2 ViviConsapevole - Primavera 2013 - Amazon Web Services

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ViviConsapevole, Macrolibrarsi, trimestrale, Feb/Apr. n.31, Poste Italiane SPA, Sped. in Abb. Post. DL 353/2003 (Conv. in L. 27/02/04 art.1 Comma 1. DCB Forlì

Numero 32 - Febbraio/Aprile 2013

Consapevole 1


2 Consapevole


ViviConsapevole.it 1


Macrolibrarsi e ViviConsapevole:

costruiamo insieme un futuro migliore

Pensiamo che un mondo più consapevole,

più etico, più sano sia la miglior strada

per la felicità personale, per il benessere

globale e per garantire il futuro di

questa terra e dei suoi abitanti.

Macrolibrarsi diffonde conoscenza

e consapevolezza sotto forma di libri,

riviste, dvd, prodotti naturali, corsi

ed eventi: nel mondo che vogliamo

vediamo persone più consapevoli,

che amano se stesse e la natura,

che vivono in armonia con il prossimo,

che ricercano e divulgano con passione

nuove idee per un avanzamento

collettivo di stampo ecologico-spirituale.

Per raggiungere gli obiettivi della

nostra Mission, oltre all’e-commerce

Macrolibrarsi.it, abbiamo deciso di

intraprendere nuove strade e dare

vita ad altri progetti: La Fattoria

dell’Autosufficienza — il progetto

in permacultura sull’Appennino

Romagnolo, centro studi di ecologia

applicata; Diapason Eventi — l’agenzia

che organizza e distribuisce piccoli

e grandi eventi di formazione e crescita

personale; ViviConsapevole

la nostra rivista istituzionale gratuita.

Dal 2012 ViviConsapevole è distribuita

a tutti i clienti di Macrolibrarsi.it, nelle

principali fiere di ecologia e benessere

e sul territorio nazionale in diversi

esercizi commerciali a tema (negozi

di alimentazione biologica e naturale,

ambulatori di medicina alternativa,

centri olistici, agriturismi…).

Inoltre è scaricabile gratuitamente

attraverso web e sull’Apple Store.

Con ViviConsapevole vogliamo diffondere

i contenuti in cui crediamo,

contenuti di qualità sui temi dell’agricoltura

naturale, dell’alimentazione

biologica e vegetariana, dell’autoproduzione

e del saper fare,

delle energie rinnovabili e del risparmio

di risorse, della condivisione e

2 ViviConsapevole - Primavera 2013

della vita in comunità, della salute e

del benessere, delle medicine alternative,

del self help e della spiritualità.

Per questo abbiamo deciso di

creare una rivista gratuita stampata

in 30.000 copie, in grado di raggiungere,

sensibilizzare e appassionare un

pubblico sempre più vasto. I riscontri

positivi che riceviamo ogni giorno da

voi lettori, le proposte di collaborazione

e i contatti che arrivano sempre

più numerosi ci fanno capire che

siamo sulla giusta strada!

Pensando di fare cosa gradita al nostro

crescente pubblico abbiamo deciso

di ampliare la rivista con un catalogo

di libri e prodotti naturali dei migliori

fornitori Macrolibrarsi: puoi trovare

il catalogo sul retro della rivista.

ViviConsapevole è sempre alla ricerca

di nuovi spunti, di suggerimenti su

possibili miglioramenti: non esitare a

contattarci per proporre gli argomenti

che vorresti vedere trattati sulla rivista

e le tue personali esperienze di

decrescita o di risparmio.

Scrivici a redazione@viviconsapevole.it:

ogni tuo suggerimento è prezioso!

Buona Lettura

Lo staff di Macrolibrarsi

e ViviConsapevole

Vuoi riceVere

ViViconsapeVole

direttamente

a Casa tua?

Abbonati sul sito viviconsapevole.it o

chiamando lo 0547347627, paghi solo

le spese di spedizione!

Oppure scarica gratuitamente dal sito

la rivista in formato pdf o scarica la

app per iPad sull’Apple Store.

Vivi Consapevole

febbraio/aprile 2013

Anno x– numero 32

Editore

Macrolibrarsi di Golden Books

Ideatore

Giorgio Gustavo Rosso

Direttore Responsabile

Marianna Gualazzi

redazione@viviconsapevole.it

Responsabile di Redazione

Romina Rossi

info@viviconsapevole.it

In Redazione

Angelo Francesco Rosso

f.rosso@viviconsapevole.it

Massimiliano Cirielli

m.cirielli@viviconsapevole.it

Grafica e Uff. Abbonamenti

Editing , Casa Editrice &

Servizi Editoriali - Cesena (FC)

Tel. 0547 347627

abbonamenti@viviconsapevole.it

Ufficio commerciale

Francesco Rosso

commerciale@viviconsapevole.it

3358137979

Hanno collaborato alla

realizzazione di questo numero

Katia Brentani

Grazia Cacciola

Fabrizio Cotza

Paolo Ermani

Luca Fortuna

Massimo Moretti

Simona Oberhanmer

Pierre Pellizzari

Valerio Pignatta

Richard Romagnoli

Angelo Francesco Rosso

Alessandra Spina

Margaret Straus

Silvia Strozzi

Vincenzo Valesi

Immagini acquistate su

www.sxc.hu

www.shutterstock.com

Copertina: www.istockphoto.com

Collezione Vetta, JacobH

Stampa

Grafica Editoriale Printing

Bologna


Tra poco erediterò un grande

vaso di vetro bello

pieno di pasta madre. La

mia amica Claudia, che si

è procurata il lievito madre

oltre un anno fa, sta per avere il

suo secondo bambino, e visto il da

fare che la cosa comporta, soprattutto

nei primi mesi, mi ha chiesto

se posso tenerle in affidamento il

tanto amato contenitore, con il relativo

prezioso contenuto.

Divisa tra l’entusiasmo e la paura

di fallire, mi aggiro tra libri, blog

e siti, alla ricerca di istruzioni per

l’uso, consigli, ammonimenti,

regole d’oro. Perché proprio come

quando aspetti un bambino e non

sai come la tua vita cambierà e sei

alla ricerca della formula magica,

pare proprio che con la pasta madre

sia lo stesso: quando ce l’hai, come

la gestisci? Come adatti la sua

ribollente energia alle esigenze

della tua pianificazione familiare?

Come trovi le ricette giuste per lei,

per te e per la tua famiglia? Perché

quando la pasta madre è carica,

chiede si essere curata, impastata,

lavorata... amata: proprio come

un bimbo che richiede la poppata

o una coccola rassicurante. Come

dimenticare i tanto attesi sms di

Claudia che invitavano allettanti:

«Ho la pasta madre carica, stasera

tutti a mangiare a pizza da noi»?

E chi la dimentica la sua pizza con

la pasta madre con sopra le verdure

marinate (la ricetta l’ha presa

dal bellissimo ilpastonudo.it)? Un

sogno culinario, un’estasi di sapori,

profumi e leggerezza.

La rivoluzione

della pasta madre

Mi piace pensare all’energia sprigionata

dal cibo e dalla sua preparazione:

adoro stare in cucina,

condividerla con gli amici, ricevere

ospiti, scegliere le materie prime.

Le migliori amicizie e i più grandi

amori della mia vita sono nati tra i

fornelli e penso che non ci sia niente

di meglio che dare sapore ad una

giornata un po’ grigia e sottotono

che infornare una torta, allentare la

tensione dei bambini coinvolgendoli

nella preparazione di un piatto

di loro gradimento, calmare i nervi

impastando energicamente una

mega focaccia “olio e rosmarino”.

Il profumo del pane è curativo: scaccia

i cattivi pensieri, depura l’anima

dai risentimenti, ci fa stare nel qui

ed ora della sua lievitazione e cottura.

La preparazione del buon cibo

ha i suoi tempi, richiede lentezza,

concentrazione, chiarezza e lucidità

mentale, atteggiamento positivo e

volitivo (soprattutto nelle preparazioni

che richiedono impasti e lievitazione),

energia.

E se al piacere del cucinare uniamo

il piacere di scegliere per noi e per

le persone che amiamo gli ingredienti

migliori per la nostra salute

– la frutta e la verdura di stagione

e biologiche, i cereali integrali, le

farine antiche, i legumi – possiamo

davvero contribuire personalmente e

quitidianamente alla costruzione di

un mondo migliore.

Editoriale

La rivoluzione della pasta madre,

della buona e sana cucina casalinga,

della convivialità ritrovata è alla

portata di tutti.

E se avete ricette infallibili per la

mia pasta madre, non esitate, vi

prego, a farmele avere scrivendo a

redazione@viviconsapevole.it: le

migliori saranno pubblicate sulla

rivista!

Marianna Gualazzi

Che Cos’è il lievito madre

Il lievito naturale, chiamato

anche lievito acido, pasta acida,

lievito madre, pasta madre

e crescente, è un impasto di

farina e acqua acidificato da un

complesso di lieviti e batteri lattici

che sono in grado di avviare

la fermentazione. A differenza

del cosiddetto lievito di birra,

il lievito naturale comprende,

tra i lieviti, diverse specie di

batteri lattici eterofermentanti

ed omofermentanti del genere

Lactobacillus. La fermentazione

dei batteri lattici produce acidi

organici e consente inoltre una

maggiore crescita del prodotto

e una maggiore digeribilità e

conservabilità.

ViviConsapevole.it 3


l Intervista al Dottor Mozzi

Medici di noi stessi

Angelo Francesco Rosso 18

l Focus: Depurarti a primavera

Depura il fegato in meno di due giorni

Pierre Pellizzari 22

La disintossicazione intestinale

Simona Oberhanmer 24

Depurati con la Terapia Gerson

Margaret Straus 26

Succhi freschi: preparali con la Centrifuga

a bassa velocità

La Redazione 28

l Saper Fare

Erbe belle e selvatiche nel piatto

Katia Brentani 30

Crea le candele in cera naturale di soia

Grazia Cacciola 32

l Comunità Consapevole

Cambiare vita per combattere la crisi

Paolo Ermani 34

l Casa e Azienda

Costruire una casa in argilla...

con una stampante 3D

Massimo Moretti - Progetto WASP 36

l Medicina Olistica

Allergie primaverili, combattile

con gli oli essenziali

Luca Fortuna 40

Lo Yoga della risata

Richard Romagnoli 44

Infertilità: curarla con metodi naturali

Valerio Pignatta 46

l Bambini e Genitori

TV e bambini - Intervista a Oliverio Ferraris

Marianna Gualazzi 50

4 ViviConsapevole - Primavera 2013

Indice

Indice

Bambini e malattie invernali

Vincenzo Valesi 53

l Denaro

Contante o moneta elettronica?

Liberi di scegliere

La redazione 55

l Self Help

Ottimista, pessimista o consapevole?

Fabrizio Cotza - All Winners 57

l Spiritualità

Le rivelazioni dei custodi della terra

Romina Rossi 59

Cucina

La delicata cucina

per il benessere del fegato

Silvia Strozzi 8

Maionese, ricotta e cotoletta...

rigorosamente vegetariane

Alessandra Spina 10

Ricette anti-crisi

dalle nonne d’Italia

La Redazione 13

Agricoltura

Gira & Coltiva

Il tour contadino alla scoperta dei valori

e dei mestieri perduti

Angelo Francesco Rosso 6

Un prato da mangiare

Grazia Cacciola 14

Che cos’è il sovescio

A cura di Arcoiris 16

Eventi 60

RUBRICHE


Stufe e dintorni

ViviConsapevole.it 5


Gira & Coltiva:

Nell’estate 2012 Silvia e

Toti hanno dato vita a

“Gira & Coltiva”, un

progetto di viaggio che

li ha portati a vivere la

quotidianità delle più emblematiche

realtà contadine italiane. Il viaggio,

della durata di sei mesi trascorsi su

tutta la penisola, è nato innanzitutto

dalla loro voglia di cambiare stile

di vita. Dopo qualche anno vissuto

all’estero, tra Inghilterra e Centro

America, Silvia e Toti hanno deciso

di tornare in Italia per dare il loro

piccolo contributo al nostro Paese

in questo periodo di difficoltà.

Hanno deciso di lasciare il loro

lavoro e una vita fatta di effimere

sicurezze per viverne una diversa,

più semplice ma anche più felice

e gratificante. Quale miglior modo

per uscire da questo sistema che

non ritornare alla terra, alle origini

e al rapporto sincero e diretto con

Madre Natura? Il viaggio è sempre

6 ViviConsapevole - Primavera 2013

il tour contadino

alla scoperta

dei valori

e dei mestieri

perduti

un ottimo modo per conoscersi e

rispondere ad alcune domande che

non trovano risposta nella vita di

tutti i giorni.

A scuola dai contadini

Dopo alcuni mesi di “studio” e

preparazione, Silvia e Toti hanno

deciso di scoprire l’Italia viaggiando

per le campagne, con calma e

senza prendere mai un’autostrada.

Hanno lavorato come volontari per

dare il loro contributo alla difesa e

valorizzazione del territorio attraverso

l’agricoltura naturale. Hanno

voluto “fare la differenza” cercando

di dare una mano ad alcune fattorie

modello in Italia e apprendendo la

cultura del “saper fare” e dei ritmi

lenti, a favore di un cambiamento

positivo volto alla decrescita felice,

alla solidarietà, alla sostenibilità

ambientale e alla creatività.

“Gira & Coltiva” è nato quindi

Angelo Francesco Rosso

con l’intento di valorizzare il legame

con la natura, le attività scandite

dalle stagioni, le tradizioni, la

cultura contadina depositate nella

saggezza dei più anziani e di tutte

quelle persone che ogni giorno

si impegnano per ristabilire questo

legame. In cambio del lavoro

volontario nei campi Silvia e Toti

sono stati ospitati in famiglia e in

piccole comunità e borghi, lavorando

completamente immersi nella

vita della realtà contadina.

“Gira & Coltiva” (il resoconto si

trova su www.love4globe.org) è

stato interamente autofinanziato e

non ha avuto nessun fine commerciale

o economico: con un budget

prefissato di circa 3 euro al giorno

a testa, Silvia e Toti hanno rinunciato

a tutto ciò che è superfluo e

non necessario, in modo tale da

rendere il viaggio sostenibile anche

dal punto di vista economico.


Per saperne di più

Vita in fattoria

*“Gira & Coltiva” è nato con l’intento di valorizzare il

legame con la natura, le attività scandite dalle stagioni,

le tradizioni, la cultura contadina depositate nella

saggezza dei più anziani e di tutte quelle persone che

ogni giorno si impegnano per ristabilire questo legame

Una giornata alla fattoria dell’aUtosUffiCienza: il raCConto di silvia e toti

Durante il nostro viaggio per le campagne italiane, abbiamo conosciuto la Fattoria dell’Autosufficienza e

abbiamo pensato di proporci come volontari per qualche giorno, per conoscere di persona Francesco e

per collaborare in qualche modo al suo progetto.

L’idea che un giovane coetaneo fosse riuscito a realizzare un’iniziativa tanto bella e utile ci ha riempito

di entusiasmo e da subito abbiamo supportato questo bel progetto. Sono tante le persone appassionate

che orbitano attorno a queste terre, desiderose di dare il proprio contributo nel campo dell’agricoltura

sinergica e della permacultura: dai tecnici, agli architetti, agli artigiani, agli artisti del riciclo e del fai da te.

Francesco ha accolto la nostra proposta al volo e ha proposto un campo di lavoro attraverso i

social network e così ci siamo trovati in una ventina di persone a passare delle giornate intense e

indimenticabili Abbiamo avuto modo di avvicinarci all’agricoltura sinergica e alla bellezza degli ortigiardino

con tutta la consociazione di verdura e di fiori che regala sapori e profumi spettacolari. Abbiamo

conosciuto persone interessanti di diverse età e di differenti estrazioni sociali molto simili a noi e questo

ha da subito creato una grande empatia che ci ha fatto vivere come una grande famiglia. Coordinati da

Francesco, Elena e Alessio (esperti di permacultura) abbiamo aiutato nei lavori dell’orto, nella pulizia

del vicino bosco e nei piccoli lavori di manutenzione. Sono stati tanti i momenti di condivisione e di

divertimento in mezzo alle campagne romagnole.

Un’esperienza molto arricchente e autentica dal punto di vista umano, ma sopratutto molto costruttiva

grazie alle tante risposte alle nostre curiosità sul mondo della permacultura. Ci auguriamo di rivedere la

Fattoria in futuro come esempio vivente di autosufficienza alimentare ed energetica, per poter dimostrare

che è possibile vivere in modo sostenibile, etico e responsabile a difesa dell’ambiente e dell’uomo.

Continuate così!

L’Azienda Agricola La Fattoria dell’Autosufficienza, costituita nel gennaio del 2009, è situata nell’Appennino Romagnolo, nel

territorio del Comune di Bagno di Romagna, ai confini del Parco delle Foreste Casentinesi. La superficie totale è pari a 68 ettari, in

gran parte accorpati, con copertura prevalente a bosco, prato-cespugliato e prato-pascolo.

La Fattoria dell’Autosufficienza si pone l’obiettivo sempre più importante di sperimentare, proporre e insegnare come realizzare

insediamenti umani che siano sostenibili nel tempo, con particolare attenzione alla permacultura. Si impegna a offrire un nuovo

modello che possa funzionare da stimolo e incoraggiamento per quanti desiderano realizzare nuove modalità di vita, lavoro e

convivenza.

Di seguito il calendario dei corsi 2013

22-26 maggio – Corso di Orto Sinergico I livello con Antonio De Falco.

11-23 agosto – Corso di progettazione in permacultura 72 ore con Elena Parmiggiani e Anna Bartoli.

13-15 settembre – Come realizzare una food forest con Elena Parmiggiani.

Per maggiori informazioni: www.autosufficienza.com; info@autosufficienza.com.

ViviConsapevole.it 7


La delicata cucina per il

benessere del fegato

Il fegato, che ha funzioni molteplici e incessanti,

per lavorare bene deve essere nutrito senza

eccessi e sovraccarichi

Silvia Strozzi

Chiedersi se c’è una dieta

che fa bene al fegato, in

realtà, non ha senso, perché

tutto quello che mangiamo

passa dal fegato, quindi se

mangiamo bene, esso sarà attraversato

da sostanze nutrienti ed energetiche,

se mangiamo male, lo riempiremo di

sostanze nocive da distruggere nel più

breve tempo possibile. Il fegato, infatti,

riconosce se le sostanze utilizzabili

dall’organismo sono adatte o devono

essere depurate, frazionate o trasformate.

Ha un’enorme bisogno di proteine

– ad alto contenuto di amminoacidi –

che servono per ripristinare i tessuti e

proteggere le cellule epatiche; ma allo

stesso tempo non va sovraccaricato.

Meglio quindi mangiare le proteine la

sera: durante la notte, infatti, il metabolismo

è ridotto, per cui vengono utilizzate

meglio per tutti i meccanismi di

riparazione dell’organismo.

I carboidrati non raffinati, la frutta e

la verdura sono molto importanti per

fornire energia e per facilitare la ripresa

della funzionalità del fegato. Spesso

poi, chi ha problemi di fegato ha anche

carenze vitaminiche e di sali minerali,

soprattutto perché il fegato non riesce

a immagazzinarle o a trasformarle: ad

esempio il calcio non viene assorbito

in presenza di disturbi alle vie biliari.

Un aiuto dalla natura

Non c’è terapia della medicina naturale

che non faccia risalire all’accumulo

di sostanze tossiche i malesseri che ci

colpiscono e, quindi, spesso si propone

8 ViviConsapevole - Primavera 2013

eCCo Una tisana depUrativa

per il nostro fegato

15 g di semi di finocchio

15 g di angelica

20 g di foglie di menta

15 g di foglie di carciofo

20 g di bardana

15 g di radice di tarassaco

Disponete un cucchiaio di miscela

in una tazza da tè, versatevi sopra

l’acqua bollente e coprite. Dopo 10

minuti, filtrate e bevetene tre tazze al

giorno lontano dai pasti.

come prima cosa, per far funzionare

meglio le terapie anche omeopatiche,

di procedere alla depurazione dell’organismo.

Lo stesso vale anche per

la depurazione del fegato. Quando il

fegato funziona bene tutto l’organismo

sarà efficiente. Cibi freschi, sani

e non manipolati, senza additivi, conservanti

e coloranti, cucinati semplicemente

sono importanti per cominciare

a voler bene al nostro fegato.

Lo schema classico di dieta per il

nostro fegato prevede al mattino

frutta fresca anche sotto forma di

centrifugati, caffè di cereali e pane

integrale con malto. Pranzo a base

di cereali e insalate di verdura cruda,

mentre di sera è indicato un pasto

con proteine, legumi o tofu o seitan e

verdure crude e cotte. Per gli spuntini

sono ottime la frutta e le macedonie.

I germogli sono importantissimi per

l’apporto di micronutrienti all’organismo,

così come è fondamentale bere

tanta tanta acqua. Anche i brodi

con miso di riso

o di orzo migliorano la funzionalità

intestinale e quindi accelerano la depurazione

dell’organismo.

Per arricchire il nostro menù, soprattutto

in primavera, in campagna possiamo

trovare delle stupende erbe che

aiutano il fegato a depurarsi e a mantenersi

in piena efficienza, come le foglie

novelle di tarassaco. Questa comunissima

pianta dalle foglie dentellate e dal

grosso fiore giallo è capace di liberare

l’organismo dalle scorie accumulate

durante l’inverno, riattivare la funzionalità

del fegato e stimolare la diuresi.

La cosa migliore è mangiare il tarassaco

crudo in insalata, ma anche lessato

insieme ai legumi o preparando frittate

e sformati. Un’altra cura infallibile

è quella con il rafano, una specie di

rapanello. Bisogna far bollire le foglie

tritate e dopo averle fatte macerare per

24 ore, va bevuto il liquido ottenuto

prima dei pasti.

Molto efficace è anche l’impiastro a

base di foglie di cavolo: si schiacciano

le foglie e si applicano sulla regione

epatica (all’altezza del fegato) rinnovando

l’applicazione ogni 4-5 ore.


Una riCetta Che potete provare per depUrare il

vostro fegato: torretta di tofU Con CarCiofi e aglio

Caramellato

16 cracker rotondi

1 vasetto di tofu alle erbe

4 spicchi d’aglio

4 carciofi

1 cucchiaino di zucchero di canna

Pulite i carciofi togliendo le foglie più dure e la barba interna, quindi lavateli

e metteteli in una terrina con il succo di limone. Scolateli e tagliateli a fettine

sottilissime e fateli cuocere in padella con un filo d’olio a fiamma viva per

qualche minuto, quindi aggiungete 2 cucchiai d’acqua un pizzico di sale e pepe

e fate cuocere lentamente in modo che risultino morbidi ma ancora croccanti.

Buttate l’aglio in camicia in un pentolino di acqua bollente, per 3 minuti, scolatelo

e togliete la pelle. Conditelo con olio, aceto, sale e pepe e un cucchiaino di

zucchero di canna. Versate l’aglio e il suo sugo in un pentolino e fate caramellare

velocemente, lasciatelo raffreddare, tagliatene 2 a pezzettini e 2 invece solo

a metà. Componete la torretta: con l’aiuto del sac a poche, fate un giro con

la crema di tofu sul primo cracker, sovrapponete qualche fettina di carciofo e

d’aglio, un altro cracker e così via. Decorate con una metà d’aglio caramellato e

servite.

depUra il fegato

Con la frUtta!

I frutti più attivi nei meccanismi di

depurazione del fegato sono:

- gli alchechengi che aiutano i travasi biliari;

- la ciliegia che è depurativa e ha una

spiccata azione decongestionante sul

fegato;

- la fragola che è un buon disintossicante.

L’antica medicina popolare consigliava

di mangiare i germogli per sciogliere i

calcoli alla bile;

- il limone, che tra le sue svariate virtù

vanta anche quella disintossicante,

favorisce le secrezioni epatiche. Efficace

la cura di limoni da bere a digiuno;

- la mela che ha proprietà disintossicanti;

- le noci hanno proprietà coleretiche

(favoriscono la secrezione della bile) e

colagoghi (favoriscono l’escrezione

della bile);

Silvia Strozzi

3 cucchiai di olio d’oliva

extravergine

1 limone

1 cucchiaio di aceto balsamico

sale e pepe

- il pompelmo che facilita anch’esso

l’espulsione della bile, è diuretico e

ripulisce il fegato;

- la prugna, disintossicante e depurativa,

essendo lassativa, aiuta a smaltire tutte

le tossine;

- l’uva, noto disintossicante

(l’ampeloterapia), era nota anche al

tempo dei Romani per le sue proprietà

depurative.

Naturopata ed esperta di cucina naturale, giornalista

pubblicista, Silvia Strozzi cura per Macro Edizioni la collana

di cucina “Cucinare NaturalMente… per la salute”. Ha

scritto sempre per Macro Edizioni i libri di cucina per bimbi

100 baby pappe e 100 baby ricette. Tiene con continuità

conferenze e corsi di cucina naturale per la famiglia.

ViviConsapevole.it 9


Maionese, Ricette per la salute ricotta e cotoletta...

rigorosamente

vegetariane

Alessandra Spina

Mi chiamo Alessandra,

ho 35 anni e sono una

cuoca nomade. Sin da

piccola giravo in cucina

rubando i trucchi di

nonna e mamma. Sono vegetariana da

quattro anni e ora vegana.

Diventare vegetariana mi ha salvato

la vita: la mia salute è di ferro, la mia

forma fisica è al top, ho perso i chili

in eccesso, la lucidità mentale non mi

abbandona mai e ho energia da vendere.

Non prendo medicine e se mi

capita qualcosa (un taglio, una slogatura

o altre piccole cose) mi curo con

la natura.

Sono una fervida sostenitrice di questo

regime alimentare tanto da farlo

diventare il mio lavoro. Ho avviato

una mia piccola attività di catering

che ha avuto un discreto successo,

abbastanza da farmi decidere di

lasciare il mio lavoro principale e

dedicarmici a tempo pieno.

Dalla cucina del catering “il-clandestino”

escono i seguenti servizi:

- il-clan-destino food-box (servizio

di delivery su set fotografici, uffici,

riunioni, pranzi al sacco per scuole,

pic-nic e ovunque);

10 ViviConsapevole - Primavera 2013

- il-clan-destino in cucina (noi cuciniamo,

dove non si sa! Ecco perché

cuoca nomade: potrebbe essere la

cucina del cliente, la cucina di un ristorante

che ci ospita o in qualsiasi altro

posto dove ci sia almeno un fornello);

- il-clan-destino OnTheRoad (questa

è l’ultima ricetta di successo in ordine

di tempo che sforneremo con l’anno

nuovo: street food sano).

I nostri menù sono solo vegani o al massimo

vegetariani; le materie prime sono

biologiche da fattorie condotte alla vecchia

maniera e/o a chilometro zero.

L’obiettivo è offrire una cucina gustosa

e curata nei dettagli, ma genuina

e povera nelle origini. Nei piatti proposti

c’è più che altro il desiderio di

tornare ai vecchi sapori di una volta,

ponendo l’attenzione sul fatto che la

cucina italiana tradizionale è composta

all’ottanta percento da ricette

vegetariane. Ecco alcune delle mie

ricette base gustose, appetitose e sane!

Per contatti:

il-clan-destino.blogspot.com

Pagina Facebook/il clandestinobio


maionese

Vegetariani con gusto

Croce e delizia del cuoco! Ingrediente principe di panini, tartine e insalate

fantasiose. Questa è una maionese speciale, senza uova. Io stessa

rimandavo da tempo l’esperimento non solo perché ero dubbiosa del

risultato, ma perché la maionese è la classica ricetta che nasconde

parecchie insidie: e se impazzisce? E se non viene?

200 g di latte di mandorla (puro, senza zucchero aggiunto,

sull’etichetta degli ingredienti ci deve essere scritto solo acqua e

mandorle)

200 g di olio di mais

30 g di olio extra vergine

4 g di sale

il succo di mezzo limone

Unite latte, sale e limone, frullate qualche secondo nel frullatore. Dopo la

prima frullata aggiungete a filo l’olio di mais e l’extra vergine d’oliva, che

avrete precedentemente unito. Continuate ad emulsionare in modo che il

composto incorpori aria e si gonfi. Occhio perché anche questa maionese

può impazzire! Se siete stati bravi potrete farcire il vostro sandwich con

questa fantastica maionese e potrete abbondare con la dose: il vostro

palato e il vostro il vostro fegato vi ringrazieranno!

ViviConsapevole.it 11


Ricotta Home made

Il formaggio, soprattutto quello morbido, viene spesso utilizzato come legante in

ricette di ogni tipo, ecco quindi una maniera alternativa di gustare piatti come torte

salate, primi piatti cremosi o semplici tartine con una buonissima (e altrettanto

semplice) ricotta a base di latte di soia.

1 litro di latte di soia naturale (puro, senza aromi aggiunti, solo acqua e

fagioli di soia, è fondamentale)

1 cucchiaino raso di sale grosso

50 ml di acqua

3 cucchiai di aceto di mele

Scaldate l’acqua con i tre cucchiai di aceto di mele; allo stesso tempo, in un’altra

casseruola, scaldate il latte di soia. Quando il latte comincia a fare delle piccole

bollicine, quindi prima che raggiunga il bollore, spegnete il fuoco, versate l’acqua

calda acidulata ed il cucchiaino di sale. Mescolate il composto, coprite con un

coperchio che aderisca alla circonferenza della casseruola e lasciate a riposo per

almeno mezz’ora. Dopodiché procedete prelevando i fiocchi di ricotta e versandoli

direttamente in una vaschetta (fuscella) da ricotta da 200 grammi (se non ne avete

una potete usare un colino che non abbia le maglie troppo strette), appoggiate

la vaschetta in una ciotola capiente. Raccogliete il siero che fuoriesce dal primo

travaso, ne ricaverete una seconda ricotta, più piccola e più leggera. Non appena

tutto il liquido in eccesso della prima ricotta è fuoriuscito versatelo nuovamente nella

casseruola e portate a ebollizione. Aggiungete una presa di sale (niente acqua

o aceto), rimestate, spegnete e coprite, poi fate riposare altri 20 minuti almeno

o comunque fintanto che non riaffiorano nuovi fiocchi di latte di soia “cagliato”. A

questo punto ripeterete l’operazione descritta prima e otterrete una seconda ricotta

più leggera. Una volta completato il procedimento e quando il composto ottenuto si

è raffreddato per bene, coprite con la pellicola e lasciate riposare in frigorifero per

almeno 24 ore.

Cotoletta di melanzana Con Cipolla rossa

Caramellata

Questa è una ricetta molto semplice, delicata e di sicuro effetto. La ricetta è

vegetariana ma si può fare anche la versione vegana, vediamo come.

per 4 persone

2 melanzane viola

Per la panatura

1 uovo

farina

pan grattato

Per la panatura vegana

Iniziamo dalle cipolle che così avranno il tempo di raffreddarsi e riposare. Affettate

sottilmente le cipolle usando un coltello ben affilato o la mandolina, stufatele in

padella con un velo d’olio a fiamma bassissima per circa 5 minuti. Sfumate con

l’aceto di mele e aggiungete lo zucchero di canna e un pizzico di sale. Continuate

la cottura per altri 10 minuti e se le cipolle si asciugano troppo aggiungete un

goccio di acqua tiepida. Riponete le cipolle in un barattolo di vetro e lasciatele

raffreddare. Ora, tagliate le melanzane a fette alte almeno 1 cm. Asciugatele con

la carta da cucina e impanate con farina, uovo e pan grattato (in quest’ordine)

oppure con farina, un po’ di maizena sciolta in un acqua tiepida (in sostituzione

dell’uovo) e pangrattato (in quest’ordine) per la versione vegana dell’impanatura.

Nel frattempo avrete scaldato, in una padella antiaderente, dell’olio per friggere. Al

momento opportuno mettete le cotolette di melanzane (non più di 3 alla volta) e

fate cuocere 3 minuti per lato, in modo che la cottura risulti omogenea, croccante

all’esterno e morbida all’interno, avendo cura di non far bruciare l’impanatura.

Servire la cotoletta con accanto un ciuffo di marmellata di cipolle caramellate

tiepide.

12 ViviConsapevole - Primavera 2013

maizena

acqua

pangrattato

Per le cipolle

3 cipolle rosse

80 ml di aceto di mele

1 cucchiaio di zucchero di canna


Ricette anti-crisi

dalle nonne d’Italia

Un Cuoco da Strada: un viaggio in bici

lungo la penisola alla riscoperta

delle ricette genuine e economiche

della tradizione

Povere ma gustose, saporite

ma a basso impatto

ambientale, economiche,

veloci e sempre

riuscitissime: le ricette

tradizionali della cucina italiana

nascono dal territorio, dal locale,

dalle tradizioni agricole e contadine

che permeano tutta la penisola. Per

recuperare un patrimonio “mangereccio”

anti-crisi che sta andando

perduto, Alessandro 42 anni, bolognese,

cuoco viaggiatore e Valentino

26 anni, video operatore e animatore

trotta-mondo hanno intrapreso

un viaggio in bici dalle Alpi allo

Stretto di Messina, alla riscoperta

delle buone tradizioni culinarie di

una volta, gelosamente custodite e

tramandate dalle nonne d’Italia.

Come nasce il progetto

“Un Cuoco da Strada”?

Volevo immortalare le storie vere

delle ultime generazioni di nonne

che hanno contribuito a fare l’Italia

di oggi con i loro sforzi e sacrifici

e, perché no, portare loro un microfono

nei paesini più sperduti della

penisola per dar voce ai loro racconti

e alle loro opinioni sui momenti di

difficile crisi che stiamo vivendo:

cosa farebbero per uscire da questa

situazione o che cosa semplicemente

fecero per uscirne dei momenti bui

del Dopoguerra.

Il tutto ovviamente passando per

la cucina e la gastronomia, anche

perché una volta la cucina intesa

come spazio fisico era il territorio

dove si scandiva il tempo delle

giornate, ci si riuniva e la vita

sociale si faceva lì.

Quali sono i valori che vuoi trasmettere

al pubblico attraverso

questa pedalata gastronomica in

giro per l’italia?

Innanzi tutto valori di ecosostenibilita,

visto che il viaggio è a cavallo

della in bici, con un budget di 9,90

euro al giorno. All’insegna della

crisi e dei pochi soldi a disposizione,

vorrei trasmettere l’idea che è

possibile far da mangiare bene con

pochi spiccioli e con quelle quattro

cose che si hanno in casa o che si

sono recuperate nell’orto.

Tutto in cucina si tiene, nulla si

butta. Le nonne non sono mai state

abituate a gettare cibo, ma a riciclarlo,

recuperarlo e trasformarlo.

Il viaggiare in bici ci permette di

percepire gli odori del territorio e

di vedere particolari che in auto o

in moto passerebbero inosservati.

Che cosa stai imparando dalle

nonne?

Dalle nonne sto imparando che la

storia si ripete sempre. Ci saranno

sempre privilegiati e sfortunati, ma

Un CUoCo da strada

sU faCebook

Segui su facebook.com/

uncuocodastrada il viaggio di

Alessandro e Valentino: con

i master dei pezzi più belli si

produrrà un film/documentario.

se vogliamo un futuro per le nuove

generazioni entrambe le categorie

dovranno fare un passo indietro e pensare

al pianeta e all’umanità come concetto

globale e non individualistico.

Ci “racconti” le due ricette più

economiche e più buone che hai

raccolto sino ad ora?

I frati ubriachi dolce trentino fatto con

pane bianco vecchio imbevuto in latte,

uova, grappa, quindi impanato, fritto in

olio e ripassato in un mix di cacao in

polvere e zucchero. E la famosa pappa

al pomodoro di nonna Natalizia: ad

un soffritto di aglio e rosmarino fresco

tagliati finemente, si aggiungono

pomodori freschi a pezzetti. Appena

questi ultimi incominciano a disfarsi,

si sala, si pepa e si aggiungono 8/10

foglie di basilico quindi si versa il

brodo poco a poco. Si aggiungono poi

dei pezzi di pane raffermo rigorosamente

insipido e e si termina la cottura,

spegnendo prima che il pane si faccia

polpa. Ottima anche fredda!

ViviConsapevole.it 13


Un

Le stagioni nell’orto

prato

da mangiare

Come trasformare il prato all’inglese

in un prato edibile

Grazia Cacciola – Erbaviola.com

Èarrivato finalmente uno dei

periodi più belli dell’anno

per l’orto e il giardino,

non solo per ricchezza di

fioriture e frutti, ma anche

per la ricchezza di idee e stimoli

a fare qualcosa di nuovo. Siamo

infatti in un periodo magico, in cui

si può ancora progettare ma contemporaneamente

si apprezzano già

i frutti degli sforzi della scorsa stagione

o delle semine invernali. Per

esempio, con aria di rinnovamento

verso una maggiore sostenibilità e

consapevolezza, si può decidere di

eliminare quell’anonimo pratino

all’inglese che piace solo alle vecchie

zie e che richiede tanta acqua e

tante, troppe, cure. Siamo ancora in

tempo, in questo trimestre, per progettare

e mettere in opera un nuovo

tappeto erboso eco-sostenibile,

un arazzo di erbe e fiori dalla

manutenzione meno impegnativa e

dal risultato molto più appagante.

Scegliendo essenze molto profumate

per il nostro “prato utile”, attireremo

anche gli insetti impollinatori,

le coccinelle che ci aiuteranno ad

14 ViviConsapevole - Primavera 2013

arginare i danni da afidi e tanti

altri “collaboratori” naturali per

il nostro orto. Senza contare che

avremo così anche un prato… mangereccio!

Il bellissimo aglio orsino

(Alliumursinum), per esempio, in

maggio regala splendide fioriture

bianche e un ottimo ingrediente per

i piatti estivi, dal pesto alle frittelle.

Aggiungiamo anche i più semplici

cicorini che in genere si estirpano

dai manti erbosi all’inglese, come

per esempio il Cichoriumintybus,

che può dare una bella fioritura

azzurra al nostro prato, mentre le

sue foglie accompagneranno ottime

insalate, risotti e ripieni. La scelta

è vasta, dal più comune Trifolium

Grazia Cacciola

*Siamo in un periodo magico, in

cui si può ancora progettare

ma contemporaneamente si

apprezzano già i frutti degli

sforzi della scorsa stagione o

delle semine invernali

pratense, con i suoi capolini dolci,

dal rosa al viola, ottimi crudi nelle

insalate estive, fino all’appariscente

Heliantustuberosus, che arriva sulle

nostre tavole come topinambur ma

che regala anche lussureggianti fioriture

di margherite gialle e si rinnova

praticamente da solo, di anno in

anno. La manutenzione di un “prato

utile” di questo tipo è facilissima:

ogni 10-15 giorni si rasa a 8-10 cm

di altezza con un tosaerba elicoidale,

quelli di tipo manuale… sempre

che non si preferisca, come la sottoscritta,

tagliare a mano pianta per

pianta quando stanno per sfiorire,

conservando parte delle fioriture per

composizioni e poutpourri!

Grazia Cacciola (www.erbaviola.com), è specializzata in tecniche agronomiche

ecosostenibili. È autrice di saggi professionali e manuali divulgativi sull’alimentazione

consapevole e gli stili di vita etici, tra cui L’orto sul balcone. Coltivare naturale in

spazi ristretti, FAG, e Scappo dalla città. Manuale pratico di downshifting, decrescita

e autoproduzione, FAG. Ha strutturato e supervisionato progetti dell’Unione Europea

per l’incentivazione delle coltivazioni con metodo biologico e biodinamico. È stata

l’esperta di coltivazione naturale nella trasmissione Geo&Geo, Rai3. Collabora con il

Movimento Decrescita Felice e diversi gruppi di transizione.


MARZO

Semina in semenzaio

Basilico, broccoli,

broccoletti, cardi, cavolfiori,

cavoli cappucci, cetrioli,

cipolle, lattuga, melanzane,

meloni, peperoni,

pomodori, sedano, sedano

rapa, zucchine.

Semina in vaso/piena

terra: Barbabietola rossa

da orto, bietola da coste,

carote, catalogna, ceci,

cicoria, fave, lattuga da

taglio, lattughino, piselli,

prezzemolo, rape, ravanelli,

spinaci, taccole, valeriana,

zucca, zucchina.

Trapianti

Bietole da costa,

catalogna, zucchine,

zucche.

Raccolta

Si raccolgono ancora

carciofi, cavoli cappuccio,

cicoria. Se si è seminato

in autunno, cominciano ad

essere disponibili i primi

ortaggi: bietole da coste,

indivia, fave, lattughe,

piselli, prezzemolo, ravanelli

e spinaci.

APRILE MAGGIO

Semina in semenzaio

Cavolfiori, cavolini di

Bruxelles, cavolo verza,

cicoria belga, indivia, lattuga,

scarola, sedano.

Semina in vaso/piena

terra: Anguria, bietole,

barbabietole rosse, bietole

da coste, carote, catalogna,

piselli, prezzemolo, rape,

ravanelli, scorzonera,

spinaci, zucche, zucchine,

erbette, cetrioli, fagioli,

fagiolini, melanzane, melone,

pomodori, porri.

Trapianti

Anguria, basilico, catalogna,

cavolo cappuccio, cetrioli,

cipolle, finocchi, indivia.

Impianti: Patate, batate,

asparagi, topinambur.

Raccolta: Bietole, cavoli

cappucci, indivia, lattuga,

piselli, prezzemolo, ravanelli,

spinaci. Tra le primizie

si raccolgono: basilico,

cetrioli, cipollotti, cipolle,

sedano, valeriana, zucchine,

borragine, asparagi, carote,

cicorie, lattughini nuovi.

Coltivare e coltivarsi Cucinare con nell’orto i bambini

Semina in semenzaio

Broccoli, broccoletti,

cavolfiori, cavolini di

bruxelles, cavolo cappuccio,

cavolo rosso, cavolo verza,

cicoria bionda, lattuga.

Semina in vaso/piena

terra: Tutte le cicorie,

fagioli bianchi, finocchi,

indivia, lenticchie, anguria,

barbabietole, bietole, carote,

cetrioli, cicorie, fagiolini,

fagioli, lattuga, melone,

peperoni, piselli, pomodori,

porri, prezzemolo, rape,

ravanelli, scorzonera,

zucche, zucchine.

Trapianti

Broccoli, broccoletti,

cardi, cavolfiori, cavolini

di bruxelles, sedano rapa,

anguria, basilico, cavolo

cappuccio estivo, cetrioli,

cipolla, indivia, lattuga,

melanzane, melone,

peperoni, pomodori, porri,

scarola, sedano.

Raccolta

Aglio, catalogna, finocchi,

patate novelle, taccole, tutte

le verdure da foglia pronte.

ViviConsapevole.it 15


Che cos’è

il sovescio

Un metodo efficace e naturale per nutrire sia il terreno che la pianta

Con la rivoluzione verde

(avvenuta nella seconda

metà del secolo scorso)

aveva preso il sopravvento

il concetto che i fertilizzanti

chimici fossero sufficienti per

nutrire la pianta, rendendo di fatto accessoria

la sostanza organica.

Nel tempo tale assioma ha mostrato i

propri limiti, e oggi è comumenente

nota l’importanza della sostanza organica

nella nutrizione vegetale: la maggior

parte dell’azoto, dello zolfo e una

frazione importante del fosforo sono

presenti sotto forma organica e la

loro liberazione progressiva da parte

della sostanza organica è un processo

importante che assicura la nutrizione

vegetale.

Ma la presenza della sostanza organica

è basilare soprattutto per le caratteristiche

fisiche del terreno. Sia nell’agricoltura

professionale che nei piccoli

orti le proprietà fisiche del terreno

assumono un ruolo fondamentale:

carenze nutrizionali, tossicità, infestazioni

da nematodi ed altro possono

essere facilmente risolte se la struttura

fisica del terreno è favorevole. In altri

termini il terreno deve essere in equilibrio,

pertanto la fertilità organica del

terreno è inderogabile. Tale armonia si

ottiene con l’uso del sovescio che è un

metodo efficace e naturale per fer-

16 ViviConsapevole - Primavera 2013

Dott. Agr. Antonio Lo Fiego per Arcoiris - Sementi Biologiche e Biodinamiche

tilizzare il terreno. Quando si usa il

sovescio si incrementa la sostanza organica

che migliora la fertilità fisica,

chimica e microbiologica del suolo e

si creano le condizioni affinché i microrganismi

terricoli possano attaccare

e trasformare la sostanza organica,

che mineralizzandosi libererà elementi

nutritivi essenziali alle colture. Per

questi motivi un suolo si considera

veramente fertile quando presenta una

fauna e una flora biologicamente atti-

va e molto varia, una buona struttura

e una conseguente ottima capacità di

degradazione del materiale organico.

In particolare nei suoli poveri di sostanza

organica l’interramento dei

sovesci, o dei residui colturali, assume

una grande importanza.

Cos’è il sovescio

Il sovescio è un’antica pratica agronomica

che consiste nella coltivazione

di essenze che in prossimità della


fioritura vengono trinciate, disidratate

per qualche giorno in campo ed incorporate

nei primi 25 cm di terreno

per migliorarne la fertilità. La massa

interrata viene subito attaccata da

macro e microrganismi che la trasformano

in parte in humus e in parte in

elementi nutritivi prontamente utilizzabili

(in particolare azoto) dalla

coltura che seguirà. Naturalmente più

fibra conterrà, maggiore sarà la resa

in humus.

Di fatto il sovescio è un mezzo per

concimare i terreni ed è una pratica

ampiamente utilizzata nell’agricoltura

biologica. In genere sostituisce

il letame e l’apporto di sostanza secca

e di azoto è equivalente, o addirittura

superiore, al letame stesso.

Il sovescio con le leguminose e con le

graminacee

Un sovescio costituito da leguminose,

grazie alla loro attività di fissazione

dell’azoto, aumenta significativamente

il contenuto in azoto del terreno.

Quando le essenze utilizzate hanno un

apparato radicale molto profondo, queste

arricchiscono gli strati superficiali

del terreno con elementi nutritivi prelevati

da quelli più profondi. Il sovescio

con le leguminose è particolarmente

importante dal momento che queste

sono tra le poche specie vegetali in

grado di fissare direttamente l’azoto

atmosferico al terreno.

Un altro tipo di sovescio è rappresentato

dalle graminacee che, essendo

ricche di fibra, formano più

humus che nutritivi di pronto utilizzo.

Essendo colture depauperanti che

sfruttano molto il terreno potrebbero

causare problemi di carenza di azoto

nella coltura successiva. L’ideale sarebbe

falciarle giovani o coltivarle in

miscugli con leguminose per stabilire

un equilibrio: le graminacee forniranno

il carbonio (molta fibra), mentre le

leguminose forniranno l’azoto (proteine

e azoto fissazione).

i benefiCi dei sovesCi sUl terreno

In genere le miscele da sovescio

hanno una grande rapidità e forza di

crescita, buona produzione di massa

verde, rusticità e buona resistenza alla

siccità, le radici riescono a sgretolare

il terreno arrivando in profondità e la

parte aerea attira una notevole quantità

di insetti pronubi (che trasportano

il polline da un fiore all’altro)

per un lungo periodo. Hanno anche

l’importante funzione di eliminare le

infestanti, comprese le più resisten-

Miscela Nove - 1 kg - euro 18,70

Arcoiris

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il numero verde 800 974 001

Orto e Giardino

• Aumentano la sostanza organica e di conseguenza migliorano

la fertilità.

• Rallentano i fenomeni erosivi mediante la copertura del suolo

(cover crop).

• Migliorano la struttura.

• Riducono le infestanti (malerbe).

• Hanno proprietà biocide nei confronti di funghi e parassiti (ad

esempio disinfestazione del suolo dai nematodi, dannosi per

gli orti e le serre).

• Limitano la perdita per dilavamento dei nitrati non utilizzati

dalla coltura precedente.

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ti, quali la gramigna. Consentono,

inoltre, l’arieggiamento dei terreni

asfittici a causa di troppo calpestio o

del tipo di struttura che impedisce di

svolgere le normali funzioni biologiche.

La conseguenza è l’arricchimento

della vita del sottosuolo, della

biodiversità e il riequilibrio dei vari

elementi utili a contenere e/o evitare

problemi causati da insetti dannosi

(es. afidi).

Miscela da sovescio a rapido crescimento ideale

per le serre e la semina estiva a pieno campo.

Grano saraceno, trifoglio alessandrino, trifoglio

persiano (resupinatum), facelia, rafano.

Miscela a rapida crescita con veloce copertura del suolo per un controllo

efficace delle malerbe. Esercita un’azione biofumigante e nematocida.

Ideale per coperture brevi. Ha un buon apporto di sostanza organica ed

azoto oltre ad avere un’azione ristrutturante del suolo.

ViviConsapevole.it 17


Medici

di noi stessi

18 ViviConsapevole - Primavera 2013

La dieta dei gruppi sanguigni del dottor Mozzi

è molto più di un semplice regime alimentare:

è un invito a riappropriarsi della salute imparando

ad ascoltare i messaggi del corpo

Angelo Francesco Rosso


Gruppo 0

Tutto sembra, fuor che un

medico: il dottor Mozzi ha

l’aspetto, la schiettezza e il

modo di fare diretto degli

uomini che lavorano la

terra – non sarà un caso che abbia

dato vita oltre trent’anni fa alla

cooperativa agricola Mogliazze – e

la voglia di condividere e divulgare

il sapere in maniera gratuita delle

menti illuminate dall’intelligenza

del cuore. Il suo libro La Dieta del

dottor Mozzi. Gruppi sanguigni e

combinazioni alimentari ha scalato

la classifica macrolibrarsi.it grazie

all’efficacia dei contenuti, che mettono

il lettore nella condizione non di

seguire semplicemente una dieta, ma

di imparare ad autogestire la propria

salute attraverso un ascolto preciso e

paziente dei segnali inviati dal corpo

in seguito all’ingestione di determinati

alimenti.

Mozzi ci insegna a curarci da soli,

a ritrovare il benessere e la vitalità

perdute, ad aver fiducia nelle risorse

del corpo e nelle nostre capacità di

ascolto e analisi: una bella sferzata

di empowerment che ci mette sulla

buona strada per poter diventare i

primi medici di noi stessi.

Sono stato nella sua azienda agricola,

a Mogliazze, per incontrarlo:

ecco un breve resoconto della nostra

lunga chiacchierata!

In internet ho cercato una tua biografia

trovando solo pochissime

informazioni. Mi racconteresti in

breve la vita del dottor Mozzi?

Sono nato a Bobbio, in provincia di

Piacenza, nel 1950: qui ho vissuto

una bella infanzia molto libera, trascorsa

all’aria aperta. Tutto l’anno

facevamo interminabili partite a pallone

sulle piazze; d’inverno stavamo

sotto i portici di Bobbio a giocare

a “figurini” e a palle di neve per le

strade; d’estate passavamo il tempo

sul fiume Trebbia, le cui acque erano

così pulite da poter essere bevute e

consentivano a parecchi pescatori

professionisti di vivere di ciò che

ricavavano dalla vendita del pesce

pescato. A Bobbio c’era tutto il

necessario e poco del superfluo. Ho

ricevuto un’educazione severa e spartana

e sono grato a mio padre, da cui

ho appreso l’essenzialità nei bisogni

e con cui ho in comune il tratto del

carattere che ci spinge ad anteporre

l’aiuto del prossimo al soddisfacimento

delle nostre necessità.

Ho frequentato a Bobbio le scuole

elementari e medie, a Piacenza il

liceo classico e a Parma la Facoltà

di Medicina. Alla fine del 1974,

mentre frequentavo l’università,

ho scoperto Mogliazze, un borgo

in stato di abbandono composto da

alcune case in pietra e posto sulle

Gruppo A

Gruppo AB Gruppo B

Intervista al dottor Mozzi

pendici dell’Appennino, otto chilometri

sopra il comune di Bobbio.

Nel gennaio 1978 è stata fondata la

cooperativa Mogliazze, dal nome del

borgo. Dopo varie peripezie, molta

pazienza e volontà, la maggior parte

delle case e dei terreni circostanti

sono stati acquistati dalla cooperativa

Mogliazze. Il villaggio è stato pian

piano restaurato e i terreni intorno

recuperati. Tuttora vivo in questo

piccolo borgo con la mia famiglia. A

Mogliazze ho vissuto a strettissimo

contatto con la natura e ciò ha dato

l’impronta risolutiva alla mia visione

del mondo e della medicina e mi ha

insegnato molto di quello che so. La

domanda che mi faccio spesso, come

uomo oltre che come medico, è che

cosa lasceremo in eredità alle generazioni

future. Più che il denaro sarebbe

importante consegnare loro il pianeta

in buono stato, cioè con il minor

tasso d’inquinamento possibile.

La dieta del Dottor Mozzi è il fenomeno

editoriale dell’anno 2012 su

Macrolibrarsi.it Cosa spinge così

tante persone ad acquistare il tuo

libro? Ci diresti in poche parole di

cosa parla?

Ci sono in circolazione diverse pubblicazioni

sulla relazione fra alimentazione,

salute e gruppo sanguigno,

però quasi tutte dicono le stesse cose,

ViviConsapevole.it 19


Intervista al dottor Mozzi

e tutte mancano della semplicità e

della praticabilità. La gente deve

capire che quando una persona mangia

una cosa, il suo corpo gli manda

a dire tutto: è un fatto e l’ho constato

in tanti anni di visite. L’introduzione

di materiale non tollerato può scatenare

tutta una serie di reazioni da

parte del nostro corpo: questo è ciò

che la gente percepisce, vede, si riconosce.

Le persone mi dicono: «Sì ho

mangiato questo e quest’altro e mi

viene quello». Questi sono i segnali

che la natura ha messo a disposizione

di in ogni essere umano, segnali che

fino ad ora non erano stati collegati

in modo preciso con l’introduzione

di determinate sostanze.

Non lo dico per vantarmi, ma ho

curato decine di migliaia di persone

e fra le altre cose ho sempre cercato

di mettere in relazione il sintomo con

l’alimentazione. Ho impiegato tantissimi

anni e con tanta cautela ho scritto

questo libro, perché non c’è nulla

di più importante della salute.

Quali sono le correlazioni fra il

cibo e il gruppo sanguigno?

È tutto lì. Ogni essere vivente ha

un suo DNA ben preciso. Il DNA

governa tutto. Dal comportamento, al

modo di reagire, al carattere. Lo stesso

accade con i vari alimenti. Appena

introduciamo una sostanza nel nostro

corpo, il sistema immunitario viene

allertato. Se la sostanza è giusta,

c’è l’ok del sistema immunitario, la

sostanza entra e viene trasformata.

Se invece la sostanza è dannosa, il

corpo si ammala.

Poi dipende, ovviamente se il contatto

è sporadico la reazione è impercettibile,

ma se è prolungato nel tempo

allora arrivano i problemi.

Per qualche giorno ho mangiato

solo mele e mi sentivo bene.

C’entra il mio gruppo sanguigno

che è A?

Ora hai 27 anni e non hai problemi.

20 ViviConsapevole - Primavera 2013

A 50 anni, ti potranno dare problemi.

Se le mangi cotte meno problemi.

Se poi stai attento ti accorgi che il

tuo corpo cambia reazione anche a

seconda della varietà di mela.

Una bambina di 5 anni si è accorta di

questo: «Piero ma lo sai che se mangio

la mela cotta non sto male e se

la mangio cruda sto male». Lei ha 5

anni, lo ha già capito.

Se ci ascoltassimo di più, se impiegassimo

più tempo a capire i segnali

del corpo e ad agire di conseguenza,

si potrebbero evitare le pandemie

di malattie croniche che stanno

affliggendo il mondo occidentale.

Pensiamo al diabete: si stima che in

Italia il 7% della popolazione abbia

il diabete. Si tratta di 4 milioni di

individui.

parola ai lettori: perChé leggere

la dieta del dottor mozzi?

“Dice chiaramente di porre attenzione ai segnali del proprio

corpo senza intestardirsi su ciò che fa male o bene rispetto ai

canoni di un freddo manuale. Questo è molto raro in quanto

in genere chi scrive un libro cade inevitabilmente in una

sponsorizzazione di tipo meccanico. Una stumento per la propria

salute da integrare con l’esperienza e la ricerca individuale.

Penso che acquisterò anche il libro di ricette”.

Raffaella su Macrolibrarsi.it

“Libro scritto in modo semplice, comprensibile e di facile

consultazione. Sperimentato in prima persona l’approccio

dietetico: risultati eccellenti, in termini di maggiore benessere ed

energia e disturbi digestivi e intestinale scomparsi. Lo consiglio

a tutti!”.

Carmen su Macrolibrarsi.it

“Dobbiamo ringraziare l’autore per aver scritto un libro di facile

comprensione, senza altisonanti termini scientifici ma diretto

all’uomo della strada. Di chiara comprensione anche le tabelle di

cibi consentiti e non. Ora sia io che mia moglie lo consultiamo

spesso prima di fare la spesa e il nostro stomaco ci sta

ringraziando”.

Alessandro su Macrolibrarsi.it

Quali sono i cibi che andrebbero evitati

da tutti e quali invece i cibi “virtuosi”

che fanno bene alla salute?

Non ci sono cibi da evitare tout

court e cibi che vanno bene per tutti.

Dipende dal proprio DNA, ovvero

dal proprio gruppo sanguigno.

Una cosa però è da tener presente:

all’alba delle nostre origini, i primi

uomini che hanno popolato la terra

erano cacciatori-raccoglitori, onnivori

con un’alimentazione basata sulle

proteine animali, le bacche, i semi,

i frutti spontanei della terra. Con

questo voglio dire che l’uomo non è

programmato per consumare cereali.

La natura non ha previsto campi di

grano e di riso da nessuna parte. La

natura ha messo uccelli nell’aria,

animali sulla terra, pesci nell’acqua,


La Dieta del dottor Mozzi – Gruppi sanguigni e combinazioni alimentari

Pagine 144 - euro 19

Come possiamo capire se stiamo bene pur non avendo cognizioni mediche?

Come possiamo ridurre drasticamente le nostre visite dal medico di base e dagli specialisti?

Come possiamo difenderci dalle malattie croniche?

Come possiamo mantenerci in salute?

Nel libro La Dieta del dottor Mozzi trovi le risposte a queste fondamentali domande.

«II gruppo sanguigno – scrive il dottor Mozzi – è dato da un’impronta genetica precisa che distingue ogni

individuo dagli altri, lo caratterizza e permette di capire come è fatto e come si comporta il nostro sistema immunitario.

E possibile utilizzare i quattro gruppi sanguigni 0, A, B, AB come una guida attendibile per scegliere

un’alimentazione idonea a ognuno, che può consentire un miglioramento del proprio stato fisico e una riduzione

del rischio di ammalarsi. Inoltre può aiutare a risolvere eventuali stati patologici.

Il testo cerca di fornire a tutti uno strumento per riappropriarsi della gestione quotidiana della propria

salute e occuparsi con cognizione di causa delle proprie condizioni fisiche, lasciando ai medici la gestione dei

traumi, delle urgenze e delle malattie di una certa rilevanza. Il campo delle intolleranze è un campo in cui attualmente

non esistono certezze. La verità assoluta risiede solo in noi stessi e ci si può avvicinare ad essa accostando

tra loro tante piccole verità.

I meccanismi biologici di un essere vivente sono molteplici per cui è

sufficiente che avvengano modificazioni in un equilibrio biologico perché

subentrino nuovi segnali e disturbi.

Si ritiene che ciò che abbiamo esposto sia solo l’inizio e non la conclusione

delle ricerche in merito alle intolleranze alimentari. Uno stimolo

da cui partire e che altri potranno sviluppare. Scoprire tutti i meccanismi

e i processi sottointesi alle intolleranze è un compito che lasciamo ai

ricercatori e ai biologi.

Si chiede agli operatori sanitari e a tutti gli studiosi del settore di perdonare

il linguaggio semplice, utilizzato volutamente per permettere a tutti

di comprendere come si possa gestire la propria salute.

Scrivendo questo testo ho anche onorato l’impegno che avevo preso con

le persone, pazienti o meno, che mi seguono da anni e che da tempo mi

chiedevano di mettere qualcosa per iscritto, in modo da avere uno strumento

pratico che li aiutasse a gestire meglio la propria salute».

bacche, radici, germogli, foglie. Un

consumo eccessivo di cereali non si

adatta alla struttura antica del corpo

umano. Conseguentemente mi preme

anche dire che il modo generico in

cui viene demonizzata la carne –

soprattutto da una certa parte dell’oncologia

– è a mio parere assurdo.

Certo se uno di gruppo A mangia la

carne si ammala: tumore allo stomaco,

gambe che si gonfiano. Se uno invece

è di gruppo 0 e mangia la carne va

bene, anzi se non gli si da la carne il

suo stato di salute peggiora. Il pesce,

poi, dipende dai vari tipi di pesci. Ma

prima, come succede per tutti i tipi di

animali, l’uomo era dotato di istinto

e dietro l’istinto c’è proprio il sistema

immunitario. Uno annusava una cosa

o la masticava e capiva se era adatta o

non adatta al suo corpo, e invece adesso

niente. Fino a pochi decenni fa c’era

questo istinto e tutti mettevano in relazione

lo stato di salute con quello che

Cosa leggere

Piero Mozzi

La Dieta

del Dottor Mozzi

Gruppi sanguigni

e combinazioni

alimentari

Mogliazze, 2012

Intervista al dottor Mozzi

Ordina su macrolibrarsi.it o chiama

il numero verde 800 974 001

mangiavano. Se vogliamo recuperare la

nostra salute dobbiamo riappropriarci

del sapere ancestrale di auto-ascolto e

auto-cura che la natura ci ha fornito e

che noi abbiamo eluso. Nel mio libro

spiego come e cosa fare: si tratta di

indicazione pratiche, precise e semplici

che poi ognuno può mettere in pratica e

verificare personalmente.

Leggi l’intervista integrale su:

http://bit.ly/Intervista-Mozzi

ViviConsapevole.it 21


Depura il fegato

in meno di

due giorni

La pulizia degli organi interni permette al nostro

fisico di rigenerarsi e di recuperare il benessere

Pierre Pellizzari

Alle nostre autovetture

cambiamo l’olio, i filtri,

sistemiamo la convergenza,

la pressione delle gomme,

aggiungiamo additivi nel

carburante… E cosa facciamo per il

nostro corpo, questa macchina meravigliosa

che non possiamo rottamare

né sostituire? La stragrande maggioranza

delle persone, niente! Eppure

sappiamo che il corpo dovrebbe

durare, che andrebbe coccolato, ripulito,

alimentato con cibi sani e rinforzato

con integratori validi. E invece,

il nostro corpo è trattato come un

cavallo da corsa che quando dà segni

di indebolimento viene frustato o

dopato (con farmaci o eccitanti). È

ora di capire quanto bene ci possiamo

fare andando a ripulire gli organi

interni e principalmente fegato, intestino

e reni.

È cosa ormai risaputa che il nostro

corpo agisce come un filtro nei confronti

di tutto quello che assorbe

(cibo, acqua, ma anche aria, stress ed

emozioni) e che in alcuni casi è un

concentratore di prodotti indesiderabili

che vi si accumulano. Quindi

applicando con impegno i metodi di

pulizia, il corpo può essere rinnovato,

ringiovanito e gli acciacchi possono

sparire, fino addirittura a ristabilire

uno stato di salute “traballante”. E la

maggior parte di questi metodi può

avere un costo bassissimo.

22 ViviConsapevole - Primavera 2013

Pulizie fisiche

I metalli pesanti che ingeriamo non

vengono eliminati naturalmente:

l’organismo li accantona e li accumula.

L’essere umano che si nutre di

carne o di pesce presenta dei livelli

di metalli pesanti superiori a quelli di

un vegetariano. Questo perché anche

gli animali sono degli “accumulatori”

di metalli pesanti e quindi ne contengono

molto più dei vegetali.

Oltre alle tossine che ci giungono

dall’ambiente o dall’alimentazione,

siamo esposti anche ad alcuni parassiti

contenuti nei cibi che ingeriamo oppure

che ci vengono trasmessi da altre

persone attraverso contatti fisici: noi

umani possiamo essere “colonizzati”

da parassiti (funghi, batteri, virus,

vermi, insetti ecc.) nelle varie parti del

corpo. La buona notizia è che esiste

un modo semplice e poco costoso per

eliminare questi ospiti indesiderati.

Prima di ripulire i vari organi, è

opportuno fare una pulizia di base

dell’organismo, andando a eliminare

i parassiti e gli accumuli di metalli

pesanti e di tossine. Molte persone

però potrebbero non osservare

miglioramenti fisici, sia perché hanno

un tipo di alimentazione corretta che

già da sola ripulisce gli organi, sia

perché questo genere di pulizia si

svolge con tempi lunghi. Perciò il

mio consiglio è quello di iniziare con

la pulizia del fegato che si esegue in

meno di 24 ore, produce dei risultati e

un benessere immediatamente visibili:

l’organismo si libera dalle tossine,

lo stato generale migliora assieme

alla digestione, che è alla base di una

buona salute. Si tratta certamente della

procedura di pulizia che si esegue più

rapidamente e che dà le maggiori e

immediate soddisfazioni.

In caso di patologie gravi, è la pulizia

che considero più efficace e urgente.

Ha anche il vantaggio di consentire

alla persona in via di guarigione di

osservare gli effetti di un metodo

semplice, vedendo come reagisce il

proprio organismo (attraverso l’osservazione

dei calcoli espulsi nelle

feci, del colorito e della tonicità della

pelle, delle reazioni visibili sulla lingua

e attraverso un nuovo senso di

benessere). La voglia di procedere

con altre pulizie sarà incontenibile.

ingredienti

- sale amaro (solfato di magnesio): 4

x 20 g. In farmacia si trovano buste

da 30 g. Costo inferiore a 5 euro;

- mezza tazza d’olio d’oliva (75 ml);

- il succo di 2 pompelmi rosa freschi

(100 ml).

metodo

Supponiamo di fare la pulizia tra

sabato e domenica. Nelle 24 ore che

precedono, è meglio seguire una

dieta liquida (passato di verdura o


centrifughe di verdure o frutta, miele

ecc.).

Sabato dalle ore 15:00 fino a domenica

alle ore 13:00: non si mangia

più niente e si può bere solo acqua.

Sabato ore 18:00: assumere 20 g di sale

amaro in mezzo bicchiere d’acqua.

Sabato ore 20:00: assumere 20 g di sale

amaro in mezzo bicchiere d’acqua.

Sabato ore 22:00: bere una miscela

emulsionata (agitata) del succo di

pompelmo con l’olio di oliva, poi ci

si sdraia a pancia in su entro 5 minuti,

rimanendo immobili per 20 minuti

sdraiati supini con le braccia appoggiate

sul letto sopra la testa. Passato

questo tempo, ci si può girare e dormire

normalmente.

Domenica, al risveglio ma non prima

delle 06:00: assumere 20 g di sale

amaro in mezzo bicchiere d’acqua.

Domenica, due ore dopo: assumere

20 g di sale amaro in mezzo bicchiere

d’acqua.

Domenica, altre due ore dopo: si può

iniziare a prendere succhi di frutta.

Domenica ore 13:00: si può mangiare

un pasto leggero.

il risUltato

Osservando le prime feci evacuate

dopo il risveglio della domenica,

si noteranno degli elementi insoliti

galleggiare sull’acqua della tazza del

WC. Schiarendoli versando dolcemente

dell’acqua, avranno l’apparenza

similare a quelli della foto in alto

a destra (per riferimento: la distanza

Cosa leggere

Pierre Pellizzari

Ripulire i propri organi

Il Punto d’Incontro, 2005

Ordina su macrolibrarsi.it o chiama

il numero verde 800 974 001

tra due fori della carta – da centro a

centro – è di 15 mm).

Generalmente sono di colore verde. A

seconda delle persone, questi calcoli

biliari possono essere più grossi o

più piccoli, più rossi, più gialli o più

bianchi. La loro caratteristica comune

è che sono morbidi e che galleggiano,

sono palline di colesterolo accumulatesi

nei dotti biliari e nella cistifellea.

Dopo questa pratica, ci si sente subito

più leggeri, più puliti internamente

e in alcuni casi, per chi ne fosse

affetto, scompaiono istantaneamente

i dolori della parte alta della schiena.

note

Il solfato di magnesio è un lassativo.

Perciò chi è affetto da diarrea

problematica (colon irritabile)

dovrebbe astenersi dalla pulizia del

fegato. Dovrebbe previamente ripulire

e rinforzare l’intestino assumendo

probiotici. Sembra che le persone

che hanno subito l’ablazione della

milza debbano ridurre di metà i

dosaggi indicati per evitare effetti

indesiderati.

Focus: depurarsi a primavera

Borgo Valdibrucia,

il rifugio salutistico

Valdibrucia è un borgo situato

all’estremità orientale della Toscana,

più vicino a Rimini (65 km) che a

Firenze (125 km), costituito dalle

ultime case di una strada comunale

sterrata, a 7,5 km dal centro di Badia

Tedalda (AR). Dopo l’acquisto del

borgo, avvenuto a fine 2007, abbiamo

fatto parecchi lavori di ristrutturazione

e ora abbiamo una capacità ricettiva di

45 persone.

Valdibrucia è un luogo alternativo

in vari sensi: a livello energetico

produciamo più di 17.000 kWh

all’anno grazie a 80 mq di fotovoltaico

e a un generatore eolico da 3,5

kW, abbiamo inoltre pannelli solari

termici, una caldaia a biomassa

e un riscaldamento a pavimento.

Proponiamo una alimentazione

vegetariana e quasi sempre biologica.

È un centro alternativo anche per

il modo in cui comprendiamo le

malattie, considerandole come

espressioni e manifestazioni intelligenti

dell’organismo: cerchiamo quindi di

aiutare le persone a rilassarsi in questa

comprensione, aumentando il loro

livello di consapevolezza.

Potete seguire i programmi e

l’evoluzione di Valdibrucia consultando

il sito www.valdibrucia.it. Per contatti,

scrivete a: valdibrucia@virgilio.it.

Leggi l’articolo completo sul centro in

Valdibrucia su: http://www.viviconsapevole.

it/articoli/valdibrucia-un-sogno-in-via-direalizzazione.php

Pierre Pellizzari

Pierre Pellizzari è nato e ha studiato in Belgio, ma risiede in

Italia. Da 15 anni si dedica a tempo pieno alle riflessoterapie

e alla naturopatia. Divulga e pratica metodi di comprensione

e accompagnamento delle malattie che sono dettagliati

nei suoi libri. Ha acquistato e sta ristrutturando il borgo

Valdibrucia, trasformandolo in un accogliente “rifugio

salutistico”.

ViviConsapevole.it 23


La disintossicazione

intestinale

Ecco come risolvere colite, stitichezza, gonfiori

addominali, sovrappeso, candida, cistite, prostatite

e altre patologie

Simona Oberhanmer

La salute è qualcosa che tutti

desideriamo. Spesso è possibile

raggiungerla proprio

partendo da un primo aspetto

fondamentale: il benessere

intestinale. Se infatti il colon

non funziona bene, non è solo questa

parte del corpo ad esserne colpita, ma

l’intero organismo. L’evacuazione

quotidiana, però, non sempre è

sufficiente per eliminare tutte le

scorie che si accumulano nel colon.

Quando si intraprendono le tecniche

di disintossicazione intestinale lo si

può notare personalmente: si eliminano

grandi quantitativi di detriti che

intossicavano il corpo. Tanti soffrono,

senza saperlo, della tossiemia

intestinale, cioè di un eccesso di

tossine nell’organismo, che circolano

nel sangue e nella linfa, per depositarsi

nei tessuti, negli organi, nelle

cellule, facendo ammalare il corpo.

Questo concetto è fondamentale in

Naturopatia: quando l’organismo

viene disintossicato e alleviato dal

carico tossiemico la salute migliora

da subito! Il nostro corpo, infatti, è

come la nostra casa: i rifiuti vanno

eliminati regolarmente e completamente,

per vivere in un ambiente

salubre.

La disintossicazione intestinale, cardine

di qualsiasi terapia naturale, è

efficace per:

24 ViviConsapevole - Primavera 2013

i disturbi dell’intestino: stitichezza,

colite, disbiosi, sindrome da

colon irritabile, emorroidi, meteorismo;

i disturbi urologici: cistite,

infiammazione delle vie urinarie;

i disturbi ginecologici: vaginite,

candida;

i disturbi dell’apparato osteoarticolare:

reumatismi e artrosi;

i disturbi dell’apparato cutaneo:

dermatiti, eczemi, acne, brufoli;

l’affaticamento epatico;

il dolore in generale;

la debolezza del sistema immunitario;

lo smaltimento di sostanze tossiche

quali farmaci, chemioterapici,

inquinanti ambientali e del cibo;

ridurre e snellire la pancia;

regalare un nuovo senso di leggerezza

e purezza.

Un colon depurato, inoltre, lo si nota

subito: la pelle diventa più liscia e

luminosa. La disintossicazione intestinale

è la “crema” migliore per il

viso e per il corpo.

Come funziona l’intestino sano

L’evacuazione deve avvenire almeno

una volta al giorno. Secondo la

Naturopatia meglio due. In questo

modo il colon si libera regolarmente

delle scorie, evitando che le tossine

permangano all’interno. Le feci

devono essere morbide e ben formate.

Se sono troppo dure, o troppo

liquide, o appiccicose, o oleose, o

con presenza di muco significa che

l’intestino non sta funzionando bene

e necessita di disintossicazione.

L’evacuazione deve essere anche

quasi completamente inodore. Se è

maleodorante significa che il colon è

intossicato.

Disintossicare l’intestino

naturalmente

Quando si consumano le fibre è

necessario fare molta attenzione:

se non lo si fa nel modo corretto

la stitichezza può peggiorare, la

diarrea diventare costante, il colon

si può infiammare e la pancia gonfiare

cronicamente. Io consiglio di

abituarsi con gradualità alle fibre

e di scegliere il semi-integrale per

quanto riguarda i cereali. Se infatti

i cibi raffinati affaticano l’intestino,

altrettanto succede con i cibi integrali

che possono infiammare il colon

o causare ostruzione intestinale.

Essendo inoltre ricchi di acido fitico,

se assunti in eccesso, possono ridurre

l’assorbimento dei sali minerali, per

esempio dello zinco. Le farine raffinate

agiscono invece nel colon come

una “colla”: lo ostruiscono e rendono

l’evacuazione difficile. Tra i cereali

è particolarmente consigliato l’orzo


*Il nostro corpo è come la

nostra casa: i rifiuti vanno

eliminati regolarmente e

completamente, per vivere

in un ambiente salubre

perlato: esercita un’azione ammorbidente

e sfiammante.

L’assunzione di liquidi è fondamentale

per la buona funzionalità

intestinale. Quando il corpo non è

idratato nel modo corretto è obbligato

a estrarre i liquidi proprio dalle feci,

che diventeranno secche e dure, con

conseguente difficoltà di evacuazione.

I liquidi estratti in questo modo,

inoltre, intossicano l’organismo e

causano patologie di ogni genere. Ci

sono dei liquidi che idratano meglio

l’organismo di altri: sono quelli biologici,

provenienti da frutta e verdura.

Sono più efficaci della semplice

acqua, perché ricchi di vitamine e sali

minerali organici, cioè già elaborati

dalla pianta in una forma particolarmente

compatibile con il nostro

organismo.

Spesso l’azione migliore per la stitichezza

non riguarda l’utilizzo di prodotti

lassativi ma un intervento ad

ampio raggio: se il fegato, per esempio,

produce bile in modo equilibrato

si ottiene la miglior azione lassativa.

Anche una sana flora batterica intestinale

è il miglior regolarizzatore

dell’evacuazione.

Non tutti i lassativi naturali sono

benefici. Alcuni come la cascara, il

rabarbaro, la senna o la cassia hanno

un’azione catartica: cioè fanno funzionare

l’intestino perché lo irritano.

Queste piante si trovano in tantissimi

prodotti naturali, proposti sia per

i problemi intestinali che per altri

disturbi. È sconsigliato assumerle!

Quindi quando si acquista un prodotto

è utile verificare che non siano

presenti. Utilizzare queste sostanze

nel lungo periodo è dannoso quasi

quanto un farmaco.

Pepe e peperoncino causano

infiammazione: gli alimenti piccanti,

speziati e troppo saporiti, specialmente

se assunti quotidianamente,

hanno un’azione di surriscaldamento

dell’apparato digerente. Il colon si

infiamma e viene danneggiata la flora

batterica, causando diversi disturbi

intestinali. Lo zenzero, in qualsiasi

forma, è invece molto benefico: ha

un’azione antifermentativa e antiputrefattiva.

È consigliabile assumerlo

Focus: depurarsi a primavera

disintossiCarsi da sUbito Con la CUtiCola di psillio

Al mattino, al risveglio, versate mezzo cucchiaino, non di più, di cuticola

di psillio (si può acquistare in erboristeria o in farmacia) in un bicchiere e

stemperare con acqua tiepida, riempiendo il bicchiere per circa un terzo.

Mescolate bene, dissolvendo i grumi e bevete subito. Poi assumete una

bevanda calda: tra le più indicate vi è l’acqua con succo di mezzo limone; in

caso di gastrite optate invece per la tisana di malva. Proseguite con la vostra

routine mattutina e al termine fate colazione (in modo da lasciare un certo

spazio prima di ingerire cibo). Questo rimedio naturopatico agisce come uno

“spazzino” dell’apparato gastro-intestinale e regolarizza l’evacuazione in modo

naturale. Va assunto per due settimane, poi una settimana di riposo e quindi,

a necessità, si può ripetere. Per vedere un intero video sulla disintossicazione

intestinale: http://youtu.be/5t4l0tApoBk

Dottoressa Simona Oberhammer

È naturopata, specializzata in nutrizione, bioterapie e

idrocolonterapia (USA). Ha ideato diversi metodi. Tra i principali:

• Naturopatia Oberhammer®, naturalmente sani;

• Eucolon®, disintossicazione intestinale;

• Olofem,®, la Via Femminile.

La dottoressa diffonde i suoi metodi in Italia e all’estero con libri,

conferenze e corsi organizzati. Per maggiori informazioni: www.

simonaoberhammer.com; facebook.com/naturopatiaoberhammer.

ai pasti. La tolleranza è personale:

va ridotta la quantità quando si sente

bruciare lo stomaco. In caso di gastrite

è controindicato.

Le intolleranze alimentari sono

spesso causate da un colon intossicato:

migliorando la funzionalità

intestinale migliora anche la capacità

di digerire tutti cibi, senza doversi

privare degli alimenti preferiti.

La sedentarietà è una causa di

tossiemia intestinale: se non si ha

il tempo per muoversi con regolarità

è consigliato praticare alcune respirazioni

profonde, addominali (cioè

gonfiando bene la pancia). Esercitano

un effetto positivo sul colon.

E i lavaggi intestinali?

I lavaggi intestinali sono una pratica

antica ed estremamente benefica; la

mia lunga esperienza con questa tecnica

mi ha portato a preferire i lavaggi

intestinali effettuati con sostanze

terapeutiche rispetto alle idrocolonterapie.

I lavaggi si praticano facilmente

in casa, con costi bassissimi

e risultati sorprendenti. Poiché, se

non effettuati correttamente, possono

anche essere piuttosto dannosi, è

fondamentale impararli bene, da un

terapeuta esperto.

Leggi l’articolo completo su:

bit.ly/WgXohP.

ViviConsapevole.it 25


Depurati con la

Terapia Gerson

Succhi di frutta e verdura fresca per disintossicare il

corpo, prevenire e curare le malattie croniche

La terapia nutrizionale del

dottor Max Gerson per la

guarigione e prevenzione

del cancro e di altre malattie

“incurabili” è un approccio

totale al problema delle malattie

croniche. Gerson ha osservato che

«ristabilendo il meccanismo risanatore

del corpo», cioè correggendo le

turbe del metabolismo che portano

allo sviluppo delle malattie croniche,

tutti i sistemi dell’organismo possono

ritornare al giusto funzionamento. Il

corso delle malattie croniche, cancro

incluso, può così essere invertito. Il

dottor Gerson sostiene che nel cancro

è decisivo il mutamento del quadro

patologico generale, e non locale. In

altre parole il cancro è una malattia

non-specifica, e di conseguenza

anche la terapia è non-specifica.

La terapia Gerson è impiegata con

pazienti di ogni età, affetti da ogni

tipo di cancro, e si adatta anche al

trattamento di malattie croniche

non maligne: dall’asma al diabete,

dall’artrite alla sclerosi multipla,

dalle malattie cardiovascolari a

quelle cosiddette autoimmuni. La

26 ViviConsapevole - Primavera 2013

guarigione da patologie non maligne

è quasi routine, a meno che i danni

causati dal prolungato utilizzo di

certi tipi di farmaci non siano troppo

devastanti.

Come funziona

La terapia si articola in tre stadi. La

prima fase è la disintossicazione: si

realizza somministrando ai pazienti

notevoli quantitativi di succhi di frutta

e di verdura biologica fresca, uno

speciale passato che stimola l’eliminazione

attraverso i reni, e un grande

numero di clisteri di caffè (biologico),

poiché la caffeina serve ad aprire

i dotti biliari che liberano grandi

masse di materiale tossico. I succhi

Margaret Straus

freschi contribuiscono anche alla

seconda parte della terapia: aiutano il

corpo a ottenere le sostanze nutrienti

essenziali, i minerali e le vitamine in

forma facilmente digeribile. In questa

seconda fase vengono somministrati

altri alimenti: frutta e verdure, crudi o

appena cotti, rigorosamente coltivati

con sistemi biologici, insalate verdi

e il passato già citato, preparato di

fresco con verdure ed erbe specifiche.

I succhi stimolano inoltre il fegato i

reni a eliminare le tossine accumulate.

La terza fase del trattamento è

la terapia epatica di sostegno sotto

forma di ioduro organico e inorganico,

notevoli quantitativi di una

combinazione di tre sali di potassio


in soluzione al 10% (acetato, gluconato

e fosfato di potassio), enzimi

pancreatici e vitamina B3. È risaputo

che nelle patologie croniche e

infiammatorie il corpo è in uno stato

acido. La dieta Gerson è altamente

alcalinizzante e questo è senz’altro

uno dei motivi del suo successo.

L’ossigenazione del sangue, il funzionamento

degli enzimi pancreatici, il

debellamento dei radicali liberi, sono

solo alcune delle attività che dipendono

da un pH alcalino.

Il Gerson Institute di San Diego

(www.gerson.org) possiede la documentazione

di centinaia di casi di

patologie “incurabili” completamente

risolte con la terapia Gerson.

Prevenzione ed Epigenetica

Chiaramente, se risolvere i problemi

principali della malattia degenerativa

– tossicità e carenze secondo

Gerson – porta alla guarigione del

paziente, l’adozione di una dieta

basata su piante biologiche, preparate

al momento, senza sale o grassi

aggiunti, un’attenzione al buon funzionamento

del sistema eliminatorio

del corpo, l’evitare tossine da fumo,

alcol, prodotti per la bellezza, farmaci,

inquinamento di varia natura

dovrebbero essere la ricetta per la

prevenzione. Inoltre, una mente

serena e del movimento quotidiano

hanno una indubbia importanza.

Ultimamente la scienza dell’Epigenetica

ha confermato indirettamente

le idee di Gerson: l’eredità genetica

è solo minimamente determinante

del destino dell’individuo per quanto

riguarda la salute. È stato dimostrato

oltre ogni dubbio che il consumo di

certe verdure impedisce a disturbi

potenzialmente presenti nei geni di

esprimersi.

Dove e come praticare la terapia

In Europa esiste un Health Centre

nelle colline appena fuori Budapest

dove in sessioni di due settimane

Focus: depurati a primavera

*

La terapia Gerson è impiegata con pazienti

di ogni età, affetti da ogni tipo di cancro,

e si adatta anche al trattamento di

malattie croniche non maligne: dall’asma

al diabete, dall’artrite alla sclerosi multipla,

dalle malattie cardiovascolari a quelle

cosiddette autoimmuni

la storia di max gerson

Per curare le severe emicranie di cui soffriva, il dottor Gerson aveva

sviluppato una terapia biologica non selettiva in Germania negli anni

’20. Ottenne presto fama internazionale per i suoi successi nella cura

della tubercolosi. Il celebre medico e chirurgo Ferdinand Sauerbruch

ricorda nella sua autobiografia, la sperimentazione della Terapia

Gerson da lui organizzata con 450 pazienti malati di Lupus: 446

guarirono completamente. Gerson sviluppò la Terapia anticancro a

New York a partire dal 1936, ottenendo il 40% di successi con casi di

cancro in gran parte terminali.

viene insegnata ai pazienti e ai loro

familiari la pratica della Terapia

Gerson sotto la guida di medici e

terapisti, alcuni dei quali sono dei

pazienti guariti. Ai pazienti viene

insegnata la dieta e la preparazione

dei succhi e, dopo il ritorno a casa, i

medici del centro rimangono a disposizione

per consultazioni telefoniche

(www.gerson.hu; info@gerson.hu).

In Italia trovare assistenza qualificata

nella pratica della terapia non

è facile: sono pochissime le persone

con sufficiente esperienza per seguire

malati gravi.

Per notizie a proposito di conferenze

e seminari e per informazione su

dove reperire il necessario per seguire

la terapia, si può contattare l’autrice

di questo articolo presso

associazione.gerson@gmail.com.

Cosa leggere

Charlotte Gerson

Beata Bishop

Guarire con il

Metodo Gerson

Libro + DVD

Come sconfiggere il

cancro e le altre malattie croniche

All’interno il DVD “Se Solo

Avessimo Saputo...”

Macro Edizioni, 2012

Ordina su macrolibrarsi.it o chiama

il numero verde 800 974 001

ViviConsapevole.it 27


Succhi freschi

preparali con la

CENTRIFUGA

Meravigliosi succhi sani, freschi, naturali

e ricchi di nutrienti con la centrifuga

Versapers che lavora a bassa velocità

La Versapers Emotion 2G è

una centrifuga di nuova generazione,

da poco presente sul

mercato italiano e in vendita

su Macrolibrarsi.it. La sua

caratteristica principale è quella di

lavorare a bassa velocità (80 giri al

minuto), mantenendo intatti i nutrienti

di frutta, verdura ed erbe utilizzate.

Indispensabile per tutti gli appassionati

di raw food, la Versapers sta

conquistando un pubblico sempre più

ampio, poiché è l’elettrodomestico da

cucina fondamentale per chi è attento

all’alimentazione e allo stile di vita e

vuole mantenersi in salute integrando

i succhi freschi nella propria dieta.

Per capire meglio come fuziona la

centrifuga e quali sono i suoi benefici,

abbiamo intervistato Erica, una cliente

Macrolibrarsi.it che ha acquistato

una Versapers da alcuni mesi.

Perchè hai scelto di acquistare la

centrifuga?

Dopo aver letto diversi libri in merito

al consumo di centrifugati di frutta

e verdura mi sono posta la seguente

28 ViviConsapevole - Primavera 2013

domanda: perché non mangiare le

verdure e i frutti interi anziché estrarne

il succo e scartare le fibre? Ho

trovato una risposta soddisfacente

nel libro Succhi Freschi di Frutta e

Verdura di Norman Walzer (Macro

Edizioni): «Il cibo solido richiede

molte ore di attività digestiva prima

che il rispettivo nutrimento sia disponibile

per le cellule e i tessuti del

corpo. Le fibre nel cibo solido non

hanno praticamente alcun valore

nutritivo ma funzionano come una

scopa nell’intestino durante l’attività

peristaltica, quindi c’è bisogno di

mangiare cibi crudi oltre ai succhi da

bere. Ma è anche vero che l’eliminazione

delle fibre che avviene quando

si estrae il succo, rende i succhi stessi

velocemente digeribili e assimilabili

a volte nel giro di pochi minuti, con

il minimo sforzo e lavoro da parte

dell’apparato digerente».

Dopo questa esauriente risposta, e

dopo aver visto in azione la centrifuga

Versapers in occasione del convegno

di Byron Katie a Bellaria (primavera

2012) ho deciso di acquistarla.

La Redazione

Qual è la differenza tra questo

prodotto e la centrifuga classica?

Lo spremitore Versapers è a lenta

estrazione di succo ed è costituito

da un meccanismo completamente

differente rispetto una centrifuga

classica: con la Versapers il succo è

ottenuto con la spremitura piuttosto

che con la macinatura o la forza

centrifuga. È un nuovo prodotto

in grado di produrre latte di soia e

di mandorla e di estrarre succo da

frutta e verdura e altri tipi di succhi

da prodotti freschi. La caratteristica

principale di questo strumento è

la sua capacità di lavorare a basse

velocità (80 giri al minuto) così che

i succhi prodotti mantengono tutte

le proprietà alimentari e benefiche

degli ingredienti freschi. La vite di

spremitura a bassa velocità spreme

i prodotti anziché macinarli e ciò

permette di ottenere un succo con

un sapore naturale, di colore puro

preservando le vitamine e le sostanze

nutritive. Il metodo di spremitura

a freddo aiuta a mantenere le

sostanze nutrienti vitali e vive.


i molti benefiCi del versapers emotion 2g

a movimento lento:

• Succhi migliori: con più vitamine e antiossidanti,

dal sapore migliore e maggiore freschezza. Nessuna

bava o schiuma, e nessuna separazione come si

verifica con altri spremitori.

• Rendimenti più elevati: la Versapers Emotion 2G a

movimento lento estrae il 50% in più di succo di una

centrifuga tradizionale nel 50% del tempo.

• È economica: ottiene la maggior quantità di succo dalla

minima quantità di frutta.

• Si pulisce da sola: basta versare acqua nella bocchetta

dello spremiagrumi quando si passa a un altro tipo di frutta,

ortaggio o foglia verde.

• Piccole dimensioni.

• Succhi di erba: la Versapers Emotion 2G eccelle nella

produzione di succo di ortaggi a foglia verde e erba di grano.

• Spremitura a doppio stadio: il succo viene estratto durante

la prima fase di frantumazione e, prima che la polpa venga

espulsa, viene compressa durante la fase di seconda

spremitura.

Versapers riduce la quantità di rifiuti

ed è molto economica perché spreme

il succo dalla frutta e verdura fresche

fino all’ultima goccia. Il succo ha

un contatto minimo con l’ossigeno e

quindi rimane fresco fino a un massimo

di 48 ore in frigorifero.

Come descriveresti i succhi preparati

con la Versaper?

Buonissimissimi, freschissimi, nutrienti,

vivi: sono una vera e propria sferzata

di energia da consumare in qualsiasi

momento della giornata. Sono indispensabili

al mattino per iniziare un

nuovo giorno con la giusta carica: un

succo estratto al momento da ingredienti

di qualità ti fa sentire subito attiva,

mentalmente e fisicamente.

A chi e perché consiglieresti questo

prodotto?

Il prodotto è consigliabile a tutti.

Il corpo umano dipende in maniera

indissolubile dalla qualità del cibo di

cui si nutre e dalla sua compatibilità

con i bisogni del nostro stesso organismo:

con Versapers è possibile rispondere

in maniera ottimale alle necessità

nutritive del corpo.

Vuoi condividere alcune ricette che

hai “creato” e che utilizzi abitualmente?

Diciamo che le ricette nascono spontanee

dai gusti e dalle verdure e frutta

di stagione, ma questi abbinamenti

sono davvero ottimi:

- melograno-zenzero

- carota-mela verde-kiwi

- ananas e zenzero (strepitoso)

- bietola-carota-mele verdi

- pompelmo rosa-zenzero-limone

Grazie Erica per la disponibilità

a condividere con i lettori di

ViviConsapevole la tua esperienza

con la Versapers!

Grazie a voi e buoni succhi a tutti!

Cosa leggere

Focus: depurati a primavera

Norman Walker

Succhi Freschi di Frutta

e Verdura

Macro Edizioni, 2012

Colette Hervé Pairain

Nadège Pairain

Le Incredibili Virtù

dei Succhi Verdi

Ridurre il rischio di ammalarsi

aumentando vitalità e salute

Punto d’Incontro, 2012

Judith Millidge

Frullati, succhi e spremute

Più di 200 ricette fatte in casa

Macro Edizioni, 2005

Ordina su macrolibrarsi.it o chiama

il numero verde 800 974 001

Centrifughe consigliate

Centrifuga Versapers Emotion

Pearl 2G

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senza manico

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provvisto di manico

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ViviConsapevole.it 29


Le erbe selvatiche, che oggi

consideriamo infestanti perché

spuntano non richieste

nel nostro prato, un tempo

aiutavano a sbarcare il lunario.

Nei periodi di carestia o di guerra,

insaporivano pietanze o costituivano

il pasto principale. Le erbe selvatiche

possiedono infatti profumi e sapori

che non troviamo nelle verdure comunemente

in commercio.

Se decidiamo di raccogliere erbe

selvatiche dobbiamo seguire alcuni

semplici accorgimenti: non raccogliere

piante vicino alle strade, ai campi

trattati con concimi chimici o che non

conosciamo.

In questo periodo dell’anno sono davvero

molte le erbe belle e selvatiche

che, durante una salubre passeggiata

in mezzo al verde, possiamo trovare

e utilizzare per insaporire le nostre

pietanze o per depurare il nostro organismo.

Alcune di queste sono molto

comuni, altre poco conosciute, ma

non per questo meno preziose.

Buone da mangiare

Cardo Mariano (Sylibun

Marianum): è una pianta non

molto amata, soprattutto dai contadini,

a causa dei suoi spini robusti

che procurano graffi. È un carciofo

selvatico, ha foglie larghe e

lucenti e fiori violetti. Sono molte

le leggende nate attorno a questa

pianta. La più popolare è quella

che fa derivare il nome “maria-

30 ViviConsapevole - Primavera 2013

Erbe belle e

selvatiche

no” dal latte che la Madonna fece

cadere sulle sue foglie, mentre

allattava Gesù, durante la fuga da

Betlemme; in epoca più recente

era il simbolo della casa reale degli

Stuart d’Inghilterra. Con le radici

si può preparare una confettura da

spalmare sui crostini o buona per

accompagnare il lesso.

Vitalba (Clematis Vitalba): questa

pianta rampicante infestante è facile

da incontrare durante le passeggiate

lungo i sentieri, avviluppata

ai tronchi degli alberi. Come tutte

le ranuncolacee da adulta è tossica,

ma se si raccolgono i germogli,

freschi e giovani in primavera, è

possibile preparare una buonissima

frittata. Nel passato era conosciuta

come “erba dei cenciosi”, perché

veniva usata dai mendicanti per

procurarsi ulcerazioni e impietosire

le persone. Provoca infatti ulcerazioni

se sfregata sul corpo.

Ortica (Urtica Urens e Urtica

Diona): è una delle erbe selvatiche

più conosciute e viene utilizzata

per le sue qualità officinali e

tessili, oltre ad essere un ottimo

alimento per preparare gustosi

piatti. Il suo nome deriva dal latino

“urere” (bruciare). La “puntura”

dell’ortica, che provoca un fastidioso

prurito, è un meccanismo di

difesa della pianta dagli animali in

nel piatto

Katia Brentani

cerca di cibo e dall’uomo stesso.

La primavera è il periodo migliore

per raccogliere l’ortica perché i

suoi getti sono teneri. Munitevi

di guanti per evitare il fastidioso

inconveniente di grattarvi e riempirvi

di bolle.

Valerianella (Valerianella

Olitoria): questa erba selvatica si

può raccogliere nei campi, soprattutto

vicino ai vigneti. Predilige le

zone assolate e ha foglie spatolate,

tenere e grassette. Fiorisce in primavera

inoltrata e i suoi fiori sono

piccoli e azzurrognoli. È ottima da

gustare in insalata accompagnata

da pancetta a cubetti abbrustolita.

Barba di becco (Tragopogon

pratensis): questa pianta ha foglie

lanceolate. Il suo fusto può raggiungere

il metro di altezza e il

suo fiore è una larga margherita

gialla che dà origine a un soffione

più grande di quello del tarassaco.

Si trova nei luoghi erbosi e umidi.

In cucina si usa tutta la pianta,

compresa la radice. I germogli

giovani assomigliano come sapore

agli asparagi. Il nome “volgare”

barba di becco pare derivi dal

longobardo “bikk” che significa

“becco del caprone”.

Erba cipollina: (Allium

Schoenoprasum): si può trovare

anche “selvatica” nei campi, lungo


ConfettUra di Cardo mariano

Ingredienti: 1 kg di radici di cardo mariano – 2 spicchi di aglio – 1 limone – aceto di

mele q.b. – olio extravergine di oliva q.b. – sale – pepe.

Procedimento: pulite il cardo mariano e conservare solo le radici (le foglie si possono cucinare

al forno o utilizzare per preparare una frittata). Lavate le radici in acqua resa acidula dal limone e

tagliarle a pezzi regolari, lunghi circa 4 cm. Fate bollire le radici in acqua salata, a cui va aggiunto

un bicchiere di aceto di mele per 20 minuti. Una volta cotti, si scolano e si lasciano raffreddare su

un canovaccio. Frullate le radici con l’aglio, un pizzico di sale e pepe, aggiungendo l’olio extravergine

di oliva a filo, fino a quando non risulta un composto cremoso. Mettete la confettura in vasi sterilizzati.

Per una buona sterilizzazione i vasi ben chiusi vanno posti in una pentola alta e capiente,

con l’acqua che deve superare di almeno 3 cm la capsula di chiusura dei barattoli. Quando l’acqua

bolle abbassate la fiamma e fate sobbollire per 30 minuti. Lasciate intiepidire i vasi prima di toglierli

dalla pentola e asciugarli. Appena freddi metteteli in un luogo fresco e possibilmente al buio.

torta salata Con ortiChe e riCotta

Ingredienti: 500 gr di pasta brisée – per il ripieno: 500 gr di foglie di ortica

– 1 cipolla – 200 gr di ricotta – 2 uova – latte q.b. – sale – pepe.

Procedimento: pulite le ortiche, conservando solo le cime tenere. Lavatele e fatele

cuocere a vapore per 5 minuti. Tritate le foglie finemente, unite la ricotta, un tuorlo

e gli albumi montati a neve. Salate, pepate e amalgamate bene gli ingredienti.

Tenete da parte un po’ di pasta brisée per fare le strisce sulla torta e tirate una sfoglia

con cui foderare uno stampo imburrato del diametro di 25 cm. Versate il composto

di ortiche e ricotta e ricoprite con strisce ricavate dalla pasta tenuta da parte.

Pennellate le strisce di pasta con il tuorlo d’uovo a cui va amalgamato un po’ di

latte. Cuocete in forno preriscaldato a 170° per 30 minuti. Si può gustare sia calda

che fredda.

risotto alla barba di beCCo

Ingredienti: 250 gr di riso arborio – 1 mazzetto di germogli di barba di becco

– 1 l di brodo – 1 cipolla – olio d’oliva – 40 gr di parmigiano reggiano – sale.

Procedimento: lessate i germogli di barba di becco in acqua salata per 5 minuti, scolateli

e teneteli da parte. In un tegame soffriggete la cipolla nell’olio d’oliva, unite i germogli

di barba di becco, il riso e il brodo, ogni volta che sarà necessario, fino a quando

il riso non arriva a cottura. Togliete dal fuoco, salate e amalgamate con il parmigiano

reggiano grattugiato.

i fossi e nei luoghi incolti di montagna.

Ha steli fini e cilindrici

molto simili alla cipolla, il bulbo

è biancastro e i fiori sono sferici

e color malva. Si può utilizzare

triturata finissima per aromatizzare

formaggi freschi, le salse per i

crostini, le patate lessate e le uova

sode. Oppure si può aggiungere

nelle insalate. È una pianta preziosa

per chi ama il sapore della

cipolla, ma non riesce a digerirla.

Se desideriamo avere a disposizione

l’erba cipollina tutto l’anno la

possiamo essiccare o congelare. Se

la essicchiamo, quando la utilizziamo

ricordiamoci di irrorarla con

succo di limone.

Katia Brentani

Cosa leggere di Katia Brentani

Cucinare con erbe, fiori

e bacche dell’Appennino

Collana I Quaderni del Loggione

Damster Edizioni, 2011

Bologna la dolce

Curiosando sotto i portici

fra gli antichi sapori

Collana I Quaderni del Loggione

Damster Edizioni, 2011

Cuor di castagna

Collana I Quaderni del Loggione

Damster Edizioni, 2011

Inzuppiamoci! Se non è zuppa

è pan bagnato

Collana I Quaderni del Loggione

Damster Edizioni, 2012

Ordina su macrolibrarsi.it o chiama

il numero verde 800 974 001

È scrittrice e vive a Bologna. Dal 1983 al 1992 Katia ha scritto racconti e romanzi brevi

per le riviste «Confidenze» e «Donna Moderna». Solo recentemente ha cominciato a

partecipare ai premi letterari ottenendo significativi risultati e numerosi primi premi.

Ha pubblicato diversi romanzi: Confortatemi con il tè (2007),

Coucous & Tortellini (2008), Il figlio del boia (2008), Aiuto, hanno

rapito Babbo Natale (2008), L’uomo che rubava i sogni (2008), Voce

Tonante Topini Bambini (2009), L’avventura di Fischietto (2010),

Ti lascio una storia da raccontare (con Silvia Aquilini) (2011),

Piccole storie di periferia (con Stefano Borghi) (2011), Volevo solo

chiuderle gli occhi (2012). Il suo blog è http://katiabrentani.wordpress.com/katia/;

su www.loggione.it cura la rubrica «Loggionando».

ViviConsapevole.it 31


Crea le candele

in cera naturale di soia

Più ecologica della cera d’api,

cruelty-free ed estremamente

versatile, la cera di soia è un

materiale innovativo utilizzabile

da chiunque a casa, per ottenere

meravigliose candele atossiche

Le candele esistono da circa

5.000 anni e i reperti archeologici

più suggestivi di

questo tipo di illuminazione

risalgono all’antico Egitto,

sebbene si indicano in genere gli

antichi Romani come inventori delle

candele come le conosciamo oggi.

Le prime candele in materiale vegetale

sono ancora più antiche e in

Cina rimane una documentazione

scritta di primordiali candele fatte

versando cera vegetale tiepida in tubi

di carta di riso.

Nonostante questa tradizione millenaria,

le candele più diffuse sono,

fino al Medioevo, quelle costituite

da grasso animale, l’ingrediente più

economico allora, con l’unica eccezione

delle costose e rare candele in

cera d’api. Non appena le cere vegetali

diventarono facilmente ottenibili

e diffuse, vennero preferite al sego

animale. Purtroppo, l’arrivo delle

tecniche di raffinazione del petrolio e

l’estrazione delle economiche paraffine

hanno fatto sì che le candele in

cera vegetale venissero sostituite, nel

secolo scorso, dalle candele in materiali

sintetici, inquinanti e spesso

molto tossici.

32 ViviConsapevole - Primavera 2013

Le cere vegetali oggi

Solo negli anni Novanta ricomincia

la sperimentazione sulle cere vegetali

e si cercano nuovi materiali,

più naturali e di minore impatto

ambientale rispetto a petrolio e grassi

animali. Da questo punto di vista,

le svolte più interessanti sono state

la sintesi della cera di palma, una

stearina vegetale ottenuta dall’olio

di palma, e la cera di soia, ottenuta

dai fagioli di soia. La cera di soia,

in particolare, è stata inventata nel

1994 da Michael Richards, fondatore

e attuale amministratore di

Candleworks Inc., uno dei più grossi

produttori mondiali di candele

naturali. Michael Richards iniziò

la sperimentazione con la soia proprio

basandosi su antiche ricette di

cere ottenute da vegetali e cercando

di ottenere cere naturali da diverse

piante e oli a basso impatto ambientale.

Le sue formule per la cera di

soia hanno aperto anche un settore di

ricerca sulle piante utilizzabili per la

produzione di cere vegetali.

L’unica critica ambientale mossa alla

cera di soia è stata sfatata in breve:

nessun produttore di candele in soia

o di cera di soia utilizza soia proveniente

da coltivazioni OGM, anzi,

nella maggior parte dei casi è garantita

la provenienza da coltivazioni

biologiche e la lavorazione avviene

negli USA e in Europa. La cera di

soia si presenta come una cera completamente

naturale e non tossica,

adatta anche a soggetti allergici

perché non libera sostanze volatili

Grazia Cacciola – Erbaviola.com

e non produce fumi neri. Può essere

addizionata anche di olio di soia e

altri oli vegetali ed è stata sviluppata

appositamente per la produzione

delle candele. È esente da idrocarburi

o prodotti derivati dal petrolio e le

sue prestazioni sono di gran lunga

superiori a quelle della paraffina.

La lavorazione della cera di soia

La cera di soia si presenta particolarmente

facile da lavorare e già pronta

sotto forma di scagliato (Foto 1).

Foto 1: La cera di soia si presenta come scagliato

già pronto da fondere e può essere colorato con

materiali naturali: estratti vegetali e spezie sono

tra i più utilizzati.

Non comporta un processo di lavorazione

lunghissimo e soprattutto può

essere lavorata a casa propria, senza

utensili particolarmente complessi,

anzi, è possibile riciclare quello che

si ha già in casa. Unica avvertenza

molto importante: proteggere il piano

di lavoro con giornali o vecchi teli.

Per chi comincia da zero, la partenza

migliore è prendersi un paio d’ore per

familiarizzare con l’attrezzatura e le


operazioni più semplici. Molti degli

attrezzi di cui si necessita si trovano

già in casa. Vecchie pentole, posate

e stoviglie che non vengono più utilizzate

si trasformano facilmente in

pentolini di percolazione, in boule da

bagnomaria e in stampi originali.

I vecchi bicchieri spaiati o i barattoli

di vetro delle conserve si possono

trasformare in contenitori ideali,

che faranno anche da porta-candela.

L’unica accortezza è di non utilizzare

le stoviglie e il pentolame in uso per la

cucina: difficilmente la cera si rimuove

del tutto dalle pentole, anche se sembra

di averle pulite perfettamente.

Il punto di fusione della cera è a

circa 52-56 °C, quindi è necessario

fonderla a bagnomaria per non farla

bruciare a contatto con le pareti della

pentola (Foto 2).

Foto 2: La cera di soia va fusa a bagnomaria

finché non risulta completamente trasparente e

priva di grumi.

Una volta sciolta la cera, è possibile,

nell’ordine, colorarla e profumarla. La

migliore profumazione si ottiene con

oli essenziali naturali. Bastano poche

gocce di olio essenziale naturale direttamente

nella cera calda per ottenere

una profumazione gradevole della

candela sia da spenta che in accensione.

In genere 10 ml di olio essenziale

profumano 1 litro di cera di soia.

Saper Fare

Sono da evitare assolutamente i profumi

a base di alcool e quelli di origine

incerta perché le sostanze contenute

nelle profumazioni per ambiente e

negli oli non puri, anche nelle stesse

profumazioni sintetiche per cere e gel,

possono contenere agenti che nella

combustione della candela sviluppano

fumigazioni tossiche e fumi neri.

Sul canale video YouTube

“Erbaviola” è possibile vedere diversi

video illustrativi della preparazione

delle candele in cera di soia

e l’intero processo illustrato per le

candele in queste fotografie.

Foto 3

Foto 3. Versare la cera in contenitori come vasetti

o tazze che faranno da porta-candela. Fermare lo

stoppino con mollette da bucato in modo che resti

dritto intanto che la candela asciuga.

Foto 4. Con la cera di soia si possono ottenere

anche candele con stampi di varie forme e

dimensioni, esattamente come succede per le cere

sintetiche.

Foto 5. Per profumare la cera, usiamo oli essenziali

naturali oppure frutta e fiori secchi facendo

però attenzione a non accendere le candele con

questi elementi decorativi, che andrebbero incontro

a una combustione eccessiva.

Foto 4

Foto 5

Grazia Cacciola

Grazia Cacciola (erbaviola.com) è divulgatore scientifico e autrice di diversi

manuali e saggi sulle pratiche ecosostenibili. Ha portato in Italia l’utilizzo delle

cere naturali, tra cui quella di soia. È tra gli autori del sito www.hobbycandele.

com e l’autrice del testo di riferimento per l’utilizzo delle cere naturali Crea le tue

candele naturali, Edizioni FAG.

ViviConsapevole.it 33


Cambiare vita

per combattere

Inventarsi una vita diversa, in barba

alle regole della società di massa, per

sconfiggere la crisi personale e globale

che ci inghiotte

Di fronte all’ennesima alluvione

(Toscana, novembre

2012) che si abbatte su di

un territorio cementificato

in ogni angolo in nome

della crescita, ci si chiede come si

possa ancora credere o sperare di collocarsi

in un sistema che non è in grado

di garantire più nulla, ammesso che lo

abbia mai fatto, nemmeno la salvaguardia

elementare del territorio.

Cambiamenti climatici fuori controllo

determinati dall’opera dell’uomo,

inquinamento alle stelle, stress e violenza,

bombardamenti pubblicitari che

ci spingono a correre nella ruota del

criceto cercando di comprare più cose

possibili per fare il bene dell’economia

e della crescita – panacea di tutti i mali.

Nuovi lavori per una nuova economia

Sindacati, politici, imprenditori senza

scrupoli, tutti indistintamente ci

spingono a salire su di una nave che

affonda, ci fanno lavorare in posti

pericolosi e inquinati, ci vogliono

ingranaggi docili della macchina produttiva

e usano l’arma della disoccupazione

per convincerci ad accettare

un sistema folle, iniquo e suicida. Per

ricattarci più facilmente ci dicono che

non c’è lavoro, ma allo stesso tempo

ci si chiede come mai ci sono centinaia

di migliaia di immigrati che fanno

lavori che noi non vogliamo fare, e

34 ViviConsapevole - Primavera 2013

la crisi

ci si chiede anche perché sono così

tanti i posti di lavoro inevasi che non

trovano persone disposte a lavorare in

agricoltura e in circa sessanta mestieri

dove serve il saper fare.

Il tutto quando si potrebbe riconverti-

Ufficio di Scollocamento: i prossimi appuntamenti

re da subito tutto il mondo del lavoro

indirizzandolo nei settori vitali della

vera economia, partendo dalla salvaguardia

del territorio e dell’ambiente.

Abbiamo devastato quello che una

volta era il Bel Paese e adesso servirebbe

tantissimo lavoro per rimetterlo

a posto. Basti pensare anche solo

Paolo Ermani

alla prospettiva di un turismo di ecoqualità.

I turisti in Italia ci vengono

nonostante i servizi siano pessimi e

l’accoglienza possibilmente peggio,

figuriamoci se si iniziasse a trattare il

proprio territorio come una benedizio-

Corsi di formazione al PeR

Dal 1 marzo 2013 partono i corsi di formazione dell’Ufficio di Scollocamento presso

il PeR - Parco del’Energia Rinnovabile, il più importante Centro in Italia che coniuga

energie rinnovabili, efficienza energetica, recupero e uso dell’acqua piovana, sede

presidio Slow Food e di progetti innovativi.

Corsi di: Permacultura, Orto Sinergico, Igiene naturale di casa e persona,

Autocostruzzione di giocattoli, Cucina Vegan, Riqualificazione energetica della casa.

Per Info: per.umbria.it

Paqua Vegan

29 marzo - 1 aprile 2013 Pasqua Vegan al PeR con corsi di cucina Vegna Riot,

preparazione di conserve con Maria Chiara Flugy Pepe e visita del Centro.

Scollocamento per imprenditori

5-7 aprile 2013 Ufficio di Scollocamento per imprenditori al PeR.

Scollocamento a Monteveglio

Mercoledì 1 maggio 2013 l’Ufficio di Scollocamento apre alla casa di Vivisostenibile a

Monteveglio (Bo) seguirà comunicato.

Per ulteriori info:

scollocamento@ilcambiamento.it

http://scollocamento.ilcambiamento.it/

ne divina e non come una discarica.

Ma sono tanti i settori di intervento

occupazionale, ad esempio la riqualificazione

energetica, ad iniziare dal

comparato edilizio, che ci farebbe

risparmiare moltissimi soldi e inquinamento.

Che l’edilizia sia in crisi lo

capirebbe chiunque dato che stiamo


cementificando tutto con milioni di

alloggi, capannoni ed edifici (che poi

rimangono vuoti) ed quindi è ovvio

che il mercato si satura. Il campo di

intervento in un patrimonio edilizio

costruito malissimo e dai consumi

indecenti, è invece un campo estremamente

vasto in cui intervenire.

Che dire poi del comparto agricolo:

adesso finalmente c’è un fiorire di

testi che improvvisamente scoprono

che vivere e lavorare in campagna

non è quella terribile apocalisse

che ci volevano far credere persone

rimaste ai tempi di prima della guerra.

L’Italia è tutta da riconvertire al

biologico, al locale, siamo un Paese

dalle potenzialità enormi, da noi

può crescere quasi qualsiasi cosa e

ogni territorio ha la sua specificità.

Abbiamo un patrimonio di ricchezza

e biodiversità eccezionale.

In un’ottica complessiva di scollocamento,

trovando il vero collocamento

non imposto dalle circostanze o dalla

nostra pigrizia o chiusura mentale,

non solo potremmo lavorare tutti, ma

lavoreremmo anche meno, perché

si avrebbe un Paese dove per vivere

basta poco e perché ci si indirizza a

produrre cose sensate. In un contesto

simile ci si rivolge ad una cultura

della qualità e non della quantità e

si vedrà che non servono così tanti

soldi e prodotti di cui circondarsi.

Iniziativa personale

per il cambiamento globale

Non bisogna però fare l’errore di pensare

che la colpa sia tutta dei politici

e che cambiati quelli come per magia

tutto cambierà, oppure convincersi che

siamo in mano alla finanza interna-

Che Cos’è l’UffiCio di sColloCamento

zionale e ai cattivi burattinai. Questo

sistema propone e noi accettiamo e i

consumatori hanno una parte assolutamente

fondamentale in questo quadro.

Nessuno ci obbliga con una pistola

alla tempia a comprare milioni di

oggetti superflui o inutili, nessuno ci

obbliga ad accettare un posto di lavoro

che odieremo e che fa il nostro e altrui

male, nessuno ci obbliga ad abitare in

città ormai sempre più invivibili, preda

di stress e inquinamento. È oggi quanto

mai possibile scollocarsi e rifiutare

ciò che questo sistema propone ed è

anche possibile costruire un nuovo

sistema che abbia basi tecnologiche

ed umane completamente diverse da

quelle che con la nostra colpevole

complicità ci stanno portando alla

catastrofe.

Se speriamo che dall’alto o da leader

di ogni sorta calino soluzioni magiche,

possiamo aspettare anche le prossime

ere geologiche, se invece prendiamo

l’iniziativa e ci mettiamo insieme ad

altri, ecco che gli sforzi ci appaiono

meno titanici e le cose cambiano

Comunità consapevole

L’Ufficio di Scollocamento è un progetto concreto rivolto a tutti coloro

che vogliono cambiare vita “scollocandosi”, ovvero abbandonando

il proprio posto di lavoro e la propria vita nella società della crescita

e realizzando un progetto esistenziale su basi diverse: quelle della

decrescita, della condivisione comunitaria, del recupero delle risorse

e delle energie, della tutela del territorio e del paesaggio, di un felice

ritorno alla natura.

Paolo Ermani e Simone Perrotti hanno avviato un gruppo composto

da psicologi, esperti di lavoro alternativo, avvocati, ma anche e

soprattutto life coach, scrittori, economisti, esperti di ambiente, per

aiutare le persone a mettere in pratica le proprie motivazioni interiori e

concretizzare i propri sogni e progetti.

Per info: scollocamento.ilcambiamento.it.

Chi è Paolo Ermani

sotto in nostri occhi, quotidianamente.

Ognuno di noi ha ricchezza, intelligenza

e notevoli capacità e da quelle si

deve partite per cambiare in meglio la

nostra vita e salvaguardare il pianeta.

In questo quadro la proposta dell’Ufficio

di Scollocamento si pone come un

valido e concreto aiuto per chiunque

voglia “ricominciare a vivere”.

Cosa leggere

Simone Perotti, Paolo Ermani

Ufficio di Scollocamento

Una proposta per ricominciare

a vivere

Chiarelettere, 2012

Paolo Ermani, Valerio Pignatta

Pensare come le Montagne

Manuale teorico-pratico

di decrescita per salvare il

pianeta cambiando in meglio

la propria vita

Aam Terra Nuova, 2011

Ordina su macrolibrarsi.it o chiama

il numero verde 800 974 001

Paolo Ermani è presidente dell’associazione PAEA (Progetti Alternativi per l’Energia

e l’Ambiente), socio fondatore ed ex vicepresidente del “Movimento per la decrescita

felice”. È tra gli ideatori del quotidiano on line «Il Cambiamento». Da due decenni è

impegnato nell’ambito delle energie rinnovabili e del risparmio energetico.

ViviConsapevole.it 35


Costruire

una casa in argilla...

con una

stampante 3D

L’innovativa stampante 3D PowerWASP è in grado di stampare oggetti

personalizzati e persino i muri della propria casa

Massimo Moretti – Progetto WASP

Un nuovo modello di sviluppo sta

germogliando in tutto il mondo, una

risposta al potere economico che si

basa sul monopolio delle capacità

produttive, dove le multinazionali

che hanno il controllo della produzione

tendono a trasformare gli

uomini in consumatori.

In questa società monopolistica dal

punto di vista produttivo, l’economia

tende a tagliar fuori il singolo

che non ha i mezzi per produrre

in proprio; brevetti, stampi e linee

produttive costose tarpano le ali

alla creatività e degradano l’uomo a

consumatore e a mera manovalanza.

Le stampanti 3D stanno cambiando

le cose, c’è chi inizia a parlare di terza

rivoluzione industriale

36 ViviConsapevole - Primavera 2013

Cambiare la realtà con il pensiero

condiviso

Proviamo a immaginare un mondo

dove la conoscenza è condivisa, dove

ogni uomo ha la capacità di produrre

le proprie idee, o dove i consumatori

diventano tutti produttori, in grado

di produrre e consumare qualcosa di

unico. In un mondo del genere non

ci sarebbe bisogno di arrivare ad uno

scontro per accaparrarsi le ormai scarse

risorse naturali che rischiano di scomparire

in pochi anni. Infatti, in questo

modo si potrebbero creare e produrre

oggetti e alimenti a km0, venduti direttamente

senza imballaggi, conoscerne

non solo l’origine ma anche il produttore;

da parte sua, poi, il consumatore

diventerebbe un conoscente, un amico

e un sostenitore. In questo mondo

consumatore e produttore sarebbero

parte di uno scambio che si origina dal

basso, nel quale migliaia di persone

si incontrano e si scambiano idee e

conoscenze e dove vengono premiati il

merito e il saper fare.

Questa è la visione che guida il progetto

WASP – World’s Advanced

Saving Project – nato con la volontà

di cambiare il mondo dal basso ed

essere artefici della trasformazione


in prima persona. Il nostro lavoro è

concretizzare sogni: ci occupiamo

di sviluppare e diffondere tecnologie

innovative per il benessere del

mondo, dando un contributo di visione,

di progetto, di prodotto e agendo

in un’ottica di progetto aperto, che

permette di aiutarci e consigliarci a

vicenda.

Secondo il nostro punto di vista, la

soluzione per un mondo più sostenibile

è cambiare il modello di

sviluppo, prendendo esempio da un

altro modello che in Natura funziona

benissimo: quello dell’ape vasaia.

Questo genere di ape raccoglie palline

di terra bagnata nelle giornate

di sole e le deposita nella forma che

Casa e azienda

Proviamo a immaginare un mondo dove la

conoscenza è condivisa, dove ogni uomo ha la

capacità di produrre le proprie idee, o dove i

consumatori diventano tutti produttori, in grado

di produrre e consumare qualcosa di unico

immagina, costruendo un rifugio per

sè e per le compagne.

L’innovativa stampante 3D

Prendendo spunto dall’ape vasaia,

noi del progetto WASP abbiamo

lanciato una sfida: dare la possi-

bilità a chiunque di realizzare i

propri oggetti, come fa l’ape vasaia

appunto, scaricando il progetto dalla

rete o realizzandone di propri. In

questo modo nasce un nuovo concetto

di progettazione, che riduce

i costi di trasporto e produzione e

ViviConsapevole.it 37


Casa e azienda

diminuisce drasticamente i rifiuti

(plastiche riciclabili). È che così che

abbiamo messo a punto la stampante

Powerwasp, che non è solo una

semplice stampante, bensì è una

piccola fabbrica personale in grado

di trasformare in oggetti i propri

progetti. Oltre che a stampare con la

deposizione controllata, questa stampante

è anche in grado di fresare,

tagliare, incidere la plastica, i metalli,

il legno, le resine e persino fondere

un filo a base di mais e tapioca

e depositarlo in maniera controllata

per far prendere forma agli oggetti

che vogliamo stampare. Grazie al filo

a base di mais e tapioca che fonda e

deposita gli oggetti, in poco tempo

questa rivoluzionaria stampante permette

di avviare la propria fabbrica

dei sogni: il piccolo artigiano, il

giovane designer, l’hobbista hanno

la possibilità di trasformare in oggetto

il proprio progetto acquisendo

la capacità produttiva e facendolo

arrivare direttamente al consumatore

finale. E sul sito Thingiverse.com c’è

la possibilità di scaricare e stampare

migliaia di oggetti liberamente scaricabili

e stampabili da chi possiede

una Powerwasp: si tratta di oggetti

che altri hanno già stampato con la

stessa tecnica e che ora sono in rete

per una condivisione di idee.

Gli oggetti che escono dalla

Powerwasp sono riconoscibili, perché

la deposizione controllata lascia

un segno inconfondibile, gli strati di

materia che si sovrappongono sono il

marchio di fabbrica, quindi un pezzo

realizzato con la stampante 3D è

unico e irripetibile, non è un prodotto

di consumo, ma un prodotto artigianale

dove il termine arte riacquista il

suo valore reale.

Stampare case con la stampante 3D

Il progetto WASP si autofinanzia tramite

la vendita di “personal Fab”, cioè

di oggetti creati in laboratori che sono

38 ViviConsapevole - Primavera 2013

Il nostro lavoro è concretizzare sogni: ci

occupiamo di sviluppare e diffondere tecnologie

innovative per il benessere del mondo, dando

un contributo di visione, di progetto, di prodotto

e agendo in un’ottica di progetto aperto, che

permette di aiutarci e consigliarci a vicenda

anche fabbriche personali dove chi

vuole può trasformare le proprie idee

in prodotti a tiratura limitata. Il team

WASP infatti organizza ogni mese

un fine settimana durante il quale

trasferire la conoscenza necessaria

per trasformare i progetti in oggetti.

Organizza corsi di disegno tridimensionale,

progettazione e costruzione,

cad e cam per la lavorazione e il

taglio e la formatura di prodotti. In

questo modo contribuiamo a dare a

tutti la stessa possibilità di poter mettere

in piedi la propria fabbrica personale

con meno di 1.000 euro, diventando

produttori dei propri sogni.

Sempre ispirati dall’ape vasaia, ci

siamo chiesti perché non imitare

questo piccolo architetto della Natura

per costruire una casa bella, comoda

e sana con l’uso di una stampante

3D. Da qui ha preso forma il sogno

di stampare muri di argilla per la

costruzione di una casa a costo quasi

zero. L’argilla è reperibile quasi

ovunque in Natura e a costi molto

bassi e questo permetterebbe di

avere case a basso impatto ecologico

e a prezzi bassi. Le case di terra

sono una delle più antiche tecniche

di costruzione: ci sono intere città

in terra cruda, costruite da millenni,

e quasi un terzo della popolazione

mondiale vive in case di terra. Quindi

perché non adottare anche noi questo

sistema? Ovviamente ogni terreno

e ogni latitudine necessita di adeguati

accorgimenti costruttivi, ma in

questo senso un aiuto ci arriva dalla

moderna tecnologia della stampante

3D. Un progetto tecnico può essere

realizzato con precisione millimetrica

da enormi stampanti solide, in grado

di riprodurre al millimetro forme con

alto contenuto estetico e tecnico, gli

impianti di riscaldamento, il ricircolo

d’aria, l’illuminazione, tutti fattori

studiati nei minimi dettagli e replicati

perfettamente senza possibilità di

errore da stampanti solide alte oltre

10 metri che permettono di avere una

casa perfetta in pochi giorni.

Si tratta di una macchina che poggia

su 3 piedi, facile da trasportare e da


montare attorno all’area dove sorgerà la

casa, in grado di depositare in maniera

controllata argilla, sabbia e fibra naturale

adeguatamente condizionata.

Tutti gli utili derivanti dalla vendita

della Powerwasp vengono reinvestiti

nello sviluppo della stampante 3D

alta 10 metri che, ci auguriamo, potrà

ben presto trasformare le baraccopoli,

i campi profughi e le bidonville in

villaggi ecologici per un mondo più

sostenibile.

Massimo Moretti

Casa e azienda

le Case in argilla o in materiali natUrali sono fra

le CostrUzioni più antiChe e si trovano in tUtto

il mondo. per maggiori informazioni si possono

ConsUltare i segUenti siti:

http://www.architetturaecosostenibile.it/

http://www.genitronsviluppo.com

http://www.casediterra.it/index_content.htm

Già fondatore del CSP (Centro Sviluppo Progetti), Massimo Moretti si occupa dello sviluppo di progetti innovativi. Il CSP si

interessa fin da subito al mondo della stampa 3D, prima da utente, poi l’interesse verte verso l’ideazione di una stampante che

si adatti alle esigente di chiunque. Passano molti anni prima che ciò sia possibile e solo quando Massimo incontra un gruppo di

studenti dell’ISIA, l’Università di Design, anche loro interessati alle stampanti 3D, il progetto inizia a concretizzarsi. Nasce così

il progetto WASP, World’s Advanced Saving Project, che è al tempo stesso università, ricerca e sogno. Una sinergia di elementi

perfettamente integrati e collaborativi che lavorano per la ricerca e l’innovazione nel campo dei “Makers”, sviluppando macchine

che stampino e fresino, ma che vogliono anche migliorare il mondo in cui vivono.

Per maggiori informazioni e per conoscere i corsi di formazione: http://www.wasproject.it.

ViviConsapevole.it 39


Allergie primaverili,

combattile con

gli oli essenziali

Mal di testa, naso chiuso o che cola,

mal di gola, lacrimazione, tosse e

starnuti sono i sintomi più comuni

delle allergie. Gli oli essenziali sono

uno dei modi migliori per trattarle:

sicuri ed efficaci, possono essere impiegati

con grande successo.

È fondamentale impiegare unicamente

oli essenziali puri al 100%,

integri, naturali, botanicamente

identificati e chemotipati, gli unici

adatti all’Aromaterapia

Il concetto di allergia è stato introdotto

nel 1906 da Pirquet e Schick

in seguito all’osservazione di una

risposta negativa alla somministrazione

di vaccini. Venne modificato

nel 1963 da Gell e Coombs, che proposero

uno schema di classificazione

basato su quattro tipi di reazioni di

ipersensibilità, delle quali solo una si

può definire allergia. Allergia significa

una maniera diversa di reagire da

parte di alcuni individui verso alcune

sostanze. Ogni individuo vivente ha a

sua disposizione un insieme di meccanismi

con la funzione di proteggere

l’organismo dalla possibile penetrazione

da parte di corpi estranei, definiti

antigeni. Gli antigeni possono essere

40 ViviConsapevole - Primavera 2013

di diversa natura ad esempio: particelle

di inquinamento, batteri, virus, pollini,

spore, alimenti e molto altro ancora.

L’insieme dei meccanismi messi

in atto da ogni individuo per la difesa

dell’organismo stesso viene chiamato

sistema immunitario. Allergia indica

una condizione caratterizzata da una

abnorme reattività dell’organismo nel

caso di un contatto con determinate

sostanze di per sé non pericolose,

che vengono definite allergeni. La

parola “allergia” deriva da due parole

greche: allos che significa diverso

ed ergon che significa effetto. Le

allergie sono patologie atopiche (per

atopia si intende una forte reattività

nei confronti di agenti normalmente

innocui) caratterizzate dalla presenza

di anticorpi specifici (immunoglobuline

E o nella versione abbreviata

IgE). L’allergene, introdotto una

prima volta nell’organismo, rimane

latente, ma induce la formazione di

anticorpi specifici. Quando si verifica

una seconda introduzione, l’organismo,

ormai allergizzato, risponde

con l’immediata, o quasi immediata,

attuazione di fenomeni evidenti. I

casi più diffusi di allergia sono imputabili

a pollini, polvere, alimenti e

farmaci. Attualmente circa un terzo

della popolazione italiana soffre di

una qualche forma di allergia. Alla

Luca Fortuna

base dei processi infiammatori vi è

la formazione di istamina favorita

dal contatto dell’allergene con gli

anticorpi. Tra le cause delle allergie

si riconoscono sia fattori genetici (le

probabilità di sviluppare un’allergia

sono più alte in soggetti con casi familiari

di allergia) sia ambientali. Le

allergie sono dunque delle reazioni

immunitarie dell’organismo a sostanze

estranee non-infettive (allergeni,

antigeni). L’organismo reagisce con

sintomi infiammatori e con la produzione

di anticorpi (reazione antigeneanticorpo).

Le allergie più frequenti

Le allergie più frequenti si trovano:

nelle vie respiratorie: rinite allergica,

sinusite allergica, asma bronchiale;

nella cute: orticaria, eczema di

contatto, neurodermite;

negli occhi: congiuntivite allergica;

nel tratto digestivo: diarrea, nausea;

sistemiche: temperatura alta, stanchezza,

disturbi del sonno.

L’istamina

L’istamina è un ormone che svolge

svariate funzioni. Nel tessuto connettivo

dermico e mucotico induce

vasocostrizione e vasodilatazione,

partecipa ai processi infiammatori e


pruriginosi. Nei processi allergici,

l’istamina liberata dalle mastcellule

dermiche è un importante mediatore.

Una liberazione di istamina non

denota necessariamente un’allergia

perché anche in altri processi ne viene

liberata. Il contenuto di istamina nei

prodotti alimentari può essere notevole,

specialmente se si è in presenza di

proteine stagionate come nei formaggi,

nel pesce e nella carne conservata.

L’iperproduzione o l’ipoproduzione

di istamina può scatenare sintomi patologici

di vario tipo, anche psichici.

L’istamina è una sostanza presente in

natura e nel corpo umano che viene

prodotta dalla disgregazione di alcune

proteine, nei normali processi di

difesa dell’organismo. Se la quantità

di istamina rilasciata è eccessiva, possono

insorgere vari problemi, come

ad esempio la dilatazione dei vasi

sanguigni che rilasciano i fluidi nei

tessuti circostanti provocando gonfiore

e irritazione. L’istamina stimola

anche lo stomaco e l’intestino, e può

essere responsabile degli attacchi di

asma, perché provoca la contrazione

dei bronchi. Inoltre, l’azione allergica

dell’istamina tramite mastcellule

può essere scatenata dai pollini, dal

pelo degli animali e da altre sostanze,

e può provocare tutti i sintomi della

febbre da fieno o dell’asma.

La soglia delle allergie

In quasi tutti i fenomeni biologici si

registra l’esistenza di un livello di

soglia e, tuttavia, parlando di reazioni

allergiche, questo concetto appare

a molti come rivoluzionario. Studi

recenti testimoniano infatti che l’allergia

non dipende solo dalla reazione

a una singola sostanza, ma dalla

somma di molte piccole reazioni che

aumentano il livello di infiammazione

generale dell’organismo, predisponendolo

cioè a “esplodere” al contatto

con sostanze anche solo lievemente

irritanti. Una concezione che consente

di interpretare l’allergia come un

eccesso di difesa, piuttosto che come

un difetto dell’organismo. In questa

concezione dell’allergologia, il livello

di soglia non è altro che l’espressione

della capacità umana di adattarsi; si

tratta di una realtà clinica evidente

spesso negata dal mondo della medicina

convenzionale, ma che oggi è

sempre più accettata anche nel mondo

accademico.

È importante ricordare che secondo

questa visione concettuale, l’allergia

non è mai un meccanismo assoluto,

nel senso che o c’è o non c’è, ma è invece

un meccanismo relativo, quindi

estremamente modulato, che è sempre

presente e che può essere al di sopra o

Medicina Olistica

Allergia significa una maniera

diversa di reagire da parte di

alcuni individui

verso alcune sostanze

al di sotto del livello di soglia del singolo

individuo. Questo discorso vale

per tutti i fenomeni allergici “classici”,

come ad esempio: rinite, asma,

dermatite, orticaria, diarrea e congiuntivite.

Ciascun individuo infatti, pur

essendo allergico e intollerante, può

mantenere un controllo sulla propria

reattività attraverso un meccanismo

attivo. Quando una persona diventa

clinicamente allergica, ovvero quando

manifesta dei segnali di allergia o di

intolleranza, è il segnale dell’avvenuto

superamento del livello di soglia

della propria capacità di adattamento.

I falsi nemici

Adottando il concetto di superamento

della soglia di reattività è necessario

rivedere il proprio rapporto con i “nemici”

che scatenano l’allergia. Non

serve prendersela solo con i “pollini

cattivi” o con il “latte che fa male alla

pancia”, ma bisogna considerare cosa

sia avvenuto nell’organismo, per aiutarlo

a ricreare tolleranza, sia attraverso

un processo di progressiva iposensibilizzazione,

sia attraverso strumenti

indiretti come l’uso di alcuni minerali

o oligoelementi. Non si tratta più di

identificare la sostanza responsabile

dell’allergia, ma di armonizzare

ed equilibrare il terreno organico.

ViviConsapevole.it 41


Medicina Olistica

Raramente gli allergologi spiegano ai

propri pazienti perché, pur risultando

allergici a moltissimi pollini, soffrano

di rinite o di asma solo in determinati

periodi, ad esempio tra agosto e settembre,

o solo tra maggio e giugno, o

a volte non ne soffrono affatto, anche

se quei pollini sono presenti nell’ambiente

per periodi ben più lunghi di

quelli caratterizzati dalla manifestazione

allergica. Questa reazione non

lineare, ovvero dove non c’è un nesso

di causalità assoluto tra la presenza di

una sostanza e la reazione, è dovuta al

fatto che ogni organismo umano ha la

possibilità di adattarsi alle circostanze

avverse che incontra: pollini, freddo,

caldo, inquinamento, acari della

polvere, farmaci e alimenti. Così avviene

spesso che una persona, pur in

presenza di IgE (immunoglobuline E)

verso una certa sostanza non sviluppi

allergia quando entra in contatto con

quello specifico allergene. È anche

grazie a questo fenomeno che non

possiamo più considerare la terapia di

un’allergia come qualcosa di mirato

esclusivamente contro l’allergene. Un

trattamento che non sia solo sintomatico,

ma che incida sulle cause

profonde, ha per obiettivo l’organismo

intero. Lo scopo è quello di

pensare a rieducare un organismo affinché

possa controllare le reazioni allergiche

riportandole all’interno della

sua capacità di tolleranza. In altre parole

si deve insegnare all’organismo a

trovare quella “valvola di sfiato” che

consente alla pentola a pressione di

non scoppiare, ma anzi di eliminare

gradualmente tutto il vapore prodotto

senza arrecare danni.

Rinite allergica e Aromaterapia

La rinite allergica (o raffreddore da

fieno) compare da fine marzo e dura

fino a tutto giugno, quando la fioritura

delle piante raggiunge l’apice,

con effetti devastanti su naso, occhi

e polmoni di milioni di individui. I

disturbi compaiono la mattina appena

svegli, si attenuano nelle ore centrali,

42 ViviConsapevole - Primavera 2013

Studi recenti testimoniano che l’allergia

non dipende solo dalla reazione a una

singola sostanza, ma dalla somma di

molte piccole reazioni che aumentano

il livello di infiammazione generale

dell’organismo, predisponendolo cioè

a “esplodere” al contatto con sostanze

anche solo lievemente irritanti

per poi diminuire in serata. La rinite

allergica è sempre più frequente, si

calcola che riguardi il 15% circa della

popolazione e per un 5% può diventare

un vero e proprio incubo: starnuti

a raffica, naso chiuso o colante, occhi

fortemente arrossati e disagio continuo

che sfocia in stanchezza cronica,

sonno perturbato, irritabilità, difficoltà

di concentrazione. Molti sono

gli Oli Essenziali con una forte azione

antinfiammatoria e balsamica che

possono contrastare gli effetti irritativi

degli allergeni come pollini e polveri.

Il sistema respiratorio è la parte più

esposta alle allergie, le sostanze allergizzanti

che provocano irritazione

sono facilmente dispersibili nell’aria,

vengono ispirate e possono provocare

attacchi più o meno forti di rinite allergica

o anche di asma. Per contrastare

l’infiammazione delle mucose del

naso e degli occhi, così come cefalea,

starnuti e naso chiuso o colante, gli oli

essenziali più utili sono camomilla,

chiodi di garofano, camomilla blu,

lavanda, cipresso, maggiorana, pino

silvestre. Possiedono una forte azione

antistaminica, unitamente a proprietà

balsamiche, decongestionanti, lenitive

e antinfiammatorie. L’approccio aromaterapico

può essere di grande aiuto

per contrastare le manifestazioni allergiche,

poiché agisce sull’intero organismo

e non sul singolo sintomo.

Oli essenziali per combattere

le allergie

Lavanda

La Lavanda (Lavandula agustofolia)

è uno dei migliori oli essenziali per

combattere le allergie. La Lavanda di

grado aromaterapeutico è un antistaminico

naturale, dopo l’applicazione

il sollievo giunge in pochi minuti.

Ecco come usare la Lavanda per il

sollievo dall’allergia:

Frizione: applicare 1 goccia sui

polsi o sul plesso solare.

Inalazione: diffonderla con un diffusore

per 15 minuti ogni 2 ore.

Inalazione diretta: applicare 1-2

gocce sul palmo della mano, strofinare

le mani e unirle a coppetta,

metterle sotto il naso. Inspirare 4-6

respiri profondi.

Assunzione: 2-3 gocce di Lavanda

emulsionate in olio di cumino

nero, 2 volte al giorno.

Camomilla blu

La Camomilla blu (Chamomilla

matricaria) contiene naturalmente

azulene, una sostanza che è in grado

di contrastare gli effetti dell’istamina.

La Camomilla blu di grado aromaterapeutico

è un potente antiallergico in

grado di apportare sollievo immediato

alle manifestazioni infiammatorie più

estese, come sfoghi cutanei, arrossamenti,

irritazioni della pelle. Agisce


come antidoto all’istamina, insostituibile

nelle manifestazioni di natura

allergica.

Frizione: applicare 1 goccia sui

polsi o sul plesso solare.

Inalazione: diffonderla in sinergia

con la Lavanda.

Inalazione diretta: applicare 1-2

gocce sul palmo della mano, strofinare

le mani e unirle a coppetta,

metterle sotto il naso. Inspirare 4-6

respiri profondi.

Assunzione: 2-3 gocce di Camomilla

blu emulsionate in olio di cumino

nero, 2 volte al giorno.

Cipresso

Il Cipresso (Cupressus sempervirens)

è perfetto per combattere le allergie,

decongestiona rapidamente le mucose

di naso e gola. Il Cipresso di grado

aromaterapeutico è un potente antiallergico

in grado di apportare sollievo

anche nei casi più ostinati, come ad

esempio nelle crisi di starnuti.

Ecco come usare il Cipresso per il

sollievo dall’allergia:

Frizione: applicare 2-3 gocce sui

polsi o sul plesso solare emulsionandolo

in poco olio vegetale di

argan.

Medicina olistica

Un trattamento per le allergie che non sia

solo sintomatico, ma che incida sulle cause

profonde, ha per obiettivo l’organismo intero

Inalazione: diffonderlo con un diffusore

per 20 minuti ogni 2 ore.

Inalazione diretta: applicare 1-2

gocce sul palmo della mano, strofinare

le mani e unirle a coppetta,

metterle sotto il naso. Inspirare 4-6

respiri profondi.

Assunzione: 2-3 gocce di Cipresso

emulsionate in olio di cumino

nero, 2 volte al giorno.

Miscela contro le allergie forti

Una miscela di oli essenziali che allevia

le allergie più forti si realizza

con: 10 gocce di lavanda, 10 gocce

di cipresso, 5 gocce di maggiorana, 5

gocce di copaiba. Diffusione ambientale

per 20 minuti due volte al giorno.

Luca Fortuna

Cosa leggere di Luca Fortunai

Manuale di Aromaterapia

Xenia Edizioni, 2010

Le Allergie

Xenia Edizioni, 2011

Aromaterapia Naturopatica

Enea Edizioni, 2006

Piscoaromaterapia sciamanica

Enea Edizioni, 2012

Ordina su macrolibrarsi.it o chiama

il numero verde 800 974 001

Esperto di medicine naturali, è una riconosciuta autorità nel campo dell’Aromaterapia.

Ama scrivere e ha pubblicato numerosi libri di successo su diverse tematiche legate alle

discipline verdi. Creatore di prodotti e trattamenti venduti in oltre trenta nazioni del

mondo, collabora con diverse aziende ed è impegnato in più progetti di ricerca e sviluppo.

Insegna Aromaterapia a più livelli (corsi di base, specializzazioni, seminari intensivi)

ed è impegnato in una fitta attività di divulgazione, per diffondere la cultura aromatica.

Riceve su appuntamento per consulti individuali e consulenze professionali. Per maggiori

informazioni: www.lucafortuna.it, www.essenthya.it.

ViviConsapevole.it 43


La risata

che guarisce

Lo Yoga della Risata come terapia

contro molti disturbi

Da diversi anni a questa

parte la scienza medica

internazionale ha

approfondito ricerche

nell’ambito dei benefici

della risata. Sempre più psicologi,

psicoterapeuti, endocrinologi,

cardiologi e oncologi prescrivono

ai loro pazienti la medicina della

risata in associazione alle cure

allopatiche per prevenire e curare

le diverse patologie. Le scoperte

scientifiche hanno dimostrato

che la risata ha la capacità di

stimolare nel nostro cervello la

produzione delle beta-endorfine,

l’antidolorifico naturale ingrado

di rilassare e allentare le tensioni

del corpo, oltre a favorire la produzione

della serotonina, l’antidepressivo

endogeno che ci aiuta

nei momenti di disagio emotivo.

Ridere rinforza il sistema immunitario

grazie alla stimolazione

delle encefaline e degli anticorpi.

La risata è un ottimo cardio-fitness

poiché è in grado di aumentare l’espansione

dell’endotelio (il rivestimento

interno dei vasi sanguigni)

che, migliorando l’irrorazione sanguigna,

contrasta l’arteriosclerosi

e il rischio di infarto e di ictus.

Ridendo, tutto il corpo beneficia

di un miglior apporto di ossigeno

44 ViviConsapevole - Primavera 2013

Richard Romagnoli

e gli organi interni vengono massaggiati

dall’effetto provocato dal

movimento diaframmatico, che

migliora il tono muscolare addominale.

Inoltre, la risata neutralizza

ottimamente gli effetti dello

stress e dell’ansia e ha la capacità

di cambiare in breve tempo il

nostro umore migliorando l’efficacia

delle nostre prestazioni.

Che la risata sia un toccasana per

la mente e il corpo lo sapevano già

i nostri antenati; il poeta Marco

Valerio Marziale in uno dei suoi

Epigrammi suggeriva: «Se sei saggio,

ridi». Nell’India antica la risata

era una delle discipline che permettevano

all’uomo di riconnettersi

con la propria divinità interiore.

Il poema epico Ramayana recita:

«Vi sono tre cose reali: Dio, la

follia umana e il riso: dato che le

prime due oltrepassano la nostra

comprensione, dobbiamo fare

quello che possiamo con la terza».

La risata che guarisce corpo e

spirito

L’Hasya Yoga (Hasya in sanscrito

significa risata), cioè il Laughter

Yoga o Yoga della Risata, è stata

rivitalizzata grazie all’intuizione

del medico indiano dottor Madan

Kataria che nel 1995 assieme a un

piccolo gruppo di persone ha dato

vita al primo Club della Risata, la

cui intenzione è quella di radunare

persone di ogni classe sociale,

sesso, credo politico e religioso

per ridere assieme, favorendo la

connessione sociale per lo sviluppo

armonico delle persone e della

collettività. Quel piccolo gruppo di

5 persone 18 anni fa ha dato vita a

un vero e proprio fenomeno sociale

che oggi conta più di 7.000 Club

della Risata, che propagano in 70

Paesi nel mondo il Laughter Yoga,

ovvero la disciplina che coniuga

i benefici dello Yoga Pranayama

(del respiro) a quelli degli esercizi

aerobici della risata.

Lo Yoga della Risata si sta diffondendo

da diversi anni anche in

Italia grazie alla formazione dei

Laughter Club aperti a tutti e la

cui missione è quella di favorire

il benessere fisico e mentale dei

partecipanti. Le sessioni aperte

sono completamente gratuite e

condotte da Leader e Teacher

certificati dalla Laughter Yoga

Foundation del dottor Madan

Kataria, che attraverso semplici ed

efficaci esercizi di respirazione,

stretching, rilassamenti guidati e

altre tecniche specifiche inducono

e favoriscono la risata incondizionata,

permettendo a chiunque di

beneficiare in breve tempo di un


elax psicofisico completo, ridendo

senza necessariamente far uso del

senso dello humour, di barzellette

o battute di spirito.

Nell’Hasya Yoga la risata viene

dapprima indotta dagli esercizi di

gruppo per sfociare in breve tempo

in una serie di risate spontanee e

sostenute, grazie alla contagiosità

tipica della risata per effetto del

complesso sistema di“neuroni

specchio” presenti nel nostro cervello.

Solitamente le sessioni nei

Club della Risata hanno una durata

di 45 minuti e gli appuntamenti in

Italia sono settimanali o mensili.

In India le persone sono solite

ritrovarsi a ridere quotidianamente

radunandosi nei verdeggianti

parchi pubblici dei villaggi o delle

città, prima dell’inizio delle attività

lavorative, per poter essere

sin dalle prime ore del mattino in

perfetta forma fisica e psicologica,

favorendo un’attitudine alla positività

grazie al “cocktail della gioia”

che la risata sa scatenare sia nel

corpo che nella mente.

La medicina per la società

La grandezza dello Yoga della

Risata è di riavvicinare tutti noi

alla nostra risata interiore. Le statistiche

ci ricordano che in media

i bambini ridono dalle 350 alle

400 volte al giorno ma, crescendo,

questa media si abbassa clamorosamente

a quella di 15 risate al giorno.

È davvero triste pensare che

addirittura prima della maggiore

età la nostra naturale attitudine alla

risata venga sostituita dalle ansie

e dallo stress della vita quotidiana.

La maggior parte della popolazione

dichiara di non ricordarsi nemmeno

qual è stata l’ultima volta in

cui ha avuto l’occasione di ridere

spensieratamente. Il grande compositore

e pianista polacco Chopin

scrisse: «Chi non ride mai, non è

una persona seria» ricordandoci

che ridere è una cosa seria, che

merita la nostra completa attenzione,

per il nostro stesso benessere,

per la felicità della nostra famiglia

e della nostra società: un dono,

quello della risata, da preservare.

Un popolo che non ride più naufraga

nelle sabbie mobili dei pensieri

mentali dell’infelicità e della

tristezza, determinando un futuro

improduttivo e di scarse speranze.

La scienza afferma, sostiene e suggerisce

di far uso di questo potente

farmaco per il nostro più completo

benessere. La risata è da sempre

la medicina naturale a costo zero,

che è priva di controindicazioni e

di effetti collaterali. La risata ci

permette di alleggerire i fardelli

delle difficoltà quotidiane, aiuta

a connetterci con facilità con gli

altri, illuminando i nostri pensieri e

migliorando la qualità della nostra

vita. Ridendo, le nostre tensioni

emotive vengono rilasciate attra-

Richard Romagnoli

verso la riossigenazione completa

delle nostre cellule e il processo di

detossificazione: in questo modo si

innalza il tono del nostro umore e

s’amplifica il volume delle nostre

intenzioni positive. Ognuno di noi

nasce piangendo, ma dovremmo

auspicarci di lasciare questa realtà

al suono di una fragorosa risata,

tipica di chi vivendo ne ha assaporato

il senso più semplice e autentico.

La risata è sicuramente l’elisir

di lunga vita e come ebbe a dire il

dottor Susumo Tonegawa, premio

Nobel nell’87 per la medicina «Chi

è musone, triste e depresso non

riesce a tener lontane le malattie».

A tutti l’augurio di una lunga vita,

poiché il destino è nelle mani di chi

sa ridere.

Cosa leggere

Madan Kataria

Yoga della Risata

libro + DVD

Ridere per vivere

meglio

Edizioni La Meridiana, 2008

Medicina Olistica

Ordina su macrolibrarsi.it o chiama

il numero verde 800 974 001

Richard Romagnoli ha 38 anni, vive nel sud dell’India dove ha studiato e

approfondito direttamente con il dottor Madan Kataria (Fondatore del Laughter

Yoga Foundation) le virtù terapeutiche dell’Hasya Yoga, lo Yoga della Risata.

Lo stesso dottor Kataria lo ha personalmente diplomato Laughter Yoga Teacher

e Ambasciatore di Laughter Yoga nel mondo. A Puttaparthi, uno dei più visitati

centri spirituali dell’India, ha fondato il Club della Risata e svolge l’attività di

servizio disinteressato nei villaggi rurali, nelle scuole, orfanotrofi e negli ospedali

per diffondere la Gioia della Risata tra il popolo indiano. Ha coniugato le

tecniche psicologiche dell’illusionismo e della clowntherapy alla metodologia del

Laughter Yoga e del potere della mente subconscia. Conduce i suoi WorkShock in

tutto il mondo, combinando la sua esperienza artistica e di ricercatore spirituale,

motivando la gente a sperimentare la Vibrazione della Risata, capace di connettere

il cervello al cuore per poter sperimentare se stessi.

Per approfondire: http://www.innerlaugh.com, http://www.laughteryoga.org e

http://www.facebook.com/magicrichard.

Per contatti: joyaevent@gmail.com.

ViviConsapevole.it 45


Infertilità: curarla

con metodi naturali

Quando i figli non arrivano ci sono molteplici soluzioni non invasive

da seguire che permettono il riequilibrio organico dei futuri genitori

46 ViviConsapevole - Primavera 2013

Valerio Pignatta


Nelle società occidentali, di

anno in anno va crescendo

la percentuale di coppie

che ha problemi di fertilità

o che addirittura è sterile.

È un processo che parte dagli anni

dello sviluppo industriale del secondo

dopoguerra e che negli ultimi tempi

ha raggiunto dimensioni allarmanti.

Per dare un’idea del fenomeno si può

dire che intorno alla metà del decennio

scorso circa il 15% delle coppie

del mondo occidentale era infertile e

quindi che una su sei aveva difficoltà

ad avere figli 1 . Oggi probabilmente

questa percentuale è già salita.

È anche vero che i tempi di concepimento

si sono allungati per tutti

e sono molto più lunghi di quanto

comunemente si creda. Infatti, il

25% delle coppie concepisce entro

il primo mese di tentativi, il 60%

dopo sei mesi e l’85% in dodici mesi.

Una coppia non fertile è difatti, per

convenzione, quella che in più di un

anno di tentativi non è riuscita a concepire.

Cause dell’infertilità

Sulle cause ci sono moltissime ipotesi

(e dimostrazioni) e sicuramente

si tratta di un insieme multifattoriale

che agendo da più parti attacca il

sistema riproduttivo umano nella sua

integrità.

Normalmente si ritiene che per il

30% siano problemi dovuti all’infertilità

della donna, per un altro 30%

di quelli dell’uomo, per un 20% problemi

comuni e per un ultimo 20%

problemi di origine sconosciuta.

La causa più diffusa nelle donne

è solitamente una causa ormonale

(disordini nell’ovulazione) e negli

uomini un problema di scarsità o

qualità degli spermatozoi. Tuttavia ci

sono anche molte altre cause che possono

essere:

• malattie ginecologiche nella donna

Una coppia non fertile è difatti,

per convenzione, quella che in

più di un anno di tentativi non è

riuscita a concepire

come policistosi ovariche, endometriosi

ecc.;

• malattie andrologiche nell’uomo

come varicocele ecc.;

• radiazioni ionizzanti, non ionizzanti

e inquinamento elettromagnetico

(raggi X, cellulari, pc, tv,

elettrodotti ecc.);

• carenze alimentari;

• celiachia;

• infezioni fungine, batteriche e

virali (candidosi vaginale e sistemica,

clamidia, citomegalovirus,

toxoplasmosi ecc.);

• intossicazioni da fluoro o metalli

pesanti;

• vaccinazioni (specie l’antitetanica);

• fumo e alcool;

• tiroiditi;

• farmaci tossici che non consentono

un sano concepimento (chemioterapia

ecc.);

• uso prolungato della pillola anticoncezionale

(crea problemi di fertilità

talvolta per anni a seguire);

• cause psicologiche ed energetiche.

La fecondazione assistita:

la maternità a caro prezzo

Molte coppie, di fronte a questi problemi

si rivolgono ormai alla fecondazione

assistita che può essere in

vivo o in vitro. La prima consta in

una fecondazione tramite inoculazione

di spermatozoi (del partner o di un

donatore) nella donna oppure nell’introduzione

di spermatozoi e cellule

uovo (entrambi o propri della coppia

Medicina Olistica

o di donatori) nelle tube della donna.

La seconda invece è un sistema complesso

e più invasivo (soprattutto per

la donna) che consiste nel far incontrare

cellule riproduttive maschili e

femminili in provetta e il successivo

trasferimento degli embrioni che si

sono formati nell’utero. La donna poi

deve sottoporsi a vari cicli di trattamenti

farmacologici, controlli e terapie

generalmente quotidiane.

Questo tipo di concepimento “assistito”

dell’essere umano pone però,

come sappiamo, notevoli problemi

etici e anche di salute, sia per la

donna che per il futuro bambino. In

sostanza, è una pratica (soprattutto

quella in vitro) di notevole medicalizzazione,

che spesso ha risultati abbastanza

discutibili e induce una certa

sofferenza anche nella futura madre,

con rischi di parti plurigemellari ecc.

Probabilmente questa dovrebbe rimanere

proprio l’ultima spiaggia per gli

aspiranti genitori più caparbi (se proprio

devono) e solo dopo che hanno

sperimentato altre terapie naturali e di

sostegno alla riproduzione.

Concepire naturalmente:

un lavoro di coppia

Il mondo della medicina non convenzionale

ha parecchi assi nella manica

nel percorso di riequilibrio organico,

proprio perché, nella stragrande

maggioranza dei casi, si tratta sempre

di situazioni di squilibrio ormonale,

spermatico o del metabolismo che

ViviConsapevole.it 47


Medicina Olistica

Le cure “tecnologiche”

dell’infertilità sono un bel

calvario, sia fisico che psichico.

Vanno valutate per bene tutte

le connesse conseguenze

psicologiche, sociali e spirituali

possono, con cure pazienti, essere

ripristinate nella loro efficienza.

Ad esempio, la medicina tradizionale

cinese analizza il problema

infertilità partendo dalla considerazione

degli stati di energia vitale (qi)

degli organi interni (reni, milza ecc.)

secondo la tradizionale visione dei

meridiani di agopuntura. Quindi si

possono avere reni yin in scarsità di

qi oppure una milza yang in eccesso

di qi e così via. Tramite sedute di

agopuntura e l’utilizzo di erbe medicinali

adatte è possibile ripristinare

l’armonia originaria dei meridiani e

insufflare l’energia proprio dove è

carente, al fine di ottenere il risultato

sperato.

In effetti, il meccanismo del concepimento

è da una parte un vero e

proprio congegno biologico con cicli

della fertilità femminile ben precisi,

un orologio biologico maschile, i

ritmi della temperatura basale ecc.;

e dall’altro un vero enigma irrisolto,

dato che in molti casi, a fronte di una

situazione dal punto di vista biomedico

“normale”, non si verifica nessun

ingravidamento.

Se da un lato, quindi, la coppia, per

migliorare la propria fertilità, può

lavorare sull’osservazione del cambiamento

del muco vaginale, della

temperatura basale (per stabilire il

periodo di maggiore fertilità, anche

se non è un’indicazione così sicura

perché essa può variare in base a

molti motivi come poco sonno, infezioni

ecc.), deve d’altro canto inter-

48 ViviConsapevole - Primavera 2013

rogarsi sulle ragioni profonde dell’insuccesso,

ossia su eventuali stress

psicoemotivi che ristagnano.

Un altro aspetto su cui si può lavorare

è quello dell’alimentazione. Molte

discipline nutrizionistiche hanno dei

veri e propri protocolli per ridare

vigore alla fertilità. Normalmente si

ricorre a cibi ricchi di minerali come

lo zinco o vitamine come la E e il

coenzima Q10. Per la tendenza alla

sterilità maschile si può fare uso di

integratori al licopene e di altri preparati

antiossidanti. In generale, nella

dieta, comunque, occorrerebbe fare

attenzione o tenere monitorate eventuali

carenze (minerali, proteine, vitamine,

amminoacidi, acidi grassi) che

possono indurre uno stato di debolezza

non favorevole alla vitalità degli

spermatozoi e delle cellule uovo.

Se si tiene sotto osservazione il muco

Cosa leggere

Francesca Naish,

Janette Roberts

Il concepimento

naturale

Una guida per

futuri genitori

Pisani editrice, 2005

Ordina su macrolibrarsi.it o chiama

il numero verde 800 974 001

vaginale per identificare il periodo

più fertile (quando esso è chiaro,

filante ed elastico) va tenuto presente

che ci sono farmaci che interagiscono

condizionandone la consistenza e

l’aspetto: antibiotici, chemioterapici,

antistaminici, antidolorifici, antinfiammatori,

terapie ormonali ecc.

Altre medicine che è possibile utilizzare

in aiuto al concepimento sono l’omeopatia,

l’antroposofia, la fitoterapia,

le tecniche di rilassamento, i massaggi,

l’osteopatia, lo yoga, la medicina ayurvedica

e quella tibetana.

In ogni caso, i “tempi” (ciclo lunare fertile)

sono di importanza critica per cui

vanno assolutamente tenuti d’occhio.

Consigli pratici

Una delle più note guide alla fertilità

2 ritiene che un paio di consigli

scontati, ma importanti (e da seguire),

per incrementare le chance di rimanere

incinta siano quello di avere un

rapporto sessuale il giorno del picco

della fertilità e quello di cercare di

avere rapporti sessuali fino alla prima

mattina (compresa) dell’aumento

della temperatura basale della donna,

in quanto è possibile che l’ovulo sia

ancora vitale.

Altri suggerimenti utili per l’uomo

possono essere quello di non indossare

indumenti stretti, specialmente

nella zona inguinale, e di non fare

bagni caldi per evitare il riscaldamento

dei testicoli, il quale può ridurre

la quantità di spermatozoi prodotti.

Inoltre, va fatta la massima attenzione

per mantenersi rilassati perché preoccupazioni

e stress agiscono in modo

nefasto sulla riproduzione (diminuiscono

il numero di spermatozoi).

Infine, se è vero che la percentuale di

fecondità aumenta in base al numero

di rapporti (che quindi devono essere

numerosi) è anche vero che se ci sono

problemi di scarsità di spermatozoi

sarebbe meglio non avere rapporti

tutti i giorni ma a giorni alterni (o

ogni due-tre giorni), in modo tale da


Il meccanismo del concepimento

è da una parte un vero e proprio

congegno biologico con cicli della

fertilità femminile ben precisi, un

orologio biologico maschile, i ritmi

della temperatura basale ecc. e

dall’altro un vero enigma irrisolto

permettere la produzione di una maggiore

quantità di spermatozoi stessi

da utilizzare nei giorni più fecondi

del ciclo.

Se nonostante tutti i tentativi e gli aiuti

naturali non si dovesse riuscire nell’intento,

andrebbe fatta infine una riflessione

sulle terapie “forzate” cui si è

accennato. Da un punto di vista filosofico

e spirituale verrebbe da dire che tutto

ciò che è una forzatura è, in un certo

senso, una violenza. Le cure “tecnologiche”

dell’infertilità sono un bel calvario,

sia fisico che psichico. Vanno valutate

per bene tutte le connesse conseguenze

psicologiche, sociali e spirituali. Inoltre,

va tenuto presente che alcuni farmaci

biotecnologici (ogm) per curare l’infertilità

producono sull’organismo umano

effetti nocivi.

All’interno della coppia forse si

dovrebbero prima fare delle riflessioni

sul desiderio e il significato di

avere figli oggi e su eventuali strade

alternative come ad esempio l’ado-

Valerio Pignatta

zione o l’affido. Ma ovviamente tutto

va giustamente lasciato alla libera

scelta di ognuno.

Sicuramente alcune considerazioni

generali sul fenomeno è possibile

farle: esso potrebbe sembrare il

manifestarsi più compiuto del disagio

di una società talmente centrata sul

proprio ego da tendere ormai all’estinzione.

Oppure si potrebbe anche

immaginare che l’abitudine alla delega

che imperversa nelle nostre vite, e cui

ci hanno abituati, sia arrivata alla base

della nostra esistenza stessa e ne mini

l’indipendenza proprio con la delega

dell’atto del concepimento.

Ma le fughe, in avanti, sono sempre

possibili. Forse è sufficiente non mettere

cancelli ideologici all’amore.

Note

Medicina Olistica

1. Naish, Francesca, Natural fertility, Sally

Milner Publishing, Binda, 2004, p. 275.

2. Weschler, Toni, Taking charge of your fertility,

Collins, New York, 2006, p 171.

Laureato in Scienze Politiche all’Università di Pavia e laureato in Storia all’Università

di Genova, lavora come traduttore, redattore e collaboratore di riviste e case editrici, fra

cui il Gruppo Editoriale Macro. Ha pubblicato diversi articoli su periodici nazionali

inerenti il rapporto salute/ambiente e testi divulgativi di medicina naturale. Ha scritto

inoltre testi di storia per l’editoria scolastica, nonché ricerche storiche per istituti

universitari. Attualmente prosegue la sua attività di ricerca e studio dedicandosi alla

storia delle religioni e della medicina.

ViviConsapevole.it 49


Cattiva maestra

televisione

Bambini e TV: intervista ad Anna Oliverio Ferraris Marianna Gualazzi

Televisione, computer, videogiochi,

telefonini: siamo

noi adulti ad essere divetati

per primi “schermo e video

dipendenti”. E i nostri figli

ci seguono a ruota, richiedendo precocemente

libero accesso al tablet e

il possesso dello scettro-telecomando.

Eppure basta un minimo di consapevolezza

per capire che la televisione

e gli altri media non sono adeguati ai

nostri bimbi e che la loro presenza in

famiglia va ridimensionata. Sarebbe

sufficiente l’esempio di noi genitori

a distogliere bambini e adolescenti

dagli schermi e a riportare le loro

vite là dove dovrebbero svolgersi:

negli spazi della natura, nel gioco

libero all’aria aperta, nel contatto

con il gruppo dei pari, tra le pagine

di un bel libro. Anna Oliverio

Ferraris, professoressa di Psicologia

dello sviuppo alla Sapienza di Roma

e autrice di saggi e articoli in cui

affronta il temi del rapporto con tv

e nuovi media, ci spiega i pericoli di

un’esposizione precoce e prolungata

dei nostri bimbi agli schermi e ai loro

contenuti.

50 ViviConsapevole - Primavera 2013

Oggi i bambini sono sempre più

precocemente esposti al mezzo televisivo

– ci sono programmi adatti

ai picolissimi di anche solo un anno

e mezzo. A quale età un bambino

può iniziare ad approcciarsi alla

televisione? Quali sono i tempi di

esposizione adatti a ogni età (prescolare,

scolare, adolescenza)?

In realtà non ci sono programmi

adatti ai piccolissimi, anche se lo si

vuole far credere. Nei primi mesi e

anni di vita i bambini devono prendere

contatto con la realtà: non solo

vedere, ma anche toccare, odorare,

udire, spostarsi, esplorare, provare,

riprovare, ripetere, inserirsi attivamente

nei discorsi. Lo schermo

televisivo fornisce delle immagini in

movimento e dei suoni su cui il bambino

non può esercitare alcuna forma

di controllo, ma che deve limitarsi

a seguire. Il televisore ipnotizza i

bambini piccoli e li abitua alla passività.

A 3-4 anni, quando un bambino

incomincia ad avere una conoscenza

del mondo reale e delle regole fondamentali

del suo funzionamento, si

può incominciare a mostrare qualche

video di pochi minuti, adatto all’età

sia per i tempi che per i contenuti:

sono video che si trovano più facilmente

in rete che in televisione. In

seguito, scegliendo, può vedere dei

cartoni o qualche breve programma.

Non dimentichiamoci che in televisione

si vedono continuamente spot

pubblicitari i cui contenuti non sono

indifferenti.

Quali sono i suoi consigli per una

fruizione più consapevole e meno

passiva della tv da parte di bambini

e adulti?

È necessario che gli adulti abbiano

una preparazione culturale che consenta

loro di “leggere” i media, di

capire cioè che cosa viene trasmesso

non soltanto a livello esplicito, ma

anche a livello implicito. Il linguaggio

multimediale avviene a più livelli

e spesso i messaggi impliciti (metacomunicazione)

sono i più rilevanti.

Per esempio è difficile che la pubblicità

di un sapone parli dei requisiti

del sapone, più spesso parla di seduzione

e di sessualità. In molti serial

televisivi, così come in molti altri


Fermi davanti al televisiore,

bambini e adolescenti non sono

indotti a confrontarsi con la realtà,

a mettersi alla prova, a sbagliare e

correggersi. Rischiano di imparare

a subire la fatalità degli eventi

programmi, è sottesa una visione

del mondo, una filosofia di vita, di

cui spesso non ci si rende conto ma

che, visione dopo visione, finisce per

modellare la mente degli spettatori.

Questo modellamento riesce meglio,

ovviamente, con i bambini la cui personalità

è ancora tutta da formare.

Cosa rischiano i nostri bambini

facendo “indigestione” di televisione?

Rischiano di abituarsi a uno stile di

vita sedentario, isolato e inattivo.

Corrono anche il rischio di lasciarsi

influenzare da quegli spot che prongono

alimenti non sani, molto zuccherati

e grassi. Fermi davanti al televisore

non sono indotti a confrontarsi con la

realtà, a mettersi alla prova, a sbagliare

e correggersi. Rischiano di imparare

a subire la fatalità degli eventi.

La pubblicità è oggi parte sempre

più predominande all’interno dei

programmi e dei canali dedicati ai

bambini: come possiamo spiegare

ai nostri bimbi (penso anche alla

fascia 3-6 anni) la differenza tra un

porgramma e lo spot pubblicitario?

Bambini e Genitori

ViviConsapevole.it 51


Bambini e Genitori

Difficile spiegarlo a un bambino di

quella età, sia perchè non ha ancora

senso critico, sia perchè è indotto a

credere in ciò che vede. Anche se

capisce, può restarne influenzato,

perchè più della comprensione contano

le emozioni che vive vedendo lo

spot. Le immagini hanno spesso una

forza superiore alle parole. Anche

bambini più grandi (8-11 anni) e

spesso anche gli adulti, pur comprendendo

le finalità della pubblicità,

possono rimanerne influenzati perchè

il messaggio è avvincente, perchè il

testimonial è un beniamino del calcio

e così via. Tra cognizione e sentimenti

spesso non c’è coincidenza.

In che modo la televisione influenza

l’idendità di genere dei nostri

bimbi?

Dipende dai modelli che propone, se

sono stereotipati oppure no. Spesso

Cosa leggere

Anna Oliverio Ferraris

TV per un figlio

Laterza, 2004

Anna Oliverio Ferraris

Chi Manipola la tua Mente?

Vecchi e nuovi persuasori:

riconoscerli per difendersi

Giunti, 2010

Jerry Mander

Quattro Argomenti

per Eliminare la Televisione

Dedalo, 1996

Erina Fazioli Biaggio

Video Dipendenti

o Videointelligenti?

Per un uso corretto della

televisione

Red, 2009

Ordina su macrolibrarsi.it o chiama

il numero verde 800 974 001

52 ViviConsapevole - Primavera 2013

vengono forniti modelli semplificati

di maschio e di femmina perché si

pensa di raggiunge un maggior numero

di spettatori senza troppa fatica.

C’è nella pubblicità dei giocattoli e

prodotti per bambini una forte stereotipizzazione

che un tempo non c’era:

le femmine sono tutte “principesse”,

vestono di rosa, hanno gadget, lustrini

e bamboline; ai maschi vengono

offerte macchinine e mostri. Un livello

elevato di stereotipizzazione c’è

anche in molti personaggi che compaiono

in tv, specialmente se donne:

anche presentatrici serie e capaci pensano

di doversi addobbare in modo

eccessivo quando compaiono sullo

schermo: abiti sexy, lunghi pendenti

alle orecchie, labbra gonfiate, seni

prominenti, acconciature di capelli

eccessivamente ricercate.

Cosa pensa della scelta di alcune

famiglie di non avere la televisione

in casa, non vietando però ai bimbi

di poterla vedere al di fuori delle

mura domestiche (dai nonni o da

un amico)?

È una scelta comprensibile per i

motivi ricordati prima, ma anche

perché attualmente i programmi di

qualità non sono molti e quelli adatti

ai bambini pochissimi, perché sono

infarciti di pubblicità, perché per

tenere i bambini incollati al video si

eccede in violenze, comportamenti

antisociali, flash, esplosioni, cambiamenti

improvvisi di scena, ossia

modalità espressive che hanno l’effetto

di eccitare i giovani spettatori.

Ovviamente chi fa la scelta di non

avere il televisore in casa si informa

su ciò che guardano i figli quando

sono dai nonni e dagli amici.

C’è un legame tra l’abuso di televisione

e videogiochi e la crescita

esponenziale di disturbi come quello

da deficit di attenzione e l’iperattività?

Indubbiamente i bambini che trascorrono

troppo tempo davanti agli

schermi e si abituano ai tempi veloci

e frammentati della televisione,

degli spot, dei videogiochi, possono

avere poi difficoltà ad adattarsi ai

tempi lunghi dell’applicazione e

della concentrazione. Diventano più

facilmente insofferenti, non sanno

aspettare, vogliono tutto subito. A

questi bambini serve tornare ai ritmi

della natura, ai tempi “umani” dei

giochi all’aperto. Bisogna evitare

che i bambini diventino dipendenti

dagli schermi e offrire loro della

alternative.

Abbiamo intervistato Anna Oliverio Ferraris

Anna Oliverio Ferraris insegna Psicologia dello sviluppo alla Sapienza di Roma,

dirige “Psicologia contemporanea” e collabora con riviste di psicologia, quotidiani

e settimanali. È stata membro della Consulta Qualità della Rai e del Comitato

Nazionale per la Bioetica.

È autrice di saggi, numerosi articoli scientifici e testi scolatici in cui affronta i temi

dello sviluppo normale e patologico, dell’educazione, della famiglia, della scuola,

della formazione, della comunicazione in contesti diversi, del rapporto con tv e

nuovi media, delle dinamiche identitarie nella società contemporanea.

Ha partecipato e continua a partecipare a numerosi convegni culturali e conferenze,

sia in Italia che all’estero. Ha organizzato e partecipato in qualità di docente a

corsi di formazione sui problemi della crescita, i nuovi media, il disadattamento, il

bullismo, i fattori protettivi e il recupero, l’adolescenza, la devianza minorile, la

pedofilia, l’adozione, la comunicazione in classe e in famiglia, rivolti a insegnanti,

pediatri, psicologi, psicoterapeuti e associazioni di genitori.


Bambini e

malattie invernali

Echinacea, rosa canina, citomix, omeogriphi e

oscillococcinum: come e quando usarli in caso

di asma, raffreddore e tosse

Vincenzo Valesi

Il dottor Vincenzo Valesi autore

del long seller I Rimedi Naturali

del Medico di Famiglia (Macro

Edizioni) risponde al quesito di

una nostra lettrice.

Come tantissime mamme sono alle

prese con i soliti, infiniti, e apparentemente

inguaribili, disturbi invernali

dei bambini. Un iperreattivo di sei

anni, fra asma e un raffreddore che

non lo abbandona mai. E un perenne

raffreddato di 16 mesi che non riesce

a dormire mai, per via del naso chiuso.

Mi sono rivolta ai migliori pediatri,

alcuni omeopati, ma c’è tanta confusione

e noi mamme non sappiamo a

chi dar retta.

Ad esempio: echinacea. Alcuni la

prescrivono, altri assolutamente la

vietano ai bambini sotto i tre anni

poiché danneggerebbe il sistema

immunitario non ancora formato.

Rosa Canina: alcuni medici la prescrivono

a fiumi, altri la vietano poiché

aumenta l’irritabilità.

Avreste delle risposte chiare per chi

come me è stufa di bentelan e ventolin

e rinorex e mille altri spray nasali

che le farmacie ci propinano per

liberare i nasini dei nostri pargoli?

Vi ringrazio a nome di tutte le

mamme!

Cordiali saluti

Leandra

Questa domanda offre lo spunto per

alcune considerazioni interessanti

circa l’individualizzazione di una

terapia naturale. Il bimbo più grande,

giustamente definito un iperreattivo,

è quello che Ippocrate avrebbe

chiamato temperamento collerico o

iroso e gli omeopati costituzionalisti

fosforico. Il secondo, iporeattivo e

con reazioni torpide, è il flemmatico

di Ippocrate, carbonico o catarrallinfatico

dei costituzionalisti. Se poi

vogliamo prendere in considerazione

i miasmi o diatesi, cioè le modalità

reattive, diremo che il figlio maggiore

presenta una modalità reattiva

di tipo tubercolinico, e il minore di

tipo psorico.

Riguardo all’echinacea e alla rosa

canina, premetto che quanto affermo

si riferisce alla pianta come fitoterapico,

o comunque fitogemmoterapico,

che definisce parti ponderali del

vegetale, estratti secchi e diluizioni

che vanno dalle tinture madri e alle

diluizioni delle stesse comprese fra le

D1 e le D4.

Bisogna immaginare il sistema

immunitario come una bilancia,

dove da una parte pesano i linfociti

T helper 1 (Th1) e dall’altra i T helper

2 (Th2). In condizioni normali

di salute i due sistemi devono essere

in equilibrio. L’echinacea, poiché

spinge soprattutto dalla parte dei

Th2, è utile nelle malattie virali di

tipo influenzale, caratterizzate da

una grande reattività sostenuta dai T

helper 1, quindi è adatta al bimbo più

grande, perché si contrappone a questo

eccesso di risposta che può creare

essa stessa un danno. La rosa canina

invece spinge più verso i Th1, quindi

è più adatta a risvegliare una reattività

sopita come quella del secondo

figlio, dove l’attività dei linfociti T

helper 1 è più fiacca. Nei casi dubbi

e comunque non volendosi “sbilanciare”

avrebbe senso l’utilizzo di

fitogemmoterapici composti contenenti

estratti o tinture madri di piante

dove sono rappresentate sia quelle a

prevalente stimolazione Th1 (astragalo,

zenzero), che a prevalente stimolazione

Th2 (uncaria, echinacea).

Se poi vogliamo associare un farmaco

omeopatico costituzionale, che

serve per modulare l’attività delle

ghiandole endocrine, possiamo pensare

a un sale dell’acido fosforico,

per esempio la calcarea phosphorica

per il primo figlio; a un sale

dell’acido carbonico, per esempio la

calcarea carbonica, per il piccolino.

Se poi vogliamo considerare la

modalità reattiva o diatesi, possiamo

dire che il più grande si potrebbe

giovare del rimedio tubercolinum,

il secondo di psorinum. Volendo

usare gli oligoelementi secondo

ViviConsapevole.it 53


Menetrier, l’iperreattivo si gioverà

dell’oligoelemento manganse (atto

a modulare), mentre l’iporeattivo

dell’associazione oro-rame-argento

(atta a tonificare). Questo discorso di

fondo rappresenta la base, la visione

strategica preliminare a ogni altro

intervento rivolto alla specificità di

determinati sintomi.

Dal punto di vista dell’omotossicologia,

nel figlio più grande vedo interessante

l’uso del farmaco Citomix,

associazione bilanciata di citochine

(sostanze che il sistema immunitario

produce per coordinare l’attività delle

sue cellule), nel secondo di Engystol

(Vincetoxicum + sulfur), una compressina

al giorno da sciogliere in

bocca, per un paio di mesi: questo

farmaco spinge più specificamente

verso i Th1, cosa di cui il bimbo ha

bisogno per risvegliare la sua reattività

immunologica. In entrambi proporrei

Omeogriphi o Oscillococcinum,

interessanti farmaci utili per la prevenzione

delle virosi invernali: una

volta alla settimana 1 tubo dose al

grande, 1/ 2 al piccolo per un periodo

di 6-8 settimane. In entrambi

sarà utile associare un drenaggio per

esempio con Lymphomyosot gocce

(il problema dell’alcool si risolve versando

sulle stesse nel bicchiere una

piccola quantità di acqua calda che

fa evaporare l’alcool, oppure usando

le fiale che sono a base di soluzione

fisiologica). Sempre per rinvigorire la

risposta immunitaria sopita, al piccolo

potrà essere utile la somministrazio-

Chi è Vincenzo Valesi

54 ViviConsapevole - Primavera 2013

ne di 2-3 gocce di Sankombi, che è

stato dimostrato far aumentare i livelli

di neopterina, una sostanza prodotta

dai macrofagi (cellule immunitarie di

prima difesa) quindi espressione di

una loro più valida attività. Per meglio

gestire la rinite, quindi la congestione

nasale e l’ipersecrezione, interessante

l’uso di Euphorbium compositum

spray nasale (che contenendo

Euphorbium esplica anche una utile

azione antivirale) o di R 96 Pulsatilla

compositum spray nasale, in dose

di uno spruzzo per narice 3-4 volte al

giorno.

Cosa leggere

Vincenzo Valesi

I Rimedi Naturali

del Medico di

Famiglia

Consigli e terapie

per le malattie

più diffuse

Un prontuario

di emergenza da tenere in casa

per ogni famiglia, un repertorio

terapeutico naturale, un testo che

affronta in modo naturale i numerosi

problemi e disturbi comuni che in

uno studio medico di base sono

all’ordine del giorno.

Macro Edizioni, 2011

Ordina su macrolibrarsi.it o chiama

il numero verde 800 974 001

Laureato in medicina, svolge la sua attività professionale in qualità di medico di

famiglia, integrando nella pratica clinica di tutti i giorni le conoscenze e gli insegnamenti

delle medicine non convenzionali con quelle della medicina accademica classica. Da

quasi trent’anni si dedica allo studio e alla pratica delle medicine non convenzionali,

tra cui: agopuntura, auricoloterapia, omeopatia, omotossicologia, medicina manuale,

podokinesiologia, podologia, riflessologia e iridologia secondo Bourdiol, fitoterapia,

medicina estetica biologica, floriterapia, elettroagopuntura secondo Voll. Ha partecipato

e continua a partecipare a numerosi seminari e gruppi di studio sulle medicine non

convenzionali, in varie parti d’Italia.


Immaginate un mondo in cui non

sia più possibile utilizzare denaro

contante per i nostri acquisti. Un

mondo in cui circoli solo la moneta

elettronica – bancomat, prepagate,

carte di credito. Un mondo in

cui ogni transazione effettuata dai

comui cittadini viene monitorata e

registrata. Un mondo in cui i risparmi

di ognuno possono essere cancellati

da un clic...

Mentre gli schieramenti politici,

sia a destra che a sinistra, ci dicono

che la limitazione dell’utilizzo del

contante è il principale strumento di

lotta all’evasione e alla corruzione,

c’è chi non la pensa così. E fa sentire

la propria voce dal web, preoccupato

di un’ulteriore diminuzione della

soglia di utilizzo della carta moneta

– attualmente a mille euro. Ecco cosa

ci ha raccontarto il portavoce della

campagna “Contante Libero”.

Ci spieghi in breve che cos’è la

campagna Contante Libero?

L’iniziativa Contante Libero nasce in

rete da uno scambio di idee (prima

per mail e poi su alcuni forum) trasformatosi

ben presto nella necessità

di dar voce a tutti i cittadini che

non vogliono diventare un “estratto

conto” a disposizione di banchieri,

politici e burocrati.

Non ci sono partiti, consorterie o

potentati di alcun genere dietro

a Contante Libero, ma Donne e

Uomini Liberi, cittadini che vogliono

avere il diritto di vivere senza essere

sorvegliati, persone che rifiutano lo

Stato come fine ultimo della loro

vita. Contante Libero non ha nessun

colore politico, non è un’associazione

a scopo di lucro e non vuole

promuovere direttamente alcuna

linea di pensiero economico. Il suo

unico scopo risiede nella difesa del

Contante o

moneta elettronica?

Liberi di scegliere

Nasce la campagna “Contante Libero”:

per la difesa della circolazione del denaro contante

La Redazione

diritto di ciascuno a far circolare e a

utilizzare per i pagamenti il denaro

contante.

Ci hanno detto che la limitazione

all’utilizzo del contante è lo strumento

principale per la lotta all’evasione

fiscale: è vero?

È una menzogna, ed è anzi vero il

contrario: il grosso dell’evasione

fiscale, quella che sottrae al fisco

miliardi di euro, non ruota affatto

attorno all’utilizzo del denaro contante,

ma riguarda invece transazioni

decisamente più sofisticate. I fenomeni

evasivi/elusivi numericamente più

rilevanti, quali l’occultamento di ricavi

e compensi o l’indebita deduzione

dei costi, vengono, infatti, messi in

atto con l’impiego di strutture e comportamenti

fittizi che prescindono

dall’uso del contante e dall’obbligo

di avvalersi del canale bancario per

ViviConsapevole.it 55


Denaro

rendere le operazioni tracciabili.

Ma c’è di più e di peggio: nel

momento in cui si vogliono sottrarre

definitivamente ingenti somme di

denaro frutto di illeciti, lo si fa invariabilmente

attraverso prestanomi e

l’uso di denaro elettronico.

È quasi impossibile per lo Stato controllare

miliardi di transazioni elettroniche

criptate.

Perché e come le banche guadagnano

sull’utilizzo della moneta

elettronica?

Perché ad ogni transazione è associata

una commissione: il consumatore

non la vede, essa semplicemente

viene caricata sul costo del bene o

del servizio venduto con moneta elettronica.

In media per l’utilizzo del

bancomat le banche ottengono uno

0,8% del valore della transazione.

Abbiamo fatto un calcolo, 100 euro

dopo 100 transazioni con il bancomat

diventano meno di 45 euro: gli altri

55 euro vengono espropriate dalle

banche.

In che modo la moneta elettronica

limita la nostra privacy?

Tutte le volte che avviene una transazione

elettronica viene creato un

file che registra data, ora, luogo,

importo della transazione e a volte

per cosa abbiamo usato il nostro

denaro. Questo enorme database è a

disposizione del circuito bancario e

del Governo. Basta un buon software,

un analista e un poco di tempo

per tracciare completamente la vita

di ciascuno di noi. Chi ci garantisce

che questo “profilo” non possa mai

essere usato per scopi illeciti, per

ricattarci o screditarci se diventiamo

scomodi per il potere?

Grazie! Per maggiori info invitiamo

i nostri lettori a visitare il sito

contantelibero.it.

56 ViviConsapevole - Primavera 2013

Bancomat e carte di credito?

Io vivo senza!

La testimonianza di una nostra

collaboratrice

che non ha e non utilizza

bancomat e carte di credito.

Ecco come fa...

Perché non hai bancomat e carta di credito?

In realtà non c’è un vero motivo ideologico, forse è per “tradizione familiare”.

Nemmeno i miei genitori le avevano, perché le hanno sempre considerate non

sicure. Mi hanno insegnato fin da piccola che i soldi hanno un valore e a mettere

in relazione quel valore con il valore delle cose.

Di solito, ritiro periodicamente in banca una cifra e so che con quella devo

arrivare fino alla data successiva. Ovvio che possono esserci delle spese non

previste, però di solito funziona, perché in questo modo, dovendo “contare” i

soldi, si impara a rinunciare a tante cose superflue. Se vado a fare la spesa con

20 euro, comincio a fare il calcolo mentalmente della spesa che ho nel carrello

e finisco con il comprare quello che realmente mi serve.

Come fai in caso di spese superiori ai mille euro?

Di solito chiedo di poter fare un bonifico oppure di potere pagare con assegno

circolare. In genere il bonifico lo accettano tutti. Se non accettano né l’uno né

l’altro, cambio negozio o fornitore, ma quando lo faccio presente, la soluzione

la trovano.

Come fai quando viaggi?

Per viaggi brevi gestisco il contante, prevedo una certa somma e con quella

faccio. Per viaggi più lunghi e complessi uso i travel cheque che di solito

sono accettati anche negli alberghi o posso cambiare presso qualsiasi Stock

Exchange. In questo modo non devo girare con “malloppi” di contante. E in

caso di furto si possono denunciare e avere i rimborsi. Finora, per fortuna non

ho mai avuto problemi, né con il contante né con i travel.

E per gli acquisti in internet?

Non compro molto in internet. Quando lo faccio, preferisco i siti dove si può

pagare con bonifico (in questo caso però si paga anticipato, quindi potrebbe

essere “un rischio” se il sito non si conosce, di solito uso questa modalità con

i siti di cui mi fido) oppure con contrassegno alla consegna. In alcuni siti telefonando

al numero verde è possibile fare una pre-prenotazione: c’è tempo

1-2 giorni per poter effettuare il bonifico e inviare ricevuta di pagamento, per

poter convalidare la prenotazione e renderla effettiva, altrimenti la prenotazione

non viene tenuta in considerazione. Mi rendo conto che la cosa è un po’

meno veloce e che con un click potrei avere risolto. Però si tratta di abitudine.

Non avendo mai avuto la carta o il bancomat non ne sento la mancanza o la

necessità. Una volta, qualche tempo fa, ho pensato di fare la carta di credito.

Poi mia mamma, chiacchierando, mi chiese: “Ma a cosa ti serve?”. Allora ci

ho pensato su un po’, ma non avendo trovato risposte valide alla sua domanda,

la carta non l’ho più richiesta.


Ottimista, pessimista

o consapevole?

Ecco come il modo in cui

affrontiamo la vita influenza i

risultati che otteniamo

Fabrizio Cotza – All Winners

Spesso si parla di approccio

ottimista o pessimista alla

vita, notando come questo

crei effetti notevoli nei

risultati che poi otteniamo.

Generalmente il pessimista è quello

che vede tutto nero, che non ripone

molta speranza nel futuro, che è convinto,

quindi, che le cose andranno

sempre peggio.

Viceversa l’ottimista è visto come

colui che ha la certezza che il futuro

sarà roseo o comunque migliore del

passato e del presente, e che pertanto

affronta la vita in maniera più positiva.

Questa superficiale distinzione

ha però portato a pericolose distorsioni;

in realtà dovremmo aggiungere

a questi due approcci un ulteriore

elemento, che modifica enormemente

l’atteggiamento della persona e

soprattutto crea effetti radicalmente

diversi: questo elemento è la consapevolezza.

Potremmo così avere quattro, e non

due, tipologie di approccio alla vita:

- pessimista inconsapevole;

- ottimista inconsapevole;

- pessimista consapevole;

- ottimista consapevole.

Il pessimista inconsapevole

È facilmente riconoscibile perché il

suo pessimismo non nasce da motivi

concreti, ma da una generica e

infondata certezza: che comunque

le cose andranno male. Quando però

gli viene chiesto il motivo non fa che

parlare per luoghi comuni: i politici

ladri, le nuove generazioni sfaticate, la

concorrenza sleale dei cinesi ecc.

Ma la vera caratteristica di queste

persone è che tendono ad avere un

pessimismo passivo, a cui non segue

nessuna azione o strategia concreta.

Attendono che questo futuro cupo e

nero li raggiunga e li divori, convinti

che tanto non c’è nulla da fare.

L’ottimista inconsapevole

All’opposto del pessimista inconsapevole,

l’ottimista inconsapevole è

il frutto di un filone molto in voga

ultimamente, che ritiene che basti

“pensare positivo” per far andare

bene le cose. Questo soggetto ha

recepito la parte più superficiale di

questo messaggio (che non è sbagliato

di per sé) e lo applica così come fa

il pessimista inconsapevole: ovvero

attendendo che “l’universo” o qualche

altra forza soprannaturale risolva

per il meglio le cose per lui.

Queste persone sono piuttosto pericolose,

perché hanno perso ogni

contatto con la realtà e, sebbene la

loro vita vada spesso a rotoli, continuano

comunque ad aspettare questo

meraviglioso futuro, che sicuramente

nella loro testa è prossimo a venire.

Nei casi più gravi ci sono anche gli

inetti che però sono stati convinti da

qualche guru di essere in grado di fare

tutto e di poter diventare ricchissimi

senza sforzo, basta che lo “vogliano”

e che riescano a “visualizzarlo”.

A queste due categorie si aggiungono,

molto meno diffuse, le altre due.

Il pessimista consapevole

Di solito è una persona molto informata

e ha fatto un proprio percorso

personale che gli ha permesso di

vedere le cose (e le persone) per

quello che sono. Sulla base di questo

è arrivato alla conclusione che il progresso

in realtà è un bluff e che gran

parte dell’umanità in realtà è addormentata.

Questa presa di coscienza gli

ViviConsapevole.it 57


Self Help

fa vedere il futuro in maniera pessimistica,

perché è convinto che questo

status quo sia funzionale e che conviene

lasciare che le persone rimangano

inconsapevoli per poterle, in questo

modo, rendere più ammaestrabili.

A differenza del pessimista inconsapevole,

il pessimista consapevole si

crea una sua nicchia, o un suo micro

mondo, in cui riesce a vivere comunque

bene e in serenità con se stesso e

con le persone che lo circondano. Ma

sa che questa condizione non potrà

mai essere estesa a tutta l’umanità.

L’ottimista consapevole

A prima vista potrebbe apparire come

un pessimista, poiché vede e denuncia

tutte le storture che lo circondano.

Questo suo atteggiamento spesso

viene addirittura additato dagli ottimisti

inconsapevoli come “disfattista”.

In effetti è una persona che rompe gli

schemi, che va oltre i luoghi comuni,

58 ViviConsapevole - Primavera 2013

che si contrappone al qualunquismo.

E lo fa ricercando costantemente i

fatti e le prove di ciò che afferma,

anche quando questo va contro l’opinione

pubblica. E lo fa perché in lui

c’è ancora la speranza che le persone,

scoperta la verità, possano agire

diversamente e prendere in mano

la propria vita. Questa visione del

mondo, sebbene lo porti a vederne le

storture e ad anticiparne le conseguenze

(non sempre positive), gli permette

di compiere comunque delle azioni

che lo portano a un futuro migliore.

La sua caratteristica più evidente è

proprio la sua “proattività” ovvero la

tendenza a prendersi la sua parte di

responsabilità in ciò che non va attorno

a lui, piuttosto che delegarla agli

altri, al caso o a qualche evento del

passato o del futuro.

Cerchiamo di comprendere con quali

di questi quattro atteggiamenti affrontiamo

la vita e questo ci darà risposte

più consapevoli sui risultati che stiamo

ottenendo per noi e per chi ci circonda.

Fabrizio Cotza

Da oltre 12 anni si occupa di formazione e consulenza personalizzata alle piccole e

medie imprese, tramite la società All Winners. Grazie alla collaborazione con oltre

150 aziende, ha potuto mettere a punto il metodo “Imprenditore Consapevole”, che

permette agli imprenditori di bilanciare in maniera equilibrata la vita professionale

con quella personale. Ha fondato il network di imprenditori Winner Group, che ha

l’obiettivo di riunire tutte le aziende accomunate dal desiderio di auto migliorarsi e

crescere per reagire alle sfide del mercato globale.

Per contatti: f.cotza@all-winners.it; il suo blog è www.fabriziocotza.it.


Le rivelazioni

dei custodi della Terra

Il nuovo libro di Villoldo svela come diventare esseri di luce

I

Laika, un popolo stanziato sulle

Ande, da millenni sono Custodi

della Terra: attraverso la loro saggezza

e le loro conoscenze sono

in grado di guarire qualsiasi ferita

sia dell’uomo che del pianeta usando

la vibrazione e la luce di cui tutte

le cose sono fatte. I Laika sapevano

che presto l’umanità sarebbe arrivata

sull’orlo del baratro, per questo sono

usciti dall’isolamento: utilizzando le

loro conoscenze possiamo dar vita

ad un mondo migliore e contribuire

all’evoluzione dell’umanità. Alberto

Villoldo è il medico energetico noto

in tutto il mondo che ha raccolto l’eredità

di questo popolo. Attraverso

le quattro rivelazioni, che Villoldo

ha ricevuto a suo tempo dai Laika,

ognuno di noi potrà diventare un

Homo luminoso e sarà in grado di

curare la sofferenza emotiva, guarire

le malattie e sviluppare nuovi corpi

fisici.

Le quattro rivelazioni

La via dell’eroe.

La prima rivelazione insegna

come lasciare andare la paura e

le ferite emotive del passato: le

storie personali sono trame che

abbiamo intessuto, non sono noi.

Bisogna quindi essere eroi, ovvero

gli autori del nostro stesso mito

personale. Alla fine di questa

prima via le ferite che ci portiamo

addosso diventeranno una fonte

di potere e noi potremo intraprendere

un viaggio di guarigione,

apprendimento e scoperta partendo

dagli eventi passati.

La via del guerriero di luce

Durante questa fase scopriamo

il potere che risiede nell’essere

senza paura. Il compito dei guerrieri

di luce è quello di usare l’amore

per sconfiggere il suo contrario:

la paura. La paura infatti ci

separa dallo Spirito, dalla natura e

dal nostro sé interiore. La seconda

rivelazione insegna come maneggiare

una spada di luce e come

far sparire per sempre la paura,

sperimentando la radiosità e l’illuminazione.

La via del veggente

Il veggente è colui che cammina

con delicatezza sulla Terra e sogna

il proprio destino, proprio come

fanno i Custodi della Terra, i quali

mettono in essere un mondo fatto

di grazia e bellezza. Il veggente

è in grado di uscire dal tempo ed

entrare nell’infinto per “aggiustare”

ciò che nel mondo non va

bene. Per farlo, bisogna imparare

a vivere con coerenza, cioè avendo

consapevolezza dell’impatto che

ha ogni nostro pensiero, intenzione

o azione.

La via del saggio

Saggio è colui che guardandosi

intorno percepisce solo la bellezza

e che si rende conto che tutto

Romina Rossi

ciò di cui si fa esperienza è una

proiezione del panorama interiore,

ovvero del sogno. Il mondo

è infatti come noi lo sogniamo e

per poterlo migliorare o guarire

bisogna prima di tutto migliorare

e guarire noi stessi. In questa fase

il nostro compito è di co-creare la

realtà, svolgendo un duplice ruolo:

essere custodi di tutte le forme di

vita e completare il processo di

creazione insieme al divino.

Se mettiamo in pratica questi insegnamenti,

saremo in grado di padroneggiare

le emozioni, il tempo e di

portare un po’ più di luce e di guarigione

nel mondo.

Cosa leggere

Alberto Villoldo

Le quattro

rivelazioni

Saggezza, potere

e spiritualità dei

Custodi della Terra

Macro Edizioni, 2012

Ordina su macrolibrarsi.it o chiama

il numero verde 800 974 001

ViviConsapevole.it 59


Calendario degli Eventi

15 – 16 marzo

Seminario

Gregg Braden

Organizzatore: Diapason

Bellaria (RN)

Palazzo dei congressi

http://diapasonbooking.com/

22 marzo

Corso

Il cerchio della vita:

molte voci, una canzone

– terza edizione.

Con Ervin Lazlo, Lynne

McTaggart, Bob Randall,

Masaru Emoto

Organizzatore: Diapason

Modena

Forum Guido Monzani

http://diapasonbooking.com/

22 – 24 marzo

Seminario

Il metodo del consenso

e introduzione alla

comunicazione

empatica

Montelepre (PA)

Centro Thar do Ling

http://www.centrothardoling.it

23 – 24 marzo

Corso

Corso di cucina

bio-vegetariana

Docente: Carmen Bellin

Battaglia Terme (PD)

Associazione Culturale

La Biolca

www.labiolca.it

info@labiolca.it

29 marzo – 1 aprile

Corso

Corso di primo livello

di agricoltura sinergica

Docente: Janneke Gisolf

Ripe (AN)

La Città della Luce

http://lacittadellaluce.org

60 ViviConsapevole - Primavera 2013

6 aprile

Seminario

Transurfing Day con

Vadim Zeland

Organizzatore: Diapason

Milano

Hotel Leonardo da Vinci

http://diapasonbooking.com/

6 – 7 aprile

Seminario

Joe Dispenza.

Cambia l’abitudine di

essere te stesso

Organizzatore: Diapason

Bologna

Savoia Hotel Country House

http://diapasonbooking.com/

13 – 14 aprile

Hobby farmer

1° fiera degli orti e dei

giardini “fai da te”

Cesena (FC)

Quartiere fieristico

www.hobbyfarmerfiera.it/

18 – 21 aprile

Tisana

Fiera del benessere

della Svizzera Italiana

Lugano – Svizzera

www.tisana.com

19 – 21 aprile

Corso – Oli e preparati

ayurvedici

Ripe (AN)

La Città della Luce

http://lacittadellaluce.org

25 – 28 aprile

Corso

Coltivare l’orto e

allevare animali

su piccola scala

Milano

Scuola di pratiche sostenibili,

Cascina Santa Brera

www.scuoladipratichesostenibili.org

3 – 5 maggio

Corso

Intonacare con

la terra cruda

Pramaggiore (VE)

Centro di permacultura

La Boa

www.laboa.org

5 maggio

Corso

In cucina con le erbe

selvatiche

Docente: Laura dell’Aquila

Luminasio (BO)

Fattoria didattica

Il giardino di Pimpinella

www.pimpinella.it

8 maggio

Fiera

Solarexpo

Milano

Fieramilano Rho-Pero

www.solarexpo.com/

11 – 12 maggio

Corso

Bio-orticultura

sostenibile

Docente: Giorgio Lubrano

Trento

Via Casel di San Rocco, 17

www.ilquintosigillo.it

info@ilquintosigillo.it

11 – 12 maggio

Corso

Modelli di società

sostenibile: dalle

utopie alle soluzioni

concrete

Docente: Massimo Candela

e Lucilla Borio

Milano

Scuola di pratiche sostenibili,

Cascina Santa Brera

www.scuoladipratichesostenibili.org

Primavera 2013

17 – -18 maggio

Corso

di autocostruzione di

un forno in terra cruda

Docente: Andrea Magnolini

Cesena (FC)

Ecoistituto

www.tecnologieappropriate.it

17 – 19 maggio

Fiera

Terrafutura

Firenze

Fortezza da Basso

www.terrafutura.it

18 – 19 maggio

Corso

Il prato nel piatto

Trento

Via Castel di San Rocco, 17

www.ilquintosigillo.it

info@ilquintosigillo.it

18 – 19 maggio

Corso

Impariamo a fare il

formaggio: casatella,

ricotta, mascarpone,

latteria ecc.

Pramaggiore (VE)

Centro di permacultura

La Boa

www.laboa.org

22 – 26 maggio

Corso di orto

sinergico I livello

Docente: Antonio De Falco

Organizzatore: La fattoria

dell’Autosufficienza

www.autosufficienza.com

24 maggio

Seminario Robin

Sharma. Il leader che

non aveva titoli

Organizzatore: Diapason

Vicenza - Fiera, padiglione L

http://diapasonbooking.com/


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