Presentazione della Clinica - Clinica malattie apparato respiratorio

pneumologiamo.it

Presentazione della Clinica - Clinica malattie apparato respiratorio

Corso Integrato di Malattie dall’Apparato

Respiratorio

Respiratorio p

Anno Accademico 2008 2008-2009 2009

Corso di Malattie dell’Apparato Respiratorio

Enrico Clini e Luca Richeldi

Presentazione della Clinica

Introduzione al Corso

Approccio alla diagnosi delle Malattie Respiratorie

Prove funzionali respiratorie p


SEMEIOTICA RESPIRATORIA

• Anamnesi

• Esame obiettivo del torace:

• ispezione

• palpazione

• percussione

• auscultazione

• Prove di funzionalità respiratoria

• Esami strumentali

• Diagnostica per immagini


ANAMNESI

• Patologica prossima

• Patologica remota

• Fisiologica

• Familiare


ESAMI DIAGNOSTICI

• Emogasanalisi

• Radiologia: Rx torace, TC (HR)

• PProve di ffunzionalità i lità respiratoria i t i

• Esami endoscopici

• Esami citologici (espettorato, brushing,

lavaggio gg broncoalveolare o BAL) )

• Esami istopatologici

• Esami microbiologici

• Esami ematochimici


Le prove di funzionalità respiratoria

• La Ventilazione:

– Prove di Funzionalità Ventilatoria

– Test di performance dei muscoli respiratori

• Gli scambi gassosi:

– Test della Diffusione del CO

– Emogasanalisi arteriosa


ESAMI DIA GNOSTICI:

Radiografia del torace

http://www.pneumologiamo.it/ricerca_ecm.htm

integrata delle pneumopatie infiltrative diffuse (26/01/2005):


ESAMI DIAGNOSTICI:

Tomografia del torace

http://www.pneumologiamo.it/ricerca ecm.htm

http://www.pneumologiamo.it/ricerca_ecm.htm

integrata delle pneumopatie infiltrative diffuse (26/01/2005):


ESAME CLINICO

Diagnosi Rx torace Stadiazione

TAC ttorace

TAC o ecografia addome

Citologico espettorato TAC SNC

Fibrobroncoscopia con biopsia Scintigrafia ossea

Agobiopsia TAC guidata PET

Mediastinoscopia

Biopsia linfonodi superficiali Valutazione funzionale

Biopsia lesioni a distanza se operabile

Toracentesi e citologia del

versamento pleurico

Videotoracoscopia p chirurgica g

Funzione cardiaca

Toracotomia Funzione polmonare


CARCINOMA POLMONARE

NON A PICCOLE CELLULE

(SQUAMOCELLULARE)

Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia

Anno Accademico 2008-2009

Clinica di Malattie dell’Apparato Respiratorio

CARCINOMA POLMONARE

A PICCOLE CELLULE


GRANULOMA CASEIFICATO

( TUBERCOLOSI POLMONARE)

Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia

Anno Accademico 2008-2009

Clinica di Malattie dell’Apparato Respiratorio

GRANULOMA NON CASEIFICATO


Foci fibroblastici Fibrosi “honeycombing”


Polmonite extraospedaliera

• Esami ematochimici di routine

• Microbiologia/ Immunologia:

HIV,emocoltura,coltura escreato, ricerca di

antigeni e/o anticorpi e/o acido nucleico

Identificato il patogeno ?

No SI

Terapia empirica Terapia mirata

DIAGNOSI

paziente ospedalizzato


TROMBOEMBOLIA POLMONARE

Ostruzione acuta, , ricorrente o cronica di

uno o più vasi arteriosi polmonari,

determinata dalla presenza p di coaguli g

ematici provenienti da trombosi a sede

periferica p nel sistema venoso profondo p

(Tromboembolia)

Più raramente da fenomeni di trombosi

locale (trombosi ( cardiaca o polmonare

p

autoctona) oppure da emboli estranei alla

normale composizione del sangue g (embolie (

polmonari non trombotiche)


Diagnosi: Scintigrafia polmonare

perfusoria

Valuta la perfusione polmonare mediante iniezione ev di una

soluzione di macroaggregati di albumina marcata con 99mtecnezio

(Tc) permettendo la rilevazione di aree “fredde” cioè

poco o non perfuse

Le immagini vengono ottenute in almeno 6 proiezioni:

anteriore, posteriore, laterale sinistra, obliqua anteriore sinistra,

laterale destra, obliqua anteriore destra

The PIOPED Investigators. Value of the ventilation/perfusion scan in acute pulmonary embolism:

results of the Prospective Investigation of Pulmonary Embolism Diagnisis (PIOPED). JAMA

1990;263:2753-9


Diagnosi: D-dimero

• Prodotto di degradazione della fibrina

• Misurato con metodica ELISA

• Alta sensibilità (99%) nei confronti di TEP e TVP

• Bassa specificità (43%); risulta elevato nei processi

infiammatori, infettivi, neoplastici, necrotici, nei pazienti

anziani i i e in i gravidanza id

• Valore predittivo negativo del 100%

• Valore soglia di 500 ng/mL

Brown MD et Al. Accuracy of the ELISA D-dimer test in the diagnosis of pulmonary

embolism: a meta-analysis. Ann Emerg Med 2002; 40: 133-144


MALATTIE RESPIRATORIE

OSTRUTTIVE

BPCO

Asma

RESTRITTIVE

Pneumopatie

Infiltrative Diffuse

INFETTIVE

Polmoniti

Tubercolosi

NEOPLASTICHE

Non a piccole cellule

A piccole cellule


Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia

Anno Accademico 2008 2008-2009 2009

Clinica di Malattie dell’Apparato Respiratorio

Malattie

ostruttive

Pneumopatie

Infiltrative

diffuse

Neoplasie

Patologie

Malattie

polmonari infettive vascolari

Anamnesi +++ +++ +++ +++ +++

Rx Torace + ++ +++ ++ +

PFR +++ + ++ ± +

TC torace ++ +++ +++ ++ ++

BBroncoscopia i + ++ +++ ++ +

Microbiologia ++ + ± +++ ±

Biopsia + +++ +++ + -


Corso Integrato di Malattie dall’Apparato

Respiratorio

Respiratorio p

Anno Accademico 2008 2008-2009 2009

Corso di Malattie dell’Apparato Respiratorio

L.M. Fabbri e L. Richeldi

Presentazione della Clinica

Approccio alla diagnosi delle Malattie Respiratorie

Prove funzionali respiratorie p


Le prove di funzionalità respiratoria

• La Ventilazione:

– Prove di Funzionalità Ventilatoria

– Test di performance dei muscoli respiratori

• Gli scambi gassosi:

– Test della Diffusione del CO

– Emogasanalisi arteriosa


Prove di funzionalità respiratoria:

Principali controindicazioni

• Emottisi

• PNX

• Recente intervento addominale/toracico

• Recente intervento agli occhi

• IMA (entro tre mesi) o angina instabile

• AAneurisma i toracico

t i


Test di funzionalità respiratoria

La Ventilazione:

Prove di Funzionalità Ventilatoria

• Volumi polmonari statici

• VVolumi l ipolmonari l idi dinamici i i

• Test di espirazione forzata

• Picco di flusso espiratorio

• Test di reversibilità

• Test di iperreattività bronchiale

• Test di performance dei muscoli respiratori


Volumi polmonari p statici

Strumentazione

Gli spirometri a campana o soffietto misurano lo

spostamento dei volumi di aria mobilizzabili

attraverso il movimento di una campana il cui bordo

inferiore è immerso nell’acqua (spirometri a campana)

o di un mantice a secco (spirometri a secco).


CV

VC

VRI

VRE

Lo spirometro

Spirometro a campana

Registra le variazioni

del volume polmonare

nel tempo p durante la

respirazione tranquilla e

forzata.


CV

VC

Spirometria lenta

Parametri e tracciato spirometrico

Definizioni

• Volume Corrente (VC): volume d’aria

mobilizzato ad ogni respiro tranquillo

• Volume di Riserva Inspiratoria (VRI):

VRI volume l d’aria d’ i mobilizzabile bili bil al l di sopra di

un VC.

• Volume di Riserva Espiratoria (VRE):

volume d’aria mobilizzabile al di sotto di

un VC.

• Capacità Vitale (CV): massimo volume

d’aria che può essere espirato

VRE

completamente e lentamente dopo

un’inspirazione massimale.


V

CV

VRI

VC

VRE

Volumi polmonari statici

VR

CFR

CPT

t

Definizioni

• Volume Corrente (VC): volume d’aria

mobilizzato ad ogni respiro tranquillo.

• Volume di Riserva Inspiratoria (VRI): volume

d’aria mobilizzabile al di sopra p di un VC.

• Volume di Riserva Espiratoria (VRE): volume

d’aria mobilizzabile al di sotto di un VC.

• Capacità Vitale (CV): massimo volume d’aria

che h può òessere espirato i t completamente l t t e

lentamente dopo un’inspirazione massimale.

• Capacità Funzionale Residua (CFR): massima

quantità q d’aria contenuta nel ppolmone

al

termine di una espirazione tranquilla.

• Volume Residuo (VR): volume d’aria presente

nel polmone al termine di una espirazione

massimale.

• Capacità Polmonare Totale (CPT): massima

quantità d’aria contenuta nel polmone all’apice

di una inspirazione massimale.


Volumi polmonari statici

Mi Misurazione i

Pletismografia corporea

Il paziente viene posto all’interno di

una cabina pressurizzata a T

costante.

Si misurano le variazioni di P della

cabina durante gli atti respiratori.

Applicando la legge di Boyle si può

ricavare il volume polmonare:

P X V=(P+ΔP) x (V + ΔV)

V=(P+ΔP) x ΔV

ΔP


Volumi polmonari statici

Dil Diluizione i i dell’elio d ll’ li

Misura Misurazione ione

Si collega il paziente allo spirometro al termine di

He

una espirazione i i llenta t ( (volume l polmonare l = CFR) .

C1

Sono noti il volume del circuito e la concentrazione

iniziale di elio (m = V1 x C1) C1).

Si fa respirare il paziente fino ad ottenere una

omogenea g distribuzione del gas. g Poiché l’He non si è

per nulla disperso la quantità di He presente prima

dell’equilibrio (m = V1 x C1) uguaglia la quantità

all’equilibrio (m = V2 x C2).

C1 x V1 = C2 x V2; essendo V2 = V1 + CFR

CFR= V1 x ( C1 - C2 ) / C2 VR = CFR - VRE

V1

C1

C2

V2=V1+CFR

t


Test di funzionalità respiratoria

La Ventilazione:

Prove di Funzionalità Ventilatoria

• Volumi polmonari statici

• VVolumi l ipolmonari l idi dinamici i i

• Test di espirazione forzata

• Test di reversibilità

• Picco di flusso espiratorio

• Test di iperreattività bronchiale

• Test di performance dei muscoli respiratori


V

Test di espirazione forzata

Volumi polmonari dinamici

PParametri i e tracciato i spirometrico i i

1 sec

VEMS

CVF

t

Dopo aver fatto compiere al

paziente una inspirazione

massimale, lo si fa espirare con

lla massima i fforza il massimo i

volume di aria possibile.

Misuriamo così :

• Il volume espiratorio massimo

nel primo secondo: VEMS

• La capacità vitale forzata:

CVF

• Il rapporto VEMS / CVF %


Spirometria: normale e deficit ostruttivo

0 Litri

1

2

3

4

5

NORMALE

Deficit ostruttivo

FVC

FVC

1 2 3 4 5 6 secondi


.

V

Curva flusso volume

Normale

Deficit ostruttivo

Deficit restrittivo

riduzione dei fflussi

a tutti i volumi

polmonari espiratori con riduzione

del PEF e concavità verso l’alto

della curva espiratoria (freccia)

2 4 6 8

V

Armonica riduzione dei volumi

polmonari, aumentate pressioni di

ritorno elastico, velocità di flusso

ridotte e normale calibro delle vie

aeree


Indici Funzionali

CVF

VEMS

Test di espirazione forzata

Interpretazione

Insufficienza

ventilatoria

di tipo restrittivo

Insufficienza

ventilatoria

di tipo ostruttivo

Di Diminuita i it NNormale l o diminuita di i it

Diminuito in modo

proporzionale

alla CVF

Diminuito più

della CVF

Rapporto

VEMS/CVF % Normale Diminuito


Indici Funzionali

VR

CPT

Volumi polmonari statici

Interpretazione

Insufficienza

ventilatoria

di tipo restrittivo

Insufficienza

ventilatoria

di tipo ostruttivo

Di Diminuito i it AAumentato t t

Diminuito in modo

proporzionale

alla VR

Normale o lievemente

aumentato

Rapporto

VR/CPT % Normale Aumentato


Interpretazione p

Insufficienza ventilatoria

di tipo OSTRUTTIVO di tipo RESTRITTIVO

• AAsma

• BPCO

• Bronchiectasie

• Patologie della gabbia

toracica

• Patologie

neuromuscolari l i

• Lesioni occupanti p spazio p

• Fibrosi polmonare


Test di Funzione Respiratoria

Classificazione deficit di tipo ostruttivo

POTREBBE ESSERE UNA

VARIANTE FISIOLOGICA

VEMS > 100% predetto

LIEVE: VEMS < 100 e > 70%

MODERATA: VEMS < 70 e > 60% predetto

MODERATAMENTE GRAVE: VEMS < 60 e > 50% predetto

GRAVE VEMS < 50 e > 34% predetto

MOLTO GRAVE VEMS < 34% predetto

Con VEMS/CV < del predetto

American Thoracic Society. 1991. Lung function testing: selection of reference values and interpretative

strategies. Am. Rev. Respir. Dis. 144:1202-1218.


Test di Funzione Respiratoria

Cl Classificazione ifi i deficit d fi it di tipo ti restrittivo t itti

Basata sulla CPT: Se la CPT non è stata misurata si considera la

riduzione della CV e si parla di “restrizione

dell’escursione dell escursione volumetrica dei polmoni” polmoni

LIEVE:

CPT < predetto ma > 70%

LIEVE:

CV < predetto ma > 70%

MODERATA MODERATA:

MODERATA

MODERATA:

CPT 60-70% predetto

CV 60-70% predetto

MODERATAMENTE GRAVE: MODERATAMENTE GRAVE:

CPT < 60% predetto CV 50-60% predetto

GRAVE:

CV 50-34% predetto p

MOLTO GRAVE:

CV < 34% predetto

American Thoracic Society. 1991. Lung function testing: selection of reference values and interpretative strategies.

Am. Rev. Respir. Dis. 144:1202-1218.


Esempio di interpretazione di spirometria n. 1

NORMALE


Esempio di interpretazione di spirometria

2A 2 A

SINDROME

OSTRUTTIVA


Test di broncodilatazione o reversibilità

Si effettua in soggetti con ostruzione

bbronchiale hil accertata tt mediante di t esame

spirometrico, p , somministrando un farmaco

broncodilatatore β 2-agonista a breve durata di

azione (es.: (es : 400 μg di salbutamolo) e si ripete

la prova di espirazione forzata dopo 15-20

minuti.


.

V

Test di broncodilatazione o reversibilità

Valutazione della

reversibilità

dell’ostruzione

PRE-β 2-SHORT ACTING

Insufficienza Ventilatoria di tipo ostruttivo

POST-β 2 SHORT ACTING

Se dopo somministrazione di β 2-agonista il

VEMS è aumentato del 12% e di 200 ml

rispetto al valore basale: INSUFFICIENZA

VENTILATORIA DI TIPO OSTRUTTIVO

REVERSIBILE

2 4 6

V

8

Se VEMS torna a valori normali (>80% del

predetto): INSUFFICIENZA

VENTILATORIA DI TIPO OSTRUTTIVO

COMPLETAMENTE REVERSIBILE

(tipico dell’asma)

Lung function testing: selection of reference values and interpretative strategies. American Thoracic Society. Am J

Respir Crit Care Med 1991; 144: 1202-18


Test di broncodilatazione o reversibilità

Nella BPCO con grave limitazione al flusso per minimi

incrementi dei flussi espiratori p non si ha un significativo g

miglioramento del VEMS ma si assiste ad una riduzione

della CFR con conseguente g aumento della CI.

Flusso

Espirazionne

La CI in tali pazienti è l’INDICE FUNZIONALE

Volume

meglio correlato con la tolleranza allo sforzo.

Insppirazione

E’ E un utile complemento alla valutazione del test di

broncodilatazione.

Maestrelli. Fisiopatologia della broncopneumopatia cronica ostruttiva. Ann Ist Super Sanità 2003; 39(4):495-506


Esempio di interpretazione di

spirometria n. 2b

OSTRUZIONE BRONCHIALE

PARZIALMENTE REVERSIBILE


Esempio di interpretazione di

spirometria n. 3

SINDROME

RESTRITTIVA


Flow chart per l’interpretazione delle prove

spirometriche

normale

VALUTARE PER ASMA

BRONCHIALE O ALTRE

PATOLOGIE

SPIROMETRIA SEMPLICE

FEV1/FVC < 70 - FVC > 85% FEV1/FVC < 70 - FVC < 85% FEV1/FVC > 70 - FVC < 85%teor

FEV1/FVC > 70

Probabile ASMA

BRONCHIALE

Eseguire test con

broncodilatatore

FEV1/FVC < 70

PProbabile b bil BPCO

Eseguire misura VR e CPT

CPT > 90% CPT < 90%

Si Sindrome d restrittiva

t itti


Test di provocazione p

bronchiale

Il test t t consiste i t nel l far f inalare i l per 2 minuti i ti al l soggetto tt

per via aerosolica durante ventilazione a VC un

agente t bbroncocostrittore t itt ( (metacolina, t li it istamina, i

soluzioni iperosmolari) raddoppiando le

concentrazioni t i i(0 (0.03 03-00.0625 0625 - 00.125 125 - 025 0.25 - 05 0.5 – 1 – 2

– 4 – 8 – 16 mg/ml) ogni 5 minuti.

Dopo circa 30 e 90 secondi si esegue una spirometria

per il calcolo del VEMS.

Si considera significativa una caduta del VEMS >

20%.

Guidelines for Methacoline and Exercise Challenge Testing-1999. American Thoracic Society.

Am J Respir Crit Care Med 2000; 161: 309-329


Iperreattivita’ bronchiale

Curve dose-risposta alla metacolina

70

ΔFEV1% PD15FEV1= 1699 µg

60

PD20FEV1= 2223 µg

50

40

30

20

10

40 120 240 400 800 1600 3200

Dose (µg di metacolina)

70

ΔFEV1% 60

40

30

20

PD15FEV1= 31 µg

PD20FEV1= 49 µg

PD30FEV1= 92 µg

50 30 1 µg

10

40 120 240 400 800 1600 3200

Dose (µg di metacolina)

Nel pannello di sinistra è raffigurata la curva dose-risposta del test alla

metacolina in un soggetto normale e, nel pannello di destra, quella di un

soggetto con asma.


Classificazione del test di

provocazione i bronchiale b hi l

PC 20 FEV1 (mg/ml) PD 20 FEV1 (mcg)

NORMALE: > 16 mg/ml NORMALE: > 1600 mcg

BORDERLINE: 4-16 mg/ml LIEVE: 400-1600 mcg

LIEVE (test positivo): 11-4 4 mg/ml MODERATO: 100-400 100 400 mcg

MODERATO-GRAVE: < 1 mg/ml GRAVE: 50-100 mcg

Guidelines for Methacoline and Exercise Challenge Testing-1999. American Thoracic Society.

Am J Respir Crit Care Med 2000; 161: 309-329


Picco di Flusso Espiratorio

Misurazione e significato del picco di flusso

Fi Fig 1 e 2 PEF

depliant

Strumento maneggevole, di poco costo e

semplice utilizzo che misura la massima

velocità di flusso espiratoria raggiunta

durante una espirazione forzata (PEF o

PEFR) e il volume espiratorio massimo nel

primo secondo (VEMS) più specifico

perché sforzo indipendente

indipendente.

Mezzo utile per seguire l’andamento della

malattia asmatica nel tempo con

valutazione bi-giornaliera.


Test di funzionalità respiratoria

La Ventilazione:

Prove di Funzionalità Ventilatoria

• Volumi polmonari statici

• VVolumi l ipolmonari l idi dinamici i i

• Test di espirazione forzata

• Test di reversibilità

• Picco di flusso espiratorio

• Test di iperreattività bronchiale

• Test di performance dei muscoli respiratori


Test di performance dei muscoli

respiratori i t i

• MIP: misura la massima pressione negativa che può

essere generata da uno sforzo inspiratorio. Misura la

forza del diaframma diaframma, dei muscoli inspiratori intercostali

e degli altri muscoli inspiratori accessori.

• MEP MEP: misura i la l massima i pressione i positiva iti che h può ò

essere generata da uno sforzo espiratorio. Misura la

forza dei muscoli addominali e degli altri muscoli

espiratori accessori.


Test di performance dei muscoli respiratori

Alterazioni di MIP e MEP

• Malattie neuromuscolari (SLA,

Distrofia Muscolare)

• Prolungato ricovero in rianimazione

• BPCO

• Tireopatie

• Scompenso cardio-circolatorio


Test di funzionalità polmonare

Gli scambi gassosi:

Diffusione

• Metodo del respiro singolo

Emogasanalisi arteriosa


Capacità di diffusione

Il processo di diffusione dell’O2 e della CO2

dall’ambiente dall ambiente alveolare al sangue capillare e

viceversa si sviluppa attraverso la

membrana b alveolo-capillare. l l ill I test t t di

diffusione valutano l’integrità di tale

membrana.

Lo scambio dei gas attraverso tale barriera

avviene tramite in meccanismo di diffusione

passi passiva.

a


Capacità di diffusione

Misurazione della Capacità di diffusione

Test del singolo respiro

VValuta l t lla quantità tità di CO che h attraversa tt lla bbarriera i

alveolo-capillare durante un periodo di apnea di

10” a CPT.

Il soggetto gg compie p 4-5 atti respiratori p a VC.

Raggiunge il VR tramite un’espirazione forzata.

Compie un’inspirazione forzata fino a CPT (dopo

aver collegato la sorgente del gas test allo

spirometro) che il soggetto mantiene per 9-11” dopo

i quali segue un’espirazione forzata.

Al termine dell’apnea si invita il soggetto a

compiere un’espirazione forzata. forzata

Dal volume di aria espirato vengono tolti i primi

750 ml (spazio morto anatomico e meccanico) e si

analizza il successivo litro (rappresentativo del gas

alveolare).

He 10%

Campione

alveolare

CO 0.3%

Spazio

morto

Pco

alveolare


Capacità di diffusione

PProcessi i associati i ti nella ll variazione i i nella ll DLCO

Riduzione DLCO:

• Patologie ostruttive

Incremento DLCO:

• Policitemia

• Patologie restrittive

• Malattie sistemiche a

• EEmorragia i polmonare l

coinvolgimento polmonare

• Patologie associate ad aumentato

• Patologie cardiovascolari

• Altre: anemia, IRC, dialisi, fumo di

flusso ematico (Shunt sn-ds)

marjuana, ingestione acuta e cronica

di etanolo, cocaina, fumo di

• Esercizio fisico

sigaretta, BOOP.

• Postura (aumento dal 5-30% nel

passaggio da seduto a supino)


Aumentato

Normale

Classificazione di gravità delle

alterazioni della DLCO

Ai limiti inferiori della norma

Riduzione lieve

Riduzione moderata

Riduzione severa

>140% del predetto

81-140% del predetto

76-80% del predetto

61 61-75% 75% del predetto

41-60% del predetto


Capacità p di diffusione

DLCO/V DLCO/Va = KCO

• La DLCO si riduce con perdite p effettive di volume (Va). ( )

• La specificità aumenta se si considerano sia la DLCO che

l’ indice dced di membrana e ba aKCO CO( (KCO CO = DLCO/Va) CO/Va)cche e

rappresenta la parte di CO assorbita per litro di effettivo

volume alveolare.

• Usato soprattutto per lo studio delle malattie interstiziali

polmonari.

• Nei quadri restrittivi extrapolmonari (malattia della pleura,

anomalie della cassa toracica e malattie neuromuscolari) ) il

KCO tende ad essere aumentato.


Test di funzionalità polmonare

Gli scambi gassosi:

Diffusione

• Metodo del respiro singolo

Emogasanalisi arteriosa


Emogasanalisi arteriosa

Valori di riferimento:

pH: 7.35-7.45 7 35-745

PaO2: > 80 mmHg

PCO23545 PaCO2: 35- 45 mmHg H

HCO3-:23-25 mmol/L


Emogasanalisi arteriosa

VValori l i di normalità lità

• pH 7,40 (7,37-7,42)

• Pa02 80 - 100 mmHg

• PaC02 35 - 45 mmHg

• HC03- 22 - 26 mEq/L q

• BE -1 / +1


PCO2 35-45 Normal acid-base

status

PCO2 > 45 Compensated

respiratory i acidosis id i

PCO 2 < 35 Compensated metabolic

acidosis

PCO2 35-45 Uncompensated metabolic

acidosis

PCO 2 < 35 Partly ycompensated p

metabolic acidosis

PCO2 > 45

HCO -

3 22-28 Uncompensated respiratory

acidosis

HCO -

3 > 28 Partly compensated

respiratory acidosis

HCO 3 - < 22 Combined respiratory &

metabolic acidosis

pH > 7.45

pH < 7.35

pH 7.41-7.45 7.41 7.45

pH 7.35-7.40

PCO2 35-45 Normal acid-base

status

PCO2 > 45 Compensated

metabolic b li alkalosis lk l i

PCO 2 < 35 Compensated respiratory

alkalosis

PCO2 35-45 Uncompensated metabolic

alkalosis

PCO 2 > 45 Partly ycompensated p

metabolic alkalosis

PCO2 < 35

HCO -

3 22-28 Uncompensated respiratory

alkalosis

HCO -

3 < 22 Partly compensated

respiratory alkalosis

HCO 3 - > 28 Combined respiratory &

metabolic alkalosis


Curva di dissociazione dell dell’Hb Hb


Le pro prove e di funzionalità f n ionalità respiratoria

• La Ventilazione:

– PProve di Funzionalità F i lità Ventilatoria

V til t i

– Test di performance p

dei muscoli

respiratori

• Gli scambi gassosi:

– Test della Diffusione del CO

– Emogasanalisi arteriosa


Letture consigliate g

• West, Wes , J.B. J. .

• Fisiologia g della respirazione p –

l’essenziale –

• II Edizione. Piccin


MALATTIE RESPIRATORIE

OSTRUTTIVE

BPCO

Asma

RESTRITTIVE

Sarcoidosi

Fib Fibrosi i polmonare l

INFETTIVE

Polmoniti

Tubercolosi

NEOPLASTICHE

Non a piccole cellule

A piccole cellule


Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia

Anno Accademico 2008 2008-2009 2009

Clinica di Malattie dell’Apparato Respiratorio

Malattie

Interstizio-

Neoplasie

Patologie

Malattie

ostruttive patie polmonari infettive vascolari

Anamnesi +++ +++ +++ +++ +++

Rx Torace + ++ +++ ++ +

PFR +++ + ++ ± +

TC torace ++ +++ +++ ++ ++

Broncoscopia + ++ +++ ++ +

Microbiologia ++ + ± +++ ±

Biopsia + +++ +++ +

-


Bibliografia

11. ATS/ERS ATS/ERS. Standardization of the measurements of

lung volumes. Eur respir J 2005; 26:511

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4. ATS. Guidelines for methacholine and exercise

challenge g testing. g Am J Respir p Cr Care Med 2000;

161:309


Corso Integrato di Malattie dall’Apparato

Respiratorio

Respiratorio p

Anno Accademico 2008 2008-2009 2009

Corso di Malattie dell’Apparato Respiratorio

L.M. Fabbri e L. Richeldi

Presentazione della Clinica

Approccio alla diagnosi delle Malattie Respiratorie

Prove funzionali respiratorie p

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