Lo strano caso della cometa Lovejoy

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Lo strano caso della cometa Lovejoy

Prove Strumenti

Il treppiede Vixen SXG-HAL130 svolge le sue funzioni in modo

dignitoso. Una colonna o un pilastro fi sso ospiterebbero meglio questa

bella montatura, ma per un uso sul campo il treppiedi è comodissimo.

La sua vaschetta portaoggetti (che conferisce anche stabilità al tutto,

rendendolo solidale e rigido) è un accessorio a pagamento!

possa riuscire a osservare visualmente con

una certa facilità e anche tentare qualche

prova di ripresa fotografi ca.

Ciò va a favore della Sphinx SXP, che è stata

studiata apposta per permettere una buona

utilizzazione multivalente.

Per il test, sviluppato in più di quattro notti

osservative, è stato associato alla montatura

un rifrattore apocromatico Zen da 150

mm di diametro e 1000 mm di focale (di

proprietà dell’Osservatorio di Tradate), uno

strumento pesante, ma compatibile con la

portata dichiarata per questa Sphinx; insomma,

un telescopio le cui caratteristiche

probabilmente sono molto simili a quelle

della media degli strumenti che saranno in-

68 • ORIONE • n. 246 • novembre 2012

stallati dagli acquirenti

della montatura.

Nel settaggio iniziale

va scelta la lingua:

pochi sanno il giapponese, quindi bisogna

fare attenzione a questa fase iniziale che poi

viene memorizzata nello StarBook Ten per le

successive sessioni assieme alla latitudine e

alla longitudine del luogo (ma non era più

semplice mettere un piccolo lettore GPS?).

Per imparare a salvare questi dati (che tengono

conto anche della luminosità dei tasti

e del display) è occorsa più di un’ora: per la

montatura ci trovavamo sempre in Giappone,

e si rifi utava di andare dove le chiedevamo…

Poco male: ciò signifi ca che il sistema è a

prova di danneggiamento involontario.

Ogni funzione della Sphinx SXP viene comandata

tramite lo StarBook Ten: bisogna

Il disegno meccanico che riproduce uno spaccato della VIXEN Sphinx SXP chiarisce molto bene le

modalità costruttive di questa montatura.

Fra gli accessori presenti nella confezione della Sphinx SXP, si trova una piccola

pila piatta CR2032 da inserire nello StarBook Ten, il palmare che si vede a lato,

per tenere la memoria dell’orologio. Nell’elenco dei materiali della confezione

(in inglese), si trovano indicate quattro Allen Wrenches, che non sono altro che

le chiavi per viti a brugola.

quindi studiare bene il manuale di istruzioni

(cosa che noi non abbiamo fatto, come

il 99% degli astrofi li italiani che la acquisteranno).

Nonostante questo errore, che

si esorta a non ripetere, siamo riusciti a far

muovere la montatura ragionando in modo

intuitivo, per lasciare a una successiva sessione

l’approfondimento delle funzionalità

aggiuntive.

Come l’Enterprise

È bellissimo vedere la Sphinx muoversi con

un rumore dei motori che ricorda quello

dell’astronave Enterprise e si può dire che

“schizza” realmente da una parte all’altra del

cielo; del resto, se la velocità siderale è di 1°

ogni 4 minuti, con la SXP a 800x si percorrono

10° in 3 secondi e 180° in 54 secondi.

Un test fondamentale è appunto quello della

capacità della montatura di muoversi e di

puntare correttamente il secondo oggetto di

ricerca. La Sphinx SXP è stata veramente

performante: passare da Antares (Alfa Scorpii)

a Deneb (Alfa Cygni) richiedeva uno

spostamento di 97°, con rovesciamento della

montatura, perché la prima stella era a W

del meridiano e la seconda a E; perciò il telescopio

avrebbe colpito le gambe del treppiede,

con un movimento eseguito in una

unica direzione. Il movimento completo è

stato compiuto in 39 secondi, con la seconda

stella che campeggiava perfettamente in

centro all’oculare.

Un ulteriore test di puntamento sui 100°

di distanza fra Schedar (Alfa Cassiopeiae) e

l’ammasso globulare M12 ha richiesto 30

secondi, ma la montatura non ha dovuto

invertire la posizione del telescopio, movimento

che porta via qualche secondo.

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