Giovan Battista Marino, L'Adone, 1623 (edizione di ... - Diras
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ciò ch’io t’impongo ad esseguir tremante?<br />
[...]<br />
A tai detti, oh pro<strong>di</strong>go! ecco repente 72<br />
il sangue intepi<strong>di</strong>r gelido e duro<br />
e le vene irrigar d’umor corrente<br />
che già pur <strong>di</strong>anzi irrigi<strong>di</strong>te furo.<br />
Ripien <strong>di</strong> spirto e d’alito vivente<br />
movesi già l’immobil corpo oscuro;<br />
già già palpita il petto ed ogni fibra<br />
ne’ fred<strong>di</strong> polsi si <strong>di</strong>batte e vibra.<br />
I nervi stende a poco a poco e sorge 73<br />
e comincia ad aprir l’egre palpebre.<br />
Torna il calor, ma somministra e porge<br />
ale guance un color ch’è pur funebre.<br />
Pallidezza sì fatta in lui si scorge<br />
che somiglia squallor <strong>di</strong> lunga febre;<br />
e con la morte ancor confusa e mista<br />
giostra la vita che pian pian racquista.<br />
– Di’ <strong>di</strong>’ (<strong>di</strong>c’ella allor) per cui si strugge 74<br />
colui per cui mi struggo? alzati e <strong>di</strong>llo.<br />
Qual il cor fiamma gli consuma e sugge?<br />
qual laccio il prese? e quale stral ferillo?<br />
Dimmi ond’avien che più m’aborre e fugge<br />
quant’io più’l seguo e più per lui sfavillo?<br />
Se fia mai che si muti e quando e come<br />
narra e dammi del tutto il loco e’l nome.<br />
S’averrà che tu chiaro il ver mi scopra, 75<br />
non come fan gli oracoli dubbiosi,<br />
degna mercé riceverai del’opra<br />
in virtù de’ miei versi imperiosi.<br />
Farò che più non tornerai <strong>di</strong> sopra<br />
né più verrà chi rompa i tuoi riposi;<br />
da chiunque incantar ti vorrà mai<br />
franco per tutti i secoli sarai. –<br />
Così gli <strong>di</strong>ce e carme aggiunge a questo 76<br />
per cui quant’ella vuol saver gli ha dato.<br />
Quei sparge alfine un flebil suono e mesto<br />
articolando in tal favella il fiato:<br />
– Non io non già nel mondo empio e funesto,<br />
donde giunto pur or son richiamato,<br />
dele parche mirai gli alti secreti<br />
né vi lessi del fato i gran decreti.<br />
Pur quanto sostener pote il brev’uso 77<br />
d’una fugace e momentanea vita,<br />
<strong>di</strong>rò ciò che d’u<strong>di</strong>rne oggi laggiuso<br />
mi fu permesso innanzi ala partita.<br />
Oggi ho <strong>di</strong> quel ch’a tua notizia è chiuso<br />
dal’empia Gelosia l’istoria u<strong>di</strong>ta;<br />
dal’empia Gelosia, Furia perversa,<br />
che con l’altre talor Furie conversa.<br />
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