SAN LUIGI SCROSOPPI - Suore della Provvidenza

suoredellaprovvidenza.it

SAN LUIGI SCROSOPPI - Suore della Provvidenza

san luigi

SCROSOPPI

e le strade della Provvidenza

un itinerario

nella città

dell’angelo


san luigi

SCROSOPPI

e le strade della Provvidenza

Il sussidio viene pubblicato per la chiusura dell’anno decennale

che ricorda la canonizzazione di San Luigi Scrosoppi avvenuta

il 10 giugno 2001.

La guida è indirizzata a quanti desiderano conoscere San

Luigi Scrosoppi, il contesto storico-ecclesiale nel quale è vissuto,

i luoghi collegati alla sua storia ed agli inizi della Congregazione

delle Suore della Provvidenza.

L’itinerario non rispetta l’ordine cronologico della storia ma

illustra un percorso di visita che si snoda in maniera funzionale

attraverso le vie della Città.

Udine 10 giugno 2012

FONTI BIBLIOGRAFICHE

G. Biasutti, Padre Luigi Scrosoppi, AGF, 1979

Documenti dall’archivio delle Suore della Provvidenza Udine.


Sommario

sommario

Padre Luigi Scrosoppi .............................................................................................p. 3

UDINE breve storia della Città nell’Ottocento .............................p. 5

1. Calle delle Dimesse, Via Ronchi

Via Padre Luigi Scrosoppi ........................................................................p. 7

2. CASA DELLE DERELITTE

Cenni storici..............................................................................................................p. 8

2.1 Scopo e organizzazione della casa .................................................p. 9

2.2 Risorse della casa: campagna e filanda ...................................p. 11

2.3 Trasformazioni giuridiche

della Casa delle Derelitte...........................................................................p. 12

2.4 Chiesa dedicata a “San Gaetano e San Luigi”...................p. 15

2.5 Oratorio interno dedicato al Sacro Cuore................................p. 17

2.6 Stanza abitata da padre Luigi ..............................................................p. 18

3. Casa del Provvedimento o opera di S. Zita............................p. 19

4. Opera per le sordomute...............................................................................p. 21

5. Asilo Immacolata................................................................................................p. 23

6. Chiesa e convento dei Padri Cappuccini ................................p. 24

7. Via Treppo - Piazza Patriarcato

Chiesa di S. Antonio Abate .....................................................................p. 26

8. Basilica Madonna delle Grazie ...........................................................p. 27

9. Via Vittorio Veneto ..........................................................................................p. 28

1o. Oratorio dei Padri Filippini

Chiesa di Santa Maria Maddalena

Comunità dei Padri Filippini ................................................................p. 29

11. Duomo ...........................................................................................................................p. 31

12. Largo Ospedale Vecchio “Santa Maria

della Misericordia”. Le Suore della Provvidenza

e l’assistenza a feriti e malati di colera......................................p. 32

13. Piazza S. Giacomo o Piazza Matteotti o delle Erbe

Chiesa di S. Giacomo ....................................................................................p. 35

14. Chiesa del Redentore .....................................................................................p. 36

15. Palazzo Monte di Pietà in via Mercatovecchio..................p. 38

16. Orzano 1853 .............................................................................................................p. 39

17. Cormòns 1866 .........................................................................................................p. 40

Le 12 case fondate da padre Luigi..............................................................p. 42

Alcune date importanti per la Congregazione ...........................p. 43


Padre luigi scrosoppi

Padre Luigi Scrosoppi

L

uigi Scrosoppi nasce il 4

agosto 1804 a Udine.

Cresce in un ambiente familiare

ricco di fede e carità cristiana.

Intraprende la via del

sacerdozio, frequentando il

Seminario diocesano di Udine

e nel 1827 è ordinato sacerdote.

Al suo fianco ci sono i

fratelli Carlo e Giovanni Battista,

entrambi sacerdoti.

L’ambiente poverissimo del Friuli dell ‘800, stremato

da carestie, guerre ed epidemie, è per padre Luigi un

appello a prendersi cura dei deboli: si dedica, con

alcuni sacerdoti ed un gruppo di giovani maestre,

all’accoglienza e all’educazione delle “derelitte”, le

ragazze più sole ed abbandonate di Udine e dintorni.

Per loro mette a disposizione i suoi beni, le sue

energie, il suo affetto; non risparmia niente di sé e,

quando le necessità sono più impellenti va a chiedere

l’elemosina: egli ha fiducia nell’aiuto della

gente e soprattutto confida nella Provvidenza.

Alcune ragazze del luogo sono le sue prime ed indispensabili

collaboratrici. Inizialmente sono giovani

donne volontarie chiamate a dare una mano per

l’assistenza alle derelitte. Poi, via via, gli eventi le

portano a costituirsi come comunità religiosa dedita

a bambine, giovani, feriti, ammalati, contagiosi, anziani

abbandonati. Queste giovani volonterose costituiscono

il primo nucleo delle Suore della

Provvidenza. Sono anime semplici, coraggiose e generose,

totalmente votate a Dio ed ai fratelli, soprattutto

a quelli più poveri. Spiritualmente e

3


professionalmente vengono preparate dallo stesso

Fondatore e dai suoi collaboratori perché egli non

ama mai improvvisare un servizio di carità.

La morte lo coglie il 3 aprile 1884 a Udine, consumato

dalla sua ardente carità. La fama della sua santità

si diffonde immediatamente, riconosciuta da

credenti e non credenti. E cominciano subito le guarigioni

miracolose attribuite alla sua intercessione.

Da Papa Giovanni Paolo II viene proclamato beato

il 4 ottobre 1981 e canonizzato il 10 giugno 2001.

Quando sente la fine vicina parla così alle suore:

“Confidenza in Dio, massime di mezzo alle più

gravi tribolazioni, non vi dovete avvilire, figliuole

mie, ma confidare in Gesù.

Amatevi, amatevi, che il vostro cuore s’infiammi,

arda e si consumi d’amore verso Gesù che è tutto

amore. Vivete nella carità, poiché Deus charitas

est...” e lascia loro il suo testamento spirituale: “Carità!

Carità! Ecco lo spirito della vostra famiglia

religiosa: salvare le anime e salvarle con la Carità”.

E le sue figlie incarnano il carisma della Carità

prima a Udine e poi sempre più lontano: in

Trentino-Sudtirolo, in Istria, in America Latina (Brasile,

Uruguay, Bolivia, Argentina), in Africa (Costa

d’Avorio, Togo, Benin e Sudafrica), in Asia (India,

Myanmar e Thailandia), e nei Paesi dell’Est Europa

(Romania e Moldavia).

4


I

Udine

Breve storia della città

primi insediamenti nella zona di Udine risalgono

al II millennio a.C., ma la località è citata

per la prima volta solo nel 983 in un documento in

cui l’Imperatore Ottone II dona il Castello di Udine al

Patriarca di Aquileia. Durante il periodo medioevale,

non ha un ruolo di particolare rilievo, visto che le città

di riferimento erano Aquileia e Cividale.

Nel 1223, il Patriarca di Aquileia Bertoldo di Andechs-Merania,

ottenuta dall’Imperatore Federico II

la conferma dei suoi diritti di sovranità, concede a

Udine il mercato. Nel giro di alcuni anni il mercato

si ingrandisce al punto da lasciare la primitiva sede

(Mercato vecchio) per una più ampia (Mercato

Nuovo, oggi piazza Matteotti).

Dal 1420 Udine, insieme all’intero Friuli, entra a far

parte della Repubblica Veneta di cui divide le sorti:

subisce le incursioni turche (tra il 1472 e il 1499), la

guerra tra Venezia e l’Imperatore Massimiliano d’Austria

(1508-1514), quella di Gradisca fra Veneti ed Imperiali

(1615-1617).

5


Per Udine ed il

Friuli, in declino

sotto il dominio

della Repubblica

Veneta (1420 al

1797), si susseguono

varie dominazioni:

una

parentesi francese

in seguito alle campagnenapoleoniche

(1797-1810); il

passaggio al Regno

Lombardo-Veneto

sotto l’Impero austriaco

dopo la Restaurazione

(1810-1866) ed infine l’annessione al

Regno d’Italia della città nel 1866.

La città, durante la prima guerra mondiale, è decorata

di croce al merito di guerra (1915-1918); di medaglia

d’oro al valor militare durante la seconda

guerra mondiale (1943-1945).

Dopo l’8 settembre 1943 viene posta sotto la diretta

amministrazione del III Reich, che cessa con la fine

dell’occupazione tedesca nell’aprile 1945.

6


via padre luigi scrosoppi

già Calle delle Dimesse,

poi Via Ronchi

via Padre Luigi Scrosoppi

Collegio della Provvidenza Scuola primaria paritaria

N

1

el tempo la Casa delle derelitte ha subito varie

trasformazioni edili. Le più recenti:

1990. Ristrutturazione della Casa grazie ad un consistente

contributo della Regione FVG.

2006. Ristrutturazione della nuova sede in Via Chinotto,

8 ed ivi trasferimento di due gruppi famiglia

dal Collegio della Provvidenza.

2010. Ristrutturazione ed

inaugurazione della sede

in Via Chinotto, 4 per

l’accoglienza di adolescenti.

7


casa delle derelitte

Cenni storici

Casa delle Derelitte 1816

Casetta delle Derelitte 1822

8

a “Casa delle

D e r e l i t t e ”

sorge nel 1816

nell’ex casa Florenzis

di proprietà

della Casa delle

Convertite.

Dal 1815 al 1822

l’affitto veniva pagato

dal sig. Fantini,

fattore del

conte Alvise Otellio;

il direttore era

padre Gaetano Salomonidell’Oratorio.

Nel 1819 padre

Carlo Filaferro (fratellastro

di padre

Luigi) collabora

con padre Salomoni

come eco-

nomo della casa.

Nel 1822 padre Salomoni lascia definitivamente

Udine, sostituito da padre Carlo che diventa il direttore

della Casa delle Derelitte. Viene coadiuvato da

don Giovanni Battista Bearzi che rimane fino al

1829, poi diventa vicedirettore padre Luigi che, con

il suo impegno

di promozione

delle attività

della casa, dà

ad esse nuovo

vigore e nuove

prospettive.

Nel 1832 si pre-

2

L

Progetto 1835


senta la possibilità di acquistare la Casa delle Derelitte.

L’acquisto diventa possibile nel 1833 grazie

alla contribuzione di un’eredità, a favore delle Derelitte,

da parte dell’abate francese Lodovico Maria

Berruyer, di molti benefattori locali, dalla questua

di padre Luigi e dai beni di famiglia degli Scrosoppi.

Successivamente 1834-1836 ha luogo la ristrutturazione

e ampliamento della Casa che viene inaugurata

il 1.2.1837.

scopo ed organizzazione

della casa

Casa delle Derelitte

D

ai registri,

redatti più

tardi da padre

Luigi, risulta che

le maestre e le

prime orfanelle

presero dimora

nella nuova

casa il martedì

1° febbraio 1837.

2.1

La Casa aveva una «direzione interna», formata dalla

superiora e da quattro suore chiamate «anziane». La

«direzione esterna», invece, era costituita dal presidente

che, per Statuto, doveva essere l’Ordinario diocesano,

dal vicepresidente che, per Statuto, era il

podestà di Udine, dal segretario e da sei protettori e

sei protettrici: questi ultimi dovevano venire sostituiti,

in parte, ogni due anni.

Ma la guida e la responsabilità della Casa erano principalmente

affidate a due sacerdoti: il direttore, di

nomina vescovile, ed il vice-direttore, scelto dal direttore

e confermato dal Vescovo quale presidente.

9

La Casa ai primi del ‘900


Gli scopi dell’istituto, riportati

nel documento, sono:

«Raccogliere le povere fanciulle orfane ed abbandonate

o figlie di miserabili ed ignoranti o trascurati e viziosi

genitori, per toglierle dal traviamento; educarle

e renderle atte al servizio di oneste famiglie; o a maritarsi

con buoni artigiani; o ad essere educatrici di

altre derelitte, è lo scopo generale dell’istituto».

Le «interne» sono:

«Le più povere ed assolutamente derelitte (che) si

educano e mantengono a tutte spese della casa, di cui

divengono figlie, e non ne escono se non dopo compiuta

l’educazione e provvedute».

Le «esterne» sono:

«Quelle poi povere bensì, ma aventi i genitori, che per

essere completo il numero delle ammesse permanentemente,

non possono divenire figlie dell’istituto, si

raccolgono nel luogo durante il giorno, ivi ricevono il

pranzo, e si educano come le prime, sebbene separatamente».

Le esterne dovevano radunarsi ogni mattina nelle

chiese delle rispettive parrocchie e di là alcune

donne, scelte per questo motivo, le accompagnavano

alla Casa delle Derelitte.

Alle interne ed alle esterne venivano insegnati anzitutto

la dottrina cristiana ed anche i primi rudimenti

del leggere, scrivere e far di conto; « non a tutte però,

ma alle più distinte in bontà ed attività, e ciò nelle ore

di ricreazione e nei giorni festivi per modo di ricreazione».

Non ci deve meravigliare che i primi rudimenti del

sapere fossero riservati alle più buone ed attive, poiché

a quell’epoca si era tutt’altro che favorevoli all’istruzione

femminile popolare. Le cose

cambieranno in pochi decenni e la Casa delle Derelitte

si troverà ben presto all’avanguardia anche nel

campo dell’istruzione femminile.

A quel tempo il Regolamento della Casa dava prevalenza

all’economia domestica pratica.

10


L

2.2

risorse della casa

Casa delle Derelitte

a Casa si fondava sulla fiducia nella Provvidenza

e sulla laboriosità di tutti.

Nella Casa c’erano diversi laboratori:

uno di maglieria e calzettificio a ferri;

un reparto filatura e tessitura, con conocchie, fusi,

aspi, arcolai o

«gorlette» e telai

a mano; una

scuola di taglio,

di cucito e di ricamo;

per qualche

tempo un

guantificio; e infine

una filanda

di seta.

Filanda

Ad est della

casa ex Florenzis

c’erano alcuni

miseri

locali adibiti a

legnaia o ripostigli,

come è

d’uso in ogni

casa rustica.

Padre Carlo e padre Luigi li avevano già trasformati

nel 1837, ricavandone la cucina ed i locali per la bigattiera

e la filanda.

A quest’ultima veniva fornita la materia prima dalla

campagna annessa alla Casa e gestita da affittuari

con l’aiuto di qualche suora e fanciulle. I campi si

trovavano subito fuori porta Ronchi sul lato est

dell’attuale viale XXIII Marzo, e già nel 1840 contava

circa cinque ettari, parte a prato per la stalla

11


12

dalla quale si

traeva il latte;

parte a cereali, e

con molti filari di

gelsi per la coltura

dei bachi da

seta. Si estendeva

oltre la

porta Ronchi fino

alla Porta Aquileia

e alla stazione

ferroviaria.

Terreni, in seguito,

espropriati

per la realizzazione

della Stazione.

Nonostante le iniziative della Casa fossero a vantaggio

della società, questa ebbe solo tasse da pagare,

specialmente a causa della filanda, come se si tratasse

di industria e non di uno strumento di formazione

per le giovani.

2.3

Trasformazioni giuridiche

della Casa delle Derelitte

Casa delle Derelitte

C

on la guerra del 1866 il Veneto ed il Friuli vennero

annessi al Regno d’Italia. Tutte le Congregazioni

religiose, già in difficoltà sotto gli austriaci,

col nuovo regno ebbero il colpo di grazia. Molte vennero

sciolte ed i beni confiscati. Padre Luigi subì la

soppressione dei Filippini e un tentativo di soppressione

venne fatto anche nei confronti della Casa

delle Derelitte. Riuscì, non senza difficoltà, a salvare


questa e la Congregazione delle suore. Per precauzione

nel 1866, trasferiva la sede della Casa Generale

a Cormòns.

Nel 1868 con nota del ministero dell’interno nella

quale si dichiarava decaduta la concessione del

1840 che aveva esentato la Casa delle Derelitte dal

controllo governativo austriaco e si proponevano

modifiche al Regolamento approvvato allora.

Nel 1870 il consiglio municipale di Udine deliberava

quali dovevano essere le istituzioni cittadine di beneficenza

considerate opere pie e vi includeva

anche la Casa delle Derelitte per la quale si scriveva:

“possono essere in tutto o in parte dispensati dagli

obblighi e dalle formalità prescritte dalla presente

legge i fondatori di istituti che ne ritengano personalmente

l’amministrazione”. Nonostante ciò, in seguito

furono effettuate numerose ispezioni alla Casa. In

questa situazione padre Luigi fece mettere a verbale

questa protesta: “Non per mancanza di subordinazione

all’autorità civile, ma per dovere che tengo di

sostenere i diritti di questa privata Casa delle derelitte,

fondata da me in unione al mio fratello uterino

padre Carlo Filaferro, non mi trovo in stato di assoggettare

questa all’ispezione dell’autorità tutoria ri-

13


guardante l’amministrazione, come viene per diritto

praticata negli istituti ad essa soggetti”. E rinnova

questa protesta nel 1874.

Nel 1875 nuovamente il consiglio di Stato affermava

che la Casa cadeva sotto la legge delle Opere Pie ed

invitava padre Luigi a presentare uno Statuto che fu

completato nel 1879 ed approvato nel 1880.

[...]

Nello Statuto attuale si legge, che “l’Istituto è stato

fondato a Udine da padre Carlo Filaferro e padre

Luigi Scrosoppi, due fratelli appartenenti alla Congregazione

dell’Oratorio di San Filippo Neri e venne

posta sotto la protezione dell’Ordinario Diocesano”.

In origine era denominata “Pia Casa delle Derelitte”.

A seguito della legge n. 753 del 03.08.1862 e del relativo

Regolamento, venne approvato lo Statuto organico

con R.D. 17.06.1880 nelle forma richiesta da

detta legge sulle Opere Pie e nominata “Collegio

della Provvidenza”.

Con D.P.R. 015/Pres. 07.12.1993 l’istituzione è stata

depubblicizzata venendole nel contempo riconosciuta

la personalità giuridica di diritto privato (trasformazione

da IPAB cioè da istituzione pubblica di

assistenza e beneficenza a istituzione privata)

Il 21.04.2004 la Fondazione “Collegio della Provvidenza

è stata iscritta all’albo delle ONLUS

(organizzazione non lucrativa di utilità sociale).

14


Chiesa dedicata a

“San Gaetano e San Luigi”

Casa delle Derelitte

I

ntorno al 1846

padre Carlo e

padre Luigi pensarono

di costruire, al

primo piano dell’edificio,

una chiesetta

con oratorio retrostante

per la numerosa

comunità.

Il 20 giugno 1847 la

chiesetta, dedicata

a San Gaetano, fu

benedetta ed eretta a

“sacramentale”,

cioè ottenne il permesso

di conservare

il SS. Sacramento.

Il 29 gennaio 1849

venne emanato il

decreto della Curia

di Udine con il

quale si permise

l’esposizione e benedizione

col Santissimo

in vari giorni e

feste dell’anno. È da

notare che tali cerimonie

venivano concesse

molto più

raramente che ai nostri

giorni.

Da allora padre Luigi

introdusse nella casa

la pratica dell’adorazione

perpetua

ed anche lui si scelse

2.4

15

Interno

Esterno


il suo turno, dalle 22 alle 23 della sera, e vi rimase

sempre fedele. La memoria di quelle sue ore adoranti

rimase indelebile tra le suore. Padre Luigi celebrò qui

per oltre 30 anni, trascorse ore di adorazione in estasi

sublimi e attinse slancio verso la santità.

Dedicazione e santi

Costruita in stile gotico. Nell’altare appaiono tutti i

santi patroni della Congregazione appena nata. Così

è stata voluta da padre Luigi.

In scultura: i santi Carlo Borromeo e Vincenzo de’

Paoli in alto.

Filippo Neri e Francesco d’Assisi ai lati.

In pittura: al centro la Madonna col Bambino, quadro

ritenuto miracoloso e portato nella Casa delle Derelitte

da suor Giovanna Cortelazzis. Oggi è

conosciuto comunemente come Madonna della

Provvidenza.

Sotto S. Gaetano col Bambino, il santo della Provvidenza

(pittura settecentesca). Forse il quadro proviene

dalla cappellina aperta nel 1816 che era sita al

piano terra, verso le suore Dimesse.

Dipinti: ai lati S. Giuseppe e S. Luigi Gonzaga.

Negli spazi sottostanti S. Veronica Giuliani e S. Giovanna

Francesca Fremiot de Chantal.

In modo particolare queste due sante sono state proposte

da padre Luigi perché “il nome di Gesù impresso

a fuoco sul petto della Chantal e la corona di

spine sul capo di S. Veronica, vogliono richiamare le

religiose alla duplice nota della loro vocazione: tutto

unicamente per Gesù e con Gesù sofferente”.

Dal 1952 la chiesetta custodisce le spoglie mortali

di San Luigi.

Il 10 giugno 2011, con decreto dell’Arcivescovo di

Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato, la chiesa

viene dedicata anche a San Luigi Scrosoppi, in

occasione del decennale di canonizzazione.

16


oratorio interno

dedicato al Sacro Cuore

A

l primo

piano della

Casa era progettato

(1846) l’oratorio

privato per

la numerosa comunità.

Fu completato

nell’autunno del

1852. Nel giorno

dell’inaugurazione

venne chiesto

il permesso di

celebrare solennemente

la festa

del Sacro Cuore di

Gesù al quale

venne dedicato.

2.5

Casa delle Derelitte

L’oratorio, nel

corso del tempo,

ha subito varie

trasformazioni. In

particolare è stato rovesciato l’orientamento.

Nella prima forma il presbiterio stava a sud, contro

la chiesetta di San Gaetano, dove ora c’è un corridoio

di transito; adesso invece si apre luminoso all’estremo

opposto.

17

Foto 2011


Stanza abitata da Padre Luigi

Casa delle Derelitte

Testimonianza di Suor Speme Stefanello

“Q

2.6

uando da giovane

suora venni a Udine,

madre Pia Aldegheri mi fece

vedere il luogo ove un tempo

c’era la camera in cui è morto

padre Luigi. Si trovava al

primo piano, dava sulla penultima

finestra verso la

strada, a destra dell’entrata principale. Fu demolita per

dar luogo alla scala di legno interna alla clausura delle

suore, che dal pian terreno, prima dell’ultimo parlatorio

del corridoio di destra, portava fino al terzo piano. Quella

scala di legno non era nuova, si trovava prima a destra

della sala d’entrata principale e vi si accedeva dal fondo,

perché dava anche sul cortile.

Fu sostituita, non so bene in quale anno, ma forse sotto il

superiorato della stessa madre Pia Aldegheri, con una

scala in cemento. Oggi la scaletta di legno non c’è più.

Sono state ricostruite le stanze, che le avevano fatto posto,

negli anni 1989 - 1992, quando tutta l’ala destra della casa

è stata restaurata.

Le due stanze occupate da padre Luigi, quando si stabilì

nel Collegio, si trovavano invece, dove oggi c’è la camera

della superiora generale e nel tratto attiguo che oggi è

parte della sala di comunità delle suore. Ciascuna era illuminata

da una finestra che dava sul cortile. Si accedeva

nella prima dalla prima rampa delle scale, ed era il luogo

dove padre Luigi riceveva le persone estranee, le suore e

le bambine.

Per mezzo di una porta, comunicava con la camera da

letto, dove padre Luigi non voleva entrasse alcuno. Essendo

una stanza fredda ed umida, perché rivolta a nordest,

durante l’ultima malattia, il padre fu fatto trasportare

dal medico in una camera più salubre dello stesso piano,

rivolta verso sud-ovest, come ho detto più sopra”.

18


Casa del Provvedimento

o Opera di S. Zita

Inaugurata il 04 ottobre 1854

C

3

aratteristica della Casa delle Derelitte era il

senso di famiglia e la preoccupazione di una

buona collocazione delle giovani, raggiunta l’età e

la formazione per affrontare la vita, ma pronti a

riaccoglierle in Casa quando si fossero trovate in difficoltà

o pericolo.

Per questa necessità nacque la decisione di dare origine

alla Casa del Provvedimento, dove le giovani

potessero trovare sicurezza

in un ambiente

più adatto

alla loro età ed esigenze.

Quest’opera precedette,

di oltre sette

anni, quella aperta

a Torino il 1° febbraio

1862, col medesimo

nome di

Casa del Provvedimento

od Opera di

santa Zita, dal servo

di Dio don Francesco Faà di Bruno.

L’opera udinese ebbe sede, per dieci anni in una «casetta»

di poche stanze (1854-1864), corrispondente

all’attuale Asilo dell’Immacolata. Vi si accedeva,

però, dal portone dei Missionari che dava nella

braida proprio di fronte alla porta principale della

Casa delle Derelitte.

Nel 1855 padre Luigi acquistò le case di proprietà

Gremese a sud della Chiesetta ed Oratorio delle De-

19


elitte (ora via Chinotto ed edificio vicino). In quel

luogo venne costruito un edificio più grande nel

quale, nel 1865, prese alloggio la Casa del Provvedimento

che qui continuò a funzionare fino all’ottobre

1904, quando venne sostituita da un Convitto per le

alunne del Collegio della Provvidenza, che frequentavano

le scuole esterne della Città.

L’opera durò, quindi, esattamente mezzo secolo.

Padre Luigi si preoccupava che le ospiti della Casa

del Provvedimento venissero accuratamente addestrate

e prudentemente collocate, ma ne curò soprattutto

la formazione spirituale. Si recavano nella

Chiesetta San Gaetano per assolvere i loro doveri religiosi.

4

opera per le sordomute

N

on sappiamo come fosse nata l’idea di aprire

una scuola per sordomute in Udine quando già

ne esisteva una fiorente nella vicina città di Gorizia.

Nel 1857 l’imperatore d’Austria Francesco Giuseppe

con la consorte, Elisabetta Eugenia visitano

Udine.

20


L’imperatore visita caserme, scuole, ospedali, mentre

l’imperatrice visita conventi ed istituti femminili.

In tale occasione, l’imperatrice Elisabetta Eugenia,

visita la Casa delle Derelitte e, a conoscenza dell’intenzione

di aprire una nuova opera per le sordomute,

s’impegna a dare aiuto.

Concretamente le sordomute avranno una loro casa,

solo qualche anno dopo.

Padre Luigi acquista la casa con corte ed orto di proprietà

delle Nobili Dimesse, confinante con l’allora

Casa del Provvedimento (oggi luogo della comunità

S. Giuseppe). Il Cappellano delle Dimesse era don

Fantoni che certamente ha fatto da intermediario.

Per quasi una decina d’anni padre Luigi impiega

personale specializzato estraneo alla Congregazione,

perché fra le suore non c’erano persone preparate

allo scopo.

Solo più tardi manda presso le Suore Canossiane di

Venezia, due suore: Suor Costanza Murero e Suor Saveria

Pascolatti, per acquisire il diploma di abilitazione.

Ma l’opera, che fra l’altro, sembrava essere di nessun

interesse presso le Istituzioni, fu chiusa nel 1872.

Dopo la chiusura dell’istituto delle sordomute, la

casa venne usata come scuola di lavoro aperta alle

giovani esterne.

Dal 1867 al 1879, dopo la confisca dei beni dei Padri

Filippini, padre Luigi con il fratello don Giovanni

Battista, vivrà presso l’Opera delle sordomute e,

dopo la morte del fratello, alloggerà nella Casa delle

Derelitte.

21


L’

5

Asilo Immacolata

l’asilo udinese primo in Friuli

e uno dei primi in Italia

Asilo Infantile di Carità per i bambini poveri

della città di Udine, venne fondato nel 1838 da

Don Pietro Benedetti dell’Oratorio. Ebbe sede in vari

luoghi (Largo Ospedale Vecchio, piazza XX Settembre,

via Cicogna), finché ottenne casa propria in Via

di Prampero n. 4. Inizialmente fu diretto da maestre

laiche, poi la direzione e la gestione fu affidata

alle ancelle della Carità, che da una decina d’anni

prestavano servizio nel vicino ospedale. Ma quelle

suore, lombarde di origine, non conoscendo il friulano,

non riuscivano a farsi capire dai bambini che

appartenevano alla classe più povera della Città e

quindi dovettero cessare dall’incarico assunto.

22


Così, il 31 luglio

del 1864 la conduzione

dell’asilo

passò alle suore

della Provvidenza.

La casa di via di

Prampero, visto il

crescente numero

di bambini, si dimostrò

ben presto

Asilo integrato 2007

insufficiente e nel

1898 la superiora generale Cecilia Piacentini offrì la

possibilità, previa opportuna ristrutturazione (1898-

1901), di trasferire l’Asilo nella sede attuale, di

fronte al Collegio della Provvidenza.

Va segnalato che nel 1855, dopo la definizione del

dogma dell’Immacolata, l’Asilo fu ridenominato

“Asilo di Carità Immacolata”.

Recentemente ristrutturato (2007) la Scuola dell’Infanzia

con annesso l’Asilo Integrato, riceve nuovo vigore.

23


I

6

Chiesa e convento

dei padri Cappuccini

l primo convento

dei

padri Cappuccini

fu fondato a Udine

nel 1564.

Nei primi anni di

sacerdozio padre

Luigi, affascinato

dalla spiritualità

francescana, coltivava

seriamente il

desiderio di farsi

religioso cappuccino

(1829-1830

circa). Vi rinunciò

per potersi dedicare completamente alle “derelitte”.

Nel 1831 in Udine si stava riaprendo, nello stesso

convento che era stato delle monache Cappuccine,

il convento dei Cappuccini, soppressi nel 1810.

Lo adattarono e ristrutturarono, ma furono costretti

ad andarsene nel 1867 per la soppressione sabauda.

Vi ritornarono nel 1871.

Nel 1852, in occasione del suo 25° di sacerdozio,

padre Luigi si fece terziario

francescano e

nel 1863 diventò Ministro

del Terz’Ordine

Francescano.

24

Il cordone

di terzario francescano

di padre Luigi


7

Via Treppo

Piazza Patriarcato

Chiesa di S. Antonio Abate

A

ffacciata alla piazza Patriarcato, inizia la via

Treppo con la mole imponente dell’ex-seminario

di Udine (1700-1811) attivo fino alla soppressione

napoleonica. Padre Carlo frequentò qui il

seminario, come esterno.

Questa sede prestigiosa venne in seguito trasformata

in Ospedale militare, poi in Tribunale ed oggi

è sede del Conservatorio Statale di Musica Jacopo

Tomadini.

In Piazza Patriarcato, accanto al palazzo Arcivescovile

(fine di via Treppo), si trova la chiesa di S. Antonio

Abate, ristrutturata nel XVIII secolo,

dall’architetto Giorgio Massari.

Oggi sconsacrata, è utilizzata come auditorium ed

ospita mostre ed esposizioni.

Al suo interno si trovano le tombe degli ultimi quattro

Patriarchi di Aquileia: Francesco Barbaro, Ermolao

Barbaro, Daniele Dolfin e Dionisio Dolfin.

25


Particolare della facciata della chiesta di S.Antonio Abate con

stemma della famiglia Dolfin

Padre Luigi studiò per 9 anni (1818-1827), sempre

come esterno, nella nuova sede del seminario in

viale Ungheria, ubicata nell’ex-monastero delle clarisse

riformate di San Berrnardino previa ristrutturazione

dello stesso.

Ricevette nella Chiesa di Sant’Antonio Abate i

due ordini minori: esorcistato e accolitato, la domenica

in Albis, il 14 aprile 1822.

Vi fu ordinato suddiacono il 14 agosto 1825 e diacono

il 22 settembre 1826.

26


I

8

Basilica

Madonna delle Grazie

l santuario della Beata Vergine delle Grazie

di Udine sorse per custodire un’immagine miracolosa

della Madre di Dio. Nella seconda metà del

sec. XV il Friuli era sotto il dominio della Repubblica

Veneta. Nel gennaio del 1479 fu nominato luogotenente

del governo veneziano il cavaliere Giovanni

Emo. Egli conservava gelosamente nel castello di

Udine, dove risiedeva, un quadro della Madonna,

che avrebbe ricevuto in dono dal sultano di Costantinopoli.

Dopo la prodigiosa guarigione di una sua

cuoca, alla quale si era quasi staccata una mano lavorando

in cucina e che l’ebbe risanata rivolgendosi

devotamente a quell’icona della Vergine, il luogotenente

pensò che una simile immagine taumaturga

non poteva essere conservata in un luogo profano e

decise di inviarla nella vicina chiesa dei santi Gervasio

e Protasio, al di là del “Giardino Grande” (oggi

piazza I Maggio), dove erano da poco insediati i frati

Servi di Maria.

La tradizione indica nell’8 settembre del 1479 la data

della processione che trasportò l’immagine dal castello

alla chiesa. L’icona miracolosa della Vergine

venne collocata in una cappella a se stante. Questa

cappella, più tardi dedicata al beato Bonaventura

da Forlì, ora custodisce un crocifisso ligneo trecen-

27

Santuario

Madonna

delle Grazie,

parrocchia

degli Scrosoppi

dal

1808 al 1811.

Sotto:

via Liruti


tesco, lasciato in dono dalle monache clarisse. Nel

sec. XVIII si pensò bene di costruire una nuova cappella,

che fu completata per la fine del 1769 a spese

del Comune di Udine. A pianta quadrata, essa è sormontata

da una cupola e variamente decorata.

1

811-1822. Abitazione

della

famiglia Scrosoppi

in contrada S. Maria

Maddalena, oggi,

Via Veneto, n. 46.

Casa poi venduta

alla contessa di Porcia.

28

1808 – 1811 la famiglia

Scrosoppi abita in Via Liruti,

nei pressi del vicolo

Agricola, nella parrocchia

del Santuario delle

Grazie.

9

Via vittorio veneto

Udine

1822. Gli Scrosoppi si trasferirono in via Rauscedo,

47 nella casa che Domenico Scrosoppi ereditò da

Faustina Berettini per l’attenta assistenza prestata

dalla famiglia Scrosoppi. Questa eredità venne arricchita

da successivi acquisti e permute fino a diventare

un lotto di 8 numeri civici. A Nord c’era la

via Rauscedo e a Sud la roggia Gorghi, oggi coperta.

Le case furono abbattute nel 1934 e al loro posto

venne costruito un grande edificio dove ha sede,

oggi, il cinema Odeon (Via Gorghi, 4). La parte del

cinema che guarda via Rauscedo, al centro del fabbricato,

corrispondeva il n.47 dove la famiglia Scrosoppi

abitò dal 1822 al 1855.


10

Chiesa di s. maria Maddalena

Oratorio e comunità

dei Padri Filippini

L

a “Congregazione dell’Oratorio», è un gruppo di

sacerdoti e di confratelli laici, i quali, senza emettere

voti religiosi, fanno vita comune e si dedicano alla

santificazione delle anime mediante l’istruzione, la direzione

spirituale, la predicazione e l’apostolato liturgico,

in particolare tra i giovani.

L’Oratorio, fondato a Roma da S. Filippo Neri nel 1551,

fu un centro di grande richiamo spirituale e culturale

anche nella città di Udine.

Nel 1629 i Padri dell’Oratorio

iniziarono l’attività presso la

chiesetta della Compagnia del

Crocifisso in Largo Ospedale

Vecchio e, nel 1643, ottennero

una propria sede nell’antica

Chiesa di S. Maria Maddalena.

La loro missione continuò per

circa due secoli, poi le varie soppressioni

e confische riuscirono a spegnerlo (1866).

L’Oratorio, con annessa la Chiesa di S. Maria Maddalena,

sorgeva nel cuore di Udine, sulla Strada Publica

42, all’angolo della Strada S. Maria Maddalena,

oggi Via Vittorio Veneto.

[...]

Nell’800 i Padri Filippini sono sottoposti a traversie

di ogni genere. Nel 1810 l’Oratorio viene soppresso

dalle leggi napoleoniche nel 1810 e, nel 1842, ripristinato

sotto l’Impero Austro-Ungarico. Ma solo nel gennaio

del 1846 viene riconsegnata loro la Chiesa di S.

Maria Maddalena.

Nel 1806 Carlo Filaferro lascia la famiglia Scrosoppi e

va ad abitare nella casa della Congregazione filippina,

29


oggi, sede di alcuni uffici della

Provincia di Udine, in via Prefettura

(allora strada Publica)

Nel 1854 dopo un intensa vita

apostolica, muore padre Carlo

sognando il ripristino dell’oratorio. Egli aveva già provveduto

all’acquisto di una casa all’estrema parte nord

del moderno Palazzo delle Poste. Padre Luigi fa l’impossibile

per ridare vita alla congregazione dell’Oratorio

e vende persino il patrimonio di famiglia per

risanare questo edificio.

Compiuto nel novembre del 1856 – con altri due confratelli

– l’anno di Noviziato filippino sotto la direzione

di padre Bettini dell’Oratorio di Venezia, padre Luigi

viene eletto Superiore della minuscola comunità. Ma

si profila una nuova prova. Con la legge del 7 luglio

1866, il Regno d’Italia sopprime le corporazioni e le

congregazioni religiose e confisca i loro beni. Nel 1867

la Chiesa di S. Maria Maddalena viene ridotta a palestra

e gli arredi posti all’asta: padre Luigi ne acquisterà

alcuni tra i più cari. Li troviamo nella Casa Madre di

Udine, altri nel santuario di Rosa Mistica di Cormòns,

altri ancora – come l’altare della sua prima Messa –

sono sparsi in Friuli.

Dal 1855 al 1866 padre Luigi abita nella comunità dei

Padri Filippini, ove nel 1866 lo raggiungerà il fratello,

don Giovanni Battista, cacciato per motivi politici dalla

sua pieve di Sacile.

Dopo la guerra del

1915-18 Casa e Chiesa

vennero demolite e

sulla loro area venne

costruito il Palazzo

delle Poste e Telegrafi

nell’arco di tempo che

va dal 1921 al 1926.

30


Duomo

Cattedrale di Santa Maria Annunziata

P

11

er volere del Patriarca Bertoldo di Andechs-

Merania, nel 1236 si iniziò ad edificare l’attuale

cattedrale, allora dedicata a San Odorico e modellata

secondo esempi francescani. Nel 1257 l’edificio

era già adibito al culto; nel corso degli anni furono

apportate varie modifiche, finché nel 1335 fu consacrato

con il titolo di Santa Maria Maggiore.

Nel Settecento, la cattedrale venne quasi completamente

trasformata ad opera dell’architetto Domenico

Rossi. Nel 1735 terminati i lavori, il Patriarca

Daniele Delfino la riconsacrò col nuovo nome di

Santa Maria Annunziata.

All’inizio del Novecento un restauro tentò di ridare

alla facciata una veste trecentesca.

Padre Luigi ricevette qui i due primi ordini minori:

ostiariato e lettorato, il sabato “Sitientes” 23

marzo 1822.

Qui fu ordinato sacerdote il sabato “Sitientes” 31

marzo 1827.

31


12

Largo ospedale Vecchio

“S. Maria della misericordia”

LARGO OSPEDALE VECCHIO

Ospedale civile Santa Maria

della Misericordia dal 1782

fino all’ultimo periodo bellico

32

I

n fondo al Largo

Ospedale Vecchio,

sulla sinistra, è

ubicato l’istituto scolastico

superiore “B.

Stringher”, antica

sede della Compagnia

del Crocifisso,

una delle più vitali

confraternite cittadine

udinesi, alla

quale il padre, lo zio e

il nonno paterno di Luigi erano “iscritti”. Sorta all’inizio

del Cinquecento, essa aveva la propria sede

esattamente dirimpetto alla chiesa di San Francesco

dei Frati Minori Conventuali, che da qualche

decennio era diventata anche la cappella dell’ospedale

di Santa Maria della Misericordia. Oltre ad assistere

i condannati a morte, la Compagnia si

occupava principalmente di promuovere il culto di

Gesù crocifisso, anche allestendo l’annuale sacra

rappresentazione dei “misteri” della Passione, che

aveva luogo nella vicina piazza “del Fisco” (oggi

piazza XX Settembre).

L’ospedale civile Santa Maria della Misericordia in

Udine nasce nel 1282; nel 1782 viene costruito nei

pressi del chiostro

dei Padri Minori

Conventuali

di San Francesco,

fino all’ultimo

periodo

bellico. Attualmente

la struttura

è sede del


nuovo Tribunale di Udine.

L’ospedale fu completato solo mezzo secolo dopo e,

finalmente, poté trasferirsi nella nuova sede nella

quale, oltre agli ammalati acuti, trovarono ricovero

esposti, cronici, inabili, mentecatti e un asilo infantile.

Col trascorrere degli anni viene costruita una

nuova sede ospedaliera, più ampia, più decentrata

e modernamente attrezzata a Nord-Ovest di Udine.

Le Suore

della Provvidenza

assistono i feriti

e i malati di colera

1848. I quaranta giorni della rivolta udinese contro

l’Austria.

a Casa delle Derelitte si ergeva poco lontano

L

dalle mura cittadine.

In previsione degli eventi bellici padre Luigi aveva invitato

il dr. G. Zambelli ad istruire sommariamente le

suore sul modo di medicare le ferite e di assistere i feriti.

Allo scoppio dell’insurrezione padre Luigi raduna in

chiesa suore e bambine ed impartisce l’assoluzione

generale. Manda un gruppo di bambine dalle Dimesse

ed uno dalle Rosarie e altre rimangono in casa

con alcune suore. Aveva intuito che le cose volgevano

al tragico.

“Conduce otto di noi sul portone e ci dice commosso:

il Signore vi benedica, arrivederci in Paradiso”. (testimonianza

di Sr. Giacinta). E andarono per le strade

della Città, all’ospedale vecchio ed a quello sussidiario

in Borgo Grazzano.

Dopo l’armistizio, le bambine ritornarono a casa; le

suore che assistevano i feriti, invece, rimasero all’ospedale

per cento giorni. Nel frattempo si instaurarono

trattative perché le suore della Provvidenza

33


assumessero stabilmente servizio in ospedale ma per

divergenze con la direzione dell’ospedale, esse rientrarono

nella Casa delle Derelitte.

In questa occasione ed in altre successive, le suore

avevano avuto modo di dimostrare la loro attitudine

e competenza nel soccorrere gli ammalati.

Durante il conflitto il barone colonnello Smola (austriaco)

venne assistito dalla stessa superiora M.

Lucia De Giorgio e Sr. Amalia Borghese. Ritornato a

Vienna, mantenne la corrispondenza con padre Carlo

prima e padre Luigi dopo. Riconoscente, inviò offerte

per la Casa delle Derelitte e cooperò coll’imperial

regio demanio, a Vienna, per ottenere la permuta di

quattro campi fuori dalle mura della città con un

vasto “brolo” (la braida) di fronte alla Casa delle Derelitte.

Nel 1855, un’epidemia di colera infierisce su Udine e

dintorni e le suore escono di casa, vanno nei quartieri

umili dove la gente muore e dove mancano medicine,

igiene e assistenza.

Alla manifestazione del morbo, padre Luigi aveva

fatto istruire le suore dal dr. Zambelli sul modo di prestare

le cure ai colerosi. Accolse con larghezza di

cuore le numerose istanze fattegli dalle autorità civili

per avere le suore nei luoghi più colpiti. Lui stesso le

aveva preparate anche spiritualmente e sui pericoli

che potevano incontrare. Andava spesso a visitarle

sui luoghi del contagio per informarsi sulla loro salute,

sostenerle, confortarle ed incoraggiarle. La testimonianza

restò memorabile nel cuore della gente

e delle autorità.

Il colera fece vittime anche nella Casa delle Derelitte

ove morirono due orfane e due suore: M. Lucia De

Giorgio e M. Amalia Borghese.

34


L

13

Piazza S. Giacomo

o Piazza Matteotti

oMercato nuovo o delle erbe

Chiesa di S. Giacomo

“il Maggiore” patrono

dei pellicciai con accanto

l’oratorio della Madonna del

Suffragio (o cappella delle

anime)

a Chiesa San Giacomo è stata costruita nel 1378

e ha una facciata rinascimentale sormontata

dall’orologio pubblico. Interessante è anche l’altare

esterno dove si celebrava la S. Messa durante il mercato

del sabato, permettendo così ai mercanti di partecipare

senza lasciare le loro bancarelle.

S. Giacomo “il Maggiore” è patrono dei pellicciai. Accanto

ha sede l’oratorio della Madonna del Suffragio (o

cappella delle anime) frequentata dalla fam. Scrosoppi.

In via Paolo Canciani sotto il terz’ultimo portico (oggi

Vitrum) prendeva posto il laboratorio orafo dei fratelli

Domenico e Giuseppe Scrosoppi poi trasferito (1803) in

Via del Monte (ora sede della Cassa di Risparmio Friuli

Venezia Giulia).

35


14

Chiesa del Redentore

a Parrocchia

del SS. Redentore

viene eretta

nel 1595 con un decreto

del Patriarca

di Aquileia Francesco

Barbaro, assieme

ad altre sette

parrocchie udinesi.

Fino ad allora tutto

il territorio della

città era sottoposto

all’autorità religiosa

del Capitolo di

Santa Maria Maggiore, costituito da otto canonici

che risiedevano presso il Duomo. Al Capitolo era affidata

la cura delle anime, in particolare l’amministrazione

dei Sacramenti del Battesimo e

dell’Estrema Unzione e il diritto di sepoltura dei fedeli.

Dal Duomo dipendevano tutte le altre chiese cittadine,

che venivano officiate da alcuni cappellani ed

erano comunque sprovviste di fonte battesimale e

cimitero. Tali cappelle erano sorte fra il Trecento e

il Quattrocento per volontà di alcune confraternite,

associazioni di laici, i cui membri solitamente esercitavano

una stessa attività, oppure erano dediti al

culto dello stesso santo. Ogni confraternita si occupava

della manutenzione della propria cappella e

stipendiava un cappellano da essa scelto, che esercitava

il culto per i confratelli, ma nello stesso

tempo era sottoposto all’autorità del Capitolo .

Già nel corso del Quattrocento le confraternite e la

popolazione dei diversi borghi udinesi sollecitavano

una maggiore autonomia religiosa, sia perché

il numero degli abitanti era notevolmente aumentato,

sia perché crescevano le dimensioni della città

e con esse le esigenze religiose dei fedeli, che non

36

L


potevano più essere soddisfatte dai soli canonici di

S.M. Maggiore. Fra la metà del Trecento e la fine del

Quattrocento infatti la popolazione udinese era più

che raddoppiata.

L’attuale chiesa, in stile neoclassico, risale al

1733, si trova in via Mantica.

In questa Chiesa, Luigi, nato il 4 agosto 1804 da

Domenico e Antonia Lazzarini ved. Filaferro, venne

battezzato il 5 agosto 1804.

La famiglia Scrosoppi

dal 1803 al 1808

abitò in Borgo S.

Lucia n.920

corrispondente a via

Mazzini, 14 (riconoscibile

dalle 5 finestre

ad arco), nella parrocchia

del Redentore.

37


I

15

Palazzo Monte di Pietà

Via Mercatovecchio

l pal

a z z o

Monte di

Pietà in via

Mercatovecchio

fu costruito

alla

fine del XVI

secolo. Presenta

una

facciata ricca

di decorazioni e di statue di marmo.

Fu costruito nel 1500 nel corso del tempo di quasi

cento anni; attualmente è sede di un istituto bancario.

Il palazzo, come dice il suo nome, era un istituto di

carità dove la gente andava ad impegnare le proprie

cose per avere un po’ di denaro. Ancora nel 1800 al

piano terra ospitava decine di botteghe tra cui: spezierie,

farmacie, oreficerie e macellerie. Sotto il suo

porticato c’è la Cappella di S. Maria del Monte che

rappresenta un piccolo capolavoro di stile barocco.

38

Qui al Monte di

Pietà le prime nove

giovani, che diventeranno

suore della

Provvidenza, deposero

gli ori come

segno di dedizione,

condivisione e povertà.


O

16

ORZANO (Udine)

1853

rzano è un paesino

di campagna a otto

chilometri a est di Udine.

La casa era stata acquistata

per ospitare le orfanelle

più malaticce o

deboli e anche per trarre,

dalla campagna circostante,

il necessario sostentamento

per la Casa

delle Derelitte di Udine.

Nel 1853 p. Luigi istituisce

una scuola elementare

femminile per le fanciulle

del luogo. A quel tempo

erano pochi i villaggi che

potevano godere di tanta

fortuna.

Padre Luigi amò Orzano

come la patria d’elezione

e ne fu profondamente ricambiato.

Scelse Orzano

come luogo per la sua sepoltura.

39


17

CORMòNS (Gorizia)

1866

el 1714 Orsola

de

Grotta, nobile cormonese,

istituì

nella sua città

una congregazione

religiosa

detta delle «Consorelle

di carità

della Dottrina cristiana

», e costruì per essa un convento.

Accanto a questo edificio venne eretta, sessant’anni più

tardi, una chiesa dedicata a santa Caterina.

Poi venne l’uragano napoleonico. Nei primi anni dell’Ottocento

il « Regno Italico » si estese alla provincia

illirica, il convento venne soppresso, la chiesa dissacrata,

l’uno e l’altra venduti all’asta, acquistati da privati

e non più utilizzati per vari decenni.

Nel 1864 il parroco di Cormòns,

don Antonio Marocco,

si rivolse al padre

Luigi Scrosoppi per attuare

un progetto che gli ardeva

nel cuore: restituire la vita

al convento ed alla Chiesa

ed istituire una scuola femminile.

Le trattative presero subito

una piega favorevole, e si

passò agli accordi: in data 1

luglio 1865 la Casa delle Derelitte

di Udine, rappresentata

da padre Luigi e dalla

superiora Teresa Fabris, acquistò

dai coniugi Stua-Ma-

40

N


ghet quasi tutto il convento per seimila fiorini, grazie

ad un generoso obolo della baronessa Ernesta Locatelli

- Strassoldo.

Nel 19 dicembre un decreto sovrano concedette alle

suore l’uso della Chiesa di santa Caterina, nota anche

come Santuario di Rosa Mistica, da riaprirsi al culto.

“Nel gennaio 1866 padre Luigi si recò personalmente a

Cormòns per gli ultimi preparativi, e il 23 dello stesso

mese le suore si radunarono nella chiesetta di S. Giuseppe

del conte DeI Mestri, circondate dalle signore

più autorevoli, dalle popolane e da una fitta onda di

gente: i cittadini di Cormòns hanno festeggiato le ospiti

benefiche.

Oggi, la Casa di Cormòns, ospita l’infermeria della Congregazione

che vive all’ombra del santuario Rosa Mistica”.

Quadro

in ricordo

dell’arrivo

delle Suore

della

Provvidenza

a Cormòns

(chiesa

del Mestri)

41

Cormòns

Chiesetta di

San Giuseppe

“Sposalizio

di Maria”

in Via Sauro


F

Le 12 case

fondate da padre Luigi

urono dodici le case in cui, vivente padre Luigi,

le Suore della Provvidenza prestarono il loro servizio

umile, intraprendente e gioioso rivolto alle giovani

in balìa di se stesse, agli ammalati poveri e

trascurati, agli anziani abbandonati.

» 1. La casa delle derelitte 1822

» 2. Orzano 1853

» 3. Portogruaro (Ospedale) 1857

» 4. Udine Asilo infantile di carità 1864

» 5. Cormòns (Rosa Mistica) 1865

» 6. Primiero (Ospedale e scuola) 1866

» 7. Tesero (Ospedale) 1869

» 8. Trento (Ospedale) 1876

» 9. Pergine (Ospedale psichiatrico) 1882

» 10. Rovigno (Asilo infantile-oratorio) 1882

» 11. San Vito al Tagliamento (Ospedale) 1883

» 12. Roncegno (Ospedale) 1884


42


date importanti

della Congregazione

delle suore della Provvidenza

» 1 febbraio 1837 Umili inizi della Congregazione.

» 1845 Santo Natale. Un gruppo di quindici giovani,

autorizzato dall’Ordinario diocesano, veste l’abito religioso

e undici di loro “promettono” povertà, castità, obbedienza.

» 1848 Convocato a Capitolo, atto giuridico fondamentale

in cui la Congregazione si costituisce come “corpo”

con la comunione dei beni.

» 1862 Decreto di Lode alla Congregazione da parte

della S. Sede.

» 1866 Riconoscimento legale delle Suore della Provvidenza.

» 1871 Approvazione definitiva dell’Istituto da parte

della S. Sede.

» 1891 Approvazione delle Costituzioni da parte della

Chiesa.

» 1932 Apertura del processo diocesano per la causa di

beatificazione di padre Luigi.

» 1964 Apertura del processo apostolico per la causa di

beatificazione e canonizzazione di padre Luigi.

» 1981 Beatificazione di padre Luigi.

» 2001 Canonizzazione di padre Luigi.


43


14

CAMPAGNA DELLA CASA

DELLE DERELITTE

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