, all'interno del timpano triangolare, è presente una piccola e<strong>di</strong>cola<br />

con una maiolica raffigurante San Giovanni Battista.<br />

All'interno si trovano tre <strong>di</strong>pinti, della fine del XVI secolo, che rappresentano<br />

l'Ultima Cena, San Giorgio e il Drago e il Martirio <strong>di</strong> San Bartolomeo, ed uno più recente,<br />

attribuito all'Appiani, che ritrae San Giovanni Battista. L'arredo della chiesa è<br />

arricchito da un bellissimo organo settecentesco.<br />

San Giovanni del Prugneto<br />

The church of San Giovanni del Prugneto rises on a hilly area rich in vegetation. The high<br />

pyramidal pointed bell-tower, with other four small pyramids in the corners, stands out<br />

among the green. The church replaced the older one of San Giovanni Vecchio in the<br />

XVIIIth century.<br />

On the facade, inside the triangular tympanum there is a small niche with a majolica representing<br />

Sain John the Baptist.<br />

Inside the church there are three paintings dating back to the XVIth century: The Last<br />

Supper, Saint George and the Dragon, The Martyrdom of Saint Bartholomew.<br />

Another more recent painting showing Saint John the Baptist is attributable to Appiani.<br />

The furniture in the church is embellished by a valuable eighteenthth century organ.


San Lorenzo <strong>di</strong> Montenero<br />

La chiesa <strong>di</strong> San Lorenzo <strong>di</strong> Montenero, si trova nel bacino collinare <strong>di</strong> Monte Tezio,<br />

oltre il monte Civitelle, scendendo verso la valle del Tevere.<br />

Le prime notizie della chiesa risalgono al XII secolo, ma l'attuale e<strong>di</strong>ficio fu e<strong>di</strong>ficato<br />

dopo il 1681 in sostituzione <strong>di</strong> quello più antico.<br />

La chiesa, sino ad alcuni anni fa, era in stato <strong>di</strong> abbandono e degrado; poi, recentemente,<br />

è stata acquistata da privati che l'hanno sapientemente ristrutturata. In<br />

quanto proprietà privata, la chiesa non è solitamente visitabile. Tuttavia, ogni anno,<br />

il 10 agosto, giorno <strong>di</strong> San Lorenzo, i proprietari la aprono al pubblico per l'intera<br />

giornata, viene celebrata la messa ed ha luogo una festa in onore <strong>di</strong> San Lorenzo.<br />

San Lorenzo <strong>di</strong> Montenero<br />

The church of San Lorenzo, mentioned since the XIIth century, is placed in the hilly basin<br />

of Mount Tezio beyond Mount Civitelle, on the way down to the valley of the river Tiber.<br />

Anyway the present church was built in 1681.<br />

Until some years ago it was in state of abandonment and degradation; then, recently, it was<br />

acquired by private people who excellently restructured it. As the church is a private property<br />

visits are not usually possible. However each year on the 10th August, Saint Laurence<br />

day, the owners open it to the public for all the day. In honor of the Saint a mass is celebrated<br />

and a feast takes place.<br />

23


Borghi / Villages<br />

Castel d’Arno . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 26<br />

Castiglion Ugolino . . . . . . . . . . . . . . . . 27<br />

Cenerente . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 28<br />

Civitella Benazzone . . . . . . . . . . . . . . . 29<br />

Civitella d’Arna . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 30<br />

Collestrada . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 32<br />

Colognola . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 34<br />

Coltavolino . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 35<br />

Fontignano . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 36<br />

Fratticiola Selvatica . . . . . . . . . . . . . . . 39<br />

Migiana del Tezio. . . . . . . . . . . . . . . . . . 40<br />

Montepetriolo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 41<br />

Morleschio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 44<br />

Mugnano . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 45<br />

Pieve San Quirico . . . . . . . . . . . . . . . . . 47<br />

Pilonico Materno . . . . . . . . . . . . . . . . . . 49<br />

Poggio delle Corti . . . . . . . . . . . . . . . . . 50<br />

Pretola . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 51<br />

Ramazzano . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 53<br />

Ripa. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 54<br />

San Lorenzo della Rabatta . . . . . . . . . 56<br />

San Martino dei Colli . . . . . . . . . . . . . . 57<br />

Sant’Angelo <strong>di</strong> Chieli . . . . . . . . . . . . . . 58<br />

Solfagnano . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 60<br />

Valbiancara . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 61<br />

Città della<br />

Pieve<br />

Fontignano<br />

Mugnano<br />

Montepetriolo<br />

<strong>Comune</strong> <strong>di</strong><br />

<strong>Perugia</strong><br />

Corciano<br />

S.Martino<br />

dei Colli<br />

Poggio<br />

delle Corti Corti<br />

Pilonico<br />

Materno<br />

PE


Umbertide<br />

RUGIA<br />

S. Angelo <strong>di</strong> Chieli<br />

Coltavolino<br />

Castiglione Ugolino<br />

Solfagnano<br />

Pieve S. Quirico<br />

Migiana<br />

del Tezio<br />

Colognola<br />

Cenerente<br />

Valbiancara<br />

S. Lorenzo<br />

della Rabatta<br />

Raccordo A1<br />

Civitella<br />

Benazzone<br />

Terni<br />

Pretola<br />

E45<br />

Morleschio<br />

Collestrada<br />

Ramazzano<br />

Civitella<br />

d’Arna<br />

Ripa<br />

Gubbio<br />

Fratticiola<br />

Selvatica<br />

Pianello<br />

Foligno<br />

Legenda / key to symbols<br />

E45 Raccordo A1<br />

Gualdo<br />

Ta<strong>di</strong>no<br />

Strada principale / main road<br />

Strade secondarie / secondary road<br />

Fiume Tevere / the Tiber river


26<br />

Castel d’Arno<br />

La storia del territorio circostante è strettamente legata all'antica città umbroetrusco-romana<br />

<strong>di</strong> Arna sorta tra il V e il IV secolo a.C. Il toponimo deriva dalla<br />

ra<strong>di</strong>ce arn che significa corrente del fiume; infatti, la città sorgeva tra due gran<strong>di</strong> corsi<br />

d’acqua, il Tevere ed il Chiascio, e <strong>nella</strong> zona scorre un piccolo torrente denominato<br />

Rio d’Arno.<br />

Nell'XI secolo, gli abitanti <strong>di</strong> Castel d'Arno, posto sulle colline, costruirono in pianura<br />

la pieve <strong>di</strong> San Valentino che <strong>di</strong>verrà poi <strong>di</strong> San Biagio.<br />

Nel XIV secolo vennero fondati, sempre a valle, due piccoli villaggi, Villa Caimani e<br />

Villa Pianelli; quest'ultimo è poi <strong>di</strong>ventato l'attuale centro <strong>di</strong> Pianello. Sorto vicino<br />

alla pieve <strong>di</strong> San Valentino, Villa Pianelli <strong>di</strong>venne ben presto popolato ed importante<br />

grazie alla sua posizione lungo la via Salara che congiungeva <strong>Perugia</strong> a Gualdo<br />

Ta<strong>di</strong>no e ad Ancona. Nel 1461 vi si fermò a riposare papa Pio II, febbricitante, mentre<br />

si recava ad Ancona, con il suo seguito e la sua scorta armata.<br />

Il XVI secolo è caratterizzato dagli assalti <strong>di</strong> eserciti confinanti, come quello del<br />

vicino Ducato <strong>di</strong> Urbino.<br />

Tra il XVI ed il XVII, Castel d’Arno <strong>di</strong>venne covo <strong>di</strong> ban<strong>di</strong>ti e briganti, capeggiati<br />

dal celebre Francesco Alfani e, come altri luoghi <strong>nella</strong> zona, fu teatro <strong>di</strong> episo<strong>di</strong> <strong>di</strong><br />

ban<strong>di</strong>tismo che si protrassero fino a metà Ottocento.<br />

Castel d’Arno<br />

The history of the surroun<strong>di</strong>ng territory is closely linked with the ancient Umbro-Etruscan-<br />

Roman town of Arna risen between the fifth and the fourth century B.C.. The name “arn”<br />

meant “current of the river”. The town indeed rose between two wide rivers, the Tiber and<br />

the Chiascio; a small stream called Rio d’Arno flows through this land too.<br />

The inhabitants of Castel d'Arno, which is situated on a hill, built the parish church of San<br />

Valentino that became San Biagio soon after, on the plain, in the XIth century. Two small<br />

villages were then built on the plain too, in the XIVth century. They were called Villa<br />

Caimani and Villa Pianelli. The last one became then the present village of Pianello. Villa<br />

Pianelli, risen near the parish of San Valentino, became soon very peopled and important<br />

because of its position along the “via Salara” joining <strong>Perugia</strong> to Gualdo Ta<strong>di</strong>no and to<br />

Ancona. Pope Pio II itself, feverish while going to Ancona, with his retinue and his armed<br />

escort stopped here to have a rest in 1461. In the XVIth century this area is marked by<br />

assaults of the borderland armies like that of the near duchy of Urbino.<br />

Between the XVI and the XVII centuries the castel became a den of ban<strong>di</strong>ts and robbers<br />

whose leader was the famous Francesco Alfani. In this area, a lot of highway robberies took<br />

place, until the first half of 1800.


Castiglion Ugolino<br />

Si trova in cima ad un piccolo colle a 377 metri <strong>di</strong> altitu<strong>di</strong>ne, ad est del quale scorre il<br />

fiume Tevere. La notizia più antica relativa al castello, appartenente al marchese<br />

Ugolino, risale al 1189 e riguarda l'atto <strong>di</strong> sottomissione del castello alla città <strong>di</strong><br />

<strong>Perugia</strong>, rinnovato poi l'anno successivo.<br />

Nei suoi pressi, nel 1275, fu costruito un ponte, <strong>di</strong>strutto poi nel XVIII secolo. Nel<br />

1282 era sotto la giuris<strong>di</strong>zione del contado <strong>di</strong> Porta Sant'Angelo e contava circa 325<br />

abitanti. Anche Castiglion Ugolino, come altri castelli in quest'area, venne <strong>di</strong>strutto,<br />

nel 1377, su or<strong>di</strong>ne dei magistrati perugini che sospettavano una ribellione. È<br />

oggi proprietà privata.<br />

Castiglion Ugolino<br />

It rises on the top of a small hill, 377 metres high. The river Tiber runs to the east of this hill.<br />

The earliest information about the castle, belonging to the marquis Ugolino, refers to an act<br />

of submission of the castle to the town of <strong>Perugia</strong> in 1189. It was renewed also the following<br />

year.<br />

A bridge built near the castle in 1275 was then destroyed in the XVIIIth century. The castle<br />

was under the juris<strong>di</strong>ction of Porta Sant'Angelo in 1282 and in that year it counted approximately<br />

325 inhabitants. In1377 Castiglion Ugolino, like many other castles in this area,<br />

was destroyed by order of the magistrates of <strong>Perugia</strong>, suspecting a rebellion. It is nowadays<br />

a private property.<br />

27


28<br />

Cenerente<br />

La leggenda popolare vuole che il nome <strong>di</strong> questo piccolo borgo nasca dal fatto che<br />

la zona dove sorge fosse, in epoche remote, un vulcano, sulle cui ceneri venne<br />

costruito appunto, Cenerente.<br />

Cenerente è un nodo viario, dal quale si <strong>di</strong>ramano strade in tre <strong>di</strong>rezioni: verso il<br />

lago Trasimeno, verso <strong>Perugia</strong> e verso l'alta valle del Tevere. Infatti in passato era<br />

luogo <strong>di</strong> posta per le corriere che qui sostavano o cambiavano i cavalli prima <strong>di</strong> proseguire.<br />

L'e<strong>di</strong>ficio principale del borgo, databile intorno al XVII secolo, fu e<strong>di</strong>ficato ed appartenne<br />

per alcuni secoli alla celebre famiglia Massini da cui nacque l’illustre giureconsulto<br />

Filippo Massini (1559-1618). Gli attuali proprietari lo possiedono ormai da<br />

<strong>di</strong>verse generazioni.<br />

Della chiesa parrocchiale <strong>di</strong> Santa Maria Maddalena non si conosce l'epoca <strong>di</strong><br />

costruzione; è comunque stata restaurata recentemente.<br />

Si hanno notizie <strong>di</strong> un'altra chiesa piuttosto antica, intitolata a San Martino, della<br />

metà del 1300, ma già in rovina nel XVIII secolo.<br />

Cenerente<br />

Accor<strong>di</strong>ng to a popular legend this area was a volcano in remote ages. Therefore the village<br />

that was built here just on the ashes of the volcano took the name Cenerente (deriving from<br />

cenere that means ash).<br />

Cenerente is now an important road junction towards three <strong>di</strong>rections: the lake Trasimeno,<br />

<strong>Perugia</strong> and high valley of the Tiber. In the past, coaches used to stop here for a pause or to<br />

change horses before continuing the journey.<br />

The main buil<strong>di</strong>ng of the village, datable around the XVIIth century, was built by the notable<br />

Massini family. The present owners have possessed it for generations.<br />

The parish church is devoted to Santa Maria Maddalena. The date of buil<strong>di</strong>ng is not<br />

known. However it was restored a few years ago.<br />

Some sources document the existence of another ancient church entitled to San Martino<br />

dating probably back to 1300 but already in ruins in the XVIIIth century.


Civitella Benazzone<br />

Questo borgo me<strong>di</strong>evale nasce<br />

intorno alla fine dell'XI secolo, su <strong>di</strong><br />

una collina a sinistra del fiume Tevere.<br />

Il nome Benazzone è da far risalire,<br />

con ogni probabilità, ad un importante<br />

personaggio della zona. Nel<br />

1186, Enrico VI ne affidò la signoria<br />

alla città <strong>di</strong> <strong>Perugia</strong>.<br />

Tra il XIV ed il XV secolo Civitella<br />

Benazzone fu interessata da <strong>di</strong>verse<br />

vicende. Nell'agosto del 1361 vi si<br />

rifugiarono i nobili perugini, che avevano<br />

partecipato alla congiura <strong>di</strong><br />

Tribal<strong>di</strong>no per consegnare la città al<br />

car<strong>di</strong>nale Albornoz, e che poi subirono<br />

l'ira del popolo.<br />

Nel 1402 il borgo fu preso dalle truppe<br />

pontificie e fiorentine e recuperato<br />

dal <strong>Comune</strong> <strong>di</strong> <strong>Perugia</strong> l'anno successivo.<br />

Lo stesso <strong>Comune</strong>, nel<br />

1406, ne or<strong>di</strong>nò la fortificazione.<br />

Nel 1412, tuttavia, fu espugnato da<br />

La<strong>di</strong>slao <strong>di</strong> Napoli. Nel 1446, Civitella venne esonerata dal pagamento dei dazi focatici<br />

perché fossero riparate le mura. Risale al 1575 la concessione, al Capitano<br />

Paolucci, del possesso <strong>di</strong> un torrione <strong>di</strong> Civitella Benazzone, a patto che egli vi facesse<br />

scolpire il Grifo <strong>di</strong> <strong>Perugia</strong>.<br />

Civitella Benazzone<br />

This me<strong>di</strong>eval village rose around the end of the XIth century on a hill on the left of the river<br />

Tiber. The name Benazzone probably comes from the name of an important man of the<br />

area. In 1186, Henry VI entrusted the rule of the territory to the Commune of <strong>Perugia</strong> .<br />

Civitella Benazzone had various ups and downs between the XIV and the XV centuries. In<br />

August 1361 many nobles from <strong>Perugia</strong>, who had participated to the conspiracy of<br />

Tribal<strong>di</strong>no in order to deliver the town to the car<strong>di</strong>nal Albornoz, sheltered in this village but<br />

they suffered the anger of the people.<br />

In 1402 the village was taken by the Papal and Florentine troops and then recovered by the<br />

Commune of <strong>Perugia</strong> the following year. The Commune itself ordered the fortification of<br />

the village in 1406. However it was stormed by La<strong>di</strong>slao from Naples in 1412. In 1446<br />

Civitella Benazzone was exempted<br />

from paying hearth taxes in order to<br />

help the village to repair the walls. In<br />

1575 the Captain Paolocci obtained<br />

the possession of one tower of Civitella<br />

on con<strong>di</strong>tion that the Grifo of <strong>Perugia</strong><br />

would have been carved on it.<br />

29


30<br />

32<br />

Civitella d’Arna<br />

Civitella d'Arna, come il vicino Castel d’Arno, deve sicuramente le sue origini<br />

all'antichissimo popolo degli Umbri; furono poi gli Etruschi, dal V-IV secolo a.C., i<br />

principali artefici del suo sviluppo.<br />

La città <strong>di</strong> Arna conobbe un ulteriore sviluppo durante il periodo romano e intorno<br />

al VI secolo era sede vescovile.<br />

Nel VI secolo, cominciò anche il suo declino, con le devastazioni portate dai conflitti<br />

fra Bizantini e Longobar<strong>di</strong>.<br />

Solo nel XIII secolo si assiste ad una rinascita, quando viene ultimato il castello <strong>di</strong><br />

Civitella d'Arna, iniziato quasi due secoli prima, in cima al colle, sulle antiche rovine:<br />

esso ha come fondamenta le mura <strong>di</strong> antiche cisterne romane, <strong>di</strong> cui è possibile<br />

osservare i resti. Altre importanti cisterne romane sono ubicate nei sotterranei<br />

dell’ex residenza dei Padri Filippini.<br />

Più volte mo<strong>di</strong>ficato per ospitare i signori locali, i Sozi, i Degli Azzi Vitelleschi, gli<br />

Spinola, il castello conserva il bastione <strong>di</strong> ingresso ed un arco del XIV secolo. Nelle<br />

mura esterne, sono ancor oggi osservabili dei resti etrusco-romani.<br />

Un gran numero <strong>di</strong> reperti e testimonianze delle epoche passate, qui rinvenuti, sono<br />

oggi custo<strong>di</strong>ti presso il Museo Archeologico <strong>di</strong> <strong>Perugia</strong>.<br />

La chiesa parrocchiale, all'interno del castello, risale invece al XIX secolo ed in essa<br />

sono conservati un gonfalone del 1492, attribuito a Bartolomeo Caporali, una tavola<br />

del pittore perugino Domenico Bruschi, un crocifisso del XIX secolo, una formella<br />

<strong>di</strong> ceramica <strong>di</strong> Deruta della fine del 1500, un affresco attribuito a Giannicola <strong>di</strong><br />

Paolo, allievo del Perugino, nonché le tre campane in bronzo, del peso <strong>di</strong> 536, 264 e<br />

127 kg, realizzate nel 1850, protagoniste <strong>di</strong> una suggestiva rievocazione storica che<br />

ha luogo ogni anno a Civitella d'Arna.<br />

Civitella d’Arna<br />

Civitella d'Arna owes its origins to the ancient people of Umbri, but its development is<br />

mostly due to the Etruscans in the V-IVth century B.C.<br />

The town of Arna developed further on during the Roman Age and it became see around<br />

the VIth century.<br />

Its decline started soon after in the same century due to the conflicts between Byzantines<br />

and Longobards.<br />

The town knew a revival only in the XIIIth century when the castle of Civitella d'Arna was<br />

built on the ancient ruins on the top of the hill.<br />

Its foundations were the walls of ancient Roman cisterns whose remains can be seen still<br />

today, as well as those ones in the ex monastery of Philippine Fathers.<br />

The castle has been mo<strong>di</strong>fied many times so as to give hospitality to its various owners: the<br />

Sozi, the Degli Azzi Vitelleschi, the Spinola.<br />

It still preserves the entrance rampart and a fourteenth century arch. Some Etruscan-<br />

Roman remains can be seen in the outer walls.<br />

A lot of founds and evidences of past ages <strong>di</strong>scovered in this area are today preserved in the<br />

Archeological Museum of <strong>Perugia</strong>.<br />

The parish church inside the castle dates back to the XIXth century. In this church there<br />

are: a gonfalon of 1492 attributed to Bartolomeo Caporali, a board of the painter<br />

Domenico Bruschi from <strong>Perugia</strong>, a nineteenth-century crucifix, a sixteenth-century tiled<br />

panel from Deruta, a fresco attributed to Giannicola <strong>di</strong> Paolo, a Perugino's pupil, and the<br />

bronze bells, 536, 264 and 127 kilos of weight, made in 1850. These bells are the protagonists<br />

of the impressive historical recalling that takes place in Civitella d'Arna each year.


Civitella d’Arna<br />

31


32<br />

Collestrada<br />

Collestrada si trova sulla sommità <strong>di</strong> una piccola collina, che domina la pianura<br />

percorsa dal Tevere e ad un importante incrocio <strong>di</strong> strade che, sin dall'epoca<br />

Romana, si <strong>di</strong>ramavano verso i quattro punti car<strong>di</strong>nali. Il caratteristico viale <strong>di</strong> pini<br />

che sale verso l'antico borgo lo rende facilmente riconoscibile anche in lontananza.<br />

Colle della Strada era noto per il grande ospedale <strong>di</strong> San Lazzaro, che ospitava i pellegrini,<br />

fondato intorno al 1099.<br />

Nel 1202, il castello <strong>di</strong> Collestrada venne sottomesso a <strong>Perugia</strong>; lo stesso anno, vi si<br />

svolse una battaglia tra le truppe assisane e perugine, durante la quale il futuro<br />

Francesco d'Assisi venne fatto prigioniero per più <strong>di</strong> un anno e patì una grave malattia<br />

che lo portò a cambiare la sua vita per de<strong>di</strong>carsi ad opere <strong>di</strong> carità. Egli sostò nuovamente<br />

a Collestrada nel 1216, <strong>di</strong> ritorno dalla visita al Papa.<br />

Nel 1228, Gregorio IX pose l'ospedale sotto la giuris<strong>di</strong>zione della Santa Sede. Nel<br />

corso del XIII secolo venne fortificato. Nel XIV secolo fu più volte danneggiato dalle<br />

truppe pontificie, in guerra con <strong>Perugia</strong>. Nel 1524 l’ospedale venne unito a quello <strong>di</strong><br />

Santa Maria della Misericor<strong>di</strong>a <strong>di</strong> <strong>Perugia</strong>. L'antico ospedale è oggi una scuola.<br />

Il borgo sul colle è davvero incantevole, ben ristruttutato e conservato.<br />

Di un certo fascino è anche il bosco <strong>di</strong> Collestrada, residuo <strong>di</strong> un’antica foresta.<br />

Secondo alcuni è un luogo misterioso e particolare, testimone <strong>di</strong> tanti avvenimenti<br />

nel corso della storia. Si narra infatti che in questo bosco abbiano camminato santi e<br />

criminali, nobili e conta<strong>di</strong>ni e, secondo la fantasia popolare, anche dei folletti piuttosto<br />

<strong>di</strong>spettosi.<br />

Collestrada<br />

Collestrada rises 10 kilometres far from <strong>Perugia</strong> in the <strong>di</strong>rection of Assisi, on the top of a<br />

small hill dominating the plain of the river Tiber. It is situated at a crossroads, very important<br />

since the Roman ages as it was branching off towards the four car<strong>di</strong>nal points. You can<br />

easily identify Collestrada even from afar thanks to the peculiar pine tree-lined avenue<br />

rising to village.<br />

Colle della Strada was mostly known for the big S. Lazzaro's hospital for pilgrims founded<br />

around 1099. The castle of Collestrada was subjected to <strong>Perugia</strong> in 1202. In the same year<br />

a hard battle took place between troops from Assisi and <strong>Perugia</strong> during which the future<br />

Saint Francis from Assisi was captured and imprisoned for more than one year. Here, as a<br />

consequence of a serious illness, he realized he wanted to change his life to devote himself to<br />

charitable works.<br />

Coming back from a visit to the Pope he stopped once again at Collestrada in 1216.<br />

Gregory IX put the hospital under the jurs<strong>di</strong>ction of the Holy See in 1228. Fortified in the<br />

course of the XIIIth century, it was damaged many times in the following century by the<br />

Papal troops fighting against <strong>Perugia</strong>.<br />

It was then joined to the hospital of Santa Maria della Misericor<strong>di</strong>a of <strong>Perugia</strong> in 1524.<br />

The ancient hospital is a school today.<br />

The village on the top of the hill is really charming, well restored and preserved. The wood<br />

near Collestrada is fascinating too, and it is the relict of an ancient forest. Accor<strong>di</strong>ng to<br />

many local people and some visitors, this is a misterious and peculiar place where many<br />

events should have been happened in the course of history.<br />

It is told that saints and criminals, nobles and farmers walked in this wood and, accor<strong>di</strong>ng<br />

to popular imagination, even some spiteful goblins or elves should have been there.


Collestrada<br />

33


34<br />

Colognola<br />

L'inse<strong>di</strong>amento <strong>di</strong> Colognola, situato su <strong>di</strong> un'altura ai pie<strong>di</strong> <strong>di</strong> Monte Tezio risale,<br />

probabilmente, ad un periodo compreso tra il XV ed il XVII secolo.<br />

Il complesso è composto da vari caseggiati; all'esterno, il varco è costituito da un<br />

portale a tutto sesto in travertino modanato. La parte superiore del portale è chiusa<br />

da un interessante coronamento in cotto. Col trascorrere del tempo si è venuta a<br />

creare una corte, in comunicazione <strong>di</strong>retta con la <strong>campagna</strong>.<br />

Colognola<br />

The hill, at the foot of Mount Tezio where Colognola rises today, gave hospitality to a first<br />

settlement in the period between the XV and the XVIII centuries.<br />

The village is today constituted by several blocks of buil<strong>di</strong>ngs. A round portal in moulded<br />

travertine surmounted by a valuable brickwork marks the access to the village. Over the<br />

years a court has been forming, that extends into the next countryside.


Coltavolino<br />

Il piccolo centro, che <strong>di</strong>sta circa venti chilometri da <strong>Perugia</strong>, è situato su un colle a<br />

403 metri <strong>di</strong> altitu<strong>di</strong>ne ed è circondato da fertili colline con vigne ed oliveti.<br />

L'antico inse<strong>di</strong>amento <strong>di</strong> epoca me<strong>di</strong>evale è stato nel tempo trasformato nonché<br />

ristrutturato, soprattutto in seguito al terremoto del 1984. Il nucleo principale è<br />

costituito dalla Villa Salvatori, <strong>di</strong> proprietà privata, e dall'a<strong>di</strong>acente chiesa, con<br />

canonica, intitolata a San Giovanni Battista e risalente al XII secolo.<br />

Coltavolino<br />

This small village about 20 km far from <strong>Perugia</strong> rises on the top of a hill 403 metres high<br />

from which it dominates the surroun<strong>di</strong>ng hilly countryside full of vines and olive groves.<br />

The ancient me<strong>di</strong>eval settlement was transformed and restored mostly after the earthquake<br />

of 1984. The core of the village is represented by the “Villa Salvatori”, a private property,<br />

and the next church with a presbytery, devoted to Saint John Baptiste and dating back to<br />

the XIIth century.<br />

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36<br />

Fontignano<br />

Fontignano si trova alle pen<strong>di</strong>ci <strong>di</strong> una collina, nelle vicinanze del Lago Trasimeno, a<br />

metà strada tra <strong>Perugia</strong> e Città della Pieve. Il suo nome è <strong>di</strong> origine latina e deriva<br />

probabilmente dalla famiglia gentilizia Fontinius, proprietaria <strong>di</strong> queste terre.<br />

Le prime notizie storiche risalgono al XII secolo. L'Hospitale, l'e<strong>di</strong>ficio più antico e<br />

importante, ancora esistente, viene infatti nominato in un <strong>di</strong>ploma <strong>di</strong> Federico I del<br />

1163, come bene appartenente alla Cattedrale <strong>di</strong> <strong>Perugia</strong>. Nel 1188 avvenne la sottomissione<br />

del Castello <strong>di</strong> Fontignano al <strong>Comune</strong> <strong>di</strong> <strong>Perugia</strong> e da allora Fontignano,<br />

pur con un proprio statuto autonomo e con propri rappresentanti, è stato sempre<br />

sottomesso a <strong>Perugia</strong>, nonostante i molti tentativi <strong>di</strong> ribellione, tra i quali quello,<br />

fallito, nel 1415, del famoso condottiero Braccio Fortebraccio.<br />

Pochi anni dopo, il <strong>Comune</strong> <strong>di</strong> <strong>Perugia</strong> finanziò il restauro delle mura del castello,<br />

molto rovinate a causa dei continui scontri.<br />

Oggi se ne possono ammirare alcuni resti suggestivi.<br />

Il paese <strong>di</strong> Fontignano è in<strong>di</strong>ssolubilmente legato a Pietro Vannucci, il Perugino, al<br />

quale, tra il 1521 e il 1522, fu affidato il compito <strong>di</strong> affrescare la chiesa dell'Annunziata<br />

dove egli <strong>di</strong>pinse La Vergine con il Bambino, sulla parete destra, e la<br />

Natività e Adorazione dei Pastori, <strong>nella</strong> tribuna dell'altare maggiore. Quest'ultimo<br />

affresco fu fatto staccare nel 1843 dai Padri Paolotti che lo vendettero ad un inglese;<br />

attualmente si trova al Victoria and Albert Museum <strong>di</strong> Londra.<br />

Il Perugino morì <strong>di</strong> peste mentre terminava la Natività e fu seppellito nei pressi della<br />

Chiesa dell'Annunziata. Nel 1940, per accogliere i suoi resti, fu inaugurata la tomba<br />

in marmo, sormontata da una lapide, infissa <strong>nella</strong> parete della chiesa.<br />

La chiesa parrocchiale <strong>di</strong> Fontignano è invece de<strong>di</strong>cata a San Leonardo; fu restaurata<br />

nel 1845 su progetto dell'architetto Caproni, con costruzione dell'attuale campanile<br />

in cotto.


Fontignano<br />

This small village lies on the slopes of a hill near Trasimeno Lake, half way between <strong>Perugia</strong><br />

and Città della Pieve. Its name is of Latin origin and probably comes from the noble family<br />

Fontinius, owner of these lands. Historical information about it goes back to the XIIth century:<br />

The Hospitale, the oldest and most important buil<strong>di</strong>ng, still in existence, is quoted as a<br />

possession of the Cathedral of <strong>Perugia</strong>, in a <strong>di</strong>ploma of Federico I dated 1163.<br />

The castle of Fontignano was subjected to the Commune of <strong>Perugia</strong> in 1188 even though<br />

the village maintained a self-governing statute and its own representatives.<br />

However many attempts to revolt <strong>di</strong>d occur, like the one failed in 1415, by the famous condottiere<br />

Braccio Fortebraccio.<br />

The Commune of <strong>Perugia</strong> financed the restoration of the walls of the castle seriously damaged<br />

because of the conflicts. Today we can admire its beautiful remains.<br />

The village of Fontignano is in<strong>di</strong>ssolubly linked to Pietro Vannucci called the Perugino.<br />

Beetween 1521 and 1522 he was entrusted to fresco the church of the Annunziata where<br />

he painted The Virgin Mary with the Holy Jesus on the right wall and The Nativity and<br />

Aadoration of the Shepherds on the tribune of the high altar. Fathers Paolotti ordered to<br />

remove this painting in 1843. They sold it to an English man. The painting is today at the<br />

Victoria and Albert Museum in London.<br />

The Perugino <strong>di</strong>ed of plug while he was working at the “Nativity” and he was buried near<br />

the church dell’Annunziata.<br />

In order to receive his remains a tomb was inaugurated in 1940. It is made of marble and<br />

surmounted by a tombstone fixed on the wall of the church.<br />

The parish church of Fontignano is de<strong>di</strong>cated to Saint Leonard. It was restored in 1845<br />

with the construction of the present brickwork bell-tower on plan of the architect Caproni.<br />

Perugino, Autoritratto / Self portrait 39 37


38<br />

40<br />

Fontignano, Chiesa parrocchiale<br />

Fontignano, Parish church


Fratticiola Selvatica<br />

È la frazione del <strong>Comune</strong> <strong>di</strong> <strong>Perugia</strong> più <strong>di</strong>stante dalla città ed è situata su <strong>di</strong> una<br />

collina che si apre su un vasto panorama. Al nome Fratta o Fratticiola venne aggiunto<br />

l'aggettivo Selvatica, in quanto circondata da selve e poco accessibile. Il ritrovamento<br />

<strong>di</strong> un fermaglio in bronzo, ora conservato nel Museo Archeologico Nazionale<br />

dell’Umbria, fa risalire il primo inse<strong>di</strong>amento in quest'area al VI secolo a.C.<br />

Nel me<strong>di</strong>oevo fu fortificato il castello; nel 1216 fu occupato dalle truppe eugubine e,<br />

nel 1312, fu ulteriormente fortificato e migliorato, dal <strong>Comune</strong> <strong>di</strong> <strong>Perugia</strong>, nelle<br />

attrezzature <strong>di</strong> <strong>di</strong>fesa ed offesa. Nel 1390, <strong>nella</strong> lotta tra il Papa e <strong>Perugia</strong>, il castello<br />

fu preso e demolito dai popolani. Il 23 febbraio 1406 il <strong>Comune</strong> ne fece riparare le<br />

mura. Nel 1465, Fratticiola era quasi <strong>di</strong>sabitata e il <strong>Comune</strong> concesse, a chi avesse<br />

voluto andarvi ad abitare, “l'esonero perpetuo da ogni tassa”. Nel 1732 c'erano 177<br />

abitanti, nel 1809 erano ben 613. Solo nel 1900 fu realizzata una strada maestra per<br />

raggiungere il paese.<br />

Nella chiesa parrocchiale <strong>di</strong> San Pietro, molto antica e più volte restaurata, vi è lo<br />

stemma dei Cavalieri <strong>di</strong> Malta, ai quali passò, con bolla <strong>di</strong> Gregorio XIII, nel 1580.<br />

Solo nel 1927 tornò al Vescovo <strong>di</strong> <strong>Perugia</strong>.<br />

Fratticiola Selvatica<br />

It is the village in the Commune, the farthest from <strong>Perugia</strong>. It rises on the top of a hill facing<br />

a wide fine view. To the name Fratta or Fratticiola it has been added the adjective Selvatica<br />

because it was surrounded by a forest (selva in Italian) and it was <strong>di</strong>fficult to reach. The<br />

<strong>di</strong>scovery of a bronze brooch, preserved in the National Archeological Museum of <strong>Perugia</strong>,<br />

is a proof that the earliest settlement in this area was around the VIth century B.C.<br />

Its castle was fortified first in the Middle Ages and then it was occupied by troops from<br />

Gubbio in 1216. It was further fortified and its offensive and defensive equipment was<br />

improved by the Commune of <strong>Perugia</strong>. In 1390 during the fight between <strong>Perugia</strong> and the<br />

Pope, the castle was taken and demolished by the people. On the 23rd February 1406 the<br />

Commune wanted the walls of the castle to be repaired. In 1465 Fratticiola was nearly<br />

uninhabited and the Commune ordered the exoneration from every tax to anyone who<br />

wanted to settle in the village. In 1732 there were 177 inhabitants but in 1809 they were<br />

increased to 613. A main road was realized only in 1900.<br />

In the very ancient and frequently restored parish church of San Pietro there is the coat-ofarms<br />

of the Knights of Malta who obtained the possession of the castle by a bull of Gregorio<br />

XIII in 1580. It then went back to the Bishop of <strong>Perugia</strong> only in 1927.<br />

39


40<br />

Migiana <strong>di</strong> Monte Tezio<br />

Migiana si trova alle falde <strong>di</strong> Monte Tezio, lungo la strada che conduceva verso la<br />

valle del Tevere. Il borgo si costituì intorno al XII secolo. Al 1296 risale la fonte fatta<br />

costruire dai magistrati perugini.<br />

La chiesa parrocchiale, de<strong>di</strong>cata a San Pietro, risale anch'essa alla prima metà del<br />

XII secolo ed è citata in un documento del 1163 nel quale Federico Barbarossa ne<br />

conferma il possesso al monastero perugino <strong>di</strong> San Pietro.<br />

L’attuale centro abitato si è sviluppato attorno alla chiesa, che dava il nome ad uno<br />

dei due inse<strong>di</strong>amenti in cui si <strong>di</strong>stingueva Migiana nel Trecento, ovvero Migiana<br />

Superioris Montis Tezzi e Migiana S. Petri Montis Tezzi.<br />

Oggi, il corpo ampliato della chiesa e della canonica è <strong>di</strong>venuto una casa d'accoglienza.<br />

Migiana <strong>di</strong> Monte Tezio<br />

Migiana is situated at the foot of Mount Tezio along the way lea<strong>di</strong>ng in the past to the river<br />

Tiber. The village was founded around the XIIth century. Its name derives from one of the<br />

two settlements in which the village was <strong>di</strong>vided in 1300: Migiana Superioris Montis Tezzi<br />

and Migiana S. Petri Montis Tezzi.<br />

The fountain dates back to 1296 and was commissioned by the magistrates of <strong>Perugia</strong>.<br />

The parish church devoted to Saint Peter dates back to the first half of the XIIth century. It<br />

is quoted in a document of 1163 in which Federico Barbarossa confirms the possession of it<br />

to the monastery of San Pietro in <strong>Perugia</strong>. The present village has been developing around<br />

this church.<br />

The widened body of the church and the presbytery has become an acceptance house.


Montepetriolo<br />

41


42<br />

Montepetriolo<br />

Del castello me<strong>di</strong>evale <strong>di</strong> Montepetriolo, situato a sud-ovest <strong>di</strong> <strong>Perugia</strong>, le prime<br />

notizie risalgono ad una bolla del 1293.<br />

Come molti altri castelli, a cavallo tra il XIV ed il XV secolo, fu occupato dai nobili<br />

perugini fuoriusciti che qui cercavano rifugio, ma furono cacciati ed in seguito giustiziati.<br />

La città <strong>di</strong> <strong>Perugia</strong> gratificò il castello con immunità, condoni ed esonerandolo<br />

dalle tasse.<br />

Dell'antichissima chiesa <strong>di</strong> Santa Maria <strong>di</strong> Montepetriolo, documentata fin dal<br />

1191 nel co<strong>di</strong>ce <strong>di</strong> Cencio Camerlengo, è oggi sconosciuta l'ubicazione. Al secolo<br />

XIV risalgono invece le due chiese parrocchiali <strong>di</strong> Santo Stefano e San Lorenzo,<br />

sorte rispettivamente all'interno e all'esterno della cerchia muraria.<br />

Montepetriolo<br />

The earliest news about the me<strong>di</strong>eval castle of Montepetriolo, situated to the south-west of<br />

<strong>Perugia</strong>, dates back to a bull of 1293.<br />

Like many other castles in the area it was occupied by some nobles escaped from <strong>Perugia</strong><br />

between the XIVth and the XVth century.<br />

They were looking for hospitality and refuge but were expelled and then executed. The<br />

town of <strong>Perugia</strong> rewarded the village with immunity and exoneration from taxes.<br />

Santa Maria of Montepetriolo was a very ancient church quoted in the code of Cencio<br />

Camerlengo since 1191 but its location is still unknown. The two parish churches of Santo<br />

Stefano and San Lorenzo, that rose respectively inside and outside the walls, both date back<br />

to the XIVth century.<br />

44


Montepetriolo<br />

43


44<br />

Morleschio<br />

Il castello si trova tra le dolci colline che salgono verso Santa Cristina <strong>di</strong> Gubbio.<br />

L'anno <strong>di</strong> origine è incerto. Nel 1402 le truppe pontificie <strong>di</strong> Bonifacio IX occupavano<br />

il castello <strong>di</strong> Morleschio il quale, subito dopo, capitolò ai popolani perugini.<br />

Gravemente danneggiato, ottenne, nel 1452, lo sgravio <strong>di</strong> 25 fiorini per riparare le<br />

mura.<br />

Dal 1436 appartenne al nobile Agamennone I <strong>di</strong> Giacomo Arcipreti il quale, dopo<br />

aver ricoperto la carica <strong>di</strong> governatore pontificio a Città <strong>di</strong> Castello, ritornò a<br />

<strong>Perugia</strong> e <strong>di</strong>venne frate dell'Osservanza <strong>di</strong> San Francesco.<br />

Da Morleschio partiva la cosiddetta via del fuoco attraverso la quale, passando per<br />

Civitella Benazzone, Ponte Pattoli e Cor<strong>di</strong>gliano, i conta<strong>di</strong>ni trasportavano legna da<br />

ardere a Porta Sant'Angelo per le necessità pubbliche e private.<br />

Morleschio<br />

The castle is among the hills near Santa Cristina <strong>di</strong> Gubbio. The year of origin is uncertain.<br />

The troops of the Pope Boniface IX occupied the castle in 1402 but it capitulated under the<br />

town of <strong>Perugia</strong> soon after.<br />

In 1452, as a reward the Commune relieved it of 25 florins to repair its walls seriously damaged<br />

because of the conflict. In 1436 it belonged to the noble man Agamennone I Di<br />

Giacomo Arcipreti who held the office of papal governor at Città <strong>di</strong> Castello, went back to<br />

<strong>Perugia</strong> and became friar of Osservanza of San Francesco.<br />

From Morleschio the so called fire road started and through Civitella Benazzone , Ponte<br />

Pattoli and Cor<strong>di</strong>gliano, reached <strong>Perugia</strong> at Porta Sant'Angelo.<br />

The name of the road is due to the fact that farmers used to carry firewood along it from the<br />

countryside for the public and private needs of the town.


Mugnano<br />

Mugnano si trova <strong>nella</strong> valle del bacino del torrente Cestola, occupata in epoca<br />

remota dall'antico Lago Tiberino.<br />

Il nome attuale deriva dalla famiglia romana Munius che occupò il territorio a partire<br />

dal II secolo a.C.<br />

Nel IX secolo i Benedettini vi fondarono un'abbazia e bonificarono la terra. Nel XIV<br />

secolo, l'abbazia fu affidata ai Cavalieri <strong>di</strong> Malta e tuttora quest'or<strong>di</strong>ne gestisce degli<br />

appezzamenti agricoli nelle vicinanze.<br />

Sempre nel XIV secolo venne fatto costruire il castello, per offrire protezione e rifugio<br />

alla popolazione che si occupava <strong>di</strong> bonificare le terre.<br />

Nel 1403 <strong>Perugia</strong> or<strong>di</strong>nò <strong>di</strong> <strong>di</strong>struggere l'antica abbazia insieme ad altre fortificazioni<br />

del contado, perché rifugio <strong>di</strong> fuoriusciti. La chiesa <strong>di</strong> San Benedetto fu costruita<br />

presso l'abbazia dai monaci nel 1584 ed è stata più volte restaurata; oggi presenta un<br />

altare maggiore e cinque altari laterali. Del centro storico o castello <strong>di</strong> Mugnano<br />

rimangono tracce del maschio ed alcune torri.<br />

Mugnano<br />

Mugnano finds its place in the basin of the stream Cestola in a valley where in remote ages<br />

the lake Tiberino lied.<br />

The present name of the village comes from the Munius Roman family who occupied this<br />

land since the IInd century B. C.<br />

Some bene<strong>di</strong>ctine monks founded here an abbey in the IXth century and reclaimed the land<br />

around it. In the XIVth century the abbey was entrusted to the Knights of Malta whose<br />

Order manages some plots of land near here still today.<br />

In the XIVth century a castle was built in order to give protection and shelter to the people<br />

who were reclaiming the land.<br />

In 1403 <strong>Perugia</strong> ordered the demolition of this and of other fortifications of this territory as<br />

these would have been used as a shelter by the nobles escaped from the town.<br />

The church of San Benedetto was built near the abbey by the monks in 1584 and it has<br />

been restored many times. Today in the church there are a high altar and five side altars.<br />

Some traces of the historical centre or castle however remain in the keep and some towers.<br />

45


46<br />

Mugnano


Pieve San Quirico<br />

Il castello <strong>di</strong> San Quirico si trova alle falde <strong>di</strong> una collina boscosa, poco <strong>di</strong>stante da<br />

Monte Tezio e vicino al fiume Tevere.<br />

L'inse<strong>di</strong>amento sorse a <strong>di</strong>fesa della pieve <strong>di</strong> San Quirico, <strong>di</strong>venuta poi parrocchia,<br />

tra il 1100 e il 1200. Nel 1411 conobbe la stessa sorte <strong>di</strong> altri castelli che, nel timore<br />

che venissero conquistati dai nobili fuoriusciti <strong>di</strong> <strong>Perugia</strong>, furono <strong>di</strong>strutti per or<strong>di</strong>ne<br />

dei magistrati della città. Anche questo castello, come altri <strong>di</strong>strutti, fu poi ricostruito<br />

a spese dei suoi abitanti.<br />

L'antichissima chiesa de<strong>di</strong>cata a San Quirico risale almeno al XII secolo; viene<br />

infatti nominata nel <strong>di</strong>ploma dell'imperatore Federico I nel 1163. La rocca è invece<br />

nominata negli statuti perugini nel XIII e XIV secolo.<br />

All'inizio del 1900 <strong>di</strong>viene proprietà della nobile famiglia Giunta-Tremi <strong>di</strong>scendente<br />

<strong>di</strong> Napoleone Bonaparte I.<br />

Nelle imme<strong>di</strong>ate vicinanze vi è Bagnara, interessante esempio <strong>di</strong> fattoria-fortezza<br />

che risale al XV secolo. Del suo impianto originario rimane una corte circondata da<br />

torri recentemente restaurate.<br />

Pieve San Quirico<br />

About 20 kilometres far from <strong>Perugia</strong> we can admire the castle of San Quirico at the foot of<br />

a woody hill not far from Mount Tezio and near the river Tiber.<br />

The original settlement rose for the defence of the church, become then a parish between<br />

1100 and 1200. In 1411 it suffered the same destiny as many other castles that were<br />

destroyed by order of the magistrates of <strong>Perugia</strong>, because they could be conquered by the<br />

nobles escaped from the town. And just like the other ones, the castle was then reconstructed<br />

at the expense of its inhabitants.<br />

The most ancient church devoted to Saint Quirico dates back to the XIIth century. It was<br />

mentioned in the <strong>di</strong>ploma of the Emperor Federico I in 1163. The fortress is quoted in<br />

<strong>Perugia</strong> statutes in the XIII and XIVth century. At the beginning of 1900 the whole complex<br />

became property of the noble family Giunta-Tremi descendant of Napoleone<br />

Bonaparte I.<br />

Nearby there is Bagnara, an interesting sample of “farm-fortress” going back to XVth century.<br />

A court surrounded by some towers recently restored is the sole remain of the<br />

originary structure.<br />

49 47


Pieve San Quirico<br />

48


Pilonico Materno<br />

È uno dei centri murati più antichi del contado perugino. Le prime notizie risalgono<br />

ad una bolla <strong>di</strong> Papa Nicola II del 1059.<br />

Era posto lungo un tracciato secondario della strada che univa <strong>Perugia</strong> e Città della<br />

Pieve, che giungeva a San Mariano, Castel del Piano e Castiglion della Valle.<br />

Anche la chiesa parrocchiale <strong>di</strong> Santa Maria è molto antica: Arrigo III ne confermò<br />

il possesso al Monastero <strong>di</strong> San Pietro <strong>di</strong> <strong>Perugia</strong> nel 1047. Essendo, però, molto<br />

piccola ed angusta, nel 1761 fu interamente ricostruita ed ampliata.<br />

Esistono documenti del XIV secolo riguardanti l'esistenza, a Pilonico Materno, <strong>di</strong><br />

un Ospedale per i viandanti, <strong>di</strong> cui oggi non si conosce più né il titolo né l'ubicazione.<br />

Nel 1389 a Pilonico fu costruito anche un altro ospedale, per volontà testamentaria<br />

<strong>di</strong> Andrea <strong>di</strong> Gioia, intitolato a Santa Maria <strong>di</strong> Monte Morcino.<br />

Pilonico Materno<br />

Pilonico Materno is one of the eldest walled centre of the countryside around the town.<br />

The earliest information about it goes back to a bull of the Pope Nicola II of 1059.<br />

This settlement was placed along a secondary course of the road that collected <strong>Perugia</strong> to<br />

Città della Pieve and reached San Mariano, Castel del Piano and Castiglion della Valle.<br />

The parish church of Santa Maria is very ancient too. Arrigo III confirmed the possession<br />

of it to the Monastery of San Pietro of <strong>Perugia</strong> in 1407. As it was too small and narrow it<br />

was rebuilt and enlarged in 1761.<br />

Documents of the XIVth century attest the existence in Pilonico Materno of an “Ospedale”<br />

for wayfarers. But nowadays its denomination and location are unknown.<br />

In 1389 another hospital devoted to S. Mary of Mount Morcino was built in Pilonico<br />

Materno for the testamentary will of Andrea <strong>di</strong> Gioia.<br />

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50<br />

Poggio delle Corti<br />

È un piccolo castello situato nei pressi della via Pievaiola e del torrente Caina.<br />

Nel 1297, alcune ville della zona fecero richiesta ed ottennero dai magistrati <strong>di</strong><br />

<strong>Perugia</strong> il permesso <strong>di</strong> costruire un castello su <strong>di</strong> un colle chiamato Poggio delle Corti<br />

<strong>di</strong> Rigone e, viste le spese a cui andavano incontro, per <strong>di</strong>versi anni vennero esentati<br />

dal pagamento delle tasse.<br />

Della chiesa parrocchiale intitolata a Sant'Egi<strong>di</strong>o, e<strong>di</strong>ficata all'interno delle mura, si<br />

hanno notizie fin dal XIV secolo. Fu quasi interamente ricostruita nel 1758 a spese<br />

del monastero <strong>di</strong> San Pietro <strong>di</strong> <strong>Perugia</strong>, dal quale <strong>di</strong>pendeva.<br />

Poggio delle Corti<br />

It is a small castle not far from Pievaiola road and the stream Caina.<br />

In 1297 some villas of the area asked and obtained by the magistrates of <strong>Perugia</strong> permission<br />

to build a castle on a hill called Poggio delle Corti of Rigone. The expenses being great, they<br />

were relieved from tax payment for several years.<br />

Since the XIVth century there has been information of the parish church de<strong>di</strong>cated to S.<br />

Egi<strong>di</strong>o, built inside the walls. It was almost completely rebuilt in 1758 at expense of the<br />

Monastery of San Pietro of <strong>Perugia</strong> .


Pretola<br />

L'abitato <strong>di</strong> Pretola sorge sulla riva destra del fiume Tevere.<br />

Fu probabilmente popolato già in tempi molto antichi. La torre a pianta quadrata ne<br />

è il simbolo e, insieme al vicinissimo Tevere, crea una cornice alquanto suggestiva<br />

per la festa della canaiola, de<strong>di</strong>cata ad una particolare qualità <strong>di</strong> uva, che qui si svolge<br />

ogni anno in autunno.<br />

La torre venne costruita nel XIV secolo, a protezione del mulino e della locale villa<br />

feudale, che fu oggetto <strong>di</strong> contesa tra le fazioni dei Beccherini e dei Raspanti.<br />

Nel 1371 la villa fortificata passò alla famiglia nobile dei Boccoli, grazie all'intervento<br />

<strong>di</strong> Papa Urbano V.<br />

Nel 1410 subì l'assalto <strong>di</strong> Braccio da Montone, che la incen<strong>di</strong>ò e <strong>di</strong>strusse tutti i molini.<br />

Nel 1439 entrò a far parte dei posse<strong>di</strong>menti dell'Ospedale <strong>di</strong> Santa Maria della<br />

Misericor<strong>di</strong>a <strong>di</strong> <strong>Perugia</strong>. La chiesa, de<strong>di</strong>cata a San Nicola <strong>di</strong> Bari, risale anch'essa al<br />

XIV secolo. Al suo interno si trova un simulacro ligneo che raffigura San Nicola e<br />

tracce <strong>di</strong> affreschi del XV secolo.<br />

Pretola<br />

The village of Pretola rises on the right bank of the river Tiber.<br />

It was probably already inhabited in ancient times. The square planned tower can be considered<br />

the symbol of this village. With the very close Tiber it creates a very picturesque<br />

frame for the tra<strong>di</strong>tional village feast of the “canaiola”, de<strong>di</strong>cated to a special sort of grape,<br />

that takes place in the village each year in autumn.<br />

The tower was built in the XIVth century in order to protect the mill and the local feudal<br />

villa which the factions of the Beccherini and the Raspanti were conten<strong>di</strong>ng for.<br />

The fortfied villa passed to the noble family of the Boccoli thanks to the Pope Urban V in<br />

1371. Then it suffered an assault by Braccio da Montone in 1410. He set the villa on fire<br />

and destroyed all the mills.<br />

The villa became definitively one of the properties of Santa Maria della Misericor<strong>di</strong>a<br />

Hospital of <strong>Perugia</strong> in 1439. The church, devoted to Saint Nicolas from Bari, dates back to<br />

the XIVth century too. Inside the church there is a wooden simulacrum representing Saint<br />

Nicolas and traces of frescos dating back to the XVth century.<br />

Fiume Tevere<br />

Tiber river<br />

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52<br />

Pretola


Ramazzano Le Pulci<br />

Il nome completo, Ramazzano Le Pulci, è composto da quello <strong>di</strong> due toponimi separati:<br />

Ramazzano è la parte che si trova in cima alla collina, mentre Le Pulci è la zona<br />

ai pie<strong>di</strong> della collina, lungo la pianura attraversata dal fiume Tevere.<br />

Il nome Ramazzano deriva da quello del castello del XII secolo costruito dalla famiglia<br />

dei Ramazzani, a cui apparterrà fino alla fine del Cinquecento.<br />

Nel 1694, il castello passò al conte Giulio Cesare Degli Od<strong>di</strong> e, nel XVIII secolo, ai<br />

marchesi Coppoli <strong>di</strong> Siena. In seguito, appartenne anche a Camillo Pecci, nipote <strong>di</strong><br />

Leone XIII, ai Presutti ed al conte Bennicelli. Quest'ultimo, nel 1931, vi ospitò<br />

anche il re Vittorio Emanuele III. Il castello è stato ristrutturato più volte nel corso<br />

dei secoli ed è attualmente in fase <strong>di</strong> restauro ad opera degli attuali proprietari. Al<br />

suo interno vi sono varie sale affrescate. Nel cortile interno si trova un pozzo profondo<br />

40 metri che comunica con i sotterranei e le segrete.<br />

La cappella del castello fu gestita dai monaci cistercensi della vicina abbazia <strong>di</strong><br />

Montelabate fin dal 1113 e fu parrocchia fino al 1600.<br />

Nel 1610 venne costruita l'attuale chiesa parrocchiale, de<strong>di</strong>cata a San Tommaso.<br />

Ramazzano Le Pulci<br />

The whole name of the village is Ramazzano Le Pulci and it is a compound of two <strong>di</strong>stinct<br />

place-names: Ramazzano is the part of the village on the top of the hill, while Le Pulci is the<br />

area at the foot of the hill, on the plain crossed by the river Tiber. The name Ramazzano<br />

derives from the name of the castle built by the family Ramazzani in the XII. This family<br />

owned the castle till the end of 1500.<br />

Then it passed first to the Count Giulio Cesare degli Od<strong>di</strong> in 1694 and then to the<br />

Marquises Coppoli <strong>di</strong> Siena in the XVIIIth century. Later on it belonged to Camillo Pecci,<br />

Leone XIII's nephew, to the Presutti and to the Count Bennicelli who gave hospitality to<br />

King Vittorio Emanuele III himself in 1931. The castle has been restored many times in the<br />

course of ages and it is once again under repair by the present owners. Inside there are some<br />

frescoed rooms. In the inner court-yard there is a 40 metres deep well communicating with<br />

the cellars and the dungeons. The chapel of the castle was managed by the Cistercian<br />

monks of the close Montelabate Abbey since 1113 and was a parish till1600. The present<br />

parish church de<strong>di</strong>cated to Saint Thomas was built in 1610.<br />

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54<br />

Ripa<br />

La località, come il vicino borgo <strong>di</strong> Castel d'Arno, è legata alla città umbro-etruscoromana<br />

<strong>di</strong> Arna, del V-IV secolo a.C., situata nel territorio compreso tra i fiumi<br />

Tevere e Chiascio.<br />

È probabile che il nome derivi dal latino ripa, cioè riva, in quanto si affacciava<br />

sull'antico lago Umber, oggi prosciugato.<br />

Un inse<strong>di</strong>amento, <strong>di</strong> proporzioni significative, si ebbe a partire dal 1266, quando la<br />

città <strong>di</strong> <strong>Perugia</strong> vi fece costruire un castello senti<strong>nella</strong> verso il territorio <strong>di</strong> Assisi e la<br />

via Flaminia.<br />

Dalla metà del XVI secolo Ripa <strong>di</strong>venne un inse<strong>di</strong>amento prevalentemente agricolo,<br />

feudo della nobile famiglia perugina degli Ansidei.<br />

Intorno alla metà del 1800 fu teatro del ban<strong>di</strong>tismo che interessò l'intera area,<br />

capeggiato da famosi briganti dai nomi pittoreschi, come Cinicchia e Ortica.<br />

Il castello <strong>di</strong> Ripa, che risale appunto al XIII secolo, è caratterizzato da mura esterne<br />

circolari, con due porte principali: la Montarone a sud e la Porticella a nord.<br />

Nella piazza principale è possibile osservare un affresco della Madonna delle Grazie,<br />

<strong>di</strong> scuola senese, del XIV secolo.<br />

La chiesetta Pieve <strong>di</strong> Santa Maria <strong>di</strong> Ripa fu invece e<strong>di</strong>ficata, tra il X e l'XI secolo, dai<br />

monaci benedettini del vicino monastero <strong>di</strong> San Giustino d'Arna; passò poi ai<br />

Monaci Templari e ai Cavalieri <strong>di</strong> Malta.<br />

Alla fine del 1800 le fu costruito attorno il cimitero <strong>di</strong> Ripa.<br />

Ripa<br />

The village, as well as other close ones, is linked to the Umbrian-Etruscan-Roman town of<br />

Arna born around the V-IVth century B.C. in the territory between the rivers Tiber and<br />

Chiascio.<br />

The name probably derives from the latin ripa that is riva in Italian (shore) as it was facing<br />

the ancient Umber Lake dried up by now.<br />

A settlement rose in 1266 when the town of <strong>Perugia</strong> wanted a castle to be built there to<br />

control the territory towards Assisi and the Flaminia Road.<br />

Ripa became a feudo owned by the noble family of Ansidei from <strong>Perugia</strong> since the first half<br />

of the XVIth century.<br />

Then it was a site of the robberies that affected the whole area around the half of 1800.<br />

These were leaded by ban<strong>di</strong>ts with picturesque names, such as Cinicchia and Ortica.<br />

The castle of Ripa dates back to the XIIIth century and it is characterized by circular<br />

boundery walls with two main doors: the Montarone to the south and the Porticella to the<br />

north. In the main square you can admire a fresco representing “Our Lady of Graces” by<br />

Sienese school of the XIVth century.<br />

The small church Pieve <strong>di</strong><br />

Santa Maria <strong>di</strong> Ripa was built<br />

between the X and the XI<br />

centuries by the Bene<strong>di</strong>ctine<br />

monks of the close monastery<br />

of St. Giustino d'Arna. Then<br />

it passed to the Templars and<br />

to the Order of Malta. At the<br />

end of 1800 a cemetery was<br />

built around the church.


Ripa<br />

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56<br />

San Lorenzo della Rabatta<br />

Il borgo <strong>di</strong> San Lorenzo della Rabatta si trova in una felice posizione collinare, alle<br />

pen<strong>di</strong>ci <strong>di</strong> Monte Tezio.<br />

Le sue origini risalgono presumibilmente al XII secolo; la chiesa parrocchiale esisteva<br />

già nel 1163, in quanto risulta che Federico I ne confermò il possesso alla cattedrale<br />

<strong>di</strong> San Lorenzo. Salendo verso il borgo, si scorge per primo il campanile, quin<strong>di</strong><br />

la chiesa ed infine le abitazioni sorte intorno ad essa. Oggi il borgo è proprietà privata,<br />

sede <strong>di</strong> un agriturismo, tranne la chiesa, chiusa però da alcuni anni.<br />

San Lorenzo della Rabatta<br />

The village of San Lorenzo della Rabatta lies in a pleasant hilly position at the slopes of<br />

Mount Tezio.<br />

Its origins go probably back to the XIIth century. The parish church <strong>di</strong>d already exist in<br />

1163 as it comes out that Federico I confirmed the possession of it to the cathedral of San<br />

Lorenzo in <strong>Perugia</strong>. Going up to the village we <strong>di</strong>scover first the bell-tower, then the church<br />

and finally all the houses built around it.Today the small village is a private property, but the<br />

church that has been unfortunately closed for years.


San Martino dei Colli<br />

Fondato nel XIII secolo a sud-ovest <strong>di</strong> <strong>Perugia</strong>, lungo la via per Città della Pieve, il<br />

borgo <strong>di</strong> San Martino dei Colli fu fortificato intorno alla metà del XIV secolo.<br />

Dell'impianto originario rimangono solo alcune case del borgo e parte delle mura<br />

castellane.<br />

La chiesa parrocchiale <strong>di</strong> San Martino, da cui l'inse<strong>di</strong>amento prese nome, si trova<br />

all'interno dell'area murata; essa risale agli inzi del XIII secolo ed in passato <strong>di</strong>pendeva<br />

dalla <strong>di</strong>ocesi <strong>di</strong> Arezzo.<br />

San Martino dei Colli<br />

Founded in the XIIIth century at the south-west of <strong>Perugia</strong> along the road to Città della<br />

Pieve, the small village of San Martino dei Colli was fortified in the XIVth century.<br />

A few houses and a portion of the castle walls are the sole remains of the original complex.<br />

The parish church of San Martino, which the name of the village derived from, rises inside<br />

the walls. It dates back to the beginning of the XIIIth century and in the past it was under<br />

the <strong>di</strong>ocese of Arezzo.<br />

59 57


58<br />

Sant'Angelo <strong>di</strong> Chieli<br />

La chiesa, de<strong>di</strong>cata a San Michele Arcangelo si trova su una piccola altura, lungo la<br />

valle del Tevere. Fu costruita tra il XII ed il XIII secolo e <strong>di</strong>pendeva dalla Cattedrale<br />

<strong>di</strong> <strong>Perugia</strong>. Il restauro dell'interno risale, probabilmente, al XVIII secolo. Nella chiesa<br />

sono presenti quattor<strong>di</strong>ci incisioni su rame del 1782, rappresentanti le stazioni<br />

della Via Crucis, opera <strong>di</strong> Francesco Cerchini.<br />

Nei pressi della chiesa si trova La Palazzaccia, maestosa villa-castello dei primi del<br />

Novecento che fu costruita da Pasquale Alecce, sopra una cappella cinquecentesca,<br />

al centro <strong>di</strong> una vasta tenuta agricola coltivata a grano, viti, olivi e ricca <strong>di</strong> pascoli.<br />

Alecce concepì la costruzione ricalcando le residenze ottocentesche ed arredandone<br />

l'interno con mobili, quadri ed arazzi <strong>di</strong> grande valore artistico.<br />

Personaggio <strong>di</strong> spicco della società romana, in questo luogo ameno era solito ospitare<br />

personalità del mondo dello spettacolo. Lo stesso Roberto Rossellini vi ambientò<br />

le scene <strong>di</strong> un fotoromanzo negli anni Trenta.<br />

Sant'Angelo <strong>di</strong> Chieli<br />

The church, de<strong>di</strong>cated to Saint Michael the Archangel is on a small hill along the Tiber valley;<br />

it was built between the XIIth and the XIIIth century and it was under the Cathedral of<br />

<strong>Perugia</strong>. The inside restoration goes back to the XVIIth century. In the church there are<br />

fourteen copperplate engravings of 1782 representing the stations of the Via Crucis by<br />

Francesco Cerchini.<br />

The Palazzaccia is a nearby magnifcent villa-castle of early XXth century. It was built by<br />

Pasquale Alecce on a sixteenth century chapel in the middle of a farm growing wheat, vines,<br />

olive-trees and full of grazing ground.<br />

Alecce conceived the buil<strong>di</strong>ng imitating the nineteenth-century residences and furnishing it<br />

with fine pieces, pictures and tapestry of great artistic value. Being part of Rome high society<br />

he was used to give hospitality in this pleasant spot to many actors and artists.<br />

Roberto Rossellini himself filmed here some scenes of a photo romance in the Thirties.<br />

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La Palazzaccia<br />

The Palazzaccia<br />

59


60<br />

Solfagnano<br />

Solfagnano si trova al limite nord del territorio <strong>di</strong> <strong>Perugia</strong> su una collina in prossimità<br />

del fiume Tevere.<br />

Il paese si sviluppa a partire dal XIV secolo come villa, per poi <strong>di</strong>ventare un vero e<br />

proprio castrum nel secolo successivo.<br />

Il nucleo originario del Castello o Palazzo <strong>di</strong> Solfagnano, oggi detto Villa Bennicelli,<br />

risale al XIV secolo. L'e<strong>di</strong>ficio fu poi oggetto <strong>di</strong> ristrutturazione e abbellimento tra i<br />

secoli XVII e XVIII.<br />

Ad esso si accede tramite un ponte in muratura. Sul lato occidentale, <strong>di</strong> fronte alla<br />

doppia scalinata d'accesso, sorge una fontana. All'interno del parco si trova la chiesa<br />

padronale e la casa del custode.<br />

La Villa, appartenuta al marchese Antinori <strong>di</strong> <strong>Perugia</strong> nel 1700, fu acquistata prima<br />

da un olandese e poi dalla famiglia Bennicelli, che la possiede dal 1865.<br />

Le attività si sono sviluppate soprattutto <strong>nella</strong> zona pianeggiante <strong>di</strong> Solfagnano; in<br />

quella collinare, oltre alla Villa, vi sono alcune abitazioni private e la chiesa.<br />

Solfagnano<br />

Solfagnano lies to the northern border of the territory of <strong>Perugia</strong> and it is crossed by the river<br />

Tiber. The village has developed as a “villa” since the XIVth century and became a<br />

“castrum” in the following century.<br />

The originary body of the Castle or Palace of Solfagnano, called Villa Benicelli today, dates<br />

back to the XIVth century and it was restored and embellished between the XVIIth and the<br />

XVIIIth centuries.<br />

A stone bridge allows the access to it. There is a fountain on the western side in front of the<br />

double staircase. Inside the garden there is a private church and the keeper's house.<br />

The Villa was owned by the Marquis Antinori of <strong>Perugia</strong> in 1700, then it was bought first<br />

by a Dutchman and then by the Bennicelli family who has had it since 1865.<br />

While in the hilly area there are only some private houses the Villa and the church, it is in<br />

lower area of Solfagnano that have developed all the activities of the village.


Valbiancara<br />

Valbiancara si trova a pochi chilometri da Cenerente, alle pen<strong>di</strong>ci <strong>di</strong> Monte Tezio. È<br />

un aggregato rurale costituito da più caseggiati molto articolati. Il complesso è composto<br />

da tre unità principali con <strong>di</strong>stacchi assai limitati.<br />

Di notevole interesse è la massiccia torre con tetto spiovente che presenta, sui quattro<br />

lati, svariate manipolazioni nelle aperture. L'unica testimonianza che permette<br />

la sicura attribuzione ad epoca me<strong>di</strong>evale è un'archeggiatura in conci, visibile sulla<br />

parte centrale inferiore del lato est.<br />

Valbiancara<br />

Valbiancara is situated a few chilotetres far from Cenerente, at the slopes of Mount Tezio.<br />

It is a rural aggregation of some buil<strong>di</strong>ngs.<br />

The complex is formed by three main parts quite close each other.<br />

The massive tower with sloping roof shows various changes made in the openings in the<br />

four sides. A series of stone arches on the central lower eastern part is the sole proof of its<br />

me<strong>di</strong>eval origin.<br />

61


Castelli / Castles<br />

Castello <strong>di</strong> Antognolla . . . . . . . . . . . . . . . . 64<br />

The Castle of Antognolla<br />

Castello <strong>di</strong> Ascagnano . . . . . . . . . . . . . . . . 66<br />

The Castle of Ascagnano<br />

Castello dell'Oscano . . . . . . . . . . . . . . . . . . 68<br />

The Castle of Oscano<br />

Castello <strong>di</strong> Procoio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 70<br />

The Castle of Procoio<br />

Castello Rustichelli . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 71<br />

Rustichelli Castle<br />

Castello <strong>di</strong> San Giuliano.<br />

. . . . . . . . . . . . . . 72<br />

The Castle of San Giuliano<br />

Castello <strong>di</strong> San Marino . . . . . . . . . . . . . . . . 73<br />

The Castle of San Marino<br />

Valcaprara . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 74<br />

Ville e Palazzi<br />

Villas and Palaces<br />

Villa del Colle del Car<strong>di</strong>nale . . . . . . . . . . . 75<br />

Palazzo <strong>di</strong> Murlo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 81<br />

The Palace of Murlo<br />

Città della<br />

Pieve<br />

<strong>Comune</strong> <strong>di</strong><br />

<strong>Perugia</strong><br />

Corciano<br />

Villa del Colle<br />

del Car<strong>di</strong>nale<br />

PE


Umbertide<br />

Castello <strong>di</strong><br />

Palazzo <strong>di</strong><br />

Antognolla<br />

Murlo<br />

RUGIA<br />

Castello <strong>di</strong><br />

S. Giuliano<br />

Castello <strong>di</strong><br />

Procoio<br />

Castello <strong>di</strong><br />

Ascagnano<br />

Castello<br />

Rustichelli<br />

Castello<br />

dell'Oscano<br />

Castello<br />

<strong>di</strong> San Marino<br />

Raccordo A1<br />

Terni<br />

Valcaprara<br />

E45<br />

Gubbio<br />

Foligno<br />

Legenda / key to symbols<br />

E45 Raccordo A1<br />

Gualdo<br />

Ta<strong>di</strong>no<br />

Strada principale / main road<br />

Strade secondarie / secondary road<br />

Fiume Tevere / the Tiber river


Castello <strong>di</strong> Antognolla<br />

Il Castello <strong>di</strong> Antognolla è posto alle pen<strong>di</strong>ci nord <strong>di</strong> Monte Tezio.<br />

Il suo nome deriva dagli Antognolla o Antognolli, una delle più antiche e nobili famiglie<br />

perugine, che abitava in Porta Santa Susanna e <strong>di</strong> cui molto si parla nelle cronache<br />

fin dal XII secolo.<br />

L'epoca <strong>di</strong> costruzione del castello non è nota; le prime notizie su questa località<br />

risalgono al 1174, anno in cui si attesta la presenza <strong>di</strong> un monastero <strong>di</strong> benedettini<br />

de<strong>di</strong>cato a San Pietro, <strong>di</strong> cui l'unica testimonianza rimasta è la cripta della chiesa<br />

de<strong>di</strong>cata a Sant'Agata. Per motivi non precisati, l'inse<strong>di</strong>amento, da monastico,<br />

<strong>di</strong>venne strettamente militare; a metà del 1200 è citato come castrum e risulta essere<br />

già <strong>di</strong> proprietà della famiglia degli Antognolla.<br />

Con la bolla pontificia del 1399, Papa Bonifacio IX elevò a feudo la contea <strong>di</strong><br />

Antognolla concedendola a Ruggero <strong>di</strong> Antognolla e ai suoi ere<strong>di</strong> per i servigi resi<br />

alla Santa Sede. Tra il 1400 e il 1500, il castello fu teatro <strong>di</strong> complotti e asse<strong>di</strong>. Nel<br />

1480 fu preso dai Baglioni, signori <strong>di</strong> <strong>Perugia</strong>, poiché Niccolò <strong>di</strong> Antognolla si era<br />

opposto loro. Bernar<strong>di</strong>no e Ieronimo <strong>di</strong> Antognolla parteciparono nel 1500<br />

all'ecci<strong>di</strong>o dei Baglioni e per questo furono l'uno decapitato e l'altro esiliato; poté tornare<br />

solo nel 1523. Gli Antognolla restarono padroni del castello fino al 1605.<br />

Il feudo passò <strong>di</strong> proprietà nel 1628, quando venne acquistato dal conte Cornelio<br />

Od<strong>di</strong>.<br />

Alla famiglia Od<strong>di</strong> restò fino al 1836, anno in cui il marchese Giovanni Battista<br />

Guglielmi acquistò la contea <strong>di</strong> Antognolla ed effettuò interventi e restauri finalizzati<br />

alla duplice funzione del castello, <strong>di</strong>venuto sia luogo <strong>di</strong> villeggiatura che sede <strong>di</strong><br />

un'azienda agricola.<br />

The Castle of Antognolla<br />

The Castle of Antognolla rises on the northern slope of Mount Tezio .<br />

Its name could come from the Antognolla or Antognolli, one of the most ancient and noble<br />

families of <strong>Perugia</strong> often quoted in chronicles since the XIIth century. The date of buil<strong>di</strong>ng is<br />

still unknown.<br />

The presence of a bene<strong>di</strong>ctine monastery devoted to Saint Peter is certified only in the year<br />

1174. A sole testimony of it is represented today by the crypt in the church devoted to Saint<br />

Agatha. Soon after this monastic site became a military settlement for still unknown reasons<br />

and around the first half of 1200 it is quoted as a “castrum”, already a property of the<br />

Antognollas.<br />

The Pope Boniface IX raised the county to a feud by the bull in 1399 and conceded it to<br />

Ruggero Antognolla and his heirs for the services they <strong>di</strong>d the Holy See. Between 1400 and<br />

1500 the castle was the scene of conspiracy and siege. In 1480 the Baglionis, lords of<br />

<strong>Perugia</strong>, took the castle since Niccolò <strong>di</strong> Antognolla opposed them. Ieronimo and<br />

Bernar<strong>di</strong>no <strong>di</strong> Antognolla took part in the massacre of Baglionis in 1500 and Ieronimo was<br />

beheaded while Bernar<strong>di</strong>no was exiled and came back in 1523. The Antognollas were the<br />

owners of the castle until 1605.<br />

The feud was bought by count Cornelio Od<strong>di</strong> in 1628. It was a property of the Od<strong>di</strong>s till<br />

1836 when it was bought by the marquis Giovanni Battista Guglielmi.<br />

He made a series of interventions and repairs to transform the castle into a pleasant holiday<br />

place and a farm.<br />

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66<br />

Castello <strong>di</strong> Ascagnano<br />

Alla confluenza del torrente Nese con il Tevere, sopra Pierantonio, proprio al confine<br />

tra il comune <strong>di</strong> <strong>Perugia</strong> e quello <strong>di</strong> Umbertide, sorge il castello <strong>di</strong> Ascagnano, il<br />

cui nome sembra derivi dagli Ascani, <strong>di</strong>scendenti <strong>di</strong> Enea.<br />

Non si conosce la data esatta della sua fondazione. Le prime notizie risalgono al<br />

1370, anno in cui Gilberto conte della Serra entrò nel vicino Castiglione Ugolino,<br />

che si era ribellato ai Perugini, con l'intento <strong>di</strong> togliere loro anche il castello <strong>di</strong><br />

Ascagnano.<br />

Quando poi venne scoperto che Giacomo d'Ascagnano e la sua famiglia intendevano<br />

consegnare il proprio castello ai fuoriusciti perugini, esso venne <strong>di</strong>strutto per or<strong>di</strong>ne<br />

<strong>di</strong> Biordo Michelotti e dei magistrati <strong>di</strong> <strong>Perugia</strong>.<br />

Le rovine del castello furono acquistate e ricostruite, nel 1415, dal perugino Agnolo<br />

Ticagnetto.<br />

Nel corso dei secoli, il castello ha avuto <strong>di</strong>versi proprietari che vi hanno apportato<br />

adattamenti e mo<strong>di</strong>fiche sia estetiche che funzionali. Nel XIX secolo, fu proprietario<br />

del castello il marchese Ettore Florenzi, che, in <strong>di</strong>fficoltà economiche, nel 1832 lo<br />

vendette al re <strong>di</strong> Baviera Luigi I, che lo acquistò sicuramente per la profonda ed intima<br />

amicizia con la moglie del Florenzi, la marchesa Marianna.<br />

Oggi il Castello è parte <strong>di</strong> un'azienda agraria che si occupa dell'allevamento <strong>di</strong> cavalli<br />

<strong>di</strong> razza.<br />

The Castle of Ascagnano<br />

The castle of Ascagnano rises at the confluence of the stream Nese with the Tiber, above<br />

Pierantonio just at the border between the Commune of <strong>Perugia</strong> and that of Umbertide.<br />

Its name is supposed to derive from the Ascani, Enea's descendants.<br />

The exact date of its foundation is not known. The earliest news goes back to 1370, when<br />

Gilberto Count della Serra went into the near Castiglion Ugolino that had rebelled against<br />

<strong>Perugia</strong>.<br />

Then, when it was known that Giacomo Ascagnano and his family meant to give the castle<br />

to the nobles escaped from <strong>Perugia</strong>, it was destroyed by order of Biordo Michelotti and the<br />

magistrates of the town. The ruins of the castle were bought and reconstructed by Agnolo<br />

Ticagnetto from <strong>Perugia</strong> in 1415.<br />

Over the centuries the castle had various owners who made both aesthetic and functional<br />

adaptations and mo<strong>di</strong>fications. In the XIXth century the castle was bought by the marquis<br />

Ettore Florenzi who sold it to the King of Bavaria Louis I in 1832, because of financial <strong>di</strong>fficulties.<br />

The king probably bought it because of the deep and intimate friendship with the<br />

marquess Marianna, Florenzi's wife.<br />

Today the castle is part of a farm where race horses are bred.


Castello <strong>di</strong> Ascagnano<br />

The Castle of Ascagnano<br />

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68<br />

Castello dell'Oscano<br />

The Castle of Oscano


Castello dell'Oscano<br />

Le prime notizie scritte sul Castello dell'Oscano, che prende nome dal fiume che<br />

bagna questa zona, risalgono alla seconda metà del 1300, quando le milizie pontificie<br />

giunsero dalla Toscana ed invasero, devastandolo, il territorio perugino. Tutta la<br />

zona attorno a Cenerente, e dunque anche quella dell'Oscano, all'epoca era considerata<br />

strategica, in quanto crocevia <strong>di</strong> importanti vie <strong>di</strong> comunicazione che collegavano<br />

l'Umbria, la Toscana e le Marche.<br />

Probabilmente, intorno al 1600, vicino al fortilizio fu costruita una villa.<br />

Nella seconda metà del <strong>di</strong>ciannovesimo secolo, Villa Oscano appartenne al celebre<br />

avvocato penalista perugino Alessandro Bianchi il quale, nel 1895, trovandosi in <strong>di</strong>fficoltà<br />

finanziarie, la vendette ai conti Giuseppe e Ada Telfner, ai quali si deve la<br />

costruzione dell'attuale castello.<br />

Questo presenta una pianta a L, formata da un grande corpo rettangolare con, ai<br />

lati, due torri, una circolare ed una quadrangolare, e da un corpo più piccolo con un<br />

portico ed un'altra torre. Il castello è oggi una proprietà privata.<br />

The Castle of Oscano<br />

The castle of Oscano derives its name from the river that flows through this area. The first<br />

written news about it dates back to the second half of 1300 when the papal sol<strong>di</strong>ers coming<br />

from Tuscany invaded and devastated the land of <strong>Perugia</strong>.<br />

The territory all around Cenerente, the Oscano, was considered a strategic point in that<br />

age, as a cross-road collecting Umbria, Tuscany and Marche.<br />

Probably in 1600 a villa was built near the fort.<br />

In the second half of XIXth century, Oscano Villa was owned by the famous criminal lawyer<br />

Alessandro Bianchi from <strong>Perugia</strong>. In 1895, suffering from financial <strong>di</strong>fficulties, he sold<br />

it to the Counts Giuseppe and Ada Telfner who made the present castle build. It shows a Lshaped<br />

plan with a big rectangular body with two towers, one circular and the other quadrangular.<br />

Another portion of the castle is constituted by a smaller body with a portic and a<br />

third tower. The castle is today a magnificent and comfortable place.<br />

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70<br />

Castello <strong>di</strong> Procoio o Procopio<br />

Poche sono le notizie certe riguardanti questo castello, imponente ed alquanto suggestivo,<br />

situato, in posizione dominante, sopra Migiana <strong>di</strong> Monte Tezio, eretto in più<br />

riprese tra il 1455 e il 1480.<br />

Esso è <strong>di</strong>viso internamente in due parti da un percorso rettilineo <strong>di</strong> attraversamento,<br />

alle cui estremità si trovano due porte arcuate.<br />

Il settore più antico sembra essere quello, posto sul lato nord, che presenta filari <strong>di</strong><br />

pietra più compatti e regolari.<br />

All'esterno, addossata al muro del fronte <strong>di</strong> ingresso, vi era una cappella votiva <strong>di</strong><br />

probabile epoca settecentesca, inspiegabilmente demolita in tempi recenti.<br />

Non è stata ancora chiarita la <strong>di</strong>stribuzione interna e le funzioni originarie <strong>di</strong> tutto il<br />

complesso che si presenta alquanto degradato.<br />

The Castle of Procoio or Procopio<br />

This is a stately castle full of charm situated in a dominating position above Migiana <strong>di</strong><br />

Monte Tezio. There is very little news about it. It was built in the XVth century.<br />

Inside it is <strong>di</strong>vided into two parts by a straight course at the ends of which two arched doors<br />

stand. The earliest part seems to be the northern one, which shows more regular and compact<br />

stones.<br />

On the outside there was a votive chapel against the front door wall. It dated probably back<br />

to the eighteenth century but it was inexplicably demolished in recent times.<br />

Neither the inner <strong>di</strong>stribution nor the originary functions of the whole complex has been yet<br />

explained. Unfortunately it is rather damaged today.


Castello Rustichelli<br />

Percorrendo la strada che costeggia il<br />

Tevere, nelle vicinanze <strong>di</strong> Ponte Pattoli, si<br />

giunge a Prezzonchio, località in cui si<br />

trova il Castello <strong>di</strong> Rustichelli.<br />

Le prime notizie su questo castello risalgono<br />

al 1154, anno in cui ne risultava signore<br />

Raino <strong>di</strong> Rustichelli.<br />

Durante il Me<strong>di</strong>oevo la famiglia Rustichelli<br />

era ben nota <strong>nella</strong> zona <strong>di</strong> Ponte<br />

Pattoli, visto che, oltre al castello, anche il<br />

vicino torrente, che da Montenero raggiunge<br />

il Tevere, ne porta il nome.<br />

Il complesso Rustichelli rappresenta un<br />

raro esempio <strong>di</strong> fortificazione me<strong>di</strong>evale<br />

concepita sia per la <strong>di</strong>fesa ed il controllo<br />

del territorio, sia come residenza <strong>di</strong> <strong>campagna</strong>.<br />

Come fortezza risponde ai canoni<br />

dell'architettura militare del Me<strong>di</strong>oevo, mentre come modello e<strong>di</strong>lizio anticipa <strong>di</strong><br />

alcuni secoli il passaggio dalla struttura chiusa e inespugnabile del castello a quella<br />

della villa o casa <strong>di</strong> <strong>campagna</strong>, caratterizzata da un ambiente aperto, con giar<strong>di</strong>no<br />

interno, chiesa accessibile dall'esterno e <strong>di</strong>verse rifiniture architettoniche.<br />

L'ingresso del castello, affiancato da una piccola chiesa, è la sua parte più antica e<br />

suggestiva. Passando sotto un arco a tutto sesto si accede ad un atrio dalle spesse<br />

mura, con feritoie e portali. Sul lato sud le mura presentano eleganti beccatelli.<br />

Attualmente il complesso è una proprietà privata.<br />

Rustichelli Castle<br />

Going along the River Tiber, near Ponte Pattoli, you get to Prezzonchio and to the<br />

Rustichelli Castle. The earliest news about this castle dates back to 1154, when its lord was<br />

Raino <strong>di</strong> Rustichelli. During the Middle Ages the Rustichelli family was certainly well<br />

known in the area of Ponte Pattoli, since besides the castle, the nearby stream, which runs<br />

from Montenero to the Tiber, has their name too.<br />

The buil<strong>di</strong>ng complex of Rustichelli is a rare example of me<strong>di</strong>eval fortification conceived<br />

both for defence and control of territory and as a country house. As a fortress, it meets the<br />

characteristics of Middle Ages military architecture. As a buil<strong>di</strong>ng model, it anticipates by<br />

centuries the passage from the closed and unconquerable structure of the castle to the open<br />

villa, or country house, with an inside garden, a church accessible from the outside and<br />

several architectural trims.<br />

The entrance to the castle, with a little church close by, is the oldest and most picturesque<br />

part. You go under a round arch and you enter a lobby with thick walls, loopholes and portals.<br />

On the south side, the walls have some elegant brackets.<br />

The castle is now private property.<br />

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72<br />

Castello <strong>di</strong> San Giuliano<br />

Si trova sull'omonimo monte, in posizione dominante sulla pianura del Tevere che<br />

scorre a meno <strong>di</strong> un chilometro <strong>di</strong> <strong>di</strong>stanza. L'inse<strong>di</strong>amento <strong>di</strong> Castel San Giuliano<br />

risale al XII secolo: nel 1170, infatti, Papa Alessandro III ne conferì il possesso al<br />

<strong>Comune</strong> <strong>di</strong> Gubbio.<br />

La chiesa parrocchiale, prima de<strong>di</strong>cata a San Giovanni, poi a San Giuliano, risale<br />

invece al XIV secolo e <strong>di</strong>pendeva dal monastero <strong>di</strong> San Pietro <strong>di</strong> <strong>Perugia</strong>.<br />

All'interno del castello vi era anche l'Oratorio <strong>di</strong> San Girolamo, <strong>di</strong> cui si hanno notizie<br />

in un documento del 1505. Il borgo fu fortificato all'inizio del XV secolo.<br />

Dell'antico castello restano oggi dei suggestivi ruderi.<br />

The Castle of San Giuliano<br />

It is situated on the slopes of the homonymous mount approximately 9 kilometres northeast<br />

of <strong>Perugia</strong>. It overlooks the plain of the river Tiber which slides less than one kilometre<br />

far. The settlement dates back to the XIIth century: in 1170 the Pope Alexander III granted<br />

the possession of the castle to the Commune of Gubbio.<br />

The parish church, devoted first to Saint John then to saint Julian, dates back to the XIVth<br />

century and it was under on the Monastery of San Pietro of <strong>Perugia</strong>.<br />

Inside the castle there was also the Oratory of San Girolamo quoted in a document of<br />

1505. The village was fortified at the beginning of the XIVth century. Beautiful ruins<br />

remain nowadays as an evidence of the ancient imposing castle.


Castello <strong>di</strong> San Marino<br />

L'inse<strong>di</strong>amento <strong>di</strong> San Marino, che si trova su <strong>di</strong> un colle appena fuori le mura <strong>di</strong><br />

<strong>Perugia</strong>, esisteva già alla fine del XIII secolo: è del 1297, infatti, l'or<strong>di</strong>ne del magistrato<br />

<strong>di</strong> <strong>Perugia</strong> <strong>di</strong> effettuare dei lavori <strong>di</strong> manutenzione della strada che conduceva da<br />

porta Sant'Angelo a San Marino.<br />

Il piccolo complesso <strong>di</strong>venne poi, in epoca non precisata, una villa che fu <strong>di</strong> proprietà,<br />

<strong>nella</strong> seconda metà dell'Ottocento, della famiglia Baldeschi. In tale periodo vengono<br />

in essa inglobate la chiesa ed una torre me<strong>di</strong>evale. È oggi proprietà privata ed<br />

in fase <strong>di</strong> ristrutturazione.<br />

The Castle of San Marino<br />

The settlement of San Marino , on a hill just outside <strong>Perugia</strong> city walls, <strong>di</strong>d already exist at<br />

the end of the XIIIth century: in 1297 a magistrate of <strong>Perugia</strong> ordered some mantainance<br />

works of the road lea<strong>di</strong>ng from Porta Sant'Angelo to San Marino.<br />

The small complex became then a villa of the Baldeschi family in the nineteenth century. In<br />

that period the church and a me<strong>di</strong>eval tower were included in the villa. Today it is a private<br />

property under repair.<br />

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74<br />

Valcaprara<br />

L'inse<strong>di</strong>amento <strong>di</strong> Valcaprara, denominato in origine Villa Vallis Caprarie, si trova<br />

tra le colline a nord <strong>di</strong> <strong>Perugia</strong>, poco <strong>di</strong>stante dalla valle del Tevere. Esso risale al XII<br />

secolo. Fu fortificato tra la fine del 1300 e l'inizio del 1400.<br />

Nel 1480, la comunità <strong>di</strong> Valcaprara ottenne da <strong>Perugia</strong> un contributo <strong>di</strong> 27 fiorini<br />

per ristrutturare le mura ed il cassero del castello. Nel XIX secolo Valcaprara era<br />

ancora in buone con<strong>di</strong>zioni, “con buona torre, porta <strong>di</strong> ferro e ponte levatoio”. Nel<br />

XX secolo vi aveva sede anche una scuola. Oggi è proprietà privata ed in fase <strong>di</strong><br />

ristrutturazione.<br />

Valcaprara<br />

The settlement of Valcaparara, originally called Villa Vallis Caprarie, goes back to the<br />

XIIth century. It was fortified between the end of 1300 and the beginning of 1400.<br />

In 1480 <strong>Perugia</strong> gave the community of Valcaprara 27 florines as a contribution for the<br />

restoration of the walls and the keep of the castle. In the XIXth century Valcaprara was still<br />

in good con<strong>di</strong>tions with a tower, iron door and drawbridge. In the XXth century a school<br />

had its seat here. Today it is a private property under repairs.<br />

76


Villa del Colle del Car<strong>di</strong>nale<br />

Nella seconda metà del '500, <strong>Perugia</strong> e le terre occidentali del Lago Trasimeno<br />

furono protagoniste <strong>di</strong> evoluzioni culturali sostenute dal mecenatismo della<br />

Famiglia della Corgna. “Familia Notabilis”, già nel tre<strong>di</strong>cesimo secolo, accrebbe<br />

potere e fama con l'elezione <strong>di</strong> Papa Giulio III, nel 1550, ovvero <strong>di</strong> Giovanni Maria<br />

Ciocchi Del Monte, fratello <strong>di</strong> Giacoma, sposa <strong>di</strong> Francesco della Corgna. I loro figli<br />

Ascanio (1514-1571) e Fulvio (1517-1583), rivestirono ruoli fondamentali sia in<br />

campo militare che religioso per la cura ed il governo dello Stato <strong>di</strong> Castiglion del<br />

Lago e del Chiugi. Ascanio intrecciò la sua storia con gli eventi bellici più importanti<br />

del tempo; personaggio vivace, amante delle arti, in particolare dell'architettura, ne<br />

approfondì la conoscenza con la guida <strong>di</strong> Galeazzo Alessi (1512-1572). Sposò<br />

Giovanna Baglioni, da cui non ebbe figli ed adottò Diomede Della Penna, figlio <strong>di</strong><br />

sua sorella Laura e <strong>di</strong> Ercole Della Penna, ed è a favore <strong>di</strong> Diomede il suo<br />

testamento, redatto il 15 agosto 1571, prima della battaglia <strong>di</strong> Lepanto. Nel viaggio<br />

<strong>di</strong> ritorno, dopo la grande vittoria, morì a Roma il 3 <strong>di</strong>cembre 1571 in casa del<br />

fratello, fu sepolto a <strong>Perugia</strong> in San Francesco al Prato. Fulvio, seguì la carriera<br />

ecclesiastica e <strong>di</strong>venne Car<strong>di</strong>nale, fu uomo illuminato, sensibile cultore <strong>di</strong> lettere ed<br />

arti, si può considerare un vero mecenate che, nel suo Stato, <strong>nella</strong> corte Car<strong>di</strong>nalizia<br />

e <strong>di</strong> Governatorato Perugino, promosse le migliori esperienze <strong>di</strong> importanti<br />

autonomie artistiche. Fu promotore, insieme al fratello Ascanio, <strong>di</strong> importanti<br />

opere e<strong>di</strong>lizie, urbane e suburbane, tra cui il restauro del Castello <strong>di</strong> Pieve del<br />

Vescovo, presso Corciano (1571-1580) e, quasi contemporaneamente, la<br />

costruzione della Villa del Colle, e<strong>di</strong>ficata intorno al 1575, come residenza estiva <strong>di</strong><br />

grande magnificenza e rispondente al concetto rinascimentale <strong>di</strong> “luogo <strong>di</strong> delizie”.<br />

Fulvio era solito abitare nei mesi invernali a Roma dove si concluse la sua vita il 2<br />

marzo 1583, gli venne data una sepoltura con sommi onori <strong>nella</strong> chiesa <strong>di</strong> San Pietro<br />

in Montorio.<br />

La Villa del Colle del Car<strong>di</strong>nale è situata tra i confini del Chiugi e del Perugino, il colle, <strong>di</strong><br />

probabile connotazione archeologica, è amenissimo, ricco <strong>di</strong> acque, <strong>di</strong> condotti segreti, alto<br />

sulla valle che portava sulle vie del mare, verso i domini dei Vitelli e dei Montefeltro, punto<br />

centrale <strong>di</strong> un'ampia circonferenza.<br />

La Villa era luogo <strong>di</strong> piacevole soggiorno estivo, luogo colto ove ricevere ed interloquire<br />

con letterati, stu<strong>di</strong>osi ed artisti, dove raccogliere le esperienze toscane e romane.<br />

Resta un particolare ed unico esempio, in Umbria, <strong>di</strong> villa suburbana, immutata<br />

come la <strong>di</strong>pinse il pittore fiorentino Salvio Savini. Si accede alla Villa tramite un<br />

lungo viale in pendenza, al termine del quale si erge imponente la struttura compatta,<br />

<strong>nella</strong> pianta rettangolare, che si sviluppa su tre piani e mezzo fuori terra: piano<br />

rialzato, primo piano nobile, secondo piano sottotetto oltre al seminterrato.<br />

All'esterno, sulle <strong>di</strong>rettrici delle <strong>di</strong>agonali, sorgono quattro costruzioni angolari: il<br />

bagno del Car<strong>di</strong>nale con la biblioteca, l'uccelliera del giar<strong>di</strong>no d'inverno con la selleria,<br />

uno stu<strong>di</strong>o, un soggiorno per ospiti.<br />

I vani, all'interno, sono caratterizzati da coperture a botte e a pa<strong>di</strong>glione, <strong>di</strong> superficie<br />

assai ampia; un grande corridoio <strong>di</strong>simpegna, ai piani, due gruppi simmetrici <strong>di</strong><br />

ambienti, conducendo al vestibolo rettangolare <strong>di</strong> accesso allo scalone, al torrino,<br />

alla scala <strong>di</strong> servizio. Al piano nobile è situato il magnifico Salone d'Onore, con il<br />

soffitto ligneo cassettonato “a sfondamento”, intagliato ed a policromie e dorature<br />

che sembra realizzarsi da un'idea progettuale già sperimentata dell'Alessi in San<br />

Pietro a <strong>Perugia</strong>. Sui fianchi si aprono altre camere e salotti che, a volte, recano i<br />

segni <strong>di</strong> aggiunte decorative posteriori (secc. XVIII-XIX), ma tutte armoniosamen-<br />

77 75


76<br />

te inserite, come gli arre<strong>di</strong> tessili alle pareti, ormai frammentari. Al piano superiore<br />

si accede dai vani del mezzanino, a<strong>di</strong>biti a camere per gli ospiti; il piano rialzato conteneva<br />

“ampi vestiboli adorni delle più celebri incisioni, sale <strong>di</strong> conversazione, da<br />

ballo, ed anche, volendo, per un teatrino <strong>di</strong> <strong>campagna</strong>” (MS - “Avviso ai Forastieri”,<br />

Arch. Od<strong>di</strong> Baglioni, 1842). Gli ampi spazi del seminterrato per le cucine, <strong>di</strong>spense,<br />

lavanderie, ecc., permettono l'accesso interno al pozzo e la comunicazione sotterranea<br />

agli e<strong>di</strong>fici angolari; una particolare “salle à manger” decorata a trompe l'oeil da<br />

Carlo Labruzzi (1747-1817), riferisce <strong>di</strong> interventi d'uso e <strong>di</strong> gusto, operati dai successivi<br />

proprietari.<br />

Il filo narratore che conduce alla visita, è anche il ricco ciclo pittorico firmato e datato<br />

da Salvio Savini nel 1581, un anno dopo quello <strong>di</strong> Città della Pieve. Pittore “pre-


ferito” dalla corte dei Della Corgna, il Savini fa parte della schiera manierista. Malgrado<br />

la vastità della superficie trattata, dà inizialmente la sensazione <strong>di</strong> una compresenza<br />

<strong>di</strong>screta, da scoprire adagio, nelle grafie sottili <strong>di</strong> fantasmagoriche allusioni<br />

simboliche, delle grottesche, nelle citazioni storico-familiari della committenza.<br />

Nel 1645 Fulvio IV della Corgna vendette tutta la proprietà a Cornelio II Od<strong>di</strong>, per<br />

ventiseimila scu<strong>di</strong>; nel passaggio la Villa, continua il suo ruolo <strong>di</strong> luogo <strong>di</strong> cultura,<br />

molto amata, ben frequentata, un po' variata nelle decorazioni e negli arre<strong>di</strong>, sia<br />

all'interno che all'esterno, secondo il volgere del gusto. Si possono ben notare, infatti,<br />

i mo<strong>di</strong> del tardo settecento, del neoclassico, nonché i temi cari alla cultura<br />

romantica. Il Cavalier Cesaroni facoltoso impren<strong>di</strong>tore perugino, e penultimo proprietario<br />

dal 1891, vi apportò migliorie e restauri, curando molto lo stato conservati-<br />

77


78<br />

vo del giar<strong>di</strong>no e del parco; attento alle novità del tempo, il Cesaroni, come già gli<br />

Od<strong>di</strong> Baglioni, fece eseguire una documentazione fotografica, oggi veramente preziosa,<br />

con ampie vedute della Villa, del giar<strong>di</strong>no e del parco. Tutto fu poi acquisito<br />

dall'avvocato Luigi Paro<strong>di</strong>, padre <strong>di</strong> Anna Paro<strong>di</strong> Monaco <strong>di</strong> Lapio ultima proprietaria,<br />

che con gran<strong>di</strong> possibilità e varie conoscenze culturali aprì la Villa alle migliori<br />

frequentazioni letterarie del tempo.<br />

La Villa è dotata <strong>di</strong> un grande parco <strong>di</strong> circa 13 ettari che la continuità abitativa ha<br />

preservato, nel tempo, da una sicura rovina. Negli ultimi vent'anni, comunque, un<br />

degrado generale, per mancanza <strong>di</strong> manutenzione, ha segnato gran parte degli<br />

annessi, gli elementi decorativi e <strong>di</strong> arredo lapideo del giar<strong>di</strong>no e i sotterranei.<br />

L'antico impianto cinquecentesco prevedeva un giar<strong>di</strong>no all'italiana, coevo a<br />

magnifici esempi romani, sul fianco nord della Villa, ancora leggibile in una mappa<br />

del Catasto del geometra Andrea Chiesa del 1727-1734, ed una zona <strong>di</strong> orti, frutteti,<br />

uliveti, atti al fabbisogno.<br />

Con gli Od<strong>di</strong> Baglioni si apportarono gran<strong>di</strong> cambiamenti al parco, tra il 1729 ed il<br />

1795, con un progetto in stile francese <strong>di</strong> cui si conoscono i <strong>di</strong>segni originali firmati<br />

dal celebre Capitano Adriani e dall'Architetto Giuseppe Alemanni. Ad inizio Ottocento,<br />

una parte del parco fu ri<strong>di</strong>segnata in senso romantico “all'inglese”. Nel 1819<br />

anche l'Imperatore Francesco I e Carlotta <strong>di</strong> Baviera vi si recarono in visita, e Francesco<br />

Ansidei, nel 1835, ne fece un'accurata ed ammirata descrizione nel poemetto<br />

“La Villa del Colle”, de<strong>di</strong>cato alla Contessa Lavinia Od<strong>di</strong> Baglioni. Il complesso<br />

naturalistico, oltre alla sua straor<strong>di</strong>naria bellezza ed agli in<strong>di</strong>scussi pregi storico artistici,<br />

ancora oggi, riveste una grande importanza scientifica per la varietà e la ricchezza<br />

delle specie botaniche, oggetto <strong>di</strong> recenti stu<strong>di</strong> a cura della Facoltà <strong>di</strong> Agraria<br />

dell'Università <strong>di</strong> <strong>Perugia</strong>.<br />

La Villa del Colle del Car<strong>di</strong>nale, nel 1996, è stata acquistata dal Demanio dello<br />

Stato ai fini della sua tutela e valorizzazione nel territorio, con apertura alla pubblica<br />

fruizione.<br />

Testi tratti da / Text by: La Villa del Colle del Car<strong>di</strong>nale “Un luogo <strong>di</strong> delizie” <strong>di</strong> Francesca Abbozzo.<br />

Pubblicazione a cura della / Published by: Soprintendenza per i B.A.P.P.S.A.E. dell’Umbria.<br />

Fotografie / Photos: Gabinetto Fotografico Soprintendenza B.A.P.P.S.A.E.<br />

Villa del Colle del Car<strong>di</strong>nale<br />

Coming from <strong>Perugia</strong>, you can already see the Villa on the hill behind Colle Umberto.<br />

The founder of the family Della Corgna, “familia notabilis”, was Berardo, feudal lord of<br />

Bastia Corgna, near Lake Trasimeno, in the thirteenth century who, accor<strong>di</strong>ng to the<br />

legend, descended from Cornelio the African.<br />

The Della Corgnas originally controlled the Trasimeno territory, then their power<br />

increased even beyond Umbria, since Pope Giulio III's sister married Francesco Della<br />

Corgna and the Pope established the rich State of Castiglione del Lago and Chiugi in his<br />

favour. Their children Ascanio, Fulvio and Laura achieved the height of wealth and power<br />

78


ut then, with Pope Paul IV, in 1555, they suffered detention and forfeited their estate.<br />

They regained privileges and power in 1563. Ascanio was a great commander in France<br />

and in Spain. He <strong>di</strong>ed on his way back from the Battle of Lepanto in 1571 and he was<br />

buried in San Francesco al Prato in <strong>Perugia</strong>.<br />

Fulvio entered the Church and was car<strong>di</strong>nal and bishop of <strong>Perugia</strong>. He <strong>di</strong>ed in Rome in<br />

1583 and he was buried in Saint Peter's church in Montorio.<br />

Thanks to the two brothers, several public and private buil<strong>di</strong>ngs were made, often designed<br />

by Galeazzo Alessi, like the Palace in Città della Pieve and the Palace in Castiglione del<br />

Lago. They restored the Palazzo dei Priori in <strong>Perugia</strong> and the Castle of Pieve del Vescovo<br />

near Corciano. In 1575, Fulvio ordered the Villa del Colle del Car<strong>di</strong>nale to be built, as his<br />

summer residence.<br />

Fulvio Della Corgna was a car<strong>di</strong>nal but especially an enlightened man, a fine arts lover, a<br />

great patron of the arts. So he and all the owners of the Villa del Car<strong>di</strong>nale after him, over<br />

the centuries have always kept and handed the nature of “delightful place”of the Villa, that<br />

is a relaxing holiday resort where it was also possible to meet and talk to artists and learned<br />

men of the time, particularly from Rome and Tuscany.<br />

The Villa is located between the two territories of <strong>Perugia</strong> and Chiugi, on a pleasant hill,<br />

rich in water, on a valley that led to the roads to the sea.<br />

It is a peculiar and unique example of sixteenth century suburban villa in Umbria.<br />

The exterior of the buil<strong>di</strong>ng has not been changed much over the centuries, and still has the<br />

79 79


80<br />

original shape which we can also admire in the frescoed lunettes of the grand staircase,<br />

where the Villa looks almost the same as today.<br />

The buil<strong>di</strong>ng has rectangular plan and consists of three floors, in ad<strong>di</strong>tion to the vast<br />

underground rooms contained inside the terracing on which the Villa stands. There are also<br />

four side buil<strong>di</strong>ngs, which communicated with the vault: two at the front corners and two at<br />

the rear. They contain a study, the aviary of the winter garden with the harness room, a<br />

lounge for guests, the library and the peculiar Bagno del Car<strong>di</strong>nale (Car<strong>di</strong>nal's Bathroom),<br />

circular, decorated with niches and with a marble bath at its centre.<br />

On the first and the second floor there are the wide state rooms which are six to eight metres<br />

high. On the first floor, in the Salone Centrale, the allegorical figures of Arts and Virtues<br />

alternate with landscapes of family property, with festoons, grotesques and mythological<br />

figures all around. The frescoes here are attributed to the Florentine painter Salvio Savini<br />

who made them in 1581, one year after his work in Città della Pieve. “Favourite” painter<br />

at the Della Corgna court, Savini was a Mannerist.<br />

Still in the Salone Centrale, or Salone d'Onore, there is a wooden carved coffered ceiling,<br />

beautiful and unusual for a private house. It was probably designed by Galeazzo Alessi<br />

who had made a similar one in Saint Peter's church in <strong>Perugia</strong>.<br />

In 1643 the Villa was bought by the Od<strong>di</strong> family and the sixteenth century buil<strong>di</strong>ng was<br />

tranformed after a neoclassical style.<br />

At the beginning of the eighteenth century the garden was renovated and an English<br />

romantic garden was created.<br />

In 1893 the Villa was bought by Cavaliere Cesaroni, a rich entrepreneur. He made the<br />

Villa his business centre, modernized its plants and grew many species of trees in the garden<br />

for profitable business. He also ordered a photographic documentation to be made, which is<br />

very precious today.<br />

In the 1920s Ligurian lawyer Luigi Paro<strong>di</strong> bought the Villa and as a patron of the arts, used<br />

to have as his guests men of letters and artists, like Giuseppe Ungaretti, Vincenzo<br />

Cardarelli, Mino Maccari.<br />

The Villa was then inherited by the Monaco <strong>di</strong> Lapio family. Anna Paro<strong>di</strong> Monaco <strong>di</strong> Lapio<br />

threw open it to the most important and learned people of the time.<br />

In 1996 the Villa was bought by the State. Its naturalistic complex has great importance<br />

both for its historical and artistic value and for the wide variety of botanical species,<br />

recently stu<strong>di</strong>ed by the Agriculture Faculty of University of <strong>Perugia</strong>.


Palazzo <strong>di</strong> Murlo<br />

Il palazzo <strong>di</strong> Murlo si trova su <strong>di</strong> un colle in posizione dominante rispetto all'ampia<br />

valle che si forma alle pen<strong>di</strong>ci dei monti Tezio ed Elceto <strong>di</strong> Murlo.<br />

Come hanno <strong>di</strong>mostrato i tanti ritrovamenti archeologici, la zona rivestiva una grande<br />

importanza già nell'antichità. Stando ad una lapide ritrovata nelle segrete dal<br />

conte Antonio Od<strong>di</strong>, nel luogo in cui oggi sorge il palazzo esisteva in epoca romana<br />

una villa appartenente alla Gens Murria, da cui potrebbe derivare il toponimo.<br />

La villa, con annessa una piccola chiesa de<strong>di</strong>cata a San Biagio, fu dunque proprietà<br />

della famiglia Od<strong>di</strong>, dal XVI secolo fino agli inizi dell'800.<br />

Nel 1836 il marchese Giovan Battista Guglielmi acquistò il vicino feudo <strong>di</strong><br />

Antognolla ed entrò in possesso anche della villa <strong>di</strong> Murlo che assunse così anche<br />

l'appellativo <strong>di</strong> Palazzo Guglielmi. Il marchese Guglielmi, partcolarmente devoto<br />

alla Madonna, restaurò la chiesa sul finire del secolo e volle che fosse de<strong>di</strong>cata anche<br />

alla Madonna delle Grazie. Attualmente il complesso è una proprietà privata.<br />

The palace of Murlo<br />

The palace of Murlo is situated on a hill dominating the wide valley at the foot of Mount<br />

Tezio and Mount Elceto <strong>di</strong> Murlo.<br />

Accor<strong>di</strong>ng to the several archeological <strong>di</strong>scoveries this area had a great importance already<br />

in ancient times. A tombstone <strong>di</strong>scovered in the dungeons by the Count Antonio Od<strong>di</strong> in<br />

the place where the palace rises today attested the existence in Roman ages of a villa owned<br />

by the Gens Murria from which the present place-name probably derives. The villa with a<br />

small church devoted to San Biagio, was then owned by the Od<strong>di</strong> family since the XVIth<br />

century up to the beginning of the XIXth century.<br />

In 1836 the Marquis Giovan Battista Guglielmi bought the close feud of Antognolla and<br />

took also possession of the villa of Murlo that therefore got the name of Guglielmi Palace<br />

too. The Marquis Guglielmi, a devotee of Virgin Mary, restored the church at the end of the<br />

century and wanted it to be devoted to the Virgin Mary of Graces too. The palace is now private<br />

property.<br />

81


Siti storici e archeologici<br />

Historical and archeological sites<br />

Acquedotto <strong>di</strong> Monte Pacciano . . . . . . . . 84<br />

The Acqueduct of Mount Pacciano<br />

Cippo <strong>di</strong> <strong>Perugia</strong>.<br />

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 86<br />

The Cippus of <strong>Perugia</strong><br />

Conservoni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 87<br />

Neviere del Tezio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 88<br />

Tomba del Faggeto . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 90<br />

Legenda / key to symbols<br />

Città della<br />

Pieve<br />

E45 Raccordo A1<br />

Strada principale / main road<br />

Strade secondarie / secondary road<br />

Fiume Tevere / the Tiber river<br />

Tomba del Faggeto<br />

Corciano<br />

PE


Umbertide<br />

Neviere<br />

del Tezio<br />

Cippo <strong>di</strong><br />

<strong>Perugia</strong><br />

RUGIA<br />

Conservoni<br />

Acquedotto<br />

Monte Pacciano<br />

Raccordo A1<br />

Terni<br />

E45<br />

Gubbio<br />

Foligno<br />

<strong>Comune</strong> <strong>di</strong><br />

<strong>Perugia</strong><br />

Gualdo<br />

Ta<strong>di</strong>no


84<br />

Acquedotto <strong>di</strong> Monte Pacciano<br />

The Aqueduct of Monte Pacciano


Acquedotto <strong>di</strong> Monte Pacciano<br />

La costruzione <strong>di</strong> questo acquedotto, situato <strong>nella</strong> zona <strong>di</strong> San Marco, risale al XIII<br />

secolo. Nel 1254 il Consiglio del Popolo del <strong>Comune</strong> <strong>di</strong> <strong>Perugia</strong> decise la realizzazione<br />

della Fontana Maggiore, nel centro della città, ad opera <strong>di</strong> Nicola e Giovanni<br />

Pisano e, <strong>di</strong> conseguenza, la costruzione <strong>di</strong> un acquedotto, per portarvi l'acqua.<br />

Questo averebbe raccolto, in un unico punto, le sorgenti della zona <strong>di</strong> Monte<br />

Pacciano, tramite lo scavo <strong>di</strong> una serie <strong>di</strong> cunicoli per oltre 500 metri <strong>di</strong> lunghezza e<br />

la costruzione <strong>di</strong> una cisterna <strong>di</strong> raccolta, la “Conserva delle vene”. Più a monte,<br />

venne costruito un altro serbatoio, il Conservone Vecchio, per raccogliere l'acqua<br />

piovana da utilizzare in caso <strong>di</strong> siccità. L'opera fu alquanto complessa.<br />

L'acquedotto attraversava San Marco e Montegrillo, risalendo verso il centro <strong>di</strong><br />

<strong>Perugia</strong>, lungo un percorso con forti <strong>di</strong>slivelli. I lavori subirono alterne vicende ed<br />

interruzioni e furono ripresi nel 1275. Il 13 febbraio 1280, l'acqua sgorgava<br />

dall'appena ultimata Fontana Maggiore. Nel corso dei secoli l'acquedotto è stato più<br />

volte bersaglio <strong>di</strong> saccheggi e sabotaggi, fino all'ultimo, subito nel 1799, in seguito al<br />

quale <strong>di</strong>venne definitivamente inattivo.<br />

The Aqueduct of Monte Pacciano<br />

This aqueduct, located near San Marco, was built in the XIIIth century. In 1254, the “Council<br />

of People of the Commune of <strong>Perugia</strong>” decided the Fontana Maggiore to be realized in<br />

the town centre by Nicola and Giovanni Pisano and it was also planned the construction of<br />

an aqueduct to bring water there. It would have gathered water coming from the sources of<br />

Monte Pacciano by a series of cuniculi 500 metres long and a cistern, called the Conserva<br />

delle vene (The Reservoir of springs). Another reservoir called Conservone Vecchio<br />

(Old Reservoir) was built to gather rain water to be used in case of drought. It was a complex<br />

work.<br />

The aqueduct passed throught San Marco and Montegrillo and then climbed up to <strong>Perugia</strong><br />

town centre throught a long course with big drops and rises. The works started again in<br />

1275 after a period of alternate interruptions. On the 13 February 1280 water flowed<br />

from the Fontana Maggiore just ultimated. Over the centuries the aqueduct suffered many<br />

sacks and sabotage and, after the last one in 1799, it became definetly inactive.<br />

85


86<br />

Il Cippo <strong>di</strong> <strong>Perugia</strong><br />

Nella zona <strong>di</strong> San Marco, alle pen<strong>di</strong>ci <strong>di</strong> Monte Malbe e alle sorgenti del torrente<br />

Genna, nel 1822 venne portato alla luce un eccezionale reperto archeologico databile<br />

fra il III ed il II secolo a.C. ed oggi a tutti noto come Cippo <strong>di</strong> <strong>Perugia</strong>.<br />

Si tratta <strong>di</strong> un'iscrizione etrusca, fra le più lunghe conosciute, incisa su due facce <strong>di</strong><br />

un blocco <strong>di</strong> travertino, lavorato in basso in modo da poter essere conficcato nel terreno.<br />

Esso attesta la ripartizione delle terre tra due importanti famiglie etrusche, i<br />

Velthina <strong>di</strong> <strong>Perugia</strong> e gli Afuna <strong>di</strong> Chiusi, ed è testimonianza, insieme ad altri ritrovamenti<br />

<strong>di</strong> tombe, urne funerarie e cippi <strong>di</strong> confine, della spartizione <strong>di</strong> vasta parte del<br />

territorio settentrionale <strong>di</strong> <strong>Perugia</strong> tra facoltosi clan etruschi, a partire dal IV secolo<br />

a.C. Si trova oggi nel Museo Archeologico Nazionale dell'Umbria, a <strong>Perugia</strong>.<br />

The Cippus of <strong>Perugia</strong><br />

This extraor<strong>di</strong>nary archeological piece, knows as Cippo <strong>di</strong> <strong>Perugia</strong> (Cippus of <strong>Perugia</strong>)<br />

was <strong>di</strong>scovered in 1822 in the area of San Marco on the slopes of Mount Malbe, just where<br />

the torrent Genna rises and it is datable between the III and the II centuries B.C.<br />

This is one of the longest Etruscan inscriptions known, engraved on two faces of a block of<br />

travertine, worked so as to be run into the ground. It attests the <strong>di</strong>vision of lands between<br />

two important Etruscan families: the Velthina of <strong>Perugia</strong> and the Afuna of Chiusi. Like<br />

many others cippi of borders, urns, and graves <strong>di</strong>scovered in the area, it certifies the possession<br />

of part of the northern territory of <strong>Perugia</strong> by rich Etruscan families since the IVth century<br />

B.C.. It is today preserved in the National Archeological Museum of Umbria in<br />

<strong>Perugia</strong>.


Conservoni <strong>di</strong> Monte Pacciano<br />

Appena fuori dall'abitato <strong>di</strong> San Marco, seguendo la strada che porta il loro nome, si<br />

giunge ai Conservoni, antiche cisterne <strong>di</strong> raccolta dell'acqua, situati in posizione<br />

panoramica nei pressi <strong>di</strong> un'area boschiva.<br />

Uno <strong>di</strong> essi risale ad<strong>di</strong>rittura al XIII secolo; un altro, più recente, è stato invece realizzato<br />

nel 1883. Nel conservone più grande, del quale gli altri sono una sorta <strong>di</strong><br />

riserva, viene convogliata l'acqua <strong>di</strong> <strong>di</strong>verse piccole vene.<br />

Quest'acqua rappresenta ancora oggi una preziosa riserva per perio<strong>di</strong> <strong>di</strong> emergenza e<br />

siccità. Nella casa in pietra che si trova a fianco dei conservoni, un tempo abitazione<br />

del conta<strong>di</strong>no che aveva anche il ruolo <strong>di</strong> custode delle acque, si trova il cunicolo <strong>di</strong><br />

accesso al conservone principale.<br />

The Conservoni of Monte Pacciano<br />

Just outside the built-up area of San Marco, following the road named strada dei<br />

Conservoni, you get just to the Conservoni, which are ancient reservoirs where water is<br />

collected, set in a place from which you can see a wonderful parorama, surrounded by a<br />

wooded area.<br />

One of the conservoni is very old and dates back to the thirteenth century. Another one,<br />

more recent, was made in 1883. In the biggest conservone the water of many little springs<br />

is piped. This water is still a precious supply in case of emergency or drought.<br />

In the stone house near the conservoni, where once a farmer lived and watched over the<br />

water to protect it from poisoning or sabotage, there is the entrance to the main reservoir.<br />

87


88<br />

Neviere <strong>di</strong> Monte Tezio<br />

A 917 metri sul livello del mare si trovano i suggestivi ruderi delle Neviere, recentemente<br />

restaurati, ai quali si giunge seguendo un sentiero, chiamato appunto delle<br />

Neviere, che sale a fianco del cancello d'entrata del Parco <strong>di</strong> Monte Tezio. Le neviere<br />

erano costruzioni simili a grotte artificiali nelle quali durante l'inverno veniva introdotta<br />

e costipata la neve utilizzata poi durante la stagione calda per conservare e raffreddare<br />

cibi e bevande.<br />

Quando non esisteva il frigorifero, la conservazione del cibo avveniva tramite il sale<br />

per la carne o con la salamoia o l'aceto per le verdure. Ovviamente anche il freddo<br />

era usato come mezzo <strong>di</strong> conservazione. Le case dei ricchi avevano, nel giar<strong>di</strong>no,<br />

delle ghiacciaie nelle quali veniva raccolta la neve nei mesi invernali. Ad esempio<br />

risulta che i coloni della tenuta <strong>di</strong> villa Baldeschi, situata presso il Tevere, raccoglievano<br />

la neve sul Tezio, la trasportavano con carri e carriole e la sistemavano<br />

sul fondo della neviera della villa, <strong>di</strong>fendendola dalle alte temperature estive tramite<br />

un grosso cordone <strong>di</strong> paglia selezionata, che fungeva da isolante termico.<br />

Neviere of Monte Tezio<br />

The suggestive ruins of the Neviere stand at 917 metres above sea level. We can get there<br />

by walking down the so called path delle Neviere climbing up at one side of the access gate<br />

to the Natural Reserve of Monte Tezio.<br />

In ancient times, when the fridge <strong>di</strong>d not exist, food was preserved by salt added to meat or<br />

by vinegar or pickle for vegetables. Cold was also used to preserve food. Rich people usually<br />

had some ice-houses in the garden where snow was gathered in winter.<br />

Farmers gathered snow on the Monte Tezio, carried it by carts and wheelbarrows and<br />

stored it at the bottom of the Neviera. A thick straw string was used as a thermic insulator<br />

against hot summer temperatures.<br />

88


Neviere <strong>di</strong> Monte Tezio<br />

Neviere of Monte Tezio<br />

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90<br />

Tomba del Faggeto<br />

La Tomba etrusca del Faggeto fu scoperta tra il 1919 ed il 1920, casualmente, da un<br />

taglialegna in un bosco <strong>di</strong> faggi, da cui deriva il nome della località e della tomba.<br />

Si trova in una collina nei pressi <strong>di</strong> Monte Tezio, <strong>nella</strong> zona <strong>di</strong> San Giovanni del<br />

Pantano. È scavata nel terreno naturale, costituito da banchi <strong>di</strong> arenaria, ed è preceduta<br />

da uno stretto corridoio <strong>di</strong> accesso, ricavato nel pen<strong>di</strong>o del colle. Al suo interno<br />

fu rinvenuta un'urna cineraria ed alcuni oggetti <strong>di</strong> corredo.<br />

La particolarità, unica per le tombe a camera rinvenute intorno a <strong>Perugia</strong>, è la presenza<br />

del battente <strong>di</strong> chiusura. Il monolite, spesso 11 centimetri, comprende anche<br />

due bilici tronco-conici che, inseriti nelle apposite cavità ricavate <strong>nella</strong> soglia e<br />

nell'architrave, ne permettono la rotazione. La tomba è databile alla seconda metà<br />

del II secolo a.C.<br />

Tomba del Faggeto<br />

The so called Tomba del Faggeto (tomb in the beechwood) was <strong>di</strong>scovered accidentally by<br />

a lumberman in a beechwood between 1919and 1920. It is situated at the slopes of Mount<br />

Tezio not far from San Giovanni del Pantano. It has been dug in the natural sandstone<br />

ground. You can reach it through a narrow passage excavated in the slope of the hill. A<br />

cinerary urn and a set of objects were found inside.<br />

Unlike the other chamber tombs <strong>di</strong>scovered around <strong>Perugia</strong>, this shows a closing leaf at the<br />

door. The monolith, 11 centimetres thick, includes also two frustum-conical pivots. They<br />

are drugged in proper hollows made out in the threshold and in the architrave. They make<br />

the stone door rotate. The tomb goes back to the second half of the IInd century B.C.


Tomba del Faggeto<br />

91


92<br />

In<strong>di</strong>ce alfabetico /Alphabetical Index<br />

Abbazia Celestina / The Celestine Abbey . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 10<br />

Abbazia <strong>di</strong> Montelabate / The Abbey of Montelabate . . . . . . . . . . . . . . 12<br />

Acquedotto <strong>di</strong> Monte Pacciano / The Acqueduct of Mount Pacciano . . 84<br />

Castel d'Arno . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 26<br />

Castello <strong>di</strong> Antognolla / The Castle of Antognolla. . . . . . . . . . . . . . . 64<br />

Castello <strong>di</strong> Ascagnano / The Castle of Ascagnano . . . . . . . . . . . . . . . 66<br />

Castello dell'Oscano / The Castle of Oscano . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 68<br />

Castello <strong>di</strong> Procoio / The Castle of Procoio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 70<br />

Castello Rustichelli / Rustichelli Castle. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 71<br />

Castello <strong>di</strong> San Giuliano / The Castle of San Giuliano. . . . . . . . . . . . 72<br />

Castello <strong>di</strong> San Marino / The Castle of San Marino . . . . . . . . . . . . . . 73<br />

Castiglion Ugolino . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 27<br />

Cenerente . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 28<br />

Cippo <strong>di</strong> <strong>Perugia</strong> / The Cippus of <strong>Perugia</strong>. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 86<br />

Civitella Benazzone . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 29<br />

Civitella d'Arna . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 30<br />

Collestrada . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 32<br />

Colognola . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 34<br />

Coltavolino. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 35<br />

Conservoni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 87<br />

Convento del Farneto / The Monastery of Farneto. . . . . . . . . . . . . . . . . 18<br />

Fontignano . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 36<br />

Fratticiola Selvatica. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 39<br />

Migiana del Tezio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 40<br />

Montepetriolo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 41<br />

Morleschio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 44<br />

Mugnano. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 45


Neviere del Tezio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 88<br />

Palazzo <strong>di</strong> Murlo / The Palace of Murlo. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 81<br />

Pieve San Quirico. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 47<br />

Pilonico Materno . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 49<br />

Poggio delle Corti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 50<br />

Pretola . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 51<br />

Ramazzano . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 53<br />

Ripa . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 54<br />

Romitorio <strong>di</strong> Monte Tezio / The Hermitage of MonteTezio . . . . . . . . . . . 19<br />

San Giovanni del Pantano . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 21<br />

San Giovanni del Prugneto. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 22<br />

San Lorenzo della Rabatta . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 56<br />

San Lorenzo <strong>di</strong> Montenero . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 23<br />

San Martino dei Colli. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 57<br />

Sant'Angelo <strong>di</strong> Chieli . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 58<br />

Solfagnano . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 60<br />

Tomba del Faggeto . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 90<br />

Valbiancara . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 61<br />

Valcaprara . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 74<br />

Villa del Colle del Car<strong>di</strong>nale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 75<br />

Itinerari / Routes<br />

<strong>Perugia</strong>. Il Gusto della tra<strong>di</strong>zione / <strong>Perugia</strong>. The Taste of Tra<strong>di</strong>tion<br />

<strong>Perugia</strong>. Profumo <strong>di</strong> bosco e <strong>di</strong> fiume / <strong>Perugia</strong>. Scent of Wood and River<br />

<strong>Perugia</strong>. Spettacoli incantevoli / <strong>Perugia</strong>. Beautiful sights<br />

<strong>Perugia</strong>. Toccare con mano / <strong>Perugia</strong>. Touch and feel<br />

<strong>Perugia</strong>. Ascoltando il silenzio / <strong>Perugia</strong>. The sound of silence<br />

93


94<br />

Bibliografia / Bibliography<br />

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Monti del Tezio, 2004<br />

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Sensi, Mario, Santuari nel territorio della Provincia <strong>di</strong> <strong>Perugia</strong>, <strong>Perugia</strong>, Ed.<br />

Quattroemme, 2002<br />

Molte notizie sono state apprese dalla viva voce degli abitanti dei borghi e dei<br />

proprietari e gestori dei beni culturali presenti in questa guida.<br />

Some information has been given and some stories have been told personally by<br />

inhabitants, owners and managers.<br />

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96<br />

Un ringraziamento particolare a / Special thanks to<br />

Francesco Brozzetti<br />

Mauro Bifani<br />

per le foto concesse / for their pictures<br />

Ringraziamenti / Acknowledgements<br />

Francesca Abbozzo<br />

Giancarlo Benvenuto<br />

Maria Laura Brunelli<br />

Maurizio Bussolati<br />

Silvio Cipriani<br />

Gianmaria Fontana <strong>di</strong> Sacculmino<br />

Aldo Frittelli<br />

Lino Gambari<br />

Paolo Passerini<br />

Antonio Rosatelli<br />

Helen Smith<br />

Frati Minori dell'Umbria del Convento <strong>di</strong> Farneto<br />

Associazione Monti del Tezio<br />

Fon<strong>di</strong> Rustici Montelabate srl<br />

Soprintendenza per i B.A.P.P.S.A.E. dell'Umbria


ASSOCIAZIONE<br />

MEDIA VALLE DEL TEVERE<br />

G.A.L.<br />

TRASIMENO-ORVIETANO<br />

<strong>Comune</strong> <strong>di</strong> <strong>Perugia</strong><br />

Assessorato al turismo<br />

Realizzato con il contributo dell'Unione Europea<br />

Iniziativa Comunitaria Leader Plus<br />

Realized with EU contribution<br />

EU Enterprise Leader Plus<br />

Unione Europea<br />

GRUPPO<br />

AZIONE LOCALE<br />

ALTA UMBRIA<br />

Regione Umbria<br />

Progettazione e realizzazione<br />

Design and production<br />

leZucche<br />

Revisione / E<strong>di</strong>ting<br />

Maria Paola Barlozzini<br />

Testi a cura <strong>di</strong> / Text by<br />

Lucia Maggi<br />

Traduzioni a cura <strong>di</strong> / Translation by<br />

Catia Barbarossa, Lucia Maggi<br />

Tutti i <strong>di</strong>ritti sono riservati. Vietata la riproduzione<br />

All rights reserved<br />

Stampa Petruzzi - Città <strong>di</strong> Castello<br />

Novembre 2007<br />

http://turismo.comune.perugia.it

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