verso-le-idee-di-fon.. - Mandacaru

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20

anni

Anno 11 N. 2 | FEBBRAIO 2009

BIMESTRALE

VERSO LE IDEE DI FONDO

2009-2011

PROCESSO DI COINVOLGIMENTO E DI RIFLESSIONE


PRESENTAZIONE

VERSO LE IDEE DI FONDO | 2009-2011

Lo statuto della cooperativa prevede, all’art. 38, che l’assemblea approvi ogni tre

anni un “documento di indirizzo”, con lo scopo di articolare nel periodo il perseguimento

delle finalità statutarie.

Il compito di predisporlo è affidato al Consiglio di amministrazione, ma questi non

ha voluto limitarsi a predisporre una bozza di testo da sottoporre all’assemblea.

Ha, invece, deciso di attivare un processo di riflessione, dibattito e confronto, al

termine del quale emerga, con il contributo più ampio possibile, interno ed esterno

alla cooperativa, la bozza di documento da approvare in assemblea.

La convinzione è che, dopo anni di crescita vigorosa, sia necessaria una fase di

consolidamento, che parta da una schietta e serena riflessione sui punti di forza e su

di debolezza del “sistema” Mandacarù. Tutte le componenti

della cooperativa devono prendere coscienza e condividere

analisi e obiettivi e confrontarsi con l’impegno

richiesto per la loro realizzazione.

Sono prima di tutto e soprattutto i soci della cooperativa

ad essere coinvolti nel percorso “Verso le idee di

fondo 2009-2011”. A tutti loro viene proposto lo strumento

di lavoro contenuto in queste pagine e sono previste

varie modalità per il confronto e la riflessione. Nelle

pagine seguenti vengono fornite le indicazioni utili.

Il CdA ha approntato due opportunità per questa fase

di riflessione:

• lo strumento di lavoro: un documento che propone

una possibile lettura della situazione della cooperativa

e ne disegna le sfide per i prossimi anni. Ha lo

scopo di definire un campo di analisi quanto più possibile

condiviso.

• la scheda per la discussione, che riprende i temi

proposti alla riflessione e articola una serie di domande.

Ha lo scopo di aiutare la sintesi personale e

l’individuazione degli aspetti più rilevanti.

Si tratta, in ambedue i casi, di proposte, strumenti

che vogliono favorire la riflessione, l’analisi, la discus-

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sione. In nessun modo possono essere intesi come esaustivi o limitativi. Chiunque

potrà proporre temi e argomenti diversi, purché venga rispettata la finalità di contribuire

alla stesura del documento di indirizzo.

Nella riflessione vengono coinvolte anche le realtà organizzate con cui la cooperativa

si rapporta quotidianamente ed altri soggetti esterni: anche il loro è un contributo

importante per individuare la rotta da seguire nei prossimi anni.

Tutto il materiale raccolto nella fase di discussione sarà elaborato dal CdA e sarà

restituito sotto forma di un documento di analisi delle proposte e di una bozza di documento

strategico triennale.

Come presidente della cooperativa mi assumo la responsabilità politica di questo

lavoro, del metodo seguito, della sintesi che sarà fornita.

L’augurio è che molti soci diano un contributo creativo e riprendano coscienza della

loro adesione a Mandacarù.

IL PRESIDENTE

Giampiero Girardi


STRUMENTO DI LAVORO

VERSO LE IDEE DI FONDO | 2009-2011

Le “Idee di fondo 2009-2011” (documento triennale di indirizzo) dovranno definire ed

esplicitare le basi dell’attività e dell’impegno di Mandacarù nel prossimo triennio. E’ chiaro

che Mandacarù ha già alla sua base alcuni principi, valori e pensieri che sono stabili nel

tempo, che non hanno bisogno di (anzi non devono) essere rivisti ad ogni cambiamento

del vento, ma è altrettanto vero che il mondo cambia, che emergono questioni e problemi

nuovi, che cambiano le priorità. Ecco quindi che le “Idee di fondo” si propongono

di gettare uno sguardo sui cambiamenti, ed in questo modo di intuire, abbozzare, consolidare

orientamenti e nuovi percorsi, pur nella fedeltà ai valori e ai principi costitutivi.

Il percorso che porterà alla stesura del documento triennale di indirizzo dovrà essere

occasione di rafforzamento e consolidamento dell’organizzazione Mandacarù nel

suo complesso (soci, dipendenti, volontari, amministratori, produttori…) e dei suoi legami

con il contesto in cui essa opera.

Per dare il via in maniera chiara e sistematica al percorso di elaborazione e produzione

del documento, il Consiglio di amministrazione ritiene opportuno e doveroso

mettere a fuoco alcune delle questioni chiave che Mandacarù si trova davanti, chiamando

poi i soci, i volontari, i dipendenti, i simpatizzanti, i collaboratori, i produttori a

portare il loro contributo.

In questo documento il si vuole:

• ribadire i nostri principi ed i valori di base;

• riaffermare la nostra identità;

• indicare le principali sfide che Mandacarù si trova di fronte se vuole essere un attore

coerente, intelligente ed incisivo nel mondo in cui viviamo.

Princìpi e valori di base

Alla base dell’impegno e dell’opera di Mandacarù stanno alcuni valori generali che

non è superfluo ribadire, soprattutto in un periodo storico che sembra accettarli a parole

ma dimenticarli nella prassi quotidiana. Essi costituiscono un riferimento fondamentale,

a cui ci dobbiamo rifare quando cerchiamo di aprire e battere nuovi cammini

o di rivedere quelli consolidati. Li troviamo compiutamente dettagliati e declinati in

carte e dichiarazioni internazionali e nazionali del commercio equo e solidale 1 .

1 In particolare ci riferiamo a: criteri standard IFAT (Associazione internazionale del fair trade), versione approvata all’IFAT Annual General

Meeting di Quito (Ecuador) nel maggio 2005; Carta italiana dei criteri del commercio equo e solidale.

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Sono i valori:

• del primato della persona umana, secondo il quale ogni decisione ed azione devono

essere orientati in funzione dell’accrescimento di ogni soggetto e mai ledere i diritti

soggettivi della persona;

• dell’uguaglianza e della diversità coniugate dalla dignità, secondo cui le diversità

derivanti dall’origine, dalla cultura, e da qualsiasi contingenza della storia e dell’esperienza

umana, sono belle, buone e giuste, sono appunto un valore e non possono

determinare una diversità nel riconoscimento della dignità personale di ogni

soggetto e della sua integrità psicofisica e sociale;

• dell’equità, secondo il quale gli scambi economici, sociali, culturali, comunicativi

che avvengono tra soggetti diversi devono essere reciprocamente vantaggiosi

e soddisfacenti, il che significa che non deve prevalere il criterio dei rapporti

di forza;

• della solidarietà, che chiede di unire risorse e forze per affrontare solidalmente le reciproche,

contingenti e variabili debolezze materiali, culturali, spirituali;

• della democrazia, per la quale ogni persona ed ogni popolo hanno il diritto di decidere

della propria vita e del proprio futuro.

Basandosi su questi valori generali, che sono quelli del commercio equo e solidale,

Mandacarù ha deciso di lavorare per:

• un mondo più giusto, in cui gli scambi economici siano reciprocamente vantaggiosi

per tutti i contraenti;

• un mondo più “ecologico”, in cui le diverse persone con le loro culture e tradizioni

siano in grado di utilizzare la natura ed il patrimonio costruito dall’Uomo nella storia

in una prospettiva di ampliamento, arricchimento, valorizzazione;

• un mondo più “uguale”, in cui i più forti possano gioire della crescita dei più deboli,

e lavorare per questo.

Per realizzare queste finalità , sia pur parzialmente e per quanto in suo potere, la

cooperativa ha scelto di:

• partecipare alla realizzazione di attività del commercio equo e solidale, in cui gli

scambi possano arricchire reciprocamente gli attori che ne fanno parte, con particolare

attenzione ai produttori più svantaggiati del sud del mondo;

• realizzare attività formativo/educative e culturali, attraverso le quali diffondere e promuovere

nelle persone la sensibilità per il consumo critico e la giustizia nei rapporti

economici;

• sviluppare ed utilizzare lo strumento della finanza in una prospettiva di solidarietà

e promozione di sviluppo sostenibile.


La nostra identità: modello e storia

VERSO LE IDEE DI FONDO | 2009-2011

Il modello

Siamo una cooperativa sociale impegnata a promuovere l’integrazione sociale e la

promozione umana dei cittadini delle aree marginali del mondo, ricorrendo ampiamente

all’apporto del volontariato, per realizzare attività culturali ed educative, operare

scambi commerciali che coinvolgono in maniera equa produttori marginali e consumatori

consapevoli, raccogliere ed investire in attività eque e solidali il risparmio dei

soci.

Ci siamo sviluppati fino ad avere attualmente una struttura operativa complessa,

con a capo un direttore, costituita da:

• 12 botteghe (9 delle quali gestite esclusivamente da volontari, mentre a Trento, Rovereto

e Riva i volontari affiancano il lavoro di alcuni dipendenti) in cui vengono venduti

i prodotti del commercio equo e solidale, ed attraverso le quali vengono

proposte attività di carattere culturale-educativo;

• un magazzino centrale gestito da personale dipendente e soci volontari;

• gli uffici amministrativi organizzati in: unità amministrazione e finanza, unità commerciale

ed unità educazione e comunicazione, dove operano anche soci volontari.

A definire le scelte strategiche di Mandacarù e ad orientarne il lavoro vi è il Consiglio

di Amministrazione, eletto dall’assemblea dei soci presieduto da un presidente

eletto dallo stesso.

Il fatto che Mandacarù sia una cooperativa sociale significa che essa è di proprietà

dei soci, vale a dire di un gruppo di persone che:

• condividono le finalità comuni (sociali) condensate nello statuto;

• versano una quota di capitale sociale per costituire la base economica dell’azione

della cooperativa;

• determinano gli orientamenti ed approvano le scelte operative attraverso il voto in

assemblea;

• eleggono il Consiglio di Amministrazione, a cui attribuiscono il compito di tradurre

la loro volontà nelle scelte amministrative e gestionali.

Sono quindi i soci che hanno il diritto ed il dovere di far funzionare la cooperativa

in modo tale da raggiungere gli scopi che essi si sono dati. È importante comprendere

appieno questo fatto, per capire l’importanza della consapevolezza, della maturità e

della crescita della compagine sociale. Una compagine sociale debole alla lunga determina

la debolezza complessiva della cooperativa, ne mette a rischio la capacità di

crescere e di realizzare i suoi fini. È un po’ come se il proprietario di una casa, dopo

averla costruita, se ne disinteressasse e non ne curasse il mantenimento.

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Mandacarù, poi, è una cooperativa di tipo sociale, il che significa che essa persegue

scopi sociali, non sempre e non necessariamente (anzi, quasi mai) coincidenti con

interessi materiali diretti dei soci. Gli scopi sociali rispecchiano interessi di carattere

etico dei soci, che normalmente sono orientati a favorire altre persone, nel nostro caso

i produttori del sud del mondo. Diventa sempre più rilevante la necessità di avere con

loro un dialogo diretto e continuo, perché è a loro che si rivolge la nostra azione e loro

sono i soli che possano valutare fino in fondo l’efficacia del nostro operato.

Mandacarù persegue l’integrazione sociale e la promozione umana dei cittadini

delle aree marginali del mondo. Dobbiamo sempre più prendere coscienza ed informarci

circa le ricadute e gli effetti del commercio equo e solidale nelle zone dove vivono

i nostri produttori, perché questo fornisce il senso del nostro lavoro oggi.

Per raggiungere le sue finalità operando attraverso

le leve del commercio, della cultura e dell’educazione,

la cooperativa ha scelto di ricorrere in

maniera sistematica ed ampia alle energie del volontariato,

attraverso il quale si esprimono la forza e la

purezza delle motivazioni di promozione umana che

ci contraddistinguono. È importante continuare a rafforzare

e rinvigorire le potenzialità dei soci volontari

aiutandoli a non perdere di vista lo scopo ultimo verso

cui orientarsi.

Infine la struttura a stella: Mandacarù si è sviluppata

e si sta sviluppando attraverso un centro che

svolge il ruolo di propulsione, di progettazione e di

servizio nei confronti di nodi periferici operativi, che

realizzano le attività commerciali, educative e culturali.

Questa struttura è un elemento di forza di Mandacarù,

perché riesce ad integrare e catalizzare

energie provenienti da tutto il territorio provinciale e assicura una capillare presenza

sul territorio. È un modello peculiare nel panorama del commercio equo e solidale italiano,

che va preservato con una attenta declinazione delle relazioni tra centro e periferia,

tra tradizione ed innovazione, tra unitarietà ed autonomia.

La storia

Mandacarù, che attualmente è la seconda organizzazione in Italia a gestire botteghe

del commercio equo e solidale, nasce nel 1989 con il nome di “Cooperativa Nord-

Sud”, su iniziativa di 29 soci fondatori.


VERSO LE IDEE DI FONDO | 2009-2011

Nella primavera del 1990 viene aperta a Trento la prima “bottega del mondo”, con

l’obiettivo di promuovere il commercio equo e solidale sul territorio.

Nel 1991 (per la prima volta in Italia) viene sperimentata la vendita di alcuni prodotti

nel supermercato Sait di Rovereto (dove la bottega verrà aperta nel 1994) e viene avviata

la promozione dei prodotti del commercio equo e solidale attraverso una proposta

strutturata di pacchi-dono per il Natale.

L’anno successivo la cooperativa diventa referente per il Trentino di Ctm-Mag (la

cooperativa finanziaria del commercio equo e solidale) e inizia la raccolta di risparmio

dai soci. Nel 1998 collabora attivamente alla nascita del Consorzio “Ctm-Altromercato“,

sorto dalla riorganizzazione della cooperativa Ctm costituita a Bolzano 10 anni

prima, e contribuisce alla nascita della Banca Popolare Etica.

Dalla primavera del 1999 lavora con Ctm-Altromercato, Cric, Terre di mezzo, Centro

nuovo modello di sviluppo e alcune botteghe per far rinascere la rivista “Altreconomia”.

Nel 2000, dopo aver concluso la collaborazione con Ctm-Mag/Ethimos, Mandacarù

aderisce al programma di finanza solidale di Ctm-Altromercato e inizia la collaborazione

con altre organizzazioni italiane che fanno microcredito nel Sud del mondo,

non specificatamente legate al commercio equo e solidale.

Dopo quelle di Trento (1990) e Rovereto (1994), nel frattempo sono state aperte le

botteghe di Riva del Garda, nel 1998, di Predazzo nel 2001, di Lavarone, Fiera di Primiero

e Mezzolombardo nel 2002, di Lavis, Cles e Tione nel 2003. Nel 2004 vengono

aperte le botteghe di Ponte Arche e di Pergine Valsugana e nel 2005 la bottega di Mori.

Nel 2005 Mandacarù si trasforma in cooperativa sociale.

Nel 2007 la bottega di Trento lascia la storica sede di Via Oss Mazzurana e si trasferisce

nella nuova sede di piazza Fiera 13. Nello stesso anno conclude l’attività la

bottega di Lavarone.

Al febbraio 2009 la Cooperativa conta 2009 soci complessivi, 413 soci volontari e

13 dipendenti. Mandacarù ha un fatturato (dati 2008 ad oggi disponibili) di 1.964.227

€. Con una raccolta di capitale e risparmio da soci di circa 4,1 milioni €, è l’organizzazione

italiana che raccoglie e veicola verso il commercio equo e solidale il maggior

volume di risorse finanziarie.

Il futuro e le sue sfide

Mandacarù opera contemporaneamente nel contesto locale e globale; la globalizzazione

è nel suo DNA. Esso infatti vende sul mercato trentino beni prodotti in Africa,

America Latina, Asia, preoccupandosi sia della soddisfazione del consumatore tren-

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tino, sia di quella del produttore del Sud, sia infine del rapporto quantomeno simbolico

e culturale che lo scambio comporta.

Da questo discende l’importanza di guardare sia al contesto più ristretto, alle sfide

relative al funzionamento dell’organizzazione ed al suo rapporto con il territorio locale,

sia anche al contesto più ampio, del mondo costituito da Nord e Sud (ed Est ed Ovest),

che sempre più perdono le loro caratterizzazioni geografiche (c’è un Sud al Nord, costituito

da buona parte degli immigrati ma anche da ampie sacche di povertà autoctona,

come c’è un Nord al Sud…).

Partendo da vicino, ci troviamo di fronte alla sfida della sostenibilità, economica ed

organizzativa, dell’azione di Mandacarù. È una questione vitale per Mandacarù (così

come lo è per tutti). Ma è una questione che si pone con particolare forza in questo momento,

in cui soffriamo sotto almeno due punti di vista:

• quello economico, con la crisi economica e dei consumi legata alla contingenza

economica che ha delle ripercussioni negative anche sulle vendite di Mandacarù;

• quello organizzativo, dove assistiamo in questi ultimissimi anni ad una difficoltà di

ricambio ed ampliamento dei gruppi di volontari che operano nelle botteghe: questo,

oltre a comportare difficoltà di funzionamento (ad esempio per la copertura dei

turni di apertura), indebolisce le capacità di rinnovamento e di adeguamento ai

nuovi contesti.

È una sfida che ci spinge a ricercare strategie che ci permettano di continuare e sviluppare

il nostro impegno, e che ci costringe a prendere in considerazione i seguenti

nodi problematici e di prospettiva.

La quota di mercato

La quota del commercio equo e solidale è molto esigua sia a livello mondiale sia a

livello locale. Ma se il nostro commercio è veramente equo e solidale, se questi due

aggettivi sono sostanza e non solamente forma, se riteniamo che nel commercio

“tradizionale” non vi siano sufficienti garanzie di equità e solidarietà, allora un’azione

forte, rivolta non a far aumentare i consumi in senso assoluto, ma piuttosto a riorientarli

verso produttori e distributori che offrono maggiori garanzie in questo

senso, è non solo giusta, ma doverosa.

La capacità di attrarre

Mandacarù opera nel commercio anche per cambiare una cultura. È questo che

determina l’importanza del suo operare attraverso il coinvolgimento di volontari e

la formazione di gruppi locali che pensano ed agiscono sul loro territorio. Le botteghe

gestite dai gruppi non sono solamente luoghi di vendita, ma sono luoghi dove


VERSO LE IDEE DI FONDO | 2009-2011

si fa cultura. Se considerassimo i volontari solamente come manodopera a basso

costo tradiremmo i valori su cui si fonda la nostra azione. Ecco che allora dobbiamo

lavorare per essere in grado di offrire ai volontari sempre maggiori possibilità di

espressione ed attuazione delle loro aspirazioni e potenzialità – nell’ambito delle

scelte valoriali ed operative della cooperativa – per crescere assieme a loro. In questo

modo dovremmo anche riuscire ad essere maggiormente attrattivi e ad aumentare

le nostre capacità di entusiasmare. Questo significa ragionare e lavorare

anche sulla diversificazione delle possibilità di impegno volontario e delle modalità

di presenza nei territori locali. E vuol dire cercare il coinvolgimento dei soci attuali

e di nuovi soci. In questo senso le botteghe dovrebbero essere viste come uno –

ma non l’unico – dei possibili strumenti di azione per il raggiungimento dei nostri

scopi comuni: ad esso ne possono essere affiancati altri.

La flessibilità nell’operare

Se una diversificazione ed un arricchimento delle modalità di azione di Mandacarù

viene spinta e giustificata dalle considerazioni appena effettuate, la ricerca di una

flessibilità di presenza nei diversi territori si deve coniugare anche con considerazioni

di carattere economico ed organizzativo: vi sono contesti e condizioni in cui è

importante e vantaggioso in senso lato avere una bottega, altre in cui forse la fusione

tra botteghe potrebbe aumentare la nostra capacità di incidere, altre ancora

in cui può essere opportuno che un gruppo pensi alla realizzazione periodica di

mercatini, ed altre ancora dove si può fare qualcos’altro ancora. L’importante dovrebbe

essere l’ampliamento della capacità di coinvolgimento ed in questo modo

di fare cultura e di incidere politicamente.

Ancora a livello locale, ed ancora considerando da vicino la contingenza della nostra

città di Trento che ha visto recentemente l’apertura di due nuovi negozi “etici”, siamo

chiamati a confrontarci con la sfida della concorrenza/collaborazione con i nuovi soggetti

etici nel nostro contesto socio-culturale. Siamo in un momento in cui si affacciano

nuovi soggetti, grazie anche all’importante impatto culturale che il commercio equo e solidale

ha realizzato sul territorio. Oltre ai negozi “etici”, ci sono soggetti orientati alla produzione

biologica ed alla filiera corta, altri che vogliono promuovere le capacità di

“gustare” buono, pulito e giusto, ed altri ancora. Sono tutti soggetti che condividono in

senso ampio e generale alcuni orientamenti verso la giustizia, l’equità, la sostenibilità, la

salvaguardia dell’ambiente, e che in questo senso vanno avvicinati quali nostri convinti

“compagni di viaggio”. Ma nello stesso tempo essi avanzano in un “mercato” comune

proposte parzialmente sovrapponibili a quelle di Mandacarù, ed in questo senso sono

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nostri competitori. È la sfida del “distretto dell’economia solidale” che nasce dal basso,

dall’esperienza quotidiana e dalla volontà comune di collaborazione in vista dell’acquisizione

di maggior forza reciproca e quindi di una maggiore e comune capacità di costruire

un mondo migliore, più giusto, equo e sostenibile.

Gli eventi recenti dell’economia mondiale ci mostrano contemporaneamente la forza

e la fragilità della finanza e dei suoi strumenti: vediamo quanta economia sia stata costruita,

spesso avventatamente, sulla finanza, e questo ci consente di comprendere

quanto sia delicato ma anche importante il “lavoro con i soldi”. tra le organizzazioni di

commercio equo e solidale Mandacarù è quella che già ora raccoglie e veicola verso

un’economia solidale il maggior volume di risorse finanziarie, ma è anche vero che da

alcuni anni il volume complessivo di queste risorse non aumenta. Eccoci quindi di

fronte alla sfida della finanza, che ci porta

a confrontarci con la possibilità di sviluppare

maggiori capacità di utilizzo della

leva finanziaria per il raggiungimento dei

nostri scopi sociali e, di aumentare la nostra

raccolta ed il nostro impiego di risorse

finanziarie.

Guardando un po’ oltre i nostri confini

l’attualità ci pone di fronte ad alcune sfide

che, considerando i valori su cui ci fondiamo

e le scelte operative che su questa

base abbiamo fatto, sembrano riguardarci

da vicino.

In primo luogo, a cavallo tra il locale ed

il globale, sta la sfida di un ampio e valido

impiego delle risorse e competenze degli

immigrati, della valorizzazione del loro

portato culturale, della costruzione di contesti

e relazioni di solidarietà a maglie corte

ed a maglie lunghe, in cui essi possano

giocare un fondamentale ruolo di cerniera.

Sembrerebbe paradossale che Mandacarù,

il cui scopo principale è l’innalzamento

della dignità economica, culturale e

sociale dei produttori del Sud del mondo (e

con essi dei relativi popoli), non si interro-


VERSO LE IDEE DI FONDO | 2009-2011

gasse sulla possibilità e sulle modalità di valorizzazione in questa direzione del numero

crescente di immigrati sul nostro territorio. Non sarà una cosa facile, ed è un

qualcosa che dobbiamo affrontare gradualmente, con intelligenza e senza fughe in

avanti, ma è una sfida che ci deve interrogare.

Una seconda sfida globale è costituita dalla fame e dal mercato alimentare.Sembra

che si stia uscendo da un periodo in cui il prezzo degli alimenti di base (cereali in

particolare) è cresciuto in maniera abnorme, ed in cui questo fatto ha determinato un

aumento del dramma della fame e della disperazione di ampi strati di poveri (al Sud,

ma anche al Nord). Ma vi sono state altre fasi dell’economia mondiale in cui i prezzi

delle materie prime, e tra queste degli alimenti di base, era così basso da non riuscire

a remunerare adeguatamente i produttori. La sfida allora è connessa alle modalità di

produzione e consumo, alla sopravvivenza ed allo sviluppo di mercati locali all’interno

del mercato mondiale. Mandacarù che, direttamente o attraverso CTM, è in relazione

con produttori del Sud, può quantomeno assumere un ruolo politico-culturale rispetto

a questa questione (lo ha fatto ad esempio attraverso la proposta di “Tutti nello stesso

piatto”). Anche questo ci sembra essere un tema di particolare importanza ed interesse

su cui è importante ragionare e definire orientamenti e scelte.

Collegata alla sfida del mercato alimentare vi è la questione del modelli di produzione

e distribuzione. La crisi dei prezzi dei mercati alimentari è determinata anche

dalla globalizzazione del modello industriale della produzione agricola, dalle spinte allo

sviluppo dei mercati di esportazione e dai conseguenti ridimensionamento e marginalizzazione

delle produzioni e dei mercati locali. Questo ha determinato e determina

un’esasperazione del grado di interdipendenza che in situazioni di crisi comporta

un’accentuazione esasperata delle sofferenza dei più deboli. Su questo tema, che riguarda

i soggetti economici – produttori, distributori e consumatori – del Nord e del

Sud, è necessario ragionare , raccogliere contributi e riflessioni.

I numeri nei quadrati colorati a margine del testo rinviano ai corrispondenti temi della

“Scheda di discussione”.

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VOLONTARI

CERCANSI

LA DURA VITA

DEL VOLONTARIATO

SCHEDA PER LA DISCUSSIONE

VERSO LE IDEE DI FONDO | 2009-2011

Questa scheda di discussione fa riferimento ai contenuti dello “strumento di lavoro”

e ne è l’esplicitazione. Vuole aiutare la riflessione e la discussione tra i soci, sintetizzando

i principali temi e ponendo per ognuno alcuni interrogativi.

La scheda non intende assolutamente esaurire lo spazio di analisi e di proposta:

ogni socio potrà liberamente proporre spunti, temi, argomenti ulteriori. Quello che

viene qui presentato è un punto di partenza, per una rivisitazione che si vuole a tutto tondo.

I criteri di utilizzo della scheda, dunque, sono:

• la concretezza: dai valori e dai principi si scende nella concretezza del quotidiano,

senza rifuggire contraddizioni, difficoltà ed errori;

• la semplicità: tutti devono poter comprendere, elaborare la propria opinione e partecipare

al dibattito;

• linearità: si cerca di dire le cose come stanno, senza tesi preconcette e senza giri

di parole, pur prendendo posizione in modo chiaro;

• schiettezza: il metodo che si intende seguire è quello della massima trasparenza e

della totale apertura;

• orientamento al risultato: la discussione non sarà fine a se stessa. Deve concentrarsi

sui risultati, attesi, che sono la definizione delle linee strategiche di Mandacarù per

i prossimi tre anni.

TEMI DOMANDE

Il ricambio generazionale. I gruppi Mandacarù

spesso hanno difficoltà a mettere in atto un sano “ricambio

generazionale”. Ciò non vuole dire che i volontari

invecchiano, ma che è naturale che ci sia un

ricambio nelle persone: alcune abbandonano perché

hanno altri impegni e altri subentrano. Questo è possibile

se c’è apertura del gruppo, capacità di attrarre

persone nuove, capacità di accoglierle e valorizzarle...

Le difficoltà dei soci volontari. La gestione di una

realtà di commercio equo e solidale è sempre più difficile.

Servono competenze, tempo, professionalità;

le incombenze sono molte; le richieste dei clienti aumentano;

le aspettative del contesto crescono. Si

sente la stanchezza di molti gruppi, la difficoltà di reggere

il passo.

1. I nostri sono gruppi chiusi? riescono ad aprirsi a

nuove adesioni ed alla partecipazione?

2. La leadership è democratica a e partecipata?

sono sempre gli stessi a decidere? gli oneri ricadono

sempre sulle stesse persone?

3. Cosa vuol dire essere un gruppo aperto?

4. Come avvicinare e parlare ai giovani?

5. Come ampliare il numero di soci volontari?

6. C’è “stanchezza” nei gruppi Mandacarù?

7. Se sì, da cosa è determinata?

8. Cosa si chiede oggi al socio volontario?

9. Quale evoluzione deve avere la figura del socio

volontario?

10. Le forze sono sufficienti?

11. Quali sostegni servono ai soci volontari da parte

della cooperativa?

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ORGANIZZARSI

È DIFFICILE

“PROPRIETARI”

ATTIVI

NON SOLO

BOTTEGHE

COSA

DICIAMO?

OLTRE

LA NICCHIA

TEMI DOMANDE

La complessità organizzativa. La vita della cooperativa

si è fatta variegata, sfaccettata, ricca di attività

e non facile da governare. In una parola: complessa.

Appaiono delicati i rapporti tra centro e periferia, tra

struttura centrale e volontari delle botteghe, tra le diverse

botteghe, tra compiti e ruoli dei lavoratori e dei

soci volontari.

Il ruolo dei soci: c’è una scarsa partecipazione della

base sociale, pur se si tiene conto della distinzione

tra i due tipi di soci previsti dallo statuto ( 1 ) e ricordando

che i soci sono i veri “proprietari” della cooperativa.

Occorre comprendere quali caratteristiche

deve avere il socio Mandacarù, cosa ci si aspetta,

quale livello di partecipazione e di coinvolgimento.

Non ci possono essere volontari che non siano soci

della cooperativa.

La diversificazione della presenza sul territorio:bisogna

superare la visione “bottegocentrica”, per cui

Mandacarù è solo botteghe. Se centrale è, in realtà,

l’azione culturale e di sensibilizzazione, allora diverse

possono essere le forme di presenza sul territorio.

L’azione culturale di Mandacarù. La nostra è una

cooperativa sociale proprio perché il suo fine ultimo

non è commerciale ma di promozione di un modo diverso

di intendere i rapporti economici, in particolare

con il Sud del mondo. Dobbiamo avere molta attenzione

a comunicare questo messaggio e a non dimenticare

il nostro fine ultimo.

La quota di mercato: i tempi sono maturi per un ampliamento

della proposta di prodotti del commercio

equo e solidale anche in canali diversi dalle botteghe,

in particolare la grande distribuzione. Già ora il 50%

del fatturato di CTM proviene da questi canali. Aumentare

questa quota non vuol dire diventare consumisti,

ma farci conoscere da un maggior numero di

persone. Bisogna puntare a superare il carattere di

“nicchia” del commercio equo e solidale per farlo diventare

opportunità per un pubblico più vasto.

12. Qual è il livello di responsabilità in ordine alla gestione

assunto dai soci volontari?

13. Qual è l’autonomia richiesta e necessaria?

14. i soci volontari come valutano i servizi Interni offerti

dalla cooperativa?

15. Cosa si aspettano i soci volontari dalla cooperativa?

16. Cosa si aspettano i soci lavoratori dalla cooperativa?

17. Qual è il rapporto tra il CdA e le botteghe?

18. Cosa vuol dire sentirsi parte della cooperativa?

19. Cosa dovrebbe fare il socio?

20. Qual è il livello di delega “accettabile”?

21. Cosa è cambiato nei 20 anni di vita della cooperativa?

22. I volontari hanno capito perché devono essere

soci?

23. È percepita questa esigenza?

24. Perché non abbiamo gruppi Mandacarù dove

non c’è bottega?

25. Cosa succede se chiude una bottega?

26. Come creare tanti gruppi Mandacarù sul territorio?

27. Si fa davvero azione culturale diffusa?

28. Mandacarù comunica bene?

29. I gruppi comunicano bene?

30. Cosa implica l’azione culturale per un gruppo locale

di soci volontari?

31. I soci volontari sono in grado di fare azione culturale?

32. Cosa servirebbe per questo?

33. Il commercio equo e solidale deve restare una

nicchia di mercato?

34. Come farlo conoscere ad un maggior numero di

persone?

35. Come far aumentare il peso del commercio equo

e solidale nell’economia?

36. Si “perdono” i valori di fondo se si allarga l’offerta

commerciale?

37. Siamo pronti a vedere più prodotti del commercio

equo e solidale nei supermercati?

38. È condivisa la necessità di ampliare la quota di

mercato, nell’ottica di favorire i produttori?

39. Quali conseguenze ciò può avere per le nostre

botteghe?

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NUOVI PRODOTTI

E SERVIZI?

VERSO L’ECONOMIA

SOLIDALE

FINANZA, INSIEME

AL COMMERCIO

POPOLI IN MARCIA

VERSO L’EUROPA

TEMI DOMANDE

La diversificazione della proposta commerciale:

partendo da una visione complessiva del consumo

etico, si potrebbe allargare la proposta commerciale

anche ad altre tipologie di prodotto, non solo del commercio

equo e solidale, e anche ai servizi, sempre rivolti

al sostegno delle comunità svantaggiate del Sud

del mondo. Ciò anche per evitare di essere non solo

imitati ma anche superati da altri soggetti: il commercio

equo e solidale, infatti, è imitato dalla GDO, è accolto

da realtà come Slow Food, è rilanciato da molti altri. A

Trento “Emporio etico” e negozio “All’angolo” hanno

aperto i battenti e si rivolgono al mercato “etico”.

Il distretto dell’economia solidale (DES): è previsto

in una legge provinciale (n. 13/2007, art. 5) ed è inteso

quale circuito economico, a base locale, capace

di valorizzare le risorse territoriali secondo criteri di

equità sociale e di sostenibilità socioeconomica e

ambientale, per la creazione di filiere di finanziamento,

produzione, distribuzione e consumo di beni

e servizi.

La finanza solidale: all’interno Mandacarù ha ottenuto

ottimi risultati, ma il trend si è interrotto, anche

per il buon successo ottenuto da altri operatori di finanza

etica. All’esterno, si aprono spazi nuovi ed innovativi,

in cui bisogna capire come orientarsi. Gli

investimenti di Mandacarù sono attualmente destinati

esclusivamente a finanziare il commercio equo e solidale,

attraverso il consorzio CTM altromercato.

L’interculturalità: da sempre Mandacarù fa un’opera

importante per favorire l’interculturalità, l’integrazione

tra persone di diversa cultura, la comprensione tra

popoli ed etnie. Ciò diventa anche un contributo sul

tema dell’immigrazione, questione sociale sempre più

rilevante ai giorni nostri. Il futuro dell’Europa, e con

essa dell’Italia, dipende anche dalla capacità di accogliere

e regolare l’enorme flusso migratorio e di volgerlo

verso forme positive di convivenza.

VERSO LE IDEE DI FONDO | 2009-2011

40. Una bottega Mandacarù potrebbe valutare anche

prodotti diversi da quelli del commercio equo e

solidale?

41. Potrebbero essere avviate collaborazioni e sinergie

con realtà dell’economia solidale anche non

di commercio equo e solidale?

42. Con le realtà nate sul territorio come si collabora?

43. Cosa vuol dire “fare concorrenza” nell’ambito

dell’economia solidale?

44. Cosa può significare per Mandacarù entrare in un

DES?

45. Quale può essere il suo contributo peculiare?

46. Quali rapporti sono necessari con altri attori locali?

47. Quali sinergie e collaborazioni possono aprirsi localmente?

48. È chiaro ai soci il senso ed il ruolo della finanza

etica?

49. È chiaro ai soci ciò che essa significa nello sviluppo

del commercio equo e solidale?

50. Qual è l’importanza del livello di remunerazione

del risparmio?

51. Come trovare nuovi risparmiatori?

52. Come utilizzare al meglio le risorse disponibili?

53. Come sviluppare gli investimenti?

54. Come migliorare il sostegno al Sud del mondo attraverso

il microcredito?

55. c’è questa percezione tra i soci?

56. si è in grado di dire qualcosa?

57. può Mandacarù giocare un ruolo anche “politico”

nel contesto trentino?

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18

I NOSTRI VERI

AZIONISTI

IL COMES

CONTRO LA FAME

TEMI DOMANDE

L’ascolto dei produttori: è finita l’epoca in cui “noi”

decidavamo quello che era bene per “loro”. Adesso i

produttori del Sud del mondo hanno maturità, cultura,

identità sufficienti per decidere in proprio. Ora è più

agevole per loro assumere quel ruolo di “azionisti” del

commercio equo e solidale, che sta nella natura della

nostra esperienza.

La questione alimentare e la fame nel mondo:

anche questi sono temi su cui da sempre opera Mandacarù.

Si tratta di dare un contributo più maturo al

dibattito ed alla ricerca. Oggi se ne parla per via della

crisi, ma questo è un dramma strutturale del nostro

modello di sviluppo, che va affrontato con coraggio e

determinazione.

58. Conosciamo i produttori?

59. Come essere più aperti ai produttori?

60. Come ascoltarli e confrontarci con loro?

61. Come coinvolgerli nelle nostre scelte?

62. Quali informazioni abbiamo sulle ricadute dell’azione

del commercio equo e solidale nel Sud

del mondo?

63. Come è possibile analizzare l’impatto del commercio

equo e solidale sui produttori e il loro

mondo?

64. Cosa può dire il commercio equo e solidale sul

dramma della fame?

65. Cosa può fare?

66. I soci comprendono la rilevanza di questo tema?

67. Cosa può fare in particolare Mandacarù?

( 1 ) Così recita lo Statuto:

Art. 5 (Soci cooperatori): Possono essere soci cooperatori le persone fisiche appartenenti alle seguenti categorie:

a) soci lavoratori che prestano attività di lavoro remunerato. Essi perseguono lo scopo di ottenere,tramite la gestione in forma associata e

con la prestazione della propria attività lavorativa, continuità di occupazione e le migliori condizioni economiche, sociali, professionali.

Ai fini del raggiungimento degli scopi sociali e mutualistici, i soci instaurano con la cooperativa un ulteriore rapporto di lavoro, in forma

subordinata o autonoma, ovvero in qualsiasi altra forma consentita dalla legge. Le modalità di svolgimento delle prestazioni lavorative

dei soci sono disciplinate da un apposito regolamento approvato ai sensi della legge in vigore in materia di socio lavoratore. Possono

essere soci lavoratori tutte le persone fisiche aventi la capacità di agire, ed in particolare coloro che abbiano maturato una capacità professionale

nei settori di cui all’oggetto della cooperativa o che comunque possano collaborare al raggiungimento dei fini sociali con la

propria attività lavorativa o professionale;

b) soci volontari che prestano attività di lavoro a titolo di volontariato, nel limite del 50% del numero complessivo dei soci, spontaneamente

e non in esecuzione di specifici obblighi giuridici, gratuitamente, senza fine di lucro, anche indiretto, ma esclusivamente per fini di solidarietà;

c) i destinatari dei servizi di cui al precedente art. 4 ed i loro famigliari.

Possono essere soci cooperatori anche le persone giuridiche pubbliche o private.

Art. 15 (Soci sovventori): Ferme restando le disposizioni di cui al Titolo III del presente statuto, possono essere ammessi alla Cooperativa

soci sovventori, di cui all’art. 4 della legge 31.01.92, n. 59.

12

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METODO DI LAVORO

VERSO LE IDEE DI FONDO | 2009-2011

Il metodo di lavoro prevede diverse forme.

Le attività sono essenzialmente proposte ai soci, ma chiunque può intervenire (per

esempio nel blog) e offrire il suo contributo.

Blog

Si tratta di una forma elettronica di discussione, che consente a

chi vuole di intervenire con una propria riflessione. Il moderatore

(in questo caso: il presidente della cooperativa) acconsente alla

pubblicazione di ogni intervento.

È attivo sul sito www.mandacaru.it

Incontri con categorie di soci

L’occasione è propizia per dare voce a vari gruppi di soci.

Di seguito si propongono alcuni incontri, ma la lista è puramente indicativa.

Si attendono altre proposte.

Incontri nei territori

Sono stati elencati 5 incontri puramente “istituzionali” ma si vogliono tenere diversi

altri momenti di confronto sul territorio, là dove si sarà chiamati da gruppi di soci.

Dunque la lista è puramente indicativa e sarà implementata ulteriormente con le proposte

dei soci.

Mezzolombardo, 23/03/2009

Primiero, 30/03/2009

Trento, 06/04/2009

Rovereto, 20/04/2009

Arco, 27/04/2009

Soci fondatori ed ex amministratori: 02/03/2009

Soci sovventori: 11/05/2009

Soci giovani: 16/03/2009

Soci lavoratori: 04/05/2009

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Incontri per bottega

I gruppi di soci volontari delle singole botteghe proporranno incontri locali

(individuandone la sede), cui interverrà un rappresentante del CdA.

Le date saranno fissate dal gruppo e la pubblicizzazione

avverrà tramite la bottega.

Cassetta per contributi scritti

Ce n’è una in ogni bottega.

Contributi via e-mail

Da inviare a presidente@mandacaru.it

Focus group con soci interessati

Siamo disponibili a incontri tematici su argomenti

specifici, proposti da gruppi di soci.

Realtà associative

Per richieste e contatti: cell. 348 4279 208

e-mail a presidente@mandacaru.it

Le realtà organizzate che intendono farlo possono

inviare contributi scritti e/o richiedere un

incontro con il CdA per un confronto.


CALENDARIO

Il calendario è aperto e dà spazio per segnare gli incontri che saranno fissati

nelle prossime settimane.

domenica 01/03/2009

lunedì 02/03/2009

martedì 03/03/2009

mercoledì 04/03/2009

giovedì 05/03/2009

venerdì 06/03/2009

sabato 07/03/2009

domenica 08/03/2009

lunedì 09/03/2009

martedì 10/03/2009

mercoledì 11/03/2009

giovedì 12/03/2009

venerdì 13/03/2009

sabato 14/03/2009

domenica 15/03/2009

lunedì 16/03/2009

martedì 17/03/2009

mercoledì 18/03/2009

giovedì 19/03/2009

venerdì 20/03/2009

sabato 21/03/2009

domenica 22/03/2009

lunedì 23/03/2009

martedì 24/03/2009

VERSO LE IDEE DI FONDO | 2009-2011

Incontro con fondatori ed ex amministratori Trento, Centro “B. Clesio”, Via Barbacovi 4

Incontro con i soci giovani Trento, Centro “B. Clesio”, Via Barbacovi 4

Incontro a Mezzolombardo Sala Dallabrida, Via Trento 1

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mercoledì 25/03/2009

giovedì 26/03/2009

venerdì 27/03/2009

sabato 28/03/2009

domenica 29/03/2009

lunedì 30/03/2009

martedì 31/03/2009

mercoledì 01/04/2009

giovedì 02/04/2009

venerdì 03/04/2009

sabato 04/04/2009

domenica 05/04/2009

lunedì 06/04/2009

martedì 07/04/2009

mercoledì 08/04/2009

giovedì 09/04/2009

venerdì 10/04/2009

sabato 11/04/2009

domenica 12/04/2009

lunedì 13/04/2009

martedì 14/04/2009

mercoledì 15/04/2009

giovedì 16/04/2009

venerdì 17/04/2009

sabato 18/04/2009

domenica 19/04/2009

lunedì 20/04/2009

martedì 21/04/2009

mercoledì 22/04/2009

giovedì 23/04/2009

venerdì 24/04/2009

Incontro a Fiera di Primiero Sala biblioteca intercomunale, Via Fiume

Incontro aperto a tutti a Trento Trento, Centro “B. Clesio”, Via Barbacovi 4

Incontro a Rovereto Centro per la pace, Via Vicenza


sabato 25/04/2009

domenica 26/04/2009

lunedì 27/04/2009

martedì 28/04/2009

mercoledì 29/04/2009

giovedì 30/04/2009

venerdì 01/05/2009

sabato 02/05/2009

domenica 03/05/2009

lunedì 04/05/2009

martedì 05/05/2009

mercoledì 06/05/2009

giovedì 07/05/2009

venerdì 08/05/2009

sabato 09/05/2009

domenica 10/05/2009

lunedì 11/05/2009

martedì 12/05/2009

mercoledì 13/05/2009

giovedì 14/05/2009

venerdì 15/05/2009

sabato 16/05/2009

domenica 17/05/2009

lunedì 18/05/2009

martedì 19/05/2009

mercoledì 20/05/2009

giovedì 21/05/2009

venerdì 22/05/2009

sabato 23/05/2009

domenica 24/05/2009

VERSO LE IDEE DI FONDO | 2009-2011

Incontro ad Arco Sala Segantini, piazza delle Canoniche

Incontro con i soci lavoratori Trento, Centro “B. Clesio”, Via Barbacovi 4

Incontro con i soci sovventori

assemblea dei soci

Trento, Centro “B. Clesio”, Via Barbacovi 4

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VERSO LE IDEE DI FONDO | 2009-2011

1989-2009

Vent’anni di Mandacarù

Festeggiamenti

a Trento nella giornata dell’assemblea

(24 maggio 2009)

e

nel territorio con tre feste decentrate

25


26

20

anni

Il Consiglio di amministrazione della cooperativa è così composto:

Pierangela Brena pierangela.brena@mandacaru.it consigliere

Walter Comper walter.comper@mandacaru.it vicepresidente

Paolo Facinelli paolo.facinelli@mandacaru.it consigliere

Giampiero Girardi presidente@mandacaru.it presidente

Francesca Martini francesca.martini@mandacaru.it consigliere

Angela Mattei angela.mattei@mandacaru.it consigliere

Stefano Plotegheri stefano.plotegheri@mandacaru.it consigliere

Marco Raoss marco.raoss@mandacaru.it consigliere

Valentina Recati valentina.recati@mandacaru.it consigliere

Mandacarù Onlus SCS

Via Prepositura 32

38100 Trento - tel. 0461 232 791

sede@mandacaru.it


Mandacarù numero 2, febbraio 2009

registrazione Tribunale di Trento n. 1031 R.st. del 16.9.1999

Registro nazionale della stampa n. 9365

redazione di Mandacarù: Via Prepositura 32, 38100 Trento

direttore responsabile: Domenico Sartori

foto dal reportage di viaggio di Beatrice De Blasi

realizzato in Guatemala e Messico

con Suna Chiarani e Claudia Festi nel gennaio 2009

Publistampa Arti grafiche - Pergine

carta riciclata Cyclus offset 100% macero da raccolta differenziata, sbiancata senza cloro; marchi

di garanzia: Angelo Blu, Nordic Swan, European Eco-label Flower e Napm; inchiostri con solventi a base vegetale.

Publistampa Arti grafiche è certificata FSC - Chain of Custody CQ - COC - 000016

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e conforme agli standard per imballaggi recuperabili mediante compostaggio e biodegradazione.


CLES

Via Degasperi, 17/A

38023 Cles

tel./fax 0463 600437

cles@mandacaru.it

FIERA DI PRIMIERO

Via Garibaldi, 15

38050 Fiera di Primiero

tel./fax 0439 762873

fiera@mandacaru.it

LAVIS

Via Matteotti, 25

38015 Lavis

tel./fax 0461 241847

lavis@mandacaru.it

MEZZOLOMBARDO

Via Garibaldi, 1

38017 Mezzolombardo

tel./fax 0461 606240

mezzolombardo@mandacaru.it

MORI

Via Gustavo Modena, 63

38065 Mori

tel. 0464 918051

mori@mandacaru.it

PERGINE VALSUGANA

Via Roma, 5

38057 Pergine Valsugana

tel./fax 0461 532056

pergine@mandacaru.it

PONTE ARCHE

Via Cesare Battisti, 40

38077 Ponte Arche

tel./fax 0465 700192

pontearche@mandacaru.it

PREDAZZO

Via Garibaldi, 36/A

38037 Predazzo

tel./fax 0462 500000

predazzo@mandacaru.it

RIVA DEL GARDA

Via Florida, 14

38066 Riva del Garda

tel. 0464 550151/ fax 0464 559539

riva@mandacaru.it

ROVERETO

Via Mercerie, 6

38068 Rovereto

tel./fax 0464 432979

rovereto@mandacaru.it

TIONE

Via Circonvallazione, 66

38079 Tione

tel./fax 0465 326341

tione@mandacaru.it

TRENTO

Piazza Fiera, 13

38100 Trento

tel. 0461 982216 / fax 0461 267483

trento@mandacaru.it

Mandacarù Onlus SCS

Via Prepositura 32, 38100 Trento - tel. 0461 232791 / fax 0461 261864 - sede@mandacaru.it - www.mandacaru.it

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anni

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