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Scarica l'allegato - Areablu Edizioni

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Produzione e<br />

coordinamento<br />

editoriale<br />

In copertina<br />

Fernando Marras<br />

Gianni Pernisa<br />

Fotografia<br />

Gianni Berengo Gardin<br />

Pagina 126/127 fotografie di<br />

Giuseppe Varchetta<br />

Massimiliano Santoro<br />

Testi<br />

Cristina Volpi<br />

Coordinamento redazionale<br />

Adriano Priori<br />

Fotolito<br />

Spaziotif<br />

www.spaziotif.com<br />

Progetto grafico<br />

mtncompany.it<br />

Stampa<br />

grafica metelliana spa<br />

ISBN 978-88-95534-03-9<br />

Questo volume è dedicato a tutti<br />

i dipendenti ATM che ogni giorno<br />

fanno muovere Milano.<br />

Un particolare ringraziamento va a<br />

tutti coloro che, dedicandoci parte del<br />

loro tempo, hanno reso possibile la<br />

realizzazione di questo libro.<br />

Ognuno di loro ci ha regalato<br />

un’emozione e lasciato un personale<br />

ricordo.<br />

Il volume è stato realizzato dalla<br />

Direzione Risorse Umane e<br />

Organizzazione – Comunicazione<br />

Interna.<br />

comunicazioneinterna@atm-mi.it<br />

www.atm-mi.it<br />

Con la supervisione scientifica di<br />

Giuseppe Varchetta e<br />

Massimiliano Santoro.<br />

I racconti sono stati raccolti e<br />

rielaborati da Cristina Volpi, che ha<br />

liberamente scelto alcuni elementi di<br />

ogni storia personale.<br />

Tutti i diritti riservati. Nessuna parte di questa pubblicazione può essere riprodotta,<br />

interamente o in parte, memorizzata o inserita in un sistema di ricerca delle<br />

informazioni o trasmessa in qualsiasi forma e con qualsiasi mezzo (elettronico o<br />

meccanico, in fotocopia o altro), senza il previo consenso scritto dell’editore.<br />

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4<br />

Introduzione<br />

DIONIGI CARD.TETTAMANZI<br />

ARCIVESCOVO DI MILANO<br />

L’Azienda Trasporti Milanesi è una vera istituzione per Milano: da<br />

decenni accompagna la vita della città adeguandosi alla sua espansione,<br />

al modificarsi delle necessità che la società stessa impone.<br />

Certo le innovazioni tecnologiche sono un contributo prezioso ed<br />

essenziale per il servizio, ma queste non sarebbero possibili senza<br />

l’apporto costruttivo della persona, di ogni persona che in questa<br />

azienda lavora.<br />

Sì, perché ognuno, in qualsiasi contesto si trovi, contribuisce con<br />

competenze e capacità diverse alla realizzazione di un progetto, di<br />

un’opera per l’interesse di tutti e di cui tutti possono fruire.<br />

Il volume Incroci ATM, con le immagini scattate dall’illustre fotografo<br />

Gianni Berengo Gardin, ci mostra la storia ricca di impegno e di<br />

passione, la vita, la particolarità di tutti coloro che permettono con il<br />

loro lavoro, in condizioni anche difficili, il fluire giornaliero della città.<br />

A tutti loro il nostro più sentito ringraziamento.<br />

+ Dionigi Card. Tettamanzi<br />

Arcivescovo di Milano<br />

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Nelle vecchie storie del blues, da Saint Louis all’Ortica, da New<br />

Orleans a Porta Romana, c’è sempre un crocicchio, un incrocio dove<br />

le donne e gli uomini che hanno perduto la strada, si ritrovano per<br />

cambiare direzione e cambiare vita. E c’è anche un tram in queste<br />

vecchie canzoni che li trasporta lentamente in altri luoghi e altre<br />

storie. Anche noi abbiamo deciso di dedicare questo volume agli incroci<br />

ATM, perché gli incroci sono parte integrante di noi e del nostro<br />

lavoro. Ci accompagnano, ci fanno cambiare strada, ci permettono<br />

incontri inaspettati e straordinari, che, talvolta, riorientano le nostre<br />

esistenze e i nostri lavori.<br />

Anche per me è andata così, meno di quattro anni fa. Mi è stata<br />

offerta l’opportunità di dirigere quest’azienda. Ci sono entrato per<br />

fare un lavoro e ho trovato una missione: contribuire insieme a tutti<br />

i colleghi della mia azienda a smuovere questa città. Contribuire a<br />

farla muovere razionalmente ed efficacemente da un luogo all’altro,<br />

per la realizzazione di nuovi e affascinanti progetti. Noi, in azienda,<br />

siamo fatti così. Crediamo nelle persone e nelle loro straordinarie potenzialità.<br />

Crediamo nelle occasioni e negli incroci che ci permettono<br />

di prendere nuove strade. Crediamo nel nostro lavoro che è offrire<br />

sempre un miglior servizio alla città.<br />

Ed è la città, Milano, che si incrocia costantemente con l’ATM, da<br />

Gorgonzola ad Abbiategrasso, da San Donato a Maciachini e oltre.<br />

Ovunque si voglia fermare lo sguardo, là sta un nostro piccolo incro-<br />

cio, di gomme o di rotaie, un piccolo incrocio di vita professionale<br />

e di vita quotidiana, di storie di colleghe e colleghi che danno tutto<br />

loro stessi per trasportare ogni giorno milioni di persone da un luogo<br />

all’altro.<br />

Leggendo questo libro e guardando le foto bellissime ci si rende<br />

conto di un’umanità che si incontra davanti ai depositi, nelle officine,<br />

negli uffici, sotto le pensiline della metropolitana e nelle stazioni di<br />

periferia: il maestro che insegna all’allievo; il collega che senza farlo<br />

sapere dedica le sue notti ad assistere il compagno malato; la signora<br />

elegante e sicura che mette mano a un complicato circuito elettronico.<br />

Sono storie di professionalità, di vita quotidiana, di amicizia, di<br />

lavoro continuo e instancabile. Ma anche storie di incroci.<br />

Un giorno, da questi incroci passeranno altre persone e ci saremo<br />

noi dell’ATM, a rendere tutto questo possibile. E’ la nostra missione e<br />

il nostro futuro, così bene rappresentato nelle foto e nei racconti di<br />

questo libro dai nostri bambini. E’ con la loro energia che guardiamo<br />

avanti senza fermarci, fino al prossimo capolinea. Da lì poi partiranno<br />

nuove storie, che troveranno sempre un tranviere con la voglia di<br />

raccontarle la sera, agli amici.<br />

Elio Catania<br />

Presidente ATM<br />

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6<br />

Jacopo Radice,<br />

in ATM dal 2010,<br />

Gorgonzola<br />

Davide Vigorita,<br />

in ATM dal 1997,<br />

Gorgonzola<br />

Diego Costa,<br />

in ATM dal 1997,<br />

Gorgonzola<br />

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8<br />

Roberto Casati,<br />

in ATM dal 1986,<br />

Molise<br />

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Solidarietà in<br />

salsa Molise<br />

Fabrizio Destrini,<br />

in ATM dal 1983,<br />

Molise<br />

Armando Perini,<br />

in ATM dal 1985,<br />

Molise<br />

Stefano Peri,<br />

in ATM dal 1980,<br />

Molise<br />

Andrea Tambara,<br />

in ATM dal 1989,<br />

Palmanova<br />

Danilo Villa,<br />

in ATM dal 1983,<br />

Molise<br />

Marco Pirani,<br />

in ATM dal 2005,<br />

Molise<br />

È un normale mattino di<br />

lavoro a Molise, quando Fabrizio<br />

Destrini, detto Papà, si sente<br />

improvvisamente male e cade<br />

per terra. Si sveglia in un letto<br />

del Santa Rita intubato e pieno<br />

di canne, si guarda intorno con<br />

fatica e non capisce che cosa è<br />

successo.<br />

«È successo che hai avuto un<br />

aneurisma, ci hai fatto prendere<br />

un bello spavento, figurati che<br />

ti abbiamo fatto la ventilazione<br />

forzata mentre aspettavamo<br />

l’ambulanza» gli spiega il Peri<br />

«poi a Niguarda ti hanno operato<br />

al cervello che come sappiamo<br />

era vuoto, così il chirurgo si è<br />

mosso senza problemi a sistemare<br />

quello che andava sistemato,<br />

e adesso eccoti qui».<br />

La degenza dura quarantuno<br />

giorni, la strada da percorrere<br />

per recuperare è lunga, e<br />

le piccole cose quotidiane da<br />

fare sono molte. Gli amici di<br />

sempre si guardano in faccia<br />

e si organizzano. Sono il Peri,<br />

il Pezza, il Tambi, compagni di<br />

zingarate e colleghi di lavoro da<br />

qualcosa come trent’anni. Anni<br />

di partite di biliardo a stecca, di<br />

calcetto e di ping-pong, e poi di<br />

serate fatte di scopa o tressette<br />

o briscola, con il calice di vino e<br />

la luce misurata della lampada<br />

che spiove sul tavolo. Di lavoro<br />

di manutenzione fatto in santa<br />

pace, senza l’assillo del tempo,<br />

nella colonia penale di Zara, una<br />

gran bella officina, sospirano<br />

raccontando. Alla fine della giornata,<br />

o al sabato mattina, c’era<br />

sempre qualcuno che telefonava<br />

agli altri «‘scolta, son libero, si<br />

va?» e via in montagna per una<br />

gita fra uomini o a cercare una<br />

trattoria per farsi una mangiata<br />

con le mogli.<br />

Adesso bisogna dividersi i<br />

compiti per dare una mano,<br />

perché all’ospedale i medici e i<br />

volontari arrivano solo fino a un<br />

certo punto, e soprattutto alla<br />

sera l’assistenza è minima.<br />

Il Villa e il Pirani, i capi di Molise,<br />

collaborano anche loro: la moglie<br />

del Pirani è ricercatrice in un<br />

ospedale, li può mettere in contatto<br />

con i medici. Uno spiega ai<br />

dottori che non gliene importa<br />

niente della legge sulla privacy,<br />

il Papà non ha famiglia, e quindi<br />

loro hanno il diritto di venirlo a<br />

trovare e conoscere la diagnosi<br />

nei dettagli. Un altro si rivolge<br />

alla casa per anziani di Lodi dove<br />

è ricoverata la signora Maria, la<br />

mamma del Destrini. Che non si<br />

preoccupino per il pagamento<br />

della retta mensile e soprattutto<br />

che non dicano niente alla<br />

signora, anzi, che si inventino<br />

una scusa rassicurante per<br />

giustificare l’assenza del figlio.<br />

Un terzo si mette d’accordo con<br />

la banca, si fa dare i moduli per i<br />

bonifici e glieli riporta firmati. Il<br />

piano prevede che ogni giorno ci<br />

sia qualcuno che lo va a trovare,<br />

lo tiene allegro e lo convince a<br />

fare tutti gli esercizi di rieducazione,<br />

gli fa la barba e lo aiuta a<br />

mangiare.<br />

Al Peri spetta di ospitarlo<br />

quando esce, perché è impensabile<br />

rimandarlo a casa sua, vive<br />

da solo. Uno degli altri si ricorda<br />

di segnalare il fuori sede, che per<br />

un disguido non venga fuori un<br />

problema. Il Peri lo sistema nella<br />

camera in cui dormono le figlie<br />

quando vengono a trovarlo, e gli<br />

organizza le giornate per le ore<br />

in cui lui è al lavoro. I vicini del<br />

quartiere Bovisa vanno a fargli<br />

da mangiare e a tenergli compagnia<br />

e a ricordargli di prendere<br />

le medicine alle ore giuste. «In<br />

attesa del trapianto di cervello,<br />

così almeno ce lo fanno diventare<br />

milanista». I progressi ci sono,<br />

ma non ha ancora recuperato<br />

tutti i movimenti che fanno<br />

parte della vita quotidiana, come<br />

cucinare e rifarsi il letto. «Eh<br />

sì, per le Olimpiadi dobbiamo<br />

aspettare ancora un po’» spiega<br />

il Tambi.<br />

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10<br />

Born in the ATM<br />

Paolo Rigamonti,<br />

in ATM dal 1987,<br />

Direzione<br />

«Io sono nato in ATM. Lo dico<br />

in senso fisico, non in senso<br />

professionale» esordisce Paolo<br />

Rigamonti, che lavora nel settore<br />

nuove opportunità. A partire<br />

dalla prima gara, quella di<br />

Segrate, le carte presentate al<br />

Comune l’ultimo minuto utile<br />

prima che scadesse il bando,<br />

passando poi Mantova e San<br />

Pietroburgo: si apre il mondo<br />

davanti per portare in giro il<br />

know how gestionale. C’è da<br />

analizzare un mercato e le sue<br />

potenzialità, valutare la situazione<br />

e la convenienza, proporre ai<br />

grandi capi le ipotesi di redditività<br />

e di impegno. Una passione<br />

oltre che un lavoro, come<br />

spiega la sera a sua moglie Anna<br />

Maria. Che sorride, conoscendo<br />

il perché di tanto entusiasmo e<br />

qualche episodio curioso. Come<br />

il fatto che per partecipare alla<br />

gara nei Paesi Arabi la normativa<br />

da applicare –e quindi da<br />

studiare se si vuole competere-<br />

fa riferimento anche al Corano<br />

e alla Shari’a, la legge islamica.<br />

O la volta in cui suo marito si<br />

è recato personalmente all’uf-<br />

ficio delle imposte svedese, per<br />

farsi rilasciare una dichiarazione<br />

inerente la gara di Stoccolma:<br />

lascia quelli del fisco alle 18.30,<br />

torna in ufficio, suona il telefono<br />

sulla scrivania… era la telefonata<br />

di conferma, arrivata in meno di<br />

un’ora.<br />

«Sono nato nella stanza dove<br />

adesso c’è la segreteria del liceo<br />

scientifico Donatelli-Pascal, dato<br />

che allora, cioè negli anni ’50 e<br />

’60, l’edificio ospitava la Resnati,<br />

l’ospedale dell’ATM». Suo padre<br />

Peppino era stato assunto nel<br />

’56 in quella che allora per i<br />

milanesi era semplicemente<br />

l’azienda, così, senza altre qualifiche.<br />

Chiudendo con la precarietà<br />

di altri lavori come autista<br />

e camionista, un girare pagina<br />

e cambiare prospettiva di vita,<br />

finisce il dopoguerra e comincia<br />

la sicurezza, può progettare il<br />

proprio futuro. Si sposa, nasce il<br />

figlio, lui guida la G2 da Gobba<br />

a Loreto, e quando la tratta è<br />

sostituita dalla metro passa sulla<br />

44. Si impegna nei primi turni<br />

del mattino per occuparsi nel<br />

pomeriggio dell’AVIS, dove un<br />

po’ alla volta diventerà segretario<br />

regionale. Paolo ricorda<br />

che in quelle sveglie mattutine<br />

erano coinvolti anche lui e la<br />

mamma, a preparare il caffè per<br />

il papà prima delle 5, visto che<br />

la volta che se l’era fatto da solo<br />

era riuscito a far esplodere la<br />

napoletana. Negli anni ’80 una<br />

cardiopatia impedisce a Peppino<br />

di continuare a guidare, diventa<br />

usciere in Foro Bonaparte. Il<br />

figlio a volte passa di lì, sale a<br />

trovarlo, scherza con i colleghi<br />

del papà.<br />

Succede così che un giorno<br />

d’estate incrocia sulle scale il<br />

direttore finanziario, e saranno<br />

gli altri uscieri a dirgli che lui<br />

è il figlio del Peppino, e che si<br />

è appena laureato in Bocconi,<br />

«proprio come lei, dottore».<br />

«Ma allora deve fare domanda<br />

per entrare qui da noi» e gli fa<br />

recapitare i moduli per il concorso.<br />

Che Paolo vince entrando<br />

nell’area bilancio, e per 18 mesi<br />

lui e il papà lavorano a pochi<br />

metri di distanza. La prima settimana<br />

escono di casa insieme,<br />

poi si arrendono alla diversità<br />

dei ritmi. Il papà è puntuale alle<br />

7.30, il figlio lo è un po’ meno<br />

all’entrata delle 9. E il più delle<br />

volte si sente accogliere da un<br />

sospirato «se poeu arivà anca<br />

prima».<br />

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Marco Belotti,<br />

in ATM dal 1990,<br />

Teodosio<br />

Giovanni Gandini,<br />

in ATM dal 1990,<br />

Teodosio<br />

Dario Gandini,<br />

in ATM dal 1988,<br />

Teodosio<br />

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12<br />

Marco Elia Miriani,<br />

in ATM dal 1989,<br />

Baggio<br />

Domenico Cazzato,<br />

in ATM dal 1990,<br />

Baggio<br />

Marco Ortensi,<br />

in ATM dal 1986,<br />

Baggio<br />

Michele Albero,<br />

in ATM dal 1988,<br />

Baggio<br />

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Maestro e allievo<br />

Gianluca Rosso,<br />

in ATM dal 1991,<br />

Monte Rosa<br />

Lorenzo Bertoglio,<br />

in ATM dal 2003,<br />

Gallaratese<br />

«Spiegami bene come funziona<br />

la frenatura elettrica sulla<br />

serie 100» provoca Giangi. Lorenzo<br />

risponde pronto e sceglie<br />

con cura le parole, destreggiandosi<br />

fra un giunto cardanico, un<br />

rotore e uno statore. Tutto bene,<br />

finché non inciampa sull’albero<br />

di trazione. «Trasmissione, si dice<br />

albero di trasmissione, si vede<br />

che non stai più in filovia!».<br />

Se il primo amore non si scorda<br />

mai, è vero anche che non si<br />

scorda il maestro che sa tutto<br />

e che ti ha aperto la strada, e<br />

che quest’ultimo non dimentica<br />

l’allievo brillante con la voglia di<br />

crescere. Lorenzo è stato filoviere<br />

e conducente di bus, adesso è<br />

sulla metro 1 come macchinista,<br />

oltre che portiere della squadra<br />

di calcio. Ha scolpito in testa che<br />

secondo il maestro i tipi di trasporto<br />

sono tre: il genere DHL,<br />

hai a che fare con dei pacchi che<br />

carichi e consegni, preoccupazioni<br />

vicine allo zero – il trasporto<br />

benzina o altri materiali<br />

pericolosi, in cui devi fare attenzione<br />

a come manovri o puoi<br />

fare danni – e infine il trasporto<br />

di carne umana viva, dove con<br />

una frenata eccessiva rischi<br />

di stendere come minimo una<br />

decina di persone. Fra le cose da<br />

imparare, oltre alla meccanica<br />

e alle regole, ci sono le malizie<br />

che consentono di cavarsela in<br />

emergenza. Per esempio, che si<br />

fa se sei di scorta, e ti mandano<br />

su una linea che conosci poco?<br />

Risposta: prendi un passeggero<br />

con l’aria intelligente e te lo<br />

metti vicino a indicarti la strada<br />

e le fermate. Oppure: che cosa<br />

hai detto al passeggero che ti<br />

chiedeva la fermata per l’ospedale<br />

Spiox? Risposta: gli indichi<br />

dove scendere per la San Pio<br />

Decimo, e ti metti a ridere solo<br />

dopo che è sceso.<br />

Lui, Lorenzo, lo sa bene, anche<br />

perchè qualcosa di simile lo<br />

raccontava suo padre, agente di<br />

stazione, entrato in ATM 29 anni<br />

precisi prima di lui. Fra gente che<br />

ha il gasolio nelle vene ci si intende<br />

subito, anche se in metro<br />

il lavoro è diverso. «Le regole e le<br />

procedure sono scuola coranica,<br />

da sapere a memoria e guai se<br />

sbagli. Il guasto va prevenuto<br />

per evitare che un treno si fermi<br />

in galleria, le cose sono o bianche<br />

o nere, e cinque minuti rappresentano<br />

un’eternità. Manca la<br />

flessibilità della superficie, però i<br />

capi ci ascoltano di più».<br />

Giangi è appena rientrato da<br />

Sorbara, vicino a Modena, dove<br />

il concessionario Mercedes ha<br />

presentato le ultime innovazioni<br />

in materia di trasporto pubblico,<br />

roba da intenditori, spiegazioni<br />

che soddisfano il palato più<br />

raffinato. Ci è andato prendendo<br />

un giorno di ferie, perché la sua<br />

è una passione, prima che una<br />

professione. O è vero il contrario?<br />

Difficile rispondersi, quando<br />

lui racconta che andando in giro<br />

in macchina per Milano gli viene<br />

spontaneo di accostare a destra<br />

ogni volta che vede una palina, e<br />

controllare se ci sono passeggeri<br />

in attesa. Lo capisce bene Lorenzo,<br />

che quando esce in auto con<br />

sua moglie e viene il momento<br />

di scendere, cerca il pulsante<br />

generale di apertura portiere.<br />

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14<br />

El cambusier<br />

del Des<br />

Antonio Pasquali,<br />

in ATM dal 1988,<br />

Desio<br />

Giancarlo Pozzi,<br />

in ATM dal 1975,<br />

Desio<br />

Giovanni Terrana,<br />

in ATM dal 2003,<br />

Desio<br />

Giuseppe De Tollis,<br />

in ATM dal 1978,<br />

Desio<br />

Ezio Galafassi,<br />

in ATM dal 1986,<br />

Desio<br />

Gino Giulio Ceccolin,<br />

in ATM dal 1988,<br />

Desio<br />

Davide Gialdi,<br />

in ATM dal 1989,<br />

Desio<br />

Gian Luca Babbo,<br />

in ATM dal 2006,<br />

Desio<br />

Pasta complicata, pasta in<br />

bianco, pelati, acqua, tonno.<br />

Il resto si decide di volta in<br />

volta.<br />

Scritta proprio così su un<br />

foglio di carta, è l’offerta appiccicata<br />

sulla parete del Cambusier<br />

del Des, ovvero la piccola<br />

mensa autogestita dell’ufficio<br />

tecnico di Desio. Una stanza<br />

accogliente e luminosa dove<br />

si entra e si esce con disinvoltura,<br />

il tavolo con le sue sedie<br />

disuguali, i fornelli e un lavello<br />

dove lavare le stoviglie. Un<br />

vecchio frigo che ha il difetto di<br />

mangiare da solo, e far scomparire<br />

quello che ci si è messo<br />

dentro al mattino. Il sapore<br />

della cucina di una volta, dove<br />

si vive e ci si incontra, e non<br />

importa se gli elettrodomestici<br />

hanno visto tempi migliori. Un<br />

armadietto contiene la scorta di<br />

caramelle e lattine di coca cola<br />

del capo, che ogni giorno mette<br />

in scena la domanda «chi se<br />

le merita oggi?» e le usa come<br />

premio informale.<br />

A volte ospitano anche i<br />

colleghi del deposito, il fab-<br />

bricato di fianco al loro, che<br />

invece hanno il ticket e quindi<br />

per abitudine vanno a mangiare<br />

in una trattoria lì vicino.<br />

«Qui si usa così, chi porta il<br />

salame e chi lo mangia» commentano<br />

con una risata. Per decidere<br />

chi paga il caffè si fanno<br />

una veloce partita a scopa con<br />

regole tutte loro, in quel che<br />

rimane dell’intervallo di pranzo.<br />

Sono in otto, ognuno con<br />

il suo soprannome - Giannino,<br />

lo zio, Al, Cecco, e altri che a<br />

quanto pare sono irriferibili.<br />

Eredi di una tradizione tutta<br />

lombarda in cui al mattino ci<br />

si dava del tu e al pomeriggio<br />

del lei, si andava in fossa e a<br />

tratti si sentivano i botti di<br />

chi faceva lo spiritoso con la<br />

lampada ad acetilene. Se c’era<br />

da fare ci si dava dentro, ma si<br />

sapeva trovare il tempo per una<br />

risata. Alla domenica si andava<br />

fuori tutti insieme, a pescare o<br />

a giocare a calcio, un orecchio<br />

alla radiolina che trasmetteva i<br />

risultati della serie A, lasciando<br />

le mogli rigorosamente a casa.<br />

Oggi di lombardo c’è rimasto<br />

solo Pozzi, ma tutti hanno imparato<br />

a dire «dech l’oli, bagaj,<br />

che el munt el gira su l’oli».<br />

Pasquali guarda soddisfatto<br />

il suo piccolo regno, una<br />

palazzina ricca di richiami<br />

architettonici, circondata dal<br />

verde, da fuori potrebbe essere<br />

una trattoria per turisti di città.<br />

Dentro si respira un’atmosfera<br />

di vita vissuta, di attrezzi amati<br />

e usati ripetutamente, di spazi<br />

scanditi dalla consuetudine.<br />

Ripete il vecchio ritornello<br />

«presto che è tardi» ereditato<br />

da chissà quante generazioni di<br />

capi indietro.<br />

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Fernando Marras,<br />

in ATM dal 1982,<br />

Teodosio<br />

Gianni Pernisa,<br />

in ATM dal 1998,<br />

Teodosio<br />

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16<br />

Carla Santagata,<br />

in ATM dal 2009,<br />

Giambellino<br />

Tiziana Rita De Bene,<br />

in ATM dal 1999,<br />

Giambellino<br />

Elena Nicrosini,<br />

in ATM dal 2002,<br />

Giambellino<br />

Cristina Mengaroni,<br />

in ATM dal 2005,<br />

Sarca<br />

Celestina Pacher,<br />

in ATM dal 2005,<br />

Giambellino<br />

Maria Gangemi,<br />

in ATM dal 2001,<br />

Messina<br />

Tamara Paciolla,<br />

in ATM dal 2010,<br />

Giambellino<br />

Daniela Agovino,<br />

in ATM dal 2001,<br />

Giambellino<br />

Carolina Amato,<br />

in ATM dal 1991,<br />

Leoncavallo<br />

Carmela Esposito,<br />

in ATM dal 2003,<br />

Messina<br />

Carmela Ferrara,<br />

in ATM dal 2005,<br />

Messina<br />

Luisa Bosco,<br />

in ATM dal 1999,<br />

Giambellino<br />

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Sassari - Milano<br />

in tram<br />

Giorgia Cossu,<br />

in ATM dal 2008,<br />

Giambellino<br />

Giovanni La Scala,<br />

in ATM dal 1995,<br />

Ticinese<br />

Lorenzo ha 4 mesi e un bel<br />

sorriso di fiducia per tutti. Guarda<br />

beato la mamma che se lo è<br />

portato a Campus, seduto nel<br />

suo passeggino, mentre il papà<br />

sta raccontando la storia di loro<br />

tre, che inizia proprio con il suo<br />

lavoro di istruttore.<br />

«Non bisogna dare confidenza<br />

al tram, il tram va rispettato» è il<br />

primo messaggio che Giovanni<br />

trasmette ai suoi allievi manetta.<br />

Perché è un mezzo diverso dagli<br />

altri, che ti impone le sue regole,<br />

che ti richiede di non staccare<br />

l’attenzione neanche per un attimo,<br />

di non fidarsi mai troppo. La<br />

fluidità di un tratto non significa<br />

che durerà, poco più avanti può<br />

celarsi un’insidia. Proprio per<br />

questo è intrigante da guidare e<br />

da insegnare, perché nel traffico,<br />

sullo scambio, quando piove, in<br />

fermata, sta al conducente sentire<br />

il mezzo, e condurlo sapendosi<br />

adattare alle sue esigenze.<br />

Nel 2006 arriva la proposta<br />

di far parte del piccolo team di<br />

lavoro che avrebbe educato al<br />

tram i professionisti dell’azienda<br />

dei trasporti di Sassari. Che<br />

aveva deciso di aggiungere una<br />

linea tranviaria a quelle automobilistiche,<br />

per cui c’era bisogno<br />

di imparare tutto, dalla gestione<br />

dei binari alla conoscenza dei<br />

Sirio con la relativa manutenzione,<br />

fino alla guida. Giovanni<br />

conosceva già la Sardegna per<br />

esserci andato diverse volte in<br />

vacanza. Cielo limpido, temperature<br />

ben più gradevoli di quelle<br />

milanesi, spiagge e natura da<br />

sogno, gente tosta con cui avere<br />

a che fare. Così aveva aderito più<br />

che volentieri.<br />

Fra i dodici autisti di autobus<br />

scelti per diventare tranvieri a<br />

Sassari c’è Giorgia, figlia di un<br />

capotreno, diplomata segretaria<br />

d’azienda e appassionata del suo<br />

lavoro di conducente. Il corso<br />

è approfondito, gli argomenti<br />

sono tecnici, la durata è di otto<br />

mesi. Un tempo abbastanza<br />

lungo per affrontare un tema<br />

nuovo, ma che soprattutto<br />

consente a Giorgia e Giovanni<br />

di conoscersi, mettersi insieme<br />

e infine prendere la decisione di<br />

sposarsi. Il capo di lei è pronto a<br />

cogliere l’occasione, e propone<br />

allo sposo di fermarsi lì a Sassari:<br />

può continuare a fare l’istruttore,<br />

il lavoro è più rilassato, i<br />

percorsi più corti e il traffico<br />

meno aggressivo. I colleghi sono<br />

un centinaio in tutto, l’ambiente<br />

è accogliente.<br />

Niente da fare, la Sardegna<br />

è bella, ma per abitarci e per il<br />

lavoro Milano è Milano, con le<br />

sue dimensioni e le sue prospet-<br />

tive: sarà Giorgia a spostarsi<br />

e lasciare la sua isola. A quel<br />

punto la cosa logica è fare<br />

domanda in ATM, facendo valere<br />

il curriculum e il corso appena<br />

frequentato. Ironia della situazione,<br />

scopre che il patentino di<br />

guida del tram appena conquistato<br />

ha solo validità regionale.<br />

Anche se è stata preparata da un<br />

istruttore ATM, e che se proprio<br />

avesse qualche lacuna non le<br />

manca la possibilità di colmarla<br />

chiedendo una lezione privata.<br />

Non importa, ha pur sempre la<br />

sua esperienza sugli autobus,<br />

e la inseriscono a Giambellino,<br />

sulle linee extraurbane. «L’anno<br />

prossimo, appena Lorenzo va al<br />

nido, torno ai miei passeggeri. E<br />

al piacere di sentirmi accolta nel<br />

mio autobus».<br />

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18<br />

Turni su doppio<br />

binario<br />

Irene Stellato,<br />

in ATM dal 2007,<br />

Leoncavallo<br />

Carmine Maraviglia,<br />

in ATM dal 2001,<br />

Palmanova<br />

Quando Carmine fa il turno<br />

della notte sulla 62, sa che al<br />

ritorno a casa, per quanto renda<br />

silenziosi i suoi passi o faccia<br />

attenzione con la luce, troverà<br />

Rossana sveglia ad aspettarlo.<br />

Gli occhi sbarrati nel lettino e<br />

la copertina scalciata via per<br />

l’impazienza, il suo sorriso<br />

sdentato e un accenno di pianto,<br />

quel tanto che serve per attirare<br />

l’attenzione. Una vera primadonna.<br />

Dorme poco fin da quando<br />

è nata, indipendentemente da<br />

quel che mangia, dalla quantità<br />

di coccole che ha ricevuto, dal<br />

tempo che fa o da quanto si è<br />

stancata durante la giornata.<br />

Rossana è una piccola peste<br />

di poco più di un anno, simpatica<br />

e giocherellona, qualche problema<br />

al cuore abbastanza serio<br />

da meritare tutta l’attenzione<br />

dei genitori. Vittorio è grande,<br />

infatti va all’asilo, ma ogni<br />

tanto chiede di curiosare al suo<br />

vecchio nido ATM di Leoncavallo,<br />

dove ora passa le giornate la<br />

sorellina, a due passi da casa. Poi<br />

torna a giocare con i suoi amici,<br />

e quando sono a casa insieme si<br />

scatenano per le stanze con la<br />

vivacità dei bambini felici.<br />

Intorno ai due piccoli, che<br />

portano i nomi dei nonni, si<br />

disegna la vita dei due giovani<br />

genitori, lei tranviera lui autista,<br />

fidanzati da quando ancora<br />

abitavano entrambi a Napoli. Dal<br />

modo di passare il tempo libero<br />

alle priorità da dare nelle spese,<br />

fino ai progetti per il futuro.<br />

Naturalmente si parte dagli orari<br />

dei turni di guida di entrambi:<br />

da calibrare in modo che uno dei<br />

due sia sempre disponibile per la<br />

sveglia del mattino, per andarli<br />

a prendere al nido e alla materna,<br />

per la pappa e per i giochi, i<br />

medici e gli acquisti.<br />

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Gian Luca Babbo,<br />

in ATM dal 2006,<br />

Desio<br />

Giancarlo Pozzi,<br />

in ATM dal 1975,<br />

Desio<br />

Giovanni Terrana,<br />

in ATM dal 2003,<br />

Desio<br />

22_11_2010.indd 19 22/11/10 15.46


20<br />

Federico Ravizza,<br />

in ATM dal 2001,<br />

Precotto<br />

Giancarlo Di Cairano,<br />

in ATM dal 1999,<br />

Precotto<br />

22_11_2010.indd 20 22/11/10 15.46


Radiobus<br />

Massimiliano Vacca,<br />

in ATM dal 2009,<br />

Giambellino<br />

Giuseppe Mordà,<br />

in ATM dal 2009,<br />

Giambellino<br />

Il radiobus è un mezzo pubblico,<br />

ma è anche un trasporto<br />

d’élite, o per lo meno, chi lo<br />

prende si comporta come se lo<br />

fosse. Con delicatezza, attenzione<br />

nei movimenti, un tocco<br />

di eleganza nel gesto di sedersi.<br />

Molte signore apprezzano la sicurezza,<br />

che giudicano superiore<br />

a quella di un taxi: perché il conducente<br />

ATM si sa chi è, mentre<br />

il tassista è uno sconosciuto. Ci<br />

sono gli habitué, stesso tragitto<br />

tutte le sere: lavoro-casa, oppure<br />

casa-amante o forse ancora<br />

amante-casa. Tutti salutano il<br />

conducente, ringraziano quando<br />

scendono, parlano al cellulare<br />

mantenendo un volume accettabile,<br />

non mangiano e non<br />

bevono, non lasciano cartacce<br />

in giro. Se chiacchierano lo<br />

fanno con discrezione, non si è<br />

mai visto alzare i toni di voce o<br />

addirittura le mani. L’eccezione<br />

a tanta eleganza? «Quelli che al<br />

momento di pagare», racconta<br />

Massimiliano, «scivolano via<br />

verso i sedili posteriori, senza<br />

fermarsi per quella stupida<br />

formalità». Che cascano dal<br />

mondo delle nuvole «Costa più<br />

di un biglietto normale? Ma deve<br />

essere una novità, io proprio non<br />

lo sapevo… » e poi a malincuore<br />

tirano fuori il biglietto extra, che<br />

peraltro avevano già comprato!<br />

La conversazione viaggia su<br />

toni elevati, intonati al morbido<br />

buio della sera e alla comodità<br />

dei sedili imbottiti. Il tizio in<br />

doppiopetto che commenta gli<br />

investimenti che ha fatto alla<br />

borsa di Tokyo, «Ho fatto un bel<br />

colpo oggi, sa? Se le interessa<br />

le spiego, i titoli mi hanno<br />

fatto un bel ventipercento in<br />

più», le amiche abbronzate che<br />

rievocano il viaggio da sogno<br />

appena terminato, la coppia che<br />

elogia la recitazione della pièce<br />

teatrale, «perché un Pirandello<br />

interpretato così non lo vedevamo<br />

da anni», il chirurgo –è<br />

storia di ieri, riferisce Giuseppe<br />

con un brivido- che al telefono<br />

con la sua assistente si augura<br />

scherzando (??) di non avere<br />

dimenticato i ferri nella pancia<br />

dell’ultimo paziente.<br />

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22<br />

Una passione…<br />

di famiglia<br />

Giuseppe Altomonte,<br />

in ATM dal 1990,<br />

Sarca<br />

Filippo Altomonte,<br />

in ATM dal 2003,<br />

Sarca<br />

Pietro Altomonte,<br />

in ATM dal 2004,<br />

Sarca<br />

Filippo irrompe nelle stanza e<br />

monopolizza l’attenzione, crea<br />

con due battute un’atmosfera<br />

da amici al bar, inizia dicendo<br />

che lui in ATM ci è arrivato per<br />

amore. Amore della cognata.<br />

Ma non è l’avvio di una faida di<br />

sangue, è piuttosto un percorso<br />

articolato che racconta a due<br />

voci con il fratello, fra una pacca<br />

sulle spalle e una risata, e qualche<br />

riferimento che colgono solo<br />

loro due. Amore per la cognata,<br />

ovvero la sorella della moglie del<br />

fratello Giuseppe, che si inserisce<br />

per continuare lui il racconto.<br />

Aveva fatto la scelta del nord<br />

una decina di anni prima: lavorava<br />

in giro per l’Italia come camionista<br />

con il cugino, una vita<br />

interessante e discontinua, fatta<br />

di alti e bassi, difficile pensarcisi<br />

dentro per tanti anni. Un giorno<br />

gli dicono del concorso all’ATM,<br />

e decide di lasciare la costa<br />

ionica della Calabria per il posto<br />

fisso a Milano. Si è poi sposato<br />

con Emilia, conosciuta a Milano,<br />

diventando papà di due bimbi.<br />

Tutti eventi che come è logico<br />

diventano occasione di festeg-<br />

giamento in famiglia, e così fra<br />

un pranzo e un confetto, un<br />

ballo e una cerimonia in chiesa,<br />

Rosa Antonella e Filippo hanno<br />

cominciato, come si diceva una<br />

volta, a parlarsi.<br />

C’è anche un terzo fratello<br />

che li ha raggiunti in ATM,<br />

Pietro. Abitano in case vicine e<br />

lavorano per lo stesso deposito,<br />

così hanno raggiunto il numero<br />

giusto per farsi chiamare i 3<br />

dell’Avemaria. Se non c’è il quarto<br />

è solo perché non ha neppure<br />

la patente, e dice che è contento<br />

di continuare a fare il muratore<br />

nei villaggi turistici della loro<br />

Condofuri. Che è latino, traduce<br />

Filippo ridendo, vuole dire covo<br />

di ladri. Sarà vero?<br />

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Francesco Basanisi,<br />

in ATM dal 1983,<br />

Novara<br />

Felice Basanisi,<br />

in ATM dal 1986,<br />

Novara<br />

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24<br />

Petra Nebuloni,<br />

in ATM dal 2005,<br />

Cairoli<br />

Elena Lenti,<br />

in ATM dal 1987,<br />

Famagosta<br />

Daniela Mascherpa,<br />

in ATM dal 2010,<br />

Gallaratese<br />

Tiziana De Prisco,<br />

in ATM dal 2004,<br />

San Donato<br />

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Non è sempre<br />

una passeggiata<br />

Giuseppe Giambanco,<br />

in ATM dal 1997,<br />

Palmanova<br />

Domenico Giambanco,<br />

in ATM dal 2008,<br />

Palmanova<br />

Vincenzo Giambanco,<br />

in ATM dal 1987,<br />

Palmanova<br />

«Il nostro di conducenti è un<br />

mestiere faticoso, in cui hai la<br />

responsabilità dei tuoi passeggeri,<br />

che non è solo un fatto<br />

di guida appropriata e fermate<br />

gestite in modo corretto. In quel<br />

momento sei il loro riferimento,<br />

e il loro parafulmine. Che poi,<br />

abbiano torto oppure no, alla<br />

fine si dà sempre ragione a loro».<br />

«La verità è che siamo tutelati<br />

rispetto a tante cose, ma non dai<br />

passeggeri. Quando ti gridano<br />

che è un’ora che aspettano, e<br />

alle volte perfino ti assalgono,<br />

vagli a spiegare che non è colpa<br />

nostra, che noi lavoriamo e<br />

facciamo del nostro meglio, e<br />

magari anche qualcosa di più».<br />

«Non ti stanno a sentire, si<br />

alleano fra di loro nella lamentela,<br />

si sfogano perché sanno di<br />

poterlo fare, senza subire una<br />

reazione».<br />

«C’è chi reclama per un<br />

ritardo di 2 minuti, e va avanti<br />

a borbottare e inveire! Non è<br />

divertente guidare così».<br />

«E poi siamo responsabili<br />

verso la cittadinanza che si<br />

aspetta un servizio, verso gli altri<br />

che si muovono nel traffico. A<br />

piedi, in moto, in auto, in bici,<br />

con le carrozzine, magari senza<br />

guardarsi intorno prima di attraversare<br />

lontano dal semaforo. Da<br />

un automobilista qualsiasi non<br />

si aspettano niente, già tanto se<br />

non li tira sotto. Da noi invece, si<br />

pretende che facciamo i miracoli<br />

per scansare i problemi, problemi<br />

che magari causano proprio loro<br />

con l’imprudenza».<br />

«Un mestiere che in Europa,<br />

e in particolare in Germania, è<br />

pagato un bel po’ di più».<br />

«E poi, per i tanti che vengono<br />

dal sud, c’è la nostalgia di casa.<br />

Appena un’azienda dei trasporti<br />

del sud cerca del personale, c’è<br />

qualcuno dei nostri che si precipita<br />

a fare domanda. E, anche<br />

grazie all’esperienza fatta qui,<br />

il più delle volte viene accolta.<br />

Trasporti urbani, interurbani,<br />

noleggi che si sviluppano grazie<br />

al turismo, la richiesta aumenta<br />

e sono posti di lavoro che fanno<br />

gola. La casa spesso l’hanno già,<br />

ci sono i parenti che ti aiutano,<br />

arrangiarsi è più facile e tutto<br />

costa meno».<br />

Il gruppo familiare dei Giambanco<br />

racconta con sincerità il<br />

rovescio della medaglia. Ci mettono<br />

energia proprio perché il<br />

lavoro piace a tutti e tre, Vincenzo<br />

con suo figlio Giuseppe, e Domenico<br />

che li ha raggiunti dopo<br />

una vita da giramondo come<br />

marinaio imbarcato. Sottolineano<br />

i disagi, perché esistono, ed è<br />

di quello che si parla fra col-<br />

leghi quando ci si incontra nel<br />

deposito, prima e dopo la partita<br />

a carte nella sala relax. Non ha<br />

senso nasconderseli. Eppure<br />

nessuno di loro rinuncerebbe più<br />

al contatto con il cliente, alla conoscenza<br />

della zona che si fa via<br />

via più approfondita. Quell’edificio<br />

che stanno ristrutturando, e<br />

prende forma sotto i tuoi occhi.<br />

Gli alberi del viale, il fogliame<br />

che cambia colore. Nelle diverse<br />

ore del giorno le vie e le persone<br />

prendono volti diversi. La fretta<br />

e il pigia pigia del mattino e del<br />

tardo pomeriggio, i negozi che si<br />

aprono, si riempiono e poi tirano<br />

giù la saracinesca, la gente<br />

della sera già assonnata, troppo<br />

stanca anche per discutere e<br />

protestare.<br />

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26<br />

Un bacio<br />

sul curriculum<br />

Arabella Signori,<br />

in ATM dal 2009,<br />

Cairoli<br />

Luca Aulino,<br />

in ATM dal 2004,<br />

Leoncavallo<br />

Quando Luca è andato in<br />

ATM a portare la richiesta di<br />

assunzione, Arabella si è vestita<br />

con cura e lo ha accompagnato,<br />

gli ha appiccicato un bacio (al<br />

curriculum) e con un sorriso ha<br />

assicurato che quel bacio gli<br />

avrebbe portato fortuna.<br />

Il bacio ha funzionato, Luca<br />

racconta che viene assunto e<br />

comincia a guidare il 33 e a<br />

impratichirsi del ritmo dei flussi<br />

da un capolinea all’altro. Quattro<br />

volte andata e quattro volte<br />

ritorno, l’orecchio che si allena<br />

a capire dal rumore se tutto<br />

è regolare. Come una tonalità<br />

costante di fondo, un gatto che<br />

fa le fusa e così segnala che<br />

tutto va bene. «E infatti la volta<br />

che ho deragliato, ero sul 14,<br />

uno spavento! Curvo a destra,<br />

passano i primi due carrelli e<br />

poi eccolo. Sento nelle mani che<br />

la vibrazione cambia e il suono<br />

diventa sbagliato, deve essere<br />

successo qualcosa. Controllo allo<br />

specchietto e vedo sventolare sul<br />

selciato il terzo carrello». Nessun<br />

danno per fortuna, neanche ai<br />

passeggeri, e di incidenti non<br />

gliene capitano più. Poi il resto<br />

viene dietro con la naturalezza<br />

delle cose belle. L’anno dopo<br />

si sposano, un anno ancora e<br />

nasce Francesco, appena prima<br />

dello scoccare della mezzanotte<br />

di S.Silvestro, l’ultimo nato<br />

dell’anno alla Mangiagalli.<br />

All’inizio abitavano in affitto<br />

nella zona di piazza Abbiategrasso,<br />

a un passo dai centri<br />

commerciali e dalle famiglie<br />

d’origine, però molto scomodo<br />

rispetto a Leoncavallo a cui fa<br />

capo il 33. Per comprare casa<br />

e fare un mutuo ci voleva una<br />

somma iniziale, ma vivendo in<br />

tre con lo stipendio di uno solo,<br />

era difficile mettere via qualcosa.<br />

Poi il colpo di fortuna. Si libera<br />

un appartamento nella casa<br />

ATM a Teodosio, e la vita in un<br />

condominio di colleghi si rivela<br />

piacevole come quella di un paese<br />

affettuoso e tranquillo. Ci si<br />

saluta sulle scale, ci si incrocia in<br />

cortile, si scambia un commento<br />

o un pacco di pasta, si rientra<br />

insieme dal deposito facendo<br />

quattro passi. Soprattutto, nessuno<br />

protesta se capita di fare<br />

rumore alle cinque di mattina, la<br />

vita dei turni la conoscono tutti.<br />

Perché nel frattempo in ATM è<br />

entrata anche lei, al mezzanino<br />

della metro sulla verde, nel<br />

tratto fra le stazioni ferroviarie:<br />

dove c’è sempre animazione,<br />

gente che chiede informazioni,<br />

che rientra a casa dalle partite,<br />

la confusione delle vacanze, i<br />

gruppi colorati di turisti stranie-<br />

ri, le settimane della moda. Un<br />

bel clima dinamico e di contatto<br />

con la gente. Inclusi i pendolari,<br />

quelli che ad ogni ritardo temono<br />

che il datore di lavoro tratterrà<br />

una parte dello stipendio. Le<br />

si avvicinano «Mi scusi signorina,<br />

mi dovrebbe aiutare» e le chiedono<br />

una giustificazione scritta<br />

da portare al lavoro, la dichiarazione<br />

che il treno non è passato<br />

in orario e quindi il ritardo non è<br />

colpa loro. Con garbo, risponde<br />

che non può.<br />

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Mario Rasa,<br />

in ATM dal 1997,<br />

Novara<br />

Alessandro Glorioso,<br />

in ATM dal 1997,<br />

Novara<br />

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28<br />

Vincenzo Stefanizzi,<br />

in ATM dal 2007,<br />

Palmanova<br />

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Inseguimenti<br />

Maurizio Spinella,<br />

in ATM dal 1990,<br />

Baggio<br />

Roberto Spinella,<br />

in ATM dal 1993,<br />

Giambellino<br />

Maurizio guida il tram, deposito<br />

Ticinese, e fra i tanti episodi<br />

curiosi che gli sono capitati<br />

racconta della vecchietta a cui<br />

avevano rubato il portafogli. Una<br />

vecchietta che alla fermata di<br />

piazza Tricolore si disperava, le<br />

portiere ancora aperte, mentre<br />

nessuno dei passeggeri le dava<br />

retta. Lui le chiede, più che altro<br />

per cortesia «Ma lei, lo sa chi è<br />

stato?» e lei inaspettatamente<br />

risponde «Sì, certo, è quel tipo<br />

lì» uno che era appena sceso<br />

e si stava allontanando. Solo<br />

un attimo, il semaforo è rosso,<br />

Maurizio decide in fretta. Scende<br />

e si butta all’inseguimento, la<br />

gente si scansa, il tizio se ne<br />

accorge e prima di confondersi<br />

fra le auto del viale getta a terra<br />

il portafogli. Basta raccoglierlo,<br />

tornare alla guida e restituirlo<br />

alla proprietaria, a giudicare<br />

dal peso non è stato nemmeno<br />

aperto. Poi il semaforo scatta sul<br />

verde, il tram e le auto riprendono<br />

le loro corse. Siamo sotto<br />

Natale, il traffico è intenso, la<br />

gente si muove fra le vetrine<br />

carica di pacchetti, la confusione<br />

mette allegria.<br />

Passano un paio di settimane,<br />

Maurizio al comando del suo 9<br />

ferma in piazza della Repubblica,<br />

sono le cinque del pomeriggio e<br />

con il buio ci si vede poco. Qualcuno<br />

scende, altri salgono, una<br />

coppia con una carrozzina pare<br />

incastrarsi ma poi riesce a completare<br />

la manovra di discesa.<br />

Il bimbo dentro continua a dormire.<br />

Una figura con una scatola<br />

in mano si affaccia alla portiera,<br />

senza cercare di salire, sembra<br />

esitante «…mi può aiutare?» e<br />

poi «sto cercando un suo collega,<br />

l’autista che mi ha aiutato a<br />

ritrovare il portafogli che mi<br />

avevano rubato, non so come si<br />

chiama, non ho fatto in tempo<br />

a chiederglielo, se ne è andato<br />

troppo in fretta con il suo tram.<br />

Lo sto cercando perché ho qui il<br />

panettone per lui…».<br />

Roberto è venuto a Milano<br />

per lavorare in ATM dopo che<br />

l’assunzione del fratello gli aveva<br />

dimostrato che se sei bravo<br />

ti assumono, non è vero che<br />

occorre essere raccomandati.<br />

Lasciando Fiumefreddo di Sicilia,<br />

il piccolo supermercato gestito<br />

dai genitori, il sole tutto l’anno<br />

e i lavori stagionali nel turismo<br />

a Taormina e Giardini Naxos.<br />

Una vita che torna a esercitare il<br />

suo fascino ogni estate, quando<br />

tornano per le vacanze, ma poi<br />

la realtà del lavoro ti riporta a<br />

Milano, dove una sera…<br />

E’ il turno della notte, pochissima<br />

gente in giro. Un paio<br />

di coppie che rientrano a casa,<br />

alcuni uomini soli con l’aria<br />

assonnata. Si sente il rumore<br />

delle singole auto che passano,<br />

non quello sordo e continuo<br />

del traffico. Come in un film,<br />

all’improvviso un poliziotto in<br />

divisa bussa alla portiera, entra e<br />

grida «Presto, insegui quel tipo!»<br />

mentre addita un ragazzo che si<br />

vede in lontananza, sta scappando<br />

di corsa su per via Imperia.<br />

Roberto accetta con un cenno,<br />

le parole sono una perdita di<br />

tempo, la portiera si chiude, il<br />

mezzo accelera per accorciare<br />

le distanze. Il fuggitivo continua<br />

la sua corsa, ma i suoi contorni<br />

si fanno più definiti, ecco, ci<br />

stiamo avvicinando. La scena è<br />

ambientata sulla 71 che aveva<br />

appena lasciato il capolinea di<br />

Romolo, qualche passeggero<br />

seduto sui sedili di fondo che si<br />

gode l’imprevisto.<br />

Al primo incrocio il ragazzo<br />

si ferma, si guarda intorno per<br />

vedere se qualcuno lo insegue<br />

–a piedi, in auto, in moto. Non<br />

vedendo arrivare nessuno -chi<br />

mai fa caso a un autobus?- si<br />

appoggia a un muro per riposarsi<br />

un momento, si piega in<br />

avanti a riprendere fiato. Roberto<br />

blocca l’autobus e spalanca<br />

la portiera, il poliziotto arresta il<br />

suo fuggiasco.<br />

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30<br />

Casa<br />

stazione<br />

casa<br />

Anna Biancu,<br />

in ATM dal 1997,<br />

Cairoli<br />

Giovanni Torriani,<br />

in ATM dal 1997,<br />

Cairoli<br />

Si parla di lavoro, di quello<br />

che c’è da fare in casa, del figlio<br />

ingegnere che si è sistemato in<br />

mansarda, ovvero vive ancora<br />

con loro, se non altro perché<br />

apprezza la cucina della mamma:<br />

primo, secondo, contorno,<br />

dolce, e pane fresco ogni giorno.<br />

Giovanni racconta che la casa se<br />

l’è costruita da solo e con le sue<br />

mani, alla lettera. Aveva comprato<br />

il terreno a Casorate Primo<br />

negli anni ’80 e poi con calma<br />

ha aspettato il momento giusto<br />

per cominciare. Dal progetto,<br />

che comprendeva lo schema<br />

generale fino al calcolo e al<br />

posizionamento dei pilastri e ai<br />

dettagli delle solette. Un amico<br />

ingegnere glielo ha controllato,<br />

apportando pochissime modifiche.<br />

Così con il nuovo millennio<br />

ha iniziato la cantina, bella<br />

spaziosa, e poi ha aggiunto la<br />

taverna in cui ricevere gli amici,<br />

il camino che tira alla perfezione<br />

senza emettere un solo filo<br />

di fumo. Salendo per realizzare<br />

i due piani principali, e coronando<br />

il tutto con la mansarda<br />

perlinata. «La spinta ce l’ha data<br />

l’assunzione in ATM», arrivata<br />

dopo un periodo difficile, in cui<br />

l’azienda per cui lavoravano<br />

lui e la moglie aveva chiuso, e<br />

l’incertezza economica toglieva<br />

anche la voglia di dare corpo ai<br />

progetti.<br />

«Così un po’ alla volta ha<br />

finito di costruire la nostra casa»<br />

conclude Anna, «e io mi ritrovo<br />

con un totale di 20 finestre da<br />

tenere pulite, per non parlare del<br />

parquet del pavimento, che se<br />

non splende non sono contenta».<br />

Entrambi lavorano da allora al<br />

mezzanino della metro rossa,<br />

i turni coordinati in modo da potere<br />

andare e tornare dal lavoro<br />

insieme con la stessa auto. Insieme,<br />

come è sempre stato fin da<br />

quando avevano cominciato a<br />

fare coppia da ragazzi, tornitore<br />

lui, operaia lei, nello stabilimento<br />

in cui si sono conosciuti.<br />

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Gianfilippo<br />

Corradi Cervi,<br />

in ATM dal 2008,<br />

Direzione<br />

Federica Dei,<br />

in ATM dal 2010,<br />

Direzione<br />

Sergio Massari,<br />

in ATM dal 1995,<br />

Direzione<br />

Flavia Spina,<br />

in ATM dal 2009,<br />

Direzione<br />

Carmelo Scannella,<br />

in ATM dal 2008,<br />

Direzione<br />

Silvia Zeni,<br />

in ATM dal 1997,<br />

Ricasoli<br />

Alessia Crispolti,<br />

in ATM dal 2009,<br />

Direzione<br />

Maria Francesca<br />

Baldinelli,<br />

in ATM dal 1998,<br />

Direzione<br />

Antonio Patti,<br />

in ATM dal 2008,<br />

Direzione<br />

Valentina Fontana,<br />

in ATM dal 2009,<br />

Direzione<br />

Elisabetta Guidato,<br />

in ATM dal 2001,<br />

Direzione<br />

Daniela De Lauri,<br />

in ATM dal 2010,<br />

Direzione<br />

Carlo Napolitano,<br />

in ATM dal 1980,<br />

Direzione<br />

Ilaria Stellini,<br />

in ATM dal 2009,<br />

Direzione<br />

Valentina Fantini,<br />

in ATM dal 2006,<br />

Direzione<br />

Nicoletta Santucci,<br />

in ATM dal 2008,<br />

Direzione<br />

22_11_2010.indd 31 22/11/10 15.46


32<br />

Pietro Cionfoli,<br />

in ATM dal 2002,<br />

Palmanova<br />

Giuseppe Virtuani,<br />

in ATM dal 2002,<br />

Palmanova<br />

Francesco Pugliese,<br />

in ATM dal 2007,<br />

Palmanova<br />

22_11_2010.indd 32 22/11/10 15.46


Forza Sarca<br />

Raffaele Zambrano,<br />

in ATM dal 1991,<br />

Sarca<br />

Carmine Raia,<br />

in ATM dal 1981,<br />

Sarca<br />

Raffaele Carrino,<br />

in ATM dal 1981,<br />

Sarca<br />

Giovanni Galizia,<br />

in ATM dal 1979,<br />

Sarca<br />

Antonio Adamo,<br />

in ATM dal 1983,<br />

Sarca<br />

Maurizio Cavalli,<br />

in ATM dal 1987,<br />

Sarca<br />

A sentirli parlare sembra<br />

che discutano della serie A di<br />

calcio. C’è il problema della<br />

composizione, spiega Raffaele,<br />

se ammettere esterni -insomma<br />

stranieri- oppure no, una scelta<br />

che dipende dalla politica del<br />

presidente. Se si dice no ci si impoverisce,<br />

si rinuncia a qualche<br />

talento, manca quello stimolo<br />

che può far crescere i nostri. Se<br />

si dice sì, si snatura il senso della<br />

coesione intorno alla bandiera,<br />

il gusto primario di condividere<br />

tempo ed entusiasmo con<br />

i compagni. Un altro punto<br />

importante, aggiunge Antonio, è<br />

che il team che vince il campionato<br />

finisce per ricoprire quasi<br />

tutti i ruoli della rappresentativa:<br />

e questo toglie spazi ai giocatori<br />

che meriterebbero, ma giocano<br />

nelle squadre minori. Mentre in<br />

fondo, se il campionato si gioca,<br />

è perché ci sono tutti, e non solo<br />

i più forti.<br />

Invece stanno raccontando<br />

della rappresentativa ATM, del<br />

campionato giocato dalle squadre<br />

dei depositi, e del loro Sarca.<br />

Che purtroppo non si esprime<br />

ai livelli del Palmanova e del<br />

Novara, che dominano la scena<br />

interna. Anzi, per dirla tutta, il<br />

Sarca ha vinto nel lontano ’79 e<br />

poi basta. Questo li taglia fuori<br />

dagli incontri nazionali e internazionali<br />

del circuito autoferrotranvieri,<br />

dove fra le squadre<br />

più forti c’è il Venezia: che sui<br />

vaporetti imbarca tanti stagionali<br />

giovani e atletici.<br />

Insomma, non essere fra<br />

quelli che vincono vuole dire<br />

stare fuori dal giro che conta,<br />

che si esprime nella scelta degli<br />

arbitri o delle regole interne,<br />

o nello scambio di visite come<br />

quella che c’è appena stata con<br />

la Germania.<br />

Ma il calcio è passione, dice<br />

Maurizio che ha la duttilità<br />

di fare il jolly, è dedizione alla<br />

squadra e ai tifosi che ti seguono,<br />

è impegno per migliorare<br />

e poi anche sacrificio del tuo<br />

tempo. E’ adrenalina e gusto dello<br />

stare in campo, affiatamento<br />

con i compagni e piacere del<br />

confronto con gli avversari. Gli<br />

allenamenti, la dieta, lo studio<br />

degli schemi, la sintonia con<br />

la squadra e con l’allenatore, il<br />

rischio di infortunarsi. Si gioca<br />

di giovedì oppure di sabato mattina,<br />

ed è facile che l’impegno<br />

sia da recuperare con un turno<br />

in guida al sabato pomeriggio o<br />

alla domenica.<br />

La squadra ha i suoi manager<br />

oltre che i giocatori, e i componenti<br />

hanno il loro soprannome.<br />

Carmine ci tiene a spiegare<br />

che il suo è O Bello e quello di<br />

Raffaele è O Capocchione, e che<br />

sia chiaro che quest’ultimo si<br />

riferisce all’intelligenza. Si inizia<br />

il campionato in autunno e ci si<br />

ferma nei mesi a rischio neve, si<br />

riprende in febbraio e si finisce<br />

in maggio, prima che faccia<br />

troppo caldo. E’ un bel modo<br />

di stare fra colleghi al di là del<br />

lavoro, di scaricare la tensione<br />

della guida o del lavoro in ufficio.<br />

Crei un rapporto che va al di<br />

là di quello professionale, perché<br />

in partita ti mostri come sei<br />

veramente, senza la maschera<br />

del ruolo aziendale. Generoso o<br />

individualista, rapido o riflessivo,<br />

capace di prevedere il gioco<br />

oppure di integrarsi velocemente.<br />

C’è il rigore degli allenamenti,<br />

l’energia da spendere sul campo,<br />

il contarsi per vedere chi ci sarà<br />

per la partita, il campo che non<br />

è certo in ordine come quello di<br />

San Siro. C’è divertimento, voglia<br />

di mettersi in gioco, una passione<br />

che ti porti dietro per tutta<br />

la vita.<br />

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34<br />

Di casa in casa<br />

Michele Iervolino,<br />

in ATM dal 2002,<br />

Palmanova<br />

Marco Maione,<br />

in ATM dal 2003,<br />

Palmanova<br />

Francesco Terracciano,<br />

in ATM dal 2005,<br />

Leoncavallo<br />

Adesso sono sistemati bene,<br />

in una bella casa spaziosa a<br />

Cologno Monzese, le stanze<br />

luminose e un grande soggiorno<br />

in cui far dormire i parenti che ti<br />

vengono a trovare. La dividono<br />

in tre, Marco, Michele e Francesco,<br />

ognuno con la sua camera<br />

da letto. Qualche volta pranzano<br />

tutti e tre insieme, qualche volta<br />

ci si limita a un piatto scaldato<br />

in fretta alla fine del turno,<br />

quando si vuole si invitano gli<br />

amici. Per la scelta del programma<br />

TV ci si mette d’accordo con<br />

buon senso. Sembrerebbe una<br />

situazione normale, tre ragazzi<br />

che condividono un appartamento<br />

nell’hinterland milanese,<br />

quel tanto di spazio privato e di<br />

spazio condiviso, un affitto ragionevole<br />

rispetto allo stipendio.<br />

Eppure per arrivarci il percorso<br />

è stato lungo e tortuoso.<br />

La prima sistemazione era<br />

stata d’emergenza. Appena assunti<br />

in ATM, ospitati da parenti<br />

per le prime notti, bisognava<br />

trovare in fretta dove dormire,<br />

e così Michele e Marco si<br />

erano accontentati di un letto<br />

in affitto. Non una camera, un<br />

letto: sopra ci si dorme e sotto<br />

si tiene la valigia con l’indispensabile.<br />

In uno stanzone dove<br />

dorme altra gente, accanto ad<br />

altre stanze-dormitorio, bagno<br />

e cucina in comune da utilizzare<br />

a turno, un livello di squallore<br />

difficile da immaginare. Rumori<br />

e movimenti a cui non ci si<br />

abitua, mancanza di privacy al<br />

livello più elementare, il tutto ad<br />

un costo spropositato.<br />

Per scappare bisogna trovare<br />

il tempo di guardarsi intorno in<br />

cerca di un’alternativa, e la prima<br />

scelta non era stata particolarmente<br />

felice. Da non milanese<br />

Michele non conosce la fama di<br />

viale Padova, vede solo che è vicina<br />

al deposito di Palmanova e<br />

che potrà avere una stanza tutta<br />

per sé. Il rovescio della medaglia<br />

si fa avanti in fretta: cattivo<br />

odore dappertutto, rumore in<br />

qualsiasi orario, grida di gente<br />

che si azzuffa, un’aria di incontri<br />

pericolosi. Un disastro, meglio<br />

scappare.<br />

Michele torna a coinvolgere<br />

Marco nella ricerca di una<br />

casa, la loro scalata verso un<br />

posto gradevole in cui dormire<br />

e mangiare. Si sistemeranno<br />

inizialmente a Cimiano in compagnia<br />

di un cuoco e della sua<br />

cucina da leccarsi le dita, poi al<br />

Quartiere Adriano in una casa<br />

piacevole ma alle prese con le<br />

difficoltà delle convivenze, infine<br />

a Cologno in un appartamento<br />

talmente perfetto che la figlia<br />

del proprietario lo reclama per<br />

se stessa. Ogni volta si trasloca e<br />

si cambiano abitudini: l’ora della<br />

sveglia al mattino, lo spazio negli<br />

armadi, il posto dello spazzolino<br />

da denti in bagno, il divano<br />

davanti alla televisione, i suoni<br />

dei vicini, il bar, il supermercato<br />

in cui fare la spesa e la capienza<br />

del frigorifero.<br />

Con tutti questi passaggi<br />

Michele è ormai un esperto del<br />

mercato immobiliare, e scherza<br />

sulla competenza che si è fatto.<br />

La cosa più bella è che con<br />

Marco si è consolidata l’amicizia,<br />

e che a furia di scegliere e<br />

adattarsi, entrambi hanno capito<br />

qualcosa di più su se stessi.<br />

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Mario D’Antonio,<br />

in ATM dal 1996,<br />

Molise<br />

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36<br />

Fabio Torazzi,<br />

in ATM dal 1997,<br />

Precotto<br />

Stefano Balzarotti,<br />

in ATM dal 1990,<br />

Precotto<br />

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Sindaco e operaio<br />

Geremia Cariello,<br />

in ATM dal 1999,<br />

Teodosio<br />

Giovanni Cariello,<br />

in ATM dal 1989,<br />

San Donato<br />

Giovanni Cariello si destreggia<br />

quotidianamente, mezza<br />

giornata a fare l’aggiustatore<br />

meccanico, mezza a fare il sindaco<br />

di Colturano, nella cintura<br />

milanese.<br />

Fare il sindaco di un piccolo<br />

centro è un impegno che ha a<br />

che fare con la grande politica,<br />

e insieme con la gestione delle<br />

risorse e l’occuparsi della gente.<br />

Gente che ti ferma per strada<br />

per segnalare un problema,<br />

qualche volta per insultarti, più<br />

raramente per ringraziare. Quando<br />

Geremia ascolta suo fratello<br />

Giovanni che parla del suo ruolo<br />

di sindaco, mette negli occhi<br />

affetto e stupore: per come<br />

Giovanni parla di ricomposizione<br />

delle contraddizioni, di ricerca<br />

di obiettivi comuni, di apertura<br />

all’innovazione, di progetti<br />

pluriennali. Una dimensione di<br />

futuro, di collettività, qualcosa<br />

che ti collega ai concittadini e<br />

stabilisce un patto fra le generazioni.<br />

Ci sono le esigenze della<br />

scuola, fatte di aule, di mense,<br />

di orari, di genitori che chie-<br />

dono il massimo per i loro figli<br />

e soprattutto di bambini a cui<br />

dare tutte le opportunità che<br />

meritano. Anche gli anziani<br />

hanno i loro problemi, e qui si<br />

va dall’assistenza alla gestione<br />

del tempo libero, per contribuire<br />

a mantenere un senso alla vita<br />

e alle relazioni. Gestire il budget<br />

significa fare una scommessa su<br />

che cosa è più importante per le<br />

famiglie, che cosa rappresenta<br />

un’urgenza o una priorità.<br />

Tutte cose che si sommano<br />

alla loro quotidianità, al giorno<br />

per giorno dei due fratelli. Fatto<br />

di Andrea e Giulia e Giorgia che<br />

sono i loro ragazzi, di pizza e<br />

partita alla TV con gli amici, di<br />

conti familiari da far quadrare, di<br />

attenzioni per le mogli, di lavoro<br />

di verniciatura per Geremia,<br />

di manutenzione in fossa per<br />

Giovanni. Lavori in cui il margine<br />

di autonomia è quello concesso<br />

dalla propria abilità artigiana,<br />

perché in linea di massima ci si<br />

adegua a un disegno, ad una priorità<br />

decisa in alto, a procedure<br />

aziendali di cui non sono sempre<br />

chiare le finalità. Dove si obbedisce<br />

a qualcun altro che decide,<br />

e si risponde solo del proprio<br />

lavoro, del proprio impegno sul<br />

pezzo affidato.<br />

Come si vive ad essere costantemente<br />

in mezzo a orizzonti<br />

così distanti? A Geremia piace<br />

il lavoro di verniciatura in tutti i<br />

suoi risvolti, dalla cura del dettaglio<br />

alla soddisfazione del risultato<br />

d’insieme, fino al piacere<br />

tattile del colore, e non vorrebbe<br />

farne nessun altro. Giovanni<br />

tiene altrettanto alla sua fossa a<br />

Rogoredo, e a esperienze come il<br />

25 aprile alla Scala con il Presidente<br />

della Repubblica, onorevoli<br />

e senatori della Lombardia che<br />

ti considerano un collega, e il<br />

progetto di fare politica a livello<br />

provinciale per quando scadrà il<br />

mandato attuale.<br />

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38<br />

Come sorelle<br />

Laura Silvagna,<br />

in ATM dal 2004,<br />

Zara<br />

Maria Grazia Francesconi,<br />

in ATM dal 2004,<br />

Zara<br />

Maria Paolillo,<br />

in ATM dal 2004,<br />

Zara<br />

Si sono conosciute sul lavoro,<br />

stessa squadra di ausiliari della<br />

sosta, anzi accertatori ispettori,<br />

precisa Maria, la giornata in giro<br />

per le strade, e all’inizio non si<br />

erano piaciute granché.<br />

«Non ci calcolavamo mica».<br />

«Per dirla tutta, non mi erano<br />

nemmeno simpatiche, nessuna<br />

delle due».<br />

La longobarda Laura trovava<br />

eccessivi il gesticolare e la voce<br />

squillante di Maria, e ridendo<br />

aveva proposto alle colleghe una<br />

colletta per regalarle un corso di<br />

italiano. L’altra aveva ribattuto<br />

piccata che marcare l’accento<br />

napoletano la aiutava a fare battute<br />

e mettere allegria, lavorare<br />

non deve essere una condanna.<br />

Maria Grazia è sincera fino<br />

all’eccesso, parla con determinazione,<br />

e se ne esce con commenti<br />

che bruciano, sulla linea di<br />

uno o sul vestiario di un’altra.<br />

La volta in cui Laura è stata<br />

davvero troppo rigida con una<br />

famiglia in difficoltà di sosta,<br />

Maria Grazia ha piantato giù<br />

una bella litigata, per mettere<br />

in chiaro che non è così che si<br />

lavora. A muso duro, perché si<br />

possono dare le multe senza<br />

essere dei bastardi, e la linea di<br />

confine è molto chiara.<br />

Laura si è offesa, si sono dovute<br />

spiegare. Dal confronto non<br />

facile è venuta fuori la scoperta<br />

che ci si poteva parlare con<br />

chiarezza, e che erano tutte e tre<br />

persone aperte, che dicono quello<br />

che pensano e non bisbigliano<br />

alle spalle. Che sostengono le<br />

loro opinioni ma sono in grado<br />

di cambiarle. Insomma, ragazze<br />

sincere. Con cui, pensa un po’,<br />

poteva essere bello bersi un caffè<br />

e fare una chiacchierata alla<br />

fine del turno, prima di rientrare<br />

a casa.<br />

Così è emersa la simpatia,<br />

quella che ti fa prendere le<br />

amiche sottobraccio quando si<br />

esce insieme per una pizza o un<br />

pomeriggio al bingo, quando si<br />

combina una serata a cena con<br />

le rispettive famiglie. E soprattutto<br />

ti porta a ridere e scherzare,<br />

e a sostenersi vicendevolmente.<br />

«Da brava terroncina<br />

Maria ha un’attenzione particolare<br />

per le persone» spiega Maria<br />

Grazia «ne ha anche troppa, e<br />

allora bisogna proteggerla perché<br />

non si faccia abbindolare».<br />

Sono arrivate le gite in montagna<br />

dove Maria Grazia ha un<br />

naso speciale per i porcini, la<br />

scappata al Casinò di Campione<br />

dove Laura ha centrato l’en plein<br />

con la fortuna del principiante, il<br />

Capodanno insieme, mariti e figli<br />

inclusi.<br />

Così quando Maria Grazia un<br />

anno fa ha scoperto di avere un<br />

tumore, e si è dovuta infilare nel<br />

tunnel controllo-operazionechemioterapia-radioterapia,<br />

c’erano Laura e Maria a darle<br />

una mano. Dalle commissioni di<br />

casa alla spalla su cui piangere, e<br />

poter dire finalmente «ho paura,<br />

non lasciatemi sola». Ad andarla<br />

a trovare a casa e in ospedale, a<br />

spingerla a uscire per un giro di<br />

vetrine, a trovare il parrucchiere<br />

garbato per il taglio cortissimo e<br />

poi il negozietto dove comprare<br />

una parrucca. Accompagnarla<br />

nei vari passaggi, ritagliando il<br />

tempo sui turni. Portarla in gelateria<br />

purché mangi qualcosa, e<br />

pazienza se con il gelato le altre<br />

due ingrassano.<br />

Insomma, più che amiche<br />

sono diventate sorelle.<br />

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Moreno Preda,<br />

in ATM dal 1990,<br />

Baggio<br />

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40<br />

Giambattista Polonioli,<br />

in ATM dal 1986,<br />

Gorgonzola<br />

Natale Sonaglio,<br />

in ATM dal 1984,<br />

Gorgonzola<br />

Daniele Pesenti,<br />

in ATM dal 1986,<br />

Gorgonzola<br />

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Macchinista +<br />

macchinista<br />

Michele Milano,<br />

in ATM dal 1983,<br />

Gallaratese<br />

Gianluca Milano,<br />

in ATM dal 2006,<br />

Precotto<br />

La prima cosa che Michele dice<br />

di sé è che è sposato felicemente<br />

da trent’anni. Sì, felicemente,<br />

perché l’armonia è cresciuta con<br />

il progetto della famiglia, e stare<br />

insieme continua a essere fonte<br />

di gioia, dopo questi trent’anni<br />

passati in un lampo. La moglie<br />

lavora in uno studio di contabilità<br />

aziendale, esce di casa alle<br />

otto di mattina e rincasa per<br />

cena. E’ stato lui il genitore che<br />

andava a parlare con gli insegnanti<br />

e poi cercava di capire<br />

chi frequentavano i ragazzi nel<br />

tempo libero, controllava i compiti<br />

e si organizzava per mangiare<br />

insieme a pranzo e portarli alle<br />

visite mediche. Valentina che ora<br />

lavora in banca e speriamo che<br />

l’assunzione diventi definitiva,<br />

Gianluca che già da piccolo era<br />

affascinato dal lavoro del papà,<br />

un po’ i racconti che sentiva e<br />

un po’ l’emozione quando la<br />

mamma li portava al capolinea<br />

ad aspettare la fine del turno.<br />

Una vita costruita a scalini, a<br />

partire dalla casa comprata con il<br />

mutuo, attenti a non fare capire<br />

ai ragazzi la fatica che si faceva.<br />

In azienda era entrato come<br />

conducente di tram al deposito<br />

Messina. Una scelta che<br />

inizialmente aveva fatto per la<br />

sicurezza e la tranquillità, prima<br />

di capire quanto gli sarebbe<br />

piaciuto guidare, sentirsi padrone<br />

del mezzo e pilota dei suoi<br />

passeggeri, comandante della sua<br />

nave. Avviare in modo morbido,<br />

prendere velocità, scivolare sui<br />

binari, avvertire che la vibrazione<br />

è quella giusta, dosare la frenata.<br />

Dopo il tram aveva voluto<br />

affrontare la sfida un gradino<br />

più su, e passare al treno, ovvero<br />

alla metro: con il privilegio di<br />

lavorare sulla 1, la linea con più<br />

vita e movimento, che passa dal<br />

centro e dallo stadio, la rossa<br />

che va in fiera. La cosa bella della<br />

metro è che è davvero una grande<br />

famiglia, tutti affiatati, tutti<br />

con la voglia di trovarsi insieme<br />

con un sorriso. A condividere un<br />

turno che ti tira fuori dal letto<br />

alle quattro per fare i mattini, e<br />

vivere il mondo all’alba, quando<br />

non c’è nessuno in giro.<br />

Quando Gianluca ha avuto<br />

l’età di cercarsi un lavoro definitivo,<br />

dopo il diploma di geometra<br />

e una serie di praticantati, ormai<br />

aveva in testa un’idea sola: fare<br />

il macchinista sulla metro anche<br />

lui, per il piacere della guida e del<br />

percorso che è nelle tue mani, e<br />

il gusto di immedesimarsi nello<br />

stato d’animo dei passeggeri,<br />

le attese, l’arrivo alla fermata,<br />

la responsabilità di portarli da<br />

un capolinea all’altro. E poi per<br />

quella disponibilità e flessibilità<br />

di tempo che viene dal fare i<br />

turni, che ti permettono di fare<br />

il genitore trasmettendo valori, e<br />

non solo un’educazione formale.<br />

E così un dopocena, dopo la<br />

frutta e prima del commento alla<br />

partita di calcio, aveva buttato lì<br />

con un tono che voleva sembrare<br />

casuale «Papà, come funziona per<br />

entrare in azienda?».<br />

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42<br />

Progetto e<br />

innovazione<br />

Simona Zandonà,<br />

in ATM dal 1998,<br />

Direzione<br />

Qualche anno fa Simona ha<br />

lasciato il mondo dei consultori<br />

pubblici della cintura milanese<br />

in cui lavorava, per rivolgersi<br />

all’Assolombarda e poi ad ATM.<br />

La sua scommessa era che<br />

partendo dal contesto di lavoro<br />

si sarebbe potuto essere più<br />

veloci e più efficaci nell’aiutare<br />

le persone nel loro momento<br />

di fragilità. Che fare perno sul<br />

posto di lavoro avrebbe dato una<br />

leva motivazionale fortissima<br />

alle persone. Infatti si mobilitano<br />

insieme gli sforzi di chi è interessato<br />

al ritorno alla normalità:<br />

capi, colleghi, l’impresa nel suo<br />

insieme. Come dice lei «se intercetti<br />

l’appartenenza il tuo sforzo<br />

si moltiplica. E’ come aggiungere<br />

i tuoi mattoni ad una costruzione<br />

che c’è già, invece di partire<br />

da zero».<br />

Oggi alla sua scrivania, al<br />

primo piano di Foro Bonaparte,<br />

arrivano circa 300 casi l’anno.<br />

Ognuno rappresenta una storia,<br />

un disagio, un sogno. Un inferno<br />

e un paradiso. «Non è solo il cosa<br />

fai, conta anche e soprattutto il<br />

come». Aiutando a non perdere<br />

tempo, valorizzando la competenza,<br />

rispettando l’individuo e i<br />

suoi familiari. Con un’attenzione<br />

particolare a favorire l’energia<br />

della persona nell’aiutare<br />

se stessa, ovvero evitando di<br />

farne il destinatario passivo di<br />

decisioni e azioni altrui. Con<br />

un progetto vero e proprio, che<br />

prevede obiettivi, risorse e una<br />

scadenza, entro la quale bisogna<br />

arrivare a un risultato. Per fare<br />

un esempio, il caso recente di<br />

un collega ammalato di tumore,<br />

due bimbi piccoli, la moglie che<br />

non lavora, il mutuo e le rate da<br />

pagare. Si è messo a punto un<br />

progetto per tutta la famiglia,<br />

con cui si coordina il ricorso alle<br />

cure, si contribuisce a ridefinire<br />

con le banche l’aspetto finanziario,<br />

si attiva un supporto per tutti<br />

i familiari, si bilancia l’impegno<br />

lavorativo, si evita di rivolgersi<br />

agli istituti sbagliati.<br />

«E’ diverso dall’assistenzialismo<br />

di una volta, quello per<br />

cui se hai fortuna e i capi che ti<br />

conoscono hanno il cuore buono,<br />

allora riesci ad avere agevolazioni<br />

dall’azienda. Per cui c’era<br />

chi riceveva e chi no, sebbene il<br />

bisogno fosse uguale. E anche<br />

chi veniva aiutato si vedeva<br />

sottrarre la responsabilità, per<br />

diventare la pedina di un gioco<br />

di benevolenza dei grandi».<br />

Simona parla del suo ruolo<br />

come di una cabina di regia, in<br />

cui si valorizzano le responsabilità<br />

e le differenze, si bilanciano<br />

le disponibilità fra le diverse<br />

persone e fra momenti diversi<br />

della vita di una singola persona.<br />

Perché la fragilità non è uno<br />

stato permanente delle persone,<br />

è piuttosto una fase, chi ha<br />

bisogno oggi può diventare uno<br />

che domani è in grado di dare,<br />

ci sono diversi conducenti che<br />

sono passati da entrambe le<br />

condizioni.<br />

Oltre ai progetti individuali<br />

ci sono quelli per gruppi di<br />

persone. Il tema non è solo la<br />

salute ma il disagio in genere, un<br />

problema con l’organizzazione,<br />

la perdita del corretto equilibrio<br />

vita-lavoro. Che è la mancanza<br />

di benessere inteso come accesso<br />

alle opportunità e qualità dei<br />

legami. Si coinvolgono i capi,<br />

si cerca l’interesse di tutte le<br />

parti in causa, ovvero i singoli<br />

lavoratori, le loro famiglie, i capi,<br />

l’azienda nel suo insieme, i clienti<br />

del servizio. Una valutazione<br />

del problema che include i costi<br />

del disservizio: in questo modo<br />

amplia la visuale e contribuisce<br />

a trovare le risorse per muoversi<br />

con efficacia. Con un occhio alla<br />

qualità effettiva della soluzione.<br />

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Angelo Colombo,<br />

in ATM dal 1981,<br />

Monte Rosa<br />

Fausto Celestino,<br />

in ATM dal 1982,<br />

Palmanova<br />

Ernesto Ruperto,<br />

in ATM dal 1982,<br />

Palmanova<br />

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44<br />

Maria Paolillo,<br />

in ATM dal 2004,<br />

Zara<br />

Bruno Bianco,<br />

in ATM dal 1993,<br />

Palmanova<br />

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Questione di stile<br />

Alberto Beretta,<br />

in ATM dal 1985,<br />

Molise<br />

«Qui la gente viene per litigare,<br />

e voi invece vi abbracciate?»<br />

commentano negli uffici della<br />

Direzione provinciale del lavoro,<br />

quando l’accordo di uscita si<br />

è concluso. Beretta lavora al<br />

contenzioso del lavoro, e quasi<br />

sempre si emoziona, nel mettere<br />

la firma conclusiva al rapporto di<br />

lavoro di gente che ha conosciuto<br />

bene. Pagine che si chiudono,<br />

altre che si aprono, ruoli che<br />

si intrecciano. La collega di<br />

qualche anno più grande che gli<br />

aveva fatto capire che cosa era<br />

l’azienda quando lui era appena<br />

entrato. Lo stanzone dove<br />

le impiegate si alternavano fra<br />

telefono e macchina da scrivere,<br />

e con una certa condiscendenza<br />

interrompevano una chiacchiera<br />

fitta fitta per spiegargli dove poteva<br />

trovare certi dati. O il conducente<br />

con cui si è preso per<br />

anni il caffè davanti al deposito,<br />

stessi orari, stessa quantità di<br />

zucchero da rigirare piano piano,<br />

un goccio di latte freddo per<br />

ammorbidire il sapore, la brioche<br />

alla crema da concedersi solo<br />

saltuariamente -perché si pensa<br />

alla linea. Poi si esce dal bar, si<br />

attraversa la strada, un cenno<br />

prima di infilarsi nei corridoi.<br />

Anche nelle trattative più<br />

pesanti ci può essere uno stile<br />

che dia significato al rispetto<br />

reciproco. Quando fra te e me,<br />

contrapposti uno davanti all’altro,<br />

c’è l’obiettivo di raggiungere<br />

un accordo buono per entrambi,<br />

e la consapevolezza che non si<br />

è nemici ma alleati. Tira e molla,<br />

io propongo questo e tu chiedi<br />

quello, ma si potrebbe invece…<br />

E se poi c’è addirittura amicizia,<br />

tanto vale riconoscersela, concludendo<br />

con un abbraccio che<br />

non è di circostanza.<br />

Consuetudini che caratterizzano<br />

le situazioni, che danno il<br />

sapore dell’essere dei nostri. Il<br />

flash della memoria torna alle<br />

prime trattative sindacali a cui<br />

era stato invitato a partecipare,<br />

da giovane praticante.<br />

«La cosa che mi colpiva di più<br />

è che dopo una certa ora, certe<br />

usanze parevano sbriciolarsi, e<br />

che la cosa sembrava funzionale<br />

al risultato». Si era cominciato in<br />

giacca e cravatta sopra camicie<br />

ben stirate, le carte ordinatamente<br />

davanti a sé, la penna<br />

stilografica accanto alla matita<br />

e alla gomma. Ma a un certo<br />

punto, chi l’avrebbe mai detto?<br />

il direttore si sfila la giacca, il<br />

suo vicino lo imita e allenta il<br />

nodo della cravatta, qualcuno di<br />

fronte a loro sbottona il colletto.<br />

Nel giro di mezz’ora sono tutti<br />

in camicia, le maniche arrotolate<br />

ai gomiti. Dal gesto garbato con<br />

cui si offre agli altri prima di<br />

servirsi dalla bottiglia di acqua<br />

minerale, dal sorso bevuto dal<br />

bicchiere si passa a bere a canna<br />

attaccandosi direttamente alla<br />

bottiglietta. Se all’inizio parla chi<br />

deve parlare, e gli altri prendono<br />

o consultano gli appunti in un<br />

silenzio rispettoso, col passare<br />

delle ore e l’avanzare della<br />

stanchezza sale il brusio dei<br />

commenti, due o tre gruppetti<br />

confabulano a un angolo del<br />

tavolo. La sala meeting ha le<br />

finestre spalancate sul Castello,<br />

la torre del Filarete illuminata<br />

spicca nella notte, ogni magia<br />

diventa possibile. Fare le ore piccole<br />

è parte di uno stile irrinunciabile,<br />

la stanchezza consentirà<br />

di dare forma ad accordi che con<br />

la luce del giorno non sembravano<br />

possibili. Qualche guizzo di<br />

creatività dovuto ad uno stato di<br />

dormiveglia fa disegnare dettagli<br />

risolutivi. Arriva l’alba, ce l’abbiamo<br />

fatta, fra di noi possiamo<br />

capirci.<br />

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46<br />

Identici<br />

ma diversi<br />

Francesco Basanisi,<br />

in ATM dal 1983,<br />

Novara<br />

Felice Basanisi,<br />

in ATM dal 1986,<br />

Novara<br />

Sebastiano Borruto,<br />

in ATM dal 1993,<br />

Salmini<br />

Lorenzo Borruto,<br />

in ATM dal 1995,<br />

Molise<br />

Giuseppe Borruto,<br />

in ATM dal 1997,<br />

Molise<br />

«Perché lei è sceso dall’autobus<br />

di prima e adesso guida<br />

questo?».<br />

«Gliel’ho già detta la via dove<br />

voglio andare, com’è che non si<br />

ricorda? eravamo ancora sull’altro<br />

tram».<br />

«Ma in ATM vi fanno fare i<br />

turni doppi?».<br />

«Che spavento, guardate!<br />

L’autista dell’autobus che<br />

abbiamo incrociato ha la faccia<br />

uguale precisa alla faccia del<br />

nostro».<br />

Felice e Francesco, i gemelli<br />

Basanisi, sono proprio identici.<br />

Nel sorriso, nel modo di fare,<br />

nel gesto con cui allargano le<br />

braccia o stringono la mano. La<br />

statura e la corporatura. Al punto<br />

che i capelli si ingrigiscono<br />

nello stesso modo, tagliati dallo<br />

stesso barbiere «che poi è mia<br />

moglie» spiega Francesco.<br />

Sono conducenti di autobus<br />

tutti e due, ligi all’impostazione<br />

ricevuta dalla mamma, per cui<br />

dove va uno va anche l’altro,<br />

impensabile qualcosa di diverso,<br />

o stare senza telefonarsi almeno<br />

quattro volte al giorno. Felice era<br />

entrato in servizio sul Gamba de<br />

legn, non quello mitico ma sul<br />

bus che ne percorreva la storica<br />

tratta Milano-Magenta.<br />

Non sono gli unici. Dei tre<br />

Borruto, Giuseppe e Lorenzo<br />

sono gemelli, Sebastiano lo<br />

sembra ma è il fratello maggiore<br />

di tre anni, che li ha preceduti in<br />

ATM. Stesse facce, stessa corporatura,<br />

stesso modo di fare e di<br />

parlare. Stesso passato di camionisti,<br />

i trasporti sono il mestiere<br />

di famiglia, a partire dal nonno<br />

che lavorava con carri trainati<br />

dai cavalli sulle strade sterrate.<br />

In comune hanno lo sguardo e<br />

il lavoro che diventa un modo<br />

particolare di interpretare la vita.<br />

Anche loro sono abituati fin da<br />

piccoli alla confusione di chi<br />

hanno davanti, a scambiarsi di<br />

banco a scuola, a prendersi gioco<br />

degli insegnanti al momento<br />

dell’interrogazione, e magari<br />

anche di qualche ragazza.<br />

Chissà se si sono mai scambiati<br />

un turno in ATM? Si<br />

guardano e ammiccano, parlano<br />

di regole e intanto si stringono<br />

nelle spalle, i visi si illuminano e<br />

la risposta non arriva.<br />

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Case Ceda,<br />

Via Teodosio<br />

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48<br />

Massimo Semplici,<br />

in ATM dal 1986,<br />

Molise<br />

Giuliano Marcato,<br />

in ATM dal 1981,<br />

Molise<br />

Dario Cormio,<br />

in ATM dal 2003,<br />

Molise<br />

Antonio Salatto,<br />

in ATM dal 1990,<br />

Molise<br />

Cosimo Carrozzo,<br />

in ATM dal 1997,<br />

Molise<br />

Alberto Romano,<br />

in ATM dal 1982,<br />

Molise<br />

Renato Boccaletto,<br />

in ATM dal 1987,<br />

Molise<br />

Damiano De Felice,<br />

in ATM dal 1980,<br />

Molise<br />

Francesco Costantino,<br />

in ATM dal 1997,<br />

Molise<br />

Giovanni Maggioni,<br />

in ATM dal 1986,<br />

Molise<br />

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La carica della<br />

centouno<br />

Luigina Brega,<br />

vedova di un<br />

conducente ATM<br />

Pompeo Castiglia,<br />

pensionato ATM<br />

La signora Gina abita nel suo<br />

appartamento alle case ATM<br />

di Teodosio dal 1930. Sì, da 80<br />

anni precisi. Ci è arrivata sposina<br />

ventunenne, quando il marito<br />

guadagnava 750 lire al mese e<br />

la casa era un problema serio<br />

per tante coppie. Un vero colpo<br />

di fortuna, potersi sistemare<br />

nel palazzo appena finito di<br />

costruire, stavano assegnando<br />

gli alloggi proprio allora, e c’era<br />

chi aveva seguito passo passo la<br />

costruzione per i due anni che<br />

erano durati i lavori, sognando il<br />

giorno in cui ci si sarebbe potuti<br />

entrare.<br />

In quasi un secolo Milano è<br />

cambiata, ha visto passare una<br />

guerra con i suoi bombardamenti<br />

e poi la ricostruzione, la Fiera<br />

Campionaria che si consolida e<br />

diventa un punto di riferimento,<br />

l’officina ATM di Teodosio che<br />

sviluppa la sua importanza e<br />

accoglie le delegazioni di tecnici<br />

e di politici anche da altre città.<br />

Arrivano la contestazione e<br />

l’autunno caldo, lo sviluppo<br />

edilizio e le ondate di immigrazione,<br />

l’affermazione e il declino<br />

dell’industria. I negozi di quartiere<br />

cedono il posto ai supermercati,<br />

i bimbi non giocano più<br />

sul marciapiede perché il traffico<br />

è diventato pericoloso, la vita<br />

notturna fino alle ore piccole è<br />

lo stile di vita di tanti giovani e<br />

non solo dei privilegiati. Dimenticato<br />

quel tale, panettiere in via<br />

Teodosio, che in tempo di guerra<br />

metteva cemento nell’impasto<br />

del pane, e in galera ci è andato<br />

il padre al posto suo; dimenticate<br />

le bravate dei bulli di periferia<br />

che oggi paiono ragazzate da far<br />

sorridere.<br />

Il marito della signora Gina<br />

era conducente, passato dopo<br />

un po’ di anni a controllore, «ma<br />

non era un ruffiano» precisa lei<br />

con orgoglio. Il figlio Davide che<br />

ora ha 76 anni ha seguito la sua<br />

strada in un’azienda di impianti<br />

elettrici, ha avuto due ragazzi<br />

che ora sono genitori a loro<br />

volta, dei quattro bisnipoti della<br />

signora.<br />

Pompeo Castiglia spiega che<br />

fra Teodosio e Camerini sono<br />

quasi 350 appartamenti assegnati<br />

a dipendenti ATM, e fra i<br />

suoi compiti di consigliere c’è<br />

anche la cura dei rapporti fra le<br />

persone, l’attenzione agli eventi<br />

particolari. Fra cui ovviamente il<br />

festeggiamento per i cento anni<br />

della signora Gina, l’anno scorso,<br />

con la collaborazione di tutta<br />

la scala. «Perché questo non è<br />

semplicemente un condominio,<br />

è una comunità, vogliamo che<br />

ci si possa vivere con serenità e<br />

allegria. Con solidarietà, come<br />

la vicina che fa la spesa per la<br />

signora Gina, e ogni giorno si<br />

informa per sapere che cosa le<br />

serve».<br />

«Ma non mancano pettegolezzi<br />

e qualche litigata» corregge<br />

lei, «c’è gente che ha abitudini<br />

strane come tenere gli spinaci<br />

nella vasca da bagno, qualche<br />

villano che non saluta quando<br />

lo incontri di sotto, come se non<br />

ci si conoscesse. E poi non tutti<br />

ringraziano, quando gli regalo il<br />

bavaglino di pizzo, lo faccio con<br />

tutti i bimbi che nascono sulla<br />

scala».<br />

Perché lei lavorava come<br />

ricamatrice e ci si dedica ancora<br />

con passione e attenzione, dato<br />

che non le mancano né l’energia<br />

né la vista buona.<br />

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50<br />

Sicurezza e<br />

tecnologia<br />

Roberto Zambon,<br />

in ATM dal 1990,<br />

Monte Rosa<br />

Emilio Malangone,<br />

in ATM dal 1979,<br />

Monte Rosa<br />

C’è la storia della banda<br />

degli estintori, definita così sui<br />

giornali perché prendevano<br />

gli estintori ai mezzanini della<br />

metro per sfondare le vetrine dei<br />

negozi del centro. Poi arraffavano<br />

il contenuto, gioielli e capi<br />

costosi e si volatilizzavano nel<br />

nulla. Un tormentone, con un<br />

vago sapore di lusso e raffinatezza,<br />

fra pellicce e indirizzi del<br />

quadrilatero della moda. Fino a<br />

quando hanno preso un tizio di<br />

mezza età a Porta Venezia, con<br />

l’aria dimessa e lo sguardo perso,<br />

che si è infilato sui binari verso<br />

Lima col suo fagotto rosso in<br />

mano, e correndo gridava<br />

«…ahò, ma che banda e banda,<br />

che ce volete voi da me, sò da<br />

solo, lasciateme perdere…».<br />

C’è la storia del ladro sbadato<br />

che aveva sfondato il finestrino<br />

di un’auto parcheggiata a Zara,<br />

per frugare in una valigetta che<br />

sembrava promettente, e poi l’aveva<br />

lasciata cadere a pochi metri<br />

di distanza. La trovano quelli<br />

della sicurezza, e si accorgono<br />

che dentro c’erano tre buste con<br />

un totale di 6000 € in contanti.<br />

Somma che il proprietario è<br />

stato ben contento di riprendersi,<br />

anche perché non erano<br />

suoi, ma di un fondo destinato a<br />

ragazzi con handicap.<br />

Roberto viene dalla guida, e si<br />

è inserito volentieri fra i professionisti<br />

di un mestiere che si sta<br />

evolvendo velocemente. Ci sono<br />

i writer, «che non solo rovinano<br />

le vetture e fanno dannare i<br />

colleghi che le risistemano, ma<br />

senza saperlo corrono dei rischi<br />

pazzeschi». Come la coppia di<br />

ragazzi fermati pochi giorni fa<br />

in un tunnel della metro, due<br />

studenti, lui con le bombolette<br />

nello zaino di marca, e lei una<br />

biondina in coda di cavallo sopra<br />

una maglietta rosa e una perlina<br />

all’ombelico. Mano nella mano,<br />

aria da ragazzi perbene, stupiti<br />

per essere stati sorpresi. Anzi,<br />

seccati per essere stati interrotti,<br />

mentre già si vedevano immortalati<br />

su Youtube o su Facebook<br />

nell’ammirazione degli amici.<br />

Quando le hanno spiegato che<br />

erano passati a soli 10 cm dalla<br />

corrente a 1500 volt è sbiancata,<br />

il filmato delle telecamere di<br />

sorveglianza lo mostrava chiaramente.<br />

Non c’è stato bisogno di<br />

aggiungere che sarebbe bastato<br />

un gesto un po’ più entusiasta,<br />

ad annullare quella piccola<br />

distanza.<br />

«Un altro problema è la sicurezza<br />

rispetto alle aggressioni,<br />

e parlo dei conducenti, o dei<br />

tutor o degli addetti all’esercizio»<br />

spiega Emilio, in contesti dove<br />

trascendere sembra diventare<br />

sempre più facile. Come se per<br />

certa gente la violenza fosse un<br />

comportamento da scegliere fra<br />

i molti possibili, invece di qualcosa<br />

da evitare. Pure gli alcolisti<br />

paiono moltiplicarsi, diventando<br />

più violenti e attaccabrighe, o<br />

forse non hanno altri posti in<br />

cui andare con la loro bottiglia.<br />

Li trovi ai mezzanini della metro<br />

e in fondo alle vetture, solitari<br />

e storditi. Farli scendere dalla<br />

vettura a fine turno richiede insieme<br />

comprensione e fermezza.<br />

Problemi che fanno quasi tenerezza,<br />

se paragonati alle altre<br />

sfide della sicurezza. Perché purtroppo<br />

Atocha e Londra, dopo<br />

l’11 settembre, hanno insegnato<br />

che le infrastrutture e i trasporti<br />

sono situazioni a rischio. Così<br />

occuparsi di sicurezza non è più<br />

solo avere a che fare con furti<br />

e aggressioni, con casi isolati,<br />

e qualche telefonata anonima<br />

che nella maggior parte dei casi<br />

si rivelava un falso allarme. Si<br />

ragiona in termini di collegamenti<br />

internazionali, si potenzia<br />

la SOS -sala operativa di superficie-<br />

aprendola al collegamento<br />

con polizia e carabinieri, si<br />

studiano altre misure di tutela<br />

con le tecnologie più avanzate,<br />

ci si attrezza per affrontare un<br />

nemico invisibile e le possibili<br />

conseguenze su vasta scala.<br />

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Luca Novo,<br />

in ATM dal 1997,<br />

Precotto<br />

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52<br />

Antonio Pesenti,<br />

in ATM dal 1990,<br />

Teodosio<br />

Stefano Bossi,<br />

in ATM dal 1985,<br />

Teodosio<br />

Gianfranco Corradi,<br />

in ATM dal 1986,<br />

Teodosio<br />

Roberto Iannella,<br />

in ATM dal 2004,<br />

Teodosio<br />

Ettore Giulia,<br />

in ATM dal 1989,<br />

Teodosio<br />

Walter Bontempi,<br />

in ATM dal 1997,<br />

Teodosio<br />

Alessandro Martini,<br />

in ATM dal 1990,<br />

Teodosio<br />

Francesco Castellazzi,<br />

in ATM dal 1990,<br />

Teodosio<br />

Giorgio Croci,<br />

in ATM dal 1988,<br />

Teodosio<br />

Giuseppe Verdelli,<br />

in ATM dal 1987,<br />

Teodosio<br />

22_11_2010.indd 52 22/11/10 15.46


Spettacolo<br />

in linea<br />

Paolo Chiappa,<br />

in ATM dal 1985,<br />

Gorgonzola<br />

Mario Perego,<br />

in ATM dal 1983,<br />

Gorgonzola<br />

Enrico Beretta,<br />

in ATM dal 1988,<br />

Gorgonzola<br />

Daniele Pesenti,<br />

in ATM dal 1986,<br />

Gorgonzola<br />

Giovanni Rovelli,<br />

in ATM dal 1998,<br />

Gorgonzola<br />

Natale Sonaglio,<br />

in ATM dal 1984,<br />

Gorgonzola<br />

Andrea Guido Bagarotto,<br />

in ATM dal 1988,<br />

Cascina Gobba<br />

Euro Boccafoli,<br />

in ATM dal 1982,<br />

Monte Rosa<br />

«La volta che facendo marcia<br />

indietro stavo per mettere<br />

sotto quattro capi, quattro!» ma<br />

per fortuna si sono scansati in<br />

tempo, raccontano nel deposito<br />

di Gorgonzola. Periferia dell’impero<br />

e quindi provincia a sé,<br />

dove ci si scambia il rituale «…se<br />

aspettavamo te…» e degli altri si<br />

conosce anche la vita familiare<br />

e le passioni. Prima fra tutte il<br />

ciclismo, che accomuna i colleghi<br />

di depositi diversi come Enrico,<br />

Euro e Andrea, la bici legata sul<br />

piazzale e via tutte le sere ad<br />

allenarsi. Condividendo la sensazione<br />

di libertà che ti offre un<br />

mezzo che dipende interamente<br />

dalle capacità di chi lo conduce<br />

e sfide come la mitica Maratona<br />

delle Dolomiti.<br />

Ma anche la vita professionale<br />

ha i suoi episodi da incorniciare.<br />

C’era la ragazza che si esibiva<br />

ogni sera sulla metro verde.<br />

Entrava nella vettura di testa<br />

vestita in modo normale, jeans<br />

e giaccone, e poi si spogliava<br />

al ritmo della radio che aveva<br />

appoggiato per terra. Qualche<br />

minuto di danza attaccata al<br />

palo, e poi via a chiedere i soldi<br />

ai passeggeri-spettatori. Finito il<br />

giro si riveste e ricomincia con<br />

il prossimo treno. Il conducente<br />

vede quel che può dalla finestrina,<br />

racconta Paolo, la musica si<br />

intuisce più che sentirla veramente,<br />

ma non importa, la scena<br />

è di quelle che si ricordano. Una<br />

storia andata avanti per tre mesi,<br />

poi improvvisamente è terminata.<br />

Chissà, forse la ragazza<br />

ha trovato proprio in questo<br />

modo un talent scout, che l’ha<br />

ingaggiata per un pubblico più<br />

regolare.<br />

Di scene hard ce ne sono anche<br />

peggio, raccontano divertiti<br />

in sala macchinisti, ognuno ha<br />

la sua da raccontare e tutte le<br />

storie si assomigliano. Si svolgono<br />

dopo le 22.30 sulla linea 2,<br />

nel primo tratto dopo Gessate,<br />

prima di Cascina Gobba. Gente<br />

che inizia abbracciandosi e poi<br />

va avanti in crescendo, come se<br />

fosse in trasgressione al Grande<br />

Fratello, e si guardano intorno<br />

compiaciuti, avere pubblico fa<br />

parte del gioco. Gli ubriachi<br />

smaltiscono barcollando l’ultima<br />

bevuta, o finiscono la bottiglia<br />

che si sono portati con sé, di<br />

fianco ai clochard che passano<br />

la serata così, avanti e indietro<br />

senza mai scendere al capolinea,<br />

lo sguardo fisso a terra. Quando<br />

inizia l’ultima corsa della notte il<br />

macchinista li avvisa uno per uno<br />

che dovranno scendere, di fare<br />

attenzione alla loro fermata.<br />

Fino a qui è –quasi- routine,<br />

qualcosa di cui si parla con leggerezza.<br />

A volte ci sono episodi<br />

più pesanti, come i due che vengono<br />

alle mani, proprio nel primo<br />

vagone dietro il conducente, e<br />

uno di loro rimane disteso per<br />

terra. L’altro scende alla prima<br />

fermata, scappa su per le scale.<br />

Si ferma il treno, si allontanano i<br />

passeggeri, si chiama l’ambulanza.<br />

Alla fine il colpevole è stato<br />

preso, dopo una lunga trafila di<br />

controlli e riconoscimenti che ha<br />

coinvolto chi lavorava a quell’ora,<br />

prima sulle foto segnaletiche e<br />

poi con un gruppo più ristretto<br />

di indiziati.<br />

I colleghi arrivano alla spicciolata,<br />

man mano che inizia<br />

o finisce il turno, si aggiunge<br />

una battuta e si ride dei racconti<br />

degli altri. Ognuno ha il<br />

suo armadietto, l’atmosfera ha<br />

l’ordine/disordine delle stanze<br />

vissute, le immagini alle pareti<br />

raccontano le passioni maschili.<br />

Sul tavolo c’è acceso il computer<br />

a disposizione di tutti. L’immagine<br />

dello schermo, la scrivania nel<br />

gergo degli esperti, dice «grazie<br />

Paolo». Perché Paolo Chiappa<br />

(destra, quella di sinistra lavora<br />

a Cologno) è andato in giro per<br />

i depositi, ha raccattato con<br />

pazienza i condizionatori che<br />

stavano per essere rottamati, e li<br />

ha montati personalmente nella<br />

sala. Regalando a tutti un bel<br />

fresco che contrasta con i 35°<br />

che ci sono di fuori.<br />

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54<br />

Convergenze<br />

Mariella Landi,<br />

ex dipendente ATM<br />

Emanuele Fiumanò,<br />

ex dipendente ATM,<br />

presidente ANLA<br />

Mariella ed Emanuele si sono<br />

conosciuti in ATM. Sposati qualche<br />

anno dopo, hanno costruito<br />

un sodalizio in cui famiglia e<br />

lavoro si intrecciano in un unico<br />

abbraccio.<br />

Lei si è sempre mossa negli<br />

Uffici di Direzione, lui nell’Area<br />

Tecnica della metropolitana.<br />

E’ una storia di stimolo reciproco,<br />

di gioco al rialzo, di piacere<br />

ed orgoglio nel vedersi crescere.<br />

Mariella è giovane, ma intraprendente,<br />

comunicativa ed<br />

attenta ai particolari. Emanuele<br />

è tenace, analitico nell’affrontare<br />

i problemi.<br />

Insieme crescono, donandosi<br />

reciprocamente tramite il confronto,<br />

il dialogo quotidiano.<br />

Lui partecipa in prima linea<br />

all’inaugurazione della Linea 1<br />

della Metropolitana Milanese, è<br />

parte attiva della squadra che<br />

l’ha creata: un’esperienza pioneristica<br />

che fa scuola nei lontani<br />

anni ‘60. Lei è impegnata in attività<br />

che richiedono attenzione al<br />

particolare, cura della comunicazione<br />

e della relazione.<br />

Crescere professionalmente<br />

richiede impegno, dedizione, una<br />

visione estesa della realtà, adattamento<br />

a stili ed interlocutori<br />

differenti, allenamento costante<br />

a ragionare verso orizzonti<br />

differenti.<br />

L’entusiasmo e la passione<br />

per ciò che si fa, il sentirsi parte<br />

di un progetto più ampio: è ciò<br />

che contraddistingue chi ama<br />

il proprio lavoro. Mariella ed<br />

Emanuele hanno nel loro DNA<br />

l’energia vitale, la vivacità di chi<br />

accetta le sfide e si mette in gioco,<br />

di chi affronta gli imprevisti<br />

e cerca di trasformare le criticità<br />

in opportunità di crescita.<br />

Lui razionale e metodico, lei<br />

estroversa e creativa: un connubio<br />

di chiaroscuri, due personalità<br />

per alcuni aspetti divergenti,<br />

ma che insieme pongono basi<br />

solide, costruiscono una famiglia<br />

unita, un amore forte.<br />

E anche la loro figlia Ilaria<br />

ha ricevuto in dono la carica<br />

comunicativa dalla madre e le<br />

doti organizzative dal padre<br />

e soprattutto la passione per<br />

l’ATM. La crescita professionale<br />

di Emanuele segue le evoluzioni<br />

tecnologiche che irrompono nella<br />

sua metropolitana: collabora<br />

con progettisti e tecnici, occupa<br />

ruoli di cerniera fra ideazione e<br />

realizzazione. Viene nominato<br />

Maestro del Lavoro - un’onorificenza<br />

equivalente a quella<br />

di Cavaliere del Lavoro, che<br />

si riceve per particolari meriti<br />

professionali.<br />

Mariella è sempre presente,<br />

partecipe, attenta alle necessità<br />

della sua famiglia, corre tra i vari<br />

impegni a casa ed in ufficio.<br />

Mariella ed Emanuele sono<br />

una storia. Una storia di entusiasmo<br />

e di passione. Una storia<br />

di impegno e fatica. Una storia<br />

dove l’aiuto reciproco diventa<br />

impegno sociale e solidarietà.<br />

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Giuseppe De Tollis,<br />

in ATM dal 1978,<br />

Desio<br />

Antonio Pasquali,<br />

in ATM dal 1988,<br />

Desio<br />

Ezio Galafassi,<br />

in ATM dal 1986,<br />

Desio<br />

22_11_2010.indd 55 22/11/10 15.46


56<br />

Andrea Cristofori,<br />

in ATM dal 1997,<br />

Gorgonzola<br />

22_11_2010.indd 56 22/11/10 15.46


Honda SH 150<br />

Claudia Zucchelli,<br />

in ATM dal 2004,<br />

Zara<br />

Luigi Nolgo,<br />

in ATM dal 2005,<br />

Zara<br />

Tiziana Boemia,<br />

in ATM dal 2004,<br />

Zara<br />

Angelo Molfese,<br />

in ATM dal 1991,<br />

Palmanova<br />

Non è male girare per la città<br />

in moto, e per di più farlo per<br />

lavoro. Significa sentirsi liberi,<br />

sfrecciare dove le auto sono<br />

ferme, controllare l’accelerazione<br />

e la frenata come se si trattasse<br />

del proprio corpo, giocare con<br />

l’aria quando la strada è libera e<br />

il traffico lo permette. Certo, la<br />

moto d’ordinanza non è la Suzuki<br />

1000 dell’ex marito di Claudia,<br />

ma spicca nel suo segmento, è<br />

maneggevole, e ha una potenza<br />

che dà soddisfazione. L’aspetto<br />

scomodo è che si va in giro a<br />

dare multe -la maggior parte<br />

per divieto di sosta- una cosa<br />

antipatica, che ti mette in una<br />

posizione difficile.<br />

Va meglio quando si corre a<br />

dare una mano per gli incagli<br />

sulle linee, dovuti alle auto che<br />

intralciano il percorso perché<br />

parcheggiate a casaccio, o in<br />

doppia fila o sui binari. In quel<br />

caso l’autista e i passeggeri<br />

ringraziano, può scappare l’applauso,<br />

e diventa evidente che<br />

l’arroganza di uno solo determina<br />

il disagio di tanti.<br />

«La sera sui navigli la situa-<br />

zione è allucinante, i parcheggi<br />

disinvolti non si contano, e nemmeno<br />

le proteste dei residenti.<br />

Noi ci andiamo in gruppo, e ci<br />

vogliono autocontrollo e capacità<br />

di relazione» spiega Luigi,<br />

«quando hai a che fare con ragazzi<br />

che vogliono solo divertirsi,<br />

e tu sei lì a rovinargli la serata e<br />

per di più lo fai davanti a tutti.<br />

La sfida è mantenere un tono<br />

pacato e indurre l’altro a fare<br />

altrettanto, anche se ha bevuto<br />

più del dovuto, anche se vorrebbe<br />

far bella figura con la ragazza<br />

che ha di fianco». Prima Luigi<br />

faceva il fotografo, «e questo<br />

mi ha aiutato. Perchè mi aveva<br />

insegnato a gestire l’umore delle<br />

persone, a cercare di metterle<br />

a loro agio anche quando sono<br />

tese. E a dare il meglio di me a<br />

chi ho davanti».<br />

La relazione con i commercianti<br />

non è sempre uguale. Ci<br />

sono quelli che ritengono un<br />

loro diritto tenere l’auto parcheggiata<br />

lì davanti, come farebbero<br />

altrimenti a lavorare? «Però<br />

ci sono anche quelli che pensano<br />

che con uno spazio più ampio<br />

per passeggiare sul marciapiede<br />

venderebbero di più, e quindi<br />

sono dalla nostra parte –purché<br />

non gli si tocchi il cliente che sta<br />

comprando in quel momento».<br />

«Dipende anche molto da<br />

come ti poni, dal rapporto che<br />

riesci a stabilire» continuano<br />

Claudia e Tiziana, «è chiaro che<br />

c’è un conflitto, le persone non<br />

hanno certo voglia di farsi mul-<br />

tare, mentre noi invece abbiamo<br />

regole da far rispettare. Per di<br />

più con un ruolo più fragile di<br />

quello dei vigili».<br />

A casa, che dicono i figli<br />

di questo strano mestiere dei<br />

genitori? Le ragazze di Claudia,<br />

la bruna Chantal e la bionda Denise,<br />

sono solidali con la mamma<br />

e fiere della sua capacità di cavarsela<br />

e reinventarsi un lavoro.<br />

Il minore di Tiziana si chiama<br />

Andrea e ha quattro anni. Il suo<br />

papà, Angelo, guida la 73, e il<br />

piccolo la mette sulle dimensioni<br />

«mamma, tu guidi una moto<br />

piccola, e il papà invece un bel<br />

pullman grande grande».<br />

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58<br />

Gli uomini<br />

del binario<br />

Aurelio Carioni,<br />

in ATM dal 1980,<br />

Messina<br />

Mario Trotta,<br />

in ATM dal 1997,<br />

Messina<br />

Domenico Minniti,<br />

in ATM dal 2001,<br />

Messina<br />

«Ma siete sicuri che bisogna<br />

essere per forza in nove solo per<br />

scavare una buca?» commenta<br />

acido qualcuno che si è fermato<br />

a guardare.<br />

Per scavare la fossa no, ma<br />

per trovare la soluzione completa<br />

al problema sì. Perché,<br />

racconta Minniti, «è capitato<br />

anche di dover posare un pezzo<br />

di rotaia dritto, e di averne a disposizione<br />

solo uno curvo, senza<br />

che ci fosse il tempo di farne arrivare<br />

un altro dal magazzino. E<br />

con il solo ausilio delle macchine<br />

di cantiere, la saldatrice per<br />

scaldare il metallo e tanto lavoro<br />

di mazza e braccia siamo riusciti<br />

a rendere perfettamente dritto<br />

il pezzo e a posare il binario a<br />

regola d’arte».<br />

Il lavoro della squadra armamento<br />

è all’aperto e in mezzo<br />

alla strada, davanti alla gente<br />

che a volte ironizza, a volte si<br />

spenzola fino a cadere dentro<br />

alla fossa, a volte si piazza lì con<br />

un panino e una birra dalla mattina<br />

alla sera neanche fosse al<br />

circo, a volte grida insulti. Tanti<br />

pensionati, qualche ex collega.<br />

Sembra di avere sempre le gradinate<br />

del pubblico alle spalle,<br />

va quasi meglio quando piove<br />

fitto, così almeno mancano gli<br />

spettatori. E’ capitato anche che<br />

un tale si bruciasse i pantaloni<br />

sul metallo rovente nella fase di<br />

taglio, tanto si era avvicinato per<br />

guardare bene.<br />

«Bisogna essere affiatati<br />

perché le variabili sono tante e<br />

non tutte prevedibili» racconta<br />

Archimede -ovvero Aurelio<br />

Carioni: «non si è mai arrivati,<br />

ci si rimette sempre in discussione.<br />

Arrivi sul posto e non sai<br />

se i metodi adottati fino a ieri<br />

saranno quelli giusti anche oggi.<br />

C’è la spinta a trovare soluzioni<br />

innovative, strumenti più adatti.<br />

Come i denti nuovi realizzati per<br />

una piccola benna che usiamo<br />

per spostare i pezzi di binario o<br />

una dima che serve agli uomini<br />

per forare le piastre più<br />

velocemente». Poi il premio è la<br />

soddisfazione di veder crescere il<br />

binario, i colleghi che riprendono<br />

la guida, il traffico che torna alla<br />

sua normalità.<br />

Si lavora sempre in emergenza<br />

e contro il tempo, per<br />

ripristinare in fretta le condizioni<br />

regolari del percorso, e sì, spiega<br />

Trotta «bisogna essere in tanti,<br />

ognuno con la sua competenza e<br />

tutti con un grande affiatamento.<br />

Lavori sulla tua parte e sai<br />

che i colleghi stanno facendo la<br />

loro. E’ un lavoro che si può fare<br />

solo in squadra, ed è fondamentale<br />

capirsi al volo ed essere<br />

uniti. Un’occhiata, un gesto,<br />

quando con la voce è impossibile<br />

sovrastare il rumore dei lavori<br />

e si devono coordinare le varie<br />

parti dell’intervento». Che può<br />

includere anche la gestione del<br />

traffico automobilistico, armati<br />

solo di palette e giubbotti arancione,<br />

perché non c’è un vigile a<br />

disposizione a dirottare le auto<br />

di passaggio. Fino a tirare fuori<br />

dalla terra l’auto di quel signore<br />

che non si è curato dei cartelli<br />

ed è sprofondato nel cantiere<br />

fregandosene dei nastri di delimitazione.<br />

Perché aveva fretta.<br />

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Marcella Scaldaferri,<br />

in ATM dal 2002,<br />

Novara<br />

Laura Cardacino,<br />

in ATM dal 2009,<br />

Novara<br />

Lucia Acquistapace,<br />

in ATM dal 2010,<br />

Novara<br />

Immacolata Carmicino,<br />

in ATM dal 2009,<br />

Novara<br />

Carla Santagata,<br />

in ATM dal 2009,<br />

Giambellino<br />

Rosaria Accardo,<br />

in ATM dal 2010,<br />

Novara<br />

Maria Elisabetta Peara,<br />

in ATM dal 1999,<br />

Novara<br />

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60<br />

Giorgio Bragiotto,<br />

in ATM dal 2005,<br />

Precotto<br />

Maurizio Brambilla,<br />

in ATM dal 1981,<br />

Precotto<br />

Cesarino Gravellini,<br />

in ATM dal 1988,<br />

Precotto<br />

22_11_2010.indd 60 22/11/10 15.46


22_11_2010.indd 61 22/11/10 15.46


62<br />

Bartolo Mandaglio,<br />

in ATM dal 1980,<br />

Novara<br />

22_11_2010.indd 62 22/11/10 15.46


Camillo Sagliano,<br />

in ATM dal 1989,<br />

Novara<br />

Michele Di Pasquale,<br />

in ATM dal 1984,<br />

Novara<br />

Angelo Guastaferro,<br />

in ATM dal 1993,<br />

Novara<br />

22_11_2010.indd 63 22/11/10 15.46


64<br />

Ilva Locatelli,<br />

in ATM dal 1997,<br />

Teodosio<br />

22_11_2010.indd 64 22/11/10 15.46


Enrico Beretta,<br />

in ATM dal 1988,<br />

Gorgonzola<br />

22_11_2010.indd 65 22/11/10 15.46


66<br />

Gian Paolo Osti,<br />

in ATM dal 1985,<br />

Teodosio<br />

22_11_2010.indd 66 22/11/10 15.46


Francesco Bonomo,<br />

in ATM dal 2006,<br />

Novara<br />

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68<br />

Fabrizio D’Oria,<br />

in ATM dal 1998,<br />

Novara<br />

22_11_2010.indd 68 22/11/10 15.47


Carmelina De Leo,<br />

in ATM dal 2004,<br />

Precotto<br />

Pasquale Garonfolo,<br />

in ATM dal 2008,<br />

Precotto<br />

22_11_2010.indd 69 22/11/10 15.47


70<br />

Matteo Rigobello,<br />

in ATM dal 2004,<br />

Precotto<br />

Carmelo Sammartino,<br />

in ATM dal 2008,<br />

Precotto<br />

Ezio Galafassi,<br />

in ATM dal 1986,<br />

Desio<br />

Giovanni Terrana,<br />

in ATM dal 2003,<br />

Desio<br />

22_11_2010.indd 70 22/11/10 15.47


Eugenio Magni,<br />

in ATM dal 1972,<br />

Precotto<br />

Fabio Giuseppe<br />

Mosconi,<br />

in ATM dal 1984,<br />

Zara<br />

Marco Pavanello,<br />

in ATM dal 2007,<br />

Direzione<br />

Elio Catania,<br />

in ATM dal 2007,<br />

Direzione<br />

Giampaolo Codeluppi,<br />

in ATM dal 2008,<br />

Direzione<br />

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72<br />

Case Ceda,<br />

Via Teodosio<br />

22_11_2010.indd 72 22/11/10 15.47


Educatrici<br />

Asilo Nido,<br />

Precotto<br />

Francesco Caggio<br />

Simona Zandonà,<br />

in ATM dal 1998,<br />

Direzione<br />

Educatrici e<br />

bambini Asilo Nido,<br />

Leoncavallo<br />

22_11_2010.indd 73 22/11/10 15.47


74<br />

Claudia Zucchelli,<br />

in ATM dal 2004,<br />

Zara<br />

Luigi Nolgo,<br />

in ATM dal 2005,<br />

Zara<br />

Tiziana Boemia,<br />

in ATM dal 2004,<br />

Zara<br />

22_11_2010.indd 74 22/11/10 15.47


Gianfranco Crosa Golli,<br />

in ATM dal 1987,<br />

Precotto<br />

22_11_2010.indd 75 22/11/10 15.47


76<br />

Samuele Bovani,<br />

in ATM dal 2008,<br />

Precotto<br />

Gianfranco<br />

Crosa Golli ,<br />

in ATM dal 1987,<br />

Precotto<br />

Pasquale Latorraca,<br />

in ATM dal 1987,<br />

Palmanova<br />

Clementina Marciano,<br />

in ATM dal 2010,<br />

Palmanova<br />

Claudio Severo<br />

D’Autilio,<br />

in ATM dal 1978,<br />

Palmanova<br />

22_11_2010.indd 76 22/11/10 15.47


Giacomo Guerri,<br />

in ATM dal 2004,<br />

Precotto<br />

Dario Girotto,<br />

in ATM dal 2004,<br />

Precotto<br />

Agostino Paglieri,<br />

in ATM dal 1995,<br />

Precotto<br />

22_11_2010.indd 77 22/11/10 15.47


78<br />

Bocciofila di Baggio,<br />

ex dipendenti ATM<br />

22_11_2010.indd 78 22/11/10 15.47


Luca Franchi,<br />

in ATM dal 2003,<br />

Teodosio<br />

22_11_2010.indd 79 22/11/10 15.47


80<br />

Maurizio Cavalli,<br />

in ATM dal 1987,<br />

Sarca<br />

Raffaele Carrino,<br />

in ATM dal 1981,<br />

Sarca<br />

Antonio Adamo,<br />

in ATM dal 1983,<br />

Sarca<br />

Giovanni Galizia,<br />

in ATM dal 1979,<br />

Sarca<br />

Raffaele Zambrano,<br />

in ATM dal 1991,<br />

Sarca<br />

Carmine Raia,<br />

in ATM dal 1981,<br />

Sarca<br />

22_11_2010.indd 80 22/11/10 15.47


Luciano Ceruti,<br />

in ATM dal 2003,<br />

Teodosio<br />

Giuliano Cortinovis,<br />

in ATM dal 1980,<br />

Teodosio<br />

22_11_2010.indd 81 22/11/10 15.47


82<br />

Raffaella Meazzi,<br />

in ATM dal 2010,<br />

Monte Rosa<br />

Sonia Miletta,<br />

in ATM dal 2006,<br />

Direzione<br />

Stefania Palmieri,<br />

in ATM dal 2006,<br />

Monte Rosa<br />

Luigi Scotti,<br />

in ATM dal 2008,<br />

Desio<br />

Roberto Giurgevich,<br />

in ATM dal 1989,<br />

Desio<br />

Antonio Pasquali,<br />

in ATM dal 1988,<br />

Desio<br />

Gian Luca Babbo,<br />

in ATM dal 2006,<br />

Desio<br />

Mauro Luca<br />

Dolcetto,<br />

in ATM dal 1985,<br />

Desio<br />

22_11_2010.indd 82 22/11/10 15.47


Salvatore<br />

Roberto Scirè,<br />

in ATM dal 1990,<br />

Novara<br />

Giovanni Zanoli,<br />

in ATM dal 1984,<br />

Baggio<br />

Giorgio Berti,<br />

in ATM dal 1980,<br />

Novara<br />

Giuseppina Pagano,<br />

in ATM dal 1999,<br />

Molise<br />

Luciano Scinocca,<br />

in ATM dal 1995,<br />

Molise<br />

Nicolò Paulli,<br />

in ATM dal 2010,<br />

Gorgonzola<br />

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84<br />

Walter Brambilla,<br />

in ATM dal 1987,<br />

Gorgonzola<br />

Giuseppe Manetti,<br />

in ATM dal 1987,<br />

Gorgonzola<br />

Claudio Succi,<br />

in ATM dal 1981,<br />

Gorgonzola<br />

Giambattista<br />

Polonioli,<br />

in ATM dal 1986,<br />

Gorgonzola<br />

Natale Sonaglio,<br />

in ATM dal 1984,<br />

Gorgonzola<br />

Luca Bertoldo,<br />

in ATM dal 1986,<br />

Gorgonzola<br />

Daniele Pesenti,<br />

in ATM dal 1986,<br />

Gorgonzola<br />

Lorenzo Canton,<br />

in ATM dal 1997,<br />

Gorgonzola<br />

22_11_2010.indd 84 22/11/10 15.47


22_11_2010.indd 85 22/11/10 15.47


86<br />

Carlo Sanicola,<br />

in ATM dal 2003,<br />

Novara<br />

Antonio Chianese,<br />

in ATM dal 2002,<br />

Novara<br />

Michele Di Pasquale,<br />

in ATM dal 1984,<br />

Novara<br />

Giancarlo Ometti,<br />

in ATM dal 1981,<br />

Novara<br />

22_11_2010.indd 86 22/11/10 15.47


Alberto Pintore,<br />

in ATM dal 2010,<br />

Precotto<br />

Andrea Bozza,<br />

in ATM dal 2009,<br />

Gallaratese<br />

Danilo Pili,<br />

in ATM dal 2009,<br />

Precotto<br />

Fabrizio Di Virgilio,<br />

in ATM dal 2010,<br />

Precotto<br />

22_11_2010.indd 87 22/11/10 15.47


88<br />

Mario Castelli,<br />

in ATM dal 1985,<br />

Teodosio<br />

22_11_2010.indd 88 22/11/10 15.47


Roberto Pegna,<br />

in ATM dal 1981,<br />

Sarca<br />

Mauro Luca Dolcetto,<br />

in ATM dal 1985,<br />

Desio<br />

Kabir Bonavetti,<br />

in ATM dal 2008,<br />

Desio<br />

22_11_2010.indd 89 22/11/10 15.47


90<br />

Donato Mare,<br />

in ATM dal 1981,<br />

Sarca<br />

Sebastiano Mare,<br />

in ATM dal 1999,<br />

Sarca<br />

22_11_2010.indd 90 22/11/10 15.47


Francesco Fiorucci,<br />

in ATM dal 2009,<br />

Monte Rosa<br />

Luca Fraulini,<br />

in ATM dal 1997,<br />

Direzione<br />

Valeria Signorile,<br />

in ATM dal 2009,<br />

Direzione<br />

Francesca Cassese,<br />

in ATM dal 2009,<br />

Direzione<br />

Stefania Gioia,<br />

in ATM dal 1986,<br />

Direzione<br />

Ida Bellisario,<br />

in ATM dal 1999,<br />

Direzione<br />

Germana Montroni,<br />

in ATM dal 1997,<br />

Direzione<br />

Cinzia Pagliai,<br />

in ATM dal 1987,<br />

Direzione<br />

Carlo Airaghi,<br />

in ATM dal 2001,<br />

Direzione<br />

Marcello Amà,<br />

in ATM dal 2009,<br />

Direzione<br />

22_11_2010.indd 91 22/11/10 15.47


92<br />

Nicola Palmieri,<br />

in ATM dal 1997,<br />

Molise<br />

Daniele Lampugnani,<br />

in ATM dal 1997,<br />

Molise<br />

22_11_2010.indd 92 22/11/10 15.47


Ferruccio Masini,<br />

in ATM dal 1997,<br />

Novara<br />

Michelino Iannacci,<br />

in ATM dal 1980,<br />

Novara<br />

Alessandro Bosoni,<br />

in ATM dal 1997,<br />

Novara<br />

Alessandro<br />

Pampagnin,<br />

in ATM dal 1976,<br />

Sarca<br />

22_11_2010.indd 93 22/11/10 15.47


94<br />

Sergio Ranzani,<br />

in ATM dal 1997,<br />

Teodosio<br />

Giuseppe Rizzo,<br />

in ATM dal 1997,<br />

Baggio<br />

Giulio Pozzi,<br />

in ATM dal 1989,<br />

Teodosio<br />

Ortenzio Merante,<br />

in ATM dal 1982,<br />

Baggio<br />

Massimiliano Testori,<br />

in ATM dal 1997,<br />

Precotto<br />

Filomena Silvestro,<br />

in ATM dal 2001,<br />

San Donato<br />

Giovanni Rossetti,<br />

in ATM dal 2004,<br />

Precotto<br />

William Zarba,<br />

in ATM dal 2001,<br />

Palmanova<br />

22_11_2010.indd 94 22/11/10 15.47


Angelo Cappellano,<br />

in ATM dal 1989,<br />

Novara<br />

Dario Dargenio,<br />

in ATM dal 2001,<br />

Novara<br />

Claudio Amore,<br />

in ATM dal 2005,<br />

Novara<br />

Luigi Scillone,<br />

in ATM dal 1996,<br />

Novara<br />

Massimiliano Ciraolo,<br />

in ATM dal 1997,<br />

Novara<br />

Alessandro Aiello,<br />

in ATM dal 2006,<br />

Molise<br />

22_11_2010.indd 95 22/11/10 15.47


96<br />

Gennaro Loreto,<br />

in ATM dal 2002,<br />

Sarca<br />

22_11_2010.indd 96 22/11/10 15.48


Alessandro Glorioso,<br />

in ATM dal 1997,<br />

Novara<br />

Maurizio Manto,<br />

in ATM dal 1996,<br />

Novara<br />

22_11_2010.indd 97 22/11/10 15.48


98<br />

Davide Minniti,<br />

in ATM dal 1997,<br />

Baggio<br />

Andrea Amato,<br />

in ATM dal 1989,<br />

Baggio<br />

Carmine Pierro,<br />

in ATM dal 1988,<br />

Baggio<br />

22_11_2010.indd 98 22/11/10 15.48


Amerigo Del Buono,<br />

in ATM dal 1995,<br />

Monte Rosa<br />

Alberto Zorzan,<br />

in ATM dal 1985,<br />

Teodosio<br />

22_11_2010.indd 99 22/11/10 15.48


100<br />

Mauro Tarasio,<br />

in ATM dal 1997,<br />

Baggio<br />

Domenico Laserra,<br />

in ATM dal 2001,<br />

Baggio<br />

22_11_2010.indd 100 22/11/10 15.48


Giovanni Girgenti Vinci,<br />

in ATM dal 1998,<br />

Palmanova<br />

22_11_2010.indd 101 22/11/10 15.48


102<br />

Michele Lella,<br />

in ATM dal 1996,<br />

Sarca<br />

22_11_2010.indd 102 22/11/10 15.48


Nicola Notarangelo,<br />

in ATM dal 1995,<br />

Teodosio<br />

Clemente Buttaro,<br />

in ATM dal 1981,<br />

Teodosio<br />

22_11_2010.indd 103 22/11/10 15.48


104<br />

Centro estivo montano,<br />

Fondo Val di Non<br />

Asilo Nido,<br />

Precotto<br />

22_11_2010.indd 104 22/11/10 15.48


Lucia Bonalumi,<br />

in ATM dal 2005,<br />

San Donato<br />

Educatrici e<br />

bambini Asilo Nido,<br />

Leoncavallo<br />

22_11_2010.indd 105 22/11/10 15.48


106<br />

Riccardo Franchi,<br />

in ATM dal 2004,<br />

Teodosio<br />

Massimiliano<br />

Rosinato,<br />

in ATM dal 1997,<br />

Leoncavallo<br />

Emanuela Gullì,<br />

Asilo Nido,<br />

Baggio<br />

Gennaro Fera,<br />

in ATM dal 1994,<br />

Baggio<br />

22_11_2010.indd 106 22/11/10 15.48


Giuseppe Verdelli,<br />

in ATM dal 1987,<br />

Teodosio<br />

Daniele Verdelli,<br />

in ATM dal 2003,<br />

Teodosio<br />

Ivan Delmiglio,<br />

in ATM dal 2008,<br />

Palmanova<br />

Antonio Fino,<br />

in ATM dal 2007,<br />

Palmanova<br />

22_11_2010.indd 107 22/11/10 15.48


108<br />

Giuseppe Regano,<br />

in ATM dal 1986,<br />

Palmanova<br />

22_11_2010.indd 108 22/11/10 15.48


Massimiliano<br />

Michele Capizzi,<br />

in ATM dal 1997,<br />

Teodosio<br />

Marco Bricco,<br />

in ATM dal 2010,<br />

Teodosio<br />

22_11_2010.indd 109 22/11/10 15.48


110<br />

Asilo Nido,<br />

Precotto<br />

Asilo Nido,<br />

Baggio<br />

22_11_2010.indd 110 22/11/10 15.48


Gian Pietro Gusmini,<br />

in ATM dal 1987,<br />

Desio<br />

Gerardo De Pasquale,<br />

in ATM dal 1980,<br />

Desio<br />

Gaetano Sciallo,<br />

in ATM dal 1980,<br />

Desio<br />

Carlo Ponzellini,<br />

in ATM dal 1985,<br />

San Donato<br />

Nicola Meloni,<br />

in ATM dal 2008,<br />

Desio<br />

22_11_2010.indd 111 22/11/10 15.48


112<br />

Giorgio Berti,<br />

in ATM dal 1980,<br />

Novara<br />

Vincenzo Esposito,<br />

in ATM dal 1985,<br />

Novara<br />

Claudio Pusineri,<br />

in ATM dal 1980,<br />

Novara<br />

Bartolo Mandaglio,<br />

in ATM dal 1980,<br />

Novara<br />

22_11_2010.indd 112 22/11/10 15.48


Nadia Nuzzo,<br />

in ATM dal 2007,<br />

Precotto<br />

Ivan Murtas,<br />

in ATM dal 2000,<br />

Precotto<br />

Luigi Bossio,<br />

in ATM dal 2005,<br />

Precotto<br />

Donato Colangelo,<br />

in ATM dal 2005,<br />

Precotto<br />

Stefano Scotti,<br />

in ATM dal 2008,<br />

Monte Rosa<br />

Nicola Prettico,<br />

in ATM dal 1982,<br />

Monte Rosa<br />

22_11_2010.indd 113 22/11/10 15.48


114<br />

Roberto Iannella,<br />

in ATM dal 2004,<br />

Teodosio<br />

Walter Bontempi,<br />

in ATM dal 1997,<br />

Teodosio<br />

Stefano Bossi,<br />

in ATM dal 1985,<br />

Teodosio<br />

22_11_2010.indd 114 22/11/10 15.48


Mario Goldaniga,<br />

in ATM dal 1990,<br />

Baggio<br />

Attilio Boccia,<br />

in ATM dal 1999,<br />

Baggio<br />

Roberto Cundari,<br />

in ATM dal 1996,<br />

Baggio<br />

Giacomo Lamberti,<br />

in ATM dal 1991,<br />

Baggio<br />

22_11_2010.indd 115 22/11/10 15.48


116<br />

Davide Cabras,<br />

in ATM dal 2002,<br />

Palmanova<br />

Bocciofila di Baggio,<br />

ex dipendenti ATM<br />

Raffaele Giammetta,<br />

in ATM dal 1997,<br />

Molise<br />

Galafassi Ezio,<br />

in ATM dal 1986,<br />

Desio<br />

22_11_2010.indd 116 22/11/10 15.48


Pasquale La Rezza,<br />

in ATM dal 1988,<br />

Monte Rosa<br />

Vito Trabace,<br />

in ATM dal 1988,<br />

Monte Rosa<br />

Giuseppe<br />

Nicodemo Branca,<br />

in ATM dal 1989,<br />

Monte Rosa<br />

Stefano Fais,<br />

in ATM dal 2008,<br />

Gallaratese<br />

Domenico Giannino,<br />

in ATM dal 1980,<br />

Sarca<br />

Massimiliano Mattavelli,<br />

in ATM dal 2002,<br />

Sarca<br />

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118<br />

Filippo Bisleri,<br />

in ATM dal 2003,<br />

Teodosio<br />

Luigi Paltrinieri,<br />

in ATM dal 1988,<br />

Teodosio<br />

Giuseppe Cattozzo,<br />

in ATM dal 1986,<br />

Teodosio<br />

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120<br />

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122<br />

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124<br />

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126<br />

È uno dei grandi fotografi del nostro tempo.<br />

Dall’inizio della sua carriera ha realizzato più di<br />

1.000.000 di scatti, comprese le immagini che<br />

nel corso di due mesi ha catturato nei depositi e<br />

negli altri siti ATM, e ha pubblicato più di 200 libri<br />

fotografici.<br />

Il suo modo caratteristico di fotografare, il suo<br />

occhio attento al mondo e alle diverse realtà,<br />

dall’architettura al paesaggio, alla vita quotidiana,<br />

gli hanno decretato un successo internazionale<br />

celebrato in centinaia di mostre in tutto il mondo.<br />

Nel 2008 gli è stato conferito il premio Lucie<br />

Award alla carriera, uno dei più importanti riconoscimenti<br />

nell’ambito della fotografia.<br />

Berengo Gardin vive a Milano e, in Italia, è rappresentato<br />

dall’agenzia Contrasto.<br />

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Finito di stampare nel mese di novembre 2010<br />

presso l’industria poligrafica Grafica Metelliana spa<br />

Cava de’Tirreni (Sa)<br />

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