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Giovan Battista Marino, L'Adone, 1623 (edizione di ... - Diras

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Ma per meglio celar le sue vergogne<br />

e le scuse aiutar che son già pronte,<br />

dando pur loco a quel furore stolto,<br />

non vuol che’l vago suo seco sia colto.<br />

Chiama Adone in <strong>di</strong>sparte e lagrimando 74<br />

l’essorta a declinar l’ira <strong>di</strong> quella,<br />

quella che posta ogni pietate in bando,<br />

governa il quinto ciel barbara stella.<br />

Il giovinetto attonito tremando<br />

nele spalle si stringe e non favella<br />

e per sottrarsi agl’impeti <strong>di</strong> Marte<br />

al partir s’apparecchia e pur non parte.<br />

Pallido più che marmo e freddo e muto 75<br />

mentre ch’apre la bocca e parlar vole<br />

in quella guisa che talor veduto<br />

dala lupa nel bosco il pastor suole,<br />

come spirito e senso abbia perduto,<br />

gli muoion nela lingua le parole<br />

ed è sì oppresso dal dolor che l’ange<br />

ch’al pianger dela dea punto non piange.<br />

– Or pren<strong>di</strong> (ella gli <strong>di</strong>ce) eccoti questo 76<br />

cerchietto d’or che tien due destre unite,<br />

in segno che del’alme il caro innesto<br />

scior non si può, sciolgansi pur le vite.<br />

Ricco è il lavor; ma vie più vale il resto<br />

per sue virtù mirabili inu<strong>di</strong>te.<br />

Ponlo al <strong>di</strong>to del cor, né mai lasciarlo,<br />

che non possa per fraude altri involarlo.<br />

Giova agl’incanti, incontr’a lui non hanno 77<br />

malie possanza o magiche fatture.<br />

Né poco util ti fia per qualch’inganno<br />

nel corso dele tue varie aventure.<br />

Mentre teco l’avrai, nulla potranno<br />

nocerti i neri dei del’ombre oscure,<br />

né la fede e l’amor che mi giurasti<br />

cosa sarà ch’a violar mai basti.<br />

Di più la gemma ch’è legata in esso 78<br />

è d’un <strong>di</strong>amante prezioso e fino.<br />

Quasi picciolo specchio ivi commesso<br />

fu da Mercurio artefice <strong>di</strong>vino.<br />

Qualor colà fia che t’affisi espresso<br />

il mio volto vedrai come vicino.<br />

Saprai come mi porto e con cui sono,<br />

dove sto, ciò che fo, ciò che ragiono.<br />

Non è picciol conforto al mal che sente 79<br />

dal’amata bellezza un cor lontano,<br />

aver almen l’imagine presente<br />

ch’Amor scolpita in esso ha <strong>di</strong> sua mano.<br />

Qui vo’ pregarti a rimirar sovente<br />

ché non vi mirerai, cre<strong>di</strong>mi, invano.<br />

8

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