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The RealFishing - N°4 - theREALFISHING.it

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..pensieri...<br />

Ed ecco anche l’ultimo<br />

numero di questo primo<br />

anno!!<br />

Come promesso, troverete un<br />

interessante articolo di<br />

Matthieu Faurisson sulla pesca<br />

dalla barca e Rik è tornato a<br />

parlarci di barbel “English<br />

style”. Sicuramente, quello che<br />

scrive su questo numero, può<br />

essere trasportato con<br />

successo anche per la pesca<br />

nelle nostre Italiche acque.<br />

Come ultimo numero<br />

dell’anno non poteva mancare<br />

una Photo Gallery<br />

interamente dedicata alla<br />

pesca, carp-lifestyle, ovvero,<br />

la cattura a volte è solamente<br />

la conclusione di una serie di<br />

momenti, attimi, sguardi che<br />

non vengono mai presi in<br />

considerazione in nessuna<br />

rivista. Immagini che ci<br />

riportano lungo le sponde di<br />

un lago, la foto col pesce<br />

della v<strong>it</strong>a, i mille pensieri<br />

mentre si innesca una canna,<br />

il rilascio della nostra<br />

avversaria, tutto senza inutili<br />

parole, che sarebbero<br />

solamente di troppo, perchè<br />

ognuno possa essere libero<br />

di vederci quello che lo<br />

emoziona di più. Buona<br />

lettura, buona visione.<br />

Willy


questi sono i pescatori che hanno reso possibile l’usc<strong>it</strong>a<br />

di questo numero...<br />

Michele Finocchi,A volte per<br />

riuscire in una battuta di pesca<br />

serve cambiare approccio: CAMBIO<br />

STRATEGIA<br />

Richard Jhonson, continua<br />

l’approfondimento di Rik sul<br />

barbel fishing: L?<br />

ALIMENTAZIONE E’ LA CHAVE DEL<br />

SUCCESSO<br />

Maurizio Pelatelli, ci racconta<br />

una bella sessione assieme ad un<br />

caro amico: VECCHIE<br />

AMICIZIE...NUOVE EMOZIONI<br />

Matthieu Faurisson, ottimo<br />

carpista francese, ci racconta<br />

la pesca dalla barca a modo<br />

suo:BIG BOAT FISHING<br />

Federico Gennaro, in alcuni<br />

ambienti le carpe son soggette<br />

a forte pressione di pesca:<br />

UNDER PRESSURE


Riccardo delle Fratte, Il<br />

reale stato del cf in Italia:<br />

MEGLIO SOLI<br />

Luca Tribuzio, cosa spinge<br />

certi carpisti ad affrontare<br />

sessioni in ambienti difficili?<br />

Luca ci espone i suoi punti di<br />

vista: ESCAPE<br />

Matteo Terzi, a volte quella<br />

che sembra essere la fine può<br />

diventare l’inizio di una<br />

grande avventura: LA TEMPESTA<br />

PERFETTA<br />

2012 PHOTO ANNUAL, spesso la<br />

carpa è solo la fine di un<br />

insieme di momenti, pensieri,<br />

stati d’animo, movimenti e<br />

indimenticabili attimi immersi<br />

nella natura. Una serie di<br />

scatti che raffigurano in pieno<br />

tutte queste cose.


Cambio Strategia<br />

di Michele Finocchi


Quando ci stiamo organizzando per una pescata “fuori<br />

casa” tendiamo a raccogliere più notizie possibili<br />

riguardo lo specchio d'acqua che andremo ad<br />

affrontare. Negli ultimi anni con i forum, i social<br />

network, i s<strong>it</strong>i internet e le amicizie che abbiamo,<br />

raccogliere informazioni è sicuramente più semplice,<br />

ma non è comunque detto che quando ci troveremo sul<br />

fiume o sul lago ci si presenti la s<strong>it</strong>uazione ideale che<br />

ci permette di pescare come avevamo già in mente o<br />

come ci avevano descr<strong>it</strong>to, anzi, almeno al sottoscr<strong>it</strong>to<br />

gli succede sempre un imprevisto che complica le<br />

cose....maledetta sfiga!!!<br />

Per questo motivo in questi anni di viaggi fuori porta<br />

mi sono dovuto adattare a molte s<strong>it</strong>uazioni, e credo,<br />

che chiunque intraprenda una lunga sessione in<br />

un'acqua poco conosciuta deve essere equipaggiato<br />

per far fronte ad ogni imprevisto.<br />

Quando partiamo è doveroso portarsi con noi del<br />

materiale di scorta per fronteggiare un eventuale<br />

guasto della nostra attrezzatura, ma questo al<br />

momento lo tralasciamo perchè ci porterebbe fuori<br />

tema, quello che voglio trattare più specificatamente è<br />

l'equipaggiamento che ci permetta di poter cambiare<br />

strategia di pesca anche a metà sessione.<br />

Per spiegarmi meglio racconterò un paio di sessioni,<br />

che, se non avessi cambiato tutto a metà pescata,<br />

probabilmente sarei tornato a casa con l'amaro in<br />

bocca!!!<br />

Ero tornato da una sessione in un lago estero durante<br />

la quale avevo avuto molte catture anche di buona<br />

taglia rispetto agli atri carpisti che erano nelle mie<br />

vicinanze, e la strategia era stata molto chiara,<br />

moltissime boilies di grosso diametro 24-30 mm in<br />

una larga area delineata da uno scalino netto.<br />

Stavo partendo per un altro lago che da come me lo<br />

avevano descr<strong>it</strong>to sembrava che ripetendo la strategia<br />

avrei avuto ottimi risultati. Mi presento quindi con<br />

moltissime esche sul lago e trovato lo spot giusto<br />

inizio la pasturazione.... dopo due giorni di cappotto<br />

iniziano ad arrivare i pesci che con un buon r<strong>it</strong>mo di<br />

partenze mi tengono attivo, ma al quinto giorno di<br />

pesca credo che sia opportuno tirare le somme. Nei<br />

cinque giorni sono riusc<strong>it</strong>o a portare a guadino molte<br />

carpe di taglia discreta ... ma io non ero venuto fin qua<br />

per cercare la Big???<br />

Nei giorni precedenti ho cercato molto il pesce, e , le<br />

poche carpe grosse le ho avvistate tra delle legnaie<br />

molto vicine a riva, lontane dal mio spot, e mi è


sembrato che fossero alla ricerca di cibo in una zona<br />

poco disturbata e ignorata dai carpisti presenti.... ho<br />

deciso, cambio strategia!!! mi faccio gli ultimi tre<br />

giorni nella zona appena descr<strong>it</strong>ta, pescando<br />

marginale con un pugno di granaglie che mi ero<br />

portato per far fronte ad un eventuale cambiamento e<br />

qualche innesco piccolo composto da piccole pop-up<br />

e piccole granaglie vere e sintetiche, dando una<br />

maggior importanza alla presentazione, cercando filati<br />

più morbidi e ami leggeri e di una misura decisamente<br />

più piccola. Non so come andrà ma sicuramente al<br />

r<strong>it</strong>orno avrò la coscienza a posto.... almeno ho provato<br />

a catturare la big!!!<br />

Calo le canne al mattino, è ancora buio, voglio<br />

sfruttare l'alba, magicamente dopo due ore di pesca ho<br />

la prima partenza e quando la guadino mi accorgo che<br />

la taglia è decisamente migliore... se il buon giorno si<br />

vede dal mattino...!!! nelle 5 ore successive succede<br />

l'incredibile, riesco a catturare altre tre carpe<br />

bellissime fra cui la big per la quale sono venuto!<br />

Nei due giorni successivi non accade più niente,<br />

probabilmente ho disturbato la loro quiete, ma a<br />

questo punto il mio obiettivo è raggiunto.<br />

Riflettendo capisco che se avessi continuato con la<br />

strategia precedente nessuna big sarebbe venuta a<br />

guadino, e se non avessi portato con me un' po di<br />

attrezzatura per pescare “finesse” non sarei riusc<strong>it</strong>o a<br />

dare la svolta alla sessione.<br />

Memore di questa pescata torno l'anno seguente sul<br />

lago, questa volta mi sono preparato maggiormente<br />

per pescare in marginal con attrezzatura leggera, ma<br />

sapendo che le sorprese sono sempre dietro l'angolo<br />

mi sono equipaggiato anche di buone boilies di<br />

24mm.... non si sa mai....<br />

All'arrivo sul lago cerco zone dove posso praticare il<br />

marginal fishing, ed individuo 3 zone molto adatte, le<br />

pasturo leggermente tutte e tre, poi probabilmente le<br />

terrò d'occhio, e se vedo movimento mi sposterò<br />

anche nei giorni successvi...<br />

Il primo giorno passa senza alcun segnale ma il giorno<br />

seguente riesco a catturare due carpe di piccola<br />

dimensione. Per ora non sono affatto contento, ma<br />

confido nel temporale previsto per dare la svolta alla<br />

sessione, sono sicuro che continuando la pesca<br />

marginale quando la pioggia farà ingrossare i piccoli


uscelli intorno al mio<br />

spot le carpe non<br />

tarderanno ad arrivare....<br />

A metà pomeriggio del<br />

terzo giorno infatti un<br />

temporale di tre ore si<br />

scatena sul lago mettendo<br />

a dura prova anche la mia<br />

attrezzatura, ma dalla mia<br />

tenda intanto vedo l'acqua<br />

che piano piano si<br />

intorbidisce vicino allo<br />

sbocco di due ruscelli,<br />

proprio nelle vicinanze dei<br />

miei rigs armati di piccole<br />

boilies che mi permettano<br />

una presentazione perfetta.<br />

Non appena il temporale<br />

finisce riesco a catturare 5<br />

carpe, due delle quali di<br />

dimensioni notevoli.<br />

Nei due giorni successivi<br />

però i risultati scendano<br />

vertiginosamente, così<br />

decido di cambiare<br />

strategia. Ho trovato uno<br />

spot dall'altra parte del<br />

lago dove pescando fuori<br />

potrei cercare di<br />

intercettare i branchi in<br />

spostamento..... Le soluzioni tecniche però sono<br />

diverse, ami e terminali più robusti sosterranno le<br />

boilies di 24 mm (pescando a lunga distanza non<br />

voglio essere disturbato dal pesciolame) e la<br />

pasturazione dovrà essere abbondante, se dovessi<br />

intercettare un branco di grosse carpe non vorrei<br />

mai che non trovino abbastanza cibo per sostare un<br />

po' sul mio spot...<br />

La nuova strategia da i suoi frutti, così dopo tre ore<br />

nella nuova postazione riesco ad agganciare un<br />

pesce mostruoso che<br />

però purtroppo perdo<br />

vicino al guadino dopo<br />

mezz'ora di<br />

combattimento, ma la<br />

pesca è fatta così,<br />

quindi rifaccio l'innesco<br />

e riposiziono l'innesco<br />

nel sol<strong>it</strong>o punto, e dopo<br />

altre 4 ore riesco ad<br />

agganciare e stavolta a<br />

portare dentro il<br />

guadino una grossa<br />

carpa (la big della<br />

sessione) dalla livrea<br />

bellissima che anche<br />

stavolta mi ripaga della<br />

strategia cambiata in<br />

corso d'opera.<br />

Molte altre volte<br />

cambiando strategia a<br />

metà sessione mi è<br />

cap<strong>it</strong>ato di non ottenere<br />

i risultati sperati (non<br />

tutte le ciambelle<br />

riescono con il buco!!),<br />

però io sono dell'avviso<br />

che seguendo una<br />

logica e dei<br />

ragionamenti ben


precisi possiamo arrivare al successo anche nelle<br />

s<strong>it</strong>uazioni più difficili, ovviamente durando un po' di<br />

fatica. É troppo facile quando torniamo da una<br />

sessione infruttuosa dire: èèèhh.... il pesce non<br />

mangiava...<br />

I ragionamenti più importanti si devono riferire prima<br />

che al cambio di dimensioni dell'innesco e<br />

dell'attrezzatura, al cambio di postazione, perchè<br />

pescare con la giusta tecnica dove non c'è nessun<br />

pesce non porterà alcuna carpa a guadino, mentre<br />

pescare con una tecnica sbagliata ma nel posto giusto<br />

è già più probabile che ci regali qualche<br />

soddisfazione. Quindi diventa prior<strong>it</strong>ario valutare il<br />

settore di pesca considerando attentamente la<br />

conformazione del fondale, le profond<strong>it</strong>à rispetto alla<br />

stagione durante la quale stiamo pescando e provare<br />

a pescare in vari settori prima di decidere di cambiare<br />

posto.<br />

Un altro fattore importante da calcolare è la presenza<br />

di pesce, uno strumento che ci viene in aiuto è<br />

l'ecoscandaglio che se letto adeguatamente ci aiuterà<br />

a capire se sul nostro settore è presente il pesce<br />

oppure no, ma il nostro occhio che attentamente per<br />

ore (o addir<strong>it</strong>tura giorni) scruta l'acqua è sicuramente<br />

il miglior mezzo di cui ci possiamo avvalere per<br />

individuare eventuali mosse di carpe nel nostro<br />

settore. Stabilire se ci sono pesci nei nostri spot è<br />

fondamentale perchè deve farci riflettere se è il caso<br />

di cambiare approccio tecnico, quindi dimensione<br />

delle esche, terminali, pasturazione, tipo di esche o<br />

anche hot spot, oppure se è meglio cambiare proprio<br />

postazione nel caso in cui si reputi che le carpe non<br />

siano in zona. Prima di decidere di cambiare<br />

postazione è sempre meglio fare qualche tentativo<br />

tecnico, soprattutto calare a diverse profond<strong>it</strong>à e su<br />

diversi hot spot.<br />

Una volta che abbiamo trovato una postazione dove<br />

si è accertata la presenza di carpe nel nostro settore<br />

dovremo cercare di fregarle, e qui sorge un altro<br />

problema.... non è scontato che mangino... soprattutto<br />

in acque un po' sfruttate...<br />

La nostra pesca prevede generalmente l'utilizzo di<br />

materiali grossolani e resistenti, ma questo a volte<br />

lim<strong>it</strong>a la presentazione dell'esca. C'è da dire che<br />

molto spesso le condizioni delle acque ci obbligano<br />

all'utilizzo di materiali molto resistenti, però dove è


possibile farlo è efficacissimo alleggerire le nostre<br />

montature. Passare ad ami leggeremente più piccoli e<br />

filati più morbidi che aiutino la presentazione è<br />

spesso una chiave del successo, ma voglio ribadire<br />

che in certi ambienti è assolutamente necessario<br />

pescare con materiali resistenti per ev<strong>it</strong>are rotture ,<br />

che possono provocare danni alle carpe e ci possono<br />

far imprecare ore noi pescatori.<br />

Anche l'esca svolge un ruolo importante e palline ben<br />

equilibrate, di buon gusto e di diametri ridotti<br />

sono sicuramente molto attrattive, e con la giusta<br />

pasturazione saranno irresistibili per le carpe. Partire<br />

con una dose minima di esche attorno al nostro rig<br />

sarà sicuramente da preferire in modo tale che se i<br />

risultati tardano ad arrivare possiamo cambiare<br />

tecnica e provare ad utilizzare un metodo di<br />

pasturazione più pesante.<br />

Detto questo si intuisce che l'attrezzatura da portarsi<br />

dietro aumenta perchè non potrà mancare una buona<br />

scorta di palline di buon diametro ma nemmeno una<br />

linea di esche piccole, sia mini boilies che qualche<br />

granaglia vera e sintetica per l'inneschi. Anche la<br />

minuteria dovrà essere varia per consentirci sia un<br />

approccio aggressivo sia uno finesse. Un altra cosa<br />

da non dimenticare è sia il rod pod che i picchetti per<br />

consentirci di pescare in qualsiasi postazione.<br />

Dobbiamo tenere a mente che spesso uscire dagli<br />

standard degli altri pescatori che frequentano il lago è<br />

risolutivo, però non c'è niente di sicuro, bisogna<br />

provare, e se non funziona cambiare, e non arrendersi<br />

mai, vedrete che i risultati arriveranno.


BIG BOAT<br />

FISHING di<br />

Matthieu Faurisson


Stanco di essere<br />

costretto a pescare<br />

da riva per cercare di<br />

catturare qualche<br />

pesce, con banchi di<br />

gamberi o pescatori<br />

campioni del mondo<br />

che monopolizzano<br />

tratti di sponde e<br />

fanno marcire interi<br />

settori di pesca, ecco<br />

che la pesca delle<br />

carpe da una barca è<br />

diventata un<br />

evidente necess<strong>it</strong>à<br />

per raggiungere il<br />

mio Nirvana.<br />

Pescando<br />

regolarmente in<br />

qualche lago di<br />

grosse dimensioni,<br />

ho sub<strong>it</strong>o cap<strong>it</strong>o che<br />

le barche basse non<br />

potevano fare al mio<br />

caso per pescare nei<br />

miei spot prefer<strong>it</strong>i,<br />

quindi mi sono<br />

logicamente<br />

orientato verso le barche cabinate in poliestere,<br />

inizialmente progettate per il mare.<br />

Motivato dal fatto di rivivere una nuova giovinezza<br />

nella mia pesca, ma allo stesso tempo consapevole<br />

che il fatto di essere costretto a uno spazio ridotto<br />

avrebbe potuto rapidamente stancarmi, ho fatto la<br />

scelta di non rovinarmi economicamente e di<br />

comprare un<br />

vecchio<br />

Jeanneau di<br />

10 anni più<br />

vecchio di<br />

me..Certo,<br />

alcune<br />

riparazioni<br />

sono state<br />

necessarie<br />

ma dopo un<br />

veloce lifting,<br />

la mia “vasca”<br />

stava<br />

navigando<br />

sulle onde. A<br />

dire il vero,<br />

non vedevo<br />

lʼora di testare<br />

la bestia in<br />

azione, anche<br />

se sapevo<br />

che il risultato<br />

sarebbe stato<br />

perfetto.<br />

Ho fatto il mio<br />

debutto in<br />

fiume, per<br />

iniziarmi alla<br />

pesca in


arca. Perchè<br />

iniziare con il<br />

fiume?<br />

Semplicemente<br />

perchè in assenza<br />

di onde, la barca<br />

resta immobile. Eʼ<br />

quindi più facile<br />

ancorarsi o<br />

ormeggiare. Eʼ<br />

anche il posto<br />

migliore dove<br />

eserc<strong>it</strong>arsi a<br />

pratiche innocue<br />

(come salire<br />

rapidamente su di<br />

essa senza cadere<br />

in acqua, canna in<br />

mano annessa..) e<br />

poter prendere<br />

pesci rapidamente<br />

(di tutte le taglie).<br />

Passata la fase di<br />

apprendimento, ho<br />

lasciato le acque<br />

correnti e ho<br />

finalmente<br />

affrontato le grandi<br />

distese di acqua<br />

stagnante, i grandi<br />

laghi. Ma là non è<br />

stata la stessa<br />

storia! Pescare tra<br />

gli argini di fronte alla risacca e navigare su ampie<br />

onde di più di un metro, la gestione è fortemente<br />

differente. Improvvisamente, dopo diverse sessioni di<br />

pesca, ho<br />

imparato ad<br />

adattarmi, ma<br />

sopratutto a<br />

effettuare ed<br />

utilizzare gli<br />

ancoraggi,<br />

adeguandomi<br />

ai laghi che<br />

stavo<br />

frequentando.<br />

Dopo due anni<br />

di pesca nei<br />

grandi laghi<br />

dove ho dovuto<br />

affrontare tutte<br />

le condizioni<br />

atmosferiche,<br />

penso di essere


ora in grado di spiegare che cosa è meglio...<br />

Prima di tutto, è indispensabile distinguere un lago da un lago molto grande.<br />

Infatti, è facile comprendere che a par<strong>it</strong>à di potenza del vento (60 km/h per<br />

esempio), le onde generate saranno fortemente più devastanti se sono<br />

lanciate da 20km<br />

che se da<br />

2km...Quindi, in<br />

base al principio<br />

che può fare di<br />

più può fare a<br />

meno, vi<br />

propongo le mie<br />

soluzioni<br />

ampiamente<br />

testate su ampie<br />

distese e che<br />

possono essere<br />

comodamente<br />

adottate anche<br />

su quelle più<br />

piccole...Quindi,<br />

come ancorarsi<br />

senza rischiare<br />

di spostarsi<br />

direte voi?Ci<br />

sono diverse<br />

soluzioni a<br />

nostra<br />

disposizione ma


quella che ho usato è quella di utilizzare 4<br />

ancore disposte su entrambi i lati della barca. Il<br />

loro posizionamento è molto importante per<br />

quanto riguarda la corretta stabil<strong>it</strong>à<br />

dellʼimbarcazione e devono essere<br />

assolutamente installate come nello schema 1<br />

Noterete che per prendere bene le onde, è<br />

importante posizionare inizialmente la vostra<br />

barca di bolina. Se non cʼè, posizionarla al<br />

vento ab<strong>it</strong>ualmente dominante per non avere<br />

sorprese quando si sveglierà.<br />

Se tuttavia mentre si pesca la vostra barca<br />

inizia ad andare un pò alla deriva (o perchè il<br />

vento ha cambiato direzione, o perchè è<br />

nettamente aumentato di intens<strong>it</strong>à), non tentate<br />

di riposizionarla ma calate immediatamente un<br />

quinto ancoraggio ( anche se il fondo è<br />

fangoso) rivolto verso il lato da dove viene il<br />

vento, come mostrato in figura 2. A questo<br />

punto sarete tranquilli. Infatti, per gettare le<br />

vostre ancore, il modo migliore per farlo è<br />

quello di prendere lʼancora (avendo<br />

precedentemente legato la fine della corda alla<br />

barca), poi si va alla posizione in cui si desidera<br />

che sia calata. Rilasciarla senza rallentarne la<br />

discesa e mettere in tensione lʼimbarcazione.<br />

A questo punto andremo a vedere quali tipi di<br />

ancora utilizzare e in quali condizioni. In effetti,<br />

se i laghi che volete affrontare sono<br />

relativamente fangosi, vi consiglio di utilizzare<br />

pesi di 20 kg accoppiati a circa 10 metri di<br />

catena. I pesi sono a mio parere il meglio per<br />

pescare nel fango in quanto tendono ad<br />

affondare, il che rende molto difficile loro uscire<br />

da questo substrato morbido. Al contrario, se il<br />

fondo delle vostre future destinazioni di pesca<br />

sono sabbiose quindi relativamente dure, vi


consiglio in<br />

questo caso<br />

di servirvi di<br />

ancore a<br />

zappa. La loro<br />

massa sarà in<br />

funzione delle<br />

dimensioni e<br />

del peso della<br />

vostra barca,<br />

ma varia in<br />

media tra gli 8<br />

e i 12 kg.<br />

Accoppiato a<br />

una buona<br />

dozzina di m<br />

di catena si<br />

ottiene una<br />

tenuta<br />

eccezionale<br />

sullʼacqua. Le<br />

catene, come<br />

avrete cap<strong>it</strong>o,<br />

si comportano<br />

come<br />

ammortizzator<br />

i, ev<strong>it</strong>ando<br />

così alla<br />

barca di tirare<br />

troppo sulle vostre ancore. La lunghezza raccomandata in mare è due volte la<br />

profond<strong>it</strong>à dellʼacqua.<br />

Così, se avete 10 metri di profond<strong>it</strong>à, lʼideale sarà di avere a disposizione almeno<br />

20 metri di catena appoggiata sul fondo. Ma per la nostra pratica sul lago, una<br />

buona dozzina di metri collegati a una buona lunghezza di corda ci daranno gia<br />

ottime garanzie di tenuta.


Per contro, se si investe in una barca, sappiate<br />

che certi equipaggiamenti relativi alla sicurezza<br />

sono obbligatori a bordo. In più oltre a potervi<br />

servire in caso di problemi, questi possono<br />

esservi richiesti dalle autor<strong>it</strong>à di vigilanza. Quindi<br />

ricordatevi di equipaggiarvi di un giubbotto di<br />

salvataggio per persona, un gancio di attracco<br />

barca, una pagaia, un estintore, una sirena, un<br />

ecoscandaglio (i nostri sondaggi saranno<br />

sempre meglio di una corda con un peso) così<br />

come i fumogeni, insomma tutto lʼocorrente<br />

richiesto dalle normali leggi per la navigazione.<br />

Per quanto riguarda il motore, non dimenticate<br />

che sopra i 6 cavalli lʼautorizzazione è<br />

obbligatoria per la navigazione interna e che<br />

nella maggior parte dei laghi e dei fiumi, si<br />

pagherà una tassa di navigazione (che è<br />

generalmente in funzione della potenza del<br />

motore) prima di salpare sulle onde. Quindi<br />

prendere tutti questi fattori in considerazione<br />

prima di effettuare l'acquisto di una barca perchè<br />

conosco persone che hanno stupidamente<br />

invest<strong>it</strong>o (più per seguire il trend della moda che<br />

per il fine del pesce) e che non se ne sono mai<br />

serv<strong>it</strong>i.<br />

Quindi pensateci, ma per quanto mi riguarda, ho<br />

scelto e ora, sono rinato!<br />

Ciao Matthieu


L’alimentazione è la<br />

chiave del successo!<br />

di Rik Jhonson


Devo continuare ad insistere, e<br />

tenere le esche in acqua! Non<br />

appena queste verranno<br />

trovate, i barbi cominceranno a<br />

cibarsi a testa bassa! Feeder di<br />

grandi dimensioni o anche<br />

piombi, sempre di grandi<br />

dimensioni, sono all'ordine del<br />

giorno per essere in grado di<br />

affrontare l'enorme flusso<br />

d’acqua del possente fiume<br />

Trent.<br />

Il tratto di fiume che sto<br />

pescando è caratterizzato da<br />

un canele nel mezzo del fiume,<br />

che in questo tratto è largo<br />

circa 90 yrds, e profondo circa<br />

17 ft. Lancerò proprio nel<br />

mezzo tra le due sponde,<br />

esattamente nel tratto più<br />

profondo del corso, è qui che<br />

spero di riuscire a trovare e<br />

fregare qualcuno dei grossi<br />

barbi che popolano questo<br />

fantastico fiume.<br />

Terminale tipico per la pesca<br />

nel Trent.<br />

Il barbo è uno dei pesci più<br />

potenti che si possano pescare,<br />

ed il Trent è uno dei fiumi con<br />

corrente più sostenuta di tutto<br />

il Regno Un<strong>it</strong>o. questo insieme<br />

di cose significa che tutto deve<br />

essere in prporzione, quindi<br />

canne, mulinelli, lenze e<br />

terminali dovranno essere<br />

robusti, pena la perd<strong>it</strong>a<br />

matematica di ogni pesce<br />

allamato!Questo tratto di fiume<br />

inoltre è caratterizzato da un<br />

fondale roccioso e son presenti<br />

diversi ostacoli sul fondale. Una<br />

volta lanciato il nostro terminale è molto facile che questo o<br />

la madrelenza vengano proprio a contatto con questi tipi di<br />

pericoli, quindi oltre ad essere molto importante utilizzare<br />

appunto attrezzature adeguate, conviene ogni volta che<br />

viene recuperata una canna, controllare lo stato della lenza<br />

e del terminale ogni volta. Questo servirà a trovare<br />

eventuali punti in cui il filo si è pizzicato, e che potrbbr farci<br />

perdere un pesce durante il combattimento.<br />

Uso il River special mono di prologic, su tutti i miei mulinelli<br />

nella versione 15 lb che è molto resistente all’abrasione<br />

nonostante il diametro sottile. Il terminale è formato da 3 ft<br />

di leadcore pyton da 45 lb abbinato ad altri 3 ft di<br />

fluorocarbon spectrum a cui lego l’amo.<br />

Attualmente sto Testando alcuni prototipi di canne prologic<br />

della serie “fast water”, ma nella versione 2 libbre 12 ft,<br />

appos<strong>it</strong>amente studiate per la pesca al barbo in acque<br />

correnti di grosse dimensioni e,son sicuro che saranno<br />

veramente apprezzate dagli amanti del barbel! Infatti son<br />

state studiate per poter lanciare con tranquill<strong>it</strong>à grossi<br />

pasturatori e piombi a lunga distanza e poter combattere<br />

agevolmente con grossi pesci anche in presenza di forte<br />

corrente. La vetta di queste canne è cava, morbida


abbastanza per regalare grandi combattimenti con pesci che<br />

non ne vogliono sapere di essere guadinati e allo stesso<br />

tempo abbastanza rigida da contrastare e non soccombere<br />

alla pressione della corrente, riuscendo così ad essere molto<br />

sensibile alle leggere tocche dei pesci più scaltri. Anche i<br />

mulinelli devono essere potenti, io uso gli okuma trio<br />

ba<strong>it</strong>feeder 55, che son dotati di un ottima veloc<strong>it</strong>à di recupero,<br />

questo fattore è molto importante quando dovete decidere<br />

che mulinello acquistare. un mulinello che recupera filo in<br />

fretta, farà arrivare più in fretta il pesce a guadino.<br />

Il miglior rig da sempre<br />

In tutti questi anni ne ho provato svariate tattiche per cercare<br />

di portare un grosso pesce a guadino, piombo singolo, feeder<br />

di ogni tipo, pallini di piombo, insomma di tutti i tipi. Avendo<br />

provato tutte queste cose, posso affermare che per me, il<br />

metodo che funziona meglio e che difficilmente sbaglia è<br />

quello di introdurre un po’ di cibo nei pressi dell’amo. Molti<br />

dei pesci più grossi catturati in questo tratto di fiume sono<br />

stati catturati da metà a 3/4 verso la sponda opposta. La<br />

fionda è fuori questione, e l’unico modo per introdurre esche<br />

è quello di usare un<br />

pasturatore.<br />

Una cosa che mi è sempre<br />

stata a cuore è la sicurezza<br />

del pesce in caso di rottura<br />

del terminale, negli anni ho<br />

passato molto tempo alla<br />

ricerca di qualcosa che mi<br />

soddisfacesse, che potesse<br />

essere funzionale al lancio di<br />

grossi feeder o piombi, e che<br />

allo stesso tempo non<br />

recasse pericolo per i pesci<br />

stessi. Tutto questo l’ho<br />

trovato usando montature ad<br />

elicottero. Questa montatura<br />

mi permette di lanciare<br />

terminali lunghi senza<br />

pericolo di grovigli, anche a<br />

lunga distanza.<br />

Come ho detto il terminale è<br />

cost<strong>it</strong>u<strong>it</strong>o da uno spezzone di<br />

fluorocarbon lungo 3 ft, a cui<br />

lego un amo serie C4 o i<br />

nuovi XC4 sempre della<br />

misura 8.<br />

La girella a cui lego il<br />

terminale verrà inser<strong>it</strong>a tra le<br />

due perline in gomma che<br />

cost<strong>it</strong>uiscono appunto<br />

l’elicopter rig. Le perline


sarnno sufficentemete bloccate da consentire<br />

all’amo di ferrare perfettamente, ma allo stesso<br />

tempo, in caso di rottura scorreranno lungo il<br />

filo liberando in pesce dalla zavorra.<br />

Le esche migliori da sempre<br />

Come ho gia scr<strong>it</strong>to la volta scorsa, Canapa,<br />

pellets, boiles e pastura sono le esche migliori.<br />

Pellets di varia misura, io personalmenteuso le<br />

Elips o comunque halibut pellet dalla più<br />

piccola misura di 6 mm fino a quelle più grosse<br />

da 21, sono spesso esche vincenti e molto<br />

ricercate dai grossi barbi, ma le boiles più<br />

puzzolenti sono ancora meglio!!<br />

Ultimamente uso le black ocean prologic<br />

ammollate con lo stesso booster per almeno 2<br />

settiamane e devo ammettere che stanno<br />

lavorando veramente molto bene! lo stesso<br />

ammollo lo uso anche per bagnare la canapa e<br />

la pastura stessa che andrò ad usare in pesca.<br />

Più le esche son state in ammollo, più queste<br />

lavorano bene!<br />

Uso grossi pasturatori aperti di peso variabile<br />

dalle 5 alle 7 once, in cui pvado ad inserire un<br />

po di canapa ammollata, pellets e bolies. Per<br />

fermare il tutto uso un po di pastura come<br />

“tappo” pressandola tra i due capi in modo da<br />

non far fuoriuscire il contenuto durante il<br />

lancio.


Dove lanciare.<br />

Ai barbi piace stare in corrente o comunque<br />

dove questa è veloce. I grossi barbi<br />

tendezialmente stanno nelle zone con corrente<br />

un po più tranquilla, soprattutto in inverno<br />

quando la temperatura dell’acqua scende<br />

parecchio ed il livello aumenta a causa delle<br />

piogge.<br />

In questo periodo cerco spot appena oltre la<br />

metà con corrente tranquilla e senza bolle o<br />

gorghi. questi sono gli spot che preferisco.<br />

Una volta lanciato aspetto che il grosso<br />

pasturatore tocchi il duro fondale e appoggio<br />

pe canne al pod. Le tengo più verticali possibile,<br />

e lascio il filo in bando in modo che formi un<br />

grande arco. In questo modo allento di molto la<br />

pressione della corrente che spinge sul nylon,<br />

rendendo molto più stabile il feeder sul fondale.<br />

La sessione.<br />

Arrivo sul fiume la domenica sera, dopo il<br />

lavoro, e mi organizzo per pescare fino a che<br />

non è buio gia da un po. Adoro questo<br />

momento, la maggior parte dei guerrieri del<br />

weekend se ne è gia tornata a casa, e questo i<br />

barbi lo sanno, sanno che è un buon momento<br />

per iniziare a cibarsi, con l’avanzare del buoi e<br />

la tranquill<strong>it</strong>à sulle sponde. Inizio a montare le<br />

canne preparo i grossi feeder, pronti ad essere<br />

lanciati e a creare zone di alimentazione per i<br />

grossi pesci, e innesco le due canne. Su quella<br />

che lancerò a monte innesco due grosse elips


pellet XL, su quella che lancerò a valle monto<br />

una doppia boiles Black Ocean superammollata.<br />

Lancio le canne sulla stessa linea ed alla stessa<br />

distanza da riva, la prima alle 10.30 la seconda<br />

alle 12 in punto. In questo modo sul fondo si è<br />

creata una scia di cibo, che i barbi troveranno<br />

irresistibile.<br />

Per riuscire meglio in questo, lancio diverse<br />

volte il feeder pieno sempre sulla stessa linea,<br />

attendendo che si scarichi del contenuto, in<br />

questo modo molte esche superattrattive<br />

creeranno un buon tappeto. Per essere<br />

ulteriormente preciso fermo la lenza sulla clip<br />

del mulinello(ricordatevi sempre di staccarla<br />

una volta entrati in pesca) precedentemente<br />

segnata con un piccolo pezzetto d’elastico sul<br />

filo. L’importante è che ci siano esche in acqua,<br />

per fare questo rilancio spesso le canne, quella<br />

a monte almeno il doppio di quella a valle che<br />

gode della pasturazione effettuata, in questo<br />

modo ho molte più possibiltà di cattura<br />

non mi resta che attendere le abboccate. Uso i<br />

segnalatori elettronici, ma preferisco guardare<br />

le cime, gli isotopi son montai apposta per<br />

pemettermi di tenerle facilmente sotto<br />

controllo una volta che è buio.<br />

Ogni tanto le cime sobbalzano, segno che<br />

qualche detr<strong>it</strong>o portato dalla corrente colpisce<br />

la lenza, a volte facendo spostare di qualche<br />

metro il feeder adagiato sul fondo, poi<br />

inprovvisamente la cima della canna a valle si<br />

piega violentemente, segno che il primo barbo<br />

della giornata ha aspirato le due boiles. Dopo<br />

un bel combattimento il primo pesce a finire<br />

sul materassino è un “secco” 8lb. Ci son<br />

diversi pesci tra 7 e 9 lb al giorno d’oggi nel<br />

Trent, così se se ne cattura uno, è facile<br />

catturarne un’altro molto presto. E questo è<br />

quello che è successo. Nemmeno mezzora<br />

dopo il primo pesce la canna a monte si piega<br />

sotto la trazione di un’altro stupendo pesce,<br />

un poco più grosso del primo, 9lb e 4 oz per<br />

questa macchina da guerra. Da lì a poco il<br />

buoi oscura tutto, portandomi anche altri tre


stupendi pesci più o meno grandi come i primi<br />

2. Questo è il momento buono per fare il<br />

pesce più grosso, il livello è cresciuto<br />

ulteriormente di circa 2 ft, e il clima è<br />

relativamente m<strong>it</strong>e. Ho catturato in poco<br />

tempo 5 pesci discreti, che sicuramente hanno<br />

fatto piazza pul<strong>it</strong>a delle esche presenti sul<br />

fondo, quindi è il momento di rimettere esche<br />

sullo spot per spingere i pesci a tornare ad<br />

alimentarsi, dato che con il buio sembrano<br />

aver smesso di farlo. Nelle due ore successive<br />

continuo a rilanciare le canne, con una<br />

cadenza di circa 20 minuti tra un lancio e<br />

l’altro, poi vengo attratto dall’isotopo della<br />

canna a valle, che sobbalza una volta nel buoi,<br />

poi un’altra ed infine tutta la canna si piega<br />

sotto la trazione violenta di un pesce. Prendo<br />

la canna in mano e sento sub<strong>it</strong>o alcune potenti<br />

testate poi cedo filo ad una potente sfuriata da<br />

oltre 30 yrds! finalmente riesco a girarlo, e<br />

lentamente inizio a guadagnare metri di filo<br />

che entrano nel mio mulinello. Il pesce<br />

continua a rimanere sul fondo, ed usa la forza<br />

della corrente a suo vantaggio, così decido di<br />

forzare la trazione e riesco a guadagnare<br />

ultriori metri di lenza. Dopo un’ultima boccata<br />

d’aria riesco a far scivolare il guadino sotto la<br />

pancia di questa stupenda macchina da<br />

combattimento.<br />

Lo lascio a riposare nella rete del guadino sul<br />

materasso, nel frattempo azzero la scala della<br />

bilancia. Una volta sollevato dal materasso<br />

capisco sub<strong>it</strong>o di aver fatto un pesce in doppia<br />

cifra, infatti la lancetta percorre un giro intero<br />

del quadrante e si ferma a poco più di 13 lb, la<br />

prova che queste tattiche funzionano davvero.<br />

Ciao, alla prossima


UNDER<br />

PRESSURE<br />

di Federico Gennaro


Carpe sotto pressione<br />

Tutte le volte che decido di<br />

andare a pescare, mi arrovello<br />

il cervello nel tentativo di farmi<br />

venire in mente, un luogo<br />

tranquillo, dove passare<br />

qualche ora di pesca, in santa<br />

pace, senza tante pretese,<br />

esclusivamente per saziare la<br />

mia insana voglia di andare a<br />

caccia di carpe. A differenza di<br />

tanti pescatori, non mi<br />

interessa minimamente<br />

l’irrazionale e sfrenata ricerca<br />

di pescioni :le celeberrime<br />

“big”. Sarei ipocr<strong>it</strong>a a dire che<br />

ogni volta che esco per andare<br />

a pesca non vorrei tornare a<br />

casa con una foto mentre<br />

abbraccio un “mega pesce”, ma<br />

con gli anni ho cap<strong>it</strong>o una<br />

cosa : più ci intestardiamo a<br />

frequentare posti straconosciuti,<br />

e rinomati per la<br />

taglia dei suoi ab<strong>it</strong>anti, più<br />

questi famosi colossi non ci<br />

vengono a far vis<strong>it</strong>a. La<br />

maggioranza della gente<br />

questo non lo riesce a capire,<br />

ogni qualvolta inizi a girare di<br />

bocca in bocca, qualsiasi voce<br />

(alle volte infondata) dell’usc<strong>it</strong>a<br />

di queste prede da sogno, in qualsiasi<br />

parte d’Italia e non, ecco mobil<strong>it</strong>arsi in<br />

massa centinaia di carpisti, disposti a fare<br />

chilometri su chilometri per sperare di<br />

ottenere il miglior risultato possibile in<br />

queste acque. Ho saputo di gente che<br />

tralascia fiumi ed invasi da favola, s<strong>it</strong>uati<br />

a pochi passi da casa, per imboccare<br />

autostrade ed andare a pescare a 500 km<br />

da casa in cave microscopiche piene di<br />

carpisti, a sgom<strong>it</strong>are, l<strong>it</strong>igare, farsi del<br />

sangue marcio, e soprattutto rovinarsi<br />

una sessione; che<br />

sicuramente se veniva<br />

svolta in un posto più<br />

intimo, avrebbe ev<strong>it</strong>ato<br />

tutta questa serie di inutili<br />

problematiche. In questi<br />

spot super frequentati è<br />

sottointeso dire che<br />

questo “stress” esistente<br />

tra i pescatori si propaghi<br />

anche in acqua tra le<br />

specie <strong>it</strong>tiche presenti. Per<br />

mia sfortuna le zone di<br />

pesca che ho più vicino a<br />

casa sono posti molto<br />

frequentati ,a mio avviso,<br />

da troppi carpisti : di<br />

conseguenza ho dovuto<br />

fare di necess<strong>it</strong>à virtù, e<br />

riuscire ad avere la meglio<br />

anche in questi posti<br />

ostili, dove i pesci di taglia<br />

sono sempre di meno<br />

(chissà come mai…) e<br />

sempre più smaliziati e<br />

sospettosi. Seppur<br />

preferisca, come già<br />

sottolineato, la tranquill<strong>it</strong>à<br />

(e la sol<strong>it</strong>udine) quando<br />

sono a pesca, per forze di<br />

causa maggiore mi sono<br />

r<strong>it</strong>rovato, in più di un<br />

occasione , a condividere<br />

la postazione (mio


malgrado), con qualche altro pescatore di carpe. È<br />

in questi momenti, che mi sono reso conto quanto<br />

la pressione di pesca costante, comporti radicali<br />

alterazioni negli spot più conosciuti e ricercati.<br />

Questi cambiamenti li ho potuti vivere in prima<br />

persona, nel corso degli anni. Se durante i primi<br />

approcci in questi luoghi, vedevo partenze più<br />

frequenti, e magari riuscivo a fare più pesci di<br />

taglia, adesso ottenere una singola partenza non è<br />

più un risultato così scontato. Tutta questo si<br />

ripercuote anche sulle povere carpe che prendendo<br />

sempre più ami in bocca, aguzzano l’ingegno, e<br />

sono sempre meno facili da ingannare. Basta vedere<br />

i numerosi video underwater sul web, per rimanere<br />

a bocca aperta, osservando i diversi atteggiamenti<br />

del pesce d’innanzi all’esca. Detto ciò intendo<br />

effettuare delle considerazioni, basate puramente<br />

sulle mie esperienze, di conseguenza non regole<br />

scientifiche o matematiche; tentando di analizzare<br />

nello specifico il comportamento delle carpe in spot<br />

molto frequentati:<br />

• Durante il loro passaggio, alcune soffiano sul<br />

letto di boilies e granaglie per vedere quali di<br />

esse si muovano con maggior “naturalezza”,<br />

per poi fare una rapida cern<strong>it</strong>a ed iniziare ad<br />

alimentarsi.<br />

• Altre trattengono tra le “labbra” le palline e si<br />

allontanano; se non sentono nessun tipo di<br />

trazione allora si sentono sicure, e mangiano<br />

la pallina. Durante l’azione di pesca queste<br />

precauzioni da parte delle carpe,<br />

compromettono il buon funzionamento del<br />

nostro rig; così facendo il pesce non entrerà<br />

mai in contatto con l’amo; e noi sentiremo<br />

impazzire i segnalatori senza agganciare<br />

nessuna preda. Soluzione: capelli più corti e<br />

boilie più vicina alla curvatura dell’amo,<br />

oppure un classico run rig, può darci qualche<br />

chance in più.<br />

• Molte si nutrono con poca decisione.<br />

Aspirano timidamente l’esca espellendola<br />

con poca forza, pregiudicando la corretta<br />

rotazione dell’amo all’interno della bocca ; in<br />

queste circostanze anche il terminale che<br />

non ci ha mai trad<strong>it</strong>o, può fallire. Per far<br />

fronte a ciò prediligiamo quindi esche ad


assetto neutro, o presentazioni cr<strong>it</strong>icalmente<br />

bilanciate. Prima di iniziare a pescare<br />

controlliamo più e più volte in acqua la corretta<br />

presentazione dell’esca (se è possibile a casa<br />

prima di partire, oppure a riva nell’acqua bassa<br />

una volta giunti in postazione) in questi casi<br />

essere un po’ più esigenti può fare la<br />

differenza. Preferiamo boilies di piccolo e<br />

piccolissimo diametro, molto leggere ;e se lo<br />

spot ce lo consente utilizziamo un amo adatto<br />

al diametro della pallina. Ultimamente sto<br />

pescando con le m<strong>it</strong>iche mini boilies mussel e<br />

caviar & fru<strong>it</strong> da 12 mm della linea LK ba<strong>it</strong>s ,che<br />

ottengono stupefacenti risultati nelle zone<br />

molto battute; ma soprattutto danno il meglio<br />

di sé in ambienti dove ci troviamo a<br />

“combattere” una netta prevalenza di alimento<br />

naturale.<br />

• Certe si alimentano esclusivamente in zone<br />

dove si sentono protette, o dove più<br />

semplicemente trovano rifugio, vedi legnaie,<br />

enormi massi subacquei, oppure f<strong>it</strong>ti erbai. Se<br />

il pesce si nutre in queste zone sarà molto<br />

rischioso insediarlo; sia per noi che suderemo<br />

sette camicie ogni qualvolta partirà una canna,<br />

sia per le prede stesse, che avranno maggiori<br />

possibil<strong>it</strong>à di rompere i nostri terminali o peggio<br />

ancora i nostri leadcore, rischiando di rimanere<br />

intrappolate nelle proprie tane. È dunque<br />

sinonimo di buonsenso per tutti ,pescare in<br />

questi ambienti, con piombo a perdere o safety<br />

clip. Per aver meno paranoie spesso opto per<br />

pescare in zone di “sicurezza”, dove il pesce una<br />

volta allamato ha qualche metro in più a<br />

disposizione prima di riuscire ad intanarsi; forse<br />

vedremo qualche abboccata di meno ma<br />

dobbiamo anche metterci una mano sulla<br />

coscienza, e non rischiare a tutti i costi, di<br />

compromettere la salute delle nostre prede.<br />

• Diversi pesci cambiano totalmente ab<strong>it</strong>udini<br />

alimentari. Dopo essere stati ripetutamente<br />

allamati, si sentono minacciati durante il giorno.<br />

Preferiscono nutrirsi durante le ore notturne,<br />

poiché avvolti dalle tenebre, si muovono con<br />

maggior sicurezza e con meno diffidenza.<br />

Ricordo che col passare del tempo in uno degli


spot che<br />

frequentavo<br />

maggiormente, ho<br />

notato proprio<br />

q u e s t o<br />

cambiamento; dove<br />

prima la maggior<br />

parte delle catture<br />

avvenivano nelle ore<br />

diurne, negli ultimi<br />

tempi i sospettosi<br />

ciprinidi si facevano<br />

vivi per lo più al<br />

calar del sol, o nelle<br />

immediate ore<br />

successive.<br />

• Svariati pesci invece,<br />

scelgono diverse<br />

zone di alimento,<br />

spesso meno<br />

generose dal punto<br />

di vista alimentare,<br />

preferendo zone<br />

dove i carpisti sono<br />

pochi, ed il pericolo<br />

di essere prese<br />

all’amo è di gran<br />

lunga minore. Il<br />

pesce tende ad<br />

abbassare la<br />

guardia durante la<br />

frenesia alimentare;<br />

sarà quindi mossa<br />

astuta da parte nostra, riuscire a<br />

scatenare in acqua questo fenomeno.<br />

Ovviamente nei periodi giusti (primavera<br />

ed autunno in primis), magari durante i<br />

cambi metereologici o climatici ( a mio<br />

avviso gli improvvisi temporali sono i<br />

momenti top, per provarci). Attenzione,<br />

questa “famosa” frenesia non verrà<br />

assolutamente provocata, dal<br />

sovrabbondare di esche (soprattutto<br />

boilies) sparse a casaccio e<br />

fuori misura sui nostri spot;<br />

anzi questo fattore in molti<br />

luoghi si è rivelato<br />

a d d i r i t t u r a<br />

controproducente, poiché<br />

per quanto digeribile siano<br />

le nostre esche, se si<br />

pastura troppo si tende<br />

paradossalmente a fermare<br />

l’alimentazione del pesce,<br />

soprattutto quando i pesci<br />

che andiamo ad insediare,<br />

con l’aumentare della<br />

pressione piscatoria,<br />

preferiscono “bazzicare”<br />

sol<strong>it</strong>ari sugli spot, ev<strong>it</strong>ando<br />

di nutrirsi in branco. Quindi<br />

rivolgiamo le nostre<br />

attenzioni su groundba<strong>it</strong>s,<br />

pellets, e particles ben<br />

fermentate, ovviamente,<br />

anche in questo caso, senza<br />

calcare troppo la mano.<br />

• Anni addietro nei grandi<br />

laghi europei, ho segu<strong>it</strong>o<br />

con interesse, gli inizi<br />

dell’innovativa strategia di<br />

utilizzare esche totalmente<br />

prive di qualsiasi aroma od


attirante , le rinomate naked boilies;<br />

esclusivamente create con farine ed estratti<br />

naturali, molto solubili. Queste esche<br />

nacquero con l’intento di eliminare<br />

completamente qualsiasi traccia chimica al<br />

proprio interno, utilizzando come loro forza,<br />

il solo principio attirante di farine ed altri<br />

estratti naturali . Secondo i carpisti che<br />

frequentavano tali luoghi, i pesci erano in<br />

grado di individuare questa traccia chimica<br />

presente all’interno delle boilies, ed ev<strong>it</strong>avano<br />

i loro inneschi. Una tecnica analoga a questo<br />

particolare approccio, senza andare ad<br />

acquistare, o produrre queste naked boilies è<br />

la seguente: appena giunti sul luogo di pesca,<br />

riempiamo un secchio di acqua, ed<br />

immergiamoci le palline che intendiamo<br />

utilizzare per la sessione. Attendiamo qualche<br />

ora, le palline durante questo tempo si<br />

“scaricheranno” iniziando a lavorare, come se<br />

fossero in pesca. È proprio in questi frangenti<br />

che la parte chimica e gli aromi più persistenti<br />

abbandoneranno, in buona percentuale le<br />

nostre esche. Utilizzando questo sistema<br />

pescheremo con esche non integralmente<br />

prive di aromi od add<strong>it</strong>ivi (soprattutto<br />

conservanti), ma sicuramente affronteremo la<br />

sessione con esche che avranno in sé una traccia<br />

chimica in percentuale palesemente molto ridotta.<br />

Per ovviare al discorso “chimico” all’interno delle<br />

nostre esche, le boilies self made del tutto prive<br />

di conservanti e con le giuste percentuali di aroma<br />

fanno decisamente al caso nostro.<br />

• Le più sospettose, sfruttano la propria linea<br />

laterale, analizzando la minima “imperfezione”<br />

nelle zone che sono sol<strong>it</strong>e vis<strong>it</strong>are. Spesso sono<br />

esemplari di una certa età, con una certa<br />

“esperienza” alle spalle ,a volte sol<strong>it</strong>ari, catturati<br />

in più di un occasione. Mediante i barbigli e la<br />

linea laterale, si muovono pacati, sui fondali, e<br />

con diffidenza cercano di captare se nella loro<br />

zona di alimento, sono presenti trecce, monofili, o<br />

quant’altro ricordasse loro un trauma, ovvero un<br />

allamata di qualche altro pescatore. Per sopperire<br />

a questi riguardi delle carpe prima di alimentarsi,<br />

è sempre meglio far affondare le nostre lenze,<br />

mediante dei backleads ( dove è possibile, se<br />

peschiamo a ridosso di legnaie od ostacoli<br />

evidenti, i tendilenza o backleads sono


estremamente pericolosi<br />

per l’incolum<strong>it</strong>à del pesce,<br />

di conseguenza NON vanno<br />

MAI utilizzati). Per quanto<br />

riguarda il terminale,<br />

invece, dobbiamo eliminare<br />

l’effetto loop, ovvero<br />

l’imperfetta aderenza del<br />

terminale sul fondale: in<br />

parole povere quella sorta<br />

di “pancia” che si crea tra<br />

la girella che collega il<br />

terminale alla lenza madre,<br />

e l’occhiello dell’amo. Per<br />

far si che il nostro finale si<br />

adagi perfettamente sul<br />

fondo si possono applicare<br />

su di esso, ad intervalli più<br />

o meno regolari, piccoli<br />

pezzetti di pasta di<br />

tungsteno. Questo sistema<br />

funziona al meglio,<br />

utilizzando materiali semi<br />

rigidi. Se invece abbiamo<br />

intenzione di pescare con<br />

esche pop up o allegger<strong>it</strong>e,<br />

non esiste niente di meglio<br />

che un combi-stiff<br />

totalmente rigido, che<br />

utilizza come snodo, tra<br />

treccia rivest<strong>it</strong>a e fluoro<br />

carbon, una piccolissima<br />

girella con anellino. In<br />

questo caso avremmo la<br />

prima parte del terminale<br />

rigida e ben stesa sul<br />

fondale, la girellina di<br />

snodo ci farà da piombino<br />

per bilanciare le nostre<br />

esche galleggianti,<br />

mantenendo la completa<br />

discrezione nel tratto finale<br />

sfruttando le proprietà di<br />

rigid<strong>it</strong>à ed invisibil<strong>it</strong>à del<br />

fluorocarbon.<br />

Inizia ad avere una certa<br />

importanza la discrezione<br />

sulle sponde. Più stiamo<br />

attendi ai nostri movimenti,<br />

ed al nostro vociferare,<br />

durante le attese, meglio<br />

sarà ,per aumentare le<br />

nostre chance di cattura.<br />

Meglio ancora se<br />

sfruttiamo poste nuove, invece che le poste esistente ed ormai<br />

troppo “famose”. Per quanto mi riguarda preferisco fare un bel<br />

trasbordo e crearmi una postazione raggiungibile solamente<br />

tram<strong>it</strong>e l’utilizzo di un natante. Questo approccio l’ho trovato<br />

molto costruttivo soprattutto in fiumi e cave libere molto<br />

frequentate, non solo da carpisti, ma anche da pescatori di altre<br />

discipline (ad esempio, spinnerman o pescatori a passata, che<br />

anche non ricercando le carpe creano “disturbo” sulle sponde).<br />

• In posti dove cascano in acqua chili su chili di boilies, per mano dei<br />

numerosi carpisti che frequentano l’ambiente, l’utilizzo di esche<br />

alternative o granaglie fa sicuramente al caso nostro. R<strong>it</strong>ornare al<br />

classico mais, od alle famigerate tiger nuts in questi casi può fare<br />

la differenza. Se il regolamento consente l’utilizzo di più di una<br />

canna proviamo più soluzioni possibili.<br />

Basta prendere in considerazione alcuni di questi fattori, per poter avere<br />

un idea più chiara degli ambienti che andremmo ad affrontare, avendo la<br />

possibil<strong>it</strong>à di agire di conseguenza e preparare al meglio la pescata. Dopo<br />

tutto, basta adottare qualche piccola modifica nel nostro stile di pesca<br />

per sfidare certe acque. Nonostante preferisca scovare posti sempre<br />

nuovi dove calare le lenze, col passare del tempo sono riusc<strong>it</strong>o a trovare<br />

egualmente stimolante pescare in posti con pesci super smaliziati. Dopo<br />

tutto credo sia affascinante sfidare certe prede nei propri hab<strong>it</strong>at, seppur<br />

le malizie da parte nostra ,diventano difficili nel loro insieme. Fa parte del<br />

carpfishing, l’evoluzione tecnica e tattica del pescatore, per avere la<br />

meglio nelle molteplici s<strong>it</strong>uazioni che si trova ad affrontare.<br />


Vecchie<br />

amicizie...


...Nuove<br />

emozioni<br />

di Maurizio Pelatelli


Siamo quasi arrivati al<br />

magico autunno, il clima<br />

ormai instabile cambia<br />

giornalmente il suo stato:<br />

dal caldo quasi estivo di<br />

alcune settimane, alle<br />

piogge ancora troppo<br />

scarse ma potenti che<br />

passano in poche ore.<br />

Questo è il nostro ottobre,<br />

in centro Italia, e ora siamo<br />

pronti a cercare di catturare<br />

quel pesce che ci darà il<br />

sorriso, controllando<br />

giornalmente i vari s<strong>it</strong>i di<br />

meteo con la speranza di<br />

scorgere quelle condizioni<br />

che sono il segnale giusto<br />

per caricare la macchina e<br />

partire con tutti i buoni<br />

propos<strong>it</strong>i del caso.<br />

È una mattina lavorativa e<br />

come al sol<strong>it</strong>o, dopo aver<br />

consultato la mia amata<br />

applicazione che mi svela il<br />

meteo per il week end,<br />

decido di partire per due<br />

notti di pesca il venerdì<br />

pomeriggio, dopo lavoro,<br />

per un lago vulcanico vicino<br />

casa. Le previsioni meteo<br />

danno tempo piovoso e<br />

molto instabile, condizioni di tempo che hanno sempre regalato<br />

qualcosa di interessante in questo lago. Nel pensare con chi<br />

trascorrere questi giorni di pesca, ricordo con grande piacere che il<br />

mio vecchio “socio” Fabio Canteri per gli amici “Fabietto” mi aveva<br />

detto che per tutto il mese di ottobre sarebbe stato in ferie e che<br />

avrebbe dedicato questo tempo alla pesca. Lo chiamo<br />

immediatamente e gli faccio presente la mia intenzione e gli chiedo<br />

se era d’accordo. Mi dice a malincuore che si era gia organizzato<br />

con un nostro vecchio amico per andare in un lago nel reatino, dal<br />

lunedì sino al venerdì e che probabilmente non sarebbe potuto<br />

venire. Non mi perdo d’ animo e decido che se non avessi trovato


un compagno sarei<br />

comunque part<strong>it</strong>o da solo.<br />

E’ mercoledì mattina e<br />

ricevo una chiamata da<br />

Fabietto che mi dice che<br />

avevano già fatto due notti<br />

in questo lago in provincia<br />

di Rieti, ma non stava<br />

andando per niente bene,<br />

e tra una chiacchiera e<br />

l’altra mi domanda dove<br />

poter andare per<br />

continuare la sessione con<br />

un pò più di speranze. Io<br />

senza pensarci su, gli<br />

consigliai quella che<br />

sarebbe stata la mia meta<br />

e la postazione che avevo<br />

scelto per le mie due notti<br />

nel week end, e così, con<br />

piacere accolse il mio<br />

consiglio e la prprosta che<br />

gli feci.<br />

Dopo poche ore, Fabietto<br />

arrivò al lago che gli avevo<br />

consigliato ed iniziò la sua<br />

nuova sessione per cercare<br />

di dimenticare la delusione<br />

dei giorni precedenti.<br />

Avrebbe iniziato a pescare<br />

il mercoledì pomeriggio,<br />

insieme ad Andrea<br />

Maistrello altro amico<br />

storico, per poi<br />

continuarla con me dal<br />

venerdì sera quando<br />

Andrea sarebbe tornato a<br />

casa dalla propria mogli.<br />

Durante le due notti<br />

antecedenti il mio arrivo<br />

ero perennemente in<br />

frem<strong>it</strong>o: li chiamavo in<br />

continuazione per avere<br />

info sull’attiv<strong>it</strong>à del pesce<br />

perché sentivo che il<br />

meteo prometteva bene e<br />

che non mi avrebbe<br />

deluso. Per telefono mi<br />

dissero che avevano<br />

catturato entrambe le<br />

notti, ma niente di grande,<br />

allora simpaticamente<br />

dissi a Fabietto queste<br />

testuali parole: “Fabiè non<br />

ti preoccupare che appena<br />

arrivo io la facciamo cicciotta !!!” lui mi liquidò con una grande risata<br />

e mi disse di sbrigarmi se la pensavo in quel modo.<br />

Finalmente arrivò venerdì pomeriggio e dopo aver concluso tutti i<br />

miei obblighi lavorativi, caricai la macchina in fretta e furia e partii in<br />

direzione del beneamato vulcano dove mi aspettava il mio<br />

compagno per fare il trasbordo dell’ attrezzatura.<br />

Montammo la mia tenda e in fretta iniziammo a calare gli inneschi,<br />

in attesa di una piccola perturbazione che sarebbe dovuta arrivare di<br />

lì a poco. In poco tempo capimmo che probabilmente quella<br />

perturbazione sarebbe r<strong>it</strong>ardata ad arrivare, visto che alle 20<br />

riuscimmo ancora a fare tutte le operazioni con estrema calma e<br />

precisione.<br />

Per me e Fabio queste due notti erano molto particolari, perchè a<br />

causa dei suoi impegni lavorativi nel fine settimana che da parecchio<br />

tempo lo “affliggevano”, non eravamo più stati in grado di<br />

organizzare nulla di concreto, una sessione di qualsiasi tipo, cosa<br />

che fino a più o meno un anno fa eravamo quasi sempre riusc<strong>it</strong>i a<br />

fare quasi tutti i week end in pesca assieme, per questo eravamo<br />

felici di condividere queste due notti insieme.<br />

Arrivò l’ora della cena e con tutti i buoni propos<strong>it</strong>i, tra pioggerelline<br />

e tuoni lontani mangiammo qualcosa e ci mettiamo a dormire<br />

aspettando quel bip che ci avrebbe fatto sobbalzare dal lettino.<br />

Non aspettammo tanto, e verso le ore 2:00 la canna del mio amico<br />

partì all’impazzata e come da nostra prassi, essendo il primo pesce e<br />

sulle sue canne, la ferrata toccava a lui; decise di non uscire in barca<br />

e di combattere il pesce da riva, anche se era piccola era comunque<br />

piena di vigore e diede del filo da torcere alle 10 piedi del mio<br />

compagno che nonostante le svariate ripartenze riuscì a portarla<br />

vicino a me, e io prontamente la guadinai. Ammirammo un bel<br />

pesciotto color oro che mer<strong>it</strong>ava sicuramente qualche foto, anche<br />

solo per il combattimento che aveva fatto, e sub<strong>it</strong>o la rilasciammo.<br />

Appena innescato il terminale decidiemmo di non uscire con la barca<br />

per ev<strong>it</strong>are rumori inutili e lanciammo la canna vicino il segnalino,


che distava circa 50 metri, da riva su una profond<strong>it</strong>à di 10 metri e con il<br />

cobra lanciamo circa mezzo kg di palline tutte intorno. Arrivò mattina… e<br />

attorno alle 7:00, mentre io sonnecchiavo nel mio lettino la stessa canna<br />

della notte partì e il segnalatore urlò a più non posso. Toccava a me la<br />

ferrata! arrivai sulla canna e la presi in mano per ferrare, sentii sub<strong>it</strong>o che<br />

voleva prendere filo e così fu, e sembrava proprio non volersi fermare, così<br />

decidemmo di salire in barca. Il pesce stava prendendo molto filo e non<br />

riuscivo a fermarlo: “sicuro è un amur, tira da impazzire” dissi al mio socio.<br />

Arrivammo verticalmente sul pesce, che non mollava mai il fondo in nessun<br />

modo, mettendo a dura prova le 10 piedi che erano piegate fino al<br />

mulinello; puntava incessantemente la profond<strong>it</strong>à tanto che guardando la<br />

riva, notammo che ci aveva trascinati oltre 50 metri il segnalino; non<br />

riuscendo ancora a vedere il pesce provai a forzarlo ancora di più, fino a<br />

quando vedemmo il colore giallo di un pesce e dissi: “è una carpa! ed<br />

anche grossa!” lui non parlava, era preoccupato sia per le canne, che in<br />

mano a me dice che non durano, e anche per la paura di slamarla,<br />

soprattutto ora che aveva visto la sagoma del pesce. Il tira e molla andò<br />

avanti per più di 10 minuti quando, finalmente stremato, il grosso pesce<br />

salì a galla eriuscimmo a guadinarlo; ci guardammo negli occhi ma<br />

soprattutto nella rete, ci demmo un cinque e soddisfatti della cattura<br />

tornammo a riva. Delicatamente adagiammo la cattura sul materassino,<br />

usando tutte le precauzioni del caso, prendemmo lo sling, lo bagnammo,<br />

dopodichè lo appendemmo alla bilancia e la tarammo a zero; la bella<br />

carpozza fermò l’ago a 18 kg spaccati per la nostra felic<strong>it</strong>à. Oltre al bel<br />

combattimento ci aveva ripagato anche con un ottimo peso. Come un<br />

r<strong>it</strong>uale facemmo qualche foto a testa e rilasciammo il pesce che tornò<br />

placidamente nel suo ambiente naturale.<br />

Avevamo un'altra notte per tentare di incrementare il bottino, ma questa<br />

volta non arrivò nessuna cattura; ma a noi non ci interessava più, perché<br />

quello che avevo predetto per telefono, magicamente si era avverato,<br />

avevamo catturato un bel pesce e ci aveva fatto anche sudare per poterl<br />

abbracciare, cosa<br />

che ci ha dato<br />

ancora più piacere<br />

nello scattare le<br />

foto.<br />

Posso affermare<br />

con piacere, che<br />

questa pescata<br />

assieme al mio ex<br />

socio è stata<br />

un’ottima sessione,<br />

che univa amicizia e<br />

spir<strong>it</strong>o di squadra,<br />

cose molto<br />

importanti secondo<br />

me in questo<br />

hobby; mi ha fatto<br />

molto piacere<br />

condividere, come<br />

siamo ab<strong>it</strong>uati noi,<br />

questa cattura con<br />

il mio amico e<br />

soprattutto in una<br />

sessione che<br />

aspettavamo da<br />

tempo. Ma la<br />

soddisfazione più<br />

grande è stata<br />

raggiungere il<br />

target che ci<br />

eravamo preposti i<br />

giorni precedenti<br />

durante la<br />

telefonata cioè:<br />

“Farla cicciotta”.<br />

Fuck the world go<br />

fishing! ciao.


MEGLIO SOLI<br />

di Riccardo Delle<br />

Fratte


Allora...stiamo calmi e vediamo di fare il punto della<br />

s<strong>it</strong>uazione. Siamo esattamente al 26 di ottobre, ho<br />

promesso a Willy lʼarticolo per fine mese<br />

assicurandogli che è quasi pronto e invece ad oggi<br />

non so nemmeno cosa diavolo scrivere! Io però Willy<br />

lo conosco e so che se poi glielo mando per tempo<br />

mi perdona la piccola bugia. Dʼaltronde amico mio lo<br />

sai che sto incasinato di brutto! Non ti arrabbiare che<br />

ti voglio sempre bene...<br />

Insomma...che diavolo mi invento? Terminali?<br />

Tecnica di pesca? Esche? Ambienti? La ver<strong>it</strong>à è che<br />

sono in un periodo difficile e a pesca in questo<br />

momento vado poco o nulla. In fondo credo che tanti<br />

di voi sappiano bene di cosa parlo e che nella v<strong>it</strong>a si<br />

passano dei momenti in cui bisogna fare dei sacrifici<br />

per cose più importanti del proprio hobby. Non è<br />

colpa di nessuno, è solo ciò che succede alle<br />

persone normali con un lavoro e una v<strong>it</strong>a da<br />

mandare avanti. Detto questo direi che forse questa<br />

è lʼoccasione che aspettavo da tempo per fare<br />

alcune considerazioni generali su temi che mi stanno<br />

a cuore. Già tanti angler hanno detto la loro sulla<br />

s<strong>it</strong>uazione in cui versa la nostra disciplina e spero di<br />

riuscire a farlo in maniera non banale dandovi un<br />

punto di vista diverso da quelli che hanno già<br />

espresso altri pescatori anche molto più in gamba di<br />

me.<br />

Solo alla meta.<br />

Se mi guardo indietro devo ammettere di essere<br />

cambiato tanto. Dieci anni fa non sarei mai andato a<br />

pesca da solo, ora quasi non riesco a farlo in<br />

compagnia. In parte questa è una evoluzione del<br />

tutto naturale, in altra parte ciò succede perchè<br />

qualcuno mi ha fatto passare la voglia. Non è mai<br />

facile trovare una persona con la quale si è in<br />

completa sintonia ma troppe volte mi sono imbattuto<br />

in carpisti che si dedicano a questa tecnica in un<br />

modo che non mi piace. Troppo spesso ho avuto<br />

accanto gente che predica bene e razzola male, che<br />

vive una cattura con spir<strong>it</strong>o teso e invidioso, che non<br />

è disposta a ragionare per fare in modo che entrambi<br />

i pescatori vivano una sessione sicura, proficua e<br />

divertente. Per questo vado sempre solo o al<br />

massimo con ragazzetti alle prima armi. In loro cʼè il<br />

semplice desiderio di fare una cattura, una qualsiasi.<br />

Nelle loro teste non ci sono ancora questioni di<br />

sponsor, riviste e record da infrangere. Sono ancora<br />

pul<strong>it</strong>i ma...non mi faccio illusioni, si rovineranno


presto anche la maggior parte di loro. Nel frattempo<br />

io me ne sto dove voglio da solo con un bel libro e in<br />

fondo è meglio così. Datemi dellʼegoista ma in<br />

questo modo se va male nessuno mi rompe le<br />

scatole e se invece faccio bene mi prendo tutti i frutti<br />

della pescata. Così è...se vi pare.<br />

Tutti contro tutti.<br />

Lo sappiamo bene, la gente imbroglia e non è certo<br />

una prerogativa dei carpisti. Chi pesca da qualche<br />

anno è saturo, ha visto nel cf porcherie di ogni<br />

genere ( bugie su pesi, esche, luoghi ecc... ) a volte<br />

smascherate e troppo spesso no. Il bel risultato di<br />

tutto questo è che tante persone oneste sono al<br />

lim<strong>it</strong>e della sopportazione tanto da vedere inganni<br />

ovunque...anche quando non ci sono. In questo<br />

schifo la frustrazione è arrivata alle stelle e a volte ne<br />

fanno le spese ragazzi onestissimi presi di petto da<br />

altri ragazzi onestissimi, i quali hanno il solo demer<strong>it</strong>o<br />

di essere esasperati da questo clima. La gente poi<br />

non impara mai che è quasi impossibile farsi una<br />

idea esatta del peso di un pesce da una foto e a<br />

volte partono in quarta mortificando qualcuno dei<br />

pochi ragazzi onesti. Io ero uno quelli che non si<br />

facevano problemi a sparare a zero ma lʼesperienza<br />

mi ha insegnato che sbagliare è un attimo. In fondo<br />

che vi frega? Se uno imbroglia sul peso di una carpa<br />

non è che uno sfigato, lasciatelo perdere che tanto i<br />

disonesti prima o poi si fanno riconoscere per quello<br />

che sono.<br />

La Terra è una sfera ma non è una boilies.<br />

Sono letteralmente allucinato nel vedere come molte<br />

persone abbiano caricato questa pesca di significati<br />

che non ha. Il carpfishing è una cosa bellissima ma<br />

non è il fulcro dellʼuniverso. Sulle sponde, ma<br />

soprattutto in rete, è pieno di santoni integralisti che<br />

misurano ogni questione della v<strong>it</strong>a cercando di farla<br />

coincidere con quelli che credono essere i principi<br />

del cf. Se ci fate caso i termini che usano sono<br />

ricorrenti come per esempio “filosofia”, “stile di v<strong>it</strong>a”<br />

ecc... La nostra esistenza però è molto più<br />

complicata e una tecnica di pesca, per quanto bella e<br />

nobile, non può farci da guida in ogni questione che<br />

affrontiamo. Avete presente quelli che parlano solo di<br />

calcio e non riescono a discutere di nessun altro<br />

argomento? Qualcuno di noi è diventato così, non<br />

ragiona più e se qualcuno gli tocca lʼunica ragione di<br />

v<strong>it</strong>a è capace di qualunque nefandezza...proprio


come uno di quegli<br />

scalmanati che<br />

vivono tutta la<br />

settimana in attesa<br />

di andare a fare a<br />

botte allo stadio la<br />

domenica. Insomma<br />

non so voi ma<br />

io...ne ho la nausea.<br />

Ci scagliamo tutti i<br />

giorni contro lʼItalia<br />

che pensa solo al<br />

pallone ma tanti di<br />

noi non sono molto<br />

diversi. Vedo troppa<br />

gente che vive<br />

come se in realtà<br />

non fossimo in un<br />

paese in cui non cʼè<br />

lavoro, in cui dilaga<br />

la corruzione, che<br />

ha un patrimonio<br />

culturale immenso<br />

che sta crollando<br />

senza che nessuno<br />

se ne accorga ecc...<br />

In fondo non è<br />

questione di calcio,<br />

carpfishing o chissà<br />

cosʼaltro. La<br />

questione è che<br />

troppa gente forse<br />

ha una v<strong>it</strong>a talmente<br />

misera da doversi<br />

rifugiare in una sola<br />

cosa tralasciando<br />

tutto il resto. Mi<br />

dispiace per loro ma<br />

questa è una cosa<br />

che non accetterò<br />

mai. Sentirli parlare<br />

solo di carpe<br />

mischiandole con<br />

lʼetica ( quante volte<br />

ho sent<strong>it</strong>o questa<br />

parola in bocca a<br />

persone che non ne<br />

conoscono il<br />

significato! ) o con<br />

robe tipo il rispetto,<br />

o la filosofia è una<br />

cosa che mi<br />

spaventa. Questi<br />

signori poi però<br />

spesso non sanno<br />

cosa sia un<br />

comportamento<br />

etico nella v<strong>it</strong>a di<br />

tutti i giorni, non<br />

conoscono nessuna filosofia, creano falsi m<strong>it</strong>i, dimenticando che viviamo in un<br />

paese che ha dato i natali a gente che ha sacrificato la v<strong>it</strong>a per darci la possibil<strong>it</strong>à di<br />

essere liberi di lavorare, di sapere, di dire e fare tutte le stronzate che vogliamo.<br />

Altro che carpe! Questi signori nella loro ignoranza spesso sono anche convinti di<br />

fare bene al cf ma si sbagliano di grosso. Sarebbe ora invece che il carpfishing<br />

tornasse nella giusta dimensione in cui è nato e che mer<strong>it</strong>a, quella di persone che<br />

passano il tempo libero a pescare allʼaria aperta. Ho sbagliato tanto anche io ma<br />

sono arrivato alla conclusione che lʼunica cosa da fare è assegnare il giusto peso<br />

alle cose e dare il buon esempio. Un esempio sobrio, discreto e mai urlato. Chi<br />

vuole capire capisce e gli altri...peggio per loro.<br />

Quando la dign<strong>it</strong>à non vale più nulla.<br />

Lo hanno detto tante volte e sappiamo tutti che è così: la gente venderebbe la<br />

madre per una maglietta o la foto su una rivista. Ovviamente questi individui li<br />

r<strong>it</strong>engo dei poveracci, però non pensavo saremmo arrivati a certi livelli. Credevo ci si<br />

sarebbe fermati a vendere la propria parola in cambio di posti da tester o<br />

attrezzature costose. Invece ho visto gente vendersi per qualche chilo di palline. Qui<br />

però non credo sia questione di carpfishing e basta vedere cosa succede ogni<br />

giorno quando qualcuno riesce ad accedere a posti che danno visibil<strong>it</strong>à, soldi e<br />

potere. Come possiamo puntare il d<strong>it</strong>o sui nostri pol<strong>it</strong>ici se noi per primi imbrogliamo<br />

per accaparrarci un bottino miserabile? Pensate cosa faremmo se avessimo<br />

lʼoccasione di andare in TV o di rubare milioni! Credo quindi che ci sia da riflettere<br />

su quanto il tessuto sociale in generale si sia deteriorato nel nostro paese. In altri<br />

amb<strong>it</strong>i, magari piccoli, succedono infatti le stesse identiche cose. Non sono i carpisti<br />

ad essere dei mostri, lo sono ormai le persone in generale. Gli uomini non difendono<br />

più valori pos<strong>it</strong>ivi. Nascono, consumano e muoiono. Se poi si ha lʼoccasione di<br />

barattare la propria rispettabil<strong>it</strong>à con una merce che vale qualche euro...perchè no?<br />

In fondo ci insegnano tutti i giorni che in questo grande mercato tutto si vende e si<br />

compra. Lʼimportante è avere e apparire.<br />

Non più persone ma figurine.<br />

Ve le ricordate le raccolte di figurine dei calciatori che facevamo da bambini? Per noi<br />

quei volti non erano esseri umani ma piccoli r<strong>it</strong>ratti da collezionare di gente che


spesso cambiava<br />

casacca in<br />

continuazione. In<br />

una certa misura<br />

oggi nel cf è la<br />

stessa cosa. Mi<br />

chiedo spesso come<br />

diavolo facciano<br />

alcune persone a<br />

collaborare con una<br />

azienda diversa ogni<br />

anno. Sembra quasi<br />

il calciomercato e mi<br />

da lʼimpressione che<br />

nessuno di loro<br />

possa veramente<br />

credere nel progetto<br />

dellʼazienda ( o della<br />

rivista ) che<br />

rappresenta se poi<br />

lʼanno dopo si vende<br />

al miglior offerente.<br />

Non so a voi ma a<br />

me piacciono le<br />

bandiere, le persone,<br />

quelli che amano i<br />

progetti ai quali<br />

prendono parte,<br />

quelli che se ne<br />

sbattono dellʼofferta<br />

del grande team di<br />

turno perchè sono<br />

affezionati ai propri<br />

compagni e ai<br />

prodotti che hanno<br />

contribu<strong>it</strong>o a<br />

sviluppare.<br />

Personalmente sto<br />

con lo stesso<br />

marchio da anni e ho<br />

sempre rifiutato tutte<br />

le proposte di<br />

aziende più<br />

importanti. Sono<br />

stato il primo a<br />

pescare per il<br />

marchio che ancora<br />

oggi rappresento e lo<br />

sento come una<br />

cosa anche mia. Per<br />

portarlo avanti ho<br />

fatto e faccio tanto<br />

lavoro gratis, ho<br />

avuto dubbi,<br />

preoccupazioni e<br />

incazzature. Gli<br />

voglio bene. Stare<br />

con una azienda top<br />

non mi cambia la v<strong>it</strong>a, per quanto alcune offerte che ho ricevuto le ho r<strong>it</strong>enute<br />

lusinghiere e so per certo che avrei trovato un altro team di ragazzi fantastici. Non<br />

voglio la tenda o le canne gratis, voglio restare con gli amici a cui voglio bene e<br />

vivere la pesca e la collaborazione con una azienda senza obblighi di nessun<br />

genere. Voglio sentirli ridere, voglio bermi una birra assieme a loro.Voglio ancora<br />

essere una persona in mezzo alle persone e non una figurina in un album che si<br />

rivoluziona ogni anno.<br />

A dire il vero pensavo che avrei scr<strong>it</strong>to di più. Ce ne sarebbero tante altre di cose<br />

storte in questo cf di cui varrebbe la pena parlare ma in fondo certi argomenti li<br />

hanno già trattati tutti e probabilmente quelli che ho affrontato erano gli unici che<br />

mi colpivano veramente. Di altre cose mi sono rotto di parlare, sono argomenti tr<strong>it</strong>i<br />

e r<strong>it</strong>r<strong>it</strong>i. Intendiamoci, anche queste quattro righe non portano con sè lʼillusione che<br />

qualcuno cambi leggendole. Sono solo lo sfogo di un ragazzo ancora innamorato<br />

del carpfishing ma nauseato da buona parte di tutto ciò che gli è stato costru<strong>it</strong>o<br />

intorno. So anche molto bene che, il 90% degli individui che leggendo queste righe<br />

diranno che ho ragione, sono poi gli stessi che ogni giorno fanno esattamente tutto<br />

ciò contro cui mi sono scagliato. Per ora continuo a lavorare ma nel 2013 ho già<br />

organizzato il mio tempo per poter andare di più a pesca. Quando arriverà quel<br />

momento le cose nel nostro movimento saranno esattamente sbagliate e storte<br />

come sono ora, ma tutto ciò non avrà più nessuna importanza. Sarò di nuovo solo,<br />

seduto dietro al pod in santa pace a leggere il mio libro...


La Tempesta<br />

Perfetta<br />

di Matteo Terzi


Generalmente quando<br />

la stagione non è<br />

stabile le nostre<br />

sessioni di pesca sono<br />

comunemente<br />

condizionate dal<br />

meteo, se la scelta per<br />

le nostre sedute di<br />

pesca cade su medi, o<br />

grandi laghi le<br />

difficoltà aumentano ,<br />

quindi la tendenza è<br />

quella di controllare<br />

scrupolosamente le<br />

previsioni nei giorni<br />

che precedono le<br />

partenza. Oggi giorno<br />

le previsioni meteo<br />

sono piuttosto<br />

attendibili e precise,<br />

possiamo verificarle in<br />

ogni momento grazie<br />

alla tecnologia in<br />

nostro possesso , pc e<br />

telefoni vari rendono<br />

il comp<strong>it</strong>o molto più<br />

facile. Con<br />

informazioni<br />

dettagliate possiamo<br />

avere un quadro della<br />

s<strong>it</strong>uazione meteo<br />

precisa e di<br />

conseguenza,<br />

possiamo anche prepararci per le difficoltà che poi<br />

andremo ad affrontare. Un decennio fa o forse più,<br />

non era possibile avere in tempo reale tutte queste<br />

informazioni ma forse dal mio punto di vista aveva il<br />

suo fascino. Fin qui nulla di particolare direte voi ma<br />

nonostante però al giorno d’oggi si possa avere tutti<br />

questi dati in tempo reale, quello che non possiamo<br />

prevedere sono le dimensioni e l’intens<strong>it</strong>à di quelle<br />

che io chiamo le “TEMPESTE PERFETTE” . La tempesta<br />

perfetta aimè, é quella perturbazione che non si può<br />

prevedere, e rende le<br />

ore o i giorni di pesca a<br />

nostra disposizione<br />

imprevedibili ; non solo<br />

per il numero delle<br />

catture, che possono<br />

cambiare notevolmente<br />

ma anche per il numero<br />

dei danni che può<br />

causare il maltempo<br />

alle nostre<br />

attrezzature, non per<br />

ultimo può anche<br />

essere rischioso per la<br />

nostra incolum<strong>it</strong>à .<br />

Suonerà masochistico<br />

ma condisce le nostre<br />

sessioni, con un che di<br />

super affascinante e<br />

spesso ci spinge a<br />

stringere i denti e non<br />

mollare, perché il<br />

nostro istinto di<br />

pescatore dice che le<br />

s<strong>it</strong>uazioni nella pesca<br />

come nella v<strong>it</strong>a,<br />

peggiorano sempre un<br />

attimo prima di<br />

migliorare e questo ci<br />

spinge a non avere<br />

quasi lim<strong>it</strong>i e superare


ogni barriera o difficoltà che ci si pone davanti.<br />

Dopo questa breve premessa, passiamo a questa<br />

piccola avventura: avevo organizzato questa<br />

sessione di pesca nei minimi dettagli e dopo<br />

qualche sopraluogo, la scelta é caduta su un lago<br />

piuttosto frequentato del nord Italia e quindi con<br />

l’ansia di trovare occupato. Decido di caricare la<br />

macchina la domenica mattina, pur sapendo che<br />

impegni famigliari mi impedivano di partire fino a<br />

tarda serata. Finalmente il giro domenicale con la<br />

famiglia volgeva al termine, come al sol<strong>it</strong>o però la<br />

coda chilometrica in autostrada mi costringeva a<br />

rimandare la partenza di un paio d’ore o forse<br />

anche di più, quindi fermo in coda preso tra la<br />

prima marcia, frizione e freno; assal<strong>it</strong>o dall’ansia<br />

pensavo alla mia macchina che era già pronta.<br />

Canne, boilies, viveri compresi e sul da farsi. Il<br />

dilemma era se partire sub<strong>it</strong>o, affrontando il buio,<br />

la pioggia e il vento, oppure partire l’indomani<br />

rischiando di non trovare posto. Proprio in quel<br />

momento mi rendo conto che la mia compagna sta<br />

parlando da almeno 10 minuti, girandomi mi<br />

accorgo che mi sta guardando con quello sguardo<br />

che mi fa intuire a ciò che sta pensando, manco a<br />

dirlo: 3 secondi e scuotendo la testa mi dice “mi sa<br />

che tu sei già a pescare !!" , sorridendo le rispondo<br />

“magari”. Quando si ha fretta, il tempo sembra<br />

volare, finalmente riesco a svincolarmi dal traffico.<br />

Pesto sul pedale fino in fondo e la twingo della<br />

donna come per incanto si trasforma in un missile,<br />

probabilmente stabilisco un nuovo record<br />

Terrazzano , Como Chiasso usc<strong>it</strong>a Lomazzo nord in<br />

20mn. Arrivato a casa, tempo di dare un bacio<br />

bimbo e bimba pupazzo gigante e compagna , “non<br />

ricordo bene se in questo ordine”, monto in<br />

macchina e in meno di mezz’ora finalmente sono<br />

sul posto. Con lo sguardo cerco di scorgere delle<br />

tende per rendermi conto se la posta è libera, non<br />

vedo nulla, ormai è buio pesto, però non vedendo<br />

luci tiro un sospiro di sollievo e penso; “meno male<br />

ho fatto in fretta, speriamo che i velox erano tutti<br />

spenti..”.Poiché, mi aspetta un tratto di lago


distante almeno 300mt ed acqua e vento non danno<br />

tregua un minuto, scarico sub<strong>it</strong>o il gommone.<br />

Comincio a gonfiarlo di modo che io possa caricare il<br />

più velocemente possibile l’attrezzatura, senza<br />

bagnarla troppo prima di arrivare a destinazione.<br />

Quando arrivo sul posto, non c’è nessuno e la cosa<br />

mi da una scarica di adrenalina , comincio a montare<br />

il campo e l’attrezzatura come se fosse la prima<br />

volta che vado a pescare; con quel groppo in gola e<br />

quella frenesia che solo chi è pescatore può capire. Il<br />

vento freddo proveniente da nord continua<br />

inesorabile a fischiare e una volta fin<strong>it</strong>o di montare<br />

tutto mi riparo dentro il bivy al caldo. M'infilo<br />

finalmente degli indumenti asciutti, sono ormai le<br />

due di notte, distrutto e esausto volo dentro il sacco<br />

a pelo per ricaricare un po’ le batterie, per poi<br />

mettere giù le canne con un po’ di mer<strong>it</strong>ata luce,<br />

ignaro di quello che avrei dovuto affrontare il giorno<br />

seguente: “LA<br />

TEMPESTA PERFETTA”.E’ mattino presto e al mio<br />

risveglio il rumore prodotto dal vento e dall’acqua<br />

diventa una sentenza inesorabile. Piove ancora e mi<br />

aspetta un duro lavoro, visto che le canne sono solo<br />

da innescare mi do da fare preparo tutti i tendi<br />

lenza a perdere e visto che lo spot più vicino é a<br />

non meno di 400mt ne dovrò usare parecchi ne<br />

preparo una ventina con sassi e semplice fil di ferro<br />

dolce. Nel frattempo la pioggia si attenua è ora di<br />

posare la prima canna, innesco preparo le esche e<br />

prendo tutto il necessario, tempo di trovare lo spot<br />

con il GPS ma fa le bizze probabilmente perche il<br />

cielo e molto coperto. Riesco comunque a disporre la<br />

lenza correttamente, torno sulla postazione e tempo<br />

di mettere la canna sul rod pod mi rendo conto che<br />

vento e le onde sono raddoppiati e posizionare le<br />

canne sarà davvero un impresa. A fatica salgo sul<br />

gommone che continua a sollevarsi con lo sbattere<br />

delle onde, accendo il motore a scoppio, percorro<br />

circa un centinaio di metri, mi rendo conto che le<br />

onde sono talmente grosse che parte di esse si<br />

infrangono sui tubolari del gommone finendo<br />

all’interno di esso .Mettere giù la canna sfiora<br />

l’incoscienza ma decido ugualmente di proseguire.<br />

Penso anche alla fortuna di avere un gommone, non<br />

una barca pieghevole molto meno sicura. Posiziono<br />

la canna sulla sol<strong>it</strong>a legnaia ,mi dirigo verso la riva a<br />

fatica e male, riesco anche a mettere i tendi lenza<br />

ma proprio un attimo prima di mettere l’ultimo mi<br />

accorgo che da destra arriva un’ imbarcazione di<br />

alluminio una barca leggera , completamente in balia<br />

delle onde che prendendo un onda gigante si<br />

impenna quasi a 90° per poi girarsi di 360°


trovandosi quindi da<br />

dove stava arrivando ,<br />

una volta riusc<strong>it</strong>o a<br />

passare di fronte alla<br />

mia postazione mi<br />

accorgo che il ragazzo<br />

è bianco cadaverico e<br />

con voce tremante mi<br />

dice “roba da lasciarci<br />

le penne!” per poi<br />

proseguire,<br />

fermandosi poco più<br />

avanti tirando la barca<br />

a riva e al sicuro.<br />

Scendo dal gommone e<br />

le onde sono talmente<br />

alte che l’acqua entra<br />

dentro i miei weder,<br />

appoggio la canna sul<br />

pod e con grande fatica<br />

smonto il motore a<br />

scoppio e metto il<br />

gommone in sicurezza<br />

fuori dall’acqua e<br />

mentre guardo le<br />

piante piegarsi come<br />

ramoscelli il rod pod<br />

fa un balzo di almeno 2<br />

metri rovinando contro<br />

una vicina pianta. Mi<br />

rifugio dentro il bivy e<br />

dopo qualche ora il<br />

peggio sembra essere<br />

passato il vento si attenua escono anche uno<br />

spiraglio di sole e un arcobaleno meraviglioso,<br />

decido quindi di raccogliere i cocci e montare il<br />

motore, per poi recuperare le canne ma non ho<br />

neanche il tempo di appoggiare la canna sul<br />

gommone, si alza ancora un vento tremendo con<br />

pause di qualche secondo e folate ancora più forti di<br />

quelle precedenti. Sembrava quasi che la tempesta<br />

con la pausa avesse preso ancora più forza più vigore<br />

e quindi rewind smonto ancora una volta il motore e<br />

metto il gommone in<br />

sicurezza in quel<br />

momento un rumore<br />

secco e deciso attira la<br />

mia attenzione il sovra<br />

telo del bivy e volato via,<br />

riesco ad afferrare il bivy<br />

per un soffio che rimane<br />

attaccato nella parte<br />

posteriore solo per 2<br />

picchetti mentre gli altri<br />

22 sono volati via come<br />

stuzzicadenti. Ore 18:30<br />

con il morale a terra il<br />

campo distrutto, 2<br />

segnalatori acustici<br />

rotti , le canne sbobinate<br />

fino al nodo e treccia<br />

ovunque impigliata tra<br />

canneti ed erbai<br />

sommersi , penso “che<br />

sfiga!!" a questo punto la<br />

sensazione e quella di<br />

far fagotto e andare a<br />

casa, però penso anche<br />

che , la s<strong>it</strong>uazione può<br />

solo migliorare sotto<br />

tutti i punti di vista.<br />

Allora non mi abbatto e<br />

decido di non farmi<br />

mettere sotto da una<br />

tempesta . Quindi


gambe in spalla rimonto tutto da capo come se<br />

nulla fosse successo, con del m<strong>it</strong>ico attak incollo i<br />

segnalatori acustici rotti alla base . Dopo tanta fatica<br />

riesco a ricuperare le 2 canne impigliate per metri e<br />

metri negli erbai sommersi ,molto numerosi in<br />

quella posizione. Sono ormai le 23,00 ma operativo<br />

al 100% guardando il lago sembra di essere in un<br />

altro posto non tira un filo di vento e il lago e liscio<br />

come l’olio e riesco a disporre le canne con<br />

precisione millimetrica a ridosso di due legnaie e<br />

una canna in una zona sgombra da ostacoli e quindi<br />

pul<strong>it</strong>a, stremato senza un briciolo di energia, prendo<br />

sonno poco dopo aver appoggiato la testa sul<br />

cuscino. Sono circa le 6,30 del mattino quando il<br />

segnalatore centrale del pod comincia a suonare,<br />

finalmente musica per le mie orecchie ancora in<br />

coma m’infilo i miei weder con una scoordinazione a<br />

dir poco comica ma giustificata, visto l’ora e le<br />

fatiche del giorno prima, in un lampo sono sopra il<br />

pesce dopo un gran bel combattimento riesco a<br />

catturare una lunga regina di kg14,200, e mentre<br />

torno a riva guardo il cielo limpido senza una nuvola<br />

e ancora buio e non c’e un filo di umid<strong>it</strong>à nell’aria,<br />

sembra il preludio di una mer<strong>it</strong>ata splendida<br />

giornata . Dispongo la canna per cogliere l’attimo<br />

visto tutto il tempo perso fino a quel momento e<br />

metto ancora la testa sul cuscino. Sono le 7,40 e la<br />

centralina emette due bip veloci, poi un breve<br />

silenzio é il segnalatore arancione quello di sinistra,<br />

neanche il tempo di realizzare il segnalatore emette<br />

un suono lento , continuo e inesorabilmente<br />

piacevole. Arrivo sul pod dopo essermi infilato i<br />

weder posizionati a dovere per migliorare un po’ la<br />

calzata, ferrando mi accorgo che la consistenza del<br />

pesce e diversa di quella dell’ultima carpa. Accendo<br />

il motore salto sul gommone e comincio a<br />

recuperare più velocemente possibile per non<br />

perdere contatto con il pesce e con un leggero colpo<br />

di frusta sgancio i tendifilo senza fermami. Sono sul<br />

pesce è un combattimento furioso, cerco sub<strong>it</strong>o di<br />

fargli prendere una boccata di ossigeno per<br />

stancarlo ma non ne vuol sapere e si prende della<br />

gran treccia dal mulinello, dopo cinque , sei sfuriate<br />

riesco ad intravedere la sagoma e come pensavo e<br />

proprio un bel pesce. Ancora qualche sfuriata,<br />

qualche boccata d’ossigeno e qualche minuto di<br />

combattimento, con il guadino proteso verso di lei e<br />

qualche preghiera il pesce e in trappola, con qualche


sforzo riesco a<br />

portarla a bordo<br />

posizionandola sul<br />

materassino. Alzando<br />

la testa scorgo un<br />

panorama di quelli<br />

fantastici quelli che si<br />

vedono solo sulle<br />

cartoline, il cielo<br />

senza neanche una<br />

nuvola, limpido<br />

talmente pul<strong>it</strong>o<br />

sembra disegnato,<br />

sullo sfondo le Alpi<br />

con la neve. Uno<br />

scenario che<br />

raramente si riesce a<br />

vedere il rammarico e<br />

non essere riusc<strong>it</strong>o a<br />

fotografarlo ma in<br />

quel momento, il<br />

pensiero era anche<br />

rivolto al pesce che si<br />

muoveva come un<br />

pazzo all’interno del<br />

materassino.Una<br />

volta a riva la bilancia<br />

segnava kg 19'200<br />

nelle ore successive<br />

presi altre due carpe<br />

dei pesi rispettivi di<br />

kg10 e kg 12 con queste due ultime partenze pensai davvero<br />

di aver pareggiato i conti con la tempesta. Il pomeriggio<br />

scorreva tranquillo con un bel sole e il vento era in pratica<br />

assente quindi mentre recupero una canna agganciata<br />

involontariamente dal sol<strong>it</strong>o pescatore alla traina, ne<br />

approf<strong>it</strong>to per dare una scandagliata sugli spot e noto<br />

numerosi archi e parecchia attiv<strong>it</strong>à sulla superficie dell’acqua<br />

il che mi fa<br />

pensare che il<br />

pesce e in<br />

attiv<strong>it</strong>à a 360° e<br />

quindi posiziono<br />

sub<strong>it</strong>o la canna<br />

gettando intorno<br />

all’innesco una<br />

trentina di<br />

boilies blak<br />

squid<br />

successivamente<br />

torno a riva per<br />

poi posizionare<br />

le altre canne,<br />

tenendo in<br />

considerazione<br />

delle onde e il<br />

vento del giorno<br />

precedente<br />

decido in fine di<br />

posizionare<br />

anche una<br />

quarta canna ,<br />

non molto<br />

lontano dalla<br />

mia postazione<br />

noto dei folti<br />

erbai e uno spot<br />

interessante con<br />

un po’ di fondale


pul<strong>it</strong>o a ridosso della vegetazione non trascurando<br />

il fatto che il giorno precedente ha fatto molta<br />

burrasca e possibile che il pesce si sia messo in<br />

movimento anche in questa zona e quindi calo la<br />

lenza sempre pasturando circa mezzo kg di boilies<br />

ma non troppo sull’innesco nel raggio di 3 metri<br />

per ev<strong>it</strong>are che scardole o altri pesci distruggano<br />

troppo l’innesco o ancora peggio come cap<strong>it</strong>a<br />

spesso un usc<strong>it</strong>a nel cuore della notte per slamare<br />

una scardola, chiamiamolo “diversivo”. Con tutte le<br />

canne perfettamente al loro posto mi godo una<br />

mer<strong>it</strong>ata pastasciutta e una birretta, un buon caffè<br />

e aimè con relativa sigaretta oserei dire momenti di<br />

relax impagabili!! Lentamente arriva il buio si alza<br />

una leggera brezza, do un'occhiata al pod e guardo<br />

il cielo coperto dalle nuvole sarà una notte buia di<br />

quelle che possono regalare qualche bella cattura<br />

mi siedo dentro il bivy e dopo aver legato qualche<br />

terminale visto che tutto tace entro nel sacco a pelo<br />

e prendo sonno. Sono le 23:00 un lungo suono<br />

interminabile interrompe la fase rem, non guardo<br />

neanche la centralina salto fuori dal bivi e mentre<br />

infilo i weder la mia attenzione e tutta sulla bobina<br />

del mulinello che si sta svuotando con un r<strong>it</strong>mo<br />

preoccupante. Finalmente ferro ma non ne vuol<br />

sapere di fermarsi, in pochi minuti sono sullo spot<br />

e riesco a metterla al sicuro nel guadino solo dopo<br />

aver liberato il pesce da un grosso erbaio. Con un<br />

po’ di auto stima penso che l’idea di posizionare la<br />

quarta canna e la scelta dello spot toccano quasi la<br />

perfezione, dopo questa breve parentesi tempo di<br />

pesare questa bella regina di kg 13,200 sistemo<br />

ancora la canna nella stessa posizione. A questo<br />

punto il sonno mi è completamente passato e<br />

l’istinto mi dice che rimanere sveglio potrebbe<br />

essere una saggia decisione allora decido di<br />

prepararmi un caffè. Sono le una di notte e mi trovo<br />

di fronte al pod quando la canna di destra si piega<br />

e il segnalatore di destra suona all’impazzata mi<br />

rendo conto sub<strong>it</strong>o, che un pesce davvero tosto<br />

perché non ostante lo spot e lontano più di 400mt<br />

tira come se fosse sotto riva. Devo fare il più<br />

velocemente possibile per non rischiare che finisca<br />

dentro una legnaia, il sol<strong>it</strong>o trag<strong>it</strong>to con il cuore in<br />

gola, sembra interminabile. Sento il nodo<br />

dell’ultimo spezzone di treccia lungo circa 50mt,<br />

messo preventivamente più grosso per sicurezza di<br />

60lb, che entra nel mulinello e quindi sono vicino.<br />

Sono quasi sotto il pesce quando mi rendo conto<br />

orientandomi con la sponda e la luce di riferimento


a riva, che la carpa si e spostata dallo spot di<br />

almeno una trentina di metri, un pesce a dir poco<br />

combattivo. Devo lavorare con canna e frizione a<br />

dovere perché il combattimento si fa sempre più<br />

furioso e solo quando finalmente riesco a<br />

guadinare, questa lunga regina di kg16,00 mi<br />

rendo conto che il pesce con la complic<strong>it</strong>à del vento<br />

mi anno spinto completamente fuori dalla zona di<br />

pesca. Guardando la sponda, a fatica riesco ad<br />

intravedere la luce di riferimento, con un po’ di<br />

smarrimento le gambe tremanti per l’emozione e<br />

per il lungo combattimento accendo il motore per<br />

tonare alla base , pesando che questo pesce anche<br />

se molto bello mer<strong>it</strong>ava davvero qualche kg in più.<br />

Sono le 2:00 di notte e con soddisfazione controllo<br />

le sacche di mantenimento per verificare che ci sia<br />

abbastanza corda di modo che il pesce possa<br />

adagiarsi sul fondo e che non ci sia nulla che possa<br />

minacciare la loro integr<strong>it</strong>à. Lentamente comincia a<br />

farsi sentire il sonno allora decido di riposarmi un<br />

po’ ma con la sensazione che da lì a poco mi<br />

sarebbe part<strong>it</strong>a ancora una canna. Infatti, sono le<br />

5:00 del mattino quando la canna di mezzo emette<br />

un lungo suono con il sol<strong>it</strong>o entusiasmo ferro con<br />

decisione e un pesce di una certa consistenza e con<br />

grande rapid<strong>it</strong>à raggiungo lo spot. Con la canna<br />

piegata fino al manico e una mano, sulla frizione<br />

capisco immediatamente che si tratta di una carpa<br />

di grosse dimensioni e cerco di non forzare troppo<br />

la mano meglio lasciarla sfogare un po’ sperando<br />

che si stanchi in fretta. E’ un lungo combattimento<br />

e non sono ancora riusc<strong>it</strong>o a scorgere la sagoma, la<br />

curios<strong>it</strong>à cresce assieme all’ansia di non riuscire a<br />

guadinare questa magnifica carpa. Finalmente si fa<br />

vedere e capisco che un pesce davvero bello con un<br />

largo dorso e con dei potenti colpi di coda si spinge<br />

verso il fondo del lago, con violenza percuote la<br />

punta della canna facendo stridere la frizione del<br />

mulinello. A questo punto mi r<strong>it</strong>rovo con le<br />

ginocchia puntate sul tubolare del gommone e la<br />

punta della canna nell’acqua, il pesce me le sta<br />

suonando alla grande ma vale la pena di lasciarla<br />

sfogare, sento che si solleva dal fondo e quindi con<br />

cautela stringo la frizione ma non troppo e<br />

comincio a recuperare lentamente. Ora il pesce e in<br />

superficie ma continua a girare in torno al<br />

gommone come a farmi capire che è ancora lei che<br />

comanda, infine sembra calmarsi e decido di


sfoderare il guadino ma c’e ancora spazio per una<br />

piccola sfuriata e con una grande scodata solleva<br />

una quant<strong>it</strong>à d’acqua tale da raggiungere il mio<br />

viso, d’altra parte sono le circa le 5,15 e ne ho<br />

bisogno per svegliarmi un po’, lentamente entra nel<br />

guadino proteso nel frattempo passa un’etern<strong>it</strong>à, il<br />

tempo in questi momenti sembrano essere<br />

lunghissimi, una volta all’interno e al sicuro faccio<br />

più in fretta possibile perché non vedo l’ora di<br />

pesarla la curios<strong>it</strong>à e grande , una volta a riva<br />

rimuovo l’amo che è penetrato perfettamente sul<br />

lato della bocca, faccio anche un po’ di fatica a<br />

disimpegnarlo con il pesce in posizione sollevo la<br />

bilancia che segna kg20,500. E tempo di mettere<br />

questo meraviglioso esemplare nella sacca di<br />

mantenimento, una controllata ai picchetti che siano<br />

sufficientemente piantati, ancora uno sguardo alle<br />

sacche correttamente sul fondo con i pesci fermi<br />

ormai domi. E mentre sono nell’acqua fermo, una<br />

leggera brezza scuote i canneti e si infila tra la felpa<br />

e il collo un brivido d’intensa emozione mi<br />

attraversa la spina d’dorsale come a farmi capire<br />

che, la “tempesta perfetta” è ormai lontana. Di<br />

questa piccola avventura posso dire in fine di avere<br />

avuto la meglio, togliendo l’attrezzatura un po’<br />

ammaccata e tempo di tornare a casa, naturalmente<br />

con la testa già impegnata a pensare alla prossima<br />

usc<strong>it</strong>a. Un saluto a tutti e giubbino di salvataggio<br />

sempre addosso!


ESCAPE<br />

Di Luca Tribuzio


ESCAPE!!<br />

Escape, un termine inglese che mi piace un sacco e che<br />

tradotto dalla lingua anglosassone a quella <strong>it</strong>aliana, può<br />

assumere una serie di significati,verbi, sostantivi e<br />

contesti d’uso davvero notevoli.. termini come .. fuga,<br />

evasione, salvezza e ancora molti altri affini..<br />

Dopo queste prime 3 righe vi chiederete che cosa<br />

c'azzecchi questa pseudo lezione di inglese con un<br />

articolo che dovrebbe parlare di pesca o di emozioni<br />

legate a questa.. giusto?<br />

Bene questa semplice parola, in realtà rispecchia in totale<br />

il groviglio di sensazioni, stati d’animo e aspettative che<br />

provo ogni qual volta abbia la possibil<strong>it</strong>à di poter passare<br />

qualche notte a pesca al di fuori dei “terr<strong>it</strong>ori” ab<strong>it</strong>uali,al<br />

di fuori delle sol<strong>it</strong>e conosciute acque che bazzico nelle<br />

mie zone, ma ancor più, al di fuori dalla routine<br />

quotidiana sempre più pressante. Ogni volta è come<br />

affrontare un viaggio, un viaggio sì alla ricerca delle<br />

carpe, ma anche un viaggio mentale alla ricerca di non so<br />

bene cosa, che è dentro di me e che ogni volta devo<br />

appagare perché pressa parecchio.. è incontenibile!<br />

Infatti solo là in quei luoghi riesco a sfogarmi,<br />

rigenerarmi e ad avere nuova carica per r<strong>it</strong>ornare ad<br />

affrontare in maniera serena il quotidiano.. tutto questo,<br />

spesso , va addir<strong>it</strong>tura aldilà degli es<strong>it</strong>i pos<strong>it</strong>ivi o meno a<br />

livello di pesca in se per se.<br />

L'attrazione e la scelta dei luoghi dei miei “escape”,<br />

vanno verso tutte quelle acque con cui purtroppo,per<br />

ragioni geografiche, non ho la possibil<strong>it</strong>à di misurarmi più<br />

spesso.. ovvero i grandi e i grandissimi laghi naturali!<br />

Per quanto mi riguarda adoro soprattutto quelli del nord<br />

Italia, ma sempre più spesso ultimamente sto cercando<br />

fortuna anche in quelli del centro, di origine vulcanica,<br />

altrettanto belli, vasti e affascinanti.. non che difficili!


Il fascino che ha<br />

la pesca alla carpa<br />

in questi grandi<br />

specchi d'acqua,<br />

come dicevo<br />

prima, è per me<br />

qualcosa di<br />

davvero speciale<br />

e molto forte.<br />

Ogni volta che<br />

salgo o scendo<br />

l'Italia e mi<br />

dirigo verso<br />

questi ambienti,<br />

ho il sangue che<br />

ribolle e il<br />

cervello che si fa<br />

dei viaggi<br />

assurdi!viaggi..<br />

sulle zone da<br />

scegliere,sulle<br />

strategie da<br />

adottare, sulle<br />

condizioni meteo<br />

che troverò, sulle<br />

esche, sulle<br />

montature, sulle<br />

albe e sui<br />

tramonti di cui la<br />

mia vista potrà<br />

godere e la mia<br />

mente contemplare ,sugli attimi di pura adrenalina dei combattimenti in<br />

piena notte,in mezzo al lago con qualche furiosa, vera, carpa libera!<br />

Probabilmente tutto questo fascino che i grandi laghi eserc<strong>it</strong>ano su di me<br />

può essere riconducibile a tre cause.<br />

La prima: il<br />

naturale desiderio<br />

intrinseco<br />

nell'uomo, di<br />

desiderare sempre<br />

ciò che non si ha a<br />

portata di mano o<br />

che non si può<br />

avere facilmente.<br />

Infatti data la<br />

lontananza che ho<br />

da queste parti d'<br />

Italia, dove la<br />

concentrazione di<br />

grandi laghi è più<br />

alta, gli spazi<br />

temporali da<br />

potergli dedicare<br />

non sono quelli che<br />

vorrei.. come molti<br />

ho da mandare<br />

avanti un attiv<strong>it</strong>à da<br />

cui non posso<br />

assentarmi troppi<br />

giorni consecutivi e<br />

una ragazza che<br />

non si mer<strong>it</strong>a di<br />

sottrargli troppo del<br />

mio tempo!


La seconda: il<br />

desiderio di sfida e<br />

avventura, il<br />

misurarsi nella<br />

tecnica e nello<br />

spir<strong>it</strong>o, con grosse<br />

carpe, con<br />

ambienti vasti, con<br />

s<strong>it</strong>uazioni di pesca<br />

complicate e con<br />

condizioni<br />

ambientali e<br />

meteorologiche<br />

spesso davvero al<br />

lim<strong>it</strong>e.. che mettono<br />

a dura prova anche<br />

proprio a livello<br />

fisico e mentale..<br />

ora non so a voi,<br />

ma a me queste<br />

cose mi fanno<br />

sentire vivo!<br />

Forse sto<br />

esagerando in<br />

questi ultimi<br />

passaggi dove parlo<br />

di prove fisiche e<br />

mentali?<br />

Non credo.. in<br />

quanto spesso nella<br />

sfrenata ricerca<br />

delle nostre<br />

avversarie c'è da<br />

spingersi in<br />

s<strong>it</strong>uazioni e parti di<br />

lago davvero<br />

particolari e<br />

selvagge, dove<br />

l'unico spazio<br />

calpestabile è solo<br />

quello all'interno<br />

del bivvy, dove per<br />

arrivare al pod devi<br />

farti 20mt con la<br />

melma fino a gli<br />

attributi, dove non<br />

si vede anima viva<br />

per giorni, dove<br />

spesso c'è da<br />

pescare a lungo<br />

raggio con l'ausilio<br />

di una barca e per<br />

di più magari con<br />

condizioni di meteo<br />

burrascose!Quali freddo,vento, acqua a go go ,nebbia ecc.. e ancora, se aggiungiamo a tutto<br />

ciò una attiv<strong>it</strong>à frenetica delle carpe e molteplici catture(che è quello che ci si augura sempre)<br />

ecco che tutto diventa..non proprio una passeggiata di salute!<br />

Se poi vogliamo ulteriormente “esagerare”, ma nemmeno più di tanto, perché la mia realtà, ma<br />

non solo la mia, spesso è questa.. aggiungiamoci pure che generalmente queste sessioni le<br />

faccio in sol<strong>it</strong>aria e quindi via, con tutte le complicazioni del caso! Spesso parto verso il lago<br />

nel tardo pomeriggio del venerdì, macinando non meno di 350km di strada e traffico per<br />

arrivare in loco alla sera, con il buio e con una bella dose di stanchezza sulla spalle.. da lì,<br />

caricare tutto in barca trasbordare, montare il riparo notturno, preparare tutta l'attrezzatura,<br />

calare gli inneschi ecc.. e nel 90% dei casi godersi il lago e magari i sui pesci solo per due<br />

notti.. si nel mio caso solo due misere notti.. perché già alla domenica di buona ora c'è da far


su tutto, c'è un<br />

lavoro, una casa e<br />

una ragazza che mi<br />

aspettano.<br />

Quindi direi non<br />

proprio una roba da<br />

fighette mosce<br />

giusto?<br />

Bene.. appurato<br />

questo, allora non<br />

credo di aver<br />

esagerato poi più di<br />

tanto quando<br />

facevo riferimento<br />

a prove fisiche e<br />

mentali nella pesca<br />

in questi ambienti...<br />

almeno per come li<br />

pesco io.<br />

Sia chiaro, con<br />

tutto questo non<br />

voglio certo ne<br />

v<strong>it</strong>timizzare, ne<br />

passare dal rambo<br />

della s<strong>it</strong>uazione.. in<br />

quanto alla fine<br />

vado a pescare, e<br />

comunque a<br />

divertirmi!E<br />

comunque ne conosco altri che fanno altrettanto! E poi, non me lo ha certo ordinato il<br />

dottore!<br />

Volevo solo far capire bene a chi magari legge questo articoletto quale sia, diciamo, lo stato<br />

d’animo, la realtà che si va ad affrontare sia per me che per tutti quelli che affrontano questi


ambienti nello stesso modo..e quanto a volte, sono/siamo<br />

anche troppo sadici!!!ahahhaah<br />

Sono sicuro che in quanto scr<strong>it</strong>to saranno in diversi ad<br />

essersi riconosciuti!<br />

Se c'è da soffrire un tantino.. per sedare questa sete che si<br />

chiama passione..mavvaffa.. chi se ne frega!<br />

Anche perché.. r<strong>it</strong>ornando al nostro scopo, cioè la pesca,<br />

se tutto viene ripagato come si deve e cioè con buone<br />

catture, tutto acquista un valore ancora più grande, ve lo<br />

posso garantire!<br />

Personalmente non ricordo catture più importanti di quelle<br />

effettuate con tanto sacrificio.. sono le più gustose, quelle<br />

che ricordo con più enfasi e vigore, aldilà di dove si è<br />

fermato poi l'ago della bilancia!<br />

Non voglio fare l'ipocr<strong>it</strong>a il peso di una carpa per un<br />

carpista conta, tutti inseguiamo la carpa dei sogni e più è<br />

alto il peso e più la cattura è gratificante, ma non<br />

dobbiamo rimanerne succubi e schiavi.. essere schiavi di<br />

una bilancia è deprimente.. Il peso delle emozioni ha ben<br />

più valore secondo me! E una cattura in questi difficili<br />

contesti è oro per ogni squama che la carpa stessa ha sul<br />

corpo secondo il mio punto di vista.<br />

Porca miseria mi sono dilungato talmente tanto e mi son<br />

fatto prendere ancor di più nel descrivere le s<strong>it</strong>uazioni..<br />

che stavo per dimenticarmi la terza delle tre cose che son<br />

convinto attiri i di più verso tutto questo!! E cioè, come<br />

dicono la mia ragazza e i miei amici al di fuori della<br />

pesca.. e forse la più azzeccata, PURA PAZZIA<br />

MENTALE!ahahahah<br />

Per quanto si sforzino, poveretti, non riescono e non<br />

riusciranno mai a capirmi, non riusciranno mai a capire<br />

tutto questo mondo che c'è dietro alla pesca, dietro ad una,<br />

per loro, semplice lim<strong>it</strong>ativa e noiosa, pesca alla carpa!<br />

hahahah<br />

Ma va bene, è giusto così alla fine..fortunatamente faccio<br />

parte di un bel gruppetto di “sadici” e “matti” pescatori<br />

come me e messi nelle stesse “condizioni”, che parlano la<br />

mia stessa lingua e che mi fanno da spalla, con cui gioire<br />

in caso di buone pescate, o dove sfogarmi in caso di<br />

sonore ed inspiegabili batoste. Persone con cui<br />

confrontarmi, rincuorami e scambiare idee e pareri sulle<br />

sessioni ,come dicevo, a volte fruttuose a volte tutt’altro,<br />

ma anche sulle scelte degli spot, sulle strategie nei vari<br />

momenti delle stagioni, sulla bellezza e sulle difficoltà di<br />

certi laghi ecc.. tutte le cose di cui parlano questo tipo di<br />

carpisti.


Posso<br />

tranquillamente dire<br />

che mi fanno sentire<br />

meno pazzo.. o<br />

almeno in buona<br />

compagnia!ahahah<br />

Tornado un po' in<br />

argomento pesca vera<br />

e propria penso<br />

fortemente che un<br />

gruppo lim<strong>it</strong>ato ed<br />

affiatato, dove filtrare<br />

le esperienze di<br />

ciascuno e che<br />

ognuno di questi ha<br />

avuto nelle varie<br />

pescate, nei vari anni<br />

di pesca, nelle varie<br />

condizioni.. è una<br />

vera e propria arma a<br />

nostro vantaggio.<br />

Una chiave direi<br />

davvero importante<br />

verso il successo<br />

nella pesca in questo<br />

genere di acque, che<br />

ci fa bruciare molto<br />

le tappe! Soprattutto<br />

a quelli come noi che<br />

non hanno intere<br />

settimane<br />

consecutive da<br />

dedicare alla pesca in<br />

acque così vaste e<br />

distanti da casa<br />

(neanche in quelle<br />

vicine a dire il vero),<br />

senza la possibil<strong>it</strong>à<br />

di star lì in pesca<br />

giorni e giorni<br />

consecutivi certi che<br />

prima o poi le<br />

condizioni giuste<br />

arriveranno e la carpa<br />

passerà... ci affronta<br />

la pesca in questi<br />

grandi laghi avendo<br />

poche notti<br />

consecutive 2 ,max 3,<br />

devono fare in<br />

maniera di far bene<br />

tutto e fin da sub<strong>it</strong>o!<br />

Quindi lo scambio<br />

delle informazioni<br />

all'interno del<br />

gruppetto spesso può essere fondamentale! Poi un pizzico di fortuna o il talento del singolo<br />

pescatore farà il resto!<br />

Ma attenzione questo non vuol dire pappa pronta, siamo ben lontani, ma ricevere<br />

passivamente le info andare a pescare con la proria testa ed idee e stop.. altrimenti, sapere<br />

dove pescare, dove calare, con che esche, beh troppo “facile” così!<br />

Per me, una s<strong>it</strong>uazione del genere, sarebbe davvero avvilente e poco gratificante, ci vuole un<br />

poco di orgoglio e bisogna sempre metterci del proprio!Esplorando magari nuove parti di<br />

lago, trovare nuovi spot produttivi, elaborare nuove strategie, nuove impressioni, nuove<br />

soluzioni, partecipare attivamente insomma, e poi, le carpe hanno le pinne e nuotano!<br />

Fare tutta la gavetta di cappotti, e certe acque soprattutto nei nuovi spot, fioccano che è un<br />

piacere,( non troppo per la ver<strong>it</strong>à, ma fa parte del gioco), è il prezzo da pagare soprattutto in


quelli poco niente<br />

battuti..<br />

Il bello di questa<br />

pesca, ma forse un<br />

po' di tutte, è sempre<br />

stato quello di<br />

potersi mettere in<br />

gioco, con<br />

l’ambiente ed i pesci<br />

stessi, andare<br />

all'avventura in<br />

cerca di fortuna,<br />

dove trovare un<br />

mare di problemi e<br />

variabili da risolvere<br />

prima di farci<br />

abbracciare una<br />

cattura è ovviamente<br />

la norma! Ma tutto<br />

questo è<br />

incredibilmente,<br />

inspiegabilmente<br />

gratificante!Avremo<br />

battuto un pesce<br />

selvaggio,<br />

nell’ambiente in cui<br />

è nato e cresciuto,<br />

dove ha tutto sotto<br />

controllo, dove tutto<br />

gioca sempre e solo a suo vantaggio.<br />

Essere in qualche modo “carpisti coraggiosi” senza troppa paura dei<br />

cappotti, che hanno sempre fatto parte integrante di questa disciplina<br />

di pesca! Cosa però che vedo sempre più rara nei carpisti ultimo<br />

grido.. dove contata sempre di più solo mostrarsi con una giga carpa<br />

il più facile possibile da prendere.<br />

Il come, il dove e<br />

il perché di una<br />

cattura magari più<br />

modesta nel peso,<br />

ma assai più<br />

complicata nella<br />

cattura, importa<br />

sempre meno..<br />

fortunatamente,<br />

carpisticamente<br />

parlando, son<br />

cresciuto con altri<br />

esempi, quando i<br />

carpisti facevano<br />

a “gara” a chi<br />

scopriva sempre<br />

orizzonti nuovi e<br />

il più figo e bravo,<br />

era quello che<br />

riusciva a<br />

prendere pesci<br />

sempre più<br />

vergini.. ora no,<br />

ora si da sempre<br />

più spesso la<br />

caccia alla sol<strong>it</strong>a<br />

giga carpa sempre<br />

nel sol<strong>it</strong>o posto<br />

stra conosciuto.


Ma forse anche questo è giusto così.. la pesca è per<br />

molti, l'avventura e il coraggio di mettersi in gioco.. per<br />

pochi.<br />

Nonostante adesso sia oramai già qualche annetto che<br />

frequento con buona costanza questo genere di acque,<br />

ho prefer<strong>it</strong>o non dare nozioni diciamo tecniche di<br />

nessun tipo nel mio scr<strong>it</strong>to.. uno perché ancora non me<br />

ne sento in grado e infatti sento che deve passare ancora<br />

qualche annetto prima di poter insegnare qualcosa a<br />

qualcuno e soprattutto ai “vecchi” di questa tecnica,<br />

magari sarò sulla buona strada non lo so, lo spero, ma al<br />

momento mi sento questo.<br />

Due, di articoli tecnici sulla pesca nei grandi laghi ne<br />

sono gia usc<strong>it</strong>i in passato, ricordo articoli davvero<br />

interessanti e ben fatti dove praticamente si diceva<br />

molto per iniziare con le proprie gambe e far bene, chi<br />

aveva voglia di leggere e non solo guardare la stazza<br />

delle carpe presenti nel resto della rivista se li ricorderà,<br />

o magari potrà andare a rileggerli.<br />

Ed infine, la terza motivazione è che preferivo far<br />

passare un po' più le emozioni, i motivi, i valori<br />

(chiamiamoli così) e le avventure che mi spingono ad<br />

affrontare questi tipi di ambienti.. che dire spero di<br />

esserci un minimo riusc<strong>it</strong>o, e che qualcuno trovi il<br />

coraggio di provarci; Garantisco che non mancheranno<br />

le emozioni!<br />

ciao


Luca T.

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