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Festa medievale 2004 - Comune di Monza

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RITORNO<br />

AL<br />

MEDIOEVO<br />

Festeggiamenti in onore <strong>di</strong><br />

Hestore Visconti, Signore <strong>di</strong> <strong>Monza</strong><br />

Ideazione e testi <strong>di</strong> Ghi Meregalli<br />

Progetto grafico e stampa:<br />

La Tipografia Monzese - <strong>Monza</strong>


Ritorno al Me<strong>di</strong>oevo<br />

Festeggiamenti in onore <strong>di</strong><br />

Hestore Visconti, Signore <strong>di</strong> <strong>Monza</strong><br />

Tra<strong>di</strong>zionale evento ispirato alla storia monzese<br />

rievocato da centinaia <strong>di</strong> figuranti in costume d’epoca<br />

Ideazione e realizzazione <strong>di</strong> Ghi Meregalli, volontaria del Comitato Maria Letizia Verga.<br />

Manifestazione promossa dall’Assessorato al Turismo, Spettacolo ed Eventi del <strong>Comune</strong> <strong>di</strong><br />

<strong>Monza</strong> e dal Settore Idroscalo, Sport, Turismo, Tempo Libero della Provincia <strong>di</strong> Milano, in<br />

collaborazione con il Comitato Maria Letizia Verga.<br />

Il contributo della Banca San Paolo ha consentito <strong>di</strong> riprodurre l’unica moneta della storia<br />

monzese.<br />

Sabato 12 Giugno<br />

• Ore 18.00, Piazza Roma: fiera <strong>me<strong>di</strong>evale</strong> con mercato e giochi d’epoca aperti al pubblico.<br />

• Ore 20.30, Centro Storico: dopo la sfilata del corteo in costume del Quattrocento,<br />

Piazza Roma e Piazza Duomo si trasformeranno in palcoscenici all’aperto per suggestive<br />

rappresentazioni, che evocheranno l’atmosfera del passato.<br />

Alto, robusto, dotato della fierezza tipica del grande condottiero. Così appare ancora oggi, come<br />

mummia conservata in una nicchia dell’antico camposanto del Duomo, la figura <strong>di</strong> Hestore<br />

Visconti, l’unico uomo che <strong>Monza</strong> e il suo territorio, nella loro lunga storia, ebbero come<br />

Signore.


Sarà lui quest’anno il protagonista dell’ormai tra<strong>di</strong>zionale manifestazione in costume d’epoca<br />

del giugno monzese, che sabato 12 Giugno <strong>2004</strong> riporterà la città in<strong>di</strong>etro all’anno 1407,<br />

quando Hestore venne acclamato Signore dal ghibellino Ottobon Terzi e dal popolo tutto,<br />

riunito attorno all’Arengario.<br />

Da quel momento e per quasi sei anni, fino alla morte sopraggiunta per mano dei suoi nemici,<br />

Hestore si pro<strong>di</strong>gò per la città, promuovendovi la fioritura delle arti e dei<br />

mestieri e coniando il “grosso”, unica moneta della storia citta<strong>di</strong>na.<br />

Questi gli elementi che la sapiente regia <strong>di</strong> Ghi Meregalli, volontaria del Comitato Maria Letizia<br />

Verga, riproporrà nel suggestivo scenario del centro storico citta<strong>di</strong>no, affiancata da numerosi<br />

gruppi <strong>di</strong> figuranti in costume provenienti dalla Brianza e da <strong>di</strong>verse parti d’Italia.<br />

Due i momenti essenziali della rievocazione: la grande festa con la ricostruzione del mercato<br />

dell’epoca a partire dalle ore 18.00 sotto i portici dell’Arengario, dove sarà possibile vedere al<br />

lavoro, nelle loro botteghe, tintori, conciatori <strong>di</strong> pelli, ven<strong>di</strong>tori <strong>di</strong> pannilana; saranno presenti<br />

anche gli affreschisti della scuola <strong>di</strong>retta da Andrea Sala e la bottega <strong>di</strong> strumenti musicali<br />

me<strong>di</strong>evali <strong>di</strong> Michele Sangineto.<br />

Agli spettatori verranno proposti, tra l’altro, la “mestura brusada”, ovvero un pane<br />

ottenuto da <strong>di</strong>verse farine mescolate insieme alla frutta, e l’“ippocrasso”, un<br />

vino speziato in auge nel Me<strong>di</strong>oevo. Sarà possibile vedere dal vivo la riproduzione dell’unica<br />

moneta monzese, con la caratteristica immagine del biscione visconteo.<br />

Nella piazza antistante, il pubblico sarà coinvolto in giochi me<strong>di</strong>evali <strong>di</strong> abilità, destrezza<br />

e <strong>di</strong>vertimento, come la “crocera”, la “salamanca” e le “slitte”.<br />

Il programma della serata prevede, a partire dalle ore 20.30, una sfilata in costume d’epoca<br />

animata da un corteo <strong>di</strong> figuranti che muoveranno da Largo Mazzini, dove un tempo sorgeva<br />

il castello visconteo, per proseguire lungo via Italia e sostare presso piazza Roma.<br />

Qui, alla “parlera” dell’Arengario, Hestore Visconti sarà acclamato Signore e,<br />

dopo aver pronunciato un solenne giuramento davanti al popolo, darà il via<br />

ai festeggiamenti in suo onore.<br />

I portici dell’Arengario saranno teatro <strong>di</strong> un mercato <strong>me<strong>di</strong>evale</strong>, mentre in<br />

piazza verranno rappresentati i “Carmina Burana” le cui musiche accompagneranno<br />

immagini fortemente suggestive che prevedono l’uso <strong>di</strong> tecniche spettacolari, quali fuochi<br />

pirotecnici, figure sui trampoli, danze leggiadre e cruenti combattimenti, fino all’utilizzo<br />

<strong>di</strong> un bilanciere aereo <strong>di</strong> 50 metri per la “caduta” <strong>di</strong> un demone dall’alto.<br />

Contemporaneamente, in piazza Duomo, la corte del neo-proclamato Signore <strong>di</strong> <strong>Monza</strong> assisterà<br />

a una partita a scacchi ricca <strong>di</strong> simbologie me<strong>di</strong>evali, animata dal gruppo<br />

culturale <strong>di</strong> fama internazionale Calen<strong>di</strong>maggio <strong>di</strong> Assisi.<br />

A ricordo della manifestazione resteranno alla città le riproduzioni dell’unica<br />

moneta della sua storia e <strong>di</strong> alcuni pezzi del tesoro del Duomo, che vanno a<br />

completare la raccolta già avviata negli anni precedenti.


1979 - Nasce il Comitato Maria Letizia Verga<br />

con l’obiettivo <strong>di</strong> perseguire il sogno <strong>di</strong> combattere la leucemia infantile<br />

e <strong>di</strong> migliorare la qualità della vita dei piccoli ricoverati.<br />

1983 - Dalla Clinica Pe<strong>di</strong>atrica dell’Università <strong>di</strong> Milano,<br />

il Comitato si trasferisce presso l’Ospedale San Gerardo <strong>di</strong> <strong>Monza</strong>.<br />

1985 - Sono completate le camere sterili e si iniziano i primi trapianti <strong>di</strong> midollo.<br />

1990 - Entra in funzione il day hospital <strong>di</strong> assoluta avanguar<strong>di</strong>a.<br />

1995 - Si inaugura il nuovo Centro Ricerca “Tettamanti”.<br />

1998 - Si dà inizio al progetto “foresteria Cascina Valera”.<br />

2000 - La cascina <strong>di</strong>venta un residence con 17 mini appartamenti<br />

pronti ad accogliere mamme e bambini.<br />

2002 - Costruzione del Laboratorio <strong>di</strong> Terapia Cellulare<br />

e Genica “Stefano Verri” all’interno dell’Ospedale San Gerardo <strong>di</strong> <strong>Monza</strong>.<br />

Il reparto viene inaugurato ufficialmente il 14 Dicembre 2002<br />

<strong>2004</strong><br />

Il nuovo sogno sarebbe la costruzione<br />

del <strong>di</strong>partimento materno-infantile<br />

presso l’Ospedale S. Gerardo <strong>di</strong> <strong>Monza</strong>.


Anno Domini 1407:<br />

Hestore Visconti,<br />

Signore del Borgo <strong>di</strong> Modoetia<br />

e <strong>di</strong> tutte le sue terre<br />

Nel contesto storico, tra la fine del ‘300 e l’inizio del ‘400, la<br />

figura <strong>di</strong> Hestore Visconti (figlio naturale <strong>di</strong> Bernabò e <strong>di</strong> Beltramola<br />

de’Grassi) si <strong>di</strong>scosta dalla fama negativa che accompagna<br />

tutti i Visconti, quali crudeli e sinistri personaggi pronti<br />

a tra<strong>di</strong>menti e vendette atroci.<br />

Hestore percorre la carriera dell’uomo d’arme con molto<br />

onore, degno per ar<strong>di</strong>mento della sua storica casata. D’abitu<strong>di</strong>ne<br />

usava la furbizia, l’audacia e la forza, ma sempre con una certa lealtà<br />

e relativo rispetto del nemico.<br />

Valoroso e deciso, era tra i migliori Capitani <strong>di</strong> Ventura<br />

del suo tempo.<br />

Le sue gesta e quelle delle sue milizie erano note e temute in tutta l’Italia<br />

centro-settentrionale, così come il coraggio e l’abilità nel maneggiare<br />

le armi.<br />

Famosa fu l’espugnazione del munitissimo castello <strong>di</strong> Trezzo, ottenuta<br />

con l’impreve<strong>di</strong>bile e temeraria scalata delle alti rupi sull’Adda.<br />

L’11 settembre 1405 Hestore fu imprigionato nelle carceri<br />

del Castello <strong>di</strong> <strong>Monza</strong> dal Duca Giovanni Maria Visconti,<br />

a cui si contrappose.<br />

Ottobon Terzi, alla testa dei ghibellini monzesi, lo liberò<br />

l’8 agosto 1407 e nello stesso giorno lo proclamò, insieme ai<br />

borghigiani, Signore <strong>di</strong> <strong>Monza</strong> e <strong>di</strong> tutte le sue terre.<br />

L’autonomia politica dalla vicina e potente Milano ri<strong>di</strong>ede slancio alle<br />

attività artigianali e mercantili del nostro Borgo.<br />

La rinascita economica ed in<strong>di</strong>pendentista <strong>di</strong> <strong>Monza</strong> fu tale che<br />

Hestore Visconti fece battere moneta nella nostra città.<br />

<strong>Monza</strong> fu dunque sede <strong>di</strong> signoria ed ebbe una propria<br />

zecca.


I personaggi storici<br />

<strong>di</strong> Hestore<br />

alla corte monzese<br />

Il figlio ed erede FRANCESCO VISCONTI<br />

castellano e vicario del nostro Borgo.<br />

L’uomo <strong>di</strong> ventura OTTOBON TERZI:<br />

della fazione ghibellina, insieme al popolo acclamò<br />

Hestore Visconti a Signore <strong>di</strong> <strong>Monza</strong>.<br />

È conosciuto anche, a seconda delle traduzioni<br />

e dei documenti, come Otto Bon Terzi, Ottone<br />

Buonterzo, Ottone Bonterzi…<br />

Il nipote GIOVANNI CARLO VISCONTI:<br />

soprannominato ironicamente “il Piccinino” per la sua imponente statura, gli fu<br />

compagno nelle lotte politiche.<br />

Il fratello SAGROMORO e suo figlio LEONARDO:<br />

fedelissimi a Hestore nel contrastare lo strapotere del duca Filippo Maria sul territorio<br />

monzese.<br />

La sorella VALENTINA:<br />

donna energica, coraggiosa e <strong>di</strong> valore non comune, seppe imporre delle precise con<strong>di</strong>zioni<br />

al comandante delle truppe ducali milanesi, Francesco Carmagnola, prima <strong>di</strong><br />

trattare la resa del Castello, dove continuò a resistere per più <strong>di</strong> un anno dopo la<br />

morte del fratello.<br />

Pretese anche, a spese del duca Filippo Maria, la celebrazione <strong>di</strong> solenni funerali in<br />

onore <strong>di</strong> Hestore, con “adornamento <strong>di</strong> cavalli, ban<strong>di</strong>ere legate e servi vestiti a bruno”,<br />

e con la partecipazione del Carmagnola e del nipote Leonardo Visconti “per onorare<br />

solennemente la memoria <strong>di</strong> colui che fu l’unico Signore <strong>di</strong> Modoetia”.<br />

La moglie MARGHERITA INFRASCATI:<br />

dopo la morte del marito, partorirà un figlio, a cui sarà dato il nome del padre defunto.<br />

Forse in questa “piccola Corte”, più che <strong>di</strong> arte e <strong>di</strong> filosofia, si sarà <strong>di</strong>scusso <strong>di</strong> politica e <strong>di</strong><br />

azioni belliche per ostacolare la prepotenza e il predominio del duca Filippo Maria.


Il biscione visconteo:<br />

I Visconti legarono il loro nome allo stemma del<br />

“biscione”, che aral<strong>di</strong>camente si blasona, secondo tra<strong>di</strong>zione,<br />

in una biscia verde (a volte azzurra, a volte variegata verde<br />

e azzurra) coronata d’oro, ingollante un fanciullo.<br />

In realtà non si tratta <strong>di</strong> un serpente che inghiotte<br />

un fanciullo, ma <strong>di</strong> un fanciullo che “nasce”<br />

da tale essere straor<strong>di</strong>nario, il quale genera in<br />

tal modo quasi una stirpe <strong>di</strong> semidei, <strong>di</strong> eroi eccezionali,<br />

tali da vantare origini mitiche.<br />

I Visconti, generati da questo serpente, non<br />

si sottraggono dunque da quella consuetu<strong>di</strong>ne sull’origine<br />

mitica del lignaggio, <strong>di</strong> cui ritroviamo numerosi<br />

esempi nel Me<strong>di</strong>oevo.<br />

Un’altra ipotesi sull’origine dello stemma<br />

visconteo è legata a Ottone Visconti.<br />

Secondo questa supposizione, si racconta che al ritorno<br />

dalla prima crociata egli assumesse come proprie<br />

le armi catturate a un principe saraceno.<br />

lo strano stemma<br />

della storica casata<br />

Il biscione dei Visconti sarebbe quin<strong>di</strong> uno stemma conquistato in battaglia,<br />

un trofeo a perpetuo ricordo della vittoria. L’insegna saracena, simbolo <strong>di</strong> invincibilità,<br />

era un serpente che <strong>di</strong>vorava un uomo. Ottone la mo<strong>di</strong>ficò e sostituì l’uomo<br />

con un saraceno rosso.


Quando a <strong>Monza</strong><br />

si batteva moneta<br />

Alla fine del XII secolo alcune città – tra le prime vi furono Venezia e Milano<br />

– coniarono una moneta d’argento del valore <strong>di</strong> un soldo, cioè <strong>di</strong> 12 denari,<br />

che ebbe larga <strong>di</strong>ffusione in Italia, in Europa centrale (Austria e Boemia) e nel<br />

Levante (Cipro e Ro<strong>di</strong>).<br />

Da denarius grossus, fu chiamato “grosso”. Aveva grande varietà <strong>di</strong> peso e <strong>di</strong><br />

valore in rapporto<br />

alle singole zecche,<br />

nonché vari nomi<br />

derivati dal luogo<br />

<strong>di</strong> coniazione o<br />

dall’autorità emittente.<br />

Attorno al 1250<br />

il libero comune<br />

<strong>di</strong> Milano coniò<br />

un grosso <strong>di</strong><br />

buon argento, che<br />

rimase famoso con<br />

il nome <strong>di</strong> “ambrosius”: aveva impressa l’effigie <strong>di</strong> Sant’Ambrogio, effigie che<br />

restò per secoli la caratteristica principale <strong>di</strong> moltissime monete milanesi<br />

e anche del grosso <strong>di</strong> <strong>Monza</strong>, coniato da Hestore Visconti.<br />

Alcuni <strong>di</strong> questi “grossi” sono giunti sino a noi con una più o meno vistosa mancanza<br />

<strong>di</strong> metallo, fraudolentemente tolto, me<strong>di</strong>ante limatura, dalla loro circonferenza. La<br />

pratica della “tosatura” era un sistema <strong>di</strong> falsificazione della moneta che<br />

ne alterava il valore intrinseco, rubando metallo prezioso.<br />

Questa operazione, punita dalle leggi che obbligavano a conservare la moneta “giusta<br />

e illesa”, era anche praticata da <strong>di</strong>sonesti cambiavalute, che ritiravano le monete pesandole<br />

scrupolosamente, poi le smerciavano “tosate” allo sprovveduto popolo.<br />

Per impe<strong>di</strong>re questa pratica <strong>di</strong>ffusissima, le monete, dal 1700 in poi, hanno un contorno<br />

rigato con scritte incuse o in rilievo.


Il “grosso”<br />

visconteo <strong>di</strong> Hestore<br />

Durante la sua breve signoria monzese (1407-1413) Hestore Visconti fece battere moneta<br />

in una zecca locale.<br />

Questo grosso da 5 sol<strong>di</strong> in argento (ne furono battuti 56 tipi in coniature <strong>di</strong>verse),<br />

riporta sul recto il biscione visconteo con il monogramma in gotico HV,<br />

quale autorità emittente, con il suo nome e la qualifica <strong>di</strong> Signore:<br />

HESTOR VICECOMES-MODOETIE-DS (abbreviazione <strong>di</strong> DOMINUS) cioè<br />

Hestore Visconti, Signore <strong>di</strong> Modoetia.<br />

Sul verso della moneta è riportata l’effigie frontale <strong>di</strong> Sant’Ambrogio (a<br />

cui i Visconti erano legatissimi) in cattedra nimbato e mitrato con il pastorale nella<br />

mano sinistra quale Arcivescovo <strong>di</strong> Milano; lo staffile nella mano destra allude ad una<br />

leggenda secondo la quale con quell’oggetto il Santo avrebbe castigato gli eretici Ariani.<br />

Le ricerche <strong>di</strong> Ghi Meregalli e il modellato <strong>di</strong> un valente scultore hanno<br />

consentito la riproduzione <strong>di</strong> questa moneta.<br />

Recto<br />

Verso<br />

A <strong>Monza</strong> furono battute anche la bissola (il cui nome deriva dalla biscia<br />

viscontea) e la trillina che riporta, come la bissola, la croce che si ispira al Sacro<br />

Romano Impero.<br />

Bissole Trillina


La morte <strong>di</strong> Hestore…<br />

Hestore governò il nostro Borgo per più <strong>di</strong> un quinquennio e nel maggio del 1412 si<br />

fece riconoscere anche duca <strong>di</strong> Milano, ma dopo un solo mese <strong>di</strong> governo fu asse<strong>di</strong>ato<br />

dal nuovo signore, Filippo Maria, nel castello <strong>di</strong> <strong>Monza</strong>, dove era riparato.<br />

Raccontano che il valente condottiero resistette fino al febbraio del 1415, quando<br />

venne ferito ad una gamba da un colpo <strong>di</strong> spingarda, mentre portava ad<br />

abbeverare il suo cavallo nel cortile della rocca.<br />

Morì tre giorni dopo per infezione e il suo corpo fu deposto in un avello <strong>di</strong> pietra<br />

presso Porta Nuova, vicino al fiume Lambro o meglio entro il castello stesso.<br />

La salma mummificata venne ritrovata nel 1698 e dopo essere stata riconosciuta<br />

grazie alla sua spada, venne collocata in una nicchia del chiostro attiguo<br />

al Duomo (dove è ancor oggi visibile) che al tempo fungeva da cimitero.<br />

I ruderi del Castello Visconteo presso Porta Nuova.


…e la sua spada<br />

La spada <strong>di</strong> Hestore Visconti è un reperto <strong>di</strong> suggestiva curiosità storica,<br />

che fa parte del Tesoro del nostro Duomo.<br />

La lama a doppio taglio in acciaio brunito è lunga e sottile, l’elsa porta al centro<br />

una placchetta cesellata in oro ed il pomo terminale è decorato con gli stemmi viscontei<br />

alternati: la croce e il biscione.<br />

La trecciola che riveste l’impugnatura rappresenta l’Or<strong>di</strong>ne Cavalleresco<br />

della Treccia, istituito da Alberto d’Austria fra il 1365 e il 1395, ed evidenzia<br />

l’appartenenza all’Or<strong>di</strong>ne, <strong>di</strong> Hestore.


…quando<br />

la luna s’alza<br />

per maravigliar<br />

le genti de lo antico<br />

borgo de Modoetia,<br />

se vivrà incantata<br />

notte d’estate<br />

cum gran letitia<br />

generale…


La proclamazione<br />

<strong>di</strong> Hestore Visconti<br />

a Signore <strong>di</strong> <strong>Monza</strong><br />

(<strong>di</strong>scorso letto dalla parlera dell’Arengario da Ottobon Terzi,<br />

uomo della fazione ghibellina)<br />

“Il giorno otto del mese <strong>di</strong> agosto dell’anno del<br />

Signore 1407, io, cavaliere Ottobon Terzi ed i<br />

valorosi uomini ghibellini <strong>di</strong> questo Borgo, abbiamo<br />

liberato dall’iniqua prigione del castello <strong>di</strong> <strong>Monza</strong> l’intrepido<br />

cavaliere Hestore Visconti, ivi detenuto ingiustamente<br />

per or<strong>di</strong>ne del codardo Duca Giovanni Maria<br />

Visconti.<br />

Per volontà del Popolo <strong>di</strong> <strong>Monza</strong>, che si è qui riunito<br />

acclamando all’unanimità il “cavaliere senza<br />

paura” Hestore Visconti dominus noster,<br />

proclamo<br />

Signore <strong>di</strong> <strong>Monza</strong> e della sua Terra<br />

Il magnifico, ar<strong>di</strong>mentoso e impavido Cavaliere<br />

della Treccia Hestore Visconti, figlio del nostro<br />

compianto Signore Bernabò Visconti e <strong>di</strong> Donna<br />

Beltramola de’Grassi”.<br />

Il popolo, come un sol uomo, grida:<br />

“Hestore, Tu con noi e noi con te”


Il giuramento<br />

“Io, Hestore Visconti, con mia sorella Donna Valentina Visconti,<br />

prometto al Signore Onnipotente, a San Giovanni Battista e al<br />

Popolo <strong>di</strong> <strong>Monza</strong><br />

- <strong>di</strong> <strong>di</strong>fendere il Borgo e la Terra Monzese dalle usurpazioni del Duca<br />

Giovanni Maria Visconti e dei suoi alleati;<br />

mi impegno verso i Dignitari <strong>di</strong> questa Comunità<br />

- a ridare a <strong>Monza</strong> l’autonomia e gli antichi privilegi<br />

imperiali;<br />

prometto ai rappresentanti dell’Università dei<br />

Mercanti<br />

- <strong>di</strong> favorire la rinascita delle arti e dei commerci<br />

e <strong>di</strong> rinnovare il sostegno ai mercanti monzesi,<br />

che commerciano in tutta Europa;<br />

vi annunzio la mia volontà<br />

- <strong>di</strong> istituire una zecca per batter moneta<br />

a <strong>Monza</strong>, quale simbolo tangibile della effettiva<br />

in<strong>di</strong>pendenza da Milano e dall’oppressore<br />

suo Duca.<br />

<strong>di</strong> Hestore Visconti<br />

La “Parlera” dell’Arengario<br />

Per solennizzare questa mia investitura invito tutti voi, fedeli monzesi,<br />

a partecipare ai giochi organizzati nelle piazze più importanti<br />

del nostro Borgo.<br />

Lunga vita, prosperità e libertà al Popolo <strong>di</strong> <strong>Monza</strong> e che San Giovanni<br />

protegga sempre questa Terra!”


La Fiera Me<strong>di</strong>evale<br />

Fu in piazza<br />

il popolo tutto a partecipar<br />

a tal cosa…<br />

Sotto i portici del palazzo<br />

dell’Arengario, sede dell’antico<br />

<strong>Comune</strong> monzese, verrà allestito<br />

un mercato come era consuetu<strong>di</strong>ne<br />

per avvenimenti <strong>di</strong> rilievo.<br />

Una cornice <strong>di</strong> personaggi<br />

in fogge quattrocentesche<br />

riproporrà uno spaccato <strong>di</strong><br />

vita <strong>me<strong>di</strong>evale</strong> in un continuo<br />

susseguirsi <strong>di</strong> situazioni<br />

animate.<br />

Quanti interverranno potranno vedere all’opera i laboratores, i tintori e i mercanti dei<br />

preziosi pannilana, dei quali Modoetia andava fiera; potranno ammirare il lavoro dell’affreschista<br />

e dei suoi garzoni, i manufatti del liutaio e i tesori dell’amanuense, potranno<br />

conoscere il mosaicista, i conciatori <strong>di</strong> pelli, l’armaiolo…<br />

La piazza, il mercato e le strade saranno frequentate da figuranti <strong>di</strong> ogni tipo: dame<br />

e messeri, cavalieri ed uomini in arme, popolani, pellegrini, men<strong>di</strong>canti, sputafuoco,<br />

musici e tanti altri bizzarri personaggi.<br />

Ci si potrà immergere nell’antica atmosfera delle fiere me<strong>di</strong>evali con i rumori, i colori,<br />

i profumi e i sapori <strong>di</strong> altri tempi.<br />

Agli avventori sarà proposta “la<br />

mestura brusada” un antico pane<br />

<strong>me<strong>di</strong>evale</strong> preparato con frutta e varie<br />

farine <strong>di</strong> mistura, mentre il “vinattiere”<br />

mescerà “l’ippocrasso”, un vino<br />

speziato particolarmente tonificante e<br />

<strong>di</strong>gestivo. Era segno <strong>di</strong> prestigio utilizzare<br />

aromi esotici e per questo costosi.<br />

In un angolo ben protetto una piccola<br />

zecca esporrà il grosso visconteo <strong>di</strong><br />

Hestore.


La grande sagoma <strong>di</strong> un toro comparirà nella piazza a simboleggiare la<br />

tauromachia, cioè la caccia a questi bovini, largamente praticata nel Me<strong>di</strong>oevo<br />

durante le feste citta<strong>di</strong>ne. A Firenze questa truculenta gara faceva parte delle cerimonie<br />

destinate a solennizzare il giorno <strong>di</strong> San Giovanni.<br />

I moderni visitatori, desiderosi <strong>di</strong> <strong>di</strong>vertirsi con antichi giochi <strong>di</strong> abilità e <strong>di</strong><br />

equilibrio, potranno cimentarsi con la salamanca, le slitte e la crocera.<br />

L’ippocrasso: la ricetta<br />

Interno <strong>di</strong> taverna del XV secolo.<br />

INGREDIENTI:<br />

1 litro <strong>di</strong> vino rosso <strong>di</strong> buona qualità<br />

150 gr. <strong>di</strong> zucchero possibilmente in polvere<br />

8 gr. <strong>di</strong> cannella<br />

8 gr. <strong>di</strong> zenzero secco<br />

1 pezzetto <strong>di</strong> galanga secco<br />

Un mercante<br />

<strong>di</strong> cannella<br />

PREPARAZIONE:<br />

macinare finemente le spezie (eventualmente si possono acquistare già in polvere), mettere<br />

il vino in una zuppiera, aggiungere lo zucchero e le spezie, mescolare e lasciar riposare<br />

per almeno 2 ore. Filtrare più volte <strong>di</strong> seguito me<strong>di</strong>ante una garza messa in<br />

doppio strato, finché il liquido risulti perfettamente limpido.<br />

Imbottigliare e mettere in fresco.<br />

Lasciare riposare qualche giorno prima <strong>di</strong> consumarlo.


Che la festa continui!<br />

Al calar della sera nella piazza del Duomo verranno rappresentate, me<strong>di</strong>ante un’animazione<br />

vivente del gioco degli scacchi, alcune vicissitu<strong>di</strong>ni che vedono protagonista<br />

Francesco, figlio <strong>di</strong> Hestore Visconti. Intanto, la piazza antistante l’Arengario<br />

sarà trasformata in un grande palcoscenico all’aperto, dove il pubblico sarà chiamato<br />

ad assistere ad una rappresentazione visiva e sonora dei Carmina Burana.<br />

I Carmina Burana<br />

I Carmina Burana sono la più completa antologia <strong>di</strong> documenti poetici e<br />

canti <strong>di</strong> ispirazione goliar<strong>di</strong>ca del periodo <strong>me<strong>di</strong>evale</strong>.<br />

Questa raccolta venne ripresa dal compositore Carl Orff, che ebbe l’idea <strong>di</strong><br />

elaborare una serie <strong>di</strong> liriche, adattandole a canti profani per solisti e cori, accompagnati<br />

a loro volta da strumenti e mimi che evocassero atmosfere magiche.<br />

L’intenzione del compositore era quella <strong>di</strong> tratteggiare immagini fortemente<br />

suggestive attraverso l’uso congiunto <strong>di</strong> canto, danza e musica.<br />

I Carmina Burana rappresentati in questa manifestazione rispecchiano<br />

proprio questo: vogliono evocare immagini straor<strong>di</strong>narie attraverso l’uso <strong>di</strong><br />

tecniche spettacolari quali trampoli, fuoco, fuochi pirotecnici e l’utilizzo <strong>di</strong> un bilanciere<br />

aereo, dove gli artisti si esibiscono in danze leggiadre o in cruenti combattimenti,<br />

fino all’utilizzo della corda elastica per la caduta <strong>di</strong> un demone.<br />

Grazie alla presenza <strong>di</strong> acrobati in sospensione, attori su trampoli e su macchine<br />

sceniche, lo spettacolo riesce ad attrarre il pubblico attraverso vari livelli visivi,<br />

dandogli la sensazione <strong>di</strong> essere coinvolto sia fisicamente che emotivamente.


Una partita<br />

al nobil ziogo de li scacchi<br />

ne la piazza del Duomo<br />

Il protagonista <strong>di</strong> questa rappresentazione è Francesco, figlio <strong>di</strong> Hestore,<br />

castellano e capitano alla guida dell’esercito del nostro Borgo.<br />

Dopo un’aspra e cruenta battaglia riesce a recuperare il Tesoro della Basilica<br />

<strong>di</strong> San Giovanni Battista, trafugato dalle soldataglie nemiche del Carmagnola.<br />

Al termine dello scontro bellico, <strong>di</strong> Lui, purtroppo, non se ne hanno<br />

più notizie. Vengono ritrovati solamente il suo mantello, l’elmo e la spada…Domina<br />

Beltramina de’Lipran<strong>di</strong>s, sua promessa sposa, è affranta dal dolore, ma…Francesco<br />

torna inaspettatamente. È la vittoria della vita sulla morte.<br />

Nella messa in scena della partita a scacchi tra Lui e la Morte vengono<br />

evidenziate, attraverso una simbologia precisa, le qualità morali dell’uomo, messe<br />

a dura prova nella battaglia e personificate dalle pe<strong>di</strong>ne rosse.<br />

La religiosità lo spinge contro il nemico per recuperare le sacre reliquie, mentre il<br />

coraggio e lo spirito cavalleresco lo aiutano a battersi valorosamente.<br />

La terrificante figura della Morte, attorniata dalle pe<strong>di</strong>ne nere, contrappone<br />

la propria potenza malefica al sentimento religioso del combattente, l’inganno,<br />

sotto le spoglie del serpente, alla lealtà cavalleresca.<br />

Il capitano, sul punto <strong>di</strong> essere sconfitto, rivolge un pensiero d’amore alla sua<br />

promessa sposa. L’intensità <strong>di</strong> questo dolce sentimento esorcizzerà la morte.<br />

Questa partita a scacchi vuole far rivivere agli spettatori le rappresentazioni me<strong>di</strong>evali<br />

che spesso avevano scopi moraleggianti: l’eliminazione del Male per mano <strong>di</strong> chi<br />

rappresenta il Bene.<br />

Giuoco degli scacchi nel Quattrocento Forma dello scacchiero or<strong>di</strong>nario


Successione dell’antico<br />

e festoso Corteo Storico<br />

Squillano le chiarine, rullano i tamburi, le vie e le piazze brulicano <strong>di</strong> genti. I vessilliferi<br />

sventolano le ban<strong>di</strong>ere annunciando l’arrivo del corteo che sfila in onore <strong>di</strong> Hestore<br />

Visconti, nuovo Signore <strong>di</strong> <strong>Monza</strong>, attorniato dagli armigeri a sua<br />

protezione.<br />

Lo accompagna il suo scu<strong>di</strong>ero con la famosa spada dell’Or<strong>di</strong>ne Cavalleresco<br />

della Treccia.<br />

Un ban<strong>di</strong>tore, preceduto dallo stendardo del biscione, annuncia i personaggi<br />

della corte Monzese:<br />

la moglie Margherita Infrascati, il figlio Francesco, castellano e vicario del<br />

nostro Borgo, l’uomo <strong>di</strong> ventura Ottobon Terzi con i suoi “homini d’arme”, la<br />

coraggiosa sorella Valentina, che impose precise con<strong>di</strong>zioni prima <strong>di</strong> arrendersi<br />

alle truppe ducali milanesi, il nipote Giovanni Carlo Visconti (detto ironicamente<br />

“Il Piccinino”, per la sua imponente statura) e il fratello Sagromoro col<br />

<strong>di</strong> lui figlio Leonardo, suoi fedeli compagni <strong>di</strong> battaglia.<br />

Gli scu<strong>di</strong>eri<br />

attendono il Signore<br />

per la caccia.<br />

Da un affresco<br />

<strong>di</strong> Andrea Mantegna.


La “Corte” prosegue con i componenti delle famiglie <strong>di</strong> questi personaggi<br />

tra le malie della musica, proveniente da antichi strumenti quali l’arpa, la viella<br />

e la ciannamella e le seduzioni della caccia con i levrieri e i falconieri con i loro<br />

inseparabili rapaci.<br />

Avanza con solennità la compagine degli Ecclesiastici; l’Arciprete, con il<br />

privilegio delle insegne vescovili, è seguito dai Canonici del Capitolo del Duomo<br />

e dai rappresentanti <strong>di</strong> alcuni Or<strong>di</strong>ni Monastici: i Domenicani, i<br />

Francescani e gli Umiliati.<br />

Due stendar<strong>di</strong> processionali de<strong>di</strong>cati alla regina Teodolinda e a San Giovanni<br />

Battista (rispettivamente fondatrice e santo cui è de<strong>di</strong>cata la Basilica <strong>di</strong><br />

<strong>Monza</strong>) annunciano simboli e preziosità <strong>di</strong> cui Modoetia va fiera: la facciata<br />

trecentesca della cattedrale or<strong>di</strong>nata da Galeazzo Visconti, la lunetta del<br />

portale, emblema della chiesa stessa, la tavola della Corporazione degli Orafi,<br />

custo<strong>di</strong> e artefici del Tesoro.<br />

Corona ferrea<br />

Chioccia con i pulcini<br />

Alcuni capolavori<br />

del tesoro<br />

del Duomo <strong>di</strong> <strong>Monza</strong><br />

Copertina <strong>di</strong> evangeliario


Del famoso tesoro sfileranno: la leggendaria Corona Ferrea, la chioccia con i<br />

pulcini, la sontuosa legatura <strong>di</strong> evangeliario, la croce <strong>di</strong> Agilulfo e un calice,<br />

un tempo ritenuto <strong>di</strong> zaffiro, montato su un fusto rinascimentale.<br />

Calice ritenuto <strong>di</strong> zaffiro Croce <strong>di</strong> Agilulfo<br />

Il nutrito corteo prosegue con i notabili<br />

e i ricchi mercanti dei pannilana,<br />

che precedono i rappresentanti<br />

degli artigiani, <strong>di</strong> quelle arti e mestieri<br />

che più influenzarono la fiorente economia<br />

monzese dell’epoca. Questi sfilano<br />

con i simboli del loro lavoro e delle<br />

loro attività riprodotti su tavole <strong>di</strong><br />

legno e con lo stendardo <strong>di</strong> San Gerardo,<br />

protettore dei tintori delle<br />

preziose lane.<br />

Sono presenti anche i ceti più umili<br />

del contado per rendere onore a Hestore<br />

e partecipare ai festeggiamenti <strong>di</strong>menticando<br />

frustrazioni e angherie.<br />

Simboli me<strong>di</strong>evali delle arti e dei mestieri<br />

Saltimbanchi, teatranti, musici e menestrelli, sputafuoco e “grallatores”<br />

(i trampolisti me<strong>di</strong>evali) raggiungeranno la piazza dell’Arengario e quella del<br />

Duomo e…<br />

…che la festa cominci!


Questo avvincente<br />

viaggio nel passato sarà<br />

raccontato con competenza<br />

e passione da:<br />

Associazione “La Ghiringhella” <strong>di</strong> Villasanta<br />

Il Calen<strong>di</strong>maggio <strong>di</strong> Assisi<br />

Club del Buongustaio <strong>di</strong> <strong>Monza</strong><br />

Compagnia del Corvo dell’Associazione Brianza Me<strong>di</strong>evale<br />

Compagnia dei Folli <strong>di</strong> Marina del Tronto<br />

Compagnia San Giorgio e il Drago <strong>di</strong> Milano<br />

G.A.P. Gruppo Amici del Presepe <strong>di</strong> Lissone<br />

Gruppo “Cassina del louf” <strong>di</strong> Villasanta<br />

Gruppo Elisa Viganò <strong>di</strong> Villasanta<br />

Gruppo Falconieri Brianza<br />

Gruppo Musici dell’Urna <strong>di</strong> Urgnano<br />

Gruppo Teatrale “Azeta” <strong>di</strong> <strong>Monza</strong><br />

“I Amis da la Cantunada” <strong>di</strong> <strong>Monza</strong><br />

Palio degli Zoccoli <strong>di</strong> Desio: contrada Dügana


Ringraziamenti<br />

Ghi Meregalli, a nome del Comitato Maria Letizia Verga, ringrazia l’Assessore al Turismo,<br />

Spettacolo ed Eventi del <strong>Comune</strong> <strong>di</strong> <strong>Monza</strong> Vincenzo Ascrizzi e la Dirigente del Settore Idroscalo,<br />

Sport, Turismo e Tempo Libero della Provincia <strong>di</strong> Milano Primarosa Raviola, i Dirigenti<br />

della Banca San Paolo <strong>di</strong> <strong>Monza</strong>, L’Arciprete Mons. Leopoldo Garibol<strong>di</strong> e Don Pietro<br />

Raimon<strong>di</strong> dell’Oratorio Redentore, i Rappresentanti delle Forze dell’Or<strong>di</strong>ne e tutti coloro che<br />

hanno accettato <strong>di</strong> collaborare per un intento comune.<br />

I sentimenti della più sincera gratitu<strong>di</strong>ne alle persone che, singolarmente o riunite in associazioni,<br />

hanno offerto il loro intelligente e generoso operato, prestato volontariamente, al fine <strong>di</strong><br />

arricchire questa rievocazione storica.<br />

Un particolare grazie a:<br />

Alice Aiolfi<br />

A.N.A. Associazione Nazionale Alpini- sezione <strong>di</strong> <strong>Monza</strong><br />

Associazione Pro <strong>Monza</strong> - IAT<br />

Pieralberto Baldoni<br />

Ugo Brambilla<br />

Giancarlo Cerizza<br />

Circolo Culturale Don Primo Mazzolari “Gruppo Imago” <strong>di</strong> Vedano al Lambro<br />

Comitato Organizzatore del Palio degli Zoccoli <strong>di</strong> Desio<br />

Enrica Confalonieri<br />

C.R.I. Croce Rossa Italiana – sezione <strong>di</strong> <strong>Monza</strong><br />

Francesca Daverio<br />

Anna Dolci<br />

Carlo Faggioli<br />

Paola Giambelli<br />

Pietro Mazzo<br />

Padri Barnabiti <strong>di</strong> <strong>Monza</strong><br />

Gianni Pelli<br />

Fernanda Riva<br />

Chiara Rossi<br />

Antonio Rossiello<br />

Andrea Sala<br />

Marinella Salerno<br />

Michele Sangineto<br />

Giovanni Santamaria<br />

Gianni Selvatico<br />

Volontari del Comitato M.L.Verga gruppo “Cascina Costa Alta” <strong>di</strong> Biassono<br />

Un encomio particolare all’Associazione “ la Ghiringhella” per aver riprodotto, in modo straor<strong>di</strong>nariamente<br />

fedele, alcuni pezzi del tesoro del Duomo e alcuni stendar<strong>di</strong> che vanno ad<br />

aggiungersi alla raccolta iniziata lo scorso anno.


Lo stemma <strong>me<strong>di</strong>evale</strong> <strong>di</strong> <strong>Monza</strong><br />

Lo stemma attuale del <strong>Comune</strong> <strong>di</strong> <strong>Monza</strong>

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