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Rivista di Psicologi e Psicoterapeuti - Movimento Psicologi ...

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Simposio, <strong>Rivista</strong> <strong>di</strong> <strong>Psicologi</strong> e <strong>Psicoterapeuti</strong>, Anno 4, Numero 2, Settembre 2008, Quadrimestrale. Poste Italiane spa. Spe<strong>di</strong>zione in abbonamento postale D.L. 353/2003<br />

(conv.in l.27/02/2004 n.46) art.1, comma 1 DCB Firenze 1. In caso <strong>di</strong> mancato recapito rinviare all’ufficio postale <strong>di</strong> Firenze CMP per la restituzione previo pagamento resi.<br />

Tiratura:<br />

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<strong>Rivista</strong> <strong>di</strong> <strong>Psicologi</strong> e <strong>Psicoterapeuti</strong><br />

63.000 copie<br />

30 anni <strong>di</strong> 180<br />

Consulenza<br />

tecnica d’ufficio e<br />

me<strong>di</strong>azione<br />

<strong>di</strong> Rolando Ciofi<br />

p. 06<br />

Il metodo scientifico<br />

nella psicoterapia e<br />

nel counseling<br />

<strong>di</strong> Tullio Carere-Comes<br />

p. 22 p. 12<br />

Integrazione<br />

culturale, lavoro<br />

in<strong>di</strong>viduale ed<br />

etnopsicologia<br />

<strong>di</strong> Ettore Perrella


<strong>di</strong>pendenze<br />

senza<br />

sostanza<br />

prevenzione<br />

e terapia<br />

1° Convegno nazionale<br />

Rete Nuove Dipendenze Patologiche<br />

Dipendenze senza sostanza, prevenzione e terapia<br />

Firenze, 8 novembre 2008<br />

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Passate le vacanze estive si apre, per la<br />

comunità professionale degli psicologi, una<br />

stagione particolarmente impegnativa. Nei<br />

prossimi mesi infatti avremo un ricambio del<br />

gruppo <strong>di</strong>rigente alla guida delle nostre Isti-<br />

tuzioni. Nel mese <strong>di</strong> marzo 2009 sono pre-<br />

viste le elezioni dell’ENPAP, a pochi mesi <strong>di</strong><br />

<strong>di</strong>stanza quelle orinistiche. E’ una grande<br />

occasione per introdurre elementi <strong>di</strong> cam-<br />

biamento e per dare finalmente voce alle<br />

molte associazioni rappresentative della<br />

nuova composizione della categoria.<br />

La realtà della psicologia professionale<br />

italiana si è infatti molto mo<strong>di</strong>ficata in questi<br />

ultimi anni. Gli oltre 60.000 psicologi iscrit-<br />

ti all'albo sono prevalentemente giovani o<br />

giovanissimi, prevalentemente donne, pre-<br />

valentemente liberi professionisti, preva-<br />

lentemente (visto anche l’età anagrafica) a<br />

red<strong>di</strong>to me<strong>di</strong>o basso. In questa situazione<br />

apppare chiaro che gli sforzi dei gruppi <strong>di</strong>-<br />

rigenti dovrebbero concentrarsi soprattut-<br />

to sull’obiettivo <strong>di</strong> impremere sviluppo e <strong>di</strong><br />

offrire opportunità <strong>di</strong> crescita professionale<br />

alle colleghe ed ai colleghi.<br />

Mentre il sistema or<strong>di</strong>nistico, pur so-<br />

pravvivendo, appare come uno strumento<br />

desueto che poco può offrire in termini <strong>di</strong><br />

sviluppo, la vera partita sul piano strategico<br />

si gioca sull’ENPAP. Infatti se da una parte<br />

l’istituzione Cassa ha il compito primario <strong>di</strong><br />

erogare pensioni, provvedere all’assistenza<br />

e far fruttare il nostro denaro a tali fini, è pur<br />

vero che amministrando grossi capitali con<br />

sufficiente <strong>di</strong>screzionalità nella scelta degli<br />

investimenti, essa detiene anche il potere <strong>di</strong><br />

operare scelte a favore della crescita profes-<br />

sionale dell’intera categoria. Posto che gli<br />

investimenti debbano comunque rendere,<br />

<strong>di</strong>verso è fare scelte <strong>di</strong> mera speculazione<br />

dall’investire il denaro avendo in mente una<br />

strategia che possa portare ricadute positi-<br />

ve sulle opportunità <strong>di</strong> lavoro, su esigenze<br />

specifiche dei nostri professionisti, sull’im-<br />

magine e la visibilità della professione nel<br />

suo complesso.<br />

Occorrerà dunque che i più preparati tra<br />

i nostri colleghi liberi professionisti, in<strong>di</strong>pen-<br />

dentemente dalle sigle <strong>di</strong> appartenenza,<br />

cerchino un accordo per dotare l’Ente, ora<br />

che il ricambio sarà necessariamente pro-<br />

fondo, <strong>di</strong> un gruppo <strong>di</strong>rigente solido e che<br />

sappia guardare lontano. Che sappia non<br />

solo amministrare correttamente, ma anche<br />

pensare politicamente.<br />

E<strong>di</strong>toriale<br />

<strong>di</strong> Rolando Ciofi, Segretario Generale del Mo.P.I.<br />

Abbiamo assistito nell'ultimo quadriennio<br />

ad un mutamento <strong>di</strong> linea dell’Ente <strong>di</strong> Pre-<br />

videnza che sempre più si è reso conto <strong>di</strong><br />

dover maggiormente guardare all’area libe-<br />

ro professionale. Il MoP.I. ha appoggiato al-<br />

cune scelte <strong>di</strong> rilievo quali quella <strong>di</strong> garantire<br />

l’assistenza sanitaria ed ospedaliera per le<br />

situazioni più gravi a tutti gli iscritti o quel-<br />

la <strong>di</strong> costituire un fondo da utilizzarsi nelle<br />

situazioni <strong>di</strong> maggiore <strong>di</strong>sagio. Ma occorre<br />

andare oltre: il ricambio quasi totale dell’in-<br />

tera <strong>di</strong>rigenza deve essere l’occasione per<br />

guardare in modo lucido e <strong>di</strong>sincantato al<br />

primo poco più che decennio <strong>di</strong> storia del<br />

nostro ente <strong>di</strong> previdenza cogliendone luci<br />

ed ombre, limiti e prospettive. Se è vero che<br />

qualche errore, soprattutto nei primi anni <strong>di</strong><br />

vita, è stato fatto sul piano degli investimen-<br />

ti, è pur vero che gradualmente molte cor-<br />

rezioni sono state effettuate e ad oggi, se la<br />

resa è bassa od insufficiente non si può <strong>di</strong>re<br />

che ciò sia imputabile più <strong>di</strong> tanto ad errori<br />

<strong>di</strong> gestione. Dobbiamo renderci consapevoli<br />

e dobbiamo rendere consapevoli i colleghi<br />

dei vincoli -legislativi da una parte, <strong>di</strong> mer-<br />

cato dall’altra- all'interno dei quali l’Ente è<br />

costretto a muoversi. E operare scelte con-<br />

seguenti. Sul piano normativo attraverso un<br />

collegamento sempre più stretto con le altre<br />

casse <strong>di</strong> categoria che vivono analoghe pro-<br />

blematiche nella convinzione che più posso-<br />

no essere aumentate le pressioni su Gover-<br />

no e Legislatori più le possibilità <strong>di</strong> introdurre<br />

misure meno penalizzanti aumenteranno.<br />

Sul piano del mercato affiancando, alla stra-<br />

tegia <strong>di</strong> estrema attenzione già in essere,<br />

prospettive maggiormente finalizzate allo<br />

sviluppo della comunità professionale.<br />

Siamo anche <strong>di</strong> fronte all’occasione stori-<br />

ca -e questa è una grande responsabilità <strong>di</strong><br />

chi organizzerà le liste- <strong>di</strong> eleggere <strong>di</strong>rigenti<br />

il più possibile rappresentativi <strong>di</strong> quella che è<br />

l’effettiva composizione della categoria. Un<br />

gruppo <strong>di</strong>rigente giovane, perchè la catego-<br />

ria è giovane, prevalentemente composto<br />

da colleghe, perchè le donne rappresentano<br />

l’80% dell’intera comunità professionale de-<br />

gli psicologi, prevalentemente composto da<br />

liberi professionisti, perché soprattutto per<br />

loro, che sono la stragrande maggioranza,<br />

l’Ente ha senso <strong>di</strong> esistere. Infine un gruppo<br />

<strong>di</strong>rigente che sappia anche fare tesoro del-<br />

le esperienze in questi anni maturate e che<br />

dunque, nella sua trasformazione, sappia<br />

garantire anche un senso <strong>di</strong> continuità.<br />

03<br />

Nel 2016 l’Ente comincerà ad entrare<br />

nella sua piena funzione, nel senso che a<br />

partire da quella data le pensioni erogate<br />

cominceranno ad avere un qualche peso<br />

significativo nei suoi bilanci. Ci attendono<br />

dunque anni cruciali, anni in qualche modo<br />

veramente fondativi nei quali, forti delle<br />

esperienze maturate ed anche talvolta del-<br />

le riflessioni sugli errori fatti, inevitabilmente<br />

connessi alle fasi <strong>di</strong> avvio, dovremo riuscire<br />

a dare il meglio <strong>di</strong> noi per arrivare preparati<br />

e soli<strong>di</strong> ad affrontare gli impegni che ci at-<br />

tendono. E occorrerà lavorare con grande<br />

entusiasmo attorno alla vera ombra che an-<br />

cora l’Ente non è riuscito a superare, quella<br />

del coinvolgimento dei colleghi, della comu-<br />

nicazione con i propri iscritti.<br />

Una Cassa che venisse avvertita vicina<br />

al singolo iscritto e ai suoi problemi, che riu-<br />

scisse a stimolare una partecipazione am-<br />

pia, avrebbe enormi potenzialità <strong>di</strong> cre<strong>di</strong>bi-<br />

lità politica e dunque aumenterebbe anche<br />

notevolmente il suo potere contrattuale in<br />

ambito istituzionale. E gli strumenti per pro-<br />

cedere in tale <strong>di</strong>rezione ci sono già tutti: si<br />

tratta solo <strong>di</strong> attivarli, <strong>di</strong> avere la volontà po-<br />

litica <strong>di</strong> attivarli. Abbiamo un notiziario che<br />

dovrebbe essere reso “leggibile” in modo<br />

che davvero possa veicolare informazioni,<br />

abbiamo la possibilità <strong>di</strong> inviare una new-<br />

sletter settimanale o quin<strong>di</strong>cinale, abbiamo<br />

un sito che potrebbe essere reso maggior-<br />

mente interattivo, ma soprattutto abbiamo<br />

nella categoria un tessuto associativo che<br />

potrebbe essere maggiormente coinvol-<br />

to. Sono le associazioni che detengono il<br />

vero stretto collegamento con i singoli col-<br />

leghi ed un Ente che sapesse rapportarsi<br />

in modo stretto al tessuto associativo, coin-<br />

volgendolo nelle scelte <strong>di</strong> fondo, magari<br />

delegando alcune funzioni <strong>di</strong> rapporto ad<br />

personam, recependo le esigenze <strong>di</strong> gruppi<br />

<strong>di</strong> propri iscritti, potrebbe aspettarsi come<br />

ritorno una forza ed un sostegno oggi nep-<br />

pure pensabile.<br />

Le prossime elezioni Enpap costituisco-<br />

no insomma una grande opportunità per tut-<br />

ti gli psicologi. Potremmo essere in grado <strong>di</strong><br />

far finalmente maturare un’istituzione forte,<br />

cre<strong>di</strong>bile, capace <strong>di</strong> svolgere il suo ruolo <strong>di</strong><br />

garantire la previdenza e l’assistenza, ma<br />

al contempo sensibile e capace <strong>di</strong> cogliere<br />

ogni opportunità <strong>di</strong> sviluppo per la comunità<br />

che rappresenta. Il Mo.P.I. andrà a questo<br />

appuntamento con grande <strong>di</strong>sponibilità,<br />

pronto a partecipare con le proprie compe-<br />

tenze, in unione ed accordo con altre sigle<br />

libero professionali, alla fase <strong>di</strong> trasforma-<br />

zione che attende nei prossimi mesi il nostro<br />

Ente <strong>di</strong> Previdenza.


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SIMP-08<br />

simposio<br />

Perio<strong>di</strong>co del<br />

<strong>Movimento</strong> <strong>Psicologi</strong> In<strong>di</strong>pendenti<br />

ANNO 4<br />

NUMERO 2 - SETTEMBRE 2008<br />

(chiuso in tipografia il 04 luglio 2008)<br />

Direttore Responsabile:<br />

Rolando Ciofi<br />

Direttore E<strong>di</strong>toriale:<br />

Tommaso Valleri<br />

Comitato <strong>di</strong> Redazione:<br />

Mario Ajazzi Mancini<br />

Anna Barracco<br />

Paolo Chellini<br />

Jessica Ciofi<br />

Rolando Ciofi<br />

Manuele Matera<br />

Chiara Ratto<br />

Progetto grafico:<br />

Isabel Danés Anaya<br />

Redazione:<br />

Simposio<br />

<strong>Rivista</strong> <strong>di</strong> <strong>Psicologi</strong> e <strong>Psicoterapeuti</strong><br />

Via Leopar<strong>di</strong> 14, 50121 Firenze<br />

redazione@mopi.it<br />

E<strong>di</strong>tore:<br />

Vertici s.r.l.<br />

Via Leopar<strong>di</strong> 14, 50121 Firenze<br />

Tel. 055 2342810 Fax 055 2477263<br />

www.vertici.com<br />

info@vertici.com<br />

Proprietario:<br />

<strong>Movimento</strong> <strong>Psicologi</strong> In<strong>di</strong>pendenti<br />

Via Leopar<strong>di</strong> 14, 50121 Firenze<br />

Tel. 055 2479220 Fax 055 2477263<br />

www.mopi.it<br />

info@mopi.it<br />

Tiratura del presente numero:<br />

63.000 copie<br />

sommario<br />

EDITORIALE<br />

E<strong>di</strong>toriale<br />

Rolando Ciofi 03<br />

POLITICA PROFESSIONALE<br />

Consulenza tecnica d’ufficio<br />

e me<strong>di</strong>azione, dal principio<br />

della delega al para<strong>di</strong>gma della<br />

soggettività<br />

Rolando Ciofi 06<br />

Gli psicologi sono capaci <strong>di</strong><br />

promuovere la loro competenza<br />

professionale?<br />

Barbara Rossi e Stefano Sirri 09<br />

Due giovani liberi professionisti<br />

all’incontro dell’ENPAP a<br />

Bologna<br />

Chiara Ratto, Gianpaolo Ragusa 11<br />

APPROFONDIMENTI<br />

Integrazione culturale, lavoro<br />

in<strong>di</strong>viduale ed etnopsicologia<br />

Ettore Perrella 12<br />

Quale cura per la psiche?<br />

Tommaso Valleri 13<br />

Evitiamo che le <strong>di</strong>scussioni<br />

scientifiche tracimino<br />

nell’invettiva<br />

Giuseppe Sartori 14<br />

La Legge 180 ed il problema<br />

della sofferenza psichica.<br />

Intervista a Giorgio Antonucci<br />

Raffaelle Cascone 16<br />

La psicoterapia <strong>di</strong>alettica<br />

dell’ansia e delle fobie<br />

Nicola Ghezzani 18<br />

Le basi dell’attaccamento: tra<br />

clinica e neurologia<br />

Paolo Chellini 20<br />

FOTO:SHUTTERSTOCK<br />

Il metodo scientifico nella<br />

psicoterapia e nel counseling<br />

Tullio Carere-Comes 22<br />

Psychological Treatment Inventory<br />

(PTI)®. Un nuovo strumento <strong>di</strong><br />

misura multi<strong>di</strong>mensionale<br />

Alessio Gori, Marco Giannini 24<br />

Disagio sessuale e crisi <strong>di</strong><br />

coppia<br />

Carla Anna Durazzi 28<br />

RUBRICHE<br />

La Toscana e lo stato della<br />

salute mentale nell’infanzia e<br />

nell’adolescenza<br />

Davide Lacangellera 30<br />

<strong>Psicologi</strong>a e <strong>di</strong>ntorni: congressi<br />

e convegni 2008<br />

Tommaso Valleri 31<br />

Chie<strong>di</strong> all'esperto<br />

Manuele Matera, Rosa Minnino,<br />

Stefania Tedal<strong>di</strong> 32<br />

Cinema e psicologia<br />

Biagio Giordano 34<br />

News dal mondo<br />

Andrea Innocenti 35


06 Politica Professionale Politica Professionale 07<br />

Consulenza tecnica d’ufficio e me<strong>di</strong>azione,<br />

dal principio della delega al para<strong>di</strong>gma della soggettività<br />

<strong>di</strong> Rolando Ciofi, Segretario Generale del Mo.P.I.(<strong>Movimento</strong> <strong>Psicologi</strong> In<strong>di</strong>pendenti)<br />

Le “linee guida per l’accesso alla me-<br />

<strong>di</strong>azione familiare nel corso del proce<strong>di</strong>-<br />

mento <strong>di</strong> separazione e <strong>di</strong>vorzio” propo-<br />

ste dall’AIMeF - che <strong>di</strong> seguito riportiamo<br />

- illustrano con grande pragmaticità e<br />

chiarezza la <strong>di</strong>fferenza sostanziale tra gli<br />

istituti della consulenza tecnica d’ufficio<br />

e della me<strong>di</strong>azione familiare.<br />

Voglio però spostare l’attenzione dei<br />

nostri lettori dal piano applicativo a quel-<br />

lo dei principi <strong>di</strong> fondo che orientano le<br />

due <strong>di</strong>verse prassi. Principi che molto<br />

risentono della grande trasformazione,<br />

valoriale, sociale e culturale, della quale<br />

tutto l’occidente è stato protagonista ne-<br />

gli ultimi cento anni.<br />

Il para<strong>di</strong>gma della soggettività sempre<br />

più impronta la nostra cultura da quando<br />

la psicoanalisi cento anni fa, con felice<br />

sintesi, lo ha riproposto alla società in-<br />

tera. È in conseguenza dell’attenzione<br />

posta alla soggettività che siamo <strong>di</strong>ven-<br />

tati sensibili al tema dell’ecologia, siamo<br />

alla ricerca <strong>di</strong> un ambiente più giusto per<br />

ognuno <strong>di</strong> noi e per far questo siamo at-<br />

tenti a tutti i problemi in<strong>di</strong>viduali.<br />

Man mano che la società progre<strong>di</strong>-<br />

sce non è più prevalente il <strong>di</strong>scorso sui<br />

problemi della grande massa, ma sta<br />

<strong>di</strong>ventando sempre più prevalente, con<br />

l’affermazione del para<strong>di</strong>gma della sog-<br />

gettività, l’attenzione ai problemi del sin-<br />

golo.<br />

Chiariamo ancor meglio il concetto:<br />

per lungo tempo si è avvertita una sorta<br />

<strong>di</strong> contrapposizione tra gli interessi col-<br />

lettivi e quelli soggettivi e si è ritenuto<br />

che questi ultimi dovessero lasciare il<br />

passo ai primi gerarchicamente più rile-<br />

vanti. Tale visione non è certo cambiata,<br />

se non in un punto, tra gli interessi col-<br />

lettivi da tutelare la società ha annove-<br />

rato il benessere in<strong>di</strong>viduale, ovvero, per<br />

<strong>di</strong>rla con altro linguaggio, ha ampliato la<br />

gamma degli interessi soggettivi degni <strong>di</strong><br />

tutela.<br />

Il benessere soggettivo, la cosiddetta<br />

qualità della vita, è <strong>di</strong>venuto un valore<br />

collettivo e giustamente la società si or-<br />

ganizza, professionalmente, giuri<strong>di</strong>ca-<br />

mente, socialmente, per tutelarlo.<br />

Ma se ciò è vero occorre anche con-<br />

siderare che l’intera società sta orien-<br />

tandosi verso forme <strong>di</strong> deistituzionaliz-<br />

zazione, che il citta<strong>di</strong>no sta cominciando<br />

a farsi carico dei propri conflitti e non<br />

intende più affidarsi passivamente a giu-<br />

<strong>di</strong>ci, sanitari o autorità <strong>di</strong> qualunque tipo.<br />

Benessere soggettivo e qualità della vita<br />

insomma sempre più coincidono con il<br />

sentirsi protagonisti delle proprie scelte<br />

con il riappropriarsi delle troppe deleghe<br />

concesse alle varie “autorità”.<br />

È oggi normale in tutto il mondo oc-<br />

cidentale non affidarsi passivamente al<br />

me<strong>di</strong>co ma <strong>di</strong>scutere con lui le <strong>di</strong>agno-<br />

si e le cure, è normale conoscere ogni<br />

dettaglio sugli alimenti che consumiamo,<br />

sul potenziale inquinamento compreso<br />

quello che non percepiamo <strong>di</strong>rettamen-<br />

te, è normale utilizzare i professionisti,<br />

ogni professionista, come “consulenti” e<br />

non affidarsi totalmente e passivamente<br />

ad essi.<br />

È cambiata la cultura ed il citta<strong>di</strong>no<br />

sta cominciando a farsi carico <strong>di</strong> tutto ciò<br />

che lo riguarda, compresi i propri conflitti<br />

e sempre meno intende affidarsi passi-<br />

vamente a terzi.<br />

La delega all’istituzione, all’autorità<br />

continua ad essere naturalmente inevita-<br />

bile, ma, nel passaggio da una organiz-<br />

zazione sociale <strong>di</strong> stampo paternalistico<br />

ad una organizzazione sociale impronta-<br />

ta alla valorizzazione della soggettività e<br />

dunque più paritaria, essa viene conces-<br />

sa sempre meno, solo quando assoluta-<br />

mente in<strong>di</strong>spensabile.<br />

È in questo quadro che noi possiamo<br />

leggere i due istituti, quello della con-<br />

sulenza tecnica d’ufficio e quello della<br />

me<strong>di</strong>azione familiare come entrambe<br />

necessari ma anche come profonda-<br />

mente <strong>di</strong>versi. La <strong>di</strong>versità infatti non ri-<br />

siede solo sul piano tecnico ma anche e<br />

soprattutto sui presupposti culturali che li<br />

improntano.<br />

Per drammatizzare un poco potrem-<br />

mo <strong>di</strong>re che da una parte abbiamo una<br />

sorta <strong>di</strong> sconfitta… il caso non è me<strong>di</strong>abi-<br />

le, e qualcuno, lo Stato, attraverso le sue<br />

procedure, i giu<strong>di</strong>ci i tribunali gli avvocati,<br />

deve decidere… <strong>di</strong> te, della tua vita dei<br />

tuoi figli…. La sconfitta sta nel fatto che<br />

se proprio non sei capace <strong>di</strong> trovare una<br />

soluzione non potrai fare a meno <strong>di</strong> de-<br />

legare…<br />

Dall’altra parte abbiamo la prova <strong>di</strong><br />

maturità, sono capace da solo o con<br />

l’aiuto <strong>di</strong> esperti a vivere il conflitto sen-<br />

za che questo mi travolga o travolga chi<br />

a me è vicino, sono capace <strong>di</strong> trovare<br />

soluzioni equilibrate anche in situazioni<br />

<strong>di</strong>fficili…<br />

Il CTU fa una fotografia della situazio-<br />

ne, esprime il suo parere sulla possibile<br />

soluzione, spesso quella ritenuta “meno<br />

peggio”, e consegna il tutto al Giu<strong>di</strong>ce il<br />

quale deciderà. Il citta<strong>di</strong>ni che hanno de-<br />

legato, i loro familiari, i loro conflitti, sono<br />

l’oggetto della decisione.<br />

Il me<strong>di</strong>atore ha una funzione maieuti-<br />

ca, aiuta dei citta<strong>di</strong>ni a trovare non tan-<br />

to una soluzione ai loro conflitti quanto<br />

a valorizzare le loro parti sane, a tenere<br />

vivo il senso <strong>di</strong> responsabilità genitoriale<br />

e sociale, a trovare da soli soluzioni per-<br />

corribili. Abbiamo in questo caso soggetti<br />

che non hanno delegato, che, magari in<br />

modo sofferto continuano ad essere pri-<br />

mari protagonisti delle loro vite.<br />

Avere chiari questi pochi, semplici<br />

concetti può aiutare gli operatori dell’uno<br />

e dell’altro versante e i giu<strong>di</strong>ci, ai quali<br />

non spetta solo la decisione ma frequen-<br />

temente anche l’orientamento, a com-<br />

prendere più pienamente il senso delle<br />

<strong>di</strong>fferenze tecniche ed operative.<br />

Linee guida per l’accesso alla Me<strong>di</strong>azione Familiare<br />

nel corso del proce<strong>di</strong>mento <strong>di</strong> separazione e <strong>di</strong>vorzio<br />

Il presente documento, corredato da schemi e tavo-<br />

le sintetiche, si propone come uno strumento d’orien-<br />

tamento agli operatori giuri<strong>di</strong>ci. Il testo è stato appro-<br />

vato ufficialmente all’assemblea generale annuale<br />

dell’A.I.Me.F. il 24 giugno 2007 ed è reperibile sul sito<br />

www.aimef.it.<br />

Premesso che<br />

- l’art.155 c.c., così come mo<strong>di</strong>ficato dalla L.54/2006 in<br />

materia <strong>di</strong> separazione dei coniugi e affidamento con<strong>di</strong>viso<br />

dei figli, <strong>di</strong>spone che “anche in caso <strong>di</strong> separazione perso-<br />

nale dei genitori il figlio minore ha il <strong>di</strong>ritto <strong>di</strong> mantenere un<br />

rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno <strong>di</strong> essi, <strong>di</strong><br />

ricevere cura, educazione ed istruzione da entrambi e <strong>di</strong> con-<br />

servare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti<br />

<strong>di</strong> ciascun ramo genitoriale”;<br />

- il successivo art.155sexies c.c. stabilisce che “qualora<br />

ne ravvisi l’opportunità, il giu<strong>di</strong>ce, sentite le parti e ottenuto<br />

il loro consenso, può rinviare l’adozione dei provve<strong>di</strong>menti <strong>di</strong><br />

cui all’articolo 155 per consentire che i coniugi, avvalendosi <strong>di</strong><br />

esperti, tentino una me<strong>di</strong>azione per raggiungere un accordo,<br />

con particolare riferimento alla tutela dell’interesse morale e<br />

materiale dei figli”.<br />

- nulla è <strong>di</strong>sposto in merito a chi siano gli esperti e con<br />

quali modalità il magistrato, le parti o i loro avvocati possa-<br />

no accedere alle loro prestazioni nel corso del proce<strong>di</strong>mento<br />

giu<strong>di</strong>ziario; • per coinvolgere il me<strong>di</strong>atore familiare nel corso<br />

del giu<strong>di</strong>zio nei Tribunali si attuano prassi <strong>di</strong>fferenziate: ora<br />

viene nominato CTU ex art.61 c.p.c., ora ausiliario ex art.68<br />

c.p.c., ora senza riferimenti specifici;<br />

- tale modalità operativa genera confusione circa la spe-<br />

cificità dell’intervento me<strong>di</strong>ativo nell’ambito del processo <strong>di</strong><br />

separazione e <strong>di</strong>vorzio;<br />

- invero, il professionista idoneo alla pratica della me<strong>di</strong>a-<br />

zione familiare dovrebbe avere una formazione specifica<br />

che risponda agli standard minimi stabiliti dal FORUM EU-<br />

ROPEEN - Formation et Recherche en Mé<strong>di</strong>ation Familiale<br />

organismo <strong>di</strong> formazione e ricerca in me<strong>di</strong>azione costituitesi<br />

a Marsiglia (Francia) nell’aprile 1998. Standard ripresi e per-<br />

fezionati nello Statuto A.I.Me.F.;<br />

- inoltre, il professionista idoneo alla pratica della me<strong>di</strong>a-<br />

zione familiare dovrebbe agire nel rispetto della deontologia<br />

professionale regolamentata dall’European Code of Conduct<br />

for Me<strong>di</strong>ators firmato a Bruxelles il 2 luglio 2004. Deontologia<br />

ripresa e perfezionata nello Statuto e nel Regolamento Inter-<br />

no A.I.Me.F.<br />

- infine, il ruolo e la funzione del me<strong>di</strong>atore familiare sono<br />

chiaramente delineati dalla Raccomandazione (98)/1 del<br />

19.01.98 del Consiglio d’Europa, nonché dalla Raccoman-<br />

dazione 1639 del 25.11.03 dell’Assemblea Parlamentare del<br />

Consiglio d’Europa.<br />

In particolare, tali provve<strong>di</strong>menti mettono in evidenza che:<br />

a) la me<strong>di</strong>azione dovrebbe essere autonoma e comple-<br />

mentare rispetto al contesto giu<strong>di</strong>ziario;<br />

b) il me<strong>di</strong>atore familiare dovrebbe avere una funzione<br />

esclusivamente <strong>di</strong> natura compositiva e non valutativa;<br />

c) la volontarietà della coppia al percorso <strong>di</strong> me<strong>di</strong>azione<br />

familiare è pre<strong>di</strong>ttiva <strong>di</strong> un buon esito del medesimo;<br />

- l’istituto dell’esperto me<strong>di</strong>atore ex art.155sexies c.p.c.<br />

è incompatibile con quello del CTU ex art.61 e ss c.p.c. e<br />

artt.13-24; 89-92 <strong>di</strong>sp. att. e con quello degli altri ausiliari<br />

ex art. 68 c.p.c. innanzitutto per l’autonomia e la complemen-<br />

tarietà del percorso <strong>di</strong> me<strong>di</strong>azione familiare rispetto al conte-<br />

sto giu<strong>di</strong>ziario. Difatti, mentre gli ausiliari del giu<strong>di</strong>ce - tra cui<br />

in primis il CTU - sono da quest’ultimo incaricati in suo ausilio<br />

ai fini della decisione, il me<strong>di</strong>atore familiare, invece, mette la<br />

propria professionalità a <strong>di</strong>sposizione delle parti. Il destinata-<br />

rio dell’attività dell’ausiliario risulta, <strong>di</strong> conseguenza, essere il<br />

giu<strong>di</strong>ce, mentre i beneficiari dell’attività del me<strong>di</strong>atore sono le<br />

parti. Inoltre, la riservatezza e la confidenzialità degli incontri,<br />

l’assenza <strong>di</strong> processo verbale e <strong>di</strong> relazione da parte del me-<br />

<strong>di</strong>atore, la natura esclusivamente compositiva dell’intervento,<br />

la volontarietà dell’accesso al percorso che esclude <strong>di</strong> per sé<br />

una nomina da parte del giu<strong>di</strong>ce, una formulazione <strong>di</strong> quesito<br />

e un giuramento, confermano l’inconciliabilità tra i due istituti.<br />

Infine, essendo l’attività del me<strong>di</strong>atore svolta su incarico e<br />

nell’interesse delle parti, il relativo compenso è concordato<br />

tra questi ultimi e il me<strong>di</strong>atore e non liquidato dal giu<strong>di</strong>ce.<br />

Ciò premesso, l’A.I.Me.F. ritiene che l’art. 155sexies<br />

c.c. si riferisca all’esperto me<strong>di</strong>atore familiare quale nuo-<br />

va figura tipica, extraprocessuale e che, in ragione <strong>di</strong> ciò,<br />

sia opportuno regolare l’accesso alle sue specifiche pre-<br />

stazioni in base alle seguenti<br />

LINEE GUIDA OPERATIVE<br />

1. in applicazione dell’art.155sexies c.c. il provve<strong>di</strong>mento<br />

del giu<strong>di</strong>ce potrebbe essere del seguente tenore: “Il giu<strong>di</strong>-<br />

ce, sentite le parti ed ottenuto il loro consenso, riservato ogni<br />

provve<strong>di</strong>mento, rinvia l’u<strong>di</strong>enza al … per permettere alle parti<br />

<strong>di</strong> raggiungere un accordo avvalendosi <strong>di</strong> esperti me<strong>di</strong>atori<br />

familiari”;<br />

2. a prescindere dalla fase e dal grado <strong>di</strong> giu<strong>di</strong>zio, in caso<br />

le parti vogliano spontaneamente accedere ad un percorso <strong>di</strong><br />

me<strong>di</strong>azione familiare è necessario che le medesime, tramite<br />

i loro legali rappresentanti, facciano istanza congiunta al giu-<br />

<strong>di</strong>ce per sospendere l’iter giu<strong>di</strong>ziario, rinviando la trattazione<br />

della causa per un tempo adeguato al percorso me<strong>di</strong>ativo;<br />

3. è necessario tenere <strong>di</strong>stinte le figure processuali del CTU<br />

<strong>di</strong> cui all’art.61 e ss c.p.c. e degli altri ausiliari del giu<strong>di</strong>ce ex<br />

art.68 c.p.c. da quella extraprocessuale dell’esperto me<strong>di</strong>ato-<br />


08 Politica Professionale<br />

◄<br />

re, cui le parti possono accedere ai sensi dell’art.155sexies<br />

c.c.;<br />

4. è preferibile che il giu<strong>di</strong>ce non <strong>di</strong>sponga un invio coat-<br />

to in<strong>di</strong>retto in me<strong>di</strong>azione familiare (in ambito <strong>di</strong> Consulenza<br />

Tecnica d’Ufficio) ma che, all’occorrenza, si limiti a sensibiliz-<br />

zare le parti e i loro legali sulle opportunità che la risorsa offre,<br />

invitandoli al più ad un incontro informativo con un me<strong>di</strong>atore<br />

familiare qualificato, senza obbligo <strong>di</strong> accesso al percorso <strong>di</strong><br />

me<strong>di</strong>azione;<br />

5. allo scopo è necessario rendere accessibile alle parti e<br />

agli organi tra<strong>di</strong>zionali del processo un elenco dei me<strong>di</strong>atori<br />

familiari esperti a favorire la comunicazione e la negoziazio-<br />

ne finalizzata agli accor<strong>di</strong> <strong>di</strong> separazione <strong>di</strong>stinto da quello<br />

dei CTU e degli altri ausiliari del giu<strong>di</strong>ce. L’A.I.Me.F. chiede <strong>di</strong><br />

rendere <strong>di</strong>sponibile e consultabile l’elenco dei propri associati<br />

presso la Cancelleria della Sez. Famiglia del Tribunale o del-<br />

SCHEMA A<br />

PRINCIPALI DIFFERENZE TRA<br />

CTU ex art. 61 c.p.c.<br />

la Volontaria Giuris<strong>di</strong>zione;<br />

6. il professionista incaricato dovrà tenere sempre presen-<br />

te il suo ruolo e la sua funzione a seconda dell’incarico rice-<br />

vuto e precisamente:<br />

a) quando è nominato dal giu<strong>di</strong>ce in funzione <strong>di</strong> CTU,<br />

il consulente, qualora dovesse essere anche me<strong>di</strong>atore<br />

familiare, dovrà attenersi all’incarico ricevuto nei limiti del<br />

quesito e svolgere le attività processuali previste e rego-<br />

late dal c.p.c., senza avviare un percorso <strong>di</strong> me<strong>di</strong>azione<br />

familiare;<br />

ALTRI AUSILIARI ex art. 68 c.p.c.<br />

b) quando è chiamato dalle parti in funzione <strong>di</strong> me<strong>di</strong>ato-<br />

re familiare, il me<strong>di</strong>atore, qualora dovesse essere iscritto<br />

anche nell’albo dei CTU, dovrà svolgere l’attività <strong>di</strong> me<strong>di</strong>a-<br />

zione con intento compositivo e negoziale, astenendosi da<br />

valutazioni e da altre attività precluse al me<strong>di</strong>atore familia-<br />

re dal suo co<strong>di</strong>ce deontologico.<br />

ESPERTO MEDIATORE FAMILIARE<br />

ex art. 155 sexies c.c.<br />

BENEFICIARIO ATTIVITA’ Giu<strong>di</strong>ce ai fini della decisione Parti ai fini della composizione del conflitto<br />

ACCESSO PER LE PARTI<br />

Obbligatorio su provve<strong>di</strong>mento del<br />

giu<strong>di</strong>ce<br />

Volontario su scelta delle parti<br />

AMBITO DI ATTIVITA’ Endo-processuale Extra processuale<br />

CONFERIMENTO INCARICO Nomina e quesito del giu<strong>di</strong>ce Scelta delle parti<br />

GIURAMENTO Sì No<br />

RESPONSABILITA’<br />

RAPPORTO CON IL<br />

PROCEDIMENTO GIUDIZIARIO<br />

- Civile<br />

- Penale generica<br />

- Penale specifica come P.U.<br />

- Sospensione dell’esercizio<br />

- Relazione e processo verbale<br />

- Chiamata a chiarimenti<br />

- Civile<br />

- Penale generica<br />

- Riservatezza e confidenzialità sul contenuto<br />

degli accor<strong>di</strong><br />

- Eventuale comunicazione dell’avvenuto o<br />

meno percorso <strong>di</strong> me<strong>di</strong>azione<br />

COMPENSO Liquidato dal giu<strong>di</strong>ce Concordato tra le parti ed il me<strong>di</strong>atore<br />

INCARICO CONFERITO<br />

SCHEMA B<br />

PRINCIPALI DIFFERENZE TRA<br />

Di tipo valutativo attraverso:<br />

- consulenze<br />

- descrizioni<br />

- indagini<br />

Di tipo compositivo attraverso:<br />

- riduzione della conflittualità<br />

- miglioramento della comunicazione<br />

RUOLI E FUNZIONI ATTIVITA’<br />

CTU ex art. 61 c.p.c.<br />

ALTRI AUSILIARI ex art. 68 c.p.c.<br />

con competenze tecniche specifiche nominati dal giu<strong>di</strong>ce<br />

per giurare e rispodnere ad un quesito<br />

ESPERTO MEDIATORE FAMILIARE<br />

ex art. 155 sexies c.c.<br />

con competenza spcifica nella me<strong>di</strong>azione familiare, incari-<br />

cato dalle parti in funzione <strong>di</strong> esperto me<strong>di</strong>atore ex art. 155<br />

sexies c.c.<br />

Consulenza tecnica finalizzata a svolgere l’incarico <strong>di</strong> tipo<br />

valutativo ricevuto nei limiti del quesito e nel rispetto del c.p.c.,<br />

senza avviare un percorso <strong>di</strong> me<strong>di</strong>azione familiare.<br />

Attività <strong>di</strong> me<strong>di</strong>azione con esclusivo intento compositivo e<br />

negoziale, nel rispetto del co<strong>di</strong>ce deontologico dei me<strong>di</strong>atori<br />

familiari, senza redazione <strong>di</strong> relazione tecnica.<br />

Politica Professionale<br />

Gli psicologi sono capaci <strong>di</strong> promuovere la loro<br />

competenza professionale?<br />

<strong>di</strong> Barbara Rossi Psicologa Psicoterapeuta , CISP Centro Italiano sviluppo psicologia e Stefano Sirri, Psicologo Clinico, HT<br />

Human Trainer<br />

Stiamo assistendo sempre più alla nascita <strong>di</strong><br />

nuove professioni afferenti all’area psicologica:<br />

da un lato counselor, filosofi, sociologi, pedago-<br />

gisti che si pongono come più capaci <strong>di</strong> noi psi-<br />

cologi nel campo della promozione della salute.<br />

Dall’altro lato assistiamo alla nascita <strong>di</strong> nuove<br />

forme <strong>di</strong> terapia, più basate sul livello motivazio-<br />

nale, sul livello suggestivo, sul supporto attivo<br />

della persona che su un cambiamento psicolo-<br />

gico. Quin<strong>di</strong> si scoprono/riscoprono: aromatera-<br />

pia, stone-therapy, etc.<br />

Sono interventi che spesso possono aiutare la<br />

persona a sentirsi meglio, perciò vengono consi-<br />

derati forme “terapeutiche”. Spesso sono anche<br />

interventi più “<strong>di</strong>vertenti” sia per la persona sia per<br />

il “terapeuta”, quin<strong>di</strong> come dare torto agli utenti<br />

che preferiscono “curarsi” facendosi un ballo, an-<br />

ziché andare dallo psicologo?!<br />

Di fronte a questo panorama, lo psicologo<br />

come reagisce?<br />

L’impressione è che il mondo psicologico re-<br />

sti allibito a guardare o si arrabbi <strong>di</strong> fronte a uno<br />

spazio lavorativo che sembra <strong>di</strong>minuire sempre<br />

più. Un’idea <strong>di</strong>ffusa è vedere il campo dei bisogni<br />

psicologici come se fossero una torta: più perso-<br />

ne ci sono a mangiare la torta e meno torta c’è per<br />

tutti. Da qui si conclude ingenuamente che troppi<br />

psicologi - o troppi concorrenti - sono un pericolo<br />

che sottrae lavoro in una situazione che è già pro-<br />

blematica <strong>di</strong> suo.<br />

In realtà questa visione è tipicamente da “<strong>di</strong>-<br />

pendente”: esiste una fetta <strong>di</strong> mercato <strong>di</strong> cui io mi<br />

posso occupare e io devo solo fare il mio lavoro.<br />

Il mondo libero professionale richiede una logica<br />

completamente <strong>di</strong>versa.<br />

Ma che fare?<br />

Ad esempio analizzando le richieste e le stra-<br />

tegie portate al CISP da parte <strong>di</strong> colleghi in 8 anni<br />

<strong>di</strong> collaborazione col CISP stesso, abbiamo no-<br />

tato che la maggioranza dei giovani colleghi pre-<br />

sentava un atteggiamento <strong>di</strong> questo tipo:<br />

1. Mi lamento perché le cose non vanno come<br />

vorrei: voglio semplicemente lavorare!<br />

2. Cerco <strong>di</strong> entrare in un gruppo (Associazio-<br />

ne, ASL, Comune, Or<strong>di</strong>ne, collega/colleghi)<br />

perché in questo modo il gruppo mi manderà<br />

pazienti.<br />

Questi due pensieri sembrano normali, all'ap-<br />

parenza sono pure con<strong>di</strong>visibili, eppure…<br />

Eppure portano con sé il “germe”, il seme <strong>di</strong><br />

un fallimento: comportano un atteggiamento che<br />

nella realtà evita alla persona <strong>di</strong> poter sfruttare le<br />

opportunità che si ritrova <strong>di</strong> fronte, poche o tante<br />

che siano.<br />

Per capirne i perchè potremmo spiegare che<br />

siamo in una società post-industriale, cioè non è<br />

più sufficiente saper fare bene qualcosa perché<br />

qualcuno ti paghi per farla. Come non è più suffi-<br />

ciente “sapersi vendere”: bisogna andare oltre.<br />

Fermarsi all’atteggiamento del “mi lamento”,<br />

come aspettarsi che qualcun altro ci invii perso-<br />

ne, è un qualcosa <strong>di</strong> con<strong>di</strong>visibile, <strong>di</strong> umanamen-<br />

te comprensibile, ma nello stesso momento è il<br />

perpetrarsi della stessa strategia che ti porta a<br />

lamentarti, cioè si entra in una sorta <strong>di</strong> “coazione<br />

a ripetere”.<br />

Di fronte al perdurare <strong>di</strong> questa situazione <strong>di</strong><br />

impasse, le <strong>di</strong>rezioni che si sono prese spesso<br />

sono state:<br />

Gioco al ribasso. Cioè mi “svendo”: lavoro<br />

sottocosto, lavoro come educatore, faccio volon-<br />

tariato, ecc. In questo modo forse posso fare an-<br />

che lo psicologo, mi sento dentro all'ambiente…<br />

eppure mi ritrovo in una situazione che mi confer-<br />

ma l’atteggiamento <strong>di</strong> partenza.<br />

Gioco al rialzo. Mi superspecializzo: corsi,<br />

master, scuola <strong>di</strong> specializzazione, ecc. Con que-<br />

sta strategia, alcuni sono riusciti, altri invece - la<br />

maggior parte - hanno ingigantito il malessere e la<br />

sensazione <strong>di</strong> per<strong>di</strong>ta, <strong>di</strong> investimento sbagliato.<br />

È evidente che entrambe queste strategie non<br />

sono la scelta migliore che si possa fare.<br />

La <strong>di</strong>fficoltà pare essere proprio quella <strong>di</strong> man-<br />

tenere il proprio specifico professionale, ricono-<br />

scerselo, rilanciandosi.<br />

Per questi motivi nel 2003 il CISP, insieme ad<br />

HumanTrainer.com e altre Associazioni <strong>di</strong> cate-<br />

goria, ha inaugurato la prima settimana nazio-<br />

nale de<strong>di</strong>cata prevenzione psicologica, <strong>di</strong>venuta<br />

famosa col nome <strong>di</strong> “settimana del benessere<br />

psicologico”, oggi ormai adottata da vari Or<strong>di</strong>ni<br />

professionali e organizzazioni su tutto il territorio<br />

nazionale.<br />

Una splen<strong>di</strong>da occasione per gli psicologi per<br />

promuovere la propria professione e la categoria.<br />

Però il problema non è cambiato per gli psi-<br />

cologi, che faticano ad utilizzare al meglio questo<br />

strumento.<br />

Per esempio, ciò che abbiamo visto, e che<br />

abbiamo analizzato anche nel libro “So-stare nei<br />

gruppi?” (in corso <strong>di</strong> stampa, n.d.r.), è la <strong>di</strong>fficoltà<br />

degli psicologi a entrare in una logica <strong>di</strong> promo-<br />

zione.<br />

sono:<br />

I motivi principali che abbiamo identificato<br />

La TV, i mass-me<strong>di</strong>a. Spesso non si rivela-<br />

no all’altezza, non offrono una buona immagine<br />

dello psicologo. “Ogni volta che uno psicologo va<br />

alla TV l’impressione è che la psicologia venga<br />

tra<strong>di</strong>ta” (cit. da So-Stare nei gruppi?). In fondo<br />

sappiamo che non ci sono parole adeguate per<br />

esprimere pienamente ciò che accade in una se-<br />

duta da uno psicologo: l’intimità e il benessere,<br />

il miglioramento della qualità della vita che ne<br />

09<br />

possiamo trarre. Eppure evitare i me<strong>di</strong>a significa<br />

lasciare che <strong>di</strong> psicologia siano sempre e solo i<br />

non psicologi a parlarne. E se questa situazione<br />

abituasse le persone a sentire parlare <strong>di</strong> psicolo-<br />

gia ai non psicologi...<br />

Delego agli altri. Costruire in gruppo un pro-<br />

getto non è cosa semplice. Sviluppare un gruppo<br />

collaborativo non significa “il gruppo pensa ai miei<br />

bisogni”, ma “io penso ai bisogni del gruppo”, cioè<br />

da un punto <strong>di</strong> vista pratico ogni in<strong>di</strong>viduo deve<br />

coor<strong>di</strong>narsi con l'intero gruppo soprattutto quando<br />

si tratta <strong>di</strong> svolgere le parti meno “psicologiche”.<br />

Per esempio nell'esperienza della settimana è<br />

stato semplice aggregare colleghi <strong>di</strong>sponibili a<br />

ricevere l'utenza, più complesso è coor<strong>di</strong>nare il<br />

gruppo in modo tale che si concretizzi una richie-<br />

sta da parte dell'utenza.<br />

Pubblicizzo male il mio lavoro. Ad esempio,<br />

vorrei segnalare un’iniziativa (un corso, un evento),<br />

e decido <strong>di</strong> produrre dei volantini.Quanti ne devo<br />

produrre? Cosa devo scrivere? Dove <strong>di</strong>stribuirli?<br />

Cosa propongo? Troppo spesso le proposte<br />

sono un semplice “copia e incolla” <strong>di</strong> qualcosa<br />

che è già stato fatto. Questo accade quando si<br />

presentano progetti ad Enti (Comune, Regione,<br />

ecc.), come nella nostra attività quoti<strong>di</strong>ana in stu-<br />

<strong>di</strong>o (quanti sono i colleghi che propongono solo<br />

psicoterapia?).<br />

Organizzare una settimana della prevenzione<br />

psicologica è prima <strong>di</strong> tutto un atto comunicati-<br />

vo nostro nei confronti della citta<strong>di</strong>nanza tutta, e<br />

come tale è promozione dello psicologo e della<br />

psicologia.<br />

Spesso si confonde “la settimana” con “primo<br />

appuntamento gratuito”, in una sorta <strong>di</strong> “super-<br />

mercato psicologico”, <strong>di</strong>menticandosi che l’uten-<br />

za che arriva da un’iniziativa <strong>di</strong> questo tipo non<br />

sono “futuri pazienti”, ma anzi la maggior parte<br />

non lo <strong>di</strong>venteranno mai.<br />

Non credo sia sbagliato <strong>di</strong>re che il vero effet-<br />

to <strong>di</strong> una settimana è prima che questa avvenga:<br />

le comunicazioni, l’attenzione nel presentarsi e<br />

anche nei piccoli dettagli: come reagiranno, non<br />

le cento persone che verranno, ma le mille o le<br />

<strong>di</strong>ecimila che ascoltano il nostro messaggio? Che<br />

immagine trasmettiamo <strong>di</strong> noi singoli professioni-<br />

sti e prima ancora della nostra categoria?<br />

Questo articolo è una riflessione a voce alta,<br />

riflessione che nasce dalla domanda iniziale:<br />

“Sappiamo proporre la nostra competenza<br />

professionale?” Con l’auspicio che queste rifles-<br />

sioni mettano in moto nuovi pensieri, vorremmo<br />

concludere con una citazione <strong>di</strong> Gatti, dell’ASL <strong>di</strong><br />

Milano: “Ragazzi, pensate bene a che futuro vi<br />

interessa perché il futuro con<strong>di</strong>ziona il presente<br />

molto più del passato”.<br />

Buoni pensieri a tutti!


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• L’accoglienza e la conoscenza della persona: esperienze pratiche sull’anamnesi, la scopia<br />

semiotica e i colloqui <strong>di</strong>agnostici.<br />

• Meto<strong>di</strong> e tecniche psico<strong>di</strong>agnostiche: esercitazioni pratiche relative alla somministrazione,<br />

siglatura, uso <strong>di</strong> griglie <strong>di</strong> correzione, protocolli e interpretazione dei test <strong>di</strong> personalità<br />

(MMPI-2, TAT, CAT, SAT, Favole della Düss), scale <strong>di</strong> intelligenza (WAIS-R, WISC-III), <strong>di</strong><br />

ansia e <strong>di</strong> depressione (ASQ, CDQ), test grafici (Test dell’Albero, Draw a Person Test, Test<br />

della Casa, Test della Famiglia), test cromo-proiettivi (Color Lüscher Test) e test proiettivi<br />

delle <strong>di</strong>namiche posturali notturne (BedTest®).<br />

• Esami del linguaggio, delle abilità percettive, organizzativo-motorie e delle capacità negli<br />

appren<strong>di</strong>menti.<br />

• Attestazione, Diagnosi Funzionale e Piano Educativo In<strong>di</strong>vidualizzato.<br />

• Relazione e sintesi <strong>di</strong>agnostica: esercitazioni pratiche sulla stesura <strong>di</strong> relazioni e sulla<br />

restituzione <strong>di</strong> sintesi psico<strong>di</strong>agnostiche.<br />

• Sostegno e consulenza psicologica: esercitazioni pratiche sulla conduzione del colloquio<br />

clinico.<br />

• Interventi rieducativi e riabilitativi: esercitazioni pratiche sui meto<strong>di</strong> per il recupero delle<br />

autonomie personali, sulla riabilitazione del linguaggio, sui meto<strong>di</strong> per il recupero <strong>di</strong> <strong>di</strong>scalculia,<br />

<strong>di</strong>slessia, <strong>di</strong>sortografia e <strong>di</strong>sgrafia, sul Metodo <strong>di</strong> Educazione gestuale Orlic, sul<br />

Metodo Thea Bugnet e sui meto<strong>di</strong> <strong>di</strong> riabilitazione psicomotoria.<br />

• Meto<strong>di</strong> e tecniche <strong>di</strong> rilassamento psicofisico: esercitazioni pratiche su Metodo Jacobson,<br />

Metodo Wintrebert, Training <strong>di</strong> rilassamento verbalizzati.<br />

• Meto<strong>di</strong> per la crescita personologica e per il rinforzo ergico dell’Io: esercitazioni pratiche<br />

sui meto<strong>di</strong> ImagEvolution®, FantasmaSonie®, CaleIdeoscopie®, PsicoFiabe®.<br />

• Adempimenti legali e deontologici per l’attivazione e lo sviluppo della professione.<br />

• Verifica finale.<br />

Consulenza tecnica e peritale presso il tribunale<br />

Firenze, 17-18-19 ottobre 2008; Milano, 14-15-16 novembre 2008; Firenze, 19-20-21 giugno 2009<br />

Reflector<br />

Date <strong>di</strong> inizio: Firenze, 11 ottobre 2008 - Milano, 8 novembre 2008<br />

ADHD: strategie cliniche e <strong>di</strong>dattiche<br />

Milano, 7-8 giugno 2008; Firenze, 20-21 settembre 2008<br />

Stress: cause, effetti, gestione<br />

Firenze, 3-4-5 ottobre 2008; Firenze, 6-7-8 marzo 2009<br />

Disegno onirico<br />

Montevarchi (AR), dal 5 all’11 agosto 2008<br />

Quota d’iscrizione € 186,00 (IVA compresa)<br />

Quota <strong>di</strong> frequenza € 1080,00 (IVA compresa) <strong>di</strong>visibile in tre rate da € 360,00 ciascuna<br />

Nella quota <strong>di</strong> frequenza sono compresi il BedTest ® , i manuali e i DVD dei meto<strong>di</strong> con marchio registrato<br />

12 incontri fine settimana (sabato ore 10-19, domenica ore 9-18)<br />

La frequenza è obbligatoria e verificata con appelli nominali<br />

Altri percorsi formativi (in attesa <strong>di</strong> cre<strong>di</strong>ti ECM):<br />

Gli incontri sui meto<strong>di</strong>, le tecniche e gli ausili si svolgeranno in piccoli gruppi, all’interno<br />

<strong>di</strong> stu<strong>di</strong> appositamente attrezzati, le esperienze saranno in<strong>di</strong>viduali e<br />

impegneranno docenti e tutor.<br />

Docenti<br />

Prof. Dr. Sergio Gaiffi; Prof. Dr. Anna Pesci; Prof. Dr. Guido Pesci; Prof. Dr. Maria Raugna;<br />

Prof. Dr. Antonio Viviani.<br />

I docenti della formazione sono libero-professionisti con esperienza trentennale il cui curriculum<br />

può essere visitato nel sito internet www.formazionepsicologi.com<br />

Film ausiliari per la formazione: Tecniche <strong>di</strong> rilassamento (Jacobson, Jacobson Verbalizzato,<br />

Wintrebert), Esperienze <strong>di</strong> Psicomotricità.<br />

LIBRI, DISPENSE e CD GRATUITI<br />

A. Pesci, G. Pesci, L’espressione verbale; G. Pesci, A. Pesci, Appren<strong>di</strong>menti curriculari; G.<br />

Pesci, Meto<strong>di</strong> e tecniche <strong>di</strong> rilassamento motorio-muscolari; Training <strong>di</strong> rilassamento, Jacobson<br />

verbalizzato, BedTest® (Set completo con manuale), ImagEvolution® (Dvd completo <strong>di</strong><br />

manuale), FantasmaSonie® (Dvd completo <strong>di</strong> manuale), CaleIdeoscopie® (Dvd completo<br />

<strong>di</strong> manuale), PsicoFiabe® (Cd), e un Cd contenente Ausili per l’Esame del linguaggio, una<br />

Guida all’interpretazione dei test grafici e cromatici e schede <strong>di</strong> orientamento sullo strumentario<br />

<strong>di</strong>agnostico.<br />

Al termine degli incontri verrà rilasciato l’Attestato <strong>di</strong><br />

Formazione in Pratica Professionale<br />

Se<strong>di</strong>, Calendari e docenti della formazione<br />

Le se<strong>di</strong>, i calendari completi e i docenti della formazione possono essere consultati visitando<br />

il sito www.isfar-firenze.it<br />

Abuso: maltrattamento e abuso sui minori<br />

Firenze, 7-8-9 novembre e 28-29-30 novembre 2008<br />

Milano, 17-18-19 aprile e 8-9-10 maggio 2009<br />

Me<strong>di</strong>atore Relazionale<br />

Data <strong>di</strong> inizio: Firenze, 22 novembre 2008<br />

Bullismo: il fenomeno, la <strong>di</strong>agnosi e le strategie <strong>di</strong> intervento<br />

Firenze, 16-17-18 gennaio 2009; Milano, 27-28 febbraio e 1 marzo 2009<br />

Orientamenti alla Criminologia<br />

Firenze, 13-14-15 giugno 2008; Firenze, 21-22-23 novembre 2008<br />

Psicodramma Olistico<br />

Montevarchi (AR), dal 29 luglio al 4 agosto 2008<br />

ISFAR Istituto Superiore Formazione Aggiornamento e Ricerca Viale Europa, 185/b - 50126 Firenze Tel./Fax 0556531816<br />

e-mail: info@isfar-firenze.it - www.isfar-firenze.it - www.formazionepsicologi.com<br />

Due giovani liberi professionisti all’incontro<br />

dell’ENPAP a Bologna<br />

<strong>di</strong> Chiara Ratto Psicologa Psicoterapeuta e Gianpaolo Ragusa, Psicologo<br />

Sabato 10 maggio a Bologna, presso l’Ho-<br />

tel Royal Carlton, si è tenuto uno degli incontri<br />

sulle tematiche previdenziali che l’ENPAP da<br />

tempo realizza su tutto il territorio nazionale, al<br />

fine <strong>di</strong> illustrare le sue attuali assunzioni <strong>di</strong> re-<br />

sponsabilità e <strong>di</strong> poter ricevere, anche da parte<br />

degli iscritti, eventuali suggerimenti che possa-<br />

no in qualche modo sostenerlo nel migliorare<br />

ulteriormente la propria attività gestionale.<br />

A quest’occasione, pur essendo due liberi<br />

professionisti ancora “in erba” e soprattutto<br />

due “neofiti” in materia <strong>di</strong> politica professionale,<br />

abbiamo voluto partecipare, per la prima volta,<br />

personalmente, proprio perché interessati ad<br />

approfon<strong>di</strong>re la nostra conoscenza sulle <strong>di</strong>na-<br />

miche riguardanti l’Ente, ma anche molto incu-<br />

riositi dal fatto <strong>di</strong> poter finalmente “toccare con<br />

mano” questa realtà e <strong>di</strong> poter assistere “dal<br />

vivo” ad un <strong>di</strong>battito che avrebbe visto coinvol-<br />

te quelle figure <strong>di</strong>rigenziali, delle quali cono-<br />

scevamo i nomi, ma i cui volti fino ad allora, ci<br />

erano del tutto nuovi e sconosciuti.<br />

Da mesi infatti partecipiamo, più o meno at-<br />

tivamente, ad un gruppo <strong>di</strong> lavoro su tematiche<br />

riguardanti l’ENPAP <strong>di</strong> AP e ciò ha senz’altro<br />

contribuito ad alimentare in noi il desiderio <strong>di</strong><br />

ricevere ulteriori informazioni e chiarimenti in<br />

tema <strong>di</strong> previdenza, sui quali ci eravamo ac-<br />

corti <strong>di</strong> non essere riusciti a pronunciarci in ma-<br />

niera esplicita all’interno della rete e questo,<br />

potremmo <strong>di</strong>re, per le più svariate ragioni.<br />

Malgrado infatti tale gruppo fosse stato mol-<br />

to ben realizzato e strutturato per permettere,<br />

anche ai non addetti ai lavori, <strong>di</strong> avere una<br />

maggiore consapevolezza <strong>di</strong> certi meccanismi<br />

riguardanti la cassa, ci eravamo resi conto <strong>di</strong><br />

nutrire ancora qualche esitazione nell’effettua-<br />

re degli interventi personali, forse a causa del-<br />

la paura del confronto su temi ancora, per certi<br />

versi, non del tutto chiari, ma anche a volte per<br />

i toni accesi che spesso caratterizzavano que-<br />

sto gruppo <strong>di</strong> <strong>di</strong>scussione e che a volte poteva-<br />

no incutere un certo “timore reverenziale” nel<br />

potervi prendere parte in maniera attiva.<br />

Premettiamo che, anche in questo caso e<br />

nonostante la nostra buona volontà, purtrop-<br />

po le circostanze “ambientali” non ci sono ap-<br />

parse, da subito, del tutto favorevoli. Infatti, a<br />

causa <strong>di</strong> un guasto tecnico al treno, siamo stati<br />

costretti a raggiungere il luogo del convegno<br />

con un’ora abbondante <strong>di</strong> ritardo e, purtroppo<br />

quin<strong>di</strong>, a riunione già avviata.<br />

I contenuti <strong>di</strong> questo incontro, al quale par-<br />

tecipavano come relatori, oltre al Presidente<br />

Demetrio Houlis, alcuni componenti del CdA<br />

e del CIG, ci sono sembrati comunque imme-<br />

<strong>di</strong>atamente molto interessanti e per certi versi<br />

“illuminanti” dal punto <strong>di</strong> vista informativo e co-<br />

noscitivo, tanto che ci sentiremmo <strong>di</strong> definire<br />

quest’iniziativa come una delle più importanti e<br />

fondamentali per una consapevolezza colletti-<br />

va riguardante il futuro della nostra professio-<br />

ne e questo, in particolare, per due motivi.<br />

Il primo potrebbe essere rappresentato dal<br />

fatto che l’evento, in questo caso, si sia giovato<br />

<strong>di</strong> commenti più approfon<strong>di</strong>ti rispetto ai dati po-<br />

litico-economici pubblicati sul sito dell’Ente o<br />

sul Notiziario. Il secondo e che noi riterremmo<br />

ancora più importante, è che questo incontro ci<br />

ha senz’altro mostrato, in maniera più eviden-<br />

te, quali e quanto complesse <strong>di</strong>namiche leghi-<br />

no, all’interno dell’ENPAP, gli elettori agli eletti,<br />

due organi <strong>di</strong> potere strettamente intrecciati,<br />

ma allo stesso tempo abbastanza scollegati<br />

tra loro.<br />

Nel corso del <strong>di</strong>battito, si è infatti <strong>di</strong>mostra-<br />

to senza dubbio palese l’interesse comune da<br />

parte <strong>di</strong> entrambi nel costruire qualcosa che<br />

potesse andare a vantaggio dell’assistenza<br />

e <strong>di</strong> una pensione <strong>di</strong> vecchiaia decorosa, ma<br />

è anche apparso in modo molto chiaro come<br />

sia altresì necessario colmare il “gap tra il tec-<br />

nico ed il laico” affinché tutti possano parlare<br />

la stessa lingua, per cui come anche l’Ente,<br />

in questo caso, dovrebbe sforzarsi <strong>di</strong> raggiun-<br />

gere gli iscritti nella loro totalità, cercando <strong>di</strong><br />

spiegare come la questione della previdenza li<br />

riguar<strong>di</strong> da vicino e a qualsiasi età.<br />

Ci sembra infatti esista una co-responsabi-<br />

lità tra Ente ed iscritti, sul <strong>di</strong>vario tra presenti<br />

all’incontro (una cinquantina) ed il numero<br />

degli iscritti nel Nord Italia (migliaia tra psico-<br />

logi e psicoterapeuti). Forse una così bassa<br />

adesione potrebbe in qualche modo essere<br />

dovuta da una parte, ad un certo <strong>di</strong>sinteresse<br />

da parte degli iscritti, ma dall’altra, anche ad<br />

una <strong>di</strong>sinformazione da parte dell’Ente, per via<br />

della scarsa pubblicità data all’evento. Diven-<br />

terebbe allora in<strong>di</strong>spensabile favorire un mag-<br />

giore coinvolgimento dei giovani appartenenti<br />

alla nostra categoria professionale, <strong>di</strong>vulgando<br />

una corretta informazione che vada al <strong>di</strong> là dei<br />

dati <strong>di</strong> bilancio e che non abbracci solamente<br />

quin<strong>di</strong> questioni macroeconomiche, ma anche<br />

soggettive.<br />

Nell’incontro <strong>di</strong> sabato, è emerso inoltre<br />

chiaramente come non potrebbe solo esse-<br />

re una gestione <strong>di</strong>versa degli investimenti a<br />

Politica Professionale<br />

trasformare ra<strong>di</strong>calmente la pensione e l’as-<br />

sistenza per gli psicologi, mentre sarebbero<br />

invece necessarie delle strategie più ampie e<br />

a <strong>di</strong>versi livelli, tra le quali quella più imme<strong>di</strong>ata<br />

potrebbe riguardare l’aumento del red<strong>di</strong>to dei<br />

colleghi, che in tal modo potrebbero versare<br />

automaticamente <strong>di</strong> più sul loro montante pen-<br />

sionistico. Per realizzare ciò, bisognerebbe<br />

comunque investire, anche economicamente,<br />

sulla professione, aiutarne lo sviluppo, am-<br />

pliarne i campi <strong>di</strong> applicazione, favorire l’asso-<br />

ciazionismo tra colleghi ecc.<br />

Durante il <strong>di</strong>battito, si è poi parlato, anche<br />

in toni molto cal<strong>di</strong> ed appassionati, <strong>di</strong> cambiare<br />

la legislazione che attualmente regolamenta il<br />

nostro sistema pensionistico. Un’iniziativa che<br />

sarebbe senz’altro molto interessante e forse<br />

anche perseguibile, ma che dovrebbe tuttavia<br />

prendere in considerazione molti altri fattori,<br />

tra i quali anche il fatto che una sola catego-<br />

ria professionale possieda purtroppo ad oggi<br />

un peso politico assai limitato e corra quin<strong>di</strong> il<br />

rischio <strong>di</strong> non ricevere la giusta attenzione da<br />

parte dell’intero sistema politico nazionale. La<br />

giusta soluzione potrebbe allora essere quella<br />

<strong>di</strong> compiere prima alcuni passi interme<strong>di</strong>, tra<br />

i quali un lavoro <strong>di</strong> associazione intercatego-<br />

riale, costruendo un consenso e coinvolgendo<br />

quin<strong>di</strong> le altre casse nate con il Dlgs 103/96<br />

con problematiche e regole <strong>di</strong> funzionamento<br />

simili alla nostra.<br />

In conclusione, sembra che molto lavoro sia<br />

già stato fatto per rendere l’ENPAP un’entità <strong>di</strong><br />

riferimento non solo dal punto <strong>di</strong> vista previ-<br />

denziale, ma anche sul piano assistenziale. È<br />

chiaro però anche come, al presente, ci siano<br />

ancora nuove possibilità da poter realizzare, in<br />

termini <strong>di</strong> ampliamento e <strong>di</strong> personalizzazione<br />

dell’assistenza, <strong>di</strong> promozione della professio-<br />

ne, <strong>di</strong> miglioramento della comunicazione con<br />

gli iscritti e soprattutto <strong>di</strong> accrescimento del-<br />

le attività intercategoriali per un aumento del<br />

peso politico della nostra categoria.<br />

A tutto ciò noi riteniamo che molti giovani<br />

psicologi, provenienti dal mondo della libera<br />

professione, potrebbero dare un notevole<br />

contributo, se solo iniziassero ad informarsi<br />

ed a documentarsi su questo tema, ma a tal<br />

fine, dovrebbero anche sentirsi maggiormen-<br />

te coinvolti dall’Ente in tutte quelle <strong>di</strong>namiche<br />

che, anche se potrebbero ad oggi non riguar-<br />

dare il loro presente imme<strong>di</strong>ato, <strong>di</strong>venteran-<br />

no senz’altro le basi su cui costruire il loro<br />

futuro.<br />

11


12 Approfon<strong>di</strong>menti<br />

Integrazione culturale, lavoro<br />

in<strong>di</strong>viduale ed etnopsicologia<br />

<strong>di</strong> Ettore Perrella, Psicanalista<br />

Sono passati più <strong>di</strong> tre quarti <strong>di</strong> se-<br />

colo da quando Freud, nell’articolo<br />

sulla Psicanalisi laica, affermò che la<br />

psicanalisi un giorno avrebbe potuto<br />

avere, attraverso delle applicazioni <strong>di</strong>f-<br />

ferenti da quelle classiche, anche un<br />

uso sociale. Oggi, in un mondo “glo-<br />

balizzato”, così <strong>di</strong>verso da quello in<br />

cui egli visse ed operò, è forse giun-<br />

to il momento <strong>di</strong> verificarlo, anche per<br />

affrontare delle situazioni <strong>di</strong> tensione<br />

sociale, come quelle che si produ-<br />

cono in seguito all’immigrazione. La<br />

psicanalisi, in effetti, essendo sempre<br />

rimasta lontanissima dagli schemi ge-<br />

neralizzanti del comportamentismo an-<br />

glosassone, può essere uno strumento<br />

utilissimo per stabilire, <strong>di</strong>etro le genera-<br />

lizzazioni imposte dall’assistenzialismo<br />

e dalla me<strong>di</strong>azione sociale, un <strong>di</strong>alogo<br />

con dei singoli in<strong>di</strong>vidui. Com’è stato<br />

osservato in un libro de<strong>di</strong>cato al tema<br />

dell’integrazione (M. Aime, Eccessi <strong>di</strong><br />

culture, Einau<strong>di</strong>, Torino 2004, p. 53), ad<br />

incontrarsi o scontrarsi non sono mai le<br />

culture, ma sempre e solo gli in<strong>di</strong>vidui<br />

che ne provengono. E nel momento in<br />

cui gli immigrati tendono troppo spesso<br />

a riformare nei paesi che li accolgono<br />

degli universi chiusi su se stessi ed im-<br />

permeabili ai principi giuri<strong>di</strong>ci e civili eu-<br />

ropei, è fondamentale superare quella<br />

prospettiva multiculturale che, proprio<br />

per il fatto <strong>di</strong> partire dalla cultura come<br />

se fosse un dato <strong>di</strong> fatto assodato, ri-<br />

schia <strong>di</strong> produrre gli effetti contrari a<br />

quelli che vorrebbe ottenere.<br />

Eppure produrre integrazione sareb-<br />

be estremamente essenziale, non solo<br />

per migliorare la vita degli immigrati<br />

(oltre che dei residenti), ma anche per<br />

arricchire con dei mutui scambi tanto<br />

le culture dell’Africa e dell’Asia quan-<br />

to la nostra. E questo non è un tema<br />

per niente secondario, dal momento<br />

che non è affatto sicuro che il vantag-<br />

gio tecnologico ed economico dell’oc-<br />

cidente non venga pagato da tutti noi,<br />

nel mondo d’oggi, con un privilegio<br />

dell’informazione – necessariamente<br />

schematica – che alla fin fine rischia<br />

<strong>di</strong> produrre un progresso sì, ma solo<br />

dell’ignorantismo, ed un’ine<strong>di</strong>ta forma<br />

<strong>di</strong> barbarie.<br />

Proprio per operare in questa <strong>di</strong>re-<br />

zione l’etnopsicologia e l’etnopsicana-<br />

lisi hanno dato un contributo prezioso,<br />

utile già solo per il fatto che c’impe<strong>di</strong>-<br />

sce d’assegnare a delle concezioni per<br />

noi tra<strong>di</strong>zionali una vali<strong>di</strong>tà universale<br />

che in effetti esse non hanno. La stes-<br />

sa funzione dei genitori, ad esempio, in<br />

altre società, è molto <strong>di</strong>versa da quel-<br />

la alla quale noi siamo abituati. Capire<br />

che il modello nucleare della famiglia<br />

non è affatto universale, per esem-<br />

pio, è necessario per non scambiare<br />

per naturale – e quin<strong>di</strong> necessario per<br />

chiunque – ciò che per noi è semplice-<br />

mente abituale.<br />

E <strong>di</strong>verso, nelle <strong>di</strong>verse società, è<br />

tanto il significato delle patologie, quan-<br />

to il modo in cui esse vengono affronta-<br />

te. Tuttavia imparare ad usare dei crite-<br />

ri variabili, quando si interloquisce con<br />

un soggetto <strong>di</strong> origine extra-europea,<br />

non significa portare acqua al mulino<br />

d’un relativismo scadente, almeno se<br />

vengono salvaguardati i principi logici<br />

ed etici che stanno alla base del nostro<br />

<strong>di</strong>ritto e del nostro modo <strong>di</strong> concepire<br />

la politica. È stata solo la tra<strong>di</strong>zione<br />

occidentale a mettere in rilievo la fun-<br />

zione imprescin<strong>di</strong>bile dell’in<strong>di</strong>viduo – e<br />

la sua libertà <strong>di</strong> decidere –, mentre in<br />

tra<strong>di</strong>zioni <strong>di</strong>verse dalla nostra spesso è<br />

il gruppo – familiare, sociale o <strong>di</strong> ceto<br />

– ad avere il predominio sul soggetto.<br />

E sarebbe una vera perversione se,<br />

alla base delle politiche d’integrazione,<br />

noi continuassimo a porre delle gene-<br />

ralità, invece che un’attenta cura dei<br />

singoli soggetti, dal momento che solo<br />

il coinvolgimento <strong>di</strong>retto <strong>di</strong> questi ultimi<br />

può consentire <strong>di</strong> raggiungere un arric-<br />

chimento reciproco, senza compiere<br />

nessuna subor<strong>di</strong>nazione d’una cultura<br />

alle altre.<br />

Ciò che qui sto riassumendo rapida-<br />

mente ha costituito il primo presupposto<br />

d’un progetto d’integrazione destinato<br />

ad una zona-rischio <strong>di</strong> Padova. Il suo<br />

scopo primario è quello <strong>di</strong> far emergere<br />

le problematiche sociali, economiche e<br />

giuri<strong>di</strong>che che si pongono nel quartiere<br />

nelle coor<strong>di</strong>nate che sono proprie a cia-<br />

scuna cultura, ma facendo chiaramente<br />

comprendere agli immigrati quale im-<br />

portanza possono avere anche per loro<br />

i nostri principi giuri<strong>di</strong>ci e civili. L’utilità<br />

del progetto, come si vede, trascende<br />

i suoi scopi terapeutici o assistenziali,<br />

che vengono raggiunti solo come un<br />

effetto secondario dell’apertura d’un<br />

orizzonte formativo (esattamente come<br />

la cura nel corso <strong>di</strong> un’analisi).<br />

Il progetto, proposto ad un asses-<br />

sorato del Comune da un comitato dei<br />

residenti nella zona, è stato accolto po-<br />

sitivamente. Ma la sua realizzazione, a<br />

tutt’oggi, non è ancora iniziata, perché<br />

si sono frapposti i soliti problemi am-<br />

ministrativi e burocratici, le cui valen-<br />

ze solitamente trascendono tuttavia <strong>di</strong><br />

molto questo piano.<br />

In effetti la proposta <strong>di</strong> coinvolgere<br />

<strong>di</strong>rettamente in un progetto d’integra-<br />

zione alcuni immigrati, allenandoli a<br />

questo compito con una breve par-<br />

tecipazione a dei gruppi formativi, si<br />

scontra non solo con la burocrazia, ma<br />

soprattutto con una forma mentis ed un<br />

modo <strong>di</strong> pensare che sono involonta-<br />

riamente conservatori, anche quan-<br />

do vorrebbero essere innovatori e “<strong>di</strong><br />

sinistra”. Qui ci troviamo <strong>di</strong> fronte alla<br />

necessità d’uno svecchiamento del no-<br />

stro modo <strong>di</strong> pensare. E né gli operato-<br />

ri – psicologi o educatori – né i politici<br />

possono non affrontare questa sfida,<br />

se vogliamo che i ripetuti appelli agli<br />

ideali della democrazia siano qualcosa<br />

<strong>di</strong> più che una vuota e falsa retorica.<br />

A Padova, in autunno, si svolgerà<br />

un convegno sul tema "Etnopsi-<br />

cologia ed integrazione culturale.<br />

Dall'intervento in<strong>di</strong>viduale all'ope-<br />

ratività psico-sociale".<br />

Per ulteriori informazioni, si prega<br />

<strong>di</strong> consultare il sito:<br />

www.ettoreperrella.eu<br />

Mentre imperversano le <strong>di</strong>atribe tra<br />

sostenitori e denigratori della psicoana-<br />

lisi e delle psicoterapie in generale, si<br />

riflette poco sul continuo aumento del-<br />

la domanda e sulle trasformazioni dei<br />

quadri clinici. Il testo sostiene che non<br />

si possano leggere correttamente le fra-<br />

gilità, le manifestazioni depressive che<br />

sono oggi così <strong>di</strong>ffuse come fenomeni<br />

esclusivamente in<strong>di</strong>viduali, senza tener<br />

conto <strong>di</strong> tutti gli elementi sociali <strong>di</strong> insta-<br />

bilità, <strong>di</strong> sdra<strong>di</strong>camento, <strong>di</strong> mancanza <strong>di</strong><br />

prospettive che caratterizzano l’attuale<br />

fase storica. Si è ingigantita, <strong>di</strong>venendo<br />

veramente pervasiva, la paura <strong>di</strong> vivere,<br />

la percezione soggettiva <strong>di</strong> insicurezza,<br />

<strong>di</strong> incapacità personale nell’affrontare il<br />

mondo e gli altri.<br />

L’attenzione alle nuove espressioni<br />

del <strong>di</strong>sagio da una<br />

parte rimette in <strong>di</strong>-<br />

scussionemodel- li teorici, dall’altra<br />

impone un’attenta<br />

riflessione sui risul-<br />

tati dell’intervento<br />

psicoterapeutico.<br />

Si delinea l’intrec-<br />

cio fra sofferenze,<br />

<strong>di</strong>sagi in<strong>di</strong>viduali e<br />

contesti collettivi,<br />

nella convinzione<br />

che il “sintomo” non<br />

sia il prodotto del<br />

singolo che lo mani-<br />

festa, ma il risultato<br />

<strong>di</strong> un’intersoggetti-<br />

vità all’interno della<br />

quale si è sviluppata<br />

e continua a svilup-<br />

parsi la sua perso-<br />

nalità. Viene argomentata la necessità<br />

<strong>di</strong> una lettura più complessa del <strong>di</strong>sagio<br />

in<strong>di</strong>viduale e <strong>di</strong> un ribaltamento dell’otti-<br />

ca tra<strong>di</strong>zionale che ha cercato all’interno<br />

del soggetto, dei suoi conflitti irrisolti o<br />

delle sue costruzioni <strong>di</strong> pensiero <strong>di</strong>sfun-<br />

zionali, la causa prima ed ultima dei pro-<br />

blemi. La sofferenza ed il <strong>di</strong>sagio non<br />

sono visti come problemi in<strong>di</strong>viduali ed<br />

intrasoggettivi, ma come risultato <strong>di</strong> <strong>di</strong>-<br />

namiche relazionali, familiari e socio-cul-<br />

turali. La realtà esterna non rimane fuori<br />

dal setting psicoterapeutico ma <strong>di</strong>venta<br />

oggetto <strong>di</strong> analisi e <strong>di</strong> riflessione, in un<br />

costante collegamento tra mondo inter-<br />

no e mondo esterno.<br />

In questa ottica l’intervento terapeu-<br />

tico implica la comprensione e la con-<br />

<strong>di</strong>visione delle situazioni, dei contesti,<br />

dei legami. La “cura” della psiche viene<br />

a collocarsi in un processo <strong>di</strong> ricono-<br />

scimento e ricostruzione della trama<br />

intersoggettiva e assume una primaria<br />

importanza la relazione fra terapeuta<br />

e paziente, che <strong>di</strong>venta un’esperien-<br />

za riparatrice rispetto al passato ed un<br />

modello per costruire altri legami “sani”.<br />

La cura avrà come perno proprio la re-<br />

lazione, cui sarà da attribuire l’esito po-<br />

sitivo o quello negativo dei percorsi. La<br />

relazione fra terapeuta e paziente è vista<br />

non solo come esperienza transferale e<br />

controtransferale, ma come incontro <strong>di</strong><br />

due esseri umani sessuati. Sono illustra-<br />

te le <strong>di</strong>fferenze tra uomini e donne nei<br />

percorsi psicoterapeutici e le <strong>di</strong>namiche<br />

che vengono a crearsi nella relazione<br />

quando terapeuta e paziente con<strong>di</strong>vido-<br />

no la stessa identità sessuale o sono <strong>di</strong><br />

sesso <strong>di</strong>verso. Vengono affrontati temi<br />

come alleanza, con<strong>di</strong>visione, intersog-<br />

gettività, inter<strong>di</strong>pendenza e reciprocità,<br />

ripercorrendo il pensiero e l’elaborazio-<br />

ne più recente sia in ambito cognitivista<br />

sia in ambito psicoanalitico. Sono ana-<br />

Approfon<strong>di</strong>menti<br />

13<br />

Quale cura per la psiche?<br />

a cura <strong>di</strong> Tommaso Valleri<br />

lizzate tutte le componenti che possono<br />

rendere terapeutica la relazione o vice-<br />

versa costituire un’esperienza patoge-<br />

na. L’autrice sottolinea l’importanza che<br />

si crei “una coppia terapeutica” in cui i<br />

soggetti riconoscano la reciproca <strong>di</strong>pen-<br />

denza. Questo vuol <strong>di</strong>re vedere il tera-<br />

peuta nella sua fallibilità ed il paziente<br />

come soggetto capace <strong>di</strong> collaborare ed<br />

interagire. I riferimenti<br />

a casi clinici evidenzia-<br />

no i vari momenti critici<br />

nella costruzione della<br />

relazione sino alla sua<br />

conclusione.<br />

La parte finale svi-<br />

luppa proprio un’attenta<br />

ed articolata riflessione<br />

sulla conclusione dei<br />

percorsi. Viene sottoli-<br />

neata ed argomentata<br />

l’importanza che si ar-<br />

rivi ad una conclusio-<br />

ne con<strong>di</strong>visa e che si<br />

elaborino i vissuti emo-<br />

zionali legati alla sepa-<br />

razione. Sono anche<br />

analizzate le esperien-<br />

ze dei percorsi che si<br />

interrompono o <strong>di</strong> quelli<br />

che non finiscono mai.<br />

Il testo è molto ricco sia <strong>di</strong> riferimenti<br />

teorici sia <strong>di</strong> esemplificazioni <strong>di</strong> casi cli-<br />

nici. Il linguaggio è rigoroso e preciso ma<br />

allo stesso tempo scorrevole e vivace.<br />

Può essere un libro <strong>di</strong> consultazione per<br />

operatori del settore, ma anche una let-<br />

tura stimolante per chiunque.<br />

Angela Marranca<br />

Quale cura per la psiche?<br />

La coppia terapeuta-paziente<br />

E<strong>di</strong>trice Clinamen, Firenze, 2007<br />

Collana «Il <strong>di</strong>foràno»<br />

Euro 16,80<br />

ISBN 9788884101082


14 Approfon<strong>di</strong>menti<br />

Evitiamo che le <strong>di</strong>scussioni scientifiche<br />

tracimino nell’invettiva<br />

<strong>di</strong> Giuseppe Sartori, Or<strong>di</strong>nario <strong>di</strong> Neuropsicologia Clinica, Direttore del<br />

Master in Neuropsicologia e Psicopatologia Forense, Università degli Stu<strong>di</strong> <strong>di</strong><br />

Padova<br />

Sartori risponde a Cancrini che ave-<br />

va commentato un articolo <strong>di</strong> Gulot-<br />

ta su questa rivista<br />

Leggo con stupore dell’in<strong>di</strong>gnazione<br />

dello psichiatra Luigi Cancrini (nota 1) per<br />

un articolo nel quale Guglielmo Gulotta<br />

avrebbe “gettato fango” sui professioni-<br />

sti che si occupano <strong>di</strong> abuso all’infanzia<br />

(nota 2). Lo stesso stupore forse accom-<br />

pagna la reazione della maggioranza de-<br />

gli <strong>Psicologi</strong> che hanno letto la risposta <strong>di</strong><br />

Cancrini e sui quali questo nome evoca<br />

una specie <strong>di</strong> riflesso con<strong>di</strong>zionato visto<br />

che, a ragione o a torto, egli ha legato il<br />

suo nome ad iniziative miranti ad affos-<br />

sare la nostra professione. Mi riferisco<br />

ovviamente alla querelle sull’esproprio<br />

della <strong>di</strong>agnosi agli psicologi nell’ambito<br />

del progetto <strong>di</strong> legge sulla psicoterapia<br />

convenzionata. Gulotta, tra l’altro, richie-<br />

sto <strong>di</strong> un parere legale sulla questione<br />

della <strong>di</strong>agnosi dal Consiglio Nazionale<br />

degli <strong>Psicologi</strong> (che si può leggere nel<br />

sito www.psicologiagiuri<strong>di</strong>ca.com), ha<br />

<strong>di</strong>mostrato, con argomentazioni scienti-<br />

fiche e legali alla mano come gli psicologi<br />

possano fare <strong>di</strong>agnosi <strong>di</strong> psicopatologia<br />

(altro che gettare fango su un’intera ca-<br />

tegoria!).<br />

Mi spiace soprattutto dover constata-<br />

re che quello che dovrebbe restare un<br />

confronto scientifico tracima, invece, nel-<br />

l’invettiva. Cancrini si chiede ad<strong>di</strong>rittura<br />

dove e per chi lavora Guglielmo Gulotta<br />

che è insieme psicologo e avvocato. Se<br />

anziché chiederselo guardasse i suoi siti<br />

scoprirebbe facilmente che è un avvocato<br />

con stu<strong>di</strong>o in Milano, che come avvocato<br />

si occupa non solo <strong>di</strong> questi casi, che è<br />

psicologo psicoterapeuta iscritto all’or<strong>di</strong>-<br />

ne <strong>di</strong> Milano e che è professore or<strong>di</strong>nario<br />

<strong>di</strong> <strong>Psicologi</strong>a Giuri<strong>di</strong>ca all’Università <strong>di</strong><br />

Torino.<br />

L’argomento della valutazione del testi-<br />

mone minore (presunta vittima <strong>di</strong> abuso)<br />

è delicato e certamente può essere trat-<br />

tato secondo prospettive molto <strong>di</strong>fferenti,<br />

ma come il lettore può verificare, l’artico-<br />

lo <strong>di</strong> Gulotta sembra sia assolutamente<br />

privo <strong>di</strong> quei “giu<strong>di</strong>zi liquidatori a carico<br />

<strong>di</strong> un’intera categoria <strong>di</strong> professionisti”<br />

che Cancrini gli attribuisce. Sullo stesso<br />

numero della rivista, poche pagine dopo<br />

quello <strong>di</strong> Cancrini, anche Carolina Meucci<br />

cita il lavoro <strong>di</strong> Gulotta e le tesi da questo<br />

espresse, senza evidentemente sentirse-<br />

ne offesa (nota 3).<br />

Per quanto ne so l’impegno scientifico<br />

e culturale <strong>di</strong> Gulotta non è certamente<br />

quello <strong>di</strong> criticare una categoria profes-<br />

sionale –psicologi e psicoterapeuti– cui,<br />

sono sicuro, si onora <strong>di</strong> appartenere, ma<br />

quello ben più arduo <strong>di</strong> promuovere una<br />

cultura che porti a operare in ambito fo-<br />

rense al massimo livello <strong>di</strong> competenza.<br />

Per questo, a livello universitario e sul<br />

campo, un folto gruppo <strong>di</strong> specialisti si<br />

sono impegnati a introdurre nel nostro<br />

Paese quella cultura dell’evidence based<br />

che è imprescin<strong>di</strong>bile nel lavoro su casi<br />

tanto delicati e complessi. Sono state<br />

realizzate ricerche sperimentali, articoli<br />

e volumi, e sono stati redatti, sulla scia<br />

<strong>di</strong> protocolli in uso nei paesi anglosas-<br />

soni, linee guida che, ci auspichiamo,<br />

possano costituire la base operativa <strong>di</strong><br />

un agire con<strong>di</strong>viso tra gli esperti perché<br />

sostenuto dalle risultanze scientifiche<br />

più accre<strong>di</strong>tate.<br />

Per questo, poi, abbiamo creato ma-<br />

ster (io all’Università <strong>di</strong> Padova) e lauree<br />

specialistiche in <strong>Psicologi</strong>a (Gulotta a To-<br />

rino).<br />

Tutto ciò, si ba<strong>di</strong> bene, sempre nell’in-<br />

teresse dei bambini poiché se è grave e<br />

inaccettabile che un minore non venga<br />

tutelato, altrettanto pericoloso e foriero<br />

<strong>di</strong> sofferenze è che degli innocenti siano<br />

ingiustamente perseguiti: si tratta <strong>di</strong> per-<br />

sone che a loro volta sono mariti, mogli,<br />

figli, padri, madri…<br />

Cancrini ha espresso la volontà <strong>di</strong> con-<br />

frontarsi <strong>di</strong>rettamente con Gulotta che,<br />

sono certo, accetterebbe <strong>di</strong> buon grado<br />

un confronto su questi temi, purché si<br />

tratti effettivamente <strong>di</strong> un <strong>di</strong>alogo scienti-<br />

fico e non <strong>di</strong> picchiare i pugni sul tavolo.<br />

Come <strong>di</strong>ce Popper è più importante im-<br />

parare che avere ragione. E questo do-<br />

vrebbe valere per tutti.<br />

Il nostro impegno è quello <strong>di</strong> formare<br />

professionisti che abbiano sì una forma-<br />

zione clinica, ma che comprendano che<br />

solo questa non è sufficiente in campo<br />

forense. Se mentire significa “affermare<br />

ciò che si ritiene essere falso”, anch’io<br />

–come Cancrini– ritengo che i bambini<br />

non mentano quando profferiscono ac-<br />

cuse nei confronti <strong>di</strong> qualcuno; è però<br />

cosa <strong>di</strong>fferente constatare che un bam-<br />

bino può, purtroppo, riferire cose non<br />

vere laddove un genitore, in perfetta<br />

buona fede, ma allarmato per qualche<br />

ragione, gli abbia malauguratamente in-<br />

stillato, attraverso domande inconsape-<br />

volmente suggestive, un falso ricordo e<br />

lo psicologo chiamato a valutare il caso<br />

–sempre in perfetta buona fede– non<br />

abbia sufficientemente indagato l’origi-<br />

ne delle accuse e come queste si siano<br />

propagate.<br />

Sabato 6 giugno sulla prima pagina<br />

del Corriere della Sera si parlava della<br />

clamorosa asssoluzione <strong>di</strong> uno degli im-<br />

putati del processo <strong>di</strong> Brescia che ben<br />

rappresenta questo rischio. Si tratta <strong>di</strong><br />

uno dei casi <strong>di</strong> cui parlava Gulotta proprio<br />

per segnalare il rischio derivante da un<br />

approccio superficiale al tema della testi-<br />

moninza dei minori. Questa vicenda ave-<br />

va squassato l’intera città poiché ben tre<br />

asili erano stati coinvolti, sappiamo ora<br />

senza motivo.<br />

Aiutare la giustizia ad evitare clamo-<br />

rosi errori è anche uno dei compiti dello<br />

psicologo.<br />

Note<br />

Nota 1. Cancrini, C. (2008) Gli asili a<br />

luci rosse: in risposta ad un articolo del<br />

Prof. Gulotta in: Simposio, Anno 4, Nume-<br />

ro 1, Aprile 2008, p. 22 ( n.d.r. )<br />

Nota 2. Gulotta, G. (2007) Gli asili a<br />

luci rosse e le indagini psicologiche in:<br />

Simposio, Anno 3, Numero 2, Settembre<br />

2007, p. 30 ( n.d.r. )<br />

Nota 3. Meucci, C. (2008) L’abuso ses-<br />

suale sui minori in: Simposio, Anno 4, Nu-<br />

mero 1, Aprile 2008, p. 30 ( n.d.r. )<br />

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16 Approfon<strong>di</strong>menti<br />

La Legge 180<br />

ed il problema della sofferenza psichica.<br />

Intervista a Giorgio Antonucci<br />

<strong>di</strong> Raffaelle Cascone, Psicologo Psicoterapeuta<br />

In preparazione del convegno “Il si-<br />

gnificato della legge 180” a cura degli<br />

Istituti Associati Ricerca e Formazione<br />

Sistemica IARFS-Roma e della rivista<br />

Quaderni Ra<strong>di</strong>cali, previsto per l’otto-<br />

bre 2008 a Roma, proponiamo alcune<br />

riflessioni e l’intervista a Giorgio Anto-<br />

nucci, figura leggendaria dell’approccio<br />

non psichiatrico alla sofferenza psichi-<br />

ca.<br />

La famosa Legge 180/78 “Accer-<br />

tamenti e trattamenti sanitari volon-<br />

tari e obbligatori” meglio conosciuta<br />

come “Legge Basaglia”, è la legge che<br />

ha chiuso i manicomi in Italia. Essa ha<br />

vietato nuove ammissioni in manico-<br />

mio e sancito che non si costruissero<br />

più ospedali psichiatrici e, solo in parte,<br />

ha portato alla chiusura dei manicomi<br />

attivi fino al 1978, con il conseguente<br />

proliferare <strong>di</strong> minimanicomi come case<br />

famiglia, comunità alloggio sul territorio,<br />

etc.<br />

La legge 180 in realtà si occupa <strong>di</strong><br />

regolare l’istituto del ricovero coatto in<br />

psichiatria, stabilendo i limiti legali ai<br />

quali sono sottoposti gli psichiatri e in-<br />

<strong>di</strong>cando quali <strong>di</strong>ritti <strong>di</strong> auto<strong>di</strong>fesa e au-<br />

totutela i citta<strong>di</strong>ni possono usare per<br />

<strong>di</strong>fendersi da loro.<br />

A trent’anni dall’andata in vigore<br />

della Legge, il problema della soffe-<br />

renza psichica continua ad essere<br />

affrontato in modo autoritario e coer-<br />

citivo e la lezione <strong>di</strong> Basaglia rischia<br />

<strong>di</strong> essere cancellata dai nuovi miti <strong>di</strong><br />

scientificità attraverso i quali si rici-<br />

clano la psichiatria farmacologica e<br />

la psicoterapia statale nostrane.<br />

Giorgio Antonucci, “Thomas Szasz<br />

Award” per “Meriti eccezionali nella lot-<br />

ta contro lo stato terapeutico”, protago-<br />

nista dello smantellamento degli ospe-<br />

dali psichiatrici e dei meto<strong>di</strong> coercitivi in<br />

psichiatria, collaboratore <strong>di</strong> Franco Ba-<br />

saglia, è fondatore dell’approccio non<br />

psichiatrico alla sofferenza psichica,<br />

secondo cui:<br />

1. il trattamento sanitario obbli-<br />

gatorio, essendo basato sulla forza<br />

contro la volontà del soggetto, è un<br />

approccio pseudo-scientifico;<br />

2. il <strong>di</strong>alogo sostituisce la coerci-<br />

zione: il <strong>di</strong>alogo è possibile solo tra<br />

in<strong>di</strong>vidui che si riconoscono come<br />

persone in un confronto alla pari;<br />

3. la <strong>di</strong>agnosi è un pregiu<strong>di</strong>zio<br />

psichiatrico che nega il vero lavoro<br />

psicologico che riguarda la sofferen-<br />

za connessa ai conflitti della convi-<br />

venza ed alle contrad<strong>di</strong>zioni insite<br />

nella natura, nella coscienza e nella<br />

società;<br />

4. gli psicofarmaci o droghe psi-<br />

chiatriche drogano la persona e ser-<br />

vono solo a migliorare le con<strong>di</strong>zioni<br />

<strong>di</strong> vita <strong>di</strong> chi si deve occupare dello<br />

psichiatrizzato. Vengono negati al-<br />

tresì tutti gli strumenti che danneg-<br />

giano la persona: tutti i tipi <strong>di</strong> choc,<br />

febbri procurate, coma insulinico,<br />

castrazione, lobotomia.<br />

Professor Antonucci, qual è, a<br />

tutt’oggi, lo stato <strong>di</strong> attuazione del-<br />

la legge 180?<br />

A parte qualche singolo caso ec-<br />

cezionale, non viene attuato quello<br />

che intendeva Franco Basaglia, ma si<br />

continua un lavoro che evidentemen-<br />

te Basaglia non approverebbe: inter-<br />

venti autoritari, prendere le persone<br />

con la forza e portarle in cliniche psi-<br />

chiatriche, che sono la continuazione<br />

del manicomio. Il manicomio nasce<br />

dall’intervento autoritario: prendo una<br />

persona contro la sua volontà, poi la<br />

sottopongo ad una serie <strong>di</strong> interventi<br />

obbligati che sono l’essenza del ma-<br />

nicomio.<br />

Come operava Basaglia?<br />

Avendo lavorato con lui, vi <strong>di</strong>co<br />

quello che si faceva, che è molto più<br />

importante <strong>di</strong> affermazioni teoriche,<br />

aveva fatto scrivere sui muri dell’isti-<br />

tuto <strong>di</strong> Gorizia e dell’istituto <strong>di</strong> Trieste<br />

“Noi liberiamo le persone, voi conti-<br />

nuate ad internarle”. Essere contro il<br />

manicomio significa liberare le perso-<br />

ne che sono state per anni rinchiuse,<br />

ridotte in solitu<strong>di</strong>ne e non ascoltate,<br />

ma vuol <strong>di</strong>re anche pensare <strong>di</strong> non<br />

continuare a trattare le persone come<br />

oggetti da riparare, e che non si deb-<br />

ba intervenire con la forza. Si deve in-<br />

tervenire tenendo conto della volontà<br />

della persona. Anche perché siamo<br />

operatori della salute, non siamo con-<br />

trollori sociali.<br />

Per quanto riguarda l’aspetto te-<br />

rapeutico qual è la posizione sua e<br />

quella <strong>di</strong> Basaglia?<br />

E’ molto semplice a <strong>di</strong>rsi: poiche si<br />

lavorava in manicomio o con persone<br />

che rischiavano <strong>di</strong> finire in manicomio,<br />

il nostro approccio consiste nell’avere<br />

un rapporto <strong>di</strong>retto con la persona e<br />

ragionare sui problemi. Basaglia <strong>di</strong>ce<br />

esplicitamente che non ci sono perso-<br />

ne sagge e persone folli, la contrad<strong>di</strong>-<br />

zione tra la razionalità e l’irazionalità<br />

riguarda tutti, per cui le persone con<br />

cui si ha a che fare sono persone che<br />

hanno problemi da affrontrare e biso-<br />

gna <strong>di</strong>scuterli e questi problemi non<br />

sono in<strong>di</strong>viduali, nel senso che appar-<br />

tengono alla singola persona isolata,<br />

ma sono problemi <strong>di</strong> rapporto dell’in-<br />

<strong>di</strong>viduo con la società. Se ci sono i<br />

manicomi è anche perchè la società è<br />

una società <strong>di</strong> ingiustizie.<br />

Il fatto che oggi stia prevalendo<br />

la psichiatria farmacologia la <strong>di</strong>ce<br />

lunga…<br />

Gran<strong>di</strong> stu<strong>di</strong>osi tra cui Thomas Sza-<br />

tz e Peter Bregin <strong>di</strong>cono che gli psico-<br />

farmaci sono un sistema per rendere<br />

le persone più stor<strong>di</strong>te, non aiutano per<br />

niente a risolvere i problemi. Gli psico-<br />

farmaci non servono a niente e sono<br />

dannosi, al sistema nervoso, procura-<br />

no il morbo <strong>di</strong> Parkinson in persone<br />

giovani, <strong>di</strong> vent’anni. Gli psicofarmaci<br />

dannegiano il fegato, i polmoni, i reni.<br />

A parte i danni non servono a niente: il<br />

problema che ci riguarda è un proble-<br />

ma esistenziale non clinico: per Basa-<br />

glia, ciascuno <strong>di</strong> noi può trovarsi in un<br />

momento in cui non riesce a concilia-<br />

re le proprie esigenze con la realtà.<br />

D’altra parte prima <strong>di</strong> Basaglia e pri-<br />

ma <strong>di</strong> Szats, l’ha detto Freud. Freud<br />

era un grande neurologo e conosceva<br />

le malattie dovute a lesioni al cervel-<br />

lo, ma per quanto riguarda i problemi<br />

psichiatrici Freud <strong>di</strong>sse “Ho smesso <strong>di</strong><br />

fare il neurologo ed ho cominciato a<br />

fare il biografo”. Agli psicanalisti ame-<br />

ricani che lo interpellavano per sapere<br />

se per occuparsi <strong>di</strong> questi problemi<br />

psicologici fosse necessario essere<br />

me<strong>di</strong>ci, Freud rispose <strong>di</strong> no. Freud <strong>di</strong>-<br />

stingueva chiaramente la malattie del<br />

cervello che sono il morbo <strong>di</strong> Alzhei-<br />

mer, il Parkinson, il tumore cerebrale,<br />

la sclerosi laterale amiotrofica, malat-<br />

tie del cervello con oggettività biolo-<br />

gica. Ma <strong>di</strong>re che un omosessuale è<br />

un malato <strong>di</strong> mente non è un <strong>di</strong>scorso<br />

me<strong>di</strong>co o biologico ma è un <strong>di</strong>scorso<br />

<strong>di</strong> valutazione dei comportamenti.<br />

Malgrado queste gran<strong>di</strong> acquisi-<br />

zioni culturali ed antropologiche <strong>di</strong><br />

cui lei è stato protagonista e parte-<br />

cipe, nel 2008 in Italia prevalgono<br />

una psichiatria farmacologia ed<br />

una psicoterapia <strong>di</strong> stato.<br />

In questo stato <strong>di</strong> cose non c’è una<br />

Approfon<strong>di</strong>menti<br />

17<br />

formazione adeguata. Basaglia non<br />

fu mai acettato dalle università. Il pro-<br />

blema è che le università insegnano<br />

la psichiatria, insegnano appunto il<br />

concetto falso <strong>di</strong> malattia mentale non<br />

quello <strong>di</strong> cui abbiamo parlato finora,<br />

insegnano a fare i controllori sociali<br />

ed a considerare quelli che entrano in<br />

conflitto con i costumi e con la società<br />

come <strong>di</strong>fettosi biologicamente invece<br />

che come persone che sono entrate<br />

in una <strong>di</strong>alettica <strong>di</strong> contrasto con certi<br />

problemi. Freud era allievo <strong>di</strong> Charcot<br />

a Parigi. Charcot all’università dove<br />

insegnava mostrava le famigerate<br />

donne isteriche dell’Ospedale “La<br />

Salpetriere” <strong>di</strong> cui era responsabile.<br />

Diceva agli studenti “queste donne<br />

probabilmente hanno un <strong>di</strong>fetto ner-<br />

voso”, poi a Freud ed agli allievi intimi,<br />

in privato, anche per evitare guai con<br />

le autorità, <strong>di</strong>ceva: “la cosa è la ses-<br />

sualità”, il problema è il conflitto della<br />

sessualità femminile con l’arretratez-<br />

za dei costumi. Su questo concetto<br />

Freud ha fondato la psicoanalisi. Molti<br />

non lo sanno. Gli è stato suggerito in<br />

questo modo da Charcot che era il più<br />

grande neurologo del tempo in Euro-<br />

pa. Oggi si continua a fare un <strong>di</strong>scor-<br />

so che non è reale. Nel manicomio e<br />

nelle cliniche psichiatriche ci vanno a<br />

finire persone che hanno conflitti con<br />

sé stessi e con la società, conflitti che<br />

vanno relazionati, come già ha detto<br />

Freud, come <strong>di</strong>ce Thomas Szatz, e<br />

come <strong>di</strong>ce lo stesso Basaglia, e risolti.<br />

Si tratta <strong>di</strong> un problema <strong>di</strong> <strong>di</strong>alettica, in<br />

senso socratico ed hegeliano, vale a<br />

<strong>di</strong>re <strong>di</strong> sviluppo della persona nel qua-<br />

dro delle relazioni, non <strong>di</strong> me<strong>di</strong>cina.<br />

Quali sono le implicazioni per la<br />

formazione degli psicoterapeuti?<br />

Per quanto riguarda la formazione<br />

bisogna smettere <strong>di</strong> fare un <strong>di</strong>scorso<br />

pseudo me<strong>di</strong>co e fare invece un <strong>di</strong>scor-<br />

so <strong>di</strong> analisi delle contrad<strong>di</strong>zioni sociali.<br />

Se si pensa che il Ministero ha appro-<br />

vato psicofarmaci per i bambini cosid-<br />

detti “iperattivi” e che c’è una casistica<br />

negli stati uniti <strong>di</strong> casi <strong>di</strong> intossicazione<br />

e decessi a seguito della loro sommini-<br />

strazione, e se si pensa che il ministero<br />

approva l’uso dell’elettrochoc, a questi<br />

livelli c’è poco da sperare.


18 Approfon<strong>di</strong>menti<br />

La psicoterapia <strong>di</strong>alettica<br />

dell’ansia e delle fobie<br />

<strong>di</strong> Nicola Ghezzani, Psicologo Psicoterapeuta<br />

Per comprendere appieno cos’è l’ansia<br />

(e l’attacco <strong>di</strong> panico, che dell’ansia è solo<br />

la massima espressione) occorre partire<br />

dal dato <strong>di</strong> fatto che si tratta <strong>di</strong> un’emo-<br />

zione iscritta nel nostro corredo neurobio-<br />

logico naturale. Chiunque avrà visto un<br />

cane che rizza le orecchie nel percepire<br />

un rumore forte e indefinito. L’animale ha<br />

avvertito nella realtà esterna un segnale<br />

minaccioso, ma non riesce a identificar-<br />

lo, quin<strong>di</strong> piuttosto che<br />

paura (reazione emo-<br />

tiva <strong>di</strong> risposta alla<br />

precisa in<strong>di</strong>viduazio-<br />

ne <strong>di</strong> un pericolo) egli<br />

prova ansia: uno stato<br />

<strong>di</strong> allerta su un’area<br />

generica e indefinita <strong>di</strong><br />

pericolo.<br />

Dunque l’ansia è, in<br />

prima istanza, una pau-<br />

ra <strong>di</strong>fferita, un’emozione<br />

che segnala alla mente<br />

animale la presenza<br />

<strong>di</strong> segni <strong>di</strong> pericolo, <strong>di</strong><br />

un pericolo, tuttavia,<br />

non ancora definito. In<br />

questo senso, l’ansia è<br />

un’emozione previsio-<br />

nale, è cioè parte <strong>di</strong> un<br />

processo neurofisiologi-<br />

co <strong>di</strong> previsione, quin<strong>di</strong><br />

presuppone la capacità<br />

<strong>di</strong> valutare il futuro. L’animale “si prepara”<br />

ad affrontare una minaccia <strong>di</strong> cui ha, per<br />

ora, solo in<strong>di</strong>zi vaghi.<br />

Di quali pericoli può avere paura un<br />

animale? In linea <strong>di</strong> massima <strong>di</strong>rei che<br />

sono due: il primo è l’avvistamento <strong>di</strong> un<br />

predatore. Il secondo è la percezione <strong>di</strong><br />

un imminente cataclisma naturale. In en-<br />

trambi i casi l’animale si pre<strong>di</strong>spone ad<br />

agire secondo le modalità <strong>di</strong>fensive tipi-<br />

che <strong>di</strong> ogni animale: o l’attacco, o –più<br />

spesso– la fuga.<br />

Come ogni meccanismo istintuale, in-<br />

fine, l’ansia è un’emozione aut-aut: nel<br />

senso che o c’è o non c’è, e quando c’è è<br />

inesorabile: manifesta tutto il suo reperto-<br />

rio <strong>di</strong> sintomi fino a raggiungere un acme,<br />

un punto <strong>di</strong> massima intensità a partire<br />

dal quale comincia la sua <strong>di</strong>scesa.<br />

L’ansia come fenomeno umano<br />

Relativamente alle emozioni <strong>di</strong> base,<br />

l’uomo è un comune animale e, <strong>di</strong> fronte<br />

ad un pericolo, reagisce allo stesso modo<br />

<strong>di</strong> ogni altro animale. Se in<strong>di</strong>vidua il peri-<br />

colo ha paura; se invece, pur avendone<br />

l’intuizione, non riesce a metterlo a fuoco,<br />

prova ansia.<br />

Ma qual è la <strong>di</strong>fferenza sostanziale<br />

fra un uomo e un animale? Che l’uomo<br />

vive immerso in un universo mentale rap-<br />

presentato (memoria, immaginazione,<br />

simboli), mentre l’animale vive <strong>di</strong> schemi<br />

istintivi e <strong>di</strong> memorie poco complesse. La<br />

<strong>di</strong>fferenza è sostanziale: l’uomo può vive-<br />

re l’ansia non solo in rapporto al mondo<br />

reale, ma anche – cosa impossibile per<br />

l’animale – in rapporto al mondo delle<br />

rappresentazioni mentali. Un uomo, in-<br />

fatti, può provare ansia al solo ricordo <strong>di</strong><br />

un’esperienza negativa, oppure nell’im-<br />

maginarla, e persino qualora egli entri in<br />

contatto col simbolo <strong>di</strong> essa.<br />

Un esempio. Un ragazzo si trova a pas-<br />

sare per un via buia: ricorda <strong>di</strong> aver subito<br />

un giorno, nello stesso luogo, un’aggres-<br />

sione e prova ansia; oppure immagina<br />

che il buio <strong>di</strong> quel luogo sia favorevole a<br />

un’aggressione e prova ansia; o ancora<br />

in un corridoio illuminato e affollato pas-<br />

sa accanto a una tenda buia (simbolo <strong>di</strong><br />

ciò che può essere nascosto) e prova an-<br />

sia. L’uomo dunque, unico fra gli animali,<br />

può vivere la paura <strong>di</strong> qualcosa che non<br />

è presente nel campo reale, ma è invece<br />

presente nel campo delle rappresentazio-<br />

ni mentali.<br />

Altra caratteristica <strong>di</strong>vergente fra uomo<br />

e animale: l’uomo vive immerso in una<br />

complessa realtà sociale, l’animale poco<br />

o comunque molto meno. Quin<strong>di</strong> l’uomo<br />

può aver paura degli altri esseri umani,<br />

più <strong>di</strong> quanto in genere un cane ha paura<br />

<strong>di</strong> altri cani o un gatto <strong>di</strong> altri gatti; e quin<strong>di</strong><br />

può aver paura in rapporto ai ricor<strong>di</strong>, al-<br />

l’immaginazione o ai simboli del suo rap-<br />

porto con gli altri esseri umani.<br />

Quin<strong>di</strong>, ancora, le emozioni istintive <strong>di</strong><br />

ansia da avvistamento <strong>di</strong> un predatore e<br />

modo conscio o inconscio.<br />

<strong>di</strong> ansia da percezio-<br />

ne <strong>di</strong> una catastrofe si<br />

colorano nell’uomo <strong>di</strong><br />

una valenza umana:<br />

spesso l’uomo prova<br />

ansia all’intuizione<br />

che un altro essere<br />

umano o un gruppo<br />

o la società nel suo<br />

complesso possano<br />

rivelasi per lui come<br />

un predatore (cioè<br />

aggressivi e <strong>di</strong>strut-<br />

tivi) e comportare la<br />

sua catastrofe.<br />

In sintesi, l’ansia<br />

umana –soprattutto<br />

quella patologica– de-<br />

riva il più delle volte<br />

da situazioni umane<br />

che l’in<strong>di</strong>viduo si raffi-<br />

gura nella sua mente<br />

come pericolose, in<br />

L’ansia come fenomeno sociale<br />

In alcuni tipi <strong>di</strong> ansia strutturata (fobia)<br />

ciò è evidente. Pensiamo all’ansia socia-<br />

le, per esempio l’ansia da prestazione<br />

o da giu<strong>di</strong>zio. L’in<strong>di</strong>viduo sociofobico ha<br />

paura <strong>di</strong> essere giu<strong>di</strong>cato inadeguato,<br />

insufficiente o comunque negativo da un<br />

“tribunale” che egli si raffigura nella sua<br />

mente: il gruppo degli amici, il gruppo dei<br />

parenti, il superiore <strong>di</strong> grado in ufficio, il<br />

pubblico che ascolta una sua relazione...<br />

L’oggetto della fobia è l’annichilente sen-<br />

sazione <strong>di</strong> svelare un’identità inadeguata<br />

al suo contesto sociale <strong>di</strong> riferimento. Il<br />

gruppo giu<strong>di</strong>cante è da lui avvertito come<br />

un potenziale predatore e il momento in<br />

cui il gruppo lo giu<strong>di</strong>cherà un in<strong>di</strong>viduo<br />

inetto e incapace sarà per lui una cata-<br />

strofe psicologica e sociale. Da qui l’an-<br />

goscia sociale.<br />

Esistono però fobie che in apparenza<br />

sfuggono a questa classificazione. L’ipo-<br />

condria esprime la paura ossessiva delle<br />

malattie e della morte; l’agorafobia in<strong>di</strong>ca<br />

la paura dello spazio aperto o vuoto: che<br />

c’entrano queste ansie con la realtà so-<br />

ciale? In numerosi stu<strong>di</strong> e in tutti i miei libri<br />

sull’argomento, ho mostrato che anche le<br />

fobie in apparenze più bizzarre rimanda-<br />

no alla paura <strong>di</strong> essere mal giu<strong>di</strong>cati, con-<br />

dannati e penalizzati da coloro che per<br />

noi sono gli esseri umani più importanti.<br />

Faccio degli esempi. Un ragazzo vive<br />

con l’anziana madre in un regime <strong>di</strong> stret-<br />

ta simbiosi affettiva. Vorrebbe essere più<br />

libero e non con<strong>di</strong>zionato dai rituali tipici<br />

delle persone anziane. Tuttavia allo stes-<br />

so tempo vuol bene alla madre e vuole re-<br />

stare legato a lei. Nel momento in cui alla<br />

sua mente affiora l’idea che quando la<br />

madre morirà lui sarà libero, ecco che egli<br />

sviluppa l’angoscia <strong>di</strong> avere un tumore o<br />

un infarto in atto o <strong>di</strong> aver contratto l’AIDS<br />

nell’ultimo contatto sessuale avuto con<br />

una ragazza. La paura <strong>di</strong> perdere la ma-<br />

dre e <strong>di</strong> perderla per suo stesso desiderio,<br />

lo porta a sentirsi minacciato della per<strong>di</strong>ta<br />

del legame più importante e minacciato <strong>di</strong><br />

condanna morale per il pensiero che ha<br />

osato formulare. La paura <strong>di</strong> ammalare,<br />

<strong>di</strong> soffrire e <strong>di</strong> morire ha ritorto contro <strong>di</strong><br />

lui il pensiero <strong>di</strong>struttivo. A questo modo<br />

1. la madre è salva dal suo desiderio <strong>di</strong><br />

morte; 2. egli, intimorito, è <strong>di</strong> nuovo sotto<br />

il controllo del suo vecchio sistema mora-<br />

le, e torna ad essere il figlio devoto che è<br />

sempre stato.<br />

Un altro esempio. Una donna vive in<br />

un regime <strong>di</strong> asservimento affettivo e pra-<br />

tico nei confronti della famiglia acquisita:<br />

passa gran parte del suo tempo a gestire<br />

le faccende domestiche, ma, più o meno<br />

nell’inconscio, se ne sente soffocata e of-<br />

fesa. Guidando la macchina, un giorno,<br />

ha la visione <strong>di</strong> perdere il controllo del<br />

veicolo e <strong>di</strong> investire e uccidere persone<br />

innocenti. Ne deduce la sua inaffidabilità.<br />

Da quel momento sviluppa la paura delle<br />

auto, della velocità e degli spazi aperti,<br />

che consentono movimento, corsa, ve-<br />

locità, libertà. L’agorafobia ha ottenuto,<br />

come già visto per il ragazzo con l’ipocon-<br />

dria, due risultati: 1. i familiari sono salvi<br />

dall’aggressività della donna; perché 2. la<br />

donna si è accusata <strong>di</strong> essere inaffidabile<br />

e pericolosa e si è messa sotto la tutela <strong>di</strong><br />

persone ritenute “affidabili”.<br />

Dunque la fobia ha segnalato al sog-<br />

getto che la base della sua sicurezza era<br />

minacciata e lo era da lui stesso. Il ragaz-<br />

zo identifica la sua sicurezza nell’amore<br />

per la madre, la donna nella devozione<br />

alla famiglia. L’ansia ha segnalato loro<br />

che questa base sicura era minacciata, e<br />

che erano loro stessi, coi loro pensieri, a<br />

mettere a rischio l’equilibrio del sistema. Il<br />

fobico ha dunque paura nel momento in<br />

cui vede minacciata la base della sua si-<br />

curezza (il “sistema” dentro il quale vive);<br />

e maggiormente ha paura se intuisce che<br />

è lui stesso, coi suoi desideri conflittuali,<br />

più o meno coscienti, a minacciare gli ele-<br />

menti <strong>di</strong> base della sua vita morale, affet-<br />

tiva o sociale. Egli prova paura e la paura<br />

inibisce e blocca la sua volontà, respon-<br />

sabile dell’attentato alla sicurezza.<br />

La psicoterapia <strong>di</strong>alettica dell’ansia e<br />

delle fobie<br />

Per porre un rime<strong>di</strong>o all’ansia patolo-<br />

gica e alle fobie che si strutturano su <strong>di</strong><br />

essa è allora necessario definire due o<br />

tre cose fondamentali: 1. In cosa consiste<br />

la sicurezza <strong>di</strong> base <strong>di</strong> quell’in<strong>di</strong>viduo? 2.<br />

Cosa sta minacciando quella sicurezza?<br />

3. Se l’attore della minaccia è lui stesso,<br />

<strong>di</strong> che natura è il conflitto che lo oppone<br />

alla sua base affettiva, sociale, valoriale?<br />

In sintesi: per quali motivi egli ama e o<strong>di</strong>a<br />

il sistema <strong>di</strong> valori e <strong>di</strong> certezze che lo so-<br />

stiene come essere affettivo e sociale?<br />

Fatta l’analisi <strong>di</strong> questi elementi, oc-<br />

corre allora trovare delle soluzioni nella<br />

forma della me<strong>di</strong>azione. La psicoterapia<br />

<strong>di</strong>venta allora una raffinata arte <strong>di</strong>alettica<br />

della me<strong>di</strong>azione.<br />

Il ragazzo del primo esempio può se-<br />

pararsi dalla madre senza desiderarne la<br />

morte? La donna del secondo esempio<br />

può allentare la morsa dei doveri domesti-<br />

ci o anche <strong>di</strong>ventare un’attrice o una ma-<br />

nager senza attaccare tutti i suoi legami?<br />

In sostanza: è possibile essere liberi e<br />

allo stesso tempo non peccare <strong>di</strong> slealtà,<br />

non rinnegare gli elementi <strong>di</strong> fondo della<br />

propria intima natura umana?<br />

Si tratta, dunque, <strong>di</strong> porre delle me<strong>di</strong>a-<br />

zioni all’interno <strong>di</strong> un conflitto psicologico:<br />

il conflitto fra il bisogno affettivo, base del-<br />

la sicurezza psicologica <strong>di</strong> ogni in<strong>di</strong>viduo,<br />

e il bisogno egocentrico <strong>di</strong> autonomia per-<br />

sonale.<br />

Viviamo in un’epoca in cui questo con-<br />

flitto è sempre più vivo: ogni in<strong>di</strong>viduo pre-<br />

tende per sé una chance in più <strong>di</strong> quelle<br />

che la vita ha concesso ai suoi genitori,<br />

vuole crescere al <strong>di</strong> sopra della propria<br />

classe <strong>di</strong> appartenenza, vuole sentirsi li-<br />

bero <strong>di</strong> muoversi fra <strong>di</strong>verse realtà sociali<br />

e morali, talvolta fino al perseguimento<br />

inflessibile del mito della libertà assoluta.<br />

Approfon<strong>di</strong>menti<br />

19<br />

Questa poderosa spinta motivazionale<br />

(alimentata dai miti sociali e dalla sempre<br />

più universale vergogna <strong>di</strong> impotenza)<br />

genera un’infinità <strong>di</strong> conflitti interiori e re-<br />

lazionali che esitano nelle due gran<strong>di</strong> psi-<br />

copatologie del mondo contemporaneo:<br />

l’ansia patologica (col correlato attacco<br />

<strong>di</strong> panico) che è l’effetto della paura <strong>di</strong><br />

perdere la propria base sicura; e la de-<br />

pressione, che è invece l’effetto del senso<br />

<strong>di</strong> colpa per l’idea <strong>di</strong> aver <strong>di</strong>strutto con le<br />

proprie mani quella base.<br />

Il percorso <strong>di</strong> conquista <strong>di</strong> una libertà<br />

matura è lungo e <strong>di</strong>fficile. Durante il cam-<br />

mino, più volte si può aver paura <strong>di</strong> ec-<br />

cedere nella trasgressione e nel conflitto<br />

(più o meno consci) e <strong>di</strong> conseguenza,<br />

per frenare questo rischio, si attivano sin-<br />

tomi anche intollerabili.<br />

A questo livello, quando la sintomato-<br />

logia è forte e franca, non v’è alcuna con-<br />

trad<strong>di</strong>zione nel fare uso <strong>di</strong> psicofarmaci<br />

–per placare l’intensità intollerabile della<br />

sofferenza– e allo stesso tempo lavora-<br />

re per la presa <strong>di</strong> coscienza dei conflitti<br />

sottostanti al sintomo. Come allo stesso<br />

modo è legittimo non farne uso, purché si<br />

sia consapevoli che l’angoscia non sopita<br />

può essere estrema, senza requie e mol-<br />

to destabilizzante.<br />

Il risultato da ottenere è sempre e co-<br />

munque non solo l’alterazione dello stato<br />

mentale in atto (cosa raggiungibile oggi<br />

con l’uso <strong>di</strong> adeguate sostanze chimiche<br />

e domani con la neuroingegneria), ma an-<br />

che lo stabile cambiamento della struttura<br />

dell’io, cioè della abilità della coscienza a<br />

in<strong>di</strong>viduare e me<strong>di</strong>are i conflitti affettivi e<br />

valoriali che nascono all’interno della no-<br />

stra personalità.<br />

Alla fine è solo la coesione e l’attrez-<br />

zatura della coscienza a determinare se<br />

un in<strong>di</strong>viduo sarà vittima dell’angoscia o<br />

della depressione o se invece sarà in gra-<br />

do <strong>di</strong> in<strong>di</strong>viduare per tempo i propri nuclei<br />

conflittuali gestendoli fino alla loro risolu-<br />

zione.<br />

Percorso bibliografico<br />

La semplicità della tesi che ho sin<br />

qui esposto non deve trarre in inganno.<br />

Essa è il risultato <strong>di</strong> venticinque anni <strong>di</strong><br />

ricerche effettuate all’interno <strong>di</strong> quella<br />

che oggi si chiama psicoterapia struttu-<br />

ral-<strong>di</strong>alettica. Nella mia opera scientifica<br />

ho documentato questa ricerca in molti<br />

libri; quelli che maggiormente interessa-<br />

no le <strong>di</strong>namiche dell’ansia, dell’attacco<br />

<strong>di</strong> panico e della depressione sono tre:<br />

Uscire dal panico (2000); Volersi male<br />

(2002); e La logica dell’ansia (2008), tut-<br />

ti e<strong>di</strong>ti da Franco Angeli.


20 Approfon<strong>di</strong>menti<br />

Le basi dell’attaccamento:<br />

tra clinica e neurologia<br />

<strong>di</strong> Paolo Chellini, Psicologo Psicoterapeuta<br />

Negli ultimi anni, a seguito delle applica-<br />

zioni epistemologiche della teoria dell’Attac-<br />

camento proposta dallo psichiatra inglese<br />

John Bowlby, sono state evidenziati, attra-<br />

verso l’ausilio <strong>di</strong> una tecnica <strong>di</strong> rilevazione<br />

ideata dalla Psicologa Mary Ainsworth e de-<br />

nominata Strange Situation, quattro stili <strong>di</strong><br />

attaccamento: attaccamento “Sicuro”, attac-<br />

camento “Evitante”, attaccamento “Ansioso/<br />

Ambivalente”, attaccamento “Disorientato/<br />

Disorganizzato”.<br />

La ricerca, nel tempo, ha evidenziato una<br />

correlazione tra i vari stili <strong>di</strong> attaccamento e<br />

la manifestazione <strong>di</strong> peculiari tipi <strong>di</strong> persona-<br />

lità pre<strong>di</strong>sponenti verso determinati <strong>di</strong>sturbi<br />

clinici. In altre parole, eccetto l’attaccamen-<br />

to sicuro che proteggerebbe l’in<strong>di</strong>viduo da<br />

derive <strong>di</strong> sviluppo psichico clinicamente rile-<br />

vanti, gli altri tipi <strong>di</strong> attaccamento presenta-<br />

no le seguenti correlazioni:<br />

- Attaccamento Evitante: Disturbi <strong>di</strong> area<br />

depressiva, quali alcune Depressioni, Per-<br />

sonalità Schizoi<strong>di</strong>, alcune Malattie Psicoso-<br />

matiche.<br />

- Attaccamento Ansioso/Ambivalente: Di-<br />

sturbi <strong>di</strong> Area Fobica, quali Ansia/Fobie, Di-<br />

sturbi Ossessivo-Compulsivi; alcuni Disturbi<br />

Alimentari Psicogeni;<br />

- Attaccamento Disorientato/Disorganiz-<br />

zato: Depersonalizzazione e Derealizzazio-<br />

ne, Isteria Dissociativa, Disturbo Borderline<br />

e Disturbo Dissociativo <strong>di</strong> Personalità, alcu-<br />

ni <strong>di</strong>sturbi Alimentari Psicogeni.<br />

Ma se ci spostiamo ad un livello <strong>di</strong> analisi<br />

<strong>di</strong>verso, più connesso agli eventi neurologi-<br />

ci su cui si basa la nostra la nostra realtà<br />

psicologica, che cosa possiamo evidenziare<br />

attraverso la ricerca? Secondo la neurologia<br />

dell’attaccamento gli esseri umani nascono<br />

con una limitata capacità <strong>di</strong> autoregolamen-<br />

tazione neurale dei propri stati <strong>di</strong> eccitazio-<br />

ne (arousal). I primi due anni <strong>di</strong> vita risultano<br />

essere fondamentali per lo sviluppo e la ma-<br />

turazione delle strutture neurali del cervello.<br />

Le figure <strong>di</strong> attaccamento risultano avere<br />

un ruolo fondamentale per l’ontogenesi del<br />

bambino in quanto, attraverso la relazione,<br />

esprimono la loro funzione regolatoria degli<br />

stati <strong>di</strong> eccitazione neurale presenti nel neo-<br />

nato. Il bambino attraverso le vocalizzazio-<br />

ni, i pianti, le smorfie, i sorrisi, gli sguar<strong>di</strong>,<br />

interagisce con la figura d’attaccamento.<br />

L’insieme delle interazioni che si struttura-<br />

no tra la figura <strong>di</strong> attaccamento e il bambino<br />

viene internalizzato e va formare la base del<br />

sistema <strong>di</strong> coinvolgimento sociale che nel<br />

corso del tempo si strutturerà in quello che<br />

Bolwlby ha chiamato il “modello operativo<br />

interno”, cioè quell’insieme <strong>di</strong> risposte psico-<br />

fisiologiche procedurali che determineranno<br />

lo stile <strong>di</strong> attaccamento -la pre<strong>di</strong>sposizione<br />

relazionale che il soggetto manifesterà in-<br />

consciamente- attraverso le memorie pro-<br />

cedurali, nel corso della sua vita.<br />

Il sistema relazionale del neonato è ini-<br />

zialmente basato su una serie <strong>di</strong> esperienze<br />

che utilizzano la comunicazione non verba-<br />

le, come il contatto corporeo ed in seguito,<br />

con il procedere dello maturazione delle<br />

strutture neurali, quello oculare e quello u<strong>di</strong>-<br />

tivo. E’ attraverso questi contatti ripetuti che<br />

la figura d’attaccamento esplica la sua fun-<br />

zione <strong>di</strong> regolatrice degli stati <strong>di</strong> attivazione<br />

eccitatori corticali del neonato, permettendo<br />

al suo sistema neurale <strong>di</strong> modulare le rispo-<br />

ste stressogene provenienti dall’esperienza<br />

tumultuosa che la crescita genera. La capa-<br />

cità della figura <strong>di</strong> attaccamento <strong>di</strong> risponde-<br />

re adeguatamente alle richieste del bambino<br />

determina lo sviluppo plastico <strong>di</strong> quella par-<br />

te del cervello,che la ricerca ha identificato<br />

essere alla base della successiva capacità,<br />

una volta <strong>di</strong>venuti adulti, <strong>di</strong> autoregolamen-<br />

tare gli stati eccitatori interni: la corteccia<br />

orbicolare prefrontale. Allan Schore sostie-<br />

ne che una madre sufficientemente buona<br />

è capace <strong>di</strong> modulare gli stati eccitatori del<br />

neonato attraverso un’opera <strong>di</strong> “me<strong>di</strong>azio-<br />

ne” che si esplica nel riuscire a calmare il<br />

neonato durante gli stati <strong>di</strong> attivazione sim-<br />

patica troppo amplificata e, per converso, <strong>di</strong><br />

stimolare la risposta eccitatoria nel caso <strong>di</strong><br />

un’attivazione parasimpatica troppo prolun-<br />

gata. La funzione <strong>di</strong> questa <strong>di</strong>namica risiede<br />

nella capacità del neonato <strong>di</strong> sviluppare uno<br />

stato ottimale bilanciato, attraverso il qua-<br />

le possano prendere forma quei processi<br />

<strong>di</strong> sviluppo e maturazione neurale che do-<br />

teranno il soggetto <strong>di</strong> una base equilibrata<br />

per lo sviluppo del senso del Sé e della sua<br />

capacità <strong>di</strong> rapportarsi agli altri attraverso<br />

l’attivazione <strong>di</strong> una memoria procedurale ot-<br />

timale, modulata dalla corteccia orbicolare.<br />

A questo proposito risulta molto esplicati-<br />

va, per la comprensione della strutturazione<br />

<strong>di</strong> questi peculiari stati <strong>di</strong> sviluppo neurona-<br />

le, la teoria proposta da Gerald Edelman sul<br />

darwinismo neurale. Secondo l’autore il neo-<br />

nato nascerebbe dotato <strong>di</strong> un surplus <strong>di</strong> neu-<br />

roni che, nel corso dello sviluppo connesso<br />

ai primi mesi <strong>di</strong> vita, subirebbero un proces-<br />

so <strong>di</strong> selezione in base alle esperienze, ge-<br />

nerando così circuiti neurali stabili e duraturi<br />

nel tempo. In effetti la ricerca ha evidenziato<br />

che neonati provenienti da ambienti poveri <strong>di</strong><br />

stimoli presentano, nei casi peggiori -rispet-<br />

to alla norma- una massa encefalica leg-<br />

germente ridotta con una serie <strong>di</strong> rigi<strong>di</strong>tà e<br />

deficit funzionali <strong>di</strong>fficilmente recuperabili. In<br />

particolare, per quanto riguarda la problema-<br />

tica del ritardo mentale che questi soggetti<br />

-non adeguatamente stimolati- sviluppereb-<br />

bero, sembra che la stessa sia connessa<br />

alla formazione <strong>di</strong> circuiti rigi<strong>di</strong> ed impoveriti<br />

dovuti alla neurotossicità <strong>di</strong> alcune sostanze<br />

generate dall’attivazione prolungata dell’as-<br />

se asse ipotalamo-ipofisi-surrene.<br />

A questo punto <strong>di</strong>venta interessante ana-<br />

lizzare che cosa afferma la ricerca per quan-<br />

to riguarda gli schemi del funzionamento<br />

neurale dei peculiari stili <strong>di</strong> attaccamento.<br />

Chiaramente, eccetto lo stile <strong>di</strong> attaccamen-<br />

to sicuro che doterebbe il soggetto <strong>di</strong> una<br />

base neurologica plastica, con un’ottima<br />

capacità <strong>di</strong> resilienza e <strong>di</strong> recupero nei con-<br />

fronti degli eventi stressanti, gli altri stili <strong>di</strong><br />

attaccamento presentano delle modalità <strong>di</strong><br />

risposta <strong>di</strong>rezionate verso una funzionalità<br />

rigida e stereotipata. Gli stili <strong>di</strong> attaccamen-<br />

to, come abbiamo già accennato, sono la<br />

risultante del processo emergente dall’in-<br />

contro dell’organismo in via <strong>di</strong> maturazione/<br />

organizzazione e la realtà delle relazioni e<br />

si basano sulla sommatoria delle strategie e<br />

dei processi messi in atto per la regolamen-<br />

tazione degli stati <strong>di</strong> eccitazione interni.<br />

Ogni stile <strong>di</strong> attaccamento, quin<strong>di</strong>, è la<br />

risultate delle strategie adattive messe in<br />

atto dall’organismo per regolarsi all’interno<br />

<strong>di</strong> un funzionamento omeostatico adattivo<br />

“ottimale”. Per quanto riguarda gli stili <strong>di</strong><br />

attaccamento <strong>di</strong>versi da quello sicuro, de-<br />

rivanti da interazioni <strong>di</strong>a<strong>di</strong>che impoverite o<br />

fallimentari, i processi omeostatici struttu-<br />

rati si basano su strategie autoreferenziali,<br />

cioè su processi <strong>di</strong> autoregolazione in cui la<br />

componente relazionale risulta deficitaria.<br />

Ne consegue, come ho accennato all’inizio<br />

dell’articolo, la pre<strong>di</strong>sposizione ad una se-<br />

rie <strong>di</strong> <strong>di</strong>sturbi clinici riguardanti la “relazione”<br />

con il mondo, peculiari per ogni stile <strong>di</strong> at-<br />

taccamento.<br />

Proviamo ora a fare chiarezza sulle sot-<br />

tostanti basi neurali tipiche <strong>di</strong> quella parti-<br />

colare strategia <strong>di</strong> adattamento che verrà<br />

riletta in senso fenomenico come stile <strong>di</strong><br />

attaccamento:<br />

I soggetti con una storia <strong>di</strong> attaccamento<br />

“Evitante” presentano una tendenza all’auto-<br />

regolamentazione degli stati <strong>di</strong> eccitazione<br />

(evitano la ricerca degli altri nei momenti <strong>di</strong><br />

stress). La ricerca ha mostrato un’attivazione<br />

predominante della componente parasimpa-<br />

tica del sistema nervoso autonomo (attiva-<br />

zione vagale nella sua componente dorsale),<br />

connotata da sentimenti <strong>di</strong> sconforto, impo-<br />

tenza, bassi livelli <strong>di</strong> attività e una tendenza<br />

al ritiro dalla realtà relazionale. Il soggetto<br />

“insicuro” presenta la tendenza a modulare<br />

la componente eccitatoria in solitu<strong>di</strong>ne at-<br />

traverso pratiche che non coinvolgono altri<br />

simili. Le capacità sociali <strong>di</strong> risoluzione dei<br />

problemi sono spesso non pienamente svi-<br />

luppate, dando luogo a condotte <strong>di</strong> ritiro o,<br />

nel caso degli adolescenti, a comportamenti<br />

paradossalmente aggressivi come risposta<br />

al senso <strong>di</strong> frustrazione esperito.<br />

I soggetti con una storia <strong>di</strong> attaccamento<br />

“Ansioso/Ambivalente” sono caratterizzati<br />

dalla dominante della componete simpatica,<br />

con una bassa soglia per gli stimoli eccita-<br />

tori e presentano una <strong>di</strong>fficoltà a mantenere<br />

l’eccitazione all’interno <strong>di</strong> un range <strong>di</strong> tolle-<br />

ranza gestibile. Il fallimento della regolazio-<br />

ne <strong>di</strong>a<strong>di</strong>ca ha determinato in questi soggetti<br />

una impossibilità <strong>di</strong> controllo negli stati <strong>di</strong><br />

eccitazione e la tendenza all’amplificazione<br />

parossistica della componente simpatica<br />

del sistema nervoso autonomo. Come adulti<br />

presentano un basso livello <strong>di</strong> sopportazio-<br />

ne per le situazioni in cui esperiscono il sen-<br />

so <strong>di</strong> solitu<strong>di</strong>ne. Cercano insistentemente<br />

<strong>di</strong>verse forme <strong>di</strong> contattato intersoggettivo<br />

ma allo stesso tempo sperimentano all’in-<br />

terno dell’interazione la loro incapacità <strong>di</strong><br />

utilizzare gli altri per riuscire a regolare i loro<br />

stati <strong>di</strong> eccitazione interna.<br />

I soggetti con una storia <strong>di</strong> attaccamento<br />

“Disorientato/Disorganizzato” sono carat-<br />

terizzati nelle loro risposte a situazioni <strong>di</strong><br />

stress dall’attivazione in rapida sequenza,<br />

sia della componente simpatica che <strong>di</strong> quel-<br />

la parasimpatica. Questo stile <strong>di</strong> attacca-<br />

mento è correlato alla presenza nei soggetti<br />

<strong>di</strong> alti livelli <strong>di</strong> cortisolo plasmatici, elevata<br />

frequenza car<strong>di</strong>aca, intense reazioni <strong>di</strong> al-<br />

larme e comportamenti che lasciano trape-<br />

lare un intenso coinvolgimento della compo-<br />

nente dorsale del vago, come: immobilismo,<br />

stati <strong>di</strong> trance spontanei, apatia, insensibilità<br />

agli stimoli e tendenza al ritiro dalla realtà. Il<br />

comportamento può variare repentinamen-<br />

te da uno stato in cui la componente sim-<br />

patica risulta essere predominante ad un in<br />

cui l’attivazione della componente dorsale<br />

del vago determina un completo ritiro dalla<br />

realtà.<br />

Da un punto <strong>di</strong> vista clinico, la conoscen-<br />

za del tipo <strong>di</strong> funzionamento dei processi <strong>di</strong><br />

regolazione omeostatica che sottendono<br />

i <strong>di</strong>versi stili <strong>di</strong> attaccamento, può risultare<br />

utile come in<strong>di</strong>cazione per l’implementa-<br />

zione delle strategie relazionali tarate sul-<br />

lo specifico “deficit <strong>di</strong> regolazione” portato<br />

dal paziente all’interno dell’incontro. Daniel<br />

Siegel a questo proposito sostiene: “In psi-<br />

coterapia, il terapeuta si deve sintonizzare<br />

con il paziente attraverso l’uso della voce, il<br />

linguaggio del corpo e la risonanza emozio-<br />

nale con lo scopo <strong>di</strong> aiutarlo a mantenere il<br />

suo stato eccitatorio all’interno <strong>di</strong> un range<br />

<strong>di</strong> tolleranza gestibile”.<br />

O, come <strong>di</strong>rebbe Bolwby, aiutandolo a<br />

mentalizzare i propri stati <strong>di</strong> attivazione al-<br />

l’interno <strong>di</strong> un’esperienza <strong>di</strong> “base sicura”.<br />

Approfon<strong>di</strong>menti<br />

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ma and the Body: A Sensorimotor Approach to<br />

Psychotherapy, New York, W. W. Norton & Com-<br />

pany, ISBN 978-0393704570<br />

Schore, A. N. (2008) La regolazione degli<br />

affetti e la riparazione del sé, Roma, Astrolabio-<br />

Ubal<strong>di</strong>ni, ISBN 9788834015308<br />

21<br />

Siegel, D. (2001) La mente relazionale. Neu-<br />

robiologia dell’esperienza interpersonale, Milano,<br />

Raffaello Cortina E<strong>di</strong>tore, ISBN 9788870786934


22 Approfon<strong>di</strong>menti<br />

Il metodo scientifico nella<br />

psicoterapia e nel counseling<br />

<strong>di</strong> Tullio Carere-Comes, Psichiatra Psicoterapeuta<br />

Le scuole <strong>di</strong> psicoterapia e <strong>di</strong> counseling<br />

offrono agli allievi una varietà <strong>di</strong> schemi in-<br />

terpretativi e operativi indubbiamente utili<br />

quando non <strong>di</strong>ventano, come non <strong>di</strong> rado<br />

accade, mezzi <strong>di</strong> identificazione e <strong>di</strong> appar-<br />

tenenza. Occorre non restarne fissati, ma<br />

saperli usare quando servono e metterli da<br />

parte quando non servono più. Tommaso<br />

d’Aquino, il grande filosofo della scolastica<br />

me<strong>di</strong>oevale, non era affatto scolastico nel<br />

senso che oggi attribuia-<br />

mo alla parola: non era<br />

prigioniero degli schemi<br />

della sua scuola, ma<br />

era sempre aperto agli<br />

stimoli intellettuali che<br />

gli giungevano da ogni<br />

parte, da scrittori cri-<br />

stiani, ma anche paga-<br />

ni, ebrei e musulmani.<br />

Questa apertura era la<br />

conseguenza dell’ap-<br />

plicazione <strong>di</strong> quella che<br />

Tommaso considerava<br />

la facoltà primaria del-<br />

l’intelletto, la capacità<br />

<strong>di</strong> fare ogni volta tabula<br />

rasa, sospendendo tut-<br />

ti i presupposti noti per<br />

accostarsi con la mente<br />

sgombra a ogni nuova<br />

esperienza, potendo<br />

così cogliere in ciascu-<br />

na l’elemento <strong>di</strong> novità<br />

senza ridurlo al già noto. Questo principio<br />

del resto percorre tutta la filosofia dell’Oc-<br />

cidente, dal sapere <strong>di</strong> non sapere socratico<br />

all’epoché <strong>di</strong> Husserl. Per quanto sia evi-<br />

dente che è necessario esercitare la capa-<br />

cità <strong>di</strong> sospendere i presupposti per non<br />

restarne intrappolati, il modo un po’ unilate-<br />

rale in cui questa funzione è stata presenta-<br />

ta dallo stesso Husserl ha suscitato spesso<br />

ironie, come il dogma dell’immacolata per-<br />

cezione, o reazioni come quella <strong>di</strong> Heideg-<br />

ger, secondo il quale i presupposti <strong>di</strong> cui<br />

ciascuno <strong>di</strong>spone, derivati dalla cultura in<br />

cui è cresciuto e dall’esperienza personale,<br />

non devono affatto essere sospesi, perché<br />

sono necessari per una precomprensione<br />

dell’oggetto della nostra conoscenza – se<br />

fossimo una tabula del tutto rasa non riusci-<br />

remmo a capire nulla. Questa precompren-<br />

sione deve poi essere messa alla prova dal<br />

testo o dalla cosa che stiamo stu<strong>di</strong>ando, in<br />

modo da correggere e arricchire la nostra<br />

comprensione iniziale. Con la comprensio-<br />

ne così migliorata torniamo al testo o alla<br />

cosa per metterla nuovamente alla prova,<br />

e così via: così funziona il circolo ermeneu-<br />

tico.<br />

Che cosa ne dobbiamo pensare? Ha<br />

ragione Husserl o ha ragione Heidegger?<br />

Hanno ragione tutti e due. Il primo fa leva<br />

sulla sospensione <strong>di</strong> tutti i presupposti, il<br />

secondo sull’utilizzo critico dei medesimi.<br />

Anche nel circolo ermeneutico c’è un mo-<br />

mento <strong>di</strong> sospensione, quando la compren-<br />

sione ottenuta in un certo momento viene<br />

messa in questione criticamente nel ritorno<br />

al testo o alla cosa, per coglierne qualcosa<br />

che la comprensione precedente non co-<br />

glieva. Quin<strong>di</strong> da un lato schemi e modelli<br />

sono necessari, dall’altro debbono essere<br />

continuamente sospesi o esaminati critica-<br />

mente – ma questo atteggiamento critico<br />

non è coltivato in tutte le scuole. Le scuole<br />

più “scolastiche” incoraggiano l’adesione<br />

acritica ai rispettivi dogmi. Occorre invece<br />

imparare a usare bene schemi e modelli ma<br />

anche, dopo averli imparati, a prenderne le<br />

<strong>di</strong>stanze, a <strong>di</strong>menticarli, per cogliere tutto<br />

ciò che ogni esperienza ci porta <strong>di</strong> originale,<br />

senza ridurlo al già noto. Questo è un punto<br />

fondamentale del metodo scientifico.<br />

Un altro punto, che sviluppa e chiarisce<br />

il primo, è la <strong>di</strong>alettica già in<strong>di</strong>viduata da<br />

Aristotele tra intuizione e argomentazio-<br />

ne ( nous e <strong>di</strong>ànoia, o noesi e <strong>di</strong>anoesi ).<br />

L’intuizione ci permette una visione imme-<br />

<strong>di</strong>ata della verità delle cose, e anche <strong>di</strong> ciò<br />

che non esiste ancora: ha una funzione<br />

sia conoscitiva che creativa, è fondamen-<br />

tale nella scienza come nell’arte. Tanto la<br />

scienza quanto l’arte hanno un impegno<br />

con la verità, impegno che lo scienziato e<br />

l’artista onorano in mo<strong>di</strong> <strong>di</strong>versi. Lo psicote-<br />

rapeuta, come anche il counselor, è un po’<br />

scienziato e un po’ artista, rispettivamente<br />

nei vertici K e O del campo della cura (per<br />

una descrizione sintetica <strong>di</strong> questi vertici, v.<br />

www.cyberpsych.org/<strong>di</strong>a/ricerca/modello.<br />

htm). Quando è scienziato cerca <strong>di</strong> capi-<br />

re nel modo più obiettivo come stanno le<br />

cose, e cerca <strong>di</strong> favorire<br />

nel suo cliente la cre-<br />

scita <strong>di</strong> questa stessa<br />

capacità <strong>di</strong> conoscere<br />

le cose oggettivamen-<br />

te. Cerca <strong>di</strong> stimolare<br />

la conoscenza in sen-<br />

so sia <strong>di</strong>chiarativo che<br />

implicito, cioè cerca <strong>di</strong><br />

produrre sia un sape-<br />

re che un saper fare.<br />

Quando è artista l’ac-<br />

cento si sposta dalla<br />

conoscenza alla creati-<br />

vità, dal capire come le<br />

cose stanno all’intuire<br />

come possono essere<br />

<strong>di</strong>versamente: il che<br />

significa, nel nostro<br />

caso, risolvere proble-<br />

mi, immaginare nuove<br />

forme <strong>di</strong> vita, portare<br />

alla luce possibilità mai<br />

esplorate prima. Ma i<br />

due vertici sono <strong>di</strong>aletticamente collegati. Il<br />

vero scienziato non si affeziona troppo alle<br />

sue teorie, è pronto a metterle da parte per<br />

tornare a osservare la realtà con sguardo<br />

fresco, e da questo sguardo libero da pre-<br />

giu<strong>di</strong>zi ricava nuove intuizioni. Allo stesso<br />

modo il vero artista non si affeziona troppo<br />

alle sue intuizioni, ma le sottopone a esame<br />

critico per correggerle e progressivamente<br />

adeguarle alla cosa che vuole esprimere, la<br />

cosa che attraverso <strong>di</strong> lui vuole venire alla<br />

luce. La <strong>di</strong>alettica fondamentale è presen-<br />

te in entrambe le figure, anche se natural-<br />

mente l’artista è più vicino al polo noetico,<br />

dell’intuizione, e lo scienziato a quello <strong>di</strong>a-<br />

noetico, dei proce<strong>di</strong>menti argomentativi.<br />

Ma la logica fondamentale è la stessa per<br />

entrambi. Cerchiamo <strong>di</strong> capire bene questa<br />

logica, la logica dell’asse verticale, della <strong>di</strong>-<br />

mensione filosofica dell’esistenza.<br />

In primo luogo occorre esercitare quella<br />

che Basti, seguendo Tommaso, ha definito<br />

la funzione centrale dell’intelligenza uma-<br />

na: la capacità <strong>di</strong> sapere <strong>di</strong> non sapere,cioè<br />

<strong>di</strong> sospendere ogni fattore <strong>di</strong> pre-compren-<br />

sione per mettersi <strong>di</strong> fronte alle cose con lo<br />

sguardo più libero possibile. Bisogna esse-<br />

re liberi da comprensione, da memoria e<br />

da desiderio, <strong>di</strong>ceva lo psicoanalista Bion,<br />

per liberare l’intuizione dalle opacità che la<br />

offuscano, per vedere le cose come sono,<br />

e non come ci aspettiamo che siano (que-<br />

sta libertà non va intesa come cancellazio-<br />

ne, naturalmente, ma come sospensione<br />

o <strong>di</strong>stacco critico). In secondo luogo, per<br />

quanto assidua sia la nostra <strong>di</strong>sciplina <strong>di</strong><br />

sospensione <strong>di</strong> ogni pre-giu<strong>di</strong>zio, non dob-<br />

biamo mai illuderci <strong>di</strong> avere raggiunto una<br />

perfetta obiettività, come se il nostro occhio<br />

fosse l’occhio <strong>di</strong> Dio. La visione umana è<br />

sempre insuperabilmente situata, siamo<br />

figli del nostro tempo, della nostra cultura,<br />

del nostro DNA. Inoltre, nessuno può illu-<br />

dersi <strong>di</strong> avere interamente portato alla co-<br />

scienza il proprio inconscio, <strong>di</strong> averlo bonifi-<br />

cato come si potrebbe fare con una palude.<br />

La <strong>di</strong>sciplina personale <strong>di</strong> sospensione dei<br />

pregiu<strong>di</strong>zi è necessaria, ma non sufficiente.<br />

Della sua necessità ci convinciamo facil-<br />

mente se confrontiamo un giornalista che<br />

per lo meno si sforza <strong>di</strong> essere obiettivo<br />

con uno apertamente fazioso. Della sua in-<br />

sufficienza ci convinciamo altrettanto bene<br />

se partecipiamo a un convegno scientifico,<br />

frequentato da persone che de<strong>di</strong>cano la<br />

loro vita alla scienza, e quin<strong>di</strong> impegnate in<br />

una <strong>di</strong>sciplina <strong>di</strong> obiettività in misura certa-<br />

mente superiore alla me<strong>di</strong>a. In questi con-<br />

vegni salta subito all’occhio come queste<br />

persone, pur così de<strong>di</strong>cate all’ideale della<br />

scienza, propongono una visione con<strong>di</strong>zio-<br />

nata dalla teoria cui aderiscono, e faticano<br />

molto a uscire da quella visione per vedere<br />

le cose da altri punti <strong>di</strong> vista, quando sono<br />

<strong>di</strong>sposte ad accollarsi questa fatica.<br />

Che cosa è dunque necessario aggiun-<br />

gere alla <strong>di</strong>sciplina <strong>di</strong> sospensione dei pre-<br />

giu<strong>di</strong>zi che ci permette almeno una parziale<br />

liberazione della facoltà intuitiva dalle opaci-<br />

tà che la offuscano? È necessario sottopor-<br />

re le nostre e altrui intuizioni al vaglio critico<br />

della capacità razionale (Tommaso chiama-<br />

va intellectus la funzione dell’intelligenza<br />

che fa tabula rasa delle pre-comprensioni,<br />

e ratio quella che argomenta, con modalità<br />

inferenziali, sulle intuizioni così ottenute).<br />

Insomma, all’intuizione occorre aggiunge-<br />

re il ragionamento. Se questa intuizione<br />

è vera, ne deduco delle ipotesi che posso<br />

verificare con l’esperienza (e magari anche<br />

con l’esperimento, se sono uno scienziato<br />

empirico).<br />

Ammettiamo dunque che una persona<br />

si sottoponga regolarmente a entrambe<br />

Approfon<strong>di</strong>menti<br />

le <strong>di</strong>scipline, quella dell’intellectus che so-<br />

spende le pre-comprensioni, e quella della<br />

ratio che argomenta onestamente, e non<br />

retoricamente. Può bastare? No, non ba-<br />

sta ancora. Perché? Perché la <strong>di</strong>sciplina<br />

personale, in tutti e due i versanti dell’intel-<br />

ligenza, se praticata col massimo dell’im-<br />

pegno ci può condurre al limite delle nostre<br />

capacità personali, e non oltre. Per andare<br />

oltre occorre il <strong>di</strong>alogo. Vale a <strong>di</strong>re occorre<br />

lasciarci spiazzare dal punto <strong>di</strong> vista dell’al-<br />

tro. Da soli non riusciamo a contrad<strong>di</strong>rci più<br />

che tanto. Abbiamo un’irresistibile tendenza<br />

a confermarci nelle nostre visioni e convin-<br />

zioni. Ma l’altro è implacabile, proprio per-<br />

ché fa la stessa cosa. Posto che ci sia una<br />

volontà genuina <strong>di</strong> <strong>di</strong>alogare, cioè metten-<br />

do in gioco davvero le proprie convinzioni,<br />

l’aiuto dell’altro è insostituibile. Per questo<br />

<strong>di</strong>amo tanta importanza al lavoro in coppia<br />

e in gruppo.<br />

Questi sono dunque i fondamenti del<br />

proce<strong>di</strong>mento scientifico: la <strong>di</strong>sciplina del-<br />

l’intellectus e della ratio, dell’intuizione e<br />

del ragionamento, accompagnate da una<br />

pratica costante del confronto e del <strong>di</strong>alogo<br />

– sia per quello che riguarda i proce<strong>di</strong>menti<br />

dello scienziato locale che si muove sul-<br />

l’asse verticale del campo, sia per quanto<br />

riguarda la scienza generale della relazione<br />

<strong>di</strong> aiuto, cioè la scienza delle regolarità o<br />

dei fattori comuni del campo.<br />

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lizzare e apprendere a gestire i meccanismi <strong>di</strong> <strong>di</strong>fesa,<br />

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23<br />

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24 Approfon<strong>di</strong>menti Approfon<strong>di</strong>menti 25<br />

Negli ultimi anni, anche grazie alla<br />

spinta del movimento della “me<strong>di</strong>cina<br />

basata sulle evidenze” (Evidence-Ba-<br />

sed Me<strong>di</strong>cine - EBM -), si è avvertita<br />

sempre più l’esigenza <strong>di</strong> sottoporre a<br />

rigorose prove sperimentali anche i<br />

singoli trattamenti psicologici, nell’in-<br />

teresse degli utenti stessi. Tutto ciò ha<br />

parallelamente condotto al progressivo<br />

affermarsi <strong>di</strong> un modello <strong>di</strong> psicoterapia<br />

“evidence-based” in cui l’assessment e<br />

la verifica del trattamento rivestono un<br />

ruolo <strong>di</strong> primaria importanza.<br />

Nello scenario della valutazione psi-<br />

cologica, accanto ad una consolidata<br />

tra<strong>di</strong>zione psichiatrica, secondo la qua-<br />

le la valutazione della psicopatologia si<br />

esprime attraverso i criteri <strong>di</strong>agnostici<br />

standar<strong>di</strong>zzati del DSM (nota 1) (DSM-<br />

IV-TR; American Psychiatric Associa-<br />

tion, 2000), con un’attenzione maggior-<br />

mente rivolta agli aspetti sintomatologici<br />

e comportamentali, è sempre stata pre-<br />

sente una tra<strong>di</strong>zione della psicologia<br />

accademica in cui tale valutazione si<br />

esprime soprattutto attraverso una mi-<br />

surazione psicometrica e, ancora, una<br />

terza prospettiva che nasce dalla tra-<br />

<strong>di</strong>zione clinica, dove l’interesse è cen-<br />

trato sulla comprensione dei processi<br />

interni, del significato e della funzione<br />

della personalità (Westen, Shedler e<br />

Lingiar<strong>di</strong>, 2003). Con ciò si comprende<br />

l’importanza <strong>di</strong> considerare gli apporti <strong>di</strong><br />

tali prospettive e <strong>di</strong> utilizzare e sviluppa-<br />

re modalità <strong>di</strong> valutazione che, tenendo<br />

conto della complessità dei <strong>di</strong>sturbi psi-<br />

copatologici, siano in grado <strong>di</strong> cogliere<br />

gli aspetti del funzionamento globale<br />

dell’in<strong>di</strong>viduo, integrando la letteratura<br />

nosografica tra<strong>di</strong>zionale e contemplan-<br />

do allo stesso tempo l’utilizzo delle pro-<br />

cedure psicometriche, permettendo così<br />

una quantificazione del <strong>di</strong>sagio.<br />

Infatti, è opinione largamente con<strong>di</strong>-<br />

visa nella comunità scientifica che gli<br />

strumenti <strong>di</strong> valutazione possono fornire<br />

quei criteri <strong>di</strong> oggettività che gli interventi<br />

psicologici strutturati richiedono. Come<br />

affermano Greenberg e Watson (2005)<br />

Psychological Treatment Inventory<br />

(PTI) ® . Un nuovo strumento <strong>di</strong> misura<br />

multi<strong>di</strong>mensionale<br />

<strong>di</strong> Alessio Gori e Marco Giannini, Dipartimento <strong>di</strong> <strong>Psicologi</strong>a, Università degli Stu<strong>di</strong><br />

<strong>di</strong> Firenze. Scuola <strong>di</strong> Psicoterapia Comparata (SPC)<br />

(cit. in Norcross, Beutler, Levant, 2006,<br />

p. 99), affinché la psicoterapia <strong>di</strong>venga<br />

una scienza applicata occorre che forni-<br />

sca evidenza della sua efficacia gene-<br />

rale e che specifichi anche i processi <strong>di</strong><br />

cambiamento, in modo tale da arginare<br />

gli approcci basati sul giu<strong>di</strong>zio clinico ed<br />

altre forme <strong>di</strong> valutazione scarsamente<br />

rigorose (Eddy, 2005).<br />

Seguendo questa <strong>di</strong>rezione, i test<br />

psicologici offrono al clinico una base <strong>di</strong><br />

supporto, permettendogli <strong>di</strong> comprende-<br />

re meglio il livello <strong>di</strong> gravità della patolo-<br />

gia, <strong>di</strong> raccogliere informazioni fondate<br />

sui “fattori <strong>di</strong> rischio” e sui “fattori pro-<br />

tettivi” del paziente e, <strong>di</strong> pianificare l’in-<br />

tervento che ha maggiori probabilità <strong>di</strong><br />

essere efficace (Beutler e Clarkin 1990).<br />

Inoltre, l’utilizzo delle misure standar<strong>di</strong>z-<br />

zate dovrebbe inserirsi all’interno del<br />

trattamento psicologico in modo tale<br />

da fornire continuità al processo; infatti,<br />

l’assessment, la pianificazione del trat-<br />

tamento e la verifica dei processi sono<br />

da considerarsi fasi interconnesse che<br />

si influenzano tra <strong>di</strong> loro e che contribui-<br />

scono al buon esito della psicoterapia.<br />

C’è poi da sottolineare che le ricerche<br />

più complete sulla psicoterapia sono<br />

quelle che riescono a seguire il paziente<br />

con lo stesso strumento, dalla <strong>di</strong>agno-<br />

si all’esito (Monti e Acquarini, 2006; cit.<br />

in Dazzi, Lingiar<strong>di</strong> e Colli, 2006 p. 221);<br />

senza contare i vantaggi che l’utilizzo <strong>di</strong><br />

una sola misura comporta.<br />

Pertanto, grazie alle loro qualità psi-<br />

cometriche, i test psicologici appaiono<br />

funzionali nello sviluppare procedure<br />

standar<strong>di</strong>zzate e nel <strong>di</strong>fferenziare i trat-<br />

tamenti (Beutler e Berren, 1995). È così<br />

che può risultare più semplice avviare<br />

“Empirically Based Assessment Proce-<br />

dures”, identificare i processi extra<strong>di</strong>a-<br />

gnostici, ritagliare il trattamento su ogni<br />

singolo cliente, velocizzare le <strong>di</strong>nami-<br />

che e focalizzarsi specificatamente sul<br />

trattamento.<br />

Tuttavia alcuni dei test utilizzati nel-<br />

l’assessment psicopatologico non<br />

sempre sod<strong>di</strong>sfano le reali esigenze<br />

del clinico, in prima battuta perché non<br />

tengono in considerazione alcune varia-<br />

bili strettamente legate - e comuni - ai<br />

trattamenti psicologici; risultano spesso<br />

troppo onerosi per il cliente, oppure sono<br />

troppo specifici e forniscono informazio-<br />

ni parziali (test uni<strong>di</strong>mensionali); talvolta<br />

non possiedono buone proprietà psico-<br />

metriche; e raramente vengono costruiti<br />

cercando <strong>di</strong> coniugare l’esperienza cli-<br />

nica e il rigore psicometrico. Senza con-<br />

tare che molti strumenti tra i più utilizzati<br />

sono stati costruiti e validati in culture <strong>di</strong>-<br />

verse da quella italiana e perlopiù molti<br />

anni or sono. Da qui è sorta l’esigenza<br />

<strong>di</strong> costruire una nuova misura, breve e<br />

con buone proprietà psicometriche, che<br />

consideri l’esperienza clinica - in modo<br />

tale costruire un ponte tra ricerca e pra-<br />

tica (Stricker, 2006) - e che tenga conto<br />

dell’interazione delle variabili biologi-<br />

che, psicologiche, comportamentali, e<br />

sociali (modello bio-psico-sociale) (En-<br />

gel, 1977), attraverso varie <strong>di</strong>mensioni<br />

(approccio multi<strong>di</strong>mensionale), ritenute<br />

centrali per la pianificazione del tratta-<br />

mento e la verifica dell’esito terapeuti-<br />

co.<br />

Con queste premesse nasce lo<br />

Psychological Treatment Inventory (PTI;<br />

Gori, Giannini e Schuldberg, 2008) frut-<br />

to <strong>di</strong> un lavoro <strong>di</strong> ricerca che trova il suo<br />

fondamento e la sua giustificazione teo-<br />

rica nell’ambito dell’approccio eclettico-<br />

integrato (Norcross e Goldfried, 2005;<br />

Ingram, 2007) allo stu<strong>di</strong>o della psicopa-<br />

tologia. Si tratta <strong>di</strong> uno strumento self-<br />

report costruito in base ai seguenti crite-<br />

ri: 1) proprietà psicometriche adeguate<br />

(vali<strong>di</strong>tà, atten<strong>di</strong>bilità, e sensibilità al<br />

cambiamento); 2) utilizzo in fase <strong>di</strong> as-<br />

sessment, durante il trattamento e per<br />

la valutazione dell’esito; 3) facilità d’uso<br />

(somministrazione e scoring); 4) natura<br />

inter<strong>di</strong>sciplinare (Trattamento <strong>Psicologi</strong>-<br />

co, Counseling, Psicoterapia).<br />

La preferenza per il self-report è so-<br />

stenuta dal fatto che i test auto-som-<br />

ministrati sono ritenuti maggiormente<br />

flessibili ed adattabili a setting routina-<br />

ri tipici (Slade, Thornincroft e Glover,<br />

1999); sono più semplici da utilizzare<br />

e consentono un notevole risparmio <strong>di</strong><br />

tempo; permettono <strong>di</strong> eliminare fattori<br />

<strong>di</strong> <strong>di</strong>storsione legati alla presenza del-<br />

l’osservatore, nonché <strong>di</strong> accedere <strong>di</strong>ret-<br />

tamente ai vissuti e ai sentimenti della<br />

persona (Derogatis, 1983); risultano fra<br />

i più utilizzati nell’ambito <strong>di</strong> questo set-<br />

tore <strong>di</strong> ricerca.<br />

La scelta dell’utilizzo <strong>di</strong> una misura<br />

multi<strong>di</strong>mensionale risiede nel fatto che<br />

le variabili che influiscono sul benesse-<br />

re dell’in<strong>di</strong>viduo sono molteplici e quin<strong>di</strong><br />

visto che l’effetto reale <strong>di</strong> un trattamen-<br />

to sulla salute mentale può riguardare,<br />

anche in modo <strong>di</strong>somogeneo, <strong>di</strong>verse<br />

aree <strong>di</strong> funzionamento, è riconosciuta<br />

la necessità <strong>di</strong> utilizzare sistemi multi<strong>di</strong>-<br />

mensionali <strong>di</strong> valutazione. Le <strong>di</strong>mensio-<br />

ni prese in considerazione dal PTI sono:<br />

Alleanza Terapeutica, Alessitimia, Attac-<br />

camento, Auto-efficacia, Autostima, Co-<br />

ping Emotivo, Ego-Strength, Empatia,<br />

Eventi Stressanti, Funzionamento Glo-<br />

bale, Insight, Ottimismo, Orientamento<br />

Narcisistico, Sintomatologia, Sod<strong>di</strong>sfa-<br />

zione <strong>di</strong> Vita, Stili Difensivi, Supporto<br />

Sociale, e Vali<strong>di</strong>tà Sociale (Social Vali-<br />

<strong>di</strong>ty). Il test comprende anche tre scale<br />

<strong>di</strong> vali<strong>di</strong>tà utili per completare il profilo<br />

del paziente: a) Falsità; b) Incoerenza;<br />

c) Resistenza al Cambiamento.<br />

Il PTI è stato costruito attraverso un<br />

processo che ha previsto <strong>di</strong>verse fasi.<br />

Inizialmente sono stati analizzati i co-<br />

strutti più rilevanti per formulare ipotesi<br />

<strong>di</strong>agnostiche e prognostiche, ossia le va-<br />

riabili per l’assessment e la pianificazio-<br />

ne del trattamento (Beutler et al., 2004;<br />

cit. in Maurish, 2004), gli in<strong>di</strong>ci <strong>di</strong> cam-<br />

biamento terapeutico (Lambert, 2004),<br />

le variabili sulla valutazione dell’esito<br />

(Hoagwood e Jensen, 1996; Slade et<br />

al., 1999). In un secondo momento,<br />

sono stati selezionati i costrutti più rile-<br />

vanti, grazie ai quali, è stata possibile la<br />

costruzione degli item. Questi sono stati<br />

valutati all’interno <strong>di</strong> uno stu<strong>di</strong>o prototi-<br />

pico, dal quale è scaturita la scelta del<br />

formato <strong>di</strong> risposta e quella del numero<br />

finale <strong>di</strong> item. Tutto questo lavoro è stato<br />

reso possibile dalla collaborazione <strong>di</strong> un<br />

gruppo <strong>di</strong> ricerca formato da psicologi,<br />

psicoterapeuti <strong>di</strong> <strong>di</strong>versi orientamenti e<br />

psicometristi. Gli sta<strong>di</strong> attraverso i quali<br />

si è giunti alla versione definitiva del test<br />

sono stati: 1) preparazione degli item; 2)<br />

revisione (iterata) degli stessi; 3) som-<br />

ministrazione ad un campione pilota; 4)<br />

selezione degli item; 5) seconda som-<br />

ministrazione ad un campione più am-<br />

pio; 6) ulteriore selezione degli item; 7)<br />

versione finale del test.<br />

Il numero <strong>di</strong> item <strong>di</strong> ogni scala è stato<br />

scelto privilegiando l’uni<strong>di</strong>mensionalità<br />

per le scale (con un fattore sovradeter-<br />

minato). Quin<strong>di</strong>, anche in ragione della<br />

necessità <strong>di</strong> <strong>di</strong>sporre <strong>di</strong> uno strumento<br />

agile, è stato ipotizzato che un numero<br />

<strong>di</strong> variabili da 4 a 10 (a seconda della<br />

<strong>di</strong>mensione da analizzare) fosse suf-<br />

ficiente per rappresentare ogni fattore<br />

in base a criteri fattoriali e all’analisi dei<br />

costrutti teorici.<br />

Nella scelta del formato <strong>di</strong> risposta<br />

è stato adottato un formato con sca-<br />

la Likert a cinque passi (1=per niente;<br />

5=moltissimo); il punteggio alle risposte<br />

(opportunamente or<strong>di</strong>nato, in quanto<br />

l’or<strong>di</strong>ne delle domande non è sequen-<br />

ziale per scala) viene poi sommato per<br />

ciascuna <strong>di</strong>mensione e confrontato con<br />

i singoli parametri descrittivi del campio-<br />

ne normativo. La descrizione del profilo<br />

è ottenibile anche me<strong>di</strong>ante rappresen-<br />

tazione grafica - come nell’MMPI-2 (Bu-<br />

tcher et al., 1989) -.<br />

Una caratteristica particolare dello<br />

strumento è che le scale del PTI si rag-<br />

gruppano in macro-aree e questo per-<br />

mette la somministrazione parziale del<br />

test.<br />

L’area SINTOMATOLOGIA è formata<br />

dalle sottoscale: 1) Aspetti Depressivi;<br />

2) Ansia Generalizzata; 3) Ossessività<br />

e Compulsività; 4) In<strong>di</strong>ce <strong>di</strong> Somatiz-<br />

zazione; 5) Tratti Psicotici; 6) Ideazione<br />

Paranoide; 7) Problemi Alimentari; 8)<br />

Insod<strong>di</strong>sfazione Corporea; 9) Problemi<br />

Sessuali; 10) Dipendenza da Sostanze.<br />

L’area TRATTAMENTO PSICOLOGI-<br />

CO raggruppa le scale: 1) Stili Difensivi;<br />


26<br />

◄<br />

2) Attaccamento; 3) Alleanza Terapeuti-<br />

ca; 4) Insight.<br />

L’area ESPRESSIONE EMOTIVA<br />

contiene le scale: 1) Alessitimia; 2) Em-<br />

patia; 3) Coping Emotivo.<br />

L’area PROBLEMI SOCIALI raggrup-<br />

pa le scale: 1) Devianza; 2) Orientamen-<br />

to Narcisistico; 3) Vali<strong>di</strong>tà Sociale.<br />

L’area RISORSE PSICOLOGICHE<br />

è formato dalle scale: 1) Auto-efficacia;<br />

2) Autostima; 3) Ego-Strength; 4) Otti-<br />

mismo.<br />

Infine, l’area QUALITA’ DELLA VITA è<br />

composta dalle scale: 1) Funzionamen-<br />

to Globale; 2) Sod<strong>di</strong>sfazione <strong>di</strong> vita; 3)<br />

Supporto Sociale Percepito; 4) Eventi<br />

Stressanti.<br />

La possibilità <strong>di</strong> somministrare il PTI<br />

a “pacchetti” rende lo strumento estre-<br />

mamente versatile e adattabile a con-<br />

testi <strong>di</strong>versi (Counseling, Psicoterapia,<br />

screening psichiatrico, perizie giuri<strong>di</strong>-<br />

che, selezione del personale etc..) e<br />

permette la possibilità <strong>di</strong> ottenere un<br />

ampio ventaglio <strong>di</strong> informazioni in un<br />

tempo relativamente breve.<br />

La natura del test è, evidentemente,<br />

supportata da un giu<strong>di</strong>zio favorevole nei<br />

confronti dell’utilizzo degli strumenti <strong>di</strong><br />

misura durante il trattamento in quanto<br />

ritenuti preziosi mezzi per la pianifica-<br />

zione e la valutazione dell’intervento.<br />

Grazie al contributo dei test psicologici<br />

è possibile ottenere preziose informa-<br />

zioni sul cliente che possono permet-<br />

tere al clinico <strong>di</strong> adattare il trattamento<br />

ad ogni paziente scegliendo le miglio-<br />

ri evidenze <strong>di</strong>sponibili in letteratura e<br />

comprendendo fin da subito quali sono<br />

le risorse del cliente e le aree proble-<br />

matiche; è indubbio che il clinico deve<br />

essere un attento osservatore empati-<br />

co, in grado <strong>di</strong> integrare l’informazio-<br />

ne dei test all’interno del trattamento.<br />

Infatti giu<strong>di</strong>zio clinico, strumenti e pre-<br />

visione statistica dovrebbero integrarsi<br />

tra loro e fornire una visione d’insie-<br />

me, e lo psicoterapeuta-ricercatore<br />

dovrebbe essere in grado <strong>di</strong> muoversi<br />

abilmente tra l’intuizione e il dato, pro-<br />

cessare l’informazione con specifiche<br />

metodologie, scegliere la tecnica che<br />

le circostanze richiedono in modo tale<br />

da arginare l’influenza del caso nel<br />

processo <strong>di</strong> decision making, e per<br />

migliorare l’efficacia dei trattamenti,<br />

vedendo il lavoro clinico attraverso le<br />

lenti del research-informed practice<br />

(Wolfe, 2005).<br />

Approfon<strong>di</strong>menti<br />

Note<br />

Nota 1. Il DSM rappresenta una<br />

classificazione <strong>di</strong> tipo categoriale. Alcu-<br />

ni ricercatori, che sollevano l’obiezione<br />

della continuità esistente tra comporta-<br />

mento normale e patologico, sostengo-<br />

no che quest’ultimo <strong>di</strong>fferisce da quello<br />

normale solo nell’intensità o nel grado;<br />

quin<strong>di</strong>, secondo un approccio <strong>di</strong>men-<br />

sionale, che prevede un or<strong>di</strong>ne secon-<br />

do una <strong>di</strong>mensione quantitativa delle<br />

varie entità, la sud<strong>di</strong>visione in catego-<br />

rie ingenererebbe la falsa impressione<br />

che nel comportamento esista una <strong>di</strong>-<br />

scontinuità.<br />

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28 Approfon<strong>di</strong>menti Approfon<strong>di</strong>menti 29<br />

Disagio sessuale e<br />

crisi <strong>di</strong> coppia<br />

<strong>di</strong> Carla Anna Durazzi, Psicologo Psicoterapeuta,<br />

Associazione psicoanalitica per la prevenzione e la cura del<br />

<strong>di</strong>sagio psichico<br />

Nella stragrande maggioranza dei<br />

casi, la <strong>di</strong>fficoltà ad avere rapporti sessua-<br />

li sod<strong>di</strong>sfacenti non nasce da una malat-<br />

tia dell’organo, ma da una sofferenza che<br />

riguarda le emozioni vissute nel rapporto<br />

sessuale.<br />

Corpo e psiche continuamente intera-<br />

giscono e s’influenzano e non funzionano<br />

mai in modo separato l’uno dall’altro. Per<br />

questo motivo, così come una sofferen-<br />

za psicologica si fa sentire<br />

a livello <strong>di</strong> funzionamento<br />

dell’organo, così un organo<br />

sessuale malato (per cause<br />

organiche accertate) che non<br />

può quin<strong>di</strong> espletare piena-<br />

mente le sue funzioni, certa-<br />

mente genera una sofferenza<br />

psicologica. Ad esempio, in<br />

un’impotenza causata da un<br />

problema vascolare, la com-<br />

ponente del <strong>di</strong>sagio psichico<br />

è certamente importante e<br />

genera a sua volta una serie<br />

<strong>di</strong> conseguenze secondarie.<br />

La per<strong>di</strong>ta della propria<br />

capacità sessuale può esse-<br />

re avvertita come una sorta<br />

<strong>di</strong> amputazione e può sca-<br />

tenare sentimenti depressivi<br />

che richiedono <strong>di</strong> essere pre-<br />

si in seria considerazione.<br />

Se questo non viene fatto il<br />

rischio è che l'uomo senta<br />

perduta tutta la sua identità e<br />

tutta la sua capacità relazio-<br />

nale ed affettiva, non riuscen-<br />

do più a vivere nemmeno le<br />

parti <strong>di</strong> relazione possibile<br />

con la sua partner.<br />

Anche le donne possono<br />

comprendere un vissuto <strong>di</strong><br />

questo tipo se pensano, ad<br />

esempio, a quello che spes-<br />

so accade a molte <strong>di</strong> loro<br />

quando vanno in menopau-<br />

sa. Il vissuto <strong>di</strong> per<strong>di</strong>ta del-<br />

la procreatività è percepito<br />

come una per<strong>di</strong>ta globale <strong>di</strong><br />

valore e <strong>di</strong> possibilità <strong>di</strong> esse-<br />

re amate, e se non riescono ad elaborare<br />

questa per<strong>di</strong>ta si sottraggono al rapporto<br />

sessuale che è vissuto come assoluta-<br />

mente inaffrontabile.<br />

La crisi nella coppia, quando si eviden-<br />

zia a livello sessuale, segnala un proble-<br />

ma affettivo che non riesce a farsi spazio<br />

nella coscienza, che non è preso in con-<br />

siderazione, che non ha, in poche parole,<br />

altra strada per emergere se non quella<br />

fisica: ecco allora che il pene non ha l’ere-<br />

zione, la vagina si contrae e non permette<br />

la penetrazione, l’orgasmo arriva troppo<br />

presto o non arriva mai, il desiderio non si<br />

fa sentire, e così via.<br />

I cambiamenti <strong>di</strong> equilibrio affettivo al-<br />

l’interno della coppia spaventano molto<br />

perché c’è sempre la paura che <strong>di</strong>etro<br />

l’angolo ci sia una scoperta intollerabi-<br />

le: l’amore è finito, non mi ama più, non<br />

l’amo più… Insomma, la paura è che, cer-<br />

cando <strong>di</strong> capire cosa sta accadendo, si<br />

possa scoprire che è giunto il momento <strong>di</strong><br />

fare un bilancio negativo, fallimentare del-<br />

la propria relazione <strong>di</strong> coppia, un bilancio<br />

che possa decretarne la fine.<br />

La sessualità esprime affetti profon<strong>di</strong>s-<br />

simi <strong>di</strong> una persona e <strong>di</strong> una coppia. E’ un<br />

atto conoscitivo, è la capacità <strong>di</strong> entrare in<br />

un contatto profondo con<br />

l’altro e <strong>di</strong> potersi scam-<br />

biare piacere, emozioni e<br />

sentimenti. La sessualità<br />

esprime le parti più profon-<br />

de e intime <strong>di</strong> una persona<br />

ed è perciò anche il terreno<br />

su cui ci si “spoglia” <strong>di</strong> più,<br />

non solo dei vestiti. E’ ov-<br />

vio, quin<strong>di</strong>, che questo tan-<br />

to desiderato incontro con<br />

l’altro, che questa tanto<br />

desiderata fusione tempo-<br />

ranea <strong>di</strong> due, possa anche<br />

essere molto temuta e che<br />

molti dei nostri comporta-<br />

menti siano finalizzati al<br />

bisogno <strong>di</strong> proteggerci dal<br />

rischio <strong>di</strong> essere umiliati,<br />

abbandonati, sopraffatti o,<br />

ancora, dal rischio <strong>di</strong> pro-<br />

vare sentimenti <strong>di</strong> colpa o<br />

<strong>di</strong> inadeguatezza.<br />

La paura <strong>di</strong> interrogarsi<br />

sui propri sentimenti porta<br />

a voler restringere il pro-<br />

blema, accanendosi sugli<br />

organi che non funziona-<br />

no, perché questo sembra<br />

più semplice. Forse con<br />

qualche pillola tutto tornerà<br />

come prima. Ma, in fondo,<br />

gli organi stanno svolgen-<br />

do correttamente la funzio-<br />

ne <strong>di</strong> esprimere le emozio-<br />

ni autentiche e profonde<br />

della persona, risponden-<br />

do a una volontà inconscia<br />

che va compresa.<br />

I sintomi delle <strong>di</strong>fficoltà<br />

sessuali ci danno una grande occasione<br />

per entrare nel mondo interiore <strong>di</strong> una<br />

persona o <strong>di</strong> una relazione e sono proprio<br />

una chiave d’accesso per poter iniziare a<br />

capire cose che fino a quel momento non<br />

avevano potuto essere dette, ma che ora<br />

chiedono veramente <strong>di</strong> essere prese in<br />

considerazione.<br />

Spesso si possono avere sentimenti<br />

contrastanti: possiamo avere un senti-<br />

mento che va nella <strong>di</strong>rezione del desiderio<br />

e un altro che si oppone al desiderio. Può<br />

succedere che qualcosa crei una situa-<br />

zione <strong>di</strong> rancore all’interno della coppia.<br />

Nessuno dei due ha il coraggio <strong>di</strong> parlar-<br />

ne con l’altro e non si riescono ad affron-<br />

tare i problemi che hanno creato questo<br />

rancore. Questa coppia preferirebbe<br />

trovare nella sessualità che funziona un<br />

modo per salvaguardare il loro legame,<br />

per passar sopra a quel silente rancore<br />

che fa paura solo ad essere pensato. Ma<br />

il rancore si fa sentire negli organi che,<br />

da soli, esprimono il rifiuto dell’altro. Gli<br />

organi non sanno mentire ed esprimono<br />

proprio la parte silente, quella che non<br />

vorrebbe essere detta, ma che ha biso-<br />

gno d’essere affrontata. I sentimenti <strong>di</strong><br />

rancore, <strong>di</strong> sfiducia, <strong>di</strong> rabbia, <strong>di</strong> paura,<br />

<strong>di</strong> insicurezza, ecc., spaventano perché<br />

sembrano inaffrontabili. Fino a quando la<br />

<strong>di</strong>sfunzione sessuale si assume il compito<br />

<strong>di</strong> esprimerli.<br />

Quel che posso <strong>di</strong>re sulla base della<br />

mia esperienza professionale, è che, in<br />

generale, i problemi risultano più affron-<br />

tabili <strong>di</strong> quanto non si temesse prima <strong>di</strong><br />

cominciare a capirli.<br />

Si può scoprire, ad esempio, che qual-<br />

cosa si è mo<strong>di</strong>ficato nell’equilibrio <strong>di</strong> una<br />

coppia semplicemente perché le persone<br />

crescono e cambiano nel corso della vita<br />

e, a volte, non se ne accorgono e non<br />

riescono a ritrovare una sintonia. Questo<br />

non significa che la sintonia non possa<br />

più essere ritrovata, vuol <strong>di</strong>re soltanto che<br />

c’è bisogno <strong>di</strong> capirsi meglio e più pro-<br />

fondamente. Se si riesce a fare questo,<br />

l’equilibrio nuovo sarà probabilmente più<br />

forte e più ricco <strong>di</strong> com’era prima.<br />

È il caso, ad esempio, dell’arrivo <strong>di</strong> un<br />

figlio. Questo fatto comporta, abbastanza<br />

spesso, nella madre il desiderio <strong>di</strong> de<strong>di</strong>-<br />

carsi interamente al bambino e non le re-<br />

sta più tempo né desiderio per il partner.<br />

Lui, allora, può sentirsi completamente<br />

abbandonato e sprofondare nella solitu-<br />

<strong>di</strong>ne, nel sentirsi pieno <strong>di</strong> rancore per la<br />

dolorosa sensazione <strong>di</strong> non essere più<br />

importante, <strong>di</strong> non essere amato, e ma-<br />

gari sentirsi geloso del proprio figlio.<br />

Questi sentimenti, e quest’ultimo in<br />

particolare, possono essere avvertiti dal-<br />

l’uomo come ingiusti e cattivi. Possono<br />

farlo sentire colpevole, e tutto questo si<br />

trasforma in un conflitto che lo spaventa.<br />

E allora, inconsciamente, fa delle opera-<br />

zioni volte a nascondere queste emozioni<br />

anche a se stesso. Si rifugia nel lavoro,<br />

la presenza a casa è sempre minore e,<br />

improvvisamente, il conflitto si presenta<br />

sotto forma <strong>di</strong> impotenza quando la mo-<br />

glie tenta un avvicinamento.<br />

Insomma: possiamo proprio afferma-<br />

re che un pensiero può essere nascosto<br />

alla coscienza, ma non al corpo. E che gli<br />

organi non rispondono alla nostra volontà<br />

cosciente ma ai nostri bisogni inconsci.<br />

Nella psicoterapia tutti questi vissuti ri-<br />

prendono il loro posto nella coscienza,<br />

sono accessibili ad un’elaborazione e ad un<br />

confronto con il partner, e possono essere<br />

superati rendendo la coppia più forte e più<br />

capace <strong>di</strong> affrontare insieme le successive<br />

<strong>di</strong>fficoltà che nella vita incontreranno.<br />

Una buona coppia non è una coppia<br />

che non ha problemi ma è una coppia che<br />

ha imparato ad affrontarli, che ha impa-<br />

rato a ritrovare la fiducia reciproca quan-<br />

do viene occasionalmente perduta e che<br />

perfeziona sempre meglio la capacità <strong>di</strong><br />

comunicare i bisogni e i sentimenti.<br />

Ci sono anche problemi legati a conflitti<br />

profon<strong>di</strong>, a traumi infantili non elaborati e<br />

non risolti <strong>di</strong> uno dei due partner che ad<br />

un certo punto della relazione possono<br />

riemergere sotto forma <strong>di</strong> problema ses-<br />

suale.<br />

Un esempio può chiarire il concet-<br />

to: una coppia si è presentata perché il<br />

marito, sempre più spesso, aveva <strong>di</strong>ffi-<br />

coltà nell’erezione. Una prima analisi del<br />

loro rapporto ha messo in luce un certo<br />

compiacimento della moglie al riguardo.<br />

Un’analisi più approfon<strong>di</strong>ta ha permesso<br />

alla donna <strong>di</strong> capire <strong>di</strong> avere il convin-<br />

cimento che se suo marito avesse riac-<br />

quistato il suo normale funzionamento<br />

sessuale l’avrebbe lasciata per un’altra<br />

donna. Quando lei era piccola aveva assi-<br />

stito alla <strong>di</strong>sperazione della madre che era<br />

stata abbandonata dal marito per un’altra<br />

donna (e lei stessa, in quel momento,<br />

veniva abbandonata dal padre). La gran<br />

paura che anche a lei potesse accadere<br />

la stessa cosa con<strong>di</strong>zionava la sua vita <strong>di</strong><br />

adulta e, inconsciamente, l'impotenza del<br />

marito svolgeva il compito <strong>di</strong> rassicurarla<br />

sul fatto che con un’altra donna lui, così,<br />

non avrebbe potuto andare.<br />

Questo caso è interessante perché, fra<br />

l’altro, ci fa vedere che chi aveva il proble-<br />

ma (la paura <strong>di</strong> essere abbandonata) era<br />

la moglie, mentre il sintomo lo mostrava il<br />

marito. Forse il marito aveva sentito, altret-<br />

tanto inconsciamente, che la moglie aveva<br />

bisogno <strong>di</strong> essere rassicurata o, forse, si<br />

era sentito in “pericolo” nell’avvertire che la<br />

sua sessualità inquietava la moglie.<br />

Certo, qualche volta, andando ad inda-<br />

gare i sentimenti, si può scoprire davvero<br />

che la <strong>di</strong>stanza che si è creata è ormai<br />

incolmabile. Una <strong>di</strong>stanza incolmabile si<br />

crea, ad esempio, quando il patto segreto<br />

che aveva legato una coppia al suo inizio<br />

era fondato sull’insicurezza e sull’imma-<br />

turità. Col tempo può succedere che uno<br />

dei due riesca a riavviare il suo processo<br />

<strong>di</strong> crescita e <strong>di</strong> maturazione, mentre l’altro<br />

ha troppa paura e si rifiuta <strong>di</strong> seguirlo. Ma<br />

anche in questo caso si può scoprire che<br />

un aiuto è ancora possibile: quello <strong>di</strong> po-<br />

tersi separare liberi da eccessivi rancori o<br />

da eccessive paure.<br />

ASSOCIAZIONE FIORENTINA DI PSICOTERAPIA PSICOANALITICA<br />

COMPONENTE DELLA EUROPEAN FEDERATION FOR PSYCHOANALYTIC PSYCHOTHERAPY IN THE PUBLIC SECTOR (EFPP)<br />

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30 Rubriche Rubriche 31<br />

La Toscana e lo stato della<br />

salute mentale nell’infanzia e<br />

nell’adolescenza<br />

<strong>di</strong> Davide Lacangellera, Psicologo, Giornalista<br />

La tutela della Salute Mentale nei<br />

bambini e negli adolescenti riveste oggi<br />

più che mai un ruolo <strong>di</strong> primo piano. Negli<br />

ultimi anni si assiste ad un preoccupan-<br />

te aumento del <strong>di</strong>sagio psicologico e dei<br />

<strong>di</strong>sturbi psicopatologici <strong>di</strong> questa fascia<br />

<strong>di</strong> età (<strong>di</strong>sturbi dell’appren<strong>di</strong>mento 5-6%,<br />

<strong>di</strong>sturbi severi del comportamento 1,6%,<br />

depressione e <strong>di</strong>sturbi da ansia 8%, ano-<br />

ressia e bulimia 2-3%). La <strong>di</strong>mensione<br />

del problema della<br />

sofferenza psicologica<br />

nell’infanzia e adole-<br />

scenza, oltre ai segnali<br />

<strong>di</strong> preoccupazione che<br />

le istituzioni, il sistema<br />

massme<strong>di</strong>atico e le co-<br />

munità sociali lanciano<br />

con sempre maggiore<br />

frequenza, è evidenzia-<br />

ta da alcuni dati recenti<br />

che in<strong>di</strong>cano come la<br />

popolazione infantile<br />

ed adolescenziale in<br />

carico congiuntamente<br />

ai Servizi <strong>di</strong> Neuropsi-<br />

chiatria infantile ed ai<br />

Servizi Sociali dal 9%<br />

del 2000 ha raggiunto<br />

nel 2004 in alcuni terri-<br />

tori l’11% della popola-<br />

zione al <strong>di</strong> sotto dei 18<br />

anni.<br />

Questo dato significa che più <strong>di</strong> un mi-<br />

nore su 10 si può trovare in una qualche<br />

situazione <strong>di</strong> <strong>di</strong>fficoltà esistenziale, <strong>di</strong> de-<br />

privazione sociale ed affettiva o <strong>di</strong> vera e<br />

propria sofferenza psichica. Le politiche<br />

per la salute mentale del bambino e del-<br />

l’adolescente devono prioritariamente<br />

orientarsi verso gli aspetti <strong>di</strong> prevenzio-<br />

ne, <strong>di</strong>agnosi precoce, cura e presa in<br />

carico in<strong>di</strong>rizzandosi alla specificità delle<br />

<strong>di</strong>verse fasce <strong>di</strong> età. Uno degli interventi<br />

possibili riguarda il supporto alla genito-<br />

rialità, il contrasto delle con<strong>di</strong>zioni <strong>di</strong> ri-<br />

schio psico-sociale ed il potenziamento<br />

dei fattori protettivi in<strong>di</strong>viduali, familiari e<br />

del contesto sociale. Intanto le proiezioni<br />

dell´Organizzazione Mon<strong>di</strong>ale della Sani-<br />

tà (OMS) per il 2020 sono preoccupanti: il<br />

carico <strong>di</strong> <strong>di</strong>sabilità legato ai <strong>di</strong>sturbi men-<br />

tali nei giovani è destinato ad aumentare.<br />

Nel 2020 un ragazzo su cinque con <strong>di</strong>-<br />

sturbi mentali.<br />

Sempre secondo l’Oms la depressione<br />

potrebbe <strong>di</strong>ventare la seconda causa <strong>di</strong><br />

<strong>di</strong>sabilità fra tutte le con<strong>di</strong>zioni morbose.<br />

Alto il rischio <strong>di</strong> sviluppare malattie psi-<br />

chiatriche in età adulta per chi ha avuto<br />

problemi neuropsichiatrici in età evoluti-<br />

va. Oltre il 20% dei soggetti in età evo-<br />

lutiva soffrirebbe <strong>di</strong> una qualche forma <strong>di</strong><br />

<strong>di</strong>sturbo mentale, il suici<strong>di</strong>o la terza causa<br />

<strong>di</strong> morte in età adolescenziale; parallela-<br />

mente si assisterebbe a un grande au-<br />

mento dei <strong>di</strong>sturbi della condotta correlati<br />

a situazioni come <strong>di</strong>pendenza da sostan-<br />

ze, problemi relazionali, malattie, povertà.<br />

Ben 5 patologie psichiatriche sono tra le<br />

prime 30 cause <strong>di</strong> mortalità prematura e <strong>di</strong><br />

<strong>di</strong>sabilità nel mondo. In Italia una ricerca<br />

condotta nel 2002 intitolata “Prisma, Pro-<br />

getto italiano salute mentale adolescenti”,<br />

su pre-adolescenti tra i 10 e i 14 anni,<br />

aveva messo in luce che il 9,1% del cam-<br />

pione era affetto da un <strong>di</strong>sturbo psichico,<br />

cioè da almeno uno <strong>di</strong> quelli rientranti nel-<br />

la classificazione del Manuale <strong>di</strong>agnosti-<br />

co e statistico dei <strong>di</strong>sturbi mentali (DSM).<br />

In particolare, oltre il 7% soffriva <strong>di</strong> ansia,<br />

<strong>di</strong> questi il 5% era rappresentato da un<br />

<strong>di</strong>sturbo ossessivo-compulsivo, il 12% da<br />

<strong>di</strong>sturbo post traumatico da stress, il 9,1%<br />

da agorafobia (la paura degli ambien-<br />

ti ampi), il 9,5% da “fobie sociali”. Meno<br />

dell´1% soffriva <strong>di</strong> <strong>di</strong>sturbo depressivo;<br />

meno del 2% <strong>di</strong> Adhd (sindrome da defi-<br />

cit <strong>di</strong> attenzione e iperattività); circa l´1%<br />

presenta un <strong>di</strong>sturbo della condotta.<br />

“Il problema della Salute Mentale nel-<br />

l’infanzia e nell’adolescenza necessita <strong>di</strong><br />

una attenta riflessione - ci ha <strong>di</strong>chiarato<br />

Galileo Gui<strong>di</strong> Responsabile Settore Salu-<br />

te Mentale Regione Toscana - anche in<br />

Toscana i dati in<strong>di</strong>cano un trend in cre-<br />

scita del numero <strong>di</strong> ricoveri per patologie<br />

psichiatriche, sono<br />

convinto che per ga-<br />

rantire e promuovere<br />

la Salute Mentale nel-<br />

l’infanzia e nell’ado-<br />

lescenza sia neces-<br />

sario che organismi<br />

<strong>di</strong>versi lavorino insie-<br />

me e su obiettivi co-<br />

muni con una vera e<br />

propria cultura del la-<br />

voro comune. L’OMS<br />

in<strong>di</strong>ca l’uso eccessi-<br />

vo <strong>di</strong> alcol, droghe e<br />

fenomeno delle vio-<br />

lenze, come fattori<br />

determinanti la salute<br />

mentale degli ado-<br />

lescenti, credo che<br />

non sia pensabile che<br />

chi si occupa <strong>di</strong> alcol,<br />

droghe, sia separato<br />

da chi si occupa <strong>di</strong> salute mentale, per-<br />

tanto ritengo sia strategico integrare i vari<br />

organismi senza pensare né a tagli né a<br />

esigenze <strong>di</strong> risorse aggiuntive. In questo<br />

modo - ha concluso Gui<strong>di</strong> - si stimolereb-<br />

be una cultura comuneche permettereb-<br />

be in modo più efficace, prima <strong>di</strong> cogliere<br />

e <strong>di</strong>ffondere conoscenze, e contempora-<br />

neamente, attraverso la formazione <strong>di</strong> reti<br />

<strong>di</strong> avvistamento del pericolo, intercettare<br />

quei casi a rischio, che tendono a <strong>di</strong>ven-<br />

tare patologia”.<br />

Anche l´Osservatorio epidemiologico<br />

regionale dell’Emilia Romagna evidenzia<br />

la situazione preoccupante: 8 su 10mila<br />

minori <strong>di</strong> età compresa tra 13 e 18 anni<br />

accedono ai servizi <strong>di</strong> urgenza. Le cau-<br />

se sono <strong>di</strong>sturbi della condotta, tentati<br />

suici<strong>di</strong>, sindromi deliranti, depressione<br />

grave e uso <strong>di</strong> alcol e droghe. Le princi-<br />

pali situazioni <strong>di</strong> emergenza, specie per<br />

l´età adolescenziale, sono psicosi e stati<br />

<strong>di</strong> grave agitazione causati anche da so-<br />

stanze, tentato suici<strong>di</strong>o e gravi alterazioni<br />

dell´umore, abusi e maltrattamenti, Adhd,<br />

<strong>di</strong>sturbi del comportamento alimentare.<br />

A proposito <strong>di</strong> questi ultimi, alcuni stu-<br />

<strong>di</strong> evidenziano che anoressia, bulimia e<br />

quadri patologici correlati rappresentano<br />

la malattia psichiatrica <strong>di</strong> cui si muore <strong>di</strong><br />

più oggi nel mondo, sia per sofferenze in-<br />

terne dell’organismo sia per suici<strong>di</strong>o.<br />

In quest’ottica - secondo Oreste Giur-<br />

lani Presidente Uncem Toscana - soprat-<br />

tutto nelle popolazioni più <strong>di</strong>sagiate, come<br />

quelle montane, va rafforzata l’offerta pub-<br />

blica <strong>di</strong> luoghi e persone in grado <strong>di</strong> acco-<br />

gliere e prendere in carico in modo olistico<br />

casi con problematiche più pesanti, anche<br />

nell’arco dell’infanzia , dell’adolescenza,<br />

come bambini con <strong>di</strong>sturbi pervasivi dello<br />

sviluppo, ragazzi con gravi depressioni,<br />

anoressia mentale ed abuso. I servizi sa-<br />

nitari nel loro complesso devono essere<br />

maggiormente coinvolti e integrati con i<br />

Dipartimenti <strong>di</strong> Salute Mentale, dei servi-<br />

zi <strong>di</strong> contrasto alle tossico<strong>di</strong>pendenze e<br />

con la rete dei me<strong>di</strong>ci <strong>di</strong> base. L’Uncem<br />

Toscana intanto - ha continuato Giurlani<br />

- ha iniziato uno stu<strong>di</strong>o-intervento trienna-<br />

le sul fenomeno dei Suici<strong>di</strong>, correlato al-<br />

l’uso problematico <strong>di</strong> alcol e violenza sulle<br />

donne e i minori, in alcune aree montane<br />

della Toscana che ha come obiettivo quel-<br />

lo <strong>di</strong> ridurre, nel triennio <strong>di</strong> sperimentazio-<br />

ne, del 10% il tasso <strong>di</strong> suici<strong>di</strong> e quin<strong>di</strong> <strong>di</strong><br />

creare un modello permanente <strong>di</strong> intercet-<br />

tazione, prevenzione e cura <strong>di</strong> quei casi<br />

a rischio o patologici. Entro metà giugno<br />

- ha concluso Giurlani - con l’Assessore<br />

regionale alle Politiche Sociali Gianni Sal-<br />

vadori e l’Assessore regionale Diritto alla<br />

Salute Enrico Rossi passeremo alla firma<br />

ufficiale del protocollo che ci avvierà in<br />

questo progetto tanto ambizioso quanto<br />

necessario”.<br />

Centro Stu<strong>di</strong> <strong>di</strong> Terapia della Gestalt<br />

“Ogni volta che accade qualcosa <strong>di</strong> reale,<br />

questo mi commuove profondamente” F. Perls<br />

- Corso <strong>di</strong> Specializzazione in Psicoterapia riconosciuto dal MIUR con D.M.<br />

del 21 maggio 2001 pubblicato sulla G.U. del 5 giugno 2001.<br />

- Corso <strong>di</strong> Counseling ad Orientamento Gestaltico<br />

- Master in terapia <strong>di</strong> coppia, <strong>di</strong>pendenze, <strong>di</strong>sturbi alimentari, mondo<br />

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Via Mercadante,8 - 20124 Tel. 29408785<br />

Sede <strong>di</strong> Siena:<br />

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e-mail : segreteria@cstg.it sito web: www.psicoterapia.it/cstg<br />

<strong>Psicologi</strong>a e <strong>di</strong>ntorni:<br />

congressi e convegni 2008<br />

a cura <strong>di</strong> Tommaso Valleri<br />

con la collaborazione <strong>di</strong> Cinzia Colzi, Beatrice Maiani, Francesca Tesi<br />

ITALIA<br />

VIII Conferenza Europea IUHPE<br />

sulla promozione e l’educazione<br />

alla salute<br />

Torino, 9 settembre 2008<br />

info:www.cipespiemonte.it/promozionesalute/ps2_2008.PDF<br />

XIV Congresso Nazionale sezione <strong>di</strong><br />

psicologia sperimentale<br />

Padova, 18-20 settembre 2008<br />

info: http://aip08.psy.unipd.it/sperimentale/<br />

IX Convegno Internazionale<br />

“Imparare: questo è il problema.<br />

Dislessia e scuola”<br />

San Marino, 19-20 settembre 2008<br />

info: www.unirsm.sm/imparare/<br />

I Convegno Nazionale <strong>di</strong> psicologia<br />

giuri<strong>di</strong>ca<br />

Bari, 25-27 settembre 2008<br />

info: psicologiagiuri<strong>di</strong>ca@psico.uniba.it<br />

XIV Congresso Nazionale A.M.I.S.I.:<br />

“La metamorfosi della psicoterapia<br />

ipnotica”<br />

Milano, 25-27 settembre 2008<br />

info: amisi@virgilio.it<br />

VII Convegno Nazionale società<br />

italiana <strong>di</strong> psicologia <strong>di</strong> comunità<br />

Firenze, 25-27 settembre 2008<br />

info: info@comunica-online.com<br />

La salute come responsabilità sociale<br />

con<strong>di</strong>visa<br />

Rovigo, 1-4 ottobre 2008<br />

info: segreteriaorganizzativa@healthpromotion.org<br />

La personalità anoressica – Società<br />

Italiana <strong>di</strong> Psicoterapia Integrata<br />

Napoli, 16-18 ottobre 2008<br />

info: sipi@sipintegrazioni.it<br />

XXII Congresso Nazionale SIC<br />

Società Italiana <strong>di</strong> Criminologia<br />

San Marino, 23-25 ottobre 2008<br />

info:http://www.criminologiaitaliana.it<br />

XIV Congresso Nazionale:<br />

“Tempo, spazio, terapia cognitiva:<br />

sviluppo e cornici contestuali”<br />

Cagliari, 24-26 ottobre 2008<br />

info: class.service@mbox.netway.it<br />

I Convegno Rete Nuove Dipendenze:<br />

“Dipendenze senza sostanza,<br />

prevenzione e terapia”<br />

Firenze, 8 novembre 2008<br />

info: info@seamind.it<br />

I Congresso Internazionale:<br />

“Il corpo da 1 a 6 anni”<br />

Milano, 27-29 novembre 2008<br />

info: isfca2008@mzcongressi.com<br />

ESTERO<br />

European Society of Criminology<br />

8th Annual Conference<br />

E<strong>di</strong>nburgh (Regno Unito)<br />

3-5 settembre 2008<br />

info: eurocrim2008@ed.ac.uk<br />

38th Annual Congress of EABCT<br />

Helsinki (Finlan<strong>di</strong>a)<br />

10-13 settembre 2008<br />

http://www.eabct2008.org<br />

Fifth World Conference on the Promotion<br />

of Mental Health and Prevention of<br />

Mental and Behavioral Disorders<br />

Melbourne (Australia)<br />

10-12 settembre 2008<br />

info: www.margins2mainstream.com<br />

2008 Australian Psychological Society<br />

Conference<br />

Hobart (Australia)<br />

23-27 settembre 2008<br />

info: www.apsconference.com.au<br />

8th Conference of the European Academy<br />

of Occupational Health Psychology<br />

Valencia (Spagna)<br />

12-14 novembre 2008<br />

info: www.ea-ohp.org/Conferences


32 Rubriche Rubriche 33<br />

Chie<strong>di</strong> all’esperto<br />

La <strong>di</strong>pendenza da<br />

pornografia<br />

risponde Manuele Matera,<br />

Psicologo<br />

Ho letto l'articolo sul Corriere<br />

della Sera e poi ho navigato il vostro<br />

sito (www.retenuove<strong>di</strong>pendenze.<br />

it,n.d.r.). L'articolo sulla <strong>di</strong>pedenza<br />

da pornografia <strong>di</strong> quel ragazzo <strong>di</strong><br />

Livorno si adatta perfettamente<br />

a me. A 60 anni, età in cui dovrei<br />

accettare il ruolo <strong>di</strong> nonno, mi<br />

ritrovo a fare uso giornaliero e<br />

sempre piu intenso <strong>di</strong> pornografia<br />

con autoerotismo. Domanda: a<br />

questa età è possibile uscire da una<br />

situazione del genere?<br />

ANGELO, 60 anni<br />

Caro Angelo, quella che tu chiami “situazione<br />

del genere” è una con<strong>di</strong>zione<br />

ben definita, determinata da pensieri ricorrenti<br />

che trovano una risoluzione nell’agire<br />

schemi sempre uguali (ricercare<br />

materiale pornografico e atti <strong>di</strong> autoerotismo).<br />

Tutto questo può essere considerato<br />

<strong>di</strong>pendenza quando compare<br />

l’impossibilità <strong>di</strong> interrompere i comportamenti<br />

problematici o la persistenza dei<br />

pensieri relativi all’aspetto problematico<br />

(in questo caso la pornografia) che possono<br />

comparire in qualsiasi momento<br />

della giornata e spesso non svaniscono<br />

con la stessa velocità con la quale si<br />

sono presentati. Affrontare i problemi<br />

<strong>di</strong> <strong>di</strong>pendenza, <strong>di</strong> qualsiasi <strong>di</strong>pendenza<br />

si tratti (<strong>di</strong>pendenza da alcool o da altre<br />

sostanze psicoattive, <strong>di</strong>pendenza dal<br />

gioco d’azzardo, porno<strong>di</strong>pendenza, ecc.)<br />

implica comprendere e lavorare soprattutto<br />

sugli elementi sottostanti al problema,<br />

che spesso sono riconducibili ad<br />

aspetti variabili per ogni persona e che<br />

possono riguardare elementi <strong>di</strong> ansia,<br />

depressione, od altro ancora. Inoltre, a<br />

seguito dell'instauratosi problema <strong>di</strong> <strong>di</strong>pendenza<br />

compaiono sofferenze <strong>di</strong> tipo<br />

secondario quali senso <strong>di</strong> colpa e caduta<br />

dell’autostima.<br />

Utilizzando una metafora possiamo<br />

considerare il problema <strong>di</strong> <strong>di</strong>pedendenza<br />

come il tetto <strong>di</strong> una casa che pende<br />

da una parte; potremmo pensare <strong>di</strong> cercare<br />

<strong>di</strong> comprendere come mai il tetto<br />

pende, casomai arrivando a smantellare<br />

il tetto e tentare <strong>di</strong> costruirne uno migliore,<br />

con il rischio <strong>di</strong> ritrovarsi con un<br />

tetto nuovo, ma che comunque continua<br />

a pendere. Soltanto andando a stu<strong>di</strong>are<br />

cosa ci sia che non va nelle fondamenta<br />

(gli aspetti <strong>di</strong> ansia ed altro <strong>di</strong> cui parlavamo)<br />

avremo una buona possibilità <strong>di</strong><br />

ritrovarsi, alla fine e come conseguenza,<br />

un tetto che ci piace.<br />

Premesso tutto questo, caro Angelo,<br />

risolvere un problema <strong>di</strong> <strong>di</strong>pendenza è<br />

sempre possibile: a volte da soli, altre<br />

volte con l’aiuto <strong>di</strong> un professionista che<br />

sappia affrontare insieme a te questo<br />

problema. Per tale scopo spesso l’esperienza<br />

<strong>di</strong> vita può essere <strong>di</strong> grande aiuto<br />

e rappresentare un prezioso bagaglio<br />

sul quale fare affidamento. In bocca al<br />

lupo e conto <strong>di</strong> avere in futuro buone notizie<br />

da parte tua.<br />

La <strong>di</strong>pendenza da<br />

internet<br />

risponde Rosa Mininno,<br />

Psicologo Psicoterapeuta<br />

l'autonomia, non la <strong>di</strong>pendenza.<br />

Apparentemente internet sembra facilitare<br />

il contatto sociale tra le persone.<br />

Nella vita reale si può essere soli, molto<br />

soli e su internet, nelle chat, nei forum,<br />

sui blog invece conosciutissimi e pieni<br />

<strong>di</strong> “amici”. Ho volutamente<br />

?<br />

virgolettato il<br />

termine “amici” perché le relazioni amicali<br />

e amorose sono complesse ed implicano<br />

quella fisicità che internet elude<br />

ed elide.<br />

Magari possono anche nascere delle<br />

relazioni affettive che si traducono poi<br />

nella realtà in rapporti stabili. Ma non è<br />

il suo caso. Cosa si aspettava da questa<br />

relazione virtuale? Cosa ha rappresentato<br />

e rappresenta per lei quel messaggio<br />

?<br />

?<br />

<strong>di</strong> quell’uomo che non ha mai conosciuto<br />

Sono <strong>di</strong>pendente dai messaggi via<br />

internet (con l'utilizzo <strong>di</strong> messenger)<br />

mandati prima tutti giorni e poi<br />

spora<strong>di</strong>camennte (ahimé) da un<br />

ragazzo conosciuto in chat mai visto<br />

personalmente, ma per cui provo<br />

emozioni e pensieri ossessivi che<br />

scambio per amore :-( Aiuto!<br />

CECILIA, 39 anni<br />

Salve Cecilia, nella sua breve eMail<br />

non ci sono riferimenti alla sua vita affettiva<br />

e relazionale, alla sua vita reale<br />

intendo <strong>di</strong>re, quella offline. La <strong>di</strong>pendenza<br />

da relazioni virtuali si riferisce al<br />

bisogno <strong>di</strong> instaurare relazioni amicali o<br />

amorose con persone incontrate online.<br />

Lo stesso tipo <strong>di</strong> <strong>di</strong>sturbo si può manifestare<br />

nella realtà offline e viene definito<br />

<strong>di</strong>pendenza affettiva o love ad<strong>di</strong>ction.<br />

Nella sua eMail lei stessa definisce<br />

il suo comportamento una <strong>di</strong>pendenza<br />

e <strong>di</strong>ce <strong>di</strong> scambiare per amore ciò che<br />

prova, <strong>di</strong>ce <strong>di</strong> avere “pensieri ossessivi”;<br />

consapevole, a quanto sembra, dell’inadeguatezza<br />

della sua situazione personale.<br />

Ci chiede un aiuto: non si isoli,<br />

chieda un appuntamento ad uno psicologo<br />

o ad uno psicoterapeuta, non fugga<br />

da sé stessa e dalla realtà. Inizi un<br />

percorso terapeutico: l’obiettivo ultimo è<br />

personalmente, ma con il quale ha avuto<br />

uno scambio <strong>di</strong> intimità seppur virtuale?<br />

Cosa c’è o non c’è nella sua vita e chi<br />

c’è o è assente nella sua vita? E come<br />

è presente o assente nella sua vita ? E<br />

lei cosa sta realizzando per sé stessa in<br />

questo momento? Affronti le sue paure<br />

e cambi il suo modo <strong>di</strong> porsi in relazione<br />

con sé stessa, con i suoi pensieri, con i<br />

suoi affetti, con le sue emozioni, con la<br />

sua <strong>di</strong>mensione fisica e sessuale <strong>di</strong> donna.<br />

Attraverso la psicoterapia potrà porsi<br />

<strong>di</strong>versi interrogativi e cercare e trovare<br />

risposte adeguate, darsi degli obiettivi<br />

da raggiungere, potrà sviluppare abilità<br />

personali e buone capacità comunicative<br />

ed acquisire un buon livello <strong>di</strong> autostima,<br />

necessario per relazionarsi e confrontarsi<br />

con un “tu” positivamente. Un<br />

saluto cor<strong>di</strong>ale.<br />

La <strong>di</strong>pendenza<br />

affettiva<br />

risponde Stefania Tedal<strong>di</strong>,<br />

Psicologo Psicoterapeuta<br />

Gentilissimo dottore, vorrei per<br />

favore che mi aiutasse riguardo un<br />

problema molto grosso: ho una figlia<br />

<strong>di</strong> 15 anni allevata con molto amore,<br />

<strong>di</strong>alogo e anche permessività. Ho<br />

scoperto con dolore che sotto<br />

l’incoraggiamento del suo ragazzino<br />

<strong>di</strong>ciassettenne, ha rubato in casa i<br />

miei gioelli, molti, per darli a lui e poi<br />

ho scoperto ancora più spaventata<br />

che sempre indotta dal ragazzo era<br />

entrata in un giro <strong>di</strong> prostituzione<br />

anche con uomini gran<strong>di</strong> girando<br />

filmini ed altro. Quello che sconcerta<br />

è che lei sembrava aver capito<br />

la gravità dei fatti: minacciava il<br />

suici<strong>di</strong>o, poi non voleva mangiare,<br />

noi genitori avremmo voluto<br />

denunciare ma, per paura che non<br />

reggesse, abbiamo accettato il suo<br />

rifiuto a farlo con la promessa <strong>di</strong> non<br />

rivederlo più. Ora invece abbiamo<br />

capito che non ha preso coscienza<br />

<strong>di</strong> niente e vuole rimettersi con lui<br />

promettendo <strong>di</strong> non fare più quello<br />

che ha fatto precedentemente.<br />

Abbiamo paura perché anche se lo<br />

proibiamo lo farà lo stesso giacchè<br />

è così bugiarda.<br />

Per favore cosa dobbiamo fare?<br />

Abbiamo anche consultato una<br />

psicologa lei va ma ve<strong>di</strong>amo che è<br />

più per tenerci buoni. In attesa <strong>di</strong><br />

una sua risposta la saluto.<br />

MARIA, 45 anni<br />

Cara Maria, la situazione <strong>di</strong> profondo<br />

<strong>di</strong>sagio che state vivendo in famiglia può<br />

mo<strong>di</strong>ficarsi in positivo solo se vi è un<br />

profondo impegno da parte <strong>di</strong> tutti. Posso<br />

darti qualche consiglio che, se messo<br />

in pratica,dovrebbe aiutarti ad uscire da<br />

XIV CONGRESSO NAZIONALE AMISI<br />

La metamorfosi della Psicoterapia Ipnotica<br />

L’evoluzione continua<br />

25 -26-27 settembre 2008<br />

Milano, Università Cattolica Sacro Cuore<br />

Presidente Onorario prof. Marcello Cesa-Bianchi<br />

questa realtà <strong>di</strong>struttiva e degradante,<br />

non solo per quanto riguarda voi genitori<br />

ma anche per tua figlia stessa.<br />

Da quanto mi scrivi la ragazza sembra<br />

manifestare un problema <strong>di</strong> <strong>di</strong>pendenza<br />

affettiva, quello che gli americani chiamano<br />

love ad<strong>di</strong>ction. Secondo le ultime<br />

statistiche questa <strong>di</strong>pendenza colpisce<br />

maggiormente il sesso femminile e la<br />

causa principale è la scarsa considerazione<br />

che si ha <strong>di</strong> se stessi. Si idealizza<br />

una persona (normalmente dell’altro<br />

sesso) che risponde a certe caratteristiche<br />

ritenute affascinanti. L’idealizzazione<br />

è nutrita dalla speranza <strong>di</strong> mo<strong>di</strong>ficare<br />

la propria immagine negativa proprio attraverso<br />

la costruzione <strong>di</strong> una relazione<br />

amorosa con questo “qualcuno” che riteniamo<br />

superiore.<br />

In un secondo momento, pur <strong>di</strong> mantenere<br />

questo legame, si è <strong>di</strong>sposti a<br />

fare qualunque cosa; infatti l’idea della<br />

per<strong>di</strong>ta dell’oggetto d’amore è inaccettabile<br />

perché genera una sensazione <strong>di</strong><br />

morte e <strong>di</strong>sperazione. In realtà la persona<br />

<strong>di</strong>pendente non si rende conto che è<br />

proprio il suo comportamento debole e<br />

sottomesso a <strong>di</strong>struggere la poca stima<br />

che si possiede ed mina lentamente la<br />

volontà decisionale. Più si accettano<br />

comportamenti degradanti più ci si degrada<br />

e più ci si sente una nullità; più<br />

ci si percepisce come una nullità, più si<br />

manifestano comportamenti degradanti.<br />

E’ una spirale <strong>di</strong>fficile da sbloccare. Il<br />

soggetto <strong>di</strong>pendente non si rende conto<br />

che si chiude in una gabbia che non solo<br />

si auto-alimenta, ma immobilizza completamente<br />

ogni elemento costruttivo<br />

della propria personalità. Chi vive questa<br />

con<strong>di</strong>zione regre<strong>di</strong>sce ad uno sta<strong>di</strong>o<br />

<strong>di</strong> totale mancanza <strong>di</strong> <strong>di</strong>gnità, sentendosi<br />

indegno e paralizzato.<br />

Per tua figlia, comunque, è fondamentale<br />

fare una psicoterapia che accresca<br />

la sua stima e considerazione e<br />

che la stessa partecipi attivamente alle<br />

sedute. Per quanto riguada voi genitori<br />

sarebbero utili dei colloqui <strong>di</strong> sostegno.<br />

Infine è necessario interpellare i Servizi<br />

Sociali perché tua figlia è minorenne e<br />

va protetta da chi vuole abusare <strong>di</strong> lei.<br />

Se hai ancora dei dubbi puoi scrivermi<br />

<strong>di</strong> nuovo.<br />

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34<br />

Rubriche<br />

Cinema e <strong>Psicologi</strong>a<br />

Zo<strong>di</strong>ac<br />

Questo pregevole film <strong>di</strong> Fincher, intera-<br />

mente girato in <strong>di</strong>gitale, si cala in una sto-<br />

ria <strong>di</strong> omici<strong>di</strong> avvenuti nel 1969 nell’area <strong>di</strong><br />

San Francisco, negli Stati Uniti, per opera <strong>di</strong><br />

un serial killer soprannominatosi Zo<strong>di</strong>ac. Il<br />

soprannome si riferisce allo Zo<strong>di</strong>aco, il noto<br />

sistema <strong>di</strong> segni astrali. Il simbolo dei suoi<br />

scritti era infatti composto da un cerchio con<br />

una croce sopra, forse a significare un em-<br />

blema astrale sconosciuto, ma dal cui influs-<br />

so non poteva sfuggire? L’assassino agiva<br />

mantenendosi in corrispondenza con la po-<br />

lizia, lo faceva attraverso lettere in<strong>di</strong>rizzate<br />

alla redazione del San Francisco Chronicle.<br />

Zo<strong>di</strong>ac era un personaggio psicopatico<br />

che amava comunicare con le forze dell’or-<br />

<strong>di</strong>ne in una modalità criptografica, enigmati-<br />

ca, in gran parte oscura, trovando anche in<br />

questo modo <strong>di</strong> agire un punto <strong>di</strong> go<strong>di</strong>men-<br />

to; era un uomo considerato dagli psichiatri<br />

intelligente e scaltro, che pur avendo com-<br />

messo otto delitti e sospettato anche <strong>di</strong> altri<br />

successivi omici<strong>di</strong> non verrà mai preso.<br />

La pellicola prende in considerazione un<br />

arco <strong>di</strong> tempo molto lungo che partendo dal<br />

‘68 arriva sino agli inizi degli anni ‘90.<br />

L’andamento narrativo del film è in sti-<br />

le inchiesta e nonostante la necessità per<br />

Fincher <strong>di</strong> rimanere fedele ai fatti noti, tipica<br />

<strong>di</strong> questo genere, e quin<strong>di</strong> nonostante l’im-<br />

possibilità per lui <strong>di</strong> costruire a tavolino, con<br />

una certa perfezione formale, sequenze <strong>di</strong><br />

suspense legate in qualche modo a un fi-<br />

nale a sorpresa, il suo film mostra lo stesso<br />

situazioni visive <strong>di</strong> alto livello <strong>di</strong> tensione,<br />

degne dei migliori thriller.<br />

<strong>di</strong> Biagio Giordano<br />

È risaputo come il cinema sia spesso in-<br />

tenzionato a dare al male che rappresenta<br />

nei suoi racconti filmici un certo significato.<br />

Esso a volte è <strong>di</strong>retto, essenziale ed espres-<br />

so con una certa precisione, visivamente<br />

chiaro, e a volte viene invece formulato con<br />

curiose congetture, ad esempio quando si<br />

sofferma sui nessi causali degli eventi del-<br />

la storia biografica e psicologica che ha<br />

per protagonista l’autore del male, tutto ciò<br />

sembra finalizzato a far capire allo spettato-<br />

re alcuni semplici e schematici sensi logici<br />

costituenti la struttura del male.<br />

Nella realtà le cose sono molto più com-<br />

plesse perché sovente non si riesce a trova-<br />

re il senso o la causa <strong>di</strong> un’azione malvagia<br />

o criminosa, pur trovandoci <strong>di</strong> fronte ad azio-<br />

ni facilmente spiegabili e ben interpretabili<br />

fin nel profondo, qualcosa sembra <strong>di</strong>rci che<br />

l’ignoto rimane ancora <strong>di</strong> un’ampiezza in<strong>di</strong>-<br />

cibile. Come d’altra parte numerose sono<br />

anche le condotte negative prive da subito<br />

<strong>di</strong> un senso logico e quin<strong>di</strong> <strong>di</strong> un movente,<br />

banali, fuori da ogni logica sociologica o<br />

psicologica, lontane da ogni patologia rico-<br />

nosciuta. A proposito anche la psicanalisi,<br />

dopo un lungo lavoro analitico, in numerosi<br />

casi può solo rendere evidente il moto pul-<br />

sionale del male ma non intenderne le cau-<br />

se perché il desiderio, <strong>di</strong>ventando tutt’uno<br />

con il male, non lascia capire le sue origini,<br />

e quin<strong>di</strong> può solo mostrare la <strong>di</strong>namica del<br />

suo movimento temporale, movimento su<br />

cui l’analista cerca <strong>di</strong> intervenire in uno dei<br />

momenti più opportuni dell’analisi per con<strong>di</strong>-<br />

zionarne l’andamento sintomatico.<br />

Questa caratteristica del cinema nei ri-<br />

guar<strong>di</strong> del male è forse uno degli aspetti<br />

etici che più lo rendono popolare. Resta da<br />

chiedersi quanto la ricerca cinematografica<br />

intorno al significato del male sia dovuta alle<br />

intenzioni dei registi e quanto invece dettato<br />

da banali esigenze <strong>di</strong> mercato e istituzionali.<br />

Bisogna, infatti, considerare come nell’arte<br />

cinematografica l’autore non sempre sia li-<br />

bero <strong>di</strong> stendere una propria sceneggiatura<br />

originale e quando questa libertà viene a<br />

mancare la sua narrazione ne risente, ap-<br />

pare molto con<strong>di</strong>zionata e un po’ schizoide.<br />

Il cinema quin<strong>di</strong> sembra vincolato alle istitu-<br />

zioni, molto più <strong>di</strong> quanto lo sia il Teatro.<br />

Il cinema è un’arte visiva complessa,<br />

che a volte risente <strong>di</strong> compromessi fatti con<br />

le istituzioni e il mercato, inoltre sovente è<br />

presa tra censure e preoccupazioni peda-<br />

gogiche, invasa, in modo violento dai voleri<br />

<strong>di</strong> chi in qualche modo resta responsabile<br />

delle istituzioni politiche e religiose. Ciò è<br />

spiegabile proprio per il fatto stesso che il<br />

film, a <strong>di</strong>fferenza del libro e del teatro, può<br />

toccare miliar<strong>di</strong> <strong>di</strong> persone e influenzare<br />

con i meccanismi che lo costituiscono, quali<br />

l’identificazione e la proiezione, aspetti po-<br />

polari molto vasti della vita sociale, cultura-<br />

le, ideologica e religiosa <strong>di</strong> un paese.<br />

Fincher però con questo film sfugge un<br />

po’ a questa regola abitu<strong>di</strong>naria o coatta che<br />

ruota intorno ai con<strong>di</strong>zionamenti esterni, e<br />

grazie a un’impostazione narrativa a forma<br />

<strong>di</strong> documento riesce a <strong>di</strong>re quello che effet-<br />

tivamente pensa sui famosi eventi criminosi<br />

del ’69. Lo fa senza interpretare, e riuscendo<br />

a ravvivare, come solo lui sa fare, tutti i quat-<br />

tro maggiori personaggi che incarnano nelle<br />

scene le persone reali che si sono alternate<br />

all’epoca sia nell’inchiesta che nel rapporto<br />

con i me<strong>di</strong>a interessati agli eventi.<br />

Persone che si faranno talmente coin-<br />

volgere nell’inchiesta da rimanerne segnati<br />

per sempre nella loro vita, a volte in modo<br />

tragico.<br />

A <strong>di</strong>fferenza <strong>di</strong> molti altri film thriller, in<br />

questa pellicola <strong>di</strong> Fincher, il male non tro-<br />

va spiegazioni <strong>di</strong> alcun genere, e proprio<br />

per questo costringe a ulteriori riflessioni, si<br />

è obbligati a pensare non tanto alle cause<br />

complesse delle sue origini ma a cos’è effet-<br />

tivamente l’uomo, cosa si cela <strong>di</strong>etro la sua<br />

maschera <strong>di</strong> persona, quando alla luce <strong>di</strong> al-<br />

cuni dettagli che fanno credere a un debor-<br />

damento dalla norma, giunge all’omici<strong>di</strong>o.<br />

Vien da pensare che le nostre conoscen-<br />

ze filosofiche e storiche sull’uomo e il suo<br />

comportamento non siano del tutto suffi-<br />

cienti a cogliere la complessa struttura dei<br />

desideri umani, forse perché i desideri <strong>di</strong><br />

onnipotenza, come quello <strong>di</strong> Zo<strong>di</strong>ac nel film,<br />

spesso coesistono, seppur in modo preca-<br />

rio, con i desideri civilmente ammissibili e<br />

nessuna istituzione repressiva osa perciò<br />

andare oltre valori <strong>di</strong> tolleranza riconosciuti<br />

come accettabili dalla civiltà.<br />

Ma nella realtà <strong>di</strong>etro i desideri <strong>di</strong> onni-<br />

potenza si nascondono insi<strong>di</strong>e patologiche<br />

non da poco che trovano da una parte una<br />

classificazione clinica istituzionale precisa,<br />

dall’altra simultaneamente molte resistenze<br />

da parte dei responsabili psichiatrici verso<br />

un impegno <strong>di</strong> conoscenza dei meccanismi<br />

più profon<strong>di</strong> costituenti il moto desiderante<br />

inconscio.<br />

Allora vien da chiedersi con questo film<br />

se il desiderio umano legato all’etica in<br />

simbiosi con la patologia, non sia in realtà<br />

sempre preso tra bene e male fino al punto<br />

da <strong>di</strong>venire una passione, un godere e pa-<br />

tire che sfocia inesorabilmente in una zona<br />

oscura del mondo rappresentativo, un luo-<br />

go incomprensibile che nessuna istituzione<br />

può raggiungere perché <strong>di</strong> là da ogni legge<br />

e pudore umano tra<strong>di</strong>zionale.<br />

Zo<strong>di</strong>ac<br />

Regia: David Fincher<br />

Con: Jake Gyllenhaal, Robert Downey<br />

Jr., Mark Ruffalo, Anthony Edwards<br />

USA (2007)<br />

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Coupon da inviare a: Simposio, <strong>Rivista</strong> <strong>di</strong> <strong>Psicologi</strong> e <strong>Psicoterapeuti</strong>, via Leopar<strong>di</strong> 14 - 50121 Firenze<br />

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Presso _______________________________________________________________________________________________________________________<br />

In<strong>di</strong>rizzo ______________________________________________________________________________________________________________________<br />

CAP _______________ Città _____________________________________________________________ Provincia ________________________________<br />

Professione ___________________________________________________________________________________________________________________<br />

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Data ____________ Firma ________________________________________________________________________________________________________<br />

Ai sensi dell’art. 13 del D. Lsg. 196/03 desideriamo informarLa che i dati richiesti saranno utilizzati solo per i fini istituzionali previsti dallo Statuto del <strong>Movimento</strong> <strong>Psicologi</strong> In<strong>di</strong>pendenti e che Ella può avvalersi <strong>di</strong> quanto<br />

previsto dagli artt. 7, 8, 9, 10 del D. Lgs. 196/03. Titolare del Trattamento è <strong>Movimento</strong> <strong>Psicologi</strong> In<strong>di</strong>pendenti, via Leopar<strong>di</strong> n° 14, Firenze. Il sottoscritto autorizza espressamente il <strong>Movimento</strong> <strong>Psicologi</strong> In<strong>di</strong>pendenti al<br />

trattamento dei propri dati personali ai sensi del D. Lgs. 196/03.<br />

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E<strong>di</strong>tore:<br />

Vertici s.r.l.<br />

<strong>di</strong><br />

Andrea<br />

Innocenti,<br />

Psicologo<br />

Vampate, irritabilità, ansia, depressione e calo del<br />

desiderio non colpiscono tutte le donne in menopau-<br />

sa allo stesso modo. Le <strong>di</strong>fferenze si fanno sentire<br />

specie tra Paesi anglosassoni e me<strong>di</strong>terranei. A so-<br />

stenerlo un'indagine del Dipartimento <strong>di</strong> Psichiatria<br />

dell'Università <strong>di</strong> Melbourne (Australia), che ha pre-<br />

sentato i suoi risultati al Congresso Mon<strong>di</strong>ale<br />

della Menopausa, tenutosi a Madrid.<br />

Fonte: ADN Kronos Salute<br />

Proprietario:<br />

<strong>Movimento</strong> <strong>Psicologi</strong> In<strong>di</strong>pendenti<br />

Direttore Responsabile:<br />

Rolando Ciofi<br />

Amministrazione:<br />

<strong>Movimento</strong> <strong>Psicologi</strong> In<strong>di</strong>pendenti<br />

Via Leopar<strong>di</strong>, 14 - 50121 Firenze<br />

Tel. 055 2479220 Fax 055 2477263<br />

Agli italiani piace avere i pie<strong>di</strong><br />

per terra. Due su tre hanno in-<br />

fatti paura <strong>di</strong> volare: un’autentica<br />

“aviofobia” che, in vista dell’esta-<br />

te, esplode con <strong>di</strong>mensioni quasi<br />

epidemiche. A fare i conti è una<br />

ricerca condotta dall’Eurodap.<br />

Fonte: La Stampa<br />

Ufficio pubblicità:<br />

Vertici S.r.l.<br />

Via Leopar<strong>di</strong>,14 - 50121 Firenze<br />

Tel. 055 2342810 Fax 055 2477263<br />

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Stampa:<br />

Giunti Industrie Grafiche SpA<br />

Stabilimento <strong>di</strong> Iolo (PO)<br />

Una ricerca sull'Alzheimer pre-<br />

sentata nel corso della Giornata<br />

della Ricerca svoltasi a Firenze,<br />

fotografa gli impulsi dei neuroni<br />

della corteccia cerebrale cercan-<br />

do così <strong>di</strong> capire in che modo il<br />

cervello si autoripara.<br />

Fonte: La Repubblica<br />

Per quanto riguarda i <strong>di</strong>ritti <strong>di</strong> produzione: l’E<strong>di</strong>tore si<br />

<strong>di</strong>chiara pienamente <strong>di</strong>sponibile a regolare eventuali<br />

spettanze per quelle immagini <strong>di</strong> cui non sia stato<br />

possibile reperire la fonte.<br />

Stando ai risultati <strong>di</strong> uno stu<strong>di</strong>o<br />

pubblicato sulla rivista The<br />

Faseb Journal, una particolare<br />

sostanza rilasciata dall'incenso<br />

ardente, usato nelle cerimonie<br />

<strong>di</strong> <strong>di</strong>verse fe<strong>di</strong> religiose, sarebbe<br />

in grado <strong>di</strong> attivare parti del<br />

cervello alleviando ansia e de-<br />

pressione.<br />

Fonte: La Repubblica<br />

Narciso, impulsivo, eccitante, bugiardo, <strong>di</strong>sonesto:<br />

ecco l'identikit dell'uomo che ha successo con le don-<br />

ne. L'affidabilità, la fedeltà, la cura, la simpatia sono<br />

buone armi ma il fascino sprigionato dal bello e ma-<br />

ledetto è invincibile. A questa conclusione, ben chiara<br />

già a tanti uomini e a tante donne, sono giunte due<br />

ricerche presentate a Kyoto in occasione del meeting<br />

della Human Behavior and Evolution Society.<br />

Fonte: Yahoo! Health<br />

Spe<strong>di</strong>zione in Abbonamento Postale D.L. 353/2003 art. 1,<br />

comma 1, DCB Firenze1<br />

Pubblicazione perio<strong>di</strong>ca Reg. Tribunale Firenze n. 5431<br />

del 15/06/2005<br />

© 2005-08 <strong>Movimento</strong> <strong>Psicologi</strong> In<strong>di</strong>pendenti - Firenze<br />

Illustrazioni:<br />

© Shutterstock: foto <strong>di</strong> copertina, pp. 13, 16, 18, 21, 22,<br />

25, 27, 28, 30, 33, 34.


Istituto <strong>di</strong> <strong>Psicologi</strong>a Scolastica in collaborazione con E<strong>di</strong>zioni Carlo Amore<br />

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