Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica 89.pdf - Bibliotheca ...
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DIZIONARIO<br />
DI ERUDIZIONE<br />
STORICO-ECCLESIASTICA<br />
DA S. PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI<br />
SPECIALMENTE INTORNO<br />
AI PRINCIPALI SANTI, BEATI, MARTIRI, PADRI, AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI<br />
E PIÙ CELEBRI SCRITTORI ECCLESIASTICI, AI VARII GRADI DELLA GERARCHIA<br />
DELLA CHIESA CATTOLICA, ALLE CITTA* PATRIARCALI, ARCIVESCOVILI E<br />
VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI CONCILII, ALLE FESTE PIÙ SOLENNI,<br />
Al RITI, ALLE CERIMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE TAPALI , CARDINALIZIE E<br />
PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON<br />
CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.<br />
COMPILAZIONE<br />
DEL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO<br />
SECONDO AIUTANTE DI CAMERA<br />
DI SUA SANTITÀ PIO IX.<br />
YOL. LXXXIX.<br />
IN VENEZIA<br />
DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA<br />
MDCCCL VI 11.
La presente e<strong>di</strong>zione e posta sotto la salvaguar<strong>di</strong>a delle leggi<br />
vigenti, per quanto riguarda la proprietà letteraria, <strong>di</strong> cui<br />
l'Autore intende godere il <strong>di</strong>ritto, giusta le Convenzioni<br />
relative.
DIZIONARIO<br />
DI ERUDIZIONE<br />
STORICO -ECCLESIASTICA<br />
VEI<br />
V,EIO o VEII, Fej'us. Antichissima<br />
citlà già vescovile, e già forte, polente e<br />
ricca, una delle 12 principali dell'Etru-<br />
ria o Toscana (F".). L'ampio suo terri-<br />
torio, detto ampia regio, confinava al-<br />
l'oriente col Tevere {?.), a settentrione<br />
con quello de' Falisci, de'Capenati e de'<br />
Sulrini ; ad occidente con Ceri; ed a mez-<br />
zogiorno con Lorio (fra Bonaccia e Castel<br />
<strong>di</strong> Guido dell' Ospedale <strong>di</strong> s. Spirito, secondo<br />
Commanville sede vescovile nel V<br />
secolo, de'quali luoghi parlai anche nel<br />
voi. LI, p. 88, degli altri l'andrò <strong>di</strong>cendo),<br />
Bebiana (fra Lorio, e Alsium oggi Palo,<br />
<strong>di</strong> cui ancora parlai in più luoghi), Fre-<br />
gene (ora tenuta <strong>di</strong> Maccarese óe'Rospi-<br />
gliosi, confinante con Castel <strong>di</strong> Guido,<br />
poi colonia romana marittima, <strong>di</strong>versa da<br />
Fregella) e forse col mare Me<strong>di</strong>terraneo.<br />
Circa il 4° miglio da Roma, <strong>di</strong>ce il cav.<br />
Coppi, si vedono a destra vestigia d'an-<br />
tica strada, che talvolta fu delta Veien-<br />
tana. Venne paragonata ad Atene, la più<br />
celebre città <strong>di</strong> Grecia (/"'.), per la gran-<br />
dezza. Quale, Del Tosco impero già Capo<br />
e Regina, non che Ilclruriae Propu-<br />
VEI<br />
gnaculum, resistette per quasi 3 secoli e<br />
mezzo a Roma sua rivale, ad onta che<br />
non ne fosse <strong>di</strong>stante al più 1 2 miglia e<br />
mezzo circa, poiché nella tavola Peutingeriana<br />
è la <strong>di</strong>stanza <strong>di</strong> Veio da Roma<br />
<strong>di</strong> 12 miglia, e presentemente circa 11<br />
miglia per la via Cassia, alle quali aggiun-<br />
te l'una e mezzo della porla anticasi a-<br />
vi anno 12 miglia e mezzo. Presso il silo<br />
ove surse se ne vedono ancora le rovine,<br />
ed elevasi sopra una rupe, tagliata all'in-<br />
torno a picco, il castello che dalla sua li-<br />
brazione romantica ebbe il nome d'Iso-<br />
la unito a quello <strong>di</strong> Farnese, non forse<br />
perchè Paolo III Farnese ne <strong>di</strong>e il pos-<br />
sesso alla sua famiglia, il che secondo al-<br />
cuni si suppone senza potersi accertare;<br />
derivando piuttosto secondo me la più<br />
ragionevole congettura dalle vaste possidenze<br />
godute nelle vicinanze dalla medesima<br />
famiglia, come rilevai nel voi.<br />
XXXIII, p. 20i, me<strong>di</strong>ante lo stato <strong>di</strong> Caslro<br />
e <strong>di</strong> Ronciglione (V.) che dominò.<br />
Trovo bensì nel p. Eschinar<strong>di</strong>, Descri-<br />
zione <strong>di</strong> Roma e dell' Agro Romano, a<br />
p. 2o4>che il castello dell'Isola, era giù de'
4<br />
V E I<br />
ducili <strong>di</strong> Panna, e perciò dello Farnese,<br />
fortezza dell'antico Veio, circondala da<br />
un gran fosso; e <strong>di</strong> poi parlando dell'o-<br />
pere dotte del Piazza, del cav. Coppi e <strong>di</strong><br />
mg. r<br />
Nicolai, si vedrà <strong>di</strong>e questi l'affer-<br />
mano esplicitamente, non però che tale<br />
proprietà derivasse da Paolo III, essendone<br />
l'acquisto posteriore. L'Isola Farnese<br />
è una frazione del <strong>di</strong>stretto e Co-<br />
inarca <strong>di</strong> Roma (J^.), nella <strong>di</strong>ocesi sub-<br />
urbicaria <strong>di</strong> Porlo e s. Ruffino., e nel-<br />
la Statistica dell'anno i853 è registrata<br />
sotto Roma, soltanto essa e Fiumicino, e<br />
contenere 19 case, 20 famiglie, 7 5 abi-<br />
tanti, a motivo della cattiva aria nell'e-<br />
state, nella quale stagione si riducono a<br />
quasi 3o, e malgrado il sottostante fertile<br />
territorio : ma I' Isola Farnese non<br />
più figura nella successiva rettificata Sta-<br />
tistica numerativa delle popolazioni,<br />
del ministero dell'interno, de'i4 novembre<br />
1807, perchè le frazioni si compre-<br />
sero ne' comuni o appo<strong>di</strong>ali, <strong>di</strong> cui fanno<br />
parte, per non avere ammiuistrazione<br />
separata. Può vedersene il prospet-<br />
to nell'incisione prodotta daìV Albani <strong>di</strong><br />
Roma, t. i,p. 345. Ne'teojpi bassi però<br />
era molto più popolata e più vasta, come<br />
apparisce dalla rovina delle case a<br />
settentrione ov' è la porta delta Porto-<br />
naccio. Finché Veio fu nel suo florido<br />
stato ebbe il titolo giustamente <strong>di</strong> capo<br />
e frontiera sopra tutte le città dell' Etruria,<br />
la vera e unica metropoli della me-<br />
desima, mentre dopo la sua <strong>di</strong>struzione<br />
altre città etnische andarono fregiate del<br />
grado <strong>di</strong> capitale, come Perugia, Corto-<br />
na, Arezzo ec. Plutarco chiama Veio re-<br />
gina e capo, ossia metropoli della Tosca-<br />
na, d'armi e d' armate non punto infe-<br />
riore a Roma, s' intende alla Ptoma <strong>di</strong><br />
sua epoca. Che Veio fosse la più forte <strong>di</strong><br />
Toscana e d'Italia ancora, la più capa-<br />
ce a far fronte a' romani non tanto per-<br />
la sua vantaggiosa posizione, che per la<br />
sua celebre rocca, in excelsa et prerup/a<br />
Rupe, come la chiama Dionisio d' Ali-<br />
carnasso, l'asserisce Tito Livio. Che Veio<br />
V E I<br />
fosse fra tutte le altre della Toscana e<br />
dell'Italia antichissima e ricchissima, l'af-<br />
fermano Eutropio, Oliverio, Alier, Li-<br />
vio e altri. Veio era una città per testimonianza<br />
degli slessi romani piti bella <strong>di</strong><br />
Roma per la situazione, per la magnifi-<br />
cenza degli e<strong>di</strong>lìzi pubblici e privati, de'<br />
quali non ne vantava maggiori qualunque<br />
città in Europa, e per tante altre ra-<br />
gioni che si ponno rilevare nello stesso<br />
romano <strong>storico</strong> Livio, il quale parlando<br />
in persona de' romani che sdegnavano<br />
portarsi come relegati a fondar colonie<br />
uè' volsci, si contentavano <strong>di</strong> preferenza<br />
d'andare in Veio, benché allora ridotto<br />
da loro medesimi quasi un mucchio <strong>di</strong><br />
sassi e del tutto <strong>di</strong>sfatto. Non è quin<strong>di</strong> a<br />
meravigliare il gran numero degli scrit-<br />
tori che celebrarono i fasti <strong>di</strong> Veio e de'<br />
veienti, i quali affrontarono i romani va-<br />
lorosamente con varia vicenda, or vinci-<br />
tori e or vinti. I veienti più prossimi a<br />
Roma <strong>di</strong> frequente la danneggiarono, e<br />
tra' popoli confinanti forse mostrarono<br />
maggiore animosità nella vendetta, siccome<br />
<strong>di</strong>fesi da una città ben munita, po-<br />
tevano ad ogni opportunità invadere sac-<br />
cheggiando il territorio nemico, e ritirar-<br />
si sicuri dentro le proprie mura. I roma-<br />
ni, biasimando in altri ciò che alla loro<br />
volta praticarono,chiamavano questa ter-<br />
ribile forma <strong>di</strong> guerra ladroneccio, ed i<br />
veienti predatori, giungendo spesso le<br />
loro improvvise scorrerie, a modo <strong>di</strong> lam-<br />
po, fino alle porte <strong>di</strong> Roma. Quin<strong>di</strong> per-<br />
petuo rancore fra' romani e i veienti.<br />
Dichiara il eh. Campanari : Sopra una<br />
rupe alla e scoscesa, alle cui ra<strong>di</strong>ci scorrono<br />
T acque del fiume Cremerà, e dove<br />
sorgono oggi umili avanzi <strong>di</strong> povere fab-<br />
bricherà ri casolari e tugurii per vecchiez-<br />
za cadenti, sorgeva un ih la potente cit-<br />
tà <strong>di</strong> Veio, la feroce rivale <strong>di</strong> Roma, che<br />
per lo spazio <strong>di</strong> più <strong>di</strong> 3 secoli resisten-<br />
do con ostinale e sanguinose battaglie al-<br />
la prepotente forza <strong>di</strong> lei, cedendo poscia<br />
al destino che minacciava già le altre cit-<br />
tà deli' Eli uria, a lei pure miseramente
VEI<br />
soggiacque. Era Veio la più forte della<br />
gente etnisca, della grandezza <strong>di</strong> Ateue<br />
(<strong>di</strong>ce il Zanclii che avea una circonval-<br />
lazione <strong>di</strong> 5 in 6 miglia; e il Nibby, che<br />
ne misurò 1' estensione, <strong>di</strong>chiara y mi-<br />
glia), e <strong>di</strong>stante non più che ioo sta<strong>di</strong><br />
da l'ionia, i 2 miglia e mezzo romane;<br />
ed è precisamente ad una tale <strong>di</strong>stanza,<br />
che nel luogo oggi chiamato Isola Far-<br />
O DO<br />
nf.se vuoisi riconoscere l' antica Veio.<br />
Quivi si vedono ancora a poca <strong>di</strong>stanza<br />
dalla città antichissimi sepolcri scavati<br />
da 1<br />
1 1 iti* primi abitatori nel vivo masso<br />
tlt-lle roccie, e avanzi <strong>di</strong> mura colossali,<br />
e resti d' antiche strade che accennano<br />
ove una volta fu la famosa Veio. Fu già<br />
gran <strong>di</strong>sputa fra gli archeologi de'lempi<br />
andati, se il luogo <strong>di</strong> Veio fosse questo,<br />
o se altrove fosse situata quella celebre<br />
città ; ma dopo le scoperte ivi fatte <strong>di</strong> la-<br />
pi<strong>di</strong> importantissime nel i 8 io e negli al-<br />
tii successivi anni, non è più questione<br />
fra'dotti, che il sito <strong>di</strong> Veio non sia quel-<br />
lo «teli' Isola Farnese. Fra'molti scrittori<br />
e illustratori <strong>di</strong> Veio e sue antichità, preferisco<br />
<strong>di</strong> scegliere a guida <strong>di</strong> questo mio<br />
cenno il dotto Nibby, Analisi <strong>storico</strong>-<br />
to/jografìco-anticf uaria della Cartarie'<br />
<strong>di</strong>ntorni <strong>di</strong> Roma, t. 3,p. 38o, non sen-<br />
za giovarmi all'opportunità <strong>di</strong> que' che<br />
ricorderò. Chiunque ha un'idea della stona<br />
romana, al nome <strong>di</strong> Veii entra nella<br />
curiosità <strong>di</strong> conoscere il sito <strong>di</strong> sì poten-<br />
te città degli etrusci, rivale <strong>di</strong> Roma lin<br />
da'tempi del suo fondatore, la quale con-<br />
tese a palmo a palmo il terreno a quel<br />
popolo invasore per 3 secoli e mezzo cir-<br />
ca, e lini coll'essere deserta. Questa bra-<br />
ni, i poi ha ben altra forza in coloro, che<br />
s'occupano della storia antica de'popoli<br />
italiani e de'monuoienti superstiti; im-<br />
perocché riconoscere il sito <strong>di</strong> Veii etnisca<br />
e le vestigia che ne rimangono,porta <strong>di</strong> ne-<br />
ce*silà l'incontrastabile conseguenza, che<br />
la storia romana de' primi 3 secoli non è<br />
una favola, come da alcuni si pretende<br />
con audacia sostenere ; e che trovando<br />
concorde lo stato delle cose esisteuli con<br />
VEI 5<br />
quello che narrano Dionisio, Livio e al-<br />
tri scrittori autorevoli, ragion vuole che<br />
si concluda essere questi scrittori veri-<br />
<strong>di</strong>ci ancora ne' fatti che più non esisto-<br />
no. Ora essendo il soggetto <strong>di</strong> tanta im-<br />
portanza da potersi dedurre conseguenza<br />
<strong>di</strong> tanto peso, non deve recar meraviglia,<br />
se i dotti de' secoli passati, come<br />
quelli del presente, s'affaticarono in rin-<br />
tracciar il sito della città con que' mez-<br />
zi eh' erano in loro poterete convien <strong>di</strong>-<br />
re a gloria <strong>di</strong> Veii, che niuna città antica<br />
dopo Roma abbia avuto tanti ingegni<br />
che ne abbiano indagato il sito, i monu-<br />
menti e la storia. Nel voi. XIII, p. 296,<br />
parlando <strong>di</strong> Civita Castellana^ registrai<br />
ad hoc l'opere <strong>di</strong> Cesarò, Corso, Maria-<br />
ni, Mazzocchi con 3 opere, Castiglione,<br />
Famiano Nard'mi, Perazzi, Zauchi, Mo-<br />
relli, oltre quelli ricordati negli articoli<br />
Ne pi e Sutri, e <strong>di</strong> altre città vescovili e-<br />
trusche, nelle quali non poco ragionai <strong>di</strong><br />
Veio e de'veienti. Si devono pure tenere<br />
presenti gli articoli Toscana, nella par-<br />
te che ragiono dell'antica Etruria ; e Vi-<br />
TERBOjSiccome capitale dell'Etruriao To-<br />
scana pontificia, nella descrizione ezian*<br />
<strong>di</strong>o de'luoghi che compongono la sua va-<br />
sta provincia e delegazione. Zanchi in ta-<br />
le provincia, detta pure Patri/nonio <strong>di</strong><br />
s. Pietro, vi riconosce il dominio <strong>di</strong> Ve-<br />
io; e aggiunge che nel dominio veientano<br />
si comprendeva ancora il Campo<br />
Faticano, <strong>di</strong>poi <strong>di</strong>venuto tanto celebre.<br />
E osserva mg. r<br />
Nicolai che il tratto <strong>di</strong><br />
campagna che chiamasi Campo Vatica-<br />
no, comprendendo i colli Vaticani, ov'è<br />
oggi la basilica <strong>di</strong> s. Pietro, insieme alle<br />
colline da ponte Molle al Gianicolo, tut-<br />
to era territorio veientano e denominato<br />
Settepagio forse perchè comprendeva<br />
7 castelli o ville de' veienti (<strong>di</strong> essi riparlai<br />
nel voi. LI V, p. 206, e ne' parecchi artico-<br />
li che vi hanno relazione). Loda anch'e-<br />
gli la bellezza e fecon<strong>di</strong>tà delle vistose<br />
campagne veieuti, che invogliarono i romani<br />
a conquistarle, eccellenti pel grano<br />
e altri usi, ma uon già pel vino uou già.
6 VEI<br />
<strong>di</strong>to da' romani, forse perchè feccioso e<br />
grosso. Dall'altro canto, essendo Veio la<br />
città etnisca più vicina a Roma, fu tra le<br />
prime a concepir gelosia della sua nascen-<br />
te e quin<strong>di</strong> sempre crescente grandezza,<br />
e perciò fu la sia principale nemica. Ma<br />
patte de'summentovati e altri scrittoli,<br />
per mancanza <strong>di</strong> que' lumi, che fornisce<br />
la critica archeologica d'oggidì; parte per<br />
un soverchio amore <strong>di</strong> pre<strong>di</strong>lezione mu-<br />
nicipale, tutti volendo tirar Veio alle pro-<br />
prie patrie; parte per una specie <strong>di</strong> gara<br />
intemperante e urto personale, si allon-<br />
tanarono dal sito in modo che non vi è<br />
quasi luogo fra Martignano, l'Isola Far-<br />
nese, Ponzano (eli cui nel voi. LV11I, p.<br />
ia4)> Civita Castellana (<strong>di</strong>stante meno<strong>di</strong><br />
38 miglia da Roma per l'o<strong>di</strong>erna strada<br />
postale), Gallese, Baccano (<strong>di</strong> cui nel<br />
voi. LVIII, p. 1 17), che non sia stato cre-<br />
duto il sito <strong>di</strong> Veio, cioè nel pretendere<br />
<strong>di</strong> volerlo stabilire si andò vagando en-<br />
tro una circonferenza <strong>di</strong> sopra 60 mi-<br />
glia. Le ricerche fatte espressamente in<br />
proposito,cominciarono nel secolo XV, e<br />
continuarono fino ad oggi.HNibby ripor-<br />
ta semplicemente le principali seguenti<br />
opinioni, senza confutarle, e poi <strong>di</strong>chiara<br />
la sua autorevole. Biondo seguendo quel-<br />
la del poeta Francesco Fiano,collocò Veii<br />
a Ponzano; Volaterrano seguito dal Fulvio,<br />
alla Meana, presso la terra <strong>di</strong> Fiano<br />
(presso <strong>di</strong> essa, <strong>di</strong> cui parlai nel voi. L, p.<br />
p. 7 i,e nel luogo denominato Lago Puz-<br />
zo, 3*28 ottobre i856 dopo forte deto-<br />
nazione si manifestò un'eruzione vulca-<br />
nica, e quin<strong>di</strong> si formò nel centro un cra-<br />
tere e nuovo lago d'acqua sulfurea; pa-<br />
re riproduzione <strong>di</strong> preesistente vulcano,<br />
attesa la denominazione del vocabolo, seb-<br />
bene a memoria d'uomini non si conosca.<br />
Ne parla l'///2>u/H <strong>di</strong> Roma,t. 23, p. 332);<br />
Giovanni Annio,CesareNiccolini e Leandro<br />
Alberti, a Martignano; Cluverio, ne'<br />
<strong>di</strong>ntorni <strong>di</strong>Scrofano(e seguito dal moderno<br />
Calindri, come rilevai nel descriver-<br />
lo nel voi. LVIII, p. 128); il Castiglione<br />
e il Mico, sostenuti poi dal Mazzocchi, e<br />
VEI<br />
più recentemente dui Morelli, a Civita<br />
Castellana (per cui fu scolpito nel fron-<br />
tespizio del palazzo pubblico : Qui sle-<br />
terunt Vejos } nunc renovare licet); ed<br />
il Degli Effetti a Belmonte (monte <strong>di</strong>rupato<br />
<strong>di</strong> tufa vulcanica fra Castel Nuovo<br />
e Scrofano, nel territorio <strong>di</strong> questo, ma<br />
più vicino a quello, a sinistra della via<br />
Flaminia, nella cui sommità fu già il<br />
castello omonimo con sua chiesa della<br />
<strong>di</strong>ocesi <strong>di</strong> Porto ). Tutti questi scrittori<br />
sostennero la loro opinione in modo cha<br />
fa pietà (sic) vedere sopra quali frivole<br />
circostanze si appoggiassero, quanto po-<br />
co conoscessero il criterio archeologico,<br />
e come trascurassero, travolgessero, e mutilassero<br />
ancora l'autorità de' classici. Fa<br />
miano Nar<strong>di</strong>ni con quell'acutezza d'ingegno<br />
che lo <strong>di</strong>stingue, e riconobbe l'emulo<br />
Mazzocchi, malgrado la scarsezza<br />
de' lumi che a suo tempo si a ve. ino su que<br />
sta materia, ne <strong>di</strong>mostrò vittoriosamen-<br />
te il sito all'Isola Farnese (con Discor-<br />
so ira'estigath'OfSlainpalo nel 1 647 in Roma<br />
con figure) e ne' <strong>di</strong>ntorni, appoggia-<br />
to strettamente all'autorità de' classici ed<br />
alle ispezioni locali, e fu seguito da Lu-<br />
ca Olstenio e dal Fabretti : l'osservazio-<br />
ni e le scoperte fatte iu questo nostro se-<br />
colo, hanno <strong>di</strong>mostrato con quantogiu<strong>di</strong>zio<br />
e criterio avesse colto nel segno. La<br />
sua opera, che modestamente intitolò:<br />
L'antico Velo, andò esposta a 3 insolen-<br />
ti repliche del Mazzocchi. Il Perazzi ni-<br />
pote del Nar<strong>di</strong>ni nel 1 654 espose all'os-<br />
servazioni, ossia alla Lettera ed apolo'<br />
già, ch'è lai." produzione ueli653 pub-<br />
blicata dal Mazzocchi, da Nibby qualifi-<br />
cato inetto scrittore, coli' operetta intito-<br />
lata : La Scopetta. Nel secolo seguente,<br />
cioè neli768,l'avv. Zauchicon un'altra<br />
opinione (che rimarcai nel voi. LVIII, p,<br />
1 16 e 1 17, parlando <strong>di</strong> Formello e <strong>di</strong><br />
Baccano, e rilevando il meraviglioso spa-<br />
zio <strong>di</strong> pianura <strong>di</strong>stinto in liste <strong>di</strong>ritte a<br />
guisa <strong>di</strong> scanalature cui sono <strong>di</strong>visi i cam-<br />
pi, da Formello all'Isola Farnese e da<br />
questa verso Roma, com'era formulo pi e-
V E I<br />
Giumente il territorio Veiente), che Veii<br />
fu nel Munte Lupoli, nel suolo e territo-<br />
rio <strong>di</strong> sua patria Campagnano, parte del<br />
ciglio orientale del cratere e del bosco<br />
<strong>di</strong> Baccano, 18 miglia lungi da Roma,<br />
appoggiandosi principalmente a' cuoi»<br />
coli antichi e moderni fatti pel <strong>di</strong>seccamelo<br />
del cratere, ch'egli prese balordamente<br />
(sic) pel cunicolo celebre <strong>di</strong><br />
M. Furio Camillo. Lasciando da canto<br />
tutti i raziocini de' moderni, il Nibby<br />
seguendo strettamente a ciò che gli scrii*<br />
tori antichi ci hanno lasciato <strong>di</strong> positivo<br />
sulla situazione <strong>di</strong> questa città, colla scor-<br />
ta <strong>di</strong> questi ne indagò il sito; e siccome<br />
questo per la <strong>di</strong>stauza da Roma, le cir-<br />
costanze topografiche, l'estensione del pe-<br />
rimetro, e gli avanzi esistenti corrispon-<br />
deva a ciò che si legge <strong>di</strong> Veii etrusca<br />
piesso gli antichi scrittori, concluse che<br />
ivi fu quella città. Dopo avere osservato<br />
che ingiustamente gli scrittori moderni<br />
<strong>di</strong> sovente tacciarono in globo quegli an-<br />
tichi <strong>di</strong> trascuranza nel determinare le<br />
<strong>di</strong>stanze de' luoghi, per le varianti che<br />
alle volte s'incontrano fra uno scrittore<br />
e l'altro; ricorda che la critica insegna<br />
doversi accordare maggior cre<strong>di</strong>to ad<br />
uno scrittore, piuttosto che ad un altro,<br />
secondo la qualità del soggetto che trat-<br />
tano, l'epoca in cui fiorirono e lo scopo<br />
ch'ebbero nello scrivere. Quin<strong>di</strong> in una<br />
questione, come questa, del sito d'una<br />
città, i geografi e gli storici debbousi pre-<br />
ferire agli oratori e a' poeti ; e fra gli sto-<br />
rici que' che vissero in epoche anteriori,<br />
a quelli che scrissero quando le traccie<br />
e le tra<strong>di</strong>zioni si erano o <strong>di</strong>leguate o almeno<br />
illangui<strong>di</strong>te. Così Dionisio, che vis-<br />
se 22 anni in Roma e lasciò una storia<br />
tanto accurata, che visitò i luoghi che<br />
descrive, che fiori sotto Augusto, quando<br />
Veii non solo non era stata <strong>di</strong>men-<br />
ticata, ma era risorta come municipio<br />
romano, devesi per ogni riguardo, trat-<br />
tandosi <strong>di</strong> Veii, anteporre ad Eutropio,<br />
sofista e trascurato compen<strong>di</strong>atole della<br />
storia romaua da lui de<strong>di</strong>cala a Valeu-<br />
VEI 7<br />
te, che visse sempre in oriente, ed ebbe<br />
inoltre la <strong>di</strong>sgrazia d'essere stato il suo<br />
lavoro stranamente interpolato con ag-<br />
giunte da Paolo Diacono nel secolo IX.<br />
A tuttociò deve aggiungersi che le cifre<br />
de' numeri sono andate soggette ad alterazioni<br />
per l'ignorau/.a de' copisti, onde<br />
tali varianti piuttosto che attribuirle alla<br />
trascuratezza degli scrittori, debbonsi<br />
riconoscere per negligenze degli ama-<br />
nuensi. Dionisio descrive Veii nella gia-<br />
citura, nella <strong>di</strong>stanza e nella grandez-<br />
za, come <strong>di</strong>ssi in principio, <strong>di</strong>chiaran-<br />
dola la città etrusca più potente e più<br />
vicina a Roma. Nell'epitome pubblica-<br />
ta dal car<strong>di</strong>nale Mai si legge: » Essere<br />
la città de' veienti per nulla inferiore a<br />
Roma, ontl' essere abitata, possedendo<br />
un territorio vasto e fertile, io parte<br />
montuoso, in parte piano, <strong>di</strong> aria purissima<br />
ed ottima per la salute degli uo-<br />
mini, come quella che non aveva pa-<br />
lu<strong>di</strong> vicino, donde si alzassero esalazioni<br />
gravi, né alcun fiume che tramandas-<br />
se aure fredde <strong>di</strong> buon mattino, uè scar-<br />
seggiatile d'acque e queste non condotte,<br />
ma sorgenti, copiose e ottime a bersi ".<br />
Dionisio pertanto positivamente porta a<br />
100 sta<strong>di</strong> incirca la <strong>di</strong>stanza fra Roma e<br />
Veii, i quali calcolati 8 a miglio, ne se-<br />
gue che Veii era 12 miglia e mezzo <strong>di</strong>-<br />
stante da Roma; e con lui s'accorda la<br />
carta Feutingeriana, la quale in<strong>di</strong>cando<br />
le stazioni della via Cassia, ed ommetteudo<br />
per sistema le frazioni, pone Veii 12<br />
miglia lontano da Roma. Questi due documenti<br />
sono precisi. Ma coloro che non<br />
vollero veder chiaro in una cosa da per se<br />
stessa chiarissima, ricorsero a Livio, il<br />
quale pone in bocca ad Appio Clau<strong>di</strong>o,<br />
nell'orazione per eccitar il popolo alla<br />
guerra contro Veii, esser <strong>di</strong>stante vicesi-<br />
inu/11 lapidali, in conspectu propc Urbis<br />
nostrae aiimuiin oppugiialionetn perfer-<br />
re piget. Per cui conclusero i sostenitori<br />
dell'altre opinioni coulra il Nar<strong>di</strong> ni e i<br />
seguaci suoi, che Veii fu circa 20 miglia<br />
luDgi da Roma. L'espressione <strong>di</strong> Livio fu
8<br />
VEI<br />
vaga e il suo senso non fu compreso. Egli<br />
non parlò della <strong>di</strong>stanza <strong>di</strong> Veii, ma de'<br />
combattimenti, che intorno a quella cit-<br />
tà avvenivano fra' i vali corpi dell'eser-<br />
cito romano attendali ad una certa <strong>di</strong>-<br />
stanza, ed i veienti; ed alcuni <strong>di</strong> essi era-<br />
no certamente 3 e più miglia <strong>di</strong> là da Veii,<br />
onde tenere in soggezione gli etrusci e spe-<br />
cialmente i capenati ed i falisci. D'altron-<br />
de Veii stando quasi a vista <strong>di</strong> Roma, e<br />
dentro il raggio <strong>di</strong> 20 miglia, la proposi-<br />
zione <strong>di</strong> Appio regge sempre, senza che<br />
ne segua che Veii dovesse intendersi si-<br />
tuato alla <strong>di</strong>stanza <strong>di</strong> circa 20 miglia.<br />
Soggiungono però che Eutropio la colloca<br />
18 miglia <strong>di</strong>stante; ma Entropio non<br />
deve preferirsi a Dionisio, pegli errori dal<br />
i.° fatti nel descrivere altre <strong>di</strong>stanze, ed<br />
enumerati dal critico Nibby, e perciò non<br />
doversene far conto. Dionisio non in<strong>di</strong>ca<br />
soltanto la <strong>di</strong>stanza, ma descrive minu-<br />
tamente il sito <strong>di</strong> Veii; e la carta Peutin-<br />
geriana, oltre la <strong>di</strong>stanza, la <strong>di</strong>rezione<br />
rispetto a Roma, cioè la via Cassiajquin<strong>di</strong><br />
se seguendo tale antica Strada <strong>di</strong> Ro-<br />
tila (P'.), alla <strong>di</strong>stanza da Roma <strong>di</strong> circa<br />
i 2 o 1 3 miglia esiste un luogo, che corri-<br />
sponde alla descrizione <strong>di</strong> Dionisio; se<br />
oltre questo vi rimangono avanzi visibi-<br />
li <strong>di</strong> sepolcri, recinto <strong>di</strong> mura, e nodo <strong>di</strong><br />
molte vie che ivi mettono da varie <strong>di</strong>re-<br />
zioni, crede il dotto Nibby che bastereb-<br />
be per <strong>di</strong>mostrare che ivi fu la città <strong>di</strong><br />
Veii. A compimento poi <strong>di</strong> questa <strong>di</strong>mo-<br />
strazione, si aggiungano le memorate sco-<br />
perte fatte nel 181 o presso l'Isola Farne-<br />
se, cioè 1 2 miglia e mezzo lontano da Ro -<br />
ma sulla via Cassia, <strong>di</strong>lapi<strong>di</strong> importan-<br />
tissime, nelle quali <strong>di</strong> altro non si parla<br />
che <strong>di</strong> Veii e de' Veienti ; quin<strong>di</strong> oggi è<br />
un fatto <strong>di</strong>mostrato che ivi fu quella fa-<br />
migerata città, e dalla descrizione dello<br />
stalo presente de'luoghi, che toccherò poi,<br />
si vedrà quanto esatta sia la descrizione<br />
<strong>di</strong> Dionisio, e per conseguenza quanto cre-<br />
<strong>di</strong>to egli meriti in queste ricerche a pre-<br />
ferenza <strong>di</strong> qualunque altro.<br />
L'etimologia del nome <strong>di</strong> questa cit-<br />
VEI<br />
tàdeve rintracciarsi nella lingua etrusca,<br />
e non nella voce Vela <strong>di</strong> Feslo o Paolo<br />
suo compen<strong>di</strong>atore, poiché questi forse<br />
con allusione agli eccellenti veienti arti-<br />
sti <strong>di</strong> cocchi ed a' valenti loro conduttori<br />
de'medesimi, <strong>di</strong>ce tutt'altro : Veia apud<br />
Oscos (o tuscos) <strong>di</strong>cebatur plaustru/n,<br />
unde velarti slìpiles in plaustro et vectu-<br />
ra, veitura (0 velatura.) Così è ignoto il<br />
suo fondatore, che alcuni suppongono<br />
Properzio, il quale fu certamente re de*<br />
veienti, secondo Servio, scoliaste o com-<br />
mentatore <strong>di</strong> Virgilio, che <strong>di</strong>ce il luco e<br />
famoso tempio <strong>di</strong> Feronia presso Capena<br />
(della quale feci cenno nel voi. LV1II,<br />
p. i2ie seg., <strong>di</strong>cendo <strong>di</strong> Ci vitella, Lepriguano<br />
e Morlupo,ed altrove con Gallet-<br />
ti ancora),fu e<strong>di</strong>ficato coll'aiuto de' veien-<br />
ti da' figli del re Properzio mandati a<br />
Capena, non però che fondassero questa,<br />
la quale può essere stata fondata da' veienti<br />
a misura che estesero il loro domi-<br />
nio fino alla riva del Tevere. Delle città<br />
etrusche vicine a tal fiume, Capena non<br />
fu certamente delle più oscure, quantunque<br />
non si contasse mai come una lucumonia<br />
particolare (cioè una delle prin-<br />
cipali città etrusche, e il cui principe o<br />
capo particolare si <strong>di</strong>sse lucumone), e si<br />
riguardò piuttosto come una <strong>di</strong>pendenza<br />
<strong>di</strong> Veii, colla quale fu sempre strettamente<br />
unita (nella carta topografica <strong>di</strong><br />
Capena e sue a<strong>di</strong>acenze, che osservo nel<br />
Galletti, nel suo Discorso <strong>di</strong> Capena<br />
municìpio de* romani e del castello dì<br />
Civilucula, i territori! de'capenati e de'<br />
veienti sono separati dalla via Flaminia).<br />
Il medesimo Servio, chiosando le paro-<br />
le dell'Eneide: Tuin Salii ad canlusj<br />
ci ha conservata la tra<strong>di</strong>zione, che alcu-<br />
ni credevano essere stati i salii istituiti<br />
da Morrio re de' veienti, perchè venisse<br />
co' loro canti lodato Aleso figlio <strong>di</strong> Net-<br />
tuno, stipite della famiglia <strong>di</strong> quel re. I<br />
due re Properzio e Morrio appartengono<br />
all'epoca primitiva della storia <strong>di</strong> Veii,<br />
in qual tempo però particolarmente fio-<br />
rissero uou è uoto al Nibby, uè chi <strong>di</strong>
V E I<br />
loro fosse il più antico. Ma il nome ili<br />
Moi rio o Morio pare identico a quel <strong>di</strong><br />
Mamurio, che secondo la tra<strong>di</strong>zione più<br />
comune era stato il fabbro degli allei-<br />
li o scu<strong>di</strong> sagri, de' quali i salii servivansi<br />
nelle loro danze sagre, <strong>di</strong> cui il nome<br />
era sovente ripetuto nel carmen saliare.<br />
De' sacerdoti salii parlai ne' voi. LX, p.<br />
i3o,LXXXlII,p.3i4eallrove. Nel Ve-<br />
to illustralo dal Zanchi, parlando egli<br />
sull'origine della città, secondo l'insinua-<br />
zione del Theuli, Teatro hi<strong>storico</strong> <strong>di</strong>Veltetri,<br />
non trovo i nominati re veienti, ma<br />
bensì un re O<strong>di</strong>o o Veio figlio <strong>di</strong> Gome-<br />
ro o Cornerò re d'Italia, nato da Jafet e<br />
perciò nipote <strong>di</strong> Noè, al quale Veio dà 5o<br />
anni ili regno. Crede quin<strong>di</strong> che Veio fu<br />
fondata da Gomero e le <strong>di</strong>e il nome del<br />
figlio Veio, ovvero che questi slesso ne<br />
fu il fondatore e le <strong>di</strong>e il proprio nome,<br />
<strong>di</strong>cendolo fiorito ai 06 anni avanti<br />
la nostra era, e che dal padre <strong>di</strong> lui tras-<br />
se la denominazione il piccolo fiume <strong>di</strong><br />
Cremerà, che nasce nella valle <strong>di</strong> Bacca-<br />
no, dove prima era un piccolo lago <strong>di</strong>-<br />
seccato dal principe <strong>di</strong>Campagnano Ago-<br />
stino Chigi, essendo già stato <strong>di</strong>minuito<br />
per mezzo <strong>di</strong> emissari particolari, i quali<br />
furono presi dal Zanchi pe' cunicoli fo-<br />
rati da' romani per espugnar Veli. Nel-<br />
1' ultimo <strong>di</strong>seccamento, eseguito versoi!<br />
1 738, lo scolo si scaricò nel Cremerà og-<br />
gi Valca o Varca. Quanto all'etimologia,<br />
riporta il parere dell'Alberti, che seguen-<br />
do Ceroso, narra essere costume degli sci-<br />
ti <strong>di</strong> fabbricar le città con de Vejo carri,<br />
così chiamati forse da Vehendo, come at-<br />
ti al trasporto delle cose. Tali Fej uniti<br />
insieme sembravano mura ,<br />
e servivano<br />
a 'citta<strong>di</strong>ni non meno <strong>di</strong> fortificazioni che<br />
d'abitazioni. Laonde da'earri co'quali for-<br />
inossi la città, questa si<strong>di</strong>sse Veio. Il Boli-<br />
<strong>di</strong> nelle Memorie storiche del lago Sab-<br />
batino, <strong>di</strong> Trevigiana, Slitti ec, seguendo<br />
l'opinioni del Zanchi, ignorando quel-<br />
le del Nibby, conclude che perciò la città<br />
<strong>di</strong> Veio vanta per la sua origine una pri-<br />
mazia su tulle l'altre città etrusche clje<br />
VEI 9<br />
le stavano per <strong>di</strong>r così alle spalle. All'e-<br />
poca della fondazione <strong>di</strong> /Ionia, j53 an-<br />
ni innanzi l'era corrente, Veii certamen-<br />
te esisteva e il suo territorio era vasto;<br />
imperocché escludendo quello de'ca pena-<br />
ti, de' nepesini e de' sulrini, che sicura-<br />
mente un tempo furono <strong>di</strong>pendenze <strong>di</strong><br />
Veii , occupava tutto il tratto sulla riva<br />
destra del Tevere, fra il confluente del ri-<br />
vo oggi detto <strong>di</strong> Frocoio nuovo, e la fo-<br />
ce sinistra del Tevere nel mare. E den-<br />
tro terra risalendo il corso <strong>di</strong> detto rivo<br />
e <strong>di</strong> là in linea retta pe'cappuccini <strong>di</strong> Bia-<br />
110, e Belmonte e Campagnano chiudeva<br />
dentro il cratere <strong>di</strong> Baccano , i laghi <strong>di</strong><br />
Stracciacappe già Fapirano, e quello <strong>di</strong><br />
Martignano già Alsietino, e così andava<br />
a raggiungere la riva del gran lago Sab-<br />
batino oggi <strong>di</strong> Bracciano fino al suo emis-<br />
sario naturale, ossia al corso dell'Arrone,<br />
il quale da quel punto fino al mare ser-<br />
viva <strong>di</strong> confine fra' veienti eCeri oggi Cer-<br />
veteri (V.), <strong>di</strong> cui anche nel voi. XLI, p.<br />
189 e 190 e altrove. Il Tevere lungo tut-<br />
to il tratto soprain<strong>di</strong>cato era il confine<br />
naturale fra'veienti e il Lazio (V.), confinechefusanziouato<br />
dopo lamoited'Enea.<br />
Quin<strong>di</strong> il Alo/ite Gianicolo ed il Va-<br />
ticano (/'.), sebbene al presente in parte<br />
siano chiusi eulro le Mura <strong>di</strong> Roiiia[P^.),<br />
all' epoca della sua fondazione non solo<br />
non facevano parte della città, ma nep-<br />
pure del suo territorio, come narrai in ta-<br />
li articoli. La prima volta che i veienti<br />
compariscono nella storia è sotto Romo-<br />
.'<br />
lo i re e fondatore <strong>di</strong> Roma, quando cioè<br />
dopo la morte <strong>di</strong> Tazio re<strong>di</strong> Sabina (V.),<br />
avendo gli abitanti della città sabina <strong>di</strong><br />
Fidate V.), consangui nei de' veienti, pre-<br />
[<br />
date alcune barche cariche <strong>di</strong> viveri, che<br />
Crustumeri colonia <strong>di</strong> Roma (laqualecolonia<br />
avea due agri ubertosi, uno <strong>di</strong> qua<br />
dal Tevere ne'posse<strong>di</strong>menti latini, uno ili<br />
là ne'posse<strong>di</strong>menti etruschi) a questa in-<br />
viava pel fiume per la carestia che l'af-<br />
fliggeva; perciò attirarono contro <strong>di</strong> loro<br />
lo sdegno <strong>di</strong> Romolo, il quale corse ad as<br />
salirli, li viuse e s'impadronì della loro
io YEI V E I<br />
città, che multò d'una parte del terrilo- nicolensi), costituirono il patrimonio dei-<br />
rio, e fece presi<strong>di</strong>ale da 3oo soldati. I ve- la tribù perciò appellata Rurnulia o Ro-<br />
ìenti non potevano vedere <strong>di</strong> buon animo milia, ." e questa fu la i delle romane Trie<br />
senza gelosia questo posto avanzato de' bu rustiche. Il eh. cav. A. Coppi lesse due<br />
romani, posto importantissimo riguardo Dissertazioni nell'accademia romana <strong>di</strong><br />
a loro, poiché <strong>di</strong>rimpetto a Fidene è la Archeologia, che le pubblicò nel t. 5 delle<br />
valle<strong>di</strong> Cremerà, perla quale dopo 6 mi- Dissertazioni della medesima, cioè a p.<br />
glia circa <strong>di</strong> cammino si giunge a Veii, 285 quella su Vejo, ed a p. 3i3 l'altra<br />
.senz'aleuti ostacolo naturale. Quin<strong>di</strong> in- dt'Settcpagì. Parlando de'confini del suo<br />
limarono a Romolo <strong>di</strong> ritirare il presi<strong>di</strong>o territorio, <strong>di</strong>ce che avea un'estensione <strong>di</strong><br />
da Fideue e <strong>di</strong> restituire a'fidenati le ter- circa 3oo miglia quadrate, ossia <strong>di</strong> circa<br />
re. Il bellicoso re <strong>di</strong> Roma non <strong>di</strong>e peso 36,ooo rubbia. Conviene che presso le<br />
a tali domande, e perciò essi passato il rovine <strong>di</strong> Veio si costrinse ne' tempi <strong>di</strong><br />
Tevere presso Fidenes'accamparouo eoo mezzo un castellodetto Isola, il quale nel-<br />
esercito poderoso in luogo appartato. Ilo- la decadenza della famiglia Orsini che lo<br />
molo si recò tosto a porre i suoi allog- possedeva, sembra che sia passato nel do-<br />
giamenli inFidene stessa. Venuti allema- minio della Farnese, dalla quale prese<br />
ni, lai. 3<br />
battaglia restò indecisa; però nel- nuova denomiuazioue.Quanto a Sette Pa-<br />
la 2." per un'imboscata i veieuli furono gi, egli <strong>di</strong>ce ignorarsi precisamente dove<br />
<strong>di</strong>sfatti, e sebbene nel combattimento pò- fossero tali regioni de' veienti; ma sicco-<br />
chi pei isserò, i superstiti nel passare il Te- me erano contigui al Tevere, con qual-<br />
vere a nuoto si annegarono nella più par- che probabilità gli assegnò in territorio<br />
te. Ardendo i veienti <strong>di</strong> vendetta, toma- le seguenti tenute, che sono appunto sul»<br />
rono in campo e furono <strong>di</strong> nuovo scon- la destra del fiume nell'antico territorio<br />
fitti, perdendo inoltre il campo e tutte le de'veienti, e <strong>di</strong> tutto ne fece l'ili ustrazio-<br />
bagaglie. I veienti perciò costretti a do- ne storica ed eru<strong>di</strong>talo' rispettivi proprie-<br />
uuandar la pace, l'ottennero con tregua tari, fra'quali <strong>di</strong>verse spettano al capitoperi<br />
oo anni, a con<strong>di</strong>zione <strong>di</strong> cedere a'ro- lo Vaticano. Torricella , Prati <strong>di</strong> Tor<strong>di</strong><br />
mani tutta quella partedel territorio pros- Quinto, Tor <strong>di</strong> Quinto (ove si crede fosse<br />
sima a Roma sulla riva destra delTeve- il baluardo meri<strong>di</strong>onale veicolano), Cre-<br />
se, che designavasi col nome <strong>di</strong> Sette Pa- scenza, Inviolata, Inviolatella, Muratella,<br />
gi, probabilmente per 7 villaggi e forse Valca e Valchetla, Prima Porta e Frasmuniti<br />
ch'erano sparsi nella contrada, e sineto, Pietra Pertusa,ÌVLilborghetto, Ca-<br />
d'astenersi dalle Saline (/'.) che aveano sai delle Grotte, Procojo nuovo, Procojo<br />
alla foce del fiume, e dessero 5o ostaggi vecchio. Sommano le medesime a rubbia<br />
per sicurezza. Questo trattato fu scolpito 342. La regione è attraversata dali'anti-<br />
a perenne memoria sulle colonne. I pri- ca via Flaminia, e ne'tempi <strong>di</strong> mezzo fu<br />
gionieri vennero restituiti; e quelli che talvolta detta Collina. Avverte poi nella<br />
preferirono <strong>di</strong> rimanere in Roma ebbero Dissertazione <strong>di</strong> f^ejo, che del territorio<br />
da Romolo la citta<strong>di</strong>nanza, e terre sulla veiente una porzione è fuori dell'o<strong>di</strong>erno<br />
riva sinistra del fiume. Tutto narrano Li- Agro Romano, e che in quello erano per<br />
vio e Dionisio. Paolo poi compen<strong>di</strong>atole avventura compresi i territorii <strong>di</strong> Riauo,<br />
<strong>di</strong> Festo racconta, che le terre da Piomo- <strong>di</strong> Castel Nuovo <strong>di</strong> Porto, <strong>di</strong> Scrofano,<br />
lo in quella circostanza acquistale sulla <strong>di</strong> Formello, <strong>di</strong> Cesano, <strong>di</strong> Campagnano<br />
sponda destra del Tevere, cioè pri net pai-<br />
e <strong>di</strong> Anguillaia, luoghi tutti esistenti nel-<br />
inente la catena de'monti Gianicoleusi e la Co tu a rea <strong>di</strong> Roma, perciò in quest'ai'-<br />
Vaticani, nella quale erano quelle 7 boi- ticolo brevemente li descrissi. Egli trattò<br />
gale (delle ancora Iacinteo estremila Già- quin<strong>di</strong> della porzione che prubabilmcn-
VE I<br />
(e era compresa nell' attuale Agro Romano,<br />
cioè: i.° Dell'Isola Farnese e delle<br />
tenute ad essa più vicine sino alle vigne<br />
<strong>di</strong> Rouia , che enumera e descrive, so-<br />
pra un territorio <strong>di</strong> rubbia 5 190; giun-<br />
ge sino alla via Cassia, e comprende tra'<br />
suoi confitti l'albergo e la posta della Stor-<br />
ta, della quale parlai nel voi. LYIII, p.<br />
1 1 7. 2. De'Sette Pagi. 3.° Di Galera. 4.<br />
Di s. Rullino. Deh.° e del 2.° trattò nel<br />
tomo citato, del 3." e del 4-° nel t. 7, p.<br />
347 e 387. Di tutte le tenute comprese<br />
in tali lerritorii egualmente il dolio cav.<br />
Coppi ne fece l'illustrazione slorica ed e-<br />
ru<strong>di</strong>ta.Si può anche vedere mg.' Nicolai,<br />
AIemorie sulle Campagne <strong>di</strong> lìoina , il<br />
quale nel t.i principalmente ne ragiona,<br />
in uno all'ubicazione <strong>di</strong> Veiu nell'o<strong>di</strong>er-<br />
na tenuta dell'Isola Farnese, già proprie-<br />
tà dell'antica e chiara famiglia de' Far-<br />
nesi duchi <strong>di</strong> Parma, e perciò ne prese<br />
il nome, o piuttosto ella lo prese dal luogo<br />
chiamato cosi da' boschi <strong>di</strong> Fargue<br />
(Fargna lo stesso che Faruia ,<br />
Quercus<br />
latifolia, sorte d'albero che non dà frutto,<br />
il cui legno è molto duro e leggiero. E<br />
una specie <strong>di</strong> quercia a foglie larghe. Di-<br />
cesi Farneto il luogo piantato <strong>di</strong> Farnie.<br />
Altre notizie analoghe riporterò parlan-<br />
do nell'articolo Viterbo, ilei comune <strong>di</strong><br />
Farnese, detto già anche Farneto, altra<br />
antichissima proprietà dell'illustre fami-<br />
glia, dalla quale essa più probabilmente<br />
assunse il cognome, e non dall'Isola Far-<br />
nese, il cui acquisto lo fece quando già lo<br />
portava, per cui dal suo cognome derivò<br />
all'Isola l'aggiunto <strong>di</strong> Farnese); non che<br />
del territorio Veieutano,quale fosse e del-<br />
la qualità delle sue terre. Ritorno alla<br />
storia de'veienti col Nibby. La pace tra<br />
essi e i romani durò quasi 70 anni; poi-<br />
ché l'anno 88 <strong>di</strong> Roma sotto il suo 3.° re<br />
Tulio Ostilio si ruppe nuovamente a ca-<br />
gione de'iìdenati. A questi avendo quel<br />
re iutimato<strong>di</strong> reudergli conto della con-<br />
dotta tenuta da loro durante la <strong>di</strong>fferenza<br />
insorta fra'romani egli albani, i fidenati<br />
invece <strong>di</strong> <strong>di</strong>scolparsi, chiusero le porte<br />
VEI 11<br />
della città, ed armatisi introdussero trup-<br />
pe ausiliarie per parte de'veienti, rispondendo<br />
agli arnbasciatori.che dopo la mor-<br />
te <strong>di</strong> Romolo nulla aveano da fare co'romani,<br />
essendosi a quell'epoca sciolto qua-<br />
lunque impegno contralto. Tulio quin<strong>di</strong><br />
preparossi alla guerra e chiamò in aiuto<br />
gli albani, secondo il trattato conci uso do-<br />
po il famoso combattimento degli Orazi<br />
e de'Curiazi. Fu da' fidenati invocato il<br />
soccorso de'veienti, e questi passato il Te-<br />
vere presso Fidene si unirono con loro.<br />
Usciti in campo si schierarono nella de-<br />
stra, ed i fidenati nella sinistra; dall'al-<br />
tro canto Tulio co' romani si oppose a'<br />
veienti, e Mezio Suffezio cogli albani a'<br />
fidenati. Seguì la battaglia fra I' Aniene<br />
e Fidene; il re <strong>di</strong> Roma malgrado il tra<strong>di</strong>mento<br />
<strong>di</strong> Mezio e degli albani riportò<br />
una segnalata vittoria, prima rovesciando<br />
i fidenati e poi i veienti , come si ha<br />
da Livio e da Dionisio. La morte <strong>di</strong> Tul-<br />
io seguila circa 12 anni dopo non mise<br />
fine a questa guerra fra' romani e i ve-<br />
ienti, poiché si riaccese sotto il suo succes-<br />
sore Anco Marzio, il quale dopo aver rac-<br />
colto un esercito poderoso <strong>di</strong> romani e<br />
d'alleati uscì in campagna e cominciò dal<br />
mettere a guasto le terre de'veienti, on-<br />
de ven<strong>di</strong>car i danni ch'essi aveano reca-<br />
to nell'anno precedente alle terre devo-<br />
niani. I veienti passato il Tevere s'accam-<br />
parono sotto le mura<strong>di</strong>Fidene: Anco, come<br />
superiore in cavalleria, troncò a' ve-<br />
ienti la ritirata, e poi li forzò a combattere<br />
e li sconfisse. Concluse con loro una<br />
tregua, che ben presto fu rotta da' veien-<br />
ti coli' animo <strong>di</strong> ricuperare i Sette Pagi<br />
perduti sotto <strong>di</strong> Romolo: la battaglia fu<br />
data presso le Saline, e finì colla sconfit-<br />
ta totiile de'veienti, che perderono allo-<br />
ra la Selva Mesia (leggo in mg.' Nicolai,<br />
parlando delle tenute Salsare o Campo<br />
Salino, confinanti col territorio <strong>di</strong> Porlo<br />
e altre tenute, che in questi luoghi do*<br />
vea continuare la Selva Mesia e parte e*<br />
rano le Saline che Anco tolse a' veienti,<br />
con altre iu vicinanza d'Ostia; e leggo nel
il V E I<br />
cav. Coppi, ragionando della Selva Me-<br />
sia e <strong>di</strong> Selva Can<strong>di</strong>da, che non si co-<br />
nosce precisamente ove fosse, sapersi ben-<br />
sì che una porzione dell'antico territorio<br />
etrusco, e probabilmente veiente,ne'tem-<br />
pi dell'impero fu detto Selva Nera e quia-<br />
<strong>di</strong> Can<strong>di</strong>da, pel da me narrato a Porto.<br />
In questa contrada nel secolo XII trovasi<br />
una selva detta Magia, che (orse ha ana-<br />
logia col vocabolo Mesia. In<strong>di</strong> il Coppi<br />
passa a trattare d'alcune tenute, comin-<br />
ciando da s. Ruffino t che sono presso la<br />
via Cornelia alla destra dell' Amelia , e<br />
ad occidente delle vigne <strong>di</strong> Roma. Il nome<br />
ili s. Raffina lo prese dal sepolcro della<br />
martire, fu sede vescovile e col nome<br />
pure <strong>di</strong> Silva Can<strong>di</strong>da, in<strong>di</strong> riunita a<br />
quella <strong>di</strong> Porto), e lutto il tratto <strong>di</strong> terreno,<br />
che avevano fra 'Sette Pagi e il ma-<br />
re. Fu allora che Anco per conservare le<br />
sue conquiste sulla riva destra del Teve-<br />
re, dominare la navigazione <strong>di</strong> questo fiume<br />
e <strong>di</strong>fendere la spiaggia, non che to-<br />
gliere a'veienti ogni speranza <strong>di</strong> mai più<br />
posseder le saline, e<strong>di</strong>ficò la colonia romana<br />
d' Ostia alla foce del Tevere nel<br />
Me<strong>di</strong>terraneo sulla riva sinistra, ed apri<br />
in quella parte nuove saline (in<strong>di</strong> <strong>di</strong>venne<br />
sede vescovile e la i.' suburbicaria unita<br />
poi a quella <strong>di</strong> / tlletri, nel cpiale articolo<br />
i ilei ii ole recenti e importanti sue notizie).<br />
Cosi,(\\ceL\y\o:Usq ne ad3Jare Imperinrn<br />
jirolalnm, et in ore Tyberis Ostia Urbs<br />
eon<strong>di</strong>la. Osserva Dionisio, che costruendo<br />
Anco tal città : Effìcit ut Roma non<br />
Me<strong>di</strong>terranei* tantum sed etiam marim's<br />
palens Transmarina quoque bona<br />
degustarci. Nuova guerra si accese fra'<br />
romani e i veienti sotto Tarquinio Prisco<br />
etrusco tarquiniese e re <strong>di</strong> Roma, che come<br />
capitano della cavalleria erasi principalmente<br />
<strong>di</strong>stinto nella battaglia delle Sa-<br />
lme, regnando ii predecessore. Di questa<br />
guerra Livio non fa menzione, sibbene<br />
Dionisio. In essa al solilo i veienti furono<br />
sconfìtti (perciò vanno corretti Zanchi ed<br />
altri illustratori <strong>di</strong> Veio, che franca meo-<br />
le asserirono; Veio niauteuue la guerra<br />
VEI<br />
contro i romani per 90 anni; ha più da-<br />
te, che ricevute sconfitte da' romani) in<br />
modo da non osar più d'uscire dalla cit-<br />
tà, ed essere costretti a rimanere spetta-<br />
tori de'guasti enormi, che i romani facevano<br />
alle loro terre. Quella guerra firn<br />
colla battaglia d' Erelo (<strong>di</strong> cui nel voi.<br />
LXX.VI, p. 47 eseg.), la (piale pose Tar-<br />
quinio in grado d'essere riconosciuto come<br />
signore <strong>di</strong> tutte le città dell'Etruria,<br />
lasciando nel resto adesse la libertà <strong>di</strong> go-<br />
vernarsi a modo loro, e non ritenendo che<br />
una specie d'alto dominio. Gli etruschi in<br />
riconoscimento dell'alto dominio gli por-<br />
tarono in dono l'insegne colle quali solevano<br />
ornare i loro re, cioè la corona d'o-<br />
ro, il trono d'avorio, lo scettro sovrastato<br />
dall'aquila, la tunica <strong>di</strong> porpora ricamata<br />
d'oro, il manto <strong>di</strong> porpora varialo. E<br />
siccome ogni re delle XII città etrusche<br />
era accompagnato da un littore con fascio<br />
<strong>di</strong> verghe e scure, perciò a Tarquinio Pri -<br />
sco fu concesso <strong>di</strong> farsi accompagnare da<br />
12 <strong>di</strong> delti littori, già istituiti da Romo-<br />
lo. Pare che gli etruschi si assoggettaro-<br />
no a questo re come loro connazionale,<br />
per cui dopo la sua morte non vollero ri-<br />
conoscere il successore. Livio parla <strong>di</strong><br />
un' altra guerra, ch'ebbero a sostenere i<br />
veienti contro re Servio Tullio, successore<br />
<strong>di</strong> Tarquinio Prisco, che nella battaglia<br />
d'Ereto avea dato prove <strong>di</strong> gran valore;<br />
guerra che però sembra essere stata quel-<br />
la slessa che Dionisio attribuisce al detto<br />
Tarcpiinio. Questa fu l'ultima guerra fra<br />
Veio e Roma durante il governo de' 7<br />
suoi re. Tuttavolta Servio Tullio volendo<br />
ingran<strong>di</strong>re il territorio <strong>di</strong> Roma, tol-<br />
se una parte del veiente , e vi stabilì la<br />
nuova Tribù rustica Veientina, come no-<br />
tai in quell'articolo. Io qui devo ricordale,<br />
quanto in più luoghi narrai. La Quadriga<br />
<strong>di</strong> creta de' veienti fu stimata una<br />
delle 7 cose fatali <strong>di</strong> Roma antica , alla<br />
<strong>di</strong> cui conservazione nella medesima era<br />
attaccata la salute e la gloria dell' eterna<br />
città; argomento svolto eru<strong>di</strong>tissimamente<br />
da Caucellieii.Aveudo Tarquinio il Su-
VEI<br />
pcrbo, ultimo re <strong>di</strong> Roma, intrapreso il<br />
compimento del Tempio <strong>di</strong> Giove Capi-<br />
tolino (l.), per ornarne il fastigio or<strong>di</strong>nò<br />
a un vasaio <strong>di</strong> Veio (oa più artefici, come<br />
<strong>di</strong>ssi nel voi. LXXV11I, p. 88), unti qua-<br />
driga <strong>di</strong> creta rappresentante il cervo <strong>di</strong><br />
quel Nume. La quadriga posta nella for-<br />
nace a cuocersi meravigliosamente s'in-<br />
grandì tanto, che convenne romperla per<br />
cavarla fuori. Con superstizione i<br />
veienti<br />
riguardarono questo portento, come un<br />
evidente presagio della futura grandezza<br />
del popolo, <strong>di</strong>e sarebbe rimasto posses-<br />
sore del carro, e perciò ricusarono <strong>di</strong> con-<br />
segnarlo a'romani, i quali però colla for-<br />
za se ne impadronirono e lo collocarono<br />
sul detto tempio. Tutto il fatto viene nar-<br />
ralo da Festo parlando della romana Por-<br />
ta Ratumena, <strong>di</strong>cendo che un auriga <strong>di</strong><br />
\ eio, stando gareggiando nella corsa de'<br />
carri , fu dall' indomita fu«a de' corsieri<br />
rapito fluo ad essa, e ivi venne rovesciato.<br />
Altrettanto raccontano Plutarco e Solino.<br />
Giuseppe Lorenzi, Varia sacra Genti-<br />
Unni, nel t. 7 del Thes. <strong>di</strong> Gronovio, p.<br />
i5o, lesse il passo <strong>di</strong> Servio in questo modo,<br />
sulle 7 cose fatali <strong>di</strong> Roma. Acns Ma-<br />
tris Deiiin; Quadriga ficlilis; f'ejentorum<br />
cineresjOrestissceptriim, sive Priami;<br />
liioneij Palla<strong>di</strong>ani; Ancilia. Onde<br />
avendolo malamente interpunto (poiché<br />
non sono nominate da Servio le ceneri<br />
de' veienti, ma solo Quadriga fictilìs Ve-<br />
Jorum), erroneamente attribuisce al Pon-<br />
tefice Massimo l'uso <strong>di</strong> questa quadriga <strong>di</strong><br />
creta, che mai non ebbe. Frattanto spen-<br />
ta in Roma da L. Giunio Drillo la tiran-<br />
nia <strong>di</strong> Tarquinio il Superbo, gli etrusci a<br />
cui ricorse, condotti da Porsenna lucumone<br />
o re <strong>di</strong> Chiusi, lo vollero riporre sul<br />
trono. 1 primi ad entrare in quella lega e<br />
ad uscire in campagna, secondo Dionisio<br />
e Livio, furono i veienti e que'<strong>di</strong> Tarqui-<br />
nia (V.). La battaglia si <strong>di</strong>e presso la sel-<br />
va Arsia (pare ov'èal presente la tenuta<br />
Insugherata presso la via Cassia, circa 3<br />
miglia fuori dell'o<strong>di</strong>erna Porta del Popo-<br />
lo, poiché ebbe luogo prima che i colle-<br />
VEI i3<br />
gali traversassero il fiume): essa fu acca-<br />
nita, sanguinosa eindecisa (<strong>di</strong>ce Livioche<br />
nella notte seguente si udì una gran vo-<br />
ce dalla selva Arsia, che si credette quel-<br />
la dello stesso nume Silvano, che nella<br />
battaglia era morto un etrusco <strong>di</strong> piìi, e<br />
che perciò la vittoria era de' romani), e<br />
vi perirono dal canto de'romani il 1 ,° con-<br />
sole stesso L. Giunio Tìruto, da quello de-<br />
gli etruschi Arunte Tarquinio figlio ilei<br />
re Tarquinio Superbo cacciato da Roma.<br />
L'esercito de'veienli e de'tarqniniesi riti-<br />
rossi nelle loro terre rispettive. Nella pa-<br />
ce fatta fra Roma e Porsenna , fu resti-<br />
tuito a' veienti lutto il territorio, eh' era<br />
stato conquistalo da Romolo e da Anco<br />
Marzio; ma dopo la rotta avuta da A mu-<br />
le figlio <strong>di</strong> Porsenna sotto la città d'Aricia,<br />
oggi Riccia f/^, ette il re avea man-<br />
dato a occupare colla metà dell'esercito<br />
(il quale in gran parte perì con Arunte<br />
sepolto nel monumento che si vede in Al-<br />
bano, e invece <strong>di</strong>cesi degli Oiazi e Curia-<br />
zi), e l'ospitalità accordata da'romaiti agli<br />
avanzi dell' esercito etrusco (e per quegli<br />
episo<strong>di</strong> famosi d'ar<strong>di</strong>re e <strong>di</strong> valore ripetu-<br />
tamente narrati altrove), Porsenna resti-<br />
luì a'romani questo stesso territorio, per<br />
testimonianza <strong>di</strong> Dionisio e Livio. Finché<br />
durò l'influenza <strong>di</strong> Porsenna e della sua<br />
famiglia sullecose della confederazione etrusca,i<br />
veienti rimasero tranquilli; mor-<br />
to lui gli affari cambiarono aspetto. I ve-<br />
ienti non potevano <strong>di</strong>menticar la per<strong>di</strong>ta<br />
della parte più ricca del loro territorio,<br />
che mentre erano sul punto <strong>di</strong> ricuperare<br />
eia stala <strong>di</strong> nuovo ceduta a' romani<br />
da Porsenna con atto arbitrario e <strong>di</strong> pu-<br />
ro potere, giacché sebbene egli avesse po-<br />
tuto allegare il <strong>di</strong>ritto <strong>di</strong> conquista sopra<br />
quella terra, i veienti non<strong>di</strong>meno aveano<br />
contribuito con tutte le loro forze alla<br />
guerra contro Roma. Durò la tregua 23<br />
anni; finalmente nell'anno 271 <strong>di</strong> Roma,<br />
profittando delle turbolenze inlestinede'<br />
romani , i veienti si mossero. Fu contro lo-<br />
ro spe<strong>di</strong>to il console Cornelio Cosso, che<br />
ricuperò la preda, che aveano falla nel-
4 VE I VE I<br />
le terre romane; ed avendo i veienti man- altrettante truppe richieste alle colonie e<br />
data un'ambasceria, restituì loro i prigio- alle città soggette: i latini e gli eroici som-<br />
DÌ, me<strong>di</strong>ante un riscatto, accordando lo- ministrarono il doppio <strong>di</strong> gente <strong>di</strong> quella<br />
io un anno <strong>di</strong> tregua. Tuttavolta i veienti a loro richiesta; ma i romani rendendo<br />
tornarono a fare scorrerie nell'agro roma* grazie alla loro buona volontà, accettano<br />
3 anni dopo: il senato mandò loroam- rono soltanto la metà de'soccorsi. Per ri-<br />
bascialori a ripeter lecose tolte; essi scher* serva <strong>di</strong>nanzi la città ea guar<strong>di</strong>a delle lo-<br />
mironsi <strong>di</strong>cendo non essere veienti i sac- roteile levarono due altre legioni <strong>di</strong> gio-<br />
cheggiatori, ma etrusci d'altri cantoni;*** vani, onde potessero opporsi a qualche<br />
tanto nel tornare a Roma gli ambasciato- scorreria nemica improvvisa. Di più,que'<br />
ri, s'imbatterono in altri veienti che por- che aveano oltrepassalo gli auni dell' età<br />
tavano via la preda dell'agro romano. U- militare, ma che potevano ancora portar<br />
dendo questo il senato decretò sdegnato 1' armi, furono lasciati in Roma a <strong>di</strong>fesa<br />
la guerra contro i veienli, e or<strong>di</strong>nò a'due delle mura e della fortezza. I due consoli<br />
consoli d'uscir in campagna. Malgrado condussero l'esercito presso Veii, e si at-<br />
l'opposizionede'tribuniji due consoli mar- tendarono separatamente sopra due colli<br />
ciarono, e posero il campo separatamente non molto <strong>di</strong>stanti fra loro. I veienti eranun<br />
dall' altro non lungi da Veii. Non o- si accampati fuori della città, con un eser*<br />
sando i veienti d' uscire, essi <strong>di</strong>edero il cito forte e valoroso formato cogli aiuti<br />
guasto alle terre quanto più poterono, e giunti da tutta l'Elruria, dove i più ri-<br />
tornarono a Roma pe'quartieri d'inver- chi aveano assoldato ipoveri, onde era più.<br />
no. Nell'anno seguente 2y.5 essendo con- numeroso <strong>di</strong> molto del romauo esercito,<br />
soli Cesone Fabio e Spurio Furio, gli e- Pertanto i consoli giu<strong>di</strong>carono non esser<br />
trusci si posero in movimento e tennero opportuno venire alle mani, e più pruun<br />
congresso generale per decidere se do- dente il temporeggiare; onde siconten*<br />
vesserò muoversi contro Roma; i veienti ^<br />
tarono rimaner chiusi nel campo e <strong>di</strong> far<br />
implorarono caldamente l'aiuto <strong>di</strong> tutta scaramuccie. Gli etrusci mal soffrendo<br />
la nazione contro <strong>di</strong> Roma, e finalmente trarre a lungo la guerra, stimolavano i<br />
si decise, che a ciascuno fosse lecito d'ar- romani con tutti i mo<strong>di</strong> e rampognava-<br />
rolarsi volontariamente in aiuto de' ve- no la loro viltà, per non uscir a combat*<br />
ienti, e si presentò una buona mano <strong>di</strong> vo- tcre: essi dall'altro canto vedendosi pa-<br />
lontari. In Roma dopo vivi <strong>di</strong>i>attimenli droni dell'aperto salivano ogni dì più in<br />
e opposizioni per parte d' Icilio tribuno orgoglio. Avvenne frattanto, che un fui*<br />
della plebe, fu deciso che Cesone Fabio mine caduto sulla tenda <strong>di</strong> Manlio, speznssumesse<br />
il comandodell'esercilo contro zolla , rovesciò i lari e il focolare , mac*<br />
i veienti. Questo consoleo<strong>di</strong>ato da'soldati chiò, arse e consumò l'armi, uccise il più<br />
per la parte avuta nella morte <strong>di</strong> Spu- bello de' cavalli, che il console montava<br />
rio Cassio, si vide lo scandalo d'un'insu- nelle battaglie, ed alcuni servi. Questo<br />
bor<strong>di</strong>nazione militare,poichè abbandona- fatto riguardato come un pro<strong>di</strong>gio infau-<br />
rono il campo circa la mezzanotte e tor- sto, mosse il console a consultar gli au«<br />
itarono in Roma, i veienli conosciuta la guri, i quali <strong>di</strong>chiararono, che ciòannun-<br />
partenza de' romani spogliarono il cam- ziava la presa del campo, e la morte de<br />
pò, e si portarono a depredatele tene li- capitaui principali. Manlio a evitare le<br />
mitrofe del territorio nemico. Nell'anno conseguenze dell'avvenimento <strong>di</strong> questa<br />
seguente in Roma i nuovi consoli Caio pre<strong>di</strong>zione,o l'effetto morale prodottone<br />
Manlio e Marco Fabio per senatus-con- soldati , sulla mezzanotte abbandonò il<br />
sullo levarono un nuovo esercito compo- campo, e condusse l'esercito a quello del<br />
sto ciascuno <strong>di</strong> due legioni romane e <strong>di</strong> collega Fabio. Nel dì seguente gli elru-
V E f<br />
sci nppresero da alcuni prigionieri l' acca<br />
dulo,econfortati lia'loro aruspici mon-<br />
tarono in gran<strong>di</strong> spei anze,giu<strong>di</strong>cando <strong>di</strong>e<br />
i numi erari per loro. Essi perciò andarono<br />
a occupare il campo abbandonato<br />
da'romani, e se ne servirono come d'un<br />
punto d'attacco contro il campo supersti-<br />
te , ponendo lutto in opera per fare risolverei<br />
romani a un'azione decisiva. Ma<br />
i consoli quanluuque fossero pieni <strong>di</strong> co-<br />
raggio, poca fiducia a veano ne'soldati che<br />
<strong>di</strong> malavoglia eransi armati, come mal-<br />
coutenti della condotta de' patrizi nelle<br />
leggi agrarie. Laonde risolsero <strong>di</strong> restar<br />
chiusi nel campo, acciò i nemici <strong>di</strong>venis-<br />
sero vieppiù insolenti e pungessero I' a-<br />
inor propriode'soldali, perchè questi in-<br />
sorgessero in massa e domandassero d'an-<br />
dar contro il nemico; e così appunto av-<br />
venne. Imperocché gli etrusci non contenti<br />
<strong>di</strong> provocar audacemente i romani<br />
con ogni sorta <strong>di</strong> contumelie, chiamando-<br />
li vigliacchi e codar<strong>di</strong>, che tenevansi rin-<br />
chiusi e non osavano mostrarsi, comincia-<br />
rono a formar una specie <strong>di</strong> controvalla-<br />
zione per cingerli e quin<strong>di</strong> forzarli alla<br />
resa. Allora i soldati romani corsero con<br />
alte grida alle tende de'consoli, per esser<br />
condotti alla battaglia. Fabio li chiamò a<br />
conclone, e co' rimproveri e colle promes-<br />
se gl'infiammò in modo che giurarono <strong>di</strong><br />
non tornar a Roma, se non dopo vinto<br />
il nemico. Uscirono pertanto dal campo,<br />
e gli etrusci fecero altrettanto; giunti in<br />
luogo opportuno si schierarono io or<strong>di</strong>ne<br />
<strong>di</strong> battaglia: l'ala destra era comandala<br />
dal console Manlio, la sinistra da<br />
Quinto Fabio già due volle console, e ab<br />
loia legato consolare e pro-pretore; il cen-<br />
tro dal console M. Fabio. L' urto fu ter-<br />
ribile, l'ala destra fece piegar gli etrusci;<br />
la sinistra fu sul punto d'erser circonda-<br />
ta, e perde il suo capitano Q. Fabio, che<br />
cadde coperto <strong>di</strong> ferite. A soccorso <strong>di</strong> que-<br />
sl' ala corse il console Fabio colle coorli<br />
scelte del centro e respinse i nemici. Mentre<br />
così <strong>di</strong> nuovo si equilibrava la pugna,<br />
il console Maulio fu mortalmente ferito e<br />
VEI i5<br />
trasportato al campo, onde venne lo semn-<br />
piglìo ne' suoi : a frenarlo corse il collega<br />
Fabio, e gli etrusci desistettero dall'assa-<br />
lire quest'ala; concentratisi però continuarono<br />
a combattere con gran furore, e<br />
molti perdettero de'loro, ma molti anco-<br />
ra uccisero de' romani. Gli etrusci che a-<br />
veano occupalo il campo abbandonato da<br />
Manlio, erano fino allora rimasti sempli-<br />
ci spettatori della pugna; peròa quel pun-<br />
to uscirono, e credendo che il presi<strong>di</strong>o la-<br />
sciato nel campo romano da Fabio fosse<br />
debole, andarono ad assalirlo. Essi non<br />
s'ingannarono: il campo non era guarda-<br />
to che da pochi soldati pro<strong>di</strong>, il rimanen-<br />
te consisteva in mercanti, vivan<strong>di</strong>eri, fab-<br />
bri ec.,gente poco alta a combattere. I romani<br />
non<strong>di</strong>meno fecero una resistenza o-<br />
stinata; ma allorché il console Manlioben-<br />
che ferito gravemente, volle accorrere col-<br />
la cavalleria a soccorso de'suoi, cadde da<br />
cavallo e per l'acerbità delle ferite non po-<br />
tè rialzarsi e morì, ed insieme con lui pe-<br />
rirono i più valorosi, onde gli etrusci liberamente<br />
penetrarono nel campo. An-<br />
nunziala a Fabio tale sciagura, volò a li-<br />
berare il campo e vi pervenne pel valore<br />
<strong>di</strong> Tito Siccio legato e pro-pretore; quin<strong>di</strong><br />
instancabile tornò <strong>di</strong> nuovo a combat-<br />
tere, finché il tramontar del sole pose termine<br />
a quella terribile giornata. Osserva<br />
Dionisio, a cui devonsi tutti questi particolari,<br />
che l'esercito romano era compo-<br />
sto <strong>di</strong> 20,000 legionari e <strong>di</strong> 1200 cavalli;<br />
e che le truppe degli alleati ammontavano<br />
ad altrettanti soldati, cosicché in tutti<br />
ascende vano a 42,400 uomini; che la bat-<br />
taglia ebbe principio poco prima <strong>di</strong> mez-<br />
zodì e si prolungò fino al tramontar del<br />
sole; che vi perirono dal canto de'roma-<br />
ni i detti console e pio pretore, e molti tri-<br />
buni e centurioni, quanti mai forse non<br />
erano periti in altri gran<strong>di</strong> combattimen-<br />
ti. Tuttavia la battaglia restò indecisa, e<br />
i romani cantarono vittoria , perchè la<br />
notte seguente gli etrusci si ritirarono abbandonando<br />
il campo: l'indomani questo<br />
fu saccheggiato da' romani, e dopo aver
16 VEI<br />
dato sepoltura a "loro morti tornarono al<br />
proprio campo, dove Fabio chiamò a con*<br />
cione I' esercito, e rese le lo<strong>di</strong> dovute a'<br />
pro<strong>di</strong>. Dopo qualche giorno ritornò col-<br />
l'esercito in Roma, ricusò il trionfo e ab<strong>di</strong>-<br />
cò il consolato, non polendo più agire per<br />
la gravità delle ferite riportale. L'anno<br />
seguente che fu il 277<br />
dell'era <strong>di</strong> Vario-<br />
ne, furono eletti consoli Cesone Fabio per<br />
la 3." volta, e Tito Virginio Tricosto : al<br />
2. toccò in sorte la guerra contro i veien-<br />
ti. La campagna si apri alsolito colle scor-<br />
rerie; ina queste costarono carea'romani,<br />
i quali furono colti all'improvviso, e sen-<br />
za il valore <strong>di</strong> Tito Siccio sarebbero stati<br />
tutti spenti. I soldati sparpagliati si riunirono<br />
insieme sul far della sera sopra un<br />
colle, dove passarono la notle. I veienti ve<br />
li asse<strong>di</strong>arono. In tal frangente il console<br />
non trovò allro scampo, che quello <strong>di</strong><br />
chiamare in soccorso il collega. Questi<br />
giunse in tempo: i veienti posti in rotta<br />
si ritirarono a Veii, dove furono insegui-<br />
ti da' romani, che posero il campo sopra<br />
un luogo forte vicino alla città. Di là sac-<br />
cheggiarono le terre veientane, e carichi<br />
<strong>di</strong> spoglie tornarono in Roma. Da quell'e-<br />
poca cominciò per parte de'veienli un sistema<br />
<strong>di</strong> guerra ladroneccia incomo<strong>di</strong>s-<br />
sima per Roma : uscivano le legioni romane<br />
in campagna, essi chiudevausi nel-<br />
la città: partivano le legioni, essi scorre-<br />
vano e saccheggiavano le campagne lino<br />
alle porte <strong>di</strong> Roma. Questo mise in ansie-<br />
tà il senato, dalla quale l'amor patrio del-<br />
la gente Fabia lo tolse. Dappoiché Del-<br />
l' anno 276 <strong>di</strong> Roma presentatisi i Fabii<br />
al senato, per organo <strong>di</strong> Cesone Fabio <strong>di</strong>-<br />
chiararono: Aver la guerra veienle bisogno<br />
piuttosto d' un presi<strong>di</strong>o permanente<br />
che d'uno grande; quin<strong>di</strong> che il senato<br />
prendesse pur cura dell'altre guerre, la-<br />
sciasse i veienti a'Fabii: ch'essi avrebbero<br />
mantenuta sicura la maestà del nome<br />
romano; essere questa una guerra per lo-<br />
ro, come<strong>di</strong> famiglia, ed aver intenzione<br />
<strong>di</strong> farla a spese proprie; che la repubblica<br />
andasse per questa esente da sommi-<br />
V E I<br />
nistrar soldati e da spese. A queste magnanime<br />
offerte, il senato rese loro grazie<br />
insigni, ed accettò con un senatus-consul-<br />
to l'offerta generosa: i Fabii ebbero l'or-<br />
<strong>di</strong>ne <strong>di</strong> trovarsi pronti l'indomani coll'armi<br />
nel vestibolo della casa del console. In-<br />
fatti ivi si raccolsero, e in numero <strong>di</strong> 3o(><br />
scorrendo la città col console alla testa,<br />
accompagnati da una gran turba <strong>di</strong> co-<br />
noscenze e d* amici, e dal popolo, e pas-<br />
sando <strong>di</strong>nanzi il Campidoglio fecero voti<br />
a'Nurni per la felicità della loro impresa.<br />
Uscirono <strong>di</strong> Roma per l'arco destro della<br />
porla Carmcnlale.e si portarono al Cre-<br />
merà, dove parve loro opportuno il sito<br />
per esser munito, e <strong>di</strong> servir da castello al<br />
presi<strong>di</strong>o. Il Cremerà, oggi Valca, in quel<br />
punto separava il territorio romano dal<br />
veienle: il luogo <strong>di</strong>cesi da Dionisio taglia-<br />
to a picco, quin<strong>di</strong> sembra a Nibby dover-<br />
si riconoscere in quel monte <strong>di</strong>rupato a<br />
sinistra della via Flaminia, dove questa<br />
è attraversata dal Cremerà circa G miglia<br />
lungi da Roma sulla ripa destra <strong>di</strong> quel<br />
rivo, e precisamente dominante l'osteria<br />
della Valchelta. Essi non potevano sce-<br />
gliere luogo più acconcio per tener a freno<br />
i veienti, per dominar tutta la valle<br />
del Cremerà fino a Veii, per guardare<br />
tutto il tratto dell'agro romano, ch'essendo<br />
il più vicinoal veienleera il più espo-<br />
sto alle loro scorrerie, e finalmente per-<br />
chè posto ad egual <strong>di</strong>stanza fra Veii e Roma,<br />
e prossimo al Tevere. Vi fabbricarono<br />
un castello, che prese il nome <strong>di</strong> Cremerà.<br />
Da quel momento i veienti trova-<br />
ronsi paralizzati nelle loro scorrerie; i Fa-<br />
bii però aveano sotto gli occhi la parte<br />
più ubertosa del territorio veienle che<br />
scorrevano e depredavano da ogni Iato,<br />
massime gli armenti. I veienti procurarono<strong>di</strong><br />
snidarli, ma non potendo riuscir-<br />
vi colle sole loro forze, invocarono il soc-<br />
corso degli altri etrusci, e li assalirono:<br />
i Fabii furono soccorsi da Roma pel con-<br />
sole Emilio, e pervennero a mettere in<br />
rotta gli etrusci a' Sassi Rossi, luogo co-<br />
sì dello dalle rupi <strong>di</strong> tufa rossa, stazione
VE I<br />
oggi detta Prima Porta. Questa vittoria<br />
lese i Fabii più baldanzosi: dopo esser<br />
<strong>di</strong>morali due anni iu quel loro castello,<br />
ed aver fatto scorrerie ad una determi-<br />
nala <strong>di</strong>stanza, cominciarono ogni giorno<br />
più ad allontanarsi, e i veicoli dal canto<br />
loro cercarono <strong>di</strong> attirarli, finché un gior-<br />
no, fìngendo <strong>di</strong> fuggire, li attirarono in<br />
un'imboscata e li trucidarono lutti l'anno<br />
279 <strong>di</strong> Roma a'i3 <strong>di</strong> febbraio (secondo<br />
Ovi<strong>di</strong>o, e nel mese <strong>di</strong> giugno al riferire <strong>di</strong><br />
Plutarco). Sembra inverosimile che tutti<br />
i 3o6 Fabii fossero spenti iu uu punto e<br />
in luogo ov'eransi recati per un sagiifizio,<br />
come altri vogliono, avendo lascialo in<strong>di</strong>-<br />
feso il castello <strong>di</strong> Cremerà. Sembra che il<br />
racconto più veri<strong>di</strong>co sia, che gli eli usci<br />
avendo <strong>di</strong> nascosto preparato uu nume-<br />
roso esercito, allettati i Fabii a inoltrarsi<br />
lontani dal presi<strong>di</strong>o per inseguire e pre-<br />
dare greggi <strong>di</strong> pecore, ed armenti <strong>di</strong> bovi<br />
e cavalli appositamente mandali da' veicoli<br />
fuori de' castelli spesse volte; in una<br />
notte collocarono in luoghi opportuni le<br />
insi<strong>di</strong>e per piombare sui romani, e in-<br />
viando a scorta <strong>di</strong> molto bestiame alcu-<br />
ni armati. Scopertosi il bestiame da' Fa-<br />
bii, lasciato al castello uu presi<strong>di</strong>o suffi-<br />
ciente, si gettarono su' custo<strong>di</strong> del bestiame<br />
che fìnsero fuggire. Ma mentre i Fa-<br />
bii senza sospetti riconduce vano il bestia-<br />
me,d'ogni parte furono circondati da' ne-<br />
mici, e comechè sbandati ne restarono fa-<br />
cili vittime.In<strong>di</strong> i veienti corsero ad assali-<br />
re il castello, e dopo valorosa <strong>di</strong>fesa con-<br />
venne a' Fabii cedere al numero e tutti<br />
perirono, vendendo care le loro vite, per<br />
avere i veienti perduto un 3.° dell'eser-<br />
cito. Della gente Fabia vuoisi che restas-<br />
se un sol fanciullo lasciato in Roma, dal<br />
quale provenne Fabio Massimo (che van-<br />
ta a stipite l'o<strong>di</strong>erna nobilissima famiglia<br />
de' Massimo, come notai ne' voi. L, p.<br />
3og, LXX V I, p. 1 2, e altrove) ; ma ere-<br />
desi ch'esistessero altri Fabii, anco pel<br />
riflesso, che le leggi romane astringeva-<br />
no ogni pubere al matrimonio. La stra-<br />
ge de'Fabii rese il luogo e il piccolo iìu-<br />
VOL. LXXXIX.<br />
VEI 17<br />
me Cremerà famosi. Tale giorno della<br />
sconfitta de' Fabii fu da' romani anno-<br />
verato tra' nefasti, e la porta per la qua-<br />
le erano usciti da Roma i Fabii fu chiamala<br />
scellerata. I veienti uniti agli altri<br />
elrusci, ebbri per tal vittoria, andarono<br />
in massa alla volta <strong>di</strong> Roma, e posero il<br />
campo sul Gianicolo, 16 sta<strong>di</strong> <strong>di</strong>stante<br />
dalla città, cioè in quella parte de' colli<br />
Gianicolensi oggidì denominati colli Va-<br />
ticani. Di là passando il Tevere si por-<br />
tarono fino al tempio della Speranza vec-<br />
chia, ch'era nelle vicinanze dell'o<strong>di</strong>erna<br />
Porta Maggiorerà ivi si venne alle mani<br />
con esilo dubbio: si combattè nuovamente<br />
presso la porta Collina, quasi col-<br />
lo stesso risultalo. Finalmente due balta-<br />
glie più decisive si <strong>di</strong>edero, l'ultima del-<br />
le quali sul Gianicolo stesso; allora i ve-<br />
ienti e gli etrusci dopo gravi per<strong>di</strong>te do-<br />
vettero ritirarsi. L'anno seguente i veien-<br />
ti si collegarono co' sabini, ma furono in-<br />
teramente <strong>di</strong>sfatti sotto le mura <strong>di</strong> Veii<br />
dal console Publio Valerio. Questa guer-<br />
ra ebbe fine nell'anno appresso, essendo<br />
console C. Manlio: questi concluse con<br />
loro una tregua <strong>di</strong> \o unni, me<strong>di</strong>ante un<br />
tributo iu grano e in denaro. Tale tregua<br />
non durò tanto tempo, poiché fìu dal 3 1 1<br />
i veienti commisero depredazioni nell'e-<br />
stremità dell'agro romano : la guerra pe-<br />
rò non cominciò formalmente che 7 an-<br />
ni dopo. 1 veienti erano allora governati<br />
da un re, denominato lars Toluinnius<br />
(sulla voce Lars si può vedere il voi.<br />
LXXVIU, p. 85), cioè il re Tolumnio.<br />
Questi fece ribellar la colonia romana <strong>di</strong><br />
Fidene,e per comprometterla interamen-<br />
te or<strong>di</strong>nò loro d'ucciderei legati romani,<br />
ch'erano stali spe<strong>di</strong>ti per chiedere ragio-<br />
ne <strong>di</strong> tal novità. Dopo questo misfatto, i<br />
veienti ei fìdenati prevedendo le conse-<br />
guenze nou aspettarono i romani, ma pas-<br />
sarono l'Auieue- Si venne ad una zuffii<br />
ostinala, nella quale sebbeue i romani ri-<br />
manessero vincitori perderono non<strong>di</strong>meno<br />
molta gente. Quin<strong>di</strong> i romani determinarono<br />
d'eleggere un <strong>di</strong>ttatore, e lu
i8 V EI<br />
scelta cadde su Mamerco Emilio. Sua<br />
prima cura fu <strong>di</strong> liberare il territorio romano<br />
dalle devastazioni nemiche, e per-<br />
ciò respinse i collegali <strong>di</strong> là dall'Amene.<br />
Egli slesso passò quel fiume, ed accani -<br />
possi in quella specie <strong>di</strong> penisola, che tro-<br />
vasi al confluente <strong>di</strong> questo fiume col Te-<br />
vere. Frattanto un nuovo soccorso era<br />
giunto a' collegati, cioè i falisci. Teuuto<br />
consiglio, i veieuti e i fìdenati erano <strong>di</strong><br />
parere <strong>di</strong> trarre in lungo la guerra: i fa-<br />
lisci però, essendo più lontani, espressero<br />
il desiderio <strong>di</strong> venir prontamente ad una<br />
battaglia decisiva; onde Tolumnio per<br />
non <strong>di</strong>sgustarli l'intimò pel dì seguente.<br />
Questa si <strong>di</strong>e sotto le mura <strong>di</strong> Fidene :<br />
l'ala destra fu occupata da' veieuti, la si-<br />
nistra da' falisci, ed il centro da' fidatati;<br />
inolile essendo i veieuti più numerosi,<br />
spe<strong>di</strong>rono <strong>di</strong>etro i colli che aveano sulla<br />
sinistra, un corpo <strong>di</strong> truppe che dovea attaccar<br />
il campo romano durante la mi-<br />
schia e far così una potente <strong>di</strong>versione.<br />
Ma ben altrimenti andò la faccenda : la<br />
battaglia fu decisa all'istante; l'infante-<br />
ria etrucca non potè sostener l'urto deb<br />
le legioni romane; uon così la cavalle-<br />
ria, ch'era comandala da Tolumnio stes-<br />
so ; essa resisteva ancora, quando Aulo<br />
Cornelio Cosso tribuno militare, o secondo<br />
altri console, vedendo che i romani<br />
cedevano dovunque portavasi il re <strong>di</strong>Veii,<br />
corse ad investirlo e l'uccise (onde le sue<br />
spoglie opime depose nel tempio <strong>di</strong> Gio-<br />
ve Ferelrio, come notai nel voi. LV III,<br />
p. i84)- Questo fatto terminò la sconfit-<br />
ta dell'esercito collegato. Cosso passato<br />
il Tevere colla cavalleria <strong>di</strong>e il guasto<br />
al territorio veiente, e l'esercito romano<br />
al suo ritorno nel campo apprese che il<br />
corpo veiente spe<strong>di</strong>to per assalirlo era<br />
stato ezian<strong>di</strong>o compiutamente <strong>di</strong>sfatto.<br />
Malgrado questa rotta i veieuti, invitati<br />
<strong>di</strong> nuovo da' loro costanti alleati i fìdena-<br />
ti, passarono 3 anni dopo l'Aniene e si<br />
accamparono <strong>di</strong>nanzi la porta Collina <strong>di</strong><br />
iloma, profittando della circostanza d'u-<br />
na fiera pestilenza che affliggeva la città.<br />
V E I<br />
1 romani per nulla sgomentali, crearono<br />
<strong>di</strong>ttatore Aulo Ser\ilio, il quale or<strong>di</strong>nò<br />
<strong>di</strong> slar pronti sul far del giorno ad uscir<br />
in campo, e tutti quelli ch'erano in ista-<br />
to <strong>di</strong> portar l'armi le presero. 1 collega-<br />
li non li aspettarono, ma ritirarono sul-<br />
l'allure verso Nomcnlo (F.) t dove il <strong>di</strong>t-<br />
tatore li raggiunse e sconfisse. Di ritor-<br />
no si volse a Fidene; non potendo pren-<br />
derla d'assalto, se ne impadronì scavan-<br />
do un cunicolo. Dopo la presa <strong>di</strong> Fidene<br />
i veienti ottennero una tregua, ma<br />
cominciando a temer seriamente per lo-<br />
ro stessi spe<strong>di</strong>rono ambasciatori agli al-<br />
tri popoli dell'Elruria, perchè si convo-<br />
casse una <strong>di</strong>eta nazionale al fano <strong>di</strong> Voltumna<br />
(secondo il costume degli etru-<br />
sci che notai nel voi. LXXV11I, p. 92:<br />
Voltumna o Volumna era la dea della<br />
benevolenza degli elrusci. Alcuni <strong>di</strong>cono<br />
che il tempio <strong>di</strong> Volturna, Volumnae<br />
Forimi, era situato nel medesimo luogo<br />
ove presentemente \.vo\a%\Filcrbo. L'A-<br />
mati nella Storia <strong>di</strong>/'olscno, t.i,p. 1 12,<br />
riferisce che gli antichi elrusci per promulgar<br />
leggi e trattar gli affari più ar-<br />
dui e rilevanti della repubblica, si adunavano<br />
in Yolseno, centro della vecchia<br />
Toscana, e per essere stalo il suo lucumone<br />
anticamente il più ragguardevole<br />
della nazione ; ma quando la potenza<br />
de' falisci e de' veienti grandemente/ si<br />
aumentò, sicché potevano contendere co-<br />
gli etrusci trascinimi, cioè dopo la fon-<br />
dazione <strong>di</strong> homa, non vollero più recarsi<br />
a Volseno ora Bolsena, scelsero un<br />
luogo in<strong>di</strong>fferente, qual fu il fano <strong>di</strong> Vol-<br />
turna o Volcurna, posto nel bosco Cimino<br />
tra' confini de' volsenesi e <strong>di</strong> Monte<br />
Fiasconc, e quivi in ogni nuova luna<br />
per molto tempo si tenne la <strong>di</strong>eta gene-<br />
rale degli stali <strong>di</strong> Toscana). Si tenne<br />
questo congresso, nel quale gli altri popoli<br />
<strong>di</strong>chiararono formalmente <strong>di</strong> non<br />
voler prender parte in una guerra ch'e-<br />
ra stala mossa da' veienti <strong>di</strong> lor capric-<br />
cio senza consultare il voto della nazio-<br />
ne. Istigali però da alcuni fìdenati, pri-
VEI<br />
ma ancora che spirasse la contenuta tre-<br />
gua, depredarono le romane terre. I romani<br />
non polendo ottenerne riparazio-<br />
ne, spe<strong>di</strong>rono 3 tribuni militari contro<br />
Veii, che per le loro <strong>di</strong>ssensioni furono<br />
<strong>di</strong>sfatti. Dopo questa vittoria i veienti<br />
tentarono <strong>di</strong> nuovo l'animo degli altri<br />
popoli etruschi, ma non poterono muo-<br />
vere alcun comune ad unirsi con loro, e<br />
solo ottennero che i volontari potessero<br />
accorrere in loro aiuto, e molli ne attras-<br />
sero colla speranza <strong>di</strong> Dottino. Trovarono<br />
però corrispondenza negli alleati fi-<br />
denati, che massacrarono tutti i coloni<br />
1 umani, e strinsero vieppiù gli antichi<br />
legami con loro. La rotta <strong>di</strong> recente ri-<br />
portata, e la nuova ribellione <strong>di</strong> Fide-<br />
ne mise i romani in forti apprensioni <strong>di</strong><br />
veder ad ogni istante i due popoli colle-<br />
gati alle porte <strong>di</strong> Roma; onde si accam-<br />
parono alla porla Collina, posero la cit-<br />
tà in istato d'asse<strong>di</strong>o, <strong>di</strong>sposero le truppe<br />
sulle mura e chiusero le botteghe. Era<br />
stato scelto <strong>di</strong> nuovo a <strong>di</strong>ttatore Mamer-<br />
co Emilio: questi fece avanzar le legio-<br />
ni fino ad un miglio e mezzo <strong>di</strong> <strong>di</strong>stanza<br />
da Fidene, cioè <strong>di</strong> là dall'Aniene nella<br />
suddetta penisola, come avea fattola i."<br />
volta. La battaglia seguì fra questo luo-<br />
go e Fidene: i fidenali usarono lo stratagemma<br />
<strong>di</strong> comparire all'improvviso<br />
quali furie, armati <strong>di</strong> faci ; ma indarno. Il<br />
<strong>di</strong>ttatore spedì un corpo contro Fidene,<br />
<strong>di</strong>etro i colli,che verso oriente coronavano<br />
il campo<strong>di</strong> battaglia. La città fu presa,<br />
messa a sacco e <strong>di</strong>strutta, ed i citta<strong>di</strong>ni<br />
furono come schiavi venduti. A* veienti<br />
fu accordata una tregua <strong>di</strong> 20 anni. Non<br />
n'erano scorsilo, che <strong>di</strong> nuovo gl'irre-<br />
quieti veienti si <strong>di</strong>sponevano ad attac-<br />
car la guerra, ma ne furono <strong>di</strong>stolli da'<br />
magnali <strong>di</strong>e videro le loro ville devasta-<br />
te da una grande inondazione del Tevere.<br />
Allo spirar <strong>di</strong> quella tregua i roma-<br />
ni decisero <strong>di</strong> domar Veii loro implaca-<br />
bile nemica col suo eslerminio, come aveano^<br />
fatto <strong>di</strong> Fidene, e per levarsi una<br />
volta per sempre quello stecco dagli oc-<br />
V E I 19<br />
chi, sopra frivoli pretesti <strong>di</strong>chiararono<br />
la guerra a'veienti, i quali ormai datisi<br />
a una vita eccessivamente tutta molle e<br />
oziosa, si esercitavano in continue rube-<br />
rie, onde Livio non dubitò qualificarli,<br />
praedonem Vejenlem. I tribuni milita-<br />
ri, a'qnali fu affidata quest'impresa, leva-<br />
rono un esercito numeroso, composto in<br />
gran parte <strong>di</strong> volontari romani, Ialini ed<br />
eroici, peregrina Juventus. Essi furono :<br />
Tito Quinzio Capitolino, Quinto Quinzio<br />
Cincinnalo, Caio Giulio Iu!o, Aulo<br />
Manlio,Lucio Furio Medullino, e Manio<br />
Emilio Marneremo; e pe' primi cinsero<br />
Veii <strong>di</strong> blocco e d'asse<strong>di</strong>o regolare. All'annunzio<br />
<strong>di</strong> questo gli etrusci si adunarono<br />
in gran numero alla <strong>di</strong>eta <strong>di</strong> Voltumna,<br />
onde provvedere all'urgenza. I veienti<br />
dopo la morte <strong>di</strong> Tolumuio aveano adot-<br />
tato una forma <strong>di</strong> governo nuova, ed e-<br />
letto un magistrato annuale: questi avea<br />
suscitato <strong>di</strong>scor<strong>di</strong>e civili,onde a rime<strong>di</strong>ar-<br />
vi scelsero <strong>di</strong> nuovo un re. La persona<br />
su cui cadde la scelta era ricca, ma o<strong>di</strong>a-<br />
ta da tutta quanta la nazione etrusca, pe'<br />
suoi mo<strong>di</strong> imperiosi e per le sue soper-<br />
chierie, e soprattutto abbominata per<br />
over impe<strong>di</strong>to certi giuochi sagri. Que-<br />
st'elezione fu causa della rovina <strong>di</strong> Veii;<br />
dappoiché essendo gli etrusci un popolo<br />
sommamente religioso, <strong>di</strong>chiararono <strong>di</strong><br />
non voler affatto accordar soccorsi a've-<br />
ienti, se prima non deponevano il re.<br />
Questa risoluzione fu soppressa in Veii<br />
per timore del re medesimo, il quale a-<br />
vrebbe fatto morire chi l'avesse propa-<br />
gata, come motore <strong>di</strong> se<strong>di</strong>zioni. Così i<br />
ve-<br />
ienti si trovarono abbandonati a loro stes-<br />
si. L'asse<strong>di</strong>o duròi o anni, e fu il più glo-<br />
rioso pe' veienti; duratile questo periodo i<br />
romani riportarono parecchie sconfitte,<br />
a segno, che una legge or<strong>di</strong>nò che i nu-<br />
bili dovessero sposare le vedove degli ucci-<br />
si. Fu allora che per la 1. "volta, e dopo se-<br />
ri <strong>di</strong>battimenti fra il senato e i tribuni, i<br />
soldati romani riceverono finalmente uno<br />
stipen<strong>di</strong>o fìsso, e svernarono fuori <strong>di</strong> Roma<br />
; e dando mirabile saggio <strong>di</strong> costante
20 VEI<br />
sofferenza, persuasi <strong>di</strong> non poter soggio-<br />
gare l'inespugnabile città per la sua van-<br />
taggiosa situazione colla forza, si lusingavano<br />
<strong>di</strong> sottometterla colla fame e col»<br />
la sete. Nella ferma risoluzione <strong>di</strong> non<br />
mai sciogliere l'asse<strong>di</strong>o fino alla riduzione<br />
<strong>di</strong> Veii ubbi<strong>di</strong>ente a Roma , sofferen-<br />
ti i romani nell'intemperie delle stagioni,<br />
formarono stabili alloggiamenti, non<br />
mai praticati prima, e né dopo, secondo<br />
alcuni. I capenati e i falisci si mossero<br />
indarno in favore <strong>di</strong> Veii : i tarquiniesi<br />
tentarono una <strong>di</strong>versione in suo favore,<br />
ma restarono sconfìtti. L'asse<strong>di</strong>o traendo<br />
tanto in lungo cominciava a stancare<br />
i romani, quando l'accrescimento im-<br />
provviso del lago Albano, ora <strong>di</strong> Castel<br />
Gandolfo (V.), <strong>di</strong>e luogo a consultar<br />
l'oracolo <strong>di</strong> Apollo in Delfo,il quale rispose:<br />
<strong>di</strong>e Veii sarebbe stato preso, quando<br />
l'acqua del lago Albano fosse stata fatta<br />
uscire, senza farla scorrere <strong>di</strong>rettamente<br />
al mare, ma <strong>di</strong>ssiparla nelle campagne<br />
con rivi per la loro fecondazione. Questa<br />
risposta trovossi d'accordo con quella che<br />
nell'intervallo dell'ambasceria a Delfo a-<br />
vea rivelato un aruspice veiente. Allora<br />
dunque si cominciò il lavoro dell'emissario<br />
del lago, che può riguardarsi come<br />
un ammaestramento del modo con cui<br />
avrebbero potuto i romani prendere la<br />
città, cioè per mezzo d'un cunicolo sot-<br />
terraneo, come in fatti fu presa. Si osserva<br />
ancoraché la consulta dell'oracolo <strong>di</strong>Del-<br />
fo fu ezian<strong>di</strong>o per lo straripamento por-<br />
tentoso del lago A lbano,<strong>di</strong> cui riparlai ne'<br />
\ol.L,p.2i i,LII,p.22i ealtrove,il quale<br />
cagionò la Pestilenza (P.), del 355, e ne<br />
fu attaccato lo stesso campo romano sotto<br />
le mura <strong>di</strong> Veio. E <strong>di</strong>esi fece <strong>di</strong>re all'ora-<br />
colo Delfico, che mai i romani avrebbe-<br />
ro soggiogato i veienti, se prima non a-<br />
vessero compito il gran<strong>di</strong>oso traforo. Si<br />
<strong>di</strong>ce, che cos'i sagacemente si ottenne la<br />
deviazione dell'acqua, per la campagna<br />
che ne avea bisogno, e determinato i romani<br />
risolutamente alla meravigliosa im-<br />
presa, e così pure rimuovere i pericoli<br />
VEI<br />
dell'inondazione e peste; operazione ar-<br />
dua, che altrimenti forse si sarebbe ri-<br />
tardala o non fatta,e in vece tanta fu l'ala-<br />
crità dell'esecuzione, che cominciata uel<br />
356fu compita nel 35y in un anno.Strin-<br />
gendosi intanto sempre più l'asse<strong>di</strong>o <strong>di</strong><br />
Veii, molliplicavansi i congressi nazionali<br />
degli etrusci al fano <strong>di</strong> Voltumna,<br />
dove i capenati ed i falisci peroravano la<br />
causa de' veienti, e forse sarebbero per-<br />
venuti a stringere una lega generale per<br />
liberarli, se l'improvvisa irruzione de'<br />
galli cisalpini non avesse <strong>di</strong>stolto le cure<br />
degli etrusci, siccome il congresso <strong>di</strong>chia-<br />
rò a' deputati de' mentovati due popoli.<br />
I romani avendo già terminalo il lavoro<br />
laborioso e celere imposto dall' oracolo<br />
al lago Albano, e scelto a <strong>di</strong>ttatore Marco<br />
Furio Camillo, si posero con più calore<br />
a spingere oltre l'asse<strong>di</strong>o. Nel 358 <strong>di</strong> Roma<br />
i falisci, uniti a' capenati e a' veienti,<br />
osarono <strong>di</strong> dare un assalto al campo romano;<br />
ma furono respinti con grave per-<br />
<strong>di</strong>ta. Due anni dopo Camillo sorprese i<br />
falisci e i capenati nelle campagne <strong>di</strong> Ne-<br />
pi, li mise in rotta, e s'impadronì del<br />
campo, dove trovò un bottino immenso,<br />
che consegnò per la massima parte al<br />
questore, e il rimanente <strong>di</strong>stribuì a' sol-<br />
dati. Camillo <strong>di</strong>sfatti dunque tali popoli,<br />
ch'erano venuti a soccorrere gli asse<strong>di</strong>ati,<br />
cinse più strettamente la città fabbricando<br />
castelli intorno in modo da recarsi vi-<br />
cendevol mente soccorso,ed impe<strong>di</strong> re ogni<br />
comunicazione a'nemici. Quin<strong>di</strong> Camillo<br />
fece emanare un decreto dal senato, col<br />
quale si promise tutta la preda da farsi<br />
nella città <strong>di</strong> Veio alla sua espugnazione,<br />
a tutti i soldati che vi avessero contribui-<br />
to, tranne la io. a<br />
parte che votò ad Apol-<br />
lo, per cui notabilmente aumentò l'eser-<br />
cito asse<strong>di</strong>atile. Frattanto impiegò gen-<br />
te a scavare il cclebratissimo e mirabile<br />
cunicolo (benché la pietra venne ricono-<br />
sciuta fragile e perciò facile l'apertura, e<br />
appunto per la sua fragilità il cunicolo si<br />
scoscese poi da se stesso, e probabilmen-<br />
te <strong>di</strong>e luogo alla strada che conduce al-
VEI<br />
l'Isola Farnese), che conducesse <strong>di</strong>rettamente<br />
alla cittadella o fortezza, che sor-<br />
geva nella parte più emineute <strong>di</strong> Veio ;<br />
rocca assai vasta, poiché oltre quelle par-<br />
ti che costituiscono una buona fortezza,<br />
nel suo centro era situato l'ampio e su-<br />
perbissimo tempio <strong>di</strong> Giunone, il cui cul-<br />
to era in gran venerazione ne' veienti.<br />
Allorché il cunicolo fu presso alla fine,<br />
Camillo prevenne il senato della prossimi-<br />
tà della presa <strong>di</strong> Veii per assalto, scelse i<br />
più valorosi per penetrare nella cittadel-<br />
la per mezzo del cunicolo, ed egli con<br />
un finto attacco attrasse l'attenzione degli<br />
abitanti da un'altra parte. 1 romani<br />
api irono il cunicolo e sboccarono nel<br />
tempio <strong>di</strong> Giunone; tanto bene era stata<br />
presa la <strong>di</strong>rezione da' minatori. In tal<br />
guisa i soldati che guardavano le mura<br />
furono presi alle spalle, le porte furono<br />
aperte, e la città fu tosto inondata da'<br />
romani. La strage de' veienti fu grande,<br />
e non cessò se non che quando il <strong>di</strong>tta-<br />
tore or<strong>di</strong>nò <strong>di</strong> perdonare agl'inermi. L'o-<br />
pulentissima e già formidabile Veio fu<br />
data iu preda al saccheggio, ed i feroci<br />
veienti che sopravvissero furono vendu-<br />
ti come schiavi. Il simulacro <strong>di</strong> Giunone,<br />
dea tutelare della città, fu trasportato in<br />
Roma e collocato con pompa sul mou-<br />
te Aventino, dove Camillo gl'iunalzò il<br />
magnifico Tempio <strong>di</strong> Giunone Regina<br />
(/ .), cui successe la sussistente Chiesa<br />
<strong>di</strong> s. Sabina {V.) t ed il busto è nel Mii'<br />
seo Faticano, douato da Gregorio XVI,<br />
come <strong>di</strong>ssi nel voi. XLVII, p. 99. Cosi<br />
Camillo ebbe la gloria nel 3590 nel 36o<br />
<strong>di</strong> Roma <strong>di</strong> preudere il famoso Veio, dopo<br />
io anni <strong>di</strong> perseverante e memorabi-<br />
le asse<strong>di</strong>o per parte de' romani, e d'osti-<br />
nata e valorosa <strong>di</strong>lèsa per parte de' ve-<br />
ienti, cornei troiaui peno anni sosten-<br />
nero l'asse<strong>di</strong>o <strong>di</strong> Troia. Insorse quin<strong>di</strong><br />
un gran <strong>di</strong>battimento fra il senato e il<br />
popolo, se Veii dovesse ripopolarsi <strong>di</strong><br />
lontani e fare così due capitali dello stes-<br />
so popolo; ma per le persuasioni <strong>di</strong>Camil-<br />
lo questo progetto veuue abbandonato.<br />
VEI 21<br />
Pare chela città non sia rimasta del tutto<br />
deserta, altrimenti per la vicinanza <strong>di</strong> Ca-<br />
pena, Nepi, Sutri ed altre città etrusche<br />
avrebbesi potuto ripopolarla, profittando<br />
del luogo per la sua postura natura-<br />
le inespugnabile, e sembra probabile, se-<br />
condo alcuno, il congetturare che i romani<br />
vi ponessero uu presi<strong>di</strong>o. Però Li-<br />
vio <strong>di</strong>ce recisamente, la città rimase de-<br />
serta. Non<strong>di</strong>meno molti e<strong>di</strong>lìzi non furono<br />
abbattuti, e solo restarono abban-<br />
donati. Livio tratta a lungo <strong>di</strong> questi<br />
fatti. Dirò solamente, che formando Ve-<br />
io il più orrendo spettacolo, in cui nep-<br />
pure i templi andarono esenti dal furo-<br />
re militare, portatosi Camillo sull'alto<br />
del colle, ov' era la rocca, al vedere co'<br />
propri occhi il risultato dell'espugnazio-<br />
ne, i superbi e<strong>di</strong>lizi in parte <strong>di</strong>roccali e<br />
iu parte consumati dal fuoco, il sangue<br />
umano scorrere iu gran copia per ogni<br />
lato della città, fra tanti cadaveri, la pre-<br />
ziosità incre<strong>di</strong>bile delle prede fatte da*<br />
soldati, e al vedere lo stato lagrimevole<br />
de' superstiti veienti oppressi dalle cate-<br />
ne, non potè contenere il pianto per la<br />
coni passione del terribile ecci<strong>di</strong>o. Immenso<br />
fu il bottino <strong>di</strong>stribuito a' soldati, ed<br />
agli altri volontariamente intervenuti al-<br />
l'azione; e l'erario romano non poco pro-<br />
fittò sul prezzo de* citta<strong>di</strong>ni veienti ven-<br />
duti come schiavi. Il senato accordò a<br />
Camillo gli onori <strong>di</strong> magnifico trionfo,<br />
che prese sopra splen<strong>di</strong><strong>di</strong>ssimo carro ti-<br />
rato da 4 bianchi cavalli, fra gl'incessan-<br />
ti viva e acclamazioni de' romani e de'<br />
popoli circostanti accorsi in Roma, e pieno<br />
<strong>di</strong> palme andò al Campidoglio, rice-<br />
vuto e festeggiato come un nume. Il car-<br />
ro fu consagrato al padre degli Dei, in<strong>di</strong><br />
tenuto in somma venerazione da' roma-<br />
ni. Il re veiente sunnominato, che resi-<br />
stette da forte ne' due lustri dell'asse<strong>di</strong>o,<br />
e che sagrificava nel tempio <strong>di</strong> Giunone<br />
al momento dell'ingresso insi<strong>di</strong>oso in es-<br />
so de' romani, incatenato servi d'ornamento<br />
al trionfo. Furono fatte pubbli-<br />
che preghiere, ringraziamenti e sagrili-
22 VE1<br />
zi a' Numi ; il senato or<strong>di</strong>nando alle ma-<br />
trone, che con esso per 4 giorni solen-<br />
nizzassero il giubilante avvenimento. Di-<br />
ce Zanchi, che Arezzo, dopo soggiogato<br />
Veio, <strong>di</strong>venne capo della Toscana. Di poi<br />
Camillo condusse l'esercito contro ifali-<br />
sci, e mentre ne asse<strong>di</strong>ava la mctiopoli<br />
Folcria, <strong>di</strong> cui riparlai nel voi. LV111,<br />
p. 196, l'ottenne per avere generosamente<br />
rimandalo nella città i figli che<br />
il tra<strong>di</strong>tore loro maestro avea a lui con-<br />
dotti. Dopo aver salvato Roma da' gal-<br />
li, Camillo ottenne pure che entrassero<br />
nella dominazione romana Kepi e Suiti,<br />
Jletruria Claustra, e poi validamen-<br />
te li <strong>di</strong>fese contro il reslo della nazione<br />
elrusca, sdegnata dell' espugnazione <strong>di</strong><br />
Veio e della romana politica, cui loro<br />
toglieva coli' alleanze floride e valorose<br />
città.<br />
Intanto si <strong>di</strong>scusse in Roma cosa doves-<br />
se farsi <strong>di</strong> Veio, e siccome la sua caduta<br />
non poco intimorì gli altri popoli , spe-<br />
cialmente i bellicosi volsci ed equi, altri<br />
acerrimi nemici de' romani, fecero pace<br />
tosto con essi , e si <strong>di</strong>sposero a ricevere<br />
nelle loro contrade le colonie romane, al<br />
quale efletto già il senato avea stabilito<br />
inandarvi 3ooo citta<strong>di</strong>ni romani. Ciò pe-<br />
rò pose in tumulto la plebe in Roma, pre-<br />
ferendo d' andare più volontieri a Veio,<br />
città bellissima, prossima a Roma, capace<br />
<strong>di</strong> contenere gran moltitu<strong>di</strong>ned'abitanli,<br />
oltre ii dolce clima, la fertilità eampiezza<br />
delle campagne veientane,cheandare nel<br />
paese de' volsci e degli equicoli. Camillo<br />
fu quello che ne <strong>di</strong>ssuase il senato e a<br />
stento il popolo, e la determinazione non<br />
si effettuò; però <strong>di</strong>venuto o<strong>di</strong>oso a'rouia-<br />
ni, indegimmente l'esiliarono. Ritenendo<br />
Nibby che Veii rimanese deserta dopo il<br />
suo ecci<strong>di</strong>o, tuttavia conviene che sembra<br />
le fabbriche non fossero demolite, ma so-<br />
lo abbandonate, poiché dopo la battaglia<br />
infausta dell' Allia, fiume celebre anco per<br />
tale combattimento, seguito a' 18 luglio<br />
del 363 o meglio 364 <strong>di</strong> Roma contro<br />
13renno conduttore de' galli reduci dal-<br />
VE I<br />
l'Etruria, i romani dell'ala destra fuggi-<br />
rono a Roma e senza chiuderne le por-<br />
te si ritirarono in Campidoglio, e quelli<br />
della sinistra, <strong>di</strong>menticando la patria, le<br />
donne e i figli che vi aveano lasciato , si<br />
portarono in Veii e ivi si fortificarono. Egualmente<br />
in Veii, <strong>di</strong> venuto luogo <strong>di</strong> riu-<br />
nione a' romani , si recò Camillo da Ardeada<br />
lui scelta a luogo del suo esilio (come<br />
nativo <strong>di</strong> essa, secondo alcuni scritto-<br />
ri), mentre Brenoo entrato in Roma as-<br />
se<strong>di</strong>ava il Campidoglio, ed ivi si tenne il<br />
consiglio circa i mezzi <strong>di</strong> potersi liberare<br />
da'barbari: e <strong>di</strong> là si mantenevano lecor-<br />
rispondenze cogli asse<strong>di</strong>ati per mezzo <strong>di</strong><br />
Ponzio Cominio; e <strong>di</strong> là Camillo, <strong>di</strong>men-<br />
ticata la patria ingratitu<strong>di</strong>ne, parli con<br />
l'esercitoa liberare Roma. Fu allora e per<br />
tulio questo, Veio considerala una secon-<br />
da Roma, perchè scrisse Luciano, lib. 5,<br />
ver. 28: Vcjos hahitante Camillo, Illi-<br />
co Romafuit. Ma dopo aver Camillo ob-<br />
bligato i galli a partire da Roma e quin-<br />
<strong>di</strong> sconfitti, tornò in campo la questione<br />
d'abbaudouarRoma incen<strong>di</strong>ata dagli stes-<br />
si galli, e stabilirsi in Veii, su <strong>di</strong> che ga-<br />
gliardamente .insisteva la plebe: altro in-<br />
<strong>di</strong>zio è questo che le fabbriche non erano<br />
in rovina; ma anco allora l'eloquenza e<br />
l'autorità <strong>di</strong> Camillo la vinse, <strong>di</strong>cendo che<br />
sarebbe stato meglio assai non aver sog-<br />
giogato Veio, quando a sì gran costo d'abbandonar<br />
Roma avesse dovuto ottenersi<br />
quella vittoria; e questo ignobile progetto<br />
nel 365 venne giuslamenteabbandonato<br />
pei sempre. Anzi volendo Camillo che da'<br />
romani si deponesse aifutto tale vitupere-<br />
vole pensiero, ma che piuttosto si rie<strong>di</strong>fi-<br />
casse Roma <strong>di</strong>strutta dal fuoco, ottenne<br />
dal senato, che si <strong>di</strong>stribuissero le cam-<br />
pagne veientane alla plebe in lante por-<br />
zioni <strong>di</strong> 7 jugeri per ogni capo, il che <strong>di</strong>moslra<br />
la sua vastità e ampiezza. Nel 368<br />
essendosi all'antiche aggiunte 4 nuove tri-<br />
bù, furono loro assegnale le lene conqui-<br />
state sui veienti , i falisci ed i capenali.<br />
Osserva Degli Effetti , che un pigerò è<br />
quanto può arare un paio <strong>di</strong> bovi in uu
VE I<br />
giorno, e forma 240 pie<strong>di</strong> per lungo e i io<br />
per largo, ossia passi 48 lunghi e 24 !•*"<br />
ghi. Un miglio contiene < ooo passi,e 5ooo<br />
pie<strong>di</strong>, che riquadrati fanno un milione <strong>di</strong><br />
passi e 25 milioni <strong>di</strong> pie<strong>di</strong> ; onde in uà<br />
pigerò entrano 28,800 pie<strong>di</strong> <strong>di</strong> terreno,<br />
e per formare un miglio quadrato occor-<br />
rono 868 jugeri <strong>di</strong> terra e 1600 pie<strong>di</strong>.<br />
Non<strong>di</strong>meno vi furono per un momento de<br />
ripugnanti, i quali invaghiti <strong>di</strong> Veio ed avendone<br />
occupato le vuote case, per pi-<br />
grizia non volendo rifabbricar le loro ca-<br />
se in Roma, si erano ricoverati nelle case<br />
vuote <strong>di</strong> Veii; il senato con decreto li ri-<br />
chiamò, ma vedendo che questi ricalcitravano<br />
prefisse loro uu termine sotto pena<br />
<strong>di</strong> morte, onde loro malgrado furono co-<br />
stretti a ripatriare. Da quell' epoca fino<br />
al 708 <strong>di</strong> Roma , cioè pel tratto <strong>di</strong> 343<br />
anni, Veii rimase deserta, al <strong>di</strong>re <strong>di</strong> Nib-<br />
by, e per conseguenza da se stessa si <strong>di</strong>-<br />
strusse. Alcuni credono verosimile , che<br />
Camillo col consenso del senato facesse<br />
abbàttere da'fondamenti quel non tenue<br />
avanzo d'abitazioni, che tuttavia restava<br />
in pie<strong>di</strong>, acciocché in avvenire non fosse<br />
più venuta voglia a'romani d'abbandonar<br />
Roma per trasferirsi in Veio, <strong>di</strong> cui si mo-<br />
stravano tanto innamorati. Si vuole an-<br />
che probabile, che Camillo coll'autorità<br />
del senato, or<strong>di</strong>nasse ezian<strong>di</strong>o, che co' ni a-<br />
teriali <strong>di</strong> Veio trasportati altrove si fabbri-<br />
cassero castelli per nuove colonie, e così<br />
la rovina <strong>di</strong> Veio <strong>di</strong>venne totale. Nel sud-<br />
detto 708, Giulio Cesare, essendo scorso<br />
l'anno in cui era stato <strong>di</strong>ttatore per la 2.*<br />
volta, fu <strong>di</strong>chiarato console; ed avendo<br />
saputo che i soldati eransi ammutinati e<br />
aveano ucciso i pretori CosconioeGalba,<br />
li rimproverò, e invece <strong>di</strong> soldati li chiamò<br />
nell'allocuzione citta<strong>di</strong>ni, daudo così<br />
loro una specie <strong>di</strong> congedo: <strong>di</strong>stribuì 1 000<br />
dramme a ciascuno, e fece una sorlizione<br />
delle terre d' Italia fra loro. Tra queste<br />
tene vi furono quelle dell'agro veiente e<br />
capenate. Iu tale circostanza e in forza<br />
della legge Giulia dedusse pure una co-<br />
louia a Veii, e così ebbe principio la se-<br />
V E I 23<br />
conda Veii,o la Veii romana. Questa co-<br />
lonia andò soggetta ad un assalto nella<br />
guerra civile triumvirale : gli abitanti si<br />
<strong>di</strong>spersero, per cui Lucano rappresentò le<br />
rovine <strong>di</strong> Veio coperte <strong>di</strong> polvere, Proper-<br />
zio lo <strong>di</strong>pinse miserabile ricettacolo <strong>di</strong> pa-<br />
stori, e giunse l'altiero Floro a <strong>di</strong>re, gonfio<br />
della grandezza <strong>di</strong> Roma de'suoi tempi e<br />
guardando Veio nello stato cui erasi ri-<br />
dotto , essere stata una vergogna l' aver<br />
trionfato <strong>di</strong> Veio! Essendo in tal con<strong>di</strong>-<br />
zione la colonia veiente, Augustoda principio<br />
<strong>di</strong>visò d'incorporarla a Roma, ma<br />
poi la popolò <strong>di</strong> nuovo, e Veii assunse il<br />
nome <strong>di</strong> Manicipiurn Augustum Pejens t<br />
siccome fanno fede Frontino o l'autore<br />
dell' opuscolo de Coloniis, chiamandola<br />
Colonia Fejciis t e <strong>di</strong>verse iscrizioni che<br />
riporta Nibby, in quel luogo in più tem-<br />
pi rinvenute negli scavi, e da lui eru<strong>di</strong>tamente<br />
illustrate, per cui ne farò poi menzione<br />
breve. Il municipio <strong>di</strong> Veii venne<br />
murato, come Veii primitivo, e colle pro-<br />
prie forze ezian<strong>di</strong>o risorse. Di tale rifio-<br />
rimento <strong>di</strong> Veii romano sul finire del regno<br />
d'Augusto, e sotto il suo successore<br />
Tiberio ne fanno altresì prova i moltepli-<br />
ci monumenti appartenenti a quell'epoca<br />
e scoperti nelle rovine della Veii roma-<br />
na, parte de'quali sono sculture, che rap-<br />
presentano l'immagini d'Augusto, <strong>di</strong> Tiberio<br />
e <strong>di</strong> altri soggetti <strong>di</strong> quella fimi-<br />
glia; parte iscrizioni, fra le quali primeg-<br />
gia la riprodotta da Nibby, che ora si vede<br />
affissa nella camera delle lapi<strong>di</strong> nel museo<br />
Capitolino , proveniente dal museo<br />
Ciampini, già trovata nel ripiano a settentrione<br />
dell' IsolaFarnese,do ve fu il municipio<br />
romano Veiense e il foro, ed appartenente<br />
al 776 <strong>di</strong> Roma o anno 26<br />
dell'era volgare. Da questo monumento<br />
si apprende, che Veii romauo avea il suo<br />
consiglio composto <strong>di</strong> 100 membri, per-<br />
ciò chiamati centumviri, 1 3 de'quali fu-<br />
rono presenti alla deliberazione fatta nel<br />
tempio <strong>di</strong> VeuereGenitrice nel foro<strong>di</strong>Ce-<br />
sare in Roma: che avea i suoi duumviri,<br />
i suoi questori; che volendo ricompensa-
24<br />
VE I<br />
re i benefizi ricevuti da Caio Giulio Ge-<br />
Jote licerlo d'Augusto, lo promossero al<br />
grado degli atigustnli, collegio equivalen-<br />
te a quello de'Pontefici in Pioma; e <strong>di</strong>ede-<br />
ro a lui ed a'figli suoi il privilegio del bi-<br />
sellio in mezzo agli auguslali nell'assiste-<br />
re agli spettacoli, ed in mezzo a'cenlum-<br />
•viri nelle cene pubbliche, e l'esenzione da'<br />
dazi municipali. Fra'nominati centumvi-<br />
ri in tale decreto vie M. Tarquizio Sa-<br />
turnino, <strong>di</strong> cui si ha una lapide scoperta<br />
nel 18 12 negli scavi veienti, dalla quale<br />
apparisce ch'egli ebbe l'onore d'una sta-<br />
tua in Veii, della cui ragguardevole fami-<br />
glia ivi furono trovate altre memorie, la<br />
quale pare oriunda <strong>di</strong> Veii anche per l'i-<br />
dei izione eh' era in quella parte detta la<br />
Piazza d'armi, e poi annoverala alla tribù<br />
Tromenlina, così denominata a campo<br />
Tromekto, parte del territorio veien-<br />
le; cioè derivante da una dell'antiche famiglie<br />
veienti che defezionarono aroma-<br />
11 i durante l'asse<strong>di</strong>o <strong>di</strong> Veii, e furono do-<br />
po la presa della città premiate col <strong>di</strong>ritto<br />
<strong>di</strong> citta<strong>di</strong>nanza, e con terre l'anno 366<br />
<strong>di</strong> Roma. Di Cneo Cesio Aticto, che rial-<br />
zò la statua <strong>di</strong> Tarquizio Saturnino, ca-<br />
duta per terremoto o altra cagione, per<br />
le rovine del tempio <strong>di</strong> Marte, molte la-<br />
pi<strong>di</strong> sono state scoperte in Veii, parte nel<br />
secolo passato e parte negli ultimi scavi,<br />
riferite da Nibby; dalle quali apparisce,<br />
che fu aggregato fra'centumviri veienti,<br />
che riscosse ogni sorte <strong>di</strong> onori, ch'ebbe<br />
statue dagli auguslali e da tulta la popo-<br />
lazione nel 2 56 <strong>di</strong> nostra era, per la sua<br />
munificenza , avendo rifatta la schola o<br />
sala della Fortuna Forte e l'ornò <strong>di</strong> sta-<br />
tue; e ch'ebbe in moglie Cesia Sabina sa-<br />
cerdotessa della Fortuna Reduce, la qua-<br />
le si mostrò munifica colie donne del comune<br />
<strong>di</strong> tutte le classi ad esempio del suo<br />
marito. Da un' altra lapide scavata nel<br />
18 12, si ricava che nel 784 <strong>di</strong> Roma il<br />
municipio eresse un monumento ad ono-<br />
re <strong>di</strong> Tiberio e <strong>di</strong> Druso cesare suo figlio;<br />
e da altra che M. Erennio Picente conso-<br />
le era patrono del municipio, a lui eret-<br />
VE I<br />
ta per benefizi ricevuti da'municipali in-<br />
tramuranei, altra testimonianza che Veii<br />
romana pure era circuita <strong>di</strong> mura. Plinio<br />
fra le popolazioni che a'tempi <strong>di</strong> Vespasiano<br />
occupavano l'Elruria, nomina<br />
i veientani. Dell' esistenza del municipio<br />
<strong>di</strong> Veii sotto gli Antonini e Settimio Se-<br />
vero sonovi lapi<strong>di</strong> che l'affermano. Il pie-<br />
<strong>di</strong>stallo della statua della Vittoria esistente<br />
nella chiesa <strong>di</strong> s. Lucia nell'Isola Farnese,<br />
de<strong>di</strong>cata nel 249 <strong>di</strong> nostra era, mo-<br />
stra che sotto i Filippi , Veii continuava<br />
ad esistere,chesi restauravano monumen-<br />
ti cadenti per vetustà, che conservava il<br />
suo Ordo,e che n'erano allora duumviri<br />
quinquennali P. Sergio Massimo e M.<br />
Lollio Sabiniano. Dalla lapide scoperta<br />
nel 1 774 apparisce che Veii avea ancora<br />
il suo Ondo sul principio del secolo IV;<br />
è in onore <strong>di</strong> F. Valerio Costanzo padre<br />
<strong>di</strong> Costantino I allora nobilissimo cesare.<br />
Essa chiude la serie de' monumenti ve-<br />
ienti conosciuti da Nibby. Dopo l'era Co-<br />
stantiniana altra memoria esso non incon-<br />
trò <strong>di</strong> Veii, se non nell'Itinerario o carta<br />
Peutingeriana, nella quale al XII miglio<br />
della via Cassia o Clau<strong>di</strong>a trovasi in<strong>di</strong>-<br />
cata Veios, dall'anonimo Ravennate det-<br />
ta Beios per analogia <strong>di</strong> pronuncia. Dice<br />
Nibby: questi mi sembrano in<strong>di</strong>zi mol-<br />
to forti per credere che Veii nel secolo<br />
Vili non era ancora <strong>di</strong>menticata. Ma do-<br />
po sparisce alfatto dalla storia , e perciò<br />
puòsupporsi checaduta in isquallore come<br />
tant'altre terre del <strong>di</strong>stretto <strong>di</strong> Roma<br />
perisse alfa Ito nella scorreria mici<strong>di</strong>ale <strong>di</strong><br />
Astolfo re de' longobar<strong>di</strong>, che marciò su<br />
Roma verso il 753 per asse<strong>di</strong>arla e mi-<br />
nacciandola d'impadronirsene. Prima <strong>di</strong><br />
questo tempo pare che in Veio vi fosse<br />
piantata la sede vescovile,e nel vol.LVIII,<br />
p.128, notai, che il Calindri ne <strong>di</strong>sse i.°<br />
vescovo Andrea nel 680. LaNotiliaEpiscopatuum<br />
del p. Mi reo <strong>di</strong>ce a p. 4' 1 •"<br />
Veientes seu Veii t vetusti Etruriae po-<br />
puli: quorum Urbs quo loco posila fuerit,<br />
iam olim fuit ignoratum. Civita-<br />
lem Castellana, quae Episcopatugau-
VE T<br />
det, non Veientium, sed Falìscorum esseoppidum,docet<br />
Antonini Massa in li-<br />
bro deOrigine Faliscorum. Nel 1. 1 o del-<br />
Y Italia sacra, fra gli Episcopatus Antiquati,<br />
a p. 182 si pone J'ejens Episco-<br />
patus. Dopo riferite le notizie dell'antico<br />
Veio o Veii, si legge. Sunt etiam, qui illud<br />
inter Episcopales sedes antiquatas<br />
recen seatj cuj'us rei testitnonium profertur<br />
Andreas Vejentanae Ecclesiae Epi-<br />
scopio, qui sententi :arn suam <strong>di</strong>xit in Romano<br />
concilio subAgathone
a6 V E I<br />
«letto Vejentanus provinciae Histriae,<br />
perchè una delle principali colonie <strong>di</strong> Ve-<br />
io, cioè i campi <strong>di</strong> Veio furono assegnali<br />
alle legioni illiriche ed a' veterani dalma-<br />
tini, e perciò detti Dalmalia elHistria.<br />
Degli Effetti produce <strong>di</strong>verse notizie su<br />
Veio e il suo territorio, su' veienti anti-<br />
chi e nuovi. Anche il Borgia, faticanti<br />
Confessio B. Petri, a p. 1 88 parla <strong>di</strong> Capracorum<br />
oblatum Ecclesiae Romanae,<br />
prae<strong>di</strong>um sciliect rusticani in territorio<br />
t 7 ridanoseli Vegetano. Nel l.i^ùtW Album<br />
<strong>di</strong> Roma, a p. 28, si riporta il Di'<br />
scorso sopra Capracoro colonia fonda-<br />
ta da s. Adriano I, del eli. Coppi, col-<br />
la pianta corografica delle vicinanze <strong>di</strong><br />
Capracoro. E nel t. 9, p. 5i 1 degli Atti<br />
dell' accademia romana d'Archeo-<br />
logia, si legge il medesimo Discorso.<br />
Dice che alla sua assunzione al ponti-<br />
ficalo il dominio temporale della s. Se-<br />
de era angusto (cioè in proporzione delle<br />
posteriori ampliazioni), ed i longobar<strong>di</strong><br />
facevano correrie sino a Otricoli. Fra le<br />
tante opere insigni <strong>di</strong> quel gran Papa, pro-<br />
mosse l'agricoltura. Nell'agro romano fondò<br />
4 domoculte o villaggi, cioè Galera nel-<br />
la via Amelia o Cornelia, altra Galera nel<br />
Portese.s. E<strong>di</strong>sto e Calvisiano nell'Ar-<br />
deatina. Altra docuoculta stabilì nel ter-<br />
ritorio veiente, a' confini del Nepesino,<br />
nel luogo detto Capracoro, e sembra nel<br />
territorio <strong>di</strong> Campagnano presso il fiume<br />
Treia. Possedeva egli colà molti terreni<br />
ere<strong>di</strong>tati da'suoi maggiori nobilissimi romani<br />
(da'qnali, secondo alcuni, <strong>di</strong>scese-<br />
ro poi i conti del Tuscolo ei Colonna).<br />
A que' fon<strong>di</strong> ne unì altri che acquistò da<br />
vari particolari, co' quali fece delle per-<br />
mute, e formò una sola tenuta, nella quale<br />
fondò Una colonia. E<strong>di</strong>ficò nella mede-<br />
sima una magnifica chiesa, e terminato il<br />
tutto, egli stesso accompagnato dal clero<br />
e senato romano si recò con gran pompa<br />
a Capracoro , e trasferì nella nuova<br />
chiesa i corpi de' ss. Pontefici Cornelio,<br />
Lucio, Felice e Innocenzo I, suoi protet-<br />
tori particolari. Dispose poi, che tutto il<br />
V E I<br />
rumente, l'orzo, i legumi, ed il vino che<br />
in quella colonia si fosse raccolto, si ri-<br />
ponesse separatamente ne'granai e nelle<br />
cantine della chiesa Lateranense-, si uccidessero<br />
inoltre ogni anno 100 grossi ma-<br />
iali, e se ne riponesse similmente la car-<br />
ne nelle <strong>di</strong>spense del Laterano (ove al-<br />
lora i Papi facevano l'or<strong>di</strong>naria loro <strong>di</strong>-<br />
mora), quin<strong>di</strong> il lutto si erogasse in sov-<br />
venzione de'poveri; per tal effetto si ra-<br />
dunassero ogni giorno, sotto il portico <strong>di</strong><br />
quel patriarchio, almeno 100 <strong>di</strong> essi, e un<br />
<strong>di</strong>spensiere fedelissimo <strong>di</strong>stribuisse a cia-<br />
scuno una libbra <strong>di</strong> pane, due bicchieri<br />
<strong>di</strong> vino, ed una zuppa con porzione <strong>di</strong><br />
carne. Capracoro passò <strong>di</strong>poi fra'beni del-<br />
la basilica Vaticana, e fu per vari secoli<br />
abitato. Difatti s. Leone IV verso T848<br />
chiamati da vari luoghi uomini per co-<br />
struir le mura della Città Leonina (f.)<br />
borgo aggiacente a detta basilica, concorse<br />
all'opera anche la milizia <strong>di</strong> Capracoro.<br />
G io vauniXX confermando nel 1027<br />
i beni al vescovo <strong>di</strong> Portoe <strong>di</strong> Selva Can-<br />
<strong>di</strong>da, ne nomina alcuni esistenti nel terri-<br />
torio Nepesino, confinanti con una strada<br />
ch'era fra la milizia della torre e un ter-<br />
reno <strong>di</strong> s. Pietro. Benedetto IX in una si-<br />
mile conferma delio37 in<strong>di</strong>ca Capraco-<br />
ro col titolo <strong>di</strong> Corte (anticamente signi-<br />
ficava, unione <strong>di</strong> molti poderi, anzi un ca-<br />
stello o terra). Nel 1 o53 s. Leone IX con-<br />
fermò a Giovanni arciprete della basili-<br />
ca Vaticana e a'eanonici <strong>di</strong> essa, ch'era-<br />
no nel monastero <strong>di</strong> s. Stefano maggio-<br />
re, vari fon<strong>di</strong>, e fra gli altri que'<strong>di</strong> Tre-<br />
quata e Macorano accinto a Capracoro.<br />
In altra bolla dello stesso anno, s. Leone<br />
IX confermò al medesimo arciprete e a*<br />
servitori della chiesa <strong>di</strong> s. Pietro, il castel-<br />
lo <strong>di</strong> Capracoro con tutti i suoi fon<strong>di</strong>, col<br />
molino e la chiesa <strong>di</strong> s. Giovanni della Tre-<br />
gia, esistente nel territorio veiente lungi<br />
circa 27 miglia da Roma. Adriano IV nel<br />
1 f 58 confermò la 2/ bolla <strong>di</strong> s. Leone<br />
IX, in<strong>di</strong>cando che la nominata chiesa era<br />
<strong>di</strong>roccata, che dovea alla basilica Vatica-<br />
na annue 3 libbre <strong>di</strong> cera lavorata; lo stes-
VE I<br />
so ripeterono Innocenzo III ne) no", e<br />
Gregorio IX nel 1:128. Col decorso degli<br />
anni la basilica Vaticana perdette i beui<br />
<strong>di</strong> Capi-acoro. Questo castello dopo il secolo<br />
XI II, come tanti altri, fu abbandona-<br />
to e <strong>di</strong>strutto, pel sito alquanto infelice,<br />
cioè sorgeva in una valle circondati d
a8 VE I<br />
«<strong>di</strong>ri personaggi; et! all'incontro restasse<br />
presso Enrico V il potente romano Pier<br />
Leone co'suoi figli. Nel i 166 venne con-<br />
fermala l.i locazione falla <strong>di</strong> questo ca-<br />
stello dal predecessore, da Ildebrando<br />
abbate benedetlino <strong>di</strong> s. Cosma e Damiano<br />
in Mica Aurea (oggi s. Cosimato<br />
<strong>di</strong> Roma delle Francescane, alle quali<br />
già nel 1288 era passala la proprietà <strong>di</strong><br />
Isola, forse allora chiamata Castello <strong>di</strong><br />
.«. Pietro), a Pietro Obicione,e gli cedette<br />
inoltre alcuni beni che avea in Albano,<br />
ricevendone in compenso i <strong>di</strong>ritti che il<br />
medesimo aveva sopra 6 chiese esistenti<br />
in Isola. L'n alto del 1286 ricorda fra'<br />
i confini <strong>di</strong> Galera il castello dell' Isola<br />
<strong>di</strong> Ponte Veneno. Sul principio del secolo<br />
XIV questa terra passò dal monastero<br />
delle monache <strong>di</strong> s. Cosimato in ma-<br />
no <strong>di</strong> particolari; e nel 1 346 un in<strong>di</strong>viduo<br />
della famiglia Muti ne vendette una<br />
palle ad Andrea Orsini. Nel i36o Fran-<br />
cesco Veneto notaio lasciò a Vecchiarel-<br />
Jo Sabba due oncie del castello dell'Iso-<br />
la colle tenute, la rocca, il cassero ed i<br />
vassalli. Nel 1 368 Lello figlio <strong>di</strong> Vene-<br />
to ne ipotecò la 3." parie d' un'oncia a<br />
favore <strong>di</strong> Pietro figlio <strong>di</strong> Marino. Nel se<br />
colo XV questa terra era in uno stato <strong>di</strong><br />
floridezza e molto popolata; imperocché<br />
nella mossa del perugino Nicolò Fortebraccio<br />
minacciante Roma, nel 1 4^4<br />
venne lassata da Papa Eugenio IV <strong>di</strong><br />
mandare a Bracciano 10 uomini armati<br />
per unirsi al corpo che ivi il Papa faceva<br />
raccogliere per opporglisi. Sembra<br />
poi che in questo tempo passasse interamente<br />
in potere degli Orsini, i quali fino<br />
dal i346 ne possedevano una parte,<br />
e molto del fabbricato attuale appartie-<br />
ne a qiiell' epoca. Nel 1480 con l'aiuto<br />
<strong>di</strong> Fabrizio e Nicolò signori <strong>di</strong> Scrinone-<br />
ta, nella correria contro gli Orsini, Iso-<br />
la pure fu presa da Prospero Colonna,<br />
che menò seco prigione parecchi abitanti<br />
e portò via mollo bestiame. Nel i486<br />
il car<strong>di</strong>nal Borgia, poi Alessandro VI, e<br />
il car<strong>di</strong>nal Ascanio Sforza si portarono<br />
VE1<br />
in questa terra e cenarono insieme, on-<br />
de si sparse voce che avessero trattato <strong>di</strong><br />
pace. Dipoi Alessandro VI avendo stabi-<br />
lito ili abbattere la potenza degli Orsini,<br />
perciò tentò d'occupare tutte le loro ter-<br />
re cominciando dall' Isola, che il suo figlio<br />
Cesare Borgia poi duca <strong>di</strong> Valenza<br />
(F.) o Valentinois, nel 1 497<br />
circa pre-<br />
se dopo 12 giorni d'asse<strong>di</strong>o, ed allora<br />
oltre altri guasti, una parte della rocca<br />
venne <strong>di</strong>sfatta : nello slesso anno gli Or-<br />
sini ne alienarono una parte in favore<br />
del 11 ucel lai mercante fiorentino. Morto<br />
però nell'agosto i5o3 Alessandro VI, e<br />
caduta la potenza del duca Borgia, l'Iso-<br />
la naturalmente ritornò proprietà degli<br />
Orsini, onde allorché Pio IV nel i56o<br />
con bolla eresse Bracciano (<strong>di</strong> cui pure<br />
nel voi. LV1II, p. 121) in ducato, vi<br />
comprese con altre terre ancora questa.<br />
Rilevai nel voi. XX1H, p. 201C0I Nibby,<br />
il nome che tultora ritiene d'Isola Farncse<br />
è un forte in<strong>di</strong>zio, che un qualche<br />
tempo sia stala <strong>di</strong> quella famiglia, e che<br />
poscia nell' incamerazione del ducato <strong>di</strong><br />
Castro e Ronciglione, ancora questa ter-<br />
ra venisse compresa. Egli è certo che fino<br />
dal 1667 era della Camera apostolica ,<br />
e che fu allora affittata per i45o scu<strong>di</strong>.<br />
Anche il Coppi conviene, che nella de-<br />
cadenza della famiglia Orsini, Isola fu<br />
fra' primi fon<strong>di</strong> alienali ; e sembra che<br />
sia passata in dominio della famiglia Farnese,<br />
dalla quale prese nuova denominazione,<br />
e quin<strong>di</strong> incamerala col detto du-<br />
cato, pare nel 1 64 * n nel 1 64
vec<br />
topografiche da lui verificate sul luogo.<br />
Afferma d'aver trovato sul piano dell'i-<br />
stesso silo ov'era la città i residui dell'an-<br />
tichissime mura e delle sostruzioni ; che<br />
ne' cavi si trovarono pie<strong>di</strong>stalli, cornicio-<br />
ni, statue e altri maravigliosi rottami <strong>di</strong><br />
marmi antichi. Nel piano della valle os-<br />
servò il cunicolo pel cui mezzo seguì le-<br />
sterminio della gran Veio. Nell'antica via<br />
Veientana, che <strong>di</strong>ramandosi dalla Cassia<br />
conduceva a Veio, trovò i vestigi <strong>di</strong> gros-<br />
si selci, e allora pure conducevano al col-<br />
le e all' Isola Farnese; e parte dell'anti-<br />
ca città <strong>di</strong>chiaiò che surse ov'è il castel-<br />
lo o rocca dell' Isola stessa, nella quale<br />
con Lilj <strong>di</strong>ce che terminò i suoi giorni<br />
Gismondo Varani. In l'atti leggo nell'///-<br />
storia <strong>di</strong> Camerino, che nelle vertenze<br />
fra Francesco RI.' I duca d'Urbino e Sigismondo<br />
Varani suo nipote e duca <strong>di</strong><br />
Camerino, questi tornando da Viterbo<br />
a Roma, ov'era andato ad assoldar gen-<br />
ti, d' or<strong>di</strong>ne dello zio giunto alla Storta<br />
a' 25 giugno 1022 fu passato con uno<br />
spiedo nel corpo e portato, nel castello<br />
dell'Isola Farnese ivi morì <strong>di</strong> 21 anni,<br />
in<strong>di</strong> condotto in Roma il cadavere fu tu-<br />
mulato in s. Maria del Popolo. Quin<strong>di</strong><br />
il Piazza passando a ragionare dell'o<strong>di</strong>er-<br />
no castello, <strong>di</strong>ce che dagli Orsini passò<br />
in proprietà de'Farnesi, unito collo sta-<br />
to <strong>di</strong> Castro e Ronciglione, e pe' quali<br />
s' intitolò Isola Farnese, in<strong>di</strong> proprietà<br />
della camera apostolica col rimanente<br />
del dominio Famesiano. Trovò nella vi-<br />
sita apostolica la chiesa <strong>di</strong> s. Pancrazio<br />
parrocchiale (e lo è tuttora, de<strong>di</strong>cata pu-<br />
re alla D. Vergine Coronata), assai anti-<br />
ca e <strong>di</strong> conveniente fabbrica (il Nibby la<br />
crede e<strong>di</strong>ficata nel secolo XV e proba-<br />
bilmente rifabbricata dopo i guasti soffer-<br />
ti dalla terra nella "'presa del duca Bor-<br />
gia : dello slesso tempo è la pittura a fre-<br />
sco dell'aitine maggiore, che rappresen-<br />
ta la Coronazione della ss. Vergine. 11<br />
vaso per 1' acqua santa è formato con<br />
frammenti antichi d'architettura), in cui<br />
venerasi una segnalata reliquia del san-<br />
V EI 29<br />
to titolare. La chiesa fu consagrata dal<br />
vescovo Teipolitano a'20 aprile i55g,<br />
riponendovi neh' altare le reliquie <strong>di</strong> s.<br />
Pancrazio, <strong>di</strong> s. Andrea apostolo e <strong>di</strong> s.<br />
Lucia, concedendo un anno d'indulgen-<br />
za perpetua nell'anniversario della de<strong>di</strong>-<br />
cazione, <strong>di</strong> che trovò memoria nel de-<br />
creto della visita fatta nel i63o dal car-<br />
<strong>di</strong>nal Ginnasi vescovo <strong>di</strong> Porto. La chiesa<br />
era mantenuta nel culto<strong>di</strong>vino da una<br />
confraternita canonicamente eretta, coi<br />
frulli <strong>di</strong> pii legati. Pegli infortuni! patiti<br />
dal castello allora contava 1 3o anime,<br />
l'arciprete godeva scu<strong>di</strong> 200 <strong>di</strong> ren<strong>di</strong>ta.<br />
La chiesa <strong>di</strong> s. Maria Castellana, così del-<br />
ta perchè vicina alla rocca t> castello an-<br />
tico, de<strong>di</strong>cata ancora a s. Lucia, ora<br />
smantellata, era governata da un cap-<br />
pellano perpetuo obbligato a coa<strong>di</strong>uvare<br />
l'arciprete nella cura d'anime, e <strong>di</strong> sup-<br />
plire per lui a' bisogni della parroc-<br />
chia, venendo nominato liberamente dal-<br />
l' or<strong>di</strong>nario colla ren<strong>di</strong>ta <strong>di</strong> scu<strong>di</strong> 80.<br />
Crede Piazza che in questo e<strong>di</strong>lìzio, prima<br />
che fosse ridotto a chiesa, venisse a-<br />
dorato da'gentili un Nume. Certo è che<br />
ivi 1' ara marmorea della Vittoria Au-<br />
gusta, serve per vaso dell' acqua bene-<br />
delta, e l'iscrizione Ordo Vejenlium fe-<br />
ce trarre argomento al Nar<strong>di</strong>ni della vicinanza<br />
<strong>di</strong> Veio, mentre osservò il Piazza<br />
che per la sua grandezza non poteva es-<br />
sere stala trasportala da luogo lontano.<br />
L' Isola Farnese fu <strong>di</strong> poi concessa in en-<br />
fiteusi dalla camera apostolica, la quale<br />
nel 1820 ne vendette anche il dominio<br />
<strong>di</strong>retto, che fu acquistato dalla principes-<br />
sa Marianna <strong>di</strong> Savoia duchessa del Chia-<br />
blese, nel suo soggiorno in Roma (<strong>di</strong> che<br />
ne'vol.XXlII,p.2oi,XLVH,p. 95,LXI,<br />
p. 174 e altrove); dominio che passato<br />
per sua morte nel 1823 in retaggio alla<br />
regina <strong>di</strong>SardegnaM.'Cr'ìtiin* <strong>di</strong> Borbo-<br />
ne (insieme alla Villa del Tuscolo ossia la<br />
Rufiinella <strong>di</strong> Frascati, <strong>di</strong> che parlai nel<br />
vol.XXVII,p. j 65 e i66,ma ricordandolo<br />
nel voi. LIX, p. 73, il detto voi. per man-<br />
canza d'uu 1 <strong>di</strong>ce erroneamente XX\ 1; e<br />
e
3o VE I VEI<br />
siccome ivi tlissi che In regina collocò gli rupe che guarda mezzogiorno e levante,<br />
oggetti antichi d'arte trovati ne'suoi sca- e si ravvisano come sepolcri etruschi;<br />
vi <strong>di</strong> Tuscolo, nel magnifico e reale ca- una <strong>di</strong> esse è <strong>di</strong> forma quadrata e piena<br />
stello d' Agliè nella provincia d'Ivrea, <strong>di</strong> piccole nicchie, come i colombari ro-<br />
e suo soggiorno <strong>di</strong> villeggiatura <strong>di</strong> quan- mani. Il luogo presenta d'ogni parte l'ado<br />
in quando, qui aggiungo che vi col- spetto dello squallore e della decadenza,<br />
locò pure la pregevole collezione de'vasi e mostra nel fabbricato essere stalo riefittili<br />
veienti, <strong>di</strong> cui vado a parlare. Il <strong>di</strong>ficato nel XV secolo. La terra ebbe un<br />
castello d' Agliè è <strong>di</strong> proprietà del reale soloaccesso interno, e dalla parte del Por-<br />
principe Tommaso <strong>di</strong> Savoia duca <strong>di</strong> Gè- lonaccio era la comunicazione fra la cit-<br />
nova), e morendo la regina nel 1 847, la- là e la cittadella. L'antica via essendo insciò<br />
1' Isola Farnese, con altri fon<strong>di</strong> che terrotta, come la detta comunicazione,<br />
possedeva nelle vicinanze <strong>di</strong> Roma, alla si segue una nuova strada, posteriore a<br />
nipote regnante imperatrice del Rrasile Veii etrusca,che torce a sinistra per chi<br />
Teresa Cristina, comenotai nel vol.LXI, va da Roma all'Isola, fino alla mola; la<br />
p. 181. L'imperiosa brevità m'impe<strong>di</strong>- quale a sinistra è dominata da rupi pit-<br />
sce seguire il iNibby nella dotta descri- toresche, e a destra da una specie <strong>di</strong> ba-<br />
zione della topografia della celebre Veii, ratio, sotto il quale scorre il fosso. Alla<br />
e degli avanzi esistenti tanto dell' epoca mola è il precipizio terribile, e poco do-<br />
etrusca, quanto ancora dell'epoca 10- pò una cataratta: il sito è de'più pittomana,<br />
e dovrò contentarmi a ricordare reschi, e pare servito a' veienti per luogo<br />
solamente qualche principale in<strong>di</strong>cazio- <strong>di</strong> supplizio, come a Roma la rupe Tar-<br />
ile, oltre quelle già riferite. Sir William pea. Dalla cataratta si sale per giungere<br />
Geli pei 1 .° pubblicò la pianta esatta <strong>di</strong> alla città antica, ove forse fu la porta oc-<br />
Veii, che somiglia ad una vasta peniso- cidentale o de'Selte Pagi. S'incontra poi<br />
la, nel t. 1 delle Memorie dall' Istillilo una sorgente d'acqua minerale, e il sito<br />
<strong>di</strong> corrispondenza a rcheo logica,con os- dell'altre porle, che ponno designarsi, seservazioni,<br />
ed anco nella Topografia <strong>di</strong> condo la loro <strong>di</strong>rezione, co'nomi <strong>di</strong> Cam-<br />
Rorna e suoi <strong>di</strong>ntorni: Le mura primi- pana, Fidenate, Arce, Are Muzie, Ponte<br />
live erano <strong>di</strong> massi irregolari quadrila- Sodo oCapenate, Sutrina, Pietra Perlu-<br />
Ieri <strong>di</strong> lufa locale, lunghi fino 1 1 pie<strong>di</strong>, sa, Colombario. Visibilmente si ricono-<br />
Gli antichi sepolcri sono incavati nella scono a fior <strong>di</strong> terra le fondamenta dei-<br />
rupe dell'Isola. 11 suo fosso e il rivo Cre- le 5 porte, oltre quella per a Sette Pagi,<br />
mera determinano il sito <strong>di</strong> Veii in gui- Sembra però clie 9 fossero le porte, sensa<br />
che si può facilmente misurarne il cir- za coniar la porta della cittadella eh' e-<br />
cuito. A Veii romana anticamente si an- ra interna. Oltre le mura, il sito delle<br />
dava da Roma perle vie Flaminia e Cas- porte, il ponte della porta <strong>di</strong> Pietra Per-<br />
sia ; oggi più. or<strong>di</strong>nariamente si segue la tusa, il Ponte Sodo, i tumuli e le grotte<br />
strada detta dell'Isola, che <strong>di</strong>rama dalla sepolcrali, altri avanzi non rimangono <strong>di</strong><br />
Cassia verso il X miglio a destra. Il ca- Veii etnisca. Del municipio <strong>di</strong> Veii ro-<br />
stello dell'Isola si presenta come sopra mana altro non rimane che il colombauno<br />
scoglio spiccato dalla catena <strong>di</strong> pa- rio, da'eonta<strong>di</strong>ni chiamato il Cemeterio;<br />
lecchi colli <strong>di</strong>rupati, <strong>di</strong> forma oblunga fu trovalo intallo, ornato <strong>di</strong> stucchi <strong>di</strong><br />
da occidente a oriente. Quel <strong>di</strong>rupo è un bello stile e <strong>di</strong> pitture, ma oggi è tutto<br />
ammasso <strong>di</strong> ceneri vulcaniche indurite spogliato, parte per l'incuria e parte pel<br />
dall'acqua, perciò fragile e facile a fra- vandalismo de' visitanti. Esso è condo-<br />
narsi, per cui anticamente era più alto, sto <strong>di</strong> 3 camere, delle quali una sola è ac-<br />
Molte caverne souo aperte nel lato della cessibile. Lungo la strada romana fra le
VEI<br />
porle Siili ina e Fidennte, furono scoper-<br />
te negli scavi varie lapi<strong>di</strong> sepolcrali, ri-<br />
ferite e <strong>di</strong>chiarate dal Nibby. Nel centro<br />
ove fu il municipio veiente furono tro-<br />
vate le teste colossali d'Augusto e Tibe-<br />
rio, ora nel corridore del Musco Glia»<br />
ramonti, molte altre statue frammenta-<br />
te, molte teste, una statua mutile <strong>di</strong> Germanico,<br />
molli pezzi d'architettura e 24<br />
colonne giacenti e non ancor messe in o-<br />
pera, cioè 12 <strong>di</strong> marmo bianco lunense<br />
<strong>di</strong> circa i3 palmi d'altezza e 3 <strong>di</strong> <strong>di</strong>ame-<br />
tro, d'or<strong>di</strong>ne ionico, con basi e capitelli<br />
<strong>di</strong> forma singolare; e 12 <strong>di</strong> marmo bi-<br />
gio <strong>di</strong> 1 3 palmi d'altezza e d'un palmo e<br />
mezzo <strong>di</strong> <strong>di</strong>ametro, con basi e capitelli<br />
d'or<strong>di</strong>ne composito. Colle prime Grego-<br />
rio XVI fece ornate il portico dell'anti-<br />
co e<strong>di</strong>lìzio delle Poste pontifìcie a piazza<br />
Colonna (come narrai nel voi. LlV, p.<br />
3 1 4-> mentre il nuovo ledescrissi nel voi.<br />
LXXIV, p. 36o) ; colle seconde il medesimo<br />
Papa fece decorare la cappella <strong>di</strong><br />
s. Benedetto della nuova basilica <strong>di</strong> s.Pao-<br />
lo (il che notai nel voi. XII, p. 223, ed<br />
avendo terminato la descrizione <strong>di</strong> quel<br />
tempio splen<strong>di</strong><strong>di</strong>ssimo ne' voi. LXXIII,<br />
p. 352, LXXV, p. 2 i4). Queste 24 colonne<br />
sembra che fossero in origine de-<br />
stinale ad abbellire la basilica <strong>di</strong> Veii, e<br />
per conseguenza presso il luogo dove esse<br />
furono trovate, in uno alle summen-<br />
lovate sculture, e fu probabilmente il fo-<br />
ro. Le lapi<strong>di</strong> pubblicale dalJNibby ricor-<br />
dano il tempio <strong>di</strong> Marte, la scuola della<br />
Fortuna Forte, il teatro, il bagno, il cul-<br />
to alla dea Vittoria, quello a Castore e<br />
Polluce, alla Pietà, ed al Genio de' ve-<br />
ienti. Anche il Coppi <strong>di</strong>scorre de'monu-<br />
menli rinvenuti negli scavi <strong>di</strong> Veio, in<strong>di</strong><br />
acquistali dal governo pontificio, e col-<br />
locati nel museo Vaticano. Nel secolocor-<br />
iente,a spese della famiglia Giorgi e sotto<br />
hi <strong>di</strong>rezione dell'avv. Galli, nel 1 8 1 o s'in-<br />
(ominciarono gli scavi, continuali negli<br />
anni seguenti, sulla spianala d'una col-<br />
lina esistente a settentrione dell' Isola<br />
Farnese, come ricavo da Coppi e da JNib-<br />
VEI 3t<br />
by, quest'ultimo deplorando che gli oggetti<br />
trovali de'magnifici avanzi del mu-<br />
nicipio veiente, quando poi Pio VII li fe-<br />
ce acquistare pel Vaticano, non furono<br />
tutti collocali nella stessa sala, e che nello<br />
scavo fu trascurata affatto la topografia<br />
delle fabbriche rinvenute. Ne fece <strong>di</strong>ver-<br />
se relazioni all'accademia romana d'ar-<br />
cheologia Alessandro Visconti, i cui e-<br />
stralti si pubblicarono nel Giornale <strong>di</strong>-<br />
partimentale <strong>di</strong> Roma, in tempo del governo<br />
francese. Divenuta l'Isola Farne-<br />
se proprietà della regina <strong>di</strong> Sardegna M.*<br />
Cristina, riprese le escavazioni a'26 feb-<br />
braio 1 838 ei83g nell' antica necropoli<br />
<strong>di</strong> Veio sotlo la <strong>di</strong>rezione dell'intelligen-<br />
tissimo marchese Luigi Bion<strong>di</strong>, il quale<br />
a' 1 g aprile i 838 lesse nell' Accademia<br />
d'Archeologia il Ragionamento intorno<br />
alla tabella votiva in marmo, trovata<br />
nell' escavazioni veienli. Si pubblicò nel<br />
t. 9, p. 2o5 de' summentovali Alti. In-<br />
<strong>di</strong> il marchese commise la descrizione<br />
de'vasi fìttili trovati ne' sepolcri dell'antica<br />
Veio, al dotto archeologo Campa-<br />
nari <strong>di</strong> Toscanclla, il quale vi corrispo-<br />
se con quella illustrazione stampala con<br />
tavole incise nel i83q,che lodai nel voi.<br />
LXXVIII, p. 269, de<strong>di</strong>cata al conte Avogadro<br />
<strong>di</strong> Colobiano gran maestro e con-<br />
servatore generale della casa della stessa<br />
regina. Da par suo descrisse tali sepolcri<br />
veienli ed i<br />
vasi. Dice i sepolcri <strong>di</strong> due<br />
specie, altri gran<strong>di</strong> e più antichi, forma-<br />
ti <strong>di</strong> una o più camere co' letti funebri<br />
scolpiti all'intorno, su de'quali venivano<br />
deposti o interrati i cadaveri ; altri meno<br />
antichi e piccolissimi, consistenti in<br />
una o più nicchie scavate parimente nel<br />
tufo e capaci a contenere non più che un<br />
vaso, e talvolta uua piccola urna <strong>di</strong> ter-<br />
ra cotta coperchiala, dove riponevansi le<br />
ossa bruciate del morto ; e presso tali nic-<br />
chie erigevasi il rogo per bruciare i ca-<br />
daveri. 1 vasi neri, quegli altri <strong>di</strong> gran 9<br />
mole con rappresentazioni d' animali, e<br />
gli altri tutti <strong>di</strong> più antica opera e fattu-<br />
ra Uovaronsi sempre <strong>di</strong>sposti intorno a'
32 VEI<br />
cadaveri nelle gran<strong>di</strong> camere sepolcrali.<br />
] vasi <strong>di</strong> miglior stile ed elegante, e quel-<br />
li altresì più. belli per <strong>di</strong>ligenza e bontà<br />
<strong>di</strong> <strong>di</strong>segno, non che gli specchi <strong>di</strong> metal-<br />
lo, le tazze e altre gentili stoviglie, furono<br />
tutte rinvenute entro queste nicchie,<br />
dove fra le ceneri e le ossa brustolile eìano<br />
ancora talvolta anelli d' oro, pen-<br />
denti, armiile, aghi crinali <strong>di</strong> osso o <strong>di</strong><br />
metallo, ed altri ornamenti muliebri, se<br />
<strong>di</strong> donna racchiudevansi 1' ossa dentro i<br />
vasi. Gli etruschi prima interrarono i lo-<br />
ro cadaveri, posteriormente li bruciarono<br />
riponendone gli avanzi entro vasi <strong>di</strong><br />
bronzo o <strong>di</strong> terra cotta, o in urne cine-<br />
rarie, che fu T ultimo uso della nazione,<br />
praticato pure da' romani. La maggiore<br />
o minore antichità <strong>di</strong> siffatti sepolcri, re-<br />
sta <strong>di</strong>mostrata dalle stoviglie se rozze,<br />
migliori o perfette. Comunque nella col-<br />
lezione de' vasi veienti trovati nel!' esca-<br />
vazioni in <strong>di</strong>scorso, molli sono con belle<br />
ed eccellenti pitture, tutti più o meno<br />
sentono del rigido fare della vecchia<br />
scuola, riè ve n'ha uno <strong>di</strong> sì finito e per-<br />
fetto<strong>di</strong>segno <strong>di</strong>esi possa assegnare a que-<br />
si' ultima epoca, il perchè deve ritener-<br />
si, che venisse meno la fabbricazione<br />
tli tali fittili in Veio nel 35g <strong>di</strong> l'ionia,<br />
quando appunto la città fu domata e <strong>di</strong>-<br />
strutta dall'armi vincitrici romane. 1 va-<br />
si neri <strong>di</strong> terra lisci o ornati <strong>di</strong> bassi ri-<br />
lievi elegantissimijche in tanta copia tro-<br />
varonsi ne' più antichi sepolcri <strong>di</strong> Veio,<br />
non hanno molta durezza e soli<strong>di</strong>tà a<br />
proporzione degli altri, perchè la loro<br />
cottura non è portata a quel grado <strong>di</strong> per-<br />
fezione delle stoviglie <strong>di</strong>pinte, per cui<br />
crede il Campanari che poco o nulla servissero<br />
ad altri usi della vita civile, ma<br />
sibhene unicamente alle funebri pompe<br />
e ceremonie degli antichi. Degli altri va-<br />
si le stesse pitture iusegnano l* uso cui<br />
erano destinati. Furono primieramente<br />
adoperati ad uso de'sagrifizi verso i Nu-<br />
mi, non che <strong>di</strong> premio a* vincitori negli<br />
atletici combattimenti, e in altre feste e<br />
giucchi, ed ancora secondo l'argomento<br />
VEI<br />
delle pitture, <strong>di</strong> donativi fra gli amanti,<br />
od a causa <strong>di</strong> matrimonio, d' ospitalità<br />
e d'amicizia. In fine servivano a tutti gli<br />
usi domestici e ci vili,che del pari rappre-<br />
sentati vi sono. Fu costume degli antichi<br />
<strong>di</strong> conservare nella Sepoltura (f.) gli og-<br />
getti che in vita s'ebbero cari i defunti,<br />
per la credenza che I' anime dei beali<br />
conservando dopo morte il proprio abi«<br />
to eie proprie loro costituzioni, prendes-<br />
sero <strong>di</strong>letto delle cose che vivendo ebbe-<br />
ro care e affezionate, massime dalla nazione<br />
Toscana (/'.) antica. Anche il mar-<br />
chese Campana intraprese <strong>di</strong>spen<strong>di</strong>ose<br />
ricerche e intelligenti scavi in alcune<br />
colline che formano parte dell'antica necropoli<br />
veiente, ri m petto al luogo ove<br />
già brillò questa fortissima città etnisca.<br />
Trovò fra le molte altre quella tomba o<br />
grotta sepolcrale, la sola intatta dell'an-<br />
tichissima Veti, il cui <strong>di</strong>segno e sua eru-<br />
<strong>di</strong>ta illustrazione pubblicò 1' Album <strong>di</strong><br />
Roma nel 1 843, col 1. 1 o , p. 249. La re-<br />
gina <strong>di</strong> Sardegna fece riprendere gli sca-<br />
vi colla <strong>di</strong>rezione del valentissimo archeo-<br />
logo commend. Luigi Canina, il quale<br />
pose in più chiara luce 1' ubicazione <strong>di</strong><br />
Veio, e quin<strong>di</strong> pubblicò con 4^ belle ta-<br />
vole e alcune colorite, L'antica città dì<br />
Vej descritta e <strong>di</strong>mostrata con i monu'<br />
menti, Roma 1 847. Quest'opera non fa<br />
posta in commercio, siccome <strong>di</strong> pochi<br />
esemplari. Del sepolcro denominato dal-<br />
lo scopritore e illustratorecWyjo/croCa/npana,<br />
e dai conta<strong>di</strong>ni locali Porta <strong>di</strong><br />
ferro, e dell' opera del Canina, risultato<br />
degli scavi <strong>di</strong> più <strong>di</strong> mille sepolcri, nel<br />
1837 ne <strong>di</strong>e contezza nel t. 3 della nuova<br />
serie del Giornale Arca<strong>di</strong>co a p. 5g<br />
e seg. il eh. Fabio Gori nella sua eru<strong>di</strong>ta<br />
e interessante : Scorsa a Veii una<br />
delle capitali d' Etruria, 1 2 miglia<br />
lungi da Roma. Quanto allo scopritore<br />
del Sepolcro Campanaio celebra come<br />
lo scrittore dell' Opere in plastica.Quan-<br />
to a'vasi trovali dal Canina, <strong>di</strong>ce che sono<br />
<strong>di</strong> tre generi. Il i.° è il più particola-<br />
re de' veieuti, perchè raramente si trovò
VEI<br />
negli al<strong>di</strong> sepolcri etruschi, consistenti in<br />
vosi <strong>di</strong> bella vernice nera, sottile, e <strong>di</strong><br />
mirabile artifizio. Altri hanno geni ala-<br />
ti, o fasciature semplici, o animali con<br />
due soli colori, ed effigie <strong>di</strong> animali inci-<br />
si solo a contorno. Il 2. <strong>di</strong> vasi <strong>di</strong> gran-<br />
<strong>di</strong>ssima <strong>di</strong>mensione, ove <strong>di</strong>pinti sono<br />
con colori a corpo, geni aligeri e anima-<br />
li. Il 3.° mostra T ultimo genere <strong>di</strong> va-<br />
si, ma rarissimi fra le tombe veienti, <strong>di</strong>-<br />
pinti con vernice fina. Dirò per ultimo,<br />
che si legge nel n.° 1 o5 del Giornale <strong>di</strong><br />
lìoma del 1 853, che l'imperatrice del<br />
Brasile Teresa Cristina M." <strong>di</strong> Borbone,<br />
avendo ere<strong>di</strong>tato la maggior parte dei<br />
fon<strong>di</strong>, che possedeva nelle vicinanze <strong>di</strong><br />
Boma la sullodata sua zia regina <strong>di</strong> Sardegna,<br />
non volle trascurare <strong>di</strong> prosegui-<br />
re quanto si soleva praticare da quella<br />
benefica sovrana proleggilrice delle an-<br />
tichità e delle belle arti, a vantaggio del-<br />
le medesime. Commise pertanto al coni-<br />
menci. De Figueiredo incaricalo d' alfa-<br />
li dell' imperatore consorte presso la s.<br />
Sede e la corte <strong>di</strong> Toscana, e suo pro-<br />
curatore per 1' amministrazione del det-<br />
to pati imonio,d'imprendere alcune esca-<br />
vazioni nel territorio dell' Isola Farnese<br />
dove esisteva l'antica Veii. L'escavazio-<br />
ni intraprese nel <strong>di</strong>cembre 1 852, ebbero<br />
luogo primieramente nella parte selten-<br />
tuonale dell'antica città, ove esisteva la<br />
principale sua necropoli; e si scavarono<br />
più <strong>di</strong> 120 vetusti sepolcri, in cui si rin-<br />
venne una ragguardevole quantità <strong>di</strong> sto-<br />
viglie per più gran parte nere, e pochis-<br />
sime <strong>di</strong>pinte. Siffatta particolarità si ren-<br />
de importante per la storia <strong>di</strong> tali ogget-<br />
ti; poiché tra le città principali dell'an-<br />
tica Etruria, <strong>di</strong> quella de' veienti essendo<br />
più cognito il principio della sua pro-<br />
sperità ed il suo territorio alla pertinen-<br />
za <strong>di</strong> tale antico popolo, si trova così in<br />
modo più convincente confermata la pre-<br />
cedenza dell' uso delle stoviglie dell'in-<br />
<strong>di</strong>cala semplice specie, su quello delle <strong>di</strong>-<br />
pinte, ed essersi quest' ultime introdot-<br />
te in piìi gran numero solamente non<br />
VOL. LXXXIX.<br />
VEI 33<br />
prima dell' 8.° secolo avanti l'era nostra.<br />
Quin<strong>di</strong> nel fine <strong>di</strong> febbraio 1 853 si ri-<br />
volsero le ricerche nella parte occupata<br />
propriamente dalla città antica, ove si<br />
scopersero a poca profon<strong>di</strong>tà le reliquie<br />
<strong>di</strong> varie case stabilite incirca ne'primi anni<br />
dell'impero romano sulle fondamenta<br />
<strong>di</strong> ùmili fabbriche assai più antiche, che<br />
si trovarono corrispondere lungo una via<br />
interna che metteva alla porta occiden-<br />
tale, da cui usciva la via esterna che si ri-<br />
volgeva verso la via Cassia. E tra le stes-<br />
se reliquie si rinvennero <strong>di</strong>versi oggetti<br />
<strong>di</strong> scultura romana in marmo, che servono<br />
principalmente a <strong>di</strong>mostrare avere<br />
la città stessa continuato a prosperare anche<br />
dopo d'essere stala ridotta a municipio<br />
romano. Tra'medesimi oggetti me-<br />
rita considerazione una statua muliebre,<br />
che si crede essere una Pomona, <strong>di</strong> poco<br />
inferiore del vero, e quasi per intero con-<br />
servata; e <strong>di</strong>verse piccole figure per Io<br />
più <strong>di</strong> rappresentanza Bacchica con una<br />
piccola Cariatide scolpita in marmo gial-<br />
lo detto numi<strong>di</strong>co. Fa ri mente si rinvenne-<br />
ro frammenti d'una Vittoria alata scol-<br />
pila in bassorilievo per onorare alcuna<br />
vittoria riportata da qualche imperatore<br />
romano che protesse il medesimo muni-<br />
cipio. Si sono inoltre rinvenuti <strong>di</strong>versi<br />
pavimenti <strong>di</strong> camere composti con varie-<br />
tà <strong>di</strong> marmo delle più scelte specie, fra'<br />
pochi marmi scrini, rinvenuti nelle stan-<br />
ze scoperte, meritano considerazione 3<br />
frammenti appartenenti ad un' iscrizio-<br />
ne monumentale dell' imperatore Tibe-<br />
rio, scoperti da vicino al luogo in cui nel<br />
18 j 4 si rinvenne la bella statua summeritovata,<br />
poiché da tali reliquie conoscen-<br />
dosi essere stata l'iscrizione stessa collo-<br />
cala in Veii per alcuna concessione otte-<br />
nuta da quel principe, si viene più formalmente<br />
a convalidare la corrisponden-<br />
za in tal luogo dell'antica città <strong>di</strong> Veii,<br />
come fu ampiamente <strong>di</strong>mostrato anche<br />
nella suencomiala opera <strong>di</strong> Canina; men-<br />
tre <strong>di</strong> tutte le altre iscrizioni in cui leg-<br />
gest il nome de'veienti e della loro città,<br />
3
34<br />
VEL<br />
non si conservò precisa memoria del lo<br />
ro ritrovamento, donde n'era derivata<br />
l'incertezza sulla vera corrispondenza <strong>di</strong><br />
posizione della città stessa.<br />
VELIA, Elea, li<strong>di</strong>a, Heyla. Antica<br />
sede vescovile d'Italia, nella Lucania, la<br />
quale si <strong>di</strong>vide nelle provincie ecclesia-<br />
stiche <strong>di</strong> Rossano e Cosenza. Neil' Ita-<br />
lia sacra } \.. io,p. 1 83, Velinus Epi-<br />
scopati^, s\ <strong>di</strong>ce che esisteva nel VI seco-<br />
lo, essendo vacata nel pontificato <strong>di</strong> s.<br />
Gregorio I, che fiorì nel declinare <strong>di</strong> ta-<br />
le secolo; il quale Papa incaricò Feli-<br />
ce vescovo Agropolitano per fare la vi-<br />
sita della chiesa <strong>di</strong> Velia nel 5cj2. Igno-<br />
ransi i nomi de' vescovi che ne occupa-<br />
rono la sede. La città si vuole e<strong>di</strong>ficata<br />
a tempo <strong>di</strong> Servio Tullio re <strong>di</strong> Roma<br />
da'focesi, perciò stimata colonia greca, e<br />
si vuole patria de' filosofi Parmenide e<br />
Zenone seguaci <strong>di</strong> Pitagora. Sorgeva cir-<br />
ca 200 sta<strong>di</strong> <strong>di</strong>stante da Possìdonia. I<br />
geografi sono <strong>di</strong>screpanti nell'assegnarne<br />
la località : l'Holstenio vuole che sia a Ve-<br />
lia succeduta Castello a Mare della Truc-<br />
ca, come opina pure il Nibby ; Barrio,<br />
s. Bonifacio; Nigro, Ulastra ; Ligorio,<br />
Policastroj Paudolfo, Scalaj Cluverio<br />
e altri, Pisciotta. Quest'ultimo è un borgo<br />
del regno <strong>di</strong> Napoli del Principato<br />
Citeriore, capoluogo <strong>di</strong> cantone a 3 leghe<br />
da Vallo e 17 da Salerno, presso al ma-<br />
re Tirreno. Ha bellissima chiesa parroc-<br />
chiale e un convento, palazzo e parecchie<br />
case ben fabbricate. Vi si fa abbondan-<br />
te pesca, e il territorio produce squisiti<br />
frutti, vini e olio ricercati.<br />
VEL1KA-PERMIA. Sede vescovile<br />
<strong>di</strong> Moscovia, unita all' arcivescovato <strong>di</strong><br />
Fiatka (V.).<br />
VEL1K1E-LUR1. Città vescovile <strong>di</strong><br />
Russia in Europa e governo, a 47 leghe<br />
da Pskov, sulle due sponde del Lo-<br />
vat. Il quartiere della città che trovasi<br />
sulla sponda sinistra <strong>di</strong> tal fiume è for-<br />
tificato da un terrapieno, da bastioni e<br />
palizzate, e possiede 7 chiese. Quello che<br />
fciace sulla sponda destra, viene conside-<br />
V EL<br />
rato come sobborgo, e vi sono un monastero<br />
<strong>di</strong> monache e tre chiese. I due<br />
quartieri sono riuniti per mezzo <strong>di</strong> un<br />
ponte, e insieme posseggono molte fab-<br />
briche <strong>di</strong> corami. Questa città è molto<br />
antica, e fu <strong>di</strong> sovente presa nelle <strong>di</strong>verse<br />
guerre che accaddero tra' principi russi<br />
neh 198:1 lituani aiutati dagli abitanti <strong>di</strong><br />
Polotzk furono ad attaccarli, ma non po-<br />
terono impadronirsene. Nel 1 4-4-8 t nov-<br />
goro<strong>di</strong> la cedettero al gran principe <strong>di</strong><br />
Mosca Ivan Basilio III. Nel 1 58o il re <strong>di</strong><br />
Polonia Stefano Batori se ne insignorì,<br />
ma la rese alla Russia dopo due anni al-<br />
la pace. Nel 1611 fu presa e arsa da'par-<br />
titanti de' falsi Dmilri, e rimase vuota<br />
per 9 anni. Lo czar Michele Fedorovitz<br />
la ripopolò inviandovi una colonia<br />
<strong>di</strong> cosacchi Uralii e del Don, che a casti-<br />
go <strong>di</strong> una ribellione erano slati spe<strong>di</strong>li<br />
ad una fazione in Polonia e in Livonia,<br />
nella quale aveano meritato il perdono<br />
me<strong>di</strong>ante una buona condotta; le quali<br />
genti piò non curandosi <strong>di</strong> ripatriare, ot-<br />
tennero la permissione <strong>di</strong> stabilirsi in Ve-<br />
like. L'antico suo vescovato venne uni-<br />
to a quello <strong>di</strong> Novgorod-Veliki (V.).<br />
VEL1K1-OUST10UG, o USTIUG<br />
o USTING. V. Oustioug-Veliki.<br />
VELLETRI (Feliterncn). Città con<br />
residenza vescovilesuburbicaria dello sta-<br />
to pontificio, antichissima del famigerato<br />
Lazio (? •), già una delle nobilissime e<br />
celebri capitali de bellicosi e possenti vol-<br />
sci; in<strong>di</strong> e successivamente capoluogo del<br />
privativo governo del car<strong>di</strong>nal vescovo,poi<br />
della legazione <strong>di</strong> Velletri,edal i85o del-<br />
la delegazione apostolica <strong>di</strong> Marittima, e<br />
facente parte della legazione apostolica <strong>di</strong><br />
Marittima e Campagna, per <strong>di</strong>sposizione<br />
del regnante Papa Pio IX^P.). La nuo-<br />
va legazione la formò colle provincie <strong>di</strong><br />
EellctrioMav\ll\aìa,
VEL<br />
resi ragione del vocabolo Marittima e<br />
Campagna , in generale corrispondente<br />
quest'ultimo alla provincia <strong>di</strong> Fresinone,<br />
esistente in contrada piana e montuosa,<br />
denominala per antonomasia Campagna<br />
<strong>di</strong> Romaje\'a\Ua a quella <strong>di</strong> Vel-<br />
htri, esistente in suolo piano e litoraneo<br />
che confina al mare. Abbiamo d'Antonio<br />
Sanfelici, De origine et sita Campa-<br />
nia!', Nenpoli 1 636. Nell'antichità sono<br />
fiimose le forti e bellicose provincie abi-<br />
tale dagli ernici e da'volsci, ricche delle<br />
dovizie e fertilità de'monti, ed abbondan-<br />
ti della grassezza e copia de'campi e prati.<br />
Nel voi. LXXIV, p. 1 76, ricordai i luoghi<br />
ove descrissi i famosi e clamorosi giuochi<br />
d'Agone e <strong>di</strong> Testaccio celebrati inPioroa<br />
nel me<strong>di</strong>o evo, a' quali le due provincie<br />
dovevano mandare giostratori esperti e<br />
giovani, cioè le comuni <strong>di</strong> Terracina, Piperno,<br />
Velletri , Anagni , Sezze , Acqua<br />
Putrida e altre. La catena degli elevati<br />
monti Lepini, molto estesa fra le vie La-<br />
tina e Appia, <strong>di</strong>stingue la Campagna <strong>di</strong><br />
Roma nelle due provincie <strong>di</strong> Marittima<br />
e <strong>di</strong> Campagna, come <strong>di</strong>chiara il corano<br />
Marchiafava. Il veliterno car<strong>di</strong>nal Borgia<br />
nella Breve istoria del dominio tempo-<br />
rale della Sede apostolica, a p. 256, riferisce<br />
al secolo XI la <strong>di</strong>visione della Campania<br />
in Campania, poi detta volgarmen-<br />
te Campagna, e Marittima. Pertanto os-<br />
serva, che quelle terre, le quali circa il se-<br />
colo XI si <strong>di</strong>visero in Campania e Marittima,<br />
in antico col solo nome <strong>di</strong> Campa-<br />
nia venivano considerate. Posta questa <strong>di</strong>-<br />
stinzione, si ponderino i luoghi de' quali<br />
parla il <strong>di</strong>ploma <strong>di</strong> Lodovico I, nella con-<br />
ferma del possesso de'dominii alla s. Se-<br />
de (conferma corrispondente all' obbligo<br />
non solamente <strong>di</strong> non molestarne il pos-<br />
sesso, ina anche <strong>di</strong> <strong>di</strong>fenderlo; ecco pro-<br />
priamente quanto imporla vano le conferme<br />
imperiali, del resto gì' imperatori per<br />
mera prolezione e avvocazia, come Pa-<br />
trizi <strong>di</strong> Roma, giuravano <strong>di</strong> <strong>di</strong>fendere e<br />
proteggere la Chiesa romana e il suo prin-<br />
cipato temporale, ed a tale effetto un teni-<br />
VEL 3?<br />
pò giurarono i romani fedeltà all'imperatore),<br />
e sono: Seg/iiam, Anagniam, Furenti'man<br />
seti Ferenlinum, Alalrum, Pa-<br />
tricum, Frisilunam velFrisilìmam, cimi<br />
omnibus finìlus Campaniae. Da questo<br />
si vede che il ducato <strong>di</strong> Roma (/'.) ab-<br />
bracciò le terre dell'o<strong>di</strong>erna Campania o<br />
Campagna, ma non già quelle conosciu-<br />
te ora col noine<strong>di</strong> Marittima, chesono Albano<br />
(ora con altri luoghi <strong>di</strong> Marittima<br />
sotto la Co ni a rea <strong>di</strong> Roma, ed in tale ar-<br />
ticolo descritti), Velletri, Cori e altre; il<br />
che fece credere dal non vedersi nominate<br />
ne'<strong>di</strong>plomi <strong>di</strong> Lodovico I, degli Ot-<br />
toni e <strong>di</strong> s. Enrico II, fra'lnoghi del ducato<br />
Romano. Nola pure il Borgia , mau-<br />
carsi <strong>di</strong> documenti per in<strong>di</strong>care con chia-<br />
rezza a chi inque'tempi rimanessero sog-<br />
gette le ultime mentovate città, se a' du-<br />
chi <strong>di</strong> Benevento, ovvero a que'<strong>di</strong> Spole-<br />
to. Il ducato Romano mentre maggior-<br />
mente estendevasi dalla parie <strong>di</strong> Toscana<br />
o Pa trùnonio <strong>di</strong> s. Pietro, avea minore<br />
estensione nella parie <strong>di</strong>Campania^quin-<br />
<strong>di</strong> pare che dalla parte d'Albano, Velletri<br />
ec. dovesse fissarsi quel ristretto confine,<br />
del quale scrisse s. Gregorio II nel 727<br />
all'imperatore greco Leone III, del quale<br />
non poteva temere 24 sta<strong>di</strong> da Roma<br />
o 3 miglia. E se Terracina, ch'è dell' o-<br />
<strong>di</strong>ernaMariltima, ubbi<strong>di</strong>va a Papa A<strong>di</strong> inno<br />
I del 772, non per questo può dedur-<br />
sene che al ducato Romano appartenes-<br />
se, giacché questa città fu de'greci ossia<br />
del ducato <strong>di</strong> Napoli, ed il Papa I' avea<br />
presa e la riteneva in compenso del Pa-<br />
tri/nonio JYapoletano,che i medesimi gre-<br />
ci avevano alla Chiesa romana violentemente<br />
usurpato, a ciò istigati da Arigiso<br />
li duca <strong>di</strong> Benevento. Ne'tempi bassi in-<br />
tralciata e oscura è la corografia dell'Ita-<br />
lia, onde nelle ricerche de'luoghi che ap-<br />
partennero al ducatoRomanOjil Borgia si<br />
appoggiò alle memorie più sicure, rilevando<br />
che senza buon fondamento Le Colute<br />
scrisse neW'Epist. 65 del Cod. CaroL,<br />
t.i, che le città <strong>di</strong> Pipemo,d\ Terracina<br />
e <strong>di</strong> Sezze entrassero io qucslo duca-
36 V E L<br />
to. Per Terracina si è detto come allora<br />
era dominata dal Papa; quanto poi a Piperno<br />
e Sezze, il silenzio degli antichi monumenti<br />
fa sì che la cosa rimanga assai<br />
incerta. La denominazione <strong>di</strong> ducato Romano<br />
non fu sempre costante, mentre tal-<br />
volta parte delle sue lene vennero in<strong>di</strong>-<br />
cate sotto i nomi <strong>di</strong> Territorium e Terra<br />
s. Pelri, nel secolo IX; e tal'allra furono<br />
tutte comprese sotto i nomi <strong>di</strong> Campania<br />
, <strong>di</strong> Toscana e <strong>di</strong> Romania, come<br />
nel<strong>di</strong>plomadell'877 <strong>di</strong>Carlomanno. Del-<br />
l' origine del dominio temporale della s.<br />
Sede nelle città e luoghi delle provincie<br />
<strong>di</strong> Marittima e Campagna, meglio ragio-<br />
nai a'Ioro articoli; avendo detto altrove<br />
che quando Innocenzo VI nel 1 353 co-<br />
stituì vicario generale <strong>di</strong> tutto lo stato<br />
pontificio il celebre car<strong>di</strong>nal Albornoz,<br />
coniò 6 proviucie, fra le quali la Campagna<br />
e la Maremma. Di più il Borgia nar-<br />
ra a p. 292, come Carlo Maguo restituì al<br />
ducato Romano alcune città della Cam-<br />
pania, tolte già dal duca <strong>di</strong> Benevento,<br />
cioè Soia, Arce , Arpino e Aquino, e vi<br />
aggiunse ancora Teano e Capùa, staccan-<br />
dole dal ducato <strong>di</strong> Benevento, il quale pu-<br />
re olhì a s. Pietro, per allora riserban-<br />
dosene la sovranità, e così <strong>di</strong> quello <strong>di</strong><br />
Spoleto. Perciò separò dette città della<br />
Campania dal ducato Beneventano, onde<br />
ne fosse subito dato il possesso al Pa-<br />
pa. Inoltre apprendo dal medesimo Bor-<br />
gia, Memorie isteriche della pontificia<br />
città <strong>di</strong> Benevento, t. 2, p. 1 94, che il go-<br />
verno <strong>di</strong> Beneveuto fu già unito con quel-<br />
lo <strong>di</strong> Marittima e Campagna, e <strong>di</strong> tale<br />
mnone lai.' 1<br />
memoria la trovò in un mo-<br />
numento marmoreo del 1 3a f , in cui si<br />
legge il titolo <strong>di</strong> Rettore <strong>di</strong> Benevento e<br />
della Campagna attribuito a Guglielmo<br />
<strong>di</strong> Balaeto, com'è pure la 1." memoria <strong>di</strong><br />
così fatta unione <strong>di</strong> rettorie, della quale<br />
pel rimanente del secolo XI V, e ne'piin-<br />
cipii del secolo XV si hanno più esempi ;<br />
ma perchè poi si considerò- che un medesimo<br />
rettore non poteva agevolmente<br />
accu<strong>di</strong>re al governo <strong>di</strong> lene talmente fra<br />
VE L<br />
loro segregate e <strong>di</strong>stinte, senza grave incomodo<br />
non meno de' pontificii rettori,<br />
che de'sud<strong>di</strong>li della s. Sede, tornarono a<br />
separarsi queste rettorie, e a darsi a ciascuna<br />
il suo rettore. Dopo il rettore Gu-<br />
glielmo <strong>di</strong> Balaeto, nella cronologia de'<br />
governatori <strong>di</strong> Benevento tessuta dal Borgia,<br />
vengono i seguenti. Nel 1 32 5 Gerardo<br />
della Valle priore della chiesa <strong>di</strong> s.<br />
Tommaso <strong>di</strong> Montpellier, intitolato rettore<br />
<strong>di</strong> Benevento e delle provincie <strong>di</strong> Ma-<br />
rittima e Campagna. Neh 336 Ruggieri<br />
<strong>di</strong> Vintrano rettore <strong>di</strong> Benevento , e <strong>di</strong><br />
Marittima e Campagna, ma non risiede-<br />
va in detto anno iu Benevento, lenendovi<br />
in sua vece Raimondo abbate del mo-<br />
nastero <strong>di</strong> Casanova con titolo <strong>di</strong> luogote-<br />
nente. Ugouo Guidar<strong>di</strong> neh 365 arci ve-<br />
scovo <strong>di</strong> Benevento, è nominato assolutamente<br />
rettore <strong>di</strong> Benevento. Gli successe<br />
nel 1<br />
3<br />
7 1 Daniello de'marchesi del Car-<br />
retto cavaliere gerosolimitano e priore <strong>di</strong><br />
Lombar<strong>di</strong>a, rettore <strong>di</strong> Benevento: Grego-<br />
rio XI con breve del 1 3j^ lo <strong>di</strong>chiarò ca-<br />
pitano generale <strong>di</strong> tutto il territorio Pia-<br />
centino, uel quale è chiamato rettore del-<br />
le provincie<strong>di</strong> Campagna e Marittima; ed<br />
il Borgia crede, che in un medésimo tem-<br />
po avesse ancora la rettoria <strong>di</strong> Benevento.<br />
Raimondello del Balzo Orsini rettore <strong>di</strong><br />
Benevento a vitaj della quale città s' im -<br />
padroni La<strong>di</strong>slao re<strong>di</strong> Napolie Giovanna<br />
lì <strong>di</strong> lui sorella, la quale nel 1 4 18 col con-<br />
senso <strong>di</strong> Martino V uè investì Sforza, che<br />
ne tramandò in retaggio il dominio a<br />
Francesco suo figlio neh 424 conferma-<br />
togli dallo stesso Martino V , sotto del<br />
quale Benevento tornò ad essere gover-<br />
nato da'ponliljcii rettori, leggendosi che<br />
neh 428 vi era rettore Giacomo vescovo<br />
<strong>di</strong> Guar<strong>di</strong>a Alferia, e nel i43o Giovanni<br />
<strong>di</strong> Vico detto Peroltino da Viterbo. In-<br />
<strong>di</strong> si riunì questa rettoria <strong>di</strong> Marittima e<br />
Campagna, essendo succeduto a Perolli-<br />
110 Arrigo Scara rapo d' Asti vescovo <strong>di</strong><br />
Felli* e Belluno, rettore <strong>di</strong> Benevento,<br />
e <strong>di</strong> Marittima e Campagna. In tempo «li<br />
Eugenio IV <strong>di</strong>morava per lui iu Bene veti-
VE L<br />
|« il suo vicario Benedetto da Gualdo, il<br />
quale compilò alcuni statuti per la città<br />
in suo nome. Inoltre Arrigo era stato se-<br />
gretario <strong>di</strong> .Sigismondo imperatole, e nel<br />
l4«6 intervenuto al concilio <strong>di</strong> Costanza;<br />
morto in Fellre a'29 settembre 1 44°<br />
in odore <strong>di</strong> santità, onde il corpo si conserva<br />
incorrotto in quella cattedrale. Do-<br />
po Scarampo, il Borgia non trovò altro<br />
rettore ili Benevento, <strong>di</strong>e nello stesso tem-<br />
po avesse unita ancora la rettoria delle<br />
Provincie <strong>di</strong> Marittima e Campagna. Le<br />
Provincie <strong>di</strong> Marittima e Campagna eb-<br />
bero moltissimi governatori generali col<br />
titolo <strong>di</strong> rettori, cioè Rcclores provincine<br />
Maritimele et Campaniàe , ovvero<br />
Campania* et Maritimae, e <strong>di</strong> non po-<br />
chi ne parlai descrivendo i luoghi delle me-<br />
desime, come <strong>di</strong> Petronio Conte (antico<br />
titolo óe governatori) della Cam pugna e<br />
<strong>di</strong> Ceprano (I •), il cui figlio Onorio I,<br />
forse ivi nato, fu Papa nel 620, e vi pos-<br />
sedeva un fondo o patrimonio della Chie-<br />
sa, come notai nel voi. Lll, p. 5; la qual<br />
città com'altre ebbe de'car<strong>di</strong>nuli per spe-<br />
ciali governatori. Nelle biografie de'car-<br />
< li ilei li si ponno vedere que'reltori <strong>di</strong>poi<br />
elevati al car<strong>di</strong>nalato; e tra' più antichi<br />
ricorderò il bealo Berardo Berar<strong>di</strong>, ile'<br />
gran conti <strong>di</strong> Marsi,\valo nel 1 080, e Pie-<br />
tro Galluzzi creato car<strong>di</strong>nale nel 1190.<br />
Anticamente l'abbate <strong>di</strong> Monte Cassino<br />
(/ .), ove già sorgeva la città volsca <strong>di</strong><br />
Cassino Cassiua, tra' suoi titoli usava<br />
quello ili Comes et Rcctor Campatane<br />
Marini/nacque provinciarum. Ebbero<br />
pure moltissimi car<strong>di</strong>nali legati, i quali<br />
risiederono in varie città delle provincie<br />
si esse, come Atingiti , A latri , Piperno,<br />
Ferentino ove fu la curia generale ec, e<br />
lo rilevai nelle loro biografie, e per rammentarne<br />
alcuni, tali furono i car<strong>di</strong>nali<br />
/ go (VA latri, Gregorio Teùdali, Stefa-<br />
no Norman<strong>di</strong>s, Giordano Pirunlo o Pe-<br />
tonti Contida Tcrracina, Francesco Te-<br />
buldeschi , Francesco Prignaui , Pietro<br />
Sasso, Ugo <strong>di</strong> Lusignano, <strong>di</strong> Casa, For-<br />
cole Gonzaga, Francesco Gonzaga 3 0ìq-<br />
V E L 3 7<br />
vanni Moles, Agostino Trivulzi, Vitel-<br />
lozzo Vitellozzi ec. ec. Di altri ne farò ri-<br />
cordo nel progresso <strong>di</strong> quest'articolo: l'ul-<br />
tima fu il car<strong>di</strong>nal Antonio Pallolta, del-<br />
la cui legazione alla sua volta parlerò. Il<br />
i.° legato <strong>di</strong> Velletri fu il car<strong>di</strong>nal Pac-<br />
ca, ed il nuovo r.° legato <strong>di</strong> Marittima e<br />
Campagna, vale a <strong>di</strong>re dell'ampliala le-<br />
gazione già in<strong>di</strong>cata, è il car<strong>di</strong>nal Macchi.<br />
De' presi<strong>di</strong> <strong>di</strong> Velletri <strong>di</strong> poi ne riferirò<br />
le notizie. Nelle Notizie <strong>di</strong> Roma, de' prelati<br />
governatori <strong>di</strong> Marittima e Campa-<br />
gna residenti a Frosinone, se ne può leg-<br />
gere la serie dal 1717 al 1808, ossia da<br />
mg. r<br />
Gio. Francesco Leonini romano, a<br />
mg/ Fabrizio Turiozzi <strong>di</strong> Toscanella,poi<br />
car<strong>di</strong>nale; come pure il novero de' delegati<br />
apostolici <strong>di</strong> Prosinone, da mg. r<br />
Onorato<br />
Bres nel 18 16, all' o<strong>di</strong>erno mg/<br />
Fer<strong>di</strong>naudoScapitta,per la qual ciltàLeo-<br />
ne XII col breve Roma nis Pontifi.cibus i<br />
de'9 <strong>di</strong>cembrei828, Bull. Rom.cont. t.<br />
1 7, p. 4^o: Rcslitutio titilli civitatis cimi<br />
nspondenlibus privilegiis, et honoribus<br />
prò oppido Frusinonis apud Volscos e-<br />
xistenlis. Nel quale si legge ; Praeterea<br />
non <strong>di</strong>ssimile ventati omnino videtur episcoporum<br />
sedem olim fuisse postea<br />
,<br />
tornea Ecclesiae Verulanae adjunctum,<br />
Sed omnibus nolum, tic perspe<strong>di</strong>mi cstt longa ab hinc minorimi serie ibi ponti-<br />
ficiae Se<strong>di</strong>s praefectos Maritimae et<br />
Campaniae provinciae juisse , atque e-<br />
tiam nunc esse, Ne'miei cenni su Frosinone<br />
e sua illustre delegazione apostolica,<br />
giovandomi ancora del Saggio i<strong>storico</strong> <strong>di</strong><br />
Frosinone del celebre e dotto frusinate<br />
cav. Giuseppe de Matlheis (sommo pro-<br />
fessore <strong>di</strong> me<strong>di</strong>cina, le cui notizie necro*<br />
logiche riporta il Giornale <strong>di</strong> Roma dei<br />
1807 a p. 989, quin<strong>di</strong> ['Album <strong>di</strong> Roma<br />
e col suo ritratto nel t. 24 j P- 4°9 > d<br />
<strong>di</strong>ede !a bellissima biografia del eh. Qui^<br />
tino Leoni), già compilai ut] elenco d'al-<br />
cuni car<strong>di</strong>nali legati della provincia <strong>di</strong><br />
Marittima e Campagna, de'prelati gover-<br />
natori generali della medesima ede'dele-<br />
gati<strong>di</strong>Frosiuoue poscia car<strong>di</strong>nale qui col-
33 VEL<br />
le Notizie <strong>di</strong> Roma vi aggiungo il prelato<br />
e: ora car<strong>di</strong>nal Domenico Sa velli, che nel<br />
1 833 successe a mg." Gioacchino Proven-<br />
zali, al quale porporato fu sostituito nel<br />
1 838 n>g. r<br />
Marcello Orlan<strong>di</strong>ni della pro-<br />
vincia <strong>di</strong>Perugia, ora da giu<strong>di</strong>ce deputato<br />
per le cause ecclesiastiche nel civile Tribu-<br />
nale ili Roma, promosso a vice-presiden-<br />
te del medesimo tribunale: questi ebbe a<br />
Andrea Pila <strong>di</strong><br />
successori, nel 1 843 mg. r<br />
Spoleto, attualmente niitiistrodell'inter-<br />
no; nel 1 848 mg. r<br />
Pa.»quale Ba<strong>di</strong>a, al pre-<br />
sente delegato d' Urbino e Pesaro; nel<br />
i852 mg.' Lorenzo Dialti (degno nipo-<br />
te del car<strong>di</strong>nal Benvenuti benemerentis-<br />
simo preside contro il brigantaggio <strong>di</strong> que-<br />
ste provincie, per le quali fece stampare:<br />
Istruzioni e Regolamenti nelle provincie<br />
<strong>di</strong> Marittima e Campagna), ora votante<br />
<strong>di</strong> segnatura; e nel marzo 1 858 l'o<strong>di</strong>er-<br />
no mg/ Fer<strong>di</strong>nando Scapitta. Nel 1849<br />
nella tipografia <strong>di</strong> Ferentino de' fratelli<br />
Bono fu pubblicato: Lettere slorico-topograjìco-archeologiche<br />
sopra alcuni<br />
luoghi della provincia <strong>di</strong> Prosinone , a<br />
cui si unisce la nota de* car<strong>di</strong>nali legati<br />
e delegati <strong>di</strong> questa provincia non de-<br />
scritti nell'elenco dato alla luce dal eh.<br />
sig. De Malthaeis nella sua storia Fru-<br />
sinate, e vi si unisce pure un saggio sto-<br />
rico <strong>di</strong> Vallecorsa una voltaVallisCur-<br />
tia, opera <strong>di</strong> M. D. M. Egli è questi il eh.<br />
Michele de Mallhias <strong>di</strong> Vallecorsa auto-<br />
re <strong>di</strong> <strong>di</strong>verse opere pubblicale, e nel de-<br />
corso <strong>di</strong> questa mia in buona parte ono-<br />
revolmente ricordate, persino negli ultimi<br />
volumi, ed anche con riprodurne al-<br />
cuni estratti delle medesime; il quale<br />
scrittore si compiacque inviarmi il det-<br />
to suo libro con l'epigrafe: In segno<br />
della più cor<strong>di</strong>ale stima e rispetto. Le<br />
mentovate sue Lettere si contengono in<br />
un libro d' 88 pagine. Siccome mi riguardano<br />
, e del contenuto dovendone<br />
poi ragionare all' opportunità, conviene<br />
che qui ne <strong>di</strong>a un cenno fugace. La<br />
1/ lettera, <strong>di</strong>retta al sig/Sebastiaui, è so-<br />
pra Allena: la 2/ in<strong>di</strong>rizzata al uiaixhe-<br />
VE L<br />
se Tani <strong>di</strong> Ferentino, è su l'antica Ver-<br />
rugine, in<strong>di</strong> Vallis Carità presso Vallecorsa.<br />
Segue alla pag. 1 1 del medesimo<br />
opuscolo questo frontespizio. Saggio <strong>storico</strong><br />
<strong>di</strong> 1 allecorsa per Michele de Mal-<br />
thias collaboratore <strong>di</strong> vari giornali<br />
scientifici, socio d'onore dell'accademia<br />
dell'Immacolata Concezione <strong>di</strong> Maria<br />
santissima in Roma, Ferentino 1 85o,uel-<br />
la tipografia de'fratelli Bono. Riporta per<br />
testo la seguente proposizione cavata dal<br />
Gioberti, nell' Introduzione allo stu<strong>di</strong>o<br />
della Filosofia.» Nelle questioni riguar-<br />
danti I' antichità e le origini raro è che si<br />
possa avere piena certezza, e chi ottenga<br />
una certa vero somiglianza, deve stimar-<br />
si aver fatto molto". Termina l'eru<strong>di</strong>tis-<br />
simo patrio Saggio <strong>storico</strong> a p. 5 1 , e nel-<br />
la seguente trovasi la lettera 3. "con questo<br />
in<strong>di</strong>rizzo: » Al sig. r<br />
cav. Gaetano Mo-<br />
roni. Su li luoghi montuosi della provin-<br />
cia <strong>di</strong> Frosinone, ove se li medesimi abbiati<br />
dato comodo agualoa'briganli. Cenno<br />
i<strong>storico</strong> <strong>di</strong> questi ultimi, con confuta-<br />
zione delle proposizioni del eh. sig. r<br />
Pie-<br />
tro Castellani (autore del Quadro geo-<br />
grafico dello stalo pontifìcio), e del sig/<br />
cav. M01 oni (autore del <strong>Dizionario</strong> <strong>di</strong> E-<br />
ru<strong>di</strong>zione storica <strong>ecclesiastica</strong>), i quali<br />
hanno opinato per 1'allerma li va nella que-<br />
stione surriferita. Vallecorsa 27 agosto<br />
1 846". In<strong>di</strong> a p. 57 è la lettera 4-* al no-<br />
bile d. r<br />
Solis. » Sulla storia dell'industrie<br />
della nostra provincia detta per auto/io-<br />
masiain Campagna <strong>di</strong> Roma, ove la<br />
descrizione della sua posizione commer-<br />
ciale". A p. 64, si legge la lettera 5." e<br />
ultima scritta all'avv. Belli <strong>di</strong>rettore del<br />
giornale del Foro <strong>di</strong> Roma; » Sopra l'accademia<br />
scientifica esistente nella delega-<br />
zione <strong>di</strong> Frosinone, ove un colpo d'occhio<br />
della storia <strong>di</strong> detta accademia (Eroica),<br />
e de' suoi lavori ". Finalmente a p. 74 è<br />
la Nola de'legali e delegati della provin-<br />
cia <strong>di</strong> Frosinone, cominciando da A titolilo<br />
Tuscùlano nel 7 t4 rettore della Cam-<br />
pagna <strong>di</strong> Roma fino a Gaeta, sino al sol-<br />
lodato mg/ Ba<strong>di</strong>a delegato apostolico, lu
V E L<br />
<strong>di</strong>versi tempi le proviucie <strong>di</strong> Marittima e<br />
Campagna, e le Palu<strong>di</strong> Pontine, furono<br />
infestate da'malviventi, il cui ultimo pe-<br />
riodo cominciato dall'epoca repubblicana<br />
del 1798, terminò felicemente nel i825;<br />
perciò nell'articolo Prosinone ripetei il<br />
riferito nella descrizione della delegazione<br />
<strong>di</strong> Frosinone dall'avv. Castellano: Lo<br />
Stalo Pontificio, Homa 1837, p. 206. » I<br />
monti selvosi però hanno talvolta (paro-<br />
la restrittiva da me aggiunta) fatalmente<br />
offerto a' malfattori comodo aguato per<br />
darsi alla rapina ed a' più atroci delitti.<br />
Ricordasi fin da' tempi dell' imperatore<br />
Severo lo scempio che gli assassini facevano<br />
de'pas
4o V E L<br />
Imperocché Frosinone co'suoi contorni a-<br />
limenta piuttosto (ìgii <strong>di</strong> bene<strong>di</strong>zione e <strong>di</strong><br />
grazia, al <strong>di</strong>re del Pontefice esimio istitu-<br />
tore del Sesto delle Decretali; rilenendo<br />
egli che le bolle pontifìcie esprimono sem-<br />
pre proposizioni ineccezionabili, e perciò<br />
la riferita esporre una verità incriticabi-<br />
le. Quin<strong>di</strong> celebiò vari illustri della pro-<br />
vincia, cioè Gregorio da Pofi segretario<br />
d'Alessandro IV, <strong>di</strong>cendo che col suo sa-<br />
pere liberò l'Italia da Ezelino; il dotlissi-<br />
mosonninese Petticca; l'avv. Cecio <strong>di</strong>sua<br />
patria Vallecorsa, <strong>di</strong> rari talenti e luogo-<br />
tenente generale alla ricupera <strong>di</strong> Ferrara;<br />
non che la vallecorsana da cui nacque la<br />
madre <strong>di</strong> Gio. Francesco Aldobran<strong>di</strong>tii<br />
generale contro Tunisi. Per ultimo, ap-<br />
plicò alcuni versi <strong>di</strong> Dante (che poi rife-<br />
rirò) a qualcuno che aveva, secondo es-<br />
so , vituperato la provincia medesima,<br />
mentre dovea lodarla; dovendo allora tut-<br />
to cangiar d'aspetto sotto i raggi del Sol<br />
<strong>di</strong> Ceccano (il car<strong>di</strong>nal Gizzi segretario<br />
<strong>di</strong> stalo). Terminò la lettera con nuovamente<br />
piegarmi a porre una breve nota<br />
al <strong>Dizionario</strong> mio per l'oggetto. Risposi<br />
a' i5 del susseguente ottobre colla lette-<br />
ra che qui riproduco; e la ricavo dalla<br />
mia bozza, e probabilmente l'origina-<br />
le sarà limalo e più cortese, sebbene in-<br />
teramente confidenziale e senza affatto<br />
stu<strong>di</strong>o, neppur per sogno immaginando<br />
che dovesse stamparsi. » Ill.mosig/ Mi-<br />
chele de Matthias. Domando scusa se per<br />
impotenza cosi tar<strong>di</strong> rispondo alla rive-<br />
rita sua lettera del 27 agosto. In essa Ella<br />
ancora mi <strong>di</strong>ce che la provincia Frusina-<br />
te intese con piacere le lo<strong>di</strong> che gli <strong>di</strong>e<strong>di</strong><br />
nel mio <strong>Dizionario</strong>, e la ringrazio <strong>di</strong> cuo-<br />
re. Ai rilievi da Lei fatti, non intendo <strong>di</strong><br />
rispondere in dettaglio, ma solo sulle co-<br />
se principali <strong>di</strong> fare qualche osservazio-<br />
ne. Pei tanto V. S. III.ma incomincia col<br />
farmi osservare <strong>di</strong> aver io detto (cioè<br />
quello che appresi da <strong>di</strong>versi autori, poi-<br />
ché i latti non si ponno inventare), che i<br />
inolili,selvosi hanno talvolta fatalmente<br />
oliato a'malfattori comodo agnato per<br />
VEL<br />
darsi alla rapina ed aipia atroci delit-<br />
ti, in<strong>di</strong>cando i tempi <strong>di</strong> Severo, <strong>di</strong> Sisto<br />
V e de primi 5 lustri del secolo corren-<br />
tejmerilare una nota, comegli piace chiamare<br />
il molto che ha detto, non ricordan-<br />
dosi delle qualità de' Dizionari che non<br />
entrano poi in tante minimissime <strong>di</strong>scus-<br />
sioni , anzi parlando genericamente non<br />
si viene espressamente che <strong>di</strong> rado a sta-<br />
bilire i<br />
tempi, solo riportando quanto più<br />
scrittori ci <strong>di</strong>ssero. Lei ha voluto analiz-<br />
zare il detto punto, e secondo la sua nar-<br />
razione i monti non hanno concesso comodo<br />
agnato a' briganti, contro il fatto<br />
in generale. Lei affaccia l'autorità <strong>di</strong> Mu-<br />
ratori pe'tempi <strong>di</strong> Sisto V, <strong>di</strong> gran peso<br />
ma non <strong>di</strong> fede, avendo parlato egli so-<br />
lo <strong>di</strong> alcuni luoghi senza escludere gli al-<br />
tri: giacché leggo nella vita <strong>di</strong> Gregorio<br />
XIII (imme<strong>di</strong>ato predecessore <strong>di</strong> Sisto V)<br />
<strong>di</strong> MafFei e Novaes gesuiti che se ne oc-<br />
cuparono con precisione in<strong>di</strong>viduale, per<br />
que'benefizi <strong>di</strong> cui fu largo colla loroCom-<br />
pagnia, senza venir al dettaglio, che Gio-<br />
vanni Valenti famoso capo de'tnalviven-<br />
li s'intitolava Re della Campagna <strong>di</strong> Ho-<br />
via, e qual reo d'atroci delitti fu deca-<br />
pitato. Leggo poi nella vita <strong>di</strong> Sisto V del<br />
Novaes e del suo correligioso p. Tempe-<br />
sti (anco su ciò mi limito ad un'in<strong>di</strong>cazione),<br />
ch'egli fu aTerracina,PipernoeSer-<br />
moneta, non solo pel prosciugamento del-<br />
le Palu<strong>di</strong> ed altro, ma per liberare i luo-<br />
ghi infestati da'mal viventi. Trova anco da<br />
ri<strong>di</strong>re su<strong>di</strong> provve<strong>di</strong>menti fatti dal gover-<br />
no francese e pontificio. Io li trassi dagli o-<br />
riginali e non feci che in<strong>di</strong>carli pe' motivi<br />
da me addotti. Se alcuno ve ne manca<br />
altro non è specificato non mi pare erro-<br />
re, perchè io uon intesi far il computista<br />
de'malviventi, ma darne un breve cenno.<br />
Qualefu il mio Cine sull'articolo Frosinone?<br />
Rispettando e venerando persino le<br />
zolle della provinciaj e i suoi gran<strong>di</strong> uo-<br />
mini illustri che vi fiorirono e fioriscono,<br />
ammirando la costante fedeltà e la- reli-<br />
gione degli abitanti, in<strong>di</strong>spettito <strong>di</strong> legge-<br />
re negli biotici, anche moderni, <strong>di</strong> venire
V E L<br />
spesso spesso denominato ilparse de bri-<br />
gami, per verace .simpatia, per giustizia,<br />
per affeziona <strong>di</strong> sangue, perchè alcuni pa-<br />
tenti miei vi derivarono, e per l'e<strong>di</strong>ficazione<br />
ricevuta nel viaggio <strong>di</strong> Gregorio XVI,<br />
mi proposi fare un onorevole articolo, e<br />
riuscì per amore mollo lungo, contro le<br />
basi ilei <strong>Dizionario</strong>, non valutando che<br />
per la lungaggine mi esponevo con altri<br />
articoli, con tutte le conseguenze che ne<br />
derivano. Fatto l'articolo (come faccio <strong>di</strong><br />
ognuno che li rimetto alle parti che pos-<br />
sono giu<strong>di</strong>carne) lo sottoposi alla revisio-<br />
ne dello <strong>storico</strong> <strong>di</strong> Prosinone prof, de<br />
Mattheis; e siccome mi accorsi che i fru-<br />
sinati avevano emuli nella provincia, per<br />
correttivo l'umiliai ancora alla revisione<br />
del rispettabilissimo sig. r<br />
Car<strong>di</strong>nal Gizzi;<br />
e quanto alle provvidenze sul brigantag-<br />
gio lo sottoposi all'approvazione dell'; vv.<br />
Del Grande assessore straor<strong>di</strong>nario all'estirpazione<br />
del medesimo. Ecco dunque<br />
esaurita la critica per la verità istorica.<br />
Conservo i biglietti autografi de'nomina-<br />
li revisori, pronto ad esibirli a chi Ella<br />
deputasse a leggerli. Il professore lodò e<br />
approvò l'articolo, e solo rispose alla domanda<br />
che gli feci circa un preside, e sul-<br />
la nascita <strong>di</strong> s. Silverio. L'incomparabi-<br />
le Porporato, qualificato per ottimo il Di-<br />
zionario, <strong>di</strong>sse : Dalla lettura dell'ar-<br />
ticolo Fresinone ho potuto convincermi<br />
che Ella ha attinto a buone sorgenti, ed<br />
ho rimarcalo che. in qualche punto controversofra<br />
due paesi ha mostrato quel-<br />
V imparzialità che conviene al sodo isto-<br />
rica. Corresse il campo Tr^jana in Tro-<br />
pi no, ed Cancello io TorriceWo. L'avv.<br />
Del Grande, mi scrisse: fio letto con vera<br />
compiacenza l'articolo sopra Frasi-<br />
nonc. Tutte le circostanze sono rilevale<br />
con chiarezza, e precisione somma.Il bre-<br />
ve racconto del brigantaggio è stalo trat-<br />
tato con moltissima accortezza. Tale pu-<br />
re fu il sentimento <strong>di</strong> mg.' Antonelli(ora<br />
qui a»»inngo,della provincia, cioèdella cit-<br />
tà <strong>di</strong> Terracina,enato in Sonniuo, ed at-<br />
tuale Car<strong>di</strong>nal segretario <strong>di</strong>stato). Usser-<br />
VEL 4i<br />
vero qui <strong>di</strong> passaggio, che dopo la pubbli-<br />
ca/ione dell'articolo, molteplici furono le<br />
lettere che <strong>di</strong> moto-proprio ricevetti, da<br />
mg. r<br />
Pila delegato e da molti provinciali,<br />
senza ninno de'rimarchi da Lei prodotti,<br />
come niuno li fece de' nominati. Inoltre<br />
l'articolo prima <strong>di</strong> stamparsi lo <strong>di</strong>e<strong>di</strong> pu-<br />
re a leggere al p. Meueguzzi procurato-<br />
re de'certosini, pei; le notizie che <strong>di</strong> loro<br />
riportai, e ri'ehhi approvazione e lode: a'<br />
marchesi Longhi (de'signori<strong>di</strong> Fumone),<br />
ed al p. Illuminalo da Pofi, per ciò che<br />
li riguardava, e ad altri, niuno affatto <strong>di</strong><br />
essi rimarcandomi il da Lei osservato.<br />
Mentre mi era riuscito a furia <strong>di</strong> libri, <strong>di</strong><br />
cui sono dovizioso possessore, parlare <strong>di</strong><br />
tutti i luoghi della provincia , non potei<br />
rinvenir notizie <strong>di</strong> Vallecorsa j <strong>di</strong>spia-<br />
cente che su Castro e s. Lorenzo pubbli-<br />
cava qualche cosa , mentre della prima<br />
benché sede <strong>di</strong> governo nulla poteva <strong>di</strong>-<br />
re, contro il mio sistema cercai notizie,<br />
le quali sempre volli procurarmele a for-<br />
za <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>, per non vestirmi delle penne<br />
altrui, e per non espormi. Mg. r<br />
Santucci<br />
(ora qui aggiungo, in quell'epoca sosti-<br />
tuto della segreteria <strong>di</strong> stato, e <strong>di</strong> pre-<br />
sente car<strong>di</strong>nal prefetto degli stu<strong>di</strong> , anch'esso<br />
della provincia comechè <strong>di</strong> Gor-<br />
ga) mi offrì l'ottimo sig. 1<br />
prof. Rossi (ora<br />
aggiungo <strong>di</strong> Vallecorsa), ed egli gentilmente<br />
mi procurò le notizie da V/ Sig."<br />
Nell'atto che le riceveva, <strong>di</strong>cendomi egli<br />
che Lei opinava corrispondere all'antica<br />
ibernica o Ferrugine, tosto gli mostrai<br />
gli autori che parlavano <strong>di</strong> Verruca. Mi<br />
posi subito al lavoro, e vedendo a Lei con-<br />
trarie le testimonianze degli storici che<br />
pubblicai, procurai estenderle con gar-<br />
bo e con riguardo e riconoscenza a Lei.<br />
Tuttavolta non volendo ciò fare all'insa-<br />
puta del sig. r<br />
Rossi, per delicatezza e circospezione<br />
, nel dì seguente gli mandai<br />
l'articolo Vallecorsa, invitandolo francamente<br />
a cambiar frasi e cose, a <strong>di</strong>rmi liberamente<br />
se andava bene , e se poteva<br />
Ella menomamente offendersi del modo<br />
da me tenuto. Mi favorì la sera, e mi <strong>di</strong>s-
4*<br />
VEL<br />
se <strong>di</strong>e avea anzi ammiralo moderazione<br />
e riguardo; e ch'Ella certamente non si<br />
sarebbe lagnato. Invece dalla sua lettera<br />
vedo col fatto i gravami avanzatimi. Io<br />
non pronunziai contrario giu<strong>di</strong>zio, esposi<br />
solo per verità itterica i <strong>di</strong>versi sentimen-<br />
ti, lasciando il giu<strong>di</strong>carne ai critici, senza<br />
il menomo fine <strong>di</strong> farle cosa spiacevole.<br />
Lei ini fa il novero <strong>di</strong> molti uomini il-<br />
lustri della provincia; ed io ai rispettivi<br />
luoghi non mancai né mancherò parlar-<br />
ne con <strong>di</strong>verse Io<strong>di</strong>. E sia certa che ai de-<br />
biti luoghi terrò presenti le sue osserva-<br />
zioni (il che vado eseguendo). Spero ave-<br />
re rettificato l'idea etterati formata su <strong>di</strong><br />
ine circa all'articolo Frosinone. gli con-<br />
fermo la mia affettuosa propensione per<br />
tutta la provincia, ove ho moltissimi miei<br />
benevoli. Dichiaro a V." Sig. a<br />
la mia <strong>di</strong>-<br />
stinta stima per le sue dotte cognizioni,<br />
gli esibisco la mia qualunque servitù, , e<br />
ini riuscirà infinitamente gra<strong>di</strong>to un suo<br />
cortese riscontro , passando intanto con<br />
tutto il rispetto all' onore <strong>di</strong> protestarmi<br />
". Il sig.' De Malthias, imme<strong>di</strong>atamente<br />
e colla maggior gentilezza rispose<br />
a'ig ottobre i 84^.<br />
«Eccellenza. La mia<br />
perduto agosto ultimo<br />
umilissima
V E L V E L 43<br />
sia il sopra Iodato suo libro: Lettere ec. sa, s. Lorenzo e Castro. Volle ezian<strong>di</strong>o ri-<br />
Saggio <strong>storico</strong> <strong>di</strong> f'allecorsa, dopo il conlare in detta nota, che nel 1208 Innoquale<br />
trovai la Lettera 3." a me <strong>di</strong>retta, cenzolll da Fossanova si recò a s. Loren-<br />
però con <strong>di</strong>verse varianti e note <strong>di</strong>e non zo e poi in Castro ed in Cepium, pernot«<br />
esistono allatto nell'originale; e con mio tandoin tutte le nominate terre. Da Cenolubile<br />
stupore, senza <strong>di</strong>e egli vi ripro- prano, per Aquino si portò a s. Germa-<br />
ducesse la mia replica giustifieativa.<strong>di</strong> che no e Monte Cassino, in<strong>di</strong> a Soia e al ino-<br />
n ine sembra fosse cosceuziosa niente e in- nastero <strong>di</strong> Casamiri , e per Ferentino si<br />
<strong>di</strong>spensabilmente tenuto <strong>di</strong> fare, anche restituì a Homo. Dicendo de' ban<strong>di</strong>ti <strong>di</strong><br />
ad onore della provincia <strong>di</strong> coi si mostra Sciarra, aggiunse in nota. »> Non neghiaamoroso<br />
e geloso propugnatore. Ed è per- ino <strong>di</strong>e in queste contrade si trovarono<br />
ciò che volli qui ripararealla sua omissio- alcuni ban<strong>di</strong>ti ne' nostri tempi. Mi non<br />
ne, nel tempo stesso che vado esaurendo ebbero comodo aguato. Furono sempre<br />
il da me promesso, ed il tutto per deco- perseguitati e <strong>di</strong>strutti. Un bravo capita-<br />
cav. Giusep-<br />
io della medesima provincia e per scoi- do contro <strong>di</strong> essi fu il sig. r<br />
parmi da qualunque ombra che abbia peSabbatini domiciliato in s. Lorenzo, che<br />
potuto ingerire la Lettera stampata del presto riportò <strong>di</strong> essi completa vittoria".<br />
sig. r<br />
De Matlhias, aumentata colle dette Egualmente non trovo nell'originale q
44<br />
V E L<br />
Dandole brasino a torto , e mala voce.<br />
Il fine della lettera stampata .essendo mor-<br />
to a quell'epoca il car<strong>di</strong>nal Gizzi, termi-<br />
na colla variante. >» Ma orsù ossi il tutto<br />
Do<br />
dee cangiar <strong>di</strong> aspetto sotto i raggi del-<br />
l'immoilal Pio IX". I nominati Car<strong>di</strong>nali,<br />
meritano schiarimento, e «li tutti mi<br />
glorio <strong>di</strong> averne goduto la benevolenza,<br />
come ho a vanto d'onorarmi del patro-<br />
cinio del superstite vivente. Il car<strong>di</strong>nal<br />
Belli era morto a 'g settembre i844> v '"<br />
veva il car<strong>di</strong>nal Simonetti e poi morì a'<br />
5gennaioi 855; il car<strong>di</strong>nal Gizzi era mor-<br />
to a'3 giugnoi849; il car<strong>di</strong>nal Antonelli<br />
è stalo creato car<strong>di</strong>nale l'i i giugno 1847;<br />
il car<strong>di</strong>nal Vizzardelli creato car<strong>di</strong>nale in<br />
«letto giorno, morì poi >'%4 maggie f 85 1<br />
Circa a'se<strong>di</strong>cenli miei parenti, il sig/ Da<br />
Mailhias amplificò le mie parole; alcuni<br />
parenti mici vi derivarono. Le scrissi per<br />
sapere, che la mia ava paterna era nata<br />
in Roma da Sebastiano morto d'anni 07,<br />
della ricca famiglia de'Recchia <strong>di</strong> Guar-<br />
<strong>di</strong>lo. Me ne pregio; ma ignoro chi siano,<br />
e ninno mai per parente mi si fece cono-<br />
scere, uè della provincia <strong>di</strong> Frosinone, né<br />
<strong>di</strong> Velletri. L'allusione specificatamente<br />
affibbiatami nella lettera stampala, la re-<br />
spingo come inesatta, ed ezian<strong>di</strong>o reputo<br />
non dovermisi all'alto, per tutto il riferito<br />
colla massima ingenuità e semplicità.<br />
Da ppoichè,lenendo sempre per fermo che<br />
io Dell'articolo Frosinone parlai con <strong>di</strong>le-<br />
zione della provincia, anzi reputando non<br />
mai abbisognare <strong>di</strong> <strong>di</strong>chiarazioni, non<strong>di</strong>meno<br />
fedele alle mie promesse, non cre-<br />
dei meglio corrispondere a' tlesiderii del<br />
sig. r<br />
De Mailhias, <strong>di</strong>e col riportato ampiamente<br />
in questo articolo. Penetrandomi<br />
del suo spìrito lodevole d'amor patrio,<br />
torno a <strong>di</strong>re, che credei vantaggioso alla<br />
nobilissima Provincia il pubblicare la<br />
pi onla e franca mia risposta; (lessa fu fat-<br />
ta pelò alla lettera anteriormente scritta<br />
dal suo riverito pugno, oud'era in<strong>di</strong>spen-<br />
sabile e necessario che facessi l'esposte av-<br />
vertenze, per le <strong>di</strong>chiarate varianti e note<br />
che si leggouo solamente uella posteriore*<br />
.<br />
VEL<br />
stampata <strong>di</strong>versamente e alla mia insa-<br />
puta. Tuttavolta ho evitato e mi sonoa-<br />
steiiulo da qualunque commento o cita-<br />
zioni analoghe <strong>di</strong> mia opera, e da quanto<br />
altro cagionar potesse neppure l'apparen-<br />
za d'animo in<strong>di</strong>sposto. Arroge il pronunziato<br />
<strong>di</strong> recente nel parlamentod'ln-<br />
ghil terra sull'infume attenta tu de' 1 4 gen-<br />
naio i858 pel progetto da convertirti in<br />
bill legge relativo alla cospirazione d'as-<br />
sassinio, dalla magniloquenza <strong>di</strong> lord Pal-<br />
mellimi, che <strong>di</strong>sse.»Di versi oratori si sono<br />
olliesi <strong>di</strong> ciò che si è dello, essere que-<br />
sto paese l'asilo degli assassini e de' co-<br />
spiratori. Sventuratamente non possiamo<br />
negare che così sia. Non è però vero il <strong>di</strong>-<br />
re che colla costituzione del paese il go-<br />
verno e popolo inglese incoraggia e pro-<br />
tegge gli uomini che tramano questi a-<br />
troci delitti e che li commettono, ma sven-<br />
turatamente è vero che simili delitti sono<br />
stali preparati in Inghilterra e che dall'Inghilterra<br />
sono usciti incaricati <strong>di</strong> com-<br />
metterli". L'applicazione che faccio io al<br />
caso nostro, è in quanto alla topografica<br />
con<strong>di</strong>zione del paese, che questo soltanto<br />
per natura può porgere rifugio e asilo, e<br />
ciò all'atto non mai olfeude 1 generosi a-<br />
bitanti; che invece per tale stato <strong>di</strong> locali-<br />
tà (urono esposti <strong>di</strong> tanto in tanto a sog-<br />
giacere vittime <strong>di</strong> deplorabili spogliameli-<br />
li , atroci uccisioni e altre abboiuinevoli<br />
nefandezze, lo <strong>di</strong>stinsi e <strong>di</strong>stinguo gli a-<br />
Dilatiti dall'abitato. Questo è un fallo im-<br />
possibile a negarsi, ed è noto a tutto il<br />
mondo. Lo proverà <strong>di</strong>versi brani storici<br />
che in progresso dovrò riferire, anco col-<br />
lo stesso Muratori e suo continuatore, e<br />
co'medesimi scrittori provinciali e delle<br />
vite de' Papi, come i meglio informali in<br />
argomento, e perciò li preferirò ad altri.<br />
La provincia <strong>di</strong> Marittima ossia la legazione<br />
propriamente <strong>di</strong> Velletri, come<br />
la costituì Gregorio XVI, abbracciò nel<br />
nuovo compartimento l'antica provincia<br />
<strong>di</strong> Marittima del Lazio, e ne forma il con-<br />
fine meri<strong>di</strong>onale la spiaggia Me<strong>di</strong>terra-<br />
nea dulia foce dell'Astuta siuo oltre all'i u-
VEL<br />
nontorio Circeo, e precisamente alla tor-<br />
re Gregoriana <strong>di</strong> Terrarina t che tocca il<br />
limite napoletano, al moilo descritto iti<br />
quell'articolo. All'est ed al nord le fanno<br />
cerchio i paesi della Campania o Campagna<br />
Romana, che forma oggi la dele-<br />
gazione <strong>di</strong> Prosinone ; all'ovest poi è li-<br />
mitrofa alla Comarca <strong>di</strong> Iloma, e più si<br />
avvicina al <strong>di</strong>stretto d'Albano. Le monta-<br />
gne Lepine formano per lungo I ratto la<br />
linea <strong>di</strong> demarcazione fra il litorale e la<br />
Volle del Sacco, e sono quin<strong>di</strong> la bar-<br />
riera fra le dueprovincie, ed il suolo Er-<br />
nico-VoUco. Ad evitare ripetizioni,
46 V E L<br />
gionarne a' loro articoli o luoghi. Provin-<br />
cia in somma, che il gran Bonifacio Vili,<br />
una delle tante glorie della medesima, <strong>di</strong>-<br />
chiarò:» Haec est enim Provincia, praedarà<br />
Campaniae Mariliuiaeqne, quaefe-<br />
licis hene<strong>di</strong>ctionis, et gratia gratilu<strong>di</strong>nis,<br />
clohe<strong>di</strong>enliae producilalumiios,el in qua<br />
semper erga Ecclesiam supra<strong>di</strong>clam Gelei<br />
constantia viguit, claruit devotiouis iute-<br />
gritas, splenduil revereutiae plenitudo.<br />
Haec est profecto columua fidclitatis, im-<br />
nicbilis, super firmati) Petra ni Fidei con-<br />
sultila, quae uullius unquam conculi pòlui!<br />
frangenti* fremilu tempestati*. Haec<br />
est Provincia, quae semper ipsiusEccle-<br />
siae virili ter, et conslanter in necessitatibusastilil<br />
personaruni perieula, ti, mina<br />
rerum, et lahorum onera non evitati*, cu-<br />
jusque prompto, et patenti auxilio Ter-<br />
rassibisubjectas regi* <strong>di</strong>rigitque Provin-<br />
cia*, ipsarum compescit excessus , ausus<br />
temerarios reprimit, illiei Los motus frae-<br />
nat. Hic est utique prae<strong>di</strong>lectus, et deli-<br />
ciosusHoi tusEcclesiae. In quo ipsa repe-<br />
rii, quo»! delectat, culligli, quoti blan<strong>di</strong>-<br />
tili" alfeclui,guslat, et perequi dolce* fru-<br />
ctos". Tarilo leggo nella bolla <strong>di</strong> Bonifacio<br />
Vili, Romana jìlalcr Ecclesia, da lui emaoala<br />
nella sua nobilissima patria Ada-<br />
gili, metropoli degli eroici, a' 28 settem-<br />
bre 1 290, pubblicala da Bonifacio IX col-<br />
la bolla Iluinilibus, de' 12 giugno i4oo,<br />
Bull. Rom. t. 3, par. 2, p. 395: Con/irmalio<br />
Slatuloriim, ci Or<strong>di</strong>nationum<br />
Pi ovinciarum Campaniae , et Mariti-<br />
viae per Bonifacìum PP. T III e<strong>di</strong>lo-<br />
i'uìiì. Ivi è pure la bolla Ad*a <strong>di</strong> Boni-<br />
facio IX: Stallila pio Tcrracinensibus<br />
telila firmat.UDe Matlhias, oltre i sum-<br />
meutovati car<strong>di</strong>nali (a' quali aggiungo il<br />
car<strong>di</strong>nal Gioacchino Pecci vescovo <strong>di</strong> Pe-<br />
rugia, e il car<strong>di</strong>nal Vincenzo Santucci pre-<br />
fetto della congregazione degli stu<strong>di</strong>, <strong>di</strong>-<br />
poi elevali alla s. porpora) della provin-<br />
cia, <strong>di</strong>ce questa contare circa 4° prelati<br />
((ra'quali almeno 5 che Dominerò iu se-<br />
guito a cagione d'onore, sono prossimi al-<br />
lu<strong>di</strong>guilà car<strong>di</strong>nalizia; e <strong>di</strong>versi <strong>di</strong> tali pre-<br />
VEL<br />
lati sono insigniti del grado episcopale),<br />
molli professori dell'università romana,<br />
tanti giu<strong>di</strong>ci de'triburiali <strong>di</strong> Roma, e vati<br />
altri uomini eccelsi, essendo genio della<br />
scienza musicale il Colelli d'Anagni.ed un<br />
genio de' panegiristi romani il carmelita-<br />
no scalzo p. Teodoro <strong>di</strong> Maria Santissima<br />
vallecorsano. Narra <strong>di</strong> più, clic in À-<br />
cuto ebbe origine l'istituto delle pie don-<br />
ne e monache Adoratoci del Divin San-<br />
gue (<strong>di</strong> quello stabilito in Orte , idea-<br />
to dal ven. cau. Del. Bufalo istitutore del-<br />
la congregazione del Sangue preziosissimo<br />
, e posto in pratica da Maria De<br />
Mattia* iu Acuto, ne feci parola nel voi.<br />
XL1X, p. 1 83. Nel ricordato articolo<br />
tomai a far menzione delle Adorati ici<br />
del Di vili Sangue, menile nel voi. LXUI,<br />
p. 123, celebrai lo stabilimento a loro a-<br />
perto in Roma per l' educazione mora-<br />
le e religiosa delle fanciulle, del <strong>di</strong> cui<br />
prospero successo può vedersi il riferito<br />
nel ii.° i47 del Giornale <strong>di</strong> Roma del<br />
18J7. E in quanto alla congregazionedei<br />
sacerdoti, <strong>di</strong>ssi <strong>di</strong>e Pio VII nel 182 1 or-<br />
<strong>di</strong>nò al medesimo servo <strong>di</strong> Dio <strong>di</strong> aprir<br />
le caie <strong>di</strong> Terraciua, Sminino, Semionda,<br />
Velletri, Frosiuone e Vallecorsa, e della<br />
medesima riparlai nel voi. LXXX1V, p.<br />
198), fondato per la civile e religiosa educazione<br />
delle donzelle, già propagate<br />
iti Francia, Germania, America ec, e poi<br />
ne ragionò pure nel suo libro Della Pedagogia<br />
necessaria alle donne, Feren-<br />
tino 1 85 1 (leggo nella Topografia stati'<br />
slica dello slato pontificio del cav. A-<br />
doue Palmieri, Roma 1857, a p. 87.<br />
» In Roma le pie educatrici, ed Adorati<br />
ici del Divin Sangue , in via Avignonesi,<br />
11.' 80, iu casa della principessa Wol-<br />
konsky, ammaestrano ne lavori ed istru-<br />
zione cristiana le fanciulle, ed auebe le<br />
maritale. Institulrice fu la pia Maria de<br />
Matiis <strong>di</strong> Acuto verso ili 833 sotlo la <strong>di</strong>-<br />
rezione del ven. canonico Del Bufalo, e<br />
già conta 1 6 case per lo stato pontifìcio").<br />
Aggiunge che nella provincia esistono col-<br />
legi fionlisiiiiii, biblioteche, seminari, li-
V E L<br />
pogra fie, musei numismatici en. L'acca-<br />
demia Etnica la ilice fondata nel decli-<br />
n.ir del secolo passalo dal sommo nelle<br />
scienze e nelle lettere mg. r<br />
Giovanni De-<br />
voti vescovo d'Anagni in questa città, la<br />
quale per essere l'antichissima capitalede*<br />
gli einici prese il detto nome; alterata nel<br />
suo progresso pegli sconvolgimenti repub-<br />
blicani deli yqg, in<strong>di</strong> il vescovo d'Anagni<br />
nig. r<br />
Gioacchino Tosi potè stabilirla. Nel<br />
suo i.° lustro l'accademia fiorì in modo,<br />
che poco mancò non vi dasse il suo nome<br />
l'imperatore Napoleone 1, il quale avendo<br />
molta propensione pel Tosi, gli sottomise<br />
le <strong>di</strong>ocesi <strong>di</strong> Paleslrina, Terracina,<br />
Sezze, Piperno, Ostia, Velletri, Alati i,<br />
Albano, Frascati, Porto e s. lAullina, e Tivoli.<br />
Per le vicende cui soggiacque mg. r<br />
Tosi, l'accademia fu <strong>di</strong>menticata, ma nel<br />
i843 quando l'immorlal Gregorio XVI<br />
degnò <strong>di</strong> sua presenza la città d'Alain,<br />
si pensò con energìa a ristabilii la. 11 me-<br />
rito della nuova fondazione dell' accademia<br />
Etnica si deve amg. r<br />
Adriano Giani-<br />
pe<strong>di</strong> zelante, facondo e dotto vescovo d'A-<br />
lati i in questa città, e ne ottenne l'appro-<br />
vazione dalla congregazione degli stu<strong>di</strong>a'<br />
3o luglio 1 844- Et'ggo "el supplemento<br />
al n.°i4 del Diario <strong>di</strong> Roma del 1 845,<br />
che l'accademia fu fondata a'2 febbraio<br />
1 844» anniversario dell'elezione <strong>di</strong> Gre-<br />
gorio XVI, che perciò essendosi propo-<br />
sto <strong>di</strong> celebrarlo, e insieme quello del-<br />
1 accademia con solenne straor<strong>di</strong>naria tor-<br />
nala, a cagione del mal tempo si <strong>di</strong>fferì<br />
a'9 e celebrossi il letleiario esercizio nel<br />
modo ivi narrato. Apprendo poi duW'dl-<br />
burn <strong>di</strong> Roma, t. 24, p. 1 46, che contri-<br />
buì alla fondazione dell'accademia il pa-<br />
trizio alatrino e cauouico della cai te<strong>di</strong>a-<br />
le d. Agostino prof. Caporilli prefetto de-<br />
gli stu<strong>di</strong> nel seminario, la <strong>di</strong> cui biografia<br />
del prof. Giuseppe Tancre<strong>di</strong> ivi si ripor-<br />
ta, coli' encomio del suo sapere e parti-<br />
colari pregi. Inten<strong>di</strong>mento dell'accademia<br />
è la coltura dell'umane lettere e de-<br />
gli utili stu<strong>di</strong>. Dopo i misteri <strong>di</strong> nostra ss.<br />
Religione, cui souo sagre le sue più so-<br />
VEL 47<br />
lenni lornale,per lo più imprende a tratta-<br />
re argomenti riguardanti le cose patrie.<br />
Tre or<strong>di</strong>ni <strong>di</strong> soci compongono 1' accade-<br />
mia, residenti, corrispondenti, onorari: fra<br />
i secon<strong>di</strong> mi pregio <strong>di</strong> appartenervi. A'27<br />
giugno i845 mi fu spe<strong>di</strong>lo il <strong>di</strong>ploma <strong>di</strong><br />
socio corrispondente, cogli Statuti dell'accademia<br />
Erràca eretta inA latriloma<br />
i845. In<strong>di</strong> ricevei il Catalogo de*soci<br />
della accademia Erniea fondata sotto<br />
gli auspicii della sa. me. <strong>di</strong> PapaGre-<br />
gorio XF1 che drgnossi fregiarla, del-<br />
l'augusto suo nome, Roma 1847- Egua-<br />
le onore ha compartito all'accademia il<br />
regnante Papa Pio IX. Notai già che il<br />
De Mallhias colla Lettera 4-' ragiona<br />
sulla storia dell'industrie della provincia<br />
e <strong>di</strong> sua posizione commerciale. Egli <strong>di</strong>ce.<br />
L'antico commercio si vuole ben grande,<br />
perchè il solo <strong>di</strong>stretto d'Anagni contava<br />
60,000 abitanti, e Virgilio appellò ricca<br />
Anagni non per la semplice coltura cam-<br />
pestre, ma ezian<strong>di</strong>o pel traffico, poiché il<br />
suolo in parte è sas-oso. Del vetustissimo<br />
commercio degli ernico-volsci n'è prova<br />
la staterà della prisca Campagna del La-<br />
zio. Un'iuvenzione de' pesi de' tempi re-<br />
motissimi, decide de' famosi mercati d'e-<br />
poche lontanissime. La staterà ne'campa-<br />
ni del Lazio, ove souo i contorni <strong>di</strong> Erosi-<br />
none, Milli cii ni emenle attesta quanto i primi<br />
frusinati felicemente commerciassero<br />
colle loro produzioni e industrie. Di pre-<br />
sente la delegazione <strong>di</strong>Frosinone nell'agri-<br />
coltura mantiene aperti traffichi non solo<br />
colle principali parli dello stato pontificio,<br />
ma ancora al <strong>di</strong> là dei Me<strong>di</strong>terraneo e del<br />
Tirreno, e persino in Africa. Anagni e<br />
Ferentino producono abbondanti grana-<br />
glie, Veroli e Vallecorsa moltissimo olio,<br />
Allena e s. Lorenzo copiosa seta, Supino<br />
moltissimo legname. Gli opificii <strong>di</strong> panni<br />
d'Ala'.ri e <strong>di</strong> tappeti <strong>di</strong> Veroli sono rino-<br />
mati. In Frosiuone si migliorò ne' lavori<br />
agricoli e industriali. Eccellenti sono le<br />
piante <strong>di</strong> tabacco <strong>di</strong> Vallecorsa e Ponte<br />
Corvo. Termina il De Mallhias con os-<br />
servare; Che se Terracina avesse una
48 V R L<br />
fiera, come quella ili Sinigaglia, ed aves-<br />
se pure una strada ferrata che l'unissi; a<br />
Roma, la delegazione Frusinate <strong>di</strong>verrebbe<br />
la i." provincia dell' Italia. Bensì<br />
narrai in tale articolo, pel cui porlo tan-<br />
to fece Gregorio XVI a vantaggio <strong>di</strong> que-<br />
ste provincie, clie vi è la stazione e l'offi-<br />
cio per la telegrafia elettrica; mentre sono<br />
lieto <strong>di</strong> potere qui ripetere, <strong>di</strong>e il ti on<br />
co <strong>di</strong> ferrovia da Roma al Tuscolo (/ '.),<br />
dovrà continuarsi per Velletri e Cepra-<br />
no, per congiungerlo a quello <strong>di</strong> IN tipo-<br />
li, come accennai ne' voi. LXX, p. 1 63,<br />
LXXXIV, p. i5; ed intanto il governo<br />
del florido regno delle due Sicilie spinge<br />
con massima alacrità la strada ferrata<br />
perCeprano, anzi si può <strong>di</strong>re giunta qua-<br />
si alle frontiere pontificie, destinata a riunire<br />
le nostre vie all'altre Europee, men-<br />
tre accosta a Sanseverino per proprio<br />
conto la strada <strong>di</strong> Brin<strong>di</strong>si. Sulla linea<br />
della ferrovia Pio-Latina si formeranno<br />
due primarie stazionala t .'inVelletri, l'al-<br />
tra probabilmente in Ceccano. Nel Gior-<br />
nale <strong>di</strong> Roma del 1 858, n. 56 e 5
\ E L<br />
no largaineule, e più ancora i castagni,<br />
le cui titilla porgonsi ad un commercio<br />
rilevante. Da' molti boschi traesi a dovi-<br />
zia ili legname da fuoco e da costruzione.<br />
Ricchissima cava <strong>di</strong> gesso. Acque minerali<br />
ferruginose non per anco illustrate. Pro-<br />
dotti manifatturieri. In Velletri abhiaojo<br />
una fabbrica <strong>di</strong> cappelli ed una <strong>di</strong> cera.<br />
Terracina presenta una fabbrica <strong>di</strong> cap-<br />
pelli or<strong>di</strong>nari, e Ronco (?) una cereria; nel<br />
restante della provincia veggonsi attive le<br />
lavorazioni delle botti, delle doghe, del<br />
carbone, e <strong>di</strong> notabile quantità <strong>di</strong> potassa.<br />
Delegazione <strong>di</strong> Frosinone. Fiorente l'a-<br />
gricoltura, non ispregievoli le industrie.<br />
Prodotti naturali. Ricchezza <strong>di</strong> buoi, mag-<br />
giore <strong>di</strong> bufali, utile spaccio con Roma e<br />
con Napoli: le carni salate de' bufali si<br />
acquistano dalla marina napoletana. Ca-<br />
valli in abbondanza, spesse mandrie <strong>di</strong><br />
porci ; notevoli <strong>di</strong> pecore e <strong>di</strong> capre.<br />
Questo bestiame trafficasi con Roma e<br />
con Napoli. Minimo il raccolto dell' api<br />
e de' Augelli, tenuissima pure la pesca-<br />
gione. Vistoso scambio <strong>di</strong> grano e <strong>di</strong><br />
granone con Roma, non lieve de' pomi<br />
<strong>di</strong> terra, dell'avena e dell'orzo colle<br />
terre vicine. I vini e l'olio gra<strong>di</strong>ti, e i ca-<br />
stagni mantengono utile spe<strong>di</strong>zione alla<br />
dominante. Piuttosto scarsi i gelsi; do-<br />
vizia <strong>di</strong> ghiande, e <strong>di</strong> legname ottimo da'<br />
molti boschi, che esita insieme colle cor-<br />
leccie de' sugheri anche all'estero. Ric-<br />
che cave d'alabastro in Salvaterra (non<br />
la conosco, forse Falv.aterra), ed in Fe-<br />
rentino, <strong>di</strong> stucco in Guarciuo. A Collepardo,<br />
abbondanti gessaie, in Trevi un<br />
minerale ferruginoso che presto sarà uti-<br />
lizzato. A Polì miniere ubertose <strong>di</strong> pozzolana<br />
e relitti vulcanici; a Castro una<br />
quantità <strong>di</strong> pece, che ne ha il nome, come<br />
altresì buona argilla. La ven<strong>di</strong>ta de'<br />
minerali predetti estendesi al Napoleta-<br />
no. L'acqua d'Anlicoli tiensi in gran cre-<br />
<strong>di</strong>to; poi vengono quelle <strong>di</strong> Ferentino e<br />
d'Anagni. Prodotti manifatturieri. In A-<br />
latri, eccellenti la niti<strong>di</strong>, donde un traffi-<br />
co ragguardevole coll'interuo. A Monte<br />
VOL. LXXXIX.<br />
V EL 49<br />
s. Giovanni, nitriere, fabbriche <strong>di</strong> polveri<br />
sulfuree, ed una cartiera, le cui inanità It u-<br />
re spe<strong>di</strong>scousi a Roma insieme ad ingen-<br />
te quantità d'olio <strong>di</strong> ricino che prepa-<br />
rasi in Ceprano. A Guarciuo una cartie-<br />
re, una concia <strong>di</strong> pellami; nel contado<br />
poi abbondanti lavorazioni <strong>di</strong> candela-<br />
bri, <strong>di</strong> cucchiai <strong>di</strong> /aggio. Le carte ed i<br />
pellami negoziatisi colle prossime tene,<br />
gli oggetti <strong>di</strong> legno anche con Roma, la<br />
altre comuni fabbriche <strong>di</strong> cappelli, <strong>di</strong> te-<br />
le, <strong>di</strong> stoviglie, <strong>di</strong> mattoni, <strong>di</strong>stillerie da<br />
spirito e da rosoli i. Ven<strong>di</strong>ta <strong>di</strong> tali mani-<br />
fatture in provincia e fuori. Distretto <strong>di</strong><br />
Ponte Corvo. Vaccini e pecorini in bel<br />
numero, in maggiore i porcini: lo smer-<br />
cio de' medesimi è utile co'luoghi vicini<br />
e col Napoletano. Trasandata l'educazio-<br />
ne dell'api e de'flugelli. Dovizioso raccol-<br />
to <strong>di</strong> grano, <strong>di</strong> spelta, <strong>di</strong> granone, <strong>di</strong> pa-<br />
late, <strong>di</strong> legumi, che negoziansi pure col<br />
Napoletano. Ristretta la semina della ca-<br />
nepa e del lino; vastissima de'tabacchi, le<br />
cui foglie si mandano alla Regia <strong>di</strong> Na-<br />
poli(?). Abbondanza <strong>di</strong> vini squisiti, che<br />
trafficatisi colle terre limitrofe. Escava-<br />
zioni <strong>di</strong> argilla per vasellami e materia-<br />
li da fabbriche. Prodotti manifatturieri.<br />
In Ponte Corvo, filatura notabile <strong>di</strong> ca-<br />
nepa e <strong>di</strong> lino, lavorazione <strong>di</strong> tessuti or-<br />
<strong>di</strong>nari <strong>di</strong> cauepa, fabbrica <strong>di</strong> paste da mi-<br />
nestra, concie <strong>di</strong> pellami, moli ni da gra-<br />
naglie ec, fabbriche <strong>di</strong> stoviglie, <strong>di</strong> mat-<br />
toni ec. Tali manifatture si esitano alle<br />
terre limitrofe e al Napoletano. Delega-<br />
zione <strong>di</strong> Benevento. L' agricoltura è in<br />
assai florida situazione, non cosi le altre<br />
industrie. Prodotti naturali. Torme <strong>di</strong><br />
buoi e <strong>di</strong> cavalli, più numerose <strong>di</strong> bufa-<br />
li. Anche le pecore ed i suiui sono in<br />
qualche abbondanza; negoziasi il detto<br />
bestiame col regno <strong>di</strong> Napoli. Le api ed i<br />
bachi da seta si educano con impegno, e se<br />
ne hanno prodotti eccellenti. Raccolto u-<br />
bertoso<strong>di</strong> grano e <strong>di</strong> granone. Vasta col-<br />
tura della canepa e del lino; dovizia <strong>di</strong><br />
erbaggi e <strong>di</strong> frutta, <strong>di</strong> cedri, <strong>di</strong> limoni e<br />
d'aranci. Questi prodotti insieme ad una<br />
4
5o VEL<br />
grande quantità <strong>di</strong> tabacchi si vendono<br />
a' luoghi vicini ed al Napoletano. 1 vini<br />
mantengono un' interessante estrazione<br />
al pari dell'olio d'oliva con Napoli. Ap-<br />
prezzabile il prodotto delle ghiande, e<br />
delle legna principalmente delle selve.<br />
Non sonosi fin qui escavali minerali, né<br />
scoperte acque me<strong>di</strong>cinali. Prodotti ma-<br />
nifatturieri. In Benevento, fabbrica <strong>di</strong><br />
cappelli fini e or<strong>di</strong>nari, <strong>di</strong> corde armoni-<br />
che, <strong>di</strong> pettini <strong>di</strong> bufalo, avendo questa<br />
la privativa per la delegazione. Sono ce-<br />
lebri i torroni o ammandorlati, che s'in-<br />
viano a Roma ed a Napoli, come anche le<br />
corde armoniche e i pettini. A s. Ange-<br />
lo, filatoi <strong>di</strong> seta, fabbrica <strong>di</strong> tessuti or-<br />
<strong>di</strong>nari <strong>di</strong> lana, in alcuni luoghi concie <strong>di</strong><br />
pellami e moliui da granaglie. Nel 1782<br />
si stampò in Napoli, Carte corografiche<br />
e memorie riguardanti le pietre , le mi-<br />
niere e i fossili per servire alla storia<br />
naturale delle provincie del Patrimonio,<br />
Sabina, Lazio,Marittima e Campa-<br />
gna, e dell' Agro Romano, abbozzate e<br />
raccolte dal prefetto degli slu<strong>di</strong> del real<br />
collegio Fernandìano alla Nunziatella.<br />
Riportano le ufficiali Notizie <strong>di</strong> Roma<br />
del 1 858 le seguenti nozioni. Legazione<br />
<strong>di</strong> Marittima e Campagna. Em." car<strong>di</strong>-<br />
nal Vincenzo Macchi decano del sagro<br />
collegio, legato. In Velletri risiedono : il<br />
prelato delegato apostolico <strong>di</strong> Marittima<br />
mg. r<br />
Luigi Giordani, 4 consultori, il se-<br />
gretario generale, il presidente del tri-<br />
bunale <strong>di</strong> 1.' istanza, 3 giu<strong>di</strong>ci, il procu-<br />
ratore fiscale, il cancelliere, l'assessore<br />
legale, l'ingegnere d'acque e strade, il capitano<br />
comandante de' gendarmi. Que-<br />
sta provincia è <strong>di</strong>visa in 5 governi (oltre<br />
i due vice-governi <strong>di</strong> Carpinetoe Sei mo-<br />
neta), e contiene 62,01 3 abitanti. In<br />
Frosinone risiedono: il prelato delegalo<br />
apostolico <strong>di</strong> Campagna mg/ Fer<strong>di</strong>nando<br />
Scapilta, 4 consultori, il segretario<br />
generale, il presidente del tribunale <strong>di</strong><br />
1. istanza, 3 giu<strong>di</strong>ci olire un aggiunto,<br />
il cancelliere, l'assessore, il capitano co-<br />
mandante de' geodanni. La provincia<br />
VEL<br />
<strong>di</strong>visa in 1 3 governi (imperocché sebbe-<br />
ne nel comune <strong>di</strong> Sonnino non risieda<br />
propriamente un governatore, ma un<br />
commissario straor<strong>di</strong>nario colle medesime<br />
attribuzioni, viene considerato come<br />
un governo) ha 1 54,55g abitanti. In Be-<br />
nevento risiedono: il prelato delegato apostolico<br />
della medesima provincia mg. r<br />
Odoardo Agnelli, 4consultori, il segreta-<br />
rio generale, il presidente del tribunale<br />
<strong>di</strong> i. a istanza, 1 giu<strong>di</strong>ci, il procuratore<br />
fiscale, il cancelliere, l'assessore legale, il<br />
tenente comandante de' gendarmi. La<br />
provincia, oltre la città, contiene 7 co-<br />
muni, ed ha a3, 1 76 abitanti. Negli altri<br />
articoli componenti la legazione <strong>di</strong> Ma-<br />
rittima e Campagna ne descrissi le par-<br />
ticolarità, in uno alla temperatura, con<br />
quella brevità rhedebbo seguire, per supplire<br />
alla quale <strong>di</strong>chiarai un buon nume-<br />
ro degli scrittori che <strong>di</strong> proposito ne trat-<br />
tano. Innanzi <strong>di</strong> compen<strong>di</strong>osamente de-<br />
scrivere Velletri e suo vescovato subur-<br />
bicario, ch'è 1' argomento dell' articolo,<br />
i) rimanente non essendo quasi che un<br />
accessorio ad ornatimi del capoluogo <strong>di</strong><br />
sua legazione, mi propongo <strong>di</strong> riferire al-<br />
cune notizie <strong>di</strong> que'luoghi della medesima,<br />
<strong>di</strong> cui ancora non parlai, per le qua-<br />
li procederò principalmente co'seguenti<br />
auton, oltre il Riparto territoriale del<br />
1 833, pubblicato dal governo nel 1 836,<br />
profittando ezian<strong>di</strong>o della Statistica del'<br />
lo Stalo Pontificio del 1 853, dal me-<br />
desimo governo fatta stampai e nel 18^7,<br />
e tenendo presente la Statistica nume-<br />
raliva delle popolazioni dello stalo pon-<br />
tifìcio alla fine del 1 853 col Ripartimento<br />
territoriale mo<strong>di</strong>ficato secondo<br />
i cambiamenti cui e andato soggetto dopo<br />
il l833 fino all'epoca presente, Roma<br />
1857. Quest'ultimo Ripartimento e<br />
Censo della popolazione, <strong>di</strong>chiara il mi-<br />
nistro dell'interno con circolare de' i4<br />
novembre 1807, viene surrogato a quel-<br />
lo del 1 833, dovendo cominciare ad ave-<br />
re effetto il i.° gennaio 1 858. Nel Ripar-<br />
timento si avverte, che le frazioui co-
VEL<br />
me<strong>di</strong>e fanno parte de' loro comuni o<br />
appo<strong>di</strong>ali, non fu stimalo necessario <strong>di</strong><br />
riportarle, non avendo amministrazione<br />
separata ; <strong>di</strong>esi è rettificata la popolazio-<br />
ne stabile e mutabile della Statistica del<br />
i853; e cbe oltre gli antichi vice-gover-<br />
ni, altri ne furono istituiti. Pe'vice-gover-<br />
ni conviene tener presente la legge de'3o<br />
ottobre i856, riferita dal n.° i5o del<br />
Giornale <strong>di</strong> Roma, dalla quale viene<br />
specificata la giuris<strong>di</strong>zione e le attribu-<br />
eìoiiì de' vice-governatori, che in sostan-<br />
ra esercitano quelle de'governatori. Ecco<br />
poi gli accennati autori. Fr. Bonaven-<br />
tura Theuli velletrano e minore conven-<br />
tuale, Teatro hi<strong>storico</strong> <strong>di</strong> Velletri insigne<br />
città e capo de' volscì, Velletri per<br />
Alfonso dell' Isola 1 644* Carlo Ambro-<br />
gio Piazza, La Gerarchia car<strong>di</strong>nalìzia,<br />
Roma i 703 : Ostia e Velletri vescovati<br />
suburbicari. Antonio Ricchi corano, La<br />
Reggia dc'Volsci) ove si tratta dell' o-<br />
rigine, stato antico e moderno delle<br />
città, terre e castella del regno de' voi-<br />
sci nel Lazio, e specialmente <strong>di</strong> Cora,<br />
città volsca, sua patria, Napoli i 7 1 3.<br />
Del medesimo: Teatro degli uomini il-<br />
lustri nelle armi, lettere e <strong>di</strong>gnità, che<br />
Jiorirono nel regno antichissimo de'<br />
volsci, esistente nel Lazio, parte dell'I-<br />
talia, ove frapponesi il Discorso sovra<br />
le <strong>di</strong>fferenze insorte intorno al celebre<br />
taglio delle famose Selve <strong>di</strong> Cisterna<br />
e Sermoneta ^de<strong>di</strong>cato all'Illm." ed Eccell."<br />
Signore d. Michel' Angelo Caetani<br />
duca <strong>di</strong> Sermoneta e <strong>di</strong> s. Marco,<br />
principe del sagro Romano Impero e <strong>di</strong><br />
Caserta, marchese <strong>di</strong> Cisterna, signore<br />
<strong>di</strong> Bassiano, Ninfa e s. Donalo, came-<br />
riere della chiave d'oro <strong>di</strong> S. M. Cesarea<br />
Cattolica, barone rumano, e grande<br />
<strong>di</strong> Spagna ec, Roma 1721. Alessan-<br />
dro Borgia vescovo <strong>di</strong> Nocera poi arci-<br />
vescovo <strong>di</strong> Fermo veliterno, Istoria del'<br />
la Chiesa e città <strong>di</strong> Velletri, Nocera<br />
1723. Fr. Casimiro da Roma, Memorie<br />
(storiche delle chiese e de'conventi del-<br />
la provincia romana, Roma 1744* ^s '<br />
VEL 5i<br />
trantouio Petrini, Memorie Prenestine,<br />
Roma 179?. Mg/ Nicola Nicolai, De'<br />
bonificamenti delle Terre Pontine, Homa<br />
1800. Gabriele Calindri , Saggio<br />
statistico <strong>storico</strong> del Pontificio Stato.<br />
Pietro Castellano, Lo Stato Pontificio.<br />
A. Nibby, Analisi <strong>storico</strong>-topograjìcoantiquaria<br />
della carta de' <strong>di</strong>ntorni <strong>di</strong><br />
Roma. G. Marocco, Monumenti dello<br />
Slato Pontificio. Storia della città <strong>di</strong><br />
Velletri scritta dal canonico Tommaso<br />
Banco, 2." c<strong>di</strong>zionc,Ve\\elr\ tipografia <strong>di</strong><br />
L. Cappellacci i85i. Quando questo benemerito<br />
defunto veliterno me la donò<br />
graziosamente, io già possedeva la i/e-<br />
<strong>di</strong>zione da lui de<strong>di</strong>cata a' suoi <strong>di</strong>lettissimi<br />
concitta<strong>di</strong>ni (l'altra essendolo al car-<br />
<strong>di</strong>nal Macchi) con questo titolo: Conipen<strong>di</strong>o<br />
della storia Veliterna,R.oaìa ti-<br />
pografia Mugnoz a spese dell'e<strong>di</strong>tore Lui-<br />
gi Cappellacci 1 84- » • Inoltre mi è noto<br />
eh' egli lasciò compilato un Almanacco<br />
o Notiziario della provincia e <strong>di</strong>ocesi<br />
Veliterna, e che lo pubblicò il <strong>di</strong> lui ni-<br />
pote succedutogli nel canouicato della<br />
cattedrale <strong>di</strong> cui era coa<strong>di</strong>utore. Aduu-<br />
que vado a scrivere co' nominati e altri<br />
che poi <strong>di</strong>rò, e quin<strong>di</strong> da' poco <strong>di</strong>screti<br />
non si pretenda da me responsabilità e<br />
solidarietà d'ogni detto, poiché quanto<br />
ho raccolto non intendo darlo né per <strong>di</strong>mostrazione<br />
matematica, e molto meno<br />
per definizione <strong>di</strong> fede. Rammentino gli<br />
esigenti: Chi narra, <strong>di</strong>ce un fatto e non<br />
conferma una sentenza. E quanto alle<br />
pretensioni <strong>di</strong> dettaglio, secondo le viste<br />
particolari, ed a me vietato dalla natu-<br />
ra dell' opera, anco qui debbo ricordare<br />
il protestalo nel voi. LXXV1, p. 5j e 58,<br />
e quanl'altro <strong>di</strong> relativo franca niente <strong>di</strong>-<br />
chiarai a'Iuoghi opportuni. A tali eru<strong>di</strong>-<br />
zieni però credo opportuno primieramente<br />
<strong>di</strong> premettere alquante parole sui<br />
Papi che alcun tempo risiederono nelle<br />
provincie <strong>di</strong> Marittima e Campagna, o le<br />
visitarono personalmente.<br />
Le provincie che compongono questa<br />
nobilissima legazione apostolica furono
52 V E L<br />
onorate ne' Piaggi de Papi, <strong>di</strong> loro veneranda<br />
e sempre gra<strong>di</strong>la e benefica presenza^<br />
<strong>di</strong>e nelle loro biografie e negli ar-<br />
ticoli riguardanti i luoghi della legazione<br />
feci cenno, come farò ne' seguenti. Ne'se-<br />
coli antichi, per le turbolenze delle fazio-<br />
ni e degli scismi,molti Papi vi si rifugiaro-<br />
no e fecero <strong>di</strong>mora colla cuiia e corte romana,<br />
evi accolsero sovrani, ambasciato-<br />
ri e vescovi stranieri, e s. Gregorio VII<br />
nel 1080 io Ccprano in vestì col vessillo<br />
<strong>di</strong>s. Pietro della Puglia, Calabria e Sicilia<br />
il duca Roberto Guiscardo, il che me-<br />
glio narrai nel voi. LXV, p. 1 70. Talvol-<br />
ta risiederono in Fellelri, Segni ai Alla-<br />
gai principalmente; anzi nelle due ultime<br />
città vi ebbero il palazzo apostolico.<br />
J benedettini <strong>di</strong> s. Pietro <strong>di</strong> Villa Magna<br />
ogni sabato offrivano 7 pani o focaccie<br />
o pizze, a' Papi che recavansi nella pro-<br />
vincia <strong>di</strong> Marittima e Campagna, per cui<br />
Bonifacio Vili nel donare alla mensa ve-<br />
scovile, e al capitolo e cattedrale d'Anagni<br />
il monastero, abbazia e beni <strong>di</strong> Villa Magna,<br />
colla bolla Inter cacteras Orbis Ec-<br />
clesias, impose il tributo e l'omaggio de'<br />
7<br />
pani al vescovo e al capitolo, a favore<br />
<strong>di</strong> se e successori, sotto pena <strong>di</strong> caducità<br />
dal possesso de' beni, e tuttora puntualmente<br />
si osserva. Nel secolo passato due<br />
Papi onorarono <strong>di</strong> loro presenza la provincia<br />
<strong>di</strong> Marittima e Campagna,cioè Be-<br />
nedetto XIII per due volle nel recarsi<br />
alla sua antica chiesa <strong>di</strong> Benevento, che<br />
ritenne nel pontificato e nominando a co-<br />
a<strong>di</strong>utore il car<strong>di</strong>nal Coscia ; e Pio VI per<br />
<strong>di</strong>versi anni nel portarsi a Terracina,ove<br />
soggiornava per curare il <strong>di</strong>seccamento<br />
delle Palu<strong>di</strong> Pontine. Nel secolo corren-<br />
te compartirono eguale onore alla pro-<br />
vincia i Papi Gregorio XVI e Pio IX re-<br />
gnante; il i.° oltre una gita a Velletii<br />
nel 1 83 1, in<strong>di</strong> due volte nel i83genel<br />
i843; il 2. nel i85o. ed in ciascuna si<br />
fece l'oblazione de' 7 pani. Gregorio XVI<br />
li ricevette in Terraciua e in Anagni,<br />
Pio IX in Frosinone, e lo notai pure a<br />
Pane. I tre viaggi furono egregiamente<br />
V EL<br />
descritlida'seguenli. Relazione del viag-<br />
gio <strong>di</strong> Sua Santità Gregorio Papa XI [<br />
da /Ionia a s. Felice, scritta dalprincU<br />
ped'Arsoli (d. Vittorio Massimo), Roma<br />
1839. Del medesimo abbiamo: Relazione<br />
del viaggio fatto da N. S. PP. Gregorio<br />
XVPalle provincie <strong>di</strong> Marittima<br />
e Campania nel maggio 1 843, icritta<br />
dal principe Massimo sopraintendente<br />
generale delle poste <strong>di</strong> Sua Santità,<br />
Roma 1<br />
843<br />
. Relazione storica del viag*<br />
gio <strong>di</strong> Sua Santità Papa Pio IX da Por-<br />
tici a Roma nell'aprile dell'anno 1 85o,<br />
Roma i85o. Questa fu compilata dal<br />
commend. Giulio Barluzzi, giovandosi<br />
deN'opera dell'avv. Angelo Carnevalati,<br />
e de<strong>di</strong>candola al car<strong>di</strong>nal Autonelli. Con<br />
tali Relazioni, e tenendo presenti il Dia-<br />
rio <strong>di</strong> Roma,\eNotizie del giorno, il Giornale<br />
<strong>di</strong> Roma e 1' Osservatore Roma-<br />
no ; ove potei parlarne il feci, e il simile<br />
eseguirò ne' seguenti paragrafi de* luo-<br />
ghi della delegazione <strong>di</strong> Frosinone e del<br />
<strong>di</strong>stretto <strong>di</strong> Velletri e ragionando <strong>di</strong> tal<br />
città. A supplire quanto finora non mi<br />
fu dato <strong>di</strong> fare, perchè già stampati gli<br />
articoli, co' medesimi qui adesso l'adempirò<br />
e con alcune mie aggiunte. Avendo<br />
determinato il Papa Gregorio XVI <strong>di</strong> re-<br />
carsi a visitare il castello <strong>di</strong> s. Felice{l y .),<br />
situato alle falde del famoso monte Cir-<br />
ceo, parti da Roma a' 22 aprile i83q, e<br />
per Albano, la Riccia e Genzano (/ '.),<br />
giunse in Velletri, da dove passò a Terraciua<br />
e s. Felicej e ripassando pe' me-<br />
desimi luoghi si restituì al Valicano a'<br />
29 dello stesso mese. Nel i843 il medesimo<br />
Gregorio XVI, desiderando con-<br />
solare colla sua presenza una parte de'<br />
suoi felicissimi stati, alcuni luoghi de'<br />
quali da più secoli non avevano goduto<br />
della patèrna visita de' Sommi Ponte-<br />
fici, determinò d'impiegare i primi gior-<br />
ni del bel mese <strong>di</strong> maggio a percorrere<br />
un buon tratto del Lazio e degli antichi<br />
Ernico-Volsci, visitando le antichissime<br />
e importanti città d'Anagni, <strong>di</strong> Ferenti-<br />
no, eli Frosinone e <strong>di</strong> Alatri, e passando
VE L<br />
per Piperno a Terrari na, e in<strong>di</strong> a Velie-<br />
Iti, Genzano, Riccia e Albano, dopo visi-<br />
tale le provincie<strong>di</strong> Marittima eCampania<br />
e parte della Comarca <strong>di</strong> Roma, ritorna-<br />
re alla sua maestosa capitale e residenza.<br />
Parli da questa il i.° maggio, ed uscito<br />
dalla Porla Maggiore per la via Labica-<br />
na, che conduceva all'antica Labico^P.),<br />
festeggialo anche sotto Zagarolo (/"''.) e<br />
Pale strina (f y .) da quelle popolazioni,<br />
clero e magistrati sulla viaCasilinajequin<strong>di</strong><br />
da Lagnano e P'almontone , al modo<br />
che <strong>di</strong>rò a que' paragrafi. Continuando il<br />
viaggio sulla via Casilina nel territorio <strong>di</strong><br />
largiti (/ .), la quale antichissima città, in<br />
contrassegno d'esultanza, fra le altre <strong>di</strong>-<br />
mostrazioni eresse sulla pubblica via pro-<br />
vinciale un magnifico arco <strong>di</strong> trionfo(men-<br />
tre il eh. d. Alessandro Atli era professo-<br />
re
54<br />
VEL<br />
avvenimenti d'Ita Ha, Roma 1749) fab-<br />
bricala in cima alla medesima, ove si fermò<br />
sulla piazza avarili il suo ingresso la-<br />
terale, sulla quale trova fasi mg/ Vin-<br />
cenzo Annovazzi <strong>di</strong> Civitavecchia (della<br />
quale ci <strong>di</strong>ede la bellissima Storia <strong>di</strong> Ci-<br />
vitavecchia dalla sua origine fino all'anno<br />
1 848 scritta da mg.' F. Annovazzi<br />
arcivescovo d'Iconio, Roma 1 853) ve-<br />
scovo d'Anagni alla lesta del suo clero,<br />
che ricevendo il Pontefice sotto al bal-<br />
dacchino, l'accompagnò all'ingresso prin-<br />
cipale della cattedrale, in cui venne data<br />
la trina bene<strong>di</strong>zione da mg. r<br />
Carlo Gigli<br />
d'Anagni vescovo <strong>di</strong> Tivoli (7 ''.), espressamente<br />
recatosi alla sua patria per que-<br />
sta fausta circostanza. Gregorio XVI, dopo<br />
aver poi ammesso al bacio del piede<br />
tulli i canonici nella stanza del vestiario,<br />
ascese alla loggia <strong>di</strong> pietra esistente sulla<br />
parte laterale della medesima cattedrale,<br />
e parata tutta <strong>di</strong> rosso, ed ivi <strong>di</strong>ede la<br />
solenne bene<strong>di</strong>zione al popolo sotto una<br />
statua marmorea dell'anagninoBonifacio<br />
Vili, seduto parimente in atto<strong>di</strong> bene<strong>di</strong>-<br />
re i suoi concitta<strong>di</strong>ni, colla Tiara in testa<br />
ornata d'una semplice corona, mentre altra<br />
sua figura con tiara senza corona, ma<br />
semplicemente ornata <strong>di</strong> ricami e <strong>di</strong> linee<br />
intrecciate, vedesi rilevata nel bronzo del-<br />
le campane della stessa cattedrale, fuse<br />
nel 1295 d'or<strong>di</strong>ne <strong>di</strong> quel magnanimo<br />
Papa, le <strong>di</strong> cui armi in musaico, apparte-<br />
nenti all'antica sua nubilissima famiglia<br />
Caetani, ancora esistono a' lati della detta<br />
sua statua. 11 suono <strong>di</strong> quelle campa-<br />
ne, unito agli applausi dell'innumerevole<br />
moltitu<strong>di</strong>ne, ed al giubilo che vedevasi<br />
regnare in tutta la città, produsse un com -<br />
movente complesso da uon potersi <strong>di</strong>re<br />
in breve. Imperocché dopo il memorabile<br />
e nefando oltraggio ricevuto da Bo-<br />
nifacio Vili in quel suo palazzo dal par-<br />
tilo <strong>di</strong> Francia, che in tanti luoghi de-<br />
plorai, come nel vol.LXXXI, p. 45, propugnando<br />
l'animo grande e la dottrina<br />
<strong>di</strong> quel Sommo Pontefice, l'illustre cit-<br />
tà decadde dal suo splendore, e ueliSaS<br />
VEL<br />
era già perfino <strong>di</strong>strutto il memorabile<br />
palazzo <strong>di</strong> Bonifacio Vili, <strong>di</strong> cui si credono<br />
vestigia le sostruzioni del palazzo<br />
del marchese <strong>di</strong> Trajetto, il quale a tal<br />
uopo fece porre nelle sue scale raarmorea-<br />
i scrizione, riportata nella Relazione , in -<br />
sieme a tulle le altre <strong>di</strong> cui farò menzio-<br />
ne. Il principe Massimo nella sua bellis-<br />
sima Relazione, colla sua vasta eru<strong>di</strong>zio-<br />
ne illustrò ancora i luoghi onorati dalla<br />
benevola presenza <strong>di</strong> Gregorio XVI, come<br />
avea fatto egregiamente nella prece-<br />
dente, laonde osserva che esistono però<br />
della famiglia <strong>di</strong> Bonifacio Vili in Ana-<br />
nagni tuttora i <strong>di</strong>retti <strong>di</strong>scendenti in per-<br />
sona del conte Loffredo Caetani e suoi<br />
fratelli, provenienti dallo stesso stipile<br />
de' Caetani <strong>di</strong> Roma; e sebbene decadu-<br />
ti dalla loro antica grandezza, conserv?<br />
no per altro con gelosia in loro casa unj<br />
cassetta piena d'antichissime pergamene,<br />
nelle quali è ora unicamente riposta l'il-<br />
lustrazione della celebre loro famiglia,<br />
una delle do<strong>di</strong>ci stelle d' Anagni, o prin<br />
ci pali famiglie nobili. Era dunque riservato,<br />
<strong>di</strong>ce il principe <strong>storico</strong>, al Sommo<br />
Gerarca Gregorio XVI il trarre d(<br />
pò tanti secoli Anagni dal suo avvitimeli<br />
to, consolandola colla sua presenza, che<br />
eccitò i più vivi segni d'entusiasmo delln<br />
moltitu<strong>di</strong>ne, particolarmente quando fu<br />
veduto scendere a pie<strong>di</strong> col suo seguite<br />
dalla cattedrale, e traversare quasi l'in-<br />
tera città, le <strong>di</strong> cui antichissime fabbri-<br />
che imbrunite dal tempo erano ravvivate<br />
da' colori de' drappi pendenti dalle fine-<br />
stre, sino al palazzo Giannuzzi destina-<br />
to per la sua residenza, e situato sopra<br />
una vasta piazza aperta nel mezzo della<br />
città nel 1 557, dopo la sua espugnazione<br />
fatta dall'armata spagnuola, comandata<br />
dall'acerbo duca d'Alba, nella famosa e<br />
desolante guerra della Campagna Roma-<br />
na contro Paolo IV, che descrissi nel<br />
voi. LXV, p. 234 e seg-5 dalla quale si<br />
scopre verso mezzogiorno una vista ameuissima<br />
<strong>di</strong> tutto il territorio Anaguiuoe:<br />
delle vicine città e castella. Ivi in mezzo 1
VE L V E L 55<br />
a due ale della schierala truppa con sua luce produceva un mirabile effetto. Su <strong>di</strong><br />
banda, e dell'alludalo popolo, prostrato» essi posa altipiano un immenso salone,<br />
ti mg/ Francesco M. a<br />
Giannuzzi in man* <strong>di</strong>e prima serviva all'adunanze consiliari,<br />
felicita, ora U<strong>di</strong>tore generale della rev. e un angolo del quale mette in una piccola<br />
Camera apostolica (F.), ed i suoi nobi- loggia, che serviva al ban<strong>di</strong>tore per pro-<br />
li fratelli in abito ili spada, baciarono i mulgare i decreti del popolo, e che essenpie<strong>di</strong><br />
al Papa, e l'accompagnarono ali. °<br />
do costruita in modo da non potersi spie-<br />
piano <strong>di</strong> quel loro palazzo, dove fu allog- gare, sembra reggersi in aria; tanto è<br />
giata anche porzione del corteggio, aven- bene formata la volticella <strong>di</strong> pietra, che<br />
do il rimanente preso stanza nelle vicine la sostiene nell'angolo del palazzo, alle<br />
abitazioni. Dalla loggia il Papa compar- cui pareti vedonsi in vari luoghi scolpi-<br />
ti l'apostolica bene<strong>di</strong>zione in mezzo alle te in marmo le armi della città, cousi-<br />
grida <strong>di</strong> sincera esultanza <strong>di</strong> quel popolo, stenti in un leone sormontato da un'a-<br />
c!ie seguitò a stare sulla piazza in tutto quila,col verso dell'Eneide <strong>di</strong> Virgilio ...<br />
il rimanente del giorno. Nella sera poi fu Et roscida rivis Hernica saxa colutit<br />
incen<strong>di</strong>ato un vago fuoco d'artificio sul- qnos <strong>di</strong>ves Anagnia pascit. Il seguente<br />
la medesima piazza, <strong>di</strong>e oltre l'essere son- giorno 2 non fu meno avventuroso per<br />
illusamente illuminata, come pure tutto Auagni <strong>di</strong> quel che lo fosse stato il i .", a-<br />
il resto della città e delle vicine campa- vendolo impiegato Sua Santità a visita-<br />
gne e colline, risplendenti pe' fuochi <strong>di</strong> re le cose più degne da vedersi in quelgioia,<br />
veilevasi ornata cun finto obelisco, l'illustre città, e rilevandone così sempre<br />
e con un arco trionfale, su <strong>di</strong> cui legge- maggiormente i pregi. Imperocché, dovami<br />
4 iscrizioni composte da d. Giovan- pò avere ricevuto in dono dalla magici<br />
Capri Galanti <strong>di</strong> Valmontone, profes- stralura una statuelta d'argento col suo<br />
«ore <strong>di</strong> reltorica in quel seminario, <strong>di</strong> pie<strong>di</strong>stallo, rappresentante s. Oliva ver-<br />
presenle prelato ponente <strong>di</strong> Consulta, gine e martire compatrona d'Anagni, si<br />
Esse celebravano le virtù del Papa, Tu- recò in carrozza col suo seguito all' epiui<br />
versale gioia della città e <strong>di</strong> tulli gli scopio, ove mg. r<br />
Annovazzi fattale tro-<br />
traici, le beneficenze elargite ad Anagni "are imban<strong>di</strong>ta una lauta colazione, eb-<br />
e suo capitolo, e le promozioni <strong>di</strong> Sii ve- be altresì l'onoie, unitamente a due ca-<br />
stro Belli al car<strong>di</strong>nalato e al vescovato <strong>di</strong> nonici e al preposto (della Stola papale<br />
Jesi (F.), e de'prelati Gigli e Giannuzzi che prima usava riparlai a tale articolo,<br />
auagniui, e che avea rinnovato i glorio- come dell'insegne presenti sue e de'cano-<br />
si tempi d'Innocenzo III, Gregorio IX, ilici ; fio VI al medesimo preposto con-<br />
Alessandro 1F e Bonifacio FUI (F.), fermò l'uso dell'abito prelatizio, e glie-<br />
i quali fecero più volte soggiorno nella lo concesse <strong>di</strong> colore paonazzo, con fa-<br />
loro patria Anagni. Oltre tali iscrizioni colta <strong>di</strong> usarlo anche in Roma, <strong>di</strong>chia-<br />
leggevansi altrettante del sacerdote Au- raudolo prelato domestico), <strong>di</strong> presenta-<br />
touio Cipraui, egualmente riprodotte re al Santo Padre, seduto sul trono, a se-<br />
dalia Relazione, sullo slesso argomento, conda del già ricordato, uu bacile con 7<br />
insieme ad un sonetto del uobile anagni- pani ossia pizze lavorate con zucchero e<br />
no Francesco Belli allusivo al risorgimeli- cioccolata, su alcune delle quali vedeasi<br />
lo d'Anagni, JNe' <strong>di</strong>versi generi <strong>di</strong> lumi- il simbolo dell'Agnello, e sopra altre era<br />
narie,che nella sera e nella segueute re- effigialo il Pastoie coll'epigrafe: CognO'<br />
sero brillante Anagni, si <strong>di</strong>stiuse quella scunt me rneae. Nell'uscire dall' episco-<br />
dell ingresso del tuo palazzo comunale, pio, il P.ipa lesse l'iscrizione in quel punformato<br />
da un antro spazioso con gran- to posta dall'ottimo vescovo per memo-<br />
<strong>di</strong>s»imi archi <strong>di</strong> sesto tondo, ne' quali la ria d'averlo onorato <strong>di</strong> persona. In<strong>di</strong> iu
56 VEL<br />
carrozza passò a visitar <strong>di</strong> nuovo la cat-<br />
tedrale, antichissimo e<strong>di</strong>lìzio gotico a 3<br />
navi <strong>di</strong>vise da colonne, che <strong>di</strong>cesi rico-<br />
struita in tal forma verso il 1078 da s.<br />
Pietro vescovo d'Anagni (il <strong>di</strong> cui corpo<br />
ivi si venera, e Filippo Giammaria scris-<br />
se : Santuario Anagnino dove si leggo-<br />
no l'istorie de' ss. Corpi, i quali riposa-<br />
no nella cattedrale d'Anagni, con l'isto-<br />
ria del b. Andrea Conti anagnino, Vel-<br />
letri per Onofrio Piccini 1704), e consa-<br />
crata 106 anni dopo da Alessandro III.<br />
Fattavi breve orazione, il Papa calò per<br />
la scala marmorea nella chiesa sotterra-<br />
nea, che al pari della superiore ha il ti-<br />
tolo <strong>di</strong> basilica, e sebbene più piccola me-<br />
rita questo titolo non solo per la sua an-<br />
tichità contemporanea a quella, ma an-<br />
che per la costruzione a 3 navi con 3 or-<br />
<strong>di</strong>ni <strong>di</strong> colonne, e colla sua apsicle nel co-<br />
ro, e due cori laterali, conformi in tutto<br />
.'<strong>di</strong>e primitive chiese. Sotto l'altare mag-<br />
giore <strong>di</strong> questa basilica sotterranea ri-<br />
posa il corpo <strong>di</strong> s. Magno patrono d'A-<br />
nagni, de'<strong>di</strong> cui Acta pubblicali feci pa-<br />
iola al suo articolo, ove sono incise la<br />
più parte delle singolarissime pitture <strong>di</strong><br />
quel secolo, che ne adornano le pareti,<br />
rappresentanti vari fatti del martirio e<br />
della traslazione del corpo <strong>di</strong> quel santo<br />
vescovo <strong>di</strong> Tram', colle relative iscrizio-<br />
ni. In essi è pure delineata I' antica pit-<br />
tura <strong>di</strong> s. Oliva, che parimenti ornava<br />
un lato <strong>di</strong> detto sotterraneo, ove si con-<br />
serva il <strong>di</strong> lei corpo, e fu tolta nel decor-<br />
so secolo per aprire una finestra onde<br />
dar lume ad un altare costruitosi per <strong>di</strong>-<br />
vozione d'un p. abbate polacco, a cui erano<br />
stale donate reliquie della santa.<br />
Merita particola!' menzione in questa ba-<br />
silica sotterranea non solo la rozza se<strong>di</strong>a<br />
<strong>di</strong> marmo rialzata da un sol gra<strong>di</strong>no e<br />
circondala da se<strong>di</strong>li canonicali parimen-<br />
ti <strong>di</strong> marmo nell'apside incontro al det-<br />
to altare <strong>di</strong> s. Magno ( le pitture della<br />
cui volta, illuminate da finestra lunga<br />
e stretta, rappresentano il simbolo del-<br />
l'Agnello circondato da' 24 seniori del-<br />
VEL<br />
l'Apocalisse, e che al pari delle già no-<br />
minate, e dell' altre relative alla storia<br />
delle sanie Secon<strong>di</strong>na, Aurelia e Neorni-<br />
sia martiri, espressa neh' apside della<br />
3/ navata, rimontano al ricordato XI<br />
secolo), ma ancora il suo pavimento ver-<br />
nacolato in pietre dure come nella ba-<br />
silica superiore, e fregiato de' nomi de'<br />
celebri musaicisti romani maestro Cosmato<br />
co'suoi figli Luca e Giacomo, che<br />
hanno lasciato tante memorie dell'aite<br />
loro in quell'epoca. Gregorio XVI sod-<br />
<strong>di</strong>sfatto al sommo d' aver veduto tutti<br />
questi pregevoli monumenti dell'arte, ri-<br />
salendo alla cattedrale si recò alla canonica,<br />
nel <strong>di</strong> cui archivio gliene furono mo-<br />
strati altri interessantissimi, consistenti<br />
in alcuni arre<strong>di</strong> sagri <strong>di</strong> veneranda an-<br />
tichità per aver appartenuto a' Papi a-<br />
nagnini. Nella Relazione sono <strong>di</strong>ligentemente<br />
descritti, ma a me non è permesso<br />
che accennarli. Prima <strong>di</strong> tutti vide un<br />
paliotto d'altare <strong>di</strong> fondo bianco con bel-<br />
lissimo tessuto d'oro e <strong>di</strong> seta <strong>di</strong> vari co*<br />
lori, e con 3 or<strong>di</strong>ni <strong>di</strong> medaglioni circo*<br />
lari, contenenti ciascuno una figura in<br />
campo d'oro, in<strong>di</strong>viduata da un'Ucrizio-<br />
ne scritturale ricamata intorno ad ogni<br />
medaglione in caratteri gotici; prezioso<br />
lavoro del secolo XII e dono d'Innocen-<br />
zo ili. Dopo <strong>di</strong> questo fu mostrato al Pa-<br />
pa altro bellissimo paliotto, che credesi<br />
pure della stessa epoca e donatore, da al-<br />
tri però BtlribuilQ a Bonifacio VI li, es-<br />
sendo probabilmente quello descritto<br />
nell' inventario de' doni da lui falli alla<br />
basilica, <strong>di</strong> cui poi parlerò, pubblicalo dal<br />
Boldetti nell' Osservazioni sui cimiteri<br />
de S*. Martiri. In<strong>di</strong> gli fu mostrala una<br />
pianeta lunghissima e amplissima <strong>di</strong> fondo<br />
bianco, con simile dalmatica e Inni-<br />
cella, ed un piviale amplissimo, paramen-<br />
ti tutti ricamati e figurati, ornati ezian-<br />
<strong>di</strong>o con minute perle, <strong>di</strong> cui se ne vedo-<br />
no alcuni, lavori pregevolissimi del seco-<br />
lo XII fortunatamente salvati dal sac-<br />
cheggio patito dalla città nel 1 556 nella<br />
suddetta funesta guerra degli spagnuoli.
V E L V E L 5 7<br />
Da quel lagrimevole <strong>di</strong>sastro e poslerio- (?'•), che abitò ed ebbe cattedra nel con-<br />
ri <strong>di</strong>sgraziate vicende mirabilmente re- tigno convento, il cui facsimile è riprostò<br />
preservato un incensiere d' argento dotto nella Relazione. Tornato Grego-<br />
dorato <strong>di</strong> forma ottangolare gotica, rap- gorio XVI alla sua residenza, dalla cui<br />
presentante un porticheltocon archi acn- loggia bene<strong>di</strong>sse i postiglioni schierali ih<br />
ti e torrette triangolari, da cui partono 5 buon or<strong>di</strong>ne colle loro pariglie <strong>di</strong> i 5o ca-<br />
lunghecatene. Prezioso monnmentod'ar- valli e col corriere alla testa, i (piali do-<br />
te, dono d' Innocenzo III, minutamente Teano proseguire nell' onore <strong>di</strong> servirlo<br />
osservato da Gregorio XVI, siccome in partire d' Anagni. Si compiacque poi<br />
grande e intelligente amotore «le'lavori ricevere varie deputazioni e corporazio-<br />
d' arti, massime se antichi. Ebbe inoltre ni, che si erano a tal effetto recate ad os-<br />
la piacevole sod<strong>di</strong>sfazione <strong>di</strong> vederne al- seqniarlo, come pure mg. r<br />
Luigi Parisio<br />
tri due d'epoca più remota, cioè due pa- vescovo <strong>di</strong> Gaeta (e poi i.° arcivescovo<br />
librali creduti giu<strong>di</strong> s. Pietro vescovo pel notato nei voi. LIII,p. 206), partitosi<br />
d' Anagni nel secolo XI, uno d'avorio espressamente dalla sua <strong>di</strong>ocesi per avere<br />
ma rotto, l'altro d'argento dorato e soial- questa consolazione. Terminò la serata<br />
tato a squame; ed alcune mitre antiche col vedere un fuoco d'artificio e l'innal-<br />
<strong>di</strong> fondo bianco alte men d'un palmo, zamento d'nnglobo areostatico, su <strong>di</strong> cui<br />
pia adorne <strong>di</strong> pietre preziose, oltre altre era <strong>di</strong>pinto il pontifìcio stemma con albi-<br />
ill ostiate dal Marangoni nella sua ChrO' sive iscrizioni. Volle poi dare alla nobile<br />
nologia. Di Bonifacio Vili erano anco- famiglia Gianuuzzi un segno del suo gra-<br />
ia altra mitra e paramenti, che con al- <strong>di</strong>mento per l'accoglienza <strong>di</strong> vota usatagli<br />
cimi co<strong>di</strong>ci estratti dall'archivio in tem- nel proprio palazzo, col donare a mg. r<br />
pò d' Alessandro VII, non furono più Giannuzzi il suo ritratto su <strong>di</strong> preziosa<br />
restituiti. Inoltre <strong>di</strong> tal Papa conservasi scatola brillantata, e col decorare il <strong>di</strong> lui<br />
nella sagrestia un piviale, una pianeta e fi alello della croce egrado <strong>di</strong> commenda-<br />
due dalmatiche con fiocchi, <strong>di</strong> fondo ros- tore dell'or<strong>di</strong>ne <strong>di</strong> s. Gregorio Magno da<br />
so ricamate in oro, una volta ornati con lui istituito. Giunta finalmente la 3. 'mat-<br />
perle e pietre preziose, altro avanzo de' tina del maggio, all'ore 12 Anagni vide<br />
tanti doni co' quali Bonifacio Vili volle con <strong>di</strong>spiacere partire l'amato Gregorio<br />
arricchire la patria basilica,clte ne conser- XVI con lutto il suo seguito (del soggior-<br />
va interessante e minuto inventario in no <strong>di</strong> Gregorio XVI in Anagni, e delle<br />
pergamena. Appagato il suo genio per le <strong>di</strong>mostrazioni affettuose e festive della<br />
belle cose, colla vista <strong>di</strong> tanti preziosi mo- città, ragionano pure i n. 36 e 4' del<br />
minienti <strong>di</strong> sagra e veneranda antichità, Diario <strong>di</strong> Roma, e il n. 18 delle Notizie<br />
Gregorio XVI uscendo dalla cattedrale, del giorno del i843), e scendendo con<br />
si recò a pie<strong>di</strong> col suo seguilo a visitare i somma velocità per le <strong>di</strong>fficili voltate che<br />
monasteri dell'oblate cistercensi e delle s'incontrano nella via, non ostante che o-<br />
clarisse, che paternamente confortò e ara- gni legno fosse tiralo da 8 cavalli, traver-<br />
ai ise al bacio del piede. Restituitosi al so poi una magnifica pianura <strong>di</strong> circa 5><br />
palazzo, sempre preceduto dalla banda, miglia, che <strong>di</strong>vide Anagni da Ferentino<br />
pomeriggio il Papa si recò in carroz- no (parlando <strong>di</strong> filarino, che vuoisi suc-<br />
za a visitare le suburbane chiese de'do- ceduta all'antica Firenlo, che alcuni con-<br />
nienicani e de' cappuccini, nella i.'del- fusero con Ferentino ernico, riportai in<br />
le quali, de<strong>di</strong>cata a s. Giacomo e costruì- proposilo le autorevoli opinioni del dot-<br />
ta a croce greca, con elegante pavimen- tissimo Nibby), e verso le ore i3 e mez-<br />
to <strong>di</strong> musaico verni icolato, si venera la 7.0 giunse in quest'altra celebre città ve-<br />
celebre croce <strong>di</strong> s. Tommaso d'/faitino scovile del Lazio, che circondata <strong>di</strong> siili-
53 V E L<br />
ni ciclopee (trovo nella Civiltà Cattoli-<br />
ca, serie 2/, t. 4, p. 38o, I* articolo im-<br />
portante e intitolato: I due Teronì e U Ac-<br />
quedotto pelasgico <strong>di</strong> Ferentino ntll'Er-<br />
nico. I «lue leeoni, o aie sagre, o altari<br />
de'pelasgi sono in una valle ili Ferenti-<br />
no, i quali eretti da quegli antichissimi na-<br />
vigatoli, che tanta parte <strong>di</strong> civiltà recaro-<br />
no in Italia prima ancora (.Iella fondazio*<br />
ne <strong>di</strong> Troia, reggono alla potenza strug-<br />
gilrice d'oltre 3o secoli. In capo alla stes-<br />
sa valle è pure un altro Ieroue interis-<br />
simo sotto il monte ili Porciano, forma-<br />
to <strong>di</strong> massi poligoni anche più granili <strong>di</strong><br />
quelli che formano gli altri due, come<br />
assicura l'eruil ito ferenti nate A IfonsoGior-<br />
gi,che stava scrivendo un dotto libro in-<br />
tuì noa'primi abitatori dell'Ei nico.Quan-<br />
to all'acquedotto, tenuto forse il più an-<br />
tico d'occidente, siccome eietto da quel-<br />
le remotissime genti, esiste al <strong>di</strong> là della<br />
foresta del marchese Tatù, monumento<br />
insigne che pochi visitano e pochi cono-<br />
scono. Mi piace inoltre riportare questo<br />
brano de' rispettabili compilatori. » Noi<br />
vorremmo, che sì quelli che ridono del-<br />
le nebiiloseanlichilà pelasgiche, esi quel-<br />
li che <strong>di</strong> tante ipotesi e tante favole le cir-<br />
condano, visitassero stu<strong>di</strong>osamente I' Er-<br />
nico, e massime Alati i, Ferentino e i suoi<br />
contorni; in<strong>di</strong> sul preciso e spassionato<br />
esame de'nionumenti giu<strong>di</strong>cassero a sag-<br />
gio <strong>di</strong> scienza in quali remotissimi tempi<br />
ascendono così fatti e<strong>di</strong>lizi, per illustrar-<br />
ne la storia de'popoli primitivi che abi-<br />
tarono cjuesta nostra I talia". Anche il dot-<br />
to autore dell'articolo ritiene che le co-<br />
lonie pelasgiche d'occidente derivarono<br />
dalle genti fenicie e cananee), s' innalza<br />
sopra un ripido colle, superba per la sua<br />
antica potenza, che la rese formidabile a-<br />
gli stessi romani. Ne! suo articolo, colle<br />
proporzióni volute da questa mia opera,<br />
celebrai la magnifica accoglienza fatta da<br />
Ferentino al Papa, che la Relazione minulamente<br />
descrive, riportando tutte le<br />
copiose composizioni poetiche e iscrizioni<br />
celebranti il fausto avvenimento, inclusi-<br />
V E L<br />
vameute al carme del patrizio ferentina-<br />
te Tancre<strong>di</strong> Bella, che per onor patria<br />
specialmente ricordo, poiché è un illustre<br />
prelato, che dopo aver governato con ze-<br />
lo le provincie <strong>di</strong> Rieti e <strong>di</strong> Spoleto, ora<br />
è delegato apostolico <strong>di</strong> Perugia. Gregorio<br />
XVI proseguendo il viaggio per Fro-<br />
sinone, che n'è <strong>di</strong>stante 7 miglia, e aulicamente<br />
apparteneva a'volsci, in quell'ar-<br />
ticolo mi fu dato descriverne il lietissimo<br />
soggiorno che vi fece, ripetendo perciò<br />
l'avvertenza fatta per Ferentino; uon co-<br />
sì posso fare per Alatri, il cui articolo,<br />
come quello d' Attaglii, era stato pubblicato<br />
nel 1 840. Dimoraudo Gregorio XV£<br />
nella giubilante Frosinone, a' 4 'na So 10<br />
volle appositamente rallegrare l'antichis-<br />
sima città vescovile d'Alatri,de'<strong>di</strong> cui cele-<br />
bri car<strong>di</strong>nali scrissi le biografie. Sebbene<br />
fuori <strong>di</strong> via, meritava quest'onore pe'suoi<br />
monumenti famosi, e per l'inviolabile suo<br />
attaccamento alla s. Sede ed a' Papi. Di-<br />
ce il principe Massimo: Alatri vetusta cit-<br />
tà degli eroici non tanto gloriosa per la<br />
sua favolosa origine attribuita a Saturno,<br />
e per le superbe mura ciclopee, che formandole<br />
uri doppio recinto sono l'orse uno<br />
de' più belli monumenti dello stato pon-<br />
tificio, quanto per la costante fedeltà de'<br />
suoi abitanti al paterno governo pontifi-<br />
cio, sperimentata in ogni tempo e in più<br />
occasioni, la storia ne registrò questo vanto.confermato<br />
e autenticato da'brevi pon-<br />
tifìcii, principalmente d' Alessandro IV,<br />
luuocenzo IV, Bonifacio IX ec, che affidarono<br />
agli alatriui gl'interessi <strong>di</strong> s.Chie-<br />
sa. Gli o<strong>di</strong>erni uon volendosi mostrare de-<br />
generi da' loro antenati nel fire una degna<br />
accoglienza all'amatissimo sovrano e<br />
supremo Gerarca, che recavasi a visitar-<br />
li, appena ricevutoli lieto avviso si <strong>di</strong>e-<br />
dero indescrivibile premura per presentargli<br />
la loro città co'pregevoli suoi mo-<br />
numenti nel suo più bell'aspetto; e per-<br />
ciò il comune assumendo a se il pensiero<br />
<strong>di</strong> far sgombrare e rendere per ogni lato<br />
accessibili gli ammirabili avanzi dell'auli-<br />
chissitaa cittadella Ala Irina, comuueuieu«
VEL<br />
le conoicinli sotto il nome <strong>di</strong> muraciclo-<br />
pee,fece sì, che al semplice invito de'par-<br />
roi'hi, la popolazione vi accorse con tale<br />
entusiasmo, che in alcun giorno oltrepas-<br />
sava le duemila persone, e tutte gratuitamente,<br />
stimandosi sufficientemente com-<br />
pensate dal piacere <strong>di</strong> rendere un attesta-<br />
to <strong>di</strong> <strong>di</strong>vozione all'ottimo loro sovrano e<br />
comune padre de'fedeli. Da sì bella e unanime<br />
gara risultò, che nel hi e vissimo spa-<br />
zio <strong>di</strong> solilo giorni si videro atterrate e<br />
rimosse le macerie che impe<strong>di</strong>vano 1' ac-<br />
cesso, spianate le casupole che deturpava-<br />
no il monumento, livellato il suolo, aperta<br />
intorno al circuito dell'acropoli una<br />
strada lunga quasi iooo metri e larga 5,<br />
e riattato interamente e abbellito il gran<br />
piazzale che sta sull'alto della cittadella,<br />
e nel cui mezzo elevasi la cattedrale.Spuntata<br />
dualmente l'alba aspettata de'4 mag-<br />
gio, mentre lutti i cuori battevano d'ar-<br />
dente ansietà <strong>di</strong> vedere appagati i loro vo-<br />
ti, a'quali però sembrava voler fare osta-<br />
colo il tempo, che fattosi scuro e nuvo-<br />
loso minacciava d' impe<strong>di</strong>re la partenza<br />
del Santo Padre da Frosinone, rasserena-<br />
tosi poi improvvisamente il cielo arrise<br />
con un limpido sole a'voti de'fedeli ala-<br />
trini e delle numerose famiglie coloniche<br />
poste lungo la via ; d'8 miglia che met .;<br />
da Frosinone ad Alatri, le quali fecero a<br />
gara nel festeggiare il suo passaggio con<br />
archi <strong>di</strong> verdura e con vari campestri ap-<br />
parati. Sul portone della villeggiatura de'<br />
pp.scolopi,ergevasi analoga iscrizione sor-<br />
montata da uua corona <strong>di</strong> quercia, d' al-<br />
loro e d'olivo, da cui partivano de'festo-<br />
ui <strong>di</strong> mortella e <strong>di</strong> fiori, che si estendeva-<br />
no in bella simmetria pe' muri laterali.<br />
In altra parte i coltivatori <strong>di</strong> ortaglie avevano<br />
intrecciato un grazioso arco co*<br />
prodotti de'loro sudori, sul quale si leggevano<br />
due iscrizioni. Appena dall'alto<br />
della cittadella d' Alalri videsi spuntare<br />
il treno pontificio nella sottoposta cam-<br />
pagna, che il suo arrivo venne annunzia-<br />
lo da replicati colpi <strong>di</strong> grossi mortali e<br />
dall'innalzamento <strong>di</strong> due steudar<strong>di</strong> <strong>di</strong>piu •<br />
VEL 5 9<br />
ti colle armi del Papa e della città, che si<br />
videro sventolare su quell'eminente altu-<br />
ra. Quasi al principio del territorio ala-<br />
trino venne una schiera numerosa <strong>di</strong> con-<br />
ta<strong>di</strong>ni, che accesi d'entusiasmo e <strong>di</strong> <strong>di</strong>vo-<br />
zione avevano voluto santificare quel giorno<br />
col ricevere la s. Eucaristia, coll'inlen-<br />
zione <strong>di</strong> tirare a mano la pontificia car-<br />
rozza, il che pretendevano con mirabile<br />
zelo eseguire a pie<strong>di</strong> scalzi (come in tutto<br />
così praticano nel portare in processione<br />
la macchina colla statua <strong>di</strong> s. Sisto 1); ma<br />
questo essendo stato impe<strong>di</strong>to dal savio<br />
e ottimo vescovo mg. r<br />
Giampe<strong>di</strong>, si fe-<br />
cero trovare sulla pubblica via in ernico<br />
nazionale costume, nel quale è osservabi-<br />
le quella loro antichissima specie <strong>di</strong> cal-<br />
zari detti volgarmente ciocia, ed è formata<br />
d'una striscia <strong>di</strong> cuoio che cuopre<br />
la sola pianta del piede, legata al <strong>di</strong> sopra<br />
per mezzo <strong>di</strong> cor<strong>di</strong>celle, e raccomandata<br />
alle gambe con molte legature, e non sen-<br />
za grazia, alle quali cor<strong>di</strong>celle avevano iti<br />
quel giorno sostituito feltuccie <strong>di</strong> colori<br />
rosso e giallo, avendo anche surrogato al<br />
solito cappello accumulato un fazzoletto<br />
accomodato sul capo all'orientale con un<br />
ramoscello d'oliva. Così schierati sulla<br />
strada implorarono la grazia <strong>di</strong> poter ti-<br />
rare a mano la carrozza del Pana, ma e-<br />
gli accogliendo benignamente la loro buo-<br />
na intenzione non lo permise attesa la <strong>di</strong>-<br />
stanza d'oltre 6 miglia, non ostante la qua-<br />
le per altro que'buoni e fedeli sud<strong>di</strong>ti eb-<br />
bero la forza e la costanza d'accompagnai*<br />
il suo legno sempre correndo sino ad A-<br />
latri. Nelle vicinanze della città fu però<br />
quell'onore concesso ad un iscelto drap-<br />
pello de'più <strong>di</strong>stinti citta<strong>di</strong>ni, tutti uniformemente<br />
vestiti <strong>di</strong> nero, i quali noti badarono<br />
né al <strong>di</strong>sagio della ripida salita, né<br />
all'angustia della porta, adornata d' un<br />
arco trionfale d'or<strong>di</strong>ne corintio con sagri<br />
emblemi eseguiti dal pittore de Angelis,<br />
e sul la facciata leggevasi felicitaloria iscri-<br />
zione. Non potendovi passare la carrozza,<br />
ivi si fermarono, ed essendo il Papa smon-<br />
tato eoa alquanta <strong>di</strong>fficoltà attesa la fui-
(io V E L<br />
In del popolo, co'soldati e clero, fu rice-<br />
vuto fra'plausi <strong>di</strong> tutta la moltitu<strong>di</strong>ne da<br />
mg. 1<br />
Giampe<strong>di</strong> alla testa <strong>di</strong> lutto il det-<br />
to clero secolare e regolare, a cui era usi<br />
pure anco riuniti i certosini <strong>di</strong> s. Bartolomeo<br />
<strong>di</strong> Trisulli, celebre monastero firn*<br />
ciato neli2 i i da Innocenzo ili alle fal-<br />
de dell'Apennino 7 miglia <strong>di</strong>stante d'A-<br />
latri. Fu egualmente accollo Gregorio<br />
XVI da uno stuolo <strong>di</strong> donzelle, che vesti-<br />
te <strong>di</strong> bianco e sotto forme d'angeli spar-<br />
gevano fiori, da mg.' l J ila delegato della<br />
provincia, e dalla magistratura, che gli<br />
rassegnò secondo il costume, per mezzo<br />
del gonfaloniere Carlo Feronti, le chiavi<br />
della città su d' un bacile sostenuto dal<br />
giovinetto Vincenzo Gaetani, il quale re-<br />
citò analogo <strong>di</strong>stico. Al mostrarsi in pub-<br />
blico il Sommo Pontefice facendo il suo<br />
ingresso a pie<strong>di</strong> nella porta <strong>di</strong> quella fe-<br />
delissima città, preparatami nuove sce-<br />
ne d'entusiasmo a misura che procedeva<br />
sotto il baldacchino, le cui aste erano so-<br />
stenute dal magistrato, preceduto proces-<br />
sionalmente dal clero, fra il festivo suono<br />
delle campane e <strong>di</strong> due bande civiche nel-<br />
la strada principale della città , sebbene<br />
in salita comoda e ben lastricata, ma an-<br />
gusta e lateralmente guarnita d'alte fab-<br />
briche de'bassi tempi e colle porte <strong>di</strong> se-<br />
sto gotico, le mura annerite dall'antichi-<br />
tà e alcune delle quali munite d' altissime<br />
torri, come in un palazzo sulla via del<br />
Trivio formato <strong>di</strong> tutte pietre scalpellate,<br />
spettante nel secolo XIII colla sua torre<br />
<strong>di</strong> 6 piani all'illustre famiglia del car<strong>di</strong>-<br />
nal Goffredo o Goltifredo d' Alatri , che<br />
dopo aver ivi fondata la bella chiesa <strong>di</strong> s.<br />
Stefano morì nel 1 287 (il De Mallhias af-<br />
ferma, che in tale palazzoaìcuna volta ri-<br />
siedè il car<strong>di</strong>nal legato <strong>di</strong> Frosinone, edè<br />
formato <strong>di</strong> muraglia ciclopee; corruzioni<br />
somiglianti all'egizie, secondo il Micali,<br />
come tutti i muri pelasgici ciclopei). Tut-<br />
te quelle fabbriche erano vagamente tap-<br />
pezzate d'arazzi che co'ioro colori ne fa-<br />
cevano risaltare l'antichità , le finestre<br />
piene d' ogni celo <strong>di</strong> persone spargendo<br />
V E L<br />
fiori in abbondanza sopra il Papa e suo<br />
corteggio; i quali fiori poi unendosi per<br />
aria a quelli che venivano lanciati dalle<br />
donzelle che lo precedevano, adombravano<br />
l'atmosfera a lai segno, che sembra-<br />
va nevigasse, e venivano raccolti per <strong>di</strong>-<br />
vozione dal popolo. Per <strong>di</strong>vozione parimente<br />
erano accesi lumi nelle botteghe,<br />
e candele avanti i ritratti <strong>di</strong> Sua Santità,<br />
ardendo incensi in apposite bragiere <strong>di</strong>-<br />
sposte <strong>di</strong> tratto in tratto avanti le case,<br />
imbalsamando l'aria. In breve, non era-<br />
vi senso che non provasse un in<strong>di</strong>cibile<br />
<strong>di</strong>letto a tante espressioni <strong>di</strong> viva gioia e<br />
<strong>di</strong> venerazione, onde Gregorio XVI e la<br />
corte ne restarono inteneriti e commossi,<br />
benché eravamo abituati all'immense e<br />
continue voci <strong>di</strong> sincero giubilo e ad ogni<br />
sorta <strong>di</strong> <strong>di</strong>mostrazioni dell'erniche popolazioni,<br />
anzi e<strong>di</strong>ficati e ricolmi d'ammi-<br />
razione per sì universale e mirabile filia-<br />
le all'etto. Non è a potersi ri<strong>di</strong>re le grida<br />
<strong>di</strong> plauso che assordavano l'aria, perchè<br />
frammiste a quelle delle numerose popolazioni<br />
accorse da tutti i vicini paesi. Im-<br />
perocché quella folta massa <strong>di</strong> popolo inginocchiata<br />
al passaggio <strong>di</strong> GregorioXVI,<br />
senza produrre il minimo <strong>di</strong>sor<strong>di</strong>ne , e<br />
senza che vi abbisognasse un solo solda-<br />
ti per reprimerla, non cessava d'implo-<br />
rare con altissime voci la sua bene<strong>di</strong>zio-<br />
ne, ripetendo con sonore voci nel loro <strong>di</strong>aletto<br />
: Grazia, Saulo Padrol Grazia<br />
Santo Padrol E se alcuno domandava lo-<br />
ro qual grazia chiedessero, rispondevano<br />
con santa semplicità: La grazia dell'anima!<br />
Le donne piangevano, e vestite tut-<br />
te ne'loro nazionali costumi bellissimi per<br />
la loro varietà in quelle felici montagne,<br />
ove ancora non penetrò la corruttrice moda<br />
del secolo col suo codazzo, stavano im-<br />
mobili inginocchiate sui giganteschi rude-<br />
ri delle mura ciclopee,che servivano <strong>di</strong> su-<br />
bì ime trofeo alla vera Religione, motrice <strong>di</strong><br />
tutto quell'entusiasmo delle popolazioni<br />
alla vista del / icario <strong>di</strong> Gesù Cristo. E-<br />
gli stesso non poteva trattenere le lagrime<br />
alla imponente vista <strong>di</strong> tanta fede, e
V E L V E L «t<br />
con effusione d'animo bene<strong>di</strong>cendo quel- bene<strong>di</strong>zione, una delle più solenni date,<br />
la <strong>di</strong>vola moltitu<strong>di</strong>ne, giunse dopo una a tutto il vastissimo orizzonte che sode-<br />
Leu lunga salita al vti lice del monte ov'e- si da quell'altura, da cui vedesi a mezzo-<br />
ra collocata l'antica cittadella d'Ai» Uri ,cul giorno la città <strong>di</strong> Prosinone, Amara, Foli,<br />
cui maschio fu fondala l'o<strong>di</strong>erna basilica Torrice. Pupi, Vnllecoi sa e Castro; nd o-<br />
cattedrale, in mezzo ad un vasto prezzale, riente Falvalerra, Bauco e Verolij a set-<br />
a'<strong>di</strong> cui angoli sventolavano i memorati Unii ione Vico, Guar<strong>di</strong>lo, Torre e Tri-<br />
stendar<strong>di</strong> sull'altissime mura ciclopee che vigliano; ed a ponente in <strong>di</strong>stanza <strong>di</strong> 3<br />
lo sostengono, ed in mezzo al quale ar- miglia la celebie rocca <strong>di</strong> Fumone, ove '<br />
devano incenso e profumi sopì a due gran- morì s. Celestino V dopo la Rinunzia al<br />
<strong>di</strong> candelabri innalzati avanti al sagro<br />
><br />
/ o«////V\'7/o, nel quale articolo riparlai del<br />
tempio, Del cui portico leggevansi espres- luogo. Quell'ampio e pittoresco spettasi<br />
gl'ingenui voti della fedelissima popò- colo, reso ancora più magico e imponen-<br />
lazione nell'iscrizione pubblicala dalla Ile- tedal suono <strong>di</strong> tulle le campa ne della cit-<br />
lazione, ed in cui venne dello Gregorio là, dal rimbombo de'mortari, da'concer-<br />
XVI, L.cr.lcsiae ac pcpulorum tono <strong>di</strong>- li delle bande, dalla serenila dell'aria, e<br />
vinitus datimi , Auclorem fi liei ta tis ac più <strong>di</strong> lutto da'reilerati cor<strong>di</strong>alissimi ap-<br />
laetitiae pubi icae. &l\\u\ravxi venne can- plausi della moltitu<strong>di</strong>ne, produsse tale u-<br />
talo il Tu cs Petrus con musica del mae- na sensazione ne'circoslanli e nel bel cuostro<br />
Adrizza, Bollo la <strong>di</strong>rezione del mae- re<strong>di</strong> Gregorio XVI, chepel suocomplcs.<br />
stro <strong>di</strong> cappella della città Geminiani, e so si può provaie non descrivere. Dalla<br />
venne poi compar li la la bene<strong>di</strong>zione col loggia il Papa, tra il tumulto degli affetti<br />
Santissimo da mg. r<br />
Castellani sagi isla,do- da cui era penetrato, passò nel contiguo<br />
pò la quale fu scoperta la statua d'argen- episcopio, che per cura <strong>di</strong> mg. r<br />
vescovo<br />
to <strong>di</strong> Papa s. Sii lo /martire e proietto- ed a carico del comune era stalo conve-<br />
le d'Alalri, posta sull'allar maggiore, ove nienlemente adornato, ed ivi siedulo in<br />
anche si venera il suo corpo per quanlo trono benignamente ammise al bacio del<br />
narrai nella sua biografìa, riportandone piede i due elei i, la magisti alma, isigno-<br />
lequeslioni(qui aggiungeiò,cbe nel i 854, •' f' e " a città che conia molte <strong>di</strong>stinte facome<br />
leggesi a p. 21 e 5i (iti Giornale miglie, e lutti quelli ch'ebbero l'onoi e <strong>di</strong><br />
<strong>di</strong> Roma, i valentissimi fabbricatori d'or- tiiarela carrozza^ quali riceverono ognu-<br />
gani Angelo e Nicola Morettini perugini, noin dono unacoronacon medaglia d'ar-<br />
vi fecero un organo cosi eccellente e per- genlob( nedetledal Papa. Intanto la car-<br />
tello, che superata la generale espetlazio- rozza pontificia rimasta fuori della citlà,<br />
ne, prese il primato su tulli quelli della era stala trascutata per <strong>di</strong>vozione dal pòprovincia,<br />
oltre la capacità <strong>di</strong> competere polo denlro le vie d'Alalri, dopo demo-<br />
con quelli della capitale. Noti minore ap- lito un pezzo dell'arco trionfale <strong>di</strong> legno<br />
plauso ebbero i lodati artisti per l'orga- che ne impe<strong>di</strong>va l'ingresso, e condotta a<br />
no <strong>di</strong> mezzana <strong>di</strong>mensione costruito per mano fino all'alio del monle pi esso la cal-<br />
la chiesa degli scolopi, riuscito anch' es- ledrale,aflìnchèognunopolessebenecon-<br />
so <strong>di</strong> felicissimo elicilo). Salendo quin<strong>di</strong> templarla, onde appagarne la pia curio*<br />
il Papa alla maestosa loggia che sorge silà. Si compiacque quin<strong>di</strong> il Santo Pa-<br />
sulla fronte della cattedrale , <strong>di</strong> là Egli <strong>di</strong>e <strong>di</strong> gra<strong>di</strong>re una copiosa raccolta <strong>di</strong> v e -<br />
non solamente bene<strong>di</strong>sse l'affollatissima dule acquarellale colle rispettive piante<br />
moltitu<strong>di</strong>ne, che in numero <strong>di</strong> i5,ooo e esprimenti i più belli punii delle stupeu-<br />
più persone (ulta ingombrava la vasta de mura della cittadella e del recinto del-<br />
piazza ed ambo le vie che vi conducono, la città d'Alalri, tutte <strong>di</strong> costruzione cosi<br />
ma ancora estese questa sua apostolica detta ciclope», latte eseguire dal valente
62 VEL<br />
architetto e pittore Antonio Moretti ro^<br />
mano, ed illustrate tlal rev. p. Luigi Re-<br />
velli scolopo e professore eli filosofia nel<br />
collegio d' A latri. Il Papa dopoaverlecia-<br />
scuna esaminatealteulamente,se ne con-<br />
gratulò coll'artista e <strong>di</strong>chiarò il suo gra-<br />
<strong>di</strong>mento all'encomiato gonfaloniere Pe-<br />
l onti, che in nome della città le avea of-<br />
ferte , il quale meritò poi con onorevole<br />
breve de' iG dello slesso mese, d'essere<br />
creato cavaliere dello speron d' oro. Es-<br />
sendosi poi compiaciuto il Papa <strong>di</strong> passa-<br />
re nell'attigua sala per gustare il sontuo-<br />
so rinfresco preparato, si assise in posto<br />
più elevalo e sotto baldacchino a capo <strong>di</strong><br />
nobile mensa, alla quale ammise oltre i<br />
principali <strong>di</strong> sua corte e della nobile co-<br />
mitiva che l'accompagna va, <strong>di</strong>stinguendo<br />
il vescovo <strong>di</strong>ocesano e quello <strong>di</strong> Veroli<br />
mg. r<br />
Cipriani,mg. r<br />
Pila delegato, il gon-<br />
faloniere, il rev. p. Uosani generale degli<br />
scolopi, ora vescovo d'Erilrea e vicario del<br />
capitolo Vaticano, e Filippo Jacovacci che<br />
faceva le veci del governatore infermo.<br />
Fu allora che i canonici della basilica cat-<br />
tedrale Nicola Trulli e AgoslinoCaporilli<br />
sullodalo, presentarono al Papa un' ele-<br />
gante raccolta <strong>di</strong> poesie italiane e latine<br />
da essi composte, inserite poi nella Rela-<br />
zione. Uscendo il Papa dall'episcopio, si<br />
trattenne ad osservare nel suo atrio l'e-<br />
sposizione delle carte damascate da appa-<br />
rato ad uso <strong>di</strong> Francia colorite e vellu-<br />
tate, la cui fabbrica da pochi anni intro-<br />
dotta in Alalri dal defunto Pietro Molella,<br />
si proseguiva per cura del nominato<br />
Jacovacci, che uè riportò benigne parole<br />
<strong>di</strong> lode e d'incoraggimento, e contribuiva<br />
a farvi fiorire il commercio non meno <strong>di</strong><br />
quella del lanifìcio pel quale Alatri è tan-<br />
to rinomata. Appena il Papa ricomparve<br />
sulla gran piazza si rinnovarono con mag-<br />
gior fervore i<br />
segni del cornuti giubilo, che<br />
ne accompagnarono incessantemente il<br />
cammino <strong>di</strong>retto a visitare le parti più<br />
rilevatili dell'antico monumento, su due<br />
lati del quale leggevansi due iscrizioni<br />
composte come l'altreddll'auieaeloqueu'<br />
VEL<br />
za del lodato p. Rosoni, a cui pur si de-<br />
ve la pubblicazione d'una veduta del me-<br />
desimo colla rispettiva pianta della citta-<br />
della, parte del lato che guarda mezzo-<br />
giorno, incisa e riportata a p. 97<br />
del t.<br />
1 o deWAlbum <strong>di</strong> Roma, e corredala del-<br />
l'analoga elegantissima relazione (fu pub-<br />
blicata in Roma separatamente con que-<br />
sto titolo: Relazione della faustissima<br />
venula in Alatri <strong>di</strong> Sua Santità PP.<br />
Gregorio XVI felicemente regnante il<br />
dì 4 maggio 1 843) della venula <strong>di</strong> Gre-<br />
gorio XVI in Alalri , insieme a tolte le<br />
iscrizioni, che in gran parte servi al prin-<br />
cipe Massimo alla compilazione del suo<br />
bel racconto. In unadelledueultime iscri-<br />
zioni egregiamente si fece allusione alle<br />
muraciclopee,che al pari della fedeltà de'<br />
loro abitanti ponno <strong>di</strong>rsi sfidare Peterni-<br />
tà, poiché dopo più <strong>di</strong> 3ooo anni che sus-<br />
sistono, non portano alcun' impronta <strong>di</strong><br />
vecchiezza, ma per la giu<strong>di</strong>ziosa conca-<br />
tenazione degli enormi poligoni che le<br />
compongono (leggo nella Breve narrazione<br />
<strong>di</strong> G.G. D. R. riguardante le mura<br />
Ciclopee, Pisa 1 827. » Poni attorno<br />
ad esse de'forti arieti, se i colpi <strong>di</strong> questi<br />
battono su pietre posle a linea, risente<br />
l'impressione del colpo tutta lalinea,e for-<br />
masi quello sconcatenamento,che poi produce<br />
la <strong>di</strong>struzione del muro assalilo. Or<br />
fallo, che i colpi colgano sopra questi ir-<br />
regolari poligoni, la piaga dal colpo non<br />
si <strong>di</strong>ffonde, perchè i risalii superiori e in-<br />
feriori de'massi non risentono <strong>di</strong> quel col-<br />
po, e mentre la pietra è battuta al <strong>di</strong> so-<br />
pra e al <strong>di</strong> sotto, non soffrono l'altre par-<br />
ti il colpo della pietra, che ferisce uii pun-<br />
to solo. Non può seguire lo stesso nella<br />
costruzione regolare, perchè la percussio-<br />
ne si <strong>di</strong>ffonde per tutta la linea, e tutta<br />
la scollega"), e per la militare architet-<br />
tura superiori in bellezza a quante altre<br />
mura <strong>di</strong> quel geuere si conoscono , mo-<br />
strano l'elevatezza dell' umano ingegno,<br />
che in un' epoca sì remota qual è quella<br />
de'pelasgi, a cui se ne attribuisce la fon-<br />
dazioue,aulerioi meule alla guerra <strong>di</strong> Tro-
VEL<br />
ia,seppe muovere e geometricamentecol-<br />
locare un sì gran numero <strong>di</strong> smisurali ma-<br />
cigni con una facilità e perfezione , che<br />
metterebbe pensiero a'più ar<strong>di</strong>ti ingegni<br />
del nostro secolo tanto perfezionato ne'<br />
meccanismi e che sormonta ogni <strong>di</strong>fficol-<br />
tà con eseguire le operazioni più ardue.<br />
Ma ciò che attrasse l'attenzione <strong>di</strong> Gre-<br />
gorio XVI amatore della veneranda an-<br />
tichità, nel giro che ne fece, si fu la por-<br />
ta maggiore della cittadella ove passò nel-<br />
l'uscire dall'episcopio, e il <strong>di</strong> cui architra-<br />
ve viene costituito da un masso solo lun-<br />
go 27 palmi e largo 8 e un'oncia; la por-<br />
la minore, che alcuni vogliono destinala<br />
a sortile militari, la cui volta e scala, composta<br />
<strong>di</strong> massi che si sormontano I' un<br />
l'altro, non ha per quanto si conosca al-<br />
tra simile, tranne quella dell'ingresso al-<br />
la piramide <strong>di</strong> Mernjì riportata da Nor-<br />
den ne'suoi Viaggi in Egittoj e l'angolo<br />
principale formato da'due gran<strong>di</strong> mura-<br />
glioni orientale e australe, alti palmi il,<br />
e composto <strong>di</strong> soli 1 5 massi, concatenali<br />
senza cemento come il resto delle mura.<br />
Per la celebrità <strong>di</strong> siffatte gigantesche co-<br />
struzioni, rammentando la già celebrata<br />
opera della Dionigi, che ne pubblicò i<strong>di</strong>-<br />
segni, mi si condoni che io riporti qui un<br />
relativo cenno tratto da altra donna illu-<br />
stre che le stu<strong>di</strong>ò, Marianna Starke, Travels<br />
in Europe, Parisi 836, p. ^02. » La<br />
città <strong>di</strong> Alatri, posta sopra una rupe e-<br />
n)inenle,circondatada mura gigantesche<br />
ed apparentemente più auliche delle mu-<br />
nì dell'altre città <strong>di</strong> quella provincia, ha<br />
un giusto titolo al nome che porta, cioè<br />
<strong>di</strong>fortezza Saturnina. Plauto ne fa men-<br />
zione nella comme<strong>di</strong>a de'delenuti, ossia<br />
carcerati, sotto la forma greca Alatrion.<br />
In Slrabone è scritta Alctrion. Cicero-<br />
ne la chiama municipio, e Frontino la<br />
descrive come una colonia. La sua Acro-<br />
poli, cioè cima e sommità, corona l'alta<br />
montagna, sul pen<strong>di</strong>o della quale sta que-<br />
sta città, circondata dagli avanzi delle<br />
mura dell'estensione <strong>di</strong> due miglia, e co-<br />
struii* da nmujassi <strong>di</strong> pietre calcaree soni-<br />
VEL 63<br />
maronite grosse, ben compatte dal loro<br />
semplice immenso peso ,<br />
ed in forma o-<br />
blonga poligonare. Sopra 3 <strong>di</strong> queste pie-<br />
tre sono scolpiti rozzamente 3 bassirilie-<br />
vi; uno rappresenta un putto con un vaso<br />
sulla sua testa, un altro probabilmente<br />
fu scolpito per personificare la protettri-<br />
ce <strong>di</strong>vinità <strong>di</strong> Alatri, ed il 3.° che fa par-<br />
te del muro pelasgico nella porta Bello-<br />
na , ora porla s. Pietro (il <strong>di</strong>segno della<br />
quale pubblicò YAlbum <strong>di</strong> Roma, t. 1 7,<br />
p. 257, con eru<strong>di</strong>to articolo del conven-<br />
tuale p. F. Lombar<strong>di</strong>. Egli narra, secondo<br />
gli scrittori delle cose d' Alatri , che<br />
venuto l'Apostolo delle genti a <strong>di</strong>ffonde-<br />
re la luce del Vangelo in questa cillà,<br />
fossero i<br />
primi a seguirlo gli abitanti del-<br />
la parte meri<strong>di</strong>onale detta Le Piaggio,<br />
mentre quelli della settentrionale detta<br />
Civita vetere durarono nell'idolatria mol-<br />
ti anni, finché i primi non gl'indussero ad<br />
abbracciare il cristianesimo, e perciò con-<br />
segnarono ad essi i loro idoli per essere at-<br />
terrali e infranti. Questo pare ch'abbia da-<br />
to origineaH'usanza,per la quale gli 1 1 ca-<br />
popopoli eletti da'rioni della cillà a signo-<br />
ri dellafesta <strong>di</strong> s. Sisto 1, nella sua vigilia<br />
gli abitanti delle pinggit' unitisi co' con-<br />
signori <strong>di</strong> Civita vetere scagliavano una<br />
gran<strong>di</strong>ne <strong>di</strong> ciottoli e <strong>di</strong> figuline contro<br />
l'informe e ricordalo bassorilievo esisten-<br />
te al fianco sinistro della porta s. Pietro,<br />
e chiamato dal volgo Marzo. Dopo poi i<br />
primi vesperi, menile il vescovo nella cat-<br />
tedrale era ancora in trono, dando egli<br />
co' pie<strong>di</strong> il segnale con alcune movenze,<br />
i detti signori assistenti facevano iti cer-<br />
chio per un quarto d'oro una danza sagro-<br />
fesliva, <strong>di</strong>spensando ciambelle alla folla.<br />
Crede il p. Lombar<strong>di</strong> che la danza ab-<br />
bia avulo origine neh i32 per la trasla-<br />
zione in Alatri delle reliquie <strong>di</strong> s. Sisto !,<br />
intorno alle quali il popolo tripu<strong>di</strong>ò <strong>di</strong><br />
santa letizia per averlo liberato dalla pe-<br />
ste che 1' affliggeva , e prorompendo io<br />
quelle <strong>di</strong>mostrazioni festive. Nel pontifi-<br />
cato <strong>di</strong> Benedetto XIV e nel vescovato <strong>di</strong><br />
mg." Savaceri, <strong>di</strong>venuto il ballo iudecen-
H V E L<br />
tea luogo sagro, fu trasportalo nella pro-<br />
pinqua piazza, e ivi durò sino al i 84^) co "<br />
assumere il municipio tulio il carico del-<br />
la pompa festiva. Di simili sagre danze<br />
parlai altrove, come nel voi. LXXIII, p.<br />
i 72, e nel voi. XLIX,|). 249, per quel-<br />
la che avea luogo in Osinio per la fesla<br />
popolare del Carro <strong>di</strong> s. Vittore), merita<br />
particolare notizia, perchè è formalo<br />
in una <strong>di</strong> quelle gigantesche pietre che<br />
compongono il muro, ed evidentemente<br />
coevo al medesimo. Sulla lunga salita al-<br />
la città si presenta porta s. Pietro, ed a<br />
questa porta i viaggiatori or<strong>di</strong>nariamente<br />
scendono dalle carrozze affine <strong>di</strong> cam-<br />
minare su alla sommità, non essendo ivi<br />
strada carrozzabile. La torre sulla sinistra<br />
<strong>di</strong> della porla ha il marchio o segno del-<br />
l' eia oscure, ma la suddetta porla e le<br />
altre porte della città sono antiche. La<br />
sommità sembra essere stata <strong>di</strong> forma<br />
quadrilatera. Fu encomiata da doppie<br />
mura, le quali calcolate dalla loro colos-<br />
sale grandezza e soli<strong>di</strong>tà danno a sospet-<br />
tare del tempo della loro costruzione; e<br />
sebbene varie circostanze concorrano ad<br />
in<strong>di</strong>cale che fossero erette da' tirreni pe-<br />
lasgici prima della guerra Troiana , ciò<br />
non ostante un angolo dell'esterno muro<br />
alto y4 palmi rimane intero ed ancora<br />
intatto da lungo lasso <strong>di</strong> secoli. Questo<br />
muro angolare è composto <strong>di</strong> 4o pietre<br />
soltanto, e non può essere contemplato<br />
senz'ammirazione e sorpresa, siccome im-<br />
possibile a concepire come queste pietre<br />
fossero state innalzale alla loro presente<br />
posizione ed unite cosi assieme senza cemento,<br />
e con una graziosita adatto im-<br />
pareggiabile. Le suddette mura si <strong>di</strong>ce<br />
che rassomiglino a quelle <strong>di</strong> Tini nel Pe-<br />
loponneso: desse presentano una super-<br />
ficie liscia formata da irregolari pietre po-<br />
ligone. Il principale ingresso alla cittadel-<br />
la è ammirabile in pùnto <strong>di</strong> fortezza, ed<br />
è simile nella costruzione alle porte delle<br />
pirami<strong>di</strong> a Menati. Gli architravi, che so-<br />
no 3, giacciono piani sulla vasta estensio-<br />
ne delle mura da formare un coperto cor-<br />
V EL<br />
ridoio, ed ogni architrave è alto 11 pal-<br />
mi. Ivi evidentemente si osserva che vi<br />
furono due porte, una interna ed esterna<br />
l'altra, ed il corridore esleso tra loro. La<br />
presente strada all'Acropoli, sommità,<br />
opposta all'antico ingresso, e sembra <strong>di</strong><br />
essere stata fatta da'uioderui alatimi per<br />
facilitare la loro comunicazione col vesco-<br />
vato, il quale è fabbricalo sulla parte del-<br />
le mura interiori della fortezza. Un cor-<br />
ridoio dell'esteriori mura situato sulla de-<br />
stra della moderna strada contiene un pas-<br />
saggio costruito come il principale ingres-<br />
so già descritto, il quale porta in un pas-<br />
saggio sotterraneo dell'altezza <strong>di</strong> 6 pie<strong>di</strong><br />
con una bellissima circolare volta; questo<br />
passaggio penetra al centro della fortez-<br />
za, e dopo aver esaminato il detto pas-<br />
saggio, all'esterno del quale trovatisi gli<br />
avanzi <strong>di</strong> due bassirilievi, i viaggiatori<br />
passano da una piccola moderna porla<br />
che conduce ad un giar<strong>di</strong>no, dove il mu-<br />
ro angolare, degno <strong>di</strong> particolare notizia,<br />
puòessere veduto tutto interamente. La-<br />
sciando il giar<strong>di</strong>no suddetto, i viaggiatori<br />
dovranno salire alla piazza, dove il vesco-<br />
vato e la cattedrale è stata eretta; la qua-<br />
le piazza spiega il principale ingresso all'<br />
Acropoli, sommità. L'eminenza mon-<br />
tuosa sulla quale trovasi posta questa for-<br />
tezza è piena <strong>di</strong> vasti sotterranei passag-<br />
gi , oltre i già descritti , de' quali alcuni<br />
servirono <strong>di</strong> acquedotli, mentre altri fa-<br />
cilitavano l'ingresso del necessario perla<br />
guarnigione. Le volte <strong>di</strong> questi passaggi<br />
sono semicircolari, ed in alcuni <strong>di</strong> essi (se-<br />
condo l'informazioni avute e l'indagini<br />
fatte) possono trovarsi le vestigia de'pa-<br />
vimenti <strong>di</strong> musaico, sebbene è <strong>di</strong>fficile <strong>di</strong><br />
esplorare queste sotteranee strade, siccome<br />
non souoesenli da aria mefitica e no-<br />
ci va". Segue la descrizione in succinto d'A-<br />
lalri moderna. Gregorio XVI non sazian-<br />
dosi <strong>di</strong> ammirare questi pro<strong>di</strong>gi dell'ar-<br />
te antica, e <strong>di</strong> lodare Io zelo della magi-<br />
stratura d' A latri, che aveva saputo così<br />
bene rendere il pristino splendore a un<br />
sì rispettabile monumento, unico nel suo<br />
è
VEL<br />
genere, il Sanlo Padre avea quasi com-<br />
piuto il suo giro, quando alla richiesta<br />
fattagli dallo stesso magistrato, volendo<br />
secondare il pubblico desiderio, e rende-<br />
re eterna la memoria <strong>di</strong> sua venula in A-<br />
latri, graziosamente permise che la nuo-<br />
va strada, quasi sorta per incanto d'in-<br />
torno alle mura dell'Acropoli, portasse<br />
d'allora in poi il nome <strong>di</strong> Gregorianaja<br />
quale concessione venne accolta con comune<br />
applauso, e sull'istante pubblica-<br />
la con l'iscrizione affissa alle mura stesse.<br />
Quin<strong>di</strong> il Papa passò nel monastero della<br />
ss. Annunziata delle benedettine, fonda-<br />
to nel 1 56 1 da mg/ Camillo Perusco romano<br />
vescovo d'A latri, che vi fece venire<br />
per istitutrici 4 monache da Guard-<br />
ilo; e<strong>di</strong>lizio assai vasto e <strong>di</strong> elegante strut-<br />
tura me<strong>di</strong>ante aggiunte fattevi nello scor-<br />
so secolo. Ivi ammise al bacio del piede<br />
le 5o religiose circa, e varie signore del-<br />
la città, che in sì fausta circostanza eb-<br />
bero il permesso <strong>di</strong> entrarvi; non che le<br />
monache della Carità con voti semplici<br />
sotto la regola <strong>di</strong> s. Chiara, introdotte io<br />
Ahitri nel 1806 da mg. r<br />
Giuseppe della<br />
Casa vescovod'Alatri, che ottenne da Pio<br />
VII <strong>di</strong> potervi traslocate dal monastero<br />
d' Anticoli due religiose perchè si occu-<br />
passero della fondazione, la quale ha per<br />
scopo la cristiana educazione delle fanciulle,<br />
della quale si sono rese beneme-<br />
rite. Prima d'entrare col suo seguito in<br />
detto monasteiOjil Santo Padre aveva e-<br />
gualmente onorato <strong>di</strong> sua presenza il vi-<br />
cino collegio Calasanzio degli scolopi , il<br />
quale riconosce per fondatrice la nobile<br />
Innocenza Gentili vedova Conti, che con<br />
suo testamento del 1 ."novembre 1 72 1 isti-<br />
tuì ere<strong>di</strong> universali de' suoi beni i delti<br />
padri, colla con<strong>di</strong>zione che vi tenessero<br />
scuola e convitto. Il p. Giuseppe 01iva,che<br />
nefui.° rettore, poi generale dell'or<strong>di</strong>ne,<br />
colla sua attività accrebbe il locale, fab-<br />
bricò l'annessa chiesa in onore dello Spo-<br />
salizio <strong>di</strong> Maria Vergine, con facciata <strong>di</strong><br />
buon <strong>di</strong>segno in pieti a calcare scalpellata<br />
con maestria e nell'interno a croce greca<br />
VOL. LXXXIX.<br />
VEL 65<br />
con ragguardevole cupola, vi or<strong>di</strong>nò le<br />
scuole e vi apri il convitto con tale ripu-<br />
tazione,cbedblb provincia e da altri luoghi<br />
dello stato, come dal regno <strong>di</strong> Napo-<br />
li , vi concorse sempre buon numero <strong>di</strong><br />
<strong>di</strong>stinti giovani ad attingervi l'istruzione<br />
letteraria, morale e civile. Nel 1824 con<br />
piano fatto da mg. r<br />
Benvenuti, poi car-<br />
<strong>di</strong>nale, delegato straor<strong>di</strong>nario della prò-<br />
v incia, il cui nome sarà in eterna bene<strong>di</strong>-<br />
zione presso gli eroici, piano che fu san-<br />
zionato da Leone XII, l'istituto religioso<br />
aumentò il collegio <strong>di</strong> due scuole, mentre<br />
la città a sue spese vi aggiunse un pro-<br />
fessore <strong>di</strong> <strong>di</strong>ritto civile e canonico, oltre<br />
l'assortimento d'un gabinetto fisico, l'ingran<strong>di</strong>mento<br />
delle scuole, delle camera-<br />
te e del casino <strong>di</strong> villeggiatura. Così que-<br />
sto ampio, comodo e salubre stabilimen-<br />
to viene ad apprestare un mezzo opportuno<br />
d' istruzione a lutti i citta<strong>di</strong>ni non<br />
meno, che alla provincia intera. Grego-<br />
rio XVI vi fu ricevuto dal generale ze-<br />
lantissimo dell'or<strong>di</strong>ne Ii.mop. Rosani al-<br />
la testa della religiosa famiglia e della nu-<br />
merosa scolaresca <strong>di</strong>visa in due ale, e <strong>di</strong><br />
là consolò nuovamente <strong>di</strong> sua bene<strong>di</strong>zio-<br />
ne l'esultante popolo, onde tutta era ri-<br />
piena la sottoposta piazza <strong>di</strong> s. Maria, <strong>di</strong><br />
figura assai quadrata e ben vasta , così<br />
denominata perchè sta avanti alla chie-<br />
sa collegiata de<strong>di</strong>cala alla B. Vergine <strong>di</strong><br />
gotica costruzione , con atrio <strong>di</strong>nanzi , e<br />
con vaghissimo occhialone <strong>di</strong> marmo al<br />
<strong>di</strong> sopra , contigua al palazzo comunale<br />
(questa è la chiesa <strong>di</strong> s. Maria Maggiore,<br />
<strong>di</strong> cui nel i852 X Album <strong>di</strong> Roma nel I.<br />
19, p. 289 e 326, ne pubblicò il <strong>di</strong>segno,<br />
le notizie e la descrizione <strong>di</strong> L., il quale<br />
la <strong>di</strong>ce dello stile e del fare bisa olino e<br />
sembrare rimontare 1' erezione al secolo<br />
XI; il grand' occhio finestrale della fac-<br />
ciata, arabescato de' solili fregi tricu>pi-<br />
dali e <strong>di</strong> ghiribizzi bizzarri, offrire un ca-<br />
rattere <strong>di</strong>verso dall'interno e perciò forse<br />
posteriore alquanto e d'epoca gotica, cioè<br />
quanto allo stile. La Ione campanaria<br />
venne innalzata sul declinar del secolo<br />
5
66 V E L<br />
XIV, come rilevasi dall'iscrizione eoll'annoi3c)4,<br />
in tempo <strong>di</strong> Do. MaJJiolì Epi.<br />
Plocen. vicari ctRcclor. Camp ., rilevando<br />
l'articolista clie tal vicario e rettore non<br />
fu conosciuto né da De Mattheis, né da De<br />
Matthias, ne'loro esatti cataloghi. Il tempio<br />
racchiude, oltre altri pregi, una gemma<br />
preziosissima, cioè l'antichissima e mi-<br />
racolosa immagine <strong>di</strong> Nostra Donna det-<br />
ta della Libera, effigiata in affresco sul<br />
corpo d' una colonna quasi all'ingresso,<br />
ed avente in grembo il suo <strong>di</strong>vin Pargo-<br />
letto. Avendo Giotto, nel suo ritorno da<br />
Napoli,lavorato in molte chiese dellaCarapagua<br />
, fa crederla opera sua. E poi indubitato<br />
che la bella e <strong>di</strong>vota Immagine<br />
sempre èstata larga <strong>di</strong>spensatrice<strong>di</strong> favori<br />
a'suoi <strong>di</strong>voti, ond'è iu gran venerazione<br />
presso pure gli stranieri; la quale è inoltre<br />
sì antica, che nel i324 Giovanni XXII<br />
da Avignone vi concesse indulgenza a'vi-<br />
sitanti : altri Papi accordarono grazie e<br />
privilegi all'abbate e canonici della medesima^<br />
ne'primi del corrente secolo l'ab-<br />
bate fu insignito della mantellelta nera e<br />
del titolo <strong>di</strong> <strong>di</strong>gnità capitolare. Riparata<br />
più. volte per la sua vetustà, nel 1 85<br />
s'incominciò a rinnovarla conservandone<br />
il tipo caratteristico, e per conservare sì<br />
interessante monumento cristiano si fe-<br />
ce un appello all'oblazioni de'fedeli. Leggo<br />
poi nel Giornale <strong>di</strong> Roma de' 3o ot-<br />
tobre 1 856, che dopo 5 anni <strong>di</strong> restauro,<br />
la chiesa <strong>di</strong> s. Maria Maggiore d' Alatri<br />
d'antichissima gotica costruzione, era sta-<br />
ta riaperta al pubblico culto. Ritenendo<br />
interamente la sua forma primiera, pre-<br />
senta ora quella magnifica eleganza pro-<br />
pria delle chiese <strong>di</strong> siffatto genere, tutta<br />
abbellita e istoriata da sagre pitture a<br />
fresco <strong>di</strong> Domenico Monacelli. A conser-<br />
vare meglio la celebrata ss. Immagine, fu<br />
trasportata in apposita cappella vagamen-<br />
te ornata, siccome oggetto <strong>di</strong>votissimo <strong>di</strong><br />
tutta la provincia. 1 canonici che aveano<br />
sostenuto il grave <strong>di</strong>spen<strong>di</strong>o colle loro te-<br />
nui prebende, furono consolati dal Papa<br />
Pio IX col dono d'un paralo iu terzo. Ac-<br />
1<br />
VE L<br />
endemico Etnico, mi si conce<strong>di</strong>no queste<br />
giuntai elle che vado ficendo in onore <strong>di</strong><br />
Ahtri) Sulla facciata del collegio eravi<br />
un'iscrizione <strong>di</strong>chiarante l'immenso giu-<br />
bilo degli scolopi. 11 R.mo p. Rosani, dopo<br />
avere ragguagliato Gregorio XVI <strong>di</strong><br />
tuttociò che riguarda quel locale e l' i-<br />
slruzione pubblica, gli rese grazie a nome<br />
della città col l'ottava che pubblicala nella<br />
Relazione, Padre e Signor 3 che col tuo<br />
dolce aspetto, ec, meriterebbe scolpirsi<br />
sulla ciclopea mole. Dopo aver il Papa <strong>di</strong><br />
nuovo percorsa, e sempre a pie<strong>di</strong>, la via<br />
principale d'Alatri, in sembianza e in at-<br />
to non tanto <strong>di</strong> principe in mezzo a'suoi<br />
fedeli sud<strong>di</strong>ti, nelle cui vene ancora scor-<br />
re l'antico sangue de'valorosi eroici, quan-<br />
to <strong>di</strong> padre lieto e amoroso circondato da*<br />
suoi cari figli, che non si saziavano <strong>di</strong> pa-<br />
lesare in tutti i mo<strong>di</strong> il loro affettuoso tripu<strong>di</strong>o,<br />
arrivato alla porta della città, manifestò<br />
benignissimamente a mg. r<br />
Giani-<br />
pe<strong>di</strong> vescovo e alla magistratura (ogni<br />
membro della quale ebbe in dono una<br />
medaglia d'argento) il sovrano suo cor-<br />
<strong>di</strong>ale gra<strong>di</strong>mento, per tutte le <strong>di</strong>mostra-<br />
zioni ricevute nelle sole 4 ore del suo sog-<br />
giorno in Alatri, cioè dalle i 3 alle i 7, e<br />
lasciando un centinaio <strong>di</strong> scu<strong>di</strong> per limo-<br />
sina a'poveri (i quali hanno il monte fi lamentano,<br />
e Pio VII col breve In sum-<br />
, de' 25 gennaio i8o5,<br />
mo Ape stola tu<br />
s<br />
Bull. Rom. cont. t. 12, p. 258 : Erectio<br />
Montisfrumentarii infavorem. ISosoco-<br />
ìuii civi tatis Alalrinae) e agl'infermi, ri*<br />
salito nella carrozza, che dallo stesso ze-<br />
lo del popolo era stala ricondotta alla por-<br />
la, partì per tornare a Prosinone, accom-<br />
pagnato da'più fervi<strong>di</strong> voti <strong>di</strong> tutta quel-<br />
la foltissima popolazione, che in segno d'e-<br />
sultanza in quella sera, come nell'ante-<br />
cedente, accese de' gran<strong>di</strong>ssimi fuochi a-<br />
vanii alle case, sulle vicine montagne e<br />
colline, ed illuminò a <strong>di</strong>segno lacitladel<br />
la, che fece <strong>di</strong> se bellissima mostra. Dt<br />
v laudo circa due miglia dalla via prov'u<br />
ciale dopo Alalri, il Sanlo Padrevolle<br />
sitar* la ba<strong>di</strong>a <strong>di</strong> Ticchiena, ricchissimo
VEL<br />
monastero e Grangia (/'.) della celebre<br />
abbazia ili Trisulli (P .) dc'eerlosiui, an-<br />
nesso ad un castello ebe ne' tempi bassi<br />
pagava il tributo <strong>di</strong> vassallaggio agli ala<br />
ti ini (infatti Clemente XIII emanò il bre-<br />
ve Exponi Nobis, de' 22 giugno 1763,<br />
Bull. Rom. cord. t. 2, p. 355: Approba-<br />
tioConcor<strong>di</strong>ac inter monasterium s.Dar-<br />
tholonui TrisulU or<strong>di</strong>nis Carthusiensis,<br />
et communilatem, atque homines civita-<br />
tu Alatrii super pracfìxioneconfinium<br />
Castri <strong>di</strong>rutinuncupati Tccclaena ad <strong>di</strong>-<br />
etimi monasterium spectantis.lvì è ripor-<br />
tato tutto Tatto della concordata controversia<br />
sul confine territoriale, e quanto<br />
al possesso della certosa del feudo <strong>di</strong> Tic-<br />
chi ena, si <strong>di</strong>ce ebe questo confiscato già<br />
dalla camera apostolica nel 1248 circa<br />
sotto Innocenzo IV alla comuuità d'Ala-<br />
t ri per delitto pro<strong>di</strong>torio commesso con-<br />
tro icitta<strong>di</strong>ui <strong>di</strong> Ferentino, <strong>di</strong>poi neli3oy5<br />
nel pontificato <strong>di</strong> Bonifacio IX la mede-<br />
sima camera lo vendè cou tutte le sue ra-<br />
gioni e pertinenze al monastero <strong>di</strong> Trisul-<br />
ti, certosa cb'è unita a quella <strong>di</strong> Ruma); e<br />
fattavi orazione nella chiesa pubblica e<br />
nella cappella interna del monastero, ove<br />
si conserva il ss. Sagramento, ammise al<br />
bacio del piede quella religiosa famiglia,<br />
<strong>di</strong>e volle trattarlo <strong>di</strong> lauto rinfresco cou<br />
lutto il suo seguito, e proseguì il suo viag-<br />
gio riprendendo la strada maestra verso<br />
Prosinone, al quale articolo avendo io ri-<br />
ferito il resto, <strong>di</strong>rò solamente. >'ella mat-<br />
tina de"5 maggio Gregorio XVI partì per<br />
Piperuo (V.) per la via omonima, una del-<br />
le 3 che si riuniscono sul ponte del Co-<br />
sa sottoFrosinone.come auche quella d'A-<br />
lain e quella che conduce a Roma per Fe-<br />
rentino. Trovandosi su quella linea <strong>di</strong><br />
strada provinciale vari paesi a destra ed<br />
a sinistra della valle del Sacco , ognuuo<br />
<strong>di</strong> essi procurò <strong>di</strong> fare le migliori <strong>di</strong>mo-<br />
strazioni possibili <strong>di</strong> giubilo per il passag-<br />
gio <strong>di</strong> Sua Santità sul loro territorio, e<br />
in breve descrivendoli nell'articolo FroiiflONE<br />
lo narrai, pel dettaglio più minu-<br />
to poteudo supplire la bellissima Relazio*<br />
VEL G 7<br />
ne <strong>di</strong> cui mi vado giovando, e vi aggiun<br />
gerò quanto non <strong>di</strong>ssi nel ricordalo aiti<br />
colo per non renderlo <strong>di</strong> soverchio prò<br />
lisso. Cominciò il 1 .° Ceccano (nel segue<br />
te anno dai Papa fatta città, la quale si<br />
onora del suo illustre concitta<strong>di</strong>no mg.'<br />
Giuseppe Berar<strong>di</strong> Sostituto della segre-<br />
teria <strong>di</strong> stato e Segretario della Cifra) j<br />
in<strong>di</strong> il Papa valicato sopra un bel ponte<br />
eretto da Pio VI il fiume Sacco, che in<br />
quel luogo forma una caduta veramente<br />
pittoresca, entrò nel territorio <strong>di</strong> Falli-<br />
ca, a cui appartiene il poco <strong>di</strong>stante cele-<br />
bre monte Cacume, il più alto <strong>di</strong> quella<br />
catena degli Apennini chiamati i monti<br />
Lepi<strong>di</strong>, il quale alza la sua lesta orgoglio-<br />
sa (069 metri sopra il livello del mare.<br />
Seguitando il viaggio si trovò uel terri-<br />
torio <strong>di</strong> Giuliano già fetido de' Colonna,<br />
ietti abitanti vollero pure mostrare la lo-<br />
ro <strong>di</strong>vozione con arco trionfale sulla pub-<br />
blica via,a'cui lati si fecero tutti trovato<br />
chiedendo al Papa con fervore la sua be-<br />
ne<strong>di</strong>zione, gii uomini da ima parte, e le<br />
donne dall'altra, ognuna delle quali por-<br />
tava sulla lesta uno schifo con piante <strong>di</strong><br />
busso, il che unito al nazionale loro costume<br />
da va loro la bella apparenza <strong>di</strong> ca-<br />
riati<strong>di</strong>. Finalmente dopo aver percorso<br />
seuza fermarsi da Frosiuoue iu poi circa<br />
i5 miglia della via Casilina, il Sauto Pa-<br />
dre giunse a Prosse<strong>di</strong>, regione de'volsci,<br />
e vi ricevè la bene<strong>di</strong>zione col Santissimo.<br />
Cambiati frattanto a tutti i legni dei tre-<br />
no i cavalli, che iu quel luogo erano stati<br />
radunati dalle stazioni postali de' vicini<br />
stradali, il Papa proseguì rapidamente il<br />
viaggio verso Piperuo io una delle più fer-<br />
tili e pittoresche vallate dello stato pon-<br />
tificio, fiaucheggiata da montagne, e sul<br />
le <strong>di</strong> cui alte cime ergevansi tauli castelli<br />
e villaggi, che coll'aspetto <strong>di</strong> fortificazio-<br />
ni richiamavano la meutea'tempi del me-<br />
<strong>di</strong>o evo. Fra questi <strong>di</strong>slinguevausi a sini-<br />
stra i castelli <strong>di</strong> Pislerzo nella <strong>di</strong>ocesi <strong>di</strong><br />
Ferentino , e <strong>di</strong> Roccasecca (<strong>di</strong>versa da<br />
quella <strong>di</strong> Sora, <strong>di</strong> cui ragionai in quel-<br />
l'articolo) in quella <strong>di</strong> Piperuo. A deatra<br />
u
68 V E L<br />
poi della via Casilinn vedevansi altri pae-<br />
si e castelli sorgere nella gola de' munti,<br />
e rispondere co'replicali spari <strong>di</strong> morta-<br />
ri e co'festivi suoni <strong>di</strong> campane, che ral-<br />
legra vano tutte quelle coutrade,ed altret-<br />
tanti segni <strong>di</strong> giubilo dati dall'opposta ca-<br />
tena <strong>di</strong> monti, e fra'quuli <strong>di</strong>stingue vansi<br />
i castelli <strong>di</strong> Maenza (riporta il n.° 92 del<br />
Giornale <strong>di</strong> Roma del i858, come il<br />
Papa Pio IX colle sue elargizioni contri-<br />
bui all'eseguile gran<strong>di</strong> riparazioni <strong>di</strong> cui<br />
abbisognava l' insigne chiesa collegiata<br />
<strong>di</strong> Maenza, e la gratitu<strong>di</strong>ne del popolo<br />
maentino) e Roccagorga, già spettan-<br />
ti alla famiglia Caetani, potentissima in<br />
queste contrade ; la popolazione del 2.<br />
si fece trovare genuflessa sulla via presso<br />
l'arco che avea eretto. Altre <strong>di</strong>mostrazio-<br />
ni ricevè dagli abitanti <strong>di</strong> Pioccagorga, i<br />
quali nel quadrivio delle strade <strong>di</strong> Pro-<br />
sinone, Piperno, Sezzee Roccagorga formarono<br />
uu piano regolare<strong>di</strong> circa /jo palmi<br />
nel luogo detto la Cona Romana, e vi<br />
eressero un obelisco a finto granilo orien-<br />
tale, <strong>di</strong>pinto a geroglifici tratti da antico<br />
monumento egizio, .sormontalo dalle chia-<br />
vi e dal triregno, dalla cui estremità tutta<br />
la mole era alta da terra palmi 53, com-<br />
preso il pie<strong>di</strong>stallo d'or<strong>di</strong>ne dorico a fin-<br />
to marmo <strong>di</strong> Carrara, sui <strong>di</strong> cui specchi,<br />
circondati da 4 statue esprimenti le Virtù,<br />
car<strong>di</strong>nali parimente a finto marmo<br />
chiaroscurate <strong>di</strong> grandezza sopra al na-<br />
turale colle loro basi d'or<strong>di</strong>ne toscano,leg-<br />
gevansi 5 analoghe iscrizioni italiane, la-<br />
tina e greca. Fermatosi nel suo passaggio<br />
il Papa a veder l'obelisco, ne espresse dal-<br />
la carrozza la sua benigna sod<strong>di</strong>sfazione<br />
e lodandone l'artefice che ammise al ba-<br />
cio del piede, unitamente al clero, alla<br />
magistratura e ad altre <strong>di</strong>stinte persone<br />
della terra , che fra gli applausi <strong>di</strong> tutta<br />
la popolazione gli offrirono due sonetti,<br />
anch'essi come tutte le altre poetiche com-<br />
pubblicati dall'accuratissimo<br />
posizioni ,<br />
principe Massimo. Continuando il viag-<br />
gio , dopo poche altre miglia Gregorio<br />
XY1 giunse versole ore 1 4 alla città ve-<br />
V EL<br />
scovile <strong>di</strong> Pijierno, già celebre capitale de'<br />
volsci e municipio romano. Ad ore 18 rimontato<br />
il Papa in carrozza fra gli ap-<br />
plausi <strong>di</strong> tutta la popolazione, e celere*<br />
mente scendendo da Piperno verso le Pa-<br />
lu<strong>di</strong> Pontine, costeggiò col suo seguito il<br />
fiume Amaseno, le <strong>di</strong> cui acque scorrono<br />
nel mezzo <strong>di</strong> folta selva presso le mura<br />
merlate della celebre ba<strong>di</strong>a <strong>di</strong> Fossanuova<br />
(F.), della quale riparlai nel voi.<br />
LXXVIl.p. 1 1, y5 e 76. Dopo altre 5 mi-<br />
glia il Papa entrando con lutto il suo tre-<br />
no nella via corriera delle Palu<strong>di</strong> Ponti-<br />
ne al miglio 49 dell' Appia, e passando<br />
senza cambiar cavalli avanti la posta <strong>di</strong><br />
Ponte Maggiore, proseguì il viaggio per<br />
la città vescovile <strong>di</strong> Terracina,ove giun-<br />
se circa le 19 ore ricevuto da mg. 1<br />
Lolli<br />
vice-legato <strong>di</strong> Velletri ec. Nella mattina<br />
degli 8 maggio ne partì per la via Appia,<br />
trapassando la posta <strong>di</strong> Ponte Maggiore<br />
e fermandosi a cambiari cavalli a quella<br />
<strong>di</strong> Mesa. Giunto a Tor Tre Ponti, venne<br />
ossequialo dal vescovo e da'cleri <strong>di</strong> Sezze<br />
e Sermoneta. In<strong>di</strong> proseguì il viaggio per<br />
Cisterna e per la città vescovile <strong>di</strong> Vel-<br />
letri , da dove partendone a' 9 maggio,<br />
trapassando per Genzano, per la Riccia<br />
e per la città vescovile d'Albano, fece il<br />
suo trionfale ingresso in Roma verso le<br />
ore 2 3. Così ebbe termine il viaggio <strong>di</strong><br />
Gregorio XVI, il quale non poteva desi-<br />
derarsi migliore sì per la prospera salu-<br />
te <strong>di</strong> cui sempre godette, come per l'en-<br />
tusiasmo che risvegliò, e perla felicità che<br />
<strong>di</strong>ffuse la <strong>di</strong> lui presenza nelle due avven-<br />
turate provincie <strong>di</strong> Campania e Marittima,<br />
le quali per il loro inalterabile attaccamento<br />
all'altare e al trono pontificio<br />
giammai lo <strong>di</strong>menticheranno, avendolo<br />
pure successivamente descritto il Diario<br />
<strong>di</strong> Roma compen<strong>di</strong>osamente.<br />
Nell'articoloPio IXraccontai,come per<br />
la nequizia d' una fazione ribelle fu co*<br />
stretto allontanarsi da Roma in forma in-<br />
cognita la notte de'>4 novembre 1848,<br />
ed in compagnia del conte <strong>di</strong> Spani- mi-<br />
nistro <strong>di</strong> baviera, per la porta s. Giovai»-
VEL<br />
ni traversandola galleria <strong>di</strong> Castel Gan-<br />
(lolfo, evitando Albano, passando <strong>di</strong>etro<br />
l.i Riccia , per Genzano, Velletri e Ter-<br />
racina.senza mai fermarsi, felicemente entrò<br />
nel regno <strong>di</strong> Napoli. Si condusse aGaela,<br />
ove venne magnili camenteospilalo con<br />
ogni venerazione per oltre 9 mesi dalla<br />
generosa liberalità del religiosissimo monarca<br />
delle due Sicilie Fer<strong>di</strong>nando II, non<br />
meno nella real villa <strong>di</strong> Portici presso Er-<br />
colano per altri 8, avendo pure narrato<br />
Je cose principali che fece in que'soggior-<br />
ni, e le gite pe'luoghi e città circostanti,<br />
inclusi vaiueiite e sino a Benevento. Dissi<br />
come dopo la partenza del Papa da Roma<br />
ivi si formò la giunta suprema <strong>di</strong> sta-<br />
to per governarlo, seguila dalla commis-<br />
sione <strong>di</strong> governo.Promulgataa'9 febbraio<br />
1849 '<br />
a repubblica romana per tutto lo<br />
stalo papale, la rivoluzione fu compiuta;<br />
però non andò guari che fu domata la ri-<br />
bellione negli stati pontifìcii per l'interven-<br />
to dell'anni cattoliche francesi, napoleta-<br />
ne,austriache e spagnuole. I napoletani a'<br />
17 giugno 1849 occuparono Prosinone,<br />
Veroli, Anagni, Ferentino e altri luoghi,<br />
della provincia <strong>di</strong> Campagna. L'8 giugno<br />
le truppe spagnuole approdarono in Ter-<br />
racina, e per Sezze a' 1 7 luglio si recarono<br />
in Velletri con mg. r<br />
Giuseppe Berar<strong>di</strong>, già<br />
vice-presidente del tribunalecivile<strong>di</strong> Ro-<br />
lli:) /piale coni missario slraord inario pontiQciodelle<br />
provincie<strong>di</strong> Marittima eCam-<br />
p-igna, nella qual città fin da'4 erasi ri-<br />
tirato il preside repubblicano, subentran-<br />
do a occuparla gli spagnuoli, A' 16 lu-<br />
glio mg/ Ba<strong>di</strong>a delegato apostolico <strong>di</strong>Fro-<br />
siuone ristabilì in quella città e provin-<br />
cia la sovranità pontificia. Questa in tut-<br />
to lo stato della s. Sede erasi successivamente<br />
ristorata. Dappertutto essendosi ri-<br />
stabilito l'or<strong>di</strong>ne, il sommo Pontefice Pio<br />
IV si determinò a ritornare a Roma sua<br />
sede nell'aprile i85o, accompagnato a'6<br />
dal re delle due Sicilie sino all'Epitaffio.,<br />
teimine del regno e degli stati <strong>di</strong> s. Chiesa.<br />
11 Papa ivi venne incontrato da mg/ Be-<br />
rar<strong>di</strong> commissario straor<strong>di</strong>uariodelle due<br />
VEL 69<br />
provinole <strong>di</strong> Marittima e Campagna , in-<br />
sieme alla deputazione de'consiglieri pro-<br />
vinciali della legazione <strong>di</strong> Velletri, felici-<br />
tandolo e tributandogli l'omaggio d'in-<br />
alterabile fedeltà delle due provincie, av-<br />
venturose e liete per aver la sorte d' es-<br />
ser le prime a riceverlo, il che meglio no-<br />
tai nel voi. LXXIV, p. 200. Ed eccomi a<br />
procedere col coramend/ Barluzzi nella<br />
Relazione slorica del viaggio, e con<br />
quanto altro ne pubblicarono il Giorna-<br />
le <strong>di</strong> Roma, e l' Osservatore Romano ne-<br />
gli articoli <strong>di</strong>visi in 9 giornate e intitolati;<br />
Viaggio del Sommo Pontefice daNa~<br />
poli a Roma; però tacendo quanto già<br />
pubblicai a'Ioro luoghi e quanto dovrò <strong>di</strong>-<br />
re <strong>di</strong> altri in quest'articolo, come praticai<br />
<strong>di</strong> sopra pel viaggio <strong>di</strong>Gregorio XVI. Ter-<br />
racini! per la r /ebbe la consolazione d'ac-<br />
cogliere il suo sovrano e padre, e lo fe-<br />
ce con quelle solenni <strong>di</strong>mostrazioni, che<br />
celebrai nel suo articolo. Siccome erano<br />
state sciolte tutte le autorità municipali,<br />
e nominate provvisoriamente commissio-<br />
ni municipali con un presidente per ca-<br />
po d'ognuna, ciò avverto per dovere nominare<br />
le unee gli altri delle comuni delle<br />
provincie <strong>di</strong> Marittima e Campagna.<br />
Tra le deputazioni ricevute dal Papa in<br />
Terracina, conviene qui ripetere la com-<br />
missione provvisoria municipale col go-<br />
vernatore della città, la deputazione della<br />
provincia <strong>di</strong> Frosinone condotta da<br />
mg/ Ba<strong>di</strong>a delegato della provincia medesima,<br />
quella del capitolo <strong>di</strong> Ferentino<br />
con mg/ vescovo Tirabassi (<strong>di</strong> cui riparlai<br />
nel vol.LXXVIU,p.22Q e 3a3),quella del<br />
clero <strong>di</strong> Veroli col proprio mg/ vescovo<br />
Venturi similmente, e molte altre d'al-<br />
tre parti che troppo lungo sarebbe il no-<br />
minare, L' 8 aprile Sua Santità partissi<br />
col suo corteggio da Terracina, precedu-<br />
ta dal principe Massimo soprintendente<br />
generale delle poste pontificie , scortati!<br />
da un plotone d'ussari napoletani, ed accompagnata<br />
da' car<strong>di</strong>nali Asquini, Du<br />
Pont e Antonelli, non che dal conte Lu-<br />
do! f' ministro plenipotenziario del re Fer-
7 o V E L<br />
<strong>di</strong>ttatalo II presso Ja s. Sede. Terracina è<br />
lungi 63 miglia Ja Roma, laonde passando<br />
il Papa per le Palu<strong>di</strong> Pontine e via Ap-<br />
pia, Velletri, Genzano, la Riccia e Alba-<br />
no poteva essere in Roma nel giorno stes-<br />
so. Ma benignamente volle prima <strong>di</strong> ri-<br />
tornare alla sua capitale e sede, allieta-<br />
re ili sua presenza anche la provincia <strong>di</strong><br />
Campagna, e venir quin<strong>di</strong> a Velletri per<br />
altra parte rientrando nella via Appia; e<br />
ciò perchè quella provincia presa com-<br />
plessivamente ne' passali sconvolgimen-<br />
ti, come sempre, erasi mostrata la più fe-<br />
dele al governo legittimo della s. Sede.<br />
Giunto il treno vicino a Ponte Maggiore,<br />
lasciala la via Appia, prese a sinistra la<br />
provinciale, la quale entrando nella ca-<br />
tena de'monti Lepini, e serpeggiando pel-<br />
le sinuosità dell' anguste loro valli, va a<br />
terminare nell'aperta vallala <strong>di</strong> Prosino-<br />
ne. Riferisce la Relazione." Al lernpoche<br />
que'monti erano abitati da' Volsci e da-<br />
gli Equi (ne riparlai a Subiaco), tanto<br />
dalla parte che guarda tramontana e a<br />
ponente l'agro Pontino ed il mare, quan-<br />
to nell'interno a levante ed a mezzogiorno,<br />
ebbero la loro fama e Core, e Pome-<br />
zia o Sezia con le sue ?.3 città, e Segni e<br />
Piperno, co'fiumicclli Ufente ed Auiase-<br />
uo, ricordate ne'primi secoli della storia<br />
romana , e celebrate altresì ne' versi <strong>di</strong><br />
Virgilio, d'Orazio e d,i Silio Italico. Og-<br />
gi sono dello slato pontificio una delle<br />
parli meno popolate. Pur tuttavia per<br />
quelle valli e le pen<strong>di</strong>ci per cui passa la<br />
della strada sono alcune città e castella:<br />
Piperno, Maenza, Sonnino,Patrica,Pros-<br />
se<strong>di</strong>, s. Stefano, Giuliano, Morolo, Valle-<br />
corsa, Ceccano ec". Poco prima <strong>di</strong> giun-<br />
gere a Piperno è l'antica abbazia <strong>di</strong> Fos-<br />
sanuova,la cui origine risole al secolo XI,<br />
già de'monaci cistcrciensi e ricca, la qua-<br />
le <strong>di</strong>e alla Chiesa ne'secoli XII e XI 11 ce-<br />
lebri abbati, vescovi e car<strong>di</strong>nali: ora non<br />
le rimane che il nome e gli avanzi de'<br />
suoi magnifici tempio e chiostro <strong>di</strong> gu-<br />
sto gotico, famosa anche per la morie <strong>di</strong><br />
s. Tommaso d'Aquino. Bramando il Fa-<br />
VEL<br />
pa <strong>di</strong> visitare si illustri memorie , ed es-<br />
sendo fuori <strong>di</strong> strada, il proprietario <strong>di</strong> es-<br />
se e del latifondo Luigi Polverosi fece tro-<br />
var pronte all'uopo carrozze e carrettel-<br />
le, e vi si condusse, inchinato per la via<br />
dal clero <strong>di</strong> Sormino (terra non lontana<br />
sulla montagna), che ammise al bacio del<br />
piede. Nel ritorno onorò <strong>di</strong> sua presenza<br />
Piperno, tra gli Evviva il Papa, Viva<br />
il Santo Padre, Santo Padre la bene-<br />
<strong>di</strong>zione. Osserva il commend/ Barluzzi,<br />
che faceva parte del corteggio. » E qui<br />
valga il <strong>di</strong>rlo una volta per sempre: do-<br />
vunque, sia nel regno <strong>di</strong> Napoli, sia nello<br />
stato.legrida popolarla lui <strong>di</strong>rette non sono<br />
stale mai altre che queste, come le più<br />
<strong>di</strong>cevoli al Vicario <strong>di</strong> Gesù Cristo". Da<br />
Piperno dopo 6 miglia, il Papa giunse a<br />
Prosse<strong>di</strong>,situala similmentesulla via prin-<br />
cipale, ed atlraversolla senza farvi <strong>di</strong>mo-<br />
ra, tra' più clamorosi e festevoli evviva.<br />
Dopo Prosse<strong>di</strong> non entrò in alcun altro<br />
paese. Ma al <strong>di</strong> qua cai <strong>di</strong> là <strong>di</strong> Prosse-<br />
<strong>di</strong> convenne sostare 1 4 volte per via, poi-<br />
ché trovaronsi a vari intervalli i4 archi<br />
trionfali, eretti da altrettanti municipii;<br />
i quali comechè fuori <strong>di</strong> strada,e non potendo<br />
perciò accogliere nelle loro mura<br />
l'augusto Viaggiatore, erano <strong>di</strong>scesi tulli<br />
'confini de'territorii rispettivi sulla stra-<br />
da per la quale dovea passare, e vi avea-<br />
no innalzato ciascuno archi con <strong>di</strong>verse<br />
forme, e colle iscrizioni italiane o latine,<br />
riportate con or<strong>di</strong>ne progressivo al fine<br />
della Relazione. Presso i quali archi al<br />
giungere del Santo Padre , i rappresen-<br />
tanti <strong>di</strong> ciascun municipio si stavano ge-<br />
nuflessi, e intorno in tale atteggiamento<br />
ossequiosi e giulivi erano i popolante se-<br />
condo il costume lodevole del paese nel-<br />
le ceremonie religiose/la una parte ledon-<br />
ne e dall' altra gli uomini, tutti con ra-<br />
moscelli d'olivo in mani, e chiedenti ad<br />
alta voce la bene<strong>di</strong>zione. E il Papa in tut-<br />
te lei 4 stazioni fermandosi, graziosamen-<br />
te la compartiva. Benché espressamente<br />
non nominati dalla Relazione, trovo ben-<br />
sì nella collezioue dell'iscrizioni, a secon-
V E L<br />
da dell'avvertito, quelle ancora <strong>di</strong> Maen-<br />
ta, Sonnino, Fallica, s. Stefano, Giulia-<br />
no, Morolo; le due degli uniti Vallecor-<br />
rj, s. Lorenzo e Castro; quelle <strong>di</strong> Rocca-<br />
corga ,<br />
Roccasecca, Supino, Ceccano ec.<br />
Nel Giornale dì Roma, tra' luoghi non<br />
ricordati espi essamente dalla Relazione,<br />
si pubblicarono articoli celebranti l'av-<br />
venimento, ovvero se ne parla; cioè a p.<br />
3a3 <strong>di</strong> Prosse<strong>di</strong> si <strong>di</strong>ce, che nella chiesa<br />
il Papa vi ricevè la bene<strong>di</strong>zione col San-<br />
tissimo. A p. 362 Roccasecca <strong>di</strong>chiarò d'a-<br />
ver innalzato un sontuoso arco d'alloro<br />
e <strong>di</strong> paline, e che il Pontefice molle <strong>di</strong><br />
pianto benedì con affezioue <strong>di</strong> cuore il cle-<br />
ro, la magistratura e la popolazione. A p.<br />
370 è detto che il governo <strong>di</strong> Vallecorsa,<br />
coMue comuni <strong>di</strong> s. Lorenzo e Castro, si<br />
unirono in consorzio, e sebbene <strong>di</strong>stacca-<br />
ti e segregati dalla via provinciale, al <strong>di</strong><br />
là <strong>di</strong> Prosse<strong>di</strong> ove sbocca la strada rota-<br />
bile <strong>di</strong> s. Lorenzo nella provinciale, i 3<br />
cleri colle loro ecclesiastiche <strong>di</strong>vise furo-<br />
no presentati al Papa da mg/ vescovo <strong>di</strong><br />
Ferentino, ed il ministero governativo e<br />
le 3 commissioni municipali furono pre-<br />
sentate al medesimo da mg.' Ba<strong>di</strong>a, ivi<br />
appositamente erasi innalzato un trofeo<br />
rappresentante la Religione,<strong>di</strong> delicato la-<br />
voro, con l'iscrizione italiana ivi riportata,<br />
insieme alla latina scolpita in marmo<br />
a memoria eterna dell'avvenimento; e che<br />
il Papa gra<strong>di</strong>te siffatte <strong>di</strong>mostrazioni, am-<br />
mise al bacio del piede i funzionari e tan-<br />
ti altri , soccorrendo la classe in<strong>di</strong>gente<br />
splen<strong>di</strong>damente. Nella Relazione poi leggo,<br />
che nell'arco erano le statue della Religione<br />
e della Fortezza , nel basamento<br />
delle quali erano due epigrafi che ripro-<br />
dusse. A p. 396 del Giornale vi è l'arti-<br />
colo <strong>di</strong> CepranOjChesi onora d'averacon-<br />
cttta<strong>di</strong>no mg. r<br />
Giuseppe de'inarchesi Fer-<br />
rari Tesoriere generale (^.), e ne ripar-<br />
lai nel voi. LXXX, p. 199. Ivi si <strong>di</strong>ce,che<br />
ne'passali sconvolgimenti e ne' giorni <strong>di</strong><br />
confusione fu abbastanza risoluta per im-<br />
porre all'autorità e truppa de'faziosi, u-<br />
prire le porte <strong>di</strong> quel poute, <strong>di</strong>sollerruie<br />
V EL 7 i<br />
le mine, togliere le barricate, ed ogni al-<br />
tro impe<strong>di</strong>mento ostile per accogliere nel<br />
dì seguente amiche, e fra gli evviva, le<br />
truppe napoletane; il che gli riportò la<br />
sovrana approvazione esternata dall' ottimo<br />
mg.' Ba<strong>di</strong>a. Ne' giorni <strong>di</strong> pace eoa<br />
in<strong>di</strong>cibile entusiasmo solennizzò il glo-<br />
rioso e felice ingresso del Papa ne' suoi<br />
dominii, con quelle pubbliche festive <strong>di</strong>-<br />
mostrazioni ivi narrate, <strong>di</strong> che furono<br />
spettatori ed encomiatori i car<strong>di</strong>nali Mal-<br />
ici e Cagiano. Inoltre si descrivono i fe-<br />
steggiamenti <strong>di</strong> Sgurgola nel passaggio<br />
del Papa, 1' arco trionfale innalzato con<br />
due iscrizioni pubblicate, non che il trono<br />
eretto pel medesimo e la benigna ac-<br />
coglienza fatta ai clero, al magistrato e al<br />
popolo, presentali da mg. r<br />
Ba<strong>di</strong>a. Per ce-<br />
lebrare l'awenimeuto, i più facoltosi <strong>di</strong>-<br />
spensarono vino e pane a' poveri, i quali<br />
furono pure soccorsi dalla munificenza<br />
pontificia. Mi piace inoltre rimarcare, che<br />
la città vescovile <strong>di</strong> Veroli , situata fuori<br />
<strong>di</strong> via, in quella per andare ad Alatri, e-<br />
resse un arco trionfale con 4 iscrizioni,<br />
<strong>di</strong>chiaranti la sua esultanza e fedeltà, ed<br />
esternando il voto <strong>di</strong> potere accogliere il<br />
Pontefice fra le sue mura , felicitandolo<br />
il clero , il patriziato e il popolo. Faccio<br />
ritorno alla descrizione del viaggio. Era-<br />
no circa le 4 pomeri<strong>di</strong>ane, allorché lasciato<br />
a destra Morolo, a sinistra Cecca-<br />
nò, uscendoda'monti Lepini,il Santo Padre<br />
col suo corteggio, sempre accompa-<br />
gnato da'3 sullodati car<strong>di</strong>nali, entrò nel<br />
territorio <strong>di</strong> Frosiuone, ossequiato da una<br />
deputazione del municipio. Avvicinando-<br />
si il treno alla città, la moltitu<strong>di</strong>ne dal-<br />
l'alto del monte, a guisa d'anfiteatro, ov'è<br />
situataFrosinone capo della provincia (os-<br />
serva il commeud.' Barluzzi, che le città,<br />
e castella della medesima, conservando<br />
la situazione <strong>di</strong> loro origine antichissima,<br />
o de' primi tempi <strong>di</strong> Roma o anteriore,<br />
sono quasi tutte sui monti), cominciò ad<br />
agitare i fazzoletti, i cappelli e de' rami<br />
d'ulivo, ed a levare da tutte parti un gri-<br />
do <strong>di</strong> Viva il Santo Padre j che misto
7<br />
a VEL<br />
a! suono delle campane e delle bande as-<br />
sordava l'aere. Al primo ingresso nella<br />
ci I là , sotto un grande arco costruito ivi<br />
appositamente a foggia <strong>di</strong> tempio, la ma-<br />
gistratura municipale gli esibì le chiavi<br />
della ciltà in segno <strong>di</strong> dominio, con pa-<br />
role convenienti. Il tenente colonnello Vi-<br />
glia comandante il 6/ battaglione de'cac-<br />
ciatori napoletani, in nome <strong>di</strong> tutta l'ar-<br />
mata, rappresentata dal battaglione stes-<br />
so, <strong>di</strong>resse al Papa parole d'omaggio e <strong>di</strong><br />
<strong>di</strong>vozione. Come in Terracina la strada<br />
era abbellita da file d'arboscelli, così qui<br />
<strong>di</strong> colonne <strong>di</strong> legno in forma <strong>di</strong> candela-<br />
bii vestite <strong>di</strong> fronde <strong>di</strong> bosso e fiori, con<br />
simili festoni pendenti lateralmente era<br />
adorna la via; e le finestie lo erano da<br />
damaschi e drappi a vario colore; l'ima<br />
e 1' altre stipate <strong>di</strong> popolo, accorso pure<br />
in gran numero da'luoghi circostanti. I<br />
due prospetti dell' arco aveano ciascuno<br />
la loro iscrizione; narrando poi il Gior-<br />
nale <strong>di</strong> Roma del 1 85o a p. 354, con ar *<br />
ticolo <strong>di</strong> Frosinone nel descrivere in dettaglio<br />
come festeggiò la venuta del Papa<br />
Pio IX, <strong>di</strong>ce che dov'era 1' arco sarà col-<br />
locala come un monumento stabile l'i-<br />
scrizione allora fatta e dal medesimo pub-<br />
blicata (il monumento poi eretto è la va-<br />
sta caserma de'gendarmi, <strong>di</strong>etro il palazzo<br />
delegatizio, nella forma quasi come<br />
quella <strong>di</strong> Roma, collo stemma pontificio<br />
e 1' iscrizione: si costruì con un fondo <strong>di</strong>-<br />
sponibile, e con approvazione del Pa-<br />
pa), insieme all'altra iscrizione che pu-<br />
re in esso si legge , e questa da porsi<br />
sopra l'ingresso della residenza munici-<br />
pale dal municipio, per riconoscenza al-<br />
l'impegno dell'ottimo delegato mg/ Ba-<br />
<strong>di</strong>a nel coa<strong>di</strong>uvare gli ardenti desideri!<br />
de'fi usinati presso Sua Santità, onde ot-<br />
tenere un così segnalato beneficio. Oltre<br />
l'arco eravi un obelisco eretto sulla piaz-<br />
za del palazzo apostolico , avente ezian-<br />
<strong>di</strong>o la sua iscrizione. Un' altra leggevasi<br />
nella caserma de' veliti pontificii, che stavano<br />
<strong>di</strong> presi<strong>di</strong>o in Frosinone, quelli che<br />
duFrusiuoiie e da'paesi limitrofi, nel teru-<br />
VE L<br />
pò della ribellione fedeli al proprio sovrano,<br />
si recarono dal Papa a Pontecor-<br />
vo, a Benevento e in Gaeta; e questo stes-<br />
so <strong>di</strong>ceva la scritta con brevi ed elegan-<br />
ti parole. Il battaglione napoletano avea<br />
posto a modo <strong>di</strong> trofeo le insegne <strong>di</strong><br />
Pio IX e <strong>di</strong> Fer<strong>di</strong>nando II, con in mez-<br />
zo ciascuna la propria epigrafe. E finalmente<br />
ve n' era una sulla porta del pa-<br />
lazzo apostolico, per contestare la grati-<br />
tu<strong>di</strong>ne de' fiosinonesi verso mg. r<br />
delega-<br />
to, perchè molto si adoperò in prepararlo<br />
degno del So vrano Pontefice. Nella chiesa<br />
principale <strong>di</strong> s. Maria Assunta il Papa<br />
vi si recò sotto baldacchino magnifico, le<br />
cui aste sostenevano i membri della com-<br />
missione municipale, accompagnato dal-<br />
l'or<strong>di</strong>nario mg/ Venturi zelantissimo vescovo<br />
<strong>di</strong> Veroli col suo clero; il tempio<br />
era vagamente addobbato, e colle espo-<br />
ste immagini de'ss.OrmisdaeSilverio Pa-<br />
pi, particolari protettori e concitta<strong>di</strong>ni <strong>di</strong><br />
Frosinone. Prima <strong>di</strong> ricevere la bene<strong>di</strong>-<br />
zione da mg/ Ricci vescovo <strong>di</strong> Segna,<br />
col ss. Sacramento esposto, dopo aver<br />
questo venerato,Pio I X con eloquente, te-<br />
nera e maestosa allocuzione riepilogò in<br />
brevi parole le trascorse vicende, le cala-<br />
mità eccitate dal nemico dell'uman ge-<br />
nere, cessate per volere <strong>di</strong>vino, esortando<br />
l'immensa popolazione a porger calde<br />
preghiere all'Altissimo pel ravve<strong>di</strong>mento<br />
de'traviati, e per la pace della Chiesa u-<br />
ni versale. Dichiara il commend/ Barluz-<br />
zi. » In questi <strong>di</strong>scorsi estemporanei del-<br />
l'immortale* Pio IX, sia ch'Egli parli come<br />
Pontefice, sia come Sovrano, è sta-<br />
ta sempre tale una facilità e <strong>di</strong>gnità,<br />
congiunte a tanto <strong>di</strong> dolcezza, da <strong>di</strong>sgra-<br />
darne gli oratori più rinomati". Uscendo<br />
dalla chiesa, nel progre<strong>di</strong>re al palaz-<br />
zo apostolico a pie<strong>di</strong>, andavagli innan-<br />
zi un drappelletto <strong>di</strong> fanciulli vestiti al-<br />
l' angelica, ed appartenenti alle prima-<br />
rie famiglie, spargendo fiori sul suo pas-<br />
saggio, rallegrato dalle voci <strong>di</strong> gioia e dal-<br />
le più animate acclamazioni dell'immen-<br />
so popolo. Il Papa era accompagnato, ol-
VE L<br />
tre da' 3 car<strong>di</strong>noli, anche dal car<strong>di</strong>nal<br />
Vizzardelli prefetto della congregazione<br />
degli stu<strong>di</strong>, della città (tale <strong>di</strong>chiarata da<br />
Gregorio XVI) <strong>di</strong> Monte s. Giovanni,<br />
venuto nel dì innanzi da Roma per far-<br />
gli onore, avendolo preceduto nel ritorno<br />
da Portici, dove come in Gaeta avea aiu-<br />
tato il Santo Padre nelle fatiche ecclesia-<br />
stiche. Giunto nel palazzo apostolico, il<br />
Papa comparve sulla gran loggia a com-<br />
partire la pontificale bene<strong>di</strong>zione, che si<br />
<strong>di</strong>ffuse sui cuori lutti ardenti per spi-<br />
rilo <strong>di</strong> religione, ed esultanti per l'augu-<br />
sta presenza del Vicario <strong>di</strong> Cristo. Degnos-<br />
si quin<strong>di</strong> d'ammettere al bacio del piede<br />
il clero secolare e regolare.il corpo muni-<br />
cipale, l'autorità giu<strong>di</strong>ziarie, amministra-<br />
tive e militari, varie civiche deputazioni;<br />
i più <strong>di</strong>stinti frusinati, i singoli uflìziali<br />
della benemerita guarnigione napoleta-<br />
na che eseguiva il servizio della piazza, ed<br />
il marchese De Gustine francese, noto pel<br />
suo attaccamento a'principii d'or<strong>di</strong>ne re-<br />
ligioso e politico, e chiaro per le sue ope-<br />
re letterarie. 'Ammesso inoltre il consi-<br />
glio provinciale a particolare u<strong>di</strong>enza, d<br />
Papa ricevè dal medesimo in attestalo<br />
<strong>di</strong> perpetua straor<strong>di</strong>naria rimembran-<br />
za e gratitu<strong>di</strong>ne della provincia, l' of-<br />
ferta delle medaglie in oro, in argento e<br />
in bronzo d'apposito conio, ritraenti nel<br />
<strong>di</strong>ritto la pontificia effigie, e nel rovescio<br />
l'epigrafe; Quem - SedeRomana - Impie<br />
Exturbatimi - Provincia Campaniae<br />
Ingemebat - Foedere Catholico Redaclimi<br />
- ExultabundaGratatur - mdcccc.<br />
Viene riportata anche dal n. 82 del Gior-<br />
nale <strong>di</strong> Roma; il quale narra ancora la<br />
presentazione del consueto tributo de'<br />
pani fatta al Papa, da mg. r<br />
Trucchi ve-<br />
scovo d'AnagnijCon una deputazione del<br />
capitolo. Apprendo poi dall' Osservatore<br />
Romano n. 48, che le commissioni pro-<br />
vinciali della provincia <strong>di</strong> Campagna col<br />
car<strong>di</strong>nal legalo <strong>di</strong> Marittima e Campagna<br />
inviarono una lettera al presidente della<br />
repubblica francese con tre esemplari<br />
della descritta medaglia, in oro, in ar-<br />
VEL 73<br />
genio e io bronzo. Sull'imbrunir della<br />
sera l'abitazioni tutte della città vagamente<br />
s'illumiuarono.Gli archi <strong>di</strong> verdu-<br />
ra e <strong>di</strong> fiori del giorno si adornarono nel-<br />
la sera <strong>di</strong> faci risplendenti e <strong>di</strong> variato co-<br />
lore, terminati con bella piramide egizia,<br />
che dava colla sua trasparente luce risal-<br />
to all'illuminazione, resa più. piacevole<br />
da due trofei militari elevati <strong>di</strong>rimpetto<br />
al palazzo dalla truppa napoletana. Le<br />
campagne tutte erano sfolgoranti d'innu-<br />
merevoli fuochi.e le montagne checircondano<br />
da lungi Frosinone rassomigliavano<br />
co' gran<strong>di</strong>osi e quasi simmetrici incen-<br />
<strong>di</strong> alle maestose eruzioni de'vulcani. Fini<br />
la festa serale in un bel fuoco d'artificio.<br />
Nella mattina seguente 9 aprile, il Papa<br />
Pio IX cogli encomiati car<strong>di</strong>nali Asqui-<br />
ni, Vizzardelli e Antonelli (poiché il car-<br />
<strong>di</strong>nal Du Pont per la gotta era rimasto<br />
a Frosinone), e cogli altri del suo segui-<br />
to si portò in Alatri, che sebbene vici-<br />
nissima all'infausta Vico (sic), patria <strong>di</strong><br />
Pietro Sterbini ! fu nelle passate vicende<br />
Sopra le altre città dello stato pontificio<br />
la più fedele e affezionata al Pontefice<br />
(non si vuol defraudare della stessa lode<br />
la città pur vescovile <strong>di</strong> Norcia in su gli<br />
Apennini, che può gareggiare <strong>di</strong> vanto<br />
con Alatri; ne altre città che seguirono<br />
l'esempio d'Alatri e Norcia, nel mostrarsi<br />
avverse, (piale con più, quale con me-<br />
no coraggio, all' usurpazionede' ribelli).<br />
Quivi non parlari o scritti se<strong>di</strong>ziosi, non<br />
persecuzioni o ingiurie contro il clero,<br />
non unioni popolari, non voti per la co-<br />
stituente, non proclamazioni per la se<strong>di</strong>-<br />
cente repubblica romana ; ma preci in-<br />
nalzate pubblicamente a Dio dopo i gior-<br />
ni sanguinosi de' i 5 e 1 6 novembre 1 848,<br />
e dopo quello della partenza del sommo<br />
Pontefice da Roma partili da Alatri ; per<br />
andare a gittarsi a' suoi pie<strong>di</strong> a Gaeta<br />
fin da' primi <strong>di</strong> gennaio 1849 il vescovo<br />
mg. r<br />
Giampe<strong>di</strong> e il gonfaloniere Filippo<br />
Jacovacci; conservati a' posti dov'erano<br />
gli stemmi pontificii; ornato <strong>di</strong> ghirlande<br />
e <strong>di</strong> fiori il monitorio della scomunica,
7 4<br />
V E L<br />
ed accesevi davanti le candele sulla pub-<br />
blica via; messa per tali fatti la città a<br />
pericolo <strong>di</strong> saccheggio due volte, la l,"<br />
dalle bande <strong>di</strong> Masi, la 2. a<br />
da quelle <strong>di</strong><br />
Garibal<strong>di</strong>. Fu questa la condotta <strong>di</strong> A-<br />
latri nelle passate lagrimevoli vicende. Il<br />
Santo Padre volle darle per questo un<br />
argomento palese del suo sovrano gra<strong>di</strong>mento<br />
e della sua benevolenza; recan-<br />
dovisi <strong>di</strong> persona, prima <strong>di</strong> tornare in<br />
Roma, sebbene A latri sia situata buon<br />
tratto fuori <strong>di</strong> strada. » Chi può ri<strong>di</strong>re<br />
la esultanza degli alatimi quando vide-<br />
ro entrare nella loro città e incedere<br />
maestoso e benigno per la via che con-<br />
duce alla cattedrale l'adorato Pontefice<br />
Pio IX, per cui aveano fatto sì fervi<strong>di</strong><br />
voti, sostenutosi dure prove? Le vie<br />
giuncate<strong>di</strong> fronde e<strong>di</strong> fiori: adorne <strong>di</strong> a-<br />
i azzi le finestre e le pareti : <strong>di</strong> tratto in<br />
tratto archi vestiti <strong>di</strong> verdure con iscrizioni.<br />
Lo che invero, poco più, poco me-<br />
no, si era veduto anche negli altri paesi.<br />
Ma quello che negli altri paesi non si era<br />
vernilo, furono de'busti ingesso del Pori»<br />
tefìce qua e là sulle finestre o sulle porle<br />
delle case coronati <strong>di</strong> fiori, contornati <strong>di</strong><br />
lampade e <strong>di</strong> cerei; e in alcuni luoghi al-<br />
tresì turiboli d'incenso e <strong>di</strong> altri odori. Sul-<br />
le fi nest re poi o sul le porte <strong>di</strong> altre case erano<br />
iscrizioni, fatte dagli abitanti <strong>di</strong> essi in<br />
lingua volgare,anzi nel vernacolo proprio<br />
tli que'paesi ; quali iscrizioni era assai pia-<br />
cevole il leggere per la semplicità de'con-<br />
cetti, e per la spontaneità dell'espressioni<br />
avvegnaché con i<strong>di</strong>otismi e solecismi, così<br />
naturali com'erano usciti dalla mente e<br />
dal cuore <strong>di</strong> que'buoni uomini, senz'arte,<br />
senza stu<strong>di</strong>o; ma nella loro semplicità e<br />
rozzezza più eloquenti che se fossero sla-<br />
te inforniate ed espolite da lima <strong>di</strong> reto-<br />
re e <strong>di</strong> grammatico. Così gli ala trini,<br />
mentre intendevano a festeggiare il ritorno<br />
dell'adorato Pontefice, e a dargli no-<br />
velli argomenti <strong>di</strong> loro fedele soggezione<br />
ed alletto, più e più meritavano del suo".<br />
] particolari della gita in Alatri del Papa<br />
Pio IX si pouno leggere ocH'arlicolo ivi<br />
V1ÌL<br />
scritto e pubblicato nel Giornale dì Roma<br />
a p. 370, in uno alle iscrizioni fatte<br />
per la lieta circostanza. Ne ricaverò un<br />
estratto. All'entrare del territorio, i con-<br />
ta<strong>di</strong>ni lo festeggiarono con rami <strong>di</strong> uli-<br />
vi nelle mani e con evviva fino alla cit-<br />
tà. Nel casino <strong>di</strong> villeggiatura degli sco-<br />
lopi era vi un arco <strong>di</strong> verzura, sul quale<br />
era un'iscrizione del p. Pietro Taggiasco<br />
professore d'eloquenza <strong>di</strong> quel collegio.<br />
Allei?, meri<strong>di</strong>ane giunse Pio IX nella cit-<br />
tà, e sotto magnifico arco trionfale, deco-<br />
rato con iscrizione dell'encomiato scolopo,<br />
fu ricevuto dall'egregio vescovo mg/<br />
Giampe<strong>di</strong> alla testa del clero secolaree re-<br />
golare, a cui erasi unita la monastica fa«<br />
miglia certosina <strong>di</strong> Trisulli; nonché dalla<br />
commissione municipale, il <strong>di</strong> cui pre-<br />
sidente F<strong>di</strong>ppoJacovacci presentò le chiavi<br />
al Santo Padre, e fu lieto d'aver con<br />
lui colloquio sull'indole de' citta<strong>di</strong>ni. Al<br />
nome <strong>di</strong> tal commissione il membro <strong>di</strong><br />
essa can. d. Luigi Francesco Pmssi reci-<br />
tò un'iscrizione, a cui il Papa rispose.<br />
»» Questoè il vero e più adatto elogio che<br />
si possa fare al Papa in una città religio-<br />
sa e fedele ". Disceso il Santo Padre dal-<br />
la carrozza, percorse a pie<strong>di</strong> la lunga<br />
strada fino alla cattedrale, preceduto da<br />
tutto il clero processiona finente, ed accompagnato<br />
da' car<strong>di</strong>nali, da mg/ Be-<br />
rar<strong>di</strong> commissario pontificio <strong>di</strong> Marittima<br />
e Campagna, e da mg. r<br />
Ba<strong>di</strong>a delegato<br />
apostolico <strong>di</strong> Frosinone. Non si può<br />
esprimere l'entusiasmo in<strong>di</strong>cibile dell'immensa<br />
moltitu<strong>di</strong>ne, che dalle finestre, da'<br />
terrazzi e balconi costruiti a bella posta,<br />
e lungo le strade applau<strong>di</strong>va al tanto so-<br />
spirato ritorno del Sovrano Pontefice, ed<br />
esprimeva con religiosa lealtà i voti <strong>di</strong><br />
sua felicitazione. In fronte della catte-<br />
drale eravi l'iscrizione del can. d. Paci-<br />
fico Latini professore d'eloquenza del seminario.<br />
Dopo il canto dell'antifona Tu<br />
es Petrus, il Papa adorò il ss. Sagraraento<br />
e con esso fu benedetto dal car<strong>di</strong>nal Viz-<br />
zardelli; in<strong>di</strong> orò avanti la statua d'ar-<br />
gento del patrono s. Sisto I, scoperta do-
V E L<br />
no riposto la ss. Eucaristin. Avendo il<br />
l'api appreso dal vescovo che la catte-<br />
drale non godeva la prerogativa e privi-<br />
legi <strong>di</strong> basilica, si degnò <strong>di</strong>chiararla basilica<br />
<strong>di</strong> quel grado ed or<strong>di</strong>ne che gode<br />
la basilica <strong>di</strong> s. Maria in Trastevere in<br />
Roma (<strong>di</strong> cui era stato canonico esso ve-<br />
scovo), la quale segnala tissi ma grazia fu<br />
immantinente pubblicata coli' iscrizione<br />
dell'encomiato can. Rossi. Asceso il Papa<br />
sulla loggia della cattedrale, ivi compartì<br />
l' apostolica bene<strong>di</strong>zione all'immenso po-<br />
polo, che ricopriva la vastissima piazza<br />
dell'Acropoli, il quale dopo quelle <strong>di</strong>vi-<br />
ne parole, reiterò gli evviva, che assordarono<br />
l'aere. Passò quin<strong>di</strong> al contigno<br />
episcopio, ove nella sala del trono ammise<br />
al bacio del piede il capitolo della me-<br />
desima cattedrale, quello della collegia-<br />
ta, la commissione municipale alatrina,<br />
e quella <strong>di</strong> Guarcino concorsa anch'esca<br />
n tributare i suoi omaggi <strong>di</strong> <strong>di</strong>vozione e<br />
fedeltà, e finalmente i primari citta<strong>di</strong>ni,<br />
<strong>di</strong>spensando a ciascuna classe parole <strong>di</strong><br />
benignità ; e conferì al presidente Jaco-<br />
vacci il nobile titolo <strong>di</strong> cavaliere dell'or-<br />
<strong>di</strong>ne Piano <strong>di</strong> a." classe, volendo così u-<br />
sare considerazione a'meriti <strong>di</strong> lui, e rimunerare<br />
<strong>di</strong>stintamente la fedele costan-<br />
za della città. Partito dall'episcopio, il<br />
Papa si fermò innanzi al collegio Calasan-<br />
zio, sulla cui facciata era altra iscrizione<br />
del p. Taggiasco, e sulla porta ammise<br />
graziosamente al bacio del piede i pp.<br />
scolopi, ed i convittori che infiammò alla<br />
virtù e allo stu<strong>di</strong>o delle lettere. In<strong>di</strong> si re-<br />
cò al monastero della ss. Annunziata, ricevendo<br />
al bacio del piede le monache,<br />
ed anche le religiose figlie della Carità<br />
ivi appositamente convenute, avendo ri-<br />
colmato le figlie <strong>di</strong> s. Benedetto <strong>di</strong> spiri-<br />
tuali favori. Consolato così ogni ceto <strong>di</strong><br />
persone, sempre applau<strong>di</strong>to, benedetto e<br />
festeggiato, il Papa lasciò Alatri <strong>di</strong> per-<br />
sona, ma vi rimase col cuore, e nell'uscir<br />
della poita ricevè un altro attestato <strong>di</strong><br />
gratitu<strong>di</strong>ne espresso dall'iscrizione det-<br />
tata da d. Carlo Ferrazzoli. Altre parti-<br />
VE L<br />
7"<br />
colarilà le riferisce Y Osservatore Romano<br />
nel n. 47> <strong>di</strong>cendo Alatri 6 miglia da<br />
Frosinone e racchiudere una popolazio-<br />
ne d'intorno a t *x,ooo anime, e che occu-<br />
pa il luogo d' un'antica piazza forte de*<br />
volsci (o meglio ernici), la più importante<br />
fortezza <strong>di</strong> questi antichi popoli. Crede<br />
che sia stata necessariamente l'opera de*<br />
giganti per rompere quelle rupi, e sovr-<br />
imporre e collegare, senza veruni specie<br />
<strong>di</strong> cemento, gli uni sugli altri quella<br />
quantità pro<strong>di</strong>giosa d'enormi massi, ed<br />
in un'epoca che non si adoperava ne la<br />
polvere per le mine, né la <strong>di</strong>namica <strong>di</strong>sponeva<br />
de'mezzi che oggi sono a nostra<br />
cognizione. Loda Alatri pel suo forte con-<br />
tegno col non volere riconoscere la re-<br />
pubblica romana, esempio forse unico<br />
nella storia delle rivoluzioni moderne,<br />
mantenendo immobilesempresulla cima<br />
del campanile la ban<strong>di</strong>era papale.»» Do-<br />
po molti tentativi infruttuosi <strong>di</strong> se<strong>di</strong>zio-<br />
ne e <strong>di</strong> guerra, Mazzini finì col risolvere<br />
<strong>di</strong> lasciare i citta<strong>di</strong>ni d' A latri nella loro<br />
libertà. S'intende quin<strong>di</strong> la gioia, l'entu-<br />
siasmo straor<strong>di</strong>nario <strong>di</strong> que' bravi abi-<br />
tanti all'avvicinarsi del Santo Padre. Il<br />
trionfo era molto minore pel SommoPon-<br />
tefice che per loro stessi ; e quin<strong>di</strong> egli è<br />
impossibile <strong>di</strong> descrivere l'aspetto della<br />
città nel momento in cui Papa Pio IX<br />
traversò a pie<strong>di</strong> le sue lunghe e anguste<br />
strade". Nel tornare a Frosinone, il Pa-<br />
pa si fermò alquanto nella grangia <strong>di</strong>Ticchiena<br />
de' certosini <strong>di</strong> Trisulti, ammettendo<br />
al bacio del piede i monaci. Avvicinandosi<br />
a Frosinone fu incontrato con<br />
nuove <strong>di</strong>mostrazioni <strong>di</strong> giubilo dalla popolazione.<br />
Nella sera si ripetè la luminaria<br />
della città e della provincia, non me-<br />
no del fuoco artificiale; ammettendo benignamente<br />
il Papa al bacio del piede al-<br />
tri <strong>di</strong>stinti citta<strong>di</strong>ni e le signore del pae-<br />
se. La strada che mena da Frosinone a<br />
Roma è quella che viene dal regno <strong>di</strong><br />
Napoli per Ceprano, la <strong>di</strong>scorsa antica via<br />
Casilina, consolare come l'altra per Ter-<br />
racina,eche va a congiungersi alla Labi-
76 V E L V E L<br />
cana presso Valmontone. Per questa fu arcivescovo <strong>di</strong> Filippi, segretario della s.<br />
ripreso dal Papa il viaggio, partendo la congregazione de' vescovi e regolari), che<br />
mattina de' i o aprile da Prosinone. Dopo sta alquanto più remoto dalla via a'mou-<br />
9 miglia s'incontra I' ernica Ferentino,<br />
ma a destra della via in sul colle. Però i<br />
ti snb-Apennini, ed anch'esso con due<br />
iscrizioni, in una delle quali il popolo ben<br />
ferentiuati, invi<strong>di</strong>ando agli alatrini Tono- a ragione vanta vasi <strong>di</strong> non essersi lascia-<br />
re d'accogliere, sebbene per poche ore, il lo prendere alle minacce e alle lusinghe<br />
Sommo Pontefice fra le loro mura, ne a- de'ribelli. Un altro arco finalmente troveano<br />
fatto già pregare Sua Santità. Due vossi sulla via, ed era della città vescovi-<br />
deputazioni, l'ima <strong>ecclesiastica</strong> l'altra ci- le<strong>di</strong> Segni,con corrispondente iscrizione<br />
vile, stavano presso un arco trionfale ad dell'Orbo et populus Signinus. Gran<br />
aspettarne l'arrivo, con l'epigrafe che de- parte <strong>di</strong> quella popolazione unita a quel-<br />
corando il cornicione si legge nella Rela- la de' vicini castelli <strong>di</strong> Gavignano e <strong>di</strong><br />
zione. In questa è pure l'iscrizione posta Montellanico stavano anch' essi tuli' in-<br />
sulla porta d'ingresso della città, la qua- torno all'arco ad aspettare il Santo L'ale<br />
termina colle parole: Ferentinate.s <strong>di</strong>e che in passando li bene<strong>di</strong>sse. Quanto<br />
i del Giornale <strong>di</strong> Ro'<br />
Pontifici et Principi- Fel maxima in- ad Anagni,a p. 3j<br />
ter pcricula- ConstantiJide ad<strong>di</strong>clissi- ma fu pubblicalo un articolo sul festeg-<br />
gi/'. Giunto il Papa e fattagli la consueta giamento fatto al Papa nel transitare pel<br />
pileria delle chiavi della città, vi entrò e suo territorio. Si <strong>di</strong>ce il magnifico arco<br />
salito all'episcopio, ch'é nella sommità trionfale adorno <strong>di</strong> belle pitture, degli<br />
del colle sugli avanzi dell'antica rocca emblemi delle 4 potenze cattoliche che<br />
Ferentina, <strong>di</strong>ede dall'ulto del medesimo concorsero coli' armi alla restaurazione<br />
la bene<strong>di</strong>zione. Impiegò quin<strong>di</strong> circa tre del dominio temporale della s. Sede, del-<br />
pre nel visitare la cattedrale e il semina- lo stemma della città e d' iscrizioni ana-<br />
i io (e secondo il Giornale <strong>di</strong> Roma, an- loghe alla circostanza, e riferite nella /teche<br />
i due monasteri e il collegio de' gè- lazione in uno a quelle degli altri me-<br />
ntili), nell'ammettere al bacio del piede morati archi. Fu preparato ancora un eil<br />
capitolo, e le solile deputazioni e ab legante e ampio pa<strong>di</strong>glione con sotto un<br />
tri. Dopo <strong>di</strong> che il Santo Padre tra le ac- maestoso ti Orio, nella speranza che il<br />
coniazioni, ripassando per l'arco, partì. Santo Padre salilo su <strong>di</strong> esso si degnereb-<br />
Da Ferentino, proseguendo per la sol- he compartire la sua bene<strong>di</strong>zione. Presloposta<br />
pianura verso Valmontone, si la- so l'arco si trovarono ad attenderlo mg. r<br />
scia ad<strong>di</strong>etro a sinistra il comune <strong>di</strong>Sgur- Pietro Paolo Trucchi vescovo d'Anagni<br />
gola lontano sui monti Lepi<strong>di</strong>; i cui a- (poi a'a r <strong>di</strong>cembre 1807 traslato a For-<br />
bitane però avevano innalzato il suddet- h, succedendolo nello stesso giorno nella<br />
to arco a'eonfini del loro territorio pres- sede anagnina mg. r<br />
Clemente Pagliari<br />
so la via Casilina, ed erano convenuti ivi dell' arci<strong>di</strong>ocesi d' Urbino e preposto <strong>di</strong><br />
in gran numero per essere benedetti. Pq- quella metropolitana: nel medesimo<br />
p'ollre si lascia a destra sur una delle col- concistoro il predecessore vescovo <strong>di</strong><br />
line che fiancheggiano la strada Anagni, Forlì monsignor Falcinelli fu promos<<br />
la quale costruì un arco sulla via con due so ad arcivescovo d' Atene, e in<strong>di</strong> nun-<br />
lunghe iscrizioni per festeggiare il pas- zio nel Brasile), il capitolo della cat-<br />
saggio del Papa pel suo territorio. Un al- tedrale, i capitoli dflla collegiata del-<br />
iro arco dove si estende il proprio leni- la città stessa e d'alcuni paesi della <strong>di</strong>o-<br />
torio, avea innalzato anche Paliano (la cesi più vicini, i corpi religiosi, il semi-<br />
quale, come <strong>di</strong>ssi al suo articolo, si ono- nario <strong>di</strong>ocesano, tulli in abili <strong>di</strong> chiesa;<br />
la, del concit Lutino mg. r<br />
Andrea Bizzarri la commissione municipale, eia popola-
NEL<br />
rione d' ogni con<strong>di</strong>zione sì d'Anngni che<br />
de' luoghi circostanti. Giunto il Sommo<br />
Pontefice, venne accolto con istrepitosis-<br />
simi applausi e tra 1' alternativo suono<br />
delle bande musicali. Il Papa sceso dalla<br />
carrozza e accompagnato da' car<strong>di</strong>nali<br />
Asquini e A ntonelli salì sul trono, da dove<br />
subito compartì l'apostolica bene<strong>di</strong>zione<br />
all' affollata moltitu<strong>di</strong>ne con espansione<br />
<strong>di</strong> cuore tale che commosse tutti. Mg. r<br />
vescovo e il marchese Nicola Trajelto<br />
presidente municipale, interpreti de'sen-<br />
timenti <strong>di</strong> tutta la città, umiliarono al<br />
Santo Padre gli omaggi sinceri <strong>di</strong> <strong>di</strong>vo-<br />
zione e <strong>di</strong> fedeltà. Il Papa esternò la sua<br />
sod<strong>di</strong>sfazione, e gli ammise al bacio del<br />
piede, in uno a 'cleri secolare e regolare,<br />
alla commissione municipale, ed a molte<br />
altre persone. 1 cantori beneficiati della<br />
cattedrale cantarono l' antifona Tu es<br />
Petrus, le bande tornarono a suonare, e<br />
le prossime colline echeggiarono <strong>di</strong> ite-<br />
rati evviva. Altre <strong>di</strong>mostrazioni il popo-<br />
lo anagnino celebrò tornato nella città.<br />
Dipoi il sullodato anagnino d. Antonio<br />
Cipriani nel Supplemento al n. 68 del*<br />
X Osservatore Romano dello stesso 1 85o,<br />
pubblicò ad omaggio solenne della veri-<br />
tà, un eru<strong>di</strong>to articolo riguardante A Ma-<br />
gnesia per rettificare alcune nozioni con»<br />
tro la storica verità contenute nel n. 47<br />
del medesimo giornale, nel dar contezza<br />
delle feste e degli onori tributati da'po-<br />
poli al Papa ; sia specialmente per con-<br />
futare la supposta rivalila tra Anagni e<br />
Ferentino, provandolo colla storia de'fat-<br />
ti, non meno degli antichi tempi de' romani,<br />
che <strong>di</strong> que'del cristianesimo. Che<br />
la pretesa enorme muraglia che <strong>di</strong>vide<br />
i dueterritorii, non esser altro che un ca-<br />
nale del piccolo fiume <strong>di</strong> Tufano. Quin-<br />
<strong>di</strong> enumerò le principali prerogative <strong>di</strong><br />
Anagni, madre feconda d'illustri eroi e<br />
<strong>di</strong> 4 Papi, 28 de'quali vi ebbero un gra-<br />
to albergo, ed asilo contro le persecuzio-<br />
ni a Gelasio li, Adriano IV, Alessandro<br />
III e Lucio III. E che <strong>di</strong>versi Papi atte-<br />
starono le prove luminose <strong>di</strong> sincera <strong>di</strong>-<br />
V E L 77<br />
vozione e fedeltà date da Anagni alla j.<br />
Sede. Riprodusse per ultimo le 4 U<strong>di</strong>-<br />
zioni del suddetto arco. Così ven<strong>di</strong>cò l'o-<br />
nor patrio leso ad Anagni Caput Iler-<br />
nicorum. Riprendo il filo del pontificio<br />
viaggio.Neldescrittomodocorsa nellospa-<br />
zio <strong>di</strong> circa 3 ore quell'ampia valle che ha<br />
i monti Lepi<strong>di</strong> a sinistra e i sub-A penni-<br />
ni a desila, giunse dopo mezzodì a Val-<br />
montone, <strong>di</strong> che parlerò al suo paragra-<br />
fo. Dissi <strong>di</strong> sopra che il Papa, dopo aver<br />
visitato la provincia <strong>di</strong> Campagna sareb-<br />
be ritornalo nella Marittima rientrando<br />
nella via Appia per condursi a \ elicti i<br />
e in<strong>di</strong> a Roma. Da Valmontone a Vel-<br />
letri si va per una strada provinciale, che<br />
<strong>di</strong>ramando dalla Casilina presso Valmon-<br />
tone corre e volge a ponente, costellando<br />
le falde degli Algi<strong>di</strong> e dell'Artemisio<br />
da una parte, de'Lepini dall'altra, e pas-<br />
sando sotto Montefòrtino, del quale poi<br />
<strong>di</strong>rò al suo paragrafo il festeggiamento<br />
tributato a Pio IX. Proseguendo il viag-<br />
gio, alla pieve <strong>di</strong> Lariano il Papa fu in-<br />
contrato da una deputazione della città<br />
<strong>di</strong> Velletri, e dal suo vescovo car<strong>di</strong>nal<br />
Macchi decano del sagro collegio, che fe-<br />
ce salire nella propria carrozza, perciò <strong>di</strong>-<br />
scendendone mg/Me<strong>di</strong>ci maggiordomo e<br />
mg. 'Borromeo maestro <strong>di</strong> camera, ed en-<br />
trò in Velletri con quelle solennità che<br />
poi celebrerò, insieme al soggiorno che<br />
vi fece sino alla mattina de'i 2 del mede-<br />
simo aprile, in cui Pio IX, nel modo che<br />
in breve narrai in quell' articolo, per<br />
Genzano, la Riccia e Albano fece il suo<br />
desiderato, trionfale e lietissimo ingres-<br />
so in Roma. Ora passo a parlare ne'se-<br />
guenti paragrafi delle provincie e de'co-<br />
in uni che compongono la legazione <strong>di</strong><br />
Marittima e Campagna, principalmente<br />
della delegazione apostolica <strong>di</strong> Marittima<br />
o Velletri ; e pe'già descritti altrove<br />
ne in<strong>di</strong>cherò dove lo sono, riferendo in<br />
alcuni nozioni che se non del tutto ap-<br />
pai tengono al paragrafo,riguardano ben-<br />
sì l'encomiate provincie e si rannodano<br />
ad esse per la storia.
7» VEL<br />
DlSTOETTO DI VELtETRI.<br />
Governo <strong>di</strong> Velletri.<br />
Cisterna. Comune della <strong>di</strong>ocesi <strong>di</strong><br />
V elicli i, <strong>di</strong> cui ragionai al suo articolo,<br />
oude non ini resta che aggiungere alcuu<br />
altro cenno clic ricavo da' molti che<br />
ne scrissero. E <strong>di</strong>statile 33 miglia da Roma<br />
e 8 da Velletri, con territorio in piano<br />
e colle, con molli fabbricati, marchesaio<br />
della nobilissima famiglia Caelani<br />
(A- .), e già suo feudo. Questa terra è sul-<br />
l'ultime pen<strong>di</strong>ci de'monti Veliterni, sulla<br />
sponda destra del lumie denominato<br />
Aulico, perchè è un canale artificiale in<br />
gran parte, tendente a raccogliere le acque<br />
che scendono da Giuliano edaTori<br />
cecilia, e darle altra verso le Palu<strong>di</strong> Pou-<br />
liue al mare. Essa è I' ultima terra da<br />
questa parte che sia entrata nella map-<br />
pa. Narra Marocco, che da Vellelri a<br />
Cisterna alcuni traili <strong>di</strong> strada sono fian-<br />
cheggiati da lunghe e folte macchie <strong>di</strong><br />
roveri auuose e <strong>di</strong> elei, che <strong>di</strong>llicilmcu-<br />
te piegano i furiosi venti, appellandosi<br />
volgarmente quelle foreste la macchia<br />
<strong>di</strong> Cisterna, ch'è vastissima ; ed aggiun-<br />
ge essere non solo ricovero <strong>di</strong> cinghiali,<br />
<strong>di</strong> capri e <strong>di</strong> lupi, ma uu tempo rifugio<br />
tli crudeli assassini, prima che fosse in<br />
gran parie svelta o <strong>di</strong>radata per la sicu-<br />
rezza pubblica presso la strada. Del più<br />
aulico taglio che si dovea fare <strong>di</strong> sua sel-<br />
va, parlerò nel paragrafo <strong>di</strong> Sei-moneta.<br />
A litichi ruderi <strong>di</strong> una torre o forte al de-<br />
stro lato della via nominata le Castella<br />
risvegliano l'idea del primiero loro esse-<br />
re, e souo il domicilio del gufo lamen-<br />
tevole, dell' upupa melanconica, e della<br />
nottola o vipistrello che <strong>di</strong> giorno sta<br />
nascosto. A levante del borgo è il palazzo<br />
ducale, che costituisce l'ingresso nella ter-<br />
ra me<strong>di</strong>ante un grande arco che <strong>di</strong>cesi<br />
la porta, sebbene vi si eutri da ogni par-<br />
te uun avendo mura castellane, il <strong>di</strong>seguo<br />
del quale fabbricato è decoroso e alquan-<br />
to vasto, uè manca <strong>di</strong> quella soli<strong>di</strong>tà che<br />
n e<strong>di</strong>ficio signorile conviene. Questo è<br />
1' uuico fabbricato ragguardevole, tran»<br />
VEL<br />
ne la chiesa collegiata, e alcune case <strong>di</strong><br />
civili famiglie. Tale chiesa, de<strong>di</strong>cata alla<br />
B. Vergine Assunta in cielo, è bella e <strong>di</strong><br />
moderna architettura, rinnovala da'fon-<br />
daineuti in guisa <strong>di</strong>versa dall' antica, <strong>di</strong><br />
cui parla il Piazza e sotto i'istessa invocazione,<br />
con <strong>di</strong>segno del celebre cav. Mo-<br />
relli architetto del palazzo B raschi <strong>di</strong><br />
Imma, ma non eseguilo fedelmente. Non<br />
ostante nell'interno l'aliare del ss. Sagramento<br />
merita osservazioue pe' suoi sem-<br />
plici ma vaghi ornali e pe' inarmi che lo<br />
compongono. Nella i.* cappella a destra<br />
si venera I' elligie del Redentore <strong>di</strong>pinta<br />
in tela dal valente Cavallucci <strong>di</strong> Sei mo-<br />
neta. Dice il Rauco che questa chiesa è<br />
capitolare eon arciprete, 7 canonici e 3<br />
beneficiali, ed ha il baltisterio essendo<br />
1 unica parrocchia. Inoltre vi sono altre<br />
4 chiese con 3 confra temile secolari. Vi<br />
esisteva il convento <strong>di</strong> s. Antonio abba-<br />
te de'minori osservanti riformati, espulsi<br />
nuli' invasione francese, né più ripristi-<br />
nali. Trovo nel Piazza, che la chiesa e il<br />
eoo vento furono creiti dal car<strong>di</strong>nal Boni-<br />
facio Gaetaui o Caelani, nel i5y2, con<br />
facoltà <strong>di</strong> Gregorio X11I, il quale nel<br />
giorno del santo concesse indulgenza ple-<br />
naria. Vi esistono, l'ospedale per gì' in-<br />
fermi, la casa delle maestre pie Venerine<br />
per l' istruzione delle fanciulle, e la pub-<br />
blica scuola per ammaestrare i giova-<br />
netti. 11 popolo venera per principale<br />
protettore s. Rocco confessore. Dinanzi<br />
alla collegiata è uu vasto piazzale abbel-<br />
lito da uu granaio fabbricato da'fonda-<br />
ineiiti nel 1772 da Francesco Caelani du-<br />
ca <strong>di</strong> Semionda, come si legge uell' i-<br />
scrizione. Cisterna era più eslesa e popo-<br />
lala prima che fosse bruciata e saccheggiala<br />
dallo scismatico Lodovico V il Ba-<br />
varo. 11 Nibby parlaudo <strong>di</strong> questa terra<br />
crede, che finché fu io qualche modo<br />
praticabile la via Appia, abbia molto sof-<br />
ferto, trovandosi sulla gran strada in luo-<br />
go poco <strong>di</strong>feu<strong>di</strong>bile,esposla a tulle le scor-<br />
rerie, che narrai uel suo articolo; ma do-<br />
po, lino cioè al riuUivameuto <strong>di</strong> quella
VEL<br />
nel secolo passato, rimase troppo fuor <strong>di</strong><br />
Mano e quasi <strong>di</strong>menticata, come dall'al-<br />
tro canto dopo il <strong>di</strong>seccamelo delle<br />
Palu<strong>di</strong> Pontine e il riapriroento dell'Ap-<br />
pia, questa terra ha molto migliorato<br />
nell'aria, la popolazione si è accresciuta,<br />
ed i fabbricati sono stali anch'essi amplia-<br />
ti e abbelliti. Dichiara il Marocco, che<br />
l'origine del nome <strong>di</strong> Cisterna proviene<br />
da alcune cisterne esistenti, ovvero dal-<br />
la forma totale del paese piuttosto esisten-<br />
te in basso; e che varie sono le cisterne<br />
d'acque piovane per uso della popolazio-<br />
ne, la i.' essendo innanzi al palazzo ba-<br />
ronale, ottimamente costruita e profonda<br />
1G0 palmi, la i. 3<br />
dentro lo stesso palazzo<br />
e della medesima profon<strong>di</strong>tà, la 3."<br />
fuori la porta delta Agrippara. Alcuni<br />
<strong>di</strong>ssero questo luogo Cisterna JYeronis,<br />
e lo ripetei al suo articolo, ed il Marocco<br />
riflettendo alla derivazione <strong>di</strong> porta A-<br />
grippara non è lontano da credere che<br />
tragga origine tal nome da alcuna memo-<br />
ria <strong>di</strong> Agrippina madre dell'imperatore<br />
Nerone. Dice inoltre, opinare molti eru-<br />
<strong>di</strong>ti, che da due gran<strong>di</strong> cisterne antiche<br />
il suo nome derivasse, e che fossero falle<br />
per or<strong>di</strong>ne <strong>di</strong> Nerone, onde provvedere<br />
Anzio d'acque salubri me<strong>di</strong>ante acque-<br />
dotti, de'quali non mancò chi asserì d'a-<br />
verne riconosciuti <strong>di</strong>versi avanzi. Nel più<br />
volte ricordato articolo Cisterna <strong>di</strong>ssi<br />
col Nibby e altri, ch'essa non occupa il si-<br />
to dell' antica sede vescovile <strong>di</strong> Tre Ta-<br />
berne, Cwitas Trium Tabernarum 3<br />
Tre* Tabernae, città de' volsci, la qua-<br />
le piullosto surse nel suddetto lenimen-<br />
lo delle Castella, nel luogo chiamato<br />
Civitona, sulla sponda destra della via<br />
Appia, silo abbandonato e ove si vede<br />
un e<strong>di</strong>ficio semi<strong>di</strong>ruto de' tempi bassi co-<br />
struito sopra avanzi d'una fabbrica d'o-<br />
pera incerta, a'quali si dà il dello nome,<br />
circa 11 miglia lungi da Roma, ed ap-<br />
partengono alla stazione <strong>di</strong> Trcs Taber-<br />
nac, come vuole Nibby, esistendo uu mi-<br />
glio <strong>di</strong>stante gli avanzi d'una conserva<br />
antica e d'un acquedotto, che vi porta-<br />
VEL 70<br />
vn l'acqua da' colli veliterni. Con PU-<br />
ghelli, Italia sacra, l. io, p. 177, ripor-<br />
tai i 7 suoi vescovi, il quale però avverte,<br />
che la città <strong>di</strong> Tre Tabcrne non è da<br />
confondersi con Tabernae seti Palaeopoli,<br />
vel Treschines in Magna Grac-<br />
cia. Il i.° vescovo che si conosca è del<br />
3 1 3: a' tempi <strong>di</strong> s. Gregorio 1 v'era pure<br />
un vescovo, <strong>di</strong> cui s'ignora il nome, o<br />
meglio era vacante, il quale'Papa vedendo<br />
ridotta a nulla e devastata la città<br />
delle Tre Tabeine da' longobar<strong>di</strong>, eoa<br />
lettera riprodotta da Ughelli e in<strong>di</strong>riz-<br />
zata a Johannis Episcopo <strong>di</strong> Vellelri, al-<br />
la sua ne unì canonicamente la cattedra<br />
vescovile. Questa chiesa rimase per vari<br />
anni unita alla Veliterna, ma poscia ri-<br />
fabbricala o restaurata e ripopolata la<br />
città <strong>di</strong> Tre Tabeine, nuovamente fu<br />
separata da Vèlletri ed ebbe i propri ve-<br />
scovi, tra' quali quello del 761 o 762,<br />
l'ultimo conosciuto è dell' 868 o 869,<br />
ed in seguilo non si hanno più memorie<br />
de' suoi pastori e della sede vescovile,<br />
probabilmente per la totale <strong>di</strong>struzione<br />
della città. Quin<strong>di</strong> in conseguenza del<br />
precedente statuito da s. Gregorio I, pas-<br />
sò <strong>di</strong> poi la <strong>di</strong>ocesi <strong>di</strong> Tre Taberne sotto<br />
la giuris<strong>di</strong>zione del vescovo <strong>di</strong> Vellelri,<br />
parlando del quale riferirò l'opinioni del<br />
can. Dauco su Tre Taverne. Tutti gli<br />
storici poi couvengonoche <strong>di</strong>strutta Tre<br />
Taverne, Cisterna crescesse d'abitalo, <strong>di</strong><br />
territorio e <strong>di</strong> popolazione, e forse allo-<br />
ra ne prese la denominazione latina Tres<br />
Tabernae. Altri poi credono, essere Cisterna<br />
succeduta ad Vlubra, e che dopo<br />
la sua <strong>di</strong>struzione e <strong>di</strong> quella <strong>di</strong> Tre Ta-<br />
berne, quivi si rannodò la popolazione<br />
e formò l'o<strong>di</strong>erno paese. Di Ulubra trat-<br />
ta il Nicolai, De' bonificamenti delle<br />
Terre Pontine a p. 38, la <strong>di</strong> cui posi-<br />
zione è contrastala, forse all'ingresso del-<br />
le Palu<strong>di</strong> Pontine, o nouloulaua da Vel-<br />
lelri, e perciò forse comprese la piccola<br />
villa ove fu allevato Augusto oriundo <strong>di</strong><br />
Vellelri e nato in Roma. Il Marocco la<br />
crede presso il castello <strong>di</strong> Giuliano, co-
8o VEL<br />
me <strong>di</strong>rò in quel paragrafo. Non ebbe rinomanza<br />
per la sua aria pessima e quan-<br />
tità delle rane della palude, non però<br />
Pontina, perchè questa mai giunse a Yel-<br />
letri, qualora si voglia supporta presso<br />
tal città. La villa della famiglia d'Angu-<br />
sto era come un magazzino ove si depositavano<br />
le grascie necessarie per la me-<br />
desima, Diverse opinioni riferirò ragionando<br />
<strong>di</strong> Velletri e d'Augusto; e quanto<br />
a' sognali ranocchi, oltre le palu<strong>di</strong>, ponno<br />
stare anche in peschiere artefatte o in<br />
piccole fosse d'acque stagnanti, come ve<strong>di</strong>amo<br />
in tanti luoghi. La celebre sta-<br />
zione <strong>di</strong> Tre Taverne sulla via Appia<br />
e poscia città vescovile, <strong>di</strong> cui tanto si<br />
questionò dagli eru<strong>di</strong>ti per la confusio-<br />
ne che si osserva dal Nibby negli itinerari<br />
antichi circa la sua <strong>di</strong>stanza da Roma,<br />
giacché il nome fu comime a varie sta-<br />
zioni sulle vie antiche, come quella pres-<br />
so Laus Pompe/a nella Gallia Cisalpi-<br />
na, e quella presso Interamna sulla Fla-<br />
minia, derivando da tre osterie erette per<br />
comodo de' viandanti, particolarmente<br />
nella unione <strong>di</strong> più strade (del vocabolo<br />
Talerna riparlai nel voi. LXXXfV.p.<br />
iq4) come appunto accadeva nella sta-<br />
zione in questione, dove a destra <strong>di</strong>ramava<br />
la strada ad Anzio, ed a sinistra<br />
un'altra quasi continuazione della pre-<br />
cedente portava a Velilrae. Altri luoghi<br />
della stessa denominazione si ponno ve-<br />
dere nel Ricchi, Reggia de f'olsci. Ta-<br />
le unione <strong>di</strong> vie mentre rendeva neces-<br />
sari i luoghi <strong>di</strong> ricovero e gli alberghi,<br />
andava per la frequenza de' viandanti<br />
raccogliendo a poco a poco gente nello<br />
stesso sito, onde da semplice stazione in-<br />
sensibilmente <strong>di</strong>veniva borgata, e delle<br />
volte ancora città. E molte terre moderne<br />
potrebbero alleluisi in esempio come<br />
sorte dalla medesima origine. Le prime<br />
memorie riferite da Nibhy della stazione<br />
<strong>di</strong> Tres Tabernae sub' Appia rimon-<br />
tano al decimare del secolo VII <strong>di</strong> Pioma,<br />
poiché Cicerone la ricorda l'anno 692,<br />
nella lettera che scrisse ad Attico a' 27<br />
VEL<br />
gennaio. Di nuovo la nomina in quella<br />
scritta due anni dopo a' 9 aprile del G94<br />
<strong>di</strong> Roma, iu cui pare decisivo per determinare<br />
il sito <strong>di</strong> Tres Tabernae, mostrando<br />
che una strada <strong>di</strong>retta da An-<br />
zio raggiungeva l' Appia presso quella<br />
stazione: aggiungasi a questo i memo-<br />
rati ruderi esistenti, l'acquedotto, il nome<br />
volgare <strong>di</strong> Civilona, e la questione è<br />
decisa. Memorabile però sopra tutti gli<br />
altri fatti riguardanti Tre Taberne, è<br />
quello ricordato dagli Atti Apostolici, e.<br />
28, § i5, che avendo i fedeli <strong>di</strong> Roma<br />
u<strong>di</strong>to l'arrivo dell'apostolo s. Paolo a<br />
Pozzuoli, ed essendosi posto in viaggio<br />
verso Roma, per essere giu<strong>di</strong>cato dall'im-<br />
peratore a cui erasi appellato, gli an-<br />
darono incontro fino al Foro Appio, <strong>di</strong><br />
cui riparlai ne' voi. LV, p. 65, LXXIV,<br />
p. 2o3, ed a Tres Tabernae: e Paolo<br />
vedendoli, dopo avere reso grazie a Dio,<br />
ne prese fiducia. Questo avvenimento è<br />
<strong>di</strong> grave importanza, come quello che si<br />
rannoda alla venuta dell'Apostolo delle<br />
genti in Roma nell'anno 5y <strong>di</strong> nostra<br />
era, a promulgarvi con s. Pietro la dot-<br />
trina <strong>di</strong> Gesù Cristo. Un altro grande<br />
avvenimento è pur quello ivi avvenuto<br />
l'anno 3oj <strong>di</strong> della era. Dopoché Mas-<br />
senzio ebbe assunto la porpora imperia-<br />
le nel 3o6, Galerio, che mai volle rico-<br />
noscere, alfulò a Severo cesare la guerra<br />
contro <strong>di</strong> lui, e questi vinto più dall'oro<br />
che dal valore del suo rivale, tra<strong>di</strong>to da'<br />
suoi dovè ritirarsi in Ravenna, dove as-<br />
se<strong>di</strong>ato da Massimiano Ercole padre <strong>di</strong><br />
Massenzio, né potendo facilmente esse-<br />
re forzalo alla resa, fu persuaso da quel<br />
vecchio astuto a portarsi in Roma, assicurato<br />
co' più. forti giuramenti. Sem-<br />
bra ch'egli per maggior sicurezza seguis-<br />
se la via <strong>di</strong> mare, fino a Brin<strong>di</strong>si : quin<strong>di</strong><br />
per l'Appia, giunto a Tres Tabernae<br />
cadde in un'imboscata tesagli da Mas-<br />
senzio, e fu strangolato da Eraclio, come<br />
<strong>di</strong>ce il Theuli. Lo <strong>storico</strong> greco Zc<br />
simo chiama il luogo, le Tre Osterit<br />
Tres Tabernae, e lo designa come
VE L<br />
villaggio. L'autore della Miscelici nar-<br />
raudo lo slesso fatto, <strong>di</strong>ce che dopo es^e-<br />
re stato spento Severo ad Tres Tabernas,<br />
il suo corpo veune sepolto nel monumento<br />
<strong>di</strong> Gallieno 9 miglia <strong>di</strong>starne<br />
da Roma sull'Appia. Pertanto circa i<br />
tempi <strong>di</strong> Costantino I questa stazione era<br />
un villaggio. Al progresso della religione<br />
cristiana si deve il passaggio dallo stato<br />
<strong>di</strong> villaggio a quello <strong>di</strong> città, per la memo-<br />
ria insigne della presenza <strong>di</strong> s. Paolo che<br />
ne avea santificato il luogo, allorquando<br />
Costantino 1 <strong>di</strong>venuto cristiano, ridonò<br />
la péce alla Chiesa, ed accordò a.'<br />
cristiani il libero esercizio <strong>di</strong> loro reli-<br />
gione, onde subito vi fu eretta le sede<br />
vescovile <strong>di</strong> Tre Taberne, al qual arti-<br />
colo <strong>di</strong> rinvio in questo mi proposi <strong>di</strong><br />
riparlarne. Il Ricchi nel suo Teatro, è<br />
uno <strong>di</strong> quelli che crede succeduta Cisterna<br />
a Tre Taberne, la chiama splen<strong>di</strong>da<br />
terra e nobile <strong>di</strong>porto <strong>di</strong> gran<strong>di</strong>; e ritie-<br />
ne ancora che quivi s. Paolo fu incon-<br />
trato dalla grau turba de' romani (anche<br />
non cristiani, come vuole il Piazza), che<br />
anelando la <strong>di</strong> lui venuta pel grido <strong>di</strong><br />
sua dottrina e santità, l'accompagnaro-<br />
no in Roma in guisa <strong>di</strong> triofaute, piut-<br />
tosto che <strong>di</strong> prigioniere. Dice essere fama,<br />
ch'egli stasse racchiuso ne' latiboli<br />
<strong>di</strong> quella torre, che si vede alzata in Ci-<br />
sterna in argomento <strong>di</strong> sue glorie sul<br />
mezzo della nobile residenza de' princi-<br />
pi Caetaui, il che rende ancor più cele-<br />
bre il luogo. Di Cisterna il Ricchi ne<br />
tratta ancora nella Reggia de' Volsci,<br />
ricordando che in compagnia <strong>di</strong> s. Pao-<br />
lo era l'evangelista s. Luca descrittore del<br />
suo pellegrinaggio, e dell'incontro giu-<br />
bilante e <strong>di</strong> voto ch'ebbero a Tre Taber-<br />
ne, ed i più fervorosi erausi portati fino<br />
a Foro Appio. Anch'esso fu nella delta<br />
opera dello stesso sentimento e dell'opi-<br />
nione che Cisterna fu fabbricata sopra<br />
la città vescovile<strong>di</strong> Tre Taberne, e ripor-<br />
ta gli autori che ciò sostennero, l'identi-<br />
tà cioè <strong>di</strong> Cisterna con Tre Taberne. Os-<br />
serva inoltre il Ricchi, che lungo la via<br />
VOI. LXXXiX.<br />
VEL 8t<br />
Appia i fedeli eressero <strong>di</strong>verse chiese a'<br />
ss. Apostoli e massime a' ss. Pietro e Paolo,<br />
che per tale strada recaronsi a Roma<br />
a piantarvi la fede. Presso Tre Taberne<br />
fu già la sontuosa chiesa <strong>di</strong> s. Pietro in<br />
Selce, la quale poi restaurò la pia [Ir*<br />
beralità <strong>di</strong> Papa Adriano I, e da essa<br />
non era mol to lontana la chiesa <strong>di</strong> s. Tommaso.<br />
Aggiunge che la vastità del campo<br />
<strong>di</strong> Cisterna era tanta anticamente,<br />
unito alla giuris<strong>di</strong>zione <strong>di</strong> Pomezia, che<br />
verso il mare includeva ancora la peni-<br />
sola <strong>di</strong> Cuccio; e nel <strong>di</strong> cui lenimento si<br />
rinvennero sparse le antiche iscrizioni<br />
che riprodusse, tutte illustranti le memorie<br />
volsche e Sessa Pomezia. Ora fa<br />
d'uopo <strong>di</strong> chiarire un punto interessan-<br />
te <strong>di</strong> storia <strong>ecclesiastica</strong>, riguardante Ci-<br />
sterna. Ivi <strong>di</strong>ssi col Baronio, col Ricchi,<br />
colNibby e altroché neli i5g eletto Alessandro<br />
HI in Roma a'7 settembre, donde<br />
fu costretto parti re, in Cisterna prese l'insegne<br />
papali, eifettuandosi a' 20 del medesimo<br />
mese la Consagrazìone e Coronazione<br />
(V.) nella vicina Ninfa, a mo-<br />
tivo che nell'elezione stessa insorse con-<br />
tro <strong>di</strong> lui l'antipapa Vittore IV detto<br />
V, non potendosi eseguire in Roma per<br />
la prevalenza degli scismatici; in<strong>di</strong> recan-<br />
dosi a Terracina (V.) t per non trovar-<br />
si sicuro neppure in Ninfa. L. Agnello<br />
Anastasio neh' Istoria degli Antipapi<br />
t. 2, p. 5j e 59, parlando <strong>di</strong> Vittore V<br />
narra. Morto Adriano IV in Anagni il<br />
i.° settembre, a' 7 i car<strong>di</strong>nali in Roma<br />
concordemente elessero Alessandro IH,<br />
che fu costretto co' suoi elettori rinser-<br />
rarsi nella basilica Vaticana dalla po-<br />
tente fazione <strong>di</strong> Vittore V, finché il po-<br />
polo mal soffrendo tanta prepotenza, u-<br />
nito con Ettore Frangipani lo rimise in<br />
libertà insieme co' car<strong>di</strong>nali. Portatosi<br />
in Ninfa a' 20 settembre fu consagrato<br />
da Ubaldo vescovo d'Ostia, assistito da<br />
5 vescovi, e da altri car<strong>di</strong>nali preti e <strong>di</strong>a-<br />
coni ; mentre Vittore V a grande stento<br />
potè accozzare 3 vescovi che in Farfa<br />
\V.) l' or<strong>di</strong>narono vescovo nella 1*<br />
6
82 VEL<br />
domenica ili ottobre, cioè Immaro <strong>di</strong><br />
Frascati e quelli <strong>di</strong> Molfetta o Melfi o<br />
Amalfi allora governata da Giovanni, e<br />
<strong>di</strong> Ferentino Ubaldo <strong>di</strong> Prato, da' qua-<br />
li lo scismatico ricevè la male<strong>di</strong>zione in<br />
vece della bene<strong>di</strong>zione. Marocco tra le<br />
iscrizioni esistenti in Cisterna riporta<br />
quella del palazzo ducale eretta dopo<br />
625 anni dal duca Francesco Caetani per<br />
rinnovarne la memoria, in cui leggo cbe<br />
a' 20 settembre ii5g Alexander III<br />
P. M. ex Urbis tumulili post renimela,'<br />
tionem heic reccplus etconsecralus insignia<br />
rile accessit. La trovo pure pub-<br />
blicala dal Bauco colla seguente avver-<br />
tenza e necessaria <strong>di</strong>scussione. Presso<br />
tutti gli storici ecclesiastici leggesi essere<br />
avvenuta la consagrazione nella città <strong>di</strong><br />
Ninfa,<strong>di</strong>stante daCisterna 5 miglia. L'au-<br />
tore della lapide prestò fede ad una let-<br />
tera enciclica dell'antipapa Vittore, <strong>di</strong>-<br />
retta a' vescovi e principi, in cui <strong>di</strong>ce se-<br />
guita la consagrazione d' Alessandro in<br />
castro nomine Cisternae. Doveva l'au-<br />
tore prestare fede piuttosto allo stesso<br />
legittimo Alessandro che a' suoi nemici.<br />
Egli <strong>di</strong>falto scrisse <strong>di</strong> se a Gerardo ve-<br />
scovo e a'eanonici <strong>di</strong> Bologna : Seguenti<br />
<strong>di</strong>e dantinico venerabilibus fralribus<br />
no s tris Gregorius Sabinensi, Hubaldo<br />
Ostiensi .... apud Nympham non longe<br />
ab Urbe insimul consecrationis acce-<br />
pimus. E negli atti dello stesso Alessan-<br />
dro 111 presi da un co<strong>di</strong>ce Valicano leg-<br />
gesi. In vigìlia B. Mai<strong>di</strong>ci apostoli prospere<br />
ad Nympham per Dei gratiam<br />
pervencrunt. Ubi ipsa dominica <strong>di</strong>e. . .<br />
Alexander, praeeunte Spirilus Sancti<br />
grada consccratus est insummum Pon-<br />
tificali. Il Ciacconio, Ilist. Boni. Pont.<br />
riferisce altrettanto. Poco o niente è da fi-<br />
darsi de' fautori e dello stesso antipapa,come<br />
seri ve ilBaronio,per l'immenso cumulo<br />
<strong>di</strong> bugie dettate dal padre della men-<br />
zogna. Essere ciò vero rilevasi dallo scrit-<br />
to da' fautori dell'antipapa e inviato al<br />
suo sostenitore lo scismatico imperatore<br />
Federico I, in cui <strong>di</strong>cono : » Cbe Alessau-<br />
.<br />
VE L<br />
<strong>di</strong>o co' suoi seguaci pervennero alla Ci"<br />
sterna <strong>di</strong> Nerone, nella quale Nerone s'<br />
nascose fuggendo i romani, cbe lo segui-<br />
tavano. Giustamente andarono in Cister-<br />
na quelli cbe aveano abbandonato il fon-<br />
te d'acqua viva, e si erano fabbricale ci-<br />
sterne, ma cisterne <strong>di</strong>ssipate, che l'acqua<br />
contenere non possono." Rimarca il can.<br />
Bauco, cbe siffatte frasi de' parlitanti eli<br />
Vittore sono irrisorie, dettate dall'astio<br />
e dall'ambizione, per porre in ri<strong>di</strong>colo<br />
il Papa legittimo. Di più soggiunge, la<br />
prova piùconvincentechela consagrazio-<br />
ne non si fece in Cisterna, è il saccheg-<br />
gio, 1' incen<strong>di</strong>o e la totale devastazione<br />
<strong>di</strong> Ninfa eseguila da Federico 1, circa il<br />
1 1 56 (è anacronismo perchè la consa-<br />
grazione si fece nel 1 1 5g ),<br />
per ven<strong>di</strong>car-<br />
si <strong>di</strong> que' citta<strong>di</strong>ni, cbe aveano ricevuto<br />
e favorito Alessandro MI. Infortunio che<br />
sarebbe avvenuto a Cisterna, se qui fosse<br />
stata realmente effettuata la consagrazio-<br />
ne. Ma io nel suo articolo, col Nibby, no-<br />
tai che Cisterna fu nel 1 1 65 incen<strong>di</strong>ata<br />
dal cancelliere imperiale, come avversa<br />
aH'imperalore,secondugli scrittori che ri-<br />
tengono ivi seguita la consagrazione pon-<br />
tificia, presso il Muratori, Rerum Itali-<br />
carimi Scriptores, t. 3, p. 2, p. 522 e<br />
seg. Ma l'antipapa Pasquale II nominato<br />
nell'articolo deve leggersi III. Del sac-<br />
cheggio e incen<strong>di</strong>o <strong>di</strong> Lodovico V il Ba-<br />
varo riparlerò a Vei.letbi. Nominai più<br />
volte la Cisterna <strong>di</strong> Nerone che <strong>di</strong>e nome<br />
al paese : ecco il riferito da mg. r<br />
Nicolai.<br />
» Dopo Velletri viene Cisterna, donde<br />
calando dolcemeutesi scende a'piaui Pon-<br />
tini. Sulla sua origine variano assai le<br />
opinioni degli eru<strong>di</strong>ti, alcuni confondendola<br />
con Tres Tabcrnae, cambiamento<br />
<strong>di</strong> nome poco cre<strong>di</strong>bile ed errore deri-<br />
vato dagl'inesatti itinerari. In altro tem-<br />
po la terra ebbe il nome <strong>di</strong> Cisterna <strong>di</strong><br />
Nerone, e così fu chiamala non solo dal<br />
volgo, ma da Federico II (dee <strong>di</strong>re I), nel<br />
suddetto passo. Se allora era così cbia<br />
mata Cisterna, ritenendosi volgarmcnl<br />
esservisi nascosto Nerone, i' errore e
V E L<br />
falsila è troppo evidente per la testimo-<br />
nianza <strong>di</strong> Svelonio. Questi racconta, che<br />
Nerone per campar la vita, travestito e<br />
incappucciato lutto, fuggi <strong>di</strong> corsa da Roma<br />
ad appiattarsi nella villa del suo li-<br />
berto Faonte, la quale era situala presso<br />
Roma fra la via Salaria e la Nomentana,<br />
4 miglia circa lungi dalla cititi, e che ivi<br />
fu ucciso da'congiurali che lo inseguiva-<br />
no, ciò che fu pure osservato dal ricordato<br />
Ricchi. Non<strong>di</strong>meno può ben essere, che<br />
la terra si chiamasse la Cisterna <strong>di</strong> Ne-<br />
rone, e che da questa denominazione il<br />
volgo per ignoranza le attribuisse il falto<br />
altrove succeduto. Il Corra<strong>di</strong>ni nel Ve-<br />
tu» La tinnì opina che il luogo avesse quel<br />
nome, perchè Nerone fin là continuò la<br />
fossa cominciata da Augusto nel territo-<br />
rio Pontino. Ma il Corra<strong>di</strong>ni, d'altronde<br />
eru<strong>di</strong>tissimo, prese in ciò due abbagli,<br />
poiché né Augusto imprese alcun lavoro<br />
nel Pontino, né la fossa che Nerone avea<br />
designato <strong>di</strong> condurre dal Ingo d'Averno<br />
fino ad Ostia, non fu mai tirata avanti<br />
<strong>di</strong> qua da Terracina. Ivi per altro anco<br />
a tempo del Nicolai si osservavano due<br />
cisterne così gran<strong>di</strong> e magnifiche che sem-<br />
brano opera de' romani imperatori. Si<br />
potrebbero credere fabbricate da Nerone<br />
per provvedere abbondantemente An-<br />
zio d' acque salubri, portandovele cogli<br />
acquedotti, i cui avanzi esistono presen-<br />
temente ; poiché gli storici tutti concordemente<br />
notano, che Nerone si stu<strong>di</strong>ò <strong>di</strong><br />
nobilitare in ogni maniera la città d'An-<br />
sio, ove avea sortito i natali. Supposta la<br />
verità dell'esposto, si ha la ragione del<br />
nome <strong>di</strong> Cisterna <strong>di</strong> Nerone, che fu poi<br />
dato a tulio il castello fabbricato in ap-<br />
presso nel medesimo luogo. Il Pacchi re-<br />
gistrò tra' soggetti illustri <strong>di</strong> Cisterna primieramente<br />
il duca d. MichelangeloCae-<br />
tani, a cui intitolò il Theatro degli uo-<br />
mini illustri volsci, che quivi educato<br />
spiccò fin dalla fanciullezza il suo viva-<br />
cissimospirito, tutto intento alla pietà, al<br />
governo fioritissimo <strong>di</strong> tutto il suo slato,<br />
con facile vena alle muse. Alzò ivi da'fon-<br />
V EL 83<br />
damenti una splen<strong>di</strong>da chiesa, adorna <strong>di</strong><br />
decorosi altari, arricchita da sagre sup-<br />
pellettili e da insigni reliquie, in onore<br />
delle ss. Stimmate <strong>di</strong> S.Francesco, custo-<br />
<strong>di</strong>ta con venerazione da' conflati aggre-<br />
gati sotto il suo nome. Di più e<strong>di</strong>ficò non<br />
lungi da Cisterna una nobilissima villa,<br />
deliziosa e amena. Di Cisterna fu fr. Fran-<br />
Peroni riformato francescano,<br />
in vari tempi guar<strong>di</strong>ano, com-<br />
cesco Angelo M. a<br />
missario, custode e prefetto apostolico in<br />
Costantinopoli, inviato da Innocenzo XI<br />
in Albania procuratore delle missioni, e<br />
per modestia ricusò il vescovato <strong>di</strong> Smir-<br />
ne, offertogli nel 1710. Dello stesso 01 <strong>di</strong>-<br />
ne fu fr. Fortunato Setini coa<strong>di</strong>utore mis-<br />
sionario in Tripoli <strong>di</strong> Barbaria, morto nel<br />
patrio convento <strong>di</strong> s. Antonio in concetto<br />
<strong>di</strong> bontà singolare. Francesco Pala<strong>di</strong>ni<br />
laureato nelle leggi scrisse in Roma sull'interpretazione,<br />
De fìdeicomniisso , ma<br />
dopo la <strong>di</strong> lui morte gli fu involata da<br />
un imitatore della cornacchia <strong>di</strong> Esopo,<br />
che si fregiò delle altrui penne. Ce-<br />
lebra la famosa selva <strong>di</strong> Cisterna, le cac-<br />
ce riservate, l'amenità de'li<strong>di</strong> del mare,<br />
de'fonti e fiumi, specialmente del Ninfeo,<br />
celebre per le favole de' poeti. Fra que'<br />
che signoreggiarono Cisterna, ricorderò<br />
Giovanni Ceccareili domicello <strong>di</strong> Sezze<br />
{VRinvestilo del feudo da Bonifacio IX,<br />
per seguire i Caetani gli antipapi. E secondo<br />
il Novaes, vi fu il celebre car<strong>di</strong>-<br />
nal Guglielmo d' Estoulevìlle, che l' ac-<br />
quistò da Onorato Caetani con Caslelve-<br />
tere per 5200 scu<strong>di</strong>. In Cisterna vi si fermarono<br />
più Papi, per esservi la stazione<br />
postale; e <strong>di</strong> Benedettogli riparlerò nel<br />
paragrafo Sermoneta. Oltre i<br />
nominati<br />
al suo articolo, qui aggiungo col p. Gal-<br />
lico, De Itineribus Rorn. Pont., p. icp,<br />
anche Clemente Vili. Annoi 5^ <strong>di</strong>e i4<br />
februarii Ponti/ex ivit Neptunium una<br />
cuin Renrico car<strong>di</strong>nali Gaetano S.R.E.<br />
camerario, et duobus car<strong>di</strong>nalibus nepotibus.<br />
Die. 10 accessit ad oppidum<br />
Cislernae. Post pran<strong>di</strong>uni Papa veni!<br />
versus cìvitatem Veliternensem. Grego-
84<br />
VE L<br />
rio XVI ne visitò la chiesa collegiata nel<br />
i83q a' 23 e 29 aprile, e ripassandovi<br />
nel i843 T8 maggio, egualmente reduce<br />
da Terracina, fu ricevuto sulla piazza<br />
principale dalla magistratura e dal ca-<br />
pitolo colla Croce astata. Aderì alle loro<br />
istanze coll'entrare nella stessa collegia-<br />
ta, ove ricevuta all'altare laterale la be-<br />
ne<strong>di</strong>zione del Santissimo data da mg/ Ca-<br />
stellani sagrista, si condusse all' altare<br />
maggiore, avanti al quale, da un trono<br />
appositamente preparato, ammise al ba-<br />
cio del piede la magistratura <strong>di</strong> Cister-<br />
na ccl suo priore Domenico Vita, ed il<br />
clero della collegiata medesima; poscia<br />
ritraversandola in mezzo a foltissimo po-<br />
polo, e preceduto da due fanciulle elegantemente<br />
vestite che andavano spargendo<br />
fiori, risalì in carrozza in mezzo<br />
agli spari reiterati de'mortari, al suono<br />
delle campane, ed agli evviva degli abi-<br />
tanti per proseguire il suo viaggio verso<br />
Velletri. Il territorio dà grano, vino, poco<br />
olio, moltissime legna da lavoro e da<br />
costruzione ; i suoi pascoli producono eccellenti<br />
latti <strong>di</strong> bufale, che vi abbonda-<br />
no, co'quali si formano saporiti formag-<br />
gi, provature e marzoline. Nel medesimo<br />
territorio si vedono i ruderi della<br />
chiesa <strong>di</strong> s. Eleuterio vescovo dell'Illirico,<br />
ove furono rinvenute le sue venerabili<br />
ossa, trasportate nella cattedrale <strong>di</strong> Vel-<br />
letri, ed il Banco <strong>di</strong>ce che si trovarono<br />
in Tivera. Lungi 3 miglia è il castello <strong>di</strong><br />
Torrecchia, signoria del principe Bor-<br />
ghese, situato sopra un'eminenza in aria<br />
non buona, circondato da fosse, fra colli<br />
e selve, nella via che conduce a Giuliano.<br />
Vi sono avanzi <strong>di</strong> mitra castellane appar-<br />
tenenti all'antico forte e <strong>di</strong> vari torroncioi,<br />
vestigia <strong>di</strong> grotte sotterranee, ed una<br />
cisterna riempita <strong>di</strong> terra e frammenti,<br />
che doveva servire alla guarnigione mi-<br />
litare, che anticamente vi stanziava per<br />
sicurezza del luogo. Ora sonovi moderni<br />
fabbricati ad uso <strong>di</strong> granai, un casale per<br />
abitazione, e una piccola chiesuola della<br />
B. Vergine. Poco prima <strong>di</strong> salire a Tor-<br />
V EL<br />
recchia trovasi una copiosa fonte d'acqua<br />
leggera, la cui sorgente è lontana mezzo<br />
miglio, forma un laghetto e sarebbe ca-<br />
pace <strong>di</strong> far agire una macina da grano.<br />
Confina con Torrecchia l'altro lenimen-<br />
to <strong>di</strong> Torrecchiola, dal Nibby chiamato<br />
ancheCasal Ginnetti, ora de'principi Lan-<br />
cellotti.Esso è quel medesimo Castel Gin-<br />
netti, <strong>di</strong> cui parla il Piazza a p. 5i, che<br />
<strong>di</strong>ce nuova e piccola colonia <strong>di</strong> Velletri,<br />
chiamato così dal nome del suoi." fondatore<br />
il celebre car<strong>di</strong>nal Marzio Gin-<br />
netti, che sontuosamente cominciò la fab-<br />
brica della chiesa, oltre le abitazioni civili<br />
e rurali, morendo in questa sua amena<br />
villa nel 1670.I suoi ere<strong>di</strong>aveano il domi-<br />
nio temporale del luogo, e ilgiuspatronato<br />
della chiesa ,a I tempo dei Piazza con-<br />
tando 100 abitanti in incremento. Poco<br />
<strong>di</strong>stante in una vaga collina e vicino al-<br />
la Teppia eravi Tivera, Tiberia o Castel<br />
Tiberio, borgata già fiorente, e secondo<br />
Theuli già villa <strong>di</strong> Tiberio imperatore,<br />
dove riposavano le reliquie <strong>di</strong> s. Ponziano<br />
Papa, trasferite nella cattedrale <strong>di</strong><br />
Velletri. Fu posseduta da'<strong>di</strong>scendenli <strong>di</strong><br />
Onorato Caetani, e venne demolita da'<br />
corani, o <strong>di</strong>strutta da'saraceni secondo il<br />
Theuli, al presente chiamata dal volgo<br />
Cd-stellone. Di questo Caslellone ne par-<br />
la Ricchi nella Reggia de' Volscì, degli<br />
avanzi de'suoi e<strong>di</strong>lìzi antichi che ne attestano<br />
la sua vastità, ma ignora come<br />
prima si denominasse. Due miglia daTorrecchia<br />
è la tenuta <strong>di</strong> Conca della Con-<br />
gregazione car<strong>di</strong>nalizia del s. Offìzio<br />
(I 7 -), secondoNibby luogo ove surse Sa-<br />
trienni de'volsci; e 5 miglia lungi è la<br />
tenuta <strong>di</strong> Campo Morto, già Castris.Pe-<br />
tri in Formis, della Chiesa <strong>di</strong> s. Pietro<br />
in Faticano (V.), in ambedue è l'asilo<br />
pe'delinquenti. Leone XII col breve Jt<br />
inde, de' 1 5 settembre 1 826, Bull. Roz<br />
va ii<br />
cont. t. : 16, p. 474 Reintegratio privi<br />
tive juris<strong>di</strong>ctionis supremae congrega-<br />
tionis s. Jnquisitionis, super iis, quia-<br />
syli privilegium quaerunt in lati/un<strong>di</strong>o<br />
nuncupato Conca, in Agro romano
VEL<br />
E col breve Inter plura dello stesso gioì*no,<br />
loco cit. : p. 47^ Reintegrano privilegii<br />
competenti* capìtolo l citiamo primaevam<br />
exercen<strong>di</strong> juris<strong>di</strong>ctionem in<br />
causi* oriminalibus super iis quiasyli<br />
beneficium quaerunt in latifunàio nunrupiilo<br />
Castrimi s. Petri Formis, vulgo<br />
Campo Diorto. Appreudo dal Baucoche<br />
appartengono alla <strong>di</strong>ocesi Veliteina, ol-<br />
tre Cisterna, i castelli <strong>di</strong> Toi recchia, <strong>di</strong><br />
Ginnetti, <strong>di</strong> s. Pietro iu Forum in Cam-<br />
po Morto e <strong>di</strong> Castella, cou chiese e cap-<br />
pellani amovibili.<br />
.Ninfa. Annesso <strong>di</strong> Cisterna nella <strong>di</strong>o-<br />
cesi <strong>di</strong> Velletri, già illustre e antica cit-<br />
ili, onde <strong>di</strong>versi scrittori de'voUci ne ri-<br />
feriscono le notizie, ed anch'io già in più<br />
luoghi ne parlai, ezian<strong>di</strong>o per giacere alle<br />
ra<strong>di</strong>ci del monte <strong>di</strong> Norma o Norba<br />
(P .) (pianilo esisteva. Per la sua posizio-<br />
ne, Marocco lo <strong>di</strong>ce luogo deliziosissimo,<br />
pe'ruscelli chela bagnano all'intorno, per<br />
la veduta amena delle circostanti colline,<br />
e pel bel laghetto d' acqua limpi<strong>di</strong>ssima,<br />
abbondante <strong>di</strong> dotte, secondo il Contato-<br />
re. Da questo comincia il fiume Ninfeo e<br />
va placidamente al mare, e del quale e<br />
dell'omonimo antichissimo e magnifico<br />
tempio de<strong>di</strong>cato alle Ninfe, feci parola al<br />
citato articolo. Il lago era singolarmente<br />
venerato da'noi bani a motivo <strong>di</strong> due pro-<br />
<strong>di</strong>giosi fenomeni narrali da Plinio con <strong>di</strong>-<br />
rebbe nel lago Ninfeo sporgevano in fuori<br />
due ì&oklle^etleSaltuareSfquoà in symphoniae<br />
canto* aà ictus moàulantiuin<br />
fiedum moverenlur j e che inoltre eravi<br />
una sorte <strong>di</strong> selce,cr qua pro<strong>di</strong>bantjlammae<br />
, quae pluviis infitti* accenàeban-<br />
tur. Osserva il Nicolai, forse erano que-<br />
sti portenti dell'arte più che della natu-<br />
ra; e quanto al fiume, <strong>di</strong>ce che nel V se-<br />
colo, coli' Ast ura e la Teppia, concorreva<br />
a formar la Palude. Pontina (F.), cioè<br />
ad accrescerla perchè già era formata da'<br />
fiumi Auiasenoe Ufente. In<strong>di</strong> col Corra-<br />
<strong>di</strong>ui ragiona del corso del Ninfeo. Lo celebra<br />
pure il Ricchi nella Reggia de' Poi-<br />
sci, reso fjuiosu da'poeti magnificandolo<br />
VEL 85<br />
(piai ricco fonte <strong>di</strong> natura , e per le sue<br />
chiarissime acque denominato il fiume<br />
Ninfeo, avente la sua sorgente nelle ra<strong>di</strong>ci<br />
de'vicini monti <strong>di</strong> Norma, luogo ame-<br />
no per le pescagioni <strong>di</strong> trutte e riserva-<br />
te caccie, ed utile perle molte macine <strong>di</strong><br />
frumento per comodode'<strong>di</strong>ntorni. Si <strong>di</strong>s-<br />
se Giostra il castello vicino alla bocca del<br />
fiume Ninfeo, come racconta ilTheuli,ed<br />
io ne parlai nel voi. LIV,p. 201. Riporta<br />
il Marocco, il quale visitò i luoghi che va-<br />
do descrivendo, che <strong>di</strong> Ninfa esistono le<br />
vestigia delle mura castellane, formando<br />
una penisola circondata dalle acque del<br />
fiume Ninfeo , avanzi <strong>di</strong> chiese , ed una<br />
torre <strong>di</strong> forma quadrilatera circuita an-<br />
ch'essa da alte mura. Si osserva un bel<br />
giar<strong>di</strong>no con in mezzo una fonte peren-<br />
tiecui passa l'acqua dal laghetto, e vi stanno<br />
due vaghe peschiere per conservare il<br />
pesce. Inoltre contiene quel recinto vari<br />
piccoli terreni lavorativi, formati a fog-<br />
gia d'orti, e vi sono 3 mulini. Fu Ninfa<br />
città ragguardevole e popolosa, come <strong>di</strong>-<br />
mostrano le sue molte rovine e <strong>di</strong>mezza-<br />
le torri, una delle quali già altissima; il<br />
lutto scheletro compassionevole <strong>di</strong> sua<br />
antica magnificenza. Narra Ricchi, ripe-<br />
tendo il riferito da Piazza , essere argomento<br />
che Ninfa fu ampia e popolata pei*<br />
le 5 collegiate chetativi erette, arricchi-<br />
te <strong>di</strong> 24 pingui benefizi con titolo <strong>di</strong> ca-<br />
nonicali. La 1/ sotto l'invocazione <strong>di</strong> s.<br />
Maria Maggiore, uffiziata dall'arciprete e<br />
da 9 canonici. La 2/ <strong>di</strong> s. Biagio con 4<br />
canonici e un priore. La 3/ <strong>di</strong> s. Pietro<br />
con altri 4 canonicati e un priore. La 4-'<br />
<strong>di</strong> s. Salvatore con 3 chiericati e uu prio-<br />
rato, oltre la chiesa <strong>di</strong> s. Leone con uu be-<br />
neficio solo. Tutti i benefizi furono riu-<br />
niti nell'unica superstite chiesa in onore<br />
della B. Vergine, risarcita in forma rura-<br />
le, per comodo de'pochi abitanti, de' pa-<br />
stori e de'ministri delle mole. Tale riu-<br />
nione <strong>di</strong> benefizi segui cou decreto della<br />
visita apostolica falla nel 1 635 da mg.'<br />
Gio. Battista Altieri, e quando il Piazza<br />
visitò la <strong>di</strong>ocesi trovò trascurata la cine-
86 VE L<br />
sa da que'che ne godevano le prebende,<br />
perciò canonicamente rimproverati. Adunque<br />
non vi esiste che la chiesa della<br />
B. Vergine, ove si celebra la messa ne'soli<br />
dì festivi. Dell'aulico e celebre monastero<br />
benedettino fiorito supra Niinpham,<br />
denominato <strong>di</strong> s. Angelo o <strong>di</strong> s. Maria <strong>di</strong><br />
Monte Mirteto, parlerò nel paragrafo <strong>di</strong><br />
Cori. Nel casamento appartenente a'duchi<br />
Caetani signori <strong>di</strong> Ninfa, si legge una<br />
lapide pubblicata da Marocco, eretta nel<br />
i 765 al duca d. Francesco, per l'opera-<br />
to a vautaggio del paese e ivi ricordato.<br />
Crede il Nicolai che Ninfa e la suinmeutovata<br />
Tiberia siano d'origine moderna.<br />
Anche egli racconta il già da me riferito<br />
altrove, ed è questo. Mentre i longobar-<br />
<strong>di</strong> tenevano occupala quasi tutta l'Italia,<br />
il Papa s. Zaccaria nel 7^ presso il loro<br />
re Luitprando si adoperò a tutto potere<br />
per otteuere la restituzione d'alcune cit-<br />
tà d'Italia a 'greci imperatori; e colla for-<br />
za <strong>di</strong> quella eloquenza in cui tanto vale-<br />
va, si guadagnò l'animo del barbaro prìn-<br />
cipe <strong>di</strong> maniera che con giubilo univer-<br />
sale l'impero ricuperò la nobilissima cit-<br />
tà <strong>di</strong> Ravenna (J 7 .), con alcune altre dal<br />
re restituite a 'greci. Presentò inoltre il Pa-<br />
pa al re le suppliche della Pentapoli, del-<br />
l'Emilia, dell'Esarcato e pressoché <strong>di</strong> tut-<br />
ta Italia, perchè Luitpraudo volesse con-<br />
cedere a questi stati la pace , che subito<br />
gli fu accordata per 20 anni , con pro-<br />
messa speciale, eh' esso re sarebbe slato<br />
in avvenire il <strong>di</strong>fensore della Chiesa e del-<br />
le suddette provincie. Per questo grande<br />
servigio, circa l'Esarcato, reso da s. Zaccaria<br />
all'imperatore greco Costantino IV<br />
Copronimo, egli per gratitu<strong>di</strong>ne donò al<br />
Papa, o a sua richiesta, postulaverat, le<br />
due nuove città del paese Pontino Ninfa<br />
e Norba co' loro amplissimi territorii o<br />
masse. Questa donazione alla romana<br />
Chiesa l'attesta Anastasio Bibliotecario,<br />
ed anche Cencio Camerario presso il Mu-<br />
ra tori .ZacharìasPoh tifex accepit a Con-<br />
stantinoprincipe donalionemin scriplìs<br />
perpetuo jure de duabus Maisis,auac<br />
VE L<br />
Nymphas et Nonnias appellantur, quae<br />
juris pallici erant. I Papi però non ne<br />
goderono tranquillamente, né per molto<br />
tempo il possesso, poiché Astolfo <strong>di</strong>venu-<br />
to nel 749 re de'longobar<strong>di</strong>, portatosi poi<br />
all'asse<strong>di</strong>o <strong>di</strong> Roma, saccheggiando e depredando<br />
il territorio latiuo, l' impoverì<br />
stranamente. Non avendo i romani da lo-<br />
ro slessi forze da respingere tale podero-<br />
so nemico, il Papa Stefano HI non otte-<br />
nuti dall'imperatore CostantinolV i soc-<br />
corsi con replicate istanze implorati, nel<br />
7.53 ricorse in persona a Pipino re de'<br />
franchi , e colle più. efficaci maniere raccomandando<br />
alla sua pietà e valore il<br />
principato della s. Sede, e il popolo romano<br />
dalle barbarie de'nemici; il re ac-<br />
colte rispettosamente le pontificie pre-<br />
ghiere, fece passare in Italia una possen-<br />
te armata , e in poco tempo abbassò la<br />
prepotenza de' longobar<strong>di</strong> e ne punì la<br />
soperchieria,ed ampliò la Sovranità del-<br />
la s. Sede. Molestalo in seguito terri-<br />
bilmente il Papa Adriano 1 da Desiderio<br />
re de'longobar<strong>di</strong>, ricorse a Carlo Magno,<br />
il quale nel 773 sconfisse e imprigionò<br />
Desiderio e liberò d'Italia dalla schiavi-<br />
tù longobarda. In<strong>di</strong> confermò le paterne<br />
donazioni <strong>di</strong> Pipino, e I' accrebbe ancora<br />
aggiungendo al dominio pontificio la bel-<br />
lissima provincia <strong>di</strong> Campania con tu.tto<br />
il territorio Pontino , <strong>di</strong> cui già ne posse-<br />
deva buona parte come notai nel voi,<br />
LV, p. 68. Norma essendo stata onorata<br />
della sede vescovile, e n'era vescovo Gio-<br />
vanni nel 963, soffrì poi una 2. a<br />
<strong>di</strong>stru-<br />
zione , e il vescovo trasportò la sua sede<br />
alla vicina Ninfa, come afferma il Nicolai.<br />
Questi inoltre racconta, che nelle succes-<br />
sive calamità de'lempi, il patrimonio del-<br />
la s. Sede soggiacque a <strong>di</strong>verse usurpa-<br />
zioni; tra le ciltà Pontine peraltro se ne<br />
coniano alcune, le quali nel secolo XII si<br />
mantenevano religiosamente fedeli e ub-<br />
In<strong>di</strong>enti sotto il dominio del Papa. Nin-<br />
fa principalmente, che in qtiell' età avea<br />
una giuris<strong>di</strong>zione assai estesa, favoriva a<br />
tutto potere il partilo papale in prova che
1 duca<br />
VEL<br />
il Pontefice n'era patitone. Presso il Mu-<br />
ratori, Anlìq. hai. Med. aevi, t. 2, p. 1 l,<br />
esiste un insigne monumento delle tasse<br />
imposte nel principio <strong>di</strong> detto secolo da<br />
Pasquale II agli abitanti <strong>di</strong> Ninfa: Ilacc<br />
situi, (juacjiicicul Nimphesinì; fidelita-<br />
temfacere B. Petto, et Donino Pascilali<br />
Pi/pae , ejusque successoribus , quos<br />
meliores Car<strong>di</strong>nales et romani elege-<br />
rint. Jloslem et parlamenluni curii cu-<br />
ria praeeeperit. Servitinnì quod assue-<br />
ti suntfacere, et piaciutili et baunum furiant<br />
B. Peti et Papae. Quartata red-<br />
dent admensuram romani mo<strong>di</strong>ì, et conut<br />
eani usque Tiberiam vel Cis ter-<br />
nani. Glandaticum solvant infesto s.<br />
Martini ... De carico cujusque sandali<br />
solvant denarios sex. Fidantiam in unoquoque<br />
anno ... ìllolen<strong>di</strong>na, quae Papa<br />
mine tenet, duodecim quae sunt extra,<br />
et unum qtiodeit supra laeutn, quiete<br />
<strong>di</strong>miltant. Murumcivitalis deslruentsecun<strong>di</strong>nn<br />
praeceptum euriae,nec sine e-<br />
jus licen da eiini ae<strong>di</strong>jicent. Ma in bre-<br />
ve le cose cambiarono d' aspetto , e nel<br />
pontificato dello stesso Pasquale II non<br />
solo Ninfa, ma ancora Semionda e Tiferà<br />
o Tiheria, e quasi tutto il paese Pon-<br />
tino, regionali AJaritimaui, venue tolto<br />
alla s. Sede da Tolomeo conte Tuscola-<br />
uo. Alla metà dello stesso secolo XII, Pa-<br />
pa Eugenio III ricevè per composizione<br />
Terracina,Norba, Sezze ealtre città Pon-<br />
tine colla rocca <strong>di</strong> Fumone. Non molto<br />
dopo Adriano IV <strong>di</strong>ede il possesso del ca-<br />
stello d'Acqua Puzza o Putrida (<strong>di</strong> cui a<br />
Sezze enei voi. LXX.IV, p. 176) ad A<strong>di</strong>nolfo,<br />
il quale prima ribelle alla Sede<br />
apostolica, erane <strong>di</strong>venuto poi ubbi<strong>di</strong>en-<br />
lissiino. Nel 1 109 a detto Papa gli successe<br />
Alessandro 111, il qualequautuuque<br />
eletto in Roma secondo tulle le leggi ca-<br />
noniche da'car<strong>di</strong>uali, fu costretto <strong>di</strong> sot-<br />
trarsi da quella città con precipitosa fu-<br />
ga, temendo de' Colonuesi e de'faziosi, i<br />
(piali eransi uniti in lega col clero della<br />
basilica Vaticana, per seguire le parti del-<br />
l' iulruso antipapa Vittore IV detto V,<br />
VEL 87<br />
sostenuto colle armi dall'imperatore Fe-<br />
derico I. Alessandro 111 insieme colla più<br />
sana parte de' car<strong>di</strong>nali, i quali sostene-<br />
vano la legittima elezione sua, si ritirò<br />
nel paese Pontino, e in Ninfa nella vigi-<br />
lia <strong>di</strong> s. Matteo, ossia a'20 settembre del-<br />
lo stesso 1 i5g, e non altrimenti come erroneamente<br />
molti scrissero copiandosi,<br />
venne con solenne rito consagrato e co-<br />
ronato, al modo narrato al paragrafo Ci-<br />
sterna, per confutare que'non pocbi ebe<br />
asserirono ivi seguite tali sagre funzioni;<br />
dappoiché i nemici <strong>di</strong> quel magnanimo<br />
Papa , per concitargli l'o<strong>di</strong>o e l'orrore<br />
pubblico, andarono spargendo comunemente<br />
<strong>di</strong>e quelle solenni funzioni eransi<br />
celebrale alla Cisterna ci i Nerone, menzogna<br />
che avea qualche simigliami col ve-<br />
ro perchè Ninfa era assai vicina a Cister-<br />
na , pretendendo goffamente <strong>di</strong> fare reputare<br />
Alessandro III qual altro Nerone<br />
il più. fiero <strong>di</strong> tutti i tiranni. Non essendo<br />
poi il Papa ben sicuro in Ninfa, si portò<br />
a Tenaci uà, e <strong>di</strong> là passò negli stati <strong>di</strong><br />
Guglielmo I re <strong>di</strong> Sicilia, e finalmente si<br />
lifugiò iu Francia. Dipoi Federico I per<br />
ven<strong>di</strong>carsi d' Alessandro Ili che 1' avea<br />
scomunicato, <strong>di</strong>strusse Ninfa, come rac-<br />
conta il Piazza, anch' egli errando nel-<br />
l'anno in che vi si recò Alessandro III,<br />
anzi con altro fallo la <strong>di</strong>sse forse l'antica<br />
Astura, <strong>di</strong> cui riparlai ne' voi. LIV,p. 201,<br />
LXX[V, p. 276. Verso la fine dello stes-<br />
so secolo Leone Frangipani impegnò per<br />
i5o libbre il castello d' Astura a Celestino<br />
HI; il cui successore Innocenzo III comprò<br />
la 3." parte totius Castri Nympharum<br />
cimi teniinentis et pertinentiis suis<br />
ìnlus et deforis, prò quingentis triginta<br />
libris provisiiiorum, da'fralelli Filippo e<br />
Bartolomeo Lombar<strong>di</strong>, e dalla sorella Aidruda<br />
vedova <strong>di</strong> Scotti, i quali n' erano<br />
padroni. Osservai! Marini negli Archiatri,<br />
che il castello <strong>di</strong> Ninfa assai rinoma-<br />
to ue'bassi secoli, fu successivamente pos-<br />
seduto da vari padroui, i quali però sem-<br />
pre riconobbero il dominio della Chiesa<br />
romana su <strong>di</strong> esso. Nicolò 111 nel 1279
88 V E L<br />
assegnò ari nualmen te ahuoai'chiatroG io-<br />
vanni <strong>di</strong> Luca 55 lire <strong>di</strong> provesiui sopra<br />
Je ren<strong>di</strong>te del castello <strong>di</strong> Ninfa, e ne scris-<br />
se al suo podestà, consiglio e comune. Di-<br />
rocca taNinfa per l'in<strong>di</strong>cato ecci<strong>di</strong>o,in pro-<br />
gresso <strong>di</strong> tempo i suoi citta<strong>di</strong>ni passarono<br />
ad abitare in Norma, castello fabbricato<br />
<strong>di</strong> nuovo presso 1' antica Norba. Trovo<br />
in Novaes, che il castello <strong>di</strong> Ninfa appar-<br />
tenente alla camera apostolica , fu dato<br />
da Bonifacio Vili a'2 ottobre i3oo a Pie-<br />
tro Gaelani suo nipote, ed a'suoi succes-<br />
sori, per un annuo canone, e la cessione<br />
d'alcuni effetti che essi possedevano nel-<br />
I Orvietano. Tutta volta afferma Piazza,<br />
apparire dagli alti del notaio Pietro Fer-<br />
raccia, de'i5 luglio 1 337, che il castello<br />
tli Ninfa ne' volsci spettasse alla chiesa e<br />
ospedale de'pellegrini <strong>di</strong> s. Matteo (V.)<br />
in Merulana <strong>di</strong> Roma, e della quale ne<br />
rifeci cenno nel voi. LXXV , p. 65. In<br />
tempo d'Urbano VI ribellatosi Onorato<br />
Caetani conte <strong>di</strong> Fon<strong>di</strong> (F.), fautoredel-<br />
1' antipapa, fu scomunicato e privato <strong>di</strong><br />
IVinfa, Bassiano e Sermoneta, confiscan-<br />
doli e incamerandoli. In<strong>di</strong> Bonifacio IX,<br />
che gli successe nel i 389, assolse il figlio<br />
conte Giacomello e gli restituì i 3 castelli.<br />
II Nicolai a p. 1 1 3 riporta la lite de'con-<br />
fini de'territorii tra Ninfa e Sezze (P.),<br />
ed altre signorie de' Caetani, ed inoltre<br />
narra, che il suddetto Pietro Gaelani per<br />
<strong>di</strong>venir padrone del castello e del terri-<br />
torio <strong>di</strong> Ninfa, spese 200,000 fiorini d'o-<br />
ro, con istromento <strong>di</strong> comprila dell'8 set-<br />
tembreisgS. E siccome una porzione <strong>di</strong><br />
quel castello e territorio da molto tempo<br />
spettava alla camera apostolica, perchè<br />
comprata da Innocenzo III, cosi Pietro la<br />
ricevè a titolo <strong>di</strong> feudo da Bonifacio Vili<br />
neh3oo. Riferisce Marocco, che in Nin-<br />
fa si fa molta caccia <strong>di</strong> anitre selvatiche<br />
e <strong>di</strong> altri volatili, e vi si trovano utilissime<br />
erbe botaniche.<br />
Bocca Massima. Comune della <strong>di</strong>oce-<br />
si <strong>di</strong> Velletri, eoo territorio in monte, a<br />
sinistra della via che da quella città con-<br />
duce a Cori, da Velletri <strong>di</strong>stante io mi-<br />
VEL<br />
glia e da Roma 35, secondo Bauco, men-<br />
ti eNibby le accorcia, nell'Analisi de <strong>di</strong>n-<br />
torni <strong>di</strong> Roma, t. 3, p. 1 7. Essa è situata<br />
sopra un monte scosceso, ultimo contrafforte<br />
del dorso detto volgarmente mon-<br />
te Lanteria, in luogo <strong>di</strong> monte d' Artena,<br />
contrafforte anch'esso della cima del mon-<br />
te Lepino, oggi detta monte Nero. A pri»<br />
mo aspetto, <strong>di</strong>ce il Nibby, ravvisasi per<br />
la posizione d'un'anlica fortezza, la qua-<br />
le non potè essere se non quella detta dagli<br />
antichi scrittori Carventum, ed Arx<br />
CtfAWrttà/jtf.IlsullodatoDeMatthias nel<br />
suo Saggio <strong>storico</strong> <strong>di</strong> Vallecorsa, sostiene<br />
che l'Arx Carvcntana, ossia la Rocca<br />
Carventana, fosse piuttosto nel comune<br />
<strong>di</strong> Castro soggetto al governo <strong>di</strong> Val-<br />
lecorsa; e che probabilmente Castro successe<br />
all'antico Caslrimonium oppìdum<br />
F olscorum in Latio , il quale era <strong>di</strong>feso<br />
dall'^rx Carventana. Narra esistere nel'<br />
le vicinanze del territorio <strong>di</strong> Castro una<br />
collina denominata da'eastrensi Calvento,<br />
forse corruzione <strong>di</strong> Carvento, Mons<br />
Carventum. Però il Nicolai parlando <strong>di</strong><br />
Ecetra la <strong>di</strong>ce vicina a Ferentino, non la<br />
città etnica, ma Ferentino <strong>di</strong> monte Albano;<br />
ed il Nibby collocandola a Marino,<br />
la <strong>di</strong>ce succeduta alla colonia <strong>di</strong> Castrimonium,<br />
ed a pie <strong>di</strong> tal città <strong>di</strong>ce che fu<br />
\\ Ferentinum, luogo destinato all'assem-<br />
blee nazionali durante l'in<strong>di</strong>pendenza del<br />
Lazio per gli affari della confederazione.<br />
AggiungeNibby,cheSlefano,citando Dio-<br />
nisio, credette X Arx Carventana, città<br />
latina. E fabbricata Rocca Massima sulla<br />
vetta d'elevato monte, con antichi avanzi<br />
<strong>di</strong> fortificazioni militari, al <strong>di</strong>re <strong>di</strong> Bau-<br />
co, il quale soggiunge: Massima fu questa<br />
Rocca appellata, perchè ne'remoti tempi<br />
era massima in elevatezza e in fortezza. Il<br />
Piazza parlando della Rocca de' Massi-<br />
mi, la <strong>di</strong>ce posta sulla cima ben erta d'un<br />
monte circondato <strong>di</strong> selve e boschi, il più<br />
alto abitato che per avventura si trovi in<br />
tutta la Campagna, fabbricato con anti-<br />
chissimi testimoni <strong>di</strong> gelosie militari io<br />
forma <strong>di</strong> fortissima Rocca, col recinto <strong>di</strong>
V EL<br />
olle e ben munite muraglie; della declas-<br />
simi o perchè quivi si ricovrii o n'ebbe il<br />
dominio la nobilissima e mitica famiglia<br />
<strong>di</strong> queslo nome, o perchè fosse la Massima<br />
in altezza e fortezza tra' circostanti<br />
paesi. Certo è, soggiunge, che per natu-<br />
ra del sito e per Ja struttura della Rocca<br />
ella riesce sopra modo inespugnabile per<br />
qualunque assalto. Anche il Ricchi nella<br />
Reggia de' Volsci > cap. 3g: RoccaMassima<br />
} la <strong>di</strong>ce situata nella maggior sommità<br />
<strong>di</strong> erto e precipitoso monle, fra Giu-<br />
liano o Giugliano e Segni, la più. alta Rocca<br />
della Campagna de* volsci, forse me-<br />
ritando il suo titolo <strong>di</strong> Massima per la sua<br />
grande eminenza, ovvero per aver avuto<br />
il suo essere dalla nobile famiglia Mas-<br />
simo. La <strong>di</strong>chiara pure inespugnabile a<br />
qualunque assalto <strong>di</strong> guerra, per l'asprez-<br />
za e scabrosità del monte che impe<strong>di</strong>sce<br />
l'accesso in qualunque parte alle squadre<br />
nemiche, che però <strong>di</strong>cesi Arx ab arcen-<br />
do. Riesce molto forte e invincibile ezian-<br />
<strong>di</strong>o per artificio d'arte nella struttura de-<br />
gli antichi baloar<strong>di</strong> e altre fortissime inu-<br />
la, con occhi e gelosie militari da'quali<br />
viene recinta. Ha questa terra la chiesa<br />
parrocchiale de<strong>di</strong>cata a Dio, come tutte,<br />
in onore <strong>di</strong> s. Michele Arcangelo, con ar-<br />
cipretee un cappellano. Fuori del suo re-<br />
cinto poi ha altra chiesa con ospedale: il<br />
suo protettore è s. Isidoro agricoltore, e<br />
vi sono due confraternite secolari. A 'tem-<br />
pi del Piazza e del Ricchi, poco <strong>di</strong>stante<br />
dalla terra pravi il collegio de' sacerdoti<br />
dottrinari, applicati al ministero de' sa-<br />
gramenti,a promuovere l'istruzione del-<br />
la dottrina cristiana , e per sussi<strong>di</strong>o non<br />
solamente del parroco del castello, ma an-<br />
cora <strong>di</strong> que'contorni che lo richiedevano.<br />
Quella comoda casa fu dotata colle pro-<br />
prie sostanze <strong>di</strong> convenienti entrate, pel<br />
mantenimento de'sacerdoti e altri operai,<br />
dalla nobile matrona romana Massima<br />
de' Conti, virtuosa pel zelo delle anime.<br />
Leggo inoltre nel Nibby , che T. Livio<br />
racconta le gesta avvenute presso quella<br />
città o fortezza, ch'egli chiama Arx Cai-<br />
VEL 89<br />
venlana. Nel 247 <strong>di</strong> Roma i volsci occuparono<br />
l'arce Carventana, e l'esercito romano<br />
la riprese profittando d'un momen-<br />
to <strong>di</strong> negligenza <strong>di</strong> quelli che l'occupa-<br />
vano, usciti per saccheggiare; l'anno se-<br />
guente una negligenza simile per parte<br />
de'romani ne fece padroni gli equi alleati<br />
de' volsci, ne per quanto facessero onde<br />
ritoglierla i romani la poterono riavere;<br />
e nel 34g era ancora in potere degli e-<br />
qui e de' volsci collegati. Queste sono le<br />
poche notizie, che <strong>di</strong> quella rocca ci rimangono,<br />
le quali però, se non <strong>di</strong>mo-<br />
strano pienamente essere l'Arce Carven-<br />
tana nel sito <strong>di</strong> Rocca Massima, non si oppongono<br />
nemmeno a tale congettura. Im-<br />
perocché era l'Arce Carventana d'origine<br />
latina, come <strong>di</strong>mostra Dionisio citato da<br />
Stefano: era nel tempo medesimo sul li-<br />
mite <strong>di</strong> quel territorio a contatto co' vol-<br />
sci , e soggetta alle scorrerie degli equi,<br />
come mostra Livio: era finalmente cosi<br />
forte, che non si poteva prendere se non<br />
per sorpresa, e che potè resistere a due<br />
eserciti consolari, circostanze, che in Roc-<br />
ca Massima si trovano a segno che il fat-<br />
to si rinnovò nel i55y quando per sor-<br />
presa e con istratagemma militare veli-<br />
ne occupata dalle genti del duca d'Alba,<br />
nella guerra <strong>di</strong> Campagna contro Paolo<br />
IV, benché questo avea posto in istato<br />
<strong>di</strong> <strong>di</strong>fesa le provincie <strong>di</strong> Marittima e Cam-<br />
pagna; alla quale occupazione segui il de-<br />
plorabile ecci<strong>di</strong>o <strong>di</strong> Segni (f.). Racconta<br />
Bauco, che non sembra priva <strong>di</strong> fondamento<br />
1' opinione d'avere avuto Rocca<br />
Massima il suo principio da'veliterni, che<br />
per evitare la crudeltà e barbarie de'goti<br />
nel 4 IO > e quella de' vandali nel 4^><br />
furono costretti ad abbandonare la pro-<br />
pria patria, ed a rifugiarsi e nascondersi<br />
fra le balze e i <strong>di</strong>rupi de'monti più inac-<br />
cessibili , ove fortificarsi per loro <strong>di</strong>fesa.<br />
Vuole Calindri , seguendo la tra<strong>di</strong>zione<br />
de'corani, che questo castello fu fondato<br />
daQuepio Massimo da Cori, verso il 608<br />
<strong>di</strong> nostra era. Ciò sostengono i corani an-<br />
che per la coufederazioae immemorabile
f)o V E L V E L<br />
e durevole tra Cori e il vicino paese <strong>di</strong> nino, è pure conlrafforle del monte A-<br />
llocca Massima. Marocco non l'afferma, culo che separa il bacino dell'Amene <strong>di</strong>t<br />
perchè semplice tra<strong>di</strong>zione; ed il Bauco quello del TrerooTotero oggiSacco.L'ab<strong>di</strong>ce<br />
soltanto ritenerne i corani fondatore bondanza de'carpini in quelle montagne<br />
Quinzio Massimo loro concitta<strong>di</strong>no. Ri- moltiplicò la denominazione <strong>di</strong> Carpine-<br />
ferisce inoltre Dauco, che Rocca Massi- to a varie punte. Il monte Carpineto im-<br />
n»a fu già feudo della principesca casa me<strong>di</strong>atamente domina sulla riva destra<br />
Pamphilj-Doria;ed il Piazza <strong>di</strong>chiara che dell'Amene. Fra gli altri luoghi ouaoni»<br />
a suo tempo era posseduta dal duca Sai- mi vi è Carpineto <strong>di</strong> Reggio <strong>di</strong> Modena,<br />
viali, altrettanto confermando Ricchi e ove si recò s. Gregorio V II), alberi che<br />
il moderno Nibby; per ere<strong>di</strong>tà de'Salvia- ivi abbondano, e <strong>di</strong>cesi che fosse in due<br />
li essendo passata ne'principi Borghese, villaggi <strong>di</strong>viso e <strong>di</strong>stinto, e quin<strong>di</strong> insie-<br />
uno de'quali educa Salviati,a cui appar- me uniti è in tal modo generalmente<br />
iiene. Il suo territorio produce viiio, gra- chiamato. Auche Marocco <strong>di</strong>ce che il fab-<br />
uo, olio, ghianda e pascoli. bricato del castello <strong>di</strong> Carpineto siede so-<br />
Governo <strong>di</strong> Segni. pra un colle eminente in mezzo ad alti<br />
Segni (F.), città vescovile, con residea- monti , che gli formano un anfiteatrale<br />
za del vescovo e del governatore. contorno, dove saluberrimo è il clima, e<br />
Carpineto. Comune della <strong>di</strong>ocesi d'A- luogo a proposito per chi amasse un' a-<br />
(lagni e vice-governo, cou territorio in mena solitu<strong>di</strong>ne, sembrando quasi <strong>di</strong>morile,<br />
con molti e buoni fabbricati cinti sgiunto dal mon<strong>di</strong>ale consorzio. Le mon-<br />
<strong>di</strong> mura , con bel borgo, secondo il Ca- tagneda cui è circondato gli rendono <strong>di</strong>-<br />
stellano <strong>di</strong>stantei6 leghe da Roma, 6 da gnitoso ornamento per essere vestite <strong>di</strong><br />
Anagnie 3 da Segni. Lo chiama cospicuo folli castagneti e d' altre piante fruttifeborgo<br />
che da remoti tempi ha il titolo <strong>di</strong> re, avendo anche pascoli salubri, perchè<br />
ducato,egià si noverò fra'muuiti forti d'I- non ha alcun terreno paludoso, e molte<br />
talia uel me<strong>di</strong>o evo. Giace su ridente col- erbe che trovatisi sui colli olezzano soa-<br />
Jina superala all'intorno dalle più eleva- veniente, e molte sono botaniche. Conta<br />
te vette Lepine, e gode <strong>di</strong> sanissimo eli- una popolazione <strong>di</strong> oltre 34 1 6, tale cifra<br />
ina. Si vedono gl'imponenti ruderi del- registrando la Statistica deli 853; i quali<br />
l'antico castello costruito ue'bassi tempi, abitanti sono applicati a'Iavori rurali, al<br />
ove sono le carceri, elevalo su <strong>di</strong> arduo trallico ed all'arti meccaniche, ed ivi si<br />
e precipitoso macigno, e circondato <strong>di</strong> tor- esercitano le più necessarie. Il paese è <strong>di</strong><br />
regalanti mura, che deperirono per l'ab- figura quasi rettilinea, seguitando le falde<br />
baudouo dopo la cessazione dell'italiche delcolle su cui è posto. Le interne vie so-<br />
fazioui de'guelfi e ghibellini, sorgendovi no scoscese, meno quella che comincia<br />
ora la torre comunale dell' orologio pub- dall'antica porta <strong>di</strong> s. Sebastiano fino al-<br />
blico sopra una parte del maschio. La più la vaga piazza, e l'altra che dalla chiesa<br />
alta cima de'Lepini, che <strong>di</strong>cesi Semper- <strong>di</strong> s. Michele Arcangelo, antica e <strong>di</strong> sti-<br />
visa, offre uno de' più magnifici punti legotico, già abbaziale, conduce parimeli-<br />
<strong>di</strong> vista, onde abbonda il suolo italiano, te alla piazza medesima. Il fabbricato è<br />
Apprendo- da Marocco, che la derivazio- piuttosto altoe visiono buone abitazioni,<br />
ne del nome <strong>di</strong> Carpineto si pretende da Ha 4 interne chiese parrocchiali, che no-<br />
unaselva <strong>di</strong>carpani (o carpini, Carpinus minerò con Marocco. La collegiata ittsi-<br />
Betulus <strong>di</strong> Linneo, specie <strong>di</strong> frassino, il gue sotto l' invocazione de' ss. Giovanni<br />
monte Carpineto, ultimocontraffurtedel- Battista ed Evangelista, sulla detta piaz-<br />
I Arcinazzo, nella ba<strong>di</strong>a <strong>di</strong> Subiaco, puu- za situata, eretta uel 1770 al <strong>di</strong>re <strong>di</strong> Ca-<br />
lo culminante <strong>di</strong> quella caleuadell'Apea- lindri, e perciò <strong>di</strong> moderna e ben inlesa
VEL<br />
costruzione, con suo capitolo « la <strong>di</strong>gni-<br />
tà del preposto. L'arciprettira <strong>di</strong> s. Gio-<br />
vanni. La chiesa <strong>di</strong> s. Nicola <strong>di</strong> Bari , e<br />
quella <strong>di</strong> s. Giacomo apostolo, ambedue<br />
col titolo abbaziale. Nel i 749 io cm s ><br />
pubblicò l' Istoria della cattedrale d' Anagni<br />
<strong>di</strong> De Magistris , le 4 chiese par-<br />
rocchiali erano l'arcipretile <strong>di</strong> s. Giovanni<br />
Evangelista, e le 3 abbaziali <strong>di</strong> s. Ma-<br />
ria Maggiore, <strong>di</strong> s. Angelo, e <strong>di</strong> s. Nico-<br />
la vescovo. Vi sono anche due conventi<br />
siibiu bani colle loro chiese. Uno è quel-<br />
lo <strong>di</strong> s. Agostino protettore del luogo, lun-<br />
gi mi 4-° <strong>di</strong> miglio da Carpineto, degli a-<br />
gostiniani che nelle vicende politiche de'<br />
primi anni del secolo coi lente doverono<br />
lasciare, e poi vi tornarono in minor nu-<br />
mero. La vetustissima chiesa è <strong>di</strong> gotica<br />
architettura, e<strong>di</strong>ficala con massi quadrati<br />
neh 35odafr. Gregorio Sii vestii del medesimo<br />
luogo, e coperta d'un tetto che<br />
ricorda quello mirabile della basilica O-<br />
stiense eonsumatodallefiamme nel 1 823.<br />
I <strong>di</strong>pinti della tribuna fauno fede cuine<br />
la chiesa e l'annesso ampio convento ap-<br />
partenessero all'oi<strong>di</strong> ne de'templari. L'in-<br />
gresso è magnifico <strong>di</strong> prospetto a Carpineto,<br />
fiancheggiato da due leoni. Sopra<br />
l'arco è la B. Vergine avente a' lati i ss.<br />
Paolo i.° eremita e Antonio abbate; e più<br />
sotto i simboli de' 4 Evangelisti, in mez-<br />
zo a'quali è collocato l'Agnello pasqua-<br />
le. L'altro convento è <strong>di</strong>stante da Carpi-<br />
neto dopo brevissimo e ameno passeggio,<br />
ad esso pure <strong>di</strong> prospetto e situato alle<br />
falde del monte Capreo, uno de'Lepini<br />
colla vetta più. alta degli altri. Questo bel<br />
convento de'minori osservanti riformati,<br />
che vi stanziano numerosi, fu fabbrica-<br />
lo colla chiesa dalla munificenza del car-<br />
<strong>di</strong>nal Pietro Aldobran<strong>di</strong>no come accen-<br />
nai nel voi. XXV 11, p.i58, con annesso<br />
palazzo abitato dal car<strong>di</strong>nale ne'tempi <strong>di</strong><br />
<strong>di</strong>porta 11 Ricchi celebra il fioritissimo<br />
stu<strong>di</strong>o che nel convento vi tenevano i re-<br />
ligiosi, nelle filosofiche e teologiche <strong>di</strong>sci-<br />
pline. 1 contigui orti, i prati e la macchia<br />
souo ciuli da mura, essendo tutto il lab-<br />
VEL D i<br />
bricato <strong>di</strong>gnitoso e vasto, degno del ma-<br />
gnifico nipote <strong>di</strong> Clemente Vili. 11 chiostro<br />
perfettamente quadrato ha nel mez-<br />
zo la cisterna, e al <strong>di</strong> sopra da due parti<br />
vedesi una loggia graziosissiraa collo stemma<br />
marmoreo del car<strong>di</strong>nale. Sul fronto-<br />
ne dell' ingresso principale della chiesa<br />
ammirasi il busto marmoreo d'eccellen-<br />
te scalpello <strong>di</strong> s. Pietro apostolo, a cui è<br />
sagra, dono del medesimo porporato. Vi<br />
sono buoni quadri, e quello <strong>di</strong> s. Fran-<br />
cesco che riceve le s. Stimmate, alla sini-<br />
stra della cappella del ss. Crocefisso , è<br />
stupendo lavoro <strong>di</strong> classico pennelIo:grau-<br />
<strong>di</strong>osa è la sagrestia. Antica è l'altra chie-<br />
sa suburbana <strong>di</strong> s. Maria del Popolo, presso<br />
la quale era 1* ospedale de' poveri. La<br />
sua fronte è gotica, con bell'atrio, <strong>di</strong> cui<br />
due pilastri si vedono ornati <strong>di</strong> due teste<br />
<strong>di</strong> cavallo, e sulla stessa facciata vi sono<br />
varie croci <strong>di</strong> pietra. L' ingresso è mar-<br />
moreo,abbellito<strong>di</strong> bassorilievi a fogliami,<br />
colla ss. Vergine sedente sopra <strong>di</strong> esso <strong>di</strong><br />
bel lavoro, essendo l'occhialone formato<br />
con molta maestria <strong>di</strong> scalpello d'un so-<br />
lo pezzo. Nell'interno è rimarchevole l'al-<br />
tare <strong>di</strong> s. Rocco con due Angeli laterali e<br />
la B. Vergine sedente in alto; a' fianchi<br />
dell' altare si vedono i ss. Pietro e Paolo,<br />
e più sotto s. Bartolomeo e s. Simone.<br />
La pietra che forma l'altare e i bassori-<br />
lievi, è delle vicine cave <strong>di</strong> Carpineto. Al-<br />
le falde del paese è la chiesa <strong>di</strong> s. Miche-<br />
le Arcangelo de'confrati della Morte, ove<br />
s' ammira la Crocefissione <strong>di</strong> Giulio Romano,<br />
e si rimarca la tomba del celebre<br />
Lorenzo Porta dottissimo (non però ar-<br />
chiatro pon lificio, come vuole Castellano,<br />
non trovandolo tra' me<strong>di</strong>ci archiatri nel<br />
Marini), riportandone l'onorifica e pro-<br />
lissa iscrizione Marocco, insieme alle la-<br />
pidarie <strong>di</strong> Carpineto, due delle quali con<br />
morali sentimenti nel <strong>di</strong>aletto del paese.<br />
Esistono pubbliche scuole che insegnano<br />
da'primi ru<strong>di</strong>menti giammai icaii sino al-<br />
la rettorica, e per le fanciulle vi sono le<br />
maestre pie. Manca Carpineto d' acque<br />
perenni neh' interno , e delle piovane si
9*<br />
VE L<br />
servono i popolani , ma due pubbliche<br />
limpi<strong>di</strong>ssime fonti trovatisi però a poea<br />
<strong>di</strong>stanza, una cioè vicino alla chiesa della<br />
t>. Annunziata, l'altra <strong>di</strong>etro la chiesa <strong>di</strong><br />
s. Sebastiano che viene detta ilfonte <strong>di</strong><br />
Pandolfo. Il Ricchi, il De Magistris e il<br />
Calindri parlano dell'origine <strong>di</strong> Carpine-<br />
to.Secorulo l'autore dell' Aquila volante,<br />
lib. 2, cap. 6g, fu fabbricata da Carpeto<br />
Silvio re de'latini, figlio del re Capys <strong>di</strong>-<br />
scendente d'Enea che fondò Capua, e fra-<br />
tello <strong>di</strong> Tiberino che s'annegò nel (ìume<br />
Albulaegli <strong>di</strong>e il nome <strong>di</strong> ZeveTUj per cui<br />
credesiciò avvenuto g23 anni prima del-<br />
l'era nostra. Altri opinano che Carpine-<br />
to sia derivato da alcuni pastori che tenevano<br />
il gregge fra' molti carpini <strong>di</strong> cui<br />
sono ricoperti i suoi monti, opinione ri-<br />
ferita come I' altra da Calindri, il quale<br />
aggiunge, formarsi il suo stemma comu-<br />
nale da 3 Carpini. Dice ancora che fu <strong>di</strong>-<br />
strutta da'romani dopo 3oo anni <strong>di</strong> con*<br />
tinnii guerra fatta da'popoli ch'erano iu<br />
Carpineto; e che nel i (ìlio sotto Alessan-<br />
dro VII deperì quasi intera la popolazio-<br />
ne, epoca che forse devesi anticipare al<br />
i656. Fu posseduto qua! feudo nobile,<br />
dopo la camera apostolica, da vari signo-<br />
ri, prima da'Caetaui, poi da'Conti, a'quali<br />
nel 1428 lo confermò Martino V, e Ca-<br />
millo Conti n'era duca nella metà del se-<br />
colo XVII, come notai nel voi. XVII, p.<br />
74 e 7^. Tuttavolta leggo nelle Memorie<br />
Colonnesi del cav. Coppi, che Martino<br />
V Colonna nel <strong>di</strong>videre tra'suoi paren-<br />
ti nel 1427 i beni, attribuì ad Antonio il<br />
<strong>di</strong>ritto su Carpineto. Dipoi fu ducato de-<br />
gli Aldobrandmi , in<strong>di</strong> de' Pamphilj, ed<br />
ora de' principi Borghese Aldobran<strong>di</strong>ni,<br />
gli stemmi de'quali si vedono sparsi nel<br />
paese. Marocco <strong>di</strong>ce che fu feudo anche<br />
de'Caraffa, e Calindri notò che il suo duca<br />
nel 1750 donò a Benedetto XI V uno<br />
storione <strong>di</strong> libbre 55o preso ne'nostri ma-<br />
ri. 11 Ricchi nella Reggia de' Voh ci trat-<br />
ta uel cap. 9: De'soggetti illustri, <strong>di</strong> Car-<br />
pineto, con breve descrizione della tèrra.<br />
Francesco Leopar<strong>di</strong> fu iutimo familiare<br />
V EL<br />
d'Alessandro VII, e decorò l'aula conci-<br />
storiale, non però avvocato concistoriale,<br />
non trovandolo nel Syllabum Advoca-<br />
tortini s. Consistoriideì Cartari; può dar-<br />
si non<strong>di</strong>meno che lo fosse dopo pubblica-<br />
ta l'opera, stampata uel 1 656 e de<strong>di</strong>cata<br />
a detto Papa. Sebastiano Leopar<strong>di</strong> arci<strong>di</strong>acono<br />
<strong>di</strong> Sezze e poi vescovo <strong>di</strong> Vena-<br />
fio. Alessandro Porcari eccellente fisico<br />
ed egregio poeta; pubblicò nel i638 in<br />
Napoli un' opera poetica iu lode del car-<br />
<strong>di</strong>nal Ippolito Aldobran<strong>di</strong>ni , al quale il<br />
Ricchi attribuisce la biblioteca <strong>di</strong> Carpi-<br />
neto, e l'erezione del convento e chiesa <strong>di</strong><br />
s. Pietro. Fr. Angelo Seneca 1." custode<br />
ueli6i8 della riforma romana de'aiino-<br />
ri osservanti, de'quali era stato ministro<br />
provinciale e procuratore generale, poi<br />
defiuitore generale. Fr. Giacomo da Car-<br />
pineto de'riformati, celebre pre<strong>di</strong>catore e<br />
teologo i nsigne.profondo eru<strong>di</strong>to come <strong>di</strong>-<br />
mostrò nel suo poema epitalamico stam-<br />
pato neh 638. Altri religiosi riformali il-<br />
lustri furono gli Automi, i Gabrielli, i Leo-<br />
ni, i Baldassari, i Paoli, i Giacomi. Fra i<br />
pro<strong>di</strong> militari si <strong>di</strong>stinsero FrancescoCon-<br />
li colonnello de' veneziani nella guerra <strong>di</strong><br />
Cm<strong>di</strong>a; il nipote Alessandro Conti al ser-<br />
vizio della stessa repubblica nella guerra<br />
<strong>di</strong> Godìi; <strong>di</strong> essa inoltre fu capitano e in-<br />
gegnere in Levante Pietro Paolo Briganti<br />
de Conti parente de'precedenti. Aggiungerò<br />
che Marocco celebra Antonio Gozzi<br />
protome<strong>di</strong>co nel 1570 e archiatro pon-<br />
tifìcio, ma il Marini non lo noverò tra gli<br />
Archiatri pontificii. Il Calindri <strong>di</strong>ce che<br />
Carpineto ha dato i natali a molti insigni<br />
uomini d'ogni scienza, e ad un Pecci ve-<br />
scovo <strong>di</strong> Segni, ma nella serie che formai<br />
<strong>di</strong> que' vescovi non lo trovai. Bensì è de-<br />
gnissimo arcivescovo vescovo della nobi-<br />
lissima città <strong>di</strong> Perugia, il car<strong>di</strong>nal Gioac-<br />
chino Pecci <strong>di</strong> Carpineto del titolo <strong>di</strong> s.<br />
Grisogono (del quale, e del possesso che<br />
vi prese il car<strong>di</strong>nale, riparlai nel voi.<br />
LXXX, p. 322), elevato alla s. porpora<br />
a' 19 <strong>di</strong>cembre 1 853 dal Papa regnante.<br />
Riporta il u.° 8 del Giornale <strong>di</strong> Roma del
VE L<br />
18T4. <strong>di</strong>e il comune <strong>di</strong> Carpi lieto lieto<br />
della gloria che gli derivò per l'esaltazione<br />
dell'illustre e tanto benemerito concitta<strong>di</strong>no,<br />
già arcivescovo <strong>di</strong> Dannata e nun-<br />
zio apostolico <strong>di</strong> Brusselles, inviò al Pa-<br />
pa un'apposita deputazione composta <strong>di</strong><br />
parte del capitolo e del municipio , per<br />
significargli i sentimenti <strong>di</strong> riconoscenza.<br />
E nel n.°i45 riferisce un articolo <strong>di</strong> Car-<br />
pineta, ove è descritto come il comune a'<br />
i3 ei4 giugno, per dare all'illustre con-<br />
citta<strong>di</strong>no un solenne attestato della gioia<br />
provata nel <strong>di</strong> lui innalzamento alla s.<br />
porpora, da tutti gli abitanti messo tut-<br />
to a festa il maggior tempio, sulla porta<br />
collocò l'iscrizione che riporta. I vescovi<br />
d' Anagni e <strong>di</strong> Segni amarono prendervi<br />
parte alle sagre funzioni che si celebra-<br />
rono. 1 poveri ebbero larghi soccorsi da'<br />
nobili fratelli del car<strong>di</strong>nal Pecci e dal municipio,<br />
il quale volle pure conferire due<br />
doti a zitelle bisognose. Tutto il paese poi<br />
manifestò la più sentita esultanza, ralle-<br />
grato dall'armonie della banda citta<strong>di</strong>na.<br />
Un arco trionfale, sormontato dallo slemma<br />
gentilizio del car<strong>di</strong>nale, fu eretto al-<br />
l'ingresso <strong>di</strong> Carpineta con corrisponden-<br />
te epigrafe. In ambedue le sere si fecero<br />
brillanti illuminazioni, con fuochi artifi-<br />
ciali, ed elevazione <strong>di</strong> globi 01 eostatici. I<br />
signori Pecci invitarono i vescovi, la mu-<br />
nicipalità, e altre <strong>di</strong>stinte persone ac-<br />
corse al festeggiameuto ad un serale trattenimento,<br />
in cui furono letti vari compo-<br />
nimenti analoghi alla circostanza. L' in-<br />
dustria degli abitanti merita encomio, ed<br />
il commercio <strong>di</strong> bestiame è notabile. Ol-<br />
tre il mercato settimanale del sabato, si<br />
fanno due annue fiere, lai." per la festa<br />
del protettore s.Agostino,l'altra per quel-<br />
la <strong>di</strong> S.Francesco <strong>di</strong> Asisi. Narra Ricchi,<br />
a<br />
che siccome la 1 . si solennizza per 1 5 gior-<br />
niavanti, così viene proseguita conaltiet-<br />
tanti dopo , con fiera libera dal peso <strong>di</strong><br />
qualunque dazio, giusta l'indulto <strong>di</strong> Pao-<br />
lo IV, confermato poi da Gregorio XIII.<br />
Dice Calindri che nel territorio sorgeva la<br />
citià volsca <strong>di</strong> Cuetra (dubito errata il<br />
V E L 9 3<br />
vocabolo, non conoscendola con tal no-<br />
me), e varie castella, delle quali non esi-<br />
ste orma. Negli scavi tentati si trovarono<br />
monete de'primi tempi della repubblica<br />
romana. Sulla più alta delle sue montagne<br />
vi sono i pozzi camerali della neve,<br />
e da un lato la grottta che merita <strong>di</strong> es-<br />
sere visitata, denominata da' locali For-<br />
male. Castellano la qualifica meraviglio-<br />
sa, offrendo eru<strong>di</strong>to pascolo a' naturali-<br />
sti. L' ingresso è angusto e rovinose rupi<br />
lo circondano, destando raccapriccio nel-<br />
l'entrarvi. Sembra che la natura sia sta-<br />
ta gelosa <strong>di</strong> schiudere libero varco alle<br />
sue ascose bellezze. Spazia per entro in<br />
gran<strong>di</strong> sale, sostenuteda sorprendenti vol-<br />
te, in ampi corridoi, ed i segreti della mi-<br />
neralogia vi si mettono in luce. I <strong>di</strong>ntorni<br />
sono sparsi de'i uderi dell'abbazia <strong>di</strong> Val-<br />
visciolo,e de'<strong>di</strong>strutti paesi <strong>di</strong>Collemezzo,<br />
<strong>di</strong> Pruni e <strong>di</strong> Montacuto. Il territorio produce<br />
legname <strong>di</strong> faggio, olio e grano a<br />
sufficienza; frutta, castagne e ghiande in<br />
abbondanza , granturco e vino in poca<br />
quantità, ed abbonda per tutto d'acque<br />
per abbeverare il bestiame, e per l'uso<br />
de'popolani, oltre i pascoli.<br />
Gavignano. Comune della <strong>di</strong>ocesi <strong>di</strong><br />
Segni con territorio in piano, <strong>di</strong>stante 36<br />
miglia da Roma, chiamato Gavignano <strong>di</strong><br />
Campagna, per <strong>di</strong>stinguerlo da'paesi omonimi<br />
<strong>di</strong> Bologna a <strong>di</strong> Sabina. E' situa-<br />
to presso i monti Lepini nelle vicinanze<br />
e <strong>di</strong>rimpetto a Segni, sopra un'amena<br />
collina isolata, ferace e <strong>di</strong> belle vigne e<br />
<strong>di</strong> albereti vestita, non che <strong>di</strong> ulivi, in<br />
clima temperato, come esposta a mezzodì,<br />
la cui aria è molto salubre. Le mura<br />
castellane vengono costituite dalle abita-<br />
zioni, restando chiuse da due porte. Sot-<br />
to la collina passa l'antica via Latina, <strong>di</strong><br />
cui tuttora vi è il piano stradale. Fuori<br />
porta Romana è una deliziosa passeggia-<br />
ta. Da essa si gode la pittoresca veduta <strong>di</strong><br />
circa 4° paesi, e conduce alla chiesa fuo-<br />
ri <strong>di</strong> Gavignano un 4-° <strong>di</strong> miglio, <strong>di</strong> buo-<br />
na e moderna architettura, detta il Cal-<br />
vario dal rappresentarsi nel <strong>di</strong>voto qua-
94<br />
V E L<br />
<strong>di</strong>o dell'aliare maggiore la Croeefìssione<br />
<strong>di</strong> Gesù Cristo. In questa chiesa nel 1837,<br />
e al moilo riferito dal n.° 89 del Diario<br />
dì Roma, ai'j ottobre mg. 1<br />
Luciani ve*<br />
scovo <strong>di</strong> Segni solennemente bene<strong>di</strong>sse la<br />
cappella, l'altare e l'immagine <strong>di</strong> s. Fi-<br />
lomena vergine e martire, eretta a destra<br />
della medesima dal capitanoVincenzo Ba-<br />
iocco priore del comune, per grazia rice-<br />
vuta, fra le acclamazioni e le festive <strong>di</strong>mostrazioni<br />
della popolazione, avendo<br />
Gregorio XVI concesso l'indulgenza ple-<br />
naria. In<strong>di</strong> con lodevole emulazione , il<br />
me<strong>di</strong>co romano d." Pietro Paolo Azzoc-<br />
cbi, la cui famiglia è originaria <strong>di</strong> questo<br />
luogo (il suodegno fratello mg.' Tommaso<br />
Azzoccbi cappellano segreto già <strong>di</strong><br />
Gregorio XVI e ora del Papa regnante,<br />
del quale è pure cameriere d'onore, be-<br />
neficiato Vaticano, è benemerito autore<br />
ne " a stessa<br />
chiesa eresse nel sinistro lato la cappella<br />
<strong>di</strong> s.Rosalia vergine palermitana, per es-<br />
sere stata la provincia libera dalla pesti-<br />
lenza del cholera nel 1837. Seguì la be-<br />
ne<strong>di</strong>zione della cappella, dell'altare e del<br />
quadro, come l'altro <strong>di</strong> egregio pittore,<br />
da mg. r<br />
Annoverai vescovo d'Anagni a'<br />
9.5 settembre 1840, per essere in<strong>di</strong>sposto<br />
il vescovo <strong>di</strong>ocesano, con quella straor<strong>di</strong>-<br />
naria pompa descritta dal n.83 del Dia-<br />
rio <strong>di</strong> Roma. In questa lieta circostanza,<br />
avendo l'encomialo dottore ottenuto che<br />
VE L<br />
nccetlasse la prolettoria <strong>di</strong> Gavignano il<br />
celebre car<strong>di</strong>nal Giuseppe Mezzofante,<br />
nominato da Gregorio XVI, volle pren-<br />
derne il solenne possesso a'27 ottobre nel-<br />
la sala del comune,con quelle formalità e<br />
particolari riferiti nel citato Diario. Dirò<br />
solo, che gli fu eretto un arco trionfale con<br />
iscrizione dell'aurea penna <strong>di</strong> mg. r<br />
Luca<br />
Pacifici (già Segretario delle Lettere lati-<br />
ne ,ei\ ora Segretario de' Brevi a'principi,<br />
canonico Liberiano e <strong>di</strong> presente Vatica-<br />
no), dal quale pure furono scritte le altre<br />
fatte in questa occasione. Tra'personag-<br />
gi che recaronsi a ossequiarel'illustre por-<br />
porato, nominerò mg. r<br />
<strong>di</strong> Velletri e mg. 1<br />
Lolli vice-legato<br />
Pecci delegalo <strong>di</strong> Bene-<br />
vento e ora car<strong>di</strong>nale. Luminarie, fuochi<br />
artificiali e l'elevazione <strong>di</strong> globo areosla-<br />
lico, accompagnarono l'esultanza de'gavi-<br />
gnanesi; mentre il capitan Baiocco, ch'eb-<br />
be l' onore <strong>di</strong> dare decoroso alloggio al<br />
car<strong>di</strong>nale e ad altri personaggi, celebrò<br />
l'avvenimento con accademia, e <strong>di</strong>spensò<br />
limosinea'poveri. Inoltre il car<strong>di</strong>nale vol-<br />
le onorare la cappella domestica del zelantissimo<br />
ed encomiato arciprete d. Do-<br />
menico Gorga Cenciarelli, con recarsi a<br />
celebrarvi 3 volle la messa. I patroni <strong>di</strong><br />
dette cappelle Baiocchi e Azzocchi otten-<br />
nerol'erezionedella confraternita delle ss.<br />
Rosalia eFilomena,e pel 1. "volle ascriversi<br />
tra' fratelli l'esimioporporato. Nel piano<br />
verso il nord e precisamente sulla via La-<br />
tina, sopra i ruderi d'una villa degli antichi<br />
romani e forse <strong>di</strong> Pompeo Magno,<br />
esiste un convento con chiesa <strong>di</strong> sempli-<br />
ce <strong>di</strong>segno delta <strong>di</strong> Rossilli, ove è in gran<br />
venerazione una <strong>di</strong>votae antichissima immagine<br />
dellaB.Vergine;e siccome qui vi fu<br />
già un'abbazia <strong>di</strong> monaci basiliani <strong>di</strong>Grotta<br />
ferrata, essi anni ad<strong>di</strong>etro ne doman-<br />
darono l'effigie incisa, accorrendovi a in-<br />
vocarne il patrocinio ezian<strong>di</strong>o da lontani<br />
paesi, ed i gavignanesi vi ricorrono in lat-<br />
ti i loro bisogni e con pubbliche proces-<br />
sioni. I monaci <strong>di</strong> Rossilli possedevano<br />
l'istoria mss. <strong>di</strong> Gavignano, roa per le vi-<br />
cende politiche alcun secolo ad<strong>di</strong>etro ab-
V E L V E L 9 5<br />
bandonando il monastero e ritirandosi in so o favore de* primogeniti <strong>di</strong> sua fami-<br />
quello celebre <strong>di</strong> Fai fa, onde pare che glia della signoria <strong>di</strong> l'ahnontone e Ri-<br />
fossero benedettini, si vuole che seco por- tri feu<strong>di</strong>, e vi comprese Gabiniano ossia<br />
tasserò tale scritto <strong>storico</strong> e lo deposilas- Gavignano. Tra' suoi legati, or<strong>di</strong>nò che<br />
sero in quel prezioso archivio, ove si ere- si fondasse un monastero <strong>di</strong> monache in<br />
de esistere. Il monastero da' Papi fu <strong>di</strong>- Valmontone, suo principale feudo , <strong>di</strong>-<br />
chiarato commenda ahbaziale, e da loro sponendo. Reliquit tria ìivllìa Jloreno-<br />
conferita a vari car<strong>di</strong>nali , gli ultimi de' rum due. expendenda infabnca,ete<strong>di</strong>quali<br />
furono i car<strong>di</strong>nali Borgia e Fonta- ficiismonaslerii,quodappellari manda-<br />
Da. In<strong>di</strong> Ui unita alla mensa vescovile <strong>di</strong> vitmonaslerium s. Crucis, quo<strong>di</strong>pse. Do-<br />
Segni. Le altre chiese <strong>di</strong> Ga vignano sono, minns caepit construere in eastro Valle-<br />
La chiesa parrocchiale de<strong>di</strong>cata a s. Ma- montonis , et compicci mandavit in ho-<br />
ria Assunta in cielo, <strong>di</strong> moderna costru- norem, elreverentiam s. Crucis prò fo-<br />
llone, al <strong>di</strong>re <strong>di</strong> Marocco; essa è elegan- Iute animae snae et reme<strong>di</strong>opecca tornili<br />
te, con buon organo, e ben fornita <strong>di</strong> sa- suorum. Itera reliquit ipsi monasferio<br />
gre suppellettili: bello è l'altare inaggio- prò vita, et alinìentis quatuor domina-<br />
re lutto <strong>di</strong> marmi, come la balaustrata, rum,duarum serventiwn,et unius sacer-<br />
con ornamenti <strong>di</strong> metallo dorali. La cine- dotis fructus sui manualis, de quo ipse<br />
sa <strong>di</strong> s. Hocco, patrono principale <strong>di</strong> Ga- testator'vivebat tempore, quo praesen*<br />
vignano , in cui si venera la miracolosa con<strong>di</strong><strong>di</strong>l testamentum, quousque per iimmagine<br />
della Madonna delle Grazie, <strong>di</strong> psum ci. Adynulphum possessione^ congrande<br />
<strong>di</strong>vozione anche de'convicini pae- decentes emantur de propria pecunia <strong>di</strong>-<br />
si. Di s. Tommaso apostolo. Di s. Maria cti d. Adynulphi extra ejus dominiuni<br />
del Carmine, giuspadronato de'Trajelli- ad opus, et utilitalem <strong>di</strong>rli monasteri*<br />
Paggi. Gavignano U\ già feudo possedu- vivere possintcommode.l\\spe\\.oa\\ah\ìlo<br />
da vari signori. Leggo nelle Memorie brica summentovata, Papa Nicolò IV ad<br />
Colonnesi del cav. Coppi. Di tale fami- istanza del nominalo A<strong>di</strong>nolfo Conti li-<br />
glia celebratissimae potente, nel i 171 fio- glio <strong>di</strong> Giovanni, concesse monasteriuni<br />
ri uu Giordano signore<strong>di</strong> Gavignano, na- de Hoscillis or<strong>di</strong>nis s. Bene<strong>di</strong>cli Segnili.<br />
to da un Tolomeo conte del Tuscolo: fi- <strong>di</strong>oec, comechè adeo in spiritualibus.et<br />
gli <strong>di</strong> Giordano furono Giovanni e To- temporalibus collapsum , quod nonnisi<br />
lomeo, che venderono a Papa Lucio 111 duo in eo monaci reinanserunt,el veriun<br />
casale del territorio <strong>di</strong> Lariano. Di similiter non praesumitur, quod mona-<br />
lullociò e con qualche variante ne feci sterilirli ipsum in suo possit or<strong>di</strong>ne' salu-<br />
cenno nel voi. XXV 11, p. 199, e notando briter reformari, onde il medesimo fosse<br />
ancora che da questo 2. ramo de'conli sostituito a quello che A<strong>di</strong>nolfo era in oh-<br />
Tusculanie da detto signore <strong>di</strong> Gavigna- bligo <strong>di</strong> fabbricar <strong>di</strong> nuovo per adempieno<br />
potè derivare lo stipite iW Conti (F.) re al pio legato del padre. Trovo altresì<br />
<strong>di</strong> Segni, celebre e potente famiglia. Nel nel Coppi, che Giulio Colonna, unito al<br />
declinardel secolo XII vivevano Giovali- genero Napoleone Orsini e Giambattista<br />
ni, Tolomeo, Giordano e Andrea , tulli Conti, malconlenlidel governo <strong>di</strong>Clemen-<br />
Colonnesi figli <strong>di</strong> Giordano signore <strong>di</strong> Ga- te VII, verso il 1 53o occuparono Carpi-<br />
vignano. Quanloalla signoria de'Conli su neto, Gavignano, Torricella e altre terre<br />
Gavignano, narra il Ratti, Della fami- convicine. Sembra dunque che a quell'e-<br />
glia Sforza, t. 1, p. 234> che Giovanni poca Gavignano appartenesse alla carne-<br />
Conti nipote <strong>di</strong> Riccardo Conti fratello<strong>di</strong> ra apostolica. In seguito Gavignano <strong>di</strong>-<br />
Papa Innocenzo IH, con suo testamento venne feudo de' principi Pamphilj, da'<br />
del 1287 istituì il perpetuo fìdeicomiuis- quali passò a' priucipi Borghese Aldo-
c)6 V E L<br />
bion<strong>di</strong>ni. Riporta il u.° <strong>di</strong>ce che la città o castello<br />
<strong>di</strong> Sacriporto esisteva vicino a Segni , e<br />
forse colle sue rovine si fabbricò Gavi-<br />
gnano. In Sacriporto seguì la sanguinosa<br />
battaglia tra Siila e il console Mario il<br />
giovaue figlio del famoso console <strong>di</strong> tal<br />
nome, incaricato dal senato<strong>di</strong> combatterlo<br />
, e vi morirono 25,ooo soldati <strong>di</strong> Ma-<br />
rio. Il Ricchi nella Reggia de Volsci trat-<br />
ta al cap. 22 <strong>di</strong> Sacriporto, ed a neh 'egli<br />
ritiene che dalle sue non ignobili rovine<br />
fosse e<strong>di</strong>ficata la terra <strong>di</strong>Gavignano,dopo<br />
essere rimasta <strong>di</strong>strutta interamente nel-<br />
le guerre civili. Afferma eh' era vicina a<br />
Segni, e racconta la memorata mici<strong>di</strong>ale<br />
battaglia. Però il Pettini nelle Memorie<br />
Prenestine narra a p. 34, che Sacriporto<br />
era <strong>di</strong>stante da Palestriua circa 7 mi-<br />
glia , e che nella pianura <strong>di</strong> Pimpinara i<br />
due eserciti si trovarono a fronte. Disfatto<br />
Mario si ritirò io Palestriua, e Pompeo<br />
Magno luogotenente <strong>di</strong> Siila impedì al-<br />
l'altro console Carbone <strong>di</strong> soccorrerlo; in<strong>di</strong><br />
seguì l'ecci<strong>di</strong>o <strong>di</strong> Palestriua. Il Nibby<br />
nell' illustrare Sacriportus, luogo <strong>di</strong>ve-<br />
nuto famoso per la rotta data da Siila<br />
all'esercito composto <strong>di</strong> romani e <strong>di</strong> san-<br />
niti del giovane Mario, e per le sue gravi<br />
e funeste conseguenze, sostiene che era<br />
dov' è la pianura <strong>di</strong> Pimpinara , ed ivi<br />
presero parte alla battaglia circa 1 5o,ooo<br />
uomini, battaglia tenuta come 1' ultimo<br />
crollo dato alla fazione <strong>di</strong> Mario. Dopo<br />
quell'avvenimento Sacriporto non viene<br />
più ricordato, e rimane sempre dubbio,<br />
se debba riguardarsi come un vico , un<br />
borgo, ovvero semplicemente una contra-<br />
da. Conclude Nibby, che dopo Pimpina
VEL<br />
rn si lin la pianura <strong>di</strong> Sacriporto, e la <strong>di</strong>-<br />
ce lungi da Roma 3o miglia, 9 da Palestina<br />
e 4 da Valmontone, a sinistra delia<br />
via Latina. Ne'bassi tempi <strong>di</strong>venne Ca-<br />
strimi Fluminaria, <strong>di</strong> cui il volgo ben<br />
presto fece Plumbinaria e da Plumbinaria<br />
derivò il nome <strong>di</strong> Pimpinara. In una<br />
bolla <strong>di</strong> Lucio III del 1 18 1 si legge: In Castro<br />
Plumbinariae Ecclesia s. Mariac,<br />
Ecclesia s. Ànastasii, Ecclesia s. Nicolai,<br />
inonasteriiiin s. Ceciliae etc. Questo<br />
monastero però è molto più antico, per-<br />
chè in esso si ritirò nel r o5i, e fini <strong>di</strong> vi-<br />
vere Ottone abbate <strong>di</strong> Subiaco, il quale<br />
per evitare la giustizia <strong>di</strong> s. Leone IX,<br />
quando si portò a Subiaco, da questo era<br />
fuggito alla vicina Trevi, ne fu cacciato<br />
dagli abitanti, per cui passò nel monaste-<br />
ro <strong>di</strong> s. Cecilia e vi rimase sepoIto.DiPInmbinara<br />
riparlerò nel paragrafo Valmonto-<br />
ne, per essere con essa <strong>di</strong>venuto signoria<br />
de' Conti (F.). Abbandonato il Castrimi<br />
da più <strong>di</strong> 3 secoli, il teuimento è proprie-<br />
tà de' Doria-Pamphilj. I gavignanesi an-<br />
cora ricordano con <strong>di</strong>vozione la missione<br />
nella loro terra cominciata dal b. LeonardodaPortoMaurizio<br />
a'28<strong>di</strong>cembrei y33<br />
e terminata a'6 del segUentegennaio. Riu-<br />
scì ubertosa <strong>di</strong> gran frutto, e si fecero due<br />
processioni <strong>di</strong> penitenza, nella t* andandosi<br />
alla chiesa <strong>di</strong>Rossilli coli'abhale com-<br />
mendatario mg. r<br />
Marcello Crescenzi poi<br />
car<strong>di</strong>nale, che vestito <strong>di</strong> sacco si <strong>di</strong>sciplinò<br />
per lutto il corso della processione con<br />
somma e<strong>di</strong>ficazione d'ognuno. Nella chie-<br />
sa fece il b. Leonardo una pre<strong>di</strong>ca e vi e-<br />
resse la Via Crucis, e fu lai 52.° delle da<br />
lui erette. Ritornato a Gaviguano ,<br />
com-<br />
partì la bene<strong>di</strong>zione papale sulla piazza.<br />
La (amiglia Nar<strong>di</strong> benefattrice de'religio-<br />
si riformali francescani, tiene a pio van-<br />
to l'avere ospitato il b. Leonardo. Il cho-<br />
Jera tornò ad affliggere lo stato pontificio<br />
nel 1 854 e nel 1 855, ma per l'iotercessio-<br />
Me della Madonna delle Grazie ne fu preservata<br />
Gavignano, per cui in ren<strong>di</strong>men-<br />
to <strong>di</strong> grazie solennizzò una gran festa nel<br />
l'ottobre i855, descritta a p. 1000 del<br />
VOI. LXXXiX.<br />
VEL 97<br />
Giornale <strong>di</strong> Roma, pontificandovi il suo<br />
vescovo <strong>di</strong> Segni mg. r<br />
Ricci. Vi ebbero<br />
pur luogo luminarie e fuochi d'artifizio,<br />
e sceltissime musiche nelle sagre funzio-<br />
ni e nella sala del marchese Traielto con<br />
accademia vocale e strumentale. Gavignano<br />
si pregia de'seguenti uomini illu-<br />
stri. Gio. Rallista Cenciarelli legale rino-<br />
matissimo , e u<strong>di</strong>tore generale <strong>di</strong> tutti i<br />
feu<strong>di</strong> della principesca casa Pamphilj.<br />
L'avv. d. Gaetano Sciarra fu celebre giu-<br />
reconsulto per le sue auree scritture.<br />
L' aw. d. Domenico Nar<strong>di</strong> fu giurecon-<br />
sulto che col suo merito fece molta fortu-<br />
na. Il d. r<br />
Alessandro Volpicelli me<strong>di</strong>co <strong>di</strong><br />
collegio e forse professore nell'università<br />
romana. 11 d. r<br />
Ulderico Azzocchi me<strong>di</strong>co<br />
primario nell' ospizio apostolico <strong>di</strong> s. Michele,<br />
e padre de'sullodati mg. r<br />
Tomma-<br />
so e d. r<br />
Pietro Paolo. Il d. r<br />
Luigi Sciarra<br />
me<strong>di</strong>co <strong>di</strong> sommo cre<strong>di</strong>to. Il capitanFrancesco<br />
Raiocchi assai solerte nella merca-<br />
tura <strong>di</strong> campagna , e rinomato iu tutta<br />
la provincia specialmente per essere sta-<br />
to provve<strong>di</strong>tore dell' annona <strong>di</strong> Roma e<br />
dell'abbondanza <strong>di</strong> Velletri , per cui te-<br />
neva in <strong>di</strong>versi punti della provincia a<br />
suo carico parecchi granai. 11 marchese<br />
Leonardo Traielto, dopo aver occupato<br />
varie cariche onorifiche, fu eletto mem-<br />
bro del corpo legislativo in Parigi. Il pre-<br />
lato mg. r<br />
Giuseppe de'marchesi Traielto<br />
fu vice legato neUe Romagne, e funse altre<br />
cariche in Roma. Nel n.° 3o del Dia-<br />
rio <strong>di</strong> Roma del 1 83 1 si legge la necrolo-<br />
gia del valoroso militare Giambattista Az-<br />
zocchi Salvi, il quale entrò per genio nel-<br />
l'esercito inglese, e da semplice soldato'<br />
per le prodezze operate in Italia, in Fran-<br />
cia, in Egitto giunse al grado <strong>di</strong> tenente<br />
de' granatieri sotto lord Rentinek. Nel<br />
18 16 col grado medesimo ammesso nel-<br />
le truppe pontificie, <strong>di</strong>venne i.° tenente<br />
della 1/ compagnia de'cacciatori. Alla pe-<br />
rizia militare congiunse la fedeltà e sin-<br />
golar fortezza. 11 sacerdote d. Giuseppe<br />
Marcelli a pieni voli fu ammesso tra'con-<br />
tori pontifìcii, e siccome peritissimo nel-<br />
7
98<br />
VEC<br />
la musica <strong>ecclesiastica</strong> e dotato dalla na-<br />
tura <strong>di</strong> bellissima, sonora e robustissima<br />
voce da tenore, per l'estensione <strong>di</strong> essa ne'<br />
35 anni che appartenne con generale<br />
plauso e straor<strong>di</strong>nario impegno a quel-<br />
l'insigne collegio, fu contrastato da'can-<br />
tori contralti, i quali ambivano averlo fra<br />
loro. Per 3o anni e con improba fatica<br />
cantò il Passio nella gran cappella pon-<br />
tificia e nella vastissima basilica Vatica-<br />
na, ammirato anco dagli stranieri pel sin-<br />
golare corpo <strong>di</strong> voce uniformemente so-<br />
stenuta dal principio al fine. Morì in Roma<br />
nel 1 852 troppo presto d'anni 66 nel-<br />
la casa <strong>di</strong> s. Agnese al foro Agonale, e in<br />
quella splen<strong>di</strong>da chiesa gli furono celebra-<br />
ti i solenni funerali, colle onorificenze pro-<br />
prie de Cantori della Cappella pontifi-<br />
eia; in<strong>di</strong> fu sepolto nella magnifica chie-<br />
sa <strong>di</strong> s. Maria in Vallicella per cura del-<br />
l'egregio sacerdote nipote, il quale ha comune<br />
con esso il nome e il cognome. Que-<br />
sti poi a sfogo <strong>di</strong> dolore e <strong>di</strong> affetto, ed in-<br />
sieme a memoria perenne delle virtù che<br />
ornarono l'illustre zio, inGavignano nel-<br />
la sala della propria casa pose il suo ri-<br />
trattosomigliantissimo,<strong>di</strong>pintoa olio con<br />
decorosa iscrizione Ialina , in cui giustamente<br />
ne celebra, oltre il valore nell'ar-<br />
te del canto sagro, la tenera pietà, la carità<br />
pel prossimo, 1' ardenlissimo amor<br />
patrio e pe'suoi parenti. Ed io che per 2<br />
auni l'intesi a cantare con ammirazione<br />
nelle funzioni pontificie, godo qui ren-<br />
dergli quest' imperituro tributo <strong>storico</strong>.<br />
Fra' viventi gavignanesi che illustrano la<br />
patria, mi piace far menzione <strong>di</strong> Venceslao<br />
figlio del sullodato capitano Baiocchi, va-<br />
lente scultore in avorio, che meritò ese-<br />
guire lavorazioni per Gregorio XVI, per<br />
l'infanta <strong>di</strong> Spagna M." Luisa Carlotta <strong>di</strong><br />
Borbone principessa <strong>di</strong> Sassonia, e per al-<br />
tri personaggi. QuandoGregorio XVI nel<br />
i843 intraprese il suo viaggio sulla via<br />
Casilina nel recarsi a Prosinone e Vel-<br />
lelrijilgavignanese Giuseppe Manni, poi<br />
priore municipale <strong>di</strong> sua patria, lo cele-<br />
brò con un sonetto stampato che gli pie-<br />
1<br />
VEL<br />
sento, avendo inventato e delineato l'ar-<br />
co trionfale eretto al Papa dal comune <strong>di</strong><br />
Lagnano, come <strong>di</strong>rò in quel paragrafo.<br />
Dice Calindri, che i principali prodotti <strong>di</strong><br />
Gavignano sono il grano, il granturco e<br />
il vino.<br />
Gorga. Comune della <strong>di</strong>ocesi d'Ana-<br />
gni, da cui è <strong>di</strong>stante 9 miglia, 6 da Carpinete<br />
4° da Roma, con territorio in<br />
monte, in colle e in piano. Giace sopra<br />
un monte <strong>di</strong> clima sanissimo, ove respi-<br />
rasi aria assai pura ed elastica, i cui 1 100<br />
abitanti Marocco li qualifica <strong>di</strong> caratte-<br />
re piuttosto dolce, applicati alla coltura<br />
e alla pastorizia. Il fabbricato è su d* u-<br />
na rupe nella sommità del monte espo-<br />
sto al mezzodì, e viene riparato dall'im-<br />
peto de' venti meri<strong>di</strong>onali dalle cime più<br />
elevate dello stesso monte, tutte vestite<br />
per lo più <strong>di</strong> faggi, tra'quali trovansi ancora<br />
l'agrifoglio e il frassino. Ha Gorga<br />
sufficienti e buone acque sorgive <strong>di</strong> vena,<br />
le quali <strong>di</strong>scendendo pel seno delle som-<br />
mità che la contornano, vanno a racco-<br />
gliersi in alcuni pozzi esistenti nelle in-<br />
terposte piccole vallate. Talee l'eccellen-<br />
za <strong>di</strong> queste acque, che alcuno dopo os-<br />
servazioni le trovò migliori <strong>di</strong> quelle <strong>di</strong><br />
Roma. Estesissima e insieme assai amena<br />
e <strong>di</strong>lettevole è la visuale <strong>di</strong> Gorga da l<br />
lato <strong>di</strong> ponente, ove quasi per un cana-<br />
le <strong>di</strong>vergente formato da due lati della<br />
montagna, la vista rapida percorre il sot-<br />
toposto vastissimo piano, racchiuso dal<br />
doppio ramo de' sub-Apennini, <strong>di</strong>scernendo<br />
nella catena de'monti a sinistra la<br />
città <strong>di</strong> Segni, Rocca Priora, la Colonna,<br />
e nella catena destra il Piglio, il Serro-<br />
ne, Paliano, Olevano, Rojate, Genazzuno<br />
e altri paesi sino a Palestrina, mentre<br />
nel mezzo alla pianura vede sorgere Gavignano,Valmontone<br />
e Lugnano, perden-<br />
dosi poi la pittoresca visuale nell'alto Soralte<br />
e ne'monti Cimini. La città d' A-<br />
nagni, Anticoli, Furaone e altri luoghi si<br />
vedono da una vicina sommità detta il<br />
Calvario perchè appunto la sua vetta formata<br />
da massi calcarei è calva e d'ogni
V EL<br />
Verdura spogliata. Gorga confina con A-<br />
nagnt, fra levante e tramontana con Vil-<br />
l;i Magna e la tenuta <strong>di</strong> Monte Longo già<br />
terra e ora <strong>di</strong>ruta affatto; con Montelanico<br />
e Carpineto, tra ponente e mezzogiorno^<br />
levante colla Sgurgola e Moro-<br />
Io. Gorga ha l'accesso per due sole porte,<br />
ed è inaccessibile in alt ri punti sì per la<br />
rupe sulla quale trovasi e<strong>di</strong>ficala, che per<br />
le mura costruite in alcuni lati all' in-<br />
torno. Le vie interne sono anguste e sco-<br />
scese, meno una <strong>di</strong> mezzo alquanto agia-<br />
ta. Ha due chiese parrocchiali, la matri-<br />
ce coll'arciprete e due beneficiati, secondo<br />
De Magistris, de<strong>di</strong>cata a s. Michele<br />
Arcangelo; l'altra è sagra a s. Maria col-<br />
l'abbate e due chierici beneficiati, al <strong>di</strong>-<br />
re <strong>di</strong> tale scrittore. Vi è pure la chiesa<br />
<strong>di</strong> s. Domenico protettore <strong>di</strong> Gorga. La<br />
chiesa più decente è quella matrice, den-<br />
tro la quale sono <strong>di</strong> buoni pennelli, il qua-<br />
dro dell' Immacolata Concezione, i freschi<br />
rappresentanti il battesimo <strong>di</strong> Ge-<br />
sù Cristo, ed il Salvatore medesimo esp<br />
resso in tavola. Non mancano le pub-<br />
bliche scuole elementari per l'istruzione<br />
de'giovanelti, e le maestre pie per quella<br />
delle donzelle, mantenute dalla principe-<br />
sca famiglia Dori'a -Pam pihilj signora del<br />
luogo. Riferisce De Magistris ne\Y Istoria<br />
della città e s. Basilica cattedrale éCAnagni<br />
e delle cose più ragguardevoli<br />
della <strong>di</strong>ocesi, che Gorga, secondo le tra-<br />
<strong>di</strong>zioni più sicure, riconosce dal caso la<br />
sua origine, poiché cominciossi a fabbri-<br />
care dagli antichi cacciatori della cit-<br />
tà d'Anagni, per avere un ricovero nella<br />
caccia de'cinghialijche vi facevano in un<br />
ristagno d'acqua tra que'monti, e perciò<br />
si <strong>di</strong>sse Gorga. Imperocché <strong>di</strong>cesi gorga<br />
e gorgo il luogo dove l'acqua che corre<br />
è in parte ritenuta da checchessia, e ri-<br />
gira per trovare esilo; ed anco quel sito<br />
dove l'acqua abbia maggior profon<strong>di</strong>tà,<br />
ovvero un ricettacolo profondo d'acqua<br />
staguaute. Il luogo <strong>di</strong>venne signoria del-<br />
la nobile famiglia magni na Berziamiauao<br />
Berliauiiua. Dipoi il castello <strong>di</strong>Gor<br />
V EL 99<br />
ga pervenne in possesso feudale del ce-<br />
lebre monastero e ba<strong>di</strong>a de' ss. Pietro e<br />
Paolo <strong>di</strong> Villa Magna, dal quale si ac-<br />
quistò con due atti che si conservano nell'archivio<br />
capitolare d'Anagni. La metà<br />
gli fu donata daBoeso figlio <strong>di</strong> Bertia mino<br />
nobile anagnino neh l5l, e l'altra metà<br />
la venderono al monastero A<strong>di</strong>nolfo canonico<br />
della cattedrale d'Anagni, e An-<br />
drea suo nipote nel ii36. In seguito Bo-<br />
nifacio VII! incorporò alla cattedrale a-<br />
nagnina il monastero e castello <strong>di</strong> Villa<br />
Magna colle sue pertinenze inclusivamente<br />
al castello <strong>di</strong> Gorga, siccome rac-<br />
conta De Magistris. Questi inoltre nar-<br />
ra, che nel 1398 Villa Magna fu brucia-<br />
ta da'gorgani, e perciò venne ridotta a<br />
coltura, ritenendo il capitolo della catte-<br />
drale <strong>di</strong> Anagni la giuris<strong>di</strong>zione e il tito-<br />
lo baronale, onde vi deputava il gover-<br />
natore per le controversie civili e crimi-<br />
nali. Benedetto XI V confermò la concessione<br />
fatta alla cattedrale <strong>di</strong> Anagni da<br />
Bonifacio Vili, e la giuris<strong>di</strong>zione tempo-<br />
rale con amplissima bolla. Di Gorga pe-<br />
rò,<strong>di</strong>ce lo slesso De Magistris, soltanto si<br />
conosce, che ne fu spogliata la chiesa <strong>di</strong><br />
A nagni, passò in potere <strong>di</strong> Evandro Con-<br />
//(in fatti nell'articolo <strong>di</strong> tal famiglia l'enumerai<br />
tra' feu<strong>di</strong> che alla medesima<br />
confermò Martino V nel 1 4^8), e poscia<br />
in quello de'principi Pamphilj. Di Villa<br />
Magna, oltre il riferito in principio, ne<br />
parlai nel voi. XXVII, p. 274 e altrove,<br />
e perciò anche del Castrimi Gurgae, che<br />
Urbano li nel 1088 avea assegnato con<br />
altri castelli al vescovo d'Anagni. 11 Ma-<br />
rocco ne Monumenti dello stato pontifi-<br />
cio^ t. 5, p. 37, riporta le frazioni <strong>di</strong> la-<br />
pi<strong>di</strong> che rinvenne in Gorga presso la <strong>di</strong>-<br />
stinta famiglia Santucci, nella quale fio-<br />
risce il car<strong>di</strong>nal Vincenzo <strong>di</strong>acono <strong>di</strong> s.<br />
Maria ad Martyres (celebre Tempio del<br />
Pantheon), aggregato al Sagro collegio<br />
a'7 marzo 1 853, come registrai in tale ar-<br />
ticolo, prefetto della congregazione degli<br />
stu<strong>di</strong>, onde ne ragionai nell'articolo Uni-<br />
versità Romaica, protettore <strong>di</strong> Segni(F.),
ino VEL<br />
e visitatore de'ministri degl'infermi. TI n.°<br />
90 del Giornale <strong>di</strong> Roma del 1 853 rife-<br />
risce i festeggiamenti <strong>di</strong> Gorga per essere<br />
venuta in fama per l' onore gran<strong>di</strong>ssimo<br />
derivato nel vedere sublimato all'altissima<br />
<strong>di</strong>gnità della porpora il suo beneme-<br />
rito concitta<strong>di</strong>no, per avere assai merita-<br />
to della Religione e delloStato; ed il bene<br />
fatto sempre da lui alla patria venne ri-<br />
cordato nell'iscrizione <strong>di</strong>e riporta, posta<br />
sulla porta esteriore della chiesa <strong>di</strong> s. Mi-<br />
chele Arcangelo, ove fu cantata solenne<br />
messa e il Te Deum. Sulla piazza della<br />
Porta venne innalzalo un arco trionfale<br />
coll'armi pontificia, del car<strong>di</strong>nale e del comune.<br />
Un concerto musicale, globi areo-<br />
statici, generali luminarie e fuochi d'arti-<br />
fizio accrebbero la gioia universale. Sa-<br />
rebbero continuate le <strong>di</strong>mostrazioni festive<br />
due altri giorni, se il car<strong>di</strong>nal San-<br />
tucci non avesse mostrato piacergli assai<br />
più, che il denaro a ciò destinalo si <strong>di</strong>stri-<br />
buisse a' bisognosi, mentre egli già avea<br />
soccorso i meno agiati del popolo e dota-<br />
to due zitelle. Il territorio <strong>di</strong> Gorga tut-<br />
tora è acconcio alla caccia , e talvolta vi<br />
si conducono anche qne'de'vicini paesi. In<br />
esso si trovano l'issopo, la genziana, ilser-<br />
pallo, la felicola virgiliana, ed altre pian-<br />
te utili e aromatiche. Il latte e i prodotti<br />
del medesimo sono delicatissimi e sapo-<br />
rosi, ed in quelle vicinanze sono assai ap-<br />
prezzate alcune caciottine formate col fior<br />
<strong>di</strong> latte <strong>di</strong> capra. In alcune contrade del<br />
medesimo territorio vengono coltivati gli<br />
ulivi, da'quali si ricava un olio finissimo,<br />
come descrive Marocco. Il Calindri poi <strong>di</strong>-<br />
ce che i suoi maggiori prodotti sono il vi-<br />
no, il grano, il granturco, la ghianda, il<br />
fieno.<br />
Montelanico. Comune della <strong>di</strong>ocesi <strong>di</strong><br />
Segni con territorio in monte e colle, cinto<br />
a breve <strong>di</strong>stanza dall' alte montagne<br />
Lepine. Giace su d'un colle esposto a le-<br />
vante , e circondato da <strong>di</strong>versi altri colli<br />
vestiti d'utili castagneti. Ha due parroc-<br />
chie, una col titolo d'arcipretura de<strong>di</strong>ca-<br />
ta a s. Michele Arcangelo, ch'è il princi-<br />
V E L<br />
pale protettore della terra, ed è più an-<br />
tica e più piccola dell'altra. Questa è sot-<br />
to l'invocazione <strong>di</strong> s. Pietro Apostolo col<br />
titolo d'abbazia, ed è la maggiore, rifab-<br />
bricata con buon <strong>di</strong>segno da'principiPam-<br />
pliilj, per essere stata la vecchia nel 1703<br />
in parte rovinata dal terremoto. Nell'an-<br />
tico paese entravasi per due porte, una<br />
chiamata del Pe<strong>di</strong>anato, l'altra <strong>di</strong> Corte<br />
vecchia, ma ora vi si entra senza <strong>di</strong> esse,<br />
poiché le mora castellane vengono costi-<br />
tuite dall' abitazioni. Fuori dell'antico<br />
Montelanico si costruirono due graziosi<br />
borghi con de'buoni fabbricati. Le stra-<br />
de interne sono in piano, ma bisognose<br />
<strong>di</strong> risarcimento, almeno al tempo in cui<br />
visitò il paese Marocco. In capo d'uno de'<br />
due borghi trovasi un'altra chiesa sagra<br />
alla Madonna delle Grazie, ov'è eretta la<br />
conftalernita del Gonfaloue, ed in essa<br />
meritano osservazione <strong>di</strong>versi buoni qua-<br />
dri <strong>di</strong>pinti in tela. Altra piccola chiesa in<br />
detto borgo è de<strong>di</strong>cata a s. Antonio <strong>di</strong> Pa-<br />
dova, e<strong>di</strong>ficata da Francesco Tigri, uffi-<br />
ciata da'eonfrati dell'Immacolata Conce-<br />
zione. Fuori della terra e prima <strong>di</strong> salire<br />
il colle in cui è situata, esiste un tem-<br />
pio in onore della ss. Vergine del Soccor-<br />
so, e vi stanzia un eremita a custo<strong>di</strong>rla.<br />
Il paese abbonda d'acque salubri nelle<br />
sue vicinanze, e con gran facilità si po-<br />
trebbero condottare fino nel centro del<br />
medesimo. Incontro a Montelanico esistono<br />
delle fabbriche <strong>di</strong>rute, nel luogo chiamalo<br />
Pruni, <strong>di</strong>strutto in tempo delle guerre<br />
ci vili. Perciò afferma Calindri, che Mon-<br />
telanico venne fondata da una porzione<br />
de'popoli scampati dall'ecci<strong>di</strong>o <strong>di</strong> Pruni.<br />
Anticamente Montelanico apparteneva<br />
al capitolo dell'arcibasilica Lateranense,<br />
quin<strong>di</strong> ne <strong>di</strong>venne signora la potente fa-<br />
miglia Conti , che per tal dominio avea<br />
l'illustre titolo <strong>di</strong> ducato, e in tale nrtic<<br />
lo <strong>di</strong>ssi che Martino V nel ì^iS le con-<br />
fermò il possesso <strong>di</strong> Montis Lanici. In se-<br />
guilo passò per ven<strong>di</strong>ta in potere de'prin-<br />
cipi Barberini, da'quali 1' acquistarono<br />
i principi Pamphi lj, e poscia per ere<strong>di</strong>ti
VEL<br />
e in mancanza ili linea mascolina perven-<br />
ne nella signoria de'Duria L*umphilj, <strong>di</strong>e<br />
tuttora lo posseggono con titolo <strong>di</strong> duca.<br />
1 popolani nella maggior parte ritraggono<br />
molto utile da <strong>di</strong>verse ottime fabbriche<br />
<strong>di</strong> mattoni e tegole, <strong>di</strong> cui si provvedo-<br />
no tolti i paesi convicini, ed abbonda e-<br />
zian<strong>di</strong>o d' eccellente pozzolana eguale a<br />
quella <strong>di</strong> Roma, che pure si trasporta in<br />
noi li luoghi per fabbricare. Nel territo-<br />
rio si raccoglie vino, grano, granturco, le-<br />
gumi, olio , castagne , ghiande, fuggi in<br />
quantità, ed ha buoni pascoli.<br />
Governo <strong>di</strong> Sezze.<br />
Sezze {T*.), città vescovile, con residen-<br />
za del vescovo e del governatore.<br />
Bas.sì'ano.Comune della <strong>di</strong>ocesi <strong>di</strong> Sez-<br />
ze, con territorio in colle, posto in delizio-<br />
sa collina fi a Sermonela e Sezze da cui<br />
è 5 miglia <strong>di</strong>stante, ma pergiungervi dal-<br />
la parie <strong>di</strong> Semionda de vesi salire uu'al-<br />
p est re montagna con non poca <strong>di</strong>fficol-<br />
tà, specialmente per la così delta accor-<br />
ciatoia, la quale è pericolosa nell'intem-<br />
perie, non trovandosi alcun ricovero per<br />
rifugiarsi. Alla <strong>di</strong>scesa opposta <strong>di</strong> questa<br />
moulagna si scorge Bassiano, che gode<br />
clinta salubre, poiché il monte della Tri-<br />
nila lo ripara dall' esalazioni delle Palu-<br />
<strong>di</strong> Pontine, che sono siluate verso mez-<br />
zogiorno, dal quale lato si vede il Me<strong>di</strong>-<br />
terraneo. E circondalo quest'aulico ca-<br />
stello <strong>di</strong> mura, che all'intorno sono guarnite<br />
<strong>di</strong> \ari baloar<strong>di</strong> costruiti nel me<strong>di</strong>o<br />
evo, e viene coronalo dalle montagne Lepine<br />
e Seline vestile <strong>di</strong> folte selve, come<br />
da eccellenti pascoli e da amene vallate,<br />
dove stanziano gl'induslri pastori co' lo-<br />
ro armenti, irrigate da limpi<strong>di</strong>ssime acque,<br />
delle quali i popolani non mancano.<br />
E' un paese con sufficiente numero <strong>di</strong> fab-<br />
bricati, i cui abitanti, secondo Marocco<br />
alquanto ignei, ascendevano nel 1 853 a<br />
1743. Vi sono due parrocchie con pro-<br />
prie chiese collegiate co'rispettivi capito-<br />
li. Una è de<strong>di</strong>cata a s. Erasmo, in cui è<br />
osserva bde il quadro esprimente il Sagro<br />
Cuore <strong>di</strong> Gesù del Cavallucci; il capito-<br />
VEL 101<br />
lo si compone dell'arciprete e <strong>di</strong> 6 cano-<br />
nici. Pio VII col breve Rnmanorum Po/i-<br />
tijìcum, de'3o giugno 1807, Bull. Roni.<br />
coni. 1. 1 3, p. 1701 lndultum concessimi<br />
Canonicis Ecclesiae Collcgiatae matri-<br />
ci* s. Erasini terme de Bassiano Setinae<br />
<strong>di</strong>oecesis uten<strong>di</strong> rocchelo et mozzeta<br />
violacei coloris, cimi asulis etglobu-<br />
lis cremisini color is. L'altra chiesa è sagra<br />
a s. Nicola, in cui sono pregie voli una<br />
tavola col Salvatore <strong>di</strong> Sicciolante, ed un<br />
bel Volto Santo d'antico stile: il capitolo<br />
si compone del curato col titolo d'abba-<br />
te con 5 canonici. Pio VII col breve Romemorimi<br />
Pontificum, de'7 agosto 1807,<br />
Bull. cit. p. 199: Communicalio privilegii<br />
concessi Capitularibus s. Erasmi<br />
terrae Bassiani <strong>di</strong>oecesis Setinac uten-<br />
<strong>di</strong> roccheto et mozze la, favore canoni-<br />
coruni Ecclesiae Collcgiatae t. Nicolai<br />
ejusdem terrae. 11 Contatore, De his to-<br />
rta Tcrracinensi,a p. 428, tratta <strong>di</strong> Bas-<br />
sianutity <strong>di</strong>cendola della <strong>di</strong>ocesi <strong>di</strong> Terra-<br />
ri un, in quanto che dessa è unita a quel-<br />
la <strong>di</strong> Sezze, e delle due <strong>di</strong>scorse collegia-<br />
te e loro capitoli. Anticamente a breve<br />
<strong>di</strong>stanza da Bassiano eravi un monastero<br />
<strong>di</strong> benedettini, nel luogo denominato s.<br />
Maria delle Pezze, ed ora è affatto <strong>di</strong>ruto.<br />
Lontano circa due miglia e mezzo da<br />
Bassiano, nella falda del monte verso Norma,<br />
è un romitorio già asilo degli eretici<br />
Fraticelli (F.),\ quali empiamente si ser-<br />
vivano delle cose religiose nella solitu<strong>di</strong>-<br />
ne, per commettere ogni sorta d'iniqui-<br />
tà. Al presente tale sito è frequentatissimo<br />
per esservi in venerazione un commovente<br />
ss. Crocefisso, che oltre il meri-<br />
tare tutto il profondo ossequio perciò che<br />
esprime, è degno pured'ammirazione per<br />
le sue belle forme. Esso è <strong>di</strong> legno in fi-<br />
gura naturale, e sembra che gli manchi<br />
la loquela. Lo scolpì nel 1673 il bassia-<br />
nesefr. Vincenzo Pietrosanli laico de'mi-<br />
uori osservanti, che eseguì ancora quello<br />
celebralissimo che si veliera in Nemi, co-<br />
me<strong>di</strong>ssi descrivendo quel castello nel voi.<br />
XXIX, p. 34- Per salire alla cappella del
ioì V E L<br />
ss. Crocefisso <strong>di</strong> Bassiano, si passa per una<br />
ampia grolla, pittorica pegli scherzi for-<br />
mati dalla natura collo stillici<strong>di</strong>o dell'ac-<br />
que, dove anticamente oravi un altare e<br />
varie ss. Immagini all' intorno <strong>di</strong>pinte,<br />
mentre serviva <strong>di</strong> chiesa agli scellerati fra-<br />
ticelli,che colie loro indegne azioni soven-<br />
te lo profanavano, com'è tra<strong>di</strong>zione tra<br />
gli abitanti. Nel paese vi sono due mae-<br />
stri, uno per gli elementi del leggere e scri-<br />
vere, l'altro da tali elementi a tutta la<br />
grammatica. Le fanciulle vengono istrui-<br />
te dalle maestre pie. Il Ricchi tanto nel-<br />
la Reggia de' Folsci, lib. i , cap. 5, Bassia-<br />
no; quanto nel Teatro degli uomini il'<br />
lustri Volscif cap. 7, Soggetti illustri <strong>di</strong><br />
Bassiano, non meno del citato Conta-<br />
tore, parla <strong>di</strong> sua remota origine cogli<br />
scrittori che ne trattano. Si vuole per-<br />
tanto che ivi in certe spelonche o latiboli<br />
si rifugiò e abitò la l." volta Saturno famoso<br />
redel Lazio, quando fuggito da Greta,<br />
dove regnava Giove suo figlio, venne<br />
in Italia, prendendo il nome <strong>di</strong> Lazio la<br />
provincia da lui abitata, ed ivi cominciò<br />
a istruire i popoli nella civiltà, nell'e<strong>di</strong>ficare<br />
fabbriche, nel piantar vigne ec. Che<br />
ne'<strong>di</strong>utorui <strong>di</strong> Bassiano eresse i primi e-<br />
<strong>di</strong>fizi, in<strong>di</strong> ritiratosi con Giano, <strong>di</strong>e prin-<br />
cipio a Saturnia , poi nomata Roma. Si<br />
ritiene ancora che a testimonio dell'aver<br />
<strong>di</strong>morato Saturno nelle grotte <strong>di</strong> Bassia-<br />
no, dopoché fu deificato gli venne innalza-<br />
to un tempio nella vicina Sezze. Da un'o-<br />
razione <strong>di</strong> Favonio Leo privernate, pro-<br />
nunziata nel pieno senato <strong>di</strong> Priverno,og-<br />
gi Pi perno, si apprende che Bassiano fu<br />
fabbricalo ed ebbe il nome da Bassiano<br />
Caracalla. Non mancano però scrittori i<br />
quali riferiscono essere stato prima que-<br />
sto luogo un nobile villaggio <strong>di</strong> Tito Giu-<br />
lio Pelino Bassiano signore o patrono del-<br />
la colonia <strong>di</strong> Terracina,dove <strong>di</strong> frequente<br />
recavasi a <strong>di</strong>vertire coll'amenità <strong>di</strong> ma-<br />
gnifica e deliziosa villa ne' tempi estivi,<br />
nel sito ove sorge Bassiano; ed ampliato-<br />
lo <strong>di</strong> mura, crebbe progressivamente col<br />
nome del fondatore. Ne fanno fede due<br />
VEL<br />
iscrizioni riportate dal Gruferò, ed altra<br />
presso il Fabrelli, e riprodotte da Ricchi.<br />
Questo castello è compreso nella signoria<br />
de'principi Caetani duchi <strong>di</strong> Semionda,<br />
e contiene la loro abitazione baronale, il<br />
Nicolai,Dc J<br />
bonificamenti delle terre Pon-<br />
tine, a p.<br />
1 1 3, ragionando delle liti so-<br />
stenute dal comune pe'coufini territoriali<br />
delle signorie de'Caetani con Sezze (^ •),<br />
riferisce che nel 1297 Bassiano con aliti<br />
feu<strong>di</strong> furono acquistati dagli Aunibalde-<br />
sebi per comprila de' Caetani. Il Ricchi<br />
riporta i seguenti illustri <strong>di</strong> Bassiano. Fr.<br />
Pietro doinenicano,ceIebi e espositore del-<br />
la <strong>di</strong>vina parola, eru<strong>di</strong>to, pio e dolio, fat-<br />
to vescovo <strong>di</strong> Venafro da Clemente VI<br />
nel 1 348. Fr. Vincenzo provinciale e de-<br />
finitore generale de' minori osservanti,<br />
dotto e virtuoso. Fr. Vincenzo Marra, co*<br />
me lo chiama, cioè il sullodato e denominato<br />
col Maiocco Pietroso nti, laico <strong>di</strong><br />
detto ci <strong>di</strong>ne, il qoalesi segnalò nella santità<br />
<strong>di</strong> vita e nell'arte scultoria con am-<br />
mirazione de' professori, come attestano<br />
le sue opere eccellentissime de'miracolo-<br />
si Crocefissi esposti alla pubblica vene-<br />
raziouede'bassianesi eneniìsiui, ed anche<br />
<strong>di</strong> Sezze e <strong>di</strong> Ci vitella <strong>di</strong> Subiaco, che ec-<br />
citano tenera compunzione; il nobilissimo<br />
refettorio mirabilmente scolpilo con va-<br />
ri misteri nel convento de'minori osser-<br />
vanti <strong>di</strong> s. Francesco <strong>di</strong> Cori, poi novizia-<br />
to de'medesimi religiosi. Antonio Cifra e<br />
l'abbateRieti furono decantali nella scien-<br />
za musicale. Ild. r<br />
Antonio Sant'Angeli<br />
dotto me<strong>di</strong>co in Roma, autore del libro<br />
intitolato: Consolationes Epistulares et<br />
Me<strong>di</strong>cae. Dice inoltre il Ricchi che a suo<br />
tempo in Bassiano l' illustre famiglia de<br />
Giorgi gareggiava in agiatezza, civiltà e<br />
gentili costumi con ogni altra de'contorni.<br />
Gloria grande e immollale <strong>di</strong> Bassi<br />
no, non conosciuta dal Ricchi, si è ci'z<br />
ser stala la patria del famoso Aldo Pio<br />
Manuzio il Vecchia t nome tanto rinomato<br />
ne'fasti delta letteratura italiana e<br />
benemerito dell'arte della Stampa. Sul<br />
muro della casa Sanlangcli <strong>di</strong> Bassiano si<br />
.
V E L<br />
legge l'epigrafe: Aldo Manutìo Bassìa'<br />
nati, Anionius Hyacinthus Sanclangeli<br />
D.D.O. mdccxlvu. Nell'articolo Brac-<br />
ciano , <strong>di</strong> cui meglio riparlai nel voi.<br />
LVIII.p. I2i, errai nel <strong>di</strong>re: » Si ilice che<br />
il famoso tipografa Aldo Manuzio abbia<br />
sortito i natali iu Bracciano". Questo fal-<br />
lo inavvertentemente lo copiai nell'irti*<br />
colo Bracciano del pregievolissimo7V«o-<br />
i'o <strong>Dizionario</strong> geografico universale <strong>di</strong><br />
una società <strong>di</strong> dotti, Venezia 1827, da'<br />
tipi <strong>di</strong> Giuseppe Antonelli. Ivi si legge:<br />
>• Vogliono alcuni che sia la patria del<br />
famoso tipografo Aldo Manuzio". Però<br />
nel riparlare <strong>di</strong> proposito dell' insigne e<br />
dotto letterato- tipografo, fatto citta<strong>di</strong>no<br />
romano, ma <strong>di</strong> Bassiano, che meritò un<br />
busto marmoreo in Campidoglio (e lo ri-<br />
marcai anche nel voi. LX.XXV, p. 208),<br />
come de'suoi illustri e non nien dotti fi-<br />
glio e nipote, celebrando la Stampa e la<br />
Stamperia, in tali articoli esplicitamen-<br />
te e ripetutamente lo <strong>di</strong>ssi originario <strong>di</strong><br />
Bassiano presso Seimoneta nella legazio-<br />
ne <strong>di</strong> I ellelri, per in<strong>di</strong>care che in que-<br />
st'articolo aviei dette altre poche parole<br />
<strong>di</strong> lui e de'suoi. Fu dunque ne'citati ar-<br />
ticoli e altrove, che celebrai gli Al<strong>di</strong> dot-<br />
tissimi e benemeriti della slampa e dell.»<br />
stamperia romana e veneta, non che del-<br />
le lettere greche e latine , e <strong>di</strong> quanto<br />
principalmente operarono con alti e dovuti<br />
encomi. Aldo Pio Manuzio il Pec-<br />
chia, nato nel 1447 in Bassiano nel ducato<br />
<strong>di</strong> Sermoneta, fu battezzato col nome<br />
<strong>di</strong> Teobaldo, <strong>di</strong> cui il <strong>di</strong>minutivo è Aldo,<br />
al quale aggiunse il nome <strong>di</strong> Pio iu segno<br />
d'alfezione verso Alberto Pio, principe <strong>di</strong><br />
Carpi, suo allievo. Ebbe fanciullo a mae-<br />
stro un pedante, e poi a Roma migliori<br />
maestri. Compiti gli stu<strong>di</strong>, si condusse a<br />
Ferrara per u<strong>di</strong>re il Guarnii dotto greci-<br />
sta. Neh [82 passò presso Pico della Mi-<br />
randola, che l'accolse con ogni amore; in-<br />
<strong>di</strong> a Carpi da Alberto Pio, dove lo segui-<br />
tò Pico, e dove secondo ogni probabilità<br />
concepì il <strong>di</strong>segno d'istituire una stampe-<br />
lla, clic moltiplicasse le migliori opere de'<br />
VEL io3<br />
greci e latini, i due principi sostenendo le<br />
prime spese dello stabilimento. Perciò nel<br />
1 488 recossi a Venezia, dove in quel tem-<br />
po l'amore dell'arti fioriva, dove que' re<br />
già mercanti amavano convocare ogni spe-<br />
cie <strong>di</strong> buona e bella opera, dove s'agitava-<br />
no ancora gl'interessi commerciali euro-<br />
pei. Si produsse in modo degno <strong>di</strong> lui, in<br />
modo <strong>di</strong> poter guarentire la bontà delle<br />
sue e<strong>di</strong>zioni , cioè pubblicamente insegnando<br />
greco e Ialino, e or<strong>di</strong>nando in pa-<br />
ri tempo la sua o<strong>di</strong>erna tipografica , che<br />
tosto sali a imperitura rinomanza. Egli<br />
leggeva , o per meglio <strong>di</strong>re <strong>di</strong>cifrava gli<br />
antichi co<strong>di</strong>ci; egli li paragonava fra loro,<br />
sceglieva le migliori lezioni, o suppliva<br />
alle ommissioni de'copisti; egli poi prov-<br />
vedeva alla corretta stampa e all' elegan-<br />
za de' caratteri. Questo grand' uomo <strong>di</strong>-<br />
resse la formazione d' un nuovo carattere,<br />
l'Al<strong>di</strong>no, <strong>di</strong>segnato e inciso da Fran-<br />
cesco Bologua,dello imitazione della scrit-<br />
tura <strong>di</strong> Petrarca. Amico <strong>di</strong> tutti i dotli <strong>di</strong><br />
quella dottissima epoca, cui degnavano<br />
visitare i veneti senatori, si mise in capo<br />
<strong>di</strong> radunare nella sua casa un' accademia<br />
<strong>di</strong> scienze in Venezia, che per lui si <strong>di</strong>sse<br />
Al<strong>di</strong>na- Manuziana, col precipuo scopo<br />
<strong>di</strong> presiedere all'e<strong>di</strong>zione declassici e ren-<br />
derla quanto più si potesse elegante e cor-<br />
retta : ad essa appartenne il fiore de' let-<br />
a<br />
terati <strong>di</strong> quella feconda età. E fu la 1 , al-<br />
la quale <strong>di</strong>ede l'impressione <strong>di</strong> più opere<br />
classiche, greche e latine. Non ostaute Ma-<br />
nuzio fu sempre travagliato dalla fortu-<br />
na, che rare volte favorisce gli scenziati.<br />
Terminò in Venezia la sua agitata vita,<br />
pieno <strong>di</strong> gloria nel 017, lasciando una<br />
figlia e 3 figli, de'quali soltanto Paolo ivi<br />
nato nel 1 5 12 camminò sulle sue traccie.<br />
Egli adornava i suoi libri <strong>di</strong> prefazioni e<br />
<strong>di</strong>ssertazioni, dettale iu elegante latino o<br />
greco. Egli fece vari altri lavori , come<br />
traduzioni, compilazioni ec. Onde sareb-<br />
be tra'dolti primari del secolo, se non fosse<br />
il priucipe degli stampatori. A Paolo Ma-<br />
nuzio veneziano, originario <strong>di</strong> Bassiano,<br />
gli amici del padre gli agevolarono ogni
io4 VEL<br />
maniera <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o. Imitando il padre, tentò<br />
vivificare la morta accademia Al<strong>di</strong>na-<br />
Matutziana, ne raccolse i dotti e pubbli-<br />
cò molti classici latini, con amore da lui<br />
illustrali. Visitala Roma, nel ritorno a Venezia<br />
riaprì la stamperia sotto il nome<br />
de'figli d'Aldo, e rivisse all'antico splen-<br />
dore. Chiamato a Roma, aprì la stampe-<br />
ria nel Campidoglio, nello stesso palazzo<br />
del popolo roinauo,degno albergo del dot-<br />
tissimo stampatore, ed ove nell'areopago<br />
denomini dotti e artisti dal 1 821 trionfa<br />
l'erma marmorea del padre suo. Paolo<br />
moli in Roma nel 1 5y4- Come stampatore<br />
e e<strong>di</strong>tore eguagliò il genitore; come<br />
autore è uno de'migliori critici e degli<br />
scrittori più forbiti del secolo. Il suo pri-<br />
mogenito Aldo Manuzio il Giovane, na-<br />
to a Venezia neh 547, c^ a f;, »ciullo fu<br />
Straor<strong>di</strong>nario, da uomo fu me<strong>di</strong>ocre. Di-<br />
resse in patria la stamperia Al<strong>di</strong>na , in<strong>di</strong><br />
fu professore <strong>di</strong> belle lettere, e d'eloquenza<br />
in Bologna, Pisa e Roma, ove Clemente<br />
Vili gli affidò la <strong>di</strong>rezione della Stam-<br />
peria Vaticana. In Roma cessò <strong>di</strong> vivere<br />
liei 1 597, termiuaudocon lui l'illustre fa-<br />
miglia degli Al<strong>di</strong>, a cui Bassiano vantasi<br />
aver dato la culla. Aveva tenace memo-<br />
ria e molta eru<strong>di</strong>zione, ma minor gusto<br />
del padre. Il territorio <strong>di</strong> Bassiano produce<br />
in gran parte vino e <strong>di</strong> buona qua-<br />
lità, poco grano e olio, ghianda e pascoli.<br />
Confina a levante colla città <strong>di</strong> Sezze,a po-<br />
nente con Sermoneta, a tramontana con<br />
Cori e Norma, a mezzogiorno colle Pa-<br />
lu<strong>di</strong> Fontine.<br />
Norma (F .). Comune della <strong>di</strong>ocesi <strong>di</strong><br />
Velletri, da cui è <strong>di</strong>stante 17 miglia e 9 da<br />
Sezze, e non della <strong>di</strong>ocesi <strong>di</strong> Tenaci uà,<br />
come riferisce il Riparlo territoriale pub-<br />
Dicalo nel 1 836, con territorio in monte.<br />
Nel suo citato articolo ragionai dell' illu-<br />
stre e antica città <strong>di</strong> Norba, a cui successe<br />
l'o<strong>di</strong>erno castello <strong>di</strong> Norma, colonia d'Alba<br />
e poi <strong>di</strong> Roma, fortezza de'volsci e de'<br />
romani; in seguito patrimonio della s. Se-<br />
de con Ninfa, al modo narrato <strong>di</strong> sopra<br />
iti quel paragrafo; iu.<strong>di</strong> sede vescovile, la<br />
VEL<br />
quale per la decaduta città si trasferì a<br />
Ninfa, e per la rovina <strong>di</strong> questa alla sua<br />
volta gli abitanti passarono nel castello<strong>di</strong><br />
Norma, fabbricato presso Norba antica.<br />
Dissi <strong>di</strong> sue cbiese,e collegiata parrocchia»<br />
le della ss. Annunziata con capitolo; de-<br />
gli autori che ne scrissero, oltre altre notizie,<br />
alle quali qui farò un' aggiunta. E<br />
fabbricata sul ciglione d'elevato monte<br />
poco lontana dall'antica Norba città vol-<br />
sca, una delle prime colonie romane, del-<br />
ia quale ancora si ammirano i gran<strong>di</strong>osi<br />
vestigi <strong>di</strong> baloar<strong>di</strong>, <strong>di</strong> mura, <strong>di</strong> cisterne e<br />
altre memorie che ne ricordano la sua<br />
grandezza. La posizione <strong>di</strong> questa terra è<br />
deliziosa, iti aria saluberrima, talvolta incostante<br />
per la sua elevatezza. Domina<br />
tutte le Palu<strong>di</strong> Pontine, e scopre gran<br />
tratto del mar Tirreno; mira la corsa del-<br />
la via Appia, e de' fiumi Astura e Ninfa.<br />
Dice Calindri, che delle sue mura, delle<br />
porte e della pianta ne furono pubblicati<br />
i <strong>di</strong>segni a' giorni nostri. Osserva il Ma-<br />
rocco, che l'alto monte su cui giace dal Ia-<br />
to <strong>di</strong> ponente forma una rupe sorpren-<br />
dente chiamata Rave, ove propriamente<br />
è il castello. L'interne vie sono scoscese e<br />
anguste, però qualcuna è in piano, ed ha<br />
una bella borgata moderna fuori della<br />
porta checouduce a Civita o l'antica Nor-<br />
ba. E opinione, che dove esiste la presen-<br />
te terra, vi fosse l'antica fortezza della <strong>di</strong>-<br />
strùtta magnifica città. Manca <strong>di</strong> pubbli-<br />
che fonti, egli abitanti bevono acque piovane<br />
, conservate e purificale in mirabili<br />
cisterne formate nel vivo scoglio a forza <strong>di</strong><br />
scalpello. Non<strong>di</strong>meno alla <strong>di</strong>stanza <strong>di</strong> cir-<br />
ca 4 miglia vie una sorgente d'acqua lim-<br />
pi<strong>di</strong>ssima, che si potrebbe facilmente con-<br />
dottare con grande vantaggio pubblico.<br />
Per giungere a questo paese è faticosissima<br />
la salita, che dal Ninfa comincia e pro-<br />
gre<strong>di</strong>sce per due abbondanti miglia, li<br />
Norma vi sono le maestre pie per l'istru-<br />
zione delle fanciulle, e pe'giovanetti le<br />
scuole <strong>di</strong> leggere e scrivere fino a' primi<br />
ru<strong>di</strong>menti della grammatica. Si vedono<br />
ruderi dell'aulica e superba città <strong>di</strong> Noi-<br />
i
VE L<br />
ba, clic conserva il nome <strong>di</strong> Civita, poco<br />
<strong>di</strong>stanti dall'attuale terra, cui <strong>di</strong>urno i<br />
popolani l'aggiunto <strong>di</strong> Penna d*oro,ch\a-<br />
niaiulola Civita Penna (Poro. Per anda-<br />
re alle sue rovine s' incontra nel sinistro<br />
lato della via un'ampia e pittorica grotta<br />
formata dallo stillici<strong>di</strong>o dell'acque, che in<br />
alcuni luoghi hanno costituite molte so-<br />
stanze calcaree, e quasi tutta è ricoperta<br />
da una patina verdastra. A'fianchi vi so-<br />
no <strong>di</strong>verse piccole grotte, e tutte formate<br />
nel masso. Nel piano <strong>di</strong> Norba si osservano<br />
gli avanzi d' un antico tempio e d' un<br />
rimasuglio <strong>di</strong> cappella a destra, interrita<br />
fino alla cornice della cupola, la quale con-<br />
servasi mirabilmente intera. La città <strong>di</strong><br />
Norba era molto estesa e siedeva in piano,<br />
benché sulla cima <strong>di</strong> alla e alpestre montagna,<br />
né vi è palmo <strong>di</strong> terreno che non<br />
faccia .intendere co' miseri avanzi che lo<br />
copre la sua antica magnificenza. Avea le<br />
mura castellane altissime e formate per<br />
cozzare co'secoli, composte <strong>di</strong> grossissime<br />
pietre, dalla parte <strong>di</strong> mezzodì meglio os-<br />
servandosene la forma e l'estensione. Il suo<br />
circuito si calcola 3o rabbia <strong>di</strong> terreno, e<br />
gran<strong>di</strong>oso è l'ingresso d'una dell'antiche<br />
porte. Un'antica lapide si legge in Maroc-<br />
co. Sul pen<strong>di</strong>o del monte sorgeva il Nin-<br />
feo o tempio in cui le Ninfe aveano culto.<br />
Ebbe i suoi uomini illustri, anche per va-<br />
lore militare. I normani ebbero più. vol-<br />
te guerra con Terracina. Donata la pre-<br />
sente Norma a Papa s. Zaccaria, con Nin-<br />
fa, trovo nelle Memorie Colonnesi del<br />
Coppi, che Alessandro III nel i 179 <strong>di</strong>e a<br />
llaiuoue <strong>di</strong> Tusculano e suoi ere<strong>di</strong> , me-<br />
<strong>di</strong>ante permuta del castello <strong>di</strong> Ladano e<br />
col consenso de'car<strong>di</strong>nali, Norma e Vico-<br />
lo con tutte le sue pertinenze. Dipoi a' 29<br />
api ilei 297 Norma fu comprata a favore<br />
<strong>di</strong> Pietro Caetani, e Bonifacio Vili appro-<br />
vò il contratto a'4 ottobre 1298. In<strong>di</strong> i<br />
Gaeta ni sostennero le liti pe'coufini tei rito-<br />
ria li con Sezze. Finalmente Noi ma <strong>di</strong>ven-<br />
ne proprietà de' principi Borghese, e lo è<br />
tuttora. Un tempo fu signoria de'Norme-<br />
suii <strong>di</strong> Sezze, oude uè trassero il co"uo-<br />
VEL io5<br />
me. II territorio produce olio e grano, es-<br />
sendo il terreno breccioso e scoglioso,<br />
ghianda, vino e pascoli. All'intorno sono<br />
vestiti i mon ti da folte macchie e castagne-<br />
ti, che rendono molta utilità a' popolani,<br />
sebbene tragganola più parte del loro so-<br />
stentamento dalla coltivazione del feracissimo<br />
territorio <strong>di</strong> Sermoneta, ove hanno<br />
la massima parte <strong>di</strong> loro possidenza.<br />
Sermoneta. Città e comune della <strong>di</strong>ocesi<br />
<strong>di</strong> Terracina e vice- governo, con mol-<br />
ti fabbricati e territorio in monte e col-<br />
le. Poco lungi dal famoso Ninfeo, tra Norma<br />
e Sezze, dalla quale è <strong>di</strong>stante 6 mi-<br />
glia, <strong>di</strong> prospetto al mar Tirreno verso<br />
il Iato <strong>di</strong>tramontana, ed a levante de'monti<br />
<strong>di</strong> Bassiano, giace su alto colle Sermo-<br />
neta, circondata da erte pen<strong>di</strong>ci, in clima<br />
poco salubre, massime nell'estate, per do-<br />
minarvi lo scirocco e l'umi<strong>di</strong>tà, e perchè<br />
i delti monti bassianesi impe<strong>di</strong>scono la li-<br />
bera ventilazione a ponente , dalla qual<br />
parte vastissima, amenissima e fertilissima<br />
pianura si estende, la quale si congiiingecolle<br />
Palu<strong>di</strong> Pontine (I 7 .); godendo<br />
ampia e pittorica vista d'ogni intorno,<br />
poiché propriamente è cinta <strong>di</strong> mon-<br />
tagne, a settentrione <strong>di</strong> Norma, Carpineta<br />
e Cori, ed a mezzodì da quelle <strong>di</strong> Sezze<br />
e <strong>di</strong> s. Felice. Gli abitanti, principalmen-<br />
te de<strong>di</strong>ti a' lavori campestri e alla pesca,<br />
il Marocco li noverò 2200, ma la Statistica<br />
deli 853 ne registrò 1 447- E' mu-<br />
nita d' intorno <strong>di</strong> baloar<strong>di</strong>, torri e alte<br />
mura robuste. Per natura <strong>di</strong> sito è for-<br />
tissima e per la struttura della fortezza fu<br />
già inespugnabile e munitissima. A Sermoneta<br />
rende il maggior decoro la sua<br />
rocca, ove un tempo furono rinchiusi an-<br />
co i rei <strong>di</strong> slato. Sovrasta tutto il paese,<br />
al nord guarda la montagna <strong>di</strong> Carpineta<br />
mezzogiorno quelle<strong>di</strong>Bassiano, e dal-<br />
la sua sommità si osservano molti luoghi<br />
della campagna. Il suo maschio è veramente<br />
maestoso, <strong>di</strong> forma quadrata, alto<br />
96 palmi, e sulla vetta il piano è per agni<br />
lato r 2 passi, ed ali." piano del me-<br />
desimo vie uua piazzetta co' luoghi pe'
ioG VEL<br />
cannotti, ed all'intorno finestre <strong>di</strong> forma<br />
gotica. I muri sono erti 12 palmi, e quel-<br />
li ilei maschio <strong>di</strong> più antica costruzione<br />
all'ino saracinesco: dentro vi stanno co-<br />
mo<strong>di</strong>ssime stanze, una vasta sala e le pri-<br />
gioni, che non mancano nelle ale de' ha-<br />
luar<strong>di</strong>, e forti merli l'abbelliscono all'in-<br />
torno. Cinque emissari guardano la sot-<br />
toposta piazza, per le spingarde, e 8 aper-<br />
ture pe'cannoni. Annessi al maschio vi sono<br />
pure baloar<strong>di</strong>, e nel piano del i.° <strong>di</strong><br />
essi esiste il ponte levatoio, che impe<strong>di</strong>-<br />
sce d'entrar nel maschio. Una grossa por-<br />
ta foderata <strong>di</strong> ferro, che calava in appo-<br />
sito incastro, chiudeva l'ingresso del for-<br />
te, e per lungo trapasso allo scoperto si<br />
andava agii alloggiamenti militari, ch'e-<br />
rano d'intorno a una vasta piazza prov-<br />
vista <strong>di</strong> 3 cisterne. La sua costruzione è<br />
<strong>di</strong> lodevole architettura militare. Il tempo<br />
e la poca cura deteriorarono l'e<strong>di</strong>lì-<br />
zio, che meriterebbe restauro, e sarebbe<br />
prigione sicura. Ne'lempi feudali del Bie-<br />
chi, nella sua Reggia de' Folxci, descrisse<br />
questa fortezza inespugnabile sia per la<br />
struttura, e sia per esser allora munita in<br />
ogni lato <strong>di</strong> varie sorte d'artiglierie. I ma-<br />
gnifici saloni erano guarniti militarmen-<br />
te <strong>di</strong> muiioni e <strong>di</strong> corpi <strong>di</strong> fiammeggian-<br />
ti lastre <strong>di</strong> ferro per l'armatura <strong>di</strong> i ooo e<br />
più uomini, che per natura e robustezza<br />
giganteggiavano.ln<strong>di</strong> ne' vasti e lunghi ap-<br />
partamenti erano numerose specie d'armi<br />
da fuoco, <strong>di</strong> <strong>di</strong>verse invenzioni. In al-<br />
tri ampi corridoi eranvi arma<strong>di</strong> pieni <strong>di</strong><br />
sciabole, bran<strong>di</strong>stocchi, alabarde e altre<br />
armi bianche <strong>di</strong> varie sorli , benissimo<br />
tenute. La fortezza era presi<strong>di</strong>ata da sol-<br />
datesche del duca Caetani, e dal castellano<br />
guardata con vigilanza. Le vie <strong>di</strong> Sermoneta<br />
sono scoscese, il fabbricalo <strong>di</strong> me-<br />
<strong>di</strong>ocre qualità, ma il suo ingresso è piut-<br />
tosto <strong>di</strong>gnitoso; e dalla porta del Pozzo<br />
fino alla piazza, la strada è piana e bel-<br />
la; le abitazioni guaste e <strong>di</strong>rute sono nel-<br />
la contrada detta la Valle o Malpagano.<br />
"Vi sono due chiese collegiate e parroc-<br />
chiali. Lai." de<strong>di</strong>cala a s. Maria Assuu-<br />
VEL<br />
ta, con capitolo formato dall'arciprete e<br />
dai a canonici. E' ornata da <strong>di</strong>verse pit-<br />
ture rimarchevoli, fra le quali nella i.*<br />
cappella a destra esiste un <strong>di</strong>pinto in tavola<br />
esprimente la ss. Vergine degli Augelidello<br />
siile <strong>di</strong> Pietro Perugino, la qua-<br />
le tiene in grembo Semionda, circonda-<br />
ta dagli Angeli. Anticamente vi era il lem-<br />
pio <strong>di</strong> Cibele, come si vede dalla sua strut-<br />
tura. Tuttora si conserva nella chiesa u-<br />
na se<strong>di</strong>a marmorea <strong>di</strong> moltissimo pregio,<br />
ornata a'Iati con teste <strong>di</strong> caproni , dalle<br />
corna delle quali pende un lungo serto<br />
<strong>di</strong> fiori e <strong>di</strong> fruita; a' pie<strong>di</strong> vi sono due<br />
leoni alati, con vaghissima cornice per ba-<br />
se e in mezzo una cicogna che inghiolte<br />
un serpente. Si pretende che vi sedesse il<br />
sacerdote nel fare i sagnfizi alla dea. L'altra<br />
chiesa è sotto l'invocazione <strong>di</strong> s. Mi-<br />
chele Arcangelo. Il principe Massimo nel«<br />
la Relazione del viaggio <strong>di</strong>GregorioXV £<br />
da Roma a s. Felice, narra che a*23 a-<br />
prilei83g a Tor Tre Ponti, l'antico Tri*<br />
ponzio già antico ponte costruito dall'im-<br />
peratore Traiano e città Pontina <strong>di</strong> cui<br />
tratta il Nicolai, trovò lutto il popolo <strong>di</strong><br />
Sermonela, co' magistrati in rubbone <strong>di</strong><br />
damasco nero, e col capitolo che domandò<br />
T uso della cappa foderata <strong>di</strong> pelli<br />
bianche, in<strong>di</strong> prosegui il viaggio per Ter-<br />
racina. Dipoi nella Relazione del viaggio<br />
<strong>di</strong> Gregorio X.VI alle provincie <strong>di</strong> Ma-<br />
rittima e Campagna, il medesimo principe<br />
Massimo riferisce, che 1*8 maggio i843<br />
reduce il Papa da Terracina, giunto a Tot"<br />
Tre Ponti trovò mg. r<br />
Aretini-Sillani ve-<br />
scovo <strong>di</strong> Terracina alla lesta de' cleri <strong>di</strong><br />
Sezze (come notai in quell'articolo) e <strong>di</strong><br />
Sermonela colle rispettive magistrature.<br />
Gregorio XVI scese alla chiesa da lui<br />
restaurata e nella stessa mattina ribene-<br />
detta dall' enooiniato vescovo coli' assi*<br />
stenza d' au<strong>di</strong>o i capitoli <strong>di</strong> Sermoneta,<br />
eh' erano stati solleciti a provvederla <strong>di</strong><br />
preziosi arre<strong>di</strong> sagri, come essendo <strong>di</strong> lo-<br />
ro giuris<strong>di</strong>zione perchè situata nel terri-<br />
torio <strong>di</strong> quella città ducale, e ne aveano<br />
ricoperto il mezzo del pavimento eoo un
V E L<br />
ago tappeto <strong>di</strong> fiori freschi e <strong>di</strong> verdu-<br />
ra rappresentante il pontificio stemnifi,<br />
coll'iscrizione: FivaGregorioXVLQtàti'<br />
<strong>di</strong> entrato nell'annesso convento già de*<br />
cappuccini, ed allora tutto ristorato per<br />
stabilirvi i trinitari o altri religiosi a spi-<br />
rituale beneficio degli abitanti <strong>di</strong> quelle<br />
contrade, comparii loro l'apostolica be-<br />
ne<strong>di</strong>zione dalla finestra <strong>di</strong> mezzo sopra<br />
al portico della chiesa appositamente addobbata,amtneltendo<br />
poi al bacio del pie-<br />
de sotto il trono in una stanza eretto, il<br />
priore e gli anziani <strong>di</strong> Semionda , che<br />
hanno giuris<strong>di</strong>zione sul luogo, e quin<strong>di</strong><br />
que' <strong>di</strong> Sezze. Furono poscia ammessi al<br />
bacio i due capitoli <strong>di</strong> Sermoiieta , uno<br />
de' quali della collegiata <strong>di</strong> s. Maria a-<br />
Tendo chiesta la grazia d'indossare la cappa<br />
con fodere d'armelliuo a somiglianza<br />
delle chiese cattedrali, mentre Gregorio<br />
XVI stava dubbioso <strong>di</strong> concederla, vide<br />
che I' arciprete supplicante in nome del<br />
capitolo, già teneva la cappa pronta, on-<br />
de per ricompensarli della loro fiducia,<br />
gli or<strong>di</strong>nò che subito l'indossasse, e quin-<br />
<strong>di</strong> ne segnò <strong>di</strong> proprio pugno il rescritto<br />
favorevole. Similmente con<strong>di</strong>scese all' i-<br />
stanze dell'altro capitolo <strong>di</strong> s. Michele Ar-<br />
cangelo, i <strong>di</strong> cui canonici avendogli domandato<br />
la grazia <strong>di</strong> poter indossare la<br />
mozzelta, ne rimise la facoltà a mg. r<br />
ve-<br />
scovo ivi presente, il quale <strong>di</strong> falli ritor-<br />
nato alla sua residenza ne emanò a loro<br />
favore il rescritto ne'seguenti termini, e-<br />
sprimenti anche il luogo ove fu concessa,<br />
probabilmente essendo stata questa l'uni-<br />
ca volta che un Sommo Pontefice <strong>di</strong>spen-<br />
sasse le grazie a Tor Tre Ponti (ma Pio<br />
VI recandosi a Terrarina e alle Palu-<br />
<strong>di</strong> Pontine,*] fu più volte a veder le fib-<br />
briche della chiesa e con veri lo da lui e<strong>di</strong>fi-<br />
cati, e soleva alquanto trattenervisi per<br />
dare or<strong>di</strong>ni): Ex Au<strong>di</strong>entiaSSmi.habita<br />
sub <strong>di</strong>e 8 »m«i843 apud Tripontium,<br />
SSmus. benigne annuiiprò gratin juxla<br />
pelila ; mihique commi sii rescriptum efformare.Tarracinae<br />
i i maii iStf.Cuiklmus<br />
Episcojnis Tarracinae, Seliacet<br />
VEL 107<br />
PriVe/vii. Delle due concessioni feci memoria<br />
parlando delle Palu<strong>di</strong> Pontine.\n Tor<br />
Tre Ponti ebbero finalmente 1' onore <strong>di</strong><br />
baciare il piede al Papa i religiosi france-<br />
scani ri forma ti che <strong>di</strong> mora no nel coi» vento<br />
<strong>di</strong>s. Francesco <strong>di</strong> Semionda. Il protettore<br />
principale de' sermonetani è s. Giusep-<br />
pe sposo <strong>di</strong> Maria Vergine, cui è intito-<br />
lata un'altra chiesa, nella (piale primeg-<br />
gia la cappella de' Caetani <strong>di</strong>pinta superbamente<br />
a fresco dal concitta<strong>di</strong>no Sicciolanle,<br />
ed esprime la Creazione d'Adamo<br />
e d'Eva, questa ingannata dal serpente,<br />
la Flagellazione del Redentore,la Senten-<br />
za contro <strong>di</strong> lui pronunziata da Pilato, la<br />
sua salita al Calvario, la Crocefissione,<br />
la Resurrezione, e altre figure. In mezzo<br />
a tutti questi <strong>di</strong>pinti siede la B. Vergine,<br />
cui da' Caetani fu intitolata la cappella.<br />
Vi souo altre due chiese, una delle quali<br />
è sagra a s. Francesco d'Asisi sul colle a<br />
levante fuori <strong>di</strong> porta del Pozzo, e quella<br />
de'cappuecini delta della Madonna della<br />
Vittoria,ove s'ammira un bel monumen-<br />
to sepolcrale con ornati <strong>di</strong> metallo rap-<br />
presentanti busti e trofei militari, e lo stemma<br />
del celebre Onorato Caetani duca <strong>di</strong><br />
Semionda ivi sepolto,che tanto si <strong>di</strong>stin-<br />
se nella battaglia <strong>di</strong>Lepanto,morto poi nel<br />
i5o,2.Che il monumento è nella chiesa de'<br />
cappuccini lo afferma Marocco, e ripor-<br />
tando le lapi<strong>di</strong> antiche e moderne <strong>di</strong> Ser-<br />
moneta, lo conferma nel riprodurre quel-<br />
la <strong>di</strong> Onorato, Eques Velleris Aurei,<br />
fiat in classe pontificia universi pe<strong>di</strong>ta-<br />
tus capitaneus generali.s. Però il princi-<br />
pe Massimo nella 2.* Relazione, avendone<br />
fatto cenno, crede esistere il sepol-<br />
cro nella chiesa <strong>di</strong> s. Francesco de' re-<br />
ligiosi riformati. A conciliare la <strong>di</strong>scre-<br />
panza delle due asserzioni osserverò, che<br />
il convento de' cappuccini e la chiesa <strong>di</strong><br />
s. Maria della Vittoria furono lasciati<br />
da tali religiosi, e forse saranno in essi<br />
subentrati i minori osservanti riformali,<br />
denominandosi la chiesa <strong>di</strong> s. Fran-<br />
cesco da' francescani che l'ufficiano. Il<br />
Contatole, De historia Terraci/iensi t
io8 VEL<br />
stampata nel 1706, ragiona <strong>di</strong> Serrnoneta<br />
a p. 18 e 426, ove <strong>di</strong>ce esservi due<br />
parrocchie, varie confraternite <strong>di</strong> secola-<br />
ri, e tre conventi <strong>di</strong> francescani, cioè de'<br />
conventuali, zoccolatiti o minori osser-<br />
vanti, e de* cappuccini; il monastero de'<br />
monaci <strong>di</strong> s. Bernardo; e la chiesa prin-<br />
cipale e collegiata <strong>di</strong> s. Maria con 12 ca-<br />
nonicie l'arciprete<strong>di</strong>gnità.Di tali conventi<br />
e monastero ne fece menzione anche<br />
il Ricchi nel 1713. E<strong>di</strong>o notai nel voi.<br />
LXI, p. 4'2 ) che in conseguenza dell'or<strong>di</strong>-<br />
nato nel 1821 da Pio VII al ven. can.<br />
Del Bufalo, questi aprì una casa in Sermoneta<br />
alla sua congregazione del Sangue<br />
preziosissimo, Si legge a p. 1029 del<br />
Giornale <strong>di</strong> Roma del 1857, che a* 24<br />
e 23 ottobre si festeggiò in Sermoneta<br />
con <strong>di</strong>vota pompa la solennità <strong>di</strong> Maria<br />
ss. della Vittoria, il <strong>di</strong> cui pro<strong>di</strong>gioso si-<br />
mulacro si venera nell'insigne chiesa col<br />
legiata <strong>di</strong> s. Maria, perciò sontuosamen-<br />
te parata. E che il comune essendo stato<br />
fin dal precedente giugno da mg/<br />
Mertel ministro dell'interno fatto vice-<br />
governo, volle in questa occasione solen-<br />
nizzare ancora l'inaugurazione del palaz-<br />
zo governativo coll'innalzamenlo degli<br />
slemmi pontificio e comunale, sulla fac-<br />
ciata <strong>di</strong> detto palazzo, fra il suono de'<br />
musicali concerti e delle campane, e lo<br />
sparo de' mortai i. V<br />
intervenne mg. r<br />
Luigi Giordani delegato apostolico del-<br />
la provincia <strong>di</strong> Marittima, che prese al-<br />
loggio nel furie Caetani, il quale nel dì<br />
seguente celebrò la messa solenne nella<br />
collegiata <strong>di</strong> s. Maria, accompagna-<br />
la da musica vocale e istruraentale; nel-<br />
la processione eh' ebbe luogo, v' inter-<br />
vennero le numerose confraternite , i<br />
religiosi osservanti e il clero secolare.<br />
Nella sera s'incen<strong>di</strong>arono fuochi artificia-<br />
li, e n>g. r<br />
delegato prima <strong>di</strong> partire ono-<br />
rò <strong>di</strong> sua presenza il palazzo d'abitazio-<br />
ne del priore comunale Francesco Pizi,<br />
e gradì un'apposita refezione. Dichiara<br />
il Theuli che l'o<strong>di</strong>erna Sermoneta suc-<br />
cesse all'aulica Sulmona città volsca, <strong>di</strong>-<br />
VEL<br />
versa da Sulmona (P\) patria d'Ovi<strong>di</strong>o<br />
ne' Peligni. Ne fa menzione Plinio, e<br />
Virgilio due volte ne\V Eneide, massime<br />
per avere Enea fatto spietata vendetta<br />
per la morte <strong>di</strong> Pattante, per cui fece<br />
bruciar vivi sul rogo <strong>di</strong> quel principe<br />
4 giovani <strong>di</strong> Sulmona, e altrettanti <strong>di</strong><br />
Torri Bianche città sulle sponde dell'IT<br />
ferite poco lungi da Giostra. Dice il Contatore,<br />
che sarebbe meglio chiamarla<br />
Sulmoneta, come giu<strong>di</strong>ca il Gluverio,<br />
per ritenerla essere la Sulmona città del-<br />
l'aulico Lazio <strong>di</strong> cui parlano Plinio e Vir-<br />
gilio, ossia originata da essa, perchè l'an-<br />
tica fu <strong>di</strong>strutta dalle guerre antiche, come<br />
narra il medesimo Plinio, senza che<br />
ne rimanga vestigio, come notò il Bie-<br />
chi, per la sua completa desolazione. Tut-<br />
tavia dopo tanti secoli si riconosce esse-<br />
re surla nel sito che ora <strong>di</strong>cesi Sermone-<br />
ta Pecchia, dove ne' latiboli più sotter-<br />
ranei negli scavi si rinvennero avanzi del-<br />
la <strong>di</strong>strutta Sulmona. Il car<strong>di</strong>nal Corra-<br />
<strong>di</strong>ni annovera i sulmonesi tra' 53 popoli<br />
del Lazio depredati senza esserne restato<br />
vestigio; il Baudrand <strong>di</strong>ceche Salme<br />
oppidum Volscorumin Latio interiisse,<br />
et in eius ruinis extructum fuit Salme<br />
novum. Il Nicolai è <strong>di</strong> parere, che Sulmona<br />
non molto <strong>di</strong>stante da Norba sem-<br />
bra che fiorisse prima della fondazione <strong>di</strong><br />
Roma. Distrutta la città, nello stesso site<br />
ritiene fabbricato il castello nominale<br />
Sermoneta, Sirmineto e Sulmoneta.<br />
si meraviglia come negli antichi auto-<br />
ri non si rinvenga memoria alcuna d'una<br />
delle più vetuste città del Lazio. I sermo-<br />
netani coltivando la parte superiore del<br />
territorio delle Palu<strong>di</strong> Pontine, e rice-<br />
vendo danni gravi e frequenti dall'allagamento<br />
del le ai edesi aie, avendo pensato<br />
seriamente <strong>di</strong> frenarlo colla costruzione<br />
<strong>di</strong> certi argini, sostennero più volte lite<br />
con que'<strong>di</strong> Sezze (f / -) i quali temendo<br />
ì<br />
clie l'acque venissero a stagnare sul ter-<br />
ritorio loro, non vollero mai permeitele<br />
<strong>di</strong>e fossero altrove rivolte, come può ve-<br />
dersi nel Nicolai che <strong>di</strong>ffusa. mente ne trai-<br />
•
VEL<br />
t«» nella classica opera, Dc'bonificamrn'<br />
ti delle Terre Pontine, corredata d' o-<br />
gni genere <strong>di</strong> documenti, piante topogra-<br />
fiche,profili ec. Su questo importante ar-<br />
gomento, che più volte fece guerreggiare<br />
setini e sermonetani, prendendovi parte<br />
i popoli convicini, nell'archivio <strong>di</strong> Sezze<br />
si conservano interessantissimi documen-<br />
ti. L'imperatore Federico II, nemico del-<br />
la Chiesa e <strong>di</strong> papa Gregorio IX, fra' luo-<br />
ghi sui quali sfogò il suo o<strong>di</strong>o uno fu la<br />
città <strong>di</strong> Sora (f.) che <strong>di</strong>strusse ripetu-<br />
tamente, onde molti soraui privati della<br />
patria passarono in Semionda, <strong>di</strong> cui al-<br />
lora si compirono le pubbliche mura. In-<br />
<strong>di</strong> cominciarono le conlese intorno a' con-<br />
fini <strong>di</strong> territori -<br />
! <strong>di</strong> Sezze, <strong>di</strong> Ninfa, <strong>di</strong> s.<br />
Donato (castello posto tra il Foro Appio,<br />
Circello e Astura, che durò fino al i 3oo<br />
e quin<strong>di</strong> si sommerse senza lasciar <strong>di</strong> se<br />
memoria, ed un fiumicello portò il suo<br />
nome), e <strong>di</strong> Sermoneta. Innocenzo Fazzi<br />
con <strong>di</strong>ssertazione <strong>di</strong>fese Bonifacio Vili e<br />
i suoi parenti Caetani, incolpati dal Cor-<br />
re<strong>di</strong>ni d'aver promosso le prime <strong>di</strong>ssensioni<br />
fra' sez/esi e i sermonetani, <strong>di</strong>mo-<br />
strando che le reciproche doglianze intor-<br />
no a' detti confini rimontano al 1270.,<br />
nella quale epoca le nominate terre non<br />
erano venute in dominio de' Caetani. Di<br />
fatti, nell'archivio Vaticano esiste l'infor-<br />
mazione <strong>di</strong> Gio. Francesco de Rossi :<br />
Terraeinensis super Castris Sermone-<br />
tae, Bassiani, s. Donati, Nymphae, ac<br />
Normarum. Dal trasunto fatto in Fon-<br />
<strong>di</strong> e riportato nel corpo dell' informazio-<br />
ne, apparisce che Sermoneta, Bassiano e<br />
s. Donato a' 29 aprile 1297 si compra-<br />
rono a favore <strong>di</strong> Pietro Caetani Gaetani<br />
nipote <strong>di</strong> Bonifacio Vili, dal car<strong>di</strong>nal<br />
Pietro ValerianoDuraguerra <strong>di</strong> Piperno<br />
<strong>di</strong>acono <strong>di</strong> s. Maria Nuova per la somma<br />
<strong>di</strong> 17,000 fiorini d'oro, e che a' 4 otto-<br />
bre 1298 il contratto fu approvato da<br />
Bonifacio Vili. I beni che appartenevano<br />
ad Annibaldo e a Giovanni figlio <strong>di</strong><br />
Pietro Annibal<strong>di</strong>, si acquistarono a van-<br />
taggio del medesimo Pietro Caetani dal<br />
VEL 109<br />
car<strong>di</strong>nal Francesco Caetani altro nipote<br />
del Papa per 34>ooo fiorini d'oro a' 16<br />
giugno 1297. Di nuovo i beni toccati in<br />
sorte a Francesca vedova d'Andrea Annibal<strong>di</strong>,<br />
e tutrice de' figli Nicolò e Anni-<br />
baldo, si venderonoa'due mentovali car-<br />
<strong>di</strong>nali in favore del medesimo Pietro Cae-<br />
tani per 18,000 fiorini d'oro nel i.° lu-<br />
glio dello stesso anno. I beni poi de' fra-<br />
telli Lorenzo e Riccardo Annibal<strong>di</strong> pas-<br />
sarono in dominio <strong>di</strong> Pietro Caetani nel-<br />
la stessa maniera collo sborso <strong>di</strong> 1 7,000<br />
fiorini a' 2 3 settembre del suddetto an-<br />
no. A questi si aggiunsero gli altri posse-<br />
duti da Nicolò Annibal<strong>di</strong>, cui si pagaro-<br />
no 20,000 fiorini a' 23 novembre del<br />
memoralo anno. Oltre a ciò Pietro Cae-<br />
tani, per <strong>di</strong>venir padrone del castello e<br />
territorio <strong>di</strong> Ninfa, spese 200,000 fiori-<br />
ni d'oro 1' 8 settembre 1298, porzione<br />
ricevendone a titolo <strong>di</strong> feudo da Bonifa-<br />
cio Vili nel i3oo. Se dunque, come so-<br />
stiene il Fazzi, i sezzesi e i sermonetani<br />
contendevano fra lorope' confini del ter-<br />
ritorio prima che la famiglia Caetani venisse<br />
in possesso de' nominati paesi, non<br />
si potrà più quin<strong>di</strong> trarre congettura per<br />
tacciare Bonifacio Vili. Questo Papa infeudò<br />
a' Caetani Sermoneta, Norma,Nin»<br />
fa, Bassiano e s. Donato, al riferire <strong>di</strong> Castellano<br />
e Marocco. Pare a mg. r<br />
Nicolai<br />
molto verosimile, che in un terreno assai<br />
facile per natura e tendente a impaluda-<br />
re, e spesso rivolto e smosso pe' lavori<br />
fattivi, i fiumi abbandonati al loro im-<br />
peto per la infelicità de' tempi e per la<br />
negligenza delle popolazioni,da loro stes-<br />
si abbiano altrove pagato il corso dell'ac-<br />
que lasciando gli antichi alvei ; e colle<br />
frequenti inondazioni mutando l'aspetto<br />
del suolo, abbiano <strong>di</strong>strutto e confuso<br />
il confine de' territori!. Il che apparirà<br />
più ancora cre<strong>di</strong>bile, ove si l'iflelta che<br />
le medesime ragioni posero già Tcrraeina<br />
in lite con Piperno, narrata dallo<br />
stesso Nicolai. Col dominio <strong>di</strong> Sermone-<br />
ta passarono a Pietro Caetani anche le<br />
conlese de' sei mondani co' sezzesi; on-
no VEL<br />
d'egli nell'anno dopo la compra della si-<br />
gnoria, cioè nel 1 299,<br />
venne a concor<strong>di</strong>a<br />
co' sezzesi con islipulare solenne istrumento<br />
<strong>di</strong> <strong>di</strong>visione, cui Bonifacio Vili<br />
aggiunse forza e autorità nel i3oo colla<br />
pontifìcia sanzione. In tale allo è chiamalo:<br />
Magnificila vir Dominus Petrus<br />
Cajctanus Domini Papa?. Nepos t Co-<br />
ntèa Casertanusel Dominus Castroruni<br />
JXymphac, Sermonelae, et s. Donati. II<br />
Nicolai poi racconta come iCaetani si op-<br />
posero a'iavori de' sezzesi per asciugare i<br />
loro terreni dall' acque delle Palu<strong>di</strong> Pon-<br />
tine, e le ostinate contese co' medesimi ;<br />
che co' sertnonelaui ottennero d' asciu-<br />
gare a proprie spese i loro terreni dalle<br />
acque stagnanti; e che volendo ristora-<br />
re il porlo <strong>di</strong> Paola presso il loro feudo<br />
<strong>di</strong> s. Felice ( F.), furono impe<strong>di</strong>ti nel bel<br />
<strong>di</strong>segno. In quell'articolo narrai l' acquisto<br />
che ne fece nel i3oi il medesimo<br />
Pietro Caetani, colla sua rocca, vassalli,<br />
territorio, col mero e misto impero, cou<br />
il lago <strong>di</strong> Paola, acquisto anch' esso ap-<br />
provalo da Bonifacio Vili, in uno a<br />
quello degli altri feu<strong>di</strong> e beni posti nelle<br />
provincie <strong>di</strong> Marittima e Campagna,<br />
che ivi nominai, inclusivamenle e Gavi-<br />
gnanoeCarpineto;ai ticolo in cui vi sono<br />
<strong>di</strong>verse notizie de' Caetani. Nel 1 378 Onorato<br />
Caelani sianole <strong>di</strong> Semionda, <strong>di</strong><br />
Ninfa e <strong>di</strong> Bassiano, conte <strong>di</strong> Fon<strong>di</strong> (/' .),<br />
accolse in tal città i car<strong>di</strong>nali scismatici<br />
ribelli al Pontefice t7W>
V E L<br />
similmente confiscali i loro beni, colla<br />
bollii Rrgnans in Excelsis. Con ulti a<br />
bolla de' i\ dello stesso mese, il Papa<br />
sottopose all'interdetto ecclesiastico Ga-<br />
lestrina, Castel Nuovo, Zugarolo, Galle-<br />
se, l'enne, Pazzaglia, s. Gregorio, Gal-<br />
licano e le altre tene e luoghi possedu-<br />
ti da' due Colonnesi scomunicati. Nel<br />
tempo stesso promulgò contro <strong>di</strong> loro la<br />
crociata. Formossi quin<strong>di</strong> un esercito<br />
composto <strong>di</strong> milizie romane, 2000 caval-<br />
li pontificii e varie truppe napoletane, il<br />
quale asse<strong>di</strong>ò inutilmente Palestrina sino<br />
al principiar dell'inverno, ed intanto<br />
devastò le circonvicine campagne. Sul<br />
principio però del i4°' ' l' ue Colonne-<br />
si preseutaronsi in Roma a Bonifacio IX,<br />
confessarono i loro delitti, ne chiesero<br />
perdono, promisero con giuramento d'ub-<br />
bi<strong>di</strong>re agli or<strong>di</strong>ni pontificii, ed ottennero<br />
piena assoluzione e reintegrazione nello<br />
stato in cui erano precedentemente. Nel-<br />
lo stesso i/foi e colla medesima clemen-<br />
za, Bonifacio IX assolvette Giacomello<br />
Caetani, figlio del defunto Onorato con-<br />
te <strong>di</strong> Fon<strong>di</strong>, e liberalmente gli restituì<br />
Sermoneta, Bassiano e Ninfa, castelli che<br />
per la ribellione del padre erano stati<br />
confiscati e incamerati. Apprendo dal<br />
principe Massimo, Relazione del viaggio<br />
<strong>di</strong> Gregorio XVIa s. Feliee, che Onoralo<br />
Il Caetani conte <strong>di</strong> Fon<strong>di</strong> neh 4^2<br />
ricevette in Sermoneta l'imperatore Fe-<br />
derico 111, coronato in Roma da Nicolò<br />
V,con altri <strong>di</strong>stinli personaggi, trattan-<br />
dolo con tale gran<strong>di</strong>osità e magnificenza,<br />
che l'imperatore gli fece in pubblico un<br />
elogio col chiamarlo meritamente Ono-<br />
rato non solo <strong>di</strong> nome, ma ancora <strong>di</strong> fat-<br />
to. Trovo in Marocco, che l'imperatore<br />
coll'imperatrice Eleonora sua sposa per-<br />
nottarono nell'ospizio de' cappuccini <strong>di</strong><br />
Sermoneta. Inoltre Onorato II più tar-<br />
<strong>di</strong> in Sermoneta vi <strong>di</strong>ede eguale trattamento<br />
alla duchessa <strong>di</strong> Calabria, figlia<br />
del duca <strong>di</strong> Milano, moglie del duca poi<br />
Alfonso II re <strong>di</strong> Napoli. Nel castello <strong>di</strong><br />
Sermoneta Ouoiato 11 più volle ospitò<br />
V E L in<br />
splen<strong>di</strong>damente vari nunzi e commissari<br />
della s. Sede, ed altri gran signori. Ezian-<br />
<strong>di</strong>o nell'articolo s. Felice raccontai col<br />
principe Massimo, che Alessandro VI<br />
Borgia cercando d'innalzarla propria fa-<br />
miglia sulle rovine delle gran<strong>di</strong> case <strong>di</strong><br />
Roma e dello stato, e prendendosela Off<br />
con l'ima or con l'altra, non tardò a tro-<br />
var motivi <strong>di</strong> togliere a' Caetani i loro<br />
beni, e confiscarne i feu<strong>di</strong> che possedeva-<br />
no nello stato pontificio, i quali <strong>di</strong> suo<br />
or<strong>di</strong>ne furono dalla camera apostolica<br />
venduti per 80,000 ducati d'oro alla pre-<br />
<strong>di</strong>letta sua figlia Lucrezia Borgia prin-<br />
cipessa <strong>di</strong> Salerno. Questi feu<strong>di</strong> erano Sermoneta,<br />
Bassiano, Ninfa, Norma, Teve-<br />
re, Cisterna, s. Felice e s. Donato, co' lo-<br />
ro territorii, fortezze e altre pertinenze,<br />
col mero e misto impero e con tutte le<br />
giuris<strong>di</strong>zioni ; e l'istromento fu stipulato<br />
a' 12 febbraio i5oo nel palazzo Vatica-<br />
no, ove erasi perciò riunita la camera a-<br />
postolica, composta in allora da' prelati<br />
Pietro arcivescovo <strong>di</strong> Reggio governato-<br />
re <strong>di</strong> Roma, Francesco Borgia tesoriere,<br />
Sinolfo <strong>di</strong> Castro vescovo <strong>di</strong> Chiusi, Domenico<br />
Capranica, Ottaviano vescovo <strong>di</strong><br />
Mariana, Adriano protonotario apostoli-<br />
co, Ventura Bonassai, presidenti e chie-<br />
rici <strong>di</strong> camera. Narra il Ratti, Della famiglia<br />
Sforza ,1. 1 ,p. 382,che Alessandro<br />
VI Borgia avea infeudato a vita <strong>di</strong> Nepi<br />
e <strong>di</strong> Anlicoli nella Campania il car<strong>di</strong>nal<br />
A Scanio Sforza, ma però non ne godè sino<br />
alla morte, poiché tale Papa qualche<br />
anno dopo gli ritolse il suo dono. Tanto ri-<br />
levasi dalla sua bolla del 1."ottobre 1 5oo,<br />
colla quale approva la donazione fatta da<br />
sua figlia Lucrezia Borgia, allora duchessa<br />
<strong>di</strong> Bisceglia, a Roderico e Giovanni<br />
suoi figli, il i.° <strong>di</strong> due e l'altro <strong>di</strong> tre anni,<br />
della città <strong>di</strong> Nepi, della terra <strong>di</strong> Sermoneta<br />
con altri molti luoghi e terre, unendovene<br />
lo slesso Papa moltissime altre<br />
confiscate a' Colonuesi, Savelli, Estoule-<br />
ville e altri signori romani, ed innalzan-<br />
do allora al titolo <strong>di</strong> ducato per la prima<br />
volta Sermoneta a favore <strong>di</strong> Roder!-
ita VEL<br />
co, elYepi a favore <strong>di</strong> Giovanni. Nelln <strong>di</strong>-<br />
"visione che fece lo slesso Papa delle sud-<br />
dette città e tene fra' due suoi nipoti è<br />
couipresoanche il castello <strong>di</strong> Anticoli. Ecco<br />
le parole della bolla, dalla quale ap-<br />
parisce <strong>di</strong> qual ricco e vasto paese fosse-<br />
ro investiti i due fanciulli Borgia dall'avo<br />
Alessandro VI. » Bona vero omnia<br />
supra<strong>di</strong>cta, videlicet ci vitates, castra, op-<br />
pida, terrae, et loca, quorum alirpia suut<br />
expressa, et <strong>di</strong>visa, hic propriis duxituus<br />
exprimenda vocabùlis, et in bunc, qui<br />
sequilur, modum inter Rodericum Borgiam<br />
de Aragonia Bisselli ducem,et Joannem<br />
eliam de Borgia domicellum romanum<br />
praefatos <strong>di</strong>videnda, videlicet Sermonetam,<br />
Castrum Bassiani, tenutam<br />
Nimphae, Noruaarum, Riverae, Cister-<br />
nae, s. Felicis, s. Donati, civitatem Al-<br />
bani, Neptunum, Ardeam,Civilatem Laviniain,<br />
Nemum, Genzanum, Castrum<br />
Candulphi, Boccam Ghtugam, Sonnimim,<br />
s. Laurentium, Cicclianum, Poffi,<br />
Vallem Cursam, s. Stepbanum, Montem<br />
s.Joannis,Strangulagallum,Salvateiiam,<br />
JulianumjCastiumBiparum, Arrena riam<br />
Koderico pio se, suisque haere<strong>di</strong>bus, et<br />
successoribus, ci vitates vero Nepesinaoi,<br />
Prenestinam, Arignanum, Castrum Novum,<br />
Genezanum, Pallianum, Cainutn,<br />
Marenum, Boccam Papae, Frascatum,<br />
Montem Campatrum, Roccam Priorem,<br />
Montem Fortinum, Zagarolam, Boccam<br />
Ranarum, Capranicam, s. Juslum, Piscianum,<br />
Cecilianum, Olebanum, Ranchatum,<br />
Turrim Mallbei, Surronum, Pillium<br />
, Anticulum Campaniae, Turrim<br />
Trivigliarn, Ttiviglianum, Vicum, Col-<br />
lem l'ar<strong>di</strong>. Supinum,Morellum, Scuroulum,<br />
Pedelucum cum ejusLacu,seu jus<br />
tertii me<strong>di</strong>i Montis Alti, me<strong>di</strong>etatae te-<br />
nutile Saxi,quara bo. me. car<strong>di</strong>nali» Jo.<br />
Bapt. de Sabellis, dtim in humanisage-<br />
bat, tenebat, et possidebat, ac Ricciam<br />
Joanni Borgiae etiam prò se, liberis, hae-<br />
re<strong>di</strong>busque, et successoribus suis prae-<br />
fatis in perpetuum, ut supra <strong>di</strong>ximus,<br />
donamus,couce<strong>di</strong>mus,etassignauiusmo-<br />
VEL<br />
do et forma premissis <strong>di</strong>videntes, etc. "<br />
Noterò che i suddetti Roderico e Giovan-<br />
ni erano nati da Lucrezia e dal marito<br />
d. Alfonso d'Aragona duca <strong>di</strong> Bisceglia e<br />
figlio naturale d'Alfonso 11 re<strong>di</strong> Napoli,<br />
che nel i5oo fu assassinato nel proprio<br />
letto della moglie dal fratello <strong>di</strong> questa il<br />
famoso Cesare Borgia duca <strong>di</strong> Valenza<br />
(V.) <strong>di</strong> Francia o del Valenlinois, come<br />
corse la fama; anzi il Novaes fra le illu-<br />
stri viltimedella crudeltà dello stesso Ce-<br />
sare vi annovera i Caetani. Il eh. Beu-<br />
inont, Della <strong>di</strong>plomazia italiana, libro<br />
pubblicato nel j 807, con Marin Sanuto<br />
racconta. Lucrezia prima era in grazia<br />
del Papa suo padre, ma poi <strong>di</strong>minuì l'amore<br />
per essa, probabilmente in seguilo<br />
alle lagnanze sue per l'uccisione del ma-<br />
rito procurata da Cesare, onde Alessandro<br />
VI la mandò a Nepi, e le <strong>di</strong>e Sermt<br />
neta, rocca e terra de'Caelani, che gli ce<br />
sto 80,000 ducali, benché Cesare gliel<br />
tolse,<strong>di</strong>cendo:E donna, non la potrà mai<br />
tenere. Pare probabile che i Caetani 01<br />
pressi si unissero a'Colonnesi ed a'Save<br />
li, imperocché leggo nell'annalista Rinal<br />
<strong>di</strong> e nel Coppi, che Alessandro VI si ni<br />
a' francesi contro Federico I re <strong>di</strong> Na<br />
poli, che chiamava i turchi a stermini<br />
d'Italia, per questo parteggiando i Color<br />
nesi. 11 Papa adunalo un esercito usci<br />
in Campagna a' 17 luglio i5oi, facendo<br />
1' ufficio <strong>di</strong> capitano generale, espugnò<br />
<strong>di</strong>verse loro terre^ e soggiogò colla pre-<br />
senza sua Semionda ed altri luoghi de<br />
Colonnnesi o occupati da loro. Ma il Bau-<br />
co <strong>di</strong>ce semplicemente che il Papa vi si<br />
recò a vedere il nuovo acquisto a' 3 1 lu-<br />
glio e ne partì a' 3 agosto. In<strong>di</strong> Alessan-<br />
dro VI a' 20 agosto pubblicò una bolla 1<br />
<strong>di</strong> scomunica contro i Colonnesi ed i \<br />
favelli, <strong>di</strong>chiarandoli rei <strong>di</strong> lesa maestà l<br />
e privandoli de'loro beni. Poscia con altra<br />
bolla de' 17 settembre Alessandro VT<br />
<strong>di</strong>vise le terre ed i castelli confiscati ti<br />
suoi figli e nipoti. Dipoi morto il Papa;<br />
i8agostoi5o3, i Colonnesi ricuperaroi<br />
le loro terre, e si pacificarono con Cesa
VE L<br />
re, il quale gl'invito a tornare negli stali<br />
propri, e restituì loro le fortezze da A-<br />
lessandro VI con gran<strong>di</strong> spese restaurate<br />
e ampliate. Il Cancellieri, Lettera sulla<br />
spaile de'pia celebri sovrani e generali,<br />
racconta della famosa Spada (V.) <strong>di</strong> Ce-<br />
sare Borgia, che pervenuta in potere <strong>di</strong><br />
mg/ Onorato Caetani, questi si propo-<br />
se <strong>di</strong> collocarla nella rocca <strong>di</strong> Sermoneta,<br />
dal Borgia asse<strong>di</strong>ata ed espugnata, e per<br />
averla impugnata contro i Caetani colla<br />
morte <strong>di</strong> vari <strong>di</strong> essi. A tale effetto inca-<br />
ricò'il gesuita p. Caetani <strong>di</strong> formarne l'i-<br />
scrizione, e questi nel 1790 la .sottopose<br />
alla revisione <strong>di</strong> Cancellieri, il quale la<br />
riprodusse del seguente tenore, sebbene<br />
non fu messa in opera perchè la spada re-<br />
stò presso il defunto duca d. Enrico Cae-<br />
tani padre del vivente d. Michelangelo<br />
duca <strong>di</strong> Sermoneta,benemerito colonnello<br />
<strong>di</strong>rettore e comandante de' Pompieri<br />
(Z7 .) pontificii, il quale è l'attuale proprielario'della<br />
medesima. Gla<strong>di</strong>us quem<br />
heic appensum hospes adspicis - Cae-<br />
saris Borgiae Valentini dncis olirtifiat<br />
Sermonetanorum sanguine cruentatus -<br />
Ne arnplius desaevìrel- Mulierum Cammillae<br />
quondam suae virtutem- Aenni-<br />
lanlium - Ingentes praestitere animi -<br />
Curante autem Honorato Caietano -<br />
Ex Sermonetae ducibus - In huius ar-<br />
ci* armamentario est conlocatus - JYul-<br />
libi melius- Ubienim saevierat- Ibi in-<br />
decora rubigine consumendus - Ad perenne<br />
iniquae aggressionis Caesarianae-Et<br />
egregiae Sermonetanorum - In<br />
snos Caietanos principes voluntatis -<br />
Monumentimi. Anche l'annalista Mura-<br />
tori all'anno i5oi riferisce, che Alessan-<br />
dro VI si portò in persona all'asse<strong>di</strong>o <strong>di</strong><br />
Sermoneta. Questa poi con altri posse<strong>di</strong>menti<br />
tornò in potere de' Caetani me-<br />
<strong>di</strong>ante bolla pubblicata da Giulio II nel<br />
i5o4, della quale si legge un brano nel<br />
Nicolai, in cui seno nominati Giacomo<br />
e Guglielmo Caetani; così s. Felice ed al-<br />
tri feu<strong>di</strong>, me<strong>di</strong>ante breve dello slessoGiu-<br />
Ho li de' 3 gennaio i5o6, in favore <strong>di</strong><br />
vol. LXXXIX.<br />
-<br />
VEL n3<br />
Guglielmo Caetani figlio del suddetto<br />
conte <strong>di</strong> Fon<strong>di</strong> Onorato li defunto nel<br />
1478. Sermoneta nel i536 a' 3 aprile<br />
fu onorata dalla presenza del possente<br />
imperatore Carlo V,che si recava a Roma,<br />
e ne visitò la chiesa principale.Altrettanto<br />
fece Papa Gregorio XIII a' ^settembre<br />
«576, e P imparo da Marocco.<br />
Nel Discorso pubblicato con note dal eh*<br />
prof. Paolo Mazio, Giornale Arca<strong>di</strong>co,<br />
t. 6, p.179 della nuova serie, però si leg-<br />
ge : » Che Gregorio XIII rimproverò<br />
Pirro Caetani della sua in<strong>di</strong>fferenza nel<br />
tollerare che i ban<strong>di</strong>ti e masna<strong>di</strong>eri si<br />
rifugiassero nelle sue terre feudali". Riporta<br />
Calindri, che il successore Sisto V<br />
<strong>di</strong>chiarò Sermoneta città ducale. Vuo-<br />
le Novaes, ed anche Rauco, che questo<br />
Papa nel suo viaggio alle Palu<strong>di</strong> Ponti-<br />
ne per promuoverne il cominciato <strong>di</strong>seccamento,<br />
fosse pure andato in Sermone-<br />
ta ; ma il Nicolai non ne fa parola, ben*<br />
sì <strong>di</strong>ce che nell'ottobre 1589 nel ritor-<br />
no da' paesi Pontini fu ricevuto da' du-<br />
chi Gaelani in Cisterna, con ogni sorta<br />
d' onore e d' ossequio, e quin<strong>di</strong> si ricon-<br />
dusse sollecito a Roma. Però leggo nel p.<br />
Tempesti, Storia <strong>di</strong> Sisto V, I. 2, p. 65,<br />
che tornato in Roma a' i5 ottobre rac-<br />
contò in concistoro d'aver fatto un viag-<br />
gio prospero, d'aver visitato Terracina,<br />
Piperno e Sermoneta ; <strong>di</strong>sse aver visita-<br />
to le spiaggie del mare, e Pavea conside-<br />
rate per assicurarsi se fossero idonee a fab-<br />
bricarvi importo, cioèa Terracina, per fa-<br />
vorire l'abbondanza e la pubblica utilità,<br />
ma temere che poi potesse servire <strong>di</strong> como<strong>di</strong>tà<br />
a'nemici per essere i luoghi abi-<br />
tati molto <strong>di</strong>scosti dal sito ove solamente<br />
si poteva costruire. In<strong>di</strong> soggiunse che<br />
que'popoli godevano tranquillità grande,<br />
non più molestati da'ban<strong>di</strong>ti. Imperocché<br />
il p. Maffei, Degli annali <strong>di</strong> Gregorio,<br />
XIII, t. 1, p. 70, fra' fuorosciti che nel<br />
suo pontificalo agitarono alcune Provin-<br />
cie dello stato papale, parla <strong>di</strong> quelli del-<br />
l' Abruzzo, e de' terrilorii <strong>di</strong> Veroli, <strong>di</strong><br />
Bauco e <strong>di</strong> altri della Campagna <strong>di</strong> Roma,<br />
8
n4 VEL<br />
anzi vicino a Roma stessa verso pure Ca-<br />
pranica e Nepi,che commette vano atrocissimi<br />
ladrocini'!. Contro quelli <strong>di</strong> Campagna<br />
Gregorio XI11 mandò il commissario<br />
Rhetica con 4oo fanti; e da Napoli venne<br />
spe<strong>di</strong>to il commissario Fata con i5o sol-<br />
dati, i due commissari si posero <strong>di</strong> concer-<br />
to fra loro per dar la caccia a quelle fiere<br />
armate. Il Muratori all'anno i585<br />
loda Gregorio XIII spirante solo clemenza<br />
e <strong>di</strong> lauta benignità, che forse gli<br />
venne attribuita a <strong>di</strong>fetto. Perciò <strong>di</strong>ce es-<br />
sere cresciuta la licenza e prepotenza in<br />
Roma, e dappertutto abbondando i ban-<br />
<strong>di</strong>ti e i sicari), e per quanto il Papa si a-<br />
doperasse a frenare tali <strong>di</strong>sor<strong>di</strong>ni, non gli<br />
veune fatto d'estirparli. Succeduto a lui<br />
Sisto, V, volle acquistare gran nome colla<br />
sola giustizia, col far tacere la clemenza,<br />
quasi virtù fomeutatrice de'caltivi; e l'e-<br />
sercitò con rigidezza inesorabile. Pertan-<br />
to si propose animoso <strong>di</strong> schiantar la<br />
mala razza de' ban<strong>di</strong>ti e de' malviventi,<br />
che specialmente passati dal regno <strong>di</strong><br />
Napoli nello stalo ecclesiastico, ed attnippali<br />
infestavano non solamente le vie ma<br />
le ville slesse, con ruba nienti, stupri, incen<strong>di</strong><br />
e assassini*!. Pubblicò il Papa una<br />
terribile bolla contro <strong>di</strong> costoro e <strong>di</strong><br />
chiunque desse loro favore o ricetto : po-<br />
scia mandò il car<strong>di</strong>nal Colonna nella<br />
provincia <strong>di</strong> Campagna con titolo <strong>di</strong> le-<br />
galo, e aliti simili car<strong>di</strong>nali in Bologna e<br />
in Romagna, acciocché con rigorosa giu-<br />
stizia rimettessero la pubblica quiete.<br />
Furono presi alcuni e giustiziati; Cui tieto,Marco<br />
Sciarra (del quale riparlerò nel<br />
paragrafo Cori) e altri capi <strong>di</strong> genie sì<br />
mal vaglia uscirono dallo slato ecclesia-<br />
stico; pure non si potè svellere del tutto<br />
quella gramigna. La bolla io qualche luo-<br />
go fu eseguita con lauto rigore, che la<br />
buona intenzione <strong>di</strong> Sisto V si convelli<br />
in manifesta crudeltà, facendosi morire<br />
madri e altri stretti parenti, per avere ri-<br />
cettato uua notte in casa i figli e i con-<br />
giunti, o per aver dato loro uua sola vol-<br />
ta da mangiare. Tanto il Muratori lite-<br />
VEL<br />
lisce all'anno i58ó. Narra il medesimo<br />
p. Tempesti nel t. i,p. i4o, che il sanguinario<br />
Quercino (il p.Maflei sunnomi-<br />
nato, nel t. 2, p. 357,lo chiama Prete da<br />
Quercino capo ladrone, il quale impunemente<br />
con gran quantità <strong>di</strong> malvagi scor-<br />
reva i luoghi, commettendo ogni sorta <strong>di</strong><br />
rapine e <strong>di</strong> vendette, nonché <strong>di</strong>sonestà.<br />
Col suo ar<strong>di</strong>re non dubitò <strong>di</strong> contraffar!<br />
la <strong>di</strong>gnità pontifìcia <strong>di</strong> Gregorio X Ili, nel<br />
l'assoluzione de'peccati e nella concessit<br />
ne delle grazie. Quel Papa deputò con-<br />
tro <strong>di</strong> lui mg.' Ougarese per commissa-<br />
rio generale con autorità suprema, insieme<br />
a 5oo fanti e 3oo cavalli) sacrilego<br />
duce <strong>di</strong> sica ri i li più spietati, si faceva<br />
chiamare, conforme racconta il Galesini,<br />
Re della provincia <strong>di</strong> Campagna, usui<br />
pandosi nome sì augusto in lutti gli e<strong>di</strong>t-<br />
ti, polizze e lettere che <strong>di</strong> sua mano fii<br />
mava. Ed era tanto accecato dalla su-<br />
perbia, che arrivò alla scellerata baldat<br />
za <strong>di</strong> proibire al vescovo <strong>di</strong> Anagni 1'<br />
sercizio della sua <strong>di</strong>gnità, comandando:<br />
clero ed alla <strong>di</strong>ocesi atterrita da'suoi cri<br />
delissimi scempi!, <strong>di</strong> riconoscere solamente<br />
prete Guerciuo come vescovo e come<br />
re. Incontratosi questo mostro presso Ter-<br />
racina con Antonio Caraffa, fratello del<br />
duca <strong>di</strong> Luceria, che ritornava da Roma,<br />
dopo aver prestata obbe<strong>di</strong>enza a Sisto V,<br />
lo spogliò affatto, rubandogli vestiineula,<br />
denari e viatico; e non fu poca umanità<br />
lasciare a lui ed a 'suoi la vita in donc<br />
Giunto a Terracina così assassinato, nu<strong>di</strong><br />
e mezzo morto, s'inorri<strong>di</strong>rono gli abitai<br />
ti, e ne fu spe<strong>di</strong>to rapidamente avviso ;<br />
Sisto V. Si strinse il cuore per compas-<br />
sione al Papa, e provvide tosto alle bi-<br />
sogna dell'oratore. Dopo essere stato ur<br />
poco acciglialo, <strong>di</strong>sse : Costui non inerit<br />
che gli facciamo tanto onore <strong>di</strong> mandar-<br />
gli contro soldati e sbirri, ma la noslr;<br />
bolla (Hoc nostri, riferita dal p. Tempe-<br />
sti, in cui rigorosamente si or<strong>di</strong>na a'ba-<br />
rooi de'luoghi,a'magistrali,a'comuni <strong>di</strong><br />
fare arrestare i malviventi, dovendosi da-<br />
re il segno a prender l'anni col suono del-
VEL<br />
le campane; infliggendo severe e terribi-<br />
li pene contro i fomentatori, ospitalieri e<br />
manutengoli <strong>di</strong> tali empii) lo acchiappe-<br />
rà. E <strong>di</strong>sse il vero ; poiché in pochi gior-<br />
nifu raggiunto, gli fu tagliato l'infame<br />
capo, e infilato in un palo, con una coro-<br />
na dorata in lu<strong>di</strong>brio, fu mandato velo-<br />
cissimamente a Roma, ed esposto in Ca-<br />
stel s. Angelo. I seguaci <strong>di</strong> questo <strong>di</strong>sgra-<br />
ziato si <strong>di</strong>spersero : 3o fuggirono nelle<br />
montagne d'Urbino, e vi restarono avve-<br />
lenati; altri furono giustiziati (impiccati<br />
e arrotati <strong>di</strong>ce il Novaes, nella Storia <strong>di</strong><br />
Gregorio XIII). Altri tentarono scam-<br />
po, ma pagarono sotto altri principi il fio<br />
<strong>di</strong> loro scelleratezze ; e così respirò la pro-<br />
vincia della Campagna, e quella spiag-<br />
gia rimase netta. Sisto V come severamente<br />
proibì a'presi<strong>di</strong> delle provi ncie <strong>di</strong><br />
dare ricetto a'ban<strong>di</strong>ti regnicoli, or<strong>di</strong>nando<br />
<strong>di</strong> consegnarli subito all' autorità re-<br />
gia, così permise a queste <strong>di</strong> perseguitarli<br />
nel dominio ecclesiastico, in qualunque<br />
luogo ancorché immune, non esclusi i<br />
monasteri. Di più. il p. Tempesti racconta<br />
a p. i49> che Sisto V fatto pubblicare uu<br />
rigorosissimo bando contro i ban<strong>di</strong>ti, la-<br />
droni e facinorosi, per la loro estirpazione,<br />
con premi <strong>di</strong> taglie, imme<strong>di</strong>atamen-<br />
te fu recata in Roma infilala in un palo,<br />
con dorata corona per lu<strong>di</strong>brio, la testa<br />
<strong>di</strong> un certo prete Ardeatino (il Novaes che<br />
ne parla nella Storia <strong>di</strong> Gregorio XIII<br />
Io chiamaGiovanni Valenti, facendo menzione<br />
d'altro capo <strong>di</strong> malviventi nominato<br />
Marinacelo, che il p. Martei chiama<br />
Marianaccio,e contro il quale ladrone in-<br />
viò nelle selve <strong>di</strong> Cerveteri un capitano<br />
con 3oo fantij,ladro scelleratissimo e prin-<br />
cipe <strong>di</strong> tutti i ladri, il quale debaccando<br />
specialmente nel Lazio, trattava i popoli<br />
con sì spietate barbarie cheavea sparso<br />
sommo terrore per ogni dove. Scorreva<br />
qua e là qual folgore questo infame si-<br />
cai io,aiutato da tanti <strong>di</strong> simil forfora, che<br />
sembrava impossibile potei lo arrestare<br />
colla forza o colle insi<strong>di</strong>e. La sua super-<br />
bia l'avea tanto accecalo, che ne' suoi e-<br />
o<br />
VEL n5<br />
<strong>di</strong>lli s'intitolava : Noi Giovanni falca-<br />
te alias Prete Ardeatino, esule peritis-<br />
simo, e fortissimo principe <strong>di</strong> tutta la<br />
spiaggia marina, e <strong>di</strong> tutta la regione<br />
montana. Usurpandosi quin<strong>di</strong> l'assoluta<br />
sovranità, si era formato la zecca, battendo<br />
monete colla sua impronta. Il car<strong>di</strong>nal<br />
Marc'Antouio Colonna legato <strong>di</strong> Ma-<br />
rittima e Campagna, Usò tutte le indu-<br />
strie per averlo vivo o morto nelle sue<br />
mani;ma conoscendo inutile ogni <strong>di</strong>ligenza,<br />
e dubitando d'essere rimproverato da<br />
Sisto V, prevenne questi, d'aver fatto<br />
tutto il possibile; onde per poterlo sicuramente<br />
arrestare non trovare altro mezzo<br />
più efficace della cooperazione d'una<br />
galera ben corredata, poiché lo scellera-<br />
to dopo la sconfìtta della masnada <strong>di</strong> prete<br />
Guercino.a vea imparato a sapersi meglio<br />
guardare, e stava in continuo moto dal<br />
mare in terra, da terra in mare, commettendo<br />
ovunque assassinamenti atroci. Fe-<br />
ce rispondergli Sisto V, non esservi bisogno<br />
la galera armata, ma l'esecuzione fe-<br />
dele <strong>di</strong> sua bolla avrebbe preso loscellera-<br />
to,ecosì fu.Venne preso, tronca lo il capo,e<br />
subitamente inviato aRoma(ilNovaes <strong>di</strong>ce<br />
ches'intitolava Redella Campagna Romana,<br />
e che il capo fu infilato in uu pa-<br />
lo con una coroua dorata in ischerno). [<br />
<strong>di</strong> lui seguaci ne'luoghi in cui furono ar-<br />
restati <strong>di</strong>vennero spettacolo a' popoli <strong>di</strong><br />
salutare terrore, poiché furono scanna ti o<br />
impiccati o arrotati, secondo 1' atrocità<br />
de' misfatti; e quin<strong>di</strong> rimasero nette le<br />
provincie <strong>di</strong> Marittima e Campagna <strong>di</strong> sif-<br />
fatte malvagie persone, non saziandosi i<br />
buoni <strong>di</strong> render grazie a Dio, perchè omai<br />
respiravano in pace e godevano la si-<br />
curezza delle facoltà, dell' onore e della<br />
vita. Pietro Galesini, nella Vita tnss. <strong>di</strong><br />
Sisto V,oe commendò altamente lo zelo,<br />
poiché non poteva fare sacrifizio più ac-<br />
cetto a Dio, che il perseguitare tali scel-<br />
lerati, secondo 1' opinione de' ss. Girolamo,<br />
Agostino e Ivo <strong>di</strong> Chartres. Nota il<br />
Muratori all'anno i5go, che Sisto V fre-<br />
nò l'insolenza e non ischiantò la razza de'
n6 VEL<br />
ban<strong>di</strong>ti, poiché buona parte <strong>di</strong> essa si ri-<br />
tirò ne'confini <strong>di</strong> Napoli e della Toscana,<br />
e un'altra continuò a infestar la Roma-<br />
gna. Crebbe il male dopo la morte <strong>di</strong> Si-<br />
sto V, massimamente perchè Alfonso Pie-<br />
colo/nini, duca <strong>di</strong> Monte Marciano, ca-<br />
duto in <strong>di</strong>sgrazia del granduca <strong>di</strong> Tosca-<br />
na, e con grossa taglia sulla sua testa per-<br />
seguitato dappertutto, si fece capo (nuovamente<br />
e ad onta che V avea perdonato<br />
Gregorio XI 11) de'masna<strong>di</strong>eri in Romagna,comrnetleudo<br />
frequenti assassinii col-<br />
le sue squadre <strong>di</strong> cavalli. Altrettanto faceva<br />
Marco Sciarla (dal Cotugno, Memo-<br />
rie <strong>di</strong> Fenafro, chiamalo abruzzese e famoso<br />
predatore dellaCampania nel 1 558,<br />
oltre il non meno famigerato Benedetto<br />
Mancone), altro capo <strong>di</strong> ban<strong>di</strong>ti e scelle-<br />
rati in Abruzzo con iscorrerefino alle por-<br />
te <strong>di</strong> Roma, bruciando casali ed esigendo<br />
contribuzioni. Unironsi poi insieme que-<br />
ste due esecrabili fazioni, recando incre-<br />
<strong>di</strong>bili danni. Per cui il viceré <strong>di</strong> Napoli<br />
spe<strong>di</strong> contro <strong>di</strong> loro 4>ooo soldati ; pas-<br />
sarono tutti in Campagna <strong>di</strong> Roma sul<br />
principio <strong>di</strong> <strong>di</strong>cembre. Il granduca inviò<br />
Camillo del Monte eoa 800 fanti e 200<br />
cavalli in traccia <strong>di</strong> essi. Da Roma andò<br />
ancora Virginio Orsini con 4oo cavalli.<br />
Fu asse<strong>di</strong>ato lo Sciarra co'suoi in un na-<br />
sale ; sopraggiunse il Piccolomini con cir-<br />
ca 600 cavalli e si venne a battaglia, iu<br />
cui ben 100 <strong>di</strong> que' malvagi furono ucci-<br />
si o presi ; gli altri col favore della notte<br />
si posero in salvo. Prosiegue il Muratori<br />
a narrare all' anno 1 5q i . In questo più<br />
che mai infierirono i ban<strong>di</strong>ti in Campagna<br />
<strong>di</strong> Roma e in Romagna. Gregorio<br />
XIV mosse Alfonso li duca <strong>di</strong> Ferrara<br />
a purgare la Romagna da'masna<strong>di</strong>eri, e<br />
pienamente vi riuscì. Nel Cesenatico restò<br />
anche preso il Piccolomini, e condotto a<br />
Firenze trovò il fine che meritava (cioè<br />
fudecapilato,e il suo feudo <strong>di</strong> Monte Mar-<br />
ciano il Papa lo <strong>di</strong>ede al proprio nipoteEr-<br />
cole Sfon<strong>di</strong>ati, come narrai a 'suoi luoghi,<br />
avendone riparlalo nel voi. LXXXV11I,<br />
p. 2o3).Non passarono giù con egual fe-<br />
VEL<br />
licita gli aflari ne'contorni <strong>di</strong> Roma, do-<br />
ve Marco Sciarra con grosse bande <strong>di</strong><br />
quella mala razza, imponendo grosse ta-<br />
glie a quanti ricchi ed anche vescovi gli<br />
cadevano nelle mani, saccheggiando le<br />
terre, bruciandole biade mature e commettendo<br />
altri mali, ogni dì più s' inga-<br />
gliar<strong>di</strong>va. Per reprimere costui, continua<br />
I' annalista Muratori, Onorato Gaetani<br />
duca <strong>di</strong> Sermoneta, Virginio Orsini, Carlo<br />
Spinelli venuto con molte schiere da<br />
Napoli, ed altri nobili baroni uscirono in<br />
campagna, fecero varie zuffe, ma in fine<br />
trovando poco onore e men profìtto con<br />
tro <strong>di</strong> lai gente brava e <strong>di</strong>sperata, furo<br />
no costretti a lasciare ad altri l'impresa<br />
Di più, prosegue a raccontare il Mura-<br />
tori all'anno i5f)2. Continuando Y insc<br />
lenze e gli assassiuii de'ban<strong>di</strong>ti nella Cam<br />
pagna <strong>di</strong> Roma, con lutto vigore Papa<br />
Clemente Vili si applicò a liberare i suo<br />
stati da' pertinaci loro insulti, inviando<br />
contro <strong>di</strong> essi Flaminio Delfino con buoi<br />
numero <strong>di</strong> cavalleria e fanti, il quale non<br />
cessò <strong>di</strong> perseguitarli, senza perdonare a<br />
chiunque <strong>di</strong> loro gli capitava nelle mani.<br />
Questo valentuomo fu quegli che mise<br />
il cervello a partito a Marco Sciarra, ca-<br />
po <strong>di</strong> que'scellerati, a Luca suo fralellc<br />
e agli altri loro seguaci, i quali presero il<br />
partito <strong>di</strong> mutar cielo. Sciarra con 5oc<br />
de'suoi, tutta gente intrepida, avvezza al<br />
le fatiche ed alle schioppettate, prese ser-<br />
vizio colla repubblica <strong>di</strong> Venezia ci<br />
guerreggiava gli uscocchi e si armava cor<br />
tro i turchi. Ciò saputosi da Clemente<br />
Vili, virilmente e con minacele intimò;<br />
veneti <strong>di</strong> consegnargli i capi <strong>di</strong> que' ms<br />
sna<strong>di</strong>eri, nò si placò per l'apposito amba<br />
sciatore che gli spedì la repubblica. I3i<br />
sognò contentare il Papa. Sciarra fu pc<br />
ucciso e la sua gente mandata in Can<strong>di</strong>s<br />
a combattere colla pesle,dove parte mai<br />
co <strong>di</strong> vita, e il resto si <strong>di</strong>ssipò. Termina<br />
il Muratori con <strong>di</strong>re: laonde fu credule<br />
ma vanamente, che avesse avuto fine le<br />
trage<strong>di</strong>a de' ban<strong>di</strong>ti. Dappoiché riporti<br />
all'aimo 1 5g5 t che ueppur iu esso andò (
VEL<br />
sente la Campagna <strong>di</strong> Roma da'ban<strong>di</strong>ti,<br />
specialmente verso Anagni e Prosinone,<br />
dove commisero orren<strong>di</strong> misfatti. Con-<br />
tro <strong>di</strong> loro Clemente Vili spe<strong>di</strong> alcune<br />
compagnie <strong>di</strong> cavalli, e altrettanto fece il<br />
re <strong>di</strong> Napoli contro quelli che infestava-<br />
no il regno. Gran<strong>di</strong> lamenti erano per<br />
quella iniqua gente, che ogni giorno sva-<br />
ligiava viandanti e corrieri, e talvolta levava<br />
loro la vita. Fecero prigioni Giam-<br />
battista Conti nobile romano, ed Ales-<br />
sandro Mantica, e poscia l'arcivescovo <strong>di</strong><br />
Taranto e il vescovo <strong>di</strong> Castellaneta, a'<br />
quali imposero grosse taglie. Fin qui il<br />
M tiratoi i,che fedelmente riprodussi. I veli<br />
terni nel r 702 d'or<strong>di</strong>ne <strong>di</strong> Clemente XI<br />
guarnirono la rocca, per quanto <strong>di</strong>rò a<br />
suo luogo. Ora conviene fare menzione<br />
del Discorso <strong>di</strong> AntonioRicchi,fatto dal<br />
medesimo a compiacenza <strong>di</strong> mg. 1<br />
Uhi-<br />
striss. Crispol<strong>di</strong> deputato dalla Santità<br />
<strong>di</strong> X. S. Clemente XI, nell'accesso che<br />
fece in Cori Vanno 1714 Per riconoscere<br />
le <strong>di</strong>fficoltà insorte sopra il taglio<br />
delle famose .ve/ce <strong>di</strong> Cisterna e Sermo-<br />
neta. Esso si legge nel suo Teatro degli<br />
uomini illustri de' Volsci, a p. 83, colla<br />
carta topografica delle medesime selve. Il<br />
duca ili Sermoneta il. Michelangelo Cae-<br />
tani a quell'epoca si proponeva far esegui-<br />
re tale taglio; il che in molti ingerì timo-<br />
re della rovina de'popoli circonvicini e <strong>di</strong><br />
Roma, sul supposto che la folta e gigan-<br />
tesca turba <strong>di</strong> tante piante sia un forte ri-<br />
paro quivi situato dalla natura, per chiu-<br />
dere il passo a'venti perniciosi in questa<br />
parta d'Italia. Anche il taglio <strong>di</strong> qualunque<br />
istmo fece temere il sommergimen-<br />
to de'popoli e delle città confinanti, fin-<br />
ché <strong>di</strong>mostrò il contrario Luigi XIV re<br />
<strong>di</strong> Francia,che in qne'tempi senza pericolo<br />
e con somma utilità del commercio<br />
aprì in mezzo al suo regno un profondo<br />
e lungo canale, unendo così l'Oceano al<br />
Me<strong>di</strong>terraneo, da'quali mari sono bagna-<br />
te le spiagge del medesimo regno. Ad i-<br />
mitazione del re, potere il duca <strong>di</strong> Sermoneta<br />
provare al Papa essere non me-<br />
VEL n 7<br />
no innocente che giovevole il bramato ta-<br />
glio delle sue selve, che mirabilmente vestono<br />
d'ogni intorno la deliziosa e ame-<br />
na regione Pometina, racchiuse in quel<br />
<strong>di</strong>lettevole tratto tra le volsche Anzio<br />
o Porto d' Anzio (V.) e Monte Circello<br />
o s. Felice, ed Ostia Tiberina, tanto temuto<br />
e contrastato, colla presunzione,<br />
che le stesse foreste chiudano l'ingresso a'<br />
venti scirocchi e australi, che corseggiano<br />
per le Palu<strong>di</strong> Pontine, e in un tempo<br />
stesso servono <strong>di</strong> riparo a' popoli vicini,<br />
non che a Roma, per sottrarli dalle loro<br />
infestazioni. A rilevare ogni timore dall'animo<br />
preoccupato da private passioni, e<br />
per dar luce alla supposta <strong>di</strong>fficoltà, il Ric-<br />
chi <strong>di</strong>vise in tre punti il suo Discorso.<br />
Neli.° volle <strong>di</strong>mostrare che le selve <strong>di</strong><br />
Cisterna e Sermoneta sono fuori della li-<br />
nea, per cui soffiano t scirocchi, onde è<br />
che non ponno attraversare loro il cammino.<br />
Nel 2«° sostenne che quantunque<br />
fossero le selve intersecate dalla linea na-<br />
turale de' venti temuti, sono in situazione<br />
sì depressa che non ponno riparare i luo-<br />
ghi oltrepassati, e specialmente quelle ter-<br />
re e città convicine che sono fondate in<br />
sito più alto. Nel 3.°<strong>di</strong>chiarò che le rinomate<br />
selve Cadane, ancorché si oppones-<br />
sero <strong>di</strong>rettamente a'venti nocevoli e fossero<br />
poste in luogo elevato, non<strong>di</strong>meno<br />
sarebbe desiderabile il loro taglio, noti<br />
recando alcuna utilità, ed essendo <strong>di</strong> mol-<br />
to danno, per rendere doppia umi<strong>di</strong>tà<br />
e paragonabili a gran<strong>di</strong> Palu<strong>di</strong>. Conclu-<br />
de, apparire dalle carte geografiche, che<br />
tutta la spiaggia romana da Ostia a Cir-<br />
cello <strong>di</strong>mostra apertamente che lo sci-<br />
rocco soffia dal Circello verso 1' Isola sa-<br />
gra del Tevere, e in conseguenza dal<br />
golfo <strong>di</strong> Terracina verso Valle Decimo,<br />
e da Valle Corsa alla volta <strong>di</strong> Roma. E<br />
che per verificare che le selve sieno <strong>di</strong><br />
ostacolo a' scirocchi e arrestino il loro<br />
corso verso Roma, converrebbe traspor-<br />
tare quelle dalle loro australi pianure al-<br />
l' altezza de' monti <strong>di</strong> Cori, Norma, Car-<br />
piueto e Valle Corsa, dalle cui costiere<br />
fó&s&morvfc &wlwp f
118 VEL<br />
\iene facilmente rintuzzata la loro sor-<br />
gente che per <strong>di</strong> là va corseggiando, or-<br />
<strong>di</strong>nata dalla natura a seguir la propria<br />
linea terminante a Maestro, quale è il<br />
punto a'seirocchi opposto, come si vede<br />
nella sfera delineata de' più noti venti.<br />
Il taglio in <strong>di</strong>scorso non ebbe luogo, ma<br />
spesso si sono tagliati alberi da costru-<br />
zione, e secondo 1' uso e continuamente<br />
si fanno tagli <strong>di</strong> legna per fuoco e carbo-<br />
ne, essendo le selve <strong>di</strong>vise in 12 quarti<br />
da tagliarsi nel corso d'anni 12. Dell'u-<br />
tilità de' boschi e de' monti a riparo de'<br />
venti nocivi, feci parola ne' voi. LV11I,<br />
p. 220, LXXX, p.<br />
1 65 e altrove; ed il<br />
Cancellieri ne parla nella Lettera sull'a-<br />
ria <strong>di</strong> Roma, a p. 88 e 3 1 2, riportando<br />
alcuni autori sui boschi e sul taglio del-<br />
le macchie, fra'quali Giuseppe Cappuccini<br />
: Risposta al ragionamento <strong>di</strong> mg*<br />
Lamberlini (poi Benedetto XIV) sopra<br />
il taglio delle macchie d+Scrmoneta e<br />
Cisterna ,Pa]eslv\na nella stamperia Bar-<br />
berina 1 7 1 5. Ricorda ancora l'e<strong>di</strong>tto del<br />
car<strong>di</strong>nal camerlengo del 1626, <strong>di</strong> proi-<br />
bizione del taglio d' alberi d' olmo per<br />
lo stalo ecclesiastico, Nettuno, Terrari-<br />
na e Conca, e <strong>di</strong> tutti gli altri per la co-<br />
struzione <strong>di</strong> e<strong>di</strong>fìzi e <strong>di</strong> vascelli. Mg, r<br />
Ni-<br />
colai nelle Memorie sulle Campagne <strong>di</strong><br />
Roma, ivi i8o3, tratta nella par. 3. a<br />
, p.<br />
252: Della necessità e utilità de' boschi<br />
per impe<strong>di</strong>re l'influenza de' venti austra-<br />
li nell'Agro Romano, che essendo mal-<br />
sani e portatori <strong>di</strong> miasmi delle palu<strong>di</strong><br />
poste a mezzogiorno dell'Agro stesso, sono<br />
una delle cause <strong>di</strong> sua insalubrità. A<br />
p. 276 <strong>di</strong>scorre come si debba regolare<br />
il loro taglio, delle leggi pontificie per fre-<br />
nare l'abuso de'lagli ; ed a p. 280 della<br />
cautela <strong>di</strong> tenere sgombri da'boschi i ter-<br />
reni in vicinanza delle strade, imperocché<br />
osserva: »\ boschi sono gli or<strong>di</strong>nari ricetti<br />
degli assassini, ovunque i boschi si tro-<br />
vino in vicinanza delle pubbliche strade.<br />
In niun luogo possono costoro più comodamente<br />
nascondersi, che tra le macchie,<br />
per insi<strong>di</strong>are e sorprendere gì' infelici<br />
VEL<br />
passeggeri. Adunque quanto è deside-<br />
rabile che le pubbliche vie sieno forni-<br />
te <strong>di</strong> alberi in un giusto intervallo <strong>di</strong>spo-<br />
sti, sì per la vaghezza ed ornamento, si<br />
per fortificare le sponde delle strade medesime,<br />
sì anche per somministrare ombra,<br />
o altri usi occorrenti al viandante;<br />
altrettanto è da bramarsi che i boschi si<br />
tengano lungi dalle pubbliche strade almeno<br />
mezzo miglio da am be le parti. Una<br />
legge <strong>di</strong> tal sorte, che volesse promulgarsi<br />
per sollievo dell'umanità e per facilitare<br />
sempre più il commercio, incontrerà sen-<br />
za dubbio I' ostacolo trionfante dell' in-<br />
teresse <strong>di</strong>que'proprietari,che possedendo<br />
macchie entro tal vicin»nza,solhirebbero<br />
mal volentieri <strong>di</strong> doverle recidere. Ma la<br />
vita dell' uomo, non che il pubblico bene<br />
merita pure il sacrificio <strong>di</strong> qualche priva-<br />
to interesse, interesse peraltro che si può<br />
in molti mo<strong>di</strong> compensare. Se si fosse ne*<br />
passati secoli usata una tal cautela, quante<br />
rapine, quante stragi, quante mannaie<br />
si sarebbero risparmiate! In mezzo per<br />
altro alla molteplicità delle gravi cure<br />
de' pubblici affari non è sfuggito questo<br />
oggetto alla veduta dell'Eni. car<strong>di</strong>nal<br />
Consalvi segretario <strong>di</strong> stato : con mia<br />
somma consolazione ho veduto in questi<br />
giorni emanare un or<strong>di</strong>ne analogo alle<br />
mie idee, cioè che per un tratto della via<br />
Flaminia da Nepi a Borghetto si taglias-<br />
sero dalle raci<strong>di</strong> i boschi a<strong>di</strong>acenti alla<br />
strada per un tratto entro le campagne<br />
laterali per un mezzo miglio, essendovi<br />
colà accaduti replicati assassinii. Speriamo<br />
un simile prudentissimo provve<strong>di</strong>mento<br />
presso alle altre strade,special men-<br />
te nella via Appia a<strong>di</strong>acente a Cisterna per<br />
sra<strong>di</strong>care il rifugio ed asilo de'crassatori<br />
Di recente il eh. Fabio Gori <strong>di</strong> Subiacc<br />
nella descrizione della Gita da Roma<br />
Porto d'Anzio, a Nettuno e ad Asturc<br />
riferisce a p. 34. » Strabene poi <strong>di</strong>ce<br />
ratica la stazione <strong>di</strong> Astura, non eia<br />
perchè vi stessero i legni de' pirati, mi<br />
bensì i legni de' romani contro i pi rat<br />
che aveauo ogni agio <strong>di</strong> anuidarsi nelle
VCL<br />
macchie <strong>di</strong> Nettuno e Sermoneta, mac-<br />
chie nelle quali sempre sonosi rifuggiti<br />
i Nid ri. In tal modo io vado a spiegare<br />
un altro passo <strong>di</strong>Strabone affermante che<br />
i romani sforzavano gli anzia ti ad ab-<br />
bandonar lo stu<strong>di</strong>o dalla pirateria ". I<br />
voti <strong>di</strong> mg. r<br />
Nicolai furono esau<strong>di</strong>ti. Nar-<br />
rai nel voi. XX VII, p. 266, gli analoghi<br />
or<strong>di</strong>ni del governo. Nel 1816 prescrisse<br />
il taglio delle macchie per la <strong>di</strong>stanza <strong>di</strong><br />
100 canne d'ambo i lati della strada in<br />
molli luoghi <strong>di</strong> Marittima e Campagna; e<br />
perSonniuo or<strong>di</strong>nò, che fosse interamente<br />
recisa la vasta macchia <strong>di</strong> Margazza-<br />
no, ed altresì chiudendo e riempiendo<br />
tutte le caverne e grotte che vi si trova-<br />
vano. Nel 1818 ingiunse per la pubblica<br />
sicurezza delle strade nella Marittima e<br />
Campagna, lo smacchiamento in altri<br />
luòghi. Quanto alla <strong>di</strong>minuita macchia<br />
<strong>di</strong> Cisterna, lo <strong>di</strong>ssi in quel paragrafo<br />
col Marocco. Inoltre mg. r<br />
Nicolai a p.<br />
472 riporta gli scrittori delle materie de'<br />
boschi. Dipoi nell'opera: Sulla presidenza<br />
delle strade ed acque, t. 2, cap. 1 5,<br />
Sulla piantagione degli alberi, ragiona<br />
della gran cura ch'ebbero gli antichi ro-<br />
mani, onde Roma fosse circondata da pa-<br />
recchi boschi, sia per garantirla da' venti<br />
australi e marini perniciosi, sia per mi-<br />
gliorar l'aria assorbendo il gas acido car-<br />
bonico e sviluppando l'ossigeno, sia per<br />
apprestare grati asili contro l'ardore del<br />
sole; e perchè fossero inviolati, alla seve-<br />
rità del le le£»j»i unirono la riverenza della<br />
religione. Dice aver egli, d'or<strong>di</strong>ne <strong>di</strong> Pio<br />
VI, quando le pianure Pontine emersero<br />
dall'acque, fatto piantare più. <strong>di</strong> 60,000<br />
alberi, parie a' due lati della via Appia<br />
da Tor Tre Ponti a Terracina, e parte<br />
sui bor<strong>di</strong> de'fiumi : in tal guisa sorge un<br />
gran bosco, dove per lo passato stagnavano<br />
l'acque, con sensibile miglioramen-<br />
to <strong>di</strong> quell'aria per l'innanzi cotanto per-<br />
niciosa. I Papi meritano gran lode per<br />
aver posto ogni cura non solo nella con-<br />
servazione de' boschi esistenti, ma anco-<br />
ra uel moltiplicar la piantagione degli al-<br />
V E L 119<br />
beri. Riprendendo il filo cronologico <strong>di</strong><br />
questi cenni sopra Sermoneta, <strong>di</strong>rò che<br />
Benedetto XIII avendo ritenuto nel pon-<br />
tificalo la sua chiesa arcivescovile <strong>di</strong> Be-<br />
nevento, si recò due volte a visitarla nel<br />
1727 e nel 1729, onorando <strong>di</strong> sua presenza<br />
questo territorio ed altri delle provincie<br />
<strong>di</strong> Marittima e Campagna. Leg-<br />
go ne' Diari <strong>di</strong> Roma del 1727, che ri-<br />
tornando da Benevento, da per tulio fe-<br />
steggiato e trattato magnificamente, per<br />
Ceprano, Frosinone, Prosse<strong>di</strong>, ove pure<br />
celebrò la messa nella collegiata, giunse<br />
aSezze, e da dove martedì 27 maggio ad<br />
ore 9 e mezza s'incamminò per Sermo-<br />
neta. Ne' confini <strong>di</strong> questo stato e alla<br />
porla che la <strong>di</strong>stingue, le cui mura era-<br />
no "ricoperte d'arazzi e sovrastate dallo<br />
stemma pontificio, il castello <strong>di</strong> Sermo-<br />
neta salutò con salva reale dell'artiglie-<br />
rie l'ingresso del Papa in Sermoneta. Il<br />
duca <strong>di</strong> essa ti. Michel Angelo Caetani,<br />
coll'accoropagnamento <strong>di</strong> gentiluomini<br />
e soldati si presentò a Benedetto XIII, ed<br />
in bacile d'argento gli olfiì le chiavi <strong>di</strong><br />
Sermoneta, che toccate dal Papa, dopo<br />
brevi parole le restituì al duca. Ferma-<br />
tosi alquanto inSermonela e ripreso i I suo<br />
viaggio, dopo 3 miglia il Papa trovò nuovamente<br />
il duca Caetani, col residuo della<br />
soldatesca squadronatagli ban<strong>di</strong>era spie-<br />
gata e tamburo battente. Il duca si umiliò<br />
al Papa, il quale compartì la bene<strong>di</strong>zione<br />
a' sermonetani ivi calali da questa loro<br />
terra. In Cisterna poi altro feudo del du-<br />
ca, aggiungerò al riferito in quell'artico-<br />
lo e come promisi nel suo paragrafo <strong>di</strong><br />
questo, che tra lo sparo de' mortali e le<br />
vie tutte parate d'arazzi, Benedetto XII [<br />
si recò alla collegiata, ove ascollata la<br />
messa, ammise quin<strong>di</strong> al bacio del piede<br />
d. Costanza unica figlia del duca, la qua-<br />
le implorò e ottenne l'indulgenza per<br />
suffragio dell'anima della duchessa ma-<br />
dre defunta, e che in qualunque altare<br />
ove si celebrasse per la medesima fosse<br />
privilegiato. Salita in<strong>di</strong> Sua Santità uel<br />
palazzo baronale, ricca meu te e uobihnen-
i2o VEL<br />
« le addobbato, vi pranzò, come fece tutto<br />
il suo seguito iu altre tavole., imban<strong>di</strong>te<br />
<strong>di</strong> copiosissime vivande <strong>di</strong> grasso e <strong>di</strong> i/ia-<br />
gro. Posciail Papa dalla loggia bene<strong>di</strong>sse<br />
tutto il popolo,tranuovesalve<strong>di</strong>mortari,<br />
presentandogli d. Costanza in iscatola coperta<br />
<strong>di</strong> velluto rosso guarnito d'oro, un<br />
quadretto <strong>di</strong> ricamo esprimente s. Gen-<br />
naro, con bellissima cornice d'argento a-<br />
rabescata. Dopo <strong>di</strong> che Benedetto Vili<br />
seguitò il suo viaggio per Velletri. Nel<br />
1729 Benedetto XI li tornò a Beneven-<br />
to, pernottando a' 28 marzo in Cister-<br />
na da' religiosi riformati, colla sua fami-<br />
gli cenando nel refettorio e da uno <strong>di</strong> es-<br />
sa fece leggere durante la tavola, secondo<br />
il suo metodo. 11 duca Catta ni fece<br />
ogni <strong>di</strong>mostrazione d'ossequio al Papa,<br />
ed alloggiò il suo seguilo nel proprio pa-<br />
lazzo.Nella mattina seguente ilPapa parti<br />
a ore 1 2 e mezza perSermoneta,ove il du-<br />
ca lo trattò magnificamente a pranzo, do-<br />
po a ver ascoltato la messa nella collegiata,<br />
ripetendo le <strong>di</strong>mostrazioni praticate l'ai»<br />
li a volta allo stesso Benedetto XIII, che<br />
nella sera giunse a Piperno. Nel ritorno<br />
da Benevento, partì da Terracina il mercoledì<br />
i.° giugno, facendo col suo nume-<br />
roso corteggio la strada pel fiume in 3<br />
feluche, e mangiando all'osteria delle Ca •<br />
se Nove, accompagnato fino a Cisterna<br />
dal duca Caetani, il quale in Sermoneta<br />
lo trattò <strong>di</strong> magnifico rinfresco, pranzando<br />
il Papa da' riformati al solito <strong>di</strong> ma-<br />
gro, poiché non voleva cibarsi <strong>di</strong> grasso<br />
ne' mercoledì. In<strong>di</strong> continuò il suo viag-<br />
gio per Velletri e Albano, onde restituirsi<br />
a Roma, dopo aver ascoltato la messa<br />
nella chiesa <strong>di</strong> s. Marzio in Castel Gin-<br />
netti, feudo de' Lancellotti. Benedetto<br />
XIII in questi due viaggi a Benevento,<br />
concepì il desiderio <strong>di</strong> compiere l'opera<br />
gran<strong>di</strong>osa del <strong>di</strong>seccamento delle Palu-<br />
<strong>di</strong> Pontine, tante volle inutilmente ten-<br />
tala; commosso uel vedere il miserabile<br />
aspetto d'un vaslo paese un tempo ferti-<br />
lissimo, provò un vivo dolore che dalle<br />
tante spese e fatiche de' precedenti tem-<br />
VEL<br />
pi non si fosse ottenuto altro che l'accre-<br />
scimento delle Palu<strong>di</strong>, le quali con inon-<br />
dazioni molto più. ampie aveano alle vi-<br />
cine popolazioni cagionato una maggio-<br />
re rovina. Allora me<strong>di</strong>tando in cuor suo<br />
<strong>di</strong>segni anche più magnifici, poiché avea<br />
veduto che la strada presso il monastero<br />
<strong>di</strong> Fossa Nuova, giacente prima alle ri-<br />
ve dell'Amaseno nel piano, era frequentemente<br />
esposta a restar soli' acqua; la<br />
costrusse su per le colline ad onta <strong>di</strong> lo-<br />
ro asprezza, iu luoghi più elevali per si-<br />
curezza e comodo pubblico, e <strong>di</strong> buoni<br />
ponti la munì nel 1727, come rilevasi<br />
dalla lapide che ivi fu eretta per memo-<br />
ria. Non mollo dopo prese la risoluzio-<br />
ned'asciugare interamente lePalu<strong>di</strong> Pou-<br />
tine; ma sbigottito dall'esito infelice de*<br />
tentativi d'altri, per non incorrere nella<br />
stessa <strong>di</strong>sgrazia, volle sapere se era riu-<br />
scibile, da' periti geometri Berlaglia e<br />
Bamberti; i quali perciò visitate le Palu-<br />
<strong>di</strong> Pontine, nel 1729 <strong>di</strong>chiararono pos-<br />
sibile l'impresa e i mezzi per eseguirla;<br />
ma nel seguente 1730 il Pontefice pas-<br />
sò a miglior vita. Ho voluto riportare<br />
col Nicolai questo cenno, per aggiungere<br />
col car<strong>di</strong>nal Corra<strong>di</strong>ni, che con sommo<br />
calore avea promosso l'ardua impresa, l'e-<br />
stensione del paese in quell'epoca occu-<br />
pato dalla Palude, siccome riguardante<br />
pure Sermoneta e il presente articolo,<br />
« La Palude ora comincia da Terracina,<br />
e giace sotto la città e le murasi <strong>di</strong>lfoude<br />
pe'luoghi marittimi quasi fino ad Anzio,<br />
e in tal maniera copre i territori] <strong>di</strong> Ter-<br />
racina, <strong>di</strong> Circello, <strong>di</strong> Astura, e porzione<br />
<strong>di</strong> quel <strong>di</strong> Anzio; nella parte me<strong>di</strong>terra-<br />
nea s' ingoia un' ottima porzione delle<br />
pianure <strong>di</strong> Sermoneta, <strong>di</strong> Cisterna e <strong>di</strong><br />
Castel s. Donato, e i migliori siti del ter-<br />
ritorio Sezzese e Piperuese, e così si e-<br />
stende da Terracina fino al Foro Appio,<br />
e quin<strong>di</strong> tranne un intervallo lungo 4<br />
miglia e largo 3 fino al fiume, si rimangono<br />
paludosi quasi tutti quanti i piani<br />
che restano fra le vicine montagne <strong>di</strong> Sermoueta<br />
e il mare ; tale è la lunghezza <strong>di</strong>
V EL<br />
questa Palude ne'ter ri tori i <strong>di</strong> Sermoneta<br />
e <strong>di</strong> Sezze". Benedetto XI V impedì maggiori<br />
danni nel corso de' fiumi; Clemen-<br />
te XIII si propose il bonificamento del*<br />
le Palu<strong>di</strong> Pontine, fece alcune determi-<br />
nazioni preliminari, e poi desistè dall'im-<br />
presa, che Dio avea riservala a gloria <strong>di</strong><br />
Pio VI, il quale l'eseguì a conto della camera<br />
apostolica. Questo Papa, ad esem-<br />
pio <strong>di</strong> Sisto V, cominciò nella primave-<br />
ra del 1780 a recarsi <strong>di</strong> persona a Ter-<br />
racina (/ *.),e per <strong>di</strong>versi anni nella stes-<br />
sa stagione vi ritornò, per sorvegliare e<br />
incoraggiare i progre<strong>di</strong>enti lavori della<br />
bonificazione Pontina, accuratamente de-<br />
scritti da mg. r<br />
Nicolai, insieme a'gran<strong>di</strong><br />
vantaggi riportati, non meno che alle ca-<br />
gioni per cui la lavorazione restò imper-<br />
fetta, e de' lavori da farsi ; ed altresì alla<br />
ripi istinata viaAppia,che nel tratto della<br />
Palude questa avea sommerso, come del-<br />
lo stabilimento <strong>di</strong> sue poste per pubblico<br />
comodo nella medesima. In Terracina<br />
riceveva dal vescovo e capitolo d'Ana-<br />
gni il canone, come lo chiama il Nicolai,<br />
che devesi ornile al Papa ogni volta <strong>di</strong>e<br />
<strong>di</strong>mora in qualche luogo della provincia<br />
<strong>di</strong> Marittima e Campagna, per quanto<br />
gode e concessogli da Bonifacio Vili. In<br />
tutti gli anni che ciò si praticò da Pio<br />
VI, per l'antica via <strong>di</strong> Castel Ginnetti, a<br />
Pie<strong>di</strong>monle, antica posta <strong>di</strong> Sermoneta,<br />
gli faceva omaggio co'suoi soldati il vice-<br />
castellano <strong>di</strong> Sermoneta del duca Caeta-<br />
ni, or<strong>di</strong>nando il saluto dello sparo <strong>di</strong> 1 o 1<br />
colpi de' cannoni della fortezza, anche<br />
nel ritorno a Roma. Le particolarità degli<br />
omaggi or<strong>di</strong>nati dal duca <strong>di</strong> Sermo-<br />
neta ne' passaggi <strong>di</strong> Pio VI, che costumava<br />
fermarsi a Tor Tre Ponti, si ponilo<br />
leggere ne' Diari <strong>di</strong> Roma. Anche<br />
Sermoneta si pregia de' suoi illustri cit-<br />
ta<strong>di</strong>ni, massime fioriti nelle lettere, nella<br />
giurisprudenza, nella poesia, nella me<strong>di</strong>-<br />
cina e in altre scienze, come rileva Racchi<br />
nella Reggia de' f T<br />
olsei t e meglio nel<br />
Teatro degli uomini illustri de' P'olsci,<br />
cap. 20, Soggetti illustri <strong>di</strong> Scrr/ioneta,<br />
VEL lai<br />
protestando essersi perduta la memoria<br />
de' vetusti volsci che la resero chiara per<br />
valore e magnifica per monumenti. Comincia<br />
a celebrare Giovanna o Giovaunella<br />
Caelaui madre del gran Papa Paolo<br />
III [V.). II car<strong>di</strong>nal Nicolò Gaelani,<br />
figlio <strong>di</strong> Camillo IV duca <strong>di</strong> Sermoneta<br />
e <strong>di</strong> Flaminia Savelli, nipote cugino <strong>di</strong><br />
Paolo III, che <strong>di</strong> 1 2 anni l'elevò alla porpora,<br />
detto il Car<strong>di</strong>nal <strong>di</strong> Sermoneta,<br />
riportando l'epitaffio del suo sepolcro esi-<br />
stente nel santuario <strong>di</strong> Loreto, dove fa<br />
trasferito il suo corpo dalla chiesa <strong>di</strong> s. Ma-<br />
ria del Popolo o da quella <strong>di</strong> s. Eustachio<br />
già altra sua <strong>di</strong>aconia. Vi nacque il car<strong>di</strong>-<br />
nalEurieoGrte tatti l'8 agosto 1 55o da Ca-<br />
terina PiaedaBouifacioduca<strong>di</strong> Sermone-<br />
la. Leonardo monaco cisterciense<strong>di</strong>Fossanuova,<br />
vescovo <strong>di</strong> Giovenazzo nel 12j3<br />
e amministratore <strong>di</strong> Bari. Giordano ca-<br />
nonico della collegiata <strong>di</strong> s. Maria <strong>di</strong> Car-<br />
mineta <strong>di</strong>ocesi <strong>di</strong> Terracina, vescovo <strong>di</strong><br />
Venafro e sulfraganeo <strong>di</strong> Capua, fatto da<br />
Bonifacio Vili nel 1299. Docibiie arci-<br />
prete <strong>di</strong> Sermoneta (o <strong>di</strong> detta collegia-<br />
ta), che tale Papa <strong>di</strong>e al precedente in<br />
successore alla chiesa <strong>di</strong> Venafro. Giovanni<br />
Bucci abbate della collegiata <strong>di</strong> s. Mi-<br />
chele Arcangelo, da Sisto IV creato ve-<br />
scovo <strong>di</strong> Veroli. Annibale de Paolis <strong>di</strong>-<br />
chiaralo da s. Pio V canonico Vaticano,<br />
da Sisto V suo maestro <strong>di</strong> camera, in<strong>di</strong><br />
vescovo <strong>di</strong> Cervia e sulfraganeo <strong>di</strong> Ra-<br />
venna, e<strong>di</strong>ficò da' fondamenti la chiesa<br />
<strong>di</strong> s. Maria delle Grazie, la cui famiglia<br />
si trasfuse in quella de' Collavaghi, dalla<br />
quale fiorì il valente me<strong>di</strong>co Fer<strong>di</strong>nando,<br />
che visse nella corte dell'imperatore Car-<br />
lo VI. Francesco Valerio esimio dottore<br />
<strong>di</strong> leggi,governatore <strong>di</strong> Tivoli e castellino<br />
della fortezza. Altri egregi giureconsulti<br />
furono Flaminio Paulanelli e Pietro Gi-<br />
gli. Flaminio Americi annoverato nell'or-<br />
<strong>di</strong>ne senatorio in virtù della citta<strong>di</strong>uauz.i<br />
romana, e militò qual capitano volontà-<br />
nò nel 1 57 1 contro i turchi, sotto il co-<br />
mando d'Onorato Caetani duca <strong>di</strong> Ser-<br />
moneta. Fi'. Girolamo Burduui minore
tu VEL<br />
osservante.dolto autore d'opere. Pasquaie<br />
Toscani rinomato me<strong>di</strong>co in Roma,<br />
<strong>di</strong>chiarato da Libano Vili suo principa-<br />
le me<strong>di</strong>co, la cui <strong>di</strong>scendenza passò in<br />
quella illustre de'Galli. L'antica famiglia<br />
Razza vanta valorosi guerrieri. Giacomo<br />
Venonza risplendelte nella corte del ce-<br />
lebre Scanderberg principe d' Albania,<br />
qual segretario. Questo uffizio funse Girolamo<br />
Cordoni colla repubblica <strong>di</strong> Genova.<br />
Fabrizio Caroso celebre maestro<br />
<strong>di</strong> ballo d'imperatrici, regine e principes-<br />
se, lodato co' versi <strong>di</strong> Tasso, e autore del-<br />
la rara opera: ti Ballerino <strong>di</strong> Fabrizio<br />
Caroso <strong>di</strong> Semionda, Venetia i 600, ristampato<br />
col l\lo\oNobillà <strong>di</strong> dame e con<br />
molte figure nel 160 5, Girolamo Sicio-<br />
lante valoroso pittore (a fresco e a olio),<br />
<strong>di</strong>scepolo del celebre Pierin delVaga (Marocco<br />
lo <strong>di</strong>ce <strong>di</strong>scepolo <strong>di</strong> RalFaello: sem-<br />
bra meglio ri tenere, che s'impadronì della<br />
maniera <strong>di</strong> quello ; sempre operando<br />
sul fare Raffaellesco con giu<strong>di</strong>zio <strong>di</strong> <strong>di</strong>-<br />
segno e buone invenzioni, ne fu lodato i-<br />
initatore.il maestro fu <strong>di</strong>scepolo <strong>di</strong> Raf-<br />
faello, e questi mori nel 1 5no), il cui esimio<br />
pennello eguagliò: in Roma <strong>di</strong>pinse<br />
nella sala Regia del Vaticano, nella basilica<br />
Lateranense, nella chiesa <strong>di</strong> s. Maria<br />
della Pace (<strong>di</strong> s. Maria dell' Anima,<br />
dello Spirito Santo,<strong>di</strong> s. Maria Maggiore,<br />
ed in s. Bartolomeo d'Ancona), nell'ultimo<br />
torrione <strong>di</strong> Castel s. Angelo, ne' pa-<br />
lazzi Farnese e Caetani; a Semionda <strong>di</strong>-<br />
pinse nelle chiese <strong>di</strong> s. Stefano de' rifor-<br />
mati, <strong>di</strong> s. Bernardo, <strong>di</strong> s. Giuseppe, delia<br />
ss. Vergine del Fossato fuori le mura<br />
<strong>di</strong> Sermoneta; in Cisterna negli tf[) par la-<br />
menti del palazzo Caetani, e nella chiesa<br />
<strong>di</strong> s. Antonio abbate de' riformati. Suo<br />
degno figlio fu Tullio, che nella pittura<br />
forse l'avrebbe superalo, morto neh 573<br />
<strong>di</strong> 20 anni, e sepolto in s, Loreuzo in Damaso<br />
<strong>di</strong> Roma, ove il genitore gli pose<br />
onorifica iscrizione marmorea, riprodot-<br />
ta dal Ricchi. Al dotto duca d. France-<br />
sco Caetani, protettore de' letterati e de-<br />
gli artisti, che celebrai iu tanti luoghi,<br />
VEL<br />
siamo debitori, come notai nel voi. VI,<br />
p. 218, <strong>di</strong> Antonio Cavallucci nato in<br />
Sermoneta nel 1752, perchè da fanciul-<br />
lo <strong>di</strong>segnava arabeschi e figure sui muri.<br />
Laonde lo fece venire in Roma, gli fece<br />
apprendere la pittura, e riuscì eccellente<br />
nel colorito, nel merito avvicinandosi al<br />
Mattoni contemporaneo. Tra le belle sue<br />
opere, nella chiesa de' ss. Silvestro e Mar-<br />
tino a' Monti esistono i quadri a olio <strong>di</strong><br />
g. Elia, della B. Vergine che dà l'abito<br />
a s. Simone Stock, l'Anime del Purga-<br />
Iorio, e s. Giovanni che battezza Cristo:<br />
nella volta della tribuna eseguì le pittu-<br />
re a fresco con bella maniera e buon <strong>di</strong>-<br />
segno. In tale chiesa fu sepolto nel 1 7g5<br />
e il suo illustre mecenate gli eresse una<br />
lapide in marmo. L'ultima sua opera fu<br />
Veneree Ascanio, collocata nel palazzo<br />
Sforza-Cesarini. A Pisa, a Loreto, a Ca-<br />
tania sono suoi quadri. Le nominate opereottennero<br />
celebrità. Afferma Maroc-<br />
co, che in Sermoneta da' suoi ere<strong>di</strong> si<br />
conservano due belli quadri eprimenti<br />
uno la Carità, l'altro lo Sposalizio <strong>di</strong> s.<br />
Caterina, il medesimo celebra l'altro il-<br />
lustre sermonetano Giacomo Impaccien-<br />
ti giureconsulto, assessore <strong>di</strong> Frosinone<br />
e luogotenente del tribunale del governo<br />
<strong>di</strong> Roma, da Gregorio XVI per la sua<br />
fedeltà, perizia, prudenza e valore nel<br />
1 83 1 fatto pro-delegato <strong>di</strong> Rieti, Spoleto<br />
e Perugia, rapito da immatura mor-<br />
te in detto anno, compianto per le sue<br />
virtù. Trovo un'elegante iscrizione a suo<br />
onore scritta da mg. r<br />
Laureani a p. 183<br />
delle sue Orationes, Carmina, et In-<br />
scriptiones, Romae 1 855. Dell'antichissima<br />
enobilissima famiglia Caetani, non<br />
solamente ragionai in quell'articolo (ove<br />
col Novaes <strong>di</strong>ssi che Corrado Caetani zio<br />
<strong>di</strong> Gelasio II sposò Costanza figlia <strong>di</strong> Fe-<br />
derico II imperatore, avendo io corretto<br />
il numero <strong>di</strong> IH, e sorella <strong>di</strong> Manfre<strong>di</strong> re<br />
<strong>di</strong> Napoli; ora però avverto che mi sem-<br />
bra anacronismo), ma ne' moltissimi che<br />
la riguardano, notando nel voi. LVIII,<br />
p. 378, che uè' bassi tempi in Roma eh-
VEL<br />
Le per rocca la Torre (F.) delle Mili-<br />
zie, e nel siiburbano la celebre Sepoltu-<br />
ra (V.) <strong>di</strong> Cecilia Metella, avendo an-<br />
cora abitazione nell' Isola Tiberina. Il<br />
Palazzo Gaetani o Caserta (T r .) colla<br />
-villa sul monte Esquilino, dall'o<strong>di</strong>erno<br />
duca fu alienato a favore de' Rcdentori-<br />
sti, i quali lo ridussero a casa generali-<br />
zia e noviziato, e vi hanno fabbricato pro-<br />
pinqua chiesa de<strong>di</strong>cata al ss. Redentore<br />
e iti onore del loro fondatore s. Alfonso<br />
de Liguori, tutto avendo descritto nel<br />
voi. LXXX, p. 57. L'altro palazzo Cnetani<br />
è l'antico Palazzo Mattei (F.).Ba<br />
Caetani era il sontuoso Palazzo Ruspo-<br />
li (V.) al Corso, venduto ad essi per<br />
7.5,000 scu<strong>di</strong>, e tuttora la contrada d'uno<br />
de' lati ossia la piazzetta al principia<br />
<strong>di</strong> via Condotti, senza che sia scritto nel-<br />
le civiche in<strong>di</strong>cazioni delle strade, vol-<br />
garmentesi suole chiamare Gaetaiv.Nel<br />
citato articolo Caetani parlai <strong>di</strong> altri lo-<br />
ro palazzi in Roma, come del venduto<br />
a s. Maria in Posterula a' Celestini (F.),<br />
e siccome è vicino il vicolo Gaetana, dal-<br />
la vicinanza <strong>di</strong> tal palazzo crede proba-<br />
bile il cav. Ruflìni, nel <strong>Dizionario</strong> delle<br />
strade e vicoli <strong>di</strong> Roma, gli sia deriva-<br />
to il nome. De' titoli illustri e de' feu<strong>di</strong><br />
e signorie de' Caetani, oltre i<br />
sunnomi-<br />
nati, parlai negli articoli relativi o ne*<br />
loro propri, come principi <strong>di</strong> Teano (F,),<br />
duchi <strong>di</strong> Caserta (/'.) ec. De' Papi Ge-<br />
lasio IT e Bonifacio FUI, e de' car<strong>di</strong>-<br />
nali Caetani o Gaetani, non solamente<br />
ragionai alle loro biografìe, ma in tutti<br />
i<br />
moltissimi luoghi che vi hanno relazio-<br />
ne; e <strong>di</strong> Pio Farulli abbiamo la Crono-<br />
logia della famiglia Gaetani <strong>di</strong> Pisa,<br />
Lucca 1723. Delle antiche e numerose<br />
signorie de' Caetani ne riporta l'elenco<br />
il Ricchi nella Reggia de' Folscia p,5o.<br />
Il cav. De Mattheis nel Saggio istorieo<br />
<strong>di</strong> Prosinone sua patria, <strong>di</strong>ce a p. 77,<br />
che Prosinone <strong>di</strong>stinguendosi nel secolo<br />
XII tra' paesi della Campania Romana,<br />
era il luogo principale della provincia<br />
goveruota da' baioni Caetani cuuli dulia<br />
VEL 123<br />
Campania. Da quanto riporta facilmente<br />
s'intende, che Frosinone nel secolo XIII<br />
e anche prima, era la capitale o reggia<br />
della Campania, risiedendovi i duchi<br />
Caetani nella loro qualità <strong>di</strong> duchi della<br />
stessa Campania e <strong>di</strong>pendenti dalla s. Se-<br />
de. Frosinone fu già sede vescovile, come<br />
pure lo fu Trevi (F.)de\\n stessa pro-<br />
vincia. Dice Marocco.il territorio <strong>di</strong> Sermoneta<br />
è feracissimo, producendo ogni<br />
sorta <strong>di</strong> cereali e frutta, ed all'intorno<br />
ha molte piscine, che oltre <strong>di</strong> produrre<br />
un'infinità <strong>di</strong> rane e pesci, danno ezian-<br />
<strong>di</strong>o moltissime mignatte, delle quali i po-<br />
polani fanno commercio co' fiorentini e<br />
genovesi che appositamente vi si recano<br />
ad acquistarle. Alle falde del monte su<br />
cui giace Sermoneta, sorgono acque mi-<br />
nerali <strong>di</strong> molto giovamento per <strong>di</strong>versi<br />
malori. Una <strong>di</strong> acqua zolfo rea detta Puz-<br />
za pel suo odore nauseante, prodotto dal-<br />
lo sviluppo del gas idrogeno zolforato, si<br />
usa con molto vantaggio nelle malattie<br />
cutanee. Essa ha varie sorgenti,delle qua»<br />
li una è veemente. Altra acqua sorge sul<br />
principio delle tenuta Tufette del principe<br />
Massimo. Essa è marziale, predominando<br />
la parte ferrea, e giova all'ostru-<br />
zione <strong>di</strong> milza, male frequente tra' sermonetani.<br />
Si osserva nel piano della campagna,<br />
da un lato della strada <strong>di</strong> Norma,<br />
un piccolo laghetto <strong>di</strong> forma rotonda, e<br />
<strong>di</strong> circa mezzo nibbio <strong>di</strong> terreno, chia-<br />
mandosi precisamente la contrada ove<br />
giace il Frecciale. Si giu<strong>di</strong>ca derivato da<br />
un avvallamento <strong>di</strong> terreno, ed ivi esister<br />
doveva qualche rimarchevole e<strong>di</strong>ficio,per-<br />
chè si rinvennero <strong>di</strong>versi frantumi mar-<br />
morei, un capitello <strong>di</strong> marmo bianco,<br />
qualche avanzo d'opera laterizia, varie<br />
tegole <strong>di</strong> terra cotta <strong>di</strong> <strong>di</strong>versa forma <strong>di</strong><br />
due pie<strong>di</strong> e un 6.°aventi due labbri al-<br />
l'estremità, il che usa vasi per render più<br />
solide le fabbriche e per dare loro bel-<br />
la comparsa. Si scoprirono pure <strong>di</strong>verse<br />
nicchie con entro ossa umane, forse sepol-<br />
creto <strong>di</strong> qualche famiglia illustre. Riferi-<br />
sce Caliudrijche nel monte vi è un abis»
i?4 VEL<br />
so o cratere detto il Pozzo dell'Osa, ed<br />
in altra parte del territorio sono 3 ta-<br />
berne sotterranee, o famose grotte, le<br />
une maestosamente fabbricate a volto so-<br />
pra le altre.<br />
Governo <strong>di</strong> Valmontone.<br />
Valmonlone. Città e comune della <strong>di</strong>o-<br />
cesi <strong>di</strong> Segni, residenza del governatore,<br />
con territorio in piano e in colle e molti<br />
fabbricati,<strong>di</strong>stante circa it\ miglia da Roma,!<br />
4 da Cori, e 5 per la via <strong>di</strong>retta da<br />
Palestrina, con 8275 abitanti secondo la<br />
Statistica del 1 853. Giace isolata in istret-<br />
ta valle riparala da basse colline, sopra<br />
un colle <strong>di</strong> lufa vulcanico <strong>di</strong>rupato, meno<br />
pc luoghi fatti più agiati per gli acces-<br />
si , <strong>di</strong>rimpetto a Monte Fortino lungi 3<br />
miglia , a levante avendo Segni e Gavi-<br />
gn ano, sulla via proviocialeecorriera Ca-<br />
silina, corrispondente nella 1/ parte al-<br />
l'aulica Labicana, e dopo Lugnano alla<br />
Latina. In lontananza la città ba una cer-<br />
ta somiglianza colla veduta della Riccia,<br />
tanto per la verdura delle boscaglie cbe<br />
l'attorniano, come per la cupola della col-<br />
legiata cbe la sormonta. La sua pianta<br />
ridncesi a un'ellissi irregolare, ed è cin-<br />
ta ili mura munite <strong>di</strong> torri quadrangolari,<br />
opere de'bassi tempi, in parte sman-<br />
tellate e in parte ridotte a case ed altri<br />
usi moderni, come apprendo da Nibby.<br />
Ritiene Marocco, cbe da valle e da mon-<br />
te pub esser derivata la denominazione <strong>di</strong><br />
Valmonlone, essendo circondata da una<br />
breve vallata e situata sull'eminenza cbe<br />
alcuni <strong>di</strong>cono essersi chiamala Montone.<br />
Dice già le sue mura solide e costruite<br />
con <strong>di</strong>ligenza, ed i frequenti torrioni mu-<br />
tilati <strong>di</strong>sposti con buon modo <strong>di</strong> militare<br />
architettura. Leabitazioni appartengono<br />
a <strong>di</strong>verse epoche, alcune tendenti al gu-<br />
sto gotico, altre meno antiche hanno bal-<br />
coni <strong>di</strong> tufo o pietra nera formati a cro-<br />
ce che in 4 parti <strong>di</strong>vidono le finestre,<br />
molte case hanno 1' ingresso ad angolo<br />
ottuso o arco acuto, come ne'luoghi del-<br />
l'epoca de* guelfi e ghibellini; ed alcune<br />
fabbriche sono formale <strong>di</strong> tufo, scalpel-<br />
V E L<br />
lato con maestria e commesso con eccel-<br />
lenza d'arte. La porta per cui si entra venendo<br />
«la Roma non è l'antica, la quale<br />
trovasi interrata in una cantina dell'avv.<br />
Pozzi, dove ancora si osserva il voltone e<br />
l'arco ch'esser dovea <strong>di</strong> fronte alla pub-<br />
blica via che conduceva al palazzo baronale.<br />
Aggiunge pure Marocco, che il ma-<br />
teriale col quale furono fabbricate molte<br />
abitazioni, è comune opinione fosse tra-<br />
sportalo dalle rovine dell'antichissima<br />
città <strong>di</strong> Labico, molte iscrizioni marmo-<br />
ree della quale e trovate nel 1789 negli<br />
scavi della tenuta detta la Cavalla, ubi-<br />
cazione a cui non si accorda che ivi sor-<br />
gesse, si collocarono nell'atrio del palazzo<br />
baronale, e le riporta in uno alle moderne<br />
della collegiata e dell'oratorio. Le<br />
vie interne sono regolari, selciate e assai<br />
comode, fiancheggiate in generale da buo-<br />
ni fabbricati, tranne quelli presso porta<br />
Romana abitali da'coltivatori de'campi.<br />
Osserva Nibby, che entrando nella città<br />
<strong>di</strong> antico rimarcatisi molti massi quadri-<br />
lateri <strong>di</strong> tufa locale, avanzi dell'antiche<br />
mura, impiegati nelle costruzioni moder-<br />
ne , ed alcuni sembrano al posto loro,<br />
qualche vestigio d'opera reticolata, ed un<br />
sarcofago del tempo <strong>di</strong> Settimio Severo<br />
ridotto a fontana pubblica, sul quale so-<br />
no espressi a bassorilievo 3 Genii che reggono<br />
encarpi o festoni. Le case le reputa<br />
generalmente d'opera saracinesca e ricordano<br />
il XI 1 1 secolo. Si <strong>di</strong>rebbe che in gran<br />
parte fu rie<strong>di</strong>ficata dopo che ne fu inve-<br />
stito Riccardo Conti. L'attuale magnifi-<br />
co e grande palazzo baronale, al riferire<br />
del p. Casimiro da Roma, Memorie del-<br />
le cliiese e conventi de'frati minori del-<br />
la provincia romana, fu cominciato a<br />
fabbricare verso ÌI1662 dal principe Ca-<br />
millo Pam phi lj nipote d'Innocenzo X, nel<br />
sito più eminente e nel miglior clima (poi-<br />
ché essendo la città e<strong>di</strong>ficata sul tufa,<br />
questo produce alquanto umido, secondo<br />
Marocco),e con moltissima <strong>di</strong>ligenza d'ar-<br />
te <strong>di</strong>segnato, con fascie e abbellimenti e-<br />
slerni <strong>di</strong> peperino e <strong>di</strong> pietra tiburtina.
VEL<br />
La facciata principale è rivolta alla piaz-<br />
za maggiore, d'onde verso mezzodì s' a-<br />
pre una veduta bellissima e vasta: I' oc-<br />
chio rapidamente percorre il trailo limi-<br />
tato dalle punte dell'Algido e da quelle<br />
del Lepino, presentasi da lungi verso oc-<br />
cidente Rocca Priora, e avanzandosi ver-<br />
so mezzodì si riconosce il monte Artemisio<br />
e l'Algido, e spalancasi la valle e Pa-<br />
lude Pontina: <strong>di</strong> fronte presentasi la catena<br />
del Lepino e solto <strong>di</strong> quella Monte<br />
Fortiuo, e <strong>di</strong> fianco verso oriente Ga-<br />
vignano. L'ampie e alte sale, e i <strong>di</strong>versi<br />
apparlameuli <strong>di</strong>pinti egregiamente con<br />
favole mitologiche, merilano vedersi. Yi<br />
si giunge per due vie; la più bella comincia<br />
dalla piazza, l'altra dalla porla Humana,<br />
rimanendo da un lato 1' imponente<br />
fabbricato delle stalle. Propinquo al son-<br />
tuoso e<strong>di</strong>fizio, che può <strong>di</strong>rsi il più superbo<br />
de'<strong>di</strong>ntorni, everso l'angolo orienta-<br />
le della piazza comincia la facciata della<br />
chiesa principale <strong>di</strong> s. Maria Maggiore As-<br />
sunta in Cielo, collegiata e parrocchia. Es-<br />
sa fu rie<strong>di</strong>ficata dalle fondamenta dal<br />
principe Gio.BaltistaPamphiljAldobran-<br />
<strong>di</strong>ni figlio <strong>di</strong> Camillo encomiato, e v'im-<br />
piegò 4 anni dal 1 685 al i68g, serven-<br />
dosi per architetto <strong>di</strong> Mattia de Rossi fi-<br />
glio del bergamasco Gio. Antonio passa-<br />
bile architetto, amato allievo del celebre<br />
Bernini , come può leggersi nel Milizia,<br />
Le vite de*più celebri architetti, p. 377.<br />
Magnifica, elegante e vasta n'è la mole,<br />
che fa contrasto colle abitazioni modeste<br />
del luogo: la pianta è ovale, bella e sem-<br />
plice, essendo cioè un'ellissi: bella pure è<br />
la cupola che la sormonta,schiacciala, so-<br />
lida e luminosa; buono il campanile, os-<br />
sia le due torri campanarie, al <strong>di</strong>re del se-<br />
vero Milizia; l'atrio poco ampio è convenevole<br />
e decorato: ma a Nibby i partico-<br />
lari sembrarono risentire gli effetti del<br />
gusto <strong>di</strong> quel secolo corrotto. L'interno è<br />
ornalo dalle pitture del p. Pozzi, <strong>di</strong> Gia-<br />
cinto Bran<strong>di</strong>, Cirro Ferri, Agostino Siila,<br />
cav. Sebastiano Conca e altri rinomati ar-<br />
tisti del XV11 secolo. Va eccellente orga-<br />
V E L i*5<br />
no le accresce lustro, ed è lodevolmen-<br />
te ufficiala quoti<strong>di</strong>anamente dal capitolo<br />
nel suo coro <strong>di</strong> 17 stalli. Urbano Vili eresse<br />
in collegiata la precedente, con bre-<br />
ve de'i5 marzo) 638, grado che venne<br />
trasfuso all'attuale, istituendo l'unica e<br />
principale <strong>di</strong>gnità dell'ai cipretalo. Allo-<br />
ra il capitolo si componeva <strong>di</strong> 7 canoni-<br />
ci, poi aumentali a gè due chierici, ed ora<br />
lo è <strong>di</strong> io canonici compresa la <strong>di</strong>gnità<br />
dell'arciprete; gli altri benefizi non facen-<br />
do corpo col capitolo. Marocco che de-<br />
scrive i quadri, <strong>di</strong>ce il s. Francesco del p.<br />
Pozzi e ne rileva i singolari pregi , al cui<br />
altare si venera pures. Filomena ben <strong>di</strong>pinta<br />
dal Quattrocchi. Il superbo quadro<br />
<strong>di</strong> s. Benedettolo giu<strong>di</strong>cadel Ferri. I due<br />
quadri del Salvatore, e della B. Vergine<br />
col<strong>di</strong>vin Figlio sono del Conca. Nella sagrestia<br />
si ammira in tavola 1' immagine<br />
della Madonna col s. Cambino in grem-<br />
bo circondata d'Angeli, <strong>di</strong>pinta nel 1 5 1 3<br />
dal famoso Pinturicchio. Questa chiesa fu<br />
solennemente consagrata a' 27 maggio<br />
1 703 da mg. r<br />
Pietro Corbelli vescovo <strong>di</strong><br />
Segni. Nel vicino oratorio del Gonfalone,<br />
e<strong>di</strong>ficato da Alto Conti morto neli466,<br />
bellissimo è il quadro delPresepio <strong>di</strong>pinto<br />
lìti 167,2 daD.,da tutti riputato del Bas-<br />
sani, all'erma Marocco. Ma de'sei Da Ponte<br />
<strong>di</strong> Bassano pittori, niuno portò il nome<br />
cominciatile col D. Io non pretendo con<br />
tale data e iniziale indovinare l'autore del<br />
quadro, <strong>di</strong>rò solo che in quell'epoca fio-<br />
riva il Domeni chino, e cominciava a fiorire<br />
l'oriundo francese Gaspare Daghe!<br />
nato in Roma, cognato e <strong>di</strong>scepolo del ce-<br />
lebre paesista Poussin, ed anche scolaro<br />
<strong>di</strong> Clau<strong>di</strong>o Lorenese: fra'paesisti italiani<br />
è quello che ha più grazia e sentimento;<br />
tutto è in lui vero. 1 suoi mirabili paesag-<br />
gi sovente ornavali <strong>di</strong> figure. Molto <strong>di</strong>pin-<br />
se pel principe Pamphilj, la qual famiglia<br />
possiede gran<strong>di</strong> e rinomatissimi quadri.<br />
A lira parrocchia èia chiesa de'ss. Andrea<br />
e Stefano. Salendo a Valmontone per la<br />
parte sinistra, è la chiesuola della ss. Ver-<br />
gine delle Grazie, che per lo siile e la co-
126 VEL<br />
stellione ricorda l'XI secolo. La porta,<br />
antica aneli' essa e rinnovata nel secolo<br />
XIII, presenta l'Eterno Padre: il mistico<br />
Tau, che vi si vede espresso, è prova che<br />
un tempo questa chiesa appartenne a'mo-<br />
naci o meglio canonici regolari dell'or-<br />
<strong>di</strong>ne <strong>di</strong> s. Antonio abbate. Sopra un'altu-<br />
ra pure a sinistra della via, e non mollo<br />
lungi dalla città, vedesi dominare la chie-<br />
sa e il convento de' minori osservanti <strong>di</strong><br />
s. Angelo, <strong>di</strong> cui ragiona il subnominato<br />
p. Casimiro nel cap. 25, insieme alle no-<br />
lizie<strong>di</strong> Valmontone, e <strong>di</strong> cui mi vadogio-<br />
vando, <strong>di</strong> conserva cogli altri lodati scrit-<br />
tori. Ambo gli e<strong>di</strong>lizi sono situati sopra<br />
un colle, i quali non<strong>di</strong>meno reslanocoper-<br />
ti dagli altri colli che li circondano , anzi<br />
le finestre del i .° appartamento del palaz-<br />
zo baronale stanno a cavaliere del tetto<br />
della chiesa ed a livello del convento de'<br />
cappuccini <strong>di</strong> Palestrina. Il p. Gonzaga,<br />
Misturici Serafica, peli. e senza documento<br />
pubblicò che il convento già abba-<br />
zia appartenne a'benedettini, e che da'si<br />
gnoii Conti baroni del luogo fu concesso<br />
a 'francescani colla bellissima chiesa. Il p.<br />
Casimiro assicura che la fabbrica è anti-<br />
ca, e nel!' architrave della sagrestia lesse<br />
l'anno 1 009. Nel 1 738 per certa fabbrica<br />
si scopri una croce stazionale <strong>di</strong> marmo<br />
con vari ornamenti <strong>di</strong> musaico, le quali<br />
cose potrebbero rendere verosimile l'as-<br />
serzione del p. Gonzaga, ed il Nibby<strong>di</strong>ce<br />
saracinesca la costruzione. Certo è che i<br />
fiati minori non vi si stabilirono dopo la<br />
metà del secolo XV, ad onta che tale epo-<br />
ca sia notata nelle memorie del convento<br />
e nell'archivio d' Araceli, ma nello stesso<br />
secolo <strong>di</strong> loro istituzione. Imperocché ri-<br />
porta il p. Wad<strong>di</strong>ogo, Annal. Minor., che<br />
Nicolò I V nel 1 290 con breve de'7 luglio<br />
dato in Orvieto,la cui copia era nell'archi-<br />
vio<strong>di</strong> s.lsidoro, concesse l'indulgenza per-<br />
petua d'un anno e4o giorni a' fedeli che<br />
pentiti e confessati visitassero nel giorno<br />
<strong>di</strong> sua festa e per tutta l'S.' 1<br />
la chiesa <strong>di</strong> s.<br />
Michele Arcangelode'frati minori <strong>di</strong> Val-<br />
uioutoue <strong>di</strong>ocesi <strong>di</strong> Segni. A tempo del p.<br />
-<br />
VEL<br />
Casimiro la chiesa conteneva 3 altari dalla<br />
parte dell'Epistola e 2 da quella del Van<br />
gelo, ed era stata consagrata a'26 febbraio<br />
da Giuseppe Pamphilj vescovo <strong>di</strong> Segni<br />
dal iìì'jo al 1 58 1 . Il p. Casimiro ripro-<br />
dusse due memorie sepolcrali, il novero<br />
delle ss. reliquie della chiesa, incontro la<br />
quale nel i49° ' Conti e<strong>di</strong>ficarono a s. Mi-<br />
chele una cappella semicircolare, poi profanata<br />
nel secolo passato, e che nella campana<br />
del campanile era inciso l'anno<br />
i523, colle invocazioni della Madonna e<br />
<strong>di</strong> s. Michele, e col nome angelus Melo<br />
Verulanus. Soggiunge il p. Casimiro che<br />
piti d'un miglio da Valmontone sulla via<br />
Labicana fu già il monastero <strong>di</strong> s. Maria<br />
in Silice de Failemontana (così detta da'<br />
grossi selci della via lastricata), <strong>di</strong> cui tro-<br />
vasi menzione neh' Ughelli, nel <strong>di</strong>ploma<br />
<strong>di</strong> conferma de'beni a Pietro vescovo <strong>di</strong><br />
Segni, emanalo nel 1 1 82 da Lucio III, da<br />
cui si trae ch'era stato toltoa'benedetlini<br />
a'quali era appartenuto. Nel secolo X11I<br />
vi furono collocate le monache <strong>di</strong> s. Chiara,<br />
alla loro chiesa concedendo Nicolò IV<br />
l' indulgenza Signina Dioecesis. In una<br />
bolla <strong>di</strong> Paolo II del i47° s ' narra che il<br />
monastero era <strong>di</strong>sabitato e da più anni <strong>di</strong>ruto;<br />
però non si deve confondere col mo-<br />
nastero che nello slesso pontificato Giovanni<br />
Conti fabbricò dentro Valmontone<br />
col medesimo nome <strong>di</strong> s. Maria in Silice,<br />
per aver ottenuto tal signore dal Papa<br />
<strong>di</strong> trasferirvi il titolo dell'altro, e <strong>di</strong> far-<br />
vi rifiorire <strong>di</strong> nuovo la regolare osservan-<br />
za. Giovanni per ottenere tuttociò più fa-<br />
cilmente donò a' monaci <strong>di</strong> s. Scolastica<br />
<strong>di</strong> Subiaco, oltre la chiesa e il monastero,<br />
anche 1' ospedale pe' poveri , fabbricato<br />
già da Allo suo genitore, sepolto nel<br />
1 466 in quella chiesa con epitaffio. L'o-<br />
spedale tuttora esiste. Nel Diario <strong>di</strong> Car-<br />
lo Messori da Subiaco si legge, che nel<br />
i5gi era priore <strong>di</strong> questo nuovo mona-<br />
siero d. Ambrogio da Subiaco, ma <strong>di</strong>poi<br />
fu abbandonato all'atto da'monaci, laon-<br />
de neh 656 vi poterono ritirarsi i minori<br />
osservanti, uel tempo che il loroconvcnto
| ca<br />
V EL<br />
<strong>di</strong> i. Angelo era abitato da'contagiosi del-<br />
la pesti lenza <strong>di</strong>e affliggeva pure la contra-<br />
da. Aggiunge Marocco, che al monastero<br />
fu unita l'abbazia <strong>di</strong> s. Maria <strong>di</strong> Porcinia,<br />
castello poi detto Percile, <strong>di</strong>stretto e <strong>di</strong>o-<br />
cesi <strong>di</strong> Tivoli,con altre notizie sul medesimo,<br />
ora del tutto<strong>di</strong>ruto.lesue ren<strong>di</strong>tenon<br />
eccedendo ?o floriui d'oro<strong>di</strong> camera. Era<br />
vicino alle ville ecimiterio <strong>di</strong> s. Ilario nel-<br />
la via Labicana, dagli antichi cristiani <strong>di</strong><br />
gran <strong>di</strong>vozione e assai frequentato. Dice<br />
ancora il Marocco che quasi 5 miglia <strong>di</strong>stante<br />
da Valmontone esisteva il mona-<br />
stero mollo antico <strong>di</strong> s. Cecilia dell'or<strong>di</strong>-<br />
ne <strong>di</strong> s.Benedetto, e precisamente rim pet-<br />
to al <strong>di</strong>ruto castello <strong>di</strong> Pimpinara, <strong>di</strong> cui<br />
feci parola nel paragrafo Gavìgnano. Non<br />
manca Valmontone <strong>di</strong> pii sodalizi, e del-<br />
le maestre pie, le quali furono istituite in<br />
questa città dalla principessa Leopol<strong>di</strong>na<br />
Doria Pamphilj <strong>di</strong> Savoia Carignano. Ora<br />
la città sta costruendo il cimiterio comu-<br />
nale fuori dell'abitato ed alla <strong>di</strong>stanza <strong>di</strong><br />
circa mezzo miglio dalla medesima. Ce-<br />
lebre fra 'geografi è stata sempre la que-<br />
stione sopra il sito preciso <strong>di</strong> Labico (P.),<br />
città ragguardevole dell'anticoLazio e poi<br />
sede vescovile. Leandro Alberti e molti<br />
altri dopo <strong>di</strong> lui hanno stimato che sul-<br />
le rovine <strong>di</strong> essa sia stato <strong>di</strong>poi fabbrica-<br />
to Valmontone. Cluverioe Kircher hanno<br />
creduto Labico nello stesso silo ove<br />
oggi è piantato Zagarolo (F.). I moder-<br />
ni scriltori.appoggiati all'Olstcnioeal Fa-<br />
bi etti, non altrove lo riconoscono che nel<br />
castello della Colonna , cos'i Marocco e<br />
Nibby. Il p. Casimiro da Peonia però os-<br />
serva <strong>di</strong>e la Colonna non è situala sulla<br />
via Labicana, ma <strong>di</strong>stante da Roma cir-<br />
1 5 miglia, che fanno appunto i i 20 sta-<br />
<strong>di</strong> <strong>di</strong> lontananza assegnati da Strabune a<br />
Labico; <strong>di</strong>sianza che non si può coufare<br />
alla posizione <strong>di</strong> Zagarolo, che <strong>di</strong>cesi 17<br />
miglia lontana daRoma (<strong>di</strong> più vuole Nibby),e<br />
mollo meno con quella <strong>di</strong> Valmon-<br />
tone , che viene giu<strong>di</strong>cata lontana dalla<br />
medesima più <strong>di</strong> 22 miglia. Ciò <strong>di</strong>e poi<br />
doti ebbe togliere ogni dubbio è la lapi-<br />
VEL 127<br />
de <strong>di</strong> Pai tenio, trovala dal Fabretti nel<br />
territorio della Colonna e da lui riportata<br />
nel suo libro De Aquis et Aquaedu*<br />
ctil/us. Con tultociò confessa il p. Casimi-<br />
ro <strong>di</strong> non poter abbracciare neppur quel<br />
sentimento, dubitando che la lapide forse<br />
potrebbe esservi stata trasportata , ben-<br />
ché potrebbe essere surto Labico non lun-<br />
gi dalla Colonna. Ma considerando che<br />
un tempo esistevano Labico, Colonna e<br />
Zagarolo, e tutti e 3 chiamati co'loro nomi<br />
, conclude che Labico non poteva es-<br />
ser situato ove oggidì è piantala Colon-<br />
na, e questo castello non potè esser fabbricato<br />
sugli avanzi <strong>di</strong> Labico. Questa<br />
città era tuttavia in pie<strong>di</strong> nel cominciar<br />
del secolo XI II, in cui Domenico vescovo<br />
d'Albano vi passò a governarne la chiesa,<br />
il che rendesi manifesto dalla lite insorta<br />
tra il vescovo d'Albano e il monastero <strong>di</strong><br />
Grotta Ferrata per I' esenzione <strong>di</strong> una<br />
chiesa del castello <strong>di</strong> Paolo, situato sotto<br />
Marino; e mentre da molti anni ad<strong>di</strong>etro<br />
esistevano altresì la Colonna e Zagarolo,<br />
come si trae da Pandolfo Pisano, il quale<br />
narra che Pasquale II neh io^ t egrts.sus<br />
urbe Cavasi recepit,Columpnam et Gazzfro/«m,cioèZagarolo,ed<br />
in più luoghi da<br />
Cencio Camerario. Sembra dunque al p.<br />
Casimiro vacillare la congettura <strong>di</strong> que'<br />
che hanno scritto Labico esser lo stesso<br />
che la Colonna. I moderni Calindri e Ca-<br />
stellano inclinano a credere che l'o<strong>di</strong>erno<br />
Valmontone abbia rimpiazzato l'antica<br />
città <strong>di</strong> Labico, che altri posero a Za-<br />
garolo o alla Colonna. A'ricordati arti-<br />
coli riportai le<strong>di</strong>verse opinioni degli scrit-<br />
tori, fra 'qua li il Fico ioni pose Labico pres-<br />
so la sua patria Lugnano. Il dotto IVibby<br />
HeW Analisi de'<strong>di</strong>ntorni <strong>di</strong> Roma, t. 2, p.<br />
1 59, ragiona delle <strong>di</strong>verse terre che si <strong>di</strong>-<br />
sputarono P onore d' esser succedute al-<br />
l'antico Labìcum o La\'icnm t e tutte eb-<br />
bero i loro forti <strong>di</strong>fensori, né tace che nel<br />
secolo XVI era comune l'opinione in fa-<br />
vore <strong>di</strong> Valmontone, e nel seguente al-<br />
tri lo situarono a Zagarolo. Pertanto soggiunge:<br />
Se però ad uu malinteso amoie
128 VEL<br />
<strong>di</strong> patria si fosse sostituito un più maturo<br />
esame de' luoghi, ed un rispetto mag-<br />
giore all'autorità declassici antichi, l'o-<br />
pinione non sarebbe andata tanto oscil-<br />
lando con detrimento della verità e della<br />
scienza. Ragionando poi delle <strong>di</strong>stanze, ne<br />
escluse Valmontone, <strong>di</strong>cendola più <strong>di</strong> 26<br />
miglia <strong>di</strong>stante da Roma , e poi nel suo<br />
articolo scrisse circa 24 5 e trovò le me-<br />
desime e le altre coincidenze in favore<br />
della Colonna, ed eru<strong>di</strong>tamente riferì le<br />
notizie <strong>di</strong> Labicoe della Colonna. Trat-<br />
tando poi il Nibby <strong>di</strong> Rocca Priora, che<br />
<strong>di</strong>ce l'antica Corbio o Corbìone, nel t. 3,<br />
p. 22 , <strong>di</strong>chiara che Vitellia era a Valmontone,<br />
ed io seguendolo, ciò ripetei oel<br />
voi. XXVII, p. 178, nella breve mia de-<br />
scrizione <strong>di</strong> Rocca Priora _/ad onta ch'egli<br />
nell'articolo Ci vitella <strong>di</strong> Subiaco, nel 1. 1,<br />
p. 4?4> I' avea riconosciuta succeduta a<br />
Vitellia da'romani eretta nel paese degli<br />
eroici, onde tener a freno gli equi equi-<br />
coli , ed inoltre ivi già avea riconosciuto<br />
Valmontone essere succeduta a Tolerio,<br />
Nel mio articolo Subiaco, e nel paragrafo<br />
Ch'itella ne ripetei l'opinione, lo non<br />
intendo censurare il grand'uomo, soltan-<br />
to avvertire gli anacronismi, onde non es-<br />
sere anch'io in contrad<strong>di</strong>zione. Inoltre il<br />
INibby nel t. 3, p. 369, tiene proposito <strong>di</strong><br />
Valmontone, che <strong>di</strong>ce l'antico Tolcrium,<br />
quin<strong>di</strong> Castrimi Vallis Montonisj ed eccone<br />
le sue notizie. La città <strong>di</strong> Tolerium<br />
o Toleria, come una delle più antiche del<br />
Lazio, ed esistente fin dall' anno 268 <strong>di</strong><br />
Roma, Dionisio e Plutarco l'in<strong>di</strong>cano chiaramente<br />
situata nelle vicinanze <strong>di</strong> Boia,<br />
ch'f gli riconosce a Lugnano, Labico e Fe-<br />
do, mentre Plinioenumera i<br />
Tolerienses<br />
fra quelle popolazioni del Lazio antico che<br />
a'snoi giorni erano pienamente scompar-<br />
se. Stefano Bizantino poi si limita ad in-<br />
<strong>di</strong>care Tolerium solo come una città d'I-<br />
talia. Se, come sembra al INibby, Boia fu<br />
a Lagnano, Labico alla Colonna, e Pedo<br />
a G allicano {V .), due soli luoghi moder-<br />
ni potrebbero contendersi l'onore d'esser<br />
riguardati come succeduti a Tolerio, cioè<br />
VEL<br />
Zagarolo e Valmontone, poiché avendo<br />
l'infaticabile e intelligentissimoNibby per-<br />
corso in tutte le <strong>di</strong>rezioni quel tratto <strong>di</strong><br />
paese latino fra la Colonna, Valmontone<br />
e GaIlicano,questi due luoghi solamente<br />
presentarono a lui in tutto quel <strong>di</strong>stretto<br />
traccie d' antichità. Quelle <strong>di</strong> Zagarolo<br />
non crede appartengano a epoca remota,<br />
ma li reputa pezzi <strong>di</strong> monumenti <strong>di</strong>sloca-<br />
ti del tempo imperiale <strong>di</strong> Roma; né l'a-<br />
spetto <strong>di</strong> quella terra ha grande appara-<br />
to d'essere stata una città antica, ma piut-<br />
tosto una villa romana: al contrario Valmontone<br />
ah.° aspetto mostra il caratte-<br />
re <strong>di</strong> una <strong>di</strong> quelle città o piuttosto bor-<br />
gate munite del Lazio primitivo, essendo<br />
posta sopra un colle isolato, cinto da <strong>di</strong>-<br />
rupi ed attorniato da sepolcri scavati nel<br />
tufa, come quelli <strong>di</strong> Collazia e <strong>di</strong> altre cit-<br />
tà antichissime, e fra due rigagnoli che<br />
sono da considerarsi come due delle più<br />
lontane e perenni sorgenti del fiume Sacconfluente<br />
principale delLiri. Questo fiume<br />
è evidentemente quello che Strabone<br />
ossia il suo testo o<strong>di</strong>erno designa col nome<br />
che Ovi<strong>di</strong>o e Orosio appellano To-<br />
leniti, dal quale si conosce l'origine del<br />
nome <strong>di</strong> Tolerium, ch'era posto alle sor-<br />
genti <strong>di</strong> quello. Prova ulteriore pel Nibby<br />
che Tolerium fosse sulsito<strong>di</strong> Valmoa-<br />
tone,è la marcia <strong>di</strong> CorioIano,il quale venendo<br />
contro le città latine della Valle<br />
Pontina, lai." a presentarglisi sul confine<br />
volsco da quella parte era Tolerium, e<br />
questa infatti, secondo Dionisio e Plutar-<br />
co nella Vita <strong>di</strong> Coriolano } fu la 1 ."ad es-<br />
ser assalita, come successivamente assalì<br />
quelle che una dopo l'altra gli si paravano<br />
sulla strada, cioè Boia, Labico e Pedo.<br />
E non volendo attaccare né i prenestini,<br />
né i gabini, né i tnsculani , perchè forse<br />
erano d'accordo co'volsci, o non erano al-<br />
leati de'romani, si volse contro Corbione,<br />
Boville posta presso le Fraltocchie,e Lavinio<br />
(Pratica <strong>di</strong>ce INibby ; non si deve<br />
confondere con Patrica nella delegazione<br />
<strong>di</strong> Fro<strong>di</strong>none: à\ Lavinio e <strong>di</strong> Pratica ra-<br />
gionai nel voi. XXXVU, p. 233 e seg.
VEL<br />
ultime città che gli rimanevano a soggiogare<br />
sulla sinistra, prima <strong>di</strong> porre il cam-<br />
po contro Roma, alle Fosse Giulie. Il va-<br />
loroso esule romano trovò i tolerini pre-<br />
parati a <strong>di</strong>fendersi,e da pro<strong>di</strong> per un giorno<br />
intero respinsero l'assalto, ma alla fine<br />
dovettero cedere alla furia de' volsci.<br />
La città fu presa d'assalto, ed i volsci ne<br />
riportarono una preda cos'i grande in uo-<br />
mini, denaro e vettovaglie, che il traspor-<br />
to del bottino durò parecchi giorni. In-<br />
<strong>di</strong>zio è questo della floridezza <strong>di</strong> Tolerio,<br />
sebbene la città non fosse molto grande,<br />
secondo Dionisio, il quale fa <strong>di</strong>re a Mimi-<br />
ciò nella sua legazione a Coriolano, che<br />
non credesse già facile impresa l'assalire<br />
Roma, e che non credesse d'averla a fare<br />
co'pedani eco'toleriui, piccole popolazio-<br />
ni. Nuovo argomento a favore <strong>di</strong> Valmoti-<br />
tone,<strong>di</strong>ce Nibby. In<strong>di</strong> nota : E' singolare,<br />
che mentre Dionisio e Plutarco sono pienamente<br />
d'accordo nell'in<strong>di</strong>care la presa<br />
<strong>di</strong> Tolerio, Livio non ne fa menzione, ma<br />
in vece nomina Trcbiam ossia Trevi (P 7<br />
.),<br />
eh' è fuor <strong>di</strong> luogo affatto; e perciò può<br />
credersi che il nome in Livio sia stato alterato<br />
da'eopisti e che iu vece<strong>di</strong> Trebiam<br />
debba leggersi Toleriam, congettura che<br />
sfuggì al dottissimo Cluverio. Dopo quel-<br />
la catastrofe sembra che Tolerio non ve-<br />
nisse mai più abitala, poiché non se ne<br />
trova più menzione negli antichi scritto-<br />
ri. Quin<strong>di</strong> crede Nibby , che i citta<strong>di</strong>ni<br />
superstiti si <strong>di</strong>sperdessero nelle città vicine<br />
<strong>di</strong> Boia, Frenesie e Pedo. Quantunque<br />
però Tolerio fosse scomparsa , non<br />
sembra probabile che sul finir del governo<br />
repubblicano o ne'tempi flori<strong>di</strong> del-<br />
l' impero il suo sito fosse trascurato da<br />
qualche ricco romano , il quale ne avrà<br />
profittato per e<strong>di</strong>ficarvi una villa, come<br />
<strong>di</strong> altre città primitive del Lazio essere<br />
avvenuto afferma Strabone, e ne fan te-<br />
stimouianza le rovine esistenti. Nel d.°65<br />
del Diario <strong>di</strong> Roma del 1 846 si legge<br />
un articolo <strong>di</strong> O. R., nel quale dà con-<br />
tezza del pubblicato libro: Intorno l'an-<br />
tico e nuovo Labico. Dissertazione <strong>di</strong> ùid-<br />
vol. LXXXIX,<br />
VEL 129<br />
gì Ber tarel7/, Roma 1 8/f5- Principia l'articolista<br />
col fare osservare, che non si può<br />
in miglior modo onorare il paese natale <strong>di</strong><br />
quello che ricercando nella sua storia, e<br />
manifestando alla luce del mondo le sue<br />
glorie, tanto più se da altri scemate, mes-<br />
se in dubbio o negate del tutto. Ciò fece<br />
assai dotta mente, e con franco e bello an-<br />
dare <strong>di</strong> stile, Luigi Bertarelli da Valcuon-<br />
tone nell'opuscolo annuncialo <strong>di</strong> 3g fac-<br />
ce in 8.°, abbastanza pieno d'eru<strong>di</strong>zione.<br />
Egli procede, al <strong>di</strong>re dell'articolista, con<br />
bel ragionare, chiarezza e con forti argo-<br />
menti a mostrare come presso il luogo<br />
dove sorge ora quella ciltà fosse il Labi-<br />
co degli antichi. Un tale ragionamento,<br />
de<strong>di</strong>cato al suo concitta<strong>di</strong>no d. Pietro Pao-<br />
lo Fratoni parroco de' ss. Andrea e Stefano,<br />
l'autore <strong>di</strong>vise in 1 1 paragrafi. Accenna<br />
nell'introduzione come il Sommo<br />
Pontefice Gregorio XVI, con breve de'<br />
26 settembre 1 843, desse al comune <strong>di</strong><br />
Valmontone l'illustre titolo <strong>di</strong> città, e<br />
quin<strong>di</strong> i suoi abitanti, fra le altre pubbli-<br />
che <strong>di</strong>mostrazioni <strong>di</strong> gratitu<strong>di</strong>ne a tanto<br />
benefìciOjStabilissero una accademia, nel-<br />
la quale dovea recitarsi questa <strong>di</strong>sserta-<br />
zione, la quale non tenuta il Bertarelli<br />
pubblicò colla stampa.» Quanta oscurità<br />
e quanta incertezza sia stata sempre in-<br />
torno alla situazione dell' antico Labico<br />
è noto a chiunque si conosce minimamente<br />
<strong>di</strong> queste materie: chi nel luogo dove<br />
sorge al presente la terra <strong>di</strong> Zagarolo;<br />
chi alla Colonna; chi altra volta pureopinò<br />
che fosse nelle vicinanze <strong>di</strong> Valmontone;<br />
i quali <strong>di</strong>versi pareri <strong>di</strong>scorre il Ber-<br />
tarelli nel 3.° paragrafo, dopo aver toc-<br />
cato nel 1° la storia dell'antichissima cit-<br />
tà. Il Nibby, in fra gli altri, volle a'dì no-<br />
stri sostenere che veramente alla Colon-<br />
na sorgesse Labico, secondo ezian<strong>di</strong>o l'av-<br />
viso dell' Olstenio e del Fabretti; il che<br />
si fa il nostro Bertarelli a confutare molto<br />
valorosamente nell'8.° paragrafo, com-<br />
battendolo coli' autorità degli antichi<br />
scrittori, come <strong>di</strong> Livio e <strong>di</strong> Strabone, il<br />
quale scrivendo che Labico giaceva oltre<br />
9
1 3o VE L<br />
il i 5.° miglio da Roma, fa chiaro che non<br />
polea essere dove sorge al presente la Colonna,<br />
clie, osserva il Berta celli, seguendo<br />
le tracce della dritta via Labicana anti-<br />
ca, <strong>di</strong>sta da Roma solamente 12 miglia;<br />
la comballe coli' andamento della via<br />
medesima, colla natura del luogo in cui<br />
è poi sorta la Colonna, con altri ben for-<br />
ti argomenti che tralascio per brevità e<br />
che stimo prezzo dell'opera leggere come<br />
sono <strong>di</strong>stesamente e eru<strong>di</strong>tamente tratta-<br />
ti nella <strong>di</strong>ssertazione medesima. Ver con-<br />
trario nel paragrafo 7. avea già abba-<br />
stanza provatoli Bertarelli come colle re-<br />
liquie dell' antico Labico fosse costrutto<br />
Yalmontone, e come a cjuesto appartenga<br />
l'antica sede episcopale Labicana. mentre<br />
nel paragrafo 9. mostra colla mag-<br />
gior evidenza I' errore del Nibby nell' a-<br />
ver dato a Yalmontone il nome dell' an-<br />
tico Tolerio. E poiché la maggior gloria<br />
che venga ad una città è quella che le<br />
danno gli uomini <strong>di</strong> alto sapere da essa<br />
«Ieri vati, saviamente lo stesso Bertarelli, a-<br />
vanti <strong>di</strong> por fine a questa sua bella ed eru-<br />
<strong>di</strong>ta <strong>di</strong>ssertazione, non vuole taciuti i nomi<br />
d'alcuni più celebri cbesortirono nel-<br />
la sua Valmontone i natali; e valga per<br />
lutti il ricordare quel Giusto de'Conti,ce-<br />
leberrimo poeta,giureconsulto e oratore,<br />
stato consigliere <strong>di</strong> Sigismondo Pandol-<br />
foMalatesta". Termina l'autore dell'arti-<br />
colo <strong>di</strong>cendo, che siccome tutto l'opusco-<br />
lo è interessante, si sarebbe dovuto ripe-<br />
terlo, congratulandosi collo scrittore per<br />
tale sua fatica, che non reca minor glo-<br />
ria e onore a lui che alla sua patria na-<br />
tale. Dipoi il eh. cav. Coppi pubblicò le<br />
Memorie Colonnesi, nelle quali assai par-<br />
la del castello della Colonna e de'snoi si-<br />
gnori Colonna (V.), i quali derivando da-<br />
gli antichi signori del Tuscolo, dalla stes-<br />
sa Colonna presero il cognome, secondo<br />
Muratori, altre opinioni avendole io rife-<br />
rite al citato articolo.Quanlo a Labico, <strong>di</strong>-<br />
ce il Coppi, alcuni archeologi, come Vol-<br />
pi, Vetus Latium, e Nibby, sono <strong>di</strong> pa-<br />
rere che sulla collina del castello <strong>di</strong> Co-<br />
V E L<br />
lonnn fosse l'antico Labicom, città abbastanza<br />
ragguardevole da dare la denomi-<br />
nazione <strong>di</strong> Labicana alla via romana che<br />
vi conduceva, senza <strong>di</strong>re la propria opi-<br />
nione nel contrastato argomento. Intorno<br />
a Labico, oltre il detto nel suo arti-<br />
colo e ne' luoghi che ivi citai, tanto sembrami<br />
abbastanza per un maggior det-<br />
;<br />
taglio può supplire il Nibby. Questo racconta,<br />
che la suin<strong>di</strong>cata villa avea il nome<br />
<strong>di</strong> Casa Maior nel secolo Vili, quando<br />
insieme con Longeiamim, oggi Lugna-<br />
no, fu data da s. Gregorio II del 710 al-<br />
la basilica Lateranense , come si ricava<br />
dal registro <strong>di</strong> Cencio Camerario inserito<br />
dal IVI tiratori nel t. 5 àeM'Jntiq. Me<strong>di</strong>i<br />
devi. I coloni posti a coltivar questo fondo<br />
formarono a poco a poco la borgata,<br />
che fino dal 1 139 avea assunto il nome<br />
<strong>di</strong> Vallis Montoni*, il che si trae da un<br />
atto riferito nell' Appen<strong>di</strong>ce 2." del t. 4<br />
degli Annales Canta Idulenses; nel qua-<br />
le leggesi come Oddone signore <strong>di</strong> l'oli<br />
mandò ambasciatore a Papa Innocenzo II<br />
un tal Landone de Valle Monlonis, pel<br />
narrato nel vol.LXXV, p. 2 .876288, par-<br />
lando <strong>di</strong> Poli e nuovamente della fami-<br />
glia Conti. Continuava a quell'epoca que-<br />
sta terra ad essere posseduta da'canonici<br />
regolari Lateranensi, e venne loro con-<br />
fermata, come si legge nella bolla a loro<br />
e al proprio priore <strong>di</strong>retta da Anastasio<br />
IV nel 1 1 54» riportata dal Crescimbeni<br />
neW Istoria della chiesa <strong>di</strong> s. Giovanni<br />
avanti Porta Latina,^. 248, con queste<br />
parole che da essa ricavo: domosquasha-<br />
belis in cancello, domos quas habetis in<br />
Via Malori Castrimi Vallis Montonis<br />
cimi Ecclesiis et omnibus ad ipsum Castrimi<br />
per tinentibus, Castrimi Matella-<br />
nici etc. Di che fa menzione anche il p.<br />
Casimiro. Lucio HI neh 182 pose confermò<br />
Valmontone sotto la giuris<strong>di</strong>zione<br />
<strong>ecclesiastica</strong> del vescovo <strong>di</strong> Segni, e nel-<br />
la bolla Etordo rationis expostulat. ri-<br />
prodotta dall'Ughelli ne\YItalia sacra,<br />
1. 1, p. 1237, come chiese <strong>di</strong> Valmontone<br />
si nominano quelle <strong>di</strong> s. Mariae, s. Ari'
s<br />
V E L<br />
dreae,s. Laurenlii cimi omnibus perli-<br />
mentii* suis, s. Joannis de Selva, s. Ni-<br />
colai cum omnibus perlinenliisearum : s.<br />
Zotici cum omnibusper tinentiis suisjmonasterinm<br />
s. Marine in Silice cum omni'<br />
buspcrtinentiis et libcrtntibus suis. Frat-<br />
tanto i canonici regolari Lateranensi l'aveano<br />
talmente caricato <strong>di</strong> pesi e debili<br />
con forti usure, che trattavano seriamen-<br />
te <strong>di</strong> venderlo pubblicamente; laonde Pa-<br />
pa Innocenzo III (V.) col consenso del<br />
priore e canoniciLateranensi,compròVal-<br />
tnoutone colle sue pertinenze , parte co'<br />
denari suoi, parte con quelli del fratello<br />
Riccardoconte<strong>di</strong> Sora,ed a questi lo <strong>di</strong>e<br />
in feudo nel 1208, salvo iure Laleranen-<br />
sis Ecclesiae. Il Ratti <strong>di</strong>ce l'atto d'acqui-<br />
sto essere del 1209 e conservarsi nell'ar-<br />
chivio Sforza, nella qual famiglia passa-<br />
rono i beni e le prerogative della linea<br />
primogenita de'Couti. Nel Bull. Rom. t.<br />
3, p. 1 32, è la bolla Cum Castrimi Val-<br />
li* Montoni colla quale Innocenzo III :<br />
ì<br />
Ricardo Corniti Sorano Castrimi Valli*<br />
Montonis confirmal, eaque. omnia,<br />
quae eilocarunt Canonici basilicae Lateranensis.<br />
E da questo Riccardo ebbeorigine<br />
la linea de' Conti (V.) <strong>di</strong> Valmontone<br />
e <strong>di</strong> Segni, come raccontai in que-<br />
gli articoli, i quali vanno tenuti presen-<br />
ti, perchè procedei co'docùmenti autentici<br />
pubblicati dal Ratti, Della Famiglia<br />
Sforza, t. 2,p. 2i7eseg.: De' Conti <strong>di</strong><br />
Segni. Ma devesi anche qui notare, che<br />
la 1 .- stabile signoria che acquistò il grande<br />
Innocenzo III fu quella <strong>di</strong> Valmonto-<br />
ne , per cui la famiglia Conti sino alla<br />
metà, del secolo XV si chiamò de Conti<br />
signori <strong>di</strong> Valmontone; e talmente fu<br />
proprio <strong>di</strong> essa il nome <strong>di</strong> questo suo prin-<br />
cipale feudo, che non rare volte trovasi<br />
scritto pressoi contemporanei Casa Valmontone<br />
per Casn Conti, giacché essa as-<br />
sunse l'amministrazione e il dominio <strong>di</strong><br />
Segni <strong>di</strong>poi nel 1 353; <strong>di</strong>cendosi ne'docu-<br />
inenti che tuttociò comprovano, che alla<br />
Casa <strong>di</strong> Vallemontone Corra<strong>di</strong>no impe-<br />
ratore nel 1254 <strong>di</strong>e l'arme dell' Aqui-<br />
V E L 1 3<br />
la scacchiata e il popolo romano il campo<br />
rosso. Nell'infeudazione <strong>di</strong> Valmonlo<br />
ne, Riccardo fu dal Papa fratello iofeu •<br />
dato pure <strong>di</strong> Poli, Sacco e Pimpinara, e<br />
prestò giuramento solenne <strong>di</strong> fedeltà al<br />
medesimolnnocenzolll in Ferentino, con<br />
atto pubblicato dal Muratori nel t. 5, p<br />
84g dell'ani. Med. Aevi, e dal Ratti a p.<br />
232 coll'istromento<strong>di</strong> compra <strong>di</strong> Valmon-<br />
tone. Perciò Riccardo si obbligò co'suoi<br />
successori a fare guerram et pacem de.<br />
Castro Vallismontonis, de Sacco et de.<br />
Plumbinarin conica omne.s homines ad<br />
mandatimi Romani Pontifici. E siccome<br />
da'figli <strong>di</strong> Riccardo si formarono due li-<br />
nee primarie, la primogenita de' signori<br />
<strong>di</strong> Valmontone e poi <strong>di</strong> Segni, e 1' altfa<br />
de'signori <strong>di</strong> Poli, questo paragrafo può<br />
vedersi nel luogo citalo, anco per gli al<br />
tri feu<strong>di</strong> che signoreggiò. Osserva il Rat-<br />
ti, che Valmontone forse sarebbe andato<br />
soggetto alle <strong>di</strong>visioni e altre vicende, al<br />
le quali furono sottoposti tanti altri feu-<br />
<strong>di</strong> <strong>di</strong> casa Conti, se Giovanni Conti figlio<br />
<strong>di</strong> Paolo, e nipote <strong>di</strong>Riccardo fratello d'In-<br />
nocenzo III, con suo testamento del 1287<br />
nonne avesse istituito un perpetuo fideicommisso<br />
a favore de'primogeniti <strong>di</strong> sua<br />
famiglia, comprendendo nella sua <strong>di</strong>spo-<br />
sizione anche il castello <strong>di</strong> Gabiniano o<br />
Gavignano, e quelli <strong>di</strong> Fluminaria e Sac-<br />
co. Di più Giovanni Conti or<strong>di</strong>nò nel te-<br />
stamento l'erezione d' un monastero <strong>di</strong><br />
monache in Valmontone. Può vedersi il<br />
Ratti a p. 234, ed il paragrafo Gavigna-<br />
no. Dalla suddetta epoca fino al i5y$ •<br />
Conti ritennero costantemente il dominio<br />
<strong>di</strong> Valmontone, onde le loro copiose no-<br />
tizie con essa si rannodano, alla quale i<br />
Conti profusero le proprie beneficenze,<br />
massime in opere <strong>di</strong> pietà, come loro primitivo<br />
e principale feudo. Una carta spettante<br />
al i25o e che si conserva nel monastero<br />
camaldolese de'ss. Andrea e Gre-<br />
gorio <strong>di</strong> Roma, riportata nell'Appen<strong>di</strong>ce<br />
del t. 4 > p- 5g7 degli Annales Carnaidulenscs,<br />
ha conservato i nomi <strong>di</strong> molli<br />
abitanti ragguardevoli del Castrimi Val-<br />
1
i32 V E L<br />
lismontonìs, chiamati come testimoni in<br />
un testamento, fra'quali vi è quello d'un<br />
Felice frate dell'or<strong>di</strong>ne de'iniuori, che 1&<br />
<strong>di</strong>ce castellano <strong>di</strong> Valmontone. I Conti<br />
signori <strong>di</strong> Valmontone sovente alloggiarono<br />
nel proprio palazzo i Papi che da<br />
Pioma passavano in A ungiti, ed alle vol-<br />
te a Napoli, prima che la residenza pon-<br />
tificia fosse trasferita in Avignone. Nel<br />
i 377 ne parti Gregorio XI e la ristabilì<br />
in Roma; in<strong>di</strong> per sollevarsi dal viaggio e<br />
volendo evitare i<br />
gran cal<strong>di</strong> dell' estate,<br />
passò con tutta la sua corte, e preceduto<br />
dalla ss. Eucaristia, in Anagni. e quivi<br />
si trattenne fino al novembre dello stes-<br />
501377. Giovanni Conti signore <strong>di</strong> Valmontea'5<br />
giugno vi accolsee ospitò splen<strong>di</strong>damente<br />
il Papa , e la descrizione <strong>di</strong><br />
quel ricevimento leggesi in Papirio Mas-<br />
senio presso il Muratori , Rerum Itali-<br />
caruni Script, t. 3, par. 2, p. 71 ^ripro-<br />
dotta da Ratti a p. 238, nel quale leggo<br />
qualificato il luogo e il palazzo Conti :<br />
Castrimiforte VallemMatonis... Domi-<br />
cilium UHus pulchrum cimi aspectu mi-<br />
rabili cimi ornamenti» sericis. Recreati<br />
in ilio tota <strong>di</strong>e hospitali egregie so spilliti<br />
pernoe taviinus. Excitatiboiio mane<br />
iminensae laudes Deoobtulimus, sacri-<br />
ficmmqtte liba\'imus.K\ìe\b il Peti ini nel-<br />
le /Ile/norie Prenestine, che Io scrittore<br />
dell' itinerario del viaggio chiamò Valmontone,<br />
Oppidum Campaniae Praenes<br />
linae<strong>di</strong>oecesis, essendo il Papa accom-<br />
pagnato da due car<strong>di</strong>nali, uno de' quali<br />
verosimilmente fu Giovanni de Cros ve-<br />
scovo Prenestino. Tornato in Roma Gre-<br />
gorio XI, ivi morì nel 1 378: in que>to gli<br />
fu dato canonicamente in successore Urbano<br />
VI, il quale confermò a'Conti ossia<br />
ad A<strong>di</strong>nolfo de F / alle Monlonis , il governo<br />
<strong>di</strong> Segni, e quello <strong>di</strong> varie altre cit-<br />
tà e castelli; in<strong>di</strong> neh 383 da Tivoli pas-<br />
sò nel castello <strong>di</strong> Valmontone, in cui seb-<br />
bene angusto per la sua corte e curia, come<br />
riferisce il Novaes , vi <strong>di</strong>morò qtiaM<br />
due mesi, e nel principio <strong>di</strong> settemhre si<br />
portò a Ferentino , donde poi partì per<br />
VE L<br />
Napoli. Il p. Casimiro da Roma racconta<br />
col liobio, Istoria della s. Religione <strong>di</strong> g,<br />
Giova uni,che mentre soggiornava in ValmontoneUrbano<br />
VI, essendo grandemen-<br />
te a<strong>di</strong>rato contro il gran maestro geroso-<br />
limitano fr. Giovanni Fernandez d' Here<strong>di</strong>a,<br />
perchè dava ubbi<strong>di</strong>enza eseguiva<br />
le parti dell'antipapa CIementeVlI,lopri.<br />
vò del magistero, ed elesse a quella <strong>di</strong><br />
gnità fr. Riccardo Caracciolo gentiluomo<br />
napoletano e priore <strong>di</strong> Capua. Il Ratti<br />
crede che accogliesse il Papa nel palazzo<br />
<strong>di</strong> Valmontone, lo stesso Giovanni Conti<br />
che avea ospitato il predecessore, o dsuo<br />
figlio A<strong>di</strong>nolfo. Dal p. Casimiro pure si<br />
apprende, che Carlo VIII re <strong>di</strong> Francia<br />
neh 49 5 portandosi al conquisto del regno<br />
<strong>di</strong> Napoli , nella fine <strong>di</strong> gennaio da<br />
Vellelri si trasferì a Valmontone, accompagnato<br />
dagli ambasciatori <strong>di</strong> Massimi-<br />
liano I re de' romani e dagli oratori <strong>di</strong><br />
Fer<strong>di</strong>nando V re <strong>di</strong> Spagna; e questi prima<br />
che da lui si partissero, protestaron-<br />
gli che non dovesse più oltre avanzarsi,<br />
poiché quel reame apparteneva al loro<br />
monarca. Nel ritorno che Carlo Vili fece<br />
da Napoli, si trattenne in Valmonto-<br />
ne 3 giorni, ed in questo tempo vi rice-<br />
vè gli ambasciatori spe<strong>di</strong>ti a lui dal popolo<br />
romano. Ciò riportando ancora Ma-<br />
rocco, amalgama in uno i due <strong>di</strong>versi sog-<br />
giorni del re. Sino al secolo XV pare che<br />
la terra <strong>di</strong> Valmontone fosse felice e glo-<br />
riosa, ma nel seguente non solo perdette<br />
tutto il suo lustro, ma soggiacque a va-<br />
riecalamilà e infortuni), e finalmente al-<br />
la totale sua desolazione; le quali cose il<br />
p. Casimiro narra nella stessa maniera<br />
che dal Giovio, Istoria de'suoi tempi, t.<br />
2, p. 46, e da vari altri scrittori sono sla-<br />
te registrate. E primieramente i furiosi<br />
e crudeli soldati imperiali, che neh 527<br />
avevano orribilmente saccheggiato Roma,<br />
partendone a '7 febbraio 1 528 tutti mal-<br />
conci, per andare a <strong>di</strong>fendere Napoli sot-<br />
to la condotta del marchese del Vasto,<br />
essendo giunti a Valmontone, furono lo-<br />
ro chiuse le porte in facciale negate co-
V E L<br />
slnnlemente le vettovaglie <strong>di</strong> cui aveano<br />
estremo bisogno. Perciò infieriti i solda-<br />
ti , tormentarono prima colle artiglierie<br />
la terra smantellandone le mura, e in poco<br />
tempo avendola presa a forza , dopo<br />
averla crudelmente saci:heggiata,la riem-<br />
pirono <strong>di</strong> molto sangue e strage. Dal «pia-<br />
le avvenimento fatto più accorto Gio. bat-<br />
tista Conti , nella deplorabile guerra fra<br />
Paolo IV e Filippo II re <strong>di</strong> Spagna, che<br />
narrai nel voi. LXV, p. 2 34 e 8c o- > ne '<br />
i556 offrì spontaneamente Valtnontone<br />
e Segni al sanguinario duca d'Alba viceré<br />
<strong>di</strong> Napoli e capo supremo del regio eser-<br />
cito; ed il Coppi <strong>di</strong>ce che il duca d'Alba<br />
stabiliti i<br />
suoi alloggia menti a Valmonto-<br />
ne, da qui faceva correrie sino alle porte<br />
<strong>di</strong> Roma. Nel 1 55y il signore <strong>di</strong> Valmon-<br />
lone per la tregua ricuperati i detti luoghi<br />
dagli spagnuoli, fu forzato poco dopo<br />
<strong>di</strong> commetterli all'arbitrio deiL > apa,iI quale<br />
vi spedì Giulio Orsini, Francesco Co-<br />
lonna (a questi ilCecconi nella Storia <strong>di</strong><br />
Palcslrina, attribuisce la ricupera <strong>di</strong> Valmontone,<br />
Genazzano e Palestrina; ed il<br />
Coppi <strong>di</strong>ce ciò avvenuto sul principio <strong>di</strong><br />
detto anno, e che inoltre i pontificii pre-<br />
sero e <strong>di</strong>strussero Montefortino), Papirio<br />
Capizucchi e Angelo da Spoleto con 5oo<br />
fanti. Il perchè Marc' Antonio Colonna,<br />
che militava a favore dagli spagnuoli, si<br />
accostò a Val montone col suo esercito<br />
(composto <strong>di</strong> 3ooo uomini,secondo il Cop-<br />
pi, e pare nel mese <strong>di</strong> giugno), e avendo-<br />
la incominciata a battere colle artiglierie,<br />
i terrazzani <strong>di</strong>sperando della <strong>di</strong>fesa e sol-<br />
leciti della propria salute, cominciarono<br />
a trattare <strong>di</strong> rendersi con patto <strong>di</strong> potere<br />
i soldati colle bagaglie e anni liberamen-<br />
te uscire; e tutto fu concesso dal detto ca-<br />
pitano. Non<strong>di</strong>meno Valmontone fu bar-<br />
baramente saccheggiata e arsa per opera<br />
d'alcuni conta<strong>di</strong>ni <strong>di</strong> Montefortino, i quali<br />
si trovavano uell'esercito <strong>di</strong> Marc'An-<br />
tonio per guastatori, vivan<strong>di</strong>eri e altri uf-<br />
fizi. Poiché ricordandosi questi che nel-<br />
l'anteriore recente ecci<strong>di</strong>o <strong>di</strong> Monteforti-<br />
no i primi che cominciarono a inveire<br />
VEL i33<br />
contro <strong>di</strong> esso e depredarlo erano stati i<br />
valmoiilonesi, bramosi <strong>di</strong> vendetta appic-<br />
carono il fuoco in molle case e da molte<br />
parli. E benché Marc'Antonios'afialicas-<br />
se mollo per farlo spegnere, non fu però<br />
possibile; mentre sopraggiungendo l'o-<br />
scurità della uotte, e per mala ventura<br />
soffiando un vento fresco, non si potù<br />
impe<strong>di</strong>re che tutta la terra fosse ridotta<br />
in cenere. Narrano la fatale <strong>di</strong>sgrazia Gi-<br />
rolamo Ruscelli, Ascanio Ceutorio, Pie-<br />
tro Nores e altri scrittori dell' infelice<br />
guerra della Campagna Romana. Avver-<br />
te il p. Casimiro, ch'essi però non riferi-<br />
rono Io spoglio operato dagli spagnuoli<br />
<strong>di</strong> tutte le campane delle chiese <strong>di</strong> Val-<br />
montone, il che saputosi dal duca d'Alba,<br />
fece intendere al clero eh' era pronto a<br />
risarcire il danno col denaro , e perciò<br />
spe<strong>di</strong>sse a lui persona idonea , che fu d.<br />
Fabio Salvi, come si legge in un islrutnento<br />
<strong>di</strong> mandato <strong>di</strong> procura rogato da<br />
Teofilo Papei a'27 settembre i55q. Nota<br />
il Coppi, che dopo la presa <strong>di</strong> Valmontone,<br />
Segni (il cui terribile ecci<strong>di</strong>o avve-<br />
nuto a'i5 agosto i55y, tornai a deplora-<br />
re nel voi. LXV, p. 243) e Palestrina,<br />
Marc' Antonio Colonna favorito da' suoi<br />
vassalli corse tutta la provincia <strong>di</strong> Cam-<br />
pagna. Il duca <strong>di</strong> Guisa co' suoi francesi<br />
<strong>di</strong>fendendo il Papa , recossi con alcune<br />
truppe dalle Marche a Tivoli per la si-<br />
curezza <strong>di</strong> Roma. Tale movimentoindus-<br />
se il duca d'Alba a ritornare con poderose<br />
forze a'punti strategici <strong>di</strong> Valmontone<br />
e <strong>di</strong> Grottaferrata; e in tale posizione e-<br />
gli concertò con Marc' Antonio <strong>di</strong> sorprendere<br />
Roma a'26 agosto. Il re <strong>di</strong>Fran-<br />
cia vinto a s. Quintin dagli spagnuoli, con-<br />
sigliò Paolo IV suo alleato alla pace, e<br />
questa fu segnata in Cave a'i4 settem-<br />
bre , colla restituzione <strong>di</strong> tulli i luoghi<br />
occupati, tranne Paliano^P^.), sul quale<br />
si sarebbe poi provveduto, nella casa ora<br />
de'Mattei, che qualifica nobile il Petrilli,<br />
nelle Memorie Preneslinc a p. 236; ma<br />
egli scrive che gli accor<strong>di</strong> seguirono nel-<br />
la casa Leoucilli, famiglia principale del
1 34 V E L<br />
luogo, perchè allora apparteneva ad es-<br />
sa, e dalla quale passò a'delti proprietà-<br />
rf. Il Castellano riporta 1 iscrizione che vi<br />
fu collocata a memoria prò Bello Campatane<br />
, <strong>di</strong>e 7 septembris i55j lue fuit<br />
contrada Pax. L'ultima sciagura <strong>di</strong> Val-<br />
rnonloue, come la qualifica il p. Casimiro,<br />
fu la morte <strong>di</strong> Gio. Battista Couti. Que-<br />
sti nel suo testamento dell' 1 1 gennaio<br />
i574, dopo varie pie <strong>di</strong>sposizioni, tra le<br />
quali per la conservazione della chiesa<br />
<strong>di</strong> s. Angelo de' miuori osservanti e de'<br />
frali , lasciò ducalos duos singulis men-<br />
.y/iu.?, <strong>di</strong>chiaròsuo erede universale Fran-<br />
cesco Sforza conte <strong>di</strong> s. Fiora, figlio <strong>di</strong><br />
Mario, e <strong>di</strong> Fulvia Conti unica sua figlia,<br />
e lo <strong>di</strong>venne nel i5j5 per morte dell'a-<br />
vo. Per mezzo duuque <strong>di</strong> Fulvia s'innestò<br />
il ramo de' Couti <strong>di</strong> Segni e Valmon-<br />
tone nella famiglia Sfoiza , avendo già<br />
Paolo IH perpetuato il vicarialo <strong>di</strong> Segui<br />
e Valojoiiloue ne'<strong>di</strong>scendenti <strong>di</strong> Fulvia e<br />
<strong>di</strong> Mario Sforza <strong>di</strong> lei marito, il che con-<br />
fermò Giulio HI. Secondo la visita del<br />
i 575 della <strong>di</strong>ocesi <strong>di</strong> Palestrina, appari-<br />
sce che le terre della Colonna e <strong>di</strong> Valmontone<br />
una volta fossero soggette al ve-<br />
scovo suhurhicario Pieuestino, e lo rimarca<br />
Petrilli. Riferisce il p. Casimiro,<br />
che gli Sforza signoreggiarono Valmon-<br />
tone sino al i634, h» cui Mario figlio<br />
d' Alessandro lo vendè insieme colla te-<br />
nula <strong>di</strong> Pimpinara a Taddeo Barberini<br />
Prefetto <strong>di</strong> Roma e nipote d' Urbano<br />
VIH, pel prezzo <strong>di</strong> scu<strong>di</strong> 4 2 7>5oo. A suo<br />
tempo il Papa zio fece quanto <strong>di</strong>ssi in fa-<br />
vore della chiesa principale, e con breve<br />
de' 6 maggio i638 concesse a Valmonioae<br />
t ut in <strong>di</strong>eta Terra Vallismonlanae<br />
emporium scu Mercatumferia II ', aut<br />
alio, <strong>di</strong>clo Thaddaeo praefeeto, et principi<br />
bene viso <strong>di</strong>e cuiusvis hebdomadae<br />
nec non in singulis annis per duos <strong>di</strong>es<br />
ante Pentecosten, et octo alios <strong>di</strong>es imme<strong>di</strong>ale<br />
seauenles in eadem <strong>di</strong>eta Terra<br />
Nun<strong>di</strong>naSy seu Ferias iininuncs ab<br />
omni datiorum, gabellarum, pedagiorum,<br />
quidagioriw^jjasòuuui, collecta-<br />
;<br />
V £ L<br />
rum, elcuìitsvis allerius generis itctiga<br />
lium eie. Dopo la morie <strong>di</strong> Taddeo, il car-<br />
<strong>di</strong>nal Francesco Barberini, con chirogra-<br />
fo <strong>di</strong> Papa Innocenzo X Pamphilj, vendè<br />
a'29 aprile 1 65 1 \alcuontone,Lugnano,<br />
Montelanico, colla tenuta <strong>di</strong> Plumbina-<br />
ria, pel prezzo <strong>di</strong> scu<strong>di</strong> 687,298, al suo<br />
nipote principe Camillo Pamphilj, e co-<br />
sì Valmontone passò nella signoria della<br />
nobilissima famiglia Pampliilj (/*.) e da<br />
essa in quella de' principi Boria Pamphi-<br />
lj, che la ritiene ancora, senza la prero-<br />
gativa feudale. M'istruisce Petrilli , <strong>di</strong>e<br />
presagendo Carlo <strong>di</strong> Borbone re delle due<br />
Sicilie, che I' armi austriache tentavano<br />
d' invadere il suo regno, volle nel 1744<br />
uscire da Napoli, e andando loro incon-<br />
tro, avanzandosi alla testa dell'esercito<br />
fino a Valmonloue, non trascurò d'assi-<br />
curarsi <strong>di</strong> Palestrina. Nel riparto territo-<br />
riale del 1827, Valmontone fu incluso nel<br />
<strong>di</strong>stretto d'Anagni e nella delegazione <strong>di</strong><br />
Frosinoue , rimanendo sempre soggetta<br />
quanto allo spirituale al vescovo <strong>di</strong> Se-<br />
gni. Dopo che però da Gregorio XVI fu<br />
formala la legazione <strong>di</strong> Vellelri nel 1 83 1<br />
fu <strong>di</strong>staccata d'A uagni e inclusa nella nuo-<br />
va legazione, nella quale figura come ca-<br />
.° poluogo. Nel 1 <strong>di</strong> maggio 1 843 Valmontone<br />
fu rallegrata dalla presenza <strong>di</strong> Gre-<br />
gorio XVI, e si legge nella Relazione del<br />
viaggio del principe Massimo, che da Lugnauo<br />
traversando una gola molto ame-<br />
na e vestita d' alberi , vi giunse verso le<br />
ore] > e mezzo, aumentandosi in tutto il<br />
suo corteggio il numero de' cavalli per<br />
fare l'ardua salita, in cima alla quale sor-<br />
ge in modo veramente pittoresco. 11 Pa<br />
pa si fermò a ricevere le chiavi preseuta<br />
tegli dal gonfaloniere Gio. Battista Biai<br />
chini alla lesta della sua roagislratuii<br />
accompagnata dal giovinetto Calisto Ci<br />
stini vestitoda paggio alla foggia del X 1<br />
secolo, presso la porta detta <strong>di</strong> Via Nuc<br />
va, che nelle sue fronti esterna e interi!<br />
era stata decorata da due iscrizioni ci<br />
riporta, insieme alle altre che ricorderò.<br />
Dalla 1." si ricava, che anco Iuuuceuzo X<br />
,
V E L<br />
onorò <strong>di</strong> sua presenza VaImontone,edul-<br />
l.i 2.' essere i valmoiitoncsi ilpopolo del-<br />
l'antico Labico. Ivi furono staccati i ca-<br />
valli alla carrozza del Papa da 4° robu-<br />
sti giovani vestiti <strong>di</strong> nero, i quali in mez-<br />
zo agli applausi della moltitu<strong>di</strong>ne, a'suo-<br />
ni delle bande e delle campane, ed agli<br />
spari dell'artiglieria, la tirarono con agilità<br />
in una salita la più ardua che imma-<br />
ginar si possa , passando sotto un arco<br />
trionfale decorato colle statue della Fede<br />
e della Giustizia <strong>di</strong>pinte a chiaroscuro, e<br />
con due iscrizioni, in una delle quali ri-<br />
petasi la comune opiuione degli abitanti,<br />
d'essere Valmoutone succeduta all'anti-<br />
co Labico, Ordo etpopulus Labicanus,<br />
mentre osserva il principe Massimo, ch'è<br />
cosa ormai provata, quest'onore doversi<br />
al castello della Colonna , situato come<br />
quell'antica terra i 5 miglia <strong>di</strong>statile da<br />
liouia. In tal guisa venne Gregorio XVI<br />
condotto sino alla porta della magnifica<br />
chiesa collegiata , sulla <strong>di</strong> cui porta leg-<br />
gevasi un'iscrizione eretta dal collegio<br />
de' cauonici. Ivi ricevuta la bene<strong>di</strong>zione<br />
«.lei ss. Sagramentoda mg/ Traversi ve-<br />
scovo <strong>di</strong> Segni, ed ammessi poscia iu sa-<br />
grestia benignamente al bacio del piede<br />
il clero, il governatore , la magistratura<br />
e le maestre pie, passò ad una loggia co-<br />
struita espressamente vicino alla chiesa e<br />
decorala <strong>di</strong> damaschi rossi , dalla quale<br />
fra il rimbombo dell'artiglieria, il suono<br />
delle campane e de' musicali coucerti <strong>di</strong><br />
banda e d'orchestra, e le grida <strong>di</strong> comu-<br />
ne esultanza, comparti la sua apostolica<br />
bene<strong>di</strong>zione al popolo affollato sulla sot-<br />
toposta piazza, ornata nel lalo sinistro da<br />
una vasta e bellissima apertura sulla cam-<br />
pagna, e nel destro da'due gran<strong>di</strong>osi at-<br />
tigui e<strong>di</strong>lìzi dell'anzidetta chiesa e del pa-<br />
lazzo Doria Pamphilj. Desiderando poi<br />
Gregorio XVI prendere un breve ripo-<br />
so, traversò a pie<strong>di</strong> la suddetta piazza per<br />
entrare nella vicina casa de'fratelli d. Gio-<br />
vanni sacerdote (ora prelato e lodato nel<br />
paragrafo Anag/ii), Angelo e Giuseppe<br />
Capri-Galanti (attuale goufalouicie) , i<br />
VEL i3j<br />
quali ebbero l'onore <strong>di</strong> riceverlo all' iu-<br />
tutta orna-<br />
gresso della loro abitazione ,<br />
ta a quest'oggetto con molto lusso, trat-<br />
tando tutto il nobile seguito <strong>di</strong> sontuosa<br />
colazione imban<strong>di</strong>ta a lauta tavola, in ca-<br />
po alla quale sotto baldacchino sedeva il<br />
Papa, che deguossi anche fermarsi ia una<br />
delle stanze ad osservare un somigliantissimo<br />
busto del defunto loro zio mg. r<br />
d.<br />
Girolamo Galanti celebre letterato e as-<br />
sessore del tesorierato, ed ammettere al<br />
bacio del piede la giovane padrona <strong>di</strong> casa<br />
sig. a<br />
Teresa cousorte del maggiore <strong>di</strong><br />
essi fratelli, alla quale poi da Roma vol-<br />
le mandare una pregevole corona bene-<br />
detta entro astuccio in ricordo della sua<br />
visita , a perpetuare la cui memoria fu<br />
dagli egregi fratelli posta nella sala d'in-<br />
gresso aualoga iscrizione. Piùenergico pe-<br />
rò <strong>di</strong> questa lapide fu l'entusiasmo <strong>di</strong>-<br />
mostrato in tale occasione dal popolo <strong>di</strong><br />
Valmoutone, il quale invi<strong>di</strong>oso della sor-<br />
te compartita a quell'abitazione, volle,<br />
dopo esserne partito il Santo Padre, ave-<br />
re gli avauzi <strong>di</strong> tutto quello che era stato<br />
preparato per un ristoro, onde i padroni<br />
lodati della medesima, dopo <strong>di</strong> aver get-<br />
tato dalle finestre tutti i frammenti del<br />
pane, de' biscotti e altro , che venivano<br />
con avi<strong>di</strong>tà e <strong>di</strong>vozione raccolti dalla mol-<br />
titu<strong>di</strong>ne, non vedendola ancora sod<strong>di</strong>sfat-<br />
ta, le <strong>di</strong>stribuirono ancora le vivande, i<br />
vini, i liquori e le confetture, e così per-<br />
petuare in Valmontone la memoria <strong>di</strong><br />
quella giornata, che terminò con generale<br />
illuminazione. Intanto Gregorio XVI<br />
essendone partito alle ore i 7 scendendo<br />
a pie<strong>di</strong> con tutto il suo corteggio la stra-<br />
da principale sparsa <strong>di</strong> fioi i, e lateralmente<br />
ornata <strong>di</strong> drappi che formavano un<br />
vago contrasto coli' architettura antica<br />
delle case, raggiunse le sue carrozze, nel-<br />
le quali proseguendo la rapida scesa <strong>di</strong><br />
Valmoutone in mezzo ad uua continua<br />
folla <strong>di</strong> gente giubilante, si rimise quin-<br />
<strong>di</strong> iu viaggio sulla via Casi lina nel terri-<br />
torio <strong>di</strong> Segni. Noterò, che il municipio<br />
<strong>di</strong>spensò iu un libretto stampato le pub-
.36 VEL<br />
bliche siim mentova le descrizioni, con altra<br />
de<strong>di</strong>catoria a Gregorio XVI magnaniino,giuslo,<br />
clemente,pio ec.Quin<strong>di</strong> pub-<br />
blicò il n.°85 del Diario <strong>di</strong> Roma del<br />
]843 stesso, che il Papa con breve de'<br />
26 settembre erasi degnato d' elevare al<br />
rango <strong>di</strong> città la terra <strong>di</strong> Valmontone.<br />
Questa a' io aprile i85o fu onorata dal-<br />
la presenza del regnante Papa Pio IX,<br />
nel modo seguente che apprendo dalla<br />
Relazione del viaggio del cominend/<br />
Barioni. Egli riferisce che giunse dopo<br />
il mezzodì a Valmontone, che credesi da<br />
alcuni fabbricato dov' era l'antica Labicum,<br />
o più dottamente dal Nibby dove<br />
l'antica Toleriuui, posta alle scaturigini<br />
del fiume Tolèro oggi Sacco. Il principe<br />
d. Filippo Doria-Pamphilj sapendo che<br />
il Papa terrebbe quella via, 1' avea pre^<br />
gaio perchè si piacesse onorare in passando<br />
per colà il suo palazzo, fermandovisi<br />
almeno per breve ora a ristorarsi del<br />
viaggio, e il Sauto Padre avea accettato<br />
l'invito. Quel palazzo, un tempo castello<br />
baronale, domina per la mole e per la si-<br />
tuazione tutto il resto del paese; nell'in-<br />
terno è danneggiato e guasto in più par-<br />
ti, come quello che Lia sofferto spesse de-<br />
vastazioni <strong>di</strong> truppe anche recenti. Ciò<br />
non ostante la grande sala era tutta mes-<br />
sa a parati <strong>di</strong> seta, con altri addobbi e sup-<br />
pellettili. Nella quale il Papa ricevuto dal<br />
principe e dalla principessa sua consorte,<br />
nata de'conli <strong>di</strong> Shrewsbury {J 7 .), dopo<br />
averli ammessi con tutti i loro figli e fa-<br />
miglia a baciare il piede, e dopo avervi<br />
ammesso pure il clero e i consiglieri mu-<br />
nicipali, non che le deputazioni delle vi-<br />
cine Palestrina , Cave e Genazzano , sedendo<br />
tuttavia in luogo elevato a modo<br />
<strong>di</strong> suggeslo, prese una bevanda; mentre<br />
i personaggi del seguito furono serviti <strong>di</strong><br />
rinfreschi ad una mensa lautamente im-<br />
ban<strong>di</strong>ta. Nel breve tempo in ciò trascor-<br />
so, già una lapide <strong>di</strong> marmo era stata in-<br />
fissa nella parete <strong>di</strong> contro alla scala, per<br />
conservare durevole fra le memorie del-<br />
la nubilissima casa ancor questa dell'ono-<br />
VEL<br />
re accordatole dal Pontefice Pio IX ,<br />
ospitarvi alquanto nel suo glorioso ritor-<br />
no da Portici e Napoli a Roma, il quale<br />
potè leggerla nel partire. Per questo modo<br />
il principe Doria-Pamphilj mostrò in<br />
quanto pregio teneva egli , e intendeva<br />
fosse tenuto da'suoi posteri, quell'onore.<br />
L'iscrizione colle altre che vado a <strong>di</strong>re, si<br />
leggono nella Relazione. Esse sono, quel-<br />
la della commissione municipale <strong>di</strong> Val-<br />
montone; le due dell'arco trionfale eret-<br />
to dalla città, àacwes Falmonloniensesj<br />
le tre sopra la porta principale del paese e<br />
lateralmente, ove leggo: Ordo et Populus<br />
Labicanorumj e quelle della porta Romana<br />
e della porta della collegiata. Inol-<br />
tre rica vo dal Giornale <strong>di</strong> Roma del 1 8 5o<br />
a p. 33o, e meglio a p. 362, con articolo<br />
scritto iu Valmontone. Che questa città<br />
alle ore 2 pomeri<strong>di</strong>ane de' 1 o aprile, eb-<br />
be la sorte d'ossequiare il sommo Ponte-<br />
fice ivi <strong>di</strong> transito, nel restituirsi alla sua<br />
sede. Nell'arco trionfale eretto sulla gran-<br />
de strada, prossimo a Valmontone, fu ri-<br />
cevuto dal governatore loca!e,e dalla com-<br />
missione municipale che gli presentò le<br />
chiavi io segno <strong>di</strong> sud<strong>di</strong>tanza, fra l'inces-<br />
santi acclamazioni della popolazione, e <strong>di</strong><br />
quella da'vicini paesi accorsa. Gli e<strong>di</strong>lizi<br />
erauo ornati <strong>di</strong> parati;! concerti della ban-<br />
da musicale, lo sparo de'raortari, e il suono<br />
delle campane accrescevano la comu-<br />
ne allegrezza. Il Papa smontò alla chie-<br />
sa collegiata , dove prese la bene<strong>di</strong>zione<br />
del ss. Sagramento; quin<strong>di</strong> entrò nell'at-<br />
tiguo palazzo Doria Pampini] messo a fe-<br />
sta dal principe d. Filippo Andrea, con<br />
quella magnificenza <strong>di</strong> lui propria, e da<br />
una loggia riccamente ornata comparti<br />
l'apostolica bene<strong>di</strong>zione alla <strong>di</strong>vota mol-<br />
titu<strong>di</strong>ne che l'impetrava. Nello stesso pa-<br />
lazzo si degnò il santo Padre , assiso in<br />
trono, d'ammettere al bacio del piede l'ec-<br />
cellentissima famiglia proprietaria, che in-<br />
tera eravisi recata da Roma , il capitolo<br />
ed altri del clero secolare e regolare, il go-<br />
vernatore, la commissione municipale de<br />
luogo, le deputazioni <strong>di</strong> Palestrina , Gt<br />
<strong>di</strong>
VEL<br />
nnzzano e Lugnano, molli religiosi de' vi-<br />
cini conventi, i seminaristi e altre <strong>di</strong>stin-<br />
te persone ivi portatesi per averne l'ono-<br />
re. Dopo alquanto riposo il Papa parli<br />
per Vellelri , mentre la popolazione <strong>di</strong>-<br />
mostrò nuovamente la gioia da cui era<br />
compresa, facendone pure testimonianza<br />
le rammentate iscrizioni. Nella sera , ol-<br />
tre l'illuminazione generale, fu incen<strong>di</strong>a-<br />
to un fuoco artificiale in segno d'esultan-<br />
za, e si <strong>di</strong>spose la <strong>di</strong>stribuzione <strong>di</strong> 6 doti<br />
alle zitelle povere, 4 per parte del comu-<br />
ne, e 2 per parte della confraternita del<br />
Gonfalone: altre 4 doti poi si aggiunsero<br />
con porzione del fondo lasciato in abbondanza<br />
dal Papa per elargizione a' poveri,<br />
iu mani del cai), d. Giovanni Capri-Ga-<br />
lanti vicario foraneo, il quale impiegò il<br />
resto in paglioni, effetti <strong>di</strong> vestiario e a-<br />
limenti a'più bisognosi. Altra elargizione<br />
a'poveri lasciò il principe Doria-Pamphi-<br />
lj, per sì felice avvenimento <strong>di</strong> cui si a-<br />
vi a perenue ricordanza. Valmontone con-<br />
tiene <strong>di</strong>stinte famiglie, ed iu vari tempi ha<br />
prodotto degli uomini illustri nell'armi,<br />
nelle lettere e nelle <strong>di</strong>gnità ecclesiastiche<br />
e civili. Registrai Ira'vescovi <strong>di</strong> Tran nel<br />
j 349 Bartolomeo da Valmoutone, lega-<br />
to a' rasciani , albanesi e al re <strong>di</strong> Servia.<br />
Trovo nella Series Ree lorum Anconitanue<br />
Marchiae del Leopar<strong>di</strong> , nel r 44^*<br />
TliesaurariusRevercn<strong>di</strong>ssimus Doininus<br />
Justus de f'almonlone. Il nominato Giu-<br />
sto Conti, poeta, giureconsulto e oratore,<br />
non mai senatore come alcuni scrissero,<br />
e l'avverte il p. Casimiro da Roma; mor-<br />
to consigliere del celebre Malatesta signore<br />
<strong>di</strong> Rimini, in quella città a'iq novem-<br />
bre 1449 e sepolto con solennissimo ono-<br />
re nella chiesa <strong>di</strong> s. Francesco. Dalla qual<br />
notizia, soggiunge il p. Casimiro, potrà<br />
ora ('ermamente decidersi la controversia<br />
tra lab. Salvini e i Giornalisti d' Italia,<br />
se Giusto abbia o no conosciuto il Pe-<br />
trarca , ove sia motto e in qual tempo.<br />
Lui vivente, <strong>di</strong>ceche fiorì il car<strong>di</strong>nal Lu-<br />
cido Conti, slu<strong>di</strong>orum luimaniltitis Jla-<br />
graulii.-.u.ius, ed il fratello Alto Couti vii<br />
VEL i3 7<br />
doctm et prudens (ed io aggiungerò ret-<br />
tore <strong>di</strong> Marittima e Campagna ben amato,<br />
come scrissero le comuni delle mede-<br />
sime al concilio <strong>di</strong> Costanza, ed a cui peL<br />
l.° <strong>di</strong> sua famiglia Martino V conferì l'onorifica<br />
carica <strong>di</strong> Maestro del sagro O-<br />
spizio), il cui figlio Giovanni si rese glo-<br />
rioso nell' esercizio della guerra , perciò<br />
1<br />
detto armorum ductor sagacissima. !.<br />
Forse tali personaggi, come signori <strong>di</strong> Valmontone<br />
saranno ivi nati e perciò ricor-<br />
dali dal p. Casimiro, altrimenti de'cele-<br />
bri che fiorirono nella cospicua famiglia<br />
avrebbe dovuto ragionare <strong>di</strong> molti. Il già<br />
lodato mg/ Girolamo Galanti, lo celebrai<br />
nel voi. LXXIV, p. 33o e seg., siccome<br />
profondo anche nelle scienze economiche<br />
e <strong>di</strong> finanza , che da segretario generale<br />
del lesorieralo, Gregorio XVI promosse<br />
ad assessore del medesimo, uel rior<strong>di</strong>na-<br />
re questo vasto ministero; non che a vi-<br />
sitatore delle dogane e de'dazi <strong>di</strong> consumo,<br />
a pro-tesoriere, a prelato domestico<br />
e referendario delle due segnature. Ivi<br />
rammentai l'articolo necrologico pubbli-<br />
cato dal Diario <strong>di</strong> Roma nel 1 838, e poi<br />
riprodotto dal cav. e d. r<br />
Andrea Belli romano<br />
a p.
i38 VEL<br />
forti <strong>di</strong> nostra s. Religione e dopo avere<br />
ricevuto la speciale bene<strong>di</strong>zione aposto-<br />
lica <strong>di</strong> Gregorio XVI, per la grazia estima<br />
che ne godeva, a mezzodì cug. r<br />
Tosti<br />
tesoriere generale in abito prelatizio, con-<br />
fortandolo con pietose e commoventi pa-<br />
iole, estremo segno della sovrana consi-<br />
derazione; sommo nella metafisica e in<br />
tutte le scienze esatte , ben conoscitore<br />
della storia naturale in ogni ramo , sop-<br />
praltutto nella statistica e pubblica economia,<br />
nella quale dava opera con somma<br />
alacrità, e potea <strong>di</strong>rsi il maestro <strong>di</strong> co-<br />
loro che sanno. L'integrità della vita, la<br />
purezza de'costumi, facevano più belle le<br />
rare doti del cuore e della mente. La sua<br />
sceltissima libreria, precipuamente dovi-<br />
ziosa <strong>di</strong> opere <strong>di</strong> scienze naturali ed economiche,<br />
l'acquistò l'università romana<br />
per la sua biblioteca Alessandrina. Que-<br />
sto illustre e facondo prelato, è uno de'<br />
tanti eccellenti usciti dal Collegio Pam-<br />
pliilj , il quale ora si gloria del car<strong>di</strong>nal<br />
Santucci. Ne fu concitta<strong>di</strong>no e maestro<br />
mg. r<br />
Pietro Antonio Luciani arciprete del-<br />
la collegiata e poi benemerentissimo vescovo<br />
<strong>di</strong> Segni, nel quale articolo enumerai<br />
le splen<strong>di</strong>de virtù che P adornarono:<br />
in quella cattedrale ne'solenni funerali ne<br />
recitò l'orazione funebre mg. r Francesco<br />
De Biasi; altri ne celebrò la patria colle-<br />
giata, siccome morto in Valmontone, che<br />
si pregia del venerando prelato. Leggo<br />
nella benemerita Civiltà Cattolica, serie<br />
3. a<br />
, t. 8, p. 97, essersi pubblicato; Bio-<br />
grafia <strong>di</strong> mons, Pietro Antonio Lucia-<br />
ni vescovo <strong>di</strong> Segni, scritta dal prof,<br />
sac, Alessandro Alti, Roma 1 8 5<br />
7 . Il territorio,<br />
<strong>di</strong>ce Calindri,soprattutto produce<br />
in abbondanza grano, granturco, biada,<br />
legumi, vino, fieno.<br />
Lagnano. Comune della <strong>di</strong>ocesi <strong>di</strong> Pa-<br />
)eslrina,con territorio in colle e in piano,<br />
<strong>di</strong>stante da Roma 23 miglia, circa 5 da<br />
Palestrina, e da Valmontone uno e mez-<br />
zo. Giace sull'antica via Labic-tna, sopra<br />
un ripiano d'un colle alto e <strong>di</strong>rupato <strong>di</strong><br />
tuia lionato, che gira circa uu meuo mi-<br />
V E L<br />
glio, e non è accessibile se non dal lato<br />
<strong>di</strong> nord-ovest. 11 Piazza <strong>di</strong>ce che gode sito<br />
ameno e fertile, benché <strong>di</strong> aria non<br />
tanto salubre; e Marocco ne biasima l'in-<br />
terne vie. Osserva Nibby,ch'essa non con-<br />
tiene altro oggetto che meriti particola-<br />
re memoria, se non la casa dove nacque<br />
Francesco Ficoroni antiquario assai ce-<br />
lebre, delle cui opere parlai in tanti luo-<br />
ghijche si <strong>di</strong>stinse nella 1.'metà del secolo<br />
scorsoci quale più volte ragiona nelle sue<br />
molteplici opere <strong>di</strong> questa sua terra na-<br />
tale, ma specialmente in quella che in-<br />
titolò: Memorie delle cose ritrovate nel<br />
territorio della prima e seconda città<br />
<strong>di</strong> Labico, nella quale a p. 66 partico-<br />
larmente la descrive. Siccome con essa<br />
volle provare che Labico [T y .) fosse sul<br />
Colle de'Quadri presso Lugnauo, per-<br />
ciò in quell' articolo ricordai tale opera e<br />
da chi venne confutata. Marocco racconta<br />
che Ficoroni figlio <strong>di</strong> Bonifacio <strong>di</strong> pove-<br />
ra con<strong>di</strong>zione, da fanciullo si recò in Roma,<br />
venendo aiutato e protetto da un av-<br />
vocalo, ed ivi morì eru<strong>di</strong>tissimo archeo-<br />
logo sotto la cura <strong>di</strong>s.Lorenzo inPanisper-<br />
na. La piccola chiesa parrocchiale è de<strong>di</strong>-<br />
cata a s.Andrea apostolo, che il Piazza la<br />
<strong>di</strong>sse antica e restaurata dalla popolazio-<br />
ne nel declinar del secolo XVII, avente<br />
numerosa compagnia del ss. Sagrameu-<br />
to, con 6 altari, e casa annessa pel par-<br />
roco. Le altre chiese descritte dal Piazza<br />
sono : l'antica e suburbaua <strong>di</strong> s. Miria<br />
del Piuvo, poco <strong>di</strong>scosta dal paese e <strong>di</strong><br />
molta <strong>di</strong>vozione pel popolo; e s. Maria<br />
della Piazza Nuova vicina al castello, pu-<br />
re <strong>di</strong> grande <strong>di</strong>vozione e mantenuta dalla<br />
pietà de' fedeli, la cui fabbrica dovea<br />
compiersi. Racconta Nibby, che il taglio<br />
rapido e artificiale delle rupi, le grotte<br />
scavate nel masso presso a' due fontanili<br />
nel luogo chiamato gli Amari sono un<br />
in<strong>di</strong>zio evidente che questa terra ne' tem-<br />
pi più antichi venne abitata, e che sor-<br />
se ivi una delle città antichissime del La-<br />
zio, <strong>di</strong> quelle 53 nominale da Plinio, che<br />
a' suoi gioiui erano scomparse senza la-
VEL<br />
sciar vestigio. Che poscia vi sorgesse una<br />
villa ne sono prova le scoperte fatte ne'<br />
<strong>di</strong>ntorni <strong>di</strong> questa terra medesima, in o-<br />
gni tempo, ma particolarmente nel I.<br />
periodo del secolo passato, che sono ri-<br />
ferite e in parte illustrate con tavole dal<br />
Ficoroni a p. 71 della sua Memoria.<br />
Fra queste scoperte primeggia specialmente<br />
quella della famosa cista mistica<br />
e dello specchio <strong>di</strong> bronzo, monumenti<br />
rarissimi dell'arte e della lingua de' Ia-<br />
lini più antichi, i quali si conservano nel<br />
museo del collegio romano perdono ge-<br />
neroso dello stesso Ficoroni che li acqui-<br />
stò, e Nibby crede che possano apparte-<br />
nere alla città primitiva. Egli inoltre opi-<br />
na, che fra le città latine da Plinio e da<br />
altri scrittori ricordate, quasi potersi <strong>di</strong>re<br />
che debba collocarsi a Lugnano la sola<br />
Dola o Fola, la cui etimologia tratta<br />
dalla forma del ripiano, somigliante alla<br />
pianta della mano del piede, mirabilmente<br />
si accorda con quella del luogo<br />
ch'è <strong>di</strong> forma oblunga, isolato da tutte<br />
le parti, meno verso nord-ovest, come<br />
<strong>di</strong>ssi. Quest' opinione per la prima volta<br />
fu emessa dal Ficoroni, ed oltre l'appog-<br />
gio dell'etimologia ha pure quello del-<br />
l' autorità <strong>di</strong> Livio, Dionisio e Plutarco.<br />
Di questi 3 scrittori ili. "narra cornei bo-<br />
bini fecero nel 342 <strong>di</strong> Roma scorrerie nel-<br />
l'agro Labicano a loro limitrofo; era per-<br />
tanto Boia vicino a Labico, che il suo ter-<br />
ritorio confinava col Labicano. Quin<strong>di</strong><br />
Dionisio descrivendo l'invasione che fe-<br />
ce Coriolano delle terre latine, mostra<br />
come quell'esule romano, dopo aver pre-<br />
so e ridotta a deserto la città de'toleri-<br />
ni, condusse l'esercito contro i boluui, i<br />
quali nella 1 ."sortita vinsero, ma nella a. a<br />
attirali a bella posta da Coriolano in luo-<br />
go opportuno, furono <strong>di</strong>sfatti compiutamente,<br />
ed inseguili da'volsci fino alla cit-<br />
tà, eutrarono misti a'nemici, che gì' in-<br />
calzavano in modo, che Boia presa d'as-<br />
salto fu data in preda al saccheggio e gli<br />
abitanti furono posti in ischiavitù; ridot-<br />
ta Dola, portossi Coriolano contro Lubi-<br />
VEL i3tj<br />
co. Plutarco narrando lo slesso fatto <strong>di</strong>-<br />
ce, che quel condottiere prese e saccheg-<br />
giò successi vamenle le città de* tolerini,<br />
de'labicani, de'pedani e de'bolani, e mi-<br />
se in ischiavitù gli abitanti. Mettendo da<br />
canto per un momento Tolero, stabilito<br />
dal Nibby che Labico era alla Colonna<br />
e Pedo a Gallwano t e ricordandosi della<br />
contiguità del territorio Bolano col Labi-<br />
cano, uiun altro meglio conviene alla po-<br />
sizione <strong>di</strong> Boia che Lugnano, considerando<br />
che Zagarolo e s. Cesario facevano<br />
parte dell'agro Labicano, mentre <strong>di</strong> fian-<br />
co lasciasi Preneste e il suo territorio, che<br />
mai non si nominano in tutta quella scor-<br />
reria militare. Queste autorità unite agli<br />
altri argomenti, e alla descrizione che Dio-<br />
nisio lasciò della situazione <strong>di</strong> Boia, escludono<br />
che quest'antica città del Lazio fos-<br />
se a Poli, dove per una somiglianza ili<br />
nome comunemente si pone, quantunque<br />
l'origine <strong>di</strong> quello sia <strong>di</strong> molti secoli posteriore,<br />
come riportai nel voi. LXXV,<br />
p. 280, descrivendolo. Della storia <strong>di</strong> Bo-<br />
ia, oltre i fatti già in<strong>di</strong>cali, poche altre<br />
memorie rimangono. Virgilio <strong>di</strong>chiara<br />
che fu una delle tante colonie albane fon-<br />
date da Latino Silvio. Ma <strong>di</strong> essa non si<br />
fa ulteriore menzione fino alla mossa <strong>di</strong><br />
Coriolano contro Roma, allorché fu sac-<br />
cheggiata e fatti schiavi gli abitanti. Es-<br />
sendo sul limite del confine Latino ven-<br />
ne occupata dagli equi, dopo che questi<br />
ebbero conquistato il tratto del territo-<br />
rio Eroico ch'era sulla riva sinistra del-<br />
l'Aniene fra Subiaco e Palestrina. Essi la<br />
colonizzarono e <strong>di</strong> là fecero scorrerie nel<br />
territorio -limitrofo <strong>di</strong> Labico; ma 4 anni<br />
dopo cioè nel 34^ <strong>di</strong> Roma, fu con lieve<br />
per<strong>di</strong>ta, e dopo un corto asse<strong>di</strong>o presa<br />
da' romani. In tal circostanza L. Sestio<br />
tribuno della plebe propose che vi si mandasse<br />
una colonia, comesi era fatto a La»<br />
bico; ma trovò insormontabile opposi-<br />
zione nel senato. Gli equi profittando <strong>di</strong><br />
questa svista l'occuparono <strong>di</strong> nuovo nel-<br />
l'anno seguente, e vi mandarono una co-<br />
Ionia, ralforzaudo iu tal guisa il castello.
i4o VEL<br />
Presa <strong>di</strong> nuovo da'romani fu causa d'un<br />
fiero <strong>di</strong>battimento fra M. Postnmio Re-<br />
gillense tribuno militare e investito del-<br />
l'autorità consolare, e L. Sestio tribuno<br />
della plebe, <strong>di</strong>battimento ch'è a lungo ri-<br />
ferito da Livio, e clie fini colla morte <strong>di</strong><br />
Postumio, il quale fu da'suoi medesimi<br />
soldati lapidato. Siffatte <strong>di</strong>scor<strong>di</strong>e non po-<br />
tevano se non favorire i progetti ulterio-<br />
ri degli equi che conoscevano l'impor-<br />
taiua del sito; quin<strong>di</strong> tornarono ad oc-<br />
cuparla, e vi si mantennero sal<strong>di</strong> sino al<br />
368, in <strong>di</strong>e vennero dal celebre CamiU<br />
lo compiutamente <strong>di</strong>sfatti sotto le mura<br />
stesse <strong>di</strong> questa città , la quale fu presa.<br />
Sembra <strong>di</strong>e allora venisse interamente<br />
<strong>di</strong>strutta, poiché nella storia non più si<br />
ricorda, e solo il cognome <strong>di</strong> Bolanus<br />
eli' ebbero vari romani ne rammenta il<br />
nome. Come altre città fondate ne' più<br />
antichi tempi e dal potere e dall' ambi*<br />
zione de'romani annichilite, Boia <strong>di</strong>ven-<br />
ne proprietà <strong>di</strong> qualche ricco romano, il<br />
quale avendo il cognome <strong>di</strong> Longus, cos'i<br />
comune presso gli antichi, lo comunicò<br />
al fondo, che Fundus Longianus venne<br />
appellato, nome dal quale deriva il moderno<br />
con leggera alterazione. Vero è pe-<br />
rò che <strong>di</strong> questo fondo, o villa che fosse,<br />
non rimane notizia espressa, la quale sia<br />
anteriore al i.° periodo del secolo Vili,<br />
cioè circa l'anno 720 <strong>di</strong> nostra era :<br />
allo-<br />
ra apparteneva alla Chiesa romana, e s,<br />
Gregorio II lo <strong>di</strong>e in enfiteusi ad Anualdo<br />
tribuno, insieme con quello attinente<br />
denominato allora Casa Maìor, siccome<br />
si trae dal registro <strong>di</strong> CencioCamerario,<br />
inserito dal Muratori nel t. 5, p. 386 del-<br />
l' Ani, Med. Aevi, nel quale così viene<br />
enunciato quell'atto: Jdem,óaè Gregorius<br />
iunior, Atuialdo tribuno fandum<br />
Casarnaiorem et Longoieianum ex corpare<br />
patri/nomi Lavicani , territorio<br />
Praencslino, millìario ab Urbe Roma<br />
plus minus vigesimo uno praestantem<br />
Bisant. L, Q. anni Solid. Il territorio, e<br />
la <strong>di</strong>stanza da Roma bene si accordano<br />
Ut fare riconoscere in Luguauo \\ Fun-<br />
VEL<br />
<strong>di</strong>tx Longoii'ianus, riflettendo che unito<br />
a quello <strong>di</strong> Casa Maior il confine trovavasi<br />
più ravvicinalo a Roma : il nome<br />
è un' evidente corruzione del transcrit-<br />
tore, che scambiò Longianus in Longo-<br />
ieianus. Il Petrini ancora riportando il<br />
Muratori, all'anno 780, <strong>di</strong>ce nominarsi i<br />
due fon<strong>di</strong> Casa maggiore e Longocia-<br />
//o.ond'è assai verosimile che quin<strong>di</strong> preti-<br />
desse il nome <strong>di</strong> Lugnano. E Longocia'<br />
no lo chiama Marocco. Dipoi latinamen-<br />
te meglio si <strong>di</strong>sse Longeianum. I Conti<br />
tusculani che ne' secoli IX e X tanta in-<br />
fluenza e potenza ebbero in questa parte<br />
d'Italia, furono signori <strong>di</strong> questo fondo.<br />
Vuole Calindri, che nel 1 100 Papa Pa-<br />
squale II concesse questo paese a' Conti<br />
<strong>di</strong> lìo vaccini, ond'era sorto tanto prima.<br />
Nel secolo XIII <strong>di</strong>venne retaggio de' Conti<br />
(F.) <strong>di</strong> Segni, e ne' loro monumenti lo<br />
trovo nominato Castrimi Lngnani. Que-<br />
sti ritennero il dominio <strong>di</strong> Lugnano ili<br />
al 1 075, in cui quel ramo si estinse, l'i<br />
timo Gio. Battista Conti avendo <strong>di</strong>chì<br />
rato suo erede universale Federico Sfoi<br />
za, nato dall'unica sua figlia Fulvia, pervenne<br />
nella proprietà degli Sforza. Fin-<br />
ché neli634 pe'debiti eccessivi contratti<br />
da Mario 1 1 Sforza, vendè Lugnano pe<br />
70,000 scu<strong>di</strong> al principe Taddeo Bari<br />
rini nipote d'Urbano Vili, e dopo 17<br />
ni fu acquistato nel 1601 dal princi|<br />
Camillo Pamphilj nipote d'Innocenzo X,<br />
unitamente a Valiuonlune e altre terre,<br />
e dopo l'estinzione <strong>di</strong> tal famiglia passò<br />
cogli altri beni Pamphiliani a' principi<br />
Doria-Pamphilj, che ancora lo ritengo-<br />
no. Nel viaggio fatto nel 1 843 da Grego-<br />
rio XVI alle provincie <strong>di</strong> Marittima e<br />
Campagna, partito daRoma ili. "maggio,<br />
come si legge tiellaAeiaztb/zedel principe<br />
Massimo, traversò col suo corteggio Lugnano,<br />
i <strong>di</strong> cui abitanti a contrassegnare<br />
hi loro gioia alla meglio e con drappi or-<br />
narono le finestre, avendo eretto sulla<br />
pubblica via un arco trionfale sovrastato<br />
dal pontificio stemma, inventato e deli-<br />
neato da Giuseppe Mauni <strong>di</strong> Gaviguana,<br />
. 1
VEL<br />
il quale umiliò copia del <strong>di</strong>segno al Pa-<br />
na, e Iutiera Io conservo. Nell'iscrizione<br />
festiva riprodotta dalla Relazione, ti'tflude<br />
all' antica derivazione <strong>di</strong> Lugna-<br />
110, colle parole : Vetustiun Oppidum<br />
Lotigeianum. Tra le acclamazioni della<br />
popolazione, paternamente benedetta dal<br />
Papa, questi proseguì il viaggio per Valmontone.<br />
E quando il legnante Pio IX<br />
onorò questa città <strong>di</strong> sua presenza a' io<br />
aprile i85o, una deputazione <strong>di</strong> Lugnano<br />
visi recò a fargli omaggio,accorrendo l'e-<br />
sultante popolazione nel suo passaggio a<br />
riceverne la bene<strong>di</strong>zione.<br />
Monte Fortino. Comune della <strong>di</strong>oce-<br />
si <strong>di</strong> Segni, dalla qual città è <strong>di</strong>stante 9<br />
miglia e altrettante e più da Velletri, al<br />
3o.° miglio dell'antica via Latina, con<br />
territorio in monte e piano. Il Ricchi la<br />
<strong>di</strong>ce situata in una falda <strong>di</strong> monte sì ri-<br />
pida e scoscesa, che appariscono i suoi<br />
e<strong>di</strong>lìzi l'uno sopra l'altro, sotto il giogo<br />
de'monti Lepini, fra le suddette città e<br />
Cori. Il Marocco che la visitò e molto ne<br />
tratta, <strong>di</strong>ce sorgere poco lungi dalle ve-<br />
stigia dell'antica via Latina sopra un gran<br />
masso <strong>di</strong> pietra viva, rimpettoa Valmon-<br />
tone, da cui è <strong>di</strong>scosta circa 3 miglia, la<br />
cui strada eccellente guida anche a Roma.<br />
Lo scoglio sopra cui ella siede non<br />
meriterebbe il nome <strong>di</strong> monte se non ve-<br />
nisse ad unirsi ad altro maggiore che gli<br />
sovrasta, mirabile essendo il suo fabbri-<br />
cato, perchè formato a guisa <strong>di</strong> gra<strong>di</strong>na-<br />
ta l'un l'altro soprastando, talché se un'a-<br />
bitazione rovinasse, con molla forza pre-<br />
cipiterebbe sulla sottoposta a motivo del-<br />
l'inclinazione della rupe. Ivi si gode la<br />
pittorica visuale delle sottostanti cam-<br />
pagne. Questo sito è fiancheggiato da al-<br />
te rupi, e in alcune parti rendesi inacces-<br />
sibile, fuorché dove si congiunge nella<br />
valle Eroica, venendo anticamente <strong>di</strong>feso<br />
dalla sua forte rocca, che esisteva sul ver-<br />
tice del gran masso. Le fabbriche verso<br />
la parte boreale sino al piano, sono <strong>di</strong>s-<br />
poste con notevole simmetria. Tra'volsci<br />
questo monte si considera meraviglioso,<br />
VEL i4t<br />
poiché concatenato cogli altri per lungo<br />
tratto si <strong>di</strong>stende a ingombrare la regio-<br />
ne nella quale anticamente fiorivano il-<br />
lustri città, dal ferro e dal fuoco miseramente<br />
<strong>di</strong>strutte, e dove uomini insigni<br />
ebbero la culla. A destra verso oriente<br />
gode la vista della maestosa Segni; le so-<br />
vrasta a tergo Rocca Massima; <strong>di</strong> fronte<br />
riguarda il monte Prenestino, con Pale -<br />
strina nella falda e Castel s. Pietro sulla<br />
sommità; a sinistra è il castello <strong>di</strong> Giulianello,<br />
e finalmente Velletri colla quale<br />
ha continuo commercio. Dall'alto, oltre i<br />
nominati luoghi,» vedonoFerentino,Bau-<br />
co, l'altissimo Fumone (ebbe una formi-<br />
dabile fortezza tenuta inespugnabile per<br />
l'eminente posizione, onde soleva <strong>di</strong>rsi :<br />
Si Fummo fumat, tota Campa nea fre-<br />
mei), la grata Anagni, l'imponenti' Ita-<br />
liano, il Tiglio, il Serrone, l'elevala Ci-<br />
vitella,01evano, Roiate, Genr.zzano, Ca-<br />
ve, Rocca <strong>di</strong> Cave, Lugnano, il quasi <strong>di</strong>-<br />
strutto Colle Ferro, e Flumiuaria oggi<br />
Pimpinara, <strong>di</strong> cui esistono le rovine. Ha<br />
il monte Algido dalla parte occidentale,<br />
ove ancora si vedono le reliquie dell'an-<br />
tico castello omonimo, <strong>di</strong>stante più <strong>di</strong> 7<br />
miglia, e le rovine <strong>di</strong> Lariano soggetto al<br />
comune veliterno. L'aria è salubre, e nel-<br />
l'inverno domina il freddo, come nella<br />
parte più riparata dal monte resta priva<br />
del sole per 4° giorni, gli abitanti sup-<br />
plendovi col fuoco, fornendo copiosa legna<br />
la grande selva e altre macchie vicine.<br />
Gli abitanti sono forti e animosi. Le<br />
fabbriche comunemente sono rustiche,<br />
alcune co'tetti <strong>di</strong> tavole e per lo più sen-<br />
za regolare <strong>di</strong>segno, a motivo della gra-<br />
vissima desolazione a cui soggiacque nel<br />
l557. Piipatriati gli abitanti, dopo l'ec-<br />
ci<strong>di</strong>o da cui scamparono, rialzarono al-<br />
la meglio le demolile abitazioni e solle-<br />
citamente per <strong>di</strong>fendersi dall'intemperie.<br />
Non mancano convenienti e<strong>di</strong>lìzi. La par-<br />
te più antica però della terra era la su-<br />
periore, e più forte come <strong>di</strong>fesa dall'alte<br />
rupi e dall'asprezza dell'accesso dal pia-<br />
no. Osserva il Castellano, ch'è fama ivi
i/p VEL<br />
riparassero dopo i bellici <strong>di</strong>sastri, gli a-<br />
bi tonti delle contigue città, fra le quali<br />
si nominano Ortona ed Eecetra ; poicliè<br />
sulla cima del monte cbe domina il pae-<br />
se, si <strong>di</strong>lata una bella pianura, dalla qua-<br />
le si contemplano la Valle Etnica, il La-<br />
zio, l'agio Velilerno, le Palu<strong>di</strong> Pontine<br />
e più oltre il mare, e <strong>di</strong>cesi Piano dì Ci-<br />
vita, ed è recinto all'intorno sul perime-<br />
tro d'una lega da macigni <strong>di</strong> pietra palombina<br />
commessi senza cemento alla<br />
foggia <strong>di</strong> antiche mura romane, cbe me-<br />
ritarono essere descritte da Palla<strong>di</strong>o.<br />
Tracce d'altro muro interno più ristret-<br />
to si vedono nell'estrema sommità in fi-<br />
gura quadrata, cbe doveano forse desi-<br />
gnare la rocca. Si sono <strong>di</strong>scoperti nelle<br />
vicinanze de' sepolcreti, e nel recinto lalune<br />
stanze sotterranee con pavimento<br />
a musaico, opere figuline, olle, lumi per-<br />
petui, e monete d'oro, d'argento e rame.<br />
Riferisce inoltre Castellano, che due vie<br />
conducevano alla città; l'ima faceva capo<br />
nella via Latina al luogo detto Pandochia<br />
o pubblico ospizio, e <strong>di</strong> là ascen-<br />
devasi il Colle dell'Impera tore,coù detto<br />
perchè vuoisi che ivi esistesse un oppido<br />
denominalo Ad Pietas (Nibby parlando<br />
<strong>di</strong> Valmonlone,<strong>di</strong>ce che la giunzione del-<br />
le due vieLatina e Labicanafacevasi pres-<br />
so la stazione ad Pietas, la quale avrà<br />
tratto il nome dalle pitture che 1' orna-<br />
\ano,coinciderdo nel sito pressoCollede'<br />
Quadri), luogo magnifico e delizioso per<br />
le pitture che 1' adornavano, <strong>di</strong> che fan<br />
feùe i ruderi, ed i molti frammenti <strong>di</strong><br />
marmo pario e <strong>di</strong> granito, torsi e avan-<br />
zi <strong>di</strong> statue, e vestigia <strong>di</strong> terme; dell'altra,<br />
che procedeva da Vellelri e dal Campo<br />
Pometino, si trovano iu<strong>di</strong>zi fra gli ampi<br />
olivelide'principi Borghese. MonteFor-<br />
tino ha 3 parrocchie. La primaria e in-<br />
signe collegiata con capitolo è de<strong>di</strong>cata<br />
alla ss, Croce, che per l'antichità minac-<br />
ciando rovina, con l'assenso del vescovo<br />
<strong>di</strong>ocesano fu abbattuta ; a' i 7 aprile 1 65o<br />
vi fu gettata lai." pietra dell' o<strong>di</strong>erna e<br />
compila nel 1661 dalla pietà generosa del<br />
VEL<br />
principe <strong>di</strong> Sulmona Gio. Battista Bor<br />
ghese, ond'è giuspatronato <strong>di</strong> sua nohi<br />
lissima famiglia, come si legge nelle la-<br />
pi<strong>di</strong> poste sopra l'organo, e sopra la fa-<br />
scia della decorosa facciata esterna, aven-<br />
te pure due campanili in forma <strong>di</strong> torri<br />
quadre. Sebbene fosse fabbricata più am-<br />
pia della precedente, Marocco la <strong>di</strong>ce ri-<br />
stretta per l'attuale popolazione,che ne<br />
la Statistica deliS53 la trovo ascendere<br />
a 3643, e nell'articolo scritto da Mon-<br />
te Fortino nel i85o e riportato neln.°g2<br />
del Giornale <strong>di</strong> Roma <strong>di</strong> tale anno, si eli-<br />
ce terra <strong>di</strong> più <strong>di</strong> 4000 anime. La chie-<br />
sa <strong>di</strong> s. Maria delle Letizie è <strong>di</strong> semplice<br />
e antica forma, situata sul più erto della<br />
cima e in piano fuori della porta supe-<br />
riore, per dove si va alla montagna, ba<br />
B. Vergine è scolpita in legno. Il quadro<br />
<strong>di</strong> s. Alberto è <strong>di</strong> Orazio Zecca. L'affre-<br />
sco della ss. Trinità fu colorito da Fai<br />
Spirito. Primeggia fra le altre due ps<br />
rocebie, per essersi con esse gradatane<br />
te accresciuta. Sebbene col Marocco <strong>di</strong><br />
si collegiata la precedente, leggo nell'<br />
scrizione da lui riportata colle altre ai<br />
li<strong>di</strong>e e moderne esistenti in Monte Foi<br />
lino, e collocata in s. Maria : Che il l<<br />
dalissimo e benemerito Guidoni Zepi<br />
rino Bresciani J. V. D. Hujus insignis<br />
Collegiatae Ecclesiae primum canoni-<br />
cimi, inde in archipresbyteratus <strong>di</strong>gni-<br />
latem evecto. Ma il Calindri afferma che<br />
la collegiata è quella <strong>di</strong> s. Croce. La chiesa<br />
parrocchiale del protomartire s. Stefano,<br />
ili cattiva struttura, è al piano presso il<br />
borgo e la strada romana ristorata da Pao-<br />
lo V, non molto <strong>di</strong>vertendo dalla via La-<br />
bicanachene mostra evidentemente i ve-<br />
stigi, e dove fu ritrovata una colonna mi-<br />
gliarla denotante la <strong>di</strong>stanza ab Urbe, os-<br />
servata dal dotto monteforlinese Sei-an-<br />
geli e dal celebre antiquario Fabretti. V?<br />
sono inoltre le chiese della Madonna del<br />
ss. Rosario, e quella <strong>di</strong> s. Maria <strong>di</strong> Gesù<br />
Quest'ultima è magnifica ed appartieni<br />
a'minori osservanti riformati, col bel con<br />
vento, situali dopo breve e comodo pas
i<br />
, s.<br />
: regina<br />
VE L<br />
5Pg^ìo fiiorì ilcllii terra nlle ra<strong>di</strong>ci del mon-<br />
te Foresta, nel luogo detto il Serrone del-<br />
la guar<strong>di</strong>a, nome preso da'soldati che ivi<br />
facevano la guar<strong>di</strong>a in tempo della guer-<br />
ra sostenuta da Paolo IV. E una delle<br />
tante magnifiche fabhriche fatte innalza-<br />
re dall' animo grande del car<strong>di</strong>nal Sci-<br />
pione Borghese. Ha 5 altari, essendo nel<br />
maggiore in quadro<strong>di</strong> tela lodato espres-<br />
so il nome ss. <strong>di</strong> Gesù, la B. Vergine col<br />
<strong>di</strong>vi ri Figlio scherzante col s. Precursore,<br />
le ss. Anna ed Elisabetta, e s. Giuseppe,<br />
colla gloria celeste in allo : si attribuisce<br />
al cav. Manenti <strong>di</strong> Canemorto, sebbene<br />
alcuno la giu<strong>di</strong>cò opera d'Orazio Borgia»<br />
ni. Dello stesso Manenti si credono gli al-<br />
tri <strong>di</strong>pinti esistenti nella stessa chiesa, cioè<br />
Antonio abbate insieme a s. Antonio<br />
<strong>di</strong> Padova, e s. Chiara con s. Elisabetta<br />
<strong>di</strong> Portogallo, il coro è magnifico,<br />
bellissimi i libri corali scritti in pergame-<br />
na e miniati, ben fornita la sacrestia <strong>di</strong><br />
suppellettili sagre. Nella facciata della<br />
chie>a, parimenti <strong>di</strong> buona architettura,<br />
con pilastroni, cantonale e cornicioni ili<br />
tufa, nel mezzo e in una fascia è scolpito<br />
il nome del benefico car<strong>di</strong>nal Borghese<br />
coll'anno 1 633 in che compì l'e<strong>di</strong>lìzio, <strong>di</strong><br />
cui la impietra era stata collocata ne'fondamenti<br />
a'2i ottobre 1629, <strong>di</strong> poi con-<br />
sagrata da mg. 'Ellis vescovo <strong>di</strong> Segni a'<br />
19 maggio 1 7 i5. In Monte Foitino e suo<br />
territorio vi sono molti benefizi ecclesia-<br />
; siici non residenziali, <strong>di</strong> nomina de'Bor-<br />
, ghese,<br />
• de'car<strong>di</strong>nali<br />
;<br />
oltre i canonicati e i curati. Sopra<br />
questi benefizi vi furono delle decisioni<br />
Cecchini e Cherubini per alcune<br />
vertenze insorte, e fedelmente rife-<br />
1 1 ite nel ms. <strong>di</strong> cose patrie lasciato dal sud-<br />
, detto<br />
Serangeli, e cuslo<strong>di</strong>to dalle mae-<br />
stre pie del luogo, che si occupano del-<br />
l'istruzione delle fanciulle. I nominati car-<br />
j <strong>di</strong>nali istituirono il rettorato <strong>di</strong> s. Croce.<br />
1 Non vi mancano sodalizi, ed un tempo esisleva<br />
il convento <strong>di</strong> s. Michele Arcan-<br />
. gelo<br />
; pontificia,<br />
de' minori conventuali circa 2 mi-<br />
glia lungi dalla terra, soppresso con bolla<br />
applicandone i beni alla com-<br />
VEL i43<br />
pagnia del ss. Rosario pel mantenimento<br />
dei maestro <strong>di</strong> scuola elementare, il qua-<br />
le ha ezian<strong>di</strong>o l'obbligo <strong>di</strong> fare da cap-<br />
pellano alla chiesa <strong>di</strong> della confraterni-<br />
ta. Dice il Marocco, che il convento fu<br />
demolilo, perchè non servisse d' asilo a'<br />
fuorusciti. Tale convento si vuole dal<br />
Theuli conventuale, nell' Apparato mi-<br />
norilico della provincia <strong>di</strong> Roma, e<strong>di</strong>-<br />
ma lascia-<br />
ficato da s. Francesco d'Aitò ;<br />
to da'religiosi, <strong>di</strong>venne ricovero <strong>di</strong> ban-<br />
<strong>di</strong>ti, per cui nel 1 5g4 f« murato ogni va-<br />
no e chiusa la chiesa, ed ora soltanto se<br />
ne vedono le misere rovine. Le strade in-<br />
terne sono tortuose e pericolose per la<br />
continua salita, meno la me<strong>di</strong>a formata<br />
a gra<strong>di</strong>nata e selciata. La piazza princi-<br />
pale, the resta in principio della terra <strong>di</strong><br />
prospetto a Valmontone e ad una parte<br />
dell'agro, si può <strong>di</strong>re il miglior ornamen-<br />
to del paese, ridotta in pianocon forte spe-<br />
sa sopra più or<strong>di</strong>ni <strong>di</strong> volte e fornici con<br />
pieni fondamenti, ed è ben selciata e gran-<br />
de. Ha una loggia scoperta sulla porta<br />
principale costruita con merli <strong>di</strong> tufa e<br />
sopraslali da pal'e <strong>di</strong> pietra polomb.ua,<br />
con arme in cima nell'esterno, decorata<br />
con dtie mascheroni, e co' vani pe' cannoni.<br />
Questa porta tutta <strong>di</strong> tufa, <strong>di</strong> vago<br />
<strong>di</strong>segno e d' ottima architettura, che si<br />
crede <strong>di</strong> Martino Longo, ha l' epigrafe<br />
del car<strong>di</strong>nal Scipione Borghese, e verso il<br />
borgo l'anno 1620. Inoltre il car<strong>di</strong>nale<br />
fece fabbricare anche <strong>di</strong> verse case nel bor-<br />
go. Appellasi piazza Borghese pel palazzo<br />
principesco che elevasi ila un lato. An-<br />
ticamente l'e<strong>di</strong>lìzio era <strong>di</strong>viso in due a-<br />
bi (azioni, una spettava a' Colonna, l'al-<br />
tra a' Massimo ; <strong>di</strong>poi notabilmente fil<br />
accresciuto dall'encomiato car<strong>di</strong>nal Bor-<br />
ghese, nell'unire le due abitazioni. Vi sono<br />
147 stanze, oltre i corridoi, portici e<br />
logge, con 3 <strong>di</strong>stinte scaleche introducono<br />
a <strong>di</strong>versi appartamenti. Però la rimessa<br />
per le carrozze resta al piano do-<br />
v'è situato il fabbricalo detto l'osteria,<br />
fatto anch'esso d'or<strong>di</strong>ne e spesa del car<strong>di</strong>nal<br />
Borghese; osteria che può <strong>di</strong>rsi una
i44 VEL<br />
delle prime de'<strong>di</strong>ntorni <strong>di</strong> Roma, per con-<br />
tenere circa 5o vani, essendo l'e<strong>di</strong>fizio<br />
circondato da logge falle ad archi, e nel<br />
«li <strong>di</strong>etro e ne'fianchi serrati da muro per<br />
usi <strong>di</strong>versi,con ampia stalla costruita pre-<br />
cipuamente pel procaccio <strong>di</strong> Napoli. In-<br />
oltre sulla nominata piazza e incontro al<br />
palazzo baronale vi è un casamento pure<br />
e<strong>di</strong>ficato dal car<strong>di</strong>nale, per residenza del<br />
governatore feudale, ed è ornato <strong>di</strong> cor-<br />
doni e fascie <strong>di</strong> tufa con vago prospetto.<br />
Diverse e <strong>di</strong>screpanti sono state le opi-<br />
nioni degli scrittori circa le antiche città<br />
che fiorirono ne'<strong>di</strong>ntorni, o sul sito oc-<br />
cupato da Monte Fortino. 11 Theuli, nel<br />
Teatro hi<strong>storico</strong> <strong>di</strong> Felletri, a p. 34 ri-<br />
tiene che ivi fu già la volsca Eccella, o<br />
almeno poco lontano, poiché quando i<br />
tribuni de'romani mandarono o condus-<br />
sero due poderosi eserciti contro i volsci,<br />
S. Furio e M. Orazio andarono ad Anzo<br />
verso la marina, e Q. Servilio e L. Ge-<br />
ganio a sinistra verso Eccetra, ad moti'<br />
tem Eccelram pergant, come si ha da<br />
Livio. Anzi narrando questi prima <strong>di</strong> tale<br />
epoca un fatto d'armi de'romani e volsci,<br />
<strong>di</strong>ce che fu inler Ferenlinum et Ec-<br />
cetras, che <strong>di</strong> già era stata saccheggiata<br />
da Fabio Ambusto. Altrettanto racconta<br />
Dionisio, il quale la chiamò Folseoruni<br />
Caputa nel descrivere la vittoria riportata<br />
sopra i volsci e gli equi da Q. Fabio Vibulanoin<br />
Algido. Di parte del riferito, anche<br />
col Ricchi, Reggia de' Volsci, lib. i , e. 44j<br />
Ecetra colonia latina, già ne parlai nel<br />
voi. XXVI I, p. 280 e 2g4, <strong>di</strong>cendo <strong>di</strong><br />
Ferentino, Morolo eSupino (e sopra que-<br />
st' ultimo è da avvertirsi il notato a tal<br />
vocabolo) e Ferrugine. Il Volpi nel La-<br />
iius Fetus, enumera fra gli 8 oppi<strong>di</strong> Pre-<br />
Deste, anche Eccetra, che il Cecconi nel-<br />
la Storia <strong>di</strong> Pales trina <strong>di</strong>ce eh' era si-<br />
tuata ne'più alti monti de' volsci. Il Con-<br />
tatore chiama Echetra, già terra nobile<br />
de' volsci, e crede che fosse situata sopra<br />
Norma e Segni, verso settentrione fra Cori<br />
e Aungni; poco lungi da Allena , che<br />
<strong>di</strong>ce pure de' volsci, il cui confine cogli e-<br />
V E L<br />
qui era Verrugine, In quale ritiene esse-<br />
re surta fra Velletri, Cori e Rocca <strong>di</strong> Pa-<br />
pa, ed ezian<strong>di</strong>o la comprende tra'volsci.<br />
Mg.' Nicolai, dopo aver parlato delle cit-<br />
tà Pontine della pianura e marittime, nel<br />
cap. 1 1 comincia a ragionare <strong>di</strong> quelle<br />
situate sulle colline, Ecetra, Artena e altre,<br />
poiché anch'esse si comprendevano<br />
tra le Pontine, come città che avevano il<br />
territorio nelle campagne Pontine. Prin-<br />
cipiando da Poniezia, <strong>di</strong> cui trattai a Ses-<br />
sa, <strong>di</strong>ce offrirsi innanzi Ecetra, sulla qua-<br />
le <strong>di</strong>scordano gli autori ad assegnarle il si-<br />
to preciso. Sigonio la pose nel territorio<br />
Pontino, e Cluverio giu<strong>di</strong>cò che restasse<br />
sopra Norma eSegni, a'confiui degli equi<br />
e degli eroici, lontano dalle spiagge ma-<br />
rittime. Certissimo è,secondo Nicolai, che<br />
non slava ne' piani, ma ne' monti , non<br />
peròda'piani mollo lontano, perchè i vol-<br />
sci ivi tenevano la loro assemblea nazio-<br />
nale, come significò Dionisio, riferendo-<br />
ne la testimonianza. Che fosse poi me<strong>di</strong>-<br />
terranea, apertamente lo scrive Livio, e<br />
come <strong>di</strong> contraria situazione alla marittima<br />
Anzio, anzi la <strong>di</strong>chiara montuosa<br />
Dunque Ecetra, conclude il dotto prela^<br />
lo, dovea esser situata non lungi da Co-<br />
ra, Artena, Noi ha e Sezze, e presso Po-<br />
inezia. Poiché quando da' consoli Appic<br />
Clau<strong>di</strong>o e Publio Servilio fu espugnata<br />
Poniezia, gli eceterani che segre lamenti<br />
aveano soccorso i<br />
pometini, cominciaro<br />
no anche come vicini a temere per se stes<br />
si, e ad onta che spe<strong>di</strong>rono a Roma un;<br />
deputazione, ne pagarono /a pena , per<br />
dendo il territorio che fu loro tolto. Da<br />
riferite da Livio , anche il Corra<strong>di</strong>ni s<br />
persuase, che Ecetra e Pomezia fra lori<br />
confinavano, benché poi altrove cadde il<br />
contrad<strong>di</strong>zione, ponendo Ecetra la 1 ." del<br />
le città volsche sulle montagne Lepin<br />
verso Roma, mentre l'avea detta confi<br />
nante con Pomezia, e questa situando ne<br />
mezzo della pianura dopo Sezze, ove or<br />
é Mesa. Nicolai soggiunge, che dovea poi<br />
si Pomezia innanzi più vicino a Hook<br />
Il Corra<strong>di</strong>ui spiegò l'asserto <strong>di</strong> Cluveric
VE L<br />
Cum Volscis i/iter Ferentinum atquc Etctram<br />
<strong>di</strong>inicatum est. Noi» doversi cioè<br />
intendere <strong>di</strong> Ferentino ernico, ina bensì<br />
<strong>di</strong> quello nel monte Albano, il quale poi<br />
si <strong>di</strong>sse la Fnjola, couduante co'piani ver-<br />
so Vellelri, Cora e Monte Fortino , cre-<br />
duto dal Kircher l'antico Corbione; e il<br />
sito corrisponde al principio de'monti Lepini,<br />
sotto cui si estende il territorio Pon-<br />
tino. In<strong>di</strong> il Nicolai narra le guerre ece-<br />
trane, chiama Ecetra la più nobile città<br />
de'volsci, alternativamente signoreggiata<br />
da essi, da'romaui e dagli equi, e nuovamente<br />
da' romani. S'ignora come perì, e<br />
quando, senza lasciar <strong>di</strong> se vestigio alcu-<br />
no, e perciò gli autori sono <strong>di</strong> <strong>di</strong>versa opinione<br />
nel determinarne il sito. Quanto<br />
ad Artena, il Nicolai lo <strong>di</strong>ce castello vol-<br />
9co vicino ad Ecetra, racconta come se ne<br />
impadronirono i romani e la spianarono,<br />
onde neppur <strong>di</strong> essa esistere orma al suo<br />
tempo. Il più. moderno Castellano, come<br />
già in<strong>di</strong>cai, inclinò a credere 1' asserto <strong>di</strong><br />
altri, che uell'area <strong>di</strong> Monte Fortino sorgesse<br />
Eccetra. Il pure recente Marocco<br />
riporta che Kircher fu <strong>di</strong> tale opinione,<br />
ma in altro luogo vi stabili P'itellia, che<br />
il p. Maltei riconobbe essere Monte For-<br />
tino succeduta ad Ortona , ed il riferito<br />
da Livio e Dionisio sopra Eccetra e Or-<br />
tona. Dice inoltre che il montefoi tinese<br />
Serangeli si <strong>di</strong>chiarò in favore <strong>di</strong> Pandochia,<br />
rammentata <strong>di</strong> sopra ; ma egli non<br />
vi conviene, lasciando ad altri fra le <strong>di</strong>-<br />
screpanti opinioni la decisione del conflit-<br />
to. Il Ricchi, Reggia de' Volsci, lib. i,cap.<br />
1 2, Monte Fortino prima chiamato Cor-<br />
bione, adduce. ragioni per credere quella<br />
città soggetta agli equi, essere quivi po-<br />
sta, raccontando le sue antiche viceucle<br />
guerresche, e pubblicando la lapide tro-<br />
vata sotto Monlefortino. Corbio o Cor-<br />
bione, il Nibby nella sua Analisi de'<strong>di</strong>n-<br />
torni <strong>di</strong> Roma, lo colloca a-Rocca Priora,<br />
perciò con esso ne ragionai descrivendo<br />
quel comune nel voi. XXVII, p. i 77. Ec-<br />
co poi quanto quelP insigne archeologo<br />
uellu lodata opera, t. 3, p, 270 e seg., <strong>di</strong>-<br />
VOL. LXXXIX.<br />
VEL i45<br />
ce all'articolo Artena, da lui creduta ora<br />
occupata e succeduta da Monte Fortino.<br />
Narra T. Livio, lib. 6, e. 61 ,che nell'anno<br />
<strong>di</strong> Roma 353 si combattè co' volsci<br />
fra Ferentino ed Eccella, e che quin<strong>di</strong> i<br />
tribuui cominciarono ad asse<strong>di</strong>are Arteuu<br />
città de'volsci. Gli asse<strong>di</strong>ati fecero una<br />
sortita; ma i romani li respinsero e gl'iu-<br />
calzarono in modo che s'impadronirono<br />
della terra. I volsci si ritirarono nella for-<br />
tezza o arce, la quale oltre all' essere for-<br />
te era ristretta, onde poteva <strong>di</strong>fendersi cou<br />
poca gente, e ben provvista <strong>di</strong> vettovaglie.<br />
Disperando perciò i romani <strong>di</strong> prender-<br />
la, un servo o schiavo d'Artena a tra<strong>di</strong>mento<br />
li condusse sopra per un sentiero<br />
molto scosceso; onde uccise le guar<strong>di</strong>e che<br />
si trovarono dentro la rocca , e gli asse-<br />
<strong>di</strong>ati furono forzati <strong>di</strong> rendersi a <strong>di</strong>screzio-<br />
ne. Sì la ciltà, come la fortezza vennero<br />
demolite: l'esercito fu ricondotto in R.oma<br />
e <strong>di</strong>retto contro Veii (V.) ; al servo<br />
tra<strong>di</strong>tore fu data la libertà per premio,<br />
donati i<br />
beni <strong>di</strong> due famiglie, e imposto<br />
il nome <strong>di</strong> Servio romano. Fin qui Livio.<br />
Soggiunge poi il medesimo Nibby, che secondo<br />
altri Artena era città de'veienti e<br />
non de'volsci; tale equivoco nacque dall'esservi<br />
stata una città dello stesso nome<br />
fra Cere e Veii, la quale fu <strong>di</strong>strutta da'<br />
re <strong>di</strong> Roma, ed era terra de'ceriti, e non<br />
de'veienti (ritiene Nibby d'averla scoper-<br />
ta nel i832 in occasione che si facevano<br />
alcuni scavi nella tenuta <strong>di</strong> Castel Cam-<br />
panile, che descrive e illustra in quell'ar-<br />
ticolo, circa 22 miglia <strong>di</strong>stante da Roma a<br />
destra della via Aurelia, ossia strada <strong>di</strong><br />
Civitavecchia; il fondo fu posseduto successivamente<br />
da'ìNormanni, Orsini, Capo<strong>di</strong>ferro<br />
e Cenci, da'quali neli6i2 lo com-<br />
prò il principe Borghese e tuttora lo pos-<br />
siede), mentre questa della quale ivi trat-<br />
ta Livio fu neh' agro Volsco. Riconosce<br />
Nibby, che <strong>di</strong> questa Artena, degli scrit-<br />
tori antichi Livio solo ne parla e pochi<br />
lumi somministra, a segno che Cellario,<br />
Geogr. antiquae, lib. 2, e. 9, sect. 3, p.<br />
565, dopo avere riferito il passo <strong>di</strong> Li«<br />
io
i46 V E L<br />
vio, ilice: seti positio incertissima itnmo<br />
ignota huius oppi<strong>di</strong> est. Solo ricavasi, <strong>di</strong>e<br />
noti era molto lungi da Ecetra e Ferenti-<br />
no, e che aveva uua rocca molto forte e<br />
non molto grande. Nel fare Nibby le sue<br />
indagini per la Carta eie <strong>di</strong>ntorni <strong>di</strong> Roma,<br />
inclinò a crederla ne'<strong>di</strong>ulorni <strong>di</strong> Mon-<br />
te Fortino, perchè una delle cime più alte<br />
delle sue vicinanze ha il nome <strong>di</strong> Mon-<br />
te Larlerio, perchè sopra Monte Fortino<br />
slesso la contrada ha il nome <strong>di</strong> Civita,<br />
in<strong>di</strong>zio certo della posizione d' un'antica<br />
città, e perchè la <strong>di</strong>stanza <strong>di</strong> Ferentino<br />
non giunge a 20 111., meulre d' altronde<br />
la battaglia fu data <strong>di</strong> qua da Feieutiuo,<br />
fra Ferentino ed Ecetra, in guisa che i ro-<br />
inani poterono tagliare a'volsci la ritirala<br />
<strong>di</strong> Ecetra e forzarli a rinchiudersi in Ar-<br />
tena. Inoltre <strong>di</strong>ce Nibby, ch'era una cir-<br />
costanza positi va quella che Allena <strong>di</strong>stili-<br />
guevasi in città propriamente detta ed in<br />
rocca. Questa sua congettura la crede <strong>di</strong>-<br />
venuta un fallo per le scoperte che lord<br />
Beverley fece nel 1 83o circa uu miglio <strong>di</strong>-<br />
stante da Moute Fortino verso sud-ovest,<br />
nella contrada appunto della Civita e del<br />
Piano della Nebbia. II luogo si <strong>di</strong>slingue<br />
per l'aspetto <strong>di</strong>rupato del monte, e per<br />
la <strong>di</strong>fficoltà dell'accesso, ed è coperto <strong>di</strong><br />
arbusti: verso settentrione è uu bosco;<br />
verso occidente sono precipizi spavente-<br />
voli; a mezzodì è una grotta; ed a levante<br />
la strada <strong>di</strong> Moute Fortino entra in questo<br />
recinto. La terra non era grande, ma<br />
le mura sono costrutte <strong>di</strong> massi enormi<br />
irregolari <strong>di</strong> calcarla, spiccati dal moute,<br />
ed ammonticchiati l'un sopra l'altro senza<br />
alcun or<strong>di</strong>ne, ed hanno 5 pie<strong>di</strong> <strong>di</strong> larghez-<br />
za e 3 d'altezza: in generale la costruzio-<br />
ne olire tulli i caratteri dell'età più rimo-<br />
le. La rocca era separata dalla città pro-<br />
priamente detta da una fortificazione so-<br />
lida, costrutta nello stesso modo, ma <strong>di</strong><br />
massi tanto più gran<strong>di</strong> che hanno 7 pie-<br />
<strong>di</strong> <strong>di</strong> larghezza: essa presenta il vero ca-<br />
rattere della costruzione ciclopèa descrit-<br />
ta da Pausauia; cioè che i massi gran<strong>di</strong><br />
per ia loro irregolarità lasciano iuter valli<br />
V E L<br />
che sono chiusi da pietre o ciottoli, «u-<br />
ch'essi irregolari. Aggiunge il Nibby: Geli<br />
nell'opera della Topografia <strong>di</strong>Roma e de'<br />
contortili 1. 1, p. 2o5, osserva giustamen-<br />
te potersi sospettai e, che la Or tona, <strong>di</strong> che<br />
parla Livio nel lib. 3, cap. 3o, occupata<br />
dagli equi l'anno <strong>di</strong> Roma 299 e ripresa<br />
poco dopo da' romani, sia la slessa che<br />
Allena. Per la posizione non lungi dall'<br />
Algido , potrebbe certamente ammet-<br />
tersi questa congettura , <strong>di</strong>ce il Nibby,<br />
poiché Livio così si esprime: Horalius %<br />
cioè il console C. Orazio Pulvillo, quum<br />
iam Aequi Corbione inlerfecto praesi<strong>di</strong>o,<br />
Ortonam etiam cepissent, in Algido pu-<br />
gnat: mullos mortales occi<strong>di</strong>l: fugai ho-<br />
slem non ex Algido modo sed a Corbio-<br />
ne Ortonaque: Corbionem etiam <strong>di</strong>ruit<br />
propter pro<strong>di</strong>lum praesi<strong>di</strong>um.L'op'mione<br />
<strong>di</strong> Nibby fu impugnala dal eh. DeMatthias<br />
<strong>di</strong> Vallecorsa, nelle sue Lettere stampale<br />
in Ferenliuo nel i84c)-5o, come narrai<br />
in principio. Nella Lettera i. a<br />
tratta <strong>di</strong><br />
Arteria, che <strong>di</strong>ce chiamarsi anco Antemna.<br />
Con questo nome ossia <strong>di</strong> Antenna<br />
ne trattò il Ricchi nel lib. 1, cap. 25,<br />
La Reggia de Volsei. Dice che tale castello<br />
volsco giaceva dopo il corso d' uu<br />
breve tratto verso Ferentino alla volta <strong>di</strong><br />
Segni, ne'confini degli eroici e degli equi,<br />
<strong>di</strong> cui gli scrittori dell' antichità non ut<br />
fanno memoria, tranne Livio pel già narrato;<br />
onde del sito dove fu e<strong>di</strong>ficato nou<br />
potersi <strong>di</strong>re cosa che meriti fede. 11 De<br />
Matlhias comincia dal <strong>di</strong>chiarare, che mol-<br />
ti antiquari <strong>di</strong> queste contrade, senza nominarle<br />
fra gli altri ilCayro, autore del*<br />
le Notizie isloriche delle città del Sec-<br />
chio e Nuovo Lazio, aveanoda molli au-<br />
ni fallo intendere al pubblico che l'antica<br />
cittadella de' volsei Arteria , ebbe il suo 1<br />
stare nel luogo attualmente occupalo dal-<br />
la terra <strong>di</strong> s. Lorenzo soggetta al governo<br />
<strong>di</strong> Vallecorsa della delegazione <strong>di</strong> Fre-<br />
sinone; uel quale articolo io ne <strong>di</strong>ssi alcu-<br />
ne parole. Questa scoperta non priva <strong>di</strong><br />
appoggi, continua il DeMatthias, uon fu<br />
inai messa iu <strong>di</strong>scre<strong>di</strong>to e iu <strong>di</strong>samina,
, gli<br />
,<br />
, tu<br />
!<br />
, to<br />
.<br />
VE L<br />
prima del Nibby; sulla cui autorità io uel<br />
citalo articolo feci appena cenno della sua<br />
opinione, e pei ciò con lui severamente fui<br />
(Ini medesimo De Matthias confutato, seb-<br />
bene io nel semplicemente riferire l'opi-<br />
nione <strong>di</strong> ÌNibby, nou la <strong>di</strong>ssi doversi pre-<br />
ferite, ma la riportai insieme alle altre, e<br />
<strong>di</strong> queste e della sua senza rendermene re-<br />
sponsabile e sostenerle come incontrasta-<br />
bili. Cbi pi opimamente poi abbia ragione,<br />
si decida da cbi può esserne giu<strong>di</strong>ce com-<br />
petente. A me basta il notare, l'avere ri-<br />
ferito il sentimento del Nibby, e che l'en-<br />
comiato De Matthias sostiene per contra-<br />
rio , assolutamente doversi riconoscere<br />
l'aulica Arlcua a s. Lorenzo <strong>di</strong> Vallecorsa.<br />
Siccome inoltre Ntbby<strong>di</strong>eecltein Mou-<br />
Ufortiuo siavi il luogo dello Monte Lar-<br />
ici io, nome che vuoisi derivato da Alle-<br />
na, il De Matthias avvei le che un equi-<br />
voco, perciò <strong>di</strong>chiara. "Montefc-rtiuo si <strong>di</strong>ce<br />
comunemente Monte Vallerò, Monte<br />
forte o Fortino, perchè rammeuta alcune<br />
sue azioni altere, per le quali Papa<br />
Paolo IV ne ot<strong>di</strong>uò persino la <strong>di</strong>struzio-<br />
ne. Monte Lai terio nou viene perciò del-<br />
lo da Arlena o Anteluna, ma da altra cagione,<br />
cioè da Monte l'altero." Il DeMat-<br />
lliias stringe I' argomento, col <strong>di</strong>chiarare<br />
ancora: Che la questione è terminata; a-<br />
ver provalo i.°che l'opinione de' vecchi<br />
storici è la più sana, allorché sostentici o,<br />
come Cayro, gli altri nou uomiuaudo, Artemia<br />
aver esistito presso s. Lorenzo. E-<br />
crede inoltre d' aver confutato in 2."<br />
luogo li motivi pe'quali si cercava create<br />
una novità a danno del vero; in conse-<br />
guenza soggiunge, restare ben <strong>di</strong>mostra-<br />
il suo assunto. Finire con l'espressione<br />
<strong>di</strong> Quintiliano, per <strong>di</strong>re che col suo scrit-<br />
niente deve trarsi al merito del Nibby.<br />
«Sono state pei fette tante <strong>di</strong> lui opere: se<br />
ha preso abbaglio nel piccolo articolo Ar-<br />
lena ed in quello <strong>di</strong> ferrugine, ci ricor-<br />
da, che quantunque sommo autore, pu-<br />
re è uomo. Ncque id stallili legenti per-<br />
tuaiH/n ali : omnia quae magni authores<br />
<strong>di</strong>xcriul, ulique esse perfetta ... Situimi<br />
VEL 147<br />
enìtn siint, homines taineu". La terra <strong>di</strong><br />
Monte Fortino è certo che con questo nome<br />
già esisteva uel secolo XI. Leggo uel-<br />
le Memorie Colonnesideìcav. Coppi, che<br />
da un documento del co<strong>di</strong>ce <strong>di</strong> Cencio Camerario<br />
sappiamo che nel 1 i5i Tolomeo<br />
1 1 conte Tusculano possedeva il castello ili<br />
Monte Fortino, Castro Montls Fortini,<br />
sul quale pretendeva avere <strong>di</strong>ritto Oddone<br />
della Colonna. Trovo ancora nel medesimo<br />
e nel ricordato Cecconi, che Oddone<br />
cede col consenso <strong>di</strong> Carsidonio suo<br />
fratello la mela <strong>di</strong> tutta la città Tuscula-<br />
na e la rocca a Papa Eugenio III, e le a-<br />
zioni che avea su <strong>di</strong> Monte Fortino, a te-<br />
nore della permuta fatta fra il suo padre<br />
e il genitore <strong>di</strong> Tolomeo, a cui furono<br />
poscia concesse tali ragioni dallo stesso<br />
Eugenio HI, comesi rileva dal giuramento<br />
<strong>di</strong> fedeltà prestato a Papa Adriano I V<br />
u'g luglio i i55; ricevendone Oddone in<br />
compenso il castello <strong>di</strong> Trevi e una somma<br />
<strong>di</strong> denaro, centina decem llbras denar'wrum<br />
papiensium, et centum qua-<br />
dniginta libras denarlorum lucenlium.<br />
11 Coppi narra invece in detto anno, che<br />
Adriano IV coucesse la detta porzione <strong>di</strong><br />
Tusculo in feudo vitalizio a Gioitala figlio<br />
<strong>di</strong> Tolomeo 1 1, che <strong>di</strong> già uè possedeva al-<br />
tra parte, e giurò fedeltà al Papa contro<br />
tutti, exceplo Imperatore. Per maggiore<br />
sicurezza consegnò contemporaneamente<br />
al Papa le sue rocche <strong>di</strong>Montefortinoe<strong>di</strong><br />
Fajola. Il eh. Marocco riporta le parole<br />
dell'alto, in cui è detto che pei* maggior<br />
fede dava Roccam Montis Fortini et Roc-<br />
cani Fajola per due anni. Risulta dalla<br />
<strong>di</strong>visione de'beui tra'Colonnesi nella stes-<br />
sa epoca, riferita dal Coppi, che Pietro ebbe<br />
per sua porzione MouteFortinoe Munte<br />
Porzio, colle contigue terre <strong>di</strong> Colon-<br />
na eZagaroloj e che allora abbia presola<br />
qualifica, che poi <strong>di</strong>ventò cognome, della<br />
Colonna. Racconta Marocco, che <strong>di</strong> Mou-<br />
tefortiuo restarono privi i Colonna, igno-<br />
randosene la causa, e passò in dominio de*<br />
Co/i/i d'Anagni o<strong>di</strong> Segni, il che forse av-<br />
venne dopo la <strong>di</strong>struzione del Tusculo nel
i48 VE L<br />
pontificato <strong>di</strong> Celestino IH; mentre il suc-<br />
cessore Innocenzo Ili Conti ne investi il<br />
suo fratello Riccardo con altri feu<strong>di</strong>. Ali-<br />
ti ricavo dal Ratti, Della famiglia Sfor-<br />
za, t. 2, p. 22 i e 243, che alla morte <strong>di</strong><br />
Riccardo <strong>di</strong>videndosi i figli i suoi beni, al<br />
secondogenito Giovanni Conti senatore<br />
<strong>di</strong> Roma toccò la Torre e tutte le case <strong>di</strong><br />
Roma, co'beni<strong>di</strong> Ponte Mammolo, Mon-<br />
te Fortino ec, il quale in seguito fu da-<br />
to ad un cadetto della stessa famiglia, la<br />
cui linea <strong>di</strong>cevasi de' signori <strong>di</strong> Moti te For-<br />
tino. In ciò conviene, aia con ritardata e-<br />
poca,pureilNibby,<strong>di</strong>cendo che questa ter-<br />
ra esisteva col nome <strong>di</strong> Monte Fortino Cia<br />
dal 1226, e ricavarlo dal Contelori nella<br />
Storia dellafamiglia Conti, che la pos-<br />
sedette con titolo <strong>di</strong> signoria, del quale era<br />
investito uno de' rami cadetti della linea<br />
de'Conli <strong>di</strong> Segni. Neli232 Monte For-<br />
tino fu occupata da'rumani, che si erano<br />
rivoltati contro Papa Gregorio IX, come<br />
si legge in Riccardo da s. Germano, pres-<br />
so il Muratori, Rerum hai. Script, t. 7,<br />
p. 1029. Nella sua biografia ne parlai, <strong>di</strong>cendo<br />
il motivo dell'insurrezione, e che i<br />
romani recaronsi a Monte Fortiuo(nel lu-<br />
glio 1232 <strong>di</strong>ce il Petrilli; e per reintegrar-<br />
si de'dauni,che <strong>di</strong>cevano aver solìei ti, oc-<br />
cuparono fra l'altrecose alcuni beni spet-<br />
tanti alla chiesa Preuestinae li ritennero<br />
3 anni) per assalire la provincia <strong>di</strong> Cam-<br />
pagna, e cosi operare un <strong>di</strong>versivo all'impe<strong>di</strong>mento<br />
loro posto dal Papa nel <strong>di</strong>fen-<br />
dere Viterbo, ch'essi pretendevano <strong>di</strong>-<br />
struggere; e siccome erasi ritirato in Rie-<br />
ti, notai in quell* articolo, che Gregorio<br />
IX ad essa conferì le prerogative godute<br />
dalle città della provincia <strong>di</strong> Campagna,<br />
ed impedì che i suoi parenti si abusassero<br />
ulteriormente del castello <strong>di</strong> Fumone.<br />
Il Cecconi m'istruisce, che i sollevati romani<br />
volendo sorprendere la fortezza <strong>di</strong><br />
l'aliano, coll'aiuto degli abitanti <strong>di</strong> Mou-<br />
tefortiuo (il Petriui allèrma che tra'<strong>di</strong> ver-<br />
si partiti che tenevano in fiera <strong>di</strong>scor<strong>di</strong>a i<br />
numerosi abitanti <strong>di</strong> Paliauo, si frammi-<br />
schiarono alcuni uioutefoitiuesi a sofiìur<br />
VEL<br />
nel fuoco, mandati apposta da' romani)<br />
il Papa fu costretto <strong>di</strong> premunire Palia<br />
no, da esso comprato, circondandolo d<br />
mura econ nuova torre fabbricata nel pi<br />
rigido inverno stemprando la calce coll'u!<br />
so dell'acque calde; ed acquistando ancora *a<br />
il castello <strong>di</strong> Serroue, proibì che giammai ai<br />
dallo stato pontificio. Si persuade il Ce:<br />
coni, che Gregorio IX vedendosi spes: so<br />
i due luoghi si alienassero e separatici<br />
inquietato da'romani, pensasse stabiliiIN<br />
ne'due luoghi muniti dalla natura del sito<br />
stesso, un ricovero sicuro nella provincia<br />
<strong>di</strong> Campagna; ed a talelfetto permettesse<br />
agli abitanti <strong>di</strong> rendere a coltura alcuni<br />
monti e selve esisteuli nel territorio <strong>di</strong> es-<br />
si, coli' obbligo <strong>di</strong> pagare per la festa del-<br />
l'Assunta \o sol<strong>di</strong> annui. Il Marocco con-<br />
gettura col Ciaccouio, che Gregorio IX o-<br />
notasse <strong>di</strong> sua presenza Monte Forti 11<br />
per riferire tale scrittoi e delle Vitae Po,<br />
tificum.» Anagnia deinde Ponlifex pr<br />
ftclus Pallìanum, Monfortinum, Seri<br />
nem, Fumonem, et omnia circumquaq<br />
posila Oppida munivit et praesi<strong>di</strong>is fi,<br />
mavit, Romanorum contumacium ve,<br />
tas qui amatore Senatore e<strong>di</strong>xerant<br />
omniaOppida arcuai Urbem posila, Pi<br />
pulo romano tributa annua penderei" .E<br />
parlando d'Annibal<strong>di</strong> senatore <strong>di</strong> Roma,<br />
<strong>di</strong>ce.» Et eodemferme <strong>di</strong>e senator infe-<br />
stus ducens in Campaniam cohorles apud<br />
Monlem Forlinum de itinere primunì<br />
substitit. Eum enim a Friderico II<br />
imperatore in rerum novarum stu<strong>di</strong>a<br />
promissis favoribus incitatum fuisse".<br />
Abbiamo dal Novaes nella Storia <strong>di</strong> Bo-<br />
nifacio Vili, che dopo aver <strong>di</strong>morato io<br />
Aiiagoi fino ah.° ottobre 1 3o2, a'3 si re-<br />
cò a Monlefurtiuo, ed a'g si restituì a Ro-<br />
ma. E poi indubitato, che vi fu Grego-<br />
rio XI, pernottandovi a'5 settembre 1 377<br />
in occasione che soggiornava in Anagui<br />
per a verlo <strong>di</strong>chiarato i monlefòrtinesi, ol<br />
trechè si legge nel <strong>di</strong>ario <strong>di</strong> Pietro A me<br />
lio. Inoltre riporta Marocco, che Vitto<br />
ria Conti figlia d' Alessandro signore d<br />
Molile Fortino, fu maritala a Cuoiami
1 re,<br />
VE L<br />
Colonna (primogenito d'Antonio principe<br />
<strong>di</strong> Salerno, secondo Coppi, <strong>di</strong>cendolo MiegittimoMarocco),nemico<strong>di</strong>ProsperoCon-<br />
ti ; e ila tal matrimonio nacquero Giulio<br />
Colonna, che sposò Giovanna Conti del-<br />
la linea <strong>di</strong> Valmontone, figlia d'Antonio<strong>di</strong><br />
Giacomo, il (piale s' impadronì <strong>di</strong> Monte<br />
Fortino, espugnandolo nell'agosto i4^2.<br />
Lo ritenne per <strong>di</strong>versi anni, ad onta del-<br />
l'opposizione <strong>di</strong> Lucio o Lucido Conti si-<br />
gnore del medesimo. Allorquando Carlo<br />
Vili re<strong>di</strong> Francia sul fine del i494 e P r ' n "<br />
cipio del 1 495 attraversò lo stato romano<br />
per andare contro Alfonso II al conqui-<br />
sto del regno <strong>di</strong> Napoli, i Colonnesi favo-<br />
rirono la <strong>di</strong> lui parte. Marciando per la<br />
provincia <strong>di</strong> Campagna, in poche ore e-<br />
spugnò il castello <strong>di</strong> Montefortino e lo<br />
prese d'assalto, mentre era occupato da<br />
Giacomo Conti , il quale erasi condotto<br />
agli stipen<strong>di</strong> d' Alfonso 11, e lo consegnò<br />
nel 1 49^ a Prospero Colonna, altro figlio<br />
del suddetto principe <strong>di</strong> Salerno , che vi<br />
pretendeva antiche ragioni e militava in<br />
suo favore , investendolo della signoria e<br />
rocca, ritornandone così il dominio a'Colonnesi,<br />
come apprendo da Coppi e Bau-<br />
co. Altre particolarità sono descritte da<br />
Marocco. A Lucido Conti signore <strong>di</strong> Monte<br />
Fortino rimasero però Rocca Massima,<br />
e Colle Ferro or quasi <strong>di</strong>ruto , non che<br />
Giuliano allora mal ridotto. Dipoi Lucido<br />
tu trovalo morto in una vigna del ter-<br />
ritorio <strong>di</strong> Rocca Massima , e credesi per<br />
violenza, venendo sepolto nella chiesa <strong>di</strong><br />
s. Michele Arcangelo <strong>di</strong> delta Rocca presso<br />
l'altare maggiore. L'ecci<strong>di</strong>o <strong>di</strong> Monte*<br />
tortino e la sua presa fatta da'francesi <strong>di</strong><br />
Carlo Vili, avvenne per colpa <strong>di</strong> Giacomo<br />
Conti seguace del re <strong>di</strong> Napoli, e<br />
non per cagione degli abitanti. Bensì que-<br />
sti, per non mostrarsi vili, si sforzarono<br />
<strong>di</strong>fendere colla loro patria il loro siguo-<br />
ma furono tagliali a pezzi, e solamen-<br />
te restarono superstiti gli assenti dalla<br />
terra. Dice inoltre Marocco, che Carlo<br />
\ 111 ne destinò suo vicario Prospero Co-<br />
louna, sai raodo la vita de'soli figli <strong>di</strong> Gia-<br />
V E L i4 9<br />
corno Conti , volendo però in poter suo<br />
gli altri castelli che possedeva, come Fra-<br />
scati e Torre del Castello. Malgrado i tentativi<br />
fatti da'Conti per ricuperare Monte<br />
Fortino, essa rimase a'Colonnesi. Ai^<br />
roge il narrato dal Banco. Partito Carlo<br />
Vili dall'Italia, si accese nuova guerra<br />
fra 'Colonnesi e i Conti che tentarono ri-<br />
tornare in possesso de'loro beni, de'qualt<br />
erano stati spogliati da'francesi. I Conti<br />
ebbero vali<strong>di</strong> aiuti da Velletri , sì per<br />
patto d'antica federazione con essi, sì per<br />
reprimere la potenza de' Colonnesi, temendosi<br />
che <strong>di</strong> nuovo potessero pensare<br />
alle cose <strong>di</strong> Lariano, il <strong>di</strong> cui territorio<br />
confina conMontefortino. Fu questa guer-<br />
ra <strong>di</strong> gravi danni agli uni e agli altri, finché<br />
nel 1498 vennesi ad un compromes-<br />
so fra'Colonnesi, i Conti e Velletri, avan-<br />
ti il governatore <strong>di</strong> Uoma Isualles, sopra<br />
lutti i danni, olfese e prede scambievoli.<br />
Si fece tregua per un anno, e per più lun-<br />
go tempo a beneplacito <strong>di</strong> Papa Alessan-<br />
dro VI. Deposte così le armi e cessate l'o-<br />
stilità, furono le <strong>di</strong>fferenze composte per<br />
via <strong>di</strong> ragione. I Colonnesi, abbandonali<br />
i francesi, si <strong>di</strong>crono al re <strong>di</strong> Napoli, e siccome<br />
Alessandro VI erasi collegato con<br />
Luigi XII re <strong>di</strong> Francia, questi inviò un<br />
esercito per riconquistare il regno <strong>di</strong> Napoli,<br />
capitanato da Obigni, onde il Papa<br />
colle sue milizie uscì in campagna per occupare<br />
le terre de'Colounesi e ne espugnò<br />
<strong>di</strong>verse nel i5ot. Obigni fece altrettanto,<br />
s'avviò per Monte Fortiuo pensando che<br />
Giulio Colonna gli facesse resistenza; mu<br />
avendolo abbandonato con poca lode, O-<br />
bigni procedendo più oltre, occupò tutte<br />
le terre circostanti e colla sua marcia en-<br />
trò nel regno. Depressi i Colonnesi, Ales-<br />
sandro VI a' 27 luglio i5oi si porlo a<br />
Montefortino, in<strong>di</strong> a'20 agosto pubblicò<br />
una bolla, nella quale <strong>di</strong>chiarò i Colonne-<br />
si incorsi nella scomunica maggiore, e li<br />
privò <strong>di</strong> tutti i loro feu<strong>di</strong> e beni. In<strong>di</strong> col-<br />
la bolla Coc'lesiis altitu<strong>di</strong>ni» potcntiain t<br />
de' 1 7 settembre, <strong>di</strong>vise le terre e castelli<br />
confiscali a'Colonnesi, tra 'suoi figli e ni-
i5o V lì L<br />
poti, ed al figlio Giovanni Borgia conces-<br />
se Monte Fortino. Morto il Papa a'18 a-<br />
goslo i5o3, i Colonnesi ricuperarono le<br />
loro terre, e secondo Marocco, ritorna-<br />
rono i figli <strong>di</strong> Gio. Girolamo Colonna nel<br />
possesso <strong>di</strong>Monleforlino. Invece leggo nel<br />
Coppi, col qualeancora procedei pel nar-<br />
rato, che Pompeo Colonna, vescovo <strong>di</strong><br />
Reti, abbate commendatario <strong>di</strong> Grotta<br />
Ferrata e Subiaco, poi car<strong>di</strong>nale, nato da<br />
Girolamo del ramo <strong>di</strong> Zagarolo (ucciso<br />
nel 1482) e figlio del suddetto principe<br />
(li Salerno, e da Vittoria Conti, amante<br />
degli antichi posse<strong>di</strong>menti <strong>di</strong> famiglia, pro-<br />
curò <strong>di</strong> assicurarsi questo <strong>di</strong> Monte Fortino<br />
; ma pe'<strong>di</strong>ritli che vantavano i Con-<br />
ti, potendone derivare questioni e forse<br />
guerre, credè opportuno d'accomodare il<br />
tulio bonaria mente. Acquistò nel 1 5io<br />
ta-<br />
li <strong>di</strong>ritti, promettendo <strong>di</strong> pagare a Luci-<br />
do Conti, allora ancor vivente, 2000 du-<br />
cati, e <strong>di</strong> più sod<strong>di</strong>sfare ad alcuni pesi che<br />
il medesimo aveva, con istromento de'7<br />
luglio. Dipoi Giulio II ch'erasi imparen-<br />
tato co' Colonnesi, ottenne a me<strong>di</strong>azione<br />
<strong>di</strong> Prospero, che Pompeo, il quale occupava<br />
militarmente e in attitu<strong>di</strong>ne minac-<br />
ciosa Monte Fortino , consegnasse il ca-<br />
stello a Marc'Antonio I Colonna capitano<br />
delle milizie papali, affinchè lo tenes-<br />
se in deposito. Tutta volta proseguendo<br />
Pompeo a mantenersi in alto ostile, Giu-<br />
lio 1 1 lo privò de'suoi pingui benefizi ecclesiastici;<br />
e benché nel 1 5 1 3 alla morte<br />
<strong>di</strong> Giulio II, Pompeo <strong>di</strong> nuovo insorges-<br />
se, pretendendo bruciar la casa del fisca-<br />
le Goccino che l'avea processato, il suc-<br />
cessore Leone X l'assolse pienamente, gli<br />
restituì i benefizi e poi elevò alla porpora.<br />
L'ambizioso e irrequieto card inai Pom-<br />
peo, per morie <strong>di</strong> Adriano VI contrastò<br />
neh 52 3 il papato a Clemente VII in con-<br />
clave, e sebbene questi lo ricolmasse <strong>di</strong><br />
benefizi, restò pieno <strong>di</strong> rancore, e con in-<br />
gratitu<strong>di</strong>ne insieme ad altri Colonnesi a-<br />
pertamenteearrnatamanosiribellò,spalleggiati dalle truppe <strong>di</strong> Carlo V. Il Papa<br />
scomunicò i Colonnesi. depose Pompeo da<br />
VEL<br />
tutte le <strong>di</strong>gnità, che audacemente accusò<br />
il Papa <strong>di</strong> simonia e pretese contro <strong>di</strong> lui<br />
appellarsi al futuro concilio. Clemente VI I<br />
quin<strong>di</strong> spedì il Vitelli colle milizie pon-<br />
tificie a danno de'Colonnesi, <strong>di</strong>segnando<br />
<strong>di</strong> bruciare e <strong>di</strong> far spianare tutte le ter-<br />
re loro, poiché per l'inveterata affezione<br />
de'popoli ad essi, il pigliarli solamente era<br />
<strong>di</strong> piccolo pregiu<strong>di</strong>zio. Le genti pontifi-<br />
cie entrate nelle terre de'Colonnesi, nel<br />
1 526 bruciarono Marino e Montefortino,<br />
la fortezza del quale si teneva ancora pe*<br />
medesimi , battendola colle artiglierie ,<br />
spianando Gallicano e Zagarolo; in<strong>di</strong> il<br />
Vitelli deliberò recarsi a Vahnonlone per<br />
attendere alla <strong>di</strong>fesa del paese. Il Ricchi<br />
<strong>di</strong>ce che Clemente VII giustamente sdegnato<br />
contro Pompeo che dominavaMon-<br />
teforlino, l'abbandonò alla voracità del-<br />
le fiamme. Questa sventura deplora assai<br />
il Marocco, poiché vi perirono innocenti<br />
fanciulli, femmine imbelli e vecchi caden-<br />
ti, che il fuoco <strong>di</strong>voratore non risparmiò.<br />
Seguì poscia il <strong>di</strong>sastrosissimo sacco <strong>di</strong>Roma,<br />
operato dagl'imperiali; in<strong>di</strong> Clemen-<br />
te VII si pacificò co' Colonnesi e gli as-<br />
solse dalle censure, morendo il car<strong>di</strong>n<br />
Pompeo in Napoli nel 1 532. Dopo il i<br />
tale incen<strong>di</strong>o, risorse Monte Fortino, e I<br />
bruciale case vennero da'popolani risai<br />
cite, e le <strong>di</strong>strutte rie<strong>di</strong>ficate. Nel pontificato<br />
<strong>di</strong>Paolo llI,avendo questi aumen<br />
tato il prezzo del sale, pretese AscanioCo<br />
lonna che pel privilegio d'esenzione d<br />
Martino V, non dovesse aver luogo nel<br />
le sue terre, onde gli esattori pontifìcii car<br />
cerarono alcuni vassalli de'Colonnesi. A<br />
Scanio per rappresaglia co'suoi armati fé<br />
ce una correria nell'Agro romano, e pi<br />
dò una quantità <strong>di</strong> bestiame. Il Papa eh<br />
già mirava <strong>di</strong> mal occhio la potente d<br />
sa Colonna, per aver in altri tempi fa<br />
to fronte a' suoi predecessori, nel 1 54<br />
mosse ad essa guerra con 10,000 soldati<br />
e la descrisse I' Adriani colla Storia <strong>di</strong><br />
suoi tempi. Rocca <strong>di</strong> Papa, Paliano, Ce<br />
ciliano, Roviano e altri castelli furon<br />
espugnati, e d'or<strong>di</strong>ne del Papa smanici- ;<br />
f
V E L<br />
Jnfe ila' fondamenti le loro fortezze. Dice<br />
Marocco, che Monteforlino fu presa nel<br />
i543, rendendosi al Pontefice, e riportando<br />
il seguente racconto mss. <strong>di</strong> Teofilo<br />
Papei: » if januariii'è vero Romani<br />
versus abierunt. i!\fcbruarii <strong>di</strong>e dominit'o,<br />
circa 22 horas, Ponti/ex sub sua<br />
<strong>di</strong>lione habuit Arreni Montis Fortini. 1<br />
martii <strong>di</strong>e luna, iiircperunt sub<strong>di</strong>ti Columnensium<br />
demoliri jussu Pauli ITI.<br />
3." <strong>di</strong>e maii perficerunt, reliclo uno pròpugnaculo,<br />
sai aula demolitores omnes<br />
abierunt. 9." <strong>di</strong>e re<strong>di</strong>erunl demolitores<br />
num. circa 3oo addemoliendam aulam,<br />
seti propugnaculum quod fail dereli-<br />
cturn". Morto Paolo III nel i54g a' io<br />
novembre, Camillo Colonna col favore e<br />
coll'aiuto de' vassalli ricuperò ad Ascanio<br />
assente in Venezia, Paliano e le altre a-<br />
vite castella; e Papa Giulio III al suo ri-<br />
torno lo accolse cortesemente, e <strong>di</strong>spose<br />
che godesse tranquillamente i beni ricu-<br />
perati. Non andò guari che i Colonnesi<br />
furono nuovamente in armi a tempo <strong>di</strong><br />
Paolo IV Caraffa, ed ebbe luogo la fune-<br />
sta guerra della Campagna Romana da<br />
me descritta ne' luoghi in<strong>di</strong>cati <strong>di</strong> sopra,<br />
contro Filippo II re <strong>di</strong> Spagna e delle due<br />
Sicilie, a cui si unirono gl'imperiali tede-<br />
schi <strong>di</strong> suo padre Carlo V, ed i Colonne-<br />
si. a'quali il Papa avea tolto Paliano e<br />
Cave, che <strong>di</strong>e a'suoi nipoti, e le altre ter-<br />
re. Paolo IV era avverso agli spagnuoli<br />
predominanti in Italia, voleva deprimerli<br />
e forse cacciarli dal regno <strong>di</strong> Napoli, dal<br />
quale regno <strong>di</strong>chiarò decaduto Filippo li<br />
nel r 556; quin<strong>di</strong> si venne alla mici<strong>di</strong>ale<br />
guerra. Il duca d' Alba viceré <strong>di</strong> Napoli<br />
col regio esercitooccupò molte città e luoghi<br />
delle provincie <strong>di</strong> Marittima e Cam-<br />
pagna, e de'<strong>di</strong>ntorni <strong>di</strong> Roma. Sul prin-<br />
cipio del 1 55y le milizie pontifìcie ricupe-<br />
rarono Marino, Grotta Ferrata, Frasca -<br />
li, Valmontone, Palestrina e Gennzzano.<br />
Assaltarono ezian<strong>di</strong>o la terra <strong>di</strong> Monte<br />
Fortino, la presero e la <strong>di</strong>strussero, nel<br />
modo che deplorai nel voi. LXV, p. 242,<br />
col p. d. Bartolomeo Carrara, Storia <strong>di</strong><br />
9<br />
Paolo TV. Narra Ricchi ,<br />
VEL i5i<br />
che Montefor-<br />
tiuofu preso d'assalto e incenerito, e d'or-<br />
<strong>di</strong>ne del Papa smantellato <strong>di</strong> mura. Rac-<br />
conta Petrini,che Francesco Colonna colle<br />
milizie papali andòad espugnare Mon-<br />
tefortino , i <strong>di</strong> cui abitanti essendosi <strong>di</strong>-<br />
chiarati per Marc'Antonio II Colonna, comandante<br />
<strong>di</strong> parte dell' esercito nemico,<br />
derubavano e molestavano continuamen-<br />
te i vicini; onde furono tutti senza <strong>di</strong>stin-<br />
zione né <strong>di</strong> età, né <strong>di</strong> sesso, come ribelli<br />
della s. Se
xoi VEL<br />
<strong>di</strong> Bromato, qualifica empio il trionfodel-<br />
rOrsini pel barbaro valore esercitato nel-<br />
la conquista <strong>di</strong> Montefortino; dunque l'o-<br />
perato fu all'insaputa clelcalunniato Pon-<br />
tefice. Egli pure ilice che i montefortinem<br />
, fingendosi stanchi del dominio spa-<br />
glinolo, domandarono aiuto per mettersi<br />
nelle mani de'pontificii,e poscia i i oo fanti<br />
che sulla buona fede loro mandò l'Orsi-<br />
ni, tutti svaligiarono nell'imboscata sen-<br />
za perdonare ad un solo. A punire il vii-<br />
Lino tra<strong>di</strong>mento » l'Orsini colla batteria<br />
<strong>di</strong> due giorni molestò quella terra, che<br />
<strong>di</strong>fesa fu da Giannantonio da Piacenza,<br />
ivi messo in luogo <strong>di</strong> Francesco Brancaccio,<br />
e fu <strong>di</strong>fesa con varie sortite, in una<br />
delle quali restarono morti molti delle<br />
tiuppe pontificie, tra'quali Francesco fi-<br />
glio <strong>di</strong> Giambattista Couti (ultimo signo-<br />
re <strong>di</strong> Segni e <strong>di</strong> Valmontone <strong>di</strong> tale ramo),<br />
e il capitano Giorgio da Terni. In fine na-<br />
ta <strong>di</strong>scor<strong>di</strong>a tra' terrazzani ed il presi<strong>di</strong>o,<br />
quelli si resero a <strong>di</strong>screzione, e i soldati<br />
impetrarono <strong>di</strong> poter uscire a ban<strong>di</strong>ere<br />
spiegate, e portar seco armi e bagaglio.<br />
Ed entratevi le genti dell'Orsini saccheggiarono<br />
tutta la terra senza pietà: vi appiccarono<br />
fuoco, e non perdonarono nemmeno<br />
od una chiesa, ove le donne e i fan-<br />
ciulli si erano ritirati, e tutti perirono".<br />
Dissi già nel paragrafo <strong>di</strong> Valmontone,<br />
che alcuni de'suoi abitanti contribuirono<br />
alla rovina <strong>di</strong> Montefortino, e come alla<br />
loro volta i conta<strong>di</strong>ni montefortinesi si<br />
ven<strong>di</strong>carono con Valmontone, quando fu<br />
saccheggiato e arso. Il Marocco, seguendo<br />
Alessandro d' Andrea autore de' Ragionamenti<br />
della guerra <strong>di</strong> Campagna <strong>di</strong><br />
Roma, annoiti totale desolazione <strong>di</strong>Mon-<br />
teforliuo e sua rocca, ma troppo assolutamente<br />
e in tutto l'attribuì a Paolo IF<br />
(F-), come fecero altri, senza tener pre-<br />
sente la Storia del p. Carrara e altre scrit-<br />
te con imparzialità, e l'abuso che fecero<br />
del potere i nipoti <strong>di</strong> quel gran Papa, che<br />
con s. Gaetano istituì i Teatini (P-)j i<br />
quali nipoti appena da lui conosciuti fu-<br />
rono inesorabilmente cacciati e puniti.<br />
y<br />
Non tacendo il<br />
VEL<br />
tra<strong>di</strong>mento che provocò<br />
la severa e terribde punizione, il Maroc-<br />
co dunque soltanto e come altri si limi-<br />
ta a raccontare. Che pure in quest'incontro<br />
Montefortino si <strong>di</strong>stinse per sommo<br />
coraggio, e per mantenersi nella fedeltà<br />
al suo signore (Colonna feudatario della<br />
s. Sede suprema signora <strong>di</strong> Montefortino),<br />
fu uno degli ultimi ad arrendersi. Impe-<br />
rocché, avendo finto i montefortinesi con-<br />
cor<strong>di</strong>a co'pontificiijdomandarono un pre-<br />
si<strong>di</strong>o, ostentando <strong>di</strong> voler ubbi<strong>di</strong>re alla<br />
Chiesa; onde Vicino Orsini da Velletri vi<br />
mandò una compagnia, che per imbosca-<br />
ta funestissima e tra<strong>di</strong>trice perì tutta per<br />
via, senza che neppure un tamburino si<br />
salvasse. Quest'orrendo attentato fece<br />
montare sulle furie il Papa, che ne volle<br />
la totale espugnazione. Giulio Orsino ca-<br />
pitano suo, con 3ooo fanti italiani, con<br />
due compagnie <strong>di</strong> veterani venuti daMon-<br />
talcino,econ cavalleria pontificia e 7 can-<br />
noni, uscito da Roma si portò <strong>di</strong>rettamente<br />
a Montefortino, che già era stato<br />
presi<strong>di</strong>ato da Marc' Antonio II Colonna;<br />
ma Francesco Brancacci invece <strong>di</strong> custo-<br />
<strong>di</strong>rlo pel suo barone, essendone partito<br />
per cercare vettovaglie, fu causa delle fu-<br />
neste conseguenze. Dopo il cannoneggiamento<br />
, le sortite e ricordate scaramuc-<br />
cio, in cui perì Francesco e non Gio.<br />
Battista Conti, venuti i soldati in <strong>di</strong>scor-<br />
<strong>di</strong>a cogli abitanti, si resero a <strong>di</strong>screzione,<br />
partendo i primi per Anagni. Entrati i<br />
pontificii in Montefortino, fecero pagare<br />
a'popolani il fio della loro pazzia, perchè<br />
molti ne furono uccisi. Saccheggiata ed<br />
incen<strong>di</strong>ata la terra non si salvarono né<br />
fanciulli, né donne , benché rifugiati<br />
una chiesa , I' ira de' soldati superai»<br />
qualunque ostacolo, e vane furono le pi<br />
ghiere. In<strong>di</strong> il Papa spedì l'ascolano D<br />
ì<br />
siderio Guidoni qual commissario per far<br />
demolire tutto il paese e prender posses-<br />
so del territorio, autorizzatocol breve/ o-<br />
lentes quod scelus per TJtdversitatevi et<br />
homines Castri nostri Montis Fortini<br />
adversus hanc s. Sedem , de' 27 oprile
VEL<br />
iSSj, accompagnato con lellere patenti<br />
del car<strong>di</strong>nal Caraffa. Il possesso del terri-<br />
torio con rogito seguì a' i del seguente<br />
maggio, e fu pubblicato il bando dal Gui-<br />
doni contro lutti i montefoi tinesi <strong>di</strong> pe-<br />
na capitale, qualificandoli assassini de'sol-<br />
dati pontificii, nemici e infedeli alla s. Se-<br />
de, ed il castello nido e ricetto de'tristi, la-<br />
droni e ribelli. Quin<strong>di</strong> fu ingiunto a tutti<br />
i baroni e signori, ed a tutte le città e ca-<br />
stella della provincia <strong>di</strong> non ricettare alcuno<br />
<strong>di</strong> essi, e <strong>di</strong> far CON grata al Papa<br />
darli in mano alla forza per farne giusti-<br />
zia. Compiuta la demolizione delle fab-<br />
briche, il commissario feceararela piazza<br />
e seminarvi il sale a'i3 ili detto maggio.<br />
Inoltre il car<strong>di</strong>nal Caraffa dal commissa-<br />
rio fece ezian<strong>di</strong>o atterrare qualche super-<br />
slite pezzo <strong>di</strong> fabbrica; e Gio. Caraffa du-<br />
ca <strong>di</strong> l'aliano, in questa fortezza fece trasportare<br />
i cannoni della rocca <strong>di</strong> Montefoi<br />
tino. Dopo quest'infortunio, Marc' An-<br />
tonio Il Colonna <strong>di</strong>strusse Colle <strong>di</strong> Ferro,<br />
incen<strong>di</strong>ò Anagni ,<br />
prese Palestrina e Se-<br />
gni, e favorito da'suoi vassalli corse tut-<br />
ta la provincia <strong>di</strong> Campagna, la quale re-<br />
spirò per la pace <strong>di</strong> Cave conclusa nel set-<br />
tembre. E neh55g per morte <strong>di</strong> Paolo<br />
IV i Colonnesi ricuperarono le loro terre,<br />
e neh 56 i anche Paliano. Non ostante la<br />
rovina generale <strong>di</strong> Monteforlino, potè a<br />
poco a poco riaversi, rifabbricandolo i<br />
superstiti abitanti coll'aiuto de' Colonne-<br />
si, per avere i <strong>di</strong>spersi inontefortinesi sup-<br />
plicato la celebre marchesana <strong>di</strong> Pescara<br />
Vittoria Colonna, Virginia Colonna de'<br />
Massimi e Tuzin Colonna de' iMattei, le<br />
quali a favor loro si prestarono eflicace-<br />
mente. Della successione de'Colonnesi nel-<br />
la signoria <strong>di</strong> Monteforlino, ecco (pianto<br />
ne scrive il Marocco. Fu <strong>di</strong>viso il suo do-<br />
minio, non avendo avuto figli maschi Gi-<br />
rolamo Colonna, in <strong>di</strong>verse porzioni a'28<br />
giugno 1 586, cioè n'ebbe la metà Orinzia<br />
figlia <strong>di</strong> Marno Colonna duca <strong>di</strong> Zagaro-<br />
lo, e moglie <strong>di</strong> Pompeo figlio <strong>di</strong> Camillo<br />
Colonna; ed una 8." parte l'ebbero Tuzia,<br />
Porzia, Clau<strong>di</strong>a e Virginia, alla qualeVir-<br />
V E L i53<br />
ginia successero Fabio, Ascanio, Carlo e<br />
altri de' Massimi; e poscia Vincenzo E-<br />
stouteville conte <strong>di</strong> Sarno come marito<br />
<strong>di</strong> Clau<strong>di</strong>a Orsini. Mancando figli a Tu-<br />
zia venne da lei nella sua 8. a<br />
parte isti-<br />
tuito erede Ascanio de' Massimi, che ne<br />
prese possesso nel 150,5, prestandogli i<br />
vassalli giuramento <strong>di</strong> fedeltà. A Marzio<br />
Colonna duca <strong>di</strong> Zagarolo ricadde la me-<br />
tà <strong>di</strong> Monteforlino per dono <strong>di</strong> Orinzia<br />
sua madre (ma <strong>di</strong> sopra è detta figlia)<br />
neh 583. Muzio Massimo, che ne avea ot-<br />
tenuta una 8. a<br />
parte da sua madre Mari*<br />
Orsini e altra 8." parte da Giulia sua zia,<br />
ambedue vendè nel 1 58g al detto duca<br />
Marzio, restandone un sol quarto a' Mas-<br />
simo: pochi anni dopo Gio. Antonio de<br />
Maximis figlio <strong>di</strong> Carlo signore <strong>di</strong> Monte<br />
Fortino <strong>di</strong>venne vescovo d' Isola (f 7 .).<br />
Apprendo dal Coppi, che neh 607 Mar-<br />
zio eresse in Zagarolo un monte e per ga-<br />
ranzia de' sovventori ipotecò Monteforlino<br />
e altre terre. Il suo figlio Francesco<br />
trovando 4 r>o,ooo scu<strong>di</strong> <strong>di</strong> debiti, per li-<br />
berarsene in parte, neh 6 r 4 vendè al car-<br />
<strong>di</strong>nal Scipione Borghese 3 quarte parti<br />
<strong>di</strong> Monteforlino, la metà della tenuta <strong>di</strong><br />
Torre, Olevano, 3 00 rubbia <strong>di</strong> Pantano<br />
<strong>di</strong> Grifi, 200 rubbia <strong>di</strong> terreno della Co-<br />
lonna, ed un procoio <strong>di</strong> vacche, tutto pel<br />
prezzo <strong>di</strong> 346,000 scu<strong>di</strong>. In modo alquanto<br />
<strong>di</strong>verso ciò riporta il Marocco.<br />
Dichiara che Giulia Colonna, a nome <strong>di</strong><br />
Marzio suo marito a'7 gennaio 1 6 1 2 veu-<br />
dèal car<strong>di</strong>nalPietroAldobran<strong>di</strong>ni 3 quar-<br />
ti <strong>di</strong> Monteforlino , colla metà della tenuta<br />
<strong>di</strong> Torre; e l'8 marzo ne confermò<br />
la ven<strong>di</strong>ta Marzio, da Paolo V approvata<br />
a'27 giugno. Il car<strong>di</strong>nale ne prese posses-<br />
so a' io luglio, rilasciando una cedola a<br />
Pietro Alberici <strong>di</strong> 2 i5,ooo scu<strong>di</strong> pel re-<br />
stante del prezzo, e poi fu fatto un affitto<br />
per 6 anni neh6«2 al nobile romano O-<br />
razio del Bufalo; ma non pagatasi la cedola,<br />
il contratto restò rescisso e Marzio<br />
rientrò in possesso del suo. Si appellò il<br />
car<strong>di</strong>nale alla congregazione de'baroni e<br />
n'ebbe contraria sentenza, onde France-
1 54 V B li .<br />
beo Colonna duca <strong>di</strong> Zégarolo e figlio <strong>di</strong><br />
Mai zio, vendette al cardmalScipione Bor-<br />
ghese nipote <strong>di</strong> Paolo Y le 3 quarte par-<br />
ti <strong>di</strong> Moutefortino, Olevanoe quanl' al-<br />
tro già tlissi per 346,000 scu<strong>di</strong>, con atto<br />
autorizzalo da chirografo <strong>di</strong> Paolo V<br />
«'29 marzo 16 1 4^.11 Papa concesse tanto al<br />
car<strong>di</strong>nale, quanto agli uomini ed univer-<br />
sità <strong>di</strong> Montefortinoe <strong>di</strong> Olev'ano privile-<br />
gi amplissimi. A fronte <strong>di</strong> tuttociò, Giacomo<br />
Sai viali , nipote del car<strong>di</strong>nal Sal-<br />
vinti e <strong>di</strong> Lucido Conti, ncli63o mosse<br />
delle pretensioni sul dominio <strong>di</strong> Monte -<br />
lui tino, ma venendo i principi Borghese<br />
<strong>di</strong>lesi dall'insigne avv. Jacobelli, trionfarono<br />
e restarono pacifici signori <strong>di</strong> Monti<br />
['urtino e lo sono ancora. Già Paolo V<br />
l'i 1 ottobre 161 5 (e non pare nel 161 1,<br />
come si legge nel n.° 92 del Giornale <strong>di</strong><br />
Roma deli85o), con <strong>di</strong>versi car<strong>di</strong>nali e<br />
prelati, onorò <strong>di</strong> sua presenza Monlefor-<br />
tino e vi riposò una notte, cioè dopo l'ac-<br />
quisto fattone dal car<strong>di</strong>nal Borghese. Dopo<br />
tante vicende, osserva Marocco, la terra<br />
<strong>di</strong> Monleforlino non si potè <strong>di</strong>r mai<br />
t ranquillala, mentre da'5 settembre 1 656<br />
iiuo a' 1 2 del susseguente gennaio fu per-<br />
cossa dalla pestilenza, con 1 55 vittime,<br />
malore che penetrò pure io Val montone<br />
e s. Gregorio, avendo il Papa deputato<br />
mg.' Franciolti commissario apostolico<br />
della sanità nella Campagna <strong>di</strong> Roma. Durame<br />
il contagio <strong>di</strong> Moutefortino furono<br />
stabiliti 3 lazzarelti.due in campagna,cioè<br />
uno fra' castagneti al piano <strong>di</strong> s. Maria, e<br />
Tallio nella valle vicino alla Pozzarica,ed<br />
il 3." dello lo Sporco, dentro il convento<br />
de'minori osservanti riformati, perchè vi<br />
si conducevano gl'infermi. Aggiunge Ma-<br />
rocco, che alcuni ban<strong>di</strong>ti e omici<strong>di</strong>arii <strong>di</strong>-<br />
sturbarono Montefortiuo nel 1 702, talché<br />
mg. r<br />
Falconieri chierico <strong>di</strong> camera e poi<br />
cu <strong>di</strong>naie, commissario apostolico del La-<br />
zio, fu costretto spe<strong>di</strong>rvi milizie e sbirra-<br />
glie, e ad onta delia resistenza caddero i<br />
tristi in potete della giustizia. I più ar<strong>di</strong>ti<br />
furono Tommaso Cationi dello Tabanel-<br />
lo, che avea due ban<strong>di</strong> capitali e omici-<br />
V E L<br />
<strong>di</strong>ario reci<strong>di</strong>vo, il <strong>di</strong> Ini fi Otello detto Gri-<br />
fo, che con Lorenzo Latini pure omicida<br />
d'un cognato alias Mezzogrosso, fece armata<br />
mano verso la mola <strong>di</strong> Segni re -<br />
trocedere un commissario apostolico e il<br />
suocancelliere,Giuseppe Ferranti, e Ste-<br />
fano Marcaccioli detto Quadrello omici-<br />
<strong>di</strong>arioe complice <strong>di</strong> due omici<strong>di</strong>i, pusillanime<br />
però, e quasi tutti reduci dalla ga-<br />
lera, ma pagarono il (io<strong>di</strong> loro seellerag-<br />
gini. 1 ti quell'incontro vi perirono due<br />
soldati <strong>di</strong> Valmontone ed un vile sbirro.<br />
Il Cardella nelle Memorie storiche de'<br />
car<strong>di</strong>nali, nella biografia del Falconieri,<br />
riferisce che Clemente XI gli affidò la ma-<br />
lagevole e pericolosa commissione <strong>di</strong> spur-<br />
gare la provincia del Lazio dagli assassini<br />
e ban<strong>di</strong>ti, che colle ruberie e stragi dan-<br />
neggiavano non solo i passeggeri, ma re-<br />
cavano la desolazione e il terrore a 'con vi-<br />
cini paesi. Il prelato usando <strong>di</strong> sua seve-<br />
rità, <strong>di</strong>ssipò in un baleno tutta quella ca-<br />
naglia e restituì la pace e la tranquillità<br />
que'popoli. Nel tempo della repubbli-<br />
ca del 1798,<br />
<strong>di</strong>ede prove non equivoche al Papa <strong>di</strong> <strong>di</strong>-<br />
il popolo <strong>di</strong> Monleforlino<br />
voto attaccamento e <strong>di</strong> valoroso coraggio,<br />
respingendo l'armate nemiche francesi,<br />
in unione co'calabresi che <strong>di</strong>fendevano il<br />
re <strong>di</strong> Napoli, e vi furono molli feriti e<br />
morti dalla parte contraria. Nel 18 5o Mon-<br />
tefortiuo esultò per la presenza del regnan-<br />
te Papa Pio IX, nel viaggio col quale ài<br />
Napoli tornò in Roma, e venne descritto<br />
dal Giornale <strong>di</strong> Roma, e dal commend/<br />
Barluzzi colla Relazione del viaggio. In<br />
essa si legge. "Questo castello è sul dos;o<br />
de'monli Lepini, in quella parie dove si<br />
<strong>di</strong>staccano dagli Algi<strong>di</strong>, eli fronteggiane<br />
a tramontana. E luogo forte, come suo-<br />
na il suo nome, e perciò spesso combattu-<br />
to nelle guerre de' bassi tempi, come l<<br />
era stato in quelle tra* volsci ed i roma-<br />
ni, quando giusta T opinione degli anti-<br />
quari, aveva il nome <strong>di</strong> Artena Volscovum.<br />
Fu già nella signoria de'Conti <strong>di</strong> Se-<br />
gui : dal secolo XVII appartiene a' Bor-<br />
ghese". Dovendo transitare il Papa Pio
VEL VEL i5?<br />
IX nel tuo territorio «' io oprile, il pò- tìchissìmo cratere <strong>di</strong> vulcano esibito. In<br />
poloch'eragli gempre rimasto fedele e <strong>di</strong>- questa valle nella parie più vicina al pae-<br />
volo nel cuore, e che silenzioso e triste a- se e soltoposta ad una rupe dell'altezza<br />
veva passatoi mesi del terrore, allora con <strong>di</strong> 4o metri, ni luglio i85o, ad un'ora<br />
piena libertà manifestò i suoi sentimenti, pomeri<strong>di</strong>ana sprofondossi il terreno con<br />
Ilprinciped. Marc'Antonin Borghese, che immenso fragore sotterraneo. Formosa)<br />
n sue spese avea fatto adornare con pa- così altra più piccola valle, più profonda<br />
rati l'esterno della piazza , e <strong>di</strong>stribuita <strong>di</strong> 20 metri , <strong>di</strong> figura elittica, il <strong>di</strong> cui<br />
abbondante limosina alle famiglie che più asse maggiore è <strong>di</strong> circa 80 metri e il mi-<br />
abbisognavano <strong>di</strong> soccorsi, anelò incontro noie <strong>di</strong> 45- Gli abitanti spaventati da quel<br />
al Santo Padre, avendo seco il fratello terribile fragore e temendo che fosse in-<br />
principe d. Camillo Aldobran<strong>di</strong>no Si fé- <strong>di</strong>sio <strong>di</strong> grande rovina, fuggirono dalle<br />
Domenico Bruti, loro case; ma poi vedendo che il terreno<br />
cero innanzi pure mg. r<br />
il clero secolare e regolare, e la commis- non faceva ulteriore movimento si tran-<br />
sione municipale col suo presidente Sii- multarono. Mg. r<br />
Berar<strong>di</strong> commissario<br />
veslro Tommasi. Il Papa si degnò annui- straor<strong>di</strong>nario pontificio nella provincia <strong>di</strong><br />
re a'desiderii della popolazioue,che voles- Marittima e Campagna , e vicelegato <strong>di</strong><br />
se onorarla colla sua pi esenza, manifesta- Velletri, al primo annunzio dell'accad'f-<br />
tigli dal principe e da'suoi rappresenlan- io, recossi a Montefortino per provvedere<br />
ti. Pertanto, preceduto il Papa da'religio- a quanto occorresse. Quin<strong>di</strong> aro luglio<br />
pi riformati e dal capitolo, sotto il baldac- vi spedì nuovamente i periti in geologia<br />
chino portalo dalle primarie persone del il;' Francesco De Bossi me<strong>di</strong>co e Giu-<br />
paese, a pie<strong>di</strong> si condusse alia chiesa del seppe Andreoli valente ingegnere, che<br />
ss. Rosario decorosamente parata, tra il l'avevano accompagnato,! quali col rap-<br />
ranto <strong>di</strong> scelti cantori, ove ricevèla bene- porto pubblicato da detto Giornale, <strong>di</strong>-<br />
<strong>di</strong>zione col Venerabile. Quin<strong>di</strong> asceso in chiararono : Che il fenonemo geologi-<br />
trono ammise al bacio de! piede il c'ero, co altro non fu che una istantanea aper-<br />
ii mnnicipioealtri. Finalmente fra gl'im- tura d'un'interna e profonda cavità esi-<br />
metti e sincerissimi applausi della popò- slente nelle viscere del monte, sopra <strong>di</strong> cui<br />
lazione, passando sotto un arco trionfale, è costrutto il paese, per la quale avvenne<br />
appositamenteeretto nella via, con accon- una contemporanea precipitazione <strong>di</strong> ter-<br />
eia iscrizione ri prodotta dalla Relazione, reno nel fondo della valle con fragore<br />
grato a tali manifestazioni, consegnala al- proporzionato a tanto precipizio. Sog-<br />
l'arciprete una somma da erogare a he- giunsero che per tale fenomeno non ra*<br />
neficiode'poveri, rimontò in carrozza per 10, non possa derivarne alcun pericolo al<br />
proseguire il suo viaggio a Velletri, e pri- paese. Il Ricchi nel Teatro degli nomini<br />
ina <strong>di</strong> giungervi trovò a Lariano la sua illustri
i 56 V E L<br />
silà romnnn i 7 suor figli e quin<strong>di</strong> occupali<br />
in posti cospicui nella colle romana,<br />
dopo aver scampato nedue incen<strong>di</strong>i del-<br />
la patria. Da tale famiglia fiorì pure Gi-<br />
rolamo Fanfoni per molti anni i.° me<strong>di</strong>-<br />
co della regina <strong>di</strong> Polonia Casiraira So-<br />
biescki , e poi essa si trasfuse in quella<br />
della Porta <strong>di</strong> Cori, e Rosata fu bisava<br />
del Ricchi. Mario Fini egregio avvocato.<br />
Fu speciale ornamento patrio OrazioZec-<br />
ca eccellente pittore. Stefano Serangeli<br />
ottimo oratore e poeta, compose pe'tea-<br />
tri eli Roma ed' Italia le numerose pro-<br />
duzioni e<strong>di</strong>te e ine<strong>di</strong>te registrate dal Hicchi;<br />
e lasciò sue ere<strong>di</strong> le maestre pie. La<br />
sua (iglia Felice Rosalba pubblicò col suo<br />
ingegno quelle opere riferite da detto bio-<br />
grafo. Girolamo Martini da Montefortino<br />
teologo minore osservante riformato <strong>di</strong><br />
profonda dottrina, colla quale scrisse le<br />
copiose opere notate dal Ricebi. Della<br />
slessa casa e or<strong>di</strong>ne fiorì Tommaso let-<br />
tore <strong>di</strong> teologia. Francesco Angelini pro-<br />
vinciale due volte del mentovato or<strong>di</strong>ne,<br />
celebre pre<strong>di</strong>catore, specchio d'umiltà e<br />
pietà, morto in Rieti neh 835. La fera-<br />
cità del territorio ne rende coltivata la<br />
maggior parte, un tratto essendo mon-<br />
tuoso e sterile , e altro occupato da vie,<br />
torrenti e fossi , come rileva Castellano.<br />
Del territorio <strong>di</strong>verse notizie ci <strong>di</strong>e il Marocco.<br />
Lo <strong>di</strong>ce composto d'alcuni monti<br />
inculti e sterili, <strong>di</strong> terreno coltivabile e<br />
<strong>di</strong> selve fruttifere; il coltivabile parte è ad<br />
uso <strong>di</strong> semente e parte <strong>di</strong> vigne e posses-<br />
sioni, e si <strong>di</strong>stinguono i terreni in arati-<br />
vi e prativi, essendo 1 campi fertili e inde-<br />
fessamente coltivali. Ne descrive i confi-<br />
ni, e in quelli della tenuta <strong>di</strong> Tagliente fu-<br />
rono trovati frantumi d'antiche fabbri-<br />
che , <strong>di</strong> statue e altri marmi lavorati , e<br />
reliquie <strong>di</strong> sepolcri. Nella valle <strong>di</strong> Piapel-<br />
io sono molti frammenti <strong>di</strong> colonne e al-<br />
tre pietre. Così nella pianura <strong>di</strong> Casati-<br />
co si ossei vano vestigi <strong>di</strong> fabbrica illustre<br />
o tempio, e vi si scavarono frantumi marmorei<br />
e <strong>di</strong> musaico. Crede il Colle Catili-<br />
n.i forse luogo <strong>di</strong> delizia della famiglia 10<br />
V EL<br />
mnnn <strong>di</strong> lai nome, e vi si trovarono resti<br />
<strong>di</strong> e<strong>di</strong>lìzi e <strong>di</strong> sepolcri. Presso la contrada<br />
Le Valli credesi esistesse una chiesa in-<br />
titolata a «. Pietro, per li rinvenuti pezzi<br />
<strong>di</strong> colonne, con lapide che pubblicò. iNel<br />
colle s. Nicolò sono rovine d'antica torre<br />
e <strong>di</strong> piccolo monastero; in quello dell'Imperatole<br />
argomenta che fosse il luogo ad<br />
Pietas, vicino a Panilochiani. Presso U<br />
valle Costanza trovasi il sito detto Bi-<br />
viuni, e la grotta o cimiterio <strong>di</strong> s. Ilario,<br />
come posto in un pre<strong>di</strong>o spettante già a<br />
una cappella sotto I' invocazione <strong>di</strong> tal<br />
santo nel territorio <strong>di</strong> Valmontone.<br />
Giuliano o Giuliancllo o GnglianeU<br />
lo. Comune della <strong>di</strong>ocesi <strong>di</strong> Velletri da<br />
cui è <strong>di</strong>stante circa 6 miglia, quasi altret-<br />
tante da Cori, e 3i da Roma, con territorio<br />
in colle e in piano. Il Ricchi, La<br />
Reggia de' f~olsa\ca[). 38 : Castel Giu-<br />
liano o Giugliano, lo <strong>di</strong>ce giacente in si-<br />
to alquanto eminente sopra una delizio-<br />
sa collina, posto fra Cori e Velletri. Al<br />
contrario il moderno Dauco scrive ivi<br />
respirarsi aria poco # felice, egli fa eco Ma-<br />
rocco, per cui ogni giorno si <strong>di</strong>minuiscono<br />
i suoi abitanti, che ascendevano nel<br />
principiar del secolo passato a 773, come<br />
afferma il contemporaneo Piazza, to-<br />
sto aumentati a più <strong>di</strong> 1 000 per testimo-<br />
nianza <strong>di</strong> Ricchi, ed ora ridotti appena a<br />
i53, secondo Rauco, oa53 come trovo<br />
nella Statistica dei 1 853. Perciò la niag-<br />
gior parte delle case sono deserte o rovi*<br />
nate, e le piazze e le vie ripiene d'erba,<br />
ni <strong>di</strong>re dello stesso Bauco. Ma Marocco<br />
che lo visitò, deplora il clima pernicio-<br />
so, qualifica meschino il fabbricato, for-<br />
mandosi il paese d'una strada <strong>di</strong> mezzo e<br />
<strong>di</strong> 3 vicoli. Anche il Nibby si portò in<br />
Giuliano, e lo <strong>di</strong>ce pure nome d'un lago<br />
posto 4 miglia a oriente <strong>di</strong> Velletri, a si-<br />
nistra della strada <strong>di</strong> Cora, che ne lam-<br />
bisce il cratere, ed un miglio lungi dalla<br />
terra. Questo lago d'origine vulcanica avea<br />
circa un 3.°<strong>di</strong> miglio<strong>di</strong> <strong>di</strong>ametro mag-<br />
giore e un 5.° <strong>di</strong> <strong>di</strong>ametro minore, poiché<br />
era <strong>di</strong> forma clinica. Esso fu <strong>di</strong>seccato
V E L<br />
da' principi Borghese, o<strong>di</strong>erni «ignori <strong>di</strong><br />
Giuliano, pochi unni prima del i837,epoca<br />
in cui Nibby pubblicò V Analisi de<br />
<strong>di</strong>ntorni <strong>di</strong> Roma. Egli ancora Itine che<br />
per l'aria insalubre ogni dì più decadendo<br />
il paese vena poi forse abbando-<br />
nato. Dice ie sue fabbrice in parie <strong>di</strong> co-<br />
struzione saracinesca, che rammentano il<br />
secolo XHI, ed esseie generalmente bea<br />
fabbricato, e sopra tutto la chiesa prin-<br />
cipale. Questa è appena si entra in Giu-<br />
liano, a sinistra è il palazzo baronale as-<br />
sai deteriorato, unico e<strong>di</strong>lizio <strong>di</strong> qualche<br />
entità dopo la chiesa, ma ridotto a gra-<br />
naio, e sulla porta si legge il nome del<br />
car<strong>di</strong>nal Anton Maria Sai viali: ivi iIJNib*<br />
by nel 1823 osservò alcuni quadri non<br />
ispregevoli, residuo <strong>di</strong> quelli che già l'a-<br />
dornavano. La chiesa parrocchiale <strong>di</strong> s.<br />
Gio. Battista e <strong>di</strong> s. Gio. Evangelista, è<br />
ampia, e <strong>di</strong> nobile struttura, che risale al<br />
declinar del secolo XVII, con l'arcipre-<br />
te. Il protettore della terra è s. Giulia-<br />
no martire, ed a' 1 4 febbraio ne solenniz-<br />
za la festa. Fuori del paese è l'altra chie-<br />
sa, con comodo convento ora abbando-<br />
nato a causa dell'aria inalsaua.il p. Ca-<br />
simiro da Roma, Memorie delle, chie-<br />
se e conventi de" frali minori della pro-<br />
vincia romana, nel cap. 1 2: Della chiesa<br />
e del convento della ss. Genitrice pres-<br />
so Giuliano, ragiona pure del castello.<br />
11 duca Francesco M. a<br />
Salviati nel seco-<br />
lo XV 11 da' fondamenti fabbricò la chie-<br />
sa e il convento pe'frati minori, 70 passi<br />
dal castello sul piccolo colle <strong>di</strong> s. Lu-<br />
cia, ove nel cavarsi la terra per le fondamenta<br />
trovaronsi molte ossa umane sen-<br />
za vermi segno che fossero <strong>di</strong> cristiani.<br />
Il duca nel 1684 chiese alla congrega-<br />
zione de' vescovi e regolari la licenza per<br />
cominciar la chiesa e il conveulo per 12<br />
religiosi, e ne riportò favorevole rescrit-<br />
to a' 23 marzo, confermato dalla curia<br />
vescovile; onde i religiosi <strong>di</strong> Cori formalmente<br />
vi piantarono la Croce, ed a' 1<br />
febbraio i685 vi fu posta la i. a<br />
pietra, e<br />
tutta la fabbrica fu terminata nel 1690.<br />
4<br />
VEL i5 7<br />
Nella chiesa sono 3 altari: nel maggiore è<br />
<strong>di</strong>pinta la B. Vergine col <strong>di</strong>viu Figlio, iti<br />
quello dalla parte del Vangelo è rappre-<br />
sentato Gesù in Croce, e nell'altro s.Ftan-<br />
cesco d'Asisi che riceve le s. Stimmate. I<br />
3 quadri li colorì Antonio Moi*au<strong>di</strong>,el'umido<br />
in<strong>di</strong> danneggiò. La chiesa fu bene-<br />
detta a'28 giugno 1690, e poi consagrata<br />
da mg. r<br />
Giulio Marzi vescovo d'EliopoIi e<br />
suuiaganeo<strong>di</strong> Velletril'i 1 maggioro.<br />
La sagrestia fu arricchita <strong>di</strong> molti sagri<br />
ane<strong>di</strong>, e sotto l'altare maggiore furono<br />
collocate numerose ss. Beliquie, che de-<br />
scrive il p. Casimiro, donde poi furono<br />
tolte a cagioue dell'umi<strong>di</strong>tà. Il conven-<br />
to riuscì bello e con ogni como<strong>di</strong>tà. Si<br />
formò la libreria, ma poi i libri si tras-<br />
portarono ne' conventi cui bisognavano.<br />
11 refettorio fu decorato <strong>di</strong> buoni quadri,<br />
uno <strong>di</strong>pinto da fr. Felice da Nat ni, gli<br />
altri da fr. Onoralo da Ruma. La pietà<br />
del duca fondatore or<strong>di</strong>nò agli ere<strong>di</strong> il<br />
mantenimento de'religiosi nel vitto e nel<br />
vestito. Però I* aria pestifera uccideva o<br />
rendeva inabili i religiosi. Ciò proveniva,<br />
<strong>di</strong>ce Ricchi, dalla vicinanza <strong>di</strong> un lago<br />
paludoso che rendeva I' aria venefica, e<br />
udì' estate mieteva i frati. Certamente<br />
dev'essere il lago <strong>di</strong>seccato. Ad ovviare<br />
a male sì grave, nell'aprile iy38 fu dalo<br />
principio alla fabbrica d'un ospizio lun-<br />
gi un miglio tlal convento sopra una col-<br />
lina, quasi a pie <strong>di</strong> Rocca Massima, in mi-<br />
gliore clima, e nel 1739 cominciarono i<br />
frati a ritirarvisi nel caldo, ma temeva il<br />
p. Casimiro che loro giovasse. Egli descrive<br />
le cose antiche ivi trovate, avanzi <strong>di</strong> e-<br />
<strong>di</strong>lizi, olle cinerarie, vasi finissimi <strong>di</strong> cre-<br />
ta, medaglie e altro. 11 luogo occupato da<br />
Giuliano si crede dal Ricchi fosse la villa<br />
<strong>di</strong> Giulio Cesare, perchè vi fu rinvenuta<br />
la cassa sepolcrale <strong>di</strong> Giulia sua figlia, se-<br />
condo Piazza; ed aggiunge Ricchi che<br />
passò in proprietà alla figlia. 11 p. Casimiro<br />
riferisce che vi fu trovata l'urna se-<br />
polcrale <strong>di</strong> Giulia figlia d'Ottaviano, ci-<br />
tando Theuli; ma questi non in Giulia-<br />
no, ma presso Vellelri descrive il ritro-
V E L V E L<br />
«•mento d' una bella cassa marmorea e polo della parrocchia tli s. Marco, i<br />
colle sue ossa, cioè nell'albereto delia fa-<br />
miglia Bonese. Osserva il p. Casimiro, che<br />
da Giulio o da Giulia forse prese il nome<br />
<strong>di</strong> Giuliano il castello, altri credendo <strong>di</strong>e<br />
fosse detto s. Giuliano dal nome del pa-<br />
trono principale del medesimo, come lo<br />
chiamò Piazza; ma ciò non sussiste nel<br />
luogo citato, ivi quello denominandolo<br />
semplicemente Giuliano, bensì in altro.<br />
Opina Nibby che il suo nome probabilmente<br />
derivò da un Fundus Julianus,<br />
e per la somiglianza del nome il castello<br />
assunse per protettore s. Giuliano. Sotto<br />
Pasquale II, narrano il Piazza e il p. Ca-<br />
simiro, in questo castello vi fu trasferito<br />
il corpo <strong>di</strong> s. Marco Pupa e collocalo nella<br />
chiesa parrocchiale <strong>di</strong> s. Vito, dal car<strong>di</strong>nal<br />
Leone vescovo <strong>di</strong> Velletri, il quale perciò<br />
<strong>di</strong>chiarò tal chiesa la i .* dopo la sua cat-<br />
tedrale; ed ove il car<strong>di</strong>nal Allucingoli altro<br />
vescovo <strong>di</strong> Velletri, e poi Papa Lu-<br />
cio III, consagrò un altare in suo onore;<br />
in<strong>di</strong> il s. Corpo fu trasportato iti Roma<br />
nella basilica e Chiesa <strong>di</strong> s. Marco (^.)<br />
Evaiigelista,insiguecollegiala,circailn45<br />
in tempo d'Eugenio III; per le quali me-<br />
morie ecclesiastiche, <strong>di</strong>chiarò Piazza, dopo<br />
Velletri dovrebbesi dare il i .° luogo<br />
a Giuliano. Contemporaneamente il ca-<br />
stello fu da'soldati bai baiamente brucia-<br />
to, dappoiché nell'elezioue d'Eugenio III<br />
essendosi ribellati i romani persuggestio-<br />
ne degli arual<strong>di</strong>sti, avendo i<br />
conti del ca-<br />
stello d'or<strong>di</strong>ue del Papa combattuti gl'in-<br />
sorti, questi noti potendo in altra guisa<br />
ven<strong>di</strong>carsi, si recarono a Giuliano e bru-<br />
ciarono il castello; ed essendovi tra essi<br />
alcuni parrocchiani <strong>di</strong> s. Marco Evangelista<br />
<strong>di</strong> Roma, cavarono dall'urna marmorea<br />
il corpo del Sauto, loro in<strong>di</strong>cata<br />
da alcuni chierici, e postolo in un lenzuolo<br />
e altri panni, lo mandarono con due<br />
<strong>di</strong> loro a l'ionia, incontrali perciò da al-<br />
tri concitta<strong>di</strong>ni vicino a Velletri. Per la<br />
porla <strong>di</strong> s. Giovanni, entrali in Roma,<br />
condussero il santo Corpo nella chiesa <strong>di</strong><br />
s. Quirico, ivi aspettando il clero e po-<br />
li tulli pieni <strong>di</strong> giubilo lo riceverono tra<br />
la moltitu<strong>di</strong>ne degli altri romani accorsi ;<br />
questa però fu tanta, che couveuue sosta-<br />
re e deporre il sagro Corpo sull'altare <strong>di</strong><br />
s. Maria in Campo Carico, fioche tolli<br />
gì' impe<strong>di</strong>menti, con somma <strong>di</strong>vozione<br />
allegrezza fu solennemente portalo nella<br />
detta basilica, ove si venera. Dopo tale<br />
rovinaci castello tornò a risorgere, e sem-<br />
bra a Nibby che fosse da Innocenzo 111<br />
infeudato alla sua famiglia Conti, ritenendo<br />
però sempre il dominio <strong>di</strong>tello<br />
esso la s. Sede. Che dopo la metà del se<br />
colo XIII riconosceva ancora il domiiii(<br />
della s. Sede, si ricava da un breve d'Urbano<br />
IV, dato in Orvieto a' i 8 <strong>di</strong>cembri<br />
12621, alcui tempo era stalo viulentemet<br />
te occupalo da fr. Giordano monaco <strong>di</strong><br />
PoMB nuova, il quale trattava inoltre <strong>di</strong><br />
venderlo ad un personaggio polente, leg-<br />
gendosi nel breve, inten<strong>di</strong>l ven<strong>di</strong>lionis titillo<br />
inpolentem transferre personami<br />
perchè ciò non seguisse, il Papa in<strong>di</strong>rizzò<br />
il medesimo breve al car<strong>di</strong>nal Riccardo<br />
Annibal<strong>di</strong> della Molata, allineile facesse<br />
manifesto a tutti che Giuliano trai Ca-<br />
strimi speclans adtiomanam Ecclesiani,<br />
e che il mentovato monaco, uuilo co'suoi<br />
fratelli, I' avea ingiustamente occupato<br />
e ritenevalo ancora in ipsius Ecclesiae<br />
praeju<strong>di</strong>c'utin. Molte furono le copie <strong>di</strong><br />
questo breve pubblicate in vari luoghi, e-<br />
ziau<strong>di</strong>o dal pulpito della basilica Libe-<br />
riana. Il p. Casimiro, che tuttociò riferisce,<br />
ignora l'effetto positivo del comando<br />
pontificio per la restituzione del castello,<br />
ed avverte che il Coutelori, Gemalo»,<br />
fam. Comit. rornan.,i\\ nulla parlando<br />
del narralo, lo fa godere pacificamente<br />
a Giovanni Conti; ma da altro breve <strong>di</strong><br />
Bonifacio Vlll,de'25 loglio 1 3oi , in vir-<br />
tù del quale concesse in perpetuo il ca-<br />
stello <strong>di</strong> Giuliano a' figli ed ere<strong>di</strong> d' A-<br />
<strong>di</strong>nolfo Couli signore <strong>di</strong> Valmoulone, per<br />
1' annuo censo <strong>di</strong> 20 sol<strong>di</strong> provisini, si<br />
trae che lo signoreggiasse Guidone Gior-<br />
dano, lo temo che A<strong>di</strong>uolfy fiorisse più
V E L<br />
(ni<strong>di</strong>, come può vedersi nel Ratti, Della<br />
famiglia Sforza e de' Conti <strong>di</strong> Segni a<br />
<strong>di</strong> T almontone, <strong>di</strong>cendolo fiorito nel<br />
pontificato <strong>di</strong> Urbano VI col fratello 11-<br />
debran<strong>di</strong>no, che fu il suo erede ; e forse<br />
la concessione meglio deve attribuirti a<br />
Bonifacio IX, che realmente a favore de'<br />
due fratelli confermò le loro signorie. Il<br />
Marocco, che procede ancora col p. Casi-<br />
miro, non<strong>di</strong>meno attribuisce il suddetto<br />
breve con anacronismo peggiore a Urbano<br />
VII, o è uno de'tanti falli <strong>di</strong> stam-<br />
pa <strong>di</strong> cui abbonda la sua opera, e d;i lui<br />
stesso ripetutamente riprovali, proponen-<br />
dosi <strong>di</strong> dare l'Errala Corrige. Certo è,<br />
che io col Ratti nell'articolo Conti, no-<br />
tai aver Martino V nel i4^8 confermalo<br />
ad essi le loro terre, fra le quali Ca-<br />
strimi Juliani, et Tiberii ì ellelr. <strong>di</strong>occ.<br />
Inoltre il p. Casimiro <strong>di</strong>ce e ripete INibby,<br />
che nel i477 ' successori d'A<strong>di</strong>nolfo pos-<br />
sedevano solamente la metà del castello,<br />
e nel 1482 Giacomo Conti alia testa <strong>di</strong><br />
3ooo soldati lo saccheggiò e <strong>di</strong>strusse;<br />
nel qual tempo, narra il notaio dell'An-<br />
teposto (vocabolo chiarito anco nel voi.<br />
LXXXlV,p. 5
jHo VEL<br />
v'umo Angusto, che <strong>di</strong>venne impaziente<br />
pel soverchio e noioso gracidar delle réne<br />
(e secondo Svelonio, appena comin-<br />
ciò a pronunziar alcune parole, con pue-<br />
rile impazienza impose loro silenzio, e le<br />
rane con lepido pro<strong>di</strong>gio da quel momen-<br />
to lasciarono lo strepilo <strong>di</strong> gracidare!),<br />
che altri collocano presso Cisterna, come<br />
rilevai in quel paragrafo.<br />
Governo <strong>di</strong> Terracina.<br />
Terracina (A'.). Città vescovile, con<br />
residenza del vescovo e del governatore.<br />
S. Felice {V.). Comune <strong>di</strong> cui ripar-<br />
lai <strong>di</strong> sopra e a Terracina.<br />
Governo <strong>di</strong> Cori.<br />
Cori, Cora, Core. Città e comune del-<br />
la <strong>di</strong>ocesi <strong>di</strong> Velletri, con residenza del<br />
governatore, e con territorio in colle e<br />
piano. Quest'antichissima e nobilissima<br />
città, una delle più rinomate e celebri del<br />
Lazio, già precipuoornamentode'bellico-<br />
si volsci,è <strong>di</strong>stante da Roma circa 39 mi-<br />
glia, più <strong>di</strong> 12 da Velletri, 10 da Cister-<br />
na e 8 da Segni. Siede maestósa in forma<br />
<strong>di</strong> cuore sul pen<strong>di</strong>o d'un monte fra<br />
Sezze e Velletri, poco lungi dall' antica<br />
via Appia, pittorescamente bella e ame-<br />
na in saluberrimo clima. Verso il mezzo-<br />
giorno guarda i fiumi Astuta e Ninfeo, e<br />
sovrasta alle fertili campagne <strong>di</strong> Senno-<br />
neta e alle Palu<strong>di</strong> Pontine. Verso l'oc-<br />
cidente domina ampia e florida pianura,<br />
che in linea retta per circa 17 miglia<br />
giunge fino al mare Me<strong>di</strong>terraneo, e ne<br />
•vede alcune isole col promontorio Eto o<br />
Circeo; ed insieme gli si parano <strong>di</strong>nanzi<br />
Nettuno,, Portod'Anzio, Velletri, Civita<br />
Lavinia, Ardea, Laurenlo e Cisterna. E<br />
verso l'oriente e il settentrione è cinta<br />
dall'altissime e selvose montagne Lepine,<br />
formanti la piacevole visuale quasi d'an-<br />
fiteatro. A seconda del primitivo vasto<br />
concetto e piano <strong>di</strong> questa mia opera vo-<br />
luminosa, ampliato assai col confortante<br />
pubblico suffragio nel progresso <strong>di</strong> sua<br />
quasi ventenne pubblicazione, a fronte<br />
della con<strong>di</strong>zione e varietà de' tempi, pe'<br />
tanti molivi riferiti in più luoghi, che il<br />
VEL<br />
ripetere qui sarebbe ostentazione (bensì<br />
porto lusinga che al mio <strong>Dizionario</strong> <strong>di</strong><br />
eru<strong>di</strong>zione potrà per ventura adattarsi<br />
quello che Quintiliano <strong>di</strong>sse della Gram-<br />
matica: Plus habe.t in recessu, quam in<br />
frontem promiilat. Del frontespizio o ti-<br />
tolo <strong>di</strong> mia opera, feci parola nel voi.<br />
LXV1II, p. 244 e altrove), il cenno sto-<br />
rico che vado a riferire <strong>di</strong> Cori veraineunon<br />
vi aveva luogo, come proprio artico-<br />
lo, sibbene qual paragrafo dell'articolo<br />
Senato romano, finché fu sotto la sua<br />
privativa giuris<strong>di</strong>zione <strong>di</strong> governo, cessa-<br />
ta la quale prima della stampa <strong>di</strong> tale<br />
articolo, in questo <strong>di</strong> Velletri, ora me-<br />
glio ne ragiono, quale o<strong>di</strong>erno luogo <strong>di</strong><br />
sua legazione, come ne feci avvertenza<br />
nel voi. LXIV, p. 63. Laonde e ad onta<br />
delle copiosissime notizie che <strong>di</strong> Cori ab-<br />
biamo, con pena non posso <strong>di</strong>ffondermi<br />
quanto merita l'illustre città, il comples-<br />
so <strong>di</strong> sue singolari prerogative, come pe'<br />
numerosi gentili, nobili e generosi spiriti<br />
che vi fiorirono e fioriscono, a ciò però<br />
avendo ben supplito molti scrittori, <strong>di</strong>-<br />
versi de' quali rammenterò prima <strong>di</strong> giovarmene<br />
compen<strong>di</strong>osamente, e presso i<br />
quali sono le prove critiche <strong>di</strong> quanto ac-<br />
cennerò. Ma con ispazio angusto e limita-<br />
to, anche per non allungar oltremodo<br />
quest'articolo, nell'ingegnarmi <strong>di</strong> riuscire<br />
imiti male oahneno in miniatura nei pre-<br />
senti due paragrafi, qualora ne raggiunga<br />
compatimento, da' corani precipuamen-<br />
te, il mio cuore ne resterà non poco appa-<br />
gato. Imperocché ne fui incessantemen-<br />
te e premurosamente eccitato dall' affet-<br />
tuoso e e<strong>di</strong>ficante amor patrio del benemerito<br />
patrizio corano Vincenzo Tommaso<br />
Marchetti mio nobile e dolcissimo<br />
amico defunto, sulla cui onorala tomba,<br />
perequatilo andrò <strong>di</strong>cendo <strong>di</strong> lui e de' pa-<br />
ini fasti che tanto vagheggiava, intendo<br />
depositare in questi paragrafi una corona<br />
<strong>di</strong> fiori, affinché restino sempre vigorosi<br />
in queste pagine consagrate a celebrarne<br />
la patria, siccome bagnati dalle feconde<br />
e vivificanti lagrime <strong>di</strong> riverente ami*
1<br />
' miracolosa<br />
i <strong>di</strong><br />
V EL<br />
cizia sincera, e così la sua memoria non<br />
andrà <strong>di</strong>sgiunta da essa e resterà unita<br />
alia mia per sempre. Essendo poi arduo<br />
e <strong>di</strong>fficile l'evitare lo scoglio delle prete-<br />
rizioni, nel ridurre in brevi proporzioni<br />
tela più vasta, gl'iu<strong>di</strong>cati autori che pos-<br />
seggo e vado a nominare, e che poscia<br />
spigolerò, potino interamente appagare<br />
le brame <strong>di</strong> chi volesse conoscere i det-<br />
tagli della storia coinna. Oltre gli al-<br />
tri che ricorderò in appresso, principal-<br />
mente essi sono i seguenti. A. Rircher,<br />
Laliuni. Piazza, Gerarchia Car<strong>di</strong>nalì-<br />
zia. Antonio Ricchi, La Reggia de Fol-<br />
sci, ove si tratta dell'origine, stalo anti-<br />
co e moderno delle città, terree castella<br />
del regno de' Volscinel Lazio, e specialmente<br />
<strong>di</strong> Cora, città volsca sua patria,<br />
.Napoli i 7 i 3: Teatro degli uomini illu-<br />
stri nell'armi, lettere e <strong>di</strong>gnità che fio-<br />
rirono nel regno antichissimo de' Folsci,<br />
ec, Roma 1721. G. R. Volpi, TetusLa-<br />
tium, de Coranis. Fedelmente dal latino<br />
in italiano lo trodnsse lab. Giuseppe<br />
Finy <strong>di</strong> Cori patrizio romano, Antiche<br />
Memorie appartenenti alla città <strong>di</strong> Co-<br />
ra, Roma ij3i. In tale anno scopertesi<br />
due lapi<strong>di</strong> in Cori, pel desiderio del Finy,<br />
lo slesso gesuita p. Volpi gliene <strong>di</strong>e il suo<br />
sentimento colla Lettera intorno a due<br />
antiche lapi<strong>di</strong> scopertesi ultimamente in<br />
Cori, Roma 1733. Casimiro da Roma,<br />
Memorie istoric.he delle chiese e de'con-<br />
venti de' frali minori della provincia romana:<br />
cap. 8 Della chiesa e del conven-<br />
to <strong>di</strong> s. Francesco presso a Cora. Gio.<br />
Autolino Antolini, /bor<strong>di</strong>ne dorico o il<br />
tempio <strong>di</strong> Ercole nella città <strong>di</strong> Cori, Roma<br />
1 785,con figure. Gio.Battista Pirane-<br />
si, Antichità <strong>di</strong> Cora descritte, con inci-<br />
sioni. Giuseppe Mariano Marchiatameli<br />
Cori arciprete della collegiata de' ss. Pie-<br />
tro e Paolo, Breve istoria della chiesa e<br />
immagine <strong>di</strong> Maria ss. intitolala<br />
del Soccorso, esistente nella ci Uà<br />
Cori, coronata dall'Ili." e Rm.° Capi-<br />
tolo della Falicana patriarcale basilica<br />
neli 778. Con VAppen<strong>di</strong>ce della vita <strong>di</strong> l<br />
voi. LXXXIX.<br />
VEL 161<br />
can. d. Pellegrino Lau<strong>di</strong> Vitlorj della<br />
stessa città. E con alcuni versi italiani<br />
infine ad onore della medesima D. I er-<br />
gine, Roma 1 82 1 . Seconda e<strong>di</strong>zione corretta<br />
ed ampliata, Roma 1 84.2, de<strong>di</strong>cata<br />
al maggiore Nicola Fochi beneficentissimo<br />
gonfaloniere <strong>di</strong> Cori. Sante Viola,<br />
Delle Memorie storiche dell'antichissima<br />
città <strong>di</strong> Cori, pubblicate nel Giornale<br />
Arca<strong>di</strong>co <strong>di</strong> Roma dal 1 82 3-2 5,<br />
cioè dal voi. 20." al 25.° inclusive.Mai oc-<br />
co, Monumenti dello stato Pontificio.<br />
Nibby, Analisi de' <strong>di</strong>ntorni <strong>di</strong> Roma.<br />
Castellano, Lo Stalo Pontifìcio. Rauco,<br />
Storia della città <strong>di</strong> Felletri. 1 [Ricchi che<br />
stampò l'opera nel 1 7 1 3 asserisce che gli<br />
abitanti erano 6,000, e ne' tempi più an-<br />
tichi giunsero a 3o,ooo secondo la tra-<br />
<strong>di</strong>zione d'un prelato, il quale attestò pure<br />
che fuori della città si stendevano due<br />
borghi con altre parrocchie, delle quali<br />
esistevano le vestigia. Nelle Memorie del<br />
p. Casimiro si legge cheCori contava 45oo<br />
anime nel 1 7^4 j »' Banco legisti ò nel<br />
1 85 1 abitanti 5 4' » e ' a l'ecente Statisti-<br />
1<br />
ca del 1 853 ne notò » • 499 Comincio col<br />
dottissimo e peritissimo Nibby, che più<br />
volte visitò Cori pe' suoi stu<strong>di</strong> archeolo-<br />
gici, co' propri <strong>di</strong>scepoli, ossia colla topo-<br />
grafia della città. Questu siede appoggia-<br />
ta ad uu contrafforte del monte Lepino, è<br />
rivolta al sud-ovest, e <strong>di</strong>minuendo in lar-<br />
ghezza costantemeute da'pie<strong>di</strong> alla cima,<br />
presenta un aspetto piramidale, <strong>di</strong> cui il<br />
tempio detto (il Piranesi lo <strong>di</strong>ce suppo-<br />
sto) <strong>di</strong> Eicole, forma la punta. Due tor-<br />
reuti profon<strong>di</strong> ed imboschiti, che si uni-<br />
scono insieme sotto 1' angolo occidenta-<br />
le <strong>di</strong> essa, ne'tempi antichi doveano far-<br />
la assai forte: il più occidentale <strong>di</strong> que-<br />
sti raccoglie lo scolo della città supe-<br />
riore, ed è meno considerabile: l'orien-<br />
tale è mollo più profondo e terribile, e<br />
<strong>di</strong>scende dal dorso del monte detto della<br />
Croce. Questi due torrenti dopo il con-<br />
fluente assumono il nome <strong>di</strong> fosso de' Pie-<br />
ch'ioni, che va a scaricarsi nel Teppia, il<br />
fiume più indomito e devastatore<strong>di</strong>quan-<br />
1 i
i5t VEL<br />
ti scendono ne' campi Pontini. Fra la par-<br />
te superiore e la parte bassa della città si<br />
frappone un oli veto, che attesa la natura<br />
del luogo vi dovè sempre esistere: la parte<br />
alla, che costituiva l'antica cittadella o ucropoli,<br />
ha oggi il nome <strong>di</strong> Cora a Mon-<br />
te: la parte bassa, che fu l'antica città prò-<br />
priamentedetta, ha quello dìCoraa Val-<br />
le. Osserva Marocco, che pure la visitò:<br />
La presente città si <strong>di</strong>stingue dagli abitan-<br />
ti in due mo<strong>di</strong>, cioè Cori a Valle e Cori<br />
a Monte, benché il fabbricato non sia in<br />
veruna parte <strong>di</strong>sgiunto; per questo motivo<br />
sul punto ove si<strong>di</strong>vide la città, sul mu-<br />
ro d'una casa alla sinistra salendo vi è analoga<br />
iscrizione in versi, che riporta. Ag-<br />
giunge: i più antichi fabbricali e le cose<br />
più magnifiche esistono sul monte, cui si<br />
giunge dopo lunga ed erta salita. Ciò non<br />
è detto con precisione, mentre a riserva<br />
del tempio d'Ercole, della collegiata par-<br />
rocchiale de'ss.Pietro e Paolo, d'alcuna il-<br />
lustre abitazione, le allre principali fab-<br />
briche esistono nella parte della città det-<br />
ta Cori a Valle,e nel mezzo tra essa e Cori<br />
a Monte. Dichiara Nibby: Volpi afferma<br />
non rimanere vestigia della mura antiche<br />
<strong>di</strong>Cora, ma solo <strong>di</strong> quelle del tempo de'go-<br />
ti, prendendo per gotiche nientemeno che<br />
l'imponenti costruzioni a poliedri, comunemente<br />
dette ciclopee o pelasgiche (<strong>di</strong> tal<br />
forma le vi<strong>di</strong> nel Piranesi: le mura sono<br />
a foggia <strong>di</strong> torrioni, i quali ancora mo-<br />
strano le vedette donde i citta<strong>di</strong>ni spiavano<br />
le mosse de' nemici; mura che sono<br />
circondate da fossi). Le tracce superstiti<br />
de' i ecinti antichi portano evidentemen-<br />
te l'impronta <strong>di</strong> 4 epoche <strong>di</strong>verse: la più<br />
antica presenta una costruzione d'enormi<br />
massi <strong>di</strong> calcarla, informi, irregolari, rozzi<br />
affatto, come furono spiccati da' monti,<br />
in modo che lasciando naturalmente<br />
degl'intervalli nelle commettiture, furono<br />
queste riempiute con ciottoli pur <strong>di</strong><br />
calcarla, come li rotolavano i vicini tor-<br />
renti: questa costruzione è del tutto ana-<br />
loga a quella delle mura ciclopee <strong>di</strong> Ti-<br />
nulo (che si <strong>di</strong>ssero e<strong>di</strong>ficate da' ciclopi,<br />
VEL<br />
e città ove credesi fosse slato allevalo Er-<br />
cole, onde e pel suo frequente soggiorno<br />
ne assunse il soprannome), e <strong>di</strong> Micene<br />
(città dell' Argolide come la precedente,<br />
la cui fondazione si attribuisce a Perseo<br />
l'anno i 348 prima della nostra era), e<br />
perciò rimonta all'epoca della fondazione<br />
della città fatta da Dardano circa l'anno<br />
1470 avanti l'era nostra. Le tracce della<br />
2. ' epoca sono <strong>di</strong> massi poliedri e trape-<br />
zoidèi irregolarissimi, ma tagliati ad ar-<br />
te nelle faccie, che doveano essere a con-<br />
tatto con altri massi, rustici però sono<br />
nella faccia esterna. Quelle della 3." sono<br />
<strong>di</strong> poliedri ben tagliati da tutte le-parti. E<br />
a<br />
quelle della 4. sono<strong>di</strong> ciottoli o piccoli po-<br />
liedri, e questa costruzione essendo sem-<br />
pre sovrapposta o addossala alle prece-<br />
denti, è evidentemente la più recente <strong>di</strong><br />
<strong>di</strong> tutte. Nibby 4 epoche trova nella sto-<br />
ria <strong>di</strong> Cora, alle quali queste <strong>di</strong>verse co-<br />
struzioni corrispondono: la 1." è quella<br />
della fondazione, 1 j.70 anni innanzi l'era<br />
corrente; la 2. "è quella in che Latino Sil-<br />
vio vi dedusse la colonia albana o latina<br />
circa 1 100 avanti la medesima era; la 3.<br />
è quella della colonia romana dedoti<br />
circa l'anno 4°/3> prima della stessa eri<br />
e la 4- a<br />
finalmente quella del restauro 1<br />
questa colonia dopo la devastazione me<br />
riana avvenuta 88 anni iuuanziCristo.<br />
stile dell'in<strong>di</strong>cate costruzioni corrispon<br />
de perfettamente con quell'epoche, con<br />
provasi col confronto d'altre opere coi»<br />
cidenli collo slesso tempo. Dalla base 1<br />
vertice della città si presentano 3 ci»<br />
<strong>di</strong>verse: taciuta inferiore è quella eli<br />
può <strong>di</strong>rsi fatta nella 1/ costruzione dell<br />
città; <strong>di</strong> questa vedutisi le tracce nella vi<br />
che dalla piazza Tassoni scende verso<br />
chiesa <strong>di</strong> s. Maria, si ritrova a Pizzilo<br />
ni co, e termina fuori della porla Ninfe-<br />
si na. La 2/ sorge sopra a s. Oliva, fiat<br />
cheggiu per qualche tratto la strada ci<br />
da questa chiesa sale alia cittadella ariti<br />
ca, dov'è rinfiancata con opera incerta<br />
serve <strong>di</strong> sostruzione a questa strada tye-<br />
desioia sopra al già maestoso tempio <strong>di</strong>
VEL<br />
Castore e Polluce, ed in questo tratto a<br />
sinistra della via è un contro muro del-<br />
la 3." epoca. La 3. a<br />
cinta è quella che<br />
chiudeva la cittadella, la quale domina<br />
la strada soprain<strong>di</strong>cata che da s. Oliva<br />
conduce a Cora a Monte^ e questa è del-<br />
la 2/ epoca. Nella cittadella stessa poi<br />
l'area quadrilatera sopra la quale siede il<br />
tempio detto d'Ercole (il quale è reputa-<br />
to unico surperstite che si conosca, per-<br />
chè tate dal celebre Vitruvio designato<br />
e lascialo per norma <strong>di</strong> mirabile architet-<br />
tura. Nel voi. XXIII, p. 2o3, descrivendo<br />
il sontuoso palazzo Farnese <strong>di</strong> Roma, col<br />
Fea <strong>di</strong>ssi non sussistere che le porte e fi-<br />
nestre furono costruite simili a quelle del<br />
tempio) è sorretta da un muro costrut-<br />
to d'opera incerta, ossia dell'era sillana,<br />
cogli angoli <strong>di</strong> gran<strong>di</strong> massi <strong>di</strong> calcarla, i<br />
quali verso sud-ovest sono intatti. Intuite<br />
le <strong>di</strong>scorse costruzioni, a qualunque<br />
epoca esse appartengano, vedesi usata la<br />
calcarla locale del monte <strong>di</strong> Cora. Dal<br />
fatto delle costruzioni <strong>di</strong>verse usate in<br />
questi 3 recinti, crede Nibby <strong>di</strong> poter de-<br />
durre, che i pelasgi <strong>di</strong> Dardano fondaro-<br />
no la loro città sulla balza inferiore fra<br />
piazza Tassoni e porta Ninfesinn: che gli<br />
albano-latini <strong>di</strong> Latino Silvio e<strong>di</strong>ficarono<br />
l'acropoli; che i romani ampliarono le<br />
fortificazioni <strong>di</strong> questa cittadella nel IV<br />
secolo <strong>di</strong> Roma, e fecero notabili restauri<br />
o aggiunte al recinto primitivo, come<br />
al 2. ; e finalmente chea' tempi <strong>di</strong> Siila<br />
furono con opera incerta risarcite, e la cit-<br />
tà rie<strong>di</strong>ficata ed abbellita <strong>di</strong> templi e altri<br />
e<strong>di</strong>fizi pubblici. Quanto alle mura o<strong>di</strong>er-<br />
ne, dove queste non sono antiche presen-<br />
tano la costruzione del principio del seco-<br />
lo XV, allorché per or<strong>di</strong>ne <strong>di</strong> La<strong>di</strong>slao<br />
re <strong>di</strong> Sicilia Napoli vennero restaurate.<br />
Entrando a Cora per la porta Veliterna<br />
o Romana, vederi incastrata nel recinto<br />
moderno una torre rotonda, che nella<br />
parte inferiore conserva le tracce della<br />
costruzione d'opera incerta, come nella<br />
parte superiore presenta il restauro <strong>di</strong> La-<br />
<strong>di</strong>slao del 1 4o8.Quiu<strong>di</strong> Nibby stima ohi*<br />
VEL i63<br />
ro che in questa parte ricorresse ancora<br />
il recinto restauralo da Siila, e che anco<br />
allora qui fosse una porta. Nella porta<br />
slessa vennero impiegali massi rettango-<br />
lari <strong>di</strong> tufa, molto gran<strong>di</strong>, tolti probabilmente<br />
dall'antico e<strong>di</strong>ficio non molto <strong>di</strong>-<br />
stante, attinente alla chiesa <strong>di</strong> s. Maria,<br />
al quale pure appartennero gli altri im-<br />
piegati nelle fabbriche private a destra e<br />
sinistra della strada. Le case private a si-<br />
nistra formano un angolo ottuso dopo il<br />
viottolo che conduce a s. Maria, essendo<br />
addossate ed in parte formate nell'antica<br />
gran piscina <strong>di</strong> Pizzitonico, alla quale<br />
appartengono i muri d'opera incerta, che<br />
verso la metà <strong>di</strong> questa strada s'incon-<br />
trano. Proseguendo per questa strada si<br />
trova la moderna porta Ninfesina, così<br />
della perchè posta nella <strong>di</strong>rezione del ca-<br />
stello abbandonalo <strong>di</strong> Ninfa : essa è suc-<br />
ceduta alla porta Norbana antica, per la<br />
quale uscivasi alla colonia romana <strong>di</strong><br />
Norba. Presso questa porta prima d'u-<br />
scire è a destra la chiesa <strong>di</strong> s. Caterina.<br />
Uscendo dalla porta Ninfesina, reca sor-<br />
presa a sinistra un trailo <strong>di</strong> mura della<br />
a<br />
1 . epoca, per la grandezza de' massi che<br />
lo compongono, la loro irregolarità e roz-<br />
zezza, e la tinta d'una remota antichità<br />
<strong>di</strong> che portano l'impronta. L'antica via<br />
Norbana, alla quale è succeduta quella<br />
moderna <strong>di</strong> Ninfa e <strong>di</strong> Norma, traversava<br />
presso questo punto il ramo orientale del<br />
fosso de' Picchioni sopra il magnifico e<br />
vasto ponte della Catena ancora intatto,<br />
costrutto d'euormi massi quadrilateri <strong>di</strong><br />
tufa (scalpellati a foggia <strong>di</strong> <strong>di</strong>amanti) con<br />
tre or<strong>di</strong>ni <strong>di</strong> pietre nel fornice, a somi-<br />
glianza dell'arco della cloaca massima <strong>di</strong><br />
Roma. Esso è evidentemente opera devoniani,<br />
fatto per mantenere le comunicazioni<br />
fra le colonie <strong>di</strong> Cora e <strong>di</strong> Norba<br />
per mezzo d'una viamilitare.L'altezzadel<br />
baratro solcato dal torrente, che questo<br />
ponte scavalca, a partire dal parapetto è<br />
<strong>di</strong> 75 pie<strong>di</strong> romani, de' quali 5o sono <strong>di</strong><br />
rupe naturale, sopra cui il ponte s'innal-<br />
za. Questa mole imponente è una delle
iG4 YEL<br />
opere più magnifiche che ci rimangono, e<br />
per la soli<strong>di</strong>tà, l'ar<strong>di</strong>tezza e l'utilità pub-<br />
blica può paragonarsi alla cloaca massima.<br />
La volta e i piloni, dopo almeno 11.<br />
secoli, sono rimasti intatti. Ivi si gode d'u-<br />
na veduta magnifica de' recinti vetusti<br />
<strong>di</strong> Cora, sopra i quali torreggia il bel por-<br />
tico tetrastilo del tempio detto <strong>di</strong> Ercole.<br />
Da questo punto alle rovine importanti<br />
<strong>di</strong> Norba, per una strada alpestre souo 5<br />
miglia. Rientrando in città e salendo <strong>di</strong>-<br />
rettamente alla cittadella, si passa per<br />
Pizzitonico, traversasi il tempio <strong>di</strong> Casto-<br />
le e Polluce, e per s. Oliva si ascende alla<br />
piazza <strong>di</strong> s. Pietro. Per ora lasciando da<br />
parte quello che s'incontra per via, e sol-<br />
tanto parlando della cittadella, già notai<br />
che le mura originali <strong>di</strong> essa sono dell'epoca<br />
2/, e che furono restaurate e ampliate<br />
da' romani nella 3. J<br />
a<br />
e 4- epoca.<br />
Un bel pezzo del recinto della 3. a<br />
epoca<br />
guarda occidente, e domina imme<strong>di</strong>atamente<br />
la chiesa <strong>di</strong> s. Oliva. Esso si vede<br />
salendo dalla piazza <strong>di</strong>s. Oliva stessa alla<br />
cittadella. Sembra a Nibby che l'acropoli<br />
corami si <strong>di</strong>videsse in due parti, dopo l'oc-<br />
cupazione de' romani, in Arce propriamente<br />
detta verso occidente, ed in Capi-<br />
tolio verso oriente, giacché è noto che le<br />
colonie romane ad imitazione della me-<br />
tropoli aveano il loro Capitolio. Nella cit-<br />
tadella propriamente delta, oltre il recin-<br />
to, Nibby non vi trovò altri avanzi degni<br />
<strong>di</strong> memoria. Del Capitolio però si traccia<br />
ancora l'area che conteneva i templi, e <strong>di</strong><br />
questi rimane ancora in pie<strong>di</strong> il portico<br />
<strong>di</strong> quello detto d'Ercole nel lato orienta-<br />
le dell'area medesima. Esso è rivolto al<br />
sud-ovest, e la parte postica <strong>di</strong> questo<br />
tempio serve oggi <strong>di</strong> vestibolo alla chiesa<br />
parrocchiale e collegiata de' ss. Pietro e<br />
Paolo. In essa a sostegno del fonte battesimale<br />
è impiegata un'ara antica <strong>di</strong> marmo,<br />
che il volgo chiama del Sole. Que-<br />
st'ara è quadrilatera, <strong>di</strong> bella proporzio-<br />
ne, <strong>di</strong> lavoro sodo, purissimo, ornata <strong>di</strong><br />
criocranii negli angoli, da' quali partono<br />
eticarpii che adornano le facce. In mez-<br />
V EL<br />
zo a quella rivolta all' aula della chiesa e<br />
alle due laterali, vedesi effigiata la Gorgo-<br />
ne,alla quale furono ne'lem pi passali barbaramente<br />
scalpellate l'estrem ita de' ca-<br />
pelli e lecodede'serpenli,ondeil Volpi, il<br />
Piranesi e il volgo furono indotti nell'erro-<br />
re <strong>di</strong> crederla sagra alSole,mentre fu sagra<br />
a Minerva. Traversando la chiesa si <strong>di</strong>-<br />
scende in un ameno giar<strong>di</strong>no per visitare il<br />
grazioso tetrastilo dorico, che formava il<br />
portico del tempio. Le colonne sono d'un<br />
travertino identico a quello <strong>di</strong> Tivoli, e<br />
molto poroso, onde per correggere tale<br />
<strong>di</strong>fetto furono coperte d'uno stucco finis-<br />
simo: le mo<strong>di</strong>nature vennero eseguite con<br />
grazia e franchezza; sulla porta della cella,<br />
ch'era costrutta <strong>di</strong> massi quadrilateri, è la<br />
iscrizione che ricorda i nomi de'duuaìviri<br />
Marco Manlio e Lucio Turpilio, che per<br />
sentimento del senato fecero il tempio.<br />
Per le riflessioni <strong>di</strong> Nibby, sembra il tem-<br />
pio costruito nella rie<strong>di</strong>ficazione <strong>di</strong> Cora<br />
avvenuta a' tempi <strong>di</strong> Siila. La fronte <strong>di</strong><br />
questo e<strong>di</strong>ficio è rivolta verso il monte<br />
Circeo. Le mo<strong>di</strong>nature della porta sono<br />
come tutte l'altre eleganti e franche; l'ar-<br />
chitettura però è alcun poco greve, e la<br />
cornice è retta da due mo<strong>di</strong>glioni. In ge-<br />
nerale lo stile <strong>di</strong> questa fabbrica è analo-<br />
go per ogni riguardo alle costruzioni sil-<br />
lanedel tempio della FortunaPreneslina,<br />
e al tempio così detto della Sibilla nell'a-<br />
cropoli tiburlina. Winckelmann nelle<br />
sue Osservazioni sulV architettura cle-<br />
g/itf/if/e/ì/jasseriscejcheavea veduto il <strong>di</strong>-<br />
segno fatto <strong>di</strong> questo tempio dall'immor-<br />
tale Raffaello da Urbino, che. allora ap-<br />
parteneva al barone <strong>di</strong> Stosch suo gran-<br />
de amico, e che poscia forse sarà passata<br />
nella biblioteca imperiale <strong>di</strong> Vienna. Ri<br />
porta Nibby le misure che ne prese Raf<br />
faello, ed avverte che il summentovatc<br />
Antolini, nella <strong>di</strong>ssertazione architettoni<br />
CU su questo tempio, cadde nell'errore d<br />
supporlo de' tempi imperiali. Egli cre<strong>di</strong><br />
che i3 fossero i gra<strong>di</strong>ni, pe' quali saliva<br />
si a questo portico dall'area: osservò eh<br />
le colonne sono sfaccettate per una 3.
VEL<br />
parte de! fusto e scanalate, ma con poco<br />
risentimento e senza pianelto per l'altre<br />
«Ine. E nella base, che per se stessa è ra-<br />
ra nell'or<strong>di</strong>ne dorico presso gli antichi<br />
e eh' è semplicissima, essendo composta<br />
d'un solo toro senza plinto, ravvisò la<br />
singolarità d'un nuovo profilo, perchè<br />
paggetto convesso del toro non togliesse<br />
alcuna pai te dell'altezza del fusto: il ca-<br />
pitello è <strong>di</strong> maniera dorica; il fregio con<br />
triglifi e metope è senza ornamenti, e la<br />
cornice è senza mo<strong>di</strong>glioni. Del tempio<br />
altro non rimane <strong>di</strong> visibile che le 8 co-<br />
lonne del portico col suo frontone, e la<br />
parete anteriore della cella colla porta;<br />
lutto il rimanente è, o <strong>di</strong>strutto, o coper-<br />
to. Ora considerando l'ara trovata fra<br />
queste rovine, ch'è <strong>di</strong> Minerva, e che qui<br />
pure nel secolo XVI fu ritrovala la sta-<br />
si un assisa <strong>di</strong> Minerva, che trasportata in<br />
lloma fu collocata sulla piazza <strong>di</strong> Cani-<br />
fjidoglio a ornamento della fontana,e dal<br />
volgo chiamata Roma, pare al Nibby<br />
molto probabile credere a quella dea e<br />
non ad Ercole consagrato questo tempio,<br />
come il volgo, senza alcun fondamento<br />
valido comunemente lo appella. Quanto<br />
alla statua esprimente Pallade o Minerva,<br />
e come volgarmente <strong>di</strong>cesi Roma<br />
trionfante, tale però la crederono col<br />
Volpi altri storici e antiquari; perchè<br />
ha 1' elmo in capo, tiene colla dritta la<br />
lancia, e nella sinistra una palla, simbolo<br />
del mondo. La statua è <strong>di</strong> buon<br />
lavoro, ed ha il capo, le braccia e i pie<strong>di</strong><br />
<strong>di</strong> marmo pario, il rimanente essendo <strong>di</strong><br />
pollalo. Essa fu collocata su d'un alto<br />
pie<strong>di</strong>stallo, a causa che riusciva troppo<br />
piccola per la nicchia scavata in maggio-<br />
ri proporzioni, dovendo capirvi il simu-<br />
lacro <strong>di</strong> Giove <strong>di</strong> forme semi-colossali,<br />
secondo i <strong>di</strong>segni <strong>di</strong> Michelangelo. Dal-<br />
l'area del tempio si gode una sorprenden-<br />
te e magica veduta <strong>di</strong> tutta la valle e pia-<br />
nura Pontina. Siccome poi questo tem-<br />
pio è in un fianco dell'area e non in mezzo,<br />
<strong>di</strong>ce Nibby non essere improbabile<br />
che un altro uè sorgesse dove oggi è iu<br />
VEL 16V<br />
chiesa e la sagrestia <strong>di</strong> s. Pietro, il qua-<br />
le forse fu sagro ad Ercole, forse alle <strong>di</strong>-<br />
vinità capitoline Giove, Giunone e Mi-<br />
nerva. Uscendo dal tempio e scendendo<br />
verso la città bassa, vedonsi tosto a sinistra<br />
i poliedri del muro che formano<br />
un angolo, in<strong>di</strong>zio della porta aulica del-<br />
l'acropoli. E deviando alcun poco sulla<br />
stessa mano si vedono mura a poligoni<br />
della 3." epoca, che furono parte del re-<br />
cinto dell'arce, e che oggi servono <strong>di</strong> so-<br />
stegno alla strada. Continuando a <strong>di</strong>scen-<br />
dere vedesi avanti la casa Prence un ca-<br />
pitello corintio, che pretendesi appar-<br />
tenuto al tempio <strong>di</strong> Castore: lungo la<br />
stessa via a destra è un avanzo <strong>di</strong> muro<br />
d'opera incerta,che in<strong>di</strong>ca il proseguimen-<br />
to delle mura dell'arce restaurate a tem-<br />
po <strong>di</strong> Siila; <strong>di</strong> tali mura in questo medesimo<br />
luogo si ammira un bel tratto prima<br />
<strong>di</strong> giungere alla chiesa <strong>di</strong> s. Oliva, ed è<br />
quello ricordato <strong>di</strong> sopra. Qualunque sia<br />
stato il precedente e<strong>di</strong>lizio che ne occupava<br />
il sito, è certo che questa chiesa è<br />
fondata sopra una fabbrica antica, rimanendo<br />
ancora dentro <strong>di</strong> essa al suo posto<br />
una base <strong>di</strong> colonna a sinistra. Generalmente<br />
si ritiene che ivi sorgesse un tem-<br />
pio sagro ad Esculapio ed Igiea, per un'i-<br />
scrizione, che il Volpi confonde con un'al-<br />
tra ili C. Oppio Leuate, che non vi ha né<br />
punto né poco che fare, secondo Nibby<br />
(altri <strong>di</strong>cono che il tempio era de<strong>di</strong>cato a<br />
Giano, e credono che le superstiti colon-<br />
ne tuttora adornino la prima uavata del-<br />
la chiesa). Sulla piazza è un pozzo <strong>di</strong> stile<br />
dorico del secolo XVI, fatto da Bartolomeo<br />
Cialdera podestà <strong>di</strong> Cora l'anno 5.°<br />
<strong>di</strong> sua magistratura, come si legge nel-<br />
l'iscrizione. Da questa chiesa scendendo<br />
verso il tempio <strong>di</strong> Castore e Polluce, os-<br />
sia verso la piazza <strong>di</strong> s. Salvatore, vede-<br />
si a sinistra un frammento <strong>di</strong> colonna<br />
scanalata, che vuoisi appartenuta al tem-<br />
pio <strong>di</strong> Castore. Sul fine della strada en-<br />
trasi a destra in una casa particolare fabbricata<br />
entro il portico del tempio <strong>di</strong> Ca-<br />
store, del quale si vedono le colonne in-
i66 VEL<br />
castrate ne' muri (forse la della casa è<br />
quella, che non reggendosi che malamen-<br />
te, per guisa che il fregio e le colonne su-<br />
perstiti erano in punto <strong>di</strong> minare, nel<br />
i854 dal ministero de' lavori pubblici,<br />
per conservare sì preziose vestigia del<br />
tempio, si mandarono or<strong>di</strong>ni pel restau-<br />
ro, siche liberato l'avanzo antico du'muri<br />
moderni, non solo non sarà più soggetto<br />
alla fragilità <strong>di</strong> questi, ma rimarrà spic-<br />
cato da loro, e più acconcio ad essere <strong>di</strong>-<br />
segnato dagli architetti che ne stu<strong>di</strong>ano<br />
i leggiadri intagli e le gentili proporzio-<br />
ni. Tanto riferì il Giornale <strong>di</strong> Roma, e<br />
la Civiltà Cattolica, serie 2/, t. ti, p.<br />
101. Non<strong>di</strong>meno tultociò ancora non fu<br />
posto in esecuzione, almeno fino al mar-<br />
zo 1 858. Anzi leggo nel Supplimento al<br />
n.° 34 del Diario dì Roma del 1839,<br />
che nel precedente autunno erasi portato<br />
in Cori il car<strong>di</strong>nal camerlengo per am-<br />
mirare i delubri d'Ercole e <strong>di</strong> Castore e<br />
Polluce, e che per la loro conservazione<br />
avea preso le più energiche provvidenze).<br />
Sortendo da quota e traversalo un arco<br />
moderno si <strong>di</strong>scende alla piazza <strong>di</strong> s. Sal-<br />
vatore, sostenuta da antiche sostruzioni<br />
d'opera incerta addossale alle mura pri-<br />
mitive <strong>di</strong> poliedri rozzi, le quali reggevano<br />
l'area <strong>di</strong>nanzi al tempio, come ora<br />
reggono la piazza <strong>di</strong> s. Salvatore. Questa<br />
per le macerie si è considei ahi Unente al-<br />
zata, restando coperti i gra<strong>di</strong>ni del tempio.<br />
Sulla piazza tuttora si vedono le due<br />
colonne che formavano l' intercolunnio<br />
centrale del portico ch'era evidentemen-<br />
te esastilo, cioè con 6 colonne <strong>di</strong> fronte e<br />
2 <strong>di</strong> fianco, e rivolto a mezzodì come quel-<br />
lo della cittadella, il quale è quasi per-<br />
pen<strong>di</strong>colare a questo, ma un poco più<br />
verso oriente. Per la materia e lo stile è<br />
identico a quello : questo però è <strong>di</strong> or-<br />
<strong>di</strong>ne corintio, ed i capitelli sono d'una esecuzione<br />
mirabile, e così belli che sembrano<br />
fatti dallo stesso scultore <strong>di</strong> quelli<br />
del tempio detto della Sibilla a Tivoli, e<br />
del tempio della Fortuna Prenestina. Le<br />
colonne Inumo la base attica e la scozia<br />
VEL<br />
mollo stretta: i tori sono bassi, schiaccia-<br />
ti, come cuscini che cedouo al peso del<br />
fusto ; ed il filetto dell'imoscapo è stac-<br />
cato affatto dal toro superiore, partico-<br />
larità dal Nibby non osservate altrove.<br />
Le colonne erano coperte d' uno stuc-<br />
co finissimo ; le mo<strong>di</strong>nature sono ele-<br />
ganti, e l'esecuzione franca e corretta.<br />
L'iscrizione ricorda le <strong>di</strong>vinità <strong>di</strong> Casto-<br />
re e Polluce, alle quali era coiisagralo il<br />
tempio, il decreto del senato che lo fece<br />
e<strong>di</strong>ficare, e Marco Calvio che fece ese-<br />
guire il lavoro. Nibby corregge Volpi per<br />
averla malamente riportata, e Corra<strong>di</strong>ni<br />
per averla creduta <strong>di</strong> restauro e commesso<br />
altri errori, mo<strong>di</strong>ficando la fama<br />
che in generale godono que' due scritto-<br />
ri, il i.° continuatore del 2." dal t. 3° in<br />
poi del Vtlus Latium. Uno scavo ese-<br />
guito lungo il lato occidentale <strong>di</strong> que-<br />
sto tempio, che il Nibby vide nel 1829<br />
prima che fosse ricoperto, ha <strong>di</strong>mostra-<br />
to ch'era del numero de 5<br />
prostili :<br />
che la<br />
colonna <strong>di</strong> fianco verso oriente, ch'è nel-<br />
la casa, sebbene sconvolta, è al posto suo:<br />
che la base <strong>di</strong> pilastro ad anta incontro<br />
ad essa non islà al suo posto, ma appar-<br />
tiene ad uno de' pilastri dell' angolo o-<br />
rientale della cella. In quella ciicostar<br />
za furono scoperti pezzi della cornice, ch(<br />
ivi dappresso sono collocati e che pr<<br />
sentano la singolarità che i massi compc<br />
nenti la cimasa sono <strong>di</strong>staccati da quel<br />
li contenuti in mo<strong>di</strong>glioni. Tornando<br />
sulla via pubblica, questa <strong>di</strong>cesi delle Ce<br />
lonnelte, e va in linea retta a finire sul<br />
la piazza Tassoni. Lungo questa strade<br />
a destra è un tinello e montano pertiner.<br />
te a'Picchioni, fabbricato sopra i ruder<br />
d'un e<strong>di</strong>ficio antico costruito <strong>di</strong> opera re<br />
tico!ata,dove rimane parte d'un pavimer<br />
to antico <strong>di</strong> musaico bianco e nero, un ca<br />
pilello corintio, una base e un brano d'ar<br />
tica lapide municipale col cognome d'ut<br />
qualuorviro quinquennale. Per la stess<br />
via <strong>di</strong>nanzi la casa Tomtnasi,ch'è a sini<br />
stia, sono rocchi <strong>di</strong> colonne d'or<strong>di</strong>ne de<br />
rico, analoghe per lo siile a quelle del lem-
VEL<br />
pio dell'acropoli. Nel lineilo <strong>di</strong>rimpelton<br />
questa casa sono le vestigi;» d'un pavimen-<br />
to d' opera tessellata. In<strong>di</strong>zi sono questi<br />
dell'esistenza antica <strong>di</strong> questa strada, lun-<br />
go la quale erano case de'citta<strong>di</strong>ni. Poco<br />
dopo vedesi incastrata nel muro e rove-<br />
sciata la lapide <strong>di</strong>C.Oppio Vero magistra-<br />
to frantumata in marmo de'lempi imperiali,<br />
e riportata e supplita nel mancante<br />
dal Nibby, <strong>di</strong> somma importanza, perchè<br />
mostra che Cora anticamente, come og-<br />
gi non aveaunpubblicoacquedottochela<br />
fornisse, ma ampie cisterne e<strong>di</strong>ficate a<br />
spese pubbliche, nelle quali si raccoglieva<br />
l'acqua pluviale, caele.ste.ni aquam,<br />
per comodo de'citta<strong>di</strong>ni. La via delle Co-<br />
lonnette termina nella piazza, sulla qua-<br />
le è la casa del conte Tassoni; e <strong>di</strong>rimpet-<br />
to a quella verso settentrione vedesi tor-<br />
reggiare un muro a poliedri della 3." spe-<br />
cie. Questa piazza ha ancora il nome <strong>di</strong><br />
piazza Montagna per la casa a destra, la<br />
quale appartienealla famiglia omonima:<br />
addossato ad essa è il frammento <strong>di</strong> lapi-<br />
de in travertino, <strong>di</strong> Lucio Pubblio, da<br />
Nibby che la riferisce creduta contempo-<br />
ranea de' templi suddescritti. Essa è analoga<br />
ed in parte simile ad altro frammen-<br />
to esistente in casa Prosperi. Nella stessa<br />
piazza sono rocchi <strong>di</strong> colonne scanalate<br />
<strong>di</strong> travertino, e capitelli d'or<strong>di</strong>ne corintio,<br />
i quali appartengono ad epoca molto re-<br />
mota, e furono parte <strong>di</strong> qualche fabbrica<br />
pubblica esistente in questi <strong>di</strong>ntorni. Tornando<br />
sulla via delle Colonnette, si scende<br />
a Pizzitonico, area o piazza tutta arti-<br />
ficiale, non essendo che il terrazzo dell'an-<br />
tiche gran<strong>di</strong> piscine <strong>di</strong> Cora, delle quali si<br />
parla nella memorata iscrizione <strong>di</strong> C. Op-<br />
pio Vero, e che oggi servono allo stesso uso,almeuo<br />
in parte, giacche nel rimanente<br />
sono state ridotte ad uso <strong>di</strong> montani omo-<br />
lini ad olio, <strong>di</strong> rimesse,abi tazioni plebee ec.<br />
Queste ultime parti vanno sotto il nome<br />
•volgare <strong>di</strong> terme (e bagni pubblici, come<br />
tra gli altri li crede il Ricchi nella Reggia<br />
de Polsci) t mentre nella pianta sono iden-<br />
tiche all'altre conserve, ma non vi rima-<br />
VEL t6 7<br />
ne traccia alcuna d'ornamenti, e solo vi<br />
si ravvisano vestigia dell'astra») o coccio<br />
pesto. Il muro <strong>di</strong> queste piscine interna<br />
mente, come l'altre costruzioni romane,<br />
è a sacco; esternamente però è fasciato<br />
d'opera incerta, dove non sia slata tolta<br />
ne' tempi posteriori. Queste piscine si e-<br />
stendono per lungo tratto,ed un'idea se ne<br />
può a vereentrando negli abituri della via,<br />
che dalla porta Veliterna conduce a por-<br />
ta Ninfesina, a sinistra, partendo dall'o-<br />
steria; queste lasciano riconoscere in<strong>di</strong>e-<br />
tro la forma per la quale vi penetrava<br />
1' acqua e gli spechi. E sopra quest' immense<br />
rovine siede e si appoggia una<br />
gran parte del fabbricato moderno <strong>di</strong> Co-<br />
ra a Valle. Quanto al nome <strong>di</strong> Pizzito-<br />
nico, che si dà a questa piazza, il volgo<br />
senz'aleuti fondamento lo deriva da piazza<br />
Dorica : al Nibby pare che il nome<br />
Puteus, pozzo, non sia estraneo alla sua<br />
formazione. Verso seltentrione quest'a-<br />
rea è protetta e dominata da una parte<br />
del recinto primitivo formato da massi<br />
enormi, i più gran<strong>di</strong> che il Nibby abbia<br />
veduto, e rinfiancato da opera lucerla; e<br />
questo restauro dell'era sillana,dove spor-<br />
ge in fuori ha gli angoli consolidati da<br />
pietre quadrilatere. Andando da Pizzito-<br />
nico verso l'orto Luzi, si scende prima<br />
alcun poco e quin<strong>di</strong> si sale <strong>di</strong> nuovo ; a<br />
sinistra nel salirvi sono mura a poligoni<br />
della<br />
a<br />
r. epoca, sebbene i massi non siano<br />
molto gran<strong>di</strong>. Nel detto orto, Nibby<br />
vide nel 1825 vari capitelli d'or<strong>di</strong>ne co-<br />
rintio <strong>di</strong> <strong>di</strong>ametro corrispondente a' roc-<br />
chi delle colonne minori della piazza<br />
Montagna, anch'essi <strong>di</strong> travertino e <strong>di</strong><br />
stile affatto analogo a quelli del tempio<br />
della Fortuna Prenestina. Mi è noto, che<br />
i capitelli furono poi acquistati dall'illu-<br />
stre prelato corano mg. r<br />
Manari, e collo-<br />
cati nel suo casino <strong>di</strong> campagna. Ritornando<br />
sulla via grande, che dalla porta<br />
Veliterna conduce a porta Ninfesina e<br />
prendendo verso la porta Veliterna, poco<br />
prima <strong>di</strong> giungere a questa, a sinistra è<br />
la casa Vittorj; ivi <strong>di</strong>uanzi la medesima
168 VEL<br />
nel cortile sono gli avanzi d'un altro e<strong>di</strong>-<br />
ficio pubblico, consistente in due colonne<br />
d'or<strong>di</strong>ne dorico non iscannlate, con base,<br />
cbe stanno ancora in pie<strong>di</strong> e cbe per lo<br />
stile appartengono all'epoca stessa de'<br />
due templi: lo stilobate sul quale poggiano<br />
è nella parte esterna lutto <strong>di</strong> traver-<br />
tini; si vedono pure frammenti <strong>di</strong> mezze<br />
colonne della stessa pietra e dello stesso<br />
<strong>di</strong>ametro. Sulla sponda opposta della<br />
strada grande è un vicolo, pel quale si<br />
Valsila casa Prosperi, una delle più an-<br />
tiche <strong>di</strong> Cora, leggendosi sulla porta in-<br />
terna della medesima la data dell'anno<br />
i525. Nel cortile vedesi l'altro frammen-<br />
to <strong>di</strong> lapide, riprodotta da Nibby, appar-<br />
tenente a Lucio Publilio, ricordato più<br />
sopra, il quale sebbene sia dello stesso<br />
tempo, e appartenga al medesimo perso-<br />
naggio, non fa però parte dell'iscrizione ri-<br />
cordata. Nello stesso cortilesono due cinerarii<br />
coll'epigrafi riportate da Nibby. Andando<br />
da casa Prosperi verso s. Maria,<br />
vedesi a destra una sostruzione romana<br />
<strong>di</strong> pietre quadrilatere, sulla quale fu essa<br />
e<strong>di</strong>ficata (alcuni credono che nell'area<br />
della chiesa furono già due templi, sa-<br />
gri uno a Giano e l'altro alla Fortuna,<br />
e od essi attribuiscono i ruderi e fram-<br />
menti antichi esistenti), e che forse anticamente<br />
servì <strong>di</strong> sostegno ad un e<strong>di</strong>fìcio<br />
del foro corano, che Nibby crede corri-<br />
spondente alla piazza <strong>di</strong> s. Maria. Li stra-<br />
da che da Vellelri conduce a Cora fino<br />
ali."quarto del secolo corrente non era<br />
allatto carreggiabile ; poscia fu ridotta a<br />
bella e amenissima via, e comoda ad o-<br />
gni sorta <strong>di</strong> carri. A mezza via si lascia a<br />
sinistra il cratere del <strong>di</strong>seccato lago <strong>di</strong><br />
Giuliano, e poco dopo a destra il comu-<br />
ne <strong>di</strong> tal nome; al g.° miglio si passa sot-<br />
to al picco <strong>di</strong> Piocca Massima, in<strong>di</strong> co*<br />
mincia la salita <strong>di</strong> Cora, che dura quasi<br />
3 miglia, e così agiata da potersi andare<br />
<strong>di</strong> trotto; essa è tracciata entro l'oli velo,<br />
ed ha a destra una magnifica veduta della<br />
pianura de* volsci, e de' loro campi<br />
Pontini. Poco prima d'entrare iu Cori,<br />
VEL<br />
vedesi dominare a sinistra la chiesa e convento<br />
<strong>di</strong> s. Francesco, alla quale condu-<br />
ce un bel viale, che serve <strong>di</strong> passeggiata<br />
a' corani. Sebbene tuttociò si riferisce da<br />
Nibby, conviene fare una necessaria <strong>di</strong>-<br />
stinzione. La strada ora carreggiabile (la<br />
quale devesi alle cure e premure del sul-<br />
lodato prelato Manali, per riguardo del<br />
quale il principe d. Camillo Borghese<br />
fece il (ratio del territorio <strong>di</strong> Giuliano),<br />
che da Vellelri conduce a Cori, quando<br />
si è a circa due miglia dalla città, nel<br />
punto detto la Madonna de' Monti, si <strong>di</strong>-<br />
vide in due; una tutta in piano porta a<br />
Cori a Valle, ossia alla porta Romana,<br />
e l'altra in salita, conduce a Cori a Mon-<br />
te e alla porta Segnine. La chiesa <strong>di</strong> s.<br />
Francesco è a sinistra della strada che<br />
reca alla porta Romana. Poche città com-<br />
prese dentro i limiti della mappa de' <strong>di</strong>ntorni<br />
<strong>di</strong> Roma ponno vantare tanti monumenti<br />
antichi e così importanti, quan-<br />
ti ne conserva questa, e perciò meritano<br />
una descrizione <strong>di</strong>stinta. Quin<strong>di</strong> non si<br />
creda, che non ostante le mie proteste<br />
io sia uscito da' limili prefissimi, nel <strong>di</strong>f-<br />
fondermi col Nibby sulla sua topografi;<br />
Poiché oltre l'aver conseguito il duplic<br />
vantaggio, <strong>di</strong> dare una chiara idea dell<br />
topografia <strong>di</strong> Cora e de'luoghi ove esiste<br />
no i monumenti, questi brevemente de<br />
scrissi col dotto archeologo, e così mi tri<br />
vo <strong>di</strong>spensato dal farne menzione a parte<br />
anche per le <strong>di</strong>verse opinioni che accei<br />
nai fra parentesi. Altre notizie sulle anti<br />
chità <strong>di</strong> Cori e le sue lapi<strong>di</strong> si ponno ri-<br />
cavare da' seguenti e già nominati, alcuni<br />
de' quali ne ragionarono con molte pai<br />
ticolarità. Ricchi, Reggia de' False,<br />
Volpi tradotto dal Finy, cap. 2; Dell'ai<br />
licite fabbriche della città <strong>di</strong> Cora .<br />
Winckelmann, Piranesi e Marocco, Nai<br />
ra il p. Casimiro, che in vari tempi sol<br />
lo le abitazioni si trovarono colonne spez<br />
zale, capitelli, busti, iscrizioni e staine<br />
ma nel pontificalo <strong>di</strong> Sisto V trovò Giste<br />
foro Marulli nella sua vigna, posta nella<br />
contrada del Formale Nuovo, moltissime
VEL<br />
medaglie d'oro. Ma pei sospetti patì un<br />
mese <strong>di</strong> carcere, ed ebbe soli a5 scmli.<br />
Quanto alle medaglie, soggiunge il p. Ca-<br />
simiro, pervennero nelle mani <strong>di</strong> Camil-<br />
la l'eretti sorella del Papa, essendo po-<br />
destà <strong>di</strong> Cora Stefano Mai gani. Tanto ri-<br />
levò il p. Casimiro da un mss. del cora-<br />
no e contemporaneo del Marulli, Ulisse<br />
Ciu<strong>di</strong>, il quale registrò pure due auliche<br />
iscrizioni, da lui Ielle nel suddetto batti-<br />
steiio <strong>di</strong> s. Pietro, e nel portico della chie-<br />
sa <strong>di</strong> s. Maria della Plebe, nella metà del<br />
secolo passato già <strong>di</strong>strutta. Le quali iscmioni<br />
errate dal Grillerò, dal Ricchi e<br />
da altri, stimò bene pubblicare il p. Casi-<br />
miro. Le monete corane furono ricordate<br />
dal Volpi e in conseguenza dal Finy, e. 6:<br />
Delle jamiglie corane illustri in Roma.<br />
Il moderno Dauco riferisce che tra le mo-<br />
nete antiche, <strong>di</strong> cui vantasi quest'antica<br />
città, non devonsi <strong>di</strong>menticare neppure le<br />
recentemente rinvenute , illustrate dal<br />
eh. archeologo p, Giuseppe Marchi gesui-<br />
ta, ch'egli coulesla a Vincenzo Marchet-<br />
ti aiìezionalisdmo a questa sua patria, in<br />
una lettera degli 8 maggio 1 843, avere<br />
le medesime monete singolare estimazio-<br />
ne. In argomento mi scriveva l'encomia-<br />
lo Marchetti, nella nostra eru<strong>di</strong>ta corri-<br />
spondenza: La remotissima antichità <strong>di</strong><br />
Cori viene reputala anti<strong>di</strong>luviana dal<br />
famoso archeologo Nibby, e da tutti gli<br />
altri vetusti e moderni scrittori è tale<br />
fondatamente creduta. Per questa istessa<br />
ragione vengono apprezzate l'antiche mo-<br />
nete corane ricercatissime, per cui il car-<br />
<strong>di</strong>nal Stefano Dorgia ne fu avi<strong>di</strong>ssimo<br />
raccoglitore, unitamente alla raccolta <strong>di</strong><br />
pergamene, <strong>di</strong>plomi ec. A quest' effetto<br />
m'inviò ripetutamente copia e poi l'ori-<br />
ginale dell'in<strong>di</strong>cata lettera a lui scritta<br />
dal dottissimo p. Marchi, che io mifouu<br />
vanto qui appresso pubblicare, sia a van-<br />
taggio della numismatica, sia a onore del<br />
Mai clielli ed a lustro <strong>di</strong> sua celebre patria,<br />
sia in (ine per manifestare qui pure il pro-<br />
fondo sapere <strong>di</strong> lauto benemerito gesuita.<br />
> Da molti mesi aveva io posto nelle mani<br />
VEL 169<br />
del giovine sig. r<br />
d. r<br />
AchilleGennarelli i monumenti<br />
e documenti necessari all'illustrazione<br />
dell'aulica moneta <strong>di</strong> Cori. Ma<br />
la sua <strong>di</strong>ssertazione che da 18 mesi dove-<br />
va essere pubblicata,ancora non compari-<br />
sce, ed Elia mi fa premura <strong>di</strong> pur cono-<br />
scere un fallo che tanto onora codesta sua<br />
patria carissima. Iocompen<strong>di</strong>erò il ragionamento<br />
che troverà ampiamente <strong>di</strong>chia*<br />
rato dal Gennarelli (<strong>di</strong> fatti la Disser-<br />
tazione coronala dalla pontificia accademia<br />
romana d'Archeologia, come<br />
notai altrove celebrandola, <strong>di</strong>poi uscì nel-<br />
l'islesso anno in Roma da' tipi camerali<br />
col titolo: La moneta primitiva e i monumenti<br />
dell'Italia antica ec. In essa il<br />
eh. Gennarelli illustrò 3 monete <strong>di</strong> Cora<br />
de' Volscije quanto alle 2 monete affat-<br />
to simili, tranne l' iscrizione o leggenda<br />
che in luogo <strong>di</strong> Cosa e Cosano è Doma e<br />
Domano, non trovava <strong>di</strong>fficoltà a crederle<br />
uscitedalla zecca dellasola Cora, la quale<br />
avrebbe scritto così egualmente il nome<br />
suo e quello della conquistatrice Roma,<br />
siccome avveniva in Napoli, della quale<br />
abbiamotipi identici, salvo nell'epigrafe).<br />
Mg/ Stefano Dorgia, poi car<strong>di</strong>nale, nel<br />
1 786 inviò a Vienna al nostro p. Giusep-<br />
pe Eckhel due piccole monete in bronzo,<br />
che alcuni anni fa ritrovai nel piccolo<br />
museo del Collegio <strong>di</strong> Propaganda (nel<br />
quale articolo, descrivendo in breve quel<br />
Museo Borgiano, lo <strong>di</strong>ssi dal car<strong>di</strong>nale<br />
istituito inVellelri sua patria e poi da esso<br />
legato in parie al collegio Urbano, l'altra<br />
trovandosi in Napoli). La i/ha nel suo <strong>di</strong>ritto<br />
una testa <strong>di</strong> Palladecoperta<strong>di</strong> elmoe<br />
cimiero rivolta a destra e l'epigrafe Coza ;<br />
nel rovescio un busto <strong>di</strong> cavallo frenato<br />
rivolto pure a destra e l'iscrizione Zano,<br />
La 2. a<br />
in luogo della lesta <strong>di</strong> Pallade ha<br />
quella <strong>di</strong> Marte barbato senza epigrafe;<br />
e intorno al busto <strong>di</strong> cavallo del rovescio<br />
l'iscrizione Cozano, Qtiesle due moneto<br />
medesime, quantunque rare, sono capila.<br />
te non è gran tempo in mano a due <strong>di</strong>-<br />
versi negozianti, da' quali le ho io acqui-<br />
stale per queslo nauseo K-ircUeriauo<br />
-, e
170 V E L<br />
su amendueho riscontrate le impronte<br />
e le leggende medesime delle borgiane,<br />
anzi forse meglio conservate. Il cav. Giacomo<br />
Millingen nel 1 83 1 pubblicò a Londra<br />
una moneta in argento <strong>di</strong> modulo<br />
maggiore alquanto delle due <strong>di</strong> bronzo<br />
coll'i in pronta e la leggenda che qui le de-<br />
scrivo. Nel <strong>di</strong>ritto testa d'Apollo laureata<br />
e rivolta a sinistra: nel rovescio cavallo<br />
chea gran corsa va a sinistra spintovi da<br />
un cavaliere, dalle cui spallecade un pallio<br />
leggerissimo trasportato dal vento, e la<br />
cui testa è coperta d'un pileo somigliante<br />
a quello <strong>di</strong> Mercurio: sotto al ventre del<br />
cavallo leggesi Corano. A queste 3 mone-<br />
te operate col conio debbonsi aggiungere<br />
le due <strong>di</strong> getto pubblicate da meson già<br />
4 anni fra le monete italiche primitive,<br />
1' asse de' volsci colla testa d'Apollo ripetuta<br />
su amendue le faccie della mone-<br />
ta, e il trionfo de' rutuli che ha nel <strong>di</strong>-<br />
ritto un cavallo in gran corsa. Per <strong>di</strong>ver-<br />
se mie congetture non è forse improba-<br />
bile che I' asse provenisse da un'o<strong>di</strong>erna<br />
posta ad Anzio antico, ora Porto d'Anzio,<br />
il triente da Artica metropoli antica de'<br />
rullili (il Triente sorta <strong>di</strong> moneta antica,<br />
«na 3." parte dell' asse, cioè 4 oncie ).<br />
L'Eckhel che non poteva a tanta <strong>di</strong>stan-<br />
za conoscere la storia topografica della<br />
provenienza delle due monete coniate<br />
inandategli dal Borgia in <strong>di</strong>segno, ricorse<br />
per interpretazione alla geografia antica,<br />
e trovato ch'ebbe nell'Etruria una città<br />
che i romani chiamavano Cosa (poi An-<br />
sedonia <strong>di</strong> Toscana dell' abbazia delle<br />
Tre Fontane, perciò ne ragionai in que*<br />
due articoli; ha vestigia <strong>di</strong> muraciclopee),<br />
credette che le due monete si potessero<br />
giustamente ad essa attribuire (devesi av-<br />
vertire, e l'imparo dal prezioso Diziona-<br />
rio della Toscana del benemeritoRepetti,<br />
che oltre Cosa de' volcienti <strong>di</strong> Tusca-<br />
na ora Toscanella,\\ (aCossa degl'irpini<br />
degli Abruzzi uel Sannio, e siccome ambedue<br />
colonie romane, indusse molli in<br />
equivoco coll'attribuire aliai. 3<br />
alcuni fat-<br />
ti propri della 2.*, così propende forse a<br />
VEL<br />
riconoscere <strong>di</strong> Cossa una moneta del tem-<br />
po d'Augusto, che altri vogliono spettare<br />
a Cosa, inoltre riconoscendo <strong>di</strong> Cossa la<br />
medaglia coll'impronta dell'aquila roma-<br />
na). Il Millingen quantunque per sistema<br />
allenissimo dal concedere uso <strong>di</strong> moneta<br />
propria nelle città italiche poste tra il<br />
Tevere e il Garigliano, pure costretto dal-<br />
l'evidentissima leggenda Corano riconobbe<br />
quella sua moneta d' argento come<br />
spettante a Cora oggi Cori. Ma il p. Secchi<br />
mio confratello legge Cora e Corano<br />
anche dove sta scrino Coza e Cozano.<br />
Gli antichi grammatici ne insegnano che<br />
la lingua latina nella sua infanzia sostituiva<br />
sovente la S alla Re leggeva Fv-<br />
sivs in luogo <strong>di</strong> Fvrivs, Avselivs dove<br />
poi lesse Avremvs : dunque il Coza, che<br />
peravviso dello stesso Eckhel è la mede-<br />
sima voce <strong>di</strong> Cosa, per ragione della forma<br />
della S che si confonde col greco Z,<br />
non è Cosa città etnisca, ma Cora città<br />
volsca, e Cosano non è il possessivo del-<br />
l' etrusco, ma del Corano Volsco. Se<br />
l'Eckhel avesse riflettuto all'alfabeto e-<br />
trusco che manaa della vocale O (il che<br />
rimarcai nel voi. LXXVHI,p. 86j, alla<br />
quale sostituisce il V, sisarebbe facilmente<br />
persuaso che se i romani chiamavano<br />
quella città Cosa, gli etruschi le dovean<br />
dare un altro nome o almeno <strong>di</strong>rla Casa<br />
secondo loro cos lume. Che i romani<br />
poi mutassero nome alle città etrusche<br />
colle loro conquiste, il sappiamo da Chiù-<br />
.57, che dagli etruschi era detto Chamars t<br />
da'romani fu detto Clusiumj e da Volterra<br />
che gli etruschi scrissero sempre<br />
Velathri, e i romani Volaterra (<strong>di</strong> tale<br />
voce e iscrizione <strong>di</strong> monete feci parola<br />
nel cit. voi. LXXVII1, a p. 90 e 91, <strong>di</strong>-<br />
cendo pure, che siffatte monete il Maffei<br />
attribuì a Velletri o ad Alatri). L'Eckhel<br />
poi è quegli che sa quanto niun altro che<br />
le due monete del Coza e del Cozano<br />
non potrebbon mai esser <strong>di</strong> Cosa con-<br />
quistata e <strong>di</strong>pendente da'romani, ma <strong>di</strong><br />
Cosa libera e padrona <strong>di</strong> se medesima<br />
prima che i romani stendessero sino colò
VE L<br />
In loro potenza. Eccole con ciò assicura-<br />
to alla sua città il <strong>di</strong>ritto sopra 3 <strong>di</strong>verse<br />
monete coniate prima che i romani a-<br />
vesserò su quella città un assoluto <strong>di</strong>rit-<br />
to, e certamente prima che Cori comin-<br />
ciasse a godere del così detto jus latino.<br />
Perciò che spetta alle impronte si posso-<br />
no hen <strong>di</strong>re anch'esse proprie del paese<br />
risii herino molto meglio che del trasti-<br />
beruio. L'Apollo, come leljo in<strong>di</strong>cato descrivendole<br />
l'asse de' volsci, è lai, a<br />
e più<br />
nobile insegna <strong>di</strong> quella nazione; e qui<br />
abbiamo l'Apollo nella moneta d'argen-<br />
to del Millingen, nel quale vi è pure il<br />
cavallo in gran corsa come nel Incute de-<br />
scrittole de' rutuli, tanto prossimi o le-<br />
gali co' volsci che possouo chiamarsi qua-<br />
si una gente medesima. La Minerva come<br />
figliuola a Giove era in altissima ve-<br />
nerazione presso tutti i popoli cistiberi-<br />
dì, che concordemente aveano Giove per<br />
lor<strong>di</strong>.* <strong>di</strong>vinità. Il Marte ha lasciato in<br />
Cori memoria solenne <strong>di</strong> se negli avanzi<br />
nobilissimi del tempio erettogli da'eora-<br />
ni. Il busto <strong>di</strong> cavallo fi enato lo trovo in<br />
altre monete che io ho sempre conside-<br />
rate come proprie degli equi, de' volsci e<br />
degli aurunci. Perciò io non l'ho per cosa<br />
straniera quando lo veggo sulla mo-<br />
neta <strong>di</strong> Cori. Veda l' Aes Grave, Sl&ra'<br />
palo da me nel i83g. Queste poche no-<br />
tizie potrebbero tornare <strong>di</strong> qualche uti-<br />
lità storica se in Cori vi fosse persona che<br />
sapesseo volesse fare osservazioni sui tra-<br />
vamenti che continuamente si vanno facendo<br />
costì, come per lutti i luoghi <strong>di</strong><br />
questa nostra antichissima e ricchissima<br />
Italia. Converrebbe acquistar tutto in ge-<br />
nere <strong>di</strong> monete vendendo il superfluo e<br />
ritenendosi il necessario: in pochi anni<br />
Cori riunirebbe tutti i suoi monumenti<br />
numismatici. Né ciò è tutto. Converreb-<br />
be che Cori raccogliesse in un luogo sicuro<br />
ma <strong>di</strong> ragione pubblica tulle le la-<br />
pi<strong>di</strong> antiche <strong>di</strong>sperse per la città e il ter-<br />
ritorio. Le due fiaccole che solo possono<br />
<strong>di</strong>ssipare le tenebre che ravvolgono<br />
la primitiva stona <strong>di</strong> codesti municipi»<br />
V EL 171<br />
sono le monete e le iscrizioni, ma non<br />
quelle che stanno fuor del paese, bensì<br />
quelle che si custo<strong>di</strong>scono ne'luoghi ove<br />
si trovano. Ella colla sua autorità pro-<br />
curi alla sua patria questo ornamento e<br />
ne avrà lode. Ossequiandola consincerissiraa<br />
stima mi raffermo". Riferisce Ma-<br />
rocco, che in Cori, commendata per la<br />
sua celebrità da Livio, Properzio, Luca-<br />
no, Silio Italico, ogni tanto vengono sco-<br />
perti sotterranei bellissimi, alcuni de'qua-<br />
li si osservano composti <strong>di</strong> pietre <strong>di</strong> 6 pal-<br />
mi architettonici <strong>di</strong> lunghezza,come quello<br />
appartenente a'Tommasi, per andare<br />
al tempio <strong>di</strong> Castore e Polluce, che ser-<br />
ve <strong>di</strong> molino d'olio, fiancheggiato da alto<br />
scoglio tagliato e costituente un muro<br />
laterale, do ve il pavimento è <strong>di</strong> bianchissimo<br />
musaico ; congettura che fosse un por-<br />
tico o suolo d'altro tempio,anche pe'grossi<br />
pezzi <strong>di</strong> colonna marmorea ivi rinvenuti.<br />
Dice esistere nel giar<strong>di</strong>no presso la casa<br />
de'Lnzi 6 capitelli bellissimi <strong>di</strong> stile corin-<br />
tio, forse <strong>di</strong> colonne <strong>di</strong> tempio o portico<br />
sagro a Venere; e che anco Esculapio vi<br />
ebbe il tempio. Dalleiscrizioni che ripor-<br />
ta, ritiene avere i corani prestato culto e-<br />
zian<strong>di</strong>o a Cerere ed a Bacco, del cui tem-<br />
pio furono trovati avanzi marmorei negli<br />
scavi della casa Fasanella. Il contem-<br />
plar le sue rama desta meraviglia, essendovene<br />
composte <strong>di</strong> pietre ognuna <strong>di</strong> 13<br />
e i5 palmi lunghe, 8 ovverog alte, concatenate<br />
senza cemento, lavoro chiama-<br />
to opus incertumj mirabile per l'or<strong>di</strong>ne<br />
e la soli<strong>di</strong>tà, e fatto per cozzar co'secoli.<br />
Afferma che l'accademia <strong>di</strong> Francia chiamò<br />
le mura corane meravigliose, e <strong>di</strong> pro<strong>di</strong>giosa<br />
costruzione pelasgica ; ed il Bau-<br />
co assicura che in vari punti della città<br />
sono rimaste in ottimo stato. L'o<strong>di</strong>erna<br />
città ha 3 porte quasi in perfetto triangolo<br />
collocate ; la 1 ."esistente in Cori a Mon-<br />
te è chiamata Segnina, perchè conduce a<br />
Segni la via ; la 3." Ninfesina, da cui co-<br />
mincia la strada che reca a Ninfa; la 3.*<br />
è detta Romana e Veliterna, perchè porta<br />
a Vellelri e a Roma. Cori è priva <strong>di</strong> pub-
i 7 2 VEL<br />
bliclie fonli, cui suppliscono l'acque pio-<br />
vane in fredde e ben conservate cisterne;<br />
il piccolo rio trovato da Faustino Fasa-<br />
nella presso il ton ente Cavala, fu rico-<br />
nosciuto <strong>di</strong> pochissimo utile e <strong>di</strong> molto<br />
incomodo. Ma nel gonfalonierato del benemerito<br />
Giovanni Prospero Buzj, per<br />
sua cura fu trovato un altro rio d' acqua<br />
sorgiva fuori della porta Segnimi.<br />
Tra le sue chiese, 6 sono parrocchiali. La<br />
primaria e insigne collegiata, denominata<br />
duomo, è sotto l'invocazione <strong>di</strong> s. Maria<br />
della Pietà, <strong>di</strong> bella e ben intesa archi-<br />
tettura. Il Ricchi lo <strong>di</strong>ce già tempio del-<br />
la Fortuna e <strong>di</strong> Diana, convertito da'co-<br />
rani ciistiani al culto del vero Dio e denominato<br />
anche della Plebe. Nel 1660<br />
venne restaurala e abbellita con mo-<br />
derna archileltura,con volte gettate sulle<br />
3 antiche navi, con archi maestosi scorni-<br />
ciati <strong>di</strong> vaghi stucchi, sovrastata da finta<br />
cupola e ornata con chiaroscuri da' fra-<br />
telli Agostino e Alessandro Botliceili co-<br />
rani. Furono allora <strong>di</strong>sfatti due antichis-<br />
simi pulpiti, laterali all'altare maggiore.<br />
In essa è la cattedra marmorea vescovi-<br />
le, fino da'primi secoli della Chiesa, testimonio<br />
<strong>di</strong> sua antica sede vescovile, men •<br />
tre l'episcopio era nel giar<strong>di</strong>no a suo tem-<br />
po del capitano Pasquali, e appellato la<br />
casa <strong>di</strong> Monsignore.il candelabro marmo-<br />
reo pel cereo pasquale, alcuni la <strong>di</strong>cono o-<br />
pera del secolo XI II, altri la fanno più an-<br />
tica e che servi già ad uso de' gentili : è<br />
ornato <strong>di</strong> bassorilievi esprimenti animali<br />
e geroglifici, ed ha per base un mostro<br />
con due teste e le sole gambe <strong>di</strong>nanzi. Ma-<br />
gnifico è il tabernacolo e decorose le cap-<br />
pelle. 11 quadro <strong>di</strong> s. Maria della Pietà è<br />
bello e <strong>di</strong> colorilo assai forte. Quello del-<br />
la 3 .'cappella a destra è pure <strong>di</strong> buon pennello.<br />
Del i.° parla Nibby, del i." Maroc-<br />
co. Dubitando che sia il medesimo, domandai<br />
spiegazione a un rispettabile co-<br />
rano,- e fui assicurato d'aver bene con-<br />
getturato, ed è precisamente il medesimo<br />
della 3.' cappella a destra della por-<br />
ta della chiesa. Nell'altare principale è la<br />
VEL<br />
famosa tavola in cui nel 1 54^ Siciolan-<br />
te <strong>di</strong> Semionda <strong>di</strong>pinse il Salvatore. L'organo<br />
pregiatissimo si deve al canonicoA-<br />
lessandro Napoleone Ricchi, zio dello sto-<br />
rico, il quale <strong>di</strong>ce che lo cominciò nel<br />
i636, compito poi con ornamenti a oro<br />
nel 1690, e lasciò un molino a olio per<br />
l'organista. Nel detto secolo, e neh' arci-<br />
pretura d' Ostilio Picchioni, da' fondamenti<br />
fu rifabbricata la torre campana-<br />
ria a lato della porta maggiore, e tale da<br />
poter sostenere grosse e armoniose cam-<br />
pane; nella quale occasione <strong>di</strong>rimpetto si<br />
rinnovò ancora la comoda abitazione per<br />
l'arciprete. Nel secolo passato con deco-<br />
roso <strong>di</strong>segno e sculture fu fabbricato il<br />
prospetto esterno. Oltre una reliquia in-<br />
signe del glorioso b. Tommaso da Cori,<br />
che vi ha un'elegante cappella, quivi si<br />
venera il corpo <strong>di</strong> s. Nazario martire, <strong>di</strong><br />
nome imposto, nella 4-* cappella gentili-<br />
zia de'Fasanelli della nave destra, dona-<br />
to dal car<strong>di</strong>nal Stefano Borgia, come si<br />
legge nella lapide presso Marocco, il qua-<br />
le riporta pure quella della cousagrazio-<br />
ne della chiesa,eseguita T8 febbraio 1699<br />
da Biagio Terzi <strong>di</strong> Lamia vescovo d' I-<br />
sernia, vices gerens del vescovo car<strong>di</strong>nal<br />
Cibo, scrittore della Siria sacra. Appiè<br />
do da Banco che il capitolo si compo<br />
della <strong>di</strong>gnità dell'arciprete parroco, e<br />
1 o canonici, (ia'quali è il teogale e il p<br />
nitenziere, tutti decorati della cappa pi<br />
latizia paonazza nell'inverno, e <strong>di</strong> ro<br />
chetto sopra la colta nell'estate. Racco<br />
ta il p. Casimiro, che Benedetto X11I n<br />
1 7^5 avea concesso all'arciprete e agli 1<br />
canonici l'insegna corale dell' aluiuzi<br />
da usarsi in qualunque luogo; e che nell<br />
segrestia un tempo si conservavano ilio<br />
ti libri rnss., nominando i principali,<br />
fra <strong>di</strong> essi una bolla in pergamena <strong>di</strong> P<br />
pa s. Silvestro I. La a." parrocchia è l'i<br />
signee vasta collegiata de'ss. Pietro ePa<br />
lo, presso il tempio dello d'Ercole, che<br />
al <strong>di</strong>re del Piazza visitatore della <strong>di</strong>ocesi<br />
pel vescovo car<strong>di</strong>nal Facchinetti, è più<br />
aulica della precedente e fu la 1." ad es-
VEL<br />
sere consagrata, per esservi tra<strong>di</strong>zione<br />
che s. Pietro principe degli Apostoli vi<br />
promulgasse il Vangelo; laonde <strong>di</strong>ce il<br />
.' 1' Ricchi, che in essa si fa la i e ultima<br />
pre<strong>di</strong>ca quaresimale, forse in memoria <strong>di</strong><br />
sua antica primazia, e perciò tutte le pie-<br />
<strong>di</strong>che in essa aveano luogo (ciò non è<br />
vero, quanto all' ultima pre<strong>di</strong>ca quaresimale.<br />
Si fa il quaresimale in ambedue<br />
le collegiate, in quella <strong>di</strong> s. Pietro ha luo-<br />
go l'ultima pre<strong>di</strong>ca la 2." festa <strong>di</strong> Pasqua,<br />
ed in s. Maria la 3/ festa); ed ivi posse-<br />
dervi la sua famiglia la cappella <strong>di</strong> pa-<br />
dronato sagra a s. Giovanni. Ne celebra<br />
l'organo e una superbissima campana, la<br />
quale prima che fosse rifusa, per averla<br />
colpita il fulmine, si sentiva 25 miglia<br />
<strong>di</strong>stante. A suo tempo era officiata dal-<br />
l'arciprete, e da 8 beneficiali e 6 cappel-<br />
lani, il cui ampio coro egli <strong>di</strong>ce mostrare<br />
d'essere slata collegiata. Riferisce le vertenze<br />
insorte e prolungate nel secolo XVII<br />
fra l'arciprete e quello <strong>di</strong> s. Maria, alle<br />
quali <strong>di</strong>e (ine nel 1690 il vescovo car<strong>di</strong>nal<br />
Cibo, decretando la precedenza all'arci-<br />
prete e canonici <strong>di</strong> s. Maria incedendo<br />
collegialmente. In<strong>di</strong> da Pio VI nel 1791<br />
(secondo il Marchiafuva, o Pio VII come<br />
vuole il Viola, ma credo fallo tipo-<br />
grafico cioè l'aggiunta d'un I al VI, ben-<br />
sì non gli contrasto ad istanza d' Ales-<br />
sandro Marchetti giuniore. In quest'in-<br />
certezza invocalo schiarimento, sono stato<br />
assicurato, vero il riferito dal Mar-<br />
chiafava), fu <strong>di</strong>chiarata collegiata con ca-<br />
pitolo composto dell' arciprete curato e<br />
<strong>di</strong>gnità,ed'8 canonici decorati della moz-<br />
zelta <strong>di</strong> seta paonazza nell'inverno co'<br />
lembi orlati <strong>di</strong> pelli d' armellino, e del<br />
rocchetto sulla colla nell'estate, come<br />
leggo nel Bauco. Vi si conserva nell'al-<br />
tare maggiore, nella cappella della B.<br />
Vergine, il corpo <strong>di</strong> s. Cubilla vergine e<br />
martire, trovato nel cimiterio de'ss. Mar-<br />
cellino e Pietro <strong>di</strong> Roma, e donato dal<br />
sullodato arciprete della medesima Giu-<br />
seppe Marchiafava nel 1795, come è<br />
scolpilo uell'iscrizioue riferita da Maroc-<br />
VEL 173<br />
co. Da altra da lui pure pubblicala si ri-<br />
cava, che nella stessa chiesa e nella pro-<br />
pria cappella nel 1 497 v > f" istituitala<br />
società del ss. Sagramento e delle Cinque<br />
Piaghe; e nel 1804 quella del Sa-<br />
gro Cuore <strong>di</strong> Gesù. Nella stessa chiesa<br />
collegiata <strong>di</strong> recente vi è stato collocato<br />
nel suo altare dalla parie del Vangelo il<br />
quadro <strong>di</strong> s. Francesco <strong>di</strong> Paola, <strong>di</strong>pinto<br />
lodatissìmo del valente cav. Giuseppe<br />
Manno, nipote del celebre cav. France-<br />
sco altro esimio pittore. Le altre 4 chiese<br />
parrocchiali hanno quadri egregi e <strong>di</strong><br />
qualche pregio e venustà rimarchevole, i<br />
propri parrochi, e sono quelle della ss.<br />
Trinità, <strong>di</strong> cui in oppresso riparlerò; del<br />
ss. Salvatore <strong>di</strong> forma gotica occupante<br />
parte del piano del tempio <strong>di</strong> Castore e<br />
Polluce, <strong>di</strong>cendo il Bauco pregevoli e slimale<br />
le pitture dell'altare maggiore, ope-<br />
ra del sermonetano Siciolanle; <strong>di</strong> s. Mi-<br />
chele Arcangelo, che Marocco <strong>di</strong>ce fab-<br />
bricata sulle rovine del tempio d'Apollo,<br />
dandone certezza una lapide coll'epigra-<br />
fe Ampollini Sacrumj e <strong>di</strong> s. Caterina<br />
vergine e martire, il cui quadro dell'al-<br />
tare maggiore rappresenta il suo marti-<br />
rio colorilo dal Domenichino, secondo<br />
Banco,ma Nibby crede tale tela per la tra-<br />
scuratezza de' contorni e per una certa<br />
stentatezza, piuttosto copia del Domeni-<br />
chino e non originale come ritiene il vol-<br />
go, bensì <strong>di</strong>ce buon quadro <strong>di</strong> colorilo<br />
Guercinesco quello esprimente s. Tom-<br />
maso. Il più elegante e vago tempio <strong>di</strong><br />
non piccola mole, è 1* insigne e celebre<br />
santuario situato fuori <strong>di</strong> porta Segnina<br />
verso la sommila d'uno de' monti Lepi-<br />
ni, <strong>di</strong>stante circa mezzo miglio da Cori,<br />
sotto il titolo <strong>di</strong> Maria ss. del Soccorso,<br />
in cui profondamente si venera la sua<br />
pro<strong>di</strong>giosa Immagine col suo<strong>di</strong>vin Figlio<br />
<strong>di</strong>pinta sul muro, la cui festa solennemente<br />
celebrasi nella 1* domenica <strong>di</strong> maggio<br />
con fiera franca per 8 giorni ; chiesa <strong>di</strong><br />
recente egregiamente abbellita con pit-<br />
ture e altri ornamenti con ispesa non lie-<br />
ve ; e per meglio godersi da<strong>di</strong> vali quan-
i 7 4 VEL<br />
do si scuopre, vi fu collocalo <strong>di</strong>nanzi un<br />
cristallo intero : il che si fa con almeno<br />
12 lumi <strong>di</strong> cera accesi nelle principali so-<br />
lennità e feste <strong>di</strong> precetto della C. Ver-<br />
gine, dandone del suo scuoprimento pre-<br />
cedentemente avviso il suono delle campane<br />
non solamente delle due collegiate,<br />
ma dell'altre chiese <strong>di</strong> tutta la città; scuo-<br />
prendosi pure per pubbliche e private ri-<br />
chieste. Narrai! benemerito Marchiata va<br />
suo <strong>storico</strong> che <strong>di</strong>e occasione alla costru-<br />
zione <strong>di</strong> questo tempio il seguente fatto<br />
portentoso, secondo la pia e comune tra-<br />
<strong>di</strong>zione esistente presso i corani, che os-<br />
sequiano la' ss. Immagine come loro prin-<br />
cipale e incessante benefica avvocata, illu-<br />
strando ezian<strong>di</strong>o con eru<strong>di</strong>te note il suo<br />
racconto, in uno al titolo che dà la Chiesa<br />
<strong>di</strong> Soccorso alla B. Vergine, riferendo le<br />
notizie delle ss. Immagini che con questo<br />
bel titolo si venerarono e venerano in va-<br />
rie città. Correndo l'anno \5i i e il i.°<br />
maggio <strong>di</strong> sabato, mese e giorno in par-<br />
ticolar modo consagrati a Maria Vergi-<br />
ne, la fanciulla Oliva <strong>di</strong> circa 3 anni, fi-<br />
glia <strong>di</strong> Giovanni e Santa Jannese coniugi<br />
corani, contro il <strong>di</strong>vieto della madre<br />
sul mattino volle seguirla nel portarsi su<br />
«letto monte a mondar nel campo le bia-<br />
de; <strong>di</strong> ciò avvedutasi Santa retrocedet-<br />
te per indurla a restituirsi alla casa, e la<br />
figlia 1' ubbidì non senza ripugnanza e<br />
pianto. Ma Oliva nel tornare in<strong>di</strong>etro de-<br />
viò dalla strada, e smarrita s'innollrò in<br />
silo scosceso e ingombro <strong>di</strong> spineti, pie-<br />
tre e cespugli: sopravvenne la notte e in-<br />
sieme un orridoturbine, con <strong>di</strong>rotta piog-<br />
gia, gran<strong>di</strong>ne e fulmini. La fanciulla ba-<br />
gnala, tremante e piangente si ricoverò<br />
sotto una delle lanle piante <strong>di</strong> ginestra,<br />
<strong>di</strong> cui tuttora abbonda il monte, inutilmente<br />
chiamando l'aiuto della madre.<br />
In questo desolante stato, all'improvviso<br />
le comparve innanzi una maestosa Don-<br />
na vestita <strong>di</strong> can<strong>di</strong>do ammanto, da essa<br />
creduta nell'oscurità la sua zia paterna,<br />
per le carezze che le fece e per animarla<br />
i non temete ed a cessar dal piangere,<br />
VEL<br />
con asconderla sotto il suo mantoeivi a«<br />
morosamente trattenendola 8 interi gior-<br />
ni. Frattanto i suoi genitori tornali dallo<br />
campagna a casa e non trovata la figlia<br />
sollecitamente si <strong>di</strong>edero a cercarla fra le<br />
angustie, in<strong>di</strong> obbligati dal temporale a<br />
restituirsi afflitti all'abitazione, restarono<br />
agitati da tetri pensieri. Cessato il turbi<br />
ne, <strong>di</strong> buon mattino ripresero le ricer-<br />
che del cammino dalla fanciulla fatte<br />
non meno in tutte le vicine campagne<br />
inutilmente, onde inconsolabili la pian-<br />
sero per morta. Passati 8 giorni, sul na<br />
scer del sole fu rinvenuta Oliva nel lue<br />
go stesso ove fino allora erasi trattenuta<br />
tutta allegra e sana, da 3 corane che ri<br />
candosi a caricar legna, se la videro coi<br />
pari re loro innanzi lietissima. Sorprese<br />
esse da stupore e da contentezza, alterna-<br />
rono l' interrogazioni come ivi si trovas-<br />
se e da chi fosse stata nudrita per 8<br />
giorni. Rispose con semplicità la fanciul-<br />
la. » Sono stata qui con una bella Signora,<br />
che mi ha fatto molte carezze. Essa ha<br />
voluto che stassi qui con Lei tutti questi<br />
giorni. Quando avevo fame o sete, Ella<br />
ini poneva in bocca il <strong>di</strong>to della sua ma-<br />
no: io Io succhiava, e mi sentiva tutta sa-<br />
zia e contenta." Quin<strong>di</strong> le 3 donne, tutte<br />
meravigliate dal racconto, attribuirono<br />
alla B. Vergine la pro<strong>di</strong>giosa cura della<br />
fanciulla, la quale tosto giubilanti e com-<br />
mosse condussero a'suoi addolorati geni-<br />
tori. Quale fosse la sorpresa e la conso-<br />
lazione <strong>di</strong> essi, quale quella del popolo<br />
pel riferito dalle donne e confermato re-<br />
plicatamente a tulli da Oliva, si può im-<br />
maginare e non esprimere. Generaleper-<br />
tanto fu la pia credenza e persuasione,<br />
che la Soccorritrice e amorosissima bella<br />
Siguora, non fosse altrimenti che la gran<br />
Madre <strong>di</strong> Dio e nostra Maria. Poscia Oli-<br />
va con lagrime ripeteva <strong>di</strong> voler tornare<br />
presso la sua cara Signora, per averle<br />
detto d' amarla e <strong>di</strong> volerla sempre con<br />
se. Fatto è, che dopo 3 giorni dal suo ri-<br />
torno in casa, Oliva sorpresa da violenta<br />
febbre, placidamente e con ilare vollo
VEL<br />
morì, sempre chiamando la sun amabilis-<br />
sima Signora che sul monte l'avea soccorsa,<br />
con nuovo e in<strong>di</strong>cibile rammarico<br />
de* genitori. Cosi ottenne Oliva <strong>di</strong> riu-<br />
nirsi per sempre in para<strong>di</strong>so nel]' eter-<br />
no go<strong>di</strong>mento della sua Signora. E anti-<br />
ca tra<strong>di</strong>zione.confermatadal vescovocar-<br />
<strong>di</strong>nal Antonelli, che la B. Vergine pro-<br />
mettesse a Oliva, che avrebbe soccorso<br />
con ispeciali favori e grazie que' che si<br />
fossero portati su quel monte a venerar-<br />
la nella sua Immagine. Mosso il popolo<br />
corano da questo pro<strong>di</strong>gioso avvenimen-<br />
to, fu premuroso <strong>di</strong> costruire nel luogo<br />
stesso dove avvenne 1' apparizione della<br />
creduta da tulli Maria ss. ad Oliva, una<br />
non piccola cappella, la quale posteriormente<br />
ampliata <strong>di</strong>venne chiesa grande e<br />
maestosa in onore della ss. Vergine, fa-<br />
cendovi <strong>di</strong>pingere nel muro la sua <strong>di</strong>vo-<br />
ta Immagine, alla quale <strong>di</strong> cornuti consenso<br />
fu dato il titolo della Madonna<br />
del Soccorso, in memoria <strong>di</strong> quello pre-<br />
stato alla loro innocente concitla<strong>di</strong>na nel<br />
suo smarrimento. In<strong>di</strong> per autenticare<br />
il pro<strong>di</strong>gio, i corani vollero che in detta<br />
cappella fosse religiosamente sepolta la<br />
fanciulla, a tale effetto ivi trasportata<br />
dalla sua chiesa parrocchiale, acciò il suo<br />
corpo fosse nel sito ove era stata in vita<br />
soccorsa dalla celeste Signora espressa<br />
nella ss. Immagine. Questa venne rappre-<br />
sentata ricoperta <strong>di</strong> regio manto turchi-<br />
no, cangiatosi poi nella più parte in co-<br />
lore verde ornalo <strong>di</strong> varie stelle d'oro, ripiegatosulleginocchia<br />
; è sedente in mae-<br />
stosa e reale se<strong>di</strong>a, avente in braccio il<br />
suo <strong>di</strong>vin Figlio nudo e colla solita fa-<br />
scia, in alto <strong>di</strong> stringerlo al seno, e colla<br />
destra regge il <strong>di</strong> lui braccio destro in atto<br />
<strong>di</strong> bene<strong>di</strong>re. Due Angeli sul capo <strong>di</strong> loro<br />
sostengono una regia corona. A pie della<br />
B. Vergine nel sinistro lato e ricoperta<br />
in parte del suo manto, si vede la fan-<br />
ciulla Oliva prostrata con un ginocchio,<br />
che rimirando ridente e piena d'affelto la<br />
sua amorosa Liberatrice, si tiene stretta<br />
colle mani alla sua veste. Sebbene il <strong>di</strong>-<br />
VEL i<br />
7 5<br />
piolo è semplice e rozzo, non lascia la ss.<br />
Immagine d'esser bella, maestosa, e d'i-<br />
spirare tenera venerazione a chiunque<br />
<strong>di</strong>votnmente la rimira. II Marchiafava<br />
passa a <strong>di</strong>re delle 3 tra<strong>di</strong>zioni che si hanno<br />
sulla ss. Immagine. Vuole la i.'che<br />
dessa <strong>di</strong>pinta da molto tempo in un an-<br />
tico muro e quin<strong>di</strong> trascurata, ricoperta<br />
da terra, bronchi e spine, miracolosamente<br />
si manifestò con apparizione ad<br />
Oliva per essere ivi venerala; e che do-<br />
po terminata la cappella, vi fosse <strong>di</strong>pin-<br />
ta a fianco la fanciulla da mano <strong>di</strong>versa<br />
e con colori più vivaci. Dice la i." «:he<br />
eretta la cappella per porre in venerazio-<br />
ne la <strong>di</strong>sottei rata Immagine, il pittore de-<br />
putato a restaurarla, dopo avere ricolo-<br />
rito le vesti, nel porre il pennello nel sa-<br />
gro volto <strong>di</strong> Maria, <strong>di</strong> repente <strong>di</strong>venne<br />
attratto nel braccio e cieco negli occhi,<br />
risanato poi per le sue preghiere alla B.<br />
Vergine. Si ha dalla 3.' tra<strong>di</strong>zione, che<br />
terminata la grande cappella nel sito della<br />
pro<strong>di</strong>giosa apparizione, fu commesso<br />
ad un pittore <strong>di</strong> <strong>di</strong>pingere nell'altare la<br />
Madonna: cominciato il lavoro, nel <strong>di</strong> se-<br />
guente con istupore lo trovò compitocol<br />
la presente ss. Immagine da mano ange-<br />
lica. Non<strong>di</strong>meno il pittore per cupi<strong>di</strong>gia<br />
occultato il portento si fece pagare, ma to-<br />
sto colto da fortissima febbre perde l'uso<br />
delle braccia, onde riconoscendo allora<br />
l'evidente meritato castigo, palesò la sua<br />
viltà e il pro<strong>di</strong>gio, per cui placata la pie-<br />
tosa B. Vergine, gli restituì all'istante la<br />
sanità. E però incontrastabile storia, che<br />
crescendo ogni giorno il fervore e la <strong>di</strong>vozione<br />
del popolo verso la ss. Immagi-<br />
ne, specialmente per le continue grazie<br />
che ne riportava, si determinò con ab-<br />
bondanti oblazioni <strong>di</strong> racchiudere la pri-<br />
mitiva cappella con grande e maestosa<br />
chiesa a volta reale, ampliando la mede-<br />
sima cappella con magnifica e alta cu-<br />
pola, e s'incominciò la fabbrica neh 634-<br />
Vi fu eretto un bell'altare con corrispon-<br />
deute prospetto <strong>di</strong> bellissimi marmi e si-<br />
mili colonne dalla nobilissima corana fi-<br />
-
1 76 V E L<br />
miglia Buzi, e 4 laterali cappelle anch'es-<br />
se u volta, con ampio portico anteriore<br />
con 3 ar<strong>di</strong>i corrispondenti alle 3 porle<br />
(Iella chiesa, sulla maggiore delle quali<br />
fu collocata l'effìgie in marmo della Ma-<br />
donna. Con vistoso <strong>di</strong>spen<strong>di</strong>o, anche pel<br />
trasporto de'tnaleriali sul monte, compita<br />
la fabbrica nel 1639, fu segato il muro<br />
ov' era <strong>di</strong>pinta la miracolosa Immagine,<br />
sito che ricorda l'iscrizione e colle altre<br />
del santuario (compostedal sullodatoMar-<br />
chetti, e meritarono l'encomio del cele-<br />
bre cav. Labus) riferita dal Marchiafava,<br />
cioè tra le due cappelle <strong>di</strong> s. Lucia e <strong>di</strong><br />
s. Carlo, e venne posta nel nuovo pro-<br />
spetto <strong>di</strong> marmo costrutto sull' altare e<br />
racchiusa nella preparala marmorea nic-<br />
chia con chiave e serratura, leggendosi<br />
sopra scolpito in marmo nero: Miseris<br />
Succurre Maria. Oltre l'altare maggiore^<br />
sono l'accennate cappelle : la (.'de<strong>di</strong>cata<br />
a s. Anna, la 2. a<br />
a s. Lucia vergine<br />
e martire (anticamente quasi da tutti<br />
visitata nella sua festa, recando ognuno<br />
una candela <strong>di</strong> cera, che si poneva accesa<br />
per consumarsi sopra un gran candela-<br />
bro <strong>di</strong> ferro a più bracci; deplorando il<br />
Marchiafava nella 2/ e<strong>di</strong>zione l'intrala-<br />
sciata pia costumanza, fa voti perchè si<br />
rinnovi, ed io gli fo <strong>di</strong>voto eco in onore<br />
della protettrice de'nostri occhi ! ), la 3*<br />
a s. Carlo Borromeo padronato de'conli<br />
Catal<strong>di</strong> Tassoni, la C\* a s. Bartolomeo<br />
gentilizia de'Ricci. Sebbene non del tut-<br />
to ridotta a perfezione, la chiesa fu solen-<br />
nemente consagrata a'2g gennaio 1 537<br />
(nella ,'<br />
1 e<strong>di</strong>zione della Breve istoria leg-<br />
go l'avvertenza del Marchiafava, che tale<br />
consagrazione è della primitiva cappella,<br />
perciò innanzi alla costruzione della chie-<br />
sa, che però chiamavasi majoris allaris<br />
et ecclesiae s. Mariae de Succursu de<br />
Cora, e perciò fu consagrata Ecclesiam<br />
etAltarem in honorem s. Mariae deSuc-<br />
cursu) da mg. 1<br />
Lorenzo Santorelli ve-<br />
scovo Politense sostituto del vescovo car-<br />
<strong>di</strong>nal Piccolomini. Già eravi stala cano-<br />
nicamente eretta ueliGo4 I' arcicoufra-<br />
YE L<br />
temila della Madonna del Soccorso ce<br />
suoi statuti, con sacchi e mozzette biar<br />
che contornate <strong>di</strong> fìttuccia verde collo<br />
stemma del ss. Nome <strong>di</strong> Maria pe'confra-<br />
ti, confermala e arricchita d'indulgenze<br />
perpetue da Clemente Vili. Dal sodali*<br />
zio fu stabilita l'annua e perpetua dota-<br />
zione d'alcune (cioè due) povere e one-<br />
ste zitelle corane pel maritaggio, consi-<br />
stente ognuna in una veste <strong>di</strong> panno verde,<br />
colore <strong>di</strong> quella della ss. Immagine,<br />
ed in cedola <strong>di</strong> scu<strong>di</strong> 25, tuttora in vigo-<br />
re. Allineile poi i molti <strong>di</strong>voti nel portar-<br />
si a visitare il santuario, avessero nel lun-<br />
go montuoso tragitto un riparo per ri-<br />
covcrarsi dalla pioggia, nella metà della<br />
via il sodalizio fabbricò una cappellina<br />
coll'immagine del ss. Crocefisso. Erasi co-<br />
minciato da alcune pie persone (fra le<br />
quali il Ricchi con l'antro o piccola cap-<br />
pella <strong>di</strong> s. Maddalena) ad erigere lungo<br />
la strada la f'ia Crucis, ma solo 3 essendone<br />
state e<strong>di</strong>ficate a foggia <strong>di</strong> della cap-<br />
pellina e quin<strong>di</strong> <strong>di</strong>venute <strong>di</strong>rute, con pio<br />
<strong>di</strong>visamento il sullodato gonfaloniere Fo-<br />
chi, dopo aver fatto costruire agiata e<br />
comoda via conducente al santuario, la-<br />
teralmente vi fece erigere i4 cappelline<br />
per le stazioni della Via Crucis, onde i<br />
fedeli possano esercitarsi nella <strong>di</strong> vota pra-<br />
tica cammin facendo. Per la custo<strong>di</strong>a<br />
della chiesa e sua uflìziatura vi fu stabi-<br />
lito un cappellano, Marchiafava lodando<br />
precipuamente il zelante e degno sacer-<br />
dote d. Giuseppe Morioni coranOjche per<br />
24 anni circa funse l'uffizio. E per con-<br />
tinua residenza vi fu collocato un eremi-<br />
ta nell'ampia e como<strong>di</strong>ssima abitazione<br />
contigua, fra'quali si <strong>di</strong>stinse il piissimo<br />
Saverio Cupo napoletano, già fratello ge-<br />
suita, in<strong>di</strong> dopo aver lasciato a Cori mo-<br />
numenti <strong>di</strong> sua beneficenza, <strong>di</strong>venne sa-<br />
cerdote e confessore del vescovo <strong>di</strong> Tivoli<br />
mg.' Chiaramonti poi Fio VII. Lo stori-<br />
co Marchiafava prova l'antica e costante<br />
<strong>di</strong>vozione a questo santuario de' corani<br />
e de'popoli de'vicini paesi, massime nel-<br />
le pubbliche calamità con processioni, i
\ E L<br />
voli a ppe>i alle sue pareti pei* grazie ri-<br />
lettile, le visite eie testimonianze de'car<strong>di</strong>oali<br />
vescovi ; notando che non manca»<br />
no ricorrenti a quel fonte inesauribile ili<br />
grazie (ed alcune ne li ferisce riconosciu-<br />
le legalmente), che ascendono il monte a<br />
pie<strong>di</strong> scalzi e persino colle ginocchia ; ol-<br />
ire le processioni <strong>di</strong> penitenza, in alcune<br />
delle quali I' arciprete predecessore suo<br />
zio d. Gio. Antonio v' incedeva a pie<strong>di</strong><br />
scalzi per fare de'<strong>di</strong>scorsi al popolo; e nel<br />
1 83o-3 i molti confrati <strong>di</strong> Semionda ve-<br />
stiti <strong>di</strong> sacco e col cappuccio calalo, <strong>di</strong>e-<br />
rono e<strong>di</strong>ficazione, col recarsi al santuario<br />
processionalmente, cioè per circa un mi-<br />
glio <strong>di</strong> strada montuosa e allora ancora<br />
alpestre, <strong>di</strong>sciplinandosi continuamente<br />
con islroineuti <strong>di</strong> ferro ed effusione <strong>di</strong><br />
sangue. I marinari naviganti nel Me<strong>di</strong>ter-<br />
raneo, se sono sorpresi dalla burrasca nel<br />
tratto <strong>di</strong> mare rimpetto a questo santua-<br />
110, donde esso per la sua elevatezza si<br />
scorge, invocano con fiducia il nome del-<br />
la Madonna della Ginestra, titolo relati-<br />
vo al narrato <strong>di</strong> sopra. Per le frequenti<br />
offerte si potè formare un capitale colle<br />
cui reu<strong>di</strong>tesi mantiene decorosamente la<br />
chiesa. No» mancarono ad accrescerlo<br />
pii legali, anzi il corano Marc' Antonio<br />
Pellachio gli lasciò lutto il suo patrimo-<br />
nio, e nel portico del tempio se ne legge<br />
la marmorea memoria del 1618. Inse-<br />
guito fu rimosso il campanile dalla fac-<br />
ciata della chieda, ed eretto sopra la sa-<br />
grestia, e nel 1829 vi fu stabilmente co-<br />
struita l'orchestra per situarvi l'organo<br />
acquistato dall'encomiala arcieonfralernila,comesi<br />
legge nell'iscrizione. Lungo<br />
sarebbe l'accennare gli effetti <strong>di</strong> pre<strong>di</strong>le-<br />
zione provati da'eorani, per la continua,<br />
manifesta e possente protezione della Madonna<br />
del Soccorso, ue'privati e generali<br />
bisogni, inclusi vamente alla cessazione del<br />
furioso incen<strong>di</strong>o nel 1821, e poscia alla<br />
inuahile preservazione dalla tremenda<br />
pestilenza del cholera, per cui nel 1837<br />
si fece pubblico e soletme voto perpetuo<br />
del <strong>di</strong>giuuo nella vigilia <strong>di</strong> sua festa, e <strong>di</strong><br />
VOL. LXXXl.V<br />
V E L 177<br />
procurare l'elevazione al rito <strong>di</strong> r. "classe<br />
ali 'uffizio proprio accordato da Pio VI e<br />
Pio VII (procurato dal zelo e premute<br />
del canonico decano d. Francescantonio<br />
Marchetti priore per più anni del soda-<br />
lizio), oltre altre <strong>di</strong>mostrazioni <strong>di</strong>vole.<br />
Ma la più autentica testimonianza e il<br />
più glorioso documento della celebrità <strong>di</strong><br />
sì miracolosa Immagine, è l'essere stata<br />
solenuementecorouata con quella del <strong>di</strong>-<br />
viu Figlio, con corone d'oro dal capitolo<br />
Vaticano, ad istanza degli officiali del san-<br />
tuario, <strong>di</strong> tulio il clero e de'pubblici rap*<br />
preseutanti, dopo aver fatto constare con<br />
autentici documenti l'antichità, celebri-<br />
tà della ss. Immagine e le numerosissime<br />
grazie e miracoli per mezzo <strong>di</strong> essa<br />
operati da Dio. 11 capitolo Vaticano de-<br />
legò ad eseguirne la coronazione mg. 1<br />
Paolo Ciotti vicario generale <strong>di</strong> Velletri<br />
e poi vescovo <strong>di</strong> Segni, che l'effettuò a'<br />
2t settembre 1778. La decorosa funzio-<br />
ne, con indulgenza plenaria accordata da<br />
Pio VI per 8 giorni, le pubbliche <strong>di</strong>mostrazioni<br />
<strong>di</strong> gioia de'corani tulli commos-<br />
si da tenera <strong>di</strong>vozione; le pompe festive<br />
ed i sontuosi addobbi del santuario,la pro-<br />
cessione, il triduo, le luminarie, i fuochi<br />
artificiali, l'accademia letteraria, le cor-<br />
se de' cavalli ; tutto minutamente viene<br />
descritto dall' accurato <strong>storico</strong> arciprete<br />
Marchiafava, ri fereudo altresì l'iscrizione<br />
marmorea scolpita a perenne memo-<br />
ria della fausta e gloriosa celebrata co-<br />
ronazione, principalmente promossa dal<br />
zelantissimo camerlengo del santuario e<br />
benemerito per circa 20 anni, d. Pietro<br />
Paolo Carucci dotto corano, a lui doven-<br />
dosi pure la cura d'aver fatto tessere in<br />
Roma i parati <strong>di</strong> damasco, poi aumen-<br />
tali da'successori. Dalle monache si con-<br />
serva ancora e si rifonde cou altro, parte<br />
dell'olio arso nelle lampade innanzi la ss.<br />
Immagine nelle feste <strong>di</strong> sua coronazione,<br />
la cui unzione è efficacissima per sanare<br />
gli animali dal morbo del verme. E qui<br />
<strong>di</strong>rò col Marchiafava, che innurnerabili<br />
sono gli esempi che sì leggono d'infermi<br />
12
178<br />
VEL<br />
miracolosamente sanati per mezzo del-<br />
l'unzione dell' Olio (J 7 .)} che arde nelle<br />
lampade delle chiese avanti le ss. Immagini,<br />
specialmente della Madonna, come<br />
si Ua&slTràmbtW't, De ailtu Sanctorum,<br />
Dissert. i o, cap. 37. Questi <strong>di</strong>ce, ch'è sì<br />
mitico e universale questo pio costume,<br />
the gli slessi turchi vedendone ne'cristia-<br />
ni i mirabili effetti, sogliono servirsi del-<br />
l'olio delle lampade che ardono innanzi<br />
1' immagini <strong>di</strong> Maria ss., e ne riportano<br />
non piccoli benefizi. Parlando s. Gio. Crisostomo<br />
<strong>di</strong> tali lampade, narra neW'Uo-<br />
milia 33 in 31allheum, che a'suoi (empi<br />
i fedeli tulli usavano ungersi nell'infer-<br />
mità coll'olio che ai deva nelle chiese den-<br />
tro le lampade medesime, e restavano li-<br />
beri da ogni malore. Termina l'arcipre-<br />
te Marchiafava l'e<strong>di</strong>ficante Breve istoria,<br />
col riferire l' indulgenze plenarie e par-<br />
ziali concesse pe'visitanli il santuario, da<br />
Clemente Vili e Pio VI, nonché da Pio<br />
VII, il quale <strong>di</strong>chiarò privilegiato l'ai-<br />
tate della Madonna ; come si solennizza<br />
l'annua festa della Madonna del Soccor-<br />
so da'eorani (non più avendo luogo nella<br />
processione alcuni uomini chiamati Bat-<br />
tenti che si flagellavano a sangue per tut-<br />
ta la lunga via che corre dal duomo al<br />
santuario, in<strong>di</strong> da quel sodalizio me<strong>di</strong>ca-<br />
ti e ristorati ; poiché per la gara <strong>di</strong> bat-<br />
tersi più foi temente, <strong>di</strong>venuto una spe-<br />
cie <strong>di</strong> pubblico spettacolo, furono proi-<br />
biti nel 1762), anche colla fiera franca <strong>di</strong><br />
8 giorni nella piazza fuori <strong>di</strong> porta Se-<br />
guirla ; e riproducendo l' iuno in onore<br />
«Iella B. Vergine, e l'orazione con indul-<br />
genza concessa dal vescovo car<strong>di</strong>nal Ales-<br />
sandro Mattei a petizione <strong>di</strong> Vincenzo<br />
Tommaso Marchetti. Nel mezzo della cit-<br />
tà <strong>di</strong> Cori a Monte,ossia fra questo e Co-<br />
ri a Valle, sorge la già pari occhiale an-<br />
tichissima chiesa <strong>di</strong> s. Olivo vergine aua-<br />
gnina, che da remoto tempo è la prin-<br />
cipale patrona de'corani, i quali ne cele-<br />
brano ia festa con fiera franca nella 1. 'domenica<br />
d'agosto (altre due fiere franche<br />
Souo quelle della suddetta 2." domenica<br />
VEL<br />
<strong>di</strong> maggio, e de' 7 settembre per la fcita<br />
solenne <strong>di</strong> s. Nicola da Tolentino che ce-<br />
lebrasi a' 10). Del suo venerabile corpo<br />
esistente nella patria basilica, in questa<br />
sira chiesa si conserva un'insigne reliquia<br />
rinchiusa in un braccio d' una statuirla<br />
rappresentante la santa, con ramo d'oli-<br />
vo in mano e corona in capo. Secondo al-<br />
cuni, come notai, occupa l'area del tem-<br />
pio <strong>di</strong> Giano, e le superstiti colonne ne<br />
adornano la principale nave. L'opinione<br />
del JNibby, che la chiesa abbia cambiato<br />
forma, pure già la riferii. Aggiungerò con<br />
esso, che il portico originale della chiesa<br />
forma oggi una specie <strong>di</strong> nave alla cap-<br />
pella del ss. Crocefisso, e la sua volta fu<br />
<strong>di</strong>pinta a fresco da un artista bizzarro nel<br />
secolo XVI (meglio nel XV), che ad una<br />
immaginazione fervida non seppe accop-<br />
piare né purità, né <strong>di</strong>segno, né un'or<strong>di</strong>-<br />
nata composizione. Egli vi effigiò fatti del<br />
vecchio e uuovoTestamenlo, ed è curio-<br />
so vedere come rappresentò la creazione<br />
degli animali, e quella della donna. L'il-<br />
lustre archeologo non sembrami esalto<br />
nel <strong>di</strong>re, che un'iscrizione mostra la chiesa<br />
eretta dal generale agostiniano Mas-<br />
sari, e ridotta nt! pieno suo splendore dui<br />
car<strong>di</strong>nal Polo romano nel 1667. Osser-<br />
verò, che in tal anno non esisteva car<strong>di</strong>-<br />
nale <strong>di</strong> lai cognome, del quale ninno fu<br />
romano; quanto al l'operato dal religioso,<br />
megli j lo <strong>di</strong>rò cogli storici patii». Sog-<br />
giunge Nibby: La tribuna <strong>di</strong> questa na-<br />
ve ha pitture dello stile <strong>di</strong> Pinturicchio,<br />
che rappresentano la Coronazione incie-<br />
lo della ss. Vergine. In generale, i cora-<br />
ni tengono in gran pregio le pitture del-<br />
le pareti <strong>di</strong> s. Oliva. Conviene che io pri<br />
ma narri. I religiosi agostiniani calzali<br />
Cori anticamente <strong>di</strong>moravano nel con-<br />
vento dell'Insito eretto nel secolo XI 11<br />
fuori <strong>di</strong> [torta Romana, ove visse, morì<br />
forse fu sepolto nel 1392<br />
Dio Sante Laurienti da Cora, <strong>di</strong> cui<br />
il veri, servo <strong>di</strong><br />
va procurando la beatificazione equipol-<br />
lente: si venera in questa chiesa il suo ri-<br />
trailo nel 1 ,° aitai e situato a sinistra nel-
VEL VEL 179<br />
l'enlrare in essa dall'antica nave. A ino- de' vescovi e regolari,colla con<strong>di</strong>zione che<br />
livo del suo clima poco sano, al <strong>di</strong>re <strong>di</strong> il locale e suoi annessi fosse ceduto ad uu<br />
Marocco, fu trasferito il convento in cit- istituto religioso insegnante. Di fatti, leg-<br />
là, e nel sito antico si formò la villa de' go nel Giornale <strong>di</strong> Homade 18 ottobre<br />
Fasanel!a,ora de'conti Catal<strong>di</strong>-Tassoni. i853,cheilmunicipio <strong>di</strong> Cori nel lodevole<br />
traslazione nella città segui nel i465 lissimo desiderio <strong>di</strong> provvedere all' istru-<br />
per opera del rinomatissimo p. Ambio- zione religiosa , morale e letteraria della<br />
gio Massari corano generale degli ago- gioventù (non mancava tuttavia Cori <strong>di</strong><br />
si iniani, celebre per dottrina e opere eru- scuole necessarie all'istruzione de'giova-<br />
<strong>di</strong>te. Ottenne egli da Paolo li che fossero netti, come ricavo da Marocco), me<strong>di</strong>ati-<br />
soppresse due parrocchie, una <strong>di</strong> s. Lo- te il vescovo e legato car<strong>di</strong>nal Macchi, u-<br />
renzo, la cui chiesa esisteva nel vicolo det- miliò preghiera al Papa Pio IX perche<br />
to Bagnatolo, l'altra <strong>di</strong> s. Oliva, nella cui volesse destinare la chiesa e il convento <strong>di</strong><br />
chiesa collocò i suoi frali, e attribuì le s. Oliva ad un istituto religioso insegnar.-<br />
ren<strong>di</strong>te dell'estinte parrocchie. Il car<strong>di</strong>- te. Ed avendo conseguito tale benefizio,<br />
nal vescovo Estouteville, e protettore del- il gonfaloniere Giovanni Prosperi-Buzi e<br />
l'or<strong>di</strong>ne, aggiunse alla chiesa <strong>di</strong> s. Oliva gli anziani, con piena deliberazione del<br />
l'altra navata a volta, come la parte pie- consiglio municipale,fecero pratiche pera-<br />
cedente, colle ricordate pitture del Te- vere i chierici regolari minori; e avutili col<br />
slamento; e nel 1466 da' fondamenti consenso del car<strong>di</strong>nal vescovo e me<strong>di</strong>an-<br />
( Marocco riportando un brano <strong>di</strong> mss. tebeneplacitoapostolico, sul principiodel<br />
municipale, questo <strong>di</strong>ce il convento fab- 1802 poterono aprire le scuolein Coriaf-<br />
bricato neh' anno i43g) l'a<strong>di</strong>acente va- fidate alle cure <strong>di</strong> si operosi istitutori. In-<br />
sto convento (mentre e<strong>di</strong>ficava quello <strong>di</strong> oltre il municipio vide compiuti i suoi de-<br />
li orna a'medesimi agostiniani colla chie- siderii, ch'erano quelli <strong>di</strong> tutti i citta<strong>di</strong>ni,<br />
sa), come scorgesi dal suo stemma inci- quando i chierici regolari minori poterò-<br />
so in una delle colonne <strong>di</strong> marmo nel 110 aprire nella loro casa anche un colle-<br />
corridore superiore del chiostro, e fuo- gio convillo:alIora cessò la con<strong>di</strong>zione pie-<br />
ri della porta d'ingresso del convento. Il caria dell'istituto in Cori, ed i religiosi ino-<br />
detto chiostro è elegantissimo, tutto cit- delatori della gioventù co rana furono<br />
condato <strong>di</strong> colonne <strong>di</strong> marmo detto <strong>di</strong> Fi- messi nell'aprile 1 853 al solenne possesso<br />
lenze. Dice il Piazza che il car<strong>di</strong>nale nel de' beni destinati al mantenimento loro,<br />
conventosi riservò uu comodo apparta- Le belle speranze concepiteda'corani non<br />
mento (sopra I' antica nave della chiesa, restarono deluse, come apparve dal pubseri<br />
ve Ricchi), anche per uso de'vescovi e blico saggio dato da' giovani delle nuove<br />
loro ministri ecclesiastici, onde i car<strong>di</strong>- scuole a'3o settembre, mostrando quan-<br />
nali vescovi <strong>di</strong> Velletri recandosi a Cori ta sia l'altitu<strong>di</strong>ne de'maestri novelli nel-<br />
in esso <strong>di</strong>morano anche al presente. Tutto<br />
il car<strong>di</strong>nale fece ad istanza del p. Aml'<br />
insegnamento , e quante siano slate le<br />
loro cure per corrispondere alla comune<br />
brogio, ni quale però voglionsi attribuì* espettazione, onde ammaestrare i giovani<br />
re l'eseguite pitture e la nuova nave, <strong>di</strong>- corani nelle lettere, e educarli a'veri piin-<br />
cendosi Coranus nella lapide che pose cipii della religione, senza cui è nulla o-<br />
sulla porla del tempio, ed al convento la- gni istruzione scientifica. Nel seguente<br />
sciolina biblioteca con iscelli libri; e pò- 1 8:>4 ' chierici regolari minori colloca-<br />
co dopo nel 1480 fu tenuto nel medesi- rono nell'altare maggiore della chiesa <strong>di</strong><br />
ino un capitolo provinciale. 11 convento s. Oliva il bellissimo quadro esprimente<br />
<strong>di</strong> s. Oliva fu soppresso a'3o giugno 1845 il fondatore loros. Francesco Caracciolo,<br />
con decreto del car<strong>di</strong>nal Orioli prefetto egregiameuteopeiatodalgiovaueMarche-
i8o VEL<br />
si (li Corsica studente <strong>di</strong> pittura in Roma.<br />
E quanto all'istruzione pubblica qui aggiungerò,<br />
cbe esiste altresì in Con l'am-<br />
pia e como<strong>di</strong>ssima casa, con privala cap-<br />
pella, delle maestre pie dell'istituto fon-<br />
dalo dalla viterbese Uosa Venerisi , le<br />
quali tengono pubblica scuola per le fan-<br />
ciulle e ricevono anche a convillo le gio-<br />
vanette, riuscendo assai proficue pel ze-<br />
lo loro civile e religioso. Sulla cima del<br />
monte <strong>di</strong> Cori, vicino alla collegiata de'ss.<br />
Pietro e Paolo, e unito al palazzo già de'<br />
marchesi CevaDuzi (acquistato e donato<br />
a! monastero per ampliarlo dal benemerito<br />
primario deputato mg. r<br />
Alessandro<br />
a<br />
I\]. Tassoni nel 1822, <strong>di</strong> che nel parlato-<br />
rio è la lapide riferita da Marocco eoa<br />
delta data, ma non come <strong>di</strong>ce il Marchia-<br />
fava che in tale anno il prelato 1' acqui*<br />
sto, essendo già morto. Questo illustre prelato<br />
nacque da Florido nobile <strong>di</strong> Fermo<br />
e governatore <strong>di</strong> Cori pel senato romano,<br />
da Pio VII nel 1802, fu fatto u<strong>di</strong>tore <strong>di</strong><br />
Piota e nel 1816 suo u<strong>di</strong>tore, morto in<br />
Poma a'3 1 maggio 18 18, il cui Diario<br />
nel n.°44> co "' L,mveisa 'ene pianse la per-<br />
<strong>di</strong>ta, e lodò altamente qual giu<strong>di</strong>ce per sapienza<br />
e integrità a iiiuno secondo, uno<br />
de'più eccellenti iti dottrina, i.° splendore<br />
dei foro romano, lasciando immorta-<br />
le la sua opera, La Religione <strong>di</strong>mostra-<br />
ta e <strong>di</strong>fesa) è l'ani piissimo monastero del-<br />
le Clarisse del terz'or<strong>di</strong>ne <strong>di</strong> s. Francesco,<br />
uno de'più. belli, ampi e ameni delle prò-<br />
vincie <strong>di</strong> Marittima e Campagna. Fu isti-<br />
tuito da un'altra viterbese la ven. serva<br />
<strong>di</strong> Dio suor Lilia Maria del ss. Croceiis-<br />
60 l'8 ottobrei 757, ed è il 5.° da lei fon-<br />
dalo (uel voi. XXVI, p.191 e 192, par-<br />
lando <strong>di</strong> questa serva <strong>di</strong> Dio, ne nominai<br />
due, cioè quello <strong>di</strong> Viterbo, e quello <strong>di</strong><br />
Pionciglione che fu chiuso nella 2/ inva-<br />
sione francese; gli altri due e tuttora a-<br />
perli sono quelli della ss. Concezione in<br />
Monte Santo <strong>di</strong>ocesi <strong>di</strong> Sinigaglia,e quel-<br />
li de* ss. Filippo e Giacomo apostoli in<br />
Ischia <strong>di</strong>ocesi d'Acquapendenle),sotto l'in-<br />
vocazione della Madonna del Buon Con*<br />
VEL<br />
siglio e del patriarca s. Giuseppe; e colla<br />
slessa nel i85o si cominciò la fabbrica del-<br />
la nuova e compita omonima chiesa, più<br />
grande e più comoda dell'antica, non cor-<br />
rispondente più al monastero, la quale<br />
venne stabilita per altro uso del mona-<br />
siero , per munificenza del vescovo car-<br />
<strong>di</strong>nal Macchi, come apprendo da Banco,<br />
cioè vi contribuì con elargire copioso soc-<br />
corso. Le Costituzioni per le Monache ec.<br />
furono impresse in Roma nel 1 836 costi-<br />
pi Vaticani. R.ilevo dal Marchiafava, che<br />
il processo apostolico sulla fama <strong>di</strong> san-<br />
tità, virtù e miracoli della ven. suor Lilia<br />
e sua beatificazione, fin dagli 1 1 mar-<br />
Z01820 fu approvatodaPio VII (il Conipen<strong>di</strong>o<br />
della sua vita, stampato in Roma<br />
nel 1808 da un chierico regolare mi-<br />
nore, <strong>di</strong>cesi del p. Quarantotti : già nel<br />
1802 erastato pubblicato altro Compen<strong>di</strong>o,<br />
intitolato al car<strong>di</strong>nal York ponente<br />
della causa); e <strong>di</strong> più loda la benemerita<br />
badessa da 43 anni suor Maria Teresa<br />
Prosperi* Buzi, anche per aver contribui-<br />
to col tuo impegno e premura all'ampiia-<br />
zione del ristrettissimo antico monastero,<br />
coll'aggiùnla del suddetto palazzo. Altre<br />
notizie le riferirò poi. Intanto<strong>di</strong>ròcol medesimo<br />
scrittore, che in Cori in altri tem-<br />
pi vissero molte terziarie agostiniane e<br />
francescane, coli' abito proprio , celibi e<br />
osservanti le regole nelle rispettive case,<br />
specialmente nelle primarie. Senza <strong>di</strong>re<strong>di</strong><br />
altre chiese della città, farò menzione del<br />
bellissimoe pubblico oratorio eretto nella<br />
parrocchia della ss. Trinità dalla pietà de*<br />
corani a memoria e onore del gran con-<br />
citta<strong>di</strong>uo b. Tommaso Placi<strong>di</strong> da Cori de'<br />
minori osservanti, <strong>di</strong> cui poi riparlerò, con<br />
<strong>di</strong>segnodel valente Nicola Giansimoni ve-<br />
literno, contiguo alla stanza ove nacque,<br />
a cui solo mancava da ultimo il prospet'<br />
to esterno. Tale architetto oltre l'avere<br />
prestato l'opera sua lodata gratuitamen-<br />
te, per riconoscenza d'essere rimasto<br />
leso da pericolosa caduta da cavallo DI<br />
recarsi a Cori, legò all'oratorio una sot<br />
ma per l'annua celebrazione <strong>di</strong> messe
VE L<br />
stilli-agio della propria anima. Riferisce<br />
Marchiata va, che <strong>di</strong> quest'ani pio e deco-<br />
roso oratorio gettò la impietra ne'fouda-<br />
oieti ti il conventuale mg.' Filippo Anto-<br />
nio Dulia torinese vescovo <strong>di</strong> Zenopoli e<br />
sulfraganeo d'Ostia e Velletri 1' i i set-<br />
tembre 1792; in<strong>di</strong> solennemente bene-<br />
detto e aperto alla pubblica venerazione<br />
dall'altro sulfraganeo mg/ Geraldo Ma-<br />
rioli vescovo d' Eie usa , I' 1 1 settembre<br />
i832, dopo aver solennemente benedette<br />
nella collegiata de' ss. Pietro e Paolo<br />
due campane, una per la medesima e l'al-<br />
tra per l'oratorio. Il quadro dell'altare<br />
maggiore <strong>di</strong> recente egregiamente lo <strong>di</strong>-<br />
pinse il lodato civ. Manno palermitano,<br />
lappi'esentando il Beato in alto <strong>di</strong> fare le<br />
sanie missioni ad una turba <strong>di</strong> u<strong>di</strong>tori»<br />
Lo stesso artista e pel medesimo oratorio,<br />
per altro altare <strong>di</strong>pinse 1' immagine<br />
<strong>di</strong> s. Hocco. Egli già nel 1827 avea <strong>di</strong>pin-<br />
to stupendamente perla cappella del se-<br />
nato romano in Campidoglio, dopo che<br />
questo avea assunto il Beato per uno de'<br />
suoi celesti protettori, il quadro descritto<br />
e assai encomiato dal<br />
11. ° 8 del Diario <strong>di</strong><br />
Uomo, del 1828, che pure riporta la la-<br />
pide eretta nella cappella colla <strong>di</strong>chiarazione<br />
del quadro. Rappresentò il b. Tommaso<br />
, quando negli ultimi <strong>di</strong> sua vita<br />
trovandosi in Cori nell* abitazione della<br />
famiglia de' Marchetti presso il tempio<br />
detto d'Ercole, che gli era carissima, con<br />
un semplice taumaturgo segno <strong>di</strong> croce<br />
istantaneamente guari il giovinetto Or-<br />
tensio Marchetti d'un tumore carnoso che<br />
gli rendeva deforme il volto e gli toglie-<br />
va interamente l'uso dell'occhio destro;<br />
il quale Ortensio in maggior età ebbe la<br />
ventura <strong>di</strong> venerarlo fra'beali, e <strong>di</strong> pre<strong>di</strong>-<br />
care lo stupendo pro<strong>di</strong>gio <strong>di</strong> cui era sta-<br />
to soggetto. La beneficata famiglia fece<br />
incidere più rami del Bealo e rappresentare<br />
il miracolo dal bulino del sommo<br />
BlorgUen, le quali incisioni il più volte 11-<br />
eoulato Vincenzo Tommaso tìglio d'Or-<br />
tensio, teneramente <strong>di</strong>volissiruo del glo-<br />
rioso concitta<strong>di</strong>no , umiliò o<strong>di</strong>a riferita<br />
VEL 181<br />
circostanza a Leone XII, col cui benepla-<br />
cito tutto erasi operato, insieme ad un libro<br />
ascetico tutto vergato <strong>di</strong> propria ma-<br />
no dallo stesso beato e autenticato dalla s.<br />
e. de'Biti. A Uro quadro che esprime il medesimo<br />
pro<strong>di</strong>gio esistcnella cappella oora<br />
torio domestico de'Marchetti in Cori, de-<br />
<strong>di</strong>cata a Dio in onore del suo veu. servo,<br />
la quale gode il privilegio come la cappel-<br />
la <strong>di</strong> s. Filippo del Palazzo Massimo in<br />
Roma. Sono erette in questa città 2 ar-<br />
ciconfraterniteei 1 confraternite,! cui con-<br />
frati vestono sacco, stabilite alcune nelle<br />
chiese parrocchiali e altre ne'pubblici oratorii<br />
delle medesime, tutte uffiziate da<br />
secolari. Sono l'arciconfraternite, quella<br />
rammentata della Madonna del Soccorso,<br />
e l'altra <strong>di</strong> s. Rocco. Sono le confrater-<br />
ni te.agg re gate canonica mente all'arcicon-<br />
fraternite <strong>di</strong> Roma, due del ss. Sagramelo,<br />
due del Gonfalone, del Suffragio,<br />
della Morte, <strong>di</strong> s. Girolamo della Carità,<br />
del Carmine, del Rosario, del Sagro Cuo-<br />
re <strong>di</strong> Gesù , <strong>di</strong> s. Fraucesco <strong>di</strong> Paola. So-<br />
dalizi senza sacco sono quelli della Cin-<br />
tura <strong>di</strong> s. Monica, del Terz 'or<strong>di</strong>ne <strong>di</strong> s.<br />
Francesco, delle sorelle <strong>di</strong> s. Vincenzo de<br />
Paoli, della B. V. Addolorala, del <strong>di</strong> Lei<br />
Sagro Cuore e Patrocinio. Gl'istituti <strong>di</strong><br />
beneficenza e ospedali <strong>di</strong> Cori sono lodali<br />
da un articolo i\t\V Album <strong>di</strong> Roma, inti-<br />
tolato Co/v'jColla veduta della città dal la-<br />
to degli avanzi del tempio <strong>di</strong> CastoreePol-<br />
luce; articolo riportato nel 1. 15, p. 257,<br />
ma qualificato dal vero amor patrio del<br />
Marchetti, in una lettera a me scritta: Ouore<br />
vote per Cori, elaborato, eru<strong>di</strong>to, ma<br />
alquanto esagerato; lodando seuza rimar-<br />
chi quello <strong>di</strong> Nibby. Trovo nel Ricchi,<br />
che in Cori furono fondati 3 ospizi, uno<br />
pe'sacerdoti esteri, dalia pietà del capita-<br />
no Lorenzo Cliiaiy, però a beneplacito<br />
de' successoli suoi , i quali a suo tempo<br />
continuavano la pia <strong>di</strong>sposizione, sommi-<br />
nistrando per due giorni abitazione e vit-<br />
to. Gli altri (ìi\e si destinarono per rico-<br />
vero de'miserabili passeggeri, a' quali se<br />
infermi si somministrava il necessario dal-
»$a VEL<br />
le confraternite del Gonfalone. Fin dal<br />
settembre 1778 fu eretta in Cori una pub-<br />
blica letteraria e poetica adunanza col nome<br />
<strong>di</strong> Accademia de' soci Intrepi<strong>di</strong>, e<br />
ne fui."custode il dotto e virtuoso gesui-<br />
ta Felice <strong>di</strong> Dio napoletano, morto in ca-<br />
sa de'Corbi dove abitò per molti anni, ce-<br />
lebrato dal Marcbiaiava ezian<strong>di</strong>o per ave-<br />
1 ecomposto l'eru<strong>di</strong>ta ed elegante introdu-<br />
zione in prosa nella fausta occasione del-<br />
la coronazione della Madonna del Soccorso,<br />
<strong>di</strong>e fu lai."tornata accademica. Que-<br />
sta solennemente si tenne in quel santua-<br />
rio dopo il vespero del 3.° giorno del tri-<br />
duo, recitandosi pure molti brillanti poe-<br />
tici componimenti allusivi alla gioconda<br />
solennità e <strong>di</strong> encomio alla pro<strong>di</strong>giosa Im-<br />
magine, e intramezzati da vari concerti<br />
d'organo e <strong>di</strong> stromenti da fiato. L'accademia<br />
prese per insegna un albero d'al-<br />
loro, con un fidmine accanto, e l'epigra-<br />
fe: Ne quidem fulmina terreni. Dissi già,<br />
ebe da Cori per la porta Roaiana e ameno<br />
passaggio si va a'vicini suburbaui del-<br />
la bella e decorosa cbiesa ed ampio e con-<br />
veniente convento <strong>di</strong> s. Francesco de'mi-<br />
nori osservanti, situati in delizioso piccolo<br />
colle, e descritti dal p. Casimiro da Roma.<br />
In questo sito anticamente era lacbie-<br />
sa <strong>di</strong> s. Margberita e il monastero delle<br />
monache <strong>di</strong> s. Agostino, da esse abbando-<br />
nali nel secolo XV, <strong>di</strong> maniera che si la<br />
chiesa e sì il monastero erano prossimial-<br />
la totale rovina. Il perchè dal comune <strong>di</strong><br />
Cora, amante de' figli <strong>di</strong> s. Francesco, fu<br />
chiesto a Nicolò V il permesso <strong>di</strong> fabbri-<br />
care nel medesimo luogo un convento a'<br />
frali minori; ed il Papa non meno desi-<br />
deroso <strong>di</strong> compiacere i corani, che <strong>di</strong> fa-<br />
vorire i religiosi, ne commise l'ali ire a Nicolò<br />
<strong>di</strong> Lorenzo arciprete D. Marine de<br />
Plebe, col breve Pia Deo, de'20 aprile<br />
i45«. Sebbene l'arciprete procedesse per<br />
rimuovervi Pietruccio Lodovici chierico<br />
<strong>di</strong> Vellelri che aveali occupati, e ne pro-<br />
nunziasse sentenza a'2 1 giugno, questa e<br />
il breve non ebbero alcun effetto. Però i<br />
Corani non abbandonarono l'impresa, fot-<br />
VEL<br />
s'anche per solenne voto fitto, ovvero per<br />
sperare dall'orazioni de'francescani la ces-<br />
sazione delle gravi e perniciose <strong>di</strong>scor<strong>di</strong>e,<br />
da lungo tempo insorte tra'nobili e il po-<br />
polo, onde temevasi che la città non aves-<br />
se in breve a restare <strong>di</strong>sabitala e con pre-<br />
giu<strong>di</strong>zio <strong>di</strong> loro anime. Laonde nel prin-<br />
cipio del secolo seguente i corani fecero<br />
nuove istanze al ministro della provincia<br />
romana de'miuori osservanti, ed insieme<br />
al proprio vescovo car<strong>di</strong>nal Riario, il qua-<br />
le gli esaudì con <strong>di</strong>ploma de' 27 giugno<br />
l5i I, <strong>di</strong>retto Dìleclis Nobis in Chrislo<br />
novem Bonis hominibus, concilio et Coni*<br />
munì civitatis Corae salute/n in Domi*<br />
no sempiternavi. Pertanto il comunecon-<br />
segnò a' frati la piccola chiesa <strong>di</strong> s. (rio.<br />
Battista,nèpiùsi parlò <strong>di</strong> quella <strong>di</strong> s. Mar-<br />
gherita, <strong>di</strong> cui non è rimasto che il nome.<br />
Già neh 5 16 i frali aveano preso posses-<br />
so della chiesa, la quale solo abbracciava<br />
lo spazio formante il coro e presbiterio<br />
della presente, lu<strong>di</strong> i corani principiaro-<br />
no la fabbrica del nuovo convento e l'ingran<strong>di</strong>mento<br />
della chiesa , precisamente<br />
nel sito detto Serrone, e con pia genero-<br />
sità donarono pure case e possessioni,non<br />
essendovi povero alcuno che non offrisse<br />
qualche cosa per la fabbrica della chiesa,<br />
il tutto ratificato dal comune con forma*<br />
leatto del 1 5 1 7. Proseguendosi la fabbri-<br />
ca del convento , fu chiesto a Clemente<br />
VII il necessario beneplacito apostolico,<br />
e lo concesse al ministro della provincia<br />
col breve Clivi Universitas, de' 5 aprile<br />
i5t.5, data che corregge l'errate da Gou-<br />
zaga, Piazza, Ricchi e Nibby, attribueni<br />
dolo essi ah 52 i,e mentre Clemente VI<br />
fu eletto neh 523; errore ripetuto aneli<br />
da altri corani moderni. Continuandosi<br />
compiere le fabbriche della chiesa e d<br />
convento, finalmente restarono perlezio-<br />
nate nel 1628, sempre co'successivi soc-<br />
corsi del comune e <strong>di</strong> molli particola!<br />
tranne il nobile soffitto dell'unica uà<br />
lodevolmente intagliato e riccamente d<br />
rato da Luigi Guarniero, colla figura<br />
s. Francesco d'Asisi uel mezzo, che pri<br />
ì
v i; l<br />
cìpiato nel 167 3 ebbe fine nel 1676, con-<br />
Iribuendovi precipuamente Ilosato Buc-<br />
ciarelli. Per ullimo a'4 giugno 1686 la<br />
chiesa fu solennemente consagrata da<br />
mg.' Antonio Marinari carmelitano ve-<br />
scovo <strong>di</strong> 'Pagaste e sulhaganeo <strong>di</strong> Velie-<br />
tri. Quattro altari ornati <strong>di</strong> stucchi sono<br />
dal lato dell'Epistola e altrettante cappel-<br />
le da quelle del Vangelo, alcune delle<br />
quali gentilizie, come quella dell' Imma-<br />
colata Conce/ione della famiglia Luzj<br />
<strong>di</strong> tutte rendendone ragione il p. Casi-<br />
miro e riferendo l' iscrizioni della chiesa,<br />
anco non più esistenti, in uno al copio-<br />
sissimo catalogo delle ss. Reliquie e <strong>di</strong>ver-<br />
se insigni, tutte autenticate , oltreché vi<br />
si venera il corpo <strong>di</strong> s. Vincenzo marti-<br />
re. Esprime la tavola dell'altare maggio-<br />
re la 13. Vergine in alto d'adorare il <strong>di</strong>-<br />
vin Figlio giacente, con altri Santi a lato,<br />
fra 'quali s. Gio. Battista. In questa chie-<br />
sa i religiosi celebrarono la promulgazio-<br />
ne del dogma sull'Immacolato Concepimento<br />
<strong>di</strong> Maria Vergine, con esporre l'an-<br />
tico e venerato suo simulacro, come notai<br />
nel voi. LXXIII, p. 91. Il convento<br />
è capace <strong>di</strong> molti religiosi, e nel 1710 da<br />
Orvieto vi fu trasferito il noviziato. Nel<br />
chiostro si vedono gli stemmi del comu-<br />
ne e de'corani checontrihuirono alla fab-<br />
brica e alle pitture. Il refettorio ha se<strong>di</strong>li<br />
<strong>di</strong> noce adorni <strong>di</strong> belli intagli, e sopra i<br />
pilastrini che girano intorno fr. Vincen-<br />
zo da Bastiano, che celebrai in quel pa-<br />
ragrafo valente scultore in legno, con mol-<br />
la pazienza e fatica (con poco gusto <strong>di</strong>ce<br />
Nihby) scolpì le gesta dì s. Francesco d'A-<br />
sisi. 11 vasto oliveto, ch'é a destra, uscen-<br />
do dalla chiesa, ha il nome d' Insito, ed<br />
in esso presso la strada da Cori a Cister-<br />
na vedesi un piccolo e<strong>di</strong>lìzio rotondo dei<br />
tempi betti, ed una chiesuola de<strong>di</strong>cala al-<br />
l'Annunziata sulla via medesima. Questa<br />
appartiene al secolo XIV , e sulla parte<br />
arcuata in forma gotica è un'epigrafe d'un<br />
ispagnolo che invita a due un pater no-<br />
slir per l'anima sua; e <strong>di</strong> fianco si vede<br />
un'arma coi leone rampante. Questa cine-<br />
,<br />
VEL .83<br />
suola conserva pitture rappresentanti sto"<br />
rie del vecchio Testa iuenlo,<strong>di</strong> dello seco-<br />
lo. Dice Nd>by: Buono e <strong>di</strong>ligente è il con-<br />
torno, l'espressione e il colorito in<strong>di</strong>ano<br />
bene la natura, ina le figure riescono gret-<br />
te, e la mossa è stentata. Anticamente Cori<br />
ebbe altre religiose famiglie, e due mo-<br />
nasteri <strong>di</strong> monaci benedettini cassinesi, lino<br />
fuori della città a pie della selva nel-<br />
la contrada ora detta Ba<strong>di</strong>a, la cui chiesa<br />
era de<strong>di</strong>cala a' ss. Erasmo e Clemente,<br />
e se ne vedono i vestigi; l'altro mo-<br />
nastero era dentro la città colla chiesa <strong>di</strong><br />
s. Maria della ss. Trinità, ora parrocchia-<br />
le. Ambedue i monasteri colle loro pingui<br />
entrate <strong>di</strong>poi furono riuniti al monaste-<br />
ro de'benedelliui <strong>di</strong> s. Angelo sopra Nin-<br />
fa, ed in seguito a quello <strong>di</strong> s. Scolasti-<br />
ca <strong>di</strong> Subiaco, i <strong>di</strong> cui monaci ritengono<br />
il padronato della chiesa della ss. Trini-<br />
tà, coli' obbligo <strong>di</strong> sua manutenzione. [<br />
canonici regolari <strong>di</strong> s. Antonio abbate <strong>di</strong><br />
Vienna aveanoil monastero fuori <strong>di</strong> porta<br />
Segnina colla chiesa <strong>di</strong> s. Antonio, ma<br />
s'ignora l'epoca <strong>di</strong> loro introduzione; fu-<br />
rono soppressi da Clemente XI V, quando<br />
già non più vi risiedevano, e la chiesa<br />
co'beni nel 1789 furono concessi da Pio<br />
VI alle monache Clarisse <strong>di</strong> Cori , colla<br />
privativa prerogativa <strong>di</strong> far bene<strong>di</strong>re gli<br />
animali nella festa <strong>di</strong> s. Antonio, che ora<br />
celebrasi nella chiesa del monastero del-<br />
le medesime, ove fu trasferita la bellissima<br />
statua del sauto dalla sua chiesa ove<br />
si venerava, e in cui prima si bene<strong>di</strong>ceva-<br />
no gli animali. Inoltre anticamente esiste-<br />
va in Cori un monastero <strong>di</strong> monache a«<br />
gosliniane fuori della città alle falde del<br />
monte Corvino, sotto il titolo <strong>di</strong> s. Margherita<br />
vergine e martire, il cui ampio<br />
fabbricato ora si possiede da'Della Porta,<br />
e tuttora chiamasi s. Margherita. Fu esso<br />
soppresso da Urbano III Papa morto nel<br />
1 187, allorquando prescrisse la perpetua<br />
clausura alle monache, meglio poi ingiun-<br />
ta da Bonifacio Vili. Tanto narra il Mar-<br />
cbiafava; ina quanto alle agostiniane de-<br />
vesi leuere inconsiderazione quanto più
1 84 VE L<br />
sopra <strong>di</strong>ssi col p. Casimiro, sebbene prima<br />
<strong>di</strong> lui il Ricchi avesse raccontalo il riprodotto<br />
da Marchiafava. Ma sui bene-<br />
dettini è bene non tacete quanto ne scris-<br />
se il p. Casimiro, comechè in parte <strong>di</strong>-<br />
versifica dall'esposto con Marchiafava, e<br />
conlienealtre notizie. Credono alcuni che<br />
i benedettini avessero in Cori Monaste-<br />
riunì s. Maximi Montis Corae, e inoltre<br />
la chiesa <strong>di</strong> s. Leonardo; ma egli non ne<br />
trovò sicuro riscontro. Non così può <strong>di</strong>r-<br />
si del monastero della ss. Trinità, situato<br />
circa 2 miglia fuori della città, oggi to-<br />
talmente <strong>di</strong>strutto; poiché risulta dalla<br />
cronaca <strong>di</strong> Subiaco, che Pasquale II ver-<br />
si* ili i i4 loricevèsottola protezione per-<br />
petua della s. Sede, e GregorioX nel 1275<br />
l'unì all'altro celebre monastero <strong>di</strong> s. An-<br />
gelo sopra Ninfa, detto pure s. Maria <strong>di</strong><br />
Monte Mirteto, fabbricato nel 1216 dal<br />
car<strong>di</strong>nal Conti poi Gregorio IX. Nel 1288<br />
il monastero della ss. Trinità essendo re-<br />
stato senza monaci, il car<strong>di</strong>nal Latino Orsini<br />
vescovo or<strong>di</strong>nò all' abbate <strong>di</strong> s. Angelo<br />
che <strong>di</strong> continuo dovesse mantener-<br />
vi 4 monaci e 2 conversi; ed in segno <strong>di</strong><br />
riverenza e <strong>di</strong> soggezione olii ire un cereo<br />
<strong>di</strong> 4 libbre alla cattedrale <strong>di</strong> Velletri nel<br />
gorno <strong>di</strong> s. Clemente; il che fu confermato<br />
con bolla del contemporaneo Nicolò<br />
1 V. Membro <strong>di</strong> tal monastero fu la chie-<br />
sa <strong>di</strong> s. Maria del Monte , ossia della ss.<br />
Trinità, la quale tuttavia riconosce l'ab-<br />
bate <strong>di</strong> s. Scolastica. Nel secolo XIII ne<br />
aveanocura 3 chierici, e penetrandoGre-<br />
gorio IX che si volevano aumentare , or-<br />
<strong>di</strong>nò alla chiesa in eodem numero esset<br />
contenta. Pare che nella chiesa della ss.<br />
Trinità vi fosse sepolto alcun abbate, poi-<br />
ché ?<br />
il p. Casimiro riporta | epitaffio del<br />
pio abbate Alberto da Cori, morto col ti-<br />
tolo <strong>di</strong> beato nel monastero <strong>di</strong> s. Angelo<br />
secondo altri. Delle chiese eromitoiii che<br />
nel principio del secolo XVI esistevano<br />
ne'<strong>di</strong>ntorni <strong>di</strong> Cori, si può vedere il Ric-<br />
chi; e Marocco fa menzione della basilica<br />
<strong>di</strong> s. Teodoro inCornnis finibus^ecoruln<br />
<strong>di</strong> splen<strong>di</strong>de pitture da Papa Sergio II.<br />
V EL<br />
L' origine de' primi abitatori <strong>di</strong> Cori,<br />
come quella <strong>di</strong> tante altre città del vec-<br />
chio Lazio, si perde nella notte oscura de'<br />
secoli; tutta volta si sa, per attestato <strong>di</strong> più<br />
autori antichi e moderni, riferiti dal Ric-<br />
chi, dal Viola, dal Nibby, per non <strong>di</strong>re<br />
d'altri, che Bardano ne fu il 1° fondato-<br />
re, il quale fabbricò Dardania, poi appel-<br />
lata Troia , circa il principio del secolo<br />
XXV dopo la creazione del mondo, quasi<br />
corrispondente all' anno 1680 prima<br />
dell'era nostra. In questo computo l'an-<br />
tichità <strong>di</strong> Cori può fissarsi a circa 8 seco-<br />
li innanzi la fondazione <strong>di</strong> Roma (F-). Co-<br />
sì il Viola, illustre <strong>storico</strong> ezian<strong>di</strong>o <strong>di</strong> 77-<br />
voli^F.) sua nobilissima e celebre patria.<br />
Egli soggiunge: Non essendo improbabi-<br />
le che le volsche contrade e altri luoghi<br />
deH'anticoLazio,prima dell'arrivo <strong>di</strong>Dardano<br />
fossero abitate da'siculieda altri po-<br />
poli barbari, così 1' antichità de' primi a-<br />
bilatori del Monte, dove ora siede Cori,<br />
deve spingersi all'epoca anteriore dell'e-<br />
sistenza <strong>di</strong> Dardano. Protesta Viola, che<br />
quando si occupò a compilare la Storia<br />
<strong>di</strong> Tivoli, concepì il pensiero <strong>di</strong> riunire<br />
in pari tempo le memorie relative a Ca-<br />
ti Ilo ed a Corace fratelli <strong>di</strong> Tiburto, e fi-<br />
gli del vecchio argivoCatillo, il quale dal-<br />
le colline soprastanti l' A niene cacciò i bar-<br />
bari e v'introdusse l'incivilimento. Se<br />
«cirsi furono i monumenti trovali <strong>di</strong> Ga-<br />
llilo giuniore, non così gli avvenne per Co-<br />
race , del quale conobbe: che fratello a<br />
Tiburto, e marciando su!!' orme del ge-<br />
nitore Catillo seniore, fin da'fondnmeuli<br />
rialzò una città, che per l'origine vetusti!<br />
poteva gareggiare con quella dal padre<br />
suo costruita sulle rive dell' Auiene; che<br />
un medesimo culto religioso nell'uno e<br />
nell'altro era vigente; e che gli Dei pro-<br />
tettori della città cui <strong>di</strong>e il nome Tibur-<br />
to, erano egualmente tutelari della città<br />
da Corace restaurata. Conobbe altresì il<br />
Viola , che Cori prima e dopo la fonda-<br />
zione <strong>di</strong> Roma in modo luminoso ne' fa-<br />
sti della storia figurava, e che ne' secoli<br />
successivi allo stabilimento dell'era cor-
A' E L V E t .Ri<br />
retile fu il' nomini dotti e illustri cos'i fé- vaio finn «'secoli più ci vilirznt i dell' i
i8G VEL VEL<br />
ca innanzi la detta era volgare. Calmeli i rano e Spurio Vecilio lavinicse, con piee<br />
Castellano sulla fondazione <strong>di</strong> Cora so- ni poteri per la pace e per la guerra. Qneno<br />
d'accorilo con Viola, e si può <strong>di</strong>re an- sta durò 5 anni, e nel i og <strong>di</strong> Roma si Ce-<br />
cile il Nicolai, solamente variando il no- ce pace, conservando Cori e le città conme<br />
del padre <strong>di</strong> Cora ce, che chiama An- federate la loro in<strong>di</strong>pendenza, i due duci<br />
fiarao, mentre ne fu avo. Corace inlro- avendo corrisposto alla comune fiducia.<br />
duate Ira'corani il culto de'numi dal pa- Merita osservazione la scelta <strong>di</strong> Anco,<br />
<strong>di</strong>e dati a Tìbur % onde i tiburlini e i co- poiché mostra che Cora si <strong>di</strong>stingueva per<br />
l'ani ebbero uniforme il culto ad Ercole potenza e per autorità. Espulso da Roma<br />
segnatamente, ad Apollo, ad Esciilapio, il re Tar
VEL<br />
slnrono rolli e fugati dal console Servilio,<br />
ed espugnala Pomezia, i romani passaro-<br />
no a fìl <strong>di</strong> spada gli abitanti giunti all'e-<br />
tà pubere. Questo sinistro avvenimento<br />
iecise ezian<strong>di</strong>o della sorte de'3oo giova-<br />
netti dati in ostaggio,che trovavansi inRo-<br />
ina, da AppioClau<strong>di</strong>o fatti tradurre nel-<br />
la pubblica piazza, battere crudelmente<br />
con verghe e in<strong>di</strong> decapitare. E ben fa-<br />
cile immaginarsi la costernazione e il lutto<br />
cagionato alle primarie famiglie <strong>di</strong> Cori,<br />
dalla crudele carneficina <strong>di</strong> tante vittime<br />
innocenti. I romani quin<strong>di</strong> ridussero a co-<br />
lonie latine le città <strong>di</strong> Cora e Pomezia,<br />
spogliandole della loro in<strong>di</strong>pendenza. Gli<br />
aurunci confinanti de'volsci e loro amici,<br />
nello stesso 2 58 mossero guerra a' roma-<br />
ni, ed i corani e pometini irritati dalle pa-<br />
tite sevizie, <strong>di</strong>sertarono da'romani e si u-<br />
nirono a'bellicosi aurunci per ven<strong>di</strong>carsi.<br />
] collegati invasero il territorio romano fi-<br />
no all'Alicia; dm furono completamente<br />
battoli e costretti a precipitosa fuga. Quin-<br />
<strong>di</strong> i romani marciarono su Pomezia , la<br />
<strong>di</strong>strussero e venderono i coloni all'in-<br />
canto, e pare che anco i corani fossero<br />
così venduti. Negli anni 2^9 e 260 <strong>di</strong><br />
Roma continuò la guerra fra questa e i<br />
•volscijnel i.°<strong>di</strong> tali anni fu espugnala Vel-<br />
letri, e nel 2. fu preso Corioli, sotto le cui<br />
mura il famoso Marcio Coriolauo <strong>di</strong>e pro-<br />
ve <strong>di</strong> rara intrepidezza. Alla guerra successe<br />
nel 29 1 una fiera pestilenza, cheper-<br />
cosse le contrade volsche, <strong>di</strong> Velletri re-<br />
stando solamente la 10/ parte degli abi-<br />
tanti. La vicina Cori non può non essere<br />
stala a minore infortunio sottoposta, on-<br />
de il contagio dovè recare al colmo le sue<br />
amarezze. Nel 263 quando Cori e Velletri<br />
appena cominciavano a risorgere dalie<br />
sofferte calamità , il romano Marcio Co-<br />
nolano fu dall'ingrata patria ban<strong>di</strong>to. Ac-<br />
colto dall' ospitalità de' volsci , porlo Ira<br />
questi gli elementi <strong>di</strong> nuove guerre e ro-<br />
vine. Divenuto capitano d'un esercito voi-<br />
sco, marciò Cartolano alla volta <strong>di</strong> Rotila,<br />
<strong>di</strong>lluudendo per tulio lo spavento e la<br />
morte; e sembra che anco Cori restasse<br />
VEL 187<br />
in questa invasione compresa. Ma la pru-<br />
denza de' suoi magistrali seppe <strong>di</strong>simpe-<br />
gnarsi dal pericoloso frangente con un'o-<br />
nesta capitolazione. Dopo tale avvenimen-<br />
to può ritenersi Cora risorta dalle sue sciagure,<br />
e che fosse trattata dal senato romano<br />
con ispeciale considerazione, per la sa-<br />
viezza delle <strong>di</strong> lei antiche leggi, e pel ran-<br />
go rispettabile che avea fino allora oc-<br />
cupato. La repubblica romana, sul principio<br />
del secolo IV <strong>di</strong> sua esistenza, formò<br />
il co<strong>di</strong>ce <strong>di</strong> sua giurisprudenza, compreso<br />
nelle famose XII tavole; 1 o <strong>di</strong> queste pub-<br />
blicate nel 3o3, abbracciavano leggi <strong>di</strong><br />
Licurgo e Solone portate <strong>di</strong> Grecia. Le<br />
altre 2 tavole furono farinate colla scel-<br />
ta delle particolari istituzioni delle città<br />
italiane a Roma più vicine, fra le quali<br />
si annovera Cori, onde il Volpi esclamò:<br />
Tania Coranoruin aequitatis ac justi-<br />
tiae fama, aptid romanos allattando Ée»<br />
nuit. Le città volsche tuttora in<strong>di</strong>penden-<br />
ti, o <strong>di</strong>ventate colonie romane, cercarono<br />
<strong>di</strong> tanto in tanto <strong>di</strong> rinnovare l'ostilità<br />
contro Roma; ma finalmente nel 367 con-<br />
quistate dal <strong>di</strong>ttatore Furio Camillo , il<br />
loro paese fu ridotto a guisa <strong>di</strong> provincia<br />
romana. Frattanto i corani, oltre i nomi-<br />
nali Numi, ad altri resero culto; tali furo-<br />
no Castore e Polluce, a'quali il primario<br />
corano Marco Calvio fabbricò col denaro<br />
sagro il <strong>di</strong>scorso tempio, con magnifico<br />
portico sostenuto da 60 colonne <strong>di</strong> dori-<br />
ca, corintia ed etrusca architettura. Pre-<br />
tende il Volpi che in Cori si rese culto<br />
pure ad Eolo e Giano; fors'anche a Dia-<br />
na: certamente a Cerere , a Proserpi na,<br />
a Bacco; pare altresì a Igiea , ed a Leu-<br />
cotea sotto il titolo <strong>di</strong> Madre Sfatata; il<br />
Sole vi ebbe splen<strong>di</strong>do tempio. Diverse<br />
dell' in<strong>di</strong>cate deità furono introdotte in<br />
Cori e in altre città volsche dopo il 367<br />
da'romani; poiché or<strong>di</strong>nariamente il culto<br />
religioso de' vincitori <strong>di</strong>veniva comune<br />
a' popoli vinti. Le ragioni prò et coatra<br />
e le illustrazioni del Viola, a me non è<br />
dato riportare. Dopo la narrata conqui-<br />
sta, sembra che per alcuni anni le popò-
iRB V E L<br />
limoni volsrhe soffrissero ras«egnnte il<br />
giogo imposto loro dalla repubblica romana;<br />
ma nel 4^5 il famoso Vitruvio Vae-<br />
rò privai nate tentò <strong>di</strong> ridestarne le spe-<br />
ranze e l'ardore marziale. Cominciali con<br />
qualche successo i concepiti <strong>di</strong>segni, non»<br />
<strong>di</strong>meno i corani vista la debolezza della<br />
<strong>di</strong> lui causa, e con essi la maggior parte<br />
de'volsci, non si fecero strascinare dall'in-<br />
considerata ribellione; per cui Vitruvio<br />
<strong>di</strong>speiatamente si gettò a devastare lestes-<br />
se città vobehe, fra le quali Sezze, Cori e<br />
IVorba. La repubblica spedì in loro soc-<br />
corso il contote Papirio. Nel 5^1 mar-<br />
ciando il cartaginese Annibale alla volta<br />
<strong>di</strong> Roma, il proconsole Q. Fulvio, essen-<br />
do sicuro della lealtà de'oorani e <strong>di</strong> altre<br />
città lungo la via Appio, fece in esse riti-<br />
rare i presi<strong>di</strong>i e preparare le vettovaglie.<br />
In siffatte pericolose posizioni del governo<br />
romano, anche i guerrieri corani pugnarono<br />
sotto lesue insegne. Però nel 544<br />
e dopi» 8 anni dacché i romani<br />
trovavan-<br />
si affaticati dall'armi vittoriose del formi-<br />
dabile Annibale, alcune colonie, fra le<br />
quali anche Cori, essendosi rese esauste<br />
d'uomini e <strong>di</strong> denaro, né potendo più reg-<br />
gere al peso delle continue e forti requisi-<br />
zioni, cominciarono a <strong>di</strong>sgustarsi d' una<br />
guerra così rovinosa e a mormorare con-<br />
tro Roma altamente. Queste lagnanze de'<br />
corani e d'altre impoverite popolazioni,<br />
lesero inutili le premure del senato per<br />
ottenere nuovi sussi<strong>di</strong>i; ed esso tacque per<br />
non accrescere il numero de' suoi nemi-<br />
ci, sebbene dopo la vittoria de* romani al<br />
Metauro, Cori e le altre colonie furono<br />
nu<strong>di</strong>ate <strong>di</strong> dare il doppio de' soldati già<br />
forniti, aggiungervi i 20 cavalieri, o 3 fan-<br />
ti per ogni cavaliere che non avessero po-<br />
tuto dare, e pagare 1000 assi <strong>di</strong> bronzo<br />
massimo ogni anno. Livio ciò narrando,<br />
chiama Cori tra le colonie romane, anzi<br />
due anni prima la novera tra'municipii;<br />
ma avanti del 663, in cui lìi pubblicata la<br />
legge Giulia , le colonie e le stesse città<br />
confederate chiamava liti promiscuamente<br />
ancora municipii. Quanto a Cori, me-<br />
V EL<br />
glio è ritenere che fosse allora colonia<br />
romana soltanto, e <strong>di</strong> tale grado ne fauno<br />
testimonianza più marmi antichi ; e<br />
Nibhy <strong>di</strong>fende Livio dall' apparente con-<br />
trad<strong>di</strong>zione, perchè fiorendo a' tempi <strong>di</strong><br />
Augusto, Cori era già <strong>di</strong>venuto munici-<br />
pio. E soggiunge Viola, neppure può met-<br />
tersi in dubbio che una volta fu anche<br />
municipio romano, come risulta da altri<br />
marmi, cioè nel secolo VII <strong>di</strong> Roma. Nel<br />
680 seguì la ribellione <strong>di</strong> Spartaco, ma<br />
Cori si tenne prudentemente attaccala<br />
agl'interessi della repubblica, per cui fu<br />
molestata dalle sue militari scorrerie, che<br />
faceva per tutta la Campania: però Nibby<br />
dubita che propriamente Cori sof-<br />
frisse da quell'orde. Cori dopo essere sta-<br />
ta colonia albana, latina e romana, non<br />
che municipio, se sussistesse l'opinione del<br />
Panvinio seguila dal Volpi, avrebbe in<strong>di</strong><br />
minorato <strong>di</strong> con<strong>di</strong>zione e si sarebbe finalmente<br />
ridotta all'inferiore stato <strong>di</strong> prelet-<br />
tura, nel principio dell'era nostra e sotto<br />
l'impero <strong>di</strong> Clau<strong>di</strong>o. Viola riporta ragio-<br />
ni per non doversi credere tale opinione,<br />
e perciò più probabile che Cori siasi lungo<br />
tempo mantenuta nello stalo <strong>di</strong> muni-<br />
cipio romano. Il Piazza, seguito dal Ric-<br />
chi, sull'autorità <strong>di</strong> Giulio Ossequente,<br />
De pro<strong>di</strong>ga suppone che nel consolato <strong>di</strong><br />
Appio Clau<strong>di</strong>o e P. Metello scaturissero in<br />
Cori dal suolo de'rivi <strong>di</strong> sangue; poiché il<br />
Piazza ravvisa Cori nel nome <strong>di</strong> Caurae<br />
o Caura , in cui avvenne il portento.<br />
Niun altro degli antichi o moderni scrii<br />
(01 i chiamò<br />
questa città con tal vocabo-<br />
lo. Rammento avere in principio riferite<br />
col Nibby, che 88 anni avanti la nostri<br />
era , Cori restò devastata dalle centi<br />
Mario, per avere con altre colonie segui-<br />
to il partito <strong>di</strong> Siila, il quale poi la fece ri-<br />
sorgere dalle sue rovine. Seguendo pei<br />
questo paragrafo il metodo <strong>di</strong> Viola, che<br />
<strong>di</strong>scorre degl' illustri corani cronologicamente<br />
secondo I' epoche in cui borirono,<br />
qui <strong>di</strong>rò essere mollo probabile, chesnl fi-<br />
ne del V o sul principio del VI secolo <strong>di</strong><br />
lionta, quivi si stabilisse la famiglia Po-
VEL<br />
Jjlicii proveniente ila Cori, forse dello sti-<br />
pile del sutnmentovalo Anco; è poi indu-<br />
bitato che tale famiglia romana derivasse<br />
da Cori, ed ebbequegii illustri che descri-<br />
ve Viola. A Caio Publicio, (iglio del tribuno<br />
della plebe Lucio, il popolo romano<br />
decretò ad esso e suoi posteri la facol-<br />
tà <strong>di</strong> potersi seppellire in Rouia , e ne fu<br />
a spese pubbliche destinalo il luogo pres-<br />
so il Campidoglio. Gli avanzi del sepolcro<br />
esistenti e formati <strong>di</strong> gran<strong>di</strong> quadri <strong>di</strong><br />
pietra tiburlini, li descrissi nel voi. LX1V,<br />
p. i 38. Olire la famiglia de'Poblicii, nou<br />
minor gloria recò la Oppia egualmente<br />
originaria della medesima ci Ila, della qua»<br />
le si conosce Caio Oppio sesloviro augnatale,<br />
nominato nell'iscrizione relativa ad<br />
Esculapioead Igiea; mentre qnatuorviio<br />
augustale fu Marco Turpilio che in Co-<br />
li de<strong>di</strong>cò il tempio <strong>di</strong> Cerere e <strong>di</strong> Proser-<br />
pina. Durante la famosa proscrizione del<br />
triumvirato <strong>di</strong> Marc' Antonio e de' suoi<br />
colleghi, la storia la menzione d'uno del-<br />
la famiglia Oppia, che involto fra gli orrori<br />
<strong>di</strong> quella , fu salvato dall' amorosa<br />
pietà d'un figlio iti un modo singolare; il<br />
quale portò il vecchio padre sulle spalle,<br />
finché il trasse fuori della città,econ gran-<br />
<strong>di</strong>ssima fatica, fuori <strong>di</strong> strada e per luoghi<br />
occulti, lo condusse in Sicilia. Fu sì gran-<br />
de la compassione che destò in tulli si mi-<br />
rabile pietà figliale, che niuno ne impedì<br />
il cammino. 11 popolo romano lodato il<br />
giovanetto, lo creò quin<strong>di</strong> e<strong>di</strong>le: e perchè<br />
le sostanze paterne erano state confiscate,<br />
e non poteva supplire alla spesa che por-<br />
ta va siila Ita magistratura, gli artefici con-<br />
tribuirono a tale spesa con tanta generosità<br />
e magnificenza, che al giovane Op-<br />
pio nou solamente fu data la facoltà <strong>di</strong><br />
poter spendere quanto bisognava per celebrare<br />
i pubblici giuochi, conformemente<br />
alle leggi e<strong>di</strong>lizie, ma gli avanzarono<br />
tante somme, che rimase ricchissimo. Un<br />
Caio Manueio citta<strong>di</strong>no corano fu eccel-<br />
lente nell'arte mimica, e perciò appellato<br />
archìmimo, e secondo alcuni pare fiorito<br />
prima assai d'Augusto,al cui lempo alcuni<br />
VEL 189<br />
vogliono introdotte le rappresentanze mimiche;<br />
altri a motivo del vocabolo, me-<br />
glio lo <strong>di</strong>cono vissuto nel i.° secolo <strong>di</strong> no-<br />
stra era o anche dopo. Cessato il trium-<br />
virato <strong>di</strong>Marc'Anlonio,cagione funesta <strong>di</strong><br />
tante stragi e della per<strong>di</strong>ta <strong>di</strong> lauti uomini<br />
illustri, surse finalmente un nuovo or<strong>di</strong>-<br />
ne politico <strong>di</strong> governo, collo stabilimento<br />
dell'imperiale autorità fondata da Augu-<br />
sto. Quanto alla con<strong>di</strong>zione <strong>di</strong> Cori, al<br />
riferire <strong>di</strong> Volpi, dopo lo stabilimento del<br />
grande impero e nel i.° secolo dell'era<br />
corrente, sarebbe <strong>di</strong>venula un mucchio<br />
<strong>di</strong> rovine, mentre a'tempi <strong>di</strong> Clau<strong>di</strong>o la<br />
<strong>di</strong>ce ridotta a prefettura e perciò esisten-<br />
te. Viola nell'esaminare la contrad<strong>di</strong>zio-<br />
ne del racconto, <strong>di</strong>chiara essere indubi-<br />
tata 1' esistenza <strong>di</strong> Cori sotto l'impero<br />
d'Augusto e de'suoi successori, e <strong>di</strong> con-<br />
seguenza nel i.° secolo <strong>di</strong> nostra era sus-<br />
sisteva in uno slato sod<strong>di</strong>sfacente. Ne pro-<br />
duce le prove, fra le quali il restauro del<br />
tempio d'Ercole, per la vecchiezza mi-<br />
nacciante rovina, per opera <strong>di</strong> Marco Cal-<br />
vio, che il Viguoli <strong>di</strong>sse averlo fabbricato<br />
<strong>di</strong> pianta; e l'esistenza d'altri culti in pie-<br />
no vigore, per altri restauri eseguiti, come<br />
<strong>di</strong> M. Turpilio, perciò eranvi citta<strong>di</strong>-<br />
ni molto facoltosi, e la città tuttavia era<br />
florida. Soggiunge Viola, se dovesse cre-<br />
dei si alla volgare tra<strong>di</strong>zione, il famosoPon-<br />
zio Pilato governatore della Giudea a-<br />
vrebbe in Cori esercitata la carica <strong>di</strong> pre-<br />
tore , ed avrebbe posseduto ezian<strong>di</strong>o nel<br />
<strong>di</strong> lei territorio una villa, <strong>di</strong> cui si presume<br />
osservarsi anche a'giorui presenti del-<br />
le notabili reliquie, ossia ne' sotterranei<br />
della vigna dell'arciprete Alessandro Pic-<br />
chiotti a'tempi <strong>di</strong> Laurieuli corano, auto-<br />
re deU'IIistoi we Coranae mss., per corruzione<br />
<strong>di</strong> vocabolo: quae Coesa Pon<strong>di</strong>,<br />
quasi Casa Pon<strong>di</strong> voc.atur. Ma questo<br />
fatto è cos'i privo <strong>di</strong> prove, e sterile <strong>di</strong><br />
monumenti atti a fissare l'attenzione de-<br />
gli eru<strong>di</strong>ti, che lo stesso Laurieuli ridusse<br />
la cosa a semplice congettura. Il Volpi poi<br />
caratterizza il fitto medesimo per un rac-<br />
conto favoloso. Leggo in Ricchi: E degno
igo V E L V E L<br />
d'osservazione lo smisurato e<strong>di</strong>fizio for- lettera <strong>di</strong> Pilato o <strong>di</strong> Lrntulo .mila ilimalo<br />
ili macigni addossato a pie dell' a- irìna persona del Redentore. In<strong>di</strong> segui<br />
spia rupe che va piegandosi nel giar<strong>di</strong>- a confronto quella nel 1816 stampala in<br />
no del già convento degli agostiniani, vo- Roma da Guglielmo Mai. zi oe'suoi: Te-<br />
lendosicheivi poggiasse il fastigio del gran sii <strong>di</strong> lìngua tratti da' en<strong>di</strong>ci della Hi-<br />
palazzo della curia antica, in cui il volgo blioleca Vaticanae. volgarizzala nel 3oo.<br />
sparse voce che fosse la residenza del presi- Nibhy puhhlioò la lapide incassala nel mu-<br />
derai la to,nel governar Cora avanti d'ema- 10 del campanile <strong>di</strong> s.Maria,d'un liberto <strong>di</strong><br />
naie l'iniqua sentenza contro l'innocente Clau<strong>di</strong>o, che prova essere stata allora Co-<br />
Gesù. Congettura e menzogna, che Rie- ri municipio, nominandovisi il senato e<br />
chi <strong>di</strong>ce comprendersi da s. Luca, e da popolo corano. Dice Marocco, che Nerone<br />
Cornelio a Lapide che scrisse, Pilato al* fece strage <strong>di</strong> Cori, e poi recanciovisi ne<br />
tro noti significare che preside , rettore, provò <strong>di</strong>letto per la sua ubicazione, eli-<br />
podestà o principe. Menzogna einvenzio- ma salubre e celebri vini, onde vi si porne<br />
<strong>di</strong>ce il grido <strong>di</strong>ffuso ne' <strong>di</strong>ntorni , col tava neh' estate. Viola <strong>di</strong>ce, egualmente<br />
chiamar Cora patria dello stesso Pilato, favolosa si deve credere la pretesa male-<br />
ch'ebbe i natali in Lione <strong>di</strong> Francia, dove <strong>di</strong>zione data da s. Pietro principe degli<br />
pe' molli suoi delitti rilegato da Tiberio Apostoli al popolo <strong>di</strong> Cori, perchè molein<br />
luogo da essa alquanto <strong>di</strong>stante presso stava gli abitanti <strong>di</strong> Vellelri; quale ma-<br />
ini lago, vi morì miseramente in obbro- le<strong>di</strong>zionesupponevasi risultare da una peti<br />
brio a tutte le genti cristiane, e forse gamena esistente Dell'archivio veliterno,<br />
s'uccise <strong>di</strong> propria mano, secondo gli scrit- come segue accennata da! Piazza a p. 48<br />
tori che adduce. Un eru<strong>di</strong>to della proviti- della Gerarchia Car<strong>di</strong>nalizia. » V'ha<br />
eia , in argomento mi donò un mss. con non improbabile opinione che quivi (in<br />
questo titolo. • Copia <strong>di</strong> lettera e seuten- Cori) piantasse la fede s. Pietro, onde è<br />
za rinvenuta nell'archivio dell'antica città che la chiesa più antica <strong>di</strong> delta città sia<br />
<strong>di</strong> Cori, dove Ponzio Pilato ha <strong>di</strong>morato de<strong>di</strong>cata al medesimo santo. Altri <strong>di</strong>sse-<br />
per qualche tempo dopo <strong>di</strong> esser fuggito 10, che pe'luoghi vicini a Roma fosse de-<br />
da Gerusalemme". In fine vi è pure la stipato s. Cleto Papa, e che quivi pure vi<br />
copia della sottoscrizione per la legalità piantasse il primo la religione cristiana;<br />
dell'estratto dall'archivio <strong>di</strong> Cori, <strong>di</strong> San- uè vi è mancato chi ha asserito che nel-<br />
le Lorenzo Cicinelli corano nota 10 pub- l'archivio <strong>di</strong> delta città vi fosse una scria<br />
blico, colla data 25 noveinbrei 757. Ma tura in carta pergamena, nella (piale<br />
ammesso e non concesso che Pilato fos- stava registrata una male<strong>di</strong>zione data da<br />
se stato in Cori, non per questo alla città s. Pietro a que'<strong>di</strong> Cori, perchè molestapuò<br />
derivarne affatto alcun <strong>di</strong>sdoro; co- vano i popoli Veli terni ". Anche a queme<br />
non lo recò alla celeberrima Gerusa- sto fatto, aggiunge Viola, mancano prove<br />
leinnie, oggetto della uuiversale<strong>di</strong>vozione e monumenti sicuri. Ma io a favore <strong>di</strong><br />
del cristianesimo, ed emporio <strong>di</strong> glorie Cori <strong>di</strong>rò <strong>di</strong> più. Riscontrato il Piazza, e<br />
sagre e civili. La lettera scritta da Pilato trovato citalo il veliterno Theuli, ecco il<br />
in Gerusalemme, o da Lentulo nflìziale riferito da questi a p.i35,nel narrare chi<br />
romano, a Tiberio e al senato romano s. Pietro scorrendo l'Italia per piantarvi<br />
intorno la <strong>di</strong>vina persona <strong>di</strong> Gesù Cri- la fede, deputò alla cura de'fedeli <strong>di</strong> Rosto,<br />
lenula evidentemente apocrifa, tro- ma Lino e pe'luoghi couvicini Cleto. »Da<br />
vasi in latino in non pochi co<strong>di</strong>ci delle li- questo faccio argomento, che Pietro o nel<br />
brerie <strong>di</strong> Roma, llch.cav. Salvatore Bel- partire da Roma o nel venir da Napoli,<br />
ti pubblicò nel t. 20, p. 43
V E L<br />
Cleto, deputalo ni medesimo elìcilo ne'<br />
luoghi viciui. il pentimento del d.' Quin-<br />
tiliano Crespini, figlio <strong>di</strong> Valerio dottore<br />
<strong>di</strong> legge, clie fioriva nel i 4°/5, significato,<br />
mzi con giuramento attestato da Gaspare<br />
Cal<strong>di</strong>ni gentiluomo velletrauo, persona<br />
già nonagenaria, perchè egli non avea<br />
dall'archivio <strong>di</strong> Cora, mentre era colà giu-<br />
<strong>di</strong>ce, pigliata una scrittura in carta pergamena,<br />
nella quale slava registrala una<br />
inai.<strong>di</strong>zione , the s. Pietro dava a quelle<br />
.genti (ina quali ? ) che molestavano li pò-<br />
.poli Velitei ni : mi<br />
la tultociò persuadere;<br />
,ma mi rij orto però al vero, perchè con le<br />
<strong>di</strong>ligenze usale, non s'è potuta ritroverà<br />
scrittura tale". 11 Marocco riporta un do-<br />
I<br />
cumento, che <strong>di</strong>ce esistere nell'archivio<br />
[<strong>di</strong> s. Angelo in Pescheria <strong>di</strong> Roma , <strong>di</strong><br />
ICeneioCaoKrario, e perciò del secolo XII,<br />
;in cui si le"»e <strong>di</strong>e anticamente i corani<br />
DO<br />
Ìe i veliteini erano in confederazione, e<br />
viveano insieme congiunti con amore più.<br />
che fraterno. Prima <strong>di</strong> lui scrisse il llic-<br />
I<br />
chi su questa assetta male<strong>di</strong>zione, sem-<br />
brare inverosimile, per essere stale sem-<br />
pre le ciltà <strong>di</strong> Coii e Yelletri collegate<br />
insieme , donde nacque il proverbio <strong>di</strong>-<br />
,vulgatis8Ìmo: Chi (acca Core, tocca Vel-<br />
tetri, li ciò si deduce ancora dogli scambievoli<br />
capitoli degli statuti Corano e Ve-<br />
litei no che riporta , sulla molla <strong>di</strong> quel<br />
corano che avesse offeso un veliterno e<br />
Ricevei sa. Anche l'altro e recente veliler-<br />
pio Bauco afferma, che per sentimento <strong>di</strong><br />
vetusti e moderni scultori si deve cre-<br />
dere che il principe degli Apostoli s. Pie-<br />
ilio piantasse la (eòe cristiana in Cori,<br />
onde la i ." chieda e<strong>di</strong>ficata da'eorani fu a<br />
lui intitolala. La più abbracciata opinio-<br />
ne è che s. Pietro patì il martirio nel-<br />
J'anuo 69 dell'era corrente, cui successe-<br />
ro nel pontificato i nominali s. Lino in<br />
dello aimoe s. Cleloiiell'anno 80. Inane-<br />
,sto secolo e nel seguente, scrive Viola, la<br />
«miglia Oppia originaria <strong>di</strong> Cori, continuò<br />
a produrre uomini <strong>di</strong>stinti, riprodu-<br />
cendo le lapi<strong>di</strong> con <strong>di</strong>chiarazioni, dalle<br />
quali si ricava che uu rumo si stabilì nel<br />
VEL 19 r<br />
Piceno, e molti <strong>di</strong> esso figurarono special-<br />
niente iu Osimo, come Caio Oppio Bas-<br />
so della tribù Velina (alla l'apiria appar-<br />
tenne Cori, come trovo nel Ricchi), a cui<br />
furono innalzate statue; ed una anco a<br />
Caio Oppio Sabino; Marco Oppio Capitone,<br />
che figurò sotto Antonino; Caio Oppio<br />
patrono dellecolonie Tolentina ed E-<br />
sina;Oppia Prisca eresse la tomba al figlio<br />
Caio Oppio Palinole pretore e questore<br />
d'Osimo; Marco Oppio patrono della co-<br />
lonia d'Alife, e ivi pure Lucio Oppio Pri-<br />
sco; e Sesto Oppio Prisco fu patrono in-<br />
comparabile del municipio <strong>di</strong> Tivoli, che<br />
gli de<strong>di</strong>cò una statua. Circa la medesima<br />
epoca e sotto l'impero <strong>di</strong> Commodo fiorì<br />
il corano Marco Silaccio della tribù Col-<br />
lina, la cui rinomanza e meriti si <strong>di</strong>ffuse-<br />
ro per l'impero romano, avendo dato lu-<br />
minose prove del suo valore militare nel-<br />
la Spagna, Betica, Bretagna, Germania,<br />
Italia e in Roma stessa. Mentre le ricor-<br />
dale famiglie tanto lustro recavano alla<br />
città <strong>di</strong> Cori, donde traevano l'origine, si<br />
vuole che Papa s. Urbano I nel 227 in-<br />
viasse in Cori Pietro Diacono e altri ve-<br />
scovi a pre<strong>di</strong>carvi la fede <strong>di</strong> Cristo. Gli<br />
scrittori corani ne desumono la prova dal-<br />
l'iscrizione che riporta Viola ancora, scoi -<br />
pila in un marmo antichissimo, secondo<br />
il Laurienti, e riprodotta neh 556 sulla<br />
restaurala porta <strong>di</strong> s. Oliva : Ile in Ci-<br />
vita te Coranam, et prae<strong>di</strong>cate Chris tura<br />
Crucifixuin. Sostengono i corani, che uri<br />
tempo nella loro città vi fu la residenza<br />
del proprio vescovo, e da tempo immemorabile<br />
nella chiesa matrice o duomo<br />
esisle il trono episcopale formato <strong>di</strong> pie-<br />
Ira antica. Dichiara I Ughelli TN&ì'ItaUet<br />
sacra: Cora alane Cisterna urbes olim<br />
jueritnt Episcopale». Altrettanto attesta<br />
il car<strong>di</strong>nal Corre<strong>di</strong>ni, De Civita te et. Ecclesia<br />
Selina. Lo conferma il numero-<br />
so novero <strong>di</strong> vicari generali del vescovo<br />
<strong>di</strong> Vellelrijche vi <strong>di</strong>morarono con pie-<br />
na giuris<strong>di</strong>zione vescovile, riferiti dal Ricchi,<br />
Reggia de' f'olsci, lib. 2, cap. 17, Go-<br />
verno Ecclesiastico, ed alcuni de' quali
§a VEL<br />
si leggono nel p. Casimiro tla Roma; l'a-<br />
hiiazmne episcopale esistente contigua al-<br />
la chiesa <strong>di</strong> s. Oliva, e la mensa vescovile<br />
costituita in fon<strong>di</strong> instici nel lerriloi io co-<br />
rano, <strong>di</strong>e si gode dal proprio vescovo <strong>di</strong><br />
\ elletri, alla cui giuris<strong>di</strong>zione fu sotlopo-<br />
sia Cori. Sebbene voglia obbieltarsi, <strong>di</strong>e<br />
non si rinviene alcun vescovo <strong>di</strong> Cori in-<br />
tervenuto a'coucilii e molto meno sotto-<br />
scritto, conviene riflettere che ne' secoli<br />
primitivi della Chiesa <strong>di</strong> frequente tro-<br />
vatisi erroneamente designali i nomi de'<br />
vescovi, e del pari le città e le loro se<strong>di</strong><br />
fallacemente espresse, lo falli il car<strong>di</strong>nal<br />
Corra<strong>di</strong>ni nella citala sua opera, a p.<br />
i \ i<br />
,<br />
lo <strong>di</strong>mostra ad evidenza con <strong>di</strong>re: Qttip-<br />
pe ibi reperitili- subseriplus Polentiuus s.<br />
Ut lliternensis Ecclesiac Episcopus prò<br />
/ eliternensis, Amabilis Episcopus s.<br />
Hortctisis EcclesiaeproHosliensis, Fir*<br />
minus s. Bleranae Ecclesiae prò Cora-<br />
nae. Avverte il p. Casimiro da Roma, che<br />
errarono pure gravi scrittori nel nomi-<br />
nare Cori, che in latino <strong>di</strong>cesi Cora, Co-<br />
rat, e in italiano Cora e Cori. Eppure nel<br />
gran <strong>Dizionario</strong> <strong>di</strong> Mar liniere viene ad-<br />
<strong>di</strong>tata Coria, Corine j ed in altri 67*o-<br />
rae, Chorarum, o Corae, Coraruitij ed<br />
anche volgarmente Core, Chori e Co-<br />
rioli, confondendosi colla città <strong>di</strong> Corioli<br />
non più esistente. Quin<strong>di</strong> lo stesso p. Ca-<br />
simiro da Roma nelle Memorie, e il Ti-<br />
raboschi uella Storia della, letteratura,<br />
il i .° riportando un'iscrizione, e il i. "cele-<br />
brando il suddetto Ambrogio Massari da<br />
Cora, questo ancora fu detto Cafiolano,<br />
e tale io pure lo nominai nei voi. XLIX,<br />
p. 5o, seguendo iNovaes, Dissert. t. i, p.<br />
254, auz ' roi astenni dal ripetere le sue<br />
parole, non Corano. Dipoi il Novaes av-<br />
vertilo dell'errore da d. Alessandro Mar-<br />
chetti, si rettificò, ma lo fece con nota po-<br />
sta dopo VImprimatur del tomo perciò<br />
,<br />
solo adesso me uè avvi<strong>di</strong>. Ecco dunque<br />
perchè con precisione non si rinvengono<br />
i vescovi corani, come mi scriveva Vincen-<br />
zo Tommaso Marchetti e aggiungendo :<br />
Che in un aulico co<strong>di</strong>ce eh' esisteva uel-<br />
V E L<br />
l'archivio del duomo <strong>di</strong> Cori, leggevano<br />
alcune firme <strong>di</strong> vari vescovi della mede-<br />
sima città, ed in un ceremoniale era no-<br />
tato il vescovo corano che l'ebbe in uso.<br />
De' tempi a noi più vicini trovasi netta<br />
cancelleria vescovile <strong>di</strong> Velletri, decorala)<br />
col titolo <strong>di</strong> Concattedrale la principale<br />
chiesa <strong>di</strong> Cori. Conviene Calindri nell'af-j<br />
fermare che Cori nel secolo XI 1 avea il<br />
suo vescovo, e Marocco riconosce che la<br />
città anticamente era onorata della sede:<br />
vescovile. Ad onta che Cori fosse vetu-<br />
stissima città, e poi anche città vescovi-<br />
le, non<strong>di</strong>meno come altre simili talvol-<br />
ta fu chiamata Terra e Oppidum , che<br />
aulicamente fu sinonimo <strong>di</strong> Città. Inse-<br />
gna Quintiliano, SolamRomames.se, l r-<br />
beni, coetera Oppida.S\ pouuo vederegli<br />
articoli Terra e Urbs. Qui appresso <strong>di</strong>-<br />
rò 1' opinione <strong>di</strong> Vioia sulla sede vesc<br />
vile <strong>di</strong> Cori; però quanto al grado <strong>di</strong><br />
là, <strong>di</strong> recente <strong>di</strong>chiarò il velilerno Bauc<br />
Cos\ fu riputata costantemente città fii<br />
da'tempi remotissimi; e tale confermi]<br />
poi da'sommi Pontefici fino al preseni<br />
Riferisce Ricchi, che Costantino I impc<br />
ratore dopo aver accordato a'eristiani i<br />
libero esercizio <strong>di</strong> loro religione, donòi<br />
Papa s. Silvestro 1 fundum Bervelas e<br />
fundum Sulpitianum seu Sitppliciaiuin<br />
in territorio Corano. 11 Marocco ricor<strong>di</strong><br />
la Massa Staliliana seu Slalibanani tu<br />
territorio Corano, donata da Costanti<br />
no I al Baltisterio Lateranense; e Wfau<br />
dum Corbinatum ex territorio Corani<br />
dal medesimo imperatore donato al tito<br />
lo d' Equizio ossia Chiesa de ss. Sihc<br />
stro e Martino <strong>di</strong> Roma, come e meglii<br />
nel Ristretto della medesima si ha dal p<br />
Filippini a p. 4<br />
i . <strong>di</strong>cendosi nel territo<br />
rio <strong>di</strong> Sora alias Cora. Più volle ho Irò<br />
vaio Soia confusa con Cora. Tutti gì<br />
scrittori coraui, e fra <strong>di</strong> essi il Laurienl<br />
cronista e lo <strong>storico</strong> Ricchi principalmer<br />
te, sostengono che s. Felice H Papa, i<br />
Cori o nel suo territorio presso il lag<br />
Vetere ricevè la palma del martirio ni<br />
356 (nella sua biografia <strong>di</strong>ssi in Celia
VEL<br />
Novaes, ed ora m'avvedo <strong>di</strong>e con lui ripelei<br />
l'errore dell'epoca 365, che nel No-<br />
vaes dev'essere fallo tipografico, siccome<br />
costituito a s. Liberio nel 355 e governò<br />
circa 2 anni); anzi Laurienti è d'avviso,<br />
che s. Felice precedentemente fosse stato<br />
vescovo <strong>di</strong> Cori. Quin<strong>di</strong> il Viola passa ad<br />
esaminare due puntici. se realmente era<br />
stato vescovo <strong>di</strong> Cori ; i° se veramente<br />
fu decollato nella stessa città o in qualche<br />
parte del suo territorio. Neli.° pun-<br />
to esclude il vescovato, perchè quando fu<br />
.surrogato a s. Liberio era <strong>di</strong>acono car<strong>di</strong>-<br />
nale. Nel 2.° punto riferiti i <strong>di</strong>versi pare-<br />
|ri , insieme a quello del suo dotto contemporaneo<br />
p. Cherubino da Cori minore<br />
osservante (era della famiglia Zampillìi,<br />
meritò essere eletto guar<strong>di</strong>ano <strong>di</strong> Ge-<br />
i<br />
,<br />
I<br />
, he<br />
rusalemme, e nel ritorno morì in Malta),<br />
[propende per quello <strong>di</strong>latale Alessandro,<br />
:cioè, che s. Felice I fu quello che patì il<br />
martirio in Cere, e che quello <strong>di</strong> s. Felice<br />
li seguì in Cori, benché nel martirologio<br />
i sì legge Cere invece <strong>di</strong> Corae. Anicio<br />
Paolino contemporaneo del Pontefice, e<br />
poi prefetto <strong>di</strong> Roma nel 38o, restaurò<br />
in Cori un monumento o pubblico e<strong>di</strong>lìzio,<br />
ma ignorasi se sagro o profano; ma<br />
essendo pagano, le riparazioni da esso fat-<br />
te da Viola si riferiscono al tempio d'Er-<br />
cole, o <strong>di</strong> Castore e Polluce, o ad altro<br />
tempio idolatra, imperocché letracced'i-<br />
dolalria non erano ancora del tutto spa-<br />
rite nel 608. Circa questo medesimo tem-<br />
po, com' è tra<strong>di</strong>zione presso i corani , il<br />
loro concitta<strong>di</strong>no Quepio Massimo sareb-<br />
stato il fondatore del comune <strong>di</strong> Roc-<br />
ca Massima, poche miglia <strong>di</strong>stante dalla<br />
1 città. Nel declinar dell' impero romano,<br />
i<br />
, <strong>di</strong>ctis,<br />
i gravissimi,<br />
pare che anco Cori soggiacesse all' inva-<br />
sioni de'barbari, alle stragi e desolazioni<br />
da essi portate dappertutto nell'Italia. In-<br />
fatti il Laurienti, col riferito da De Bene-<br />
assicura che la città nel 556 sotto<br />
il regno <strong>di</strong> Tolda re de'goti sortii danni<br />
Corani magno affec.it detrimento.<br />
Mg. r<br />
Nicolai crede che i goti do-<br />
po aver devastata Cori, in<strong>di</strong> la circondas-<br />
voi. LXXXIX.<br />
VEL i<br />
9 3<br />
sero <strong>di</strong> mura, le quali poi rovinate mo-<br />
strano il gusto misero <strong>di</strong> loro struttura.<br />
Egli però non avrà inteso parlare delle<br />
vetustissime: si tenga presente la descri-<br />
zione <strong>di</strong> Nibby , che le stu<strong>di</strong>ò sul luogo<br />
più volte, attribuendo le opere meno antiche<br />
a costruzione saracinesca del XIII<br />
secolo. Il Ricchi ricorda che l'imperatore<br />
Commodo fu un vero flagello per la regione,<br />
e particolarmente a Cori, a cui To-<br />
lda re de'goti portò grave detrimento, e<br />
crede che poi anche i saraceni vi facesse-<br />
ro strage, e più tar<strong>di</strong> fosse fornita d'ar-<br />
tiglierie e circondata intorno da profon-<br />
da fossa, per cui e per la situazione <strong>di</strong>venne<br />
fortissima. Ed eccomi a riportare<br />
i pareri <strong>di</strong> Viola , se Cori sia stata sede<br />
vescovile. Sebbene, egli <strong>di</strong>ce, sopra que-<br />
et' articolo importante non possa farsi<br />
pompa d'autentiche prove, né procedere<br />
con tutta slorica sicurezza,non<strong>di</strong>meno stima<br />
il fatto non del tutto privo <strong>di</strong> monumenti<br />
onde congetturare fondatamente<br />
che Cori ebbe un tempo i suoi propri ve-<br />
scovi, e che in essa vi risiedè la <strong>di</strong>guità ve-<br />
scovile. Si ha da certi monumenti, che Co-<br />
ri neh 1 83 non era sede vescovile, poiché<br />
in quell'anno secondo le Memorie mss.<br />
<strong>di</strong> Marzio Stalloni, un vescovo <strong>di</strong> Segni<br />
per mandato <strong>di</strong> Papa Lucio III contagiò<br />
la chiesa <strong>di</strong> s. Maria nel monte Mirteto.<br />
Quin<strong>di</strong> nel 1 2 1 6 vedesi soggetta alla giu-<br />
ris<strong>di</strong>zione episcopale del vescovo subur-<br />
bicario d'Ostia e Velletri; e la stessa no-<br />
tizia risulta dal <strong>di</strong>ploma del 1298, in cui<br />
12 vescovi concessero indulgenze alla<br />
chiesa degli agostiniani <strong>di</strong> Cori. Ora se<br />
non vi sono memorie precedenti al 1 1 83,<br />
onde potersi dedurre che la chiesa cora-<br />
na all'altrui giuris<strong>di</strong>zione episcopale fos-<br />
se soggetta, non è improbabile che fiuo<br />
al secolo XI, ed anche più tar<strong>di</strong>, avesse<br />
il suo vescovo, come l'ebbero altre città<br />
volsche meno popolose e ragguardevoli <strong>di</strong><br />
Cori. Arroge che io qui ripeta le parole<br />
del Ricchi: « Tali furono gli onori coni-<br />
partiti alla mia patria dall'impero <strong>di</strong> Ro-<br />
ma, da cui ne riporlo quel lustro <strong>di</strong> glo-<br />
i3
i 94<br />
V E L<br />
ria , che io non rinvengo in alcun' altra<br />
città della Reggia ile' Volsci, anzi ancor<br />
ilei Lazio stesso". D'altronde è nolo, meno<br />
poche eccezioni, come in parte del Tlieu-<br />
li e del Kircher, che il Ricchi colla sua<br />
Reggia de Volsci e col suo Teatro degli<br />
uomini illustri nel regno de' Volsci, è V u-<br />
nico <strong>storico</strong> che abhia trattato, prima de'<br />
moderni, delle città e paesi <strong>di</strong> Marittima<br />
e Campagna, senza <strong>di</strong> cui ignolesarebbe-<br />
io rimaste un gran<strong>di</strong>ssimo numero d'im-<br />
portanti notizie, ch'egli seppe rintraccia*<br />
re con grave <strong>di</strong>spen<strong>di</strong>o e laboriosa fati-<br />
ca. Caldo d'amor patrio, si rese beneme-<br />
rentissimo de'suoi concitta<strong>di</strong>ni, e del suo<br />
suolo nativo e dell'intera duplice provin-<br />
cia, colla storia generale e particolare <strong>di</strong><br />
essa e <strong>di</strong> quelli che vi fiorirono, con notizie<br />
profane e sagre, auliche e moderne.<br />
Osserva il Viola , che ne' secoli gotici e<br />
longobar<strong>di</strong> nella oppressa Italia <strong>di</strong> fre-<br />
quente seguivano l'estinzioni delle se<strong>di</strong><br />
vescovili , per essere restate le città <strong>di</strong>-<br />
strutte e vuote d'abitatori, come scrisse<br />
s. Gregorio I nel 592 neliiunire quella<br />
<strong>di</strong> Tre Taberne alla Veliterna. Quin<strong>di</strong><br />
nou è <strong>di</strong>fficile il persuadersi, che Cori e-<br />
zian<strong>di</strong>o posteriormente pegli stessi infeli-<br />
ci motivi restasse spogliala della sede ve-<br />
scovile. Infatti ne'secoli successivi le città<br />
volsche e latine non furono esenti da guer-<br />
re, depredazioni e devastazioni. Si sa che<br />
Cori nel tempo dello scisma <strong>di</strong> Vittore V<br />
antipapa, verso il 1 162 essendosi posla<br />
nell'ubbi<strong>di</strong>enza del Papa legittimo Ales-<br />
sandro III, dovette più d'ogni altra città<br />
essa e Niufa soggiacere a terribile infor-<br />
tunio e depredazione per parte delle mi-<br />
lizie crudeli dell'imperatore Federico I,<br />
Acerrimo <strong>di</strong>fensore dell' antipapa e de'<br />
suoi falsi successori , contro il magnanimo<br />
Alessandro III. Inoltre sembra al Vio-<br />
la ben forte congettura della verità del<br />
fatto nella questione sul vescovato Cora-<br />
no, il Irono episcopale in pietra, che da<br />
tempo vetustissimo conservasi nella chie-<br />
sa principale, e le due collegiate co' pro-<br />
pri capitoli. Che il Coi ra<strong>di</strong>ui esaminalo<br />
V E L<br />
con maturità questo punto, a derma està*<br />
comuue opinione degli scrittori, che una<br />
volta fu Cori sede vescovile, come Norma,<br />
Anzio e Bovilla (anzi scrive pure Alicia,<br />
A rdea,Lavinio, Laurealo, Nomeoto, Gn-<br />
bio), dappoiché nell'antico Lazio tutte le<br />
città condecorate del titolo <strong>di</strong> colonia romana<br />
furono vescovili ne' primi secoli<br />
della nascente Chiesa. L'annotatore del-<br />
l' Ugh eli i <strong>di</strong>ce espressamente che Cori e<br />
Cisterna o Tre Taberne furono città ve-<br />
scovili. Ammetterlo ancora Laurieuti, ag-<br />
giungendo essere tra<strong>di</strong>zione (per altro in-<br />
sussistente, soggiunge lo stesso Viola), che<br />
Cori fu spogliata della prerogativa <strong>di</strong> cit-<br />
tà, perchè da'suoi abitanti fu ucciso un lo-<br />
ro vescovo. A Nibby sembra invece che<br />
prima della caduta dell'impero d'occideu<br />
te Cori rimanesse deserta, perchè alto si<br />
lenzio se ne ha negli scrittori de'bassi tem-<br />
pi e ne' documenti fino a tutto il secolo<br />
XII, e nel seguente si e<strong>di</strong>ficò il fabbi ic<br />
to meno antico. Quin<strong>di</strong> crede <strong>di</strong> potè<br />
stabilire, che probabilmente nel secc<br />
Xlll per opera de'Couti <strong>di</strong> Segni si sta<br />
bilisse <strong>di</strong> nuovo un castello sulle rovine<br />
dell'antica città, profittando appunto<br />
quelle per fondamento. E che questo<br />
stello riprese il nome primitivo, il qua!<br />
tuttora conserva. Infatti, continua Nibby,<br />
da quell'epoca in poi cominciano ad in-<br />
contrarsi le sue memorie} poiché Inno-<br />
cenzo III, Papa della famiglia Conti, come<br />
si ha dalla raccolta delle sue lettere<br />
pubblicate dal Baluzio, t. 2, p. 54?, co-<br />
stituì nel 1 2 1 2 signore e rettore <strong>di</strong> Cora,<br />
testé rie<strong>di</strong>ficala, Pietro Anuibal<strong>di</strong>, finché<br />
fosse piaciuto al Papa, in<strong>di</strong>cando e confermando<br />
così la <strong>di</strong>pendenza <strong>di</strong>retta (dunque<br />
già era dominio della s. Sede: osserverò<br />
quanto all'origine della Sovranità della<br />
medesima sopra Cori, che siccome Ales-<br />
sandro Borgia nell' Istoria <strong>di</strong> Velletri<br />
narra che questa fu una delle prime cit-<br />
tà che si sottoposero al principato tempo-<br />
rale <strong>di</strong> s. Gregorio II, cioè dopo il 726<br />
circa, e lo conferma il recente patrio isto-<br />
licoBauco, <strong>di</strong>cendo che col ducato roma-
VEL VEL i<br />
no *i sottopose al dominio pontificio , e neo del <strong>di</strong>vino Dante, <strong>di</strong> Gino da Pistoia<br />
siccome le città suburbicarie e i luoghi e <strong>di</strong> alili sublimi ingegni, padri e mae-<br />
a<strong>di</strong>acenti ne facevano parte , mi sarà le» stri dell'italiana favella, scrisse opere col<br />
cito congetturare, compresavi anche Co- metro, i<strong>di</strong>oma e gusto da quelli pratica-<br />
vi così vicina a Velletri e a Roma, cioè to: fra gli altri componimenti, ricordo il<br />
nell'iilto dominio). In<strong>di</strong> Gregorio IX pu« poema in terza rima <strong>di</strong> 1 5 canti intitola-<br />
re de'Conti <strong>di</strong> Segni e nipote d'Innocenzo to Fcrramondo, re <strong>di</strong> Francia, i cui pre-<br />
'IH, nella bolla emanata nel i 2 34 affine gi si ammirano da'preziosi frammenti ri-<br />
d'impe<strong>di</strong>te l'alienazione de'luoghi<strong>di</strong>pen- portati dallo <strong>storico</strong> Laurienti, e meritò<br />
'denli dalla camera apostolica,nomina par- stamparsi in Roma neh 47 3 quando l'ar-<br />
'ticolarmente Cora. Meglio prima del Nib- te tipografica era ancor bambina e solo<br />
i>y lutto ciò <strong>di</strong>chiarò il p. Casimiro da sene faceva uso per opere con avi<strong>di</strong>tà ri-<br />
'R orna ,con affermare: Cora averesempre cercale; altamente encomiato a' nostri<br />
riconosciuto il dominio imme<strong>di</strong>ato della giorni dall'immortale Perticar*! , deplo-<br />
ISede apostolica, se non che Innocenzo IH rando i versi perduti (ed il celebre Tarn-<br />
'istantemente pregato da'consoli e dal pò- broni giunse a paragonarlo a Dante); co-<br />
polo <strong>di</strong> essa, col cousenso <strong>di</strong> lutti i car<strong>di</strong>- me per<strong>di</strong>ta lagrimata per l'italiana let-<br />
izili a'22 luglio 1212 costituì signore e telatura fu altresì lo smarrimento <strong>di</strong> ai-<br />
rettore della medesima il nobil uomo Pie- tre opere <strong>di</strong> sì eccellente antico poeta, t<br />
'tro Annibal<strong>di</strong> , quam<strong>di</strong>n Romano Pon- cui titoli accennò Laurienti, Tuberà, Bo-<br />
fifìri plaeuisset, con Epist. riferita dal Irta et Cireia. Morì l'illustre Laurienti nel<br />
citalo Daluzio. E Gregorio IX nel 1234 i 348, per la peste che afflisse e spopolò<br />
: con atlo presso il Bull. Privileg. et Di- queste contrade. Mentre fioriva quel poe-<br />
ploni. Bom. Poni., t. 3, p. 282, or<strong>di</strong>nan- ta insigne, Cori possedeva uomini savi e<br />
ilo che senza il consenso de'car<strong>di</strong>nali non prudenti, forniti <strong>di</strong> cognizioni legali, ca-<br />
si potesse alienare qualsivoglia luogo del- paci <strong>di</strong> compilare una patria legislazione,<br />
la camera apostolica, tra gli nitri nominò a'tempi, al luogo e alle circostanze adat-<br />
singolarmente la città <strong>di</strong> Cora. Questa fu ta. Imperocché nel principio del secolo<br />
'onorata dalla presenza <strong>di</strong> Ronifàcio Vili, XIV moltissime città, tene e castella per<br />
• allorché trovandosi nella viciua terra <strong>di</strong> la turbolenza delle fazioni e il malaugu-<br />
1<br />
Cisterna fendo <strong>di</strong> sua famiglia , ove ser- rato trasporto della pontificia residenza in<br />
peggiavano delle febbri epidemiche, passò Avignone,essendo <strong>di</strong>venute quasi in<strong>di</strong>pen-<br />
a soggiornare in Cori per godervi il salu- denti si formarono i loro municipali statu-<br />
'tevole clima , alloggiato nella casa de' ti, e così feceCori. Uomini valenti e godenti<br />
' famiglia.<br />
1 sipaisiletenehredell'ignoranza,edascin-<br />
• tillare<br />
Riozzi.alla quale compartì graziosi e pie- tutta la patria fiducia, certamente furo-<br />
gè voli privilegi. A' nostri giorni il senato no preposti a tale importante cornpilazioromano<br />
aggregòalla sua citta<strong>di</strong>nanza Se- ne, fra 'quali si nominano Pietro Toinabnsliano<br />
Riozzi della medesima onorata si, Pietro Veralli,Giovauni Maltei e San-<br />
Allorquando cominciarono a <strong>di</strong>s- te Buzi. Laonde la redazione dello stalu-<br />
to <strong>di</strong> Cori si fissa 0I1327, e le prove sosul<br />
cielo italico i lumi dell'umano no nell'archivio della città. Racconta Ma-<br />
! sapere, racconta Viola, col quale proce- rocco che nel 1 335 seguì la pace fra Sez-<br />
1 do<br />
1<br />
ezian<strong>di</strong>o, ma in breve, a celebrare gl'il- ze e Cori col bacio <strong>di</strong> pace, cioè pe' co-<br />
lustri corani, anche Cori fu madre d' un rani il nobile Matteo <strong>di</strong> Pietro <strong>di</strong> Giaco-<br />
genio, cioè <strong>di</strong> Virginio Laurienti nato in moda Cora sindaco procuratore, pe' sez<br />
1 questa città nel 1 271, poi notaio, che con cesi il nobile Giovanni Taccari setii<br />
9 ><br />
no e<br />
ardore si applicò all'arte poetica e total- procuratore patrio. Promisero conservar-<br />
meule si de<strong>di</strong>cò alle muse. Coutempora- la sempre e <strong>di</strong> rimettersi scambievolmen-
i 9 6 V E L<br />
te ogni offesa, e specialmente <strong>di</strong>menticar<br />
l'uccisione falla da Andrea <strong>di</strong> Paolo sez-<br />
zese, <strong>di</strong> Giacomo da Cora, obbligando so-<br />
pra ipoteche i loto beni e confederandosi<br />
per qualunque molestia nemica. In tal<br />
modo fu impe<strong>di</strong>ta una popolare sommos-<br />
sa provocata dalle fazioni. Queste continuando<br />
a lacerare i dominii della s. Se-<br />
de, per l'assenza de'Papi da Roma, insor-<br />
sero forti <strong>di</strong>ssensioni fi a'eorani e gli abi-<br />
tanti <strong>di</strong> Colle Me<strong>di</strong>o o <strong>di</strong> Mezzo, castello<br />
poco <strong>di</strong>slantedalla città, situato nella pro-<br />
vincia <strong>di</strong> Campagna, forse sopra la selva<br />
<strong>di</strong> Cori, fra Segni e Carpineto, e <strong>di</strong> cui<br />
al presente si ha appena memoria. Offe-<br />
si da essi i corani della dannevole loro<br />
coudolla ar<strong>di</strong>la e insolente, senza invo-<br />
care la suprema autorità <strong>di</strong> Ugo Bonvil-<br />
lar vescovo <strong>di</strong> Leltere,rellore e conte delle<br />
provincie <strong>di</strong> Marittima e Campagna,<br />
nel 1372 pieni <strong>di</strong> vendetta per l'offese ri-<br />
cevute, usciti in grossi drappelli dalla cit-<br />
tà, marciarono militarmente a danno <strong>di</strong><br />
quel castello, che presero, bruciarono e<br />
<strong>di</strong>strussero , devastando i campi e uccidendo<br />
gli agricoltori. Ad onta che il ripetutamente<br />
provocato sdegno sembrava<br />
scusare l'impelo ven<strong>di</strong>cativo de' corani,<br />
non<strong>di</strong>meno l'impresa fu qualificata delit-<br />
tuosa e arbitraria, onde la ciltà fu sotto-<br />
posta all' interdetto. Colpiti i corani da<br />
questa gravissima pena <strong>ecclesiastica</strong>, in-<br />
viarono deputali in Avignone per giustificarsi<br />
con Gregorio XI (e non VI, come<br />
probabilmente per fallo tipografico si leg-<br />
ge in Ricchi, e ripeterono Viola, Castel-<br />
Lino e \' Album <strong>di</strong> Romane\ t. i5,p. ?.58).<br />
Questo Papa uè accolse benignamente le<br />
rimostranze, ed avendo conosciuta non<br />
tanto ingiusta la cagione che avea indot-<br />
to i corani al riferito eccesso , <strong>di</strong>e loro il<br />
perdono e sciolse Cori dalla scomunica.<br />
Non andò guari che i corani verso ih 377<br />
trovaronsi involti in nuovi impegni guerreschi<br />
col popolo d'Albano. Il motivo de<br />
<strong>di</strong>ssapori fra le due città non è ben noto,<br />
ma sembra,secondo Laui ienti, che gli al-<br />
banesi avessero dato morte a molli ubi-<br />
VE L<br />
tanti <strong>di</strong> Cori. Comunque sia, è certo che<br />
i corani conoscendosi inferiori <strong>di</strong> forze a'<br />
loro nemici, implorarono il soccorso de'<br />
velletrani loro antichi amici e confedera-<br />
ti. Unite le loro milizie marciarono in<br />
Albano, espugnarono la citlà, la saccheg-<br />
giarono, vi appiccarono il fuoco , e recarono<br />
gravi danni al monastero <strong>di</strong> s. Pao-<br />
lo. Gli effetti <strong>di</strong> questa militare spe<strong>di</strong>zio-<br />
ne furono simili a quelli della <strong>di</strong>struzione<br />
<strong>di</strong> Colle Mezzo. Lo stesso Gregorio Xf<br />
scomunicò le ciltà <strong>di</strong> Velletri e <strong>di</strong> Cori,<br />
uè queste furono prosciolte dalla grave<br />
censura canonica, che dopo aver implo-<br />
rato il perdono, e pagata una ragguaide-<br />
le somma a'monaci <strong>di</strong> s. Paolo pe' danni<br />
solici li. Tanto narra il Viola, benché se-<br />
condo Ricchi i corani aiutarono i veli tel-<br />
ili contro gli albanesi, e poi si obbligaro-<br />
no pagare a'monaci <strong>di</strong> s. Paolo una soc<br />
ma considerabile pe'danni fatti dalle so<br />
datesche curane. In mezzo agli sconvol<br />
menti <strong>di</strong> quell'epoca, non mancò la <strong>di</strong>i<br />
na provvidenza <strong>di</strong> far fiorire uomini ili<br />
minati e santi, i quali impiegarono tufi<br />
il loro zelo per eliminare tanti mali. Ir<br />
Cori fece sorgere il beato sullodato f<br />
Sante agostiniano nella sua patria, e de<br />
la medesima famiglia del poeta Laurìen-<br />
li. Conoscendo i bisogni morali de' suoi<br />
concitta<strong>di</strong>ni, de<strong>di</strong>cò tutto se stesso a riformarne<br />
i costumi. Pre<strong>di</strong>cava nella città,<br />
istruiva nelle campagne, a tutti spiegan-<br />
do le soavi, massime del Vangelo. Fu tale<br />
la pietà e l'amore del prossimo <strong>di</strong> fi. San-<br />
te Laurienli, che Dio autenticò le sue a<br />
postoliche fatiche con pro<strong>di</strong>gi e sopran-<br />
naturali avvenimenti; poiché pre<strong>di</strong>cando<br />
nelle campagne alla moltitu<strong>di</strong>ne, per più<br />
giorni la sostentava colla sola <strong>di</strong>vina pa<br />
rola e senza cibo corporale ,<br />
e quantun-<br />
que ue'luoghi a<strong>di</strong>acenti piovesse <strong>di</strong>rotta<br />
mente, il cielo restava sempre sereno in<br />
quello spazio <strong>di</strong> terreno in cui il popoL<br />
u<strong>di</strong>va le sue fervorose pre<strong>di</strong>che. Deno<br />
minato il santo e il beato, pende il gin<br />
<strong>di</strong>zio pel riconoscimento del cullo pi ess*.<br />
la s. Sede. A suo tempo insorse il lagn
V E L<br />
mevole e grande scisma d'occidente con-<br />
tro il Papa legittimo Uibano VI, per l'in-<br />
trusione dell'antipapa Clemente VII , il<br />
quale volendo sostenersi colle armi, i co*<br />
irmi fedeli al vero Papa si batterono con<br />
esse. Frattanto l'ambizioso La<strong>di</strong>slao re <strong>di</strong><br />
Sicilia <strong>di</strong> qua dal T'aro, agognando al do-<br />
minio dello stato pontifìcio e d'Italia, in-<br />
grato a'benefizi ricevuti da Bonifacio IX,<br />
Innocenzo VII e Gregorio XII, nel ponti-<br />
'ficaio <strong>di</strong> quesl' ultimo profittando della<br />
perturbazione generale per il sussistente<br />
Làmia, con nuove scorrerie invase anche<br />
Cori e le vicine contrade. Le sue soldate-<br />
sche napoletane gli fecero soffrire molli<br />
[guai, saccheggiando e <strong>di</strong>strùggendo il ce-<br />
lebre monastero <strong>di</strong> s. Angelopresso Ninfa<br />
'detto <strong>di</strong> s. Maria del Monte Mirteto, dopo<br />
'3 secoli circa o 270 anni d' esistenza. Il<br />
Nibby citandoli Diario <strong>di</strong> Gentile Delfini,<br />
presso il Muratori, riferisce aver La<strong>di</strong>slao<br />
or<strong>di</strong>nata la roccatura <strong>di</strong> Tivoli, Velletri,<br />
;Cora ed altre terre, e che vi pose i castel-<br />
lani. Sebbene l'auno positivo manchi, e-<br />
gli crede che questo fatto appartenga al<br />
1408 : per roccatura doversi intendere<br />
la merlatura e fortificazioni in genere, e<br />
eh questo restauro delle mura curane ne<br />
souo evidenti prove que' pezzi che scor-<br />
gonsi appunto del secolo XV. Nel 14.10 il<br />
' re La<strong>di</strong>slao fu scomunicalo da Giovanni<br />
' XX11I<br />
I<br />
!<br />
'<br />
1<br />
(megiiodopo la data che vadoa riportare,<br />
perchè fu eletto nel medesimo<br />
1 4 1 o a' 1 7 maggio), e le sue tirannie ec-<br />
citarono le città e luoghi della Chiesa ro-<br />
ina uà a scuoterne il giugo, frale quali non<br />
fu l'ultima Curi. Spiegando essa fermezza<br />
e coraggio armalo, le riuscì <strong>di</strong> sottrarsi<br />
dalla sua prepotente dominazione; e per<br />
' essere all'uopo garantita e <strong>di</strong>fesa, nello<br />
slesso 1 4
198<br />
V E L<br />
proche con<strong>di</strong>zioni, mai esigette tributo<br />
dazio, come lo percepiva dalle città e ter-<br />
re realmente tributarie. Dice il Viola, prima<br />
dell'invasione <strong>di</strong>La<strong>di</strong>dao, anzi da tempo<br />
immemorabile, per l'amministrazione<br />
della giustizia e per la custo<strong>di</strong>a delle leg-<br />
gi si eleggevano due magistrati o preto-<br />
ri, uno de' quali prendeva il nome <strong>di</strong> po-<br />
destà e giu<strong>di</strong>cava nelle cause <strong>di</strong> pubblico<br />
<strong>di</strong>ritto, e l'altro cbe <strong>di</strong>ce vasi il giu<strong>di</strong>ce de-<br />
cideva le cause <strong>di</strong> <strong>di</strong>ritto privalo, e puni-<br />
va i delinquenti uniformemente allo sta-<br />
tuto (il giu<strong>di</strong>ce hovo in Ricebi cbe si e-<br />
leggeva da secoli, come leggesi nel breve<br />
Sanctae Romanae Ecclesiae Judex, del<br />
i 283 <strong>di</strong> Martino IV: si può vedere il suo<br />
«;ap.i6, Governo temporale <strong>di</strong> Cori). Il<br />
<strong>di</strong>ritto della nomina e dell'elezione del po-<br />
destà variava secondo le circostanze de'<br />
tempi e la forma del governo; sicché ora<br />
«d popolo romano, al preside delle due pro-<br />
vinole <strong>di</strong> Marittima e Campagna, ed ora<br />
alla città medesima spettava: ma il giu<strong>di</strong>-<br />
ce, cbe sempre avea avuto la giuris<strong>di</strong>zione<br />
nelle cause civili e crimiuali, depra-<br />
vasi per antica costumanza dalla s. Sede,<br />
come risulta da alti pubblici del 1288.<br />
Questa forma d'elezione durò fino a Bo-<br />
nifacio IX, che neh 392 concesse alla cit-<br />
tà il <strong>di</strong>ritto <strong>di</strong> tale elezione per un lem-<br />
pò determinato, cioè fino al 1 4 1 7 (ossia<br />
per 25 anni, però collo sborso <strong>di</strong> 4-5o fio-<br />
rini d'oro alla camera apostolica), in cui<br />
ritornò alla s. Sede. Martino V ueli43o<br />
avendo osservato che si eleggevano ed erano<br />
stati eietti 6 magistrati col titolo <strong>di</strong><br />
La<strong>di</strong>ni, magistrato poco giusto, per cui so-<br />
venti volte, con iscaudalo de'buoui, e con<br />
danno della pubblica e privala tranquil-<br />
li tà,resla vano impuniti i delitti, nelle cau-<br />
se de' quali davasi la prevenzione fra il<br />
kailino e il podestà ministro allora del-<br />
la curia generale delle due provincie sud-<br />
dette, per ovviare a ulteriori <strong>di</strong>sor<strong>di</strong>ni<br />
soppresse siffatta prevenzione, e restituì<br />
alla città, sebbene a titolo oneroso (cioè<br />
l'annuo censo <strong>di</strong> 5 fiorini d'oro e per 29<br />
anni, e col breve flfagnae fidclilatis), il<br />
V EL<br />
<strong>di</strong>ritto d'eleggere il ballino, cou libero<br />
sereizio della giuris<strong>di</strong>zione; <strong>di</strong>ritto che<br />
successivamente confermato da Nicolò V<br />
nel 1 45 1<br />
(collo stesso censo e per altri 29<br />
anni). Finalmente Sisto IV nel i48o, col<br />
breve Ad cogaiLainJidelUate.nl, soppr<br />
se affatto l'uffizio <strong>di</strong> ballino, e sciolse<br />
ri dalla giuris<strong>di</strong>zione del preside delied<br />
provincie, <strong>di</strong>etro istanza de'pubblici ra<br />
presentanti corani, e non senza la eoo<br />
razione dell'illustre e già ricordalo coi a<br />
e uon romano o conciano o <strong>di</strong> Corano<br />
come altri scrissero, p. Ambrogio Mas-<br />
sari, <strong>di</strong> vasto ingegno, che presso quel Pa-<br />
pa era in gran<strong>di</strong>ssima slima. Esso fu uno<br />
degli uomini più <strong>di</strong>stinti e sommi che può<br />
vantar Cori, religioso agostiniano del suo<br />
convento. Divenne celebre, eloquente ed<br />
efficace pre<strong>di</strong>catore, profondo teologo e<br />
filosofo, provinciale e procuratore gene-<br />
rale dell' or<strong>di</strong>ne, professore <strong>di</strong> teologia<br />
nell'università romana. Sisto IV l'inviò<br />
nunzio iu Germania per conciliar le <strong>di</strong>f-<br />
ferenze fra gli elettori dell' impero, cou<br />
felice riuscita; e poi. lo fece <strong>di</strong>chiarare<br />
generale del suo or<strong>di</strong>ne, <strong>di</strong> cui <strong>di</strong>venne<br />
beuefico e intelligente riformatore, mas-<br />
sime de'conventi <strong>di</strong> s. Marco in Milano, e<br />
<strong>di</strong> s.Maria del Popolo iu Roma, la cui r<br />
<strong>di</strong>ficazione e quella della chiesa otleu<br />
da Sisto IV. In Milano sosleune viltoii<br />
samenle la clamorosa questione, che il<br />
dottore s. Agosliuo si dovesse rappresen-<br />
tare vestito da romito e non da canoni-<br />
co regolare. Pubblicò in Roma l'apologia<br />
del suo or<strong>di</strong>ne , col commento della 1<br />
gola e il catalogo de'religiosi illustri. M<br />
to Sisto IV, fu uno degli oratori eletti<br />
<strong>di</strong>rne ['orazionefunebre; ma il successo-<br />
re Innocenzo Vili lo fece tosto rinchiu-<br />
dere in Castel s. Angelo, e dopo un mese<br />
gli assegnò il proprio convento per car<br />
re, ove oppresso d'afflizione inori poco<br />
pò nel 1480 in Roma. Tanto rigore si<br />
tribui per aver sparlato del Papa,o p<br />
che violò il <strong>di</strong>vieto sul silenzio imposto<br />
delta questione, o per invi<strong>di</strong>a e risei»<br />
mento d'alcuni suoi io&rali cuneligu<br />
:
IVEL<br />
che lo calunniarono. Benemerentissimo e<br />
ornamento del suo or<strong>di</strong>ne, sommo lette-<br />
i alOjOutore <strong>di</strong> molte dottissime opere lo-<br />
ti ite, il cui catalogo riportano il Ricchi e<br />
Viola, in uno agli alti encomi che gli tri-<br />
(lutarono tutti gli storici contemporanei<br />
e successivi, anche per le sue virtù, pietà<br />
e «spettabili costumi. Così finì un uomo ve-<br />
ramente grande, vittima della maligni-<br />
tà: esempio non raro, né unico nella serie<br />
dell'umane vicende! Discioltala città <strong>di</strong><br />
idoii nel 1480 dalla giuris<strong>di</strong>zione del preside<br />
delle due provinole, a' ig novembre<br />
ii5i2 furono rinnovati i patti onorevoli<br />
coll'inclito popolo romano,e nel i5i 3 con<br />
molla da Leone X fu questo reintegrato<br />
ni possesso <strong>di</strong> tutte le giuris<strong>di</strong>zioni, e del-<br />
l'imme<strong>di</strong>ato dominio sulla città <strong>di</strong> Cori e<br />
suo territorio, ed altri luoghi , Velletri<br />
iee. cum mero et misto imperio, aliisque<br />
omnibusjuribus etjuris<strong>di</strong>c tionibus, pro-<br />
ti t canini sub<strong>di</strong>forum , Romani populi<br />
<strong>di</strong>/ioni et potentati, de constnsu quorum<br />
interest, libere restiluimus et plenarie<br />
rciiitegramus.W p. Casimiro <strong>di</strong>ce cheLeo-<br />
ne X con tale atto confermò pure le franchigie<br />
<strong>di</strong> Cori , la <strong>di</strong>chiarò libera e immune,<br />
insieme con Velletri, Tivoli e Mag\'ìnnn,polestariae<br />
a taxis, quasproex-<br />
: pe<strong>di</strong>liane Brevium praefati secretarti ab<br />
1 tri patti della summenlovata concor<strong>di</strong>a vi<br />
i fu quello ezian<strong>di</strong>o , in forza del quale il<br />
1<br />
:<br />
podestà dovea nominarsi dal consiglio del<br />
popolo romano, e rinnovar-i ogni 6 me-<br />
' si; dovea esser nobile e citta<strong>di</strong>no roma-<br />
: no,<br />
e si rivestiva del mero e misto impe-<br />
1 ro. Si convenne inoltre che il giu<strong>di</strong>ce do-<br />
:<br />
. pubblio*<br />
vesse eleggersi da'priori,e confermarsi dal<br />
consiglio <strong>di</strong> Cori, colla qualità<br />
i <strong>di</strong> dottore ed estero; che dovesse pren-<br />
. dere<br />
1 che<br />
cognizione <strong>di</strong> tutte le cause sì civili<br />
criminali in 1 .* istanza, e compiline<br />
. i processi senza intervenzione del pode-<br />
stà; e che al medesimo giu<strong>di</strong>ce si appar-<br />
tenesse l'arbitrio della pena in tutti i ca>i,<br />
VEL 199<br />
dalle circostanze de' quali dovesse misu-<br />
rarsi la maggiore o miuore estensione. In-<br />
tanto Cori continuando in ogni secolo a<br />
produrre citta<strong>di</strong>ni in pietà e dottrina <strong>di</strong>-<br />
stinti e rinomati , rimarca Viola nel riferirne<br />
le notizie biografiche, che andava<br />
a presentarne una serie cos\ nobile e nu-<br />
merosa, da recare stupore e meraviglia.<br />
Il p. Bonifacio da Cori contemporaneo e<br />
correligioso del Massari, proseguì alacremente<br />
la riforma de'costumi nel suo or-<br />
<strong>di</strong>ne da lui cominciata, qual provinciale<br />
del medesimo, e fu mollo dotto e versato<br />
in ogni ramo <strong>di</strong> letteratura. Altro illu-<br />
stre e dotto agostiniano fu il p. Egi<strong>di</strong>o<br />
Marida , e si rese benemerito della pa-<br />
tria. Dalla famiglia Veralli, una delle più<br />
antiche e cospicue famiglie corane, usci-<br />
rono gran<strong>di</strong> uomini. Oltre il nominato<br />
redattore dello statuto, Gio. Battista (uno<br />
<strong>di</strong> simile nome e cognome negli Archia-<br />
tri Pontificii del Marini, lo trovo detto<br />
dal Mandosio me<strong>di</strong>co d'Eugenio IV, perchè<br />
peli." lo chiamò suo archiatra Baldo<br />
Bal<strong>di</strong> nel suo Opobalsamo, dalla quale<br />
opera crede Marini l'abbiano tolto gli autori<br />
del catalogo de' protome<strong>di</strong>ci e pubblicalo<br />
negli statuti del loro collegio, uon<br />
essendovene memoria nell'archivio della<br />
s. Sede. Bensì nel t;>2 r uno de'conserva-<br />
eis haclenus exigebitnt ... et ab ornai otori <strong>di</strong> Roma fu Gio. Battista Veralli, rinere,<br />
quo prò stationibus militimi Roma- ferito negli statuti urbani <strong>di</strong> quell'anno,<br />
1 uae Kcclesiae, gravabantur.Vva gli al- e il Marini ne riparla nel Ruolo de'pro-<br />
fessori dell' archiginnasio romano, qual<br />
capo de'conservalori, e così dotto che gli<br />
si attribuì l'orazione recitata in Campi-<br />
doglio per l'inaugurazione della statua <strong>di</strong><br />
Leone X scolpita da Domenico Amio o<br />
d'Aimo. Inoltre lo chiama famigliare del<br />
car<strong>di</strong>nal Farnese, marito della nobile romana<br />
Giulia sorella del car<strong>di</strong>nal Jacovacci,<br />
e riformatore dello stu<strong>di</strong>o <strong>di</strong> Ro-<br />
ma. Ignora quando fu protome<strong>di</strong>co <strong>di</strong> Roma,<br />
e ripete sogno il crederlo stato me-<br />
<strong>di</strong>co d'Eugenio IV. Da tali uffizi, dall'es-<br />
sere romana la moglie ed aggregata alla<br />
nobiltà romana la famiglia Veralli, pro-<br />
babilmente derivò l'errore <strong>di</strong> chiamarsi
aoo VEL<br />
romano il loro figlio car<strong>di</strong>nal Girolamo<br />
nell'epitaffio del sepolcro, ov'è detto zio <strong>di</strong><br />
Urbano F//, perchè questo nacque dalla<br />
figlia della sorella della madre, e non dal-<br />
la sorella <strong>di</strong> questa , come alcuni credo-<br />
no), vivea mentre il car<strong>di</strong>nal Farnese era<br />
vescovo d' Ostia e Velletri. Egli era let-<br />
terato e professore <strong>di</strong> me<strong>di</strong>ciua, e talmen-<br />
te a quel gran car<strong>di</strong>nale ben affetto, che<br />
nelle sue pastorali visite, in Cori amava<br />
<strong>di</strong> godere dell'ospitalità de' Veralli, nella<br />
casa del quale alloggiava, e si tratteneva<br />
ezian<strong>di</strong>o se per avventura da qualche in-<br />
<strong>di</strong>sposizione <strong>di</strong> salute era sorpreso. Dive-<br />
nulo neh 534 il vescovo porporato Pao-<br />
lo III, non <strong>di</strong>menticò i servigi e l'amicizia<br />
del corano me<strong>di</strong>co Veralli , e profuse le<br />
sue beneficenze su <strong>di</strong> lui e su tutta la fa-<br />
miglia. Lo chiamò subito in Roma , ed<br />
usò con esso tale familiarità, che fabbri-<br />
candosi il palazzo Farnese , il Veralli Io<br />
consigliò a dargli in alcune parti la forma<br />
del tempio <strong>di</strong> Ercole in Cori, <strong>di</strong> che<br />
già <strong>di</strong>ssi ove ne feci parola. Suoi figli furono<br />
Girolamo Veralli (V), Paolo Emi?<br />
lio, e Matteo parimenti nati in Cori nella<br />
casa avita presso poi la Segnina. Girolamo<br />
fu creato dal Papa car<strong>di</strong>nale; Paolo E-<br />
Diilio fu celebre u<strong>di</strong>tore <strong>di</strong> Rota, arcive-<br />
scovo <strong>di</strong> Rossano e vescovo <strong>di</strong> Capaccio,<br />
ed affezionato alla terra natale, abitò<br />
molto tempo in Cori, mentre era vesco-<br />
vo, e vi si fabbricò un'abitazione annessa<br />
alla casa paterna. Il p. Casimiro da Roma<br />
a vendo criticamente esaminatoli luogo<br />
<strong>di</strong> nascita del car<strong>di</strong>nal Girolamo Ve-<br />
ralli, trovò che incontrastabilmente fu Co-<br />
ri, riferendo <strong>di</strong>verse notizie della famiglia<br />
Veralli corana e del car<strong>di</strong>nale, che in Co-<br />
vi godè de' benefizi ecclesiastici, fu par-<br />
roco <strong>di</strong> s. Michele Arcangelo, in<strong>di</strong> fu elet-<br />
to giu<strong>di</strong>ce dalla patria, e luogotenente e<br />
giu<strong>di</strong>ce del car<strong>di</strong>nal Farnese in Velletri;<br />
e <strong>di</strong>venuto car<strong>di</strong>nale, Cori nel pubblico<br />
consiglio lo <strong>di</strong>chiarò protettore, e decre-<br />
tò che nulla s'iutraprendesse senza la sua<br />
approvazione.Che il fratelloMalteo si ma-<br />
ritò con Giulia Mqualdeschi deila Cer-<br />
VEL<br />
vara, e fu conservatore <strong>di</strong> Roma, ove<br />
stabilirono i figli Gio. Battista e' Fabri<br />
zio Veralli (V.), nel palazzo acquistalo in<br />
piazza Colonna, già de'Gi ustiui e oraPiooa-<br />
bino. Fabrizio <strong>di</strong>venne poi car<strong>di</strong>nale ,<br />
il fratello ebbe da Eugenia Rocci due fi-<br />
glie Giulia e Maria, la quale ultima spo-<br />
sala al marchese Orazio Spada, nipote<br />
del car<strong>di</strong>nal Bernar<strong>di</strong>no Spada (V.),<br />
porlo seco in dote tulta l'ere<strong>di</strong>tà de'Ve-<br />
rulli , che <strong>di</strong>cesi eccedesse la somma <strong>di</strong><br />
200,000 scu<strong>di</strong>. E così fu estinto il ramo<br />
de' Veralli passato in Roma , poiché in<br />
Cori ne restò allro, essendosi la famiglia<br />
<strong>di</strong>visa in due sino dal secolo XV,e fioriva<br />
a tempo del p. Casimiro,com'egli attesta,<br />
imparentata a quella de'Ricchi. IlNovaes<br />
e il Marchiafava <strong>di</strong>cono i car<strong>di</strong>nali Girolamo<br />
e Fabrizio nati in Cori, benché<br />
sulla loro tomba si legga romano. Eru-<br />
<strong>di</strong>tamente e con <strong>di</strong>ffusione tratta de'dt<br />
car<strong>di</strong>nali Veralli anche il Cancelli»:<br />
nella Lettera al car<strong>di</strong>nal Antonio P
VE L<br />
levasi dalla Storia mss. <strong>di</strong> Cori del p. San-<br />
te Laurienti,cheil feudo <strong>di</strong> Castel Viscardo<br />
passò agli Spada da'Veralli. Continua<br />
il Viola a narrare, che Erminio Versili,<br />
afline de'mentovati Girolamo e Paolo E-<br />
milio, nella guerra contro il turco sotto<br />
s. l'io V, trascorse gloriosamente la mi-<br />
litare carriera, luogoteuente <strong>di</strong> Paolo G hi-<br />
slieri nipote <strong>di</strong> quel Papa; trovossi in <strong>di</strong>*<br />
verse battaglie navali, in cui riportò lode<br />
<strong>di</strong> valoroso e intrepido, pieno d'onorate<br />
cicatrici Spatriando. Nella stessa guerra<br />
il Ricchi ricorda Paolo Maltei capitano<br />
del re <strong>di</strong>Francia. Noterò col p. Casimiro,<br />
che in Cori <strong>di</strong>moravano gli ebrei, espulsi<br />
nel i56g d'or<strong>di</strong>ne <strong>di</strong> s, Pio V, come<br />
in altri luoghi, onde fu venduta la scuo-<br />
la che avevano nella città, e restò il nome<br />
alla contrada da loro abitata. Il sud-<br />
detto p. Maritila (che Ricchi <strong>di</strong>ce della<br />
famiglia Militi o benedetti, ma piuttosto<br />
una sorella entrò in quella casa) aveudo<br />
particolare amicizia con Marc' Antonio li<br />
Colonna, rese un segnalato servigio alla<br />
patria nella fatale guerra della Campa*<br />
gua Romana degli spaglinoli contro Pao-<br />
lo I V ; d Colonnese seguendo le parti ne-<br />
miche, devastò <strong>di</strong>verse città e luoghi del-<br />
la provincia. Si presentò sotto Cori col-<br />
l'esercilo vittorioso, e forse con cattiva<br />
intenzione. Costernati gli abitanti temevano<br />
funeste sciagure, quando il p. Ma-<br />
lnota accompagnato da un drappello <strong>di</strong><br />
ragguardevoli citta<strong>di</strong>ni, si portò incontro<br />
alle minacciatiti squadre. 11 Colonna alla<br />
vista dell'agostiniano amico,deposto il contegno<br />
guerriero, I' accolse benignamen-<br />
te, ed assicurò che non avrebbe molesta-<br />
to la città. Altri agostiniani illustri furo-<br />
no il p. Bonifacio Scaglioni, e particolarmente<br />
il p. Cristoforo Militi o de' Bene-<br />
detti uipole del p. Maiiola: dotto in ogni<br />
ramo <strong>di</strong> sapere e dotalo d'ingegno per-<br />
spicace, fu vicario generale <strong>di</strong> più vesco-<br />
vi, provinciale della provincia romana, e<br />
facondo pre<strong>di</strong>catore recitò <strong>di</strong>verse pre<strong>di</strong><br />
che ne! palazzo apostolico con singoiar sod-<br />
<strong>di</strong>sfuioue <strong>di</strong> Clemente Y-M i anicclù il<br />
-<br />
VEL aoi<br />
patrio convento <strong>di</strong> scelta biblioteca, e lasciò<br />
mss. molte opere. Agostiniani pur<br />
furono, Egi<strong>di</strong>o Fantuzzi valente pre<strong>di</strong> -<br />
calore; Celidonio Giar<strong>di</strong>netti si <strong>di</strong>stinse<br />
nella poesia ; Cristoforo Militi giuniore;<br />
Gregorio Militi arse <strong>di</strong> zelo apostolico pel<br />
prossimo e specialmente pe' suoi concilia-<br />
ni, e compose un libro Sull'origine e ari'<br />
lichità <strong>di</strong> Cori; Gio. Battista Benedetti<br />
afline de' nominati <strong>di</strong> bel talento. Aure-<br />
lio Alti fu virtuoso, saggio e dotto gover-<br />
natore d'Anagni e altre città. La famiglia<br />
Bucciarelli originaria <strong>di</strong> Roma fu pro-<br />
duttrice <strong>di</strong> uomini preclari; fu Antonio <strong>di</strong><br />
Francesco ufficiale del senato sotto Mar-<br />
tino V, che fissò in Cori il suo domicilio,<br />
da cui sortirono Agostino vicario gene-<br />
rale d'Ostia e Velletri, Marsilio egualmente<br />
vicario, e Pompeo professore <strong>di</strong><br />
teologia. Questi stimato da' Colonna fu<br />
maestro e aio a Marc' Antonio II, e ne <strong>di</strong>-<br />
venne successivamente u<strong>di</strong>tore e impie-<br />
gato ne'goverui <strong>di</strong> molte città e castella;<br />
restato vedovo, si fece sacerdote, visse i i o<br />
anni e fu uno de' revisori dello statuto<br />
allorquando si stampò. Marzio Buccia-<br />
relli fu vicario <strong>di</strong> 4 car<strong>di</strong>nali vescovi in<br />
Cori; Lorenzo Bucciarelli fu preside <strong>di</strong><br />
molte città e altri luoghi <strong>di</strong> Campagna;<br />
e per non <strong>di</strong>re d'altri Bucciarelli, Pietro<br />
quasi sempre resse i comunali interessi.<br />
Dice Ricchi che Paolo Bucciarelli oriundo<br />
<strong>di</strong> Cori, nel i 634 w consagrato da Urbano<br />
Vili vescovo <strong>di</strong> Narni. Fabio Gian-<br />
nuzzi vicario generale d'Ostia e Velletri,<br />
beneficiato e camerlengo Vaticano: il fra-<br />
tello Manilio avvocato concistoriale, pel<br />
suo sapere profondo s. Pio V lo nominò<br />
governatore; Ugo Boncompagui che gli<br />
successe (pare che si debba anticipare la<br />
della epoca, non solo per riferire il NovaescheUgu<br />
nel 1 555 fu fallo vice-legato<br />
<strong>di</strong> Campagna, ma perchè Pio IV anteces-<br />
sore <strong>di</strong> s. Pio V l'avea creato car<strong>di</strong>nale e<br />
inviato legato in Ispagna) nella carica, <strong>di</strong>-<br />
venuto Gregorio XIII, stimando i meriti<br />
<strong>di</strong> Manilio, profuse le sue beneficenze su<br />
<strong>di</strong> lui e itigli, de'quali fece Pietro vescovo
2oi VEL<br />
d'Alatri, e Gio. Ballista suo particolare<br />
tesoriere, Giovanni Amali essendo cappel-<br />
lano del car<strong>di</strong>nal Me<strong>di</strong>ci, il quale eletto<br />
Papa col nome <strong>di</strong> Pio IV lo fece canonico<br />
Lateranense(aItro canonicodella basilica<br />
Valicana corano fu Biagio, ricordato dal-<br />
lo Schradero ne' Monumenti d' Italia flno<br />
al 1 5ga) e vescovo <strong>di</strong> A/mort nel 1 565<br />
colla ritenzione del canonicato, anclie dopo<br />
la rassegna fatta del vescovato nel 1567,<br />
morto decano <strong>di</strong> quell' arcibasilica nel<br />
j 5g3 e sepolto nella medesima, in cui <strong>di</strong>-<br />
spose annuo anniversario <strong>di</strong> suffragio, il<br />
quale celebrasi a' 5 maggio: la sua iscri-<br />
zione sepolcrale nel 1843 fu rinnovata<br />
dal concitta<strong>di</strong>no e concanonico mg, r<br />
Pic-<br />
chioni.come notai nel ricordato articolo.<br />
Ulisse Ciuf!) preside <strong>di</strong> moltecittà <strong>di</strong> Campagna,<br />
restato vedovo della virtuosa Laudemia<br />
Giannuzzi, <strong>di</strong> 70 anni si or<strong>di</strong>nò<br />
sacerdote e due de* suoi 10 figli che già<br />
lo erano assisterono la suat,' messa : gli<br />
attribuiscono varie opere letterarie, ed<br />
una Genealogia delle famiglie <strong>di</strong> Cori,<br />
che inoriginaleè nell'archiviodella nobi-<br />
lefutuiglia Marchetti, Gio. Antonio e Vin-<br />
cenzo Prosperi valenti giureconsulti, d'u-<br />
na delle famiglie più antiche e nobili <strong>di</strong><br />
Cori, la quale porta va prima il cognome <strong>di</strong><br />
Renzi dal famoso tribuno <strong>di</strong> Roma Nicola<br />
<strong>di</strong> Rienzo, <strong>di</strong> cui riparlai nel voi. LXXIH,<br />
p. 3o2; famiglia che prese il cognome <strong>di</strong><br />
Prosperi da Prospero Renzi verso il 1 5a5.<br />
Cesare Mattei il seniore da'patrii storici<br />
fu detto il poeta corano, in gran rinomanza<br />
nel declinar del secolo XVI; ca-<br />
nonico e rettore <strong>di</strong> <strong>di</strong>verse chiese in Cori<br />
e in Roma, autore <strong>di</strong> molte opere in prosa<br />
e in versi,corae<strong>di</strong> Iodate trage<strong>di</strong>e. Que-<br />
ste come altre produzioni letterarie de'<br />
talenti corali, essendosi perdute, furono<br />
deplorate dal Viola, per la maggior glo-<br />
ria che ne sarebbe derivata a Cori, e uti-<br />
le alla repubblica letteraria. La fami-<br />
glia Zampini fiorì tra le ragguardevoli,<br />
reputandosi derivata dal suddetto Marco<br />
Silaccio, vissuto a' tempi <strong>di</strong> Commodo,<br />
fiorendo un Antonio circa il 1 570 (e poi<br />
VEL<br />
il sullodalo p. Cherubino). Osserva il Vio-<br />
la, che una serie così numerosa <strong>di</strong> uomi-<br />
ni insigni che Cori nel secolo XVI pro-<br />
dusse, dà a conoscere lo stato <strong>di</strong> robu-<br />
stezza in cui ella trovavasi in quell'età, e<br />
coniedovea essere temuta e rispettata. In<br />
fatti, soggiunge, Marc'Antonio e Sciarra<br />
Colonna (com'egli lo chiama, e <strong>di</strong> cui più<br />
sopra ragionai, come nel paragrafo Ser-<br />
moncta), facendo col loro esercito ritorno<br />
dalla Francia, e volendosi ven<strong>di</strong>care<br />
d'alcuni torti ricevuti, penetrarono nella<br />
Campagna, e infiniti guasti recarono a<br />
molte città ed altri luoghi <strong>di</strong> quell'uber-<br />
tosa provincia; passando per altro nelle<br />
vicinanze <strong>di</strong> Cori, la riguardarono da<br />
lungi con rispetto, né osarono <strong>di</strong> violare<br />
il <strong>di</strong> lei territorio. Inoltre Marco Sciarra<br />
famoso condottiero <strong>di</strong> numerose bande<br />
<strong>di</strong> truppa devastatrice, passando con essa<br />
presso la città, tale timore neconcepì, che<br />
fuggendo, si tenne ben lontano dalla me-<br />
desima, e si spinse a depredare Castel<br />
Giuliano, Norma, e altre terree castella<br />
della provincia <strong>di</strong> Campagna, Il Ricchi<br />
che altrettanto riporta, in parte chiarisce<br />
il narrato, in parte fa conoscere essere ri-<br />
petizione del riferito superiormente, non<br />
senza forse anticipare l'epoca quanto a<br />
Soiarra. Poiché egli <strong>di</strong>ce, <strong>di</strong> ritorno Mar-<br />
c'Antonio(II)CoIonna dalla Francia colle<br />
sue squadre nel 1 556 (cioè nella guerra<br />
contro Paolo IV), benché predasse Segni,<br />
Palestrina e altri vicini luoghi, non<strong>di</strong>meno<br />
per Cori si mostrò rispettosissimo.<br />
Marco Sciarra Colonna, dopo aver sac-<br />
cheggiato Norma e Giuliano, portando-<br />
si alla volta <strong>di</strong> Cori, la sua venuta fu<br />
frastornata dal p. Egi<strong>di</strong>o Mariola cora-<br />
no, che avendo entratura co' Colonnesi,<br />
in segno d'amorevolezza gli andò incon-<br />
tro con molte some <strong>di</strong> viveri, e come al-<br />
tri vogliono gli presentò le chiavi <strong>di</strong> Co-<br />
ri, per cui dal Papa restarono scomunicati<br />
per molto tempo i corani. Neìì'41bwn<strong>di</strong><br />
Roma,i. 2 3,p. 3 5, si legge <strong>di</strong> L. A li-<br />
bati un' elegante descrizione della pitlu<br />
ra esprimente Tasso e Marco Sciarra, e-
V E L<br />
seguita dal valente romano pittore Carlo<br />
De Paris. Si apprettile da essa che il for-<br />
Mutabile ladrone co' suoi Celli, ne' nion-<br />
li della Bruzia vedendo il grande epico<br />
(che celebrai anche nel voi. LXXXV, p.<br />
34), «»on gli fece onta, tua lutto umano<br />
e mite l'assicurò <strong>di</strong> progre<strong>di</strong>te il viaggio<br />
tranquillamente, ed ofltì nell'insorta prò<br />
cella se e i suoi in <strong>di</strong> lui aiuto e conforto.<br />
Secondo il riferito da Ricchi, e in uua<br />
lettera scrittami dal Marchetti, Paolo V<br />
nel i 60 5 accordò al magistrato pubblico<br />
<strong>di</strong> Cori il titolo <strong>di</strong> conservatori. Il Bau<br />
co in vece attribuisce la concessione a s.<br />
l'io V e perciò anteriore, ed osservando<br />
che il senato tornano ne fu contento, e<br />
che anzi ascrisse fra le famiglie patrizie<br />
romane non poche <strong>di</strong> Cori, che furono<br />
la Versili, la I3uzi, la Corra<strong>di</strong>ni, la Mon-<br />
tagna e altre. I conservatori <strong>di</strong> Cori si<br />
sottoscrivevano con tale titolo, e poi tracciarono<br />
d'usarne il titolo. A tempo del<br />
Biechi i 3 priori incedevano magistralmente<br />
con ammanti <strong>di</strong> color violaceo, e<br />
ornamento <strong>di</strong> armisino o ormesino, I<br />
conservatori poi incedevano togati con<br />
berrette <strong>di</strong> velluto, segniti da 3 mandata-<br />
ri, sia nel partire e sia nel ritorno alle loro<br />
case. Leggo uel p. Casimiro, che nel 1 660<br />
or<strong>di</strong>nò la congregazione della s. Consulta,<br />
che gli umziali del comune si eleggesse-<br />
ro dalle 60 principali famiglie, poiché<br />
sino allora nulla facendosi in Cori senza<br />
i conservatori <strong>di</strong> Roma, da questi si sce-<br />
glievano 60 consiglieri, da' quali erano<br />
scelti gli uffiziali e singolarmente il giu<strong>di</strong>ce;<br />
essendosi i conservatori <strong>di</strong> Roma<br />
riservato solamente il <strong>di</strong>ritto <strong>di</strong> costituir-<br />
vi il pretore, poi confermato con ponti-<br />
ficio breve, carica che soltanto conferì-<br />
vasi ad un nobile romano, onde tra gli<br />
nitri l'esercitarono i Cenci, i Conti, i Muti,<br />
i Bufali, i Fa hi, i Doccabella, i Pupa-<br />
loui, : Velerà, gli Jacovacci, i Cesari ni,<br />
i Molara, i Matlei, i Calftrelli, i Frangi-<br />
pani. Se uel secolo XVI Unti uomini<br />
chiari nelle lettere, nella pietà e negli o<br />
noti Cori produssi-, <strong>di</strong>chiara Viola, non<br />
V E L ao3<br />
ne fu meno feconda nel secolo XVII. Sul<br />
principio fu illustrata dalla nascita <strong>di</strong><br />
Pellegrino Lau<strong>di</strong> Vittorj, la cui famiglia<br />
sempre produsse insigni uomini nelle<br />
scienze,ed al presente con ragione si pregia<br />
appartenerle il degnissimo vescovo d'Asi-<br />
si. Pel legri no colle sue virtù <strong>di</strong> venne cano-<br />
nico <strong>di</strong> s. Maria, l'ornamento della patria,<br />
il decoro <strong>di</strong> sua stirpe, il padre de' poveri,<br />
l'uomo apostolico e santo, comechè<br />
venerato qual servo <strong>di</strong> Dio. Ne compilò<br />
la vita un gesuita, e la de<strong>di</strong>cò al vescovo<br />
car<strong>di</strong>nal Ruffo, <strong>di</strong> cui ne pubblicò l'estratto<br />
il Marchiata va nella <strong>di</strong>scorsa de-<br />
<strong>di</strong>zione <strong>di</strong> sua Breve istoria, ragionandone<br />
anche nella 3.' Narratisi <strong>di</strong> esso co-<br />
se pro<strong>di</strong>giose, fra le quali le sue estasi in<br />
coro al canto della Salve Regina, e <strong>di</strong><br />
aver alzato il capo e le mani dal feretro<br />
nella messa solenne del suo funerale al-<br />
l'elevazione dell'Ostia per venerare il ss.<br />
Sagrameuto. Divotissimo della Madou»<br />
uà del Soccorso, impreteribilmente la vi-<br />
sitava ogni giorno prima del coro, ed in<br />
una processione <strong>di</strong> penitenza, per umilia<br />
fece il lungo e <strong>di</strong>sastroso viaggio con pe-<br />
santissima Croce sulle spalle, e con peso<br />
smisurato <strong>di</strong> selci appeso al collo. Girolamo<br />
Yeralli il giuniore figlio <strong>di</strong> Erminio,<br />
letterato, giureconsulto e preside <strong>di</strong> molte<br />
città ed altri luoghi della Campagna,<br />
La famiglia Castal<strong>di</strong> fu pure in ogni tempo<br />
<strong>di</strong> uomini egregi illustrata: Marsilio<br />
fu valente letterato ed eru<strong>di</strong>to; così Ana-<br />
stasio canonico d'Albano; Flaminio giu-<br />
reconsulto fu denominato causi<strong>di</strong>co per-<br />
fctloj il p. Gabriele seniore agostiniano,<br />
profondo teologo, esimio oratore, autore<br />
d'un dramma sulla fanciulla Oliva. Mel-<br />
chior Bossi, imitatore <strong>di</strong> Plauto che fa-<br />
cendo il mugnaio nell'ore <strong>di</strong> riposo scri-<br />
vea comme<strong>di</strong>e, essendo scarpellino nell'ore<br />
d'ozio componeva versi e comme<strong>di</strong>e,<br />
ed il Viola riporta <strong>di</strong> lui un bel numero<br />
d'opere in prosa e in poesia, alcune del-<br />
le quali stampale. Alessandro Petrilli<br />
buon poeta, ma seguace del cav. Marini ;<br />
conosciuta l'eirouea sua coudoltu si fece
ao4 V E L<br />
cappuccino, ed occupò il suo estro poe-<br />
tico in temi e<strong>di</strong>ficanti e in rappresenta-<br />
zioni sagre, riferite dal Viola. Antonio<br />
Mattei cauonico decano <strong>di</strong> Milano: altro<br />
<strong>di</strong> tal nome o forse il medesimo, con l'U-<br />
gheili lo <strong>di</strong>ssi vescovo <strong>di</strong> Sarno in quel-<br />
1' articolo. La famiglia Montagna produsse<br />
più in<strong>di</strong>vidui meritevoli <strong>di</strong> rimem-<br />
branza: Marco Tullio valente pittore fu<br />
impiegalo da Urbano Vili negli abbelli-<br />
menti del palazzo apostolico ; Vincenzo<br />
buon letterato, fu ^.o anni governatore<br />
de' feu<strong>di</strong> de'Caetani, morto piamente in<br />
patria <strong>di</strong> 97 anni uel giorno e ora da lui<br />
predetti; Salvatore <strong>di</strong> gran talento e prò-<br />
tonotario apostolico, dal car<strong>di</strong>nal Pietro<br />
Aldobran<strong>di</strong>ni fatto nominare avvocalo<br />
delle vedove, de'pupilli e <strong>di</strong> tutti i pove-<br />
ri <strong>di</strong> Roma, meritando che Urbano Vili<br />
lo sostituisse al celebre mg/ Scannarola<br />
<strong>di</strong>venuto vescovo <strong>di</strong> Sidone, nell' uffizio<br />
<strong>di</strong> procuratore generale sulla visita delle<br />
carceri <strong>di</strong> Roma; zelantissimo della reli-<br />
gione arriccili le patrie cinese d'insigni ss.<br />
Reliquie e <strong>di</strong> altri sagri monumenti. Il<br />
suo fratello Gio. Pietro Prosperi avvo-<br />
cato in Roma, fu ascritto co' suoi <strong>di</strong>scen-<br />
denti alla nobiltà romana, per le sue e-<br />
gregie qualità. Torquato Corra<strong>di</strong>ni d'an-<br />
tica origine romana e nobile, celebre av-<br />
vocato della curia romana, da Cori sua<br />
patria si trasferì a Sezze nello sposare l'ere<strong>di</strong>tiera<br />
delia cospicua famiglia Gamba-<br />
liconi, e <strong>di</strong>venne padre del celebre car<strong>di</strong>-<br />
nal Pier Marcello Corra<strong>di</strong>ni (f.) gloria<br />
e protettore <strong>di</strong> Cori e <strong>di</strong> Sezze, pel narra-<br />
to in quell'articolo, come sue patrie d'o-<br />
rigine e <strong>di</strong> nascita : le corti <strong>di</strong> Spagna e<br />
dell'impero impe<strong>di</strong>rono che fosse sublimato<br />
al pontificato. Il Viola ancora degnamente<br />
ne celebrò le splen<strong>di</strong>de gesta e<br />
la vasta dottrina. 11 solo Torquato padre<br />
del car<strong>di</strong>nale passò in Sezze, rimanendo<br />
iu patria l'altro ramo Corra<strong>di</strong>ni, Agl'il-<br />
lustri del secolo XVII appartiene Valen-<br />
tino Moroni celebrato dal Ricchi, qual<br />
capitano nella guerra sostenuta da Urba-<br />
no Vili, poscia passalo al servigio dei ve<br />
VEL<br />
<strong>di</strong> Francia e dell'imperatore inGermania:<br />
tornalo in patria carico d'anni e <strong>di</strong> glo-<br />
ria, vi morì con applauso del suo operalo<br />
e insieme con ammirazione <strong>di</strong> non esser<br />
stalo premiato a misura <strong>di</strong> sue prodezze.<br />
Ma come <strong>di</strong>ce il maestro della politica<br />
Tacito : Non seniper virluli pares hono-<br />
res, ncque bonis praemia, sed ignavis<br />
tributa fuere ! 11 Ricchi fa pure onore-<br />
vole menzione del capitano Paolo Mattei,<br />
e <strong>di</strong> Cristoforo e Cesare militi <strong>di</strong> tal fami-<br />
glia, e della sua Virgilio alfiere in della<br />
guerra, dalla quale ripalriaudo donò la<br />
sua ban<strong>di</strong>era alla Madonna del Soccorso.<br />
Virgilio Colangelie Beatrice <strong>di</strong> lui sorel-<br />
la furono l'ornamento e il decoro <strong>di</strong> Co-<br />
ri. Virgilio lodato poeta lasciò <strong>di</strong>verse o-<br />
pere iu versi nel latino i<strong>di</strong>oma <strong>di</strong> patrii<br />
argomenti, notati dal Viola. Beatrice si e-<br />
sercitò pure egregiamente nella poesia,<br />
e in morte fu pianta dalla patria: lusin-<br />
ghiero elogio. Giulio Picchiotti il giunio-<br />
re abbellì e dotò nel duomo la cappella<br />
della Madonna della Pietà, beneficò i mi-<br />
nori osservanti con suppellettili sagre, e<br />
per l'acquisto dell'area onde ingran<strong>di</strong>rne<br />
il convento. Quattro degni figli <strong>di</strong> questo<br />
virtuoso corano furono Alessandro, Simeone,<br />
Cesare e Carlo; e da questi derivarono<br />
altri uomini encomiati, come Fla-<br />
minio e Alessandro suo fratello arcipreti<br />
<strong>di</strong> s. Maria. La famiglia Buai non fu in-<br />
feriore alle altre Cora ne in uomini valen-<br />
ti: furono giureconsulti Giovanni uel se-<br />
colo XV, nel seguente Pier Sante, e A»<br />
deodato vicario generale d'Ostia e Velie-<br />
tri. Da Onorato <strong>di</strong> 4 figli laureati in giurisprudenza<br />
(un Girolamo fu abbrevia-<br />
tole <strong>di</strong> parco maggiore), Pier Sante do-<br />
po la metà del secolo XVI, essendosi tra-<br />
sferito in Roma, si acquistò fama <strong>di</strong> ce-<br />
leberrimo avvocato, e sposata la nobile<br />
Prudenzia Giganti romana, ivi fissò il<br />
suo domicilio, per cui Lorenzo uno de*<br />
figli formò il i. Q anello genealogico della<br />
famiglia Buzi romana, il cui palazzo al-<br />
la salita <strong>di</strong> monte Maguanapoli ere<strong>di</strong>ta-<br />
rono t marchesi Ce va. 1 suoi <strong>di</strong>scendeu
VEL<br />
ti furono ragguardevoli e rinomali: Lo-<br />
renzo giuniore <strong>di</strong>venne dotto vescovo <strong>di</strong><br />
Carpentrasso, ivi compianto per esem-<br />
plari costumi, virtuoso e santo pastore,<br />
profondendo le ren<strong>di</strong>te della mensa nel<br />
sovvenire i poveri. De'Buzi furono pu-<br />
re, Pier Srnte cavaliere gerosolimitano<br />
(del suo nome fu pure il prelato referen-<br />
dario morto preside d'Orvieto nel 170 5),<br />
Giuliano e Carlo conservatori <strong>di</strong> Roma,<br />
altro Carlo dotto barnabita, e Fabio va-<br />
loroso milite fu gentiluomo della ce'ebre<br />
Cristina regina <strong>di</strong> Svezia: Prudenzia sorella<br />
de* primi sposò Ortensio de' mar-<br />
chesi Ceva. Di non minore antichità e<br />
nobiltà è l'altra famiglia corona de'Ltizi ;<br />
da cui uscirono encomiati nel secolo XVI<br />
Giuliano cancelliere, Francesco gesuita<br />
profondo teologo e celebre pre<strong>di</strong>catore,<br />
morto in buon odore; il fratello Fulvio fu<br />
canonico <strong>di</strong> s. Maria in Via Lata <strong>di</strong> Roma:<br />
il figlio <strong>di</strong> Curzio, Antonio, <strong>di</strong>venne ec-<br />
cellente chirurgo operatore. Il p. fr. Sante<br />
Lauriente francescano minore osservan-<br />
te, <strong>di</strong>scendente dall'omonima famiglia,<br />
dotto e fornito d'estese cognizioni, scrisse<br />
non poco in poesia ed i molteplici argo-<br />
menti riporta Viola, sì <strong>di</strong> poemi e sì <strong>di</strong><br />
componimenti numerosi. Dotato <strong>di</strong> va-<br />
sta eru<strong>di</strong>zione patria compilò {'[Ustoria<br />
Corani, senza risparmio <strong>di</strong> ricerche e fa-<br />
tiche; perciò benemerentissimo della pa-<br />
ti ia,i cui pregi rilevò con lode Viola con<br />
sensi <strong>di</strong> grato animo, per aver notabilmente<br />
contribuito alle sue pregievolissime<br />
Memorie isteriche <strong>di</strong> Cori } e per que-<br />
sti miei cenni anch'io mi <strong>di</strong>chiaro rico-<br />
noscente e ammiratore. Da Natale Pla-<br />
ci<strong>di</strong> e da Angela Car<strong>di</strong>lli onesti e poveri<br />
pastori nacque il gran beato Tommaso<br />
da Cori, sublime ornamento del suo or-<br />
<strong>di</strong>ne e <strong>di</strong> sua avventurata patria, istitu-<br />
tore de' ritiri de* minori osservanti nel-<br />
la provincia <strong>di</strong> recollezione da lui restau-<br />
rata, denominato da Pio Vi 1' Apostolo<br />
<strong>di</strong>Subiaco, la cui <strong>di</strong>ocesi abbaziale, inaf-<br />
fiata da' suoi evangelici sudori d'assidua<br />
pre<strong>di</strong>cazione, iu Ci vitella possiede il le-<br />
V E L 2o5<br />
soro del suo sagro corpo, luogo venera-<br />
to qual santuario, che descrissi nel voi.<br />
LXX, p. 229. Alle sue vite ivi ricordate<br />
aggiungerò: Compe<strong>di</strong>o della vita, vir-<br />
iti e miracoli ec, Roma 1 760. Acta Bea-<br />
tificationis et Canonizationis etc.,Romae<br />
1786. Santificò pure le provinole <strong>di</strong> Ma-<br />
rittima e Campagna, <strong>di</strong> Sabina e <strong>di</strong> Rie-<br />
ti, ed anche in Roma si rese benemerito.<br />
Cori nel secolo XVIII, simile ad un ter-<br />
reno sempre fertile e rigoglioso, come lo<br />
qualifica Viola, come ne' precedenti fu<br />
produttrice d'illustri. Ed eccoci nuova-<br />
mente, per ragione <strong>di</strong> epoca, a celebrare<br />
lo <strong>storico</strong> Antonio Ricchi, la cui antica<br />
famiglia corona risale al principio del se-<br />
colo XIV, s'imparentò colla Veralli e re-<br />
stò estinta a* nostri giorni; ne' tempi ve-<br />
tusti portava il casato <strong>di</strong> Agoni, quin<strong>di</strong><br />
per le ricchezze <strong>di</strong> cui era fornita prese<br />
quello de'Ricchi. Dopo la metà dj. detto<br />
secolo Tuzio costruì in Cori la cappel-<br />
la <strong>di</strong> s. Giovanni, e della ss. Concezione<br />
nella chiesa <strong>di</strong> s.Pietro.L'eru<strong>di</strong>tissimedue<br />
opere d'Antonio, più volte commendale,<br />
a suo tempo fecero strepito e soprattut-<br />
to furono accolte con entusiasmo da'suoi<br />
concitta<strong>di</strong>ni; <strong>di</strong> poi col risorgimento del<br />
buon gusto e della critica, soggiacquero<br />
alla sorte <strong>di</strong> tutte l'altre produzioni che<br />
sapevano alquanto <strong>di</strong> seicenlismo. Non<strong>di</strong>meno<br />
non si può negargli somma eru<strong>di</strong>-<br />
zione dell'illustre regione volsca, che de-<br />
scrisse colla Reggia e col Teatro, le benemerenze<br />
rilevate più sopra, e rimarcale<br />
pure con encomio dal Bauco, quali mi-<br />
niere <strong>di</strong> nozioni locali e importanti, e <strong>di</strong><br />
riconoscerlo fra' primari letterati nazio-<br />
nali e <strong>di</strong> Cori che specialmente descrisse;<br />
e doverglisi speciale riconoscenza ezian-<br />
<strong>di</strong>o dagli scrittori delle cose volscbe, equi<br />
ancora gli <strong>di</strong>chiaro la riverente mia. Gli<br />
altri illustri della famiglia Ricchi si pon-<br />
ilo vedere nel Teatro p. -26^ eseg.,ove vi<br />
è l'albero genealogico. Dall'antica e ri-<br />
spettabile famiglia de* Lan<strong>di</strong> Vittoi j fio-<br />
rì il p. Gregorio gesuita <strong>di</strong> gran<strong>di</strong> talenti<br />
e singolari virtù, nel collegio romano
aoG V E L V E L<br />
lettore <strong>di</strong> filosofia, <strong>di</strong> polemica e <strong>di</strong> leolo- vaio da Gregorio XVI, a' 11 gennaio<br />
già dogmatica. Fu maestro de' car<strong>di</strong>nali 1 844> con quell'elogio <strong>di</strong> sommo zelo,<br />
Gio. Battista e Cai lo Rezzonico, e del lo- singolare pietà, dottrina, probità e pril-<br />
lo fratello d.Abbon<strong>di</strong>o senatore <strong>di</strong>Roma, denza,che si legge nella proposizione con-<br />
tutti nipoti <strong>di</strong> Clemente XIII, al i.°de' cisloriale. Egli lia la gloria d'avere litro-<br />
quali de<strong>di</strong>cò Instìtutioncs philosophicae vato il corpo <strong>di</strong> s. Chiara,e <strong>di</strong> averne fai-<br />
Carininibus explicalae Uh. XII Questa ta la solenne traslazione, nel modo accen-<br />
dotta opera, scritta in versi con tutta la nato nel voi. LXX1X, p. 178. Il sacerdo»<br />
venustà latina, come quello che in Roma te Pietro Prence dotto segretario del car-<br />
erà ammirato qnal novello re<strong>di</strong>vivo Vii'- <strong>di</strong>naldelleLanze e del senatoreRezzonico,<br />
gilio, ivi fu pubblicata nel 1 767. In que- fattoconte e nobile <strong>di</strong> Cagliari co'suoi <strong>di</strong>-<br />
sto letterario lavoro il p. Gregorio Lati- scendenti: emulo <strong>di</strong> sue belle doti fu il ni-<br />
<strong>di</strong> Vittoij <strong>di</strong>mostrò trionfalmente la sana potè Giuseppe, segretario <strong>di</strong> detto senato-<br />
dottrina, la schietta verità, i sublimi at- re e vice-duca del duca d'Ossuna erede<br />
tributi dell'Ente supremo, e la scienza de' Borgia <strong>di</strong> Spagna, professore <strong>di</strong> li 11-<br />
filosofica sgombra da prestigi.Ciò egli fé- gua greca nel collegio Urbano. Mg/Luigi<br />
ce per conoscere, che tutti i mali i quali Janooni cameriere d'onore del Papa,cou-<br />
orgogliosamente fin d'allora minacciava- sultore <strong>di</strong> Propaganda e correttore dell a<br />
no <strong>di</strong> <strong>di</strong>struggere il trono e l'altare, trae- s. Penitenzieria, ora datario della medevano<br />
l'origine impura da opere, parto sima e saggio giureconsulto. Mg. r<br />
Nicola<br />
della depravazione e d'una se<strong>di</strong>cente filo- Manali già dotto segreto <strong>di</strong> Rota e assesso-<br />
sofia, e che in ogni regno, in ogni città reciviledel tribunale d'Ancona,fu pe'suoi<br />
non meno che fra i più meschini villaggi meriti da Leone XII <strong>di</strong>chiarato prelato<br />
e rimoli abituri in grande copia si face- referendario, abbreviatola <strong>di</strong> parco magvano<br />
circolare adorne <strong>di</strong> seduttrice elo- giore e ponente del buon governo. Ono-<br />
quenza. Suo degno concitta<strong>di</strong>no e <strong>di</strong>sce- randomi d'aver goduto l'amorevolezza<br />
polo fu il p. Antonio Saracinelli gesuita <strong>di</strong> sì <strong>di</strong>stinto prelato ed eccellente giuredotlissimo<br />
e celebre pre<strong>di</strong>catore, maestro consulto, mi è dolce l'aggiungere. In An-<br />
per 8 anni del Viola, nel convitto aperto cona fu pure avvocato de' poveri e vice-<br />
dagli ex gesuiti nella sua patria Tivoli, legato. Inoltre funse le cariche <strong>di</strong> votan»<br />
ventura ch'egli <strong>di</strong>ce non ebbero altre ci t- te<strong>di</strong> segnatura, e successivamente 3.°,?..<br />
là d'Italia. E qui al Violasi apre vasto e i.° luogotenente del tribunale dell' \.<br />
campo per giustissimamente celebrare le Ce vice presidente del i.° turno, piìl<br />
benemerenze, le splen<strong>di</strong>de virtù e la va- volte avendo supplito all'u<strong>di</strong>tor genera-<br />
sta dottrina che sempre fiorirono nella le della camera apostolica. Fu ezian<strong>di</strong>o<br />
veneranda compagnia <strong>di</strong> Gesù, in uno al prefetto regionario, e primicero della pon-<br />
suo profondo ossequio e gratitu<strong>di</strong>ne a'due lificia congregazione e accademia <strong>di</strong> s. Ce-<br />
ornamenti della medesima i corani pp. citta. Ma fu una dell'illustri vittime dei-<br />
Gregorio e Antonio, gloriandosi siccome la Pestilenza del iholera del 1837. Perammiratore<br />
personale <strong>di</strong> loro sublime tanto si badai n.° 72 del Diario <strong>di</strong> Ro-<br />
dottrina ed esemplare pietà. Noterò, che ma : Nella notte de' 5 venendo il 6 set-<br />
degnissimo nipote del p. Antonio è l'at- lembre cessò <strong>di</strong> vivere con tulli i confortuale<br />
vescovo d' Asisi mg. r<br />
Luigi Lan- forti della religione mg. r<br />
Manali ce. » La<br />
fli Vittoij nobile <strong>di</strong> Cori, già canonico dottrina ed i meriti dell'egregio pn lato<br />
della patria collegiata e vicario foraneo; rendono dolorosa la sua per<strong>di</strong>ta special-<br />
in<strong>di</strong> <strong>di</strong>gnità e arciprete della cattedrale mente alla romana curia ". Fu tumulalo<br />
<strong>di</strong> Vclletri, <strong>di</strong> cui è nobile, pro-vicario con iscrizione nella cappella del cimiteria<br />
generale della <strong>di</strong>ocesi, elevato al vesco- Varano, della patriarcale basilica <strong>di</strong> s.
YEL<br />
Lorenzo fuori le mura <strong>di</strong> Roma. Posso<br />
<strong>di</strong>re che Gregorio XVI, che meritamen-<br />
te avea per lui una particolare stima e<br />
benevolenza, pensava a promuoverlo, e<br />
certamente poi sarebbe stato elevato al<br />
car<strong>di</strong>nalato, come lo riteneva il car<strong>di</strong>nal<br />
Giuseppe Albani, da lui <strong>di</strong>chiarato bene*<br />
merito <strong>di</strong> sua principesca famiglia, che<br />
assislè dal i8o3 fino alla morte,
ao8 V E L<br />
mie produzioni stampale , onde meritò<br />
gli elogi dell' Effemeri<strong>di</strong> <strong>di</strong> Roma del<br />
1823. Con altro elogio del fratello <strong>di</strong> d.<br />
Alessandro, cioè <strong>di</strong> Vincenzo Tommaso<br />
Marchetti, il Viola termina le stìe elabo-<br />
rate Memorie, delle quali con lui già lo<br />
<strong>di</strong>ssi benemerito; poiché lo celebra per le<br />
sue letterarie produzioni, per irreprensi-<br />
bile condotta, zelo e probità con cui lode-<br />
volmente <strong>di</strong>simpegna va ogni incarico che<br />
per merito gli veniva conferito, onde il se-<br />
nato romano l'avea ascritto alla sua cit-<br />
ta<strong>di</strong>nanza. Tutto è Storia <strong>di</strong> quell'illu-<br />
sile corano vero esemplare cristiano, ti-<br />
po del più tenero amor patrio, dotato <strong>di</strong><br />
molteplice eru<strong>di</strong>zione che <strong>di</strong>ffondeva col-<br />
la sua pronta e felice memoria, elegante<br />
latinista in prosa e in versi. Egli morì<br />
nell'amata patria nel bacio del Signore,<br />
colla consolazione <strong>di</strong> vedere il <strong>di</strong>letto e suo<br />
savio degno figlio Alessandro meritamen-<br />
te nel 1 854 acclamato da'suoi concitta<strong>di</strong>-<br />
ni in gonfaloniere, ad onta che non ne a-<br />
vesse l'età congrua, alla quale benignamente<br />
<strong>di</strong>spensò il Papa che lo bramava<br />
investito della principale magistratura pa-<br />
tria. Egli tuttora lodevolmente funge l'o-<br />
norifica magistratura , e per le sue cure<br />
è stata allargata la strada che da porta<br />
Romana conduce olla piazza omonima e<br />
principale, la quale ancora venne ingran-<br />
<strong>di</strong>ta e abbellita colla demolizione d' al-<br />
cuni fabbricati. E qui si compie il serto<br />
intessuto de'miei fiori, che mi proposi de-<br />
porre sull'avello che racchiude le spoglie<br />
mortali del verace amico. Nel vol.LXlV,<br />
p. 62, narrai la visita formale fatta a Cori<br />
dal marchese Sinibal<strong>di</strong> nel 1 8o4 come<br />
conservatore <strong>di</strong> Roma, ed i festeggiamen-<br />
ti e archi trionfali co' quali la città F ac-<br />
colse. Il Cancellieri nel Cenotaphium al<br />
car<strong>di</strong>nal Antoneili vescovo d'Ostia e Vel-<br />
letri riferisce a p. 54, eh' essendogli noto<br />
essere trascorsi più. <strong>di</strong> 6 lustri dacché la<br />
città <strong>di</strong> Cori non era stata visitata dal<br />
proprio pastore, si stimò in obbligo <strong>di</strong><br />
prontamente recarvisi a'6 ottobrei8o7,<br />
col cou visitatore can. Polidori {V.) poi<br />
VE L<br />
car<strong>di</strong>nale, che con aureo stile ne <strong>di</strong>slese<br />
gli atti e i decreti. Fu accolto fra le accia<br />
inazioni <strong>di</strong> tuttoil popolo, col suono <strong>di</strong> lui<br />
te le campane e lo sparo de'mortaretti. 1<br />
magistrato, che l'avea già fatto incontra<br />
re a Velletri e scortare da'più <strong>di</strong>stinti cit<br />
la<strong>di</strong>ni per lungo tratto <strong>di</strong> strada, lo lice<br />
ve alla porta della città ; dove smontato<br />
dal suo legno, il clero co'due capitoli tut<br />
to riunito nella primaria chiesa collegia<br />
ta <strong>di</strong> s. Maria della Pietà, lo ricevè nel<br />
F ingresso e venne cantato solennemente<br />
o<br />
il Te Deum. 11 car<strong>di</strong>nale nel condursi al<br />
l'appartamento vescovile, nel convento a<br />
lora degli agostiniani , bene<strong>di</strong>ceva il po-<br />
polo che <strong>di</strong>votamente l' implorava con<br />
commovente spettacolo. Si trattenne il<br />
car<strong>di</strong>nale in Cori 22 giorni, e lutti e<strong>di</strong>fi-<br />
cò con infinite opere sante e colla <strong>di</strong>vina<br />
parola. Visitò le 6 chiese parrocchiali, il<br />
monastero delle monache, la casa dell<br />
maestre pie, e l'oratorio gentilizio de'cor<br />
ti Finy sagro a s. Anna. Amministrò ili<br />
gl'amento della cresima anche nelle cas<br />
de'poveri fanciulli moribon<strong>di</strong>, tenne l'or<br />
<strong>di</strong>nazione, fece la comunione generale<br />
l'affollato popolo, visitò e consolò misera<br />
bili infermi, pre<strong>di</strong>cò 8 volte in modo tene-<br />
rissimo. Vestì monacaTeresaManari, pro-<br />
nunziando eloquente <strong>di</strong>scorso, assistito al<br />
trono nella messa cantata dal fratello d.<br />
Nicola Manari.ilsullodato prelato; ed an-<br />
Tassoui deputato del mona-<br />
cora da mg. r<br />
stero^ da mg. r<br />
Macioti suffraganeo <strong>di</strong> Vel •<br />
letri cugino della monacanda, cui fece da<br />
madrina la contessa Giacinta Contini Ca-<br />
tal<strong>di</strong>, e dal magistrato. Il clero tutto fu ri-<br />
cevuto dal car<strong>di</strong>nale amorosamente, ma-<br />
nifestando pubblicamente a tutti la sua<br />
pienissima sod<strong>di</strong>sfazione; e lasciando ab<br />
bondanti limosine a'poveri fece ritorni<br />
Velletri corteggiato da' più <strong>di</strong>stinti eccl<br />
siastici e citta<strong>di</strong>ni. Dice il Castellano, ci<br />
nel i83i <strong>di</strong>venuta Velletri legazione, la<br />
giuris<strong>di</strong>zione criminale <strong>di</strong> Cori restò al se-<br />
nato romano, ma l'amministrativa fu at-<br />
tribuita al governo <strong>di</strong> Velletri. Nel supple-<br />
mento del n.° 34 del Diario <strong>di</strong> Roma del
VE L<br />
i83g si legge la descrizione de' festeggia-<br />
nienti fatti in Cori ,<br />
per avere con<strong>di</strong>sceso<br />
Gregorio XVI alle brame del municipio,<br />
con concedergli a protettore il car<strong>di</strong>nal<br />
Giacomo Giustiniani camerlengo <strong>di</strong> s.<br />
Chiesa,Mn occasione dell' elevazione del<br />
suo stemma, associandola quelli del Pa-<br />
pa e del car<strong>di</strong>nal Pacca legato. Nel duomo<br />
pontificò mg/ Franci vicario genera-<br />
le e suffiaganeo <strong>di</strong> Velletri, condecorando<br />
le funzioni sagre e civili colla sua presenza<br />
mg. r<br />
Lolli vice legato della provincia <strong>di</strong><br />
Marittima, con tulle l'autorità giu<strong>di</strong>ziarie<br />
e civiche <strong>di</strong> Cori, banda militare e truppe<br />
•<strong>di</strong> linea e detersaglieli. Vi furono perdue<br />
' stratura<br />
' aveva<br />
' d<br />
sere generali luminarie, fuochi artificiali<br />
.e altre pubbliche <strong>di</strong>mostrazioni <strong>di</strong> gioia.<br />
Inoltre nella sala <strong>di</strong> Carlo Manari, fratel-<br />
lo del già encomiato prelato, uno degl'in-<br />
<strong>di</strong>vidui della magistratura e stato più vol-<br />
te gonfaloniere, ebbe luogo un'adunanza<br />
letteraria <strong>di</strong> coltissimi soci, in onore del<br />
car<strong>di</strong>nal protettore; e nella casa del gon-<br />
faloniere Nicola Fochi, pel medesimo por-<br />
porato si tenne altra accademia vocale e<br />
istrumentale. Narra il principe Massimo,<br />
Relazione del viaggiofatto da Gregorio<br />
XVI alle provincie <strong>di</strong> Marittima e Campagnanel<br />
i843, che il Papa in Velletri<br />
ammise all'u<strong>di</strong>enza varie deputazioni e<br />
magistrali » fra'quali vennero que'<strong>di</strong> Co-<br />
ri vestiti co'loro rubboni (con mostre d'o-<br />
ro), non ostante l'opposizione della magi-<br />
<strong>di</strong> Velletri, che così temeva pre-<br />
giu<strong>di</strong>cassero alla sua giuris<strong>di</strong>zione, e che<br />
fatto perciò il possibile per impe<strong>di</strong>re<br />
loro d'indossarh'UlPapa benignamen-<br />
te accolse l'omaggio della città <strong>di</strong> Cori, in-<br />
<strong>di</strong> fece invitare alla tavola <strong>di</strong> corte il sul-<br />
lodatogonfaloniereNicolaFochi, vera men-<br />
te degno e zelante magistrato civico, siccome<br />
virtuoso ed equo, e amante la flori-<br />
dezza della comune patria e de' concilta-<br />
ini. Notai a suo luogo e racconta il Bauco,<br />
che nell'ottobre 1847 '' lagnante Pio<br />
/^organizzò il Senato Romano in mu-<br />
nicipio, questo rinunziò alla giuris<strong>di</strong>zione<br />
su Cori, la quale città si trovò libera del-<br />
voi. LXXXIX.<br />
V E L 209<br />
la confederazione e de'palti col medesimo,<br />
e fu sottoposta alle leggi generali dellosta-<br />
to pontificio, onde d'allora in poi è gover-<br />
nata dalla legazione <strong>di</strong> Velletri. Riporta<br />
il supplementoaln.°!2a del Giornale<strong>di</strong><br />
Roma del 1 855, la visita pastorale aperta<br />
in Cori dall'attuale vescovocar<strong>di</strong>nal Macchi.<br />
La mattina de' 11 maggio la magi-<br />
stratura municipale, a cui si unì l' autorità<br />
civile ed <strong>ecclesiastica</strong>, si recò in Giu-<br />
liano ad incontrare il car<strong>di</strong>nale e rappre-<br />
sentargli il tripu<strong>di</strong>o comune per la sua<br />
ben avventurosa venuta. L'ingresso seguì<br />
avanti le ore 1 o autimeri<strong>di</strong>aoe,tra losquil-<br />
lo festivo de'sagri bronzi, le reiterate sal-<br />
ve de'mortari, il suono armonioso della<br />
banda citta<strong>di</strong>na, ed il plauso popolare. Il<br />
car<strong>di</strong>nale scese <strong>di</strong> carrozza con mg. r<br />
Vi-<br />
tali vescovo d'Agatopoli e suffraganeo,ed<br />
accompagnato dalle ricordate autorità,<br />
mosse alla volta della primaria collegia-<br />
ta <strong>di</strong> s. Maria, ove ricevuto dal capitolo,<br />
si portò all'altare del ss. Sagrameuto, pro-<br />
fondamente l'adorò e assistè alla messa.<br />
Dipoi vestiti gli abiti pontificali aprì la 8.<br />
•visita coli' intervento <strong>di</strong> tutto il clero e<br />
della magistratura, e <strong>di</strong>sse a'eorani un'o-<br />
melia assai bella e commovente per dot-<br />
trina, per zelo e <strong>di</strong>vozione , protestando<br />
che pel bene del gregge era a lutto <strong>di</strong>sposto;<br />
restando tutti inteneriti e compunti<br />
per la santità <strong>di</strong> sue parole. Quiu<strong>di</strong> com-<br />
partì la trina bene<strong>di</strong>zione col ss. Sagramelo,<br />
e pubblicala dal decano de'canonici<br />
l'indulgenza, depose i sagri paramen-<br />
ti. Uscito <strong>di</strong> chiesa recossi collo stesso cor-<br />
teggio alla ss. Vergine del Monte , nel-<br />
V altra collegiata de' ss. Pietro e Paolo.<br />
Quivi accolto dal capitolo entrò nel tem-<br />
pio addobbato elegantemente e splen<strong>di</strong>do<br />
<strong>di</strong> molti lumi; ricevuta la bene<strong>di</strong>zione dal-<br />
l'arciprete col ss. Sagrameuto, il car<strong>di</strong>na-<br />
le andò a orare all'altare della ss. Vergine<br />
Addolorata, quin<strong>di</strong> benedì il popolo,<br />
e visitò il vicino monastero delle monache<br />
del terz'or<strong>di</strong>ne, checonforlòa man-<br />
tenere in vigore l'osservanza della regola.<br />
Di là si trasferì nella sua vescovile resi-<br />
'4
2«o VEL<br />
ilenza in s. Oliva , ed ivi coli' amorevo-<br />
lezza e affabilità tutta propria ilei porpo-<br />
rato, accolse i magistrati, i chierici rego-<br />
lari minori cogli alunni del collegio alla<br />
loro cura affidato, ed onorò <strong>di</strong> particola!*<br />
colloquio i parrochi. Da ultimo visitò la<br />
scuola delle fanciulle <strong>di</strong>rette dalle mae-<br />
stre pie, cui <strong>di</strong>sse acconcie paiole. Le vie<br />
per cui passava il car<strong>di</strong>nal Macchi erano<br />
sparse <strong>di</strong> fiori e verzure, e le finestre mes-<br />
se a drappi <strong>di</strong> vario colore. Pei* cura del<br />
municipio si videro ne' principali luoghi<br />
della città eretti archi trionfali <strong>di</strong> varie<br />
strutture e nel prospetto <strong>di</strong> essi molte e-<br />
pigrafi,fra le quali la pubblicala dal Gior-<br />
nale. Alle ore 8 pomeri<strong>di</strong>ane il car<strong>di</strong>nale<br />
partì da Cori, accompagnato dalle summentovate<br />
autorità, dalle bene<strong>di</strong>zioni de'<br />
poveri da lui soccorsi largamente, e dalle<br />
acclamazioni <strong>di</strong> tulli, lasciando in ciascuno<br />
vivo desiderio <strong>di</strong> godere spesso e per<br />
molti anni la dolce presenza dell'ottimo<br />
padre, principe e pastore. Cori si <strong>di</strong>stin-<br />
se per amore e zelo patrio anche nel fa-<br />
re stampale il suo statuto approvato da<br />
Paolo 111, neli.° secolo dell'introduzione<br />
della stampa in Roma, ma <strong>di</strong>venuto ra-<br />
rissimo, mi è noto che un esemplare lo<br />
possedeva il celebre marchese Bion<strong>di</strong>, con<br />
questa data. Romae apud Valeriutn Doricum<br />
et Lodovicum fratres Brixienses<br />
Auno Domini mdxlix. In<strong>di</strong> venne ristam-<br />
palo con questo titolo: Statuto. Ch'ilatis<br />
Corae ab Illtnis. et Exmis. Almae Ur-<br />
bis Conservatoribus denuo approbata et<br />
confermata, accesserunt ad calcetti Romanorum<br />
Pontifieum Brevia, taxae a'<br />
liaaue j'ttra etc, Romae apud Joannem<br />
Mariam Salvioni. In Archigymnasio Sa-<br />
pienliae i ^32.Fra'brevi apostolici in essi<br />
riportati, i principali sono <strong>di</strong> Pio II, Pao-<br />
lo Mie s. Pio V. Quanto allo stemma del-<br />
la città, <strong>di</strong>ce il Riccbi,che Cori variò l'im-<br />
presa col mutare <strong>di</strong> dominio, sebbene<br />
molto antica si tiene la moderna che mo-<br />
stra il Leone <strong>di</strong> metallo in campo vermi-<br />
glio, col cuore purpureo al fianco, eret-<br />
to con due branche io aria e colie fauci<br />
VE L<br />
aperte in allo<strong>di</strong> rampare e combattei<br />
presagio d'impero, impresa de' trionfanti<br />
e segno <strong>di</strong> vittoria. E ornato <strong>di</strong> corona<br />
qual città capo e reggia <strong>di</strong> nazione con<br />
autorità politica, per averla sempre eser-<br />
citata sino dal i4 io col mero e misto im-<br />
pero, ctìatn cum potestale gla<strong>di</strong>i , al i.°<br />
settennio del secoloXV<br />
1<br />
1 1 collelezione de'<br />
due pretori, che rendevano ragione al popnlo.Dal<br />
i j. io assunse il moUo:S.P.Q.li,<br />
ma ne'secoli anteriori che la città regge-<br />
vasi in forma <strong>di</strong> repubblica, usò questo:<br />
S. P. Q. Coranus. Aggiunge Ricchi <strong>di</strong>e<br />
il governo de'duumviri e de'quatuoi viri<br />
durò sino al i5oo, presiedendovi ezian-<br />
<strong>di</strong>o i novemvii i nobili e sapienti citta<strong>di</strong>ni<br />
con facoltà d'eleggere due pretori per ren-<br />
dere giustizia. Vi furono pure i sexviii,<br />
e quegli alili magistrati già <strong>di</strong>scorsi. Os-<br />
servaMarocco,clie lo stemma del Leone in<br />
campo rosso col cuore rosso in mezzo'al<br />
corpo, avendolo taluno derivalo dall'essesse- re sta toErcoleinCori reduce dalleSpagi<br />
egli non aderisce a' racconti mitologi-.<br />
crede pertanto che esprima il<br />
Leone<br />
generosità e fortezza dell'invitta gente ce co-<br />
rana (<strong>di</strong>cendo gli o<strong>di</strong>erni corani cor<strong>di</strong>a-<br />
lissimi, e corrispondendo il nome della<br />
città al cuore che hanno); che il campo<br />
rosso possa intendersi pel sangue de' ne-<br />
mici nel quale Cori era avvezza a starsi<br />
(sic); ed il cuore , la sua leale magnani-<br />
mità e fermezza. Ercole sicuramente era-<br />
vi in venerazione, poiché gli eressero un<br />
tempio. Della feracità del territorio Co-<br />
rano con terreni macchiosi , seminativi,<br />
olivati e vignati , parla il Dauco e <strong>di</strong>ce<br />
comprendere più <strong>di</strong> 348 1 rubbia. Rile-<br />
va il Nicolai , che il territorio <strong>di</strong> Cori è<br />
lutto vestito <strong>di</strong> macchie, e abbonda d'e<br />
gni sòrte <strong>di</strong> cacciagione. Marocco so°<br />
giunge, il luogo non mancare <strong>di</strong> vette<br />
vaglie, essendo contornato da boschi <strong>di</strong> i<br />
livi, per raccogliere gran quantità d'oli<br />
eccellente; le sue vigne essere con bell'ii<br />
dustria agraria coltivate, e squisiti ne i<br />
no i vini; inoltre il territorio produrre*<br />
gni sorta <strong>di</strong> cereali, che per l'abbondai
'<br />
VEL<br />
r.a continuamente si esportano; sebbene<br />
la cosa più importante per Cori sia la col-<br />
tivazione del tabacco, cbe ba molto cre-<br />
<strong>di</strong>to ed esito gran<strong>di</strong>ssimo. E il Bauco <strong>di</strong>-<br />
'<br />
chiara il tabacco eccellente e odoroso, e<br />
'generalmente reputato il più squisito <strong>di</strong><br />
tulio il dominio pontificio. Diceva un in-<br />
telligente spagnuolo, cbe sarebbe <strong>di</strong> venu-<br />
'to più eccellente del tabacco <strong>di</strong> Siviglia,<br />
se da'corani si apprendesse l'arte e il me-<br />
todo come in I spagna si riduce la foglia in<br />
polvere, dovendo a ciò animare i corani<br />
e le loro piantagioni la regìa de'tabacchi,<br />
anche per la maggior quantità <strong>di</strong> prodotto,<br />
e quin<strong>di</strong> ne deriverebbe un gran lu-<br />
!cro. Elegantemente descrisse l'ubertoso<br />
e fecondo, non cbe ameno e delizioso ter-<br />
ritorio <strong>di</strong> Cori, il sullodato articolo del-<br />
V Àlbum, il quale inoltre celebra i corani<br />
[attuali in più mo<strong>di</strong>, per senno, industria<br />
e beneficenza; ancbe pel gusto della mu-<br />
gica maestrevolmente coltivata da' citta-<br />
'<strong>di</strong>ni, sì sagra che profana, cbe tanto <strong>di</strong>-<br />
letta e coramove, come quella che per le<br />
sue armonie e soavi note ognora si ma-<br />
nifesta per la signora degli affetti, per la<br />
dolce e innocente rallegratrice degli ani-<br />
mi, per la regina dell'arti belle. Nel territorio<br />
finalmente sonovi cave <strong>di</strong> marino<br />
corallina, colla quale Pio VIornò la Sa-<br />
grestia Vaticana, e Leone XII abbellì il<br />
'battisterio dell' altra patriarcale Chiesa<br />
'<strong>di</strong> s. Maria Maggiore. Anzi se si rinno-<br />
vassero gli scavi nel medesimo e nelle vi-<br />
cinanze della città, per l'antiche ville de'<br />
romani, <strong>di</strong> cui ragiona il Ricchi nel cap.<br />
1 •>. i, Abbondanza della città, certamen-<br />
l<br />
te si troverebbero monete, medaglie, i-<br />
1 scrizioni, statue ed altre antichità pre-<br />
gevoli.<br />
'Delegazione e provincia <strong>di</strong> Frosinone.<br />
V. Prosinone, oltre il ritento in prin-<br />
cipio del presente articolo. In questa cit-<br />
ta risiedono il prelato delegato apostoli-<br />
co co'4 consultori, e il segretario genera-<br />
le; il presidente del tribunale <strong>di</strong> i. "istan-<br />
za con 3 giu<strong>di</strong>ci, oltre altro aggiunto, il<br />
cancelliere, l'assessore, il comandaute deb<br />
VEL a.t<br />
la gendarmeria. La provincia <strong>di</strong>videsi in<br />
i3 governi, ed ha 1 54,5^9 abitanti.<br />
Distretto <strong>di</strong> Ponte Corvo.<br />
Governo <strong>di</strong> Ponte Corvo.<br />
Ponte Corvo (V.). Città vescovile con<br />
residenza del governatore. Ha le seguen-<br />
ti parrocchie. S. Bartolomeo cattedrale,<br />
s. Biagio, s. Marco, s. Maria <strong>di</strong> Porta, s.<br />
Nicola, s. Oliva, s. Paolo. Ne riparlai a<br />
Sicilia e Sora. Un'aggiunta. Il veliterno<br />
arcivescovo Theuli, Teatro hi<strong>storico</strong> <strong>di</strong><br />
Felletri, a p. 1 5, tratta <strong>di</strong> Fregelle pro-<br />
topalria de'Pontecorvesi, per esserle suc-<br />
ceduta Ponte Corvo, secondo la più comune<br />
credenza. Egli <strong>di</strong>ce. » Fregelle era<br />
città insigne e principale de'volsci, da Floro,<br />
Ilist. fio/»., lib. i , e. 1 1 , chiamata Gè-<br />
soriaco, Fregellae, quod Gcsoriacum t<br />
egli scrive; e da Jornande, lib. i, Cesa-<br />
rea. Strabone la chiamò nel lib. 5, Città<br />
famosa". Pertanto ne'miei sfuggevoli cen-<br />
ni storici sopra l'illustre Ponte Corvo <strong>di</strong>s-<br />
si : Che Fregelle fu chiamata anche Gè-<br />
soriaco e Cesarea, precisamente nel voi.<br />
LIV, p. 96. Ora occupandosi laboriosamente,<br />
con assidua e solerte cura a tes-<br />
sere la patria e particolare storia <strong>di</strong> Fre-<br />
gelle e Ponte Corvo I' onorevole e eh.<br />
Francesco Saverio Bergamaschi, onde<br />
tutti i fregellani sono sicuri che scriverà<br />
una storia degna della sua forbita penna<br />
e del suo ingegno, urbanamente e con e-<br />
spressioni lusinghiere, mi fece sapere, a<br />
mezzo del mio rispettabile fregellano amico<br />
cav. Giovanni Ardnini, doversi emendare<br />
1' asserzione; ed io prontamente ad<br />
onore del vero e della storia qui pubbli-<br />
co quanto egli stesso scrisse.» Egli è cer-<br />
tissimo, che Fregelle non ebbe verun altro<br />
nome, ma tale si chiamò pria che i<br />
sanniti<br />
la <strong>di</strong>struggessero l'anno426 <strong>di</strong> B.oma. E<br />
nell'anno 42 7> leggiamolo Livio lib. 8,<br />
eap. 18. Scculus est annus nulla re belli<br />
doinive insignis P. Plautio Proculo, P.<br />
Cornelio Scapula Coss. praeterquam<br />
quod Fregellas (Si<strong>di</strong>cinorum 1.1 ager,<br />
deindeFolscorumfueral) colonia deducta.<br />
Più nel lib. 8, e. 20 leggiamo : Cae
212 VEL<br />
ierum non posse <strong>di</strong>ssimulare negre patì<br />
Civitatem Samnitium, quodFregellas,<br />
ex Folscis captas, <strong>di</strong>rutasque ab se, re-<br />
stituerit Romanus Populàs, coloniamque<br />
in Samnitium agro imposuerit,q nani<br />
coloni eorum Fregellas appellent. Dal<br />
che è evidente che i sanniti si querelano<br />
co'legati romani che Fregelle da'sanniti<br />
presa e <strong>di</strong>strutta, una colonia de'romani<br />
l'avesse in<strong>di</strong> rie<strong>di</strong>ficala, e non <strong>di</strong>erono alla<br />
medesima altro nome, ma la chiamarono<br />
come prima, cioè Fregelle. Fregelle si<br />
chiamò sempre Fregelle. Perciò non sus-<br />
siste che Fi egelle innanzi si appellase Cesarea<br />
e Gesoriaco.' Jornande non l'as-<br />
, ,<br />
serisce riguardo a Cesarea, come non lo<br />
ha inteso Floro riguardo a Gesoriaco.<br />
Quest'ultimo al lib. i, cap. xi, parlando<br />
della guerra co' Ialini, ponendosi in<br />
bocca le gesta de'romani, <strong>di</strong>ce : = Sora<br />
(chi il crederebbe ? )ed Algido ne furono<br />
<strong>di</strong> terroreje Satrico e Cornicolo,ambedue<br />
nostri governi, lo mi vergogno <strong>di</strong> Veroli<br />
e<strong>di</strong>Bovilla; pure ne trionfammo. Tivoli,<br />
ora suburbano, e Palestrina deliziosa nel-<br />
1' està, s' investivano, fatti prima de' voli<br />
nel Campidoglio. Allora Fiesole uè riuscì<br />
come Carra <strong>di</strong>anzi. Fu per noi la Selva<br />
della Piiccia , ciocché poscia la Ercinia;<br />
Fregelle, ciocché Gesoriaco; ed il Teve-<br />
re, ciocché l'Eufrate .=Ecco qui che Flo-<br />
ro fortna un paragone, non già <strong>di</strong>ce che<br />
Fregelle innanzi si chiamasse Gesoriaco.<br />
Acciò si abbia maggior certezza, ne copio<br />
il testo. Sora ( quis credat ? ) et Algidum<br />
terrorifuerunt.Satricum atqueCorniculum<br />
provinciae. De Verulis et Bo-<br />
villis pudetj sed triumphavimus . Tibur,<br />
mine suburbanum, et aestivaePraeneste<br />
deliciae, nuncupatis in Capitolio volis,<br />
petebantur. Idem tunc Faesulae , quod<br />
Carrae nuper. Idem nemus Aricinum<br />
quodtlercynius saltus. Frcgellae, quod<br />
Gesoriacum. Tiberis, quod Euphrates".<br />
Quanto poi all'essere la nuova Fregelle,<br />
Ponte Corvo, afferma il lodato scrittore.<br />
» Fallo, che a noi presenti, a chiunque<br />
\i si recasse, parlerebbero i copiosissimi<br />
VEL<br />
,<br />
ruderi, che presso a 3 miglia si estendono<br />
dalle contrade ora dette Marecene e Tor-<br />
retta, fino a quelle <strong>di</strong> s. Damiano e s. Lu-<br />
>><br />
eia .<br />
DELEGAZIONE E PROVINCIA DI BENEVENTO.<br />
Benevento^ ^.).Città con residenza del-<br />
l'arcivescovo car<strong>di</strong>nal Domenico Carafa<br />
<strong>di</strong> Traetlo,e del prelato delegato aposto,<br />
lieo mg. r<br />
Odoardo Agnelli, non che <strong>di</strong> 4<br />
consultori, e del segretario generale; del<br />
presidente del tribunale <strong>di</strong> i .*istanza,con i<br />
giu<strong>di</strong>ci, il procuratore fiscale, il cancellie-<br />
re, l'assessore legale, il comandante del-<br />
la gendarmeria. La metropolitana è sot-<br />
to l'invocazione della B. Vergine Assun-<br />
ta in cielo , ed ha le seguenti parrocchie.<br />
Ss. Angelo e Stefano, s. Caterina, s. Do-<br />
nato, s. Marco, s. Modesto , s. Maria <strong>di</strong><br />
Costantinopoli, s. Maria della Verità, s.<br />
Salvatore. Di questa antichissima e nobi-<br />
lissima città del Sannio (V.), <strong>di</strong> recente<br />
onorata dalla presenza del regnante Pio<br />
IX (F.), del suo celebre ducato deLow<br />
gobar<strong>di</strong>(V.), della Sovranità della s. Sede<br />
{V-} sul medesimo, per cui nell'inve-<br />
stitura della Sicilia (P.) <strong>di</strong> qua e <strong>di</strong> li là la<br />
dal Faro sempre se lo riservò ; oltre il ri-<br />
ferito iu principio del presente articol<br />
ne riparlai in tanti luoghi ch'é impos<br />
bile ricordare, come de'suoi vescovi e 1<br />
civescovi e loro antiche prerogative, ma<br />
si vedranuo nell'In<strong>di</strong>ce. Contiene la de-<br />
legazione le seguenti 7 comuni, formanti<br />
il suo <strong>di</strong>stretto, e tutti i suoi abitanti ascendono<br />
a 23,176. Bagnara; Montor-<br />
soj Pastinej PmV/o, coll'appo<strong>di</strong>atoMac-<br />
coli ; s. Angelo a <strong>di</strong>polo, ce gli appo-<br />
<strong>di</strong>ati Motta, Panelli, Sciarra; s. Leu-<br />
ciò, coll'appo<strong>di</strong>ato Maccabei ; s. Marco a<br />
Monti.<br />
Orapassocronologicamente a descrive-<br />
re compen<strong>di</strong>osamente i principali aweui-<br />
menti della storia civile ed <strong>ecclesiastica</strong> <strong>di</strong><br />
Vellelri interessante a tutta la provincia<br />
<strong>di</strong> Marittima, premettendo una breve ile<br />
scrizione della città, della quale si ha del<br />
veliteruo conte Giuseppe Bassi ,<br />
Descri-<br />
zione della città <strong>di</strong> Fclletri, Boma pel
VEL<br />
Giignani 1 63 i .In tale anno ed ivi fu pure<br />
pubblicata da Giacomo Lauro ,<br />
Descri-<br />
zione della città <strong>di</strong> Velletri. Ne trattano<br />
ancora, il Pinarolo, Trattato delle cose<br />
più memorabili <strong>di</strong> Roma, Velletri ec.;il<br />
Marchesi, Galleria dell'onore, della cit-<br />
tà <strong>di</strong> Velletri, tà altri. Terrò presenti i<br />
sutumentovati scrittori <strong>di</strong> quanto riguar-<br />
da Velletri, ma <strong>di</strong> preferenza procederò<br />
col benemerito veliterno can. Bauco, co-<br />
inè quello che <strong>di</strong>chiarò nella prefazione<br />
della 2. 3<br />
e<strong>di</strong>zione della Storia della cit-<br />
tà <strong>di</strong> Veletri, che riguardando egli pu-<br />
re la Storia (V.) qual maestra della vita<br />
e luce della verità, sebbene per scrivere<br />
la patria storia dovette servirsi della mag-<br />
gior parie de'maleriali <strong>di</strong> quegli scrittori<br />
the ne parlarono <strong>di</strong>stesamente, e ne rife-<br />
risce i nomi, non<strong>di</strong>meno in tutto non uè<br />
seguì t le loro opinioni. Rispettandone il<br />
inerito e la dottrina , gli piacque <strong>di</strong> più<br />
seguire la verità che l'autorità; giacché<br />
molti falli da tali storici come veri rife-<br />
riti, dalla retta critica sono contraddetti.<br />
Volle purgare la storia dalla favola e dal-<br />
le tra<strong>di</strong>zioni vaghe e confuse, con ridurla<br />
al suo vero principio, poiché conobbe che<br />
anco gli storici veli terni errarono co'più.<br />
Egli tralasciò <strong>di</strong> riprodurre il testo de'<strong>di</strong>-<br />
plinni, delle bolle e brevi pontifìcii , l'i-<br />
scrizioni e altri documenti, già pubblicati<br />
da'medesimi scrittori da lui ricordati sul-<br />
' le memorie veliterue.<br />
' pia<br />
' lo<br />
/ tllelri o Veletri, Velitr ae, siede so-<br />
un terreno che mostra segni d'estin-<br />
vulcano, nell'ultimo ripiano d'una la-<br />
I dui* che <strong>di</strong>scende dal dorso del rinouia-<br />
'<br />
' perciò<br />
to monte Artemisio (il cui nome trasse da<br />
Diana Arlemis, deità <strong>di</strong> que'boschi che<br />
avea a specchio il vicino lago <strong>di</strong> Nemi,<br />
detto Speculimi Dianac) verso oi<br />
lente, piano <strong>di</strong> bella e vantaggiosa emi-<br />
nenza , cioè <strong>di</strong> vari piccoli colli iti figura<br />
I<strong>di</strong> scudo e formanti una deliziosa collina,<br />
[in aere puro <strong>di</strong> tempei alienilo clima. Ti o-<br />
vasi I' illustre città in mezzo a due leali<br />
'auliche vie consolari e postali, l'Appio e<br />
la Latina, al <strong>di</strong>ritto cammino <strong>di</strong> due cele-<br />
VEL 2 1<br />
Iratissime metropoli Roma e Napoli, per-<br />
35<br />
ciò continuamente transitata da quelli che<br />
ad esse recansi o ne partono. Da una del-<br />
le sue porte comincia quel meraviglioso<br />
e lungo stradale che trapassa le Palu<strong>di</strong><br />
Pontine. E <strong>di</strong>stante dal mare Tirreno 1<br />
miglia, da Roma 25 (al sud-est e malgrado<br />
che i cippi milliari la portino a 27, imperocché<br />
essi furono posti quando Pio VI<br />
fece la nuova Strada, che dopo Albano<br />
noti saliva <strong>di</strong>rettamente alla Riccia come<br />
negli ultimi anni, ma sboccava a Gemano<br />
presso il nuovo duomo,facendo il giro del<br />
ciglio meri<strong>di</strong>onale <strong>di</strong> Vallericcia, e perciò<br />
allungando il cammino <strong>di</strong> buone due mi-<br />
glia. Anticamente fu 1 i"4 sla(U cioè 2 1 mi-<br />
glia e 3 quarti <strong>di</strong>stante da Roma, proba-<br />
bilmente calcolandola dal punto in che<br />
deviavasi dalla via Appia a sinistra presso<br />
Tre Taberue. Tanto a vverleNibby. An-<br />
zi sarà <strong>di</strong> meno <strong>di</strong> 25 miglia pe' ponti e<br />
Strada fatti presso la Riccia, e descritti<br />
in que'due articoli. Ora ['Enciclope<strong>di</strong>a<br />
contemporanea <strong>di</strong> Fano ,<br />
tornandone a<br />
riparlare, serie 2. a<br />
, 1. 1, p. 58, ha pubbli-<br />
cato un interessante articolo <strong>di</strong> Gian Virginio<br />
Orazietti, e intitolato: // Viadotto<br />
d'Arida, col <strong>di</strong>segno del medesimo trat-<br />
to da quello più grande eseguito dal bra-<br />
vo Silvestri. Sene rimarcano i pregi ar<strong>di</strong>mentosi<br />
dell'architetto e del monumen-<br />
to, la sua como<strong>di</strong>tà, anche pel territorio<br />
veliterno; e si dà il prospetto della tassa<br />
pedaggio che devono pagare i transitanti,<br />
colla cifra numerica de'medesimi, dall'ot-<br />
tobre 1 854 a lutto <strong>di</strong>cembre 1 857; speci-<br />
ficandosi la natura de' passaggi, e quelli<br />
che ne godono l'esenzione, mentre i 4 comuni<br />
circostanti pagano la metà della tas-<br />
sa. Del medesimo Orazietti, e nella stessa<br />
Enciclope<strong>di</strong>a, si legge un importante articolo<br />
che porta per titolo: Dell' Arsena-<br />
le <strong>di</strong> Tivoli e della Colonizzazione del<br />
suo Agro, con quello <strong>di</strong> tutta la Coniarca.<br />
Per quanto <strong>di</strong>rò in fine, quesla mia<br />
in<strong>di</strong>cazione non riuscirà estranea), 7 da<br />
Geuzano, e da Napoli 1 20. xMoltissime so-<br />
no le città, che col volger de'secoli bau-
a«4 VEL<br />
no in tulio, o almeno in parte cambialo<br />
l'aulico sito ; non però Vellelri,che sem-<br />
pre dalla sua antichissima origine ha oc-<br />
cupalo i medesimi colli su cui tuttora esi-<br />
ste. La bellezza del sito e la giocon<strong>di</strong>tà del<br />
prospetto le recano grande ornamento e<br />
decoro. Dall'oriente ella scùopre una lun-<br />
ga e varia caleua <strong>di</strong> monti, mirandosi an-<br />
cora le cime degli A penatiti, che s'innal-<br />
zano dentro il limitrofo regno <strong>di</strong> Napoli,<br />
Sopra i monti Albani si scorgono gale-<br />
strina, Paliauo, Piglio, Serrane: su quelli<br />
Lepini, Cori, Sermoneta, Norma, Rocca<br />
Massima, e alle falde Giuliano. Dal mez-<br />
zogiorno si gode la vista delle vastissime<br />
campagne delle Palu<strong>di</strong> Pontine, e ad es-<br />
sa si presentano ancora Cisterna , la penisola<br />
del atonie Circeo e l'estesissimo ma»<br />
re Tirreno coll'isolette Palmarola, Poli-<br />
zia e Sannoua, e sulle coste il Porto d'Ai» -<br />
zio, Nettuno e Astuta. Dall'occidente Ar-<br />
dca, e Civita Lavinia con amene colline.<br />
Finalmente dal settentrione gode il mon-<br />
te Artemisio tutto coltivato, e l'altro u-<br />
uito <strong>di</strong> Spino, colle selve sempre verdeg-<br />
gianti <strong>di</strong> Faggiola e <strong>di</strong> Lariano. L'ultima<br />
proposizione concistoriale per 1' o<strong>di</strong>erno<br />
car<strong>di</strong>nal vescovo suburbicario, <strong>di</strong>ce Civi-<br />
tas Velilerna intra fines Latii in provin-<br />
cia Marilima ad clivum monti* Arte-*<br />
misti ae<strong>di</strong>ficata conspicilur tcuJusin amhitu<br />
Irium circiter mìlliarium sexcentas<br />
domos, etquatuordccim pene mille coni'<br />
plectitur cives, che la posteriore Statistica<br />
deli 853 registra i4,4?4 compresi 5<br />
ebrei; e quanto al circuito, anche Nibby<br />
<strong>di</strong>sse Vellelri cinta <strong>di</strong> mura semi<strong>di</strong>rute de'<br />
tempi bassi, che girano circa 3 miglia, essendo<br />
la porla verso Roma fatta nel «573<br />
co'<strong>di</strong>segni del Vignola. Ma come <strong>di</strong>rò, fu<br />
poi demolita, e sostituita da ampia Barriera.<br />
11 Marocco <strong>di</strong>ce la città cinta <strong>di</strong> mu-<br />
ra castellane, le quali anticamente erano<br />
altissime, come si vede dagli avanzi a por-<br />
la Napoletana, che ancora conserva la sua<br />
vetustà, e dove ancora sussiste l'incastro<br />
della saracinesca per cui si calava calza-<br />
la la porla; ed afliuthè si tendesse pi il<br />
VEL<br />
<strong>di</strong>fficile l'ingresso, è da due torrioni gua<br />
retiti la, ed esisterono ezian<strong>di</strong>o in altri pun-<br />
ti delle mura, ma appena se ne conosco-<br />
no le vestigia. Apprendo dal veliteli»<br />
Theulijche anticamente in Vellelri elati-<br />
vi molte porte, le quali si mantenevano a-<br />
porle, come porta Fura vicino a s. An-<br />
tonio <strong>di</strong> Vienna, forse così detta da Fu-<br />
rio Camillo, come in Soli i conserva l'i»<br />
stesso nome <strong>di</strong> Furia quella porta per la<br />
quale egli entrò. Altri però vogliono, av- i<br />
verte lo stesso Theuli, che si debba <strong>di</strong>re<br />
porta Figura, per l'immagine della Madouna<br />
che vi è <strong>di</strong>pinta. La porta del Pun-<br />
tone che stava vicino alia chiesa demoli-<br />
ta <strong>di</strong> s. Rocco, e porta <strong>di</strong> s. Martina che<br />
rimaneva presso la chiesa <strong>di</strong> s, Antonino,<br />
ed altra detta Portella, da cui prendeva<br />
il nome una decarcia della città e slava<br />
vicino al Matano, In<strong>di</strong> 3 solamente recarono<br />
aperte per comodo pubblico, eie<br />
porta Lucia, porta Romana e porta<br />
poletana. Tulle le vie interne sono reg<br />
lari e como<strong>di</strong>ssime, meno quelle che conducono<br />
a piazza della Corte, poiché sono<br />
alquanto scoscese a motivo del sito il più<br />
elevato della città; vi sono altre piazze e<br />
fonti con abbondanza d'acqua purissima,<br />
le principali essendo quelle magnifiche <strong>di</strong><br />
piazza del Piano, uscendo 1' acqua da 4<br />
ben intesi mascheroni; la fonte <strong>di</strong> s. Gia-<br />
coino <strong>di</strong> forma rotonda con due cavalli<br />
marini, dalla bocca de'quali sorge un'acqua<br />
limpi<strong>di</strong>ssima; e la fonte <strong>di</strong> detta piaz<br />
za della Corte. 11 Theuli descrive le fon-<br />
tane del suo tempo, e le <strong>di</strong>ce mollo belle<br />
e lavorale <strong>di</strong> travertino,4 servendo a pren-<br />
der l'acqua per bere. Una era nella piaz-<br />
za Inferiore cou bel vaso e una tazza gran-<br />
de, dalla cui sommità per mezzo <strong>di</strong> 3 ci-<br />
pressi uniti insieme sgorgava l'acqua, come<br />
pure da 2 aquile e da 2 draghi. Al<br />
tra uella piazza del Magistrato o <strong>di</strong> Cor-<br />
te, con vaso similmente bello, nel quali<br />
si riceve l'acqua, usceudoda 4cavalli ma-<br />
rini , nel cui mezzo si doveva collocali<br />
un Nettuno sopra una conchiglia marini<br />
(rammento che la sua opera fu stampa<br />
'
V E L<br />
la nel i G4 j.). Nella piazza maggiore o<br />
(irandeo del Trivio erauvidue t'unii, (ina<br />
vicino alla chiesa e l'altra incontro al pa-<br />
lazzo Ginelti, egualmente con belli vasi<br />
ili travertini'. Tra le due fonti vi fu eret-<br />
ta la statua <strong>di</strong> bronzo d'Urbano Vili (<strong>di</strong>strutta<br />
da' repubblicani del 1798, come<br />
poi <strong>di</strong>rò). Nella piazza <strong>di</strong> s. Giacomo, sot-<br />
to al palazzo Priorato, e fuori della por-<br />
a Uomaua erauvi fontaue per beveratoi<br />
Ili cavalli e altri animali, ed in luoghi re-<br />
moli como<strong>di</strong> lavatoi pubblici per le donne,<br />
^on oltre più. <strong>di</strong> 12 mulini da olio. Riferire<br />
il Dauco, 5 essere le piazze maggiori<br />
'li Velletri. Lai." appellasi della Daniela,<br />
la 1.' del Trivio, la 3. a<br />
del Coutuue,<br />
a 4-' del Piano, la 5."<strong>di</strong> s. Giacomo: lut-<br />
'.e ornale <strong>di</strong> fontane, che scaturiscono ac-<br />
Ipia perenne derivante dal monte <strong>di</strong> Fag-<br />
'•iula. Anticamente Velletri era <strong>di</strong>visa in<br />
fi rioni appettali (bearne, nome denta-<br />
lo da due vocaboli greci deca e archios,<br />
•:he siguifica principato <strong>di</strong><strong>di</strong>eci: forse per*<br />
:hè da questi rioni eleggevausi i Siguori<br />
Nove e il Sindaco, che governavano come<br />
:api <strong>di</strong> repubblica la città. Le decarci'e ap-<br />
idlavansi <strong>di</strong> s. Salvatore, <strong>di</strong> Castello, del<br />
Jollicello, <strong>di</strong> Mortella, e <strong>di</strong> s. Maria del<br />
Trivio. Ora si <strong>di</strong>vide nelle 6 parrocchie<br />
:he pui descriverò. Anticamente era ben<br />
ortifìcata, come mostrauo gli avanzi delle<br />
mura, e le profonde e larghe fosse che<br />
tue<br />
a circondano. Al presente non ha che de-<br />
noti ripari, per impe<strong>di</strong>r le frau<strong>di</strong> dellega-<br />
oelle. Avea come <strong>di</strong>ssi <strong>di</strong>verse porte : ora<br />
:si>lela Napoletana rifabbricata con buon<br />
<strong>di</strong>segno, eia Darriera fabbricata pocoluu-<br />
r,i da dove stava la porta Komaua, la qua-<br />
le In demolita perchè minacciava rovina;<br />
le altre <strong>di</strong> Furio, <strong>di</strong>s. Lucia, della l'orici<br />
ga e del Pontone non più esistono. Nel<br />
I816 fu aperta la deliziosa e ampia via<br />
con alberata d'olmi, che dalla piazza <strong>di</strong><br />
. Giacomo conduce sino a via Dorghese.<br />
Juesla era angusta e scoscesa chiamala<br />
ria del Matano,ed ora si appella via Me-<br />
abo; vocabolo che il Volpi <strong>di</strong>ce derivato,<br />
piasi luogo <strong>di</strong> Marte, ed il Theuli lo ere-<br />
-<br />
V E L 2i5<br />
de provenuto da mac Landò, perchè ivi uc-<br />
cidevansi le vittime da sagi ificare a quel<br />
nume, e favoleggiando dal re Metabo. La<br />
costruzione <strong>di</strong> quest'opera costò all'erario<br />
comunale! 5,ooo scu<strong>di</strong>. Ma delle strade,<br />
delle piazze e delle fonti dovrò riparlare<br />
in seguito. Nel t. 8 AeXV Album <strong>di</strong> Roma,<br />
a p. 16, si dà contezza con elogio del li-<br />
bro pubblicalo ueli84i e intitolato: Sto-<br />
ria e descrizione degli Acquidotti Veliterni,<br />
compilata dal d. r<br />
Enrico Proven-<br />
zani segretario della municipalità <strong>di</strong><br />
Fellttri, Roma 1840. Pertanto si <strong>di</strong>ce,<br />
che l'antichissima città <strong>di</strong> Velletri , seb-<br />
bene circondata tutta all'intorno da molte<br />
ottime sorgenti d'acqua potabile, uon<br />
avea mai potuto vederne alcuna condotta<br />
duo dentro le sue mura , perchè non<br />
superabile l'ostacolo della troppa depres-<br />
sione del loro livello. Il celebratissimo i-<br />
draulico Giovanni Fontana, chiamato dal<br />
municipio sul principio del secolo XVII,<br />
ebbe ricorso ad un ingegnosissimo artifi-<br />
zio, per cui sorprendendo quasi la natu-<br />
ra nel suo occulto magistero , penetrato<br />
nelle viscere de'mouli circonviciui, e <strong>di</strong>ramando<br />
là entro in moltissime e svaria-<br />
le <strong>di</strong>rezioni una grande quantità <strong>di</strong> cuni-<br />
coli, raccolse in ciascuno <strong>di</strong> essi dal tra-<br />
sudamento delle pareti e delle volte altret-<br />
tanti piccolissimi filetti d'acqua, che lutti<br />
insieme mettendo capo nella forma cosi<br />
detta maestra , e accomunati verniero a<br />
formare come per incanto una piena e<br />
copiosa sorgente: e questa derivandosi da<br />
un livello molto più alto che non è la sot-<br />
toposta città, superate gravissime <strong>di</strong>fficol-<br />
tà d'altro geuere che si frapponevano per<br />
via, forati più monti e roccie, potè per tal<br />
modo condursi Ini dentro alla medesima,<br />
e servire all'abbellimeuto<strong>di</strong> essa, uon me-<br />
no che all' utile e al comodo degli abitanti.<br />
Quest'opera tanto ar<strong>di</strong>mentosa e ma-<br />
gnifica (iuo allora era rimasta quasi all'at-<br />
to inosservata, finché il benemerito d. r<br />
Provenzani, con molte notizie <strong>di</strong> muni-<br />
cipale eru<strong>di</strong>zione, fece conoscere l'artifi-<br />
zio cosi ingegnoso e felice, pel quale la
ai6 VEL<br />
città ebbe il necessario elemento che tut-<br />
tora gode. Entrando nella citlà dalla porla<br />
Romana reca sorpresa la torre quadrata,<br />
che isolata s'innalza nella piazza mag-<br />
giore o Grande ovvero del Trivio , alta<br />
palmi 240 e che per ogni lato conta palmi<br />
20 <strong>di</strong> larghezza. Questa torre dell'o-<br />
rologio altissima piramidale, conte la chiama<br />
Cancellieri nellesue Campanec Cam-<br />
panili j gran campanile altissimo della<br />
chiesa <strong>di</strong> s. Maria in Trivio d'opera sa-<br />
racinesca, al <strong>di</strong>re <strong>di</strong> Nibby, che qualifica<br />
gotici i caratteri della lapide che ne de-<br />
termina il compimento colla data de'i5<br />
api-ilei 353; viene lodata dal Bauco per<br />
altezza e sveltezza, e per la nobile costru-<br />
zione <strong>di</strong> rara maestria <strong>di</strong> selci quadri, ornata<br />
<strong>di</strong> 3 sonore e armoniose campane.<br />
Inoltre osserva con ammirazione, che tan-<br />
to la torre quanto il palazzo Ginnetti, ne'<br />
terremoti del 1 800 e del 1 806 non soffri-<br />
rono alcun dannoo lesione, dopo chequa-<br />
si tutte le altre fabbriche buono guaste.<br />
Ad onta <strong>di</strong> tale autorevole p.otesta, pa-<br />
re che la torre del Trivio abbia bisogno<br />
d'e-ser fasciata <strong>di</strong> ferro sopra la metà per<br />
avere alquanto sofferto. Come pure, nella<br />
medesima torre campanaria, andrebhe<br />
riformala l' iscrizione scolpita in marmo<br />
riguardante l'istituzione della legazione,<br />
che tanto onore e vantaggio reca a Velletri,<br />
non nominandosi allatto il PapaGre-<br />
gorio XVI che la istituì. Si può leggere<br />
nel Bauco, 1. 1 , p. 363, e particolarmen-<br />
te ricorda il celebre e benemerito car<strong>di</strong>-<br />
nal Pacco, che fra'benefiyi prestali a Vel-<br />
Ietti, <strong>di</strong>ce lo <strong>storico</strong>, il maggiore fu quel-<br />
lo d'aver secondato il voto de'veliterni a<br />
fine d'ottenere dal Pontefice l'onore del-<br />
la legazione. La lapide I' eressero i veli-<br />
terni, i terracinesi , i setini , i segami , i<br />
corani, i labicani ossia i valmontonesi per<br />
aver celebrato i primi comizi, tenuti co'<br />
loro deputati dal car<strong>di</strong>nale per la costi-<br />
tuita legazione, senza peiò <strong>di</strong>rsi da chi, a'<br />
7 novembre i832. E vero che ne esiste<br />
il monumento nel palazzo municipale, come<br />
descriverò e vi<strong>di</strong>, ma non è pubbli-<br />
VEL<br />
co come questo. Il forastiere che si limi-<br />
ta a leggere quella lapide, resta col desi-<br />
derio <strong>di</strong> sapere chi fu il Papa istitutore.<br />
Le fabbriche privale dell'abitazioni sono<br />
decenti, ne mancano <strong>di</strong> sufficiente appa-<br />
riscenza; come magnifici, nobili e <strong>di</strong> buon<br />
gusto sono <strong>di</strong>versi palazzi e gran<strong>di</strong> fabbri-<br />
che. Il rinomato palazzo Ginnetti, ora de'<br />
principi Lancellotti, e<strong>di</strong>ficato dal celebre<br />
e splen<strong>di</strong>do car<strong>di</strong>nal Marzio Ginnetti ve-<br />
li terno morto neh 671, con architettura<br />
<strong>di</strong> Martino Lunghi , e la spesa <strong>di</strong> circa<br />
3oo,ooo scu<strong>di</strong>, poiché l'ornò con ogni più<br />
squisita eleganza, e con galleria piena <strong>di</strong><br />
eccellenti pitture e statue antiche. Que-<br />
sto museo, parte venne trasportato in Na-<br />
poli, e parte in Roma nel Palazzo Lan-<br />
ctllotliy i cui principi ne furono gli ere'<br />
<strong>di</strong>. Superba è la scala tutta <strong>di</strong> can<strong>di</strong><strong>di</strong><br />
marmi fino al 4-° piano, bellissimi i bas-<br />
sorilievi antichi, le colonne, le statue, gì<br />
stucchi ealtredecorazioni delle sue loggie<br />
ond'è giu<strong>di</strong>cata una delle meraviglie d'<br />
talia, anche per la sveltezza del <strong>di</strong>se<br />
A<strong>di</strong>acente a questo magnifico palazzo,ch<br />
nel suo interno è abbellito <strong>di</strong> pitture 1 ,<br />
car<strong>di</strong>nale vi formò un grande e amen<br />
giar<strong>di</strong>no ornato <strong>di</strong> fonti e <strong>di</strong> statue. Dal<br />
le loggie principalmente si godono magi<br />
che ed estesissime vedute naturali. Que<br />
sto grande e signorile palazzo non è ahi<br />
tato, ed abbisogna <strong>di</strong> molti e notabili re<br />
stami, che vagheggiano i suoi ammira<br />
tori. Non sembra vero che gli auslriai<br />
lo saccheggiassero nel 1 744> come pretei<br />
de il Beccatiui. Nel 1849 fu il bersagli<br />
d'alcune palle <strong>di</strong> cannone lanciate da 'ri<br />
belli repubblicani, che a' ic) maggio o(<br />
cuparono per poche ore l'a<strong>di</strong>acente can<br />
pagua; e se ne vedono ancora le impioti<br />
te nelle mura esterne da quella delizio-<br />
parte. 11 cortile poi servi come <strong>di</strong> pialli<br />
(òrma ad una batteria napoletana, che 1<br />
spondendo egregiamente al cannone <strong>di</strong><br />
gli assalitori, li respinse e mise in fùg<br />
ma <strong>di</strong> ciò meglio a suo luogo. Il palazi<br />
Ginnetti rende anco ornamento alla pia<br />
za grande del Piano, <strong>di</strong> cui uè occupa 1
VE L<br />
fianco. II palazzo vescovile legatizio e municipale<br />
detto Vecchio, si eleva maesto-<br />
samente e torreggia come un castello nel<br />
sito più eminente e bello della città, <strong>di</strong>e<br />
domina d'ogni parie, uella contrada Ca-<br />
stello, ov' erano anticamente le case del-<br />
l'augusta famiglia Ottavia. Essendo stata<br />
decretata l'erezione del nuovo pubblico<br />
palazzo, il celebre car<strong>di</strong>nal Giovanni Mo-<br />
ioni governatore e vescovo fece delineate<br />
un bellissimo <strong>di</strong>segno dal celebre archi-<br />
tetto Giacomo della Porta per questo e-<br />
<strong>di</strong>fizio, la cui costruzione s'incominciò nel<br />
l5y5. E" isolato, <strong>di</strong> forma quadrilatera<br />
corrispondente esattamente a 4 ponti car<strong>di</strong>nali<br />
della sfera, e donde si apre a mez-<br />
zogiorno l'ampio prospetto delle Palu<strong>di</strong><br />
Pontine, de' monti <strong>di</strong> Cori, <strong>di</strong> Sezza , <strong>di</strong><br />
nernioueta,ÌMÌne Terracina,del promon-<br />
torio Circeo e del mare. Grande, solido<br />
e <strong>di</strong> buono stile, simmetrico nelle sue fac-<br />
ciate, farebbe bella mostra <strong>di</strong> se anche in<br />
una capitale. E' inoltre magnifico, ornato<br />
e <strong>di</strong>viso in due appartamenti, con <strong>di</strong>gni-<br />
tose e vaste sale e molti como<strong>di</strong>. Il su-<br />
periore che dal 1825 ali83o fu decorosamente<br />
addobbato con belle e ricche suppellettili,<br />
fu ceduto dalla comunità Ve-<br />
literna per residenza del car<strong>di</strong>nal vesco-<br />
vo legato prò tempore, cioè dopo che re-<br />
stò senza episcopio. Nel 1.* piano è quel-<br />
la del nobile magistrato municipale eser-<br />
cente, con camera d'u<strong>di</strong>enza e della se-<br />
greteria generale. In questo appartamen-<br />
to sono magnifiche sale, una detta delle<br />
lapi<strong>di</strong>, altra del consiglio, altre per rice-<br />
vimento <strong>di</strong> personaggi, oltre quelle asse-<br />
gnate per l'accademia Filarmonica, feste<br />
e lieti trattenimenti e gaiamente ornata,<br />
e pei l'illustre accademia Volsea nelle sue<br />
tornate bimestrali, la cui celebrila , per<br />
quanto poi riferirò, ne fa vivamente de-<br />
siderare dall'universale de'colti la sua ri-<br />
storazione, poiché da alcun anno resta<br />
soppesa. La sala principalecomunnle è son-<br />
tuosa e. vasia. Vi sono in essa e in altre<br />
<strong>di</strong>versa iscrizioni, egli stemmi delle no-<br />
bili famigliedel patriziato vclilerno. EVel-<br />
VEL a 1<br />
7<br />
la sala consigliare vi sono i busti marmo-<br />
rei <strong>di</strong> Papa Gregorio XVI, e de'car<strong>di</strong>nali<br />
bai toloroeo Pacca vescovo e i .° legato <strong>di</strong><br />
Velletri, e Tommaso liernetti segretario<br />
<strong>di</strong> stato, egregiamente scolpiti dal valen-<br />
te scultore romano Filippo Gnaccarini ;<br />
non che un'iscrizione marmorea composta<br />
dal dotto epigrafista Girolamo Amati,<br />
come l'altra summentovata (e lo im-<br />
paro dal n.°2 1 del Diario <strong>di</strong> Roma del<br />
i834, che ne ragiona), <strong>di</strong>chiarante l'e-<br />
terna gratitu<strong>di</strong>ne <strong>di</strong> Velletri e <strong>di</strong> tutta la,<br />
provincia <strong>di</strong> Marittima per l'istituzione<br />
della pontificia legazione, e della destina-<br />
zione <strong>di</strong> questa città per degna sede e ca-<br />
poluogo della medesima; monumenti decretati<br />
nobilmente dal magistrato municipale<br />
per pubblica acclamazione, come<br />
<strong>di</strong>ce la lapide che si legge pure nel Bau-<br />
co, t. i,p. 362. Pel mio rimarco fatto sul-<br />
l'altra lapide, forse il dotto Amati non sep-<br />
pe bene che essa doveasi erigere sepa-<br />
ratamente, e collocarsi isolatamente al<br />
pubblico nella più frequentata contrada<br />
della città. Tale <strong>di</strong>stinzione GregorioXVI<br />
volle concedere a Velletri e alla provìncia<br />
per solenne attestato <strong>di</strong> sua paterna sod<strong>di</strong>sfusione,<br />
per le chiare e ulteriori <strong>di</strong>mo-<br />
strazioni <strong>di</strong> fedeltà e <strong>di</strong>voto attaccamen-<br />
to mostrato da' veliterni e dalle popola-<br />
zioni della provincia ne'torbi<strong>di</strong> funesti del<br />
1 83 1 de'faziosi, <strong>di</strong>fendendo con energia<br />
sincera i <strong>di</strong>ritti della s. Sede. Le antiche<br />
iscrizioni volsche e romane esistenti nel-<br />
la sala della delle lapi<strong>di</strong> e nell'atrio, fu-<br />
rono illustrate nel secolo passato dal ve-<br />
literno car<strong>di</strong>nal Stefano Borgia. Nelle sa-<br />
le municipali sono pure quadri <strong>di</strong>pinti dal<br />
veliterno che il comune mantiene in Pioma<br />
allo stu<strong>di</strong>o delle belle arti, fra'quali<br />
i ritratti d'alcuni illustri veliterni, come<br />
della valente pittrice Virginia Vezzi ve-<br />
li terna, <strong>di</strong> cui parlerò all'epoca nella qua-<br />
le fiori. ISel pianterreno del palazzo vi è<br />
l'archivio notarile, il monte <strong>di</strong> pietà Gin-<br />
misi Gregna a sollievo delle famiglie bi-<br />
sognose della città, e in una vasta sala la<br />
biblioteca comunale, <strong>di</strong> cui fu beueme-
2«8 VEL<br />
• ito bibliotecario il veliterno Clemente<br />
Car<strong>di</strong>nali. Questa resta aperta ogni giorno<br />
a pubblico comodo, la quale dovizio-<br />
sa già <strong>di</strong> molte migliaia <strong>di</strong> volumi, fu no-<br />
tabilmente aumentata nel 1842 con l'ac-<br />
qui.oto della scelta libreria dell' altro be-<br />
nemerito citta<strong>di</strong>no cav. Luigi Car<strong>di</strong>nali:<br />
possiede ancora una pregevole e copiosa<br />
collezione <strong>di</strong> opere mss. e stampate ,<br />
re-<br />
lativetutte a Velletri. La preziosa raccol-<br />
ta de' libri della biblioteca si accresce an-<br />
nualmente per la dote saviamente asse-<br />
gnatale dal comune, e forma lustro e de»<br />
coro alla città. Inoltre vie l'arcbivio pub-<br />
blico, e le pubbliche carceri governative,<br />
in parte sotterranee e <strong>di</strong>venute angu-<br />
stissime, per cui alla sua volta le deplorerò.<br />
Di questo palazzo, <strong>di</strong> cui il Bauco<br />
lamenta per non essere compito il pro-<br />
spetto <strong>di</strong> mezzo , secondo il <strong>di</strong>segno del<br />
cav. Derniuo, dovrò riparlarne <strong>di</strong>cendo<br />
dell'episcopio, e <strong>di</strong> quando comi nciaronoi<br />
car<strong>di</strong>nali vescovi ad abitare il medesimo<br />
palazzo. Altro palazzo municipale e dele-<br />
gatizio è quello rimpetto al descritto, e-<br />
gualmentegran<strong>di</strong>oso,eleganteecoinodo,e<br />
denominato Wuovo,imperoccbè fu comin-<br />
ciato nel 1822 e compito neh 835, go-<br />
dendosi anche da questo un magico panorama.<br />
Ne fu architetto il valente coni-<br />
atemi. Gaspare Salvi (<strong>di</strong> cui si può leg-<br />
gere l' Orazionefunebre in lode del coni-<br />
metal, Gaspare Salvi, Roma 18 5o), del-<br />
le cui opere parlai con lode in più. luoghi,<br />
e vi furono spesi circa 1 00,000 scu<strong>di</strong>, àer-<br />
ve <strong>di</strong> residenza al prelato delegato apo-<br />
stolico della provincia <strong>di</strong> Marittima oVel-<br />
letri, ed a'pubblici ullizi della legazione,<br />
segreteria generale, tribunali, cancellerie<br />
civilcecriminale,polizia,pe'cursori,quar-<br />
tiere del presi<strong>di</strong>o <strong>di</strong> guar<strong>di</strong>a ec, oltre gli<br />
«^parlamenti del prelato delegato e <strong>di</strong><br />
.dciini impiegati ec. Nella facciata ester-<br />
na si ammira un monumento in basso-<br />
rilievo <strong>di</strong> marmo, scolpito dal sullodato<br />
(.laccarmi, collocato a'3 1 maggio 1802,<br />
alla presenza del car<strong>di</strong>nal Macchi vesco-<br />
vo e legalo, <strong>di</strong> mg.' Bambozzi delegato<br />
VEL<br />
e degli amministratoli provinciali, con<br />
<strong>di</strong>mostrazioni d'esultanza de' velìterni e<br />
de' provinciali; a perpetua memoria del<br />
gran fatto del 1849 della restaurazione<br />
del dominio temporale della s. Sede per<br />
le armi cattoliche delle potenze alleate,<br />
non meno per gli aiuti somministrali dalle<br />
fedeli provincie <strong>di</strong> Marittima e Campa-<br />
gna, che per le prime ebbero 1' onore e<br />
la ventura d' accogliere il regnante Pio<br />
IX nel i85o, nel felice ritorno ne' suoi<br />
stati, e meglio descritto nel n.° 129 del<br />
Giornale <strong>di</strong> Roma del 1 852, ed a p. 528<br />
de 11' Osservaiore Romano. In essi si leg-<br />
ge, che la provincia <strong>di</strong> Marittima, lega-<br />
zione <strong>di</strong> Velletri, per essere a confine col<br />
regno <strong>di</strong> Napoli fu la i." a rassegnare <strong>di</strong>-<br />
vota gli omaggi sinceri <strong>di</strong> venerazione e<br />
sud<strong>di</strong>tanza ai Papa Pio IX, quando nel<br />
faustissimo 6 aprile i85o rientrava ne'<br />
•noi domimi, <strong>di</strong>spersa e abbattuta I' a-<br />
narchica fazione. E perchè <strong>di</strong> sì propizio<br />
avvenimento degna e durevole memoria<br />
si avesse in Velletri capoluogo della pro-<br />
vincia, si stahilìdal consiglio provinciale<br />
de'2 aprile, che un monumento si eriges-<br />
se sulla facciata del palazzo delegatizio<br />
rappresentante l'arrivo del Papa, la pro-<br />
vincia ossequiosa e riverenle, e le 4 po-<br />
tenze Spagna, Austria, Francia e Napoli<br />
accorse per un concorde sentimento alla<br />
restaurazione del Irono pontifìcio. Allogata<br />
l'opera all'egregio scultore Gnacca-<br />
riui , con lodevole arte <strong>di</strong>spose le figure<br />
e gli emblemi allusivi alla provincia <strong>di</strong><br />
Marittima e ad ognuna delle 4 potenze,<br />
e le topografiche specialità de'luoghi ne'<br />
quali le medesime si <strong>di</strong>stinsero. Pertanto<br />
nel mezzo del bassorilievo vedesi il Pap.i<br />
in abito viatorio, e a lato la colonna milliaria,<br />
lai." ad incontrarsi nella via Ap-<br />
pia dal confine del regno <strong>di</strong> Napoli a Vel-<br />
letri; gli sta <strong>di</strong>nanzi la provincia genufles-<br />
sa rappresentata in una donna turrita co'<br />
simboli dell'abbondanza ne' frutti del-<br />
la terra e del rostro pel mare. Alla de-<br />
stra del Pontefice è Roma sostenente il<br />
seguo <strong>di</strong> nostra redenzione, ed ha la Lu*
VE L<br />
pna'pie<strong>di</strong>, è ricevuta ila Napoli simboleg-<br />
giata nella Sirena e ne'gigli Borbonici, al-<br />
ludendo il concetto a Fer<strong>di</strong>nando II re<br />
<strong>di</strong> Napoli e della Sicilia, che accolse ospi-<br />
talmente nel suo regno il Papa esule da<br />
Roma e da'suoi slati. Allo stemma <strong>di</strong> Leone<br />
e <strong>di</strong> Castiglia osservasi la Spagna, elio<br />
meritò per le principali sue cure <strong>di</strong> riu-<br />
nire urini e armati a sostegno della s. Se-<br />
de. Avvi alla sinistra la Francia, e si rav-<br />
visa pel Gallo, che ha a'snoi pie<strong>di</strong>; tiene<br />
in mano il vessillo della Chiesa, e al suo<br />
fianco scorgesi il Tevere, quin<strong>di</strong> sopra un<br />
pie<strong>di</strong>stallo la Lupa, e alquanto in<strong>di</strong>etro la<br />
cupola <strong>di</strong> s. Pietro, il che in<strong>di</strong>ca la segui-<br />
ta occupazione <strong>di</strong> Roma. L'Aquila bici-<br />
pite designa l'Austria, che ha pure il ves-<br />
sillo pontifìcio, e poiché le truppe tedesche<br />
occuparono primieramente Bologna<br />
e le Romagne, perciò le è accanto il Po,<br />
e <strong>di</strong>etro questo la Garisenda torre in-<br />
clinata nella città <strong>di</strong> Bologna. Il palazzo<br />
Filippi ha un' iscrizione sulle pareti del-<br />
l'androne, riportata da Marocco , dalla<br />
quale si apprende, che fu comincialo nel<br />
i 636 colla demolizione <strong>di</strong> 22 domimelilarum<br />
da Francesco Filippi; e che i suoi<br />
pronipoti nel 1775 a proprio comodo lo<br />
ridussero in miglior forma. L'attualepro-<br />
prietario cav. Giuseppe maggiore Filip«<br />
pi è il presente gonfaloniere della città.<br />
Altri palazzi sono quelli degli Scanni, de'<br />
Fiscali, de'Gregna, de'Toruzzi (il i.° pia-<br />
no del quale appartiene alla prelatura <strong>di</strong><br />
tal nome), de'Lalini moderno, e de'Bor-<br />
già, do ve il celebre car<strong>di</strong>nal Stefano, sen-<br />
za risparmio uè a denaro né a fatiche<br />
avea riunito una famosa collezione <strong>di</strong> 02o<br />
getti egizi e cofli, cinesi, <strong>di</strong> numismatica<br />
e <strong>di</strong> storia naturale che formava lustro a<br />
Velletri, e l'ammirazione <strong>di</strong> tutti i fora-<br />
slieri <strong>di</strong> remote contrade che passando<br />
per questa città visitavano con piacere.<br />
Quoto museo /forgiano Pclitcmo, de*<br />
gno d'una capitale, conteneva sì peregrine<br />
dovizie, che basti solo il <strong>di</strong>re che altri<br />
magnifici musei si gloriano oggidì <strong>di</strong> con-<br />
Iwuciue alarne parli; il (piale museo per<br />
,<br />
VEL a .9<br />
deplorabile patrio infortunio fu poscia <strong>di</strong>-<br />
sperso e <strong>di</strong>sgregato, come rilevò il degno<br />
pro-nipote mg. r<br />
Costantino nelle Notizie<br />
biografiche. Le parti principali del museo<br />
sono in Napoli nel museo Borbonico,<br />
e in Roma nel museo Borgiano del Collegio<br />
Urbano (f y .). Quanto vi è in Napoli,<br />
si può leggerlo nel Real Museo Borbonico<br />
descritto ed illustrato da Erasmo<br />
Pistoiesi , Rosila 1 838 con figure. Domenico<br />
Sestini non dubitò <strong>di</strong> chiamarlo<br />
uno de' più illustri musei d'Europa. Il<br />
Cancellieri, che del car<strong>di</strong>nal Borgia pub-<br />
blicò un accurato e dotto elogio (come <strong>di</strong><br />
non minor pregio fu il pubblicalo nel<br />
1 806 in Roma dal cav. Luigi Car<strong>di</strong>nali),<br />
nella ricordata sua opera a p. 63 rimar-<br />
ca, che nella ricchissima suppellettile del<br />
suo Museo Veliterno avea vari orologi<br />
solari <strong>di</strong> cui voleva pubblicarne una rac-<br />
colta colle illustrazioni, onde volle sup-<br />
plire in parte a tale mancauza con darci<br />
l'elenco degli autori che ne trattarono. Il<br />
Rena/zi nella de<strong>di</strong>ca che fece al car<strong>di</strong>nale<br />
del t. 2 della Storia dell'università de-<br />
gli stu<strong>di</strong> <strong>di</strong> Roma, celebrando la sua dot-<br />
trina e vasta eru<strong>di</strong>zione, anche nell'an-<br />
tiquaria, e nelle lingue orientali ed eso-<br />
tiche, ecco come parla delle sue raccolte.<br />
»»11 museo nella città <strong>di</strong> Velletri, illustre<br />
patria vostra, e domicilio <strong>di</strong> vostra nobi-<br />
le famiglia, da voi con fino gusto e regal<br />
munificenza arricchito <strong>di</strong> monumenti, e<br />
cimelii rari e pregievolissimi d'ogni specie,<br />
d'ogni età, d'ogni nazione. Oh quan-<br />
te penne <strong>di</strong> scrittori nostrali e stranieri<br />
hanno illustrato il museo Borgiano! Di<br />
qual ammirazione gl'intendenti e i viag-<br />
giatori restan compresi in vederlo ed e-<br />
sa minarlo! Come, vostra mercè, è <strong>di</strong>vellu-<br />
to noto e famoso per tutta Europa, etra<br />
le più remole genti ! ... Voi senza risparmio<br />
<strong>di</strong> spesa fate dal celebre Giorgio Zoe-<br />
ga eseguire il catalogo ragionato de' co-<br />
<strong>di</strong>ci coplo-borgiani ne'3 <strong>di</strong>aletti memfiti-<br />
co, basmurico , sai<strong>di</strong>co; donde su la storia,<br />
le scieuze e l'arti d' Egitto, argomen-<br />
ti per l'occorse circostanze de' tempi <strong>di</strong>-
220 V E L<br />
venuti ora dì moda letteraria, nnova si<br />
spargerà splen<strong>di</strong><strong>di</strong>ssima luce". Del Zoe-<br />
ga abbiamo già pubblicato: Nummi A e-<br />
gyptiì Imperatori prostantes in Musco<br />
Borgia/io P'elitris, acljectis praeterea<br />
quo/quot reliqua huj'us Classis Numismata<br />
ex variis Museis, atque libris col-<br />
Hgere obtigit, Romae 1787. Dopo due<br />
anni il Zoega pubblicò : Globus coeleslis<br />
cufico-arabus Velkerni Musaci<br />
Borgiani, praemissa de Arabum astro'<br />
nomia Disserta (ione. Negli alti della So-<br />
cietà letteraria Pohca. / clit°rna, t. i,<br />
p. 189, vi è Y Elogio <strong>di</strong> Giorgio Zoega<br />
censore accademico. Ivi si <strong>di</strong>ce che il<br />
car<strong>di</strong>nale acquUtò in lui quell'E<strong>di</strong>po che<br />
seppe sciogliere gli enigmi egiziani del<br />
museo Borgiano, e si rende ragione del<br />
dottissimo da lui operato. Il p. ab. Rari-<br />
gbiasci la qualificò celebre collezione, ed<br />
unica in Italia. Si ha dal dotto p. Pao-<br />
lino <strong>di</strong> s. Bartolomeo carmelitano scalzo,<br />
che poi scrisse la vita del car<strong>di</strong>nale con<br />
l'elenco <strong>di</strong> tutte le sue opere: Musei Borgiani<br />
Velilris co<strong>di</strong>ces manuscripti, Romae<br />
1793. La basilica cattedrale trovasi<br />
al confine <strong>di</strong> porta Napoletana, avente <strong>di</strong>-<br />
nanzi vasta piazza abbellita da leggiadra<br />
fonte (e non da una statua <strong>di</strong> bronzo, che<br />
il popolo veliterno per riconoscenza eres-<br />
se a Clemente Vili, come pretendono<br />
Castellano e Marocco). Il zelo patrio del<br />
car<strong>di</strong>nal Rorgia e quello del vescovo car-<br />
<strong>di</strong>nal York ottennero da Pio VII il breve<br />
In summo Apostolatus , de' a marzo<br />
1804, Bull. Rom.contA. i2,p. 128: Concessiofavore<br />
perinsignis CathedralisEc-<br />
clcsiae s. Clcmentis I P. et M. civitatis<br />
Velitrarum litulipraeminentiae, et pri-<br />
vilegii Basilicarum minorimi Urbis. E'<br />
antichissima e si crede fabbricata sulle ro-<br />
vine del tempio <strong>di</strong> Marte, secondo il Volpi.<br />
Quest'e<strong>di</strong>lìzio monumentale manca<br />
<strong>di</strong> facciata esterna, e mi giova sperale che<br />
vi supplirà la pietà veliterua o quella <strong>di</strong><br />
qualche vescovo, per <strong>di</strong>gnità e decoro del-<br />
la cattedrale «lei car<strong>di</strong>nal Decano (A 7 .) del<br />
•Sagro Collegio (/'.), la 1." de' 6 illusili<br />
VE L<br />
J (scovati suburbicari. Il principale in-<br />
gresso è in fondo dell'atrio del semina-<br />
rio vecchio, ch'era l'antico episcopio, la<br />
cui porta rimane a destra. Il minore in-<br />
gresso corrisponde alla nave minore dal-<br />
la parte del Vangelo, ed ha ne' laterali<br />
due antichi leoni <strong>di</strong> marmo. L' interno<br />
della basilica è grande , decoroso e ma-<br />
gnifico. La costruzione èuri misto d'an-<br />
tico e <strong>di</strong> moderno, imperocché questo tem-<br />
pio avea altra forma, e mostrava <strong>di</strong>ver-<br />
sa architettura dalla presente. Accadde<br />
ebe nella notte susseguente a'?.3 maggio<br />
i()5(j percosso da un fulmine il campa-<br />
nile, che avea una grande altezza, rovi-<br />
nò per metà, e cadendo sopra la chiesa,<br />
rimase questa per la maggior parte in vol-<br />
ta nella medesima rovina. La caduta del<br />
campanile cagionò ezian<strong>di</strong>o la rovina del-<br />
l'altare, dove conservavasi il corpo <strong>di</strong> s.<br />
Geraldo vescovo d'Ostia e Velletri, e sco-<br />
pri l'arca <strong>di</strong> marmo bianco che lo rac-<br />
chiudeva. Questa è ora situata presso la<br />
detta porta laterale della chiesa; è d'an-<br />
tichissima struttura, lunga palmi 8, alta<br />
3 e un quarto e larga 3 senz'iscrizione. Il<br />
vescovo car<strong>di</strong>nal de Me<strong>di</strong>ci non <strong>di</strong>ll'eiì <strong>di</strong><br />
ri fabbrica re a proprie spese la chiesa, col<br />
campanile, benché <strong>di</strong> minore altezza (il<br />
campanile lo descrive Cancellieri; e par-<br />
lando de'campanili antichi e loro forme,<br />
soggiunge trovarsi quello della chiesa <strong>di</strong><br />
s.Clemente <strong>di</strong> Velletri in un'antica pittura<br />
delle grotte <strong>di</strong> essa, rappresentante la tra-<br />
slazione de'corpi de'ss. Ponziano Papa e E-<br />
leuterio vescovo dell'Illirico martiri, l'atta<br />
incidere dal car<strong>di</strong>nal Stefano Borgia con<br />
questa e[i\«iai't:Translatio ss.3Iart.Pon-<br />
tianiPP. etEleutherii Epi. ante an. 1 2 54<br />
peracta ex Oppido Tiberiae, mine Tife-<br />
rà, X a Velilris lapide, in calhedraler,<br />
Eeclesiam s. Clementis PP. et M. <strong>di</strong>ce<br />
tam, oliin Mariti templum, adslanle ve<br />
te ri Velitrarum magistrata, nempe i<br />
testale, qui virgam manu gestat, bini»<br />
r/ue consulibus, ex antiqua pintura<br />
pariete cryptarum ejusdem Ecclesiat<br />
stu<strong>di</strong>o et cura Slephani Borgiae a s.
VEL<br />
r. de propag. Fide delineata, aereq. ex-<br />
pressa an. 1778. Questo rame è prezio-<br />
sissimo, perchè olire i vestiti civili e gli<br />
abiti sagri de' personaggi che vi si vedo-<br />
no, ci trasmette il sistema <strong>di</strong> architeli tira<br />
degli e<strong>di</strong>lìzi sagri , e insieme col campa-<br />
nile vi è il portico innanzi la porta eiella<br />
chiesa, sul fare <strong>di</strong> que'che si conservano<br />
ancora oggidì in Piuma innanzi le chiese<br />
<strong>di</strong>. s. Clemente, <strong>di</strong> f. Prassede, <strong>di</strong> s. Ma-<br />
ria in Costne<strong>di</strong>n, <strong>di</strong> s. Cosimo to; portici<br />
che nelle descrizioni <strong>di</strong> quelle chiese vengono<br />
chiamati Locus Pauperum. Quello<br />
però <strong>di</strong> questa pittura non ha colonne,<br />
come li suddetti, ma pie<strong>di</strong> itti, che sostengono<br />
l'arco semicircolare e il frontespizio);<br />
il quale lavoro fu compito nel 1662. La<br />
nave <strong>di</strong> mezzo dell'antica chiesa era retta<br />
da colonne <strong>di</strong> marmo, (he slimavansi in-<br />
su<strong>di</strong>cienti a sostenerla. Furono queste ri-<br />
mosse, e fu rie<strong>di</strong>ficata la medesima con<br />
moderna architettura, e con pilastri pro-<br />
porzionali all'altezza degli archi. La spe-<br />
sa fu <strong>di</strong> 1 1,000 scu<strong>di</strong>, e per memoria <strong>di</strong><br />
questa munificenza fu collocata marmo*<br />
rea iscrizione uel presbiterio dal lato del-<br />
l'Epistola. Circa detto anno 1662 l'arci-<br />
prete Nicola Toruzzi ornò questa chiesa <strong>di</strong><br />
nobile ed elegante battistero <strong>di</strong> marmo.<br />
Sotto il medesimo car<strong>di</strong>nale de Me<strong>di</strong>ci,<br />
il tempio fu <strong>di</strong> uuovo cousagrato dal ve-<br />
literno mg. r<br />
Bonaventura Tevoli arcive-<br />
scovo <strong>di</strong> Mira; ed in esso esistono <strong>di</strong>ver-<br />
si depositi e molle iscrizioni lapida rie, che<br />
6i potino leggere presso i putrii storici ar-<br />
civescoviTevoli e AlessandroBorgia.Que-<br />
sla cattedrale è de<strong>di</strong>cata a Dio io onore<br />
<strong>di</strong> s. Clemente 1 Papa e martire , la cui<br />
festa si celebra solennemente a*23 novem-<br />
bre. Tra le insigni reliquie visi venera-<br />
no quelle de' martiri s. Poliziano Papa e<br />
s. Eleuteiio vescovo dell'Illirico, e il del-<br />
lo corpo <strong>di</strong> s. Geraldo. Nella cappella del-<br />
la Visitazione è il corpo <strong>di</strong> s. Esopei ia<br />
martire, trovato nel ciiniterio<strong>di</strong> s. Ciria-<br />
ca con memoria sepolcrale Ne'due altari<br />
laterali entro la cappella della Madon-<br />
na delle Grazie si veuerauo i corpi delle<br />
VEL 22<br />
ti. Annia Prima, e Gerontide greca fan-<br />
ciulle martiri, la |." <strong>di</strong> 6 «uni e 7 mesi,<br />
la 2/ probabilmente d'8 anni: s. Annia<br />
fu trovata nelcimilerio<strong>di</strong> s. Priscilla, s. Ge-<br />
rontide in quello <strong>di</strong> s. Calisto, ambo con<br />
iscrizioni lapidarie. La loro traslazione<br />
soletinesi celebiòa'3 1 maggio 1 84o.Deu •<br />
tro il coro d' inveì 110 esiste il deposito <strong>di</strong><br />
marmo della b. Maria Guilla, che si cre-<br />
de sorella <strong>di</strong> s. Geraldo. Sopra il taberna-<br />
colo della tribuna in un reliquiario si ve-<br />
nera il corpo <strong>di</strong> s. Clemente martire do-<br />
nato dal car<strong>di</strong>nal Marzio Ginnetti. L'in-<br />
terno <strong>di</strong> questa basilica è <strong>di</strong>viso da pila-<br />
stri (in luogo dell' antiche colonne , per<br />
quanto <strong>di</strong>rò a suo luogo) in 3 navi; è lungo<br />
dalla porta maggiore, sovrastala da<br />
magnifico organo (<strong>di</strong> recente restaurato e<br />
aumentato colla spesa <strong>di</strong> 4°° scu<strong>di</strong> dal<br />
car<strong>di</strong>nal Macchi) con eleganti intagli do-<br />
rati, sino a) coro palmi 204 e un 4«°j lar-<br />
go nella nave <strong>di</strong> mezzo palmi 5 e trequar-<br />
ti: le due navi minori laterali sono lun-<br />
ghe palmi 177 e trequarti, e larghe 2 1.<br />
La nave principale è bellissima e mira-<br />
bile , essendo da cima a fondo ornata <strong>di</strong><br />
elegante pittura e <strong>di</strong> ricca doratura, <strong>di</strong>e<br />
perfettamente armonizza col nobilissimo<br />
soffitto, onde forma un complesso che sor-<br />
prende. Quest'ornato fu eseguito parte a<br />
spese del vescovo car<strong>di</strong>nal Pacca, e par-<br />
te col ricavato da' legati pii non sod<strong>di</strong>-<br />
sfatti neh 832. 11 ricchissimo e stupendo<br />
soffitto è <strong>di</strong> legno intagliato con cornici,<br />
il lutto lavoralo con eccellente maestria,<br />
ed è carico d'oro. Nel suo mezzo il grande<br />
quadro lo <strong>di</strong>pinse a fresco il celebre cav.<br />
Giovanni Odazzi romano e oriundo mi-<br />
lanese, ed è stimata la migliore sua opera<br />
(morì ricchissimo nel 1731 in Roma,<br />
ove molto <strong>di</strong>pinse per Benedetto XIII).<br />
Vi espressela Chiesa trionfante, ed i protettori<br />
<strong>di</strong> Velletri, cioè i detli ss. Clemen-<br />
te I, Poliziano, Eleuteiio e Geraldo. Nel<br />
1806 pel fortissimo terremoto, da cui<br />
niun citta<strong>di</strong>no rimase offeso, fu proclamata<br />
primaria protettrice Maria ss. del-<br />
le Grazie. Souo protettori Diiuori s. Roc-<br />
1
222 VEL<br />
co e s. Francesco Saverio confessori. Il<br />
cari. Banco reude ragione perchè i veli-<br />
terni scelsero i loro celesti Proiettori; e<br />
descrive l'invenzione delle ss. Reliquiede'<br />
ss. Poliziano e Eleuterio rinvenute circa<br />
il i2o4 nel castello <strong>di</strong> Tiberio oTivera,<br />
lungi io miglia da Velletri, già fiorente<br />
e <strong>di</strong>strutto da 'saraceni, eolle notizie <strong>di</strong> s.<br />
Eleuterio , comunemente chiamato da'<br />
veliterni s. Liberato , dalla derivazione<br />
della voce greca Eleuterio , che significa<br />
Liberatore, per le molte grazie ricevute<br />
da Dio a sua intercessione, buona altra<br />
parte del suo s. Corpo venerandosi in Rie-<br />
ti, ma la testa la possiede la cattedrale ve-<br />
literna e la venera nel reliquiario esisten-<br />
te sopra la tribuna. Le pitture della tribuna<br />
le colorì l'insigne Giovanni Baldoc-<br />
ci fiorentino nel 1095 d'or<strong>di</strong>ne del vesco-<br />
vo car<strong>di</strong>nal Gesualdo, come si legge nel-<br />
l'iscrizione che vi appose (talvolta soleva<br />
aggiungere il cognome Cosci per gratitu-<br />
<strong>di</strong>ne al zio materno, che n'ebbe cura nel-<br />
la fanciullezza). Vi espresse il Salvatore<br />
che corona la ss. Vergine, e sotto i ss.<br />
Pietro, Paolo, Clemente 1, Ponziano, E-<br />
leulerio e Geraldo: e più sotto vari fatti<br />
della leggenda de'medesimi santi. INel cen-<br />
tro del presbiterio, chiuso da balaustrata<br />
<strong>di</strong> marmo, si eleva il magnifico altare<br />
della confessione isolato, composto <strong>di</strong> ec-<br />
cellenti marmi, eretto a spesedel vescovo<br />
car<strong>di</strong>nal bai berilli seniore, e coperto da<br />
tabernacolo retto da 4 colonne <strong>di</strong> grani<br />
tello con capitelli d'or<strong>di</strong>ne dorico, i quali<br />
sono ornati soverchiamente (<strong>di</strong>ce Nibby)<br />
con foglie alternate d' acanto e <strong>di</strong> palme,<br />
e vengono coronali da un ovolo, li taber-<br />
nacolo è opera de' bassi tempi, come lo<br />
giu<strong>di</strong>ca Nibby, e contiene molte ss. Reli-<br />
quie: negli angoli sono 4 candelabri, se<br />
così vogliano chiamarsi, della stessa epo-<br />
ca, i quali sostengono tempietti. Il gran-<br />
de candelabro, che ivi dappresso si vede,<br />
destinato a sostenere il cereo pasquale, è<br />
<strong>di</strong> marino, e <strong>di</strong> fino lavoro della scuola<br />
<strong>di</strong> Sansovino, alla «piale paresi ascrivo-<br />
no gl'intagli degli stalli <strong>di</strong> noce del coro<br />
-<br />
VEL<br />
del capitolo, secondo Nibby, o del Benci-<br />
venna al riferire del can. Angeloni. Scendendo<br />
alla confessione o sotterraneo , la<br />
cui volta è sostenuta da pilastri e da mol-<br />
te colonne tolte da fabbriche antiche, la<br />
cappella è de<strong>di</strong>cata a s. Eleulerio, e piamente<br />
si crede che ivi riposino le sue re-<br />
liquie e quelle <strong>di</strong> s. Poliziano. Nell'alta-<br />
re <strong>di</strong> porfido, secondo Marocco, si vene-<br />
ra l'immagine della B. Vergine col <strong>di</strong>vini<br />
Bambino, leggiadramente espressa in ta-<br />
vola in modo da destare meraviglia a chi<br />
ben la riguarda, e meriterebbe per go-<br />
derla e conservarla <strong>di</strong> rimuoverla dall'umido<br />
e dall'oscurità, e <strong>di</strong> trasportarla nel-<br />
la chiesa superiore. Il Bauco la crede <strong>di</strong>-<br />
pinta da Pietro Perugino, maestro <strong>di</strong> Raf-<br />
faello; ma il Nibby oltre il <strong>di</strong>re che ivi<br />
rimane una pittura antica a fresco allu-<br />
siva alla pompa della traslazione de'cor-<br />
pi de'ss. Eleuterio e Ponziano, soggiunge<br />
che ivi pure si vedono <strong>di</strong>pinte le imma-<br />
gini <strong>di</strong> s. Stefano, la protome del Salva-<br />
tore, la ss. Vergine fra' ss. Ponziano e E-<br />
leuteriojlavori della scuola <strong>di</strong> Perugino. ..<br />
» E' una vera per<strong>di</strong>ta per la storia delle<br />
arti e delle leggende de' tempi bassi ve-<br />
dere imbiancato vandalicamente il rima-<br />
nente de'<strong>di</strong>pinti che coprivano questo sot-<br />
terra neo". Autorevoli lamenti, cui fanno<br />
eco gl'intelligenti amatori e cultori del-<br />
l'archeologia sagra, che tutta volta si po-<br />
trebbero far cessare e ripararvi , con <strong>di</strong>-<br />
scoprirsi <strong>di</strong> nuovo le preziose pitture. Tornando<br />
nella chiesa superiore, le cappelle<br />
laterali delle navi minori sono sfondate, e<br />
quasi tutte con colonne marmoree. Quel-<br />
la del ss. Sagramento è spaziosa e <strong>di</strong> ne<br />
bile architettura,ornata <strong>di</strong> marmi: ha ut<br />
elevata cupola, e vi si mirano lateralmei<br />
te due stragran<strong>di</strong> quadri rappresentanti<br />
uno la Cena, e I' altro la <strong>di</strong>stribuzione<br />
moltiplicazione de'pani <strong>di</strong> eccellente pit<br />
tura. La cappella <strong>di</strong> s. Geraldo è <strong>di</strong>segne<br />
del cav. Fontana ,<br />
nel cui altare formato<br />
<strong>di</strong> buoni marmi con 4 binili colonne, ri<br />
posa il corpo del s. Vescovo in beli' urna<br />
marmorea, <strong>di</strong> giallo antico <strong>di</strong>ce Marocet
V RL<br />
III." maggio iS )8, rimosso l'antico qua-<br />
dro , vi è sialo sostituito l'esisleote d'Ip-<br />
polito Zapponi veliterno, già alunno del<br />
comune in Roma per apprendervi con<br />
successo la pittura. Egli rappresentò il<br />
santo vescovo quando libera Velletri da'<br />
saraceni, come decise il capitolo veliterno<br />
interpellato dal municipio (e ripeterò a<br />
suo luogo colla descrizione che vado a ri-<br />
cordare), sulla qualità controversa de'ne-<br />
mici, che alcuni volevano bretoni e altri<br />
longobar<strong>di</strong>. Nel maggio 1 858 fu impresso<br />
in Velletri nella tipografia d'Antonio An-<br />
geloni : S. Geraldo vescovo <strong>di</strong> Velletri<br />
libera la città da' Saraceni, quadro ad<br />
olio d' Ippolito Zapponi. Questa descri-<br />
zione è del eh. Basilio Magni. Segue «in<br />
Sermone in versi : Al pittore Ippolito<br />
Zapponi <strong>di</strong> Velletri il canonico Luigi<br />
Angelonì. Nell'altra del ss. Rosario, <strong>di</strong><br />
padronato della fatnigliaFiscari, il quadro<br />
dell'altare è opera del Conca a olio, e vi<br />
espresse la B. Vergine e s. Domenico. La<br />
cappella sontuosa della Madonna delle<br />
Grazie è <strong>di</strong> eccellente <strong>di</strong>segno, ornata <strong>di</strong><br />
finissimi stucchi dorati, con altare fabbri-<br />
cato tulio <strong>di</strong> preziosi marmi, come lo so-<br />
no le due colonnette e i due Angeli che<br />
Manno in atto riverente sopra la cornice<br />
del medesimo. Perla pro<strong>di</strong>giosa ss. Imma-<br />
gine della B. Vergine che incessantemen-<br />
te vi si venera e a cui ricorrono con fidu-<br />
cia in tutti i bisogni i velilerni e i popoli<br />
convicini , è un vero santuario. Quando<br />
si deve esporre alla pubblica venerazio-<br />
ne, la sera precedente, previo il segno del-<br />
le campane del pubblico palazzo, per un'<br />
ora suonano tutte le altre della città; tor-<br />
nandosi a suonare nel dì seguente nello<br />
scoprirsi e con isparo <strong>di</strong> inorimi. Maroc-<br />
co la <strong>di</strong>ce <strong>di</strong>pinta su tavola ne'primi tem-<br />
pi In cui rifiorì la pittura , ina ignorar-<br />
sene l'autore. Il Banco <strong>di</strong>chiara non es-<br />
servi memoria dell' epoca in cui venne<br />
collocata nella calledr;»le; <strong>di</strong>ce il quadro<br />
antico e <strong>di</strong>pinto <strong>di</strong> mano greca , su erta<br />
tavola malconcia dai tempo, eprohahil-<br />
meute portato in Velletri nella persecu-<br />
VEL 223<br />
zione degl''Iconoclasti, nella r." metà del<br />
secolo V lll,comeavvenne del Volto san-<br />
to o ritratto del <strong>di</strong>vin Salvatore, <strong>di</strong> cui<br />
poi <strong>di</strong>rò altre parole. La B. Vergine è e-<br />
spressa seduta e portante in braccio il par-<br />
goletto Gesù: belli e graziosi sono i volli<br />
d'ambedue. Per gl'innumerabili pro<strong>di</strong>gi<br />
operati dalla ss. Immagine, fu appellata<br />
Madre delle Grazie. Grati i veliterni a'<br />
ricevuti segnalati favori, con pubblico<br />
consiglio stabilirono nel 1607 l'erezione<br />
della cappella , e ottennero dalla s. con-<br />
gregazione de' riti <strong>di</strong> celebrarne la festa<br />
con uffizio e messa propria nella 1/ domenica<br />
<strong>di</strong> maggio. Eretta la cappella a<br />
spese del comunale erario e con eccellen-<br />
te <strong>di</strong>segno, fu abbellita con vaghi lavori<br />
<strong>di</strong> stucchi dorali dalla pietà <strong>di</strong> Settimio<br />
Geloni decano de'canonici; il quale vi fe-<br />
ce pur erigere l'altare ornato <strong>di</strong> due co-<br />
lonne <strong>di</strong> nero antico, e altri preziosi marmi<br />
<strong>di</strong> mirabile lavoro. Di recente la mu-<br />
nificenza de' <strong>di</strong>voti citta<strong>di</strong>ni ridusse la<br />
cappella a perfetta vaghezza colla spesa<br />
<strong>di</strong> circa 2000 scu<strong>di</strong>. I pii fratelli France-<br />
sco e Gio. Battista Graziosi impiegarono<br />
5oo scu<strong>di</strong> in un ricco paliotto d'argento,<br />
e 6^4 scu<strong>di</strong> in 3 sontuose lampade co'lo-<br />
ro ornamenti dellostesso metallo, che con<br />
altre 4 ardono continuamente avanti la<br />
ss. Immagine. L'attuale abbellimento, l'e-<br />
leganza e ricchezza della cappella, si de-<br />
ve ripetere dal sullodato corano vescovo<br />
d'Asisi mg/ Luigi Lan<strong>di</strong> Vittorj, mentre<br />
era arciprete <strong>di</strong> questa cattedrale, per la<br />
sua <strong>di</strong>vozione e zelante premura. A' 2<br />
maggio 1682 il capitolo Valicano dal suo<br />
canonico Ricci fece coronare la ss. Immagine<br />
della B. Vergine e del <strong>di</strong>vin Fi-<br />
glio con corone d' oro, <strong>di</strong> che si celebrò<br />
solenne centenario nel 1783. La sua <strong>di</strong>-<br />
vozione, come andrò <strong>di</strong>cendo, è in<strong>di</strong>cibile<br />
ne' veliterni, ad essa ricorrendo con suc-<br />
cesso in tutti i bisogni; ed il suo culto è<br />
esleso nella <strong>di</strong>ocesi e in lontani paesi , i<br />
missionari avendolo propagato persino<br />
nella Cina, l'io VII nel 1802 concesse <strong>di</strong><br />
celebrarsi la festa con rito doppio <strong>di</strong> 1/
224 V E L<br />
classe e 8.", dal clero il' ambo le <strong>di</strong>ocesi<br />
Ostiense e Velilerna; le quali celebrano<br />
pure la festa del Patrocinio della B. Ver-<br />
gine, con uffizio e messa propria con ri-<br />
to <strong>di</strong> i. a<br />
classe a'26 agosto, pel terremo-<br />
to avvenuto in lai giorno nel 1806. Nel-<br />
la cappella fra le lapi<strong>di</strong> monumentali, ol-<br />
ii e quella <strong>di</strong> Pio VI riferita da Marocco<br />
(avendo nel suo aliare celebrato la mes-<br />
sa e lascialo sagri doni), vi lessi pur quel-<br />
la che ricorda quando vi orò Gregorio<br />
XVI, la 1." volta che visitò questa basi-<br />
lica. Neh 855 con orribile sacrilegio ru-<br />
bate le lampade d'argento <strong>di</strong> molto va-<br />
lore dà mani inique, l'e<strong>di</strong>ficante <strong>di</strong>vozione<br />
de'velilernicou mirabile prontezza to-<br />
sto le rinnovò. Sono dolente dover pure<br />
riferire col Giornale <strong>di</strong> ito/zza de'6 apri le<br />
i 858. Una mano audace e sacrilega ne'<br />
decorsi giorni involò l'immagine <strong>di</strong> Ma-<br />
ria ss. delle Grazie. L'autorità governa-<br />
tiva si pose imme<strong>di</strong>atamente sulle tracce<br />
del delinquente, ed un contumace preve-<br />
nuto <strong>di</strong> gravi delitti annunciò che avreb-<br />
be scoperto e la Immagine e le cose pre-<br />
ziose che I* adornavano quando gli fosse<br />
accordata de' suoi reati impunità; ma il<br />
governo rifiutossi. Però l'energia e la fer-<br />
mezza che ben s'ad<strong>di</strong>ceva in tal circostan-<br />
za, le gravi e imponenti <strong>di</strong>sposizioni che<br />
andava a prendere l'autorità, come an-<br />
cora il crescente tumulto della popolazio-<br />
ne irritata e dolentissima che si fosse cosi<br />
iniquamente involalo quel sagro pegno<br />
<strong>di</strong> sua <strong>di</strong>vozione, sgomentò per modo il<br />
ribaldo, che ogni cosa venne intatta re-<br />
stituita a mg. r<br />
vescovo sull'raganeo,con immensa<br />
consolazione del clero e del popolo,<br />
che accompagnarono processionalmente<br />
al tempio la<strong>di</strong>volalmmagine,tosto espo-<br />
sta alla pubblica venerazione. Propria-<br />
mente si conobbe dal pubblico l'esecrando<br />
furto a'4 aprile festa <strong>di</strong> Pasqua; e nei<br />
dì segueuteil venerando simulacro fu re-<br />
stituito. Il governo poi procede contro<br />
l'autore <strong>di</strong> esso, e contro que' dell'intima<br />
plebe,che iniquamente si abbandonarono<br />
u riprovevoli e gravissimi eccessi. Latte*<br />
VEL<br />
scrizione dell'insigne cappella in cui tro-<br />
vasi la ss. Immagine, com'era a tempo del<br />
velilerno Alessandro Borgia, è premessa<br />
al suo dotto libro: Del regno <strong>di</strong> Maria.<br />
Omelie date in Iure all' occasione, che<br />
nella città <strong>di</strong> Vellelri si celebra l'anno<br />
secolare dell'incoronazione <strong>di</strong>Maria ss.<br />
Madre delle Grazie, Napoli 1792. Abbiamo<br />
ancora, Istoria del santuario del-<br />
la B. Vergine delle Grazie, che si venera<br />
nella cattedrale <strong>di</strong> Velletri , Roma<br />
1 855. La cappella de'ss. Protettori, ap-<br />
pellata Ginnasia, perchè fu da'fondamen-<br />
ti fabbricata a tutte spese del vescovo car-<br />
<strong>di</strong>nal Ginnasi, ha bell'altare ornato <strong>di</strong><br />
inarmi con colonne. Nel 1840 tolto l'an-<br />
tico quadro, vi fu sostituito il nuovo stimato<br />
eccellente <strong>di</strong>pinto, opera <strong>di</strong> Dome-<br />
nico Tojetti da Rocca <strong>di</strong> Papa, rappre-<br />
sentante la B. Vergine col s. Bambino, e<br />
i suddetti 4 principali protettori della cit-<br />
tà. Ne'4 angoli della cappella si vedono<br />
<strong>di</strong>pinte 8 immagini <strong>di</strong> <strong>di</strong>versi santi mar-<br />
tiri, che dagli storici palili Theuli, e da'<br />
due Borgia Alessandro zio e Stefano suo<br />
nipote <strong>di</strong>consi <strong>di</strong>scendenti dalla famiglia<br />
Ottavia, cioè s. Cornelio Papa, s. Placi-<br />
do, s. Flavia vergine, s. Clemenciana ver-<br />
gine, s. Eustachio, s. Vittorio, s. Euli-<br />
chio, s. Aurelia vergine. Ma il Bauco <strong>di</strong>-<br />
ce cadere l'asserzione, se si considera l'al-<br />
bero genealogico <strong>di</strong> quell'augusta fami-<br />
glia da lui riportato , da cui vedesi essa<br />
già estinta in ambo i rami, tanto <strong>di</strong> Gneo<br />
Ottavio, quanto <strong>di</strong> Caio Ottavio. La cap-<br />
pella dell'Immacolata Concezione è spa-<br />
ziosa ; I' immagine della Beata Vergine<br />
è <strong>di</strong> veneranda antichità: <strong>di</strong>etro questa<br />
cappella è il coro d' inverno del capi-<br />
tolo, fatto a spese del vescovo car<strong>di</strong>nal<br />
Rullo. Elegante è la cappella della Visita-<br />
zione della B. Vergine a s. Elisabetta,<br />
proprietà della famiglia Borgia : bello è<br />
l'altare ornato <strong>di</strong> marmi con due colon-<br />
ne, ed il quadro è lavoro d'autico pennel-<br />
lo, a parere <strong>di</strong> Nibby, ed aggiungerò con<br />
Marocco ch'è <strong>di</strong>pinto in tavola colla data<br />
1 435. La cappella <strong>di</strong> s. Sebastiano non ha
VEL<br />
mia alcuna rimarchevole. Narra il Thcu-<br />
li, ragionando nel lib. 3,cnp. ultimo, C/i/e-<br />
te in fri/etri, che prima nella cappella<br />
<strong>di</strong> s. Sebastiano si conservava un ritratto<br />
del Vollo Sauto del Redentore in tavola,<br />
che la tra<strong>di</strong>zione vuole portato dall' o-<br />
iiente,e per esserealquanto bruciata si cre-<br />
deva una <strong>di</strong> quell'Immagini sagre fatte<br />
gettare nel fuoco dal loro persecutoreLeo-<br />
ne III imperatore greco. Che la portò in<br />
Velletri nel pontificato <strong>di</strong> Gregorio III il<br />
vescovoGiovanni II, il quale l'avea ricevu-<br />
ta da un vescovo greco da lui conosciuto<br />
;nel sinodo romano del 72<br />
r . Ondela città<br />
per essere stata miracolosamente sottratta<br />
dall'incen<strong>di</strong>o, la ricevè con grande rive-<br />
renza. Dipoi il Volto Santo Iti trasportalo<br />
nella sagrestia. Di questa parlando Nib-<br />
by, osserva, ch'è pure <strong>di</strong> pennello antico<br />
il quadro esprimente la ss. Vergine fra<br />
s. Giovanni, s. Sebastiano, s. Antonio ab»<br />
baie e s. Rocco; ed ezian<strong>di</strong>o l'altro quadro<br />
rappresentante i 4 ss. Protettori del-<br />
la città. Ivi pure notò unas. Famiglia,<br />
quadro lasciato in legato da Salvatore<br />
Scandelloni, ed un lavamano marmoreo<br />
fatto dal vescovo car<strong>di</strong>nal Della Rovere,<br />
poi gran Giulio II, il quale fece ancora<br />
gli stipili della porta. Nel 1 855 il vescovo<br />
car<strong>di</strong>nal Macchi decorosamente rifece <strong>di</strong><br />
nuovo la sagrestia ; anno in cui tornando<br />
a visitare la basilica, trovai ch'eransi<br />
incominciati i lavori <strong>di</strong> abbellimento dal<br />
valente pittore fratel Domenico Serafini<br />
gesuita, sul gusto gotico decorativo della<br />
ristorata chiesa <strong>di</strong> s. Maria sopra Miner-<br />
va <strong>di</strong> Roma (<strong>di</strong> che parlai anco nel voi.<br />
LXX V, p. 216); e the l'esimio cav. Ga-<br />
gliar<strong>di</strong> (la cui perizia encomiai altrove e<br />
principalmente nel voi. LXII, p. 168),<br />
nella volta vi dovea <strong>di</strong>pingere s. Clemen-<br />
te I Papa titolare della basilica, con gloria<br />
d'Angeli ed emblemi analoghi alla sua <strong>di</strong>-<br />
gnità e martirio: ma non potè eseguirlo,<br />
<strong>di</strong>stratto da altri assai più gran<strong>di</strong>osi la-<br />
vori, onde pare che ora non si farà altro.<br />
Dipoi il veliterno eh. can. penitenziere<br />
della cattedrale d. Luigi Angeloni pub-<br />
VOl. LTmtlX.<br />
VEL »»5<br />
bWcbneW Album <strong>di</strong> lìoma,\. 23, p. 32g,<br />
col <strong>di</strong>segno della piazza Grande <strong>di</strong> Vel-<br />
letri e l'altissimo campanile <strong>di</strong> s. Maria<br />
in Trivio e con parte <strong>di</strong> questa, un' ele-<br />
gante e artistica descrizione dell'operato<br />
dall'ecomiato car<strong>di</strong>nale nella sagrestia:<br />
vado a ricavarne un cenno, pel complesso<br />
<strong>di</strong> sua importanza. Comincia dal rimar-<br />
care che della basilica veliterna alcun-<br />
ché si <strong>di</strong>sse dagli scrittori patrii, moltissimo<br />
ancora rimanerne a <strong>di</strong>re, ond'esse-<br />
re suo dolce pensiero descriverne ogni<br />
artistico bello, <strong>di</strong> cui è realmente dovi-<br />
ziosa, celebrando le meraviglie che cir-<br />
condano il coro, ilsofìitlo, l'antichissimo<br />
affresco nella destra nave <strong>di</strong> s. Antonio<br />
abbate dal soave volto e dalla gran barba,<br />
eia magnifica porta maggiore della sagrestia.<br />
Il magnanimo car<strong>di</strong>nal Della Rove-<br />
re, nel breve tempo che resse questa il-<br />
lustre chiesa, nella sagrestia vi lasciò un'<br />
orma <strong>di</strong> sua munificenza, non corrispo-<br />
sta dall' architettore, tranne nelle scul-<br />
ture: principierò dalla delta porta. Essa<br />
è bellissima e ampia, non che semplice,<br />
d'altro non componendosi che <strong>di</strong> stipiti<br />
marmorei formanti una cornice con ci-<br />
roazio tale, che ad<strong>di</strong>ta la magistrale ri-<br />
nascente eleganza dello scarpello nel cin-<br />
quecento. Si adorna <strong>di</strong> faccia e a'Iati <strong>di</strong> gu-<br />
sci e fusaiuole in ghiande, frutto ch'è nel-<br />
lo stemma Roveresco, <strong>di</strong> simboli e figure<br />
<strong>di</strong> sagra liturgia. La porta minore che<br />
le sta <strong>di</strong> contro ha pure simili ornamen-<br />
ti marmorei} i quali decorano ancora il<br />
cosi detto lavamani. Questo ha forma<br />
quasi <strong>di</strong> finestra posata su alta e larga<br />
base, dalla quale s'alzano due pilastrini a<br />
reggere il beninteso architrave, decora-<br />
li nel mezzo a rilievo così mirabile da<br />
sembrare più incisione a ceselloche inta-<br />
glio sul marmo. L' imposte d' ambo le<br />
porte sono <strong>di</strong> solido bel legno <strong>di</strong> noce or-<br />
nate d'intagli e <strong>di</strong> tarsia: ognuna si ripar-<br />
te a specchi e ton<strong>di</strong>, i quali dopo la corni-<br />
ce che li termina, hanno nei mezzo finis-<br />
simi arabeschi a traforo, e intorno aliti<br />
ornali e figure <strong>di</strong> delicato scarpello. L'in-<br />
i5
22G VEL<br />
terno della sagrestia consiste in ampio<br />
salone a volta <strong>di</strong> quell'architettura, la quale<br />
o <strong>di</strong> genio barbaro, o <strong>di</strong> sapere bambino,<br />
appaga oggi gli occhi <strong>di</strong> molti, mai<br />
la mente de' pochi savi; architettura che<br />
bisantina, italo-greca altrimenti è della,<br />
facente sforzo per spogliarsi della meschi-<br />
nità e del capriccio sopravvenutole, e rivestire<br />
la vera e soda <strong>di</strong>gnità che la ma-<br />
dre in casa le lasciava. A ripararne lo<br />
squallore delle parti, il generoso zelo del<br />
car<strong>di</strong>nal Macchi commise l'opera all'en-<br />
comiato fratel Serafini, che il can. Ange-<br />
Ioni storicamentequalifìca gentile per ma-<br />
niere, commendevole per religiosa vita,<br />
d'abile capacilà, perito non volgare nel<br />
<strong>di</strong>pingere, il quale egregiamente corrispondendo<br />
all'incarico, lo condusse a termine<br />
e con <strong>di</strong>scernimento tale da restar-<br />
gliene lode, avendo armonizzato sagacemente<br />
l'ornalo col <strong>di</strong>segno e l'architettu-<br />
ra. Usò lo stile che richiedevano le pare-<br />
ti, la volta, la sala tutta. E poiché questo<br />
stile ha pure qualche somiglianza coll'o<strong>di</strong>erno<br />
della memorata chiesa <strong>di</strong> Roma,<br />
saviamente perciòil pittore imitò da quel-<br />
lo, sebbene dal can. Angeloni a un tempo<br />
si <strong>di</strong>ca meschino e falso, senza dover-<br />
sene incolpare I' artista. » La vista del<br />
quale poco avvezza a sostenere Roma^ e<br />
i luoghi vicini che fortunatamente ne<br />
penuriano; poco ancora ne vogliono e<br />
sanno tollerare i <strong>di</strong>fetti. Ma chi il bisan-<br />
tino, torno io a <strong>di</strong>re, chi l'italo-greco e il<br />
semi-gotico si trova in casa e vuole abbel-<br />
lire, fa d'uopo lo vegga rivestilo e camuf-<br />
falo <strong>di</strong> quelle fasce, liste e arabeschi, <strong>di</strong><br />
cui appunto il nostro pittore faceva uso.<br />
Da) quale criterio guidato volle sin da<br />
principio dare alla sala una maniera de-<br />
cisa col fare costruire de' costoloni stilli<br />
scompartimenti della volta. Quelli dorò,<br />
e a' lati loro fé' correre larghe fascie va-<br />
riale a gotico e accompagnate da listelli<br />
parimenti d'oro. 11 rimanente poi, che è<br />
lo scompartito della volta stessa, ricuoprì<br />
d'un cielo azzurro vago <strong>di</strong> stelle dotate.<br />
Racconciata così la parte superiore vede-<br />
VEL<br />
vasi una lesta regolare, ma senza corpo e<br />
gambe. 11 così detto nascimento delle<br />
gran<strong>di</strong> arcate non su colonna opilaslic<br />
pigliava vita, ma da una piccolissima e<br />
sproporzionata mensola appena visibile<br />
L'artista fu sollecito a riparare lo scon-<br />
cio apponendovi de' pilastri in misura e<br />
maniera gotica, sovra i quali corre <strong>di</strong>pin-<br />
ta una ricca e ben rilevala treccia intni<br />
mezzata da rosoncini d'oro. Intorno al-<br />
l'arco della luna girò uno splendente e<br />
faticato lavorio, e scese giù ricuoprende<br />
i muri <strong>di</strong> un paralo a rombi in fondo<br />
giallo, aventi gli emblemi e i segni del<br />
martirio e della santità del Titolare. Or-<br />
nalo che bene armonizza con la volta, e<br />
ha in fondo un basamento imitante il<br />
granito e la basalte, coronato <strong>di</strong> un tra-<br />
foro a semicerchi sul gusto e la maniera<br />
<strong>di</strong> que' che veggiamo nell'antiche basili-<br />
che. Dopo ciò vi rimaneano gli arma<strong>di</strong><br />
e l'aliare, gli uni e l'altro sì malament<br />
governati dal tempo e dall'opere sovraj<br />
poste, da <strong>di</strong>sperare un restauro. Ma<br />
nemmeno si scoraggi il valente, e lant<br />
sopra vi lavorò d'acconciare totalmenlf<br />
il secondo all'ornatode' muri, richiamar<br />
dolo con nuova opera <strong>di</strong> ebanista e<br />
pittore all'or<strong>di</strong>ne golico; e lasciare i pi<br />
mi, altro non potendo,nel loro composte<br />
sì ripuliti e rispondenti al resto d'appaga-<br />
re in vero la vista. La quale ha non poco<br />
<strong>di</strong> che compiacersi fermatasi sulla nic-<br />
chia che racchiude l'augusta immagine<br />
del Salvatore, pittura <strong>di</strong> veneranda e<br />
greca antichità; e che sovrapposta all'al-<br />
tare ch'è <strong>di</strong> fronte, viene la prima a fe-<br />
rire l'occhio <strong>di</strong> chi entra". In<strong>di</strong> si narra<br />
come il capitolo, dal medesimo fratel Se-<br />
rafini fece pulire e rinfrescare i quadri a<br />
olio in tavole e in tele <strong>di</strong> varie epoche, che<br />
decorando le pareti, avevano so (l'erto.<br />
L'artista religioso richiamò a nuova vita<br />
e splendore il ricco e morbido pennelleg-<br />
giare dello Spagnoletto, le soavi e sem-<br />
plici maniere del Francia in due sagre<br />
Famiglie, non che il variato e franco<br />
<strong>di</strong>pingere del Zuccari uel quadro che
V E L<br />
racchiude innumerevoli co«ó e figure,<br />
e nllude al mistero della ss. Eucaristia.<br />
Cos'i il car<strong>di</strong>nal Macchi seppe accrescere<br />
In onesto luogo colla bellezza la santità ; e<br />
•<br />
il suo capitolo secondandone le mire ri-<br />
'fece <strong>di</strong> nuovo il corridoio che gli dà in-<br />
fereaso. Nel gettare le fondamenta del<br />
rjnale comparvero alla luce opere sotterra<br />
per antico tempo nascoste. Primamen-<br />
te convien sapere, che la basilica veliter-<br />
na colle sue fabbriche a<strong>di</strong>acenti ha 3 <strong>di</strong>-<br />
Terse epoche <strong>di</strong> lavoro: l'ultima e più a<br />
noi vicina è de' secoli buoni, dal cinque-<br />
cento cioè al seicento; la 2. a<br />
de' tempi <strong>di</strong><br />
mezzo; la 3." e più remota risale alle nasoni<br />
gentilesche e meglio romane. La i. a<br />
nresenta quanto vi ha oggi <strong>di</strong> più bello<br />
i grande nel nostro tempo; la 2/ non mo-<br />
lla che poche e cascanti muraglie; la 3. a<br />
pialche rudero e opera coperta dal ter-<br />
reno ; il quale scavandosi nel i856 dal<br />
'alo destro della chiesa, palesò nel suo se-<br />
no strati <strong>di</strong> musaico decorativo, che sembrano<br />
aver formato il pavimento a came-<br />
re termali <strong>di</strong> palazzo <strong>di</strong> villa deliziosa,<br />
ì magnifico tempio, non mancando chi<br />
ori minore probabilità li suppose pian-<br />
erreno della canonica ivi fabbricata nel<br />
me<strong>di</strong>oevo. Dalle trovate antichità si concima<br />
l'opinione tra<strong>di</strong>zionale, che la bel-<br />
ili cattedrale sia fondala in luogo illustre<br />
sino da' tempi remotissimi. La cattedra-<br />
le è Cornila <strong>di</strong> copiose e ricche suppeljettili,fra<br />
le quali merita particolare men-<br />
zione il magnifico Ostensorio, che nella<br />
ricordata mia visita mi fu dato ammirare<br />
nel monastero delle teresiane, ove<br />
infiora temporaneamentesi custo<strong>di</strong>va, per<br />
iheiiignissima cortesia d' alcuni signori<br />
icanonici. Come in<strong>di</strong>cai nel ricordato ar-<br />
ticolo, può leggersi l'artistica descrizio-<br />
ne nel n. 1 58 del Giornale <strong>di</strong> Roma del<br />
n85o. Ivi si <strong>di</strong>ce. La maestà <strong>di</strong> Fer<strong>di</strong>nando<br />
Il re del regno delle due Sicilie nel<br />
maggio 18^9 atlra\ersava Vellelri alla<br />
festa d'un suo esercito, e per quanto fris-<br />
se urgente la ragione della marcia, nella<br />
6ua e<strong>di</strong>ficante pietà volle venerare con<br />
VEL 227<br />
fervore la miracolosa immagine <strong>di</strong> Ma-<br />
ria ss. delle Grazie, ch'è il tesoro massimo<br />
della cattedrale veliterna e il baluardo<br />
più poderoso che gli abitanti abbiano<br />
a <strong>di</strong>fesa <strong>di</strong> loro città. Quin<strong>di</strong> non sen-<br />
za la speciale assistenza dell' invincibile<br />
sostenitrice dell'armi cristiane, gli venne<br />
fatto <strong>di</strong> conquidere, nel ripiegarsi ch'egli<br />
fece poscia su Velletri,senza minimo danno<br />
de' suoi, le ribelli squadre che audacemente<br />
aveano presunto <strong>di</strong> quivi impe-<br />
<strong>di</strong>rgli il ritorno nel regno. Avendo <strong>di</strong>poi<br />
i canonici statuito <strong>di</strong> presentare al religioso<br />
monarca copia fedele della s. Im-<br />
magine, la commisero al valente artista<br />
conte Baldassare Negroni, e la fecero be-<br />
ne<strong>di</strong>re dal Papa Pio IX quando <strong>di</strong> sua<br />
presenza onorò Velletri nel i85o, a'26<br />
maggio del quale l'arciprete d. Agostino<br />
Cella co' canonici Argenti e Bai betta, in<br />
nome del capitolo l'offrirono al re nella<br />
reggia <strong>di</strong> Caserta. Fer<strong>di</strong>nando II <strong>di</strong>chia-<br />
rato il suo <strong>di</strong>voto gra<strong>di</strong>mento, lo confermò<br />
ili. "del seguente luglio con preziosissimo<br />
dono alla Madonna delle Grazie, e<br />
la decorazione <strong>di</strong> Francesco I al nobile<br />
<strong>di</strong>pintore. Consiste il dono appunto nel<br />
1' Ostensorio, una delle più beli' opere<br />
dell'oreficeria napoletana. E gran<strong>di</strong>oso e<br />
proporzionato nelle parti, ricco sì per l'ar-<br />
gento tutto fuso e cesellatoci per le splen-<br />
<strong>di</strong>de dorature e le preziose pietre che abbondantemente<br />
I' adornano. Risulta al<br />
solito nelle due parti, che sono il ciclo o<br />
la camera destinata a ricevere la s. Ostia<br />
e tutta intorno circondata da raggi, e il<br />
gran piede su cui il ciclo stesso s'innalza.<br />
Il piede si solleva dalla pianta quadrilun-<br />
ga, in 3 or<strong>di</strong>ni <strong>di</strong>versi fino a ricevere la<br />
raggiera. Posano su 4 da<strong>di</strong> altrettante<br />
mensolelte sul fare del cinquecento, e<br />
dalla detta pianta s' innalza una colonna<br />
tronca sovrastata dal globo mon<strong>di</strong>ale.<br />
Al <strong>di</strong> sotto della pianta e tra le men-<br />
sole, corrono foglie e fiori d' acanto, le<br />
quali si chiudono nel mezzo 4 conchi-<br />
glie, e su una <strong>di</strong> queste è scolpito l'anno<br />
mocccl. Ma sopra la pianta chi guar-
a 2 8 V E L<br />
da la fronte dell'Ostensorio vi legge: In<br />
grati animi signum Fer<strong>di</strong>nandus li<br />
Borb. Vlr. Sic. Rex. Il tronco <strong>di</strong> colonna<br />
che staccasi dalla pianta quadrilunga,<br />
lascia sugli angoli smussati <strong>di</strong> questa 4<br />
spazi, ne'quali l'artefice ha fatto che nobilmente<br />
siedano tra arabeschi i 4 Evan-<br />
gelisti con al fianco <strong>di</strong> ciascuno il proprio<br />
simbolo, e tutti o ad ispirarsi nel mistero<br />
della ss. Eucaristia, o a descriverne gli<br />
effetti miracolosi. Il tronco della colon-<br />
na sorgendo da un folto cespo <strong>di</strong> foglie<br />
d'acanto, ha sulla fronte intagliato lo<br />
stemma reale in gran<strong>di</strong>oso medaglione.<br />
Sulla colonna si vedono seduti i Princi-<br />
pi degli Apostoli, e il globo colle insegne<br />
papali, regie e guerresche con epigrafi,<br />
cioè sul triregno: Praeposilus Paro<strong>di</strong>*<br />
sij siili' insegne reali : Constituì Te super<br />
Regna j e sul trofeo militare: Pria*<br />
ceps Mililiae. Tali leggende e emblemi<br />
significano altresì i<br />
<strong>di</strong>versi uffizi e patro-<br />
cinio che verso la Chiesa ed i principi<br />
cristiani sostiene l'Arcangelo s. Michele,<br />
il quale in figura intera elevasi sul globo,<br />
e tutt'armato ha sopra lo scudo il motto:<br />
Quis ut Deus. Su questo piede e <strong>di</strong>etro il<br />
cimierodeH'Arcaugelo.si solleva l'Osten-<br />
sorio, il cui ciclo per l'Ostia veneranda è<br />
contornato da m\ smeral<strong>di</strong> intramezzali<br />
da altrettante amatiste orientali <strong>di</strong> lim-<br />
pi<strong>di</strong>ssima acqua. Dietro al qual cerchio<br />
splen<strong>di</strong><strong>di</strong>ssimo <strong>di</strong>ramasi in doppia misu-<br />
ra e in doppio or<strong>di</strong>ne la raggerà dorata.<br />
Intorno poi alle pietre preziose e sopra<br />
l'innesto de' raggi spandesi un giro <strong>di</strong> nu-<br />
vole candk!issime,<strong>di</strong> mezzo alle quali sporgono<br />
il capo ì 3 Serafini coll'ali dorale:<br />
ed a crescere la varietà e la meraviglia<br />
l'artefice vi condusse intorno un tralcio<br />
<strong>di</strong> vite con bellissime foglielte smaltale in<br />
verde e grappolelti avvinati elegantissi-<br />
mi. Verso la sommità della raggerà le<br />
nuvole si sollevano alquanto più alte, e<br />
dal loro mezzo in tutto rilievo sporge<br />
una Colomba a figurare lo Spirito San-<br />
to, dal cui becco esce una lingua <strong>di</strong> ru-<br />
bini, per simboleggiare il fuoco, segnale<br />
V EL<br />
della grazia comunicata da! <strong>di</strong>vino S[<br />
rito alla Chiesa nella Pentecoste. Ini*<br />
no al capo della Colomba corre in piai<br />
un triangolo,simbolo della ss. Trinità,<br />
è tutto rivestito <strong>di</strong> sottili lastre <strong>di</strong> sm«<br />
raldo. Al <strong>di</strong> sopra della raggerà si <strong>di</strong>ramano<br />
6 spighe dorale poste
VE L<br />
i beneficiati delle patriarcali basiliche.<br />
Nel capitolo in <strong>di</strong>verse epoche fiorirono<br />
personaggi ragguardevoli per nobiltà,<br />
dottrina, o per onorifici impieghi e luminose<br />
cariche nella curia romana o in<br />
i patria. Bauco rammenta particolarmen-<br />
te i<br />
seguenti canonici e arcipreti <strong>di</strong>venuti<br />
prelati. Gregorio Gori arciprete, poi ve-<br />
scovo <strong>di</strong> Celidonia. LorenzoLati<strong>di</strong> canoni-<br />
co,poi vescovo <strong>di</strong>Fossonibroue.Gio.Carlo<br />
Antonelli canonico, poi vescovo <strong>di</strong> Fe-<br />
rentino. Antonio Antonelli canonico, poi<br />
(vescovo d'Urbania e s. Angelo in Vado.<br />
[Gaetano de Paolis arciprete, poi vescovo<br />
Caradense e sulfragaueo <strong>di</strong> Velletri: ri-<br />
nenne l'arcipretura sino alla morte e fu<br />
^sepolto nella cattedrale, ove sul pilastro<br />
i<strong>di</strong> prospetto alla cappella del Rosario<br />
Ueggesi T onorifica iscrizione. Fabrizio<br />
Borgia canonico, poi vescovo <strong>di</strong> Feren-<br />
tino. Gio. Carlo Antonelli canonico, poi<br />
vescovo <strong>di</strong> Dioclia e suffraganeo <strong>di</strong> Vel-<br />
iteli i. Geraldo Macioti arciprete, poi ve-<br />
scovo d'Lleusi e suffraganeo <strong>di</strong> Velletri.<br />
Vincenzo Macioti canonico, poi vescovo<br />
d'Amelia e da Gregorio XVI traslato a<br />
Ferentino. Luigi Lau<strong>di</strong> Vittorj <strong>di</strong> Cori,<br />
per cui ne parlai in quel paragrafo, ar-<br />
ciprete e poi da Gregorio XVI fatto vescovo<br />
d' Asisi. Alessandro Macioti cano-<br />
>nico, poi da Gregorio XVI fatto sotto-<br />
datario della Dataria apostolica, arci-<br />
vescovo <strong>di</strong> Colossi \ e nunzio <strong>di</strong> Svizzeiraj<br />
dal Papa che regna suo elemosiuiei<br />
re, assessore del s. Oflizio e canonico Va-<br />
licano, essendolo stato anche della pa-<br />
llialo. ile Chiesa <strong>di</strong> s. Maria Maggiore.<br />
Luigi Macioti canonico, a' 1 4 <strong>di</strong>cembre<br />
1 1 85 1 nominato dal consiglio m unici pa-<br />
a3o VEL<br />
go d'andare ad abitare nell' episcopio<br />
contiguo al seminario <strong>di</strong>ocesano, e per-<br />
ciò a contatto della cattedrale, come aveano<br />
praticato i suoi predecessori, dopo<br />
essersi portato nel couveulo <strong>di</strong> s. Fran-<br />
cesco, da questo per la i." volta si trasfe-<br />
rì ad abitare nel 2.° appartamento del<br />
palazzo comunale per ricevervi nel 1 780<br />
Pio VI, che recavasi a vedere rincominciato<br />
prosciugamento delle Palu<strong>di</strong> Pon-<br />
tine. Il car<strong>di</strong>nale vi stabilì I' episcopale<br />
residenza, ed il simile praticò il car<strong>di</strong>nal<br />
York quando neli8o3 gli successe, benché<br />
riuscisse angusto in proporzione <strong>di</strong><br />
sua sfarzosa corte. Nel 1807 il successore<br />
vescovo car<strong>di</strong>nal Anlonelii volle abitare<br />
l'antico episcopio. Divenuto nel 1814<br />
vescovo il car<strong>di</strong>nal Della Somaglia, andò<br />
ad abitare il detto appartamento comunale,<br />
e fecero altrettanto i successori.<br />
Le chiese parrocchiali della città sono 5.<br />
La chiesa dei ss. Salvatore, la più auli-<br />
ca <strong>di</strong> quante esistono, poiché si crede il<br />
tempio eretto da' primitivi cristiani, fel-<br />
la sua antichità più volte venne rie<strong>di</strong>fi-<br />
cato e per ultimo nel 1795 ridotto in<br />
miglior forma cou elegante <strong>di</strong>seguo, ed<br />
è luttooruato <strong>di</strong> belle pitture, consacra-<br />
to dal suflraganeo Michele Argelati ve-<br />
scovo d'Ippa. Rovinò la volta nel i85i,<br />
perchè si trovò 1' e<strong>di</strong>lìzio mancante <strong>di</strong><br />
fondamenti, onde si rifabbricò a spese<br />
della sagrestia, contribuendovi il vesco-<br />
vo car<strong>di</strong>nal Macchi con 5oo scu<strong>di</strong>. Il<br />
curato ha il titolo d'arciprete. La chiesa<br />
<strong>di</strong> s. Michele Arcangelo era prima arci-<br />
[•retale, e come antica e innalzata sugli avanzi<br />
del tempio <strong>di</strong> Sancouumede'geuti-<br />
li, soffrì assai nel terremoto del 1 806; fu<br />
perciò demolita e quin<strong>di</strong> dal municipio<br />
da' fondamenti rifabbricata con <strong>di</strong>segno<br />
dell'egregioarchitetlo ingegnere Giusep-<br />
pe Audreoli, autore eziau<strong>di</strong>o della nuo-<br />
va Barriera della città e del vicino pon-<br />
te che conduce alla via provinciale <strong>di</strong><br />
Valmontone, e del quale feci parola nel<br />
1<br />
paragrafo Monte Fortino. La i.* pietra<br />
fu gettata a' 19 agosto t834 dalsuffra-<br />
VEL<br />
ganeo Geraldo Maeioti vescovo d'Elett*<br />
si, in<strong>di</strong> benedetta a' i\ ottobre 1837<br />
dal vescovo car<strong>di</strong>nal Pacca. Le due iscri-<br />
zioni poste per memoria sulla faccia-<br />
ta esteriore, le riporta Bauco. Nel suo<br />
interno si ammira la s. Famiglia d'An-<br />
nibale Caiacci, come testifica un documento<br />
dell' archivio parrocchiale. La<br />
chiesa <strong>di</strong> s. Maria Assunta in cielo detta<br />
volgarmente del Trivio, a<strong>di</strong>acente ha il<br />
suoallissimocumpauile già descritto. Fu<br />
da'foudamenli rie<strong>di</strong>ficata nel 1622, e po-<br />
scia minacciando rovina fu riparata nel<br />
1761 a spese del vescovo car<strong>di</strong>nal Delci<br />
con eccellente <strong>di</strong>segno, e facciata deco-<br />
rata da 6 colonne. Vi è un'antichissima<br />
pittura a olio esprimente la Madonna<br />
dell'Orlo, con 4 Angeli e s. Antonio. Il<br />
Nibby rimarcò la lapide d'Orazio Lau-<br />
cellolti morto nel 1820, come pure 1<br />
de-<br />
positi <strong>di</strong> CesareToru/.zi morto nel 1 7 1 7, e<br />
<strong>di</strong> Caterina sua moglie che l'avea prece-<br />
duto nella tomba nel 1 7 1 3. Vi è la con-<br />
fraternita della Pietà, la quale già esiste-<br />
va nel 1 533. La chiesa <strong>di</strong> s. Martino ve-<br />
scovo <strong>di</strong> Tour* fu da' fondamenti rie<strong>di</strong>-<br />
ficata nel 1778 con elegante <strong>di</strong>segno del-<br />
l'architetto velilerno Nicola Giansiinoni,<br />
che lodai nel paragrafo <strong>di</strong> Cori, per cui<br />
il municipio somministrò 3, 000 scu<strong>di</strong>,<br />
come si legge nella lapide della facciata.<br />
Fu già arcipretale, in seguito ebbe il<br />
parroco cou 6 chierici beneficiali. Ora è<br />
posseduta da' chierici regolari somaschi,<br />
i quali entrarono in Velletri uel 1616.<br />
lliuunziata la parrocchia dal curato a'<br />
ai aprile 1617, nello stesso giorno uè<br />
presero possesso i somaschi, che formano<br />
massa comune con uu chierico beneficia-<br />
lo insieme al seminario. Sul principio<br />
questi religiosi aveano ancora le pubbli-<br />
che scuole, per cui erano pensionali dal<br />
comune d'annui scu<strong>di</strong> i5o. La chiesa fu<br />
consagrata nel 1791 dal sulfragaueo Fi-<br />
lippo Bulla vescovo <strong>di</strong> Zenopoli. Il eh.<br />
can. Augeloui ueii* Album <strong>di</strong> Roma, t.<br />
24, p. 1 1)3, ragiona <strong>di</strong> questo e<strong>di</strong>lizio (io<br />
coutmuuzioue e couipimeulu <strong>di</strong> quanto
VE L<br />
su la!c giornale letterario e <strong>di</strong> belle ar-<br />
ti va egregiamente pubblicando il ri-<br />
spettabile cau. Angeloni, è a desiderarsi<br />
ch'egli colle sue belle cognizioni ed ele-<br />
fante facon<strong>di</strong>a effettui l'idea patria d' il-<br />
lustrare tutl'i monumenti d'arte esisten-<br />
ti in Vellelri, antichi e moderni). Enco-<br />
mia il Giaiisimoni, per la cui opera e poi<br />
per quella del severo Milizia nel secolo<br />
passato restò francala l'architettura dal<br />
pregiu<strong>di</strong>zio delle presunzioni.e gli frutta-<br />
rono bella fama, avendo colle sue opere<br />
fregiata la patria. Dice trovarsi questa<br />
chiesa nel bel mezzo della via principa-<br />
e della città, e intorno ad essa, quasi a<br />
Farle corona, sorge buon numero delle<br />
tabbriche più eleganti e maestose che a-<br />
lornino Velletri. Con bel <strong>di</strong>seguo il<br />
(jiansiujoni 1' innalzò sulle rovine d'al-<br />
ia chiesa fabbricata nel 1200, cambian-<br />
done l'antica forma <strong>di</strong> croce Ialina iti<br />
.-; teca, e potè conservare alla critica isto-<br />
ica buona parte dell'apside. Elevasi amri<br />
jia e sfogata nella volta, la quale snel-<br />
a e leggera com'è posa sopra un'elegau-<br />
e cornice, cui sottostà la parete intra-<br />
uezzata per colonne e pilastri d'or<strong>di</strong>ne<br />
unico. Gli altari tulli, precipuameute il<br />
maggiore, vi fanno bella mostra; ed o-<br />
;ni cosa sta messa e allogata con sem-<br />
plicità e ornamento tale, da non temer<br />
pesto la taccia <strong>di</strong> barocco, né quella <strong>di</strong><br />
gretta ; in tutto il Giausimoni mostrò <strong>di</strong>-<br />
ceruiuienlo e guslo <strong>di</strong> savio architet-<br />
ture, evitando i <strong>di</strong>fetti del suo tempo.<br />
jii facciala che non fu sua, ma del roma-<br />
,10 architetto Matteo Lovatti, presenta<br />
111 portico tetrastilo in colonne ioniche,<br />
:he vi fa molto bene ; e la materia <strong>di</strong> cui<br />
i costruito, che è il lapis albanus, ne<br />
unta energicamente l'effetto. Tale prospetto<br />
esterno può vedersi nell' Album<br />
li Roma, l. e), p. 38o, iusieme alla vedu-<br />
la del [lalazzu Tortini, con breve arti-<br />
colo che seni Lira tratto da Ntbby, Tuttu-<br />
.ia perquanto bella e gioconda vistu porti<br />
<strong>di</strong>segno <strong>di</strong> quel tempio, pure non<br />
oco veniva olicau dalla »
a32 VEL<br />
scuoprironoalcuneanliche pitture, e spe-<br />
«-liiltueiite un'immagine della B. Vergiue<br />
col s. Bambino in figura intera al naturale<br />
d'ottimo <strong>di</strong>segno, <strong>di</strong>e sembra <strong>di</strong> mano<br />
bizantina. Il prelato delegato mg/Ste-<br />
fano de' marchesi Bruti, intelligente <strong>di</strong><br />
belle arti e versalo negli stu<strong>di</strong> archeolo-<br />
gici, conobbe il pregio de' <strong>di</strong>pinti e per<br />
quanto potè ne impedì il totale deperi-<br />
mento. Osserva il Bauco, che l' illustre<br />
prelato cominciò fin da quando era vice-<br />
legato in Velletri,e continuò ancora <strong>di</strong>-<br />
venuto delegalo a fare dell' indagini su-<br />
gli antichi monumenti e opere <strong>di</strong> belle<br />
urti sparse uella città e nella provincia,<br />
procurandone con ogni lodevole <strong>di</strong>ligen-<br />
za la conservazione. L'encomiato prelato<br />
condusse appositamente a vedere i belli<br />
<strong>di</strong>pinti il celebre car<strong>di</strong>nal Mai, anche esimio<br />
conoscitore <strong>di</strong> belle arti,e il porpo-<br />
rato ammirandoli li qualificò bizantini.<br />
Le chiese de' conventi e monasteri sono<br />
le seguenti ; <strong>di</strong> altre parlerò io seguilo. Il<br />
convento tle'minori conventuali ebbe origine<br />
dal fondatore dell'or<strong>di</strong>ne s. Fran-<br />
cesco d'Asisi, che 1' introdusse in Velie-<br />
tri nel i 222,alloi'chè vi transitò e si trat-<br />
tenne nel recarsi a Napoli. In principio<br />
ìl convento de' minori fu suburbano iu<br />
contrada Morice e piccolo. Ne partirono<br />
i religiosi a motivo delle continue guer-<br />
re, ritenendone la proprietà sino al i 574,<br />
quando lo cambiarono con alcuni prati;<br />
silo ora possedulodalcav. GiovauniGra-<br />
ziosi. Molti anni dopo la morte <strong>di</strong> s. Fran-<br />
cesco, passarono questi frali dentro la cit-<br />
tà, nel convento e chiesa <strong>di</strong> s. Francesca,<br />
rinnovala nel 1 825 (vi è unita quella <strong>di</strong><br />
s. Antonio <strong>di</strong> Padova della coufraterui-<br />
ta omonima, la quale chiesa sebbene del<br />
sodalizio e filiale della cattedrale, pure è<br />
governata da'conventuali,e fu eretta nel<br />
i5i3 dal p. Domenico da Ferentino del-<br />
l'istessoor<strong>di</strong>ue, regolandosi co'propri sta-<br />
tuti, sotto la giuris<strong>di</strong>zione del vescovo)<br />
che tuttora ritengono. Questo locale, che<br />
Ciedesi già abitato da' benedettini, per-<br />
chè ij loro, utemmo, era, spolpilo *ui|a pur.<br />
VEL<br />
ta dell' antica chiesa, fu rinnovato e<br />
sai ingran<strong>di</strong>to, in modo che oggi pre<br />
senta una magnifica fabbrica d'eccelleti-<br />
le <strong>di</strong>segno e può contenere ^o in<strong>di</strong>vidui,<br />
onde vi si celebrarono de'|capiloli provin-<br />
ciati. Ha buone ren<strong>di</strong>te e vi si mantiene eue<br />
lo stu<strong>di</strong>o de' baccellieri. La chiesa <strong>di</strong><br />
Lorenzo arcilevita e martire, che anli<br />
niente era collegiata con arciprete e eh<br />
rici, è sufficientemente grande con j<br />
tari ; il maggiore è isolato, costrutto!ì<br />
<strong>di</strong><br />
eccellenti marmi con balaustra : l'iscri-<br />
zioni marmoree sono riportate dal Tlieu-<br />
li. Appartiene a'minori osservanti, i qua-<br />
li s'introdussero in Velletri nel 1 44-^» con<br />
comodo convento da contenere più <strong>di</strong> 3o<br />
religiosi, e vi è lo stu<strong>di</strong>o <strong>di</strong> teologia. la<br />
questa chiesa esiste il terz' or<strong>di</strong>ne <strong>di</strong> s.<br />
Francesco pe'secolari, con cappella e prò irò-<br />
pri fon<strong>di</strong>. Recenti lapi<strong>di</strong> onorifiche, r<br />
lite dal Bauco, ricordano i seguenti<br />
lilerui ivi deposti, che furono d'ornam<br />
10 alla città, cioè Geraldo Macioti vescovo<br />
d'Eleusi, Domenico Car<strong>di</strong>nali, Francesco<br />
Graziosi, Giuseppe Pielromarchi avvoca<br />
to; oltre quella d'Anna Maria moglie del<br />
dettoDomenico e madre dell'illustreLuigi<br />
ec, con deposito scolpito dal celebre conimeud.Teueraui.ln<br />
questa chiesa si venera<br />
il corpo <strong>di</strong> s. Severino martire coll'ampol<br />
la del sangue e singolare lapide, tutto tro-<br />
vato nel cimiterio <strong>di</strong> s. Ciriaca. Nel chio-<br />
stro del convento è mirabile il grande e<br />
singolare bassorilievo cristiano de'primi<br />
tempi <strong>di</strong> nostra s. religione, alla quale al<br />
ludono vari scompartimenti con figure,<br />
11 p. Casimiro da Roma, nelle Memorie<br />
delle chiese e conventi de' frati minori<br />
della provincia romana, tratta nel cap<br />
26 : Della chiesa e del convento <strong>di</strong> s. Lo<br />
renzo £«fe/Zelr/.Narra <strong>di</strong>esino dal i44^<br />
il rettore ed i chierici beneficiati della<br />
chiesa parrocchiale <strong>di</strong> s. Lorenzo, avenilc<br />
prestato il consenso per l'introduzione il<br />
essa de'minori osservanti e pel trasferì<br />
mento della cura dell'anime nella pari oc<br />
chia <strong>di</strong> s. Michele Arcangelo, <strong>di</strong>poi Nico<br />
Jò V autorizzò a procedersi ed a fabbri
VE L V E L a33<br />
caie il convento, il <strong>di</strong>e eseguitosi, Pio li fabbricarono la chiesa con elegante elise-*<br />
l'approvò in Siena a'?5 luglio 1460 colla gno e con bella facciata. Il ricordato so-<br />
bolia Pia consideratione, che produce dalizio fu eretto in questa chiesa neh 533,<br />
insieme al novero delle ss. Reliquie della e ne ritenne perse una porzione separa*<br />
chiesa, e alle memorie e versi scolpiti sul- la, che de<strong>di</strong>cò a s. Giovanni Decollato;<br />
la campana maggiore spezzatasi nel 1 74'- > esso fu colla chiesa soppresso nel i835,<br />
La chiesa già esisteva nel t o65, onde per e i suoi beni furono dati all'orfanotrofio<br />
l'antichità deformata, uel 1721 colle li- delle fanciulle. La chiesa de'ss. Pietro e<br />
musine del comune e de'benefattori du' Bartolomeo apostoli, già arcipretale, fu<br />
fondamenti venne rinnovata. Il p. Casi- <strong>di</strong> nuovo e<strong>di</strong>ficata con elegante architet-<br />
iniro con più <strong>di</strong>ligenza del Theuli riferì- tura del veliterno Giausimoni, Vi si ve-t<br />
sce le antiche lapi<strong>di</strong> e le altre posteriori nera il corpo <strong>di</strong> s. Vittorino martire col-<br />
numerose, e con <strong>di</strong>verse eru<strong>di</strong>zioni sul- l'ampolla del sangue e lapide sepolcrale,<br />
l'anticaglie rinvenute e sopra gli altari; il tulio rinvenuto nel cimiterio <strong>di</strong> s. Ca-<br />
non lascia poi d'avvertire essere molto listo. Il vescovo car<strong>di</strong>nal Alessandro II<br />
stimata da'professori dell'arte la tela del Farnese, concesse la chiesa alla congre<<br />
coro rappresentante il martirio <strong>di</strong> s. Lo- gazionede'dottrinari,coll'abitazioni con-<br />
renzo, e parimente quella dell'altare <strong>di</strong> ligue e alcune cappellanie, e tuttora ivi e-<br />
s. Andrea, Rimarca inoltre la memoria sistono. Furono loro affidale le scuole<br />
sepolcrale del benefattore Gio. Battista pubbliche e gratuite, supplendo il comu-<br />
Autonelli, pubblicandone il <strong>di</strong>segno, ad- ne con annua pensione <strong>di</strong> scu<strong>di</strong> 36o, e<br />
ducendo prove della nobiltà e antichità I' insegnamento della dottrina cristiana<br />
della famiglia Autonelli; notando pure, a'fauciulli, tanto in questa lorochiesa, che<br />
e arroge al nauseante sciupo che si fa a' nelle chiese parrocchiali. Sino dal i85i<br />
nostri giorni in <strong>di</strong>versi stali de' Titolid'o- ivi reggevano anche il collegio, ove lene-<br />
ìiore (f y .), decorazioni ec, che nell'iscri- vano a convitto per lo stu<strong>di</strong>o e l'educa»<br />
zioue deh 464 <strong>di</strong> Giambattista, la cui Ci- zione molti giovanetti secolari. La cinegura<br />
è in abito equestre, si legge l'illu- sa <strong>di</strong> s. Chiara vergine appartiene alle<br />
Sire titolo <strong>di</strong> Spettabile (<strong>di</strong> cui parlai nel monache francescane, molto grande, bel-<br />
atalo articolo) a lui dato, <strong>di</strong> cui scrisse la, ben mantenuta e ricca <strong>di</strong> suppellet-<br />
il somasco p. d. Stanislao Santinelli, nel- tili sagre. Il prossimo monastero delle re-<br />
l'annotazioni fatte al trattalo de Titoli ligiose <strong>di</strong> clausura papale, è uno de'pri-<br />
delie <strong>di</strong>gnitàd\ Pauciroli; ricordando in mi fondati sotto la regola <strong>di</strong> s. Chiara, e<br />
proposito il medesimo p. Casimiro, che lo già esisteva neh 274, e venne fondato o^<br />
slesso titolo <strong>di</strong> Spettabile si legge nell'e- v'era l'antico priorato e chiesa <strong>di</strong> s.Anasta-<br />
pitalfio <strong>di</strong> Lodovico (del secolo XIV), fi- sia, non più. esistenti. La fabbrica è mol-<br />
glio del re Roberto, esistente nella chie- to eslesa e comoda, a forma <strong>di</strong> gran<strong>di</strong>oso<br />
sa <strong>di</strong> s. Lorenzo <strong>di</strong> Napoli. La chiesa <strong>di</strong> s. palazzo, e può contenere più <strong>di</strong>4o mona-<br />
Antonio fin dal i573 è de' carmelitani, che,ancoper le buone ren<strong>di</strong>te<strong>di</strong>cuièprov-<br />
Joro data dalla confraternita della Mise- veduto. Il p. Casimiro da Roma ragiona<br />
1 icor<strong>di</strong>a col sito dove fabbricarouo il con- pure del monastero delle Clarisse, e lo <strong>di</strong>-<br />
vento comodo e chiosilo spazioso, per più ce uno de'più antichi della provincia ro-<br />
<strong>di</strong> 24 religiosi : ha ren<strong>di</strong>te sufficienti an- mana, pel documento che riferisce. Par*<br />
co a mantenervi Io stu<strong>di</strong>o. Dalla repub- la dell'indulgenza concessa alla chiesa da<br />
blica romana deh 849 questo convento Nicolò IV, delle riforme del monastero<br />
fii ridotto a ospedale militare, guastala avvenute uel i5a8 e nel 1668, con «no-<br />
|a chiesa e demolito il campanile. Ripri- nache tratte da s. Silvestro e da s. Cost-<br />
ituiate il governo pontificio, (religiosi u- malo <strong>di</strong> Roma, e delle religiose che vi fio-
234<br />
VEL<br />
l'irono in virtù e buon odore <strong>di</strong> santità.<br />
La chiesa del ss. Nome <strong>di</strong> Gesù, appellala<br />
ancora <strong>di</strong> s. Teresa, appartiene al mo-<br />
nastero sotto la stessa invocazione delle<br />
inonachecarmelitanecalzate, fondato nel<br />
j 64 1 da Fulvio Blariola, il quale a tale<br />
ell'etto nel j 63 1 già avea donato tutti i<br />
suoi beni con annuo fruttato <strong>di</strong> scu<strong>di</strong> 4^o,<br />
con conferma d'Urbauo Vili e riserva <strong>di</strong><br />
nomina <strong>di</strong> due monache senza dote alla<br />
famiglia Marida. Ne fu fondatrice suor<br />
Chiara Androsilla, già monaca del monastero<br />
<strong>di</strong> Sutri, entrandovi 12 monache<br />
a' 12 maggio 1 64- 1 dopo aver preso l'a-<br />
bito nella cattedrale per le mani dell'ar-<br />
ciprete Saulorecchia,fra le quali fu lai,<br />
Lucilla Assalonne vedova del fondatore<br />
col nome <strong>di</strong> suor Amia. La fabbrica non<br />
è molto estesa, ma comoda per più <strong>di</strong> 24<br />
monache con sullìcienli ren<strong>di</strong>te,edè clau-<br />
sura papale. Fra le altre chiese della cit-<br />
tà, olire quelle che ricorderò poi, mi limiterò<br />
a nominare. La chiesa <strong>di</strong> s. An-<br />
tonio abbate già de'canonici regolari <strong>di</strong><br />
Vienna,) quali già qui esistevano nel 1 joo<br />
e ne partirono nel 1 586. Venuta la chie-<br />
sa in proprietà dell' università artistica<br />
de'mulattieri, nel 1737 l'ornò con ele-<br />
gante sollitto e altro, e benché soppres-<br />
sa i mulattieri l'ufficiano nelle feste, es-<br />
sendo liliale della cattedrale e <strong>di</strong> giuris-<br />
<strong>di</strong>zione vescovile. Tale è pure la chiesa<br />
della Madonna <strong>di</strong> Costantinopoli, che fu<br />
fabbricata nel 1 636 a spese dell'univer-<br />
sità artistica de'calzolai, denominala an-<br />
che s. Crispino loro protettore. Soppres-<br />
sa l'università, i calzolai la continuarono<br />
a ritenere, venendo restaurata dal suo<br />
stato cadente nel 1 85 1 . La chiesa della<br />
ss. Concezione delta della Coroncina, la<br />
e<strong>di</strong>ficò nel 1702 Giuseppe Angelini a persuasione<br />
del b. Leonardo da Porlo Mau-<br />
rizio, il quale dando le ss. missioni in Velletri<br />
v'istituì la congregazioue della Via<br />
Crucis. Ora è filiale della sua parrocchia<br />
<strong>di</strong> s. Michele, ed appartiene alla confra-<br />
ternita degli Amanti <strong>di</strong> Gesù e Maria, e-<br />
letlu ueh8i4e asS ,,e o al* all'aiciooufru-<br />
V EL<br />
temila <strong>di</strong> Roma. Dalla pia liberalità de!<br />
conte Giuseppe Latini Macioli, verme<br />
aggiunta la sagrestia e la comoda abita-<br />
zione del cappellano, provveduta <strong>di</strong> uten-<br />
sili sagri, d' eccellente organo e <strong>di</strong> vari<br />
legati <strong>di</strong> messe. Come il lodato cavalie-<br />
re vi fa celebrare a sue spese il Carneva-<br />
le santificalo, ezian<strong>di</strong>o con istruzione <strong>ecclesiastica</strong><br />
e trattazione <strong>di</strong> qualche mas-<br />
sima fondamentale <strong>di</strong> nostra s. Religione,<br />
lo narra il Giornale <strong>di</strong> Roma deli856<br />
a n. 1 44- L> a chiesa <strong>di</strong> s. Silvestro I Pa-<br />
pa o <strong>di</strong> s. Giuseppe, filiale della chiesa<br />
parrocchiale <strong>di</strong> s. Michele, è molto anti-<br />
ca, essendo stata de<strong>di</strong>cala nelio85 a'20<br />
luglio dal vescovo Ottone I, ed ebbe il<br />
suo rettore; minacciando rovina, <strong>di</strong> re-<br />
cente fu rifabbricata. Nel 1610 venne<br />
concessa all'università artistica de' fale-<br />
gnami, poi abolita, e quin<strong>di</strong> vi fu eretta<br />
la confraternita <strong>di</strong> s. Giuseppe, neh 681<br />
aggregata aU'arcicoufraleruita omonima<br />
<strong>di</strong> Roma.Siccome<strong>di</strong> quest'ultima e della<br />
sua antica Università artistica riparlai<br />
nel paragrafo Falegnami <strong>di</strong> quell'arti-<br />
colo, qui ne profitto per dare un'essen-<br />
ziale <strong>di</strong>stinzione tra l'Arciconfraternità<br />
<strong>di</strong> s. Giuseppe, e V Università de' Falegnami<br />
<strong>di</strong> Roma, con più esatta <strong>di</strong>chiara-<br />
zione della riferita uel ricordalo articolo,<br />
essendo stati due corpi <strong>di</strong>versi e uniti, a<br />
modo che ora lessi negli originali : Statata<br />
Universitatis Carpentariorum Almae<br />
Urbis. Fuvoao rinnovati nel 1624,<br />
ed approvati a' 4 luglio da Urbano Vili<br />
colla bolla Chris tifidelium. Ciascun' arte<br />
soggetta al consolalo dell' università de*<br />
falegnami aveva i propri consoli, camer-<br />
lenghi, sindaci e altri ufliziali. Per la fe-<br />
sta del protettore s. Giuseppe sposo <strong>di</strong><br />
Maria Vergine, alla chiesa del l'a rcioonfVa -<br />
temila doveva ogni bottega dell'arte pa-<br />
gare un giulio ogni 6 mesi. I nuovi con-<br />
soli e camerlenghi dell'università artisti-<br />
ca un mese dopo la loro elezione, che fa-<br />
cevasi per bossolo, doveauo entrare per<br />
fratelli nell'arciconfiaternita, e dare ido-<br />
nea sicurtà <strong>di</strong> bene amministrare Tullioio
V E L<br />
a cui erano destinali. Le congregazioni e<br />
adunanze si facevano nell'oratorio dell'ai 1 -<br />
ciconfroieruita col l'intervento del notaio<br />
dell'uni versila; e perciò ivi pure tulle l'e-<br />
lezioni degli udìziali dell' unì verftità avea-<br />
110 luogo, come pure vi si prendeva il pos-<br />
sesso delle cariche du' nuovi consoli, ca-<br />
rnei leuglii e altri affiliati. Inoltre il nò-<br />
turo dovea pure intervenire e assistere al<br />
tnbuuale del consolato dell'arte in Cam-<br />
pidoglio nella mattina <strong>di</strong> u<strong>di</strong>enza. In (pie-<br />
ita i consoli dell'arte u<strong>di</strong>vano e decidevano<br />
sommariamente le cause e contru-<br />
\ersie insorte tra gli uomini dell'uni versi-<br />
la slessa, sino alla somma <strong>di</strong> io ducuti <strong>di</strong><br />
carlini; in altre cause i consoli rendevano<br />
ragione col consiglio dell'assessore. Il<br />
lutto a seconda della bolla <strong>di</strong> Gregorio<br />
IX III sopra la giuris<strong>di</strong>zione de' consolati<br />
dell' arti <strong>di</strong> Roma. L' applicazione delle<br />
inulte e penali si Faceva a favore della<br />
chiesa <strong>di</strong> s. Giuseppe del sodalizio, conse-<br />
gnandosi al provve<strong>di</strong>tore dell'arciconfra-<br />
lerutta : non potendo alcuno esercitare la<br />
professione dell'arti soggette all'universi-<br />
tà de'faleguami senza matricola e patente,<br />
la multa per quelli che uon n'erano mu-<br />
niti si <strong>di</strong>videva una 4-" parte a' consoli,<br />
il resto a detta chiesa. Doveasi pagare ila<br />
tutti i padroni <strong>di</strong> bottega la tassa per la<br />
la festa <strong>di</strong> s. Giuseppe. Nel cap. 55." degli<br />
Statuti: Dell' unione fra 1' Arciconfra-<br />
lernilà e l* Università de' falegnami <strong>di</strong><br />
Roma, si <strong>di</strong>ce. Che essendo l'urcieonfia-<br />
lernita <strong>di</strong> s, Giuseppe formala da uomini<br />
dell' università, si fece l'unione tra il so-<br />
dalizio e la corporazione artistica co' se-<br />
guenti patti ; vale a <strong>di</strong>re, si rinnovò l'u-<br />
nione fatta altre volte, e per ultimo a's3<br />
gennaio 1602 quaudo seguì la separazio-<br />
ne dell' Università de' Falegnami, dal-<br />
l' Università artistica dt Mura lori,col!u<br />
quale avea fabbricato a Ripelta la chiesa<br />
e l'oratorio <strong>di</strong> s. Gregorio. Per la quale<br />
<strong>di</strong>visione col l'ai" te de'rauratori, seguì al-<br />
lora l'unione dell'università de' falegna-<br />
mi all'arcicoufratetuila del protettore s.<br />
Giuseppe posta sopra le Carceri de' ss.<br />
V E L aSS<br />
Pietro e Paolo al Foro Romano. I capi-<br />
toli fatti allora Ira I' arciconfraternita e<br />
l'uni versila sono riportali negli stessi Sta-<br />
tuli, il sodalizio accordando all' univer-<br />
sità de' falegnami il comodo del proprio<br />
oratorio per l'adunanze dell'arte. Le con-<br />
gregazioni dall' ateicoufrateruita e del-<br />
l' università si tenevano nell* oratorio in<br />
giorni <strong>di</strong>versi. Nella chiesa <strong>di</strong>s. Giuseppe<br />
i consoli dell'università avevano ilgeuu-<br />
flessorio incontro a quello de' guar<strong>di</strong>ani<br />
del sodalizio coli' iscrizione: Constile*<br />
Carpentariorum. Il sodalizio assunse il<br />
nome <strong>di</strong> Compagnia o Arciconfralernilu<br />
e Università de Falegnami <strong>di</strong> Roma.<br />
Per arme adottò il compasso, impresa vec-<br />
chia dell'arte. L'arciconfraternita accettò<br />
l'offerta fallale dall'università per l'appli-<br />
cazione delle multe e pene coutenute nello<br />
statuto, a favore della chiesa <strong>di</strong> s. Giu-<br />
seppe. In ricognizione <strong>di</strong> tale unione l'ar-<br />
ciconfraternita coucesse il luogo e banco<br />
colgenuflessorio fatto a spese dell'univer-<br />
sità per sedervi il console e il camerlen-<br />
go, autorizzandoli <strong>di</strong> porvi l'epigrafe:<br />
Cotmdes et (jniversitas Carpentariorum<br />
; oltre la tavoletta col nome degli<br />
uffiziali prò tempore della medesima uni-<br />
versità; e tenevano il i.° luogo dopo i<br />
due deschi ove sedevano i guar<strong>di</strong>ani e gli<br />
altri uffiziali dell'arcicunfraternila. In tut-<br />
te le processioni, eccettuato e riservato il<br />
luogo del p. governatore e de'due consi-<br />
glieri deirarciconfraternita,i consoli e ca-<br />
merlengo dell'università potevano anda-<br />
re a piacere in ogni luogo, colle proprie<br />
mazze, munite dell'impresa dell'arcicon-<br />
fraternita ossia dell'immagine <strong>di</strong> s. Giù»<br />
seppe e del compasso coll'epigrafe : Uni*<br />
versitas Carpenlariorum .Per essere elet-<br />
ti a console e camerlengo dell'università,<br />
dovevano essere gl'in<strong>di</strong>vidui fratelli del<br />
sodalizio, o almeno dopo uu mese aggre-<br />
garsi all'ai •cicoufralernita, per godervi la<br />
voce attiva e passiva. Inoltre l'arciconfra-<br />
teruila accordò all' uui versila <strong>di</strong> fabbri-<br />
care nella lorochiesa alcuna cappella del-<br />
l' urie. 1 definiti appartenerli! ali'uuiver-
*36 V E L<br />
sita, benché non confratelli, il sodalizio<br />
gli associava e seppelliva. Risulta dunque<br />
dal fin qui riportato, che l'arciconfrater-<br />
uila eia un corpo <strong>di</strong>verso dall'università,<br />
e solo unita per quanto ho riferito, avendo<br />
i consoli dell' arte, come confratelli,<br />
voce attiva e passiva nel sodalizio, poiché<br />
appena eletti, come notai, erano am-<br />
messi per confrati, e partecipavano alle<br />
consuete <strong>di</strong>stribuzioni del pepe (del qua-<br />
le costume riparlai ad Università arti-<br />
stiche, e s. Beda <strong>di</strong>spensò a'suoi monaci,<br />
prima <strong>di</strong> morire, del pepe, de'fazzolelti<br />
e dell' incenso, pregandoli <strong>di</strong> ricordarsi<br />
<strong>di</strong> lui avanti a Dio squali pegni della ca-<br />
lila che ad essi li univa, e perchè con ta-<br />
li presenti li costringeva a ricordarsi <strong>di</strong><br />
lui iiell' orazioni. Secondo la regola <strong>di</strong><br />
s. Benedetto, i monaci per tacito consen-<br />
so dell'abbate, potevano lasciare somi-<br />
glianti ricor<strong>di</strong>. S, Lullo fece un regalo <strong>di</strong><br />
pepe, d'incenso e <strong>di</strong> cannella alla badessa<br />
K-aueboda. Di tali usi vi sono altri esem-<br />
pi nel fJutler, Vìla<strong>di</strong> s, Beda), delle can-<br />
dele e delle palme benedette. 1/ univer-<br />
sità de' falegnami <strong>di</strong> Roma, come tutte<br />
l'altre, fu soppressa da Pio VII; l'arcicon-<br />
fì atei iuta tuttora sussiste floridamente.<br />
Della suddetta parrocchia <strong>di</strong> S.Silvestro le<br />
pur filiale la chiesa della Madonna della<br />
JNeve,delta s,Valle,<strong>di</strong> giuris<strong>di</strong>zione vesco-<br />
vile : aulicamente avea rettore e chieri-<br />
ci. E bene mantenuta, con bellissimo pre-<br />
sbiterio ornato da 4 colonne e balaustra<br />
<strong>di</strong> marmo, il cui altare maggiore isolato<br />
è costrutto d' eccellenti marmi. Venne<br />
concessa alla confraternita delle ss. Slioj-<br />
«sale eretta nel 1602 e confermata da<br />
Clemente Vili neli6o4, in<strong>di</strong> aggregata<br />
oll'arcicoiifralernita <strong>di</strong> Roma del suo no-<br />
me. Vi si venera il corpo <strong>di</strong> s. Eutichia<br />
vergine e mai tire estratto dal cimiterio<strong>di</strong><br />
*. Ciriaca colla lapide sepolcrale. La chie-<br />
sa <strong>di</strong> s, Maria del Sangue, filiale della par-<br />
rocchiale <strong>di</strong> s. Michele e <strong>di</strong> giuris<strong>di</strong>zione<br />
Vescovile, fu eretta colle limosine de'<strong>di</strong>-<br />
Toti citta<strong>di</strong>ni nel 1 5 1 7. Si <strong>di</strong>ce fabbricala<br />
coq <strong>di</strong>segno del celebre Bramante, iq for-<br />
VEL<br />
ma oltagoua con grande cupola, e sulla<br />
porta si vede un antico orologio Berosia-<br />
no. Die motivo all'erezione <strong>di</strong> questo pic-<br />
colo tempio il pro<strong>di</strong>gio accaduto a'6 giugno<br />
1 5 1 6, descritto dal Bauco anche nel-<br />
la Narrazione istorica della chiesa <strong>di</strong><br />
s, Maria del Sangue, Roma 1 829. L'im-<br />
magine della Madonna <strong>di</strong>pinta sulla pa-<br />
rete esteriore d' una casa prossima al pa-<br />
lazzo pubblico, si vide stillare lagrime <strong>di</strong><br />
sangue dall'occhio sinistro, con ispavento<br />
e stupore <strong>di</strong> tutta la città, Segato il mu-<br />
ro, fu trasportata la ss. Immagine in que-<br />
sta chiesa, dove opera continui pro<strong>di</strong>gi.<br />
Inoltre in essa si venera I' antica imma-<br />
gine del ss. Crocefisso detto della Prov-<br />
videnza, perchè pe'singolari favori e gra-<br />
zie operate a prò <strong>di</strong> Vellelri, fu <strong>di</strong>chia-<br />
rato con pubblico decreto del 1 794» Pa '<br />
dre provvidentissimo <strong>di</strong> Vellelri, Sotto<br />
il suo altare è un sagro deposito <strong>di</strong> reli-<br />
quie de' ss. Martiri, estratte dall'altare<br />
chiesa <strong>di</strong> s, Prassede <strong>di</strong> Roma de'vallom-<br />
brosani. Sotto quello della Madonna è il<br />
corpo <strong>di</strong> s. Tortora Vittorina col vaso <strong>di</strong><br />
sangue e lapide sepolcrale, il tutto tras-<br />
portato dal cimiterio <strong>di</strong> Pretestato, pei'<br />
dono del cav, Giuseppe Calderoni bene-<br />
merito veliterno. Questa chiesa consagra-<br />
ta a'28 <strong>di</strong>cembre 1079 dal vescovo car<strong>di</strong>-<br />
nal Moroni, appartiene alla confraternita<br />
dellaMadonna delSangueeretta nel 1 5 1 6,<br />
che per essersi aggregata per la i.'all'ar-<br />
cicon fraternità e ospizio della ss. Trinità<br />
<strong>di</strong> Roma nel [5Si,è riconosciuta ancora<br />
sotto questo titolo. La piccola chiesa della<br />
ss. Trinità, <strong>di</strong> padronato de'Borgia, pos-<br />
siede il corpo <strong>di</strong> s. Giovino martire, col-<br />
I' ampolla del sangue e la lapide, tutto<br />
proveniente dalle catacombe <strong>di</strong> s. Seba-<br />
stiano. La chiesa <strong>di</strong> s. Apollonia vergine<br />
e martire, già de'religiosi del terz'or<strong>di</strong>ne<br />
<strong>di</strong> s. Francesco, venera il corpo <strong>di</strong> s. Zo-<br />
sirno martire, colla lapide, scavato nel ci-<br />
miterio <strong>di</strong> s. Saturnino; e la miracolosa<br />
immagine della B, Vergine della Carità;<br />
e quella della Madonna della Vita trasportata<br />
dalla chiesa de' ss, Cosma e Da-
VEL<br />
miano <strong>di</strong> Roma <strong>di</strong> detto or<strong>di</strong>nee <strong>di</strong>pinta<br />
ne\5i6. Appartiene alla confraternita del-<br />
la Carità <strong>di</strong> s. Maria dell'Orazione della<br />
Morte, fondata nella chiesa <strong>di</strong> s. Martino<br />
nel 1569 dal rettore Marco Ciampone,<br />
quin<strong>di</strong> aggregata all' omonima arcicon-<br />
fraternilu <strong>di</strong> Rorna,il cui sacco nero adot-<br />
tò, <strong>di</strong>mettendo il torchino ; da detta chie-<br />
sa, <strong>di</strong> cui è filiale, passata in cjuesta nel<br />
1 8 1 5. Soppressa la confraternita <strong>di</strong> s.Gio.<br />
Decollato della della Misericor<strong>di</strong>a, isti-<br />
tuita fin dal 1 533, ehhe il suo privilegio<br />
d'assistere i rei condannati a morte e<br />
seppellirli, per cui aggiunse al suo stemma<br />
quello <strong>di</strong> s. Gio. Decollato. Il Dauco<br />
enumera 24 chiese nella citlà e 8 sparse<br />
nel suo territorio; <strong>di</strong> piti riporta le no-<br />
tizie in breve delle chiese antiche, lanto<br />
interne quanto rurali o subu.rhane, non<br />
più esistenti, fra le prime enumerando<br />
s. Giovanni in Plagi», un tempo collegia-<br />
ta con arciprete. Riporta ancora quelle<br />
<strong>di</strong> <strong>di</strong>versi stabilimenti religiosi,eguahuente<br />
non più esistenti. Di questi ecconeuo<br />
cenno. Il i.° istituto religioso che si sta-<br />
bilì in Velletri fu quello <strong>di</strong> s. Benedetto,<br />
il monastero de'quali fu occupato d.i'mi-<br />
nori conventuali ; de' benedettini non si<br />
conosce altro. 11 priorato de'canonici re-<br />
golari delti <strong>di</strong> s. Anastasio, esisteva nel<br />
io3s e nel 1 i54- I canonici regolari <strong>di</strong><br />
s. Antonio <strong>di</strong> Vienna, già ricordati, nel<br />
partire si ritirarono in Roma nel mona-<br />
stero ora delle camaldolesi. Verso il 1 44-4-<br />
entrarono in Velletri gli agostiniani della<br />
congregazione <strong>di</strong> Lombar<strong>di</strong>a, cioè nel mo-<br />
nastero suhurhano <strong>di</strong> s. Maria dell'Otto<br />
fuori <strong>di</strong> porla Napolitana, abbandonalo<br />
dalle monache benedettine per le continue<br />
guerre ; convento soppresso dal go-<br />
verno francese nel 1810, che alienò con<br />
l'ospizio urbano <strong>di</strong>versi beni, ed i super-<br />
stiti Pio VII riunì al seminario. La chie-<br />
sa rovinata da un fiero turbine nel 1822,<br />
in seguito fu demolita.conservandosi l'an-<br />
tica, pregiata e <strong>di</strong> vola pittura a fresco del<br />
ss. Crocefisso, che pie persone ripararono<br />
dentro cappella, ove nel i85i si comin-<br />
VEL 23 7<br />
ciò a celebrarvi la messa. Il car<strong>di</strong>nal AntonM.M<br />
I Galligli venuto vescovo nel 1616,<br />
introdusse in Velletri i carmelitani scalzi<br />
a sue spese mantenuti, onde nel 1 620 per<br />
la sua morte furono costretti a partirne,<br />
vendendo il fabbricato non compito al<br />
car<strong>di</strong>nal Ginnetti,che colla chiesa eli s. Tecla<br />
lo racchiuse nel suo giar<strong>di</strong>no. Nel 1620<br />
i basiliani fondarono il loro monastero<br />
nella Via Lata, mezzo miglio lungi dalla<br />
città; ma pel terremòto del 1806 caduta<br />
la chiesa, e pericolando il monastero fu<br />
da'monaci abbandonato, in<strong>di</strong> co'loro be-<br />
ni fu dato da Pio VII all' ospedale delle<br />
donne. Il terz'or<strong>di</strong>ne <strong>di</strong> s. Francesco en-<br />
trò in Velletri nel 162 1, ed ebbe la chiesa<br />
suburbana della Madonna degli An-<br />
geli, poi un locale urbano in via l'an<strong>di</strong>-<br />
na colla suddetta chiesa <strong>di</strong> 9. Apollonia,<br />
e partirono nella soppressione del 1 8 1 o :<br />
Pio VII <strong>di</strong>e il convento alle maeslie pie<br />
e l' abitazione anteriore <strong>di</strong> queste co'beni<br />
invenduti all'ospedale delle donne. La<br />
chiesa e<strong>di</strong>ficata fin dal 1 52 1 da Bernar-<br />
<strong>di</strong>no Petratti, fu data alla confraternita<br />
della Misericor<strong>di</strong>a, e restò poi <strong>di</strong>strutta dal<br />
ricordato terremoto. Come suburbani,<br />
ora conviene parlare della chiesa e con-<br />
vento de' minori cappuccini, situali sul<br />
colle Giampapa. I cappuccini furono am-<br />
messi in Velletri nel 1 563 dal vescovo<br />
car<strong>di</strong>nal Pio <strong>di</strong> Carpi protettore dell'or-<br />
<strong>di</strong>ne, nel conveuto e chiesa <strong>di</strong> s. Stefano<br />
delta pure <strong>di</strong> s. Rocco, già esistente nel<br />
1 429 con rettore e chierici, prossima alla<br />
via postale. Nel 1609 I' abbandonarono<br />
per stabilirsi nel detto Colle. La chiesa<br />
è sotto l'invocazione <strong>di</strong> s. Croce <strong>di</strong> Monte<br />
Calvario, della quale si gettò lai. "pietra<br />
a'6 settembre <strong>di</strong> detto anno, poscia consagrata<br />
a' 1 8 ottobre ! 6 1 6, da Lorenzo Lau-<br />
<strong>di</strong> vescovo <strong>di</strong> Fossombrone, trasportando-<br />
vi dalla chiesa <strong>di</strong> s. Stefano la statua <strong>di</strong> s.<br />
Rocco, e l'immagine della Madonna della<br />
Piaga, così denominala dal segno visibile<br />
in una mano, cagionato da un colpo <strong>di</strong><br />
sasso scagliato empiamente da un ebreo.<br />
Nel t. 23, p. 177 dell' Album <strong>di</strong> Roma
238 VEL<br />
si riporta la bella immagine dell'Imma-<br />
colata Concezione, <strong>di</strong>pinto a fresco ilei<br />
giovane cremonese Cesare Cugini, esegui-<br />
to in questo convento, colla descrizione<br />
artistica <strong>di</strong> P. Perez, che ne enumera<br />
gli eleganti e <strong>di</strong>voti pregi.<br />
Velletri si <strong>di</strong>stingue anche nel pub-<br />
blico insegnamento, sì per l'istruzione e<br />
educazione della gioventù, sì per l'emu-<br />
lazione nelle scienze, pel comodo e utilità<br />
della popolazione, come ancora negl'isti-<br />
tuti benefici e caritatevoli a vantaggio dei<br />
bisognosi. Il seminario per I' istruzione<br />
de'giovani ecclesiastici fu eretto dal ve-<br />
scovo car<strong>di</strong>nal Moroni circa il 1570 ap-<br />
pena assunse il governo <strong>di</strong> questa chiesa,<br />
ma per mancanza <strong>di</strong> ren<strong>di</strong>te dopo pochi<br />
anni fu chiuso. Ristabilito nel 1592 dal<br />
vescovo car<strong>di</strong>nal Gesualdo, pel mantenimento<br />
degli alunni furono tassati tutti i<br />
beni ecclesiastici sì della mensa vescovile,<br />
come del clero della città e <strong>di</strong>ocesi; ma<br />
non essendo questi sufficienti, vi furono<br />
applicati alle vacanze alcuni beneficii e<br />
cappellanie,con autorizzazione <strong>di</strong> Clemen-<br />
te Vili del i5 9 5; nel i8i5PioVII gli<br />
applicò i detti beni invenduti degli agostiniani;<br />
il municipio vi mantiene due<br />
giovanetti, uno del cefo nobile e l'altro<br />
del civile, ed il henefico car<strong>di</strong>nal Macchi<br />
col donativo d' un fondo <strong>di</strong> scu<strong>di</strong> /jooo<br />
vi ha istituito 4 posti gratuiti. Il semina-<br />
rio vecchio è prossimo alla cattedrale e<br />
occupa quasi tutto 1' episcopio concesso<br />
al medesimo a poco a poco da vari vesco-<br />
vi, per maggior suo comodo. L'attuale seminario<br />
occupa il locale del car<strong>di</strong>nal York<br />
stabilito a sue spese per abitazione estiva<br />
degli alunni. Vi si alimentano e istruiscono<br />
9.0 alunni, oltre un buon numero <strong>di</strong><br />
convittori sotto la <strong>di</strong>rezione de'preti. Egli<br />
può contenere anche più <strong>di</strong> 5o giovani.<br />
Per l'istruzione delle scienze vi sono sta-<br />
bilite 1 scuole, cioè <strong>di</strong> grammatica inferiore,<br />
<strong>di</strong> grammatica superiore, d' uma-<br />
nità, <strong>di</strong> rcttorica, <strong>di</strong> filosofia, <strong>di</strong> teologia<br />
dogmatica e morale,e <strong>di</strong> storia ecclesiasti-<br />
ca e sagra, olire la scuola <strong>di</strong> canto formo.<br />
VEL<br />
Nel 1G01 per decreto della s. congrega-<br />
zione del concilio, il vescovo ottenne il<br />
singoiar privilegio: Ut qui in collegio<br />
ilio (della <strong>di</strong> lui <strong>di</strong>ocesi) per triennium<br />
stitduerit, habeat privilegia data ìpnùt<br />
nniversitalibus. 11 car<strong>di</strong>nal Alessandro<br />
Maltei in forza <strong>di</strong> tale concessione con-<br />
seguì da Pio VII con un breve il <strong>di</strong>ritto<br />
<strong>di</strong> dare la laurea sulle facoltà <strong>di</strong> filosofia<br />
e teologia agli studenti <strong>di</strong> questo semi-<br />
nario ; ma tale concessione fu abrogata<br />
da Leone XII, che nello stato pontificio<br />
tolse tutte l'università <strong>di</strong> stu<strong>di</strong> <strong>di</strong> 2." or-<br />
<strong>di</strong>ne. Neil' Effemeri<strong>di</strong> letterarie <strong>di</strong> Roma,<br />
t. 6, p. 46, si parla dell'università <strong>di</strong><br />
Velletri, onore da' Papi concesso alla<br />
chiesa d'Ostia, come quella che teneva il<br />
principato fra le chiese car<strong>di</strong>nalizie del-<br />
l'or<strong>di</strong>ne de' vescovi, e riconosciuto da'tii-<br />
bunali. Ma quando Ostia fu per la mala<br />
aria spopolata e quasi deserta, e non che<br />
collegio e università, città ecitta<strong>di</strong>ni ven*<br />
nero meno, era ben giusto per non ispo-<br />
gliare <strong>di</strong>si bel privilegio l'amplissima <strong>di</strong>-<br />
gnità del decanato, se ne trasferisse il pos«<br />
sesso in Velletri, per essere la sua chiesa<br />
da lunghi secoli all' Ostiense perpetuamente<br />
congiunta. E questo fece giustamente<br />
e lodevolmente Pio VII. In<strong>di</strong> si<br />
<strong>di</strong>ce. Non fu vuota tal grazia <strong>di</strong> effetto,<br />
poiché le scienze del giure, della teolo-<br />
gia e della filosofia, e le lettere grecheràline<br />
e italiane vi si insegnarono in molto<br />
concorso <strong>di</strong> giovani, e con loro profitto<br />
non lieve. Tale ragionare si faceva nel<br />
182 1, quando era no trascorsi Gannì dac-<br />
ché per le cure del nominato car<strong>di</strong>nal<br />
Maltei era stalo l'istaurato il corso degli<br />
stu<strong>di</strong> umani e <strong>di</strong>vini sotto la reggenza <strong>di</strong><br />
Vincenzo Macioti, uomo più voglioso <strong>di</strong><br />
sapere, che <strong>di</strong> apparire sapiente. Nana<br />
per ultimo la <strong>di</strong>stribuzione fatta indetto<br />
anno <strong>di</strong> propria mano delle lauree e premi<br />
d'ogni genere, dal car<strong>di</strong>nal Della So-<br />
maglia, celebrando come il sullodato pre-<br />
lato, allora cari. Alessandro Macioti, nipo-<br />
te degnissimo del nominalo Vincenzo, e<br />
professore <strong>di</strong> filosofia, immaginò modo
VCL<br />
ncciò il <strong>di</strong>sputare fosse <strong>di</strong>mostralo verace<br />
prova del profitto de'giovnni, non pom-<br />
pa appariscente, e ne produce le prove.<br />
]| Banco fa gran<strong>di</strong> elogi <strong>di</strong> Vincenzo Ma-<br />
cioli, poi vescovo come già <strong>di</strong>ssi, virtuo-<br />
sissimo e zelante rettore del seminario,<br />
profondamentedotto, come <strong>di</strong>mostrò col-<br />
le sue produzioni scientifiche, avendo re-<br />
cato sommo onore alla patria, e fu ancora<br />
modello de'vescovi. Esisteva nel semina-<br />
rio l'accademia intitolata degl'Incogniti<br />
istituita nel 1775. Avea le sue leggi, ri-<br />
conosceva il protettore e il custode, oltre<br />
il segretario. Radunavasi or<strong>di</strong>nariamen-<br />
te due volte all'anno, ed ezian<strong>di</strong>o <strong>di</strong> più,<br />
se lo richiedevano le circostanzefll n.° 2.54<br />
del Giornale <strong>di</strong> Roma del 1802 riporta<br />
la notificazione de' 29 ottobre del gonfaloniere<br />
<strong>di</strong> Velletri cav. Giovanni Gra-<br />
ziosi, <strong>di</strong>retta agli abitanti dell'inclita cit-<br />
tà. E
*4° V E L<br />
le <strong>di</strong> s. Clemente, due ore innanzi il mez-<br />
zodì, assistendovi 1' Em.° sig. r<br />
car<strong>di</strong>nal<br />
decano nostro amantissimo vescovo e le-<br />
gato, e mecenate solertissimo de' buoni<br />
stu<strong>di</strong> e <strong>di</strong> ogni religiosa educazióne, non-<br />
ché mg. r<br />
d. Antonio Cambozzi delegato<br />
apostolico, la magistratura e tulle le au-<br />
torità ecclesiastiche e civili. Dopo I' in-<br />
cruento sagrificio, che verrà celebrato da<br />
mg. r<br />
Gesualdo Vitali, vescovo suffraga*<br />
neo e vicario generale, vi sarà l'inaugu-<br />
rale orazione, e in line l'invocazione del<br />
Divino Spirito, e la bene<strong>di</strong>zione del Ve-<br />
nerabile. La magistratura <strong>di</strong> Velletri è<br />
d' avviso <strong>di</strong> non aver potuto rendere a<br />
questa popolazione miglior servizio, che<br />
erigendo in mezzo ad essa un collegio <strong>di</strong><br />
scuole <strong>di</strong>retto da'pp. della compagnia <strong>di</strong><br />
Gesù; però confida che saranno solleciti<br />
i genitori a mandare alle medesime i lo-<br />
ro figliuoli, perchè colle lettere e colle<br />
scienze bevano il latte della morale e della<br />
religione, ch'i l'unica cosa, che possa fa-<br />
re felice l'uomo su questa terra". In<strong>di</strong> nel<br />
n.° 288 dello stesso Giornale si legge la<br />
relazione dell'apertura del collegio della<br />
compagnia <strong>di</strong> Gesù in Velletri, dettaglia-<br />
ta e veramente magnifica. Si <strong>di</strong>ce segna-<br />
re un' epoca gloriosa negli annali urbani<br />
l' inaugurazione solenne delle scuole de'<br />
gesuiti, i quali hanno per istituto d'eru-<br />
<strong>di</strong>re la giovine età da' primi ru<strong>di</strong>menti<br />
delle lettere, sino ad aver compiuto gli<br />
stu<strong>di</strong> della filosofia e della teologia. Si ri-<br />
pete con maggior estensione il contenuto<br />
della riportata notificazione, e quin<strong>di</strong> si<br />
descrive lutta quanta la ceremonia deco-<br />
rosissima ch'ebbe luogo in detto giorno<br />
7 novembre nella cattedrale, alla presen-<br />
za del car<strong>di</strong>nal decano del senato più ve-<br />
nerando della terra, dell'autorità gover-<br />
native e comunali, de' prelati, del capi-<br />
tolo, de' pp. del collegio, della nobiltà e<br />
delle dame, oltre il collegio de'parrochi,<br />
le autorità militari, gli scolari iscritti, la<br />
moltitu<strong>di</strong>ne. Dopo la messa celebrata da<br />
mg. 'Vitali, formalmente il gonfaloniere<br />
presentò al car<strong>di</strong>nale in vaso d' argento<br />
VEL<br />
il pontificio breve, che autorizzava l'ere-<br />
zione del collegio, prescrivendo i mo<strong>di</strong> e<br />
le spese da fusi dalla comunale magistratura.<br />
Allora il car<strong>di</strong>nale con voce commovente<br />
<strong>di</strong>sse a' municipali, non poter<br />
esprimere a parole la consolazione somma<br />
che prova in cuore nel ricevere quel<br />
breve *» per la fondazione d'un collegio<br />
dell'inclita compagnia <strong>di</strong> Gesù: quell'at-<br />
to formare la più bella gloria <strong>di</strong> cui si po-<br />
tessero vantare nell'esercizio del loro ca-<br />
rico; desiderare in fine che i parenti usas-<br />
sero <strong>di</strong> tal benefìcio col mandare i loro<br />
figli a queste pubbliche scuole". Ritira-<br />
tisi i municipali, si avanzarono a pie del<br />
trono i pp. gesuiti, ed il car<strong>di</strong>nale <strong>di</strong>e il<br />
breve in mano al rev. p. Gio. Francesco<br />
Blosi rettore del nuovo collegio, <strong>di</strong>rigen-<br />
dogli un conciso, ma toccante <strong>di</strong>scorso,<br />
la cui somma è la seguente. » Consegnar-<br />
gli quel breve or ora ricevuto dal sig. r<br />
gonfaloniere del la città, nel quale il sommo<br />
Pontefice autorizzava l'erezione del<br />
nuovo collegio. Aver egli da lunga pezza<br />
desiderato quel dì,ed averlo sospirato con<br />
agli occhi amare lagriroe;esserealla fine<br />
spuntato : contarlo dunque tra' più bei<br />
giorni <strong>di</strong> lunga sua vita : non potere il<br />
labbro esprimere la gioia che provava in<br />
quell'istante il suo cuore per vedersi giun-<br />
to alla meta de' suoi voti : essere ormai<br />
arrivato pressoché al termine de' giorni<br />
suoi, e vicino <strong>di</strong> presentarsi al giu<strong>di</strong>zio <strong>di</strong>-<br />
vino: aver perciò ora un titolo <strong>di</strong> confor-<br />
to per conciliarsi con la clemenza <strong>di</strong> Dio,<br />
potendogli <strong>di</strong>re: questi fanciulli, che voi<br />
mi deste, o Signore, ioli consegnai nelle<br />
mani della vostra pre<strong>di</strong>letta compagnia,<br />
affinchè venissero avviali sin da'ver<strong>di</strong> lo-<br />
ro anni nel santo vostro timore: da tale<br />
idea trarre il suo spirito calma econforto,<br />
e il suo cuore presagire un vero miglioramento<br />
<strong>di</strong> questa sua <strong>di</strong>letta città ". A<br />
tali parole, che trassero le lagrime sul ci-<br />
glio degli astanti, rispose profondamente<br />
commosso il p. rettore, anche a nome de<br />
suoi padri ivi presenti, <strong>di</strong>chiarando la con-<br />
fusione per quanto erasi degnato <strong>di</strong>re, <strong>di</strong>
V E h<br />
voler batter l'orme de'loro maggiori nel-<br />
I' ammaestramento ilella gioventù, cli'è<br />
ili tutte l'età la più cara a Dio, per la<br />
quale avrebbero de<strong>di</strong>catogli sforzi del lo-<br />
to spirito e l'affezioni del loro cuore,pre-<br />
gainlo Dio ad aiutarli nell' impresa che<br />
promettevano <strong>di</strong> compiere, per la quale<br />
invocare il concorso <strong>di</strong> lutti e specialmen-<br />
te de'genilori. In<strong>di</strong> i pp.<br />
gesuiti fecero la<br />
consueta professione <strong>di</strong> fede, seguì l'inau-<br />
gurale orazione del facondo p. Salvatore<br />
Orzelli ; e cantatosi l'inno dello Spirilo<br />
Santo, fu chiusa la nobilissima funzione<br />
colla trina bene<strong>di</strong>zione compartita da<br />
mg.' Vitali. 11 pubblico tripu<strong>di</strong>o per sì<br />
fausto avvenimento lo manifestarono con<br />
eleganti composizioni stampate i profes-<br />
sori del seminario cai). Di Lazzaro e l'ab.<br />
Fiorenza. Rapi<strong>di</strong> ne furono gli ubertosi<br />
frulli, descritti dal n. i3ydel Giornale<br />
<strong>di</strong> /ìor/ia del i853, narrandoli pubblico<br />
saggio <strong>di</strong> rettorica a'2 giugno decorosamente<br />
datosi da' pp. gesuiti co' loro <strong>di</strong>-<br />
scepoli, nell'aula dell' antico seminario,<br />
ove aveano raccolto il fiore della città,<br />
alla presenza del car<strong>di</strong>nal Macchi festeg-<br />
gialo da musicali concenti, da offerte <strong>di</strong><br />
poesie e <strong>di</strong> fiori." Lode sia perciò a que'<br />
citta<strong>di</strong>ni che V onore <strong>di</strong> Dio e della patria<br />
avendo a cuore, presero questa ad<br />
illustrare nuovamente e meglio, la com-<br />
pagnia <strong>di</strong> Gesù chiamandovi a fondare<br />
un collegio. Per essi giunsero gli esercizi<br />
spirituali a' giovani scolari, a'monasteri,<br />
agli orfanotrofi, al celo de' nobili, degli<br />
impiegati, delle dame; esercizi spirituali<br />
alla guarnigione che vi stanzia, agl'incar-<br />
cerati; <strong>di</strong>spensazione della parola <strong>di</strong>vina<br />
corrente l'anno a tutti". Inoltre riferisce<br />
il Giornale le solenni trigesime esequie<br />
celebrate nella cattedrale dal capitolo, pel<br />
Rm.° p. Giovanni Roolhaan defunto pro-<br />
posito generale della compagnia <strong>di</strong> Gesù,<br />
proso il qualeassai caldeggiò perchè que-<br />
sta venisse stabilita in Velletri, e con esse<br />
volle dargli un attestato <strong>di</strong> pubblica rico-<br />
noscenza ; a taleeffetto invitò ad assistervi<br />
il car<strong>di</strong>nal Macchi, i prelati, le autorità, i<br />
VOL. LXXXIX.<br />
V E L a | i<br />
citta<strong>di</strong>ni; pontificò la messa mg. 'Vitali, e<br />
pronunziò l'orazione funebre il gesuita p.<br />
Carlo M. a<br />
Ciampi professore d'eloquenza.<br />
Per tuttociò, non solamente cessarono i<br />
dottrinari dal regolare il pubblico inse<br />
gnamento in Velletri, ma già era cessato<br />
quello de' fratelli delle scuole cristiane.<br />
Questi furono introdotti nella città nel<br />
i836 per l' istruzione de'fanciulli e gio-<br />
vanetti nel leggere, scrivere, aritmetica<br />
e dottrina cristiana, in che sono abilissi-<br />
mi. Il vescovo car<strong>di</strong>nal Pacca nel conce-<br />
derli alla città cede loro la suddetta ca-<br />
sa, a proprie spese stabilita dal vescovo<br />
car<strong>di</strong>nal York per abitazione estiva a<br />
comodo degli alunni e convittori del se-<br />
minario, per toglierli dall'aria bassa, che<br />
si respira nella casa del vecchio seminai io<br />
contigua alla cattedrale e prossima alla<br />
porta Napolilana, nella stagione calda, e<br />
vi <strong>di</strong>moravano dal i.° luglio a tutto Tot<br />
tobre. Rimane il locale, ed ora propriamente<br />
seminario, nella parie superiore<br />
della città in via Borghese. La cessione<br />
fu falla alla connine per un <strong>di</strong>ecioltennio<br />
per rescritto <strong>di</strong> Gregorio XVI de'7 giugno<br />
i83G, al quale <strong>di</strong>e esecuzione il car-<br />
<strong>di</strong>naie, e il comune pel mantenimento <strong>di</strong><br />
5 religiosi assegnò scu<strong>di</strong> 5oo annui. Il u.<br />
45 del Diario <strong>di</strong> Roma del 1837 celebrò<br />
l'erezione dello stabilimento concesso<br />
dal Papa a istanza del car<strong>di</strong>nale, onde<br />
procurare alla gioventù velilerna un nuo-<br />
vo mezzo d'educazione cristiana e civile,<br />
per sì zelanti operai che in ispecial modo<br />
si de<strong>di</strong>cano all' educazione de'giovanetti<br />
.° nel 1 loro sviluppo, per renderli un gior-<br />
no cristiani e utili citta<strong>di</strong>ni, onde tosto<br />
la loro scolaresca <strong>di</strong>venne numerosa e fio-<br />
rente. Ma nel consiglio municipale tenu-<br />
to l'8 giugno i85o, sulla domanda fatta<br />
dal car<strong>di</strong>nal Macchi per la restituzione<br />
del locale del seminario estivo, con que-<br />
sto fu rescisso il contratto <strong>di</strong> locazione; e<br />
dovendo la comune somministrare are-<br />
ligiosi delle scuole cristiane altro locale<br />
a loro piacimento, fu ad essi offerto il<br />
vecchio semiuario, che si abbandonava<br />
16
a** ,<br />
V<br />
E L<br />
pel dello sospetto d' aria poco sana. Non<br />
piacque n'religiosi,e perciò si determina-<br />
rono nell'agosto d'abbandonar la città<br />
con <strong>di</strong>spiacere de'cilta<strong>di</strong>ui,e specialmente<br />
de'padri <strong>di</strong> famiglia pel mancamento <strong>di</strong><br />
loro utilissima istruzione, alla quale però<br />
venne provveduto co'pp. gesuiti. Imperoc-<br />
rbè sotto la loro <strong>di</strong>rezione vi suppliscono<br />
cine preti secolari a spese del comune, in-<br />
segna ndo nel medesimo seminario vecebio<br />
u'fanciulli il leggere e lo scrivere, Pel ses-<br />
so femminile vi è un conservatorio <strong>di</strong> zi-<br />
telle, ebe luiitno ancora la pubblica scuola<br />
colla piccola cbiesa della Madonna del-<br />
la Neve, <strong>di</strong>versa dalla sunnominata, ben-<br />
sì com'essa filiale della parrocchiale <strong>di</strong><br />
s. Michele. Questo pio luogo volgarmen-<br />
te appellato delle Monachelle fu eretto<br />
per opera <strong>di</strong> Silvestro Cinelli arciprete<br />
della cattedrale nel 1690. Ad esso fu u-<br />
nito il collegio dell'orsoline, che vivevano<br />
sotto la regola <strong>di</strong> s. Basilio, fonduto in<br />
V elicili nel 169.5 da Biagio Terzi vica-<br />
rio generale. Aveano queste zitelle per<br />
istituto l'educazione delle fanciulle, e l'u-<br />
nione avvenne nel 1713. Nel conserva-<br />
torio non vi è clausura ; ha la pubblica<br />
scuola per l'istruzione delle fanciulle, per<br />
cui dall'erario comunale vengono al pio<br />
luogo somministrati annui scu<strong>di</strong> 1 00. Nel<br />
i834 venne a queste zitelle affidalo il<br />
nuovo orfanotrofio delle pupille istituito<br />
da Giulio Coluzzi uobile velilerno, che<br />
lo <strong>di</strong>chiarò erede de'suoi beni. Questo è<br />
aumentalo <strong>di</strong> ren<strong>di</strong>te dalla largizione <strong>di</strong><br />
altri caritatevoli citta<strong>di</strong>ni, e da' beni del-<br />
la suddetta soppressa confraternita della<br />
Misericor<strong>di</strong>a o s. Gio. Decollato, che al-<br />
) 'orfanotrofio umGregorioX VI nel 1 835.<br />
Fare che a questo alludano le parole che<br />
si leggono nel n.°45 del Diario <strong>di</strong> Roma<br />
del 1837, <strong>di</strong>cendosi avere il car<strong>di</strong>nal Pac-<br />
ca nel maggioi836 provvedutoalle fan-<br />
ciulle prive <strong>di</strong> padre e <strong>di</strong> uiadrecolla fon-<br />
dazione d'un orfanotrofio. Maciòuon è<br />
vero, perchè l'istituto preesisteva, e sol-<br />
tanto il car<strong>di</strong>nale ne fu benefico. Le mae-<br />
stre pie sotto la regola <strong>di</strong> Uosa Veneri-<br />
V E L<br />
ni, furono introdotte in Velletri pei l'i-<br />
struzione delle fanciulle dal vescovo car-<br />
<strong>di</strong>nal Ruffo. Tengono scuola pubblica li-<br />
no da'3 maggio 1 744' con convitto d'educande,<br />
e sono mantenute dall'erario<br />
comunale, che loro somministra scu<strong>di</strong><br />
3oo annui, oltre il go<strong>di</strong>mento d'una pen-<br />
sione perpetua <strong>di</strong> scu<strong>di</strong> 4o> imposta a lo-<br />
ro favore sulla prebenda parrocchiale <strong>di</strong><br />
s. Maria. Dall'antica loro abitazione pas-<br />
sarono ad abitare nel soppresso conven-<br />
to de'religiosi del teiz'or<strong>di</strong>ne francesca-<br />
no uel j 8 1 8 ; ma venne tale abitazione<br />
comprata dal comune, con isti omento<br />
st ipolato a'26 agosto 1 85 1 alla presenza<br />
e coll'aulorità <strong>di</strong> nig. r<br />
Bruti allora dele-<br />
galo apostolico, premuroso ancb'egli per<br />
lo stabilimento de' religiosi gesuiti da<br />
preporsi all'istruzione cristiana, morale e<br />
scientifica della gioventù veliterna. Così<br />
tale abitazione fu destinata per forma re<br />
con altre la casa e le scuole pubbliche<br />
de' gesuiti, a<strong>di</strong>acenti alla chiesa <strong>di</strong> s. A-<br />
pollonia. l'ero l'e<strong>di</strong>lìzio riuscito non ab-<br />
bastanza vasto pel collegio de'gesuiti. que-<br />
sti restarono e tuttavia <strong>di</strong>morano nel <strong>di</strong>-<br />
scorso seminario vecchio col loro stabi-<br />
limento, ove temporaneamente erano<br />
stati collocati con breve pontificio. S'i-<br />
gnora l'uso che si farà <strong>di</strong> detto nuovo e-<br />
<strong>di</strong>fizio. Quando perciò neh 85 1<br />
stesso le<br />
maestre pie partirono dalla loro casa <strong>di</strong><br />
s. Apollonia, passarono ad abitare nella<br />
via Corriera nel 1. "piano del palazzo Co-<br />
lonnesi, a spese del comune che ne paga<br />
la pigione, e quivi tuttora <strong>di</strong>morano. Al-<br />
tro orfanotrofio è quello <strong>di</strong> recente isti*<br />
lozione. Il servo <strong>di</strong> Dio d. Vincenzo Pai-<br />
lolla, più volte recatosi in Velletri, esternò<br />
al conte Giuseppe Latini Macioti il<br />
desiderio,cheda lungo tempo nel suo cuo-<br />
re nutriva, d'aprire nella medesima città<br />
un orfanolrofio, che servisse <strong>di</strong> ricovero<br />
e <strong>di</strong> educazione alle povere zitelle abban-<br />
donate veliterue ; fondandolo colle stesse<br />
regole, e come <strong>di</strong>ramazione <strong>di</strong> quello da<br />
lui istituito in Roma, e <strong>di</strong>tello dalla con-<br />
gregazione e pia società ivi pur da lui
: pensò<br />
:<br />
: favore<br />
' to<br />
: datore<br />
• scritto<br />
1 Portici<br />
! cerdoti<br />
VEL<br />
fondata dell' Apostolato Cnttolico sotto<br />
l'invocazione della Regina degli Aposto-<br />
li {T'-)- Il conte che amava moltissime il<br />
servo <strong>di</strong> Dio, secondò il <strong>di</strong> lui caritate-<br />
vole desiderio, con generosamente esi-<br />
birsi pronto ad acquistare il locale opportuno<br />
e donarlo a tale uso. Difatti com-<br />
prò una casa con iscoperto in via Fiore<br />
neh85o per scu<strong>di</strong> 5ooo, ed altra contigua<br />
per scu<strong>di</strong> 1 8 i , oltre una 3/ presa in<br />
enfiteusi perpetuo per l'annuo canone <strong>di</strong><br />
scu<strong>di</strong> 3o. Formato quin<strong>di</strong> il piano <strong>di</strong> ri-<br />
duzione dall'egregio architetto cav. Gae-<br />
tano Monchini, si vide compita la fabbrica<br />
bella e gran<strong>di</strong>osa in meno <strong>di</strong> i 7 me-<br />
si. Per rendere l'opera più duratura si<br />
a provvederla <strong>di</strong> ren<strong>di</strong>te. Il virtuoso<br />
Giacomo Salvati romano, o come<br />
altri vogliono <strong>di</strong> Rocca <strong>di</strong> Papa, coope-<br />
ratore nel bene all'ab. Pallolta, anche in<br />
delle Vedove (V.),avea rinvesti-<br />
alla comunità <strong>di</strong> Velletri scu<strong>di</strong> 16,000<br />
al 5 per 100. Il figlio <strong>di</strong> detto conte, Luigi<br />
Latini Macioti, e la <strong>di</strong> lui consorte Ca-<br />
milla figlia del lodalo Salvati ne otten-<br />
nero da questo la donazione in vantaggio<br />
del nuovo pio istituto nello stesso i85o<br />
a' 3 giugno. Nel medesimo giorno Mi-<br />
chelangelo Macioti nobile veliternodonò<br />
scu<strong>di</strong> 8,6oo. Secondo la mente del fon-<br />
e de'donatori, ed a forma del re-<br />
del car<strong>di</strong>nal Macchi in data <strong>di</strong><br />
de' 5 novembre 1849, la <strong>di</strong>rezio-<br />
ne spirituale dell' istituto fu affidata a'sa-<br />
<strong>di</strong> detta congregazione della Re-<br />
gina degli Apostoli ; per cui si provvide<br />
; un locale e si ridusse a piccolo convento<br />
- pe'medesimi<br />
: con<br />
; mi<br />
' del<br />
1 Leggo<br />
a spese del conte Giuseppe<br />
Latini Macioti nel i85i. Così Velletri<br />
questo nuovo stabilimento benefico,<br />
soggetto alla giuris<strong>di</strong>zione vescovile, ac-<br />
quistò ornamento e decoro, non che somvantaggi<br />
per la cristiana educazione<br />
sesso femminile, e conserverà ricono-<br />
scenza al servo <strong>di</strong> Dio che lo promosse.<br />
nel n. 241 del Giornale <strong>di</strong> Roma<br />
del 1832, che a' 18 ottobre in Velletri le<br />
sorelle della congregazione dell'Aposto-<br />
V E L 243<br />
Iato Cattolico, istituite in Roma dal ser-<br />
vo <strong>di</strong> Dio d. Vincenzo Pallotta, accom-<br />
pagnale dal rettore <strong>di</strong> delta congregazio-<br />
ne e da molti ecclesiastici e laici della cit-<br />
tà, fecero il loro ingresso nel nuovo s. ri-<br />
tiro e pia casa <strong>di</strong> Carità, aperto loro dal-<br />
la pietà d'insigni benefattori, fra'quali il<br />
conte Giuseppe Latini Macioti, il quale<br />
preparò pure convenientemente il vasto<br />
locale da lui comprato e ne sollecitò con<br />
zelo l'apertura a vantaggio delle zitelle<br />
povere e abbandonate che vi si devono<br />
educare e istruire nella pietà e ne' ma-<br />
nuali lavori, non meno delle giovanette<br />
esterne che vi avrebbero scuola. Nella<br />
cappella del Ritiro le sorelle furono benignamente<br />
accolte dal car<strong>di</strong>nal Macchi,<br />
da mg. r<br />
Vitali e da mg/ delegato apo-<br />
stolico, dalla magistratura e da parecchi<br />
del clero secolare e regolare. Ivi esposto-<br />
si il Venerabile, le sorelle intuonarono il<br />
Veni creator Spiritus,e il dottissimo e<br />
celebre R. p. Giovanni Perrone gesuita<br />
vi fece un eloquente ed analogo ragio-<br />
namento. In fine datasi la bene<strong>di</strong>zione<br />
col Santissimo, il car<strong>di</strong>nale in una sa-<br />
la contigua alla cappella, dove si conse-<br />
gnarono le chiavi alle suore, dopo uu te-<br />
nero e commovente <strong>di</strong>scorso, compartì<br />
loro la pastorale bene<strong>di</strong>zione. In Velie-<br />
tri vi sono due maestri per la Filarmoni-<br />
ca, la cui accademia fu istituita ne'piimi<br />
anni del corrente secolo. Neil 835 erausi<br />
gettale le fondamenta per un nuovo<br />
teatro comunale, il cui proseguimento re-<br />
stò sospeso, e le mura fondamentali ap-<br />
pena sono giunte al paro del suolo. Il<br />
Theuli narra a p. 25 1, che a svio tempo<br />
in un salone del palazzo del comune si<br />
solevano recitare comme<strong>di</strong>e, coA da've-<br />
literni, come da'forastieri che vi concor-<br />
revano. Esiste un teatro particolare del<br />
veliterno capitano Giuseppe Graziosi, il<br />
quale serve per le rappresentazioni tea-<br />
trali, specialmente della società accade-<br />
mica Filodrammatica fondata <strong>di</strong> recen-<br />
te, con approvazione della s. congrega-<br />
zione degli stu<strong>di</strong> ;<br />
uop meno che per le
244<br />
V E L<br />
rappresentazioni in prosa. Ora a spese del<br />
proprietario, questo teatro è stato rinno-<br />
vato e abbellito, ed imminente n' è il<br />
compimento, e riuscirà corrispondente<br />
alla <strong>di</strong>gnità della città. Sulla piazza <strong>di</strong><br />
s. Giacomo un tempo sorgeva il teatro<br />
della Passione, così detto per sagre rap-<br />
presentazioni <strong>di</strong> quanto <strong>di</strong>rò poi parlando<br />
della confraternita del Gonfalone, <strong>di</strong><br />
eccellenle<strong>di</strong>segno e ornato <strong>di</strong> marmi. L'e-<br />
<strong>di</strong>fizio malconcio dall'ingiuria de' tempi,<br />
fu abbandonato e nel 1763 demolito per<br />
fabbricarvi in quel sito nuove abitazioni.<br />
.Scrisse su questo monumento il car<strong>di</strong>nal<br />
Borgia, conservandone la memoria con<br />
incisione in rame. Ne'trascorsi secoli, allorchè<br />
pregiavasi ogni città d'avere una<br />
o più accademie <strong>di</strong> poesia, nelle quali stimavasi<br />
cosa onorifica esservi asci itti, non<br />
mancò questo letterario esercizio in Vel-<br />
letri, <strong>di</strong>e in epoche <strong>di</strong>verse ne contò mol-<br />
te. Il nome <strong>di</strong> queste accademie era stra-<br />
vagante e capriccioso, come altrove, per-<br />
ciò uniformandosi al costume de' secoli.<br />
Quin<strong>di</strong> furono appellate degli Affaticali,<br />
degli Erranti, degli Estinti, alt Gonfia-<br />
otri, de 1<br />
Riaccesile Sollevatile^''Inno-<br />
minati. E quasiché (ossero poche queste<br />
accademie pubblichete n'erano anco nel-<br />
le case privale; così altri poeti aduna vansi<br />
nella casade'Toruzzi, nellesalede'minori<br />
con ventua li, e in quelle del seminario, i so-<br />
ci <strong>di</strong> sua accademia poi lavano il nome de-<br />
gì' Incogniti. Tali letterarie adunanze, in<br />
cui quasi sempre per unico fine col ti va vasi<br />
la poesia, poche e raramente erano quelle<br />
in cui<strong>di</strong>sputavasi<strong>di</strong> scienze, lettere e arti.<br />
Ma tutte furono <strong>di</strong> breve durata e anelarono<br />
poco a poco a mancare. JN'e lasciarono<br />
memoria i sunnominati scrittori ve-<br />
literni conte Bassi, p. Theuli e mg.' A-<br />
lessandro Borgia. Come in altri luoghi<br />
d'Italia, che abbandonate le poetiche so-<br />
cietà, ne istituirono altre più durevoli e<br />
rivolte a più utili <strong>di</strong>scipline, Velletri ab-<br />
bracciò questo cambiamento poc'oltre la<br />
metà dello scorso secolo, con istituire la<br />
celebre Società letteraria Folsca l eli-<br />
V E L<br />
terna , nella quale olire la poesia liberamente<br />
può trattarsi in prosa qualunque<br />
argomento scientifico, o letterario,<br />
o <strong>di</strong> belle arti, come apprendo da' suoi<br />
importanti /Itti, perchè l'unire il dolce<br />
all' utile fu sempre savio consiglio. A'e<br />
furono fondatori della patria accademia<br />
i concitta<strong>di</strong>ni e amici Clemente Ermi-<br />
nio Borgia e Domenico Antonio Car<strong>di</strong>-<br />
nali, non altro anelando che il vantag-<br />
giare le buone lettere, il progresso delle<br />
scienze, l'illustrazione della patria istoria<br />
e precipuamente quella civile e religiosa<br />
de' volsci, siccome personaggi ambedue<br />
<strong>di</strong> somma riputazione e dottrina. La<br />
posero sotto l'autorevole protezione del<br />
magistrato veliterno, il quale generosamente<br />
assegnò a' soci decoroso locale nel<br />
proprio palazzo per tenervi le pubbliche<br />
e consuete adunanze, e annua pensione<br />
onde sopperire alle inevitabili spese. L'e-<br />
lenco de' soci fu formalo del fiore de' let-<br />
terati della città, e ne fu scelto a capo col<br />
titolo <strong>di</strong> <strong>di</strong>ttatore mg. r<br />
Gio. Carlo Anto-<br />
tortelli vescovo <strong>di</strong> Dioclia e sulfiaganeo<br />
<strong>di</strong> Velletri, e per segretario venne eletto<br />
il Car<strong>di</strong>nali uno de* fondatori. A questi<br />
fu dato il carico <strong>di</strong> compilar le leggi accademiche,il<br />
quale nel 1 761 le scrisse con<br />
aurea latinità, ad imitazione degli arca<strong>di</strong><br />
imo articoli,cui si aggiunsero due sanzio-<br />
ni, e pubblicate colle stampe. Una Ciòcie<br />
turrita sedente, col mollo : Restìluet O-<br />
mnia,{\x l'impresa adottata e <strong>di</strong>pinta nel-<br />
la sala accademica; la quale venne an-<br />
che incisa nel sigillo del segretario, per<br />
autenticare i <strong>di</strong>plomi e gli alti, nell'eser-<br />
go del quale si posero le parole: Socie-<br />
tas Litcraria Volscorum Velilris In-<br />
stillila Anno mdcclv. Fu stabilito adu-<br />
narsi 6 volte l'auno,e talvolta ambe stra-<br />
or<strong>di</strong>nariamente^ per ufficiali dellaccade-<br />
mia, il <strong>di</strong>ttatore per presiedere a'Ietlerari<br />
esercizijCOininciati in detto anno,4censori<br />
2 colleghi, il segretario e il vicesegretario :<br />
i soci furono <strong>di</strong>visi in resilienti, e in corri<br />
spondenli d'altri luoghi dello stalo e d I<br />
talia, auche d'ollremonli. Ben presto fior
V E L<br />
la nuova accademia, visi recitarono dotte<br />
<strong>di</strong>ssertazioni, vi si u<strong>di</strong>rono eleganti poe-<br />
sie. A testimonianza ilei loro valore e<br />
operosità <strong>di</strong>erono alla luce gli accademici<br />
volsci varie raccolte <strong>di</strong> componimenti,<br />
the si nonno leggere nella prefazione del<br />
t. i degli Alti, ov'è la storia dell'accade-<br />
mia, colle notizie dell' mitiche e sunno-<br />
minate. Nel 1770 elevalo al pontificato<br />
col nome <strong>di</strong> Pio V I il car<strong>di</strong>nal Braschini<br />
(piale era stalo lungo tempo u<strong>di</strong>tore ge-<br />
nerale de' car<strong>di</strong>nali Rullo e Cavalchiti,<br />
vescovi e governatori <strong>di</strong> Velletri, la so-<br />
cietà volsca che si gloriava annoverarlo<br />
nell'albo de' soci, non solo fece scolpire<br />
in marino un' iscrizione e collocare nel<br />
palazzo pubblico, ma esternò ezian<strong>di</strong>o ii<br />
proprio giubilo in un volume <strong>di</strong> poesie<br />
dalo alle stampe; ed altro ne pubblicò<br />
quando quel Pupa tornò a Velletri per<br />
andare alle Palu<strong>di</strong> Pontine, in <strong>di</strong> lui Iodee<br />
qual primario suo ornamento. Men-<br />
tre in tal guisa cresceva la fama degli ac-<br />
cademici volsci, venne innalzato ulla por-<br />
pora altro loro illustre collegati velilerno<br />
Stefano Borgia, benemerito della società<br />
letteraria per aver contribuito col suo ze-<br />
lo all'incremento della medesima. Questa<br />
grata, l'acclamò suo 1."protettore, e ne'<br />
paliii festeggiamenti n' esternò la gioia<br />
con prose e versi. Con tal mecenate, pro-<br />
gre<strong>di</strong>ente fu la gloria de' suoi fasti: per<br />
generosità de' soci fu arricchita la scelta<br />
e pubblica biblioteca, e i primi letterati<br />
d'Italia non solo, ma ancor d'oltremou-<br />
te si pregiarono <strong>di</strong> far parte dell'istitu-<br />
to velilerno e <strong>di</strong> de<strong>di</strong>cargli i loro scrittii<br />
Morto il car<strong>di</strong>nal Borgia, gli accademici<br />
dopo avergli reso solennemente i fune-<br />
bri onori, a' 17 aprile i8o5 proclamaro-<br />
no per protettore il principe reale <strong>di</strong> Da-<br />
nimarca, poi re Federico VI, egli trasmisero<br />
il <strong>di</strong>ploma a mezzo del prof. Mun-<br />
ter e del barone «li Schubart ministro da-<br />
nese, ambedue membri dell'accademia.<br />
Narra il Cancellieri, accademico volsco,<br />
nella Lettera al eh. Salvatore Betti,<br />
to <strong>di</strong>ploma <strong>di</strong>protettore perpetuo del-<br />
V E L 245<br />
Vaccademia Volsea <strong>di</strong> Velletri a S.M.<br />
il re Federico VI <strong>di</strong> Danimarca re-<br />
gndr/]l£,Ròmai8at;cheil car<strong>di</strong>nal Bor-<br />
gia nella repubblica del 1 799 rifugia-<br />
tosi a Padova, fu dal re soccorso con<br />
cambiale <strong>di</strong> 5oo scu<strong>di</strong> e con pensione annua<br />
<strong>di</strong> 4)°°o lire. Fu per queste bene-<br />
ficenze che l'accademia veliterna, per da-<br />
re un solenne e pubblico contrassegno del-<br />
la sua indelebile riconoscenza al principe<br />
danese, lo elesse a suo augustissimo pro-<br />
tettore, con <strong>di</strong>ploma elegantemente mi-<br />
niato e nitidamente stampato in can<strong>di</strong>-<br />
<strong>di</strong>ssima pergamena, col sigilloaccademi-<br />
co rinchiuso in iscatola d'argento dora-<br />
to, ed appeso con due ricchissimi fiocchi<br />
d'oro; <strong>di</strong>ploma <strong>di</strong> cui riporta il testo,<br />
comunicatogli dall' eru<strong>di</strong>tissimo Luigi<br />
Car<strong>di</strong>nali, poscia riprodotto nella ricor-<br />
data prefazione. Non mancarono soci<br />
corrispondenti d' intitolarsi accademici<br />
volsci nelle loro opere stampate, altri<br />
d'inviare all'accademia alcune prose per<br />
leggersi nelle pubbliche adunanze, altri<br />
de<strong>di</strong>cando alla medesima alcuna <strong>di</strong> loro<br />
opere. Frattanto tutta Italia invasa da<br />
truppe straniere avea quasi perduta la<br />
tranquillità, senza la quale è ben <strong>di</strong>ffici-<br />
le poter attendere a' buoni stu<strong>di</strong> e alle<br />
lettere amene. Poco <strong>di</strong>poi là penisola in-<br />
tera ebbe a soffrire que' politici sconvol-<br />
gimenti che tennero oltre un lustro in-<br />
certi sul trono i sovrani tutti d'Europa;<br />
e l'accademia volsca sen giacque, se non<br />
<strong>di</strong>mentica <strong>di</strong> se stessa, almeno nel silen-<br />
zio. E questo durò non solo il tempo del-<br />
l' occupazione straniera, ma per ben 4<br />
luslri. In seguito si credette bene <strong>di</strong> ri-<br />
chiamarla a vila,allorchè Velletri festeg-<br />
giò l'arrivo del car<strong>di</strong>nal Pacca suo novel-<br />
lo vescovo e preside ; e fu nella straor-<br />
<strong>di</strong>naria adunanza de'q settembre i83o,<br />
che venne acclamato l'insigne e dotto por-<br />
porato pastore a suo protettore. Da quel-<br />
l'istante la società volsca ricomiuciò le<br />
sue tornate, e con molla utilità delle scien<br />
te. e delle lettere <strong>di</strong> nuovo prosperò, sì<br />
per l'impegno de' soci residenti, sì ancora
246 VEL<br />
per que' corrispondenti che andò uggre-<br />
gando. Prova non dubbia ne furono gli<br />
alti che pubblicò: Alti della Società let-<br />
teraria Volsca Velilerna, volume i .°,<br />
Roma i834, de<strong>di</strong>cato al car<strong>di</strong>nal Pacca.<br />
II 2. volume vide la luce in Velletri nel-<br />
la tipografìa <strong>di</strong> Domenico Ercole 1837,<br />
intitolato alla magistratura comunale <strong>di</strong><br />
Velletri. In essi si contengono varie dot-<br />
te <strong>di</strong>ssertazioni ed elogi accademici, let-<br />
ti nell'or<strong>di</strong>narie sedute. D'ambo i volu-<br />
mi, colle notizie dell'accademia volsca,<br />
ne <strong>di</strong>e eru<strong>di</strong>ta contezza il eh. mg/ Fabi<br />
Montani ne\V Album <strong>di</strong>Roma,l.^,p, 202.<br />
In<strong>di</strong> nel j 83g si pubblicò in Velletri dal-<br />
la tipografia <strong>di</strong> Antonio Mugnoz il 3.°<br />
volume degli Alti, anche questo de<strong>di</strong>ca-<br />
to al car<strong>di</strong>nal Pacca, contenente varie <strong>di</strong>s-<br />
sertazioni ed elogi accademici, ossia no<br />
scritture scientifiche, letterarie e <strong>di</strong> arti<br />
belle, alle seconde appartenendo argo-<br />
menti riguardanti Velletri, che a suo luogo<br />
ricorderò. Tulli questi Atti furono<br />
stampati a spese del nobile comune ve-<br />
literno. Mentre l'accademia fioriva e so-<br />
steneva l'acquistata rinomanza, facendo<br />
onore a se stessa e alla patria, sursero gli<br />
acerbi e calamitosi recenti sconvolgi men-<br />
ti, che tuttora deploriamo, e com'altre<br />
restò sospesa e sciolta nelle sue bimestra-<br />
li adunanze. Per amore a' buoni stu<strong>di</strong>,<br />
per gloria dell' inclita Velletri capoluogo<br />
dell'illustre legazione <strong>di</strong> Marittima e<br />
Campagna,sede episcopale e legalizia del<br />
car<strong>di</strong>nal decano del sagro collegio , mi<br />
unisco a que' più colli citta<strong>di</strong>ni nel fare<br />
ardenti voli pel risorgimento della bene-<br />
merita Società Volsca Kelitema, e ri-<br />
viva sotto i favorevoli e felici auspici i del-<br />
l'eminente pastore e preside, e questo sia<br />
novello amplissimo mecenate <strong>di</strong> essa, ora<br />
che la città vanta maggiori presi<strong>di</strong>i pel-<br />
le lettere e per le scienze pel celebralo<br />
liceo. Rilevo dal u.97 del Diario <strong>di</strong> Ro-<br />
ma del i844> cne a '<br />
7 settembre 1843<br />
con pubblico allo e approvazione pontificia<br />
era stata eretta iti Velletri la So-<br />
cietà industriale Enologica, la quale cc-<br />
VE L<br />
lebròa' 1 3 ottobre 1 ' 844 primi comizi<br />
generali nell'aula consigliare del palazzo<br />
municipale, nella quale circostanza fe-<br />
steggiò l' inauguramenlo della novella<br />
istituzione. Nell'apertura dell'adunanza<br />
Eurico Provenzani, uno de' fondatori,<br />
lesse un <strong>di</strong>scorso in cui: » Dopo aver con-<br />
tato i molteplici or<strong>di</strong>namenti che nac-<br />
quero dall'associazione industriale, e che<br />
già produssero vantaggiosissimi effetti,<br />
<strong>di</strong>scese a <strong>di</strong>mostrare che nell'attuale bas-<br />
sissimo prezzo de' vini, causalo dalla so*<br />
verchia abbondanza del geuere,rendevasi<br />
imponente il bisogno <strong>di</strong> dar opera a riac-<br />
quistare quel primato, che un tempo si<br />
ebbe in silFatta produzione, ed essere per<br />
conseguenza opportuno, che in questa<br />
città, come luogo fra' più viniferi della<br />
penisola, e tanto privilegiato pel prosperamento<br />
della vite, si erigesse uno stabi-<br />
limento industriale, che avvisasse a ritornare<br />
in prosperità lo scadente commer-<br />
cio, operando que' tentativi e quelle pra-<br />
tiche, che si riconoscessero le più analo-<br />
ghe e conducenti al fine". Dopo ciò il<br />
consiglio generale procede per ischede, a<br />
forma dello statuto, alla nomina del pre-<br />
sidente, del vice-presidente e degli altri<br />
membri del consiglio <strong>di</strong> <strong>di</strong>rezione. L'adunanza<br />
era composta <strong>di</strong> 65 votanti, e<br />
vi presero parte molti nobili romani e<br />
<strong>di</strong> altre città limitrofe, i quali apposita-<br />
mente eransi trasferiti in Velletri. De' <strong>di</strong>-<br />
scorsi stabilimenti <strong>di</strong> pubblica istruzio-<br />
ne e educazione, alcuni congiungouo la<br />
beneficenza; questa però esclusivamente<br />
si esercita da que' <strong>di</strong> cui vado a parlare.<br />
E principiando da' monti fruineutari e<br />
<strong>di</strong> pietà, leggo nella de<strong>di</strong>ca del t. 2 de'<br />
suddetti Atti, che tra le molle e savie<br />
istituzioni procurate da' pubblici magi-<br />
strati, merita il primo luogo l'istituzioi<br />
dell'annona, come quella che abbracci<br />
va ogui or<strong>di</strong>ne <strong>di</strong> persone, <strong>di</strong> ricchi e<br />
poveri. Si denominò dagli antichi Mob<br />
te dell'Abbondanza con proprietà <strong>di</strong> ve<br />
caboto, perchè veracemente la procuri<br />
va, anche quando la carestia aflliggev
V EL<br />
il paese cii collante. Ebbe poi special cu-<br />
ra degli agricoltori, a' quali largamente<br />
sovveniva nelle necessità. Disgraziatamente<br />
a' giorni nostri più non è rimasto<br />
d'uno stabilimento cosi utile, che il bello<br />
e vasto locale, <strong>di</strong>venuto peraltro inope-<br />
roso per la mancanza de' mezzi, e per le<br />
deplorabili vicende de' tempi. Dice in pro-<br />
posito il Da uco, esisteva l'abbondanza prima<br />
della legge del libero commercio ema-<br />
nata da Pio VII, quando fatalmente abo-<br />
lì l' Università Artistiche (nel quale ar-<br />
ticolo lumai a compiangere i risultati <strong>di</strong><br />
delta legge), stabilimento utilissimo (come<br />
altrove), mantenendo sempre la cit-<br />
tà in grascia, e sicura in caso <strong>di</strong> carestia ;<br />
e gli esistenti granai frumentari potino<br />
contenere circa 8000 rubbia <strong>di</strong> grano, e<br />
la sontuosa <strong>di</strong>spensa per la conserva del-<br />
l' olio è capace <strong>di</strong> ricevere 5oo carichi.<br />
Inolile si legge nella citata prefazione,<br />
esistere un altro Monte detto <strong>di</strong> Pietà a<br />
sollievo delle classe in<strong>di</strong>gente istituito au<br />
cora dagli antichi magistrati. L' oggetto<br />
principale fu quello <strong>di</strong> porre un argine al<br />
traffico usuraio, che si esercitava dagli<br />
ebrei a danno de' citta<strong>di</strong>ni bisognosi. Di-<br />
poi col cambiamento de' tempi e delle cir-<br />
costanze essendo venuto meno, e crescendo<br />
vieppiù, il morbo corrosivo dell'usu-<br />
re, dal pubblico già si correva al riparo,<br />
quando la pietà della gentildonna Cate-<br />
rina Ginnasi (nipote del car<strong>di</strong>nal vesco-<br />
. vo <strong>di</strong> tal cognome) si tolse <strong>di</strong> gettarne le<br />
fondamenta; !<br />
cresciuto poi dalla <strong>di</strong>ligente<br />
'Operosità degli amministratori, più dalla<br />
jgenerosa largizione de' Gregni nobili ve-<br />
<strong>di</strong>temi, e favorito in fine da altri inagi-<br />
1 strali comunali, che tulio del pubblico<br />
erario supplirono il vuoto che l'invasione<br />
.d'armi straniere vi avea fatto nel cader<br />
;del settecento. Trovo in Bauco, che la<br />
•ingoiar pietà della Ginnasi ristabilì o<br />
'quasi eresse il sagro Monte <strong>di</strong> Pietà col<br />
> ro<br />
iundoili 3ooo scu<strong>di</strong>, acciò i poveri potesse-<br />
avere ne' bisogui impieslanze con pa-<br />
igar tenue usura pel mantenimento degli<br />
impiegali nel medesimo; pio stabilimento<br />
V E L *4 7<br />
approvato da Urbano Vili e dal vescovo<br />
nel 1639 e nel i64. Eche il cav. Nicola<br />
Gregna nel 1 797 fece erede del sua ricco<br />
patrimonio il Monte <strong>di</strong> Pietà, per aumen-<br />
to del deposito in beneficio de' bisognosi,<br />
onde prese il nome <strong>di</strong> Monte Ginna-<br />
sio Gregna. Vi sono per la languente<br />
umanità due como<strong>di</strong> e ben regolati ospe-<br />
dali, unopegli uomini, l'altro per le don-<br />
ne. Del 1<br />
."primieramente riferisce Bauco.<br />
Nella parrocchia <strong>di</strong> s. Maria trovasi la<br />
chiesa <strong>di</strong> s. Gio. Battista appartenente al-<br />
la confraternita del Gonfalone, la quale<br />
fu la 1 ." fondata in Velletri nel 1 348 nella<br />
chiesa <strong>di</strong> s. Maria in Pontone colla deno-<br />
minazione de' Disciplinati <strong>di</strong> s. Maria,<br />
chiamata poi del Gonfalone per esser sta-<br />
ta aggregata nel i585 all'arciconfrater-<br />
nita omonima <strong>di</strong> Roma, e venne rinno-<br />
vata nel 1608. Questa fratellanza avea<br />
la cura dell'ospedale che fu <strong>di</strong>roccato nel<br />
i556 per foitificar la città nella guerra<br />
degli spaglinoli contro Paolo IV, e poi<br />
rie<strong>di</strong>ficalo nel 1 55j. Il sodalizio ebbe nel<br />
L'i 00 {a chiesa <strong>di</strong> s. Giovanni in Plagis,<br />
che poi ripararono. Entrati nella città i<br />
religiosi <strong>di</strong> s.Giovanni<strong>di</strong>Dio obenfralelli,<br />
la confraternita donò loro l' ospedale col<br />
sito che locircouda,e più annui scu<strong>di</strong> 100.<br />
Della chiesa però concesse ad essi il solo<br />
uso neh 588, per cui i conflati del Gonfa-<br />
lone tornarono in questa chiesa uel 1815,<br />
per essersi del tutto rovinata quella <strong>di</strong> s.<br />
Giovanni in Plagis. Da essa vi trasportarono<br />
la miracolosa immagine della Madonna<br />
della Coua, segato il muro su cui<br />
era <strong>di</strong>pinta; e vi fu traslato ancora il corpo<br />
coll'ampolla <strong>di</strong> sangue <strong>di</strong> s. Romolo<br />
martire, coll'iscrizione, trovato uel cjiui-<br />
teno <strong>di</strong> s. Ciriaca. JNella delta chiesa è<br />
stimato il quadro esprimente la Conver-<br />
sione <strong>di</strong> s. Paolo. Nel n. 129 del Gior-<br />
nale <strong>di</strong> Roma del i85i, è descritta la<br />
solenne funzione del possesso preso nel-<br />
la chiesa <strong>di</strong> protettole della confraternita<br />
dal car<strong>di</strong>nal Giuseppe Bofou<strong>di</strong>, a mez-<br />
zo <strong>di</strong> mg/Fra nei vescovo <strong>di</strong> Canata esuf-<br />
fiagaueo <strong>di</strong> Velletri. I coufrati da auti-
a43 V E L<br />
fi<strong>di</strong>ssima epoca celebrano una solenne<br />
processione, detta de' Misteri e Morte del<br />
Rendendole Crocefisso, nell'anno seguen-<br />
te alla celebrazione del giubileo dell'anno<br />
sauto, eclatante e commovente pel suo<br />
religioso complesso. Di un'apposita ma-<br />
gnifica fabbrica cbiamata Teatro della<br />
Passione, e <strong>di</strong> sopra in<strong>di</strong>cato, costruita<br />
sugli avanzi dell'anfiteatro de' pubblici<br />
spettacoli ne' tempi idolatri, la confra-<br />
ternita si serviva per espone i detti sa-<br />
grosauli Misteri, prima e dopo la pro-<br />
cessione, ed ezian<strong>di</strong>o per farvi dell'allusive<br />
rappresentazioni. Sebbene nel i85o<br />
non fu celebrato l'anno santo, i confrati<br />
dopo 5 lustri del precedente vollero rinnovare<br />
la processione e le altre funzioni<br />
allora fatte, la cui descrizione ricavo dal-<br />
V Osservatore Romano del i85a a p.<br />
368, ed eseguite nella settimana saula <strong>di</strong><br />
tale anno. Pertanto nella cbiesa <strong>di</strong> s. Gio.<br />
battista sontuosamente ornala, i confla-<br />
ti nel venerdì santo esposero in 7 mac-<br />
elline i gruppi <strong>di</strong> figura in cera rappre-<br />
sentanti i seguenti misteri: i.° Dell'O-<br />
razione <strong>di</strong> Gesù Cristo nell'Orlo. 2. "Del-<br />
la Flagellazione alla Colonna. 3.° Della<br />
Coronazione <strong>di</strong> Spine. 4»° Della Cadu-<br />
ta sotto la Croce. 5.° Della Crocefissio-<br />
ne. 6.° La Bara col Cristo morto, or-<br />
nata <strong>di</strong> magnifica coltre e baldaccbino.<br />
7. La Vergine Addolorata. La numerosissima<br />
processione uscì all'ore 7 pome-<br />
ri<strong>di</strong>ane dalla cbiesa. Aprivano la marcia<br />
trombetti a cavallo vestiti all'antica mi-<br />
litare foggia, seguiti da un drappello <strong>di</strong><br />
militi. Molte coppie e gruppi <strong>di</strong> fratelli,<br />
e le famiglie religiose de' minori osser-<br />
vanti e cappuccini, lutti con cerei accesi, si<br />
alternavano fra una macchina e l'altra;<br />
fratelli cantori, cori e concerti musicali<br />
innanzi ciascuna delle medesime cantando<br />
inni e strofe proprie <strong>di</strong> cpiel giorno<br />
<strong>di</strong> mestizia rendevano pili commovente<br />
1 appaiato. Buona parte del battaglione<br />
cacciatori pontificii ili stazione in Velie-<br />
tri faceva ala, eseguiva la processione<br />
Sagro oratore nella piazza deila chiesa<br />
V E L<br />
stessa ad<strong>di</strong>tava al popolo <strong>di</strong>voto quanto<br />
il <strong>di</strong> vin Redentore soffrisse per la salute<br />
dell'innati genere; e quale e quanto sia<br />
il debito <strong>di</strong> questo <strong>di</strong> osservar la sua s.<br />
legge, <strong>di</strong> amarlo e servirlo insieme all'a-<br />
morosissima Vergine compagna e parteci-<br />
pe de' suoi dolori. Progre<strong>di</strong>va il <strong>di</strong>voto<br />
corteggio sino alla piazza del Comune,<br />
ove fatta sosta, un sacerdote della con-<br />
gregazione e pia società della Regina de-<br />
gli Apostoli, asceso il pergamo, l'affollato<br />
popolo commoveva a dolore, lo conduce-<br />
va a detestare il peccalo, e lo rinfiamma*<br />
va <strong>di</strong> <strong>di</strong>vozione verso la Passione ilei Si-<br />
gnor Nostro Gesù Cristo, e verso la Ver-<br />
gine Addolorata. Dalla ricordala piazza<br />
moveva <strong>di</strong> nuovo la processione, e giun-<br />
geva all'altra che si estende incontro la<br />
fabbrica denominala l'antico Teatro del-<br />
la Passione, ed ivi in bell'or<strong>di</strong>ne schiera-<br />
ti i fratelli, i religiosi, e le macchine ri-<br />
schiarate dall'immenso numero <strong>di</strong> cerei,<br />
nuovo <strong>di</strong>scorsosi <strong>di</strong>rigeva da un p. pas-<br />
sionista appositamente chiamato, al fol-<br />
to popolo, che con e<strong>di</strong>ficazione l'ascolta-<br />
va ad onta della pioggia che cadeva. Al-<br />
tro <strong>di</strong>scorso era stabilito nella piazza del<br />
Trivio; ma questo interrotto dall'acqua<br />
che in maggior copia sopravvenne, fu for-<br />
za troncarlo per affrettare il ritorno al-<br />
la chiesa, che senza alcun sinistro ebbe<br />
effetto circa le ore io pomeri<strong>di</strong>ane. Sino<br />
a tutla la domenica inAlbis le macchi-<br />
ne co'gruppi restarono esposte alla pub-<br />
blica venerazione nella medesima chiesa<br />
<strong>di</strong> s. Gio. Battista, e così le popolazioni<br />
delle vicine città e paesi, per le quali era<br />
corsa la voce delle ss. Rappresentazioni,<br />
ebbero agio <strong>di</strong> concorrere in numero qua-<br />
si incre<strong>di</strong>bile a visitarle, e per lucrare la<br />
plenaria indulgenza concessa da Papa Pio<br />
IX tanto nel dì della processione quan-<br />
to nella domenica in Albis, giorno in cui<br />
con nuova religiosa pompa e con ben in-<br />
<strong>di</strong>calo <strong>di</strong>scorso, recitato nella spaziosa<br />
piazza della chieda al popolo all'oliato da<br />
sagro ministro del santuario, colia bene-<br />
<strong>di</strong>zione del ss. Sagraujculu si <strong>di</strong>e fine alla
V E L V E L 349<br />
pia funzione. La confraternita colle sue 5 aprilei 818 per l'inferme, prossimo u<br />
.-ciioe ren<strong>di</strong>te non avrebbe potuto soste- quello degli uomini, e cuoi 'esso sotto la<br />
nere l'incarico <strong>di</strong> tanta solenne rappre- parrocchia <strong>di</strong> s. Maria in Trivio, al cui<br />
Millanta, se i fedeli e sopra tutto il ruu- parroco appartiene la giuris<strong>di</strong>zione spinicipio,<br />
il vescovo car<strong>di</strong>nal Macchi, il prò- rituale. E' governato e assistito da donne<br />
lettore del sodalizio car<strong>di</strong>nal liofou<strong>di</strong>, il infermiere, con molta carila e pulizia. ila<br />
principe Ginnetti Lancellotli, ed altre co- una particolare amministrazione, ed è<br />
•piene persone sì ecclesiastiche che lai- regolato da deputati eletti dal vescovo,<br />
the non avessero concorso con generose Le ren<strong>di</strong>te sono sufficienti, e provengo-<br />
largizioni. L'ospedale dunque de'benfra- no parte da donazioni caritatevoli, e par-<br />
lei li fu promosso nella nuova fabbrica at- te dalle ren<strong>di</strong>te del soppresso convento<br />
tnale nel 1 6o5, concorrendovi alla spesa, de'frali del terz'or<strong>di</strong>ne, e del monastero<br />
ode il comunale erario, la pietà ancora de' monaci basiliani, per concessione <strong>di</strong><br />
de'pi ivati. Dal comune erano stati già as- Pio VII elei i 8 1 5. Nel 1809 fu eretta in<br />
segnati pel mantenimento dell'ospedale ciascuna parrocchia la compagnia delle<br />
degl'infermi scu<strong>di</strong> 200 lino dal 1590, in- sorelle della Carità istituita da s. Yinecn-<br />
<strong>di</strong> accresciuti a 24°- 1^' mantenimento ?.o de Paoli, in sollievo de' poveri infer-<br />
de' religiosi e dell' ospedale, vi sono an- ini, con approvazione del vescovo car<strong>di</strong>-<br />
che le ren<strong>di</strong>te fisse, e il prodotto delle sii- nal Autonelli. L'arciprete della cattedrapa<br />
Iasioni de' testamenti che si stipulano led. Domenico Mazzoni <strong>di</strong>chiarò la coni-<br />
nella città e nel territorio, d' uno scudo pagnia esistente nella medesima, erede<br />
per ciascuno, per <strong>di</strong>sposizione del 1817 de'suoi beni nel i83i, col peso <strong>di</strong> som-<br />
<strong>di</strong> Pio VII. I henfratelli impiegano la lo- ministrare due doti annue<strong>di</strong> scu<strong>di</strong> 3oalle<br />
10 opera nella continua assistenza degli pui povere eonestezitelle della stessa par-<br />
infermi,in numero maggiore o minore a rocchia, che abbiano frequentato la dotproporzione<br />
del bisogno dell'ospedale. E trina cristiana, e ne abbiano dato pub-<br />
< ] • 1 i va fatta men/.ioned'uua <strong>di</strong> quelle isti- blico saggio alla presenza de'superiori ec-<br />
tuzioui <strong>di</strong> carità, che in Velletri non man- clesiastici. Le dotate devono intervenire<br />
cano, anzi van crescendo. Nel marzo 1 844 a " a solenne processione nella solennità,<br />
si aprì un ospizio notturno per dare un della Madonna delle Grazie. Altro pio cit-<br />
ricovero a (pie' poveri citta<strong>di</strong>ni veliterui la<strong>di</strong>no Salvatore Scandelloni con testa-<br />
privi <strong>di</strong> tetto, presso il convento <strong>di</strong> s. Gio. mento del 169 ^aperto nel i697,lasciò al<br />
<strong>di</strong> Dio con 18 letti. Ne fu istitutore il p. capitolo della cattedrale scu<strong>di</strong> 7300,00!<br />
Giuseppe M." Fedeli priore de' benha- peso <strong>di</strong> <strong>di</strong>stribuire ogni anno 8 sussi<strong>di</strong>i<br />
lelli, lodalo per la somma carità da lui dotali alle zitelle povere veliterne; orili-<br />
nvita verso gl'infermi, e per l'avanzameli- Dando che si preferissero le sue consanto<br />
delle ren<strong>di</strong>te, non meno per la poli- guinee ed all'ini sino al grado più remo-<br />
te/za e miglioramento delle corsie del ine- lo. Il vescovo car<strong>di</strong>nal Barberini giunio-<br />
desimo. L'ospizio notlurnoapresi alleore re, stimando che tale <strong>di</strong>sposizione avreb-<br />
24. I poveri ivi riuniti vengono istruiti be prodotta non poca confusione, la renella<br />
dottrina cristiana, e dopo la recita strinse sino al grado io.° inclusi vamen»<br />
ilei s. Rotano vanno a riposo. Nella mal- te. Nel 1837 penetrata in Roma e altri<br />
(ma <strong>di</strong> buon'ora apresi l'ospizio onde pos- luoghi la Pestilenza (V .) del cholera, Tat-<br />
iana Budare •' loro lavori. L' erario co- tento magistrato veliterno prese le più e-<br />
iniiuale somministra scu<strong>di</strong> 1 o mensili per nergiche e provvide precauzioni per te-<br />
siipplne alle spese <strong>di</strong> questo caritatevole ner lontano il terribile morbo, e salvare<br />
istituto. L'ospedale per le donne, deuo- la trepidante popolazione, che descrive il<br />
minato s. Maria della Salulc, fu cretto u' cau. Bauco, insieme ali' mvocato aiuto
2 To V E L<br />
<strong>di</strong>vino, interponendo P autorevole me-<br />
<strong>di</strong>azione della sua benefica pi oteltriceMn-<br />
ria ss. tifile Grazie esposta per più mesi<br />
alla comune <strong>di</strong>vozione. Tenendo per fermo<br />
i religiosi velilerni d'essere stati pre-<br />
servali dal flagello pro<strong>di</strong>giosamente dal-<br />
la loro celeste avvocata, si obbligarono<br />
con voto a stretto <strong>di</strong>giuno con vigilia nel<br />
giorno antecedente alla festa dell'Imma-<br />
colata Concezione. Fra le cure operate in<br />
tal frangente, inerendo in parte all' in-<br />
giunzione della s. Consulta e commissio-<br />
ne sanitaria <strong>di</strong> Roma, nello stesso 1 837<br />
fu costruito il pubblico cimitero; ma siccome<br />
non pare che si fossero eseguite le<br />
norme analoghe prescritte da delta au-<br />
torità, non riuscì <strong>di</strong> pubblica sod<strong>di</strong>sfizio-<br />
iif, anche per la località in cui esiste; e<br />
nel i855 ancora non avea cambiata con<strong>di</strong>zione.<br />
Imperocché del eh. d. r<br />
Achilie<br />
Monti (che lodai altrove qual savio, pia-<br />
cevole, veritiero e franco scrittore, ed in-<br />
sieme elegante poeta, le cui encomiate<br />
produzioni si ammirano nt\l' Album, nel<br />
t. 23 del quale a p. 167 il suo degno a-<br />
niico Basilio Magni vehierno celebrò le<br />
sue O<strong>di</strong> pubblicate nel 1 856 in Firenze,<br />
per avere accoppiato a' pregi poetici del<br />
Parini, quello morale e tanto necessario<br />
a'nostri tempi, <strong>di</strong> riprendere a viso aperto<br />
i vizi della maggior parte degli uomi-<br />
ni. Con tali sensi ezian<strong>di</strong>o si parla <strong>di</strong> sue<br />
produzioni nell'Eptacordo <strong>di</strong> Roma, Del-<br />
l' Enciclope<strong>di</strong>a contemporanea <strong>di</strong> Fano,<br />
e nella Cronaca <strong>di</strong> Milano; poiché onora<br />
il gran nome del celeberrimo poeta Vin-<br />
cenzo Monti qual suo pronipote e ascen-<br />
dente), si legge nell'Album <strong>di</strong> Roma del<br />
novembre 1 855, t. 22, p. 3o 1 , questa lettera<br />
<strong>di</strong>retta al <strong>di</strong>rettore del medesimo<br />
Ciiv. De Angeli». « Sono stato a questi<br />
giorni per <strong>di</strong>porto iti Vclletri, e visitandone<br />
lo squallido cimitero con l'ottimo<br />
mio amico Basilio Magni (egregio e Io-<br />
dato poeta veliterno, <strong>di</strong> cui nel perio<strong>di</strong>co<br />
in <strong>di</strong>scorso ci <strong>di</strong>ede bellissimi componimenti),<br />
mi lesse un suo carme chea me<br />
parve assai bello, e del quale io intendo,<br />
VEL<br />
se cos'i le piace, far dono al ino pregevole<br />
Album. Le sia gra<strong>di</strong>ta l'offerta perchè (se<br />
P amicizia non m'inganna) sillalti versi<br />
potranno fare leggiadra mostra <strong>di</strong> se fra<br />
gli altri oiiil' Ella spesso adorna qne>to<br />
giornale". L'elegantissimo carme è an-<br />
che grave, morale e commovente ; caldo<br />
<strong>di</strong> patria carità e del suo decoro, non<br />
che <strong>di</strong> affetto e riverenza per gli estinti<br />
parenti e concitta<strong>di</strong>ni, pe' quali con esso<br />
il lodalo veliterno volle infiammare i vi-<br />
venti a rendere il cimitero augusto e onorato,<br />
degno della città. Intitolò il com-<br />
ponimento: Il cimitero. AL can. d. Lui-<br />
gi Angeloni,Basilio Magni da Vclletri.<br />
Carme.<br />
La popolazione <strong>di</strong> Velletri , se consi-<br />
derata viene in quello che poteva essere<br />
stata nel suo maggiore auge in tempo de'<br />
volsci, o nell'epoca della sua repubblica,<br />
o anche posteriormente, doveva essere<br />
assai considerabile; poiché se per poco si<br />
osservi il vuoto che ora trovasi Ira le mu-<br />
ra <strong>di</strong>rute della città e il presente fabbri-<br />
cato ,<br />
dovrà naturalmente supporsi che<br />
in que' tempi dovea essere tutto ripieno<br />
<strong>di</strong> case e abitato. Confermano la congettu-<br />
ra gli armamenti che la città faceva, met-<br />
tendo da se sola in pie<strong>di</strong> truppe propor-<br />
zionate a' nemici che combatteva ,<br />
oude<br />
dentro le sue mura il popolo doveva es-<br />
servi assai numeroso. Le continue e lun-<br />
ghe guerre adunque, e le frequenti pesti-<br />
lenze a cui soggiacque , debbono essere<br />
slata la cagione della notabile <strong>di</strong>minu-<br />
zione de'suoi abitanti. Ora poi, a propor-<br />
zione del fabbricalo, la popolazione é nu-<br />
merosa, nella quantità riferita <strong>di</strong> sopra,<br />
anzi osservo rimarcabile aumento annuo.<br />
Nelle stagioni d'aulunuoe d'inverno si ac-<br />
cresce d'un 3.° il numero degli abitanti,<br />
pe'molli forastieri che vi si recano alla<br />
coltivazione delle vigne e de' campi. Ra-<br />
gionando il can. Dauco dell'indole, costu-<br />
mi, carattere de' veliterni , li <strong>di</strong>ce gene-<br />
ralmente d'elevala statura, coloriti e ili<br />
robusta complessione; laboriosi, facili ad<br />
essere governali, coraggiosi, impetuosi e
V E L<br />
perciò pronti alle mani. L'amor patrio è<br />
fri grande, che <strong>di</strong>llìcilmente si adattano a<br />
vitrei e altrove; e se alcuno n'esce, non può<br />
fare a meno <strong>di</strong> presto ripalriare. Ciò sia<br />
detto in generale. Sono i veiiterni alle-<br />
gri, amanti de'<strong>di</strong>verlimenti, ed accorrono<br />
in folla «'pubblici spettacoli tli corse, fe-<br />
stini, teatri ec. Il vestire degli uomini è<br />
comune a quello <strong>di</strong> tutta l'Italia. Le don-<br />
ne sonod'una statura proporzionata, d'a-<br />
spetto avvenente, <strong>di</strong> colore bello e viva-<br />
ce: usano un vestiario proprio detto alla<br />
vcliterna, non comune agli altri paesi. Le<br />
possidenti vestono con gran lusso, e con<br />
molla ricchezza e leggiadria. Le dante e<br />
molte altre donne d' ogni con<strong>di</strong>zione si<br />
adattano al vestiario romano. Tutta la<br />
popolazione viene formata dalleclassi de<br />
nobili, de'ci vili, degli artisti e della plebe.<br />
La massa del popolo è impiegata nella<br />
coltivazione de'campi e delle vigne. Di-<br />
mostra l'esperienza de'secoli, che i veli-<br />
terni sempre mostrarono feroiez/a e co-<br />
stanza, perseveranza ne'propri sentimenti;<br />
ciò forma il loro carattere. Dal ^3o cir-<br />
ca, in cui si sottomisero al principato temporale<br />
de I Papa, sempre gli mantennero<br />
intera ubbi<strong>di</strong>enza e costante fedeltà, non<br />
ostante le critiche circostanze e le perse-<br />
cuzioni. Laonde i Papi li ricolmarono <strong>di</strong><br />
singolari piivilegi,d' esenzioni e <strong>di</strong> doni,<br />
pieci[uiamente s. Gregorio VII, Urbano<br />
II, Pasquale li, Gregorio IX, Martino IV,<br />
Bonifacio Vili, Giovanni XXII, Urbano<br />
V, Urbano VI, Bonifacio IX, Martino V,<br />
Eugenio IV, Nicolò V, Calisto HI, Paolo<br />
II, Sisto IV, Alessandro VI, Leone X,<br />
Paolo IH, Pio IV, Urbano Vili e Gre-<br />
gorio XVI. Così il sagro collegio de'car-<br />
<strong>di</strong>nali in <strong>di</strong>verse epoche. Nel i 849 non<br />
mancarono traviati, ma furono pochissimi<br />
in proporzione della massa de' citta-<br />
<strong>di</strong>ni feti<strong>di</strong> alla s. Sede. Non pochi veli-<br />
terni coli' armi e collo stu<strong>di</strong>o si resero il-<br />
lustri nelle <strong>di</strong>gnità civili ed ecclesiastiche<br />
(alcuno anche nelle arti), le cui gesta ce-<br />
lcbiarouo i patrii storici,come Theuli.nel<br />
lib, 2, eap. 7, Famiglie nobili agg/rga-<br />
VEL *5i<br />
/
2^2 VEL VEL<br />
miglia Ottavia veliterna, ma presero al)- proprio sesso, sedavano le <strong>di</strong>ssensioni nel-<br />
baglio. Le scienze furono coltivale e tut- le famiglie, lodevole e proficuo costume<br />
torà si coltivano da' veti terni; in ogni se- trasandalo non sono molli anni. Corniti*<br />
colo qualche soggetto col suo sapere <strong>di</strong>e ciato nel i ^>49> il' vescovo e governatole<br />
lustro alla patria e rinomanza a se stesso, car<strong>di</strong>nal De Cupis, per meglio stabilirlo<br />
Ora non mancano buoni ingegni e perso- nel i55o istituì il magistrato òe'Conser*<br />
ve sapienti, vescovi e altri prelati. Velletri valori della pare, i cui capitoli nel i56o<br />
iin dalla sua più remota antichità setn- confermò il car<strong>di</strong>nal Serbelloni. Esiste-<br />
pre rimeritò i citta<strong>di</strong>ni magnanimi, sa- vano in Velletri le università artistiche,<br />
pienti e valorosi col <strong>di</strong>stintivo d'un par- formanti <strong>di</strong>verse classi, ciascuna a vendè<br />
ticolare ceto, che dal comune del popò- i propri ufficiali <strong>di</strong> camerlengo e duecoo-<br />
lo li separasse, aggregandoli a quello no- soli, a'quali spettava decidere le vertenze<br />
bile; il che domandarono molle famiglie nate Ira gli artisti. La i ." era la nobile u-<br />
illushi forastiere, per essere ascritte alla Riversila degli Agricoltori, quin<strong>di</strong> degli<br />
nobiltà veliterna, come apparisce dall'ai- Ortolani, de'Falegnami,de'Muratori, ile'<br />
bo delle nobili famiglie. Ma avverte an- Ferrai, de'Calzolui, de* Sarti e de' IVlulut-<br />
che il Rauco, che non può chiamarsi ve- lieri. Tutte queste università aveano sta-<br />
ra nobiltà generosa , se non è accompa- luti particolari e leggi per regolare i loro<br />
guata dalla scienza e da azioni virtuose; mestieri; aveano chiesa o cappella perle<br />
la ricchezza soltanto la rende più lumi- loro particolari <strong>di</strong>vozioni, ove venerava-<br />
nosa ! Per lungo tempo si mantenne in no un loro santo protettore, <strong>di</strong> cui cele-<br />
Yelletn l'antico costume, che ne'pubbli- bravano la festiva annua ricorrenza. Tut-<br />
ci contralti, oltre il giuramento, che suo- te queste università nella pubblica solen-<br />
Je farsi del ss. Nome <strong>di</strong> Dio , aggiunge- ne processione dell'Assunta sotto le par-<br />
vasi quello per la s. Sede e per la salute ticolari loro insegne incedevano co' loro<br />
del Papa. Gli antichi romani celebrava- consoli e camerlengo. Pio VII abolì tutno<br />
l'annuo convito politico o civile, in cui tei' Università artistiche, e lerminòque-<br />
rmniti tutti i citta<strong>di</strong>ni <strong>di</strong> ciascuna con tra- sia costumanza sì antica e vantaggiosa,<br />
da aveano per iscopo la conservazione come la qualifica pure Banco. Il Theuli<br />
della pace tra loro. Altrettanto si prati- ne pai la più circostanzialo, nomina i sancava<br />
tra' parenti, per togliere in quella li patroni <strong>di</strong> ciascuna uni versila e quando<br />
lieta occasione ogni rancore qualora fos- ne celebravano la festa, <strong>di</strong>cedelleolneseo<br />
se insorto. Sì lodevole usanza fu imitata cappelle da loro possedute, nota qualche<br />
da'veliterni. Sceglievasi un soggetto della pretensione <strong>di</strong> precedenza, e aggiunge al-<br />
conlrada o del rione per fare la spesa, le riferite quelle degli Speziali per 3.' con<br />
alla quale tutti contribuivano, e perap- s.Lorenzo martire per protettore, de'Piz-<br />
parecchiareil banchetto con or<strong>di</strong>ne e pu- zicaroli, de'Macellari.de'Fornari, de'Mo-<br />
Jizia : qnesli veniva appellato capo-con- linari, degli Osti. Quanto alla processio-<br />
Irada. Così teuevansi uniti gli animi de' ne, che <strong>di</strong>ce del ss. Salvatore, questa a-<br />
cilla<strong>di</strong>ni, e si spegnevano i concepiti o<strong>di</strong>i, vea luogo anche nella vigilia dell'Assunta<br />
produttivi <strong>di</strong> fatali conseguenze. Cono- (come in Roma), eciascuna università do-<br />
scendosi troppo necessario il manleni- vea portare due torcie accese nell'andare<br />
mento della pubblica concor<strong>di</strong>a , deter- e nelritorno,le quali restavano per servimmo<br />
il pubblico consiglio d'eleggere an- zio della chiesa. Fino ali 83 i fu in vigoumilmente<br />
Uué nobili e due dame per re un uso assai utile alla tranquillità deli!<br />
ciascuna parrocchia per 1' ufficio <strong>di</strong> pa- città e delle famiglie. Tranne le feste <strong>di</strong><br />
cieri, e tali si pubblicavano nella 4- do- IS. itale, <strong>di</strong> s. Antonio abbate e <strong>di</strong> s. Ln-<br />
weaica <strong>di</strong> quaresima; quin<strong>di</strong> ognuno col eia, a due ore <strong>di</strong> notte per lo spazio d'un
V E L<br />
ijimito d'ora con tocchi suonava la campana<br />
del pubblico palazzo, segno denomi-<br />
nato sgherrana. Ciò avvisava le bettole,<br />
i calle e tutti i ridotti <strong>di</strong> doversi chiude-<br />
re; e compito il suono ogni citta<strong>di</strong>no do-<br />
\ea girare per la città con lume. Sortiva-<br />
no poi, primi i birri e in<strong>di</strong> i carabinieri<br />
pel mantenimento della quiete, e tal voi.<br />
ta arrestavano i malandrini, che as»ai te*<br />
mevano quel suono. Tali <strong>di</strong>sposizioni og-<br />
gidì non hanno più luogo, essendo la ci t-<br />
là bene illuminata con appositi lampioni.<br />
Nel governo del car<strong>di</strong>nal Della Somaglia<br />
; fu tolto alla nobiltà, che uno <strong>di</strong> essa fos-<br />
jd<br />
se scelto da'pi'iori a capitano onde pi esie-<br />
dorè e regolare la fiera <strong>di</strong> s. Clemente (da'<br />
23 novembre a tutto li 2 <strong>di</strong>cembre, ed é<br />
riportata nelle Notizie <strong>di</strong> li orna tra le<br />
principali dello stalo): avea l'autorità as-<br />
soluta <strong>di</strong> decidere e giu<strong>di</strong>caretultelecon-<br />
troversie, assistito da un corpo <strong>di</strong> truppa<br />
urbana, che <strong>di</strong> giorno e <strong>di</strong> notte curava la<br />
tranquillità della città. Il Theuli parla pu-<br />
re della fiera de' 1 5 agosto e seguenti 8<br />
giorni, la quale fu soppressa; come ante-<br />
riormente lo era stala quella <strong>di</strong> 10 giorni<br />
per la festa <strong>di</strong> s. Eletiteiio. Ora oltre la<br />
detta fiera franca <strong>di</strong> s. Clemente, altra si-<br />
mile parimente <strong>di</strong> 10 giorni comincia il<br />
i.° lunedì <strong>di</strong> maggio. Ogni sabato vi è il<br />
mercato fianco , a cui concorrono moltis-<br />
simi foiustieri. L'industria della massa del<br />
popolo veliteruo è la coltivazione delle vigne<br />
e de' campi, il che forma tutta la 1 icchezza<br />
della città. La vicinanza <strong>di</strong> Roma<br />
fa si, che non vi sia molta industria <strong>di</strong> ma-<br />
nifatture, e poco vi si esercitino le arti li-<br />
berali. INon mancano però degli archilei li,<br />
de'pittori (Lello da Velletri fu antichissimo<br />
e rinomato pittore), e de' filarmonici.<br />
Numerosi ponno coniarsi gli ai listi in ogni<br />
genere <strong>di</strong> mestiere, fabbriche <strong>di</strong> cappèlli,<br />
due stamperie, legatori <strong>di</strong> libri, orolo gin-<br />
ri, argentieri, ricca ed eccellente fabbrica<br />
<strong>di</strong> cera, fabbriche <strong>di</strong> sapone, 5 speziarle,<br />
droghieri, mercanti <strong>di</strong> panui e altre mer-<br />
ci, f) molini da olio. Mirabile opificio a va-<br />
pore muove 3 grosse pietre per macinare<br />
V E L *53<br />
il grano, ed una caldaia molisce le olivi*.<br />
Nel medesimo opificio oraè staloaggiuu-<br />
lo il molino a vapore per macinare l'oli-<br />
ve ed eslrarvi l'olio; ed altra macchina per<br />
la fabbrica delle paste commestibili. 1 ne-<br />
gozianti <strong>di</strong> fino, <strong>di</strong> grano, d'olio, <strong>di</strong> legna-<br />
me, <strong>di</strong> bestiame, <strong>di</strong> ferro vi sono in abbon-<br />
danza. Dall'esteso e fertile territorio, nelle<br />
buone stagioni , non ricavasi meno <strong>di</strong><br />
1 4)000 bolli <strong>di</strong> vino all'anno <strong>di</strong> barili 1<br />
ciascuna; il che forma il ramo precipuo e<br />
ricco del commercio veliterno. L'esporta-<br />
zione si fa specialmente con Roma; ogni<br />
giorno sene estrae quantità considerabi-<br />
le , che sorpassa in tutto l'anno 8,000<br />
botti d'ogni specie. 11 vino è d'ottima<br />
qualità, salubre e <strong>di</strong>fficile a guastarsi. Plinio<br />
registrò fra'vini migliori vicini a Roma,<br />
dopo il Falerno, que'<strong>di</strong> Velletri e <strong>di</strong><br />
Piperno, come rileva Theuli; e Sezze fu<br />
rinomata pe'suoi vini, come si legge nel-<br />
la Dissert. del vino, del d. r<br />
6<br />
Ercole Me-<br />
taxà presso il t. 3 degli Atti della Socie-<br />
tà Volsca. Dell'acquavite e dell'acetose<br />
ne fa buon commercio. Da alcuni anni si<br />
adottò il taglio annuale della selva comunale<br />
con regolare sistema, e si è aperto un<br />
ramo <strong>di</strong> nuovo commercio <strong>di</strong> legni da<br />
costruzione e <strong>di</strong> carbone; oltre quello che<br />
esisteva delleselveceduede'citta<strong>di</strong>ui. Seb-<br />
bene raccolgasi da questo suolo quanti-<br />
tà <strong>di</strong> grano, <strong>di</strong> biade, d' olio e <strong>di</strong> gran»<br />
turco, pure non è sufficiente; onde buo-<br />
na parte <strong>di</strong> tali generi, come ancora <strong>di</strong><br />
carni porcine, polli, uova (però a'tempi <strong>di</strong><br />
Virgilio erano abbondanti e perfette, per<br />
le quali <strong>di</strong>sse Oviferasquc P'elitras), ca-<br />
stagne, legumi, provengono in Velletri<br />
dalle città e terre <strong>di</strong> Marittima e Cam-<br />
pagna. Numerosi sono gli spacci delle vet-<br />
tovaglie d'ogni sorte , e la vicinanza del<br />
mare e <strong>di</strong> vari laghi fornisce sempre abbondante<br />
e fresco pesce. Conclude il Bau-<br />
co: Sembrami non esagerare asserendo,<br />
che nelle due provincie <strong>di</strong> Marittima e<br />
Campagna non vi è città o terra più po-<br />
polala , più comoda , più abbondante e<br />
pi ù commerciante <strong>di</strong> \ elicli i. In falli chi
a54 V E L<br />
mira nella barriera i<br />
numerosi giornalie-<br />
ri corri, che nella città provengono dal-<br />
la via <strong>di</strong> Moina per estrarre vino, acqua-<br />
vite e aceto; o vede dall'altra via <strong>di</strong> La-<br />
riano tutte le derrateche vi entrano dalla<br />
parte della provincia <strong>di</strong> Campagna, resta<br />
ammirato, o confessar deve, che un porto<br />
<strong>di</strong> mare non presenterebbe somigliante<br />
giornaliero movimento e commercio. 'Ormai<br />
Velletri è vicina ad essere arricchita<br />
dtUaStradaferrataPio- Latina da Roma<br />
al confine Napoletano, con sua stazione,<br />
perciò quasi quasi non le rimane altro da<br />
desiderare, il Telegrafo (meraviglioso trovato<br />
che, pel fremilo arcano d'un filo me-<br />
tallico, trasmette le novelle colla celerilà<br />
della folgore, quasi furandone a lei me-<br />
desima una scintilla; come <strong>di</strong> recente lo<br />
qualificò da par sua la Civiltà Cattoli-<br />
ca ) avendolo nella vicina Terracina.<br />
Quando si trattò della linea <strong>di</strong> ferrovia<br />
da lìoma a Cepruno, coll'unica stazione<br />
<strong>di</strong> Velletri, dove doveano <strong>di</strong>rettamente<br />
confluire le due <strong>di</strong>ramazioni del Porto<br />
Nerouiano presso Anzio, e <strong>di</strong> Tivoli sotto<br />
l J alestrina,il consiglio comunale de'24 <strong>di</strong>cembre<br />
1 848 ùnanimamente votò 100,000<br />
scu<strong>di</strong>. Oltre la ferrovia , Velletri è stala<br />
colla i." stazione <strong>di</strong>stinta, e si erigerà pres-<br />
so porta Napoletana. De' <strong>di</strong>versi governi<br />
cui soggiacque Velletri vado a parlarne<br />
nel corso dell'articolo. Da quello de'Pa-<br />
pi fu decorala <strong>di</strong> molti privilegi, e <strong>di</strong> e-<br />
stensione <strong>di</strong> territorio coll'aggiunta de'ca-<br />
stelli e lenute<strong>di</strong>Lariano e Faggiola, conquistali<br />
col valore de'veliterni, in premio<br />
<strong>di</strong> sua fedeltà e de'prestali servigi, mas-<br />
sime in reprimere le torbide fazioni su-<br />
scitale da'Frangipani, Colonnesi, Savelli,<br />
e altri potenti e prepotenti. Prima che<br />
fossero da Pio VII incamerati tulli i be-<br />
ni comunali dellostalo, Velletri dalla sua<br />
possidenza <strong>di</strong> delle due tenute e da altre<br />
minori possessioni incassava circa 18,000<br />
scu<strong>di</strong> annui; per cui assai tenui erano i<br />
dazi comunali , e la popolazione viveva<br />
nella massima tranquillila e abbondanza.<br />
Di queste sue possidenze ora gli è resta<br />
-<br />
V EL<br />
ta la ricordata grande selva <strong>di</strong> Lariano,<br />
con alcune fabbriche in città. I citta<strong>di</strong>ni<br />
sulla selva hanno il <strong>di</strong>ritto <strong>di</strong> tagliar al<br />
beri da costruzione, e caricare altri legni<br />
giacentizi da adoprarsi o nel fabbricar<br />
nuove abitazioni o nel riattarle; come<br />
anche <strong>di</strong> tagliar legna da fuoco. Le ren-<br />
<strong>di</strong>le del comune al presente ascendono a<br />
circa annui 3o,ooo scu<strong>di</strong>: provengono<br />
parte dall'affitto della caduta delle casta-<br />
gne, del carbone e del taglio regolare del-<br />
la selva <strong>di</strong> Lariano, e parte dalle pigioni<br />
dell'abitazioni urbane, dall'erbatico e da'<br />
dazi. Tutte queste ren<strong>di</strong>te si consumano<br />
pel mantenimento del lustro e comodo<br />
del magistrato, pe'salari della sua nume'<br />
rosa servitù, per le pubbliche scuole, com-<br />
presa la filarmonica , 4 me<strong>di</strong>ci e 1 chi-<br />
rurghi primari, mantenimento degli ac-<br />
quedotti, fontane, strade, mura e abbel-<br />
limento della città , feste , spettacoli ec.<br />
Prima dell'origine dell'insegne gentilizie,<br />
Velletri adoperò per impresa le sigle :<br />
S. P. Q. V. Il Theuli l'interpretò: Sena*<br />
tus Populus Que Volscorum , nel tem-<br />
po che la città era capo de'Volsci ; ma poi<br />
<strong>di</strong>venuta repubblica <strong>di</strong>cevano le 4 lette-<br />
re: Senatus Populus Que PeKternus.Co*<br />
linciato l'uso degli stemmi, Velletri ebbe<br />
il suo particolare, <strong>di</strong>verso dal presente,<br />
senz'essere sovrastato da corone, non<br />
aquila bicipite, non allori; ma cipressi, e<br />
muragliato afforzato dalle torri, piutto-<br />
sto che un castello. Il motto che la cir-<br />
conda avea le stesse parole, ma poste in<br />
<strong>di</strong>versa maniera. Ecco I' interpretazione<br />
del patrio stemma, che ne <strong>di</strong>erono gli ar-<br />
civescovi Theuli e Borgia. « Veletri in<br />
memoria <strong>di</strong> Cesare Augusto tolse per im-<br />
presa la Rocca o Torre merlata d'argen-<br />
to in campo vermiglio, la quale era prima<br />
stata della famiglia Giulia, e poi per<br />
ere<strong>di</strong>tà <strong>di</strong> Giulio Cesare passò ad Otta-<br />
viano. Alla Rocca aggiunsero i citta<strong>di</strong>ni<br />
3 Lauri, <strong>di</strong> cui Augusto usò ne'suoi trion-<br />
fi, incoronandosene ilcapo.Veggonsi que-<br />
sti 3 Lauri legati insieoie, <strong>di</strong>notando le 3<br />
imperiali famiglie de'Cesari, la Giulia, la
VEL<br />
Ottavia e lo Clamila congiunte insieme.<br />
Inolile intorno allo scudo leggesi quesl'o-<br />
*»oi iiìca epigrafe: Est milii Liberta* Vapolis<br />
et Imperiali*". Donde abbia avu-<br />
to Vellelri tale privilegio, lo <strong>di</strong>rò a suo<br />
luogo. Si compie Io stemma veliterno col-<br />
la corona, per mostrale cbe la città ebbe<br />
alcune volte il dominio, regnando i vclsci,<br />
e anche posteriormente, <strong>di</strong> tene e <strong>di</strong> ca-<br />
stella, del mero e misto impero c/wi po~<br />
testate gla<strong>di</strong>i,[>er privilegi pontificii. Sebbene<br />
Vellelri vanti un'antichità imme-<br />
morabile, pure non vi si scorge alcun e-<br />
<strong>di</strong>lizio che ne mostri la veluslà ; il tem-<br />
po <strong>di</strong>voratore lutto ha annientato e <strong>di</strong>-<br />
sperso. Da una celebre iscrizione lapida-<br />
ria, ch'è il più bel monumento antico <strong>di</strong><br />
cui possa gloriarsi Vellelri, si conosceche<br />
qui esisteva un anfiteatro, restaurato da<br />
Lolcirio capo e rettore della curia, regnando<br />
Valentiniano I e Valente nel IV<br />
secolo <strong>di</strong> nostra era. Fu trovata nello sca-<br />
vare le fondamenta per la costruzione del<br />
palazzo comunale e in esso collocata: ri-<br />
coi da come fu da quel personaggio re-<br />
staurato per essere cadente attesa la sua<br />
vetuslà, insieme colle porle <strong>di</strong> <strong>di</strong>etro, e<br />
con tutta la fabbrica dell'arena. Gli ar-<br />
civescovi Theuli e Borgia opinarono che<br />
l'anlìlealro fosse de! tempo de'volsci, ma<br />
dovendosi ritardare l'erezione<strong>di</strong> siffatti e-<br />
<strong>di</strong>fìzi , meglio è seguir la congettura <strong>di</strong><br />
Jìauco, che l'anfiteatro veliterno avesse<br />
l'origine nel secolo degli Antonini, ossia<br />
del II <strong>di</strong> detta era, seguendo l'autorità<br />
delle Lettere intorno una lapide Anfiteatrale<br />
f'eliterna, lette nella tornata<br />
della Società I olscadal cav. Luigi Car-<br />
<strong>di</strong>nali. Si leggono negli Alti ó\ detta ac-<br />
cademia, 1.1, p.i 55 e seg. Spesso sotiosi<br />
scoperte nel territorio veliterno dell'anti-<br />
chità che furono altrove trasportale. Clemente<br />
Car<strong>di</strong>nali pubblicò in Ilonia nel<br />
i823: Iscrizioni antiche Velìiernc illu-<br />
strate. Queste iscrizioni parte furono tro-<br />
vate nel territorio <strong>di</strong> Velletri, e parte al-<br />
trove, ma che hanno rapporto colla cit-<br />
tà. Tulle erano e<strong>di</strong>le o dal medesimo il-<br />
V EL i ) _><br />
lustre veliterno in altre sue opere , in<br />
quelle d'altri libri. Sono in 8 classi <strong>di</strong>vi-<br />
se e ben <strong>di</strong>stribuite, in iscrizioni sagre,<br />
d'opere pubbliche e privale, isloriche e<br />
onorarie, sepolcrali, greche, false, contenendo<br />
l'8.* classe una collezione <strong>di</strong> figu-<br />
line e lucerne fìttili , parte della famosa<br />
raccolta Borgiana,e parte prese da altri<br />
scrittori <strong>di</strong> cose veliterne, o esistenti pres-<br />
so l'autore. Di queste illustrazioni ragionasi<br />
ne\VEffemeri<strong>di</strong> letterarie <strong>di</strong> Roma<br />
del i823, t.i3, p. 260. Della famosa lamina<br />
<strong>di</strong> bronzo scritta in lingua volsci,<br />
poi ne parlerò.L'antiche monete ei piom-<br />
bi anfìteatrali fanno ben conoscere, che<br />
in Vellelri fin da'remoti tempi esercita-<br />
vausi le arti, in<strong>di</strong>zio certo della civilizza-<br />
zione in cui già il suo popolo era perve-<br />
nuto. Nelle ad<strong>di</strong>zioni della storia univer-<br />
sale degli accademici inglesi, nella narrazione<br />
de' sabini, si legge chi* le monete<br />
nelle quali si osserva impresso Giano con<br />
doppia testa, e al rovescio un pesce somi-<br />
gliante al delfino, colla clava, e sotto l'i-<br />
scrizione in lingua etnisca, legger si deve<br />
Felatri e P'elatri , secondo il Goti e il<br />
Mariani s'appartengono a Vellelri, e secondo<br />
altri a'iuoghi <strong>di</strong> cui ne parlai. Fra<br />
l'altre cose antiche, la più celebre è la<br />
statua colossale <strong>di</strong> Minerva, opera greca<br />
<strong>di</strong>sollerrata nel 1 797 senza lesione nella<br />
contrada <strong>di</strong> Tronca via. Quest'insigne monumento,<br />
acquistato allora dal duca Bra-<br />
schi, ora esiste nel museo imperiale <strong>di</strong> Pa-<br />
rigi, e fu illustralo da archeologi e da ar-<br />
tisti co' loro scritti. Lo descrisse ancora<br />
Clemente Car<strong>di</strong>nali ne' Monumenti figu-<br />
rali L'clitcrni descritti, co'rami <strong>di</strong> que'<br />
monumenti chesi pubblicarono lai." vol-<br />
ta, presso gli Atti della Società Volsca,<br />
t. 3, p. log. Egli <strong>di</strong>vise la descrizione in<br />
due parli, collocò nella 1/ i monumenti<br />
che per <strong>di</strong>versa combinazione partirono<br />
da Vellelri; nella 2.* gli altri che tuttora<br />
vi esistono: ogni parte poi <strong>di</strong>vise in alcu-<br />
ni paragrafi, separando le statue da'busti<br />
} e questi da' bassorilievi ec. Vanno<br />
particolarmente nomina te le statue <strong>di</strong> Eu-
a 10 VEL<br />
tei pe <strong>di</strong>e orni il museo Valicano e co*<br />
m I' Li, mia, la Polimnia ora esistente pu-<br />
re in liomii presso il principe Lancellot-<br />
ti, l'Ermafro<strong>di</strong>to rinvenuto nel i 794 ne '"<br />
la contrada del Peschine ora nel ninfeo<br />
<strong>di</strong> Parigi, Leda col Cigno scavata nel t(>?. 3<br />
nella piatta <strong>di</strong> Mario, passò in potere de*<br />
Giustiniani. Il busto d'Annibale trovato<br />
nella contrada s. Cesareo nel 1 780, insieme<br />
a ima testa d'Augusto con corona ci-<br />
vica, facevano parte del museo Dorgiauo,<br />
ed ora esistono nel museo Borbonico iti<br />
Napoli. Il bu*to d'Augusto rinvenuto nella<br />
contrada <strong>di</strong> IVlontesecco, è nel museo<br />
Vaticano. Il busto <strong>di</strong> Tiberio scavato nel<br />
1817 in contrada Tronca via. Il busto ili<br />
Pertinace <strong>di</strong>sotterrato nel t65o,è nel<br />
museo Vaticano. Il busto <strong>di</strong> Settimio Se-<br />
vero, esistente nel detto museo Borboni-<br />
co , oltre altro busto d'incognito. Nel<br />
1 764 nella contrada la Colonnella fu sca-<br />
vata un'urna sepolcrale con un'iscrizione<br />
che comincia colle parole: Sex. Vario.<br />
Marcello. Questo interessante monumen-<br />
to fu l'oggetto degli stu<strong>di</strong> <strong>di</strong> molti lettera-<br />
ti. Venuto in potere del magistrato veli-<br />
terno, questo nel 1773 l'ollr'i in dono a<br />
Clemente XIV fondatore del museo Va-<br />
licano. L'urna è <strong>di</strong> marmo greco e ne fu<br />
inciso il <strong>di</strong>seguo, che unito all'osservazio-<br />
ni fu pubblicato colle stampe. Le notizie<br />
d'altri monumenti antichi e <strong>di</strong> statue, e<br />
<strong>di</strong> bassorilievi, e <strong>di</strong> lapi<strong>di</strong>, e <strong>di</strong> altre spe-<br />
cie scavati in Velletri e nel suo territorio<br />
ponilo leggersi negli scrittori delle cose<br />
vehterne. Il celebre Lanzi, parlando del-<br />
la memorala lamina <strong>di</strong> bronzo, <strong>di</strong>ce de'<br />
monumenti antichi <strong>di</strong> Velletri.» Fan fe-<br />
de tuttavia dell'antica grandezza i suoi<br />
ruderi non indegni d'una patria d'Augu-<br />
sto, e i monumenti in ogni genere che vi<br />
si trovano". 11 Nibby parla d'un' ara ro-<br />
tonda esistente nella casa de'Gregui, la<br />
quale mostra la celebrazione de'giuochi<br />
giovenaJi in f elitrac, giuochi istituiti da<br />
Nerone per celebrar l'epoca in che per la<br />
1 .* volta si rase la barba eia consagrò a<br />
Giove Capitolino; fatto che viene illuslra-<br />
VEL<br />
to dal celebre piombo veliterno esistente<br />
in Parigi, e spiegato da E. Q. Visconti,<br />
nel quale probabilmente deve l'avvisarsi<br />
una tessera d'ingresso degli stessi giuo-<br />
chi. Nel <strong>di</strong>ritto si vede una testa barba-<br />
ta , personificazione del municipio veli-<br />
terno, colla epigrafe: Municipi l'clitcr<br />
Fel. IN'el rovescio è la testa giovanile, per-<br />
sonificazione de'giuochi giovenali, colle<br />
parole: Ivvena Velilcr Fel. L'ara che ri-<br />
corda questi giuochi appartiene all'epoca<br />
degli Antonini, ed è de<strong>di</strong>cata alle Fortu-<br />
ne Anziali;fu pubblicata molte volte col-<br />
la sua iscrizione, anche da Clemente Car-<br />
<strong>di</strong>nali. Nel 1785 Cationi pubblicò in Roma<br />
con figure: Bassorilievi Volsci in terra<br />
colta trovati in Velletri. Questi bas-<br />
sorilievi furono scavali in Velletri nel<br />
1 784<br />
presso la chiesa della Madonna del -<br />
la Neve del sodalizio delle Stimmate, ed<br />
il car<strong>di</strong>nal Borgia vi fece formare 1 5 qua-<br />
dretti e li collocò nel suo museo veliterno,<br />
1<br />
illustrati da mg. Becchetti, da dove passarono<br />
a Napoli al museo Borbonico. Sono<br />
preziosi per la storia pure dell'antica<br />
pittura italica , benché poche tracce ne<br />
sieno restate. Il dotto prelato credette <strong>di</strong><br />
potere stabilire che in Velletri esistesse<br />
una scuola in<strong>di</strong>pendente dall' etrusca ,<br />
mentre osserva che il carattere <strong>di</strong> questa<br />
scuola volsca sembra occupare un luogo<br />
<strong>di</strong> mezzo tra lo stile rotondo e pieno de-<br />
gli egizi, e lo stile secco tuscauico. Tut-<br />
tavolta non crede il eh. Pistoiesi potersi<br />
stabilire una scuola me<strong>di</strong>a, tra tostile degli<br />
egizi e quello de' toscani, come vorrebbe il<br />
Becchetti. Rileva inoltre che i volsci do-<br />
veano ini da'più. rimoti tempi avere alcun<br />
austo d'architettura, servendo le roe-<br />
desinie figuline d' ornamenti alla parte<br />
superiore degli e<strong>di</strong>lìzi, come 'fregi e cor-<br />
nicioni. Il Becchetti in queste figuline vol-<br />
sche prineipalmente vi riconobbe una se-<br />
duta giu<strong>di</strong>ziale, soggetto rarissimo ad in-<br />
contrarsi ne'mouumeuti antichi. La rap-<br />
presentazione d' un convito nuziale. Di-<br />
verse corse <strong>di</strong> cocchi. Una mostra della<br />
cavalleria volsca iu attitu<strong>di</strong>ne <strong>di</strong> combat-
V E L<br />
fere i nemici. In essi, assai meglio che in<br />
altri monumenti, si <strong>di</strong>stinguono le vesti-<br />
menta nella semplicità usata dagl' itoli<br />
antichi, la loro negligenza nella chioma;<br />
e queste figuline potrebbero servile a<br />
commentare qoe' poeti latini , quando<br />
chiamano i prischi italiani capillati. Co'<br />
medesimi si ricavano le forme della qua-<br />
lità dell'armi usate, quelle delle mobilie,<br />
essendovi espresse se<strong>di</strong>e, deschi, vasi e al-<br />
tro. Ivi sono destrieri per poetica idea a-<br />
lati, forse alludendo alla loro velocità. In<br />
una parola, vi si ammira quello stile, che<br />
da Winckelmann e da altri archeologi fu<br />
detto etrusco, anteriore al greco e al romano.<br />
Gio. Battista Finali, egregio illu-<br />
stratore del museo <strong>di</strong> Napoli , pubblicò<br />
illustrate 4 tavole <strong>di</strong> queste figuline ve-<br />
literne, che riprodusse il eh. Pistoiesi nel<br />
t. 4 , p- 352 del suo Musco Borbonico*<br />
Esprimono, la cavalleria volsca che insegue<br />
il nemico, il trionfo del suo duce, le<br />
corse <strong>di</strong> bighe e <strong>di</strong> triglie che ne festeg-<br />
giano l'avvenimento. Anche il<br />
Pistoiesi<br />
eru<strong>di</strong>tamente le descrive e celebra raris-<br />
sime e antichissime, <strong>di</strong> sommo pregio,<br />
perchè allo stile delle composizioni che<br />
contengono si debbono attribuire alle an-<br />
tiche arti italiane. Non mancarono in Velletri<br />
antichi templi de<strong>di</strong>cati a'falsi numi.<br />
Tali furono quelli d'Apollo e <strong>di</strong> Sango,<br />
tacchi dal fulmine nell'anno 55 1 <strong>di</strong> Roma;<br />
la qual cosa denunziata al senato romano,<br />
questo decretò certe particolari ceremonie<br />
onde placare gli Dei. Chi fosse<br />
Sango, varie furono le opinioni, come parlandone<br />
rilevai ne' voi. LX, p. i5, LXVI,<br />
p.i58. Sesto Pompeo lo <strong>di</strong>sse Ercole ; il<br />
Baronio, Giove; l'Angelotti, Sabo figlio<strong>di</strong><br />
Saturno; questo stesso il Galerio col Nar-<br />
<strong>di</strong> crederono. Si vuole che il tempio <strong>di</strong><br />
Sango fosse situato ove ora sorge la chie-<br />
sa <strong>di</strong> s. Michele. Esisteva in Velletri il lem-<br />
pio d'Ercole, e al <strong>di</strong>re <strong>di</strong> Livio in esso<br />
vi nacquero de' capelli umani : i pretesi<br />
pro<strong>di</strong>gi avvenuti nel regno de'volsci, li enumerò<br />
il Ricchi nella Reggia de J<br />
l'olsci,<br />
lil-»- ?-, cnp. 2i. Sopra tutti fu famoso il<br />
YOL. I.XXX1X.<br />
V E L ?.5 7<br />
tempio <strong>di</strong> Marte, adorato da tutta la na-<br />
zione volsca, come riferisce Svetonio par-<br />
lando d'Augusto. E costante opinione de-<br />
gli storici veliterni, che questo tempio fos-<br />
se convertito al culto del vero Dio, in o-<br />
nore <strong>di</strong> s. Clemente I. Il Theuli parla de'<br />
templi della Fortuna, <strong>di</strong> Giano, <strong>di</strong> Diana,<br />
del Sole e della Luna; ma osserva Dauco<br />
che mancano prove sufficienti <strong>di</strong> loro esi-<br />
stenza, piuttosto sembra che in Velletri<br />
fosse un'antica basilica. Del tempio <strong>di</strong><br />
Marte, Nibby riporta il narrato da Sve-<br />
tonio , cioè che nella parte più illustre<br />
della città eravi un vico chiamato Otta-<br />
vio, ove mostravasi un'ara consagrata dn<br />
Ottavio, il quale essendo capitano in una,<br />
guerra contro i confinanti, mentre sagri-<br />
ficava a Marte, all'annunzio d' una scor-<br />
reria repentina per parte del nemico, tol-<br />
se dal fuoco le carni della vittima e le li»«<br />
gliò, ponendo sull'ara le primizie, ed u-<br />
scito in campo tornò vincitore. Perciò si<br />
fece un decreto pubblico, prescrivendosi<br />
che per l'avvenire sempre nella stessa gui-<br />
sa si usasse nel sagrificare a Marte, e che<br />
la parte restante della vittima fosse por-<br />
tata agli Ottavii. Osserva il Piazza nella<br />
Gerarchia Car<strong>di</strong>nalizia , che il tempio<br />
<strong>di</strong> Marte non solamente era proprio del-<br />
la città, ma <strong>di</strong> tutta la nazione volsca, tan-<br />
to marziale e guerriera, perciò celebre e<br />
famoso. E Ricchi aggiunge che per tede<br />
tempio Velletri si denominò: Urbs in<strong>di</strong>-<br />
ta Martisj e che stava vicino al regio pa-<br />
lazzo <strong>di</strong> Metabo re de'volsci, ove rendeva<br />
spesso ragione, per cui la contrada prese<br />
il nome <strong>di</strong> Malano. Avanzi <strong>di</strong> fabbriche<br />
antiche dell'era corrente sono quelle del-<br />
la Casa della Ragione e della Canonica.<br />
Lai." posta nella parrocchia <strong>di</strong> s. Salvato-<br />
re, che ne'tempi antichi era i." decarcia<br />
della città, serviva d'abitazione e <strong>di</strong> resi-<br />
denza al podestà , magistrato introdotto<br />
in Velletri nel 1 237. Quivi egli soleva ren-<br />
dere ragione sì del civile, come del crimi-<br />
nale. Il magistrato citta<strong>di</strong>no, che segui-<br />
tava a governare ogni faccenda politica e<br />
ammiDÌstrativa, assegnò al podestà quel-<br />
»7
i58 V E L<br />
Je case, che hanno per tante generazioni<br />
conservato il nome della Ragione. Que-<br />
sta fabbrica <strong>di</strong> singoiar architettura fu de-<br />
molita per metà, essendo rimasta lesa ne'<br />
due principali terremoti. Dell'e<strong>di</strong>lìzio ap-<br />
pellatola Canonica rimangono pochi ar-<br />
chi, e situali presso la cattedrale. Ser-<br />
viva d'abitazione ad una corporazione <strong>di</strong><br />
preti, che ufficiavano tale chiesa e menavano<br />
vita comune, perciò denominati ca-<br />
nonici regolari. Gli avanzi <strong>di</strong> questi due e-<br />
<strong>di</strong>fìzi furono <strong>di</strong>segnati e illustrati dall'ar-<br />
chitetto e eh. archeologo d. Angelo Ugge-<br />
ri ; ed i <strong>di</strong>segni si riportano in una lettera<br />
del cav. Car<strong>di</strong>nali <strong>di</strong>retta al medesimo,<br />
stampata in Roma nel 1825, in cui con<br />
molta eru<strong>di</strong>zione e accuratezza illustrò<br />
pure alcuni e<strong>di</strong>lìzi veliterni dell'XI seco-<br />
lo. Gli antichi romani avendo veduto la<br />
bellezza e l'amenità delle colline sparse<br />
nel territori© veliterno, vi formarono vil-<br />
le deliziose e sontuose fabbriche; il che<br />
provasi da molti monumenti scavati nel-<br />
le rovine dove esistevano tali luoghi <strong>di</strong><br />
piacere,ecolPautorilà degli antichi storici.<br />
Una villa <strong>di</strong> re Tarquinio il Superbo era<br />
nella contrada Carrara, dove si trovarono<br />
molti antichi monumenti, fra 'quali la<br />
statua dello stesso Tarquinio, che acqui-<br />
stò il car<strong>di</strong>nal Scipione Borghese. L'im-<br />
peratore Ottone ebbe la sua villa nella<br />
contrada cheancora ritiene il nome <strong>di</strong>Colle<br />
Ottone prossima alla Via Appia,dove<br />
si vedono vestigi d'antichità. Scrive Sve-<br />
Ionio, che in questa villa Ottone volle es-<br />
ser sepolto dopo che si <strong>di</strong>e la morte. Il<br />
medesimo <strong>storico</strong> riferisce d'Augusto,che<br />
la famigliaOltavia avea la sua villa in que-<br />
sto territorio; ed i patrii scrittori la <strong>di</strong>cono<br />
situata nella contrada s. Cesareo , la<br />
quale è prossima a quella della Madonna<br />
degli Angeli nella vigna de'Cella e de'<br />
Salimei. Altri la collocano altrove, come<br />
<strong>di</strong>rò. L'imperatore Nerva possedeva<br />
in Velletri la sua villa, e lasciò la deno-<br />
minazione alla contrada oggi Colle Ner-<br />
va. Dalle rovine che vi si scorgono, pa-<br />
le che fosse una delle belle e magnifiche<br />
V EL<br />
<strong>di</strong> sua epoca. Anche l'imperatore Caio Ca-<br />
ligola ebbe villa nel territorio, nella qua-<br />
le esisteva quel meraviglioso platano de-<br />
scritto da Plinio, che per la grandezza,<br />
larghezza e <strong>di</strong>sposizione de'rami serviva<br />
colla sua ombra a un tempo <strong>di</strong> pa<strong>di</strong>glio-<br />
ne per mensa e scanni in un convito ,<br />
<strong>di</strong><br />
i5 persone, oltre il comodo <strong>di</strong> credenza.<br />
Quest'albero per ischerzo, l'imperatore<br />
chiamava nido d'uccelli. L'arpinate e famoso<br />
Caio Mario avea nella città una vil-<br />
la nella contrada che al presente <strong>di</strong>cesi<br />
piazza <strong>di</strong> Mario, ed ivi si scavarono bel-<br />
lissime statue e monumenti antichi , come<br />
si ha dal Theuli, lib. 1 , cap. 1 o : lil-<br />
le d'antichi romani. Anche il citato Piaz-<br />
za parla delle magnifiche e deliziosissime<br />
ville dell'ameno territorio veliterno, e vi<br />
aggiunge quella <strong>di</strong> Tiberio con piccolo<br />
castello, ove furono trovati i corpi de'ss.<br />
Poliziano ed Eleuterio. Questo castello e<br />
questa villa è la <strong>di</strong>scorsa nel paragrafo<br />
Cisterna, che Nibby <strong>di</strong>sse avere Tiberio<br />
ere<strong>di</strong>tato da Augusto colf impero, e dal<br />
quale si attribuisce al castello e villa il nome<br />
<strong>di</strong> Tiberio, corrottamente Ti vera, ora<br />
latifondo nel territorio veliterno. Inoltre<br />
Nibby crede che in questa villa fosse il<br />
suddetto meraviglioso platano, fra gli al-<br />
tri alberi <strong>di</strong> gran mole <strong>di</strong> quel pre<strong>di</strong>o im-<br />
periale. Altre ville e gran<strong>di</strong>ose fabbriche<br />
esisterono anticamente nel territorio ve-<br />
literno, <strong>di</strong> cui si perde la memoria. Nel-<br />
la contrada Troncavia e ne'terreni appar-<br />
tenenti alla massa comune de'beneficiati<br />
<strong>di</strong> s. Michele, si <strong>di</strong>solterrarono statue, ac-<br />
quedotti e altri monumenti antichi. Così<br />
nella contrada dell'Incu<strong>di</strong>ni si vedono<br />
avanzi d'acquedotti sopra una quantità<br />
d'archi e d'antiche fabbriche; ed ivi pure<br />
in <strong>di</strong>versi tempi si trassero anticaglie. So-<br />
no d' ammirarsi gli antichi gran<strong>di</strong>osi avanzi<br />
<strong>di</strong> fabbriche, che <strong>di</strong>edero il nome<br />
alla contrada <strong>di</strong> Cento Colonne. Quando<br />
una città è fornita <strong>di</strong> vasto e ubertoso ter-<br />
ritori o può <strong>di</strong>rsi felice: tale è Velletri. Il<br />
suo territorio è così esteso, che non ba-<br />
stano le braccia dc'suui agricoltori a la-
:<br />
1<br />
V E L<br />
Tornilo. Il terreno è fertile, produce la<br />
nari-ala pro<strong>di</strong>giosa quantità eli vini d'ec-<br />
cellente qualità, frutti squisitissimi in sapore<br />
e bellezza , e olio perfettissimo. Le<br />
possessioni vignate sono perfettamente<br />
coltivate e sembrano giar<strong>di</strong>ni; ed è pitto-<br />
resco il veder nella campagna sì ameni e<br />
innumerevoli colli seminati <strong>di</strong> palazzini,<br />
case rurali, celle e grotte in mezzo alla<br />
Vettura delle vili e degli alberi. I monti<br />
che dal settentrione la circondano in <strong>di</strong>-<br />
stanza <strong>di</strong> 4 miglia, sono sempre verdeg-<br />
gianti, perchè coperti in parte <strong>di</strong> selve e<br />
in parte coltivati sino alla vetta. Il mon-<br />
te Artemisio presenta una veduta tanto<br />
ampia per tutti i 4 punti car<strong>di</strong>nali, che<br />
non può forse idearsi una prospettiva migliore;<br />
dal settentrione scoprendosi Roma<br />
con tutto il vasto catino sino a'monti<br />
presso Viterbo. Il territorio veliterno abbonda<br />
<strong>di</strong> molte sorgenti <strong>di</strong> limpide ac-<br />
que, che scaturiscono naturalmente da<br />
principi*! incogniti. Questi sono i fonti de-<br />
nominati <strong>di</strong> Poganico, Parata, Tavignano,<br />
Solluna, Fontanelle, Cachins , Fon-<br />
tanaccia, Formelle, Acqualucia , Fico,<br />
Fiume e della Spina. I due fonti Ulica e<br />
Vascuccie aumentano ancora i laghi del-<br />
le contigue mole a grano. Le fontane Ac-<br />
quaviva, s. Maria dell'Orto, Acquarosa-<br />
ta, Cacattera e delle Fosse, che sono più<br />
prossime alla città, servono <strong>di</strong> como<strong>di</strong> la-<br />
vatoi. Le acque Petronia e Vilrice furo-<br />
no intromesse nelP acquidotto, che conduce<br />
l'acqua in città. L'acqua <strong>di</strong> Fonta-<br />
na Nuova si smarrì. L'acqua della Regi-<br />
na, che scaturisce entro il fosso che cir-<br />
conda le mura della città prossimo al ponte<br />
della via vecchia <strong>di</strong> Napoli , è abbon-<br />
dante e sempre perenne; onde fu <strong>di</strong> mol-<br />
to vantaggio alla popolazione nella sicci-<br />
tà del i 834. Finalmente dovendo più vol-<br />
te parlare <strong>di</strong> Lariano, a migliore intelli-<br />
genza premetterò un cenno. Questa è una<br />
terra o tenuta del territorio sopra Velle-<br />
1 tri, con rocca <strong>di</strong>ruta, posta su una delle<br />
r pen<strong>di</strong>ci<br />
del monte Algido, e<strong>di</strong>ficata in o-<br />
rigine sopra le rovine<strong>di</strong> qualche villa an«<br />
V E L •> m)<br />
tic» pertinente alla genteArria, come vuo-<br />
le Nibby, donde «Ieri vò il nome, che prima<br />
Ariannm e poscia Larianum si <strong>di</strong>s-<br />
se, del quale si fece Ariano e Lariano,<br />
fondendo l'articolo col nome. Il Marocco<br />
la chiama Ariano e V Ariana nella <strong>di</strong>o-<br />
cesi veliterna, e forse prima sotto Segni,<br />
il cui paese venne <strong>di</strong>strutto. La <strong>di</strong>ce <strong>di</strong>stante<br />
1 miglia da Monte Fortino, ed un<br />
tempo funesto rifugio d'assassini; ora non<br />
consistendo che in un casale, ed una fol-<br />
ta macchia, d'aria insalubre. Vedesi sem-<br />
plicemente una torre, guasta del tutto da'<br />
veliterni e dall'ingiurie del tempo; poco<br />
<strong>di</strong>stanti vi sono le mole, che <strong>di</strong>consi del<br />
Sacco, de'Pescorelli, ecomunemente del-<br />
ia Molara. Dalle rovine<strong>di</strong> questo castel-<br />
lo, rimarca Nibby, si gode una veduta<br />
magnifica della pianura Pontina, e delle<br />
montagne e delle terre che la coronano.<br />
La memoria più antica è del 1 179, nel<br />
qual anno un Colonnese conte del Tuscolo<br />
cede ad Alessandro III, Castrimi Lariani<br />
cuni Arce, ricevendo invece Norma.<br />
Divenne unacastellania rinomata <strong>di</strong>pendente<br />
da Genzano(F.) y feudo de' Sa-<br />
velli [F / .) signori della Riccia [V.). Tol-<br />
ta a'Colonnesi, fu data a' veliterni, previa<br />
la demolizione della rocca, a que' tempi<br />
fortissima e inespugnabile. Dice il Dauco.<br />
Nella tenuta <strong>di</strong> Lariano esiste una com-<br />
petente chiesa de<strong>di</strong>cata allaB. Vergine,<br />
circa 5 miglia lungi da Velletri. E denominata<br />
s. Maria Intemerata, perchè mezzo<br />
miglio fuori della città sulla Via La-<br />
ta eravi la chiesa omonima de'mouaci b;i-<br />
siliani, che ne presero possesso nel i4^ t.<br />
Atterrala dal terremoto de' 26 agosto<br />
1706, l'immagine della B. Vergine <strong>di</strong>-<br />
pinta sulla parete, segato il muro, fu tra-<br />
sferita nella nuova chiesa parrocchiale<br />
della tenuta <strong>di</strong> Lariano. Ma lo stesso Rau-<br />
co in altro luogo racconta, che l'attua-<br />
le chiesa <strong>di</strong> s. Maria Intemerata fu da'<br />
fondamenti fabbricata, insieme alla casa<br />
parrocchiale, sulla via che couduce alla<br />
provincia <strong>di</strong> Campagna, nel 18 15 ed es-<br />
sendo vescovo il car<strong>di</strong>nal A lessandroMat-
tf$o V E L<br />
lei, ove s'impiegò il legalo ili scu<strong>di</strong> iooo<br />
lasciali dal car<strong>di</strong>nal Anione! li suo prede-<br />
cessore. Di recente il vescovo car<strong>di</strong>nal<br />
Macchi lece costruire la bella facciata e-<br />
sleriore. Questa chiesa parrocchiale è as-<br />
sistita tla un sacerdote col titolo <strong>di</strong> cap-<br />
pellano curato amovibile. Gl'in<strong>di</strong>vidui<br />
che popolano la terra o tenuta <strong>di</strong> Laria-<br />
no, nel 1 85 i erano 607. Leggo nel n.°<br />
92 del Giornale <strong>di</strong> Roma del i85o , e<br />
nella Relazione del viaggio <strong>di</strong> Pio IX,<br />
del communi. Barluzzi, che nel recarsi il<br />
Papa da Monte Fortino a Velletri , essendo<br />
accompagnato da'car<strong>di</strong>nali Asqui-<br />
ni, Du Pont e Antonelli, non che dal con-<br />
te <strong>di</strong> Ludolf ministro plenipotenziario del<br />
re delle due Sicilie , e da un drappello<br />
d'ussari napoletani che ne formavano la<br />
guar<strong>di</strong>a d'onore; la magistratura comu-<br />
nale <strong>di</strong> Velletri a' io aprile spedì al con-<br />
fine del territorio in deputazione il prin-<br />
cipe Lance! lotti Ginnetti, il conte Baldas-<br />
snre Negrotti, e l'iivv. Luigi Santucci a fine<br />
d'ossequiarlo in nome della città. Inoltre<br />
eresse sulla piazza del pieve <strong>di</strong> Lariano<br />
un gran<strong>di</strong>ssimo arco <strong>di</strong> verzura e <strong>di</strong> fiori,<br />
che il Santo Padre si degnò ammira-<br />
re e lodare, tra'festeggiamenti <strong>di</strong> tutta la<br />
popolazione implorante la sua bene<strong>di</strong>zio-<br />
ne. Dalla chiesa <strong>di</strong> s. Maria Intemerata,<br />
qual termine <strong>di</strong> sua <strong>di</strong>ocesi, si mosse ad<br />
incontrarlo il car<strong>di</strong>nal Macchi vescovo e<br />
legato, lieto nel veder tornare ne'suoi domimi<br />
il successore <strong>di</strong> s. Pietro. 11 Papa lo<br />
fece salire nella sua carrozza, e presa la<br />
via <strong>di</strong> Velletri vi giunse alle ore 6 pome-<br />
ri<strong>di</strong>ane, lasciando i larianesi contenti del<br />
ricevuto onore. La comoda e sicura via<br />
<strong>di</strong> Lariano incomincia da Velletri, ed u-<br />
nisce la provincia <strong>di</strong> Marittima a quella<br />
<strong>di</strong> Campagna.<br />
La città <strong>di</strong> Velletri fino al giorno pre-<br />
sente, sebbene molto meno che ne'secoli<br />
antichi, pure con molto lustro risplende<br />
e fiorisce decorosamente. Gli autori convengono<br />
in riconoscerla situata nel Lazio<br />
antico, e appartenente non<strong>di</strong>meno alla<br />
nazione volsca. Non è certo chi siane sta-<br />
V E L<br />
lo il fondatore, poiché san troppo del fa-<br />
voloso le varie opinioni del volgo sull'o-<br />
rigine <strong>di</strong> lei. Queste onorevoli testimo-<br />
nianze per Velletri , non sono <strong>di</strong> patrio<br />
<strong>storico</strong>, ma <strong>di</strong> mg. r<br />
Nicolai, De' bonifica-<br />
menti delle terre routine. Il Nibby con-<br />
viene, che questa città fu una delle più co-<br />
spicue de'volsci, ma <strong>di</strong>ce nulla sapersi del-<br />
la sua fondazione. Questa, al riferir <strong>di</strong> Plinio,<br />
secondo il corano Ricchi, nel Tea-<br />
tro degli nomini illustri che fiorirono nel<br />
regno de ' Folsci, la ripete d'Atlante, che<br />
l'appellò col nome<strong>di</strong> sua figlia Eletta moglie<br />
<strong>di</strong> Corito re d'Italia e madre <strong>di</strong> Bar-<br />
dano, della cui scaturigine si propagarono<br />
i fondatori <strong>di</strong> Roma fino all'angusta<br />
casa d'Austria; s'è plausibile la genealo-<br />
gia che <strong>di</strong> Dardano fondatore <strong>di</strong> Troia, il<br />
medesimo Ricchi pubblica nella Reggia<br />
de'Folsci. Prima <strong>di</strong> lui il veliternoTlieu-<br />
Ii, nel Teatro hi<strong>storico</strong> <strong>di</strong> Velletri insi-<br />
gne città e capo de* Votscì, <strong>di</strong>chiarò non<br />
trovarsi scrittori che parlino<strong>di</strong> sua fonda-<br />
zione, e <strong>di</strong> non averne trovato il principio<br />
neppure il veliterno conte Bassi, da<br />
che ne trae argomento <strong>di</strong> sua antichità<br />
immemorabile; riferendo gli autori che<br />
la qualificarono antica, bella, inclita, no-<br />
bile, celebre, insigne, potente, ricca, po-<br />
polosa. Né tacque, che alcuni si persuase-<br />
ro, che Velletri venne e<strong>di</strong>ficata da Atlan-<br />
te Italo pronipote <strong>di</strong> Noè, cui impose il<br />
nome della primogenita Eletra, dalla qua-<br />
le originò quello <strong>di</strong> Veletra o Beletfù,<br />
per esser comune ne'greci usare il B per<br />
V. Più sobrio e più critico il moderno<br />
can. Bauco, nella Storia della città <strong>di</strong><br />
Veletri, ecco come riconosce incerta la<br />
sua origine , che si perde nelle tenebre<br />
de'lempi eroici. Molti sono gli scrittori la-<br />
tini e creci, che lasciarono memorie del-<br />
le prime origini delle città, che esistero-<br />
no e tuttora esistono negli estinti regni la-<br />
tino e volsco, tuttavia niuno <strong>di</strong> essi fece<br />
motto della certa origine <strong>di</strong> Veletri. Tan-<br />
te sono le tenebre della remota antichi-<br />
tà, che nulla si può affermare <strong>di</strong> ciò, né<br />
<strong>di</strong> sicuro e uè <strong>di</strong> probabile; <strong>di</strong>chiarando
V EL<br />
vane l'opinioni <strong>di</strong>screpanti, fondate sopra<br />
inutili congetture, e insulse e favolose ipo-<br />
tesi, d'alcuni scrittori, prive affatto eli suf-<br />
ficienti prove. Taluni <strong>di</strong> essi opinarono<br />
aver Veletri avuto 1' origine da' lacedemoni<br />
e dogli argonauti, altri da Delelra<br />
madre <strong>di</strong> Dardano, altri da Atlante, al-<br />
tri da Saturno, come Alessandro Borgia<br />
nella Storia della chiesa e città <strong>di</strong> Vel-<br />
lelri. Non dubita però <strong>di</strong> sostenere con<br />
fondamento, che Veletri fino dagl'inizi <strong>di</strong><br />
Iioma ti ovossi in tanta grandezza e po-<br />
tenza, <strong>di</strong>e ad essa potè opporsi coli' ar-<br />
mi. Né osta l'autorità <strong>di</strong> Strabone, il qua-<br />
le dopo aver nominato Priverno , Cori,<br />
Suessa, Veletri, Alatri, Fregelie e altre<br />
città, conclude che la maggior parie <strong>di</strong><br />
queste e altre situate sulla via Latina ne'<br />
torritorii degli cinici, degli equi e de' voisci<br />
furono da'romaui fabbricate. Almeno<br />
quanto a Veletri non può ciò asserirsi,<br />
poiché preesisteva al nascer <strong>di</strong> Roma, e<br />
sotto Anco Marzio suo 4.° re, era già polente<br />
e grande in modo da muoverle<br />
guerra. Situata Veletri ne' confini dell'antico<br />
Lazio, avea da un lato il Tevere<br />
e dall'altro il monte Circeo, ma appar-<br />
teneva al regno de'volsci. Non vi è con-<br />
trad<strong>di</strong>zione nel conciliare,cheVeletri fosse<br />
annoverata tra le città me<strong>di</strong>terranee de'<br />
latiui, e insieme appartenesse alla nazio-<br />
ne volsca. Imperocché tra'più antichi po-<br />
poli abitatori del Lazio furono gli osci,<br />
che estendevansi oltre il Lazio sino a Ca-<br />
pita; que'che trovavansi ucl Lazio, a <strong>di</strong>f-<br />
ferenza degli altri, furono chiamati volo-<br />
sci, e poi per sincope della lettera O, Volici,<br />
significando la parola voi antico. A<br />
parere ili gravi scrittori, il regno de'vol-<br />
sci »i estendeva sino a'marsi, a' capuani,<br />
a'sedecini e agli aricini, racchiudendo in<br />
se la palude Pontina eie contrade ili Ve-<br />
letri. Dunque con ragione questa città si<br />
comprese fra le città volsche dagli anti-<br />
chi e da'moderni storici e geografi. lu pro-<br />
cesso <strong>di</strong> tempo quel trailo dell'antico La-<br />
zio, e quello del nuovo Lazio ancora, che<br />
prolungava» da CLliasino a Capua, com-<br />
VEL 261<br />
preso da Roma sino al fiume Silaro , fu<br />
appellato Provincia <strong>di</strong>Canipagna.la que'<br />
tempi Veletri conta vati sotto questa pro-<br />
vincia (e negli atti del concilio <strong>di</strong> Roma del<br />
679,<br />
piscoptts Vtliternus provinciae Campa-<br />
si legge sottoscritto: Placentinus e-<br />
niae). Fatta in seguito altra <strong>di</strong>visione, il<br />
Lazio nella sua estensione appellossi una<br />
\>ovùo\\eCampagna e l'altra Marittima<br />
per cui Veletri passò ad essere annove-<br />
rata sotto quest'ultima provincia, della<br />
quale ora è capoluogo, per <strong>di</strong>sposizione<br />
<strong>di</strong> Gregorio XVI. Il nome <strong>di</strong> Veletri o<br />
Velietri, che ora questa città porta, non<br />
é quello <strong>di</strong> «piando era in più auge e fa-<br />
ceva parte della nazione volsca. Una lamina<br />
<strong>di</strong> bronzo scavata nel suo territo-<br />
rio nel 1784 e scritta in linguaggio vol-<br />
sco, fece conoscere il nome che ne' remoti<br />
tempi avea la città. Questo monumento<br />
volsco interpretato e illustrato da uomi-<br />
ni chiarissimi per lettere e arti peri-<br />
tissimi (nelle <strong>di</strong>scorse Iscrizioni antiche<br />
Veliterne <strong>di</strong> Car<strong>di</strong>nali, si vede impressa<br />
la lamina nel suo naturale carattere con<br />
due versioni , una <strong>di</strong> Francesco Orioli,<br />
pubblicata nella Lettera Divinatoria, e<br />
l'altra d' un anonimo nel Giornale Ar-<br />
ca<strong>di</strong>co del 1820, con tutti gl'illustratori<br />
della lamina), si rinvenne il nome <strong>di</strong> Veletri<br />
in Velester, e il suo gentilizio in Velestron.<br />
Il monumento dal museo Boi-<br />
giano veliterno passò in quello Borboni-<br />
co <strong>di</strong> Napoli. Quin<strong>di</strong> non è fuori <strong>di</strong> ragio-<br />
ne l'asserire, che da Velcster volsco ne<br />
sia derivata la vera denominazione, che<br />
in <strong>di</strong>verse epoche ebbe Veletri presso gli<br />
scrittori greci, latini e toscani, cambian-<br />
done delle lettere o aggiungendone del-<br />
l' altre, essendo ciò proprio dell'antiche<br />
lingue. Strabone e altri greci scrissero O-<br />
velitrae, e Stefano <strong>di</strong> Bisanzio Belitra. [<br />
latini allorché fiorì la lingua loro scrisse-<br />
ro Velitrac (tutti i mo<strong>di</strong> riporta con e-<br />
ru<strong>di</strong>te note l'accurato Bauco, e sono più<br />
<strong>di</strong> 1 1, lìa'quali Fellctrum Vellelri, Villitria<br />
Villitriae, Bellitro BelUtris). E<br />
così parimenti da Velester si <strong>di</strong>sse Vtl~<br />
j
262 VEL<br />
letrum nella decadenza del latinismo; anni<br />
dopo rinatele lettere in 6 <strong>di</strong>fferenti mo-<br />
<strong>di</strong> scrissero in Ialino il nome <strong>di</strong> Yelelri.<br />
Naia la volgare favella, anche in questa<br />
ebbe Velelri varie denominazioni, egualmente<br />
riferite da Bauco, Felletro, Belletri<br />
ec., e precipuamente Feletri. Tro-<br />
vasi questo nome quasi comunemente u-<br />
salo e scritto con l doppia VMetri. Dice<br />
il medesimo Bauco, chi riflette alla ma-<br />
niera come questo nome trovasi scritto<br />
nella lamina volsca Feleste.r, e presso i<br />
latini Felilrae, dovrà adottare 1* uso <strong>di</strong><br />
scriverlo con un l solo Feletri: e cosi il<br />
gentilizio Vtlittrno ,<br />
che deriva da Fé-<br />
lastroni volsco e da Feliternus latino; e<br />
non mai Felletrano, appellandosi a' vo-<br />
caboli più esalti e più celebri. Ci conven-<br />
go, ma quanto all'italiano Fellelri, lo vedo<br />
usato da'due Car<strong>di</strong>nali e altri illustri<br />
scrittori velilerni, e negli Atti della so-<br />
cietà letteraria Folsca Fé li terna, anche<br />
dopo l'illustrazione della lamina, e perciò<br />
vado usandolo a vicenda con Veletri. Ju<br />
quanto all'etimologia <strong>di</strong> Velelri, i veliter-<br />
ni Theuli e Borgia la deducono dalla pa-<br />
rola latina Felitrae dall' unione <strong>di</strong> tre<br />
ville, Fillae tresj ma il Bauco osserva,<br />
the accolta per buona l'antichissima de-<br />
nominazione <strong>di</strong> Veletri in lingua volsca<br />
Felesler, le sentenze <strong>di</strong> tali e altri scrit-<br />
tori nulla provano per Veletri. La vera<br />
etimologia <strong>di</strong> questa città può ricavarsi<br />
da Dionisio d' Alicarnasso, il quale par-<br />
lando de'terreni paludosi della vallata <strong>di</strong><br />
Rieti ceduti dagli aborigeni a'pelasgi,che<br />
emigrarono dalla Tessaglia, <strong>di</strong>ce che que-<br />
ste palu<strong>di</strong> furono chiamate Fella, con-<br />
servando l'antico greco <strong>di</strong>aletto: che que-<br />
sto vocabolo somministra l'etimologia <strong>di</strong><br />
Veletri ci Uà prossima alle Palu<strong>di</strong> Pon-<br />
tine: fornisce egualmente quella <strong>di</strong> Fela-<br />
bro antico stagno dentro Roma; e quella<br />
del Felino fiume <strong>di</strong> Sabina, che forma-<br />
va gli accennati allagamenti nella vallata<br />
<strong>di</strong> Rieti. AuchealìNibby sembra ragione-<br />
vole la città dedurre il nome dalla ra<strong>di</strong>ce<br />
Felici, colla quale aulicamente chiama-<br />
VEL<br />
\*nnsi i luoghi palustri, da cui trassero il<br />
nome molti luoghi e città che riporta; <strong>di</strong>ce<br />
famosa la lamina veliterna, monumento<br />
unico e prezioso della lingua volsca. E<br />
che i veliterni e veliti i ni ebbero tal nome,<br />
come la città, non solo dalla vicinan-<br />
za delle Palu<strong>di</strong> Pontine (che il Nicolai so-<br />
stiene giammai si estesero al territorio ve<br />
literno), ma ancora dalla prossimità del-<br />
le Palu<strong>di</strong>, che ingombravano le sue terre<br />
verso oriente e verso mezzodì, cioè ne"<br />
<strong>di</strong>ntorni <strong>di</strong> Giuliano, <strong>di</strong> Torrecchia , <strong>di</strong><br />
Cisterna e <strong>di</strong> Civitona , delle quali visi-<br />
tando i luoghi se ne conoscono le tracce,<br />
e che vennero <strong>di</strong>seccate per mezzo del<br />
fosso della Retatola, e <strong>di</strong> quelle delle Ca-<br />
stelle e <strong>di</strong> Cisterna, lavoro che deve at-<br />
tribuirsi ad un'epoca molto aulica. Nel<br />
riferire Nibby tulli i vocaboli portati da<br />
Vellelri ne'tempi bassi, dal secolo V al-<br />
l'Xl <strong>di</strong> nostra era, crede che nessuu allro<br />
nome andò soggetto a tante variazioni,<br />
Dalla lamina volsca ben si scorge e può<br />
affermarsi, che in Veletri e in tulle l'al-<br />
tre città volsche usavasi un particolare<br />
linguaggio proprio della uazione, e <strong>di</strong>stin-<br />
to da'latini e dagli altri popoli confinanti,<br />
11 Lanzi nel Saggio <strong>di</strong> lingua Etnisca<br />
scrive » che la lingua osca o volsca era ben<br />
<strong>di</strong>versa dalla latina; <strong>di</strong>poi se le andò av»<br />
vicinando a segno , che si recitavano in<br />
Roma comme<strong>di</strong>e osche, e vi s'intendevano<br />
dal popolo, come oggi s'iutendono le<br />
maschere napoletane: quando scrive Ti-<br />
linnio, Osce et Folsce fabidanlurj nani<br />
latine nesciunt (dell'alfabeto osco si potino<br />
vedere i voi. XXX VI, p. 1 66, LI V, p.<br />
35 e altrove. Nel febbraio ìS5j fu tro-<br />
vata in s. Maria <strong>di</strong> Capua una rarissima<br />
epigrafe osca, illustrata dal eh. Miuervi-<br />
ni, e riferita dalla Civiltà Cattolica, serie<br />
3. a<br />
, t. 8, p. 363. La medesima e nella stessa<br />
serie riporta del dotto archeologo ge-<br />
suita p. Camillo Tarquini professore al<br />
collegio romauo : nel t. 6, p. 55 1 : Origi-<br />
ni Italiche e principalmente Etnische<br />
rivelate da 'nomi geograficij nel t- 8, p.<br />
727<br />
: I misteri della lingua etnisca svp*
V EL<br />
latij nel t. 9, p. 348 : Iscrizioni etr lische<br />
in monumenti autofoni. L' encomiato p.<br />
Tarquini,commendevoleezian<strong>di</strong>o pei' al-<br />
tre produzioni letterarie, come <strong>di</strong> quella<br />
che ammirai nel mio voi. LXI, p. 1 54 5 iii -<br />
vestigaudo profondamente gli accennali<br />
argomenti volle interpretare con belle<br />
spiegazioni l'etrusco per via del latino e<br />
del greco, e non solo felicemente vi riu-<br />
scì, ri movendo quel velo che sin qui nascose<br />
i sentimenti espressi nelle memorie<br />
eli usche restateci dell' illustre nazione e-<br />
li usca; ma con migliore e insigne scoper-<br />
ta stabilire e provare la derivazione degli<br />
etruschi da'eananei ossia fenici, e con con-<br />
fronti <strong>di</strong> testi e versioni, che perciò l'ori-<br />
gine dell'i<strong>di</strong>oma etrusco deriva dal fenicio<br />
ossia dall'ebraico, avendo Ira loro stret-<br />
tissima affinità o piuttosto medesimez-<br />
za)". Ebbero i volsci un <strong>di</strong>aletto loro pro-<br />
prio, e questo parlare molto accosta vasi e<br />
somiglia vasi alla favella de' sabini, come<br />
<strong>di</strong>mostra Rircher, e Varrone scrisse, che<br />
la lingua sabina con quella de'volsci s'in-<br />
nestasse. Dimostra Festo, che il linguag-<br />
gio volsco si estendesse agli Abruzzi, e si-<br />
no in Sicilia giungesse.Questo parlare ces-<br />
sò allorché Roma coli' estendere il suo<br />
impero propagò ancora il linguaggio la-<br />
tino non solo nelle vicine contrade, ma ezian<strong>di</strong>o<br />
ne'lonlani paesi. Aggiunge il Lanzi:<br />
» che la gente volsca finì, e non<strong>di</strong>meno<br />
rimasero in Roma quegli spettacoli (com-<br />
me<strong>di</strong>e) e in essi quella lingua (volsca). Ne'<br />
caratteri i volsci usarono l'alfabeto latino,<br />
come si vede nella loro insigne lamina e<br />
nelle loro medaglie". 11 Contatore, De hi-<br />
storia Terracinensi, cap. 1, De Oscis et<br />
Volscis corumaue origine et metropoli,<br />
<strong>di</strong>ce che furono in principio due popoli<br />
convicini del Lazio, i quali ebbero <strong>di</strong>ver-<br />
so linguaggio, e forse, com'è probabile,<br />
militarono sotto <strong>di</strong>verse leggi; ma alla fi-<br />
ne soggiogati e insieme uniti dal più vio-<br />
lento e possente <strong>di</strong> questi, pacificamente<br />
vissero sotto il dominio d'un principe re-<br />
gnante, che perciò tanto gli osci quanto<br />
i volsci sotto l'iulelligeuza d'un istesso uo-<br />
V E L *63<br />
me furono compresi. Però lutto quello<br />
spazio <strong>di</strong> paese che possedevano i volsci,<br />
prima l'ebbero gli ausonii o opici, succe-<br />
duti agli aborigeni, popoli italiaui da cui<br />
originarono altre nazioni. II Lazio vec-<br />
chio dal Tevere arrivava a Terracina, il<br />
Lazio nuovo si estendeva sino al Liri, e<br />
comprendeva il popolo latino, gli osci, ì<br />
volsci, gli ausonii. Il nome osco derivò da<br />
opico, mutato in volsco; poiché gli osci,<br />
per mostrare la loro origine antichissima,<br />
presero il nome <strong>di</strong> volsci, cioè vete-<br />
res Oscos. Parlando <strong>di</strong> essi Chi verio <strong>di</strong>s-<br />
se: Hernicis continuabantur ab Austro<br />
Volsci gens magna, potens et bellicosa<br />
graecis <strong>di</strong>tti Scylaci. Quin<strong>di</strong> il Conta-<br />
tore riproduce le testimonianze degli sto*<br />
liei antichi sulla con<strong>di</strong>zione grande, guerriera,<br />
valorosa e fortissima de'volsci. Con*<br />
troversa è poi qual fosse la metropoli de-<br />
gli osci o volsci , essendo <strong>di</strong>scordanti fra<br />
loro gli scrittori, alcuni avendo asserito<br />
Anzio, altri Pomezia, allriTerracina,l'an-<br />
tica Anxur, e per. quest'ultima il patrio<br />
<strong>storico</strong> si <strong>di</strong>chiara; benché conviene che<br />
a seconda de'tempi la reggia fosse trasfe-<br />
rita altrove, in favore <strong>di</strong> Terracina rimar-<br />
cando i pregi, fra' quali il partecipar del<br />
mare e della terra col campo Pontino po-<br />
polato da 2 3 terre e città, che la rese/^o/scorum<br />
caput, Oscorum et Volscorum<br />
melropolis. Né asconde che ciò sembrò<br />
un paradosso al pri vernate p. Valle sto-<br />
rico <strong>di</strong> Piperno, altra reggia de' Volsci.<br />
Descrive il regno degli osci o volsci com-<br />
posto dalla parte del mare Tirreno de'popoli<br />
<strong>di</strong> Anzio, Astura, Circello, del campo<br />
poi palude Pontina; dell'isole Palmarola,<br />
Ponza e Zannona: dalla parte <strong>di</strong> terra la<br />
nobilissima Vellelri, Cora, Norma o Nor-<br />
ba, Segui, Sezze, Semionda già Stilino<br />
nela, Piperno, Pomezia che <strong>di</strong>e il nome<br />
al campo e poi palude Pometina o Pontina,<br />
Cisterna, Monte Marcio, Coriola, Longula,<br />
Polusca, Sairico, Verrugine, Ece-<br />
tra, Allena, Ferentino, Frosinone, Fal-<br />
vatera, Fregelle, Aquino, Monte Cassino,<br />
Aliuo, Arpino, Soia. Altri luoghi anaora
264 V E L<br />
fecero parie del regno de'volsci, dal Con-<br />
tatole non ricordati come meno celebri.<br />
Pi ima del Contatore scrisse il Theuli, che<br />
finse Volosca (anche l'etrusca Falcia si<br />
chiamò / oLcia), dalle cui rovine surse<br />
Sonnino, fu la prima sede de' volsci, la<br />
qual Sonnino la chiama terra volsca. Par-<br />
limelo del regno de'volsci, <strong>di</strong>ce aver 5 po-<br />
poli principalmente abitato il Lazio, i Ia-<br />
lini, gli equi, gli etnici, i ruttili, i volsci;<br />
oltre gli aborigeni , i pelasgi, i siculi , gli<br />
ausonii e altre genti; e tra'primi 5 popo-<br />
li, tranne i latini, ritiene pe'più antichi<br />
i volsci , derivali dagli osci , i quali con<br />
Osco loro re aveatio occupalo la regione.<br />
Que'che si stabilirono in Capua e altri<br />
luoghi vicini ritennero il nome <strong>di</strong> osci,<br />
derivato dalla loro insegna d'un serpen-<br />
te denominato Oscorzone, e quelli restati<br />
nel Lazio antico e più vicino a Pioma, si<br />
<strong>di</strong>sseto volosci, e per sincope volsci, cioè<br />
antichi osci, poiché la sillaba voi signifi-<br />
ca antico, prima colonia de' quali fu la<br />
detta Volosca. Il Ricchi, nella Reggia de<br />
f b/vc/jSegtù il Theuli nelcrederecheSon<br />
nino fusse fabbricata da' priveruati cogli<br />
avanzi <strong>di</strong> Volosca, già principal sede de'<br />
volsci, onde conveniva che per memoria<br />
ne dovesse ritenere il nome, mentre pre-<br />
se quello <strong>di</strong> Sommino, per essere stato e-<br />
<strong>di</strong>licalo sulla sommità d' un monte scabroso,<br />
donde poi si <strong>di</strong>sse Sonnino, come<br />
vuole il Biondo; celebrando i suoi uomi-<br />
ni illustri nel Teatro, cap. 22, Soggetti<br />
illustri ili Sonnino. Il Ricchi inoltre <strong>di</strong>-<br />
ce fiorito Osco i.° re degli osci nell'anno<br />
del mondo 2658, ma dopo <strong>di</strong> lui non si<br />
conosce per principe del regno de'volsci<br />
che il re Melabo, da cui nacque la famosa<br />
regina Cannila che regnò iu Pipernoj<br />
e riporta una iscrizione in lingua volsca<br />
trasmessa dalla Sicilia al p. Kircher ge-<br />
suita, colla sua interpretazione, da cui si<br />
•vetle la <strong>di</strong>versità cheavea colla latina. Do-<br />
po le accennate opinioni sull' origini de'<br />
Volsci, ritorno al Rauco, il quale con più<br />
critica procedette. Egli dunque racconta,<br />
che vari popoli signoreggiarono il Luìiu<br />
VEL<br />
e successivamente vi si stabilirono , fra'<br />
quali gli osci sortiti dall'Etruria o Toscana<br />
(''.), poi denominati volsci. Questa na-<br />
zione ebbe i propri re , da' quali veniva<br />
governala. Per mancanza <strong>di</strong> scrittori au-<br />
tentici del regno volsco, non può averse-<br />
ne chiara notizia, e le riferite dagli scrit-<br />
tori sono cosi involte ne'favolosi raccon-<br />
ti, eh' è <strong>di</strong>fficile <strong>di</strong>stinguere la verità. II<br />
Theuli tratta nel cap. 3 : Del regno de'<br />
Jolscij e nel cap. 4 : Quali fossero le<br />
città e terre de' Folsci. Tutte le descrisse<br />
il Ricchi, ma con racconti esagerati e fa-<br />
volosi. Descrive i volsci eterni nemici del<br />
nome romano, e che non potevasi cagionar<br />
maggior spavento a'romani, quando<br />
essi si <strong>di</strong>sponevano ad assalirli. Che ne'<br />
200 anni <strong>di</strong> guerra i volsci riportarono<br />
12 trionfi contro la fortunatuRoma; e pretende<br />
che sovente conveniva a' romani<br />
chieder pace supplichevoli, e piegarle gi-<br />
nocchia a'volsci! Parlando de'romani, poco<br />
rende giustizia al loro senno, bravura<br />
e valore; piuttosto fortunali, che pro<strong>di</strong> li<br />
chiama. Difetto pressoché comune degli<br />
storici de'popoli vinti da'romani, onde deprimere<br />
la gloria <strong>di</strong> loro conquiste; mo-<br />
strandosi interamente parziali de' loro<br />
concitta<strong>di</strong>ni e connazionali, perciò non ve-<br />
ri storici. I palili storici sull' autorità <strong>di</strong><br />
Virgilio, scrissero che l'ultimo re de'vol-<br />
sci fu Metabo, ch'ebbe reggia in Priver-<br />
no; il quale concitatosi l'o<strong>di</strong>o de' sud<strong>di</strong>ti<br />
fuggì colla figlia Camilla, alla quale poi<br />
riuscì ricuperare il regno, e siccome guer-<br />
riera valorosa, collegalasi cou Turno re<br />
de'rululi, a danno del re latino e del tro-<br />
iano Enea, facendo strage de'nemici alla<br />
testa de'volsci, restò uccisa per mano del<br />
troiano Aruute. 11 racconto da Rauco si<br />
qualifica invenzione poetica, poiché non<br />
ne fecero molto gli storici anteriori a Vir-<br />
gilio ,nè Tito Livio suo coetaneo e sebbene<br />
molto scrisse de' volsci. Per la morte <strong>di</strong><br />
Camilla, creduta ultimo rampollo della<br />
regia stirpe volsca, si vuole avvenuto un<br />
cambiamento <strong>di</strong> governo iu lutto il regno<br />
\olacu, e pei ciò ogni cillù adulto un re-
VE L<br />
girne confacentc al numero e all'indole<br />
de'citta<strong>di</strong>ui. Comunque ciò sia accaduto,<br />
certo è <strong>di</strong>e Veletri reggevasi a forma <strong>di</strong><br />
Repubblica aristocratica e governala dal<br />
senato composto <strong>di</strong> nobili citta<strong>di</strong>ni. Que-<br />
sta forma <strong>di</strong> governo per lungo tempo nel-<br />
la città si mantenne, e quando cadde in<br />
potere de'romani, la sua libertà si estin-<br />
se. Soggiogata Veletri dall'armi della re-<br />
pubblica romana e sottoposta al suo gran-<br />
de impero, m/posteriori e molli cambianienti<br />
governativi <strong>di</strong> lumia e d'Italia, mai<br />
fu soggetta alla dominazione d'alcun li-<br />
ranno. Perciò sostiene Banco, non è vero<br />
l'asserto da Kircber utWIIistoria Eu-<br />
ìtiuhio Mariana, e da altri scrittori^ che<br />
Ottavio JWamilio Tuscnlano, che alcuni<br />
vogliono <strong>di</strong>scendente della famiglia Ot-<br />
tavia teliterna, e i suoi figli fossero si-<br />
gnori del Tusculo (f"'.) e <strong>di</strong> Veletri; poi-<br />
ché sebbene i critici convengano che Ot-<br />
tavio Mamilio fosse personaggio <strong>di</strong> gran-<br />
de autorità presso i latini, e imparentato<br />
con Tarquinia il Superbo re <strong>di</strong> Roma,<br />
ninno <strong>di</strong> essi fa menzione d'alcuna signo-<br />
ria o principato. Anzi lo stesso Svetonio,<br />
nella A ila <strong>di</strong> Cesare Augusto, nel ripor-<br />
tare tutti gli onori goduti dalla sua fami-<br />
glia, ni una parola fa <strong>di</strong> signoria e princi-<br />
pato. La sua famiglia Ottavia in Veletri<br />
sempre si mantenne in privato stato, benché<br />
nobile, ricca epotente; e lo stesso Au-<br />
gusto solo <strong>di</strong>ceva d' esser nato <strong>di</strong> fami-<br />
glia equestre, antica e ricca, Veletri dunque<br />
si mantenne sempre sottoposta alle<br />
leggi generali e al comune sovrano domi-<br />
nante; e dall'epoca che si pose sotto l'ub-<br />
bi<strong>di</strong>enza de' Papi , questi dopo il volger<br />
de'secoli gli <strong>di</strong>erono a governatore il pro-<br />
prio vescovo con privilegi speciali, che fava<br />
irono i como<strong>di</strong> e i vantaggi della popo-<br />
lazione, la quale gloriasi d'esser slata ogno-<br />
ra fedele alla s. Sede, e d'aver <strong>di</strong>feso i suoi<br />
<strong>di</strong>iitli. Bensì<br />
i citta<strong>di</strong>ni amarono sempre<br />
mantenersi in libertà, non solamente ne'<br />
tempi antichi con resistere ostina lenente<br />
alla potenza della romana repubblica, ma<br />
auLuui ne" secoli a noi menu loulam con<br />
V E L a65<br />
abbonire ogni altro dominio <strong>di</strong>verso dal<br />
pontificio, e resistendo ancora al senato <strong>di</strong><br />
Roma, che all'epoca della traslazione del-<br />
la residenza pontificia in Avignone, ripre-<br />
se un potere bastevole a imporre la leg-<br />
ge del più forte. Cessato dunque il regno<br />
volsco, non avendo le città e le terre che<br />
lo composero un capo che unito lo reg-<br />
gesse, tutta volta non si <strong>di</strong>sunirono, e sempre<br />
cou islretta lega e federazione si man-<br />
tennero; per cui erano da'principi e stali<br />
confinanti temute, né mai caddero sotto<br />
il giogo de'latini e degli albani. Per con-<br />
servare i volsci questa scambievole unio-<br />
ne, scelsero alcune città principali, ove secondo<br />
le urgenze della pace e della guer-<br />
ra radunavausi a deliberare quanto oc-<br />
corresse all' utilità pubblica e nazionale,<br />
non meno per <strong>di</strong>fendere la loro libertà.<br />
Queste adunanze non si facevano sempre<br />
in un medesimo luogo, ma ora in una cit-<br />
tà e ora in un'altra, come meglio stima-<br />
vano , sia per riunire gli eserciti o attac-<br />
care i<br />
nemici,<br />
sia per risolvere gli affari<br />
più rilevanti. Vi sono storiche testimo-<br />
nianze, che alla loro volta furono capita-<br />
le e capo della nazione volsca Eccetera,<br />
Ferentino, Suessa, Anzio, Terracina, Pi»<br />
perno, ec. ; onorifica prerogativa che non<br />
mancò a Veletri, essendo sempre stata<br />
considerata presso i volsci per uria delle<br />
primarie loro città, e qualche volta capi-<br />
tale <strong>di</strong> tolta la nazione. Che questa città<br />
sia stala una delle principali e più poten-<br />
ti de'volsci, si prova dalla |." guerra vol-<br />
sca contro Roma dalla sola Veletri intrapresa;<br />
come ancora dall'abbassamen-<br />
to <strong>di</strong> tolta la nazione, dopo essere stata<br />
finalmente Veletri da' romani soggioga-<br />
ta, dopo tante prove d'armi, come si ha<br />
da gravissimi storici, onde per autonoma,<br />
sia fu detta città de' t'oliti, per in<strong>di</strong>care<br />
che a tutte l'altre era capitale, ed in essa,<br />
vi concorrevano i volsci a sacrificare nel<br />
rinomatissimo tempio <strong>di</strong> Marte, nume tu-<br />
telare <strong>di</strong> tutta la nasone volsca, onde i<br />
poeti appellarono Veletri, Urbs invlyta<br />
Marlis. Altra prova che Veletri iu qu&*
a6G V E L<br />
tempi era considerala da'nazionali per lo-<br />
ro città primaria, è il racconto <strong>di</strong> Svelo-<br />
ilio, ci' un fulmine che percosse e rovinò<br />
parte delle sue mura, onde i superstizio-<br />
ni velilerni ricorsi all'oracolo n'ebbero<br />
a risposta : Che un loro citta<strong>di</strong>no dovea<br />
impadronirsi del inondo. Per tale<br />
augurio i velilerni animati da gran<strong>di</strong> speranze,<br />
guerreggiarono col popolo romano<br />
sino alla propria rovina. Quando poi<br />
il veliterno Oltaviauo Augusto <strong>di</strong>venne<br />
signore del mondo, alla sua futura po-<br />
tenza verificata si applicò la spiegazione<br />
del superstizioso oracolo. Questa pre<strong>di</strong>-<br />
zione conosciuta fu la cagione perchè que-<br />
sta città fosse presso loro in grande sti-<br />
ma tenuta, e fu pure uno stimolo <strong>di</strong> onore<br />
che animò i<br />
velilerni a combattere<br />
continuamente con in<strong>di</strong>cibile coraggio,<br />
stimando <strong>di</strong> dovere uu giorno giungere<br />
a quell'alto domiuio dal falso nume au-<br />
gurato. E' grato e lusinghiero per una<br />
popolazione il vedere registrato nelle più<br />
antiche slorie le gloriose e militari gesta<br />
de'suoi antenati; poiché ne deriva la rinomanza,<br />
l'onore e la gloria <strong>di</strong> quelle<br />
città, ch'ebbero la ventura d'aver pro-<br />
doti! citta<strong>di</strong>ni pro<strong>di</strong> e virtuosi : Veletri<br />
non è priva <strong>di</strong> questa sorte, che anzi può<br />
vantarla. Non pochi scrittori lasciarono<br />
memoria delle battaglie sostenute ila'suoi<br />
citta<strong>di</strong>ni, che per 3oo e più anni trava-<br />
gliarono la fortuna taRoma. Polente e bel-<br />
licosa era Roma, quando Anco Marzio cir-<br />
ca l'annoi 3o <strong>di</strong> sua fondazione, ossia (ji/\.<br />
avanti l'era nostra, secondo il calcolo <strong>di</strong><br />
JVibby, fu ili." a muover guerra a'volsci<br />
a cagione d'alcune scorrerie e ladronecci<br />
che aveano fatto sulle terre romane, probabilmente<br />
dal canto d'Alba Louga, do-<br />
ve il territorio romano era a contallo del<br />
veliterno. Quel re, secondo l'uso del tem-<br />
po, corse a depredare le terre de'volsci, e<br />
dopo aver raccolto un buon bottino ciu-<br />
se Fclitrae <strong>di</strong> forte asse<strong>di</strong>o; ma essendo-<br />
si i velilerni arresi a patti, ed avendo fedelmeuteadempiuto<br />
le loro promesse, ac-<br />
cordò ad essi la pace e strinse co'inede-<br />
VE L<br />
smii amicizia. Questa fu così sincera, che<br />
essendo trasmigrala in Roma sotto il suo<br />
successore Tarquinio Prisco la genie Ot-<br />
tavia, una delle piìi insigni <strong>di</strong> Velitrae,<br />
quelre le accordò imme<strong>di</strong>atamente il <strong>di</strong>-<br />
ritto <strong>di</strong> citta<strong>di</strong>nanza, e re Servio Tullio<br />
nella nuova costituzione data a Roma, l'a-<br />
scrisse fra le patrizie. Così il Nibby, col-<br />
I' autorità <strong>di</strong> Dionisio e <strong>di</strong> Svetonio. Il<br />
Banco con qualche <strong>di</strong>fferenza narra lai.*<br />
comparsa <strong>di</strong> Veletri nella storia <strong>di</strong> Roma.<br />
Egli <strong>di</strong>ce nell'anno 1 37 <strong>di</strong> Roma, 607<br />
(o 617) innanzi all'era volgare e 33g3<br />
del mondo, incominciò lai.' mossa ostile<br />
falla da'volsci contro la nascente Roma.<br />
La sola Veletri fece questa scorreria io<br />
tale anno, ed i suoi soldati giunsero a infestare<br />
e saccheggiare il territorio roma-<br />
no. Re Anco Marzio mal solfrendo que-<br />
st'ingiuria uscì da Roma con poderoso e-<br />
seivito; combattè e respinse i nemici, e<br />
tant'oltre avanzossi, che s'impadronì del<br />
territorio veliterno. Asse<strong>di</strong>ò la città, ed es-<br />
sendo sul punto <strong>di</strong> dare l'assalto, suppli-<br />
ci gli si presentarono alcuni de' più an-<br />
ziani citta<strong>di</strong>ni, <strong>di</strong>e per sai varia patria vennero<br />
con Anco Marzio a questi patti. Che<br />
Veletri a piacere del re risarcisse tutti i<br />
danni cagionati a Roma. Che i citta<strong>di</strong>ni,<br />
<strong>di</strong>e a questa mossa aveano dato causa, fos-<br />
sero conseguati a'romani. Che le cose tol-<br />
te si restituissero. Che fatta la pace fra'<br />
romani e i veliterni,si stabilisse fedele con-<br />
federazione. Da questi patti sembra apparire,<br />
che la mossa ostile contro Roma<br />
non fecesi coll'approvazione del senato e<br />
colle forze riunite delta città; ma piutto-<br />
sto »' intraprese da alcuni capi se<strong>di</strong>ziosi<br />
della gioventù ar<strong>di</strong>ta e guerriera, contro<br />
il parere de'più anziani e prudenti sena-<br />
tori. La confederazione stretta dal re <strong>di</strong><br />
Roma con Veletri, fa conoscere, come<br />
spiega Banco, quanto forte e potente fos-<br />
se Veletri e da far fronte alla stessa Roma;<br />
lega rinnovata da Tarquinio Prisco,<br />
il quale per accattivarsi e obbligarsi gli<br />
animi de'veliterui, chiamò in Roma gli<br />
Olla vii famiglia primaria della cillà,e l'ag-
VEL<br />
gregò all'or<strong>di</strong>ue senatorio, Servio Tullio<br />
annoverandola fiale patrizie romane. Li-<br />
vio tace questa mossa de'veliterni contro<br />
Roma, e registra la i. a guerra contro i<br />
volsci mossa ila Tarquinio il Superbo, e<br />
<strong>di</strong>e si conliuuò 200 anni. Nella guerra<br />
intrapresa da Tarquinio il Superbo cou-<br />
Iro i volsci, nella quale cadde Suessa Po-<br />
mezia, non si fa menzione de' velilerni, for-<br />
se perchè mantennero la fede dell'allean-<br />
za fatta col predecessore Anco Marzio.<br />
Questo legame si sciolse in conseguenza<br />
della rivoluzione che espulse da Roma<br />
Tarquinio, e cambiò la sua forma <strong>di</strong> go-<br />
verno da monarchica in repubblicana.<br />
Tarquinio adoperò tutte le arti per ven<strong>di</strong>-<br />
carsi de'suoi nemici, ripatriare e risalire<br />
sul trono, soccorso dagli etrusci e da'la-<br />
tioi; abbandonato da Pursenna re de'pri-<br />
mi, che fece la pace co' romani, da'soli la-<br />
tini rimase sostenuto. Per aumentare le<br />
sue forze, cercò 1* amicizia degli ernici e<br />
de' volsci; ma <strong>di</strong> questi ultimi, tranne gli<br />
Mutati e gli eccetriani, Veletri coll'altre<br />
città volsclie non fecero couto né <strong>di</strong> Tar-<br />
quinio, né dell'impero che vagheggiava.<br />
Nel 256 <strong>di</strong> Roma secondo Bauco, o 34$<br />
secondo Nibby, volendo Ottavio Mamilio<br />
tusculano favorire le parti <strong>di</strong> Tarquinio<br />
suo suocero, procurò contro i romani<br />
la confederazione <strong>di</strong> molti popoli, fra'qua*<br />
li uuirousi i veliterni. Equi avverte Bau-<br />
co, contro que* che fauno Mamilio della<br />
famiglia Ottavia, riferire Dionisio allegato<br />
dal Volpi, che Mamilio nacque nel Tu-<br />
sculo e ivi ebbe origine la sua stirpe; iti*<br />
1 fatti nell'albero genealogico che ci <strong>di</strong>e del-<br />
1<br />
> ine<br />
la famiglia Ottavia, non vi si legge il 110-<br />
<strong>di</strong> Mamilio. Il conflitto fu sanguinoso<br />
e terribile presso il lago Pvegillo , luogu<br />
che Nibby pone a Moncone nel <strong>di</strong>stretto<br />
<strong>di</strong> Tivoli, completa la vittoria devonia-<br />
ni; e benché l'auno seguente pose termi-<br />
ne alla famosa lega latina per rimettere<br />
i Tarquinii sul trono, la pace co'volsci e<br />
• i villici in nou si ristabilì; perchè sebbe-<br />
1 ne<br />
essi uon giunsero in tempo al conflit-<br />
to <strong>di</strong> Regillo, ed avessero mandato legali<br />
VEL 267<br />
al <strong>di</strong>ttatore A. Poslumio per congratular-<br />
si della segnalata vittoria, il <strong>di</strong>ttatore vi-<br />
de in essi piuttosto degli esploratori e la<br />
fi ode nascosta; <strong>di</strong>ssimulando, <strong>di</strong>fterìa mi-<br />
glior tempo la guerra volsca. Pertanto i<br />
romani, passati 4 anni da tale combatti-<br />
mento, condussero un esercito contro i<br />
volsci, i quali cólti all'impensata, rime-<br />
<strong>di</strong>arono al <strong>di</strong>sastro con dare 3oo ostaggi<br />
<strong>di</strong> guerra. Sdegnili i volsci <strong>di</strong> tale ingiu-<br />
ria, a ven<strong>di</strong>carla fecero lega cogli ernici,<br />
e mandarono ambasciatori a' latini per<br />
confederarsi contro i romani. Essi però<br />
violando il <strong>di</strong>ritto delle genti, arrestati gli<br />
ambasciatori volsci, legali gli spe<strong>di</strong>rono<br />
a Roma. Per questa perfi<strong>di</strong>a, tanto si accese<br />
il risentimento de* volsci, chesul momento<br />
raccolte buon numero <strong>di</strong> truppe<br />
le mossero coutro Roma. Si venne alle<br />
mani colla peggio de' volsci, che <strong>di</strong>sfatti<br />
e respinti perderono alcuni luoghi e va-<br />
li terrilorii. Avendo poi indarno richie-<br />
sto a'romani che da'loro confini si par-<br />
tissero, e che le cose loro restituissero, <strong>di</strong><br />
nuovo deliberarono <strong>di</strong> prender l'armi nel<br />
260 <strong>di</strong> Roma. Radunato un forte eserci-<br />
to, facendo lo stesso i sabini e gli equi,<br />
furono vinti nella battaglia campale nel-<br />
le vicinanze <strong>di</strong> Veletri, dal cousole Au-<br />
lo Virginio, ed inseguili fiuo sotto la cit-<br />
tà, che Dionisio chiama illustre, grande e<br />
popolosa, e fu in<strong>di</strong> asse<strong>di</strong>ala e presa, im-<br />
perocché i romani inseguendo i fuggiaschi<br />
entrarono insieme in Veletri, dove<br />
si fece più macello che nella pugna, e non<br />
fu dato quartiere che a pochi, i quali si<br />
arresero a <strong>di</strong>screzione. 11 territorio veli-<br />
terno fu allora <strong>di</strong>smembralo da quello de'<br />
volsci, e fu mandala iu Velilrae una co-<br />
lonia, ed alla plebe inviatavi furono ri-<br />
parlile le campagne veliterne, coll'obbli-<br />
go <strong>di</strong> vegliare armati sui citta<strong>di</strong>ni. Livio<br />
e Dionisio descrivono la battaglia con<br />
qualche <strong>di</strong>versità <strong>di</strong> circostanze, da Ile qua-<br />
li si ricava che i volsci ar<strong>di</strong>ti e piotili<br />
furono i primi a muoversi coraggiosa-<br />
mente, non che sojleciti a ferire il nemi-<br />
co;
aG8 V E L<br />
senza molto spargimento <strong>di</strong> sangue romano.<br />
Ebbe Veletri <strong>di</strong>verse deduzioni <strong>di</strong><br />
colonie, con abitanti mandativi da Roma.<br />
Lai.' fu questa del 260, reintegra-<br />
la da altra a cagione della peste, che tan-<br />
to infierì da rapire 9 decimi della popo-<br />
lazione <strong>di</strong> Veletri nel 262 ; que'clie rimasero<br />
chiesero nuovi coloni a Roma, e<br />
dopo vari <strong>di</strong>battimenti vi furono spe<strong>di</strong>ti,<br />
compassionando i romani tanta miseria,<br />
e non doversi ricordare l'ingiurie de'ne-<br />
mici e ven<strong>di</strong>carle in tal frangente, 1* ira<br />
<strong>di</strong>vinaavendo abbastanza punita la ribel-<br />
lione da loro tramata. Dipoi la 3." deduzione<br />
accadde nel 4 1<br />
J, come <strong>di</strong>rò. A queste<br />
3 deduzioni <strong>di</strong> colonie, vuole Scotto<br />
citando Frontino, si debbono aggiungere<br />
2 colonie militari , per essere state due<br />
volte <strong>di</strong>vise le campagne <strong>di</strong> Veletri, prima<br />
per legge <strong>di</strong> Tiberio Sempronio Grac-<br />
co, poi sotto Augusto. Caduta questa cit-<br />
tà in potere de' romani , stabilirono essi<br />
servirsene come <strong>di</strong> frontiera e <strong>di</strong> forte<br />
presi<strong>di</strong>o, essendo Veletri in que' tempie<br />
per natura e per arte fortissima, posta in<br />
sito mollo opportuno per reprimere l'im-<br />
pelo de' volsoi e degli altri popoli nemi-<br />
ci <strong>di</strong> Roma. A ragione dunque la <strong>di</strong>chia-<br />
rarono colonia militare, acciocché agran-<br />
<strong>di</strong>ssima <strong>di</strong>ligenza de'soldati, che vi avea-<br />
110 le proprie famiglie, fosse custo<strong>di</strong>ta e<br />
guardala. Esiste nel museo <strong>di</strong> Parigi un<br />
aulico piombo veliterno, in cui leggesi<br />
Multicipium p'eliternuni. Per questo monumento<br />
potendo insorgerecontroversia,<br />
pel riferito da Livio e da altri scrittori,<br />
opportunamente ricordò Bauco il regolamento<br />
de'romani nel dai e <strong>di</strong>versa forma<br />
<strong>di</strong> governo alle città soggiogate. Alcune<br />
l'appellarono municipi} ' , altre colonie, l<br />
innnieipii aveano le proprie leggi e i pri-<br />
vilegi della citta<strong>di</strong>nanza romana; la colo-<br />
nia era popolo condotto e mandato ad a-<br />
hi lare uà paese colle stesse leggi della cit-<br />
tà che Io inaurava. Fra le colonie eran-<br />
vi le romane e le latine, <strong>di</strong> maggiori o-<br />
noti essendo fregiate le prime. Ma alle<br />
valle variamente le colutile si <strong>di</strong>ssero iuu-<br />
VEL<br />
nicipii, e questi presero il nome <strong>di</strong> colo-<br />
nia, onde le denominazioni <strong>di</strong> colonia e<br />
municipio furono usate promiscuamente,<br />
come notai ne' loro articoli ; ed in Vele-<br />
tri stesso ne abbiamo una prova, scriveudoS<br />
vetonio che l'avo d'Augusto visse contento<br />
del ricco patrimonio e delle muni-<br />
cipali magistrature veliterne. Il Bauco lo-<br />
da il savio sistema de'romani, profittando<br />
delle città conquistate con dedurvi co-<br />
lonie per utili cagioni, e principalmente<br />
per tenere in soggezione i popoli vinti, per<br />
reprimere le scorrerie nemiche, per pro-<br />
pagare la stirpe romana, per provvedere<br />
la plebe bisognosa, per quietare le se<strong>di</strong>-<br />
zioni popolari, per premiare i soldati ve-<br />
terani colla <strong>di</strong>stribuzione delle terre nel-<br />
le colonie militari. I romani anziché e<strong>di</strong>-<br />
ficare fortezze e rocche nelle città con-<br />
quistate, costumavano dedurvi colonie,<br />
assicurando in tal modo colle popolazio-<br />
ni benevole e interessate i paesi soggetta-<br />
ti. Vedasi il Ricchi nella Reggia de' Fol-<br />
ta', lib. 1, cap. 36; Velletri, Colonia de<br />
romani XII, Viene Veletri annoverata<br />
fra le prime colonie che i romani dedu-<br />
cessero, e così prese forma <strong>di</strong> governo so-<br />
migliante a Roma e colle stesse sue leg-<br />
gi, essendo i veliterni annoverati alla cit-<br />
ta<strong>di</strong>nanza romana. Per cui nell' elezione<br />
de'magistrali <strong>di</strong> Roma, eglino vi contri-<br />
buivano co' loro voti. Vogliono Volpi e<br />
Muraioli, che i veliterni fossero ascritti<br />
alla tribù Pontina , per un inarmo tro-<br />
vato in Colle Ottone, riportato nn\Y Iscri-<br />
zioni l^cUierne da Clemente Car<strong>di</strong>nali,<br />
il quale però eru<strong>di</strong>tamente <strong>di</strong>mostra che<br />
i citta<strong>di</strong>ni d' una stessa patria potevano<br />
essere ascritti a <strong>di</strong>verse tribù. Nel 262 le<br />
prosperità <strong>di</strong> Roma vennero funestale da<br />
<strong>di</strong>verse calamità , <strong>di</strong> carestia per aver i<br />
plebei abbandonato l'agricoltura ritiran-<br />
dosi sul Monte Sagro, e <strong>di</strong> orribile guer-<br />
ra se i volsci che già prendevano l'arni<br />
non fossero stati percossi da terribile pi<br />
stilenza. Questi sempre pronti a resisi<br />
re a' romani, e ad invadere il loro Ieri<br />
Iorio , credendo giunto il tempo <strong>di</strong> fui
' una<br />
VE L<br />
un colpo felice sui loro nemici, invece fu-<br />
rono avviliti e posti in grave timore dal<br />
flagello della peste, che ridusse al più de-<br />
solante squallore tutta la nazione. In po-<br />
co tempo restarono spopolate tutte le lo-<br />
ro città e castella; ma dove più il malo-<br />
re infierì fu in Velelri, che amplissima<br />
e popolalissima, rimasta quasi priva d'a-<br />
bitanti, fu a sua preghiera <strong>di</strong> nuovo po-<br />
polata da' romani colla deduzione della<br />
2.* narrata colonia, anche per <strong>di</strong>minuire<br />
le forze della plebe tumultuante e la famei<br />
he pativa Roma. Mentici coloni passavano<br />
ad abitare un fertile paese , per<br />
altro spaventali dal contagio che l'uvea<br />
spopolato, onde vi si recava un numero<br />
minore del deliberato in senato, quando<br />
questo decretò che a sorte si scegliessero<br />
i futuri abitatori <strong>di</strong> Velelri con gravis-<br />
sime pene a' ricusanti, e così finalmente<br />
grande quantità <strong>di</strong> citta<strong>di</strong>ni dovè an-<br />
darvi, e la città ebbe una colonia eccel-<br />
lente. Nel 265 <strong>di</strong> Roma <strong>di</strong> nuovo i volsci<br />
impugnarono 1* armi contro <strong>di</strong> essa, col-<br />
legati cogli ernici, invadendone il territo-<br />
rio. Il console T. Licinio spe<strong>di</strong>to per af-<br />
frontare i volsci, con poderoso esercito si<br />
attendò nel territorio velilernojpoichè Az-<br />
zio Tulio condottiero de' medesimi, vo-<br />
lendo seguir il consiglio <strong>di</strong> Marzio Corio-<br />
lano, esule romano datosi a'volsci,che proponeva<br />
doversi prima vincere gli alleati<br />
<strong>di</strong> Roma per questa facilmente debellare,<br />
venne contro Veletri colonia roma-<br />
na, se n'impadronì e la restituì a' volsci.<br />
Coriolano, cessando <strong>di</strong> marciare su Peo-<br />
nia, <strong>di</strong>poi per l'invi<strong>di</strong>a <strong>di</strong> Tulio restò la-<br />
pidato da'volsci (nel t.i4, p. 21 dell'i^/bum<br />
<strong>di</strong> Roma, si legge un articolo del p.<br />
F. Lombar<strong>di</strong> intitolato : // sepolcro dì<br />
Caio Marcio Coriolano in A tizio. Lo <strong>di</strong> •<br />
ce tale secondo la tra<strong>di</strong>zione del luoeo, e<br />
lo descrive. Certo è, che Coriolano, riti-<br />
rali gli eserciti volsco-anziati dalle fosse<br />
Cluilie e giunto in Anzio, quivi venne<br />
trucidato barbaramente dalla moltitu<strong>di</strong>-<br />
ne qual tra<strong>di</strong>tore, per avere in<strong>di</strong>etreggia-<br />
to nel marciare su Roma, mosso dulie la-<br />
V E L 2G9<br />
gì ime <strong>di</strong> Veturia sua madre e delle ma-<br />
trone tornane, peroranti per la salvezza<br />
della comune patria. Calmali gli animi e<br />
ricordali i <strong>di</strong> lui meriti, gli fu posto nel<br />
foro un monumento che lo tramandasse<br />
a' posteri. Nello stesso giornale romano,<br />
nel t. Si, p. 243, si dà eru<strong>di</strong>to raggua-<br />
glio del pubblicato Poema del Coriola-<br />
no, Epopeia sopra quell'illustre capitano,<br />
che condannato dalla furente plebe roma-<br />
na, nel corso de'suoi trionfi e conquiste,<br />
mentre stava per ven<strong>di</strong>carsi dell'esilio col-<br />
la punizione <strong>di</strong> Roma, perdona alla patria<br />
le offese, e così impe<strong>di</strong>sce la domina-<br />
zione volsca, e resta Roma libera dal so-<br />
vrastante estremo pericolo. Per analogia<br />
d'argomento, e per avere nel 1849<br />
l ' ( '°"<br />
nata la pace a Roma la valorosa nazio-<br />
ne francese, a questa venne intitolato il<br />
poema). Ma inseguito, poco lungi da Ve-<br />
letri si venne a battaglia, verso il incinte<br />
che la domina, in luoghi <strong>di</strong>sastrosi, ove<br />
inutile si rese la cavalleria d'ambo le par-<br />
li. Si combattè con varia fortuna, finché<br />
il prode Tulio restò ucciso, e la vittoria<br />
fu <strong>di</strong> Licinio, senza conseguirne altro van-<br />
taersio; tuttavolta ebbe eli onori del Irionfo,<br />
e gran<strong>di</strong> allegrezze si fecero in Roma.<br />
Anche dopo questa <strong>di</strong>sfatta gl'indomabili<br />
volsci non tralasciarono d'angustiare col-<br />
l'armi i romani,con più falli d'armi sinoal<br />
35o,nel qual periodo <strong>di</strong> tempo nulla <strong>di</strong>cesi<br />
<strong>di</strong> Velelri. Avendo i romani nel 35 1 sog-<br />
giogata Ansur e Allena città vo!sche,al <strong>di</strong>-<br />
re <strong>di</strong> Diodoro <strong>di</strong> Sicilia, mandarono coloni<br />
a Veletri. Forse i veliterni vedendo gli<br />
straor<strong>di</strong>nari progressi dell'armi romane,<br />
uniformandosi per allora con savio consiglio<br />
agli e venti, accettarono i coloni <strong>di</strong> Koma,<br />
e ritornarono all'antica forma <strong>di</strong> co-<br />
lonia già circa a 90 anni prima ricevuta,<br />
che probabilmente aveano scossa con por-<br />
si in libertà. Sebbene Veletri fosse stata<br />
riempita <strong>di</strong> romani, nella 2." deduzione<br />
per essere sopravvissuta solo la io." par-<br />
te de' suoi abitanti, convien congettura-<br />
re chela ferocia o incivilimento de'nuovi<br />
coloni gli avesse incitali contro Roma
270 V E L<br />
loro patria originaria, e fors'ancbe per<br />
essere tiranneggiati dalla repubblica, del-<br />
la quale tentavano spesso scuoterne il<br />
giogo per rendersi liberi; ed i nuovi abi-<br />
tatori, come vado a <strong>di</strong>re, tornaronoa im-<br />
pugnar l'armi contro Pioma, <strong>di</strong> cui erano<br />
citta<strong>di</strong>ni per privilegio e per origine.<br />
1 romani occupati nel famoso asse<strong>di</strong>o <strong>di</strong><br />
Veio t per alcun tempo lasciarono sospe-<br />
se le ostilità cqntro de' volsci. Ma Vele-<br />
tri nel 36a rassicurata dal primiero li-<br />
more, e ristorale le forze militari, all'an-<br />
tica libertà si ridusse. I romani per sottometterla<br />
contro <strong>di</strong> lei arraaronsi, ma<br />
nulla si conosce cosa avvenne: forse ì romani<br />
preoccupati in altre sopravvenute<br />
guerre, riserbarono ad altro tempo la<br />
vendetta. Arsa e manomessa Roma nel<br />
365 dal furore de' galli, dopo tanto ec-<br />
ci<strong>di</strong>o si vide sopra l'armi de' volsci, spe-<br />
rando come occasione opportuna d'estin-<br />
guere il nome romano. Pel grave e imminente<br />
pericolo, i senatori crearono <strong>di</strong>t-<br />
tatore l'espugnatore <strong>di</strong> Veio Furio Ca-<br />
millo nel 367,<br />
il quale marciò contro i<br />
vohci, li combattè, vinse e riconciliò con<br />
Roma. Siccome in questa riconciliazione<br />
vi fu compresa Yeletri, Eutropio <strong>di</strong>ce<br />
che Camillo vinse la città de' volsci, onde<br />
a credersi che in quel tempo tornas-<br />
se alla con<strong>di</strong>zione <strong>di</strong> colonia. Dopo tante<br />
sconfitte e ad onta della manifesta for-<br />
tuna de' romani, i volsci non avvilironsi,<br />
anzi più animosi <strong>di</strong> nuovo armaronsi<br />
nel 371 <strong>di</strong> Roma, per tentar nuova-<br />
mente d'opprimerla. Fra le tante fazio-<br />
ni guerresche che si successero, la più famosa<br />
fu quella, in cui armaronsi a danno<br />
della repubblica più nazioni, i volsci,<br />
i latini, gli eroici, cui si aggiunsero i po-<br />
poli <strong>di</strong> Circeo e <strong>di</strong> Veletri, ambo colonie<br />
romane. Per opporsi a quest' imponente<br />
armamento fu creato in Roma <strong>di</strong>ttatore<br />
Aulo Cornelio Cossoj che subito si mos-<br />
se col l'esercito per opporsi al nemico. Aceam<br />
possi in luogo vantaggioso, e dopo<br />
aver confortalo i soldati con veemente<br />
allocuzione, <strong>di</strong>e segno alla battaglia, che<br />
V EL<br />
cominciò con in<strong>di</strong>cibile ardore fra le pa<br />
ti. La cavalleria romana scompigliò<br />
fanteria nemica, e i volsci in fine sitia-<br />
te l'armi <strong>di</strong>eronsi alla fuga; molli furo-<br />
no i prigioneri, massime Ialini e ernia<br />
volontari, oltre alcuni capi principali del-<br />
la gioventù nobile, ed alcuni <strong>di</strong> Circeo e<br />
<strong>di</strong> Veletri, mandati tutti a Roma,<br />
colpa maggiore <strong>di</strong> questa sollevazione i<br />
potandosi a' circeiesi e a' veliterni, furo<br />
s<br />
no trattati dal senato aspramente, perchè<br />
essendo citta<strong>di</strong>ni romani, aveano congiu-<br />
rato col consiglio e coll'armi a' danni <strong>di</strong><br />
Roma loro patria. Nell'anno seguente i<br />
volsci, i circeiesi e i veliterni spe<strong>di</strong>rono<br />
legati a Roma a chiedere i prigioni, col<br />
pretesto che avendo agito contro il vole-<br />
re del comune, volevano punirli secondo<br />
le leggi; e li ottennero dopo duri rimproveri.<br />
Non andò guari che si tolsero la ma-<br />
schera dal viso, e se una pestilenza non lì<br />
colpiva sarebbero entrati tosto in cam-<br />
pagna. In genere i veliterni erano nella<br />
<strong>di</strong>sposizione <strong>di</strong> venire ad un accomoda-<br />
mento, ma gli autori della defezione, temendo<br />
d'essere sagrificati,cercarono <strong>di</strong> <strong>di</strong>-<br />
storte sollevarono la plebe a da re il sacco<br />
alle terre de' romani, donde poi derivò<br />
una vera guerra. I volsci sempre audaci<br />
e animosi, nel 373 tentarono <strong>di</strong> nuovo<br />
la fortuna della guerra per abbattere pos-<br />
sibilmente la potenza romana. Raccol-<br />
te nuove leve, e colla confederazione de'<br />
la nu vini (avverte Bauco, che Lanuvio vie-<br />
ne annoverala fra le città volsche, ed è<br />
<strong>di</strong>versa da Lavinio, e credesi che fosse<br />
dove oggi si vedono le rovine del castel-<br />
lo <strong>di</strong>roccato <strong>di</strong> s. Gennaro, 6 miglia lun-<br />
gi da Veletri. Altri la pongono a Civita<br />
Lavinia, che descrissi a Genzano, con<br />
Nemi, e Ardea capitale de' rutuli; mentre<br />
<strong>di</strong> Lavinio, con Laurentoe Alba Lun-<br />
ga come state metropoli del Lazio in que-<br />
st'articolo ne ragionai), posero in pie<strong>di</strong><br />
un più numeroso esercito del preceden-<br />
te. Dispiacque non poco a Roma questa<br />
repentina mossa de' volsci; ed i cenatovi<br />
furono <strong>di</strong> parere che questo uuovo <strong>di</strong>sa-
VEL<br />
stro fosse slafoeccilato da' veliterni, e che<br />
se fossero stati castigali nell'ultima guer-<br />
ra, non avrebbero suscitato nuove fazio-<br />
ni in <strong>di</strong>spregio della repubblica. Il sena-<br />
to quin<strong>di</strong> decretò la guerra contro i vol-<br />
sci; i tribuni vi si opposero, ma tutte le<br />
tribù la vollero. Troppo erano temuti da'<br />
romani i volaci, e specialmente i veliter-<br />
ni. Furono creati nuovi tribuni militari,<br />
de' quali alcuni restarono alla custo<strong>di</strong>a<br />
<strong>di</strong> Roma; e Spurio e Lucio Papirii con-<br />
tro Veletri <strong>di</strong>rettamente condussero l'e-<br />
sercito. Uniti erano i veliterni co* pre-<br />
neslini, fra' quali eravi una stretta lega,<br />
e <strong>di</strong>ce il Petrini nelle Memorie Prenesline,<br />
che vi andarono in tanto numero<br />
clic quasi superarono gli abitatori della<br />
colonia <strong>di</strong> Veletri. Si venne a battaglia<br />
colla solila fortuna de' romani, e siccome<br />
la zuffa accadde vicino a Veletri, i vol-<br />
sci scorgendo il pericolo <strong>di</strong>e loro sovra-<br />
stava, con opportuna ritirata entrarono<br />
nella città, che essendo ben munita e me-<br />
glio fortificata, i tribuni romani risolvet-<br />
tero <strong>di</strong> non cimentarsi in pericoloso as-<br />
salto, riconoscendo per dubbio l'esito del-<br />
l'impresa. Di questa mossa furono più<br />
incolpati i preneslini ausiliari, che i veli-<br />
terni primi autori, per cui il senato pro-<br />
vocalo da' tribuni sdegnati co' prenesli-<br />
ni, che nella pugna aveano mostrato più<br />
accanimento degli stessi veliterni, <strong>di</strong>chiarò<br />
loro la guerra nel 3y4 (nel 38o avanti<br />
l'era nostra <strong>di</strong>ce Petrilli). Questi unili a'<br />
volsci ed a'velilerni formato un buon e-<br />
selcilo, presero a viva forza Satrico colonia<br />
romana, già città volsca, usando<br />
contro il presi<strong>di</strong>o romano gran<strong>di</strong>ssima<br />
crudeltà, per la sua pertinace <strong>di</strong>fesa. Irri-<br />
tato il senato e popolo romano <strong>di</strong> questo<br />
fatto, subito crearono per la 6." volta tribuno<br />
militare Furio Camillo, il quale<br />
combattè e vinse i nemici, riconquistando<br />
Salrico; vi perì il suo collega, giovine<br />
<strong>di</strong> troppo ardore che avea compromesso<br />
l'esercito. Quin<strong>di</strong> marciarono i romani<br />
su Veletri, ma furono costretti ritirar-<br />
ti. Ma JN'ibby riporta l'iscrizione <strong>di</strong> elogio<br />
VEL 571<br />
incìsa sul pie<strong>di</strong>stallo della statua eretta<br />
n Camillo, già riferita dal Car<strong>di</strong>nali, per<br />
aver trionfato de' volsci ancora,perciò eb-<br />
be per la 3. a volta gli onori del trioufo.<br />
Querela vasi intanto la plebe romana con-<br />
tro il senato, perchè nelle guerre inces-<br />
santemente fosse consumala, prima a Sa-<br />
trico, poi a Veletri, in<strong>di</strong> a Tuscnlo, per<br />
impe<strong>di</strong>rle <strong>di</strong> convocarsi per reclamar<br />
contro le continue gravezze. Nel 3j5 si<br />
eccitò quin<strong>di</strong> in Roma una specie <strong>di</strong> se-<br />
<strong>di</strong>zione, anche per l'eccessivo rigore che<br />
si usava contro i debitori. Falli perciò<br />
audaci i preneslini, coll'armi <strong>di</strong>erono il<br />
guasto al territorio Sabino, e predando<br />
la campagna romana, senza opposizione<br />
giunsero alla porla Collina. Un' azione<br />
così ar<strong>di</strong>la spaventò i romani, e <strong>di</strong>men-<br />
tica te le private <strong>di</strong>ssensioni, a riparare la<br />
pericolante repubblica, losto crearono<br />
<strong>di</strong>ttatore T.Quinzio Cincinnalo, che nominò<br />
maestro della cavalleria Aulo Sem-<br />
pronio. Radunato un buonesercitOji pre-<br />
neslini si ritirarono all'Alba nella lusin-<br />
ga <strong>di</strong> non esser assaliti, come luogo <strong>di</strong><br />
ribrezzo pe' romani per la memorabile<br />
sconfida ivi ricevuta da' galli. S'ingan-<br />
narono, poiché i romani li assalirono eoa<br />
tal valore, che dopo breve combattimento<br />
fugarouo il nemico; in<strong>di</strong> espugnarono<br />
gli 8 oppi<strong>di</strong> o castelli de' preneslini, che<br />
formando la loro signoria, perderono co-<br />
sì le reliquie dell'antico loro regno. Il <strong>di</strong>t-<br />
tatore passò ad espugnarePalestrina, l'ebbe<br />
per capitolazione, trasportò in Cam-<br />
pidoglio la statua <strong>di</strong> Giove Imperatore,<br />
e ricevè gli onori del trionfo. Rivolto l'e-<br />
sercito contro Veletri per conquistarla,<br />
come confederata <strong>di</strong> Preneste, Cincinna-<br />
to l'espugnò dopo resistenza, e pare prima<br />
<strong>di</strong> Preneste slessa e dopo l'espugna-<br />
zione degli oppi<strong>di</strong> ; non conoscendosi le<br />
con<strong>di</strong>zioni imposte dal <strong>di</strong>ttatore alla co-<br />
lonia veliterna ricalcitrante. Nata gara in<br />
Roma sull'elezione de' consoli e le que-<br />
stioni delle leggi Licinie, per circa 5 an-<br />
ni i romani trascurarono i più rilevanti<br />
affari della repubblica. Da queste intesti-
i 7 t V E L<br />
De <strong>di</strong>scor<strong>di</strong>e presero i Teli terni occasione<br />
<strong>di</strong> mostrare il loro risentimento, e <strong>di</strong>ve-<br />
nuti più animosi e invigoriti per l'ozio<br />
d'alquanti anni, prese l'armi scorsero più<br />
volte predando il territorio romano, e<br />
tentarono <strong>di</strong> conquistar Tusctdo con as-<br />
se<strong>di</strong>arlo strettamente. Essendo i tuscu-<br />
lani amici, anzi citta<strong>di</strong>ni romani, a que-<br />
sti chiesero soccorso. In questo frangen-<br />
te furono creati in Roma nuovi tribu-<br />
ni militari, si fece leva <strong>di</strong> buon esercito<br />
e sollecitamente fu inviato contro i veli-<br />
terni. Forzati essi a levar l'asse<strong>di</strong>o, inse-<br />
guiti da' romani si rinserrarono in Vele-<br />
tri, e furono cinti da rigoroso asse<strong>di</strong>o;<br />
ma senza successo pel valore de' <strong>di</strong>fenso-<br />
ri e la fortezza della munita città, ad on-<br />
ta che perciò fossero creati nuovi tribu-<br />
ni militari e tanto numeroso fosse l'eser-<br />
cito, che in Pioma non si poterono adu-<br />
nare i comizi, pe* quali furono costretti<br />
sciogliere l'asse<strong>di</strong>o che gli avea annoiati,<br />
onde dare il loro voto come citta<strong>di</strong>ni ro-<br />
mani, poiché le controversie tendevano<br />
a variare la costituzione della repubbli-<br />
ca. Ritornati i romani all'espugnazione<br />
<strong>di</strong> Veletri, se grande fu la loro costanza,<br />
non minore fu la vigilanza e fortezza de'<br />
veliterni nel <strong>di</strong>fendersi. Per 4 anni sosten-<br />
ne Veletri quest'asse<strong>di</strong>o con tutte le for-<br />
ze de'romani, che allora non aveano al-<br />
tre guerre, cioè dal principio del 385 al<br />
388. La <strong>di</strong>uturnità dell'asse<strong>di</strong>o, l'ardo-<br />
re de' romani in tale impresa, tutte le<br />
loro forze riunite contro una sola città<br />
da niuno soccorsa, <strong>di</strong>ce Dauco, sono tutte<br />
circostanze che mostrano la straor<strong>di</strong>na-<br />
ria fortificazione<strong>di</strong> Veletri, e il valore de'<br />
citta<strong>di</strong>ni resi forti e costanti «'patimenti<br />
dall'amore della patria e della libertà. Al<br />
due <strong>di</strong> Plutarco, quello che i romani non<br />
poterono ottenere con sì lungo e stretto<br />
asse<strong>di</strong>o, alla fine senza forza d'armi e col<br />
solo nomeeautorilà<strong>di</strong>Camillo nellostes-<br />
so 388 conseguirono. In quest'anno tor-<br />
nali i galli a danno <strong>di</strong> Roma, Camillo<br />
creato <strong>di</strong> nuovo <strong>di</strong>ttatore li sconfisse, in-<br />
<strong>di</strong> senza combattere prese Veletri. Esi-<br />
V E L<br />
steva in questa città un'aulica porta e<br />
nome <strong>di</strong> Furia, ed è costante tra<strong>di</strong>zion<br />
che da questa vi entrasse Furio Cantili<br />
Ma non solo la scorreria de' galli <strong>di</strong>si<br />
se i romani dall'asse<strong>di</strong>o, ma ancora<br />
guerre contro gli ernici, i tiburlini, ed<br />
tarquiniesi da' quali furono rotti, come ne<br />
racconta Nibby. Quanto fossero antan<br />
della libertà e coraggiosi i velilerni,a<br />
corchè la loro città fosse colonia roman<br />
e pochi anni prima da Camillo sottome<br />
sa, scorgesi dalla nuova mossa ostile che<br />
fecero uniti a'privernati nel 3g7<br />
: questi<br />
due popoli nazionali e amici, investito il<br />
contado romano, lo devastarono e sac-<br />
cheggiarono. A quell'epoca già andavasi<br />
maneggiando la celebre lega latina, che<br />
tendeva ad emancipare il Lazio e le al-<br />
tre regioni soggette a'romani. Infatti nel<br />
4 1 5 Lucio Annioselino e Lucio Numi<strong>di</strong>o<br />
circeiese, sebbene le loro patrie fossero<br />
colonie romane, apertamente sollevaro-<br />
no gli altri popoli volsci, i latini e i con-<br />
federati; ma per allora ricusarono l'unio-<br />
ne i veliterni e segnini, stimando <strong>di</strong> non<br />
essere proprio del loro onore il guerreg-<br />
giare a richiesta altrui. Nel 4' 6 si mosse-<br />
ro i veliterni a <strong>di</strong>fesa <strong>di</strong> Pedo, che da' romani<br />
asse<strong>di</strong>ata chiese l'aiuto loro e de' li-<br />
burtini e prenestini, amici e confederati,<br />
a' quali poco dopo si unirono i lanuvi-<br />
ni e gli anziati. Si <strong>di</strong>e battaglia, in cui i<br />
romani furono superiori, ma con poco<br />
profitto; perchè la città non fu espugna-<br />
ta, e gli alleali non patirono gran <strong>di</strong>sa-<br />
stro. Però le altre genli volsche e Ialine<br />
avendo perduto la più bella gioventù nel-<br />
le precedenti rotte, erano <strong>di</strong>venule im-<br />
potenti a formare campo, né potevano<br />
sopportare il giogo dell'altrui dominio.<br />
Tanto più erano esse angustiale, perchè<br />
miravano quasi tutto il lerrriloi io della<br />
nazione, cominciando da Priverno fino<br />
al fiume Volturno che scorre presso le<br />
mura <strong>di</strong> Capua, esser già slato preso da'<br />
romani, <strong>di</strong>stribuito e assegnato alla pie*<br />
be. Risolvettero perciò <strong>di</strong> non muovere<br />
più guerra, ma solamente d'accorrere in
VEL<br />
aiuto eli ({nelle città, che da' romani tol-<br />
sero assalile. Da ciò si trae, che già la<br />
bellicosa nazione volsca eranella sua de-<br />
cadenza, ed in breve era per perdere la<br />
libertà e vedersi sotto il giogo romano,<br />
senza speranza <strong>di</strong> potersi più riunire in<br />
nazione. Si mossero intanto a soccorrere<br />
Pedo gli a rici ni, i ianuvini e i veliterni ;<br />
le schiere de'quali giunte presso il fiume<br />
Astura, furono all' improvviso, mentre<br />
univausi agli anziati,da Caio Menio com-<br />
battute e sbaragliate nel 4 ' 7<br />
<strong>di</strong> Romn,se-<br />
condo Livio, e conseguenza della vittoria<br />
fu il conquisto <strong>di</strong> Veletri. Furio Camil-<br />
lo prese d'assalto Pedo e soggiogò quin-<br />
<strong>di</strong> lutti i popoli del Lazio, sul contegno<br />
de' quali formò allora il senato un rigo-<br />
roso processo, dando ad ognuno a misu-<br />
ra della sua reità il meritato castigo; e<br />
quello toccato a' prenestiui fu la <strong>di</strong>minu-<br />
zione d'altra porzione <strong>di</strong> territorio, anche<br />
in punizione d'aver aiutato i galli barba-<br />
ra nazione. Veletri forse come più polen-<br />
te dell'altre città e ripetutamente ribelle<br />
e nemica a' romani concitta<strong>di</strong>ni, fu più<br />
severamente e senza pietà trattata. De-<br />
molite le sue mura, il senato velilerno fu<br />
abolito, trasportato in Roma e confinalo<br />
ad abitare nella regione <strong>di</strong> Trastevere,<br />
colla pena e multa <strong>di</strong> iooo monete o lib-<br />
bre come<strong>di</strong>ceNibby,achi fossegiunto<strong>di</strong><br />
qua dal fiume, da pagarsi a quelli che gli<br />
avessero presi, in potere de'quali doveano<br />
restare sino all'intero pagamento. Ad<br />
occupare le possessioni veli terne de'sena-<br />
tori, furono mandati altri coloni, in puni-<br />
zione delle ripetute ribellioni, benché citta<strong>di</strong>ni<br />
romani, i quali coloni mantennero<br />
in Veletri l'aspetto dell'antica popolazio-<br />
ne. Ma dopo poco tempo decretò il senato<br />
la rie<strong>di</strong>ficazione delle mura della città, e<br />
che questa fosse ripopolata colla romana<br />
citta<strong>di</strong>nanza, con tutti i <strong>di</strong> ritti e onori che<br />
prima avea goduto e comuni all'altre co-<br />
lonie. Privernofu trattata collo stesso ri-<br />
gore. Era Veletri città polente, popo-<br />
lala, forte e principale della nazione vol-<br />
scu; onde non è da meravigliarsi, se do-<br />
VOL. LXXXIX.<br />
VEL<br />
vette soggiacere a tanta sciagura. Per ca-<br />
gione dello sdegno de' romani verso la cit-<br />
tà, essi incrudelirono ancora contro i tu<br />
scotani, per averle nella ricordata guer-<br />
ra prestalo aiuto. Abbassata pertanto e<br />
sottoposta Veletri a' romani, questi re-<br />
spirarono nel veder finite le guerre de'<br />
volsci, che furono i più feroci e potenti<br />
nemici <strong>di</strong> Roma. Dalla 1/ guerra intra-<br />
presa da Veletri nel 127 <strong>di</strong> Roma con-<br />
tro essa sino al 4*7><br />
^ a totale conquista<br />
della città costò a' romani il travaglio<br />
quasi <strong>di</strong> tre secoli, collo spargimento <strong>di</strong><br />
non poco loro sangue. Dal marmo <strong>di</strong><br />
Campidoglio che ne' fasti ricorda il trion-<br />
fo <strong>di</strong> Menio, osserva Car<strong>di</strong>nali, che la lo<br />
tale roviua e conquista <strong>di</strong> Veletri devi-<br />
si anticipare almeno a'3o settembre 4 '<br />
in cui quel capitano trionfò, o nel pre-<br />
cedente agosto, perchè il canone cronolo-<br />
gico <strong>di</strong> que' fasti <strong>di</strong>fferisce da quello se-<br />
guito da Livio <strong>di</strong> due anni. Questa guer<br />
ra fu chiamata da Livio eterna, gravis-<br />
sima da Cicerone, e celebrata molto da'<br />
posteriori storici. Al console Caio Menio,<br />
oltre il trionfo, fu innalzata una statua<br />
equestre nel foro, <strong>di</strong>mostrazione rara ut<br />
que* tempi. Liberati i romani da' vicini<br />
volsci e veliterni, poterono in breve tem-<br />
po stendere il loro dominio in altre par-<br />
ti d'Italia e fuori ancora. In Roma lun-<br />
gamente esistette la memoria de' senato-<br />
ri veliterni, poiché tra le 7 curie del po-<br />
polo romano, che traevano il nome dalle<br />
~><br />
><br />
città, i <strong>di</strong> cui citta<strong>di</strong>ni erano stati condotti<br />
in Roma, eravi la Curia Sciita. Que-<br />
sta così appellossi dalla città <strong>di</strong> Veletri,<br />
perchè i <strong>di</strong> lei citta<strong>di</strong>ni <strong>di</strong>vennero parte<br />
<strong>di</strong> quel popolo, che signoreggiò a tutte<br />
le nazioni conosciute; ed in essa i veliterni<br />
si radunavano, come loro luogo <strong>di</strong>stinto<br />
e particolare. Il provve<strong>di</strong>mento preso dal<br />
senato romano per togliere a Veletri per<br />
sempre ogni ar<strong>di</strong>re e possanza, e per ren-<br />
dersela soggetta e ubbi<strong>di</strong>ente, fu molto<br />
accorto e politico. Togliendole! senatori,<br />
che costituivano le famiglie nobili, le più<br />
<strong>di</strong>stinte e polenti, che regolavauo i pub-<br />
18
a 7 4<br />
VEL<br />
Mici affari e la città <strong>di</strong>rigevano, il popolo<br />
restò come un corpo senza capo. Quiucli<br />
in Veletri si presero altredeliberazioni, si<br />
deposero gli ar<strong>di</strong>ti pensieri <strong>di</strong> tentare nuo-<br />
ve imprese, si risolvette d'acquietarsi,<br />
d'uniformarsi alla fortuna, e <strong>di</strong> rendere<br />
a Roma quell'ubbi<strong>di</strong>enza che ormai da<br />
buona parte d'Italia cominciava a riscuotere.<br />
Veletri adunque già colonia roma-<br />
na, riputossi d'una con<strong>di</strong>zione anche il-<br />
lustre per la nobiltà e pel decoro del popolo<br />
romano, <strong>di</strong> cui faceva parte, onde<br />
restò contenta <strong>di</strong> aver con esso comuni<br />
gì' interessi, e si uniformò alle leggi io-<br />
mane.<br />
Il governo <strong>di</strong> questa città dopo il <strong>di</strong>-<br />
scioglunento del regno volsco fu <strong>di</strong> re-<br />
pubblica aristocratica regolala dal ceto<br />
de' citta<strong>di</strong>ni nobili, i quali formavano il<br />
corpo de' seuatori. Nella già <strong>di</strong>scorsa lamina<br />
volsca si rileva ette in questa città<br />
esisteva un supremo magistrato appellato<br />
Me<strong>di</strong> X. Non si può certamente conget-<br />
turare, se egli sia stato nel regno volsco,<br />
o allorché questa città reggevasi in forma<br />
<strong>di</strong> repubblica. Soggiogata Veletri dalla<br />
potenza romana,fu regolatoli governo del-<br />
la medesima a norma degli stabilimenti<br />
<strong>di</strong> quella repubblica. Nelle colonie roma-<br />
ne i consoli a <strong>di</strong>fferenza <strong>di</strong> Roma chiatna-<br />
vansi Duumviri ,eil senato <strong>di</strong>cevasiC«/'/V7,<br />
i senatori denominandosi Decurioni. E<br />
siccome nell' elezione de'senatori romani<br />
aveasi riguardo al valore del patrimonio,<br />
cosi anche pratica vasi nell'elezione de'de-<br />
curioni della colonia, le facoltà de'quali<br />
doveano ascendere a 1 00,000 sesterzi. In<br />
<strong>di</strong>verse lapi<strong>di</strong>, riferite con altre del Bauco,<br />
si fa menzione del governo de'dnumviri<br />
in Veletri. Da esse si apprendono<br />
pure gli altri pubblici magistrati ed uffi-<br />
ci <strong>di</strong> Veletri, cioè la prefettura de' fab-<br />
bri, chedovea essere in molta stima, pre-<br />
giandosene que'che giungevano a godere<br />
I' onore del duumvirato, ed equivaleva<br />
a'consoli o altri primari ufhziali delle po-<br />
steriori università artistiche. Vi erano an<br />
co i maestri quinqueunali de collegi de*<br />
VEL<br />
fabbri, tignarli ec, l'uflieio de'quali<strong>di</strong> -<br />
lava 5 anni. Esisteva il magistrato che<br />
presiedeva a'giuochi ne'quali esercitava-<br />
si la gioventù, Curator lusus juventini*.<br />
Vi era ancora l'avvocato della colonia,<br />
Patronus Colon. Residente in Roaiaa tu-<br />
telarne g!' interessi e affari, come princi-<br />
pali citta<strong>di</strong>ni della metropoli. Tra gli al-<br />
tri magistrati <strong>di</strong> cui è memoria ne'mar-<br />
mi scolpili, eravi il pretore a cui appar-<br />
teneva il giu<strong>di</strong>car le liti e controversie<br />
che fra' citta<strong>di</strong>ni insorgevano; e<strong>di</strong>l que-<br />
store che avea cura del pubblico erario;<br />
il principe e il rettore o <strong>di</strong>fensore della<br />
curia, magistrato urbano eletto per suf-<br />
fragi de' principali decurioni. Veletri <strong>di</strong>-<br />
venuta fedele a'roinani, nelle più critiche<br />
e pericolose circostanze colle sue forze con-<br />
corse alla <strong>di</strong>fesa della repubblica. Cosi<br />
quando Pirro re d'Epiro venuto in Italia<br />
a' danni <strong>di</strong> Roma, dopo aver soggiogato<br />
la Campania, trovò in Veletri il termi-<br />
ne delle sue conquiste e delle sue vitto-<br />
rie. Questa città fu un forte propugnaco-<br />
lo per Roma; e giunto sin qui rilirossi<br />
prontamente all'avvicinarsi de'd uè eser-<br />
citi consolari. Le vaste conquiste de' romani<br />
li portarono a cimentarsi co'cartagi-<br />
nesi,anch'esso popolodominatore,il quale<br />
capitanato dal famoso Annibale nei 534<br />
<strong>di</strong> Roma si portò ad assalir questa. Per<br />
affrontarlo, raccogliendo i romani solda-<br />
tesche da tutta I' Italia, anche Veletri<br />
somministrò le sue, che insieme ad altri<br />
popoli furono condotte da Scevola capi-<br />
tano celehratissimo (ciò riferendo Silio I-<br />
talico, poeticamente qualificò Vellelri, mcelebri<br />
miserunt valle; ed il suo com-<br />
mentatore Marso spiegò, una volta igno-<br />
bile e nonfrequentata, liauco giustamen-<br />
te li confuta, colla topografica situazione<br />
<strong>di</strong> Vellelri, posta sopra vari elevali col-<br />
li, che dominano tutte le sottoposte pia-<br />
nure sino al mare Tirreno, e colla storia<br />
narrata prima <strong>di</strong> Silio, da Dionisio e<br />
da Livio, i quali <strong>di</strong>chiararono Vellelri,<br />
Splen<strong>di</strong>da volscorum urbs magna pò-<br />
pulosa .... nobilis ejus gcntis veliti i>
VEL<br />
Quibiis adscriptù, speciem anliquae<br />
frequentine Felilrae rcceperunt, cioè<br />
prima e dopo d' essere stata vinta da'ro-<br />
tnani). L' esercito romano venuto a bat-<br />
taglia presso Canne Fu interamente <strong>di</strong>sfat-<br />
to; non ostante, seguitarono i veliterni<br />
a prestare ogni soccorso d'armi a'roma-<br />
ni contro il fulmineo Annibale. Questi<br />
inorgoglito da'trionfi, audacemente s'av-<br />
vicinò a Roma coll'esercito, saccheggiando<br />
e depredando i <strong>di</strong>ntorni nel 53g, te-<br />
nendosi lungi da Veletri, i cui citla<strong>di</strong>ui<br />
in tale anno fecero parte dell'esercito romano<br />
nell' asse<strong>di</strong>o <strong>di</strong> Capua. Allorché fu<br />
dato a questa città l'assalto, il dì innanzi<br />
che si arrendesse, il valoroso Caleno ca-<br />
pitano, uscito fuori a danno degli aggres-<br />
sori, fra gli altri uccise uu velileruo, ed<br />
egli pure vi restò estinto; e nel d'i seguente<br />
i romani entrarono vittoriosi in Capua.<br />
Ardendo aucora la guerra contro i car-<br />
taginesi, nel 548 accadde in Veletri un<br />
<strong>di</strong>sastroso terremoto, e fu così tremendo<br />
che non solo ne restò commossa la città col<br />
territorio, ma si aprirono profonde vora-<br />
gini, restandone assorbiti piante e alberi.<br />
Tre anui dopo furono tocchi dal fulmine<br />
i templi d'Apollo e <strong>di</strong> Stingo, e in quello<br />
d'Ercole nacquero capelli; pretesi o esagerati<br />
pro<strong>di</strong>gi <strong>di</strong> sopra ricordali. Nel 552<br />
danni orribili recò a Veletri altro terremolo,<br />
aprendosi la terra per lo spazio <strong>di</strong> 3<br />
iugeri con grande e profonda caverna,ch'è<br />
quanto <strong>di</strong>re un tratto <strong>di</strong> terra lungo pie-<br />
<strong>di</strong> 720 e largo 36o, ovvero 86,4.00 pie-<br />
<strong>di</strong> quadrati, perciò spaventevole sprofon-<br />
dauieiito.OsservaNibby, che essendo Veletri<br />
situato in un suolo vulcanico, andò<br />
soggetta ad un avvallamento simile a<br />
quello avvenuto nel 1837 in Albano, do-<br />
po le gran<strong>di</strong> pioggie della primavera e<br />
dell'inverno. Altro notabile avvallamen-<br />
to avvenne poco prima del 18T0 nelle<br />
campagne <strong>di</strong> Semionda. Frattanto per<br />
la famosa legge Sempronia <strong>di</strong> T. Sempro-<br />
nio Gracco, che fu cagione <strong>di</strong> sua morte e<br />
d'infelicissime conseguenze, nel 620 per<br />
la uuova <strong>di</strong>visione delle terre ebbe altra<br />
VEL a 7 5<br />
colonia anche Veletri, come già notai.<br />
Nella guerra Sillana non si fa menzione<br />
<strong>di</strong> Veletri, né ciò è strano, stando la cit-<br />
tà affatto fuori <strong>di</strong> strada, e non essendo<br />
fortificata, non potè offrire attrattive uè<br />
pel partito <strong>di</strong> Mario e né per quello <strong>di</strong><br />
Siila. Nel rimarcarlo Nibby, <strong>di</strong>chiara che<br />
dopo lo smantellamento delle mura fatto<br />
verso il 4'7> nou trovò in<strong>di</strong>zi <strong>di</strong> rialzamento<br />
<strong>di</strong> mura, almeno fino a' tempi<br />
d'Augusto. Alla fine della repubblica romana<br />
Veletri <strong>di</strong>venne più celebre per<br />
aver data origine a Caio Ottavio Turino,<br />
o Cepia, nato dopo 1* adozione dello zio<br />
Giulio Cesare col nome d'Ottaviano (come<br />
nato dalla figlia <strong>di</strong> sua sorella A Iti a o<br />
Azziaaricina, perciò gloria anche <strong>di</strong>Riccia<br />
o Arida, come notai in quell'articolo), e<br />
dopo il suo innalza mento con quel lo d'Au-<br />
gusto; non che egli nascesse in Velelri,<br />
come molti pretendono.giacchè Svetonio<br />
nella sua vita chiaramente <strong>di</strong>mostra, olia<br />
venne alla luce in Roma, nella regione<br />
del Palatino, ma perchè veliterna era la<br />
gente Ottavia,alla quale apparteneva. Co-<br />
si il Nibby. Ma il Bauco <strong>di</strong>slesamente ra-<br />
giona d' un personaggio che signoreggiò<br />
lungamente e con tanto senno il mondo,<br />
e che <strong>di</strong> Veletri fu e sarà I' ornamento<br />
e la gloria. Egli annovera per prima tra<br />
le prerogative che rendono celebrata Ve*<br />
letri, quella d'aver dato origine alla stir.<br />
pe degli Otta vii, dalla quale <strong>di</strong>scese Ottaviano<br />
Augusto i.° imperatore del mon-<br />
do, e credesi d'avergli dato anco i natali.<br />
Che la famiglia Ottavia abbia avuto la<br />
sua nobile antica origine da Veletri, l'an-<br />
dai col benemerito ed eccellente patrio<br />
<strong>storico</strong> <strong>di</strong>cendo. Imperocché una contra-<br />
da nella più celebre parte della città chia-<br />
mossi Ottavia, ora Castello per esser il<br />
sito più elevato e ove esiste il Vico Otta-<br />
vio, ivi essendo stato eretto il suddetto al<br />
tare consagi alo a Marte da uno degli Ot-<br />
tavia Bauco riporta lutti gli autori principali<br />
chene scrissero, fra'quali Domeni-<br />
co Magri che chiamò Velelri: potentis-<br />
sima città volsca, e fortunatissima patria
2j6<br />
VEL<br />
della gente Ottavia nata per governare<br />
Roma, anzi il mondo tutto. Il cognome<br />
<strong>di</strong> questa famiglia si vuole derivato dal<br />
numero d'otto figli, come le stirpi Quin-<br />
zia, Sesta e Decia furono così dette, per-<br />
ché il loro autore nell' or<strong>di</strong>ne della ge-<br />
nerazione era il quinto, il sesto, il decimo:<br />
cosigli Ottavii furono con tal nome<br />
chiamati, perchè l'autore <strong>di</strong> questa stir-<br />
pe dall' or<strong>di</strong>ne della generazione ebbe il<br />
pronome <strong>di</strong> Ottavio. Già <strong>di</strong>ssi come da'<br />
re <strong>di</strong> Roma la gente Ottavia fu annovera-<br />
ta fra le famiglie romane al senato, e fra<br />
le patrizie; ma col decorso del tempo pas-<br />
sò fra le plebee. Dopo lunga serie d'anni<br />
per opera <strong>di</strong> Giulio Cesare tornò <strong>di</strong> nuovo<br />
a figurare nelle patrizie. Caio Rufo fu<br />
il i.°<strong>di</strong> questa stirpe, eletto per voli del po-<br />
polo alle magistrature, essendo già stalo<br />
questore. Ebbe due figli Gneo e Caio,<br />
da' quali <strong>di</strong>scesero due famiglie degli Ottavii<br />
<strong>di</strong> <strong>di</strong>versa con<strong>di</strong>zione. Poiché Gneo<br />
e tutti i suoi <strong>di</strong>scendenti ebbero gran<strong>di</strong>ssime<br />
<strong>di</strong>gnità, enumerate da Rauco; ma<br />
Caio e i <strong>di</strong> lui posteri o per umani ac-<br />
cidenti, o per propria volontà si rimase-<br />
ro nell'or<strong>di</strong>ne equestre sino al padre <strong>di</strong><br />
Augusto. Gli Oltavii della stirpe <strong>di</strong> Ca-<br />
io, dalla quale quel grande <strong>di</strong>scese, seb-<br />
bene contiuuamenle <strong>di</strong>morassero in Ve-<br />
lelri, pure non furono affatto privi de-<br />
gli 01101 i della repubblica. Caio Ottavio<br />
III, proavo d'Ottaviano Augusto, fu<br />
tribuno militare in Sicilia nella i." guer-<br />
ra contro i cartaginesi. Caio Ottavio III,<br />
avo d' Augusto, fu contento <strong>di</strong> godere iu<br />
Velelrisua patria le pubbliche magistra-<br />
ture e gli agi del suo ricco patrimonio:<br />
giunto alla vecchiezza, ivi finì i suoi gior-<br />
ni. Il suo figlio Caio Ottavio innalzò co'<br />
propri meriti la sua casa, avendo lodevolmente<br />
esercitato le cariche <strong>di</strong>ti ibuno,<br />
questore, e<strong>di</strong>le, giu<strong>di</strong>ce, senatore, e finalmente<br />
proconsole o pretore col governo<br />
della Macedonia, <strong>di</strong>sfacendo nel recarvisi<br />
a Turi (per cui fu imposto il cognome <strong>di</strong><br />
Tui ino ad Angusto, prima avendo quello<br />
<strong>di</strong> Cepa), d'or<strong>di</strong>ue del senato, i fuggitivi<br />
VEL<br />
avanzi dell' esercito <strong>di</strong> Spartaco e <strong>di</strong> Ca-<br />
tilina. Governò la provincia con giustizia<br />
e valore, perchè in un gran conflitto fu-<br />
gò<br />
morì all'improvviso in Nola nell'anno <strong>di</strong><br />
Roma 690, e <strong>di</strong>poi dal figlio Augusto gli<br />
fu eretto nel Monte Palatino un arco ma-<br />
i bessi e i traci. Partito <strong>di</strong> Macedonia,<br />
.* gnifico. Egli dalla sua 1 moglie Anca-<br />
ria ebbe soltanto Ottavia maggiore, prima<br />
moglie <strong>di</strong> Marcello personaggio consolare,<br />
e poi del triumviro Marc' Anto-<br />
nio; <strong>di</strong> rara bellezza esavissima. Da Mar-<br />
cello essa ebbe il celebre Marcello, im-<br />
mortalato da Virgilio, che Augusto desti-<br />
nava a succedergli, ed a lui intitolò il<br />
Teatro <strong>di</strong> Marcello {V •)• La morte del<br />
figlio pose Ottavia in profonda malinco-<br />
nia, e allora cessò in parte d' esser sag-<br />
gia, per o<strong>di</strong>are tufle le donne madri, e<br />
non permettendo che si pronunziasse il<br />
nome <strong>di</strong> Marcello alla sua presenza. Ma<br />
quando il principe della poesia Ialina Vir-<br />
gilio, si propose celebrare Augusto per<br />
eroe della sublime epopea dell' Eneide,<br />
nel legger l'episo<strong>di</strong>o commovente della<br />
morte e dell'elogio del giovaneiMarcello,<br />
Ottavia cadde in deliquio; riavutasi, or<strong>di</strong>nò<br />
che si contassero a Virgilio <strong>di</strong>eci se-<br />
sterzi per ogni verso <strong>di</strong> tale episo<strong>di</strong>o che<br />
ne ha 32. La sommaeraallora enorme;<br />
tuttavia il suffragio d'Augusto e del suo iu<br />
illustre corteggio <strong>di</strong> scrittori, le lagritn<br />
il' una madre sorella del signor del mui<br />
do, erano d'assai maggior pregio agli<br />
chi <strong>di</strong> Virgilio che lutti i tesori del mot<br />
do. Ottavia riuscì a temperare alquanto<br />
il furore de' triumviri M. Antonio e Ot-<br />
taviano, ed anche a riconciliarli; ma no<br />
potè impe<strong>di</strong>re la rottura dopo che IVI<br />
Antonio prese a trattarla male in fot<br />
della sua indegna passione per Cleopi<br />
tra, e <strong>di</strong>venne il pretesto della guerra pi<br />
<strong>di</strong>sputarsi tra il fratello e il marito la<br />
guoria del mondo. Ella per altro con<br />
nuò ad amare M. Antonio, e morto<br />
pianse e trattò i<br />
figli <strong>di</strong> lui come suoi pi<br />
pri. Ottavia <strong>di</strong>ede il suo nome ad una<br />
blioteca, probabilmente quella d'Apuli<br />
l
VE L<br />
sul Palalino,ad ima piazza pubblicami un<br />
poi lini, per volere d'Augusto; portico <strong>di</strong>e<br />
eretto presso il Teatro <strong>di</strong> Balbo eil Tea-<br />
tra <strong>di</strong> Marcello, in questi articoli ne ri-<br />
parlai. Caio Ottavio restato vedovo d'An-<br />
turio, passò alle seconde nozze con Attia<br />
figlia <strong>di</strong> M. Attio Balbo e <strong>di</strong> Giulia sorel-<br />
la <strong>di</strong> Giulio Cesare <strong>di</strong>ttatore della repub-<br />
blica romana. Da questo nacquero Otta-<br />
via minore, e Caio Ottavio detto poi Ot-<br />
taviano Cesaie Augusto, <strong>di</strong>e al colino<br />
dell' umane grandezze innalzò la sua ca-<br />
sa, e acquistò l'impero <strong>di</strong> Roma, per cui<br />
in quell'articolo ne celebrai i fasti e il se<strong>di</strong>lo<br />
d'oro <strong>di</strong> sua epoca, e meglio nel campo<br />
immensurabile della storia <strong>di</strong> questa<br />
voluminosa ed enciclope<strong>di</strong>ca mia opera.<br />
RI. Antonio cognato, nemico e competi-<br />
Ini e dell'impero <strong>di</strong> Augusto, come scrive<br />
Svetonio, bassamente gli rimproverò per<br />
emulazione e invi<strong>di</strong>a l' origine paterna<br />
d aver avuto il bisavolo fornaro e l'avo<br />
banchiere; e l'origine materna, <strong>di</strong>cendo<br />
che il bisavolo fosse africano, e <strong>di</strong>e in<br />
Alicia esercitò I' arte ora <strong>di</strong> molinaro e<br />
ora d'unguentiere. .Malignila tutte <strong>di</strong>esi<br />
respingono cogli storici, che scrivono Au-<br />
gusto <strong>di</strong>scendere da famiglie paterna e<br />
materna illustri e nobili. Piace a Banco<br />
<strong>di</strong> spaziare alquanto sul racconto della<br />
nascita d' Ottaviano Augusto, sulla que-<br />
stione s'ebbe i natali in Roma o in Ve-<br />
tetri, riportando i <strong>di</strong>screpanti sentimenti.<br />
Che sia nato in Veletri, l'asseriscono gli<br />
storici velilerui Theuli e Borgia, adduce<br />
tidone prove <strong>di</strong> vari scrittori, benché<br />
<strong>di</strong>ce Borgia co'giuristi che si contrae l'o-<br />
rigine da una città anche pe' natali del<br />
padre; altri scrittori aggiunge Banco,<br />
ripetendo col Volpi, essere Augusto ve-<br />
liteuio per origine e educazione ch'ebbe<br />
ili Veletri, e col car<strong>di</strong>nal Borgia nipote<br />
dello <strong>storico</strong>, essere oriundo da Veletri<br />
e rimasto poi pi ivo del padre fu educato<br />
presso la madre, secondo Dione. Vicino<br />
.1 Veletri era tra<strong>di</strong>zione, e si mostrava<br />
il luogo ove Augusto era stalo nu<strong>di</strong> ito,<br />
col Topi uione che (piasi ivi fosse nato. D'ai<br />
V E L a 77<br />
tronde Svetonio, riferito pure da Nibby<br />
nella Roma antica, par. a.", p. 3gg e<br />
407, descrivendo il Palatino, <strong>di</strong>ce che in<br />
esso pel i.°vi ebbe casa Gneo Ottaviocon-<br />
sole nel 58g <strong>di</strong> Roma, cospicua e piena<br />
<strong>di</strong> <strong>di</strong>gnità, senza rilevare s' era della fa-<br />
miglia Ottavii (però tale lo trovo nell'al-<br />
bero genealogico della famiglia Ottavia,<br />
presso Bauco). Bensì <strong>di</strong> questa Caio Ottavio<br />
padre d' Augusto anch' egli avea<br />
casa sul Palatino nella punta che domina<br />
l'o<strong>di</strong>erna Chiesa <strong>di</strong> s. Anastasia. Ivi<br />
nacque Augusto a' 23 settembre l'anno<br />
<strong>di</strong> Roma 691, nella contrada ad Capita<br />
Bubula, dove fino a'giorni <strong>di</strong> Svetonio<br />
mostra vasi la camera in che era nato, ri-<br />
dotta a sacrario. Con più dettaglio lo rac-<br />
conta pure Bauco, con Volpi che <strong>di</strong>ver-<br />
samente interpreta il testo del greco Dio-<br />
ne, che seguì il sentimento <strong>di</strong> Svetonio.<br />
Nacque Augusto nella mattina, in cui trat-<br />
ta vasi in senato la congiura <strong>di</strong> Cal<strong>di</strong>na.<br />
Caio Ottavio avendo lardato a recarsi in<br />
senato, ricercatone <strong>di</strong>sse essergli nato un<br />
figlio. Allora Publio Nigi<strong>di</strong>o Figlilo sena-<br />
tore, celebre matematico e astrologo, presagì<br />
l'impero d'Ottaviano, esclamando<br />
essergli natoil signore del mondo. Caio<br />
Ottavio ne fu così dolente, temendo che<br />
Roma perdesse la sua libertà, che determinato<br />
d' uccidere il figlio, Publio lo<br />
<strong>di</strong>stolse dalla barbara risoluzione. Rac-<br />
conta Svetonio, che Ottaviano ancor fan-<br />
ciullo fu multilo e educato in una villa<br />
de' suoi avi presso Veletri in piccola stan-<br />
zetta, poi tenuta da'gentili in grande ve-<br />
nerazione, ch'esisteva a suo tempo (morì<br />
nell'89 1 <strong>di</strong> Roma); e come fanciullo im-<br />
pose a' ranocchi <strong>di</strong> cessare dal gracidare.<br />
Ciò ho riferito ne' paragrafi Cisterna e<br />
Giuliano, perchè si vuole <strong>di</strong>e succedesse-<br />
ro ad Ullubra, ritenuta per il luogo ov'e-<br />
ra la villa in cui fu educato Augusto. Di<br />
4 anni perde il padre, e pupillo restò sot-<br />
to la tutela e cura della madre e <strong>di</strong> L.<br />
Filippo suo zio paterno. Cresciuto poi in<br />
età, visse presso Giulio Cesare zio <strong>di</strong> sua<br />
madre, il quale molto l'amò e molta cu-
278<br />
VEL<br />
ra ne prese, per esser privo <strong>di</strong> prole e per<br />
aver concepito gran<strong>di</strong>ssime speranze <strong>di</strong><br />
lui.Prestofu istruito nelle lettere greche<br />
e latine, e <strong>di</strong> 12 anni fece un'orazione in<br />
lode della defunta Giulia sua ava; <strong>di</strong> i5<br />
dal prozio <strong>di</strong>ttatore fu adottato per te-<br />
stamento e <strong>di</strong>chiarato suo erede. Pel tragico<br />
avvenimento <strong>di</strong> Giulio Cesare, a un<br />
tratto e <strong>di</strong> 18 anni Ottaviano comparve<br />
nella scena del mondo per farvi la figura<br />
principale; <strong>di</strong>co scena perchè egli stesso<br />
in morte domandò a quelli che lo cir-<br />
condavano, se avea bene rappresentato<br />
la parte sua nella comme<strong>di</strong>a della vi-<br />
ta, come a suo luogo narrai, e per ultimo<br />
nel voi. LXXX V, p. 24*2. Non ebbe<br />
figli da 4 mogli; tranne la figlia Giulia,<br />
e morì a IN ola nella stessa camera e nel<br />
medesimo letto dov' era morto Caio Ottavio<br />
suo padre ; <strong>di</strong> 66 anni e nel y53<br />
<strong>di</strong> Roma, in che non sono d'accordo col<br />
Banco quegli storici, co' quali procedei<br />
nel registramele principali azioni e im-<br />
prese nel citato articolo ; venendo depo-<br />
sto in quel mausoleo che descrissi nel<br />
voi. LXl V, p. 1 4 1 • Tacque Virgilio <strong>di</strong> sua<br />
stirpe, per l'adulazione colla quale lo fa<br />
<strong>di</strong>scendere da stirpe <strong>di</strong>vina e lo chiama<br />
Dio, forse per aver Augusto detto <strong>di</strong> se<br />
stesso, dopo aver collocato fra gli Dei<br />
Giulio Cesare suo padre adottivo e avergli<br />
de<strong>di</strong>calo il l'empio <strong>di</strong> Giulio Cesare<br />
(V.): Divi Julii se fìlium cssej e Divi<br />
genus. Passa il Banco ad esaminare l'e-<br />
ru<strong>di</strong>ta questione, per fissare il luogo ove<br />
fu educato Augusto, alimentata da' versi<br />
d'Orazio, e dall' iscrizione composta da<br />
uu veliteruopel rinvenimento dell'acqua<br />
viva nel piano <strong>di</strong> Faggiola condotta iu<br />
città nel sito appellato Ulttbrh> f e posta<br />
nel pubblico palazzo. 11 Bauco riferisce i<br />
pareri sul vocabolo Ulubrio, se in<strong>di</strong>ca<br />
Uluhra degli antichi, della qual città m<br />
<strong>di</strong>sputa il luogo ove sorgesse. Alcuni <strong>di</strong>cono<br />
nella pianura <strong>di</strong> Faggiola confinante<br />
con Nemi, altri vicino a Cori oa Semionda,<br />
altri a Cisterna, altri nelle Pabuli<br />
Pontine. 11 velilerno Lau<strong>di</strong> nel mss, delle<br />
VE L<br />
cose <strong>di</strong> Veletri, opina che 1' educatorio<br />
d' Augusto fosse situato poco lungi da<br />
Veletri nella contrada s. Cesareo, ora ri-<br />
dotta a cultura <strong>di</strong> bellissime vigne. Ed il<br />
celebre archeologo Car<strong>di</strong>nali nell'iter/-<br />
zioni Veliterne, nel!' illustrare il frammento<br />
d'una riguardante Ulubra, trova-<br />
la nel patrio territorio presso il ponte deb<br />
l'Incu<strong>di</strong>ni e in<strong>di</strong> riposta nel palazzo pub-<br />
blico, conclude che Ulubra sia stata nella<br />
detta contrada dell'Incu<strong>di</strong>ni, e che ivi fu<br />
educato Augusto. Ma Bauco propende a<br />
credere che 1' educatorio d'Augusto, da<br />
Svetonio designato in una villa de' suoi<br />
avi presso Veletri, fosse nel luogo detto<br />
s. Cesareo, appunto per essere vicino a<br />
Veletri esito ameno, e non mai in Ulu-<br />
bra esistente a' tempi <strong>di</strong> Svetonio presso<br />
una palude in aria pestilenziale; ne fan-<br />
no prova i magnifici avanzi d'antichi e<strong>di</strong>-<br />
fizi, e i! rinvenimento <strong>di</strong> molte medaglie<br />
d'Augusto, e d'una sua testa con corona<br />
civica ivi scavata; e neppure nella contra-<br />
da dell'Incu<strong>di</strong>ni 3 miglia lontana da Ve-<br />
letri, non essendovi memoria che ivi ab-<br />
bia esistito Ulubra e senza vedervi segno<br />
<strong>di</strong> palude, né <strong>di</strong> territorio, perchè Velie-<br />
tri l' ebbe sempre estesissimo. Con più<br />
ragione potrebbesi pretendere l'esistenza<br />
d' Ulubra vicino a Cori, perchè in tal<br />
città fu trovato il marmo <strong>di</strong> Spira donna<br />
ulubrana, che a sue spese de<strong>di</strong>cò un'ara<br />
a Bacco; e <strong>di</strong> più Sermoneta pel marmo<br />
ivi esistente che parla d'un pubblico ma-<br />
gistrato d' Ulubra, e più ancora Cisterna<br />
dov' esiste altra lapide che fa menzione<br />
<strong>di</strong> magistrature <strong>di</strong> detta città, e maggior<br />
niente per essere le due terre confinati!<br />
colle Pontine. Nel j53 dalla fondazior<br />
<strong>di</strong> Roma e nell'anno 3o.° circa dell'i]<br />
pero d' Augusto, accadde lo strepitose<br />
glorioso avvenimento della salutifera n<br />
scita del Salvatore del mondo Gesù Ci<br />
sto, il più celebre e memorabile del suo<br />
regno, <strong>di</strong>e dando principio all' Era ('ri-<br />
sliana o volgare o nostra, questa ora<br />
guirò coli' avvertenza notata nel ve<br />
L.VW, p. 211. 11 can. Bauco slima ai
VCL<br />
cora esser gloria singolare per Veletri<br />
l'essersi degnalo il Redentore dell'uman<br />
genere e Signore supremo dell'universo,<br />
nascere sulla terra sotto il dominio d'un<br />
personaggio <strong>di</strong> stirpe veliterna. La celeste<br />
dottrina insegnata dal Figlio <strong>di</strong> Dio e la<br />
cristiana religione da lui fondala, dopo la<br />
sua morte fu pre<strong>di</strong>cata e sparsa dagli Apostoli<br />
e <strong>di</strong>scepoli <strong>di</strong> Lui per tulio il mon-<br />
do conosciuto. Stimasi, che presto pene-<br />
trasse in Veletri questa <strong>di</strong>vina religione;<br />
fortunato avvenimento <strong>di</strong> cui però nou<br />
si può rintracciare l'epoca certa. Da fon-<br />
date congetture si conosce, che ne'pi imi<br />
tempi della Chiesa quivi sia stato annunziato<br />
I' Evangelo: la vicinanza <strong>di</strong> Roma,<br />
dove s. Pietro principe degli apostoli sta-<br />
bilì la sua cattedra, mostra la possibili-<br />
tà non che la certezza d' aver Veletri ri-<br />
cevuto il lume della fedecontemporaneamente<br />
a Roma. I successori d'Angusto,<br />
nella maggior parte non lo somigliaro-<br />
no, e la loro crudeltà e corruttela, l'anar-<br />
chia delle milizie pretoriane, degenerato<br />
il popolo romano nella mollezza e ne' vizi,<br />
prepararono la <strong>di</strong>ssoluzioue dell'impero.<br />
Assalito questo in più provinole, Costan-<br />
tino I per meglio <strong>di</strong>fenderlo, dopo aver<br />
concesso il libero esercizio alla religione<br />
cristiana, trapiantò la sede dell'impero a<br />
Bisanzio, per lui denominata Costanti-<br />
nopoli j cos'i la <strong>di</strong>vina Provvidenza preparando<br />
a' Papi la sovranità <strong>di</strong> Roma,<br />
onde dal Faticano (V,} governare liberamente<br />
il cristianesimo. Presto però essa<br />
<strong>di</strong>venne segno all'irruzioni, alla fierezza,<br />
alla devastazione e depredazioni de' bar-<br />
ba ri, meutie l'impero era slato <strong>di</strong>viso in<br />
Occidentale e in Orientale. Pel i ."nel 4 1 o<br />
l'assalì e saccheggiò Alarico ve de Coli.<br />
Quin<strong>di</strong> partendo alla volta <strong>di</strong> Napoli, mi-<br />
se a ferro e fuoco tutti i luoghi ch'erano<br />
presso la via Atipia, fino a Cosenza, dove<br />
morì carico <strong>di</strong> ricchissime spoglie. I veli-<br />
terni che mantenevano ancora la città uel<br />
suo splendore, ove continuava*! a dare<br />
giuochi anfitealrali,secoudo Nibby, sog-<br />
giacquero alle stesse crudeltà e rovine.<br />
V E L 279<br />
Essi furono anzi i primi a provare gli spa-<br />
ventevoli e desolanti effetti della gotica<br />
barbarie, duratile anche l'asse<strong>di</strong>o <strong>di</strong> Roma<br />
per le continue scorrerie che da' goti<br />
nel loro territorio facevansi; onde i veli-<br />
terni, abbandonata la città, rifuggironsi<br />
con altri popoli nelle vicine montagne, in<br />
luoghi inaccessibili e nascosti per sottrarsi<br />
dall' ultimo esterminio. Nel pontificato<br />
<strong>di</strong> s. Leone I il Grande e nel fói com-<br />
parvero nell'Italia gli Li uni, popoli feroci<br />
condotti da Aitila, il quale alle rimostran-<br />
ze <strong>di</strong> quel Papa si ritirò, con formidabile<br />
sterminio de' luoghi per cui passò. Nel<br />
455 la bella penisola fu straziata da Gen-<br />
serico re de' Fondali, il quale dopo aver<br />
invaso l'Africa, con numeroso esercito<br />
saccheggiò Roma, ponendo a ferro e fuo-<br />
co il Lazio per tutta quella parte che abbraccia<br />
le provincie <strong>di</strong> Marittima e Cam-<br />
pagna, Veletri e tulli gli altri paesi cui<br />
transitò o si recò. I veli terni nuovamen-<br />
te abbandonala la città, tornarono a na-<br />
scondersi fra le balze de'mouti, come fa-<br />
cevano gli altri popoli per salvare la vi-<br />
ta. Dicesi.al riferire<strong>di</strong> Bauco,che in que-<br />
sta fatale occasioue si fabbricassero roc-<br />
che sopra le più. scabrose e inaccessibili<br />
rupi. Non passarono molli anni, che ca-<br />
lato in Italia Odoncre re degli Eruli, nel<br />
476Ì11 Ravenna <strong>di</strong>e fineall'impero d'Occidente,<br />
e quin<strong>di</strong> occupò Roma: nuovi<br />
guai non saranno mancati a Veletri sotto<br />
il nuovo barbaro invasore, proclamato<br />
re d'Italia. Ma fissando poi la sua sede<br />
in Ravenna, Roma rimase sottoposta al-<br />
l'impero d'Oriente,il quale governandola<br />
co' luogotenenti, le sue città e provincie<br />
limitrofe formarono il ducalo romano,<br />
<strong>di</strong> cui feci cenno nel principio <strong>di</strong> quest'ar-<br />
ticolo; in tal modo la Provvidenza an-<br />
dava maturando i destini <strong>di</strong> Roma pa-<br />
pale, perchè <strong>di</strong>venisse pacifico e princi-<br />
pesco dominio della s. Sede e de' Papi. In-<br />
tanto Teodorico re de'goti, mal soffrendo<br />
cheOdoacre regnasse in Italia, l'assa-<br />
lì e gli tolse regno e vita iu Ravenna nel<br />
4g3, facendosi gridare re d'Italia, e do-
tt8e V K L<br />
minò pure in Roma. Nel secolo seguen-<br />
te (Giustiniano 1 imperatore d'Oriente a<br />
mezzo del valoroso Belisario ricuperata<br />
l'Africa da'vandali, determinò col mede-<br />
simo capitano <strong>di</strong> line il simile coll'ltalia<br />
e. l'impero d'Occidente. Rapido fu il con-<br />
quisto <strong>di</strong> Belisario, spontaneamente a lui<br />
arrendendosi le città per cui passò, com-<br />
presa Veletri, entrando in Roma a' io <strong>di</strong>-<br />
cembre 536 o 537. Velelri provvide il<br />
<strong>di</strong> lui esercito con molle vettovaglie, <strong>di</strong><br />
< ui penuriava; e si vuole che Belisario vi<br />
<strong>di</strong>morasse qualche giorno prima d' av-<br />
viarsi a Roma, per interpellarne il sena-<br />
Io e porsi con esso in intelligenza onde<br />
t;li a piisse le porte. Assunto al regno de'<br />
j^oti Tolila nel 54 1, questi sconfisse più<br />
volte i greci eserciti <strong>di</strong> Giustiniano I, e ri-<br />
prese Roma nel 546 ; quin<strong>di</strong> non fu po-<br />
co il danno che ne risentì Velelri per le<br />
continue scorrerie de' haiRari, che vi si<br />
recavano n predare. Pervenuti i goti ad<br />
impadronirsi <strong>di</strong> nuovo <strong>di</strong> tutte le città del<br />
Lazio, Velelri tornò a gemere sotto il lo-<br />
ro giogo; finché Giustiniano 1 nel 55 2<br />
spedì in Italia con poderoso esercito JVar-<br />
sete, il quale vinse e <strong>di</strong>sperse i goti, colla<br />
morte <strong>di</strong> Totila, riconquistò Roma con<br />
tutto il Lazio, e nel 553 il rimanente d'I-<br />
talia, terminando la dominazione gotica<br />
colla vita dell'ultimo loro re Teia. Re-<br />
spirò Velelri fornata sotto il dominio im-<br />
peliate, poiché ella fu una delle città più<br />
maltrattale da'barbari, per aver soccorso<br />
l'esercito capitanatoda Belisario.IVè mancò<br />
<strong>di</strong> prestare que'servigi che potè a Nar-<br />
sete, dal quale venue ricompensata e pri-<br />
vilegiata sopra tutte l'altre città. Fin da<br />
quel tempo si vuole che Velelri fosse eseutata<br />
dal governo del prefetto <strong>di</strong> Roma.<br />
Governa vasi essa co'suoi propri ma-<br />
gistrati, colla soggezione imme<strong>di</strong>ata allo<br />
stesso imperatore e a'suoi ministri. Ben-<br />
ché sempre e spesso Velelri abbia avuto<br />
liti e controversie sopra la giuris<strong>di</strong>zione,<br />
col prefetto o duca, senato e popolo romano,<br />
secondo gli storici veliterni, de-<br />
v'essere obbligata a Giustiniano I, e a<br />
V E L<br />
N arsele suo generalissimo e luogotenen-<br />
te in Italia, per avere concesso a Velelri<br />
il privilegio della libertà imperiale, per<br />
cui usa nel <strong>di</strong>scorso stemma l'epigrafe :<br />
Est tniiii libertas imperialis. Narsete<br />
schernito, come eunuco, dall'imperatri-<br />
ce Sofia moglie <strong>di</strong> Giustino II, preso da<br />
vendetta, si <strong>di</strong>ce, che a tra<strong>di</strong>mento chiamò<br />
in Italia i Longobar<strong>di</strong>, condottivi dal<br />
re Alboinonel 568. Questi barbari in pro-<br />
gresso <strong>di</strong> tempo occuparono quasi tutta<br />
l'Italia, governandola per mezzo <strong>di</strong> du-<br />
chi, e stabilendovi il governo feudale. Al-<br />
lora tutte le città italiane soggiacquero a<br />
un totale cambiamento nelle leggi e ne-<br />
gli stalliti, perciò nella forma <strong>di</strong> gover-<br />
no. Ne' secoli successivi probabilmente<br />
venne in Veletri introdotto il magistra-<br />
to <strong>di</strong> due consoli, con grande autorità.<br />
Frattanto all'infestazioni e scorrerie col-<br />
le quali i longobar<strong>di</strong> travagliavano i luoghi<br />
circonvicini a Roma, massime quando<br />
nel 58g re Autari mise a sacco e deva-<br />
stò lutti i luoghi vicini a Roma, nelP an-<br />
dare da Spoleto a Benevento e fino a Pieg-<br />
gio ; si aggiunsero le calamità dell'inon-<br />
dazioni e del contagio, restando vittima<br />
<strong>di</strong> quello dell'anguinaia Papa Pelagio 11<br />
nel 5qo ; la peste non cessando che nel<br />
pontificato del successore s. Gregorio I il<br />
Grande. Egli impedì che Agilulfo re de'<br />
longobar<strong>di</strong> nel 5q3 espugnasse Roma da<br />
lui asse<strong>di</strong>ata; ma i barbari si sfogarono<br />
con chi capitava loro alle mani crudel-<br />
mente, devastando la campagna e i <strong>di</strong>n-<br />
torni <strong>di</strong> Itoma. Danna lettera <strong>di</strong> s. Gre-<br />
gorio I rilevasi, che i longobar<strong>di</strong> giunsero<br />
anche in Veletri, ingiungendo a Giovan-<br />
ni vescovo della città, che ad evitare il<br />
furore de' barbari trasferisse la sua sede<br />
in un luogo meno esposto della <strong>di</strong>oces<br />
ov'egli e il popolo potessero essere più<br />
curi dall'incursioni nemiche. Provvido I<br />
il pontificio consiglio, poiché Agilulfo ce<br />
suoi longobar<strong>di</strong> cagionarono per la vi<br />
Appiani queste contrade gravissimi dar<br />
ni, e fra le città che rie rimasero deserte<br />
quella vescovile <strong>di</strong> Tre Taberue allora n
V E L<br />
slò allatto desolata e <strong>di</strong>strutta. Trovo in<br />
Nihby, che s. Gregorio I possedeva fon<strong>di</strong><br />
nel territorio <strong>di</strong> Veletri, in quel tempo<br />
chiamata Bellitri.e li donò alla Chiesa de'<br />
ts. Gio. e Paolo <strong>di</strong> Roma, i quali sono<br />
ricordali nelle tavole dell'alto <strong>di</strong> tal do-<br />
nazione esistente nella sagrestia <strong>di</strong> detta<br />
rliiesa ; cioè i futull Mnciamts, Casconis,<br />
Praetorioius, Casacatrlli. Altri fon<strong>di</strong><br />
possedeva nel territorio veliterno s. Gregorio<br />
II, che donò dopo il 7 1 5 alla basilica<br />
Vaticana, come si apprende dalla lapide<br />
esistente nel portico della slessa basilica,<br />
i quali furono particolarmente destinati<br />
ail alimentare i lumi che ardono intorno<br />
al sepolcro <strong>di</strong> s. Pietro. Essi erano : nella<br />
Massa Ficloriolae , I' oli veto nel fondo<br />
!'> iimelliono, quello nel fondo Ottaviano.<br />
Nella Massa Trabaliana, l'olivelo nel<br />
fondo bui reiano, quelli ne'fon<strong>di</strong> Oppia-<br />
no, Giuliano, Viviano, Calliano, Soltfi-<br />
ciano, l'almi, Salari, Sartariano, Galliano<br />
eCarbonaria.Nella Massa. Caesaria-<br />
na, gli oliveti ne'fon<strong>di</strong> Fiorano, Pi isciano<br />
e (i tassiano, Pascolano, Vnriniano e Ce-<br />
sariano. Nella Massa /W///z/itf.gli oliveti<br />
ne'fon<strong>di</strong> Poliziano, Casaromauiana, Tal-<br />
tiano e Casatlorana. Nella Massa Siria-<br />
na, gli oli veti ne'fon<strong>di</strong> Bai inno, Caccia-<br />
no, Poliziano, Aquiliuno, Steiauo e Gassi.<br />
Finalmente nella Massa Nrviana, gli oli-<br />
teli ne'fon<strong>di</strong> Arcipiano, Corneliano e Ur-<br />
sauo. Questa nomenclatura non solo <strong>di</strong>-<br />
mostra la molteplicità de'fon<strong>di</strong> del terri-<br />
torio veliterno nel principio del secolo<br />
\ III, quanto allora fosse coltivato ad oli-<br />
vi, ma ancora la probabilità che alcuni<br />
vocaboli derivino da possessioni della<br />
gente Ottavia e <strong>di</strong> Augusto. Ragionando<br />
dell'origine della Sovranità della s. Se~<br />
de de' Papi (P.), narrai a' loro luo-<br />
gi, che i Papi da gran tempo erano i pa-<br />
dri e i proiettori de'romani e de'popoli<br />
ritvostanti, e anche più lontani, in ogni<br />
maniera beneficandoli colle incessanti lo-<br />
ro cure ; mentre che essi abbandonali al-<br />
la (uria de' longobar<strong>di</strong> da'greci impera-<br />
tori, solamente ne'Poulefici 1 icouosceva-<br />
VEL a8i<br />
no tutela e soccorso. A questa negligenza<br />
degl' imperatori <strong>di</strong> Costantinopoli nel<br />
pontificato <strong>di</strong> s. Gregorio li si aggiunse<br />
la pei'se<strong>di</strong>zione religiosa. Pei l'eresia de-<br />
gl Iconoclasti, <strong>di</strong>spreizatoli delle ss. ///
»$»<br />
V E L<br />
VEL<br />
do il <strong>di</strong>ploma colle paiole <strong>di</strong> fratelli dì-<br />
lettissimi, omnibus P'ellìtrensibus. I ti esso<br />
deplora i tormenti, le prigioniere mor-<br />
ti da' veliterni con forte animo soppor-<br />
tate nello scisma che lacerava la Chiesa,<br />
esaltandone la costante fedeltà. Di più<br />
confermò loro tutti gli antichi usi e co-<br />
stumi favorevoli, ed il possesso <strong>di</strong> tutto<br />
il territorio e de'privilegi che godevano.<br />
Velletri avea l'obbligo <strong>di</strong> fornire <strong>di</strong> vitto<br />
il Papa e la sua corte, quante volte egli<br />
si fosse portato in questa città e per tutto<br />
il tempo della <strong>di</strong>mora. Siccome ciò spes-<br />
so accadeva, e grave era il <strong>di</strong>spen<strong>di</strong>o del<br />
comunale erario, Urbano 11 nel <strong>di</strong>ploma<br />
ridusse l'obbligo ad un sol pasto, unius<br />
comeslionis, a carico del vescovo e del<br />
clero, altro dovendo somministrare i lai-<br />
ci, come leggo nel commento del Borgia<br />
che riporta il <strong>di</strong>ploma, la cui pergamena<br />
esiste nell'archivio municipale. Questa e-<br />
senzione confermò poi Bonifacio Vili nel<br />
1298. Urbano II dev'essere stato in Vel-<br />
letri altra volta, come rilevasi dalle parole<br />
: sicut in more habetis, et mecuni<br />
egistis. Il Borgia crede dopo la sua e-<br />
lezione seguita in Terracina. Inoltre ri-<br />
levasi dal breve, che Velletri era tenuta<br />
a somministrare al Papa le milizie, che<br />
doveano andare all'esercito della provin-<br />
cia Maritimam et Campanìam.Da que-<br />
sto peso ella fu sgravata prima in parte<br />
da Urbano 11, e poi in lutto da altri Pa-<br />
pi, come riferisce Bauco. In vece spiega<br />
Borgia, non da Urbano II, ma da altri<br />
Papi prima ne fu esonerala in parte, e<br />
poi del tutto <strong>di</strong>spensata. Morto l'antipa-<br />
pa in Aquila nel 1 100, il Papa Pasquale<br />
Il coraggiosamente coll'armi volle ricon-<br />
quistare le terre tolte alla Chiesa nelle<br />
passate turbolenze, e punire i<br />
capi della<br />
libertà romana; onde Velletri prese oc-<br />
casione <strong>di</strong> sgravarsi <strong>di</strong> molte gravezze e<br />
novità, <strong>di</strong> prepotenza imposte dall'anti-<br />
papa. Abusi che abolì Pasquale II con<br />
breve de'6 aprile 1 102, confermando le<br />
concessioni <strong>di</strong> s. Gregorio Vile Urbano<br />
II, circoscrivendone il territorio con ìiui-<br />
V E L 283<br />
pli confini che tuttora si conservano. Soffrì<br />
Pasquale il molte afflizioni, sia pero-<br />
pera <strong>di</strong> altri 3 antipapi, ch'ebbero breve<br />
durata, sia per voler i romani dare per<br />
successore al defunto prefetto il figlio an-<br />
cor fanciullo, esia per la ribellione <strong>di</strong> Tolomeo<br />
conte Tusculano, per cui in segui-<br />
to tutto il tratto marittimo del Lazio fu<br />
involto nella stessa insurrezione, compresi<br />
Ninfa, Castel Tiberio e Semionda. Non<br />
ostante Velletri rimase fedele al Papa.<br />
Secondo Nibby, la ribellione avvenne nel<br />
1 i 1 5, quando il Papa andò in Puglia per<br />
concertarsi co'normanni, ad onta che a-<br />
vesse affidato a Tolomeo 1' amministra-<br />
zione <strong>di</strong> tutti i patrimoni esterni della<br />
Chiesa, con fare insorgere Tusculo, Pre-<br />
neste, Anagni, e la Sabina per la sua al-<br />
leanza coli' abbate <strong>di</strong> Farfa. A questa<br />
mossa posero argine, Albano, tutta la<br />
provincia <strong>di</strong> Marittima e Velletri, che an-<br />
darono esposte a depredazione per parta<br />
de'ribelli. Al ritorno del Papa si quietarono<br />
le cose. Vuole il Theuli, che Anastasio<br />
IV deli i53 fosse per alcun tempo<br />
in Velletri, per essere slato abbate del-<br />
l'abbazia veliterna <strong>di</strong> s. Rufo; ma il Borgia<br />
nella Storia eli Fellctri, <strong>di</strong>chiara non<br />
esservi mai stata nella <strong>di</strong>ocesi tale abbazia,<br />
e forse quella del priorato <strong>di</strong> s. Anastasio<br />
fu soggetta all'abbazia <strong>di</strong> s. Rufo<br />
<strong>di</strong> Provenza. Bensì crede probabile l'as-<br />
serto pure da altri, che Anastasio IV e-<br />
ducato in Velletri nel monastero <strong>di</strong> s. Anastasio<br />
e <strong>di</strong>venuloueabbate, crealo Pa-<br />
pa neassunse il nome. Narrano Nibby, e<br />
il cav. Coppi nelle Memorie Colo/mesi,<br />
che nel 1 1 79 Alessandro III col consenso<br />
de'car<strong>di</strong>nali concesse a Rainonede Tu-<br />
sculano Norma e Vico colle pertinenze,<br />
ricevendo in permuta il castello <strong>di</strong> Laria-<br />
110 colla rocca, che allora il Papa teneva<br />
per Bainone, obbligandosi re<strong>di</strong>mere i pe-<br />
si che potessero gravare Lariauo fino a<br />
200 lire provesine; col palio <strong>di</strong> poter il<br />
solo Papa rescindere il contralto, bensì<br />
che le parti che mancassero dovessero pa-<br />
gare 5o libbre d'oro. Nel marzo <strong>di</strong> detto
&4<br />
V E L<br />
suino, Alessamlro 111 si trovavo in Velie-<br />
Ili, ove <strong>di</strong>moiò per un anno intero, per<br />
cui ivi fece la della permuta l'i i ottobre,<br />
e vi restò parte del i i 80, se pure non vi<br />
ritornò. Essendo morto Alessandro Illa<br />
Civita Castellana a'^7 o 29 agosto 1 181,<br />
convien credere che per i tumultuanti<br />
romani subilo i car<strong>di</strong>nali si recassero in<br />
Vellelri, ovvero ancora vi restava la cu-<br />
ria e corte romana, perchè il car<strong>di</strong>nal Al-<br />
bichinoli suo vescovo era decano del sa-<br />
gro collegio e in grave età, e forse vi <strong>di</strong>morava,<br />
e ivi lo elessero Papa col nome<br />
<strong>di</strong> Lucio Ili il i.° settembre e coronaro-<br />
no ivi a' 6. lAecatosi in Roma, poco tem-<br />
po vi <strong>di</strong>morò per le turbolenze della cit-<br />
tà, o per non aver voluto osservare certi<br />
costumi praticati da' predecessori. Il Vitali<br />
nella Storia <strong>di</strong>plomatica de Sena-<br />
tori <strong>di</strong> lìoma, <strong>di</strong>ce the i romani colle armi<br />
alla mano domandarono a Lucio IH<br />
<strong>di</strong> rimettere in pie<strong>di</strong> il senato colla presidenza<br />
d'un i J tf/m/o,e coll'inlera ammi-<br />
nistrazione della città e dello stato in<strong>di</strong>pendentemenleda'<br />
Papi. Pertanto Lucio<br />
ili stimò bene allontanarsi da un popo-<br />
lo tumultuante, lece ritorno in Vellelri<br />
e vi stabili la sua residenza, nella quale<br />
assolse dalla scomunica il re <strong>di</strong> Scozia<br />
Cngliemo, pronunziata contro <strong>di</strong> lui dal-<br />
l'arcivescovo <strong>di</strong> York ; ed ivi vennero al-<br />
l'u<strong>di</strong>enza del Papa Giovanni eUgone ve-<br />
scovi <strong>di</strong> Scozia per ven<strong>di</strong>care alcuni ve-<br />
scovili <strong>di</strong>ritti. In Vellelri pure a' 2 <strong>di</strong>cembre<br />
fece una promozione <strong>di</strong> 8 car<strong>di</strong>-<br />
nali, fra'quali Crivelli gli successe col nome<br />
<strong>di</strong> Urbano 111. Continuando i roma-<br />
ni nelle loro <strong>di</strong>scor<strong>di</strong>e a mostrarsi avver-<br />
si a Lucio 111, temendo questi per la vi-<br />
cinanza da Pioma <strong>di</strong> qualche gravissimo<br />
oltraggio, nel 1 1 83 passò in Anagni, e<br />
siccome tòrte e sicura vi celebrò la festa<br />
<strong>di</strong> Maiale, e secondo Novaes si recò in<br />
Roma per tentare una pacificazione, vi<br />
elesse senatore il conte baimelo, ma fu<br />
coslrello nel 1 184 partire per Modena.<br />
Le genti <strong>di</strong> Lauterio milanese bali o ret-<br />
tore <strong>di</strong> Campagna avendo occupato le<br />
V E L<br />
rocche <strong>di</strong> Laràrio e Castro, egli le rimi<br />
se nelle mani <strong>di</strong> Giordano abbate <strong>di</strong> Fos<br />
sanuova, il quale le consegnò a Papa Cle<br />
mente 111, non prima del 1 187, anno ir<br />
citi fu esallato al pontificato. Nel 1202<br />
Vellelri fu onorata dalla presenza d'In-<br />
nocenzo III, avendo a cuore la pace della<br />
città co'popoli circonvicini. Agitavasi in<br />
questo tempo una lunga guerra fra' ve<br />
hlcrni, corani e sermonetaui da una par<br />
le, e fra que' <strong>di</strong> Sezze e <strong>di</strong> Ninfa, e San<br />
guineo castellano d'Acquapuzza. Questa<br />
<strong>di</strong>ssensione fu causa <strong>di</strong> gravi danni, d<br />
rapine, <strong>di</strong> morii e d'incen<strong>di</strong> d* ambo le<br />
parti, e specialmente fra' veli terni e i niii<br />
lesi. 11 nipote del Papa car<strong>di</strong>nal Ugolinc<br />
vescovo velilerno avea già trattato e cor<br />
eluso la pace tra questi popoli, ma non<br />
<strong>di</strong>meno prepara varisi <strong>di</strong> nuovo a Ila guer<br />
ra, essendosi l'uria e l'altra con altri vici<br />
ni collegate, e già erano cominciate le<br />
stilila. Laonde il Papa per impe<strong>di</strong>re i sue<br />
cessi funesti della guerra, commise d<br />
nuovo al car<strong>di</strong>nale <strong>di</strong> ridurre i detti pi<br />
poli a concor<strong>di</strong>a, ed egli con somma cu-<br />
ra e prontezza vi riusci. Nota Banco, che<br />
de'velilerni molti furono promossi a've-<br />
seovali, massime della patria, secondo il<br />
costume de' secoli antichi, per cui si pro-<br />
pose <strong>di</strong> ricordare i successivi a tanta <strong>di</strong>gnità<br />
esaltati, ed io compen<strong>di</strong>osamente<br />
lo seguirò. Nel !2o5 Innocenzo III pro-<br />
mosse alla cattedra <strong>di</strong> Firenze Giovanni<br />
Santi velilerno, celebre personaggio che<br />
pel i.° istituì la carica <strong>di</strong> Podestà nelle<br />
sue terre ecastella per mantenervi la giu-<br />
stizia, il quale costume utilissimo fu ab-<br />
braccialo in tutlo lo slato <strong>di</strong> Firenze, an-<br />
zi nell'Italia tutta. Ma non pare per quan-<br />
to riportai nell'in<strong>di</strong>cato articolo. Forse<br />
avrà migliorato e più propagato l'istituzione.<br />
Fu nel i23o sepolto nel duomo<br />
<strong>di</strong> Firenze con epitaffio che principia col-<br />
le parole: Patria Pelletrum. Nel 1227<br />
il ves.ovo car<strong>di</strong>nal Ugolino <strong>di</strong> venne Gre-<br />
gorio IX, con inesprimibile allegrezza de'<br />
<strong>di</strong>ocesani velatemi; ed avendo a' 29 set-<br />
tembre scomunicalo in Anagni l'impera-
V E L<br />
tcre Federico 11 re eli Sicilia (/"''.), toi*-<br />
nattclo il Papa a Ruma passò per Velletri,<br />
e pel grande all'elio <strong>di</strong>e rimiri va verso <strong>di</strong><br />
essa, le concesse molte grazie e privilegi.<br />
Federico II irritato perla fulminante «<br />
terribile censura, <strong>di</strong>venuto nemico del<br />
Papa, nel J228 comprò gli animi d'al-<br />
cuni magnati romani, servendosi <strong>di</strong> essi<br />
per travagliare il Papa, che per evitare<br />
gl'insulti de' sollevati romani e del sena-<br />
tore Aunilial<strong>di</strong>, si ritirò a Perugia nel<br />
maggio e vi restò sino al febbraio i23o.<br />
In tale circostanza il popolo romano pub-<br />
blicò una legge, or<strong>di</strong>nando che tulle le<br />
città, terre e castella esistenti intorno a<br />
Roma dovessero pagaie annuo tributo.<br />
A questa legge fece Velletri forte resi-<br />
stenza, <strong>di</strong>fendendosi in ogni modo con-<br />
tro T esigenze del popolo romano, dal<br />
quale sopra modo infasti<strong>di</strong>to, spedì ambasciatori<br />
al Papa per essere liberato da<br />
tante vessazioni. Gregorio IX ascollò be-<br />
nignamente gli oratori veliterni, the gli<br />
esposero le violenze de' romani per <strong>di</strong>-<br />
staccar Velletri dall' ubbi<strong>di</strong>enza <strong>di</strong>retta<br />
alla s. Sede e ridurli» in loro potere. De-<br />
siderando il Papa rimunerare i meriti de'<br />
veliterni e il costante attaccamento alla<br />
sua persona, e insieme animare gli altri<br />
popoli a mantenersi a lui fedeli, piovvi-<br />
de allo stato <strong>di</strong> Velletri con due <strong>di</strong>plomi,<br />
riferiti dalBorgia ed esistenti Dell'archivio<br />
comunale. Nel i.° si vede in quante ma-<br />
niere tentarono i romani <strong>di</strong> rendersi si-<br />
gnori <strong>di</strong> Velletri e <strong>di</strong> rimuoverla dall'ub-<br />
bi<strong>di</strong>enza dovuta al Papa, volendo ancora<br />
che i veliterni prestassero giuramen-<br />
to contro la fedeltà promessa alla s. Sede.<br />
Col 2. Gregorio IX <strong>di</strong>chiarò, che Vel-<br />
letri sempre dovesse rimanere sotto l'im-<br />
me<strong>di</strong>ata prolezione e giuris<strong>di</strong>zione della<br />
Sede apostolica; togliendo così a' romani<br />
la speranza <strong>di</strong> poterla soggettare. Confermò<br />
inoltre l'antico pi ivdegio <strong>di</strong> si ugola-<br />
re libertà concessale da'suoi predecessori,<br />
<strong>di</strong> cui la città ne porta sull'arme la <strong>di</strong>scor-<br />
.>a epigrafe; e confermò pure i<br />
privilegi de'<br />
suoi predecessori, lodando in line la coslau-<br />
V E L *8j<br />
za e virtù de' veliterni, ed esortandoli a<br />
mantenersi sempre fedeli a' successori <strong>di</strong><br />
s. Pietro. Nel 1234 Gregorio IX colla<br />
bolla de' 1 6 gennaio Rex excelsus, pres-<br />
so il Bull. Rom. t t. 3, p. 281 : Prohibi-<br />
tio alienan<strong>di</strong> Terras, Castra et alia<br />
loca Se<strong>di</strong>s apostolicae, absqtieconsensii<br />
s. Romanae Ecclesia» Car<strong>di</strong>nalium. Il<br />
Nibby nel citarla inlerprelò l'opposto,<br />
<strong>di</strong>cendo che or<strong>di</strong>nò l'alienazione del ca-<br />
stello <strong>di</strong> La ria no, senza domandare il con-<br />
senso de' car<strong>di</strong>nali (il quale castello sul<br />
finire <strong>di</strong> questo secolo eia in potere <strong>di</strong><br />
Riccardetto<strong>di</strong> Matteo nipotedel car<strong>di</strong>ni!<br />
Riccardo Annibal<strong>di</strong>, che profittando del<br />
silo esercitava ogni sorte d'estorsioni e<strong>di</strong><br />
violenze). La bolla non fu pel solo Laria-<br />
110, ma pe'luoghi <strong>di</strong> cui specialmente vol-<br />
le vietare l'alienazione, e ve lo compre-<br />
se. Anzi qui riporlo il solo brano che ri-<br />
guarda le due provincie <strong>di</strong> Marittima e<br />
Campagna, dal quale si rileverà i Ino» hi<br />
eccettuali, ed a quali <strong>di</strong> esse allora appartenessero.<br />
In Campania , Castrimi Fu-<br />
monis, Palìanì, Serronis, Larianis. fu<br />
Dlaritima, Aquam Putridain, Ostiam<br />
quam Episcopus Ostiensis tenet a Romana<br />
Ecclesiasti omnibus ipsiusEpisiopi<br />
j'ure sali'o. Ariciain t Nympliam. Tolan.<br />
Cora 111. Cisterna in, et Terracinam.<br />
Nel 1237 s'introdusse in Velletri il magi-<br />
strato appellato Podestà.L'eìeilo a questa<br />
magistratura dovea essere forastiere, e go-<br />
vernava la città con autorità assoluta <strong>di</strong><br />
punirei delitti. Perseguo della sua poten-<br />
za gli si consegnava nel possesso una ver-<br />
ga coperta <strong>di</strong> velluto nero con pomi d'argento.<br />
Siccome l'autorità <strong>di</strong> questo ma-<br />
gistrato era assai eslesa e poteva degenerare<br />
in tirannide, durava soltanto G<br />
mesi. Di quesla carica, come <strong>di</strong>ssi in lau-<br />
ti luoghi, se ne faceva gran conto, poiché<br />
il governo de' popoli era sottomesso al-<br />
l'auloi'ilà del podestà. Egli avea un go-<br />
verno illimitato, per cui i primari per-<br />
sonaggi <strong>di</strong> Roma, delle provincie, e spes-<br />
so i baroni procuravansi tal magistratu-<br />
ra. Eravi aucora un giu<strong>di</strong>ce per decidere
a86 V E L<br />
le cause civili. Ma l'autorità dell' anti-<br />
chissimo magistrato de' due consoli, per<br />
l'introduzione del podestà, restò molto <strong>di</strong>-<br />
minuita. Ebbero però 1' amministrazione<br />
delle cose pubbliche, e ciò che appar-<br />
teneva alla polizia della città; ed in mol-<br />
ti casi il podestà non poteva procedere<br />
che col parere e consenso de'consoli. Que-<br />
sti sceglievate! dalle famiglie nobili, ed<br />
eletti dal senato ossia consiglio, presso il<br />
quale risiedeva tutla l'autorità, che ve-<br />
niva comunicata nell'elezione al podestà,<br />
al giu<strong>di</strong>ce, a' consoli, a' capitani e a lut-<br />
ti gli altri dliziali pubblici. Il consiglio<br />
atea a sé riservato gli all'ari <strong>di</strong> sommo<br />
rilievo, come <strong>di</strong> pace, <strong>di</strong> guerra, <strong>di</strong> tre-<br />
gua, d'elezione <strong>di</strong> generali e <strong>di</strong> riforma<br />
degli statuti. Al magistrato de' consoli<br />
Gregorio IX <strong>di</strong>resse il <strong>di</strong>ploma de'5 giugno<br />
i 237, da cui si trae che in que'tempi<br />
Vellelri era soggetta alla giuris<strong>di</strong>zione<br />
suprema del rettore <strong>di</strong> Marittima e Cam-<br />
pagna, e vi rimase fino al 1 4- ' 3. Posle-<br />
riormeute non più trovasi memoria de'<br />
consoli, e può credersi che non molto<br />
dopo il 1 237 si cambiasse tale magistra-<br />
to in quello de' nove buoni nomini, chia-<br />
mali pure signori nove, con un sindaco.<br />
Nibby li chiama novemviri,e vi aggiun-<br />
ge i contestabili comandanti le milizie,ci-<br />
t a lido Borgia, ed osserva: cosi allora i go-<br />
verni municipali riassunsero il tipo del<br />
governo primitivo delle città latine com-<br />
posto d'un <strong>di</strong>ttatore, <strong>di</strong> tribuni militari,<br />
d'un questore e d'un senato. Federico il<br />
sempre più nemico e persecutore <strong>di</strong> s.<br />
Chiesa, non solo volle impe<strong>di</strong>re la cele-<br />
brazioue del concilio generale <strong>di</strong> Lettera-<br />
no, in cui Gregorio IX lo doveva depor-<br />
re, ma tentò ancora dal suo limitrofo regno<br />
una scorreria nella provincia <strong>di</strong> Cam-<br />
pagna. A reprimere il Papa questa osti-<br />
lità fece preparamenti, e perciò scrisse al<br />
podestà e popolo <strong>di</strong> Vellelri, che raccolti<br />
tutti i cavalli e fanti della città, li spe<strong>di</strong>s-<br />
sero a Ferentino, ove era il suddetto car-<br />
<strong>di</strong>nal Aninbai<strong>di</strong> o Annibaldeschi rettore<br />
<strong>di</strong> Muiitlima u Cumpagua. Per maggior -<br />
V EL<br />
mente sollecitare la richiesta spe<strong>di</strong>zione<br />
Gregorio IX scrisse ezian<strong>di</strong>o all'arcieri<br />
le e clero veliterno, ingiungendo loro<br />
persuadere e animare il popolo a pror<br />
lamento prender l'armi. Ambedue le let<br />
tere si leggono nel Borgia, e gli originali<br />
negli archivi del comune e della catte-<br />
drale. Dice Nibby che quest'ultima esor-<br />
tatoria conteneva la multa <strong>di</strong> 5oo mar-<br />
che d'argento, e altre pene temporali e<br />
spirituali , compresa la scomunica nelle<br />
persone e l'interdetto sulla città, qualora<br />
i velilerui non si fossero mossi. Innocenzo<br />
IV dopo aver deposto dall'impero e dal<br />
regno Federico 11, inviò in Polonia il ve-<br />
literno fi*. Giacomo minorila custode del<br />
s. convento d'Asisi, per esaminar la causa<br />
della canonizzazione <strong>di</strong> s. Stanislao vesco-<br />
vo <strong>di</strong> Cracovia, onde per sua opera la ce-<br />
lebrò nel 1252 o 1253, in quest'anno o<br />
prima facendo il religioso vescovo <strong>di</strong> Fe-<br />
rentino, non conosciuto dall'Ughelli. Nel<br />
1258 eletto da' terracinesi per podestà<br />
Pietro Guidoni nobile veliterno, vi osta-<br />
rono i Frangipani e gli Annibaldeschi no-<br />
bili e polenti romani, sostenendo egliuo<br />
esservi convenzione antica fra' loro ante-<br />
nati e Terracina, che il podestà dovesse<br />
sempre scegliersi dalle loro famiglie. Benché<br />
sostenuti dal senato <strong>di</strong> Roma , Alessandro<br />
IV che nel pontificato ritenne il<br />
vescovato <strong>di</strong> Vellelri, e al <strong>di</strong>re <strong>di</strong> Tlieuli<br />
lo visitò da Papa nel recarsi alla sua pa-<br />
tria Anagni , or<strong>di</strong>nò che il Guidoni e il<br />
suo vicario fossero mantenuti nell'ufficio.<br />
]Neli268 Clemente IV confermò la con*<br />
cor<strong>di</strong>a stipulala fra 9<br />
veli terni e il castellano<br />
dì Lai lano, che allora era fr. Raicuou-<br />
docavalierede'lemplari e famigliare pon-<br />
tifìcio; ed assolvè dalle pene che preten-<br />
devasi incorse da' velilerm per avere ri-<br />
tenute alcune tene aggiu<strong>di</strong>cale dal car-<br />
<strong>di</strong>nal Bray alla rocca <strong>di</strong> Lariano, che ap-<br />
partenevano alla s. Sede. Nella sede vacante<br />
<strong>di</strong> detto Papa il sunnominato Rio<br />
cardetlo Aunibal<strong>di</strong> molto polenie, ne pro-<br />
fittò con occupare violentemente la rocca<br />
<strong>di</strong> Luriuuo, che forse Gregorio IX nell'a-
VEL<br />
fienaie il castello crasi riservata. Laonde<br />
il ». collegio dal couclave <strong>di</strong> Viterbo nel<br />
1269 scrisse al comune <strong>di</strong> Yelletri, esortandolo<br />
a far leva d'armi per la ricupera<br />
della rocca, che i car<strong>di</strong>nali qualificarono<br />
uraetìosam alla camera apostolica, come<br />
leggo nel Theuli. Rimarca Dauco, questa<br />
è la i. a<br />
ostilità accaduta fra' veliterni e i<br />
briaoesi, sebbene ignori l'esito della spe-<br />
<strong>di</strong>zione, e ad onta che conosca essere sta*<br />
lo desinato all'impresa il commissario a-<br />
postolico Filippo arci<strong>di</strong>acono <strong>di</strong> Tripoli,<br />
ed il valore mostrato nell'oppugnazione<br />
du'veliterni a favore della s. Sede. Trovo<br />
nel citato Vitali un or<strong>di</strong>ne <strong>di</strong> re Carlo l<br />
d'Angiò senatore <strong>di</strong> Roma al suo camer-<br />
lengo <strong>di</strong> pagare il salario dovuto e le spe-<br />
se fatte in suo servizio da Guglielmo <strong>di</strong><br />
Novara podestà <strong>di</strong> Yelletri e prima giu-<br />
<strong>di</strong>ce <strong>di</strong> Campidoglio. Rimosso il re da ta-<br />
le <strong>di</strong>gnità da Nicolò 111 , avendolo rein-<br />
tegrato neh 281 Martino IV, a richiesta<br />
<strong>di</strong> questi S<strong>di</strong>sse al suo vicario in Roma,<br />
che lutti i popoli fedeli e soggetti alla romana<br />
Chiesa mantenesse in quella libertà,<br />
in cui già aveano sempre vissuto. Ma<br />
siccome il vicario regio del senatorato non<br />
osservava tale or<strong>di</strong>ne co'veliterni, soggetti<br />
imme<strong>di</strong>atamente al Papa, scrisse lo stes-<br />
so Martino IV in proposito una gravissima<br />
lettera al vieni io,or<strong>di</strong>nandogli <strong>di</strong> non<br />
aggravare e molestare con pesi insolili i<br />
veliterni, ma che li lasciasse vivere nella<br />
loro libertà. Poscia Nicolò IV nel 1288<br />
con sua bolla proibì al senatore ili ttoina<br />
d'astringerei lerraciuesi, pipernesì e sez-<br />
Keri a mandare in Roma speciali persone<br />
per prendere dal senato le misure, colle<br />
quali fossero obbligati misurare nelle com-<br />
pre e ven<strong>di</strong>te le biade e i liquori, e lo ri-<br />
cavo da Vitali. Bonifacio Vili mostrando<br />
glande alletto verso questa città, do-<br />
ve iu da fanciullo educato presso i reli-<br />
giosi francescani (mentre n'era vescovo lo<br />
rio Alessandro IV, ovvero al <strong>di</strong>re <strong>di</strong><br />
Tbeuli, sotto la cura <strong>di</strong> fr. Bruno o Leonardo<br />
Patrasso suo zio, che poi lo fece<br />
car<strong>di</strong>nale; tua il car<strong>di</strong>nale uou fu r<strong>di</strong>gio-<br />
VEL 287<br />
- so), non ist]egnò d'accettare l'eiezione fatta<br />
in sua persona da' veliterni della po-<br />
desteria pe'solili 6 mesi, il che con altri<br />
nel relativo articolo <strong>di</strong>ssi nel 1299, ed il<br />
Theuli che cita il documento confessa i-<br />
gnorare l'anno. Inoltre per far cosa gra-<br />
ta a Velletri promosse due veliterni al<br />
vescovato, cioè neh 298 fr. Lorenzo fran-<br />
cescano, forse de'Nicoleschi.a quellod'Or-<br />
te,ed a quello <strong>di</strong> Venafrod. Romano Bor-<br />
gia vallombrosano, morto innanzi la consagrazione.<br />
In<strong>di</strong> ad assicurare per sempre<br />
la libertà e tranquillità <strong>di</strong> Velletri, spe<strong>di</strong><br />
a suo favore 3 <strong>di</strong>plomi. Coh.°or<strong>di</strong>nò che<br />
i veliterni non venissero sottoposti ad al-<br />
cuna servitù, gravezza o esazione, per la<br />
loro filiale fedeltà. Col 2. rammentando<br />
l'opere illustri da'veliterni fitte per lun-<br />
go tempo alla s. Sede, volle provvedere<br />
la città d'un quieto e prospero stato. Or-<br />
<strong>di</strong>nò pertanto, che il rettore <strong>di</strong> Marittima<br />
e Campagna non potesse astringere i<br />
medesimi a portarsi al parlamento pro-<br />
vinciale, all'esercito, e alle cavalcate fuo-<br />
ri della provincia; e confermò tutte le lo-<br />
devoli usanze e grazie concesse da'prede-<br />
cessori. Col 3." <strong>di</strong>chiarò che la città po-<br />
tesse, per mezzo del suo podestà e giu<strong>di</strong>-<br />
ce, o <strong>di</strong> altri suoi uflìziali, fare giustizia<br />
d'ogni delitto, vietando al detto rettore<br />
d'ingerirsi in tali allàri, se non in caso <strong>di</strong><br />
legittimoappello, o<strong>di</strong> negligenza per par-<br />
te degli uflìziali <strong>di</strong> Velletri; se pure il ret-<br />
tore non avesse nella cognizione <strong>di</strong> tali<br />
cause i medesimi uflìziali prevenuto. Or-<br />
<strong>di</strong>nò ancora che la città non fosse obbli-<br />
gata né a richiesta del rettore, né <strong>di</strong> qual-<br />
sivoglia altro ministro, far prendere e tra-<br />
sportare altrove i<br />
delinquenti, che in Vel-<br />
letri si ricovravano. Infausto fu il 1 3o5<br />
per lo strano trasferimento della residen-<br />
za palpale fatta da Clemente V iu Pro-<br />
venza, in<strong>di</strong> stabilendosi in Avignone {f / .) 1<br />
come vicina al contado fenuissiuo [f'.)<br />
dominio temporale della s. Sede, ove re-<br />
stando 6 altri Papi, fu cagioue<strong>di</strong> lagrime-<br />
voli couseguenze;falale trasferimento pre-<br />
veduto dal decano del sagro collegio cai-
288 V E L<br />
<strong>di</strong>nal Malico Rosso Orsini, <strong>di</strong>acono ili s.<br />
Maria in Portico e commendatario eli s.<br />
Maria in Trastevere. Di che lasciò scritto<br />
il veliterno Lau<strong>di</strong>,che per l'assenza de'Pa-<br />
pi da Roma le terre soggette alla Chiesa<br />
furono variamente tiranneggiale; ina Vel-<br />
letti gravemente oppressa da'romani, an-<br />
corché Clemente V avesse mandato 3 car<strong>di</strong>nali<br />
con podestà senatoria pel governo<br />
<strong>di</strong> Roma e del resto d'Italia, non<strong>di</strong>meno<br />
si venne molle volte all'armi con offese e<br />
morti d'ambo le parti, il che durò per<br />
molli e molli anni. In seguito <strong>di</strong> queste<br />
ostilità sarà avvenuta nel i3i2 una capitolazione<br />
fatta fra il popolo e comune<br />
tli Roma, e fra il popolo e comune <strong>di</strong> Vel-<br />
letri. Per questo trattato dal senato e po-<br />
polo <strong>di</strong> Roma acquistossi una certa in-<br />
fluenza politica sulle cose pubbliche <strong>di</strong><br />
Vellelri. La pergamena esiste nell'archi-<br />
vio veliterno, come tanti altri documenti<br />
che per brevità tralasciod'in<strong>di</strong>care, per la<br />
1/ volta nel 1889 pubblicata ed eru<strong>di</strong>tamente<br />
commentala dal cav. Car<strong>di</strong>nali, negli<br />
Atti della Società letteraria VoUca<br />
/ clilerna, t. 3, p. 187, eoltitolo:Df //'
VEL<br />
ila' veliterni, purché non minuissero la<br />
con<strong>di</strong>zione e i <strong>di</strong>ritti senatorii; e stesse a<br />
ragione, né movesse <strong>di</strong> luogo senz'avere<br />
sod<strong>di</strong>sfatto il sindacato.CouvenivanOjClie<br />
potessero eleggere i veliterni liberamen-<br />
te in giu<strong>di</strong>ce un citta<strong>di</strong>no romano; <strong>di</strong>e<br />
non si concedessero appelli, se non sopra<br />
25 libbre <strong>di</strong> provvisioni (provvisini <strong>di</strong>ce<br />
Car<strong>di</strong>nali, cioè provisi DÌ moneta); che non<br />
potesse dal comune <strong>di</strong> Roma né vender-<br />
si, uè obbligarsi la podesteria <strong>di</strong> Veletri;<br />
che a nessuno fra'nobili o fia'magna-<br />
ti romani fosse permesso acquistare beni<br />
fon<strong>di</strong> in Velelri, e acquistandoli fosse nul-<br />
lo l'acquisto. Convennero, che il popolo<br />
<strong>di</strong> Veletri darebbe annualmente a tito-<br />
lo <strong>di</strong> censo due torchi <strong>di</strong> cera d'accen-<br />
dersi in onore <strong>di</strong> Nostra Donna nella vi-<br />
gilia dell'Assunzione; che, dove per tito-<br />
lo <strong>di</strong> perseguitare i delinquenti si recas-<br />
sero a Veletri e suo territorio i lornieri<br />
(o terrieri custo<strong>di</strong> delle torri <strong>di</strong> Roma,<br />
turrerii, come trovo in Vitali), e gli uo-<br />
mini d'armi del senato, nulla si avesse<br />
loro a dare da questa comune; purché<br />
non fosse il delitto avvenuto nel territo-<br />
rio. Convenivano finalmente, che il po-<br />
polo e comune <strong>di</strong> Veletri giurerebbe il<br />
seguimento al comune <strong>di</strong> Roma senza<br />
darne mallevadori; che il popolo <strong>di</strong> Roma<br />
<strong>di</strong>fenderebbe le persone e le cose de'<br />
•veliterni da ogni persona <strong>ecclesiastica</strong> e<br />
secolaresca; che non li graverebbe o col-<br />
la leva del sale, o con tasse <strong>di</strong> grascie, o<br />
<strong>di</strong> giustizieri ; che i veliterni interverreb-<br />
bero, siccome era già usanza , a' giuochi<br />
<strong>di</strong> Testaccio (altre notizie <strong>di</strong> essi le ripor-<br />
tai nel voi. LXIV, p. 38), o ad altro gravame<br />
qualsiasi non si terrebbero punto<br />
obbligati (<strong>di</strong>ce Rauco, che fu abolita tal<br />
costumanza da Paolo II e Sisto IV, cioè<br />
intenderà parlare dell'intervento de' ve-<br />
literni, non de'giuochi). Per l'osservanza<br />
<strong>di</strong> questa capitolazione imposesi la pena<br />
<strong>di</strong> i ooo marche <strong>di</strong> buon argento; e quin-<br />
<strong>di</strong> seguono le forme forensi, i giuramenti<br />
e ogni altro che può essere d' essenziale<br />
nelle solenni contrattazioni. Il popolo ro-<br />
VOI. LXXXIX.<br />
V E L 2%<br />
mano con quest'alto non rende a se vas-<br />
sallo il popolo veliterno , e se per poco<br />
influisse nelle cose pubbliche <strong>di</strong> Veletri,<br />
ciò avvenne per la convulsione politica<br />
<strong>di</strong> tulta l'Italia. In que'<strong>di</strong>sor<strong>di</strong>ni i popoli,<br />
che si reggevano a comune, erano costret-<br />
ti o <strong>di</strong> scegliersi , o darsi ad un signore<br />
assoluto potente, o<strong>di</strong>sagrificare una par-<br />
te della propria libertà, onde farsi un po-<br />
tente alleato. Veletri sopra ogni altra n'e-<br />
ra in sommo bisogno; perchè era nel pe-<br />
ricolo <strong>di</strong> cadere nelle mani <strong>di</strong> prepotenti<br />
baroni, che la tenevano circondata co'lo-<br />
ro castelli. Ecco il motivo che spinse la<br />
prudenza de'veliterni a porsi nella <strong>di</strong>pen-<br />
denza del senato romano nella lontananza<br />
de'Papi da Roma; prima, perchè due<br />
governi della stessa natura sogliono più<br />
lealmente confederarsi; poi, perchè faci-<br />
le riusciva profittare dell'agitazioni che<br />
sono inseparabili dal governo <strong>di</strong> molti,<br />
onde migliorare, quando che fosse oppor-<br />
tuno, <strong>di</strong> con<strong>di</strong>zione; e finalmente perchè<br />
presto o tar<strong>di</strong> riconducendosi i Pontefici<br />
alla loro sede, li avrebbero, come in ad-<br />
<strong>di</strong>etro, liberati dal vincolo <strong>di</strong> quella sog-<br />
gezione. I governi a comune <strong>di</strong>videvano<br />
in due l'amministrazione pubblica: la<br />
parte legislativa, la somma della guerra<br />
e della pace, l'amministrazione a' parlamenti<br />
e a' magistrati collegiali, e la ese-<br />
cutiva a' podestà affidavano. Velelri vivendo<br />
nelle libertà ecclesiastiche eserci-<br />
tò questo libero potere. In questo tratta-<br />
to il senato e popolo romano acquistava<br />
il solo <strong>di</strong>ritto <strong>di</strong> mandare in Veletri il po-<br />
destà, a cui apparteneva I' amministra-<br />
zione esecutiva. E siccome questo pode-<br />
stà doveva giurare l'osservanza <strong>di</strong> quegli<br />
statuti che il comune <strong>di</strong> Veletri avea<br />
in vigore, e quelli che fosse in appresso per<br />
dare a se stesso, chiaro si scorge, che con<br />
ciò non veniva <strong>di</strong>strutta la libertà del comune,<br />
stante che al comune rimaneva il<br />
<strong>di</strong>ritto legislativo- Altra forte ragione, che<br />
mostra non essersi punto <strong>di</strong>minuita la li-<br />
bertà de'veliterni in questa contrattazione,<br />
è quel patto con cui si vieta a' magnati,<br />
'9
ago V E L<br />
e n'nobili romani il possedere alcun che<br />
nel territorio e nellu città <strong>di</strong> Velelri ; e <strong>di</strong><br />
più il vincolo del giuramento prestalo da<br />
ambe le parti fa vedere, che la contratta-<br />
zione si fece da pari a pari, giacché il sovrano<br />
giammai giura al suo sud<strong>di</strong>to. Del<br />
resto in appresso si vedrà cadere e annul-<br />
larsi questo trattato dopo il ritorno de'<br />
Papi in Roma". Giovanni XXII, succes-<br />
so a Clemente V, fece rettore <strong>di</strong> Marit-<br />
tima e Campagna Raimondo cluniacense<br />
da lui consagralo vescovo <strong>di</strong> Monte<br />
Cassino; e non volle riconoscere Lodovico<br />
V il Bavaro eletto imperatore da una<br />
parte degli elettori dell' impero , in<strong>di</strong> lo<br />
scomunicò pel narrato in tanti luoghi.<br />
Recatosi in Roma nel i 3s8<br />
fece eleggere<br />
in antipapa Nicolò V, il quale lo coronò.<br />
Abolendo portarsi a Napoli, il re Roberto<br />
avea posto sue genti nel castellodella Molala,<br />
e l'i i giugno Lodovico 1' espugnò<br />
co' partigiani romani e le sue genti; ciò<br />
fatto andò a Cisterna , che tosto si rese,<br />
ma pel caro e per mancanza <strong>di</strong> vettova-<br />
glie, l'esercito la saccheggiò e arse; ed i<br />
romani tornarono a Roma. Già Lodovico<br />
<strong>di</strong>rettamente da Roma erasi recato a Vel-<br />
letri, come leggo in Vitali ; ed il Thevili<br />
<strong>di</strong>ce che vi fu ricevuto con quelle <strong>di</strong>mo-<br />
strazioni d' ossequio, come richiedeva la<br />
miseria <strong>di</strong> que'tempi. Dopo il crudele ec-<br />
ci<strong>di</strong>o da lui fattoio Cisterna, non volle più<br />
andare a Napoli, con animo <strong>di</strong> rientrare<br />
in Velletri. Ma i veliterni temendo la sor-<br />
te <strong>di</strong> Cisterna, fattosi coraggio, non lo vol-<br />
lero più ricevere, chiudendo le porte. Lo-<br />
dovico forzato ad accamparsi con <strong>di</strong>sagio<br />
al <strong>di</strong> fuori, vedendo la città ben munita<br />
e con molta vigilanza guardala da'cilla<strong>di</strong>-<br />
ni, se ne partì. 11 Nihby <strong>di</strong>ce per la forte<br />
contesa insorta fra gli alemanni del suo<br />
esercito a cagioue della preda <strong>di</strong> Cisterna,<br />
per cui poco mancò che non venissero al-<br />
le mani. Dunque è inesalto il riferito da<br />
Peirini, che Lodovico, oltre Tivoli, occu-<br />
pò coll'armi Vellelri, e non ardì d'acco-<br />
starsi a Palestrina. Aggiunge Nibby, che<br />
nel 1 34?' (anno in cui morì Deuedello XII<br />
VEL<br />
e gli successe Clemente VI) Nicola Caela-<br />
ni signore <strong>di</strong> Fon<strong>di</strong>, profittando dello- sla-<br />
to d' anarchia in che trovavasi Roma e il<br />
suo <strong>di</strong>stretto, andòad assalireVel!etri,che<br />
valorosamente si <strong>di</strong>fese, e potè respingerlo<br />
me<strong>di</strong>ante i soccorsi ricevuti da Roma;<br />
ma non fu allora, che per le spese fatte<br />
perciò dal popolo romano, com'egli <strong>di</strong>ce<br />
dovè soltoporsi ad avere il podestà. NoU<br />
<strong>di</strong> più, che tale guerra durò molti anni<br />
solo rimase sopita nel 1 348 per la terribi-<br />
le pestilenza che mietè mol lis>ime vile, an-<br />
che nelle vicinanze <strong>di</strong> Roma. Nel 1 34-<br />
Clemente VI fece vescovo <strong>di</strong> Tivoli il ve-<br />
literno Nicolò, secondo Lucenti canonie<br />
in patria, e non <strong>di</strong> To<strong>di</strong> come vuole Ughel<br />
li. Nel 1 347 il famoso ambizioso agitatore<br />
Cola <strong>di</strong> Rienzo, profittando delle fazioni<br />
che laceravanoRoma,sedusse audacemen-<br />
te il popolo con volere ripristinare l'anti-<br />
ca repubblica; s'impadronì del governo,<br />
assunse il titolo <strong>di</strong> tribuno augusto. Invitando<br />
i sovrani e le città a inviargli ambascerie,<br />
pure Velletri mandò due am-<br />
basciatori, anche per quietare alcune ver-<br />
tenze co'romani. Questi aveano usurpato<br />
l'elezione del giu<strong>di</strong>ce <strong>di</strong> Velletri, e <strong>di</strong> più<br />
j grascieri <strong>di</strong> Roma volevano comanda-<br />
re nella cillà. Ebbero gli ambasciatori ri-<br />
sposta, che il comune veliterno si ricom-<br />
prasse l'uffizio del giu<strong>di</strong>ce, e che pagas-<br />
se una stabilita somma a'grascieii ili R.Oma<br />
, acciò non s'intromettessero nel vi-<br />
vere <strong>di</strong> Velletri. Convenne adattarsi per<br />
7 mesi, quanto durò per allora la tirannia<br />
del tribuno, che cacciato da Roma<br />
cadde in potere del Papa. Eletti senato*<br />
ri Pietro Sciarra Colonna e Giovanni <strong>di</strong><br />
Orso , molto se ne compiacquero i veli-<br />
terni, perchè avendo sofferti notabili dan-<br />
ni dal suddetto conte <strong>di</strong> Fon<strong>di</strong>, sperava-<br />
no aiuto contro quel prepotente barone.<br />
Difatti l'ottennero, ma i senatori profit-<br />
tando dì questa occasione, tutto accorda-<br />
rono colla con<strong>di</strong>zione che Velletri in av-<br />
venire ricevesse il podestà a scelta ed e-<br />
lezione del popolo romano. Conviene dun-<br />
que supporre che la capitolazione del<br />
e
i 3<br />
1<br />
VE L<br />
1 fosse stata annullata. I veliterni co-<br />
stretti dalla necessità, accettarono la dura<br />
con<strong>di</strong>zione. Ma in seguito eglino si penti-<br />
rono della con<strong>di</strong>scendenza,come contraria<br />
alla libertà e privilegi della città, e quin-<br />
<strong>di</strong> nacque una sorgente <strong>di</strong> continue con-<br />
tese e travagli, fra' romani e i veliterni.<br />
Non arrestaronsi questi <strong>di</strong> subito intraprendere<br />
l'ostilità contro il conte <strong>di</strong> Fon-<br />
<strong>di</strong>, che però restarono sospese per la detta<br />
desolante peste, che dal i 348 per un<br />
continuo triennio fece crudelissima stra-<br />
ge degl'italiani. Crescendo le usurpazio-<br />
ni nello stato pontificio e i tumulti <strong>di</strong> Roma,<br />
per reprimerli e riconquistare l'oc-<br />
cupato, neh 353 Innocenzo VI spedì da<br />
Avignone per legato il celeberrimo car<strong>di</strong>-<br />
nal Albornoz, insieme coll'ar<strong>di</strong>to Cola <strong>di</strong><br />
Rienzo, il quale colla sua facon<strong>di</strong>a pro-<br />
metteva <strong>di</strong> tutto calmare. Nel 1 3 54 Rienzo<br />
fatto senatore <strong>di</strong> Roma cominc'ò ad<br />
esercitare crudele giustizia contro i prin-<br />
cipali signori <strong>di</strong> Roma, me<strong>di</strong>tando la ro-<br />
vina de'Colonnesi, anche perchè Stefano<br />
<strong>di</strong> tal famiglia gli ricusava ubbi<strong>di</strong>enza e<br />
uvea fatto scorrerie nel territorio roma-<br />
no. Questi fortificatosi in Palestrina,Rien -<br />
zo dal campo <strong>di</strong> Tivoli (/^'.) si recò ad<br />
asse<strong>di</strong>arlo strettamente coniooo soldati<br />
romani, e il popolo <strong>di</strong> Velletri e <strong>di</strong> Tivoli<br />
tutto in arme, oltre molta gente de'vici-<br />
ni luoghi. In breve tempo, preso tutto il<br />
territorio, e occupata buona parte della<br />
città fu mandata a sacco e rovina, rima-<br />
nendo intatta la sola parte superiore. Nel-<br />
V 8.° giorno fu sciolto V asse<strong>di</strong>o , perchè<br />
i veliterni e i tiburtini erano venuti fra<br />
<strong>di</strong> loro in gravi competenze , e temevasi<br />
che nell'esercito si levasse qualche tumul-<br />
to; e perchè Rienzo sospettava che il famoso<br />
fr. Morreale capitano <strong>di</strong> ventura lo<br />
volesse uccidere, macchinazione scoperta<br />
dalla sua serva, per cui lo fece decapita-<br />
re in Roma neh 3 54- Pelrini nulla <strong>di</strong>ce<br />
della rovina <strong>di</strong> Palestrina, che anzi dal-<br />
la parte della montagna senza molestia<br />
entravano e uscivano uomini e vettova-<br />
glie. Continuaudo il fantastico Rienzo le<br />
VEL 2 9 «<br />
sue angarie, stanchi i romani <strong>di</strong> più. sof-<br />
frire le sue stranezze e uccisioni, a furia<br />
<strong>di</strong> popolo restò trucidato miseramente i'8<br />
settembre. I baroni Savelli nel 1 355 si<br />
portarono in Velletri e nel febbraio fe-<br />
cero la <strong>di</strong>visione delle loro terre e castel-<br />
la nel pubblico palazzo, con accordo <strong>di</strong><br />
pace e sicurezza , promettendo <strong>di</strong> cessar<br />
le condonate offese sotto pena <strong>di</strong>i5,ooo<br />
fiorini d' oro. Il comune si fece garante<br />
del convenuto, e si obbligò d'aiutar gli<br />
offesi contro gli aggressori colla forza e<br />
coll'armi, sottomettendosi i Savelli pienamente<br />
alla protezione <strong>di</strong> Velletri e de'<br />
suoi magistrati. In quell' epoca Velletri<br />
avea un certo ascendente sui circostanti<br />
paesi e castelli, e spesso s' interponevano<br />
i veliterni per conservar la pace fra' ba-<br />
roni confinanti. E il Nibby <strong>di</strong>ce che nello<br />
stesso anno due veliterni furono me-<br />
<strong>di</strong>atori fra vari potenti romani e Giorda-<br />
no Peronli <strong>di</strong> Terracina, per la reputazione<br />
che godevano presso i vicini. Ap-<br />
prendo da Vitali, che neh 358 i 7 rifor-<br />
matori della repubblica romana vicari del<br />
senatore or<strong>di</strong>narono a'Mancini veliterni,<br />
per testimonianze d'una lite de' monaci<br />
<strong>di</strong> s. Alessio, <strong>di</strong> presentarsi avanti An-<br />
gelo <strong>di</strong> Cantalupo giu<strong>di</strong>ce della curia <strong>di</strong><br />
Velletri. Non pare esatto il riferito dal<br />
Rinal<strong>di</strong> e dal Nibby, che non potendo i<br />
veliterni sopportare il giogo loro im-<br />
posto da'romani nell'invio del podestà, e<br />
profittando della rivolta accaduta in Roma<br />
nel i362, ricusarono <strong>di</strong> riceverlo o<br />
l'uccisero, non essendovene memoria in<br />
Velletri. Però non sembra del tutto in-<br />
veri<strong>di</strong>co, perchè la città inviò neh3G3 al<br />
nuovo Papa Urbano V in Avignone il<br />
nobile Simmarda per ambasciatore, il<br />
quale gli rappresentò esser Velletri invol-<br />
ta in molte miserie per le guerre soste-<br />
nule contro il conte <strong>di</strong> Fon<strong>di</strong>, e per le <strong>di</strong>scor<strong>di</strong>e<br />
che aveansi col popolo romano<br />
per l'elezione del podestà e del giu<strong>di</strong>ce,<br />
la quale aveano usurpato con danno del-<br />
la pubblica tranquillità. E ciò accadeva,<br />
perchè i romani vendevano quegli uffici,
ag» V E L<br />
dal che nascevano estorsioni e oppressio-<br />
ni. Laonde per tanfi e sì gravi <strong>di</strong>sastri, la<br />
città implorava dal sovrano conveniente<br />
rime<strong>di</strong>o, e fu benignamente esau<strong>di</strong>ta con<br />
due brevi. Ma siccome il car<strong>di</strong>nal A Ibornoz<br />
non gli <strong>di</strong>e quell'esecuzione che si<br />
sperava, i veliterni rinnovarono al Papa<br />
le loro suppliche, ed egli ripetè le ingiun-<br />
zioni al car<strong>di</strong>nal legato. Allora questi im-<br />
prese a trattar la pace fra'romani ei ve-<br />
Jiterni, ma con poco successo pel reciproco<br />
o<strong>di</strong>o nudrito dalle continue ostilità scam-<br />
bievoli, con danni e offese, dopo la guer-<br />
ra <strong>di</strong>chiarata da' romani a Velletri e a'<br />
baroni. Intanto Enechino Bongardo con<br />
una compagnia d'armati ponendo a ferro<br />
e fuoco, e predando le terre de' romani<br />
e de' collegati , coli' intervento d* un<br />
commissario apostolico, stabilirono i romani<br />
co'due sindaci veliterni l'i 1 ottobrei364<br />
' a li'egua d'un anno, sotto pena<br />
<strong>di</strong> multe e censure a'trasgressori. In<br />
questo trattato venne compresa Sancia<br />
Caetani vedova <strong>di</strong> Stefano Colonna, che<br />
co'figli erasi fortificata in Galestrina, ed<br />
unita in lega eo' veli terni contro i roma-<br />
ni. In<strong>di</strong> i veliterni deputarono i nobili<br />
Oori e Ventura a presentarsi al car<strong>di</strong>nal<br />
Albornoz per stabilire una durevole pace.<br />
I medesimi furono autorizzali a umi-<br />
liarsi a Urbano V, che mosso dalle cala-<br />
mità de'suoi sud<strong>di</strong>ti, a' 16 ottobre erasi<br />
portato in Roma, per pregarlo a confermare<br />
le libertà veliterne e impe<strong>di</strong>re le romane<br />
gravezze, per le quali le sospese o-<br />
stilila eransi ricominciate, per cui i veli-<br />
terni furono poi assolti in più <strong>di</strong> 4oo per<br />
aver danneggialo il territorio romano; come<br />
pure recato gravi danni ad Albano<br />
con saccheggi <strong>di</strong> varie abitazioni e de'<br />
monasteri <strong>di</strong> s. Paolo e delle monache <strong>di</strong><br />
fi. Maria Rotonda , oltre il sacco del ca-<br />
stello <strong>di</strong> s. Pietro in Formis , allora <strong>di</strong><br />
detta <strong>di</strong>ocesi, per cui soggiacquero a lite<br />
gravissima pel reintegro <strong>di</strong> tanti danni.<br />
Il Papa con molta efficacia scrisse in fa-<br />
vore de' veliterni nell'agosto 1370 da<br />
Monte Fiascone e prima <strong>di</strong> partire per<br />
VEL<br />
Avignone, a Daniele de'marchesi del Car»<br />
retto priore gerosolimitano e rettore <strong>di</strong><br />
Marittima e Campagna. Finalmente nel<br />
1 37.4 tanto i romani che i veliterni infa-<br />
sti<strong>di</strong>ti dalle gran<strong>di</strong> molestie cagionate da<br />
sì lunghe <strong>di</strong>scor<strong>di</strong>e, trattarono e conclu-<br />
sero amichevolmente la pace, sulle <strong>di</strong>lle-<br />
renze nate per le convenzioni del 1 3 1 1 e<br />
i34"2. Fu stabilito a' 18 aprile pel tempo<br />
avvenire, che 1' elezione del podestà<br />
dovesse farsi per ogni 6 mesi dalla città<br />
<strong>di</strong> Velletri, e confermarsi dal popolo romano,<br />
a riserva solo de'4 semestri allora<br />
prossimi, ne'quali cedevasi tale elezione<br />
a'romani , e nel rimanente si confermarono<br />
i capitoli e la convenzione fatta nel<br />
l342 in occasione della guerra del con-<br />
te <strong>di</strong> Fon<strong>di</strong> , e condonaronsi d' ambo le<br />
parti le pene incorse. In sostanza si sti-<br />
pulò: Che il podestà nulla possedesse in<br />
Velletri, fosse contento <strong>di</strong> 3oo libbre <strong>di</strong><br />
provesini e della metà de'danni dati, do-<br />
vendo tenere il notaro forastiere, 6 fami-<br />
gli e 1 cavalli; che non si potesse appel-<br />
lare dalla sua sentenza, se non trattavasi<br />
<strong>di</strong> somma maggiore <strong>di</strong> x5 libbre; che la<br />
città non fosse gravata a comprare sale,<br />
nèa darealtro provento a'grascieri e giu-<br />
stizieri <strong>di</strong> Roma; che avesse libera l'eie-<br />
zionedel giu<strong>di</strong>ce, purché fosse dottore romano;<br />
che nel rimanente Velletri godes-<br />
se della libertà de'suoi statuti e privile-<br />
gi. Non deve meravigliare se Velletri fa-<br />
ceva fronte a'romani, potendosi conside-<br />
rare <strong>di</strong> forze eguali, poiché la popolazio-<br />
ne <strong>di</strong> Roma ridotta neh 198 a 35,ooo,<br />
per l'assenza de' Papi non giungeva alla<br />
metà. Ma se cessarono tali <strong>di</strong>sastri, rimanevano<br />
le turbolenze interne, e una spe-<br />
cie <strong>di</strong> guerra civile che <strong>di</strong>sturbava la cit-<br />
tà. Da due anni innanzi eransi suscitate<br />
in Velletri due contrarie fazioni appellate<br />
de lupi e delle pecore, o <strong>di</strong>visione <strong>di</strong> partito<br />
guelfo e ghibellino. I faziosi combat-<br />
tendo fra loro riducevano in un'estrema<br />
calamità la popolazione intera. Continuamente<br />
accadevano uccisioni, rovine <strong>di</strong> ca-<br />
se, sterminio <strong>di</strong> possessioni, prede <strong>di</strong> he-
V E L V E L acj3<br />
tirami e «lire insolenze. L'uno e l'altro glio i 378 <strong>di</strong>e una sanguinosa rotta a'ro-<br />
parlito averi seguilo grande <strong>di</strong> nobili e titani a ponte Salario; ma questi riunite<br />
<strong>di</strong> popolani; e spesso vi s'intromettevano le forze raggiunsero i bretoni nel terri-<br />
i baroni circonvicini. In queste critiche torio <strong>di</strong> Manno nell'aprile 1 379, ed in<br />
circostanze furono fabbricale delle torri quello <strong>di</strong> Nettuno nel marzo i38o li bat-<br />
in città per fortificarsi e <strong>di</strong>fendersi, ed terono e fugarono. I bretoni per questa<br />
ancora ne restano alcune. Nel i374stes« <strong>di</strong>sfatte si posero al soldo d'Onorato Caeso,<br />
per opera d'alcuni pacifici citta<strong>di</strong>ni e tani conte<strong>di</strong> Fon<strong>di</strong>. Questo ribelle scomu-<br />
de'pacieri eletti dal magistrato, fu ristabi- nicato infasti<strong>di</strong>va co' suoi armati i paesi<br />
lita la pubblica tranquillità. A' 17 gennaio fedeli al Papa. Mosse più volte le sue<br />
1 877 Gregorio XI consolò Roma con ri- truppe sopra il territorio veliterno; scor-<br />
slabilirvi la residenza pontifìcia; ma mo- reva la campagna , predava bestiami e<br />
rendo neh 378, contro il successore Ur- vettovaglie, con frequenti uccisioni <strong>di</strong> vebano<br />
VI si ribellarono i car<strong>di</strong>uali france- literni. Il comune spedì ambasciatori al<br />
si, inclusivamente al car<strong>di</strong>nal Latger ve- senato <strong>di</strong> Roma, esponendo il pericolo in<br />
scovo veliterno. Portatisi ad Aiutgni e cui era per cader la città, i gravissimi dan-<br />
quin<strong>di</strong> in Fon<strong>di</strong>, presero a soldo 1 200 ca- ni che riceveano dal conte e da' bretoni,<br />
valieri bretoni che aveauo accompagnato che stanziavano a Ninfa poco lontana da<br />
a Roma il Papa defunto, e trassero al Velletri. Promise il senato <strong>di</strong> mandare a-<br />
partito loro il conte Onorato Caetani già iuto, ma questo ritardando, la città si ar-<br />
rettore <strong>di</strong> Marittima e Campagna. 1 car- mò, prese nel i38i a sua <strong>di</strong>fesa uu capi-<br />
cimali faziosi scismaticamente depostoUr- tano forastiere in Annibale Strozzi fio»<br />
bano VI, a'20 settembre elessero Tanti- rentino, che trovavasi a Tivoli, coti anipapa<br />
Clemente VII, dando così principio pia facoltà. Dispiacque a'romani tale «cel-<br />
ai grande e pernicioso Scisma (^.) d'oc- ta, e non potendone ottener la revoca, vendente<br />
, nel quale i fedeli si <strong>di</strong>visero in derido il bisogno estremo <strong>di</strong> Velletri cordue<br />
Ubbi<strong>di</strong>enze (!'.); poiché il pseudo sero a soccorrerla e rinnovarono la con-<br />
Pontefice recatosi in Avignone vi stabilì federazione. Eransi intanto i bretoni foruna<br />
cattedra <strong>di</strong> pestilenza. Di tale sacri- tificati in uu colle vicino alla città un milega<br />
elezione il conte <strong>di</strong> Fon<strong>di</strong> ne <strong>di</strong>e su- glio e mezzo circa fuori <strong>di</strong> porta Napole-<br />
bito parte a Velletri, esortando i citta<strong>di</strong>- lana, onde prese il nome <strong>di</strong> colle de'Brit-<br />
ni a rallegrarsi e riconoscere per successo* ioni che porta, e perciò i citta<strong>di</strong>ni erano<br />
re <strong>di</strong> s. Pietro Clemente VII; come avea impe<strong>di</strong>ti <strong>di</strong> recarsi alla campagna : i be-<br />
fano scandalosamente il vescovo car<strong>di</strong>nal tirami parte li tenevano in città e parte<br />
Latger , per cui alcuni veliterni ne se- verso il vicino monte, ove nemmeno era-<br />
guirono l'esempio. Venuto <strong>di</strong> ciò in co- no sicuri. Spesso venivano condotti pri-<br />
guizione Urbano VI , dopo aver scomu- gioni de' veliterni, e sembrava non potersi<br />
meato l'antipapa e i suoi aderenti, scris- rime<strong>di</strong>are a tanto <strong>di</strong>sastro. Combatteva-<br />
se al popolo <strong>di</strong> Velletri, acciò si prowe- no <strong>di</strong> frequente control bretoni capita-<br />
desse alla mancanza de'traviati con farli nati dallo Strozzi, e quasi sempre colla<br />
tornare alla sua ubbi<strong>di</strong>enza. Così avven- peggio. Il popolo intimorito desiderava lu<br />
ne, e Velletri si mantenne sempre costati- pace col conte <strong>di</strong> Fon<strong>di</strong>, ma non essen-<br />
te nell'ubbi<strong>di</strong>enza d' Urbano VI, da cui dovi speranza d'ottenerla, risolse <strong>di</strong> far<br />
non valsero a rimuoverla uè le persua- un forte tentativo, e d'assaltare animoso<br />
sioni, né le minacce del conte <strong>di</strong> Fon<strong>di</strong>, il nemico, per evitare il pericolo <strong>di</strong> peli-<br />
ne i continui insulti e uè le scorrerie del- rea fil <strong>di</strong> spada se avessero i bretoni espula<br />
cavalleria bretone. Questa truppa leu- guato Ja città. Pertanto a' 7 <strong>di</strong>cembre<br />
tò d'asse<strong>di</strong>are anche Roma, ed a' 16 lu- j.38.2 sul levar del iole, tutto il popolo
V E L<br />
a<br />
94<br />
armato <strong>di</strong> balestre e altre armi sì scagliò<br />
sul nemico, e combattè con tanto valore,<br />
<strong>di</strong>e iu breve i bretoni furono vinti, sba-<br />
ragliati e posti in fuga, ritirandosi a Nin-<br />
fa e altre terre vicine. Contribuì alla vit-<br />
toria l'improvvisa e terribile tempesta<br />
<strong>di</strong> gran<strong>di</strong>ne, simile a grosse ghiande, che<br />
uccise molte <strong>di</strong> quelle genti. Questo pro-<br />
<strong>di</strong>gio fu attribuito a s. Geraldo vescovo<br />
veliterno, a cui aveauo ricorso i citta-<br />
<strong>di</strong>ni, e perciò quel giorno fu osservato<br />
per festivo, e preso il santo per protetto-<br />
re poi gli eressero una cappella nella cat-<br />
tedrale. Jl Borgia riporta la tra<strong>di</strong>zione e<br />
molte testimonianze, che la gran<strong>di</strong>ne fosse<br />
miracolosamente <strong>di</strong> piombo. Il Dauco<br />
riferendo le notizie <strong>di</strong> s. Geraldo, aggiun-<br />
ge che simili ghiande <strong>di</strong> piombo furono<br />
pure trovate a Campo Morto, forse pel<br />
combattimento ivi seguito , che alla sua<br />
volta narrerò. Rigetta poi i racconti che<br />
tal pioggia <strong>di</strong> gran<strong>di</strong>ne avvenisse nel 5g6<br />
nell'asse<strong>di</strong>o posto alla città da Agilulfo re<br />
de'longobar<strong>di</strong>, ovvero contro l'esercito de'<br />
saraceni, che venuti dal mare tentavano<br />
d'impadronirsi della città, con aperta con-<br />
trad<strong>di</strong>zione, avendo egli provato che s.<br />
Geraldo soltanto resse questa chiesa dal<br />
1072 al 1077, onde non era fiorito a<br />
quell' epoche. Ma pel nuovo quadro del-<br />
la cappella comunale <strong>di</strong> s. Geraldo (architettata<br />
del cav. Francesco Fontana<br />
nella cattedrale, e <strong>di</strong> recente bellamente<br />
restaurata), la cui illustrazione ho accen-<br />
nato parlando della cattedrale,quantoal-<br />
la qualità de'nemici, opinò ilcapitolodel-<br />
la medesima che fossero i saraceni, secondo<br />
la più probabile patria tra<strong>di</strong>zione, che<br />
all'epoca del secolo XI tornarono a infe-<br />
stare queste contrade. Avendo promesso<br />
<strong>di</strong> riparlare della rappresentazione e pre-<br />
gi del quadro, colla descrizione da ultimo<br />
fatta dal eh. Basilio Magni, <strong>di</strong>rò con lui.<br />
A' saraceni si attribuisce il feroce asse<strong>di</strong>o<br />
patito da Vellelri, che la ridusse agli e-<br />
stremi, nel vescovato <strong>di</strong> S.Gerardo, il qua-<br />
le durò dal 1072 al 1078. In tal fran-<br />
gente, il saulo vestito pontificalmente<br />
VEL<br />
usci dalle porle della città col clero e co*<br />
<strong>di</strong>voti rei itemi, e pregare Dio per la sal-<br />
vezza del suo gregge. A un tratto, oscu-<br />
ratosi il cielo, scagliò sopra gli assalitori<br />
un nembo procelloso <strong>di</strong> gran<strong>di</strong>ne e piom-<br />
bo, che ne fece orribile strage. Tanto e-<br />
spresse il pittore Zapponi nel quadro e<br />
con quella maestria che artisticamente<br />
rilevò, parte a parte, il suodegnoconcit-<br />
ta<strong>di</strong>no. Perlaquale pro<strong>di</strong>giosa liberazio-<br />
ne <strong>di</strong> Vellelri, il santo vescovo dopo mor-<br />
to ne fu acclamalo protettore, ed a spese<br />
del comune fu innalzata la detta cappella.<br />
Mentre Vellelri sperava godere qualche<br />
anno <strong>di</strong> pace, Fabrizio Colonna ruppe<br />
quella fatta col padre nell'anno 1 383,<br />
ed unito col fratello del re <strong>di</strong> Francia<br />
mandato in Italia dall'antipapa con 3ooo<br />
cavalli a perseguitare Urbano VI, fe-<br />
ce sul territorio veliterno grossa preda<br />
<strong>di</strong> bestiame, e imprigionò circa 8q<br />
citta<strong>di</strong>ni nella campagna e li condus-<br />
se nella sua rocca <strong>di</strong> Genazzano. Si ten-<br />
ne un generale consiglio, in cui si stabi-<br />
lì un armamento eleggendosi a capitani<br />
Paolo Paulozzo per custo<strong>di</strong>r la città, e<br />
Francesco d' Alitino per assalir i nemici<br />
e assicurar la campagna. I romani s'in-<br />
tromisero a fare restituire la preda e IU<br />
berarei prigionieri; e nel 1 385 per autorità<br />
de' riformatori della pace <strong>di</strong> Cam-<br />
pidoglio, si or<strong>di</strong>nò che in Vellelri non ar-<br />
<strong>di</strong>ssero d'entrare cavallerie, né si ricettas-<br />
sero i baroni senza il permesso <strong>di</strong> tutto<br />
il popolo. Il conte <strong>di</strong> Fon<strong>di</strong> vedendo le<br />
cose dell'antipapa a mal partito, e stanco<br />
da tante ostilità, colla me<strong>di</strong>azione del<br />
popolo romano si pacificò cou Velletri.<br />
Ne' capitoli della concor<strong>di</strong>a si conven-<br />
ne : Che il conte non molesterebbe i be-<br />
ni e le persone del comune; che s'inten-<br />
desse rotta la pace, ogni volta che si olfem<br />
dessero 6 uomini o più; che i bretoni a'<br />
suoi stipen<strong>di</strong> non avrebbero offeso il comune,<br />
il quale sarebbe avvisato dovendt<br />
essi partire per munirsi. Il conte pretendeva<br />
d'esser riconosciuto rettore <strong>di</strong> Marittima<br />
e Campagna, come nuovamente
V EL<br />
a ciò Jeputato dall'autipapa,ma i veliter-<br />
ni si rifiutarono, e solo l'avrebbero ub-<br />
bi<strong>di</strong>to se tale lo <strong>di</strong>chiarasse Urbano VI. I<br />
romani in occasione eli delta interposi-<br />
zione, a' 29 settembre i38g aveano sti-<br />
pulato alcuni capitoli co' veliterui, ne'<br />
quali si conveuue: Che Velletri riceves-<br />
se col solilo onore il podestà romano; <strong>di</strong>e<br />
i romani operassero per la pace o per una<br />
lunga tregua col conte <strong>di</strong>Fon<strong>di</strong>,e se non vi<br />
riuscissero ai unirebbero a guerreggiarlo<br />
co' veliterni ; che si perdonassero scam-<br />
bievolmente i danni e le ingiurie ; e <strong>di</strong>e<br />
per l'osservanza de' capitoli vi fosse la<br />
inulta <strong>di</strong> 10,000 fiorini d'oro. Quando<br />
Urbano VI esprimeva il <strong>di</strong>spiacere che<br />
uomini perversi seguissero lo scisma, e<br />
si <strong>di</strong>sponeva a concedere grazie e favori<br />
a Velletri, la morte lo rapì a* i5 otto-<br />
bre. Il successore Bonifacio IX, d'alti spi-<br />
riti, volle in quelle turbolenze ricupera-<br />
re 1 domiuii usurpali alla s. Sede, indù-*<br />
sivamente al castello <strong>di</strong> Lariano occupato<br />
da un barone suo nemico. A tal uopo<br />
inviò a Velletri un commissario per vigi-<br />
lare all'impresa nel 1894, con breve <strong>di</strong>-<br />
retto al comune onde animare il popo-<br />
lo ad eseguire quanto desiderava. Non si<br />
conosce l'accennato barone; forse fu Ni-<br />
colòColonna partigiano dell'antipapa, per-<br />
chè nel i4oo pare che abbia mossa guer-<br />
ra a Velletri per questa causa. Dauco cre-<br />
de probabile che allora Lariano fosse oc-<br />
cupato dalla famiglia Conti, i quali fino<br />
dal 1226 aveano delle ragioni sul terri-<br />
torio, e sotto Urbano VI Ildebrando e<br />
A<strong>di</strong>uolfo Conti prendevano i frulli <strong>di</strong><br />
Lariano. Quel Papa nel 1 388 avea com-<br />
messo a Nicola <strong>di</strong> Lauro (o Valeriauis<br />
<strong>di</strong> Piperno) <strong>di</strong> ricevere da' detti Conti<br />
il possesso d' Alatri e Segui, e de' castel-<br />
li <strong>di</strong> Paliano e <strong>di</strong> Lariano, e <strong>di</strong> ritener-<br />
li in buona guar<strong>di</strong>a e custo<strong>di</strong>a. Forse<br />
nella morte d'Urbano VI i Conti ritor-<br />
narono in possesso <strong>di</strong> Lariano con <strong>di</strong>spia-<br />
cere <strong>di</strong> Bouificio IX; e forse da que-<br />
st'impresa <strong>di</strong> Lariano avranno avuto o-<br />
ligi ne le rappresaglie <strong>di</strong> Paolo Couli eoa-<br />
VEL 2 9 5<br />
Irò Velletri. Poiché partito il Pontefice<br />
da Roma, i romani ripresero la primie-<br />
ra libertà e licenza cacciandone i suoi<br />
ministri. In quest'occasione Paolo Con-<br />
ti allegando che da' veliterui fosse stato<br />
saccheggiato il suo, portossi con buon<br />
numero <strong>di</strong> gente armata a' danni <strong>di</strong> Vel-<br />
letri, facendo scorrerie, prede e uccisioni,<br />
massime nelle campagne. Nel 1397 si<br />
adunò in città un parlamento generale<br />
per provvedere a questo <strong>di</strong>sastro, e fu-<br />
rono eletti 2 capitani ; ma in breve seda-<br />
ta la <strong>di</strong>scor<strong>di</strong>a, si ristabilì l'antica amicizia<br />
e confederazione tra Velletri e i Con-<br />
ti. Fin qui il Bauco. Ma io già <strong>di</strong>ssi col<br />
Ralti, Della famiglia Conti, e superior-<br />
mente, che in principio Urbano VI fu fa-<br />
vorevole a'Conti, affidando loro il gover-<br />
no e le ren<strong>di</strong>te <strong>di</strong> vari castelli, fra' quali<br />
leggo Lariano, e poi nella detla epoca tutto<br />
loro ritolse. Di più. trovo nel medesimo<br />
Batti, Storia <strong>di</strong> Ganzano, p. 26 e 1 1 r,<br />
un documento <strong>di</strong> Bonifacio I X del 1 399,<br />
in cui si <strong>di</strong>ce, <strong>di</strong>e Lariano era una castellala<br />
dalla quale <strong>di</strong>pendeva Genzano<br />
e la Riccia, feu<strong>di</strong> de'Sa velli, veuendo Gen-<br />
zano, a cui era congiunta laRiccia, <strong>di</strong>staccalo,<br />
sottoposto e unito a quella <strong>di</strong> Ma-<br />
rino. E a p. 1 19 che le ren<strong>di</strong>le della guar<strong>di</strong>ana<br />
<strong>di</strong> Lariano, Bonifacio IX nel 1404<br />
assegnò al monastero delle Tre Fontane.<br />
Accennato tutto questo, osserva il Nibby,<br />
<strong>di</strong>e Lariano era <strong>di</strong>venuto proprietà de*<br />
Savelli, e che Bonifacio IX volendo ri-<br />
cuperarlo esortò Velletri a porre in ope-<br />
ra tutte le sue forze per otteuerne lo sco-<br />
po, e sembra che l'impresa sortisse buo-<br />
no elfetto. Dunque pare, che il Savelli<br />
fosse quel barone nemico <strong>di</strong> Bonifacio<br />
IX. Stabilite le cose <strong>di</strong> Roma in piena<br />
soggezione del Papa, questi vi tornò, ed<br />
i<br />
veliterni <strong>di</strong> ciò congratulandosi, gli e-<br />
sposero i bisogni della città e le novità<br />
fa Ite da' romani. E siccome una delle cagioni<br />
delle continue <strong>di</strong>scor<strong>di</strong>e fra' roma-<br />
ni e veliterni era l'annuo pagamento <strong>di</strong><br />
1000 libbre, che i romani pretendevano<br />
ptr esservi stalo ferito iu Velletri un lo-
296 V E L<br />
io commissario nel 1398, Bonifacio IX<br />
liberò in perpetuo Velletri da tale impo-<br />
sizione l'8 agosto c4oo. Nel precedente<br />
avea fatto vescovo <strong>di</strong> Cefalonia Grego-<br />
rio Gori veliterno, arciprete della catte-<br />
drale; mentre in Roma era luogotenen-<br />
te del senatore Angelo Alaleoni rettore<br />
generale <strong>di</strong> Marittima e Campagna, e lo<br />
ricavo dal Compagnoni, Reggia Picena,<br />
p. 3 ig. Erasi sino alle <strong>di</strong>scorse epoche<br />
conservata libera inVelletri l'elezione del<br />
podestà, e solo limitata nel i374da'romani<br />
onde dovesse eleggersi un citta<strong>di</strong>no<br />
romano da confermarsi in Roma. Ma avendo<br />
Bonifacio IX richiamato a se l'au-<br />
torità pretesa dal senato romano, usando<br />
del pieno suo <strong>di</strong>ritto d'assoluto prin-<br />
cipe, deputò per podestà <strong>di</strong> Velletri a'<br />
12 aprile l 3g8 Paolo de Maleozzi dot-<br />
tore iu legge, e cosi troncò le romane pre-<br />
tensioni. I baroni circonvicini a Velletri<br />
pon sapevano astenersi dall'uso delle armi<br />
e dalle pubbliche violenze in que' in-<br />
felici tempi, uè la città potè goder quieta<br />
nella religiosa ricorrenza dell' armo<br />
santo i4oo, perchè il ricordato Colonna<br />
o per la rocca <strong>di</strong> Lariano o per altro mo-<br />
tivo inlimò guerra a' veliterni. Questi<br />
assoldarono l'opportuna gente, e invocarono<br />
soccorsi dal Papa, che probabilmen-<br />
te colla sua autorità pacificò i veliterni<br />
e i Colonnesi. Nel i4o4 <strong>di</strong>venuto Papa<br />
Innocenzo VII il popolo romano <strong>di</strong> nuovo<br />
pretese l'annue 1000 libbre da cui<br />
era slata assolta; ma a lui ricorrendo i<br />
veliterni, confermando il Papa l'esenzio-<br />
ne del predecessore, i romani si tacquero.<br />
L'ambizioso La<strong>di</strong>slao re <strong>di</strong> Sicilia <strong>di</strong> qua<br />
dal Faro, sempre aspirando al dominio<br />
<strong>di</strong> Roma e d'Italia, nel 1407 sotto Gre-<br />
gorio XII rinnovò isuoi tentativi per oc-<br />
cupare B.oma, facendo scorrerie ne' <strong>di</strong>n-<br />
torni.Tentò pure <strong>di</strong> sorprendere Velletri,<br />
me<strong>di</strong>ante alcuni citta<strong>di</strong>ni guadagnati da<br />
lui, della fazione de' lupi, che col più ne-<br />
ro tra<strong>di</strong>mento eransi proposti <strong>di</strong> saccheg-<br />
giai la e dargliela in mano. Scoperti gl'ini-<br />
qui, furono perseguitali, e si preserpener-<br />
V EL<br />
giche misure per <strong>di</strong>fendere la città, minacciata<br />
dal re <strong>di</strong> ferro e fuoco, i romani<br />
avendo inviali 100 finii. Ma pervenuta<br />
Ostia in potere <strong>di</strong> La<strong>di</strong>slao, i romani a<br />
lui si <strong>di</strong>erono. per cui i veliterni si videro<br />
costretti a ricevere le sue genti, premu-<br />
nendosi con un salvacondotto regio on-<br />
de evitarne le violenze. Da Roma con <strong>di</strong>ploma<br />
de' 17 giugno r4o8 La<strong>di</strong>stao spe<strong>di</strong><br />
il' veliterni un <strong>di</strong>ploma <strong>di</strong> conferma a' loro<br />
statuti e usi; e con altro de'4 <strong>di</strong>cembre<br />
1409 da Salerno concesse a'velilerni l'esenzione<br />
de'dazi da lui imposti e da im-<br />
porsi, or<strong>di</strong>nando che ogni 6 mesi conti»<br />
nuino i citta<strong>di</strong>ni a eleggere gli ufhziali,<br />
coll'inlerveuto del podestà per sua parte.<br />
In quest'epoca si estinsero in Velletri, per<br />
opera del regio podestà Sillano Pignattel-<br />
li napoletano, e con quella d'un religio-<br />
so francescano secondo Theuli, le fazio-<br />
ni delle pecore e de' lupi, che per tanti<br />
anni l'aveano travagliata colle guerre ci-<br />
vili, e così le fu restituita completamente<br />
la pace. A togliere a'partiti qualunque<br />
aderenza o protezione de' baroni, si formò<br />
un rigoroso statuto proibitivo d'al-<br />
loggiarli nelle proprie case senza licenza<br />
de'signori nove, e <strong>di</strong> tenerne sulle porte<br />
l'armi gentilizie. La<strong>di</strong>slao nel tempo che<br />
dominò Roma si portò più volle a Vel-<br />
letri, ed abitò una casa verso ponente, <strong>di</strong><br />
cui il Lan<strong>di</strong> lasciò memoria ue'mss. Frat-<br />
tanto lo scisma sempre più imperversa-<br />
va : all'antipapa in Avignone era succeduto<br />
fin dal i3g4 l'ostinalo Benedetto<br />
XIII. Ad estinguerlo si celebrò il famoso<br />
Sinodo <strong>di</strong> Pisa nel i4°9j ove si de-<br />
pose tanto l'antipapa quanto il legittimo<br />
Gregorio XII; ed elettosi Alessandro V,<br />
la <strong>di</strong>visione dell'unità de'fedeli restò mag-<br />
giormente scissa, con seguire 3 ubbi<strong>di</strong>en-<br />
ze. Velletri segui quella dell'eletto, abbandonando<br />
l'anteriore <strong>di</strong> Gregorio XII.<br />
lu<strong>di</strong> Alessandro V scomunicò e privò del<br />
regno La<strong>di</strong>slao, quale usurpatore de'do-<br />
minii della Chiesa e aderente a Gregorio<br />
XII; ma morendo poco dopo nel i4 ,0 i<br />
gli fu sostituito Giovanni XXIII iu Bo-
VEL<br />
logna, da dove i car<strong>di</strong>nali <strong>di</strong> sua ubbi-<br />
<strong>di</strong>enza lutto parteciparono a Velletri con<br />
lettera de'iy maggio. Mi duole che l'ot-<br />
timo e dotto sacerdote Manco chiami an-<br />
tipapa un Gregorio XII (F.). Recatosi<br />
in Roma Giovanni XXII 1 pubblicò la cro-<br />
ciata contro La<strong>di</strong>slao quale usurpatore<br />
del regno, persecutore della Chiesa e se-<br />
guace <strong>di</strong> Gregorio XII. Il versipelle prin-<br />
cipe, per conservare il regno, tosto abbandonò<br />
il virtuoso e legittimo Gregorio XII,<br />
e si sottotnisea Giovanni XXIII, me<strong>di</strong>ante<br />
trattato <strong>di</strong> pace de' i 5 giugno 1 4-1 2- Veramente<br />
in tal giorno d re in Palatio s.<br />
Petri emanò un <strong>di</strong>ploma in favore <strong>di</strong> Vel-<br />
Ietti, come imparo dal car<strong>di</strong>nal Borgia.<br />
Breve istoria del dominio della Sede a-<br />
postolica, p. 1 88. Dal canto suo Giovanni<br />
XXI II abbandonò Lodovico II d' Angiò,<br />
che con bolla avea riconosciuto per legit-<br />
timo re del regno <strong>di</strong> Sicilia <strong>di</strong> qua dal<br />
Faro. La<strong>di</strong>slao avea nominato rettore <strong>di</strong><br />
Marittima e Campagna o suo vicegeren-<br />
te Giacomo d' Aquino conte <strong>di</strong> Satriano.<br />
E Giovanni XXI 1 1 conferì il rettorato al<br />
car<strong>di</strong>nal Rinaldo Brancacci. Per allora<br />
La<strong>di</strong>slao abbandonò tutti i luoghi<br />
che in<br />
queste parti avea usurpato, e solo riten-<br />
ne Sezze come <strong>di</strong> molta importanza, promettendo<br />
restituirla previo sborso <strong>di</strong> ri-<br />
levante somma. Giovanni XXIII per ri-<br />
cuperarla, chiese a Velletri iooo ducati<br />
d'oro, e fu contentato con 65o, ad onta<br />
dell'esausto erario comunale pe'continui<br />
<strong>di</strong>spen<strong>di</strong>i per le guerre e carestie <strong>di</strong> que'<br />
torbi<strong>di</strong> tempi; protestando però il pode-<br />
stà , il giu<strong>di</strong>ce e i signori nove, che ciò<br />
non pregiu<strong>di</strong>casse a' privilegi della città.<br />
Narra il p. Casimiro da Roma, che Riccardo<br />
Annibal<strong>di</strong> de'signori della Molara<br />
s'impadronì nel i 4 • 2 <strong>di</strong> Lariano e <strong>di</strong> Nenu<br />
castelli della Chiesa, fu in<strong>di</strong> carcera-<br />
lo, e Giovanni XXIII il i.° <strong>di</strong>cembre lo<br />
fece uscire, restituendo Lariano e Nemi.<br />
Erasi introdotta una consuetu<strong>di</strong>ne , che<br />
Velletri ad ogni or<strong>di</strong>ue del rettore <strong>di</strong> Marittima<br />
e Campagna dovesse mandare<br />
«Il esercito ì pò i'uuli e 6 cavalli, tulli man-<br />
VEL 297<br />
tenuti e stipen<strong>di</strong>ati a spese de' citta<strong>di</strong>ni.<br />
Che dovesse inviare a' parlamenti gene-<br />
rali della provincia un sindaco. Che tut-<br />
ti gli appelli delle cause tanto civili quan-<br />
tocriminali al medesimo rettore si devol-<br />
vessero (ma nell' esenzione <strong>di</strong> Bonifacio<br />
Vili, che qui par <strong>di</strong>menticata dal Bau-<br />
co, quel Papa soltanto assolse i<br />
veliterni<br />
d'essere costretti dal rettore <strong>di</strong> portarsi<br />
all'esercito o alle cavalcate fuori della<br />
provincia j ed al rettore conservò l'ap^<br />
pello legittimo, e d'ingerirsi nell' ammi-<br />
nistrazione della giustizia, se negligenti<br />
gli ullìziali veliterni. Tanto aveano rife-<br />
rito prima <strong>di</strong> lui anche il Theuli e il Bor-<br />
gia). I veliterni fecero gran<strong>di</strong>ssime istan-<br />
ze a Giovanni XXIII per essere liberati<br />
da questa soggezione, per abitare una cit-<br />
tà tanto vicina a Roma, e <strong>di</strong>mostrando-<br />
gli la continua fedeltà alla s. Sede, le gra-<br />
vissime spese fatte per gli armamenti, e i<br />
danni eccessivi sofferti nella guerra con-<br />
tro La<strong>di</strong>slao. E Giovanni XXI li a tutto<br />
con<strong>di</strong>scese con breve datum Romae apud<br />
s. Petrum, a'i 5 oltobrei4i 3 (temo sba-><br />
gliato il mese, e forse dovrà <strong>di</strong> non poco<br />
anticiparsi, per quanto vado a narrare),<br />
interamente esentando Velletri dalla <strong>di</strong>-<br />
pendenza del rettore della provincia.<br />
La<strong>di</strong>slao non pensando ad altro, chead<br />
eludere ezian<strong>di</strong>o Giovanni XXII I, rotto<br />
il trattalOjCon un esercito sorprese Roma<br />
a'i5 giugnoi4
a 9 8<br />
V E L<br />
nò il Sinodo <strong>di</strong> Costanza, in cui Gregorio<br />
XII virtuosamente rinunziò il pontifica-<br />
lo, lo spergiuro Giovanni XXIII fu de-<br />
posto, e l'antipapa Benedetto XIII <strong>di</strong>-<br />
climi ato ostinato scismatico e deviatodal-<br />
la fede. Perciò non scrisse bene il can.<br />
Bauco <strong>di</strong>cendo: Giovanni XXIII rinun-<br />
ziò, Gregorio XII e Benedetto XU1 furono<br />
privati del pontificato. L'ri novembre<br />
1 4-1 7 coll'elezione <strong>di</strong> Martino V Co-<br />
lonna cessò il deplorabile e lunghissimo<br />
scisma. In tale anno il concilio <strong>di</strong> Costan-<br />
za avea <strong>di</strong>chiarato Alto Conti rettore del-<br />
le provincie <strong>di</strong> Marittima e Campagna, ca-<br />
rica quasi ere<strong>di</strong>taria nella sua famiglia<br />
per alcune generazioni, come notai nel<br />
voi. XVII, p. 74- Nel i4 2 4 furono rin-<br />
novati i capitoli fra Roma e Velletri in-<br />
torno al podestà e ad altri particolari; fu-<br />
rono ancora rinnovati i confini , e si accomodarono<br />
le <strong>di</strong>fferenze pel castello <strong>di</strong><br />
Lariano, che Nibby <strong>di</strong>ce tornato in pote-<br />
re de'Colonnesi nel pontificato del paren-<br />
te loro Martino V. Morto questi neh 43 t,<br />
gli successe Eugenio IV , sotto il burra-<br />
scoso pontificato del quale Velletri fu a<br />
parte de' tumulti e delle guerre, e siccome<br />
ne portò il peso, cosi ne raccolse pure<br />
abbondante fruito. Ribellatisi i Colonnesi<br />
e i Savelli, tra loro alleali, il Papa<br />
li scomunicò co* loro fautori, privandoli<br />
degli onori e <strong>di</strong>gnità, e confiscandone le<br />
terre. Fra queste coutavansi le fortezze <strong>di</strong><br />
Lariano e <strong>di</strong> Faggiola, quella posseduta<br />
da'Colonnesi, questa da'SavelIi, Durante<br />
l'inimicizia col Papa, gl'insorti baioni con<br />
gente armata scorrevano e saccheggiava-<br />
no le campagne <strong>di</strong> Roma e il territorio<br />
<strong>di</strong> Velletri, predando animali e uomini.<br />
I veliterni prevedendo gravi <strong>di</strong>sastri da<br />
questa guerra, si prepararono a valida <strong>di</strong>-<br />
fesa. Scelsero a capitano Paolo Annibal<strong>di</strong><br />
della Molara, spe<strong>di</strong>rono ambasciatori a'<br />
Conti per tenerseli amici, e rinnovarono<br />
1' antica confederazione col popolo della<br />
città <strong>di</strong> Cori; e stando in guar<strong>di</strong>a fuori e<br />
dentro la città. Il Papa assoldò 8ooo uo-<br />
mini sotto la condotta <strong>di</strong> Michelelto per<br />
VEL<br />
reprimere i ribelli, e deputò legalo del-<br />
l'impresa il celebre e valoroso vescovo Vitedeschi<br />
poi rettore <strong>di</strong> Marittima e Campagna<br />
e in<strong>di</strong> car<strong>di</strong>nale, severo e acerrime<br />
nemico de'Colonnesi. Le milizie pontifi-<br />
cie s'impadronirono<strong>di</strong> Zagarolo, Palestri-<br />
na, Albano, Civita Lavinia e Castel Gan-<br />
dolfo. Vi rimaneva il castello <strong>di</strong> Larianc<br />
o Ariano, ch'era ben fortificato, assai mu-<br />
nito, e cou <strong>di</strong>ligenza <strong>di</strong>feso da'Colonnesi.<br />
Ferinaronsi all' asse<strong>di</strong>o <strong>di</strong> questo forte<br />
4ooo uomini, <strong>di</strong>morandovi 4 mesi senza<br />
successo. Dovea il comune <strong>di</strong> Velletri<br />
provvisionare questa truppa <strong>di</strong> denaro,<br />
<strong>di</strong> grasce e d'altrecose necessarie. Andan-<br />
do l'impresa a lungo, i veliterni per to-<br />
gliersi da tante spese, si offersero al car-<br />
<strong>di</strong>nal Condnlmieri camerlengo <strong>di</strong> dar l'as-<br />
salto alla fortezza; il che fu loro accorda-<br />
to con larghe promesse. Si presentaronc<br />
coll'Annibal<strong>di</strong> al cimento 8oo volontari<br />
citta<strong>di</strong>ni, i quali animati da valore e ir-<br />
ritati pe'ricevuti danni, appena giunsen<br />
sotto Lariano che l'assalirono con in<strong>di</strong>cibile<br />
coraggio e in breve lo presero. En-<br />
trati nel paese lo posero a sacco e fuoco,<br />
e quasi tutto restò <strong>di</strong>strutto. Tutti gli u-<br />
bilanti colla guarnigione si rifugiarono<br />
nella rocca. Pareva che i larianesi voles-<br />
sero <strong>di</strong>fendersi, ma sperimentata la bra-<br />
vura e la fortezza de' veliterni nell'assal-<br />
to, e sapendoli fermi <strong>di</strong> voler espugnare<br />
anche la rocca, e non avendo speranza<br />
d'esser soccorsi da'Colonnesi, chiesero <strong>di</strong><br />
capitolare e fu loro accordato. Nell'ottobre<br />
1 433 i signori nove deputarono com-<br />
missari per trattare con quelli inviati a Vel-<br />
letri da Lariano, Pietro Mancini e Anto-<br />
nio Pancioni. Fra gli altri capitoli della<br />
de<strong>di</strong>zione, fu concesso che tutti gli abi-<br />
tanti potessero recarsi a <strong>di</strong>morare in Vel-<br />
letri, colla franchigia da' dazi per 20 an-<br />
ni. A'26 ottobre 1 433 uscita dalla rocca<br />
la guarnigione e il castellano coll'armi e<br />
bagaglie, ed i larianesi colle loro sostanze,<br />
la truppa de' veliterni la <strong>di</strong>e alle fiamme.<br />
Il car<strong>di</strong>nal camerlengo quin<strong>di</strong> con auto-<br />
rità pontificia concesse e aggiu<strong>di</strong>cò tal
V E L<br />
fortezza al comune <strong>di</strong> Vellelri insieme eoi<br />
letti Iorio, incorpora tutolo al veliteruo,<br />
dandone alla città il pieno possesso; e <strong>di</strong>-<br />
poi il Papa lutto confermò con bolla del-<br />
1*8 ottobre i 44^, riprodotta da Banco come<br />
onorevole per la città. Lo stesso in-<br />
fortunio sperimentò la fortezza della Fag-<br />
gioia de' Savelli, la quale espugnala da'<br />
veli ter ni fu incen<strong>di</strong>ata e <strong>di</strong>strutta; ed il<br />
medesimo car<strong>di</strong>nale <strong>di</strong>e il possesso del-<br />
la fortezza e del territorio al comune <strong>di</strong><br />
Vedetti. Si celebrava allora il concilio <strong>di</strong><br />
Basilea, alquanta ostile a Eugenio I Y , on<br />
de pretta <strong>di</strong>venne couciliabolo. 1 Culonliesi<br />
interposero i padri perchè stimavano<br />
iiucevole alla loro casa l'inimicizia de've-<br />
literni. A' 17 <strong>di</strong>cembre 1 4^3 il concilio<br />
scrisse al popolo veliteruo esortandolo a<br />
pacificarsi co'Colotmesi; ma quando giun-<br />
se la lettera ritardata, già erano eguaglia-<br />
te al suolo la terra e rocca <strong>di</strong> Lariano.<br />
La città però, salvi i <strong>di</strong>ritti e gli acquisti<br />
falli per ragione <strong>di</strong> guerra , procurò <strong>di</strong><br />
tornar in pace co'Colonuesi e conservar-<br />
la, anche perchè poi adoperandosi <strong>di</strong> tornare<br />
ingrazia d'Eugenio IV, bramavano<br />
la reintegrazione del confiscalo. La<br />
suddetta bolla <strong>di</strong> conferma con l'autori-<br />
tà del mero e misto impero et pò lesia le<br />
rìa<strong>di</strong>i, e il precedente atto del camerlen-<br />
go de'3o luglio, che allora era il car<strong>di</strong>-<br />
nal Lodovico Scarampo Mezzarola , già<br />
commissario apostolico nella suddetta<br />
guerra e legato <strong>di</strong> Marittima e Campagna<br />
, ritardarono perchè il Papa pe' tu-<br />
multi de'Colonnesi partito da Roma nel<br />
giugnoi 4-34> uou v ' ritornò che a'2 1 settembfei443;<br />
'a bolla contenendo anelli<br />
quanto riguarda Faggiola. Po>sedendo<br />
Vellelri la lena <strong>di</strong> Lariano e il suo ter-<br />
ritorio, il car<strong>di</strong>nal Prospero Colonna ni-<br />
pote <strong>di</strong> Martino V ruppe la pace , pre^<br />
tingendosi <strong>di</strong> tornarvi in possesso e ripo-<br />
polarla , e <strong>di</strong> fortificare con nuove fabbriche<br />
la rocca. Mandò a tal uopo un<br />
gran numero d' operai , che sostenuti e<br />
guardali da una forte squadra <strong>di</strong> soldati,<br />
attendessero al lavoro. Ciò saputosi io<br />
V E L 2 99<br />
Vellelri, il magistrato non risolvevasi ad<br />
usar la forza per impe<strong>di</strong>rlo, ma il popo-<br />
lo lo fece da se. Corse armato a Lariano,<br />
fugò i soldati, cacciò gli operai, e gittò a<br />
terra tutto il nuovo fabbricato; in<strong>di</strong> fu<br />
custo<strong>di</strong>to il castello <strong>di</strong>roccalo, per impe-<br />
<strong>di</strong>r qualunque innovazione. Ad onta <strong>di</strong><br />
quanto fecero i Colonuesi per ricuperata<br />
Lariano,nou riuscì loro finché visse Euge-<br />
nio IV. Questo Papa affezionatissimo a<br />
Vellelri, gli concesse molte grazie e pri-<br />
vilegi. Egli con sua bolla ridusse il peso<br />
<strong>di</strong> 200 libbre <strong>di</strong> cera a 5o, che annual-<br />
mente doveasi presentare in Pioma dal<br />
comune veliteruo nella festa dell'Assun-<br />
zione <strong>di</strong> Maria ss. Concesse al consiglio la<br />
libera elezione del giu<strong>di</strong>ce, nou ostante<br />
qualunque convenzione fatta tra il popo-<br />
lo e senato <strong>di</strong> Pioma, e il comune <strong>di</strong> Vel-<br />
letri. Or<strong>di</strong>nò ancora che si conservasse-<br />
ro le giuris<strong>di</strong>zioni e gli statuti della cillà,<br />
<strong>di</strong>chiarando appartenere al podestà , al<br />
giu<strong>di</strong>ce, agli affiliali <strong>di</strong> Velletri privativamente<br />
giu<strong>di</strong>care sulle cause <strong>di</strong> qualsi-<br />
voglia delitto, che nella città e nel suo<br />
territorio si commettesse, eccetto solo il<br />
delitto <strong>di</strong> lesa maestà. Inoltre Eugenio<br />
IV promosse a vescovo <strong>di</strong> Capri fr. Fran-<br />
cesco da Velletri minorità, famoso lettore<br />
<strong>di</strong> teologia, poi traslato a Gaeta. Fra il<br />
terrilorio <strong>di</strong> Velletri e quello <strong>di</strong> Nettuno<br />
esisteva una forte torre nel castello <strong>di</strong> s,<br />
Pietro inFormis, oggiCampoMorto.Que-<br />
sto apparteneva a'Savelli coli' ampia te-<br />
nuta <strong>di</strong> fertilissimi campi all' intorno.<br />
Quel barone ne fu spogliato da Eugenio<br />
IV , il quale ne fece dono al celebre ca-<br />
pitano AntouioRi<strong>di</strong> padovano, castellano<br />
o prefetto <strong>di</strong> Castel s. Angelo <strong>di</strong> Routa.<br />
Nelle circostanze <strong>di</strong> guerra il castello <strong>di</strong><br />
s. Pietro in Formis era assai molesto a<br />
Velletri e cagione <strong>di</strong> gravi <strong>di</strong>spen<strong>di</strong>, per<br />
guardarsene e <strong>di</strong>fendersene. Eugenio IV<br />
con lettere del car<strong>di</strong>nal camerlengo de'<br />
12 maggio 1 445 or<strong>di</strong>nò a'veliteruiche fa<br />
due mesi lo demolissero, il che fu subi-<br />
to eseguito. Velletri per la <strong>di</strong>struzione <strong>di</strong><br />
tal fotte restò assai tranquillo, e <strong>di</strong> più
3oo VEL<br />
quando il lenimento fu venduto al capi-<br />
tolo Valicano, che ancora lo possiede. Per<br />
Ja posizione topografica <strong>di</strong> Velletri , già<br />
notai i travagli e <strong>di</strong>sastri ch'era obbligata<br />
tollerare da'baroni, che d'ogni banda<br />
colle loro baronie necircondavanoil ter-<br />
ritorio. E siccome ella <strong>di</strong>chiara tati ne-<br />
mica a chi nemico fosse della s. Sede, le<br />
conveniva star sempre sull'armi per <strong>di</strong>-<br />
fendersi, e per combattere contro i detti<br />
baroni, che per lo più erano a' Fa pi ri-<br />
belli. Né godè ella riposo e tranquillità<br />
finché col proprio valore non abbattè e<br />
<strong>di</strong>strusse alcuni ricoveri <strong>di</strong> siffatti prepo-<br />
tenti baroni, e li tenue a freno col timo-<br />
re <strong>di</strong> sue armi. Perciò Bauco <strong>di</strong>ce che<br />
aiuti reggimento è più nemico dell'uma-<br />
na generazione, che il feudatario, poiché<br />
i Fassallì(V.) avvilisce, e i <strong>di</strong>ritti municipali<br />
<strong>di</strong>sperde. Allorché Eugenio IV<br />
<strong>di</strong>chiarò ribelli i Colonnesi ei Savelli, fu-<br />
rono inclusi nella stessa sentenza anche<br />
Francesco eRuggero Caetani padroni del-<br />
la foltezza d'Acquapuzza posta fra Sermoneta<br />
eSezze, la qualeil Papa neli44^<br />
<strong>di</strong>e in custo<strong>di</strong>a a'velitei ni; in<strong>di</strong> il succes-<br />
sore JN'icolò Va'22 <strong>di</strong>cembre i449 ,,e 01 *<br />
«lino la consegna al suo commissario Lorenzo<br />
Cecchi, e fu eseguita. Nate nuove<br />
conlese fra'romaui e i velilerui per l'ele-<br />
zione del giu<strong>di</strong>ce, che da Eugenio IV era<br />
siala concessa o piuttosto restituita libe-<br />
ra alia città, in dettoanno si venne a con-<br />
cor<strong>di</strong>a, e fu stabilito; che siccome Velie-<br />
tri eleggeva 3 gentiluomini romani per<br />
podestà, de' quali il popolo romano ne<br />
confermava uno, così dovesse il popolo<br />
1 ornano eleggere 3 dottori, a uno de'quali<br />
la città dassela patente <strong>di</strong> giu<strong>di</strong>ce. Men-<br />
tre Velletri godeva pacificamente il ca-<br />
stello <strong>di</strong> Faggioia,deputaudovi il consiglio<br />
un particolare governatore, morto Nicola<br />
Savelli aulico signore del luogo, <strong>di</strong> cui<br />
per la ribellione n'era stato privalo da<br />
Eugenio IV, i suoi figli implorarono da<br />
Nicolò V, oltre il perdono, la ricupera <strong>di</strong><br />
Faggiola e dell' altre castella già confi-<br />
scate, ed il Papa tutto accordò a' 3 ugO'<br />
VEL<br />
sto «447- I veliterni ricorsero a Nicolò<br />
V, ed esposero il <strong>di</strong>ritto che aveano sul<br />
castello, per averlo conquistato col pro-<br />
prio sangue, col <strong>di</strong>spen<strong>di</strong>o <strong>di</strong> 9,5oo fio-<br />
rini d' oro, e loro quin<strong>di</strong> confermato da<br />
Eugenio IV. Trovando il Papa giuste ta-<br />
li ragioni, rivocò il decretalo a favore de'<br />
Savelli, ed a'i3 novembre 1 453 <strong>di</strong>chiarò<br />
spettare a Velletri la Faggiola, onde tornò<br />
a possedere pacificamente il suo terri-<br />
torio e la fortezza. Non così avvenne con<br />
Lariauo. I Colonnesi baroni più potenti<br />
sempre tentandone la ricupera, nulla ottenendo<br />
dalla città, conseguirono almeno<br />
da Nicolò V, che appena <strong>di</strong>venuto Papali<br />
assolse, me<strong>di</strong>an te bre ve de'i3 agosto i448,<br />
che fossero loro pagati 1000 ducati d'oro<br />
per le violenze usate contro gli armati e<br />
artisti mandati dal car<strong>di</strong>nal Colonna alla<br />
rie<strong>di</strong>ficazione <strong>di</strong> Lariano; il quale porpo-<br />
rato perciò animato tentò più volte <strong>di</strong><br />
ripigliare il castello, vi mandò altra gen-<br />
te armata per cacciare dal territorio i<br />
nuovi coloni, e vi fece portare una gran<br />
quantità <strong>di</strong> materiale per rifabbricarlo.<br />
Nel i455 <strong>di</strong>venuto Papa Calisto III, la<br />
città nell'umiliargli ubbi<strong>di</strong>enza, pe'depu-<br />
tali rappresentò i suoi <strong>di</strong>ritti su Lariano<br />
e la Faggiola, e lo supplicò della conferma<br />
de' luoghi e <strong>di</strong> proibire a' Colonnesi<br />
che non più tentassero rifabbricare La-<br />
riano. Fu esau<strong>di</strong>ta con breve de' 6 set-<br />
tembre, or<strong>di</strong>nando sotto gravi pene, cht<br />
ninno in quel luogo ar<strong>di</strong>sse <strong>di</strong> rifabbrica<br />
re. Nel 1 4^6 dall'agosto al <strong>di</strong>cembre Vel<br />
letri fu flagellata dalla peste, onde i cit<br />
la<strong>di</strong>ni si sparsero per le vigne e ne' lue<br />
ghi vicini. Pio 11 fatto rettore <strong>di</strong> Marini<br />
ma e Campagna il nipote Antonio Picco-<br />
lomini e poi Gio. Antonio Leoncilli <strong>di</strong><br />
Spoleto già senatore <strong>di</strong> Roma, per me<br />
delazione da Siena raccomandò per pc<br />
desta Giovanni Boccabella romano, e<br />
car<strong>di</strong>nal Colonna profittando della lor<br />
'<br />
Iattanza del Papa <strong>di</strong> prepotenza nel r 4 ><br />
-<br />
ricominciò la rie<strong>di</strong>ficazione della fortezza<br />
<strong>di</strong> Lariano, e con gran calore vi sollecitò i<br />
lavori. Tornato Pio II in Roma, i trava-
,<br />
VEL<br />
glint! veliterni gli fecero reclami, e furono<br />
contentali; poiché considerando il Papa<br />
che l'erezione della fortezza poteva fomentare<br />
<strong>di</strong>sastri alla città e provincia, comandò<br />
nel «463 al car<strong>di</strong>nale la demoli-<br />
zione degli e<strong>di</strong>fìzi e fortificazioni. Ma es-<br />
sendo caduto infermo il car<strong>di</strong>nale, la for-<br />
tezza fu consegnata come stava al car<strong>di</strong>-<br />
nal Todeschini nipote del Papa, onde con-<br />
servarsi per 6 mesi in deposito; ed intanto<br />
il car<strong>di</strong>nal Colonna tosto morì a'^4<br />
niar70, lasciando erede Vittoria sua sorel-<br />
la e vedova <strong>di</strong> Carlo Mala testa giù capitano<br />
generale del duca <strong>di</strong> Milano. Spirati<br />
quin<strong>di</strong> i 6 mesi, Pio II or<strong>di</strong>nò che la for-<br />
tezza si demolisse,con proibizione a chiun-<br />
que <strong>di</strong> rifabbricarla (<strong>di</strong> che parlando il<br />
Piazza nella Gerarchi aCar<strong>di</strong>nai hia , <strong>di</strong>ce<br />
che a'velletrani or<strong>di</strong>nò pure la demo-<br />
lizione della rocca o fortezza vicina a Ci-<br />
vita Lavinia, da 'medesimi Colonnesi con<br />
gran spesa fabbricata, potendo recare pre-<br />
giu<strong>di</strong>zio a Velleti'i; ed il simile nana il<br />
Theuli); per cui Velletri si obbligò con<br />
pena <strong>di</strong> io,ooo fiorini d'oro a non farvi<br />
nuove fabbriche , salvo solo il dominio e<br />
la proprietà cheaveadel luogo, e <strong>di</strong> paga-<br />
re 5oo fiorini d'oro alla camera aposto-<br />
lica per rimborso delle spese fatte nella custo<strong>di</strong>a<br />
in tempo del deposito. Nel novembre<br />
dello stessoi463 i veliterni in nume-<br />
ro <strong>di</strong> 4oo armati, d'or<strong>di</strong>ne pontificio si<br />
<strong>di</strong>ressero alla demolizione delle nuove for-<br />
tificazioni. In que' tempi tale fortezza si<br />
reputava inespugnabile, come fabbricata<br />
sul monte <strong>di</strong> pietre quadrate e tutto mas-<br />
so al <strong>di</strong> dentro. Per hi sua elevatezza dominava<br />
dal settentrione la provincia <strong>di</strong><br />
Campagna, e dall'ostro quella <strong>di</strong> Marit-<br />
tima: era provvista <strong>di</strong> due conserve d'acqua<br />
assai copiose e lavorate con grande ar-<br />
tifizio, ed essendo poco comune l'uso del-<br />
l'artiglierie era malagevole l'impadronir-<br />
sene. I demolitori proruppero in alcune<br />
proposizioni offensive a' Colonnesi , da'<br />
quali prese in mala parte cagionarono<br />
contese. Imperocché Vittoria Colonna<br />
(non si deve confondere colla raarcbesa-<br />
VEL 3ot<br />
na <strong>di</strong> Pescara, <strong>di</strong> cui anche nel volume<br />
LXXXV1II, p. loo e seg.),com'erede del<br />
car<strong>di</strong>nal Prospero suo fratello mosse lite al<br />
comune <strong>di</strong> Velletri, proponendo non solo<br />
il libello d'ingiurie, ma ripetendo il pos-<br />
sesso del territorio <strong>di</strong> Lariano come antico<br />
patrimonio <strong>di</strong> sua casa. Pio II commi-<br />
se la cognizione <strong>di</strong> queste cause al senatore<br />
<strong>di</strong> Roma, che a' i 8 luglio 1 4^4 P''°'<br />
nunzio sentenza assolutoria a favore <strong>di</strong><br />
Velletri. Tuttavolta, morta Vittoria ,<br />
suoi ere<strong>di</strong> neh 465 suscitarono altre pretensioni<br />
per la ricupera <strong>di</strong> Lariano. Con<br />
approvazione <strong>di</strong> Paolo II fu eletto per<br />
compromesso in arbitro dalle parti il car-<br />
<strong>di</strong>nal Guglielmo d'Estouleville vescovo<br />
veliterno (secondo il cav. Coppi, o a'21<br />
marzo 1 4?9 al <strong>di</strong>re <strong>di</strong> Bauco. Questa <strong>di</strong>-<br />
screpanza chiarirò col Borgia. La a. da-<br />
ta appartiene all'altro laudo pronunziato<br />
dal car<strong>di</strong>nale, sopra le <strong>di</strong>fferenze insorte<br />
fra Velletri e i signori <strong>di</strong> Nemi pe' con-<br />
fini della Faggiola). Or<strong>di</strong>nò che la rocca<br />
<strong>di</strong> Lariano col suo territorio per quanto<br />
pende dalla cima de'monli verso Velletri<br />
appartenesse a questa città, e per quan-<br />
to si stende dalla parte opposta verso<br />
Rocca <strong>di</strong> Papa e Rocca Priora fosse de'<br />
Colonnesi, e che nelle sommità de'monli<br />
si ponessero i termini <strong>di</strong>visorii pe'confini<br />
d'ambe le parti. Or<strong>di</strong>nò ancora che si<br />
pagassero da Velletri 800 ducati, e proi-<br />
bì si a'veliterni che a' Colonnesi <strong>di</strong> rifab-<br />
bricare in quel luogo castello o rocca. Il<br />
car<strong>di</strong>nal d' Estouteville fu il i.° vescovo<br />
veliterno ch'ebbe dalla s. Sede il permes-<br />
so e la giuris<strong>di</strong>zione d'usare iusieme l'au-<br />
torità spirituale e temporale sopra Vel-<br />
letri. Ma questa giuris<strong>di</strong>zione e autorità<br />
al principio non importava altro che pro-<br />
tezione. Bene il mostrò il degno car<strong>di</strong>na-<br />
le nel <strong>di</strong>fendere le ragioni, privilegi e giù»<br />
risulzioni della città. Come uomo inte-<br />
gro e prudente , compose le tante <strong>di</strong>ffe-<br />
renze che agitavano la città, con sod<strong>di</strong>-<br />
sfazione universale non solo per Lariano<br />
co'Colonnesi, ma nel 1 479 sopì le <strong>di</strong>fferenze<br />
insorte fra Velletri e il baione <strong>di</strong><br />
i
3u2 V E L V E L<br />
Nemipe'confinitVi Faggiola.Fuanrhege- ene commise l'esecuzione al car<strong>di</strong>ne! Or-<br />
tieroso e magnifico, adornò la città d'una sini camerlengo, clie per mezzodì-I suo<br />
sontuosa fabbrica per comodo e abitazio- segretario <strong>di</strong>e al comune <strong>di</strong> Velletri il pos-<br />
ile de' vescovi presso la cattedrale, oggi ri- sesso del territorio <strong>di</strong> Lariano ni maggia<br />
dotta in parie per uso del seminario, e r 4-7^- N*d '474<br />
'' Papa scrisse lettere<br />
partedonata per abitazione dell'arciprete molto efficaci ai podestà e al giu<strong>di</strong>ce <strong>di</strong><br />
della medesima. Invece dell'episcopio go- Vel!etri,acciòsi adoprasseroper estingne-<br />
dono ora i vescovi <strong>di</strong> Velletri il sudde- re afT-itto l'antiche fazioni, che sempre ri-<br />
sci ilio appartamento nel pubblico palaz- pullulavano tra'principali citta<strong>di</strong>nì,intor-<br />
zo: prima lo aveano come governatori <strong>di</strong> bidando e sconvolgendo la quiete della po-<br />
Yelletri, ora come legali perpetui della s. polazione,il che riuscì felicemente. Nel<br />
Sede. Fu Paolo II che con breve de' i3 pontificato <strong>di</strong> Sisto IV s'incominciò la<br />
giugno i47° conferì la protetloria della proficua impresa <strong>di</strong> condurre l'acqua pe-<br />
città <strong>di</strong> Velletri al suo vescovo prò tem- renne in Velletri da'monti dellaFaggiola,<br />
pore, e ciò fece per togliere al popolo io- il Papa nel 1 47^ commettendone la cuci<br />
mano quella poca parte che avea algover- al car<strong>di</strong>nal d'Eslouteville,come quello <strong>di</strong>e<br />
no della medesima ; per cui eravi un con- avea tanto a cuore il pubblico bene, acciò<br />
tinuo seme <strong>di</strong> <strong>di</strong>scor<strong>di</strong>e, <strong>di</strong> violenze e tal- vegliasse per ridurre ad effetto sì nobile<br />
volta <strong>di</strong> guerre; perchè i veliterni sempre impresa; scabrosa e <strong>di</strong>spen<strong>di</strong>osa, <strong>di</strong> cui in<br />
aspiravano ad una piena libertà, e i roma- <strong>di</strong>verse epoche s'intraprese il lavoro e poi<br />
ni alla soggezione e <strong>di</strong>pendenza de'mede- sospeso, finché fu ridotta a compimento,<br />
situi, onde fra'due popoli non poteva mai come poi <strong>di</strong>rò. Nel 1 47^ si sparse in qne-<br />
snssistere stabile e sincera pace. E Paolo ste contrade terribile pestilenza, e Velia<br />
li così troncò tulle le pretensioni de' ro- tri ne patì gravemente; <strong>di</strong>sastro che si ab-<br />
mani. Osserva il Dauco, che però tale prò- breviò pel solenne voto fatto al santuario<br />
tettoria e patrocinio concesso a' vescovi <strong>di</strong> Loretoeon preziosa corona tempestala<br />
veliterni, come suole accadere per I' in- <strong>di</strong> gioie <strong>di</strong> molto valore. Desiderando Si-<br />
nata propensione che barinogli uomini <strong>di</strong> sto IV il bene e la tranquillila <strong>di</strong> Vellelri,<br />
signoreggiare, passò ad un'ampia e asso- or<strong>di</strong>nò che fermi rimanessero i <strong>di</strong>ritti del<br />
luta autorilà <strong>di</strong> governo, accresciuta da podestà e giu<strong>di</strong>ce; gli confermò tutti i pri-<br />
nna parte co'privilegi concessi ne' tempi vilegi e grazie concessi da'predecessori, gli<br />
posteriori da'Papi a'car<strong>di</strong>nali decani, e statuti, e il possesso de'caslelli <strong>di</strong> Lariano<br />
dall'altra colPabolire I'elezionedel pode- eFaggiola co'loro territorii. Nella biogra-<br />
stà e del giu<strong>di</strong>ce, la quale in quell'epoche fia <strong>di</strong> tal Papa accennai la guerra insorta<br />
e per molti anni appresso rimase libera a' tra lui e l'ingrato Fer<strong>di</strong>nando 1 re <strong>di</strong> Na-<br />
citta<strong>di</strong>ni. Al popolo romano restò soloche poli, per aver questi preso le parti del du-<br />
i podestà eletti al governo <strong>di</strong> Velletri do- ca <strong>di</strong> Ferrara feudatario della s. Sede, ed<br />
vesserò essere del ceto della loro nobiltà, i luoghi ove ne ragionai. Qnisolo<strong>di</strong>rò, <strong>di</strong>e<br />
de'quali la città ne eleggeva 3, ed uno <strong>di</strong> il re nel i 482 inviò contro i dominii poti-<br />
questi veniva scello dal car<strong>di</strong>nal protetto- tifìcii il figlioAlfonsodùca <strong>di</strong> Calabria agi<br />
re, ed il Papa lo confermava con suo bre- g,ooo uomini, compresa una forte colon*<br />
ve;e questi prima <strong>di</strong> prendere possesso del- na <strong>di</strong> cavalleria; esercito composto in par-<br />
la carica prestava giuramento <strong>di</strong> fedeltà in te<strong>di</strong> turchi, chedopo ricuperato Otranto<br />
mano del car<strong>di</strong>nal camerlengo <strong>di</strong> s. Cine- dalle loro mani, avea ritenuti al suo sol-<br />
sa. Sisto IV mostrò molto affetto verso do. Frasi sparso tra* veliterni e la proviti-<br />
Velletri, che fece conoscere concedendole eia in<strong>di</strong>cibile spavento, anco perchè i Co-<br />
molte grazie e privilegi. IVunarnentecon- lunnesi e i Savelli nemici <strong>di</strong> Velletri adefermò<br />
il laudo del cai <strong>di</strong>tial d'Estouteville, ri vano al duca, oudecon apparecchio DJ»
VEL<br />
lilnre si prepararono a <strong>di</strong>fendersi dentro<br />
le aura, ed incalcolabili furono i danni ri-<br />
cevuti nel territorio.In aiuto del Papa vennerogli<br />
alleati veneziani.capitanali daRo*<br />
berto Malatesta <strong>di</strong> Rimini valorosissimo,<br />
e giunsero a' i 5 agosto. Il duca, respinte le<br />
milizie pontificie, occupato Albano e Ca-<br />
stel Gaudolfo, si avvicinava a Roma tutta<br />
costernata Le milizie collegate, ricupera-<br />
li que'luoghi, fermaronsi a Torreccbia,<br />
piccolo castelloora <strong>di</strong>strutto a 8 miglia da<br />
Velletri; mentre Alfonso erasi munito e<br />
attendato fra tal città e Nettuno, <strong>di</strong>stante<br />
jo miglia, aspettando i rinforzi per mare<br />
promessigli dal padre. Roberto d'or<strong>di</strong>ne<br />
del Papa e <strong>di</strong> Girolamo Riariosuo nipote<br />
e generale <strong>di</strong> s. Chiesa, invitò i e<strong>di</strong>terai<br />
a mandar 5oo de'loro soldati, e subilo fu-<br />
rono spe<strong>di</strong>ti , condotti da' loro capitani<br />
Censio Salvati, Giovanni Lerici, France-<br />
sco Nuticola , Ostilio Favate , Giuseppe<br />
Scevola, Sante Santocchia e Andrea To-<br />
ruzzi, riuscendo <strong>di</strong> sommo vantaggio al-<br />
l'esercito papale. Essi pratici del paese gui-<br />
darono le truppe per vie non baltute,quin-<br />
<strong>di</strong> inosservati e all' impensata circonda-<br />
rono i nemici, e all'albeggiar de'2 i ago-<br />
sto I' esercito pontificio scagliossi contro<br />
il campo nemico. I primi a far fronte fu-<br />
rono i turchi, combattendo valorosamen-<br />
te; la mischia tra le parti si strinse con<br />
calore, per cui incerta pendeva la vitto-<br />
ria. Si avanzò allora Roberto co' più pro-<br />
<strong>di</strong>, fece retrocedere il nemico e lo strinse<br />
d'ogni lato. La cavalleria regia datasi al-<br />
la fuga, restati scoperti i turchi, grande<br />
ne fu la strage; onde Alfonso impotente<br />
sostenersi fuggì e fu sul punto <strong>di</strong> cader<br />
prigioniero,
3o4 V E L<br />
conquisto l'avrebbe date in dominio aVel-<br />
letti con piena ragione <strong>di</strong> mero e misto<br />
impero. Apprendo dal cav. Coppi, che al-<br />
tre terre furono tolte a'Colonnesi, fra le<br />
quali Cave, ma non fa menzione de' ve-<br />
literni; durava la guerra nel > 4o"4> quando<br />
morì il Papa egli successe Innocenzo<br />
Ville Alfonso duca <strong>di</strong> Calabria volendo<br />
occupare le ricchezze de' baroni del re-<br />
gno, questi ricorsero al Papa supremo si-<br />
gnore e ne prese le <strong>di</strong>fese, onde si ruppe<br />
guerra: i Colonnesi furono col Papa, gli<br />
Orsini col re. Il duca <strong>di</strong> Calabria e Ro-<br />
berto Sanseverino si posero alla testa del<br />
regio esercito, e nel declinar deli 485 de-<br />
solarono le campagne <strong>di</strong> Roma e questa<br />
minacciarono. Alla custo<strong>di</strong>a <strong>di</strong> Velletri<br />
>enne Nicolò Caetani con alcune compa-<br />
gnie <strong>di</strong> cavalli; e perchè giornalmente nel<br />
territorio pi edavasi da'nemici, furono da<br />
per tutto rinforzate le guar<strong>di</strong>e. Le rapi-<br />
ne fatte nel territorio velilerno furono<br />
rappresentate al Papa comesomministra-<br />
zioui de'citta<strong>di</strong>ni, ma il vescovo car<strong>di</strong>nal<br />
Della Rovere gli tolse la sinistra opinione<br />
concepita; e finalmente la pace seguì a'<br />
12 agostoi486. Innocenzo Vili confermò<br />
a Velletri le ragioni che avea sulla<br />
tenuta del Peschio, nell'abbazia <strong>di</strong> S.Bar-<br />
tolomeo del vescovo Tusculano. Oltre le<br />
calamità della guerra, Velletri fu travagliata<br />
dalla peste nel i483,e maggiormen-<br />
te infierì nel i486: il popolo fece voto <strong>di</strong><br />
celebrar la festa dell'Immacolata Conce-<br />
zione con <strong>di</strong>giuno nella vigilia , e in<strong>di</strong> a<br />
poco cessò la mortalità. Per gratitu<strong>di</strong>ne<br />
i veliterni nella cattedrale eressero la son-<br />
tuosa cappella dell'Immacolata Concezione,<br />
e fecero scolpire in marmo la memo-<br />
ria <strong>di</strong> questo pro<strong>di</strong>gio. Alessandro VI, fa-<br />
vorevole a Velletri, confermò tutte lecon-<br />
cessioni de'predecessori, particolarmente<br />
circa il dominio del territorio <strong>di</strong> La ri a no e<br />
<strong>di</strong> Faggiola curii mero et mixto imperio,<br />
ci polestale gla<strong>di</strong>i. Intanto Carlo Vili re<br />
<strong>di</strong> Francia calò in Italia per conquistare<br />
il regno <strong>di</strong> Napoli, e giunto in Roma, im-<br />
pose al Papa pregiu<strong>di</strong>zievoli con<strong>di</strong>zioni.<br />
V EL<br />
Ne partì per Napoli aV) gennaio 1^9^,<br />
conducendo seco il principe Zizini fra-<br />
tello <strong>di</strong> Bajazet II sultano de'turchi, per<br />
le future sue mire, accompagnato a ca-<br />
vallo al sinistro lato dal famoso car<strong>di</strong>nal<br />
Ce»areBorgia ai civescovo<strong>di</strong> Valenza{P r ,\<br />
e figlio del Papa, in qualità <strong>di</strong> legato a-<br />
postolico per 3 mesi, ma in verità guar-<br />
dato quasi come ostaggio. A'27 il re giun-<br />
se a Velletri , ricevuto con pubbliche <strong>di</strong>-<br />
mostrazioni <strong>di</strong> feste e luminarie; ma in<br />
un punto l'allegria si convertì in mesti-<br />
zia e spavento. Il car<strong>di</strong>nal legato temen-<br />
do assai dell' intenzioni del re, pensò e<br />
cercò il modo <strong>di</strong> salvarsi colla foga tra-<br />
vestito, ritornando in Roma, e gli riuscì<br />
colla cooperazione <strong>di</strong> 3 veliterni, benché<br />
le mura eie porte della città fossero cu-<br />
sto<strong>di</strong>te dalle guar<strong>di</strong>e dell'esercito france-<br />
se. Circa le ore 11 saputasi dal re l'eva-<br />
sione del car<strong>di</strong>nale, e credendo che la cit-<br />
tà ne fosse connivente, preso da sdegno<br />
fieramente or<strong>di</strong>nò a'suoicapitanijche nel-<br />
la seguente mattina dopo la sua partenza,<br />
i soldati la saccheggiassero e incen<strong>di</strong>asse-<br />
ro. Alloggiava per buona sorte in casa<br />
d'uno del magistrato un segretario re-<br />
gio , il quale compassionando il fatale<br />
sterminio che sovrastava a Velletri, comunicò<br />
all'ospite l'or<strong>di</strong>ne dell'a<strong>di</strong>rato re.<br />
Il magistrato con altri citta<strong>di</strong>ni , spaven-<br />
tati ricorsero al vescovo car<strong>di</strong>nalDellaRo-<br />
vere a interporsi col re per l'infelice cit-<br />
tà. Il car<strong>di</strong>nale tosto si presentò al re ch'e-<br />
ra andato a dormire; non<strong>di</strong>meno chiese<br />
e ottenne u<strong>di</strong>enza. Accompagnò con la*<br />
grime le sue preghiere e <strong>di</strong> far grazia al<br />
suo popolo, che non dovea esser sagrif<br />
calo se alcun citta<strong>di</strong>no veramente foss<br />
complice della fuga. Commosso il re<br />
tante suppliche e per essergli in gran fa<br />
vore il car<strong>di</strong>nale, perdonò alla città. Ir<br />
Velletri o in Terracina ammalò Ziziin,<br />
poco dopo morì, come <strong>di</strong>ssi anche nel ve<br />
LXXXI, p. 317. Anzi il Theuli scris<br />
che morì in Velletri , riferendo pure<br />
contrarie opinioni. Narra i festeggiamer<br />
ti falli al re con archi trionfili, fontane »
V E L<br />
vino e applausi, anche nel ritorno da Na-<br />
poli; e <strong>di</strong>e il car<strong>di</strong>nale si recò apposita-<br />
mente in Velletri per ricevervi magnificamente<br />
Carlo Vili. Altrettanto trovo in<br />
Borgia, che inoltre rileva avere il car<strong>di</strong>-<br />
nal Della liovere in Francia confortalo il<br />
re all'impresa <strong>di</strong> Napoli, e che in Veiletri<br />
l'alloggiò nel palazzo vescovile, come<br />
riporta poreBauco. Parlilo poiCarlo VI II<br />
dall'Italia, si accese nuova guerra fra Co-<br />
lonnesiei Conti, che tentavano ricupera-<br />
re i loro heni e Monte Fortiuo, de'quali<br />
erano stati spogliati da' francesi e dal re<br />
dati a'Colonnesi stessi. 1 Conti ebbero va-<br />
li<strong>di</strong> aiuti da'veliterni, sì per patto d'anti-<br />
ca confederazione con essi, sì per repri*<br />
mere la potenza de' Colonna , temendo<br />
che <strong>di</strong> nuovo aspirassero a Lariano, il cui<br />
territorio confina con Monte Fortino. Fu<br />
questa guerra <strong>di</strong> grave danno agli uni e<br />
agli ritiri, finché nel 1 498 si venne tra es-<br />
si e Velletri a un compromesso nel governatore<br />
<strong>di</strong> Roma; si fece tregua per un<br />
aisno, e per più lungo tempo a benepla-<br />
cito del Papa.Fra'sapienti che ristoraro-<br />
no le lettere, è a ricordarsi il dottissimo<br />
Antonio xVIancinelli nato in Velletri nel<br />
i45a d'ignobile famiglia, ivi morto nel<br />
i5o5: l'elenco delle moite sue opere ri-<br />
ferisce Theuli. A'29 luglio i5oi Alessandro<br />
VI si portò in Velletri, e vi <strong>di</strong>morò<br />
tutto il dì seguente; partendo alla volta<br />
<strong>di</strong> Semionda a'3i a vedere quel nuovo<br />
acquisto fatto dalla sua famiglia. A'3 a-<br />
gosto si restituì in questa città e vi pernot-<br />
tò. Egli fu accolto da'citla<strong>di</strong>ni col massimo<br />
rispetto e con filiale attaccamento,<br />
<strong>di</strong>mostrato con segni <strong>di</strong> letizia e <strong>di</strong> festa.<br />
Questo Papa fece arcivescovo <strong>di</strong> Soia<br />
Matleo Mancini uobile veliterno. Giulio<br />
II, già vescovo Della Rovere, neh5i icou<br />
suo breve concesse a Velletri l'applicazio-<br />
ne delle multe e pene pecuniarie de'detin-<br />
qnenti da applicarsi al pagamento degli<br />
stipen<strong>di</strong> del podestà, del giu<strong>di</strong>ce e degli<br />
altri ufhziali della curia. Questo breve fu<br />
a <strong>di</strong>retto a'priori: eccola 1 . memoria che<br />
trovasi <strong>di</strong> quello magistrato nel governo<br />
vot. DUI1X.<br />
V E L 3o5<br />
<strong>di</strong> Velletri. Laonde si congettura che nel<br />
principio del secolo XVI qui si mutò il<br />
nome del pubblico magistrato; quin<strong>di</strong><br />
lasciato l'antico de'nove buoni uomini o<br />
de'siguori nove, cominciò ad usarsi quel-<br />
lo <strong>di</strong> priori. Questo nuovo magistrato po-<br />
co <strong>di</strong>fferiva dal j.°, poiché se nell'antico<br />
erano nove e duravano uella carica 6 me-<br />
si, in questo nuovo eleggevausi 3 priori per<br />
ogni bimestre, per cui veuiva a corrispon-<br />
dere per ogni semestre a g in<strong>di</strong>vidui <strong>di</strong><br />
magistratura. Inoltre eleggevano il camerlengo,<br />
il sindaco, 2 consiglieri mag-<br />
giori, 2 soprintendenti al monte <strong>di</strong> pie-<br />
tà, un cancelliere, qj contestabili de' bale-<br />
strieri e 2 pacieri. I primi poi aveano la<br />
facoltà <strong>di</strong> eleggere tutti gli altri consi-<br />
glieri, i contestabili de' pedoni, i gover-<br />
natori <strong>di</strong> Lariano e <strong>di</strong> Faggiola, e gli al-<br />
tri ullìziali minori. Questa forma d' ele-<br />
zione rinnovavasi ogni 6 mesi, e durò sino<br />
al car<strong>di</strong>nal de Cupis. Leone X sebbe-<br />
ne pregato da' romani a sottomettere la<br />
città <strong>di</strong> Velletri alla giuris<strong>di</strong>zione del lo-<br />
ro senato, pure noi permise, e volle che<br />
il governo della medesima rimanesse fermo<br />
nell'antico stato. Nel 1 520 fu annoverato<br />
tra'beati il veliterno fr. Bonaven-<br />
turaTorrecchia laico de'minori osservan-<br />
ti. In tale anno Clemente VII coli'entra-<br />
re nella santa lega contro I' imperatore<br />
Carlo V, espose se stesso, Roma e tutto<br />
lo stalo ecclesiastico a quella catastrofe <strong>di</strong><br />
mali non ancora abbastanza deplorata in<br />
tulle le storie, il perché in lauti luoghi<br />
ne narrai le <strong>di</strong>verse terribili circostanze<br />
che ne formano il desolante complesso, e<br />
per ultimo nel voi. LXXXV1 , p. 328.<br />
Quest'alleanza punse vivamente Carlo V,<br />
che tosto <strong>di</strong>chiarò guerra al Papa, la qua-<br />
le fu <strong>di</strong> gravissimo <strong>di</strong>sastroa Velletri. Pe-<br />
rò V alleanza fu creduta in<strong>di</strong>spensabile<br />
per la potenza formidabile a cui era giunto<br />
Carlo V in Italia, specialmente dopo<br />
la vittoria <strong>di</strong> Pavia , cioè <strong>di</strong> sostenere<br />
principalmente il duca <strong>di</strong> Mdauo e inva-<br />
dere il regno <strong>di</strong> Napoli. Pubblicala la le*<br />
ga solcmiemeule l'8 luglio, subito i Co-<br />
20
3oG V E L<br />
Jonnesi pai tigiani imperiali ammassaro-<br />
no ne'loro feu<strong>di</strong> geule d'arme, occuparono<br />
Auagui e promossero l'agitazione de'<br />
malcontenti in Roma. I veliterni temendo<br />
ostilità chiesero soccorsi al Papa per<br />
l'inevitabile guerra, ed ebbero per una<br />
valida <strong>di</strong>fesa Ottavio Conti con buona ca-<br />
valleria, Ranuccio Farnese, e Camillo Cae-<br />
taui signore <strong>di</strong> Semionda con iscelta<br />
truppa, da loroa ciò particolarmente pre-<br />
gato per la comune <strong>di</strong>fesa; come ancora<br />
ricercarono aiuto e assistenza dal popolo<br />
della città <strong>di</strong> Cori, secondo le leggi del-<br />
l' antica confederazione. Illuso Clemente<br />
VII da una capitolazione fatta co'Colou-<br />
nesi a'22 agosto, licenziò quasi tutti i ca-<br />
valli e fanti che avea, ed i pochi restati<br />
mandò ad alloggiare nelle terre circo-<br />
stanti. Allora i ministri <strong>di</strong> Carlo V vol-<br />
sero i pensieri ad opprimere il Papa, traendo<br />
in essi la maggior parte de'Colounesi,<br />
Gio. Ballista Conti signore <strong>di</strong> Vulmon-<br />
tone e Girolamo d'Eslouteville signore<br />
<strong>di</strong> Frascati: si giunse a cospirare per la<br />
sua mot te violenta, e <strong>di</strong> surrogargli l'ambizioso<br />
e lurbolenlocar<strong>di</strong>nal Pompeo Co-<br />
lonna. Ugo Moncada viceré <strong>di</strong> Napoli co'<br />
Colonnesi, invece <strong>di</strong> piombare su Velietri,<br />
come temevasi, all'impensata a' 20<br />
settembre assalirono R.oma iu<strong>di</strong>fesa, <strong>di</strong>-<br />
rigendosi al Palazzo apostolico Vaticano<br />
per sorprendere il Papa, che appena<br />
fece in tempo <strong>di</strong> rifugiarsi ìaCastel s. An-<br />
gelo del tutto sprovvisto, e lo saccheggia-<br />
rono cou parte della Città Leonina o a-<br />
<strong>di</strong>acente Borgo, non procedendo più ol-<br />
tre per timore dell'artiglierie <strong>di</strong> detto Ca-<br />
stello. Clemente VII fu costretto a fare<br />
una tregua co'sooi furiosi nemici, perdo-<br />
nare a'Colonnesi e agli altri fautori. 1 ve-<br />
I iterai credendo calmata la tempesta, e<br />
gravati dalla numerosa milizia che stanziava<br />
nella città, domandarono al Papa<br />
d'esser sollevati da tanti <strong>di</strong>spen<strong>di</strong>i , del<br />
resto offrendosi alla sua <strong>di</strong>fesa usque ad<br />
sanguinai!, e furono esau<strong>di</strong>ti. Clemente<br />
VII inclinava recarsi a Barcellona per<br />
trattare iu persona la pace cou Carlo V,<br />
V EL<br />
ma <strong>di</strong>ssuaso da' re <strong>di</strong> Francia e Inghil-<br />
terra, con promesso sostegno e invio<br />
denaro, e sdegnato co'Colounesi a ven<strong>di</strong>-<br />
carsi degli oltraggi ricevuti, determinò i<br />
rivolgere contro le loro terre quelle for<br />
che solo per sua sicurezza avea richiami<br />
to a Roma, giu<strong>di</strong>cando non esser tenute<br />
al violeutoaccordo. Affidò al Vitelli 200<<br />
svizzeri assoldati, 3ooo fault italiani ec<br />
altri nomini e cavalli, or<strong>di</strong>nando <strong>di</strong> sac<br />
cheggiare e incen<strong>di</strong>are tutte le terre dt<br />
Colonnesi, anche spianarle, poiché pt<br />
V affezione de' popoli a' Colonnesi il pi-<br />
gliarle solamente era <strong>di</strong> poco pregiu<strong>di</strong>-<br />
zio. E siccome una delle principali eie<br />
A/tfri«o,comandòil Papa a' veliterni d'as<br />
saltarla, e porla a sacco e fuoco. Marit<br />
dunque specialmente da' veli terni fu so£<br />
giogato, e fu trattato il popolo ribelle ce<br />
me Clemente Vii desiderava. Tutte l'al-<br />
tre terre de' Colonnesi ebbero la slessa<br />
sorte ( 1 I <strong>di</strong>ceil Varchi)con infiniti danni<br />
de'popoli, ritirandosi essi ne' luoghi più<br />
forli e <strong>di</strong>fendendosi in Rocca <strong>di</strong> Papa e<br />
l'aliano. Frattanto Carlo V avendo spe-<br />
<strong>di</strong>lo contro Roma il fiero contestabile <strong>di</strong><br />
Bourbon con un crudele esercito, i<br />
Colonnesi<br />
presero l'offensiva, impadronendosi<br />
<strong>di</strong> Ceprano e <strong>di</strong> Ponte Corvo non<br />
guardali. I velatemi pensarono d'alien*<br />
der da loro alla <strong>di</strong>fesa, eleggendo a'7 <strong>di</strong>cembre<br />
i5a6 per capitani 10 de'princi-<br />
pali e più valorosi citta<strong>di</strong>ni, per la guer-<br />
ra e <strong>di</strong>fesa della città da ogut assalto. Te-<br />
mendosi che l'incursione procedesse dal-<br />
la parledel regno <strong>di</strong> Napoli, Vitelli avea<br />
consiglialo <strong>di</strong> abbandonare la provincia<br />
<strong>di</strong> Campagna, <strong>di</strong> meltere 2000 fanti in<br />
Tivoli, altrettanti in Paleslrina, e il re-<br />
sto dell'esercito in Velletri per impe<strong>di</strong>r<br />
l'andata del viceré in Roma. 11 rinoma-<br />
to Renzo da Ceri <strong>di</strong>sapprovò il rinserrar-<br />
si in Velletri città grande e <strong>di</strong> far tanto<br />
avanzare i nemici, ma che l'esercito si<br />
fermasse a Ferentino. Prevalse il suo con-<br />
siglio e la sede della guerra fu trasferita<br />
a Prosinone 5 miglia sopra Ferentino, e<br />
perciò quasi a'conliui del reguo. Cletueu-
VE L<br />
te VII conoscendo tuttavia importante !a<br />
<strong>di</strong>fesa <strong>di</strong> Velletri, più volte ingiunse al<br />
car<strong>di</strong>nale Agostino Trivulzi legato della<br />
guerra <strong>di</strong> Marittima e Campagna <strong>di</strong> for-<br />
tificarla e munirla del bisognevole. Per-<br />
tanto il car<strong>di</strong>nale vi destinò 5oo soldati<br />
con 3 compagnie <strong>di</strong> cavalli, ma i<br />
veliter-<br />
ni fermi <strong>di</strong> volersi <strong>di</strong>fendere da per loro,<br />
riuscendo sempre d'aggravio la milizia,<br />
ottennero che venissero soli 200 fanti.<br />
Non<strong>di</strong>meno il Papa sempre nel proposi*<br />
to <strong>di</strong> fortificare Velletri vi mandò il ve-<br />
scovo <strong>di</strong> Monte Feltro commissario apo-<br />
stolico <strong>di</strong> guerra, il quale propose la for-<br />
tificazione delle nuua e la demolizione<br />
<strong>di</strong> molti e<strong>di</strong>fizi vicino alle medesime, che<br />
potevano impe<strong>di</strong>tele fortificazioni, il che<br />
si cominciò a'i3 gennaio 1527 con 5oo<br />
operai, e alla fine del mese vi entrarono<br />
<strong>di</strong>versi capitani pontificii con numerose<br />
truppe, colla pretensione impugnata che<br />
i priori dovessero <strong>di</strong>mettersi. Dopo com-<br />
battimenti d' alterna fortuna nella pro-<br />
lincia <strong>di</strong> Campagna e nel regno <strong>di</strong> Napoli,<br />
sentendo il Papa che si avvicinava l'eser-<br />
cito <strong>di</strong> Bourbon, ad evitarne il pericolo<br />
nel marzo convenne col viceré Lanuoy la<br />
tregua d'8 mesi, principalmente con pa-<br />
gare la camera apostolica 60,000 ducati<br />
all'esercito imperiale,reciproca restiluz ;<br />
o-<br />
ne dell' occupato e ristabilire nel car<strong>di</strong>-<br />
nalato il deposto Pompeo; e fatalmente<br />
il Papa licenziò la più parte delle truppe,<br />
restando così Velletri libera dalle spese<br />
<strong>di</strong> guerra. Il Bourbon non volle ratifica-<br />
re tale accordo, proseguendo la sua marcia<br />
per la Toscana: Koina fu compresa<br />
<strong>di</strong> spavento e confusione, e Velletri si armò<br />
e prese tutte le cautele per guardarsi.<br />
A'6 maggio Romana espugnata cadendovi<br />
morto il Bourbon, subentrando al<br />
comando il principe d'Orange luterano,<br />
come lo erano e fanatici pressoché tutti i<br />
tedeschi. Quasi conte mporaneamen teCle-<br />
incute VII spaventalo erasi ritirato nel<br />
Castel s. Angelo. Allrovedtploraileinau-<br />
<strong>di</strong>le scelleratezze e depredazioni durate<br />
per due interi mesi. Sbigottito il popolo<br />
VEL •<br />
3o<br />
7<br />
veliterno si sollevò, liberò i carcerati efu-<br />
riosamentedepredò la cancelleria priorale<br />
con grave per<strong>di</strong>ta <strong>di</strong> molti libri. Mentre<br />
Prospero Colonna <strong>di</strong> Cave erasi arroga-<br />
to il titolo <strong>di</strong> protettore e governatore <strong>di</strong><br />
Velletri per Carlo V e invialo nella cit-<br />
tà un luogotenente, Ascanio Colonna ba-<br />
rone <strong>di</strong> Genazzano a' i4 > na SCi '<br />
S8'° sse a ^<br />
comune veliterno per essere riconosciuto<br />
come <strong>di</strong>fensore e protettore della città.<br />
Sorpresi i citta<strong>di</strong>ni della richiesta, a vendo<br />
già riconosciuto Prospero, per non espor-<br />
re la patria cou preferire uno all'altro,<br />
inviarono ad ambedue oratori, temendo<br />
<strong>di</strong> Ascanio a cui aveano tolto e bruciato<br />
Mariuo. Questi però l'invitò a riconoscer-<br />
lo per governatore e a rimettersi nelle<br />
sue maui, che gli avrebbe protetti dalle<br />
vessazioni dell'esercito imperiale. Non vo-<br />
lendo i veliterni sottomettersi ad Asca-<br />
nio, spe<strong>di</strong>rono ambasciatori al principe<br />
d' Orange per sentire qual forma <strong>di</strong> go-<br />
verno doveano prendere. Gli oratori seb-<br />
bene accompagnati <strong>di</strong> buoua scorta, furonoarrestati<br />
esvaligiati presso Castel Gau-<br />
dolfo, e solo liberati d'or<strong>di</strong>ne d'Ascanio.<br />
Presentatisi a d' Orange, intesero la già<br />
deliberata roviua <strong>di</strong> Velletri, e costei na-<br />
tissimi supplicarono Ascanio a voler col-<br />
la sua autorità liberar la città dall'estrema<br />
sciagura, venendo esau<strong>di</strong>ti. Seguirono<br />
trattati tra Prospero, Ascanio e gli o-<br />
latori, e fu concluso: Che Ascanio fosse<br />
riconosciuto e ricevuto in Velletri per protettore<br />
e governatore della città a nome<br />
<strong>di</strong> Carlo V, salvi i suoi statuti e privile-<br />
gi ; obbligandosi e promettendo Ascanio<br />
<strong>di</strong> condonare tutte l'ingiurie ricevute pel<br />
passato da Velletri. La necessità fece a*<br />
priori ratificar la capilolazioue , onde fu<br />
ricevuto per Ascanio, Paolo Martini, ed<br />
a'22 maggio un commissario del princi-<br />
pe d'Orange per le cose militari. Velie-<br />
tri ebbe ventura in quella tremenda con-<br />
fusione <strong>di</strong> cose, in cui tutta la provincia<br />
soffrì incre<strong>di</strong>bili darmi da' feroci soldati<br />
imperiali, i quali per la peste e la care-<br />
stia, non meno che per insaziabile avi<strong>di</strong>tà
3o8 V E L<br />
<strong>di</strong> preda si erano sbandati da Roma, <strong>di</strong><br />
andarne esente. Ascanio Colonna molto<br />
si adoperò , allineile siffatte truppe non<br />
andassero a stanziarvi, pagando i 700 scu-<br />
<strong>di</strong> d'oro per conto della città, ed altro de-<br />
naro e vettovaglie somministrarono i veliterni<br />
per non riceverle. Ascanio, uomo<br />
doppio e ribelle al Papa, con fina politi-<br />
ca volle intromettersi al governo <strong>di</strong> Vel-<br />
letri, <strong>di</strong>cendo <strong>di</strong> scordarsi dell'ingiurie e<br />
non ven<strong>di</strong>carsi; aggiungendo lo <strong>storico</strong> de'<br />
Colonnesi cav. Coppi, che anzi protestò<br />
voler compensare con grazie e benefizi<br />
l'ingiurie ricevute (il Nibby chiama Ascanio<br />
car<strong>di</strong>nale erroneamente). Ma quando<br />
si vide forte della protezione <strong>di</strong> Car-<br />
lo V, costrinse la città al risarcimento de'<br />
danni fatti a Marino, che faceva ascen-<br />
dere a somma gran<strong>di</strong>ssima. Minacciò incen<strong>di</strong>o<br />
e saccheggio, se prontamente non<br />
gli fosse stato pagalo quanto chiedeva.<br />
Sebbene la città nel danneggiare Marino<br />
non avesse fatto che ubbi<strong>di</strong>re a Clemente<br />
VII, pure per evitare qualunque<br />
<strong>di</strong>sastro in quell'infelice situazione, e per<br />
non esacerbare I' animo d' Ascanio, influentissimo<br />
presso il principe d' Gran-<br />
ge, si obbligò a pagare 24,000 scu<strong>di</strong> d'oro.<br />
Non trovandosi nell'erario comunale<br />
tutta questa somma, ne furono sborsati so-<br />
li 7000, e per gli altri 1 7,000 ipotecò Vel-<br />
letri a favore d' Ascanio il territorio <strong>di</strong><br />
Icariano e parte <strong>di</strong> quello della Faggiola.<br />
In<strong>di</strong> i veliterni pregarono Clemente VII<br />
a voler annullare l'ingiusta convenzione,<br />
il quale preferi Finterporsi con Ascanio,<br />
facendogli conoscere la violenza della pre-<br />
tensione; ma Ascanio per molti anni <strong>di</strong>e<br />
non pochi guai a Velletri. Nel i5ag la<br />
città patì la fame e molte persone pove-<br />
re ne morirono, benché per le necessità<br />
de'poveri i<br />
priori ottennero dal vescovo la<br />
ven<strong>di</strong>ta de'vasi d'argento delle chiese non<br />
necessari, obbligandosi al compenso in<br />
fon<strong>di</strong> rustici del pubblico, e fu allora che<br />
perciò le chiese crebbero <strong>di</strong> possidenze<br />
stabili. Partito l'esercito imperiale a' 17<br />
febbraio i52.8, molti soldati tedeschi <strong>di</strong>-<br />
VEL<br />
sprezzandola <strong>di</strong>sciplina militare restarono<br />
a sconvolgere i paesi vicini a Roma,<br />
per esercitarvi nuove ruberie. Napoleone<br />
Orsini abbate <strong>di</strong> Farf'a li perseguitò con<br />
molli armali; ma aumentando le sue for-<br />
ze, Clemente VII entralo in sospetto gli<br />
or<strong>di</strong>nò <strong>di</strong> <strong>di</strong>sarmare, e perchè non ubbi-<br />
dì fece un armamento contro <strong>di</strong> lui nelle<br />
provincie <strong>di</strong> Marittima e Campagna, in-<br />
vitando i<br />
veliterni a' 28 giugno i53o a<br />
somministrare uomini e vettovaglie. Vel-<br />
letri ubbidì , e l'abbate <strong>di</strong> Fai fa <strong>di</strong>poi<br />
presso Magliano d'Abruzzo , combattendo<br />
pe'francesi, <strong>di</strong>sfece Scipione Colonna<br />
vescovo <strong>di</strong> Rieti, che vi perì guerreggian-<br />
do per gl'imperiali, <strong>di</strong> che feci parola nel<br />
voi. LXXV1, p. 16. 11 Papa nello stesso<br />
i53o espulse l'Orsini dall'abbazia, il qua-<br />
le non essendo insignito negli or<strong>di</strong>ni sagri<br />
sposò Clau<strong>di</strong>a figlia <strong>di</strong> Giulio Colonna, e<br />
restò ucciso dal fratello Girolamo in una<br />
scaramuccia nel i533. Nel precedente<br />
anno Clemente VII avea <strong>di</strong>chiaralo, con-<br />
tro le pretensioni d'Ascanio : Che la de-<br />
molizione <strong>di</strong> Marino era slata falla da've-<br />
literni <strong>di</strong> suo or<strong>di</strong>ne, come sovrano con-<br />
tro i suoi ribelli, e perciò annullava tut-<br />
to quello eh' era stalo convenuto Ira A-<br />
scanio Colonna e Velletri. Quin<strong>di</strong> re-<br />
stituì alla città i terrilorii <strong>di</strong> La ria 00 e<br />
<strong>di</strong> Faggiola colla piena giuris<strong>di</strong>zione <strong>di</strong><br />
prima.<br />
Neli534con inesprimibile giubilo de'<br />
veliterni il loro vescovo e protettore <strong>di</strong>-<br />
venue Paolo 111, sperando maggiori gra-<br />
zie e favori dal suo già sperimentato be-<br />
nigno animo, fino a visitare gì' infermi,<br />
abbellito l'episcopio e risarella con no-<br />
tabile <strong>di</strong>spen<strong>di</strong>o la cattedrale. Né furono<br />
vane le loro speranze, poiché volle rite-<br />
nere per qualche anno l'amministrazio-<br />
ne della chiesa velilerna. Di più volle da-<br />
re a questa città un singolar privilegio,<br />
concedendole, che tutte le cause civili,<br />
criminali e miste dovessero decidersi in<br />
Velletri non solo ini.' 1<br />
, ma anche in 2/<br />
istanza, da 'giu<strong>di</strong>ci or<strong>di</strong>nari oda altri da<br />
deputarsi dal car<strong>di</strong>nal protettore, né pò-
V EL<br />
lessero portarsi ne'tribunali <strong>di</strong> Roma, se<br />
non <strong>di</strong>e in 3/ istanza; e quelle che non<br />
eccedevano il valore <strong>di</strong> if\. scu<strong>di</strong> d' oro<br />
non potessero trarsi in Roma giammai:<br />
aggiunse ancora, che non potessero ese-<br />
guirsi rappresaglie contro i citta<strong>di</strong>ni sen-<br />
za espressa licenza del car<strong>di</strong>nal protetto-<br />
re. Pensò inoltre Paolo Illa provvedere,<br />
che Velletri non fosse più molestata da<br />
A sci nio Colonna. Si fece cedere dal medesimo<br />
tutte le ragioni, che pretendeva<br />
d'aver sopra La ritmo e Faggiola, e poi<br />
con moto-proprio de'^4 ma 38'° ' ^36 ne<br />
fece larghissimo dono a Velletri, trasfe-<br />
rendo in lei tutte le ragion/ cedutegli da<br />
Ascnnio, annullando qualunque contrai-<br />
lo o ipoteca presa contro <strong>di</strong> essa. Allorquando<br />
Carlo V reduce dalle conquiste<br />
<strong>di</strong> Tunisi, per Napoli si condusse in Ro-<br />
ma, il Papa lo fece incontrare da 4 car-<br />
<strong>di</strong>nali in Velletri, ove poco si trattenne,<br />
facendo l'Ingresso solenne in Roma a'5<br />
aprile i 536. Nel i 537 <strong>di</strong>venne vescovo<br />
<strong>di</strong> Velletri il car<strong>di</strong>nal Gio. Domenico de<br />
Cnpis decano del sagro collegio (lo sarà<br />
<strong>di</strong>venuto dopo, poiché la Gallia Chri-<br />
stiana chiama decano del sagro collegio<br />
il car<strong>di</strong>nal Francesco Clermont vescovo<br />
Tusculano, morto nel i54', non che il<br />
Cor<strong>di</strong>ne] Giovanni <strong>di</strong> Lorena, vescovo <strong>di</strong><br />
più chiese, fra le quali, come il Clermont,<br />
Vìi lenza e s. Diez, morto neh55o) e già<br />
arcivescovo <strong>di</strong> frani. per cui soleva chia-<br />
marsi il car<strong>di</strong>nal <strong>di</strong> Trani,e fu ili.°de'<br />
vescovi veliterni che ottenne il titolo <strong>di</strong><br />
governatore perpetuo <strong>di</strong> Velletri. Noteiò<br />
che la parte biografica <strong>di</strong> questo mio<br />
<strong>Dizionario</strong>, comprendendo le biografie<br />
de'Papi e de' car<strong>di</strong>nali, in esse si ponno<br />
leggere le notizie de'car<strong>di</strong>nali e Papi che<br />
furono vescovi e governatori veliterni.<br />
.Sebbene i car<strong>di</strong>nali vescovi d'Ostia e Vel-<br />
letri, dal vescovato del car<strong>di</strong>nal d'Estou-<br />
teville. l'ossero stali <strong>di</strong>chiarati anche pro-<br />
tettori <strong>di</strong> Velletri, ciò non importava al-<br />
tro che proiezione e conservazione de'<br />
privilegi. La prerogativa <strong>di</strong> governatore<br />
perpetuo fu conferita al car<strong>di</strong>nal vescovo<br />
V E L 3o 9<br />
prò tempore, per bolla <strong>di</strong> Paolo III nel<br />
i5/j8, restandoli vescovo prò tempore.<br />
protettore della città e lo è tullora. No-<br />
terò che nel medesimo anno Paolo III col-<br />
ia bolla Injunetutn Nobis,Ae il giugno,<br />
Bull. Ront. t. 4> pa>'- '» P- 236: Causarum<br />
tam criminalium quam mixlaruni<br />
cognilioncm Provinciarum Campaniae,<br />
et Maritimac ad eumdem Recloretn, vel<br />
G ubernatorem , vel car<strong>di</strong>nalem Legatimi<br />
de latere, lanlummodo spedare, ab<br />
coque deci<strong>di</strong>, et depZniri debere decer-<br />
mi. In seguito fu abolito Puflìzio del po-<br />
destà e del giu<strong>di</strong>ce, che per 3oo e più an-<br />
ni avevano avute le prime parti nell'am-<br />
ministrazione giu<strong>di</strong>ziaria; ed allora il car-<br />
<strong>di</strong>nal vescovo deputò in Velletri un suo<br />
luogotenente o vice-governatore, al qua-<br />
le nel i 54q attribuì tutta l'amministra-<br />
zione della giustizia e degli affari pubbli-<br />
ci. Paolo 111 volle onorare Velletri <strong>di</strong> sua<br />
presenza colla corte a'22 agosto 1 538, e<br />
ne partì a'28 <strong>di</strong> detto mese. Fu gratis-<br />
sima questa venuta a' veliterni, e il Pa-<br />
pa non isdegnò i doni offertigli dal pubblico.<br />
Ammise con incomparabile bontà<br />
all' u<strong>di</strong>enza chi la bramò, impartendo<br />
grazie a'supplicanti. Le preghiere poi del-<br />
la città furono: <strong>di</strong> permettere fabbricare<br />
mulini presso s. Pietro in Formis o Cam-<br />
po Morto, che si riparassero le mura del-<br />
la città, e che per provvedere alla pubbli-<br />
ca quiete e tranquillità si degnasse proi-<br />
bire a' baroni convicini <strong>di</strong> non dare ri-<br />
cetto a' ban<strong>di</strong>ti. Nel <strong>di</strong>cembre i53g accadde<br />
in Velletri una se<strong>di</strong>zione cagiona-<br />
ta dalla penuria de'grani, credendo il popolo<br />
che la carestia provenisse dal mo-<br />
nopolio de' negozianti e dall'indulgenza<br />
del magistrato nel permetterne 1' estra-<br />
zione. Con <strong>di</strong>versi provve<strong>di</strong>menti fu ri-<br />
parato a tutto, anche pel futuro. Irrita-<br />
to Paolo III contro Ascauio Colonna, per-<br />
chè nell'aumento del sale egli pretende-<br />
va non comprese le sue terre per l'esen-<br />
zione concessa da Martino V, e perciò a-<br />
duna ti armali predò una quantità <strong>di</strong><br />
bestiame nell' agro romano, contro es-
3 i o V E L<br />
si e le sue (erre il Papa inviò le milizie<br />
pontifìcie sotto la condotta <strong>di</strong> Pier Luigi<br />
Farnese duca <strong>di</strong> Castro e generale <strong>di</strong> s.<br />
Chiesa. Avendo Ascanio aumentato la<br />
sua truppa, Vellelri che rimaneva in mez-<br />
zo al fuoco della guerra, si pose in istato<br />
<strong>di</strong> <strong>di</strong>fesa, e provvide alla sicurezza anco-<br />
ra della campagna. Nel marzo 1 54 1 pM-<br />
sò per Vellelri I' esercito pontificio alla<br />
v olta <strong>di</strong> Valmontone, e ad esso sommi-,<br />
nislrò le vettovaglie richieste, inviandole<br />
nel campo formato pei l'asse<strong>di</strong>o <strong>di</strong> Paliano.<br />
A <strong>di</strong>fesa <strong>di</strong> Vellelri ilPapa vi mandò un<br />
capitano con 70 soldati. Non è vero l'as-<br />
serto <strong>di</strong> Dauco, che senza por mano alle<br />
armi le cose s' accomodassero bonaria-<br />
mente, poiché racconta Coppi avere le<br />
milizie papali espugnalo Rocca <strong>di</strong> Papa e<br />
Paliano, fatte molle azioni sotto Cicilia-<br />
no, <strong>di</strong> cui pure s'impadronirono in uno<br />
a Roviano e ad altri castelli d' Ascanio.<br />
Paolo III nulla restituì finché visse, ad<br />
onla dell'interposizione <strong>di</strong> Carlo V. Nel-<br />
lo stessot 54i il car<strong>di</strong>nal de Cupis vesco-<br />
vo e governatore <strong>di</strong> Vellelri vi si portò,<br />
e radunò il consiglio generale, nel quale<br />
perorò a nome del popolo Quintiliano<br />
Crispini celebre dottore. Egli propose la<br />
riforma degli statuti, la rie<strong>di</strong>ficazione del-<br />
le mura, e il perdono a' 3 citta<strong>di</strong>ni esi-<br />
liati, quali autori dell'accennata solleva-<br />
zione. 11 car<strong>di</strong>nale approvò la riforma<br />
degli statuti, e fece eleggere un numero<br />
sufficiente <strong>di</strong> consiglieri per servirsene<br />
nella riforma e nel reggimento della cit-<br />
tà. Si mostrò pronto a perdonare e far<br />
grazia a'citta<strong>di</strong>ui esiliati,qualora il consi-<br />
glio l'approvasse siccome fece. Furono e-<br />
letti 5o consiglieri, che co'priori dovessero<br />
assistere al car<strong>di</strong>nale governatore nel re-<br />
golamento e nella riforma del nuovo go-<br />
verno da stabilirsi, e fu del seguente te-<br />
nore, utile e beu accetto. Dovea esservi<br />
in ciascun maestrato alcun uomo dolio e<br />
sapiente, per ben reggere e governare le<br />
cose pubbliche, poiché gl'ignoranti sono<br />
guidali da vani pregiu<strong>di</strong>zi, e spesso dal<br />
niuliiileso interesse e da orgoglio <strong>di</strong> co<br />
VEL<br />
mandare. Dovevano presiedere al governo<br />
della città 4 priori del celo nobile, da<br />
scegliersi da ciascuna delle 4 decarcie o<br />
rioni della città, e fra essi uno almeno o-<br />
norato <strong>di</strong> laurea dottorale. Fu fatla la<br />
scelta per 4 anni futuri, eleggendosi 4 prio-<br />
ri per ogni bimestre ; per ogni anno poi<br />
un camerlengo o depositario tesoriere, uà<br />
sindaco, un fiscale, due maestri delle slrade,due<br />
grascieri,e due deputati pel mantenimento<br />
e risarcimento delle mura.<br />
Tutti i priori e altri ufficiali eletti per del -<br />
to quadriennio formavano il consiglio<br />
maggiore. Trenta <strong>di</strong> questi consiglieri dovevano<br />
formare il consiglio minore, sen-<br />
za <strong>di</strong> cui non potevano i priori <strong>di</strong>sporre,<br />
alienare, né contraltare cosa alcuna del<br />
pubblico, fuori de'piccoli affari quoti<strong>di</strong>a-<br />
ni. Ma ne'casi gravi e negli affari rilevanti<br />
dovea adunarsi il consiglio maggiore. A*<br />
22 ottobre 1 54 1 fu pubblicalo, ed accettalo<br />
da' velilerni questo nuovo regolamento<br />
<strong>di</strong> governo. E qui <strong>di</strong>rò, che i consiglieri<br />
erano 120, che adunati forma-<br />
vano il consiglio maggiore. Questi <strong>di</strong>visi<br />
in 3o per ciascun trimestre veuivano a<br />
formare il consiglio minore. In seguito fu<br />
<strong>di</strong>minuito il numero de'consiglieri a 80,<br />
e a 4o perogni semestre nel consiglio mi-<br />
nore. Quin<strong>di</strong> il consiglio maggiore fu ri-<br />
stretto a 60, e finalmente a 40, forse per<br />
la mancanza delle famiglie nobili. I con-<br />
sigli <strong>di</strong> Velletri erano aulicamente <strong>di</strong> 4<br />
sorli. Il r.°chiamavasi delle querele, che<br />
radunavasi in ogni i." domenica del me-<br />
se, nel quale interveniva il magistrato,<br />
innanzi al quale era permesso presentar<br />
si a qualunque citta<strong>di</strong>no, per reclamali<br />
contro i <strong>di</strong>sor<strong>di</strong>ni, che in cose spettan-<br />
ti ad affari pubblici o privali accadeva-<br />
no, e per averne giustizia. Il 2. veniva<br />
chiamato consiglio minore, formato ori<br />
<strong>di</strong> 3o, ora <strong>di</strong> 4° consiglieri, che con-<br />
gregavansi per trattare e risolvere que-<br />
gli affari che riguardavano gli or<strong>di</strong>nai<br />
bisogni della città. Il 3.° veniva appella'<br />
lo maggiore, al quale convenivano tut-<br />
ti i consiglieri per formare la nuova de-
V E L<br />
zìone de' magistrati, e per creare i (Ine<br />
rettori per mancanza del podestà, e nella<br />
sede vacante per la morie del car<strong>di</strong>nal<br />
vescovo e governatore, e per altri casi im-<br />
portanti. Il 4-°era il consiglio generale,<br />
che radunavasi per lo più in qualche piaz-<br />
za, al quale poteva intervenire ogni citta-<br />
<strong>di</strong>no; e vi si trattavano e risolvevano af-<br />
fari <strong>di</strong> gran<strong>di</strong>ssima importanza; come in<br />
occasione <strong>di</strong> guerra, <strong>di</strong> pace, <strong>di</strong> tregua, o<br />
<strong>di</strong> altri casi straor<strong>di</strong>nari. Di poi nel 1607,<br />
i priori ebbero una riforma, riducendo-<br />
fi il numero <strong>di</strong> quattro a tre, non da du-<br />
rare per soli due mesi, ma per tre. In se-<br />
guito i priori furono appellati ora magi-<br />
si rati, ora conser valori. Riferisco ilTheuli,<br />
chei priori quando incedevano magistral-<br />
mente, vestivano robboni lunghi fino a<br />
me/za gamba <strong>di</strong> velluto piano nero, ov-<br />
vero <strong>di</strong> damasco conforme a' tempi, e la<br />
berretta consolare <strong>di</strong> velluto. Nell'uscire<br />
<strong>di</strong> palazzo nelle feste mobili e solenni del-<br />
la ciltà,come tornando al medesimo, pro-<br />
cedevano colla mazza car<strong>di</strong>nalizia por-<br />
tata dal loro maestro <strong>di</strong> casa, ed a que-<br />
sti andava innanzi un lacchè vestito ili da-<br />
masco falso fiorettato corrispondente a'<br />
colori della livrea, con numeroso coi teggio
1 3 7 V E L<br />
ire Anteriormente i veliterni pei* lo liber-<br />
ta <strong>di</strong> tale elezione aveauo per lungo tempo<br />
co! proprio sangue, con travagli gran-<br />
itissimi e con inlìnitespese contrastato col<br />
senato e popolo romano, allorché questi<br />
pretesero o in tutto o in parte privarne la<br />
città. Ma con tullociò ninno ar<strong>di</strong> reclama-<br />
re, essendo grande la stima <strong>di</strong>e il car<strong>di</strong>-<br />
nal godeva presso tutti, coinè l'autorità<br />
|li lui. Esisteva in Velletri il ghetto degli<br />
ebrei ristretti nella contrada ora delta del-<br />
la Stamperia, ed in tempo <strong>di</strong> Paolo III<br />
si aumentarono con privilegi ed esenzioni.<br />
Ma poi per impe<strong>di</strong>re le loro usure, nel<br />
i 552 fu loro proibito <strong>di</strong> dare a 'citta<strong>di</strong>ni<br />
denaro ad usura, e <strong>di</strong> ristabilire e attiva-<br />
re il monte <strong>di</strong> pietà a beneficio de' poveri.<br />
La morte <strong>di</strong> Paolo III fu pianta da tutti,<br />
« <strong>di</strong> più da'veliterni tanto sommamente<br />
benefica ti.onde ne conservano in<strong>di</strong>menticabile<br />
memoria. Morto in<strong>di</strong> a' i o <strong>di</strong>cem-<br />
bre 1 553 il car<strong>di</strong>nal de Cnpis, fu tosto<br />
da'priori raccolto il consiglio minore, che<br />
riesse due rettori e il giu<strong>di</strong>ce. Quest'elezione<br />
costuma vasi anche prima quando<br />
per morte o altro accidente vacava Pufiicio<br />
del podestà, non perequando man-<br />
cava il car<strong>di</strong>nal vescovo con prerogativa<br />
dj protettole. Ma perchè il car<strong>di</strong>nal de<br />
Cupi* come governatore perpetuo avea<br />
rimosso il podestà e il giu<strong>di</strong>ce, e avea ri-<br />
dotto in sua mano lutto il governo, fu<br />
d'uopo eleggere nella sua morte i rettori<br />
e anche il giu<strong>di</strong>ce. Questa consuetu<strong>di</strong>ne<br />
in morte del car<strong>di</strong>nal vescovo e governa-<br />
tore si conservò quasi fino a'nostri gior-<br />
ni, come un avanzo dell' antica libertà.<br />
JNel dì seguente al decesso del car<strong>di</strong>nal de<br />
Cupi», gli successe il car<strong>di</strong>nal Gio. Pietro<br />
Caraffa <strong>di</strong>venuto decano del sagro colle-<br />
gio. Intanto a' i3 <strong>di</strong>cembre si tenne in<br />
Velletri un consiglio generale, in cui si fe-<br />
cero gravi querele contro le novità intro-<br />
dotte dal car<strong>di</strong>nale defunto, e si presero<br />
molle deliberazioni per abolirle. Si chie-<br />
deva, che si ripristinasse il magistrato del<br />
podestà, del giu<strong>di</strong>ce,che l'elezione de'pi io-<br />
rj si riducesse allo stile antico, che l'u<strong>di</strong>-<br />
V E L<br />
toredel car<strong>di</strong>nal governatore non potesse<br />
avocare a se alcuna causa in I." istanza<br />
uè in Velletri e né in Roma, che alcu-<br />
ni statuti si riformassero, che i benefizi<br />
vacanti in Velletri non si conferissero che<br />
a 'citta<strong>di</strong>ni residenti. Sopra queste e altre<br />
proposizioni furono inviati oratori al car-<br />
<strong>di</strong>nal Cai-alfa, il quale virtuoso e fermo,<br />
volle che si osservasse quanto erasi sta-<br />
bilito dal predecessore nella nuova ele-<br />
zione de'magistrati enei numero de'con-<br />
sigi ieri. Il car<strong>di</strong>nale a' 23 maggio f.555<br />
meritamente <strong>di</strong>venne Paolo IV, con giu-<br />
bilo universale de'veliterni, che spe<strong>di</strong>ro-<br />
no in Roma deputati per congratulazioni<br />
e invocarne la protezione, due priori e 7<br />
oratori nobili ; legazione benignamente<br />
accolta dal Papa. Questi a'2C) maggio con-<br />
ferì le chiese d'Ostia e Velletri al car<strong>di</strong>-<br />
nal Giovanni Rellay, che prese possesso<br />
a' 3 giugno del vescovato e del governo<br />
a mezzo d' i|ii suo procuratore, il quale<br />
in nome del car<strong>di</strong>nale promise osservanza<br />
agli statuti, privilegi e consuetu<strong>di</strong>ni anti-<br />
che. Ed in fatti ripristinò poi il magistra-<br />
to del podestà e del giu<strong>di</strong>ce, scegliendo a<br />
podestà unode'3 proposti dalla città: l'e-<br />
lezione del giu<strong>di</strong>ce fu concordemente ri-<br />
messa al car<strong>di</strong>nal Vernili <strong>di</strong> Cori e <strong>di</strong>o-<br />
cesano, che amava grandemente Velletri.<br />
Restituiti i magistrati antichi, il car<strong>di</strong>nal<br />
Rellay creò nuovi ufficiali nelle cose mi-<br />
litari: deputò un colonnello in Giulio,<br />
Visconti de' già duchi <strong>di</strong> Milano, che reg-<br />
gesse la milizia veliterna tanto de'cava-<br />
lieri, quanto de' fanti ; e poco dopo de-<br />
putò suo luogotenente Teofilo Foschi,<br />
citta<strong>di</strong>no molto valoroso, e <strong>di</strong>chiarò ca-<br />
pitani della milizia urbana Ttilliode Pao-<br />
lis, e Siila Lucci che poi Io fu <strong>di</strong> Seba-<br />
stiano re <strong>di</strong> Portogallo e sotto Tunisi cor<br />
gloria perì. Insorsero frattanto semi<br />
gravissime <strong>di</strong>scor<strong>di</strong>e fra. l'imperturbabile<br />
Paolo IV, e Filippo II re <strong>di</strong> Spagna e<<br />
Napoli figlio <strong>di</strong> Carlo V, per avere il Pa<br />
pa tolto lo stato a Marc' Antonio li Ce<br />
lonna figlio del defunto A Scanio e<br />
tigianodel re, che <strong>di</strong>ede al proprio nipot
V EL V EL 3i3<br />
Giovanni Caraffa generale <strong>di</strong> s. Chiesa suburbane. Granili furono le spese del co-<br />
col titolo <strong>di</strong> duca <strong>di</strong> l'aliano. Agli k|>;i- mime per tali opere, gravissimi i danni<br />
gntinlj cresceva il sospetto per essere il e gì' incomo<strong>di</strong> de'particola ri. Il vicerè<strong>di</strong><br />
i'apn in trattato <strong>di</strong> lega con Enrico II re Napoli (iero duca d'Alba e capitano ge-<br />
<strong>di</strong> Francia, dubitando eglino che l'inve- nerale del re <strong>di</strong> Spagna, sentendo che il<br />
siisse del regno <strong>di</strong> Napoli per le ragioni Papa fortificava Velletri e <strong>di</strong>versi luoghi<br />
che ne vantava, e per <strong>di</strong>minuire il loro della provincia <strong>di</strong> Campagna, si mosse da<br />
dominio in Italia, Temendo Paolo IV Napoli il i.° settembre i556,ed entrò<br />
qualche sorpresa da parte del viceré <strong>di</strong> nello stato pontificio con 12,000 fanti e<br />
Napoli, nell'ottobre 1 555 fece leva <strong>di</strong> 5oo cavalli, oltre 12 pezzi d'artiglieria,<br />
troppe e mandò in Velletri alcune coro- a cominciare quella desolante guerra già<br />
pagnie <strong>di</strong> cavalleria. Nel seguente 1 556 <strong>di</strong>scorsa superiormente, ovein<strong>di</strong>caii kio-<br />
ci «-scendo <strong>di</strong> più i sospetti, seguitò il rin- ghi in cui la descrissi e deplorai. Il duca<br />
forzo <strong>di</strong> cavalli e fanti per aumentare il occupò molti luoghi, comeCeprano, Ter-<br />
presi<strong>di</strong>o <strong>di</strong> questa città, e vi si recò pure racina, Frosinone, Piperno, Ferentino,<br />
Evandro Conti generale dell'artiglieria, Palestrina (perchè il suo signore Alessan-<br />
ed a' 21 loglio anche Ascanio della Cor- <strong>di</strong>o Colonna comandava l'esercito papa-<br />
to^ generale della cavalleria. Al magistra- le), prese Anagni per assalto e lo sacchet-<br />
to fu iogionto d'eseguire quanto Ascanio giò, e stanziò a Valmontoue, da dove fece<br />
avesse or<strong>di</strong>nato per la fortificazione e sicu- scorrerie fino alle porte <strong>di</strong> Roma, Quin<strong>di</strong><br />
jezza della città; ma essendogli state in- mentreme<strong>di</strong>iava qual impresa dovesse e-<br />
lercelte alcune lettere provenienti da Na- segnile, quella <strong>di</strong> Velletri o <strong>di</strong> Tivoli, fu<br />
poli, nelle quali si tramava <strong>di</strong> tra<strong>di</strong>re il invitato a Grotta Ferrata ad un abboc-<br />
Papa,con l'invito <strong>di</strong>segnile il partito re- ca mento dal car<strong>di</strong>nal Caraffa nipote i\el<br />
gio con larghe promesse, il duca<strong>di</strong>Paiia- Papa e soprintendente <strong>di</strong> lutti gli all'ari<br />
no Caraffa per assicurarsi <strong>di</strong> lui sped'iin dello stato ecclesiastico. Il duca vi si por-<br />
Velletri I tdliziale Papirio Capizucchi con tò, ma il car<strong>di</strong>nal non comparve, giovane<br />
4o soldati per arrestarlo e con<strong>di</strong>li lo in dosi <strong>di</strong> lai tempo per introdurre in Ilo-<br />
Roma. Però il sagace Ascanio avutone ma 2000 guasconi dell'alleato re<strong>di</strong> Fran-<br />
scntore foggi a Nettuno, e ingannati gli eia, e in Velletri ogni sorte <strong>di</strong> munizioni.<br />
abitanti a <strong>di</strong>fenderlo da'ribelli che Tinse- Intanto il duca <strong>di</strong> Somma <strong>di</strong>spose in Vel-<br />
eni vano, njontato, in piccola barca si sai- lelri le milizie, e tutt'altro necessario per<br />
no a Gaeta e passo a Napoli. In<strong>di</strong> a' 27 una valida <strong>di</strong>fesa. Partendo egli per Rologlio<br />
giunse in Velletri Gio. bernar<strong>di</strong>no ma, lasciò al supremo comando Adriano<br />
da s. Severino duca <strong>di</strong> Somma col titolo Raglioni; ed avendo ammirato la pron-<br />
<strong>di</strong> capitano generale e commissario sopì a tezza de' veliterni per combattere 1' iqi-<br />
il presi<strong>di</strong>oecomando della piazza<strong>di</strong> Velie- mico, promise <strong>di</strong> lodarli al Papa, e <strong>di</strong> do-<br />
tri, il qual presi<strong>di</strong>o dovea formarsi <strong>di</strong> 3ooo mandar lo sgravio d'annue tasse e gabel-<br />
lanti, oltre una forte cavalleria. Fgli volle le che pagavano a Roma. Dimorando il<br />
che li eleggessero da'priori 3 commissari duca d'Alba in Vahnonlone, Nettuno ab-<br />
nobiliper attender con lui al governodel- bandonalo il partito del Papa, tornò a<br />
la guerra, e furono Gio. Luigi Caetani, sottomettersi a Marc'Antonio II Colonna<br />
Snlpizio Serali e Silvio Candelse. Si tra- già suo barone, il quale tosto lo munì;<br />
vaglio incessantemente alla fortificazione ma le truppe inviate da Velletri subito lo<br />
della città, si eresse un forte avanti por- ricuperarono. Il duca d'Alba vedendo<br />
la Romana, si fecero spianate intorno le <strong>di</strong>fficile l'impresa <strong>di</strong> Velletri per la guar-<br />
ibili a con taglio <strong>di</strong> vigneti e albereti, ed nigione numerosa, e per essere il popolo<br />
ezian<strong>di</strong>o con <strong>di</strong>struzione <strong>di</strong> molle delizie bellicoso, affezionato al Papa e non ami-
3i4 VEL<br />
ci) de' Colonnesi; si decise mnrciore su<br />
Ti\'oli(F.),e facilmente se ne impadronì,<br />
con Vicovaroeallri luoghi. Rivoltosi ver-<br />
so Ostia (F.),\n breve l'espugnò. Seguì<br />
una tregua <strong>di</strong> 4o giorni, prima della quale<br />
il territorio veliterno fu liberato dall'in-<br />
festazioni nemiche, e con molta scorta <strong>di</strong><br />
cavalli e fanti si poterono eseguir le semente.<br />
Per le continue spese, il comune<br />
fu costretto <strong>di</strong> nuovo togliere il podestà,<br />
il giu<strong>di</strong>ce e altri ufiiziali con approvazione<br />
del car<strong>di</strong>nal Bellay de' 26 novembre<br />
i556, il quale per amministrare la giu-<br />
stizia mandò in Velletri un suo u<strong>di</strong>tore.<br />
Tornato in Velletri 1'<br />
1 1 <strong>di</strong>cembre con<br />
buona scoria <strong>di</strong> cavalleria il duca <strong>di</strong>Somma,<br />
ne partì il Baglioni, e siccome il suo<br />
governo era pocoaccelto, il Papa vi man-<br />
dò Francesco Villa. Neh 557 spirata inu-<br />
tilmente la tregua, ricominciate l'ostili-<br />
tà, l'esercito pontificio ricuperò molli luo-<br />
ghi, ed intanto uscirono da Rocca <strong>di</strong> Pa-<br />
pa, castello de'CoIonnesi, 1 00 fanti a pre-<br />
dare il territorio veliterno. Laonde il du-<br />
ca <strong>di</strong> Somma a' r o gennaio or<strong>di</strong>nò al veli-<br />
terno Foschi capitano della milizia urba-<br />
na <strong>di</strong> ricuperare il predato e <strong>di</strong> tentar<br />
l'espugnazione <strong>di</strong> quel castello. Usci lo il<br />
Foschi con 5oo fanti, ricondusse il bestiame<br />
in Velletri, ma in un imboscata fu<br />
sbaragliato e <strong>di</strong>sor<strong>di</strong>nato, restando pri-<br />
gione con 70 de'suoi, oltre alcuni uccisi,<br />
morendo poi nella Rocca il Foschi pel-<br />
le ferite ricevute combattendo valorosamente,<br />
onde la patria ne onorò la memoria,<br />
e regalò i figli e il fratello. Questo<br />
<strong>di</strong>sastro accese <strong>di</strong> maggior vendetta i ve-<br />
Jiterni, che marciati all' espugnazione <strong>di</strong><br />
Rocca «li Papa, la costrinsero alla resa per<br />
penuria <strong>di</strong> viveri, e quin<strong>di</strong> venne arsa.<br />
A'a4 aprile partiti da Velletri il Somma<br />
e, il Villa, assunse il comando Vicino Or-<br />
sini, sotto del quale avvenne la presa, sac-<br />
cheggio e incen<strong>di</strong>o <strong>di</strong> Monte Fortino, nar-<br />
rato in quel paragrafo. Diminuitosi il pre-<br />
si<strong>di</strong>o <strong>di</strong> Velleiri, che da 20 compagnie<br />
<strong>di</strong> soldati u' erano rimaste sole 4) nel lu-<br />
glio fu <strong>di</strong> nuovo rinforzalo, per aver il<br />
VEL<br />
nemico occupato Rocca Massima presima<br />
a Velletri, al modo detto in quel pa-<br />
ragrafo, e preso Segni (F.) a' i3 agosto<br />
con sanguinosa strage. Mentre in Velle-<br />
tri erasi in apprensioni del nemico e mal-<br />
contenti dell'Orsini, onde il magistra-<br />
to dovette tener in freno il popolo, a' 1<br />
settembre l55? seguì la sospirata pace<br />
<strong>di</strong> Cave tra Paolo IV e Filippo 11, con<br />
gioia de' veliterni, la quale si accrebbe<br />
colla partenza dell'Orsini e della truppa.<br />
Vedendosi Velletri in sì feroce guerra pre-<br />
servata dalle calamità e rovine che deso-<br />
larono la provincia <strong>di</strong> Campagna e buo-<br />
na parte della Marittima, grati i veliterni<br />
a Dio decretarono la rie<strong>di</strong>ficazione dell'o-<br />
spedale <strong>di</strong> s. Giovanni demolito per le<br />
fortificazioni, e <strong>di</strong> sovvenir con doli mol-<br />
te povere fanciulle. Il Papa sdegnato co'<br />
nipoti che l'aveano indotto a sì perico-<br />
losa guerra gii esiliò da Roma, relegando<br />
il car<strong>di</strong>nal Caraf» a Civita Lavinia. Vel-<br />
letri ricordando i favori del car<strong>di</strong>nale si<br />
condolsecon lui, gli offrì doni e per asilo<br />
la città; <strong>di</strong> che il porporato restò teneramente<br />
grato, ammirando sì nobile e raro<br />
contegno iiell' avversa fortuna. Paolo IV<br />
non solo confermò a Velleiri il privilegio<br />
<strong>di</strong> Paolo III circa la cognizione delle cau-<br />
se in 1.* e 2. a<br />
istanza, ma concesse a've-<br />
scovi veliterni la cognizione delle cause<br />
<strong>di</strong> Velleiri in 3. a<br />
istanza in Roma. Morto<br />
a' 16 febbraio 1 56o il car<strong>di</strong>nal Bellay,<br />
a' i3 marzo gli successe il decano car<strong>di</strong>-<br />
nal Francesco <strong>di</strong> Tournon, che la città<br />
inai vide per <strong>di</strong>morare sempre in Fran-<br />
cia, ove finì i suoi giorni a'27 aprile 1 562.<br />
il 28 maggio <strong>di</strong>venne vescovo il car<strong>di</strong>nal<br />
Ridolfo Pio <strong>di</strong> Carpi, ricevuto in Velletri<br />
il 1."ottobre con gran<strong>di</strong> allegrezze e ouo-<br />
lilicenze. Neil' agosto i563 trovandosi<br />
Pio IV in Frascati, il car<strong>di</strong>nal significò<br />
al comune <strong>di</strong> Velleiri che il Papa pensa-<br />
va <strong>di</strong> portarsi nella città, onde il magi-<br />
strato gli spedì oratori a supplicarlo d'o-<br />
norarla colla sua angusta presenza, e vi<br />
si condusse a'2 3 agosto. Fu egli ricevuto<br />
a 'confini del territorio da molti nobili ci t-<br />
4
VEL<br />
U<strong>di</strong>ni, e il magistrato I' ossequiò fuori<br />
<strong>di</strong> porta Romana colla milizia urbana.<br />
Con magnifico accompagnamento esommo<br />
giubilo entrò il Papa in Velletri, ove<br />
nelle piazze per cui passò eransi eretti<br />
nrcbi trionfali. Dopo aver orato nella cat-<br />
tedrale, si recò nel palazzo vescovile, co'<br />
car<strong>di</strong>nali Vitelli, Savelli e Sforza <strong>di</strong> San-<br />
tafiora, e il nipote Gabrio Sei belloni generale<br />
<strong>di</strong> s. Cbiesa. Il dì seguente Pio 1 V<br />
partì, dopo aver cavalcato per la città,<br />
li Papa esaudì le suppliche de'priori, ri-<br />
lasciando a favore della città la riscossio-<br />
ne delle multe e confische de'beni im-<br />
poste a' delinquenti, e per tutto lo sta-<br />
lo devolute alla camera apostolica, per<br />
valersene nello stipen<strong>di</strong>o de' ministri del-<br />
la giustizia, e per risarcire le mina, i ponti,<br />
le strade e gli spedali ; confermando<br />
inoltre a Velletri gli statuti, e tutti i<br />
suoi privilegi ed esenzioni. Il car<strong>di</strong>nal Pio<br />
<strong>di</strong> Carpi non volle restituire alla città<br />
l'elezione del podestà e del giu<strong>di</strong>ce a norma<br />
degli statuti; e passato a miglior vita<br />
a' 2 maggio 1 564, ne "° slesso mese<br />
gli successe il decano car<strong>di</strong>nal Fran-<br />
cesco Pisani, che si portò in Velletri nel<br />
settembre. Neppur egli volle concedere<br />
l'elezione del podestà edel giu<strong>di</strong>ce, depu-<br />
tando un luogotenente per l'ain iiìinistra-<br />
zione della giustizia. Nel i 566 ottenne da<br />
s. Pio V la grazia, che non appartenesse<br />
ad altri l'elezione degli uffuiali militari<br />
in Velletri, se non al vescovo governato-<br />
re, proibendo d'ingerirsi in ciò al generale<br />
<strong>di</strong> s. Chiesa, onde il car<strong>di</strong>nal camer-<br />
lengo ne spedì lettera neh 568. Nel pre-<br />
cedente anno, narra Petrini, essendo sta-<br />
te sorprese da'ladroni nelle vicinanze <strong>di</strong><br />
Palestrina le donne <strong>di</strong> d. Marianna del-<br />
la Queva principessa d'Ascoli <strong>di</strong> Satria-<br />
no, mentre in compagnia d'alcuni spa-<br />
gouoli andavano a Napoli con un ricco<br />
bagaglio della padrona, prelese la dama<br />
«l'essere reintegrata del furto ascendente<br />
a 6,ooo scu<strong>di</strong> d'oro, da' popoli a<strong>di</strong>acenti<br />
al luogo del commesso delitto, in virtù.<br />
delle bolle pontificie, che poi ricorderò,<br />
VEL 3.5<br />
le quali obbligano le comunità dello sta-<br />
lo papale a tener netti da' malviventi i<br />
loro terrilorii. Né giovò alle comuni cir-<br />
costanti <strong>di</strong> provare, massime a quella <strong>di</strong><br />
Palestrina, che ristesse derubate, essen-<br />
dosi dopo l'infausto incontro ricovrale iu<br />
Palestrina, avevano raccontato, che i de-<br />
linquenti erano venuti da Roma sotto la<br />
scorta d'un giovane stato antecendentemente<br />
famigliare «Iella principessa. Come<br />
non giovò al comune <strong>di</strong> Valmontone<br />
<strong>di</strong> <strong>di</strong>re, che il delitto era stato commesso<br />
iu un sito della tenuta <strong>di</strong> Mezza Selva,<br />
chiamato Mola Rotta (stazione moderna<br />
della via Latina, il miglia fuori <strong>di</strong> por-<br />
ta s. Giovanni <strong>di</strong> Roma, nella via che<br />
dalla gola dell' Algido tende a Valmon-<br />
tone. Mezza Selva focosi nominata, per-<br />
chè posta un tempo in mezzo alla Selva<br />
già Algidense, e ne' tempi bassi detta Aigiare.<br />
Tanto afferma Nibby), ossia Ca-<br />
po-Croce nel territorio prenestino; per-<br />
chè mg. r<br />
Robusterio giu<strong>di</strong>ce della causa,<br />
nulla valutando tali eccezioni, condannò<br />
le comunità <strong>di</strong> Palestrina, <strong>di</strong> Velletri, <strong>di</strong><br />
Valmontone, <strong>di</strong> Rocca Priora e <strong>di</strong> Roc-<br />
ca <strong>di</strong> Papa, a risarcire la principessa d'A-<br />
scoli <strong>di</strong> Sa t ria no della sofferta rapinati<br />
Frattanto, vedendo il car<strong>di</strong>nal Pisani ri-<br />
nascere in Velletri alcuni semi d'antiche<br />
fazioni e <strong>di</strong>scor<strong>di</strong>e fra' citta<strong>di</strong>ni, creò <strong>di</strong><br />
nuovo il magistrato de' conservatori del-<br />
la pace, come avea stabilito il car<strong>di</strong>nal<br />
de Cupis. Il car<strong>di</strong>nale in detto annoi 568<br />
tornato ned settembre in Velletri, oltre<br />
molte provvide or<strong>di</strong>nazioni pel buon go-<br />
verno della città, <strong>di</strong>chiarò che tutte le<br />
cause de' danni dati nel territorio <strong>di</strong> Vel-<br />
letri, anche per contravvenzione de'suoi<br />
decreti, e ie cause ancora de'beni pubbli-<br />
ci si dovessero conoscere e decidere da'<br />
priori, come giu<strong>di</strong>ci or<strong>di</strong>nari in tali ma-<br />
lene. Morto il car<strong>di</strong>nal Pisani a' 2g giugno<br />
i5yo, a'4 (o a' 3 secondo Ughelli)<br />
luglio gli successe il celebre car<strong>di</strong>nal Gio-<br />
vanni Moroni decano, insigne io pietà e<br />
religione, che nel conclave in cui fu elet-«<br />
to s. Pio V non riuscì al car<strong>di</strong>nal s. Car*
3i6 VEL VEL<br />
lo Borromeo, nipote del defunto Pio IV, «no car<strong>di</strong>nal vescovo. Hccatosi il car<strong>di</strong>mi<br />
<strong>di</strong> sublimarlo al pontificato per la polen- Moroni nell'aprile \5yì in Velletri, orza<br />
delle maliziose e false imputazioni del <strong>di</strong>nò che si convocasse il consiglio mas<br />
peccato mortale dell'atroce ingannatrice gioie alla sua presenza, ed in esso pro-<br />
calunnia (vocabolo da cui derivò quello pose ridurre il numero de'consiglieri da<br />
<strong>di</strong> <strong>di</strong>a volo, che noi <strong>di</strong>ciamo Demonio, pa- 120 a 60, ed il consiglio minore a 3o,e<br />
<strong>di</strong>e della menzogna e della calunnia. I ciò venne stabilito con unanime appio-<br />
greci <strong>di</strong> essa ne fecero una <strong>di</strong>vinità male- vaziòne, perchè mancava il numero del-<br />
fica, a cui eressero altari e offrirono sa- le famiglie nobili, che andavano estin-<br />
0.1 ifìzi perchè loro non facesse alcun ma- guendosi. E qui deve farsi menzione d'al-<br />
lei !), ad onta che l'io IV in pieno conci- cuneglorie militari velilerne. Per leguer-<br />
storo l'avesse <strong>di</strong>chiarato interamente in- le contro Turchìa, fin dal 1 565 erano<br />
nocenle, ricolmandolo d'elogi, e benché andati al soccorso <strong>di</strong> Malta 3 veli terllig<br />
<strong>di</strong>poi, com'è notissimo, fece sì lumino- che nobilmente si <strong>di</strong>stinsero in quell'ini-<br />
sa compar-a nel concilio <strong>di</strong> Trento (f 7 .), presa, cioè Orazio Odoardo Fedelini,<br />
onde per lui ebbe felicissimo compimen- Riellio Toruzzi e Pietro Lucci. Orazio<br />
to; ed in altro conclave ebbe 28 voti pel passò a militare in Cipro, e fatto capitano<br />
pontificalo medesimo e poco mancò che nell'impresa <strong>di</strong> Famagosta, restò schiavo<br />
non vi fosse innalzato. Niente meno gli fu de' turchi e fu liberato con gran riscatto<br />
imputato sotto Paolo IV, che favorisse d <strong>di</strong>a repubblica veneta, che al <strong>di</strong> lui va-<br />
li parlilo de' protestanti, e che avesse loie affidò il comando del presi<strong>di</strong>o <strong>di</strong><br />
intima amicizia col celebre car<strong>di</strong>nal Po- Crema. Ma quando s. Pio V nei i 37 1 e<br />
lo [t .). Singoiar coincidenza ! Egli era poi GregorioXIll nel 1 072, fatta lega co'<br />
figlio dal sagacissimo e grand' uomo <strong>di</strong> principi cristiani, mandarono Marc'An-<br />
flato Girolamo duca <strong>di</strong> bovino, che <strong>di</strong> Ionio II Colonna con molte galere conrecente<br />
il eh. Tullio Dandolo chiarì dal- tro i turchi, vi fu tra'capilani Lorenzo<br />
la troppe calunnie cumulate sul da lui de Lodovici Gori, e Andrea Toruzzi che<br />
operato, rilevandone i pregi e qualche he- prima a vea militato in Francia controgli<br />
ìiemerenza con Roma e Clemente VII, ugonotti, e Pirro Foschi alfiere. Anche<br />
la fuga del quale favorì dopo I' orribile Ottavio Mancini e Attilio Pattavi trova-<br />
sacco<strong>di</strong> Roma, onde il Papa lo rimunerò, vansi capitani nella stessa spe<strong>di</strong>zione. Doe<br />
inoltre fece il figlio Giovanni vescovo vendosi in quest'armamento levare 1800<br />
<strong>di</strong> Modena, principio <strong>di</strong> sua grandezza, scelli soldati da tutto lo stalo ecclesiasticome<br />
accennai nel voi, LX.XXV, p. io, co, Velletri ne presentò 5o tutti vestili a<br />
12, i3e i4- Essendo stati nel governo spese del comune, oltre l'aver già datoa<br />
dell'aritecessore trascurali i privilegi cir- s. Pio V un sussi<strong>di</strong>o <strong>di</strong> scu<strong>di</strong> 1200 per<br />
ca la cognizione delle cause in 1.", a.' 1<br />
e la guerra contro l'eresia armala degli u-<br />
3/ istanza, ottenne il car<strong>di</strong>nale Moroni gonolti. Mei restringere s. Pio V gli ebrei<br />
da s. Pio V un breve, nel quale il Papa esistenti nello stalo, ne'ghelti <strong>di</strong> Roma e<br />
inerendo a' privilegi concessi da Paolo Ancona, anche da Velletri essi partiro-<br />
111 e da Paolo IV, approvò e confermò no. Mentre il car<strong>di</strong>nal Moroni nell'olto-<br />
al vescovo <strong>di</strong> Velletri come governa- bie 1 5j 1 soggiornava in Velletri, desi-<br />
tore il <strong>di</strong>ritto <strong>di</strong> ivi conoscere lotte le derando sinceramente il bene e la felicità<br />
cause civili e criminali in 1/ e 2/ istan- de' voliterai commessi al suo governo spi-<br />
za, ed anche in 3/ istanza in Roma, ed rituale e temporale, propose al pubbli-<br />
aggiunse ancora che non potesse farsi co consiglio molte cose da esaminarsi e<br />
• alcuna esecuzione contro verun cilta<strong>di</strong>-> da approvarsi, tolte pel decoro e vanlag-<br />
no veliterno senza espressa saputa del gio della città. Propose dunque il risai'-
V E L<br />
cimento delle mura, In piantagione de-<br />
gli olivi nel territorio aperto; l'introdu-<br />
zione dell'industria selifera e perciò la<br />
piantagione de' mori-gelsi; lo sgombra-<br />
ineuto de'boschi edella selva <strong>di</strong> Faggio-<br />
la per ridurla a coltura, con <strong>di</strong>stribuirsi<br />
il terreno fra' citta<strong>di</strong>ni coli' obbligo <strong>di</strong><br />
dare una parte de' frulli al comune; la<br />
moderazione delle doti e del lusso delle<br />
vesti, allora come adesso lagrimevoli tar- .<br />
li della società, benché non fossero giun-<br />
ti all'o<strong>di</strong>erno fatale eccesso; l'applicare i<br />
fanciulli plebei oziosi a qualche mestiere<br />
o arte; lo scavo delle cisterne pubbliche<br />
nelle 4 deca refe della città; e fìnalmeute<br />
la fabbrica d'un nuovo e magnifico pa-<br />
lazzo pubblico per la residenza ilei magi-<br />
strato. Tante e sì importanti proposizioni,<br />
degne dell'elevata e illuminala mente<br />
del car<strong>di</strong>nal Moroui, richiesero tempo a<br />
deliberare con maturo consiglio. In que-<br />
st'occasione supplicato d'ottenereda Gre-<br />
gorio XIII il mercato perpetuo e franco<br />
da dazi in tulli i sabati dell'anno, per ac-<br />
crescere l'abbondanza e per maggior co*<br />
mu<strong>di</strong>la de' citta<strong>di</strong>ni, il l 'a pa l'esaudì. Nel<br />
settembre i5y3 tornò il car<strong>di</strong>nal Moroui<br />
in Velletri, e adunalo il consiglio mag-<br />
giore udì le deliberazioni sopra le propo-<br />
sizioni da lui fatte. Fu dunque stabilito il<br />
risarcimento delle mura colla fabbrica<br />
della nuova porla Romana, <strong>di</strong>seguo del<br />
Vignola. La concessione del terreno <strong>di</strong><br />
Faggiola col canone <strong>di</strong> bai. 5o a ciascun<br />
nibbio per la piantagione degli olivi, ed<br />
esenzione del canone ne' primi 7 anni.<br />
Dalla coltivazione della selva <strong>di</strong> Faggio-<br />
la ne nasceva ancora la sicurezza della<br />
strada corriera che in mezzo vi passava,<br />
essendosi determinato, che almeno sulla<br />
via vi si stabilissero 20 colonie, per im-<br />
pe<strong>di</strong>re colla loro frequenza i latrocini che<br />
ivi si commettevano, togliendosi in que-<br />
sto modo gli aguati e i nascon<strong>di</strong>gli a' mal-<br />
viventi. S'ingiunse l'obbligo a' proprieta-<br />
ri ili vigne e orti <strong>di</strong> piantarvi nel termine<br />
d'un anno almeno 4 alberi <strong>di</strong> gelso. E siccome<br />
la tassazione delle doli per l'ioegua*<br />
VEL 3 1<br />
glianza delle facoltà non fu stimata prati-<br />
cabile, moderò il car<strong>di</strong>nale le donazioni<br />
de' mobili o acconci nuziali, come pure<br />
le spese del convito e il lusso delle don-<br />
ne. Or<strong>di</strong>nò a'padri d'applicare i figli o-<br />
ziosi a qualche arte o mestiere sotto pena<br />
dell'esilio. Decretò che si cavassero prò»<br />
fonde cisterne in ciascuna decarcia, la<br />
metà della spesa appartenesse al comune,<br />
e l'altra a* circonvicini. Finalmente<br />
concesse, che i priori per maggior decoro<br />
usassero le vesti cremisi paonazze, oltre<br />
le solite <strong>di</strong> velluto nero. La citlà applau-<br />
dì e ricevè volentieri queste utili e sagge<br />
<strong>di</strong>sposizioni. Col <strong>di</strong>segno da luicommes-<br />
soalcelebreDella Porta si cominciò il no-<br />
vello palazzo pubblico. Gregorio XIII net<br />
1576 portandosi a Cisterna, si recò pu-<br />
re in Velletri ricevuto <strong>di</strong> domenica dal<br />
clero e magistrato, e da tutta la nobiltà<br />
in gran formalità, non che dalla milizia<br />
urbana, con archi e pompa trionfale; al-<br />
loggiando nel palazzo pubblico ornato <strong>di</strong><br />
nobili tappezzerie, il car<strong>di</strong>nale trovandosi<br />
alla legazione per rior<strong>di</strong>nare lo stato <strong>di</strong><br />
Genova. Più volte tornò iu Velletri il car-<br />
<strong>di</strong>nal ftloroni, sempre col premuroso pen-<br />
siero <strong>di</strong> felicitare i citta<strong>di</strong>ni, fece ricono-<br />
scere i confini del territorio, e deputare<br />
4o uomini alla custo<strong>di</strong>a. A' 4 ottobre<br />
couvocalo il consiglio maggiore per l'e-<br />
lezione biennale del magistrato, decretò<br />
l'osservanza dello statuto sul numero<br />
de' consiglieri, che perciò tornarono<br />
a 1 20 pel consiglio maggiore, e a 3o pel<br />
consiglio minore. Nel 1 58o penetrata l'in-<br />
fezione contagiosa del mortale male <strong>di</strong><br />
castrone anche in Velletri, il car<strong>di</strong>nal<br />
Moroni volò nella città per soccorrere<br />
colla sua presenza e liberalità l'afflitto pò-<br />
polo. Ma poco dopo tornato in Roma nel<br />
i.° <strong>di</strong>cembre fluì i suoi giorni, pianto da<br />
lutti i veliternijche ne conservano grata e<br />
indelebile memoria, e gli storici patrii uè<br />
fanno il più magnifico elogio, e B. uco que-<br />
sto.»Nonsaràcosì facile trovare,fra'vesco-<br />
vi e governatori velilerni, chi <strong>di</strong> cura, <strong>di</strong><br />
zelo,<strong>di</strong> <strong>di</strong>ligeuza e <strong>di</strong> amore lo abbia supe-<br />
7
3i8 VEL<br />
ialo,non cheeguag'ialo".A'5<strong>di</strong> <strong>di</strong>cembre<br />
il decano Alessandro Farnese gli successe,<br />
rinnovando la dolce memoria dello zio<br />
Paolo 111 anche col nome. L'u<strong>di</strong>tore prese<br />
|>er lui possesso agli » i, ed a'a5 febbraio<br />
1 58 1 vi si porlo il car<strong>di</strong>nale ricevuto da<br />
tulli con somma allegrezza. NeM'ollobre<br />
\\ mandò il suo u<strong>di</strong>tore, che fece ottimi<br />
regolamenti. Si stabilì che il i.° priore<br />
tosse dottore d'ambo le leggi, che ciascun<br />
magistrato fosse composto <strong>di</strong> 3 priori e<br />
non <strong>di</strong> 4> e che il i."si chiamasse capo<br />
priore, e durasse un trimestre,, e gli altri<br />
nlliziali un anno. 11 consiglio maggiore<br />
fu ridotto a So consiglieri, 20 de' quali<br />
in ciascun semestre formassero il minore.<br />
Or<strong>di</strong>uossi l'erezione dell'archivio pubbli-<br />
co, per conservare gl'istromenli lasciati<br />
da notari defunti, il car<strong>di</strong>nal Farnese vedendo<br />
ripullulare l'antiche <strong>di</strong>scor<strong>di</strong>e, nel<br />
] 082 ristabilì la pace con far eleggere 5o<br />
conservatoli <strong>di</strong> essa; e recatosi nel novembre<br />
in Vellelri, provvide alla quiete pub-<br />
blica e all'abbondanza, promuovendo il<br />
proseguimento del palazzo pubblico. Es-<br />
sendosi sopta modo aumentati i ban<strong>di</strong>ti e<br />
assassini nella campagna romana, il coin-<br />
inissariodeputatodaGregorio X11I a per-<br />
seguitarli, nel settembre or<strong>di</strong>nò a Vellelri<br />
the tutto il popolo si armasse e per 3 gior-<br />
ni continui corresse per le campague per-<br />
seguitando i malandrini, de' quali alcuni<br />
caddero in mano della giustizia, e altri<br />
spaventali da questo generale movimen-<br />
to de' popoli si allontanarono dallo stato<br />
della Chiesa. Era allora legato <strong>di</strong> Marittima<br />
e Campagna il car<strong>di</strong>nal Marc'Auto-<br />
jiio Colonna, cugino <strong>di</strong> Marc' Antonio li,<br />
che pel suo governo lodevole confermò<br />
Sisto Ve i successori, come riferisce Cardenia<br />
nelle Memorie storielle de' Car<strong>di</strong>-<br />
nali. Sisto V appena <strong>di</strong>venuto Papa, vo-<br />
lendo allatto estirpare dallo stato eccle-<br />
siastico i ban<strong>di</strong>ti e gli uomini facinorosi,<br />
pubblicò la celebre bolla sottoscritta da<br />
lui e da' car<strong>di</strong>nali, Hoc Nostri Pontifttatù»<br />
iiiiiio deh. lag\\oi585 Bull.Rom.<br />
ì t<br />
t. ai 4>P '*<br />
4> p- 1 38 : Iiaiovalio omnium<br />
VEL<br />
Consti tutionum a Romanis Pontificlhns<br />
hactenus e<strong>di</strong>larum, contra r.xules,ban-<br />
nitos, aliosque facinorosos hominer, corumane<br />
receptatores, et fautorcs; et<br />
multarum impositio poenarum in eos-<br />
detti, necnou contra Communilates, et<br />
alias, sua territoria ejusmo<strong>di</strong> scelestis<br />
hominibus expurgata non custo<strong>di</strong>entes,<br />
Pertanto richiamò in vigore le bolle <strong>di</strong><br />
.Pio II, Paolo 11, Sisto IV, Innocenzo Vili,<br />
Giulio II, Leone X, Clemente VII, Giu-<br />
lio 111, Pio IV, s. Pio V, Gregorio XIII;<br />
le quali bolle sono riportate nello slesso<br />
Bullarium,e nel sommario della bolla <strong>di</strong><br />
Sisto V vengono citati i tomi e le pagine<br />
ove sono. Le medesime bolle contro i per-<br />
turbatori della pubblica quiete, i<br />
ribelli,<br />
grassatori, ladroni, pei duelli, omici<strong>di</strong>ari,<br />
assassini; colle gravissime pene stabilite<br />
contro i ricettatori e altri fautori de' me-<br />
desimi, sono pure ricordate nell'opera, //<br />
ForoCriminale i.<br />
t 5,p. 1 o3,dell'avv. Raf-<br />
faele Ala u<strong>di</strong>tore criminale del car<strong>di</strong>nal<br />
Della Somaglia vescovo e governatore <strong>di</strong><br />
Velletri. Quanto a questa città, a' 21 lu-<br />
glio dello slesso 1 585 in esecuzione degli<br />
or<strong>di</strong>ni <strong>di</strong> Sisto V, vi furono eletti 4° uomini<br />
armali a custo<strong>di</strong>re il territorio, ead<br />
accorrere in sussi<strong>di</strong>o della giustizia; e ciò<br />
perchè Sisto V voleva che le comunità<br />
de' luoghi fossero responsabili de' <strong>di</strong>sor-<br />
<strong>di</strong>ni, che per mancanza delle prescritte<br />
precauzioni potevano accadere nel terri-<br />
torio. Avendo Sisto V concesso al senato<br />
e popolo romano la facoltà d'interporre<br />
decreti per autorizzare i contralti de'pu-<br />
pilli, de' minori e altri che senza il decre-<br />
to del giu<strong>di</strong>ce uon potino in forma valida<br />
obbligarsi, e ciò in Iìoma e per tutto il<br />
suo <strong>di</strong>stretto ; Velletri sebbene entro il<br />
<strong>di</strong>stretto delle 4° miglia, nel 1 588 fu <strong>di</strong>-<br />
chiarata esente da questa legge, come cit-<br />
tà imme<strong>di</strong>atamente soggetta alias. Sede.<br />
Morto u' 5 marzo 1 589 il car<strong>di</strong>nal Far-<br />
nese, Sisto V non ostante le premure de'<br />
veliterni, con suo molo-proprio <strong>di</strong>smem-<br />
brò il governo temporale e civile <strong>di</strong> Vel-<br />
lelri dal vescovato, e l'applicò alia carne-
V EL<br />
la apostolica. I veliterui però ottennero,<br />
<strong>di</strong>e salva tale <strong>di</strong>smembrazione.fosse il go-<br />
verno commesso al decano car<strong>di</strong>nal Gio.<br />
Antonio Serbelloni, <strong>di</strong>venuto vescovo a'<br />
16 marzo ea' 2.0 prese possesso. Avendo<br />
Sisto V rivolto il suo pensiero al <strong>di</strong>secca-<br />
uienlo delle Palu<strong>di</strong> Pontine, si portò a<br />
Terracina per osservare da vicino l'impresa.Giunse<br />
aVellelri l'i iottobrei 58g<br />
circa le ore 23 (in lettiga <strong>di</strong>ce il Nicolai),<br />
accompagnato da' car<strong>di</strong>nali Montalto<br />
suo nipote, Colonna legato <strong>di</strong> Marittima<br />
e Campagna, Galli, Pallotta e Sauli, ac-<br />
colto colla massima magnificenza, uscen-<br />
dogli incontro fuori <strong>di</strong> porta Romana il<br />
magistrato colla nobiltà, facendo parata<br />
4oo fucilieri. Si eressero <strong>di</strong>versi ar<strong>di</strong>i<br />
trionfali con eleganti iscrizioni, le fonta-<br />
ne gettarono vino,efu tanta la frequenza<br />
del popolo che ne restò meravigliatoil Pa-<br />
pa. Portassi a orare alla cattedrale, e <strong>di</strong> là<br />
passò all'alloggiamento preparatogli. Se*<br />
condo il Tlieuli Sisto V da religioso con-<br />
ventuale era stalo nel convento <strong>di</strong> s. Francesco<br />
<strong>di</strong> Velletri. Nel dì segueute, dopo<br />
aver u<strong>di</strong>to messa nella cattedrale, parti<br />
alla volta <strong>di</strong> Semionda e <strong>di</strong> Sezze. Per<br />
la carestia del 1091 iu Velletri si presero<br />
lodevoli provve<strong>di</strong>menti, e il comune<br />
somministrò 1 0,000 scu<strong>di</strong> per comprare<br />
V E L<br />
3 1<br />
il erano. 11 car<strong>di</strong>nal Seibelloni morì a'<br />
18 marzo, come <strong>di</strong>ce la lapide sepolcrale<br />
prodotta da Ughelli; ma il suo anno-<br />
tatore Coleli, <strong>di</strong>ce che a' 10 gli successe<br />
il decano car<strong>di</strong>nal Alfonso Gesualdo. Si<br />
ha dal Bauco, che allora la città supplicò<br />
Gregorio XIV per l'abolizione fatta da<br />
Sisto V della separazione del governo<br />
temporale dal vescovato, ed a' 23 marzo<br />
fu esau<strong>di</strong>ta. Questa data la riporta lo stes-<br />
so Bauco,e soggiunge, che il car<strong>di</strong>nale ri-<br />
cuperala la giuris<strong>di</strong>zione temporale mandò<br />
il suo u<strong>di</strong>tore a prendere possesso del-<br />
la chiesa e del governo <strong>di</strong> Velletri, a 17<br />
dello stesso marzo; ciò forma anacroni-<br />
smo, e cresce il conflitto delle date. Nel<br />
t. 2 poi della Storia <strong>di</strong> Felelri, il Bau-<br />
co <strong>di</strong>ce morto Serbelloni a' 18 marzo, e<br />
Gesualdo eletto successore a'20 del me.-<br />
desimo, e così aumenta il contrasto delle<br />
date. Leggo inoltre ne\V Istoria <strong>di</strong> Felle-<br />
tri del Borgia, morto il Serbelloni a' 18<br />
marzo, due giorni dopo succeduto il Ge-<br />
sualdo, ed il breve Si de rcstiluen<strong>di</strong>s. è<br />
de' 2 3 marzo 1591, col quale Gregorio<br />
XIV ripristinò uel vescovo il governo<br />
temporale. Queste sono le vere date.Col-<br />
la stessa data trovo il breve nel Bull.<br />
Iìom. t. 5, par. 1, p. 256.<br />
FINE DEL VOLUME OTTANTESIIWONONO.<br />
(Coutiuua l'articolo nel voi. segueute).<br />
9
Z86UÒZ
BX 841 .M67 1840<br />
SI1CR<br />
fioroni , Gaetano,<br />
1802-1883.<br />
<strong>Dizionario</strong> <strong>di</strong> eru<strong>di</strong>zione<br />
storie o-<strong>ecclesiastica</strong><br />
AFK-9455 (awsk)