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Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica 89.pdf - Bibliotheca ...

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DIZIONARIO<br />

DI ERUDIZIONE<br />

STORICO-ECCLESIASTICA<br />

DA S. PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI<br />

SPECIALMENTE INTORNO<br />

AI PRINCIPALI SANTI, BEATI, MARTIRI, PADRI, AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI<br />

E PIÙ CELEBRI SCRITTORI ECCLESIASTICI, AI VARII GRADI DELLA GERARCHIA<br />

DELLA CHIESA CATTOLICA, ALLE CITTA* PATRIARCALI, ARCIVESCOVILI E<br />

VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI CONCILII, ALLE FESTE PIÙ SOLENNI,<br />

Al RITI, ALLE CERIMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE TAPALI , CARDINALIZIE E<br />

PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON<br />

CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.<br />

COMPILAZIONE<br />

DEL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO<br />

SECONDO AIUTANTE DI CAMERA<br />

DI SUA SANTITÀ PIO IX.<br />

YOL. LXXXIX.<br />

IN VENEZIA<br />

DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA<br />

MDCCCL VI 11.


La presente e<strong>di</strong>zione e posta sotto la salvaguar<strong>di</strong>a delle leggi<br />

vigenti, per quanto riguarda la proprietà letteraria, <strong>di</strong> cui<br />

l'Autore intende godere il <strong>di</strong>ritto, giusta le Convenzioni<br />

relative.


DIZIONARIO<br />

DI ERUDIZIONE<br />

STORICO -ECCLESIASTICA<br />

VEI<br />

V,EIO o VEII, Fej'us. Antichissima<br />

citlà già vescovile, e già forte, polente e<br />

ricca, una delle 12 principali dell'Etru-<br />

ria o Toscana (F".). L'ampio suo terri-<br />

torio, detto ampia regio, confinava al-<br />

l'oriente col Tevere {?.), a settentrione<br />

con quello de' Falisci, de'Capenati e de'<br />

Sulrini ; ad occidente con Ceri; ed a mez-<br />

zogiorno con Lorio (fra Bonaccia e Castel<br />

<strong>di</strong> Guido dell' Ospedale <strong>di</strong> s. Spirito, secondo<br />

Commanville sede vescovile nel V<br />

secolo, de'quali luoghi parlai anche nel<br />

voi. LI, p. 88, degli altri l'andrò <strong>di</strong>cendo),<br />

Bebiana (fra Lorio, e Alsium oggi Palo,<br />

<strong>di</strong> cui ancora parlai in più luoghi), Fre-<br />

gene (ora tenuta <strong>di</strong> Maccarese óe'Rospi-<br />

gliosi, confinante con Castel <strong>di</strong> Guido,<br />

poi colonia romana marittima, <strong>di</strong>versa da<br />

Fregella) e forse col mare Me<strong>di</strong>terraneo.<br />

Circa il 4° miglio da Roma, <strong>di</strong>ce il cav.<br />

Coppi, si vedono a destra vestigia d'an-<br />

tica strada, che talvolta fu delta Veien-<br />

tana. Venne paragonata ad Atene, la più<br />

celebre città <strong>di</strong> Grecia (/"'.), per la gran-<br />

dezza. Quale, Del Tosco impero già Capo<br />

e Regina, non che Ilclruriae Propu-<br />

VEI<br />

gnaculum, resistette per quasi 3 secoli e<br />

mezzo a Roma sua rivale, ad onta che<br />

non ne fosse <strong>di</strong>stante al più 1 2 miglia e<br />

mezzo circa, poiché nella tavola Peutingeriana<br />

è la <strong>di</strong>stanza <strong>di</strong> Veio da Roma<br />

<strong>di</strong> 12 miglia, e presentemente circa 11<br />

miglia per la via Cassia, alle quali aggiun-<br />

te l'una e mezzo della porla anticasi a-<br />

vi anno 12 miglia e mezzo. Presso il silo<br />

ove surse se ne vedono ancora le rovine,<br />

ed elevasi sopra una rupe, tagliata all'in-<br />

torno a picco, il castello che dalla sua li-<br />

brazione romantica ebbe il nome d'Iso-<br />

la unito a quello <strong>di</strong> Farnese, non forse<br />

perchè Paolo III Farnese ne <strong>di</strong>e il pos-<br />

sesso alla sua famiglia, il che secondo al-<br />

cuni si suppone senza potersi accertare;<br />

derivando piuttosto secondo me la più<br />

ragionevole congettura dalle vaste possidenze<br />

godute nelle vicinanze dalla medesima<br />

famiglia, come rilevai nel voi.<br />

XXXIII, p. 20i, me<strong>di</strong>ante lo stato <strong>di</strong> Caslro<br />

e <strong>di</strong> Ronciglione (V.) che dominò.<br />

Trovo bensì nel p. Eschinar<strong>di</strong>, Descri-<br />

zione <strong>di</strong> Roma e dell' Agro Romano, a<br />

p. 2o4>che il castello dell'Isola, era giù de'


4<br />

V E I<br />

ducili <strong>di</strong> Panna, e perciò dello Farnese,<br />

fortezza dell'antico Veio, circondala da<br />

un gran fosso; e <strong>di</strong> poi parlando dell'o-<br />

pere dotte del Piazza, del cav. Coppi e <strong>di</strong><br />

mg. r<br />

Nicolai, si vedrà <strong>di</strong>e questi l'affer-<br />

mano esplicitamente, non però che tale<br />

proprietà derivasse da Paolo III, essendone<br />

l'acquisto posteriore. L'Isola Farnese<br />

è una frazione del <strong>di</strong>stretto e Co-<br />

inarca <strong>di</strong> Roma (J^.), nella <strong>di</strong>ocesi sub-<br />

urbicaria <strong>di</strong> Porlo e s. Ruffino., e nel-<br />

la Statistica dell'anno i853 è registrata<br />

sotto Roma, soltanto essa e Fiumicino, e<br />

contenere 19 case, 20 famiglie, 7 5 abi-<br />

tanti, a motivo della cattiva aria nell'e-<br />

state, nella quale stagione si riducono a<br />

quasi 3o, e malgrado il sottostante fertile<br />

territorio : ma I' Isola Farnese non<br />

più figura nella successiva rettificata Sta-<br />

tistica numerativa delle popolazioni,<br />

del ministero dell'interno, de'i4 novembre<br />

1807, perchè le frazioni si compre-<br />

sero ne' comuni o appo<strong>di</strong>ali, <strong>di</strong> cui fanno<br />

parte, per non avere ammiuistrazione<br />

separata. Può vedersene il prospet-<br />

to nell'incisione prodotta daìV Albani <strong>di</strong><br />

Roma, t. i,p. 345. Ne'teojpi bassi però<br />

era molto più popolata e più vasta, come<br />

apparisce dalla rovina delle case a<br />

settentrione ov' è la porta delta Porto-<br />

naccio. Finché Veio fu nel suo florido<br />

stato ebbe il titolo giustamente <strong>di</strong> capo<br />

e frontiera sopra tutte le città dell' Etruria,<br />

la vera e unica metropoli della me-<br />

desima, mentre dopo la sua <strong>di</strong>struzione<br />

altre città etnische andarono fregiate del<br />

grado <strong>di</strong> capitale, come Perugia, Corto-<br />

na, Arezzo ec. Plutarco chiama Veio re-<br />

gina e capo, ossia metropoli della Tosca-<br />

na, d'armi e d' armate non punto infe-<br />

riore a Roma, s' intende alla Ptoma <strong>di</strong><br />

sua epoca. Che Veio fosse la più forte <strong>di</strong><br />

Toscana e d'Italia ancora, la più capa-<br />

ce a far fronte a' romani non tanto per-<br />

la sua vantaggiosa posizione, che per la<br />

sua celebre rocca, in excelsa et prerup/a<br />

Rupe, come la chiama Dionisio d' Ali-<br />

carnasso, l'asserisce Tito Livio. Che Veio<br />

V E I<br />

fosse fra tutte le altre della Toscana e<br />

dell'Italia antichissima e ricchissima, l'af-<br />

fermano Eutropio, Oliverio, Alier, Li-<br />

vio e altri. Veio era una città per testimonianza<br />

degli slessi romani piti bella <strong>di</strong><br />

Roma per la situazione, per la magnifi-<br />

cenza degli e<strong>di</strong>lìzi pubblici e privati, de'<br />

quali non ne vantava maggiori qualunque<br />

città in Europa, e per tante altre ra-<br />

gioni che si ponno rilevare nello stesso<br />

romano <strong>storico</strong> Livio, il quale parlando<br />

in persona de' romani che sdegnavano<br />

portarsi come relegati a fondar colonie<br />

uè' volsci, si contentavano <strong>di</strong> preferenza<br />

d'andare in Veio, benché allora ridotto<br />

da loro medesimi quasi un mucchio <strong>di</strong><br />

sassi e del tutto <strong>di</strong>sfatto. Non è quin<strong>di</strong> a<br />

meravigliare il gran numero degli scrit-<br />

tori che celebrarono i fasti <strong>di</strong> Veio e de'<br />

veienti, i quali affrontarono i romani va-<br />

lorosamente con varia vicenda, or vinci-<br />

tori e or vinti. I veienti più prossimi a<br />

Roma <strong>di</strong> frequente la danneggiarono, e<br />

tra' popoli confinanti forse mostrarono<br />

maggiore animosità nella vendetta, siccome<br />

<strong>di</strong>fesi da una città ben munita, po-<br />

tevano ad ogni opportunità invadere sac-<br />

cheggiando il territorio nemico, e ritirar-<br />

si sicuri dentro le proprie mura. I roma-<br />

ni, biasimando in altri ciò che alla loro<br />

volta praticarono,chiamavano questa ter-<br />

ribile forma <strong>di</strong> guerra ladroneccio, ed i<br />

veienti predatori, giungendo spesso le<br />

loro improvvise scorrerie, a modo <strong>di</strong> lam-<br />

po, fino alle porte <strong>di</strong> Roma. Quin<strong>di</strong> per-<br />

petuo rancore fra' romani e i veienti.<br />

Dichiara il eh. Campanari : Sopra una<br />

rupe alla e scoscesa, alle cui ra<strong>di</strong>ci scorrono<br />

T acque del fiume Cremerà, e dove<br />

sorgono oggi umili avanzi <strong>di</strong> povere fab-<br />

bricherà ri casolari e tugurii per vecchiez-<br />

za cadenti, sorgeva un ih la potente cit-<br />

tà <strong>di</strong> Veio, la feroce rivale <strong>di</strong> Roma, che<br />

per lo spazio <strong>di</strong> più <strong>di</strong> 3 secoli resisten-<br />

do con ostinale e sanguinose battaglie al-<br />

la prepotente forza <strong>di</strong> lei, cedendo poscia<br />

al destino che minacciava già le altre cit-<br />

tà deli' Eli uria, a lei pure miseramente


VEI<br />

soggiacque. Era Veio la più forte della<br />

gente etnisca, della grandezza <strong>di</strong> Ateue<br />

(<strong>di</strong>ce il Zanclii che avea una circonval-<br />

lazione <strong>di</strong> 5 in 6 miglia; e il Nibby, che<br />

ne misurò 1' estensione, <strong>di</strong>chiara y mi-<br />

glia), e <strong>di</strong>stante non più che ioo sta<strong>di</strong><br />

da l'ionia, i 2 miglia e mezzo romane;<br />

ed è precisamente ad una tale <strong>di</strong>stanza,<br />

che nel luogo oggi chiamato Isola Far-<br />

O DO<br />

nf.se vuoisi riconoscere l' antica Veio.<br />

Quivi si vedono ancora a poca <strong>di</strong>stanza<br />

dalla città antichissimi sepolcri scavati<br />

da 1<br />

1 1 iti* primi abitatori nel vivo masso<br />

tlt-lle roccie, e avanzi <strong>di</strong> mura colossali,<br />

e resti d' antiche strade che accennano<br />

ove una volta fu la famosa Veio. Fu già<br />

gran <strong>di</strong>sputa fra gli archeologi de'lempi<br />

andati, se il luogo <strong>di</strong> Veio fosse questo,<br />

o se altrove fosse situata quella celebre<br />

città ; ma dopo le scoperte ivi fatte <strong>di</strong> la-<br />

pi<strong>di</strong> importantissime nel i 8 io e negli al-<br />

tii successivi anni, non è più questione<br />

fra'dotti, che il sito <strong>di</strong> Veio non sia quel-<br />

lo «teli' Isola Farnese. Fra'molti scrittori<br />

e illustratori <strong>di</strong> Veio e sue antichità, preferisco<br />

<strong>di</strong> scegliere a guida <strong>di</strong> questo mio<br />

cenno il dotto Nibby, Analisi <strong>storico</strong>-<br />

to/jografìco-anticf uaria della Cartarie'<br />

<strong>di</strong>ntorni <strong>di</strong> Roma, t. 3,p. 38o, non sen-<br />

za giovarmi all'opportunità <strong>di</strong> que' che<br />

ricorderò. Chiunque ha un'idea della stona<br />

romana, al nome <strong>di</strong> Veii entra nella<br />

curiosità <strong>di</strong> conoscere il sito <strong>di</strong> sì poten-<br />

te città degli etrusci, rivale <strong>di</strong> Roma lin<br />

da'tempi del suo fondatore, la quale con-<br />

tese a palmo a palmo il terreno a quel<br />

popolo invasore per 3 secoli e mezzo cir-<br />

ca, e lini coll'essere deserta. Questa bra-<br />

ni, i poi ha ben altra forza in coloro, che<br />

s'occupano della storia antica de'popoli<br />

italiani e de'monuoienti superstiti; im-<br />

perocché riconoscere il sito <strong>di</strong> Veii etnisca<br />

e le vestigia che ne rimangono,porta <strong>di</strong> ne-<br />

ce*silà l'incontrastabile conseguenza, che<br />

la storia romana de' primi 3 secoli non è<br />

una favola, come da alcuni si pretende<br />

con audacia sostenere ; e che trovando<br />

concorde lo stato delle cose esisteuli con<br />

VEI 5<br />

quello che narrano Dionisio, Livio e al-<br />

tri scrittori autorevoli, ragion vuole che<br />

si concluda essere questi scrittori veri-<br />

<strong>di</strong>ci ancora ne' fatti che più non esisto-<br />

no. Ora essendo il soggetto <strong>di</strong> tanta im-<br />

portanza da potersi dedurre conseguenza<br />

<strong>di</strong> tanto peso, non deve recar meraviglia,<br />

se i dotti de' secoli passati, come<br />

quelli del presente, s'affaticarono in rin-<br />

tracciar il sito della città con que' mez-<br />

zi eh' erano in loro poterete convien <strong>di</strong>-<br />

re a gloria <strong>di</strong> Veii, che niuna città antica<br />

dopo Roma abbia avuto tanti ingegni<br />

che ne abbiano indagato il sito, i monu-<br />

menti e la storia. Nel voi. XIII, p. 296,<br />

parlando <strong>di</strong> Civita Castellana^ registrai<br />

ad hoc l'opere <strong>di</strong> Cesarò, Corso, Maria-<br />

ni, Mazzocchi con 3 opere, Castiglione,<br />

Famiano Nard'mi, Perazzi, Zauchi, Mo-<br />

relli, oltre quelli ricordati negli articoli<br />

Ne pi e Sutri, e <strong>di</strong> altre città vescovili e-<br />

trusche, nelle quali non poco ragionai <strong>di</strong><br />

Veio e de'veienti. Si devono pure tenere<br />

presenti gli articoli Toscana, nella par-<br />

te che ragiono dell'antica Etruria ; e Vi-<br />

TERBOjSiccome capitale dell'Etruriao To-<br />

scana pontificia, nella descrizione ezian*<br />

<strong>di</strong>o de'luoghi che compongono la sua va-<br />

sta provincia e delegazione. Zanchi in ta-<br />

le provincia, detta pure Patri/nonio <strong>di</strong><br />

s. Pietro, vi riconosce il dominio <strong>di</strong> Ve-<br />

io; e aggiunge che nel dominio veientano<br />

si comprendeva ancora il Campo<br />

Faticano, <strong>di</strong>poi <strong>di</strong>venuto tanto celebre.<br />

E osserva mg. r<br />

Nicolai che il tratto <strong>di</strong><br />

campagna che chiamasi Campo Vatica-<br />

no, comprendendo i colli Vaticani, ov'è<br />

oggi la basilica <strong>di</strong> s. Pietro, insieme alle<br />

colline da ponte Molle al Gianicolo, tut-<br />

to era territorio veientano e denominato<br />

Settepagio forse perchè comprendeva<br />

7 castelli o ville de' veienti (<strong>di</strong> essi riparlai<br />

nel voi. LI V, p. 206, e ne' parecchi artico-<br />

li che vi hanno relazione). Loda anch'e-<br />

gli la bellezza e fecon<strong>di</strong>tà delle vistose<br />

campagne veieuti, che invogliarono i romani<br />

a conquistarle, eccellenti pel grano<br />

e altri usi, ma uon già pel vino uou già.


6 VEI<br />

<strong>di</strong>to da' romani, forse perchè feccioso e<br />

grosso. Dall'altro canto, essendo Veio la<br />

città etnisca più vicina a Roma, fu tra le<br />

prime a concepir gelosia della sua nascen-<br />

te e quin<strong>di</strong> sempre crescente grandezza,<br />

e perciò fu la sia principale nemica. Ma<br />

patte de'summentovati e altri scrittoli,<br />

per mancanza <strong>di</strong> que' lumi, che fornisce<br />

la critica archeologica d'oggidì; parte per<br />

un soverchio amore <strong>di</strong> pre<strong>di</strong>lezione mu-<br />

nicipale, tutti volendo tirar Veio alle pro-<br />

prie patrie; parte per una specie <strong>di</strong> gara<br />

intemperante e urto personale, si allon-<br />

tanarono dal sito in modo che non vi è<br />

quasi luogo fra Martignano, l'Isola Far-<br />

nese, Ponzano (eli cui nel voi. LV11I, p.<br />

ia4)> Civita Castellana (<strong>di</strong>stante meno<strong>di</strong><br />

38 miglia da Roma per l'o<strong>di</strong>erna strada<br />

postale), Gallese, Baccano (<strong>di</strong> cui nel<br />

voi. LVIII, p. 1 17), che non sia stato cre-<br />

duto il sito <strong>di</strong> Veio, cioè nel pretendere<br />

<strong>di</strong> volerlo stabilire si andò vagando en-<br />

tro una circonferenza <strong>di</strong> sopra 60 mi-<br />

glia. Le ricerche fatte espressamente in<br />

proposito,cominciarono nel secolo XV, e<br />

continuarono fino ad oggi.HNibby ripor-<br />

ta semplicemente le principali seguenti<br />

opinioni, senza confutarle, e poi <strong>di</strong>chiara<br />

la sua autorevole. Biondo seguendo quel-<br />

la del poeta Francesco Fiano,collocò Veii<br />

a Ponzano; Volaterrano seguito dal Fulvio,<br />

alla Meana, presso la terra <strong>di</strong> Fiano<br />

(presso <strong>di</strong> essa, <strong>di</strong> cui parlai nel voi. L, p.<br />

p. 7 i,e nel luogo denominato Lago Puz-<br />

zo, 3*28 ottobre i856 dopo forte deto-<br />

nazione si manifestò un'eruzione vulca-<br />

nica, e quin<strong>di</strong> si formò nel centro un cra-<br />

tere e nuovo lago d'acqua sulfurea; pa-<br />

re riproduzione <strong>di</strong> preesistente vulcano,<br />

attesa la denominazione del vocabolo, seb-<br />

bene a memoria d'uomini non si conosca.<br />

Ne parla l'///2>u/H <strong>di</strong> Roma,t. 23, p. 332);<br />

Giovanni Annio,CesareNiccolini e Leandro<br />

Alberti, a Martignano; Cluverio, ne'<br />

<strong>di</strong>ntorni <strong>di</strong>Scrofano(e seguito dal moderno<br />

Calindri, come rilevai nel descriver-<br />

lo nel voi. LVIII, p. 128); il Castiglione<br />

e il Mico, sostenuti poi dal Mazzocchi, e<br />

VEI<br />

più recentemente dui Morelli, a Civita<br />

Castellana (per cui fu scolpito nel fron-<br />

tespizio del palazzo pubblico : Qui sle-<br />

terunt Vejos } nunc renovare licet); ed<br />

il Degli Effetti a Belmonte (monte <strong>di</strong>rupato<br />

<strong>di</strong> tufa vulcanica fra Castel Nuovo<br />

e Scrofano, nel territorio <strong>di</strong> questo, ma<br />

più vicino a quello, a sinistra della via<br />

Flaminia, nella cui sommità fu già il<br />

castello omonimo con sua chiesa della<br />

<strong>di</strong>ocesi <strong>di</strong> Porto ). Tutti questi scrittori<br />

sostennero la loro opinione in modo cha<br />

fa pietà (sic) vedere sopra quali frivole<br />

circostanze si appoggiassero, quanto po-<br />

co conoscessero il criterio archeologico,<br />

e come trascurassero, travolgessero, e mutilassero<br />

ancora l'autorità de' classici. Fa<br />

miano Nar<strong>di</strong>ni con quell'acutezza d'ingegno<br />

che lo <strong>di</strong>stingue, e riconobbe l'emulo<br />

Mazzocchi, malgrado la scarsezza<br />

de' lumi che a suo tempo si a ve. ino su que<br />

sta materia, ne <strong>di</strong>mostrò vittoriosamen-<br />

te il sito all'Isola Farnese (con Discor-<br />

so ira'estigath'OfSlainpalo nel 1 647 in Roma<br />

con figure) e ne' <strong>di</strong>ntorni, appoggia-<br />

to strettamente all'autorità de' classici ed<br />

alle ispezioni locali, e fu seguito da Lu-<br />

ca Olstenio e dal Fabretti : l'osservazio-<br />

ni e le scoperte fatte iu questo nostro se-<br />

colo, hanno <strong>di</strong>mostrato con quantogiu<strong>di</strong>zio<br />

e criterio avesse colto nel segno. La<br />

sua opera, che modestamente intitolò:<br />

L'antico Velo, andò esposta a 3 insolen-<br />

ti repliche del Mazzocchi. Il Perazzi ni-<br />

pote del Nar<strong>di</strong>ni nel 1 654 espose all'os-<br />

servazioni, ossia alla Lettera ed apolo'<br />

già, ch'è lai." produzione ueli653 pub-<br />

blicata dal Mazzocchi, da Nibby qualifi-<br />

cato inetto scrittore, coli' operetta intito-<br />

lata : La Scopetta. Nel secolo seguente,<br />

cioè neli768,l'avv. Zauchicon un'altra<br />

opinione (che rimarcai nel voi. LVIII, p,<br />

1 16 e 1 17, parlando <strong>di</strong> Formello e <strong>di</strong><br />

Baccano, e rilevando il meraviglioso spa-<br />

zio <strong>di</strong> pianura <strong>di</strong>stinto in liste <strong>di</strong>ritte a<br />

guisa <strong>di</strong> scanalature cui sono <strong>di</strong>visi i cam-<br />

pi, da Formello all'Isola Farnese e da<br />

questa verso Roma, com'era formulo pi e-


V E I<br />

Giumente il territorio Veiente), che Veii<br />

fu nel Munte Lupoli, nel suolo e territo-<br />

rio <strong>di</strong> sua patria Campagnano, parte del<br />

ciglio orientale del cratere e del bosco<br />

<strong>di</strong> Baccano, 18 miglia lungi da Roma,<br />

appoggiandosi principalmente a' cuoi»<br />

coli antichi e moderni fatti pel <strong>di</strong>seccamelo<br />

del cratere, ch'egli prese balordamente<br />

(sic) pel cunicolo celebre <strong>di</strong><br />

M. Furio Camillo. Lasciando da canto<br />

tutti i raziocini de' moderni, il Nibby<br />

seguendo strettamente a ciò che gli scrii*<br />

tori antichi ci hanno lasciato <strong>di</strong> positivo<br />

sulla situazione <strong>di</strong> questa città, colla scor-<br />

ta <strong>di</strong> questi ne indagò il sito; e siccome<br />

questo per la <strong>di</strong>stauza da Roma, le cir-<br />

costanze topografiche, l'estensione del pe-<br />

rimetro, e gli avanzi esistenti corrispon-<br />

deva a ciò che si legge <strong>di</strong> Veii etrusca<br />

piesso gli antichi scrittori, concluse che<br />

ivi fu quella città. Dopo avere osservato<br />

che ingiustamente gli scrittori moderni<br />

<strong>di</strong> sovente tacciarono in globo quegli an-<br />

tichi <strong>di</strong> trascuranza nel determinare le<br />

<strong>di</strong>stanze de' luoghi, per le varianti che<br />

alle volte s'incontrano fra uno scrittore<br />

e l'altro; ricorda che la critica insegna<br />

doversi accordare maggior cre<strong>di</strong>to ad<br />

uno scrittore, piuttosto che ad un altro,<br />

secondo la qualità del soggetto che trat-<br />

tano, l'epoca in cui fiorirono e lo scopo<br />

ch'ebbero nello scrivere. Quin<strong>di</strong> in una<br />

questione, come questa, del sito d'una<br />

città, i geografi e gli storici debbousi pre-<br />

ferire agli oratori e a' poeti ; e fra gli sto-<br />

rici que' che vissero in epoche anteriori,<br />

a quelli che scrissero quando le traccie<br />

e le tra<strong>di</strong>zioni si erano o <strong>di</strong>leguate o almeno<br />

illangui<strong>di</strong>te. Così Dionisio, che vis-<br />

se 22 anni in Roma e lasciò una storia<br />

tanto accurata, che visitò i luoghi che<br />

descrive, che fiori sotto Augusto, quando<br />

Veii non solo non era stata <strong>di</strong>men-<br />

ticata, ma era risorta come municipio<br />

romano, devesi per ogni riguardo, trat-<br />

tandosi <strong>di</strong> Veii, anteporre ad Eutropio,<br />

sofista e trascurato compen<strong>di</strong>atole della<br />

storia romaua da lui de<strong>di</strong>cala a Valeu-<br />

VEI 7<br />

te, che visse sempre in oriente, ed ebbe<br />

inoltre la <strong>di</strong>sgrazia d'essere stato il suo<br />

lavoro stranamente interpolato con ag-<br />

giunte da Paolo Diacono nel secolo IX.<br />

A tuttociò deve aggiungersi che le cifre<br />

de' numeri sono andate soggette ad alterazioni<br />

per l'ignorau/.a de' copisti, onde<br />

tali varianti piuttosto che attribuirle alla<br />

trascuratezza degli scrittori, debbonsi<br />

riconoscere per negligenze degli ama-<br />

nuensi. Dionisio descrive Veii nella gia-<br />

citura, nella <strong>di</strong>stanza e nella grandez-<br />

za, come <strong>di</strong>ssi in principio, <strong>di</strong>chiaran-<br />

dola la città etrusca più potente e più<br />

vicina a Roma. Nell'epitome pubblica-<br />

ta dal car<strong>di</strong>nale Mai si legge: » Essere<br />

la città de' veienti per nulla inferiore a<br />

Roma, ontl' essere abitata, possedendo<br />

un territorio vasto e fertile, io parte<br />

montuoso, in parte piano, <strong>di</strong> aria purissima<br />

ed ottima per la salute degli uo-<br />

mini, come quella che non aveva pa-<br />

lu<strong>di</strong> vicino, donde si alzassero esalazioni<br />

gravi, né alcun fiume che tramandas-<br />

se aure fredde <strong>di</strong> buon mattino, uè scar-<br />

seggiatile d'acque e queste non condotte,<br />

ma sorgenti, copiose e ottime a bersi ".<br />

Dionisio pertanto positivamente porta a<br />

100 sta<strong>di</strong> incirca la <strong>di</strong>stanza fra Roma e<br />

Veii, i quali calcolati 8 a miglio, ne se-<br />

gue che Veii era 12 miglia e mezzo <strong>di</strong>-<br />

stante da Roma; e con lui s'accorda la<br />

carta Feutingeriana, la quale in<strong>di</strong>cando<br />

le stazioni della via Cassia, ed ommetteudo<br />

per sistema le frazioni, pone Veii 12<br />

miglia lontano da Roma. Questi due documenti<br />

sono precisi. Ma coloro che non<br />

vollero veder chiaro in una cosa da per se<br />

stessa chiarissima, ricorsero a Livio, il<br />

quale pone in bocca ad Appio Clau<strong>di</strong>o,<br />

nell'orazione per eccitar il popolo alla<br />

guerra contro Veii, esser <strong>di</strong>stante vicesi-<br />

inu/11 lapidali, in conspectu propc Urbis<br />

nostrae aiimuiin oppugiialionetn perfer-<br />

re piget. Per cui conclusero i sostenitori<br />

dell'altre opinioni coulra il Nar<strong>di</strong> ni e i<br />

seguaci suoi, che Veii fu circa 20 miglia<br />

luDgi da Roma. L'espressione <strong>di</strong> Livio fu


8<br />

VEI<br />

vaga e il suo senso non fu compreso. Egli<br />

non parlò della <strong>di</strong>stanza <strong>di</strong> Veii, ma de'<br />

combattimenti, che intorno a quella cit-<br />

tà avvenivano fra' i vali corpi dell'eser-<br />

cito romano attendali ad una certa <strong>di</strong>-<br />

stanza, ed i veienti; ed alcuni <strong>di</strong> essi era-<br />

no certamente 3 e più miglia <strong>di</strong> là da Veii,<br />

onde tenere in soggezione gli etrusci e spe-<br />

cialmente i capenati ed i falisci. D'altron-<br />

de Veii stando quasi a vista <strong>di</strong> Roma, e<br />

dentro il raggio <strong>di</strong> 20 miglia, la proposi-<br />

zione <strong>di</strong> Appio regge sempre, senza che<br />

ne segua che Veii dovesse intendersi si-<br />

tuato alla <strong>di</strong>stanza <strong>di</strong> circa 20 miglia.<br />

Soggiungono però che Eutropio la colloca<br />

18 miglia <strong>di</strong>stante; ma Entropio non<br />

deve preferirsi a Dionisio, pegli errori dal<br />

i.° fatti nel descrivere altre <strong>di</strong>stanze, ed<br />

enumerati dal critico Nibby, e perciò non<br />

doversene far conto. Dionisio non in<strong>di</strong>ca<br />

soltanto la <strong>di</strong>stanza, ma descrive minu-<br />

tamente il sito <strong>di</strong> Veii; e la carta Peutin-<br />

geriana, oltre la <strong>di</strong>stanza, la <strong>di</strong>rezione<br />

rispetto a Roma, cioè la via Cassiajquin<strong>di</strong><br />

se seguendo tale antica Strada <strong>di</strong> Ro-<br />

tila (P'.), alla <strong>di</strong>stanza da Roma <strong>di</strong> circa<br />

i 2 o 1 3 miglia esiste un luogo, che corri-<br />

sponde alla descrizione <strong>di</strong> Dionisio; se<br />

oltre questo vi rimangono avanzi visibi-<br />

li <strong>di</strong> sepolcri, recinto <strong>di</strong> mura, e nodo <strong>di</strong><br />

molte vie che ivi mettono da varie <strong>di</strong>re-<br />

zioni, crede il dotto Nibby che bastereb-<br />

be per <strong>di</strong>mostrare che ivi fu la città <strong>di</strong><br />

Veii. A compimento poi <strong>di</strong> questa <strong>di</strong>mo-<br />

strazione, si aggiungano le memorate sco-<br />

perte fatte nel 181 o presso l'Isola Farne-<br />

se, cioè 1 2 miglia e mezzo lontano da Ro -<br />

ma sulla via Cassia, <strong>di</strong>lapi<strong>di</strong> importan-<br />

tissime, nelle quali <strong>di</strong> altro non si parla<br />

che <strong>di</strong> Veii e de' Veienti ; quin<strong>di</strong> oggi è<br />

un fatto <strong>di</strong>mostrato che ivi fu quella fa-<br />

migerata città, e dalla descrizione dello<br />

stalo presente de'luoghi, che toccherò poi,<br />

si vedrà quanto esatta sia la descrizione<br />

<strong>di</strong> Dionisio, e per conseguenza quanto cre-<br />

<strong>di</strong>to egli meriti in queste ricerche a pre-<br />

ferenza <strong>di</strong> qualunque altro.<br />

L'etimologia del nome <strong>di</strong> questa cit-<br />

VEI<br />

tàdeve rintracciarsi nella lingua etrusca,<br />

e non nella voce Vela <strong>di</strong> Feslo o Paolo<br />

suo compen<strong>di</strong>atore, poiché questi forse<br />

con allusione agli eccellenti veienti arti-<br />

sti <strong>di</strong> cocchi ed a' valenti loro conduttori<br />

de'medesimi, <strong>di</strong>ce tutt'altro : Veia apud<br />

Oscos (o tuscos) <strong>di</strong>cebatur plaustru/n,<br />

unde velarti slìpiles in plaustro et vectu-<br />

ra, veitura (0 velatura.) Così è ignoto il<br />

suo fondatore, che alcuni suppongono<br />

Properzio, il quale fu certamente re de*<br />

veienti, secondo Servio, scoliaste o com-<br />

mentatore <strong>di</strong> Virgilio, che <strong>di</strong>ce il luco e<br />

famoso tempio <strong>di</strong> Feronia presso Capena<br />

(della quale feci cenno nel voi. LV1II,<br />

p. i2ie seg., <strong>di</strong>cendo <strong>di</strong> Ci vitella, Lepriguano<br />

e Morlupo,ed altrove con Gallet-<br />

ti ancora),fu e<strong>di</strong>ficato coll'aiuto de' veien-<br />

ti da' figli del re Properzio mandati a<br />

Capena, non però che fondassero questa,<br />

la quale può essere stata fondata da' veienti<br />

a misura che estesero il loro domi-<br />

nio fino alla riva del Tevere. Delle città<br />

etrusche vicine a tal fiume, Capena non<br />

fu certamente delle più oscure, quantunque<br />

non si contasse mai come una lucumonia<br />

particolare (cioè una delle prin-<br />

cipali città etrusche, e il cui principe o<br />

capo particolare si <strong>di</strong>sse lucumone), e si<br />

riguardò piuttosto come una <strong>di</strong>pendenza<br />

<strong>di</strong> Veii, colla quale fu sempre strettamente<br />

unita (nella carta topografica <strong>di</strong><br />

Capena e sue a<strong>di</strong>acenze, che osservo nel<br />

Galletti, nel suo Discorso <strong>di</strong> Capena<br />

municìpio de* romani e del castello dì<br />

Civilucula, i territori! de'capenati e de'<br />

veienti sono separati dalla via Flaminia).<br />

Il medesimo Servio, chiosando le paro-<br />

le dell'Eneide: Tuin Salii ad canlusj<br />

ci ha conservata la tra<strong>di</strong>zione, che alcu-<br />

ni credevano essere stati i salii istituiti<br />

da Morrio re de' veienti, perchè venisse<br />

co' loro canti lodato Aleso figlio <strong>di</strong> Net-<br />

tuno, stipite della famiglia <strong>di</strong> quel re. I<br />

due re Properzio e Morrio appartengono<br />

all'epoca primitiva della storia <strong>di</strong> Veii,<br />

in qual tempo però particolarmente fio-<br />

rissero uou è uoto al Nibby, uè chi <strong>di</strong>


V E I<br />

loro fosse il più antico. Ma il nome ili<br />

Moi rio o Morio pare identico a quel <strong>di</strong><br />

Mamurio, che secondo la tra<strong>di</strong>zione più<br />

comune era stato il fabbro degli allei-<br />

li o scu<strong>di</strong> sagri, de' quali i salii servivansi<br />

nelle loro danze sagre, <strong>di</strong> cui il nome<br />

era sovente ripetuto nel carmen saliare.<br />

De' sacerdoti salii parlai ne' voi. LX, p.<br />

i3o,LXXXlII,p.3i4eallrove. Nel Ve-<br />

to illustralo dal Zanchi, parlando egli<br />

sull'origine della città, secondo l'insinua-<br />

zione del Theuli, Teatro hi<strong>storico</strong> <strong>di</strong>Veltetri,<br />

non trovo i nominati re veienti, ma<br />

bensì un re O<strong>di</strong>o o Veio figlio <strong>di</strong> Gome-<br />

ro o Cornerò re d'Italia, nato da Jafet e<br />

perciò nipote <strong>di</strong> Noè, al quale Veio dà 5o<br />

anni ili regno. Crede quin<strong>di</strong> che Veio fu<br />

fondata da Gomero e le <strong>di</strong>e il nome del<br />

figlio Veio, ovvero che questi slesso ne<br />

fu il fondatore e le <strong>di</strong>e il proprio nome,<br />

<strong>di</strong>cendolo fiorito ai 06 anni avanti<br />

la nostra era, e che dal padre <strong>di</strong> lui tras-<br />

se la denominazione il piccolo fiume <strong>di</strong><br />

Cremerà, che nasce nella valle <strong>di</strong> Bacca-<br />

no, dove prima era un piccolo lago <strong>di</strong>-<br />

seccato dal principe <strong>di</strong>Campagnano Ago-<br />

stino Chigi, essendo già stato <strong>di</strong>minuito<br />

per mezzo <strong>di</strong> emissari particolari, i quali<br />

furono presi dal Zanchi pe' cunicoli fo-<br />

rati da' romani per espugnar Veli. Nel-<br />

1' ultimo <strong>di</strong>seccamento, eseguito versoi!<br />

1 738, lo scolo si scaricò nel Cremerà og-<br />

gi Valca o Varca. Quanto all'etimologia,<br />

riporta il parere dell'Alberti, che seguen-<br />

do Ceroso, narra essere costume degli sci-<br />

ti <strong>di</strong> fabbricar le città con de Vejo carri,<br />

così chiamati forse da Vehendo, come at-<br />

ti al trasporto delle cose. Tali Fej uniti<br />

insieme sembravano mura ,<br />

e servivano<br />

a 'citta<strong>di</strong>ni non meno <strong>di</strong> fortificazioni che<br />

d'abitazioni. Laonde da'earri co'quali for-<br />

inossi la città, questa si<strong>di</strong>sse Veio. Il Boli-<br />

<strong>di</strong> nelle Memorie storiche del lago Sab-<br />

batino, <strong>di</strong> Trevigiana, Slitti ec, seguendo<br />

l'opinioni del Zanchi, ignorando quel-<br />

le del Nibby, conclude che perciò la città<br />

<strong>di</strong> Veio vanta per la sua origine una pri-<br />

mazia su tulle l'altre città etrusche clje<br />

VEI 9<br />

le stavano per <strong>di</strong>r così alle spalle. All'e-<br />

poca della fondazione <strong>di</strong> /Ionia, j53 an-<br />

ni innanzi l'era corrente, Veii certamen-<br />

te esisteva e il suo territorio era vasto;<br />

imperocché escludendo quello de'ca pena-<br />

ti, de' nepesini e de' sulrini, che sicura-<br />

mente un tempo furono <strong>di</strong>pendenze <strong>di</strong><br />

Veii , occupava tutto il tratto sulla riva<br />

destra del Tevere, fra il confluente del ri-<br />

vo oggi detto <strong>di</strong> Frocoio nuovo, e la fo-<br />

ce sinistra del Tevere nel mare. E den-<br />

tro terra risalendo il corso <strong>di</strong> detto rivo<br />

e <strong>di</strong> là in linea retta pe'cappuccini <strong>di</strong> Bia-<br />

110, e Belmonte e Campagnano chiudeva<br />

dentro il cratere <strong>di</strong> Baccano , i laghi <strong>di</strong><br />

Stracciacappe già Fapirano, e quello <strong>di</strong><br />

Martignano già Alsietino, e così andava<br />

a raggiungere la riva del gran lago Sab-<br />

batino oggi <strong>di</strong> Bracciano fino al suo emis-<br />

sario naturale, ossia al corso dell'Arrone,<br />

il quale da quel punto fino al mare ser-<br />

viva <strong>di</strong> confine fra' veienti eCeri oggi Cer-<br />

veteri (V.), <strong>di</strong> cui anche nel voi. XLI, p.<br />

189 e 190 e altrove. Il Tevere lungo tut-<br />

to il tratto soprain<strong>di</strong>cato era il confine<br />

naturale fra'veienti e il Lazio (V.), confinechefusanziouato<br />

dopo lamoited'Enea.<br />

Quin<strong>di</strong> il Alo/ite Gianicolo ed il Va-<br />

ticano (/'.), sebbene al presente in parte<br />

siano chiusi eulro le Mura <strong>di</strong> Roiiia[P^.),<br />

all' epoca della sua fondazione non solo<br />

non facevano parte della città, ma nep-<br />

pure del suo territorio, come narrai in ta-<br />

li articoli. La prima volta che i veienti<br />

compariscono nella storia è sotto Romo-<br />

.'<br />

lo i re e fondatore <strong>di</strong> Roma, quando cioè<br />

dopo la morte <strong>di</strong> Tazio re<strong>di</strong> Sabina (V.),<br />

avendo gli abitanti della città sabina <strong>di</strong><br />

Fidate V.), consangui nei de' veienti, pre-<br />

[<br />

date alcune barche cariche <strong>di</strong> viveri, che<br />

Crustumeri colonia <strong>di</strong> Roma (laqualecolonia<br />

avea due agri ubertosi, uno <strong>di</strong> qua<br />

dal Tevere ne'posse<strong>di</strong>menti latini, uno ili<br />

là ne'posse<strong>di</strong>menti etruschi) a questa in-<br />

viava pel fiume per la carestia che l'af-<br />

fliggeva; perciò attirarono contro <strong>di</strong> loro<br />

lo sdegno <strong>di</strong> Romolo, il quale corse ad as<br />

salirli, li viuse e s'impadronì della loro


io YEI V E I<br />

città, che multò d'una parte del terrilo- nicolensi), costituirono il patrimonio dei-<br />

rio, e fece presi<strong>di</strong>ale da 3oo soldati. I ve- la tribù perciò appellata Rurnulia o Ro-<br />

ìenti non potevano vedere <strong>di</strong> buon animo milia, ." e questa fu la i delle romane Trie<br />

senza gelosia questo posto avanzato de' bu rustiche. Il eh. cav. A. Coppi lesse due<br />

romani, posto importantissimo riguardo Dissertazioni nell'accademia romana <strong>di</strong><br />

a loro, poiché <strong>di</strong>rimpetto a Fidene è la Archeologia, che le pubblicò nel t. 5 delle<br />

valle<strong>di</strong> Cremerà, perla quale dopo 6 mi- Dissertazioni della medesima, cioè a p.<br />

glia circa <strong>di</strong> cammino si giunge a Veii, 285 quella su Vejo, ed a p. 3i3 l'altra<br />

.senz'aleuti ostacolo naturale. Quin<strong>di</strong> in- dt'Settcpagì. Parlando de'confini del suo<br />

limarono a Romolo <strong>di</strong> ritirare il presi<strong>di</strong>o territorio, <strong>di</strong>ce che avea un'estensione <strong>di</strong><br />

da Fideue e <strong>di</strong> restituire a'fidenati le ter- circa 3oo miglia quadrate, ossia <strong>di</strong> circa<br />

re. Il bellicoso re <strong>di</strong> Roma non <strong>di</strong>e peso 36,ooo rubbia. Conviene che presso le<br />

a tali domande, e perciò essi passato il rovine <strong>di</strong> Veio si costrinse ne' tempi <strong>di</strong><br />

Tevere presso Fidenes'accamparouo eoo mezzo un castellodetto Isola, il quale nel-<br />

esercito poderoso in luogo appartato. Ilo- la decadenza della famiglia Orsini che lo<br />

molo si recò tosto a porre i suoi allog- possedeva, sembra che sia passato nel do-<br />

giamenli inFidene stessa. Venuti allema- minio della Farnese, dalla quale prese<br />

ni, lai. 3<br />

battaglia restò indecisa; però nel- nuova denomiuazioue.Quanto a Sette Pa-<br />

la 2." per un'imboscata i veieuli furono gi, egli <strong>di</strong>ce ignorarsi precisamente dove<br />

<strong>di</strong>sfatti, e sebbene nel combattimento pò- fossero tali regioni de' veienti; ma sicco-<br />

chi pei isserò, i superstiti nel passare il Te- me erano contigui al Tevere, con qual-<br />

vere a nuoto si annegarono nella più par- che probabilità gli assegnò in territorio<br />

te. Ardendo i veienti <strong>di</strong> vendetta, toma- le seguenti tenute, che sono appunto sul»<br />

rono in campo e furono <strong>di</strong> nuovo scon- la destra del fiume nell'antico territorio<br />

fitti, perdendo inoltre il campo e tutte le de'veienti, e <strong>di</strong> tutto ne fece l'ili ustrazio-<br />

bagaglie. I veienti perciò costretti a do- ne storica ed eru<strong>di</strong>talo' rispettivi proprie-<br />

uuandar la pace, l'ottennero con tregua tari, fra'quali <strong>di</strong>verse spettano al capitoperi<br />

oo anni, a con<strong>di</strong>zione <strong>di</strong> cedere a'ro- lo Vaticano. Torricella , Prati <strong>di</strong> Tor<strong>di</strong><br />

mani tutta quella partedel territorio pros- Quinto, Tor <strong>di</strong> Quinto (ove si crede fosse<br />

sima a Roma sulla riva destra delTeve- il baluardo meri<strong>di</strong>onale veicolano), Cre-<br />

se, che designavasi col nome <strong>di</strong> Sette Pa- scenza, Inviolata, Inviolatella, Muratella,<br />

gi, probabilmente per 7 villaggi e forse Valca e Valchetla, Prima Porta e Frasmuniti<br />

ch'erano sparsi nella contrada, e sineto, Pietra Pertusa,ÌVLilborghetto, Ca-<br />

d'astenersi dalle Saline (/'.) che aveano sai delle Grotte, Procojo nuovo, Procojo<br />

alla foce del fiume, e dessero 5o ostaggi vecchio. Sommano le medesime a rubbia<br />

per sicurezza. Questo trattato fu scolpito 342. La regione è attraversata dali'anti-<br />

a perenne memoria sulle colonne. I pri- ca via Flaminia, e ne'tempi <strong>di</strong> mezzo fu<br />

gionieri vennero restituiti; e quelli che talvolta detta Collina. Avverte poi nella<br />

preferirono <strong>di</strong> rimanere in Roma ebbero Dissertazione <strong>di</strong> f^ejo, che del territorio<br />

da Romolo la citta<strong>di</strong>nanza, e terre sulla veiente una porzione è fuori dell'o<strong>di</strong>erno<br />

riva sinistra del fiume. Tutto narrano Li- Agro Romano, e che in quello erano per<br />

vio e Dionisio. Paolo poi compen<strong>di</strong>atole avventura compresi i territorii <strong>di</strong> Riauo,<br />

<strong>di</strong> Festo racconta, che le terre da Piomo- <strong>di</strong> Castel Nuovo <strong>di</strong> Porto, <strong>di</strong> Scrofano,<br />

lo in quella circostanza acquistale sulla <strong>di</strong> Formello, <strong>di</strong> Cesano, <strong>di</strong> Campagnano<br />

sponda destra del Tevere, cioè pri net pai-<br />

e <strong>di</strong> Anguillaia, luoghi tutti esistenti nel-<br />

inente la catena de'monti Gianicoleusi e la Co tu a rea <strong>di</strong> Roma, perciò in quest'ai'-<br />

Vaticani, nella quale erano quelle 7 boi- ticolo brevemente li descrissi. Egli trattò<br />

gale (delle ancora Iacinteo estremila Già- quin<strong>di</strong> della porzione che prubabilmcn-


VE I<br />

(e era compresa nell' attuale Agro Romano,<br />

cioè: i.° Dell'Isola Farnese e delle<br />

tenute ad essa più vicine sino alle vigne<br />

<strong>di</strong> Rouia , che enumera e descrive, so-<br />

pra un territorio <strong>di</strong> rubbia 5 190; giun-<br />

ge sino alla via Cassia, e comprende tra'<br />

suoi confitti l'albergo e la posta della Stor-<br />

ta, della quale parlai nel voi. LYIII, p.<br />

1 1 7. 2. De'Sette Pagi. 3.° Di Galera. 4.<br />

Di s. Rullino. Deh.° e del 2.° trattò nel<br />

tomo citato, del 3." e del 4-° nel t. 7, p.<br />

347 e 387. Di tutte le tenute comprese<br />

in tali lerritorii egualmente il dolio cav.<br />

Coppi ne fece l'illustrazione slorica ed e-<br />

ru<strong>di</strong>ta.Si può anche vedere mg.' Nicolai,<br />

AIemorie sulle Campagne <strong>di</strong> lìoina , il<br />

quale nel t.i principalmente ne ragiona,<br />

in uno all'ubicazione <strong>di</strong> Veiu nell'o<strong>di</strong>er-<br />

na tenuta dell'Isola Farnese, già proprie-<br />

tà dell'antica e chiara famiglia de' Far-<br />

nesi duchi <strong>di</strong> Parma, e perciò ne prese<br />

il nome, o piuttosto ella lo prese dal luogo<br />

chiamato cosi da' boschi <strong>di</strong> Fargue<br />

(Fargna lo stesso che Faruia ,<br />

Quercus<br />

latifolia, sorte d'albero che non dà frutto,<br />

il cui legno è molto duro e leggiero. E<br />

una specie <strong>di</strong> quercia a foglie larghe. Di-<br />

cesi Farneto il luogo piantato <strong>di</strong> Farnie.<br />

Altre notizie analoghe riporterò parlan-<br />

do nell'articolo Viterbo, ilei comune <strong>di</strong><br />

Farnese, detto già anche Farneto, altra<br />

antichissima proprietà dell'illustre fami-<br />

glia, dalla quale essa più probabilmente<br />

assunse il cognome, e non dall'Isola Far-<br />

nese, il cui acquisto lo fece quando già lo<br />

portava, per cui dal suo cognome derivò<br />

all'Isola l'aggiunto <strong>di</strong> Farnese); non che<br />

del territorio Veieutano,quale fosse e del-<br />

la qualità delle sue terre. Ritorno alla<br />

storia de'veienti col Nibby. La pace tra<br />

essi e i romani durò quasi 70 anni; poi-<br />

ché l'anno 88 <strong>di</strong> Roma sotto il suo 3.° re<br />

Tulio Ostilio si ruppe nuovamente a ca-<br />

gione de'iìdenati. A questi avendo quel<br />

re iutimato<strong>di</strong> reudergli conto della con-<br />

dotta tenuta da loro durante la <strong>di</strong>fferenza<br />

insorta fra'romani egli albani, i fidenati<br />

invece <strong>di</strong> <strong>di</strong>scolparsi, chiusero le porte<br />

VEI 11<br />

della città, ed armatisi introdussero trup-<br />

pe ausiliarie per parte de'veienti, rispondendo<br />

agli arnbasciatori.che dopo la mor-<br />

te <strong>di</strong> Romolo nulla aveano da fare co'romani,<br />

essendosi a quell'epoca sciolto qua-<br />

lunque impegno contralto. Tulio quin<strong>di</strong><br />

preparossi alla guerra e chiamò in aiuto<br />

gli albani, secondo il trattato conci uso do-<br />

po il famoso combattimento degli Orazi<br />

e de'Curiazi. Fu da' fidenati invocato il<br />

soccorso de'veienti, e questi passato il Te-<br />

vere presso Fidene si unirono con loro.<br />

Usciti in campo si schierarono nella de-<br />

stra, ed i fidenati nella sinistra; dall'al-<br />

tro canto Tulio co' romani si oppose a'<br />

veienti, e Mezio Suffezio cogli albani a'<br />

fidenati. Seguì la battaglia fra I' Aniene<br />

e Fidene; il re <strong>di</strong> Roma malgrado il tra<strong>di</strong>mento<br />

<strong>di</strong> Mezio e degli albani riportò<br />

una segnalata vittoria, prima rovesciando<br />

i fidenati e poi i veienti , come si ha<br />

da Livio e da Dionisio. La morte <strong>di</strong> Tul-<br />

io seguila circa 12 anni dopo non mise<br />

fine a questa guerra fra' romani e i ve-<br />

ienti, poiché si riaccese sotto il suo succes-<br />

sore Anco Marzio, il quale dopo aver rac-<br />

colto un esercito poderoso <strong>di</strong> romani e<br />

d'alleati uscì in campagna e cominciò dal<br />

mettere a guasto le terre de'veienti, on-<br />

de ven<strong>di</strong>car i danni ch'essi aveano reca-<br />

to nell'anno precedente alle terre devo-<br />

niani. I veienti passato il Tevere s'accam-<br />

parono sotto le mura<strong>di</strong>Fidene: Anco, come<br />

superiore in cavalleria, troncò a' ve-<br />

ienti la ritirata, e poi li forzò a combattere<br />

e li sconfisse. Concluse con loro una<br />

tregua, che ben presto fu rotta da' veien-<br />

ti coli' animo <strong>di</strong> ricuperare i Sette Pagi<br />

perduti sotto <strong>di</strong> Romolo: la battaglia fu<br />

data presso le Saline, e finì colla sconfit-<br />

ta totiile de'veienti, che perderono allo-<br />

ra la Selva Mesia (leggo in mg.' Nicolai,<br />

parlando delle tenute Salsare o Campo<br />

Salino, confinanti col territorio <strong>di</strong> Porlo<br />

e altre tenute, che in questi luoghi do*<br />

vea continuare la Selva Mesia e parte e*<br />

rano le Saline che Anco tolse a' veienti,<br />

con altre iu vicinanza d'Ostia; e leggo nel


il V E I<br />

cav. Coppi, ragionando della Selva Me-<br />

sia e <strong>di</strong> Selva Can<strong>di</strong>da, che non si co-<br />

nosce precisamente ove fosse, sapersi ben-<br />

sì che una porzione dell'antico territorio<br />

etrusco, e probabilmente veiente,ne'tem-<br />

pi dell'impero fu detto Selva Nera e quia-<br />

<strong>di</strong> Can<strong>di</strong>da, pel da me narrato a Porto.<br />

In questa contrada nel secolo XII trovasi<br />

una selva detta Magia, che (orse ha ana-<br />

logia col vocabolo Mesia. In<strong>di</strong> il Coppi<br />

passa a trattare d'alcune tenute, comin-<br />

ciando da s. Ruffino t che sono presso la<br />

via Cornelia alla destra dell' Amelia , e<br />

ad occidente delle vigne <strong>di</strong> Roma. Il nome<br />

ili s. Raffina lo prese dal sepolcro della<br />

martire, fu sede vescovile e col nome<br />

pure <strong>di</strong> Silva Can<strong>di</strong>da, in<strong>di</strong> riunita a<br />

quella <strong>di</strong> Porto), e lutto il tratto <strong>di</strong> terreno,<br />

che avevano fra 'Sette Pagi e il ma-<br />

re. Fu allora che Anco per conservare le<br />

sue conquiste sulla riva destra del Teve-<br />

re, dominare la navigazione <strong>di</strong> questo fiume<br />

e <strong>di</strong>fendere la spiaggia, non che to-<br />

gliere a'veienti ogni speranza <strong>di</strong> mai più<br />

posseder le saline, e<strong>di</strong>ficò la colonia romana<br />

d' Ostia alla foce del Tevere nel<br />

Me<strong>di</strong>terraneo sulla riva sinistra, ed apri<br />

in quella parte nuove saline (in<strong>di</strong> <strong>di</strong>venne<br />

sede vescovile e la i.' suburbicaria unita<br />

poi a quella <strong>di</strong> / tlletri, nel cpiale articolo<br />

i ilei ii ole recenti e importanti sue notizie).<br />

Cosi,(\\ceL\y\o:Usq ne ad3Jare Imperinrn<br />

jirolalnm, et in ore Tyberis Ostia Urbs<br />

eon<strong>di</strong>la. Osserva Dionisio, che costruendo<br />

Anco tal città : Effìcit ut Roma non<br />

Me<strong>di</strong>terranei* tantum sed etiam marim's<br />

palens Transmarina quoque bona<br />

degustarci. Nuova guerra si accese fra'<br />

romani e i veienti sotto Tarquinio Prisco<br />

etrusco tarquiniese e re <strong>di</strong> Roma, che come<br />

capitano della cavalleria erasi principalmente<br />

<strong>di</strong>stinto nella battaglia delle Sa-<br />

lme, regnando ii predecessore. Di questa<br />

guerra Livio non fa menzione, sibbene<br />

Dionisio. In essa al solilo i veienti furono<br />

sconfìtti (perciò vanno corretti Zanchi ed<br />

altri illustratori <strong>di</strong> Veio, che franca meo-<br />

le asserirono; Veio niauteuue la guerra<br />

VEI<br />

contro i romani per 90 anni; ha più da-<br />

te, che ricevute sconfitte da' romani) in<br />

modo da non osar più d'uscire dalla cit-<br />

tà, ed essere costretti a rimanere spetta-<br />

tori de'guasti enormi, che i romani facevano<br />

alle loro terre. Quella guerra firn<br />

colla battaglia d' Erelo (<strong>di</strong> cui nel voi.<br />

LXX.VI, p. 47 eseg.), la (piale pose Tar-<br />

quinio in grado d'essere riconosciuto come<br />

signore <strong>di</strong> tutte le città dell'Etruria,<br />

lasciando nel resto adesse la libertà <strong>di</strong> go-<br />

vernarsi a modo loro, e non ritenendo che<br />

una specie d'alto dominio. Gli etruschi in<br />

riconoscimento dell'alto dominio gli por-<br />

tarono in dono l'insegne colle quali solevano<br />

ornare i loro re, cioè la corona d'o-<br />

ro, il trono d'avorio, lo scettro sovrastato<br />

dall'aquila, la tunica <strong>di</strong> porpora ricamata<br />

d'oro, il manto <strong>di</strong> porpora varialo. E<br />

siccome ogni re delle XII città etrusche<br />

era accompagnato da un littore con fascio<br />

<strong>di</strong> verghe e scure, perciò a Tarquinio Pri -<br />

sco fu concesso <strong>di</strong> farsi accompagnare da<br />

12 <strong>di</strong> delti littori, già istituiti da Romo-<br />

lo. Pare che gli etruschi si assoggettaro-<br />

no a questo re come loro connazionale,<br />

per cui dopo la sua morte non vollero ri-<br />

conoscere il successore. Livio parla <strong>di</strong><br />

un' altra guerra, ch'ebbero a sostenere i<br />

veienti contro re Servio Tullio, successore<br />

<strong>di</strong> Tarquinio Prisco, che nella battaglia<br />

d'Ereto avea dato prove <strong>di</strong> gran valore;<br />

guerra che però sembra essere stata quel-<br />

la slessa che Dionisio attribuisce al detto<br />

Tarcpiinio. Questa fu l'ultima guerra fra<br />

Veio e Roma durante il governo de' 7<br />

suoi re. Tuttavolta Servio Tullio volendo<br />

ingran<strong>di</strong>re il territorio <strong>di</strong> Roma, tol-<br />

se una parte del veiente , e vi stabilì la<br />

nuova Tribù rustica Veientina, come no-<br />

tai in quell'articolo. Io qui devo ricordale,<br />

quanto in più luoghi narrai. La Quadriga<br />

<strong>di</strong> creta de' veienti fu stimata una<br />

delle 7 cose fatali <strong>di</strong> Roma antica , alla<br />

<strong>di</strong> cui conservazione nella medesima era<br />

attaccata la salute e la gloria dell' eterna<br />

città; argomento svolto eru<strong>di</strong>tissimamente<br />

da Caucellieii.Aveudo Tarquinio il Su-


VEI<br />

pcrbo, ultimo re <strong>di</strong> Roma, intrapreso il<br />

compimento del Tempio <strong>di</strong> Giove Capi-<br />

tolino (l.), per ornarne il fastigio or<strong>di</strong>nò<br />

a un vasaio <strong>di</strong> Veio (oa più artefici, come<br />

<strong>di</strong>ssi nel voi. LXXV11I, p. 88), unti qua-<br />

driga <strong>di</strong> creta rappresentante il cervo <strong>di</strong><br />

quel Nume. La quadriga posta nella for-<br />

nace a cuocersi meravigliosamente s'in-<br />

grandì tanto, che convenne romperla per<br />

cavarla fuori. Con superstizione i<br />

veienti<br />

riguardarono questo portento, come un<br />

evidente presagio della futura grandezza<br />

del popolo, <strong>di</strong>e sarebbe rimasto posses-<br />

sore del carro, e perciò ricusarono <strong>di</strong> con-<br />

segnarlo a'romani, i quali però colla for-<br />

za se ne impadronirono e lo collocarono<br />

sul detto tempio. Tutto il fatto viene nar-<br />

ralo da Festo parlando della romana Por-<br />

ta Ratumena, <strong>di</strong>cendo che un auriga <strong>di</strong><br />

\ eio, stando gareggiando nella corsa de'<br />

carri , fu dall' indomita fu«a de' corsieri<br />

rapito fluo ad essa, e ivi venne rovesciato.<br />

Altrettanto raccontano Plutarco e Solino.<br />

Giuseppe Lorenzi, Varia sacra Genti-<br />

Unni, nel t. 7 del Thes. <strong>di</strong> Gronovio, p.<br />

i5o, lesse il passo <strong>di</strong> Servio in questo modo,<br />

sulle 7 cose fatali <strong>di</strong> Roma. Acns Ma-<br />

tris Deiiin; Quadriga ficlilis; f'ejentorum<br />

cineresjOrestissceptriim, sive Priami;<br />

liioneij Palla<strong>di</strong>ani; Ancilia. Onde<br />

avendolo malamente interpunto (poiché<br />

non sono nominate da Servio le ceneri<br />

de' veienti, ma solo Quadriga fictilìs Ve-<br />

Jorum), erroneamente attribuisce al Pon-<br />

tefice Massimo l'uso <strong>di</strong> questa quadriga <strong>di</strong><br />

creta, che mai non ebbe. Frattanto spen-<br />

ta in Roma da L. Giunio Drillo la tiran-<br />

nia <strong>di</strong> Tarquinio il Superbo, gli etrusci a<br />

cui ricorse, condotti da Porsenna lucumone<br />

o re <strong>di</strong> Chiusi, lo vollero riporre sul<br />

trono. 1 primi ad entrare in quella lega e<br />

ad uscire in campagna, secondo Dionisio<br />

e Livio, furono i veienti e que'<strong>di</strong> Tarqui-<br />

nia (V.). La battaglia si <strong>di</strong>e presso la sel-<br />

va Arsia (pare ov'èal presente la tenuta<br />

Insugherata presso la via Cassia, circa 3<br />

miglia fuori dell'o<strong>di</strong>erna Porta del Popo-<br />

lo, poiché ebbe luogo prima che i colle-<br />

VEI i3<br />

gali traversassero il fiume): essa fu acca-<br />

nita, sanguinosa eindecisa (<strong>di</strong>ce Livioche<br />

nella notte seguente si udì una gran vo-<br />

ce dalla selva Arsia, che si credette quel-<br />

la dello stesso nume Silvano, che nella<br />

battaglia era morto un etrusco <strong>di</strong> piìi, e<br />

che perciò la vittoria era de' romani), e<br />

vi perirono dal canto de'romani il 1 ,° con-<br />

sole stesso L. Giunio Tìruto, da quello de-<br />

gli etruschi Arunte Tarquinio figlio ilei<br />

re Tarquinio Superbo cacciato da Roma.<br />

L'esercito de'veienli e de'tarqniniesi riti-<br />

rossi nelle loro terre rispettive. Nella pa-<br />

ce fatta fra Roma e Porsenna , fu resti-<br />

tuito a' veienti lutto il territorio, eh' era<br />

stato conquistalo da Romolo e da Anco<br />

Marzio; ma dopo la rotta avuta da A mu-<br />

le figlio <strong>di</strong> Porsenna sotto la città d'Aricia,<br />

oggi Riccia f/^, ette il re avea man-<br />

dato a occupare colla metà dell'esercito<br />

(il quale in gran parte perì con Arunte<br />

sepolto nel monumento che si vede in Al-<br />

bano, e invece <strong>di</strong>cesi degli Oiazi e Curia-<br />

zi), e l'ospitalità accordata da'romaiti agli<br />

avanzi dell' esercito etrusco (e per quegli<br />

episo<strong>di</strong> famosi d'ar<strong>di</strong>re e <strong>di</strong> valore ripetu-<br />

tamente narrati altrove), Porsenna resti-<br />

luì a'romani questo stesso territorio, per<br />

testimonianza <strong>di</strong> Dionisio e Livio. Finché<br />

durò l'influenza <strong>di</strong> Porsenna e della sua<br />

famiglia sullecose della confederazione etrusca,i<br />

veienti rimasero tranquilli; mor-<br />

to lui gli affari cambiarono aspetto. I ve-<br />

ienti non potevano <strong>di</strong>menticar la per<strong>di</strong>ta<br />

della parte più ricca del loro territorio,<br />

che mentre erano sul punto <strong>di</strong> ricuperare<br />

eia stala <strong>di</strong> nuovo ceduta a' romani<br />

da Porsenna con atto arbitrario e <strong>di</strong> pu-<br />

ro potere, giacché sebbene egli avesse po-<br />

tuto allegare il <strong>di</strong>ritto <strong>di</strong> conquista sopra<br />

quella terra, i veienti non<strong>di</strong>meno aveano<br />

contribuito con tutte le loro forze alla<br />

guerra contro Roma. Durò la tregua 23<br />

anni; finalmente nell'anno 271 <strong>di</strong> Roma,<br />

profittando delle turbolenze inlestinede'<br />

romani , i veienti si mossero. Fu contro lo-<br />

ro spe<strong>di</strong>to il console Cornelio Cosso, che<br />

ricuperò la preda, che aveano falla nel-


4 VE I VE I<br />

le terre romane; ed avendo i veienti man- altrettante truppe richieste alle colonie e<br />

data un'ambasceria, restituì loro i prigio- alle città soggette: i latini e gli eroici som-<br />

DÌ, me<strong>di</strong>ante un riscatto, accordando lo- ministrarono il doppio <strong>di</strong> gente <strong>di</strong> quella<br />

io un anno <strong>di</strong> tregua. Tuttavolta i veienti a loro richiesta; ma i romani rendendo<br />

tornarono a fare scorrerie nell'agro roma* grazie alla loro buona volontà, accettano<br />

3 anni dopo: il senato mandò loroam- rono soltanto la metà de'soccorsi. Per ri-<br />

bascialori a ripeter lecose tolte; essi scher* serva <strong>di</strong>nanzi la città ea guar<strong>di</strong>a delle lo-<br />

mironsi <strong>di</strong>cendo non essere veienti i sac- roteile levarono due altre legioni <strong>di</strong> gio-<br />

cheggiatori, ma etrusci d'altri cantoni;*** vani, onde potessero opporsi a qualche<br />

tanto nel tornare a Roma gli ambasciato- scorreria nemica improvvisa. Di più,que'<br />

ri, s'imbatterono in altri veienti che por- che aveano oltrepassalo gli auni dell' età<br />

tavano via la preda dell'agro romano. U- militare, ma che potevano ancora portar<br />

dendo questo il senato decretò sdegnato 1' armi, furono lasciati in Roma a <strong>di</strong>fesa<br />

la guerra contro i veienli, e or<strong>di</strong>nò a'due delle mura e della fortezza. I due consoli<br />

consoli d'uscir in campagna. Malgrado condussero l'esercito presso Veii, e si at-<br />

l'opposizionede'tribuniji due consoli mar- tendarono separatamente sopra due colli<br />

ciarono, e posero il campo separatamente non molto <strong>di</strong>stanti fra loro. I veienti eranun<br />

dall' altro non lungi da Veii. Non o- si accampati fuori della città, con un eser*<br />

sando i veienti d' uscire, essi <strong>di</strong>edero il cito forte e valoroso formato cogli aiuti<br />

guasto alle terre quanto più poterono, e giunti da tutta l'Elruria, dove i più ri-<br />

tornarono a Roma pe'quartieri d'inver- chi aveano assoldato ipoveri, onde era più.<br />

no. Nell'anno seguente 2y.5 essendo con- numeroso <strong>di</strong> molto del romauo esercito,<br />

soli Cesone Fabio e Spurio Furio, gli e- Pertanto i consoli giu<strong>di</strong>carono non esser<br />

trusci si posero in movimento e tennero opportuno venire alle mani, e più pruun<br />

congresso generale per decidere se do- dente il temporeggiare; onde siconten*<br />

vesserò muoversi contro Roma; i veienti ^<br />

tarono rimaner chiusi nel campo e <strong>di</strong> far<br />

implorarono caldamente l'aiuto <strong>di</strong> tutta scaramuccie. Gli etrusci mal soffrendo<br />

la nazione contro <strong>di</strong> Roma, e finalmente trarre a lungo la guerra, stimolavano i<br />

si decise, che a ciascuno fosse lecito d'ar- romani con tutti i mo<strong>di</strong> e rampognava-<br />

rolarsi volontariamente in aiuto de' ve- no la loro viltà, per non uscir a combat*<br />

ienti, e si presentò una buona mano <strong>di</strong> vo- tcre: essi dall'altro canto vedendosi pa-<br />

lontari. In Roma dopo vivi <strong>di</strong>i>attimenli droni dell'aperto salivano ogni dì più in<br />

e opposizioni per parte d' Icilio tribuno orgoglio. Avvenne frattanto, che un fui*<br />

della plebe, fu deciso che Cesone Fabio mine caduto sulla tenda <strong>di</strong> Manlio, speznssumesse<br />

il comandodell'esercilo contro zolla , rovesciò i lari e il focolare , mac*<br />

i veienti. Questo consoleo<strong>di</strong>ato da'soldati chiò, arse e consumò l'armi, uccise il più<br />

per la parte avuta nella morte <strong>di</strong> Spu- bello de' cavalli, che il console montava<br />

rio Cassio, si vide lo scandalo d'un'insu- nelle battaglie, ed alcuni servi. Questo<br />

bor<strong>di</strong>nazione militare,poichè abbandona- fatto riguardato come un pro<strong>di</strong>gio infau-<br />

rono il campo circa la mezzanotte e tor- sto, mosse il console a consultar gli au«<br />

itarono in Roma, i veienli conosciuta la guri, i quali <strong>di</strong>chiararono, che ciòannun-<br />

partenza de' romani spogliarono il cam- ziava la presa del campo, e la morte de<br />

pò, e si portarono a depredatele tene li- capitaui principali. Manlio a evitare le<br />

mitrofe del territorio nemico. Nell'anno conseguenze dell'avvenimento <strong>di</strong> questa<br />

seguente in Roma i nuovi consoli Caio pre<strong>di</strong>zione,o l'effetto morale prodottone<br />

Manlio e Marco Fabio per senatus-con- soldati , sulla mezzanotte abbandonò il<br />

sullo levarono un nuovo esercito compo- campo, e condusse l'esercito a quello del<br />

sto ciascuno <strong>di</strong> due legioni romane e <strong>di</strong> collega Fabio. Nel dì seguente gli elru-


V E f<br />

sci nppresero da alcuni prigionieri l' acca<br />

dulo,econfortati lia'loro aruspici mon-<br />

tarono in gran<strong>di</strong> spei anze,giu<strong>di</strong>cando <strong>di</strong>e<br />

i numi erari per loro. Essi perciò andarono<br />

a occupare il campo abbandonato<br />

da'romani, e se ne servirono come d'un<br />

punto d'attacco contro il campo supersti-<br />

te , ponendo lutto in opera per fare risolverei<br />

romani a un'azione decisiva. Ma<br />

i consoli quanluuque fossero pieni <strong>di</strong> co-<br />

raggio, poca fiducia a veano ne'soldati che<br />

<strong>di</strong> malavoglia eransi armati, come mal-<br />

coutenti della condotta de' patrizi nelle<br />

leggi agrarie. Laonde risolsero <strong>di</strong> restar<br />

chiusi nel campo, acciò i nemici <strong>di</strong>venis-<br />

sero vieppiù insolenti e pungessero I' a-<br />

inor propriode'soldali, perchè questi in-<br />

sorgessero in massa e domandassero d'an-<br />

dar contro il nemico; e così appunto av-<br />

venne. Imperocché gli etrusci non contenti<br />

<strong>di</strong> provocar audacemente i romani<br />

con ogni sorta <strong>di</strong> contumelie, chiamando-<br />

li vigliacchi e codar<strong>di</strong>, che tenevansi rin-<br />

chiusi e non osavano mostrarsi, comincia-<br />

rono a formar una specie <strong>di</strong> controvalla-<br />

zione per cingerli e quin<strong>di</strong> forzarli alla<br />

resa. Allora i soldati romani corsero con<br />

alte grida alle tende de'consoli, per esser<br />

condotti alla battaglia. Fabio li chiamò a<br />

conclone, e co' rimproveri e colle promes-<br />

se gl'infiammò in modo che giurarono <strong>di</strong><br />

non tornar a Roma, se non dopo vinto<br />

il nemico. Uscirono pertanto dal campo,<br />

e gli etrusci fecero altrettanto; giunti in<br />

luogo opportuno si schierarono io or<strong>di</strong>ne<br />

<strong>di</strong> battaglia: l'ala destra era comandala<br />

dal console Manlio, la sinistra da<br />

Quinto Fabio già due volle console, e ab<br />

loia legato consolare e pro-pretore; il cen-<br />

tro dal console M. Fabio. L' urto fu ter-<br />

ribile, l'ala destra fece piegar gli etrusci;<br />

la sinistra fu sul punto d'erser circonda-<br />

ta, e perde il suo capitano Q. Fabio, che<br />

cadde coperto <strong>di</strong> ferite. A soccorso <strong>di</strong> que-<br />

sl' ala corse il console Fabio colle coorli<br />

scelte del centro e respinse i nemici. Mentre<br />

così <strong>di</strong> nuovo si equilibrava la pugna,<br />

il console Maulio fu mortalmente ferito e<br />

VEI i5<br />

trasportato al campo, onde venne lo semn-<br />

piglìo ne' suoi : a frenarlo corse il collega<br />

Fabio, e gli etrusci desistettero dall'assa-<br />

lire quest'ala; concentratisi però continuarono<br />

a combattere con gran furore, e<br />

molti perdettero de'loro, ma molti anco-<br />

ra uccisero de' romani. Gli etrusci che a-<br />

veano occupalo il campo abbandonato da<br />

Manlio, erano fino allora rimasti sempli-<br />

ci spettatori della pugna; peròa quel pun-<br />

to uscirono, e credendo che il presi<strong>di</strong>o la-<br />

sciato nel campo romano da Fabio fosse<br />

debole, andarono ad assalirlo. Essi non<br />

s'ingannarono: il campo non era guarda-<br />

to che da pochi soldati pro<strong>di</strong>, il rimanen-<br />

te consisteva in mercanti, vivan<strong>di</strong>eri, fab-<br />

bri ec.,gente poco alta a combattere. I romani<br />

non<strong>di</strong>meno fecero una resistenza o-<br />

stinata; ma allorché il console Manlioben-<br />

che ferito gravemente, volle accorrere col-<br />

la cavalleria a soccorso de'suoi, cadde da<br />

cavallo e per l'acerbità delle ferite non po-<br />

tè rialzarsi e morì, ed insieme con lui pe-<br />

rirono i più valorosi, onde gli etrusci liberamente<br />

penetrarono nel campo. An-<br />

nunziala a Fabio tale sciagura, volò a li-<br />

berare il campo e vi pervenne pel valore<br />

<strong>di</strong> Tito Siccio legato e pro-pretore; quin<strong>di</strong><br />

instancabile tornò <strong>di</strong> nuovo a combat-<br />

tere, finché il tramontar del sole pose termine<br />

a quella terribile giornata. Osserva<br />

Dionisio, a cui devonsi tutti questi particolari,<br />

che l'esercito romano era compo-<br />

sto <strong>di</strong> 20,000 legionari e <strong>di</strong> 1200 cavalli;<br />

e che le truppe degli alleati ammontavano<br />

ad altrettanti soldati, cosicché in tutti<br />

ascende vano a 42,400 uomini; che la bat-<br />

taglia ebbe principio poco prima <strong>di</strong> mez-<br />

zodì e si prolungò fino al tramontar del<br />

sole; che vi perirono dal canto de'roma-<br />

ni i detti console e pio pretore, e molti tri-<br />

buni e centurioni, quanti mai forse non<br />

erano periti in altri gran<strong>di</strong> combattimen-<br />

ti. Tuttavia la battaglia restò indecisa, e<br />

i romani cantarono vittoria , perchè la<br />

notte seguente gli etrusci si ritirarono abbandonando<br />

il campo: l'indomani questo<br />

fu saccheggiato da' romani, e dopo aver


16 VEI<br />

dato sepoltura a "loro morti tornarono al<br />

proprio campo, dove Fabio chiamò a con*<br />

cione I' esercito, e rese le lo<strong>di</strong> dovute a'<br />

pro<strong>di</strong>. Dopo qualche giorno ritornò col-<br />

l'esercito in Roma, ricusò il trionfo e ab<strong>di</strong>-<br />

cò il consolato, non polendo più agire per<br />

la gravità delle ferite riportale. L'anno<br />

seguente che fu il 277<br />

dell'era <strong>di</strong> Vario-<br />

ne, furono eletti consoli Cesone Fabio per<br />

la 3." volta, e Tito Virginio Tricosto : al<br />

2. toccò in sorte la guerra contro i veien-<br />

ti. La campagna si apri alsolito colle scor-<br />

rerie; ina queste costarono carea'romani,<br />

i quali furono colti all'improvviso, e sen-<br />

za il valore <strong>di</strong> Tito Siccio sarebbero stati<br />

tutti spenti. I soldati sparpagliati si riunirono<br />

insieme sul far della sera sopra un<br />

colle, dove passarono la notle. I veienti ve<br />

li asse<strong>di</strong>arono. In tal frangente il console<br />

non trovò allro scampo, che quello <strong>di</strong><br />

chiamare in soccorso il collega. Questi<br />

giunse in tempo: i veienti posti in rotta<br />

si ritirarono a Veii, dove furono insegui-<br />

ti da' romani, che posero il campo sopra<br />

un luogo forte vicino alla città. Di là sac-<br />

cheggiarono le terre veientane, e carichi<br />

<strong>di</strong> spoglie tornarono in Roma. Da quell'e-<br />

poca cominciò per parte de'veienli un sistema<br />

<strong>di</strong> guerra ladroneccia incomo<strong>di</strong>s-<br />

sima per Roma : uscivano le legioni romane<br />

in campagna, essi chiudevausi nel-<br />

la città: partivano le legioni, essi scorre-<br />

vano e saccheggiavano le campagne lino<br />

alle porte <strong>di</strong> Roma. Questo mise in ansie-<br />

tà il senato, dalla quale l'amor patrio del-<br />

la gente Fabia lo tolse. Dappoiché Del-<br />

l' anno 276 <strong>di</strong> Roma presentatisi i Fabii<br />

al senato, per organo <strong>di</strong> Cesone Fabio <strong>di</strong>-<br />

chiararono: Aver la guerra veienle bisogno<br />

piuttosto d' un presi<strong>di</strong>o permanente<br />

che d'uno grande; quin<strong>di</strong> che il senato<br />

prendesse pur cura dell'altre guerre, la-<br />

sciasse i veienti a'Fabii: ch'essi avrebbero<br />

mantenuta sicura la maestà del nome<br />

romano; essere questa una guerra per lo-<br />

ro, come<strong>di</strong> famiglia, ed aver intenzione<br />

<strong>di</strong> farla a spese proprie; che la repubblica<br />

andasse per questa esente da sommi-<br />

V E I<br />

nistrar soldati e da spese. A queste magnanime<br />

offerte, il senato rese loro grazie<br />

insigni, ed accettò con un senatus-consul-<br />

to l'offerta generosa: i Fabii ebbero l'or-<br />

<strong>di</strong>ne <strong>di</strong> trovarsi pronti l'indomani coll'armi<br />

nel vestibolo della casa del console. In-<br />

fatti ivi si raccolsero, e in numero <strong>di</strong> 3o(><br />

scorrendo la città col console alla testa,<br />

accompagnati da una gran turba <strong>di</strong> co-<br />

noscenze e d* amici, e dal popolo, e pas-<br />

sando <strong>di</strong>nanzi il Campidoglio fecero voti<br />

a'Nurni per la felicità della loro impresa.<br />

Uscirono <strong>di</strong> Roma per l'arco destro della<br />

porla Carmcnlale.e si portarono al Cre-<br />

merà, dove parve loro opportuno il sito<br />

per esser munito, e <strong>di</strong> servir da castello al<br />

presi<strong>di</strong>o. Il Cremerà, oggi Valca, in quel<br />

punto separava il territorio romano dal<br />

veienle: il luogo <strong>di</strong>cesi da Dionisio taglia-<br />

to a picco, quin<strong>di</strong> sembra a Nibby dover-<br />

si riconoscere in quel monte <strong>di</strong>rupato a<br />

sinistra della via Flaminia, dove questa<br />

è attraversata dal Cremerà circa G miglia<br />

lungi da Roma sulla ripa destra <strong>di</strong> quel<br />

rivo, e precisamente dominante l'osteria<br />

della Valchelta. Essi non potevano sce-<br />

gliere luogo più acconcio per tener a freno<br />

i veienti, per dominar tutta la valle<br />

del Cremerà fino a Veii, per guardare<br />

tutto il tratto dell'agro romano, ch'essendo<br />

il più vicinoal veienleera il più espo-<br />

sto alle loro scorrerie, e finalmente per-<br />

chè posto ad egual <strong>di</strong>stanza fra Veii e Roma,<br />

e prossimo al Tevere. Vi fabbricarono<br />

un castello, che prese il nome <strong>di</strong> Cremerà.<br />

Da quel momento i veienti trova-<br />

ronsi paralizzati nelle loro scorrerie; i Fa-<br />

bii però aveano sotto gli occhi la parte<br />

più ubertosa del territorio veienle che<br />

scorrevano e depredavano da ogni Iato,<br />

massime gli armenti. I veienti procurarono<strong>di</strong><br />

snidarli, ma non potendo riuscir-<br />

vi colle sole loro forze, invocarono il soc-<br />

corso degli altri etrusci, e li assalirono:<br />

i Fabii furono soccorsi da Roma pel con-<br />

sole Emilio, e pervennero a mettere in<br />

rotta gli etrusci a' Sassi Rossi, luogo co-<br />

sì dello dalle rupi <strong>di</strong> tufa rossa, stazione


VE I<br />

oggi detta Prima Porta. Questa vittoria<br />

lese i Fabii più baldanzosi: dopo esser<br />

<strong>di</strong>morali due anni iu quel loro castello,<br />

ed aver fatto scorrerie ad una determi-<br />

nala <strong>di</strong>stanza, cominciarono ogni giorno<br />

più ad allontanarsi, e i veicoli dal canto<br />

loro cercarono <strong>di</strong> attirarli, finché un gior-<br />

no, fìngendo <strong>di</strong> fuggire, li attirarono in<br />

un'imboscata e li trucidarono lutti l'anno<br />

279 <strong>di</strong> Roma a'i3 <strong>di</strong> febbraio (secondo<br />

Ovi<strong>di</strong>o, e nel mese <strong>di</strong> giugno al riferire <strong>di</strong><br />

Plutarco). Sembra inverosimile che tutti<br />

i 3o6 Fabii fossero spenti iu uu punto e<br />

in luogo ov'eransi recati per un sagiifizio,<br />

come altri vogliono, avendo lascialo in<strong>di</strong>-<br />

feso il castello <strong>di</strong> Cremerà. Sembra che il<br />

racconto più veri<strong>di</strong>co sia, che gli eli usci<br />

avendo <strong>di</strong> nascosto preparato uu nume-<br />

roso esercito, allettati i Fabii a inoltrarsi<br />

lontani dal presi<strong>di</strong>o per inseguire e pre-<br />

dare greggi <strong>di</strong> pecore, ed armenti <strong>di</strong> bovi<br />

e cavalli appositamente mandali da' veicoli<br />

fuori de' castelli spesse volte; in una<br />

notte collocarono in luoghi opportuni le<br />

insi<strong>di</strong>e per piombare sui romani, e in-<br />

viando a scorta <strong>di</strong> molto bestiame alcu-<br />

ni armati. Scopertosi il bestiame da' Fa-<br />

bii, lasciato al castello uu presi<strong>di</strong>o suffi-<br />

ciente, si gettarono su' custo<strong>di</strong> del bestiame<br />

che fìnsero fuggire. Ma mentre i Fa-<br />

bii senza sospetti riconduce vano il bestia-<br />

me,d'ogni parte furono circondati da' ne-<br />

mici, e comechè sbandati ne restarono fa-<br />

cili vittime.In<strong>di</strong> i veienti corsero ad assali-<br />

re il castello, e dopo valorosa <strong>di</strong>fesa con-<br />

venne a' Fabii cedere al numero e tutti<br />

perirono, vendendo care le loro vite, per<br />

avere i veienti perduto un 3.° dell'eser-<br />

cito. Della gente Fabia vuoisi che restas-<br />

se un sol fanciullo lasciato in Roma, dal<br />

quale provenne Fabio Massimo (che van-<br />

ta a stipite l'o<strong>di</strong>erna nobilissima famiglia<br />

de' Massimo, come notai ne' voi. L, p.<br />

3og, LXX V I, p. 1 2, e altrove) ; ma ere-<br />

desi ch'esistessero altri Fabii, anco pel<br />

riflesso, che le leggi romane astringeva-<br />

no ogni pubere al matrimonio. La stra-<br />

ge de'Fabii rese il luogo e il piccolo iìu-<br />

VOL. LXXXIX.<br />

VEI 17<br />

me Cremerà famosi. Tale giorno della<br />

sconfitta de' Fabii fu da' romani anno-<br />

verato tra' nefasti, e la porta per la qua-<br />

le erano usciti da Roma i Fabii fu chiamala<br />

scellerata. I veienti uniti agli altri<br />

elrusci, ebbri per tal vittoria, andarono<br />

in massa alla volta <strong>di</strong> Roma, e posero il<br />

campo sul Gianicolo, 16 sta<strong>di</strong> <strong>di</strong>stante<br />

dalla città, cioè in quella parte de' colli<br />

Gianicolensi oggidì denominati colli Va-<br />

ticani. Di là passando il Tevere si por-<br />

tarono fino al tempio della Speranza vec-<br />

chia, ch'era nelle vicinanze dell'o<strong>di</strong>erna<br />

Porta Maggiorerà ivi si venne alle mani<br />

con esilo dubbio: si combattè nuovamente<br />

presso la porta Collina, quasi col-<br />

lo stesso risultalo. Finalmente due balta-<br />

glie più decisive si <strong>di</strong>edero, l'ultima del-<br />

le quali sul Gianicolo stesso; allora i ve-<br />

ienti e gli etrusci dopo gravi per<strong>di</strong>te do-<br />

vettero ritirarsi. L'anno seguente i veien-<br />

ti si collegarono co' sabini, ma furono in-<br />

teramente <strong>di</strong>sfatti sotto le mura <strong>di</strong> Veii<br />

dal console Publio Valerio. Questa guer-<br />

ra ebbe fine nell'anno appresso, essendo<br />

console C. Manlio: questi concluse con<br />

loro una tregua <strong>di</strong> \o unni, me<strong>di</strong>ante un<br />

tributo iu grano e in denaro. Tale tregua<br />

non durò tanto tempo, poiché fìu dal 3 1 1<br />

i veienti commisero depredazioni nell'e-<br />

stremità dell'agro romano : la guerra pe-<br />

rò non cominciò formalmente che 7 an-<br />

ni dopo. 1 veienti erano allora governati<br />

da un re, denominato lars Toluinnius<br />

(sulla voce Lars si può vedere il voi.<br />

LXXVIU, p. 85), cioè il re Tolumnio.<br />

Questi fece ribellar la colonia romana <strong>di</strong><br />

Fidene,e per comprometterla interamen-<br />

te or<strong>di</strong>nò loro d'ucciderei legati romani,<br />

ch'erano stali spe<strong>di</strong>ti per chiedere ragio-<br />

ne <strong>di</strong> tal novità. Dopo questo misfatto, i<br />

veienti ei fìdenati prevedendo le conse-<br />

guenze nou aspettarono i romani, ma pas-<br />

sarono l'Auieue- Si venne ad una zuffii<br />

ostinala, nella quale sebbeue i romani ri-<br />

manessero vincitori perderono non<strong>di</strong>meno<br />

molta gente. Quin<strong>di</strong> i romani determinarono<br />

d'eleggere un <strong>di</strong>ttatore, e lu


i8 V EI<br />

scelta cadde su Mamerco Emilio. Sua<br />

prima cura fu <strong>di</strong> liberare il territorio romano<br />

dalle devastazioni nemiche, e per-<br />

ciò respinse i collegali <strong>di</strong> là dall'Amene.<br />

Egli slesso passò quel fiume, ed accani -<br />

possi in quella specie <strong>di</strong> penisola, che tro-<br />

vasi al confluente <strong>di</strong> questo fiume col Te-<br />

vere. Frattanto un nuovo soccorso era<br />

giunto a' collegati, cioè i falisci. Teuuto<br />

consiglio, i veieuti e i fìdenati erano <strong>di</strong><br />

parere <strong>di</strong> trarre in lungo la guerra: i fa-<br />

lisci però, essendo più lontani, espressero<br />

il desiderio <strong>di</strong> venir prontamente ad una<br />

battaglia decisiva; onde Tolumnio per<br />

non <strong>di</strong>sgustarli l'intimò pel dì seguente.<br />

Questa si <strong>di</strong>e sotto le mura <strong>di</strong> Fidene :<br />

l'ala destra fu occupata da' veieuti, la si-<br />

nistra da' falisci, ed il centro da' fidatati;<br />

inolile essendo i veieuti più numerosi,<br />

spe<strong>di</strong>rono <strong>di</strong>etro i colli che aveano sulla<br />

sinistra, un corpo <strong>di</strong> truppe che dovea attaccar<br />

il campo romano durante la mi-<br />

schia e far così una potente <strong>di</strong>versione.<br />

Ma ben altrimenti andò la faccenda : la<br />

battaglia fu decisa all'istante; l'infante-<br />

ria etrucca non potè sostener l'urto deb<br />

le legioni romane; uon così la cavalle-<br />

ria, ch'era comandala da Tolumnio stes-<br />

so ; essa resisteva ancora, quando Aulo<br />

Cornelio Cosso tribuno militare, o secondo<br />

altri console, vedendo che i romani<br />

cedevano dovunque portavasi il re <strong>di</strong>Veii,<br />

corse ad investirlo e l'uccise (onde le sue<br />

spoglie opime depose nel tempio <strong>di</strong> Gio-<br />

ve Ferelrio, come notai nel voi. LV III,<br />

p. i84)- Questo fatto terminò la sconfit-<br />

ta dell'esercito collegato. Cosso passato<br />

il Tevere colla cavalleria <strong>di</strong>e il guasto<br />

al territorio veiente, e l'esercito romano<br />

al suo ritorno nel campo apprese che il<br />

corpo veiente spe<strong>di</strong>to per assalirlo era<br />

stato ezian<strong>di</strong>o compiutamente <strong>di</strong>sfatto.<br />

Malgrado questa rotta i veieuti, invitati<br />

<strong>di</strong> nuovo da' loro costanti alleati i fìdena-<br />

ti, passarono 3 anni dopo l'Aniene e si<br />

accamparono <strong>di</strong>nanzi la porta Collina <strong>di</strong><br />

iloma, profittando della circostanza d'u-<br />

na fiera pestilenza che affliggeva la città.<br />

V E I<br />

1 romani per nulla sgomentali, crearono<br />

<strong>di</strong>ttatore Aulo Ser\ilio, il quale or<strong>di</strong>nò<br />

<strong>di</strong> slar pronti sul far del giorno ad uscir<br />

in campo, e tutti quelli ch'erano in ista-<br />

to <strong>di</strong> portar l'armi le presero. 1 collega-<br />

li non li aspettarono, ma ritirarono sul-<br />

l'allure verso Nomcnlo (F.) t dove il <strong>di</strong>t-<br />

tatore li raggiunse e sconfisse. Di ritor-<br />

no si volse a Fidene; non potendo pren-<br />

derla d'assalto, se ne impadronì scavan-<br />

do un cunicolo. Dopo la presa <strong>di</strong> Fidene<br />

i veienti ottennero una tregua, ma<br />

cominciando a temer seriamente per lo-<br />

ro stessi spe<strong>di</strong>rono ambasciatori agli al-<br />

tri popoli dell'Elruria, perchè si convo-<br />

casse una <strong>di</strong>eta nazionale al fano <strong>di</strong> Voltumna<br />

(secondo il costume degli etru-<br />

sci che notai nel voi. LXXV11I, p. 92:<br />

Voltumna o Volumna era la dea della<br />

benevolenza degli elrusci. Alcuni <strong>di</strong>cono<br />

che il tempio <strong>di</strong> Volturna, Volumnae<br />

Forimi, era situato nel medesimo luogo<br />

ove presentemente \.vo\a%\Filcrbo. L'A-<br />

mati nella Storia <strong>di</strong>/'olscno, t.i,p. 1 12,<br />

riferisce che gli antichi elrusci per promulgar<br />

leggi e trattar gli affari più ar-<br />

dui e rilevanti della repubblica, si adunavano<br />

in Yolseno, centro della vecchia<br />

Toscana, e per essere stalo il suo lucumone<br />

anticamente il più ragguardevole<br />

della nazione ; ma quando la potenza<br />

de' falisci e de' veienti grandemente/ si<br />

aumentò, sicché potevano contendere co-<br />

gli etrusci trascinimi, cioè dopo la fon-<br />

dazione <strong>di</strong> homa, non vollero più recarsi<br />

a Volseno ora Bolsena, scelsero un<br />

luogo in<strong>di</strong>fferente, qual fu il fano <strong>di</strong> Vol-<br />

turna o Volcurna, posto nel bosco Cimino<br />

tra' confini de' volsenesi e <strong>di</strong> Monte<br />

Fiasconc, e quivi in ogni nuova luna<br />

per molto tempo si tenne la <strong>di</strong>eta gene-<br />

rale degli stali <strong>di</strong> Toscana). Si tenne<br />

questo congresso, nel quale gli altri popoli<br />

<strong>di</strong>chiararono formalmente <strong>di</strong> non<br />

voler prender parte in una guerra ch'e-<br />

ra stala mossa da' veienti <strong>di</strong> lor capric-<br />

cio senza consultare il voto della nazio-<br />

ne. Istigali però da alcuni fìdenati, pri-


VEI<br />

ma ancora che spirasse la contenuta tre-<br />

gua, depredarono le romane terre. I romani<br />

non polendo ottenerne riparazio-<br />

ne, spe<strong>di</strong>rono 3 tribuni militari contro<br />

Veii, che per le loro <strong>di</strong>ssensioni furono<br />

<strong>di</strong>sfatti. Dopo questa vittoria i veienti<br />

tentarono <strong>di</strong> nuovo l'animo degli altri<br />

popoli etruschi, ma non poterono muo-<br />

vere alcun comune ad unirsi con loro, e<br />

solo ottennero che i volontari potessero<br />

accorrere in loro aiuto, e molli ne attras-<br />

sero colla speranza <strong>di</strong> Dottino. Trovarono<br />

però corrispondenza negli alleati fi-<br />

denati, che massacrarono tutti i coloni<br />

1 umani, e strinsero vieppiù gli antichi<br />

legami con loro. La rotta <strong>di</strong> recente ri-<br />

portata, e la nuova ribellione <strong>di</strong> Fide-<br />

ne mise i romani in forti apprensioni <strong>di</strong><br />

veder ad ogni istante i due popoli colle-<br />

gati alle porte <strong>di</strong> Roma; onde si accam-<br />

parono alla porla Collina, posero la cit-<br />

tà in istato d'asse<strong>di</strong>o, <strong>di</strong>sposero le truppe<br />

sulle mura e chiusero le botteghe. Era<br />

stato scelto <strong>di</strong> nuovo a <strong>di</strong>ttatore Mamer-<br />

co Emilio: questi fece avanzar le legio-<br />

ni fino ad un miglio e mezzo <strong>di</strong> <strong>di</strong>stanza<br />

da Fidene, cioè <strong>di</strong> là dall'Aniene nella<br />

suddetta penisola, come avea fattola i."<br />

volta. La battaglia seguì fra questo luo-<br />

go e Fidene: i fidenali usarono lo stratagemma<br />

<strong>di</strong> comparire all'improvviso<br />

quali furie, armati <strong>di</strong> faci ; ma indarno. Il<br />

<strong>di</strong>ttatore spedì un corpo contro Fidene,<br />

<strong>di</strong>etro i colli,che verso oriente coronavano<br />

il campo<strong>di</strong> battaglia. La città fu presa,<br />

messa a sacco e <strong>di</strong>strutta, ed i citta<strong>di</strong>ni<br />

furono come schiavi venduti. A* veienti<br />

fu accordata una tregua <strong>di</strong> 20 anni. Non<br />

n'erano scorsilo, che <strong>di</strong> nuovo gl'irre-<br />

quieti veienti si <strong>di</strong>sponevano ad attac-<br />

car la guerra, ma ne furono <strong>di</strong>stolli da'<br />

magnali <strong>di</strong>e videro le loro ville devasta-<br />

te da una grande inondazione del Tevere.<br />

Allo spirar <strong>di</strong> quella tregua i roma-<br />

ni decisero <strong>di</strong> domar Veii loro implaca-<br />

bile nemica col suo eslerminio, come aveano^<br />

fatto <strong>di</strong> Fidene, e per levarsi una<br />

volta per sempre quello stecco dagli oc-<br />

V E I 19<br />

chi, sopra frivoli pretesti <strong>di</strong>chiararono<br />

la guerra a'veienti, i quali ormai datisi<br />

a una vita eccessivamente tutta molle e<br />

oziosa, si esercitavano in continue rube-<br />

rie, onde Livio non dubitò qualificarli,<br />

praedonem Vejenlem. I tribuni milita-<br />

ri, a'qnali fu affidata quest'impresa, leva-<br />

rono un esercito numeroso, composto in<br />

gran parte <strong>di</strong> volontari romani, Ialini ed<br />

eroici, peregrina Juventus. Essi furono :<br />

Tito Quinzio Capitolino, Quinto Quinzio<br />

Cincinnalo, Caio Giulio Iu!o, Aulo<br />

Manlio,Lucio Furio Medullino, e Manio<br />

Emilio Marneremo; e pe' primi cinsero<br />

Veii <strong>di</strong> blocco e d'asse<strong>di</strong>o regolare. All'annunzio<br />

<strong>di</strong> questo gli etrusci si adunarono<br />

in gran numero alla <strong>di</strong>eta <strong>di</strong> Voltumna,<br />

onde provvedere all'urgenza. I veienti<br />

dopo la morte <strong>di</strong> Tolumuio aveano adot-<br />

tato una forma <strong>di</strong> governo nuova, ed e-<br />

letto un magistrato annuale: questi avea<br />

suscitato <strong>di</strong>scor<strong>di</strong>e civili,onde a rime<strong>di</strong>ar-<br />

vi scelsero <strong>di</strong> nuovo un re. La persona<br />

su cui cadde la scelta era ricca, ma o<strong>di</strong>a-<br />

ta da tutta quanta la nazione etrusca, pe'<br />

suoi mo<strong>di</strong> imperiosi e per le sue soper-<br />

chierie, e soprattutto abbominata per<br />

over impe<strong>di</strong>to certi giuochi sagri. Que-<br />

st'elezione fu causa della rovina <strong>di</strong> Veii;<br />

dappoiché essendo gli etrusci un popolo<br />

sommamente religioso, <strong>di</strong>chiararono <strong>di</strong><br />

non voler affatto accordar soccorsi a've-<br />

ienti, se prima non deponevano il re.<br />

Questa risoluzione fu soppressa in Veii<br />

per timore del re medesimo, il quale a-<br />

vrebbe fatto morire chi l'avesse propa-<br />

gata, come motore <strong>di</strong> se<strong>di</strong>zioni. Così i<br />

ve-<br />

ienti si trovarono abbandonati a loro stes-<br />

si. L'asse<strong>di</strong>o duròi o anni, e fu il più glo-<br />

rioso pe' veienti; duratile questo periodo i<br />

romani riportarono parecchie sconfitte,<br />

a segno, che una legge or<strong>di</strong>nò che i nu-<br />

bili dovessero sposare le vedove degli ucci-<br />

si. Fu allora che per la 1. "volta, e dopo se-<br />

ri <strong>di</strong>battimenti fra il senato e i tribuni, i<br />

soldati romani riceverono finalmente uno<br />

stipen<strong>di</strong>o fìsso, e svernarono fuori <strong>di</strong> Roma<br />

; e dando mirabile saggio <strong>di</strong> costante


20 VEI<br />

sofferenza, persuasi <strong>di</strong> non poter soggio-<br />

gare l'inespugnabile città per la sua van-<br />

taggiosa situazione colla forza, si lusingavano<br />

<strong>di</strong> sottometterla colla fame e col»<br />

la sete. Nella ferma risoluzione <strong>di</strong> non<br />

mai sciogliere l'asse<strong>di</strong>o fino alla riduzione<br />

<strong>di</strong> Veii ubbi<strong>di</strong>ente a Roma , sofferen-<br />

ti i romani nell'intemperie delle stagioni,<br />

formarono stabili alloggiamenti, non<br />

mai praticati prima, e né dopo, secondo<br />

alcuni. I capenati e i falisci si mossero<br />

indarno in favore <strong>di</strong> Veii : i tarquiniesi<br />

tentarono una <strong>di</strong>versione in suo favore,<br />

ma restarono sconfìtti. L'asse<strong>di</strong>o traendo<br />

tanto in lungo cominciava a stancare<br />

i romani, quando l'accrescimento im-<br />

provviso del lago Albano, ora <strong>di</strong> Castel<br />

Gandolfo (V.), <strong>di</strong>e luogo a consultar<br />

l'oracolo <strong>di</strong> Apollo in Delfo,il quale rispose:<br />

<strong>di</strong>e Veii sarebbe stato preso, quando<br />

l'acqua del lago Albano fosse stata fatta<br />

uscire, senza farla scorrere <strong>di</strong>rettamente<br />

al mare, ma <strong>di</strong>ssiparla nelle campagne<br />

con rivi per la loro fecondazione. Questa<br />

risposta trovossi d'accordo con quella che<br />

nell'intervallo dell'ambasceria a Delfo a-<br />

vea rivelato un aruspice veiente. Allora<br />

dunque si cominciò il lavoro dell'emissario<br />

del lago, che può riguardarsi come<br />

un ammaestramento del modo con cui<br />

avrebbero potuto i romani prendere la<br />

città, cioè per mezzo d'un cunicolo sot-<br />

terraneo, come in fatti fu presa. Si osserva<br />

ancoraché la consulta dell'oracolo <strong>di</strong>Del-<br />

fo fu ezian<strong>di</strong>o per lo straripamento por-<br />

tentoso del lago A lbano,<strong>di</strong> cui riparlai ne'<br />

\ol.L,p.2i i,LII,p.22i ealtrove,il quale<br />

cagionò la Pestilenza (P.), del 355, e ne<br />

fu attaccato lo stesso campo romano sotto<br />

le mura <strong>di</strong> Veio. E <strong>di</strong>esi fece <strong>di</strong>re all'ora-<br />

colo Delfico, che mai i romani avrebbe-<br />

ro soggiogato i veienti, se prima non a-<br />

vessero compito il gran<strong>di</strong>oso traforo. Si<br />

<strong>di</strong>ce, che cos'i sagacemente si ottenne la<br />

deviazione dell'acqua, per la campagna<br />

che ne avea bisogno, e determinato i romani<br />

risolutamente alla meravigliosa im-<br />

presa, e così pure rimuovere i pericoli<br />

VEI<br />

dell'inondazione e peste; operazione ar-<br />

dua, che altrimenti forse si sarebbe ri-<br />

tardala o non fatta,e in vece tanta fu l'ala-<br />

crità dell'esecuzione, che cominciata uel<br />

356fu compita nel 35y in un anno.Strin-<br />

gendosi intanto sempre più l'asse<strong>di</strong>o <strong>di</strong><br />

Veii, molliplicavansi i congressi nazionali<br />

degli etrusci al fano <strong>di</strong> Voltumna,<br />

dove i capenati ed i falisci peroravano la<br />

causa de' veienti, e forse sarebbero per-<br />

venuti a stringere una lega generale per<br />

liberarli, se l'improvvisa irruzione de'<br />

galli cisalpini non avesse <strong>di</strong>stolto le cure<br />

degli etrusci, siccome il congresso <strong>di</strong>chia-<br />

rò a' deputati de' mentovati due popoli.<br />

I romani avendo già terminalo il lavoro<br />

laborioso e celere imposto dall' oracolo<br />

al lago Albano, e scelto a <strong>di</strong>ttatore Marco<br />

Furio Camillo, si posero con più calore<br />

a spingere oltre l'asse<strong>di</strong>o. Nel 358 <strong>di</strong> Roma<br />

i falisci, uniti a' capenati e a' veienti,<br />

osarono <strong>di</strong> dare un assalto al campo romano;<br />

ma furono respinti con grave per-<br />

<strong>di</strong>ta. Due anni dopo Camillo sorprese i<br />

falisci e i capenati nelle campagne <strong>di</strong> Ne-<br />

pi, li mise in rotta, e s'impadronì del<br />

campo, dove trovò un bottino immenso,<br />

che consegnò per la massima parte al<br />

questore, e il rimanente <strong>di</strong>stribuì a' sol-<br />

dati. Camillo <strong>di</strong>sfatti dunque tali popoli,<br />

ch'erano venuti a soccorrere gli asse<strong>di</strong>ati,<br />

cinse più strettamente la città fabbricando<br />

castelli intorno in modo da recarsi vi-<br />

cendevol mente soccorso,ed impe<strong>di</strong> re ogni<br />

comunicazione a'nemici. Quin<strong>di</strong> Camillo<br />

fece emanare un decreto dal senato, col<br />

quale si promise tutta la preda da farsi<br />

nella città <strong>di</strong> Veio alla sua espugnazione,<br />

a tutti i soldati che vi avessero contribui-<br />

to, tranne la io. a<br />

parte che votò ad Apol-<br />

lo, per cui notabilmente aumentò l'eser-<br />

cito asse<strong>di</strong>atile. Frattanto impiegò gen-<br />

te a scavare il cclebratissimo e mirabile<br />

cunicolo (benché la pietra venne ricono-<br />

sciuta fragile e perciò facile l'apertura, e<br />

appunto per la sua fragilità il cunicolo si<br />

scoscese poi da se stesso, e probabilmen-<br />

te <strong>di</strong>e luogo alla strada che conduce al-


VEI<br />

l'Isola Farnese), che conducesse <strong>di</strong>rettamente<br />

alla cittadella o fortezza, che sor-<br />

geva nella parte più emineute <strong>di</strong> Veio ;<br />

rocca assai vasta, poiché oltre quelle par-<br />

ti che costituiscono una buona fortezza,<br />

nel suo centro era situato l'ampio e su-<br />

perbissimo tempio <strong>di</strong> Giunone, il cui cul-<br />

to era in gran venerazione ne' veienti.<br />

Allorché il cunicolo fu presso alla fine,<br />

Camillo prevenne il senato della prossimi-<br />

tà della presa <strong>di</strong> Veii per assalto, scelse i<br />

più valorosi per penetrare nella cittadel-<br />

la per mezzo del cunicolo, ed egli con<br />

un finto attacco attrasse l'attenzione degli<br />

abitanti da un'altra parte. 1 romani<br />

api irono il cunicolo e sboccarono nel<br />

tempio <strong>di</strong> Giunone; tanto bene era stata<br />

presa la <strong>di</strong>rezione da' minatori. In tal<br />

guisa i soldati che guardavano le mura<br />

furono presi alle spalle, le porte furono<br />

aperte, e la città fu tosto inondata da'<br />

romani. La strage de' veienti fu grande,<br />

e non cessò se non che quando il <strong>di</strong>tta-<br />

tore or<strong>di</strong>nò <strong>di</strong> perdonare agl'inermi. L'o-<br />

pulentissima e già formidabile Veio fu<br />

data iu preda al saccheggio, ed i feroci<br />

veienti che sopravvissero furono vendu-<br />

ti come schiavi. Il simulacro <strong>di</strong> Giunone,<br />

dea tutelare della città, fu trasportato in<br />

Roma e collocato con pompa sul mou-<br />

te Aventino, dove Camillo gl'iunalzò il<br />

magnifico Tempio <strong>di</strong> Giunone Regina<br />

(/ .), cui successe la sussistente Chiesa<br />

<strong>di</strong> s. Sabina {V.) t ed il busto è nel Mii'<br />

seo Faticano, douato da Gregorio XVI,<br />

come <strong>di</strong>ssi nel voi. XLVII, p. 99. Cosi<br />

Camillo ebbe la gloria nel 3590 nel 36o<br />

<strong>di</strong> Roma <strong>di</strong> preudere il famoso Veio, dopo<br />

io anni <strong>di</strong> perseverante e memorabi-<br />

le asse<strong>di</strong>o per parte de' romani, e d'osti-<br />

nata e valorosa <strong>di</strong>lèsa per parte de' ve-<br />

ienti, cornei troiaui peno anni sosten-<br />

nero l'asse<strong>di</strong>o <strong>di</strong> Troia. Insorse quin<strong>di</strong><br />

un gran <strong>di</strong>battimento fra il senato e il<br />

popolo, se Veii dovesse ripopolarsi <strong>di</strong><br />

lontani e fare così due capitali dello stes-<br />

so popolo; ma per le persuasioni <strong>di</strong>Camil-<br />

lo questo progetto veuue abbandonato.<br />

VEI 21<br />

Pare chela città non sia rimasta del tutto<br />

deserta, altrimenti per la vicinanza <strong>di</strong> Ca-<br />

pena, Nepi, Sutri ed altre città etrusche<br />

avrebbesi potuto ripopolarla, profittando<br />

del luogo per la sua postura natura-<br />

le inespugnabile, e sembra probabile, se-<br />

condo alcuno, il congetturare che i romani<br />

vi ponessero uu presi<strong>di</strong>o. Però Li-<br />

vio <strong>di</strong>ce recisamente, la città rimase de-<br />

serta. Non<strong>di</strong>meno molti e<strong>di</strong>lìzi non furono<br />

abbattuti, e solo restarono abban-<br />

donati. Livio tratta a lungo <strong>di</strong> questi<br />

fatti. Dirò solamente, che formando Ve-<br />

io il più orrendo spettacolo, in cui nep-<br />

pure i templi andarono esenti dal furo-<br />

re militare, portatosi Camillo sull'alto<br />

del colle, ov' era la rocca, al vedere co'<br />

propri occhi il risultato dell'espugnazio-<br />

ne, i superbi e<strong>di</strong>lizi in parte <strong>di</strong>roccali e<br />

iu parte consumati dal fuoco, il sangue<br />

umano scorrere iu gran copia per ogni<br />

lato della città, fra tanti cadaveri, la pre-<br />

ziosità incre<strong>di</strong>bile delle prede fatte da*<br />

soldati, e al vedere lo stato lagrimevole<br />

de' superstiti veienti oppressi dalle cate-<br />

ne, non potè contenere il pianto per la<br />

coni passione del terribile ecci<strong>di</strong>o. Immenso<br />

fu il bottino <strong>di</strong>stribuito a' soldati, ed<br />

agli altri volontariamente intervenuti al-<br />

l'azione; e l'erario romano non poco pro-<br />

fittò sul prezzo de* citta<strong>di</strong>ni veienti ven-<br />

duti come schiavi. Il senato accordò a<br />

Camillo gli onori <strong>di</strong> magnifico trionfo,<br />

che prese sopra splen<strong>di</strong><strong>di</strong>ssimo carro ti-<br />

rato da 4 bianchi cavalli, fra gl'incessan-<br />

ti viva e acclamazioni de' romani e de'<br />

popoli circostanti accorsi in Roma, e pieno<br />

<strong>di</strong> palme andò al Campidoglio, rice-<br />

vuto e festeggiato come un nume. Il car-<br />

ro fu consagrato al padre degli Dei, in<strong>di</strong><br />

tenuto in somma venerazione da' roma-<br />

ni. Il re veiente sunnominato, che resi-<br />

stette da forte ne' due lustri dell'asse<strong>di</strong>o,<br />

e che sagrificava nel tempio <strong>di</strong> Giunone<br />

al momento dell'ingresso insi<strong>di</strong>oso in es-<br />

so de' romani, incatenato servi d'ornamento<br />

al trionfo. Furono fatte pubbli-<br />

che preghiere, ringraziamenti e sagrili-


22 VE1<br />

zi a' Numi ; il senato or<strong>di</strong>nando alle ma-<br />

trone, che con esso per 4 giorni solen-<br />

nizzassero il giubilante avvenimento. Di-<br />

ce Zanchi, che Arezzo, dopo soggiogato<br />

Veio, <strong>di</strong>venne capo della Toscana. Di poi<br />

Camillo condusse l'esercito contro ifali-<br />

sci, e mentre ne asse<strong>di</strong>ava la mctiopoli<br />

Folcria, <strong>di</strong> cui riparlai nel voi. LV111,<br />

p. 196, l'ottenne per avere generosamente<br />

rimandalo nella città i figli che<br />

il tra<strong>di</strong>tore loro maestro avea a lui con-<br />

dotti. Dopo aver salvato Roma da' gal-<br />

li, Camillo ottenne pure che entrassero<br />

nella dominazione romana Kepi e Suiti,<br />

Jletruria Claustra, e poi validamen-<br />

te li <strong>di</strong>fese contro il reslo della nazione<br />

elrusca, sdegnata dell' espugnazione <strong>di</strong><br />

Veio e della romana politica, cui loro<br />

toglieva coli' alleanze floride e valorose<br />

città.<br />

Intanto si <strong>di</strong>scusse in Roma cosa doves-<br />

se farsi <strong>di</strong> Veio, e siccome la sua caduta<br />

non poco intimorì gli altri popoli , spe-<br />

cialmente i bellicosi volsci ed equi, altri<br />

acerrimi nemici de' romani, fecero pace<br />

tosto con essi , e si <strong>di</strong>sposero a ricevere<br />

nelle loro contrade le colonie romane, al<br />

quale efletto già il senato avea stabilito<br />

inandarvi 3ooo citta<strong>di</strong>ni romani. Ciò pe-<br />

rò pose in tumulto la plebe in Roma, pre-<br />

ferendo d' andare più volontieri a Veio,<br />

città bellissima, prossima a Roma, capace<br />

<strong>di</strong> contenere gran moltitu<strong>di</strong>ned'abitanli,<br />

oltre ii dolce clima, la fertilità eampiezza<br />

delle campagne veientane,cheandare nel<br />

paese de' volsci e degli equicoli. Camillo<br />

fu quello che ne <strong>di</strong>ssuase il senato e a<br />

stento il popolo, e la determinazione non<br />

si effettuò; però <strong>di</strong>venuto o<strong>di</strong>oso a'rouia-<br />

ni, indegimmente l'esiliarono. Ritenendo<br />

Nibby che Veii rimanese deserta dopo il<br />

suo ecci<strong>di</strong>o, tuttavia conviene che sembra<br />

le fabbriche non fossero demolite, ma so-<br />

lo abbandonate, poiché dopo la battaglia<br />

infausta dell' Allia, fiume celebre anco per<br />

tale combattimento, seguito a' 18 luglio<br />

del 363 o meglio 364 <strong>di</strong> Roma contro<br />

13renno conduttore de' galli reduci dal-<br />

VE I<br />

l'Etruria, i romani dell'ala destra fuggi-<br />

rono a Roma e senza chiuderne le por-<br />

te si ritirarono in Campidoglio, e quelli<br />

della sinistra, <strong>di</strong>menticando la patria, le<br />

donne e i figli che vi aveano lasciato , si<br />

portarono in Veii e ivi si fortificarono. Egualmente<br />

in Veii, <strong>di</strong> venuto luogo <strong>di</strong> riu-<br />

nione a' romani , si recò Camillo da Ardeada<br />

lui scelta a luogo del suo esilio (come<br />

nativo <strong>di</strong> essa, secondo alcuni scritto-<br />

ri), mentre Brenoo entrato in Roma as-<br />

se<strong>di</strong>ava il Campidoglio, ed ivi si tenne il<br />

consiglio circa i mezzi <strong>di</strong> potersi liberare<br />

da'barbari: e <strong>di</strong> là si mantenevano lecor-<br />

rispondenze cogli asse<strong>di</strong>ati per mezzo <strong>di</strong><br />

Ponzio Cominio; e <strong>di</strong> là Camillo, <strong>di</strong>men-<br />

ticata la patria ingratitu<strong>di</strong>ne, parli con<br />

l'esercitoa liberare Roma. Fu allora e per<br />

tulio questo, Veio considerala una secon-<br />

da Roma, perchè scrisse Luciano, lib. 5,<br />

ver. 28: Vcjos hahitante Camillo, Illi-<br />

co Romafuit. Ma dopo aver Camillo ob-<br />

bligato i galli a partire da Roma e quin-<br />

<strong>di</strong> sconfitti, tornò in campo la questione<br />

d'abbaudouarRoma incen<strong>di</strong>ata dagli stes-<br />

si galli, e stabilirsi in Veii, su <strong>di</strong> che ga-<br />

gliardamente .insisteva la plebe: altro in-<br />

<strong>di</strong>zio è questo che le fabbriche non erano<br />

in rovina; ma anco allora l'eloquenza e<br />

l'autorità <strong>di</strong> Camillo la vinse, <strong>di</strong>cendo che<br />

sarebbe stato meglio assai non aver sog-<br />

giogato Veio, quando a sì gran costo d'abbandonar<br />

Roma avesse dovuto ottenersi<br />

quella vittoria; e questo ignobile progetto<br />

nel 365 venne giuslamenteabbandonato<br />

pei sempre. Anzi volendo Camillo che da'<br />

romani si deponesse aifutto tale vitupere-<br />

vole pensiero, ma che piuttosto si rie<strong>di</strong>fi-<br />

casse Roma <strong>di</strong>strutta dal fuoco, ottenne<br />

dal senato, che si <strong>di</strong>stribuissero le cam-<br />

pagne veientane alla plebe in lante por-<br />

zioni <strong>di</strong> 7 jugeri per ogni capo, il che <strong>di</strong>moslra<br />

la sua vastità e ampiezza. Nel 368<br />

essendosi all'antiche aggiunte 4 nuove tri-<br />

bù, furono loro assegnale le lene conqui-<br />

state sui veienti , i falisci ed i capenali.<br />

Osserva Degli Effetti , che un pigerò è<br />

quanto può arare un paio <strong>di</strong> bovi in uu


VE I<br />

giorno, e forma 240 pie<strong>di</strong> per lungo e i io<br />

per largo, ossia passi 48 lunghi e 24 !•*"<br />

ghi. Un miglio contiene < ooo passi,e 5ooo<br />

pie<strong>di</strong>, che riquadrati fanno un milione <strong>di</strong><br />

passi e 25 milioni <strong>di</strong> pie<strong>di</strong> ; onde in uà<br />

pigerò entrano 28,800 pie<strong>di</strong> <strong>di</strong> terreno,<br />

e per formare un miglio quadrato occor-<br />

rono 868 jugeri <strong>di</strong> terra e 1600 pie<strong>di</strong>.<br />

Non<strong>di</strong>meno vi furono per un momento de<br />

ripugnanti, i quali invaghiti <strong>di</strong> Veio ed avendone<br />

occupato le vuote case, per pi-<br />

grizia non volendo rifabbricar le loro ca-<br />

se in Roma, si erano ricoverati nelle case<br />

vuote <strong>di</strong> Veii; il senato con decreto li ri-<br />

chiamò, ma vedendo che questi ricalcitravano<br />

prefisse loro uu termine sotto pena<br />

<strong>di</strong> morte, onde loro malgrado furono co-<br />

stretti a ripatriare. Da quell' epoca fino<br />

al 708 <strong>di</strong> Roma , cioè pel tratto <strong>di</strong> 343<br />

anni, Veii rimase deserta, al <strong>di</strong>re <strong>di</strong> Nib-<br />

by, e per conseguenza da se stessa si <strong>di</strong>-<br />

strusse. Alcuni credono verosimile , che<br />

Camillo col consenso del senato facesse<br />

abbàttere da'fondamenti quel non tenue<br />

avanzo d'abitazioni, che tuttavia restava<br />

in pie<strong>di</strong>, acciocché in avvenire non fosse<br />

più venuta voglia a'romani d'abbandonar<br />

Roma per trasferirsi in Veio, <strong>di</strong> cui si mo-<br />

stravano tanto innamorati. Si vuole an-<br />

che probabile, che Camillo coll'autorità<br />

del senato, or<strong>di</strong>nasse ezian<strong>di</strong>o, che co' ni a-<br />

teriali <strong>di</strong> Veio trasportati altrove si fabbri-<br />

cassero castelli per nuove colonie, e così<br />

la rovina <strong>di</strong> Veio <strong>di</strong>venne totale. Nel sud-<br />

detto 708, Giulio Cesare, essendo scorso<br />

l'anno in cui era stato <strong>di</strong>ttatore per la 2.*<br />

volta, fu <strong>di</strong>chiarato console; ed avendo<br />

saputo che i soldati eransi ammutinati e<br />

aveano ucciso i pretori CosconioeGalba,<br />

li rimproverò, e invece <strong>di</strong> soldati li chiamò<br />

nell'allocuzione citta<strong>di</strong>ni, daudo così<br />

loro una specie <strong>di</strong> congedo: <strong>di</strong>stribuì 1 000<br />

dramme a ciascuno, e fece una sorlizione<br />

delle terre d' Italia fra loro. Tra queste<br />

tene vi furono quelle dell'agro veiente e<br />

capenate. Iu tale circostanza e in forza<br />

della legge Giulia dedusse pure una co-<br />

louia a Veii, e così ebbe principio la se-<br />

V E I 23<br />

conda Veii,o la Veii romana. Questa co-<br />

lonia andò soggetta ad un assalto nella<br />

guerra civile triumvirale : gli abitanti si<br />

<strong>di</strong>spersero, per cui Lucano rappresentò le<br />

rovine <strong>di</strong> Veio coperte <strong>di</strong> polvere, Proper-<br />

zio lo <strong>di</strong>pinse miserabile ricettacolo <strong>di</strong> pa-<br />

stori, e giunse l'altiero Floro a <strong>di</strong>re, gonfio<br />

della grandezza <strong>di</strong> Roma de'suoi tempi e<br />

guardando Veio nello stato cui erasi ri-<br />

dotto , essere stata una vergogna l' aver<br />

trionfato <strong>di</strong> Veio! Essendo in tal con<strong>di</strong>-<br />

zione la colonia veiente, Augustoda principio<br />

<strong>di</strong>visò d'incorporarla a Roma, ma<br />

poi la popolò <strong>di</strong> nuovo, e Veii assunse il<br />

nome <strong>di</strong> Manicipiurn Augustum Pejens t<br />

siccome fanno fede Frontino o l'autore<br />

dell' opuscolo de Coloniis, chiamandola<br />

Colonia Fejciis t e <strong>di</strong>verse iscrizioni che<br />

riporta Nibby, in quel luogo in più tem-<br />

pi rinvenute negli scavi, e da lui eru<strong>di</strong>tamente<br />

illustrate, per cui ne farò poi menzione<br />

breve. Il municipio <strong>di</strong> Veii venne<br />

murato, come Veii primitivo, e colle pro-<br />

prie forze ezian<strong>di</strong>o risorse. Di tale rifio-<br />

rimento <strong>di</strong> Veii romano sul finire del regno<br />

d'Augusto, e sotto il suo successore<br />

Tiberio ne fanno altresì prova i moltepli-<br />

ci monumenti appartenenti a quell'epoca<br />

e scoperti nelle rovine della Veii roma-<br />

na, parte de'quali sono sculture, che rap-<br />

presentano l'immagini d'Augusto, <strong>di</strong> Tiberio<br />

e <strong>di</strong> altri soggetti <strong>di</strong> quella fimi-<br />

glia; parte iscrizioni, fra le quali primeg-<br />

gia la riprodotta da Nibby, che ora si vede<br />

affissa nella camera delle lapi<strong>di</strong> nel museo<br />

Capitolino , proveniente dal museo<br />

Ciampini, già trovata nel ripiano a settentrione<br />

dell' IsolaFarnese,do ve fu il municipio<br />

romano Veiense e il foro, ed appartenente<br />

al 776 <strong>di</strong> Roma o anno 26<br />

dell'era volgare. Da questo monumento<br />

si apprende, che Veii romauo avea il suo<br />

consiglio composto <strong>di</strong> 100 membri, per-<br />

ciò chiamati centumviri, 1 3 de'quali fu-<br />

rono presenti alla deliberazione fatta nel<br />

tempio <strong>di</strong> VeuereGenitrice nel foro<strong>di</strong>Ce-<br />

sare in Roma: che avea i suoi duumviri,<br />

i suoi questori; che volendo ricompensa-


24<br />

VE I<br />

re i benefizi ricevuti da Caio Giulio Ge-<br />

Jote licerlo d'Augusto, lo promossero al<br />

grado degli atigustnli, collegio equivalen-<br />

te a quello de'Pontefici in Pioma; e <strong>di</strong>ede-<br />

ro a lui ed a'figli suoi il privilegio del bi-<br />

sellio in mezzo agli auguslali nell'assiste-<br />

re agli spettacoli, ed in mezzo a'cenlum-<br />

•viri nelle cene pubbliche, e l'esenzione da'<br />

dazi municipali. Fra'nominati centumvi-<br />

ri in tale decreto vie M. Tarquizio Sa-<br />

turnino, <strong>di</strong> cui si ha una lapide scoperta<br />

nel 18 12 negli scavi veienti, dalla quale<br />

apparisce ch'egli ebbe l'onore d'una sta-<br />

tua in Veii, della cui ragguardevole fami-<br />

glia ivi furono trovate altre memorie, la<br />

quale pare oriunda <strong>di</strong> Veii anche per l'i-<br />

dei izione eh' era in quella parte detta la<br />

Piazza d'armi, e poi annoverala alla tribù<br />

Tromenlina, così denominata a campo<br />

Tromekto, parte del territorio veien-<br />

le; cioè derivante da una dell'antiche famiglie<br />

veienti che defezionarono aroma-<br />

11 i durante l'asse<strong>di</strong>o <strong>di</strong> Veii, e furono do-<br />

po la presa della città premiate col <strong>di</strong>ritto<br />

<strong>di</strong> citta<strong>di</strong>nanza, e con terre l'anno 366<br />

<strong>di</strong> Roma. Di Cneo Cesio Aticto, che rial-<br />

zò la statua <strong>di</strong> Tarquizio Saturnino, ca-<br />

duta per terremoto o altra cagione, per<br />

le rovine del tempio <strong>di</strong> Marte, molte la-<br />

pi<strong>di</strong> sono state scoperte in Veii, parte nel<br />

secolo passato e parte negli ultimi scavi,<br />

riferite da Nibby; dalle quali apparisce,<br />

che fu aggregato fra'centumviri veienti,<br />

che riscosse ogni sorte <strong>di</strong> onori, ch'ebbe<br />

statue dagli auguslali e da tulta la popo-<br />

lazione nel 2 56 <strong>di</strong> nostra era, per la sua<br />

munificenza , avendo rifatta la schola o<br />

sala della Fortuna Forte e l'ornò <strong>di</strong> sta-<br />

tue; e ch'ebbe in moglie Cesia Sabina sa-<br />

cerdotessa della Fortuna Reduce, la qua-<br />

le si mostrò munifica colie donne del comune<br />

<strong>di</strong> tutte le classi ad esempio del suo<br />

marito. Da un' altra lapide scavata nel<br />

18 12, si ricava che nel 784 <strong>di</strong> Roma il<br />

municipio eresse un monumento ad ono-<br />

re <strong>di</strong> Tiberio e <strong>di</strong> Druso cesare suo figlio;<br />

e da altra che M. Erennio Picente conso-<br />

le era patrono del municipio, a lui eret-<br />

VE I<br />

ta per benefizi ricevuti da'municipali in-<br />

tramuranei, altra testimonianza che Veii<br />

romana pure era circuita <strong>di</strong> mura. Plinio<br />

fra le popolazioni che a'tempi <strong>di</strong> Vespasiano<br />

occupavano l'Elruria, nomina<br />

i veientani. Dell' esistenza del municipio<br />

<strong>di</strong> Veii sotto gli Antonini e Settimio Se-<br />

vero sonovi lapi<strong>di</strong> che l'affermano. Il pie-<br />

<strong>di</strong>stallo della statua della Vittoria esistente<br />

nella chiesa <strong>di</strong> s. Lucia nell'Isola Farnese,<br />

de<strong>di</strong>cata nel 249 <strong>di</strong> nostra era, mo-<br />

stra che sotto i Filippi , Veii continuava<br />

ad esistere,chesi restauravano monumen-<br />

ti cadenti per vetustà, che conservava il<br />

suo Ordo,e che n'erano allora duumviri<br />

quinquennali P. Sergio Massimo e M.<br />

Lollio Sabiniano. Dalla lapide scoperta<br />

nel 1 774 apparisce che Veii avea ancora<br />

il suo Ondo sul principio del secolo IV;<br />

è in onore <strong>di</strong> F. Valerio Costanzo padre<br />

<strong>di</strong> Costantino I allora nobilissimo cesare.<br />

Essa chiude la serie de' monumenti ve-<br />

ienti conosciuti da Nibby. Dopo l'era Co-<br />

stantiniana altra memoria esso non incon-<br />

trò <strong>di</strong> Veii, se non nell'Itinerario o carta<br />

Peutingeriana, nella quale al XII miglio<br />

della via Cassia o Clau<strong>di</strong>a trovasi in<strong>di</strong>-<br />

cata Veios, dall'anonimo Ravennate det-<br />

ta Beios per analogia <strong>di</strong> pronuncia. Dice<br />

Nibby: questi mi sembrano in<strong>di</strong>zi mol-<br />

to forti per credere che Veii nel secolo<br />

Vili non era ancora <strong>di</strong>menticata. Ma do-<br />

po sparisce alfatto dalla storia , e perciò<br />

puòsupporsi checaduta in isquallore come<br />

tant'altre terre del <strong>di</strong>stretto <strong>di</strong> Roma<br />

perisse alfa Ito nella scorreria mici<strong>di</strong>ale <strong>di</strong><br />

Astolfo re de' longobar<strong>di</strong>, che marciò su<br />

Roma verso il 753 per asse<strong>di</strong>arla e mi-<br />

nacciandola d'impadronirsene. Prima <strong>di</strong><br />

questo tempo pare che in Veio vi fosse<br />

piantata la sede vescovile,e nel vol.LVIII,<br />

p.128, notai, che il Calindri ne <strong>di</strong>sse i.°<br />

vescovo Andrea nel 680. LaNotiliaEpiscopatuum<br />

del p. Mi reo <strong>di</strong>ce a p. 4' 1 •"<br />

Veientes seu Veii t vetusti Etruriae po-<br />

puli: quorum Urbs quo loco posila fuerit,<br />

iam olim fuit ignoratum. Civita-<br />

lem Castellana, quae Episcopatugau-


VE T<br />

det, non Veientium, sed Falìscorum esseoppidum,docet<br />

Antonini Massa in li-<br />

bro deOrigine Faliscorum. Nel 1. 1 o del-<br />

Y Italia sacra, fra gli Episcopatus Antiquati,<br />

a p. 182 si pone J'ejens Episco-<br />

patus. Dopo riferite le notizie dell'antico<br />

Veio o Veii, si legge. Sunt etiam, qui illud<br />

inter Episcopales sedes antiquatas<br />

recen seatj cuj'us rei testitnonium profertur<br />

Andreas Vejentanae Ecclesiae Epi-<br />

scopio, qui sententi :arn suam <strong>di</strong>xit in Romano<br />

concilio subAgathone


a6 V E I<br />

«letto Vejentanus provinciae Histriae,<br />

perchè una delle principali colonie <strong>di</strong> Ve-<br />

io, cioè i campi <strong>di</strong> Veio furono assegnali<br />

alle legioni illiriche ed a' veterani dalma-<br />

tini, e perciò detti Dalmalia elHistria.<br />

Degli Effetti produce <strong>di</strong>verse notizie su<br />

Veio e il suo territorio, su' veienti anti-<br />

chi e nuovi. Anche il Borgia, faticanti<br />

Confessio B. Petri, a p. 1 88 parla <strong>di</strong> Capracorum<br />

oblatum Ecclesiae Romanae,<br />

prae<strong>di</strong>um sciliect rusticani in territorio<br />

t 7 ridanoseli Vegetano. Nel l.i^ùtW Album<br />

<strong>di</strong> Roma, a p. 28, si riporta il Di'<br />

scorso sopra Capracoro colonia fonda-<br />

ta da s. Adriano I, del eli. Coppi, col-<br />

la pianta corografica delle vicinanze <strong>di</strong><br />

Capracoro. E nel t. 9, p. 5i 1 degli Atti<br />

dell' accademia romana d'Archeo-<br />

logia, si legge il medesimo Discorso.<br />

Dice che alla sua assunzione al ponti-<br />

ficalo il dominio temporale della s. Se-<br />

de era angusto (cioè in proporzione delle<br />

posteriori ampliazioni), ed i longobar<strong>di</strong><br />

facevano correrie sino a Otricoli. Fra le<br />

tante opere insigni <strong>di</strong> quel gran Papa, pro-<br />

mosse l'agricoltura. Nell'agro romano fondò<br />

4 domoculte o villaggi, cioè Galera nel-<br />

la via Amelia o Cornelia, altra Galera nel<br />

Portese.s. E<strong>di</strong>sto e Calvisiano nell'Ar-<br />

deatina. Altra docuoculta stabilì nel ter-<br />

ritorio veiente, a' confini del Nepesino,<br />

nel luogo detto Capracoro, e sembra nel<br />

territorio <strong>di</strong> Campagnano presso il fiume<br />

Treia. Possedeva egli colà molti terreni<br />

ere<strong>di</strong>tati da'suoi maggiori nobilissimi romani<br />

(da'qnali, secondo alcuni, <strong>di</strong>scese-<br />

ro poi i conti del Tuscolo ei Colonna).<br />

A que' fon<strong>di</strong> ne unì altri che acquistò da<br />

vari particolari, co' quali fece delle per-<br />

mute, e formò una sola tenuta, nella quale<br />

fondò Una colonia. E<strong>di</strong>ficò nella mede-<br />

sima una magnifica chiesa, e terminato il<br />

tutto, egli stesso accompagnato dal clero<br />

e senato romano si recò con gran pompa<br />

a Capracoro , e trasferì nella nuova<br />

chiesa i corpi de' ss. Pontefici Cornelio,<br />

Lucio, Felice e Innocenzo I, suoi protet-<br />

tori particolari. Dispose poi, che tutto il<br />

V E I<br />

rumente, l'orzo, i legumi, ed il vino che<br />

in quella colonia si fosse raccolto, si ri-<br />

ponesse separatamente ne'granai e nelle<br />

cantine della chiesa Lateranense-, si uccidessero<br />

inoltre ogni anno 100 grossi ma-<br />

iali, e se ne riponesse similmente la car-<br />

ne nelle <strong>di</strong>spense del Laterano (ove al-<br />

lora i Papi facevano l'or<strong>di</strong>naria loro <strong>di</strong>-<br />

mora), quin<strong>di</strong> il lutto si erogasse in sov-<br />

venzione de'poveri; per tal effetto si ra-<br />

dunassero ogni giorno, sotto il portico <strong>di</strong><br />

quel patriarchio, almeno 100 <strong>di</strong> essi, e un<br />

<strong>di</strong>spensiere fedelissimo <strong>di</strong>stribuisse a cia-<br />

scuno una libbra <strong>di</strong> pane, due bicchieri<br />

<strong>di</strong> vino, ed una zuppa con porzione <strong>di</strong><br />

carne. Capracoro passò <strong>di</strong>poi fra'beni del-<br />

la basilica Vaticana, e fu per vari secoli<br />

abitato. Difatti s. Leone IV verso T848<br />

chiamati da vari luoghi uomini per co-<br />

struir le mura della Città Leonina (f.)<br />

borgo aggiacente a detta basilica, concorse<br />

all'opera anche la milizia <strong>di</strong> Capracoro.<br />

G io vauniXX confermando nel 1027<br />

i beni al vescovo <strong>di</strong> Portoe <strong>di</strong> Selva Can-<br />

<strong>di</strong>da, ne nomina alcuni esistenti nel terri-<br />

torio Nepesino, confinanti con una strada<br />

ch'era fra la milizia della torre e un ter-<br />

reno <strong>di</strong> s. Pietro. Benedetto IX in una si-<br />

mile conferma delio37 in<strong>di</strong>ca Capraco-<br />

ro col titolo <strong>di</strong> Corte (anticamente signi-<br />

ficava, unione <strong>di</strong> molti poderi, anzi un ca-<br />

stello o terra). Nel 1 o53 s. Leone IX con-<br />

fermò a Giovanni arciprete della basili-<br />

ca Vaticana e a'eanonici <strong>di</strong> essa, ch'era-<br />

no nel monastero <strong>di</strong> s. Stefano maggio-<br />

re, vari fon<strong>di</strong>, e fra gli altri que'<strong>di</strong> Tre-<br />

quata e Macorano accinto a Capracoro.<br />

In altra bolla dello stesso anno, s. Leone<br />

IX confermò al medesimo arciprete e a*<br />

servitori della chiesa <strong>di</strong> s. Pietro, il castel-<br />

lo <strong>di</strong> Capracoro con tutti i suoi fon<strong>di</strong>, col<br />

molino e la chiesa <strong>di</strong> s. Giovanni della Tre-<br />

gia, esistente nel territorio veiente lungi<br />

circa 27 miglia da Roma. Adriano IV nel<br />

1 f 58 confermò la 2/ bolla <strong>di</strong> s. Leone<br />

IX, in<strong>di</strong>cando che la nominata chiesa era<br />

<strong>di</strong>roccata, che dovea alla basilica Vatica-<br />

na annue 3 libbre <strong>di</strong> cera lavorata; lo stes-


VE I<br />

so ripeterono Innocenzo III ne) no", e<br />

Gregorio IX nel 1:128. Col decorso degli<br />

anni la basilica Vaticana perdette i beui<br />

<strong>di</strong> Capi-acoro. Questo castello dopo il secolo<br />

XI II, come tanti altri, fu abbandona-<br />

to e <strong>di</strong>strutto, pel sito alquanto infelice,<br />

cioè sorgeva in una valle circondati d


a8 VE I<br />

«<strong>di</strong>ri personaggi; et! all'incontro restasse<br />

presso Enrico V il potente romano Pier<br />

Leone co'suoi figli. Nel i 166 venne con-<br />

fermala l.i locazione falla <strong>di</strong> questo ca-<br />

stello dal predecessore, da Ildebrando<br />

abbate benedetlino <strong>di</strong> s. Cosma e Damiano<br />

in Mica Aurea (oggi s. Cosimato<br />

<strong>di</strong> Roma delle Francescane, alle quali<br />

già nel 1288 era passala la proprietà <strong>di</strong><br />

Isola, forse allora chiamata Castello <strong>di</strong><br />

.«. Pietro), a Pietro Obicione,e gli cedette<br />

inoltre alcuni beni che avea in Albano,<br />

ricevendone in compenso i <strong>di</strong>ritti che il<br />

medesimo aveva sopra 6 chiese esistenti<br />

in Isola. L'n alto del 1286 ricorda fra'<br />

i confini <strong>di</strong> Galera il castello dell' Isola<br />

<strong>di</strong> Ponte Veneno. Sul principio del secolo<br />

XIV questa terra passò dal monastero<br />

delle monache <strong>di</strong> s. Cosimato in ma-<br />

no <strong>di</strong> particolari; e nel 1 346 un in<strong>di</strong>viduo<br />

della famiglia Muti ne vendette una<br />

palle ad Andrea Orsini. Nel i36o Fran-<br />

cesco Veneto notaio lasciò a Vecchiarel-<br />

Jo Sabba due oncie del castello dell'Iso-<br />

la colle tenute, la rocca, il cassero ed i<br />

vassalli. Nel 1 368 Lello figlio <strong>di</strong> Vene-<br />

to ne ipotecò la 3." parie d' un'oncia a<br />

favore <strong>di</strong> Pietro figlio <strong>di</strong> Marino. Nel se<br />

colo XV questa terra era in uno stato <strong>di</strong><br />

floridezza e molto popolata; imperocché<br />

nella mossa del perugino Nicolò Fortebraccio<br />

minacciante Roma, nel 1 4^4<br />

venne lassata da Papa Eugenio IV <strong>di</strong><br />

mandare a Bracciano 10 uomini armati<br />

per unirsi al corpo che ivi il Papa faceva<br />

raccogliere per opporglisi. Sembra<br />

poi che in questo tempo passasse interamente<br />

in potere degli Orsini, i quali fino<br />

dal i346 ne possedevano una parte,<br />

e molto del fabbricato attuale appartie-<br />

ne a qiiell' epoca. Nel 1480 con l'aiuto<br />

<strong>di</strong> Fabrizio e Nicolò signori <strong>di</strong> Scrinone-<br />

ta, nella correria contro gli Orsini, Iso-<br />

la pure fu presa da Prospero Colonna,<br />

che menò seco prigione parecchi abitanti<br />

e portò via mollo bestiame. Nel i486<br />

il car<strong>di</strong>nal Borgia, poi Alessandro VI, e<br />

il car<strong>di</strong>nal Ascanio Sforza si portarono<br />

VE1<br />

in questa terra e cenarono insieme, on-<br />

de si sparse voce che avessero trattato <strong>di</strong><br />

pace. Dipoi Alessandro VI avendo stabi-<br />

lito ili abbattere la potenza degli Orsini,<br />

perciò tentò d'occupare tutte le loro ter-<br />

re cominciando dall' Isola, che il suo figlio<br />

Cesare Borgia poi duca <strong>di</strong> Valenza<br />

(F.) o Valentinois, nel 1 497<br />

circa pre-<br />

se dopo 12 giorni d'asse<strong>di</strong>o, ed allora<br />

oltre altri guasti, una parte della rocca<br />

venne <strong>di</strong>sfatta : nello slesso anno gli Or-<br />

sini ne alienarono una parte in favore<br />

del 11 ucel lai mercante fiorentino. Morto<br />

però nell'agosto i5o3 Alessandro VI, e<br />

caduta la potenza del duca Borgia, l'Iso-<br />

la naturalmente ritornò proprietà degli<br />

Orsini, onde allorché Pio IV nel i56o<br />

con bolla eresse Bracciano (<strong>di</strong> cui pure<br />

nel voi. LV1II, p. 121) in ducato, vi<br />

comprese con altre terre ancora questa.<br />

Rilevai nel voi. XX1H, p. 201C0I Nibby,<br />

il nome che tultora ritiene d'Isola Farncse<br />

è un forte in<strong>di</strong>zio, che un qualche<br />

tempo sia stala <strong>di</strong> quella famiglia, e che<br />

poscia nell' incamerazione del ducato <strong>di</strong><br />

Castro e Ronciglione, ancora questa ter-<br />

ra venisse compresa. Egli è certo che fino<br />

dal 1667 era della Camera apostolica ,<br />

e che fu allora affittata per i45o scu<strong>di</strong>.<br />

Anche il Coppi conviene, che nella de-<br />

cadenza della famiglia Orsini, Isola fu<br />

fra' primi fon<strong>di</strong> alienali ; e sembra che<br />

sia passata in dominio della famiglia Farnese,<br />

dalla quale prese nuova denominazione,<br />

e quin<strong>di</strong> incamerala col detto du-<br />

cato, pare nel 1 64 * n nel 1 64


vec<br />

topografiche da lui verificate sul luogo.<br />

Afferma d'aver trovato sul piano dell'i-<br />

stesso silo ov'era la città i residui dell'an-<br />

tichissime mura e delle sostruzioni ; che<br />

ne' cavi si trovarono pie<strong>di</strong>stalli, cornicio-<br />

ni, statue e altri maravigliosi rottami <strong>di</strong><br />

marmi antichi. Nel piano della valle os-<br />

servò il cunicolo pel cui mezzo seguì le-<br />

sterminio della gran Veio. Nell'antica via<br />

Veientana, che <strong>di</strong>ramandosi dalla Cassia<br />

conduceva a Veio, trovò i vestigi <strong>di</strong> gros-<br />

si selci, e allora pure conducevano al col-<br />

le e all' Isola Farnese; e parte dell'anti-<br />

ca città <strong>di</strong>chiaiò che surse ov'è il castel-<br />

lo o rocca dell' Isola stessa, nella quale<br />

con Lilj <strong>di</strong>ce che terminò i suoi giorni<br />

Gismondo Varani. In l'atti leggo nell'///-<br />

storia <strong>di</strong> Camerino, che nelle vertenze<br />

fra Francesco RI.' I duca d'Urbino e Sigismondo<br />

Varani suo nipote e duca <strong>di</strong><br />

Camerino, questi tornando da Viterbo<br />

a Roma, ov'era andato ad assoldar gen-<br />

ti, d' or<strong>di</strong>ne dello zio giunto alla Storta<br />

a' 25 giugno 1022 fu passato con uno<br />

spiedo nel corpo e portato, nel castello<br />

dell'Isola Farnese ivi morì <strong>di</strong> 21 anni,<br />

in<strong>di</strong> condotto in Roma il cadavere fu tu-<br />

mulato in s. Maria del Popolo. Quin<strong>di</strong><br />

il Piazza passando a ragionare dell'o<strong>di</strong>er-<br />

no castello, <strong>di</strong>ce che dagli Orsini passò<br />

in proprietà de'Farnesi, unito collo sta-<br />

to <strong>di</strong> Castro e Ronciglione, e pe' quali<br />

s' intitolò Isola Farnese, in<strong>di</strong> proprietà<br />

della camera apostolica col rimanente<br />

del dominio Famesiano. Trovò nella vi-<br />

sita apostolica la chiesa <strong>di</strong> s. Pancrazio<br />

parrocchiale (e lo è tuttora, de<strong>di</strong>cata pu-<br />

re alla D. Vergine Coronata), assai anti-<br />

ca e <strong>di</strong> conveniente fabbrica (il Nibby la<br />

crede e<strong>di</strong>ficata nel secolo XV e proba-<br />

bilmente rifabbricata dopo i guasti soffer-<br />

ti dalla terra nella "'presa del duca Bor-<br />

gia : dello slesso tempo è la pittura a fre-<br />

sco dell'aitine maggiore, che rappresen-<br />

ta la Coronazione della ss. Vergine. 11<br />

vaso per 1' acqua santa è formato con<br />

frammenti antichi d'architettura), in cui<br />

venerasi una segnalata reliquia del san-<br />

V EI 29<br />

to titolare. La chiesa fu consagrata dal<br />

vescovo Teipolitano a'20 aprile i55g,<br />

riponendovi neh' altare le reliquie <strong>di</strong> s.<br />

Pancrazio, <strong>di</strong> s. Andrea apostolo e <strong>di</strong> s.<br />

Lucia, concedendo un anno d'indulgen-<br />

za perpetua nell'anniversario della de<strong>di</strong>-<br />

cazione, <strong>di</strong> che trovò memoria nel de-<br />

creto della visita fatta nel i63o dal car-<br />

<strong>di</strong>nal Ginnasi vescovo <strong>di</strong> Porto. La chiesa<br />

era mantenuta nel culto<strong>di</strong>vino da una<br />

confraternita canonicamente eretta, coi<br />

frulli <strong>di</strong> pii legati. Pegli infortuni! patiti<br />

dal castello allora contava 1 3o anime,<br />

l'arciprete godeva scu<strong>di</strong> 200 <strong>di</strong> ren<strong>di</strong>ta.<br />

La chiesa <strong>di</strong> s. Maria Castellana, così del-<br />

ta perchè vicina alla rocca t> castello an-<br />

tico, de<strong>di</strong>cata ancora a s. Lucia, ora<br />

smantellata, era governata da un cap-<br />

pellano perpetuo obbligato a coa<strong>di</strong>uvare<br />

l'arciprete nella cura d'anime, e <strong>di</strong> sup-<br />

plire per lui a' bisogni della parroc-<br />

chia, venendo nominato liberamente dal-<br />

l' or<strong>di</strong>nario colla ren<strong>di</strong>ta <strong>di</strong> scu<strong>di</strong> 80.<br />

Crede Piazza che in questo e<strong>di</strong>lìzio, prima<br />

che fosse ridotto a chiesa, venisse a-<br />

dorato da'gentili un Nume. Certo è che<br />

ivi 1' ara marmorea della Vittoria Au-<br />

gusta, serve per vaso dell' acqua bene-<br />

delta, e l'iscrizione Ordo Vejenlium fe-<br />

ce trarre argomento al Nar<strong>di</strong>ni della vicinanza<br />

<strong>di</strong> Veio, mentre osservò il Piazza<br />

che per la sua grandezza non poteva es-<br />

sere stala trasportala da luogo lontano.<br />

L' Isola Farnese fu <strong>di</strong> poi concessa in en-<br />

fiteusi dalla camera apostolica, la quale<br />

nel 1820 ne vendette anche il dominio<br />

<strong>di</strong>retto, che fu acquistato dalla principes-<br />

sa Marianna <strong>di</strong> Savoia duchessa del Chia-<br />

blese, nel suo soggiorno in Roma (<strong>di</strong> che<br />

ne'vol.XXlII,p.2oi,XLVH,p. 95,LXI,<br />

p. 174 e altrove); dominio che passato<br />

per sua morte nel 1823 in retaggio alla<br />

regina <strong>di</strong>SardegnaM.'Cr'ìtiin* <strong>di</strong> Borbo-<br />

ne (insieme alla Villa del Tuscolo ossia la<br />

Rufiinella <strong>di</strong> Frascati, <strong>di</strong> che parlai nel<br />

vol.XXVII,p. j 65 e i66,ma ricordandolo<br />

nel voi. LIX, p. 73, il detto voi. per man-<br />

canza d'uu 1 <strong>di</strong>ce erroneamente XX\ 1; e<br />

e


3o VE I VEI<br />

siccome ivi tlissi che In regina collocò gli rupe che guarda mezzogiorno e levante,<br />

oggetti antichi d'arte trovati ne'suoi sca- e si ravvisano come sepolcri etruschi;<br />

vi <strong>di</strong> Tuscolo, nel magnifico e reale ca- una <strong>di</strong> esse è <strong>di</strong> forma quadrata e piena<br />

stello d' Agliè nella provincia d'Ivrea, <strong>di</strong> piccole nicchie, come i colombari ro-<br />

e suo soggiorno <strong>di</strong> villeggiatura <strong>di</strong> quan- mani. Il luogo presenta d'ogni parte l'ado<br />

in quando, qui aggiungo che vi col- spetto dello squallore e della decadenza,<br />

locò pure la pregevole collezione de'vasi e mostra nel fabbricato essere stalo riefittili<br />

veienti, <strong>di</strong> cui vado a parlare. Il <strong>di</strong>ficato nel XV secolo. La terra ebbe un<br />

castello d' Agliè è <strong>di</strong> proprietà del reale soloaccesso interno, e dalla parte del Por-<br />

principe Tommaso <strong>di</strong> Savoia duca <strong>di</strong> Gè- lonaccio era la comunicazione fra la cit-<br />

nova), e morendo la regina nel 1 847, la- là e la cittadella. L'antica via essendo insciò<br />

1' Isola Farnese, con altri fon<strong>di</strong> che terrotta, come la detta comunicazione,<br />

possedeva nelle vicinanze <strong>di</strong> Roma, alla si segue una nuova strada, posteriore a<br />

nipote regnante imperatrice del Rrasile Veii etrusca,che torce a sinistra per chi<br />

Teresa Cristina, comenotai nel vol.LXI, va da Roma all'Isola, fino alla mola; la<br />

p. 181. L'imperiosa brevità m'impe<strong>di</strong>- quale a sinistra è dominata da rupi pit-<br />

sce seguire il iNibby nella dotta descri- toresche, e a destra da una specie <strong>di</strong> ba-<br />

zione della topografia della celebre Veii, ratio, sotto il quale scorre il fosso. Alla<br />

e degli avanzi esistenti tanto dell' epoca mola è il precipizio terribile, e poco do-<br />

etrusca, quanto ancora dell'epoca 10- pò una cataratta: il sito è de'più pittomana,<br />

e dovrò contentarmi a ricordare reschi, e pare servito a' veienti per luogo<br />

solamente qualche principale in<strong>di</strong>cazio- <strong>di</strong> supplizio, come a Roma la rupe Tar-<br />

ile, oltre quelle già riferite. Sir William pea. Dalla cataratta si sale per giungere<br />

Geli pei 1 .° pubblicò la pianta esatta <strong>di</strong> alla città antica, ove forse fu la porta oc-<br />

Veii, che somiglia ad una vasta peniso- cidentale o de'Selte Pagi. S'incontra poi<br />

la, nel t. 1 delle Memorie dall' Istillilo una sorgente d'acqua minerale, e il sito<br />

<strong>di</strong> corrispondenza a rcheo logica,con os- dell'altre porle, che ponno designarsi, seservazioni,<br />

ed anco nella Topografia <strong>di</strong> condo la loro <strong>di</strong>rezione, co'nomi <strong>di</strong> Cam-<br />

Rorna e suoi <strong>di</strong>ntorni: Le mura primi- pana, Fidenate, Arce, Are Muzie, Ponte<br />

live erano <strong>di</strong> massi irregolari quadrila- Sodo oCapenate, Sutrina, Pietra Perlu-<br />

Ieri <strong>di</strong> lufa locale, lunghi fino 1 1 pie<strong>di</strong>, sa, Colombario. Visibilmente si ricono-<br />

Gli antichi sepolcri sono incavati nella scono a fior <strong>di</strong> terra le fondamenta dei-<br />

rupe dell'Isola. 11 suo fosso e il rivo Cre- le 5 porte, oltre quella per a Sette Pagi,<br />

mera determinano il sito <strong>di</strong> Veii in gui- Sembra però clie 9 fossero le porte, sensa<br />

che si può facilmente misurarne il cir- za coniar la porta della cittadella eh' e-<br />

cuito. A Veii romana anticamente si an- ra interna. Oltre le mura, il sito delle<br />

dava da Roma perle vie Flaminia e Cas- porte, il ponte della porta <strong>di</strong> Pietra Per-<br />

sia ; oggi più. or<strong>di</strong>nariamente si segue la tusa, il Ponte Sodo, i tumuli e le grotte<br />

strada detta dell'Isola, che <strong>di</strong>rama dalla sepolcrali, altri avanzi non rimangono <strong>di</strong><br />

Cassia verso il X miglio a destra. Il ca- Veii etnisca. Del municipio <strong>di</strong> Veii ro-<br />

stello dell'Isola si presenta come sopra mana altro non rimane che il colombauno<br />

scoglio spiccato dalla catena <strong>di</strong> pa- rio, da'eonta<strong>di</strong>ni chiamato il Cemeterio;<br />

lecchi colli <strong>di</strong>rupati, <strong>di</strong> forma oblunga fu trovalo intallo, ornato <strong>di</strong> stucchi <strong>di</strong><br />

da occidente a oriente. Quel <strong>di</strong>rupo è un bello stile e <strong>di</strong> pitture, ma oggi è tutto<br />

ammasso <strong>di</strong> ceneri vulcaniche indurite spogliato, parte per l'incuria e parte pel<br />

dall'acqua, perciò fragile e facile a fra- vandalismo de' visitanti. Esso è condo-<br />

narsi, per cui anticamente era più alto, sto <strong>di</strong> 3 camere, delle quali una sola è ac-<br />

Molte caverne souo aperte nel lato della cessibile. Lungo la strada romana fra le


VEI<br />

porle Siili ina e Fidennte, furono scoper-<br />

te negli scavi varie lapi<strong>di</strong> sepolcrali, ri-<br />

ferite e <strong>di</strong>chiarate dal Nibby. Nel centro<br />

ove fu il municipio veiente furono tro-<br />

vate le teste colossali d'Augusto e Tibe-<br />

rio, ora nel corridore del Musco Glia»<br />

ramonti, molte altre statue frammenta-<br />

te, molte teste, una statua mutile <strong>di</strong> Germanico,<br />

molli pezzi d'architettura e 24<br />

colonne giacenti e non ancor messe in o-<br />

pera, cioè 12 <strong>di</strong> marmo bianco lunense<br />

<strong>di</strong> circa i3 palmi d'altezza e 3 <strong>di</strong> <strong>di</strong>ame-<br />

tro, d'or<strong>di</strong>ne ionico, con basi e capitelli<br />

<strong>di</strong> forma singolare; e 12 <strong>di</strong> marmo bi-<br />

gio <strong>di</strong> 1 3 palmi d'altezza e d'un palmo e<br />

mezzo <strong>di</strong> <strong>di</strong>ametro, con basi e capitelli<br />

d'or<strong>di</strong>ne composito. Colle prime Grego-<br />

rio XVI fece ornate il portico dell'anti-<br />

co e<strong>di</strong>lìzio delle Poste pontifìcie a piazza<br />

Colonna (come narrai nel voi. LlV, p.<br />

3 1 4-> mentre il nuovo ledescrissi nel voi.<br />

LXXIV, p. 36o) ; colle seconde il medesimo<br />

Papa fece decorare la cappella <strong>di</strong><br />

s. Benedetto della nuova basilica <strong>di</strong> s.Pao-<br />

lo (il che notai nel voi. XII, p. 223, ed<br />

avendo terminato la descrizione <strong>di</strong> quel<br />

tempio splen<strong>di</strong><strong>di</strong>ssimo ne' voi. LXXIII,<br />

p. 352, LXXV, p. 2 i4). Queste 24 colonne<br />

sembra che fossero in origine de-<br />

stinale ad abbellire la basilica <strong>di</strong> Veii, e<br />

per conseguenza presso il luogo dove esse<br />

furono trovate, in uno alle summen-<br />

lovate sculture, e fu probabilmente il fo-<br />

ro. Le lapi<strong>di</strong> pubblicale dalJNibby ricor-<br />

dano il tempio <strong>di</strong> Marte, la scuola della<br />

Fortuna Forte, il teatro, il bagno, il cul-<br />

to alla dea Vittoria, quello a Castore e<br />

Polluce, alla Pietà, ed al Genio de' ve-<br />

ienti. Anche il Coppi <strong>di</strong>scorre de'monu-<br />

menli rinvenuti negli scavi <strong>di</strong> Veio, in<strong>di</strong><br />

acquistali dal governo pontificio, e col-<br />

locati nel museo Vaticano. Nel secolocor-<br />

iente,a spese della famiglia Giorgi e sotto<br />

hi <strong>di</strong>rezione dell'avv. Galli, nel 1 8 1 o s'in-<br />

(ominciarono gli scavi, continuali negli<br />

anni seguenti, sulla spianala d'una col-<br />

lina esistente a settentrione dell' Isola<br />

Farnese, come ricavo da Coppi e da JNib-<br />

VEI 3t<br />

by, quest'ultimo deplorando che gli oggetti<br />

trovali de'magnifici avanzi del mu-<br />

nicipio veiente, quando poi Pio VII li fe-<br />

ce acquistare pel Vaticano, non furono<br />

tutti collocali nella stessa sala, e che nello<br />

scavo fu trascurata affatto la topografia<br />

delle fabbriche rinvenute. Ne fece <strong>di</strong>ver-<br />

se relazioni all'accademia romana d'ar-<br />

cheologia Alessandro Visconti, i cui e-<br />

stralti si pubblicarono nel Giornale <strong>di</strong>-<br />

partimentale <strong>di</strong> Roma, in tempo del governo<br />

francese. Divenuta l'Isola Farne-<br />

se proprietà della regina <strong>di</strong> Sardegna M.*<br />

Cristina, riprese le escavazioni a'26 feb-<br />

braio 1 838 ei83g nell' antica necropoli<br />

<strong>di</strong> Veio sotlo la <strong>di</strong>rezione dell'intelligen-<br />

tissimo marchese Luigi Bion<strong>di</strong>, il quale<br />

a' 1 g aprile i 838 lesse nell' Accademia<br />

d'Archeologia il Ragionamento intorno<br />

alla tabella votiva in marmo, trovata<br />

nell' escavazioni veienli. Si pubblicò nel<br />

t. 9, p. 2o5 de' summentovali Alti. In-<br />

<strong>di</strong> il marchese commise la descrizione<br />

de'vasi fìttili trovati ne' sepolcri dell'antica<br />

Veio, al dotto archeologo Campa-<br />

nari <strong>di</strong> Toscanclla, il quale vi corrispo-<br />

se con quella illustrazione stampala con<br />

tavole incise nel i83q,che lodai nel voi.<br />

LXXVIII, p. 269, de<strong>di</strong>cata al conte Avogadro<br />

<strong>di</strong> Colobiano gran maestro e con-<br />

servatore generale della casa della stessa<br />

regina. Da par suo descrisse tali sepolcri<br />

veienli ed i<br />

vasi. Dice i sepolcri <strong>di</strong> due<br />

specie, altri gran<strong>di</strong> e più antichi, forma-<br />

ti <strong>di</strong> una o più camere co' letti funebri<br />

scolpiti all'intorno, su de'quali venivano<br />

deposti o interrati i cadaveri ; altri meno<br />

antichi e piccolissimi, consistenti in<br />

una o più nicchie scavate parimente nel<br />

tufo e capaci a contenere non più che un<br />

vaso, e talvolta uua piccola urna <strong>di</strong> ter-<br />

ra cotta coperchiala, dove riponevansi le<br />

ossa bruciate del morto ; e presso tali nic-<br />

chie erigevasi il rogo per bruciare i ca-<br />

daveri. 1 vasi neri, quegli altri <strong>di</strong> gran 9<br />

mole con rappresentazioni d' animali, e<br />

gli altri tutti <strong>di</strong> più antica opera e fattu-<br />

ra Uovaronsi sempre <strong>di</strong>sposti intorno a'


32 VEI<br />

cadaveri nelle gran<strong>di</strong> camere sepolcrali.<br />

] vasi <strong>di</strong> miglior stile ed elegante, e quel-<br />

li altresì più. belli per <strong>di</strong>ligenza e bontà<br />

<strong>di</strong> <strong>di</strong>segno, non che gli specchi <strong>di</strong> metal-<br />

lo, le tazze e altre gentili stoviglie, furono<br />

tutte rinvenute entro queste nicchie,<br />

dove fra le ceneri e le ossa brustolile eìano<br />

ancora talvolta anelli d' oro, pen-<br />

denti, armiile, aghi crinali <strong>di</strong> osso o <strong>di</strong><br />

metallo, ed altri ornamenti muliebri, se<br />

<strong>di</strong> donna racchiudevansi 1' ossa dentro i<br />

vasi. Gli etruschi prima interrarono i lo-<br />

ro cadaveri, posteriormente li bruciarono<br />

riponendone gli avanzi entro vasi <strong>di</strong><br />

bronzo o <strong>di</strong> terra cotta, o in urne cine-<br />

rarie, che fu T ultimo uso della nazione,<br />

praticato pure da' romani. La maggiore<br />

o minore antichità <strong>di</strong> siffatti sepolcri, re-<br />

sta <strong>di</strong>mostrata dalle stoviglie se rozze,<br />

migliori o perfette. Comunque nella col-<br />

lezione de' vasi veienti trovati nel!' esca-<br />

vazioni in <strong>di</strong>scorso, molli sono con belle<br />

ed eccellenti pitture, tutti più o meno<br />

sentono del rigido fare della vecchia<br />

scuola, riè ve n'ha uno <strong>di</strong> sì finito e per-<br />

fetto<strong>di</strong>segno <strong>di</strong>esi possa assegnare a que-<br />

si' ultima epoca, il perchè deve ritener-<br />

si, che venisse meno la fabbricazione<br />

tli tali fittili in Veio nel 35g <strong>di</strong> l'ionia,<br />

quando appunto la città fu domata e <strong>di</strong>-<br />

strutta dall'armi vincitrici romane. 1 va-<br />

si neri <strong>di</strong> terra lisci o ornati <strong>di</strong> bassi ri-<br />

lievi elegantissimijche in tanta copia tro-<br />

varonsi ne' più antichi sepolcri <strong>di</strong> Veio,<br />

non hanno molta durezza e soli<strong>di</strong>tà a<br />

proporzione degli altri, perchè la loro<br />

cottura non è portata a quel grado <strong>di</strong> per-<br />

fezione delle stoviglie <strong>di</strong>pinte, per cui<br />

crede il Campanari che poco o nulla servissero<br />

ad altri usi della vita civile, ma<br />

sibhene unicamente alle funebri pompe<br />

e ceremonie degli antichi. Degli altri va-<br />

si le stesse pitture iusegnano l* uso cui<br />

erano destinati. Furono primieramente<br />

adoperati ad uso de'sagrifizi verso i Nu-<br />

mi, non che <strong>di</strong> premio a* vincitori negli<br />

atletici combattimenti, e in altre feste e<br />

giucchi, ed ancora secondo l'argomento<br />

VEI<br />

delle pitture, <strong>di</strong> donativi fra gli amanti,<br />

od a causa <strong>di</strong> matrimonio, d' ospitalità<br />

e d'amicizia. In fine servivano a tutti gli<br />

usi domestici e ci vili,che del pari rappre-<br />

sentati vi sono. Fu costume degli antichi<br />

<strong>di</strong> conservare nella Sepoltura (f.) gli og-<br />

getti che in vita s'ebbero cari i defunti,<br />

per la credenza che I' anime dei beali<br />

conservando dopo morte il proprio abi«<br />

to eie proprie loro costituzioni, prendes-<br />

sero <strong>di</strong>letto delle cose che vivendo ebbe-<br />

ro care e affezionate, massime dalla nazione<br />

Toscana (/'.) antica. Anche il mar-<br />

chese Campana intraprese <strong>di</strong>spen<strong>di</strong>ose<br />

ricerche e intelligenti scavi in alcune<br />

colline che formano parte dell'antica necropoli<br />

veiente, ri m petto al luogo ove<br />

già brillò questa fortissima città etnisca.<br />

Trovò fra le molte altre quella tomba o<br />

grotta sepolcrale, la sola intatta dell'an-<br />

tichissima Veti, il cui <strong>di</strong>segno e sua eru-<br />

<strong>di</strong>ta illustrazione pubblicò 1' Album <strong>di</strong><br />

Roma nel 1 843, col 1. 1 o , p. 249. La re-<br />

gina <strong>di</strong> Sardegna fece riprendere gli sca-<br />

vi colla <strong>di</strong>rezione del valentissimo archeo-<br />

logo commend. Luigi Canina, il quale<br />

pose in più chiara luce 1' ubicazione <strong>di</strong><br />

Veio, e quin<strong>di</strong> pubblicò con 4^ belle ta-<br />

vole e alcune colorite, L'antica città dì<br />

Vej descritta e <strong>di</strong>mostrata con i monu'<br />

menti, Roma 1 847. Quest'opera non fa<br />

posta in commercio, siccome <strong>di</strong> pochi<br />

esemplari. Del sepolcro denominato dal-<br />

lo scopritore e illustratorecWyjo/croCa/npana,<br />

e dai conta<strong>di</strong>ni locali Porta <strong>di</strong><br />

ferro, e dell' opera del Canina, risultato<br />

degli scavi <strong>di</strong> più <strong>di</strong> mille sepolcri, nel<br />

1837 ne <strong>di</strong>e contezza nel t. 3 della nuova<br />

serie del Giornale Arca<strong>di</strong>co a p. 5g<br />

e seg. il eh. Fabio Gori nella sua eru<strong>di</strong>ta<br />

e interessante : Scorsa a Veii una<br />

delle capitali d' Etruria, 1 2 miglia<br />

lungi da Roma. Quanto allo scopritore<br />

del Sepolcro Campanaio celebra come<br />

lo scrittore dell' Opere in plastica.Quan-<br />

to a'vasi trovali dal Canina, <strong>di</strong>ce che sono<br />

<strong>di</strong> tre generi. Il i.° è il più particola-<br />

re de' veieuti, perchè raramente si trovò


VEI<br />

negli al<strong>di</strong> sepolcri etruschi, consistenti in<br />

vosi <strong>di</strong> bella vernice nera, sottile, e <strong>di</strong><br />

mirabile artifizio. Altri hanno geni ala-<br />

ti, o fasciature semplici, o animali con<br />

due soli colori, ed effigie <strong>di</strong> animali inci-<br />

si solo a contorno. Il 2. <strong>di</strong> vasi <strong>di</strong> gran-<br />

<strong>di</strong>ssima <strong>di</strong>mensione, ove <strong>di</strong>pinti sono<br />

con colori a corpo, geni aligeri e anima-<br />

li. Il 3.° mostra T ultimo genere <strong>di</strong> va-<br />

si, ma rarissimi fra le tombe veienti, <strong>di</strong>-<br />

pinti con vernice fina. Dirò per ultimo,<br />

che si legge nel n.° 1 o5 del Giornale <strong>di</strong><br />

lìoma del 1 853, che l'imperatrice del<br />

Brasile Teresa Cristina M." <strong>di</strong> Borbone,<br />

avendo ere<strong>di</strong>tato la maggior parte dei<br />

fon<strong>di</strong>, che possedeva nelle vicinanze <strong>di</strong><br />

Boma la sullodata sua zia regina <strong>di</strong> Sardegna,<br />

non volle trascurare <strong>di</strong> prosegui-<br />

re quanto si soleva praticare da quella<br />

benefica sovrana proleggilrice delle an-<br />

tichità e delle belle arti, a vantaggio del-<br />

le medesime. Commise pertanto al coni-<br />

menci. De Figueiredo incaricalo d' alfa-<br />

li dell' imperatore consorte presso la s.<br />

Sede e la corte <strong>di</strong> Toscana, e suo pro-<br />

curatore per 1' amministrazione del det-<br />

to pati imonio,d'imprendere alcune esca-<br />

vazioni nel territorio dell' Isola Farnese<br />

dove esisteva l'antica Veii. L'escavazio-<br />

ni intraprese nel <strong>di</strong>cembre 1 852, ebbero<br />

luogo primieramente nella parte selten-<br />

tuonale dell'antica città, ove esisteva la<br />

principale sua necropoli; e si scavarono<br />

più <strong>di</strong> 120 vetusti sepolcri, in cui si rin-<br />

venne una ragguardevole quantità <strong>di</strong> sto-<br />

viglie per più gran parte nere, e pochis-<br />

sime <strong>di</strong>pinte. Siffatta particolarità si ren-<br />

de importante per la storia <strong>di</strong> tali ogget-<br />

ti; poiché tra le città principali dell'an-<br />

tica Etruria, <strong>di</strong> quella de' veienti essendo<br />

più cognito il principio della sua pro-<br />

sperità ed il suo territorio alla pertinen-<br />

za <strong>di</strong> tale antico popolo, si trova così in<br />

modo più convincente confermata la pre-<br />

cedenza dell' uso delle stoviglie dell'in-<br />

<strong>di</strong>cala semplice specie, su quello delle <strong>di</strong>-<br />

pinte, ed essersi quest' ultime introdot-<br />

te in piìi gran numero solamente non<br />

VOL. LXXXIX.<br />

VEI 33<br />

prima dell' 8.° secolo avanti l'era nostra.<br />

Quin<strong>di</strong> nel fine <strong>di</strong> febbraio 1 853 si ri-<br />

volsero le ricerche nella parte occupata<br />

propriamente dalla città antica, ove si<br />

scopersero a poca profon<strong>di</strong>tà le reliquie<br />

<strong>di</strong> varie case stabilite incirca ne'primi anni<br />

dell'impero romano sulle fondamenta<br />

<strong>di</strong> ùmili fabbriche assai più antiche, che<br />

si trovarono corrispondere lungo una via<br />

interna che metteva alla porta occiden-<br />

tale, da cui usciva la via esterna che si ri-<br />

volgeva verso la via Cassia. E tra le stes-<br />

se reliquie si rinvennero <strong>di</strong>versi oggetti<br />

<strong>di</strong> scultura romana in marmo, che servono<br />

principalmente a <strong>di</strong>mostrare avere<br />

la città stessa continuato a prosperare anche<br />

dopo d'essere stala ridotta a municipio<br />

romano. Tra'medesimi oggetti me-<br />

rita considerazione una statua muliebre,<br />

che si crede essere una Pomona, <strong>di</strong> poco<br />

inferiore del vero, e quasi per intero con-<br />

servata; e <strong>di</strong>verse piccole figure per Io<br />

più <strong>di</strong> rappresentanza Bacchica con una<br />

piccola Cariatide scolpita in marmo gial-<br />

lo detto numi<strong>di</strong>co. Fa ri mente si rinvenne-<br />

ro frammenti d'una Vittoria alata scol-<br />

pila in bassorilievo per onorare alcuna<br />

vittoria riportata da qualche imperatore<br />

romano che protesse il medesimo muni-<br />

cipio. Si sono inoltre rinvenuti <strong>di</strong>versi<br />

pavimenti <strong>di</strong> camere composti con varie-<br />

tà <strong>di</strong> marmo delle più scelte specie, fra'<br />

pochi marmi scrini, rinvenuti nelle stan-<br />

ze scoperte, meritano considerazione 3<br />

frammenti appartenenti ad un' iscrizio-<br />

ne monumentale dell' imperatore Tibe-<br />

rio, scoperti da vicino al luogo in cui nel<br />

18 j 4 si rinvenne la bella statua summeritovata,<br />

poiché da tali reliquie conoscen-<br />

dosi essere stata l'iscrizione stessa collo-<br />

cala in Veii per alcuna concessione otte-<br />

nuta da quel principe, si viene più formalmente<br />

a convalidare la corrisponden-<br />

za in tal luogo dell'antica città <strong>di</strong> Veii,<br />

come fu ampiamente <strong>di</strong>mostrato anche<br />

nella suencomiala opera <strong>di</strong> Canina; men-<br />

tre <strong>di</strong> tutte le altre iscrizioni in cui leg-<br />

gest il nome de'veienti e della loro città,<br />

3


34<br />

VEL<br />

non si conservò precisa memoria del lo<br />

ro ritrovamento, donde n'era derivata<br />

l'incertezza sulla vera corrispondenza <strong>di</strong><br />

posizione della città stessa.<br />

VELIA, Elea, li<strong>di</strong>a, Heyla. Antica<br />

sede vescovile d'Italia, nella Lucania, la<br />

quale si <strong>di</strong>vide nelle provincie ecclesia-<br />

stiche <strong>di</strong> Rossano e Cosenza. Neil' Ita-<br />

lia sacra } \.. io,p. 1 83, Velinus Epi-<br />

scopati^, s\ <strong>di</strong>ce che esisteva nel VI seco-<br />

lo, essendo vacata nel pontificato <strong>di</strong> s.<br />

Gregorio I, che fiorì nel declinare <strong>di</strong> ta-<br />

le secolo; il quale Papa incaricò Feli-<br />

ce vescovo Agropolitano per fare la vi-<br />

sita della chiesa <strong>di</strong> Velia nel 5cj2. Igno-<br />

ransi i nomi de' vescovi che ne occupa-<br />

rono la sede. La città si vuole e<strong>di</strong>ficata<br />

a tempo <strong>di</strong> Servio Tullio re <strong>di</strong> Roma<br />

da'focesi, perciò stimata colonia greca, e<br />

si vuole patria de' filosofi Parmenide e<br />

Zenone seguaci <strong>di</strong> Pitagora. Sorgeva cir-<br />

ca 200 sta<strong>di</strong> <strong>di</strong>stante da Possìdonia. I<br />

geografi sono <strong>di</strong>screpanti nell'assegnarne<br />

la località : l'Holstenio vuole che sia a Ve-<br />

lia succeduta Castello a Mare della Truc-<br />

ca, come opina pure il Nibby ; Barrio,<br />

s. Bonifacio; Nigro, Ulastra ; Ligorio,<br />

Policastroj Paudolfo, Scalaj Cluverio<br />

e altri, Pisciotta. Quest'ultimo è un borgo<br />

del regno <strong>di</strong> Napoli del Principato<br />

Citeriore, capoluogo <strong>di</strong> cantone a 3 leghe<br />

da Vallo e 17 da Salerno, presso al ma-<br />

re Tirreno. Ha bellissima chiesa parroc-<br />

chiale e un convento, palazzo e parecchie<br />

case ben fabbricate. Vi si fa abbondan-<br />

te pesca, e il territorio produce squisiti<br />

frutti, vini e olio ricercati.<br />

VEL1KA-PERMIA. Sede vescovile<br />

<strong>di</strong> Moscovia, unita all' arcivescovato <strong>di</strong><br />

Fiatka (V.).<br />

VEL1K1E-LUR1. Città vescovile <strong>di</strong><br />

Russia in Europa e governo, a 47 leghe<br />

da Pskov, sulle due sponde del Lo-<br />

vat. Il quartiere della città che trovasi<br />

sulla sponda sinistra <strong>di</strong> tal fiume è for-<br />

tificato da un terrapieno, da bastioni e<br />

palizzate, e possiede 7 chiese. Quello che<br />

fciace sulla sponda destra, viene conside-<br />

V EL<br />

rato come sobborgo, e vi sono un monastero<br />

<strong>di</strong> monache e tre chiese. I due<br />

quartieri sono riuniti per mezzo <strong>di</strong> un<br />

ponte, e insieme posseggono molte fab-<br />

briche <strong>di</strong> corami. Questa città è molto<br />

antica, e fu <strong>di</strong> sovente presa nelle <strong>di</strong>verse<br />

guerre che accaddero tra' principi russi<br />

neh 198:1 lituani aiutati dagli abitanti <strong>di</strong><br />

Polotzk furono ad attaccarli, ma non po-<br />

terono impadronirsene. Nel 1 4-4-8 t nov-<br />

goro<strong>di</strong> la cedettero al gran principe <strong>di</strong><br />

Mosca Ivan Basilio III. Nel 1 58o il re <strong>di</strong><br />

Polonia Stefano Batori se ne insignorì,<br />

ma la rese alla Russia dopo due anni al-<br />

la pace. Nel 1611 fu presa e arsa da'par-<br />

titanti de' falsi Dmilri, e rimase vuota<br />

per 9 anni. Lo czar Michele Fedorovitz<br />

la ripopolò inviandovi una colonia<br />

<strong>di</strong> cosacchi Uralii e del Don, che a casti-<br />

go <strong>di</strong> una ribellione erano slati spe<strong>di</strong>li<br />

ad una fazione in Polonia e in Livonia,<br />

nella quale aveano meritato il perdono<br />

me<strong>di</strong>ante una buona condotta; le quali<br />

genti piò non curandosi <strong>di</strong> ripatriare, ot-<br />

tennero la permissione <strong>di</strong> stabilirsi in Ve-<br />

like. L'antico suo vescovato venne uni-<br />

to a quello <strong>di</strong> Novgorod-Veliki (V.).<br />

VEL1K1-OUST10UG, o USTIUG<br />

o USTING. V. Oustioug-Veliki.<br />

VELLETRI (Feliterncn). Città con<br />

residenza vescovilesuburbicaria dello sta-<br />

to pontificio, antichissima del famigerato<br />

Lazio (? •), già una delle nobilissime e<br />

celebri capitali de bellicosi e possenti vol-<br />

sci; in<strong>di</strong> e successivamente capoluogo del<br />

privativo governo del car<strong>di</strong>nal vescovo,poi<br />

della legazione <strong>di</strong> Velletri,edal i85o del-<br />

la delegazione apostolica <strong>di</strong> Marittima, e<br />

facente parte della legazione apostolica <strong>di</strong><br />

Marittima e Campagna, per <strong>di</strong>sposizione<br />

del regnante Papa Pio IX^P.). La nuo-<br />

va legazione la formò colle provincie <strong>di</strong><br />

EellctrioMav\ll\aìa,


VEL<br />

resi ragione del vocabolo Marittima e<br />

Campagna , in generale corrispondente<br />

quest'ultimo alla provincia <strong>di</strong> Fresinone,<br />

esistente in contrada piana e montuosa,<br />

denominala per antonomasia Campagna<br />

<strong>di</strong> Romaje\'a\Ua a quella <strong>di</strong> Vel-<br />

htri, esistente in suolo piano e litoraneo<br />

che confina al mare. Abbiamo d'Antonio<br />

Sanfelici, De origine et sita Campa-<br />

nia!', Nenpoli 1 636. Nell'antichità sono<br />

fiimose le forti e bellicose provincie abi-<br />

tale dagli ernici e da'volsci, ricche delle<br />

dovizie e fertilità de'monti, ed abbondan-<br />

ti della grassezza e copia de'campi e prati.<br />

Nel voi. LXXIV, p. 1 76, ricordai i luoghi<br />

ove descrissi i famosi e clamorosi giuochi<br />

d'Agone e <strong>di</strong> Testaccio celebrati inPioroa<br />

nel me<strong>di</strong>o evo, a' quali le due provincie<br />

dovevano mandare giostratori esperti e<br />

giovani, cioè le comuni <strong>di</strong> Terracina, Piperno,<br />

Velletri , Anagni , Sezze , Acqua<br />

Putrida e altre. La catena degli elevati<br />

monti Lepini, molto estesa fra le vie La-<br />

tina e Appia, <strong>di</strong>stingue la Campagna <strong>di</strong><br />

Roma nelle due provincie <strong>di</strong> Marittima<br />

e <strong>di</strong> Campagna, come <strong>di</strong>chiara il corano<br />

Marchiafava. Il veliterno car<strong>di</strong>nal Borgia<br />

nella Breve istoria del dominio tempo-<br />

rale della Sede apostolica, a p. 256, riferisce<br />

al secolo XI la <strong>di</strong>visione della Campania<br />

in Campania, poi detta volgarmen-<br />

te Campagna, e Marittima. Pertanto os-<br />

serva, che quelle terre, le quali circa il se-<br />

colo XI si <strong>di</strong>visero in Campania e Marittima,<br />

in antico col solo nome <strong>di</strong> Campa-<br />

nia venivano considerate. Posta questa <strong>di</strong>-<br />

stinzione, si ponderino i luoghi de' quali<br />

parla il <strong>di</strong>ploma <strong>di</strong> Lodovico I, nella con-<br />

ferma del possesso de'dominii alla s. Se-<br />

de (conferma corrispondente all' obbligo<br />

non solamente <strong>di</strong> non molestarne il pos-<br />

sesso, ina anche <strong>di</strong> <strong>di</strong>fenderlo; ecco pro-<br />

priamente quanto imporla vano le conferme<br />

imperiali, del resto gì' imperatori per<br />

mera prolezione e avvocazia, come Pa-<br />

trizi <strong>di</strong> Roma, giuravano <strong>di</strong> <strong>di</strong>fendere e<br />

proteggere la Chiesa romana e il suo prin-<br />

cipato temporale, ed a tale effetto un teni-<br />

VEL 3?<br />

pò giurarono i romani fedeltà all'imperatore),<br />

e sono: Seg/iiam, Anagniam, Furenti'man<br />

seti Ferenlinum, Alalrum, Pa-<br />

tricum, Frisilunam velFrisilìmam, cimi<br />

omnibus finìlus Campaniae. Da questo<br />

si vede che il ducato <strong>di</strong> Roma (/'.) ab-<br />

bracciò le terre dell'o<strong>di</strong>erna Campania o<br />

Campagna, ma non già quelle conosciu-<br />

te ora col noine<strong>di</strong> Marittima, chesono Albano<br />

(ora con altri luoghi <strong>di</strong> Marittima<br />

sotto la Co ni a rea <strong>di</strong> Roma, ed in tale ar-<br />

ticolo descritti), Velletri, Cori e altre; il<br />

che fece credere dal non vedersi nominate<br />

ne'<strong>di</strong>plomi <strong>di</strong> Lodovico I, degli Ot-<br />

toni e <strong>di</strong> s. Enrico II, fra'lnoghi del ducato<br />

Romano. Nola pure il Borgia , mau-<br />

carsi <strong>di</strong> documenti per in<strong>di</strong>care con chia-<br />

rezza a chi inque'tempi rimanessero sog-<br />

gette le ultime mentovate città, se a' du-<br />

chi <strong>di</strong> Benevento, ovvero a que'<strong>di</strong> Spole-<br />

to. Il ducato Romano mentre maggior-<br />

mente estendevasi dalla parie <strong>di</strong> Toscana<br />

o Pa trùnonio <strong>di</strong> s. Pietro, avea minore<br />

estensione nella parie <strong>di</strong>Campania^quin-<br />

<strong>di</strong> pare che dalla parte d'Albano, Velletri<br />

ec. dovesse fissarsi quel ristretto confine,<br />

del quale scrisse s. Gregorio II nel 727<br />

all'imperatore greco Leone III, del quale<br />

non poteva temere 24 sta<strong>di</strong> da Roma<br />

o 3 miglia. E se Terracina, ch'è dell' o-<br />

<strong>di</strong>ernaMariltima, ubbi<strong>di</strong>va a Papa A<strong>di</strong> inno<br />

I del 772, non per questo può dedur-<br />

sene che al ducato Romano appartenes-<br />

se, giacché questa città fu de'greci ossia<br />

del ducato <strong>di</strong> Napoli, ed il Papa I' avea<br />

presa e la riteneva in compenso del Pa-<br />

tri/nonio JYapoletano,che i medesimi gre-<br />

ci avevano alla Chiesa romana violentemente<br />

usurpato, a ciò istigati da Arigiso<br />

li duca <strong>di</strong> Benevento. Ne'tempi bassi in-<br />

tralciata e oscura è la corografia dell'Ita-<br />

lia, onde nelle ricerche de'luoghi che ap-<br />

partennero al ducatoRomanOjil Borgia si<br />

appoggiò alle memorie più sicure, rilevando<br />

che senza buon fondamento Le Colute<br />

scrisse neW'Epist. 65 del Cod. CaroL,<br />

t.i, che le città <strong>di</strong> Pipemo,d\ Terracina<br />

e <strong>di</strong> Sezze entrassero io qucslo duca-


36 V E L<br />

to. Per Terracina si è detto come allora<br />

era dominata dal Papa; quanto poi a Piperno<br />

e Sezze, il silenzio degli antichi monumenti<br />

fa sì che la cosa rimanga assai<br />

incerta. La denominazione <strong>di</strong> ducato Romano<br />

non fu sempre costante, mentre tal-<br />

volta parte delle sue lene vennero in<strong>di</strong>-<br />

cate sotto i nomi <strong>di</strong> Territorium e Terra<br />

s. Pelri, nel secolo IX; e tal'allra furono<br />

tutte comprese sotto i nomi <strong>di</strong> Campania<br />

, <strong>di</strong> Toscana e <strong>di</strong> Romania, come<br />

nel<strong>di</strong>plomadell'877 <strong>di</strong>Carlomanno. Del-<br />

l' origine del dominio temporale della s.<br />

Sede nelle città e luoghi delle provincie<br />

<strong>di</strong> Marittima e Campagna, meglio ragio-<br />

nai a'Ioro articoli; avendo detto altrove<br />

che quando Innocenzo VI nel 1 353 co-<br />

stituì vicario generale <strong>di</strong> tutto lo stato<br />

pontificio il celebre car<strong>di</strong>nal Albornoz,<br />

coniò 6 proviucie, fra le quali la Campagna<br />

e la Maremma. Di più il Borgia nar-<br />

ra a p. 292, come Carlo Maguo restituì al<br />

ducato Romano alcune città della Cam-<br />

pania, tolte già dal duca <strong>di</strong> Benevento,<br />

cioè Soia, Arce , Arpino e Aquino, e vi<br />

aggiunse ancora Teano e Capùa, staccan-<br />

dole dal ducato <strong>di</strong> Benevento, il quale pu-<br />

re olhì a s. Pietro, per allora riserban-<br />

dosene la sovranità, e così <strong>di</strong> quello <strong>di</strong><br />

Spoleto. Perciò separò dette città della<br />

Campania dal ducato Beneventano, onde<br />

ne fosse subito dato il possesso al Pa-<br />

pa. Inoltre apprendo dal medesimo Bor-<br />

gia, Memorie isteriche della pontificia<br />

città <strong>di</strong> Benevento, t. 2, p. 1 94, che il go-<br />

verno <strong>di</strong> Beneveuto fu già unito con quel-<br />

lo <strong>di</strong> Marittima e Campagna, e <strong>di</strong> tale<br />

mnone lai.' 1<br />

memoria la trovò in un mo-<br />

numento marmoreo del 1 3a f , in cui si<br />

legge il titolo <strong>di</strong> Rettore <strong>di</strong> Benevento e<br />

della Campagna attribuito a Guglielmo<br />

<strong>di</strong> Balaeto, com'è pure la 1." memoria <strong>di</strong><br />

così fatta unione <strong>di</strong> rettorie, della quale<br />

pel rimanente del secolo XI V, e ne'piin-<br />

cipii del secolo XV si hanno più esempi ;<br />

ma perchè poi si considerò- che un medesimo<br />

rettore non poteva agevolmente<br />

accu<strong>di</strong>re al governo <strong>di</strong> lene talmente fra<br />

VE L<br />

loro segregate e <strong>di</strong>stinte, senza grave incomodo<br />

non meno de' pontificii rettori,<br />

che de'sud<strong>di</strong>li della s. Sede, tornarono a<br />

separarsi queste rettorie, e a darsi a ciascuna<br />

il suo rettore. Dopo il rettore Gu-<br />

glielmo <strong>di</strong> Balaeto, nella cronologia de'<br />

governatori <strong>di</strong> Benevento tessuta dal Borgia,<br />

vengono i seguenti. Nel 1 32 5 Gerardo<br />

della Valle priore della chiesa <strong>di</strong> s.<br />

Tommaso <strong>di</strong> Montpellier, intitolato rettore<br />

<strong>di</strong> Benevento e delle provincie <strong>di</strong> Ma-<br />

rittima e Campagna. Neh 336 Ruggieri<br />

<strong>di</strong> Vintrano rettore <strong>di</strong> Benevento , e <strong>di</strong><br />

Marittima e Campagna, ma non risiede-<br />

va in detto anno iu Benevento, lenendovi<br />

in sua vece Raimondo abbate del mo-<br />

nastero <strong>di</strong> Casanova con titolo <strong>di</strong> luogote-<br />

nente. Ugouo Guidar<strong>di</strong> neh 365 arci ve-<br />

scovo <strong>di</strong> Benevento, è nominato assolutamente<br />

rettore <strong>di</strong> Benevento. Gli successe<br />

nel 1<br />

3<br />

7 1 Daniello de'marchesi del Car-<br />

retto cavaliere gerosolimitano e priore <strong>di</strong><br />

Lombar<strong>di</strong>a, rettore <strong>di</strong> Benevento: Grego-<br />

rio XI con breve del 1 3j^ lo <strong>di</strong>chiarò ca-<br />

pitano generale <strong>di</strong> tutto il territorio Pia-<br />

centino, uel quale è chiamato rettore del-<br />

le provincie<strong>di</strong> Campagna e Marittima; ed<br />

il Borgia crede, che in un medésimo tem-<br />

po avesse ancora la rettoria <strong>di</strong> Benevento.<br />

Raimondello del Balzo Orsini rettore <strong>di</strong><br />

Benevento a vitaj della quale città s' im -<br />

padroni La<strong>di</strong>slao re<strong>di</strong> Napolie Giovanna<br />

lì <strong>di</strong> lui sorella, la quale nel 1 4 18 col con-<br />

senso <strong>di</strong> Martino V uè investì Sforza, che<br />

ne tramandò in retaggio il dominio a<br />

Francesco suo figlio neh 424 conferma-<br />

togli dallo stesso Martino V , sotto del<br />

quale Benevento tornò ad essere gover-<br />

nato da'ponliljcii rettori, leggendosi che<br />

neh 428 vi era rettore Giacomo vescovo<br />

<strong>di</strong> Guar<strong>di</strong>a Alferia, e nel i43o Giovanni<br />

<strong>di</strong> Vico detto Peroltino da Viterbo. In-<br />

<strong>di</strong> si riunì questa rettoria <strong>di</strong> Marittima e<br />

Campagna, essendo succeduto a Perolli-<br />

110 Arrigo Scara rapo d' Asti vescovo <strong>di</strong><br />

Felli* e Belluno, rettore <strong>di</strong> Benevento,<br />

e <strong>di</strong> Marittima e Campagna. In tempo «li<br />

Eugenio IV <strong>di</strong>morava per lui iu Bene veti-


VE L<br />

|« il suo vicario Benedetto da Gualdo, il<br />

quale compilò alcuni statuti per la città<br />

in suo nome. Inoltre Arrigo era stato se-<br />

gretario <strong>di</strong> .Sigismondo imperatole, e nel<br />

l4«6 intervenuto al concilio <strong>di</strong> Costanza;<br />

morto in Fellre a'29 settembre 1 44°<br />

in odore <strong>di</strong> santità, onde il corpo si conserva<br />

incorrotto in quella cattedrale. Do-<br />

po Scarampo, il Borgia non trovò altro<br />

rettore ili Benevento, <strong>di</strong>e nello stesso tem-<br />

po avesse unita ancora la rettoria delle<br />

Provincie <strong>di</strong> Marittima e Campagna. Le<br />

Provincie <strong>di</strong> Marittima e Campagna eb-<br />

bero moltissimi governatori generali col<br />

titolo <strong>di</strong> rettori, cioè Rcclores provincine<br />

Maritimele et Campaniàe , ovvero<br />

Campania* et Maritimae, e <strong>di</strong> non po-<br />

chi ne parlai descrivendo i luoghi delle me-<br />

desime, come <strong>di</strong> Petronio Conte (antico<br />

titolo óe governatori) della Cam pugna e<br />

<strong>di</strong> Ceprano (I •), il cui figlio Onorio I,<br />

forse ivi nato, fu Papa nel 620, e vi pos-<br />

sedeva un fondo o patrimonio della Chie-<br />

sa, come notai nel voi. Lll, p. 5; la qual<br />

città com'altre ebbe de'car<strong>di</strong>nuli per spe-<br />

ciali governatori. Nelle biografie de'car-<br />

< li ilei li si ponno vedere que'reltori <strong>di</strong>poi<br />

elevati al car<strong>di</strong>nalato; e tra' più antichi<br />

ricorderò il bealo Berardo Berar<strong>di</strong>, ile'<br />

gran conti <strong>di</strong> Marsi,\valo nel 1 080, e Pie-<br />

tro Galluzzi creato car<strong>di</strong>nale nel 1190.<br />

Anticamente l'abbate <strong>di</strong> Monte Cassino<br />

(/ .), ove già sorgeva la città volsca <strong>di</strong><br />

Cassino Cassiua, tra' suoi titoli usava<br />

quello ili Comes et Rcctor Campatane<br />

Marini/nacque provinciarum. Ebbero<br />

pure moltissimi car<strong>di</strong>nali legati, i quali<br />

risiederono in varie città delle provincie<br />

si esse, come Atingiti , A latri , Piperno,<br />

Ferentino ove fu la curia generale ec, e<br />

lo rilevai nelle loro biografie, e per rammentarne<br />

alcuni, tali furono i car<strong>di</strong>nali<br />

/ go (VA latri, Gregorio Teùdali, Stefa-<br />

no Norman<strong>di</strong>s, Giordano Pirunlo o Pe-<br />

tonti Contida Tcrracina, Francesco Te-<br />

buldeschi , Francesco Prignaui , Pietro<br />

Sasso, Ugo <strong>di</strong> Lusignano, <strong>di</strong> Casa, For-<br />

cole Gonzaga, Francesco Gonzaga 3 0ìq-<br />

V E L 3 7<br />

vanni Moles, Agostino Trivulzi, Vitel-<br />

lozzo Vitellozzi ec. ec. Di altri ne farò ri-<br />

cordo nel progresso <strong>di</strong> quest'articolo: l'ul-<br />

tima fu il car<strong>di</strong>nal Antonio Pallolta, del-<br />

la cui legazione alla sua volta parlerò. Il<br />

i.° legato <strong>di</strong> Velletri fu il car<strong>di</strong>nal Pac-<br />

ca, ed il nuovo r.° legato <strong>di</strong> Marittima e<br />

Campagna, vale a <strong>di</strong>re dell'ampliala le-<br />

gazione già in<strong>di</strong>cata, è il car<strong>di</strong>nal Macchi.<br />

De' presi<strong>di</strong> <strong>di</strong> Velletri <strong>di</strong> poi ne riferirò<br />

le notizie. Nelle Notizie <strong>di</strong> Roma, de' prelati<br />

governatori <strong>di</strong> Marittima e Campa-<br />

gna residenti a Frosinone, se ne può leg-<br />

gere la serie dal 1717 al 1808, ossia da<br />

mg. r<br />

Gio. Francesco Leonini romano, a<br />

mg/ Fabrizio Turiozzi <strong>di</strong> Toscanella,poi<br />

car<strong>di</strong>nale; come pure il novero de' delegati<br />

apostolici <strong>di</strong> Prosinone, da mg. r<br />

Onorato<br />

Bres nel 18 16, all' o<strong>di</strong>erno mg/<br />

Fer<strong>di</strong>naudoScapitta,per la qual ciltàLeo-<br />

ne XII col breve Roma nis Pontifi.cibus i<br />

de'9 <strong>di</strong>cembrei828, Bull. Rom.cont. t.<br />

1 7, p. 4^o: Rcslitutio titilli civitatis cimi<br />

nspondenlibus privilegiis, et honoribus<br />

prò oppido Frusinonis apud Volscos e-<br />

xistenlis. Nel quale si legge ; Praeterea<br />

non <strong>di</strong>ssimile ventati omnino videtur episcoporum<br />

sedem olim fuisse postea<br />

,<br />

tornea Ecclesiae Verulanae adjunctum,<br />

Sed omnibus nolum, tic perspe<strong>di</strong>mi cstt longa ab hinc minorimi serie ibi ponti-<br />

ficiae Se<strong>di</strong>s praefectos Maritimae et<br />

Campaniae provinciae juisse , atque e-<br />

tiam nunc esse, Ne'miei cenni su Frosinone<br />

e sua illustre delegazione apostolica,<br />

giovandomi ancora del Saggio i<strong>storico</strong> <strong>di</strong><br />

Frosinone del celebre e dotto frusinate<br />

cav. Giuseppe de Matlheis (sommo pro-<br />

fessore <strong>di</strong> me<strong>di</strong>cina, le cui notizie necro*<br />

logiche riporta il Giornale <strong>di</strong> Roma dei<br />

1807 a p. 989, quin<strong>di</strong> ['Album <strong>di</strong> Roma<br />

e col suo ritratto nel t. 24 j P- 4°9 > d<br />

<strong>di</strong>ede !a bellissima biografia del eh. Qui^<br />

tino Leoni), già compilai ut] elenco d'al-<br />

cuni car<strong>di</strong>nali legati della provincia <strong>di</strong><br />

Marittima e Campagna, de'prelati gover-<br />

natori generali della medesima ede'dele-<br />

gati<strong>di</strong>Frosiuoue poscia car<strong>di</strong>nale qui col-


33 VEL<br />

le Notizie <strong>di</strong> Roma vi aggiungo il prelato<br />

e: ora car<strong>di</strong>nal Domenico Sa velli, che nel<br />

1 833 successe a mg." Gioacchino Proven-<br />

zali, al quale porporato fu sostituito nel<br />

1 838 n>g. r<br />

Marcello Orlan<strong>di</strong>ni della pro-<br />

vincia <strong>di</strong>Perugia, ora da giu<strong>di</strong>ce deputato<br />

per le cause ecclesiastiche nel civile Tribu-<br />

nale ili Roma, promosso a vice-presiden-<br />

te del medesimo tribunale: questi ebbe a<br />

Andrea Pila <strong>di</strong><br />

successori, nel 1 843 mg. r<br />

Spoleto, attualmente niitiistrodell'inter-<br />

no; nel 1 848 mg. r<br />

Pa.»quale Ba<strong>di</strong>a, al pre-<br />

sente delegato d' Urbino e Pesaro; nel<br />

i852 mg.' Lorenzo Dialti (degno nipo-<br />

te del car<strong>di</strong>nal Benvenuti benemerentis-<br />

simo preside contro il brigantaggio <strong>di</strong> que-<br />

ste provincie, per le quali fece stampare:<br />

Istruzioni e Regolamenti nelle provincie<br />

<strong>di</strong> Marittima e Campagna), ora votante<br />

<strong>di</strong> segnatura; e nel marzo 1 858 l'o<strong>di</strong>er-<br />

no mg/ Fer<strong>di</strong>nando Scapitta. Nel 1849<br />

nella tipografia <strong>di</strong> Ferentino de' fratelli<br />

Bono fu pubblicato: Lettere slorico-topograjìco-archeologiche<br />

sopra alcuni<br />

luoghi della provincia <strong>di</strong> Prosinone , a<br />

cui si unisce la nota de* car<strong>di</strong>nali legati<br />

e delegati <strong>di</strong> questa provincia non de-<br />

scritti nell'elenco dato alla luce dal eh.<br />

sig. De Malthaeis nella sua storia Fru-<br />

sinate, e vi si unisce pure un saggio sto-<br />

rico <strong>di</strong> Vallecorsa una voltaVallisCur-<br />

tia, opera <strong>di</strong> M. D. M. Egli è questi il eh.<br />

Michele de Mallhias <strong>di</strong> Vallecorsa auto-<br />

re <strong>di</strong> <strong>di</strong>verse opere pubblicale, e nel de-<br />

corso <strong>di</strong> questa mia in buona parte ono-<br />

revolmente ricordate, persino negli ultimi<br />

volumi, ed anche con riprodurne al-<br />

cuni estratti delle medesime; il quale<br />

scrittore si compiacque inviarmi il det-<br />

to suo libro con l'epigrafe: In segno<br />

della più cor<strong>di</strong>ale stima e rispetto. Le<br />

mentovate sue Lettere si contengono in<br />

un libro d' 88 pagine. Siccome mi riguardano<br />

, e del contenuto dovendone<br />

poi ragionare all' opportunità, conviene<br />

che qui ne <strong>di</strong>a un cenno fugace. La<br />

1/ lettera, <strong>di</strong>retta al sig/Sebastiaui, è so-<br />

pra Allena: la 2/ in<strong>di</strong>rizzata al uiaixhe-<br />

VE L<br />

se Tani <strong>di</strong> Ferentino, è su l'antica Ver-<br />

rugine, in<strong>di</strong> Vallis Carità presso Vallecorsa.<br />

Segue alla pag. 1 1 del medesimo<br />

opuscolo questo frontespizio. Saggio <strong>storico</strong><br />

<strong>di</strong> 1 allecorsa per Michele de Mal-<br />

thias collaboratore <strong>di</strong> vari giornali<br />

scientifici, socio d'onore dell'accademia<br />

dell'Immacolata Concezione <strong>di</strong> Maria<br />

santissima in Roma, Ferentino 1 85o,uel-<br />

la tipografia de'fratelli Bono. Riporta per<br />

testo la seguente proposizione cavata dal<br />

Gioberti, nell' Introduzione allo stu<strong>di</strong>o<br />

della Filosofia.» Nelle questioni riguar-<br />

danti I' antichità e le origini raro è che si<br />

possa avere piena certezza, e chi ottenga<br />

una certa vero somiglianza, deve stimar-<br />

si aver fatto molto". Termina l'eru<strong>di</strong>tis-<br />

simo patrio Saggio <strong>storico</strong> a p. 5 1 , e nel-<br />

la seguente trovasi la lettera 3. "con questo<br />

in<strong>di</strong>rizzo: » Al sig. r<br />

cav. Gaetano Mo-<br />

roni. Su li luoghi montuosi della provin-<br />

cia <strong>di</strong> Frosinone, ove se li medesimi abbiati<br />

dato comodo agualoa'briganli. Cenno<br />

i<strong>storico</strong> <strong>di</strong> questi ultimi, con confuta-<br />

zione delle proposizioni del eh. sig. r<br />

Pie-<br />

tro Castellani (autore del Quadro geo-<br />

grafico dello stalo pontifìcio), e del sig/<br />

cav. M01 oni (autore del <strong>Dizionario</strong> <strong>di</strong> E-<br />

ru<strong>di</strong>zione storica <strong>ecclesiastica</strong>), i quali<br />

hanno opinato per 1'allerma li va nella que-<br />

stione surriferita. Vallecorsa 27 agosto<br />

1 846". In<strong>di</strong> a p. 57 è la lettera 4-* al no-<br />

bile d. r<br />

Solis. » Sulla storia dell'industrie<br />

della nostra provincia detta per auto/io-<br />

masiain Campagna <strong>di</strong> Roma, ove la<br />

descrizione della sua posizione commer-<br />

ciale". A p. 64, si legge la lettera 5." e<br />

ultima scritta all'avv. Belli <strong>di</strong>rettore del<br />

giornale del Foro <strong>di</strong> Roma; » Sopra l'accademia<br />

scientifica esistente nella delega-<br />

zione <strong>di</strong> Frosinone, ove un colpo d'occhio<br />

della storia <strong>di</strong> detta accademia (Eroica),<br />

e de' suoi lavori ". Finalmente a p. 74 è<br />

la Nola de'legali e delegati della provin-<br />

cia <strong>di</strong> Frosinone, cominciando da A titolilo<br />

Tuscùlano nel 7 t4 rettore della Cam-<br />

pagna <strong>di</strong> Roma fino a Gaeta, sino al sol-<br />

lodato mg/ Ba<strong>di</strong>a delegato apostolico, lu


V E L<br />

<strong>di</strong>versi tempi le proviucie <strong>di</strong> Marittima e<br />

Campagna, e le Palu<strong>di</strong> Pontine, furono<br />

infestate da'malviventi, il cui ultimo pe-<br />

riodo cominciato dall'epoca repubblicana<br />

del 1798, terminò felicemente nel i825;<br />

perciò nell'articolo Prosinone ripetei il<br />

riferito nella descrizione della delegazione<br />

<strong>di</strong> Frosinone dall'avv. Castellano: Lo<br />

Stalo Pontificio, Homa 1837, p. 206. » I<br />

monti selvosi però hanno talvolta (paro-<br />

la restrittiva da me aggiunta) fatalmente<br />

offerto a' malfattori comodo aguato per<br />

darsi alla rapina ed a' più atroci delitti.<br />

Ricordasi fin da' tempi dell' imperatore<br />

Severo lo scempio che gli assassini facevano<br />

de'pas


4o V E L<br />

Imperocché Frosinone co'suoi contorni a-<br />

limenta piuttosto (ìgii <strong>di</strong> bene<strong>di</strong>zione e <strong>di</strong><br />

grazia, al <strong>di</strong>re del Pontefice esimio istitu-<br />

tore del Sesto delle Decretali; rilenendo<br />

egli che le bolle pontifìcie esprimono sem-<br />

pre proposizioni ineccezionabili, e perciò<br />

la riferita esporre una verità incriticabi-<br />

le. Quin<strong>di</strong> celebiò vari illustri della pro-<br />

vincia, cioè Gregorio da Pofi segretario<br />

d'Alessandro IV, <strong>di</strong>cendo che col suo sa-<br />

pere liberò l'Italia da Ezelino; il dotlissi-<br />

mosonninese Petticca; l'avv. Cecio <strong>di</strong>sua<br />

patria Vallecorsa, <strong>di</strong> rari talenti e luogo-<br />

tenente generale alla ricupera <strong>di</strong> Ferrara;<br />

non che la vallecorsana da cui nacque la<br />

madre <strong>di</strong> Gio. Francesco Aldobran<strong>di</strong>tii<br />

generale contro Tunisi. Per ultimo, ap-<br />

plicò alcuni versi <strong>di</strong> Dante (che poi rife-<br />

rirò) a qualcuno che aveva, secondo es-<br />

so , vituperato la provincia medesima,<br />

mentre dovea lodarla; dovendo allora tut-<br />

to cangiar d'aspetto sotto i raggi del Sol<br />

<strong>di</strong> Ceccano (il car<strong>di</strong>nal Gizzi segretario<br />

<strong>di</strong> stalo). Terminò la lettera con nuovamente<br />

piegarmi a porre una breve nota<br />

al <strong>Dizionario</strong> mio per l'oggetto. Risposi<br />

a' i5 del susseguente ottobre colla lette-<br />

ra che qui riproduco; e la ricavo dalla<br />

mia bozza, e probabilmente l'origina-<br />

le sarà limalo e più cortese, sebbene in-<br />

teramente confidenziale e senza affatto<br />

stu<strong>di</strong>o, neppur per sogno immaginando<br />

che dovesse stamparsi. » Ill.mosig/ Mi-<br />

chele de Matthias. Domando scusa se per<br />

impotenza cosi tar<strong>di</strong> rispondo alla rive-<br />

rita sua lettera del 27 agosto. In essa Ella<br />

ancora mi <strong>di</strong>ce che la provincia Frusina-<br />

te intese con piacere le lo<strong>di</strong> che gli <strong>di</strong>e<strong>di</strong><br />

nel mio <strong>Dizionario</strong>, e la ringrazio <strong>di</strong> cuo-<br />

re. Ai rilievi da Lei fatti, non intendo <strong>di</strong><br />

rispondere in dettaglio, ma solo sulle co-<br />

se principali <strong>di</strong> fare qualche osservazio-<br />

ne. Pei tanto V. S. III.ma incomincia col<br />

farmi osservare <strong>di</strong> aver io detto (cioè<br />

quello che appresi da <strong>di</strong>versi autori, poi-<br />

ché i latti non si ponno inventare), che i<br />

inolili,selvosi hanno talvolta fatalmente<br />

oliato a'malfattori comodo agnato per<br />

VEL<br />

darsi alla rapina ed aipia atroci delit-<br />

ti, in<strong>di</strong>cando i tempi <strong>di</strong> Severo, <strong>di</strong> Sisto<br />

V e de primi 5 lustri del secolo corren-<br />

tejmerilare una nota, comegli piace chiamare<br />

il molto che ha detto, non ricordan-<br />

dosi delle qualità de' Dizionari che non<br />

entrano poi in tante minimissime <strong>di</strong>scus-<br />

sioni , anzi parlando genericamente non<br />

si viene espressamente che <strong>di</strong> rado a sta-<br />

bilire i<br />

tempi, solo riportando quanto più<br />

scrittori ci <strong>di</strong>ssero. Lei ha voluto analiz-<br />

zare il detto punto, e secondo la sua nar-<br />

razione i monti non hanno concesso comodo<br />

agnato a' briganti, contro il fatto<br />

in generale. Lei affaccia l'autorità <strong>di</strong> Mu-<br />

ratori pe'tempi <strong>di</strong> Sisto V, <strong>di</strong> gran peso<br />

ma non <strong>di</strong> fede, avendo parlato egli so-<br />

lo <strong>di</strong> alcuni luoghi senza escludere gli al-<br />

tri: giacché leggo nella vita <strong>di</strong> Gregorio<br />

XIII (imme<strong>di</strong>ato predecessore <strong>di</strong> Sisto V)<br />

<strong>di</strong> MafFei e Novaes gesuiti che se ne oc-<br />

cuparono con precisione in<strong>di</strong>viduale, per<br />

que'benefizi <strong>di</strong> cui fu largo colla loroCom-<br />

pagnia, senza venir al dettaglio, che Gio-<br />

vanni Valenti famoso capo de'tnalviven-<br />

li s'intitolava Re della Campagna <strong>di</strong> Ho-<br />

via, e qual reo d'atroci delitti fu deca-<br />

pitato. Leggo poi nella vita <strong>di</strong> Sisto V del<br />

Novaes e del suo correligioso p. Tempe-<br />

sti (anco su ciò mi limito ad un'in<strong>di</strong>cazione),<br />

ch'egli fu aTerracina,PipernoeSer-<br />

moneta, non solo pel prosciugamento del-<br />

le Palu<strong>di</strong> ed altro, ma per liberare i luo-<br />

ghi infestati da'mal viventi. Trova anco da<br />

ri<strong>di</strong>re su<strong>di</strong> provve<strong>di</strong>menti fatti dal gover-<br />

no francese e pontificio. Io li trassi dagli o-<br />

riginali e non feci che in<strong>di</strong>carli pe' motivi<br />

da me addotti. Se alcuno ve ne manca<br />

altro non è specificato non mi pare erro-<br />

re, perchè io uon intesi far il computista<br />

de'malviventi, ma darne un breve cenno.<br />

Qualefu il mio Cine sull'articolo Frosinone?<br />

Rispettando e venerando persino le<br />

zolle della provinciaj e i suoi gran<strong>di</strong> uo-<br />

mini illustri che vi fiorirono e fioriscono,<br />

ammirando la costante fedeltà e la- reli-<br />

gione degli abitanti, in<strong>di</strong>spettito <strong>di</strong> legge-<br />

re negli biotici, anche moderni, <strong>di</strong> venire


V E L<br />

spesso spesso denominato ilparse de bri-<br />

gami, per verace .simpatia, per giustizia,<br />

per affeziona <strong>di</strong> sangue, perchè alcuni pa-<br />

tenti miei vi derivarono, e per l'e<strong>di</strong>ficazione<br />

ricevuta nel viaggio <strong>di</strong> Gregorio XVI,<br />

mi proposi fare un onorevole articolo, e<br />

riuscì per amore mollo lungo, contro le<br />

basi ilei <strong>Dizionario</strong>, non valutando che<br />

per la lungaggine mi esponevo con altri<br />

articoli, con tutte le conseguenze che ne<br />

derivano. Fatto l'articolo (come faccio <strong>di</strong><br />

ognuno che li rimetto alle parti che pos-<br />

sono giu<strong>di</strong>carne) lo sottoposi alla revisio-<br />

ne dello <strong>storico</strong> <strong>di</strong> Prosinone prof, de<br />

Mattheis; e siccome mi accorsi che i fru-<br />

sinati avevano emuli nella provincia, per<br />

correttivo l'umiliai ancora alla revisione<br />

del rispettabilissimo sig. r<br />

Car<strong>di</strong>nal Gizzi;<br />

e quanto alle provvidenze sul brigantag-<br />

gio lo sottoposi all'approvazione dell'; vv.<br />

Del Grande assessore straor<strong>di</strong>nario all'estirpazione<br />

del medesimo. Ecco dunque<br />

esaurita la critica per la verità istorica.<br />

Conservo i biglietti autografi de'nomina-<br />

li revisori, pronto ad esibirli a chi Ella<br />

deputasse a leggerli. Il professore lodò e<br />

approvò l'articolo, e solo rispose alla domanda<br />

che gli feci circa un preside, e sul-<br />

la nascita <strong>di</strong> s. Silverio. L'incomparabi-<br />

le Porporato, qualificato per ottimo il Di-<br />

zionario, <strong>di</strong>sse : Dalla lettura dell'ar-<br />

ticolo Fresinone ho potuto convincermi<br />

che Ella ha attinto a buone sorgenti, ed<br />

ho rimarcalo che. in qualche punto controversofra<br />

due paesi ha mostrato quel-<br />

V imparzialità che conviene al sodo isto-<br />

rica. Corresse il campo Tr^jana in Tro-<br />

pi no, ed Cancello io TorriceWo. L'avv.<br />

Del Grande, mi scrisse: fio letto con vera<br />

compiacenza l'articolo sopra Frasi-<br />

nonc. Tutte le circostanze sono rilevale<br />

con chiarezza, e precisione somma.Il bre-<br />

ve racconto del brigantaggio è stalo trat-<br />

tato con moltissima accortezza. Tale pu-<br />

re fu il sentimento <strong>di</strong> mg.' Antonelli(ora<br />

qui a»»inngo,della provincia, cioèdella cit-<br />

tà <strong>di</strong> Terracina,enato in Sonniuo, ed at-<br />

tuale Car<strong>di</strong>nal segretario <strong>di</strong>stato). Usser-<br />

VEL 4i<br />

vero qui <strong>di</strong> passaggio, che dopo la pubbli-<br />

ca/ione dell'articolo, molteplici furono le<br />

lettere che <strong>di</strong> moto-proprio ricevetti, da<br />

mg. r<br />

Pila delegato e da molti provinciali,<br />

senza ninno de'rimarchi da Lei prodotti,<br />

come niuno li fece de' nominati. Inoltre<br />

l'articolo prima <strong>di</strong> stamparsi lo <strong>di</strong>e<strong>di</strong> pu-<br />

re a leggere al p. Meueguzzi procurato-<br />

re de'certosini, pei; le notizie che <strong>di</strong> loro<br />

riportai, e ri'ehhi approvazione e lode: a'<br />

marchesi Longhi (de'signori<strong>di</strong> Fumone),<br />

ed al p. Illuminalo da Pofi, per ciò che<br />

li riguardava, e ad altri, niuno affatto <strong>di</strong><br />

essi rimarcandomi il da Lei osservato.<br />

Mentre mi era riuscito a furia <strong>di</strong> libri, <strong>di</strong><br />

cui sono dovizioso possessore, parlare <strong>di</strong><br />

tutti i luoghi della provincia , non potei<br />

rinvenir notizie <strong>di</strong> Vallecorsa j <strong>di</strong>spia-<br />

cente che su Castro e s. Lorenzo pubbli-<br />

cava qualche cosa , mentre della prima<br />

benché sede <strong>di</strong> governo nulla poteva <strong>di</strong>-<br />

re, contro il mio sistema cercai notizie,<br />

le quali sempre volli procurarmele a for-<br />

za <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>, per non vestirmi delle penne<br />

altrui, e per non espormi. Mg. r<br />

Santucci<br />

(ora qui aggiungo, in quell'epoca sosti-<br />

tuto della segreteria <strong>di</strong> stato, e <strong>di</strong> pre-<br />

sente car<strong>di</strong>nal prefetto degli stu<strong>di</strong> , anch'esso<br />

della provincia comechè <strong>di</strong> Gor-<br />

ga) mi offrì l'ottimo sig. 1<br />

prof. Rossi (ora<br />

aggiungo <strong>di</strong> Vallecorsa), ed egli gentilmente<br />

mi procurò le notizie da V/ Sig."<br />

Nell'atto che le riceveva, <strong>di</strong>cendomi egli<br />

che Lei opinava corrispondere all'antica<br />

ibernica o Ferrugine, tosto gli mostrai<br />

gli autori che parlavano <strong>di</strong> Verruca. Mi<br />

posi subito al lavoro, e vedendo a Lei con-<br />

trarie le testimonianze degli storici che<br />

pubblicai, procurai estenderle con gar-<br />

bo e con riguardo e riconoscenza a Lei.<br />

Tuttavolta non volendo ciò fare all'insa-<br />

puta del sig. r<br />

Rossi, per delicatezza e circospezione<br />

, nel dì seguente gli mandai<br />

l'articolo Vallecorsa, invitandolo francamente<br />

a cambiar frasi e cose, a <strong>di</strong>rmi liberamente<br />

se andava bene , e se poteva<br />

Ella menomamente offendersi del modo<br />

da me tenuto. Mi favorì la sera, e mi <strong>di</strong>s-


4*<br />

VEL<br />

se <strong>di</strong>e avea anzi ammiralo moderazione<br />

e riguardo; e ch'Ella certamente non si<br />

sarebbe lagnato. Invece dalla sua lettera<br />

vedo col fatto i gravami avanzatimi. Io<br />

non pronunziai contrario giu<strong>di</strong>zio, esposi<br />

solo per verità itterica i <strong>di</strong>versi sentimen-<br />

ti, lasciando il giu<strong>di</strong>carne ai critici, senza<br />

il menomo fine <strong>di</strong> farle cosa spiacevole.<br />

Lei ini fa il novero <strong>di</strong> molti uomini il-<br />

lustri della provincia; ed io ai rispettivi<br />

luoghi non mancai né mancherò parlar-<br />

ne con <strong>di</strong>verse Io<strong>di</strong>. E sia certa che ai de-<br />

biti luoghi terrò presenti le sue osserva-<br />

zioni (il che vado eseguendo). Spero ave-<br />

re rettificato l'idea etterati formata su <strong>di</strong><br />

ine circa all'articolo Frosinone. gli con-<br />

fermo la mia affettuosa propensione per<br />

tutta la provincia, ove ho moltissimi miei<br />

benevoli. Dichiaro a V." Sig. a<br />

la mia <strong>di</strong>-<br />

stinta stima per le sue dotte cognizioni,<br />

gli esibisco la mia qualunque servitù, , e<br />

ini riuscirà infinitamente gra<strong>di</strong>to un suo<br />

cortese riscontro , passando intanto con<br />

tutto il rispetto all' onore <strong>di</strong> protestarmi<br />

". Il sig.' De Malthias, imme<strong>di</strong>atamente<br />

e colla maggior gentilezza rispose<br />

a'ig ottobre i 84^.<br />

«Eccellenza. La mia<br />

perduto agosto ultimo<br />

umilissima


V E L V E L 43<br />

sia il sopra Iodato suo libro: Lettere ec. sa, s. Lorenzo e Castro. Volle ezian<strong>di</strong>o ri-<br />

Saggio <strong>storico</strong> <strong>di</strong> f'allecorsa, dopo il conlare in detta nota, che nel 1208 Innoquale<br />

trovai la Lettera 3." a me <strong>di</strong>retta, cenzolll da Fossanova si recò a s. Loren-<br />

però con <strong>di</strong>verse varianti e note <strong>di</strong>e non zo e poi in Castro ed in Cepium, pernot«<br />

esistono allatto nell'originale; e con mio tandoin tutte le nominate terre. Da Cenolubile<br />

stupore, senza <strong>di</strong>e egli vi ripro- prano, per Aquino si portò a s. Germa-<br />

ducesse la mia replica giustifieativa.<strong>di</strong> che no e Monte Cassino, in<strong>di</strong> a Soia e al ino-<br />

n ine sembra fosse cosceuziosa niente e in- nastero <strong>di</strong> Casamiri , e per Ferentino si<br />

<strong>di</strong>spensabilmente tenuto <strong>di</strong> fare, anche restituì a Homo. Dicendo de' ban<strong>di</strong>ti <strong>di</strong><br />

ad onore della provincia <strong>di</strong> coi si mostra Sciarra, aggiunse in nota. »> Non neghiaamoroso<br />

e geloso propugnatore. Ed è per- ino <strong>di</strong>e in queste contrade si trovarono<br />

ciò che volli qui ripararealla sua omissio- alcuni ban<strong>di</strong>ti ne' nostri tempi. Mi non<br />

ne, nel tempo stesso che vado esaurendo ebbero comodo aguato. Furono sempre<br />

il da me promesso, ed il tutto per deco- perseguitati e <strong>di</strong>strutti. Un bravo capita-<br />

cav. Giusep-<br />

io della medesima provincia e per scoi- do contro <strong>di</strong> essi fu il sig. r<br />

parmi da qualunque ombra che abbia peSabbatini domiciliato in s. Lorenzo, che<br />

potuto ingerire la Lettera stampata del presto riportò <strong>di</strong> essi completa vittoria".<br />

sig. r<br />

De Matlhias, aumentata colle dette Egualmente non trovo nell'originale q


44<br />

V E L<br />

Dandole brasino a torto , e mala voce.<br />

Il fine della lettera stampata .essendo mor-<br />

to a quell'epoca il car<strong>di</strong>nal Gizzi, termi-<br />

na colla variante. >» Ma orsù ossi il tutto<br />

Do<br />

dee cangiar <strong>di</strong> aspetto sotto i raggi del-<br />

l'immoilal Pio IX". I nominati Car<strong>di</strong>nali,<br />

meritano schiarimento, e «li tutti mi<br />

glorio <strong>di</strong> averne goduto la benevolenza,<br />

come ho a vanto d'onorarmi del patro-<br />

cinio del superstite vivente. Il car<strong>di</strong>nal<br />

Belli era morto a 'g settembre i844> v '"<br />

veva il car<strong>di</strong>nal Simonetti e poi morì a'<br />

5gennaioi 855; il car<strong>di</strong>nal Gizzi era mor-<br />

to a'3 giugnoi849; il car<strong>di</strong>nal Antonelli<br />

è stalo creato car<strong>di</strong>nale l'i i giugno 1847;<br />

il car<strong>di</strong>nal Vizzardelli creato car<strong>di</strong>nale in<br />

«letto giorno, morì poi >'%4 maggie f 85 1<br />

Circa a'se<strong>di</strong>cenli miei parenti, il sig/ Da<br />

Mailhias amplificò le mie parole; alcuni<br />

parenti mici vi derivarono. Le scrissi per<br />

sapere, che la mia ava paterna era nata<br />

in Roma da Sebastiano morto d'anni 07,<br />

della ricca famiglia de'Recchia <strong>di</strong> Guar-<br />

<strong>di</strong>lo. Me ne pregio; ma ignoro chi siano,<br />

e ninno mai per parente mi si fece cono-<br />

scere, uè della provincia <strong>di</strong> Frosinone, né<br />

<strong>di</strong> Velletri. L'allusione specificatamente<br />

affibbiatami nella lettera stampala, la re-<br />

spingo come inesatta, ed ezian<strong>di</strong>o reputo<br />

non dovermisi all'alto, per tutto il riferito<br />

colla massima ingenuità e semplicità.<br />

Da ppoichè,lenendo sempre per fermo che<br />

io Dell'articolo Frosinone parlai con <strong>di</strong>le-<br />

zione della provincia, anzi reputando non<br />

mai abbisognare <strong>di</strong> <strong>di</strong>chiarazioni, non<strong>di</strong>meno<br />

fedele alle mie promesse, non cre-<br />

dei meglio corrispondere a' tlesiderii del<br />

sig. r<br />

De Mailhias, <strong>di</strong>e col riportato ampiamente<br />

in questo articolo. Penetrandomi<br />

del suo spìrito lodevole d'amor patrio,<br />

torno a <strong>di</strong>re, che credei vantaggioso alla<br />

nobilissima Provincia il pubblicare la<br />

pi onla e franca mia risposta; (lessa fu fat-<br />

ta pelò alla lettera anteriormente scritta<br />

dal suo riverito pugno, oud'era in<strong>di</strong>spen-<br />

sabile e necessario che facessi l'esposte av-<br />

vertenze, per le <strong>di</strong>chiarate varianti e note<br />

che si leggouo solamente uella posteriore*<br />

.<br />

VEL<br />

stampata <strong>di</strong>versamente e alla mia insa-<br />

puta. Tuttavolta ho evitato e mi sonoa-<br />

steiiulo da qualunque commento o cita-<br />

zioni analoghe <strong>di</strong> mia opera, e da quanto<br />

altro cagionar potesse neppure l'apparen-<br />

za d'animo in<strong>di</strong>sposto. Arroge il pronunziato<br />

<strong>di</strong> recente nel parlamentod'ln-<br />

ghil terra sull'infume attenta tu de' 1 4 gen-<br />

naio i858 pel progetto da convertirti in<br />

bill legge relativo alla cospirazione d'as-<br />

sassinio, dalla magniloquenza <strong>di</strong> lord Pal-<br />

mellimi, che <strong>di</strong>sse.»Di versi oratori si sono<br />

olliesi <strong>di</strong> ciò che si è dello, essere que-<br />

sto paese l'asilo degli assassini e de' co-<br />

spiratori. Sventuratamente non possiamo<br />

negare che così sia. Non è però vero il <strong>di</strong>-<br />

re che colla costituzione del paese il go-<br />

verno e popolo inglese incoraggia e pro-<br />

tegge gli uomini che tramano questi a-<br />

troci delitti e che li commettono, ma sven-<br />

turatamente è vero che simili delitti sono<br />

stali preparati in Inghilterra e che dall'Inghilterra<br />

sono usciti incaricati <strong>di</strong> com-<br />

metterli". L'applicazione che faccio io al<br />

caso nostro, è in quanto alla topografica<br />

con<strong>di</strong>zione del paese, che questo soltanto<br />

per natura può porgere rifugio e asilo, e<br />

ciò all'atto non mai olfeude 1 generosi a-<br />

bitanti; che invece per tale stato <strong>di</strong> locali-<br />

tà (urono esposti <strong>di</strong> tanto in tanto a sog-<br />

giacere vittime <strong>di</strong> deplorabili spogliameli-<br />

li , atroci uccisioni e altre abboiuinevoli<br />

nefandezze, lo <strong>di</strong>stinsi e <strong>di</strong>stinguo gli a-<br />

Dilatiti dall'abitato. Questo è un fallo im-<br />

possibile a negarsi, ed è noto a tutto il<br />

mondo. Lo proverà <strong>di</strong>versi brani storici<br />

che in progresso dovrò riferire, anco col-<br />

lo stesso Muratori e suo continuatore, e<br />

co'medesimi scrittori provinciali e delle<br />

vite de' Papi, come i meglio informali in<br />

argomento, e perciò li preferirò ad altri.<br />

La provincia <strong>di</strong> Marittima ossia la legazione<br />

propriamente <strong>di</strong> Velletri, come<br />

la costituì Gregorio XVI, abbracciò nel<br />

nuovo compartimento l'antica provincia<br />

<strong>di</strong> Marittima del Lazio, e ne forma il con-<br />

fine meri<strong>di</strong>onale la spiaggia Me<strong>di</strong>terra-<br />

nea dulia foce dell'Astuta siuo oltre all'i u-


VEL<br />

nontorio Circeo, e precisamente alla tor-<br />

re Gregoriana <strong>di</strong> Terrarina t che tocca il<br />

limite napoletano, al moilo descritto iti<br />

quell'articolo. All'est ed al nord le fanno<br />

cerchio i paesi della Campania o Campagna<br />

Romana, che forma oggi la dele-<br />

gazione <strong>di</strong> Prosinone ; all'ovest poi è li-<br />

mitrofa alla Comarca <strong>di</strong> Iloma, e più si<br />

avvicina al <strong>di</strong>stretto d'Albano. Le monta-<br />

gne Lepine formano per lungo I ratto la<br />

linea <strong>di</strong> demarcazione fra il litorale e la<br />

Volle del Sacco, e sono quin<strong>di</strong> la bar-<br />

riera fra le dueprovincie, ed il suolo Er-<br />

nico-VoUco. Ad evitare ripetizioni,


46 V E L<br />

gionarne a' loro articoli o luoghi. Provin-<br />

cia in somma, che il gran Bonifacio Vili,<br />

una delle tante glorie della medesima, <strong>di</strong>-<br />

chiarò:» Haec est enim Provincia, praedarà<br />

Campaniae Mariliuiaeqne, quaefe-<br />

licis hene<strong>di</strong>ctionis, et gratia gratilu<strong>di</strong>nis,<br />

clohe<strong>di</strong>enliae producilalumiios,el in qua<br />

semper erga Ecclesiam supra<strong>di</strong>clam Gelei<br />

constantia viguit, claruit devotiouis iute-<br />

gritas, splenduil revereutiae plenitudo.<br />

Haec est profecto columua fidclitatis, im-<br />

nicbilis, super firmati) Petra ni Fidei con-<br />

sultila, quae uullius unquam conculi pòlui!<br />

frangenti* fremilu tempestati*. Haec<br />

est Provincia, quae semper ipsiusEccle-<br />

siae virili ter, et conslanter in necessitatibusastilil<br />

personaruni perieula, ti, mina<br />

rerum, et lahorum onera non evitati*, cu-<br />

jusque prompto, et patenti auxilio Ter-<br />

rassibisubjectas regi* <strong>di</strong>rigitque Provin-<br />

cia*, ipsarum compescit excessus , ausus<br />

temerarios reprimit, illiei Los motus frae-<br />

nat. Hic est utique prae<strong>di</strong>lectus, et deli-<br />

ciosusHoi tusEcclesiae. In quo ipsa repe-<br />

rii, quo»! delectat, culligli, quoti blan<strong>di</strong>-<br />

tili" alfeclui,guslat, et perequi dolce* fru-<br />

ctos". Tarilo leggo nella bolla <strong>di</strong> Bonifacio<br />

Vili, Romana jìlalcr Ecclesia, da lui emaoala<br />

nella sua nobilissima patria Ada-<br />

gili, metropoli degli eroici, a' 28 settem-<br />

bre 1 290, pubblicala da Bonifacio IX col-<br />

la bolla Iluinilibus, de' 12 giugno i4oo,<br />

Bull. Rom. t. 3, par. 2, p. 395: Con/irmalio<br />

Slatuloriim, ci Or<strong>di</strong>nationum<br />

Pi ovinciarum Campaniae , et Mariti-<br />

viae per Bonifacìum PP. T III e<strong>di</strong>lo-<br />

i'uìiì. Ivi è pure la bolla Ad*a <strong>di</strong> Boni-<br />

facio IX: Stallila pio Tcrracinensibus<br />

telila firmat.UDe Matlhias, oltre i sum-<br />

meutovati car<strong>di</strong>nali (a' quali aggiungo il<br />

car<strong>di</strong>nal Gioacchino Pecci vescovo <strong>di</strong> Pe-<br />

rugia, e il car<strong>di</strong>nal Vincenzo Santucci pre-<br />

fetto della congregazione degli stu<strong>di</strong>, <strong>di</strong>-<br />

poi elevali alla s. porpora) della provin-<br />

cia, <strong>di</strong>ce questa contare circa 4° prelati<br />

((ra'quali almeno 5 che Dominerò iu se-<br />

guito a cagione d'onore, sono prossimi al-<br />

lu<strong>di</strong>guilà car<strong>di</strong>nalizia; e <strong>di</strong>versi <strong>di</strong> tali pre-<br />

VEL<br />

lati sono insigniti del grado episcopale),<br />

molli professori dell'università romana,<br />

tanti giu<strong>di</strong>ci de'triburiali <strong>di</strong> Roma, e vati<br />

altri uomini eccelsi, essendo genio della<br />

scienza musicale il Colelli d'Anagni.ed un<br />

genio de' panegiristi romani il carmelita-<br />

no scalzo p. Teodoro <strong>di</strong> Maria Santissima<br />

vallecorsano. Narra <strong>di</strong> più, clic in À-<br />

cuto ebbe origine l'istituto delle pie don-<br />

ne e monache Adoratoci del Divin San-<br />

gue (<strong>di</strong> quello stabilito in Orte , idea-<br />

to dal ven. cau. Del. Bufalo istitutore del-<br />

la congregazione del Sangue preziosissimo<br />

, e posto in pratica da Maria De<br />

Mattia* iu Acuto, ne feci parola nel voi.<br />

XL1X, p. 1 83. Nel ricordato articolo<br />

tomai a far menzione delle Adorati ici<br />

del Di vili Sangue, menile nel voi. LXUI,<br />

p. 123, celebrai lo stabilimento a loro a-<br />

perto in Roma per l' educazione mora-<br />

le e religiosa delle fanciulle, del <strong>di</strong> cui<br />

prospero successo può vedersi il riferito<br />

nel ii.° i47 del Giornale <strong>di</strong> Roma del<br />

18J7. E in quanto alla congregazionedei<br />

sacerdoti, <strong>di</strong>ssi <strong>di</strong>e Pio VII nel 182 1 or-<br />

<strong>di</strong>nò al medesimo servo <strong>di</strong> Dio <strong>di</strong> aprir<br />

le caie <strong>di</strong> Terraciua, Sminino, Semionda,<br />

Velletri, Frosiuone e Vallecorsa, e della<br />

medesima riparlai nel voi. LXXX1V, p.<br />

198), fondato per la civile e religiosa educazione<br />

delle donzelle, già propagate<br />

iti Francia, Germania, America ec, e poi<br />

ne ragionò pure nel suo libro Della Pedagogia<br />

necessaria alle donne, Feren-<br />

tino 1 85 1 (leggo nella Topografia stati'<br />

slica dello slato pontificio del cav. A-<br />

doue Palmieri, Roma 1857, a p. 87.<br />

» In Roma le pie educatrici, ed Adorati<br />

ici del Divin Sangue , in via Avignonesi,<br />

11.' 80, iu casa della principessa Wol-<br />

konsky, ammaestrano ne lavori ed istru-<br />

zione cristiana le fanciulle, ed auebe le<br />

maritale. Institulrice fu la pia Maria de<br />

Matiis <strong>di</strong> Acuto verso ili 833 sotlo la <strong>di</strong>-<br />

rezione del ven. canonico Del Bufalo, e<br />

già conta 1 6 case per lo stato pontifìcio").<br />

Aggiunge che nella provincia esistono col-<br />

legi fionlisiiiiii, biblioteche, seminari, li-


V E L<br />

pogra fie, musei numismatici en. L'acca-<br />

demia Etnica la ilice fondata nel decli-<br />

n.ir del secolo passalo dal sommo nelle<br />

scienze e nelle lettere mg. r<br />

Giovanni De-<br />

voti vescovo d'Anagni in questa città, la<br />

quale per essere l'antichissima capitalede*<br />

gli einici prese il detto nome; alterata nel<br />

suo progresso pegli sconvolgimenti repub-<br />

blicani deli yqg, in<strong>di</strong> il vescovo d'Anagni<br />

nig. r<br />

Gioacchino Tosi potè stabilirla. Nel<br />

suo i.° lustro l'accademia fiorì in modo,<br />

che poco mancò non vi dasse il suo nome<br />

l'imperatore Napoleone 1, il quale avendo<br />

molta propensione pel Tosi, gli sottomise<br />

le <strong>di</strong>ocesi <strong>di</strong> Paleslrina, Terracina,<br />

Sezze, Piperno, Ostia, Velletri, Alati i,<br />

Albano, Frascati, Porto e s. lAullina, e Tivoli.<br />

Per le vicende cui soggiacque mg. r<br />

Tosi, l'accademia fu <strong>di</strong>menticata, ma nel<br />

i843 quando l'immorlal Gregorio XVI<br />

degnò <strong>di</strong> sua presenza la città d'Alain,<br />

si pensò con energìa a ristabilii la. 11 me-<br />

rito della nuova fondazione dell' accademia<br />

Etnica si deve amg. r<br />

Adriano Giani-<br />

pe<strong>di</strong> zelante, facondo e dotto vescovo d'A-<br />

lati i in questa città, e ne ottenne l'appro-<br />

vazione dalla congregazione degli stu<strong>di</strong>a'<br />

3o luglio 1 844- Et'ggo "el supplemento<br />

al n.°i4 del Diario <strong>di</strong> Roma del 1 845,<br />

che l'accademia fu fondata a'2 febbraio<br />

1 844» anniversario dell'elezione <strong>di</strong> Gre-<br />

gorio XVI, che perciò essendosi propo-<br />

sto <strong>di</strong> celebrarlo, e insieme quello del-<br />

1 accademia con solenne straor<strong>di</strong>naria tor-<br />

nala, a cagione del mal tempo si <strong>di</strong>fferì<br />

a'9 e celebrossi il letleiario esercizio nel<br />

modo ivi narrato. Apprendo poi duW'dl-<br />

burn <strong>di</strong> Roma, t. 24, p. 1 46, che contri-<br />

buì alla fondazione dell'accademia il pa-<br />

trizio alatrino e cauouico della cai te<strong>di</strong>a-<br />

le d. Agostino prof. Caporilli prefetto de-<br />

gli stu<strong>di</strong> nel seminario, la <strong>di</strong> cui biografia<br />

del prof. Giuseppe Tancre<strong>di</strong> ivi si ripor-<br />

ta, coli' encomio del suo sapere e parti-<br />

colari pregi. Inten<strong>di</strong>mento dell'accademia<br />

è la coltura dell'umane lettere e de-<br />

gli utili stu<strong>di</strong>. Dopo i misteri <strong>di</strong> nostra ss.<br />

Religione, cui souo sagre le sue più so-<br />

VEL 47<br />

lenni lornale,per lo più imprende a tratta-<br />

re argomenti riguardanti le cose patrie.<br />

Tre or<strong>di</strong>ni <strong>di</strong> soci compongono 1' accade-<br />

mia, residenti, corrispondenti, onorari: fra<br />

i secon<strong>di</strong> mi pregio <strong>di</strong> appartenervi. A'27<br />

giugno i845 mi fu spe<strong>di</strong>lo il <strong>di</strong>ploma <strong>di</strong><br />

socio corrispondente, cogli Statuti dell'accademia<br />

Erràca eretta inA latriloma<br />

i845. In<strong>di</strong> ricevei il Catalogo de*soci<br />

della accademia Erniea fondata sotto<br />

gli auspicii della sa. me. <strong>di</strong> PapaGre-<br />

gorio XF1 che drgnossi fregiarla, del-<br />

l'augusto suo nome, Roma 1847- Egua-<br />

le onore ha compartito all'accademia il<br />

regnante Papa Pio IX. Notai già che il<br />

De Mallhias colla Lettera 4-' ragiona<br />

sulla storia dell'industrie della provincia<br />

e <strong>di</strong> sua posizione commerciale. Egli <strong>di</strong>ce.<br />

L'antico commercio si vuole ben grande,<br />

perchè il solo <strong>di</strong>stretto d'Anagni contava<br />

60,000 abitanti, e Virgilio appellò ricca<br />

Anagni non per la semplice coltura cam-<br />

pestre, ma ezian<strong>di</strong>o pel traffico, poiché il<br />

suolo in parte è sas-oso. Del vetustissimo<br />

commercio degli ernico-volsci n'è prova<br />

la staterà della prisca Campagna del La-<br />

zio. Un'iuvenzione de' pesi de' tempi re-<br />

motissimi, decide de' famosi mercati d'e-<br />

poche lontanissime. La staterà ne'campa-<br />

ni del Lazio, ove souo i contorni <strong>di</strong> Erosi-<br />

none, Milli cii ni emenle attesta quanto i primi<br />

frusinati felicemente commerciassero<br />

colle loro produzioni e industrie. Di pre-<br />

sente la delegazione <strong>di</strong>Frosinone nell'agri-<br />

coltura mantiene aperti traffichi non solo<br />

colle principali parli dello stato pontificio,<br />

ma ancora al <strong>di</strong> là dei Me<strong>di</strong>terraneo e del<br />

Tirreno, e persino in Africa. Anagni e<br />

Ferentino producono abbondanti grana-<br />

glie, Veroli e Vallecorsa moltissimo olio,<br />

Allena e s. Lorenzo copiosa seta, Supino<br />

moltissimo legname. Gli opificii <strong>di</strong> panni<br />

d'Ala'.ri e <strong>di</strong> tappeti <strong>di</strong> Veroli sono rino-<br />

mati. In Frosiuone si migliorò ne' lavori<br />

agricoli e industriali. Eccellenti sono le<br />

piante <strong>di</strong> tabacco <strong>di</strong> Vallecorsa e Ponte<br />

Corvo. Termina il De Mallhias con os-<br />

servare; Che se Terracina avesse una


48 V R L<br />

fiera, come quella ili Sinigaglia, ed aves-<br />

se pure una strada ferrata che l'unissi; a<br />

Roma, la delegazione Frusinate <strong>di</strong>verrebbe<br />

la i." provincia dell' Italia. Bensì<br />

narrai in tale articolo, pel cui porlo tan-<br />

to fece Gregorio XVI a vantaggio <strong>di</strong> que-<br />

ste provincie, clie vi è la stazione e l'offi-<br />

cio per la telegrafia elettrica; mentre sono<br />

lieto <strong>di</strong> potere qui ripetere, <strong>di</strong>e il ti on<br />

co <strong>di</strong> ferrovia da Roma al Tuscolo (/ '.),<br />

dovrà continuarsi per Velletri e Cepra-<br />

no, per congiungerlo a quello <strong>di</strong> IN tipo-<br />

li, come accennai ne' voi. LXX, p. 1 63,<br />

LXXXIV, p. i5; ed intanto il governo<br />

del florido regno delle due Sicilie spinge<br />

con massima alacrità la strada ferrata<br />

perCeprano, anzi si può <strong>di</strong>re giunta qua-<br />

si alle frontiere pontificie, destinata a riunire<br />

le nostre vie all'altre Europee, men-<br />

tre accosta a Sanseverino per proprio<br />

conto la strada <strong>di</strong> Brin<strong>di</strong>si. Sulla linea<br />

della ferrovia Pio-Latina si formeranno<br />

due primarie stazionala t .'inVelletri, l'al-<br />

tra probabilmente in Ceccano. Nel Gior-<br />

nale <strong>di</strong> Roma del 1 858, n. 56 e 5


\ E L<br />

no largaineule, e più ancora i castagni,<br />

le cui titilla porgonsi ad un commercio<br />

rilevante. Da' molti boschi traesi a dovi-<br />

zia ili legname da fuoco e da costruzione.<br />

Ricchissima cava <strong>di</strong> gesso. Acque minerali<br />

ferruginose non per anco illustrate. Pro-<br />

dotti manifatturieri. In Velletri abhiaojo<br />

una fabbrica <strong>di</strong> cappelli ed una <strong>di</strong> cera.<br />

Terracina presenta una fabbrica <strong>di</strong> cap-<br />

pelli or<strong>di</strong>nari, e Ronco (?) una cereria; nel<br />

restante della provincia veggonsi attive le<br />

lavorazioni delle botti, delle doghe, del<br />

carbone, e <strong>di</strong> notabile quantità <strong>di</strong> potassa.<br />

Delegazione <strong>di</strong> Frosinone. Fiorente l'a-<br />

gricoltura, non ispregievoli le industrie.<br />

Prodotti naturali. Ricchezza <strong>di</strong> buoi, mag-<br />

giore <strong>di</strong> bufali, utile spaccio con Roma e<br />

con Napoli: le carni salate de' bufali si<br />

acquistano dalla marina napoletana. Ca-<br />

valli in abbondanza, spesse mandrie <strong>di</strong><br />

porci ; notevoli <strong>di</strong> pecore e <strong>di</strong> capre.<br />

Questo bestiame trafficasi con Roma e<br />

con Napoli. Minimo il raccolto dell' api<br />

e de' Augelli, tenuissima pure la pesca-<br />

gione. Vistoso scambio <strong>di</strong> grano e <strong>di</strong><br />

granone con Roma, non lieve de' pomi<br />

<strong>di</strong> terra, dell'avena e dell'orzo colle<br />

terre vicine. I vini e l'olio gra<strong>di</strong>ti, e i ca-<br />

stagni mantengono utile spe<strong>di</strong>zione alla<br />

dominante. Piuttosto scarsi i gelsi; do-<br />

vizia <strong>di</strong> ghiande, e <strong>di</strong> legname ottimo da'<br />

molti boschi, che esita insieme colle cor-<br />

leccie de' sugheri anche all'estero. Ric-<br />

che cave d'alabastro in Salvaterra (non<br />

la conosco, forse Falv.aterra), ed in Fe-<br />

rentino, <strong>di</strong> stucco in Guarciuo. A Collepardo,<br />

abbondanti gessaie, in Trevi un<br />

minerale ferruginoso che presto sarà uti-<br />

lizzato. A Polì miniere ubertose <strong>di</strong> pozzolana<br />

e relitti vulcanici; a Castro una<br />

quantità <strong>di</strong> pece, che ne ha il nome, come<br />

altresì buona argilla. La ven<strong>di</strong>ta de'<br />

minerali predetti estendesi al Napoleta-<br />

no. L'acqua d'Anlicoli tiensi in gran cre-<br />

<strong>di</strong>to; poi vengono quelle <strong>di</strong> Ferentino e<br />

d'Anagni. Prodotti manifatturieri. In A-<br />

latri, eccellenti la niti<strong>di</strong>, donde un traffi-<br />

co ragguardevole coll'interuo. A Monte<br />

VOL. LXXXIX.<br />

V EL 49<br />

s. Giovanni, nitriere, fabbriche <strong>di</strong> polveri<br />

sulfuree, ed una cartiera, le cui inanità It u-<br />

re spe<strong>di</strong>scousi a Roma insieme ad ingen-<br />

te quantità d'olio <strong>di</strong> ricino che prepa-<br />

rasi in Ceprano. A Guarciuo una cartie-<br />

re, una concia <strong>di</strong> pellami; nel contado<br />

poi abbondanti lavorazioni <strong>di</strong> candela-<br />

bri, <strong>di</strong> cucchiai <strong>di</strong> /aggio. Le carte ed i<br />

pellami negoziatisi colle prossime tene,<br />

gli oggetti <strong>di</strong> legno anche con Roma, la<br />

altre comuni fabbriche <strong>di</strong> cappelli, <strong>di</strong> te-<br />

le, <strong>di</strong> stoviglie, <strong>di</strong> mattoni, <strong>di</strong>stillerie da<br />

spirito e da rosoli i. Ven<strong>di</strong>ta <strong>di</strong> tali mani-<br />

fatture in provincia e fuori. Distretto <strong>di</strong><br />

Ponte Corvo. Vaccini e pecorini in bel<br />

numero, in maggiore i porcini: lo smer-<br />

cio de' medesimi è utile co'luoghi vicini<br />

e col Napoletano. Trasandata l'educazio-<br />

ne dell'api e de'flugelli. Dovizioso raccol-<br />

to <strong>di</strong> grano, <strong>di</strong> spelta, <strong>di</strong> granone, <strong>di</strong> pa-<br />

late, <strong>di</strong> legumi, che negoziansi pure col<br />

Napoletano. Ristretta la semina della ca-<br />

nepa e del lino; vastissima de'tabacchi, le<br />

cui foglie si mandano alla Regia <strong>di</strong> Na-<br />

poli(?). Abbondanza <strong>di</strong> vini squisiti, che<br />

trafficatisi colle terre limitrofe. Escava-<br />

zioni <strong>di</strong> argilla per vasellami e materia-<br />

li da fabbriche. Prodotti manifatturieri.<br />

In Ponte Corvo, filatura notabile <strong>di</strong> ca-<br />

nepa e <strong>di</strong> lino, lavorazione <strong>di</strong> tessuti or-<br />

<strong>di</strong>nari <strong>di</strong> cauepa, fabbrica <strong>di</strong> paste da mi-<br />

nestra, concie <strong>di</strong> pellami, moli ni da gra-<br />

naglie ec, fabbriche <strong>di</strong> stoviglie, <strong>di</strong> mat-<br />

toni ec. Tali manifatture si esitano alle<br />

terre limitrofe e al Napoletano. Delega-<br />

zione <strong>di</strong> Benevento. L' agricoltura è in<br />

assai florida situazione, non cosi le altre<br />

industrie. Prodotti naturali. Torme <strong>di</strong><br />

buoi e <strong>di</strong> cavalli, più numerose <strong>di</strong> bufa-<br />

li. Anche le pecore ed i suiui sono in<br />

qualche abbondanza; negoziasi il detto<br />

bestiame col regno <strong>di</strong> Napoli. Le api ed i<br />

bachi da seta si educano con impegno, e se<br />

ne hanno prodotti eccellenti. Raccolto u-<br />

bertoso<strong>di</strong> grano e <strong>di</strong> granone. Vasta col-<br />

tura della canepa e del lino; dovizia <strong>di</strong><br />

erbaggi e <strong>di</strong> frutta, <strong>di</strong> cedri, <strong>di</strong> limoni e<br />

d'aranci. Questi prodotti insieme ad una<br />

4


5o VEL<br />

grande quantità <strong>di</strong> tabacchi si vendono<br />

a' luoghi vicini ed al Napoletano. 1 vini<br />

mantengono un' interessante estrazione<br />

al pari dell'olio d'oliva con Napoli. Ap-<br />

prezzabile il prodotto delle ghiande, e<br />

delle legna principalmente delle selve.<br />

Non sonosi fin qui escavali minerali, né<br />

scoperte acque me<strong>di</strong>cinali. Prodotti ma-<br />

nifatturieri. In Benevento, fabbrica <strong>di</strong><br />

cappelli fini e or<strong>di</strong>nari, <strong>di</strong> corde armoni-<br />

che, <strong>di</strong> pettini <strong>di</strong> bufalo, avendo questa<br />

la privativa per la delegazione. Sono ce-<br />

lebri i torroni o ammandorlati, che s'in-<br />

viano a Roma ed a Napoli, come anche le<br />

corde armoniche e i pettini. A s. Ange-<br />

lo, filatoi <strong>di</strong> seta, fabbrica <strong>di</strong> tessuti or-<br />

<strong>di</strong>nari <strong>di</strong> lana, in alcuni luoghi concie <strong>di</strong><br />

pellami e moliui da granaglie. Nel 1782<br />

si stampò in Napoli, Carte corografiche<br />

e memorie riguardanti le pietre , le mi-<br />

niere e i fossili per servire alla storia<br />

naturale delle provincie del Patrimonio,<br />

Sabina, Lazio,Marittima e Campa-<br />

gna, e dell' Agro Romano, abbozzate e<br />

raccolte dal prefetto degli slu<strong>di</strong> del real<br />

collegio Fernandìano alla Nunziatella.<br />

Riportano le ufficiali Notizie <strong>di</strong> Roma<br />

del 1 858 le seguenti nozioni. Legazione<br />

<strong>di</strong> Marittima e Campagna. Em." car<strong>di</strong>-<br />

nal Vincenzo Macchi decano del sagro<br />

collegio, legato. In Velletri risiedono : il<br />

prelato delegato apostolico <strong>di</strong> Marittima<br />

mg. r<br />

Luigi Giordani, 4 consultori, il se-<br />

gretario generale, il presidente del tri-<br />

bunale <strong>di</strong> 1.' istanza, 3 giu<strong>di</strong>ci, il procu-<br />

ratore fiscale, il cancelliere, l'assessore<br />

legale, l'ingegnere d'acque e strade, il capitano<br />

comandante de' gendarmi. Que-<br />

sta provincia è <strong>di</strong>visa in 5 governi (oltre<br />

i due vice-governi <strong>di</strong> Carpinetoe Sei mo-<br />

neta), e contiene 62,01 3 abitanti. In<br />

Frosinone risiedono: il prelato delegalo<br />

apostolico <strong>di</strong> Campagna mg/ Fer<strong>di</strong>nando<br />

Scapilta, 4 consultori, il segretario<br />

generale, il presidente del tribunale <strong>di</strong><br />

1. istanza, 3 giu<strong>di</strong>ci olire un aggiunto,<br />

il cancelliere, l'assessore, il capitano co-<br />

mandante de' geodanni. La provincia<br />

VEL<br />

<strong>di</strong>visa in 1 3 governi (imperocché sebbe-<br />

ne nel comune <strong>di</strong> Sonnino non risieda<br />

propriamente un governatore, ma un<br />

commissario straor<strong>di</strong>nario colle medesime<br />

attribuzioni, viene considerato come<br />

un governo) ha 1 54,55g abitanti. In Be-<br />

nevento risiedono: il prelato delegato apostolico<br />

della medesima provincia mg. r<br />

Odoardo Agnelli, 4consultori, il segreta-<br />

rio generale, il presidente del tribunale<br />

<strong>di</strong> i. a istanza, 1 giu<strong>di</strong>ci, il procuratore<br />

fiscale, il cancelliere, l'assessore legale, il<br />

tenente comandante de' gendarmi. La<br />

provincia, oltre la città, contiene 7 co-<br />

muni, ed ha a3, 1 76 abitanti. Negli altri<br />

articoli componenti la legazione <strong>di</strong> Ma-<br />

rittima e Campagna ne descrissi le par-<br />

ticolarità, in uno alla temperatura, con<br />

quella brevità rhedebbo seguire, per supplire<br />

alla quale <strong>di</strong>chiarai un buon nume-<br />

ro degli scrittori che <strong>di</strong> proposito ne trat-<br />

tano. Innanzi <strong>di</strong> compen<strong>di</strong>osamente de-<br />

scrivere Velletri e suo vescovato subur-<br />

bicario, ch'è 1' argomento dell' articolo,<br />

i) rimanente non essendo quasi che un<br />

accessorio ad ornatimi del capoluogo <strong>di</strong><br />

sua legazione, mi propongo <strong>di</strong> riferire al-<br />

cune notizie <strong>di</strong> que'luoghi della medesima,<br />

<strong>di</strong> cui ancora non parlai, per le qua-<br />

li procederò principalmente co'seguenti<br />

auton, oltre il Riparto territoriale del<br />

1 833, pubblicato dal governo nel 1 836,<br />

profittando ezian<strong>di</strong>o della Statistica del'<br />

lo Stalo Pontificio del 1 853, dal me-<br />

desimo governo fatta stampai e nel 18^7,<br />

e tenendo presente la Statistica nume-<br />

raliva delle popolazioni dello stalo pon-<br />

tifìcio alla fine del 1 853 col Ripartimento<br />

territoriale mo<strong>di</strong>ficato secondo<br />

i cambiamenti cui e andato soggetto dopo<br />

il l833 fino all'epoca presente, Roma<br />

1857. Quest'ultimo Ripartimento e<br />

Censo della popolazione, <strong>di</strong>chiara il mi-<br />

nistro dell'interno con circolare de' i4<br />

novembre 1807, viene surrogato a quel-<br />

lo del 1 833, dovendo cominciare ad ave-<br />

re effetto il i.° gennaio 1 858. Nel Ripar-<br />

timento si avverte, che le frazioui co-


VEL<br />

me<strong>di</strong>e fanno parte de' loro comuni o<br />

appo<strong>di</strong>ali, non fu stimalo necessario <strong>di</strong><br />

riportarle, non avendo amministrazione<br />

separata ; <strong>di</strong>esi è rettificata la popolazio-<br />

ne stabile e mutabile della Statistica del<br />

i853; e cbe oltre gli antichi vice-gover-<br />

ni, altri ne furono istituiti. Pe'vice-gover-<br />

ni conviene tener presente la legge de'3o<br />

ottobre i856, riferita dal n.° i5o del<br />

Giornale <strong>di</strong> Roma, dalla quale viene<br />

specificata la giuris<strong>di</strong>zione e le attribu-<br />

eìoiiì de' vice-governatori, che in sostan-<br />

ra esercitano quelle de'governatori. Ecco<br />

poi gli accennati autori. Fr. Bonaven-<br />

tura Theuli velletrano e minore conven-<br />

tuale, Teatro hi<strong>storico</strong> <strong>di</strong> Velletri insigne<br />

città e capo de' volscì, Velletri per<br />

Alfonso dell' Isola 1 644* Carlo Ambro-<br />

gio Piazza, La Gerarchia car<strong>di</strong>nalìzia,<br />

Roma i 703 : Ostia e Velletri vescovati<br />

suburbicari. Antonio Ricchi corano, La<br />

Reggia dc'Volsci) ove si tratta dell' o-<br />

rigine, stato antico e moderno delle<br />

città, terre e castella del regno de' voi-<br />

sci nel Lazio, e specialmente <strong>di</strong> Cora,<br />

città volsca, sua patria, Napoli i 7 1 3.<br />

Del medesimo: Teatro degli uomini il-<br />

lustri nelle armi, lettere e <strong>di</strong>gnità, che<br />

Jiorirono nel regno antichissimo de'<br />

volsci, esistente nel Lazio, parte dell'I-<br />

talia, ove frapponesi il Discorso sovra<br />

le <strong>di</strong>fferenze insorte intorno al celebre<br />

taglio delle famose Selve <strong>di</strong> Cisterna<br />

e Sermoneta ^de<strong>di</strong>cato all'Illm." ed Eccell."<br />

Signore d. Michel' Angelo Caetani<br />

duca <strong>di</strong> Sermoneta e <strong>di</strong> s. Marco,<br />

principe del sagro Romano Impero e <strong>di</strong><br />

Caserta, marchese <strong>di</strong> Cisterna, signore<br />

<strong>di</strong> Bassiano, Ninfa e s. Donalo, came-<br />

riere della chiave d'oro <strong>di</strong> S. M. Cesarea<br />

Cattolica, barone rumano, e grande<br />

<strong>di</strong> Spagna ec, Roma 1721. Alessan-<br />

dro Borgia vescovo <strong>di</strong> Nocera poi arci-<br />

vescovo <strong>di</strong> Fermo veliterno, Istoria del'<br />

la Chiesa e città <strong>di</strong> Velletri, Nocera<br />

1723. Fr. Casimiro da Roma, Memorie<br />

(storiche delle chiese e de'conventi del-<br />

la provincia romana, Roma 1744* ^s '<br />

VEL 5i<br />

trantouio Petrini, Memorie Prenestine,<br />

Roma 179?. Mg/ Nicola Nicolai, De'<br />

bonificamenti delle Terre Pontine, Homa<br />

1800. Gabriele Calindri , Saggio<br />

statistico <strong>storico</strong> del Pontificio Stato.<br />

Pietro Castellano, Lo Stato Pontificio.<br />

A. Nibby, Analisi <strong>storico</strong>-topograjìcoantiquaria<br />

della carta de' <strong>di</strong>ntorni <strong>di</strong><br />

Roma. G. Marocco, Monumenti dello<br />

Slato Pontificio. Storia della città <strong>di</strong><br />

Velletri scritta dal canonico Tommaso<br />

Banco, 2." c<strong>di</strong>zionc,Ve\\elr\ tipografia <strong>di</strong><br />

L. Cappellacci i85i. Quando questo benemerito<br />

defunto veliterno me la donò<br />

graziosamente, io già possedeva la i/e-<br />

<strong>di</strong>zione da lui de<strong>di</strong>cata a' suoi <strong>di</strong>lettissimi<br />

concitta<strong>di</strong>ni (l'altra essendolo al car-<br />

<strong>di</strong>nal Macchi) con questo titolo: Conipen<strong>di</strong>o<br />

della storia Veliterna,R.oaìa ti-<br />

pografia Mugnoz a spese dell'e<strong>di</strong>tore Lui-<br />

gi Cappellacci 1 84- » • Inoltre mi è noto<br />

eh' egli lasciò compilato un Almanacco<br />

o Notiziario della provincia e <strong>di</strong>ocesi<br />

Veliterna, e che lo pubblicò il <strong>di</strong> lui ni-<br />

pote succedutogli nel canouicato della<br />

cattedrale <strong>di</strong> cui era coa<strong>di</strong>utore. Aduu-<br />

que vado a scrivere co' nominati e altri<br />

che poi <strong>di</strong>rò, e quin<strong>di</strong> da' poco <strong>di</strong>screti<br />

non si pretenda da me responsabilità e<br />

solidarietà d'ogni detto, poiché quanto<br />

ho raccolto non intendo darlo né per <strong>di</strong>mostrazione<br />

matematica, e molto meno<br />

per definizione <strong>di</strong> fede. Rammentino gli<br />

esigenti: Chi narra, <strong>di</strong>ce un fatto e non<br />

conferma una sentenza. E quanto alle<br />

pretensioni <strong>di</strong> dettaglio, secondo le viste<br />

particolari, ed a me vietato dalla natu-<br />

ra dell' opera, anco qui debbo ricordare<br />

il protestalo nel voi. LXXV1, p. 5j e 58,<br />

e quanl'altro <strong>di</strong> relativo franca niente <strong>di</strong>-<br />

chiarai a'Iuoghi opportuni. A tali eru<strong>di</strong>-<br />

zieni però credo opportuno primieramente<br />

<strong>di</strong> premettere alquante parole sui<br />

Papi che alcun tempo risiederono nelle<br />

provincie <strong>di</strong> Marittima e Campagna, o le<br />

visitarono personalmente.<br />

Le provincie che compongono questa<br />

nobilissima legazione apostolica furono


52 V E L<br />

onorate ne' Piaggi de Papi, <strong>di</strong> loro veneranda<br />

e sempre gra<strong>di</strong>la e benefica presenza^<br />

<strong>di</strong>e nelle loro biografie e negli ar-<br />

ticoli riguardanti i luoghi della legazione<br />

feci cenno, come farò ne' seguenti. Ne'se-<br />

coli antichi, per le turbolenze delle fazio-<br />

ni e degli scismi,molti Papi vi si rifugiaro-<br />

no e fecero <strong>di</strong>mora colla cuiia e corte romana,<br />

evi accolsero sovrani, ambasciato-<br />

ri e vescovi stranieri, e s. Gregorio VII<br />

nel 1080 io Ccprano in vestì col vessillo<br />

<strong>di</strong>s. Pietro della Puglia, Calabria e Sicilia<br />

il duca Roberto Guiscardo, il che me-<br />

glio narrai nel voi. LXV, p. 1 70. Talvol-<br />

ta risiederono in Fellelri, Segni ai Alla-<br />

gai principalmente; anzi nelle due ultime<br />

città vi ebbero il palazzo apostolico.<br />

J benedettini <strong>di</strong> s. Pietro <strong>di</strong> Villa Magna<br />

ogni sabato offrivano 7 pani o focaccie<br />

o pizze, a' Papi che recavansi nella pro-<br />

vincia <strong>di</strong> Marittima e Campagna, per cui<br />

Bonifacio Vili nel donare alla mensa ve-<br />

scovile, e al capitolo e cattedrale d'Anagni<br />

il monastero, abbazia e beni <strong>di</strong> Villa Magna,<br />

colla bolla Inter cacteras Orbis Ec-<br />

clesias, impose il tributo e l'omaggio de'<br />

7<br />

pani al vescovo e al capitolo, a favore<br />

<strong>di</strong> se e successori, sotto pena <strong>di</strong> caducità<br />

dal possesso de' beni, e tuttora puntualmente<br />

si osserva. Nel secolo passato due<br />

Papi onorarono <strong>di</strong> loro presenza la provincia<br />

<strong>di</strong> Marittima e Campagna,cioè Be-<br />

nedetto XIII per due volle nel recarsi<br />

alla sua antica chiesa <strong>di</strong> Benevento, che<br />

ritenne nel pontificato e nominando a co-<br />

a<strong>di</strong>utore il car<strong>di</strong>nal Coscia ; e Pio VI per<br />

<strong>di</strong>versi anni nel portarsi a Terracina,ove<br />

soggiornava per curare il <strong>di</strong>seccamento<br />

delle Palu<strong>di</strong> Pontine. Nel secolo corren-<br />

te compartirono eguale onore alla pro-<br />

vincia i Papi Gregorio XVI e Pio IX re-<br />

gnante; il i.° oltre una gita a Velletii<br />

nel 1 83 1, in<strong>di</strong> due volte nel i83genel<br />

i843; il 2. nel i85o. ed in ciascuna si<br />

fece l'oblazione de' 7 pani. Gregorio XVI<br />

li ricevette in Terraciua e in Anagni,<br />

Pio IX in Frosinone, e lo notai pure a<br />

Pane. I tre viaggi furono egregiamente<br />

V EL<br />

descritlida'seguenli. Relazione del viag-<br />

gio <strong>di</strong> Sua Santità Gregorio Papa XI [<br />

da /Ionia a s. Felice, scritta dalprincU<br />

ped'Arsoli (d. Vittorio Massimo), Roma<br />

1839. Del medesimo abbiamo: Relazione<br />

del viaggio fatto da N. S. PP. Gregorio<br />

XVPalle provincie <strong>di</strong> Marittima<br />

e Campania nel maggio 1 843, icritta<br />

dal principe Massimo sopraintendente<br />

generale delle poste <strong>di</strong> Sua Santità,<br />

Roma 1<br />

843<br />

. Relazione storica del viag*<br />

gio <strong>di</strong> Sua Santità Papa Pio IX da Por-<br />

tici a Roma nell'aprile dell'anno 1 85o,<br />

Roma i85o. Questa fu compilata dal<br />

commend. Giulio Barluzzi, giovandosi<br />

deN'opera dell'avv. Angelo Carnevalati,<br />

e de<strong>di</strong>candola al car<strong>di</strong>nal Autonelli. Con<br />

tali Relazioni, e tenendo presenti il Dia-<br />

rio <strong>di</strong> Roma,\eNotizie del giorno, il Giornale<br />

<strong>di</strong> Roma e 1' Osservatore Roma-<br />

no ; ove potei parlarne il feci, e il simile<br />

eseguirò ne' seguenti paragrafi de* luo-<br />

ghi della delegazione <strong>di</strong> Frosinone e del<br />

<strong>di</strong>stretto <strong>di</strong> Velletri e ragionando <strong>di</strong> tal<br />

città. A supplire quanto finora non mi<br />

fu dato <strong>di</strong> fare, perchè già stampati gli<br />

articoli, co' medesimi qui adesso l'adempirò<br />

e con alcune mie aggiunte. Avendo<br />

determinato il Papa Gregorio XVI <strong>di</strong> re-<br />

carsi a visitare il castello <strong>di</strong> s. Felice{l y .),<br />

situato alle falde del famoso monte Cir-<br />

ceo, parti da Roma a' 22 aprile i83q, e<br />

per Albano, la Riccia e Genzano (/ '.),<br />

giunse in Velletri, da dove passò a Terraciua<br />

e s. Felicej e ripassando pe' me-<br />

desimi luoghi si restituì al Valicano a'<br />

29 dello stesso mese. Nel i843 il medesimo<br />

Gregorio XVI, desiderando con-<br />

solare colla sua presenza una parte de'<br />

suoi felicissimi stati, alcuni luoghi de'<br />

quali da più secoli non avevano goduto<br />

della patèrna visita de' Sommi Ponte-<br />

fici, determinò d'impiegare i primi gior-<br />

ni del bel mese <strong>di</strong> maggio a percorrere<br />

un buon tratto del Lazio e degli antichi<br />

Ernico-Volsci, visitando le antichissime<br />

e importanti città d'Anagni, <strong>di</strong> Ferenti-<br />

no, eli Frosinone e <strong>di</strong> Alatri, e passando


VE L<br />

per Piperno a Terrari na, e in<strong>di</strong> a Velie-<br />

Iti, Genzano, Riccia e Albano, dopo visi-<br />

tale le provincie<strong>di</strong> Marittima eCampania<br />

e parte della Comarca <strong>di</strong> Roma, ritorna-<br />

re alla sua maestosa capitale e residenza.<br />

Parli da questa il i.° maggio, ed uscito<br />

dalla Porla Maggiore per la via Labica-<br />

na, che conduceva all'antica Labico^P.),<br />

festeggialo anche sotto Zagarolo (/"''.) e<br />

Pale strina (f y .) da quelle popolazioni,<br />

clero e magistrati sulla viaCasilinajequin<strong>di</strong><br />

da Lagnano e P'almontone , al modo<br />

che <strong>di</strong>rò a que' paragrafi. Continuando il<br />

viaggio sulla via Casilina nel territorio <strong>di</strong><br />

largiti (/ .), la quale antichissima città, in<br />

contrassegno d'esultanza, fra le altre <strong>di</strong>-<br />

mostrazioni eresse sulla pubblica via pro-<br />

vinciale un magnifico arco <strong>di</strong> trionfo(men-<br />

tre il eh. d. Alessandro Atli era professo-<br />

re


54<br />

VEL<br />

avvenimenti d'Ita Ha, Roma 1749) fab-<br />

bricala in cima alla medesima, ove si fermò<br />

sulla piazza avarili il suo ingresso la-<br />

terale, sulla quale trova fasi mg/ Vin-<br />

cenzo Annovazzi <strong>di</strong> Civitavecchia (della<br />

quale ci <strong>di</strong>ede la bellissima Storia <strong>di</strong> Ci-<br />

vitavecchia dalla sua origine fino all'anno<br />

1 848 scritta da mg.' F. Annovazzi<br />

arcivescovo d'Iconio, Roma 1 853) ve-<br />

scovo d'Anagni alla lesta del suo clero,<br />

che ricevendo il Pontefice sotto al bal-<br />

dacchino, l'accompagnò all'ingresso prin-<br />

cipale della cattedrale, in cui venne data<br />

la trina bene<strong>di</strong>zione da mg. r<br />

Carlo Gigli<br />

d'Anagni vescovo <strong>di</strong> Tivoli (7 ''.), espressamente<br />

recatosi alla sua patria per que-<br />

sta fausta circostanza. Gregorio XVI, dopo<br />

aver poi ammesso al bacio del piede<br />

tulli i canonici nella stanza del vestiario,<br />

ascese alla loggia <strong>di</strong> pietra esistente sulla<br />

parte laterale della medesima cattedrale,<br />

e parata tutta <strong>di</strong> rosso, ed ivi <strong>di</strong>ede la<br />

solenne bene<strong>di</strong>zione al popolo sotto una<br />

statua marmorea dell'anagninoBonifacio<br />

Vili, seduto parimente in atto<strong>di</strong> bene<strong>di</strong>-<br />

re i suoi concitta<strong>di</strong>ni, colla Tiara in testa<br />

ornata d'una semplice corona, mentre altra<br />

sua figura con tiara senza corona, ma<br />

semplicemente ornata <strong>di</strong> ricami e <strong>di</strong> linee<br />

intrecciate, vedesi rilevata nel bronzo del-<br />

le campane della stessa cattedrale, fuse<br />

nel 1295 d'or<strong>di</strong>ne <strong>di</strong> quel magnanimo<br />

Papa, le <strong>di</strong> cui armi in musaico, apparte-<br />

nenti all'antica sua nubilissima famiglia<br />

Caetani, ancora esistono a' lati della detta<br />

sua statua. 11 suono <strong>di</strong> quelle campa-<br />

ne, unito agli applausi dell'innumerevole<br />

moltitu<strong>di</strong>ne, ed al giubilo che vedevasi<br />

regnare in tutta la città, produsse un com -<br />

movente complesso da uon potersi <strong>di</strong>re<br />

in breve. Imperocché dopo il memorabile<br />

e nefando oltraggio ricevuto da Bo-<br />

nifacio Vili in quel suo palazzo dal par-<br />

tilo <strong>di</strong> Francia, che in tanti luoghi de-<br />

plorai, come nel vol.LXXXI, p. 45, propugnando<br />

l'animo grande e la dottrina<br />

<strong>di</strong> quel Sommo Pontefice, l'illustre cit-<br />

tà decadde dal suo splendore, e ueliSaS<br />

VEL<br />

era già perfino <strong>di</strong>strutto il memorabile<br />

palazzo <strong>di</strong> Bonifacio Vili, <strong>di</strong> cui si credono<br />

vestigia le sostruzioni del palazzo<br />

del marchese <strong>di</strong> Trajetto, il quale a tal<br />

uopo fece porre nelle sue scale raarmorea-<br />

i scrizione, riportata nella Relazione , in -<br />

sieme a tulle le altre <strong>di</strong> cui farò menzio-<br />

ne. Il principe Massimo nella sua bellis-<br />

sima Relazione, colla sua vasta eru<strong>di</strong>zio-<br />

ne illustrò ancora i luoghi onorati dalla<br />

benevola presenza <strong>di</strong> Gregorio XVI, come<br />

avea fatto egregiamente nella prece-<br />

dente, laonde osserva che esistono però<br />

della famiglia <strong>di</strong> Bonifacio Vili in Ana-<br />

nagni tuttora i <strong>di</strong>retti <strong>di</strong>scendenti in per-<br />

sona del conte Loffredo Caetani e suoi<br />

fratelli, provenienti dallo stesso stipile<br />

de' Caetani <strong>di</strong> Roma; e sebbene decadu-<br />

ti dalla loro antica grandezza, conserv?<br />

no per altro con gelosia in loro casa unj<br />

cassetta piena d'antichissime pergamene,<br />

nelle quali è ora unicamente riposta l'il-<br />

lustrazione della celebre loro famiglia,<br />

una delle do<strong>di</strong>ci stelle d' Anagni, o prin<br />

ci pali famiglie nobili. Era dunque riservato,<br />

<strong>di</strong>ce il principe <strong>storico</strong>, al Sommo<br />

Gerarca Gregorio XVI il trarre d(<br />

pò tanti secoli Anagni dal suo avvitimeli<br />

to, consolandola colla sua presenza, che<br />

eccitò i più vivi segni d'entusiasmo delln<br />

moltitu<strong>di</strong>ne, particolarmente quando fu<br />

veduto scendere a pie<strong>di</strong> col suo seguite<br />

dalla cattedrale, e traversare quasi l'in-<br />

tera città, le <strong>di</strong> cui antichissime fabbri-<br />

che imbrunite dal tempo erano ravvivate<br />

da' colori de' drappi pendenti dalle fine-<br />

stre, sino al palazzo Giannuzzi destina-<br />

to per la sua residenza, e situato sopra<br />

una vasta piazza aperta nel mezzo della<br />

città nel 1 557, dopo la sua espugnazione<br />

fatta dall'armata spagnuola, comandata<br />

dall'acerbo duca d'Alba, nella famosa e<br />

desolante guerra della Campagna Roma-<br />

na contro Paolo IV, che descrissi nel<br />

voi. LXV, p. 234 e seg-5 dalla quale si<br />

scopre verso mezzogiorno una vista ameuissima<br />

<strong>di</strong> tutto il territorio Anaguiuoe:<br />

delle vicine città e castella. Ivi in mezzo 1


VE L V E L 55<br />

a due ale della schierala truppa con sua luce produceva un mirabile effetto. Su <strong>di</strong><br />

banda, e dell'alludalo popolo, prostrato» essi posa altipiano un immenso salone,<br />

ti mg/ Francesco M. a<br />

Giannuzzi in man* <strong>di</strong>e prima serviva all'adunanze consiliari,<br />

felicita, ora U<strong>di</strong>tore generale della rev. e un angolo del quale mette in una piccola<br />

Camera apostolica (F.), ed i suoi nobi- loggia, che serviva al ban<strong>di</strong>tore per pro-<br />

li fratelli in abito ili spada, baciarono i mulgare i decreti del popolo, e che essenpie<strong>di</strong><br />

al Papa, e l'accompagnarono ali. °<br />

do costruita in modo da non potersi spie-<br />

piano <strong>di</strong> quel loro palazzo, dove fu allog- gare, sembra reggersi in aria; tanto è<br />

giata anche porzione del corteggio, aven- bene formata la volticella <strong>di</strong> pietra, che<br />

do il rimanente preso stanza nelle vicine la sostiene nell'angolo del palazzo, alle<br />

abitazioni. Dalla loggia il Papa compar- cui pareti vedonsi in vari luoghi scolpi-<br />

ti l'apostolica bene<strong>di</strong>zione in mezzo alle te in marmo le armi della città, cousi-<br />

grida <strong>di</strong> sincera esultanza <strong>di</strong> quel popolo, stenti in un leone sormontato da un'a-<br />

c!ie seguitò a stare sulla piazza in tutto quila,col verso dell'Eneide <strong>di</strong> Virgilio ...<br />

il rimanente del giorno. Nella sera poi fu Et roscida rivis Hernica saxa colutit<br />

incen<strong>di</strong>ato un vago fuoco d'artificio sul- qnos <strong>di</strong>ves Anagnia pascit. Il seguente<br />

la medesima piazza, <strong>di</strong>e oltre l'essere son- giorno 2 non fu meno avventuroso per<br />

illusamente illuminata, come pure tutto Auagni <strong>di</strong> quel che lo fosse stato il i .", a-<br />

il resto della città e delle vicine campa- vendolo impiegato Sua Santità a visita-<br />

gne e colline, risplendenti pe' fuochi <strong>di</strong> re le cose più degne da vedersi in quelgioia,<br />

veilevasi ornata cun finto obelisco, l'illustre città, e rilevandone così sempre<br />

e con un arco trionfale, su <strong>di</strong> cui legge- maggiormente i pregi. Imperocché, dovami<br />

4 iscrizioni composte da d. Giovan- pò avere ricevuto in dono dalla magici<br />

Capri Galanti <strong>di</strong> Valmontone, profes- stralura una statuelta d'argento col suo<br />

«ore <strong>di</strong> reltorica in quel seminario, <strong>di</strong> pie<strong>di</strong>stallo, rappresentante s. Oliva ver-<br />

presenle prelato ponente <strong>di</strong> Consulta, gine e martire compatrona d'Anagni, si<br />

Esse celebravano le virtù del Papa, Tu- recò in carrozza col suo seguito all' epiui<br />

versale gioia della città e <strong>di</strong> tulli gli scopio, ove mg. r<br />

Annovazzi fattale tro-<br />

traici, le beneficenze elargite ad Anagni "are imban<strong>di</strong>ta una lauta colazione, eb-<br />

e suo capitolo, e le promozioni <strong>di</strong> Sii ve- be altresì l'onoie, unitamente a due ca-<br />

stro Belli al car<strong>di</strong>nalato e al vescovato <strong>di</strong> nonici e al preposto (della Stola papale<br />

Jesi (F.), e de'prelati Gigli e Giannuzzi che prima usava riparlai a tale articolo,<br />

auagniui, e che avea rinnovato i glorio- come dell'insegne presenti sue e de'cano-<br />

si tempi d'Innocenzo III, Gregorio IX, ilici ; fio VI al medesimo preposto con-<br />

Alessandro 1F e Bonifacio FUI (F.), fermò l'uso dell'abito prelatizio, e glie-<br />

i quali fecero più volte soggiorno nella lo concesse <strong>di</strong> colore paonazzo, con fa-<br />

loro patria Anagni. Oltre tali iscrizioni colta <strong>di</strong> usarlo anche in Roma, <strong>di</strong>chia-<br />

leggevansi altrettante del sacerdote Au- raudolo prelato domestico), <strong>di</strong> presenta-<br />

touio Cipraui, egualmente riprodotte re al Santo Padre, seduto sul trono, a se-<br />

dalia Relazione, sullo slesso argomento, conda del già ricordato, uu bacile con 7<br />

insieme ad un sonetto del uobile anagni- pani ossia pizze lavorate con zucchero e<br />

no Francesco Belli allusivo al risorgimeli- cioccolata, su alcune delle quali vedeasi<br />

lo d'Anagni, JNe' <strong>di</strong>versi generi <strong>di</strong> lumi- il simbolo dell'Agnello, e sopra altre era<br />

narie,che nella sera e nella segueute re- effigialo il Pastoie coll'epigrafe: CognO'<br />

sero brillante Anagni, si <strong>di</strong>stiuse quella scunt me rneae. Nell'uscire dall' episco-<br />

dell ingresso del tuo palazzo comunale, pio, il P.ipa lesse l'iscrizione in quel punformato<br />

da un antro spazioso con gran- to posta dall'ottimo vescovo per memo-<br />

<strong>di</strong>s»imi archi <strong>di</strong> sesto tondo, ne' quali la ria d'averlo onorato <strong>di</strong> persona. In<strong>di</strong> iu


56 VEL<br />

carrozza passò a visitar <strong>di</strong> nuovo la cat-<br />

tedrale, antichissimo e<strong>di</strong>lìzio gotico a 3<br />

navi <strong>di</strong>vise da colonne, che <strong>di</strong>cesi rico-<br />

struita in tal forma verso il 1078 da s.<br />

Pietro vescovo d'Anagni (il <strong>di</strong> cui corpo<br />

ivi si venera, e Filippo Giammaria scris-<br />

se : Santuario Anagnino dove si leggo-<br />

no l'istorie de' ss. Corpi, i quali riposa-<br />

no nella cattedrale d'Anagni, con l'isto-<br />

ria del b. Andrea Conti anagnino, Vel-<br />

letri per Onofrio Piccini 1704), e consa-<br />

crata 106 anni dopo da Alessandro III.<br />

Fattavi breve orazione, il Papa calò per<br />

la scala marmorea nella chiesa sotterra-<br />

nea, che al pari della superiore ha il ti-<br />

tolo <strong>di</strong> basilica, e sebbene più piccola me-<br />

rita questo titolo non solo per la sua an-<br />

tichità contemporanea a quella, ma an-<br />

che per la costruzione a 3 navi con 3 or-<br />

<strong>di</strong>ni <strong>di</strong> colonne, e colla sua apsicle nel co-<br />

ro, e due cori laterali, conformi in tutto<br />

.'<strong>di</strong>e primitive chiese. Sotto l'altare mag-<br />

giore <strong>di</strong> questa basilica sotterranea ri-<br />

posa il corpo <strong>di</strong> s. Magno patrono d'A-<br />

nagni, de'<strong>di</strong> cui Acta pubblicali feci pa-<br />

iola al suo articolo, ove sono incise la<br />

più parte delle singolarissime pitture <strong>di</strong><br />

quel secolo, che ne adornano le pareti,<br />

rappresentanti vari fatti del martirio e<br />

della traslazione del corpo <strong>di</strong> quel santo<br />

vescovo <strong>di</strong> Tram', colle relative iscrizio-<br />

ni. In essi è pure delineata I' antica pit-<br />

tura <strong>di</strong> s. Oliva, che parimenti ornava<br />

un lato <strong>di</strong> detto sotterraneo, ove si con-<br />

serva il <strong>di</strong> lei corpo, e fu tolta nel decor-<br />

so secolo per aprire una finestra onde<br />

dar lume ad un altare costruitosi per <strong>di</strong>-<br />

vozione d'un p. abbate polacco, a cui erano<br />

stale donate reliquie della santa.<br />

Merita particola!' menzione in questa ba-<br />

silica sotterranea non solo la rozza se<strong>di</strong>a<br />

<strong>di</strong> marmo rialzata da un sol gra<strong>di</strong>no e<br />

circondala da se<strong>di</strong>li canonicali parimen-<br />

ti <strong>di</strong> marmo nell'apside incontro al det-<br />

to altare <strong>di</strong> s. Magno ( le pitture della<br />

cui volta, illuminate da finestra lunga<br />

e stretta, rappresentano il simbolo del-<br />

l'Agnello circondato da' 24 seniori del-<br />

VEL<br />

l'Apocalisse, e che al pari delle già no-<br />

minate, e dell' altre relative alla storia<br />

delle sanie Secon<strong>di</strong>na, Aurelia e Neorni-<br />

sia martiri, espressa neh' apside della<br />

3/ navata, rimontano al ricordato XI<br />

secolo), ma ancora il suo pavimento ver-<br />

nacolato in pietre dure come nella ba-<br />

silica superiore, e fregiato de' nomi de'<br />

celebri musaicisti romani maestro Cosmato<br />

co'suoi figli Luca e Giacomo, che<br />

hanno lasciato tante memorie dell'aite<br />

loro in quell'epoca. Gregorio XVI sod-<br />

<strong>di</strong>sfatto al sommo d' aver veduto tutti<br />

questi pregevoli monumenti dell'arte, ri-<br />

salendo alla cattedrale si recò alla canonica,<br />

nel <strong>di</strong> cui archivio gliene furono mo-<br />

strati altri interessantissimi, consistenti<br />

in alcuni arre<strong>di</strong> sagri <strong>di</strong> veneranda an-<br />

tichità per aver appartenuto a' Papi a-<br />

nagnini. Nella Relazione sono <strong>di</strong>ligentemente<br />

descritti, ma a me non è permesso<br />

che accennarli. Prima <strong>di</strong> tutti vide un<br />

paliotto d'altare <strong>di</strong> fondo bianco con bel-<br />

lissimo tessuto d'oro e <strong>di</strong> seta <strong>di</strong> vari co*<br />

lori, e con 3 or<strong>di</strong>ni <strong>di</strong> medaglioni circo*<br />

lari, contenenti ciascuno una figura in<br />

campo d'oro, in<strong>di</strong>viduata da un'Ucrizio-<br />

ne scritturale ricamata intorno ad ogni<br />

medaglione in caratteri gotici; prezioso<br />

lavoro del secolo XII e dono d'Innocen-<br />

zo ili. Dopo <strong>di</strong> questo fu mostrato al Pa-<br />

pa altro bellissimo paliotto, che credesi<br />

pure della stessa epoca e donatore, da al-<br />

tri però BtlribuilQ a Bonifacio VI li, es-<br />

sendo probabilmente quello descritto<br />

nell' inventario de' doni da lui falli alla<br />

basilica, <strong>di</strong> cui poi parlerò, pubblicalo dal<br />

Boldetti nell' Osservazioni sui cimiteri<br />

de S*. Martiri. In<strong>di</strong> gli fu mostrala una<br />

pianeta lunghissima e amplissima <strong>di</strong> fondo<br />

bianco, con simile dalmatica e Inni-<br />

cella, ed un piviale amplissimo, paramen-<br />

ti tutti ricamati e figurati, ornati ezian-<br />

<strong>di</strong>o con minute perle, <strong>di</strong> cui se ne vedo-<br />

no alcuni, lavori pregevolissimi del seco-<br />

lo XII fortunatamente salvati dal sac-<br />

cheggio patito dalla città nel 1 556 nella<br />

suddetta funesta guerra degli spagnuoli.


V E L V E L 5 7<br />

Da quel lagrimevole <strong>di</strong>sastro e poslerio- (?'•), che abitò ed ebbe cattedra nel con-<br />

ri <strong>di</strong>sgraziate vicende mirabilmente re- tigno convento, il cui facsimile è riprostò<br />

preservato un incensiere d' argento dotto nella Relazione. Tornato Grego-<br />

dorato <strong>di</strong> forma ottangolare gotica, rap- gorio XVI alla sua residenza, dalla cui<br />

presentante un porticheltocon archi acn- loggia bene<strong>di</strong>sse i postiglioni schierali ih<br />

ti e torrette triangolari, da cui partono 5 buon or<strong>di</strong>ne colle loro pariglie <strong>di</strong> i 5o ca-<br />

lunghecatene. Prezioso monnmentod'ar- valli e col corriere alla testa, i (piali do-<br />

te, dono d' Innocenzo III, minutamente Teano proseguire nell' onore <strong>di</strong> servirlo<br />

osservato da Gregorio XVI, siccome in partire d' Anagni. Si compiacque poi<br />

grande e intelligente amotore «le'lavori ricevere varie deputazioni e corporazio-<br />

d' arti, massime se antichi. Ebbe inoltre ni, che si erano a tal effetto recate ad os-<br />

la piacevole sod<strong>di</strong>sfazione <strong>di</strong> vederne al- seqniarlo, come pure mg. r<br />

Luigi Parisio<br />

tri due d'epoca più remota, cioè due pa- vescovo <strong>di</strong> Gaeta (e poi i.° arcivescovo<br />

librali creduti giu<strong>di</strong> s. Pietro vescovo pel notato nei voi. LIII,p. 206), partitosi<br />

d' Anagni nel secolo XI, uno d'avorio espressamente dalla sua <strong>di</strong>ocesi per avere<br />

ma rotto, l'altro d'argento dorato e soial- questa consolazione. Terminò la serata<br />

tato a squame; ed alcune mitre antiche col vedere un fuoco d'artificio e l'innal-<br />

<strong>di</strong> fondo bianco alte men d'un palmo, zamento d'nnglobo areostatico, su <strong>di</strong> cui<br />

pia adorne <strong>di</strong> pietre preziose, oltre altre era <strong>di</strong>pinto il pontifìcio stemma con albi-<br />

ill ostiate dal Marangoni nella sua ChrO' sive iscrizioni. Volle poi dare alla nobile<br />

nologia. Di Bonifacio Vili erano anco- famiglia Gianuuzzi un segno del suo gra-<br />

ia altra mitra e paramenti, che con al- <strong>di</strong>mento per l'accoglienza <strong>di</strong> vota usatagli<br />

cimi co<strong>di</strong>ci estratti dall'archivio in tem- nel proprio palazzo, col donare a mg. r<br />

pò d' Alessandro VII, non furono più Giannuzzi il suo ritratto su <strong>di</strong> preziosa<br />

restituiti. Inoltre <strong>di</strong> tal Papa conservasi scatola brillantata, e col decorare il <strong>di</strong> lui<br />

nella sagrestia un piviale, una pianeta e fi alello della croce egrado <strong>di</strong> commenda-<br />

due dalmatiche con fiocchi, <strong>di</strong> fondo ros- tore dell'or<strong>di</strong>ne <strong>di</strong> s. Gregorio Magno da<br />

so ricamate in oro, una volta ornati con lui istituito. Giunta finalmente la 3. 'mat-<br />

perle e pietre preziose, altro avanzo de' tina del maggio, all'ore 12 Anagni vide<br />

tanti doni co' quali Bonifacio Vili volle con <strong>di</strong>spiacere partire l'amato Gregorio<br />

arricchire la patria basilica,clte ne conser- XVI con lutto il suo seguito (del soggior-<br />

va interessante e minuto inventario in no <strong>di</strong> Gregorio XVI in Anagni, e delle<br />

pergamena. Appagato il suo genio per le <strong>di</strong>mostrazioni affettuose e festive della<br />

belle cose, colla vista <strong>di</strong> tanti preziosi mo- città, ragionano pure i n. 36 e 4' del<br />

minienti <strong>di</strong> sagra e veneranda antichità, Diario <strong>di</strong> Roma, e il n. 18 delle Notizie<br />

Gregorio XVI uscendo dalla cattedrale, del giorno del i843), e scendendo con<br />

si recò a pie<strong>di</strong> col suo seguilo a visitare i somma velocità per le <strong>di</strong>fficili voltate che<br />

monasteri dell'oblate cistercensi e delle s'incontrano nella via, non ostante che o-<br />

clarisse, che paternamente confortò e ara- gni legno fosse tiralo da 8 cavalli, traver-<br />

ai ise al bacio del piede. Restituitosi al so poi una magnifica pianura <strong>di</strong> circa 5><br />

palazzo, sempre preceduto dalla banda, miglia, che <strong>di</strong>vide Anagni da Ferentino<br />

pomeriggio il Papa si recò in carroz- no (parlando <strong>di</strong> filarino, che vuoisi suc-<br />

za a visitare le suburbane chiese de'do- ceduta all'antica Firenlo, che alcuni con-<br />

nienicani e de' cappuccini, nella i.'del- fusero con Ferentino ernico, riportai in<br />

le quali, de<strong>di</strong>cata a s. Giacomo e costruì- proposilo le autorevoli opinioni del dot-<br />

ta a croce greca, con elegante pavimen- tissimo Nibby), e verso le ore i3 e mez-<br />

to <strong>di</strong> musaico verni icolato, si venera la 7.0 giunse in quest'altra celebre città ve-<br />

celebre croce <strong>di</strong> s. Tommaso d'/faitino scovile del Lazio, che circondata <strong>di</strong> siili-


53 V E L<br />

ni ciclopee (trovo nella Civiltà Cattoli-<br />

ca, serie 2/, t. 4, p. 38o, I* articolo im-<br />

portante e intitolato: I due Teronì e U Ac-<br />

quedotto pelasgico <strong>di</strong> Ferentino ntll'Er-<br />

nico. I «lue leeoni, o aie sagre, o altari<br />

de'pelasgi sono in una valle ili Ferenti-<br />

no, i quali eretti da quegli antichissimi na-<br />

vigatoli, che tanta parte <strong>di</strong> civiltà recaro-<br />

no in Italia prima ancora (.Iella fondazio*<br />

ne <strong>di</strong> Troia, reggono alla potenza strug-<br />

gilrice d'oltre 3o secoli. In capo alla stes-<br />

sa valle è pure un altro Ieroue interis-<br />

simo sotto il monte ili Porciano, forma-<br />

to <strong>di</strong> massi poligoni anche più granili <strong>di</strong><br />

quelli che formano gli altri due, come<br />

assicura l'eruil ito ferenti nate A IfonsoGior-<br />

gi,che stava scrivendo un dotto libro in-<br />

tuì noa'primi abitatori dell'Ei nico.Quan-<br />

to all'acquedotto, tenuto forse il più an-<br />

tico d'occidente, siccome eietto da quel-<br />

le remotissime genti, esiste al <strong>di</strong> là della<br />

foresta del marchese Tatù, monumento<br />

insigne che pochi visitano e pochi cono-<br />

scono. Mi piace inoltre riportare questo<br />

brano de' rispettabili compilatori. » Noi<br />

vorremmo, che sì quelli che ridono del-<br />

le nebiiloseanlichilà pelasgiche, esi quel-<br />

li che <strong>di</strong> tante ipotesi e tante favole le cir-<br />

condano, visitassero stu<strong>di</strong>osamente I' Er-<br />

nico, e massime Alati i, Ferentino e i suoi<br />

contorni; in<strong>di</strong> sul preciso e spassionato<br />

esame de'nionumenti giu<strong>di</strong>cassero a sag-<br />

gio <strong>di</strong> scienza in quali remotissimi tempi<br />

ascendono così fatti e<strong>di</strong>lizi, per illustrar-<br />

ne la storia de'popoli primitivi che abi-<br />

tarono cjuesta nostra I talia". Anche il dot-<br />

to autore dell'articolo ritiene che le co-<br />

lonie pelasgiche d'occidente derivarono<br />

dalle genti fenicie e cananee), s' innalza<br />

sopra un ripido colle, superba per la sua<br />

antica potenza, che la rese formidabile a-<br />

gli stessi romani. Ne! suo articolo, colle<br />

proporzióni volute da questa mia opera,<br />

celebrai la magnifica accoglienza fatta da<br />

Ferentino al Papa, che la Relazione minulamente<br />

descrive, riportando tutte le<br />

copiose composizioni poetiche e iscrizioni<br />

celebranti il fausto avvenimento, inclusi-<br />

V E L<br />

vameute al carme del patrizio ferentina-<br />

te Tancre<strong>di</strong> Bella, che per onor patria<br />

specialmente ricordo, poiché è un illustre<br />

prelato, che dopo aver governato con ze-<br />

lo le provincie <strong>di</strong> Rieti e <strong>di</strong> Spoleto, ora<br />

è delegato apostolico <strong>di</strong> Perugia. Gregorio<br />

XVI proseguendo il viaggio per Fro-<br />

sinone, che n'è <strong>di</strong>stante 7 miglia, e aulicamente<br />

apparteneva a'volsci, in quell'ar-<br />

ticolo mi fu dato descriverne il lietissimo<br />

soggiorno che vi fece, ripetendo perciò<br />

l'avvertenza fatta per Ferentino; uon co-<br />

sì posso fare per Alatri, il cui articolo,<br />

come quello d' Attaglii, era stato pubblicato<br />

nel 1 840. Dimoraudo Gregorio XV£<br />

nella giubilante Frosinone, a' 4 'na So 10<br />

volle appositamente rallegrare l'antichis-<br />

sima città vescovile d'Alatri,de'<strong>di</strong> cui cele-<br />

bri car<strong>di</strong>nali scrissi le biografie. Sebbene<br />

fuori <strong>di</strong> via, meritava quest'onore pe'suoi<br />

monumenti famosi, e per l'inviolabile suo<br />

attaccamento alla s. Sede ed a' Papi. Di-<br />

ce il principe Massimo: Alatri vetusta cit-<br />

tà degli eroici non tanto gloriosa per la<br />

sua favolosa origine attribuita a Saturno,<br />

e per le superbe mura ciclopee, che formandole<br />

uri doppio recinto sono l'orse uno<br />

de' più belli monumenti dello stato pon-<br />

tificio, quanto per la costante fedeltà de'<br />

suoi abitanti al paterno governo pontifi-<br />

cio, sperimentata in ogni tempo e in più<br />

occasioni, la storia ne registrò questo vanto.confermato<br />

e autenticato da'brevi pon-<br />

tifìcii, principalmente d' Alessandro IV,<br />

luuocenzo IV, Bonifacio IX ec, che affidarono<br />

agli alatriui gl'interessi <strong>di</strong> s.Chie-<br />

sa. Gli o<strong>di</strong>erni uon volendosi mostrare de-<br />

generi da' loro antenati nel fire una degna<br />

accoglienza all'amatissimo sovrano e<br />

supremo Gerarca, che recavasi a visitar-<br />

li, appena ricevutoli lieto avviso si <strong>di</strong>e-<br />

dero indescrivibile premura per presentargli<br />

la loro città co'pregevoli suoi mo-<br />

numenti nel suo più bell'aspetto; e per-<br />

ciò il comune assumendo a se il pensiero<br />

<strong>di</strong> far sgombrare e rendere per ogni lato<br />

accessibili gli ammirabili avanzi dell'auli-<br />

chissitaa cittadella Ala Irina, comuueuieu«


VEL<br />

le conoicinli sotto il nome <strong>di</strong> muraciclo-<br />

pee,fece sì, che al semplice invito de'par-<br />

roi'hi, la popolazione vi accorse con tale<br />

entusiasmo, che in alcun giorno oltrepas-<br />

sava le duemila persone, e tutte gratuitamente,<br />

stimandosi sufficientemente com-<br />

pensate dal piacere <strong>di</strong> rendere un attesta-<br />

to <strong>di</strong> <strong>di</strong>vozione all'ottimo loro sovrano e<br />

comune padre de'fedeli. Da sì bella e unanime<br />

gara risultò, che nel hi e vissimo spa-<br />

zio <strong>di</strong> solilo giorni si videro atterrate e<br />

rimosse le macerie che impe<strong>di</strong>vano 1' ac-<br />

cesso, spianate le casupole che deturpava-<br />

no il monumento, livellato il suolo, aperta<br />

intorno al circuito dell'acropoli una<br />

strada lunga quasi iooo metri e larga 5,<br />

e riattato interamente e abbellito il gran<br />

piazzale che sta sull'alto della cittadella,<br />

e nel cui mezzo elevasi la cattedrale.Spuntata<br />

dualmente l'alba aspettata de'4 mag-<br />

gio, mentre lutti i cuori battevano d'ar-<br />

dente ansietà <strong>di</strong> vedere appagati i loro vo-<br />

ti, a'quali però sembrava voler fare osta-<br />

colo il tempo, che fattosi scuro e nuvo-<br />

loso minacciava d' impe<strong>di</strong>re la partenza<br />

del Santo Padre da Frosinone, rasserena-<br />

tosi poi improvvisamente il cielo arrise<br />

con un limpido sole a'voti de'fedeli ala-<br />

trini e delle numerose famiglie coloniche<br />

poste lungo la via ; d'8 miglia che met .;<br />

da Frosinone ad Alatri, le quali fecero a<br />

gara nel festeggiare il suo passaggio con<br />

archi <strong>di</strong> verdura e con vari campestri ap-<br />

parati. Sul portone della villeggiatura de'<br />

pp.scolopi,ergevasi analoga iscrizione sor-<br />

montata da uua corona <strong>di</strong> quercia, d' al-<br />

loro e d'olivo, da cui partivano de'festo-<br />

ui <strong>di</strong> mortella e <strong>di</strong> fiori, che si estendeva-<br />

no in bella simmetria pe' muri laterali.<br />

In altra parte i coltivatori <strong>di</strong> ortaglie avevano<br />

intrecciato un grazioso arco co*<br />

prodotti de'loro sudori, sul quale si leggevano<br />

due iscrizioni. Appena dall'alto<br />

della cittadella d' Alalri videsi spuntare<br />

il treno pontificio nella sottoposta cam-<br />

pagna, che il suo arrivo venne annunzia-<br />

lo da replicati colpi <strong>di</strong> grossi mortali e<br />

dall'innalzamento <strong>di</strong> due steudar<strong>di</strong> <strong>di</strong>piu •<br />

VEL 5 9<br />

ti colle armi del Papa e della città, che si<br />

videro sventolare su quell'eminente altu-<br />

ra. Quasi al principio del territorio ala-<br />

trino venne una schiera numerosa <strong>di</strong> con-<br />

ta<strong>di</strong>ni, che accesi d'entusiasmo e <strong>di</strong> <strong>di</strong>vo-<br />

zione avevano voluto santificare quel giorno<br />

col ricevere la s. Eucaristia, coll'inlen-<br />

zione <strong>di</strong> tirare a mano la pontificia car-<br />

rozza, il che pretendevano con mirabile<br />

zelo eseguire a pie<strong>di</strong> scalzi (come in tutto<br />

così praticano nel portare in processione<br />

la macchina colla statua <strong>di</strong> s. Sisto 1); ma<br />

questo essendo stato impe<strong>di</strong>to dal savio<br />

e ottimo vescovo mg. r<br />

Giampe<strong>di</strong>, si fe-<br />

cero trovare sulla pubblica via in ernico<br />

nazionale costume, nel quale è osservabi-<br />

le quella loro antichissima specie <strong>di</strong> cal-<br />

zari detti volgarmente ciocia, ed è formata<br />

d'una striscia <strong>di</strong> cuoio che cuopre<br />

la sola pianta del piede, legata al <strong>di</strong> sopra<br />

per mezzo <strong>di</strong> cor<strong>di</strong>celle, e raccomandata<br />

alle gambe con molte legature, e non sen-<br />

za grazia, alle quali cor<strong>di</strong>celle avevano iti<br />

quel giorno sostituito feltuccie <strong>di</strong> colori<br />

rosso e giallo, avendo anche surrogato al<br />

solito cappello accumulato un fazzoletto<br />

accomodato sul capo all'orientale con un<br />

ramoscello d'oliva. Così schierati sulla<br />

strada implorarono la grazia <strong>di</strong> poter ti-<br />

rare a mano la carrozza del Pana, ma e-<br />

gli accogliendo benignamente la loro buo-<br />

na intenzione non lo permise attesa la <strong>di</strong>-<br />

stanza d'oltre 6 miglia, non ostante la qua-<br />

le per altro que'buoni e fedeli sud<strong>di</strong>ti eb-<br />

bero la forza e la costanza d'accompagnai*<br />

il suo legno sempre correndo sino ad A-<br />

latri. Nelle vicinanze della città fu però<br />

quell'onore concesso ad un iscelto drap-<br />

pello de'più <strong>di</strong>stinti citta<strong>di</strong>ni, tutti uniformemente<br />

vestiti <strong>di</strong> nero, i quali noti badarono<br />

né al <strong>di</strong>sagio della ripida salita, né<br />

all'angustia della porta, adornata d' un<br />

arco trionfale d'or<strong>di</strong>ne corintio con sagri<br />

emblemi eseguiti dal pittore de Angelis,<br />

e sul la facciata leggevasi felicitaloria iscri-<br />

zione. Non potendovi passare la carrozza,<br />

ivi si fermarono, ed essendo il Papa smon-<br />

tato eoa alquanta <strong>di</strong>fficoltà attesa la fui-


(io V E L<br />

In del popolo, co'soldati e clero, fu rice-<br />

vuto fra'plausi <strong>di</strong> tutta la moltitu<strong>di</strong>ne da<br />

mg. 1<br />

Giampe<strong>di</strong> alla testa <strong>di</strong> lutto il det-<br />

to clero secolare e regolare, a cui era usi<br />

pure anco riuniti i certosini <strong>di</strong> s. Bartolomeo<br />

<strong>di</strong> Trisulli, celebre monastero firn*<br />

ciato neli2 i i da Innocenzo ili alle fal-<br />

de dell'Apennino 7 miglia <strong>di</strong>stante d'A-<br />

latri. Fu egualmente accollo Gregorio<br />

XVI da uno stuolo <strong>di</strong> donzelle, che vesti-<br />

te <strong>di</strong> bianco e sotto forme d'angeli spar-<br />

gevano fiori, da mg.' l J ila delegato della<br />

provincia, e dalla magistratura, che gli<br />

rassegnò secondo il costume, per mezzo<br />

del gonfaloniere Carlo Feronti, le chiavi<br />

della città su d' un bacile sostenuto dal<br />

giovinetto Vincenzo Gaetani, il quale re-<br />

citò analogo <strong>di</strong>stico. Al mostrarsi in pub-<br />

blico il Sommo Pontefice facendo il suo<br />

ingresso a pie<strong>di</strong> nella porta <strong>di</strong> quella fe-<br />

delissima città, preparatami nuove sce-<br />

ne d'entusiasmo a misura che procedeva<br />

sotto il baldacchino, le cui aste erano so-<br />

stenute dal magistrato, preceduto proces-<br />

sionalmente dal clero, fra il festivo suono<br />

delle campane e <strong>di</strong> due bande civiche nel-<br />

la strada principale della città , sebbene<br />

in salita comoda e ben lastricata, ma an-<br />

gusta e lateralmente guarnita d'alte fab-<br />

briche de'bassi tempi e colle porte <strong>di</strong> se-<br />

sto gotico, le mura annerite dall'antichi-<br />

tà e alcune delle quali munite d' altissime<br />

torri, come in un palazzo sulla via del<br />

Trivio formato <strong>di</strong> tutte pietre scalpellate,<br />

spettante nel secolo XIII colla sua torre<br />

<strong>di</strong> 6 piani all'illustre famiglia del car<strong>di</strong>-<br />

nal Goffredo o Goltifredo d' Alatri , che<br />

dopo aver ivi fondata la bella chiesa <strong>di</strong> s.<br />

Stefano morì nel 1 287 (il De Mallhias af-<br />

ferma, che in tale palazzoaìcuna volta ri-<br />

siedè il car<strong>di</strong>nal legato <strong>di</strong> Frosinone, edè<br />

formato <strong>di</strong> muraglia ciclopee; corruzioni<br />

somiglianti all'egizie, secondo il Micali,<br />

come tutti i muri pelasgici ciclopei). Tut-<br />

te quelle fabbriche erano vagamente tap-<br />

pezzate d'arazzi che co'ioro colori ne fa-<br />

cevano risaltare l'antichità , le finestre<br />

piene d' ogni celo <strong>di</strong> persone spargendo<br />

V E L<br />

fiori in abbondanza sopra il Papa e suo<br />

corteggio; i quali fiori poi unendosi per<br />

aria a quelli che venivano lanciati dalle<br />

donzelle che lo precedevano, adombravano<br />

l'atmosfera a lai segno, che sembra-<br />

va nevigasse, e venivano raccolti per <strong>di</strong>-<br />

vozione dal popolo. Per <strong>di</strong>vozione parimente<br />

erano accesi lumi nelle botteghe,<br />

e candele avanti i ritratti <strong>di</strong> Sua Santità,<br />

ardendo incensi in apposite bragiere <strong>di</strong>-<br />

sposte <strong>di</strong> tratto in tratto avanti le case,<br />

imbalsamando l'aria. In breve, non era-<br />

vi senso che non provasse un in<strong>di</strong>cibile<br />

<strong>di</strong>letto a tante espressioni <strong>di</strong> viva gioia e<br />

<strong>di</strong> venerazione, onde Gregorio XVI e la<br />

corte ne restarono inteneriti e commossi,<br />

benché eravamo abituati all'immense e<br />

continue voci <strong>di</strong> sincero giubilo e ad ogni<br />

sorta <strong>di</strong> <strong>di</strong>mostrazioni dell'erniche popolazioni,<br />

anzi e<strong>di</strong>ficati e ricolmi d'ammi-<br />

razione per sì universale e mirabile filia-<br />

le all'etto. Non è a potersi ri<strong>di</strong>re le grida<br />

<strong>di</strong> plauso che assordavano l'aria, perchè<br />

frammiste a quelle delle numerose popolazioni<br />

accorse da tutti i vicini paesi. Im-<br />

perocché quella folta massa <strong>di</strong> popolo inginocchiata<br />

al passaggio <strong>di</strong> GregorioXVI,<br />

senza produrre il minimo <strong>di</strong>sor<strong>di</strong>ne , e<br />

senza che vi abbisognasse un solo solda-<br />

ti per reprimerla, non cessava d'implo-<br />

rare con altissime voci la sua bene<strong>di</strong>zio-<br />

ne, ripetendo con sonore voci nel loro <strong>di</strong>aletto<br />

: Grazia, Saulo Padrol Grazia<br />

Santo Padrol E se alcuno domandava lo-<br />

ro qual grazia chiedessero, rispondevano<br />

con santa semplicità: La grazia dell'anima!<br />

Le donne piangevano, e vestite tut-<br />

te ne'loro nazionali costumi bellissimi per<br />

la loro varietà in quelle felici montagne,<br />

ove ancora non penetrò la corruttrice moda<br />

del secolo col suo codazzo, stavano im-<br />

mobili inginocchiate sui giganteschi rude-<br />

ri delle mura ciclopee,che servivano <strong>di</strong> su-<br />

bì ime trofeo alla vera Religione, motrice <strong>di</strong><br />

tutto quell'entusiasmo delle popolazioni<br />

alla vista del / icario <strong>di</strong> Gesù Cristo. E-<br />

gli stesso non poteva trattenere le lagrime<br />

alla imponente vista <strong>di</strong> tanta fede, e


V E L V E L «t<br />

con effusione d'animo bene<strong>di</strong>cendo quel- bene<strong>di</strong>zione, una delle più solenni date,<br />

la <strong>di</strong>vola moltitu<strong>di</strong>ne, giunse dopo una a tutto il vastissimo orizzonte che sode-<br />

Leu lunga salita al vti lice del monte ov'e- si da quell'altura, da cui vedesi a mezzo-<br />

ra collocata l'antica cittadella d'Ai» Uri ,cul giorno la città <strong>di</strong> Prosinone, Amara, Foli,<br />

cui maschio fu fondala l'o<strong>di</strong>erna basilica Torrice. Pupi, Vnllecoi sa e Castro; nd o-<br />

cattedrale, in mezzo ad un vasto prezzale, riente Falvalerra, Bauco e Verolij a set-<br />

a'<strong>di</strong> cui angoli sventolavano i memorati Unii ione Vico, Guar<strong>di</strong>lo, Torre e Tri-<br />

stendar<strong>di</strong> sull'altissime mura ciclopee che vigliano; ed a ponente in <strong>di</strong>stanza <strong>di</strong> 3<br />

lo sostengono, ed in mezzo al quale ar- miglia la celebie rocca <strong>di</strong> Fumone, ove '<br />

devano incenso e profumi sopì a due gran- morì s. Celestino V dopo la Rinunzia al<br />

<strong>di</strong> candelabri innalzati avanti al sagro<br />

><br />

/ o«////V\'7/o, nel quale articolo riparlai del<br />

tempio, Del cui portico leggevansi espres- luogo. Quell'ampio e pittoresco spettasi<br />

gl'ingenui voti della fedelissima popò- colo, reso ancora più magico e imponen-<br />

lazione nell'iscrizione pubblicala dalla Ile- tedal suono <strong>di</strong> tulle le campa ne della cit-<br />

lazione, ed in cui venne dello Gregorio là, dal rimbombo de'mortari, da'concer-<br />

XVI, L.cr.lcsiae ac pcpulorum tono <strong>di</strong>- li delle bande, dalla serenila dell'aria, e<br />

vinitus datimi , Auclorem fi liei ta tis ac più <strong>di</strong> lutto da'reilerati cor<strong>di</strong>alissimi ap-<br />

laetitiae pubi icae. &l\\u\ravxi venne can- plausi della moltitu<strong>di</strong>ne, produsse tale u-<br />

talo il Tu cs Petrus con musica del mae- na sensazione ne'circoslanli e nel bel cuostro<br />

Adrizza, Bollo la <strong>di</strong>rezione del mae- re<strong>di</strong> Gregorio XVI, chepel suocomplcs.<br />

stro <strong>di</strong> cappella della città Geminiani, e so si può provaie non descrivere. Dalla<br />

venne poi compar li la la bene<strong>di</strong>zione col loggia il Papa, tra il tumulto degli affetti<br />

Santissimo da mg. r<br />

Castellani sagi isla,do- da cui era penetrato, passò nel contiguo<br />

pò la quale fu scoperta la statua d'argen- episcopio, che per cura <strong>di</strong> mg. r<br />

vescovo<br />

to <strong>di</strong> Papa s. Sii lo /martire e proietto- ed a carico del comune era stalo conve-<br />

le d'Alalri, posta sull'allar maggiore, ove nienlemente adornato, ed ivi siedulo in<br />

anche si venera il suo corpo per quanlo trono benignamente ammise al bacio del<br />

narrai nella sua biografìa, riportandone piede i due elei i, la magisti alma, isigno-<br />

lequeslioni(qui aggiungeiò,cbe nel i 854, •' f' e " a città che conia molte <strong>di</strong>stinte facome<br />

leggesi a p. 21 e 5i (iti Giornale miglie, e lutti quelli ch'ebbero l'onoi e <strong>di</strong><br />

<strong>di</strong> Roma, i valentissimi fabbricatori d'or- tiiarela carrozza^ quali riceverono ognu-<br />

gani Angelo e Nicola Morettini perugini, noin dono unacoronacon medaglia d'ar-<br />

vi fecero un organo cosi eccellente e per- genlob( nedetledal Papa. Intanto la car-<br />

tello, che superata la generale espetlazio- rozza pontificia rimasta fuori della citlà,<br />

ne, prese il primato su tulli quelli della era stala trascutata per <strong>di</strong>vozione dal pòprovincia,<br />

oltre la capacità <strong>di</strong> competere polo denlro le vie d'Alalri, dopo demo-<br />

con quelli della capitale. Noti minore ap- lito un pezzo dell'arco trionfale <strong>di</strong> legno<br />

plauso ebbero i lodati artisti per l'orga- che ne impe<strong>di</strong>va l'ingresso, e condotta a<br />

no <strong>di</strong> mezzana <strong>di</strong>mensione costruito per mano fino all'alio del monle pi esso la cal-<br />

la chiesa degli scolopi, riuscito anch' es- ledrale,aflìnchèognunopolessebenecon-<br />

so <strong>di</strong> felicissimo elicilo). Salendo quin<strong>di</strong> templarla, onde appagarne la pia curio*<br />

il Papa alla maestosa loggia che sorge silà. Si compiacque quin<strong>di</strong> il Santo Pa-<br />

sulla fronte della cattedrale , <strong>di</strong> là Egli <strong>di</strong>e <strong>di</strong> gra<strong>di</strong>re una copiosa raccolta <strong>di</strong> v e -<br />

non solamente bene<strong>di</strong>sse l'affollatissima dule acquarellale colle rispettive piante<br />

moltitu<strong>di</strong>ne, che in numero <strong>di</strong> i5,ooo e esprimenti i più belli punii delle stupeu-<br />

più persone (ulta ingombrava la vasta de mura della cittadella e del recinto del-<br />

piazza ed ambo le vie che vi conducono, la città d'Alalri, tutte <strong>di</strong> costruzione cosi<br />

ma ancora estese questa sua apostolica detta ciclope», latte eseguire dal valente


62 VEL<br />

architetto e pittore Antonio Moretti ro^<br />

mano, ed illustrate tlal rev. p. Luigi Re-<br />

velli scolopo e professore eli filosofia nel<br />

collegio d' A latri. Il Papa dopoaverlecia-<br />

scuna esaminatealteulamente,se ne con-<br />

gratulò coll'artista e <strong>di</strong>chiarò il suo gra-<br />

<strong>di</strong>mento all'encomiato gonfaloniere Pe-<br />

l onti, che in nome della città le avea of-<br />

ferte , il quale meritò poi con onorevole<br />

breve de' iG dello slesso mese, d'essere<br />

creato cavaliere dello speron d' oro. Es-<br />

sendosi poi compiaciuto il Papa <strong>di</strong> passa-<br />

re nell'attigua sala per gustare il sontuo-<br />

so rinfresco preparato, si assise in posto<br />

più elevalo e sotto baldacchino a capo <strong>di</strong><br />

nobile mensa, alla quale ammise oltre i<br />

principali <strong>di</strong> sua corte e della nobile co-<br />

mitiva che l'accompagna va, <strong>di</strong>stinguendo<br />

il vescovo <strong>di</strong>ocesano e quello <strong>di</strong> Veroli<br />

mg. r<br />

Cipriani,mg. r<br />

Pila delegato, il gon-<br />

faloniere, il rev. p. Uosani generale degli<br />

scolopi, ora vescovo d'Erilrea e vicario del<br />

capitolo Vaticano, e Filippo Jacovacci che<br />

faceva le veci del governatore infermo.<br />

Fu allora che i canonici della basilica cat-<br />

tedrale Nicola Trulli e AgoslinoCaporilli<br />

sullodalo, presentarono al Papa un' ele-<br />

gante raccolta <strong>di</strong> poesie italiane e latine<br />

da essi composte, inserite poi nella Rela-<br />

zione. Uscendo il Papa dall'episcopio, si<br />

trattenne ad osservare nel suo atrio l'e-<br />

sposizione delle carte damascate da appa-<br />

rato ad uso <strong>di</strong> Francia colorite e vellu-<br />

tate, la cui fabbrica da pochi anni intro-<br />

dotta in Alalri dal defunto Pietro Molella,<br />

si proseguiva per cura del nominato<br />

Jacovacci, che uè riportò benigne parole<br />

<strong>di</strong> lode e d'incoraggimento, e contribuiva<br />

a farvi fiorire il commercio non meno <strong>di</strong><br />

quella del lanifìcio pel quale Alatri è tan-<br />

to rinomata. Appena il Papa ricomparve<br />

sulla gran piazza si rinnovarono con mag-<br />

gior fervore i<br />

segni del cornuti giubilo, che<br />

ne accompagnarono incessantemente il<br />

cammino <strong>di</strong>retto a visitare le parti più<br />

rilevatili dell'antico monumento, su due<br />

lati del quale leggevansi due iscrizioni<br />

composte come l'altreddll'auieaeloqueu'<br />

VEL<br />

za del lodato p. Rosoni, a cui pur si de-<br />

ve la pubblicazione d'una veduta del me-<br />

desimo colla rispettiva pianta della citta-<br />

della, parte del lato che guarda mezzo-<br />

giorno, incisa e riportata a p. 97<br />

del t.<br />

1 o deWAlbum <strong>di</strong> Roma, e corredala del-<br />

l'analoga elegantissima relazione (fu pub-<br />

blicata in Roma separatamente con que-<br />

sto titolo: Relazione della faustissima<br />

venula in Alatri <strong>di</strong> Sua Santità PP.<br />

Gregorio XVI felicemente regnante il<br />

dì 4 maggio 1 843) della venula <strong>di</strong> Gre-<br />

gorio XVI in Alalri , insieme a tolte le<br />

iscrizioni, che in gran parte servi al prin-<br />

cipe Massimo alla compilazione del suo<br />

bel racconto. In unadelledueultime iscri-<br />

zioni egregiamente si fece allusione alle<br />

muraciclopee,che al pari della fedeltà de'<br />

loro abitanti ponno <strong>di</strong>rsi sfidare Peterni-<br />

tà, poiché dopo più <strong>di</strong> 3ooo anni che sus-<br />

sistono, non portano alcun' impronta <strong>di</strong><br />

vecchiezza, ma per la giu<strong>di</strong>ziosa conca-<br />

tenazione degli enormi poligoni che le<br />

compongono (leggo nella Breve narrazione<br />

<strong>di</strong> G.G. D. R. riguardante le mura<br />

Ciclopee, Pisa 1 827. » Poni attorno<br />

ad esse de'forti arieti, se i colpi <strong>di</strong> questi<br />

battono su pietre posle a linea, risente<br />

l'impressione del colpo tutta lalinea,e for-<br />

masi quello sconcatenamento,che poi produce<br />

la <strong>di</strong>struzione del muro assalilo. Or<br />

fallo, che i colpi colgano sopra questi ir-<br />

regolari poligoni, la piaga dal colpo non<br />

si <strong>di</strong>ffonde, perchè i risalii superiori e in-<br />

feriori de'massi non risentono <strong>di</strong> quel col-<br />

po, e mentre la pietra è battuta al <strong>di</strong> so-<br />

pra e al <strong>di</strong> sotto, non soffrono l'altre par-<br />

ti il colpo della pietra, che ferisce uii pun-<br />

to solo. Non può seguire lo stesso nella<br />

costruzione regolare, perchè la percussio-<br />

ne si <strong>di</strong>ffonde per tutta la linea, e tutta<br />

la scollega"), e per la militare architet-<br />

tura superiori in bellezza a quante altre<br />

mura <strong>di</strong> quel geuere si conoscono , mo-<br />

strano l'elevatezza dell' umano ingegno,<br />

che in un' epoca sì remota qual è quella<br />

de'pelasgi, a cui se ne attribuisce la fon-<br />

dazioue,aulerioi meule alla guerra <strong>di</strong> Tro-


VEL<br />

ia,seppe muovere e geometricamentecol-<br />

locare un sì gran numero <strong>di</strong> smisurali ma-<br />

cigni con una facilità e perfezione , che<br />

metterebbe pensiero a'più ar<strong>di</strong>ti ingegni<br />

del nostro secolo tanto perfezionato ne'<br />

meccanismi e che sormonta ogni <strong>di</strong>fficol-<br />

tà con eseguire le operazioni più ardue.<br />

Ma ciò che attrasse l'attenzione <strong>di</strong> Gre-<br />

gorio XVI amatore della veneranda an-<br />

tichità, nel giro che ne fece, si fu la por-<br />

ta maggiore della cittadella ove passò nel-<br />

l'uscire dall'episcopio, e il <strong>di</strong> cui architra-<br />

ve viene costituito da un masso solo lun-<br />

go 27 palmi e largo 8 e un'oncia; la por-<br />

la minore, che alcuni vogliono destinala<br />

a sortile militari, la cui volta e scala, composta<br />

<strong>di</strong> massi che si sormontano I' un<br />

l'altro, non ha per quanto si conosca al-<br />

tra simile, tranne quella dell'ingresso al-<br />

la piramide <strong>di</strong> Mernjì riportata da Nor-<br />

den ne'suoi Viaggi in Egittoj e l'angolo<br />

principale formato da'due gran<strong>di</strong> mura-<br />

glioni orientale e australe, alti palmi il,<br />

e composto <strong>di</strong> soli 1 5 massi, concatenali<br />

senza cemento come il resto delle mura.<br />

Per la celebrità <strong>di</strong> siffatte gigantesche co-<br />

struzioni, rammentando la già celebrata<br />

opera della Dionigi, che ne pubblicò i<strong>di</strong>-<br />

segni, mi si condoni che io riporti qui un<br />

relativo cenno tratto da altra donna illu-<br />

stre che le stu<strong>di</strong>ò, Marianna Starke, Travels<br />

in Europe, Parisi 836, p. ^02. » La<br />

città <strong>di</strong> Alatri, posta sopra una rupe e-<br />

n)inenle,circondatada mura gigantesche<br />

ed apparentemente più auliche delle mu-<br />

nì dell'altre città <strong>di</strong> quella provincia, ha<br />

un giusto titolo al nome che porta, cioè<br />

<strong>di</strong>fortezza Saturnina. Plauto ne fa men-<br />

zione nella comme<strong>di</strong>a de'delenuti, ossia<br />

carcerati, sotto la forma greca Alatrion.<br />

In Slrabone è scritta Alctrion. Cicero-<br />

ne la chiama municipio, e Frontino la<br />

descrive come una colonia. La sua Acro-<br />

poli, cioè cima e sommità, corona l'alta<br />

montagna, sul pen<strong>di</strong>o della quale sta que-<br />

sta città, circondata dagli avanzi delle<br />

mura dell'estensione <strong>di</strong> due miglia, e co-<br />

struii* da nmujassi <strong>di</strong> pietre calcaree soni-<br />

VEL 63<br />

maronite grosse, ben compatte dal loro<br />

semplice immenso peso ,<br />

ed in forma o-<br />

blonga poligonare. Sopra 3 <strong>di</strong> queste pie-<br />

tre sono scolpiti rozzamente 3 bassirilie-<br />

vi; uno rappresenta un putto con un vaso<br />

sulla sua testa, un altro probabilmente<br />

fu scolpito per personificare la protettri-<br />

ce <strong>di</strong>vinità <strong>di</strong> Alatri, ed il 3.° che fa par-<br />

te del muro pelasgico nella porta Bello-<br />

na , ora porla s. Pietro (il <strong>di</strong>segno della<br />

quale pubblicò YAlbum <strong>di</strong> Roma, t. 1 7,<br />

p. 257, con eru<strong>di</strong>to articolo del conven-<br />

tuale p. F. Lombar<strong>di</strong>. Egli narra, secondo<br />

gli scrittori delle cose d' Alatri , che<br />

venuto l'Apostolo delle genti a <strong>di</strong>ffonde-<br />

re la luce del Vangelo in questa cillà,<br />

fossero i<br />

primi a seguirlo gli abitanti del-<br />

la parte meri<strong>di</strong>onale detta Le Piaggio,<br />

mentre quelli della settentrionale detta<br />

Civita vetere durarono nell'idolatria mol-<br />

ti anni, finché i primi non gl'indussero ad<br />

abbracciare il cristianesimo, e perciò con-<br />

segnarono ad essi i loro idoli per essere at-<br />

terrali e infranti. Questo pare ch'abbia da-<br />

to origineaH'usanza,per la quale gli 1 1 ca-<br />

popopoli eletti da'rioni della cillà a signo-<br />

ri dellafesta <strong>di</strong> s. Sisto 1, nella sua vigilia<br />

gli abitanti delle pinggit' unitisi co' con-<br />

signori <strong>di</strong> Civita vetere scagliavano una<br />

gran<strong>di</strong>ne <strong>di</strong> ciottoli e <strong>di</strong> figuline contro<br />

l'informe e ricordalo bassorilievo esisten-<br />

te al fianco sinistro della porta s. Pietro,<br />

e chiamato dal volgo Marzo. Dopo poi i<br />

primi vesperi, menile il vescovo nella cat-<br />

tedrale era ancora in trono, dando egli<br />

co' pie<strong>di</strong> il segnale con alcune movenze,<br />

i detti signori assistenti facevano iti cer-<br />

chio per un quarto d'oro una danza sagro-<br />

fesliva, <strong>di</strong>spensando ciambelle alla folla.<br />

Crede il p. Lombar<strong>di</strong> che la danza ab-<br />

bia avulo origine neh i32 per la trasla-<br />

zione in Alatri delle reliquie <strong>di</strong> s. Sisto !,<br />

intorno alle quali il popolo tripu<strong>di</strong>ò <strong>di</strong><br />

santa letizia per averlo liberato dalla pe-<br />

ste che 1' affliggeva , e prorompendo io<br />

quelle <strong>di</strong>mostrazioni festive. Nel pontifi-<br />

cato <strong>di</strong> Benedetto XIV e nel vescovato <strong>di</strong><br />

mg." Savaceri, <strong>di</strong>venuto il ballo iudecen-


H V E L<br />

tea luogo sagro, fu trasportalo nella pro-<br />

pinqua piazza, e ivi durò sino al i 84^) co "<br />

assumere il municipio tulio il carico del-<br />

la pompa festiva. Di simili sagre danze<br />

parlai altrove, come nel voi. LXXIII, p.<br />

i 72, e nel voi. XLIX,|). 249, per quel-<br />

la che avea luogo in Osinio per la fesla<br />

popolare del Carro <strong>di</strong> s. Vittore), merita<br />

particolare notizia, perchè è formalo<br />

in una <strong>di</strong> quelle gigantesche pietre che<br />

compongono il muro, ed evidentemente<br />

coevo al medesimo. Sulla lunga salita al-<br />

la città si presenta porta s. Pietro, ed a<br />

questa porta i viaggiatori or<strong>di</strong>nariamente<br />

scendono dalle carrozze affine <strong>di</strong> cam-<br />

minare su alla sommità, non essendo ivi<br />

strada carrozzabile. La torre sulla sinistra<br />

<strong>di</strong> della porla ha il marchio o segno del-<br />

l' eia oscure, ma la suddetta porla e le<br />

altre porte della città sono antiche. La<br />

sommità sembra essere stata <strong>di</strong> forma<br />

quadrilatera. Fu encomiata da doppie<br />

mura, le quali calcolate dalla loro colos-<br />

sale grandezza e soli<strong>di</strong>tà danno a sospet-<br />

tare del tempo della loro costruzione; e<br />

sebbene varie circostanze concorrano ad<br />

in<strong>di</strong>cale che fossero erette da' tirreni pe-<br />

lasgici prima della guerra Troiana , ciò<br />

non ostante un angolo dell'esterno muro<br />

alto y4 palmi rimane intero ed ancora<br />

intatto da lungo lasso <strong>di</strong> secoli. Questo<br />

muro angolare è composto <strong>di</strong> 4o pietre<br />

soltanto, e non può essere contemplato<br />

senz'ammirazione e sorpresa, siccome im-<br />

possibile a concepire come queste pietre<br />

fossero state innalzale alla loro presente<br />

posizione ed unite cosi assieme senza cemento,<br />

e con una graziosita adatto im-<br />

pareggiabile. Le suddette mura si <strong>di</strong>ce<br />

che rassomiglino a quelle <strong>di</strong> Tini nel Pe-<br />

loponneso: desse presentano una super-<br />

ficie liscia formata da irregolari pietre po-<br />

ligone. Il principale ingresso alla cittadel-<br />

la è ammirabile in pùnto <strong>di</strong> fortezza, ed<br />

è simile nella costruzione alle porte delle<br />

pirami<strong>di</strong> a Menati. Gli architravi, che so-<br />

no 3, giacciono piani sulla vasta estensio-<br />

ne delle mura da formare un coperto cor-<br />

V EL<br />

ridoio, ed ogni architrave è alto 11 pal-<br />

mi. Ivi evidentemente si osserva che vi<br />

furono due porte, una interna ed esterna<br />

l'altra, ed il corridore esleso tra loro. La<br />

presente strada all'Acropoli, sommità,<br />

opposta all'antico ingresso, e sembra <strong>di</strong><br />

essere stata fatta da'uioderui alatimi per<br />

facilitare la loro comunicazione col vesco-<br />

vato, il quale è fabbricalo sulla parte del-<br />

le mura interiori della fortezza. Un cor-<br />

ridoio dell'esteriori mura situato sulla de-<br />

stra della moderna strada contiene un pas-<br />

saggio costruito come il principale ingres-<br />

so già descritto, il quale porta in un pas-<br />

saggio sotterraneo dell'altezza <strong>di</strong> 6 pie<strong>di</strong><br />

con una bellissima circolare volta; questo<br />

passaggio penetra al centro della fortez-<br />

za, e dopo aver esaminato il detto pas-<br />

saggio, all'esterno del quale trovatisi gli<br />

avanzi <strong>di</strong> due bassirilievi, i viaggiatori<br />

passano da una piccola moderna porla<br />

che conduce ad un giar<strong>di</strong>no, dove il mu-<br />

ro angolare, degno <strong>di</strong> particolare notizia,<br />

puòessere veduto tutto interamente. La-<br />

sciando il giar<strong>di</strong>no suddetto, i viaggiatori<br />

dovranno salire alla piazza, dove il vesco-<br />

vato e la cattedrale è stata eretta; la qua-<br />

le piazza spiega il principale ingresso all'<br />

Acropoli, sommità. L'eminenza mon-<br />

tuosa sulla quale trovasi posta questa for-<br />

tezza è piena <strong>di</strong> vasti sotterranei passag-<br />

gi , oltre i già descritti , de' quali alcuni<br />

servirono <strong>di</strong> acquedotli, mentre altri fa-<br />

cilitavano l'ingresso del necessario perla<br />

guarnigione. Le volte <strong>di</strong> questi passaggi<br />

sono semicircolari, ed in alcuni <strong>di</strong> essi (se-<br />

condo l'informazioni avute e l'indagini<br />

fatte) possono trovarsi le vestigia de'pa-<br />

vimenti <strong>di</strong> musaico, sebbene è <strong>di</strong>fficile <strong>di</strong><br />

esplorare queste sotteranee strade, siccome<br />

non souoesenli da aria mefitica e no-<br />

ci va". Segue la descrizione in succinto d'A-<br />

lalri moderna. Gregorio XVI non sazian-<br />

dosi <strong>di</strong> ammirare questi pro<strong>di</strong>gi dell'ar-<br />

te antica, e <strong>di</strong> lodare Io zelo della magi-<br />

stratura d' A latri, che aveva saputo così<br />

bene rendere il pristino splendore a un<br />

sì rispettabile monumento, unico nel suo<br />

è


VEL<br />

genere, il Sanlo Padre avea quasi com-<br />

piuto il suo giro, quando alla richiesta<br />

fattagli dallo stesso magistrato, volendo<br />

secondare il pubblico desiderio, e rende-<br />

re eterna la memoria <strong>di</strong> sua venula in A-<br />

latri, graziosamente permise che la nuo-<br />

va strada, quasi sorta per incanto d'in-<br />

torno alle mura dell'Acropoli, portasse<br />

d'allora in poi il nome <strong>di</strong> Gregorianaja<br />

quale concessione venne accolta con comune<br />

applauso, e sull'istante pubblica-<br />

la con l'iscrizione affissa alle mura stesse.<br />

Quin<strong>di</strong> il Papa passò nel monastero della<br />

ss. Annunziata delle benedettine, fonda-<br />

to nel 1 56 1 da mg/ Camillo Perusco romano<br />

vescovo d'A latri, che vi fece venire<br />

per istitutrici 4 monache da Guard-<br />

ilo; e<strong>di</strong>lizio assai vasto e <strong>di</strong> elegante strut-<br />

tura me<strong>di</strong>ante aggiunte fattevi nello scor-<br />

so secolo. Ivi ammise al bacio del piede<br />

le 5o religiose circa, e varie signore del-<br />

la città, che in sì fausta circostanza eb-<br />

bero il permesso <strong>di</strong> entrarvi; non che le<br />

monache della Carità con voti semplici<br />

sotto la regola <strong>di</strong> s. Chiara, introdotte io<br />

Ahitri nel 1806 da mg. r<br />

Giuseppe della<br />

Casa vescovod'Alatri, che ottenne da Pio<br />

VII <strong>di</strong> potervi traslocate dal monastero<br />

d' Anticoli due religiose perchè si occu-<br />

passero della fondazione, la quale ha per<br />

scopo la cristiana educazione delle fanciulle,<br />

della quale si sono rese beneme-<br />

rite. Prima d'entrare col suo seguito in<br />

detto monasteiOjil Santo Padre aveva e-<br />

gualmente onorato <strong>di</strong> sua presenza il vi-<br />

cino collegio Calasanzio degli scolopi , il<br />

quale riconosce per fondatrice la nobile<br />

Innocenza Gentili vedova Conti, che con<br />

suo testamento del 1 ."novembre 1 72 1 isti-<br />

tuì ere<strong>di</strong> universali de' suoi beni i delti<br />

padri, colla con<strong>di</strong>zione che vi tenessero<br />

scuola e convitto. Il p. Giuseppe 01iva,che<br />

nefui.° rettore, poi generale dell'or<strong>di</strong>ne,<br />

colla sua attività accrebbe il locale, fab-<br />

bricò l'annessa chiesa in onore dello Spo-<br />

salizio <strong>di</strong> Maria Vergine, con facciata <strong>di</strong><br />

buon <strong>di</strong>segno in pieti a calcare scalpellata<br />

con maestria e nell'interno a croce greca<br />

VOL. LXXXIX.<br />

VEL 65<br />

con ragguardevole cupola, vi or<strong>di</strong>nò le<br />

scuole e vi apri il convitto con tale ripu-<br />

tazione,cbedblb provincia e da altri luoghi<br />

dello stato, come dal regno <strong>di</strong> Napo-<br />

li , vi concorse sempre buon numero <strong>di</strong><br />

<strong>di</strong>stinti giovani ad attingervi l'istruzione<br />

letteraria, morale e civile. Nel 1824 con<br />

piano fatto da mg. r<br />

Benvenuti, poi car-<br />

<strong>di</strong>nale, delegato straor<strong>di</strong>nario della prò-<br />

v incia, il cui nome sarà in eterna bene<strong>di</strong>-<br />

zione presso gli eroici, piano che fu san-<br />

zionato da Leone XII, l'istituto religioso<br />

aumentò il collegio <strong>di</strong> due scuole, mentre<br />

la città a sue spese vi aggiunse un pro-<br />

fessore <strong>di</strong> <strong>di</strong>ritto civile e canonico, oltre<br />

l'assortimento d'un gabinetto fisico, l'ingran<strong>di</strong>mento<br />

delle scuole, delle camera-<br />

te e del casino <strong>di</strong> villeggiatura. Così que-<br />

sto ampio, comodo e salubre stabilimen-<br />

to viene ad apprestare un mezzo opportuno<br />

d' istruzione a lutti i citta<strong>di</strong>ni non<br />

meno, che alla provincia intera. Grego-<br />

rio XVI vi fu ricevuto dal generale ze-<br />

lantissimo dell'or<strong>di</strong>ne Ii.mop. Rosani al-<br />

la testa della religiosa famiglia e della nu-<br />

merosa scolaresca <strong>di</strong>visa in due ale, e <strong>di</strong><br />

là consolò nuovamente <strong>di</strong> sua bene<strong>di</strong>zio-<br />

ne l'esultante popolo, onde tutta era ri-<br />

piena la sottoposta piazza <strong>di</strong> s. Maria, <strong>di</strong><br />

figura assai quadrata e ben vasta , così<br />

denominata perchè sta avanti alla chie-<br />

sa collegiata de<strong>di</strong>cala alla B. Vergine <strong>di</strong><br />

gotica costruzione , con atrio <strong>di</strong>nanzi , e<br />

con vaghissimo occhialone <strong>di</strong> marmo al<br />

<strong>di</strong> sopra , contigua al palazzo comunale<br />

(questa è la chiesa <strong>di</strong> s. Maria Maggiore,<br />

<strong>di</strong> cui nel i852 X Album <strong>di</strong> Roma nel I.<br />

19, p. 289 e 326, ne pubblicò il <strong>di</strong>segno,<br />

le notizie e la descrizione <strong>di</strong> L., il quale<br />

la <strong>di</strong>ce dello stile e del fare bisa olino e<br />

sembrare rimontare 1' erezione al secolo<br />

XI; il grand' occhio finestrale della fac-<br />

ciata, arabescato de' solili fregi tricu>pi-<br />

dali e <strong>di</strong> ghiribizzi bizzarri, offrire un ca-<br />

rattere <strong>di</strong>verso dall'interno e perciò forse<br />

posteriore alquanto e d'epoca gotica, cioè<br />

quanto allo stile. La Ione campanaria<br />

venne innalzata sul declinar del secolo<br />

5


66 V E L<br />

XIV, come rilevasi dall'iscrizione eoll'annoi3c)4,<br />

in tempo <strong>di</strong> Do. MaJJiolì Epi.<br />

Plocen. vicari ctRcclor. Camp ., rilevando<br />

l'articolista clie tal vicario e rettore non<br />

fu conosciuto né da De Mattheis, né da De<br />

Matthias, ne'loro esatti cataloghi. Il tempio<br />

racchiude, oltre altri pregi, una gemma<br />

preziosissima, cioè l'antichissima e mi-<br />

racolosa immagine <strong>di</strong> Nostra Donna det-<br />

ta della Libera, effigiata in affresco sul<br />

corpo d' una colonna quasi all'ingresso,<br />

ed avente in grembo il suo <strong>di</strong>vin Pargo-<br />

letto. Avendo Giotto, nel suo ritorno da<br />

Napoli,lavorato in molte chiese dellaCarapagua<br />

, fa crederla opera sua. E poi indubitato<br />

che la bella e <strong>di</strong>vota Immagine<br />

sempre èstata larga <strong>di</strong>spensatrice<strong>di</strong> favori<br />

a'suoi <strong>di</strong>voti, ond'è iu gran venerazione<br />

presso pure gli stranieri; la quale è inoltre<br />

sì antica, che nel i324 Giovanni XXII<br />

da Avignone vi concesse indulgenza a'vi-<br />

sitanti : altri Papi accordarono grazie e<br />

privilegi all'abbate e canonici della medesima^<br />

ne'primi del corrente secolo l'ab-<br />

bate fu insignito della mantellelta nera e<br />

del titolo <strong>di</strong> <strong>di</strong>gnità capitolare. Riparata<br />

più. volte per la sua vetustà, nel 1 85<br />

s'incominciò a rinnovarla conservandone<br />

il tipo caratteristico, e per conservare sì<br />

interessante monumento cristiano si fe-<br />

ce un appello all'oblazioni de'fedeli. Leggo<br />

poi nel Giornale <strong>di</strong> Roma de' 3o ot-<br />

tobre 1 856, che dopo 5 anni <strong>di</strong> restauro,<br />

la chiesa <strong>di</strong> s. Maria Maggiore d' Alatri<br />

d'antichissima gotica costruzione, era sta-<br />

ta riaperta al pubblico culto. Ritenendo<br />

interamente la sua forma primiera, pre-<br />

senta ora quella magnifica eleganza pro-<br />

pria delle chiese <strong>di</strong> siffatto genere, tutta<br />

abbellita e istoriata da sagre pitture a<br />

fresco <strong>di</strong> Domenico Monacelli. A conser-<br />

vare meglio la celebrata ss. Immagine, fu<br />

trasportata in apposita cappella vagamen-<br />

te ornata, siccome oggetto <strong>di</strong>votissimo <strong>di</strong><br />

tutta la provincia. 1 canonici che aveano<br />

sostenuto il grave <strong>di</strong>spen<strong>di</strong>o colle loro te-<br />

nui prebende, furono consolati dal Papa<br />

Pio IX col dono d'un paralo iu terzo. Ac-<br />

1<br />

VE L<br />

endemico Etnico, mi si conce<strong>di</strong>no queste<br />

giuntai elle che vado ficendo in onore <strong>di</strong><br />

Ahtri) Sulla facciata del collegio eravi<br />

un'iscrizione <strong>di</strong>chiarante l'immenso giu-<br />

bilo degli scolopi. 11 R.mo p. Rosani, dopo<br />

avere ragguagliato Gregorio XVI <strong>di</strong><br />

tuttociò che riguarda quel locale e l' i-<br />

slruzione pubblica, gli rese grazie a nome<br />

della città col l'ottava che pubblicala nella<br />

Relazione, Padre e Signor 3 che col tuo<br />

dolce aspetto, ec, meriterebbe scolpirsi<br />

sulla ciclopea mole. Dopo aver il Papa <strong>di</strong><br />

nuovo percorsa, e sempre a pie<strong>di</strong>, la via<br />

principale d'Alatri, in sembianza e in at-<br />

to non tanto <strong>di</strong> principe in mezzo a'suoi<br />

fedeli sud<strong>di</strong>ti, nelle cui vene ancora scor-<br />

re l'antico sangue de'valorosi eroici, quan-<br />

to <strong>di</strong> padre lieto e amoroso circondato da*<br />

suoi cari figli, che non si saziavano <strong>di</strong> pa-<br />

lesare in tutti i mo<strong>di</strong> il loro affettuoso tripu<strong>di</strong>o,<br />

arrivato alla porta della città, manifestò<br />

benignissimamente a mg. r<br />

Giani-<br />

pe<strong>di</strong> vescovo e alla magistratura (ogni<br />

membro della quale ebbe in dono una<br />

medaglia d'argento) il sovrano suo cor-<br />

<strong>di</strong>ale gra<strong>di</strong>mento, per tutte le <strong>di</strong>mostra-<br />

zioni ricevute nelle sole 4 ore del suo sog-<br />

giorno in Alatri, cioè dalle i 3 alle i 7, e<br />

lasciando un centinaio <strong>di</strong> scu<strong>di</strong> per limo-<br />

sina a'poveri (i quali hanno il monte fi lamentano,<br />

e Pio VII col breve In sum-<br />

, de' 25 gennaio i8o5,<br />

mo Ape stola tu<br />

s<br />

Bull. Rom. cont. t. 12, p. 258 : Erectio<br />

Montisfrumentarii infavorem. ISosoco-<br />

ìuii civi tatis Alalrinae) e agl'infermi, ri*<br />

salito nella carrozza, che dallo stesso ze-<br />

lo del popolo era stala ricondotta alla por-<br />

la, partì per tornare a Prosinone, accom-<br />

pagnato da'più fervi<strong>di</strong> voti <strong>di</strong> tutta quel-<br />

la foltissima popolazione, che in segno d'e-<br />

sultanza in quella sera, come nell'ante-<br />

cedente, accese de' gran<strong>di</strong>ssimi fuochi a-<br />

vanii alle case, sulle vicine montagne e<br />

colline, ed illuminò a <strong>di</strong>segno lacitladel<br />

la, che fece <strong>di</strong> se bellissima mostra. Dt<br />

v laudo circa due miglia dalla via prov'u<br />

ciale dopo Alalri, il Sanlo Padrevolle<br />

sitar* la ba<strong>di</strong>a <strong>di</strong> Ticchiena, ricchissimo


VEL<br />

monastero e Grangia (/'.) della celebre<br />

abbazia ili Trisulli (P .) dc'eerlosiui, an-<br />

nesso ad un castello ebe ne' tempi bassi<br />

pagava il tributo <strong>di</strong> vassallaggio agli ala<br />

ti ini (infatti Clemente XIII emanò il bre-<br />

ve Exponi Nobis, de' 22 giugno 1763,<br />

Bull. Rom. cord. t. 2, p. 355: Approba-<br />

tioConcor<strong>di</strong>ac inter monasterium s.Dar-<br />

tholonui TrisulU or<strong>di</strong>nis Carthusiensis,<br />

et communilatem, atque homines civita-<br />

tu Alatrii super pracfìxioneconfinium<br />

Castri <strong>di</strong>rutinuncupati Tccclaena ad <strong>di</strong>-<br />

etimi monasterium spectantis.lvì è ripor-<br />

tato tutto Tatto della concordata controversia<br />

sul confine territoriale, e quanto<br />

al possesso della certosa del feudo <strong>di</strong> Tic-<br />

chi ena, si <strong>di</strong>ce ebe questo confiscato già<br />

dalla camera apostolica nel 1248 circa<br />

sotto Innocenzo IV alla comuuità d'Ala-<br />

t ri per delitto pro<strong>di</strong>torio commesso con-<br />

tro icitta<strong>di</strong>ui <strong>di</strong> Ferentino, <strong>di</strong>poi neli3oy5<br />

nel pontificato <strong>di</strong> Bonifacio IX la mede-<br />

sima camera lo vendè cou tutte le sue ra-<br />

gioni e pertinenze al monastero <strong>di</strong> Trisul-<br />

ti, certosa cb'è unita a quella <strong>di</strong> Ruma); e<br />

fattavi orazione nella chiesa pubblica e<br />

nella cappella interna del monastero, ove<br />

si conserva il ss. Sagramento, ammise al<br />

bacio del piede quella religiosa famiglia,<br />

<strong>di</strong>e volle trattarlo <strong>di</strong> lauto rinfresco cou<br />

lutto il suo seguito, e proseguì il suo viag-<br />

gio riprendendo la strada maestra verso<br />

Prosinone, al quale articolo avendo io ri-<br />

ferito il resto, <strong>di</strong>rò solamente. >'ella mat-<br />

tina de"5 maggio Gregorio XVI partì per<br />

Piperuo (V.) per la via omonima, una del-<br />

le 3 che si riuniscono sul ponte del Co-<br />

sa sottoFrosinone.come auche quella d'A-<br />

lain e quella che conduce a Roma per Fe-<br />

rentino. Trovandosi su quella linea <strong>di</strong><br />

strada provinciale vari paesi a destra ed<br />

a sinistra della valle del Sacco , ognuuo<br />

<strong>di</strong> essi procurò <strong>di</strong> fare le migliori <strong>di</strong>mo-<br />

strazioni possibili <strong>di</strong> giubilo per il passag-<br />

gio <strong>di</strong> Sua Santità sul loro territorio, e<br />

in breve descrivendoli nell'articolo FroiiflONE<br />

lo narrai, pel dettaglio più minu-<br />

to poteudo supplire la bellissima Relazio*<br />

VEL G 7<br />

ne <strong>di</strong> cui mi vado giovando, e vi aggiun<br />

gerò quanto non <strong>di</strong>ssi nel ricordalo aiti<br />

colo per non renderlo <strong>di</strong> soverchio prò<br />

lisso. Cominciò il 1 .° Ceccano (nel segue<br />

te anno dai Papa fatta città, la quale si<br />

onora del suo illustre concitta<strong>di</strong>no mg.'<br />

Giuseppe Berar<strong>di</strong> Sostituto della segre-<br />

teria <strong>di</strong> stato e Segretario della Cifra) j<br />

in<strong>di</strong> il Papa valicato sopra un bel ponte<br />

eretto da Pio VI il fiume Sacco, che in<br />

quel luogo forma una caduta veramente<br />

pittoresca, entrò nel territorio <strong>di</strong> Falli-<br />

ca, a cui appartiene il poco <strong>di</strong>stante cele-<br />

bre monte Cacume, il più alto <strong>di</strong> quella<br />

catena degli Apennini chiamati i monti<br />

Lepi<strong>di</strong>, il quale alza la sua lesta orgoglio-<br />

sa (069 metri sopra il livello del mare.<br />

Seguitando il viaggio si trovò uel terri-<br />

torio <strong>di</strong> Giuliano già fetido de' Colonna,<br />

ietti abitanti vollero pure mostrare la lo-<br />

ro <strong>di</strong>vozione con arco trionfale sulla pub-<br />

blica via,a'cui lati si fecero tutti trovato<br />

chiedendo al Papa con fervore la sua be-<br />

ne<strong>di</strong>zione, gii uomini da ima parte, e le<br />

donne dall'altra, ognuna delle quali por-<br />

tava sulla lesta uno schifo con piante <strong>di</strong><br />

busso, il che unito al nazionale loro costume<br />

da va loro la bella apparenza <strong>di</strong> ca-<br />

riati<strong>di</strong>. Finalmente dopo aver percorso<br />

seuza fermarsi da Frosiuoue iu poi circa<br />

i5 miglia della via Casilina, il Sauto Pa-<br />

dre giunse a Prosse<strong>di</strong>, regione de'volsci,<br />

e vi ricevè la bene<strong>di</strong>zione col Santissimo.<br />

Cambiati frattanto a tutti i legni dei tre-<br />

no i cavalli, che iu quel luogo erano stati<br />

radunati dalle stazioni postali de' vicini<br />

stradali, il Papa proseguì rapidamente il<br />

viaggio verso Piperuo io una delle più fer-<br />

tili e pittoresche vallate dello stato pon-<br />

tificio, fiaucheggiata da montagne, e sul<br />

le <strong>di</strong> cui alte cime ergevansi tauli castelli<br />

e villaggi, che coll'aspetto <strong>di</strong> fortificazio-<br />

ni richiamavano la meutea'tempi del me-<br />

<strong>di</strong>o evo. Fra questi <strong>di</strong>slinguevausi a sini-<br />

stra i castelli <strong>di</strong> Pislerzo nella <strong>di</strong>ocesi <strong>di</strong><br />

Ferentino , e <strong>di</strong> Roccasecca (<strong>di</strong>versa da<br />

quella <strong>di</strong> Sora, <strong>di</strong> cui ragionai in quel-<br />

l'articolo) in quella <strong>di</strong> Piperuo. A deatra<br />

u


68 V E L<br />

poi della via Casilinn vedevansi altri pae-<br />

si e castelli sorgere nella gola de' munti,<br />

e rispondere co'replicali spari <strong>di</strong> morta-<br />

ri e co'festivi suoni <strong>di</strong> campane, che ral-<br />

legra vano tutte quelle coutrade,ed altret-<br />

tanti segni <strong>di</strong> giubilo dati dall'opposta ca-<br />

tena <strong>di</strong> monti, e fra'quuli <strong>di</strong>stingue vansi<br />

i castelli <strong>di</strong> Maenza (riporta il n.° 92 del<br />

Giornale <strong>di</strong> Roma del i858, come il<br />

Papa Pio IX colle sue elargizioni contri-<br />

bui all'eseguile gran<strong>di</strong> riparazioni <strong>di</strong> cui<br />

abbisognava l' insigne chiesa collegiata<br />

<strong>di</strong> Maenza, e la gratitu<strong>di</strong>ne del popolo<br />

maentino) e Roccagorga, già spettan-<br />

ti alla famiglia Caetani, potentissima in<br />

queste contrade ; la popolazione del 2.<br />

si fece trovare genuflessa sulla via presso<br />

l'arco che avea eretto. Altre <strong>di</strong>mostrazio-<br />

ni ricevè dagli abitanti <strong>di</strong> Pioccagorga, i<br />

quali nel quadrivio delle strade <strong>di</strong> Pro-<br />

sinone, Piperno, Sezzee Roccagorga formarono<br />

uu piano regolare<strong>di</strong> circa /jo palmi<br />

nel luogo detto la Cona Romana, e vi<br />

eressero un obelisco a finto granilo orien-<br />

tale, <strong>di</strong>pinto a geroglifici tratti da antico<br />

monumento egizio, .sormontalo dalle chia-<br />

vi e dal triregno, dalla cui estremità tutta<br />

la mole era alta da terra palmi 53, com-<br />

preso il pie<strong>di</strong>stallo d'or<strong>di</strong>ne dorico a fin-<br />

to marmo <strong>di</strong> Carrara, sui <strong>di</strong> cui specchi,<br />

circondati da 4 statue esprimenti le Virtù,<br />

car<strong>di</strong>nali parimente a finto marmo<br />

chiaroscurate <strong>di</strong> grandezza sopra al na-<br />

turale colle loro basi d'or<strong>di</strong>ne toscano,leg-<br />

gevansi 5 analoghe iscrizioni italiane, la-<br />

tina e greca. Fermatosi nel suo passaggio<br />

il Papa a veder l'obelisco, ne espresse dal-<br />

la carrozza la sua benigna sod<strong>di</strong>sfazione<br />

e lodandone l'artefice che ammise al ba-<br />

cio del piede, unitamente al clero, alla<br />

magistratura e ad altre <strong>di</strong>stinte persone<br />

della terra , che fra gli applausi <strong>di</strong> tutta<br />

la popolazione gli offrirono due sonetti,<br />

anch'essi come tutte le altre poetiche com-<br />

pubblicati dall'accuratissimo<br />

posizioni ,<br />

principe Massimo. Continuando il viag-<br />

gio , dopo poche altre miglia Gregorio<br />

XY1 giunse versole ore 1 4 alla città ve-<br />

V EL<br />

scovile <strong>di</strong> Pijierno, già celebre capitale de'<br />

volsci e municipio romano. Ad ore 18 rimontato<br />

il Papa in carrozza fra gli ap-<br />

plausi <strong>di</strong> tutta la popolazione, e celere*<br />

mente scendendo da Piperno verso le Pa-<br />

lu<strong>di</strong> Pontine, costeggiò col suo seguito il<br />

fiume Amaseno, le <strong>di</strong> cui acque scorrono<br />

nel mezzo <strong>di</strong> folta selva presso le mura<br />

merlate della celebre ba<strong>di</strong>a <strong>di</strong> Fossanuova<br />

(F.), della quale riparlai nel voi.<br />

LXXVIl.p. 1 1, y5 e 76. Dopo altre 5 mi-<br />

glia il Papa entrando con lutto il suo tre-<br />

no nella via corriera delle Palu<strong>di</strong> Ponti-<br />

ne al miglio 49 dell' Appia, e passando<br />

senza cambiar cavalli avanti la posta <strong>di</strong><br />

Ponte Maggiore, proseguì il viaggio per<br />

la città vescovile <strong>di</strong> Terracina,ove giun-<br />

se circa le 19 ore ricevuto da mg. 1<br />

Lolli<br />

vice-legato <strong>di</strong> Velletri ec. Nella mattina<br />

degli 8 maggio ne partì per la via Appia,<br />

trapassando la posta <strong>di</strong> Ponte Maggiore<br />

e fermandosi a cambiari cavalli a quella<br />

<strong>di</strong> Mesa. Giunto a Tor Tre Ponti, venne<br />

ossequialo dal vescovo e da'cleri <strong>di</strong> Sezze<br />

e Sermoneta. In<strong>di</strong> proseguì il viaggio per<br />

Cisterna e per la città vescovile <strong>di</strong> Vel-<br />

letri , da dove partendone a' 9 maggio,<br />

trapassando per Genzano, per la Riccia<br />

e per la città vescovile d'Albano, fece il<br />

suo trionfale ingresso in Roma verso le<br />

ore 2 3. Così ebbe termine il viaggio <strong>di</strong><br />

Gregorio XVI, il quale non poteva desi-<br />

derarsi migliore sì per la prospera salu-<br />

te <strong>di</strong> cui sempre godette, come per l'en-<br />

tusiasmo che risvegliò, e perla felicità che<br />

<strong>di</strong>ffuse la <strong>di</strong> lui presenza nelle due avven-<br />

turate provincie <strong>di</strong> Campania e Marittima,<br />

le quali per il loro inalterabile attaccamento<br />

all'altare e al trono pontificio<br />

giammai lo <strong>di</strong>menticheranno, avendolo<br />

pure successivamente descritto il Diario<br />

<strong>di</strong> Roma compen<strong>di</strong>osamente.<br />

Nell'articoloPio IXraccontai,come per<br />

la nequizia d' una fazione ribelle fu co*<br />

stretto allontanarsi da Roma in forma in-<br />

cognita la notte de'>4 novembre 1848,<br />

ed in compagnia del conte <strong>di</strong> Spani- mi-<br />

nistro <strong>di</strong> baviera, per la porta s. Giovai»-


VEL<br />

ni traversandola galleria <strong>di</strong> Castel Gan-<br />

(lolfo, evitando Albano, passando <strong>di</strong>etro<br />

l.i Riccia , per Genzano, Velletri e Ter-<br />

racina.senza mai fermarsi, felicemente entrò<br />

nel regno <strong>di</strong> Napoli. Si condusse aGaela,<br />

ove venne magnili camenteospilalo con<br />

ogni venerazione per oltre 9 mesi dalla<br />

generosa liberalità del religiosissimo monarca<br />

delle due Sicilie Fer<strong>di</strong>nando II, non<br />

meno nella real villa <strong>di</strong> Portici presso Er-<br />

colano per altri 8, avendo pure narrato<br />

Je cose principali che fece in que'soggior-<br />

ni, e le gite pe'luoghi e città circostanti,<br />

inclusi vaiueiite e sino a Benevento. Dissi<br />

come dopo la partenza del Papa da Roma<br />

ivi si formò la giunta suprema <strong>di</strong> sta-<br />

to per governarlo, seguila dalla commis-<br />

sione <strong>di</strong> governo.Promulgataa'9 febbraio<br />

1849 '<br />

a repubblica romana per tutto lo<br />

stalo papale, la rivoluzione fu compiuta;<br />

però non andò guari che fu domata la ri-<br />

bellione negli stati pontifìcii per l'interven-<br />

to dell'anni cattoliche francesi, napoleta-<br />

ne,austriache e spagnuole. I napoletani a'<br />

17 giugno 1849 occuparono Prosinone,<br />

Veroli, Anagni, Ferentino e altri luoghi,<br />

della provincia <strong>di</strong> Campagna. L'8 giugno<br />

le truppe spagnuole approdarono in Ter-<br />

racina, e per Sezze a' 1 7 luglio si recarono<br />

in Velletri con mg. r<br />

Giuseppe Berar<strong>di</strong>, già<br />

vice-presidente del tribunalecivile<strong>di</strong> Ro-<br />

lli:) /piale coni missario slraord inario pontiQciodelle<br />

provincie<strong>di</strong> Marittima eCam-<br />

p-igna, nella qual città fin da'4 erasi ri-<br />

tirato il preside repubblicano, subentran-<br />

do a occuparla gli spagnuoli, A' 16 lu-<br />

glio mg/ Ba<strong>di</strong>a delegato apostolico <strong>di</strong>Fro-<br />

siuone ristabilì in quella città e provin-<br />

cia la sovranità pontificia. Questa in tut-<br />

to lo stato della s. Sede erasi successivamente<br />

ristorata. Dappertutto essendosi ri-<br />

stabilito l'or<strong>di</strong>ne, il sommo Pontefice Pio<br />

IV si determinò a ritornare a Roma sua<br />

sede nell'aprile i85o, accompagnato a'6<br />

dal re delle due Sicilie sino all'Epitaffio.,<br />

teimine del regno e degli stati <strong>di</strong> s. Chiesa.<br />

11 Papa ivi venne incontrato da mg/ Be-<br />

rar<strong>di</strong> commissario straor<strong>di</strong>uariodelle due<br />

VEL 69<br />

provinole <strong>di</strong> Marittima e Campagna , in-<br />

sieme alla deputazione de'consiglieri pro-<br />

vinciali della legazione <strong>di</strong> Velletri, felici-<br />

tandolo e tributandogli l'omaggio d'in-<br />

alterabile fedeltà delle due provincie, av-<br />

venturose e liete per aver la sorte d' es-<br />

ser le prime a riceverlo, il che meglio no-<br />

tai nel voi. LXXIV, p. 200. Ed eccomi a<br />

procedere col coramend/ Barluzzi nella<br />

Relazione slorica del viaggio, e con<br />

quanto altro ne pubblicarono il Giorna-<br />

le <strong>di</strong> Roma, e l' Osservatore Romano ne-<br />

gli articoli <strong>di</strong>visi in 9 giornate e intitolati;<br />

Viaggio del Sommo Pontefice daNa~<br />

poli a Roma; però tacendo quanto già<br />

pubblicai a'Ioro luoghi e quanto dovrò <strong>di</strong>-<br />

re <strong>di</strong> altri in quest'articolo, come praticai<br />

<strong>di</strong> sopra pel viaggio <strong>di</strong>Gregorio XVI. Ter-<br />

racini! per la r /ebbe la consolazione d'ac-<br />

cogliere il suo sovrano e padre, e lo fe-<br />

ce con quelle solenni <strong>di</strong>mostrazioni, che<br />

celebrai nel suo articolo. Siccome erano<br />

state sciolte tutte le autorità municipali,<br />

e nominate provvisoriamente commissio-<br />

ni municipali con un presidente per ca-<br />

po d'ognuna, ciò avverto per dovere nominare<br />

le unee gli altri delle comuni delle<br />

provincie <strong>di</strong> Marittima e Campagna.<br />

Tra le deputazioni ricevute dal Papa in<br />

Terracina, conviene qui ripetere la com-<br />

missione provvisoria municipale col go-<br />

vernatore della città, la deputazione della<br />

provincia <strong>di</strong> Frosinone condotta da<br />

mg/ Ba<strong>di</strong>a delegato della provincia medesima,<br />

quella del capitolo <strong>di</strong> Ferentino<br />

con mg/ vescovo Tirabassi (<strong>di</strong> cui riparlai<br />

nel vol.LXXVIU,p.22Q e 3a3),quella del<br />

clero <strong>di</strong> Veroli col proprio mg/ vescovo<br />

Venturi similmente, e molte altre d'al-<br />

tre parti che troppo lungo sarebbe il no-<br />

minare, L' 8 aprile Sua Santità partissi<br />

col suo corteggio da Terracina, precedu-<br />

ta dal principe Massimo soprintendente<br />

generale delle poste pontificie , scortati!<br />

da un plotone d'ussari napoletani, ed accompagnata<br />

da' car<strong>di</strong>nali Asquini, Du<br />

Pont e Antonelli, non che dal conte Lu-<br />

do! f' ministro plenipotenziario del re Fer-


7 o V E L<br />

<strong>di</strong>ttatalo II presso Ja s. Sede. Terracina è<br />

lungi 63 miglia Ja Roma, laonde passando<br />

il Papa per le Palu<strong>di</strong> Pontine e via Ap-<br />

pia, Velletri, Genzano, la Riccia e Alba-<br />

no poteva essere in Roma nel giorno stes-<br />

so. Ma benignamente volle prima <strong>di</strong> ri-<br />

tornare alla sua capitale e sede, allieta-<br />

re ili sua presenza anche la provincia <strong>di</strong><br />

Campagna, e venir quin<strong>di</strong> a Velletri per<br />

altra parte rientrando nella via Appia; e<br />

ciò perchè quella provincia presa com-<br />

plessivamente ne' passali sconvolgimen-<br />

ti, come sempre, erasi mostrata la più fe-<br />

dele al governo legittimo della s. Sede.<br />

Giunto il treno vicino a Ponte Maggiore,<br />

lasciala la via Appia, prese a sinistra la<br />

provinciale, la quale entrando nella ca-<br />

tena de'monti Lepini, e serpeggiando pel-<br />

le sinuosità dell' anguste loro valli, va a<br />

terminare nell'aperta vallala <strong>di</strong> Prosino-<br />

ne. Riferisce la Relazione." Al lernpoche<br />

que'monti erano abitati da' Volsci e da-<br />

gli Equi (ne riparlai a Subiaco), tanto<br />

dalla parte che guarda tramontana e a<br />

ponente l'agro Pontino ed il mare, quan-<br />

to nell'interno a levante ed a mezzogiorno,<br />

ebbero la loro fama e Core, e Pome-<br />

zia o Sezia con le sue ?.3 città, e Segni e<br />

Piperno, co'fiumicclli Ufente ed Auiase-<br />

uo, ricordate ne'primi secoli della storia<br />

romana , e celebrate altresì ne' versi <strong>di</strong><br />

Virgilio, d'Orazio e d,i Silio Italico. Og-<br />

gi sono dello slato pontificio una delle<br />

parli meno popolate. Pur tuttavia per<br />

quelle valli e le pen<strong>di</strong>ci per cui passa la<br />

della strada sono alcune città e castella:<br />

Piperno, Maenza, Sonnino,Patrica,Pros-<br />

se<strong>di</strong>, s. Stefano, Giuliano, Morolo, Valle-<br />

corsa, Ceccano ec". Poco prima <strong>di</strong> giun-<br />

gere a Piperno è l'antica abbazia <strong>di</strong> Fos-<br />

sanuova,la cui origine risole al secolo XI,<br />

già de'monaci cistcrciensi e ricca, la qua-<br />

le <strong>di</strong>e alla Chiesa ne'secoli XII e XI 11 ce-<br />

lebri abbati, vescovi e car<strong>di</strong>nali: ora non<br />

le rimane che il nome e gli avanzi de'<br />

suoi magnifici tempio e chiostro <strong>di</strong> gu-<br />

sto gotico, famosa anche per la morie <strong>di</strong><br />

s. Tommaso d'Aquino. Bramando il Fa-<br />

VEL<br />

pa <strong>di</strong> visitare si illustri memorie , ed es-<br />

sendo fuori <strong>di</strong> strada, il proprietario <strong>di</strong> es-<br />

se e del latifondo Luigi Polverosi fece tro-<br />

var pronte all'uopo carrozze e carrettel-<br />

le, e vi si condusse, inchinato per la via<br />

dal clero <strong>di</strong> Sormino (terra non lontana<br />

sulla montagna), che ammise al bacio del<br />

piede. Nel ritorno onorò <strong>di</strong> sua presenza<br />

Piperno, tra gli Evviva il Papa, Viva<br />

il Santo Padre, Santo Padre la bene-<br />

<strong>di</strong>zione. Osserva il commend/ Barluzzi,<br />

che faceva parte del corteggio. » E qui<br />

valga il <strong>di</strong>rlo una volta per sempre: do-<br />

vunque, sia nel regno <strong>di</strong> Napoli, sia nello<br />

stato.legrida popolarla lui <strong>di</strong>rette non sono<br />

stale mai altre che queste, come le più<br />

<strong>di</strong>cevoli al Vicario <strong>di</strong> Gesù Cristo". Da<br />

Piperno dopo 6 miglia, il Papa giunse a<br />

Prosse<strong>di</strong>,situala similmentesulla via prin-<br />

cipale, ed atlraversolla senza farvi <strong>di</strong>mo-<br />

ra, tra' più clamorosi e festevoli evviva.<br />

Dopo Prosse<strong>di</strong> non entrò in alcun altro<br />

paese. Ma al <strong>di</strong> qua cai <strong>di</strong> là <strong>di</strong> Prosse-<br />

<strong>di</strong> convenne sostare 1 4 volte per via, poi-<br />

ché trovaronsi a vari intervalli i4 archi<br />

trionfali, eretti da altrettanti municipii;<br />

i quali comechè fuori <strong>di</strong> strada,e non potendo<br />

perciò accogliere nelle loro mura<br />

l'augusto Viaggiatore, erano <strong>di</strong>scesi tulli<br />

'confini de'territorii rispettivi sulla stra-<br />

da per la quale dovea passare, e vi avea-<br />

no innalzato ciascuno archi con <strong>di</strong>verse<br />

forme, e colle iscrizioni italiane o latine,<br />

riportate con or<strong>di</strong>ne progressivo al fine<br />

della Relazione. Presso i quali archi al<br />

giungere del Santo Padre , i rappresen-<br />

tanti <strong>di</strong> ciascun municipio si stavano ge-<br />

nuflessi, e intorno in tale atteggiamento<br />

ossequiosi e giulivi erano i popolante se-<br />

condo il costume lodevole del paese nel-<br />

le ceremonie religiose/la una parte ledon-<br />

ne e dall' altra gli uomini, tutti con ra-<br />

moscelli d'olivo in mani, e chiedenti ad<br />

alta voce la bene<strong>di</strong>zione. E il Papa in tut-<br />

te lei 4 stazioni fermandosi, graziosamen-<br />

te la compartiva. Benché espressamente<br />

non nominati dalla Relazione, trovo ben-<br />

sì nella collezioue dell'iscrizioni, a secon-


V E L<br />

da dell'avvertito, quelle ancora <strong>di</strong> Maen-<br />

ta, Sonnino, Fallica, s. Stefano, Giulia-<br />

no, Morolo; le due degli uniti Vallecor-<br />

rj, s. Lorenzo e Castro; quelle <strong>di</strong> Rocca-<br />

corga ,<br />

Roccasecca, Supino, Ceccano ec.<br />

Nel Giornale dì Roma, tra' luoghi non<br />

ricordati espi essamente dalla Relazione,<br />

si pubblicarono articoli celebranti l'av-<br />

venimento, ovvero se ne parla; cioè a p.<br />

3a3 <strong>di</strong> Prosse<strong>di</strong> si <strong>di</strong>ce, che nella chiesa<br />

il Papa vi ricevè la bene<strong>di</strong>zione col San-<br />

tissimo. A p. 362 Roccasecca <strong>di</strong>chiarò d'a-<br />

ver innalzato un sontuoso arco d'alloro<br />

e <strong>di</strong> paline, e che il Pontefice molle <strong>di</strong><br />

pianto benedì con affezioue <strong>di</strong> cuore il cle-<br />

ro, la magistratura e la popolazione. A p.<br />

370 è detto che il governo <strong>di</strong> Vallecorsa,<br />

coMue comuni <strong>di</strong> s. Lorenzo e Castro, si<br />

unirono in consorzio, e sebbene <strong>di</strong>stacca-<br />

ti e segregati dalla via provinciale, al <strong>di</strong><br />

là <strong>di</strong> Prosse<strong>di</strong> ove sbocca la strada rota-<br />

bile <strong>di</strong> s. Lorenzo nella provinciale, i 3<br />

cleri colle loro ecclesiastiche <strong>di</strong>vise furo-<br />

no presentati al Papa da mg/ vescovo <strong>di</strong><br />

Ferentino, ed il ministero governativo e<br />

le 3 commissioni municipali furono pre-<br />

sentate al medesimo da mg.' Ba<strong>di</strong>a, ivi<br />

appositamente erasi innalzato un trofeo<br />

rappresentante la Religione,<strong>di</strong> delicato la-<br />

voro, con l'iscrizione italiana ivi riportata,<br />

insieme alla latina scolpita in marmo<br />

a memoria eterna dell'avvenimento; e che<br />

il Papa gra<strong>di</strong>te siffatte <strong>di</strong>mostrazioni, am-<br />

mise al bacio del piede i funzionari e tan-<br />

ti altri , soccorrendo la classe in<strong>di</strong>gente<br />

splen<strong>di</strong>damente. Nella Relazione poi leggo,<br />

che nell'arco erano le statue della Religione<br />

e della Fortezza , nel basamento<br />

delle quali erano due epigrafi che ripro-<br />

dusse. A p. 396 del Giornale vi è l'arti-<br />

colo <strong>di</strong> CepranOjChesi onora d'averacon-<br />

cttta<strong>di</strong>no mg. r<br />

Giuseppe de'inarchesi Fer-<br />

rari Tesoriere generale (^.), e ne ripar-<br />

lai nel voi. LXXX, p. 199. Ivi si <strong>di</strong>ce,che<br />

ne'passali sconvolgimenti e ne' giorni <strong>di</strong><br />

confusione fu abbastanza risoluta per im-<br />

porre all'autorità e truppa de'faziosi, u-<br />

prire le porte <strong>di</strong> quel poute, <strong>di</strong>sollerruie<br />

V EL 7 i<br />

le mine, togliere le barricate, ed ogni al-<br />

tro impe<strong>di</strong>mento ostile per accogliere nel<br />

dì seguente amiche, e fra gli evviva, le<br />

truppe napoletane; il che gli riportò la<br />

sovrana approvazione esternata dall' ottimo<br />

mg.' Ba<strong>di</strong>a. Ne' giorni <strong>di</strong> pace eoa<br />

in<strong>di</strong>cibile entusiasmo solennizzò il glo-<br />

rioso e felice ingresso del Papa ne' suoi<br />

dominii, con quelle pubbliche festive <strong>di</strong>-<br />

mostrazioni ivi narrate, <strong>di</strong> che furono<br />

spettatori ed encomiatori i car<strong>di</strong>nali Mal-<br />

ici e Cagiano. Inoltre si descrivono i fe-<br />

steggiamenti <strong>di</strong> Sgurgola nel passaggio<br />

del Papa, 1' arco trionfale innalzato con<br />

due iscrizioni pubblicate, non che il trono<br />

eretto pel medesimo e la benigna ac-<br />

coglienza fatta ai clero, al magistrato e al<br />

popolo, presentali da mg. r<br />

Ba<strong>di</strong>a. Per ce-<br />

lebrare l'awenimeuto, i più facoltosi <strong>di</strong>-<br />

spensarono vino e pane a' poveri, i quali<br />

furono pure soccorsi dalla munificenza<br />

pontificia. Mi piace inoltre rimarcare, che<br />

la città vescovile <strong>di</strong> Veroli , situata fuori<br />

<strong>di</strong> via, in quella per andare ad Alatri, e-<br />

resse un arco trionfale con 4 iscrizioni,<br />

<strong>di</strong>chiaranti la sua esultanza e fedeltà, ed<br />

esternando il voto <strong>di</strong> potere accogliere il<br />

Pontefice fra le sue mura , felicitandolo<br />

il clero , il patriziato e il popolo. Faccio<br />

ritorno alla descrizione del viaggio. Era-<br />

no circa le 4 pomeri<strong>di</strong>ane, allorché lasciato<br />

a destra Morolo, a sinistra Cecca-<br />

nò, uscendoda'monti Lepini,il Santo Padre<br />

col suo corteggio, sempre accompa-<br />

gnato da'3 sullodati car<strong>di</strong>nali, entrò nel<br />

territorio <strong>di</strong> Frosiuone, ossequiato da una<br />

deputazione del municipio. Avvicinando-<br />

si il treno alla città, la moltitu<strong>di</strong>ne dal-<br />

l'alto del monte, a guisa d'anfiteatro, ov'è<br />

situataFrosinone capo della provincia (os-<br />

serva il commeud.' Barluzzi, che le città,<br />

e castella della medesima, conservando<br />

la situazione <strong>di</strong> loro origine antichissima,<br />

o de' primi tempi <strong>di</strong> Roma o anteriore,<br />

sono quasi tutte sui monti), cominciò ad<br />

agitare i fazzoletti, i cappelli e de' rami<br />

d'ulivo, ed a levare da tutte parti un gri-<br />

do <strong>di</strong> Viva il Santo Padre j che misto


7<br />

a VEL<br />

a! suono delle campane e delle bande as-<br />

sordava l'aere. Al primo ingresso nella<br />

ci I là , sotto un grande arco costruito ivi<br />

appositamente a foggia <strong>di</strong> tempio, la ma-<br />

gistratura municipale gli esibì le chiavi<br />

della ciltà in segno <strong>di</strong> dominio, con pa-<br />

role convenienti. Il tenente colonnello Vi-<br />

glia comandante il 6/ battaglione de'cac-<br />

ciatori napoletani, in nome <strong>di</strong> tutta l'ar-<br />

mata, rappresentata dal battaglione stes-<br />

so, <strong>di</strong>resse al Papa parole d'omaggio e <strong>di</strong><br />

<strong>di</strong>vozione. Come in Terracina la strada<br />

era abbellita da file d'arboscelli, così qui<br />

<strong>di</strong> colonne <strong>di</strong> legno in forma <strong>di</strong> candela-<br />

bii vestite <strong>di</strong> fronde <strong>di</strong> bosso e fiori, con<br />

simili festoni pendenti lateralmente era<br />

adorna la via; e le finestie lo erano da<br />

damaschi e drappi a vario colore; l'ima<br />

e 1' altre stipate <strong>di</strong> popolo, accorso pure<br />

in gran numero da'luoghi circostanti. I<br />

due prospetti dell' arco aveano ciascuno<br />

la loro iscrizione; narrando poi il Gior-<br />

nale <strong>di</strong> Roma del 1 85o a p. 354, con ar *<br />

ticolo <strong>di</strong> Frosinone nel descrivere in dettaglio<br />

come festeggiò la venuta del Papa<br />

Pio IX, <strong>di</strong>ce che dov'era 1' arco sarà col-<br />

locala come un monumento stabile l'i-<br />

scrizione allora fatta e dal medesimo pub-<br />

blicata (il monumento poi eretto è la va-<br />

sta caserma de'gendarmi, <strong>di</strong>etro il palazzo<br />

delegatizio, nella forma quasi come<br />

quella <strong>di</strong> Roma, collo stemma pontificio<br />

e 1' iscrizione: si costruì con un fondo <strong>di</strong>-<br />

sponibile, e con approvazione del Pa-<br />

pa), insieme all'altra iscrizione che pu-<br />

re in esso si legge , e questa da porsi<br />

sopra l'ingresso della residenza munici-<br />

pale dal municipio, per riconoscenza al-<br />

l'impegno dell'ottimo delegato mg/ Ba-<br />

<strong>di</strong>a nel coa<strong>di</strong>uvare gli ardenti desideri!<br />

de'fi usinati presso Sua Santità, onde ot-<br />

tenere un così segnalato beneficio. Oltre<br />

l'arco eravi un obelisco eretto sulla piaz-<br />

za del palazzo apostolico , avente ezian-<br />

<strong>di</strong>o la sua iscrizione. Un' altra leggevasi<br />

nella caserma de' veliti pontificii, che stavano<br />

<strong>di</strong> presi<strong>di</strong>o in Frosinone, quelli che<br />

duFrusiuoiie e da'paesi limitrofi, nel teru-<br />

VE L<br />

pò della ribellione fedeli al proprio sovrano,<br />

si recarono dal Papa a Pontecor-<br />

vo, a Benevento e in Gaeta; e questo stes-<br />

so <strong>di</strong>ceva la scritta con brevi ed elegan-<br />

ti parole. Il battaglione napoletano avea<br />

posto a modo <strong>di</strong> trofeo le insegne <strong>di</strong><br />

Pio IX e <strong>di</strong> Fer<strong>di</strong>nando II, con in mez-<br />

zo ciascuna la propria epigrafe. E finalmente<br />

ve n' era una sulla porta del pa-<br />

lazzo apostolico, per contestare la grati-<br />

tu<strong>di</strong>ne de' fiosinonesi verso mg. r<br />

delega-<br />

to, perchè molto si adoperò in prepararlo<br />

degno del So vrano Pontefice. Nella chiesa<br />

principale <strong>di</strong> s. Maria Assunta il Papa<br />

vi si recò sotto baldacchino magnifico, le<br />

cui aste sostenevano i membri della com-<br />

missione municipale, accompagnato dal-<br />

l'or<strong>di</strong>nario mg/ Venturi zelantissimo vescovo<br />

<strong>di</strong> Veroli col suo clero; il tempio<br />

era vagamente addobbato, e colle espo-<br />

ste immagini de'ss.OrmisdaeSilverio Pa-<br />

pi, particolari protettori e concitta<strong>di</strong>ni <strong>di</strong><br />

Frosinone. Prima <strong>di</strong> ricevere la bene<strong>di</strong>-<br />

zione da mg/ Ricci vescovo <strong>di</strong> Segna,<br />

col ss. Sacramento esposto, dopo aver<br />

questo venerato,Pio I X con eloquente, te-<br />

nera e maestosa allocuzione riepilogò in<br />

brevi parole le trascorse vicende, le cala-<br />

mità eccitate dal nemico dell'uman ge-<br />

nere, cessate per volere <strong>di</strong>vino, esortando<br />

l'immensa popolazione a porger calde<br />

preghiere all'Altissimo pel ravve<strong>di</strong>mento<br />

de'traviati, e per la pace della Chiesa u-<br />

ni versale. Dichiara il commend/ Barluz-<br />

zi. » In questi <strong>di</strong>scorsi estemporanei del-<br />

l'immortale* Pio IX, sia ch'Egli parli come<br />

Pontefice, sia come Sovrano, è sta-<br />

ta sempre tale una facilità e <strong>di</strong>gnità,<br />

congiunte a tanto <strong>di</strong> dolcezza, da <strong>di</strong>sgra-<br />

darne gli oratori più rinomati". Uscendo<br />

dalla chiesa, nel progre<strong>di</strong>re al palaz-<br />

zo apostolico a pie<strong>di</strong>, andavagli innan-<br />

zi un drappelletto <strong>di</strong> fanciulli vestiti al-<br />

l' angelica, ed appartenenti alle prima-<br />

rie famiglie, spargendo fiori sul suo pas-<br />

saggio, rallegrato dalle voci <strong>di</strong> gioia e dal-<br />

le più animate acclamazioni dell'immen-<br />

so popolo. Il Papa era accompagnato, ol-


VE L<br />

tre da' 3 car<strong>di</strong>noli, anche dal car<strong>di</strong>nal<br />

Vizzardelli prefetto della congregazione<br />

degli stu<strong>di</strong>, della città (tale <strong>di</strong>chiarata da<br />

Gregorio XVI) <strong>di</strong> Monte s. Giovanni,<br />

venuto nel dì innanzi da Roma per far-<br />

gli onore, avendolo preceduto nel ritorno<br />

da Portici, dove come in Gaeta avea aiu-<br />

tato il Santo Padre nelle fatiche ecclesia-<br />

stiche. Giunto nel palazzo apostolico, il<br />

Papa comparve sulla gran loggia a com-<br />

partire la pontificale bene<strong>di</strong>zione, che si<br />

<strong>di</strong>ffuse sui cuori lutti ardenti per spi-<br />

rilo <strong>di</strong> religione, ed esultanti per l'augu-<br />

sta presenza del Vicario <strong>di</strong> Cristo. Degnos-<br />

si quin<strong>di</strong> d'ammettere al bacio del piede<br />

il clero secolare e regolare.il corpo muni-<br />

cipale, l'autorità giu<strong>di</strong>ziarie, amministra-<br />

tive e militari, varie civiche deputazioni;<br />

i più <strong>di</strong>stinti frusinati, i singoli uflìziali<br />

della benemerita guarnigione napoleta-<br />

na che eseguiva il servizio della piazza, ed<br />

il marchese De Gustine francese, noto pel<br />

suo attaccamento a'principii d'or<strong>di</strong>ne re-<br />

ligioso e politico, e chiaro per le sue ope-<br />

re letterarie. 'Ammesso inoltre il consi-<br />

glio provinciale a particolare u<strong>di</strong>enza, d<br />

Papa ricevè dal medesimo in attestalo<br />

<strong>di</strong> perpetua straor<strong>di</strong>naria rimembran-<br />

za e gratitu<strong>di</strong>ne della provincia, l' of-<br />

ferta delle medaglie in oro, in argento e<br />

in bronzo d'apposito conio, ritraenti nel<br />

<strong>di</strong>ritto la pontificia effigie, e nel rovescio<br />

l'epigrafe; Quem - SedeRomana - Impie<br />

Exturbatimi - Provincia Campaniae<br />

Ingemebat - Foedere Catholico Redaclimi<br />

- ExultabundaGratatur - mdcccc.<br />

Viene riportata anche dal n. 82 del Gior-<br />

nale <strong>di</strong> Roma; il quale narra ancora la<br />

presentazione del consueto tributo de'<br />

pani fatta al Papa, da mg. r<br />

Trucchi ve-<br />

scovo d'AnagnijCon una deputazione del<br />

capitolo. Apprendo poi dall' Osservatore<br />

Romano n. 48, che le commissioni pro-<br />

vinciali della provincia <strong>di</strong> Campagna col<br />

car<strong>di</strong>nal legalo <strong>di</strong> Marittima e Campagna<br />

inviarono una lettera al presidente della<br />

repubblica francese con tre esemplari<br />

della descritta medaglia, in oro, in ar-<br />

VEL 73<br />

genio e io bronzo. Sull'imbrunir della<br />

sera l'abitazioni tutte della città vagamente<br />

s'illumiuarono.Gli archi <strong>di</strong> verdu-<br />

ra e <strong>di</strong> fiori del giorno si adornarono nel-<br />

la sera <strong>di</strong> faci risplendenti e <strong>di</strong> variato co-<br />

lore, terminati con bella piramide egizia,<br />

che dava colla sua trasparente luce risal-<br />

to all'illuminazione, resa più. piacevole<br />

da due trofei militari elevati <strong>di</strong>rimpetto<br />

al palazzo dalla truppa napoletana. Le<br />

campagne tutte erano sfolgoranti d'innu-<br />

merevoli fuochi.e le montagne checircondano<br />

da lungi Frosinone rassomigliavano<br />

co' gran<strong>di</strong>osi e quasi simmetrici incen-<br />

<strong>di</strong> alle maestose eruzioni de'vulcani. Fini<br />

la festa serale in un bel fuoco d'artificio.<br />

Nella mattina seguente 9 aprile, il Papa<br />

Pio IX cogli encomiati car<strong>di</strong>nali Asqui-<br />

ni, Vizzardelli e Antonelli (poiché il car-<br />

<strong>di</strong>nal Du Pont per la gotta era rimasto<br />

a Frosinone), e cogli altri del suo segui-<br />

to si portò in Alatri, che sebbene vici-<br />

nissima all'infausta Vico (sic), patria <strong>di</strong><br />

Pietro Sterbini ! fu nelle passate vicende<br />

Sopra le altre città dello stato pontificio<br />

la più fedele e affezionata al Pontefice<br />

(non si vuol defraudare della stessa lode<br />

la città pur vescovile <strong>di</strong> Norcia in su gli<br />

Apennini, che può gareggiare <strong>di</strong> vanto<br />

con Alatri; ne altre città che seguirono<br />

l'esempio d'Alatri e Norcia, nel mostrarsi<br />

avverse, (piale con più, quale con me-<br />

no coraggio, all' usurpazionede' ribelli).<br />

Quivi non parlari o scritti se<strong>di</strong>ziosi, non<br />

persecuzioni o ingiurie contro il clero,<br />

non unioni popolari, non voti per la co-<br />

stituente, non proclamazioni per la se<strong>di</strong>-<br />

cente repubblica romana ; ma preci in-<br />

nalzate pubblicamente a Dio dopo i gior-<br />

ni sanguinosi de' i 5 e 1 6 novembre 1 848,<br />

e dopo quello della partenza del sommo<br />

Pontefice da Roma partili da Alatri ; per<br />

andare a gittarsi a' suoi pie<strong>di</strong> a Gaeta<br />

fin da' primi <strong>di</strong> gennaio 1849 il vescovo<br />

mg. r<br />

Giampe<strong>di</strong> e il gonfaloniere Filippo<br />

Jacovacci; conservati a' posti dov'erano<br />

gli stemmi pontificii; ornato <strong>di</strong> ghirlande<br />

e <strong>di</strong> fiori il monitorio della scomunica,


7 4<br />

V E L<br />

ed accesevi davanti le candele sulla pub-<br />

blica via; messa per tali fatti la città a<br />

pericolo <strong>di</strong> saccheggio due volte, la l,"<br />

dalle bande <strong>di</strong> Masi, la 2. a<br />

da quelle <strong>di</strong><br />

Garibal<strong>di</strong>. Fu questa la condotta <strong>di</strong> A-<br />

latri nelle passate lagrimevoli vicende. Il<br />

Santo Padre volle darle per questo un<br />

argomento palese del suo sovrano gra<strong>di</strong>mento<br />

e della sua benevolenza; recan-<br />

dovisi <strong>di</strong> persona, prima <strong>di</strong> tornare in<br />

Roma, sebbene A latri sia situata buon<br />

tratto fuori <strong>di</strong> strada. » Chi può ri<strong>di</strong>re<br />

la esultanza degli alatimi quando vide-<br />

ro entrare nella loro città e incedere<br />

maestoso e benigno per la via che con-<br />

duce alla cattedrale l'adorato Pontefice<br />

Pio IX, per cui aveano fatto sì fervi<strong>di</strong><br />

voti, sostenutosi dure prove? Le vie<br />

giuncate<strong>di</strong> fronde e<strong>di</strong> fiori: adorne <strong>di</strong> a-<br />

i azzi le finestre e le pareti : <strong>di</strong> tratto in<br />

tratto archi vestiti <strong>di</strong> verdure con iscrizioni.<br />

Lo che invero, poco più, poco me-<br />

no, si era veduto anche negli altri paesi.<br />

Ma quello che negli altri paesi non si era<br />

vernilo, furono de'busti ingesso del Pori»<br />

tefìce qua e là sulle finestre o sulle porle<br />

delle case coronati <strong>di</strong> fiori, contornati <strong>di</strong><br />

lampade e <strong>di</strong> cerei; e in alcuni luoghi al-<br />

tresì turiboli d'incenso e <strong>di</strong> altri odori. Sul-<br />

le fi nest re poi o sul le porte <strong>di</strong> altre case erano<br />

iscrizioni, fatte dagli abitanti <strong>di</strong> essi in<br />

lingua volgare,anzi nel vernacolo proprio<br />

tli que'paesi ; quali iscrizioni era assai pia-<br />

cevole il leggere per la semplicità de'con-<br />

cetti, e per la spontaneità dell'espressioni<br />

avvegnaché con i<strong>di</strong>otismi e solecismi, così<br />

naturali com'erano usciti dalla mente e<br />

dal cuore <strong>di</strong> que'buoni uomini, senz'arte,<br />

senza stu<strong>di</strong>o; ma nella loro semplicità e<br />

rozzezza più eloquenti che se fossero sla-<br />

te inforniate ed espolite da lima <strong>di</strong> reto-<br />

re e <strong>di</strong> grammatico. Così gli ala trini,<br />

mentre intendevano a festeggiare il ritorno<br />

dell'adorato Pontefice, e a dargli no-<br />

velli argomenti <strong>di</strong> loro fedele soggezione<br />

ed alletto, più e più meritavano del suo".<br />

] particolari della gita in Alatri del Papa<br />

Pio IX si pouno leggere ocH'arlicolo ivi<br />

V1ÌL<br />

scritto e pubblicato nel Giornale dì Roma<br />

a p. 370, in uno alle iscrizioni fatte<br />

per la lieta circostanza. Ne ricaverò un<br />

estratto. All'entrare del territorio, i con-<br />

ta<strong>di</strong>ni lo festeggiarono con rami <strong>di</strong> uli-<br />

vi nelle mani e con evviva fino alla cit-<br />

tà. Nel casino <strong>di</strong> villeggiatura degli sco-<br />

lopi era vi un arco <strong>di</strong> verzura, sul quale<br />

era un'iscrizione del p. Pietro Taggiasco<br />

professore d'eloquenza <strong>di</strong> quel collegio.<br />

Allei?, meri<strong>di</strong>ane giunse Pio IX nella cit-<br />

tà, e sotto magnifico arco trionfale, deco-<br />

rato con iscrizione dell'encomiato scolopo,<br />

fu ricevuto dall'egregio vescovo mg/<br />

Giampe<strong>di</strong> alla testa del clero secolaree re-<br />

golare, a cui erasi unita la monastica fa«<br />

miglia certosina <strong>di</strong> Trisulli; nonché dalla<br />

commissione municipale, il <strong>di</strong> cui pre-<br />

sidente F<strong>di</strong>ppoJacovacci presentò le chiavi<br />

al Santo Padre, e fu lieto d'aver con<br />

lui colloquio sull'indole de' citta<strong>di</strong>ni. Al<br />

nome <strong>di</strong> tal commissione il membro <strong>di</strong><br />

essa can. d. Luigi Francesco Pmssi reci-<br />

tò un'iscrizione, a cui il Papa rispose.<br />

»» Questoè il vero e più adatto elogio che<br />

si possa fare al Papa in una città religio-<br />

sa e fedele ". Disceso il Santo Padre dal-<br />

la carrozza, percorse a pie<strong>di</strong> la lunga<br />

strada fino alla cattedrale, preceduto da<br />

tutto il clero processiona finente, ed accompagnato<br />

da' car<strong>di</strong>nali, da mg/ Be-<br />

rar<strong>di</strong> commissario pontificio <strong>di</strong> Marittima<br />

e Campagna, e da mg. r<br />

Ba<strong>di</strong>a delegato<br />

apostolico <strong>di</strong> Frosinone. Non si può<br />

esprimere l'entusiasmo in<strong>di</strong>cibile dell'immensa<br />

moltitu<strong>di</strong>ne, che dalle finestre, da'<br />

terrazzi e balconi costruiti a bella posta,<br />

e lungo le strade applau<strong>di</strong>va al tanto so-<br />

spirato ritorno del Sovrano Pontefice, ed<br />

esprimeva con religiosa lealtà i voti <strong>di</strong><br />

sua felicitazione. In fronte della catte-<br />

drale eravi l'iscrizione del can. d. Paci-<br />

fico Latini professore d'eloquenza del seminario.<br />

Dopo il canto dell'antifona Tu<br />

es Petrus, il Papa adorò il ss. Sagraraento<br />

e con esso fu benedetto dal car<strong>di</strong>nal Viz-<br />

zardelli; in<strong>di</strong> orò avanti la statua d'ar-<br />

gento del patrono s. Sisto I, scoperta do-


V E L<br />

no riposto la ss. Eucaristin. Avendo il<br />

l'api appreso dal vescovo che la catte-<br />

drale non godeva la prerogativa e privi-<br />

legi <strong>di</strong> basilica, si degnò <strong>di</strong>chiararla basilica<br />

<strong>di</strong> quel grado ed or<strong>di</strong>ne che gode<br />

la basilica <strong>di</strong> s. Maria in Trastevere in<br />

Roma (<strong>di</strong> cui era stato canonico esso ve-<br />

scovo), la quale segnala tissi ma grazia fu<br />

immantinente pubblicata coli' iscrizione<br />

dell'encomiato can. Rossi. Asceso il Papa<br />

sulla loggia della cattedrale, ivi compartì<br />

l' apostolica bene<strong>di</strong>zione all'immenso po-<br />

polo, che ricopriva la vastissima piazza<br />

dell'Acropoli, il quale dopo quelle <strong>di</strong>vi-<br />

ne parole, reiterò gli evviva, che assordarono<br />

l'aere. Passò quin<strong>di</strong> al contigno<br />

episcopio, ove nella sala del trono ammise<br />

al bacio del piede il capitolo della me-<br />

desima cattedrale, quello della collegia-<br />

ta, la commissione municipale alatrina,<br />

e quella <strong>di</strong> Guarcino concorsa anch'esca<br />

n tributare i suoi omaggi <strong>di</strong> <strong>di</strong>vozione e<br />

fedeltà, e finalmente i primari citta<strong>di</strong>ni,<br />

<strong>di</strong>spensando a ciascuna classe parole <strong>di</strong><br />

benignità ; e conferì al presidente Jaco-<br />

vacci il nobile titolo <strong>di</strong> cavaliere dell'or-<br />

<strong>di</strong>ne Piano <strong>di</strong> a." classe, volendo così u-<br />

sare considerazione a'meriti <strong>di</strong> lui, e rimunerare<br />

<strong>di</strong>stintamente la fedele costan-<br />

za della città. Partito dall'episcopio, il<br />

Papa si fermò innanzi al collegio Calasan-<br />

zio, sulla cui facciata era altra iscrizione<br />

del p. Taggiasco, e sulla porta ammise<br />

graziosamente al bacio del piede i pp.<br />

scolopi, ed i convittori che infiammò alla<br />

virtù e allo stu<strong>di</strong>o delle lettere. In<strong>di</strong> si re-<br />

cò al monastero della ss. Annunziata, ricevendo<br />

al bacio del piede le monache,<br />

ed anche le religiose figlie della Carità<br />

ivi appositamente convenute, avendo ri-<br />

colmato le figlie <strong>di</strong> s. Benedetto <strong>di</strong> spiri-<br />

tuali favori. Consolato così ogni ceto <strong>di</strong><br />

persone, sempre applau<strong>di</strong>to, benedetto e<br />

festeggiato, il Papa lasciò Alatri <strong>di</strong> per-<br />

sona, ma vi rimase col cuore, e nell'uscir<br />

della poita ricevè un altro attestato <strong>di</strong><br />

gratitu<strong>di</strong>ne espresso dall'iscrizione det-<br />

tata da d. Carlo Ferrazzoli. Altre parti-<br />

VE L<br />

7"<br />

colarilà le riferisce Y Osservatore Romano<br />

nel n. 47> <strong>di</strong>cendo Alatri 6 miglia da<br />

Frosinone e racchiudere una popolazio-<br />

ne d'intorno a t *x,ooo anime, e che occu-<br />

pa il luogo d' un'antica piazza forte de*<br />

volsci (o meglio ernici), la più importante<br />

fortezza <strong>di</strong> questi antichi popoli. Crede<br />

che sia stata necessariamente l'opera de*<br />

giganti per rompere quelle rupi, e sovr-<br />

imporre e collegare, senza veruni specie<br />

<strong>di</strong> cemento, gli uni sugli altri quella<br />

quantità pro<strong>di</strong>giosa d'enormi massi, ed<br />

in un'epoca che non si adoperava ne la<br />

polvere per le mine, né la <strong>di</strong>namica <strong>di</strong>sponeva<br />

de'mezzi che oggi sono a nostra<br />

cognizione. Loda Alatri pel suo forte con-<br />

tegno col non volere riconoscere la re-<br />

pubblica romana, esempio forse unico<br />

nella storia delle rivoluzioni moderne,<br />

mantenendo immobilesempresulla cima<br />

del campanile la ban<strong>di</strong>era papale.»» Do-<br />

po molti tentativi infruttuosi <strong>di</strong> se<strong>di</strong>zio-<br />

ne e <strong>di</strong> guerra, Mazzini finì col risolvere<br />

<strong>di</strong> lasciare i citta<strong>di</strong>ni d' A latri nella loro<br />

libertà. S'intende quin<strong>di</strong> la gioia, l'entu-<br />

siasmo straor<strong>di</strong>nario <strong>di</strong> que' bravi abi-<br />

tanti all'avvicinarsi del Santo Padre. Il<br />

trionfo era molto minore pel SommoPon-<br />

tefice che per loro stessi ; e quin<strong>di</strong> egli è<br />

impossibile <strong>di</strong> descrivere l'aspetto della<br />

città nel momento in cui Papa Pio IX<br />

traversò a pie<strong>di</strong> le sue lunghe e anguste<br />

strade". Nel tornare a Frosinone, il Pa-<br />

pa si fermò alquanto nella grangia <strong>di</strong>Ticchiena<br />

de' certosini <strong>di</strong> Trisulti, ammettendo<br />

al bacio del piede i monaci. Avvicinandosi<br />

a Frosinone fu incontrato con<br />

nuove <strong>di</strong>mostrazioni <strong>di</strong> giubilo dalla popolazione.<br />

Nella sera si ripetè la luminaria<br />

della città e della provincia, non me-<br />

no del fuoco artificiale; ammettendo benignamente<br />

il Papa al bacio del piede al-<br />

tri <strong>di</strong>stinti citta<strong>di</strong>ni e le signore del pae-<br />

se. La strada che mena da Frosinone a<br />

Roma è quella che viene dal regno <strong>di</strong><br />

Napoli per Ceprano, la <strong>di</strong>scorsa antica via<br />

Casilina, consolare come l'altra per Ter-<br />

racina,eche va a congiungersi alla Labi-


76 V E L V E L<br />

cana presso Valmontone. Per questa fu arcivescovo <strong>di</strong> Filippi, segretario della s.<br />

ripreso dal Papa il viaggio, partendo la congregazione de' vescovi e regolari), che<br />

mattina de' i o aprile da Prosinone. Dopo sta alquanto più remoto dalla via a'mou-<br />

9 miglia s'incontra I' ernica Ferentino,<br />

ma a destra della via in sul colle. Però i<br />

ti snb-Apennini, ed anch'esso con due<br />

iscrizioni, in una delle quali il popolo ben<br />

ferentiuati, invi<strong>di</strong>ando agli alatrini Tono- a ragione vanta vasi <strong>di</strong> non essersi lascia-<br />

re d'accogliere, sebbene per poche ore, il lo prendere alle minacce e alle lusinghe<br />

Sommo Pontefice fra le loro mura, ne a- de'ribelli. Un altro arco finalmente troveano<br />

fatto già pregare Sua Santità. Due vossi sulla via, ed era della città vescovi-<br />

deputazioni, l'ima <strong>ecclesiastica</strong> l'altra ci- le<strong>di</strong> Segni,con corrispondente iscrizione<br />

vile, stavano presso un arco trionfale ad dell'Orbo et populus Signinus. Gran<br />

aspettarne l'arrivo, con l'epigrafe che de- parte <strong>di</strong> quella popolazione unita a quel-<br />

corando il cornicione si legge nella Rela- la de' vicini castelli <strong>di</strong> Gavignano e <strong>di</strong><br />

zione. In questa è pure l'iscrizione posta Montellanico stavano anch' essi tuli' in-<br />

sulla porta d'ingresso della città, la qua- torno all'arco ad aspettare il Santo L'ale<br />

termina colle parole: Ferentinate.s <strong>di</strong>e che in passando li bene<strong>di</strong>sse. Quanto<br />

i del Giornale <strong>di</strong> Ro'<br />

Pontifici et Principi- Fel maxima in- ad Anagni,a p. 3j<br />

ter pcricula- ConstantiJide ad<strong>di</strong>clissi- ma fu pubblicalo un articolo sul festeg-<br />

gi/'. Giunto il Papa e fattagli la consueta giamento fatto al Papa nel transitare pel<br />

pileria delle chiavi della città, vi entrò e suo territorio. Si <strong>di</strong>ce il magnifico arco<br />

salito all'episcopio, ch'é nella sommità trionfale adorno <strong>di</strong> belle pitture, degli<br />

del colle sugli avanzi dell'antica rocca emblemi delle 4 potenze cattoliche che<br />

Ferentina, <strong>di</strong>ede dall'ulto del medesimo concorsero coli' armi alla restaurazione<br />

la bene<strong>di</strong>zione. Impiegò quin<strong>di</strong> circa tre del dominio temporale della s. Sede, del-<br />

pre nel visitare la cattedrale e il semina- lo stemma della città e d' iscrizioni ana-<br />

i io (e secondo il Giornale <strong>di</strong> Roma, an- loghe alla circostanza, e riferite nella /teche<br />

i due monasteri e il collegio de' gè- lazione in uno a quelle degli altri me-<br />

ntili), nell'ammettere al bacio del piede morati archi. Fu preparato ancora un eil<br />

capitolo, e le solile deputazioni e ab legante e ampio pa<strong>di</strong>glione con sotto un<br />

tri. Dopo <strong>di</strong> che il Santo Padre tra le ac- maestoso ti Orio, nella speranza che il<br />

coniazioni, ripassando per l'arco, partì. Santo Padre salilo su <strong>di</strong> esso si degnereb-<br />

Da Ferentino, proseguendo per la sol- he compartire la sua bene<strong>di</strong>zione. Presloposta<br />

pianura verso Valmontone, si la- so l'arco si trovarono ad attenderlo mg. r<br />

scia ad<strong>di</strong>etro a sinistra il comune <strong>di</strong>Sgur- Pietro Paolo Trucchi vescovo d'Anagni<br />

gola lontano sui monti Lepi<strong>di</strong>; i cui a- (poi a'a r <strong>di</strong>cembre 1807 traslato a For-<br />

bitane però avevano innalzato il suddet- h, succedendolo nello stesso giorno nella<br />

to arco a'eonfini del loro territorio pres- sede anagnina mg. r<br />

Clemente Pagliari<br />

so la via Casilina, ed erano convenuti ivi dell' arci<strong>di</strong>ocesi d' Urbino e preposto <strong>di</strong><br />

in gran numero per essere benedetti. Pq- quella metropolitana: nel medesimo<br />

p'ollre si lascia a destra sur una delle col- concistoro il predecessore vescovo <strong>di</strong><br />

line che fiancheggiano la strada Anagni, Forlì monsignor Falcinelli fu promos<<br />

la quale costruì un arco sulla via con due so ad arcivescovo d' Atene, e in<strong>di</strong> nun-<br />

lunghe iscrizioni per festeggiare il pas- zio nel Brasile), il capitolo della cat-<br />

saggio del Papa pel suo territorio. Un al- tedrale, i capitoli dflla collegiata del-<br />

iro arco dove si estende il proprio leni- la città stessa e d'alcuni paesi della <strong>di</strong>o-<br />

torio, avea innalzato anche Paliano (la cesi più vicini, i corpi religiosi, il semi-<br />

quale, come <strong>di</strong>ssi al suo articolo, si ono- nario <strong>di</strong>ocesano, tulli in abili <strong>di</strong> chiesa;<br />

la, del concit Lutino mg. r<br />

Andrea Bizzarri la commissione municipale, eia popola-


NEL<br />

rione d' ogni con<strong>di</strong>zione sì d'Anngni che<br />

de' luoghi circostanti. Giunto il Sommo<br />

Pontefice, venne accolto con istrepitosis-<br />

simi applausi e tra 1' alternativo suono<br />

delle bande musicali. Il Papa sceso dalla<br />

carrozza e accompagnato da' car<strong>di</strong>nali<br />

Asquini e A ntonelli salì sul trono, da dove<br />

subito compartì l'apostolica bene<strong>di</strong>zione<br />

all' affollata moltitu<strong>di</strong>ne con espansione<br />

<strong>di</strong> cuore tale che commosse tutti. Mg. r<br />

vescovo e il marchese Nicola Trajelto<br />

presidente municipale, interpreti de'sen-<br />

timenti <strong>di</strong> tutta la città, umiliarono al<br />

Santo Padre gli omaggi sinceri <strong>di</strong> <strong>di</strong>vo-<br />

zione e <strong>di</strong> fedeltà. Il Papa esternò la sua<br />

sod<strong>di</strong>sfazione, e gli ammise al bacio del<br />

piede, in uno a 'cleri secolare e regolare,<br />

alla commissione municipale, ed a molte<br />

altre persone. 1 cantori beneficiati della<br />

cattedrale cantarono l' antifona Tu es<br />

Petrus, le bande tornarono a suonare, e<br />

le prossime colline echeggiarono <strong>di</strong> ite-<br />

rati evviva. Altre <strong>di</strong>mostrazioni il popo-<br />

lo anagnino celebrò tornato nella città.<br />

Dipoi il sullodato anagnino d. Antonio<br />

Cipriani nel Supplemento al n. 68 del*<br />

X Osservatore Romano dello stesso 1 85o,<br />

pubblicò ad omaggio solenne della veri-<br />

tà, un eru<strong>di</strong>to articolo riguardante A Ma-<br />

gnesia per rettificare alcune nozioni con»<br />

tro la storica verità contenute nel n. 47<br />

del medesimo giornale, nel dar contezza<br />

delle feste e degli onori tributati da'po-<br />

poli al Papa ; sia specialmente per con-<br />

futare la supposta rivalila tra Anagni e<br />

Ferentino, provandolo colla storia de'fat-<br />

ti, non meno degli antichi tempi de' romani,<br />

che <strong>di</strong> que'del cristianesimo. Che<br />

la pretesa enorme muraglia che <strong>di</strong>vide<br />

i dueterritorii, non esser altro che un ca-<br />

nale del piccolo fiume <strong>di</strong> Tufano. Quin-<br />

<strong>di</strong> enumerò le principali prerogative <strong>di</strong><br />

Anagni, madre feconda d'illustri eroi e<br />

<strong>di</strong> 4 Papi, 28 de'quali vi ebbero un gra-<br />

to albergo, ed asilo contro le persecuzio-<br />

ni a Gelasio li, Adriano IV, Alessandro<br />

III e Lucio III. E che <strong>di</strong>versi Papi atte-<br />

starono le prove luminose <strong>di</strong> sincera <strong>di</strong>-<br />

V E L 77<br />

vozione e fedeltà date da Anagni alla j.<br />

Sede. Riprodusse per ultimo le 4 U<strong>di</strong>-<br />

zioni del suddetto arco. Così ven<strong>di</strong>cò l'o-<br />

nor patrio leso ad Anagni Caput Iler-<br />

nicorum. Riprendo il filo del pontificio<br />

viaggio.Neldescrittomodocorsa nellospa-<br />

zio <strong>di</strong> circa 3 ore quell'ampia valle che ha<br />

i monti Lepi<strong>di</strong> a sinistra e i sub-A penni-<br />

ni a desila, giunse dopo mezzodì a Val-<br />

montone, <strong>di</strong> che parlerò al suo paragra-<br />

fo. Dissi <strong>di</strong> sopra che il Papa, dopo aver<br />

visitato la provincia <strong>di</strong> Campagna sareb-<br />

be ritornalo nella Marittima rientrando<br />

nella via Appia per condursi a \ elicti i<br />

e in<strong>di</strong> a Roma. Da Valmontone a Vel-<br />

letri si va per una strada provinciale, che<br />

<strong>di</strong>ramando dalla Casilina presso Valmon-<br />

tone corre e volge a ponente, costellando<br />

le falde degli Algi<strong>di</strong> e dell'Artemisio<br />

da una parte, de'Lepini dall'altra, e pas-<br />

sando sotto Montefòrtino, del quale poi<br />

<strong>di</strong>rò al suo paragrafo il festeggiamento<br />

tributato a Pio IX. Proseguendo il viag-<br />

gio, alla pieve <strong>di</strong> Lariano il Papa fu in-<br />

contrato da una deputazione della città<br />

<strong>di</strong> Velletri, e dal suo vescovo car<strong>di</strong>nal<br />

Macchi decano del sagro collegio, che fe-<br />

ce salire nella propria carrozza, perciò <strong>di</strong>-<br />

scendendone mg/Me<strong>di</strong>ci maggiordomo e<br />

mg. 'Borromeo maestro <strong>di</strong> camera, ed en-<br />

trò in Velletri con quelle solennità che<br />

poi celebrerò, insieme al soggiorno che<br />

vi fece sino alla mattina de'i 2 del mede-<br />

simo aprile, in cui Pio IX, nel modo che<br />

in breve narrai in quell' articolo, per<br />

Genzano, la Riccia e Albano fece il suo<br />

desiderato, trionfale e lietissimo ingres-<br />

so in Roma. Ora passo a parlare ne'se-<br />

guenti paragrafi delle provincie e de'co-<br />

in uni che compongono la legazione <strong>di</strong><br />

Marittima e Campagna, principalmente<br />

della delegazione apostolica <strong>di</strong> Marittima<br />

o Velletri ; e pe'già descritti altrove<br />

ne in<strong>di</strong>cherò dove lo sono, riferendo in<br />

alcuni nozioni che se non del tutto ap-<br />

pai tengono al paragrafo,riguardano ben-<br />

sì l'encomiate provincie e si rannodano<br />

ad esse per la storia.


7» VEL<br />

DlSTOETTO DI VELtETRI.<br />

Governo <strong>di</strong> Velletri.<br />

Cisterna. Comune della <strong>di</strong>ocesi <strong>di</strong><br />

V elicli i, <strong>di</strong> cui ragionai al suo articolo,<br />

oude non ini resta che aggiungere alcuu<br />

altro cenno clic ricavo da' molti che<br />

ne scrissero. E <strong>di</strong>statile 33 miglia da Roma<br />

e 8 da Velletri, con territorio in piano<br />

e colle, con molli fabbricati, marchesaio<br />

della nobilissima famiglia Caelani<br />

(A- .), e già suo feudo. Questa terra è sul-<br />

l'ultime pen<strong>di</strong>ci de'monti Veliterni, sulla<br />

sponda destra del lumie denominato<br />

Aulico, perchè è un canale artificiale in<br />

gran parte, tendente a raccogliere le acque<br />

che scendono da Giuliano edaTori<br />

cecilia, e darle altra verso le Palu<strong>di</strong> Pou-<br />

liue al mare. Essa è I' ultima terra da<br />

questa parte che sia entrata nella map-<br />

pa. Narra Marocco, che da Vellelri a<br />

Cisterna alcuni traili <strong>di</strong> strada sono fian-<br />

cheggiati da lunghe e folte macchie <strong>di</strong><br />

roveri auuose e <strong>di</strong> elei, che <strong>di</strong>llicilmcu-<br />

te piegano i furiosi venti, appellandosi<br />

volgarmente quelle foreste la macchia<br />

<strong>di</strong> Cisterna, ch'è vastissima ; ed aggiun-<br />

ge essere non solo ricovero <strong>di</strong> cinghiali,<br />

<strong>di</strong> capri e <strong>di</strong> lupi, ma uu tempo rifugio<br />

tli crudeli assassini, prima che fosse in<br />

gran parie svelta o <strong>di</strong>radata per la sicu-<br />

rezza pubblica presso la strada. Del più<br />

aulico taglio che si dovea fare <strong>di</strong> sua sel-<br />

va, parlerò nel paragrafo <strong>di</strong> Sei-moneta.<br />

A litichi ruderi <strong>di</strong> una torre o forte al de-<br />

stro lato della via nominata le Castella<br />

risvegliano l'idea del primiero loro esse-<br />

re, e souo il domicilio del gufo lamen-<br />

tevole, dell' upupa melanconica, e della<br />

nottola o vipistrello che <strong>di</strong> giorno sta<br />

nascosto. A levante del borgo è il palazzo<br />

ducale, che costituisce l'ingresso nella ter-<br />

ra me<strong>di</strong>ante un grande arco che <strong>di</strong>cesi<br />

la porta, sebbene vi si eutri da ogni par-<br />

te uun avendo mura castellane, il <strong>di</strong>seguo<br />

del quale fabbricato è decoroso e alquan-<br />

to vasto, uè manca <strong>di</strong> quella soli<strong>di</strong>tà che<br />

n e<strong>di</strong>ficio signorile conviene. Questo è<br />

1' uuico fabbricato ragguardevole, tran»<br />

VEL<br />

ne la chiesa collegiata, e alcune case <strong>di</strong><br />

civili famiglie. Tale chiesa, de<strong>di</strong>cata alla<br />

B. Vergine Assunta in cielo, è bella e <strong>di</strong><br />

moderna architettura, rinnovala da'fon-<br />

daineuti in guisa <strong>di</strong>versa dall' antica, <strong>di</strong><br />

cui parla il Piazza e sotto i'istessa invocazione,<br />

con <strong>di</strong>segno del celebre cav. Mo-<br />

relli architetto del palazzo B raschi <strong>di</strong><br />

Imma, ma non eseguilo fedelmente. Non<br />

ostante nell'interno l'aliare del ss. Sagramento<br />

merita osservazioue pe' suoi sem-<br />

plici ma vaghi ornali e pe' inarmi che lo<br />

compongono. Nella i.* cappella a destra<br />

si venera I' elligie del Redentore <strong>di</strong>pinta<br />

in tela dal valente Cavallucci <strong>di</strong> Sei mo-<br />

neta. Dice il Rauco che questa chiesa è<br />

capitolare eon arciprete, 7 canonici e 3<br />

beneficiali, ed ha il baltisterio essendo<br />

1 unica parrocchia. Inoltre vi sono altre<br />

4 chiese con 3 confra temile secolari. Vi<br />

esisteva il convento <strong>di</strong> s. Antonio abba-<br />

te de'minori osservanti riformati, espulsi<br />

nuli' invasione francese, né più ripristi-<br />

nali. Trovo nel Piazza, che la chiesa e il<br />

eoo vento furono creiti dal car<strong>di</strong>nal Boni-<br />

facio Gaetaui o Caelani, nel i5y2, con<br />

facoltà <strong>di</strong> Gregorio X11I, il quale nel<br />

giorno del santo concesse indulgenza ple-<br />

naria. Vi esistono, l'ospedale per gì' in-<br />

fermi, la casa delle maestre pie Venerine<br />

per l' istruzione delle fanciulle, e la pub-<br />

blica scuola per ammaestrare i giova-<br />

netti. 11 popolo venera per principale<br />

protettore s. Rocco confessore. Dinanzi<br />

alla collegiata è uu vasto piazzale abbel-<br />

lito da uu granaio fabbricato da'fonda-<br />

ineiiti nel 1772 da Francesco Caelani du-<br />

ca <strong>di</strong> Semionda, come si legge uell' i-<br />

scrizione. Cisterna era più eslesa e popo-<br />

lala prima che fosse bruciata e saccheggiala<br />

dallo scismatico Lodovico V il Ba-<br />

varo. 11 Nibby parlaudo <strong>di</strong> questa terra<br />

crede, che finché fu io qualche modo<br />

praticabile la via Appia, abbia molto sof-<br />

ferto, trovandosi sulla gran strada in luo-<br />

go poco <strong>di</strong>feu<strong>di</strong>bile,esposla a tulle le scor-<br />

rerie, che narrai uel suo articolo; ma do-<br />

po, lino cioè al riuUivameuto <strong>di</strong> quella


VEL<br />

nel secolo passato, rimase troppo fuor <strong>di</strong><br />

Mano e quasi <strong>di</strong>menticata, come dall'al-<br />

tro canto dopo il <strong>di</strong>seccamelo delle<br />

Palu<strong>di</strong> Pontine e il riapriroento dell'Ap-<br />

pia, questa terra ha molto migliorato<br />

nell'aria, la popolazione si è accresciuta,<br />

ed i fabbricati sono stali anch'essi amplia-<br />

ti e abbelliti. Dichiara il Marocco, che<br />

l'origine del nome <strong>di</strong> Cisterna proviene<br />

da alcune cisterne esistenti, ovvero dal-<br />

la forma totale del paese piuttosto esisten-<br />

te in basso; e che varie sono le cisterne<br />

d'acque piovane per uso della popolazio-<br />

ne, la i.' essendo innanzi al palazzo ba-<br />

ronale, ottimamente costruita e profonda<br />

1G0 palmi, la i. 3<br />

dentro lo stesso palazzo<br />

e della medesima profon<strong>di</strong>tà, la 3."<br />

fuori la porta delta Agrippara. Alcuni<br />

<strong>di</strong>ssero questo luogo Cisterna JYeronis,<br />

e lo ripetei al suo articolo, ed il Marocco<br />

riflettendo alla derivazione <strong>di</strong> porta A-<br />

grippara non è lontano da credere che<br />

tragga origine tal nome da alcuna memo-<br />

ria <strong>di</strong> Agrippina madre dell'imperatore<br />

Nerone. Dice inoltre, opinare molti eru-<br />

<strong>di</strong>ti, che da due gran<strong>di</strong> cisterne antiche<br />

il suo nome derivasse, e che fossero falle<br />

per or<strong>di</strong>ne <strong>di</strong> Nerone, onde provvedere<br />

Anzio d'acque salubri me<strong>di</strong>ante acque-<br />

dotti, de'quali non mancò chi asserì d'a-<br />

verne riconosciuti <strong>di</strong>versi avanzi. Nel più<br />

volte ricordato articolo Cisterna <strong>di</strong>ssi<br />

col Nibby e altri, ch'essa non occupa il si-<br />

to dell' antica sede vescovile <strong>di</strong> Tre Ta-<br />

berne, Cwitas Trium Tabernarum 3<br />

Tre* Tabernae, città de' volsci, la qua-<br />

le piullosto surse nel suddetto lenimen-<br />

lo delle Castella, nel luogo chiamato<br />

Civitona, sulla sponda destra della via<br />

Appia, silo abbandonato e ove si vede<br />

un e<strong>di</strong>ficio semi<strong>di</strong>ruto de' tempi bassi co-<br />

struito sopra avanzi d'una fabbrica d'o-<br />

pera incerta, a'quali si dà il dello nome,<br />

circa 11 miglia lungi da Roma, ed ap-<br />

partengono alla stazione <strong>di</strong> Trcs Taber-<br />

nac, come vuole Nibby, esistendo uu mi-<br />

glio <strong>di</strong>stante gli avanzi d'una conserva<br />

antica e d'un acquedotto, che vi porta-<br />

VEL 70<br />

vn l'acqua da' colli veliterni. Con PU-<br />

ghelli, Italia sacra, l. io, p. 177, ripor-<br />

tai i 7 suoi vescovi, il quale però avverte,<br />

che la città <strong>di</strong> Tre Tabcrne non è da<br />

confondersi con Tabernae seti Palaeopoli,<br />

vel Treschines in Magna Grac-<br />

cia. Il i.° vescovo che si conosca è del<br />

3 1 3: a' tempi <strong>di</strong> s. Gregorio 1 v'era pure<br />

un vescovo, <strong>di</strong> cui s'ignora il nome, o<br />

meglio era vacante, il quale'Papa vedendo<br />

ridotta a nulla e devastata la città<br />

delle Tre Tabeine da' longobar<strong>di</strong>, eoa<br />

lettera riprodotta da Ughelli e in<strong>di</strong>riz-<br />

zata a Johannis Episcopo <strong>di</strong> Vellelri, al-<br />

la sua ne unì canonicamente la cattedra<br />

vescovile. Questa chiesa rimase per vari<br />

anni unita alla Veliterna, ma poscia ri-<br />

fabbricala o restaurata e ripopolata la<br />

città <strong>di</strong> Tre Tabeine, nuovamente fu<br />

separata da Vèlletri ed ebbe i propri ve-<br />

scovi, tra' quali quello del 761 o 762,<br />

l'ultimo conosciuto è dell' 868 o 869,<br />

ed in seguilo non si hanno più memorie<br />

de' suoi pastori e della sede vescovile,<br />

probabilmente per la totale <strong>di</strong>struzione<br />

della città. Quin<strong>di</strong> in conseguenza del<br />

precedente statuito da s. Gregorio I, pas-<br />

sò <strong>di</strong> poi la <strong>di</strong>ocesi <strong>di</strong> Tre Taberne sotto<br />

la giuris<strong>di</strong>zione del vescovo <strong>di</strong> Vellelri,<br />

parlando del quale riferirò l'opinioni del<br />

can. Dauco su Tre Taverne. Tutti gli<br />

storici poi couvengonoche <strong>di</strong>strutta Tre<br />

Taverne, Cisterna crescesse d'abitalo, <strong>di</strong><br />

territorio e <strong>di</strong> popolazione, e forse allo-<br />

ra ne prese la denominazione latina Tres<br />

Tabernae. Altri poi credono, essere Cisterna<br />

succeduta ad Vlubra, e che dopo<br />

la sua <strong>di</strong>struzione e <strong>di</strong> quella <strong>di</strong> Tre Ta-<br />

berne, quivi si rannodò la popolazione<br />

e formò l'o<strong>di</strong>erno paese. Di Ulubra trat-<br />

ta il Nicolai, De' bonificamenti delle<br />

Terre Pontine a p. 38, la <strong>di</strong> cui posi-<br />

zione è contrastala, forse all'ingresso del-<br />

le Palu<strong>di</strong> Pontine, o nouloulaua da Vel-<br />

lelri, e perciò forse comprese la piccola<br />

villa ove fu allevato Augusto oriundo <strong>di</strong><br />

Vellelri e nato in Roma. Il Marocco la<br />

crede presso il castello <strong>di</strong> Giuliano, co-


8o VEL<br />

me <strong>di</strong>rò in quel paragrafo. Non ebbe rinomanza<br />

per la sua aria pessima e quan-<br />

tità delle rane della palude, non però<br />

Pontina, perchè questa mai giunse a Yel-<br />

letri, qualora si voglia supporta presso<br />

tal città. La villa della famiglia d'Angu-<br />

sto era come un magazzino ove si depositavano<br />

le grascie necessarie per la me-<br />

desima, Diverse opinioni riferirò ragionando<br />

<strong>di</strong> Velletri e d'Augusto; e quanto<br />

a' sognali ranocchi, oltre le palu<strong>di</strong>, ponno<br />

stare anche in peschiere artefatte o in<br />

piccole fosse d'acque stagnanti, come ve<strong>di</strong>amo<br />

in tanti luoghi. La celebre sta-<br />

zione <strong>di</strong> Tre Taverne sulla via Appia<br />

e poscia città vescovile, <strong>di</strong> cui tanto si<br />

questionò dagli eru<strong>di</strong>ti per la confusio-<br />

ne che si osserva dal Nibby negli itinerari<br />

antichi circa la sua <strong>di</strong>stanza da Roma,<br />

giacché il nome fu comime a varie sta-<br />

zioni sulle vie antiche, come quella pres-<br />

so Laus Pompe/a nella Gallia Cisalpi-<br />

na, e quella presso Interamna sulla Fla-<br />

minia, derivando da tre osterie erette per<br />

comodo de' viandanti, particolarmente<br />

nella unione <strong>di</strong> più strade (del vocabolo<br />

Talerna riparlai nel voi. LXXXfV.p.<br />

iq4) come appunto accadeva nella sta-<br />

zione in questione, dove a destra <strong>di</strong>ramava<br />

la strada ad Anzio, ed a sinistra<br />

un'altra quasi continuazione della pre-<br />

cedente portava a Velilrae. Altri luoghi<br />

della stessa denominazione si ponno ve-<br />

dere nel Ricchi, Reggia de f'olsci. Ta-<br />

le unione <strong>di</strong> vie mentre rendeva neces-<br />

sari i luoghi <strong>di</strong> ricovero e gli alberghi,<br />

andava per la frequenza de' viandanti<br />

raccogliendo a poco a poco gente nello<br />

stesso sito, onde da semplice stazione in-<br />

sensibilmente <strong>di</strong>veniva borgata, e delle<br />

volte ancora città. E molte terre moderne<br />

potrebbero alleluisi in esempio come<br />

sorte dalla medesima origine. Le prime<br />

memorie riferite da Nibhy della stazione<br />

<strong>di</strong> Tres Tabernae sub' Appia rimon-<br />

tano al decimare del secolo VII <strong>di</strong> Pioma,<br />

poiché Cicerone la ricorda l'anno 692,<br />

nella lettera che scrisse ad Attico a' 27<br />

VEL<br />

gennaio. Di nuovo la nomina in quella<br />

scritta due anni dopo a' 9 aprile del G94<br />

<strong>di</strong> Roma, iu cui pare decisivo per determinare<br />

il sito <strong>di</strong> Tres Tabernae, mostrando<br />

che una strada <strong>di</strong>retta da An-<br />

zio raggiungeva l' Appia presso quella<br />

stazione: aggiungasi a questo i memo-<br />

rati ruderi esistenti, l'acquedotto, il nome<br />

volgare <strong>di</strong> Civilona, e la questione è<br />

decisa. Memorabile però sopra tutti gli<br />

altri fatti riguardanti Tre Taberne, è<br />

quello ricordato dagli Atti Apostolici, e.<br />

28, § i5, che avendo i fedeli <strong>di</strong> Roma<br />

u<strong>di</strong>to l'arrivo dell'apostolo s. Paolo a<br />

Pozzuoli, ed essendosi posto in viaggio<br />

verso Roma, per essere giu<strong>di</strong>cato dall'im-<br />

peratore a cui erasi appellato, gli an-<br />

darono incontro fino al Foro Appio, <strong>di</strong><br />

cui riparlai ne' voi. LV, p. 65, LXXIV,<br />

p. 2o3, ed a Tres Tabernae: e Paolo<br />

vedendoli, dopo avere reso grazie a Dio,<br />

ne prese fiducia. Questo avvenimento è<br />

<strong>di</strong> grave importanza, come quello che si<br />

rannoda alla venuta dell'Apostolo delle<br />

genti in Roma nell'anno 5y <strong>di</strong> nostra<br />

era, a promulgarvi con s. Pietro la dot-<br />

trina <strong>di</strong> Gesù Cristo. Un altro grande<br />

avvenimento è pur quello ivi avvenuto<br />

l'anno 3oj <strong>di</strong> della era. Dopoché Mas-<br />

senzio ebbe assunto la porpora imperia-<br />

le nel 3o6, Galerio, che mai volle rico-<br />

noscere, alfulò a Severo cesare la guerra<br />

contro <strong>di</strong> lui, e questi vinto più dall'oro<br />

che dal valore del suo rivale, tra<strong>di</strong>to da'<br />

suoi dovè ritirarsi in Ravenna, dove as-<br />

se<strong>di</strong>ato da Massimiano Ercole padre <strong>di</strong><br />

Massenzio, né potendo facilmente esse-<br />

re forzalo alla resa, fu persuaso da quel<br />

vecchio astuto a portarsi in Roma, assicurato<br />

co' più. forti giuramenti. Sem-<br />

bra ch'egli per maggior sicurezza seguis-<br />

se la via <strong>di</strong> mare, fino a Brin<strong>di</strong>si : quin<strong>di</strong><br />

per l'Appia, giunto a Tres Tabernae<br />

cadde in un'imboscata tesagli da Mas-<br />

senzio, e fu strangolato da Eraclio, come<br />

<strong>di</strong>ce il Theuli. Lo <strong>storico</strong> greco Zc<br />

simo chiama il luogo, le Tre Osterit<br />

Tres Tabernae, e lo designa come


VE L<br />

villaggio. L'autore della Miscelici nar-<br />

raudo lo slesso fatto, <strong>di</strong>ce che dopo es^e-<br />

re stato spento Severo ad Tres Tabernas,<br />

il suo corpo veune sepolto nel monumento<br />

<strong>di</strong> Gallieno 9 miglia <strong>di</strong>starne<br />

da Roma sull'Appia. Pertanto circa i<br />

tempi <strong>di</strong> Costantino I questa stazione era<br />

un villaggio. Al progresso della religione<br />

cristiana si deve il passaggio dallo stato<br />

<strong>di</strong> villaggio a quello <strong>di</strong> città, per la memo-<br />

ria insigne della presenza <strong>di</strong> s. Paolo che<br />

ne avea santificato il luogo, allorquando<br />

Costantino 1 <strong>di</strong>venuto cristiano, ridonò<br />

la péce alla Chiesa, ed accordò a.'<br />

cristiani il libero esercizio <strong>di</strong> loro reli-<br />

gione, onde subito vi fu eretta le sede<br />

vescovile <strong>di</strong> Tre Taberne, al qual arti-<br />

colo <strong>di</strong> rinvio in questo mi proposi <strong>di</strong><br />

riparlarne. Il Ricchi nel suo Teatro, è<br />

uno <strong>di</strong> quelli che crede succeduta Cisterna<br />

a Tre Taberne, la chiama splen<strong>di</strong>da<br />

terra e nobile <strong>di</strong>porto <strong>di</strong> gran<strong>di</strong>; e ritie-<br />

ne ancora che quivi s. Paolo fu incon-<br />

trato dalla grau turba de' romani (anche<br />

non cristiani, come vuole il Piazza), che<br />

anelando la <strong>di</strong> lui venuta pel grido <strong>di</strong><br />

sua dottrina e santità, l'accompagnaro-<br />

no in Roma in guisa <strong>di</strong> triofaute, piut-<br />

tosto che <strong>di</strong> prigioniere. Dice essere fama,<br />

ch'egli stasse racchiuso ne' latiboli<br />

<strong>di</strong> quella torre, che si vede alzata in Ci-<br />

sterna in argomento <strong>di</strong> sue glorie sul<br />

mezzo della nobile residenza de' princi-<br />

pi Caetaui, il che rende ancor più cele-<br />

bre il luogo. Di Cisterna il Ricchi ne<br />

tratta ancora nella Reggia de' Volsci,<br />

ricordando che in compagnia <strong>di</strong> s. Pao-<br />

lo era l'evangelista s. Luca descrittore del<br />

suo pellegrinaggio, e dell'incontro giu-<br />

bilante e <strong>di</strong> voto ch'ebbero a Tre Taber-<br />

ne, ed i più fervorosi erausi portati fino<br />

a Foro Appio. Anch'esso fu nella delta<br />

opera dello stesso sentimento e dell'opi-<br />

nione che Cisterna fu fabbricata sopra<br />

la città vescovile<strong>di</strong> Tre Taberne, e ripor-<br />

ta gli autori che ciò sostennero, l'identi-<br />

tà cioè <strong>di</strong> Cisterna con Tre Taberne. Os-<br />

serva inoltre il Ricchi, che lungo la via<br />

VOI. LXXXiX.<br />

VEL 8t<br />

Appia i fedeli eressero <strong>di</strong>verse chiese a'<br />

ss. Apostoli e massime a' ss. Pietro e Paolo,<br />

che per tale strada recaronsi a Roma<br />

a piantarvi la fede. Presso Tre Taberne<br />

fu già la sontuosa chiesa <strong>di</strong> s. Pietro in<br />

Selce, la quale poi restaurò la pia [Ir*<br />

beralità <strong>di</strong> Papa Adriano I, e da essa<br />

non era mol to lontana la chiesa <strong>di</strong> s. Tommaso.<br />

Aggiunge che la vastità del campo<br />

<strong>di</strong> Cisterna era tanta anticamente,<br />

unito alla giuris<strong>di</strong>zione <strong>di</strong> Pomezia, che<br />

verso il mare includeva ancora la peni-<br />

sola <strong>di</strong> Cuccio; e nel <strong>di</strong> cui lenimento si<br />

rinvennero sparse le antiche iscrizioni<br />

che riprodusse, tutte illustranti le memorie<br />

volsche e Sessa Pomezia. Ora fa<br />

d'uopo <strong>di</strong> chiarire un punto interessan-<br />

te <strong>di</strong> storia <strong>ecclesiastica</strong>, riguardante Ci-<br />

sterna. Ivi <strong>di</strong>ssi col Baronio, col Ricchi,<br />

colNibby e altroché neli i5g eletto Alessandro<br />

HI in Roma a'7 settembre, donde<br />

fu costretto parti re, in Cisterna prese l'insegne<br />

papali, eifettuandosi a' 20 del medesimo<br />

mese la Consagrazìone e Coronazione<br />

(V.) nella vicina Ninfa, a mo-<br />

tivo che nell'elezione stessa insorse con-<br />

tro <strong>di</strong> lui l'antipapa Vittore IV detto<br />

V, non potendosi eseguire in Roma per<br />

la prevalenza degli scismatici; in<strong>di</strong> recan-<br />

dosi a Terracina (V.) t per non trovar-<br />

si sicuro neppure in Ninfa. L. Agnello<br />

Anastasio neh' Istoria degli Antipapi<br />

t. 2, p. 5j e 59, parlando <strong>di</strong> Vittore V<br />

narra. Morto Adriano IV in Anagni il<br />

i.° settembre, a' 7 i car<strong>di</strong>nali in Roma<br />

concordemente elessero Alessandro IH,<br />

che fu costretto co' suoi elettori rinser-<br />

rarsi nella basilica Vaticana dalla po-<br />

tente fazione <strong>di</strong> Vittore V, finché il po-<br />

polo mal soffrendo tanta prepotenza, u-<br />

nito con Ettore Frangipani lo rimise in<br />

libertà insieme co' car<strong>di</strong>nali. Portatosi<br />

in Ninfa a' 20 settembre fu consagrato<br />

da Ubaldo vescovo d'Ostia, assistito da<br />

5 vescovi, e da altri car<strong>di</strong>nali preti e <strong>di</strong>a-<br />

coni ; mentre Vittore V a grande stento<br />

potè accozzare 3 vescovi che in Farfa<br />

\V.) l' or<strong>di</strong>narono vescovo nella 1*<br />

6


82 VEL<br />

domenica ili ottobre, cioè Immaro <strong>di</strong><br />

Frascati e quelli <strong>di</strong> Molfetta o Melfi o<br />

Amalfi allora governata da Giovanni, e<br />

<strong>di</strong> Ferentino Ubaldo <strong>di</strong> Prato, da' qua-<br />

li lo scismatico ricevè la male<strong>di</strong>zione in<br />

vece della bene<strong>di</strong>zione. Marocco tra le<br />

iscrizioni esistenti in Cisterna riporta<br />

quella del palazzo ducale eretta dopo<br />

625 anni dal duca Francesco Caetani per<br />

rinnovarne la memoria, in cui leggo cbe<br />

a' 20 settembre ii5g Alexander III<br />

P. M. ex Urbis tumulili post renimela,'<br />

tionem heic reccplus etconsecralus insignia<br />

rile accessit. La trovo pure pub-<br />

blicala dal Bauco colla seguente avver-<br />

tenza e necessaria <strong>di</strong>scussione. Presso<br />

tutti gli storici ecclesiastici leggesi essere<br />

avvenuta la consagrazione nella città <strong>di</strong><br />

Ninfa,<strong>di</strong>stante daCisterna 5 miglia. L'au-<br />

tore della lapide prestò fede ad una let-<br />

tera enciclica dell'antipapa Vittore, <strong>di</strong>-<br />

retta a' vescovi e principi, in cui <strong>di</strong>ce se-<br />

guita la consagrazione d' Alessandro in<br />

castro nomine Cisternae. Doveva l'au-<br />

tore prestare fede piuttosto allo stesso<br />

legittimo Alessandro che a' suoi nemici.<br />

Egli <strong>di</strong>falto scrisse <strong>di</strong> se a Gerardo ve-<br />

scovo e a'eanonici <strong>di</strong> Bologna : Seguenti<br />

<strong>di</strong>e dantinico venerabilibus fralribus<br />

no s tris Gregorius Sabinensi, Hubaldo<br />

Ostiensi .... apud Nympham non longe<br />

ab Urbe insimul consecrationis acce-<br />

pimus. E negli atti dello stesso Alessan-<br />

dro 111 presi da un co<strong>di</strong>ce Valicano leg-<br />

gesi. In vigìlia B. Mai<strong>di</strong>ci apostoli prospere<br />

ad Nympham per Dei gratiam<br />

pervencrunt. Ubi ipsa dominica <strong>di</strong>e. . .<br />

Alexander, praeeunte Spirilus Sancti<br />

grada consccratus est insummum Pon-<br />

tificali. Il Ciacconio, Ilist. Boni. Pont.<br />

riferisce altrettanto. Poco o niente è da fi-<br />

darsi de' fautori e dello stesso antipapa,come<br />

seri ve ilBaronio,per l'immenso cumulo<br />

<strong>di</strong> bugie dettate dal padre della men-<br />

zogna. Essere ciò vero rilevasi dallo scrit-<br />

to da' fautori dell'antipapa e inviato al<br />

suo sostenitore lo scismatico imperatore<br />

Federico I, in cui <strong>di</strong>cono : » Cbe Alessau-<br />

.<br />

VE L<br />

<strong>di</strong>o co' suoi seguaci pervennero alla Ci"<br />

sterna <strong>di</strong> Nerone, nella quale Nerone s'<br />

nascose fuggendo i romani, cbe lo segui-<br />

tavano. Giustamente andarono in Cister-<br />

na quelli cbe aveano abbandonato il fon-<br />

te d'acqua viva, e si erano fabbricale ci-<br />

sterne, ma cisterne <strong>di</strong>ssipate, che l'acqua<br />

contenere non possono." Rimarca il can.<br />

Bauco, cbe siffatte frasi de' parlitanti eli<br />

Vittore sono irrisorie, dettate dall'astio<br />

e dall'ambizione, per porre in ri<strong>di</strong>colo<br />

il Papa legittimo. Di più soggiunge, la<br />

prova piùconvincentechela consagrazio-<br />

ne non si fece in Cisterna, è il saccheg-<br />

gio, 1' incen<strong>di</strong>o e la totale devastazione<br />

<strong>di</strong> Ninfa eseguila da Federico 1, circa il<br />

1 1 56 (è anacronismo perchè la consa-<br />

grazione si fece nel 1 1 5g ),<br />

per ven<strong>di</strong>car-<br />

si <strong>di</strong> que' citta<strong>di</strong>ni, cbe aveano ricevuto<br />

e favorito Alessandro MI. Infortunio che<br />

sarebbe avvenuto a Cisterna, se qui fosse<br />

stata realmente effettuata la consagrazio-<br />

ne. Ma io nel suo articolo, col Nibby, no-<br />

tai che Cisterna fu nel 1 1 65 incen<strong>di</strong>ata<br />

dal cancelliere imperiale, come avversa<br />

aH'imperalore,secondugli scrittori che ri-<br />

tengono ivi seguita la consagrazione pon-<br />

tificia, presso il Muratori, Rerum Itali-<br />

carimi Scriptores, t. 3, p. 2, p. 522 e<br />

seg. Ma l'antipapa Pasquale II nominato<br />

nell'articolo deve leggersi III. Del sac-<br />

cheggio e incen<strong>di</strong>o <strong>di</strong> Lodovico V il Ba-<br />

varo riparlerò a Vei.letbi. Nominai più<br />

volte la Cisterna <strong>di</strong> Nerone che <strong>di</strong>e nome<br />

al paese : ecco il riferito da mg. r<br />

Nicolai.<br />

» Dopo Velletri viene Cisterna, donde<br />

calando dolcemeutesi scende a'piaui Pon-<br />

tini. Sulla sua origine variano assai le<br />

opinioni degli eru<strong>di</strong>ti, alcuni confondendola<br />

con Tres Tabcrnae, cambiamento<br />

<strong>di</strong> nome poco cre<strong>di</strong>bile ed errore deri-<br />

vato dagl'inesatti itinerari. In altro tem-<br />

po la terra ebbe il nome <strong>di</strong> Cisterna <strong>di</strong><br />

Nerone, e così fu chiamala non solo dal<br />

volgo, ma da Federico II (dee <strong>di</strong>re I), nel<br />

suddetto passo. Se allora era così cbia<br />

mata Cisterna, ritenendosi volgarmcnl<br />

esservisi nascosto Nerone, i' errore e


V E L<br />

falsila è troppo evidente per la testimo-<br />

nianza <strong>di</strong> Svelonio. Questi racconta, che<br />

Nerone per campar la vita, travestito e<br />

incappucciato lutto, fuggi <strong>di</strong> corsa da Roma<br />

ad appiattarsi nella villa del suo li-<br />

berto Faonte, la quale era situala presso<br />

Roma fra la via Salaria e la Nomentana,<br />

4 miglia circa lungi dalla cititi, e che ivi<br />

fu ucciso da'congiurali che lo inseguiva-<br />

no, ciò che fu pure osservato dal ricordato<br />

Ricchi. Non<strong>di</strong>meno può ben essere, che<br />

la terra si chiamasse la Cisterna <strong>di</strong> Ne-<br />

rone, e che da questa denominazione il<br />

volgo per ignoranza le attribuisse il falto<br />

altrove succeduto. Il Corra<strong>di</strong>ni nel Ve-<br />

tu» La tinnì opina che il luogo avesse quel<br />

nome, perchè Nerone fin là continuò la<br />

fossa cominciata da Augusto nel territo-<br />

rio Pontino. Ma il Corra<strong>di</strong>ni, d'altronde<br />

eru<strong>di</strong>tissimo, prese in ciò due abbagli,<br />

poiché né Augusto imprese alcun lavoro<br />

nel Pontino, né la fossa che Nerone avea<br />

designato <strong>di</strong> condurre dal Ingo d'Averno<br />

fino ad Ostia, non fu mai tirata avanti<br />

<strong>di</strong> qua da Terracina. Ivi per altro anco<br />

a tempo del Nicolai si osservavano due<br />

cisterne così gran<strong>di</strong> e magnifiche che sem-<br />

brano opera de' romani imperatori. Si<br />

potrebbero credere fabbricate da Nerone<br />

per provvedere abbondantemente An-<br />

zio d' acque salubri, portandovele cogli<br />

acquedotti, i cui avanzi esistono presen-<br />

temente ; poiché gli storici tutti concordemente<br />

notano, che Nerone si stu<strong>di</strong>ò <strong>di</strong><br />

nobilitare in ogni maniera la città d'An-<br />

sio, ove avea sortito i natali. Supposta la<br />

verità dell'esposto, si ha la ragione del<br />

nome <strong>di</strong> Cisterna <strong>di</strong> Nerone, che fu poi<br />

dato a tulio il castello fabbricato in ap-<br />

presso nel medesimo luogo. Il Pacchi re-<br />

gistrò tra' soggetti illustri <strong>di</strong> Cisterna primieramente<br />

il duca d. MichelangeloCae-<br />

tani, a cui intitolò il Theatro degli uo-<br />

mini illustri volsci, che quivi educato<br />

spiccò fin dalla fanciullezza il suo viva-<br />

cissimospirito, tutto intento alla pietà, al<br />

governo fioritissimo <strong>di</strong> tutto il suo slato,<br />

con facile vena alle muse. Alzò ivi da'fon-<br />

V EL 83<br />

damenti una splen<strong>di</strong>da chiesa, adorna <strong>di</strong><br />

decorosi altari, arricchita da sagre sup-<br />

pellettili e da insigni reliquie, in onore<br />

delle ss. Stimmate <strong>di</strong> S.Francesco, custo-<br />

<strong>di</strong>ta con venerazione da' conflati aggre-<br />

gati sotto il suo nome. Di più e<strong>di</strong>ficò non<br />

lungi da Cisterna una nobilissima villa,<br />

deliziosa e amena. Di Cisterna fu fr. Fran-<br />

Peroni riformato francescano,<br />

in vari tempi guar<strong>di</strong>ano, com-<br />

cesco Angelo M. a<br />

missario, custode e prefetto apostolico in<br />

Costantinopoli, inviato da Innocenzo XI<br />

in Albania procuratore delle missioni, e<br />

per modestia ricusò il vescovato <strong>di</strong> Smir-<br />

ne, offertogli nel 1710. Dello stesso 01 <strong>di</strong>-<br />

ne fu fr. Fortunato Setini coa<strong>di</strong>utore mis-<br />

sionario in Tripoli <strong>di</strong> Barbaria, morto nel<br />

patrio convento <strong>di</strong> s. Antonio in concetto<br />

<strong>di</strong> bontà singolare. Francesco Pala<strong>di</strong>ni<br />

laureato nelle leggi scrisse in Roma sull'interpretazione,<br />

De fìdeicomniisso , ma<br />

dopo la <strong>di</strong> lui morte gli fu involata da<br />

un imitatore della cornacchia <strong>di</strong> Esopo,<br />

che si fregiò delle altrui penne. Ce-<br />

lebra la famosa selva <strong>di</strong> Cisterna, le cac-<br />

ce riservate, l'amenità de'li<strong>di</strong> del mare,<br />

de'fonti e fiumi, specialmente del Ninfeo,<br />

celebre per le favole de' poeti. Fra que'<br />

che signoreggiarono Cisterna, ricorderò<br />

Giovanni Ceccareili domicello <strong>di</strong> Sezze<br />

{VRinvestilo del feudo da Bonifacio IX,<br />

per seguire i Caetani gli antipapi. E secondo<br />

il Novaes, vi fu il celebre car<strong>di</strong>-<br />

nal Guglielmo d' Estoulevìlle, che l' ac-<br />

quistò da Onorato Caetani con Caslelve-<br />

tere per 5200 scu<strong>di</strong>. In Cisterna vi si fermarono<br />

più Papi, per esservi la stazione<br />

postale; e <strong>di</strong> Benedettogli riparlerò nel<br />

paragrafo Sermoneta. Oltre i<br />

nominati<br />

al suo articolo, qui aggiungo col p. Gal-<br />

lico, De Itineribus Rorn. Pont., p. icp,<br />

anche Clemente Vili. Annoi 5^ <strong>di</strong>e i4<br />

februarii Ponti/ex ivit Neptunium una<br />

cuin Renrico car<strong>di</strong>nali Gaetano S.R.E.<br />

camerario, et duobus car<strong>di</strong>nalibus nepotibus.<br />

Die. 10 accessit ad oppidum<br />

Cislernae. Post pran<strong>di</strong>uni Papa veni!<br />

versus cìvitatem Veliternensem. Grego-


84<br />

VE L<br />

rio XVI ne visitò la chiesa collegiata nel<br />

i83q a' 23 e 29 aprile, e ripassandovi<br />

nel i843 T8 maggio, egualmente reduce<br />

da Terracina, fu ricevuto sulla piazza<br />

principale dalla magistratura e dal ca-<br />

pitolo colla Croce astata. Aderì alle loro<br />

istanze coll'entrare nella stessa collegia-<br />

ta, ove ricevuta all'altare laterale la be-<br />

ne<strong>di</strong>zione del Santissimo data da mg/ Ca-<br />

stellani sagrista, si condusse all' altare<br />

maggiore, avanti al quale, da un trono<br />

appositamente preparato, ammise al ba-<br />

cio del piede la magistratura <strong>di</strong> Cister-<br />

na ccl suo priore Domenico Vita, ed il<br />

clero della collegiata medesima; poscia<br />

ritraversandola in mezzo a foltissimo po-<br />

polo, e preceduto da due fanciulle elegantemente<br />

vestite che andavano spargendo<br />

fiori, risalì in carrozza in mezzo<br />

agli spari reiterati de'mortari, al suono<br />

delle campane, ed agli evviva degli abi-<br />

tanti per proseguire il suo viaggio verso<br />

Velletri. Il territorio dà grano, vino, poco<br />

olio, moltissime legna da lavoro e da<br />

costruzione ; i suoi pascoli producono eccellenti<br />

latti <strong>di</strong> bufale, che vi abbonda-<br />

no, co'quali si formano saporiti formag-<br />

gi, provature e marzoline. Nel medesimo<br />

territorio si vedono i ruderi della<br />

chiesa <strong>di</strong> s. Eleuterio vescovo dell'Illirico,<br />

ove furono rinvenute le sue venerabili<br />

ossa, trasportate nella cattedrale <strong>di</strong> Vel-<br />

letri, ed il Banco <strong>di</strong>ce che si trovarono<br />

in Tivera. Lungi 3 miglia è il castello <strong>di</strong><br />

Torrecchia, signoria del principe Bor-<br />

ghese, situato sopra un'eminenza in aria<br />

non buona, circondato da fosse, fra colli<br />

e selve, nella via che conduce a Giuliano.<br />

Vi sono avanzi <strong>di</strong> mitra castellane appar-<br />

tenenti all'antico forte e <strong>di</strong> vari torroncioi,<br />

vestigia <strong>di</strong> grotte sotterranee, ed una<br />

cisterna riempita <strong>di</strong> terra e frammenti,<br />

che doveva servire alla guarnigione mi-<br />

litare, che anticamente vi stanziava per<br />

sicurezza del luogo. Ora sonovi moderni<br />

fabbricati ad uso <strong>di</strong> granai, un casale per<br />

abitazione, e una piccola chiesuola della<br />

B. Vergine. Poco prima <strong>di</strong> salire a Tor-<br />

V EL<br />

recchia trovasi una copiosa fonte d'acqua<br />

leggera, la cui sorgente è lontana mezzo<br />

miglio, forma un laghetto e sarebbe ca-<br />

pace <strong>di</strong> far agire una macina da grano.<br />

Confina con Torrecchia l'altro lenimen-<br />

to <strong>di</strong> Torrecchiola, dal Nibby chiamato<br />

ancheCasal Ginnetti, ora de'principi Lan-<br />

cellotti.Esso è quel medesimo Castel Gin-<br />

netti, <strong>di</strong> cui parla il Piazza a p. 5i, che<br />

<strong>di</strong>ce nuova e piccola colonia <strong>di</strong> Velletri,<br />

chiamato così dal nome del suoi." fondatore<br />

il celebre car<strong>di</strong>nal Marzio Gin-<br />

netti, che sontuosamente cominciò la fab-<br />

brica della chiesa, oltre le abitazioni civili<br />

e rurali, morendo in questa sua amena<br />

villa nel 1670.I suoi ere<strong>di</strong>aveano il domi-<br />

nio temporale del luogo, e ilgiuspatronato<br />

della chiesa ,a I tempo dei Piazza con-<br />

tando 100 abitanti in incremento. Poco<br />

<strong>di</strong>stante in una vaga collina e vicino al-<br />

la Teppia eravi Tivera, Tiberia o Castel<br />

Tiberio, borgata già fiorente, e secondo<br />

Theuli già villa <strong>di</strong> Tiberio imperatore,<br />

dove riposavano le reliquie <strong>di</strong> s. Ponziano<br />

Papa, trasferite nella cattedrale <strong>di</strong><br />

Velletri. Fu posseduta da'<strong>di</strong>scendenli <strong>di</strong><br />

Onorato Caetani, e venne demolita da'<br />

corani, o <strong>di</strong>strutta da'saraceni secondo il<br />

Theuli, al presente chiamata dal volgo<br />

Cd-stellone. Di questo Caslellone ne par-<br />

la Ricchi nella Reggia de' Volscì, degli<br />

avanzi de'suoi e<strong>di</strong>lìzi antichi che ne attestano<br />

la sua vastità, ma ignora come<br />

prima si denominasse. Due miglia daTorrecchia<br />

è la tenuta <strong>di</strong> Conca della Con-<br />

gregazione car<strong>di</strong>nalizia del s. Offìzio<br />

(I 7 -), secondoNibby luogo ove surse Sa-<br />

trienni de'volsci; e 5 miglia lungi è la<br />

tenuta <strong>di</strong> Campo Morto, già Castris.Pe-<br />

tri in Formis, della Chiesa <strong>di</strong> s. Pietro<br />

in Faticano (V.), in ambedue è l'asilo<br />

pe'delinquenti. Leone XII col breve Jt<br />

inde, de' 1 5 settembre 1 826, Bull. Roz<br />

va ii<br />

cont. t. : 16, p. 474 Reintegratio privi<br />

tive juris<strong>di</strong>ctionis supremae congrega-<br />

tionis s. Jnquisitionis, super iis, quia-<br />

syli privilegium quaerunt in lati/un<strong>di</strong>o<br />

nuncupato Conca, in Agro romano


VEL<br />

E col breve Inter plura dello stesso gioì*no,<br />

loco cit. : p. 47^ Reintegrano privilegii<br />

competenti* capìtolo l citiamo primaevam<br />

exercen<strong>di</strong> juris<strong>di</strong>ctionem in<br />

causi* oriminalibus super iis quiasyli<br />

beneficium quaerunt in latifunàio nunrupiilo<br />

Castrimi s. Petri Formis, vulgo<br />

Campo Diorto. Appreudo dal Baucoche<br />

appartengono alla <strong>di</strong>ocesi Veliteina, ol-<br />

tre Cisterna, i castelli <strong>di</strong> Toi recchia, <strong>di</strong><br />

Ginnetti, <strong>di</strong> s. Pietro iu Forum in Cam-<br />

po Morto e <strong>di</strong> Castella, cou chiese e cap-<br />

pellani amovibili.<br />

.Ninfa. Annesso <strong>di</strong> Cisterna nella <strong>di</strong>o-<br />

cesi <strong>di</strong> Velletri, già illustre e antica cit-<br />

ili, onde <strong>di</strong>versi scrittori de'voUci ne ri-<br />

feriscono le notizie, ed anch'io già in più<br />

luoghi ne parlai, ezian<strong>di</strong>o per giacere alle<br />

ra<strong>di</strong>ci del monte <strong>di</strong> Norma o Norba<br />

(P .) (pianilo esisteva. Per la sua posizio-<br />

ne, Marocco lo <strong>di</strong>ce luogo deliziosissimo,<br />

pe'ruscelli chela bagnano all'intorno, per<br />

la veduta amena delle circostanti colline,<br />

e pel bel laghetto d' acqua limpi<strong>di</strong>ssima,<br />

abbondante <strong>di</strong> dotte, secondo il Contato-<br />

re. Da questo comincia il fiume Ninfeo e<br />

va placidamente al mare, e del quale e<br />

dell'omonimo antichissimo e magnifico<br />

tempio de<strong>di</strong>cato alle Ninfe, feci parola al<br />

citato articolo. Il lago era singolarmente<br />

venerato da'noi bani a motivo <strong>di</strong> due pro-<br />

<strong>di</strong>giosi fenomeni narrali da Plinio con <strong>di</strong>-<br />

rebbe nel lago Ninfeo sporgevano in fuori<br />

due ì&oklle^etleSaltuareSfquoà in symphoniae<br />

canto* aà ictus moàulantiuin<br />

fiedum moverenlur j e che inoltre eravi<br />

una sorte <strong>di</strong> selce,cr qua pro<strong>di</strong>bantjlammae<br />

, quae pluviis infitti* accenàeban-<br />

tur. Osserva il Nicolai, forse erano que-<br />

sti portenti dell'arte più che della natu-<br />

ra; e quanto al fiume, <strong>di</strong>ce che nel V se-<br />

colo, coli' Ast ura e la Teppia, concorreva<br />

a formar la Palude. Pontina (F.), cioè<br />

ad accrescerla perchè già era formata da'<br />

fiumi Auiasenoe Ufente. In<strong>di</strong> col Corra-<br />

<strong>di</strong>ui ragiona del corso del Ninfeo. Lo celebra<br />

pure il Ricchi nella Reggia de' Poi-<br />

sci, reso fjuiosu da'poeti magnificandolo<br />

VEL 85<br />

(piai ricco fonte <strong>di</strong> natura , e per le sue<br />

chiarissime acque denominato il fiume<br />

Ninfeo, avente la sua sorgente nelle ra<strong>di</strong>ci<br />

de'vicini monti <strong>di</strong> Norma, luogo ame-<br />

no per le pescagioni <strong>di</strong> trutte e riserva-<br />

te caccie, ed utile perle molte macine <strong>di</strong><br />

frumento per comodode'<strong>di</strong>ntorni. Si <strong>di</strong>s-<br />

se Giostra il castello vicino alla bocca del<br />

fiume Ninfeo, come racconta ilTheuli,ed<br />

io ne parlai nel voi. LIV,p. 201. Riporta<br />

il Marocco, il quale visitò i luoghi che va-<br />

do descrivendo, che <strong>di</strong> Ninfa esistono le<br />

vestigia delle mura castellane, formando<br />

una penisola circondata dalle acque del<br />

fiume Ninfeo , avanzi <strong>di</strong> chiese , ed una<br />

torre <strong>di</strong> forma quadrilatera circuita an-<br />

ch'essa da alte mura. Si osserva un bel<br />

giar<strong>di</strong>no con in mezzo una fonte peren-<br />

tiecui passa l'acqua dal laghetto, e vi stanno<br />

due vaghe peschiere per conservare il<br />

pesce. Inoltre contiene quel recinto vari<br />

piccoli terreni lavorativi, formati a fog-<br />

gia d'orti, e vi sono 3 mulini. Fu Ninfa<br />

città ragguardevole e popolosa, come <strong>di</strong>-<br />

mostrano le sue molte rovine e <strong>di</strong>mezza-<br />

le torri, una delle quali già altissima; il<br />

lutto scheletro compassionevole <strong>di</strong> sua<br />

antica magnificenza. Narra Ricchi, ripe-<br />

tendo il riferito da Piazza , essere argomento<br />

che Ninfa fu ampia e popolata pei*<br />

le 5 collegiate chetativi erette, arricchi-<br />

te <strong>di</strong> 24 pingui benefizi con titolo <strong>di</strong> ca-<br />

nonicali. La 1/ sotto l'invocazione <strong>di</strong> s.<br />

Maria Maggiore, uffiziata dall'arciprete e<br />

da 9 canonici. La 2/ <strong>di</strong> s. Biagio con 4<br />

canonici e un priore. La 3/ <strong>di</strong> s. Pietro<br />

con altri 4 canonicati e un priore. La 4-'<br />

<strong>di</strong> s. Salvatore con 3 chiericati e uu prio-<br />

rato, oltre la chiesa <strong>di</strong> s. Leone con uu be-<br />

neficio solo. Tutti i benefizi furono riu-<br />

niti nell'unica superstite chiesa in onore<br />

della B. Vergine, risarcita in forma rura-<br />

le, per comodo de'pochi abitanti, de' pa-<br />

stori e de'ministri delle mole. Tale riu-<br />

nione <strong>di</strong> benefizi segui cou decreto della<br />

visita apostolica falla nel 1 635 da mg.'<br />

Gio. Battista Altieri, e quando il Piazza<br />

visitò la <strong>di</strong>ocesi trovò trascurata la cine-


86 VE L<br />

sa da que'che ne godevano le prebende,<br />

perciò canonicamente rimproverati. Adunque<br />

non vi esiste che la chiesa della<br />

B. Vergine, ove si celebra la messa ne'soli<br />

dì festivi. Dell'aulico e celebre monastero<br />

benedettino fiorito supra Niinpham,<br />

denominato <strong>di</strong> s. Angelo o <strong>di</strong> s. Maria <strong>di</strong><br />

Monte Mirteto, parlerò nel paragrafo <strong>di</strong><br />

Cori. Nel casamento appartenente a'duchi<br />

Caetani signori <strong>di</strong> Ninfa, si legge una<br />

lapide pubblicata da Marocco, eretta nel<br />

i 765 al duca d. Francesco, per l'opera-<br />

to a vautaggio del paese e ivi ricordato.<br />

Crede il Nicolai che Ninfa e la suinmeutovata<br />

Tiberia siano d'origine moderna.<br />

Anche egli racconta il già da me riferito<br />

altrove, ed è questo. Mentre i longobar-<br />

<strong>di</strong> tenevano occupala quasi tutta l'Italia,<br />

il Papa s. Zaccaria nel 7^ presso il loro<br />

re Luitprando si adoperò a tutto potere<br />

per otteuere la restituzione d'alcune cit-<br />

tà d'Italia a 'greci imperatori; e colla for-<br />

za <strong>di</strong> quella eloquenza in cui tanto vale-<br />

va, si guadagnò l'animo del barbaro prìn-<br />

cipe <strong>di</strong> maniera che con giubilo univer-<br />

sale l'impero ricuperò la nobilissima cit-<br />

tà <strong>di</strong> Ravenna (J 7 .), con alcune altre dal<br />

re restituite a 'greci. Presentò inoltre il Pa-<br />

pa al re le suppliche della Pentapoli, del-<br />

l'Emilia, dell'Esarcato e pressoché <strong>di</strong> tut-<br />

ta Italia, perchè Luitpraudo volesse con-<br />

cedere a questi stati la pace , che subito<br />

gli fu accordata per 20 anni , con pro-<br />

messa speciale, eh' esso re sarebbe slato<br />

in avvenire il <strong>di</strong>fensore della Chiesa e del-<br />

le suddette provincie. Per questo grande<br />

servigio, circa l'Esarcato, reso da s. Zaccaria<br />

all'imperatore greco Costantino IV<br />

Copronimo, egli per gratitu<strong>di</strong>ne donò al<br />

Papa, o a sua richiesta, postulaverat, le<br />

due nuove città del paese Pontino Ninfa<br />

e Norba co' loro amplissimi territorii o<br />

masse. Questa donazione alla romana<br />

Chiesa l'attesta Anastasio Bibliotecario,<br />

ed anche Cencio Camerario presso il Mu-<br />

ra tori .ZacharìasPoh tifex accepit a Con-<br />

stantinoprincipe donalionemin scriplìs<br />

perpetuo jure de duabus Maisis,auac<br />

VE L<br />

Nymphas et Nonnias appellantur, quae<br />

juris pallici erant. I Papi però non ne<br />

goderono tranquillamente, né per molto<br />

tempo il possesso, poiché Astolfo <strong>di</strong>venu-<br />

to nel 749 re de'longobar<strong>di</strong>, portatosi poi<br />

all'asse<strong>di</strong>o <strong>di</strong> Roma, saccheggiando e depredando<br />

il territorio latiuo, l' impoverì<br />

stranamente. Non avendo i romani da lo-<br />

ro slessi forze da respingere tale podero-<br />

so nemico, il Papa Stefano HI non otte-<br />

nuti dall'imperatore CostantinolV i soc-<br />

corsi con replicate istanze implorati, nel<br />

7.53 ricorse in persona a Pipino re de'<br />

franchi , e colle più. efficaci maniere raccomandando<br />

alla sua pietà e valore il<br />

principato della s. Sede, e il popolo romano<br />

dalle barbarie de'nemici; il re ac-<br />

colte rispettosamente le pontificie pre-<br />

ghiere, fece passare in Italia una possen-<br />

te armata , e in poco tempo abbassò la<br />

prepotenza de' longobar<strong>di</strong> e ne punì la<br />

soperchieria,ed ampliò la Sovranità del-<br />

la s. Sede. Molestalo in seguito terri-<br />

bilmente il Papa Adriano 1 da Desiderio<br />

re de'longobar<strong>di</strong>, ricorse a Carlo Magno,<br />

il quale nel 773 sconfisse e imprigionò<br />

Desiderio e liberò d'Italia dalla schiavi-<br />

tù longobarda. In<strong>di</strong> confermò le paterne<br />

donazioni <strong>di</strong> Pipino, e I' accrebbe ancora<br />

aggiungendo al dominio pontificio la bel-<br />

lissima provincia <strong>di</strong> Campania con tu.tto<br />

il territorio Pontino , <strong>di</strong> cui già ne posse-<br />

deva buona parte come notai nel voi,<br />

LV, p. 68. Norma essendo stata onorata<br />

della sede vescovile, e n'era vescovo Gio-<br />

vanni nel 963, soffrì poi una 2. a<br />

<strong>di</strong>stru-<br />

zione , e il vescovo trasportò la sua sede<br />

alla vicina Ninfa, come afferma il Nicolai.<br />

Questi inoltre racconta, che nelle succes-<br />

sive calamità de'lempi, il patrimonio del-<br />

la s. Sede soggiacque a <strong>di</strong>verse usurpa-<br />

zioni; tra le ciltà Pontine peraltro se ne<br />

coniano alcune, le quali nel secolo XII si<br />

mantenevano religiosamente fedeli e ub-<br />

In<strong>di</strong>enti sotto il dominio del Papa. Nin-<br />

fa principalmente, che in qtiell' età avea<br />

una giuris<strong>di</strong>zione assai estesa, favoriva a<br />

tutto potere il partilo papale in prova che


1 duca<br />

VEL<br />

il Pontefice n'era patitone. Presso il Mu-<br />

ratori, Anlìq. hai. Med. aevi, t. 2, p. 1 l,<br />

esiste un insigne monumento delle tasse<br />

imposte nel principio <strong>di</strong> detto secolo da<br />

Pasquale II agli abitanti <strong>di</strong> Ninfa: Ilacc<br />

situi, (juacjiicicul Nimphesinì; fidelita-<br />

temfacere B. Petto, et Donino Pascilali<br />

Pi/pae , ejusque successoribus , quos<br />

meliores Car<strong>di</strong>nales et romani elege-<br />

rint. Jloslem et parlamenluni curii cu-<br />

ria praeeeperit. Servitinnì quod assue-<br />

ti suntfacere, et piaciutili et baunum furiant<br />

B. Peti et Papae. Quartata red-<br />

dent admensuram romani mo<strong>di</strong>ì, et conut<br />

eani usque Tiberiam vel Cis ter-<br />

nani. Glandaticum solvant infesto s.<br />

Martini ... De carico cujusque sandali<br />

solvant denarios sex. Fidantiam in unoquoque<br />

anno ... ìllolen<strong>di</strong>na, quae Papa<br />

mine tenet, duodecim quae sunt extra,<br />

et unum qtiodeit supra laeutn, quiete<br />

<strong>di</strong>miltant. Murumcivitalis deslruentsecun<strong>di</strong>nn<br />

praeceptum euriae,nec sine e-<br />

jus licen da eiini ae<strong>di</strong>jicent. Ma in bre-<br />

ve le cose cambiarono d' aspetto , e nel<br />

pontificato dello stesso Pasquale II non<br />

solo Ninfa, ma ancora Semionda e Tiferà<br />

o Tiheria, e quasi tutto il paese Pon-<br />

tino, regionali AJaritimaui, venue tolto<br />

alla s. Sede da Tolomeo conte Tuscola-<br />

uo. Alla metà dello stesso secolo XII, Pa-<br />

pa Eugenio III ricevè per composizione<br />

Terracina,Norba, Sezze ealtre città Pon-<br />

tine colla rocca <strong>di</strong> Fumone. Non molto<br />

dopo Adriano IV <strong>di</strong>ede il possesso del ca-<br />

stello d'Acqua Puzza o Putrida (<strong>di</strong> cui a<br />

Sezze enei voi. LXX.IV, p. 176) ad A<strong>di</strong>nolfo,<br />

il quale prima ribelle alla Sede<br />

apostolica, erane <strong>di</strong>venuto poi ubbi<strong>di</strong>en-<br />

lissiino. Nel 1 109 a detto Papa gli successe<br />

Alessandro 111, il qualequautuuque<br />

eletto in Roma secondo tulle le leggi ca-<br />

noniche da'car<strong>di</strong>uali, fu costretto <strong>di</strong> sot-<br />

trarsi da quella città con precipitosa fu-<br />

ga, temendo de' Colonuesi e de'faziosi, i<br />

(piali eransi uniti in lega col clero della<br />

basilica Vaticana, per seguire le parti del-<br />

l' iulruso antipapa Vittore IV detto V,<br />

VEL 87<br />

sostenuto colle armi dall'imperatore Fe-<br />

derico I. Alessandro 111 insieme colla più<br />

sana parte de' car<strong>di</strong>nali, i quali sostene-<br />

vano la legittima elezione sua, si ritirò<br />

nel paese Pontino, e in Ninfa nella vigi-<br />

lia <strong>di</strong> s. Matteo, ossia a'20 settembre del-<br />

lo stesso 1 i5g, e non altrimenti come erroneamente<br />

molti scrissero copiandosi,<br />

venne con solenne rito consagrato e co-<br />

ronato, al modo narrato al paragrafo Ci-<br />

sterna, per confutare que'non pocbi ebe<br />

asserirono ivi seguite tali sagre funzioni;<br />

dappoiché i nemici <strong>di</strong> quel magnanimo<br />

Papa , per concitargli l'o<strong>di</strong>o e l'orrore<br />

pubblico, andarono spargendo comunemente<br />

<strong>di</strong>e quelle solenni funzioni eransi<br />

celebrale alla Cisterna ci i Nerone, menzogna<br />

che avea qualche simigliami col ve-<br />

ro perchè Ninfa era assai vicina a Cister-<br />

na , pretendendo goffamente <strong>di</strong> fare reputare<br />

Alessandro III qual altro Nerone<br />

il più. fiero <strong>di</strong> tutti i tiranni. Non essendo<br />

poi il Papa ben sicuro in Ninfa, si portò<br />

a Tenaci uà, e <strong>di</strong> là passò negli stati <strong>di</strong><br />

Guglielmo I re <strong>di</strong> Sicilia, e finalmente si<br />

lifugiò iu Francia. Dipoi Federico I per<br />

ven<strong>di</strong>carsi d' Alessandro Ili che 1' avea<br />

scomunicato, <strong>di</strong>strusse Ninfa, come rac-<br />

conta il Piazza, anch' egli errando nel-<br />

l'anno in che vi si recò Alessandro III,<br />

anzi con altro fallo la <strong>di</strong>sse forse l'antica<br />

Astura, <strong>di</strong> cui riparlai ne' voi. LIV,p. 201,<br />

LXX[V, p. 276. Verso la fine dello stes-<br />

so secolo Leone Frangipani impegnò per<br />

i5o libbre il castello d' Astura a Celestino<br />

HI; il cui successore Innocenzo III comprò<br />

la 3." parte totius Castri Nympharum<br />

cimi teniinentis et pertinentiis suis<br />

ìnlus et deforis, prò quingentis triginta<br />

libris provisiiiorum, da'fralelli Filippo e<br />

Bartolomeo Lombar<strong>di</strong>, e dalla sorella Aidruda<br />

vedova <strong>di</strong> Scotti, i quali n' erano<br />

padroni. Osservai! Marini negli Archiatri,<br />

che il castello <strong>di</strong> Ninfa assai rinoma-<br />

to ue'bassi secoli, fu successivamente pos-<br />

seduto da vari padroui, i quali però sem-<br />

pre riconobbero il dominio della Chiesa<br />

romana su <strong>di</strong> esso. Nicolò 111 nel 1279


88 V E L<br />

assegnò ari nualmen te ahuoai'chiatroG io-<br />

vanni <strong>di</strong> Luca 55 lire <strong>di</strong> provesiui sopra<br />

Je ren<strong>di</strong>te del castello <strong>di</strong> Ninfa, e ne scris-<br />

se al suo podestà, consiglio e comune. Di-<br />

rocca taNinfa per l'in<strong>di</strong>cato ecci<strong>di</strong>o,in pro-<br />

gresso <strong>di</strong> tempo i suoi citta<strong>di</strong>ni passarono<br />

ad abitare in Norma, castello fabbricato<br />

<strong>di</strong> nuovo presso 1' antica Norba. Trovo<br />

in Novaes, che il castello <strong>di</strong> Ninfa appar-<br />

tenente alla camera apostolica , fu dato<br />

da Bonifacio Vili a'2 ottobre i3oo a Pie-<br />

tro Gaelani suo nipote, ed a'suoi succes-<br />

sori, per un annuo canone, e la cessione<br />

d'alcuni effetti che essi possedevano nel-<br />

I Orvietano. Tutta volta afferma Piazza,<br />

apparire dagli alti del notaio Pietro Fer-<br />

raccia, de'i5 luglio 1 337, che il castello<br />

tli Ninfa ne' volsci spettasse alla chiesa e<br />

ospedale de'pellegrini <strong>di</strong> s. Matteo (V.)<br />

in Merulana <strong>di</strong> Roma, e della quale ne<br />

rifeci cenno nel voi. LXXV , p. 65. In<br />

tempo d'Urbano VI ribellatosi Onorato<br />

Caetani conte <strong>di</strong> Fon<strong>di</strong> (F.), fautoredel-<br />

1' antipapa, fu scomunicato e privato <strong>di</strong><br />

IVinfa, Bassiano e Sermoneta, confiscan-<br />

doli e incamerandoli. In<strong>di</strong> Bonifacio IX,<br />

che gli successe nel i 389, assolse il figlio<br />

conte Giacomello e gli restituì i 3 castelli.<br />

II Nicolai a p. 1 1 3 riporta la lite de'con-<br />

fini de'territorii tra Ninfa e Sezze (P.),<br />

ed altre signorie de' Caetani, ed inoltre<br />

narra, che il suddetto Pietro Gaelani per<br />

<strong>di</strong>venir padrone del castello e del terri-<br />

torio <strong>di</strong> Ninfa, spese 200,000 fiorini d'o-<br />

ro, con istromento <strong>di</strong> comprila dell'8 set-<br />

tembreisgS. E siccome una porzione <strong>di</strong><br />

quel castello e territorio da molto tempo<br />

spettava alla camera apostolica, perchè<br />

comprata da Innocenzo III, cosi Pietro la<br />

ricevè a titolo <strong>di</strong> feudo da Bonifacio Vili<br />

neh3oo. Riferisce Marocco, che in Nin-<br />

fa si fa molta caccia <strong>di</strong> anitre selvatiche<br />

e <strong>di</strong> altri volatili, e vi si trovano utilissime<br />

erbe botaniche.<br />

Bocca Massima. Comune della <strong>di</strong>oce-<br />

si <strong>di</strong> Velletri, eoo territorio in monte, a<br />

sinistra della via che da quella città con-<br />

duce a Cori, da Velletri <strong>di</strong>stante io mi-<br />

VEL<br />

glia e da Roma 35, secondo Bauco, men-<br />

ti eNibby le accorcia, nell'Analisi de <strong>di</strong>n-<br />

torni <strong>di</strong> Roma, t. 3, p. 1 7. Essa è situata<br />

sopra un monte scosceso, ultimo contrafforte<br />

del dorso detto volgarmente mon-<br />

te Lanteria, in luogo <strong>di</strong> monte d' Artena,<br />

contrafforte anch'esso della cima del mon-<br />

te Lepino, oggi detta monte Nero. A pri»<br />

mo aspetto, <strong>di</strong>ce il Nibby, ravvisasi per<br />

la posizione d'un'anlica fortezza, la qua-<br />

le non potè essere se non quella detta dagli<br />

antichi scrittori Carventum, ed Arx<br />

CtfAWrttà/jtf.IlsullodatoDeMatthias nel<br />

suo Saggio <strong>storico</strong> <strong>di</strong> Vallecorsa, sostiene<br />

che l'Arx Carvcntana, ossia la Rocca<br />

Carventana, fosse piuttosto nel comune<br />

<strong>di</strong> Castro soggetto al governo <strong>di</strong> Val-<br />

lecorsa; e che probabilmente Castro successe<br />

all'antico Caslrimonium oppìdum<br />

F olscorum in Latio , il quale era <strong>di</strong>feso<br />

dall'^rx Carventana. Narra esistere nel'<br />

le vicinanze del territorio <strong>di</strong> Castro una<br />

collina denominata da'eastrensi Calvento,<br />

forse corruzione <strong>di</strong> Carvento, Mons<br />

Carventum. Però il Nicolai parlando <strong>di</strong><br />

Ecetra la <strong>di</strong>ce vicina a Ferentino, non la<br />

città etnica, ma Ferentino <strong>di</strong> monte Albano;<br />

ed il Nibby collocandola a Marino,<br />

la <strong>di</strong>ce succeduta alla colonia <strong>di</strong> Castrimonium,<br />

ed a pie <strong>di</strong> tal città <strong>di</strong>ce che fu<br />

\\ Ferentinum, luogo destinato all'assem-<br />

blee nazionali durante l'in<strong>di</strong>pendenza del<br />

Lazio per gli affari della confederazione.<br />

AggiungeNibby,cheSlefano,citando Dio-<br />

nisio, credette X Arx Carventana, città<br />

latina. E fabbricata Rocca Massima sulla<br />

vetta d'elevato monte, con antichi avanzi<br />

<strong>di</strong> fortificazioni militari, al <strong>di</strong>re <strong>di</strong> Bau-<br />

co, il quale soggiunge: Massima fu questa<br />

Rocca appellata, perchè ne'remoti tempi<br />

era massima in elevatezza e in fortezza. Il<br />

Piazza parlando della Rocca de' Massi-<br />

mi, la <strong>di</strong>ce posta sulla cima ben erta d'un<br />

monte circondato <strong>di</strong> selve e boschi, il più<br />

alto abitato che per avventura si trovi in<br />

tutta la Campagna, fabbricato con anti-<br />

chissimi testimoni <strong>di</strong> gelosie militari io<br />

forma <strong>di</strong> fortissima Rocca, col recinto <strong>di</strong>


V EL<br />

olle e ben munite muraglie; della declas-<br />

simi o perchè quivi si ricovrii o n'ebbe il<br />

dominio la nobilissima e mitica famiglia<br />

<strong>di</strong> queslo nome, o perchè fosse la Massima<br />

in altezza e fortezza tra' circostanti<br />

paesi. Certo è, soggiunge, che per natu-<br />

ra del sito e per Ja struttura della Rocca<br />

ella riesce sopra modo inespugnabile per<br />

qualunque assalto. Anche il Ricchi nella<br />

Reggia de' Volsci > cap. 3g: RoccaMassima<br />

} la <strong>di</strong>ce situata nella maggior sommità<br />

<strong>di</strong> erto e precipitoso monle, fra Giu-<br />

liano o Giugliano e Segni, la più. alta Rocca<br />

della Campagna de* volsci, forse me-<br />

ritando il suo titolo <strong>di</strong> Massima per la sua<br />

grande eminenza, ovvero per aver avuto<br />

il suo essere dalla nobile famiglia Mas-<br />

simo. La <strong>di</strong>chiara pure inespugnabile a<br />

qualunque assalto <strong>di</strong> guerra, per l'asprez-<br />

za e scabrosità del monte che impe<strong>di</strong>sce<br />

l'accesso in qualunque parte alle squadre<br />

nemiche, che però <strong>di</strong>cesi Arx ab arcen-<br />

do. Riesce molto forte e invincibile ezian-<br />

<strong>di</strong>o per artificio d'arte nella struttura de-<br />

gli antichi baloar<strong>di</strong> e altre fortissime inu-<br />

la, con occhi e gelosie militari da'quali<br />

viene recinta. Ha questa terra la chiesa<br />

parrocchiale de<strong>di</strong>cata a Dio, come tutte,<br />

in onore <strong>di</strong> s. Michele Arcangelo, con ar-<br />

cipretee un cappellano. Fuori del suo re-<br />

cinto poi ha altra chiesa con ospedale: il<br />

suo protettore è s. Isidoro agricoltore, e<br />

vi sono due confraternite secolari. A 'tem-<br />

pi del Piazza e del Ricchi, poco <strong>di</strong>stante<br />

dalla terra pravi il collegio de' sacerdoti<br />

dottrinari, applicati al ministero de' sa-<br />

gramenti,a promuovere l'istruzione del-<br />

la dottrina cristiana , e per sussi<strong>di</strong>o non<br />

solamente del parroco del castello, ma an-<br />

cora <strong>di</strong> que'contorni che lo richiedevano.<br />

Quella comoda casa fu dotata colle pro-<br />

prie sostanze <strong>di</strong> convenienti entrate, pel<br />

mantenimento de'sacerdoti e altri operai,<br />

dalla nobile matrona romana Massima<br />

de' Conti, virtuosa pel zelo delle anime.<br />

Leggo inoltre nel Nibby , che T. Livio<br />

racconta le gesta avvenute presso quella<br />

città o fortezza, ch'egli chiama Arx Cai-<br />

VEL 89<br />

venlana. Nel 247 <strong>di</strong> Roma i volsci occuparono<br />

l'arce Carventana, e l'esercito romano<br />

la riprese profittando d'un momen-<br />

to <strong>di</strong> negligenza <strong>di</strong> quelli che l'occupa-<br />

vano, usciti per saccheggiare; l'anno se-<br />

guente una negligenza simile per parte<br />

de'romani ne fece padroni gli equi alleati<br />

de' volsci, ne per quanto facessero onde<br />

ritoglierla i romani la poterono riavere;<br />

e nel 34g era ancora in potere degli e-<br />

qui e de' volsci collegati. Queste sono le<br />

poche notizie, che <strong>di</strong> quella rocca ci rimangono,<br />

le quali però, se non <strong>di</strong>mo-<br />

strano pienamente essere l'Arce Carven-<br />

tana nel sito <strong>di</strong> Rocca Massima, non si oppongono<br />

nemmeno a tale congettura. Im-<br />

perocché era l'Arce Carventana d'origine<br />

latina, come <strong>di</strong>mostra Dionisio citato da<br />

Stefano: era nel tempo medesimo sul li-<br />

mite <strong>di</strong> quel territorio a contatto co' vol-<br />

sci , e soggetta alle scorrerie degli equi,<br />

come mostra Livio: era finalmente cosi<br />

forte, che non si poteva prendere se non<br />

per sorpresa, e che potè resistere a due<br />

eserciti consolari, circostanze, che in Roc-<br />

ca Massima si trovano a segno che il fat-<br />

to si rinnovò nel i55y quando per sor-<br />

presa e con istratagemma militare veli-<br />

ne occupata dalle genti del duca d'Alba,<br />

nella guerra <strong>di</strong> Campagna contro Paolo<br />

IV, benché questo avea posto in istato<br />

<strong>di</strong> <strong>di</strong>fesa le provincie <strong>di</strong> Marittima e Cam-<br />

pagna; alla quale occupazione segui il de-<br />

plorabile ecci<strong>di</strong>o <strong>di</strong> Segni (f.). Racconta<br />

Bauco, che non sembra priva <strong>di</strong> fondamento<br />

1' opinione d'avere avuto Rocca<br />

Massima il suo principio da'veliterni, che<br />

per evitare la crudeltà e barbarie de'goti<br />

nel 4 IO > e quella de' vandali nel 4^><br />

furono costretti ad abbandonare la pro-<br />

pria patria, ed a rifugiarsi e nascondersi<br />

fra le balze e i <strong>di</strong>rupi de'monti più inac-<br />

cessibili , ove fortificarsi per loro <strong>di</strong>fesa.<br />

Vuole Calindri , seguendo la tra<strong>di</strong>zione<br />

de'corani, che questo castello fu fondato<br />

daQuepio Massimo da Cori, verso il 608<br />

<strong>di</strong> nostra era. Ciò sostengono i corani an-<br />

che per la coufederazioae immemorabile


f)o V E L V E L<br />

e durevole tra Cori e il vicino paese <strong>di</strong> nino, è pure conlrafforle del monte A-<br />

llocca Massima. Marocco non l'afferma, culo che separa il bacino dell'Amene <strong>di</strong>t<br />

perchè semplice tra<strong>di</strong>zione; ed il Bauco quello del TrerooTotero oggiSacco.L'ab<strong>di</strong>ce<br />

soltanto ritenerne i corani fondatore bondanza de'carpini in quelle montagne<br />

Quinzio Massimo loro concitta<strong>di</strong>no. Ri- moltiplicò la denominazione <strong>di</strong> Carpine-<br />

ferisce inoltre Dauco, che Rocca Massi- to a varie punte. Il monte Carpineto im-<br />

n»a fu già feudo della principesca casa me<strong>di</strong>atamente domina sulla riva destra<br />

Pamphilj-Doria;ed il Piazza <strong>di</strong>chiara che dell'Amene. Fra gli altri luoghi ouaoni»<br />

a suo tempo era posseduta dal duca Sai- mi vi è Carpineto <strong>di</strong> Reggio <strong>di</strong> Modena,<br />

viali, altrettanto confermando Ricchi e ove si recò s. Gregorio V II), alberi che<br />

il moderno Nibby; per ere<strong>di</strong>tà de'Salvia- ivi abbondano, e <strong>di</strong>cesi che fosse in due<br />

li essendo passata ne'principi Borghese, villaggi <strong>di</strong>viso e <strong>di</strong>stinto, e quin<strong>di</strong> insie-<br />

uno de'quali educa Salviati,a cui appar- me uniti è in tal modo generalmente<br />

iiene. Il suo territorio produce viiio, gra- chiamato. Auche Marocco <strong>di</strong>ce che il fab-<br />

uo, olio, ghianda e pascoli. bricato del castello <strong>di</strong> Carpineto siede so-<br />

Governo <strong>di</strong> Segni. pra un colle eminente in mezzo ad alti<br />

Segni (F.), città vescovile, con residea- monti , che gli formano un anfiteatrale<br />

za del vescovo e del governatore. contorno, dove saluberrimo è il clima, e<br />

Carpineto. Comune della <strong>di</strong>ocesi d'A- luogo a proposito per chi amasse un' a-<br />

(lagni e vice-governo, cou territorio in mena solitu<strong>di</strong>ne, sembrando quasi <strong>di</strong>morile,<br />

con molti e buoni fabbricati cinti sgiunto dal mon<strong>di</strong>ale consorzio. Le mon-<br />

<strong>di</strong> mura , con bel borgo, secondo il Ca- tagneda cui è circondato gli rendono <strong>di</strong>-<br />

stellano <strong>di</strong>stantei6 leghe da Roma, 6 da gnitoso ornamento per essere vestite <strong>di</strong><br />

Anagnie 3 da Segni. Lo chiama cospicuo folli castagneti e d' altre piante fruttifeborgo<br />

che da remoti tempi ha il titolo <strong>di</strong> re, avendo anche pascoli salubri, perchè<br />

ducato,egià si noverò fra'muuiti forti d'I- non ha alcun terreno paludoso, e molte<br />

talia uel me<strong>di</strong>o evo. Giace su ridente col- erbe che trovatisi sui colli olezzano soa-<br />

Jina superala all'intorno dalle più eleva- veniente, e molte sono botaniche. Conta<br />

te vette Lepine, e gode <strong>di</strong> sanissimo eli- una popolazione <strong>di</strong> oltre 34 1 6, tale cifra<br />

ina. Si vedono gl'imponenti ruderi del- registrando la Statistica deli 853; i quali<br />

l'antico castello costruito ue'bassi tempi, abitanti sono applicati a'Iavori rurali, al<br />

ove sono le carceri, elevalo su <strong>di</strong> arduo trallico ed all'arti meccaniche, ed ivi si<br />

e precipitoso macigno, e circondato <strong>di</strong> tor- esercitano le più necessarie. Il paese è <strong>di</strong><br />

regalanti mura, che deperirono per l'ab- figura quasi rettilinea, seguitando le falde<br />

baudouo dopo la cessazione dell'italiche delcolle su cui è posto. Le interne vie so-<br />

fazioui de'guelfi e ghibellini, sorgendovi no scoscese, meno quella che comincia<br />

ora la torre comunale dell' orologio pub- dall'antica porta <strong>di</strong> s. Sebastiano fino al-<br />

blico sopra una parte del maschio. La più la vaga piazza, e l'altra che dalla chiesa<br />

alta cima de'Lepini, che <strong>di</strong>cesi Semper- <strong>di</strong> s. Michele Arcangelo, antica e <strong>di</strong> sti-<br />

visa, offre uno de' più magnifici punti legotico, già abbaziale, conduce parimeli-<br />

<strong>di</strong> vista, onde abbonda il suolo italiano, te alla piazza medesima. Il fabbricato è<br />

Apprendo- da Marocco, che la derivazio- piuttosto altoe visiono buone abitazioni,<br />

ne del nome <strong>di</strong> Carpineto si pretende da Ha 4 interne chiese parrocchiali, che no-<br />

unaselva <strong>di</strong>carpani (o carpini, Carpinus minerò con Marocco. La collegiata ittsi-<br />

Betulus <strong>di</strong> Linneo, specie <strong>di</strong> frassino, il gue sotto l' invocazione de' ss. Giovanni<br />

monte Carpineto, ultimocontraffurtedel- Battista ed Evangelista, sulla detta piaz-<br />

I Arcinazzo, nella ba<strong>di</strong>a <strong>di</strong> Subiaco, puu- za situata, eretta uel 1770 al <strong>di</strong>re <strong>di</strong> Ca-<br />

lo culminante <strong>di</strong> quella caleuadell'Apea- lindri, e perciò <strong>di</strong> moderna e ben inlesa


VEL<br />

costruzione, con suo capitolo « la <strong>di</strong>gni-<br />

tà del preposto. L'arciprettira <strong>di</strong> s. Gio-<br />

vanni. La chiesa <strong>di</strong> s. Nicola <strong>di</strong> Bari , e<br />

quella <strong>di</strong> s. Giacomo apostolo, ambedue<br />

col titolo abbaziale. Nel i 749 io cm s ><br />

pubblicò l' Istoria della cattedrale d' Anagni<br />

<strong>di</strong> De Magistris , le 4 chiese par-<br />

rocchiali erano l'arcipretile <strong>di</strong> s. Giovanni<br />

Evangelista, e le 3 abbaziali <strong>di</strong> s. Ma-<br />

ria Maggiore, <strong>di</strong> s. Angelo, e <strong>di</strong> s. Nico-<br />

la vescovo. Vi sono anche due conventi<br />

siibiu bani colle loro chiese. Uno è quel-<br />

lo <strong>di</strong> s. Agostino protettore del luogo, lun-<br />

gi mi 4-° <strong>di</strong> miglio da Carpineto, degli a-<br />

gostiniani che nelle vicende politiche de'<br />

primi anni del secolo coi lente doverono<br />

lasciare, e poi vi tornarono in minor nu-<br />

mero. La vetustissima chiesa è <strong>di</strong> gotica<br />

architettura, e<strong>di</strong>ficala con massi quadrati<br />

neh 35odafr. Gregorio Sii vestii del medesimo<br />

luogo, e coperta d'un tetto che<br />

ricorda quello mirabile della basilica O-<br />

stiense eonsumatodallefiamme nel 1 823.<br />

I <strong>di</strong>pinti della tribuna fauno fede cuine<br />

la chiesa e l'annesso ampio convento ap-<br />

partenessero all'oi<strong>di</strong> ne de'templari. L'in-<br />

gresso è magnifico <strong>di</strong> prospetto a Carpineto,<br />

fiancheggiato da due leoni. Sopra<br />

l'arco è la B. Vergine avente a' lati i ss.<br />

Paolo i.° eremita e Antonio abbate; e più<br />

sotto i simboli de' 4 Evangelisti, in mez-<br />

zo a'quali è collocato l'Agnello pasqua-<br />

le. L'altro convento è <strong>di</strong>stante da Carpi-<br />

neto dopo brevissimo e ameno passeggio,<br />

ad esso pure <strong>di</strong> prospetto e situato alle<br />

falde del monte Capreo, uno de'Lepini<br />

colla vetta più. alta degli altri. Questo bel<br />

convento de'minori osservanti riformati,<br />

che vi stanziano numerosi, fu fabbrica-<br />

lo colla chiesa dalla munificenza del car-<br />

<strong>di</strong>nal Pietro Aldobran<strong>di</strong>no come accen-<br />

nai nel voi. XXV 11, p.i58, con annesso<br />

palazzo abitato dal car<strong>di</strong>nale ne'tempi <strong>di</strong><br />

<strong>di</strong>porta 11 Ricchi celebra il fioritissimo<br />

stu<strong>di</strong>o che nel convento vi tenevano i re-<br />

ligiosi, nelle filosofiche e teologiche <strong>di</strong>sci-<br />

pline. 1 contigui orti, i prati e la macchia<br />

souo ciuli da mura, essendo tutto il lab-<br />

VEL D i<br />

bricato <strong>di</strong>gnitoso e vasto, degno del ma-<br />

gnifico nipote <strong>di</strong> Clemente Vili. 11 chiostro<br />

perfettamente quadrato ha nel mez-<br />

zo la cisterna, e al <strong>di</strong> sopra da due parti<br />

vedesi una loggia graziosissiraa collo stemma<br />

marmoreo del car<strong>di</strong>nale. Sul fronto-<br />

ne dell' ingresso principale della chiesa<br />

ammirasi il busto marmoreo d'eccellen-<br />

te scalpello <strong>di</strong> s. Pietro apostolo, a cui è<br />

sagra, dono del medesimo porporato. Vi<br />

sono buoni quadri, e quello <strong>di</strong> s. Fran-<br />

cesco che riceve le s. Stimmate, alla sini-<br />

stra della cappella del ss. Crocefisso , è<br />

stupendo lavoro <strong>di</strong> classico pennelIo:grau-<br />

<strong>di</strong>osa è la sagrestia. Antica è l'altra chie-<br />

sa suburbana <strong>di</strong> s. Maria del Popolo, presso<br />

la quale era 1* ospedale de' poveri. La<br />

sua fronte è gotica, con bell'atrio, <strong>di</strong> cui<br />

due pilastri si vedono ornati <strong>di</strong> due teste<br />

<strong>di</strong> cavallo, e sulla stessa facciata vi sono<br />

varie croci <strong>di</strong> pietra. L' ingresso è mar-<br />

moreo,abbellito<strong>di</strong> bassorilievi a fogliami,<br />

colla ss. Vergine sedente sopra <strong>di</strong> esso <strong>di</strong><br />

bel lavoro, essendo l'occhialone formato<br />

con molta maestria <strong>di</strong> scalpello d'un so-<br />

lo pezzo. Nell'interno è rimarchevole l'al-<br />

tare <strong>di</strong> s. Rocco con due Angeli laterali e<br />

la B. Vergine sedente in alto; a' fianchi<br />

dell' altare si vedono i ss. Pietro e Paolo,<br />

e più sotto s. Bartolomeo e s. Simone.<br />

La pietra che forma l'altare e i bassori-<br />

lievi, è delle vicine cave <strong>di</strong> Carpineto. Al-<br />

le falde del paese è la chiesa <strong>di</strong> s. Miche-<br />

le Arcangelo de'confrati della Morte, ove<br />

s' ammira la Crocefissione <strong>di</strong> Giulio Romano,<br />

e si rimarca la tomba del celebre<br />

Lorenzo Porta dottissimo (non però ar-<br />

chiatro pon lificio, come vuole Castellano,<br />

non trovandolo tra' me<strong>di</strong>ci archiatri nel<br />

Marini), riportandone l'onorifica e pro-<br />

lissa iscrizione Marocco, insieme alle la-<br />

pidarie <strong>di</strong> Carpineto, due delle quali con<br />

morali sentimenti nel <strong>di</strong>aletto del paese.<br />

Esistono pubbliche scuole che insegnano<br />

da'primi ru<strong>di</strong>menti giammai icaii sino al-<br />

la rettorica, e per le fanciulle vi sono le<br />

maestre pie. Manca Carpineto d' acque<br />

perenni neh' interno , e delle piovane si


9*<br />

VE L<br />

servono i popolani , ma due pubbliche<br />

limpi<strong>di</strong>ssime fonti trovatisi però a poea<br />

<strong>di</strong>stanza, una cioè vicino alla chiesa della<br />

t>. Annunziata, l'altra <strong>di</strong>etro la chiesa <strong>di</strong><br />

s. Sebastiano che viene detta ilfonte <strong>di</strong><br />

Pandolfo. Il Ricchi, il De Magistris e il<br />

Calindri parlano dell'origine <strong>di</strong> Carpine-<br />

to.Secorulo l'autore dell' Aquila volante,<br />

lib. 2, cap. 6g, fu fabbricata da Carpeto<br />

Silvio re de'latini, figlio del re Capys <strong>di</strong>-<br />

scendente d'Enea che fondò Capua, e fra-<br />

tello <strong>di</strong> Tiberino che s'annegò nel (ìume<br />

Albulaegli <strong>di</strong>e il nome <strong>di</strong> ZeveTUj per cui<br />

credesiciò avvenuto g23 anni prima del-<br />

l'era nostra. Altri opinano che Carpine-<br />

to sia derivato da alcuni pastori che tenevano<br />

il gregge fra' molti carpini <strong>di</strong> cui<br />

sono ricoperti i suoi monti, opinione ri-<br />

ferita come I' altra da Calindri, il quale<br />

aggiunge, formarsi il suo stemma comu-<br />

nale da 3 Carpini. Dice ancora che fu <strong>di</strong>-<br />

strutta da'romani dopo 3oo anni <strong>di</strong> con*<br />

tinnii guerra fatta da'popoli ch'erano iu<br />

Carpineto; e che nel i (ìlio sotto Alessan-<br />

dro VII deperì quasi intera la popolazio-<br />

ne, epoca che forse devesi anticipare al<br />

i656. Fu posseduto qua! feudo nobile,<br />

dopo la camera apostolica, da vari signo-<br />

ri, prima da'Caetaui, poi da'Conti, a'quali<br />

nel 1428 lo confermò Martino V, e Ca-<br />

millo Conti n'era duca nella metà del se-<br />

colo XVII, come notai nel voi. XVII, p.<br />

74 e 7^. Tuttavolta leggo nelle Memorie<br />

Colonnesi del cav. Coppi, che Martino<br />

V Colonna nel <strong>di</strong>videre tra'suoi paren-<br />

ti nel 1427 i beni, attribuì ad Antonio il<br />

<strong>di</strong>ritto su Carpineto. Dipoi fu ducato de-<br />

gli Aldobrandmi , in<strong>di</strong> de' Pamphilj, ed<br />

ora de' principi Borghese Aldobran<strong>di</strong>ni,<br />

gli stemmi de'quali si vedono sparsi nel<br />

paese. Marocco <strong>di</strong>ce che fu feudo anche<br />

de'Caraffa, e Calindri notò che il suo duca<br />

nel 1750 donò a Benedetto XI V uno<br />

storione <strong>di</strong> libbre 55o preso ne'nostri ma-<br />

ri. 11 Ricchi nella Reggia de' Voh ci trat-<br />

ta uel cap. 9: De'soggetti illustri, <strong>di</strong> Car-<br />

pineto, con breve descrizione della tèrra.<br />

Francesco Leopar<strong>di</strong> fu iutimo familiare<br />

V EL<br />

d'Alessandro VII, e decorò l'aula conci-<br />

storiale, non però avvocato concistoriale,<br />

non trovandolo nel Syllabum Advoca-<br />

tortini s. Consistoriideì Cartari; può dar-<br />

si non<strong>di</strong>meno che lo fosse dopo pubblica-<br />

ta l'opera, stampata uel 1 656 e de<strong>di</strong>cata<br />

a detto Papa. Sebastiano Leopar<strong>di</strong> arci<strong>di</strong>acono<br />

<strong>di</strong> Sezze e poi vescovo <strong>di</strong> Vena-<br />

fio. Alessandro Porcari eccellente fisico<br />

ed egregio poeta; pubblicò nel i638 in<br />

Napoli un' opera poetica iu lode del car-<br />

<strong>di</strong>nal Ippolito Aldobran<strong>di</strong>ni , al quale il<br />

Ricchi attribuisce la biblioteca <strong>di</strong> Carpi-<br />

neto, e l'erezione del convento e chiesa <strong>di</strong><br />

s. Pietro. Fr. Angelo Seneca 1." custode<br />

ueli6i8 della riforma romana de'aiino-<br />

ri osservanti, de'quali era stato ministro<br />

provinciale e procuratore generale, poi<br />

defiuitore generale. Fr. Giacomo da Car-<br />

pineto de'riformati, celebre pre<strong>di</strong>catore e<br />

teologo i nsigne.profondo eru<strong>di</strong>to come <strong>di</strong>-<br />

mostrò nel suo poema epitalamico stam-<br />

pato neh 638. Altri religiosi riformali il-<br />

lustri furono gli Automi, i Gabrielli, i Leo-<br />

ni, i Baldassari, i Paoli, i Giacomi. Fra i<br />

pro<strong>di</strong> militari si <strong>di</strong>stinsero FrancescoCon-<br />

li colonnello de' veneziani nella guerra <strong>di</strong><br />

Cm<strong>di</strong>a; il nipote Alessandro Conti al ser-<br />

vizio della stessa repubblica nella guerra<br />

<strong>di</strong> Godìi; <strong>di</strong> essa inoltre fu capitano e in-<br />

gegnere in Levante Pietro Paolo Briganti<br />

de Conti parente de'precedenti. Aggiungerò<br />

che Marocco celebra Antonio Gozzi<br />

protome<strong>di</strong>co nel 1570 e archiatro pon-<br />

tifìcio, ma il Marini non lo noverò tra gli<br />

Archiatri pontificii. Il Calindri <strong>di</strong>ce che<br />

Carpineto ha dato i natali a molti insigni<br />

uomini d'ogni scienza, e ad un Pecci ve-<br />

scovo <strong>di</strong> Segni, ma nella serie che formai<br />

<strong>di</strong> que' vescovi non lo trovai. Bensì è de-<br />

gnissimo arcivescovo vescovo della nobi-<br />

lissima città <strong>di</strong> Perugia, il car<strong>di</strong>nal Gioac-<br />

chino Pecci <strong>di</strong> Carpineto del titolo <strong>di</strong> s.<br />

Grisogono (del quale, e del possesso che<br />

vi prese il car<strong>di</strong>nale, riparlai nel voi.<br />

LXXX, p. 322), elevato alla s. porpora<br />

a' 19 <strong>di</strong>cembre 1 853 dal Papa regnante.<br />

Riporta il u.° 8 del Giornale <strong>di</strong> Roma del


VE L<br />

18T4. <strong>di</strong>e il comune <strong>di</strong> Carpi lieto lieto<br />

della gloria che gli derivò per l'esaltazione<br />

dell'illustre e tanto benemerito concitta<strong>di</strong>no,<br />

già arcivescovo <strong>di</strong> Dannata e nun-<br />

zio apostolico <strong>di</strong> Brusselles, inviò al Pa-<br />

pa un'apposita deputazione composta <strong>di</strong><br />

parte del capitolo e del municipio , per<br />

significargli i sentimenti <strong>di</strong> riconoscenza.<br />

E nel n.°i45 riferisce un articolo <strong>di</strong> Car-<br />

pineta, ove è descritto come il comune a'<br />

i3 ei4 giugno, per dare all'illustre con-<br />

citta<strong>di</strong>no un solenne attestato della gioia<br />

provata nel <strong>di</strong> lui innalzamento alla s.<br />

porpora, da tutti gli abitanti messo tut-<br />

to a festa il maggior tempio, sulla porta<br />

collocò l'iscrizione che riporta. I vescovi<br />

d' Anagni e <strong>di</strong> Segni amarono prendervi<br />

parte alle sagre funzioni che si celebra-<br />

rono. 1 poveri ebbero larghi soccorsi da'<br />

nobili fratelli del car<strong>di</strong>nal Pecci e dal municipio,<br />

il quale volle pure conferire due<br />

doti a zitelle bisognose. Tutto il paese poi<br />

manifestò la più sentita esultanza, ralle-<br />

grato dall'armonie della banda citta<strong>di</strong>na.<br />

Un arco trionfale, sormontato dallo slemma<br />

gentilizio del car<strong>di</strong>nale, fu eretto al-<br />

l'ingresso <strong>di</strong> Carpineta con corrisponden-<br />

te epigrafe. In ambedue le sere si fecero<br />

brillanti illuminazioni, con fuochi artifi-<br />

ciali, ed elevazione <strong>di</strong> globi 01 eostatici. I<br />

signori Pecci invitarono i vescovi, la mu-<br />

nicipalità, e altre <strong>di</strong>stinte persone ac-<br />

corse al festeggiameuto ad un serale trattenimento,<br />

in cui furono letti vari compo-<br />

nimenti analoghi alla circostanza. L' in-<br />

dustria degli abitanti merita encomio, ed<br />

il commercio <strong>di</strong> bestiame è notabile. Ol-<br />

tre il mercato settimanale del sabato, si<br />

fanno due annue fiere, lai." per la festa<br />

del protettore s.Agostino,l'altra per quel-<br />

la <strong>di</strong> S.Francesco <strong>di</strong> Asisi. Narra Ricchi,<br />

a<br />

che siccome la 1 . si solennizza per 1 5 gior-<br />

niavanti, così viene proseguita conaltiet-<br />

tanti dopo , con fiera libera dal peso <strong>di</strong><br />

qualunque dazio, giusta l'indulto <strong>di</strong> Pao-<br />

lo IV, confermato poi da Gregorio XIII.<br />

Dice Calindri che nel territorio sorgeva la<br />

citià volsca <strong>di</strong> Cuetra (dubito errata il<br />

V E L 9 3<br />

vocabolo, non conoscendola con tal no-<br />

me), e varie castella, delle quali non esi-<br />

ste orma. Negli scavi tentati si trovarono<br />

monete de'primi tempi della repubblica<br />

romana. Sulla più alta delle sue montagne<br />

vi sono i pozzi camerali della neve,<br />

e da un lato la grottta che merita <strong>di</strong> es-<br />

sere visitata, denominata da' locali For-<br />

male. Castellano la qualifica meraviglio-<br />

sa, offrendo eru<strong>di</strong>to pascolo a' naturali-<br />

sti. L' ingresso è angusto e rovinose rupi<br />

lo circondano, destando raccapriccio nel-<br />

l'entrarvi. Sembra che la natura sia sta-<br />

ta gelosa <strong>di</strong> schiudere libero varco alle<br />

sue ascose bellezze. Spazia per entro in<br />

gran<strong>di</strong> sale, sostenuteda sorprendenti vol-<br />

te, in ampi corridoi, ed i segreti della mi-<br />

neralogia vi si mettono in luce. I <strong>di</strong>ntorni<br />

sono sparsi de'i uderi dell'abbazia <strong>di</strong> Val-<br />

visciolo,e de'<strong>di</strong>strutti paesi <strong>di</strong>Collemezzo,<br />

<strong>di</strong> Pruni e <strong>di</strong> Montacuto. Il territorio produce<br />

legname <strong>di</strong> faggio, olio e grano a<br />

sufficienza; frutta, castagne e ghiande in<br />

abbondanza , granturco e vino in poca<br />

quantità, ed abbonda per tutto d'acque<br />

per abbeverare il bestiame, e per l'uso<br />

de'popolani, oltre i pascoli.<br />

Gavignano. Comune della <strong>di</strong>ocesi <strong>di</strong><br />

Segni con territorio in piano, <strong>di</strong>stante 36<br />

miglia da Roma, chiamato Gavignano <strong>di</strong><br />

Campagna, per <strong>di</strong>stinguerlo da'paesi omonimi<br />

<strong>di</strong> Bologna a <strong>di</strong> Sabina. E' situa-<br />

to presso i monti Lepini nelle vicinanze<br />

e <strong>di</strong>rimpetto a Segni, sopra un'amena<br />

collina isolata, ferace e <strong>di</strong> belle vigne e<br />

<strong>di</strong> albereti vestita, non che <strong>di</strong> ulivi, in<br />

clima temperato, come esposta a mezzodì,<br />

la cui aria è molto salubre. Le mura<br />

castellane vengono costituite dalle abita-<br />

zioni, restando chiuse da due porte. Sot-<br />

to la collina passa l'antica via Latina, <strong>di</strong><br />

cui tuttora vi è il piano stradale. Fuori<br />

porta Romana è una deliziosa passeggia-<br />

ta. Da essa si gode la pittoresca veduta <strong>di</strong><br />

circa 4° paesi, e conduce alla chiesa fuo-<br />

ri <strong>di</strong> Gavignano un 4-° <strong>di</strong> miglio, <strong>di</strong> buo-<br />

na e moderna architettura, detta il Cal-<br />

vario dal rappresentarsi nel <strong>di</strong>voto qua-


94<br />

V E L<br />

<strong>di</strong>o dell'aliare maggiore la Croeefìssione<br />

<strong>di</strong> Gesù Cristo. In questa chiesa nel 1837,<br />

e al moilo riferito dal n.° 89 del Diario<br />

dì Roma, ai'j ottobre mg. 1<br />

Luciani ve*<br />

scovo <strong>di</strong> Segni solennemente bene<strong>di</strong>sse la<br />

cappella, l'altare e l'immagine <strong>di</strong> s. Fi-<br />

lomena vergine e martire, eretta a destra<br />

della medesima dal capitanoVincenzo Ba-<br />

iocco priore del comune, per grazia rice-<br />

vuta, fra le acclamazioni e le festive <strong>di</strong>mostrazioni<br />

della popolazione, avendo<br />

Gregorio XVI concesso l'indulgenza ple-<br />

naria. In<strong>di</strong> con lodevole emulazione , il<br />

me<strong>di</strong>co romano d." Pietro Paolo Azzoc-<br />

cbi, la cui famiglia è originaria <strong>di</strong> questo<br />

luogo (il suodegno fratello mg.' Tommaso<br />

Azzoccbi cappellano segreto già <strong>di</strong><br />

Gregorio XVI e ora del Papa regnante,<br />

del quale è pure cameriere d'onore, be-<br />

neficiato Vaticano, è benemerito autore<br />

ne " a stessa<br />

chiesa eresse nel sinistro lato la cappella<br />

<strong>di</strong> s.Rosalia vergine palermitana, per es-<br />

sere stata la provincia libera dalla pesti-<br />

lenza del cholera nel 1837. Seguì la be-<br />

ne<strong>di</strong>zione della cappella, dell'altare e del<br />

quadro, come l'altro <strong>di</strong> egregio pittore,<br />

da mg. r<br />

Annoverai vescovo d'Anagni a'<br />

9.5 settembre 1840, per essere in<strong>di</strong>sposto<br />

il vescovo <strong>di</strong>ocesano, con quella straor<strong>di</strong>-<br />

naria pompa descritta dal n.83 del Dia-<br />

rio <strong>di</strong> Roma. In questa lieta circostanza,<br />

avendo l'encomialo dottore ottenuto che<br />

VE L<br />

nccetlasse la prolettoria <strong>di</strong> Gavignano il<br />

celebre car<strong>di</strong>nal Giuseppe Mezzofante,<br />

nominato da Gregorio XVI, volle pren-<br />

derne il solenne possesso a'27 ottobre nel-<br />

la sala del comune,con quelle formalità e<br />

particolari riferiti nel citato Diario. Dirò<br />

solo, che gli fu eretto un arco trionfale con<br />

iscrizione dell'aurea penna <strong>di</strong> mg. r<br />

Luca<br />

Pacifici (già Segretario delle Lettere lati-<br />

ne ,ei\ ora Segretario de' Brevi a'principi,<br />

canonico Liberiano e <strong>di</strong> presente Vatica-<br />

no), dal quale pure furono scritte le altre<br />

fatte in questa occasione. Tra'personag-<br />

gi che recaronsi a ossequiarel'illustre por-<br />

porato, nominerò mg. r<br />

<strong>di</strong> Velletri e mg. 1<br />

Lolli vice-legato<br />

Pecci delegalo <strong>di</strong> Bene-<br />

vento e ora car<strong>di</strong>nale. Luminarie, fuochi<br />

artificiali e l'elevazione <strong>di</strong> globo areosla-<br />

lico, accompagnarono l'esultanza de'gavi-<br />

gnanesi; mentre il capitan Baiocco, ch'eb-<br />

be l' onore <strong>di</strong> dare decoroso alloggio al<br />

car<strong>di</strong>nale e ad altri personaggi, celebrò<br />

l'avvenimento con accademia, e <strong>di</strong>spensò<br />

limosinea'poveri. Inoltre il car<strong>di</strong>nale vol-<br />

le onorare la cappella domestica del zelantissimo<br />

ed encomiato arciprete d. Do-<br />

menico Gorga Cenciarelli, con recarsi a<br />

celebrarvi 3 volle la messa. I patroni <strong>di</strong><br />

dette cappelle Baiocchi e Azzocchi otten-<br />

nerol'erezionedella confraternita delle ss.<br />

Rosalia eFilomena,e pel 1. "volle ascriversi<br />

tra' fratelli l'esimioporporato. Nel piano<br />

verso il nord e precisamente sulla via La-<br />

tina, sopra i ruderi d'una villa degli antichi<br />

romani e forse <strong>di</strong> Pompeo Magno,<br />

esiste un convento con chiesa <strong>di</strong> sempli-<br />

ce <strong>di</strong>segno delta <strong>di</strong> Rossilli, ove è in gran<br />

venerazione una <strong>di</strong>votae antichissima immagine<br />

dellaB.Vergine;e siccome qui vi fu<br />

già un'abbazia <strong>di</strong> monaci basiliani <strong>di</strong>Grotta<br />

ferrata, essi anni ad<strong>di</strong>etro ne doman-<br />

darono l'effigie incisa, accorrendovi a in-<br />

vocarne il patrocinio ezian<strong>di</strong>o da lontani<br />

paesi, ed i gavignanesi vi ricorrono in lat-<br />

ti i loro bisogni e con pubbliche proces-<br />

sioni. I monaci <strong>di</strong> Rossilli possedevano<br />

l'istoria mss. <strong>di</strong> Gavignano, roa per le vi-<br />

cende politiche alcun secolo ad<strong>di</strong>etro ab-


V E L V E L 9 5<br />

bandonando il monastero e ritirandosi in so o favore de* primogeniti <strong>di</strong> sua fami-<br />

quello celebre <strong>di</strong> Fai fa, onde pare che glia della signoria <strong>di</strong> l'ahnontone e Ri-<br />

fossero benedettini, si vuole che seco por- tri feu<strong>di</strong>, e vi comprese Gabiniano ossia<br />

tasserò tale scritto <strong>storico</strong> e lo deposilas- Gavignano. Tra' suoi legati, or<strong>di</strong>nò che<br />

sero in quel prezioso archivio, ove si ere- si fondasse un monastero <strong>di</strong> monache in<br />

de esistere. Il monastero da' Papi fu <strong>di</strong>- Valmontone, suo principale feudo , <strong>di</strong>-<br />

chiarato commenda ahbaziale, e da loro sponendo. Reliquit tria ìivllìa Jloreno-<br />

conferita a vari car<strong>di</strong>nali , gli ultimi de' rum due. expendenda infabnca,ete<strong>di</strong>quali<br />

furono i car<strong>di</strong>nali Borgia e Fonta- ficiismonaslerii,quodappellari manda-<br />

Da. In<strong>di</strong> Ui unita alla mensa vescovile <strong>di</strong> vitmonaslerium s. Crucis, quo<strong>di</strong>pse. Do-<br />

Segni. Le altre chiese <strong>di</strong> Ga vignano sono, minns caepit construere in eastro Valle-<br />

La chiesa parrocchiale de<strong>di</strong>cata a s. Ma- montonis , et compicci mandavit in ho-<br />

ria Assunta in cielo, <strong>di</strong> moderna costru- norem, elreverentiam s. Crucis prò fo-<br />

llone, al <strong>di</strong>re <strong>di</strong> Marocco; essa è elegan- Iute animae snae et reme<strong>di</strong>opecca tornili<br />

te, con buon organo, e ben fornita <strong>di</strong> sa- suorum. Itera reliquit ipsi monasferio<br />

gre suppellettili: bello è l'altare inaggio- prò vita, et alinìentis quatuor domina-<br />

re lutto <strong>di</strong> marmi, come la balaustrata, rum,duarum serventiwn,et unius sacer-<br />

con ornamenti <strong>di</strong> metallo dorali. La cine- dotis fructus sui manualis, de quo ipse<br />

sa <strong>di</strong> s. Hocco, patrono principale <strong>di</strong> Ga- testator'vivebat tempore, quo praesen*<br />

vignano , in cui si venera la miracolosa con<strong>di</strong><strong>di</strong>l testamentum, quousque per iimmagine<br />

della Madonna delle Grazie, <strong>di</strong> psum ci. Adynulphum possessione^ congrande<br />

<strong>di</strong>vozione anche de'convicini pae- decentes emantur de propria pecunia <strong>di</strong>-<br />

si. Di s. Tommaso apostolo. Di s. Maria cti d. Adynulphi extra ejus dominiuni<br />

del Carmine, giuspadronato de'Trajelli- ad opus, et utilitalem <strong>di</strong>rli monasteri*<br />

Paggi. Gavignano U\ già feudo possedu- vivere possintcommode.l\\spe\\.oa\\ah\ìlo<br />

da vari signori. Leggo nelle Memorie brica summentovata, Papa Nicolò IV ad<br />

Colonnesi del cav. Coppi. Di tale fami- istanza del nominalo A<strong>di</strong>nolfo Conti li-<br />

glia celebratissimae potente, nel i 171 fio- glio <strong>di</strong> Giovanni, concesse monasteriuni<br />

ri uu Giordano signore<strong>di</strong> Gavignano, na- de Hoscillis or<strong>di</strong>nis s. Bene<strong>di</strong>cli Segnili.<br />

to da un Tolomeo conte del Tuscolo: fi- <strong>di</strong>oec, comechè adeo in spiritualibus.et<br />

gli <strong>di</strong> Giordano furono Giovanni e To- temporalibus collapsum , quod nonnisi<br />

lomeo, che venderono a Papa Lucio 111 duo in eo monaci reinanserunt,el veriun<br />

casale del territorio <strong>di</strong> Lariano. Di similiter non praesumitur, quod mona-<br />

lullociò e con qualche variante ne feci sterilirli ipsum in suo possit or<strong>di</strong>ne' salu-<br />

cenno nel voi. XXV 11, p. 199, e notando briter reformari, onde il medesimo fosse<br />

ancora che da questo 2. ramo de'conli sostituito a quello che A<strong>di</strong>nolfo era in oh-<br />

Tusculanie da detto signore <strong>di</strong> Gavigna- bligo <strong>di</strong> fabbricar <strong>di</strong> nuovo per adempieno<br />

potè derivare lo stipite iW Conti (F.) re al pio legato del padre. Trovo altresì<br />

<strong>di</strong> Segni, celebre e potente famiglia. Nel nel Coppi, che Giulio Colonna, unito al<br />

declinardel secolo XII vivevano Giovali- genero Napoleone Orsini e Giambattista<br />

ni, Tolomeo, Giordano e Andrea , tulli Conti, malconlenlidel governo <strong>di</strong>Clemen-<br />

Colonnesi figli <strong>di</strong> Giordano signore <strong>di</strong> Ga- te VII, verso il 1 53o occuparono Carpi-<br />

vignano. Quanloalla signoria de'Conli su neto, Gavignano, Torricella e altre terre<br />

Gavignano, narra il Ratti, Della fami- convicine. Sembra dunque che a quell'e-<br />

glia Sforza, t. 1, p. 234> che Giovanni poca Gavignano appartenesse alla carne-<br />

Conti nipote <strong>di</strong> Riccardo Conti fratello<strong>di</strong> ra apostolica. In seguito Gavignano <strong>di</strong>-<br />

Papa Innocenzo IH, con suo testamento venne feudo de' principi Pamphilj, da'<br />

del 1287 istituì il perpetuo fìdeicomiuis- quali passò a' priucipi Borghese Aldo-


c)6 V E L<br />

bion<strong>di</strong>ni. Riporta il u.° <strong>di</strong>ce che la città o castello<br />

<strong>di</strong> Sacriporto esisteva vicino a Segni , e<br />

forse colle sue rovine si fabbricò Gavi-<br />

gnano. In Sacriporto seguì la sanguinosa<br />

battaglia tra Siila e il console Mario il<br />

giovaue figlio del famoso console <strong>di</strong> tal<br />

nome, incaricato dal senato<strong>di</strong> combatterlo<br />

, e vi morirono 25,ooo soldati <strong>di</strong> Ma-<br />

rio. Il Ricchi nella Reggia de Volsci trat-<br />

ta al cap. 22 <strong>di</strong> Sacriporto, ed a neh 'egli<br />

ritiene che dalle sue non ignobili rovine<br />

fosse e<strong>di</strong>ficata la terra <strong>di</strong>Gavignano,dopo<br />

essere rimasta <strong>di</strong>strutta interamente nel-<br />

le guerre civili. Afferma eh' era vicina a<br />

Segni, e racconta la memorata mici<strong>di</strong>ale<br />

battaglia. Però il Pettini nelle Memorie<br />

Prenestine narra a p. 34, che Sacriporto<br />

era <strong>di</strong>stante da Palestriua circa 7 mi-<br />

glia , e che nella pianura <strong>di</strong> Pimpinara i<br />

due eserciti si trovarono a fronte. Disfatto<br />

Mario si ritirò io Palestriua, e Pompeo<br />

Magno luogotenente <strong>di</strong> Siila impedì al-<br />

l'altro console Carbone <strong>di</strong> soccorrerlo; in<strong>di</strong><br />

seguì l'ecci<strong>di</strong>o <strong>di</strong> Palestriua. Il Nibby<br />

nell' illustrare Sacriportus, luogo <strong>di</strong>ve-<br />

nuto famoso per la rotta data da Siila<br />

all'esercito composto <strong>di</strong> romani e <strong>di</strong> san-<br />

niti del giovane Mario, e per le sue gravi<br />

e funeste conseguenze, sostiene che era<br />

dov' è la pianura <strong>di</strong> Pimpinara , ed ivi<br />

presero parte alla battaglia circa 1 5o,ooo<br />

uomini, battaglia tenuta come 1' ultimo<br />

crollo dato alla fazione <strong>di</strong> Mario. Dopo<br />

quell'avvenimento Sacriporto non viene<br />

più ricordato, e rimane sempre dubbio,<br />

se debba riguardarsi come un vico , un<br />

borgo, ovvero semplicemente una contra-<br />

da. Conclude Nibby, che dopo Pimpina


VEL<br />

rn si lin la pianura <strong>di</strong> Sacriporto, e la <strong>di</strong>-<br />

ce lungi da Roma 3o miglia, 9 da Palestina<br />

e 4 da Valmontone, a sinistra delia<br />

via Latina. Ne'bassi tempi <strong>di</strong>venne Ca-<br />

strimi Fluminaria, <strong>di</strong> cui il volgo ben<br />

presto fece Plumbinaria e da Plumbinaria<br />

derivò il nome <strong>di</strong> Pimpinara. In una<br />

bolla <strong>di</strong> Lucio III del 1 18 1 si legge: In Castro<br />

Plumbinariae Ecclesia s. Mariac,<br />

Ecclesia s. Ànastasii, Ecclesia s. Nicolai,<br />

inonasteriiiin s. Ceciliae etc. Questo<br />

monastero però è molto più antico, per-<br />

chè in esso si ritirò nel r o5i, e fini <strong>di</strong> vi-<br />

vere Ottone abbate <strong>di</strong> Subiaco, il quale<br />

per evitare la giustizia <strong>di</strong> s. Leone IX,<br />

quando si portò a Subiaco, da questo era<br />

fuggito alla vicina Trevi, ne fu cacciato<br />

dagli abitanti, per cui passò nel monaste-<br />

ro <strong>di</strong> s. Cecilia e vi rimase sepoIto.DiPInmbinara<br />

riparlerò nel paragrafo Valmonto-<br />

ne, per essere con essa <strong>di</strong>venuto signoria<br />

de' Conti (F.). Abbandonato il Castrimi<br />

da più <strong>di</strong> 3 secoli, il teuimento è proprie-<br />

tà de' Doria-Pamphilj. I gavignanesi an-<br />

cora ricordano con <strong>di</strong>vozione la missione<br />

nella loro terra cominciata dal b. LeonardodaPortoMaurizio<br />

a'28<strong>di</strong>cembrei y33<br />

e terminata a'6 del segUentegennaio. Riu-<br />

scì ubertosa <strong>di</strong> gran frutto, e si fecero due<br />

processioni <strong>di</strong> penitenza, nella t* andandosi<br />

alla chiesa <strong>di</strong>Rossilli coli'abhale com-<br />

mendatario mg. r<br />

Marcello Crescenzi poi<br />

car<strong>di</strong>nale, che vestito <strong>di</strong> sacco si <strong>di</strong>sciplinò<br />

per lutto il corso della processione con<br />

somma e<strong>di</strong>ficazione d'ognuno. Nella chie-<br />

sa fece il b. Leonardo una pre<strong>di</strong>ca e vi e-<br />

resse la Via Crucis, e fu lai 52.° delle da<br />

lui erette. Ritornato a Gaviguano ,<br />

com-<br />

partì la bene<strong>di</strong>zione papale sulla piazza.<br />

La (amiglia Nar<strong>di</strong> benefattrice de'religio-<br />

si riformali francescani, tiene a pio van-<br />

to l'avere ospitato il b. Leonardo. Il cho-<br />

Jera tornò ad affliggere lo stato pontificio<br />

nel 1 854 e nel 1 855, ma per l'iotercessio-<br />

Me della Madonna delle Grazie ne fu preservata<br />

Gavignano, per cui in ren<strong>di</strong>men-<br />

to <strong>di</strong> grazie solennizzò una gran festa nel<br />

l'ottobre i855, descritta a p. 1000 del<br />

VOI. LXXXiX.<br />

VEL 97<br />

Giornale <strong>di</strong> Roma, pontificandovi il suo<br />

vescovo <strong>di</strong> Segni mg. r<br />

Ricci. Vi ebbero<br />

pur luogo luminarie e fuochi d'artifizio,<br />

e sceltissime musiche nelle sagre funzio-<br />

ni e nella sala del marchese Traielto con<br />

accademia vocale e strumentale. Gavignano<br />

si pregia de'seguenti uomini illu-<br />

stri. Gio. Rallista Cenciarelli legale rino-<br />

matissimo , e u<strong>di</strong>tore generale <strong>di</strong> tutti i<br />

feu<strong>di</strong> della principesca casa Pamphilj.<br />

L'avv. d. Gaetano Sciarra fu celebre giu-<br />

reconsulto per le sue auree scritture.<br />

L' aw. d. Domenico Nar<strong>di</strong> fu giurecon-<br />

sulto che col suo merito fece molta fortu-<br />

na. Il d. r<br />

Alessandro Volpicelli me<strong>di</strong>co <strong>di</strong><br />

collegio e forse professore nell'università<br />

romana. 11 d. r<br />

Ulderico Azzocchi me<strong>di</strong>co<br />

primario nell' ospizio apostolico <strong>di</strong> s. Michele,<br />

e padre de'sullodati mg. r<br />

Tomma-<br />

so e d. r<br />

Pietro Paolo. Il d. r<br />

Luigi Sciarra<br />

me<strong>di</strong>co <strong>di</strong> sommo cre<strong>di</strong>to. Il capitanFrancesco<br />

Raiocchi assai solerte nella merca-<br />

tura <strong>di</strong> campagna , e rinomato iu tutta<br />

la provincia specialmente per essere sta-<br />

to provve<strong>di</strong>tore dell' annona <strong>di</strong> Roma e<br />

dell'abbondanza <strong>di</strong> Velletri , per cui te-<br />

neva in <strong>di</strong>versi punti della provincia a<br />

suo carico parecchi granai. 11 marchese<br />

Leonardo Traielto, dopo aver occupato<br />

varie cariche onorifiche, fu eletto mem-<br />

bro del corpo legislativo in Parigi. Il pre-<br />

lato mg. r<br />

Giuseppe de'marchesi Traielto<br />

fu vice legato neUe Romagne, e funse altre<br />

cariche in Roma. Nel n.° 3o del Dia-<br />

rio <strong>di</strong> Roma del 1 83 1 si legge la necrolo-<br />

gia del valoroso militare Giambattista Az-<br />

zocchi Salvi, il quale entrò per genio nel-<br />

l'esercito inglese, e da semplice soldato'<br />

per le prodezze operate in Italia, in Fran-<br />

cia, in Egitto giunse al grado <strong>di</strong> tenente<br />

de' granatieri sotto lord Rentinek. Nel<br />

18 16 col grado medesimo ammesso nel-<br />

le truppe pontificie, <strong>di</strong>venne i.° tenente<br />

della 1/ compagnia de'cacciatori. Alla pe-<br />

rizia militare congiunse la fedeltà e sin-<br />

golar fortezza. 11 sacerdote d. Giuseppe<br />

Marcelli a pieni voli fu ammesso tra'con-<br />

tori pontifìcii, e siccome peritissimo nel-<br />

7


98<br />

VEC<br />

la musica <strong>ecclesiastica</strong> e dotato dalla na-<br />

tura <strong>di</strong> bellissima, sonora e robustissima<br />

voce da tenore, per l'estensione <strong>di</strong> essa ne'<br />

35 anni che appartenne con generale<br />

plauso e straor<strong>di</strong>nario impegno a quel-<br />

l'insigne collegio, fu contrastato da'can-<br />

tori contralti, i quali ambivano averlo fra<br />

loro. Per 3o anni e con improba fatica<br />

cantò il Passio nella gran cappella pon-<br />

tificia e nella vastissima basilica Vatica-<br />

na, ammirato anco dagli stranieri pel sin-<br />

golare corpo <strong>di</strong> voce uniformemente so-<br />

stenuta dal principio al fine. Morì in Roma<br />

nel 1 852 troppo presto d'anni 66 nel-<br />

la casa <strong>di</strong> s. Agnese al foro Agonale, e in<br />

quella splen<strong>di</strong>da chiesa gli furono celebra-<br />

ti i solenni funerali, colle onorificenze pro-<br />

prie de Cantori della Cappella pontifi-<br />

eia; in<strong>di</strong> fu sepolto nella magnifica chie-<br />

sa <strong>di</strong> s. Maria in Vallicella per cura del-<br />

l'egregio sacerdote nipote, il quale ha comune<br />

con esso il nome e il cognome. Que-<br />

sti poi a sfogo <strong>di</strong> dolore e <strong>di</strong> affetto, ed in-<br />

sieme a memoria perenne delle virtù che<br />

ornarono l'illustre zio, inGavignano nel-<br />

la sala della propria casa pose il suo ri-<br />

trattosomigliantissimo,<strong>di</strong>pintoa olio con<br />

decorosa iscrizione Ialina , in cui giustamente<br />

ne celebra, oltre il valore nell'ar-<br />

te del canto sagro, la tenera pietà, la carità<br />

pel prossimo, 1' ardenlissimo amor<br />

patrio e pe'suoi parenti. Ed io che per 2<br />

auni l'intesi a cantare con ammirazione<br />

nelle funzioni pontificie, godo qui ren-<br />

dergli quest' imperituro tributo <strong>storico</strong>.<br />

Fra' viventi gavignanesi che illustrano la<br />

patria, mi piace far menzione <strong>di</strong> Venceslao<br />

figlio del sullodato capitano Baiocchi, va-<br />

lente scultore in avorio, che meritò ese-<br />

guire lavorazioni per Gregorio XVI, per<br />

l'infanta <strong>di</strong> Spagna M." Luisa Carlotta <strong>di</strong><br />

Borbone principessa <strong>di</strong> Sassonia, e per al-<br />

tri personaggi. QuandoGregorio XVI nel<br />

i843 intraprese il suo viaggio sulla via<br />

Casilina nel recarsi a Prosinone e Vel-<br />

lelrijilgavignanese Giuseppe Manni, poi<br />

priore municipale <strong>di</strong> sua patria, lo cele-<br />

brò con un sonetto stampato che gli pie-<br />

1<br />

VEL<br />

sento, avendo inventato e delineato l'ar-<br />

co trionfale eretto al Papa dal comune <strong>di</strong><br />

Lagnano, come <strong>di</strong>rò in quel paragrafo.<br />

Dice Calindri, che i principali prodotti <strong>di</strong><br />

Gavignano sono il grano, il granturco e<br />

il vino.<br />

Gorga. Comune della <strong>di</strong>ocesi d'Ana-<br />

gni, da cui è <strong>di</strong>stante 9 miglia, 6 da Carpinete<br />

4° da Roma, con territorio in<br />

monte, in colle e in piano. Giace sopra<br />

un monte <strong>di</strong> clima sanissimo, ove respi-<br />

rasi aria assai pura ed elastica, i cui 1 100<br />

abitanti Marocco li qualifica <strong>di</strong> caratte-<br />

re piuttosto dolce, applicati alla coltura<br />

e alla pastorizia. Il fabbricato è su d* u-<br />

na rupe nella sommità del monte espo-<br />

sto al mezzodì, e viene riparato dall'im-<br />

peto de' venti meri<strong>di</strong>onali dalle cime più<br />

elevate dello stesso monte, tutte vestite<br />

per lo più <strong>di</strong> faggi, tra'quali trovansi ancora<br />

l'agrifoglio e il frassino. Ha Gorga<br />

sufficienti e buone acque sorgive <strong>di</strong> vena,<br />

le quali <strong>di</strong>scendendo pel seno delle som-<br />

mità che la contornano, vanno a racco-<br />

gliersi in alcuni pozzi esistenti nelle in-<br />

terposte piccole vallate. Talee l'eccellen-<br />

za <strong>di</strong> queste acque, che alcuno dopo os-<br />

servazioni le trovò migliori <strong>di</strong> quelle <strong>di</strong><br />

Roma. Estesissima e insieme assai amena<br />

e <strong>di</strong>lettevole è la visuale <strong>di</strong> Gorga da l<br />

lato <strong>di</strong> ponente, ove quasi per un cana-<br />

le <strong>di</strong>vergente formato da due lati della<br />

montagna, la vista rapida percorre il sot-<br />

toposto vastissimo piano, racchiuso dal<br />

doppio ramo de' sub-Apennini, <strong>di</strong>scernendo<br />

nella catena de'monti a sinistra la<br />

città <strong>di</strong> Segni, Rocca Priora, la Colonna,<br />

e nella catena destra il Piglio, il Serro-<br />

ne, Paliano, Olevano, Rojate, Genazzuno<br />

e altri paesi sino a Palestrina, mentre<br />

nel mezzo alla pianura vede sorgere Gavignano,Valmontone<br />

e Lugnano, perden-<br />

dosi poi la pittoresca visuale nell'alto Soralte<br />

e ne'monti Cimini. La città d' A-<br />

nagni, Anticoli, Furaone e altri luoghi si<br />

vedono da una vicina sommità detta il<br />

Calvario perchè appunto la sua vetta formata<br />

da massi calcarei è calva e d'ogni


V EL<br />

Verdura spogliata. Gorga confina con A-<br />

nagnt, fra levante e tramontana con Vil-<br />

l;i Magna e la tenuta <strong>di</strong> Monte Longo già<br />

terra e ora <strong>di</strong>ruta affatto; con Montelanico<br />

e Carpineto, tra ponente e mezzogiorno^<br />

levante colla Sgurgola e Moro-<br />

Io. Gorga ha l'accesso per due sole porte,<br />

ed è inaccessibile in alt ri punti sì per la<br />

rupe sulla quale trovasi e<strong>di</strong>ficala, che per<br />

le mura costruite in alcuni lati all' in-<br />

torno. Le vie interne sono anguste e sco-<br />

scese, meno una <strong>di</strong> mezzo alquanto agia-<br />

ta. Ha due chiese parrocchiali, la matri-<br />

ce coll'arciprete e due beneficiati, secondo<br />

De Magistris, de<strong>di</strong>cata a s. Michele<br />

Arcangelo; l'altra è sagra a s. Maria col-<br />

l'abbate e due chierici beneficiati, al <strong>di</strong>-<br />

re <strong>di</strong> tale scrittore. Vi è pure la chiesa<br />

<strong>di</strong> s. Domenico protettore <strong>di</strong> Gorga. La<br />

chiesa più decente è quella matrice, den-<br />

tro la quale sono <strong>di</strong> buoni pennelli, il qua-<br />

dro dell' Immacolata Concezione, i freschi<br />

rappresentanti il battesimo <strong>di</strong> Ge-<br />

sù Cristo, ed il Salvatore medesimo esp<br />

resso in tavola. Non mancano le pub-<br />

bliche scuole elementari per l'istruzione<br />

de'giovanelti, e le maestre pie per quella<br />

delle donzelle, mantenute dalla principe-<br />

sca famiglia Dori'a -Pam pihilj signora del<br />

luogo. Riferisce De Magistris ne\Y Istoria<br />

della città e s. Basilica cattedrale éCAnagni<br />

e delle cose più ragguardevoli<br />

della <strong>di</strong>ocesi, che Gorga, secondo le tra-<br />

<strong>di</strong>zioni più sicure, riconosce dal caso la<br />

sua origine, poiché cominciossi a fabbri-<br />

care dagli antichi cacciatori della cit-<br />

tà d'Anagni, per avere un ricovero nella<br />

caccia de'cinghialijche vi facevano in un<br />

ristagno d'acqua tra que'monti, e perciò<br />

si <strong>di</strong>sse Gorga. Imperocché <strong>di</strong>cesi gorga<br />

e gorgo il luogo dove l'acqua che corre<br />

è in parte ritenuta da checchessia, e ri-<br />

gira per trovare esilo; ed anco quel sito<br />

dove l'acqua abbia maggior profon<strong>di</strong>tà,<br />

ovvero un ricettacolo profondo d'acqua<br />

staguaute. Il luogo <strong>di</strong>venne signoria del-<br />

la nobile famiglia magni na Berziamiauao<br />

Berliauiiua. Dipoi il castello <strong>di</strong>Gor<br />

V EL 99<br />

ga pervenne in possesso feudale del ce-<br />

lebre monastero e ba<strong>di</strong>a de' ss. Pietro e<br />

Paolo <strong>di</strong> Villa Magna, dal quale si ac-<br />

quistò con due atti che si conservano nell'archivio<br />

capitolare d'Anagni. La metà<br />

gli fu donata daBoeso figlio <strong>di</strong> Bertia mino<br />

nobile anagnino neh l5l, e l'altra metà<br />

la venderono al monastero A<strong>di</strong>nolfo canonico<br />

della cattedrale d'Anagni, e An-<br />

drea suo nipote nel ii36. In seguito Bo-<br />

nifacio VII! incorporò alla cattedrale a-<br />

nagnina il monastero e castello <strong>di</strong> Villa<br />

Magna colle sue pertinenze inclusivamente<br />

al castello <strong>di</strong> Gorga, siccome rac-<br />

conta De Magistris. Questi inoltre nar-<br />

ra, che nel 1398 Villa Magna fu brucia-<br />

ta da'gorgani, e perciò venne ridotta a<br />

coltura, ritenendo il capitolo della catte-<br />

drale <strong>di</strong> Anagni la giuris<strong>di</strong>zione e il tito-<br />

lo baronale, onde vi deputava il gover-<br />

natore per le controversie civili e crimi-<br />

nali. Benedetto XI V confermò la concessione<br />

fatta alla cattedrale <strong>di</strong> Anagni da<br />

Bonifacio Vili, e la giuris<strong>di</strong>zione tempo-<br />

rale con amplissima bolla. Di Gorga pe-<br />

rò,<strong>di</strong>ce lo slesso De Magistris, soltanto si<br />

conosce, che ne fu spogliata la chiesa <strong>di</strong><br />

A nagni, passò in potere <strong>di</strong> Evandro Con-<br />

//(in fatti nell'articolo <strong>di</strong> tal famiglia l'enumerai<br />

tra' feu<strong>di</strong> che alla medesima<br />

confermò Martino V nel 1 4^8), e poscia<br />

in quello de'principi Pamphilj. Di Villa<br />

Magna, oltre il riferito in principio, ne<br />

parlai nel voi. XXVII, p. 274 e altrove,<br />

e perciò anche del Castrimi Gurgae, che<br />

Urbano li nel 1088 avea assegnato con<br />

altri castelli al vescovo d'Anagni. 11 Ma-<br />

rocco ne Monumenti dello stato pontifi-<br />

cio^ t. 5, p. 37, riporta le frazioni <strong>di</strong> la-<br />

pi<strong>di</strong> che rinvenne in Gorga presso la <strong>di</strong>-<br />

stinta famiglia Santucci, nella quale fio-<br />

risce il car<strong>di</strong>nal Vincenzo <strong>di</strong>acono <strong>di</strong> s.<br />

Maria ad Martyres (celebre Tempio del<br />

Pantheon), aggregato al Sagro collegio<br />

a'7 marzo 1 853, come registrai in tale ar-<br />

ticolo, prefetto della congregazione degli<br />

stu<strong>di</strong>, onde ne ragionai nell'articolo Uni-<br />

versità Romaica, protettore <strong>di</strong> Segni(F.),


ino VEL<br />

e visitatore de'ministri degl'infermi. TI n.°<br />

90 del Giornale <strong>di</strong> Roma del 1 853 rife-<br />

risce i festeggiamenti <strong>di</strong> Gorga per essere<br />

venuta in fama per l' onore gran<strong>di</strong>ssimo<br />

derivato nel vedere sublimato all'altissima<br />

<strong>di</strong>gnità della porpora il suo beneme-<br />

rito concitta<strong>di</strong>no, per avere assai merita-<br />

to della Religione e delloStato; ed il bene<br />

fatto sempre da lui alla patria venne ri-<br />

cordato nell'iscrizione <strong>di</strong>e riporta, posta<br />

sulla porta esteriore della chiesa <strong>di</strong> s. Mi-<br />

chele Arcangelo, ove fu cantata solenne<br />

messa e il Te Deum. Sulla piazza della<br />

Porta venne innalzalo un arco trionfale<br />

coll'armi pontificia, del car<strong>di</strong>nale e del comune.<br />

Un concerto musicale, globi areo-<br />

statici, generali luminarie e fuochi d'arti-<br />

fizio accrebbero la gioia universale. Sa-<br />

rebbero continuate le <strong>di</strong>mostrazioni festive<br />

due altri giorni, se il car<strong>di</strong>nal San-<br />

tucci non avesse mostrato piacergli assai<br />

più, che il denaro a ciò destinalo si <strong>di</strong>stri-<br />

buisse a' bisognosi, mentre egli già avea<br />

soccorso i meno agiati del popolo e dota-<br />

to due zitelle. Il territorio <strong>di</strong> Gorga tut-<br />

tora è acconcio alla caccia , e talvolta vi<br />

si conducono anche qne'de'vicini paesi. In<br />

esso si trovano l'issopo, la genziana, ilser-<br />

pallo, la felicola virgiliana, ed altre pian-<br />

te utili e aromatiche. Il latte e i prodotti<br />

del medesimo sono delicatissimi e sapo-<br />

rosi, ed in quelle vicinanze sono assai ap-<br />

prezzate alcune caciottine formate col fior<br />

<strong>di</strong> latte <strong>di</strong> capra. In alcune contrade del<br />

medesimo territorio vengono coltivati gli<br />

ulivi, da'quali si ricava un olio finissimo,<br />

come descrive Marocco. Il Calindri poi <strong>di</strong>-<br />

ce che i suoi maggiori prodotti sono il vi-<br />

no, il grano, il granturco, la ghianda, il<br />

fieno.<br />

Montelanico. Comune della <strong>di</strong>ocesi <strong>di</strong><br />

Segni con territorio in monte e colle, cinto<br />

a breve <strong>di</strong>stanza dall' alte montagne<br />

Lepine. Giace su d'un colle esposto a le-<br />

vante , e circondato da <strong>di</strong>versi altri colli<br />

vestiti d'utili castagneti. Ha due parroc-<br />

chie, una col titolo d'arcipretura de<strong>di</strong>ca-<br />

ta a s. Michele Arcangelo, ch'è il princi-<br />

V E L<br />

pale protettore della terra, ed è più an-<br />

tica e più piccola dell'altra. Questa è sot-<br />

to l'invocazione <strong>di</strong> s. Pietro Apostolo col<br />

titolo d'abbazia, ed è la maggiore, rifab-<br />

bricata con buon <strong>di</strong>segno da'principiPam-<br />

pliilj, per essere stata la vecchia nel 1703<br />

in parte rovinata dal terremoto. Nell'an-<br />

tico paese entravasi per due porte, una<br />

chiamata del Pe<strong>di</strong>anato, l'altra <strong>di</strong> Corte<br />

vecchia, ma ora vi si entra senza <strong>di</strong> esse,<br />

poiché le mora castellane vengono costi-<br />

tuite dall' abitazioni. Fuori dell'antico<br />

Montelanico si costruirono due graziosi<br />

borghi con de'buoni fabbricati. Le stra-<br />

de interne sono in piano, ma bisognose<br />

<strong>di</strong> risarcimento, almeno al tempo in cui<br />

visitò il paese Marocco. In capo d'uno de'<br />

due borghi trovasi un'altra chiesa sagra<br />

alla Madonna delle Grazie, ov'è eretta la<br />

conftalernita del Gonfaloue, ed in essa<br />

meritano osservazione <strong>di</strong>versi buoni qua-<br />

dri <strong>di</strong>pinti in tela. Altra piccola chiesa in<br />

detto borgo è de<strong>di</strong>cata a s. Antonio <strong>di</strong> Pa-<br />

dova, e<strong>di</strong>ficata da Francesco Tigri, uffi-<br />

ciata da'eonfrati dell'Immacolata Conce-<br />

zione. Fuori della terra e prima <strong>di</strong> salire<br />

il colle in cui è situata, esiste un tem-<br />

pio in onore della ss. Vergine del Soccor-<br />

so, e vi stanzia un eremita a custo<strong>di</strong>rla.<br />

Il paese abbonda d'acque salubri nelle<br />

sue vicinanze, e con gran facilità si po-<br />

trebbero condottare fino nel centro del<br />

medesimo. Incontro a Montelanico esistono<br />

delle fabbriche <strong>di</strong>rute, nel luogo chiamalo<br />

Pruni, <strong>di</strong>strutto in tempo delle guerre<br />

ci vili. Perciò afferma Calindri, che Mon-<br />

telanico venne fondata da una porzione<br />

de'popoli scampati dall'ecci<strong>di</strong>o <strong>di</strong> Pruni.<br />

Anticamente Montelanico apparteneva<br />

al capitolo dell'arcibasilica Lateranense,<br />

quin<strong>di</strong> ne <strong>di</strong>venne signora la potente fa-<br />

miglia Conti , che per tal dominio avea<br />

l'illustre titolo <strong>di</strong> ducato, e in tale nrtic<<br />

lo <strong>di</strong>ssi che Martino V nel ì^iS le con-<br />

fermò il possesso <strong>di</strong> Montis Lanici. In se-<br />

guilo passò per ven<strong>di</strong>ta in potere de'prin-<br />

cipi Barberini, da'quali 1' acquistarono<br />

i principi Pamphi lj, e poscia per ere<strong>di</strong>ti


VEL<br />

e in mancanza ili linea mascolina perven-<br />

ne nella signoria de'Duria L*umphilj, <strong>di</strong>e<br />

tuttora lo posseggono con titolo <strong>di</strong> duca.<br />

1 popolani nella maggior parte ritraggono<br />

molto utile da <strong>di</strong>verse ottime fabbriche<br />

<strong>di</strong> mattoni e tegole, <strong>di</strong> cui si provvedo-<br />

no tolti i paesi convicini, ed abbonda e-<br />

zian<strong>di</strong>o d' eccellente pozzolana eguale a<br />

quella <strong>di</strong> Roma, che pure si trasporta in<br />

noi li luoghi per fabbricare. Nel territo-<br />

rio si raccoglie vino, grano, granturco, le-<br />

gumi, olio , castagne , ghiande, fuggi in<br />

quantità, ed ha buoni pascoli.<br />

Governo <strong>di</strong> Sezze.<br />

Sezze {T*.), città vescovile, con residen-<br />

za del vescovo e del governatore.<br />

Bas.sì'ano.Comune della <strong>di</strong>ocesi <strong>di</strong> Sez-<br />

ze, con territorio in colle, posto in delizio-<br />

sa collina fi a Sermonela e Sezze da cui<br />

è 5 miglia <strong>di</strong>stante, ma pergiungervi dal-<br />

la parie <strong>di</strong> Semionda de vesi salire uu'al-<br />

p est re montagna con non poca <strong>di</strong>fficol-<br />

tà, specialmente per la così delta accor-<br />

ciatoia, la quale è pericolosa nell'intem-<br />

perie, non trovandosi alcun ricovero per<br />

rifugiarsi. Alla <strong>di</strong>scesa opposta <strong>di</strong> questa<br />

moulagna si scorge Bassiano, che gode<br />

clinta salubre, poiché il monte della Tri-<br />

nila lo ripara dall' esalazioni delle Palu-<br />

<strong>di</strong> Pontine, che sono siluate verso mez-<br />

zogiorno, dal quale lato si vede il Me<strong>di</strong>-<br />

terraneo. E circondalo quest'aulico ca-<br />

stello <strong>di</strong> mura, che all'intorno sono guarnite<br />

<strong>di</strong> \ari baloar<strong>di</strong> costruiti nel me<strong>di</strong>o<br />

evo, e viene coronalo dalle montagne Lepine<br />

e Seline vestile <strong>di</strong> folte selve, come<br />

da eccellenti pascoli e da amene vallate,<br />

dove stanziano gl'induslri pastori co' lo-<br />

ro armenti, irrigate da limpi<strong>di</strong>ssime acque,<br />

delle quali i popolani non mancano.<br />

E' un paese con sufficiente numero <strong>di</strong> fab-<br />

bricati, i cui abitanti, secondo Marocco<br />

alquanto ignei, ascendevano nel 1 853 a<br />

1743. Vi sono due parrocchie con pro-<br />

prie chiese collegiate co'rispettivi capito-<br />

li. Una è de<strong>di</strong>cata a s. Erasmo, in cui è<br />

osserva bde il quadro esprimente il Sagro<br />

Cuore <strong>di</strong> Gesù del Cavallucci; il capito-<br />

VEL 101<br />

lo si compone dell'arciprete e <strong>di</strong> 6 cano-<br />

nici. Pio VII col breve Rnmanorum Po/i-<br />

tijìcum, de'3o giugno 1807, Bull. Roni.<br />

coni. 1. 1 3, p. 1701 lndultum concessimi<br />

Canonicis Ecclesiae Collcgiatae matri-<br />

ci* s. Erasini terme de Bassiano Setinae<br />

<strong>di</strong>oecesis uten<strong>di</strong> rocchelo et mozzeta<br />

violacei coloris, cimi asulis etglobu-<br />

lis cremisini color is. L'altra chiesa è sagra<br />

a s. Nicola, in cui sono pregie voli una<br />

tavola col Salvatore <strong>di</strong> Sicciolante, ed un<br />

bel Volto Santo d'antico stile: il capitolo<br />

si compone del curato col titolo d'abba-<br />

te con 5 canonici. Pio VII col breve Romemorimi<br />

Pontificum, de'7 agosto 1807,<br />

Bull. cit. p. 199: Communicalio privilegii<br />

concessi Capitularibus s. Erasmi<br />

terrae Bassiani <strong>di</strong>oecesis Setinac uten-<br />

<strong>di</strong> roccheto et mozze la, favore canoni-<br />

coruni Ecclesiae Collcgiatae t. Nicolai<br />

ejusdem terrae. 11 Contatore, De his to-<br />

rta Tcrracinensi,a p. 428, tratta <strong>di</strong> Bas-<br />

sianutity <strong>di</strong>cendola della <strong>di</strong>ocesi <strong>di</strong> Terra-<br />

ri un, in quanto che dessa è unita a quel-<br />

la <strong>di</strong> Sezze, e delle due <strong>di</strong>scorse collegia-<br />

te e loro capitoli. Anticamente a breve<br />

<strong>di</strong>stanza da Bassiano eravi un monastero<br />

<strong>di</strong> benedettini, nel luogo denominato s.<br />

Maria delle Pezze, ed ora è affatto <strong>di</strong>ruto.<br />

Lontano circa due miglia e mezzo da<br />

Bassiano, nella falda del monte verso Norma,<br />

è un romitorio già asilo degli eretici<br />

Fraticelli (F.),\ quali empiamente si ser-<br />

vivano delle cose religiose nella solitu<strong>di</strong>-<br />

ne, per commettere ogni sorta d'iniqui-<br />

tà. Al presente tale sito è frequentatissimo<br />

per esservi in venerazione un commovente<br />

ss. Crocefisso, che oltre il meri-<br />

tare tutto il profondo ossequio perciò che<br />

esprime, è degno pured'ammirazione per<br />

le sue belle forme. Esso è <strong>di</strong> legno in fi-<br />

gura naturale, e sembra che gli manchi<br />

la loquela. Lo scolpì nel 1673 il bassia-<br />

nesefr. Vincenzo Pietrosanli laico de'mi-<br />

uori osservanti, che eseguì ancora quello<br />

celebralissimo che si veliera in Nemi, co-<br />

me<strong>di</strong>ssi descrivendo quel castello nel voi.<br />

XXIX, p. 34- Per salire alla cappella del


ioì V E L<br />

ss. Crocefisso <strong>di</strong> Bassiano, si passa per una<br />

ampia grolla, pittorica pegli scherzi for-<br />

mati dalla natura collo stillici<strong>di</strong>o dell'ac-<br />

que, dove anticamente oravi un altare e<br />

varie ss. Immagini all' intorno <strong>di</strong>pinte,<br />

mentre serviva <strong>di</strong> chiesa agli scellerati fra-<br />

ticelli,che colie loro indegne azioni soven-<br />

te lo profanavano, com'è tra<strong>di</strong>zione tra<br />

gli abitanti. Nel paese vi sono due mae-<br />

stri, uno per gli elementi del leggere e scri-<br />

vere, l'altro da tali elementi a tutta la<br />

grammatica. Le fanciulle vengono istrui-<br />

te dalle maestre pie. Il Ricchi tanto nel-<br />

la Reggia de' Folsci, lib. i , cap. 5, Bassia-<br />

no; quanto nel Teatro degli uomini il'<br />

lustri Volscif cap. 7, Soggetti illustri <strong>di</strong><br />

Bassiano, non meno del citato Conta-<br />

tore, parla <strong>di</strong> sua remota origine cogli<br />

scrittori che ne trattano. Si vuole per-<br />

tanto che ivi in certe spelonche o latiboli<br />

si rifugiò e abitò la l." volta Saturno famoso<br />

redel Lazio, quando fuggito da Greta,<br />

dove regnava Giove suo figlio, venne<br />

in Italia, prendendo il nome <strong>di</strong> Lazio la<br />

provincia da lui abitata, ed ivi cominciò<br />

a istruire i popoli nella civiltà, nell'e<strong>di</strong>ficare<br />

fabbriche, nel piantar vigne ec. Che<br />

ne'<strong>di</strong>utorui <strong>di</strong> Bassiano eresse i primi e-<br />

<strong>di</strong>fizi, in<strong>di</strong> ritiratosi con Giano, <strong>di</strong>e prin-<br />

cipio a Saturnia , poi nomata Roma. Si<br />

ritiene ancora che a testimonio dell'aver<br />

<strong>di</strong>morato Saturno nelle grotte <strong>di</strong> Bassia-<br />

no, dopoché fu deificato gli venne innalza-<br />

to un tempio nella vicina Sezze. Da un'o-<br />

razione <strong>di</strong> Favonio Leo privernate, pro-<br />

nunziata nel pieno senato <strong>di</strong> Priverno,og-<br />

gi Pi perno, si apprende che Bassiano fu<br />

fabbricalo ed ebbe il nome da Bassiano<br />

Caracalla. Non mancano però scrittori i<br />

quali riferiscono essere stato prima que-<br />

sto luogo un nobile villaggio <strong>di</strong> Tito Giu-<br />

lio Pelino Bassiano signore o patrono del-<br />

la colonia <strong>di</strong> Terracina,dove <strong>di</strong> frequente<br />

recavasi a <strong>di</strong>vertire coll'amenità <strong>di</strong> ma-<br />

gnifica e deliziosa villa ne' tempi estivi,<br />

nel sito ove sorge Bassiano; ed ampliato-<br />

lo <strong>di</strong> mura, crebbe progressivamente col<br />

nome del fondatore. Ne fanno fede due<br />

VEL<br />

iscrizioni riportate dal Gruferò, ed altra<br />

presso il Fabrelli, e riprodotte da Ricchi.<br />

Questo castello è compreso nella signoria<br />

de'principi Caetani duchi <strong>di</strong> Semionda,<br />

e contiene la loro abitazione baronale, il<br />

Nicolai,Dc J<br />

bonificamenti delle terre Pon-<br />

tine, a p.<br />

1 1 3, ragionando delle liti so-<br />

stenute dal comune pe'coufini territoriali<br />

delle signorie de'Caetani con Sezze (^ •),<br />

riferisce che nel 1297 Bassiano con aliti<br />

feu<strong>di</strong> furono acquistati dagli Aunibalde-<br />

sebi per comprila de' Caetani. Il Ricchi<br />

riporta i seguenti illustri <strong>di</strong> Bassiano. Fr.<br />

Pietro doinenicano,ceIebi e espositore del-<br />

la <strong>di</strong>vina parola, eru<strong>di</strong>to, pio e dolio, fat-<br />

to vescovo <strong>di</strong> Venafro da Clemente VI<br />

nel 1 348. Fr. Vincenzo provinciale e de-<br />

finitore generale de' minori osservanti,<br />

dotto e virtuoso. Fr. Vincenzo Marra, co*<br />

me lo chiama, cioè il sullodato e denominato<br />

col Maiocco Pietroso nti, laico <strong>di</strong><br />

detto ci <strong>di</strong>ne, il qoalesi segnalò nella santità<br />

<strong>di</strong> vita e nell'arte scultoria con am-<br />

mirazione de' professori, come attestano<br />

le sue opere eccellentissime de'miracolo-<br />

si Crocefissi esposti alla pubblica vene-<br />

raziouede'bassianesi eneniìsiui, ed anche<br />

<strong>di</strong> Sezze e <strong>di</strong> Ci vitella <strong>di</strong> Subiaco, che ec-<br />

citano tenera compunzione; il nobilissimo<br />

refettorio mirabilmente scolpilo con va-<br />

ri misteri nel convento de'minori osser-<br />

vanti <strong>di</strong> s. Francesco <strong>di</strong> Cori, poi novizia-<br />

to de'medesimi religiosi. Antonio Cifra e<br />

l'abbateRieti furono decantali nella scien-<br />

za musicale. Ild. r<br />

Antonio Sant'Angeli<br />

dotto me<strong>di</strong>co in Roma, autore del libro<br />

intitolato: Consolationes Epistulares et<br />

Me<strong>di</strong>cae. Dice inoltre il Ricchi che a suo<br />

tempo in Bassiano l' illustre famiglia de<br />

Giorgi gareggiava in agiatezza, civiltà e<br />

gentili costumi con ogni altra de'contorni.<br />

Gloria grande e immollale <strong>di</strong> Bassi<br />

no, non conosciuta dal Ricchi, si è ci'z<br />

ser stala la patria del famoso Aldo Pio<br />

Manuzio il Vecchia t nome tanto rinomato<br />

ne'fasti delta letteratura italiana e<br />

benemerito dell'arte della Stampa. Sul<br />

muro della casa Sanlangcli <strong>di</strong> Bassiano si<br />

.


V E L<br />

legge l'epigrafe: Aldo Manutìo Bassìa'<br />

nati, Anionius Hyacinthus Sanclangeli<br />

D.D.O. mdccxlvu. Nell'articolo Brac-<br />

ciano , <strong>di</strong> cui meglio riparlai nel voi.<br />

LVIII.p. I2i, errai nel <strong>di</strong>re: » Si ilice che<br />

il famoso tipografa Aldo Manuzio abbia<br />

sortito i natali iu Bracciano". Questo fal-<br />

lo inavvertentemente lo copiai nell'irti*<br />

colo Bracciano del pregievolissimo7V«o-<br />

i'o <strong>Dizionario</strong> geografico universale <strong>di</strong><br />

una società <strong>di</strong> dotti, Venezia 1827, da'<br />

tipi <strong>di</strong> Giuseppe Antonelli. Ivi si legge:<br />

>• Vogliono alcuni che sia la patria del<br />

famoso tipografo Aldo Manuzio". Però<br />

nel riparlare <strong>di</strong> proposito dell' insigne e<br />

dotto letterato- tipografo, fatto citta<strong>di</strong>no<br />

romano, ma <strong>di</strong> Bassiano, che meritò un<br />

busto marmoreo in Campidoglio (e lo ri-<br />

marcai anche nel voi. LX.XXV, p. 208),<br />

come de'suoi illustri e non nien dotti fi-<br />

glio e nipote, celebrando la Stampa e la<br />

Stamperia, in tali articoli esplicitamen-<br />

te e ripetutamente lo <strong>di</strong>ssi originario <strong>di</strong><br />

Bassiano presso Seimoneta nella legazio-<br />

ne <strong>di</strong> I ellelri, per in<strong>di</strong>care che in que-<br />

st'articolo aviei dette altre poche parole<br />

<strong>di</strong> lui e de'suoi. Fu dunque ne'citati ar-<br />

ticoli e altrove, che celebrai gli Al<strong>di</strong> dot-<br />

tissimi e benemeriti della slampa e dell.»<br />

stamperia romana e veneta, non che del-<br />

le lettere greche e latine , e <strong>di</strong> quanto<br />

principalmente operarono con alti e dovuti<br />

encomi. Aldo Pio Manuzio il Pec-<br />

chia, nato nel 1447 in Bassiano nel ducato<br />

<strong>di</strong> Sermoneta, fu battezzato col nome<br />

<strong>di</strong> Teobaldo, <strong>di</strong> cui il <strong>di</strong>minutivo è Aldo,<br />

al quale aggiunse il nome <strong>di</strong> Pio iu segno<br />

d'alfezione verso Alberto Pio, principe <strong>di</strong><br />

Carpi, suo allievo. Ebbe fanciullo a mae-<br />

stro un pedante, e poi a Roma migliori<br />

maestri. Compiti gli stu<strong>di</strong>, si condusse a<br />

Ferrara per u<strong>di</strong>re il Guarnii dotto greci-<br />

sta. Neh [82 passò presso Pico della Mi-<br />

randola, che l'accolse con ogni amore; in-<br />

<strong>di</strong> a Carpi da Alberto Pio, dove lo segui-<br />

tò Pico, e dove secondo ogni probabilità<br />

concepì il <strong>di</strong>segno d'istituire una stampe-<br />

lla, clic moltiplicasse le migliori opere de'<br />

VEL io3<br />

greci e latini, i due principi sostenendo le<br />

prime spese dello stabilimento. Perciò nel<br />

1 488 recossi a Venezia, dove in quel tem-<br />

po l'amore dell'arti fioriva, dove que' re<br />

già mercanti amavano convocare ogni spe-<br />

cie <strong>di</strong> buona e bella opera, dove s'agitava-<br />

no ancora gl'interessi commerciali euro-<br />

pei. Si produsse in modo degno <strong>di</strong> lui, in<br />

modo <strong>di</strong> poter guarentire la bontà delle<br />

sue e<strong>di</strong>zioni , cioè pubblicamente insegnando<br />

greco e Ialino, e or<strong>di</strong>nando in pa-<br />

ri tempo la sua o<strong>di</strong>erna tipografica , che<br />

tosto sali a imperitura rinomanza. Egli<br />

leggeva , o per meglio <strong>di</strong>re <strong>di</strong>cifrava gli<br />

antichi co<strong>di</strong>ci; egli li paragonava fra loro,<br />

sceglieva le migliori lezioni, o suppliva<br />

alle ommissioni de'copisti; egli poi prov-<br />

vedeva alla corretta stampa e all' elegan-<br />

za de' caratteri. Questo grand' uomo <strong>di</strong>-<br />

resse la formazione d' un nuovo carattere,<br />

l'Al<strong>di</strong>no, <strong>di</strong>segnato e inciso da Fran-<br />

cesco Bologua,dello imitazione della scrit-<br />

tura <strong>di</strong> Petrarca. Amico <strong>di</strong> tutti i dotli <strong>di</strong><br />

quella dottissima epoca, cui degnavano<br />

visitare i veneti senatori, si mise in capo<br />

<strong>di</strong> radunare nella sua casa un' accademia<br />

<strong>di</strong> scienze in Venezia, che per lui si <strong>di</strong>sse<br />

Al<strong>di</strong>na- Manuziana, col precipuo scopo<br />

<strong>di</strong> presiedere all'e<strong>di</strong>zione declassici e ren-<br />

derla quanto più si potesse elegante e cor-<br />

retta : ad essa appartenne il fiore de' let-<br />

a<br />

terati <strong>di</strong> quella feconda età. E fu la 1 , al-<br />

la quale <strong>di</strong>ede l'impressione <strong>di</strong> più opere<br />

classiche, greche e latine. Non ostaute Ma-<br />

nuzio fu sempre travagliato dalla fortu-<br />

na, che rare volte favorisce gli scenziati.<br />

Terminò in Venezia la sua agitata vita,<br />

pieno <strong>di</strong> gloria nel 017, lasciando una<br />

figlia e 3 figli, de'quali soltanto Paolo ivi<br />

nato nel 1 5 12 camminò sulle sue traccie.<br />

Egli adornava i suoi libri <strong>di</strong> prefazioni e<br />

<strong>di</strong>ssertazioni, dettale iu elegante latino o<br />

greco. Egli fece vari altri lavori , come<br />

traduzioni, compilazioni ec. Onde sareb-<br />

be tra'dolti primari del secolo, se non fosse<br />

il priucipe degli stampatori. A Paolo Ma-<br />

nuzio veneziano, originario <strong>di</strong> Bassiano,<br />

gli amici del padre gli agevolarono ogni


io4 VEL<br />

maniera <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o. Imitando il padre, tentò<br />

vivificare la morta accademia Al<strong>di</strong>na-<br />

Matutziana, ne raccolse i dotti e pubbli-<br />

cò molti classici latini, con amore da lui<br />

illustrali. Visitala Roma, nel ritorno a Venezia<br />

riaprì la stamperia sotto il nome<br />

de'figli d'Aldo, e rivisse all'antico splen-<br />

dore. Chiamato a Roma, aprì la stampe-<br />

ria nel Campidoglio, nello stesso palazzo<br />

del popolo roinauo,degno albergo del dot-<br />

tissimo stampatore, ed ove nell'areopago<br />

denomini dotti e artisti dal 1 821 trionfa<br />

l'erma marmorea del padre suo. Paolo<br />

moli in Roma nel 1 5y4- Come stampatore<br />

e e<strong>di</strong>tore eguagliò il genitore; come<br />

autore è uno de'migliori critici e degli<br />

scrittori più forbiti del secolo. Il suo pri-<br />

mogenito Aldo Manuzio il Giovane, na-<br />

to a Venezia neh 547, c^ a f;, »ciullo fu<br />

Straor<strong>di</strong>nario, da uomo fu me<strong>di</strong>ocre. Di-<br />

resse in patria la stamperia Al<strong>di</strong>na , in<strong>di</strong><br />

fu professore <strong>di</strong> belle lettere, e d'eloquenza<br />

in Bologna, Pisa e Roma, ove Clemente<br />

Vili gli affidò la <strong>di</strong>rezione della Stam-<br />

peria Vaticana. In Roma cessò <strong>di</strong> vivere<br />

liei 1 597, termiuaudocon lui l'illustre fa-<br />

miglia degli Al<strong>di</strong>, a cui Bassiano vantasi<br />

aver dato la culla. Aveva tenace memo-<br />

ria e molta eru<strong>di</strong>zione, ma minor gusto<br />

del padre. Il territorio <strong>di</strong> Bassiano produce<br />

in gran parte vino e <strong>di</strong> buona qua-<br />

lità, poco grano e olio, ghianda e pascoli.<br />

Confina a levante colla città <strong>di</strong> Sezze,a po-<br />

nente con Sermoneta, a tramontana con<br />

Cori e Norma, a mezzogiorno colle Pa-<br />

lu<strong>di</strong> Fontine.<br />

Norma (F .). Comune della <strong>di</strong>ocesi <strong>di</strong><br />

Velletri, da cui è <strong>di</strong>stante 17 miglia e 9 da<br />

Sezze, e non della <strong>di</strong>ocesi <strong>di</strong> Tenaci uà,<br />

come riferisce il Riparlo territoriale pub-<br />

Dicalo nel 1 836, con territorio in monte.<br />

Nel suo citato articolo ragionai dell' illu-<br />

stre e antica città <strong>di</strong> Norba, a cui successe<br />

l'o<strong>di</strong>erno castello <strong>di</strong> Norma, colonia d'Alba<br />

e poi <strong>di</strong> Roma, fortezza de'volsci e de'<br />

romani; in seguito patrimonio della s. Se-<br />

de con Ninfa, al modo narrato <strong>di</strong> sopra<br />

iti quel paragrafo; iu.<strong>di</strong> sede vescovile, la<br />

VEL<br />

quale per la decaduta città si trasferì a<br />

Ninfa, e per la rovina <strong>di</strong> questa alla sua<br />

volta gli abitanti passarono nel castello<strong>di</strong><br />

Norma, fabbricato presso Norba antica.<br />

Dissi <strong>di</strong> sue cbiese,e collegiata parrocchia»<br />

le della ss. Annunziata con capitolo; de-<br />

gli autori che ne scrissero, oltre altre notizie,<br />

alle quali qui farò un' aggiunta. E<br />

fabbricata sul ciglione d'elevato monte<br />

poco lontana dall'antica Norba città vol-<br />

sca, una delle prime colonie romane, del-<br />

ia quale ancora si ammirano i gran<strong>di</strong>osi<br />

vestigi <strong>di</strong> baloar<strong>di</strong>, <strong>di</strong> mura, <strong>di</strong> cisterne e<br />

altre memorie che ne ricordano la sua<br />

grandezza. La posizione <strong>di</strong> questa terra è<br />

deliziosa, iti aria saluberrima, talvolta incostante<br />

per la sua elevatezza. Domina<br />

tutte le Palu<strong>di</strong> Pontine, e scopre gran<br />

tratto del mar Tirreno; mira la corsa del-<br />

la via Appia, e de' fiumi Astura e Ninfa.<br />

Dice Calindri, che delle sue mura, delle<br />

porte e della pianta ne furono pubblicati<br />

i <strong>di</strong>segni a' giorni nostri. Osserva il Ma-<br />

rocco, che l'alto monte su cui giace dal Ia-<br />

to <strong>di</strong> ponente forma una rupe sorpren-<br />

dente chiamata Rave, ove propriamente<br />

è il castello. L'interne vie sono scoscese e<br />

anguste, però qualcuna è in piano, ed ha<br />

una bella borgata moderna fuori della<br />

porta checouduce a Civita o l'antica Nor-<br />

ba. E opinione, che dove esiste la presen-<br />

te terra, vi fosse l'antica fortezza della <strong>di</strong>-<br />

strùtta magnifica città. Manca <strong>di</strong> pubbli-<br />

che fonti, egli abitanti bevono acque piovane<br />

, conservate e purificale in mirabili<br />

cisterne formate nel vivo scoglio a forza <strong>di</strong><br />

scalpello. Non<strong>di</strong>meno alla <strong>di</strong>stanza <strong>di</strong> cir-<br />

ca 4 miglia vie una sorgente d'acqua lim-<br />

pi<strong>di</strong>ssima, che si potrebbe facilmente con-<br />

dottare con grande vantaggio pubblico.<br />

Per giungere a questo paese è faticosissima<br />

la salita, che dal Ninfa comincia e pro-<br />

gre<strong>di</strong>sce per due abbondanti miglia, li<br />

Norma vi sono le maestre pie per l'istru-<br />

zione delle fanciulle, e pe'giovanetti le<br />

scuole <strong>di</strong> leggere e scrivere fino a' primi<br />

ru<strong>di</strong>menti della grammatica. Si vedono<br />

ruderi dell'aulica e superba città <strong>di</strong> Noi-<br />

i


VE L<br />

ba, clic conserva il nome <strong>di</strong> Civita, poco<br />

<strong>di</strong>stanti dall'attuale terra, cui <strong>di</strong>urno i<br />

popolani l'aggiunto <strong>di</strong> Penna d*oro,ch\a-<br />

niaiulola Civita Penna (Poro. Per anda-<br />

re alle sue rovine s' incontra nel sinistro<br />

lato della via un'ampia e pittorica grotta<br />

formata dallo stillici<strong>di</strong>o dell'acque, che in<br />

alcuni luoghi hanno costituite molte so-<br />

stanze calcaree, e quasi tutta è ricoperta<br />

da una patina verdastra. A'fianchi vi so-<br />

no <strong>di</strong>verse piccole grotte, e tutte formate<br />

nel masso. Nel piano <strong>di</strong> Norba si osservano<br />

gli avanzi d' un antico tempio e d' un<br />

rimasuglio <strong>di</strong> cappella a destra, interrita<br />

fino alla cornice della cupola, la quale con-<br />

servasi mirabilmente intera. La città <strong>di</strong><br />

Norba era molto estesa e siedeva in piano,<br />

benché sulla cima <strong>di</strong> alla e alpestre montagna,<br />

né vi è palmo <strong>di</strong> terreno che non<br />

faccia .intendere co' miseri avanzi che lo<br />

copre la sua antica magnificenza. Avea le<br />

mura castellane altissime e formate per<br />

cozzare co'secoli, composte <strong>di</strong> grossissime<br />

pietre, dalla parte <strong>di</strong> mezzodì meglio os-<br />

servandosene la forma e l'estensione. Il suo<br />

circuito si calcola 3o rabbia <strong>di</strong> terreno, e<br />

gran<strong>di</strong>oso è l'ingresso d'una dell'antiche<br />

porte. Un'antica lapide si legge in Maroc-<br />

co. Sul pen<strong>di</strong>o del monte sorgeva il Nin-<br />

feo o tempio in cui le Ninfe aveano culto.<br />

Ebbe i suoi uomini illustri, anche per va-<br />

lore militare. I normani ebbero più. vol-<br />

te guerra con Terracina. Donata la pre-<br />

sente Norma a Papa s. Zaccaria, con Nin-<br />

fa, trovo nelle Memorie Colonnesi del<br />

Coppi, che Alessandro III nel i 179 <strong>di</strong>e a<br />

llaiuoue <strong>di</strong> Tusculano e suoi ere<strong>di</strong> , me-<br />

<strong>di</strong>ante permuta del castello <strong>di</strong> Ladano e<br />

col consenso de'car<strong>di</strong>nali, Norma e Vico-<br />

lo con tutte le sue pertinenze. Dipoi a' 29<br />

api ilei 297 Norma fu comprata a favore<br />

<strong>di</strong> Pietro Caetani, e Bonifacio Vili appro-<br />

vò il contratto a'4 ottobre 1298. In<strong>di</strong> i<br />

Gaeta ni sostennero le liti pe'coufini tei rito-<br />

ria li con Sezze. Finalmente Noi ma <strong>di</strong>ven-<br />

ne proprietà de' principi Borghese, e lo è<br />

tuttora. Un tempo fu signoria de'Norme-<br />

suii <strong>di</strong> Sezze, oude uè trassero il co"uo-<br />

VEL io5<br />

me. II territorio produce olio e grano, es-<br />

sendo il terreno breccioso e scoglioso,<br />

ghianda, vino e pascoli. All'intorno sono<br />

vestiti i mon ti da folte macchie e castagne-<br />

ti, che rendono molta utilità a' popolani,<br />

sebbene tragganola più parte del loro so-<br />

stentamento dalla coltivazione del feracissimo<br />

territorio <strong>di</strong> Sermoneta, ove hanno<br />

la massima parte <strong>di</strong> loro possidenza.<br />

Sermoneta. Città e comune della <strong>di</strong>ocesi<br />

<strong>di</strong> Terracina e vice- governo, con mol-<br />

ti fabbricati e territorio in monte e col-<br />

le. Poco lungi dal famoso Ninfeo, tra Norma<br />

e Sezze, dalla quale è <strong>di</strong>stante 6 mi-<br />

glia, <strong>di</strong> prospetto al mar Tirreno verso<br />

il Iato <strong>di</strong>tramontana, ed a levante de'monti<br />

<strong>di</strong> Bassiano, giace su alto colle Sermo-<br />

neta, circondata da erte pen<strong>di</strong>ci, in clima<br />

poco salubre, massime nell'estate, per do-<br />

minarvi lo scirocco e l'umi<strong>di</strong>tà, e perchè<br />

i delti monti bassianesi impe<strong>di</strong>scono la li-<br />

bera ventilazione a ponente , dalla qual<br />

parte vastissima, amenissima e fertilissima<br />

pianura si estende, la quale si congiiingecolle<br />

Palu<strong>di</strong> Pontine (I 7 .); godendo<br />

ampia e pittorica vista d'ogni intorno,<br />

poiché propriamente è cinta <strong>di</strong> mon-<br />

tagne, a settentrione <strong>di</strong> Norma, Carpineta<br />

e Cori, ed a mezzodì da quelle <strong>di</strong> Sezze<br />

e <strong>di</strong> s. Felice. Gli abitanti, principalmen-<br />

te de<strong>di</strong>ti a' lavori campestri e alla pesca,<br />

il Marocco li noverò 2200, ma la Statistica<br />

deli 853 ne registrò 1 447- E' mu-<br />

nita d' intorno <strong>di</strong> baloar<strong>di</strong>, torri e alte<br />

mura robuste. Per natura <strong>di</strong> sito è for-<br />

tissima e per la struttura della fortezza fu<br />

già inespugnabile e munitissima. A Sermoneta<br />

rende il maggior decoro la sua<br />

rocca, ove un tempo furono rinchiusi an-<br />

co i rei <strong>di</strong> slato. Sovrasta tutto il paese,<br />

al nord guarda la montagna <strong>di</strong> Carpineta<br />

mezzogiorno quelle<strong>di</strong>Bassiano, e dal-<br />

la sua sommità si osservano molti luoghi<br />

della campagna. Il suo maschio è veramente<br />

maestoso, <strong>di</strong> forma quadrata, alto<br />

96 palmi, e sulla vetta il piano è per agni<br />

lato r 2 passi, ed ali." piano del me-<br />

desimo vie uua piazzetta co' luoghi pe'


ioG VEL<br />

cannotti, ed all'intorno finestre <strong>di</strong> forma<br />

gotica. I muri sono erti 12 palmi, e quel-<br />

li ilei maschio <strong>di</strong> più antica costruzione<br />

all'ino saracinesco: dentro vi stanno co-<br />

mo<strong>di</strong>ssime stanze, una vasta sala e le pri-<br />

gioni, che non mancano nelle ale de' ha-<br />

luar<strong>di</strong>, e forti merli l'abbelliscono all'in-<br />

torno. Cinque emissari guardano la sot-<br />

toposta piazza, per le spingarde, e 8 aper-<br />

ture pe'cannoni. Annessi al maschio vi sono<br />

pure baloar<strong>di</strong>, e nel piano del i.° <strong>di</strong><br />

essi esiste il ponte levatoio, che impe<strong>di</strong>-<br />

sce d'entrar nel maschio. Una grossa por-<br />

ta foderata <strong>di</strong> ferro, che calava in appo-<br />

sito incastro, chiudeva l'ingresso del for-<br />

te, e per lungo trapasso allo scoperto si<br />

andava agii alloggiamenti militari, ch'e-<br />

rano d'intorno a una vasta piazza prov-<br />

vista <strong>di</strong> 3 cisterne. La sua costruzione è<br />

<strong>di</strong> lodevole architettura militare. Il tempo<br />

e la poca cura deteriorarono l'e<strong>di</strong>lì-<br />

zio, che meriterebbe restauro, e sarebbe<br />

prigione sicura. Ne'lempi feudali del Bie-<br />

chi, nella sua Reggia de' Folxci, descrisse<br />

questa fortezza inespugnabile sia per la<br />

struttura, e sia per esser allora munita in<br />

ogni lato <strong>di</strong> varie sorte d'artiglierie. I ma-<br />

gnifici saloni erano guarniti militarmen-<br />

te <strong>di</strong> muiioni e <strong>di</strong> corpi <strong>di</strong> fiammeggian-<br />

ti lastre <strong>di</strong> ferro per l'armatura <strong>di</strong> i ooo e<br />

più uomini, che per natura e robustezza<br />

giganteggiavano.ln<strong>di</strong> ne' vasti e lunghi ap-<br />

partamenti erano numerose specie d'armi<br />

da fuoco, <strong>di</strong> <strong>di</strong>verse invenzioni. In al-<br />

tri ampi corridoi eranvi arma<strong>di</strong> pieni <strong>di</strong><br />

sciabole, bran<strong>di</strong>stocchi, alabarde e altre<br />

armi bianche <strong>di</strong> varie sorli , benissimo<br />

tenute. La fortezza era presi<strong>di</strong>ata da sol-<br />

datesche del duca Caetani, e dal castellano<br />

guardata con vigilanza. Le vie <strong>di</strong> Sermoneta<br />

sono scoscese, il fabbricalo <strong>di</strong> me-<br />

<strong>di</strong>ocre qualità, ma il suo ingresso è piut-<br />

tosto <strong>di</strong>gnitoso; e dalla porta del Pozzo<br />

fino alla piazza, la strada è piana e bel-<br />

la; le abitazioni guaste e <strong>di</strong>rute sono nel-<br />

la contrada detta la Valle o Malpagano.<br />

"Vi sono due chiese collegiate e parroc-<br />

chiali. Lai." de<strong>di</strong>cala a s. Maria Assuu-<br />

VEL<br />

ta, con capitolo formato dall'arciprete e<br />

dai a canonici. E' ornata da <strong>di</strong>verse pit-<br />

ture rimarchevoli, fra le quali nella i.*<br />

cappella a destra esiste un <strong>di</strong>pinto in tavola<br />

esprimente la ss. Vergine degli Augelidello<br />

siile <strong>di</strong> Pietro Perugino, la qua-<br />

le tiene in grembo Semionda, circonda-<br />

ta dagli Angeli. Anticamente vi era il lem-<br />

pio <strong>di</strong> Cibele, come si vede dalla sua strut-<br />

tura. Tuttora si conserva nella chiesa u-<br />

na se<strong>di</strong>a marmorea <strong>di</strong> moltissimo pregio,<br />

ornata a'Iati con teste <strong>di</strong> caproni , dalle<br />

corna delle quali pende un lungo serto<br />

<strong>di</strong> fiori e <strong>di</strong> fruita; a' pie<strong>di</strong> vi sono due<br />

leoni alati, con vaghissima cornice per ba-<br />

se e in mezzo una cicogna che inghiolte<br />

un serpente. Si pretende che vi sedesse il<br />

sacerdote nel fare i sagnfizi alla dea. L'altra<br />

chiesa è sotto l'invocazione <strong>di</strong> s. Mi-<br />

chele Arcangelo. Il principe Massimo nel«<br />

la Relazione del viaggio <strong>di</strong>GregorioXV £<br />

da Roma a s. Felice, narra che a*23 a-<br />

prilei83g a Tor Tre Ponti, l'antico Tri*<br />

ponzio già antico ponte costruito dall'im-<br />

peratore Traiano e città Pontina <strong>di</strong> cui<br />

tratta il Nicolai, trovò lutto il popolo <strong>di</strong><br />

Sermonela, co' magistrati in rubbone <strong>di</strong><br />

damasco nero, e col capitolo che domandò<br />

T uso della cappa foderata <strong>di</strong> pelli<br />

bianche, in<strong>di</strong> prosegui il viaggio per Ter-<br />

racina. Dipoi nella Relazione del viaggio<br />

<strong>di</strong> Gregorio X.VI alle provincie <strong>di</strong> Ma-<br />

rittima e Campagna, il medesimo principe<br />

Massimo riferisce, che 1*8 maggio i843<br />

reduce il Papa da Terracina, giunto a Tot"<br />

Tre Ponti trovò mg. r<br />

Aretini-Sillani ve-<br />

scovo <strong>di</strong> Terracina alla lesta de' cleri <strong>di</strong><br />

Sezze (come notai in quell'articolo) e <strong>di</strong><br />

Sermonela colle rispettive magistrature.<br />

Gregorio XVI scese alla chiesa da lui<br />

restaurata e nella stessa mattina ribene-<br />

detta dall' enooiniato vescovo coli' assi*<br />

stenza d' au<strong>di</strong>o i capitoli <strong>di</strong> Sermoneta,<br />

eh' erano stati solleciti a provvederla <strong>di</strong><br />

preziosi arre<strong>di</strong> sagri, come essendo <strong>di</strong> lo-<br />

ro giuris<strong>di</strong>zione perchè situata nel terri-<br />

torio <strong>di</strong> quella città ducale, e ne aveano<br />

ricoperto il mezzo del pavimento eoo un


V E L<br />

ago tappeto <strong>di</strong> fiori freschi e <strong>di</strong> verdu-<br />

ra rappresentante il pontificio stemnifi,<br />

coll'iscrizione: FivaGregorioXVLQtàti'<br />

<strong>di</strong> entrato nell'annesso convento già de*<br />

cappuccini, ed allora tutto ristorato per<br />

stabilirvi i trinitari o altri religiosi a spi-<br />

rituale beneficio degli abitanti <strong>di</strong> quelle<br />

contrade, comparii loro l'apostolica be-<br />

ne<strong>di</strong>zione dalla finestra <strong>di</strong> mezzo sopra<br />

al portico della chiesa appositamente addobbata,amtneltendo<br />

poi al bacio del pie-<br />

de sotto il trono in una stanza eretto, il<br />

priore e gli anziani <strong>di</strong> Semionda , che<br />

hanno giuris<strong>di</strong>zione sul luogo, e quin<strong>di</strong><br />

que' <strong>di</strong> Sezze. Furono poscia ammessi al<br />

bacio i due capitoli <strong>di</strong> Sermoiieta , uno<br />

de' quali della collegiata <strong>di</strong> s. Maria a-<br />

Tendo chiesta la grazia d'indossare la cappa<br />

con fodere d'armelliuo a somiglianza<br />

delle chiese cattedrali, mentre Gregorio<br />

XVI stava dubbioso <strong>di</strong> concederla, vide<br />

che I' arciprete supplicante in nome del<br />

capitolo, già teneva la cappa pronta, on-<br />

de per ricompensarli della loro fiducia,<br />

gli or<strong>di</strong>nò che subito l'indossasse, e quin-<br />

<strong>di</strong> ne segnò <strong>di</strong> proprio pugno il rescritto<br />

favorevole. Similmente con<strong>di</strong>scese all' i-<br />

stanze dell'altro capitolo <strong>di</strong> s. Michele Ar-<br />

cangelo, i <strong>di</strong> cui canonici avendogli domandato<br />

la grazia <strong>di</strong> poter indossare la<br />

mozzelta, ne rimise la facoltà a mg. r<br />

ve-<br />

scovo ivi presente, il quale <strong>di</strong> falli ritor-<br />

nato alla sua residenza ne emanò a loro<br />

favore il rescritto ne'seguenti termini, e-<br />

sprimenti anche il luogo ove fu concessa,<br />

probabilmente essendo stata questa l'uni-<br />

ca volta che un Sommo Pontefice <strong>di</strong>spen-<br />

sasse le grazie a Tor Tre Ponti (ma Pio<br />

VI recandosi a Terrarina e alle Palu-<br />

<strong>di</strong> Pontine,*] fu più volte a veder le fib-<br />

briche della chiesa e con veri lo da lui e<strong>di</strong>fi-<br />

cati, e soleva alquanto trattenervisi per<br />

dare or<strong>di</strong>ni): Ex Au<strong>di</strong>entiaSSmi.habita<br />

sub <strong>di</strong>e 8 »m«i843 apud Tripontium,<br />

SSmus. benigne annuiiprò gratin juxla<br />

pelila ; mihique commi sii rescriptum efformare.Tarracinae<br />

i i maii iStf.Cuiklmus<br />

Episcojnis Tarracinae, Seliacet<br />

VEL 107<br />

PriVe/vii. Delle due concessioni feci memoria<br />

parlando delle Palu<strong>di</strong> Pontine.\n Tor<br />

Tre Ponti ebbero finalmente 1' onore <strong>di</strong><br />

baciare il piede al Papa i religiosi france-<br />

scani ri forma ti che <strong>di</strong> mora no nel coi» vento<br />

<strong>di</strong>s. Francesco <strong>di</strong> Semionda. Il protettore<br />

principale de' sermonetani è s. Giusep-<br />

pe sposo <strong>di</strong> Maria Vergine, cui è intito-<br />

lata un'altra chiesa, nella (piale primeg-<br />

gia la cappella de' Caetani <strong>di</strong>pinta superbamente<br />

a fresco dal concitta<strong>di</strong>no Sicciolanle,<br />

ed esprime la Creazione d'Adamo<br />

e d'Eva, questa ingannata dal serpente,<br />

la Flagellazione del Redentore,la Senten-<br />

za contro <strong>di</strong> lui pronunziata da Pilato, la<br />

sua salita al Calvario, la Crocefissione,<br />

la Resurrezione, e altre figure. In mezzo<br />

a tutti questi <strong>di</strong>pinti siede la B. Vergine,<br />

cui da' Caetani fu intitolata la cappella.<br />

Vi souo altre due chiese, una delle quali<br />

è sagra a s. Francesco d'Asisi sul colle a<br />

levante fuori <strong>di</strong> porta del Pozzo, e quella<br />

de'cappuecini delta della Madonna della<br />

Vittoria,ove s'ammira un bel monumen-<br />

to sepolcrale con ornati <strong>di</strong> metallo rap-<br />

presentanti busti e trofei militari, e lo stemma<br />

del celebre Onorato Caetani duca <strong>di</strong><br />

Semionda ivi sepolto,che tanto si <strong>di</strong>stin-<br />

se nella battaglia <strong>di</strong>Lepanto,morto poi nel<br />

i5o,2.Che il monumento è nella chiesa de'<br />

cappuccini lo afferma Marocco, e ripor-<br />

tando le lapi<strong>di</strong> antiche e moderne <strong>di</strong> Ser-<br />

moneta, lo conferma nel riprodurre quel-<br />

la <strong>di</strong> Onorato, Eques Velleris Aurei,<br />

fiat in classe pontificia universi pe<strong>di</strong>ta-<br />

tus capitaneus generali.s. Però il princi-<br />

pe Massimo nella 2.* Relazione, avendone<br />

fatto cenno, crede esistere il sepol-<br />

cro nella chiesa <strong>di</strong> s. Francesco de' re-<br />

ligiosi riformati. A conciliare la <strong>di</strong>scre-<br />

panza delle due asserzioni osserverò, che<br />

il convento de' cappuccini e la chiesa <strong>di</strong><br />

s. Maria della Vittoria furono lasciati<br />

da tali religiosi, e forse saranno in essi<br />

subentrati i minori osservanti riformali,<br />

denominandosi la chiesa <strong>di</strong> s. Fran-<br />

cesco da' francescani che l'ufficiano. Il<br />

Contatole, De historia Terraci/iensi t


io8 VEL<br />

stampata nel 1706, ragiona <strong>di</strong> Serrnoneta<br />

a p. 18 e 426, ove <strong>di</strong>ce esservi due<br />

parrocchie, varie confraternite <strong>di</strong> secola-<br />

ri, e tre conventi <strong>di</strong> francescani, cioè de'<br />

conventuali, zoccolatiti o minori osser-<br />

vanti, e de* cappuccini; il monastero de'<br />

monaci <strong>di</strong> s. Bernardo; e la chiesa prin-<br />

cipale e collegiata <strong>di</strong> s. Maria con 12 ca-<br />

nonicie l'arciprete<strong>di</strong>gnità.Di tali conventi<br />

e monastero ne fece menzione anche<br />

il Ricchi nel 1713. E<strong>di</strong>o notai nel voi.<br />

LXI, p. 4'2 ) che in conseguenza dell'or<strong>di</strong>-<br />

nato nel 1821 da Pio VII al ven. can.<br />

Del Bufalo, questi aprì una casa in Sermoneta<br />

alla sua congregazione del Sangue<br />

preziosissimo, Si legge a p. 1029 del<br />

Giornale <strong>di</strong> Roma del 1857, che a* 24<br />

e 23 ottobre si festeggiò in Sermoneta<br />

con <strong>di</strong>vota pompa la solennità <strong>di</strong> Maria<br />

ss. della Vittoria, il <strong>di</strong> cui pro<strong>di</strong>gioso si-<br />

mulacro si venera nell'insigne chiesa col<br />

legiata <strong>di</strong> s. Maria, perciò sontuosamen-<br />

te parata. E che il comune essendo stato<br />

fin dal precedente giugno da mg/<br />

Mertel ministro dell'interno fatto vice-<br />

governo, volle in questa occasione solen-<br />

nizzare ancora l'inaugurazione del palaz-<br />

zo governativo coll'innalzamenlo degli<br />

slemmi pontificio e comunale, sulla fac-<br />

ciata <strong>di</strong> detto palazzo, fra il suono de'<br />

musicali concerti e delle campane, e lo<br />

sparo de' mortai i. V<br />

intervenne mg. r<br />

Luigi Giordani delegato apostolico del-<br />

la provincia <strong>di</strong> Marittima, che prese al-<br />

loggio nel furie Caetani, il quale nel dì<br />

seguente celebrò la messa solenne nella<br />

collegiata <strong>di</strong> s. Maria, accompagna-<br />

la da musica vocale e istruraentale; nel-<br />

la processione eh' ebbe luogo, v' inter-<br />

vennero le numerose confraternite , i<br />

religiosi osservanti e il clero secolare.<br />

Nella sera s'incen<strong>di</strong>arono fuochi artificia-<br />

li, e n>g. r<br />

delegato prima <strong>di</strong> partire ono-<br />

rò <strong>di</strong> sua presenza il palazzo d'abitazio-<br />

ne del priore comunale Francesco Pizi,<br />

e gradì un'apposita refezione. Dichiara<br />

il Theuli che l'o<strong>di</strong>erna Sermoneta suc-<br />

cesse all'aulica Sulmona città volsca, <strong>di</strong>-<br />

VEL<br />

versa da Sulmona (P\) patria d'Ovi<strong>di</strong>o<br />

ne' Peligni. Ne fa menzione Plinio, e<br />

Virgilio due volte ne\V Eneide, massime<br />

per avere Enea fatto spietata vendetta<br />

per la morte <strong>di</strong> Pattante, per cui fece<br />

bruciar vivi sul rogo <strong>di</strong> quel principe<br />

4 giovani <strong>di</strong> Sulmona, e altrettanti <strong>di</strong><br />

Torri Bianche città sulle sponde dell'IT<br />

ferite poco lungi da Giostra. Dice il Contatore,<br />

che sarebbe meglio chiamarla<br />

Sulmoneta, come giu<strong>di</strong>ca il Gluverio,<br />

per ritenerla essere la Sulmona città del-<br />

l'aulico Lazio <strong>di</strong> cui parlano Plinio e Vir-<br />

gilio, ossia originata da essa, perchè l'an-<br />

tica fu <strong>di</strong>strutta dalle guerre antiche, come<br />

narra il medesimo Plinio, senza che<br />

ne rimanga vestigio, come notò il Bie-<br />

chi, per la sua completa desolazione. Tut-<br />

tavia dopo tanti secoli si riconosce esse-<br />

re surla nel sito che ora <strong>di</strong>cesi Sermone-<br />

ta Pecchia, dove ne' latiboli più sotter-<br />

ranei negli scavi si rinvennero avanzi del-<br />

la <strong>di</strong>strutta Sulmona. Il car<strong>di</strong>nal Corra-<br />

<strong>di</strong>ni annovera i sulmonesi tra' 53 popoli<br />

del Lazio depredati senza esserne restato<br />

vestigio; il Baudrand <strong>di</strong>ceche Salme<br />

oppidum Volscorumin Latio interiisse,<br />

et in eius ruinis extructum fuit Salme<br />

novum. Il Nicolai è <strong>di</strong> parere, che Sulmona<br />

non molto <strong>di</strong>stante da Norba sem-<br />

bra che fiorisse prima della fondazione <strong>di</strong><br />

Roma. Distrutta la città, nello stesso site<br />

ritiene fabbricato il castello nominale<br />

Sermoneta, Sirmineto e Sulmoneta.<br />

si meraviglia come negli antichi auto-<br />

ri non si rinvenga memoria alcuna d'una<br />

delle più vetuste città del Lazio. I sermo-<br />

netani coltivando la parte superiore del<br />

territorio delle Palu<strong>di</strong> Pontine, e rice-<br />

vendo danni gravi e frequenti dall'allagamento<br />

del le ai edesi aie, avendo pensato<br />

seriamente <strong>di</strong> frenarlo colla costruzione<br />

<strong>di</strong> certi argini, sostennero più volte lite<br />

con que'<strong>di</strong> Sezze (f / -) i quali temendo<br />

ì<br />

clie l'acque venissero a stagnare sul ter-<br />

ritorio loro, non vollero mai permeitele<br />

<strong>di</strong>e fossero altrove rivolte, come può ve-<br />

dersi nel Nicolai che <strong>di</strong>ffusa. mente ne trai-<br />


VEL<br />

t«» nella classica opera, Dc'bonificamrn'<br />

ti delle Terre Pontine, corredata d' o-<br />

gni genere <strong>di</strong> documenti, piante topogra-<br />

fiche,profili ec. Su questo importante ar-<br />

gomento, che più volte fece guerreggiare<br />

setini e sermonetani, prendendovi parte<br />

i popoli convicini, nell'archivio <strong>di</strong> Sezze<br />

si conservano interessantissimi documen-<br />

ti. L'imperatore Federico II, nemico del-<br />

la Chiesa e <strong>di</strong> papa Gregorio IX, fra' luo-<br />

ghi sui quali sfogò il suo o<strong>di</strong>o uno fu la<br />

città <strong>di</strong> Sora (f.) che <strong>di</strong>strusse ripetu-<br />

tamente, onde molti soraui privati della<br />

patria passarono in Semionda, <strong>di</strong> cui al-<br />

lora si compirono le pubbliche mura. In-<br />

<strong>di</strong> cominciarono le conlese intorno a' con-<br />

fini <strong>di</strong> territori -<br />

! <strong>di</strong> Sezze, <strong>di</strong> Ninfa, <strong>di</strong> s.<br />

Donato (castello posto tra il Foro Appio,<br />

Circello e Astura, che durò fino al i 3oo<br />

e quin<strong>di</strong> si sommerse senza lasciar <strong>di</strong> se<br />

memoria, ed un fiumicello portò il suo<br />

nome), e <strong>di</strong> Sermoneta. Innocenzo Fazzi<br />

con <strong>di</strong>ssertazione <strong>di</strong>fese Bonifacio Vili e<br />

i suoi parenti Caetani, incolpati dal Cor-<br />

re<strong>di</strong>ni d'aver promosso le prime <strong>di</strong>ssensioni<br />

fra' sez/esi e i sermonetani, <strong>di</strong>mo-<br />

strando che le reciproche doglianze intor-<br />

no a' detti confini rimontano al 1270.,<br />

nella quale epoca le nominate terre non<br />

erano venute in dominio de' Caetani. Di<br />

fatti, nell'archivio Vaticano esiste l'infor-<br />

mazione <strong>di</strong> Gio. Francesco de Rossi :<br />

Terraeinensis super Castris Sermone-<br />

tae, Bassiani, s. Donati, Nymphae, ac<br />

Normarum. Dal trasunto fatto in Fon-<br />

<strong>di</strong> e riportato nel corpo dell' informazio-<br />

ne, apparisce che Sermoneta, Bassiano e<br />

s. Donato a' 29 aprile 1297 si compra-<br />

rono a favore <strong>di</strong> Pietro Caetani Gaetani<br />

nipote <strong>di</strong> Bonifacio Vili, dal car<strong>di</strong>nal<br />

Pietro ValerianoDuraguerra <strong>di</strong> Piperno<br />

<strong>di</strong>acono <strong>di</strong> s. Maria Nuova per la somma<br />

<strong>di</strong> 17,000 fiorini d'oro, e che a' 4 otto-<br />

bre 1298 il contratto fu approvato da<br />

Bonifacio Vili. I beni che appartenevano<br />

ad Annibaldo e a Giovanni figlio <strong>di</strong><br />

Pietro Annibal<strong>di</strong>, si acquistarono a van-<br />

taggio del medesimo Pietro Caetani dal<br />

VEL 109<br />

car<strong>di</strong>nal Francesco Caetani altro nipote<br />

del Papa per 34>ooo fiorini d'oro a' 16<br />

giugno 1297. Di nuovo i beni toccati in<br />

sorte a Francesca vedova d'Andrea Annibal<strong>di</strong>,<br />

e tutrice de' figli Nicolò e Anni-<br />

baldo, si venderonoa'due mentovali car-<br />

<strong>di</strong>nali in favore del medesimo Pietro Cae-<br />

tani per 18,000 fiorini d'oro nel i.° lu-<br />

glio dello stesso anno. I beni poi de' fra-<br />

telli Lorenzo e Riccardo Annibal<strong>di</strong> pas-<br />

sarono in dominio <strong>di</strong> Pietro Caetani nel-<br />

la stessa maniera collo sborso <strong>di</strong> 1 7,000<br />

fiorini a' 2 3 settembre del suddetto an-<br />

no. A questi si aggiunsero gli altri posse-<br />

duti da Nicolò Annibal<strong>di</strong>, cui si pagaro-<br />

no 20,000 fiorini a' 23 novembre del<br />

memoralo anno. Oltre a ciò Pietro Cae-<br />

tani, per <strong>di</strong>venir padrone del castello e<br />

territorio <strong>di</strong> Ninfa, spese 200,000 fiori-<br />

ni d'oro 1' 8 settembre 1298, porzione<br />

ricevendone a titolo <strong>di</strong> feudo da Bonifa-<br />

cio Vili nel i3oo. Se dunque, come so-<br />

stiene il Fazzi, i sezzesi e i sermonetani<br />

contendevano fra lorope' confini del ter-<br />

ritorio prima che la famiglia Caetani venisse<br />

in possesso de' nominati paesi, non<br />

si potrà più quin<strong>di</strong> trarre congettura per<br />

tacciare Bonifacio Vili. Questo Papa infeudò<br />

a' Caetani Sermoneta, Norma,Nin»<br />

fa, Bassiano e s. Donato, al riferire <strong>di</strong> Castellano<br />

e Marocco. Pare a mg. r<br />

Nicolai<br />

molto verosimile, che in un terreno assai<br />

facile per natura e tendente a impaluda-<br />

re, e spesso rivolto e smosso pe' lavori<br />

fattivi, i fiumi abbandonati al loro im-<br />

peto per la infelicità de' tempi e per la<br />

negligenza delle popolazioni,da loro stes-<br />

si abbiano altrove pagato il corso dell'ac-<br />

que lasciando gli antichi alvei ; e colle<br />

frequenti inondazioni mutando l'aspetto<br />

del suolo, abbiano <strong>di</strong>strutto e confuso<br />

il confine de' territori!. Il che apparirà<br />

più ancora cre<strong>di</strong>bile, ove si l'iflelta che<br />

le medesime ragioni posero già Tcrraeina<br />

in lite con Piperno, narrata dallo<br />

stesso Nicolai. Col dominio <strong>di</strong> Sermone-<br />

ta passarono a Pietro Caetani anche le<br />

conlese de' sei mondani co' sezzesi; on-


no VEL<br />

d'egli nell'anno dopo la compra della si-<br />

gnoria, cioè nel 1 299,<br />

venne a concor<strong>di</strong>a<br />

co' sezzesi con islipulare solenne istrumento<br />

<strong>di</strong> <strong>di</strong>visione, cui Bonifacio Vili<br />

aggiunse forza e autorità nel i3oo colla<br />

pontifìcia sanzione. In tale allo è chiamalo:<br />

Magnificila vir Dominus Petrus<br />

Cajctanus Domini Papa?. Nepos t Co-<br />

ntèa Casertanusel Dominus Castroruni<br />

JXymphac, Sermonelae, et s. Donati. II<br />

Nicolai poi racconta come iCaetani si op-<br />

posero a'iavori de' sezzesi per asciugare i<br />

loro terreni dall' acque delle Palu<strong>di</strong> Pon-<br />

tine, e le ostinate contese co' medesimi ;<br />

che co' sertnonelaui ottennero d' asciu-<br />

gare a proprie spese i loro terreni dalle<br />

acque stagnanti; e che volendo ristora-<br />

re il porlo <strong>di</strong> Paola presso il loro feudo<br />

<strong>di</strong> s. Felice ( F.), furono impe<strong>di</strong>ti nel bel<br />

<strong>di</strong>segno. In quell'articolo narrai l' acquisto<br />

che ne fece nel i3oi il medesimo<br />

Pietro Caetani, colla sua rocca, vassalli,<br />

territorio, col mero e misto impero, cou<br />

il lago <strong>di</strong> Paola, acquisto anch' esso ap-<br />

provalo da Bonifacio Vili, in uno a<br />

quello degli altri feu<strong>di</strong> e beni posti nelle<br />

provincie <strong>di</strong> Marittima e Campagna,<br />

che ivi nominai, inclusivamenle e Gavi-<br />

gnanoeCarpineto;ai ticolo in cui vi sono<br />

<strong>di</strong>verse notizie de' Caetani. Nel 1 378 Onorato<br />

Caelani sianole <strong>di</strong> Semionda, <strong>di</strong><br />

Ninfa e <strong>di</strong> Bassiano, conte <strong>di</strong> Fon<strong>di</strong> (/' .),<br />

accolse in tal città i car<strong>di</strong>nali scismatici<br />

ribelli al Pontefice t7W>


V E L<br />

similmente confiscali i loro beni, colla<br />

bollii Rrgnans in Excelsis. Con ulti a<br />

bolla de' i\ dello stesso mese, il Papa<br />

sottopose all'interdetto ecclesiastico Ga-<br />

lestrina, Castel Nuovo, Zugarolo, Galle-<br />

se, l'enne, Pazzaglia, s. Gregorio, Gal-<br />

licano e le altre tene e luoghi possedu-<br />

ti da' due Colonnesi scomunicati. Nel<br />

tempo stesso promulgò contro <strong>di</strong> loro la<br />

crociata. Formossi quin<strong>di</strong> un esercito<br />

composto <strong>di</strong> milizie romane, 2000 caval-<br />

li pontificii e varie truppe napoletane, il<br />

quale asse<strong>di</strong>ò inutilmente Palestrina sino<br />

al principiar dell'inverno, ed intanto<br />

devastò le circonvicine campagne. Sul<br />

principio però del i4°' ' l' ue Colonne-<br />

si preseutaronsi in Roma a Bonifacio IX,<br />

confessarono i loro delitti, ne chiesero<br />

perdono, promisero con giuramento d'ub-<br />

bi<strong>di</strong>re agli or<strong>di</strong>ni pontificii, ed ottennero<br />

piena assoluzione e reintegrazione nello<br />

stato in cui erano precedentemente. Nel-<br />

lo stesso i/foi e colla medesima clemen-<br />

za, Bonifacio IX assolvette Giacomello<br />

Caetani, figlio del defunto Onorato con-<br />

te <strong>di</strong> Fon<strong>di</strong>, e liberalmente gli restituì<br />

Sermoneta, Bassiano e Ninfa, castelli che<br />

per la ribellione del padre erano stati<br />

confiscati e incamerati. Apprendo dal<br />

principe Massimo, Relazione del viaggio<br />

<strong>di</strong> Gregorio XVIa s. Feliee, che Onoralo<br />

Il Caetani conte <strong>di</strong> Fon<strong>di</strong> neh 4^2<br />

ricevette in Sermoneta l'imperatore Fe-<br />

derico 111, coronato in Roma da Nicolò<br />

V,con altri <strong>di</strong>stinli personaggi, trattan-<br />

dolo con tale gran<strong>di</strong>osità e magnificenza,<br />

che l'imperatore gli fece in pubblico un<br />

elogio col chiamarlo meritamente Ono-<br />

rato non solo <strong>di</strong> nome, ma ancora <strong>di</strong> fat-<br />

to. Trovo in Marocco, che l'imperatore<br />

coll'imperatrice Eleonora sua sposa per-<br />

nottarono nell'ospizio de' cappuccini <strong>di</strong><br />

Sermoneta. Inoltre Onorato II più tar-<br />

<strong>di</strong> in Sermoneta vi <strong>di</strong>ede eguale trattamento<br />

alla duchessa <strong>di</strong> Calabria, figlia<br />

del duca <strong>di</strong> Milano, moglie del duca poi<br />

Alfonso II re <strong>di</strong> Napoli. Nel castello <strong>di</strong><br />

Sermoneta Ouoiato 11 più volle ospitò<br />

V E L in<br />

splen<strong>di</strong>damente vari nunzi e commissari<br />

della s. Sede, ed altri gran signori. Ezian-<br />

<strong>di</strong>o nell'articolo s. Felice raccontai col<br />

principe Massimo, che Alessandro VI<br />

Borgia cercando d'innalzarla propria fa-<br />

miglia sulle rovine delle gran<strong>di</strong> case <strong>di</strong><br />

Roma e dello stato, e prendendosela Off<br />

con l'ima or con l'altra, non tardò a tro-<br />

var motivi <strong>di</strong> togliere a' Caetani i loro<br />

beni, e confiscarne i feu<strong>di</strong> che possedeva-<br />

no nello stato pontificio, i quali <strong>di</strong> suo<br />

or<strong>di</strong>ne furono dalla camera apostolica<br />

venduti per 80,000 ducati d'oro alla pre-<br />

<strong>di</strong>letta sua figlia Lucrezia Borgia prin-<br />

cipessa <strong>di</strong> Salerno. Questi feu<strong>di</strong> erano Sermoneta,<br />

Bassiano, Ninfa, Norma, Teve-<br />

re, Cisterna, s. Felice e s. Donato, co' lo-<br />

ro territorii, fortezze e altre pertinenze,<br />

col mero e misto impero e con tutte le<br />

giuris<strong>di</strong>zioni ; e l'istromento fu stipulato<br />

a' 12 febbraio i5oo nel palazzo Vatica-<br />

no, ove erasi perciò riunita la camera a-<br />

postolica, composta in allora da' prelati<br />

Pietro arcivescovo <strong>di</strong> Reggio governato-<br />

re <strong>di</strong> Roma, Francesco Borgia tesoriere,<br />

Sinolfo <strong>di</strong> Castro vescovo <strong>di</strong> Chiusi, Domenico<br />

Capranica, Ottaviano vescovo <strong>di</strong><br />

Mariana, Adriano protonotario apostoli-<br />

co, Ventura Bonassai, presidenti e chie-<br />

rici <strong>di</strong> camera. Narra il Ratti, Della famiglia<br />

Sforza ,1. 1 ,p. 382,che Alessandro<br />

VI Borgia avea infeudato a vita <strong>di</strong> Nepi<br />

e <strong>di</strong> Anlicoli nella Campania il car<strong>di</strong>nal<br />

A Scanio Sforza, ma però non ne godè sino<br />

alla morte, poiché tale Papa qualche<br />

anno dopo gli ritolse il suo dono. Tanto ri-<br />

levasi dalla sua bolla del 1."ottobre 1 5oo,<br />

colla quale approva la donazione fatta da<br />

sua figlia Lucrezia Borgia, allora duchessa<br />

<strong>di</strong> Bisceglia, a Roderico e Giovanni<br />

suoi figli, il i.° <strong>di</strong> due e l'altro <strong>di</strong> tre anni,<br />

della città <strong>di</strong> Nepi, della terra <strong>di</strong> Sermoneta<br />

con altri molti luoghi e terre, unendovene<br />

lo slesso Papa moltissime altre<br />

confiscate a' Colonuesi, Savelli, Estoule-<br />

ville e altri signori romani, ed innalzan-<br />

do allora al titolo <strong>di</strong> ducato per la prima<br />

volta Sermoneta a favore <strong>di</strong> Roder!-


ita VEL<br />

co, elYepi a favore <strong>di</strong> Giovanni. Nelln <strong>di</strong>-<br />

"visione che fece lo slesso Papa delle sud-<br />

dette città e tene fra' due suoi nipoti è<br />

couipresoanche il castello <strong>di</strong> Anticoli. Ecco<br />

le parole della bolla, dalla quale ap-<br />

parisce <strong>di</strong> qual ricco e vasto paese fosse-<br />

ro investiti i due fanciulli Borgia dall'avo<br />

Alessandro VI. » Bona vero omnia<br />

supra<strong>di</strong>cta, videlicet ci vitates, castra, op-<br />

pida, terrae, et loca, quorum alirpia suut<br />

expressa, et <strong>di</strong>visa, hic propriis duxituus<br />

exprimenda vocabùlis, et in bunc, qui<br />

sequilur, modum inter Rodericum Borgiam<br />

de Aragonia Bisselli ducem,et Joannem<br />

eliam de Borgia domicellum romanum<br />

praefatos <strong>di</strong>videnda, videlicet Sermonetam,<br />

Castrum Bassiani, tenutam<br />

Nimphae, Noruaarum, Riverae, Cister-<br />

nae, s. Felicis, s. Donati, civitatem Al-<br />

bani, Neptunum, Ardeam,Civilatem Laviniain,<br />

Nemum, Genzanum, Castrum<br />

Candulphi, Boccam Ghtugam, Sonnimim,<br />

s. Laurentium, Cicclianum, Poffi,<br />

Vallem Cursam, s. Stepbanum, Montem<br />

s.Joannis,Strangulagallum,Salvateiiam,<br />

JulianumjCastiumBiparum, Arrena riam<br />

Koderico pio se, suisque haere<strong>di</strong>bus, et<br />

successoribus, ci vitates vero Nepesinaoi,<br />

Prenestinam, Arignanum, Castrum Novum,<br />

Genezanum, Pallianum, Cainutn,<br />

Marenum, Boccam Papae, Frascatum,<br />

Montem Campatrum, Roccam Priorem,<br />

Montem Fortinum, Zagarolam, Boccam<br />

Ranarum, Capranicam, s. Juslum, Piscianum,<br />

Cecilianum, Olebanum, Ranchatum,<br />

Turrim Mallbei, Surronum, Pillium<br />

, Anticulum Campaniae, Turrim<br />

Trivigliarn, Ttiviglianum, Vicum, Col-<br />

lem l'ar<strong>di</strong>. Supinum,Morellum, Scuroulum,<br />

Pedelucum cum ejusLacu,seu jus<br />

tertii me<strong>di</strong>i Montis Alti, me<strong>di</strong>etatae te-<br />

nutile Saxi,quara bo. me. car<strong>di</strong>nali» Jo.<br />

Bapt. de Sabellis, dtim in humanisage-<br />

bat, tenebat, et possidebat, ac Ricciam<br />

Joanni Borgiae etiam prò se, liberis, hae-<br />

re<strong>di</strong>busque, et successoribus suis prae-<br />

fatis in perpetuum, ut supra <strong>di</strong>ximus,<br />

donamus,couce<strong>di</strong>mus,etassignauiusmo-<br />

VEL<br />

do et forma premissis <strong>di</strong>videntes, etc. "<br />

Noterò che i suddetti Roderico e Giovan-<br />

ni erano nati da Lucrezia e dal marito<br />

d. Alfonso d'Aragona duca <strong>di</strong> Bisceglia e<br />

figlio naturale d'Alfonso 11 re<strong>di</strong> Napoli,<br />

che nel i5oo fu assassinato nel proprio<br />

letto della moglie dal fratello <strong>di</strong> questa il<br />

famoso Cesare Borgia duca <strong>di</strong> Valenza<br />

(V.) <strong>di</strong> Francia o del Valenlinois, come<br />

corse la fama; anzi il Novaes fra le illu-<br />

stri viltimedella crudeltà dello stesso Ce-<br />

sare vi annovera i Caetani. Il eh. Beu-<br />

inont, Della <strong>di</strong>plomazia italiana, libro<br />

pubblicato nel j 807, con Marin Sanuto<br />

racconta. Lucrezia prima era in grazia<br />

del Papa suo padre, ma poi <strong>di</strong>minuì l'amore<br />

per essa, probabilmente in seguilo<br />

alle lagnanze sue per l'uccisione del ma-<br />

rito procurata da Cesare, onde Alessandro<br />

VI la mandò a Nepi, e le <strong>di</strong>e Sermt<br />

neta, rocca e terra de'Caelani, che gli ce<br />

sto 80,000 ducali, benché Cesare gliel<br />

tolse,<strong>di</strong>cendo:E donna, non la potrà mai<br />

tenere. Pare probabile che i Caetani 01<br />

pressi si unissero a'Colonnesi ed a'Save<br />

li, imperocché leggo nell'annalista Rinal<br />

<strong>di</strong> e nel Coppi, che Alessandro VI si ni<br />

a' francesi contro Federico I re <strong>di</strong> Na<br />

poli, che chiamava i turchi a stermini<br />

d'Italia, per questo parteggiando i Color<br />

nesi. 11 Papa adunalo un esercito usci<br />

in Campagna a' 17 luglio i5oi, facendo<br />

1' ufficio <strong>di</strong> capitano generale, espugnò<br />

<strong>di</strong>verse loro terre^ e soggiogò colla pre-<br />

senza sua Semionda ed altri luoghi de<br />

Colonnnesi o occupati da loro. Ma il Bau-<br />

co <strong>di</strong>ce semplicemente che il Papa vi si<br />

recò a vedere il nuovo acquisto a' 3 1 lu-<br />

glio e ne partì a' 3 agosto. In<strong>di</strong> Alessan-<br />

dro VI a' 20 agosto pubblicò una bolla 1<br />

<strong>di</strong> scomunica contro i Colonnesi ed i \<br />

favelli, <strong>di</strong>chiarandoli rei <strong>di</strong> lesa maestà l<br />

e privandoli de'loro beni. Poscia con altra<br />

bolla de' 17 settembre Alessandro VT<br />

<strong>di</strong>vise le terre ed i castelli confiscati ti<br />

suoi figli e nipoti. Dipoi morto il Papa;<br />

i8agostoi5o3, i Colonnesi ricuperaroi<br />

le loro terre, e si pacificarono con Cesa


VE L<br />

re, il quale gl'invito a tornare negli stali<br />

propri, e restituì loro le fortezze da A-<br />

lessandro VI con gran<strong>di</strong> spese restaurate<br />

e ampliate. Il Cancellieri, Lettera sulla<br />

spaile de'pia celebri sovrani e generali,<br />

racconta della famosa Spada (V.) <strong>di</strong> Ce-<br />

sare Borgia, che pervenuta in potere <strong>di</strong><br />

mg/ Onorato Caetani, questi si propo-<br />

se <strong>di</strong> collocarla nella rocca <strong>di</strong> Sermoneta,<br />

dal Borgia asse<strong>di</strong>ata ed espugnata, e per<br />

averla impugnata contro i Caetani colla<br />

morte <strong>di</strong> vari <strong>di</strong> essi. A tale effetto inca-<br />

ricò'il gesuita p. Caetani <strong>di</strong> formarne l'i-<br />

scrizione, e questi nel 1790 la .sottopose<br />

alla revisione <strong>di</strong> Cancellieri, il quale la<br />

riprodusse del seguente tenore, sebbene<br />

non fu messa in opera perchè la spada re-<br />

stò presso il defunto duca d. Enrico Cae-<br />

tani padre del vivente d. Michelangelo<br />

duca <strong>di</strong> Sermoneta,benemerito colonnello<br />

<strong>di</strong>rettore e comandante de' Pompieri<br />

(Z7 .) pontificii, il quale è l'attuale proprielario'della<br />

medesima. Gla<strong>di</strong>us quem<br />

heic appensum hospes adspicis - Cae-<br />

saris Borgiae Valentini dncis olirtifiat<br />

Sermonetanorum sanguine cruentatus -<br />

Ne arnplius desaevìrel- Mulierum Cammillae<br />

quondam suae virtutem- Aenni-<br />

lanlium - Ingentes praestitere animi -<br />

Curante autem Honorato Caietano -<br />

Ex Sermonetae ducibus - In huius ar-<br />

ci* armamentario est conlocatus - JYul-<br />

libi melius- Ubienim saevierat- Ibi in-<br />

decora rubigine consumendus - Ad perenne<br />

iniquae aggressionis Caesarianae-Et<br />

egregiae Sermonetanorum - In<br />

snos Caietanos principes voluntatis -<br />

Monumentimi. Anche l'annalista Mura-<br />

tori all'anno i5oi riferisce, che Alessan-<br />

dro VI si portò in persona all'asse<strong>di</strong>o <strong>di</strong><br />

Sermoneta. Questa poi con altri posse<strong>di</strong>menti<br />

tornò in potere de' Caetani me-<br />

<strong>di</strong>ante bolla pubblicata da Giulio II nel<br />

i5o4, della quale si legge un brano nel<br />

Nicolai, in cui seno nominati Giacomo<br />

e Guglielmo Caetani; così s. Felice ed al-<br />

tri feu<strong>di</strong>, me<strong>di</strong>ante breve dello slessoGiu-<br />

Ho li de' 3 gennaio i5o6, in favore <strong>di</strong><br />

vol. LXXXIX.<br />

-<br />

VEL n3<br />

Guglielmo Caetani figlio del suddetto<br />

conte <strong>di</strong> Fon<strong>di</strong> Onorato li defunto nel<br />

1478. Sermoneta nel i536 a' 3 aprile<br />

fu onorata dalla presenza del possente<br />

imperatore Carlo V,che si recava a Roma,<br />

e ne visitò la chiesa principale.Altrettanto<br />

fece Papa Gregorio XIII a' ^settembre<br />

«576, e P imparo da Marocco.<br />

Nel Discorso pubblicato con note dal eh*<br />

prof. Paolo Mazio, Giornale Arca<strong>di</strong>co,<br />

t. 6, p.179 della nuova serie, però si leg-<br />

ge : » Che Gregorio XIII rimproverò<br />

Pirro Caetani della sua in<strong>di</strong>fferenza nel<br />

tollerare che i ban<strong>di</strong>ti e masna<strong>di</strong>eri si<br />

rifugiassero nelle sue terre feudali". Riporta<br />

Calindri, che il successore Sisto V<br />

<strong>di</strong>chiarò Sermoneta città ducale. Vuo-<br />

le Novaes, ed anche Rauco, che questo<br />

Papa nel suo viaggio alle Palu<strong>di</strong> Ponti-<br />

ne per promuoverne il cominciato <strong>di</strong>seccamento,<br />

fosse pure andato in Sermone-<br />

ta ; ma il Nicolai non ne fa parola, ben*<br />

sì <strong>di</strong>ce che nell'ottobre 1589 nel ritor-<br />

no da' paesi Pontini fu ricevuto da' du-<br />

chi Gaelani in Cisterna, con ogni sorta<br />

d' onore e d' ossequio, e quin<strong>di</strong> si ricon-<br />

dusse sollecito a Roma. Però leggo nel p.<br />

Tempesti, Storia <strong>di</strong> Sisto V, I. 2, p. 65,<br />

che tornato in Roma a' i5 ottobre rac-<br />

contò in concistoro d'aver fatto un viag-<br />

gio prospero, d'aver visitato Terracina,<br />

Piperno e Sermoneta ; <strong>di</strong>sse aver visita-<br />

to le spiaggie del mare, e Pavea conside-<br />

rate per assicurarsi se fossero idonee a fab-<br />

bricarvi importo, cioèa Terracina, per fa-<br />

vorire l'abbondanza e la pubblica utilità,<br />

ma temere che poi potesse servire <strong>di</strong> como<strong>di</strong>tà<br />

a'nemici per essere i luoghi abi-<br />

tati molto <strong>di</strong>scosti dal sito ove solamente<br />

si poteva costruire. In<strong>di</strong> soggiunse che<br />

que'popoli godevano tranquillità grande,<br />

non più molestati da'ban<strong>di</strong>ti. Imperocché<br />

il p. Maffei, Degli annali <strong>di</strong> Gregorio,<br />

XIII, t. 1, p. 70, fra' fuorosciti che nel<br />

suo pontificalo agitarono alcune Provin-<br />

cie dello stato papale, parla <strong>di</strong> quelli del-<br />

l' Abruzzo, e de' terrilorii <strong>di</strong> Veroli, <strong>di</strong><br />

Bauco e <strong>di</strong> altri della Campagna <strong>di</strong> Roma,<br />

8


n4 VEL<br />

anzi vicino a Roma stessa verso pure Ca-<br />

pranica e Nepi,che commette vano atrocissimi<br />

ladrocini'!. Contro quelli <strong>di</strong> Campagna<br />

Gregorio XI11 mandò il commissario<br />

Rhetica con 4oo fanti; e da Napoli venne<br />

spe<strong>di</strong>to il commissario Fata con i5o sol-<br />

dati, i due commissari si posero <strong>di</strong> concer-<br />

to fra loro per dar la caccia a quelle fiere<br />

armate. Il Muratori all'anno i585<br />

loda Gregorio XIII spirante solo clemenza<br />

e <strong>di</strong> lauta benignità, che forse gli<br />

venne attribuita a <strong>di</strong>fetto. Perciò <strong>di</strong>ce es-<br />

sere cresciuta la licenza e prepotenza in<br />

Roma, e dappertutto abbondando i ban-<br />

<strong>di</strong>ti e i sicari), e per quanto il Papa si a-<br />

doperasse a frenare tali <strong>di</strong>sor<strong>di</strong>ni, non gli<br />

veune fatto d'estirparli. Succeduto a lui<br />

Sisto, V, volle acquistare gran nome colla<br />

sola giustizia, col far tacere la clemenza,<br />

quasi virtù fomeutatrice de'caltivi; e l'e-<br />

sercitò con rigidezza inesorabile. Pertan-<br />

to si propose animoso <strong>di</strong> schiantar la<br />

mala razza de' ban<strong>di</strong>ti e de' malviventi,<br />

che specialmente passati dal regno <strong>di</strong><br />

Napoli nello stalo ecclesiastico, ed attnippali<br />

infestavano non solamente le vie ma<br />

le ville slesse, con ruba nienti, stupri, incen<strong>di</strong><br />

e assassini*!. Pubblicò il Papa una<br />

terribile bolla contro <strong>di</strong> costoro e <strong>di</strong><br />

chiunque desse loro favore o ricetto : po-<br />

scia mandò il car<strong>di</strong>nal Colonna nella<br />

provincia <strong>di</strong> Campagna con titolo <strong>di</strong> le-<br />

galo, e aliti simili car<strong>di</strong>nali in Bologna e<br />

in Romagna, acciocché con rigorosa giu-<br />

stizia rimettessero la pubblica quiete.<br />

Furono presi alcuni e giustiziati; Cui tieto,Marco<br />

Sciarra (del quale riparlerò nel<br />

paragrafo Cori) e altri capi <strong>di</strong> genie sì<br />

mal vaglia uscirono dallo slato ecclesia-<br />

stico; pure non si potè svellere del tutto<br />

quella gramigna. La bolla io qualche luo-<br />

go fu eseguita con lauto rigore, che la<br />

buona intenzione <strong>di</strong> Sisto V si convelli<br />

in manifesta crudeltà, facendosi morire<br />

madri e altri stretti parenti, per avere ri-<br />

cettato uua notte in casa i figli e i con-<br />

giunti, o per aver dato loro uua sola vol-<br />

ta da mangiare. Tanto il Muratori lite-<br />

VEL<br />

lisce all'anno i58ó. Narra il medesimo<br />

p. Tempesti nel t. i,p. i4o, che il sanguinario<br />

Quercino (il p.Maflei sunnomi-<br />

nato, nel t. 2, p. 357,lo chiama Prete da<br />

Quercino capo ladrone, il quale impunemente<br />

con gran quantità <strong>di</strong> malvagi scor-<br />

reva i luoghi, commettendo ogni sorta <strong>di</strong><br />

rapine e <strong>di</strong> vendette, nonché <strong>di</strong>sonestà.<br />

Col suo ar<strong>di</strong>re non dubitò <strong>di</strong> contraffar!<br />

la <strong>di</strong>gnità pontifìcia <strong>di</strong> Gregorio X Ili, nel<br />

l'assoluzione de'peccati e nella concessit<br />

ne delle grazie. Quel Papa deputò con-<br />

tro <strong>di</strong> lui mg.' Ougarese per commissa-<br />

rio generale con autorità suprema, insieme<br />

a 5oo fanti e 3oo cavalli) sacrilego<br />

duce <strong>di</strong> sica ri i li più spietati, si faceva<br />

chiamare, conforme racconta il Galesini,<br />

Re della provincia <strong>di</strong> Campagna, usui<br />

pandosi nome sì augusto in lutti gli e<strong>di</strong>t-<br />

ti, polizze e lettere che <strong>di</strong> sua mano fii<br />

mava. Ed era tanto accecato dalla su-<br />

perbia, che arrivò alla scellerata baldat<br />

za <strong>di</strong> proibire al vescovo <strong>di</strong> Anagni 1'<br />

sercizio della sua <strong>di</strong>gnità, comandando:<br />

clero ed alla <strong>di</strong>ocesi atterrita da'suoi cri<br />

delissimi scempi!, <strong>di</strong> riconoscere solamente<br />

prete Guerciuo come vescovo e come<br />

re. Incontratosi questo mostro presso Ter-<br />

racina con Antonio Caraffa, fratello del<br />

duca <strong>di</strong> Luceria, che ritornava da Roma,<br />

dopo aver prestata obbe<strong>di</strong>enza a Sisto V,<br />

lo spogliò affatto, rubandogli vestiineula,<br />

denari e viatico; e non fu poca umanità<br />

lasciare a lui ed a 'suoi la vita in donc<br />

Giunto a Terracina così assassinato, nu<strong>di</strong><br />

e mezzo morto, s'inorri<strong>di</strong>rono gli abitai<br />

ti, e ne fu spe<strong>di</strong>to rapidamente avviso ;<br />

Sisto V. Si strinse il cuore per compas-<br />

sione al Papa, e provvide tosto alle bi-<br />

sogna dell'oratore. Dopo essere stato ur<br />

poco acciglialo, <strong>di</strong>sse : Costui non inerit<br />

che gli facciamo tanto onore <strong>di</strong> mandar-<br />

gli contro soldati e sbirri, ma la noslr;<br />

bolla (Hoc nostri, riferita dal p. Tempe-<br />

sti, in cui rigorosamente si or<strong>di</strong>na a'ba-<br />

rooi de'luoghi,a'magistrali,a'comuni <strong>di</strong><br />

fare arrestare i malviventi, dovendosi da-<br />

re il segno a prender l'anni col suono del-


VEL<br />

le campane; infliggendo severe e terribi-<br />

li pene contro i fomentatori, ospitalieri e<br />

manutengoli <strong>di</strong> tali empii) lo acchiappe-<br />

rà. E <strong>di</strong>sse il vero ; poiché in pochi gior-<br />

nifu raggiunto, gli fu tagliato l'infame<br />

capo, e infilato in un palo, con una coro-<br />

na dorata in lu<strong>di</strong>brio, fu mandato velo-<br />

cissimamente a Roma, ed esposto in Ca-<br />

stel s. Angelo. I seguaci <strong>di</strong> questo <strong>di</strong>sgra-<br />

ziato si <strong>di</strong>spersero : 3o fuggirono nelle<br />

montagne d'Urbino, e vi restarono avve-<br />

lenati; altri furono giustiziati (impiccati<br />

e arrotati <strong>di</strong>ce il Novaes, nella Storia <strong>di</strong><br />

Gregorio XIII). Altri tentarono scam-<br />

po, ma pagarono sotto altri principi il fio<br />

<strong>di</strong> loro scelleratezze ; e così respirò la pro-<br />

vincia della Campagna, e quella spiag-<br />

gia rimase netta. Sisto V come severamente<br />

proibì a'presi<strong>di</strong> delle provi ncie <strong>di</strong><br />

dare ricetto a'ban<strong>di</strong>ti regnicoli, or<strong>di</strong>nando<br />

<strong>di</strong> consegnarli subito all' autorità re-<br />

gia, così permise a queste <strong>di</strong> perseguitarli<br />

nel dominio ecclesiastico, in qualunque<br />

luogo ancorché immune, non esclusi i<br />

monasteri. Di più. il p. Tempesti racconta<br />

a p. i49> che Sisto V fatto pubblicare uu<br />

rigorosissimo bando contro i ban<strong>di</strong>ti, la-<br />

droni e facinorosi, per la loro estirpazione,<br />

con premi <strong>di</strong> taglie, imme<strong>di</strong>atamen-<br />

te fu recata in Roma infilala in un palo,<br />

con dorata corona per lu<strong>di</strong>brio, la testa<br />

<strong>di</strong> un certo prete Ardeatino (il Novaes che<br />

ne parla nella Storia <strong>di</strong> Gregorio XIII<br />

Io chiamaGiovanni Valenti, facendo menzione<br />

d'altro capo <strong>di</strong> malviventi nominato<br />

Marinacelo, che il p. Martei chiama<br />

Marianaccio,e contro il quale ladrone in-<br />

viò nelle selve <strong>di</strong> Cerveteri un capitano<br />

con 3oo fantij,ladro scelleratissimo e prin-<br />

cipe <strong>di</strong> tutti i ladri, il quale debaccando<br />

specialmente nel Lazio, trattava i popoli<br />

con sì spietate barbarie cheavea sparso<br />

sommo terrore per ogni dove. Scorreva<br />

qua e là qual folgore questo infame si-<br />

cai io,aiutato da tanti <strong>di</strong> simil forfora, che<br />

sembrava impossibile potei lo arrestare<br />

colla forza o colle insi<strong>di</strong>e. La sua super-<br />

bia l'avea tanto accecalo, che ne' suoi e-<br />

o<br />

VEL n5<br />

<strong>di</strong>lli s'intitolava : Noi Giovanni falca-<br />

te alias Prete Ardeatino, esule peritis-<br />

simo, e fortissimo principe <strong>di</strong> tutta la<br />

spiaggia marina, e <strong>di</strong> tutta la regione<br />

montana. Usurpandosi quin<strong>di</strong> l'assoluta<br />

sovranità, si era formato la zecca, battendo<br />

monete colla sua impronta. Il car<strong>di</strong>nal<br />

Marc'Antouio Colonna legato <strong>di</strong> Ma-<br />

rittima e Campagna, Usò tutte le indu-<br />

strie per averlo vivo o morto nelle sue<br />

mani;ma conoscendo inutile ogni <strong>di</strong>ligenza,<br />

e dubitando d'essere rimproverato da<br />

Sisto V, prevenne questi, d'aver fatto<br />

tutto il possibile; onde per poterlo sicuramente<br />

arrestare non trovare altro mezzo<br />

più efficace della cooperazione d'una<br />

galera ben corredata, poiché lo scellera-<br />

to dopo la sconfìtta della masnada <strong>di</strong> prete<br />

Guercino.a vea imparato a sapersi meglio<br />

guardare, e stava in continuo moto dal<br />

mare in terra, da terra in mare, commettendo<br />

ovunque assassinamenti atroci. Fe-<br />

ce rispondergli Sisto V, non esservi bisogno<br />

la galera armata, ma l'esecuzione fe-<br />

dele <strong>di</strong> sua bolla avrebbe preso loscellera-<br />

to,ecosì fu.Venne preso, tronca lo il capo,e<br />

subitamente inviato aRoma(ilNovaes <strong>di</strong>ce<br />

ches'intitolava Redella Campagna Romana,<br />

e che il capo fu infilato in uu pa-<br />

lo con una coroua dorata in ischerno). [<br />

<strong>di</strong> lui seguaci ne'luoghi in cui furono ar-<br />

restati <strong>di</strong>vennero spettacolo a' popoli <strong>di</strong><br />

salutare terrore, poiché furono scanna ti o<br />

impiccati o arrotati, secondo 1' atrocità<br />

de' misfatti; e quin<strong>di</strong> rimasero nette le<br />

provincie <strong>di</strong> Marittima e Campagna <strong>di</strong> sif-<br />

fatte malvagie persone, non saziandosi i<br />

buoni <strong>di</strong> render grazie a Dio, perchè omai<br />

respiravano in pace e godevano la si-<br />

curezza delle facoltà, dell' onore e della<br />

vita. Pietro Galesini, nella Vita tnss. <strong>di</strong><br />

Sisto V,oe commendò altamente lo zelo,<br />

poiché non poteva fare sacrifizio più ac-<br />

cetto a Dio, che il perseguitare tali scel-<br />

lerati, secondo 1' opinione de' ss. Girolamo,<br />

Agostino e Ivo <strong>di</strong> Chartres. Nota il<br />

Muratori all'anno i5go, che Sisto V fre-<br />

nò l'insolenza e non ischiantò la razza de'


n6 VEL<br />

ban<strong>di</strong>ti, poiché buona parte <strong>di</strong> essa si ri-<br />

tirò ne'confini <strong>di</strong> Napoli e della Toscana,<br />

e un'altra continuò a infestar la Roma-<br />

gna. Crebbe il male dopo la morte <strong>di</strong> Si-<br />

sto V, massimamente perchè Alfonso Pie-<br />

colo/nini, duca <strong>di</strong> Monte Marciano, ca-<br />

duto in <strong>di</strong>sgrazia del granduca <strong>di</strong> Tosca-<br />

na, e con grossa taglia sulla sua testa per-<br />

seguitato dappertutto, si fece capo (nuovamente<br />

e ad onta che V avea perdonato<br />

Gregorio XI 11) de'masna<strong>di</strong>eri in Romagna,comrnetleudo<br />

frequenti assassinii col-<br />

le sue squadre <strong>di</strong> cavalli. Altrettanto faceva<br />

Marco Sciarla (dal Cotugno, Memo-<br />

rie <strong>di</strong> Fenafro, chiamalo abruzzese e famoso<br />

predatore dellaCampania nel 1 558,<br />

oltre il non meno famigerato Benedetto<br />

Mancone), altro capo <strong>di</strong> ban<strong>di</strong>ti e scelle-<br />

rati in Abruzzo con iscorrerefino alle por-<br />

te <strong>di</strong> Roma, bruciando casali ed esigendo<br />

contribuzioni. Unironsi poi insieme que-<br />

ste due esecrabili fazioni, recando incre-<br />

<strong>di</strong>bili danni. Per cui il viceré <strong>di</strong> Napoli<br />

spe<strong>di</strong> contro <strong>di</strong> loro 4>ooo soldati ; pas-<br />

sarono tutti in Campagna <strong>di</strong> Roma sul<br />

principio <strong>di</strong> <strong>di</strong>cembre. Il granduca inviò<br />

Camillo del Monte eoa 800 fanti e 200<br />

cavalli in traccia <strong>di</strong> essi. Da Roma andò<br />

ancora Virginio Orsini con 4oo cavalli.<br />

Fu asse<strong>di</strong>ato lo Sciarra co'suoi in un na-<br />

sale ; sopraggiunse il Piccolomini con cir-<br />

ca 600 cavalli e si venne a battaglia, iu<br />

cui ben 100 <strong>di</strong> que' malvagi furono ucci-<br />

si o presi ; gli altri col favore della notte<br />

si posero in salvo. Prosiegue il Muratori<br />

a narrare all' anno 1 5q i . In questo più<br />

che mai infierirono i ban<strong>di</strong>ti in Campagna<br />

<strong>di</strong> Roma e in Romagna. Gregorio<br />

XIV mosse Alfonso li duca <strong>di</strong> Ferrara<br />

a purgare la Romagna da'masna<strong>di</strong>eri, e<br />

pienamente vi riuscì. Nel Cesenatico restò<br />

anche preso il Piccolomini, e condotto a<br />

Firenze trovò il fine che meritava (cioè<br />

fudecapilato,e il suo feudo <strong>di</strong> Monte Mar-<br />

ciano il Papa lo <strong>di</strong>ede al proprio nipoteEr-<br />

cole Sfon<strong>di</strong>ati, come narrai a 'suoi luoghi,<br />

avendone riparlalo nel voi. LXXXV11I,<br />

p. 2o3).Non passarono giù con egual fe-<br />

VEL<br />

licita gli aflari ne'contorni <strong>di</strong> Roma, do-<br />

ve Marco Sciarra con grosse bande <strong>di</strong><br />

quella mala razza, imponendo grosse ta-<br />

glie a quanti ricchi ed anche vescovi gli<br />

cadevano nelle mani, saccheggiando le<br />

terre, bruciandole biade mature e commettendo<br />

altri mali, ogni dì più s' inga-<br />

gliar<strong>di</strong>va. Per reprimere costui, continua<br />

I' annalista Muratori, Onorato Gaetani<br />

duca <strong>di</strong> Sermoneta, Virginio Orsini, Carlo<br />

Spinelli venuto con molte schiere da<br />

Napoli, ed altri nobili baroni uscirono in<br />

campagna, fecero varie zuffe, ma in fine<br />

trovando poco onore e men profìtto con<br />

tro <strong>di</strong> lai gente brava e <strong>di</strong>sperata, furo<br />

no costretti a lasciare ad altri l'impresa<br />

Di più, prosegue a raccontare il Mura-<br />

tori all'anno i5f)2. Continuando Y insc<br />

lenze e gli assassiuii de'ban<strong>di</strong>ti nella Cam<br />

pagna <strong>di</strong> Roma, con lutto vigore Papa<br />

Clemente Vili si applicò a liberare i suo<br />

stati da' pertinaci loro insulti, inviando<br />

contro <strong>di</strong> essi Flaminio Delfino con buoi<br />

numero <strong>di</strong> cavalleria e fanti, il quale non<br />

cessò <strong>di</strong> perseguitarli, senza perdonare a<br />

chiunque <strong>di</strong> loro gli capitava nelle mani.<br />

Questo valentuomo fu quegli che mise<br />

il cervello a partito a Marco Sciarra, ca-<br />

po <strong>di</strong> que'scellerati, a Luca suo fralellc<br />

e agli altri loro seguaci, i quali presero il<br />

partito <strong>di</strong> mutar cielo. Sciarra con 5oc<br />

de'suoi, tutta gente intrepida, avvezza al<br />

le fatiche ed alle schioppettate, prese ser-<br />

vizio colla repubblica <strong>di</strong> Venezia ci<br />

guerreggiava gli uscocchi e si armava cor<br />

tro i turchi. Ciò saputosi da Clemente<br />

Vili, virilmente e con minacele intimò;<br />

veneti <strong>di</strong> consegnargli i capi <strong>di</strong> que' ms<br />

sna<strong>di</strong>eri, nò si placò per l'apposito amba<br />

sciatore che gli spedì la repubblica. I3i<br />

sognò contentare il Papa. Sciarra fu pc<br />

ucciso e la sua gente mandata in Can<strong>di</strong>s<br />

a combattere colla pesle,dove parte mai<br />

co <strong>di</strong> vita, e il resto si <strong>di</strong>ssipò. Termina<br />

il Muratori con <strong>di</strong>re: laonde fu credule<br />

ma vanamente, che avesse avuto fine le<br />

trage<strong>di</strong>a de' ban<strong>di</strong>ti. Dappoiché riporti<br />

all'aimo 1 5g5 t che ueppur iu esso andò (


VEL<br />

sente la Campagna <strong>di</strong> Roma da'ban<strong>di</strong>ti,<br />

specialmente verso Anagni e Prosinone,<br />

dove commisero orren<strong>di</strong> misfatti. Con-<br />

tro <strong>di</strong> loro Clemente Vili spe<strong>di</strong> alcune<br />

compagnie <strong>di</strong> cavalli, e altrettanto fece il<br />

re <strong>di</strong> Napoli contro quelli che infestava-<br />

no il regno. Gran<strong>di</strong> lamenti erano per<br />

quella iniqua gente, che ogni giorno sva-<br />

ligiava viandanti e corrieri, e talvolta levava<br />

loro la vita. Fecero prigioni Giam-<br />

battista Conti nobile romano, ed Ales-<br />

sandro Mantica, e poscia l'arcivescovo <strong>di</strong><br />

Taranto e il vescovo <strong>di</strong> Castellaneta, a'<br />

quali imposero grosse taglie. Fin qui il<br />

M tiratoi i,che fedelmente riprodussi. I veli<br />

terni nel r 702 d'or<strong>di</strong>ne <strong>di</strong> Clemente XI<br />

guarnirono la rocca, per quanto <strong>di</strong>rò a<br />

suo luogo. Ora conviene fare menzione<br />

del Discorso <strong>di</strong> AntonioRicchi,fatto dal<br />

medesimo a compiacenza <strong>di</strong> mg. 1<br />

Uhi-<br />

striss. Crispol<strong>di</strong> deputato dalla Santità<br />

<strong>di</strong> X. S. Clemente XI, nell'accesso che<br />

fece in Cori Vanno 1714 Per riconoscere<br />

le <strong>di</strong>fficoltà insorte sopra il taglio<br />

delle famose .ve/ce <strong>di</strong> Cisterna e Sermo-<br />

neta. Esso si legge nel suo Teatro degli<br />

uomini illustri de' Volsci, a p. 83, colla<br />

carta topografica delle medesime selve. Il<br />

duca ili Sermoneta il. Michelangelo Cae-<br />

tani a quell'epoca si proponeva far esegui-<br />

re tale taglio; il che in molti ingerì timo-<br />

re della rovina de'popoli circonvicini e <strong>di</strong><br />

Roma, sul supposto che la folta e gigan-<br />

tesca turba <strong>di</strong> tante piante sia un forte ri-<br />

paro quivi situato dalla natura, per chiu-<br />

dere il passo a'venti perniciosi in questa<br />

parta d'Italia. Anche il taglio <strong>di</strong> qualunque<br />

istmo fece temere il sommergimen-<br />

to de'popoli e delle città confinanti, fin-<br />

ché <strong>di</strong>mostrò il contrario Luigi XIV re<br />

<strong>di</strong> Francia,che in qne'tempi senza pericolo<br />

e con somma utilità del commercio<br />

aprì in mezzo al suo regno un profondo<br />

e lungo canale, unendo così l'Oceano al<br />

Me<strong>di</strong>terraneo, da'quali mari sono bagna-<br />

te le spiagge del medesimo regno. Ad i-<br />

mitazione del re, potere il duca <strong>di</strong> Sermoneta<br />

provare al Papa essere non me-<br />

VEL n 7<br />

no innocente che giovevole il bramato ta-<br />

glio delle sue selve, che mirabilmente vestono<br />

d'ogni intorno la deliziosa e ame-<br />

na regione Pometina, racchiuse in quel<br />

<strong>di</strong>lettevole tratto tra le volsche Anzio<br />

o Porto d' Anzio (V.) e Monte Circello<br />

o s. Felice, ed Ostia Tiberina, tanto temuto<br />

e contrastato, colla presunzione,<br />

che le stesse foreste chiudano l'ingresso a'<br />

venti scirocchi e australi, che corseggiano<br />

per le Palu<strong>di</strong> Pontine, e in un tempo<br />

stesso servono <strong>di</strong> riparo a' popoli vicini,<br />

non che a Roma, per sottrarli dalle loro<br />

infestazioni. A rilevare ogni timore dall'animo<br />

preoccupato da private passioni, e<br />

per dar luce alla supposta <strong>di</strong>fficoltà, il Ric-<br />

chi <strong>di</strong>vise in tre punti il suo Discorso.<br />

Neli.° volle <strong>di</strong>mostrare che le selve <strong>di</strong><br />

Cisterna e Sermoneta sono fuori della li-<br />

nea, per cui soffiano t scirocchi, onde è<br />

che non ponno attraversare loro il cammino.<br />

Nel 2«° sostenne che quantunque<br />

fossero le selve intersecate dalla linea na-<br />

turale de' venti temuti, sono in situazione<br />

sì depressa che non ponno riparare i luo-<br />

ghi oltrepassati, e specialmente quelle ter-<br />

re e città convicine che sono fondate in<br />

sito più alto. Nel 3.°<strong>di</strong>chiarò che le rinomate<br />

selve Cadane, ancorché si oppones-<br />

sero <strong>di</strong>rettamente a'venti nocevoli e fossero<br />

poste in luogo elevato, non<strong>di</strong>meno<br />

sarebbe desiderabile il loro taglio, noti<br />

recando alcuna utilità, ed essendo <strong>di</strong> mol-<br />

to danno, per rendere doppia umi<strong>di</strong>tà<br />

e paragonabili a gran<strong>di</strong> Palu<strong>di</strong>. Conclu-<br />

de, apparire dalle carte geografiche, che<br />

tutta la spiaggia romana da Ostia a Cir-<br />

cello <strong>di</strong>mostra apertamente che lo sci-<br />

rocco soffia dal Circello verso 1' Isola sa-<br />

gra del Tevere, e in conseguenza dal<br />

golfo <strong>di</strong> Terracina verso Valle Decimo,<br />

e da Valle Corsa alla volta <strong>di</strong> Roma. E<br />

che per verificare che le selve sieno <strong>di</strong><br />

ostacolo a' scirocchi e arrestino il loro<br />

corso verso Roma, converrebbe traspor-<br />

tare quelle dalle loro australi pianure al-<br />

l' altezza de' monti <strong>di</strong> Cori, Norma, Car-<br />

piueto e Valle Corsa, dalle cui costiere<br />

fó&s&morvfc &wlwp f


118 VEL<br />

\iene facilmente rintuzzata la loro sor-<br />

gente che per <strong>di</strong> là va corseggiando, or-<br />

<strong>di</strong>nata dalla natura a seguir la propria<br />

linea terminante a Maestro, quale è il<br />

punto a'seirocchi opposto, come si vede<br />

nella sfera delineata de' più noti venti.<br />

Il taglio in <strong>di</strong>scorso non ebbe luogo, ma<br />

spesso si sono tagliati alberi da costru-<br />

zione, e secondo 1' uso e continuamente<br />

si fanno tagli <strong>di</strong> legna per fuoco e carbo-<br />

ne, essendo le selve <strong>di</strong>vise in 12 quarti<br />

da tagliarsi nel corso d'anni 12. Dell'u-<br />

tilità de' boschi e de' monti a riparo de'<br />

venti nocivi, feci parola ne' voi. LV11I,<br />

p. 220, LXXX, p.<br />

1 65 e altrove; ed il<br />

Cancellieri ne parla nella Lettera sull'a-<br />

ria <strong>di</strong> Roma, a p. 88 e 3 1 2, riportando<br />

alcuni autori sui boschi e sul taglio del-<br />

le macchie, fra'quali Giuseppe Cappuccini<br />

: Risposta al ragionamento <strong>di</strong> mg*<br />

Lamberlini (poi Benedetto XIV) sopra<br />

il taglio delle macchie d+Scrmoneta e<br />

Cisterna ,Pa]eslv\na nella stamperia Bar-<br />

berina 1 7 1 5. Ricorda ancora l'e<strong>di</strong>tto del<br />

car<strong>di</strong>nal camerlengo del 1626, <strong>di</strong> proi-<br />

bizione del taglio d' alberi d' olmo per<br />

lo stalo ecclesiastico, Nettuno, Terrari-<br />

na e Conca, e <strong>di</strong> tutti gli altri per la co-<br />

struzione <strong>di</strong> e<strong>di</strong>fìzi e <strong>di</strong> vascelli. Mg, r<br />

Ni-<br />

colai nelle Memorie sulle Campagne <strong>di</strong><br />

Roma, ivi i8o3, tratta nella par. 3. a<br />

, p.<br />

252: Della necessità e utilità de' boschi<br />

per impe<strong>di</strong>re l'influenza de' venti austra-<br />

li nell'Agro Romano, che essendo mal-<br />

sani e portatori <strong>di</strong> miasmi delle palu<strong>di</strong><br />

poste a mezzogiorno dell'Agro stesso, sono<br />

una delle cause <strong>di</strong> sua insalubrità. A<br />

p. 276 <strong>di</strong>scorre come si debba regolare<br />

il loro taglio, delle leggi pontificie per fre-<br />

nare l'abuso de'lagli ; ed a p. 280 della<br />

cautela <strong>di</strong> tenere sgombri da'boschi i ter-<br />

reni in vicinanza delle strade, imperocché<br />

osserva: »\ boschi sono gli or<strong>di</strong>nari ricetti<br />

degli assassini, ovunque i boschi si tro-<br />

vino in vicinanza delle pubbliche strade.<br />

In niun luogo possono costoro più comodamente<br />

nascondersi, che tra le macchie,<br />

per insi<strong>di</strong>are e sorprendere gì' infelici<br />

VEL<br />

passeggeri. Adunque quanto è deside-<br />

rabile che le pubbliche vie sieno forni-<br />

te <strong>di</strong> alberi in un giusto intervallo <strong>di</strong>spo-<br />

sti, sì per la vaghezza ed ornamento, si<br />

per fortificare le sponde delle strade medesime,<br />

sì anche per somministrare ombra,<br />

o altri usi occorrenti al viandante;<br />

altrettanto è da bramarsi che i boschi si<br />

tengano lungi dalle pubbliche strade almeno<br />

mezzo miglio da am be le parti. Una<br />

legge <strong>di</strong> tal sorte, che volesse promulgarsi<br />

per sollievo dell'umanità e per facilitare<br />

sempre più il commercio, incontrerà sen-<br />

za dubbio I' ostacolo trionfante dell' in-<br />

teresse <strong>di</strong>que'proprietari,che possedendo<br />

macchie entro tal vicin»nza,solhirebbero<br />

mal volentieri <strong>di</strong> doverle recidere. Ma la<br />

vita dell' uomo, non che il pubblico bene<br />

merita pure il sacrificio <strong>di</strong> qualche priva-<br />

to interesse, interesse peraltro che si può<br />

in molti mo<strong>di</strong> compensare. Se si fosse ne*<br />

passati secoli usata una tal cautela, quante<br />

rapine, quante stragi, quante mannaie<br />

si sarebbero risparmiate! In mezzo per<br />

altro alla molteplicità delle gravi cure<br />

de' pubblici affari non è sfuggito questo<br />

oggetto alla veduta dell'Eni. car<strong>di</strong>nal<br />

Consalvi segretario <strong>di</strong> stato : con mia<br />

somma consolazione ho veduto in questi<br />

giorni emanare un or<strong>di</strong>ne analogo alle<br />

mie idee, cioè che per un tratto della via<br />

Flaminia da Nepi a Borghetto si taglias-<br />

sero dalle raci<strong>di</strong> i boschi a<strong>di</strong>acenti alla<br />

strada per un tratto entro le campagne<br />

laterali per un mezzo miglio, essendovi<br />

colà accaduti replicati assassinii. Speriamo<br />

un simile prudentissimo provve<strong>di</strong>mento<br />

presso alle altre strade,special men-<br />

te nella via Appia a<strong>di</strong>acente a Cisterna per<br />

sra<strong>di</strong>care il rifugio ed asilo de'crassatori<br />

Di recente il eh. Fabio Gori <strong>di</strong> Subiacc<br />

nella descrizione della Gita da Roma<br />

Porto d'Anzio, a Nettuno e ad Asturc<br />

riferisce a p. 34. » Strabene poi <strong>di</strong>ce<br />

ratica la stazione <strong>di</strong> Astura, non eia<br />

perchè vi stessero i legni de' pirati, mi<br />

bensì i legni de' romani contro i pi rat<br />

che aveauo ogni agio <strong>di</strong> anuidarsi nelle


VCL<br />

macchie <strong>di</strong> Nettuno e Sermoneta, mac-<br />

chie nelle quali sempre sonosi rifuggiti<br />

i Nid ri. In tal modo io vado a spiegare<br />

un altro passo <strong>di</strong>Strabone affermante che<br />

i romani sforzavano gli anzia ti ad ab-<br />

bandonar lo stu<strong>di</strong>o dalla pirateria ". I<br />

voti <strong>di</strong> mg. r<br />

Nicolai furono esau<strong>di</strong>ti. Nar-<br />

rai nel voi. XX VII, p. 266, gli analoghi<br />

or<strong>di</strong>ni del governo. Nel 1816 prescrisse<br />

il taglio delle macchie per la <strong>di</strong>stanza <strong>di</strong><br />

100 canne d'ambo i lati della strada in<br />

molli luoghi <strong>di</strong> Marittima e Campagna; e<br />

perSonniuo or<strong>di</strong>nò, che fosse interamente<br />

recisa la vasta macchia <strong>di</strong> Margazza-<br />

no, ed altresì chiudendo e riempiendo<br />

tutte le caverne e grotte che vi si trova-<br />

vano. Nel 1818 ingiunse per la pubblica<br />

sicurezza delle strade nella Marittima e<br />

Campagna, lo smacchiamento in altri<br />

luòghi. Quanto alla <strong>di</strong>minuita macchia<br />

<strong>di</strong> Cisterna, lo <strong>di</strong>ssi in quel paragrafo<br />

col Marocco. Inoltre mg. r<br />

Nicolai a p.<br />

472 riporta gli scrittori delle materie de'<br />

boschi. Dipoi nell'opera: Sulla presidenza<br />

delle strade ed acque, t. 2, cap. 1 5,<br />

Sulla piantagione degli alberi, ragiona<br />

della gran cura ch'ebbero gli antichi ro-<br />

mani, onde Roma fosse circondata da pa-<br />

recchi boschi, sia per garantirla da' venti<br />

australi e marini perniciosi, sia per mi-<br />

gliorar l'aria assorbendo il gas acido car-<br />

bonico e sviluppando l'ossigeno, sia per<br />

apprestare grati asili contro l'ardore del<br />

sole; e perchè fossero inviolati, alla seve-<br />

rità del le le£»j»i unirono la riverenza della<br />

religione. Dice aver egli, d'or<strong>di</strong>ne <strong>di</strong> Pio<br />

VI, quando le pianure Pontine emersero<br />

dall'acque, fatto piantare più. <strong>di</strong> 60,000<br />

alberi, parie a' due lati della via Appia<br />

da Tor Tre Ponti a Terracina, e parte<br />

sui bor<strong>di</strong> de'fiumi : in tal guisa sorge un<br />

gran bosco, dove per lo passato stagnavano<br />

l'acque, con sensibile miglioramen-<br />

to <strong>di</strong> quell'aria per l'innanzi cotanto per-<br />

niciosa. I Papi meritano gran lode per<br />

aver posto ogni cura non solo nella con-<br />

servazione de' boschi esistenti, ma anco-<br />

ra uel moltiplicar la piantagione degli al-<br />

V E L 119<br />

beri. Riprendendo il filo cronologico <strong>di</strong><br />

questi cenni sopra Sermoneta, <strong>di</strong>rò che<br />

Benedetto XIII avendo ritenuto nel pon-<br />

tificalo la sua chiesa arcivescovile <strong>di</strong> Be-<br />

nevento, si recò due volte a visitarla nel<br />

1727 e nel 1729, onorando <strong>di</strong> sua presenza<br />

questo territorio ed altri delle provincie<br />

<strong>di</strong> Marittima e Campagna. Leg-<br />

go ne' Diari <strong>di</strong> Roma del 1727, che ri-<br />

tornando da Benevento, da per tulio fe-<br />

steggiato e trattato magnificamente, per<br />

Ceprano, Frosinone, Prosse<strong>di</strong>, ove pure<br />

celebrò la messa nella collegiata, giunse<br />

aSezze, e da dove martedì 27 maggio ad<br />

ore 9 e mezza s'incamminò per Sermo-<br />

neta. Ne' confini <strong>di</strong> questo stato e alla<br />

porla che la <strong>di</strong>stingue, le cui mura era-<br />

no "ricoperte d'arazzi e sovrastate dallo<br />

stemma pontificio, il castello <strong>di</strong> Sermo-<br />

neta salutò con salva reale dell'artiglie-<br />

rie l'ingresso del Papa in Sermoneta. Il<br />

duca <strong>di</strong> essa ti. Michel Angelo Caetani,<br />

coll'accoropagnamento <strong>di</strong> gentiluomini<br />

e soldati si presentò a Benedetto XIII, ed<br />

in bacile d'argento gli olfiì le chiavi <strong>di</strong><br />

Sermoneta, che toccate dal Papa, dopo<br />

brevi parole le restituì al duca. Ferma-<br />

tosi alquanto inSermonela e ripreso i I suo<br />

viaggio, dopo 3 miglia il Papa trovò nuovamente<br />

il duca Caetani, col residuo della<br />

soldatesca squadronatagli ban<strong>di</strong>era spie-<br />

gata e tamburo battente. Il duca si umiliò<br />

al Papa, il quale compartì la bene<strong>di</strong>zione<br />

a' sermonetani ivi calali da questa loro<br />

terra. In Cisterna poi altro feudo del du-<br />

ca, aggiungerò al riferito in quell'artico-<br />

lo e come promisi nel suo paragrafo <strong>di</strong><br />

questo, che tra lo sparo de' mortali e le<br />

vie tutte parate d'arazzi, Benedetto XII [<br />

si recò alla collegiata, ove ascollata la<br />

messa, ammise quin<strong>di</strong> al bacio del piede<br />

d. Costanza unica figlia del duca, la qua-<br />

le implorò e ottenne l'indulgenza per<br />

suffragio dell'anima della duchessa ma-<br />

dre defunta, e che in qualunque altare<br />

ove si celebrasse per la medesima fosse<br />

privilegiato. Salita in<strong>di</strong> Sua Santità uel<br />

palazzo baronale, ricca meu te e uobihnen-


i2o VEL<br />

« le addobbato, vi pranzò, come fece tutto<br />

il suo seguito iu altre tavole., imban<strong>di</strong>te<br />

<strong>di</strong> copiosissime vivande <strong>di</strong> grasso e <strong>di</strong> i/ia-<br />

gro. Posciail Papa dalla loggia bene<strong>di</strong>sse<br />

tutto il popolo,tranuovesalve<strong>di</strong>mortari,<br />

presentandogli d. Costanza in iscatola coperta<br />

<strong>di</strong> velluto rosso guarnito d'oro, un<br />

quadretto <strong>di</strong> ricamo esprimente s. Gen-<br />

naro, con bellissima cornice d'argento a-<br />

rabescata. Dopo <strong>di</strong> che Benedetto Vili<br />

seguitò il suo viaggio per Velletri. Nel<br />

1729 Benedetto XI li tornò a Beneven-<br />

to, pernottando a' 28 marzo in Cister-<br />

na da' religiosi riformati, colla sua fami-<br />

gli cenando nel refettorio e da uno <strong>di</strong> es-<br />

sa fece leggere durante la tavola, secondo<br />

il suo metodo. 11 duca Catta ni fece<br />

ogni <strong>di</strong>mostrazione d'ossequio al Papa,<br />

ed alloggiò il suo seguilo nel proprio pa-<br />

lazzo.Nella mattina seguente ilPapa parti<br />

a ore 1 2 e mezza perSermoneta,ove il du-<br />

ca lo trattò magnificamente a pranzo, do-<br />

po a ver ascoltato la messa nella collegiata,<br />

ripetendo le <strong>di</strong>mostrazioni praticate l'ai»<br />

li a volta allo stesso Benedetto XIII, che<br />

nella sera giunse a Piperno. Nel ritorno<br />

da Benevento, partì da Terracina il mercoledì<br />

i.° giugno, facendo col suo nume-<br />

roso corteggio la strada pel fiume in 3<br />

feluche, e mangiando all'osteria delle Ca •<br />

se Nove, accompagnato fino a Cisterna<br />

dal duca Caetani, il quale in Sermoneta<br />

lo trattò <strong>di</strong> magnifico rinfresco, pranzando<br />

il Papa da' riformati al solito <strong>di</strong> ma-<br />

gro, poiché non voleva cibarsi <strong>di</strong> grasso<br />

ne' mercoledì. In<strong>di</strong> continuò il suo viag-<br />

gio per Velletri e Albano, onde restituirsi<br />

a Roma, dopo aver ascoltato la messa<br />

nella chiesa <strong>di</strong> s. Marzio in Castel Gin-<br />

netti, feudo de' Lancellotti. Benedetto<br />

XIII in questi due viaggi a Benevento,<br />

concepì il desiderio <strong>di</strong> compiere l'opera<br />

gran<strong>di</strong>osa del <strong>di</strong>seccamento delle Palu-<br />

<strong>di</strong> Pontine, tante volle inutilmente ten-<br />

tala; commosso uel vedere il miserabile<br />

aspetto d'un vaslo paese un tempo ferti-<br />

lissimo, provò un vivo dolore che dalle<br />

tante spese e fatiche de' precedenti tem-<br />

VEL<br />

pi non si fosse ottenuto altro che l'accre-<br />

scimento delle Palu<strong>di</strong>, le quali con inon-<br />

dazioni molto più. ampie aveano alle vi-<br />

cine popolazioni cagionato una maggio-<br />

re rovina. Allora me<strong>di</strong>tando in cuor suo<br />

<strong>di</strong>segni anche più magnifici, poiché avea<br />

veduto che la strada presso il monastero<br />

<strong>di</strong> Fossa Nuova, giacente prima alle ri-<br />

ve dell'Amaseno nel piano, era frequentemente<br />

esposta a restar soli' acqua; la<br />

costrusse su per le colline ad onta <strong>di</strong> lo-<br />

ro asprezza, iu luoghi più elevali per si-<br />

curezza e comodo pubblico, e <strong>di</strong> buoni<br />

ponti la munì nel 1727, come rilevasi<br />

dalla lapide che ivi fu eretta per memo-<br />

ria. Non mollo dopo prese la risoluzio-<br />

ned'asciugare interamente lePalu<strong>di</strong> Pou-<br />

tine; ma sbigottito dall'esito infelice de*<br />

tentativi d'altri, per non incorrere nella<br />

stessa <strong>di</strong>sgrazia, volle sapere se era riu-<br />

scibile, da' periti geometri Berlaglia e<br />

Bamberti; i quali perciò visitate le Palu-<br />

<strong>di</strong> Pontine, nel 1729 <strong>di</strong>chiararono pos-<br />

sibile l'impresa e i mezzi per eseguirla;<br />

ma nel seguente 1730 il Pontefice pas-<br />

sò a miglior vita. Ho voluto riportare<br />

col Nicolai questo cenno, per aggiungere<br />

col car<strong>di</strong>nal Corra<strong>di</strong>ni, che con sommo<br />

calore avea promosso l'ardua impresa, l'e-<br />

stensione del paese in quell'epoca occu-<br />

pato dalla Palude, siccome riguardante<br />

pure Sermoneta e il presente articolo,<br />

« La Palude ora comincia da Terracina,<br />

e giace sotto la città e le murasi <strong>di</strong>lfoude<br />

pe'luoghi marittimi quasi fino ad Anzio,<br />

e in tal maniera copre i territori] <strong>di</strong> Ter-<br />

racina, <strong>di</strong> Circello, <strong>di</strong> Astura, e porzione<br />

<strong>di</strong> quel <strong>di</strong> Anzio; nella parte me<strong>di</strong>terra-<br />

nea s' ingoia un' ottima porzione delle<br />

pianure <strong>di</strong> Sermoneta, <strong>di</strong> Cisterna e <strong>di</strong><br />

Castel s. Donato, e i migliori siti del ter-<br />

ritorio Sezzese e Piperuese, e così si e-<br />

stende da Terracina fino al Foro Appio,<br />

e quin<strong>di</strong> tranne un intervallo lungo 4<br />

miglia e largo 3 fino al fiume, si rimangono<br />

paludosi quasi tutti quanti i piani<br />

che restano fra le vicine montagne <strong>di</strong> Sermoueta<br />

e il mare ; tale è la lunghezza <strong>di</strong>


V EL<br />

questa Palude ne'ter ri tori i <strong>di</strong> Sermoneta<br />

e <strong>di</strong> Sezze". Benedetto XI V impedì maggiori<br />

danni nel corso de' fiumi; Clemen-<br />

te XIII si propose il bonificamento del*<br />

le Palu<strong>di</strong> Pontine, fece alcune determi-<br />

nazioni preliminari, e poi desistè dall'im-<br />

presa, che Dio avea riservala a gloria <strong>di</strong><br />

Pio VI, il quale l'eseguì a conto della camera<br />

apostolica. Questo Papa, ad esem-<br />

pio <strong>di</strong> Sisto V, cominciò nella primave-<br />

ra del 1780 a recarsi <strong>di</strong> persona a Ter-<br />

racina (/ *.),e per <strong>di</strong>versi anni nella stes-<br />

sa stagione vi ritornò, per sorvegliare e<br />

incoraggiare i progre<strong>di</strong>enti lavori della<br />

bonificazione Pontina, accuratamente de-<br />

scritti da mg. r<br />

Nicolai, insieme a'gran<strong>di</strong><br />

vantaggi riportati, non meno che alle ca-<br />

gioni per cui la lavorazione restò imper-<br />

fetta, e de' lavori da farsi ; ed altresì alla<br />

ripi istinata viaAppia,che nel tratto della<br />

Palude questa avea sommerso, come del-<br />

lo stabilimento <strong>di</strong> sue poste per pubblico<br />

comodo nella medesima. In Terracina<br />

riceveva dal vescovo e capitolo d'Ana-<br />

gni il canone, come lo chiama il Nicolai,<br />

che devesi ornile al Papa ogni volta <strong>di</strong>e<br />

<strong>di</strong>mora in qualche luogo della provincia<br />

<strong>di</strong> Marittima e Campagna, per quanto<br />

gode e concessogli da Bonifacio Vili. In<br />

tutti gli anni che ciò si praticò da Pio<br />

VI, per l'antica via <strong>di</strong> Castel Ginnetti, a<br />

Pie<strong>di</strong>monle, antica posta <strong>di</strong> Sermoneta,<br />

gli faceva omaggio co'suoi soldati il vice-<br />

castellano <strong>di</strong> Sermoneta del duca Caeta-<br />

ni, or<strong>di</strong>nando il saluto dello sparo <strong>di</strong> 1 o 1<br />

colpi de' cannoni della fortezza, anche<br />

nel ritorno a Roma. Le particolarità degli<br />

omaggi or<strong>di</strong>nati dal duca <strong>di</strong> Sermo-<br />

neta ne' passaggi <strong>di</strong> Pio VI, che costumava<br />

fermarsi a Tor Tre Ponti, si ponilo<br />

leggere ne' Diari <strong>di</strong> Roma. Anche<br />

Sermoneta si pregia de' suoi illustri cit-<br />

ta<strong>di</strong>ni, massime fioriti nelle lettere, nella<br />

giurisprudenza, nella poesia, nella me<strong>di</strong>-<br />

cina e in altre scienze, come rileva Racchi<br />

nella Reggia de' f T<br />

olsei t e meglio nel<br />

Teatro degli uomini illustri de' P'olsci,<br />

cap. 20, Soggetti illustri <strong>di</strong> Scrr/ioneta,<br />

VEL lai<br />

protestando essersi perduta la memoria<br />

de' vetusti volsci che la resero chiara per<br />

valore e magnifica per monumenti. Comincia<br />

a celebrare Giovanna o Giovaunella<br />

Caelaui madre del gran Papa Paolo<br />

III [V.). II car<strong>di</strong>nal Nicolò Gaelani,<br />

figlio <strong>di</strong> Camillo IV duca <strong>di</strong> Sermoneta<br />

e <strong>di</strong> Flaminia Savelli, nipote cugino <strong>di</strong><br />

Paolo III, che <strong>di</strong> 1 2 anni l'elevò alla porpora,<br />

detto il Car<strong>di</strong>nal <strong>di</strong> Sermoneta,<br />

riportando l'epitaffio del suo sepolcro esi-<br />

stente nel santuario <strong>di</strong> Loreto, dove fa<br />

trasferito il suo corpo dalla chiesa <strong>di</strong> s. Ma-<br />

ria del Popolo o da quella <strong>di</strong> s. Eustachio<br />

già altra sua <strong>di</strong>aconia. Vi nacque il car<strong>di</strong>-<br />

nalEurieoGrte tatti l'8 agosto 1 55o da Ca-<br />

terina PiaedaBouifacioduca<strong>di</strong> Sermone-<br />

la. Leonardo monaco cisterciense<strong>di</strong>Fossanuova,<br />

vescovo <strong>di</strong> Giovenazzo nel 12j3<br />

e amministratore <strong>di</strong> Bari. Giordano ca-<br />

nonico della collegiata <strong>di</strong> s. Maria <strong>di</strong> Car-<br />

mineta <strong>di</strong>ocesi <strong>di</strong> Terracina, vescovo <strong>di</strong><br />

Venafro e sulfraganeo <strong>di</strong> Capua, fatto da<br />

Bonifacio Vili nel 1299. Docibiie arci-<br />

prete <strong>di</strong> Sermoneta (o <strong>di</strong> detta collegia-<br />

ta), che tale Papa <strong>di</strong>e al precedente in<br />

successore alla chiesa <strong>di</strong> Venafro. Giovanni<br />

Bucci abbate della collegiata <strong>di</strong> s. Mi-<br />

chele Arcangelo, da Sisto IV creato ve-<br />

scovo <strong>di</strong> Veroli. Annibale de Paolis <strong>di</strong>-<br />

chiaralo da s. Pio V canonico Vaticano,<br />

da Sisto V suo maestro <strong>di</strong> camera, in<strong>di</strong><br />

vescovo <strong>di</strong> Cervia e sulfraganeo <strong>di</strong> Ra-<br />

venna, e<strong>di</strong>ficò da' fondamenti la chiesa<br />

<strong>di</strong> s. Maria delle Grazie, la cui famiglia<br />

si trasfuse in quella de' Collavaghi, dalla<br />

quale fiorì il valente me<strong>di</strong>co Fer<strong>di</strong>nando,<br />

che visse nella corte dell'imperatore Car-<br />

lo VI. Francesco Valerio esimio dottore<br />

<strong>di</strong> leggi,governatore <strong>di</strong> Tivoli e castellino<br />

della fortezza. Altri egregi giureconsulti<br />

furono Flaminio Paulanelli e Pietro Gi-<br />

gli. Flaminio Americi annoverato nell'or-<br />

<strong>di</strong>ne senatorio in virtù della citta<strong>di</strong>uauz.i<br />

romana, e militò qual capitano volontà-<br />

nò nel 1 57 1 contro i turchi, sotto il co-<br />

mando d'Onorato Caetani duca <strong>di</strong> Ser-<br />

moneta. Fi'. Girolamo Burduui minore


tu VEL<br />

osservante.dolto autore d'opere. Pasquaie<br />

Toscani rinomato me<strong>di</strong>co in Roma,<br />

<strong>di</strong>chiarato da Libano Vili suo principa-<br />

le me<strong>di</strong>co, la cui <strong>di</strong>scendenza passò in<br />

quella illustre de'Galli. L'antica famiglia<br />

Razza vanta valorosi guerrieri. Giacomo<br />

Venonza risplendelte nella corte del ce-<br />

lebre Scanderberg principe d' Albania,<br />

qual segretario. Questo uffizio funse Girolamo<br />

Cordoni colla repubblica <strong>di</strong> Genova.<br />

Fabrizio Caroso celebre maestro<br />

<strong>di</strong> ballo d'imperatrici, regine e principes-<br />

se, lodato co' versi <strong>di</strong> Tasso, e autore del-<br />

la rara opera: ti Ballerino <strong>di</strong> Fabrizio<br />

Caroso <strong>di</strong> Semionda, Venetia i 600, ristampato<br />

col l\lo\oNobillà <strong>di</strong> dame e con<br />

molte figure nel 160 5, Girolamo Sicio-<br />

lante valoroso pittore (a fresco e a olio),<br />

<strong>di</strong>scepolo del celebre Pierin delVaga (Marocco<br />

lo <strong>di</strong>ce <strong>di</strong>scepolo <strong>di</strong> RalFaello: sem-<br />

bra meglio ri tenere, che s'impadronì della<br />

maniera <strong>di</strong> quello ; sempre operando<br />

sul fare Raffaellesco con giu<strong>di</strong>zio <strong>di</strong> <strong>di</strong>-<br />

segno e buone invenzioni, ne fu lodato i-<br />

initatore.il maestro fu <strong>di</strong>scepolo <strong>di</strong> Raf-<br />

faello, e questi mori nel 1 5no), il cui esimio<br />

pennello eguagliò: in Roma <strong>di</strong>pinse<br />

nella sala Regia del Vaticano, nella basilica<br />

Lateranense, nella chiesa <strong>di</strong> s. Maria<br />

della Pace (<strong>di</strong> s. Maria dell' Anima,<br />

dello Spirito Santo,<strong>di</strong> s. Maria Maggiore,<br />

ed in s. Bartolomeo d'Ancona), nell'ultimo<br />

torrione <strong>di</strong> Castel s. Angelo, ne' pa-<br />

lazzi Farnese e Caetani; a Semionda <strong>di</strong>-<br />

pinse nelle chiese <strong>di</strong> s. Stefano de' rifor-<br />

mati, <strong>di</strong> s. Bernardo, <strong>di</strong> s. Giuseppe, delia<br />

ss. Vergine del Fossato fuori le mura<br />

<strong>di</strong> Sermoneta; in Cisterna negli tf[) par la-<br />

menti del palazzo Caetani, e nella chiesa<br />

<strong>di</strong> s. Antonio abbate de' riformati. Suo<br />

degno figlio fu Tullio, che nella pittura<br />

forse l'avrebbe superalo, morto neh 573<br />

<strong>di</strong> 20 anni, e sepolto in s, Loreuzo in Damaso<br />

<strong>di</strong> Roma, ove il genitore gli pose<br />

onorifica iscrizione marmorea, riprodot-<br />

ta dal Ricchi. Al dotto duca d. France-<br />

sco Caetani, protettore de' letterati e de-<br />

gli artisti, che celebrai iu tanti luoghi,<br />

VEL<br />

siamo debitori, come notai nel voi. VI,<br />

p. 218, <strong>di</strong> Antonio Cavallucci nato in<br />

Sermoneta nel 1752, perchè da fanciul-<br />

lo <strong>di</strong>segnava arabeschi e figure sui muri.<br />

Laonde lo fece venire in Roma, gli fece<br />

apprendere la pittura, e riuscì eccellente<br />

nel colorito, nel merito avvicinandosi al<br />

Mattoni contemporaneo. Tra le belle sue<br />

opere, nella chiesa de' ss. Silvestro e Mar-<br />

tino a' Monti esistono i quadri a olio <strong>di</strong><br />

g. Elia, della B. Vergine che dà l'abito<br />

a s. Simone Stock, l'Anime del Purga-<br />

Iorio, e s. Giovanni che battezza Cristo:<br />

nella volta della tribuna eseguì le pittu-<br />

re a fresco con bella maniera e buon <strong>di</strong>-<br />

segno. In tale chiesa fu sepolto nel 1 7g5<br />

e il suo illustre mecenate gli eresse una<br />

lapide in marmo. L'ultima sua opera fu<br />

Veneree Ascanio, collocata nel palazzo<br />

Sforza-Cesarini. A Pisa, a Loreto, a Ca-<br />

tania sono suoi quadri. Le nominate opereottennero<br />

celebrità. Afferma Maroc-<br />

co, che in Sermoneta da' suoi ere<strong>di</strong> si<br />

conservano due belli quadri eprimenti<br />

uno la Carità, l'altro lo Sposalizio <strong>di</strong> s.<br />

Caterina, il medesimo celebra l'altro il-<br />

lustre sermonetano Giacomo Impaccien-<br />

ti giureconsulto, assessore <strong>di</strong> Frosinone<br />

e luogotenente del tribunale del governo<br />

<strong>di</strong> Roma, da Gregorio XVI per la sua<br />

fedeltà, perizia, prudenza e valore nel<br />

1 83 1 fatto pro-delegato <strong>di</strong> Rieti, Spoleto<br />

e Perugia, rapito da immatura mor-<br />

te in detto anno, compianto per le sue<br />

virtù. Trovo un'elegante iscrizione a suo<br />

onore scritta da mg. r<br />

Laureani a p. 183<br />

delle sue Orationes, Carmina, et In-<br />

scriptiones, Romae 1 855. Dell'antichissima<br />

enobilissima famiglia Caetani, non<br />

solamente ragionai in quell'articolo (ove<br />

col Novaes <strong>di</strong>ssi che Corrado Caetani zio<br />

<strong>di</strong> Gelasio II sposò Costanza figlia <strong>di</strong> Fe-<br />

derico II imperatore, avendo io corretto<br />

il numero <strong>di</strong> IH, e sorella <strong>di</strong> Manfre<strong>di</strong> re<br />

<strong>di</strong> Napoli; ora però avverto che mi sem-<br />

bra anacronismo), ma ne' moltissimi che<br />

la riguardano, notando nel voi. LVIII,<br />

p. 378, che uè' bassi tempi in Roma eh-


VEL<br />

Le per rocca la Torre (F.) delle Mili-<br />

zie, e nel siiburbano la celebre Sepoltu-<br />

ra (V.) <strong>di</strong> Cecilia Metella, avendo an-<br />

cora abitazione nell' Isola Tiberina. Il<br />

Palazzo Gaetani o Caserta (T r .) colla<br />

-villa sul monte Esquilino, dall'o<strong>di</strong>erno<br />

duca fu alienato a favore de' Rcdentori-<br />

sti, i quali lo ridussero a casa generali-<br />

zia e noviziato, e vi hanno fabbricato pro-<br />

pinqua chiesa de<strong>di</strong>cata al ss. Redentore<br />

e iti onore del loro fondatore s. Alfonso<br />

de Liguori, tutto avendo descritto nel<br />

voi. LXXX, p. 57. L'altro palazzo Cnetani<br />

è l'antico Palazzo Mattei (F.).Ba<br />

Caetani era il sontuoso Palazzo Ruspo-<br />

li (V.) al Corso, venduto ad essi per<br />

7.5,000 scu<strong>di</strong>, e tuttora la contrada d'uno<br />

de' lati ossia la piazzetta al principia<br />

<strong>di</strong> via Condotti, senza che sia scritto nel-<br />

le civiche in<strong>di</strong>cazioni delle strade, vol-<br />

garmentesi suole chiamare Gaetaiv.Nel<br />

citato articolo Caetani parlai <strong>di</strong> altri lo-<br />

ro palazzi in Roma, come del venduto<br />

a s. Maria in Posterula a' Celestini (F.),<br />

e siccome è vicino il vicolo Gaetana, dal-<br />

la vicinanza <strong>di</strong> tal palazzo crede proba-<br />

bile il cav. Ruflìni, nel <strong>Dizionario</strong> delle<br />

strade e vicoli <strong>di</strong> Roma, gli sia deriva-<br />

to il nome. De' titoli illustri e de' feu<strong>di</strong><br />

e signorie de' Caetani, oltre i<br />

sunnomi-<br />

nati, parlai negli articoli relativi o ne*<br />

loro propri, come principi <strong>di</strong> Teano (F,),<br />

duchi <strong>di</strong> Caserta (/'.) ec. De' Papi Ge-<br />

lasio IT e Bonifacio FUI, e de' car<strong>di</strong>-<br />

nali Caetani o Gaetani, non solamente<br />

ragionai alle loro biografìe, ma in tutti<br />

i<br />

moltissimi luoghi che vi hanno relazio-<br />

ne; e <strong>di</strong> Pio Farulli abbiamo la Crono-<br />

logia della famiglia Gaetani <strong>di</strong> Pisa,<br />

Lucca 1723. Delle antiche e numerose<br />

signorie de' Caetani ne riporta l'elenco<br />

il Ricchi nella Reggia de' Folscia p,5o.<br />

Il cav. De Mattheis nel Saggio istorieo<br />

<strong>di</strong> Prosinone sua patria, <strong>di</strong>ce a p. 77,<br />

che Prosinone <strong>di</strong>stinguendosi nel secolo<br />

XII tra' paesi della Campania Romana,<br />

era il luogo principale della provincia<br />

goveruota da' baioni Caetani cuuli dulia<br />

VEL 123<br />

Campania. Da quanto riporta facilmente<br />

s'intende, che Frosinone nel secolo XIII<br />

e anche prima, era la capitale o reggia<br />

della Campania, risiedendovi i duchi<br />

Caetani nella loro qualità <strong>di</strong> duchi della<br />

stessa Campania e <strong>di</strong>pendenti dalla s. Se-<br />

de. Frosinone fu già sede vescovile, come<br />

pure lo fu Trevi (F.)de\\n stessa pro-<br />

vincia. Dice Marocco.il territorio <strong>di</strong> Sermoneta<br />

è feracissimo, producendo ogni<br />

sorta <strong>di</strong> cereali e frutta, ed all'intorno<br />

ha molte piscine, che oltre <strong>di</strong> produrre<br />

un'infinità <strong>di</strong> rane e pesci, danno ezian-<br />

<strong>di</strong>o moltissime mignatte, delle quali i po-<br />

polani fanno commercio co' fiorentini e<br />

genovesi che appositamente vi si recano<br />

ad acquistarle. Alle falde del monte su<br />

cui giace Sermoneta, sorgono acque mi-<br />

nerali <strong>di</strong> molto giovamento per <strong>di</strong>versi<br />

malori. Una <strong>di</strong> acqua zolfo rea detta Puz-<br />

za pel suo odore nauseante, prodotto dal-<br />

lo sviluppo del gas idrogeno zolforato, si<br />

usa con molto vantaggio nelle malattie<br />

cutanee. Essa ha varie sorgenti,delle qua»<br />

li una è veemente. Altra acqua sorge sul<br />

principio delle tenuta Tufette del principe<br />

Massimo. Essa è marziale, predominando<br />

la parte ferrea, e giova all'ostru-<br />

zione <strong>di</strong> milza, male frequente tra' sermonetani.<br />

Si osserva nel piano della campagna,<br />

da un lato della strada <strong>di</strong> Norma,<br />

un piccolo laghetto <strong>di</strong> forma rotonda, e<br />

<strong>di</strong> circa mezzo nibbio <strong>di</strong> terreno, chia-<br />

mandosi precisamente la contrada ove<br />

giace il Frecciale. Si giu<strong>di</strong>ca derivato da<br />

un avvallamento <strong>di</strong> terreno, ed ivi esister<br />

doveva qualche rimarchevole e<strong>di</strong>ficio,per-<br />

chè si rinvennero <strong>di</strong>versi frantumi mar-<br />

morei, un capitello <strong>di</strong> marmo bianco,<br />

qualche avanzo d'opera laterizia, varie<br />

tegole <strong>di</strong> terra cotta <strong>di</strong> <strong>di</strong>versa forma <strong>di</strong><br />

due pie<strong>di</strong> e un 6.°aventi due labbri al-<br />

l'estremità, il che usa vasi per render più<br />

solide le fabbriche e per dare loro bel-<br />

la comparsa. Si scoprirono pure <strong>di</strong>verse<br />

nicchie con entro ossa umane, forse sepol-<br />

creto <strong>di</strong> qualche famiglia illustre. Riferi-<br />

sce Caliudrijche nel monte vi è un abis»


i?4 VEL<br />

so o cratere detto il Pozzo dell'Osa, ed<br />

in altra parte del territorio sono 3 ta-<br />

berne sotterranee, o famose grotte, le<br />

une maestosamente fabbricate a volto so-<br />

pra le altre.<br />

Governo <strong>di</strong> Valmontone.<br />

Valmonlone. Città e comune della <strong>di</strong>o-<br />

cesi <strong>di</strong> Segni, residenza del governatore,<br />

con territorio in piano e in colle e molti<br />

fabbricati,<strong>di</strong>stante circa it\ miglia da Roma,!<br />

4 da Cori, e 5 per la via <strong>di</strong>retta da<br />

Palestrina, con 8275 abitanti secondo la<br />

Statistica del 1 853. Giace isolata in istret-<br />

ta valle riparala da basse colline, sopra<br />

un colle <strong>di</strong> lufa vulcanico <strong>di</strong>rupato, meno<br />

pc luoghi fatti più agiati per gli acces-<br />

si , <strong>di</strong>rimpetto a Monte Fortino lungi 3<br />

miglia , a levante avendo Segni e Gavi-<br />

gn ano, sulla via proviocialeecorriera Ca-<br />

silina, corrispondente nella 1/ parte al-<br />

l'aulica Labicana, e dopo Lugnano alla<br />

Latina. In lontananza la città ba una cer-<br />

ta somiglianza colla veduta della Riccia,<br />

tanto per la verdura delle boscaglie cbe<br />

l'attorniano, come per la cupola della col-<br />

legiata cbe la sormonta. La sua pianta<br />

ridncesi a un'ellissi irregolare, ed è cin-<br />

ta ili mura munite <strong>di</strong> torri quadrangolari,<br />

opere de'bassi tempi, in parte sman-<br />

tellate e in parte ridotte a case ed altri<br />

usi moderni, come apprendo da Nibby.<br />

Ritiene Marocco, cbe da valle e da mon-<br />

te pub esser derivata la denominazione <strong>di</strong><br />

Valmonlone, essendo circondata da una<br />

breve vallata e situata sull'eminenza cbe<br />

alcuni <strong>di</strong>cono essersi chiamala Montone.<br />

Dice già le sue mura solide e costruite<br />

con <strong>di</strong>ligenza, ed i frequenti torrioni mu-<br />

tilati <strong>di</strong>sposti con buon modo <strong>di</strong> militare<br />

architettura. Leabitazioni appartengono<br />

a <strong>di</strong>verse epoche, alcune tendenti al gu-<br />

sto gotico, altre meno antiche hanno bal-<br />

coni <strong>di</strong> tufo o pietra nera formati a cro-<br />

ce che in 4 parti <strong>di</strong>vidono le finestre,<br />

molte case hanno 1' ingresso ad angolo<br />

ottuso o arco acuto, come ne'luoghi del-<br />

l'epoca de* guelfi e ghibellini; ed alcune<br />

fabbriche sono formale <strong>di</strong> tufo, scalpel-<br />

V E L<br />

lato con maestria e commesso con eccel-<br />

lenza d'arte. La porta per cui si entra venendo<br />

«la Roma non è l'antica, la quale<br />

trovasi interrata in una cantina dell'avv.<br />

Pozzi, dove ancora si osserva il voltone e<br />

l'arco ch'esser dovea <strong>di</strong> fronte alla pub-<br />

blica via che conduceva al palazzo baronale.<br />

Aggiunge pure Marocco, che il ma-<br />

teriale col quale furono fabbricate molte<br />

abitazioni, è comune opinione fosse tra-<br />

sportalo dalle rovine dell'antichissima<br />

città <strong>di</strong> Labico, molte iscrizioni marmo-<br />

ree della quale e trovate nel 1789 negli<br />

scavi della tenuta detta la Cavalla, ubi-<br />

cazione a cui non si accorda che ivi sor-<br />

gesse, si collocarono nell'atrio del palazzo<br />

baronale, e le riporta in uno alle moderne<br />

della collegiata e dell'oratorio. Le<br />

vie interne sono regolari, selciate e assai<br />

comode, fiancheggiate in generale da buo-<br />

ni fabbricati, tranne quelli presso porta<br />

Romana abitali da'coltivatori de'campi.<br />

Osserva Nibby, che entrando nella città<br />

<strong>di</strong> antico rimarcatisi molti massi quadri-<br />

lateri <strong>di</strong> tufa locale, avanzi dell'antiche<br />

mura, impiegati nelle costruzioni moder-<br />

ne , ed alcuni sembrano al posto loro,<br />

qualche vestigio d'opera reticolata, ed un<br />

sarcofago del tempo <strong>di</strong> Settimio Severo<br />

ridotto a fontana pubblica, sul quale so-<br />

no espressi a bassorilievo 3 Genii che reggono<br />

encarpi o festoni. Le case le reputa<br />

generalmente d'opera saracinesca e ricordano<br />

il XI 1 1 secolo. Si <strong>di</strong>rebbe che in gran<br />

parte fu rie<strong>di</strong>ficata dopo che ne fu inve-<br />

stito Riccardo Conti. L'attuale magnifi-<br />

co e grande palazzo baronale, al riferire<br />

del p. Casimiro da Roma, Memorie del-<br />

le cliiese e conventi de'frati minori del-<br />

la provincia romana, fu cominciato a<br />

fabbricare verso ÌI1662 dal principe Ca-<br />

millo Pam phi lj nipote d'Innocenzo X, nel<br />

sito più eminente e nel miglior clima (poi-<br />

ché essendo la città e<strong>di</strong>ficata sul tufa,<br />

questo produce alquanto umido, secondo<br />

Marocco),e con moltissima <strong>di</strong>ligenza d'ar-<br />

te <strong>di</strong>segnato, con fascie e abbellimenti e-<br />

slerni <strong>di</strong> peperino e <strong>di</strong> pietra tiburtina.


VEL<br />

La facciata principale è rivolta alla piaz-<br />

za maggiore, d'onde verso mezzodì s' a-<br />

pre una veduta bellissima e vasta: I' oc-<br />

chio rapidamente percorre il trailo limi-<br />

tato dalle punte dell'Algido e da quelle<br />

del Lepino, presentasi da lungi verso oc-<br />

cidente Rocca Priora, e avanzandosi ver-<br />

so mezzodì si riconosce il monte Artemisio<br />

e l'Algido, e spalancasi la valle e Pa-<br />

lude Pontina: <strong>di</strong> fronte presentasi la catena<br />

del Lepino e solto <strong>di</strong> quella Monte<br />

Fortiuo, e <strong>di</strong> fianco verso oriente Ga-<br />

vignano. L'ampie e alte sale, e i <strong>di</strong>versi<br />

apparlameuli <strong>di</strong>pinti egregiamente con<br />

favole mitologiche, merilano vedersi. Yi<br />

si giunge per due vie; la più bella comincia<br />

dalla piazza, l'altra dalla porla Humana,<br />

rimanendo da un lato 1' imponente<br />

fabbricato delle stalle. Propinquo al son-<br />

tuoso e<strong>di</strong>fizio, che può <strong>di</strong>rsi il più superbo<br />

de'<strong>di</strong>ntorni, everso l'angolo orienta-<br />

le della piazza comincia la facciata della<br />

chiesa principale <strong>di</strong> s. Maria Maggiore As-<br />

sunta in Cielo, collegiata e parrocchia. Es-<br />

sa fu rie<strong>di</strong>ficata dalle fondamenta dal<br />

principe Gio.BaltistaPamphiljAldobran-<br />

<strong>di</strong>ni figlio <strong>di</strong> Camillo encomiato, e v'im-<br />

piegò 4 anni dal 1 685 al i68g, serven-<br />

dosi per architetto <strong>di</strong> Mattia de Rossi fi-<br />

glio del bergamasco Gio. Antonio passa-<br />

bile architetto, amato allievo del celebre<br />

Bernini , come può leggersi nel Milizia,<br />

Le vite de*più celebri architetti, p. 377.<br />

Magnifica, elegante e vasta n'è la mole,<br />

che fa contrasto colle abitazioni modeste<br />

del luogo: la pianta è ovale, bella e sem-<br />

plice, essendo cioè un'ellissi: bella pure è<br />

la cupola che la sormonta,schiacciala, so-<br />

lida e luminosa; buono il campanile, os-<br />

sia le due torri campanarie, al <strong>di</strong>re del se-<br />

vero Milizia; l'atrio poco ampio è convenevole<br />

e decorato: ma a Nibby i partico-<br />

lari sembrarono risentire gli effetti del<br />

gusto <strong>di</strong> quel secolo corrotto. L'interno è<br />

ornalo dalle pitture del p. Pozzi, <strong>di</strong> Gia-<br />

cinto Bran<strong>di</strong>, Cirro Ferri, Agostino Siila,<br />

cav. Sebastiano Conca e altri rinomati ar-<br />

tisti del XV11 secolo. Va eccellente orga-<br />

V E L i*5<br />

no le accresce lustro, ed è lodevolmen-<br />

te ufficiala quoti<strong>di</strong>anamente dal capitolo<br />

nel suo coro <strong>di</strong> 17 stalli. Urbano Vili eresse<br />

in collegiata la precedente, con bre-<br />

ve de'i5 marzo) 638, grado che venne<br />

trasfuso all'attuale, istituendo l'unica e<br />

principale <strong>di</strong>gnità dell'ai cipretalo. Allo-<br />

ra il capitolo si componeva <strong>di</strong> 7 canoni-<br />

ci, poi aumentali a gè due chierici, ed ora<br />

lo è <strong>di</strong> io canonici compresa la <strong>di</strong>gnità<br />

dell'arciprete; gli altri benefizi non facen-<br />

do corpo col capitolo. Marocco che de-<br />

scrive i quadri, <strong>di</strong>ce il s. Francesco del p.<br />

Pozzi e ne rileva i singolari pregi , al cui<br />

altare si venera pures. Filomena ben <strong>di</strong>pinta<br />

dal Quattrocchi. Il superbo quadro<br />

<strong>di</strong> s. Benedettolo giu<strong>di</strong>cadel Ferri. I due<br />

quadri del Salvatore, e della B. Vergine<br />

col<strong>di</strong>vin Figlio sono del Conca. Nella sagrestia<br />

si ammira in tavola 1' immagine<br />

della Madonna col s. Cambino in grem-<br />

bo circondata d'Angeli, <strong>di</strong>pinta nel 1 5 1 3<br />

dal famoso Pinturicchio. Questa chiesa fu<br />

solennemente consagrata a' 27 maggio<br />

1 703 da mg. r<br />

Pietro Corbelli vescovo <strong>di</strong><br />

Segni. Nel vicino oratorio del Gonfalone,<br />

e<strong>di</strong>ficato da Alto Conti morto neli466,<br />

bellissimo è il quadro delPresepio <strong>di</strong>pinto<br />

lìti 167,2 daD.,da tutti riputato del Bas-<br />

sani, all'erma Marocco. Ma de'sei Da Ponte<br />

<strong>di</strong> Bassano pittori, niuno portò il nome<br />

cominciatile col D. Io non pretendo con<br />

tale data e iniziale indovinare l'autore del<br />

quadro, <strong>di</strong>rò solo che in quell'epoca fio-<br />

riva il Domeni chino, e cominciava a fiorire<br />

l'oriundo francese Gaspare Daghe!<br />

nato in Roma, cognato e <strong>di</strong>scepolo del ce-<br />

lebre paesista Poussin, ed anche scolaro<br />

<strong>di</strong> Clau<strong>di</strong>o Lorenese: fra'paesisti italiani<br />

è quello che ha più grazia e sentimento;<br />

tutto è in lui vero. 1 suoi mirabili paesag-<br />

gi sovente ornavali <strong>di</strong> figure. Molto <strong>di</strong>pin-<br />

se pel principe Pamphilj, la qual famiglia<br />

possiede gran<strong>di</strong> e rinomatissimi quadri.<br />

A lira parrocchia èia chiesa de'ss. Andrea<br />

e Stefano. Salendo a Valmontone per la<br />

parte sinistra, è la chiesuola della ss. Ver-<br />

gine delle Grazie, che per lo siile e la co-


126 VEL<br />

stellione ricorda l'XI secolo. La porta,<br />

antica aneli' essa e rinnovata nel secolo<br />

XIII, presenta l'Eterno Padre: il mistico<br />

Tau, che vi si vede espresso, è prova che<br />

un tempo questa chiesa appartenne a'mo-<br />

naci o meglio canonici regolari dell'or-<br />

<strong>di</strong>ne <strong>di</strong> s. Antonio abbate. Sopra un'altu-<br />

ra pure a sinistra della via, e non mollo<br />

lungi dalla città, vedesi dominare la chie-<br />

sa e il convento de' minori osservanti <strong>di</strong><br />

s. Angelo, <strong>di</strong> cui ragiona il subnominato<br />

p. Casimiro nel cap. 25, insieme alle no-<br />

lizie<strong>di</strong> Valmontone, e <strong>di</strong> cui mi vadogio-<br />

vando, <strong>di</strong> conserva cogli altri lodati scrit-<br />

tori. Ambo gli e<strong>di</strong>lizi sono situati sopra<br />

un colle, i quali non<strong>di</strong>meno reslanocoper-<br />

ti dagli altri colli che li circondano , anzi<br />

le finestre del i .° appartamento del palaz-<br />

zo baronale stanno a cavaliere del tetto<br />

della chiesa ed a livello del convento de'<br />

cappuccini <strong>di</strong> Palestrina. Il p. Gonzaga,<br />

Misturici Serafica, peli. e senza documento<br />

pubblicò che il convento già abba-<br />

zia appartenne a'benedettini, e che da'si<br />

gnoii Conti baroni del luogo fu concesso<br />

a 'francescani colla bellissima chiesa. Il p.<br />

Casimiro assicura che la fabbrica è anti-<br />

ca, e nel!' architrave della sagrestia lesse<br />

l'anno 1 009. Nel 1 738 per certa fabbrica<br />

si scopri una croce stazionale <strong>di</strong> marmo<br />

con vari ornamenti <strong>di</strong> musaico, le quali<br />

cose potrebbero rendere verosimile l'as-<br />

serzione del p. Gonzaga, ed il Nibby<strong>di</strong>ce<br />

saracinesca la costruzione. Certo è che i<br />

fiati minori non vi si stabilirono dopo la<br />

metà del secolo XV, ad onta che tale epo-<br />

ca sia notata nelle memorie del convento<br />

e nell'archivio d' Araceli, ma nello stesso<br />

secolo <strong>di</strong> loro istituzione. Imperocché ri-<br />

porta il p. Wad<strong>di</strong>ogo, Annal. Minor., che<br />

Nicolò I V nel 1 290 con breve de'7 luglio<br />

dato in Orvieto,la cui copia era nell'archi-<br />

vio<strong>di</strong> s.lsidoro, concesse l'indulgenza per-<br />

petua d'un anno e4o giorni a' fedeli che<br />

pentiti e confessati visitassero nel giorno<br />

<strong>di</strong> sua festa e per tutta l'S.' 1<br />

la chiesa <strong>di</strong> s.<br />

Michele Arcangelode'frati minori <strong>di</strong> Val-<br />

uioutoue <strong>di</strong>ocesi <strong>di</strong> Segni. A tempo del p.<br />

-<br />

VEL<br />

Casimiro la chiesa conteneva 3 altari dalla<br />

parte dell'Epistola e 2 da quella del Van<br />

gelo, ed era stata consagrata a'26 febbraio<br />

da Giuseppe Pamphilj vescovo <strong>di</strong> Segni<br />

dal iìì'jo al 1 58 1 . Il p. Casimiro ripro-<br />

dusse due memorie sepolcrali, il novero<br />

delle ss. reliquie della chiesa, incontro la<br />

quale nel i49° ' Conti e<strong>di</strong>ficarono a s. Mi-<br />

chele una cappella semicircolare, poi profanata<br />

nel secolo passato, e che nella campana<br />

del campanile era inciso l'anno<br />

i523, colle invocazioni della Madonna e<br />

<strong>di</strong> s. Michele, e col nome angelus Melo<br />

Verulanus. Soggiunge il p. Casimiro che<br />

piti d'un miglio da Valmontone sulla via<br />

Labicana fu già il monastero <strong>di</strong> s. Maria<br />

in Silice de Failemontana (così detta da'<br />

grossi selci della via lastricata), <strong>di</strong> cui tro-<br />

vasi menzione neh' Ughelli, nel <strong>di</strong>ploma<br />

<strong>di</strong> conferma de'beni a Pietro vescovo <strong>di</strong><br />

Segni, emanalo nel 1 1 82 da Lucio III, da<br />

cui si trae ch'era stato toltoa'benedetlini<br />

a'quali era appartenuto. Nel secolo X11I<br />

vi furono collocate le monache <strong>di</strong> s. Chiara,<br />

alla loro chiesa concedendo Nicolò IV<br />

l' indulgenza Signina Dioecesis. In una<br />

bolla <strong>di</strong> Paolo II del i47° s ' narra che il<br />

monastero era <strong>di</strong>sabitato e da più anni <strong>di</strong>ruto;<br />

però non si deve confondere col mo-<br />

nastero che nello slesso pontificato Giovanni<br />

Conti fabbricò dentro Valmontone<br />

col medesimo nome <strong>di</strong> s. Maria in Silice,<br />

per aver ottenuto tal signore dal Papa<br />

<strong>di</strong> trasferirvi il titolo dell'altro, e <strong>di</strong> far-<br />

vi rifiorire <strong>di</strong> nuovo la regolare osservan-<br />

za. Giovanni per ottenere tuttociò più fa-<br />

cilmente donò a' monaci <strong>di</strong> s. Scolastica<br />

<strong>di</strong> Subiaco, oltre la chiesa e il monastero,<br />

anche 1' ospedale pe' poveri , fabbricato<br />

già da Allo suo genitore, sepolto nel<br />

1 466 in quella chiesa con epitaffio. L'o-<br />

spedale tuttora esiste. Nel Diario <strong>di</strong> Car-<br />

lo Messori da Subiaco si legge, che nel<br />

i5gi era priore <strong>di</strong> questo nuovo mona-<br />

siero d. Ambrogio da Subiaco, ma <strong>di</strong>poi<br />

fu abbandonato all'atto da'monaci, laon-<br />

de neh 656 vi poterono ritirarsi i minori<br />

osservanti, uel tempo che il loroconvcnto


| ca<br />

V EL<br />

<strong>di</strong> i. Angelo era abitato da'contagiosi del-<br />

la pesti lenza <strong>di</strong>e affliggeva pure la contra-<br />

da. Aggiunge Marocco, che al monastero<br />

fu unita l'abbazia <strong>di</strong> s. Maria <strong>di</strong> Porcinia,<br />

castello poi detto Percile, <strong>di</strong>stretto e <strong>di</strong>o-<br />

cesi <strong>di</strong> Tivoli,con altre notizie sul medesimo,<br />

ora del tutto<strong>di</strong>ruto.lesue ren<strong>di</strong>tenon<br />

eccedendo ?o floriui d'oro<strong>di</strong> camera. Era<br />

vicino alle ville ecimiterio <strong>di</strong> s. Ilario nel-<br />

la via Labicana, dagli antichi cristiani <strong>di</strong><br />

gran <strong>di</strong>vozione e assai frequentato. Dice<br />

ancora il Marocco che quasi 5 miglia <strong>di</strong>stante<br />

da Valmontone esisteva il mona-<br />

stero mollo antico <strong>di</strong> s. Cecilia dell'or<strong>di</strong>-<br />

ne <strong>di</strong> s.Benedetto, e precisamente rim pet-<br />

to al <strong>di</strong>ruto castello <strong>di</strong> Pimpinara, <strong>di</strong> cui<br />

feci parola nel paragrafo Gavìgnano. Non<br />

manca Valmontone <strong>di</strong> pii sodalizi, e del-<br />

le maestre pie, le quali furono istituite in<br />

questa città dalla principessa Leopol<strong>di</strong>na<br />

Doria Pamphilj <strong>di</strong> Savoia Carignano. Ora<br />

la città sta costruendo il cimiterio comu-<br />

nale fuori dell'abitato ed alla <strong>di</strong>stanza <strong>di</strong><br />

circa mezzo miglio dalla medesima. Ce-<br />

lebre fra 'geografi è stata sempre la que-<br />

stione sopra il sito preciso <strong>di</strong> Labico (P.),<br />

città ragguardevole dell'anticoLazio e poi<br />

sede vescovile. Leandro Alberti e molti<br />

altri dopo <strong>di</strong> lui hanno stimato che sul-<br />

le rovine <strong>di</strong> essa sia stato <strong>di</strong>poi fabbrica-<br />

to Valmontone. Cluverioe Kircher hanno<br />

creduto Labico nello stesso silo ove<br />

oggi è piantato Zagarolo (F.). I moder-<br />

ni scriltori.appoggiati all'Olstcnioeal Fa-<br />

bi etti, non altrove lo riconoscono che nel<br />

castello della Colonna , cos'i Marocco e<br />

Nibby. Il p. Casimiro da Peonia però os-<br />

serva <strong>di</strong>e la Colonna non è situala sulla<br />

via Labicana, ma <strong>di</strong>stante da Roma cir-<br />

1 5 miglia, che fanno appunto i i 20 sta-<br />

<strong>di</strong> <strong>di</strong> lontananza assegnati da Strabune a<br />

Labico; <strong>di</strong>sianza che non si può coufare<br />

alla posizione <strong>di</strong> Zagarolo, che <strong>di</strong>cesi 17<br />

miglia lontana daRoma (<strong>di</strong> più vuole Nibby),e<br />

mollo meno con quella <strong>di</strong> Valmon-<br />

tone , che viene giu<strong>di</strong>cata lontana dalla<br />

medesima più <strong>di</strong> 22 miglia. Ciò <strong>di</strong>e poi<br />

doti ebbe togliere ogni dubbio è la lapi-<br />

VEL 127<br />

de <strong>di</strong> Pai tenio, trovala dal Fabretti nel<br />

territorio della Colonna e da lui riportata<br />

nel suo libro De Aquis et Aquaedu*<br />

ctil/us. Con tultociò confessa il p. Casimi-<br />

ro <strong>di</strong> non poter abbracciare neppur quel<br />

sentimento, dubitando che la lapide forse<br />

potrebbe esservi stata trasportata , ben-<br />

ché potrebbe essere surto Labico non lun-<br />

gi dalla Colonna. Ma considerando che<br />

un tempo esistevano Labico, Colonna e<br />

Zagarolo, e tutti e 3 chiamati co'loro nomi<br />

, conclude che Labico non poteva es-<br />

ser situato ove oggidì è piantala Colon-<br />

na, e questo castello non potè esser fabbricato<br />

sugli avanzi <strong>di</strong> Labico. Questa<br />

città era tuttavia in pie<strong>di</strong> nel cominciar<br />

del secolo XI II, in cui Domenico vescovo<br />

d'Albano vi passò a governarne la chiesa,<br />

il che rendesi manifesto dalla lite insorta<br />

tra il vescovo d'Albano e il monastero <strong>di</strong><br />

Grotta Ferrata per I' esenzione <strong>di</strong> una<br />

chiesa del castello <strong>di</strong> Paolo, situato sotto<br />

Marino; e mentre da molti anni ad<strong>di</strong>etro<br />

esistevano altresì la Colonna e Zagarolo,<br />

come si trae da Pandolfo Pisano, il quale<br />

narra che Pasquale II neh io^ t egrts.sus<br />

urbe Cavasi recepit,Columpnam et Gazzfro/«m,cioèZagarolo,ed<br />

in più luoghi da<br />

Cencio Camerario. Sembra dunque al p.<br />

Casimiro vacillare la congettura <strong>di</strong> que'<br />

che hanno scritto Labico esser lo stesso<br />

che la Colonna. I moderni Calindri e Ca-<br />

stellano inclinano a credere che l'o<strong>di</strong>erno<br />

Valmontone abbia rimpiazzato l'antica<br />

città <strong>di</strong> Labico, che altri posero a Za-<br />

garolo o alla Colonna. A'ricordati arti-<br />

coli riportai le<strong>di</strong>verse opinioni degli scrit-<br />

tori, fra 'qua li il Fico ioni pose Labico pres-<br />

so la sua patria Lugnano. Il dotto IVibby<br />

HeW Analisi de'<strong>di</strong>ntorni <strong>di</strong> Roma, t. 2, p.<br />

1 59, ragiona delle <strong>di</strong>verse terre che si <strong>di</strong>-<br />

sputarono P onore d' esser succedute al-<br />

l'antico Labìcum o La\'icnm t e tutte eb-<br />

bero i loro forti <strong>di</strong>fensori, né tace che nel<br />

secolo XVI era comune l'opinione in fa-<br />

vore <strong>di</strong> Valmontone, e nel seguente al-<br />

tri lo situarono a Zagarolo. Pertanto soggiunge:<br />

Se però ad uu malinteso amoie


128 VEL<br />

<strong>di</strong> patria si fosse sostituito un più maturo<br />

esame de' luoghi, ed un rispetto mag-<br />

giore all'autorità declassici antichi, l'o-<br />

pinione non sarebbe andata tanto oscil-<br />

lando con detrimento della verità e della<br />

scienza. Ragionando poi delle <strong>di</strong>stanze, ne<br />

escluse Valmontone, <strong>di</strong>cendola più <strong>di</strong> 26<br />

miglia <strong>di</strong>stante da Roma , e poi nel suo<br />

articolo scrisse circa 24 5 e trovò le me-<br />

desime e le altre coincidenze in favore<br />

della Colonna, ed eru<strong>di</strong>tamente riferì le<br />

notizie <strong>di</strong> Labicoe della Colonna. Trat-<br />

tando poi il Nibby <strong>di</strong> Rocca Priora, che<br />

<strong>di</strong>ce l'antica Corbio o Corbìone, nel t. 3,<br />

p. 22 , <strong>di</strong>chiara che Vitellia era a Valmontone,<br />

ed io seguendolo, ciò ripetei oel<br />

voi. XXVII, p. 178, nella breve mia de-<br />

scrizione <strong>di</strong> Rocca Priora _/ad onta ch'egli<br />

nell'articolo Ci vitella <strong>di</strong> Subiaco, nel 1. 1,<br />

p. 4?4> I' avea riconosciuta succeduta a<br />

Vitellia da'romani eretta nel paese degli<br />

eroici, onde tener a freno gli equi equi-<br />

coli , ed inoltre ivi già avea riconosciuto<br />

Valmontone essere succeduta a Tolerio,<br />

Nel mio articolo Subiaco, e nel paragrafo<br />

Ch'itella ne ripetei l'opinione, lo non<br />

intendo censurare il grand'uomo, soltan-<br />

to avvertire gli anacronismi, onde non es-<br />

sere anch'io in contrad<strong>di</strong>zione. Inoltre il<br />

INibby nel t. 3, p. 369, tiene proposito <strong>di</strong><br />

Valmontone, che <strong>di</strong>ce l'antico Tolcrium,<br />

quin<strong>di</strong> Castrimi Vallis Montonisj ed eccone<br />

le sue notizie. La città <strong>di</strong> Tolerium<br />

o Toleria, come una delle più antiche del<br />

Lazio, ed esistente fin dall' anno 268 <strong>di</strong><br />

Roma, Dionisio e Plutarco l'in<strong>di</strong>cano chiaramente<br />

situata nelle vicinanze <strong>di</strong> Boia,<br />

ch'f gli riconosce a Lugnano, Labico e Fe-<br />

do, mentre Plinioenumera i<br />

Tolerienses<br />

fra quelle popolazioni del Lazio antico che<br />

a'snoi giorni erano pienamente scompar-<br />

se. Stefano Bizantino poi si limita ad in-<br />

<strong>di</strong>care Tolerium solo come una città d'I-<br />

talia. Se, come sembra al INibby, Boia fu<br />

a Lagnano, Labico alla Colonna, e Pedo<br />

a G allicano {V .), due soli luoghi moder-<br />

ni potrebbero contendersi l'onore d'esser<br />

riguardati come succeduti a Tolerio, cioè<br />

VEL<br />

Zagarolo e Valmontone, poiché avendo<br />

l'infaticabile e intelligentissimoNibby per-<br />

corso in tutte le <strong>di</strong>rezioni quel tratto <strong>di</strong><br />

paese latino fra la Colonna, Valmontone<br />

e GaIlicano,questi due luoghi solamente<br />

presentarono a lui in tutto quel <strong>di</strong>stretto<br />

traccie d' antichità. Quelle <strong>di</strong> Zagarolo<br />

non crede appartengano a epoca remota,<br />

ma li reputa pezzi <strong>di</strong> monumenti <strong>di</strong>sloca-<br />

ti del tempo imperiale <strong>di</strong> Roma; né l'a-<br />

spetto <strong>di</strong> quella terra ha grande appara-<br />

to d'essere stata una città antica, ma piut-<br />

tosto una villa romana: al contrario Valmontone<br />

ah.° aspetto mostra il caratte-<br />

re <strong>di</strong> una <strong>di</strong> quelle città o piuttosto bor-<br />

gate munite del Lazio primitivo, essendo<br />

posta sopra un colle isolato, cinto da <strong>di</strong>-<br />

rupi ed attorniato da sepolcri scavati nel<br />

tufa, come quelli <strong>di</strong> Collazia e <strong>di</strong> altre cit-<br />

tà antichissime, e fra due rigagnoli che<br />

sono da considerarsi come due delle più<br />

lontane e perenni sorgenti del fiume Sacconfluente<br />

principale delLiri. Questo fiume<br />

è evidentemente quello che Strabone<br />

ossia il suo testo o<strong>di</strong>erno designa col nome<br />

che Ovi<strong>di</strong>o e Orosio appellano To-<br />

leniti, dal quale si conosce l'origine del<br />

nome <strong>di</strong> Tolerium, ch'era posto alle sor-<br />

genti <strong>di</strong> quello. Prova ulteriore pel Nibby<br />

che Tolerium fosse sulsito<strong>di</strong> Valmoa-<br />

tone,è la marcia <strong>di</strong> CorioIano,il quale venendo<br />

contro le città latine della Valle<br />

Pontina, lai." a presentarglisi sul confine<br />

volsco da quella parte era Tolerium, e<br />

questa infatti, secondo Dionisio e Plutar-<br />

co nella Vita <strong>di</strong> Coriolano } fu la 1 ."ad es-<br />

ser assalita, come successivamente assalì<br />

quelle che una dopo l'altra gli si paravano<br />

sulla strada, cioè Boia, Labico e Pedo.<br />

E non volendo attaccare né i prenestini,<br />

né i gabini, né i tnsculani , perchè forse<br />

erano d'accordo co'volsci, o non erano al-<br />

leati de'romani, si volse contro Corbione,<br />

Boville posta presso le Fraltocchie,e Lavinio<br />

(Pratica <strong>di</strong>ce INibby ; non si deve<br />

confondere con Patrica nella delegazione<br />

<strong>di</strong> Fro<strong>di</strong>none: à\ Lavinio e <strong>di</strong> Pratica ra-<br />

gionai nel voi. XXXVU, p. 233 e seg.


VEL<br />

ultime città che gli rimanevano a soggiogare<br />

sulla sinistra, prima <strong>di</strong> porre il cam-<br />

po contro Roma, alle Fosse Giulie. Il va-<br />

loroso esule romano trovò i tolerini pre-<br />

parati a <strong>di</strong>fendersi,e da pro<strong>di</strong> per un giorno<br />

intero respinsero l'assalto, ma alla fine<br />

dovettero cedere alla furia de' volsci.<br />

La città fu presa d'assalto, ed i volsci ne<br />

riportarono una preda cos'i grande in uo-<br />

mini, denaro e vettovaglie, che il traspor-<br />

to del bottino durò parecchi giorni. In-<br />

<strong>di</strong>zio è questo della floridezza <strong>di</strong> Tolerio,<br />

sebbene la città non fosse molto grande,<br />

secondo Dionisio, il quale fa <strong>di</strong>re a Mimi-<br />

ciò nella sua legazione a Coriolano, che<br />

non credesse già facile impresa l'assalire<br />

Roma, e che non credesse d'averla a fare<br />

co'pedani eco'toleriui, piccole popolazio-<br />

ni. Nuovo argomento a favore <strong>di</strong> Valmoti-<br />

tone,<strong>di</strong>ce Nibby. In<strong>di</strong> nota : E' singolare,<br />

che mentre Dionisio e Plutarco sono pienamente<br />

d'accordo nell'in<strong>di</strong>care la presa<br />

<strong>di</strong> Tolerio, Livio non ne fa menzione, ma<br />

in vece nomina Trcbiam ossia Trevi (P 7<br />

.),<br />

eh' è fuor <strong>di</strong> luogo affatto; e perciò può<br />

credersi che il nome in Livio sia stato alterato<br />

da'eopisti e che iu vece<strong>di</strong> Trebiam<br />

debba leggersi Toleriam, congettura che<br />

sfuggì al dottissimo Cluverio. Dopo quel-<br />

la catastrofe sembra che Tolerio non ve-<br />

nisse mai più abitala, poiché non se ne<br />

trova più menzione negli antichi scritto-<br />

ri. Quin<strong>di</strong> crede Nibby , che i citta<strong>di</strong>ni<br />

superstiti si <strong>di</strong>sperdessero nelle città vicine<br />

<strong>di</strong> Boia, Frenesie e Pedo. Quantunque<br />

però Tolerio fosse scomparsa , non<br />

sembra probabile che sul finir del governo<br />

repubblicano o ne'tempi flori<strong>di</strong> del-<br />

l' impero il suo sito fosse trascurato da<br />

qualche ricco romano , il quale ne avrà<br />

profittato per e<strong>di</strong>ficarvi una villa, come<br />

<strong>di</strong> altre città primitive del Lazio essere<br />

avvenuto afferma Strabone, e ne fan te-<br />

stimouianza le rovine esistenti. Nel d.°65<br />

del Diario <strong>di</strong> Roma del 1 846 si legge<br />

un articolo <strong>di</strong> O. R., nel quale dà con-<br />

tezza del pubblicato libro: Intorno l'an-<br />

tico e nuovo Labico. Dissertazione <strong>di</strong> ùid-<br />

vol. LXXXIX,<br />

VEL 129<br />

gì Ber tarel7/, Roma 1 8/f5- Principia l'articolista<br />

col fare osservare, che non si può<br />

in miglior modo onorare il paese natale <strong>di</strong><br />

quello che ricercando nella sua storia, e<br />

manifestando alla luce del mondo le sue<br />

glorie, tanto più se da altri scemate, mes-<br />

se in dubbio o negate del tutto. Ciò fece<br />

assai dotta mente, e con franco e bello an-<br />

dare <strong>di</strong> stile, Luigi Bertarelli da Valcuon-<br />

tone nell'opuscolo annuncialo <strong>di</strong> 3g fac-<br />

ce in 8.°, abbastanza pieno d'eru<strong>di</strong>zione.<br />

Egli procede, al <strong>di</strong>re dell'articolista, con<br />

bel ragionare, chiarezza e con forti argo-<br />

menti a mostrare come presso il luogo<br />

dove sorge ora quella ciltà fosse il Labi-<br />

co degli antichi. Un tale ragionamento,<br />

de<strong>di</strong>cato al suo concitta<strong>di</strong>no d. Pietro Pao-<br />

lo Fratoni parroco de' ss. Andrea e Stefano,<br />

l'autore <strong>di</strong>vise in 1 1 paragrafi. Accenna<br />

nell'introduzione come il Sommo<br />

Pontefice Gregorio XVI, con breve de'<br />

26 settembre 1 843, desse al comune <strong>di</strong><br />

Valmontone l'illustre titolo <strong>di</strong> città, e<br />

quin<strong>di</strong> i suoi abitanti, fra le altre pubbli-<br />

che <strong>di</strong>mostrazioni <strong>di</strong> gratitu<strong>di</strong>ne a tanto<br />

benefìciOjStabilissero una accademia, nel-<br />

la quale dovea recitarsi questa <strong>di</strong>sserta-<br />

zione, la quale non tenuta il Bertarelli<br />

pubblicò colla stampa.» Quanta oscurità<br />

e quanta incertezza sia stata sempre in-<br />

torno alla situazione dell' antico Labico<br />

è noto a chiunque si conosce minimamente<br />

<strong>di</strong> queste materie: chi nel luogo dove<br />

sorge al presente la terra <strong>di</strong> Zagarolo;<br />

chi alla Colonna; chi altra volta pureopinò<br />

che fosse nelle vicinanze <strong>di</strong> Valmontone;<br />

i quali <strong>di</strong>versi pareri <strong>di</strong>scorre il Ber-<br />

tarelli nel 3.° paragrafo, dopo aver toc-<br />

cato nel 1° la storia dell'antichissima cit-<br />

tà. Il Nibby, in fra gli altri, volle a'dì no-<br />

stri sostenere che veramente alla Colon-<br />

na sorgesse Labico, secondo ezian<strong>di</strong>o l'av-<br />

viso dell' Olstenio e del Fabretti; il che<br />

si fa il nostro Bertarelli a confutare molto<br />

valorosamente nell'8.° paragrafo, com-<br />

battendolo coli' autorità degli antichi<br />

scrittori, come <strong>di</strong> Livio e <strong>di</strong> Strabone, il<br />

quale scrivendo che Labico giaceva oltre<br />

9


1 3o VE L<br />

il i 5.° miglio da Roma, fa chiaro che non<br />

polea essere dove sorge al presente la Colonna,<br />

clie, osserva il Berta celli, seguendo<br />

le tracce della dritta via Labicana anti-<br />

ca, <strong>di</strong>sta da Roma solamente 12 miglia;<br />

la comballe coli' andamento della via<br />

medesima, colla natura del luogo in cui<br />

è poi sorta la Colonna, con altri ben for-<br />

ti argomenti che tralascio per brevità e<br />

che stimo prezzo dell'opera leggere come<br />

sono <strong>di</strong>stesamente e eru<strong>di</strong>tamente tratta-<br />

ti nella <strong>di</strong>ssertazione medesima. Ver con-<br />

trario nel paragrafo 7. avea già abba-<br />

stanza provatoli Bertarelli come colle re-<br />

liquie dell' antico Labico fosse costrutto<br />

Yalmontone, e come a cjuesto appartenga<br />

l'antica sede episcopale Labicana. mentre<br />

nel paragrafo 9. mostra colla mag-<br />

gior evidenza I' errore del Nibby nell' a-<br />

ver dato a Yalmontone il nome dell' an-<br />

tico Tolerio. E poiché la maggior gloria<br />

che venga ad una città è quella che le<br />

danno gli uomini <strong>di</strong> alto sapere da essa<br />

«Ieri vati, saviamente lo stesso Bertarelli, a-<br />

vanti <strong>di</strong> por fine a questa sua bella ed eru-<br />

<strong>di</strong>ta <strong>di</strong>ssertazione, non vuole taciuti i nomi<br />

d'alcuni più celebri cbesortirono nel-<br />

la sua Valmontone i natali; e valga per<br />

lutti il ricordare quel Giusto de'Conti,ce-<br />

leberrimo poeta,giureconsulto e oratore,<br />

stato consigliere <strong>di</strong> Sigismondo Pandol-<br />

foMalatesta". Termina l'autore dell'arti-<br />

colo <strong>di</strong>cendo, che siccome tutto l'opusco-<br />

lo è interessante, si sarebbe dovuto ripe-<br />

terlo, congratulandosi collo scrittore per<br />

tale sua fatica, che non reca minor glo-<br />

ria e onore a lui che alla sua patria na-<br />

tale. Dipoi il eh. cav. Coppi pubblicò le<br />

Memorie Colonnesi, nelle quali assai par-<br />

la del castello della Colonna e de'snoi si-<br />

gnori Colonna (V.), i quali derivando da-<br />

gli antichi signori del Tuscolo, dalla stes-<br />

sa Colonna presero il cognome, secondo<br />

Muratori, altre opinioni avendole io rife-<br />

rite al citato articolo.Quanlo a Labico, <strong>di</strong>-<br />

ce il Coppi, alcuni archeologi, come Vol-<br />

pi, Vetus Latium, e Nibby, sono <strong>di</strong> pa-<br />

rere che sulla collina del castello <strong>di</strong> Co-<br />

V E L<br />

lonnn fosse l'antico Labicom, città abbastanza<br />

ragguardevole da dare la denomi-<br />

nazione <strong>di</strong> Labicana alla via romana che<br />

vi conduceva, senza <strong>di</strong>re la propria opi-<br />

nione nel contrastato argomento. Intorno<br />

a Labico, oltre il detto nel suo arti-<br />

colo e ne' luoghi che ivi citai, tanto sembrami<br />

abbastanza per un maggior det-<br />

;<br />

taglio può supplire il Nibby. Questo racconta,<br />

che la suin<strong>di</strong>cata villa avea il nome<br />

<strong>di</strong> Casa Maior nel secolo Vili, quando<br />

insieme con Longeiamim, oggi Lugna-<br />

no, fu data da s. Gregorio II del 710 al-<br />

la basilica Lateranense , come si ricava<br />

dal registro <strong>di</strong> Cencio Camerario inserito<br />

dal IVI tiratori nel t. 5 àeM'Jntiq. Me<strong>di</strong>i<br />

devi. I coloni posti a coltivar questo fondo<br />

formarono a poco a poco la borgata,<br />

che fino dal 1 139 avea assunto il nome<br />

<strong>di</strong> Vallis Montoni*, il che si trae da un<br />

atto riferito nell' Appen<strong>di</strong>ce 2." del t. 4<br />

degli Annales Canta Idulenses; nel qua-<br />

le leggesi come Oddone signore <strong>di</strong> l'oli<br />

mandò ambasciatore a Papa Innocenzo II<br />

un tal Landone de Valle Monlonis, pel<br />

narrato nel vol.LXXV, p. 2 .876288, par-<br />

lando <strong>di</strong> Poli e nuovamente della fami-<br />

glia Conti. Continuava a quell'epoca que-<br />

sta terra ad essere posseduta da'canonici<br />

regolari Lateranensi, e venne loro con-<br />

fermata, come si legge nella bolla a loro<br />

e al proprio priore <strong>di</strong>retta da Anastasio<br />

IV nel 1 1 54» riportata dal Crescimbeni<br />

neW Istoria della chiesa <strong>di</strong> s. Giovanni<br />

avanti Porta Latina,^. 248, con queste<br />

parole che da essa ricavo: domosquasha-<br />

belis in cancello, domos quas habetis in<br />

Via Malori Castrimi Vallis Montonis<br />

cimi Ecclesiis et omnibus ad ipsum Castrimi<br />

per tinentibus, Castrimi Matella-<br />

nici etc. Di che fa menzione anche il p.<br />

Casimiro. Lucio HI neh 182 pose confermò<br />

Valmontone sotto la giuris<strong>di</strong>zione<br />

<strong>ecclesiastica</strong> del vescovo <strong>di</strong> Segni, e nel-<br />

la bolla Etordo rationis expostulat. ri-<br />

prodotta dall'Ughelli ne\YItalia sacra,<br />

1. 1, p. 1237, come chiese <strong>di</strong> Valmontone<br />

si nominano quelle <strong>di</strong> s. Mariae, s. Ari'


s<br />

V E L<br />

dreae,s. Laurenlii cimi omnibus perli-<br />

mentii* suis, s. Joannis de Selva, s. Ni-<br />

colai cum omnibus perlinenliisearum : s.<br />

Zotici cum omnibusper tinentiis suisjmonasterinm<br />

s. Marine in Silice cum omni'<br />

buspcrtinentiis et libcrtntibus suis. Frat-<br />

tanto i canonici regolari Lateranensi l'aveano<br />

talmente caricato <strong>di</strong> pesi e debili<br />

con forti usure, che trattavano seriamen-<br />

te <strong>di</strong> venderlo pubblicamente; laonde Pa-<br />

pa Innocenzo III (V.) col consenso del<br />

priore e canoniciLateranensi,compròVal-<br />

tnoutone colle sue pertinenze , parte co'<br />

denari suoi, parte con quelli del fratello<br />

Riccardoconte<strong>di</strong> Sora,ed a questi lo <strong>di</strong>e<br />

in feudo nel 1208, salvo iure Laleranen-<br />

sis Ecclesiae. Il Ratti <strong>di</strong>ce l'atto d'acqui-<br />

sto essere del 1209 e conservarsi nell'ar-<br />

chivio Sforza, nella qual famiglia passa-<br />

rono i beni e le prerogative della linea<br />

primogenita de'Couti. Nel Bull. Rom. t.<br />

3, p. 1 32, è la bolla Cum Castrimi Val-<br />

li* Montoni colla quale Innocenzo III :<br />

ì<br />

Ricardo Corniti Sorano Castrimi Valli*<br />

Montonis confirmal, eaque. omnia,<br />

quae eilocarunt Canonici basilicae Lateranensis.<br />

E da questo Riccardo ebbeorigine<br />

la linea de' Conti (V.) <strong>di</strong> Valmontone<br />

e <strong>di</strong> Segni, come raccontai in que-<br />

gli articoli, i quali vanno tenuti presen-<br />

ti, perchè procedei co'docùmenti autentici<br />

pubblicati dal Ratti, Della Famiglia<br />

Sforza, t. 2,p. 2i7eseg.: De' Conti <strong>di</strong><br />

Segni. Ma devesi anche qui notare, che<br />

la 1 .- stabile signoria che acquistò il grande<br />

Innocenzo III fu quella <strong>di</strong> Valmonto-<br />

ne , per cui la famiglia Conti sino alla<br />

metà, del secolo XV si chiamò de Conti<br />

signori <strong>di</strong> Valmontone; e talmente fu<br />

proprio <strong>di</strong> essa il nome <strong>di</strong> questo suo prin-<br />

cipale feudo, che non rare volte trovasi<br />

scritto pressoi contemporanei Casa Valmontone<br />

per Casn Conti, giacché essa as-<br />

sunse l'amministrazione e il dominio <strong>di</strong><br />

Segni <strong>di</strong>poi nel 1 353; <strong>di</strong>cendosi ne'docu-<br />

inenti che tuttociò comprovano, che alla<br />

Casa <strong>di</strong> Vallemontone Corra<strong>di</strong>no impe-<br />

ratore nel 1254 <strong>di</strong>e l'arme dell' Aqui-<br />

V E L 1 3<br />

la scacchiata e il popolo romano il campo<br />

rosso. Nell'infeudazione <strong>di</strong> Valmonlo<br />

ne, Riccardo fu dal Papa fratello iofeu •<br />

dato pure <strong>di</strong> Poli, Sacco e Pimpinara, e<br />

prestò giuramento solenne <strong>di</strong> fedeltà al<br />

medesimolnnocenzolll in Ferentino, con<br />

atto pubblicato dal Muratori nel t. 5, p<br />

84g dell'ani. Med. Aevi, e dal Ratti a p.<br />

232 coll'istromento<strong>di</strong> compra <strong>di</strong> Valmon-<br />

tone. Perciò Riccardo si obbligò co'suoi<br />

successori a fare guerram et pacem de.<br />

Castro Vallismontonis, de Sacco et de.<br />

Plumbinarin conica omne.s homines ad<br />

mandatimi Romani Pontifici. E siccome<br />

da'figli <strong>di</strong> Riccardo si formarono due li-<br />

nee primarie, la primogenita de' signori<br />

<strong>di</strong> Valmontone e poi <strong>di</strong> Segni, e 1' altfa<br />

de'signori <strong>di</strong> Poli, questo paragrafo può<br />

vedersi nel luogo citalo, anco per gli al<br />

tri feu<strong>di</strong> che signoreggiò. Osserva il Rat-<br />

ti, che Valmontone forse sarebbe andato<br />

soggetto alle <strong>di</strong>visioni e altre vicende, al<br />

le quali furono sottoposti tanti altri feu-<br />

<strong>di</strong> <strong>di</strong> casa Conti, se Giovanni Conti figlio<br />

<strong>di</strong> Paolo, e nipote <strong>di</strong>Riccardo fratello d'In-<br />

nocenzo III, con suo testamento del 1287<br />

nonne avesse istituito un perpetuo fideicommisso<br />

a favore de'primogeniti <strong>di</strong> sua<br />

famiglia, comprendendo nella sua <strong>di</strong>spo-<br />

sizione anche il castello <strong>di</strong> Gabiniano o<br />

Gavignano, e quelli <strong>di</strong> Fluminaria e Sac-<br />

co. Di più Giovanni Conti or<strong>di</strong>nò nel te-<br />

stamento l'erezione d' un monastero <strong>di</strong><br />

monache in Valmontone. Può vedersi il<br />

Ratti a p. 234, ed il paragrafo Gavigna-<br />

no. Dalla suddetta epoca fino al i5y$ •<br />

Conti ritennero costantemente il dominio<br />

<strong>di</strong> Valmontone, onde le loro copiose no-<br />

tizie con essa si rannodano, alla quale i<br />

Conti profusero le proprie beneficenze,<br />

massime in opere <strong>di</strong> pietà, come loro primitivo<br />

e principale feudo. Una carta spettante<br />

al i25o e che si conserva nel monastero<br />

camaldolese de'ss. Andrea e Gre-<br />

gorio <strong>di</strong> Roma, riportata nell'Appen<strong>di</strong>ce<br />

del t. 4 > p- 5g7 degli Annales Carnaidulenscs,<br />

ha conservato i nomi <strong>di</strong> molli<br />

abitanti ragguardevoli del Castrimi Val-<br />

1


i32 V E L<br />

lismontonìs, chiamati come testimoni in<br />

un testamento, fra'quali vi è quello d'un<br />

Felice frate dell'or<strong>di</strong>ne de'iniuori, che 1&<br />

<strong>di</strong>ce castellano <strong>di</strong> Valmontone. I Conti<br />

signori <strong>di</strong> Valmontone sovente alloggiarono<br />

nel proprio palazzo i Papi che da<br />

Pioma passavano in A ungiti, ed alle vol-<br />

te a Napoli, prima che la residenza pon-<br />

tificia fosse trasferita in Avignone. Nel<br />

i 377 ne parti Gregorio XI e la ristabilì<br />

in Roma; in<strong>di</strong> per sollevarsi dal viaggio e<br />

volendo evitare i<br />

gran cal<strong>di</strong> dell' estate,<br />

passò con tutta la sua corte, e preceduto<br />

dalla ss. Eucaristia, in Anagni. e quivi<br />

si trattenne fino al novembre dello stes-<br />

501377. Giovanni Conti signore <strong>di</strong> Valmontea'5<br />

giugno vi accolsee ospitò splen<strong>di</strong>damente<br />

il Papa , e la descrizione <strong>di</strong><br />

quel ricevimento leggesi in Papirio Mas-<br />

senio presso il Muratori , Rerum Itali-<br />

caruni Script, t. 3, par. 2, p. 71 ^ripro-<br />

dotta da Ratti a p. 238, nel quale leggo<br />

qualificato il luogo e il palazzo Conti :<br />

Castrimiforte VallemMatonis... Domi-<br />

cilium UHus pulchrum cimi aspectu mi-<br />

rabili cimi ornamenti» sericis. Recreati<br />

in ilio tota <strong>di</strong>e hospitali egregie so spilliti<br />

pernoe taviinus. Excitatiboiio mane<br />

iminensae laudes Deoobtulimus, sacri-<br />

ficmmqtte liba\'imus.K\ìe\b il Peti ini nel-<br />

le /Ile/norie Prenestine, che Io scrittore<br />

dell' itinerario del viaggio chiamò Valmontone,<br />

Oppidum Campaniae Praenes<br />

linae<strong>di</strong>oecesis, essendo il Papa accom-<br />

pagnato da due car<strong>di</strong>nali, uno de' quali<br />

verosimilmente fu Giovanni de Cros ve-<br />

scovo Prenestino. Tornato in Roma Gre-<br />

gorio XI, ivi morì nel 1 378: in que>to gli<br />

fu dato canonicamente in successore Urbano<br />

VI, il quale confermò a'Conti ossia<br />

ad A<strong>di</strong>nolfo de F / alle Monlonis , il governo<br />

<strong>di</strong> Segni, e quello <strong>di</strong> varie altre cit-<br />

tà e castelli; in<strong>di</strong> neh 383 da Tivoli pas-<br />

sò nel castello <strong>di</strong> Valmontone, in cui seb-<br />

bene angusto per la sua corte e curia, come<br />

riferisce il Novaes , vi <strong>di</strong>morò qtiaM<br />

due mesi, e nel principio <strong>di</strong> settemhre si<br />

portò a Ferentino , donde poi partì per<br />

VE L<br />

Napoli. Il p. Casimiro da Roma racconta<br />

col liobio, Istoria della s. Religione <strong>di</strong> g,<br />

Giova uni,che mentre soggiornava in ValmontoneUrbano<br />

VI, essendo grandemen-<br />

te a<strong>di</strong>rato contro il gran maestro geroso-<br />

limitano fr. Giovanni Fernandez d' Here<strong>di</strong>a,<br />

perchè dava ubbi<strong>di</strong>enza eseguiva<br />

le parti dell'antipapa CIementeVlI,lopri.<br />

vò del magistero, ed elesse a quella <strong>di</strong><br />

gnità fr. Riccardo Caracciolo gentiluomo<br />

napoletano e priore <strong>di</strong> Capua. Il Ratti<br />

crede che accogliesse il Papa nel palazzo<br />

<strong>di</strong> Valmontone, lo stesso Giovanni Conti<br />

che avea ospitato il predecessore, o dsuo<br />

figlio A<strong>di</strong>nolfo. Dal p. Casimiro pure si<br />

apprende, che Carlo VIII re <strong>di</strong> Francia<br />

neh 49 5 portandosi al conquisto del regno<br />

<strong>di</strong> Napoli , nella fine <strong>di</strong> gennaio da<br />

Vellelri si trasferì a Valmontone, accompagnato<br />

dagli ambasciatori <strong>di</strong> Massimi-<br />

liano I re de' romani e dagli oratori <strong>di</strong><br />

Fer<strong>di</strong>nando V re <strong>di</strong> Spagna; e questi prima<br />

che da lui si partissero, protestaron-<br />

gli che non dovesse più oltre avanzarsi,<br />

poiché quel reame apparteneva al loro<br />

monarca. Nel ritorno che Carlo Vili fece<br />

da Napoli, si trattenne in Valmonto-<br />

ne 3 giorni, ed in questo tempo vi rice-<br />

vè gli ambasciatori spe<strong>di</strong>ti a lui dal popolo<br />

romano. Ciò riportando ancora Ma-<br />

rocco, amalgama in uno i due <strong>di</strong>versi sog-<br />

giorni del re. Sino al secolo XV pare che<br />

la terra <strong>di</strong> Valmontone fosse felice e glo-<br />

riosa, ma nel seguente non solo perdette<br />

tutto il suo lustro, ma soggiacque a va-<br />

riecalamilà e infortuni), e finalmente al-<br />

la totale sua desolazione; le quali cose il<br />

p. Casimiro narra nella stessa maniera<br />

che dal Giovio, Istoria de'suoi tempi, t.<br />

2, p. 46, e da vari altri scrittori sono sla-<br />

te registrate. E primieramente i furiosi<br />

e crudeli soldati imperiali, che neh 527<br />

avevano orribilmente saccheggiato Roma,<br />

partendone a '7 febbraio 1 528 tutti mal-<br />

conci, per andare a <strong>di</strong>fendere Napoli sot-<br />

to la condotta del marchese del Vasto,<br />

essendo giunti a Valmontone, furono lo-<br />

ro chiuse le porte in facciale negate co-


V E L<br />

slnnlemente le vettovaglie <strong>di</strong> cui aveano<br />

estremo bisogno. Perciò infieriti i solda-<br />

ti , tormentarono prima colle artiglierie<br />

la terra smantellandone le mura, e in poco<br />

tempo avendola presa a forza , dopo<br />

averla crudelmente saci:heggiata,la riem-<br />

pirono <strong>di</strong> molto sangue e strage. Dal «pia-<br />

le avvenimento fatto più accorto Gio. bat-<br />

tista Conti , nella deplorabile guerra fra<br />

Paolo IV e Filippo II re <strong>di</strong> Spagna, che<br />

narrai nel voi. LXV, p. 2 34 e 8c o- > ne '<br />

i556 offrì spontaneamente Valtnontone<br />

e Segni al sanguinario duca d'Alba viceré<br />

<strong>di</strong> Napoli e capo supremo del regio eser-<br />

cito; ed il Coppi <strong>di</strong>ce che il duca d'Alba<br />

stabiliti i<br />

suoi alloggia menti a Valmonto-<br />

ne, da qui faceva correrie sino alle porte<br />

<strong>di</strong> Roma. Nel 1 55y il signore <strong>di</strong> Valmon-<br />

lone per la tregua ricuperati i detti luoghi<br />

dagli spagnuoli, fu forzato poco dopo<br />

<strong>di</strong> commetterli all'arbitrio deiL > apa,iI quale<br />

vi spedì Giulio Orsini, Francesco Co-<br />

lonna (a questi ilCecconi nella Storia <strong>di</strong><br />

Palcslrina, attribuisce la ricupera <strong>di</strong> Valmontone,<br />

Genazzano e Palestrina; ed il<br />

Coppi <strong>di</strong>ce ciò avvenuto sul principio <strong>di</strong><br />

detto anno, e che inoltre i pontificii pre-<br />

sero e <strong>di</strong>strussero Montefortino), Papirio<br />

Capizucchi e Angelo da Spoleto con 5oo<br />

fanti. Il perchè Marc' Antonio Colonna,<br />

che militava a favore dagli spagnuoli, si<br />

accostò a Val montone col suo esercito<br />

(composto <strong>di</strong> 3ooo uomini,secondo il Cop-<br />

pi, e pare nel mese <strong>di</strong> giugno), e avendo-<br />

la incominciata a battere colle artiglierie,<br />

i terrazzani <strong>di</strong>sperando della <strong>di</strong>fesa e sol-<br />

leciti della propria salute, cominciarono<br />

a trattare <strong>di</strong> rendersi con patto <strong>di</strong> potere<br />

i soldati colle bagaglie e anni liberamen-<br />

te uscire; e tutto fu concesso dal detto ca-<br />

pitano. Non<strong>di</strong>meno Valmontone fu bar-<br />

baramente saccheggiata e arsa per opera<br />

d'alcuni conta<strong>di</strong>ni <strong>di</strong> Montefortino, i quali<br />

si trovavano uell'esercito <strong>di</strong> Marc'An-<br />

tonio per guastatori, vivan<strong>di</strong>eri e altri uf-<br />

fizi. Poiché ricordandosi questi che nel-<br />

l'anteriore recente ecci<strong>di</strong>o <strong>di</strong> Monteforti-<br />

no i primi che cominciarono a inveire<br />

VEL i33<br />

contro <strong>di</strong> esso e depredarlo erano stati i<br />

valmoiilonesi, bramosi <strong>di</strong> vendetta appic-<br />

carono il fuoco in molle case e da molte<br />

parli. E benché Marc'Antonios'afialicas-<br />

se mollo per farlo spegnere, non fu però<br />

possibile; mentre sopraggiungendo l'o-<br />

scurità della uotte, e per mala ventura<br />

soffiando un vento fresco, non si potù<br />

impe<strong>di</strong>re che tutta la terra fosse ridotta<br />

in cenere. Narrano la fatale <strong>di</strong>sgrazia Gi-<br />

rolamo Ruscelli, Ascanio Ceutorio, Pie-<br />

tro Nores e altri scrittori dell' infelice<br />

guerra della Campagna Romana. Avver-<br />

te il p. Casimiro, ch'essi però non riferi-<br />

rono Io spoglio operato dagli spagnuoli<br />

<strong>di</strong> tutte le campane delle chiese <strong>di</strong> Val-<br />

montone, il che saputosi dal duca d'Alba,<br />

fece intendere al clero eh' era pronto a<br />

risarcire il danno col denaro , e perciò<br />

spe<strong>di</strong>sse a lui persona idonea , che fu d.<br />

Fabio Salvi, come si legge in un islrutnento<br />

<strong>di</strong> mandato <strong>di</strong> procura rogato da<br />

Teofilo Papei a'27 settembre i55q. Nota<br />

il Coppi, che dopo la presa <strong>di</strong> Valmontone,<br />

Segni (il cui terribile ecci<strong>di</strong>o avve-<br />

nuto a'i5 agosto i55y, tornai a deplora-<br />

re nel voi. LXV, p. 243) e Palestrina,<br />

Marc' Antonio Colonna favorito da' suoi<br />

vassalli corse tutta la provincia <strong>di</strong> Cam-<br />

pagna. Il duca <strong>di</strong> Guisa co' suoi francesi<br />

<strong>di</strong>fendendo il Papa , recossi con alcune<br />

truppe dalle Marche a Tivoli per la si-<br />

curezza <strong>di</strong> Roma. Tale movimentoindus-<br />

se il duca d'Alba a ritornare con poderose<br />

forze a'punti strategici <strong>di</strong> Valmontone<br />

e <strong>di</strong> Grottaferrata; e in tale posizione e-<br />

gli concertò con Marc' Antonio <strong>di</strong> sorprendere<br />

Roma a'26 agosto. Il re <strong>di</strong>Fran-<br />

cia vinto a s. Quintin dagli spagnuoli, con-<br />

sigliò Paolo IV suo alleato alla pace, e<br />

questa fu segnata in Cave a'i4 settem-<br />

bre , colla restituzione <strong>di</strong> tulli i luoghi<br />

occupati, tranne Paliano^P^.), sul quale<br />

si sarebbe poi provveduto, nella casa ora<br />

de'Mattei, che qualifica nobile il Petrilli,<br />

nelle Memorie Preneslinc a p. 236; ma<br />

egli scrive che gli accor<strong>di</strong> seguirono nel-<br />

la casa Leoucilli, famiglia principale del


1 34 V E L<br />

luogo, perchè allora apparteneva ad es-<br />

sa, e dalla quale passò a'delti proprietà-<br />

rf. Il Castellano riporta 1 iscrizione che vi<br />

fu collocata a memoria prò Bello Campatane<br />

, <strong>di</strong>e 7 septembris i55j lue fuit<br />

contrada Pax. L'ultima sciagura <strong>di</strong> Val-<br />

rnonloue, come la qualifica il p. Casimiro,<br />

fu la morte <strong>di</strong> Gio. Battista Couti. Que-<br />

sti nel suo testamento dell' 1 1 gennaio<br />

i574, dopo varie pie <strong>di</strong>sposizioni, tra le<br />

quali per la conservazione della chiesa<br />

<strong>di</strong> s. Angelo de' miuori osservanti e de'<br />

frali , lasciò ducalos duos singulis men-<br />

.y/iu.?, <strong>di</strong>chiaròsuo erede universale Fran-<br />

cesco Sforza conte <strong>di</strong> s. Fiora, figlio <strong>di</strong><br />

Mario, e <strong>di</strong> Fulvia Conti unica sua figlia,<br />

e lo <strong>di</strong>venne nel i5j5 per morte dell'a-<br />

vo. Per mezzo duuque <strong>di</strong> Fulvia s'innestò<br />

il ramo de' Couti <strong>di</strong> Segni e Valmon-<br />

tone nella famiglia Sfoiza , avendo già<br />

Paolo IH perpetuato il vicarialo <strong>di</strong> Segui<br />

e Valojoiiloue ne'<strong>di</strong>scendenti <strong>di</strong> Fulvia e<br />

<strong>di</strong> Mario Sforza <strong>di</strong> lei marito, il che con-<br />

fermò Giulio HI. Secondo la visita del<br />

i 575 della <strong>di</strong>ocesi <strong>di</strong> Palestrina, appari-<br />

sce che le terre della Colonna e <strong>di</strong> Valmontone<br />

una volta fossero soggette al ve-<br />

scovo suhurhicario Pieuestino, e lo rimarca<br />

Petrilli. Riferisce il p. Casimiro,<br />

che gli Sforza signoreggiarono Valmon-<br />

tone sino al i634, h» cui Mario figlio<br />

d' Alessandro lo vendè insieme colla te-<br />

nula <strong>di</strong> Pimpinara a Taddeo Barberini<br />

Prefetto <strong>di</strong> Roma e nipote d' Urbano<br />

VIH, pel prezzo <strong>di</strong> scu<strong>di</strong> 4 2 7>5oo. A suo<br />

tempo il Papa zio fece quanto <strong>di</strong>ssi in fa-<br />

vore della chiesa principale, e con breve<br />

de' 6 maggio i638 concesse a Valmonioae<br />

t ut in <strong>di</strong>eta Terra Vallismonlanae<br />

emporium scu Mercatumferia II ', aut<br />

alio, <strong>di</strong>clo Thaddaeo praefeeto, et principi<br />

bene viso <strong>di</strong>e cuiusvis hebdomadae<br />

nec non in singulis annis per duos <strong>di</strong>es<br />

ante Pentecosten, et octo alios <strong>di</strong>es imme<strong>di</strong>ale<br />

seauenles in eadem <strong>di</strong>eta Terra<br />

Nun<strong>di</strong>naSy seu Ferias iininuncs ab<br />

omni datiorum, gabellarum, pedagiorum,<br />

quidagioriw^jjasòuuui, collecta-<br />

;<br />

V £ L<br />

rum, elcuìitsvis allerius generis itctiga<br />

lium eie. Dopo la morie <strong>di</strong> Taddeo, il car-<br />

<strong>di</strong>nal Francesco Barberini, con chirogra-<br />

fo <strong>di</strong> Papa Innocenzo X Pamphilj, vendè<br />

a'29 aprile 1 65 1 \alcuontone,Lugnano,<br />

Montelanico, colla tenuta <strong>di</strong> Plumbina-<br />

ria, pel prezzo <strong>di</strong> scu<strong>di</strong> 687,298, al suo<br />

nipote principe Camillo Pamphilj, e co-<br />

sì Valmontone passò nella signoria della<br />

nobilissima famiglia Pampliilj (/*.) e da<br />

essa in quella de' principi Boria Pamphi-<br />

lj, che la ritiene ancora, senza la prero-<br />

gativa feudale. M'istruisce Petrilli , <strong>di</strong>e<br />

presagendo Carlo <strong>di</strong> Borbone re delle due<br />

Sicilie, che I' armi austriache tentavano<br />

d' invadere il suo regno, volle nel 1744<br />

uscire da Napoli, e andando loro incon-<br />

tro, avanzandosi alla testa dell'esercito<br />

fino a Valmonloue, non trascurò d'assi-<br />

curarsi <strong>di</strong> Palestrina. Nel riparto territo-<br />

riale del 1827, Valmontone fu incluso nel<br />

<strong>di</strong>stretto d'Anagni e nella delegazione <strong>di</strong><br />

Frosinoue , rimanendo sempre soggetta<br />

quanto allo spirituale al vescovo <strong>di</strong> Se-<br />

gni. Dopo che però da Gregorio XVI fu<br />

formala la legazione <strong>di</strong> Vellelri nel 1 83 1<br />

fu <strong>di</strong>staccata d'A uagni e inclusa nella nuo-<br />

va legazione, nella quale figura come ca-<br />

.° poluogo. Nel 1 <strong>di</strong> maggio 1 843 Valmontone<br />

fu rallegrata dalla presenza <strong>di</strong> Gre-<br />

gorio XVI, e si legge nella Relazione del<br />

viaggio del principe Massimo, che da Lugnauo<br />

traversando una gola molto ame-<br />

na e vestita d' alberi , vi giunse verso le<br />

ore] > e mezzo, aumentandosi in tutto il<br />

suo corteggio il numero de' cavalli per<br />

fare l'ardua salita, in cima alla quale sor-<br />

ge in modo veramente pittoresco. 11 Pa<br />

pa si fermò a ricevere le chiavi preseuta<br />

tegli dal gonfaloniere Gio. Battista Biai<br />

chini alla lesta della sua roagislratuii<br />

accompagnata dal giovinetto Calisto Ci<br />

stini vestitoda paggio alla foggia del X 1<br />

secolo, presso la porta detta <strong>di</strong> Via Nuc<br />

va, che nelle sue fronti esterna e interi!<br />

era stata decorata da due iscrizioni ci<br />

riporta, insieme alle altre che ricorderò.<br />

Dalla 1." si ricava, che anco Iuuuceuzo X<br />

,


V E L<br />

onorò <strong>di</strong> sua presenza VaImontone,edul-<br />

l.i 2.' essere i valmoiitoncsi ilpopolo del-<br />

l'antico Labico. Ivi furono staccati i ca-<br />

valli alla carrozza del Papa da 4° robu-<br />

sti giovani vestiti <strong>di</strong> nero, i quali in mez-<br />

zo agli applausi della moltitu<strong>di</strong>ne, a'suo-<br />

ni delle bande e delle campane, ed agli<br />

spari dell'artiglieria, la tirarono con agilità<br />

in una salita la più ardua che imma-<br />

ginar si possa , passando sotto un arco<br />

trionfale decorato colle statue della Fede<br />

e della Giustizia <strong>di</strong>pinte a chiaroscuro, e<br />

con due iscrizioni, in una delle quali ri-<br />

petasi la comune opiuione degli abitanti,<br />

d'essere Valmoutone succeduta all'anti-<br />

co Labico, Ordo etpopulus Labicanus,<br />

mentre osserva il principe Massimo, ch'è<br />

cosa ormai provata, quest'onore doversi<br />

al castello della Colonna , situato come<br />

quell'antica terra i 5 miglia <strong>di</strong>statile da<br />

liouia. In tal guisa venne Gregorio XVI<br />

condotto sino alla porta della magnifica<br />

chiesa collegiata , sulla <strong>di</strong> cui porta leg-<br />

gevasi un'iscrizione eretta dal collegio<br />

de' cauonici. Ivi ricevuta la bene<strong>di</strong>zione<br />

«.lei ss. Sagramentoda mg/ Traversi ve-<br />

scovo <strong>di</strong> Segni, ed ammessi poscia iu sa-<br />

grestia benignamente al bacio del piede<br />

il clero, il governatore , la magistratura<br />

e le maestre pie, passò ad una loggia co-<br />

struita espressamente vicino alla chiesa e<br />

decorala <strong>di</strong> damaschi rossi , dalla quale<br />

fra il rimbombo dell'artiglieria, il suono<br />

delle campane e de' musicali coucerti <strong>di</strong><br />

banda e d'orchestra, e le grida <strong>di</strong> comu-<br />

ne esultanza, comparti la sua apostolica<br />

bene<strong>di</strong>zione al popolo affollato sulla sot-<br />

toposta piazza, ornata nel lalo sinistro da<br />

una vasta e bellissima apertura sulla cam-<br />

pagna, e nel destro da'due gran<strong>di</strong>osi at-<br />

tigui e<strong>di</strong>lìzi dell'anzidetta chiesa e del pa-<br />

lazzo Doria Pamphilj. Desiderando poi<br />

Gregorio XVI prendere un breve ripo-<br />

so, traversò a pie<strong>di</strong> la suddetta piazza per<br />

entrare nella vicina casa de'fratelli d. Gio-<br />

vanni sacerdote (ora prelato e lodato nel<br />

paragrafo Anag/ii), Angelo e Giuseppe<br />

Capri-Galanti (attuale goufalouicie) , i<br />

VEL i3j<br />

quali ebbero l'onore <strong>di</strong> riceverlo all' iu-<br />

tutta orna-<br />

gresso della loro abitazione ,<br />

ta a quest'oggetto con molto lusso, trat-<br />

tando tutto il nobile seguito <strong>di</strong> sontuosa<br />

colazione imban<strong>di</strong>ta a lauta tavola, in ca-<br />

po alla quale sotto baldacchino sedeva il<br />

Papa, che deguossi anche fermarsi ia una<br />

delle stanze ad osservare un somigliantissimo<br />

busto del defunto loro zio mg. r<br />

d.<br />

Girolamo Galanti celebre letterato e as-<br />

sessore del tesorierato, ed ammettere al<br />

bacio del piede la giovane padrona <strong>di</strong> casa<br />

sig. a<br />

Teresa cousorte del maggiore <strong>di</strong><br />

essi fratelli, alla quale poi da Roma vol-<br />

le mandare una pregevole corona bene-<br />

detta entro astuccio in ricordo della sua<br />

visita , a perpetuare la cui memoria fu<br />

dagli egregi fratelli posta nella sala d'in-<br />

gresso aualoga iscrizione. Piùenergico pe-<br />

rò <strong>di</strong> questa lapide fu l'entusiasmo <strong>di</strong>-<br />

mostrato in tale occasione dal popolo <strong>di</strong><br />

Valmoutone, il quale invi<strong>di</strong>oso della sor-<br />

te compartita a quell'abitazione, volle,<br />

dopo esserne partito il Santo Padre, ave-<br />

re gli avauzi <strong>di</strong> tutto quello che era stato<br />

preparato per un ristoro, onde i padroni<br />

lodati della medesima, dopo <strong>di</strong> aver get-<br />

tato dalle finestre tutti i frammenti del<br />

pane, de' biscotti e altro , che venivano<br />

con avi<strong>di</strong>tà e <strong>di</strong>vozione raccolti dalla mol-<br />

titu<strong>di</strong>ne, non vedendola ancora sod<strong>di</strong>sfat-<br />

ta, le <strong>di</strong>stribuirono ancora le vivande, i<br />

vini, i liquori e le confetture, e così per-<br />

petuare in Valmontone la memoria <strong>di</strong><br />

quella giornata, che terminò con generale<br />

illuminazione. Intanto Gregorio XVI<br />

essendone partito alle ore i 7 scendendo<br />

a pie<strong>di</strong> con tutto il suo corteggio la stra-<br />

da principale sparsa <strong>di</strong> fioi i, e lateralmente<br />

ornata <strong>di</strong> drappi che formavano un<br />

vago contrasto coli' architettura antica<br />

delle case, raggiunse le sue carrozze, nel-<br />

le quali proseguendo la rapida scesa <strong>di</strong><br />

Valmoutone in mezzo ad uua continua<br />

folla <strong>di</strong> gente giubilante, si rimise quin-<br />

<strong>di</strong> iu viaggio sulla via Casi lina nel terri-<br />

torio <strong>di</strong> Segni. Noterò, che il municipio<br />

<strong>di</strong>spensò iu un libretto stampato le pub-


.36 VEL<br />

bliche siim mentova le descrizioni, con altra<br />

de<strong>di</strong>catoria a Gregorio XVI magnaniino,giuslo,<br />

clemente,pio ec.Quin<strong>di</strong> pub-<br />

blicò il n.°85 del Diario <strong>di</strong> Roma del<br />

]843 stesso, che il Papa con breve de'<br />

26 settembre erasi degnato d' elevare al<br />

rango <strong>di</strong> città la terra <strong>di</strong> Valmontone.<br />

Questa a' io aprile i85o fu onorata dal-<br />

la presenza del regnante Papa Pio IX,<br />

nel modo seguente che apprendo dalla<br />

Relazione del viaggio del cominend/<br />

Barioni. Egli riferisce che giunse dopo<br />

il mezzodì a Valmontone, che credesi da<br />

alcuni fabbricato dov' era l'antica Labicum,<br />

o più dottamente dal Nibby dove<br />

l'antica Toleriuui, posta alle scaturigini<br />

del fiume Tolèro oggi Sacco. Il principe<br />

d. Filippo Doria-Pamphilj sapendo che<br />

il Papa terrebbe quella via, 1' avea pre^<br />

gaio perchè si piacesse onorare in passando<br />

per colà il suo palazzo, fermandovisi<br />

almeno per breve ora a ristorarsi del<br />

viaggio, e il Sauto Padre avea accettato<br />

l'invito. Quel palazzo, un tempo castello<br />

baronale, domina per la mole e per la si-<br />

tuazione tutto il resto del paese; nell'in-<br />

terno è danneggiato e guasto in più par-<br />

ti, come quello che Lia sofferto spesse de-<br />

vastazioni <strong>di</strong> truppe anche recenti. Ciò<br />

non ostante la grande sala era tutta mes-<br />

sa a parati <strong>di</strong> seta, con altri addobbi e sup-<br />

pellettili. Nella quale il Papa ricevuto dal<br />

principe e dalla principessa sua consorte,<br />

nata de'conli <strong>di</strong> Shrewsbury {J 7 .), dopo<br />

averli ammessi con tutti i loro figli e fa-<br />

miglia a baciare il piede, e dopo avervi<br />

ammesso pure il clero e i consiglieri mu-<br />

nicipali, non che le deputazioni delle vi-<br />

cine Palestrina , Cave e Genazzano , sedendo<br />

tuttavia in luogo elevato a modo<br />

<strong>di</strong> suggeslo, prese una bevanda; mentre<br />

i personaggi del seguito furono serviti <strong>di</strong><br />

rinfreschi ad una mensa lautamente im-<br />

ban<strong>di</strong>ta. Nel breve tempo in ciò trascor-<br />

so, già una lapide <strong>di</strong> marmo era stata in-<br />

fissa nella parete <strong>di</strong> contro alla scala, per<br />

conservare durevole fra le memorie del-<br />

la nubilissima casa ancor questa dell'ono-<br />

VEL<br />

re accordatole dal Pontefice Pio IX ,<br />

ospitarvi alquanto nel suo glorioso ritor-<br />

no da Portici e Napoli a Roma, il quale<br />

potè leggerla nel partire. Per questo modo<br />

il principe Doria-Pamphilj mostrò in<br />

quanto pregio teneva egli , e intendeva<br />

fosse tenuto da'suoi posteri, quell'onore.<br />

L'iscrizione colle altre che vado a <strong>di</strong>re, si<br />

leggono nella Relazione. Esse sono, quel-<br />

la della commissione municipale <strong>di</strong> Val-<br />

montone; le due dell'arco trionfale eret-<br />

to dalla città, àacwes Falmonloniensesj<br />

le tre sopra la porta principale del paese e<br />

lateralmente, ove leggo: Ordo et Populus<br />

Labicanorumj e quelle della porta Romana<br />

e della porta della collegiata. Inol-<br />

tre rica vo dal Giornale <strong>di</strong> Roma del 1 8 5o<br />

a p. 33o, e meglio a p. 362, con articolo<br />

scritto iu Valmontone. Che questa città<br />

alle ore 2 pomeri<strong>di</strong>ane de' 1 o aprile, eb-<br />

be la sorte d'ossequiare il sommo Ponte-<br />

fice ivi <strong>di</strong> transito, nel restituirsi alla sua<br />

sede. Nell'arco trionfale eretto sulla gran-<br />

de strada, prossimo a Valmontone, fu ri-<br />

cevuto dal governatore loca!e,e dalla com-<br />

missione municipale che gli presentò le<br />

chiavi io segno <strong>di</strong> sud<strong>di</strong>tanza, fra l'inces-<br />

santi acclamazioni della popolazione, e <strong>di</strong><br />

quella da'vicini paesi accorsa. Gli e<strong>di</strong>lizi<br />

erauo ornati <strong>di</strong> parati;! concerti della ban-<br />

da musicale, lo sparo de'raortari, e il suono<br />

delle campane accrescevano la comu-<br />

ne allegrezza. Il Papa smontò alla chie-<br />

sa collegiata , dove prese la bene<strong>di</strong>zione<br />

del ss. Sagramento; quin<strong>di</strong> entrò nell'at-<br />

tiguo palazzo Doria Pampini] messo a fe-<br />

sta dal principe d. Filippo Andrea, con<br />

quella magnificenza <strong>di</strong> lui propria, e da<br />

una loggia riccamente ornata comparti<br />

l'apostolica bene<strong>di</strong>zione alla <strong>di</strong>vota mol-<br />

titu<strong>di</strong>ne che l'impetrava. Nello stesso pa-<br />

lazzo si degnò il santo Padre , assiso in<br />

trono, d'ammettere al bacio del piede l'ec-<br />

cellentissima famiglia proprietaria, che in-<br />

tera eravisi recata da Roma , il capitolo<br />

ed altri del clero secolare e regolare, il go-<br />

vernatore, la commissione municipale de<br />

luogo, le deputazioni <strong>di</strong> Palestrina , Gt<br />

<strong>di</strong>


VEL<br />

nnzzano e Lugnano, molli religiosi de' vi-<br />

cini conventi, i seminaristi e altre <strong>di</strong>stin-<br />

te persone ivi portatesi per averne l'ono-<br />

re. Dopo alquanto riposo il Papa parli<br />

per Vellelri , mentre la popolazione <strong>di</strong>-<br />

mostrò nuovamente la gioia da cui era<br />

compresa, facendone pure testimonianza<br />

le rammentate iscrizioni. Nella sera , ol-<br />

tre l'illuminazione generale, fu incen<strong>di</strong>a-<br />

to un fuoco artificiale in segno d'esultan-<br />

za, e si <strong>di</strong>spose la <strong>di</strong>stribuzione <strong>di</strong> 6 doti<br />

alle zitelle povere, 4 per parte del comu-<br />

ne, e 2 per parte della confraternita del<br />

Gonfalone: altre 4 doti poi si aggiunsero<br />

con porzione del fondo lasciato in abbondanza<br />

dal Papa per elargizione a' poveri,<br />

iu mani del cai), d. Giovanni Capri-Ga-<br />

lanti vicario foraneo, il quale impiegò il<br />

resto in paglioni, effetti <strong>di</strong> vestiario e a-<br />

limenti a'più bisognosi. Altra elargizione<br />

a'poveri lasciò il principe Doria-Pamphi-<br />

lj, per sì felice avvenimento <strong>di</strong> cui si a-<br />

vi a perenue ricordanza. Valmontone con-<br />

tiene <strong>di</strong>stinte famiglie, ed iu vari tempi ha<br />

prodotto degli uomini illustri nell'armi,<br />

nelle lettere e nelle <strong>di</strong>gnità ecclesiastiche<br />

e civili. Registrai Ira'vescovi <strong>di</strong> Tran nel<br />

j 349 Bartolomeo da Valmoutone, lega-<br />

to a' rasciani , albanesi e al re <strong>di</strong> Servia.<br />

Trovo nella Series Ree lorum Anconitanue<br />

Marchiae del Leopar<strong>di</strong> , nel r 44^*<br />

TliesaurariusRevercn<strong>di</strong>ssimus Doininus<br />

Justus de f'almonlone. Il nominato Giu-<br />

sto Conti, poeta, giureconsulto e oratore,<br />

non mai senatore come alcuni scrissero,<br />

e l'avverte il p. Casimiro da Roma; mor-<br />

to consigliere del celebre Malatesta signore<br />

<strong>di</strong> Rimini, in quella città a'iq novem-<br />

bre 1449 e sepolto con solennissimo ono-<br />

re nella chiesa <strong>di</strong> s. Francesco. Dalla qual<br />

notizia, soggiunge il p. Casimiro, potrà<br />

ora ('ermamente decidersi la controversia<br />

tra lab. Salvini e i Giornalisti d' Italia,<br />

se Giusto abbia o no conosciuto il Pe-<br />

trarca , ove sia motto e in qual tempo.<br />

Lui vivente, <strong>di</strong>ceche fiorì il car<strong>di</strong>nal Lu-<br />

cido Conti, slu<strong>di</strong>orum luimaniltitis Jla-<br />

graulii.-.u.ius, ed il fratello Alto Couti vii<br />

VEL i3 7<br />

doctm et prudens (ed io aggiungerò ret-<br />

tore <strong>di</strong> Marittima e Campagna ben amato,<br />

come scrissero le comuni delle mede-<br />

sime al concilio <strong>di</strong> Costanza, ed a cui peL<br />

l.° <strong>di</strong> sua famiglia Martino V conferì l'onorifica<br />

carica <strong>di</strong> Maestro del sagro O-<br />

spizio), il cui figlio Giovanni si rese glo-<br />

rioso nell' esercizio della guerra , perciò<br />

1<br />

detto armorum ductor sagacissima. !.<br />

Forse tali personaggi, come signori <strong>di</strong> Valmontone<br />

saranno ivi nati e perciò ricor-<br />

dali dal p. Casimiro, altrimenti de'cele-<br />

bri che fiorirono nella cospicua famiglia<br />

avrebbe dovuto ragionare <strong>di</strong> molti. Il già<br />

lodato mg/ Girolamo Galanti, lo celebrai<br />

nel voi. LXXIV, p. 33o e seg., siccome<br />

profondo anche nelle scienze economiche<br />

e <strong>di</strong> finanza , che da segretario generale<br />

del lesorieralo, Gregorio XVI promosse<br />

ad assessore del medesimo, uel rior<strong>di</strong>na-<br />

re questo vasto ministero; non che a vi-<br />

sitatore delle dogane e de'dazi <strong>di</strong> consumo,<br />

a pro-tesoriere, a prelato domestico<br />

e referendario delle due segnature. Ivi<br />

rammentai l'articolo necrologico pubbli-<br />

cato dal Diario <strong>di</strong> Roma nel 1 838, e poi<br />

riprodotto dal cav. e d. r<br />

Andrea Belli romano<br />

a p.


i38 VEL<br />

forti <strong>di</strong> nostra s. Religione e dopo avere<br />

ricevuto la speciale bene<strong>di</strong>zione aposto-<br />

lica <strong>di</strong> Gregorio XVI, per la grazia estima<br />

che ne godeva, a mezzodì cug. r<br />

Tosti<br />

tesoriere generale in abito prelatizio, con-<br />

fortandolo con pietose e commoventi pa-<br />

iole, estremo segno della sovrana consi-<br />

derazione; sommo nella metafisica e in<br />

tutte le scienze esatte , ben conoscitore<br />

della storia naturale in ogni ramo , sop-<br />

praltutto nella statistica e pubblica economia,<br />

nella quale dava opera con somma<br />

alacrità, e potea <strong>di</strong>rsi il maestro <strong>di</strong> co-<br />

loro che sanno. L'integrità della vita, la<br />

purezza de'costumi, facevano più belle le<br />

rare doti del cuore e della mente. La sua<br />

sceltissima libreria, precipuamente dovi-<br />

ziosa <strong>di</strong> opere <strong>di</strong> scienze naturali ed economiche,<br />

l'acquistò l'università romana<br />

per la sua biblioteca Alessandrina. Que-<br />

sto illustre e facondo prelato, è uno de'<br />

tanti eccellenti usciti dal Collegio Pam-<br />

pliilj , il quale ora si gloria del car<strong>di</strong>nal<br />

Santucci. Ne fu concitta<strong>di</strong>no e maestro<br />

mg. r<br />

Pietro Antonio Luciani arciprete del-<br />

la collegiata e poi benemerentissimo vescovo<br />

<strong>di</strong> Segni, nel quale articolo enumerai<br />

le splen<strong>di</strong>de virtù che P adornarono:<br />

in quella cattedrale ne'solenni funerali ne<br />

recitò l'orazione funebre mg. r Francesco<br />

De Biasi; altri ne celebrò la patria colle-<br />

giata, siccome morto in Valmontone, che<br />

si pregia del venerando prelato. Leggo<br />

nella benemerita Civiltà Cattolica, serie<br />

3. a<br />

, t. 8, p. 97, essersi pubblicato; Bio-<br />

grafia <strong>di</strong> mons, Pietro Antonio Lucia-<br />

ni vescovo <strong>di</strong> Segni, scritta dal prof,<br />

sac, Alessandro Alti, Roma 1 8 5<br />

7 . Il territorio,<br />

<strong>di</strong>ce Calindri,soprattutto produce<br />

in abbondanza grano, granturco, biada,<br />

legumi, vino, fieno.<br />

Lagnano. Comune della <strong>di</strong>ocesi <strong>di</strong> Pa-<br />

)eslrina,con territorio in colle e in piano,<br />

<strong>di</strong>stante da Roma 23 miglia, circa 5 da<br />

Palestrina, e da Valmontone uno e mez-<br />

zo. Giace sull'antica via Labic-tna, sopra<br />

un ripiano d'un colle alto e <strong>di</strong>rupato <strong>di</strong><br />

tuia lionato, che gira circa uu meuo mi-<br />

V E L<br />

glio, e non è accessibile se non dal lato<br />

<strong>di</strong> nord-ovest. 11 Piazza <strong>di</strong>ce che gode sito<br />

ameno e fertile, benché <strong>di</strong> aria non<br />

tanto salubre; e Marocco ne biasima l'in-<br />

terne vie. Osserva Nibby,ch'essa non con-<br />

tiene altro oggetto che meriti particola-<br />

re memoria, se non la casa dove nacque<br />

Francesco Ficoroni antiquario assai ce-<br />

lebre, delle cui opere parlai in tanti luo-<br />

ghijche si <strong>di</strong>stinse nella 1.'metà del secolo<br />

scorsoci quale più volte ragiona nelle sue<br />

molteplici opere <strong>di</strong> questa sua terra na-<br />

tale, ma specialmente in quella che in-<br />

titolò: Memorie delle cose ritrovate nel<br />

territorio della prima e seconda città<br />

<strong>di</strong> Labico, nella quale a p. 66 partico-<br />

larmente la descrive. Siccome con essa<br />

volle provare che Labico [T y .) fosse sul<br />

Colle de'Quadri presso Lugnauo, per-<br />

ciò in quell' articolo ricordai tale opera e<br />

da chi venne confutata. Marocco racconta<br />

che Ficoroni figlio <strong>di</strong> Bonifacio <strong>di</strong> pove-<br />

ra con<strong>di</strong>zione, da fanciullo si recò in Roma,<br />

venendo aiutato e protetto da un av-<br />

vocalo, ed ivi morì eru<strong>di</strong>tissimo archeo-<br />

logo sotto la cura <strong>di</strong>s.Lorenzo inPanisper-<br />

na. La piccola chiesa parrocchiale è de<strong>di</strong>-<br />

cata a s.Andrea apostolo, che il Piazza la<br />

<strong>di</strong>sse antica e restaurata dalla popolazio-<br />

ne nel declinar del secolo XVII, avente<br />

numerosa compagnia del ss. Sagrameu-<br />

to, con 6 altari, e casa annessa pel par-<br />

roco. Le altre chiese descritte dal Piazza<br />

sono : l'antica e suburbaua <strong>di</strong> s. Miria<br />

del Piuvo, poco <strong>di</strong>scosta dal paese e <strong>di</strong><br />

molta <strong>di</strong>vozione pel popolo; e s. Maria<br />

della Piazza Nuova vicina al castello, pu-<br />

re <strong>di</strong> grande <strong>di</strong>vozione e mantenuta dalla<br />

pietà de' fedeli, la cui fabbrica dovea<br />

compiersi. Racconta Nibby, che il taglio<br />

rapido e artificiale delle rupi, le grotte<br />

scavate nel masso presso a' due fontanili<br />

nel luogo chiamato gli Amari sono un<br />

in<strong>di</strong>zio evidente che questa terra ne' tem-<br />

pi più antichi venne abitata, e che sor-<br />

se ivi una delle città antichissime del La-<br />

zio, <strong>di</strong> quelle 53 nominale da Plinio, che<br />

a' suoi gioiui erano scomparse senza la-


VEL<br />

sciar vestigio. Che poscia vi sorgesse una<br />

villa ne sono prova le scoperte fatte ne'<br />

<strong>di</strong>ntorni <strong>di</strong> questa terra medesima, in o-<br />

gni tempo, ma particolarmente nel I.<br />

periodo del secolo passato, che sono ri-<br />

ferite e in parte illustrate con tavole dal<br />

Ficoroni a p. 71 della sua Memoria.<br />

Fra queste scoperte primeggia specialmente<br />

quella della famosa cista mistica<br />

e dello specchio <strong>di</strong> bronzo, monumenti<br />

rarissimi dell'arte e della lingua de' Ia-<br />

lini più antichi, i quali si conservano nel<br />

museo del collegio romano perdono ge-<br />

neroso dello stesso Ficoroni che li acqui-<br />

stò, e Nibby crede che possano apparte-<br />

nere alla città primitiva. Egli inoltre opi-<br />

na, che fra le città latine da Plinio e da<br />

altri scrittori ricordate, quasi potersi <strong>di</strong>re<br />

che debba collocarsi a Lugnano la sola<br />

Dola o Fola, la cui etimologia tratta<br />

dalla forma del ripiano, somigliante alla<br />

pianta della mano del piede, mirabilmente<br />

si accorda con quella del luogo<br />

ch'è <strong>di</strong> forma oblunga, isolato da tutte<br />

le parti, meno verso nord-ovest, come<br />

<strong>di</strong>ssi. Quest' opinione per la prima volta<br />

fu emessa dal Ficoroni, ed oltre l'appog-<br />

gio dell'etimologia ha pure quello del-<br />

l' autorità <strong>di</strong> Livio, Dionisio e Plutarco.<br />

Di questi 3 scrittori ili. "narra cornei bo-<br />

bini fecero nel 342 <strong>di</strong> Roma scorrerie nel-<br />

l'agro Labicano a loro limitrofo; era per-<br />

tanto Boia vicino a Labico, che il suo ter-<br />

ritorio confinava col Labicano. Quin<strong>di</strong><br />

Dionisio descrivendo l'invasione che fe-<br />

ce Coriolano delle terre latine, mostra<br />

come quell'esule romano, dopo aver pre-<br />

so e ridotta a deserto la città de'toleri-<br />

ni, condusse l'esercito contro i boluui, i<br />

quali nella 1 ."sortita vinsero, ma nella a. a<br />

attirali a bella posta da Coriolano in luo-<br />

go opportuno, furono <strong>di</strong>sfatti compiutamente,<br />

ed inseguili da'volsci fino alla cit-<br />

tà, eutrarono misti a'nemici, che gì' in-<br />

calzavano in modo, che Boia presa d'as-<br />

salto fu data in preda al saccheggio e gli<br />

abitanti furono posti in ischiavitù; ridot-<br />

ta Dola, portossi Coriolano contro Lubi-<br />

VEL i3tj<br />

co. Plutarco narrando lo slesso fatto <strong>di</strong>-<br />

ce, che quel condottiere prese e saccheg-<br />

giò successi vamenle le città de* tolerini,<br />

de'labicani, de'pedani e de'bolani, e mi-<br />

se in ischiavitù gli abitanti. Mettendo da<br />

canto per un momento Tolero, stabilito<br />

dal Nibby che Labico era alla Colonna<br />

e Pedo a Gallwano t e ricordandosi della<br />

contiguità del territorio Bolano col Labi-<br />

cano, uiun altro meglio conviene alla po-<br />

sizione <strong>di</strong> Boia che Lugnano, considerando<br />

che Zagarolo e s. Cesario facevano<br />

parte dell'agro Labicano, mentre <strong>di</strong> fian-<br />

co lasciasi Preneste e il suo territorio, che<br />

mai non si nominano in tutta quella scor-<br />

reria militare. Queste autorità unite agli<br />

altri argomenti, e alla descrizione che Dio-<br />

nisio lasciò della situazione <strong>di</strong> Boia, escludono<br />

che quest'antica città del Lazio fos-<br />

se a Poli, dove per una somiglianza ili<br />

nome comunemente si pone, quantunque<br />

l'origine <strong>di</strong> quello sia <strong>di</strong> molti secoli posteriore,<br />

come riportai nel voi. LXXV,<br />

p. 280, descrivendolo. Della storia <strong>di</strong> Bo-<br />

ia, oltre i fatti già in<strong>di</strong>cali, poche altre<br />

memorie rimangono. Virgilio <strong>di</strong>chiara<br />

che fu una delle tante colonie albane fon-<br />

date da Latino Silvio. Ma <strong>di</strong> essa non si<br />

fa ulteriore menzione fino alla mossa <strong>di</strong><br />

Coriolano contro Roma, allorché fu sac-<br />

cheggiata e fatti schiavi gli abitanti. Es-<br />

sendo sul limite del confine Latino ven-<br />

ne occupata dagli equi, dopo che questi<br />

ebbero conquistato il tratto del territo-<br />

rio Eroico ch'era sulla riva sinistra del-<br />

l'Aniene fra Subiaco e Palestrina. Essi la<br />

colonizzarono e <strong>di</strong> là fecero scorrerie nel<br />

territorio -limitrofo <strong>di</strong> Labico; ma 4 anni<br />

dopo cioè nel 34^ <strong>di</strong> Roma, fu con lieve<br />

per<strong>di</strong>ta, e dopo un corto asse<strong>di</strong>o presa<br />

da' romani. In tal circostanza L. Sestio<br />

tribuno della plebe propose che vi si mandasse<br />

una colonia, comesi era fatto a La»<br />

bico; ma trovò insormontabile opposi-<br />

zione nel senato. Gli equi profittando <strong>di</strong><br />

questa svista l'occuparono <strong>di</strong> nuovo nel-<br />

l'anno seguente, e vi mandarono una co-<br />

Ionia, ralforzaudo iu tal guisa il castello.


i4o VEL<br />

Presa <strong>di</strong> nuovo da'romani fu causa d'un<br />

fiero <strong>di</strong>battimento fra M. Postnmio Re-<br />

gillense tribuno militare e investito del-<br />

l'autorità consolare, e L. Sestio tribuno<br />

della plebe, <strong>di</strong>battimento ch'è a lungo ri-<br />

ferito da Livio, e clie fini colla morte <strong>di</strong><br />

Postumio, il quale fu da'suoi medesimi<br />

soldati lapidato. Siffatte <strong>di</strong>scor<strong>di</strong>e non po-<br />

tevano se non favorire i progetti ulterio-<br />

ri degli equi che conoscevano l'impor-<br />

taiua del sito; quin<strong>di</strong> tornarono ad oc-<br />

cuparla, e vi si mantennero sal<strong>di</strong> sino al<br />

368, in <strong>di</strong>e vennero dal celebre CamiU<br />

lo compiutamente <strong>di</strong>sfatti sotto le mura<br />

stesse <strong>di</strong> questa città , la quale fu presa.<br />

Sembra <strong>di</strong>e allora venisse interamente<br />

<strong>di</strong>strutta, poiché nella storia non più si<br />

ricorda, e solo il cognome <strong>di</strong> Bolanus<br />

eli' ebbero vari romani ne rammenta il<br />

nome. Come altre città fondate ne' più<br />

antichi tempi e dal potere e dall' ambi*<br />

zione de'romani annichilite, Boia <strong>di</strong>ven-<br />

ne proprietà <strong>di</strong> qualche ricco romano, il<br />

quale avendo il cognome <strong>di</strong> Longus, cos'i<br />

comune presso gli antichi, lo comunicò<br />

al fondo, che Fundus Longianus venne<br />

appellato, nome dal quale deriva il moderno<br />

con leggera alterazione. Vero è pe-<br />

rò che <strong>di</strong> questo fondo, o villa che fosse,<br />

non rimane notizia espressa, la quale sia<br />

anteriore al i.° periodo del secolo Vili,<br />

cioè circa l'anno 720 <strong>di</strong> nostra era :<br />

allo-<br />

ra apparteneva alla Chiesa romana, e s,<br />

Gregorio II lo <strong>di</strong>e in enfiteusi ad Anualdo<br />

tribuno, insieme con quello attinente<br />

denominato allora Casa Maìor, siccome<br />

si trae dal registro <strong>di</strong> CencioCamerario,<br />

inserito dal Muratori nel t. 5, p. 386 del-<br />

l' Ani, Med. Aevi, nel quale così viene<br />

enunciato quell'atto: Jdem,óaè Gregorius<br />

iunior, Atuialdo tribuno fandum<br />

Casarnaiorem et Longoieianum ex corpare<br />

patri/nomi Lavicani , territorio<br />

Praencslino, millìario ab Urbe Roma<br />

plus minus vigesimo uno praestantem<br />

Bisant. L, Q. anni Solid. Il territorio, e<br />

la <strong>di</strong>stanza da Roma bene si accordano<br />

Ut fare riconoscere in Luguauo \\ Fun-<br />

VEL<br />

<strong>di</strong>tx Longoii'ianus, riflettendo che unito<br />

a quello <strong>di</strong> Casa Maior il confine trovavasi<br />

più ravvicinalo a Roma : il nome<br />

è un' evidente corruzione del transcrit-<br />

tore, che scambiò Longianus in Longo-<br />

ieianus. Il Petrini ancora riportando il<br />

Muratori, all'anno 780, <strong>di</strong>ce nominarsi i<br />

due fon<strong>di</strong> Casa maggiore e Longocia-<br />

//o.ond'è assai verosimile che quin<strong>di</strong> preti-<br />

desse il nome <strong>di</strong> Lugnano. E Longocia'<br />

no lo chiama Marocco. Dipoi latinamen-<br />

te meglio si <strong>di</strong>sse Longeianum. I Conti<br />

tusculani che ne' secoli IX e X tanta in-<br />

fluenza e potenza ebbero in questa parte<br />

d'Italia, furono signori <strong>di</strong> questo fondo.<br />

Vuole Calindri, che nel 1 100 Papa Pa-<br />

squale II concesse questo paese a' Conti<br />

<strong>di</strong> lìo vaccini, ond'era sorto tanto prima.<br />

Nel secolo XIII <strong>di</strong>venne retaggio de' Conti<br />

(F.) <strong>di</strong> Segni, e ne' loro monumenti lo<br />

trovo nominato Castrimi Lngnani. Que-<br />

sti ritennero il dominio <strong>di</strong> Lugnano ili<br />

al 1 075, in cui quel ramo si estinse, l'i<br />

timo Gio. Battista Conti avendo <strong>di</strong>chì<br />

rato suo erede universale Federico Sfoi<br />

za, nato dall'unica sua figlia Fulvia, pervenne<br />

nella proprietà degli Sforza. Fin-<br />

ché neli634 pe'debiti eccessivi contratti<br />

da Mario 1 1 Sforza, vendè Lugnano pe<br />

70,000 scu<strong>di</strong> al principe Taddeo Bari<br />

rini nipote d'Urbano Vili, e dopo 17<br />

ni fu acquistato nel 1601 dal princi|<br />

Camillo Pamphilj nipote d'Innocenzo X,<br />

unitamente a Valiuonlune e altre terre,<br />

e dopo l'estinzione <strong>di</strong> tal famiglia passò<br />

cogli altri beni Pamphiliani a' principi<br />

Doria-Pamphilj, che ancora lo ritengo-<br />

no. Nel viaggio fatto nel 1 843 da Grego-<br />

rio XVI alle provincie <strong>di</strong> Marittima e<br />

Campagna, partito daRoma ili. "maggio,<br />

come si legge tiellaAeiaztb/zedel principe<br />

Massimo, traversò col suo corteggio Lugnano,<br />

i <strong>di</strong> cui abitanti a contrassegnare<br />

hi loro gioia alla meglio e con drappi or-<br />

narono le finestre, avendo eretto sulla<br />

pubblica via un arco trionfale sovrastato<br />

dal pontificio stemma, inventato e deli-<br />

neato da Giuseppe Mauni <strong>di</strong> Gaviguana,<br />

. 1


VEL<br />

il quale umiliò copia del <strong>di</strong>segno al Pa-<br />

na, e Iutiera Io conservo. Nell'iscrizione<br />

festiva riprodotta dalla Relazione, ti'tflude<br />

all' antica derivazione <strong>di</strong> Lugna-<br />

110, colle parole : Vetustiun Oppidum<br />

Lotigeianum. Tra le acclamazioni della<br />

popolazione, paternamente benedetta dal<br />

Papa, questi proseguì il viaggio per Valmontone.<br />

E quando il legnante Pio IX<br />

onorò questa città <strong>di</strong> sua presenza a' io<br />

aprile i85o, una deputazione <strong>di</strong> Lugnano<br />

visi recò a fargli omaggio,accorrendo l'e-<br />

sultante popolazione nel suo passaggio a<br />

riceverne la bene<strong>di</strong>zione.<br />

Monte Fortino. Comune della <strong>di</strong>oce-<br />

si <strong>di</strong> Segni, dalla qual città è <strong>di</strong>stante 9<br />

miglia e altrettante e più da Velletri, al<br />

3o.° miglio dell'antica via Latina, con<br />

territorio in monte e piano. Il Ricchi la<br />

<strong>di</strong>ce situata in una falda <strong>di</strong> monte sì ri-<br />

pida e scoscesa, che appariscono i suoi<br />

e<strong>di</strong>lìzi l'uno sopra l'altro, sotto il giogo<br />

de'monti Lepini, fra le suddette città e<br />

Cori. Il Marocco che la visitò e molto ne<br />

tratta, <strong>di</strong>ce sorgere poco lungi dalle ve-<br />

stigia dell'antica via Latina sopra un gran<br />

masso <strong>di</strong> pietra viva, rimpettoa Valmon-<br />

tone, da cui è <strong>di</strong>scosta circa 3 miglia, la<br />

cui strada eccellente guida anche a Roma.<br />

Lo scoglio sopra cui ella siede non<br />

meriterebbe il nome <strong>di</strong> monte se non ve-<br />

nisse ad unirsi ad altro maggiore che gli<br />

sovrasta, mirabile essendo il suo fabbri-<br />

cato, perchè formato a guisa <strong>di</strong> gra<strong>di</strong>na-<br />

ta l'un l'altro soprastando, talché se un'a-<br />

bitazione rovinasse, con molla forza pre-<br />

cipiterebbe sulla sottoposta a motivo del-<br />

l'inclinazione della rupe. Ivi si gode la<br />

pittorica visuale delle sottostanti cam-<br />

pagne. Questo sito è fiancheggiato da al-<br />

te rupi, e in alcune parti rendesi inacces-<br />

sibile, fuorché dove si congiunge nella<br />

valle Eroica, venendo anticamente <strong>di</strong>feso<br />

dalla sua forte rocca, che esisteva sul ver-<br />

tice del gran masso. Le fabbriche verso<br />

la parte boreale sino al piano, sono <strong>di</strong>s-<br />

poste con notevole simmetria. Tra'volsci<br />

questo monte si considera meraviglioso,<br />

VEL i4t<br />

poiché concatenato cogli altri per lungo<br />

tratto si <strong>di</strong>stende a ingombrare la regio-<br />

ne nella quale anticamente fiorivano il-<br />

lustri città, dal ferro e dal fuoco miseramente<br />

<strong>di</strong>strutte, e dove uomini insigni<br />

ebbero la culla. A destra verso oriente<br />

gode la vista della maestosa Segni; le so-<br />

vrasta a tergo Rocca Massima; <strong>di</strong> fronte<br />

riguarda il monte Prenestino, con Pale -<br />

strina nella falda e Castel s. Pietro sulla<br />

sommità; a sinistra è il castello <strong>di</strong> Giulianello,<br />

e finalmente Velletri colla quale<br />

ha continuo commercio. Dall'alto, oltre i<br />

nominati luoghi,» vedonoFerentino,Bau-<br />

co, l'altissimo Fumone (ebbe una formi-<br />

dabile fortezza tenuta inespugnabile per<br />

l'eminente posizione, onde soleva <strong>di</strong>rsi :<br />

Si Fummo fumat, tota Campa nea fre-<br />

mei), la grata Anagni, l'imponenti' Ita-<br />

liano, il Tiglio, il Serrone, l'elevala Ci-<br />

vitella,01evano, Roiate, Genr.zzano, Ca-<br />

ve, Rocca <strong>di</strong> Cave, Lugnano, il quasi <strong>di</strong>-<br />

strutto Colle Ferro, e Flumiuaria oggi<br />

Pimpinara, <strong>di</strong> cui esistono le rovine. Ha<br />

il monte Algido dalla parte occidentale,<br />

ove ancora si vedono le reliquie dell'an-<br />

tico castello omonimo, <strong>di</strong>stante più <strong>di</strong> 7<br />

miglia, e le rovine <strong>di</strong> Lariano soggetto al<br />

comune veliterno. L'aria è salubre, e nel-<br />

l'inverno domina il freddo, come nella<br />

parte più riparata dal monte resta priva<br />

del sole per 4° giorni, gli abitanti sup-<br />

plendovi col fuoco, fornendo copiosa legna<br />

la grande selva e altre macchie vicine.<br />

Gli abitanti sono forti e animosi. Le<br />

fabbriche comunemente sono rustiche,<br />

alcune co'tetti <strong>di</strong> tavole e per lo più sen-<br />

za regolare <strong>di</strong>segno, a motivo della gra-<br />

vissima desolazione a cui soggiacque nel<br />

l557. Piipatriati gli abitanti, dopo l'ec-<br />

ci<strong>di</strong>o da cui scamparono, rialzarono al-<br />

la meglio le demolile abitazioni e solle-<br />

citamente per <strong>di</strong>fendersi dall'intemperie.<br />

Non mancano convenienti e<strong>di</strong>lìzi. La par-<br />

te più antica però della terra era la su-<br />

periore, e più forte come <strong>di</strong>fesa dall'alte<br />

rupi e dall'asprezza dell'accesso dal pia-<br />

no. Osserva il Castellano, ch'è fama ivi


i/p VEL<br />

riparassero dopo i bellici <strong>di</strong>sastri, gli a-<br />

bi tonti delle contigue città, fra le quali<br />

si nominano Ortona ed Eecetra ; poicliè<br />

sulla cima del monte cbe domina il pae-<br />

se, si <strong>di</strong>lata una bella pianura, dalla qua-<br />

le si contemplano la Valle Etnica, il La-<br />

zio, l'agio Velilerno, le Palu<strong>di</strong> Pontine<br />

e più oltre il mare, e <strong>di</strong>cesi Piano dì Ci-<br />

vita, ed è recinto all'intorno sul perime-<br />

tro d'una lega da macigni <strong>di</strong> pietra palombina<br />

commessi senza cemento alla<br />

foggia <strong>di</strong> antiche mura romane, cbe me-<br />

ritarono essere descritte da Palla<strong>di</strong>o.<br />

Tracce d'altro muro interno più ristret-<br />

to si vedono nell'estrema sommità in fi-<br />

gura quadrata, cbe doveano forse desi-<br />

gnare la rocca. Si sono <strong>di</strong>scoperti nelle<br />

vicinanze de' sepolcreti, e nel recinto lalune<br />

stanze sotterranee con pavimento<br />

a musaico, opere figuline, olle, lumi per-<br />

petui, e monete d'oro, d'argento e rame.<br />

Riferisce inoltre Castellano, che due vie<br />

conducevano alla città; l'ima faceva capo<br />

nella via Latina al luogo detto Pandochia<br />

o pubblico ospizio, e <strong>di</strong> là ascen-<br />

devasi il Colle dell'Impera tore,coù detto<br />

perchè vuoisi che ivi esistesse un oppido<br />

denominalo Ad Pietas (Nibby parlando<br />

<strong>di</strong> Valmonlone,<strong>di</strong>ce che la giunzione del-<br />

le due vieLatina e Labicanafacevasi pres-<br />

so la stazione ad Pietas, la quale avrà<br />

tratto il nome dalle pitture che 1' orna-<br />

\ano,coinciderdo nel sito pressoCollede'<br />

Quadri), luogo magnifico e delizioso per<br />

le pitture che 1' adornavano, <strong>di</strong> che fan<br />

feùe i ruderi, ed i molti frammenti <strong>di</strong><br />

marmo pario e <strong>di</strong> granito, torsi e avan-<br />

zi <strong>di</strong> statue, e vestigia <strong>di</strong> terme; dell'altra,<br />

che procedeva da Vellelri e dal Campo<br />

Pometino, si trovano iu<strong>di</strong>zi fra gli ampi<br />

olivelide'principi Borghese. MonteFor-<br />

tino ha 3 parrocchie. La primaria e in-<br />

signe collegiata con capitolo è de<strong>di</strong>cata<br />

alla ss, Croce, che per l'antichità minac-<br />

ciando rovina, con l'assenso del vescovo<br />

<strong>di</strong>ocesano fu abbattuta ; a' i 7 aprile 1 65o<br />

vi fu gettata lai." pietra dell' o<strong>di</strong>erna e<br />

compila nel 1661 dalla pietà generosa del<br />

VEL<br />

principe <strong>di</strong> Sulmona Gio. Battista Bor<br />

ghese, ond'è giuspatronato <strong>di</strong> sua nohi<br />

lissima famiglia, come si legge nelle la-<br />

pi<strong>di</strong> poste sopra l'organo, e sopra la fa-<br />

scia della decorosa facciata esterna, aven-<br />

te pure due campanili in forma <strong>di</strong> torri<br />

quadre. Sebbene fosse fabbricata più am-<br />

pia della precedente, Marocco la <strong>di</strong>ce ri-<br />

stretta per l'attuale popolazione,che ne<br />

la Statistica deliS53 la trovo ascendere<br />

a 3643, e nell'articolo scritto da Mon-<br />

te Fortino nel i85o e riportato neln.°g2<br />

del Giornale <strong>di</strong> Roma <strong>di</strong> tale anno, si eli-<br />

ce terra <strong>di</strong> più <strong>di</strong> 4000 anime. La chie-<br />

sa <strong>di</strong> s. Maria delle Letizie è <strong>di</strong> semplice<br />

e antica forma, situata sul più erto della<br />

cima e in piano fuori della porta supe-<br />

riore, per dove si va alla montagna, ba<br />

B. Vergine è scolpita in legno. Il quadro<br />

<strong>di</strong> s. Alberto è <strong>di</strong> Orazio Zecca. L'affre-<br />

sco della ss. Trinità fu colorito da Fai<br />

Spirito. Primeggia fra le altre due ps<br />

rocebie, per essersi con esse gradatane<br />

te accresciuta. Sebbene col Marocco <strong>di</strong><br />

si collegiata la precedente, leggo nell'<br />

scrizione da lui riportata colle altre ai<br />

li<strong>di</strong>e e moderne esistenti in Monte Foi<br />

lino, e collocata in s. Maria : Che il l<<br />

dalissimo e benemerito Guidoni Zepi<br />

rino Bresciani J. V. D. Hujus insignis<br />

Collegiatae Ecclesiae primum canoni-<br />

cimi, inde in archipresbyteratus <strong>di</strong>gni-<br />

latem evecto. Ma il Calindri afferma che<br />

la collegiata è quella <strong>di</strong> s. Croce. La chiesa<br />

parrocchiale del protomartire s. Stefano,<br />

ili cattiva struttura, è al piano presso il<br />

borgo e la strada romana ristorata da Pao-<br />

lo V, non molto <strong>di</strong>vertendo dalla via La-<br />

bicanachene mostra evidentemente i ve-<br />

stigi, e dove fu ritrovata una colonna mi-<br />

gliarla denotante la <strong>di</strong>stanza ab Urbe, os-<br />

servata dal dotto monteforlinese Sei-an-<br />

geli e dal celebre antiquario Fabretti. V?<br />

sono inoltre le chiese della Madonna del<br />

ss. Rosario, e quella <strong>di</strong> s. Maria <strong>di</strong> Gesù<br />

Quest'ultima è magnifica ed appartieni<br />

a'minori osservanti riformati, col bel con<br />

vento, situali dopo breve e comodo pas


i<br />

, s.<br />

: regina<br />

VE L<br />

5Pg^ìo fiiorì ilcllii terra nlle ra<strong>di</strong>ci del mon-<br />

te Foresta, nel luogo detto il Serrone del-<br />

la guar<strong>di</strong>a, nome preso da'soldati che ivi<br />

facevano la guar<strong>di</strong>a in tempo della guer-<br />

ra sostenuta da Paolo IV. E una delle<br />

tante magnifiche fabhriche fatte innalza-<br />

re dall' animo grande del car<strong>di</strong>nal Sci-<br />

pione Borghese. Ha 5 altari, essendo nel<br />

maggiore in quadro<strong>di</strong> tela lodato espres-<br />

so il nome ss. <strong>di</strong> Gesù, la B. Vergine col<br />

<strong>di</strong>vi ri Figlio scherzante col s. Precursore,<br />

le ss. Anna ed Elisabetta, e s. Giuseppe,<br />

colla gloria celeste in allo : si attribuisce<br />

al cav. Manenti <strong>di</strong> Canemorto, sebbene<br />

alcuno la giu<strong>di</strong>cò opera d'Orazio Borgia»<br />

ni. Dello stesso Manenti si credono gli al-<br />

tri <strong>di</strong>pinti esistenti nella stessa chiesa, cioè<br />

Antonio abbate insieme a s. Antonio<br />

<strong>di</strong> Padova, e s. Chiara con s. Elisabetta<br />

<strong>di</strong> Portogallo, il coro è magnifico,<br />

bellissimi i libri corali scritti in pergame-<br />

na e miniati, ben fornita la sacrestia <strong>di</strong><br />

suppellettili sagre. Nella facciata della<br />

chie>a, parimenti <strong>di</strong> buona architettura,<br />

con pilastroni, cantonale e cornicioni ili<br />

tufa, nel mezzo e in una fascia è scolpito<br />

il nome del benefico car<strong>di</strong>nal Borghese<br />

coll'anno 1 633 in che compì l'e<strong>di</strong>lìzio, <strong>di</strong><br />

cui la impietra era stata collocata ne'fondamenti<br />

a'2i ottobre 1629, <strong>di</strong> poi con-<br />

sagrata da mg. 'Ellis vescovo <strong>di</strong> Segni a'<br />

19 maggio 1 7 i5. In Monte Foitino e suo<br />

territorio vi sono molti benefizi ecclesia-<br />

; siici non residenziali, <strong>di</strong> nomina de'Bor-<br />

, ghese,<br />

• de'car<strong>di</strong>nali<br />

;<br />

oltre i canonicati e i curati. Sopra<br />

questi benefizi vi furono delle decisioni<br />

Cecchini e Cherubini per alcune<br />

vertenze insorte, e fedelmente rife-<br />

1 1 ite nel ms. <strong>di</strong> cose patrie lasciato dal sud-<br />

, detto<br />

Serangeli, e cuslo<strong>di</strong>to dalle mae-<br />

stre pie del luogo, che si occupano del-<br />

l'istruzione delle fanciulle. I nominati car-<br />

j <strong>di</strong>nali istituirono il rettorato <strong>di</strong> s. Croce.<br />

1 Non vi mancano sodalizi, ed un tempo esisleva<br />

il convento <strong>di</strong> s. Michele Arcan-<br />

. gelo<br />

; pontificia,<br />

de' minori conventuali circa 2 mi-<br />

glia lungi dalla terra, soppresso con bolla<br />

applicandone i beni alla com-<br />

VEL i43<br />

pagnia del ss. Rosario pel mantenimento<br />

dei maestro <strong>di</strong> scuola elementare, il qua-<br />

le ha ezian<strong>di</strong>o l'obbligo <strong>di</strong> fare da cap-<br />

pellano alla chiesa <strong>di</strong> della confraterni-<br />

ta. Dice il Marocco, che il convento fu<br />

demolilo, perchè non servisse d' asilo a'<br />

fuorusciti. Tale convento si vuole dal<br />

Theuli conventuale, nell' Apparato mi-<br />

norilico della provincia <strong>di</strong> Roma, e<strong>di</strong>-<br />

ma lascia-<br />

ficato da s. Francesco d'Aitò ;<br />

to da'religiosi, <strong>di</strong>venne ricovero <strong>di</strong> ban-<br />

<strong>di</strong>ti, per cui nel 1 5g4 f« murato ogni va-<br />

no e chiusa la chiesa, ed ora soltanto se<br />

ne vedono le misere rovine. Le strade in-<br />

terne sono tortuose e pericolose per la<br />

continua salita, meno la me<strong>di</strong>a formata<br />

a gra<strong>di</strong>nata e selciata. La piazza princi-<br />

pale, the resta in principio della terra <strong>di</strong><br />

prospetto a Valmontone e ad una parte<br />

dell'agro, si può <strong>di</strong>re il miglior ornamen-<br />

to del paese, ridotta in pianocon forte spe-<br />

sa sopra più or<strong>di</strong>ni <strong>di</strong> volte e fornici con<br />

pieni fondamenti, ed è ben selciata e gran-<br />

de. Ha una loggia scoperta sulla porta<br />

principale costruita con merli <strong>di</strong> tufa e<br />

sopraslali da pal'e <strong>di</strong> pietra polomb.ua,<br />

con arme in cima nell'esterno, decorata<br />

con dtie mascheroni, e co' vani pe' cannoni.<br />

Questa porta tutta <strong>di</strong> tufa, <strong>di</strong> vago<br />

<strong>di</strong>segno e d' ottima architettura, che si<br />

crede <strong>di</strong> Martino Longo, ha l' epigrafe<br />

del car<strong>di</strong>nal Scipione Borghese, e verso il<br />

borgo l'anno 1620. Inoltre il car<strong>di</strong>nale<br />

fece fabbricare anche <strong>di</strong> verse case nel bor-<br />

go. Appellasi piazza Borghese pel palazzo<br />

principesco che elevasi ila un lato. An-<br />

ticamente l'e<strong>di</strong>lìzio era <strong>di</strong>viso in due a-<br />

bi (azioni, una spettava a' Colonna, l'al-<br />

tra a' Massimo ; <strong>di</strong>poi notabilmente fil<br />

accresciuto dall'encomiato car<strong>di</strong>nal Bor-<br />

ghese, nell'unire le due abitazioni. Vi sono<br />

147 stanze, oltre i corridoi, portici e<br />

logge, con 3 <strong>di</strong>stinte scaleche introducono<br />

a <strong>di</strong>versi appartamenti. Però la rimessa<br />

per le carrozze resta al piano do-<br />

v'è situato il fabbricalo detto l'osteria,<br />

fatto anch'esso d'or<strong>di</strong>ne e spesa del car<strong>di</strong>nal<br />

Borghese; osteria che può <strong>di</strong>rsi una


i44 VEL<br />

delle prime de'<strong>di</strong>ntorni <strong>di</strong> Roma, per con-<br />

tenere circa 5o vani, essendo l'e<strong>di</strong>fizio<br />

circondato da logge falle ad archi, e nel<br />

«li <strong>di</strong>etro e ne'fianchi serrati da muro per<br />

usi <strong>di</strong>versi,con ampia stalla costruita pre-<br />

cipuamente pel procaccio <strong>di</strong> Napoli. In-<br />

oltre sulla nominata piazza e incontro al<br />

palazzo baronale vi è un casamento pure<br />

e<strong>di</strong>ficato dal car<strong>di</strong>nale, per residenza del<br />

governatore feudale, ed è ornato <strong>di</strong> cor-<br />

doni e fascie <strong>di</strong> tufa con vago prospetto.<br />

Diverse e <strong>di</strong>screpanti sono state le opi-<br />

nioni degli scrittori circa le antiche città<br />

che fiorirono ne'<strong>di</strong>ntorni, o sul sito oc-<br />

cupato da Monte Fortino. 11 Theuli, nel<br />

Teatro hi<strong>storico</strong> <strong>di</strong> Felletri, a p. 34 ri-<br />

tiene che ivi fu già la volsca Eccella, o<br />

almeno poco lontano, poiché quando i<br />

tribuni de'romani mandarono o condus-<br />

sero due poderosi eserciti contro i volsci,<br />

S. Furio e M. Orazio andarono ad Anzo<br />

verso la marina, e Q. Servilio e L. Ge-<br />

ganio a sinistra verso Eccetra, ad moti'<br />

tem Eccelram pergant, come si ha da<br />

Livio. Anzi narrando questi prima <strong>di</strong> tale<br />

epoca un fatto d'armi de'romani e volsci,<br />

<strong>di</strong>ce che fu inler Ferenlinum et Ec-<br />

cetras, che <strong>di</strong> già era stata saccheggiata<br />

da Fabio Ambusto. Altrettanto racconta<br />

Dionisio, il quale la chiamò Folseoruni<br />

Caputa nel descrivere la vittoria riportata<br />

sopra i volsci e gli equi da Q. Fabio Vibulanoin<br />

Algido. Di parte del riferito, anche<br />

col Ricchi, Reggia de' Volsci, lib. i , e. 44j<br />

Ecetra colonia latina, già ne parlai nel<br />

voi. XXVI I, p. 280 e 2g4, <strong>di</strong>cendo <strong>di</strong><br />

Ferentino, Morolo eSupino (e sopra que-<br />

st' ultimo è da avvertirsi il notato a tal<br />

vocabolo) e Ferrugine. Il Volpi nel La-<br />

iius Fetus, enumera fra gli 8 oppi<strong>di</strong> Pre-<br />

Deste, anche Eccetra, che il Cecconi nel-<br />

la Storia <strong>di</strong> Pales trina <strong>di</strong>ce eh' era si-<br />

tuata ne'più alti monti de' volsci. Il Con-<br />

tatore chiama Echetra, già terra nobile<br />

de' volsci, e crede che fosse situata sopra<br />

Norma e Segni, verso settentrione fra Cori<br />

e Aungni; poco lungi da Allena , che<br />

<strong>di</strong>ce pure de' volsci, il cui confine cogli e-<br />

V E L<br />

qui era Verrugine, In quale ritiene esse-<br />

re surta fra Velletri, Cori e Rocca <strong>di</strong> Pa-<br />

pa, ed ezian<strong>di</strong>o la comprende tra'volsci.<br />

Mg.' Nicolai, dopo aver parlato delle cit-<br />

tà Pontine della pianura e marittime, nel<br />

cap. 1 1 comincia a ragionare <strong>di</strong> quelle<br />

situate sulle colline, Ecetra, Artena e altre,<br />

poiché anch'esse si comprendevano<br />

tra le Pontine, come città che avevano il<br />

territorio nelle campagne Pontine. Prin-<br />

cipiando da Poniezia, <strong>di</strong> cui trattai a Ses-<br />

sa, <strong>di</strong>ce offrirsi innanzi Ecetra, sulla qua-<br />

le <strong>di</strong>scordano gli autori ad assegnarle il si-<br />

to preciso. Sigonio la pose nel territorio<br />

Pontino, e Cluverio giu<strong>di</strong>cò che restasse<br />

sopra Norma eSegni, a'confiui degli equi<br />

e degli eroici, lontano dalle spiagge ma-<br />

rittime. Certissimo è,secondo Nicolai, che<br />

non slava ne' piani, ma ne' monti , non<br />

peròda'piani mollo lontano, perchè i vol-<br />

sci ivi tenevano la loro assemblea nazio-<br />

nale, come significò Dionisio, riferendo-<br />

ne la testimonianza. Che fosse poi me<strong>di</strong>-<br />

terranea, apertamente lo scrive Livio, e<br />

come <strong>di</strong> contraria situazione alla marittima<br />

Anzio, anzi la <strong>di</strong>chiara montuosa<br />

Dunque Ecetra, conclude il dotto prela^<br />

lo, dovea esser situata non lungi da Co-<br />

ra, Artena, Noi ha e Sezze, e presso Po-<br />

inezia. Poiché quando da' consoli Appic<br />

Clau<strong>di</strong>o e Publio Servilio fu espugnata<br />

Poniezia, gli eceterani che segre lamenti<br />

aveano soccorso i<br />

pometini, cominciaro<br />

no anche come vicini a temere per se stes<br />

si, e ad onta che spe<strong>di</strong>rono a Roma un;<br />

deputazione, ne pagarono /a pena , per<br />

dendo il territorio che fu loro tolto. Da<br />

riferite da Livio , anche il Corra<strong>di</strong>ni s<br />

persuase, che Ecetra e Pomezia fra lori<br />

confinavano, benché poi altrove cadde il<br />

contrad<strong>di</strong>zione, ponendo Ecetra la 1 ." del<br />

le città volsche sulle montagne Lepin<br />

verso Roma, mentre l'avea detta confi<br />

nante con Pomezia, e questa situando ne<br />

mezzo della pianura dopo Sezze, ove or<br />

é Mesa. Nicolai soggiunge, che dovea poi<br />

si Pomezia innanzi più vicino a Hook<br />

Il Corra<strong>di</strong>ui spiegò l'asserto <strong>di</strong> Cluveric


VE L<br />

Cum Volscis i/iter Ferentinum atquc Etctram<br />

<strong>di</strong>inicatum est. Noi» doversi cioè<br />

intendere <strong>di</strong> Ferentino ernico, ina bensì<br />

<strong>di</strong> quello nel monte Albano, il quale poi<br />

si <strong>di</strong>sse la Fnjola, couduante co'piani ver-<br />

so Vellelri, Cora e Monte Fortino , cre-<br />

duto dal Kircher l'antico Corbione; e il<br />

sito corrisponde al principio de'monti Lepini,<br />

sotto cui si estende il territorio Pon-<br />

tino. In<strong>di</strong> il Nicolai narra le guerre ece-<br />

trane, chiama Ecetra la più nobile città<br />

de'volsci, alternativamente signoreggiata<br />

da essi, da'romaui e dagli equi, e nuovamente<br />

da' romani. S'ignora come perì, e<br />

quando, senza lasciar <strong>di</strong> se vestigio alcu-<br />

no, e perciò gli autori sono <strong>di</strong> <strong>di</strong>versa opinione<br />

nel determinarne il sito. Quanto<br />

ad Artena, il Nicolai lo <strong>di</strong>ce castello vol-<br />

9co vicino ad Ecetra, racconta come se ne<br />

impadronirono i romani e la spianarono,<br />

onde neppur <strong>di</strong> essa esistere orma al suo<br />

tempo. Il più. moderno Castellano, come<br />

già in<strong>di</strong>cai, inclinò a credere 1' asserto <strong>di</strong><br />

altri, che uell'area <strong>di</strong> Monte Fortino sorgesse<br />

Eccetra. Il pure recente Marocco<br />

riporta che Kircher fu <strong>di</strong> tale opinione,<br />

ma in altro luogo vi stabili P'itellia, che<br />

il p. Maltei riconobbe essere Monte For-<br />

tino succeduta ad Ortona , ed il riferito<br />

da Livio e Dionisio sopra Eccetra e Or-<br />

tona. Dice inoltre che il montefoi tinese<br />

Serangeli si <strong>di</strong>chiarò in favore <strong>di</strong> Pandochia,<br />

rammentata <strong>di</strong> sopra ; ma egli non<br />

vi conviene, lasciando ad altri fra le <strong>di</strong>-<br />

screpanti opinioni la decisione del conflit-<br />

to. Il Ricchi, Reggia de' Volsci, lib. i,cap.<br />

1 2, Monte Fortino prima chiamato Cor-<br />

bione, adduce. ragioni per credere quella<br />

città soggetta agli equi, essere quivi po-<br />

sta, raccontando le sue antiche viceucle<br />

guerresche, e pubblicando la lapide tro-<br />

vata sotto Monlefortino. Corbio o Cor-<br />

bione, il Nibby nella sua Analisi de'<strong>di</strong>n-<br />

torni <strong>di</strong> Roma, lo colloca a-Rocca Priora,<br />

perciò con esso ne ragionai descrivendo<br />

quel comune nel voi. XXVII, p. i 77. Ec-<br />

co poi quanto quelP insigne archeologo<br />

uellu lodata opera, t. 3, p, 270 e seg., <strong>di</strong>-<br />

VOL. LXXXIX.<br />

VEL i45<br />

ce all'articolo Artena, da lui creduta ora<br />

occupata e succeduta da Monte Fortino.<br />

Narra T. Livio, lib. 6, e. 61 ,che nell'anno<br />

<strong>di</strong> Roma 353 si combattè co' volsci<br />

fra Ferentino ed Eccella, e che quin<strong>di</strong> i<br />

tribuui cominciarono ad asse<strong>di</strong>are Arteuu<br />

città de'volsci. Gli asse<strong>di</strong>ati fecero una<br />

sortita; ma i romani li respinsero e gl'iu-<br />

calzarono in modo che s'impadronirono<br />

della terra. I volsci si ritirarono nella for-<br />

tezza o arce, la quale oltre all' essere for-<br />

te era ristretta, onde poteva <strong>di</strong>fendersi cou<br />

poca gente, e ben provvista <strong>di</strong> vettovaglie.<br />

Disperando perciò i romani <strong>di</strong> prender-<br />

la, un servo o schiavo d'Artena a tra<strong>di</strong>mento<br />

li condusse sopra per un sentiero<br />

molto scosceso; onde uccise le guar<strong>di</strong>e che<br />

si trovarono dentro la rocca , e gli asse-<br />

<strong>di</strong>ati furono forzati <strong>di</strong> rendersi a <strong>di</strong>screzio-<br />

ne. Sì la ciltà, come la fortezza vennero<br />

demolite: l'esercito fu ricondotto in R.oma<br />

e <strong>di</strong>retto contro Veii (V.) ; al servo<br />

tra<strong>di</strong>tore fu data la libertà per premio,<br />

donati i<br />

beni <strong>di</strong> due famiglie, e imposto<br />

il nome <strong>di</strong> Servio romano. Fin qui Livio.<br />

Soggiunge poi il medesimo Nibby, che secondo<br />

altri Artena era città de'veienti e<br />

non de'volsci; tale equivoco nacque dall'esservi<br />

stata una città dello stesso nome<br />

fra Cere e Veii, la quale fu <strong>di</strong>strutta da'<br />

re <strong>di</strong> Roma, ed era terra de'ceriti, e non<br />

de'veienti (ritiene Nibby d'averla scoper-<br />

ta nel i832 in occasione che si facevano<br />

alcuni scavi nella tenuta <strong>di</strong> Castel Cam-<br />

panile, che descrive e illustra in quell'ar-<br />

ticolo, circa 22 miglia <strong>di</strong>stante da Roma a<br />

destra della via Aurelia, ossia strada <strong>di</strong><br />

Civitavecchia; il fondo fu posseduto successivamente<br />

da'ìNormanni, Orsini, Capo<strong>di</strong>ferro<br />

e Cenci, da'quali neli6i2 lo com-<br />

prò il principe Borghese e tuttora lo pos-<br />

siede), mentre questa della quale ivi trat-<br />

ta Livio fu neh' agro Volsco. Riconosce<br />

Nibby, che <strong>di</strong> questa Artena, degli scrit-<br />

tori antichi Livio solo ne parla e pochi<br />

lumi somministra, a segno che Cellario,<br />

Geogr. antiquae, lib. 2, e. 9, sect. 3, p.<br />

565, dopo avere riferito il passo <strong>di</strong> Li«<br />

io


i46 V E L<br />

vio, ilice: seti positio incertissima itnmo<br />

ignota huius oppi<strong>di</strong> est. Solo ricavasi, <strong>di</strong>e<br />

noti era molto lungi da Ecetra e Ferenti-<br />

no, e che aveva uua rocca molto forte e<br />

non molto grande. Nel fare Nibby le sue<br />

indagini per la Carta eie <strong>di</strong>ntorni <strong>di</strong> Roma,<br />

inclinò a crederla ne'<strong>di</strong>ulorni <strong>di</strong> Mon-<br />

te Fortino, perchè una delle cime più alte<br />

delle sue vicinanze ha il nome <strong>di</strong> Mon-<br />

te Larlerio, perchè sopra Monte Fortino<br />

slesso la contrada ha il nome <strong>di</strong> Civita,<br />

in<strong>di</strong>zio certo della posizione d' un'antica<br />

città, e perchè la <strong>di</strong>stanza <strong>di</strong> Ferentino<br />

non giunge a 20 111., meulre d' altronde<br />

la battaglia fu data <strong>di</strong> qua da Feieutiuo,<br />

fra Ferentino ed Ecetra, in guisa che i ro-<br />

inani poterono tagliare a'volsci la ritirala<br />

<strong>di</strong> Ecetra e forzarli a rinchiudersi in Ar-<br />

tena. Inoltre <strong>di</strong>ce Nibby, ch'era una cir-<br />

costanza positi va quella che Allena <strong>di</strong>stili-<br />

guevasi in città propriamente detta ed in<br />

rocca. Questa sua congettura la crede <strong>di</strong>-<br />

venuta un fallo per le scoperte che lord<br />

Beverley fece nel 1 83o circa uu miglio <strong>di</strong>-<br />

stante da Moute Fortino verso sud-ovest,<br />

nella contrada appunto della Civita e del<br />

Piano della Nebbia. II luogo si <strong>di</strong>slingue<br />

per l'aspetto <strong>di</strong>rupato del monte, e per<br />

la <strong>di</strong>fficoltà dell'accesso, ed è coperto <strong>di</strong><br />

arbusti: verso settentrione è uu bosco;<br />

verso occidente sono precipizi spavente-<br />

voli; a mezzodì è una grotta; ed a levante<br />

la strada <strong>di</strong> Moute Fortino entra in questo<br />

recinto. La terra non era grande, ma<br />

le mura sono costrutte <strong>di</strong> massi enormi<br />

irregolari <strong>di</strong> calcarla, spiccati dal moute,<br />

ed ammonticchiati l'un sopra l'altro senza<br />

alcun or<strong>di</strong>ne, ed hanno 5 pie<strong>di</strong> <strong>di</strong> larghez-<br />

za e 3 d'altezza: in generale la costruzio-<br />

ne olire tulli i caratteri dell'età più rimo-<br />

le. La rocca era separata dalla città pro-<br />

priamente detta da una fortificazione so-<br />

lida, costrutta nello stesso modo, ma <strong>di</strong><br />

massi tanto più gran<strong>di</strong> che hanno 7 pie-<br />

<strong>di</strong> <strong>di</strong> larghezza: essa presenta il vero ca-<br />

rattere della costruzione ciclopèa descrit-<br />

ta da Pausauia; cioè che i massi gran<strong>di</strong><br />

per ia loro irregolarità lasciano iuter valli<br />

V E L<br />

che sono chiusi da pietre o ciottoli, «u-<br />

ch'essi irregolari. Aggiunge il Nibby: Geli<br />

nell'opera della Topografia <strong>di</strong>Roma e de'<br />

contortili 1. 1, p. 2o5, osserva giustamen-<br />

te potersi sospettai e, che la Or tona, <strong>di</strong> che<br />

parla Livio nel lib. 3, cap. 3o, occupata<br />

dagli equi l'anno <strong>di</strong> Roma 299 e ripresa<br />

poco dopo da' romani, sia la slessa che<br />

Allena. Per la posizione non lungi dall'<br />

Algido , potrebbe certamente ammet-<br />

tersi questa congettura , <strong>di</strong>ce il Nibby,<br />

poiché Livio così si esprime: Horalius %<br />

cioè il console C. Orazio Pulvillo, quum<br />

iam Aequi Corbione inlerfecto praesi<strong>di</strong>o,<br />

Ortonam etiam cepissent, in Algido pu-<br />

gnat: mullos mortales occi<strong>di</strong>l: fugai ho-<br />

slem non ex Algido modo sed a Corbio-<br />

ne Ortonaque: Corbionem etiam <strong>di</strong>ruit<br />

propter pro<strong>di</strong>lum praesi<strong>di</strong>um.L'op'mione<br />

<strong>di</strong> Nibby fu impugnala dal eh. DeMatthias<br />

<strong>di</strong> Vallecorsa, nelle sue Lettere stampale<br />

in Ferenliuo nel i84c)-5o, come narrai<br />

in principio. Nella Lettera i. a<br />

tratta <strong>di</strong><br />

Arteria, che <strong>di</strong>ce chiamarsi anco Antemna.<br />

Con questo nome ossia <strong>di</strong> Antenna<br />

ne trattò il Ricchi nel lib. 1, cap. 25,<br />

La Reggia de Volsei. Dice che tale castello<br />

volsco giaceva dopo il corso d' uu<br />

breve tratto verso Ferentino alla volta <strong>di</strong><br />

Segni, ne'confini degli eroici e degli equi,<br />

<strong>di</strong> cui gli scrittori dell' antichità non ut<br />

fanno memoria, tranne Livio pel già narrato;<br />

onde del sito dove fu e<strong>di</strong>ficato nou<br />

potersi <strong>di</strong>re cosa che meriti fede. 11 De<br />

Matlhias comincia dal <strong>di</strong>chiarare, che mol-<br />

ti antiquari <strong>di</strong> queste contrade, senza nominarle<br />

fra gli altri ilCayro, autore del*<br />

le Notizie isloriche delle città del Sec-<br />

chio e Nuovo Lazio, aveanoda molli au-<br />

ni fallo intendere al pubblico che l'antica<br />

cittadella de' volsei Arteria , ebbe il suo 1<br />

stare nel luogo attualmente occupalo dal-<br />

la terra <strong>di</strong> s. Lorenzo soggetta al governo<br />

<strong>di</strong> Vallecorsa della delegazione <strong>di</strong> Fre-<br />

sinone; uel quale articolo io ne <strong>di</strong>ssi alcu-<br />

ne parole. Questa scoperta non priva <strong>di</strong><br />

appoggi, continua il DeMatthias, uon fu<br />

inai messa iu <strong>di</strong>scre<strong>di</strong>to e iu <strong>di</strong>samina,


, gli<br />

,<br />

, tu<br />

!<br />

, to<br />

.<br />

VE L<br />

prima del Nibby; sulla cui autorità io uel<br />

citalo articolo feci appena cenno della sua<br />

opinione, e pei ciò con lui severamente fui<br />

(Ini medesimo De Matthias confutato, seb-<br />

bene io nel semplicemente riferire l'opi-<br />

nione <strong>di</strong> ÌNibby, nou la <strong>di</strong>ssi doversi pre-<br />

ferite, ma la riportai insieme alle altre, e<br />

<strong>di</strong> queste e della sua senza rendermene re-<br />

sponsabile e sostenerle come incontrasta-<br />

bili. Cbi pi opimamente poi abbia ragione,<br />

si decida da cbi può esserne giu<strong>di</strong>ce com-<br />

petente. A me basta il notare, l'avere ri-<br />

ferito il sentimento del Nibby, e che l'en-<br />

comiato De Matthias sostiene per contra-<br />

rio , assolutamente doversi riconoscere<br />

l'aulica Arlcua a s. Lorenzo <strong>di</strong> Vallecorsa.<br />

Siccome inoltre Ntbby<strong>di</strong>eecltein Mou-<br />

Ufortiuo siavi il luogo dello Monte Lar-<br />

ici io, nome che vuoisi derivato da Alle-<br />

na, il De Matthias avvei le che un equi-<br />

voco, perciò <strong>di</strong>chiara. "Montefc-rtiuo si <strong>di</strong>ce<br />

comunemente Monte Vallerò, Monte<br />

forte o Fortino, perchè rammeuta alcune<br />

sue azioni altere, per le quali Papa<br />

Paolo IV ne ot<strong>di</strong>uò persino la <strong>di</strong>struzio-<br />

ne. Monte Lai terio nou viene perciò del-<br />

lo da Arlena o Anteluna, ma da altra cagione,<br />

cioè da Monte l'altero." Il DeMat-<br />

lliias stringe I' argomento, col <strong>di</strong>chiarare<br />

ancora: Che la questione è terminata; a-<br />

ver provalo i.°che l'opinione de' vecchi<br />

storici è la più sana, allorché sostentici o,<br />

come Cayro, gli altri nou uomiuaudo, Artemia<br />

aver esistito presso s. Lorenzo. E-<br />

crede inoltre d' aver confutato in 2."<br />

luogo li motivi pe'quali si cercava create<br />

una novità a danno del vero; in conse-<br />

guenza soggiunge, restare ben <strong>di</strong>mostra-<br />

il suo assunto. Finire con l'espressione<br />

<strong>di</strong> Quintiliano, per <strong>di</strong>re che col suo scrit-<br />

niente deve trarsi al merito del Nibby.<br />

«Sono state pei fette tante <strong>di</strong> lui opere: se<br />

ha preso abbaglio nel piccolo articolo Ar-<br />

lena ed in quello <strong>di</strong> ferrugine, ci ricor-<br />

da, che quantunque sommo autore, pu-<br />

re è uomo. Ncque id stallili legenti per-<br />

tuaiH/n ali : omnia quae magni authores<br />

<strong>di</strong>xcriul, ulique esse perfetta ... Situimi<br />

VEL 147<br />

enìtn siint, homines taineu". La terra <strong>di</strong><br />

Monte Fortino è certo che con questo nome<br />

già esisteva uel secolo XI. Leggo uel-<br />

le Memorie Colonnesideìcav. Coppi, che<br />

da un documento del co<strong>di</strong>ce <strong>di</strong> Cencio Camerario<br />

sappiamo che nel 1 i5i Tolomeo<br />

1 1 conte Tusculano possedeva il castello ili<br />

Monte Fortino, Castro Montls Fortini,<br />

sul quale pretendeva avere <strong>di</strong>ritto Oddone<br />

della Colonna. Trovo ancora nel medesimo<br />

e nel ricordato Cecconi, che Oddone<br />

cede col consenso <strong>di</strong> Carsidonio suo<br />

fratello la mela <strong>di</strong> tutta la città Tuscula-<br />

na e la rocca a Papa Eugenio III, e le a-<br />

zioni che avea su <strong>di</strong> Monte Fortino, a te-<br />

nore della permuta fatta fra il suo padre<br />

e il genitore <strong>di</strong> Tolomeo, a cui furono<br />

poscia concesse tali ragioni dallo stesso<br />

Eugenio HI, comesi rileva dal giuramento<br />

<strong>di</strong> fedeltà prestato a Papa Adriano I V<br />

u'g luglio i i55; ricevendone Oddone in<br />

compenso il castello <strong>di</strong> Trevi e una somma<br />

<strong>di</strong> denaro, centina decem llbras denar'wrum<br />

papiensium, et centum qua-<br />

dniginta libras denarlorum lucenlium.<br />

11 Coppi narra invece in detto anno, che<br />

Adriano IV coucesse la detta porzione <strong>di</strong><br />

Tusculo in feudo vitalizio a Gioitala figlio<br />

<strong>di</strong> Tolomeo 1 1, che <strong>di</strong> già uè possedeva al-<br />

tra parte, e giurò fedeltà al Papa contro<br />

tutti, exceplo Imperatore. Per maggiore<br />

sicurezza consegnò contemporaneamente<br />

al Papa le sue rocche <strong>di</strong>Montefortinoe<strong>di</strong><br />

Fajola. Il eh. Marocco riporta le parole<br />

dell'alto, in cui è detto che pei* maggior<br />

fede dava Roccam Montis Fortini et Roc-<br />

cani Fajola per due anni. Risulta dalla<br />

<strong>di</strong>visione de'beui tra'Colonnesi nella stes-<br />

sa epoca, riferita dal Coppi, che Pietro ebbe<br />

per sua porzione MouteFortinoe Munte<br />

Porzio, colle contigue terre <strong>di</strong> Colon-<br />

na eZagaroloj e che allora abbia presola<br />

qualifica, che poi <strong>di</strong>ventò cognome, della<br />

Colonna. Racconta Marocco, che <strong>di</strong> Mou-<br />

tefortiuo restarono privi i Colonna, igno-<br />

randosene la causa, e passò in dominio de*<br />

Co/i/i d'Anagni o<strong>di</strong> Segni, il che forse av-<br />

venne dopo la <strong>di</strong>struzione del Tusculo nel


i48 VE L<br />

pontificato <strong>di</strong> Celestino IH; mentre il suc-<br />

cessore Innocenzo Ili Conti ne investi il<br />

suo fratello Riccardo con altri feu<strong>di</strong>. Ali-<br />

ti ricavo dal Ratti, Della famiglia Sfor-<br />

za, t. 2, p. 22 i e 243, che alla morte <strong>di</strong><br />

Riccardo <strong>di</strong>videndosi i figli i suoi beni, al<br />

secondogenito Giovanni Conti senatore<br />

<strong>di</strong> Roma toccò la Torre e tutte le case <strong>di</strong><br />

Roma, co'beni<strong>di</strong> Ponte Mammolo, Mon-<br />

te Fortino ec, il quale in seguito fu da-<br />

to ad un cadetto della stessa famiglia, la<br />

cui linea <strong>di</strong>cevasi de' signori <strong>di</strong> Moti te For-<br />

tino. In ciò conviene, aia con ritardata e-<br />

poca,pureilNibby,<strong>di</strong>cendo che questa ter-<br />

ra esisteva col nome <strong>di</strong> Monte Fortino Cia<br />

dal 1226, e ricavarlo dal Contelori nella<br />

Storia dellafamiglia Conti, che la pos-<br />

sedette con titolo <strong>di</strong> signoria, del quale era<br />

investito uno de' rami cadetti della linea<br />

de'Conli <strong>di</strong> Segni. Neli232 Monte For-<br />

tino fu occupata da'rumani, che si erano<br />

rivoltati contro Papa Gregorio IX, come<br />

si legge in Riccardo da s. Germano, pres-<br />

so il Muratori, Rerum hai. Script, t. 7,<br />

p. 1029. Nella sua biografia ne parlai, <strong>di</strong>cendo<br />

il motivo dell'insurrezione, e che i<br />

romani recaronsi a Monte Fortiuo(nel lu-<br />

glio 1232 <strong>di</strong>ce il Petrilli; e per reintegrar-<br />

si de'dauni,che <strong>di</strong>cevano aver solìei ti, oc-<br />

cuparono fra l'altrecose alcuni beni spet-<br />

tanti alla chiesa Preuestinae li ritennero<br />

3 anni) per assalire la provincia <strong>di</strong> Cam-<br />

pagna, e cosi operare un <strong>di</strong>versivo all'impe<strong>di</strong>mento<br />

loro posto dal Papa nel <strong>di</strong>fen-<br />

dere Viterbo, ch'essi pretendevano <strong>di</strong>-<br />

struggere; e siccome erasi ritirato in Rie-<br />

ti, notai in quell* articolo, che Gregorio<br />

IX ad essa conferì le prerogative godute<br />

dalle città della provincia <strong>di</strong> Campagna,<br />

ed impedì che i suoi parenti si abusassero<br />

ulteriormente del castello <strong>di</strong> Fumone.<br />

Il Cecconi m'istruisce, che i sollevati romani<br />

volendo sorprendere la fortezza <strong>di</strong><br />

l'aliano, coll'aiuto degli abitanti <strong>di</strong> Mou-<br />

tefortiuo (il Petriui allèrma che tra'<strong>di</strong> ver-<br />

si partiti che tenevano in fiera <strong>di</strong>scor<strong>di</strong>a i<br />

numerosi abitanti <strong>di</strong> Paliauo, si frammi-<br />

schiarono alcuni uioutefoitiuesi a sofiìur<br />

VEL<br />

nel fuoco, mandati apposta da' romani)<br />

il Papa fu costretto <strong>di</strong> premunire Palia<br />

no, da esso comprato, circondandolo d<br />

mura econ nuova torre fabbricata nel pi<br />

rigido inverno stemprando la calce coll'u!<br />

so dell'acque calde; ed acquistando ancora *a<br />

il castello <strong>di</strong> Serroue, proibì che giammai ai<br />

dallo stato pontificio. Si persuade il Ce:<br />

coni, che Gregorio IX vedendosi spes: so<br />

i due luoghi si alienassero e separatici<br />

inquietato da'romani, pensasse stabiliiIN<br />

ne'due luoghi muniti dalla natura del sito<br />

stesso, un ricovero sicuro nella provincia<br />

<strong>di</strong> Campagna; ed a talelfetto permettesse<br />

agli abitanti <strong>di</strong> rendere a coltura alcuni<br />

monti e selve esisteuli nel territorio <strong>di</strong> es-<br />

si, coli' obbligo <strong>di</strong> pagare per la festa del-<br />

l'Assunta \o sol<strong>di</strong> annui. Il Marocco con-<br />

gettura col Ciaccouio, che Gregorio IX o-<br />

notasse <strong>di</strong> sua presenza Monte Forti 11<br />

per riferire tale scrittoi e delle Vitae Po,<br />

tificum.» Anagnia deinde Ponlifex pr<br />

ftclus Pallìanum, Monfortinum, Seri<br />

nem, Fumonem, et omnia circumquaq<br />

posila Oppida munivit et praesi<strong>di</strong>is fi,<br />

mavit, Romanorum contumacium ve,<br />

tas qui amatore Senatore e<strong>di</strong>xerant<br />

omniaOppida arcuai Urbem posila, Pi<br />

pulo romano tributa annua penderei" .E<br />

parlando d'Annibal<strong>di</strong> senatore <strong>di</strong> Roma,<br />

<strong>di</strong>ce.» Et eodemferme <strong>di</strong>e senator infe-<br />

stus ducens in Campaniam cohorles apud<br />

Monlem Forlinum de itinere primunì<br />

substitit. Eum enim a Friderico II<br />

imperatore in rerum novarum stu<strong>di</strong>a<br />

promissis favoribus incitatum fuisse".<br />

Abbiamo dal Novaes nella Storia <strong>di</strong> Bo-<br />

nifacio Vili, che dopo aver <strong>di</strong>morato io<br />

Aiiagoi fino ah.° ottobre 1 3o2, a'3 si re-<br />

cò a Monlefurtiuo, ed a'g si restituì a Ro-<br />

ma. E poi indubitato, che vi fu Grego-<br />

rio XI, pernottandovi a'5 settembre 1 377<br />

in occasione che soggiornava in Anagui<br />

per a verlo <strong>di</strong>chiarato i monlefòrtinesi, ol<br />

trechè si legge nel <strong>di</strong>ario <strong>di</strong> Pietro A me<br />

lio. Inoltre riporta Marocco, che Vitto<br />

ria Conti figlia d' Alessandro signore d<br />

Molile Fortino, fu maritala a Cuoiami


1 re,<br />

VE L<br />

Colonna (primogenito d'Antonio principe<br />

<strong>di</strong> Salerno, secondo Coppi, <strong>di</strong>cendolo MiegittimoMarocco),nemico<strong>di</strong>ProsperoCon-<br />

ti ; e ila tal matrimonio nacquero Giulio<br />

Colonna, che sposò Giovanna Conti del-<br />

la linea <strong>di</strong> Valmontone, figlia d'Antonio<strong>di</strong><br />

Giacomo, il (piale s' impadronì <strong>di</strong> Monte<br />

Fortino, espugnandolo nell'agosto i4^2.<br />

Lo ritenne per <strong>di</strong>versi anni, ad onta del-<br />

l'opposizione <strong>di</strong> Lucio o Lucido Conti si-<br />

gnore del medesimo. Allorquando Carlo<br />

Vili re<strong>di</strong> Francia sul fine del i494 e P r ' n "<br />

cipio del 1 495 attraversò lo stato romano<br />

per andare contro Alfonso II al conqui-<br />

sto del regno <strong>di</strong> Napoli, i Colonnesi favo-<br />

rirono la <strong>di</strong> lui parte. Marciando per la<br />

provincia <strong>di</strong> Campagna, in poche ore e-<br />

spugnò il castello <strong>di</strong> Montefortino e lo<br />

prese d'assalto, mentre era occupato da<br />

Giacomo Conti , il quale erasi condotto<br />

agli stipen<strong>di</strong> d' Alfonso 11, e lo consegnò<br />

nel 1 49^ a Prospero Colonna, altro figlio<br />

del suddetto principe <strong>di</strong> Salerno , che vi<br />

pretendeva antiche ragioni e militava in<br />

suo favore , investendolo della signoria e<br />

rocca, ritornandone così il dominio a'Colonnesi,<br />

come apprendo da Coppi e Bau-<br />

co. Altre particolarità sono descritte da<br />

Marocco. A Lucido Conti signore <strong>di</strong> Monte<br />

Fortino rimasero però Rocca Massima,<br />

e Colle Ferro or quasi <strong>di</strong>ruto , non che<br />

Giuliano allora mal ridotto. Dipoi Lucido<br />

tu trovalo morto in una vigna del ter-<br />

ritorio <strong>di</strong> Rocca Massima , e credesi per<br />

violenza, venendo sepolto nella chiesa <strong>di</strong><br />

s. Michele Arcangelo <strong>di</strong> delta Rocca presso<br />

l'altare maggiore. L'ecci<strong>di</strong>o <strong>di</strong> Monte*<br />

tortino e la sua presa fatta da'francesi <strong>di</strong><br />

Carlo Vili, avvenne per colpa <strong>di</strong> Giacomo<br />

Conti seguace del re <strong>di</strong> Napoli, e<br />

non per cagione degli abitanti. Bensì que-<br />

sti, per non mostrarsi vili, si sforzarono<br />

<strong>di</strong>fendere colla loro patria il loro siguo-<br />

ma furono tagliali a pezzi, e solamen-<br />

te restarono superstiti gli assenti dalla<br />

terra. Dice inoltre Marocco, che Carlo<br />

\ 111 ne destinò suo vicario Prospero Co-<br />

louna, sai raodo la vita de'soli figli <strong>di</strong> Gia-<br />

V E L i4 9<br />

corno Conti , volendo però in poter suo<br />

gli altri castelli che possedeva, come Fra-<br />

scati e Torre del Castello. Malgrado i tentativi<br />

fatti da'Conti per ricuperare Monte<br />

Fortino, essa rimase a'Colonnesi. Ai^<br />

roge il narrato dal Banco. Partito Carlo<br />

Vili dall'Italia, si accese nuova guerra<br />

fra 'Colonnesi e i Conti che tentarono ri-<br />

tornare in possesso de'loro beni, de'qualt<br />

erano stati spogliati da'francesi. I Conti<br />

ebbero vali<strong>di</strong> aiuti da Velletri , sì per<br />

patto d'antica federazione con essi, sì per<br />

reprimere la potenza de' Colonnesi, temendosi<br />

che <strong>di</strong> nuovo potessero pensare<br />

alle cose <strong>di</strong> Lariano, il <strong>di</strong> cui territorio<br />

confina conMontefortino. Fu questa guer-<br />

ra <strong>di</strong> gravi danni agli uni e agli altri, finché<br />

nel 1498 vennesi ad un compromes-<br />

so fra'Colonnesi, i Conti e Velletri, avan-<br />

ti il governatore <strong>di</strong> Uoma Isualles, sopra<br />

lutti i danni, olfese e prede scambievoli.<br />

Si fece tregua per un anno, e per più lun-<br />

go tempo a beneplacito <strong>di</strong> Papa Alessan-<br />

dro VI. Deposte così le armi e cessate l'o-<br />

stilità, furono le <strong>di</strong>fferenze composte per<br />

via <strong>di</strong> ragione. I Colonnesi, abbandonali<br />

i francesi, si <strong>di</strong>crono al re <strong>di</strong> Napoli, e siccome<br />

Alessandro VI erasi collegato con<br />

Luigi XII re <strong>di</strong> Francia, questi inviò un<br />

esercito per riconquistare il regno <strong>di</strong> Napoli,<br />

capitanato da Obigni, onde il Papa<br />

colle sue milizie uscì in campagna per occupare<br />

le terre de'Colounesi e ne espugnò<br />

<strong>di</strong>verse nel i5ot. Obigni fece altrettanto,<br />

s'avviò per Monte Fortiuo pensando che<br />

Giulio Colonna gli facesse resistenza; mu<br />

avendolo abbandonato con poca lode, O-<br />

bigni procedendo più oltre, occupò tutte<br />

le terre circostanti e colla sua marcia en-<br />

trò nel regno. Depressi i Colonnesi, Ales-<br />

sandro VI a' 27 luglio i5oi si porlo a<br />

Montefortino, in<strong>di</strong> a'20 agosto pubblicò<br />

una bolla, nella quale <strong>di</strong>chiarò i Colonne-<br />

si incorsi nella scomunica maggiore, e li<br />

privò <strong>di</strong> tutti i loro feu<strong>di</strong> e beni. In<strong>di</strong> col-<br />

la bolla Coc'lesiis altitu<strong>di</strong>ni» potcntiain t<br />

de' 1 7 settembre, <strong>di</strong>vise le terre e castelli<br />

confiscali a'Colonnesi, tra 'suoi figli e ni-


i5o V lì L<br />

poti, ed al figlio Giovanni Borgia conces-<br />

se Monte Fortino. Morto il Papa a'18 a-<br />

goslo i5o3, i Colonnesi ricuperarono le<br />

loro terre, e secondo Marocco, ritorna-<br />

rono i figli <strong>di</strong> Gio. Girolamo Colonna nel<br />

possesso <strong>di</strong>Monleforlino. Invece leggo nel<br />

Coppi, col qualeancora procedei pel nar-<br />

rato, che Pompeo Colonna, vescovo <strong>di</strong><br />

Reti, abbate commendatario <strong>di</strong> Grotta<br />

Ferrata e Subiaco, poi car<strong>di</strong>nale, nato da<br />

Girolamo del ramo <strong>di</strong> Zagarolo (ucciso<br />

nel 1482) e figlio del suddetto principe<br />

(li Salerno, e da Vittoria Conti, amante<br />

degli antichi posse<strong>di</strong>menti <strong>di</strong> famiglia, pro-<br />

curò <strong>di</strong> assicurarsi questo <strong>di</strong> Monte Fortino<br />

; ma pe'<strong>di</strong>ritli che vantavano i Con-<br />

ti, potendone derivare questioni e forse<br />

guerre, credè opportuno d'accomodare il<br />

tulio bonaria mente. Acquistò nel 1 5io<br />

ta-<br />

li <strong>di</strong>ritti, promettendo <strong>di</strong> pagare a Luci-<br />

do Conti, allora ancor vivente, 2000 du-<br />

cati, e <strong>di</strong> più sod<strong>di</strong>sfare ad alcuni pesi che<br />

il medesimo aveva, con istromento de'7<br />

luglio. Dipoi Giulio II ch'erasi imparen-<br />

tato co' Colonnesi, ottenne a me<strong>di</strong>azione<br />

<strong>di</strong> Prospero, che Pompeo, il quale occupava<br />

militarmente e in attitu<strong>di</strong>ne minac-<br />

ciosa Monte Fortino , consegnasse il ca-<br />

stello a Marc'Antonio I Colonna capitano<br />

delle milizie papali, affinchè lo tenes-<br />

se in deposito. Tutta volta proseguendo<br />

Pompeo a mantenersi in alto ostile, Giu-<br />

lio 1 1 lo privò de'suoi pingui benefizi ecclesiastici;<br />

e benché nel 1 5 1 3 alla morte<br />

<strong>di</strong> Giulio II, Pompeo <strong>di</strong> nuovo insorges-<br />

se, pretendendo bruciar la casa del fisca-<br />

le Goccino che l'avea processato, il suc-<br />

cessore Leone X l'assolse pienamente, gli<br />

restituì i benefizi e poi elevò alla porpora.<br />

L'ambizioso e irrequieto card inai Pom-<br />

peo, per morie <strong>di</strong> Adriano VI contrastò<br />

neh 52 3 il papato a Clemente VII in con-<br />

clave, e sebbene questi lo ricolmasse <strong>di</strong><br />

benefizi, restò pieno <strong>di</strong> rancore, e con in-<br />

gratitu<strong>di</strong>ne insieme ad altri Colonnesi a-<br />

pertamenteearrnatamanosiribellò,spalleggiati dalle truppe <strong>di</strong> Carlo V. Il Papa<br />

scomunicò i Colonnesi. depose Pompeo da<br />

VEL<br />

tutte le <strong>di</strong>gnità, che audacemente accusò<br />

il Papa <strong>di</strong> simonia e pretese contro <strong>di</strong> lui<br />

appellarsi al futuro concilio. Clemente VI I<br />

quin<strong>di</strong> spedì il Vitelli colle milizie pon-<br />

tificie a danno de'Colonnesi, <strong>di</strong>segnando<br />

<strong>di</strong> bruciare e <strong>di</strong> far spianare tutte le ter-<br />

re loro, poiché per l'inveterata affezione<br />

de'popoli ad essi, il pigliarli solamente era<br />

<strong>di</strong> piccolo pregiu<strong>di</strong>zio. Le genti pontifi-<br />

cie entrate nelle terre de'Colonnesi, nel<br />

1 526 bruciarono Marino e Montefortino,<br />

la fortezza del quale si teneva ancora pe*<br />

medesimi , battendola colle artiglierie ,<br />

spianando Gallicano e Zagarolo; in<strong>di</strong> il<br />

Vitelli deliberò recarsi a Vahnonlone per<br />

attendere alla <strong>di</strong>fesa del paese. Il Ricchi<br />

<strong>di</strong>ce che Clemente VII giustamente sdegnato<br />

contro Pompeo che dominavaMon-<br />

teforlino, l'abbandonò alla voracità del-<br />

le fiamme. Questa sventura deplora assai<br />

il Marocco, poiché vi perirono innocenti<br />

fanciulli, femmine imbelli e vecchi caden-<br />

ti, che il fuoco <strong>di</strong>voratore non risparmiò.<br />

Seguì poscia il <strong>di</strong>sastrosissimo sacco <strong>di</strong>Roma,<br />

operato dagl'imperiali; in<strong>di</strong> Clemen-<br />

te VII si pacificò co' Colonnesi e gli as-<br />

solse dalle censure, morendo il car<strong>di</strong>n<br />

Pompeo in Napoli nel 1 532. Dopo il i<br />

tale incen<strong>di</strong>o, risorse Monte Fortino, e I<br />

bruciale case vennero da'popolani risai<br />

cite, e le <strong>di</strong>strutte rie<strong>di</strong>ficate. Nel pontificato<br />

<strong>di</strong>Paolo llI,avendo questi aumen<br />

tato il prezzo del sale, pretese AscanioCo<br />

lonna che pel privilegio d'esenzione d<br />

Martino V, non dovesse aver luogo nel<br />

le sue terre, onde gli esattori pontifìcii car<br />

cerarono alcuni vassalli de'Colonnesi. A<br />

Scanio per rappresaglia co'suoi armati fé<br />

ce una correria nell'Agro romano, e pi<br />

dò una quantità <strong>di</strong> bestiame. Il Papa eh<br />

già mirava <strong>di</strong> mal occhio la potente d<br />

sa Colonna, per aver in altri tempi fa<br />

to fronte a' suoi predecessori, nel 1 54<br />

mosse ad essa guerra con 10,000 soldati<br />

e la descrisse I' Adriani colla Storia <strong>di</strong><br />

suoi tempi. Rocca <strong>di</strong> Papa, Paliano, Ce<br />

ciliano, Roviano e altri castelli furon<br />

espugnati, e d'or<strong>di</strong>ne del Papa smanici- ;<br />

f


V E L<br />

Jnfe ila' fondamenti le loro fortezze. Dice<br />

Marocco, che Monteforlino fu presa nel<br />

i543, rendendosi al Pontefice, e riportando<br />

il seguente racconto mss. <strong>di</strong> Teofilo<br />

Papei: » if januariii'è vero Romani<br />

versus abierunt. i!\fcbruarii <strong>di</strong>e dominit'o,<br />

circa 22 horas, Ponti/ex sub sua<br />

<strong>di</strong>lione habuit Arreni Montis Fortini. 1<br />

martii <strong>di</strong>e luna, iiircperunt sub<strong>di</strong>ti Columnensium<br />

demoliri jussu Pauli ITI.<br />

3." <strong>di</strong>e maii perficerunt, reliclo uno pròpugnaculo,<br />

sai aula demolitores omnes<br />

abierunt. 9." <strong>di</strong>e re<strong>di</strong>erunl demolitores<br />

num. circa 3oo addemoliendam aulam,<br />

seti propugnaculum quod fail dereli-<br />

cturn". Morto Paolo III nel i54g a' io<br />

novembre, Camillo Colonna col favore e<br />

coll'aiuto de' vassalli ricuperò ad Ascanio<br />

assente in Venezia, Paliano e le altre a-<br />

vite castella; e Papa Giulio III al suo ri-<br />

torno lo accolse cortesemente, e <strong>di</strong>spose<br />

che godesse tranquillamente i beni ricu-<br />

perati. Non andò guari che i Colonnesi<br />

furono nuovamente in armi a tempo <strong>di</strong><br />

Paolo IV Caraffa, ed ebbe luogo la fune-<br />

sta guerra della Campagna Romana da<br />

me descritta ne' luoghi in<strong>di</strong>cati <strong>di</strong> sopra,<br />

contro Filippo II re <strong>di</strong> Spagna e delle due<br />

Sicilie, a cui si unirono gl'imperiali tede-<br />

schi <strong>di</strong> suo padre Carlo V, ed i Colonne-<br />

si. a'quali il Papa avea tolto Paliano e<br />

Cave, che <strong>di</strong>e a'suoi nipoti, e le altre ter-<br />

re. Paolo IV era avverso agli spagnuoli<br />

predominanti in Italia, voleva deprimerli<br />

e forse cacciarli dal regno <strong>di</strong> Napoli, dal<br />

quale regno <strong>di</strong>chiarò decaduto Filippo li<br />

nel r 556; quin<strong>di</strong> si venne alla mici<strong>di</strong>ale<br />

guerra. Il duca d' Alba viceré <strong>di</strong> Napoli<br />

col regio esercitooccupò molte città e luoghi<br />

delle provincie <strong>di</strong> Marittima e Cam-<br />

pagna, e de'<strong>di</strong>ntorni <strong>di</strong> Roma. Sul prin-<br />

cipio del 1 55y le milizie pontifìcie ricupe-<br />

rarono Marino, Grotta Ferrata, Frasca -<br />

li, Valmontone, Palestrina e Gennzzano.<br />

Assaltarono ezian<strong>di</strong>o la terra <strong>di</strong> Monte<br />

Fortino, la presero e la <strong>di</strong>strussero, nel<br />

modo che deplorai nel voi. LXV, p. 242,<br />

col p. d. Bartolomeo Carrara, Storia <strong>di</strong><br />

9<br />

Paolo TV. Narra Ricchi ,<br />

VEL i5i<br />

che Montefor-<br />

tiuofu preso d'assalto e incenerito, e d'or-<br />

<strong>di</strong>ne del Papa smantellato <strong>di</strong> mura. Rac-<br />

conta Petrini,che Francesco Colonna colle<br />

milizie papali andòad espugnare Mon-<br />

tefortino , i <strong>di</strong> cui abitanti essendosi <strong>di</strong>-<br />

chiarati per Marc'Antonio II Colonna, comandante<br />

<strong>di</strong> parte dell' esercito nemico,<br />

derubavano e molestavano continuamen-<br />

te i vicini; onde furono tutti senza <strong>di</strong>stin-<br />

zione né <strong>di</strong> età, né <strong>di</strong> sesso, come ribelli<br />

della s. Se


xoi VEL<br />

<strong>di</strong> Bromato, qualifica empio il trionfodel-<br />

rOrsini pel barbaro valore esercitato nel-<br />

la conquista <strong>di</strong> Montefortino; dunque l'o-<br />

perato fu all'insaputa clelcalunniato Pon-<br />

tefice. Egli pure ilice che i montefortinem<br />

, fingendosi stanchi del dominio spa-<br />

glinolo, domandarono aiuto per mettersi<br />

nelle mani de'pontificii,e poscia i i oo fanti<br />

che sulla buona fede loro mandò l'Orsi-<br />

ni, tutti svaligiarono nell'imboscata sen-<br />

za perdonare ad un solo. A punire il vii-<br />

Lino tra<strong>di</strong>mento » l'Orsini colla batteria<br />

<strong>di</strong> due giorni molestò quella terra, che<br />

<strong>di</strong>fesa fu da Giannantonio da Piacenza,<br />

ivi messo in luogo <strong>di</strong> Francesco Brancaccio,<br />

e fu <strong>di</strong>fesa con varie sortite, in una<br />

delle quali restarono morti molti delle<br />

tiuppe pontificie, tra'quali Francesco fi-<br />

glio <strong>di</strong> Giambattista Couti (ultimo signo-<br />

re <strong>di</strong> Segni e <strong>di</strong> Valmontone <strong>di</strong> tale ramo),<br />

e il capitano Giorgio da Terni. In fine na-<br />

ta <strong>di</strong>scor<strong>di</strong>a tra' terrazzani ed il presi<strong>di</strong>o,<br />

quelli si resero a <strong>di</strong>screzione, e i soldati<br />

impetrarono <strong>di</strong> poter uscire a ban<strong>di</strong>ere<br />

spiegate, e portar seco armi e bagaglio.<br />

Ed entratevi le genti dell'Orsini saccheggiarono<br />

tutta la terra senza pietà: vi appiccarono<br />

fuoco, e non perdonarono nemmeno<br />

od una chiesa, ove le donne e i fan-<br />

ciulli si erano ritirati, e tutti perirono".<br />

Dissi già nel paragrafo <strong>di</strong> Valmontone,<br />

che alcuni de'suoi abitanti contribuirono<br />

alla rovina <strong>di</strong> Montefortino, e come alla<br />

loro volta i conta<strong>di</strong>ni montefortinesi si<br />

ven<strong>di</strong>carono con Valmontone, quando fu<br />

saccheggiato e arso. Il Marocco, seguendo<br />

Alessandro d' Andrea autore de' Ragionamenti<br />

della guerra <strong>di</strong> Campagna <strong>di</strong><br />

Roma, annoiti totale desolazione <strong>di</strong>Mon-<br />

teforliuo e sua rocca, ma troppo assolutamente<br />

e in tutto l'attribuì a Paolo IF<br />

(F-), come fecero altri, senza tener pre-<br />

sente la Storia del p. Carrara e altre scrit-<br />

te con imparzialità, e l'abuso che fecero<br />

del potere i nipoti <strong>di</strong> quel gran Papa, che<br />

con s. Gaetano istituì i Teatini (P-)j i<br />

quali nipoti appena da lui conosciuti fu-<br />

rono inesorabilmente cacciati e puniti.<br />

y<br />

Non tacendo il<br />

VEL<br />

tra<strong>di</strong>mento che provocò<br />

la severa e terribde punizione, il Maroc-<br />

co dunque soltanto e come altri si limi-<br />

ta a raccontare. Che pure in quest'incontro<br />

Montefortino si <strong>di</strong>stinse per sommo<br />

coraggio, e per mantenersi nella fedeltà<br />

al suo signore (Colonna feudatario della<br />

s. Sede suprema signora <strong>di</strong> Montefortino),<br />

fu uno degli ultimi ad arrendersi. Impe-<br />

rocché, avendo finto i montefortinesi con-<br />

cor<strong>di</strong>a co'pontificiijdomandarono un pre-<br />

si<strong>di</strong>o, ostentando <strong>di</strong> voler ubbi<strong>di</strong>re alla<br />

Chiesa; onde Vicino Orsini da Velletri vi<br />

mandò una compagnia, che per imbosca-<br />

ta funestissima e tra<strong>di</strong>trice perì tutta per<br />

via, senza che neppure un tamburino si<br />

salvasse. Quest'orrendo attentato fece<br />

montare sulle furie il Papa, che ne volle<br />

la totale espugnazione. Giulio Orsino ca-<br />

pitano suo, con 3ooo fanti italiani, con<br />

due compagnie <strong>di</strong> veterani venuti daMon-<br />

talcino,econ cavalleria pontificia e 7 can-<br />

noni, uscito da Roma si portò <strong>di</strong>rettamente<br />

a Montefortino, che già era stato<br />

presi<strong>di</strong>ato da Marc' Antonio II Colonna;<br />

ma Francesco Brancacci invece <strong>di</strong> custo-<br />

<strong>di</strong>rlo pel suo barone, essendone partito<br />

per cercare vettovaglie, fu causa delle fu-<br />

neste conseguenze. Dopo il cannoneggiamento<br />

, le sortite e ricordate scaramuc-<br />

cio, in cui perì Francesco e non Gio.<br />

Battista Conti, venuti i soldati in <strong>di</strong>scor-<br />

<strong>di</strong>a cogli abitanti, si resero a <strong>di</strong>screzione,<br />

partendo i primi per Anagni. Entrati i<br />

pontificii in Montefortino, fecero pagare<br />

a'popolani il fio della loro pazzia, perchè<br />

molti ne furono uccisi. Saccheggiata ed<br />

incen<strong>di</strong>ata la terra non si salvarono né<br />

fanciulli, né donne , benché rifugiati<br />

una chiesa , I' ira de' soldati superai»<br />

qualunque ostacolo, e vane furono le pi<br />

ghiere. In<strong>di</strong> il Papa spedì l'ascolano D<br />

ì<br />

siderio Guidoni qual commissario per far<br />

demolire tutto il paese e prender posses-<br />

so del territorio, autorizzatocol breve/ o-<br />

lentes quod scelus per TJtdversitatevi et<br />

homines Castri nostri Montis Fortini<br />

adversus hanc s. Sedem , de' 27 oprile


VEL<br />

iSSj, accompagnato con lellere patenti<br />

del car<strong>di</strong>nal Caraffa. Il possesso del terri-<br />

torio con rogito seguì a' i del seguente<br />

maggio, e fu pubblicato il bando dal Gui-<br />

doni contro lutti i montefoi tinesi <strong>di</strong> pe-<br />

na capitale, qualificandoli assassini de'sol-<br />

dati pontificii, nemici e infedeli alla s. Se-<br />

de, ed il castello nido e ricetto de'tristi, la-<br />

droni e ribelli. Quin<strong>di</strong> fu ingiunto a tutti<br />

i baroni e signori, ed a tutte le città e ca-<br />

stella della provincia <strong>di</strong> non ricettare alcuno<br />

<strong>di</strong> essi, e <strong>di</strong> far CON grata al Papa<br />

darli in mano alla forza per farne giusti-<br />

zia. Compiuta la demolizione delle fab-<br />

briche, il commissario feceararela piazza<br />

e seminarvi il sale a'i3 ili detto maggio.<br />

Inoltre il car<strong>di</strong>nal Caraffa dal commissa-<br />

rio fece ezian<strong>di</strong>o atterrare qualche super-<br />

slite pezzo <strong>di</strong> fabbrica; e Gio. Caraffa du-<br />

ca <strong>di</strong> l'aliano, in questa fortezza fece trasportare<br />

i cannoni della rocca <strong>di</strong> Montefoi<br />

tino. Dopo quest'infortunio, Marc' An-<br />

tonio Il Colonna <strong>di</strong>strusse Colle <strong>di</strong> Ferro,<br />

incen<strong>di</strong>ò Anagni ,<br />

prese Palestrina e Se-<br />

gni, e favorito da'suoi vassalli corse tut-<br />

ta la provincia <strong>di</strong> Campagna, la quale re-<br />

spirò per la pace <strong>di</strong> Cave conclusa nel set-<br />

tembre. E neh55g per morte <strong>di</strong> Paolo<br />

IV i Colonnesi ricuperarono le loro terre,<br />

e neh 56 i anche Paliano. Non ostante la<br />

rovina generale <strong>di</strong> Monteforlino, potè a<br />

poco a poco riaversi, rifabbricandolo i<br />

superstiti abitanti coll'aiuto de' Colonne-<br />

si, per avere i <strong>di</strong>spersi inontefortinesi sup-<br />

plicato la celebre marchesana <strong>di</strong> Pescara<br />

Vittoria Colonna, Virginia Colonna de'<br />

Massimi e Tuzin Colonna de' iMattei, le<br />

quali a favor loro si prestarono eflicace-<br />

mente. Della successione de'Colonnesi nel-<br />

la signoria <strong>di</strong> Monteforlino, ecco (pianto<br />

ne scrive il Marocco. Fu <strong>di</strong>viso il suo do-<br />

minio, non avendo avuto figli maschi Gi-<br />

rolamo Colonna, in <strong>di</strong>verse porzioni a'28<br />

giugno 1 586, cioè n'ebbe la metà Orinzia<br />

figlia <strong>di</strong> Marno Colonna duca <strong>di</strong> Zagaro-<br />

lo, e moglie <strong>di</strong> Pompeo figlio <strong>di</strong> Camillo<br />

Colonna; ed una 8." parte l'ebbero Tuzia,<br />

Porzia, Clau<strong>di</strong>a e Virginia, alla qualeVir-<br />

V E L i53<br />

ginia successero Fabio, Ascanio, Carlo e<br />

altri de' Massimi; e poscia Vincenzo E-<br />

stouteville conte <strong>di</strong> Sarno come marito<br />

<strong>di</strong> Clau<strong>di</strong>a Orsini. Mancando figli a Tu-<br />

zia venne da lei nella sua 8. a<br />

parte isti-<br />

tuito erede Ascanio de' Massimi, che ne<br />

prese possesso nel 150,5, prestandogli i<br />

vassalli giuramento <strong>di</strong> fedeltà. A Marzio<br />

Colonna duca <strong>di</strong> Zagarolo ricadde la me-<br />

tà <strong>di</strong> Monteforlino per dono <strong>di</strong> Orinzia<br />

sua madre (ma <strong>di</strong> sopra è detta figlia)<br />

neh 583. Muzio Massimo, che ne avea ot-<br />

tenuta una 8. a<br />

parte da sua madre Mari*<br />

Orsini e altra 8." parte da Giulia sua zia,<br />

ambedue vendè nel 1 58g al detto duca<br />

Marzio, restandone un sol quarto a' Mas-<br />

simo: pochi anni dopo Gio. Antonio de<br />

Maximis figlio <strong>di</strong> Carlo signore <strong>di</strong> Monte<br />

Fortino <strong>di</strong>venne vescovo d' Isola (f 7 .).<br />

Apprendo dal Coppi, che neh 607 Mar-<br />

zio eresse in Zagarolo un monte e per ga-<br />

ranzia de' sovventori ipotecò Monteforlino<br />

e altre terre. Il suo figlio Francesco<br />

trovando 4 r>o,ooo scu<strong>di</strong> <strong>di</strong> debiti, per li-<br />

berarsene in parte, neh 6 r 4 vendè al car-<br />

<strong>di</strong>nal Scipione Borghese 3 quarte parti<br />

<strong>di</strong> Monteforlino, la metà della tenuta <strong>di</strong><br />

Torre, Olevano, 3 00 rubbia <strong>di</strong> Pantano<br />

<strong>di</strong> Grifi, 200 rubbia <strong>di</strong> terreno della Co-<br />

lonna, ed un procoio <strong>di</strong> vacche, tutto pel<br />

prezzo <strong>di</strong> 346,000 scu<strong>di</strong>. In modo alquanto<br />

<strong>di</strong>verso ciò riporta il Marocco.<br />

Dichiara che Giulia Colonna, a nome <strong>di</strong><br />

Marzio suo marito a'7 gennaio 1 6 1 2 veu-<br />

dèal car<strong>di</strong>nalPietroAldobran<strong>di</strong>ni 3 quar-<br />

ti <strong>di</strong> Monteforlino , colla metà della tenuta<br />

<strong>di</strong> Torre; e l'8 marzo ne confermò<br />

la ven<strong>di</strong>ta Marzio, da Paolo V approvata<br />

a'27 giugno. Il car<strong>di</strong>nale ne prese posses-<br />

so a' io luglio, rilasciando una cedola a<br />

Pietro Alberici <strong>di</strong> 2 i5,ooo scu<strong>di</strong> pel re-<br />

stante del prezzo, e poi fu fatto un affitto<br />

per 6 anni neh6«2 al nobile romano O-<br />

razio del Bufalo; ma non pagatasi la cedola,<br />

il contratto restò rescisso e Marzio<br />

rientrò in possesso del suo. Si appellò il<br />

car<strong>di</strong>nale alla congregazione de'baroni e<br />

n'ebbe contraria sentenza, onde France-


1 54 V B li .<br />

beo Colonna duca <strong>di</strong> Zégarolo e figlio <strong>di</strong><br />

Mai zio, vendette al cardmalScipione Bor-<br />

ghese nipote <strong>di</strong> Paolo Y le 3 quarte par-<br />

ti <strong>di</strong> Moutefortino, Olevanoe quanl' al-<br />

tro già tlissi per 346,000 scu<strong>di</strong>, con atto<br />

autorizzalo da chirografo <strong>di</strong> Paolo V<br />

«'29 marzo 16 1 4^.11 Papa concesse tanto al<br />

car<strong>di</strong>nale, quanto agli uomini ed univer-<br />

sità <strong>di</strong> Montefortinoe <strong>di</strong> Olev'ano privile-<br />

gi amplissimi. A fronte <strong>di</strong> tuttociò, Giacomo<br />

Sai viali , nipote del car<strong>di</strong>nal Sal-<br />

vinti e <strong>di</strong> Lucido Conti, ncli63o mosse<br />

delle pretensioni sul dominio <strong>di</strong> Monte -<br />

lui tino, ma venendo i principi Borghese<br />

<strong>di</strong>lesi dall'insigne avv. Jacobelli, trionfarono<br />

e restarono pacifici signori <strong>di</strong> Monti<br />

['urtino e lo sono ancora. Già Paolo V<br />

l'i 1 ottobre 161 5 (e non pare nel 161 1,<br />

come si legge nel n.° 92 del Giornale <strong>di</strong><br />

Roma deli85o), con <strong>di</strong>versi car<strong>di</strong>nali e<br />

prelati, onorò <strong>di</strong> sua presenza Monlefor-<br />

tino e vi riposò una notte, cioè dopo l'ac-<br />

quisto fattone dal car<strong>di</strong>nal Borghese. Dopo<br />

tante vicende, osserva Marocco, la terra<br />

<strong>di</strong> Monleforlino non si potè <strong>di</strong>r mai<br />

t ranquillala, mentre da'5 settembre 1 656<br />

iiuo a' 1 2 del susseguente gennaio fu per-<br />

cossa dalla pestilenza, con 1 55 vittime,<br />

malore che penetrò pure io Val montone<br />

e s. Gregorio, avendo il Papa deputato<br />

mg.' Franciolti commissario apostolico<br />

della sanità nella Campagna <strong>di</strong> Roma. Durame<br />

il contagio <strong>di</strong> Moutefortino furono<br />

stabiliti 3 lazzarelti.due in campagna,cioè<br />

uno fra' castagneti al piano <strong>di</strong> s. Maria, e<br />

Tallio nella valle vicino alla Pozzarica,ed<br />

il 3." dello lo Sporco, dentro il convento<br />

de'minori osservanti riformati, perchè vi<br />

si conducevano gl'infermi. Aggiunge Ma-<br />

rocco, che alcuni ban<strong>di</strong>ti e omici<strong>di</strong>arii <strong>di</strong>-<br />

sturbarono Montefortiuo nel 1 702, talché<br />

mg. r<br />

Falconieri chierico <strong>di</strong> camera e poi<br />

cu <strong>di</strong>naie, commissario apostolico del La-<br />

zio, fu costretto spe<strong>di</strong>rvi milizie e sbirra-<br />

glie, e ad onta delia resistenza caddero i<br />

tristi in potete della giustizia. I più ar<strong>di</strong>ti<br />

furono Tommaso Cationi dello Tabanel-<br />

lo, che avea due ban<strong>di</strong> capitali e omici-<br />

V E L<br />

<strong>di</strong>ario reci<strong>di</strong>vo, il <strong>di</strong> Ini fi Otello detto Gri-<br />

fo, che con Lorenzo Latini pure omicida<br />

d'un cognato alias Mezzogrosso, fece armata<br />

mano verso la mola <strong>di</strong> Segni re -<br />

trocedere un commissario apostolico e il<br />

suocancelliere,Giuseppe Ferranti, e Ste-<br />

fano Marcaccioli detto Quadrello omici-<br />

<strong>di</strong>arioe complice <strong>di</strong> due omici<strong>di</strong>i, pusillanime<br />

però, e quasi tutti reduci dalla ga-<br />

lera, ma pagarono il (io<strong>di</strong> loro seellerag-<br />

gini. 1 ti quell'incontro vi perirono due<br />

soldati <strong>di</strong> Valmontone ed un vile sbirro.<br />

Il Cardella nelle Memorie storiche de'<br />

car<strong>di</strong>nali, nella biografia del Falconieri,<br />

riferisce che Clemente XI gli affidò la ma-<br />

lagevole e pericolosa commissione <strong>di</strong> spur-<br />

gare la provincia del Lazio dagli assassini<br />

e ban<strong>di</strong>ti, che colle ruberie e stragi dan-<br />

neggiavano non solo i passeggeri, ma re-<br />

cavano la desolazione e il terrore a 'con vi-<br />

cini paesi. Il prelato usando <strong>di</strong> sua seve-<br />

rità, <strong>di</strong>ssipò in un baleno tutta quella ca-<br />

naglia e restituì la pace e la tranquillità<br />

que'popoli. Nel tempo della repubbli-<br />

ca del 1798,<br />

<strong>di</strong>ede prove non equivoche al Papa <strong>di</strong> <strong>di</strong>-<br />

il popolo <strong>di</strong> Monleforlino<br />

voto attaccamento e <strong>di</strong> valoroso coraggio,<br />

respingendo l'armate nemiche francesi,<br />

in unione co'calabresi che <strong>di</strong>fendevano il<br />

re <strong>di</strong> Napoli, e vi furono molli feriti e<br />

morti dalla parte contraria. Nel 18 5o Mon-<br />

tefortiuo esultò per la presenza del regnan-<br />

te Papa Pio IX, nel viaggio col quale ài<br />

Napoli tornò in Roma, e venne descritto<br />

dal Giornale <strong>di</strong> Roma, e dal commend/<br />

Barluzzi colla Relazione del viaggio. In<br />

essa si legge. "Questo castello è sul dos;o<br />

de'monli Lepini, in quella parie dove si<br />

<strong>di</strong>staccano dagli Algi<strong>di</strong>, eli fronteggiane<br />

a tramontana. E luogo forte, come suo-<br />

na il suo nome, e perciò spesso combattu-<br />

to nelle guerre de' bassi tempi, come l<<br />

era stato in quelle tra* volsci ed i roma-<br />

ni, quando giusta T opinione degli anti-<br />

quari, aveva il nome <strong>di</strong> Artena Volscovum.<br />

Fu già nella signoria de'Conti <strong>di</strong> Se-<br />

gui : dal secolo XVII appartiene a' Bor-<br />

ghese". Dovendo transitare il Papa Pio


VEL VEL i5?<br />

IX nel tuo territorio «' io oprile, il pò- tìchissìmo cratere <strong>di</strong> vulcano esibito. In<br />

poloch'eragli gempre rimasto fedele e <strong>di</strong>- questa valle nella parie più vicina al pae-<br />

volo nel cuore, e che silenzioso e triste a- se e soltoposta ad una rupe dell'altezza<br />

veva passatoi mesi del terrore, allora con <strong>di</strong> 4o metri, ni luglio i85o, ad un'ora<br />

piena libertà manifestò i suoi sentimenti, pomeri<strong>di</strong>ana sprofondossi il terreno con<br />

Ilprinciped. Marc'Antonin Borghese, che immenso fragore sotterraneo. Formosa)<br />

n sue spese avea fatto adornare con pa- così altra più piccola valle, più profonda<br />

rati l'esterno della piazza , e <strong>di</strong>stribuita <strong>di</strong> 20 metri , <strong>di</strong> figura elittica, il <strong>di</strong> cui<br />

abbondante limosina alle famiglie che più asse maggiore è <strong>di</strong> circa 80 metri e il mi-<br />

abbisognavano <strong>di</strong> soccorsi, anelò incontro noie <strong>di</strong> 45- Gli abitanti spaventati da quel<br />

al Santo Padre, avendo seco il fratello terribile fragore e temendo che fosse in-<br />

principe d. Camillo Aldobran<strong>di</strong>no Si fé- <strong>di</strong>sio <strong>di</strong> grande rovina, fuggirono dalle<br />

Domenico Bruti, loro case; ma poi vedendo che il terreno<br />

cero innanzi pure mg. r<br />

il clero secolare e regolare, e la commis- non faceva ulteriore movimento si tran-<br />

sione municipale col suo presidente Sii- multarono. Mg. r<br />

Berar<strong>di</strong> commissario<br />

veslro Tommasi. Il Papa si degnò annui- straor<strong>di</strong>nario pontificio nella provincia <strong>di</strong><br />

re a'desiderii della popolazioue,che voles- Marittima e Campagna , e vicelegato <strong>di</strong><br />

se onorarla colla sua pi esenza, manifesta- Velletri, al primo annunzio dell'accad'f-<br />

tigli dal principe e da'suoi rappresenlan- io, recossi a Montefortino per provvedere<br />

ti. Pertanto, preceduto il Papa da'religio- a quanto occorresse. Quin<strong>di</strong> aro luglio<br />

pi riformati e dal capitolo, sotto il baldac- vi spedì nuovamente i periti in geologia<br />

chino portalo dalle primarie persone del il;' Francesco De Bossi me<strong>di</strong>co e Giu-<br />

paese, a pie<strong>di</strong> si condusse alia chiesa del seppe Andreoli valente ingegnere, che<br />

ss. Rosario decorosamente parata, tra il l'avevano accompagnato,! quali col rap-<br />

ranto <strong>di</strong> scelti cantori, ove ricevèla bene- porto pubblicato da detto Giornale, <strong>di</strong>-<br />

<strong>di</strong>zione col Venerabile. Quin<strong>di</strong> asceso in chiararono : Che il fenonemo geologi-<br />

trono ammise al bacio de! piede il c'ero, co altro non fu che una istantanea aper-<br />

ii mnnicipioealtri. Finalmente fra gl'im- tura d'un'interna e profonda cavità esi-<br />

metti e sincerissimi applausi della popò- slente nelle viscere del monte, sopra <strong>di</strong> cui<br />

lazione, passando sotto un arco trionfale, è costrutto il paese, per la quale avvenne<br />

appositamenteeretto nella via, con accon- una contemporanea precipitazione <strong>di</strong> ter-<br />

eia iscrizione ri prodotta dalla Relazione, reno nel fondo della valle con fragore<br />

grato a tali manifestazioni, consegnala al- proporzionato a tanto precipizio. Sog-<br />

l'arciprete una somma da erogare a he- giunsero che per tale fenomeno non ra*<br />

neficiode'poveri, rimontò in carrozza per 10, non possa derivarne alcun pericolo al<br />

proseguire il suo viaggio a Velletri, e pri- paese. Il Ricchi nel Teatro degli nomini<br />

ina <strong>di</strong> giungervi trovò a Lariano la sua illustri


i 56 V E L<br />

silà romnnn i 7 suor figli e quin<strong>di</strong> occupali<br />

in posti cospicui nella colle romana,<br />

dopo aver scampato nedue incen<strong>di</strong>i del-<br />

la patria. Da tale famiglia fiorì pure Gi-<br />

rolamo Fanfoni per molti anni i.° me<strong>di</strong>-<br />

co della regina <strong>di</strong> Polonia Casiraira So-<br />

biescki , e poi essa si trasfuse in quella<br />

della Porta <strong>di</strong> Cori, e Rosata fu bisava<br />

del Ricchi. Mario Fini egregio avvocato.<br />

Fu speciale ornamento patrio OrazioZec-<br />

ca eccellente pittore. Stefano Serangeli<br />

ottimo oratore e poeta, compose pe'tea-<br />

tri eli Roma ed' Italia le numerose pro-<br />

duzioni e<strong>di</strong>te e ine<strong>di</strong>te registrate dal Hicchi;<br />

e lasciò sue ere<strong>di</strong> le maestre pie. La<br />

sua (iglia Felice Rosalba pubblicò col suo<br />

ingegno quelle opere riferite da detto bio-<br />

grafo. Girolamo Martini da Montefortino<br />

teologo minore osservante riformato <strong>di</strong><br />

profonda dottrina, colla quale scrisse le<br />

copiose opere notate dal Ricebi. Della<br />

slessa casa e or<strong>di</strong>ne fiorì Tommaso let-<br />

tore <strong>di</strong> teologia. Francesco Angelini pro-<br />

vinciale due volte del mentovato or<strong>di</strong>ne,<br />

celebre pre<strong>di</strong>catore, specchio d'umiltà e<br />

pietà, morto in Rieti neh 835. La fera-<br />

cità del territorio ne rende coltivata la<br />

maggior parte, un tratto essendo mon-<br />

tuoso e sterile , e altro occupato da vie,<br />

torrenti e fossi , come rileva Castellano.<br />

Del territorio <strong>di</strong>verse notizie ci <strong>di</strong>e il Marocco.<br />

Lo <strong>di</strong>ce composto d'alcuni monti<br />

inculti e sterili, <strong>di</strong> terreno coltivabile e<br />

<strong>di</strong> selve fruttifere; il coltivabile parte è ad<br />

uso <strong>di</strong> semente e parte <strong>di</strong> vigne e posses-<br />

sioni, e si <strong>di</strong>stinguono i terreni in arati-<br />

vi e prativi, essendo 1 campi fertili e inde-<br />

fessamente coltivali. Ne descrive i confi-<br />

ni, e in quelli della tenuta <strong>di</strong> Tagliente fu-<br />

rono trovati frantumi d'antiche fabbri-<br />

che , <strong>di</strong> statue e altri marmi lavorati , e<br />

reliquie <strong>di</strong> sepolcri. Nella valle <strong>di</strong> Piapel-<br />

io sono molti frammenti <strong>di</strong> colonne e al-<br />

tre pietre. Così nella pianura <strong>di</strong> Casati-<br />

co si ossei vano vestigi <strong>di</strong> fabbrica illustre<br />

o tempio, e vi si scavarono frantumi marmorei<br />

e <strong>di</strong> musaico. Crede il Colle Catili-<br />

n.i forse luogo <strong>di</strong> delizia della famiglia 10<br />

V EL<br />

mnnn <strong>di</strong> lai nome, e vi si trovarono resti<br />

<strong>di</strong> e<strong>di</strong>lìzi e <strong>di</strong> sepolcri. Presso la contrada<br />

Le Valli credesi esistesse una chiesa in-<br />

titolata a «. Pietro, per li rinvenuti pezzi<br />

<strong>di</strong> colonne, con lapide che pubblicò. iNel<br />

colle s. Nicolò sono rovine d'antica torre<br />

e <strong>di</strong> piccolo monastero; in quello dell'Imperatole<br />

argomenta che fosse il luogo ad<br />

Pietas, vicino a Panilochiani. Presso U<br />

valle Costanza trovasi il sito detto Bi-<br />

viuni, e la grotta o cimiterio <strong>di</strong> s. Ilario,<br />

come posto in un pre<strong>di</strong>o spettante già a<br />

una cappella sotto I' invocazione <strong>di</strong> tal<br />

santo nel territorio <strong>di</strong> Valmontone.<br />

Giuliano o Giuliancllo o GnglianeU<br />

lo. Comune della <strong>di</strong>ocesi <strong>di</strong> Velletri da<br />

cui è <strong>di</strong>stante circa 6 miglia, quasi altret-<br />

tante da Cori, e 3i da Roma, con territorio<br />

in colle e in piano. Il Ricchi, La<br />

Reggia de' f~olsa\ca[). 38 : Castel Giu-<br />

liano o Giugliano, lo <strong>di</strong>ce giacente in si-<br />

to alquanto eminente sopra una delizio-<br />

sa collina, posto fra Cori e Velletri. Al<br />

contrario il moderno Dauco scrive ivi<br />

respirarsi aria poco # felice, egli fa eco Ma-<br />

rocco, per cui ogni giorno si <strong>di</strong>minuiscono<br />

i suoi abitanti, che ascendevano nel<br />

principiar del secolo passato a 773, come<br />

afferma il contemporaneo Piazza, to-<br />

sto aumentati a più <strong>di</strong> 1 000 per testimo-<br />

nianza <strong>di</strong> Ricchi, ed ora ridotti appena a<br />

i53, secondo Rauco, oa53 come trovo<br />

nella Statistica dei 1 853. Perciò la niag-<br />

gior parte delle case sono deserte o rovi*<br />

nate, e le piazze e le vie ripiene d'erba,<br />

ni <strong>di</strong>re dello stesso Bauco. Ma Marocco<br />

che lo visitò, deplora il clima pernicio-<br />

so, qualifica meschino il fabbricato, for-<br />

mandosi il paese d'una strada <strong>di</strong> mezzo e<br />

<strong>di</strong> 3 vicoli. Anche il Nibby si portò in<br />

Giuliano, e lo <strong>di</strong>ce pure nome d'un lago<br />

posto 4 miglia a oriente <strong>di</strong> Velletri, a si-<br />

nistra della strada <strong>di</strong> Cora, che ne lam-<br />

bisce il cratere, ed un miglio lungi dalla<br />

terra. Questo lago d'origine vulcanica avea<br />

circa un 3.°<strong>di</strong> miglio<strong>di</strong> <strong>di</strong>ametro mag-<br />

giore e un 5.° <strong>di</strong> <strong>di</strong>ametro minore, poiché<br />

era <strong>di</strong> forma clinica. Esso fu <strong>di</strong>seccato


V E L<br />

da' principi Borghese, o<strong>di</strong>erni «ignori <strong>di</strong><br />

Giuliano, pochi unni prima del i837,epoca<br />

in cui Nibby pubblicò V Analisi de<br />

<strong>di</strong>ntorni <strong>di</strong> Roma. Egli ancora Itine che<br />

per l'aria insalubre ogni dì più decadendo<br />

il paese vena poi forse abbando-<br />

nato. Dice ie sue fabbrice in parie <strong>di</strong> co-<br />

struzione saracinesca, che rammentano il<br />

secolo XHI, ed esseie generalmente bea<br />

fabbricato, e sopra tutto la chiesa prin-<br />

cipale. Questa è appena si entra in Giu-<br />

liano, a sinistra è il palazzo baronale as-<br />

sai deteriorato, unico e<strong>di</strong>lizio <strong>di</strong> qualche<br />

entità dopo la chiesa, ma ridotto a gra-<br />

naio, e sulla porta si legge il nome del<br />

car<strong>di</strong>nal Anton Maria Sai viali: ivi iIJNib*<br />

by nel 1823 osservò alcuni quadri non<br />

ispregevoli, residuo <strong>di</strong> quelli che già l'a-<br />

dornavano. La chiesa parrocchiale <strong>di</strong> s.<br />

Gio. Battista e <strong>di</strong> s. Gio. Evangelista, è<br />

ampia, e <strong>di</strong> nobile struttura, che risale al<br />

declinar del secolo XVII, con l'arcipre-<br />

te. Il protettore della terra è s. Giulia-<br />

no martire, ed a' 1 4 febbraio ne solenniz-<br />

za la festa. Fuori del paese è l'altra chie-<br />

sa, con comodo convento ora abbando-<br />

nato a causa dell'aria inalsaua.il p. Ca-<br />

simiro da Roma, Memorie delle, chie-<br />

se e conventi de" frali minori della pro-<br />

vincia romana, nel cap. 1 2: Della chiesa<br />

e del convento della ss. Genitrice pres-<br />

so Giuliano, ragiona pure del castello.<br />

11 duca Francesco M. a<br />

Salviati nel seco-<br />

lo XV 11 da' fondamenti fabbricò la chie-<br />

sa e il convento pe'frati minori, 70 passi<br />

dal castello sul piccolo colle <strong>di</strong> s. Lu-<br />

cia, ove nel cavarsi la terra per le fondamenta<br />

trovaronsi molte ossa umane sen-<br />

za vermi segno che fossero <strong>di</strong> cristiani.<br />

Il duca nel 1684 chiese alla congrega-<br />

zione de' vescovi e regolari la licenza per<br />

cominciar la chiesa e il conveulo per 12<br />

religiosi, e ne riportò favorevole rescrit-<br />

to a' 23 marzo, confermato dalla curia<br />

vescovile; onde i religiosi <strong>di</strong> Cori formalmente<br />

vi piantarono la Croce, ed a' 1<br />

febbraio i685 vi fu posta la i. a<br />

pietra, e<br />

tutta la fabbrica fu terminata nel 1690.<br />

4<br />

VEL i5 7<br />

Nella chiesa sono 3 altari: nel maggiore è<br />

<strong>di</strong>pinta la B. Vergine col <strong>di</strong>viu Figlio, iti<br />

quello dalla parte del Vangelo è rappre-<br />

sentato Gesù in Croce, e nell'altro s.Ftan-<br />

cesco d'Asisi che riceve le s. Stimmate. I<br />

3 quadri li colorì Antonio Moi*au<strong>di</strong>,el'umido<br />

in<strong>di</strong> danneggiò. La chiesa fu bene-<br />

detta a'28 giugno 1690, e poi consagrata<br />

da mg. r<br />

Giulio Marzi vescovo d'EliopoIi e<br />

suuiaganeo<strong>di</strong> Velletril'i 1 maggioro.<br />

La sagrestia fu arricchita <strong>di</strong> molti sagri<br />

ane<strong>di</strong>, e sotto l'altare maggiore furono<br />

collocate numerose ss. Beliquie, che de-<br />

scrive il p. Casimiro, donde poi furono<br />

tolte a cagioue dell'umi<strong>di</strong>tà. Il conven-<br />

to riuscì bello e con ogni como<strong>di</strong>tà. Si<br />

formò la libreria, ma poi i libri si tras-<br />

portarono ne' conventi cui bisognavano.<br />

11 refettorio fu decorato <strong>di</strong> buoni quadri,<br />

uno <strong>di</strong>pinto da fr. Felice da Nat ni, gli<br />

altri da fr. Onoralo da Ruma. La pietà<br />

del duca fondatore or<strong>di</strong>nò agli ere<strong>di</strong> il<br />

mantenimento de'religiosi nel vitto e nel<br />

vestito. Però I* aria pestifera uccideva o<br />

rendeva inabili i religiosi. Ciò proveniva,<br />

<strong>di</strong>ce Ricchi, dalla vicinanza <strong>di</strong> un lago<br />

paludoso che rendeva I' aria venefica, e<br />

udì' estate mieteva i frati. Certamente<br />

dev'essere il lago <strong>di</strong>seccato. Ad ovviare<br />

a male sì grave, nell'aprile iy38 fu dalo<br />

principio alla fabbrica d'un ospizio lun-<br />

gi un miglio tlal convento sopra una col-<br />

lina, quasi a pie <strong>di</strong> Rocca Massima, in mi-<br />

gliore clima, e nel 1739 cominciarono i<br />

frati a ritirarvisi nel caldo, ma temeva il<br />

p. Casimiro che loro giovasse. Egli descrive<br />

le cose antiche ivi trovate, avanzi <strong>di</strong> e-<br />

<strong>di</strong>lizi, olle cinerarie, vasi finissimi <strong>di</strong> cre-<br />

ta, medaglie e altro. 11 luogo occupato da<br />

Giuliano si crede dal Ricchi fosse la villa<br />

<strong>di</strong> Giulio Cesare, perchè vi fu rinvenuta<br />

la cassa sepolcrale <strong>di</strong> Giulia sua figlia, se-<br />

condo Piazza; ed aggiunge Ricchi che<br />

passò in proprietà alla figlia. 11 p. Casimiro<br />

riferisce che vi fu trovata l'urna se-<br />

polcrale <strong>di</strong> Giulia figlia d'Ottaviano, ci-<br />

tando Theuli; ma questi non in Giulia-<br />

no, ma presso Vellelri descrive il ritro-


V E L V E L<br />

«•mento d' una bella cassa marmorea e polo della parrocchia tli s. Marco, i<br />

colle sue ossa, cioè nell'albereto delia fa-<br />

miglia Bonese. Osserva il p. Casimiro, che<br />

da Giulio o da Giulia forse prese il nome<br />

<strong>di</strong> Giuliano il castello, altri credendo <strong>di</strong>e<br />

fosse detto s. Giuliano dal nome del pa-<br />

trono principale del medesimo, come lo<br />

chiamò Piazza; ma ciò non sussiste nel<br />

luogo citato, ivi quello denominandolo<br />

semplicemente Giuliano, bensì in altro.<br />

Opina Nibby che il suo nome probabilmente<br />

derivò da un Fundus Julianus,<br />

e per la somiglianza del nome il castello<br />

assunse per protettore s. Giuliano. Sotto<br />

Pasquale II, narrano il Piazza e il p. Ca-<br />

simiro, in questo castello vi fu trasferito<br />

il corpo <strong>di</strong> s. Marco Pupa e collocalo nella<br />

chiesa parrocchiale <strong>di</strong> s. Vito, dal car<strong>di</strong>nal<br />

Leone vescovo <strong>di</strong> Velletri, il quale perciò<br />

<strong>di</strong>chiarò tal chiesa la i .* dopo la sua cat-<br />

tedrale; ed ove il car<strong>di</strong>nal Allucingoli altro<br />

vescovo <strong>di</strong> Velletri, e poi Papa Lu-<br />

cio III, consagrò un altare in suo onore;<br />

in<strong>di</strong> il s. Corpo fu trasportato iti Roma<br />

nella basilica e Chiesa <strong>di</strong> s. Marco (^.)<br />

Evaiigelista,insiguecollegiala,circailn45<br />

in tempo d'Eugenio III; per le quali me-<br />

morie ecclesiastiche, <strong>di</strong>chiarò Piazza, dopo<br />

Velletri dovrebbesi dare il i .° luogo<br />

a Giuliano. Contemporaneamente il ca-<br />

stello fu da'soldati bai baiamente brucia-<br />

to, dappoiché nell'elezioue d'Eugenio III<br />

essendosi ribellati i romani persuggestio-<br />

ne degli arual<strong>di</strong>sti, avendo i<br />

conti del ca-<br />

stello d'or<strong>di</strong>ue del Papa combattuti gl'in-<br />

sorti, questi noti potendo in altra guisa<br />

ven<strong>di</strong>carsi, si recarono a Giuliano e bru-<br />

ciarono il castello; ed essendovi tra essi<br />

alcuni parrocchiani <strong>di</strong> s. Marco Evangelista<br />

<strong>di</strong> Roma, cavarono dall'urna marmorea<br />

il corpo del Sauto, loro in<strong>di</strong>cata<br />

da alcuni chierici, e postolo in un lenzuolo<br />

e altri panni, lo mandarono con due<br />

<strong>di</strong> loro a l'ionia, incontrali perciò da al-<br />

tri concitta<strong>di</strong>ni vicino a Velletri. Per la<br />

porla <strong>di</strong> s. Giovanni, entrali in Roma,<br />

condussero il santo Corpo nella chiesa <strong>di</strong><br />

s. Quirico, ivi aspettando il clero e po-<br />

li tulli pieni <strong>di</strong> giubilo lo riceverono tra<br />

la moltitu<strong>di</strong>ne degli altri romani accorsi ;<br />

questa però fu tanta, che couveuue sosta-<br />

re e deporre il sagro Corpo sull'altare <strong>di</strong><br />

s. Maria in Campo Carico, fioche tolli<br />

gì' impe<strong>di</strong>menti, con somma <strong>di</strong>vozione<br />

allegrezza fu solennemente portalo nella<br />

detta basilica, ove si venera. Dopo tale<br />

rovinaci castello tornò a risorgere, e sem-<br />

bra a Nibby che fosse da Innocenzo 111<br />

infeudato alla sua famiglia Conti, ritenendo<br />

però sempre il dominio <strong>di</strong>tello<br />

esso la s. Sede. Che dopo la metà del se<br />

colo XIII riconosceva ancora il domiiii(<br />

della s. Sede, si ricava da un breve d'Urbano<br />

IV, dato in Orvieto a' i 8 <strong>di</strong>cembri<br />

12621, alcui tempo era stalo viulentemet<br />

te occupalo da fr. Giordano monaco <strong>di</strong><br />

PoMB nuova, il quale trattava inoltre <strong>di</strong><br />

venderlo ad un personaggio polente, leg-<br />

gendosi nel breve, inten<strong>di</strong>l ven<strong>di</strong>lionis titillo<br />

inpolentem transferre personami<br />

perchè ciò non seguisse, il Papa in<strong>di</strong>rizzò<br />

il medesimo breve al car<strong>di</strong>nal Riccardo<br />

Annibal<strong>di</strong> della Molata, allineile facesse<br />

manifesto a tutti che Giuliano trai Ca-<br />

strimi speclans adtiomanam Ecclesiani,<br />

e che il mentovato monaco, uuilo co'suoi<br />

fratelli, I' avea ingiustamente occupato<br />

e ritenevalo ancora in ipsius Ecclesiae<br />

praeju<strong>di</strong>c'utin. Molte furono le copie <strong>di</strong><br />

questo breve pubblicate in vari luoghi, e-<br />

ziau<strong>di</strong>o dal pulpito della basilica Libe-<br />

riana. Il p. Casimiro, che tuttociò riferisce,<br />

ignora l'effetto positivo del comando<br />

pontificio per la restituzione del castello,<br />

ed avverte che il Coutelori, Gemalo»,<br />

fam. Comit. rornan.,i\\ nulla parlando<br />

del narralo, lo fa godere pacificamente<br />

a Giovanni Conti; ma da altro breve <strong>di</strong><br />

Bonifacio Vlll,de'25 loglio 1 3oi , in vir-<br />

tù del quale concesse in perpetuo il ca-<br />

stello <strong>di</strong> Giuliano a' figli ed ere<strong>di</strong> d' A-<br />

<strong>di</strong>nolfo Couli signore <strong>di</strong> Valmoulone, per<br />

1' annuo censo <strong>di</strong> 20 sol<strong>di</strong> provisini, si<br />

trae che lo signoreggiasse Guidone Gior-<br />

dano, lo temo che A<strong>di</strong>uolfy fiorisse più


V E L<br />

(ni<strong>di</strong>, come può vedersi nel Ratti, Della<br />

famiglia Sforza e de' Conti <strong>di</strong> Segni a<br />

<strong>di</strong> T almontone, <strong>di</strong>cendolo fiorito nel<br />

pontificato <strong>di</strong> Urbano VI col fratello 11-<br />

debran<strong>di</strong>no, che fu il suo erede ; e forse<br />

la concessione meglio deve attribuirti a<br />

Bonifacio IX, che realmente a favore de'<br />

due fratelli confermò le loro signorie. Il<br />

Marocco, che procede ancora col p. Casi-<br />

miro, non<strong>di</strong>meno attribuisce il suddetto<br />

breve con anacronismo peggiore a Urbano<br />

VII, o è uno de'tanti falli <strong>di</strong> stam-<br />

pa <strong>di</strong> cui abbonda la sua opera, e d;i lui<br />

stesso ripetutamente riprovali, proponen-<br />

dosi <strong>di</strong> dare l'Errala Corrige. Certo è,<br />

che io col Ratti nell'articolo Conti, no-<br />

tai aver Martino V nel i4^8 confermalo<br />

ad essi le loro terre, fra le quali Ca-<br />

strimi Juliani, et Tiberii ì ellelr. <strong>di</strong>occ.<br />

Inoltre il p. Casimiro <strong>di</strong>ce e ripete INibby,<br />

che nel i477 ' successori d'A<strong>di</strong>nolfo pos-<br />

sedevano solamente la metà del castello,<br />

e nel 1482 Giacomo Conti alia testa <strong>di</strong><br />

3ooo soldati lo saccheggiò e <strong>di</strong>strusse;<br />

nel qual tempo, narra il notaio dell'An-<br />

teposto (vocabolo chiarito anco nel voi.<br />

LXXXlV,p. 5


jHo VEL<br />

v'umo Angusto, che <strong>di</strong>venne impaziente<br />

pel soverchio e noioso gracidar delle réne<br />

(e secondo Svelonio, appena comin-<br />

ciò a pronunziar alcune parole, con pue-<br />

rile impazienza impose loro silenzio, e le<br />

rane con lepido pro<strong>di</strong>gio da quel momen-<br />

to lasciarono lo strepilo <strong>di</strong> gracidare!),<br />

che altri collocano presso Cisterna, come<br />

rilevai in quel paragrafo.<br />

Governo <strong>di</strong> Terracina.<br />

Terracina (A'.). Città vescovile, con<br />

residenza del vescovo e del governatore.<br />

S. Felice {V.). Comune <strong>di</strong> cui ripar-<br />

lai <strong>di</strong> sopra e a Terracina.<br />

Governo <strong>di</strong> Cori.<br />

Cori, Cora, Core. Città e comune del-<br />

la <strong>di</strong>ocesi <strong>di</strong> Velletri, con residenza del<br />

governatore, e con territorio in colle e<br />

piano. Quest'antichissima e nobilissima<br />

città, una delle più rinomate e celebri del<br />

Lazio, già precipuoornamentode'bellico-<br />

si volsci,è <strong>di</strong>stante da Roma circa 39 mi-<br />

glia, più <strong>di</strong> 12 da Velletri, 10 da Cister-<br />

na e 8 da Segni. Siede maestósa in forma<br />

<strong>di</strong> cuore sul pen<strong>di</strong>o d'un monte fra<br />

Sezze e Velletri, poco lungi dall' antica<br />

via Appia, pittorescamente bella e ame-<br />

na in saluberrimo clima. Verso il mezzo-<br />

giorno guarda i fiumi Astuta e Ninfeo, e<br />

sovrasta alle fertili campagne <strong>di</strong> Senno-<br />

neta e alle Palu<strong>di</strong> Pontine. Verso l'oc-<br />

cidente domina ampia e florida pianura,<br />

che in linea retta per circa 17 miglia<br />

giunge fino al mare Me<strong>di</strong>terraneo, e ne<br />

•vede alcune isole col promontorio Eto o<br />

Circeo; ed insieme gli si parano <strong>di</strong>nanzi<br />

Nettuno,, Portod'Anzio, Velletri, Civita<br />

Lavinia, Ardea, Laurenlo e Cisterna. E<br />

verso l'oriente e il settentrione è cinta<br />

dall'altissime e selvose montagne Lepine,<br />

formanti la piacevole visuale quasi d'an-<br />

fiteatro. A seconda del primitivo vasto<br />

concetto e piano <strong>di</strong> questa mia opera vo-<br />

luminosa, ampliato assai col confortante<br />

pubblico suffragio nel progresso <strong>di</strong> sua<br />

quasi ventenne pubblicazione, a fronte<br />

della con<strong>di</strong>zione e varietà de' tempi, pe'<br />

tanti molivi riferiti in più luoghi, che il<br />

VEL<br />

ripetere qui sarebbe ostentazione (bensì<br />

porto lusinga che al mio <strong>Dizionario</strong> <strong>di</strong><br />

eru<strong>di</strong>zione potrà per ventura adattarsi<br />

quello che Quintiliano <strong>di</strong>sse della Gram-<br />

matica: Plus habe.t in recessu, quam in<br />

frontem promiilat. Del frontespizio o ti-<br />

tolo <strong>di</strong> mia opera, feci parola nel voi.<br />

LXV1II, p. 244 e altrove), il cenno sto-<br />

rico che vado a riferire <strong>di</strong> Cori veraineunon<br />

vi aveva luogo, come proprio artico-<br />

lo, sibbene qual paragrafo dell'articolo<br />

Senato romano, finché fu sotto la sua<br />

privativa giuris<strong>di</strong>zione <strong>di</strong> governo, cessa-<br />

ta la quale prima della stampa <strong>di</strong> tale<br />

articolo, in questo <strong>di</strong> Velletri, ora me-<br />

glio ne ragiono, quale o<strong>di</strong>erno luogo <strong>di</strong><br />

sua legazione, come ne feci avvertenza<br />

nel voi. LXIV, p. 63. Laonde e ad onta<br />

delle copiosissime notizie che <strong>di</strong> Cori ab-<br />

biamo, con pena non posso <strong>di</strong>ffondermi<br />

quanto merita l'illustre città, il comples-<br />

so <strong>di</strong> sue singolari prerogative, come pe'<br />

numerosi gentili, nobili e generosi spiriti<br />

che vi fiorirono e fioriscono, a ciò però<br />

avendo ben supplito molti scrittori, <strong>di</strong>-<br />

versi de' quali rammenterò prima <strong>di</strong> giovarmene<br />

compen<strong>di</strong>osamente, e presso i<br />

quali sono le prove critiche <strong>di</strong> quanto ac-<br />

cennerò. Ma con ispazio angusto e limita-<br />

to, anche per non allungar oltremodo<br />

quest'articolo, nell'ingegnarmi <strong>di</strong> riuscire<br />

imiti male oahneno in miniatura nei pre-<br />

senti due paragrafi, qualora ne raggiunga<br />

compatimento, da' corani precipuamen-<br />

te, il mio cuore ne resterà non poco appa-<br />

gato. Imperocché ne fui incessantemen-<br />

te e premurosamente eccitato dall' affet-<br />

tuoso e e<strong>di</strong>ficante amor patrio del benemerito<br />

patrizio corano Vincenzo Tommaso<br />

Marchetti mio nobile e dolcissimo<br />

amico defunto, sulla cui onorala tomba,<br />

perequatilo andrò <strong>di</strong>cendo <strong>di</strong> lui e de' pa-<br />

ini fasti che tanto vagheggiava, intendo<br />

depositare in questi paragrafi una corona<br />

<strong>di</strong> fiori, affinché restino sempre vigorosi<br />

in queste pagine consagrate a celebrarne<br />

la patria, siccome bagnati dalle feconde<br />

e vivificanti lagrime <strong>di</strong> riverente ami*


1<br />

' miracolosa<br />

i <strong>di</strong><br />

V EL<br />

cizia sincera, e così la sua memoria non<br />

andrà <strong>di</strong>sgiunta da essa e resterà unita<br />

alia mia per sempre. Essendo poi arduo<br />

e <strong>di</strong>fficile l'evitare lo scoglio delle prete-<br />

rizioni, nel ridurre in brevi proporzioni<br />

tela più vasta, gl'iu<strong>di</strong>cati autori che pos-<br />

seggo e vado a nominare, e che poscia<br />

spigolerò, potino interamente appagare<br />

le brame <strong>di</strong> chi volesse conoscere i det-<br />

tagli della storia coinna. Oltre gli al-<br />

tri che ricorderò in appresso, principal-<br />

mente essi sono i seguenti. A. Rircher,<br />

Laliuni. Piazza, Gerarchia Car<strong>di</strong>nalì-<br />

zia. Antonio Ricchi, La Reggia de Fol-<br />

sci, ove si tratta dell'origine, stalo anti-<br />

co e moderno delle città, terree castella<br />

del regno de' Volscinel Lazio, e specialmente<br />

<strong>di</strong> Cora, città volsca sua patria,<br />

.Napoli i 7 i 3: Teatro degli uomini illu-<br />

stri nell'armi, lettere e <strong>di</strong>gnità che fio-<br />

rirono nel regno antichissimo de' Folsci,<br />

ec, Roma 1721. G. R. Volpi, TetusLa-<br />

tium, de Coranis. Fedelmente dal latino<br />

in italiano lo trodnsse lab. Giuseppe<br />

Finy <strong>di</strong> Cori patrizio romano, Antiche<br />

Memorie appartenenti alla città <strong>di</strong> Co-<br />

ra, Roma ij3i. In tale anno scopertesi<br />

due lapi<strong>di</strong> in Cori, pel desiderio del Finy,<br />

lo slesso gesuita p. Volpi gliene <strong>di</strong>e il suo<br />

sentimento colla Lettera intorno a due<br />

antiche lapi<strong>di</strong> scopertesi ultimamente in<br />

Cori, Roma 1733. Casimiro da Roma,<br />

Memorie istoric.he delle chiese e de'con-<br />

venti de' frali minori della provincia romana:<br />

cap. 8 Della chiesa e del conven-<br />

to <strong>di</strong> s. Francesco presso a Cora. Gio.<br />

Autolino Antolini, /bor<strong>di</strong>ne dorico o il<br />

tempio <strong>di</strong> Ercole nella città <strong>di</strong> Cori, Roma<br />

1 785,con figure. Gio.Battista Pirane-<br />

si, Antichità <strong>di</strong> Cora descritte, con inci-<br />

sioni. Giuseppe Mariano Marchiatameli<br />

Cori arciprete della collegiata de' ss. Pie-<br />

tro e Paolo, Breve istoria della chiesa e<br />

immagine <strong>di</strong> Maria ss. intitolala<br />

del Soccorso, esistente nella ci Uà<br />

Cori, coronata dall'Ili." e Rm.° Capi-<br />

tolo della Falicana patriarcale basilica<br />

neli 778. Con VAppen<strong>di</strong>ce della vita <strong>di</strong> l<br />

voi. LXXXIX.<br />

VEL 161<br />

can. d. Pellegrino Lau<strong>di</strong> Vitlorj della<br />

stessa città. E con alcuni versi italiani<br />

infine ad onore della medesima D. I er-<br />

gine, Roma 1 82 1 . Seconda e<strong>di</strong>zione corretta<br />

ed ampliata, Roma 1 84.2, de<strong>di</strong>cata<br />

al maggiore Nicola Fochi beneficentissimo<br />

gonfaloniere <strong>di</strong> Cori. Sante Viola,<br />

Delle Memorie storiche dell'antichissima<br />

città <strong>di</strong> Cori, pubblicate nel Giornale<br />

Arca<strong>di</strong>co <strong>di</strong> Roma dal 1 82 3-2 5,<br />

cioè dal voi. 20." al 25.° inclusive.Mai oc-<br />

co, Monumenti dello stato Pontificio.<br />

Nibby, Analisi de' <strong>di</strong>ntorni <strong>di</strong> Roma.<br />

Castellano, Lo Stalo Pontifìcio. Rauco,<br />

Storia della città <strong>di</strong> Felletri. 1 [Ricchi che<br />

stampò l'opera nel 1 7 1 3 asserisce che gli<br />

abitanti erano 6,000, e ne' tempi più an-<br />

tichi giunsero a 3o,ooo secondo la tra-<br />

<strong>di</strong>zione d'un prelato, il quale attestò pure<br />

che fuori della città si stendevano due<br />

borghi con altre parrocchie, delle quali<br />

esistevano le vestigia. Nelle Memorie del<br />

p. Casimiro si legge cheCori contava 45oo<br />

anime nel 1 7^4 j »' Banco legisti ò nel<br />

1 85 1 abitanti 5 4' » e ' a l'ecente Statisti-<br />

1<br />

ca del 1 853 ne notò » • 499 Comincio col<br />

dottissimo e peritissimo Nibby, che più<br />

volte visitò Cori pe' suoi stu<strong>di</strong> archeolo-<br />

gici, co' propri <strong>di</strong>scepoli, ossia colla topo-<br />

grafia della città. Questu siede appoggia-<br />

ta ad uu contrafforte del monte Lepino, è<br />

rivolta al sud-ovest, e <strong>di</strong>minuendo in lar-<br />

ghezza costantemeute da'pie<strong>di</strong> alla cima,<br />

presenta un aspetto piramidale, <strong>di</strong> cui il<br />

tempio detto (il Piranesi lo <strong>di</strong>ce suppo-<br />

sto) <strong>di</strong> Eicole, forma la punta. Due tor-<br />

reuti profon<strong>di</strong> ed imboschiti, che si uni-<br />

scono insieme sotto 1' angolo occidenta-<br />

le <strong>di</strong> essa, ne'tempi antichi doveano far-<br />

la assai forte: il più occidentale <strong>di</strong> que-<br />

sti raccoglie lo scolo della città supe-<br />

riore, ed è meno considerabile: l'orien-<br />

tale è mollo più profondo e terribile, e<br />

<strong>di</strong>scende dal dorso del monte detto della<br />

Croce. Questi due torrenti dopo il con-<br />

fluente assumono il nome <strong>di</strong> fosso de' Pie-<br />

ch'ioni, che va a scaricarsi nel Teppia, il<br />

fiume più indomito e devastatore<strong>di</strong>quan-<br />

1 i


i5t VEL<br />

ti scendono ne' campi Pontini. Fra la par-<br />

te superiore e la parte bassa della città si<br />

frappone un oli veto, che attesa la natura<br />

del luogo vi dovè sempre esistere: la parte<br />

alla, che costituiva l'antica cittadella o ucropoli,<br />

ha oggi il nome <strong>di</strong> Cora a Mon-<br />

te: la parte bassa, che fu l'antica città prò-<br />

priamentedetta, ha quello dìCoraa Val-<br />

le. Osserva Marocco, che pure la visitò:<br />

La presente città si <strong>di</strong>stingue dagli abitan-<br />

ti in due mo<strong>di</strong>, cioè Cori a Valle e Cori<br />

a Monte, benché il fabbricato non sia in<br />

veruna parte <strong>di</strong>sgiunto; per questo motivo<br />

sul punto ove si<strong>di</strong>vide la città, sul mu-<br />

ro d'una casa alla sinistra salendo vi è analoga<br />

iscrizione in versi, che riporta. Ag-<br />

giunge: i più antichi fabbricali e le cose<br />

più magnifiche esistono sul monte, cui si<br />

giunge dopo lunga ed erta salita. Ciò non<br />

è detto con precisione, mentre a riserva<br />

del tempio d'Ercole, della collegiata par-<br />

rocchiale de'ss.Pietro e Paolo, d'alcuna il-<br />

lustre abitazione, le allre principali fab-<br />

briche esistono nella parte della città det-<br />

ta Cori a Valle,e nel mezzo tra essa e Cori<br />

a Monte. Dichiara Nibby: Volpi afferma<br />

non rimanere vestigia della mura antiche<br />

<strong>di</strong>Cora, ma solo <strong>di</strong> quelle del tempo de'go-<br />

ti, prendendo per gotiche nientemeno che<br />

l'imponenti costruzioni a poliedri, comunemente<br />

dette ciclopee o pelasgiche (<strong>di</strong> tal<br />

forma le vi<strong>di</strong> nel Piranesi: le mura sono<br />

a foggia <strong>di</strong> torrioni, i quali ancora mo-<br />

strano le vedette donde i citta<strong>di</strong>ni spiavano<br />

le mosse de' nemici; mura che sono<br />

circondate da fossi). Le tracce superstiti<br />

de' i ecinti antichi portano evidentemen-<br />

te l'impronta <strong>di</strong> 4 epoche <strong>di</strong>verse: la più<br />

antica presenta una costruzione d'enormi<br />

massi <strong>di</strong> calcarla, informi, irregolari, rozzi<br />

affatto, come furono spiccati da' monti,<br />

in modo che lasciando naturalmente<br />

degl'intervalli nelle commettiture, furono<br />

queste riempiute con ciottoli pur <strong>di</strong><br />

calcarla, come li rotolavano i vicini tor-<br />

renti: questa costruzione è del tutto ana-<br />

loga a quella delle mura ciclopee <strong>di</strong> Ti-<br />

nulo (che si <strong>di</strong>ssero e<strong>di</strong>ficate da' ciclopi,<br />

VEL<br />

e città ove credesi fosse slato allevalo Er-<br />

cole, onde e pel suo frequente soggiorno<br />

ne assunse il soprannome), e <strong>di</strong> Micene<br />

(città dell' Argolide come la precedente,<br />

la cui fondazione si attribuisce a Perseo<br />

l'anno i 348 prima della nostra era), e<br />

perciò rimonta all'epoca della fondazione<br />

della città fatta da Dardano circa l'anno<br />

1470 avanti l'era nostra. Le tracce della<br />

2. ' epoca sono <strong>di</strong> massi poliedri e trape-<br />

zoidèi irregolarissimi, ma tagliati ad ar-<br />

te nelle faccie, che doveano essere a con-<br />

tatto con altri massi, rustici però sono<br />

nella faccia esterna. Quelle della 3." sono<br />

<strong>di</strong> poliedri ben tagliati da tutte le-parti. E<br />

a<br />

quelle della 4. sono<strong>di</strong> ciottoli o piccoli po-<br />

liedri, e questa costruzione essendo sem-<br />

pre sovrapposta o addossala alle prece-<br />

denti, è evidentemente la più recente <strong>di</strong><br />

<strong>di</strong> tutte. Nibby 4 epoche trova nella sto-<br />

ria <strong>di</strong> Cora, alle quali queste <strong>di</strong>verse co-<br />

struzioni corrispondono: la 1." è quella<br />

della fondazione, 1 j.70 anni innanzi l'era<br />

corrente; la 2. "è quella in che Latino Sil-<br />

vio vi dedusse la colonia albana o latina<br />

circa 1 100 avanti la medesima era; la 3.<br />

è quella della colonia romana dedoti<br />

circa l'anno 4°/3> prima della stessa eri<br />

e la 4- a<br />

finalmente quella del restauro 1<br />

questa colonia dopo la devastazione me<br />

riana avvenuta 88 anni iuuanziCristo.<br />

stile dell'in<strong>di</strong>cate costruzioni corrispon<br />

de perfettamente con quell'epoche, con<br />

provasi col confronto d'altre opere coi»<br />

cidenli collo slesso tempo. Dalla base 1<br />

vertice della città si presentano 3 ci»<br />

<strong>di</strong>verse: taciuta inferiore è quella eli<br />

può <strong>di</strong>rsi fatta nella 1/ costruzione dell<br />

città; <strong>di</strong> questa vedutisi le tracce nella vi<br />

che dalla piazza Tassoni scende verso<br />

chiesa <strong>di</strong> s. Maria, si ritrova a Pizzilo<br />

ni co, e termina fuori della porla Ninfe-<br />

si na. La 2/ sorge sopra a s. Oliva, fiat<br />

cheggiu per qualche tratto la strada ci<br />

da questa chiesa sale alia cittadella ariti<br />

ca, dov'è rinfiancata con opera incerta<br />

serve <strong>di</strong> sostruzione a questa strada tye-<br />

desioia sopra al già maestoso tempio <strong>di</strong>


VEL<br />

Castore e Polluce, ed in questo tratto a<br />

sinistra della via è un contro muro del-<br />

la 3." epoca. La 3. a<br />

cinta è quella che<br />

chiudeva la cittadella, la quale domina<br />

la strada soprain<strong>di</strong>cata che da s. Oliva<br />

conduce a Cora a Monte^ e questa è del-<br />

la 2/ epoca. Nella cittadella stessa poi<br />

l'area quadrilatera sopra la quale siede il<br />

tempio detto d'Ercole (il quale è reputa-<br />

to unico surperstite che si conosca, per-<br />

chè tate dal celebre Vitruvio designato<br />

e lascialo per norma <strong>di</strong> mirabile architet-<br />

tura. Nel voi. XXIII, p. 2o3, descrivendo<br />

il sontuoso palazzo Farnese <strong>di</strong> Roma, col<br />

Fea <strong>di</strong>ssi non sussistere che le porte e fi-<br />

nestre furono costruite simili a quelle del<br />

tempio) è sorretta da un muro costrut-<br />

to d'opera incerta, ossia dell'era sillana,<br />

cogli angoli <strong>di</strong> gran<strong>di</strong> massi <strong>di</strong> calcarla, i<br />

quali verso sud-ovest sono intatti. Intuite<br />

le <strong>di</strong>scorse costruzioni, a qualunque<br />

epoca esse appartengano, vedesi usata la<br />

calcarla locale del monte <strong>di</strong> Cora. Dal<br />

fatto delle costruzioni <strong>di</strong>verse usate in<br />

questi 3 recinti, crede Nibby <strong>di</strong> poter de-<br />

durre, che i pelasgi <strong>di</strong> Dardano fondaro-<br />

no la loro città sulla balza inferiore fra<br />

piazza Tassoni e porta Ninfesinn: che gli<br />

albano-latini <strong>di</strong> Latino Silvio e<strong>di</strong>ficarono<br />

l'acropoli; che i romani ampliarono le<br />

fortificazioni <strong>di</strong> questa cittadella nel IV<br />

secolo <strong>di</strong> Roma, e fecero notabili restauri<br />

o aggiunte al recinto primitivo, come<br />

al 2. ; e finalmente chea' tempi <strong>di</strong> Siila<br />

furono con opera incerta risarcite, e la cit-<br />

tà rie<strong>di</strong>ficata ed abbellita <strong>di</strong> templi e altri<br />

e<strong>di</strong>fizi pubblici. Quanto alle mura o<strong>di</strong>er-<br />

ne, dove queste non sono antiche presen-<br />

tano la costruzione del principio del seco-<br />

lo XV, allorché per or<strong>di</strong>ne <strong>di</strong> La<strong>di</strong>slao<br />

re <strong>di</strong> Sicilia Napoli vennero restaurate.<br />

Entrando a Cora per la porta Veliterna<br />

o Romana, vederi incastrata nel recinto<br />

moderno una torre rotonda, che nella<br />

parte inferiore conserva le tracce della<br />

costruzione d'opera incerta, come nella<br />

parte superiore presenta il restauro <strong>di</strong> La-<br />

<strong>di</strong>slao del 1 4o8.Quiu<strong>di</strong> Nibby stima ohi*<br />

VEL i63<br />

ro che in questa parte ricorresse ancora<br />

il recinto restauralo da Siila, e che anco<br />

allora qui fosse una porta. Nella porta<br />

slessa vennero impiegali massi rettango-<br />

lari <strong>di</strong> tufa, molto gran<strong>di</strong>, tolti probabilmente<br />

dall'antico e<strong>di</strong>ficio non molto <strong>di</strong>-<br />

stante, attinente alla chiesa <strong>di</strong> s. Maria,<br />

al quale pure appartennero gli altri im-<br />

piegati nelle fabbriche private a destra e<br />

sinistra della strada. Le case private a si-<br />

nistra formano un angolo ottuso dopo il<br />

viottolo che conduce a s. Maria, essendo<br />

addossate ed in parte formate nell'antica<br />

gran piscina <strong>di</strong> Pizzitonico, alla quale<br />

appartengono i muri d'opera incerta, che<br />

verso la metà <strong>di</strong> questa strada s'incon-<br />

trano. Proseguendo per questa strada si<br />

trova la moderna porta Ninfesina, così<br />

della perchè posta nella <strong>di</strong>rezione del ca-<br />

stello abbandonalo <strong>di</strong> Ninfa : essa è suc-<br />

ceduta alla porta Norbana antica, per la<br />

quale uscivasi alla colonia romana <strong>di</strong><br />

Norba. Presso questa porta prima d'u-<br />

scire è a destra la chiesa <strong>di</strong> s. Caterina.<br />

Uscendo dalla porta Ninfesina, reca sor-<br />

presa a sinistra un trailo <strong>di</strong> mura della<br />

a<br />

1 . epoca, per la grandezza de' massi che<br />

lo compongono, la loro irregolarità e roz-<br />

zezza, e la tinta d'una remota antichità<br />

<strong>di</strong> che portano l'impronta. L'antica via<br />

Norbana, alla quale è succeduta quella<br />

moderna <strong>di</strong> Ninfa e <strong>di</strong> Norma, traversava<br />

presso questo punto il ramo orientale del<br />

fosso de' Picchioni sopra il magnifico e<br />

vasto ponte della Catena ancora intatto,<br />

costrutto d'euormi massi quadrilateri <strong>di</strong><br />

tufa (scalpellati a foggia <strong>di</strong> <strong>di</strong>amanti) con<br />

tre or<strong>di</strong>ni <strong>di</strong> pietre nel fornice, a somi-<br />

glianza dell'arco della cloaca massima <strong>di</strong><br />

Roma. Esso è evidentemente opera devoniani,<br />

fatto per mantenere le comunicazioni<br />

fra le colonie <strong>di</strong> Cora e <strong>di</strong> Norba<br />

per mezzo d'una viamilitare.L'altezzadel<br />

baratro solcato dal torrente, che questo<br />

ponte scavalca, a partire dal parapetto è<br />

<strong>di</strong> 75 pie<strong>di</strong> romani, de' quali 5o sono <strong>di</strong><br />

rupe naturale, sopra cui il ponte s'innal-<br />

za. Questa mole imponente è una delle


iG4 YEL<br />

opere più magnifiche che ci rimangono, e<br />

per la soli<strong>di</strong>tà, l'ar<strong>di</strong>tezza e l'utilità pub-<br />

blica può paragonarsi alla cloaca massima.<br />

La volta e i piloni, dopo almeno 11.<br />

secoli, sono rimasti intatti. Ivi si gode d'u-<br />

na veduta magnifica de' recinti vetusti<br />

<strong>di</strong> Cora, sopra i quali torreggia il bel por-<br />

tico tetrastilo del tempio detto <strong>di</strong> Ercole.<br />

Da questo punto alle rovine importanti<br />

<strong>di</strong> Norba, per una strada alpestre souo 5<br />

miglia. Rientrando in città e salendo <strong>di</strong>-<br />

rettamente alla cittadella, si passa per<br />

Pizzitonico, traversasi il tempio <strong>di</strong> Casto-<br />

le e Polluce, e per s. Oliva si ascende alla<br />

piazza <strong>di</strong> s. Pietro. Per ora lasciando da<br />

parte quello che s'incontra per via, e sol-<br />

tanto parlando della cittadella, già notai<br />

che le mura originali <strong>di</strong> essa sono dell'epoca<br />

2/, e che furono restaurate e ampliate<br />

da' romani nella 3. J<br />

a<br />

e 4- epoca.<br />

Un bel pezzo del recinto della 3. a<br />

epoca<br />

guarda occidente, e domina imme<strong>di</strong>atamente<br />

la chiesa <strong>di</strong> s. Oliva. Esso si vede<br />

salendo dalla piazza <strong>di</strong>s. Oliva stessa alla<br />

cittadella. Sembra a Nibby che l'acropoli<br />

corami si <strong>di</strong>videsse in due parti, dopo l'oc-<br />

cupazione de' romani, in Arce propriamente<br />

detta verso occidente, ed in Capi-<br />

tolio verso oriente, giacché è noto che le<br />

colonie romane ad imitazione della me-<br />

tropoli aveano il loro Capitolio. Nella cit-<br />

tadella propriamente delta, oltre il recin-<br />

to, Nibby non vi trovò altri avanzi degni<br />

<strong>di</strong> memoria. Del Capitolio però si traccia<br />

ancora l'area che conteneva i templi, e <strong>di</strong><br />

questi rimane ancora in pie<strong>di</strong> il portico<br />

<strong>di</strong> quello detto d'Ercole nel lato orienta-<br />

le dell'area medesima. Esso è rivolto al<br />

sud-ovest, e la parte postica <strong>di</strong> questo<br />

tempio serve oggi <strong>di</strong> vestibolo alla chiesa<br />

parrocchiale e collegiata de' ss. Pietro e<br />

Paolo. In essa a sostegno del fonte battesimale<br />

è impiegata un'ara antica <strong>di</strong> marmo,<br />

che il volgo chiama del Sole. Que-<br />

st'ara è quadrilatera, <strong>di</strong> bella proporzio-<br />

ne, <strong>di</strong> lavoro sodo, purissimo, ornata <strong>di</strong><br />

criocranii negli angoli, da' quali partono<br />

eticarpii che adornano le facce. In mez-<br />

V EL<br />

zo a quella rivolta all' aula della chiesa e<br />

alle due laterali, vedesi effigiata la Gorgo-<br />

ne,alla quale furono ne'lem pi passali barbaramente<br />

scalpellate l'estrem ita de' ca-<br />

pelli e lecodede'serpenli,ondeil Volpi, il<br />

Piranesi e il volgo furono indotti nell'erro-<br />

re <strong>di</strong> crederla sagra alSole,mentre fu sagra<br />

a Minerva. Traversando la chiesa si <strong>di</strong>-<br />

scende in un ameno giar<strong>di</strong>no per visitare il<br />

grazioso tetrastilo dorico, che formava il<br />

portico del tempio. Le colonne sono d'un<br />

travertino identico a quello <strong>di</strong> Tivoli, e<br />

molto poroso, onde per correggere tale<br />

<strong>di</strong>fetto furono coperte d'uno stucco finis-<br />

simo: le mo<strong>di</strong>nature vennero eseguite con<br />

grazia e franchezza; sulla porta della cella,<br />

ch'era costrutta <strong>di</strong> massi quadrilateri, è la<br />

iscrizione che ricorda i nomi de'duuaìviri<br />

Marco Manlio e Lucio Turpilio, che per<br />

sentimento del senato fecero il tempio.<br />

Per le riflessioni <strong>di</strong> Nibby, sembra il tem-<br />

pio costruito nella rie<strong>di</strong>ficazione <strong>di</strong> Cora<br />

avvenuta a' tempi <strong>di</strong> Siila. La fronte <strong>di</strong><br />

questo e<strong>di</strong>ficio è rivolta verso il monte<br />

Circeo. Le mo<strong>di</strong>nature della porta sono<br />

come tutte l'altre eleganti e franche; l'ar-<br />

chitettura però è alcun poco greve, e la<br />

cornice è retta da due mo<strong>di</strong>glioni. In ge-<br />

nerale lo stile <strong>di</strong> questa fabbrica è analo-<br />

go per ogni riguardo alle costruzioni sil-<br />

lanedel tempio della FortunaPreneslina,<br />

e al tempio così detto della Sibilla nell'a-<br />

cropoli tiburlina. Winckelmann nelle<br />

sue Osservazioni sulV architettura cle-<br />

g/itf/if/e/ì/jasseriscejcheavea veduto il <strong>di</strong>-<br />

segno fatto <strong>di</strong> questo tempio dall'immor-<br />

tale Raffaello da Urbino, che. allora ap-<br />

parteneva al barone <strong>di</strong> Stosch suo gran-<br />

de amico, e che poscia forse sarà passata<br />

nella biblioteca imperiale <strong>di</strong> Vienna. Ri<br />

porta Nibby le misure che ne prese Raf<br />

faello, ed avverte che il summentovatc<br />

Antolini, nella <strong>di</strong>ssertazione architettoni<br />

CU su questo tempio, cadde nell'errore d<br />

supporlo de' tempi imperiali. Egli cre<strong>di</strong><br />

che i3 fossero i gra<strong>di</strong>ni, pe' quali saliva<br />

si a questo portico dall'area: osservò eh<br />

le colonne sono sfaccettate per una 3.


VEL<br />

parte de! fusto e scanalate, ma con poco<br />

risentimento e senza pianelto per l'altre<br />

«Ine. E nella base, che per se stessa è ra-<br />

ra nell'or<strong>di</strong>ne dorico presso gli antichi<br />

e eh' è semplicissima, essendo composta<br />

d'un solo toro senza plinto, ravvisò la<br />

singolarità d'un nuovo profilo, perchè<br />

paggetto convesso del toro non togliesse<br />

alcuna pai te dell'altezza del fusto: il ca-<br />

pitello è <strong>di</strong> maniera dorica; il fregio con<br />

triglifi e metope è senza ornamenti, e la<br />

cornice è senza mo<strong>di</strong>glioni. Del tempio<br />

altro non rimane <strong>di</strong> visibile che le 8 co-<br />

lonne del portico col suo frontone, e la<br />

parete anteriore della cella colla porta;<br />

lutto il rimanente è, o <strong>di</strong>strutto, o coper-<br />

to. Ora considerando l'ara trovata fra<br />

queste rovine, ch'è <strong>di</strong> Minerva, e che qui<br />

pure nel secolo XVI fu ritrovala la sta-<br />

si un assisa <strong>di</strong> Minerva, che trasportata in<br />

lloma fu collocata sulla piazza <strong>di</strong> Cani-<br />

fjidoglio a ornamento della fontana,e dal<br />

volgo chiamata Roma, pare al Nibby<br />

molto probabile credere a quella dea e<br />

non ad Ercole consagrato questo tempio,<br />

come il volgo, senza alcun fondamento<br />

valido comunemente lo appella. Quanto<br />

alla statua esprimente Pallade o Minerva,<br />

e come volgarmente <strong>di</strong>cesi Roma<br />

trionfante, tale però la crederono col<br />

Volpi altri storici e antiquari; perchè<br />

ha 1' elmo in capo, tiene colla dritta la<br />

lancia, e nella sinistra una palla, simbolo<br />

del mondo. La statua è <strong>di</strong> buon<br />

lavoro, ed ha il capo, le braccia e i pie<strong>di</strong><br />

<strong>di</strong> marmo pario, il rimanente essendo <strong>di</strong><br />

pollalo. Essa fu collocata su d'un alto<br />

pie<strong>di</strong>stallo, a causa che riusciva troppo<br />

piccola per la nicchia scavata in maggio-<br />

ri proporzioni, dovendo capirvi il simu-<br />

lacro <strong>di</strong> Giove <strong>di</strong> forme semi-colossali,<br />

secondo i <strong>di</strong>segni <strong>di</strong> Michelangelo. Dal-<br />

l'area del tempio si gode una sorprenden-<br />

te e magica veduta <strong>di</strong> tutta la valle e pia-<br />

nura Pontina. Siccome poi questo tem-<br />

pio è in un fianco dell'area e non in mezzo,<br />

<strong>di</strong>ce Nibby non essere improbabile<br />

che un altro uè sorgesse dove oggi è iu<br />

VEL 16V<br />

chiesa e la sagrestia <strong>di</strong> s. Pietro, il qua-<br />

le forse fu sagro ad Ercole, forse alle <strong>di</strong>-<br />

vinità capitoline Giove, Giunone e Mi-<br />

nerva. Uscendo dal tempio e scendendo<br />

verso la città bassa, vedonsi tosto a sinistra<br />

i poliedri del muro che formano<br />

un angolo, in<strong>di</strong>zio della porta aulica del-<br />

l'acropoli. E deviando alcun poco sulla<br />

stessa mano si vedono mura a poligoni<br />

della 3." epoca, che furono parte del re-<br />

cinto dell'arce, e che oggi servono <strong>di</strong> so-<br />

stegno alla strada. Continuando a <strong>di</strong>scen-<br />

dere vedesi avanti la casa Prence un ca-<br />

pitello corintio, che pretendesi appar-<br />

tenuto al tempio <strong>di</strong> Castore: lungo la<br />

stessa via a destra è un avanzo <strong>di</strong> muro<br />

d'opera incerta,che in<strong>di</strong>ca il proseguimen-<br />

to delle mura dell'arce restaurate a tem-<br />

po <strong>di</strong> Siila; <strong>di</strong> tali mura in questo medesimo<br />

luogo si ammira un bel tratto prima<br />

<strong>di</strong> giungere alla chiesa <strong>di</strong> s. Oliva, ed è<br />

quello ricordato <strong>di</strong> sopra. Qualunque sia<br />

stato il precedente e<strong>di</strong>lizio che ne occupava<br />

il sito, è certo che questa chiesa è<br />

fondata sopra una fabbrica antica, rimanendo<br />

ancora dentro <strong>di</strong> essa al suo posto<br />

una base <strong>di</strong> colonna a sinistra. Generalmente<br />

si ritiene che ivi sorgesse un tem-<br />

pio sagro ad Esculapio ed Igiea, per un'i-<br />

scrizione, che il Volpi confonde con un'al-<br />

tra ili C. Oppio Leuate, che non vi ha né<br />

punto né poco che fare, secondo Nibby<br />

(altri <strong>di</strong>cono che il tempio era de<strong>di</strong>cato a<br />

Giano, e credono che le superstiti colon-<br />

ne tuttora adornino la prima uavata del-<br />

la chiesa). Sulla piazza è un pozzo <strong>di</strong> stile<br />

dorico del secolo XVI, fatto da Bartolomeo<br />

Cialdera podestà <strong>di</strong> Cora l'anno 5.°<br />

<strong>di</strong> sua magistratura, come si legge nel-<br />

l'iscrizione. Da questa chiesa scendendo<br />

verso il tempio <strong>di</strong> Castore e Polluce, os-<br />

sia verso la piazza <strong>di</strong> s. Salvatore, vede-<br />

si a sinistra un frammento <strong>di</strong> colonna<br />

scanalata, che vuoisi appartenuta al tem-<br />

pio <strong>di</strong> Castore. Sul fine della strada en-<br />

trasi a destra in una casa particolare fabbricata<br />

entro il portico del tempio <strong>di</strong> Ca-<br />

store, del quale si vedono le colonne in-


i66 VEL<br />

castrate ne' muri (forse la della casa è<br />

quella, che non reggendosi che malamen-<br />

te, per guisa che il fregio e le colonne su-<br />

perstiti erano in punto <strong>di</strong> minare, nel<br />

i854 dal ministero de' lavori pubblici,<br />

per conservare sì preziose vestigia del<br />

tempio, si mandarono or<strong>di</strong>ni pel restau-<br />

ro, siche liberato l'avanzo antico du'muri<br />

moderni, non solo non sarà più soggetto<br />

alla fragilità <strong>di</strong> questi, ma rimarrà spic-<br />

cato da loro, e più acconcio ad essere <strong>di</strong>-<br />

segnato dagli architetti che ne stu<strong>di</strong>ano<br />

i leggiadri intagli e le gentili proporzio-<br />

ni. Tanto riferì il Giornale <strong>di</strong> Roma, e<br />

la Civiltà Cattolica, serie 2/, t. ti, p.<br />

101. Non<strong>di</strong>meno tultociò ancora non fu<br />

posto in esecuzione, almeno fino al mar-<br />

zo 1 858. Anzi leggo nel Supplimento al<br />

n.° 34 del Diario dì Roma del 1839,<br />

che nel precedente autunno erasi portato<br />

in Cori il car<strong>di</strong>nal camerlengo per am-<br />

mirare i delubri d'Ercole e <strong>di</strong> Castore e<br />

Polluce, e che per la loro conservazione<br />

avea preso le più energiche provvidenze).<br />

Sortendo da quota e traversalo un arco<br />

moderno si <strong>di</strong>scende alla piazza <strong>di</strong> s. Sal-<br />

vatore, sostenuta da antiche sostruzioni<br />

d'opera incerta addossale alle mura pri-<br />

mitive <strong>di</strong> poliedri rozzi, le quali reggevano<br />

l'area <strong>di</strong>nanzi al tempio, come ora<br />

reggono la piazza <strong>di</strong> s. Salvatore. Questa<br />

per le macerie si è considei ahi Unente al-<br />

zata, restando coperti i gra<strong>di</strong>ni del tempio.<br />

Sulla piazza tuttora si vedono le due<br />

colonne che formavano l' intercolunnio<br />

centrale del portico ch'era evidentemen-<br />

te esastilo, cioè con 6 colonne <strong>di</strong> fronte e<br />

2 <strong>di</strong> fianco, e rivolto a mezzodì come quel-<br />

lo della cittadella, il quale è quasi per-<br />

pen<strong>di</strong>colare a questo, ma un poco più<br />

verso oriente. Per la materia e lo stile è<br />

identico a quello : questo però è <strong>di</strong> or-<br />

<strong>di</strong>ne corintio, ed i capitelli sono d'una esecuzione<br />

mirabile, e così belli che sembrano<br />

fatti dallo stesso scultore <strong>di</strong> quelli<br />

del tempio detto della Sibilla a Tivoli, e<br />

del tempio della Fortuna Prenestina. Le<br />

colonne Inumo la base attica e la scozia<br />

VEL<br />

mollo stretta: i tori sono bassi, schiaccia-<br />

ti, come cuscini che cedouo al peso del<br />

fusto ; ed il filetto dell'imoscapo è stac-<br />

cato affatto dal toro superiore, partico-<br />

larità dal Nibby non osservate altrove.<br />

Le colonne erano coperte d' uno stuc-<br />

co finissimo ; le mo<strong>di</strong>nature sono ele-<br />

ganti, e l'esecuzione franca e corretta.<br />

L'iscrizione ricorda le <strong>di</strong>vinità <strong>di</strong> Casto-<br />

re e Polluce, alle quali era coiisagralo il<br />

tempio, il decreto del senato che lo fece<br />

e<strong>di</strong>ficare, e Marco Calvio che fece ese-<br />

guire il lavoro. Nibby corregge Volpi per<br />

averla malamente riportata, e Corra<strong>di</strong>ni<br />

per averla creduta <strong>di</strong> restauro e commesso<br />

altri errori, mo<strong>di</strong>ficando la fama<br />

che in generale godono que' due scritto-<br />

ri, il i.° continuatore del 2." dal t. 3° in<br />

poi del Vtlus Latium. Uno scavo ese-<br />

guito lungo il lato occidentale <strong>di</strong> que-<br />

sto tempio, che il Nibby vide nel 1829<br />

prima che fosse ricoperto, ha <strong>di</strong>mostra-<br />

to ch'era del numero de 5<br />

prostili :<br />

che la<br />

colonna <strong>di</strong> fianco verso oriente, ch'è nel-<br />

la casa, sebbene sconvolta, è al posto suo:<br />

che la base <strong>di</strong> pilastro ad anta incontro<br />

ad essa non islà al suo posto, ma appar-<br />

tiene ad uno de' pilastri dell' angolo o-<br />

rientale della cella. In quella ciicostar<br />

za furono scoperti pezzi della cornice, ch(<br />

ivi dappresso sono collocati e che pr<<br />

sentano la singolarità che i massi compc<br />

nenti la cimasa sono <strong>di</strong>staccati da quel<br />

li contenuti in mo<strong>di</strong>glioni. Tornando<br />

sulla via pubblica, questa <strong>di</strong>cesi delle Ce<br />

lonnelte, e va in linea retta a finire sul<br />

la piazza Tassoni. Lungo questa strade<br />

a destra è un tinello e montano pertiner.<br />

te a'Picchioni, fabbricato sopra i ruder<br />

d'un e<strong>di</strong>ficio antico costruito <strong>di</strong> opera re<br />

tico!ata,dove rimane parte d'un pavimer<br />

to antico <strong>di</strong> musaico bianco e nero, un ca<br />

pilello corintio, una base e un brano d'ar<br />

tica lapide municipale col cognome d'ut<br />

qualuorviro quinquennale. Per la stess<br />

via <strong>di</strong>nanzi la casa Tomtnasi,ch'è a sini<br />

stia, sono rocchi <strong>di</strong> colonne d'or<strong>di</strong>ne de<br />

rico, analoghe per lo siile a quelle del lem-


VEL<br />

pio dell'acropoli. Nel lineilo <strong>di</strong>rimpelton<br />

questa casa sono le vestigi;» d'un pavimen-<br />

to d' opera tessellata. In<strong>di</strong>zi sono questi<br />

dell'esistenza antica <strong>di</strong> questa strada, lun-<br />

go la quale erano case de'citta<strong>di</strong>ni. Poco<br />

dopo vedesi incastrata nel muro e rove-<br />

sciata la lapide <strong>di</strong>C.Oppio Vero magistra-<br />

to frantumata in marmo de'lempi imperiali,<br />

e riportata e supplita nel mancante<br />

dal Nibby, <strong>di</strong> somma importanza, perchè<br />

mostra che Cora anticamente, come og-<br />

gi non aveaunpubblicoacquedottochela<br />

fornisse, ma ampie cisterne e<strong>di</strong>ficate a<br />

spese pubbliche, nelle quali si raccoglieva<br />

l'acqua pluviale, caele.ste.ni aquam,<br />

per comodo de'citta<strong>di</strong>ni. La via delle Co-<br />

lonnette termina nella piazza, sulla qua-<br />

le è la casa del conte Tassoni; e <strong>di</strong>rimpet-<br />

to a quella verso settentrione vedesi tor-<br />

reggiare un muro a poliedri della 3." spe-<br />

cie. Questa piazza ha ancora il nome <strong>di</strong><br />

piazza Montagna per la casa a destra, la<br />

quale appartienealla famiglia omonima:<br />

addossato ad essa è il frammento <strong>di</strong> lapi-<br />

de in travertino, <strong>di</strong> Lucio Pubblio, da<br />

Nibby che la riferisce creduta contempo-<br />

ranea de' templi suddescritti. Essa è analoga<br />

ed in parte simile ad altro frammen-<br />

to esistente in casa Prosperi. Nella stessa<br />

piazza sono rocchi <strong>di</strong> colonne scanalate<br />

<strong>di</strong> travertino, e capitelli d'or<strong>di</strong>ne corintio,<br />

i quali appartengono ad epoca molto re-<br />

mota, e furono parte <strong>di</strong> qualche fabbrica<br />

pubblica esistente in questi <strong>di</strong>ntorni. Tornando<br />

sulla via delle Colonnette, si scende<br />

a Pizzitonico, area o piazza tutta arti-<br />

ficiale, non essendo che il terrazzo dell'an-<br />

tiche gran<strong>di</strong> piscine <strong>di</strong> Cora, delle quali si<br />

parla nella memorata iscrizione <strong>di</strong> C. Op-<br />

pio Vero, e che oggi servono allo stesso uso,almeuo<br />

in parte, giacche nel rimanente<br />

sono state ridotte ad uso <strong>di</strong> montani omo-<br />

lini ad olio, <strong>di</strong> rimesse,abi tazioni plebee ec.<br />

Queste ultime parti vanno sotto il nome<br />

•volgare <strong>di</strong> terme (e bagni pubblici, come<br />

tra gli altri li crede il Ricchi nella Reggia<br />

de Polsci) t mentre nella pianta sono iden-<br />

tiche all'altre conserve, ma non vi rima-<br />

VEL t6 7<br />

ne traccia alcuna d'ornamenti, e solo vi<br />

si ravvisano vestigia dell'astra») o coccio<br />

pesto. Il muro <strong>di</strong> queste piscine interna<br />

mente, come l'altre costruzioni romane,<br />

è a sacco; esternamente però è fasciato<br />

d'opera incerta, dove non sia slata tolta<br />

ne' tempi posteriori. Queste piscine si e-<br />

stendono per lungo tratto,ed un'idea se ne<br />

può a vereentrando negli abituri della via,<br />

che dalla porta Veliterna conduce a por-<br />

ta Ninfesina, a sinistra, partendo dall'o-<br />

steria; queste lasciano riconoscere in<strong>di</strong>e-<br />

tro la forma per la quale vi penetrava<br />

1' acqua e gli spechi. E sopra quest' immense<br />

rovine siede e si appoggia una<br />

gran parte del fabbricato moderno <strong>di</strong> Co-<br />

ra a Valle. Quanto al nome <strong>di</strong> Pizzito-<br />

nico, che si dà a questa piazza, il volgo<br />

senz'aleuti fondamento lo deriva da piazza<br />

Dorica : al Nibby pare che il nome<br />

Puteus, pozzo, non sia estraneo alla sua<br />

formazione. Verso seltentrione quest'a-<br />

rea è protetta e dominata da una parte<br />

del recinto primitivo formato da massi<br />

enormi, i più gran<strong>di</strong> che il Nibby abbia<br />

veduto, e rinfiancato da opera lucerla; e<br />

questo restauro dell'era sillana,dove spor-<br />

ge in fuori ha gli angoli consolidati da<br />

pietre quadrilatere. Andando da Pizzito-<br />

nico verso l'orto Luzi, si scende prima<br />

alcun poco e quin<strong>di</strong> si sale <strong>di</strong> nuovo ; a<br />

sinistra nel salirvi sono mura a poligoni<br />

della<br />

a<br />

r. epoca, sebbene i massi non siano<br />

molto gran<strong>di</strong>. Nel detto orto, Nibby<br />

vide nel 1825 vari capitelli d'or<strong>di</strong>ne co-<br />

rintio <strong>di</strong> <strong>di</strong>ametro corrispondente a' roc-<br />

chi delle colonne minori della piazza<br />

Montagna, anch'essi <strong>di</strong> travertino e <strong>di</strong><br />

stile affatto analogo a quelli del tempio<br />

della Fortuna Prenestina. Mi è noto, che<br />

i capitelli furono poi acquistati dall'illu-<br />

stre prelato corano mg. r<br />

Manari, e collo-<br />

cati nel suo casino <strong>di</strong> campagna. Ritornando<br />

sulla via grande, che dalla porta<br />

Veliterna conduce a porta Ninfesina e<br />

prendendo verso la porta Veliterna, poco<br />

prima <strong>di</strong> giungere a questa, a sinistra è<br />

la casa Vittorj; ivi <strong>di</strong>uanzi la medesima


168 VEL<br />

nel cortile sono gli avanzi d'un altro e<strong>di</strong>-<br />

ficio pubblico, consistente in due colonne<br />

d'or<strong>di</strong>ne dorico non iscannlate, con base,<br />

cbe stanno ancora in pie<strong>di</strong> e cbe per lo<br />

stile appartengono all'epoca stessa de'<br />

due templi: lo stilobate sul quale poggiano<br />

è nella parte esterna lutto <strong>di</strong> traver-<br />

tini; si vedono pure frammenti <strong>di</strong> mezze<br />

colonne della stessa pietra e dello stesso<br />

<strong>di</strong>ametro. Sulla sponda opposta della<br />

strada grande è un vicolo, pel quale si<br />

Valsila casa Prosperi, una delle più an-<br />

tiche <strong>di</strong> Cora, leggendosi sulla porta in-<br />

terna della medesima la data dell'anno<br />

i525. Nel cortile vedesi l'altro frammen-<br />

to <strong>di</strong> lapide, riprodotta da Nibby, appar-<br />

tenente a Lucio Publilio, ricordato più<br />

sopra, il quale sebbene sia dello stesso<br />

tempo, e appartenga al medesimo perso-<br />

naggio, non fa però parte dell'iscrizione ri-<br />

cordata. Nello stesso cortilesono due cinerarii<br />

coll'epigrafi riportate da Nibby. Andando<br />

da casa Prosperi verso s. Maria,<br />

vedesi a destra una sostruzione romana<br />

<strong>di</strong> pietre quadrilatere, sulla quale fu essa<br />

e<strong>di</strong>ficata (alcuni credono che nell'area<br />

della chiesa furono già due templi, sa-<br />

gri uno a Giano e l'altro alla Fortuna,<br />

e od essi attribuiscono i ruderi e fram-<br />

menti antichi esistenti), e che forse anticamente<br />

servì <strong>di</strong> sostegno ad un e<strong>di</strong>fìcio<br />

del foro corano, che Nibby crede corri-<br />

spondente alla piazza <strong>di</strong> s. Maria. Li stra-<br />

da che da Vellelri conduce a Cora fino<br />

ali."quarto del secolo corrente non era<br />

allatto carreggiabile ; poscia fu ridotta a<br />

bella e amenissima via, e comoda ad o-<br />

gni sorta <strong>di</strong> carri. A mezza via si lascia a<br />

sinistra il cratere del <strong>di</strong>seccato lago <strong>di</strong><br />

Giuliano, e poco dopo a destra il comu-<br />

ne <strong>di</strong> tal nome; al g.° miglio si passa sot-<br />

to al picco <strong>di</strong> Piocca Massima, in<strong>di</strong> co*<br />

mincia la salita <strong>di</strong> Cora, che dura quasi<br />

3 miglia, e così agiata da potersi andare<br />

<strong>di</strong> trotto; essa è tracciata entro l'oli velo,<br />

ed ha a destra una magnifica veduta della<br />

pianura de* volsci, e de' loro campi<br />

Pontini. Poco prima d'entrare iu Cori,<br />

VEL<br />

vedesi dominare a sinistra la chiesa e convento<br />

<strong>di</strong> s. Francesco, alla quale condu-<br />

ce un bel viale, che serve <strong>di</strong> passeggiata<br />

a' corani. Sebbene tuttociò si riferisce da<br />

Nibby, conviene fare una necessaria <strong>di</strong>-<br />

stinzione. La strada ora carreggiabile (la<br />

quale devesi alle cure e premure del sul-<br />

lodato prelato Manali, per riguardo del<br />

quale il principe d. Camillo Borghese<br />

fece il (ratio del territorio <strong>di</strong> Giuliano),<br />

che da Vellelri conduce a Cori, quando<br />

si è a circa due miglia dalla città, nel<br />

punto detto la Madonna de' Monti, si <strong>di</strong>-<br />

vide in due; una tutta in piano porta a<br />

Cori a Valle, ossia alla porta Romana,<br />

e l'altra in salita, conduce a Cori a Mon-<br />

te e alla porta Segnine. La chiesa <strong>di</strong> s.<br />

Francesco è a sinistra della strada che<br />

reca alla porta Romana. Poche città com-<br />

prese dentro i limiti della mappa de' <strong>di</strong>ntorni<br />

<strong>di</strong> Roma ponno vantare tanti monumenti<br />

antichi e così importanti, quan-<br />

ti ne conserva questa, e perciò meritano<br />

una descrizione <strong>di</strong>stinta. Quin<strong>di</strong> non si<br />

creda, che non ostante le mie proteste<br />

io sia uscito da' limili prefissimi, nel <strong>di</strong>f-<br />

fondermi col Nibby sulla sua topografi;<br />

Poiché oltre l'aver conseguito il duplic<br />

vantaggio, <strong>di</strong> dare una chiara idea dell<br />

topografia <strong>di</strong> Cora e de'luoghi ove esiste<br />

no i monumenti, questi brevemente de<br />

scrissi col dotto archeologo, e così mi tri<br />

vo <strong>di</strong>spensato dal farne menzione a parte<br />

anche per le <strong>di</strong>verse opinioni che accei<br />

nai fra parentesi. Altre notizie sulle anti<br />

chità <strong>di</strong> Cori e le sue lapi<strong>di</strong> si ponno ri-<br />

cavare da' seguenti e già nominati, alcuni<br />

de' quali ne ragionarono con molte pai<br />

ticolarità. Ricchi, Reggia de' False,<br />

Volpi tradotto dal Finy, cap. 2; Dell'ai<br />

licite fabbriche della città <strong>di</strong> Cora .<br />

Winckelmann, Piranesi e Marocco, Nai<br />

ra il p. Casimiro, che in vari tempi sol<br />

lo le abitazioni si trovarono colonne spez<br />

zale, capitelli, busti, iscrizioni e staine<br />

ma nel pontificalo <strong>di</strong> Sisto V trovò Giste<br />

foro Marulli nella sua vigna, posta nella<br />

contrada del Formale Nuovo, moltissime


VEL<br />

medaglie d'oro. Ma pei sospetti patì un<br />

mese <strong>di</strong> carcere, ed ebbe soli a5 scmli.<br />

Quanto alle medaglie, soggiunge il p. Ca-<br />

simiro, pervennero nelle mani <strong>di</strong> Camil-<br />

la l'eretti sorella del Papa, essendo po-<br />

destà <strong>di</strong> Cora Stefano Mai gani. Tanto ri-<br />

levò il p. Casimiro da un mss. del cora-<br />

no e contemporaneo del Marulli, Ulisse<br />

Ciu<strong>di</strong>, il quale registrò pure due auliche<br />

iscrizioni, da lui Ielle nel suddetto batti-<br />

steiio <strong>di</strong> s. Pietro, e nel portico della chie-<br />

sa <strong>di</strong> s. Maria della Plebe, nella metà del<br />

secolo passato già <strong>di</strong>strutta. Le quali iscmioni<br />

errate dal Grillerò, dal Ricchi e<br />

da altri, stimò bene pubblicare il p. Casi-<br />

miro. Le monete corane furono ricordate<br />

dal Volpi e in conseguenza dal Finy, e. 6:<br />

Delle jamiglie corane illustri in Roma.<br />

Il moderno Dauco riferisce che tra le mo-<br />

nete antiche, <strong>di</strong> cui vantasi quest'antica<br />

città, non devonsi <strong>di</strong>menticare neppure le<br />

recentemente rinvenute , illustrate dal<br />

eh. archeologo p, Giuseppe Marchi gesui-<br />

ta, ch'egli coulesla a Vincenzo Marchet-<br />

ti aiìezionalisdmo a questa sua patria, in<br />

una lettera degli 8 maggio 1 843, avere<br />

le medesime monete singolare estimazio-<br />

ne. In argomento mi scriveva l'encomia-<br />

lo Marchetti, nella nostra eru<strong>di</strong>ta corri-<br />

spondenza: La remotissima antichità <strong>di</strong><br />

Cori viene reputala anti<strong>di</strong>luviana dal<br />

famoso archeologo Nibby, e da tutti gli<br />

altri vetusti e moderni scrittori è tale<br />

fondatamente creduta. Per questa istessa<br />

ragione vengono apprezzate l'antiche mo-<br />

nete corane ricercatissime, per cui il car-<br />

<strong>di</strong>nal Stefano Dorgia ne fu avi<strong>di</strong>ssimo<br />

raccoglitore, unitamente alla raccolta <strong>di</strong><br />

pergamene, <strong>di</strong>plomi ec. A quest' effetto<br />

m'inviò ripetutamente copia e poi l'ori-<br />

ginale dell'in<strong>di</strong>cata lettera a lui scritta<br />

dal dottissimo p. Marchi, che io mifouu<br />

vanto qui appresso pubblicare, sia a van-<br />

taggio della numismatica, sia a onore del<br />

Mai clielli ed a lustro <strong>di</strong> sua celebre patria,<br />

sia in (ine per manifestare qui pure il pro-<br />

fondo sapere <strong>di</strong> lauto benemerito gesuita.<br />

> Da molti mesi aveva io posto nelle mani<br />

VEL 169<br />

del giovine sig. r<br />

d. r<br />

AchilleGennarelli i monumenti<br />

e documenti necessari all'illustrazione<br />

dell'aulica moneta <strong>di</strong> Cori. Ma<br />

la sua <strong>di</strong>ssertazione che da 18 mesi dove-<br />

va essere pubblicata,ancora non compari-<br />

sce, ed Elia mi fa premura <strong>di</strong> pur cono-<br />

scere un fallo che tanto onora codesta sua<br />

patria carissima. Iocompen<strong>di</strong>erò il ragionamento<br />

che troverà ampiamente <strong>di</strong>chia*<br />

rato dal Gennarelli (<strong>di</strong> fatti la Disser-<br />

tazione coronala dalla pontificia accademia<br />

romana d'Archeologia, come<br />

notai altrove celebrandola, <strong>di</strong>poi uscì nel-<br />

l'islesso anno in Roma da' tipi camerali<br />

col titolo: La moneta primitiva e i monumenti<br />

dell'Italia antica ec. In essa il<br />

eh. Gennarelli illustrò 3 monete <strong>di</strong> Cora<br />

de' Volscije quanto alle 2 monete affat-<br />

to simili, tranne l' iscrizione o leggenda<br />

che in luogo <strong>di</strong> Cosa e Cosano è Doma e<br />

Domano, non trovava <strong>di</strong>fficoltà a crederle<br />

uscitedalla zecca dellasola Cora, la quale<br />

avrebbe scritto così egualmente il nome<br />

suo e quello della conquistatrice Roma,<br />

siccome avveniva in Napoli, della quale<br />

abbiamotipi identici, salvo nell'epigrafe).<br />

Mg/ Stefano Dorgia, poi car<strong>di</strong>nale, nel<br />

1 786 inviò a Vienna al nostro p. Giusep-<br />

pe Eckhel due piccole monete in bronzo,<br />

che alcuni anni fa ritrovai nel piccolo<br />

museo del Collegio <strong>di</strong> Propaganda (nel<br />

quale articolo, descrivendo in breve quel<br />

Museo Borgiano, lo <strong>di</strong>ssi dal car<strong>di</strong>nale<br />

istituito inVellelri sua patria e poi da esso<br />

legato in parie al collegio Urbano, l'altra<br />

trovandosi in Napoli). La i/ha nel suo <strong>di</strong>ritto<br />

una testa <strong>di</strong> Palladecoperta<strong>di</strong> elmoe<br />

cimiero rivolta a destra e l'epigrafe Coza ;<br />

nel rovescio un busto <strong>di</strong> cavallo frenato<br />

rivolto pure a destra e l'iscrizione Zano,<br />

La 2. a<br />

in luogo della lesta <strong>di</strong> Pallade ha<br />

quella <strong>di</strong> Marte barbato senza epigrafe;<br />

e intorno al busto <strong>di</strong> cavallo del rovescio<br />

l'iscrizione Cozano, Qtiesle due moneto<br />

medesime, quantunque rare, sono capila.<br />

te non è gran tempo in mano a due <strong>di</strong>-<br />

versi negozianti, da' quali le ho io acqui-<br />

stale per queslo nauseo K-ircUeriauo<br />

-, e


170 V E L<br />

su amendueho riscontrate le impronte<br />

e le leggende medesime delle borgiane,<br />

anzi forse meglio conservate. Il cav. Giacomo<br />

Millingen nel 1 83 1 pubblicò a Londra<br />

una moneta in argento <strong>di</strong> modulo<br />

maggiore alquanto delle due <strong>di</strong> bronzo<br />

coll'i in pronta e la leggenda che qui le de-<br />

scrivo. Nel <strong>di</strong>ritto testa d'Apollo laureata<br />

e rivolta a sinistra: nel rovescio cavallo<br />

chea gran corsa va a sinistra spintovi da<br />

un cavaliere, dalle cui spallecade un pallio<br />

leggerissimo trasportato dal vento, e la<br />

cui testa è coperta d'un pileo somigliante<br />

a quello <strong>di</strong> Mercurio: sotto al ventre del<br />

cavallo leggesi Corano. A queste 3 mone-<br />

te operate col conio debbonsi aggiungere<br />

le due <strong>di</strong> getto pubblicate da meson già<br />

4 anni fra le monete italiche primitive,<br />

1' asse de' volsci colla testa d'Apollo ripetuta<br />

su amendue le faccie della mone-<br />

ta, e il trionfo de' rutuli che ha nel <strong>di</strong>-<br />

ritto un cavallo in gran corsa. Per <strong>di</strong>ver-<br />

se mie congetture non è forse improba-<br />

bile che I' asse provenisse da un'o<strong>di</strong>erna<br />

posta ad Anzio antico, ora Porto d'Anzio,<br />

il triente da Artica metropoli antica de'<br />

rullili (il Triente sorta <strong>di</strong> moneta antica,<br />

«na 3." parte dell' asse, cioè 4 oncie ).<br />

L'Eckhel che non poteva a tanta <strong>di</strong>stan-<br />

za conoscere la storia topografica della<br />

provenienza delle due monete coniate<br />

inandategli dal Borgia in <strong>di</strong>segno, ricorse<br />

per interpretazione alla geografia antica,<br />

e trovato ch'ebbe nell'Etruria una città<br />

che i romani chiamavano Cosa (poi An-<br />

sedonia <strong>di</strong> Toscana dell' abbazia delle<br />

Tre Fontane, perciò ne ragionai in que*<br />

due articoli; ha vestigia <strong>di</strong> muraciclopee),<br />

credette che le due monete si potessero<br />

giustamente ad essa attribuire (devesi av-<br />

vertire, e l'imparo dal prezioso Diziona-<br />

rio della Toscana del benemeritoRepetti,<br />

che oltre Cosa de' volcienti <strong>di</strong> Tusca-<br />

na ora Toscanella,\\ (aCossa degl'irpini<br />

degli Abruzzi uel Sannio, e siccome ambedue<br />

colonie romane, indusse molli in<br />

equivoco coll'attribuire aliai. 3<br />

alcuni fat-<br />

ti propri della 2.*, così propende forse a<br />

VEL<br />

riconoscere <strong>di</strong> Cossa una moneta del tem-<br />

po d'Augusto, che altri vogliono spettare<br />

a Cosa, inoltre riconoscendo <strong>di</strong> Cossa la<br />

medaglia coll'impronta dell'aquila roma-<br />

na). Il Millingen quantunque per sistema<br />

allenissimo dal concedere uso <strong>di</strong> moneta<br />

propria nelle città italiche poste tra il<br />

Tevere e il Garigliano, pure costretto dal-<br />

l'evidentissima leggenda Corano riconobbe<br />

quella sua moneta d' argento come<br />

spettante a Cora oggi Cori. Ma il p. Secchi<br />

mio confratello legge Cora e Corano<br />

anche dove sta scrino Coza e Cozano.<br />

Gli antichi grammatici ne insegnano che<br />

la lingua latina nella sua infanzia sostituiva<br />

sovente la S alla Re leggeva Fv-<br />

sivs in luogo <strong>di</strong> Fvrivs, Avselivs dove<br />

poi lesse Avremvs : dunque il Coza, che<br />

peravviso dello stesso Eckhel è la mede-<br />

sima voce <strong>di</strong> Cosa, per ragione della forma<br />

della S che si confonde col greco Z,<br />

non è Cosa città etnisca, ma Cora città<br />

volsca, e Cosano non è il possessivo del-<br />

l' etrusco, ma del Corano Volsco. Se<br />

l'Eckhel avesse riflettuto all'alfabeto e-<br />

trusco che manaa della vocale O (il che<br />

rimarcai nel voi. LXXVHI,p. 86j, alla<br />

quale sostituisce il V, sisarebbe facilmente<br />

persuaso che se i romani chiamavano<br />

quella città Cosa, gli etruschi le dovean<br />

dare un altro nome o almeno <strong>di</strong>rla Casa<br />

secondo loro cos lume. Che i romani<br />

poi mutassero nome alle città etrusche<br />

colle loro conquiste, il sappiamo da Chiù-<br />

.57, che dagli etruschi era detto Chamars t<br />

da'romani fu detto Clusiumj e da Volterra<br />

che gli etruschi scrissero sempre<br />

Velathri, e i romani Volaterra (<strong>di</strong> tale<br />

voce e iscrizione <strong>di</strong> monete feci parola<br />

nel cit. voi. LXXVII1, a p. 90 e 91, <strong>di</strong>-<br />

cendo pure, che siffatte monete il Maffei<br />

attribuì a Velletri o ad Alatri). L'Eckhel<br />

poi è quegli che sa quanto niun altro che<br />

le due monete del Coza e del Cozano<br />

non potrebbon mai esser <strong>di</strong> Cosa con-<br />

quistata e <strong>di</strong>pendente da'romani, ma <strong>di</strong><br />

Cosa libera e padrona <strong>di</strong> se medesima<br />

prima che i romani stendessero sino colò


VE L<br />

In loro potenza. Eccole con ciò assicura-<br />

to alla sua città il <strong>di</strong>ritto sopra 3 <strong>di</strong>verse<br />

monete coniate prima che i romani a-<br />

vesserò su quella città un assoluto <strong>di</strong>rit-<br />

to, e certamente prima che Cori comin-<br />

ciasse a godere del così detto jus latino.<br />

Perciò che spetta alle impronte si posso-<br />

no hen <strong>di</strong>re anch'esse proprie del paese<br />

risii herino molto meglio che del trasti-<br />

beruio. L'Apollo, come leljo in<strong>di</strong>cato descrivendole<br />

l'asse de' volsci, è lai, a<br />

e più<br />

nobile insegna <strong>di</strong> quella nazione; e qui<br />

abbiamo l'Apollo nella moneta d'argen-<br />

to del Millingen, nel quale vi è pure il<br />

cavallo in gran corsa come nel Incute de-<br />

scrittole de' rutuli, tanto prossimi o le-<br />

gali co' volsci che possouo chiamarsi qua-<br />

si una gente medesima. La Minerva come<br />

figliuola a Giove era in altissima ve-<br />

nerazione presso tutti i popoli cistiberi-<br />

dì, che concordemente aveano Giove per<br />

lor<strong>di</strong>.* <strong>di</strong>vinità. Il Marte ha lasciato in<br />

Cori memoria solenne <strong>di</strong> se negli avanzi<br />

nobilissimi del tempio erettogli da'eora-<br />

ni. Il busto <strong>di</strong> cavallo fi enato lo trovo in<br />

altre monete che io ho sempre conside-<br />

rate come proprie degli equi, de' volsci e<br />

degli aurunci. Perciò io non l'ho per cosa<br />

straniera quando lo veggo sulla mo-<br />

neta <strong>di</strong> Cori. Veda l' Aes Grave, Sl&ra'<br />

palo da me nel i83g. Queste poche no-<br />

tizie potrebbero tornare <strong>di</strong> qualche uti-<br />

lità storica se in Cori vi fosse persona che<br />

sapesseo volesse fare osservazioni sui tra-<br />

vamenti che continuamente si vanno facendo<br />

costì, come per lutti i luoghi <strong>di</strong><br />

questa nostra antichissima e ricchissima<br />

Italia. Converrebbe acquistar tutto in ge-<br />

nere <strong>di</strong> monete vendendo il superfluo e<br />

ritenendosi il necessario: in pochi anni<br />

Cori riunirebbe tutti i suoi monumenti<br />

numismatici. Né ciò è tutto. Converreb-<br />

be che Cori raccogliesse in un luogo sicuro<br />

ma <strong>di</strong> ragione pubblica tulle le la-<br />

pi<strong>di</strong> antiche <strong>di</strong>sperse per la città e il ter-<br />

ritorio. Le due fiaccole che solo possono<br />

<strong>di</strong>ssipare le tenebre che ravvolgono<br />

la primitiva stona <strong>di</strong> codesti municipi»<br />

V EL 171<br />

sono le monete e le iscrizioni, ma non<br />

quelle che stanno fuor del paese, bensì<br />

quelle che si custo<strong>di</strong>scono ne'luoghi ove<br />

si trovano. Ella colla sua autorità pro-<br />

curi alla sua patria questo ornamento e<br />

ne avrà lode. Ossequiandola consincerissiraa<br />

stima mi raffermo". Riferisce Ma-<br />

rocco, che in Cori, commendata per la<br />

sua celebrità da Livio, Properzio, Luca-<br />

no, Silio Italico, ogni tanto vengono sco-<br />

perti sotterranei bellissimi, alcuni de'qua-<br />

li si osservano composti <strong>di</strong> pietre <strong>di</strong> 6 pal-<br />

mi architettonici <strong>di</strong> lunghezza,come quello<br />

appartenente a'Tommasi, per andare<br />

al tempio <strong>di</strong> Castore e Polluce, che ser-<br />

ve <strong>di</strong> molino d'olio, fiancheggiato da alto<br />

scoglio tagliato e costituente un muro<br />

laterale, do ve il pavimento è <strong>di</strong> bianchissimo<br />

musaico ; congettura che fosse un por-<br />

tico o suolo d'altro tempio,anche pe'grossi<br />

pezzi <strong>di</strong> colonna marmorea ivi rinvenuti.<br />

Dice esistere nel giar<strong>di</strong>no presso la casa<br />

de'Lnzi 6 capitelli bellissimi <strong>di</strong> stile corin-<br />

tio, forse <strong>di</strong> colonne <strong>di</strong> tempio o portico<br />

sagro a Venere; e che anco Esculapio vi<br />

ebbe il tempio. Dalleiscrizioni che ripor-<br />

ta, ritiene avere i corani prestato culto e-<br />

zian<strong>di</strong>o a Cerere ed a Bacco, del cui tem-<br />

pio furono trovati avanzi marmorei negli<br />

scavi della casa Fasanella. Il contem-<br />

plar le sue rama desta meraviglia, essendovene<br />

composte <strong>di</strong> pietre ognuna <strong>di</strong> 13<br />

e i5 palmi lunghe, 8 ovverog alte, concatenate<br />

senza cemento, lavoro chiama-<br />

to opus incertumj mirabile per l'or<strong>di</strong>ne<br />

e la soli<strong>di</strong>tà, e fatto per cozzar co'secoli.<br />

Afferma che l'accademia <strong>di</strong> Francia chiamò<br />

le mura corane meravigliose, e <strong>di</strong> pro<strong>di</strong>giosa<br />

costruzione pelasgica ; ed il Bau-<br />

co assicura che in vari punti della città<br />

sono rimaste in ottimo stato. L'o<strong>di</strong>erna<br />

città ha 3 porte quasi in perfetto triangolo<br />

collocate ; la 1 ."esistente in Cori a Mon-<br />

te è chiamata Segnina, perchè conduce a<br />

Segni la via ; la 3." Ninfesina, da cui co-<br />

mincia la strada che reca a Ninfa; la 3.*<br />

è detta Romana e Veliterna, perchè porta<br />

a Vellelri e a Roma. Cori è priva <strong>di</strong> pub-


i 7 2 VEL<br />

bliclie fonli, cui suppliscono l'acque pio-<br />

vane in fredde e ben conservate cisterne;<br />

il piccolo rio trovato da Faustino Fasa-<br />

nella presso il ton ente Cavala, fu rico-<br />

nosciuto <strong>di</strong> pochissimo utile e <strong>di</strong> molto<br />

incomodo. Ma nel gonfalonierato del benemerito<br />

Giovanni Prospero Buzj, per<br />

sua cura fu trovato un altro rio d' acqua<br />

sorgiva fuori della porta Segnimi.<br />

Tra le sue chiese, 6 sono parrocchiali. La<br />

primaria e insigne collegiata, denominata<br />

duomo, è sotto l'invocazione <strong>di</strong> s. Maria<br />

della Pietà, <strong>di</strong> bella e ben intesa archi-<br />

tettura. Il Ricchi lo <strong>di</strong>ce già tempio del-<br />

la Fortuna e <strong>di</strong> Diana, convertito da'co-<br />

rani ciistiani al culto del vero Dio e denominato<br />

anche della Plebe. Nel 1660<br />

venne restaurala e abbellita con mo-<br />

derna archileltura,con volte gettate sulle<br />

3 antiche navi, con archi maestosi scorni-<br />

ciati <strong>di</strong> vaghi stucchi, sovrastata da finta<br />

cupola e ornata con chiaroscuri da' fra-<br />

telli Agostino e Alessandro Botliceili co-<br />

rani. Furono allora <strong>di</strong>sfatti due antichis-<br />

simi pulpiti, laterali all'altare maggiore.<br />

In essa è la cattedra marmorea vescovi-<br />

le, fino da'primi secoli della Chiesa, testimonio<br />

<strong>di</strong> sua antica sede vescovile, men •<br />

tre l'episcopio era nel giar<strong>di</strong>no a suo tem-<br />

po del capitano Pasquali, e appellato la<br />

casa <strong>di</strong> Monsignore.il candelabro marmo-<br />

reo pel cereo pasquale, alcuni la <strong>di</strong>cono o-<br />

pera del secolo XI II, altri la fanno più an-<br />

tica e che servi già ad uso de' gentili : è<br />

ornato <strong>di</strong> bassorilievi esprimenti animali<br />

e geroglifici, ed ha per base un mostro<br />

con due teste e le sole gambe <strong>di</strong>nanzi. Ma-<br />

gnifico è il tabernacolo e decorose le cap-<br />

pelle. 11 quadro <strong>di</strong> s. Maria della Pietà è<br />

bello e <strong>di</strong> colorilo assai forte. Quello del-<br />

la 3 .'cappella a destra è pure <strong>di</strong> buon pennello.<br />

Del i.° parla Nibby, del i." Maroc-<br />

co. Dubitando che sia il medesimo, domandai<br />

spiegazione a un rispettabile co-<br />

rano,- e fui assicurato d'aver bene con-<br />

getturato, ed è precisamente il medesimo<br />

della 3.' cappella a destra della por-<br />

ta della chiesa. Nell'altare principale è la<br />

VEL<br />

famosa tavola in cui nel 1 54^ Siciolan-<br />

te <strong>di</strong> Semionda <strong>di</strong>pinse il Salvatore. L'organo<br />

pregiatissimo si deve al canonicoA-<br />

lessandro Napoleone Ricchi, zio dello sto-<br />

rico, il quale <strong>di</strong>ce che lo cominciò nel<br />

i636, compito poi con ornamenti a oro<br />

nel 1690, e lasciò un molino a olio per<br />

l'organista. Nel detto secolo, e neh' arci-<br />

pretura d' Ostilio Picchioni, da' fondamenti<br />

fu rifabbricata la torre campana-<br />

ria a lato della porta maggiore, e tale da<br />

poter sostenere grosse e armoniose cam-<br />

pane; nella quale occasione <strong>di</strong>rimpetto si<br />

rinnovò ancora la comoda abitazione per<br />

l'arciprete. Nel secolo passato con deco-<br />

roso <strong>di</strong>segno e sculture fu fabbricato il<br />

prospetto esterno. Oltre una reliquia in-<br />

signe del glorioso b. Tommaso da Cori,<br />

che vi ha un'elegante cappella, quivi si<br />

venera il corpo <strong>di</strong> s. Nazario martire, <strong>di</strong><br />

nome imposto, nella 4-* cappella gentili-<br />

zia de'Fasanelli della nave destra, dona-<br />

to dal car<strong>di</strong>nal Stefano Borgia, come si<br />

legge nella lapide presso Marocco, il qua-<br />

le riporta pure quella della cousagrazio-<br />

ne della chiesa,eseguita T8 febbraio 1699<br />

da Biagio Terzi <strong>di</strong> Lamia vescovo d' I-<br />

sernia, vices gerens del vescovo car<strong>di</strong>nal<br />

Cibo, scrittore della Siria sacra. Appiè<br />

do da Banco che il capitolo si compo<br />

della <strong>di</strong>gnità dell'arciprete parroco, e<br />

1 o canonici, (ia'quali è il teogale e il p<br />

nitenziere, tutti decorati della cappa pi<br />

latizia paonazza nell'inverno, e <strong>di</strong> ro<br />

chetto sopra la colta nell'estate. Racco<br />

ta il p. Casimiro, che Benedetto X11I n<br />

1 7^5 avea concesso all'arciprete e agli 1<br />

canonici l'insegna corale dell' aluiuzi<br />

da usarsi in qualunque luogo; e che nell<br />

segrestia un tempo si conservavano ilio<br />

ti libri rnss., nominando i principali,<br />

fra <strong>di</strong> essi una bolla in pergamena <strong>di</strong> P<br />

pa s. Silvestro I. La a." parrocchia è l'i<br />

signee vasta collegiata de'ss. Pietro ePa<br />

lo, presso il tempio dello d'Ercole, che<br />

al <strong>di</strong>re del Piazza visitatore della <strong>di</strong>ocesi<br />

pel vescovo car<strong>di</strong>nal Facchinetti, è più<br />

aulica della precedente e fu la 1." ad es-


VEL<br />

sere consagrata, per esservi tra<strong>di</strong>zione<br />

che s. Pietro principe degli Apostoli vi<br />

promulgasse il Vangelo; laonde <strong>di</strong>ce il<br />

.' 1' Ricchi, che in essa si fa la i e ultima<br />

pre<strong>di</strong>ca quaresimale, forse in memoria <strong>di</strong><br />

sua antica primazia, e perciò tutte le pie-<br />

<strong>di</strong>che in essa aveano luogo (ciò non è<br />

vero, quanto all' ultima pre<strong>di</strong>ca quaresimale.<br />

Si fa il quaresimale in ambedue<br />

le collegiate, in quella <strong>di</strong> s. Pietro ha luo-<br />

go l'ultima pre<strong>di</strong>ca la 2." festa <strong>di</strong> Pasqua,<br />

ed in s. Maria la 3/ festa); ed ivi posse-<br />

dervi la sua famiglia la cappella <strong>di</strong> pa-<br />

dronato sagra a s. Giovanni. Ne celebra<br />

l'organo e una superbissima campana, la<br />

quale prima che fosse rifusa, per averla<br />

colpita il fulmine, si sentiva 25 miglia<br />

<strong>di</strong>stante. A suo tempo era officiata dal-<br />

l'arciprete, e da 8 beneficiali e 6 cappel-<br />

lani, il cui ampio coro egli <strong>di</strong>ce mostrare<br />

d'essere slata collegiata. Riferisce le vertenze<br />

insorte e prolungate nel secolo XVII<br />

fra l'arciprete e quello <strong>di</strong> s. Maria, alle<br />

quali <strong>di</strong>e (ine nel 1690 il vescovo car<strong>di</strong>nal<br />

Cibo, decretando la precedenza all'arci-<br />

prete e canonici <strong>di</strong> s. Maria incedendo<br />

collegialmente. In<strong>di</strong> da Pio VI nel 1791<br />

(secondo il Marchiafuva, o Pio VII come<br />

vuole il Viola, ma credo fallo tipo-<br />

grafico cioè l'aggiunta d'un I al VI, ben-<br />

sì non gli contrasto ad istanza d' Ales-<br />

sandro Marchetti giuniore. In quest'in-<br />

certezza invocalo schiarimento, sono stato<br />

assicurato, vero il riferito dal Mar-<br />

chiafava), fu <strong>di</strong>chiarata collegiata con ca-<br />

pitolo composto dell' arciprete curato e<br />

<strong>di</strong>gnità,ed'8 canonici decorati della moz-<br />

zelta <strong>di</strong> seta paonazza nell'inverno co'<br />

lembi orlati <strong>di</strong> pelli d' armellino, e del<br />

rocchetto sulla colla nell'estate, come<br />

leggo nel Bauco. Vi si conserva nell'al-<br />

tare maggiore, nella cappella della B.<br />

Vergine, il corpo <strong>di</strong> s. Cubilla vergine e<br />

martire, trovato nel cimiterio de'ss. Mar-<br />

cellino e Pietro <strong>di</strong> Roma, e donato dal<br />

sullodato arciprete della medesima Giu-<br />

seppe Marchiafava nel 1795, come è<br />

scolpilo uell'iscrizioue riferita da Maroc-<br />

VEL 173<br />

co. Da altra da lui pure pubblicala si ri-<br />

cava, che nella stessa chiesa e nella pro-<br />

pria cappella nel 1 497 v > f" istituitala<br />

società del ss. Sagramento e delle Cinque<br />

Piaghe; e nel 1804 quella del Sa-<br />

gro Cuore <strong>di</strong> Gesù. Nella stessa chiesa<br />

collegiata <strong>di</strong> recente vi è stato collocato<br />

nel suo altare dalla parie del Vangelo il<br />

quadro <strong>di</strong> s. Francesco <strong>di</strong> Paola, <strong>di</strong>pinto<br />

lodatissìmo del valente cav. Giuseppe<br />

Manno, nipote del celebre cav. France-<br />

sco altro esimio pittore. Le altre 4 chiese<br />

parrocchiali hanno quadri egregi e <strong>di</strong><br />

qualche pregio e venustà rimarchevole, i<br />

propri parrochi, e sono quelle della ss.<br />

Trinità, <strong>di</strong> cui in oppresso riparlerò; del<br />

ss. Salvatore <strong>di</strong> forma gotica occupante<br />

parte del piano del tempio <strong>di</strong> Castore e<br />

Polluce, <strong>di</strong>cendo il Bauco pregevoli e slimale<br />

le pitture dell'altare maggiore, ope-<br />

ra del sermonetano Siciolanle; <strong>di</strong> s. Mi-<br />

chele Arcangelo, che Marocco <strong>di</strong>ce fab-<br />

bricata sulle rovine del tempio d'Apollo,<br />

dandone certezza una lapide coll'epigra-<br />

fe Ampollini Sacrumj e <strong>di</strong> s. Caterina<br />

vergine e martire, il cui quadro dell'al-<br />

tare maggiore rappresenta il suo marti-<br />

rio colorilo dal Domenichino, secondo<br />

Banco,ma Nibby crede tale tela per la tra-<br />

scuratezza de' contorni e per una certa<br />

stentatezza, piuttosto copia del Domeni-<br />

chino e non originale come ritiene il vol-<br />

go, bensì <strong>di</strong>ce buon quadro <strong>di</strong> colorilo<br />

Guercinesco quello esprimente s. Tom-<br />

maso. Il più elegante e vago tempio <strong>di</strong><br />

non piccola mole, è 1* insigne e celebre<br />

santuario situato fuori <strong>di</strong> porta Segnina<br />

verso la sommila d'uno de' monti Lepi-<br />

ni, <strong>di</strong>stante circa mezzo miglio da Cori,<br />

sotto il titolo <strong>di</strong> Maria ss. del Soccorso,<br />

in cui profondamente si venera la sua<br />

pro<strong>di</strong>giosa Immagine col suo<strong>di</strong>vin Figlio<br />

<strong>di</strong>pinta sul muro, la cui festa solennemente<br />

celebrasi nella 1* domenica <strong>di</strong> maggio<br />

con fiera franca per 8 giorni ; chiesa <strong>di</strong><br />

recente egregiamente abbellita con pit-<br />

ture e altri ornamenti con ispesa non lie-<br />

ve ; e per meglio godersi da<strong>di</strong> vali quan-


i 7 4 VEL<br />

do si scuopre, vi fu collocalo <strong>di</strong>nanzi un<br />

cristallo intero : il che si fa con almeno<br />

12 lumi <strong>di</strong> cera accesi nelle principali so-<br />

lennità e feste <strong>di</strong> precetto della C. Ver-<br />

gine, dandone del suo scuoprimento pre-<br />

cedentemente avviso il suono delle campane<br />

non solamente delle due collegiate,<br />

ma dell'altre chiese <strong>di</strong> tutta la città; scuo-<br />

prendosi pure per pubbliche e private ri-<br />

chieste. Narrai! benemerito Marchiata va<br />

suo <strong>storico</strong> che <strong>di</strong>e occasione alla costru-<br />

zione <strong>di</strong> questo tempio il seguente fatto<br />

portentoso, secondo la pia e comune tra-<br />

<strong>di</strong>zione esistente presso i corani, che os-<br />

sequiano la' ss. Immagine come loro prin-<br />

cipale e incessante benefica avvocata, illu-<br />

strando ezian<strong>di</strong>o con eru<strong>di</strong>te note il suo<br />

racconto, in uno al titolo che dà la Chiesa<br />

<strong>di</strong> Soccorso alla B. Vergine, riferendo le<br />

notizie delle ss. Immagini che con questo<br />

bel titolo si venerarono e venerano in va-<br />

rie città. Correndo l'anno \5i i e il i.°<br />

maggio <strong>di</strong> sabato, mese e giorno in par-<br />

ticolar modo consagrati a Maria Vergi-<br />

ne, la fanciulla Oliva <strong>di</strong> circa 3 anni, fi-<br />

glia <strong>di</strong> Giovanni e Santa Jannese coniugi<br />

corani, contro il <strong>di</strong>vieto della madre<br />

sul mattino volle seguirla nel portarsi su<br />

«letto monte a mondar nel campo le bia-<br />

de; <strong>di</strong> ciò avvedutasi Santa retrocedet-<br />

te per indurla a restituirsi alla casa, e la<br />

figlia 1' ubbidì non senza ripugnanza e<br />

pianto. Ma Oliva nel tornare in<strong>di</strong>etro de-<br />

viò dalla strada, e smarrita s'innollrò in<br />

silo scosceso e ingombro <strong>di</strong> spineti, pie-<br />

tre e cespugli: sopravvenne la notte e in-<br />

sieme un orridoturbine, con <strong>di</strong>rotta piog-<br />

gia, gran<strong>di</strong>ne e fulmini. La fanciulla ba-<br />

gnala, tremante e piangente si ricoverò<br />

sotto una delle lanle piante <strong>di</strong> ginestra,<br />

<strong>di</strong> cui tuttora abbonda il monte, inutilmente<br />

chiamando l'aiuto della madre.<br />

In questo desolante stato, all'improvviso<br />

le comparve innanzi una maestosa Don-<br />

na vestita <strong>di</strong> can<strong>di</strong>do ammanto, da essa<br />

creduta nell'oscurità la sua zia paterna,<br />

per le carezze che le fece e per animarla<br />

i non temete ed a cessar dal piangere,<br />

VEL<br />

con asconderla sotto il suo mantoeivi a«<br />

morosamente trattenendola 8 interi gior-<br />

ni. Frattanto i suoi genitori tornali dallo<br />

campagna a casa e non trovata la figlia<br />

sollecitamente si <strong>di</strong>edero a cercarla fra le<br />

angustie, in<strong>di</strong> obbligati dal temporale a<br />

restituirsi afflitti all'abitazione, restarono<br />

agitati da tetri pensieri. Cessato il turbi<br />

ne, <strong>di</strong> buon mattino ripresero le ricer-<br />

che del cammino dalla fanciulla fatte<br />

non meno in tutte le vicine campagne<br />

inutilmente, onde inconsolabili la pian-<br />

sero per morta. Passati 8 giorni, sul na<br />

scer del sole fu rinvenuta Oliva nel lue<br />

go stesso ove fino allora erasi trattenuta<br />

tutta allegra e sana, da 3 corane che ri<br />

candosi a caricar legna, se la videro coi<br />

pari re loro innanzi lietissima. Sorprese<br />

esse da stupore e da contentezza, alterna-<br />

rono l' interrogazioni come ivi si trovas-<br />

se e da chi fosse stata nudrita per 8<br />

giorni. Rispose con semplicità la fanciul-<br />

la. » Sono stata qui con una bella Signora,<br />

che mi ha fatto molte carezze. Essa ha<br />

voluto che stassi qui con Lei tutti questi<br />

giorni. Quando avevo fame o sete, Ella<br />

ini poneva in bocca il <strong>di</strong>to della sua ma-<br />

no: io Io succhiava, e mi sentiva tutta sa-<br />

zia e contenta." Quin<strong>di</strong> le 3 donne, tutte<br />

meravigliate dal racconto, attribuirono<br />

alla B. Vergine la pro<strong>di</strong>giosa cura della<br />

fanciulla, la quale tosto giubilanti e com-<br />

mosse condussero a'suoi addolorati geni-<br />

tori. Quale fosse la sorpresa e la conso-<br />

lazione <strong>di</strong> essi, quale quella del popolo<br />

pel riferito dalle donne e confermato re-<br />

plicatamente a tulli da Oliva, si può im-<br />

maginare e non esprimere. Generaleper-<br />

tanto fu la pia credenza e persuasione,<br />

che la Soccorritrice e amorosissima bella<br />

Siguora, non fosse altrimenti che la gran<br />

Madre <strong>di</strong> Dio e nostra Maria. Poscia Oli-<br />

va con lagrime ripeteva <strong>di</strong> voler tornare<br />

presso la sua cara Signora, per averle<br />

detto d' amarla e <strong>di</strong> volerla sempre con<br />

se. Fatto è, che dopo 3 giorni dal suo ri-<br />

torno in casa, Oliva sorpresa da violenta<br />

febbre, placidamente e con ilare vollo


VEL<br />

morì, sempre chiamando la sun amabilis-<br />

sima Signora che sul monte l'avea soccorsa,<br />

con nuovo e in<strong>di</strong>cibile rammarico<br />

de* genitori. Cosi ottenne Oliva <strong>di</strong> riu-<br />

nirsi per sempre in para<strong>di</strong>so nel]' eter-<br />

no go<strong>di</strong>mento della sua Signora. E anti-<br />

ca tra<strong>di</strong>zione.confermatadal vescovocar-<br />

<strong>di</strong>nal Antonelli, che la B. Vergine pro-<br />

mettesse a Oliva, che avrebbe soccorso<br />

con ispeciali favori e grazie que' che si<br />

fossero portati su quel monte a venerar-<br />

la nella sua Immagine. Mosso il popolo<br />

corano da questo pro<strong>di</strong>gioso avvenimen-<br />

to, fu premuroso <strong>di</strong> costruire nel luogo<br />

stesso dove avvenne 1' apparizione della<br />

creduta da tulli Maria ss. ad Oliva, una<br />

non piccola cappella, la quale posteriormente<br />

ampliata <strong>di</strong>venne chiesa grande e<br />

maestosa in onore della ss. Vergine, fa-<br />

cendovi <strong>di</strong>pingere nel muro la sua <strong>di</strong>vo-<br />

ta Immagine, alla quale <strong>di</strong> cornuti consenso<br />

fu dato il titolo della Madonna<br />

del Soccorso, in memoria <strong>di</strong> quello pre-<br />

stato alla loro innocente concitla<strong>di</strong>na nel<br />

suo smarrimento. In<strong>di</strong> per autenticare<br />

il pro<strong>di</strong>gio, i corani vollero che in detta<br />

cappella fosse religiosamente sepolta la<br />

fanciulla, a tale effetto ivi trasportata<br />

dalla sua chiesa parrocchiale, acciò il suo<br />

corpo fosse nel sito ove era stata in vita<br />

soccorsa dalla celeste Signora espressa<br />

nella ss. Immagine. Questa venne rappre-<br />

sentata ricoperta <strong>di</strong> regio manto turchi-<br />

no, cangiatosi poi nella più parte in co-<br />

lore verde ornalo <strong>di</strong> varie stelle d'oro, ripiegatosulleginocchia<br />

; è sedente in mae-<br />

stosa e reale se<strong>di</strong>a, avente in braccio il<br />

suo <strong>di</strong>vin Figlio nudo e colla solita fa-<br />

scia, in alto <strong>di</strong> stringerlo al seno, e colla<br />

destra regge il <strong>di</strong> lui braccio destro in atto<br />

<strong>di</strong> bene<strong>di</strong>re. Due Angeli sul capo <strong>di</strong> loro<br />

sostengono una regia corona. A pie della<br />

B. Vergine nel sinistro lato e ricoperta<br />

in parte del suo manto, si vede la fan-<br />

ciulla Oliva prostrata con un ginocchio,<br />

che rimirando ridente e piena d'affelto la<br />

sua amorosa Liberatrice, si tiene stretta<br />

colle mani alla sua veste. Sebbene il <strong>di</strong>-<br />

VEL i<br />

7 5<br />

piolo è semplice e rozzo, non lascia la ss.<br />

Immagine d'esser bella, maestosa, e d'i-<br />

spirare tenera venerazione a chiunque<br />

<strong>di</strong>votnmente la rimira. II Marchiafava<br />

passa a <strong>di</strong>re delle 3 tra<strong>di</strong>zioni che si hanno<br />

sulla ss. Immagine. Vuole la i.'che<br />

dessa <strong>di</strong>pinta da molto tempo in un an-<br />

tico muro e quin<strong>di</strong> trascurata, ricoperta<br />

da terra, bronchi e spine, miracolosamente<br />

si manifestò con apparizione ad<br />

Oliva per essere ivi venerala; e che do-<br />

po terminata la cappella, vi fosse <strong>di</strong>pin-<br />

ta a fianco la fanciulla da mano <strong>di</strong>versa<br />

e con colori più vivaci. Dice la i." «:he<br />

eretta la cappella per porre in venerazio-<br />

ne la <strong>di</strong>sottei rata Immagine, il pittore de-<br />

putato a restaurarla, dopo avere ricolo-<br />

rito le vesti, nel porre il pennello nel sa-<br />

gro volto <strong>di</strong> Maria, <strong>di</strong> repente <strong>di</strong>venne<br />

attratto nel braccio e cieco negli occhi,<br />

risanato poi per le sue preghiere alla B.<br />

Vergine. Si ha dalla 3.' tra<strong>di</strong>zione, che<br />

terminata la grande cappella nel sito della<br />

pro<strong>di</strong>giosa apparizione, fu commesso<br />

ad un pittore <strong>di</strong> <strong>di</strong>pingere nell'altare la<br />

Madonna: cominciato il lavoro, nel <strong>di</strong> se-<br />

guente con istupore lo trovò compitocol<br />

la presente ss. Immagine da mano ange-<br />

lica. Non<strong>di</strong>meno il pittore per cupi<strong>di</strong>gia<br />

occultato il portento si fece pagare, ma to-<br />

sto colto da fortissima febbre perde l'uso<br />

delle braccia, onde riconoscendo allora<br />

l'evidente meritato castigo, palesò la sua<br />

viltà e il pro<strong>di</strong>gio, per cui placata la pie-<br />

tosa B. Vergine, gli restituì all'istante la<br />

sanità. E però incontrastabile storia, che<br />

crescendo ogni giorno il fervore e la <strong>di</strong>vozione<br />

del popolo verso la ss. Immagi-<br />

ne, specialmente per le continue grazie<br />

che ne riportava, si determinò con ab-<br />

bondanti oblazioni <strong>di</strong> racchiudere la pri-<br />

mitiva cappella con grande e maestosa<br />

chiesa a volta reale, ampliando la mede-<br />

sima cappella con magnifica e alta cu-<br />

pola, e s'incominciò la fabbrica neh 634-<br />

Vi fu eretto un bell'altare con corrispon-<br />

deute prospetto <strong>di</strong> bellissimi marmi e si-<br />

mili colonne dalla nobilissima corana fi-<br />

-


1 76 V E L<br />

miglia Buzi, e 4 laterali cappelle anch'es-<br />

se u volta, con ampio portico anteriore<br />

con 3 ar<strong>di</strong>i corrispondenti alle 3 porle<br />

(Iella chiesa, sulla maggiore delle quali<br />

fu collocata l'effìgie in marmo della Ma-<br />

donna. Con vistoso <strong>di</strong>spen<strong>di</strong>o, anche pel<br />

trasporto de'tnaleriali sul monte, compita<br />

la fabbrica nel 1639, fu segato il muro<br />

ov' era <strong>di</strong>pinta la miracolosa Immagine,<br />

sito che ricorda l'iscrizione e colle altre<br />

del santuario (compostedal sullodatoMar-<br />

chetti, e meritarono l'encomio del cele-<br />

bre cav. Labus) riferita dal Marchiafava,<br />

cioè tra le due cappelle <strong>di</strong> s. Lucia e <strong>di</strong><br />

s. Carlo, e venne posta nel nuovo pro-<br />

spetto <strong>di</strong> marmo costrutto sull' altare e<br />

racchiusa nella preparala marmorea nic-<br />

chia con chiave e serratura, leggendosi<br />

sopra scolpito in marmo nero: Miseris<br />

Succurre Maria. Oltre l'altare maggiore^<br />

sono l'accennate cappelle : la (.'de<strong>di</strong>cata<br />

a s. Anna, la 2. a<br />

a s. Lucia vergine<br />

e martire (anticamente quasi da tutti<br />

visitata nella sua festa, recando ognuno<br />

una candela <strong>di</strong> cera, che si poneva accesa<br />

per consumarsi sopra un gran candela-<br />

bro <strong>di</strong> ferro a più bracci; deplorando il<br />

Marchiafava nella 2/ e<strong>di</strong>zione l'intrala-<br />

sciata pia costumanza, fa voti perchè si<br />

rinnovi, ed io gli fo <strong>di</strong>voto eco in onore<br />

della protettrice de'nostri occhi ! ), la 3*<br />

a s. Carlo Borromeo padronato de'conli<br />

Catal<strong>di</strong> Tassoni, la C\* a s. Bartolomeo<br />

gentilizia de'Ricci. Sebbene non del tut-<br />

to ridotta a perfezione, la chiesa fu solen-<br />

nemente consagrata a'2g gennaio 1 537<br />

(nella ,'<br />

1 e<strong>di</strong>zione della Breve istoria leg-<br />

go l'avvertenza del Marchiafava, che tale<br />

consagrazione è della primitiva cappella,<br />

perciò innanzi alla costruzione della chie-<br />

sa, che però chiamavasi majoris allaris<br />

et ecclesiae s. Mariae de Succursu de<br />

Cora, e perciò fu consagrata Ecclesiam<br />

etAltarem in honorem s. Mariae deSuc-<br />

cursu) da mg. 1<br />

Lorenzo Santorelli ve-<br />

scovo Politense sostituto del vescovo car-<br />

<strong>di</strong>nal Piccolomini. Già eravi stala cano-<br />

nicamente eretta ueliGo4 I' arcicoufra-<br />

YE L<br />

temila della Madonna del Soccorso ce<br />

suoi statuti, con sacchi e mozzette biar<br />

che contornate <strong>di</strong> fìttuccia verde collo<br />

stemma del ss. Nome <strong>di</strong> Maria pe'confra-<br />

ti, confermala e arricchita d'indulgenze<br />

perpetue da Clemente Vili. Dal sodali*<br />

zio fu stabilita l'annua e perpetua dota-<br />

zione d'alcune (cioè due) povere e one-<br />

ste zitelle corane pel maritaggio, consi-<br />

stente ognuna in una veste <strong>di</strong> panno verde,<br />

colore <strong>di</strong> quella della ss. Immagine,<br />

ed in cedola <strong>di</strong> scu<strong>di</strong> 25, tuttora in vigo-<br />

re. Allineile poi i molti <strong>di</strong>voti nel portar-<br />

si a visitare il santuario, avessero nel lun-<br />

go montuoso tragitto un riparo per ri-<br />

covcrarsi dalla pioggia, nella metà della<br />

via il sodalizio fabbricò una cappellina<br />

coll'immagine del ss. Crocefisso. Erasi co-<br />

minciato da alcune pie persone (fra le<br />

quali il Ricchi con l'antro o piccola cap-<br />

pella <strong>di</strong> s. Maddalena) ad erigere lungo<br />

la strada la f'ia Crucis, ma solo 3 essendone<br />

state e<strong>di</strong>ficate a foggia <strong>di</strong> della cap-<br />

pellina e quin<strong>di</strong> <strong>di</strong>venute <strong>di</strong>rute, con pio<br />

<strong>di</strong>visamento il sullodato gonfaloniere Fo-<br />

chi, dopo aver fatto costruire agiata e<br />

comoda via conducente al santuario, la-<br />

teralmente vi fece erigere i4 cappelline<br />

per le stazioni della Via Crucis, onde i<br />

fedeli possano esercitarsi nella <strong>di</strong> vota pra-<br />

tica cammin facendo. Per la custo<strong>di</strong>a<br />

della chiesa e sua uflìziatura vi fu stabi-<br />

lito un cappellano, Marchiafava lodando<br />

precipuamente il zelante e degno sacer-<br />

dote d. Giuseppe Morioni coranOjche per<br />

24 anni circa funse l'uffizio. E per con-<br />

tinua residenza vi fu collocato un eremi-<br />

ta nell'ampia e como<strong>di</strong>ssima abitazione<br />

contigua, fra'quali si <strong>di</strong>stinse il piissimo<br />

Saverio Cupo napoletano, già fratello ge-<br />

suita, in<strong>di</strong> dopo aver lasciato a Cori mo-<br />

numenti <strong>di</strong> sua beneficenza, <strong>di</strong>venne sa-<br />

cerdote e confessore del vescovo <strong>di</strong> Tivoli<br />

mg.' Chiaramonti poi Fio VII. Lo stori-<br />

co Marchiafava prova l'antica e costante<br />

<strong>di</strong>vozione a questo santuario de' corani<br />

e de'popoli de'vicini paesi, massime nel-<br />

le pubbliche calamità con processioni, i


\ E L<br />

voli a ppe>i alle sue pareti pei* grazie ri-<br />

lettile, le visite eie testimonianze de'car<strong>di</strong>oali<br />

vescovi ; notando che non manca»<br />

no ricorrenti a quel fonte inesauribile ili<br />

grazie (ed alcune ne li ferisce riconosciu-<br />

le legalmente), che ascendono il monte a<br />

pie<strong>di</strong> scalzi e persino colle ginocchia ; ol-<br />

ire le processioni <strong>di</strong> penitenza, in alcune<br />

delle quali I' arciprete predecessore suo<br />

zio d. Gio. Antonio v' incedeva a pie<strong>di</strong><br />

scalzi per fare de'<strong>di</strong>scorsi al popolo; e nel<br />

1 83o-3 i molti confrati <strong>di</strong> Semionda ve-<br />

stiti <strong>di</strong> sacco e col cappuccio calalo, <strong>di</strong>e-<br />

rono e<strong>di</strong>ficazione, col recarsi al santuario<br />

processionalmente, cioè per circa un mi-<br />

glio <strong>di</strong> strada montuosa e allora ancora<br />

alpestre, <strong>di</strong>sciplinandosi continuamente<br />

con islroineuti <strong>di</strong> ferro ed effusione <strong>di</strong><br />

sangue. I marinari naviganti nel Me<strong>di</strong>ter-<br />

raneo, se sono sorpresi dalla burrasca nel<br />

tratto <strong>di</strong> mare rimpetto a questo santua-<br />

110, donde esso per la sua elevatezza si<br />

scorge, invocano con fiducia il nome del-<br />

la Madonna della Ginestra, titolo relati-<br />

vo al narrato <strong>di</strong> sopra. Per le frequenti<br />

offerte si potè formare un capitale colle<br />

cui reu<strong>di</strong>tesi mantiene decorosamente la<br />

chiesa. No» mancarono ad accrescerlo<br />

pii legali, anzi il corano Marc' Antonio<br />

Pellachio gli lasciò lutto il suo patrimo-<br />

nio, e nel portico del tempio se ne legge<br />

la marmorea memoria del 1618. Inse-<br />

guito fu rimosso il campanile dalla fac-<br />

ciata della chieda, ed eretto sopra la sa-<br />

grestia, e nel 1829 vi fu stabilmente co-<br />

struita l'orchestra per situarvi l'organo<br />

acquistato dall'encomiala arcieonfralernila,comesi<br />

legge nell'iscrizione. Lungo<br />

sarebbe l'accennare gli effetti <strong>di</strong> pre<strong>di</strong>le-<br />

zione provati da'eorani, per la continua,<br />

manifesta e possente protezione della Madonna<br />

del Soccorso, ue'privati e generali<br />

bisogni, inclusi vamente alla cessazione del<br />

furioso incen<strong>di</strong>o nel 1821, e poscia alla<br />

inuahile preservazione dalla tremenda<br />

pestilenza del cholera, per cui nel 1837<br />

si fece pubblico e soletme voto perpetuo<br />

del <strong>di</strong>giuuo nella vigilia <strong>di</strong> sua festa, e <strong>di</strong><br />

VOL. LXXXl.V<br />

V E L 177<br />

procurare l'elevazione al rito <strong>di</strong> r. "classe<br />

ali 'uffizio proprio accordato da Pio VI e<br />

Pio VII (procurato dal zelo e premute<br />

del canonico decano d. Francescantonio<br />

Marchetti priore per più anni del soda-<br />

lizio), oltre altre <strong>di</strong>mostrazioni <strong>di</strong>vole.<br />

Ma la più autentica testimonianza e il<br />

più glorioso documento della celebrità <strong>di</strong><br />

sì miracolosa Immagine, è l'essere stata<br />

solenuementecorouata con quella del <strong>di</strong>-<br />

viu Figlio, con corone d'oro dal capitolo<br />

Vaticano, ad istanza degli officiali del san-<br />

tuario, <strong>di</strong> tulio il clero e de'pubblici rap*<br />

preseutanti, dopo aver fatto constare con<br />

autentici documenti l'antichità, celebri-<br />

tà della ss. Immagine e le numerosissime<br />

grazie e miracoli per mezzo <strong>di</strong> essa<br />

operati da Dio. 11 capitolo Vaticano de-<br />

legò ad eseguirne la coronazione mg. 1<br />

Paolo Ciotti vicario generale <strong>di</strong> Velletri<br />

e poi vescovo <strong>di</strong> Segni, che l'effettuò a'<br />

2t settembre 1778. La decorosa funzio-<br />

ne, con indulgenza plenaria accordata da<br />

Pio VI per 8 giorni, le pubbliche <strong>di</strong>mostrazioni<br />

<strong>di</strong> gioia de'corani tulli commos-<br />

si da tenera <strong>di</strong>vozione; le pompe festive<br />

ed i sontuosi addobbi del santuario,la pro-<br />

cessione, il triduo, le luminarie, i fuochi<br />

artificiali, l'accademia letteraria, le cor-<br />

se de' cavalli ; tutto minutamente viene<br />

descritto dall' accurato <strong>storico</strong> arciprete<br />

Marchiafava, ri fereudo altresì l'iscrizione<br />

marmorea scolpita a perenne memo-<br />

ria della fausta e gloriosa celebrata co-<br />

ronazione, principalmente promossa dal<br />

zelantissimo camerlengo del santuario e<br />

benemerito per circa 20 anni, d. Pietro<br />

Paolo Carucci dotto corano, a lui doven-<br />

dosi pure la cura d'aver fatto tessere in<br />

Roma i parati <strong>di</strong> damasco, poi aumen-<br />

tali da'successori. Dalle monache si con-<br />

serva ancora e si rifonde cou altro, parte<br />

dell'olio arso nelle lampade innanzi la ss.<br />

Immagine nelle feste <strong>di</strong> sua coronazione,<br />

la cui unzione è efficacissima per sanare<br />

gli animali dal morbo del verme. E qui<br />

<strong>di</strong>rò col Marchiafava, che innurnerabili<br />

sono gli esempi che sì leggono d'infermi<br />

12


178<br />

VEL<br />

miracolosamente sanati per mezzo del-<br />

l'unzione dell' Olio (J 7 .)} che arde nelle<br />

lampade delle chiese avanti le ss. Immagini,<br />

specialmente della Madonna, come<br />

si Ua&slTràmbtW't, De ailtu Sanctorum,<br />

Dissert. i o, cap. 37. Questi <strong>di</strong>ce, ch'è sì<br />

mitico e universale questo pio costume,<br />

the gli slessi turchi vedendone ne'cristia-<br />

ni i mirabili effetti, sogliono servirsi del-<br />

l'olio delle lampade che ardono innanzi<br />

1' immagini <strong>di</strong> Maria ss., e ne riportano<br />

non piccoli benefizi. Parlando s. Gio. Crisostomo<br />

<strong>di</strong> tali lampade, narra neW'Uo-<br />

milia 33 in 31allheum, che a'suoi (empi<br />

i fedeli tulli usavano ungersi nell'infer-<br />

mità coll'olio che ai deva nelle chiese den-<br />

tro le lampade medesime, e restavano li-<br />

beri da ogni malore. Termina l'arcipre-<br />

te Marchiafava l'e<strong>di</strong>ficante Breve istoria,<br />

col riferire l' indulgenze plenarie e par-<br />

ziali concesse pe'visitanli il santuario, da<br />

Clemente Vili e Pio VI, nonché da Pio<br />

VII, il quale <strong>di</strong>chiarò privilegiato l'ai-<br />

tate della Madonna ; come si solennizza<br />

l'annua festa della Madonna del Soccor-<br />

so da'eorani (non più avendo luogo nella<br />

processione alcuni uomini chiamati Bat-<br />

tenti che si flagellavano a sangue per tut-<br />

ta la lunga via che corre dal duomo al<br />

santuario, in<strong>di</strong> da quel sodalizio me<strong>di</strong>ca-<br />

ti e ristorati ; poiché per la gara <strong>di</strong> bat-<br />

tersi più foi temente, <strong>di</strong>venuto una spe-<br />

cie <strong>di</strong> pubblico spettacolo, furono proi-<br />

biti nel 1762), anche colla fiera franca <strong>di</strong><br />

8 giorni nella piazza fuori <strong>di</strong> porta Se-<br />

guirla ; e riproducendo l' iuno in onore<br />

«Iella B. Vergine, e l'orazione con indul-<br />

genza concessa dal vescovo car<strong>di</strong>nal Ales-<br />

sandro Mattei a petizione <strong>di</strong> Vincenzo<br />

Tommaso Marchetti. Nel mezzo della cit-<br />

tà <strong>di</strong> Cori a Monte,ossia fra questo e Co-<br />

ri a Valle, sorge la già pari occhiale an-<br />

tichissima chiesa <strong>di</strong> s. Olivo vergine aua-<br />

gnina, che da remoto tempo è la prin-<br />

cipale patrona de'corani, i quali ne cele-<br />

brano ia festa con fiera franca nella 1. 'domenica<br />

d'agosto (altre due fiere franche<br />

Souo quelle della suddetta 2." domenica<br />

VEL<br />

<strong>di</strong> maggio, e de' 7 settembre per la fcita<br />

solenne <strong>di</strong> s. Nicola da Tolentino che ce-<br />

lebrasi a' 10). Del suo venerabile corpo<br />

esistente nella patria basilica, in questa<br />

sira chiesa si conserva un'insigne reliquia<br />

rinchiusa in un braccio d' una statuirla<br />

rappresentante la santa, con ramo d'oli-<br />

vo in mano e corona in capo. Secondo al-<br />

cuni, come notai, occupa l'area del tem-<br />

pio <strong>di</strong> Giano, e le superstiti colonne ne<br />

adornano la principale nave. L'opinione<br />

del JNibby, che la chiesa abbia cambiato<br />

forma, pure già la riferii. Aggiungerò con<br />

esso, che il portico originale della chiesa<br />

forma oggi una specie <strong>di</strong> nave alla cap-<br />

pella del ss. Crocefisso, e la sua volta fu<br />

<strong>di</strong>pinta a fresco da un artista bizzarro nel<br />

secolo XVI (meglio nel XV), che ad una<br />

immaginazione fervida non seppe accop-<br />

piare né purità, né <strong>di</strong>segno, né un'or<strong>di</strong>-<br />

nata composizione. Egli vi effigiò fatti del<br />

vecchio e uuovoTestamenlo, ed è curio-<br />

so vedere come rappresentò la creazione<br />

degli animali, e quella della donna. L'il-<br />

lustre archeologo non sembrami esalto<br />

nel <strong>di</strong>re, che un'iscrizione mostra la chiesa<br />

eretta dal generale agostiniano Mas-<br />

sari, e ridotta nt! pieno suo splendore dui<br />

car<strong>di</strong>nal Polo romano nel 1667. Osser-<br />

verò, che in tal anno non esisteva car<strong>di</strong>-<br />

nale <strong>di</strong> lai cognome, del quale ninno fu<br />

romano; quanto al l'operato dal religioso,<br />

megli j lo <strong>di</strong>rò cogli storici patii». Sog-<br />

giunge Nibby: La tribuna <strong>di</strong> questa na-<br />

ve ha pitture dello stile <strong>di</strong> Pinturicchio,<br />

che rappresentano la Coronazione incie-<br />

lo della ss. Vergine. In generale, i cora-<br />

ni tengono in gran pregio le pitture del-<br />

le pareti <strong>di</strong> s. Oliva. Conviene che io pri<br />

ma narri. I religiosi agostiniani calzali<br />

Cori anticamente <strong>di</strong>moravano nel con-<br />

vento dell'Insito eretto nel secolo XI 11<br />

fuori <strong>di</strong> [torta Romana, ove visse, morì<br />

forse fu sepolto nel 1392<br />

Dio Sante Laurienti da Cora, <strong>di</strong> cui<br />

il veri, servo <strong>di</strong><br />

va procurando la beatificazione equipol-<br />

lente: si venera in questa chiesa il suo ri-<br />

trailo nel 1 ,° aitai e situato a sinistra nel-


VEL VEL 179<br />

l'enlrare in essa dall'antica nave. A ino- de' vescovi e regolari,colla con<strong>di</strong>zione che<br />

livo del suo clima poco sano, al <strong>di</strong>re <strong>di</strong> il locale e suoi annessi fosse ceduto ad uu<br />

Marocco, fu trasferito il convento in cit- istituto religioso insegnante. Di fatti, leg-<br />

là, e nel sito antico si formò la villa de' go nel Giornale <strong>di</strong> Homade 18 ottobre<br />

Fasanel!a,ora de'conti Catal<strong>di</strong>-Tassoni. i853,cheilmunicipio <strong>di</strong> Cori nel lodevole<br />

traslazione nella città segui nel i465 lissimo desiderio <strong>di</strong> provvedere all' istru-<br />

per opera del rinomatissimo p. Ambio- zione religiosa , morale e letteraria della<br />

gio Massari corano generale degli ago- gioventù (non mancava tuttavia Cori <strong>di</strong><br />

si iniani, celebre per dottrina e opere eru- scuole necessarie all'istruzione de'giova-<br />

<strong>di</strong>te. Ottenne egli da Paolo li che fossero netti, come ricavo da Marocco), me<strong>di</strong>ati-<br />

soppresse due parrocchie, una <strong>di</strong> s. Lo- te il vescovo e legato car<strong>di</strong>nal Macchi, u-<br />

renzo, la cui chiesa esisteva nel vicolo det- miliò preghiera al Papa Pio IX perche<br />

to Bagnatolo, l'altra <strong>di</strong> s. Oliva, nella cui volesse destinare la chiesa e il convento <strong>di</strong><br />

chiesa collocò i suoi frali, e attribuì le s. Oliva ad un istituto religioso insegnar.-<br />

ren<strong>di</strong>te dell'estinte parrocchie. Il car<strong>di</strong>- te. Ed avendo conseguito tale benefizio,<br />

nal vescovo Estouteville, e protettore del- il gonfaloniere Giovanni Prosperi-Buzi e<br />

l'or<strong>di</strong>ne, aggiunse alla chiesa <strong>di</strong> s. Oliva gli anziani, con piena deliberazione del<br />

l'altra navata a volta, come la parte pie- consiglio municipale,fecero pratiche pera-<br />

cedente, colle ricordate pitture del Te- vere i chierici regolari minori; e avutili col<br />

slamento; e nel 1466 da' fondamenti consenso del car<strong>di</strong>nal vescovo e me<strong>di</strong>an-<br />

( Marocco riportando un brano <strong>di</strong> mss. tebeneplacitoapostolico, sul principiodel<br />

municipale, questo <strong>di</strong>ce il convento fab- 1802 poterono aprire le scuolein Coriaf-<br />

bricato neh' anno i43g) l'a<strong>di</strong>acente va- fidate alle cure <strong>di</strong> si operosi istitutori. In-<br />

sto convento (mentre e<strong>di</strong>ficava quello <strong>di</strong> oltre il municipio vide compiuti i suoi de-<br />

li orna a'medesimi agostiniani colla chie- siderii, ch'erano quelli <strong>di</strong> tutti i citta<strong>di</strong>ni,<br />

sa), come scorgesi dal suo stemma inci- quando i chierici regolari minori poterò-<br />

so in una delle colonne <strong>di</strong> marmo nel 110 aprire nella loro casa anche un colle-<br />

corridore superiore del chiostro, e fuo- gio convillo:alIora cessò la con<strong>di</strong>zione pie-<br />

ri della porta d'ingresso del convento. Il caria dell'istituto in Cori, ed i religiosi ino-<br />

detto chiostro è elegantissimo, tutto cit- delatori della gioventù co rana furono<br />

condato <strong>di</strong> colonne <strong>di</strong> marmo detto <strong>di</strong> Fi- messi nell'aprile 1 853 al solenne possesso<br />

lenze. Dice il Piazza che il car<strong>di</strong>nale nel de' beni destinati al mantenimento loro,<br />

conventosi riservò uu comodo apparta- Le belle speranze concepiteda'corani non<br />

mento (sopra I' antica nave della chiesa, restarono deluse, come apparve dal pubseri<br />

ve Ricchi), anche per uso de'vescovi e blico saggio dato da' giovani delle nuove<br />

loro ministri ecclesiastici, onde i car<strong>di</strong>- scuole a'3o settembre, mostrando quan-<br />

nali vescovi <strong>di</strong> Velletri recandosi a Cori ta sia l'altitu<strong>di</strong>ne de'maestri novelli nel-<br />

in esso <strong>di</strong>morano anche al presente. Tutto<br />

il car<strong>di</strong>nale fece ad istanza del p. Aml'<br />

insegnamento , e quante siano slate le<br />

loro cure per corrispondere alla comune<br />

brogio, ni quale però voglionsi attribuì* espettazione, onde ammaestrare i giovani<br />

re l'eseguite pitture e la nuova nave, <strong>di</strong>- corani nelle lettere, e educarli a'veri piin-<br />

cendosi Coranus nella lapide che pose cipii della religione, senza cui è nulla o-<br />

sulla porla del tempio, ed al convento la- gni istruzione scientifica. Nel seguente<br />

sciolina biblioteca con iscelli libri; e pò- 1 8:>4 ' chierici regolari minori colloca-<br />

co dopo nel 1480 fu tenuto nel medesi- rono nell'altare maggiore della chiesa <strong>di</strong><br />

ino un capitolo provinciale. 11 convento s. Oliva il bellissimo quadro esprimente<br />

<strong>di</strong> s. Oliva fu soppresso a'3o giugno 1845 il fondatore loros. Francesco Caracciolo,<br />

con decreto del car<strong>di</strong>nal Orioli prefetto egregiameuteopeiatodalgiovaueMarche-


i8o VEL<br />

si (li Corsica studente <strong>di</strong> pittura in Roma.<br />

E quanto all'istruzione pubblica qui aggiungerò,<br />

cbe esiste altresì in Con l'am-<br />

pia e como<strong>di</strong>ssima casa, con privala cap-<br />

pella, delle maestre pie dell'istituto fon-<br />

dalo dalla viterbese Uosa Venerisi , le<br />

quali tengono pubblica scuola per le fan-<br />

ciulle e ricevono anche a convillo le gio-<br />

vanette, riuscendo assai proficue pel ze-<br />

lo loro civile e religioso. Sulla cima del<br />

monte <strong>di</strong> Cori, vicino alla collegiata de'ss.<br />

Pietro e Paolo, e unito al palazzo già de'<br />

marchesi CevaDuzi (acquistato e donato<br />

a! monastero per ampliarlo dal benemerito<br />

primario deputato mg. r<br />

Alessandro<br />

a<br />

I\]. Tassoni nel 1822, <strong>di</strong> che nel parlato-<br />

rio è la lapide riferita da Marocco eoa<br />

delta data, ma non come <strong>di</strong>ce il Marchia-<br />

fava che in tale anno il prelato 1' acqui*<br />

sto, essendo già morto. Questo illustre prelato<br />

nacque da Florido nobile <strong>di</strong> Fermo<br />

e governatore <strong>di</strong> Cori pel senato romano,<br />

da Pio VII nel 1802, fu fatto u<strong>di</strong>tore <strong>di</strong><br />

Piota e nel 1816 suo u<strong>di</strong>tore, morto in<br />

Poma a'3 1 maggio 18 18, il cui Diario<br />

nel n.°44> co "' L,mveisa 'ene pianse la per-<br />

<strong>di</strong>ta, e lodò altamente qual giu<strong>di</strong>ce per sapienza<br />

e integrità a iiiuno secondo, uno<br />

de'più eccellenti iti dottrina, i.° splendore<br />

dei foro romano, lasciando immorta-<br />

le la sua opera, La Religione <strong>di</strong>mostra-<br />

ta e <strong>di</strong>fesa) è l'ani piissimo monastero del-<br />

le Clarisse del terz'or<strong>di</strong>ne <strong>di</strong> s. Francesco,<br />

uno de'più. belli, ampi e ameni delle prò-<br />

vincie <strong>di</strong> Marittima e Campagna. Fu isti-<br />

tuito da un'altra viterbese la ven. serva<br />

<strong>di</strong> Dio suor Lilia Maria del ss. Croceiis-<br />

60 l'8 ottobrei 757, ed è il 5.° da lei fon-<br />

dalo (uel voi. XXVI, p.191 e 192, par-<br />

lando <strong>di</strong> questa serva <strong>di</strong> Dio, ne nominai<br />

due, cioè quello <strong>di</strong> Viterbo, e quello <strong>di</strong><br />

Pionciglione che fu chiuso nella 2/ inva-<br />

sione francese; gli altri due e tuttora a-<br />

perli sono quelli della ss. Concezione in<br />

Monte Santo <strong>di</strong>ocesi <strong>di</strong> Sinigaglia,e quel-<br />

li de* ss. Filippo e Giacomo apostoli in<br />

Ischia <strong>di</strong>ocesi d'Acquapendenle),sotto l'in-<br />

vocazione della Madonna del Buon Con*<br />

VEL<br />

siglio e del patriarca s. Giuseppe; e colla<br />

slessa nel i85o si cominciò la fabbrica del-<br />

la nuova e compita omonima chiesa, più<br />

grande e più comoda dell'antica, non cor-<br />

rispondente più al monastero, la quale<br />

venne stabilita per altro uso del mona-<br />

siero , per munificenza del vescovo car-<br />

<strong>di</strong>nal Macchi, come apprendo da Banco,<br />

cioè vi contribuì con elargire copioso soc-<br />

corso. Le Costituzioni per le Monache ec.<br />

furono impresse in Roma nel 1 836 costi-<br />

pi Vaticani. R.ilevo dal Marchiafava, che<br />

il processo apostolico sulla fama <strong>di</strong> san-<br />

tità, virtù e miracoli della ven. suor Lilia<br />

e sua beatificazione, fin dagli 1 1 mar-<br />

Z01820 fu approvatodaPio VII (il Conipen<strong>di</strong>o<br />

della sua vita, stampato in Roma<br />

nel 1808 da un chierico regolare mi-<br />

nore, <strong>di</strong>cesi del p. Quarantotti : già nel<br />

1802 erastato pubblicato altro Compen<strong>di</strong>o,<br />

intitolato al car<strong>di</strong>nal York ponente<br />

della causa); e <strong>di</strong> più loda la benemerita<br />

badessa da 43 anni suor Maria Teresa<br />

Prosperi* Buzi, anche per aver contribui-<br />

to col tuo impegno e premura all'ampiia-<br />

zione del ristrettissimo antico monastero,<br />

coll'aggiùnla del suddetto palazzo. Altre<br />

notizie le riferirò poi. Intanto<strong>di</strong>ròcol medesimo<br />

scrittore, che in Cori in altri tem-<br />

pi vissero molte terziarie agostiniane e<br />

francescane, coli' abito proprio , celibi e<br />

osservanti le regole nelle rispettive case,<br />

specialmente nelle primarie. Senza <strong>di</strong>re<strong>di</strong><br />

altre chiese della città, farò menzione del<br />

bellissimoe pubblico oratorio eretto nella<br />

parrocchia della ss. Trinità dalla pietà de*<br />

corani a memoria e onore del gran con-<br />

citta<strong>di</strong>uo b. Tommaso Placi<strong>di</strong> da Cori de'<br />

minori osservanti, <strong>di</strong> cui poi riparlerò, con<br />

<strong>di</strong>segnodel valente Nicola Giansimoni ve-<br />

literno, contiguo alla stanza ove nacque,<br />

a cui solo mancava da ultimo il prospet'<br />

to esterno. Tale architetto oltre l'avere<br />

prestato l'opera sua lodata gratuitamen-<br />

te, per riconoscenza d'essere rimasto<br />

leso da pericolosa caduta da cavallo DI<br />

recarsi a Cori, legò all'oratorio una sot<br />

ma per l'annua celebrazione <strong>di</strong> messe


VE L<br />

stilli-agio della propria anima. Riferisce<br />

Marchiata va, che <strong>di</strong> quest'ani pio e deco-<br />

roso oratorio gettò la impietra ne'fouda-<br />

oieti ti il conventuale mg.' Filippo Anto-<br />

nio Dulia torinese vescovo <strong>di</strong> Zenopoli e<br />

sulfraganeo d'Ostia e Velletri 1' i i set-<br />

tembre 1792; in<strong>di</strong> solennemente bene-<br />

detto e aperto alla pubblica venerazione<br />

dall'altro sulfraganeo mg/ Geraldo Ma-<br />

rioli vescovo d' Eie usa , I' 1 1 settembre<br />

i832, dopo aver solennemente benedette<br />

nella collegiata de' ss. Pietro e Paolo<br />

due campane, una per la medesima e l'al-<br />

tra per l'oratorio. Il quadro dell'altare<br />

maggiore <strong>di</strong> recente egregiamente lo <strong>di</strong>-<br />

pinse il lodato civ. Manno palermitano,<br />

lappi'esentando il Beato in alto <strong>di</strong> fare le<br />

sanie missioni ad una turba <strong>di</strong> u<strong>di</strong>tori»<br />

Lo stesso artista e pel medesimo oratorio,<br />

per altro altare <strong>di</strong>pinse 1' immagine<br />

<strong>di</strong> s. Hocco. Egli già nel 1827 avea <strong>di</strong>pin-<br />

to stupendamente perla cappella del se-<br />

nato romano in Campidoglio, dopo che<br />

questo avea assunto il Beato per uno de'<br />

suoi celesti protettori, il quadro descritto<br />

e assai encomiato dal<br />

11. ° 8 del Diario <strong>di</strong><br />

Uomo, del 1828, che pure riporta la la-<br />

pide eretta nella cappella colla <strong>di</strong>chiarazione<br />

del quadro. Rappresentò il b. Tommaso<br />

, quando negli ultimi <strong>di</strong> sua vita<br />

trovandosi in Cori nell* abitazione della<br />

famiglia de' Marchetti presso il tempio<br />

detto d'Ercole, che gli era carissima, con<br />

un semplice taumaturgo segno <strong>di</strong> croce<br />

istantaneamente guari il giovinetto Or-<br />

tensio Marchetti d'un tumore carnoso che<br />

gli rendeva deforme il volto e gli toglie-<br />

va interamente l'uso dell'occhio destro;<br />

il quale Ortensio in maggior età ebbe la<br />

ventura <strong>di</strong> venerarlo fra'beali, e <strong>di</strong> pre<strong>di</strong>-<br />

care lo stupendo pro<strong>di</strong>gio <strong>di</strong> cui era sta-<br />

to soggetto. La beneficata famiglia fece<br />

incidere più rami del Bealo e rappresentare<br />

il miracolo dal bulino del sommo<br />

BlorgUen, le quali incisioni il più volte 11-<br />

eoulato Vincenzo Tommaso tìglio d'Or-<br />

tensio, teneramente <strong>di</strong>volissiruo del glo-<br />

rioso concitta<strong>di</strong>no , umiliò o<strong>di</strong>a riferita<br />

VEL 181<br />

circostanza a Leone XII, col cui benepla-<br />

cito tutto erasi operato, insieme ad un libro<br />

ascetico tutto vergato <strong>di</strong> propria ma-<br />

no dallo stesso beato e autenticato dalla s.<br />

e. de'Biti. A Uro quadro che esprime il medesimo<br />

pro<strong>di</strong>gio esistcnella cappella oora<br />

torio domestico de'Marchetti in Cori, de-<br />

<strong>di</strong>cata a Dio in onore del suo veu. servo,<br />

la quale gode il privilegio come la cappel-<br />

la <strong>di</strong> s. Filippo del Palazzo Massimo in<br />

Roma. Sono erette in questa città 2 ar-<br />

ciconfraterniteei 1 confraternite,! cui con-<br />

frati vestono sacco, stabilite alcune nelle<br />

chiese parrocchiali e altre ne'pubblici oratorii<br />

delle medesime, tutte uffiziate da<br />

secolari. Sono l'arciconfraternite, quella<br />

rammentata della Madonna del Soccorso,<br />

e l'altra <strong>di</strong> s. Rocco. Sono le confrater-<br />

ni te.agg re gate canonica mente all'arcicon-<br />

fraternite <strong>di</strong> Roma, due del ss. Sagramelo,<br />

due del Gonfalone, del Suffragio,<br />

della Morte, <strong>di</strong> s. Girolamo della Carità,<br />

del Carmine, del Rosario, del Sagro Cuo-<br />

re <strong>di</strong> Gesù , <strong>di</strong> s. Fraucesco <strong>di</strong> Paola. So-<br />

dalizi senza sacco sono quelli della Cin-<br />

tura <strong>di</strong> s. Monica, del Terz 'or<strong>di</strong>ne <strong>di</strong> s.<br />

Francesco, delle sorelle <strong>di</strong> s. Vincenzo de<br />

Paoli, della B. V. Addolorala, del <strong>di</strong> Lei<br />

Sagro Cuore e Patrocinio. Gl'istituti <strong>di</strong><br />

beneficenza e ospedali <strong>di</strong> Cori sono lodali<br />

da un articolo i\t\V Album <strong>di</strong> Roma, inti-<br />

tolato Co/v'jColla veduta della città dal la-<br />

to degli avanzi del tempio <strong>di</strong> CastoreePol-<br />

luce; articolo riportato nel 1. 15, p. 257,<br />

ma qualificato dal vero amor patrio del<br />

Marchetti, in una lettera a me scritta: Ouore<br />

vote per Cori, elaborato, eru<strong>di</strong>to, ma<br />

alquanto esagerato; lodando seuza rimar-<br />

chi quello <strong>di</strong> Nibby. Trovo nel Ricchi,<br />

che in Cori furono fondati 3 ospizi, uno<br />

pe'sacerdoti esteri, dalia pietà del capita-<br />

no Lorenzo Cliiaiy, però a beneplacito<br />

de' successoli suoi , i quali a suo tempo<br />

continuavano la pia <strong>di</strong>sposizione, sommi-<br />

nistrando per due giorni abitazione e vit-<br />

to. Gli altri (ìi\e si destinarono per rico-<br />

vero de'miserabili passeggeri, a' quali se<br />

infermi si somministrava il necessario dal-


»$a VEL<br />

le confraternite del Gonfalone. Fin dal<br />

settembre 1778 fu eretta in Cori una pub-<br />

blica letteraria e poetica adunanza col nome<br />

<strong>di</strong> Accademia de' soci Intrepi<strong>di</strong>, e<br />

ne fui."custode il dotto e virtuoso gesui-<br />

ta Felice <strong>di</strong> Dio napoletano, morto in ca-<br />

sa de'Corbi dove abitò per molti anni, ce-<br />

lebrato dal Marcbiaiava ezian<strong>di</strong>o per ave-<br />

1 ecomposto l'eru<strong>di</strong>ta ed elegante introdu-<br />

zione in prosa nella fausta occasione del-<br />

la coronazione della Madonna del Soccorso,<br />

<strong>di</strong>e fu lai."tornata accademica. Que-<br />

sta solennemente si tenne in quel santua-<br />

rio dopo il vespero del 3.° giorno del tri-<br />

duo, recitandosi pure molti brillanti poe-<br />

tici componimenti allusivi alla gioconda<br />

solennità e <strong>di</strong> encomio alla pro<strong>di</strong>giosa Im-<br />

magine, e intramezzati da vari concerti<br />

d'organo e <strong>di</strong> stromenti da fiato. L'accademia<br />

prese per insegna un albero d'al-<br />

loro, con un fidmine accanto, e l'epigra-<br />

fe: Ne quidem fulmina terreni. Dissi già,<br />

ebe da Cori per la porta Roaiana e ameno<br />

passaggio si va a'vicini suburbaui del-<br />

la bella e decorosa cbiesa ed ampio e con-<br />

veniente convento <strong>di</strong> s. Francesco de'mi-<br />

nori osservanti, situati in delizioso piccolo<br />

colle, e descritti dal p. Casimiro da Roma.<br />

In questo sito anticamente era lacbie-<br />

sa <strong>di</strong> s. Margberita e il monastero delle<br />

monache <strong>di</strong> s. Agostino, da esse abbando-<br />

nali nel secolo XV, <strong>di</strong> maniera che si la<br />

chiesa e sì il monastero erano prossimial-<br />

la totale rovina. Il perchè dal comune <strong>di</strong><br />

Cora, amante de' figli <strong>di</strong> s. Francesco, fu<br />

chiesto a Nicolò V il permesso <strong>di</strong> fabbri-<br />

care nel medesimo luogo un convento a'<br />

frali minori; ed il Papa non meno desi-<br />

deroso <strong>di</strong> compiacere i corani, che <strong>di</strong> fa-<br />

vorire i religiosi, ne commise l'ali ire a Nicolò<br />

<strong>di</strong> Lorenzo arciprete D. Marine de<br />

Plebe, col breve Pia Deo, de'20 aprile<br />

i45«. Sebbene l'arciprete procedesse per<br />

rimuovervi Pietruccio Lodovici chierico<br />

<strong>di</strong> Vellelri che aveali occupati, e ne pro-<br />

nunziasse sentenza a'2 1 giugno, questa e<br />

il breve non ebbero alcun effetto. Però i<br />

Corani non abbandonarono l'impresa, fot-<br />

VEL<br />

s'anche per solenne voto fitto, ovvero per<br />

sperare dall'orazioni de'francescani la ces-<br />

sazione delle gravi e perniciose <strong>di</strong>scor<strong>di</strong>e,<br />

da lungo tempo insorte tra'nobili e il po-<br />

polo, onde temevasi che la città non aves-<br />

se in breve a restare <strong>di</strong>sabitala e con pre-<br />

giu<strong>di</strong>zio <strong>di</strong> loro anime. Laonde nel prin-<br />

cipio del secolo seguente i corani fecero<br />

nuove istanze al ministro della provincia<br />

romana de'miuori osservanti, ed insieme<br />

al proprio vescovo car<strong>di</strong>nal Riario, il qua-<br />

le gli esaudì con <strong>di</strong>ploma de' 27 giugno<br />

l5i I, <strong>di</strong>retto Dìleclis Nobis in Chrislo<br />

novem Bonis hominibus, concilio et Coni*<br />

munì civitatis Corae salute/n in Domi*<br />

no sempiternavi. Pertanto il comunecon-<br />

segnò a' frati la piccola chiesa <strong>di</strong> s. (rio.<br />

Battista,nèpiùsi parlò <strong>di</strong> quella <strong>di</strong> s. Mar-<br />

gherita, <strong>di</strong> cui non è rimasto che il nome.<br />

Già neh 5 16 i frali aveano preso posses-<br />

so della chiesa, la quale solo abbracciava<br />

lo spazio formante il coro e presbiterio<br />

della presente, lu<strong>di</strong> i corani principiaro-<br />

no la fabbrica del nuovo convento e l'ingran<strong>di</strong>mento<br />

della chiesa , precisamente<br />

nel sito detto Serrone, e con pia genero-<br />

sità donarono pure case e possessioni,non<br />

essendovi povero alcuno che non offrisse<br />

qualche cosa per la fabbrica della chiesa,<br />

il tutto ratificato dal comune con forma*<br />

leatto del 1 5 1 7. Proseguendosi la fabbri-<br />

ca del convento , fu chiesto a Clemente<br />

VII il necessario beneplacito apostolico,<br />

e lo concesse al ministro della provincia<br />

col breve Clivi Universitas, de' 5 aprile<br />

i5t.5, data che corregge l'errate da Gou-<br />

zaga, Piazza, Ricchi e Nibby, attribueni<br />

dolo essi ah 52 i,e mentre Clemente VI<br />

fu eletto neh 523; errore ripetuto aneli<br />

da altri corani moderni. Continuandosi<br />

compiere le fabbriche della chiesa e d<br />

convento, finalmente restarono perlezio-<br />

nate nel 1628, sempre co'successivi soc-<br />

corsi del comune e <strong>di</strong> molli particola!<br />

tranne il nobile soffitto dell'unica uà<br />

lodevolmente intagliato e riccamente d<br />

rato da Luigi Guarniero, colla figura<br />

s. Francesco d'Asisi uel mezzo, che pri<br />

ì


v i; l<br />

cìpiato nel 167 3 ebbe fine nel 1676, con-<br />

Iribuendovi precipuamente Ilosato Buc-<br />

ciarelli. Per ullimo a'4 giugno 1686 la<br />

chiesa fu solennemente consagrata da<br />

mg.' Antonio Marinari carmelitano ve-<br />

scovo <strong>di</strong> 'Pagaste e sulhaganeo <strong>di</strong> Velie-<br />

tri. Quattro altari ornati <strong>di</strong> stucchi sono<br />

dal lato dell'Epistola e altrettante cappel-<br />

le da quelle del Vangelo, alcune delle<br />

quali gentilizie, come quella dell' Imma-<br />

colata Conce/ione della famiglia Luzj<br />

<strong>di</strong> tutte rendendone ragione il p. Casi-<br />

miro e riferendo l' iscrizioni della chiesa,<br />

anco non più esistenti, in uno al copio-<br />

sissimo catalogo delle ss. Reliquie e <strong>di</strong>ver-<br />

se insigni, tutte autenticate , oltreché vi<br />

si venera il corpo <strong>di</strong> s. Vincenzo marti-<br />

re. Esprime la tavola dell'altare maggio-<br />

re la 13. Vergine in alto d'adorare il <strong>di</strong>-<br />

vin Figlio giacente, con altri Santi a lato,<br />

fra 'quali s. Gio. Battista. In questa chie-<br />

sa i religiosi celebrarono la promulgazio-<br />

ne del dogma sull'Immacolato Concepimento<br />

<strong>di</strong> Maria Vergine, con esporre l'an-<br />

tico e venerato suo simulacro, come notai<br />

nel voi. LXXIII, p. 91. Il convento<br />

è capace <strong>di</strong> molti religiosi, e nel 1710 da<br />

Orvieto vi fu trasferito il noviziato. Nel<br />

chiostro si vedono gli stemmi del comu-<br />

ne e de'corani checontrihuirono alla fab-<br />

brica e alle pitture. Il refettorio ha se<strong>di</strong>li<br />

<strong>di</strong> noce adorni <strong>di</strong> belli intagli, e sopra i<br />

pilastrini che girano intorno fr. Vincen-<br />

zo da Bastiano, che celebrai in quel pa-<br />

ragrafo valente scultore in legno, con mol-<br />

la pazienza e fatica (con poco gusto <strong>di</strong>ce<br />

Nihby) scolpì le gesta dì s. Francesco d'A-<br />

sisi. 11 vasto oliveto, ch'é a destra, uscen-<br />

do dalla chiesa, ha il nome d' Insito, ed<br />

in esso presso la strada da Cori a Cister-<br />

na vedesi un piccolo e<strong>di</strong>lìzio rotondo dei<br />

tempi betti, ed una chiesuola de<strong>di</strong>cala al-<br />

l'Annunziata sulla via medesima. Questa<br />

appartiene al secolo XIV , e sulla parte<br />

arcuata in forma gotica è un'epigrafe d'un<br />

ispagnolo che invita a due un pater no-<br />

slir per l'anima sua; e <strong>di</strong> fianco si vede<br />

un'arma coi leone rampante. Questa cine-<br />

,<br />

VEL .83<br />

suola conserva pitture rappresentanti sto"<br />

rie del vecchio Testa iuenlo,<strong>di</strong> dello seco-<br />

lo. Dice Nd>by: Buono e <strong>di</strong>ligente è il con-<br />

torno, l'espressione e il colorito in<strong>di</strong>ano<br />

bene la natura, ina le figure riescono gret-<br />

te, e la mossa è stentata. Anticamente Cori<br />

ebbe altre religiose famiglie, e due mo-<br />

nasteri <strong>di</strong> monaci benedettini cassinesi, lino<br />

fuori della città a pie della selva nel-<br />

la contrada ora detta Ba<strong>di</strong>a, la cui chiesa<br />

era de<strong>di</strong>cala a' ss. Erasmo e Clemente,<br />

e se ne vedono i vestigi; l'altro mo-<br />

nastero era dentro la città colla chiesa <strong>di</strong><br />

s. Maria della ss. Trinità, ora parrocchia-<br />

le. Ambedue i monasteri colle loro pingui<br />

entrate <strong>di</strong>poi furono riuniti al monaste-<br />

ro de'benedelliui <strong>di</strong> s. Angelo sopra Nin-<br />

fa, ed in seguito a quello <strong>di</strong> s. Scolasti-<br />

ca <strong>di</strong> Subiaco, i <strong>di</strong> cui monaci ritengono<br />

il padronato della chiesa della ss. Trini-<br />

tà, coli' obbligo <strong>di</strong> sua manutenzione. [<br />

canonici regolari <strong>di</strong> s. Antonio abbate <strong>di</strong><br />

Vienna aveanoil monastero fuori <strong>di</strong> porta<br />

Segnina colla chiesa <strong>di</strong> s. Antonio, ma<br />

s'ignora l'epoca <strong>di</strong> loro introduzione; fu-<br />

rono soppressi da Clemente XI V, quando<br />

già non più vi risiedevano, e la chiesa<br />

co'beni nel 1789 furono concessi da Pio<br />

VI alle monache Clarisse <strong>di</strong> Cori , colla<br />

privativa prerogativa <strong>di</strong> far bene<strong>di</strong>re gli<br />

animali nella festa <strong>di</strong> s. Antonio, che ora<br />

celebrasi nella chiesa del monastero del-<br />

le medesime, ove fu trasferita la bellissima<br />

statua del sauto dalla sua chiesa ove<br />

si venerava, e in cui prima si bene<strong>di</strong>ceva-<br />

no gli animali. Inoltre anticamente esiste-<br />

va in Cori un monastero <strong>di</strong> monache a«<br />

gosliniane fuori della città alle falde del<br />

monte Corvino, sotto il titolo <strong>di</strong> s. Margherita<br />

vergine e martire, il cui ampio<br />

fabbricato ora si possiede da'Della Porta,<br />

e tuttora chiamasi s. Margherita. Fu esso<br />

soppresso da Urbano III Papa morto nel<br />

1 187, allorquando prescrisse la perpetua<br />

clausura alle monache, meglio poi ingiun-<br />

ta da Bonifacio Vili. Tanto narra il Mar-<br />

cbiafava; ina quanto alle agostiniane de-<br />

vesi leuere inconsiderazione quanto più


1 84 VE L<br />

sopra <strong>di</strong>ssi col p. Casimiro, sebbene prima<br />

<strong>di</strong> lui il Ricchi avesse raccontalo il riprodotto<br />

da Marchiafava. Ma sui bene-<br />

dettini è bene non tacete quanto ne scris-<br />

se il p. Casimiro, comechè in parte <strong>di</strong>-<br />

versifica dall'esposto con Marchiafava, e<br />

conlienealtre notizie. Credono alcuni che<br />

i benedettini avessero in Cori Monaste-<br />

riunì s. Maximi Montis Corae, e inoltre<br />

la chiesa <strong>di</strong> s. Leonardo; ma egli non ne<br />

trovò sicuro riscontro. Non così può <strong>di</strong>r-<br />

si del monastero della ss. Trinità, situato<br />

circa 2 miglia fuori della città, oggi to-<br />

talmente <strong>di</strong>strutto; poiché risulta dalla<br />

cronaca <strong>di</strong> Subiaco, che Pasquale II ver-<br />

si* ili i i4 loricevèsottola protezione per-<br />

petua della s. Sede, e GregorioX nel 1275<br />

l'unì all'altro celebre monastero <strong>di</strong> s. An-<br />

gelo sopra Ninfa, detto pure s. Maria <strong>di</strong><br />

Monte Mirteto, fabbricato nel 1216 dal<br />

car<strong>di</strong>nal Conti poi Gregorio IX. Nel 1288<br />

il monastero della ss. Trinità essendo re-<br />

stato senza monaci, il car<strong>di</strong>nal Latino Orsini<br />

vescovo or<strong>di</strong>nò all' abbate <strong>di</strong> s. Angelo<br />

che <strong>di</strong> continuo dovesse mantener-<br />

vi 4 monaci e 2 conversi; ed in segno <strong>di</strong><br />

riverenza e <strong>di</strong> soggezione olii ire un cereo<br />

<strong>di</strong> 4 libbre alla cattedrale <strong>di</strong> Velletri nel<br />

gorno <strong>di</strong> s. Clemente; il che fu confermato<br />

con bolla del contemporaneo Nicolò<br />

1 V. Membro <strong>di</strong> tal monastero fu la chie-<br />

sa <strong>di</strong> s. Maria del Monte , ossia della ss.<br />

Trinità, la quale tuttavia riconosce l'ab-<br />

bate <strong>di</strong> s. Scolastica. Nel secolo XIII ne<br />

aveanocura 3 chierici, e penetrandoGre-<br />

gorio IX che si volevano aumentare , or-<br />

<strong>di</strong>nò alla chiesa in eodem numero esset<br />

contenta. Pare che nella chiesa della ss.<br />

Trinità vi fosse sepolto alcun abbate, poi-<br />

ché ?<br />

il p. Casimiro riporta | epitaffio del<br />

pio abbate Alberto da Cori, morto col ti-<br />

tolo <strong>di</strong> beato nel monastero <strong>di</strong> s. Angelo<br />

secondo altri. Delle chiese eromitoiii che<br />

nel principio del secolo XVI esistevano<br />

ne'<strong>di</strong>ntorni <strong>di</strong> Cori, si può vedere il Ric-<br />

chi; e Marocco fa menzione della basilica<br />

<strong>di</strong> s. Teodoro inCornnis finibus^ecoruln<br />

<strong>di</strong> splen<strong>di</strong>de pitture da Papa Sergio II.<br />

V EL<br />

L' origine de' primi abitatori <strong>di</strong> Cori,<br />

come quella <strong>di</strong> tante altre città del vec-<br />

chio Lazio, si perde nella notte oscura de'<br />

secoli; tutta volta si sa, per attestato <strong>di</strong> più<br />

autori antichi e moderni, riferiti dal Ric-<br />

chi, dal Viola, dal Nibby, per non <strong>di</strong>re<br />

d'altri, che Bardano ne fu il 1° fondato-<br />

re, il quale fabbricò Dardania, poi appel-<br />

lata Troia , circa il principio del secolo<br />

XXV dopo la creazione del mondo, quasi<br />

corrispondente all' anno 1680 prima<br />

dell'era nostra. In questo computo l'an-<br />

tichità <strong>di</strong> Cori può fissarsi a circa 8 seco-<br />

li innanzi la fondazione <strong>di</strong> Roma (F-). Co-<br />

sì il Viola, illustre <strong>storico</strong> ezian<strong>di</strong>o <strong>di</strong> 77-<br />

voli^F.) sua nobilissima e celebre patria.<br />

Egli soggiunge: Non essendo improbabi-<br />

le che le volsche contrade e altri luoghi<br />

deH'anticoLazio,prima dell'arrivo <strong>di</strong>Dardano<br />

fossero abitate da'siculieda altri po-<br />

poli barbari, così 1' antichità de' primi a-<br />

bilatori del Monte, dove ora siede Cori,<br />

deve spingersi all'epoca anteriore dell'e-<br />

sistenza <strong>di</strong> Dardano. Protesta Viola, che<br />

quando si occupò a compilare la Storia<br />

<strong>di</strong> Tivoli, concepì il pensiero <strong>di</strong> riunire<br />

in pari tempo le memorie relative a Ca-<br />

ti Ilo ed a Corace fratelli <strong>di</strong> Tiburto, e fi-<br />

gli del vecchio argivoCatillo, il quale dal-<br />

le colline soprastanti l' A niene cacciò i bar-<br />

bari e v'introdusse l'incivilimento. Se<br />

«cirsi furono i monumenti trovali <strong>di</strong> Ga-<br />

llilo giuniore, non così gli avvenne per Co-<br />

race , del quale conobbe: che fratello a<br />

Tiburto, e marciando su!!' orme del ge-<br />

nitore Catillo seniore, fin da'fondnmeuli<br />

rialzò una città, che per l'origine vetusti!<br />

poteva gareggiare con quella dal padre<br />

suo costruita sulle rive dell' Auiene; che<br />

un medesimo culto religioso nell'uno e<br />

nell'altro era vigente; e che gli Dei pro-<br />

tettori della città cui <strong>di</strong>e il nome Tibur-<br />

to, erano egualmente tutelari della città<br />

da Corace restaurata. Conobbe altresì il<br />

Viola , che Cori prima e dopo la fonda-<br />

zione <strong>di</strong> Roma in modo luminoso ne' fa-<br />

sti della storia figurava, e che ne' secoli<br />

successivi allo stabilimento dell'era cor-


A' E L V E t .Ri<br />

retile fu il' nomini dotti e illustri cos'i fé- vaio finn «'secoli più ci vilirznt i dell' i


i8G VEL VEL<br />

ca innanzi la detta era volgare. Calmeli i rano e Spurio Vecilio lavinicse, con piee<br />

Castellano sulla fondazione <strong>di</strong> Cora so- ni poteri per la pace e per la guerra. Qneno<br />

d'accorilo con Viola, e si può <strong>di</strong>re an- sta durò 5 anni, e nel i og <strong>di</strong> Roma si Ce-<br />

cile il Nicolai, solamente variando il no- ce pace, conservando Cori e le città conme<br />

del padre <strong>di</strong> Cora ce, che chiama An- federate la loro in<strong>di</strong>pendenza, i due duci<br />

fiarao, mentre ne fu avo. Corace inlro- avendo corrisposto alla comune fiducia.<br />

duate Ira'corani il culto de'numi dal pa- Merita osservazione la scelta <strong>di</strong> Anco,<br />

<strong>di</strong>e dati a Tìbur % onde i tiburlini e i co- poiché mostra che Cora si <strong>di</strong>stingueva per<br />

l'ani ebbero uniforme il culto ad Ercole potenza e per autorità. Espulso da Roma<br />

segnatamente, ad Apollo, ad Esciilapio, il re Tar


VEL<br />

slnrono rolli e fugati dal console Servilio,<br />

ed espugnala Pomezia, i romani passaro-<br />

no a fìl <strong>di</strong> spada gli abitanti giunti all'e-<br />

tà pubere. Questo sinistro avvenimento<br />

iecise ezian<strong>di</strong>o della sorte de'3oo giova-<br />

netti dati in ostaggio,che trovavansi inRo-<br />

ina, da AppioClau<strong>di</strong>o fatti tradurre nel-<br />

la pubblica piazza, battere crudelmente<br />

con verghe e in<strong>di</strong> decapitare. E ben fa-<br />

cile immaginarsi la costernazione e il lutto<br />

cagionato alle primarie famiglie <strong>di</strong> Cori,<br />

dalla crudele carneficina <strong>di</strong> tante vittime<br />

innocenti. I romani quin<strong>di</strong> ridussero a co-<br />

lonie latine le città <strong>di</strong> Cora e Pomezia,<br />

spogliandole della loro in<strong>di</strong>pendenza. Gli<br />

aurunci confinanti de'volsci e loro amici,<br />

nello stesso 2 58 mossero guerra a' roma-<br />

ni, ed i corani e pometini irritati dalle pa-<br />

tite sevizie, <strong>di</strong>sertarono da'romani e si u-<br />

nirono a'bellicosi aurunci per ven<strong>di</strong>carsi.<br />

] collegati invasero il territorio romano fi-<br />

no all'Alicia; dm furono completamente<br />

battoli e costretti a precipitosa fuga. Quin-<br />

<strong>di</strong> i romani marciarono su Pomezia , la<br />

<strong>di</strong>strussero e venderono i coloni all'in-<br />

canto, e pare che anco i corani fossero<br />

così venduti. Negli anni 2^9 e 260 <strong>di</strong><br />

Roma continuò la guerra fra questa e i<br />

•volscijnel i.°<strong>di</strong> tali anni fu espugnala Vel-<br />

letri, e nel 2. fu preso Corioli, sotto le cui<br />

mura il famoso Marcio Coriolauo <strong>di</strong>e pro-<br />

ve <strong>di</strong> rara intrepidezza. Alla guerra successe<br />

nel 29 1 una fiera pestilenza, cheper-<br />

cosse le contrade volsche, <strong>di</strong> Velletri re-<br />

stando solamente la 10/ parte degli abi-<br />

tanti. La vicina Cori non può non essere<br />

stala a minore infortunio sottoposta, on-<br />

de il contagio dovè recare al colmo le sue<br />

amarezze. Nel 263 quando Cori e Velletri<br />

appena cominciavano a risorgere dalie<br />

sofferte calamità , il romano Marcio Co-<br />

nolano fu dall'ingrata patria ban<strong>di</strong>to. Ac-<br />

colto dall' ospitalità de' volsci , porlo Ira<br />

questi gli elementi <strong>di</strong> nuove guerre e ro-<br />

vine. Divenuto capitano d'un esercito voi-<br />

sco, marciò Cartolano alla volta <strong>di</strong> Rotila,<br />

<strong>di</strong>lluudendo per tulio lo spavento e la<br />

morte; e sembra che anco Cori restasse<br />

VEL 187<br />

in questa invasione compresa. Ma la pru-<br />

denza de' suoi magistrali seppe <strong>di</strong>simpe-<br />

gnarsi dal pericoloso frangente con un'o-<br />

nesta capitolazione. Dopo tale avvenimen-<br />

to può ritenersi Cora risorta dalle sue sciagure,<br />

e che fosse trattata dal senato romano<br />

con ispeciale considerazione, per la sa-<br />

viezza delle <strong>di</strong> lei antiche leggi, e pel ran-<br />

go rispettabile che avea fino allora oc-<br />

cupato. La repubblica romana, sul principio<br />

del secolo IV <strong>di</strong> sua esistenza, formò<br />

il co<strong>di</strong>ce <strong>di</strong> sua giurisprudenza, compreso<br />

nelle famose XII tavole; 1 o <strong>di</strong> queste pub-<br />

blicate nel 3o3, abbracciavano leggi <strong>di</strong><br />

Licurgo e Solone portate <strong>di</strong> Grecia. Le<br />

altre 2 tavole furono farinate colla scel-<br />

ta delle particolari istituzioni delle città<br />

italiane a Roma più vicine, fra le quali<br />

si annovera Cori, onde il Volpi esclamò:<br />

Tania Coranoruin aequitatis ac justi-<br />

tiae fama, aptid romanos allattando Ée»<br />

nuit. Le città volsche tuttora in<strong>di</strong>penden-<br />

ti, o <strong>di</strong>ventate colonie romane, cercarono<br />

<strong>di</strong> tanto in tanto <strong>di</strong> rinnovare l'ostilità<br />

contro Roma; ma finalmente nel 367 con-<br />

quistate dal <strong>di</strong>ttatore Furio Camillo , il<br />

loro paese fu ridotto a guisa <strong>di</strong> provincia<br />

romana. Frattanto i corani, oltre i nomi-<br />

nali Numi, ad altri resero culto; tali furo-<br />

no Castore e Polluce, a'quali il primario<br />

corano Marco Calvio fabbricò col denaro<br />

sagro il <strong>di</strong>scorso tempio, con magnifico<br />

portico sostenuto da 60 colonne <strong>di</strong> dori-<br />

ca, corintia ed etrusca architettura. Pre-<br />

tende il Volpi che in Cori si rese culto<br />

pure ad Eolo e Giano; fors'anche a Dia-<br />

na: certamente a Cerere , a Proserpi na,<br />

a Bacco; pare altresì a Igiea , ed a Leu-<br />

cotea sotto il titolo <strong>di</strong> Madre Sfatata; il<br />

Sole vi ebbe splen<strong>di</strong>do tempio. Diverse<br />

dell' in<strong>di</strong>cate deità furono introdotte in<br />

Cori e in altre città volsche dopo il 367<br />

da'romani; poiché or<strong>di</strong>nariamente il culto<br />

religioso de' vincitori <strong>di</strong>veniva comune<br />

a' popoli vinti. Le ragioni prò et coatra<br />

e le illustrazioni del Viola, a me non è<br />

dato riportare. Dopo la narrata conqui-<br />

sta, sembra che per alcuni anni le popò-


iRB V E L<br />

limoni volsrhe soffrissero ras«egnnte il<br />

giogo imposto loro dalla repubblica romana;<br />

ma nel 4^5 il famoso Vitruvio Vae-<br />

rò privai nate tentò <strong>di</strong> ridestarne le spe-<br />

ranze e l'ardore marziale. Cominciali con<br />

qualche successo i concepiti <strong>di</strong>segni, non»<br />

<strong>di</strong>meno i corani vista la debolezza della<br />

<strong>di</strong> lui causa, e con essi la maggior parte<br />

de'volsci, non si fecero strascinare dall'in-<br />

considerata ribellione; per cui Vitruvio<br />

<strong>di</strong>speiatamente si gettò a devastare lestes-<br />

se città vobehe, fra le quali Sezze, Cori e<br />

IVorba. La repubblica spedì in loro soc-<br />

corso il contote Papirio. Nel 5^1 mar-<br />

ciando il cartaginese Annibale alla volta<br />

<strong>di</strong> Roma, il proconsole Q. Fulvio, essen-<br />

do sicuro della lealtà de'oorani e <strong>di</strong> altre<br />

città lungo la via Appio, fece in esse riti-<br />

rare i presi<strong>di</strong>i e preparare le vettovaglie.<br />

In siffatte pericolose posizioni del governo<br />

romano, anche i guerrieri corani pugnarono<br />

sotto lesue insegne. Però nel 544<br />

e dopi» 8 anni dacché i romani<br />

trovavan-<br />

si affaticati dall'armi vittoriose del formi-<br />

dabile Annibale, alcune colonie, fra le<br />

quali anche Cori, essendosi rese esauste<br />

d'uomini e <strong>di</strong> denaro, né potendo più reg-<br />

gere al peso delle continue e forti requisi-<br />

zioni, cominciarono a <strong>di</strong>sgustarsi d' una<br />

guerra così rovinosa e a mormorare con-<br />

tro Roma altamente. Queste lagnanze de'<br />

corani e d'altre impoverite popolazioni,<br />

lesero inutili le premure del senato per<br />

ottenere nuovi sussi<strong>di</strong>i; ed esso tacque per<br />

non accrescere il numero de' suoi nemi-<br />

ci, sebbene dopo la vittoria de* romani al<br />

Metauro, Cori e le altre colonie furono<br />

nu<strong>di</strong>ate <strong>di</strong> dare il doppio de' soldati già<br />

forniti, aggiungervi i 20 cavalieri, o 3 fan-<br />

ti per ogni cavaliere che non avessero po-<br />

tuto dare, e pagare 1000 assi <strong>di</strong> bronzo<br />

massimo ogni anno. Livio ciò narrando,<br />

chiama Cori tra le colonie romane, anzi<br />

due anni prima la novera tra'municipii;<br />

ma avanti del 663, in cui lìi pubblicata la<br />

legge Giulia , le colonie e le stesse città<br />

confederate chiamava liti promiscuamente<br />

ancora municipii. Quanto a Cori, me-<br />

V EL<br />

glio è ritenere che fosse allora colonia<br />

romana soltanto, e <strong>di</strong> tale grado ne fauno<br />

testimonianza più marmi antichi ; e<br />

Nibhy <strong>di</strong>fende Livio dall' apparente con-<br />

trad<strong>di</strong>zione, perchè fiorendo a' tempi <strong>di</strong><br />

Augusto, Cori era già <strong>di</strong>venuto munici-<br />

pio. E soggiunge Viola, neppure può met-<br />

tersi in dubbio che una volta fu anche<br />

municipio romano, come risulta da altri<br />

marmi, cioè nel secolo VII <strong>di</strong> Roma. Nel<br />

680 seguì la ribellione <strong>di</strong> Spartaco, ma<br />

Cori si tenne prudentemente attaccala<br />

agl'interessi della repubblica, per cui fu<br />

molestata dalle sue militari scorrerie, che<br />

faceva per tutta la Campania: però Nibby<br />

dubita che propriamente Cori sof-<br />

frisse da quell'orde. Cori dopo essere sta-<br />

ta colonia albana, latina e romana, non<br />

che municipio, se sussistesse l'opinione del<br />

Panvinio seguila dal Volpi, avrebbe in<strong>di</strong><br />

minorato <strong>di</strong> con<strong>di</strong>zione e si sarebbe finalmente<br />

ridotta all'inferiore stato <strong>di</strong> prelet-<br />

tura, nel principio dell'era nostra e sotto<br />

l'impero <strong>di</strong> Clau<strong>di</strong>o. Viola riporta ragio-<br />

ni per non doversi credere tale opinione,<br />

e perciò più probabile che Cori siasi lungo<br />

tempo mantenuta nello stalo <strong>di</strong> muni-<br />

cipio romano. Il Piazza, seguito dal Ric-<br />

chi, sull'autorità <strong>di</strong> Giulio Ossequente,<br />

De pro<strong>di</strong>ga suppone che nel consolato <strong>di</strong><br />

Appio Clau<strong>di</strong>o e P. Metello scaturissero in<br />

Cori dal suolo de'rivi <strong>di</strong> sangue; poiché il<br />

Piazza ravvisa Cori nel nome <strong>di</strong> Caurae<br />

o Caura , in cui avvenne il portento.<br />

Niun altro degli antichi o moderni scrii<br />

(01 i chiamò<br />

questa città con tal vocabo-<br />

lo. Rammento avere in principio riferite<br />

col Nibby, che 88 anni avanti la nostri<br />

era , Cori restò devastata dalle centi<br />

Mario, per avere con altre colonie segui-<br />

to il partito <strong>di</strong> Siila, il quale poi la fece ri-<br />

sorgere dalle sue rovine. Seguendo pei<br />

questo paragrafo il metodo <strong>di</strong> Viola, che<br />

<strong>di</strong>scorre degl' illustri corani cronologicamente<br />

secondo I' epoche in cui borirono,<br />

qui <strong>di</strong>rò essere mollo probabile, chesnl fi-<br />

ne del V o sul principio del VI secolo <strong>di</strong><br />

lionta, quivi si stabilisse la famiglia Po-


VEL<br />

Jjlicii proveniente ila Cori, forse dello sti-<br />

pile del sutnmentovalo Anco; è poi indu-<br />

bitato che tale famiglia romana derivasse<br />

da Cori, ed ebbequegii illustri che descri-<br />

ve Viola. A Caio Publicio, (iglio del tribuno<br />

della plebe Lucio, il popolo romano<br />

decretò ad esso e suoi posteri la facol-<br />

tà <strong>di</strong> potersi seppellire in Rouia , e ne fu<br />

a spese pubbliche destinalo il luogo pres-<br />

so il Campidoglio. Gli avanzi del sepolcro<br />

esistenti e formati <strong>di</strong> gran<strong>di</strong> quadri <strong>di</strong><br />

pietra tiburlini, li descrissi nel voi. LX1V,<br />

p. i 38. Olire la famiglia de'Poblicii, nou<br />

minor gloria recò la Oppia egualmente<br />

originaria della medesima ci Ila, della qua»<br />

le si conosce Caio Oppio sesloviro augnatale,<br />

nominato nell'iscrizione relativa ad<br />

Esculapioead Igiea; mentre qnatuorviio<br />

augustale fu Marco Turpilio che in Co-<br />

li de<strong>di</strong>cò il tempio <strong>di</strong> Cerere e <strong>di</strong> Proser-<br />

pina. Durante la famosa proscrizione del<br />

triumvirato <strong>di</strong> Marc' Antonio e de' suoi<br />

colleghi, la storia la menzione d'uno del-<br />

la famiglia Oppia, che involto fra gli orrori<br />

<strong>di</strong> quella , fu salvato dall' amorosa<br />

pietà d'un figlio iti un modo singolare; il<br />

quale portò il vecchio padre sulle spalle,<br />

finché il trasse fuori della città,econ gran-<br />

<strong>di</strong>ssima fatica, fuori <strong>di</strong> strada e per luoghi<br />

occulti, lo condusse in Sicilia. Fu sì gran-<br />

de la compassione che destò in tulli si mi-<br />

rabile pietà figliale, che niuno ne impedì<br />

il cammino. 11 popolo romano lodato il<br />

giovanetto, lo creò quin<strong>di</strong> e<strong>di</strong>le: e perchè<br />

le sostanze paterne erano state confiscate,<br />

e non poteva supplire alla spesa che por-<br />

ta va siila Ita magistratura, gli artefici con-<br />

tribuirono a tale spesa con tanta generosità<br />

e magnificenza, che al giovane Op-<br />

pio nou solamente fu data la facoltà <strong>di</strong><br />

poter spendere quanto bisognava per celebrare<br />

i pubblici giuochi, conformemente<br />

alle leggi e<strong>di</strong>lizie, ma gli avanzarono<br />

tante somme, che rimase ricchissimo. Un<br />

Caio Manueio citta<strong>di</strong>no corano fu eccel-<br />

lente nell'arte mimica, e perciò appellato<br />

archìmimo, e secondo alcuni pare fiorito<br />

prima assai d'Augusto,al cui lempo alcuni<br />

VEL 189<br />

vogliono introdotte le rappresentanze mimiche;<br />

altri a motivo del vocabolo, me-<br />

glio lo <strong>di</strong>cono vissuto nel i.° secolo <strong>di</strong> no-<br />

stra era o anche dopo. Cessato il trium-<br />

virato <strong>di</strong>Marc'Anlonio,cagione funesta <strong>di</strong><br />

tante stragi e della per<strong>di</strong>ta <strong>di</strong> lauti uomini<br />

illustri, surse finalmente un nuovo or<strong>di</strong>-<br />

ne politico <strong>di</strong> governo, collo stabilimento<br />

dell'imperiale autorità fondata da Augu-<br />

sto. Quanto alla con<strong>di</strong>zione <strong>di</strong> Cori, al<br />

riferire <strong>di</strong> Volpi, dopo lo stabilimento del<br />

grande impero e nel i.° secolo dell'era<br />

corrente, sarebbe <strong>di</strong>venula un mucchio<br />

<strong>di</strong> rovine, mentre a'tempi <strong>di</strong> Clau<strong>di</strong>o la<br />

<strong>di</strong>ce ridotta a prefettura e perciò esisten-<br />

te. Viola nell'esaminare la contrad<strong>di</strong>zio-<br />

ne del racconto, <strong>di</strong>chiara essere indubi-<br />

tata 1' esistenza <strong>di</strong> Cori sotto l'impero<br />

d'Augusto e de'suoi successori, e <strong>di</strong> con-<br />

seguenza nel i.° secolo <strong>di</strong> nostra era sus-<br />

sisteva in uno slato sod<strong>di</strong>sfacente. Ne pro-<br />

duce le prove, fra le quali il restauro del<br />

tempio d'Ercole, per la vecchiezza mi-<br />

nacciante rovina, per opera <strong>di</strong> Marco Cal-<br />

vio, che il Viguoli <strong>di</strong>sse averlo fabbricato<br />

<strong>di</strong> pianta; e l'esistenza d'altri culti in pie-<br />

no vigore, per altri restauri eseguiti, come<br />

<strong>di</strong> M. Turpilio, perciò eranvi citta<strong>di</strong>-<br />

ni molto facoltosi, e la città tuttavia era<br />

florida. Soggiunge Viola, se dovesse cre-<br />

dei si alla volgare tra<strong>di</strong>zione, il famosoPon-<br />

zio Pilato governatore della Giudea a-<br />

vrebbe in Cori esercitata la carica <strong>di</strong> pre-<br />

tore , ed avrebbe posseduto ezian<strong>di</strong>o nel<br />

<strong>di</strong> lei territorio una villa, <strong>di</strong> cui si presume<br />

osservarsi anche a'giorui presenti del-<br />

le notabili reliquie, ossia ne' sotterranei<br />

della vigna dell'arciprete Alessandro Pic-<br />

chiotti a'tempi <strong>di</strong> Laurieuli corano, auto-<br />

re deU'IIistoi we Coranae mss., per corruzione<br />

<strong>di</strong> vocabolo: quae Coesa Pon<strong>di</strong>,<br />

quasi Casa Pon<strong>di</strong> voc.atur. Ma questo<br />

fatto è cos'i privo <strong>di</strong> prove, e sterile <strong>di</strong><br />

monumenti atti a fissare l'attenzione de-<br />

gli eru<strong>di</strong>ti, che lo stesso Laurieuli ridusse<br />

la cosa a semplice congettura. Il Volpi poi<br />

caratterizza il fitto medesimo per un rac-<br />

conto favoloso. Leggo in Ricchi: E degno


igo V E L V E L<br />

d'osservazione lo smisurato e<strong>di</strong>fizio for- lettera <strong>di</strong> Pilato o <strong>di</strong> Lrntulo .mila ilimalo<br />

ili macigni addossato a pie dell' a- irìna persona del Redentore. In<strong>di</strong> segui<br />

spia rupe che va piegandosi nel giar<strong>di</strong>- a confronto quella nel 1816 stampala in<br />

no del già convento degli agostiniani, vo- Roma da Guglielmo Mai. zi oe'suoi: Te-<br />

lendosicheivi poggiasse il fastigio del gran sii <strong>di</strong> lìngua tratti da' en<strong>di</strong>ci della Hi-<br />

palazzo della curia antica, in cui il volgo blioleca Vaticanae. volgarizzala nel 3oo.<br />

sparse voce che fosse la residenza del presi- Nibhy puhhlioò la lapide incassala nel mu-<br />

derai la to,nel governar Cora avanti d'ema- 10 del campanile <strong>di</strong> s.Maria,d'un liberto <strong>di</strong><br />

naie l'iniqua sentenza contro l'innocente Clau<strong>di</strong>o, che prova essere stata allora Co-<br />

Gesù. Congettura e menzogna, che Rie- ri municipio, nominandovisi il senato e<br />

chi <strong>di</strong>ce comprendersi da s. Luca, e da popolo corano. Dice Marocco, che Nerone<br />

Cornelio a Lapide che scrisse, Pilato al* fece strage <strong>di</strong> Cori, e poi recanciovisi ne<br />

tro noti significare che preside , rettore, provò <strong>di</strong>letto per la sua ubicazione, eli-<br />

podestà o principe. Menzogna einvenzio- ma salubre e celebri vini, onde vi si porne<br />

<strong>di</strong>ce il grido <strong>di</strong>ffuso ne' <strong>di</strong>ntorni , col tava neh' estate. Viola <strong>di</strong>ce, egualmente<br />

chiamar Cora patria dello stesso Pilato, favolosa si deve credere la pretesa male-<br />

ch'ebbe i natali in Lione <strong>di</strong> Francia, dove <strong>di</strong>zione data da s. Pietro principe degli<br />

pe' molli suoi delitti rilegato da Tiberio Apostoli al popolo <strong>di</strong> Cori, perchè molein<br />

luogo da essa alquanto <strong>di</strong>stante presso stava gli abitanti <strong>di</strong> Vellelri; quale ma-<br />

ini lago, vi morì miseramente in obbro- le<strong>di</strong>zionesupponevasi risultare da una peti<br />

brio a tutte le genti cristiane, e forse gamena esistente Dell'archivio veliterno,<br />

s'uccise <strong>di</strong> propria mano, secondo gli scrit- come segue accennata da! Piazza a p. 48<br />

tori che adduce. Un eru<strong>di</strong>to della proviti- della Gerarchia Car<strong>di</strong>nalizia. » V'ha<br />

eia , in argomento mi donò un mss. con non improbabile opinione che quivi (in<br />

questo titolo. • Copia <strong>di</strong> lettera e seuten- Cori) piantasse la fede s. Pietro, onde è<br />

za rinvenuta nell'archivio dell'antica città che la chiesa più antica <strong>di</strong> delta città sia<br />

<strong>di</strong> Cori, dove Ponzio Pilato ha <strong>di</strong>morato de<strong>di</strong>cata al medesimo santo. Altri <strong>di</strong>sse-<br />

per qualche tempo dopo <strong>di</strong> esser fuggito 10, che pe'luoghi vicini a Roma fosse de-<br />

da Gerusalemme". In fine vi è pure la stipato s. Cleto Papa, e che quivi pure vi<br />

copia della sottoscrizione per la legalità piantasse il primo la religione cristiana;<br />

dell'estratto dall'archivio <strong>di</strong> Cori, <strong>di</strong> San- uè vi è mancato chi ha asserito che nel-<br />

le Lorenzo Cicinelli corano nota 10 pub- l'archivio <strong>di</strong> delta città vi fosse una scria<br />

blico, colla data 25 noveinbrei 757. Ma tura in carta pergamena, nella (piale<br />

ammesso e non concesso che Pilato fos- stava registrata una male<strong>di</strong>zione data da<br />

se stato in Cori, non per questo alla città s. Pietro a que'<strong>di</strong> Cori, perchè molestapuò<br />

derivarne affatto alcun <strong>di</strong>sdoro; co- vano i popoli Veli terni ". Anche a queme<br />

non lo recò alla celeberrima Gerusa- sto fatto, aggiunge Viola, mancano prove<br />

leinnie, oggetto della uuiversale<strong>di</strong>vozione e monumenti sicuri. Ma io a favore <strong>di</strong><br />

del cristianesimo, ed emporio <strong>di</strong> glorie Cori <strong>di</strong>rò <strong>di</strong> più. Riscontrato il Piazza, e<br />

sagre e civili. La lettera scritta da Pilato trovato citalo il veliterno Theuli, ecco il<br />

in Gerusalemme, o da Lentulo nflìziale riferito da questi a p.i35,nel narrare chi<br />

romano, a Tiberio e al senato romano s. Pietro scorrendo l'Italia per piantarvi<br />

intorno la <strong>di</strong>vina persona <strong>di</strong> Gesù Cri- la fede, deputò alla cura de'fedeli <strong>di</strong> Rosto,<br />

lenula evidentemente apocrifa, tro- ma Lino e pe'luoghi couvicini Cleto. »Da<br />

vasi in latino in non pochi co<strong>di</strong>ci delle li- questo faccio argomento, che Pietro o nel<br />

brerie <strong>di</strong> Roma, llch.cav. Salvatore Bel- partire da Roma o nel venir da Napoli,<br />

ti pubblicò nel t. 20, p. 43


V E L<br />

Cleto, deputalo ni medesimo elìcilo ne'<br />

luoghi viciui. il pentimento del d.' Quin-<br />

tiliano Crespini, figlio <strong>di</strong> Valerio dottore<br />

<strong>di</strong> legge, clie fioriva nel i 4°/5, significato,<br />

mzi con giuramento attestato da Gaspare<br />

Cal<strong>di</strong>ni gentiluomo velletrauo, persona<br />

già nonagenaria, perchè egli non avea<br />

dall'archivio <strong>di</strong> Cora, mentre era colà giu-<br />

<strong>di</strong>ce, pigliata una scrittura in carta pergamena,<br />

nella quale slava registrala una<br />

inai.<strong>di</strong>zione , the s. Pietro dava a quelle<br />

.genti (ina quali ? ) che molestavano li pò-<br />

.poli Velitei ni : mi<br />

la tultociò persuadere;<br />

,ma mi rij orto però al vero, perchè con le<br />

<strong>di</strong>ligenze usale, non s'è potuta ritroverà<br />

scrittura tale". 11 Marocco riporta un do-<br />

I<br />

cumento, che <strong>di</strong>ce esistere nell'archivio<br />

[<strong>di</strong> s. Angelo in Pescheria <strong>di</strong> Roma , <strong>di</strong><br />

ICeneioCaoKrario, e perciò del secolo XII,<br />

;in cui si le"»e <strong>di</strong>e anticamente i corani<br />

DO<br />

Ìe i veliteini erano in confederazione, e<br />

viveano insieme congiunti con amore più.<br />

che fraterno. Prima <strong>di</strong> lui scrisse il llic-<br />

I<br />

chi su questa assetta male<strong>di</strong>zione, sem-<br />

brare inverosimile, per essere stale sem-<br />

pre le ciltà <strong>di</strong> Coii e Yelletri collegate<br />

insieme , donde nacque il proverbio <strong>di</strong>-<br />

,vulgatis8Ìmo: Chi (acca Core, tocca Vel-<br />

tetri, li ciò si deduce ancora dogli scambievoli<br />

capitoli degli statuti Corano e Ve-<br />

litei no che riporta , sulla molla <strong>di</strong> quel<br />

corano che avesse offeso un veliterno e<br />

Ricevei sa. Anche l'altro e recente veliler-<br />

pio Bauco afferma, che per sentimento <strong>di</strong><br />

vetusti e moderni scultori si deve cre-<br />

dere che il principe degli Apostoli s. Pie-<br />

ilio piantasse la (eòe cristiana in Cori,<br />

onde la i ." chieda e<strong>di</strong>ficata da'eorani fu a<br />

lui intitolala. La più abbracciata opinio-<br />

ne è che s. Pietro patì il martirio nel-<br />

J'anuo 69 dell'era corrente, cui successe-<br />

ro nel pontificato i nominali s. Lino in<br />

dello aimoe s. Cleloiiell'anno 80. Inane-<br />

,sto secolo e nel seguente, scrive Viola, la<br />

«miglia Oppia originaria <strong>di</strong> Cori, continuò<br />

a produrre uomini <strong>di</strong>stinti, riprodu-<br />

cendo le lapi<strong>di</strong> con <strong>di</strong>chiarazioni, dalle<br />

quali si ricava che uu rumo si stabilì nel<br />

VEL 19 r<br />

Piceno, e molti <strong>di</strong> esso figurarono special-<br />

niente iu Osimo, come Caio Oppio Bas-<br />

so della tribù Velina (alla l'apiria appar-<br />

tenne Cori, come trovo nel Ricchi), a cui<br />

furono innalzate statue; ed una anco a<br />

Caio Oppio Sabino; Marco Oppio Capitone,<br />

che figurò sotto Antonino; Caio Oppio<br />

patrono dellecolonie Tolentina ed E-<br />

sina;Oppia Prisca eresse la tomba al figlio<br />

Caio Oppio Palinole pretore e questore<br />

d'Osimo; Marco Oppio patrono della co-<br />

lonia d'Alife, e ivi pure Lucio Oppio Pri-<br />

sco; e Sesto Oppio Prisco fu patrono in-<br />

comparabile del municipio <strong>di</strong> Tivoli, che<br />

gli de<strong>di</strong>cò una statua. Circa la medesima<br />

epoca e sotto l'impero <strong>di</strong> Commodo fiorì<br />

il corano Marco Silaccio della tribù Col-<br />

lina, la cui rinomanza e meriti si <strong>di</strong>ffuse-<br />

ro per l'impero romano, avendo dato lu-<br />

minose prove del suo valore militare nel-<br />

la Spagna, Betica, Bretagna, Germania,<br />

Italia e in Roma stessa. Mentre le ricor-<br />

dale famiglie tanto lustro recavano alla<br />

città <strong>di</strong> Cori, donde traevano l'origine, si<br />

vuole che Papa s. Urbano I nel 227 in-<br />

viasse in Cori Pietro Diacono e altri ve-<br />

scovi a pre<strong>di</strong>carvi la fede <strong>di</strong> Cristo. Gli<br />

scrittori corani ne desumono la prova dal-<br />

l'iscrizione che riporta Viola ancora, scoi -<br />

pila in un marmo antichissimo, secondo<br />

il Laurienti, e riprodotta neh 556 sulla<br />

restaurala porta <strong>di</strong> s. Oliva : Ile in Ci-<br />

vita te Coranam, et prae<strong>di</strong>cate Chris tura<br />

Crucifixuin. Sostengono i corani, che uri<br />

tempo nella loro città vi fu la residenza<br />

del proprio vescovo, e da tempo immemorabile<br />

nella chiesa matrice o duomo<br />

esisle il trono episcopale formato <strong>di</strong> pie-<br />

Ira antica. Dichiara I Ughelli TN&ì'ItaUet<br />

sacra: Cora alane Cisterna urbes olim<br />

jueritnt Episcopale». Altrettanto attesta<br />

il car<strong>di</strong>nal Corre<strong>di</strong>ni, De Civita te et. Ecclesia<br />

Selina. Lo conferma il numero-<br />

so novero <strong>di</strong> vicari generali del vescovo<br />

<strong>di</strong> Vellelrijche vi <strong>di</strong>morarono con pie-<br />

na giuris<strong>di</strong>zione vescovile, riferiti dal Ricchi,<br />

Reggia de' f'olsci, lib. 2, cap. 17, Go-<br />

verno Ecclesiastico, ed alcuni de' quali


§a VEL<br />

si leggono nel p. Casimiro tla Roma; l'a-<br />

hiiazmne episcopale esistente contigua al-<br />

la chiesa <strong>di</strong> s. Oliva, e la mensa vescovile<br />

costituita in fon<strong>di</strong> instici nel lerriloi io co-<br />

rano, <strong>di</strong>e si gode dal proprio vescovo <strong>di</strong><br />

\ elletri, alla cui giuris<strong>di</strong>zione fu sotlopo-<br />

sia Cori. Sebbene voglia obbieltarsi, <strong>di</strong>e<br />

non si rinviene alcun vescovo <strong>di</strong> Cori in-<br />

tervenuto a'coucilii e molto meno sotto-<br />

scritto, conviene riflettere che ne' secoli<br />

primitivi della Chiesa <strong>di</strong> frequente tro-<br />

vatisi erroneamente designali i nomi de'<br />

vescovi, e del pari le città e le loro se<strong>di</strong><br />

fallacemente espresse, lo falli il car<strong>di</strong>nal<br />

Corra<strong>di</strong>ni nella citala sua opera, a p.<br />

i \ i<br />

,<br />

lo <strong>di</strong>mostra ad evidenza con <strong>di</strong>re: Qttip-<br />

pe ibi reperitili- subseriplus Polentiuus s.<br />

Ut lliternensis Ecclesiac Episcopus prò<br />

/ eliternensis, Amabilis Episcopus s.<br />

Hortctisis EcclesiaeproHosliensis, Fir*<br />

minus s. Bleranae Ecclesiae prò Cora-<br />

nae. Avverte il p. Casimiro da Roma, che<br />

errarono pure gravi scrittori nel nomi-<br />

nare Cori, che in latino <strong>di</strong>cesi Cora, Co-<br />

rat, e in italiano Cora e Cori. Eppure nel<br />

gran <strong>Dizionario</strong> <strong>di</strong> Mar liniere viene ad-<br />

<strong>di</strong>tata Coria, Corine j ed in altri 67*o-<br />

rae, Chorarum, o Corae, Coraruitij ed<br />

anche volgarmente Core, Chori e Co-<br />

rioli, confondendosi colla città <strong>di</strong> Corioli<br />

non più esistente. Quin<strong>di</strong> lo stesso p. Ca-<br />

simiro da Roma nelle Memorie, e il Ti-<br />

raboschi uella Storia della, letteratura,<br />

il i .° riportando un'iscrizione, e il i. "cele-<br />

brando il suddetto Ambrogio Massari da<br />

Cora, questo ancora fu detto Cafiolano,<br />

e tale io pure lo nominai nei voi. XLIX,<br />

p. 5o, seguendo iNovaes, Dissert. t. i, p.<br />

254, auz ' roi astenni dal ripetere le sue<br />

parole, non Corano. Dipoi il Novaes av-<br />

vertilo dell'errore da d. Alessandro Mar-<br />

chetti, si rettificò, ma lo fece con nota po-<br />

sta dopo VImprimatur del tomo perciò<br />

,<br />

solo adesso me uè avvi<strong>di</strong>. Ecco dunque<br />

perchè con precisione non si rinvengono<br />

i vescovi corani, come mi scriveva Vincen-<br />

zo Tommaso Marchetti e aggiungendo :<br />

Che in un aulico co<strong>di</strong>ce eh' esisteva uel-<br />

V E L<br />

l'archivio del duomo <strong>di</strong> Cori, leggevano<br />

alcune firme <strong>di</strong> vari vescovi della mede-<br />

sima città, ed in un ceremoniale era no-<br />

tato il vescovo corano che l'ebbe in uso.<br />

De' tempi a noi più vicini trovasi netta<br />

cancelleria vescovile <strong>di</strong> Velletri, decorala)<br />

col titolo <strong>di</strong> Concattedrale la principale<br />

chiesa <strong>di</strong> Cori. Conviene Calindri nell'af-j<br />

fermare che Cori nel secolo XI 1 avea il<br />

suo vescovo, e Marocco riconosce che la<br />

città anticamente era onorata della sede:<br />

vescovile. Ad onta che Cori fosse vetu-<br />

stissima città, e poi anche città vescovi-<br />

le, non<strong>di</strong>meno come altre simili talvol-<br />

ta fu chiamata Terra e Oppidum , che<br />

aulicamente fu sinonimo <strong>di</strong> Città. Inse-<br />

gna Quintiliano, SolamRomames.se, l r-<br />

beni, coetera Oppida.S\ pouuo vederegli<br />

articoli Terra e Urbs. Qui appresso <strong>di</strong>-<br />

rò 1' opinione <strong>di</strong> Vioia sulla sede vesc<br />

vile <strong>di</strong> Cori; però quanto al grado <strong>di</strong><br />

là, <strong>di</strong> recente <strong>di</strong>chiarò il velilerno Bauc<br />

Cos\ fu riputata costantemente città fii<br />

da'tempi remotissimi; e tale confermi]<br />

poi da'sommi Pontefici fino al preseni<br />

Riferisce Ricchi, che Costantino I impc<br />

ratore dopo aver accordato a'eristiani i<br />

libero esercizio <strong>di</strong> loro religione, donòi<br />

Papa s. Silvestro 1 fundum Bervelas e<br />

fundum Sulpitianum seu Sitppliciaiuin<br />

in territorio Corano. 11 Marocco ricor<strong>di</strong><br />

la Massa Staliliana seu Slalibanani tu<br />

territorio Corano, donata da Costanti<br />

no I al Baltisterio Lateranense; e Wfau<br />

dum Corbinatum ex territorio Corani<br />

dal medesimo imperatore donato al tito<br />

lo d' Equizio ossia Chiesa de ss. Sihc<br />

stro e Martino <strong>di</strong> Roma, come e meglii<br />

nel Ristretto della medesima si ha dal p<br />

Filippini a p. 4<br />

i . <strong>di</strong>cendosi nel territo<br />

rio <strong>di</strong> Sora alias Cora. Più volle ho Irò<br />

vaio Soia confusa con Cora. Tutti gì<br />

scrittori coraui, e fra <strong>di</strong> essi il Laurienl<br />

cronista e lo <strong>storico</strong> Ricchi principalmer<br />

te, sostengono che s. Felice H Papa, i<br />

Cori o nel suo territorio presso il lag<br />

Vetere ricevè la palma del martirio ni<br />

356 (nella sua biografia <strong>di</strong>ssi in Celia


VEL<br />

Novaes, ed ora m'avvedo <strong>di</strong>e con lui ripelei<br />

l'errore dell'epoca 365, che nel No-<br />

vaes dev'essere fallo tipografico, siccome<br />

costituito a s. Liberio nel 355 e governò<br />

circa 2 anni); anzi Laurienti è d'avviso,<br />

che s. Felice precedentemente fosse stato<br />

vescovo <strong>di</strong> Cori. Quin<strong>di</strong> il Viola passa ad<br />

esaminare due puntici. se realmente era<br />

stato vescovo <strong>di</strong> Cori ; i° se veramente<br />

fu decollato nella stessa città o in qualche<br />

parte del suo territorio. Neli.° pun-<br />

to esclude il vescovato, perchè quando fu<br />

.surrogato a s. Liberio era <strong>di</strong>acono car<strong>di</strong>-<br />

nale. Nel 2.° punto riferiti i <strong>di</strong>versi pare-<br />

|ri , insieme a quello del suo dotto contemporaneo<br />

p. Cherubino da Cori minore<br />

osservante (era della famiglia Zampillìi,<br />

meritò essere eletto guar<strong>di</strong>ano <strong>di</strong> Ge-<br />

i<br />

,<br />

I<br />

, he<br />

rusalemme, e nel ritorno morì in Malta),<br />

[propende per quello <strong>di</strong>latale Alessandro,<br />

:cioè, che s. Felice I fu quello che patì il<br />

martirio in Cere, e che quello <strong>di</strong> s. Felice<br />

li seguì in Cori, benché nel martirologio<br />

i sì legge Cere invece <strong>di</strong> Corae. Anicio<br />

Paolino contemporaneo del Pontefice, e<br />

poi prefetto <strong>di</strong> Roma nel 38o, restaurò<br />

in Cori un monumento o pubblico e<strong>di</strong>lìzio,<br />

ma ignorasi se sagro o profano; ma<br />

essendo pagano, le riparazioni da esso fat-<br />

te da Viola si riferiscono al tempio d'Er-<br />

cole, o <strong>di</strong> Castore e Polluce, o ad altro<br />

tempio idolatra, imperocché letracced'i-<br />

dolalria non erano ancora del tutto spa-<br />

rite nel 608. Circa questo medesimo tem-<br />

po, com' è tra<strong>di</strong>zione presso i corani , il<br />

loro concitta<strong>di</strong>no Quepio Massimo sareb-<br />

stato il fondatore del comune <strong>di</strong> Roc-<br />

ca Massima, poche miglia <strong>di</strong>stante dalla<br />

1 città. Nel declinar dell' impero romano,<br />

i<br />

, <strong>di</strong>ctis,<br />

i gravissimi,<br />

pare che anco Cori soggiacesse all' inva-<br />

sioni de'barbari, alle stragi e desolazioni<br />

da essi portate dappertutto nell'Italia. In-<br />

fatti il Laurienti, col riferito da De Bene-<br />

assicura che la città nel 556 sotto<br />

il regno <strong>di</strong> Tolda re de'goti sortii danni<br />

Corani magno affec.it detrimento.<br />

Mg. r<br />

Nicolai crede che i goti do-<br />

po aver devastata Cori, in<strong>di</strong> la circondas-<br />

voi. LXXXIX.<br />

VEL i<br />

9 3<br />

sero <strong>di</strong> mura, le quali poi rovinate mo-<br />

strano il gusto misero <strong>di</strong> loro struttura.<br />

Egli però non avrà inteso parlare delle<br />

vetustissime: si tenga presente la descri-<br />

zione <strong>di</strong> Nibby , che le stu<strong>di</strong>ò sul luogo<br />

più volte, attribuendo le opere meno antiche<br />

a costruzione saracinesca del XIII<br />

secolo. Il Ricchi ricorda che l'imperatore<br />

Commodo fu un vero flagello per la regione,<br />

e particolarmente a Cori, a cui To-<br />

lda re de'goti portò grave detrimento, e<br />

crede che poi anche i saraceni vi facesse-<br />

ro strage, e più tar<strong>di</strong> fosse fornita d'ar-<br />

tiglierie e circondata intorno da profon-<br />

da fossa, per cui e per la situazione <strong>di</strong>venne<br />

fortissima. Ed eccomi a riportare<br />

i pareri <strong>di</strong> Viola , se Cori sia stata sede<br />

vescovile. Sebbene, egli <strong>di</strong>ce, sopra que-<br />

et' articolo importante non possa farsi<br />

pompa d'autentiche prove, né procedere<br />

con tutta slorica sicurezza,non<strong>di</strong>meno stima<br />

il fatto non del tutto privo <strong>di</strong> monumenti<br />

onde congetturare fondatamente<br />

che Cori ebbe un tempo i suoi propri ve-<br />

scovi, e che in essa vi risiedè la <strong>di</strong>guità ve-<br />

scovile. Si ha da certi monumenti, che Co-<br />

ri neh 1 83 non era sede vescovile, poiché<br />

in quell'anno secondo le Memorie mss.<br />

<strong>di</strong> Marzio Stalloni, un vescovo <strong>di</strong> Segni<br />

per mandato <strong>di</strong> Papa Lucio III contagiò<br />

la chiesa <strong>di</strong> s. Maria nel monte Mirteto.<br />

Quin<strong>di</strong> nel 1 2 1 6 vedesi soggetta alla giu-<br />

ris<strong>di</strong>zione episcopale del vescovo subur-<br />

bicario d'Ostia e Velletri; e la stessa no-<br />

tizia risulta dal <strong>di</strong>ploma del 1298, in cui<br />

12 vescovi concessero indulgenze alla<br />

chiesa degli agostiniani <strong>di</strong> Cori. Ora se<br />

non vi sono memorie precedenti al 1 1 83,<br />

onde potersi dedurre che la chiesa cora-<br />

na all'altrui giuris<strong>di</strong>zione episcopale fos-<br />

se soggetta, non è improbabile che fiuo<br />

al secolo XI, ed anche più tar<strong>di</strong>, avesse<br />

il suo vescovo, come l'ebbero altre città<br />

volsche meno popolose e ragguardevoli <strong>di</strong><br />

Cori. Arroge che io qui ripeta le parole<br />

del Ricchi: « Tali furono gli onori coni-<br />

partiti alla mia patria dall'impero <strong>di</strong> Ro-<br />

ma, da cui ne riporlo quel lustro <strong>di</strong> glo-<br />

i3


i 94<br />

V E L<br />

ria , che io non rinvengo in alcun' altra<br />

città della Reggia ile' Volsci, anzi ancor<br />

ilei Lazio stesso". D'altronde è nolo, meno<br />

poche eccezioni, come in parte del Tlieu-<br />

li e del Kircher, che il Ricchi colla sua<br />

Reggia de Volsci e col suo Teatro degli<br />

uomini illustri nel regno de' Volsci, è V u-<br />

nico <strong>storico</strong> che abhia trattato, prima de'<br />

moderni, delle città e paesi <strong>di</strong> Marittima<br />

e Campagna, senza <strong>di</strong> cui ignolesarebbe-<br />

io rimaste un gran<strong>di</strong>ssimo numero d'im-<br />

portanti notizie, ch'egli seppe rintraccia*<br />

re con grave <strong>di</strong>spen<strong>di</strong>o e laboriosa fati-<br />

ca. Caldo d'amor patrio, si rese beneme-<br />

rentissimo de'suoi concitta<strong>di</strong>ni, e del suo<br />

suolo nativo e dell'intera duplice provin-<br />

cia, colla storia generale e particolare <strong>di</strong><br />

essa e <strong>di</strong> quelli che vi fiorirono, con notizie<br />

profane e sagre, auliche e moderne.<br />

Osserva il Viola , che ne' secoli gotici e<br />

longobar<strong>di</strong> nella oppressa Italia <strong>di</strong> fre-<br />

quente seguivano l'estinzioni delle se<strong>di</strong><br />

vescovili , per essere restate le città <strong>di</strong>-<br />

strutte e vuote d'abitatori, come scrisse<br />

s. Gregorio I nel 592 neliiunire quella<br />

<strong>di</strong> Tre Taberne alla Veliterna. Quin<strong>di</strong><br />

nou è <strong>di</strong>fficile il persuadersi, che Cori e-<br />

zian<strong>di</strong>o posteriormente pegli stessi infeli-<br />

ci motivi restasse spogliala della sede ve-<br />

scovile. Infatti ne'secoli successivi le città<br />

volsche e latine non furono esenti da guer-<br />

re, depredazioni e devastazioni. Si sa che<br />

Cori nel tempo dello scisma <strong>di</strong> Vittore V<br />

antipapa, verso il 1 162 essendosi posla<br />

nell'ubbi<strong>di</strong>enza del Papa legittimo Ales-<br />

sandro III, dovette più d'ogni altra città<br />

essa e Niufa soggiacere a terribile infor-<br />

tunio e depredazione per parte delle mi-<br />

lizie crudeli dell'imperatore Federico I,<br />

Acerrimo <strong>di</strong>fensore dell' antipapa e de'<br />

suoi falsi successori , contro il magnanimo<br />

Alessandro III. Inoltre sembra al Vio-<br />

la ben forte congettura della verità del<br />

fatto nella questione sul vescovato Cora-<br />

no, il Irono episcopale in pietra, che da<br />

tempo vetustissimo conservasi nella chie-<br />

sa principale, e le due collegiate co' pro-<br />

pri capitoli. Che il Coi ra<strong>di</strong>ui esaminalo<br />

V E L<br />

con maturità questo punto, a derma està*<br />

comuue opinione degli scrittori, che una<br />

volta fu Cori sede vescovile, come Norma,<br />

Anzio e Bovilla (anzi scrive pure Alicia,<br />

A rdea,Lavinio, Laurealo, Nomeoto, Gn-<br />

bio), dappoiché nell'antico Lazio tutte le<br />

città condecorate del titolo <strong>di</strong> colonia romana<br />

furono vescovili ne' primi secoli<br />

della nascente Chiesa. L'annotatore del-<br />

l' Ugh eli i <strong>di</strong>ce espressamente che Cori e<br />

Cisterna o Tre Taberne furono città ve-<br />

scovili. Ammetterlo ancora Laurieuti, ag-<br />

giungendo essere tra<strong>di</strong>zione (per altro in-<br />

sussistente, soggiunge lo stesso Viola), che<br />

Cori fu spogliata della prerogativa <strong>di</strong> cit-<br />

tà, perchè da'suoi abitanti fu ucciso un lo-<br />

ro vescovo. A Nibby sembra invece che<br />

prima della caduta dell'impero d'occideu<br />

te Cori rimanesse deserta, perchè alto si<br />

lenzio se ne ha negli scrittori de'bassi tem-<br />

pi e ne' documenti fino a tutto il secolo<br />

XII, e nel seguente si e<strong>di</strong>ficò il fabbi ic<br />

to meno antico. Quin<strong>di</strong> crede <strong>di</strong> potè<br />

stabilire, che probabilmente nel secc<br />

Xlll per opera de'Couti <strong>di</strong> Segni si sta<br />

bilisse <strong>di</strong> nuovo un castello sulle rovine<br />

dell'antica città, profittando appunto<br />

quelle per fondamento. E che questo<br />

stello riprese il nome primitivo, il qua!<br />

tuttora conserva. Infatti, continua Nibby,<br />

da quell'epoca in poi cominciano ad in-<br />

contrarsi le sue memorie} poiché Inno-<br />

cenzo III, Papa della famiglia Conti, come<br />

si ha dalla raccolta delle sue lettere<br />

pubblicate dal Baluzio, t. 2, p. 54?, co-<br />

stituì nel 1 2 1 2 signore e rettore <strong>di</strong> Cora,<br />

testé rie<strong>di</strong>ficala, Pietro Anuibal<strong>di</strong>, finché<br />

fosse piaciuto al Papa, in<strong>di</strong>cando e confermando<br />

così la <strong>di</strong>pendenza <strong>di</strong>retta (dunque<br />

già era dominio della s. Sede: osserverò<br />

quanto all'origine della Sovranità della<br />

medesima sopra Cori, che siccome Ales-<br />

sandro Borgia nell' Istoria <strong>di</strong> Velletri<br />

narra che questa fu una delle prime cit-<br />

tà che si sottoposero al principato tempo-<br />

rale <strong>di</strong> s. Gregorio II, cioè dopo il 726<br />

circa, e lo conferma il recente patrio isto-<br />

licoBauco, <strong>di</strong>cendo che col ducato roma-


VEL VEL i<br />

no *i sottopose al dominio pontificio , e neo del <strong>di</strong>vino Dante, <strong>di</strong> Gino da Pistoia<br />

siccome le città suburbicarie e i luoghi e <strong>di</strong> alili sublimi ingegni, padri e mae-<br />

a<strong>di</strong>acenti ne facevano parte , mi sarà le» stri dell'italiana favella, scrisse opere col<br />

cito congetturare, compresavi anche Co- metro, i<strong>di</strong>oma e gusto da quelli pratica-<br />

vi così vicina a Velletri e a Roma, cioè to: fra gli altri componimenti, ricordo il<br />

nell'iilto dominio). In<strong>di</strong> Gregorio IX pu« poema in terza rima <strong>di</strong> 1 5 canti intitola-<br />

re de'Conti <strong>di</strong> Segni e nipote d'Innocenzo to Fcrramondo, re <strong>di</strong> Francia, i cui pre-<br />

'IH, nella bolla emanata nel i 2 34 affine gi si ammirano da'preziosi frammenti ri-<br />

d'impe<strong>di</strong>te l'alienazione de'luoghi<strong>di</strong>pen- portati dallo <strong>storico</strong> Laurienti, e meritò<br />

'denli dalla camera apostolica,nomina par- stamparsi in Roma neh 47 3 quando l'ar-<br />

'ticolarmente Cora. Meglio prima del Nib- te tipografica era ancor bambina e solo<br />

i>y lutto ciò <strong>di</strong>chiarò il p. Casimiro da sene faceva uso per opere con avi<strong>di</strong>tà ri-<br />

'R orna ,con affermare: Cora averesempre cercale; altamente encomiato a' nostri<br />

riconosciuto il dominio imme<strong>di</strong>ato della giorni dall'immortale Perticar*! , deplo-<br />

ISede apostolica, se non che Innocenzo IH rando i versi perduti (ed il celebre Tarn-<br />

'istantemente pregato da'consoli e dal pò- broni giunse a paragonarlo a Dante); co-<br />

polo <strong>di</strong> essa, col cousenso <strong>di</strong> lutti i car<strong>di</strong>- me per<strong>di</strong>ta lagrimata per l'italiana let-<br />

izili a'22 luglio 1212 costituì signore e telatura fu altresì lo smarrimento <strong>di</strong> ai-<br />

rettore della medesima il nobil uomo Pie- tre opere <strong>di</strong> sì eccellente antico poeta, t<br />

'tro Annibal<strong>di</strong> , quam<strong>di</strong>n Romano Pon- cui titoli accennò Laurienti, Tuberà, Bo-<br />

fifìri plaeuisset, con Epist. riferita dal Irta et Cireia. Morì l'illustre Laurienti nel<br />

citalo Daluzio. E Gregorio IX nel 1234 i 348, per la peste che afflisse e spopolò<br />

: con atlo presso il Bull. Privileg. et Di- queste contrade. Mentre fioriva quel poe-<br />

ploni. Bom. Poni., t. 3, p. 282, or<strong>di</strong>nan- ta insigne, Cori possedeva uomini savi e<br />

ilo che senza il consenso de'car<strong>di</strong>nali non prudenti, forniti <strong>di</strong> cognizioni legali, ca-<br />

si potesse alienare qualsivoglia luogo del- paci <strong>di</strong> compilare una patria legislazione,<br />

la camera apostolica, tra gli nitri nominò a'tempi, al luogo e alle circostanze adat-<br />

singolarmente la città <strong>di</strong> Cora. Questa fu ta. Imperocché nel principio del secolo<br />

'onorata dalla presenza <strong>di</strong> Ronifàcio Vili, XIV moltissime città, tene e castella per<br />

• allorché trovandosi nella viciua terra <strong>di</strong> la turbolenza delle fazioni e il malaugu-<br />

1<br />

Cisterna fendo <strong>di</strong> sua famiglia , ove ser- rato trasporto della pontificia residenza in<br />

peggiavano delle febbri epidemiche, passò Avignone,essendo <strong>di</strong>venute quasi in<strong>di</strong>pen-<br />

a soggiornare in Cori per godervi il salu- denti si formarono i loro municipali statu-<br />

'tevole clima , alloggiato nella casa de' ti, e così feceCori. Uomini valenti e godenti<br />

' famiglia.<br />

1 sipaisiletenehredell'ignoranza,edascin-<br />

• tillare<br />

Riozzi.alla quale compartì graziosi e pie- tutta la patria fiducia, certamente furo-<br />

gè voli privilegi. A' nostri giorni il senato no preposti a tale importante cornpilazioromano<br />

aggregòalla sua citta<strong>di</strong>nanza Se- ne, fra 'quali si nominano Pietro Toinabnsliano<br />

Riozzi della medesima onorata si, Pietro Veralli,Giovauni Maltei e San-<br />

Allorquando cominciarono a <strong>di</strong>s- te Buzi. Laonde la redazione dello stalu-<br />

to <strong>di</strong> Cori si fissa 0I1327, e le prove sosul<br />

cielo italico i lumi dell'umano no nell'archivio della città. Racconta Ma-<br />

! sapere, racconta Viola, col quale proce- rocco che nel 1 335 seguì la pace fra Sez-<br />

1 do<br />

1<br />

ezian<strong>di</strong>o, ma in breve, a celebrare gl'il- ze e Cori col bacio <strong>di</strong> pace, cioè pe' co-<br />

lustri corani, anche Cori fu madre d' un rani il nobile Matteo <strong>di</strong> Pietro <strong>di</strong> Giaco-<br />

genio, cioè <strong>di</strong> Virginio Laurienti nato in moda Cora sindaco procuratore, pe' sez<br />

1 questa città nel 1 271, poi notaio, che con cesi il nobile Giovanni Taccari setii<br />

9 ><br />

no e<br />

ardore si applicò all'arte poetica e total- procuratore patrio. Promisero conservar-<br />

meule si de<strong>di</strong>cò alle muse. Coutempora- la sempre e <strong>di</strong> rimettersi scambievolmen-


i 9 6 V E L<br />

te ogni offesa, e specialmente <strong>di</strong>menticar<br />

l'uccisione falla da Andrea <strong>di</strong> Paolo sez-<br />

zese, <strong>di</strong> Giacomo da Cora, obbligando so-<br />

pra ipoteche i loto beni e confederandosi<br />

per qualunque molestia nemica. In tal<br />

modo fu impe<strong>di</strong>ta una popolare sommos-<br />

sa provocata dalle fazioni. Queste continuando<br />

a lacerare i dominii della s. Se-<br />

de, per l'assenza de'Papi da Roma, insor-<br />

sero forti <strong>di</strong>ssensioni fi a'eorani e gli abi-<br />

tanti <strong>di</strong> Colle Me<strong>di</strong>o o <strong>di</strong> Mezzo, castello<br />

poco <strong>di</strong>slantedalla città, situato nella pro-<br />

vincia <strong>di</strong> Campagna, forse sopra la selva<br />

<strong>di</strong> Cori, fra Segni e Carpineto, e <strong>di</strong> cui<br />

al presente si ha appena memoria. Offe-<br />

si da essi i corani della dannevole loro<br />

coudolla ar<strong>di</strong>la e insolente, senza invo-<br />

care la suprema autorità <strong>di</strong> Ugo Bonvil-<br />

lar vescovo <strong>di</strong> Leltere,rellore e conte delle<br />

provincie <strong>di</strong> Marittima e Campagna,<br />

nel 1372 pieni <strong>di</strong> vendetta per l'offese ri-<br />

cevute, usciti in grossi drappelli dalla cit-<br />

tà, marciarono militarmente a danno <strong>di</strong><br />

quel castello, che presero, bruciarono e<br />

<strong>di</strong>strussero , devastando i campi e uccidendo<br />

gli agricoltori. Ad onta che il ripetutamente<br />

provocato sdegno sembrava<br />

scusare l'impelo ven<strong>di</strong>cativo de' corani,<br />

non<strong>di</strong>meno l'impresa fu qualificata delit-<br />

tuosa e arbitraria, onde la ciltà fu sotto-<br />

posta all' interdetto. Colpiti i corani da<br />

questa gravissima pena <strong>ecclesiastica</strong>, in-<br />

viarono deputali in Avignone per giustificarsi<br />

con Gregorio XI (e non VI, come<br />

probabilmente per fallo tipografico si leg-<br />

ge in Ricchi, e ripeterono Viola, Castel-<br />

Lino e \' Album <strong>di</strong> Romane\ t. i5,p. ?.58).<br />

Questo Papa uè accolse benignamente le<br />

rimostranze, ed avendo conosciuta non<br />

tanto ingiusta la cagione che avea indot-<br />

to i corani al riferito eccesso , <strong>di</strong>e loro il<br />

perdono e sciolse Cori dalla scomunica.<br />

Non andò guari che i corani verso ih 377<br />

trovaronsi involti in nuovi impegni guerreschi<br />

col popolo d'Albano. Il motivo de<br />

<strong>di</strong>ssapori fra le due città non è ben noto,<br />

ma sembra,secondo Laui ienti, che gli al-<br />

banesi avessero dato morte a molli ubi-<br />

VE L<br />

tanti <strong>di</strong> Cori. Comunque sia, è certo che<br />

i corani conoscendosi inferiori <strong>di</strong> forze a'<br />

loro nemici, implorarono il soccorso de'<br />

velletrani loro antichi amici e confedera-<br />

ti. Unite le loro milizie marciarono in<br />

Albano, espugnarono la citlà, la saccheg-<br />

giarono, vi appiccarono il fuoco , e recarono<br />

gravi danni al monastero <strong>di</strong> s. Pao-<br />

lo. Gli effetti <strong>di</strong> questa militare spe<strong>di</strong>zio-<br />

ne furono simili a quelli della <strong>di</strong>struzione<br />

<strong>di</strong> Colle Mezzo. Lo stesso Gregorio Xf<br />

scomunicò le ciltà <strong>di</strong> Velletri e <strong>di</strong> Cori,<br />

uè queste furono prosciolte dalla grave<br />

censura canonica, che dopo aver implo-<br />

rato il perdono, e pagata una ragguaide-<br />

le somma a'monaci <strong>di</strong> s. Paolo pe' danni<br />

solici li. Tanto narra il Viola, benché se-<br />

condo Ricchi i corani aiutarono i veli tel-<br />

ili contro gli albanesi, e poi si obbligaro-<br />

no pagare a'monaci <strong>di</strong> s. Paolo una soc<br />

ma considerabile pe'danni fatti dalle so<br />

datesche curane. In mezzo agli sconvol<br />

menti <strong>di</strong> quell'epoca, non mancò la <strong>di</strong>i<br />

na provvidenza <strong>di</strong> far fiorire uomini ili<br />

minati e santi, i quali impiegarono tufi<br />

il loro zelo per eliminare tanti mali. Ir<br />

Cori fece sorgere il beato sullodato f<br />

Sante agostiniano nella sua patria, e de<br />

la medesima famiglia del poeta Laurìen-<br />

li. Conoscendo i bisogni morali de' suoi<br />

concitta<strong>di</strong>ni, de<strong>di</strong>cò tutto se stesso a riformarne<br />

i costumi. Pre<strong>di</strong>cava nella città,<br />

istruiva nelle campagne, a tutti spiegan-<br />

do le soavi, massime del Vangelo. Fu tale<br />

la pietà e l'amore del prossimo <strong>di</strong> fi. San-<br />

te Laurienli, che Dio autenticò le sue a<br />

postoliche fatiche con pro<strong>di</strong>gi e sopran-<br />

naturali avvenimenti; poiché pre<strong>di</strong>cando<br />

nelle campagne alla moltitu<strong>di</strong>ne, per più<br />

giorni la sostentava colla sola <strong>di</strong>vina pa<br />

rola e senza cibo corporale ,<br />

e quantun-<br />

que ue'luoghi a<strong>di</strong>acenti piovesse <strong>di</strong>rotta<br />

mente, il cielo restava sempre sereno in<br />

quello spazio <strong>di</strong> terreno in cui il popoL<br />

u<strong>di</strong>va le sue fervorose pre<strong>di</strong>che. Deno<br />

minato il santo e il beato, pende il gin<br />

<strong>di</strong>zio pel riconoscimento del cullo pi ess*.<br />

la s. Sede. A suo tempo insorse il lagn


V E L<br />

mevole e grande scisma d'occidente con-<br />

tro il Papa legittimo Uibano VI, per l'in-<br />

trusione dell'antipapa Clemente VII , il<br />

quale volendo sostenersi colle armi, i co*<br />

irmi fedeli al vero Papa si batterono con<br />

esse. Frattanto l'ambizioso La<strong>di</strong>slao re <strong>di</strong><br />

Sicilia <strong>di</strong> qua dal T'aro, agognando al do-<br />

minio dello stato pontifìcio e d'Italia, in-<br />

grato a'benefizi ricevuti da Bonifacio IX,<br />

Innocenzo VII e Gregorio XII, nel ponti-<br />

'ficaio <strong>di</strong> quesl' ultimo profittando della<br />

perturbazione generale per il sussistente<br />

Làmia, con nuove scorrerie invase anche<br />

Cori e le vicine contrade. Le sue soldate-<br />

sche napoletane gli fecero soffrire molli<br />

[guai, saccheggiando e <strong>di</strong>strùggendo il ce-<br />

lebre monastero <strong>di</strong> s. Angelopresso Ninfa<br />

'detto <strong>di</strong> s. Maria del Monte Mirteto, dopo<br />

'3 secoli circa o 270 anni d' esistenza. Il<br />

Nibby citandoli Diario <strong>di</strong> Gentile Delfini,<br />

presso il Muratori, riferisce aver La<strong>di</strong>slao<br />

or<strong>di</strong>nata la roccatura <strong>di</strong> Tivoli, Velletri,<br />

;Cora ed altre terre, e che vi pose i castel-<br />

lani. Sebbene l'auno positivo manchi, e-<br />

gli crede che questo fatto appartenga al<br />

1408 : per roccatura doversi intendere<br />

la merlatura e fortificazioni in genere, e<br />

eh questo restauro delle mura curane ne<br />

souo evidenti prove que' pezzi che scor-<br />

gonsi appunto del secolo XV. Nel 14.10 il<br />

' re La<strong>di</strong>slao fu scomunicalo da Giovanni<br />

' XX11I<br />

I<br />

!<br />

'<br />

1<br />

(megiiodopo la data che vadoa riportare,<br />

perchè fu eletto nel medesimo<br />

1 4 1 o a' 1 7 maggio), e le sue tirannie ec-<br />

citarono le città e luoghi della Chiesa ro-<br />

ina uà a scuoterne il giugo, frale quali non<br />

fu l'ultima Curi. Spiegando essa fermezza<br />

e coraggio armalo, le riuscì <strong>di</strong> sottrarsi<br />

dalla sua prepotente dominazione; e per<br />

' essere all'uopo garantita e <strong>di</strong>fesa, nello<br />

slesso 1 4


198<br />

V E L<br />

proche con<strong>di</strong>zioni, mai esigette tributo<br />

dazio, come lo percepiva dalle città e ter-<br />

re realmente tributarie. Dice il Viola, prima<br />

dell'invasione <strong>di</strong>La<strong>di</strong>dao, anzi da tempo<br />

immemorabile, per l'amministrazione<br />

della giustizia e per la custo<strong>di</strong>a delle leg-<br />

gi si eleggevano due magistrati o preto-<br />

ri, uno de' quali prendeva il nome <strong>di</strong> po-<br />

destà e giu<strong>di</strong>cava nelle cause <strong>di</strong> pubblico<br />

<strong>di</strong>ritto, e l'altro cbe <strong>di</strong>ce vasi il giu<strong>di</strong>ce de-<br />

cideva le cause <strong>di</strong> <strong>di</strong>ritto privalo, e puni-<br />

va i delinquenti uniformemente allo sta-<br />

tuto (il giu<strong>di</strong>ce hovo in Ricebi cbe si e-<br />

leggeva da secoli, come leggesi nel breve<br />

Sanctae Romanae Ecclesiae Judex, del<br />

i 283 <strong>di</strong> Martino IV: si può vedere il suo<br />

«;ap.i6, Governo temporale <strong>di</strong> Cori). Il<br />

<strong>di</strong>ritto della nomina e dell'elezione del po-<br />

destà variava secondo le circostanze de'<br />

tempi e la forma del governo; sicché ora<br />

«d popolo romano, al preside delle due pro-<br />

vinole <strong>di</strong> Marittima e Campagna, ed ora<br />

alla città medesima spettava: ma il giu<strong>di</strong>-<br />

ce, cbe sempre avea avuto la giuris<strong>di</strong>zione<br />

nelle cause civili e crimiuali, depra-<br />

vasi per antica costumanza dalla s. Sede,<br />

come risulta da alti pubblici del 1288.<br />

Questa forma d'elezione durò fino a Bo-<br />

nifacio IX, che neh 392 concesse alla cit-<br />

tà il <strong>di</strong>ritto <strong>di</strong> tale elezione per un lem-<br />

pò determinato, cioè fino al 1 4 1 7 (ossia<br />

per 25 anni, però collo sborso <strong>di</strong> 4-5o fio-<br />

rini d'oro alla camera apostolica), in cui<br />

ritornò alla s. Sede. Martino V ueli43o<br />

avendo osservato che si eleggevano ed erano<br />

stati eietti 6 magistrati col titolo <strong>di</strong><br />

La<strong>di</strong>ni, magistrato poco giusto, per cui so-<br />

venti volte, con iscaudalo de'buoui, e con<br />

danno della pubblica e privala tranquil-<br />

li tà,resla vano impuniti i delitti, nelle cau-<br />

se de' quali davasi la prevenzione fra il<br />

kailino e il podestà ministro allora del-<br />

la curia generale delle due provincie sud-<br />

dette, per ovviare a ulteriori <strong>di</strong>sor<strong>di</strong>ni<br />

soppresse siffatta prevenzione, e restituì<br />

alla città, sebbene a titolo oneroso (cioè<br />

l'annuo censo <strong>di</strong> 5 fiorini d'oro e per 29<br />

anni, e col breve flfagnae fidclilatis), il<br />

V EL<br />

<strong>di</strong>ritto d'eleggere il ballino, cou libero<br />

sereizio della giuris<strong>di</strong>zione; <strong>di</strong>ritto che<br />

successivamente confermato da Nicolò V<br />

nel 1 45 1<br />

(collo stesso censo e per altri 29<br />

anni). Finalmente Sisto IV nel i48o, col<br />

breve Ad cogaiLainJidelUate.nl, soppr<br />

se affatto l'uffizio <strong>di</strong> ballino, e sciolse<br />

ri dalla giuris<strong>di</strong>zione del preside delied<br />

provincie, <strong>di</strong>etro istanza de'pubblici ra<br />

presentanti corani, e non senza la eoo<br />

razione dell'illustre e già ricordalo coi a<br />

e uon romano o conciano o <strong>di</strong> Corano<br />

come altri scrissero, p. Ambrogio Mas-<br />

sari, <strong>di</strong> vasto ingegno, che presso quel Pa-<br />

pa era in gran<strong>di</strong>ssima slima. Esso fu uno<br />

degli uomini più <strong>di</strong>stinti e sommi che può<br />

vantar Cori, religioso agostiniano del suo<br />

convento. Divenne celebre, eloquente ed<br />

efficace pre<strong>di</strong>catore, profondo teologo e<br />

filosofo, provinciale e procuratore gene-<br />

rale dell' or<strong>di</strong>ne, professore <strong>di</strong> teologia<br />

nell'università romana. Sisto IV l'inviò<br />

nunzio iu Germania per conciliar le <strong>di</strong>f-<br />

ferenze fra gli elettori dell' impero, cou<br />

felice riuscita; e poi. lo fece <strong>di</strong>chiarare<br />

generale del suo or<strong>di</strong>ne, <strong>di</strong> cui <strong>di</strong>venne<br />

beuefico e intelligente riformatore, mas-<br />

sime de'conventi <strong>di</strong> s. Marco in Milano, e<br />

<strong>di</strong> s.Maria del Popolo iu Roma, la cui r<br />

<strong>di</strong>ficazione e quella della chiesa otleu<br />

da Sisto IV. In Milano sosleune viltoii<br />

samenle la clamorosa questione, che il<br />

dottore s. Agosliuo si dovesse rappresen-<br />

tare vestito da romito e non da canoni-<br />

co regolare. Pubblicò in Roma l'apologia<br />

del suo or<strong>di</strong>ne , col commento della 1<br />

gola e il catalogo de'religiosi illustri. M<br />

to Sisto IV, fu uno degli oratori eletti<br />

<strong>di</strong>rne ['orazionefunebre; ma il successo-<br />

re Innocenzo Vili lo fece tosto rinchiu-<br />

dere in Castel s. Angelo, e dopo un mese<br />

gli assegnò il proprio convento per car<br />

re, ove oppresso d'afflizione inori poco<br />

pò nel 1480 in Roma. Tanto rigore si<br />

tribui per aver sparlato del Papa,o p<br />

che violò il <strong>di</strong>vieto sul silenzio imposto<br />

delta questione, o per invi<strong>di</strong>a e risei»<br />

mento d'alcuni suoi io&rali cuneligu<br />

:


IVEL<br />

che lo calunniarono. Benemerentissimo e<br />

ornamento del suo or<strong>di</strong>ne, sommo lette-<br />

i alOjOutore <strong>di</strong> molte dottissime opere lo-<br />

ti ite, il cui catalogo riportano il Ricchi e<br />

Viola, in uno agli alti encomi che gli tri-<br />

(lutarono tutti gli storici contemporanei<br />

e successivi, anche per le sue virtù, pietà<br />

e «spettabili costumi. Così finì un uomo ve-<br />

ramente grande, vittima della maligni-<br />

tà: esempio non raro, né unico nella serie<br />

dell'umane vicende! Discioltala città <strong>di</strong><br />

idoii nel 1480 dalla giuris<strong>di</strong>zione del preside<br />

delle due provinole, a' ig novembre<br />

ii5i2 furono rinnovati i patti onorevoli<br />

coll'inclito popolo romano,e nel i5i 3 con<br />

molla da Leone X fu questo reintegrato<br />

ni possesso <strong>di</strong> tutte le giuris<strong>di</strong>zioni, e del-<br />

l'imme<strong>di</strong>ato dominio sulla città <strong>di</strong> Cori e<br />

suo territorio, ed altri luoghi , Velletri<br />

iee. cum mero et misto imperio, aliisque<br />

omnibusjuribus etjuris<strong>di</strong>c tionibus, pro-<br />

ti t canini sub<strong>di</strong>forum , Romani populi<br />

<strong>di</strong>/ioni et potentati, de constnsu quorum<br />

interest, libere restiluimus et plenarie<br />

rciiitegramus.W p. Casimiro <strong>di</strong>ce cheLeo-<br />

ne X con tale atto confermò pure le franchigie<br />

<strong>di</strong> Cori , la <strong>di</strong>chiarò libera e immune,<br />

insieme con Velletri, Tivoli e Mag\'ìnnn,polestariae<br />

a taxis, quasproex-<br />

: pe<strong>di</strong>liane Brevium praefati secretarti ab<br />

1 tri patti della summenlovata concor<strong>di</strong>a vi<br />

i fu quello ezian<strong>di</strong>o , in forza del quale il<br />

1<br />

:<br />

podestà dovea nominarsi dal consiglio del<br />

popolo romano, e rinnovar-i ogni 6 me-<br />

' si; dovea esser nobile e citta<strong>di</strong>no roma-<br />

: no,<br />

e si rivestiva del mero e misto impe-<br />

1 ro. Si convenne inoltre che il giu<strong>di</strong>ce do-<br />

:<br />

. pubblio*<br />

vesse eleggersi da'priori,e confermarsi dal<br />

consiglio <strong>di</strong> Cori, colla qualità<br />

i <strong>di</strong> dottore ed estero; che dovesse pren-<br />

. dere<br />

1 che<br />

cognizione <strong>di</strong> tutte le cause sì civili<br />

criminali in 1 .* istanza, e compiline<br />

. i processi senza intervenzione del pode-<br />

stà; e che al medesimo giu<strong>di</strong>ce si appar-<br />

tenesse l'arbitrio della pena in tutti i ca>i,<br />

VEL 199<br />

dalle circostanze de' quali dovesse misu-<br />

rarsi la maggiore o miuore estensione. In-<br />

tanto Cori continuando in ogni secolo a<br />

produrre citta<strong>di</strong>ni in pietà e dottrina <strong>di</strong>-<br />

stinti e rinomati , rimarca Viola nel riferirne<br />

le notizie biografiche, che andava<br />

a presentarne una serie cos\ nobile e nu-<br />

merosa, da recare stupore e meraviglia.<br />

Il p. Bonifacio da Cori contemporaneo e<br />

correligioso del Massari, proseguì alacremente<br />

la riforma de'costumi nel suo or-<br />

<strong>di</strong>ne da lui cominciata, qual provinciale<br />

del medesimo, e fu mollo dotto e versato<br />

in ogni ramo <strong>di</strong> letteratura. Altro illu-<br />

stre e dotto agostiniano fu il p. Egi<strong>di</strong>o<br />

Marida , e si rese benemerito della pa-<br />

tria. Dalla famiglia Veralli, una delle più<br />

antiche e cospicue famiglie corane, usci-<br />

rono gran<strong>di</strong> uomini. Oltre il nominato<br />

redattore dello statuto, Gio. Battista (uno<br />

<strong>di</strong> simile nome e cognome negli Archia-<br />

tri Pontificii del Marini, lo trovo detto<br />

dal Mandosio me<strong>di</strong>co d'Eugenio IV, perchè<br />

peli." lo chiamò suo archiatra Baldo<br />

Bal<strong>di</strong> nel suo Opobalsamo, dalla quale<br />

opera crede Marini l'abbiano tolto gli autori<br />

del catalogo de' protome<strong>di</strong>ci e pubblicalo<br />

negli statuti del loro collegio, uon<br />

essendovene memoria nell'archivio della<br />

s. Sede. Bensì nel t;>2 r uno de'conserva-<br />

eis haclenus exigebitnt ... et ab ornai otori <strong>di</strong> Roma fu Gio. Battista Veralli, rinere,<br />

quo prò stationibus militimi Roma- ferito negli statuti urbani <strong>di</strong> quell'anno,<br />

1 uae Kcclesiae, gravabantur.Vva gli al- e il Marini ne riparla nel Ruolo de'pro-<br />

fessori dell' archiginnasio romano, qual<br />

capo de'conservalori, e così dotto che gli<br />

si attribuì l'orazione recitata in Campi-<br />

doglio per l'inaugurazione della statua <strong>di</strong><br />

Leone X scolpita da Domenico Amio o<br />

d'Aimo. Inoltre lo chiama famigliare del<br />

car<strong>di</strong>nal Farnese, marito della nobile romana<br />

Giulia sorella del car<strong>di</strong>nal Jacovacci,<br />

e riformatore dello stu<strong>di</strong>o <strong>di</strong> Ro-<br />

ma. Ignora quando fu protome<strong>di</strong>co <strong>di</strong> Roma,<br />

e ripete sogno il crederlo stato me-<br />

<strong>di</strong>co d'Eugenio IV. Da tali uffizi, dall'es-<br />

sere romana la moglie ed aggregata alla<br />

nobiltà romana la famiglia Veralli, pro-<br />

babilmente derivò l'errore <strong>di</strong> chiamarsi


aoo VEL<br />

romano il loro figlio car<strong>di</strong>nal Girolamo<br />

nell'epitaffio del sepolcro, ov'è detto zio <strong>di</strong><br />

Urbano F//, perchè questo nacque dalla<br />

figlia della sorella della madre, e non dal-<br />

la sorella <strong>di</strong> questa , come alcuni credo-<br />

no), vivea mentre il car<strong>di</strong>nal Farnese era<br />

vescovo d' Ostia e Velletri. Egli era let-<br />

terato e professore <strong>di</strong> me<strong>di</strong>ciua, e talmen-<br />

te a quel gran car<strong>di</strong>nale ben affetto, che<br />

nelle sue pastorali visite, in Cori amava<br />

<strong>di</strong> godere dell'ospitalità de' Veralli, nella<br />

casa del quale alloggiava, e si tratteneva<br />

ezian<strong>di</strong>o se per avventura da qualche in-<br />

<strong>di</strong>sposizione <strong>di</strong> salute era sorpreso. Dive-<br />

nulo neh 534 il vescovo porporato Pao-<br />

lo III, non <strong>di</strong>menticò i servigi e l'amicizia<br />

del corano me<strong>di</strong>co Veralli , e profuse le<br />

sue beneficenze su <strong>di</strong> lui e su tutta la fa-<br />

miglia. Lo chiamò subito in Roma , ed<br />

usò con esso tale familiarità, che fabbri-<br />

candosi il palazzo Farnese , il Veralli Io<br />

consigliò a dargli in alcune parti la forma<br />

del tempio <strong>di</strong> Ercole in Cori, <strong>di</strong> che<br />

già <strong>di</strong>ssi ove ne feci parola. Suoi figli furono<br />

Girolamo Veralli (V), Paolo Emi?<br />

lio, e Matteo parimenti nati in Cori nella<br />

casa avita presso poi la Segnina. Girolamo<br />

fu creato dal Papa car<strong>di</strong>nale; Paolo E-<br />

Diilio fu celebre u<strong>di</strong>tore <strong>di</strong> Rota, arcive-<br />

scovo <strong>di</strong> Rossano e vescovo <strong>di</strong> Capaccio,<br />

ed affezionato alla terra natale, abitò<br />

molto tempo in Cori, mentre era vesco-<br />

vo, e vi si fabbricò un'abitazione annessa<br />

alla casa paterna. Il p. Casimiro da Roma<br />

a vendo criticamente esaminatoli luogo<br />

<strong>di</strong> nascita del car<strong>di</strong>nal Girolamo Ve-<br />

ralli, trovò che incontrastabilmente fu Co-<br />

ri, riferendo <strong>di</strong>verse notizie della famiglia<br />

Veralli corana e del car<strong>di</strong>nale, che in Co-<br />

vi godè de' benefizi ecclesiastici, fu par-<br />

roco <strong>di</strong> s. Michele Arcangelo, in<strong>di</strong> fu elet-<br />

to giu<strong>di</strong>ce dalla patria, e luogotenente e<br />

giu<strong>di</strong>ce del car<strong>di</strong>nal Farnese in Velletri;<br />

e <strong>di</strong>venuto car<strong>di</strong>nale, Cori nel pubblico<br />

consiglio lo <strong>di</strong>chiarò protettore, e decre-<br />

tò che nulla s'iutraprendesse senza la sua<br />

approvazione.Che il fratelloMalteo si ma-<br />

ritò con Giulia Mqualdeschi deila Cer-<br />

VEL<br />

vara, e fu conservatore <strong>di</strong> Roma, ove<br />

stabilirono i figli Gio. Battista e' Fabri<br />

zio Veralli (V.), nel palazzo acquistalo in<br />

piazza Colonna, già de'Gi ustiui e oraPiooa-<br />

bino. Fabrizio <strong>di</strong>venne poi car<strong>di</strong>nale ,<br />

il fratello ebbe da Eugenia Rocci due fi-<br />

glie Giulia e Maria, la quale ultima spo-<br />

sala al marchese Orazio Spada, nipote<br />

del car<strong>di</strong>nal Bernar<strong>di</strong>no Spada (V.),<br />

porlo seco in dote tulta l'ere<strong>di</strong>tà de'Ve-<br />

rulli , che <strong>di</strong>cesi eccedesse la somma <strong>di</strong><br />

200,000 scu<strong>di</strong>. E così fu estinto il ramo<br />

de' Veralli passato in Roma , poiché in<br />

Cori ne restò allro, essendosi la famiglia<br />

<strong>di</strong>visa in due sino dal secolo XV,e fioriva<br />

a tempo del p. Casimiro,com'egli attesta,<br />

imparentata a quella de'Ricchi. IlNovaes<br />

e il Marchiafava <strong>di</strong>cono i car<strong>di</strong>nali Girolamo<br />

e Fabrizio nati in Cori, benché<br />

sulla loro tomba si legga romano. Eru-<br />

<strong>di</strong>tamente e con <strong>di</strong>ffusione tratta de'dt<br />

car<strong>di</strong>nali Veralli anche il Cancelli»:<br />

nella Lettera al car<strong>di</strong>nal Antonio P


VE L<br />

levasi dalla Storia mss. <strong>di</strong> Cori del p. San-<br />

te Laurienti,cheil feudo <strong>di</strong> Castel Viscardo<br />

passò agli Spada da'Veralli. Continua<br />

il Viola a narrare, che Erminio Versili,<br />

afline de'mentovati Girolamo e Paolo E-<br />

milio, nella guerra contro il turco sotto<br />

s. l'io V, trascorse gloriosamente la mi-<br />

litare carriera, luogoteuente <strong>di</strong> Paolo G hi-<br />

slieri nipote <strong>di</strong> quel Papa; trovossi in <strong>di</strong>*<br />

verse battaglie navali, in cui riportò lode<br />

<strong>di</strong> valoroso e intrepido, pieno d'onorate<br />

cicatrici Spatriando. Nella stessa guerra<br />

il Ricchi ricorda Paolo Maltei capitano<br />

del re <strong>di</strong>Francia. Noterò col p. Casimiro,<br />

che in Cori <strong>di</strong>moravano gli ebrei, espulsi<br />

nel i56g d'or<strong>di</strong>ne <strong>di</strong> s, Pio V, come<br />

in altri luoghi, onde fu venduta la scuo-<br />

la che avevano nella città, e restò il nome<br />

alla contrada da loro abitata. Il sud-<br />

detto p. Maritila (che Ricchi <strong>di</strong>ce della<br />

famiglia Militi o benedetti, ma piuttosto<br />

una sorella entrò in quella casa) aveudo<br />

particolare amicizia con Marc' Antonio li<br />

Colonna, rese un segnalato servigio alla<br />

patria nella fatale guerra della Campa*<br />

gua Romana degli spaglinoli contro Pao-<br />

lo I V ; d Colonnese seguendo le parti ne-<br />

miche, devastò <strong>di</strong>verse città e luoghi del-<br />

la provincia. Si presentò sotto Cori col-<br />

l'esercilo vittorioso, e forse con cattiva<br />

intenzione. Costernati gli abitanti temevano<br />

funeste sciagure, quando il p. Ma-<br />

lnota accompagnato da un drappello <strong>di</strong><br />

ragguardevoli citta<strong>di</strong>ni, si portò incontro<br />

alle minacciatiti squadre. 11 Colonna alla<br />

vista dell'agostiniano amico,deposto il contegno<br />

guerriero, I' accolse benignamen-<br />

te, ed assicurò che non avrebbe molesta-<br />

to la città. Altri agostiniani illustri furo-<br />

no il p. Bonifacio Scaglioni, e particolarmente<br />

il p. Cristoforo Militi o de' Bene-<br />

detti uipole del p. Maiiola: dotto in ogni<br />

ramo <strong>di</strong> sapere e dotalo d'ingegno per-<br />

spicace, fu vicario generale <strong>di</strong> più vesco-<br />

vi, provinciale della provincia romana, e<br />

facondo pre<strong>di</strong>catore recitò <strong>di</strong>verse pre<strong>di</strong><br />

che ne! palazzo apostolico con singoiar sod-<br />

<strong>di</strong>sfuioue <strong>di</strong> Clemente Y-M i anicclù il<br />

-<br />

VEL aoi<br />

patrio convento <strong>di</strong> scelta biblioteca, e lasciò<br />

mss. molte opere. Agostiniani pur<br />

furono, Egi<strong>di</strong>o Fantuzzi valente pre<strong>di</strong> -<br />

calore; Celidonio Giar<strong>di</strong>netti si <strong>di</strong>stinse<br />

nella poesia ; Cristoforo Militi giuniore;<br />

Gregorio Militi arse <strong>di</strong> zelo apostolico pel<br />

prossimo e specialmente pe' suoi concilia-<br />

ni, e compose un libro Sull'origine e ari'<br />

lichità <strong>di</strong> Cori; Gio. Battista Benedetti<br />

afline de' nominati <strong>di</strong> bel talento. Aure-<br />

lio Alti fu virtuoso, saggio e dotto gover-<br />

natore d'Anagni e altre città. La famiglia<br />

Bucciarelli originaria <strong>di</strong> Roma fu pro-<br />

duttrice <strong>di</strong> uomini preclari; fu Antonio <strong>di</strong><br />

Francesco ufficiale del senato sotto Mar-<br />

tino V, che fissò in Cori il suo domicilio,<br />

da cui sortirono Agostino vicario gene-<br />

rale d'Ostia e Velletri, Marsilio egualmente<br />

vicario, e Pompeo professore <strong>di</strong><br />

teologia. Questi stimato da' Colonna fu<br />

maestro e aio a Marc' Antonio II, e ne <strong>di</strong>-<br />

venne successivamente u<strong>di</strong>tore e impie-<br />

gato ne'goverui <strong>di</strong> molte città e castella;<br />

restato vedovo, si fece sacerdote, visse i i o<br />

anni e fu uno de' revisori dello statuto<br />

allorquando si stampò. Marzio Buccia-<br />

relli fu vicario <strong>di</strong> 4 car<strong>di</strong>nali vescovi in<br />

Cori; Lorenzo Bucciarelli fu preside <strong>di</strong><br />

molte città e altri luoghi <strong>di</strong> Campagna;<br />

e per non <strong>di</strong>re d'altri Bucciarelli, Pietro<br />

quasi sempre resse i comunali interessi.<br />

Dice Ricchi che Paolo Bucciarelli oriundo<br />

<strong>di</strong> Cori, nel i 634 w consagrato da Urbano<br />

Vili vescovo <strong>di</strong> Narni. Fabio Gian-<br />

nuzzi vicario generale d'Ostia e Velletri,<br />

beneficiato e camerlengo Vaticano: il fra-<br />

tello Manilio avvocato concistoriale, pel<br />

suo sapere profondo s. Pio V lo nominò<br />

governatore; Ugo Boncompagui che gli<br />

successe (pare che si debba anticipare la<br />

della epoca, non solo per riferire il NovaescheUgu<br />

nel 1 555 fu fallo vice-legato<br />

<strong>di</strong> Campagna, ma perchè Pio IV anteces-<br />

sore <strong>di</strong> s. Pio V l'avea creato car<strong>di</strong>nale e<br />

inviato legato in Ispagna) nella carica, <strong>di</strong>-<br />

venuto Gregorio XIII, stimando i meriti<br />

<strong>di</strong> Manilio, profuse le sue beneficenze su<br />

<strong>di</strong> lui e itigli, de'quali fece Pietro vescovo


2oi VEL<br />

d'Alatri, e Gio. Ballista suo particolare<br />

tesoriere, Giovanni Amali essendo cappel-<br />

lano del car<strong>di</strong>nal Me<strong>di</strong>ci, il quale eletto<br />

Papa col nome <strong>di</strong> Pio IV lo fece canonico<br />

Lateranense(aItro canonicodella basilica<br />

Valicana corano fu Biagio, ricordato dal-<br />

lo Schradero ne' Monumenti d' Italia flno<br />

al 1 5ga) e vescovo <strong>di</strong> A/mort nel 1 565<br />

colla ritenzione del canonicato, anclie dopo<br />

la rassegna fatta del vescovato nel 1567,<br />

morto decano <strong>di</strong> quell' arcibasilica nel<br />

j 5g3 e sepolto nella medesima, in cui <strong>di</strong>-<br />

spose annuo anniversario <strong>di</strong> suffragio, il<br />

quale celebrasi a' 5 maggio: la sua iscri-<br />

zione sepolcrale nel 1843 fu rinnovata<br />

dal concitta<strong>di</strong>no e concanonico mg, r<br />

Pic-<br />

chioni.come notai nel ricordato articolo.<br />

Ulisse Ciuf!) preside <strong>di</strong> moltecittà <strong>di</strong> Campagna,<br />

restato vedovo della virtuosa Laudemia<br />

Giannuzzi, <strong>di</strong> 70 anni si or<strong>di</strong>nò<br />

sacerdote e due de* suoi 10 figli che già<br />

lo erano assisterono la suat,' messa : gli<br />

attribuiscono varie opere letterarie, ed<br />

una Genealogia delle famiglie <strong>di</strong> Cori,<br />

che inoriginaleè nell'archiviodella nobi-<br />

lefutuiglia Marchetti, Gio. Antonio e Vin-<br />

cenzo Prosperi valenti giureconsulti, d'u-<br />

na delle famiglie più antiche e nobili <strong>di</strong><br />

Cori, la quale porta va prima il cognome <strong>di</strong><br />

Renzi dal famoso tribuno <strong>di</strong> Roma Nicola<br />

<strong>di</strong> Rienzo, <strong>di</strong> cui riparlai nel voi. LXXIH,<br />

p. 3o2; famiglia che prese il cognome <strong>di</strong><br />

Prosperi da Prospero Renzi verso il 1 5a5.<br />

Cesare Mattei il seniore da'patrii storici<br />

fu detto il poeta corano, in gran rinomanza<br />

nel declinar del secolo XVI; ca-<br />

nonico e rettore <strong>di</strong> <strong>di</strong>verse chiese in Cori<br />

e in Roma, autore <strong>di</strong> molte opere in prosa<br />

e in versi,corae<strong>di</strong> Iodate trage<strong>di</strong>e. Que-<br />

ste come altre produzioni letterarie de'<br />

talenti corali, essendosi perdute, furono<br />

deplorate dal Viola, per la maggior glo-<br />

ria che ne sarebbe derivata a Cori, e uti-<br />

le alla repubblica letteraria. La fami-<br />

glia Zampini fiorì tra le ragguardevoli,<br />

reputandosi derivata dal suddetto Marco<br />

Silaccio, vissuto a' tempi <strong>di</strong> Commodo,<br />

fiorendo un Antonio circa il 1 570 (e poi<br />

VEL<br />

il sullodalo p. Cherubino). Osserva il Vio-<br />

la, che una serie così numerosa <strong>di</strong> uomi-<br />

ni insigni che Cori nel secolo XVI pro-<br />

dusse, dà a conoscere lo stato <strong>di</strong> robu-<br />

stezza in cui ella trovavasi in quell'età, e<br />

coniedovea essere temuta e rispettata. In<br />

fatti, soggiunge, Marc'Antonio e Sciarra<br />

Colonna (com'egli lo chiama, e <strong>di</strong> cui più<br />

sopra ragionai, come nel paragrafo Ser-<br />

moncta), facendo col loro esercito ritorno<br />

dalla Francia, e volendosi ven<strong>di</strong>care<br />

d'alcuni torti ricevuti, penetrarono nella<br />

Campagna, e infiniti guasti recarono a<br />

molte città ed altri luoghi <strong>di</strong> quell'uber-<br />

tosa provincia; passando per altro nelle<br />

vicinanze <strong>di</strong> Cori, la riguardarono da<br />

lungi con rispetto, né osarono <strong>di</strong> violare<br />

il <strong>di</strong> lei territorio. Inoltre Marco Sciarra<br />

famoso condottiero <strong>di</strong> numerose bande<br />

<strong>di</strong> truppa devastatrice, passando con essa<br />

presso la città, tale timore neconcepì, che<br />

fuggendo, si tenne ben lontano dalla me-<br />

desima, e si spinse a depredare Castel<br />

Giuliano, Norma, e altre terree castella<br />

della provincia <strong>di</strong> Campagna, Il Ricchi<br />

che altrettanto riporta, in parte chiarisce<br />

il narrato, in parte fa conoscere essere ri-<br />

petizione del riferito superiormente, non<br />

senza forse anticipare l'epoca quanto a<br />

Soiarra. Poiché egli <strong>di</strong>ce, <strong>di</strong> ritorno Mar-<br />

c'Antonio(II)CoIonna dalla Francia colle<br />

sue squadre nel 1 556 (cioè nella guerra<br />

contro Paolo IV), benché predasse Segni,<br />

Palestrina e altri vicini luoghi, non<strong>di</strong>meno<br />

per Cori si mostrò rispettosissimo.<br />

Marco Sciarra Colonna, dopo aver sac-<br />

cheggiato Norma e Giuliano, portando-<br />

si alla volta <strong>di</strong> Cori, la sua venuta fu<br />

frastornata dal p. Egi<strong>di</strong>o Mariola cora-<br />

no, che avendo entratura co' Colonnesi,<br />

in segno d'amorevolezza gli andò incon-<br />

tro con molte some <strong>di</strong> viveri, e come al-<br />

tri vogliono gli presentò le chiavi <strong>di</strong> Co-<br />

ri, per cui dal Papa restarono scomunicati<br />

per molto tempo i corani. Neìì'41bwn<strong>di</strong><br />

Roma,i. 2 3,p. 3 5, si legge <strong>di</strong> L. A li-<br />

bati un' elegante descrizione della pitlu<br />

ra esprimente Tasso e Marco Sciarra, e-


V E L<br />

seguita dal valente romano pittore Carlo<br />

De Paris. Si apprettile da essa che il for-<br />

Mutabile ladrone co' suoi Celli, ne' nion-<br />

li della Bruzia vedendo il grande epico<br />

(che celebrai anche nel voi. LXXXV, p.<br />

34), «»on gli fece onta, tua lutto umano<br />

e mite l'assicurò <strong>di</strong> progre<strong>di</strong>te il viaggio<br />

tranquillamente, ed ofltì nell'insorta prò<br />

cella se e i suoi in <strong>di</strong> lui aiuto e conforto.<br />

Secondo il riferito da Ricchi, e in uua<br />

lettera scrittami dal Marchetti, Paolo V<br />

nel i 60 5 accordò al magistrato pubblico<br />

<strong>di</strong> Cori il titolo <strong>di</strong> conservatori. Il Bau<br />

co in vece attribuisce la concessione a s.<br />

l'io V e perciò anteriore, ed osservando<br />

che il senato tornano ne fu contento, e<br />

che anzi ascrisse fra le famiglie patrizie<br />

romane non poche <strong>di</strong> Cori, che furono<br />

la Versili, la I3uzi, la Corra<strong>di</strong>ni, la Mon-<br />

tagna e altre. I conservatori <strong>di</strong> Cori si<br />

sottoscrivevano con tale titolo, e poi tracciarono<br />

d'usarne il titolo. A tempo del<br />

Biechi i 3 priori incedevano magistralmente<br />

con ammanti <strong>di</strong> color violaceo, e<br />

ornamento <strong>di</strong> armisino o ormesino, I<br />

conservatori poi incedevano togati con<br />

berrette <strong>di</strong> velluto, segniti da 3 mandata-<br />

ri, sia nel partire e sia nel ritorno alle loro<br />

case. Leggo uel p. Casimiro, che nel 1 660<br />

or<strong>di</strong>nò la congregazione della s. Consulta,<br />

che gli umziali del comune si eleggesse-<br />

ro dalle 60 principali famiglie, poiché<br />

sino allora nulla facendosi in Cori senza<br />

i conservatori <strong>di</strong> Roma, da questi si sce-<br />

glievano 60 consiglieri, da' quali erano<br />

scelti gli uffiziali e singolarmente il giu<strong>di</strong>ce;<br />

essendosi i conservatori <strong>di</strong> Roma<br />

riservato solamente il <strong>di</strong>ritto <strong>di</strong> costituir-<br />

vi il pretore, poi confermato con ponti-<br />

ficio breve, carica che soltanto conferì-<br />

vasi ad un nobile romano, onde tra gli<br />

nitri l'esercitarono i Cenci, i Conti, i Muti,<br />

i Bufali, i Fa hi, i Doccabella, i Pupa-<br />

loui, : Velerà, gli Jacovacci, i Cesari ni,<br />

i Molara, i Matlei, i Calftrelli, i Frangi-<br />

pani. Se uel secolo XVI Unti uomini<br />

chiari nelle lettere, nella pietà e negli o<br />

noti Cori produssi-, <strong>di</strong>chiara Viola, non<br />

V E L ao3<br />

ne fu meno feconda nel secolo XVII. Sul<br />

principio fu illustrata dalla nascita <strong>di</strong><br />

Pellegrino Lau<strong>di</strong> Vittorj, la cui famiglia<br />

sempre produsse insigni uomini nelle<br />

scienze,ed al presente con ragione si pregia<br />

appartenerle il degnissimo vescovo d'Asi-<br />

si. Pel legri no colle sue virtù <strong>di</strong> venne cano-<br />

nico <strong>di</strong> s. Maria, l'ornamento della patria,<br />

il decoro <strong>di</strong> sua stirpe, il padre de' poveri,<br />

l'uomo apostolico e santo, comechè<br />

venerato qual servo <strong>di</strong> Dio. Ne compilò<br />

la vita un gesuita, e la de<strong>di</strong>cò al vescovo<br />

car<strong>di</strong>nal Ruffo, <strong>di</strong> cui ne pubblicò l'estratto<br />

il Marchiata va nella <strong>di</strong>scorsa de-<br />

<strong>di</strong>zione <strong>di</strong> sua Breve istoria, ragionandone<br />

anche nella 3.' Narratisi <strong>di</strong> esso co-<br />

se pro<strong>di</strong>giose, fra le quali le sue estasi in<br />

coro al canto della Salve Regina, e <strong>di</strong><br />

aver alzato il capo e le mani dal feretro<br />

nella messa solenne del suo funerale al-<br />

l'elevazione dell'Ostia per venerare il ss.<br />

Sagrameuto. Divotissimo della Madou»<br />

uà del Soccorso, impreteribilmente la vi-<br />

sitava ogni giorno prima del coro, ed in<br />

una processione <strong>di</strong> penitenza, per umilia<br />

fece il lungo e <strong>di</strong>sastroso viaggio con pe-<br />

santissima Croce sulle spalle, e con peso<br />

smisurato <strong>di</strong> selci appeso al collo. Girolamo<br />

Yeralli il giuniore figlio <strong>di</strong> Erminio,<br />

letterato, giureconsulto e preside <strong>di</strong> molte<br />

città ed altri luoghi della Campagna,<br />

La famiglia Castal<strong>di</strong> fu pure in ogni tempo<br />

<strong>di</strong> uomini egregi illustrata: Marsilio<br />

fu valente letterato ed eru<strong>di</strong>to; così Ana-<br />

stasio canonico d'Albano; Flaminio giu-<br />

reconsulto fu denominato causi<strong>di</strong>co per-<br />

fctloj il p. Gabriele seniore agostiniano,<br />

profondo teologo, esimio oratore, autore<br />

d'un dramma sulla fanciulla Oliva. Mel-<br />

chior Bossi, imitatore <strong>di</strong> Plauto che fa-<br />

cendo il mugnaio nell'ore <strong>di</strong> riposo scri-<br />

vea comme<strong>di</strong>e, essendo scarpellino nell'ore<br />

d'ozio componeva versi e comme<strong>di</strong>e,<br />

ed il Viola riporta <strong>di</strong> lui un bel numero<br />

d'opere in prosa e in poesia, alcune del-<br />

le quali stampale. Alessandro Petrilli<br />

buon poeta, ma seguace del cav. Marini ;<br />

conosciuta l'eirouea sua coudoltu si fece


ao4 V E L<br />

cappuccino, ed occupò il suo estro poe-<br />

tico in temi e<strong>di</strong>ficanti e in rappresenta-<br />

zioni sagre, riferite dal Viola. Antonio<br />

Mattei cauonico decano <strong>di</strong> Milano: altro<br />

<strong>di</strong> tal nome o forse il medesimo, con l'U-<br />

gheili lo <strong>di</strong>ssi vescovo <strong>di</strong> Sarno in quel-<br />

1' articolo. La famiglia Montagna produsse<br />

più in<strong>di</strong>vidui meritevoli <strong>di</strong> rimem-<br />

branza: Marco Tullio valente pittore fu<br />

impiegalo da Urbano Vili negli abbelli-<br />

menti del palazzo apostolico ; Vincenzo<br />

buon letterato, fu ^.o anni governatore<br />

de' feu<strong>di</strong> de'Caetani, morto piamente in<br />

patria <strong>di</strong> 97 anni uel giorno e ora da lui<br />

predetti; Salvatore <strong>di</strong> gran talento e prò-<br />

tonotario apostolico, dal car<strong>di</strong>nal Pietro<br />

Aldobran<strong>di</strong>ni fatto nominare avvocalo<br />

delle vedove, de'pupilli e <strong>di</strong> tutti i pove-<br />

ri <strong>di</strong> Roma, meritando che Urbano Vili<br />

lo sostituisse al celebre mg/ Scannarola<br />

<strong>di</strong>venuto vescovo <strong>di</strong> Sidone, nell' uffizio<br />

<strong>di</strong> procuratore generale sulla visita delle<br />

carceri <strong>di</strong> Roma; zelantissimo della reli-<br />

gione arriccili le patrie cinese d'insigni ss.<br />

Reliquie e <strong>di</strong> altri sagri monumenti. Il<br />

suo fratello Gio. Pietro Prosperi avvo-<br />

cato in Roma, fu ascritto co' suoi <strong>di</strong>scen-<br />

denti alla nobiltà romana, per le sue e-<br />

gregie qualità. Torquato Corra<strong>di</strong>ni d'an-<br />

tica origine romana e nobile, celebre av-<br />

vocato della curia romana, da Cori sua<br />

patria si trasferì a Sezze nello sposare l'ere<strong>di</strong>tiera<br />

delia cospicua famiglia Gamba-<br />

liconi, e <strong>di</strong>venne padre del celebre car<strong>di</strong>-<br />

nal Pier Marcello Corra<strong>di</strong>ni (f.) gloria<br />

e protettore <strong>di</strong> Cori e <strong>di</strong> Sezze, pel narra-<br />

to in quell'articolo, come sue patrie d'o-<br />

rigine e <strong>di</strong> nascita : le corti <strong>di</strong> Spagna e<br />

dell'impero impe<strong>di</strong>rono che fosse sublimato<br />

al pontificato. Il Viola ancora degnamente<br />

ne celebrò le splen<strong>di</strong>de gesta e<br />

la vasta dottrina. 11 solo Torquato padre<br />

del car<strong>di</strong>nale passò in Sezze, rimanendo<br />

iu patria l'altro ramo Corra<strong>di</strong>ni, Agl'il-<br />

lustri del secolo XVII appartiene Valen-<br />

tino Moroni celebrato dal Ricchi, qual<br />

capitano nella guerra sostenuta da Urba-<br />

no Vili, poscia passalo al servigio dei ve<br />

VEL<br />

<strong>di</strong> Francia e dell'imperatore inGermania:<br />

tornalo in patria carico d'anni e <strong>di</strong> glo-<br />

ria, vi morì con applauso del suo operalo<br />

e insieme con ammirazione <strong>di</strong> non esser<br />

stalo premiato a misura <strong>di</strong> sue prodezze.<br />

Ma come <strong>di</strong>ce il maestro della politica<br />

Tacito : Non seniper virluli pares hono-<br />

res, ncque bonis praemia, sed ignavis<br />

tributa fuere ! 11 Ricchi fa pure onore-<br />

vole menzione del capitano Paolo Mattei,<br />

e <strong>di</strong> Cristoforo e Cesare militi <strong>di</strong> tal fami-<br />

glia, e della sua Virgilio alfiere in della<br />

guerra, dalla quale ripalriaudo donò la<br />

sua ban<strong>di</strong>era alla Madonna del Soccorso.<br />

Virgilio Colangelie Beatrice <strong>di</strong> lui sorel-<br />

la furono l'ornamento e il decoro <strong>di</strong> Co-<br />

ri. Virgilio lodato poeta lasciò <strong>di</strong>verse o-<br />

pere iu versi nel latino i<strong>di</strong>oma <strong>di</strong> patrii<br />

argomenti, notati dal Viola. Beatrice si e-<br />

sercitò pure egregiamente nella poesia,<br />

e in morte fu pianta dalla patria: lusin-<br />

ghiero elogio. Giulio Picchiotti il giunio-<br />

re abbellì e dotò nel duomo la cappella<br />

della Madonna della Pietà, beneficò i mi-<br />

nori osservanti con suppellettili sagre, e<br />

per l'acquisto dell'area onde ingran<strong>di</strong>rne<br />

il convento. Quattro degni figli <strong>di</strong> questo<br />

virtuoso corano furono Alessandro, Simeone,<br />

Cesare e Carlo; e da questi derivarono<br />

altri uomini encomiati, come Fla-<br />

minio e Alessandro suo fratello arcipreti<br />

<strong>di</strong> s. Maria. La famiglia Buai non fu in-<br />

feriore alle altre Cora ne in uomini valen-<br />

ti: furono giureconsulti Giovanni uel se-<br />

colo XV, nel seguente Pier Sante, e A»<br />

deodato vicario generale d'Ostia e Velie-<br />

tri. Da Onorato <strong>di</strong> 4 figli laureati in giurisprudenza<br />

(un Girolamo fu abbrevia-<br />

tole <strong>di</strong> parco maggiore), Pier Sante do-<br />

po la metà del secolo XVI, essendosi tra-<br />

sferito in Roma, si acquistò fama <strong>di</strong> ce-<br />

leberrimo avvocato, e sposata la nobile<br />

Prudenzia Giganti romana, ivi fissò il<br />

suo domicilio, per cui Lorenzo uno de*<br />

figli formò il i. Q anello genealogico della<br />

famiglia Buzi romana, il cui palazzo al-<br />

la salita <strong>di</strong> monte Maguanapoli ere<strong>di</strong>ta-<br />

rono t marchesi Ce va. 1 suoi <strong>di</strong>scendeu


VEL<br />

ti furono ragguardevoli e rinomali: Lo-<br />

renzo giuniore <strong>di</strong>venne dotto vescovo <strong>di</strong><br />

Carpentrasso, ivi compianto per esem-<br />

plari costumi, virtuoso e santo pastore,<br />

profondendo le ren<strong>di</strong>te della mensa nel<br />

sovvenire i poveri. De'Buzi furono pu-<br />

re, Pier Srnte cavaliere gerosolimitano<br />

(del suo nome fu pure il prelato referen-<br />

dario morto preside d'Orvieto nel 170 5),<br />

Giuliano e Carlo conservatori <strong>di</strong> Roma,<br />

altro Carlo dotto barnabita, e Fabio va-<br />

loroso milite fu gentiluomo della ce'ebre<br />

Cristina regina <strong>di</strong> Svezia: Prudenzia sorella<br />

de* primi sposò Ortensio de' mar-<br />

chesi Ceva. Di non minore antichità e<br />

nobiltà è l'altra famiglia corona de'Ltizi ;<br />

da cui uscirono encomiati nel secolo XVI<br />

Giuliano cancelliere, Francesco gesuita<br />

profondo teologo e celebre pre<strong>di</strong>catore,<br />

morto in buon odore; il fratello Fulvio fu<br />

canonico <strong>di</strong> s. Maria in Via Lata <strong>di</strong> Roma:<br />

il figlio <strong>di</strong> Curzio, Antonio, <strong>di</strong>venne ec-<br />

cellente chirurgo operatore. Il p. fr. Sante<br />

Lauriente francescano minore osservan-<br />

te, <strong>di</strong>scendente dall'omonima famiglia,<br />

dotto e fornito d'estese cognizioni, scrisse<br />

non poco in poesia ed i molteplici argo-<br />

menti riporta Viola, sì <strong>di</strong> poemi e sì <strong>di</strong><br />

componimenti numerosi. Dotato <strong>di</strong> va-<br />

sta eru<strong>di</strong>zione patria compilò {'[Ustoria<br />

Corani, senza risparmio <strong>di</strong> ricerche e fa-<br />

tiche; perciò benemerentissimo della pa-<br />

ti ia,i cui pregi rilevò con lode Viola con<br />

sensi <strong>di</strong> grato animo, per aver notabilmente<br />

contribuito alle sue pregievolissime<br />

Memorie isteriche <strong>di</strong> Cori } e per que-<br />

sti miei cenni anch'io mi <strong>di</strong>chiaro rico-<br />

noscente e ammiratore. Da Natale Pla-<br />

ci<strong>di</strong> e da Angela Car<strong>di</strong>lli onesti e poveri<br />

pastori nacque il gran beato Tommaso<br />

da Cori, sublime ornamento del suo or-<br />

<strong>di</strong>ne e <strong>di</strong> sua avventurata patria, istitu-<br />

tore de' ritiri de* minori osservanti nel-<br />

la provincia <strong>di</strong> recollezione da lui restau-<br />

rata, denominato da Pio Vi 1' Apostolo<br />

<strong>di</strong>Subiaco, la cui <strong>di</strong>ocesi abbaziale, inaf-<br />

fiata da' suoi evangelici sudori d'assidua<br />

pre<strong>di</strong>cazione, iu Ci vitella possiede il le-<br />

V E L 2o5<br />

soro del suo sagro corpo, luogo venera-<br />

to qual santuario, che descrissi nel voi.<br />

LXX, p. 229. Alle sue vite ivi ricordate<br />

aggiungerò: Compe<strong>di</strong>o della vita, vir-<br />

iti e miracoli ec, Roma 1 760. Acta Bea-<br />

tificationis et Canonizationis etc.,Romae<br />

1786. Santificò pure le provinole <strong>di</strong> Ma-<br />

rittima e Campagna, <strong>di</strong> Sabina e <strong>di</strong> Rie-<br />

ti, ed anche in Roma si rese benemerito.<br />

Cori nel secolo XVIII, simile ad un ter-<br />

reno sempre fertile e rigoglioso, come lo<br />

qualifica Viola, come ne' precedenti fu<br />

produttrice d'illustri. Ed eccoci nuova-<br />

mente, per ragione <strong>di</strong> epoca, a celebrare<br />

lo <strong>storico</strong> Antonio Ricchi, la cui antica<br />

famiglia corona risale al principio del se-<br />

colo XIV, s'imparentò colla Veralli e re-<br />

stò estinta a* nostri giorni; ne' tempi ve-<br />

tusti portava il casato <strong>di</strong> Agoni, quin<strong>di</strong><br />

per le ricchezze <strong>di</strong> cui era fornita prese<br />

quello de'Ricchi. Dopo la metà dj. detto<br />

secolo Tuzio costruì in Cori la cappel-<br />

la <strong>di</strong> s. Giovanni, e della ss. Concezione<br />

nella chiesa <strong>di</strong> s.Pietro.L'eru<strong>di</strong>tissimedue<br />

opere d'Antonio, più volte commendale,<br />

a suo tempo fecero strepito e soprattut-<br />

to furono accolte con entusiasmo da'suoi<br />

concitta<strong>di</strong>ni; <strong>di</strong> poi col risorgimento del<br />

buon gusto e della critica, soggiacquero<br />

alla sorte <strong>di</strong> tutte l'altre produzioni che<br />

sapevano alquanto <strong>di</strong> seicenlismo. Non<strong>di</strong>meno<br />

non si può negargli somma eru<strong>di</strong>-<br />

zione dell'illustre regione volsca, che de-<br />

scrisse colla Reggia e col Teatro, le benemerenze<br />

rilevate più sopra, e rimarcale<br />

pure con encomio dal Bauco, quali mi-<br />

niere <strong>di</strong> nozioni locali e importanti, e <strong>di</strong><br />

riconoscerlo fra' primari letterati nazio-<br />

nali e <strong>di</strong> Cori che specialmente descrisse;<br />

e doverglisi speciale riconoscenza ezian-<br />

<strong>di</strong>o dagli scrittori delle cose volscbe, equi<br />

ancora gli <strong>di</strong>chiaro la riverente mia. Gli<br />

altri illustri della famiglia Ricchi si pon-<br />

ilo vedere nel Teatro p. -26^ eseg.,ove vi<br />

è l'albero genealogico. Dall'antica e ri-<br />

spettabile famiglia de* Lan<strong>di</strong> Vittoi j fio-<br />

rì il p. Gregorio gesuita <strong>di</strong> gran<strong>di</strong> talenti<br />

e singolari virtù, nel collegio romano


aoG V E L V E L<br />

lettore <strong>di</strong> filosofia, <strong>di</strong> polemica e <strong>di</strong> leolo- vaio da Gregorio XVI, a' 11 gennaio<br />

già dogmatica. Fu maestro de' car<strong>di</strong>nali 1 844> con quell'elogio <strong>di</strong> sommo zelo,<br />

Gio. Battista e Cai lo Rezzonico, e del lo- singolare pietà, dottrina, probità e pril-<br />

lo fratello d.Abbon<strong>di</strong>o senatore <strong>di</strong>Roma, denza,che si legge nella proposizione con-<br />

tutti nipoti <strong>di</strong> Clemente XIII, al i.°de' cisloriale. Egli lia la gloria d'avere litro-<br />

quali de<strong>di</strong>cò Instìtutioncs philosophicae vato il corpo <strong>di</strong> s. Chiara,e <strong>di</strong> averne fai-<br />

Carininibus explicalae Uh. XII Questa ta la solenne traslazione, nel modo accen-<br />

dotta opera, scritta in versi con tutta la nato nel voi. LXX1X, p. 178. Il sacerdo»<br />

venustà latina, come quello che in Roma te Pietro Prence dotto segretario del car-<br />

erà ammirato qnal novello re<strong>di</strong>vivo Vii'- <strong>di</strong>naldelleLanze e del senatoreRezzonico,<br />

gilio, ivi fu pubblicata nel 1 767. In que- fattoconte e nobile <strong>di</strong> Cagliari co'suoi <strong>di</strong>-<br />

sto letterario lavoro il p. Gregorio Lati- scendenti: emulo <strong>di</strong> sue belle doti fu il ni-<br />

<strong>di</strong> Vittoij <strong>di</strong>mostrò trionfalmente la sana potè Giuseppe, segretario <strong>di</strong> detto senato-<br />

dottrina, la schietta verità, i sublimi at- re e vice-duca del duca d'Ossuna erede<br />

tributi dell'Ente supremo, e la scienza de' Borgia <strong>di</strong> Spagna, professore <strong>di</strong> li 11-<br />

filosofica sgombra da prestigi.Ciò egli fé- gua greca nel collegio Urbano. Mg/Luigi<br />

ce per conoscere, che tutti i mali i quali Janooni cameriere d'onore del Papa,cou-<br />

orgogliosamente fin d'allora minacciava- sultore <strong>di</strong> Propaganda e correttore dell a<br />

no <strong>di</strong> <strong>di</strong>struggere il trono e l'altare, trae- s. Penitenzieria, ora datario della medevano<br />

l'origine impura da opere, parto sima e saggio giureconsulto. Mg. r<br />

Nicola<br />

della depravazione e d'una se<strong>di</strong>cente filo- Manali già dotto segreto <strong>di</strong> Rota e assesso-<br />

sofia, e che in ogni regno, in ogni città reciviledel tribunale d'Ancona,fu pe'suoi<br />

non meno che fra i più meschini villaggi meriti da Leone XII <strong>di</strong>chiarato prelato<br />

e rimoli abituri in grande copia si face- referendario, abbreviatola <strong>di</strong> parco magvano<br />

circolare adorne <strong>di</strong> seduttrice elo- giore e ponente del buon governo. Ono-<br />

quenza. Suo degno concitta<strong>di</strong>no e <strong>di</strong>sce- randomi d'aver goduto l'amorevolezza<br />

polo fu il p. Antonio Saracinelli gesuita <strong>di</strong> sì <strong>di</strong>stinto prelato ed eccellente giuredotlissimo<br />

e celebre pre<strong>di</strong>catore, maestro consulto, mi è dolce l'aggiungere. In An-<br />

per 8 anni del Viola, nel convitto aperto cona fu pure avvocato de' poveri e vice-<br />

dagli ex gesuiti nella sua patria Tivoli, legato. Inoltre funse le cariche <strong>di</strong> votan»<br />

ventura ch'egli <strong>di</strong>ce non ebbero altre ci t- te<strong>di</strong> segnatura, e successivamente 3.°,?..<br />

là d'Italia. E qui al Violasi apre vasto e i.° luogotenente del tribunale dell' \.<br />

campo per giustissimamente celebrare le Ce vice presidente del i.° turno, piìl<br />

benemerenze, le splen<strong>di</strong>de virtù e la va- volte avendo supplito all'u<strong>di</strong>tor genera-<br />

sta dottrina che sempre fiorirono nella le della camera apostolica. Fu ezian<strong>di</strong>o<br />

veneranda compagnia <strong>di</strong> Gesù, in uno al prefetto regionario, e primicero della pon-<br />

suo profondo ossequio e gratitu<strong>di</strong>ne a'due lificia congregazione e accademia <strong>di</strong> s. Ce-<br />

ornamenti della medesima i corani pp. citta. Ma fu una dell'illustri vittime dei-<br />

Gregorio e Antonio, gloriandosi siccome la Pestilenza del iholera del 1837. Perammiratore<br />

personale <strong>di</strong> loro sublime tanto si badai n.° 72 del Diario <strong>di</strong> Ro-<br />

dottrina ed esemplare pietà. Noterò, che ma : Nella notte de' 5 venendo il 6 set-<br />

degnissimo nipote del p. Antonio è l'at- lembre cessò <strong>di</strong> vivere con tulli i confortuale<br />

vescovo d' Asisi mg. r<br />

Luigi Lan- forti della religione mg. r<br />

Manali ce. » La<br />

fli Vittoij nobile <strong>di</strong> Cori, già canonico dottrina ed i meriti dell'egregio pn lato<br />

della patria collegiata e vicario foraneo; rendono dolorosa la sua per<strong>di</strong>ta special-<br />

in<strong>di</strong> <strong>di</strong>gnità e arciprete della cattedrale mente alla romana curia ". Fu tumulalo<br />

<strong>di</strong> Vclletri, <strong>di</strong> cui è nobile, pro-vicario con iscrizione nella cappella del cimiteria<br />

generale della <strong>di</strong>ocesi, elevato al vesco- Varano, della patriarcale basilica <strong>di</strong> s.


YEL<br />

Lorenzo fuori le mura <strong>di</strong> Roma. Posso<br />

<strong>di</strong>re che Gregorio XVI, che meritamen-<br />

te avea per lui una particolare stima e<br />

benevolenza, pensava a promuoverlo, e<br />

certamente poi sarebbe stato elevato al<br />

car<strong>di</strong>nalato, come lo riteneva il car<strong>di</strong>nal<br />

Giuseppe Albani, da lui <strong>di</strong>chiarato bene*<br />

merito <strong>di</strong> sua principesca famiglia, che<br />

assislè dal i8o3 fino alla morte,


ao8 V E L<br />

mie produzioni stampale , onde meritò<br />

gli elogi dell' Effemeri<strong>di</strong> <strong>di</strong> Roma del<br />

1823. Con altro elogio del fratello <strong>di</strong> d.<br />

Alessandro, cioè <strong>di</strong> Vincenzo Tommaso<br />

Marchetti, il Viola termina le stìe elabo-<br />

rate Memorie, delle quali con lui già lo<br />

<strong>di</strong>ssi benemerito; poiché lo celebra per le<br />

sue letterarie produzioni, per irreprensi-<br />

bile condotta, zelo e probità con cui lode-<br />

volmente <strong>di</strong>simpegna va ogni incarico che<br />

per merito gli veniva conferito, onde il se-<br />

nato romano l'avea ascritto alla sua cit-<br />

ta<strong>di</strong>nanza. Tutto è Storia <strong>di</strong> quell'illu-<br />

sile corano vero esemplare cristiano, ti-<br />

po del più tenero amor patrio, dotato <strong>di</strong><br />

molteplice eru<strong>di</strong>zione che <strong>di</strong>ffondeva col-<br />

la sua pronta e felice memoria, elegante<br />

latinista in prosa e in versi. Egli morì<br />

nell'amata patria nel bacio del Signore,<br />

colla consolazione <strong>di</strong> vedere il <strong>di</strong>letto e suo<br />

savio degno figlio Alessandro meritamen-<br />

te nel 1 854 acclamato da'suoi concitta<strong>di</strong>-<br />

ni in gonfaloniere, ad onta che non ne a-<br />

vesse l'età congrua, alla quale benignamente<br />

<strong>di</strong>spensò il Papa che lo bramava<br />

investito della principale magistratura pa-<br />

tria. Egli tuttora lodevolmente funge l'o-<br />

norifica magistratura , e per le sue cure<br />

è stata allargata la strada che da porta<br />

Romana conduce olla piazza omonima e<br />

principale, la quale ancora venne ingran-<br />

<strong>di</strong>ta e abbellita colla demolizione d' al-<br />

cuni fabbricati. E qui si compie il serto<br />

intessuto de'miei fiori, che mi proposi de-<br />

porre sull'avello che racchiude le spoglie<br />

mortali del verace amico. Nel vol.LXlV,<br />

p. 62, narrai la visita formale fatta a Cori<br />

dal marchese Sinibal<strong>di</strong> nel 1 8o4 come<br />

conservatore <strong>di</strong> Roma, ed i festeggiamen-<br />

ti e archi trionfali co' quali la città F ac-<br />

colse. Il Cancellieri nel Cenotaphium al<br />

car<strong>di</strong>nal Antoneili vescovo d'Ostia e Vel-<br />

letri riferisce a p. 54, eh' essendogli noto<br />

essere trascorsi più. <strong>di</strong> 6 lustri dacché la<br />

città <strong>di</strong> Cori non era stata visitata dal<br />

proprio pastore, si stimò in obbligo <strong>di</strong><br />

prontamente recarvisi a'6 ottobrei8o7,<br />

col cou visitatore can. Polidori {V.) poi<br />

VE L<br />

car<strong>di</strong>nale, che con aureo stile ne <strong>di</strong>slese<br />

gli atti e i decreti. Fu accolto fra le accia<br />

inazioni <strong>di</strong> tuttoil popolo, col suono <strong>di</strong> lui<br />

te le campane e lo sparo de'mortaretti. 1<br />

magistrato, che l'avea già fatto incontra<br />

re a Velletri e scortare da'più <strong>di</strong>stinti cit<br />

la<strong>di</strong>ni per lungo tratto <strong>di</strong> strada, lo lice<br />

ve alla porta della città ; dove smontato<br />

dal suo legno, il clero co'due capitoli tut<br />

to riunito nella primaria chiesa collegia<br />

ta <strong>di</strong> s. Maria della Pietà, lo ricevè nel<br />

F ingresso e venne cantato solennemente<br />

o<br />

il Te Deum. 11 car<strong>di</strong>nale nel condursi al<br />

l'appartamento vescovile, nel convento a<br />

lora degli agostiniani , bene<strong>di</strong>ceva il po-<br />

polo che <strong>di</strong>votamente l' implorava con<br />

commovente spettacolo. Si trattenne il<br />

car<strong>di</strong>nale in Cori 22 giorni, e lutti e<strong>di</strong>fi-<br />

cò con infinite opere sante e colla <strong>di</strong>vina<br />

parola. Visitò le 6 chiese parrocchiali, il<br />

monastero delle monache, la casa dell<br />

maestre pie, e l'oratorio gentilizio de'cor<br />

ti Finy sagro a s. Anna. Amministrò ili<br />

gl'amento della cresima anche nelle cas<br />

de'poveri fanciulli moribon<strong>di</strong>, tenne l'or<br />

<strong>di</strong>nazione, fece la comunione generale<br />

l'affollato popolo, visitò e consolò misera<br />

bili infermi, pre<strong>di</strong>cò 8 volte in modo tene-<br />

rissimo. Vestì monacaTeresaManari, pro-<br />

nunziando eloquente <strong>di</strong>scorso, assistito al<br />

trono nella messa cantata dal fratello d.<br />

Nicola Manari.ilsullodato prelato; ed an-<br />

Tassoui deputato del mona-<br />

cora da mg. r<br />

stero^ da mg. r<br />

Macioti suffraganeo <strong>di</strong> Vel •<br />

letri cugino della monacanda, cui fece da<br />

madrina la contessa Giacinta Contini Ca-<br />

tal<strong>di</strong>, e dal magistrato. Il clero tutto fu ri-<br />

cevuto dal car<strong>di</strong>nale amorosamente, ma-<br />

nifestando pubblicamente a tutti la sua<br />

pienissima sod<strong>di</strong>sfazione; e lasciando ab<br />

bondanti limosine a'poveri fece ritorni<br />

Velletri corteggiato da' più <strong>di</strong>stinti eccl<br />

siastici e citta<strong>di</strong>ni. Dice il Castellano, ci<br />

nel i83i <strong>di</strong>venuta Velletri legazione, la<br />

giuris<strong>di</strong>zione criminale <strong>di</strong> Cori restò al se-<br />

nato romano, ma l'amministrativa fu at-<br />

tribuita al governo <strong>di</strong> Velletri. Nel supple-<br />

mento del n.° 34 del Diario <strong>di</strong> Roma del


VE L<br />

i83g si legge la descrizione de' festeggia-<br />

nienti fatti in Cori ,<br />

per avere con<strong>di</strong>sceso<br />

Gregorio XVI alle brame del municipio,<br />

con concedergli a protettore il car<strong>di</strong>nal<br />

Giacomo Giustiniani camerlengo <strong>di</strong> s.<br />

Chiesa,Mn occasione dell' elevazione del<br />

suo stemma, associandola quelli del Pa-<br />

pa e del car<strong>di</strong>nal Pacca legato. Nel duomo<br />

pontificò mg/ Franci vicario genera-<br />

le e suffiaganeo <strong>di</strong> Velletri, condecorando<br />

le funzioni sagre e civili colla sua presenza<br />

mg. r<br />

Lolli vice legato della provincia <strong>di</strong><br />

Marittima, con tulle l'autorità giu<strong>di</strong>ziarie<br />

e civiche <strong>di</strong> Cori, banda militare e truppe<br />

•<strong>di</strong> linea e detersaglieli. Vi furono perdue<br />

' stratura<br />

' aveva<br />

' d<br />

sere generali luminarie, fuochi artificiali<br />

.e altre pubbliche <strong>di</strong>mostrazioni <strong>di</strong> gioia.<br />

Inoltre nella sala <strong>di</strong> Carlo Manari, fratel-<br />

lo del già encomiato prelato, uno degl'in-<br />

<strong>di</strong>vidui della magistratura e stato più vol-<br />

te gonfaloniere, ebbe luogo un'adunanza<br />

letteraria <strong>di</strong> coltissimi soci, in onore del<br />

car<strong>di</strong>nal protettore; e nella casa del gon-<br />

faloniere Nicola Fochi, pel medesimo por-<br />

porato si tenne altra accademia vocale e<br />

istrumentale. Narra il principe Massimo,<br />

Relazione del viaggiofatto da Gregorio<br />

XVI alle provincie <strong>di</strong> Marittima e Campagnanel<br />

i843, che il Papa in Velletri<br />

ammise all'u<strong>di</strong>enza varie deputazioni e<br />

magistrali » fra'quali vennero que'<strong>di</strong> Co-<br />

ri vestiti co'loro rubboni (con mostre d'o-<br />

ro), non ostante l'opposizione della magi-<br />

<strong>di</strong> Velletri, che così temeva pre-<br />

giu<strong>di</strong>cassero alla sua giuris<strong>di</strong>zione, e che<br />

fatto perciò il possibile per impe<strong>di</strong>re<br />

loro d'indossarh'UlPapa benignamen-<br />

te accolse l'omaggio della città <strong>di</strong> Cori, in-<br />

<strong>di</strong> fece invitare alla tavola <strong>di</strong> corte il sul-<br />

lodatogonfaloniereNicolaFochi, vera men-<br />

te degno e zelante magistrato civico, siccome<br />

virtuoso ed equo, e amante la flori-<br />

dezza della comune patria e de' concilta-<br />

ini. Notai a suo luogo e racconta il Bauco,<br />

che nell'ottobre 1847 '' lagnante Pio<br />

/^organizzò il Senato Romano in mu-<br />

nicipio, questo rinunziò alla giuris<strong>di</strong>zione<br />

su Cori, la quale città si trovò libera del-<br />

voi. LXXXIX.<br />

V E L 209<br />

la confederazione e de'palti col medesimo,<br />

e fu sottoposta alle leggi generali dellosta-<br />

to pontificio, onde d'allora in poi è gover-<br />

nata dalla legazione <strong>di</strong> Velletri. Riporta<br />

il supplementoaln.°!2a del Giornale<strong>di</strong><br />

Roma del 1 855, la visita pastorale aperta<br />

in Cori dall'attuale vescovocar<strong>di</strong>nal Macchi.<br />

La mattina de' 11 maggio la magi-<br />

stratura municipale, a cui si unì l' autorità<br />

civile ed <strong>ecclesiastica</strong>, si recò in Giu-<br />

liano ad incontrare il car<strong>di</strong>nale e rappre-<br />

sentargli il tripu<strong>di</strong>o comune per la sua<br />

ben avventurosa venuta. L'ingresso seguì<br />

avanti le ore 1 o autimeri<strong>di</strong>aoe,tra losquil-<br />

lo festivo de'sagri bronzi, le reiterate sal-<br />

ve de'mortari, il suono armonioso della<br />

banda citta<strong>di</strong>na, ed il plauso popolare. Il<br />

car<strong>di</strong>nale scese <strong>di</strong> carrozza con mg. r<br />

Vi-<br />

tali vescovo d'Agatopoli e suffraganeo,ed<br />

accompagnato dalle ricordate autorità,<br />

mosse alla volta della primaria collegia-<br />

ta <strong>di</strong> s. Maria, ove ricevuto dal capitolo,<br />

si portò all'altare del ss. Sagrameuto, pro-<br />

fondamente l'adorò e assistè alla messa.<br />

Dipoi vestiti gli abiti pontificali aprì la 8.<br />

•visita coli' intervento <strong>di</strong> tutto il clero e<br />

della magistratura, e <strong>di</strong>sse a'eorani un'o-<br />

melia assai bella e commovente per dot-<br />

trina, per zelo e <strong>di</strong>vozione , protestando<br />

che pel bene del gregge era a lutto <strong>di</strong>sposto;<br />

restando tutti inteneriti e compunti<br />

per la santità <strong>di</strong> sue parole. Quiu<strong>di</strong> com-<br />

partì la trina bene<strong>di</strong>zione col ss. Sagramelo,<br />

e pubblicala dal decano de'canonici<br />

l'indulgenza, depose i sagri paramen-<br />

ti. Uscito <strong>di</strong> chiesa recossi collo stesso cor-<br />

teggio alla ss. Vergine del Monte , nel-<br />

V altra collegiata de' ss. Pietro e Paolo.<br />

Quivi accolto dal capitolo entrò nel tem-<br />

pio addobbato elegantemente e splen<strong>di</strong>do<br />

<strong>di</strong> molti lumi; ricevuta la bene<strong>di</strong>zione dal-<br />

l'arciprete col ss. Sagrameuto, il car<strong>di</strong>na-<br />

le andò a orare all'altare della ss. Vergine<br />

Addolorata, quin<strong>di</strong> benedì il popolo,<br />

e visitò il vicino monastero delle monache<br />

del terz'or<strong>di</strong>ne, checonforlòa man-<br />

tenere in vigore l'osservanza della regola.<br />

Di là si trasferì nella sua vescovile resi-<br />

'4


2«o VEL<br />

ilenza in s. Oliva , ed ivi coli' amorevo-<br />

lezza e affabilità tutta propria ilei porpo-<br />

rato, accolse i magistrati, i chierici rego-<br />

lari minori cogli alunni del collegio alla<br />

loro cura affidato, ed onorò <strong>di</strong> particola!*<br />

colloquio i parrochi. Da ultimo visitò la<br />

scuola delle fanciulle <strong>di</strong>rette dalle mae-<br />

stre pie, cui <strong>di</strong>sse acconcie paiole. Le vie<br />

per cui passava il car<strong>di</strong>nal Macchi erano<br />

sparse <strong>di</strong> fiori e verzure, e le finestre mes-<br />

se a drappi <strong>di</strong> vario colore. Pei* cura del<br />

municipio si videro ne' principali luoghi<br />

della città eretti archi trionfali <strong>di</strong> varie<br />

strutture e nel prospetto <strong>di</strong> essi molte e-<br />

pigrafi,fra le quali la pubblicala dal Gior-<br />

nale. Alle ore 8 pomeri<strong>di</strong>ane il car<strong>di</strong>nale<br />

partì da Cori, accompagnato dalle summentovate<br />

autorità, dalle bene<strong>di</strong>zioni de'<br />

poveri da lui soccorsi largamente, e dalle<br />

acclamazioni <strong>di</strong> tulli, lasciando in ciascuno<br />

vivo desiderio <strong>di</strong> godere spesso e per<br />

molti anni la dolce presenza dell'ottimo<br />

padre, principe e pastore. Cori si <strong>di</strong>stin-<br />

se per amore e zelo patrio anche nel fa-<br />

re stampale il suo statuto approvato da<br />

Paolo 111, neli.° secolo dell'introduzione<br />

della stampa in Roma, ma <strong>di</strong>venuto ra-<br />

rissimo, mi è noto che un esemplare lo<br />

possedeva il celebre marchese Bion<strong>di</strong>, con<br />

questa data. Romae apud Valeriutn Doricum<br />

et Lodovicum fratres Brixienses<br />

Auno Domini mdxlix. In<strong>di</strong> venne ristam-<br />

palo con questo titolo: Statuto. Ch'ilatis<br />

Corae ab Illtnis. et Exmis. Almae Ur-<br />

bis Conservatoribus denuo approbata et<br />

confermata, accesserunt ad calcetti Romanorum<br />

Pontifieum Brevia, taxae a'<br />

liaaue j'ttra etc, Romae apud Joannem<br />

Mariam Salvioni. In Archigymnasio Sa-<br />

pienliae i ^32.Fra'brevi apostolici in essi<br />

riportati, i principali sono <strong>di</strong> Pio II, Pao-<br />

lo Mie s. Pio V. Quanto allo stemma del-<br />

la città, <strong>di</strong>ce il Riccbi,che Cori variò l'im-<br />

presa col mutare <strong>di</strong> dominio, sebbene<br />

molto antica si tiene la moderna che mo-<br />

stra il Leone <strong>di</strong> metallo in campo vermi-<br />

glio, col cuore purpureo al fianco, eret-<br />

to con due branche io aria e colie fauci<br />

VE L<br />

aperte in allo<strong>di</strong> rampare e combattei<br />

presagio d'impero, impresa de' trionfanti<br />

e segno <strong>di</strong> vittoria. E ornato <strong>di</strong> corona<br />

qual città capo e reggia <strong>di</strong> nazione con<br />

autorità politica, per averla sempre eser-<br />

citata sino dal i4 io col mero e misto im-<br />

pero, ctìatn cum potestale gla<strong>di</strong>i , al i.°<br />

settennio del secoloXV<br />

1<br />

1 1 collelezione de'<br />

due pretori, che rendevano ragione al popnlo.Dal<br />

i j. io assunse il moUo:S.P.Q.li,<br />

ma ne'secoli anteriori che la città regge-<br />

vasi in forma <strong>di</strong> repubblica, usò questo:<br />

S. P. Q. Coranus. Aggiunge Ricchi <strong>di</strong>e<br />

il governo de'duumviri e de'quatuoi viri<br />

durò sino al i5oo, presiedendovi ezian-<br />

<strong>di</strong>o i novemvii i nobili e sapienti citta<strong>di</strong>ni<br />

con facoltà d'eleggere due pretori per ren-<br />

dere giustizia. Vi furono pure i sexviii,<br />

e quegli alili magistrati già <strong>di</strong>scorsi. Os-<br />

servaMarocco,clie lo stemma del Leone in<br />

campo rosso col cuore rosso in mezzo'al<br />

corpo, avendolo taluno derivalo dall'essesse- re sta toErcoleinCori reduce dalleSpagi<br />

egli non aderisce a' racconti mitologi-.<br />

crede pertanto che esprima il<br />

Leone<br />

generosità e fortezza dell'invitta gente ce co-<br />

rana (<strong>di</strong>cendo gli o<strong>di</strong>erni corani cor<strong>di</strong>a-<br />

lissimi, e corrispondendo il nome della<br />

città al cuore che hanno); che il campo<br />

rosso possa intendersi pel sangue de' ne-<br />

mici nel quale Cori era avvezza a starsi<br />

(sic); ed il cuore , la sua leale magnani-<br />

mità e fermezza. Ercole sicuramente era-<br />

vi in venerazione, poiché gli eressero un<br />

tempio. Della feracità del territorio Co-<br />

rano con terreni macchiosi , seminativi,<br />

olivati e vignati , parla il Dauco e <strong>di</strong>ce<br />

comprendere più <strong>di</strong> 348 1 rubbia. Rile-<br />

va il Nicolai , che il territorio <strong>di</strong> Cori è<br />

lutto vestito <strong>di</strong> macchie, e abbonda d'e<br />

gni sòrte <strong>di</strong> cacciagione. Marocco so°<br />

giunge, il luogo non mancare <strong>di</strong> vette<br />

vaglie, essendo contornato da boschi <strong>di</strong> i<br />

livi, per raccogliere gran quantità d'oli<br />

eccellente; le sue vigne essere con bell'ii<br />

dustria agraria coltivate, e squisiti ne i<br />

no i vini; inoltre il territorio produrre*<br />

gni sorta <strong>di</strong> cereali, che per l'abbondai


'<br />

VEL<br />

r.a continuamente si esportano; sebbene<br />

la cosa più importante per Cori sia la col-<br />

tivazione del tabacco, cbe ba molto cre-<br />

<strong>di</strong>to ed esito gran<strong>di</strong>ssimo. E il Bauco <strong>di</strong>-<br />

'<br />

chiara il tabacco eccellente e odoroso, e<br />

'generalmente reputato il più squisito <strong>di</strong><br />

tulio il dominio pontificio. Diceva un in-<br />

telligente spagnuolo, cbe sarebbe <strong>di</strong> venu-<br />

'to più eccellente del tabacco <strong>di</strong> Siviglia,<br />

se da'corani si apprendesse l'arte e il me-<br />

todo come in I spagna si riduce la foglia in<br />

polvere, dovendo a ciò animare i corani<br />

e le loro piantagioni la regìa de'tabacchi,<br />

anche per la maggior quantità <strong>di</strong> prodotto,<br />

e quin<strong>di</strong> ne deriverebbe un gran lu-<br />

!cro. Elegantemente descrisse l'ubertoso<br />

e fecondo, non cbe ameno e delizioso ter-<br />

ritorio <strong>di</strong> Cori, il sullodato articolo del-<br />

V Àlbum, il quale inoltre celebra i corani<br />

[attuali in più mo<strong>di</strong>, per senno, industria<br />

e beneficenza; ancbe pel gusto della mu-<br />

gica maestrevolmente coltivata da' citta-<br />

'<strong>di</strong>ni, sì sagra che profana, cbe tanto <strong>di</strong>-<br />

letta e coramove, come quella che per le<br />

sue armonie e soavi note ognora si ma-<br />

nifesta per la signora degli affetti, per la<br />

dolce e innocente rallegratrice degli ani-<br />

mi, per la regina dell'arti belle. Nel territorio<br />

finalmente sonovi cave <strong>di</strong> marino<br />

corallina, colla quale Pio VIornò la Sa-<br />

grestia Vaticana, e Leone XII abbellì il<br />

'battisterio dell' altra patriarcale Chiesa<br />

'<strong>di</strong> s. Maria Maggiore. Anzi se si rinno-<br />

vassero gli scavi nel medesimo e nelle vi-<br />

cinanze della città, per l'antiche ville de'<br />

romani, <strong>di</strong> cui ragiona il Ricchi nel cap.<br />

1 •>. i, Abbondanza della città, certamen-<br />

l<br />

te si troverebbero monete, medaglie, i-<br />

1 scrizioni, statue ed altre antichità pre-<br />

gevoli.<br />

'Delegazione e provincia <strong>di</strong> Frosinone.<br />

V. Prosinone, oltre il ritento in prin-<br />

cipio del presente articolo. In questa cit-<br />

ta risiedono il prelato delegato apostoli-<br />

co co'4 consultori, e il segretario genera-<br />

le; il presidente del tribunale <strong>di</strong> i. "istan-<br />

za con 3 giu<strong>di</strong>ci, oltre altro aggiunto, il<br />

cancelliere, l'assessore, il comandaute deb<br />

VEL a.t<br />

la gendarmeria. La provincia <strong>di</strong>videsi in<br />

i3 governi, ed ha 1 54,5^9 abitanti.<br />

Distretto <strong>di</strong> Ponte Corvo.<br />

Governo <strong>di</strong> Ponte Corvo.<br />

Ponte Corvo (V.). Città vescovile con<br />

residenza del governatore. Ha le seguen-<br />

ti parrocchie. S. Bartolomeo cattedrale,<br />

s. Biagio, s. Marco, s. Maria <strong>di</strong> Porta, s.<br />

Nicola, s. Oliva, s. Paolo. Ne riparlai a<br />

Sicilia e Sora. Un'aggiunta. Il veliterno<br />

arcivescovo Theuli, Teatro hi<strong>storico</strong> <strong>di</strong><br />

Felletri, a p. 1 5, tratta <strong>di</strong> Fregelle pro-<br />

topalria de'Pontecorvesi, per esserle suc-<br />

ceduta Ponte Corvo, secondo la più comune<br />

credenza. Egli <strong>di</strong>ce. » Fregelle era<br />

città insigne e principale de'volsci, da Floro,<br />

Ilist. fio/»., lib. i , e. 1 1 , chiamata Gè-<br />

soriaco, Fregellae, quod Gcsoriacum t<br />

egli scrive; e da Jornande, lib. i, Cesa-<br />

rea. Strabone la chiamò nel lib. 5, Città<br />

famosa". Pertanto ne'miei sfuggevoli cen-<br />

ni storici sopra l'illustre Ponte Corvo <strong>di</strong>s-<br />

si : Che Fregelle fu chiamata anche Gè-<br />

soriaco e Cesarea, precisamente nel voi.<br />

LIV, p. 96. Ora occupandosi laboriosamente,<br />

con assidua e solerte cura a tes-<br />

sere la patria e particolare storia <strong>di</strong> Fre-<br />

gelle e Ponte Corvo I' onorevole e eh.<br />

Francesco Saverio Bergamaschi, onde<br />

tutti i fregellani sono sicuri che scriverà<br />

una storia degna della sua forbita penna<br />

e del suo ingegno, urbanamente e con e-<br />

spressioni lusinghiere, mi fece sapere, a<br />

mezzo del mio rispettabile fregellano amico<br />

cav. Giovanni Ardnini, doversi emendare<br />

1' asserzione; ed io prontamente ad<br />

onore del vero e della storia qui pubbli-<br />

co quanto egli stesso scrisse.» Egli è cer-<br />

tissimo, che Fregelle non ebbe verun altro<br />

nome, ma tale si chiamò pria che i<br />

sanniti<br />

la <strong>di</strong>struggessero l'anno426 <strong>di</strong> B.oma. E<br />

nell'anno 42 7> leggiamolo Livio lib. 8,<br />

eap. 18. Scculus est annus nulla re belli<br />

doinive insignis P. Plautio Proculo, P.<br />

Cornelio Scapula Coss. praeterquam<br />

quod Fregellas (Si<strong>di</strong>cinorum 1.1 ager,<br />

deindeFolscorumfueral) colonia deducta.<br />

Più nel lib. 8, e. 20 leggiamo : Cae


212 VEL<br />

ierum non posse <strong>di</strong>ssimulare negre patì<br />

Civitatem Samnitium, quodFregellas,<br />

ex Folscis captas, <strong>di</strong>rutasque ab se, re-<br />

stituerit Romanus Populàs, coloniamque<br />

in Samnitium agro imposuerit,q nani<br />

coloni eorum Fregellas appellent. Dal<br />

che è evidente che i sanniti si querelano<br />

co'legati romani che Fregelle da'sanniti<br />

presa e <strong>di</strong>strutta, una colonia de'romani<br />

l'avesse in<strong>di</strong> rie<strong>di</strong>ficala, e non <strong>di</strong>erono alla<br />

medesima altro nome, ma la chiamarono<br />

come prima, cioè Fregelle. Fregelle si<br />

chiamò sempre Fregelle. Perciò non sus-<br />

siste che Fi egelle innanzi si appellase Cesarea<br />

e Gesoriaco.' Jornande non l'as-<br />

, ,<br />

serisce riguardo a Cesarea, come non lo<br />

ha inteso Floro riguardo a Gesoriaco.<br />

Quest'ultimo al lib. i, cap. xi, parlando<br />

della guerra co' Ialini, ponendosi in<br />

bocca le gesta de'romani, <strong>di</strong>ce : = Sora<br />

(chi il crederebbe ? )ed Algido ne furono<br />

<strong>di</strong> terroreje Satrico e Cornicolo,ambedue<br />

nostri governi, lo mi vergogno <strong>di</strong> Veroli<br />

e<strong>di</strong>Bovilla; pure ne trionfammo. Tivoli,<br />

ora suburbano, e Palestrina deliziosa nel-<br />

1' està, s' investivano, fatti prima de' voli<br />

nel Campidoglio. Allora Fiesole uè riuscì<br />

come Carra <strong>di</strong>anzi. Fu per noi la Selva<br />

della Piiccia , ciocché poscia la Ercinia;<br />

Fregelle, ciocché Gesoriaco; ed il Teve-<br />

re, ciocché l'Eufrate .=Ecco qui che Flo-<br />

ro fortna un paragone, non già <strong>di</strong>ce che<br />

Fregelle innanzi si chiamasse Gesoriaco.<br />

Acciò si abbia maggior certezza, ne copio<br />

il testo. Sora ( quis credat ? ) et Algidum<br />

terrorifuerunt.Satricum atqueCorniculum<br />

provinciae. De Verulis et Bo-<br />

villis pudetj sed triumphavimus . Tibur,<br />

mine suburbanum, et aestivaePraeneste<br />

deliciae, nuncupatis in Capitolio volis,<br />

petebantur. Idem tunc Faesulae , quod<br />

Carrae nuper. Idem nemus Aricinum<br />

quodtlercynius saltus. Frcgellae, quod<br />

Gesoriacum. Tiberis, quod Euphrates".<br />

Quanto poi all'essere la nuova Fregelle,<br />

Ponte Corvo, afferma il lodato scrittore.<br />

» Fallo, che a noi presenti, a chiunque<br />

\i si recasse, parlerebbero i copiosissimi<br />

VEL<br />

,<br />

ruderi, che presso a 3 miglia si estendono<br />

dalle contrade ora dette Marecene e Tor-<br />

retta, fino a quelle <strong>di</strong> s. Damiano e s. Lu-<br />

>><br />

eia .<br />

DELEGAZIONE E PROVINCIA DI BENEVENTO.<br />

Benevento^ ^.).Città con residenza del-<br />

l'arcivescovo car<strong>di</strong>nal Domenico Carafa<br />

<strong>di</strong> Traetlo,e del prelato delegato aposto,<br />

lieo mg. r<br />

Odoardo Agnelli, non che <strong>di</strong> 4<br />

consultori, e del segretario generale; del<br />

presidente del tribunale <strong>di</strong> i .*istanza,con i<br />

giu<strong>di</strong>ci, il procuratore fiscale, il cancellie-<br />

re, l'assessore legale, il comandante del-<br />

la gendarmeria. La metropolitana è sot-<br />

to l'invocazione della B. Vergine Assun-<br />

ta in cielo , ed ha le seguenti parrocchie.<br />

Ss. Angelo e Stefano, s. Caterina, s. Do-<br />

nato, s. Marco, s. Modesto , s. Maria <strong>di</strong><br />

Costantinopoli, s. Maria della Verità, s.<br />

Salvatore. Di questa antichissima e nobi-<br />

lissima città del Sannio (V.), <strong>di</strong> recente<br />

onorata dalla presenza del regnante Pio<br />

IX (F.), del suo celebre ducato deLow<br />

gobar<strong>di</strong>(V.), della Sovranità della s. Sede<br />

{V-} sul medesimo, per cui nell'inve-<br />

stitura della Sicilia (P.) <strong>di</strong> qua e <strong>di</strong> li là la<br />

dal Faro sempre se lo riservò ; oltre il ri-<br />

ferito iu principio del presente articol<br />

ne riparlai in tanti luoghi ch'é impos<br />

bile ricordare, come de'suoi vescovi e 1<br />

civescovi e loro antiche prerogative, ma<br />

si vedranuo nell'In<strong>di</strong>ce. Contiene la de-<br />

legazione le seguenti 7 comuni, formanti<br />

il suo <strong>di</strong>stretto, e tutti i suoi abitanti ascendono<br />

a 23,176. Bagnara; Montor-<br />

soj Pastinej PmV/o, coll'appo<strong>di</strong>atoMac-<br />

coli ; s. Angelo a <strong>di</strong>polo, ce gli appo-<br />

<strong>di</strong>ati Motta, Panelli, Sciarra; s. Leu-<br />

ciò, coll'appo<strong>di</strong>ato Maccabei ; s. Marco a<br />

Monti.<br />

Orapassocronologicamente a descrive-<br />

re compen<strong>di</strong>osamente i principali aweui-<br />

menti della storia civile ed <strong>ecclesiastica</strong> <strong>di</strong><br />

Vellelri interessante a tutta la provincia<br />

<strong>di</strong> Marittima, premettendo una breve ile<br />

scrizione della città, della quale si ha del<br />

veliteruo conte Giuseppe Bassi ,<br />

Descri-<br />

zione della città <strong>di</strong> Fclletri, Boma pel


VEL<br />

Giignani 1 63 i .In tale anno ed ivi fu pure<br />

pubblicata da Giacomo Lauro ,<br />

Descri-<br />

zione della città <strong>di</strong> Velletri. Ne trattano<br />

ancora, il Pinarolo, Trattato delle cose<br />

più memorabili <strong>di</strong> Roma, Velletri ec.;il<br />

Marchesi, Galleria dell'onore, della cit-<br />

tà <strong>di</strong> Velletri, tà altri. Terrò presenti i<br />

sutumentovati scrittori <strong>di</strong> quanto riguar-<br />

da Velletri, ma <strong>di</strong> preferenza procederò<br />

col benemerito veliterno can. Bauco, co-<br />

inè quello che <strong>di</strong>chiarò nella prefazione<br />

della 2. 3<br />

e<strong>di</strong>zione della Storia della cit-<br />

tà <strong>di</strong> Veletri, che riguardando egli pu-<br />

re la Storia (V.) qual maestra della vita<br />

e luce della verità, sebbene per scrivere<br />

la patria storia dovette servirsi della mag-<br />

gior parie de'maleriali <strong>di</strong> quegli scrittori<br />

the ne parlarono <strong>di</strong>stesamente, e ne rife-<br />

risce i nomi, non<strong>di</strong>meno in tutto non uè<br />

seguì t le loro opinioni. Rispettandone il<br />

inerito e la dottrina , gli piacque <strong>di</strong> più<br />

seguire la verità che l'autorità; giacché<br />

molti falli da tali storici come veri rife-<br />

riti, dalla retta critica sono contraddetti.<br />

Volle purgare la storia dalla favola e dal-<br />

le tra<strong>di</strong>zioni vaghe e confuse, con ridurla<br />

al suo vero principio, poiché conobbe che<br />

anco gli storici veli terni errarono co'più.<br />

Egli tralasciò <strong>di</strong> riprodurre il testo de'<strong>di</strong>-<br />

plinni, delle bolle e brevi pontifìcii , l'i-<br />

scrizioni e altri documenti, già pubblicati<br />

da'medesimi scrittori da lui ricordati sul-<br />

' le memorie veliterue.<br />

' pia<br />

' lo<br />

/ tllelri o Veletri, Velitr ae, siede so-<br />

un terreno che mostra segni d'estin-<br />

vulcano, nell'ultimo ripiano d'una la-<br />

I dui* che <strong>di</strong>scende dal dorso del rinouia-<br />

'<br />

' perciò<br />

to monte Artemisio (il cui nome trasse da<br />

Diana Arlemis, deità <strong>di</strong> que'boschi che<br />

avea a specchio il vicino lago <strong>di</strong> Nemi,<br />

detto Speculimi Dianac) verso oi<br />

lente, piano <strong>di</strong> bella e vantaggiosa emi-<br />

nenza , cioè <strong>di</strong> vari piccoli colli iti figura<br />

I<strong>di</strong> scudo e formanti una deliziosa collina,<br />

[in aere puro <strong>di</strong> tempei alienilo clima. Ti o-<br />

vasi I' illustre città in mezzo a due leali<br />

'auliche vie consolari e postali, l'Appio e<br />

la Latina, al <strong>di</strong>ritto cammino <strong>di</strong> due cele-<br />

VEL 2 1<br />

Iratissime metropoli Roma e Napoli, per-<br />

35<br />

ciò continuamente transitata da quelli che<br />

ad esse recansi o ne partono. Da una del-<br />

le sue porte comincia quel meraviglioso<br />

e lungo stradale che trapassa le Palu<strong>di</strong><br />

Pontine. E <strong>di</strong>stante dal mare Tirreno 1<br />

miglia, da Roma 25 (al sud-est e malgrado<br />

che i cippi milliari la portino a 27, imperocché<br />

essi furono posti quando Pio VI<br />

fece la nuova Strada, che dopo Albano<br />

noti saliva <strong>di</strong>rettamente alla Riccia come<br />

negli ultimi anni, ma sboccava a Gemano<br />

presso il nuovo duomo,facendo il giro del<br />

ciglio meri<strong>di</strong>onale <strong>di</strong> Vallericcia, e perciò<br />

allungando il cammino <strong>di</strong> buone due mi-<br />

glia. Anticamente fu 1 i"4 sla(U cioè 2 1 mi-<br />

glia e 3 quarti <strong>di</strong>stante da Roma, proba-<br />

bilmente calcolandola dal punto in che<br />

deviavasi dalla via Appia a sinistra presso<br />

Tre Taberue. Tanto a vverleNibby. An-<br />

zi sarà <strong>di</strong> meno <strong>di</strong> 25 miglia pe' ponti e<br />

Strada fatti presso la Riccia, e descritti<br />

in que'due articoli. Ora ['Enciclope<strong>di</strong>a<br />

contemporanea <strong>di</strong> Fano ,<br />

tornandone a<br />

riparlare, serie 2. a<br />

, 1. 1, p. 58, ha pubbli-<br />

cato un interessante articolo <strong>di</strong> Gian Virginio<br />

Orazietti, e intitolato: // Viadotto<br />

d'Arida, col <strong>di</strong>segno del medesimo trat-<br />

to da quello più grande eseguito dal bra-<br />

vo Silvestri. Sene rimarcano i pregi ar<strong>di</strong>mentosi<br />

dell'architetto e del monumen-<br />

to, la sua como<strong>di</strong>tà, anche pel territorio<br />

veliterno; e si dà il prospetto della tassa<br />

pedaggio che devono pagare i transitanti,<br />

colla cifra numerica de'medesimi, dall'ot-<br />

tobre 1 854 a lutto <strong>di</strong>cembre 1 857; speci-<br />

ficandosi la natura de' passaggi, e quelli<br />

che ne godono l'esenzione, mentre i 4 comuni<br />

circostanti pagano la metà della tas-<br />

sa. Del medesimo Orazietti, e nella stessa<br />

Enciclope<strong>di</strong>a, si legge un importante articolo<br />

che porta per titolo: Dell' Arsena-<br />

le <strong>di</strong> Tivoli e della Colonizzazione del<br />

suo Agro, con quello <strong>di</strong> tutta la Coniarca.<br />

Per quanto <strong>di</strong>rò in fine, quesla mia<br />

in<strong>di</strong>cazione non riuscirà estranea), 7 da<br />

Geuzano, e da Napoli 1 20. xMoltissime so-<br />

no le città, che col volger de'secoli bau-


a«4 VEL<br />

no in tulio, o almeno in parte cambialo<br />

l'aulico sito ; non però Vellelri,che sem-<br />

pre dalla sua antichissima origine ha oc-<br />

cupalo i medesimi colli su cui tuttora esi-<br />

ste. La bellezza del sito e la giocon<strong>di</strong>tà del<br />

prospetto le recano grande ornamento e<br />

decoro. Dall'oriente ella scùopre una lun-<br />

ga e varia caleua <strong>di</strong> monti, mirandosi an-<br />

cora le cime degli A penatiti, che s'innal-<br />

zano dentro il limitrofo regno <strong>di</strong> Napoli,<br />

Sopra i monti Albani si scorgono gale-<br />

strina, Paliauo, Piglio, Serrane: su quelli<br />

Lepini, Cori, Sermoneta, Norma, Rocca<br />

Massima, e alle falde Giuliano. Dal mez-<br />

zogiorno si gode la vista delle vastissime<br />

campagne delle Palu<strong>di</strong> Pontine, e ad es-<br />

sa si presentano ancora Cisterna , la penisola<br />

del atonie Circeo e l'estesissimo ma»<br />

re Tirreno coll'isolette Palmarola, Poli-<br />

zia e Sannoua, e sulle coste il Porto d'Ai» -<br />

zio, Nettuno e Astuta. Dall'occidente Ar-<br />

dca, e Civita Lavinia con amene colline.<br />

Finalmente dal settentrione gode il mon-<br />

te Artemisio tutto coltivato, e l'altro u-<br />

uito <strong>di</strong> Spino, colle selve sempre verdeg-<br />

gianti <strong>di</strong> Faggiola e <strong>di</strong> Lariano. L'ultima<br />

proposizione concistoriale per 1' o<strong>di</strong>erno<br />

car<strong>di</strong>nal vescovo suburbicario, <strong>di</strong>ce Civi-<br />

tas Velilerna intra fines Latii in provin-<br />

cia Marilima ad clivum monti* Arte-*<br />

misti ae<strong>di</strong>ficata conspicilur tcuJusin amhitu<br />

Irium circiter mìlliarium sexcentas<br />

domos, etquatuordccim pene mille coni'<br />

plectitur cives, che la posteriore Statistica<br />

deli 853 registra i4,4?4 compresi 5<br />

ebrei; e quanto al circuito, anche Nibby<br />

<strong>di</strong>sse Vellelri cinta <strong>di</strong> mura semi<strong>di</strong>rute de'<br />

tempi bassi, che girano circa 3 miglia, essendo<br />

la porla verso Roma fatta nel «573<br />

co'<strong>di</strong>segni del Vignola. Ma come <strong>di</strong>rò, fu<br />

poi demolita, e sostituita da ampia Barriera.<br />

11 Marocco <strong>di</strong>ce la città cinta <strong>di</strong> mu-<br />

ra castellane, le quali anticamente erano<br />

altissime, come si vede dagli avanzi a por-<br />

la Napoletana, che ancora conserva la sua<br />

vetustà, e dove ancora sussiste l'incastro<br />

della saracinesca per cui si calava calza-<br />

la la porla; ed afliuthè si tendesse pi il<br />

VEL<br />

<strong>di</strong>fficile l'ingresso, è da due torrioni gua<br />

retiti la, ed esisterono ezian<strong>di</strong>o in altri pun-<br />

ti delle mura, ma appena se ne conosco-<br />

no le vestigia. Apprendo dal veliteli»<br />

Theulijche anticamente in Vellelri elati-<br />

vi molte porte, le quali si mantenevano a-<br />

porle, come porta Fura vicino a s. An-<br />

tonio <strong>di</strong> Vienna, forse così detta da Fu-<br />

rio Camillo, come in Soli i conserva l'i»<br />

stesso nome <strong>di</strong> Furia quella porta per la<br />

quale egli entrò. Altri però vogliono, av- i<br />

verte lo stesso Theuli, che si debba <strong>di</strong>re<br />

porta Figura, per l'immagine della Madouna<br />

che vi è <strong>di</strong>pinta. La porta del Pun-<br />

tone che stava vicino alia chiesa demoli-<br />

ta <strong>di</strong> s. Rocco, e porta <strong>di</strong> s. Martina che<br />

rimaneva presso la chiesa <strong>di</strong> s, Antonino,<br />

ed altra detta Portella, da cui prendeva<br />

il nome una decarcia della città e slava<br />

vicino al Matano, In<strong>di</strong> 3 solamente recarono<br />

aperte per comodo pubblico, eie<br />

porta Lucia, porta Romana e porta<br />

poletana. Tulle le vie interne sono reg<br />

lari e como<strong>di</strong>ssime, meno quelle che conducono<br />

a piazza della Corte, poiché sono<br />

alquanto scoscese a motivo del sito il più<br />

elevato della città; vi sono altre piazze e<br />

fonti con abbondanza d'acqua purissima,<br />

le principali essendo quelle magnifiche <strong>di</strong><br />

piazza del Piano, uscendo 1' acqua da 4<br />

ben intesi mascheroni; la fonte <strong>di</strong> s. Gia-<br />

coino <strong>di</strong> forma rotonda con due cavalli<br />

marini, dalla bocca de'quali sorge un'acqua<br />

limpi<strong>di</strong>ssima; e la fonte <strong>di</strong> detta piaz<br />

za della Corte. 11 Theuli descrive le fon-<br />

tane del suo tempo, e le <strong>di</strong>ce mollo belle<br />

e lavorale <strong>di</strong> travertino,4 servendo a pren-<br />

der l'acqua per bere. Una era nella piaz-<br />

za Inferiore cou bel vaso e una tazza gran-<br />

de, dalla cui sommità per mezzo <strong>di</strong> 3 ci-<br />

pressi uniti insieme sgorgava l'acqua, come<br />

pure da 2 aquile e da 2 draghi. Al<br />

tra uella piazza del Magistrato o <strong>di</strong> Cor-<br />

te, con vaso similmente bello, nel quali<br />

si riceve l'acqua, usceudoda 4cavalli ma-<br />

rini , nel cui mezzo si doveva collocali<br />

un Nettuno sopra una conchiglia marini<br />

(rammento che la sua opera fu stampa<br />

'


V E L<br />

la nel i G4 j.). Nella piazza maggiore o<br />

(irandeo del Trivio erauvidue t'unii, (ina<br />

vicino alla chiesa e l'altra incontro al pa-<br />

lazzo Ginelti, egualmente con belli vasi<br />

ili travertini'. Tra le due fonti vi fu eret-<br />

ta la statua <strong>di</strong> bronzo d'Urbano Vili (<strong>di</strong>strutta<br />

da' repubblicani del 1798, come<br />

poi <strong>di</strong>rò). Nella piazza <strong>di</strong> s. Giacomo, sot-<br />

to al palazzo Priorato, e fuori della por-<br />

a Uomaua erauvi fontaue per beveratoi<br />

Ili cavalli e altri animali, ed in luoghi re-<br />

moli como<strong>di</strong> lavatoi pubblici per le donne,<br />

^on oltre più. <strong>di</strong> 12 mulini da olio. Riferire<br />

il Dauco, 5 essere le piazze maggiori<br />

'li Velletri. Lai." appellasi della Daniela,<br />

la 1.' del Trivio, la 3. a<br />

del Coutuue,<br />

a 4-' del Piano, la 5."<strong>di</strong> s. Giacomo: lut-<br />

'.e ornale <strong>di</strong> fontane, che scaturiscono ac-<br />

Ipia perenne derivante dal monte <strong>di</strong> Fag-<br />

'•iula. Anticamente Velletri era <strong>di</strong>visa in<br />

fi rioni appettali (bearne, nome denta-<br />

lo da due vocaboli greci deca e archios,<br />

•:he siguifica principato <strong>di</strong><strong>di</strong>eci: forse per*<br />

:hè da questi rioni eleggevausi i Siguori<br />

Nove e il Sindaco, che governavano come<br />

:api <strong>di</strong> repubblica la città. Le decarci'e ap-<br />

idlavansi <strong>di</strong> s. Salvatore, <strong>di</strong> Castello, del<br />

Jollicello, <strong>di</strong> Mortella, e <strong>di</strong> s. Maria del<br />

Trivio. Ora si <strong>di</strong>vide nelle 6 parrocchie<br />

:he pui descriverò. Anticamente era ben<br />

ortifìcata, come mostrauo gli avanzi delle<br />

mura, e le profonde e larghe fosse che<br />

tue<br />

a circondano. Al presente non ha che de-<br />

noti ripari, per impe<strong>di</strong>r le frau<strong>di</strong> dellega-<br />

oelle. Avea come <strong>di</strong>ssi <strong>di</strong>verse porte : ora<br />

:si>lela Napoletana rifabbricata con buon<br />

<strong>di</strong>segno, eia Darriera fabbricata pocoluu-<br />

r,i da dove stava la porta Komaua, la qua-<br />

le In demolita perchè minacciava rovina;<br />

le altre <strong>di</strong> Furio, <strong>di</strong>s. Lucia, della l'orici<br />

ga e del Pontone non più esistono. Nel<br />

I816 fu aperta la deliziosa e ampia via<br />

con alberata d'olmi, che dalla piazza <strong>di</strong><br />

. Giacomo conduce sino a via Dorghese.<br />

Juesla era angusta e scoscesa chiamala<br />

ria del Matano,ed ora si appella via Me-<br />

abo; vocabolo che il Volpi <strong>di</strong>ce derivato,<br />

piasi luogo <strong>di</strong> Marte, ed il Theuli lo ere-<br />

-<br />

V E L 2i5<br />

de provenuto da mac Landò, perchè ivi uc-<br />

cidevansi le vittime da sagi ificare a quel<br />

nume, e favoleggiando dal re Metabo. La<br />

costruzione <strong>di</strong> quest'opera costò all'erario<br />

comunale! 5,ooo scu<strong>di</strong>. Ma delle strade,<br />

delle piazze e delle fonti dovrò riparlare<br />

in seguito. Nel t. 8 AeXV Album <strong>di</strong> Roma,<br />

a p. 16, si dà contezza con elogio del li-<br />

bro pubblicalo ueli84i e intitolato: Sto-<br />

ria e descrizione degli Acquidotti Veliterni,<br />

compilata dal d. r<br />

Enrico Proven-<br />

zani segretario della municipalità <strong>di</strong><br />

Fellttri, Roma 1840. Pertanto si <strong>di</strong>ce,<br />

che l'antichissima città <strong>di</strong> Velletri , seb-<br />

bene circondata tutta all'intorno da molte<br />

ottime sorgenti d'acqua potabile, uon<br />

avea mai potuto vederne alcuna condotta<br />

duo dentro le sue mura , perchè non<br />

superabile l'ostacolo della troppa depres-<br />

sione del loro livello. Il celebratissimo i-<br />

draulico Giovanni Fontana, chiamato dal<br />

municipio sul principio del secolo XVII,<br />

ebbe ricorso ad un ingegnosissimo artifi-<br />

zio, per cui sorprendendo quasi la natu-<br />

ra nel suo occulto magistero , penetrato<br />

nelle viscere de'mouli circonviciui, e <strong>di</strong>ramando<br />

là entro in moltissime e svaria-<br />

le <strong>di</strong>rezioni una grande quantità <strong>di</strong> cuni-<br />

coli, raccolse in ciascuno <strong>di</strong> essi dal tra-<br />

sudamento delle pareti e delle volte altret-<br />

tanti piccolissimi filetti d'acqua, che lutti<br />

insieme mettendo capo nella forma cosi<br />

detta maestra , e accomunati verniero a<br />

formare come per incanto una piena e<br />

copiosa sorgente: e questa derivandosi da<br />

un livello molto più alto che non è la sot-<br />

toposta città, superate gravissime <strong>di</strong>fficol-<br />

tà d'altro geuere che si frapponevano per<br />

via, forati più monti e roccie, potè per tal<br />

modo condursi Ini dentro alla medesima,<br />

e servire all'abbellimeuto<strong>di</strong> essa, uon me-<br />

no che all' utile e al comodo degli abitanti.<br />

Quest'opera tanto ar<strong>di</strong>mentosa e ma-<br />

gnifica (iuo allora era rimasta quasi all'at-<br />

to inosservata, finché il benemerito d. r<br />

Provenzani, con molte notizie <strong>di</strong> muni-<br />

cipale eru<strong>di</strong>zione, fece conoscere l'artifi-<br />

zio cosi ingegnoso e felice, pel quale la


ai6 VEL<br />

città ebbe il necessario elemento che tut-<br />

tora gode. Entrando nella citlà dalla porla<br />

Romana reca sorpresa la torre quadrata,<br />

che isolata s'innalza nella piazza mag-<br />

giore o Grande ovvero del Trivio , alta<br />

palmi 240 e che per ogni lato conta palmi<br />

20 <strong>di</strong> larghezza. Questa torre dell'o-<br />

rologio altissima piramidale, conte la chiama<br />

Cancellieri nellesue Campanec Cam-<br />

panili j gran campanile altissimo della<br />

chiesa <strong>di</strong> s. Maria in Trivio d'opera sa-<br />

racinesca, al <strong>di</strong>re <strong>di</strong> Nibby, che qualifica<br />

gotici i caratteri della lapide che ne de-<br />

termina il compimento colla data de'i5<br />

api-ilei 353; viene lodata dal Bauco per<br />

altezza e sveltezza, e per la nobile costru-<br />

zione <strong>di</strong> rara maestria <strong>di</strong> selci quadri, ornata<br />

<strong>di</strong> 3 sonore e armoniose campane.<br />

Inoltre osserva con ammirazione, che tan-<br />

to la torre quanto il palazzo Ginnetti, ne'<br />

terremoti del 1 800 e del 1 806 non soffri-<br />

rono alcun dannoo lesione, dopo chequa-<br />

si tutte le altre fabbriche buono guaste.<br />

Ad onta <strong>di</strong> tale autorevole p.otesta, pa-<br />

re che la torre del Trivio abbia bisogno<br />

d'e-ser fasciata <strong>di</strong> ferro sopra la metà per<br />

avere alquanto sofferto. Come pure, nella<br />

medesima torre campanaria, andrebhe<br />

riformala l' iscrizione scolpita in marmo<br />

riguardante l'istituzione della legazione,<br />

che tanto onore e vantaggio reca a Velletri,<br />

non nominandosi allatto il PapaGre-<br />

gorio XVI che la istituì. Si può leggere<br />

nel Bauco, 1. 1 , p. 363, e particolarmen-<br />

te ricorda il celebre e benemerito car<strong>di</strong>-<br />

nal Pacco, che fra'benefiyi prestali a Vel-<br />

Ietti, <strong>di</strong>ce lo <strong>storico</strong>, il maggiore fu quel-<br />

lo d'aver secondato il voto de'veliterni a<br />

fine d'ottenere dal Pontefice l'onore del-<br />

la legazione. La lapide I' eressero i veli-<br />

terni, i terracinesi , i setini , i segami , i<br />

corani, i labicani ossia i valmontonesi per<br />

aver celebrato i primi comizi, tenuti co'<br />

loro deputati dal car<strong>di</strong>nale per la costi-<br />

tuita legazione, senza peiò <strong>di</strong>rsi da chi, a'<br />

7 novembre i832. E vero che ne esiste<br />

il monumento nel palazzo municipale, come<br />

descriverò e vi<strong>di</strong>, ma non è pubbli-<br />

VEL<br />

co come questo. Il forastiere che si limi-<br />

ta a leggere quella lapide, resta col desi-<br />

derio <strong>di</strong> sapere chi fu il Papa istitutore.<br />

Le fabbriche privale dell'abitazioni sono<br />

decenti, ne mancano <strong>di</strong> sufficiente appa-<br />

riscenza; come magnifici, nobili e <strong>di</strong> buon<br />

gusto sono <strong>di</strong>versi palazzi e gran<strong>di</strong> fabbri-<br />

che. Il rinomato palazzo Ginnetti, ora de'<br />

principi Lancellotti, e<strong>di</strong>ficato dal celebre<br />

e splen<strong>di</strong>do car<strong>di</strong>nal Marzio Ginnetti ve-<br />

li terno morto neh 671, con architettura<br />

<strong>di</strong> Martino Lunghi , e la spesa <strong>di</strong> circa<br />

3oo,ooo scu<strong>di</strong>, poiché l'ornò con ogni più<br />

squisita eleganza, e con galleria piena <strong>di</strong><br />

eccellenti pitture e statue antiche. Que-<br />

sto museo, parte venne trasportato in Na-<br />

poli, e parte in Roma nel Palazzo Lan-<br />

ctllotliy i cui principi ne furono gli ere'<br />

<strong>di</strong>. Superba è la scala tutta <strong>di</strong> can<strong>di</strong><strong>di</strong><br />

marmi fino al 4-° piano, bellissimi i bas-<br />

sorilievi antichi, le colonne, le statue, gì<br />

stucchi ealtredecorazioni delle sue loggie<br />

ond'è giu<strong>di</strong>cata una delle meraviglie d'<br />

talia, anche per la sveltezza del <strong>di</strong>se<br />

A<strong>di</strong>acente a questo magnifico palazzo,ch<br />

nel suo interno è abbellito <strong>di</strong> pitture 1 ,<br />

car<strong>di</strong>nale vi formò un grande e amen<br />

giar<strong>di</strong>no ornato <strong>di</strong> fonti e <strong>di</strong> statue. Dal<br />

le loggie principalmente si godono magi<br />

che ed estesissime vedute naturali. Que<br />

sto grande e signorile palazzo non è ahi<br />

tato, ed abbisogna <strong>di</strong> molti e notabili re<br />

stami, che vagheggiano i suoi ammira<br />

tori. Non sembra vero che gli auslriai<br />

lo saccheggiassero nel 1 744> come pretei<br />

de il Beccatiui. Nel 1849 fu il bersagli<br />

d'alcune palle <strong>di</strong> cannone lanciate da 'ri<br />

belli repubblicani, che a' ic) maggio o(<br />

cuparono per poche ore l'a<strong>di</strong>acente can<br />

pagua; e se ne vedono ancora le impioti<br />

te nelle mura esterne da quella delizio-<br />

parte. 11 cortile poi servi come <strong>di</strong> pialli<br />

(òrma ad una batteria napoletana, che 1<br />

spondendo egregiamente al cannone <strong>di</strong><br />

gli assalitori, li respinse e mise in fùg<br />

ma <strong>di</strong> ciò meglio a suo luogo. Il palazi<br />

Ginnetti rende anco ornamento alla pia<br />

za grande del Piano, <strong>di</strong> cui uè occupa 1


VE L<br />

fianco. II palazzo vescovile legatizio e municipale<br />

detto Vecchio, si eleva maesto-<br />

samente e torreggia come un castello nel<br />

sito più eminente e bello della città, <strong>di</strong>e<br />

domina d'ogni parie, uella contrada Ca-<br />

stello, ov' erano anticamente le case del-<br />

l'augusta famiglia Ottavia. Essendo stata<br />

decretata l'erezione del nuovo pubblico<br />

palazzo, il celebre car<strong>di</strong>nal Giovanni Mo-<br />

ioni governatore e vescovo fece delineate<br />

un bellissimo <strong>di</strong>segno dal celebre archi-<br />

tetto Giacomo della Porta per questo e-<br />

<strong>di</strong>fizio, la cui costruzione s'incominciò nel<br />

l5y5. E" isolato, <strong>di</strong> forma quadrilatera<br />

corrispondente esattamente a 4 ponti car<strong>di</strong>nali<br />

della sfera, e donde si apre a mez-<br />

zogiorno l'ampio prospetto delle Palu<strong>di</strong><br />

Pontine, de' monti <strong>di</strong> Cori, <strong>di</strong> Sezza , <strong>di</strong><br />

nernioueta,ÌMÌne Terracina,del promon-<br />

torio Circeo e del mare. Grande, solido<br />

e <strong>di</strong> buono stile, simmetrico nelle sue fac-<br />

ciate, farebbe bella mostra <strong>di</strong> se anche in<br />

una capitale. E' inoltre magnifico, ornato<br />

e <strong>di</strong>viso in due appartamenti, con <strong>di</strong>gni-<br />

tose e vaste sale e molti como<strong>di</strong>. Il su-<br />

periore che dal 1825 ali83o fu decorosamente<br />

addobbato con belle e ricche suppellettili,<br />

fu ceduto dalla comunità Ve-<br />

literna per residenza del car<strong>di</strong>nal vesco-<br />

vo legato prò tempore, cioè dopo che re-<br />

stò senza episcopio. Nel 1.* piano è quel-<br />

la del nobile magistrato municipale eser-<br />

cente, con camera d'u<strong>di</strong>enza e della se-<br />

greteria generale. In questo appartamen-<br />

to sono magnifiche sale, una detta delle<br />

lapi<strong>di</strong>, altra del consiglio, altre per rice-<br />

vimento <strong>di</strong> personaggi, oltre quelle asse-<br />

gnate per l'accademia Filarmonica, feste<br />

e lieti trattenimenti e gaiamente ornata,<br />

e pei l'illustre accademia Volsea nelle sue<br />

tornate bimestrali, la cui celebrila , per<br />

quanto poi riferirò, ne fa vivamente de-<br />

siderare dall'universale de'colti la sua ri-<br />

storazione, poiché da alcun anno resta<br />

soppesa. La sala principalecomunnle è son-<br />

tuosa e. vasia. Vi sono in essa e in altre<br />

<strong>di</strong>versa iscrizioni, egli stemmi delle no-<br />

bili famigliedel patriziato vclilerno. EVel-<br />

VEL a 1<br />

7<br />

la sala consigliare vi sono i busti marmo-<br />

rei <strong>di</strong> Papa Gregorio XVI, e de'car<strong>di</strong>nali<br />

bai toloroeo Pacca vescovo e i .° legato <strong>di</strong><br />

Velletri, e Tommaso liernetti segretario<br />

<strong>di</strong> stato, egregiamente scolpiti dal valen-<br />

te scultore romano Filippo Gnaccarini ;<br />

non che un'iscrizione marmorea composta<br />

dal dotto epigrafista Girolamo Amati,<br />

come l'altra summentovata (e lo im-<br />

paro dal n.°2 1 del Diario <strong>di</strong> Roma del<br />

i834, che ne ragiona), <strong>di</strong>chiarante l'e-<br />

terna gratitu<strong>di</strong>ne <strong>di</strong> Velletri e <strong>di</strong> tutta la,<br />

provincia <strong>di</strong> Marittima per l'istituzione<br />

della pontificia legazione, e della destina-<br />

zione <strong>di</strong> questa città per degna sede e ca-<br />

poluogo della medesima; monumenti decretati<br />

nobilmente dal magistrato municipale<br />

per pubblica acclamazione, come<br />

<strong>di</strong>ce la lapide che si legge pure nel Bau-<br />

co, t. i,p. 362. Pel mio rimarco fatto sul-<br />

l'altra lapide, forse il dotto Amati non sep-<br />

pe bene che essa doveasi erigere sepa-<br />

ratamente, e collocarsi isolatamente al<br />

pubblico nella più frequentata contrada<br />

della città. Tale <strong>di</strong>stinzione GregorioXVI<br />

volle concedere a Velletri e alla provìncia<br />

per solenne attestato <strong>di</strong> sua paterna sod<strong>di</strong>sfusione,<br />

per le chiare e ulteriori <strong>di</strong>mo-<br />

strazioni <strong>di</strong> fedeltà e <strong>di</strong>voto attaccamen-<br />

to mostrato da' veliterni e dalle popola-<br />

zioni della provincia ne'torbi<strong>di</strong> funesti del<br />

1 83 1 de'faziosi, <strong>di</strong>fendendo con energia<br />

sincera i <strong>di</strong>ritti della s. Sede. Le antiche<br />

iscrizioni volsche e romane esistenti nel-<br />

la sala della delle lapi<strong>di</strong> e nell'atrio, fu-<br />

rono illustrate nel secolo passato dal ve-<br />

literno car<strong>di</strong>nal Stefano Borgia. Nelle sa-<br />

le municipali sono pure quadri <strong>di</strong>pinti dal<br />

veliterno che il comune mantiene in Pioma<br />

allo stu<strong>di</strong>o delle belle arti, fra'quali<br />

i ritratti d'alcuni illustri veliterni, come<br />

della valente pittrice Virginia Vezzi ve-<br />

li terna, <strong>di</strong> cui parlerò all'epoca nella qua-<br />

le fiori. ISel pianterreno del palazzo vi è<br />

l'archivio notarile, il monte <strong>di</strong> pietà Gin-<br />

misi Gregna a sollievo delle famiglie bi-<br />

sognose della città, e in una vasta sala la<br />

biblioteca comunale, <strong>di</strong> cui fu beueme-


2«8 VEL<br />

• ito bibliotecario il veliterno Clemente<br />

Car<strong>di</strong>nali. Questa resta aperta ogni giorno<br />

a pubblico comodo, la quale dovizio-<br />

sa già <strong>di</strong> molte migliaia <strong>di</strong> volumi, fu no-<br />

tabilmente aumentata nel 1842 con l'ac-<br />

qui.oto della scelta libreria dell' altro be-<br />

nemerito citta<strong>di</strong>no cav. Luigi Car<strong>di</strong>nali:<br />

possiede ancora una pregevole e copiosa<br />

collezione <strong>di</strong> opere mss. e stampate ,<br />

re-<br />

lativetutte a Velletri. La preziosa raccol-<br />

ta de' libri della biblioteca si accresce an-<br />

nualmente per la dote saviamente asse-<br />

gnatale dal comune, e forma lustro e de»<br />

coro alla città. Inoltre vie l'arcbivio pub-<br />

blico, e le pubbliche carceri governative,<br />

in parte sotterranee e <strong>di</strong>venute angu-<br />

stissime, per cui alla sua volta le deplorerò.<br />

Di questo palazzo, <strong>di</strong> cui il Bauco<br />

lamenta per non essere compito il pro-<br />

spetto <strong>di</strong> mezzo , secondo il <strong>di</strong>segno del<br />

cav. Derniuo, dovrò riparlarne <strong>di</strong>cendo<br />

dell'episcopio, e <strong>di</strong> quando comi nciaronoi<br />

car<strong>di</strong>nali vescovi ad abitare il medesimo<br />

palazzo. Altro palazzo municipale e dele-<br />

gatizio è quello rimpetto al descritto, e-<br />

gualmentegran<strong>di</strong>oso,eleganteecoinodo,e<br />

denominato Wuovo,imperoccbè fu comin-<br />

ciato nel 1822 e compito neh 835, go-<br />

dendosi anche da questo un magico panorama.<br />

Ne fu architetto il valente coni-<br />

atemi. Gaspare Salvi (<strong>di</strong> cui si può leg-<br />

gere l' Orazionefunebre in lode del coni-<br />

metal, Gaspare Salvi, Roma 18 5o), del-<br />

le cui opere parlai con lode in più. luoghi,<br />

e vi furono spesi circa 1 00,000 scu<strong>di</strong>, àer-<br />

ve <strong>di</strong> residenza al prelato delegato apo-<br />

stolico della provincia <strong>di</strong> Marittima oVel-<br />

letri, ed a'pubblici ullizi della legazione,<br />

segreteria generale, tribunali, cancellerie<br />

civilcecriminale,polizia,pe'cursori,quar-<br />

tiere del presi<strong>di</strong>o <strong>di</strong> guar<strong>di</strong>a ec, oltre gli<br />

«^parlamenti del prelato delegato e <strong>di</strong><br />

.dciini impiegati ec. Nella facciata ester-<br />

na si ammira un monumento in basso-<br />

rilievo <strong>di</strong> marmo, scolpito dal sullodato<br />

(.laccarmi, collocato a'3 1 maggio 1802,<br />

alla presenza del car<strong>di</strong>nal Macchi vesco-<br />

vo e legalo, <strong>di</strong> mg.' Bambozzi delegato<br />

VEL<br />

e degli amministratoli provinciali, con<br />

<strong>di</strong>mostrazioni d'esultanza de' velìterni e<br />

de' provinciali; a perpetua memoria del<br />

gran fatto del 1849 della restaurazione<br />

del dominio temporale della s. Sede per<br />

le armi cattoliche delle potenze alleate,<br />

non meno per gli aiuti somministrali dalle<br />

fedeli provincie <strong>di</strong> Marittima e Campa-<br />

gna, che per le prime ebbero 1' onore e<br />

la ventura d' accogliere il regnante Pio<br />

IX nel i85o, nel felice ritorno ne' suoi<br />

stati, e meglio descritto nel n.° 129 del<br />

Giornale <strong>di</strong> Roma del 1 852, ed a p. 528<br />

de 11' Osservaiore Romano. In essi si leg-<br />

ge, che la provincia <strong>di</strong> Marittima, lega-<br />

zione <strong>di</strong> Velletri, per essere a confine col<br />

regno <strong>di</strong> Napoli fu la i." a rassegnare <strong>di</strong>-<br />

vota gli omaggi sinceri <strong>di</strong> venerazione e<br />

sud<strong>di</strong>tanza ai Papa Pio IX, quando nel<br />

faustissimo 6 aprile i85o rientrava ne'<br />

•noi domimi, <strong>di</strong>spersa e abbattuta I' a-<br />

narchica fazione. E perchè <strong>di</strong> sì propizio<br />

avvenimento degna e durevole memoria<br />

si avesse in Velletri capoluogo della pro-<br />

vincia, si stahilìdal consiglio provinciale<br />

de'2 aprile, che un monumento si eriges-<br />

se sulla facciata del palazzo delegatizio<br />

rappresentante l'arrivo del Papa, la pro-<br />

vincia ossequiosa e riverenle, e le 4 po-<br />

tenze Spagna, Austria, Francia e Napoli<br />

accorse per un concorde sentimento alla<br />

restaurazione del Irono pontifìcio. Allogata<br />

l'opera all'egregio scultore Gnacca-<br />

riui , con lodevole arte <strong>di</strong>spose le figure<br />

e gli emblemi allusivi alla provincia <strong>di</strong><br />

Marittima e ad ognuna delle 4 potenze,<br />

e le topografiche specialità de'luoghi ne'<br />

quali le medesime si <strong>di</strong>stinsero. Pertanto<br />

nel mezzo del bassorilievo vedesi il Pap.i<br />

in abito viatorio, e a lato la colonna milliaria,<br />

lai." ad incontrarsi nella via Ap-<br />

pia dal confine del regno <strong>di</strong> Napoli a Vel-<br />

letri; gli sta <strong>di</strong>nanzi la provincia genufles-<br />

sa rappresentata in una donna turrita co'<br />

simboli dell'abbondanza ne' frutti del-<br />

la terra e del rostro pel mare. Alla de-<br />

stra del Pontefice è Roma sostenente il<br />

seguo <strong>di</strong> nostra redenzione, ed ha la Lu*


VE L<br />

pna'pie<strong>di</strong>, è ricevuta ila Napoli simboleg-<br />

giata nella Sirena e ne'gigli Borbonici, al-<br />

ludendo il concetto a Fer<strong>di</strong>nando II re<br />

<strong>di</strong> Napoli e della Sicilia, che accolse ospi-<br />

talmente nel suo regno il Papa esule da<br />

Roma e da'suoi slati. Allo stemma <strong>di</strong> Leone<br />

e <strong>di</strong> Castiglia osservasi la Spagna, elio<br />

meritò per le principali sue cure <strong>di</strong> riu-<br />

nire urini e armati a sostegno della s. Se-<br />

de. Avvi alla sinistra la Francia, e si rav-<br />

visa pel Gallo, che ha a'snoi pie<strong>di</strong>; tiene<br />

in mano il vessillo della Chiesa, e al suo<br />

fianco scorgesi il Tevere, quin<strong>di</strong> sopra un<br />

pie<strong>di</strong>stallo la Lupa, e alquanto in<strong>di</strong>etro la<br />

cupola <strong>di</strong> s. Pietro, il che in<strong>di</strong>ca la segui-<br />

ta occupazione <strong>di</strong> Roma. L'Aquila bici-<br />

pite designa l'Austria, che ha pure il ves-<br />

sillo pontifìcio, e poiché le truppe tedesche<br />

occuparono primieramente Bologna<br />

e le Romagne, perciò le è accanto il Po,<br />

e <strong>di</strong>etro questo la Garisenda torre in-<br />

clinata nella città <strong>di</strong> Bologna. Il palazzo<br />

Filippi ha un' iscrizione sulle pareti del-<br />

l'androne, riportata da Marocco , dalla<br />

quale si apprende, che fu comincialo nel<br />

i 636 colla demolizione <strong>di</strong> 22 domimelilarum<br />

da Francesco Filippi; e che i suoi<br />

pronipoti nel 1775 a proprio comodo lo<br />

ridussero in miglior forma. L'attualepro-<br />

prietario cav. Giuseppe maggiore Filip«<br />

pi è il presente gonfaloniere della città.<br />

Altri palazzi sono quelli degli Scanni, de'<br />

Fiscali, de'Gregna, de'Toruzzi (il i.° pia-<br />

no del quale appartiene alla prelatura <strong>di</strong><br />

tal nome), de'Lalini moderno, e de'Bor-<br />

già, do ve il celebre car<strong>di</strong>nal Stefano, sen-<br />

za risparmio uè a denaro né a fatiche<br />

avea riunito una famosa collezione <strong>di</strong> 02o<br />

getti egizi e cofli, cinesi, <strong>di</strong> numismatica<br />

e <strong>di</strong> storia naturale che formava lustro a<br />

Velletri, e l'ammirazione <strong>di</strong> tutti i fora-<br />

slieri <strong>di</strong> remote contrade che passando<br />

per questa città visitavano con piacere.<br />

Quoto museo /forgiano Pclitcmo, de*<br />

gno d'una capitale, conteneva sì peregrine<br />

dovizie, che basti solo il <strong>di</strong>re che altri<br />

magnifici musei si gloriano oggidì <strong>di</strong> con-<br />

Iwuciue alarne parli; il (piale museo per<br />

,<br />

VEL a .9<br />

deplorabile patrio infortunio fu poscia <strong>di</strong>-<br />

sperso e <strong>di</strong>sgregato, come rilevò il degno<br />

pro-nipote mg. r<br />

Costantino nelle Notizie<br />

biografiche. Le parti principali del museo<br />

sono in Napoli nel museo Borbonico,<br />

e in Roma nel museo Borgiano del Collegio<br />

Urbano (f y .). Quanto vi è in Napoli,<br />

si può leggerlo nel Real Museo Borbonico<br />

descritto ed illustrato da Erasmo<br />

Pistoiesi , Rosila 1 838 con figure. Domenico<br />

Sestini non dubitò <strong>di</strong> chiamarlo<br />

uno de' più illustri musei d'Europa. Il<br />

Cancellieri, che del car<strong>di</strong>nal Borgia pub-<br />

blicò un accurato e dotto elogio (come <strong>di</strong><br />

non minor pregio fu il pubblicalo nel<br />

1 806 in Roma dal cav. Luigi Car<strong>di</strong>nali),<br />

nella ricordata sua opera a p. 63 rimar-<br />

ca, che nella ricchissima suppellettile del<br />

suo Museo Veliterno avea vari orologi<br />

solari <strong>di</strong> cui voleva pubblicarne una rac-<br />

colta colle illustrazioni, onde volle sup-<br />

plire in parte a tale mancauza con darci<br />

l'elenco degli autori che ne trattarono. Il<br />

Rena/zi nella de<strong>di</strong>ca che fece al car<strong>di</strong>nale<br />

del t. 2 della Storia dell'università de-<br />

gli stu<strong>di</strong> <strong>di</strong> Roma, celebrando la sua dot-<br />

trina e vasta eru<strong>di</strong>zione, anche nell'an-<br />

tiquaria, e nelle lingue orientali ed eso-<br />

tiche, ecco come parla delle sue raccolte.<br />

»»11 museo nella città <strong>di</strong> Velletri, illustre<br />

patria vostra, e domicilio <strong>di</strong> vostra nobi-<br />

le famiglia, da voi con fino gusto e regal<br />

munificenza arricchito <strong>di</strong> monumenti, e<br />

cimelii rari e pregievolissimi d'ogni specie,<br />

d'ogni età, d'ogni nazione. Oh quan-<br />

te penne <strong>di</strong> scrittori nostrali e stranieri<br />

hanno illustrato il museo Borgiano! Di<br />

qual ammirazione gl'intendenti e i viag-<br />

giatori restan compresi in vederlo ed e-<br />

sa minarlo! Come, vostra mercè, è <strong>di</strong>vellu-<br />

to noto e famoso per tutta Europa, etra<br />

le più remole genti ! ... Voi senza risparmio<br />

<strong>di</strong> spesa fate dal celebre Giorgio Zoe-<br />

ga eseguire il catalogo ragionato de' co-<br />

<strong>di</strong>ci coplo-borgiani ne'3 <strong>di</strong>aletti memfiti-<br />

co, basmurico , sai<strong>di</strong>co; donde su la storia,<br />

le scieuze e l'arti d' Egitto, argomen-<br />

ti per l'occorse circostanze de' tempi <strong>di</strong>-


220 V E L<br />

venuti ora dì moda letteraria, nnova si<br />

spargerà splen<strong>di</strong><strong>di</strong>ssima luce". Del Zoe-<br />

ga abbiamo già pubblicato: Nummi A e-<br />

gyptiì Imperatori prostantes in Musco<br />

Borgia/io P'elitris, acljectis praeterea<br />

quo/quot reliqua huj'us Classis Numismata<br />

ex variis Museis, atque libris col-<br />

Hgere obtigit, Romae 1787. Dopo due<br />

anni il Zoega pubblicò : Globus coeleslis<br />

cufico-arabus Velkerni Musaci<br />

Borgiani, praemissa de Arabum astro'<br />

nomia Disserta (ione. Negli alti della So-<br />

cietà letteraria Pohca. / clit°rna, t. i,<br />

p. 189, vi è Y Elogio <strong>di</strong> Giorgio Zoega<br />

censore accademico. Ivi si <strong>di</strong>ce che il<br />

car<strong>di</strong>nale acquUtò in lui quell'E<strong>di</strong>po che<br />

seppe sciogliere gli enigmi egiziani del<br />

museo Borgiano, e si rende ragione del<br />

dottissimo da lui operato. Il p. ab. Rari-<br />

gbiasci la qualificò celebre collezione, ed<br />

unica in Italia. Si ha dal dotto p. Pao-<br />

lino <strong>di</strong> s. Bartolomeo carmelitano scalzo,<br />

che poi scrisse la vita del car<strong>di</strong>nale con<br />

l'elenco <strong>di</strong> tutte le sue opere: Musei Borgiani<br />

Velilris co<strong>di</strong>ces manuscripti, Romae<br />

1793. La basilica cattedrale trovasi<br />

al confine <strong>di</strong> porta Napoletana, avente <strong>di</strong>-<br />

nanzi vasta piazza abbellita da leggiadra<br />

fonte (e non da una statua <strong>di</strong> bronzo, che<br />

il popolo veliterno per riconoscenza eres-<br />

se a Clemente Vili, come pretendono<br />

Castellano e Marocco). Il zelo patrio del<br />

car<strong>di</strong>nal Rorgia e quello del vescovo car-<br />

<strong>di</strong>nal York ottennero da Pio VII il breve<br />

In summo Apostolatus , de' a marzo<br />

1804, Bull. Rom.contA. i2,p. 128: Concessiofavore<br />

perinsignis CathedralisEc-<br />

clcsiae s. Clcmentis I P. et M. civitatis<br />

Velitrarum litulipraeminentiae, et pri-<br />

vilegii Basilicarum minorimi Urbis. E'<br />

antichissima e si crede fabbricata sulle ro-<br />

vine del tempio <strong>di</strong> Marte, secondo il Volpi.<br />

Quest'e<strong>di</strong>lìzio monumentale manca<br />

<strong>di</strong> facciata esterna, e mi giova sperale che<br />

vi supplirà la pietà veliterua o quella <strong>di</strong><br />

qualche vescovo, per <strong>di</strong>gnità e decoro del-<br />

la cattedrale «lei car<strong>di</strong>nal Decano (A 7 .) del<br />

•Sagro Collegio (/'.), la 1." de' 6 illusili<br />

VE L<br />

J (scovati suburbicari. Il principale in-<br />

gresso è in fondo dell'atrio del semina-<br />

rio vecchio, ch'era l'antico episcopio, la<br />

cui porta rimane a destra. Il minore in-<br />

gresso corrisponde alla nave minore dal-<br />

la parte del Vangelo, ed ha ne' laterali<br />

due antichi leoni <strong>di</strong> marmo. L' interno<br />

della basilica è grande , decoroso e ma-<br />

gnifico. La costruzione èuri misto d'an-<br />

tico e <strong>di</strong> moderno, imperocché questo tem-<br />

pio avea altra forma, e mostrava <strong>di</strong>ver-<br />

sa architettura dalla presente. Accadde<br />

ebe nella notte susseguente a'?.3 maggio<br />

i()5(j percosso da un fulmine il campa-<br />

nile, che avea una grande altezza, rovi-<br />

nò per metà, e cadendo sopra la chiesa,<br />

rimase questa per la maggior parte in vol-<br />

ta nella medesima rovina. La caduta del<br />

campanile cagionò ezian<strong>di</strong>o la rovina del-<br />

l'altare, dove conservavasi il corpo <strong>di</strong> s.<br />

Geraldo vescovo d'Ostia e Velletri, e sco-<br />

pri l'arca <strong>di</strong> marmo bianco che lo rac-<br />

chiudeva. Questa è ora situata presso la<br />

detta porta laterale della chiesa; è d'an-<br />

tichissima struttura, lunga palmi 8, alta<br />

3 e un quarto e larga 3 senz'iscrizione. Il<br />

vescovo car<strong>di</strong>nal de Me<strong>di</strong>ci non <strong>di</strong>ll'eiì <strong>di</strong><br />

ri fabbrica re a proprie spese la chiesa, col<br />

campanile, benché <strong>di</strong> minore altezza (il<br />

campanile lo descrive Cancellieri; e par-<br />

lando de'campanili antichi e loro forme,<br />

soggiunge trovarsi quello della chiesa <strong>di</strong><br />

s.Clemente <strong>di</strong> Velletri in un'antica pittura<br />

delle grotte <strong>di</strong> essa, rappresentante la tra-<br />

slazione de'corpi de'ss. Ponziano Papa e E-<br />

leuterio vescovo dell'Illirico martiri, l'atta<br />

incidere dal car<strong>di</strong>nal Stefano Borgia con<br />

questa e[i\«iai't:Translatio ss.3Iart.Pon-<br />

tianiPP. etEleutherii Epi. ante an. 1 2 54<br />

peracta ex Oppido Tiberiae, mine Tife-<br />

rà, X a Velilris lapide, in calhedraler,<br />

Eeclesiam s. Clementis PP. et M. <strong>di</strong>ce<br />

tam, oliin Mariti templum, adslanle ve<br />

te ri Velitrarum magistrata, nempe i<br />

testale, qui virgam manu gestat, bini»<br />

r/ue consulibus, ex antiqua pintura<br />

pariete cryptarum ejusdem Ecclesiat<br />

stu<strong>di</strong>o et cura Slephani Borgiae a s.


VEL<br />

r. de propag. Fide delineata, aereq. ex-<br />

pressa an. 1778. Questo rame è prezio-<br />

sissimo, perchè olire i vestiti civili e gli<br />

abiti sagri de' personaggi che vi si vedo-<br />

no, ci trasmette il sistema <strong>di</strong> architeli tira<br />

degli e<strong>di</strong>lìzi sagri , e insieme col campa-<br />

nile vi è il portico innanzi la porta eiella<br />

chiesa, sul fare <strong>di</strong> que'che si conservano<br />

ancora oggidì in Piuma innanzi le chiese<br />

<strong>di</strong>. s. Clemente, <strong>di</strong> f. Prassede, <strong>di</strong> s. Ma-<br />

ria in Costne<strong>di</strong>n, <strong>di</strong> s. Cosimo to; portici<br />

che nelle descrizioni <strong>di</strong> quelle chiese vengono<br />

chiamati Locus Pauperum. Quello<br />

però <strong>di</strong> questa pittura non ha colonne,<br />

come li suddetti, ma pie<strong>di</strong> itti, che sostengono<br />

l'arco semicircolare e il frontespizio);<br />

il quale lavoro fu compito nel 1662. La<br />

nave <strong>di</strong> mezzo dell'antica chiesa era retta<br />

da colonne <strong>di</strong> marmo, (he slimavansi in-<br />

su<strong>di</strong>cienti a sostenerla. Furono queste ri-<br />

mosse, e fu rie<strong>di</strong>ficata la medesima con<br />

moderna architettura, e con pilastri pro-<br />

porzionali all'altezza degli archi. La spe-<br />

sa fu <strong>di</strong> 1 1,000 scu<strong>di</strong>, e per memoria <strong>di</strong><br />

questa munificenza fu collocata marmo*<br />

rea iscrizione uel presbiterio dal lato del-<br />

l'Epistola. Circa detto anno 1662 l'arci-<br />

prete Nicola Toruzzi ornò questa chiesa <strong>di</strong><br />

nobile ed elegante battistero <strong>di</strong> marmo.<br />

Sotto il medesimo car<strong>di</strong>nale de Me<strong>di</strong>ci,<br />

il tempio fu <strong>di</strong> uuovo cousagrato dal ve-<br />

literno mg. r<br />

Bonaventura Tevoli arcive-<br />

scovo <strong>di</strong> Mira; ed in esso esistono <strong>di</strong>ver-<br />

si depositi e molle iscrizioni lapida rie, che<br />

6i potino leggere presso i putrii storici ar-<br />

civescoviTevoli e AlessandroBorgia.Que-<br />

sla cattedrale è de<strong>di</strong>cata a Dio io onore<br />

<strong>di</strong> s. Clemente 1 Papa e martire , la cui<br />

festa si celebra solennemente a*23 novem-<br />

bre. Tra le insigni reliquie visi venera-<br />

no quelle de' martiri s. Poliziano Papa e<br />

s. Eleuteiio vescovo dell'Illirico, e il del-<br />

lo corpo <strong>di</strong> s. Geraldo. Nella cappella del-<br />

la Visitazione è il corpo <strong>di</strong> s. Esopei ia<br />

martire, trovato nel ciiniterio<strong>di</strong> s. Ciria-<br />

ca con memoria sepolcrale Ne'due altari<br />

laterali entro la cappella della Madon-<br />

na delle Grazie si veuerauo i corpi delle<br />

VEL 22<br />

ti. Annia Prima, e Gerontide greca fan-<br />

ciulle martiri, la |." <strong>di</strong> 6 «uni e 7 mesi,<br />

la 2/ probabilmente d'8 anni: s. Annia<br />

fu trovata nelcimilerio<strong>di</strong> s. Priscilla, s. Ge-<br />

rontide in quello <strong>di</strong> s. Calisto, ambo con<br />

iscrizioni lapidarie. La loro traslazione<br />

soletinesi celebiòa'3 1 maggio 1 84o.Deu •<br />

tro il coro d' inveì 110 esiste il deposito <strong>di</strong><br />

marmo della b. Maria Guilla, che si cre-<br />

de sorella <strong>di</strong> s. Geraldo. Sopra il taberna-<br />

colo della tribuna in un reliquiario si ve-<br />

nera il corpo <strong>di</strong> s. Clemente martire do-<br />

nato dal car<strong>di</strong>nal Marzio Ginnetti. L'in-<br />

terno <strong>di</strong> questa basilica è <strong>di</strong>viso da pila-<br />

stri (in luogo dell' antiche colonne , per<br />

quanto <strong>di</strong>rò a suo luogo) in 3 navi; è lungo<br />

dalla porta maggiore, sovrastala da<br />

magnifico organo (<strong>di</strong> recente restaurato e<br />

aumentato colla spesa <strong>di</strong> 4°° scu<strong>di</strong> dal<br />

car<strong>di</strong>nal Macchi) con eleganti intagli do-<br />

rati, sino a) coro palmi 204 e un 4«°j lar-<br />

go nella nave <strong>di</strong> mezzo palmi 5 e trequar-<br />

ti: le due navi minori laterali sono lun-<br />

ghe palmi 177 e trequarti, e larghe 2 1.<br />

La nave principale è bellissima e mira-<br />

bile , essendo da cima a fondo ornata <strong>di</strong><br />

elegante pittura e <strong>di</strong> ricca doratura, <strong>di</strong>e<br />

perfettamente armonizza col nobilissimo<br />

soffitto, onde forma un complesso che sor-<br />

prende. Quest'ornato fu eseguito parte a<br />

spese del vescovo car<strong>di</strong>nal Pacca, e par-<br />

te col ricavato da' legati pii non sod<strong>di</strong>-<br />

sfatti neh 832. 11 ricchissimo e stupendo<br />

soffitto è <strong>di</strong> legno intagliato con cornici,<br />

il lutto lavoralo con eccellente maestria,<br />

ed è carico d'oro. Nel suo mezzo il grande<br />

quadro lo <strong>di</strong>pinse a fresco il celebre cav.<br />

Giovanni Odazzi romano e oriundo mi-<br />

lanese, ed è stimata la migliore sua opera<br />

(morì ricchissimo nel 1731 in Roma,<br />

ove molto <strong>di</strong>pinse per Benedetto XIII).<br />

Vi espressela Chiesa trionfante, ed i protettori<br />

<strong>di</strong> Velletri, cioè i detli ss. Clemen-<br />

te I, Poliziano, Eleuteiio e Geraldo. Nel<br />

1806 pel fortissimo terremoto, da cui<br />

niun citta<strong>di</strong>no rimase offeso, fu proclamata<br />

primaria protettrice Maria ss. del-<br />

le Grazie. Souo protettori Diiuori s. Roc-<br />

1


222 VEL<br />

co e s. Francesco Saverio confessori. Il<br />

cari. Banco reude ragione perchè i veli-<br />

terni scelsero i loro celesti Proiettori; e<br />

descrive l'invenzione delle ss. Reliquiede'<br />

ss. Poliziano e Eleuterio rinvenute circa<br />

il i2o4 nel castello <strong>di</strong> Tiberio oTivera,<br />

lungi io miglia da Velletri, già fiorente<br />

e <strong>di</strong>strutto da 'saraceni, eolle notizie <strong>di</strong> s.<br />

Eleuterio , comunemente chiamato da'<br />

veliterni s. Liberato , dalla derivazione<br />

della voce greca Eleuterio , che significa<br />

Liberatore, per le molte grazie ricevute<br />

da Dio a sua intercessione, buona altra<br />

parte del suo s. Corpo venerandosi in Rie-<br />

ti, ma la testa la possiede la cattedrale ve-<br />

literna e la venera nel reliquiario esisten-<br />

te sopra la tribuna. Le pitture della tribuna<br />

le colorì l'insigne Giovanni Baldoc-<br />

ci fiorentino nel 1095 d'or<strong>di</strong>ne del vesco-<br />

vo car<strong>di</strong>nal Gesualdo, come si legge nel-<br />

l'iscrizione che vi appose (talvolta soleva<br />

aggiungere il cognome Cosci per gratitu-<br />

<strong>di</strong>ne al zio materno, che n'ebbe cura nel-<br />

la fanciullezza). Vi espresse il Salvatore<br />

che corona la ss. Vergine, e sotto i ss.<br />

Pietro, Paolo, Clemente 1, Ponziano, E-<br />

leulerio e Geraldo: e più sotto vari fatti<br />

della leggenda de'medesimi santi. INel cen-<br />

tro del presbiterio, chiuso da balaustrata<br />

<strong>di</strong> marmo, si eleva il magnifico altare<br />

della confessione isolato, composto <strong>di</strong> ec-<br />

cellenti marmi, eretto a spesedel vescovo<br />

car<strong>di</strong>nal bai berilli seniore, e coperto da<br />

tabernacolo retto da 4 colonne <strong>di</strong> grani<br />

tello con capitelli d'or<strong>di</strong>ne dorico, i quali<br />

sono ornati soverchiamente (<strong>di</strong>ce Nibby)<br />

con foglie alternate d' acanto e <strong>di</strong> palme,<br />

e vengono coronali da un ovolo, li taber-<br />

nacolo è opera de' bassi tempi, come lo<br />

giu<strong>di</strong>ca Nibby, e contiene molte ss. Reli-<br />

quie: negli angoli sono 4 candelabri, se<br />

così vogliano chiamarsi, della stessa epo-<br />

ca, i quali sostengono tempietti. Il gran-<br />

de candelabro, che ivi dappresso si vede,<br />

destinato a sostenere il cereo pasquale, è<br />

<strong>di</strong> marino, e <strong>di</strong> fino lavoro della scuola<br />

<strong>di</strong> Sansovino, alla «piale paresi ascrivo-<br />

no gl'intagli degli stalli <strong>di</strong> noce del coro<br />

-<br />

VEL<br />

del capitolo, secondo Nibby, o del Benci-<br />

venna al riferire del can. Angeloni. Scendendo<br />

alla confessione o sotterraneo , la<br />

cui volta è sostenuta da pilastri e da mol-<br />

te colonne tolte da fabbriche antiche, la<br />

cappella è de<strong>di</strong>cata a s. Eleulerio, e piamente<br />

si crede che ivi riposino le sue re-<br />

liquie e quelle <strong>di</strong> s. Poliziano. Nell'alta-<br />

re <strong>di</strong> porfido, secondo Marocco, si vene-<br />

ra l'immagine della B. Vergine col <strong>di</strong>vini<br />

Bambino, leggiadramente espressa in ta-<br />

vola in modo da destare meraviglia a chi<br />

ben la riguarda, e meriterebbe per go-<br />

derla e conservarla <strong>di</strong> rimuoverla dall'umido<br />

e dall'oscurità, e <strong>di</strong> trasportarla nel-<br />

la chiesa superiore. Il Bauco la crede <strong>di</strong>-<br />

pinta da Pietro Perugino, maestro <strong>di</strong> Raf-<br />

faello; ma il Nibby oltre il <strong>di</strong>re che ivi<br />

rimane una pittura antica a fresco allu-<br />

siva alla pompa della traslazione de'cor-<br />

pi de'ss. Eleuterio e Ponziano, soggiunge<br />

che ivi pure si vedono <strong>di</strong>pinte le imma-<br />

gini <strong>di</strong> s. Stefano, la protome del Salva-<br />

tore, la ss. Vergine fra' ss. Ponziano e E-<br />

leuteriojlavori della scuola <strong>di</strong> Perugino. ..<br />

» E' una vera per<strong>di</strong>ta per la storia delle<br />

arti e delle leggende de' tempi bassi ve-<br />

dere imbiancato vandalicamente il rima-<br />

nente de'<strong>di</strong>pinti che coprivano questo sot-<br />

terra neo". Autorevoli lamenti, cui fanno<br />

eco gl'intelligenti amatori e cultori del-<br />

l'archeologia sagra, che tutta volta si po-<br />

trebbero far cessare e ripararvi , con <strong>di</strong>-<br />

scoprirsi <strong>di</strong> nuovo le preziose pitture. Tornando<br />

nella chiesa superiore, le cappelle<br />

laterali delle navi minori sono sfondate, e<br />

quasi tutte con colonne marmoree. Quel-<br />

la del ss. Sagramento è spaziosa e <strong>di</strong> ne<br />

bile architettura,ornata <strong>di</strong> marmi: ha ut<br />

elevata cupola, e vi si mirano lateralmei<br />

te due stragran<strong>di</strong> quadri rappresentanti<br />

uno la Cena, e I' altro la <strong>di</strong>stribuzione<br />

moltiplicazione de'pani <strong>di</strong> eccellente pit<br />

tura. La cappella <strong>di</strong> s. Geraldo è <strong>di</strong>segne<br />

del cav. Fontana ,<br />

nel cui altare formato<br />

<strong>di</strong> buoni marmi con 4 binili colonne, ri<br />

posa il corpo del s. Vescovo in beli' urna<br />

marmorea, <strong>di</strong> giallo antico <strong>di</strong>ce Marocet


V RL<br />

III." maggio iS )8, rimosso l'antico qua-<br />

dro , vi è sialo sostituito l'esisleote d'Ip-<br />

polito Zapponi veliterno, già alunno del<br />

comune in Roma per apprendervi con<br />

successo la pittura. Egli rappresentò il<br />

santo vescovo quando libera Velletri da'<br />

saraceni, come decise il capitolo veliterno<br />

interpellato dal municipio (e ripeterò a<br />

suo luogo colla descrizione che vado a ri-<br />

cordare), sulla qualità controversa de'ne-<br />

mici, che alcuni volevano bretoni e altri<br />

longobar<strong>di</strong>. Nel maggio 1 858 fu impresso<br />

in Velletri nella tipografia d'Antonio An-<br />

geloni : S. Geraldo vescovo <strong>di</strong> Velletri<br />

libera la città da' Saraceni, quadro ad<br />

olio d' Ippolito Zapponi. Questa descri-<br />

zione è del eh. Basilio Magni. Segue «in<br />

Sermone in versi : Al pittore Ippolito<br />

Zapponi <strong>di</strong> Velletri il canonico Luigi<br />

Angelonì. Nell'altra del ss. Rosario, <strong>di</strong><br />

padronato della fatnigliaFiscari, il quadro<br />

dell'altare è opera del Conca a olio, e vi<br />

espresse la B. Vergine e s. Domenico. La<br />

cappella sontuosa della Madonna delle<br />

Grazie è <strong>di</strong> eccellente <strong>di</strong>segno, ornata <strong>di</strong><br />

finissimi stucchi dorati, con altare fabbri-<br />

cato tulio <strong>di</strong> preziosi marmi, come lo so-<br />

no le due colonnette e i due Angeli che<br />

Manno in atto riverente sopra la cornice<br />

del medesimo. Perla pro<strong>di</strong>giosa ss. Imma-<br />

gine della B. Vergine che incessantemen-<br />

te vi si venera e a cui ricorrono con fidu-<br />

cia in tutti i bisogni i velilerni e i popoli<br />

convicini , è un vero santuario. Quando<br />

si deve esporre alla pubblica venerazio-<br />

ne, la sera precedente, previo il segno del-<br />

le campane del pubblico palazzo, per un'<br />

ora suonano tutte le altre della città; tor-<br />

nandosi a suonare nel dì seguente nello<br />

scoprirsi e con isparo <strong>di</strong> inorimi. Maroc-<br />

co la <strong>di</strong>ce <strong>di</strong>pinta su tavola ne'primi tem-<br />

pi In cui rifiorì la pittura , ina ignorar-<br />

sene l'autore. Il Banco <strong>di</strong>chiara non es-<br />

servi memoria dell' epoca in cui venne<br />

collocata nella calledr;»le; <strong>di</strong>ce il quadro<br />

antico e <strong>di</strong>pinto <strong>di</strong> mano greca , su erta<br />

tavola malconcia dai tempo, eprohahil-<br />

meute portato in Velletri nella persecu-<br />

VEL 223<br />

zione degl''Iconoclasti, nella r." metà del<br />

secolo V lll,comeavvenne del Volto san-<br />

to o ritratto del <strong>di</strong>vin Salvatore, <strong>di</strong> cui<br />

poi <strong>di</strong>rò altre parole. La B. Vergine è e-<br />

spressa seduta e portante in braccio il par-<br />

goletto Gesù: belli e graziosi sono i volli<br />

d'ambedue. Per gl'innumerabili pro<strong>di</strong>gi<br />

operati dalla ss. Immagine, fu appellata<br />

Madre delle Grazie. Grati i veliterni a'<br />

ricevuti segnalati favori, con pubblico<br />

consiglio stabilirono nel 1607 l'erezione<br />

della cappella , e ottennero dalla s. con-<br />

gregazione de' riti <strong>di</strong> celebrarne la festa<br />

con uffizio e messa propria nella 1/ domenica<br />

<strong>di</strong> maggio. Eretta la cappella a<br />

spese del comunale erario e con eccellen-<br />

te <strong>di</strong>segno, fu abbellita con vaghi lavori<br />

<strong>di</strong> stucchi dorali dalla pietà <strong>di</strong> Settimio<br />

Geloni decano de'canonici; il quale vi fe-<br />

ce pur erigere l'altare ornato <strong>di</strong> due co-<br />

lonne <strong>di</strong> nero antico, e altri preziosi marmi<br />

<strong>di</strong> mirabile lavoro. Di recente la mu-<br />

nificenza de' <strong>di</strong>voti citta<strong>di</strong>ni ridusse la<br />

cappella a perfetta vaghezza colla spesa<br />

<strong>di</strong> circa 2000 scu<strong>di</strong>. I pii fratelli France-<br />

sco e Gio. Battista Graziosi impiegarono<br />

5oo scu<strong>di</strong> in un ricco paliotto d'argento,<br />

e 6^4 scu<strong>di</strong> in 3 sontuose lampade co'lo-<br />

ro ornamenti dellostesso metallo, che con<br />

altre 4 ardono continuamente avanti la<br />

ss. Immagine. L'attuale abbellimento, l'e-<br />

leganza e ricchezza della cappella, si de-<br />

ve ripetere dal sullodato corano vescovo<br />

d'Asisi mg/ Luigi Lan<strong>di</strong> Vittorj, mentre<br />

era arciprete <strong>di</strong> questa cattedrale, per la<br />

sua <strong>di</strong>vozione e zelante premura. A' 2<br />

maggio 1682 il capitolo Valicano dal suo<br />

canonico Ricci fece coronare la ss. Immagine<br />

della B. Vergine e del <strong>di</strong>vin Fi-<br />

glio con corone d' oro, <strong>di</strong> che si celebrò<br />

solenne centenario nel 1783. La sua <strong>di</strong>-<br />

vozione, come andrò <strong>di</strong>cendo, è in<strong>di</strong>cibile<br />

ne' veliterni, ad essa ricorrendo con suc-<br />

cesso in tutti i bisogni; ed il suo culto è<br />

esleso nella <strong>di</strong>ocesi e in lontani paesi , i<br />

missionari avendolo propagato persino<br />

nella Cina, l'io VII nel 1802 concesse <strong>di</strong><br />

celebrarsi la festa con rito doppio <strong>di</strong> 1/


224 V E L<br />

classe e 8.", dal clero il' ambo le <strong>di</strong>ocesi<br />

Ostiense e Velilerna; le quali celebrano<br />

pure la festa del Patrocinio della B. Ver-<br />

gine, con uffizio e messa propria con ri-<br />

to <strong>di</strong> i. a<br />

classe a'26 agosto, pel terremo-<br />

to avvenuto in lai giorno nel 1806. Nel-<br />

la cappella fra le lapi<strong>di</strong> monumentali, ol-<br />

ii e quella <strong>di</strong> Pio VI riferita da Marocco<br />

(avendo nel suo aliare celebrato la mes-<br />

sa e lascialo sagri doni), vi lessi pur quel-<br />

la che ricorda quando vi orò Gregorio<br />

XVI, la 1." volta che visitò questa basi-<br />

lica. Neh 855 con orribile sacrilegio ru-<br />

bate le lampade d'argento <strong>di</strong> molto va-<br />

lore dà mani inique, l'e<strong>di</strong>ficante <strong>di</strong>vozione<br />

de'velilernicou mirabile prontezza to-<br />

sto le rinnovò. Sono dolente dover pure<br />

riferire col Giornale <strong>di</strong> ito/zza de'6 apri le<br />

i 858. Una mano audace e sacrilega ne'<br />

decorsi giorni involò l'immagine <strong>di</strong> Ma-<br />

ria ss. delle Grazie. L'autorità governa-<br />

tiva si pose imme<strong>di</strong>atamente sulle tracce<br />

del delinquente, ed un contumace preve-<br />

nuto <strong>di</strong> gravi delitti annunciò che avreb-<br />

be scoperto e la Immagine e le cose pre-<br />

ziose che I* adornavano quando gli fosse<br />

accordata de' suoi reati impunità; ma il<br />

governo rifiutossi. Però l'energia e la fer-<br />

mezza che ben s'ad<strong>di</strong>ceva in tal circostan-<br />

za, le gravi e imponenti <strong>di</strong>sposizioni che<br />

andava a prendere l'autorità, come an-<br />

cora il crescente tumulto della popolazio-<br />

ne irritata e dolentissima che si fosse cosi<br />

iniquamente involalo quel sagro pegno<br />

<strong>di</strong> sua <strong>di</strong>vozione, sgomentò per modo il<br />

ribaldo, che ogni cosa venne intatta re-<br />

stituita a mg. r<br />

vescovo sull'raganeo,con immensa<br />

consolazione del clero e del popolo,<br />

che accompagnarono processionalmente<br />

al tempio la<strong>di</strong>volalmmagine,tosto espo-<br />

sta alla pubblica venerazione. Propria-<br />

mente si conobbe dal pubblico l'esecrando<br />

furto a'4 aprile festa <strong>di</strong> Pasqua; e nei<br />

dì segueuteil venerando simulacro fu re-<br />

stituito. Il governo poi procede contro<br />

l'autore <strong>di</strong> esso, e contro que' dell'intima<br />

plebe,che iniquamente si abbandonarono<br />

u riprovevoli e gravissimi eccessi. Latte*<br />

VEL<br />

scrizione dell'insigne cappella in cui tro-<br />

vasi la ss. Immagine, com'era a tempo del<br />

velilerno Alessandro Borgia, è premessa<br />

al suo dotto libro: Del regno <strong>di</strong> Maria.<br />

Omelie date in Iure all' occasione, che<br />

nella città <strong>di</strong> Vellelri si celebra l'anno<br />

secolare dell'incoronazione <strong>di</strong>Maria ss.<br />

Madre delle Grazie, Napoli 1792. Abbiamo<br />

ancora, Istoria del santuario del-<br />

la B. Vergine delle Grazie, che si venera<br />

nella cattedrale <strong>di</strong> Velletri , Roma<br />

1 855. La cappella de'ss. Protettori, ap-<br />

pellata Ginnasia, perchè fu da'fondamen-<br />

ti fabbricata a tutte spese del vescovo car-<br />

<strong>di</strong>nal Ginnasi, ha bell'altare ornato <strong>di</strong><br />

inarmi con colonne. Nel 1840 tolto l'an-<br />

tico quadro, vi fu sostituito il nuovo stimato<br />

eccellente <strong>di</strong>pinto, opera <strong>di</strong> Dome-<br />

nico Tojetti da Rocca <strong>di</strong> Papa, rappre-<br />

sentante la B. Vergine col s. Bambino, e<br />

i suddetti 4 principali protettori della cit-<br />

tà. Ne'4 angoli della cappella si vedono<br />

<strong>di</strong>pinte 8 immagini <strong>di</strong> <strong>di</strong>versi santi mar-<br />

tiri, che dagli storici palili Theuli, e da'<br />

due Borgia Alessandro zio e Stefano suo<br />

nipote <strong>di</strong>consi <strong>di</strong>scendenti dalla famiglia<br />

Ottavia, cioè s. Cornelio Papa, s. Placi-<br />

do, s. Flavia vergine, s. Clemenciana ver-<br />

gine, s. Eustachio, s. Vittorio, s. Euli-<br />

chio, s. Aurelia vergine. Ma il Bauco <strong>di</strong>-<br />

ce cadere l'asserzione, se si considera l'al-<br />

bero genealogico <strong>di</strong> quell'augusta fami-<br />

glia da lui riportato , da cui vedesi essa<br />

già estinta in ambo i rami, tanto <strong>di</strong> Gneo<br />

Ottavio, quanto <strong>di</strong> Caio Ottavio. La cap-<br />

pella dell'Immacolata Concezione è spa-<br />

ziosa ; I' immagine della Beata Vergine<br />

è <strong>di</strong> veneranda antichità: <strong>di</strong>etro questa<br />

cappella è il coro d' inverno del capi-<br />

tolo, fatto a spese del vescovo car<strong>di</strong>nal<br />

Rullo. Elegante è la cappella della Visita-<br />

zione della B. Vergine a s. Elisabetta,<br />

proprietà della famiglia Borgia : bello è<br />

l'altare ornato <strong>di</strong> marmi con due colon-<br />

ne, ed il quadro è lavoro d'autico pennel-<br />

lo, a parere <strong>di</strong> Nibby, ed aggiungerò con<br />

Marocco ch'è <strong>di</strong>pinto in tavola colla data<br />

1 435. La cappella <strong>di</strong> s. Sebastiano non ha


VEL<br />

mia alcuna rimarchevole. Narra il Thcu-<br />

li, ragionando nel lib. 3,cnp. ultimo, C/i/e-<br />

te in fri/etri, che prima nella cappella<br />

<strong>di</strong> s. Sebastiano si conservava un ritratto<br />

del Vollo Sauto del Redentore in tavola,<br />

che la tra<strong>di</strong>zione vuole portato dall' o-<br />

iiente,e per esserealquanto bruciata si cre-<br />

deva una <strong>di</strong> quell'Immagini sagre fatte<br />

gettare nel fuoco dal loro persecutoreLeo-<br />

ne III imperatore greco. Che la portò in<br />

Velletri nel pontificato <strong>di</strong> Gregorio III il<br />

vescovoGiovanni II, il quale l'avea ricevu-<br />

ta da un vescovo greco da lui conosciuto<br />

;nel sinodo romano del 72<br />

r . Ondela città<br />

per essere stata miracolosamente sottratta<br />

dall'incen<strong>di</strong>o, la ricevè con grande rive-<br />

renza. Dipoi il Volto Santo Iti trasportalo<br />

nella sagrestia. Di questa parlando Nib-<br />

by, osserva, ch'è pure <strong>di</strong> pennello antico<br />

il quadro esprimente la ss. Vergine fra<br />

s. Giovanni, s. Sebastiano, s. Antonio ab»<br />

baie e s. Rocco; ed ezian<strong>di</strong>o l'altro quadro<br />

rappresentante i 4 ss. Protettori del-<br />

la città. Ivi pure notò unas. Famiglia,<br />

quadro lasciato in legato da Salvatore<br />

Scandelloni, ed un lavamano marmoreo<br />

fatto dal vescovo car<strong>di</strong>nal Della Rovere,<br />

poi gran Giulio II, il quale fece ancora<br />

gli stipili della porta. Nel 1 855 il vescovo<br />

car<strong>di</strong>nal Macchi decorosamente rifece <strong>di</strong><br />

nuovo la sagrestia ; anno in cui tornando<br />

a visitare la basilica, trovai ch'eransi<br />

incominciati i lavori <strong>di</strong> abbellimento dal<br />

valente pittore fratel Domenico Serafini<br />

gesuita, sul gusto gotico decorativo della<br />

ristorata chiesa <strong>di</strong> s. Maria sopra Miner-<br />

va <strong>di</strong> Roma (<strong>di</strong> che parlai anco nel voi.<br />

LXX V, p. 216); e the l'esimio cav. Ga-<br />

gliar<strong>di</strong> (la cui perizia encomiai altrove e<br />

principalmente nel voi. LXII, p. 168),<br />

nella volta vi dovea <strong>di</strong>pingere s. Clemen-<br />

te I Papa titolare della basilica, con gloria<br />

d'Angeli ed emblemi analoghi alla sua <strong>di</strong>-<br />

gnità e martirio: ma non potè eseguirlo,<br />

<strong>di</strong>stratto da altri assai più gran<strong>di</strong>osi la-<br />

vori, onde pare che ora non si farà altro.<br />

Dipoi il veliterno eh. can. penitenziere<br />

della cattedrale d. Luigi Angeloni pub-<br />

VOl. LTmtlX.<br />

VEL »»5<br />

bWcbneW Album <strong>di</strong> lìoma,\. 23, p. 32g,<br />

col <strong>di</strong>segno della piazza Grande <strong>di</strong> Vel-<br />

letri e l'altissimo campanile <strong>di</strong> s. Maria<br />

in Trivio e con parte <strong>di</strong> questa, un' ele-<br />

gante e artistica descrizione dell'operato<br />

dall'ecomiato car<strong>di</strong>nale nella sagrestia:<br />

vado a ricavarne un cenno, pel complesso<br />

<strong>di</strong> sua importanza. Comincia dal rimar-<br />

care che della basilica veliterna alcun-<br />

ché si <strong>di</strong>sse dagli scrittori patrii, moltissimo<br />

ancora rimanerne a <strong>di</strong>re, ond'esse-<br />

re suo dolce pensiero descriverne ogni<br />

artistico bello, <strong>di</strong> cui è realmente dovi-<br />

ziosa, celebrando le meraviglie che cir-<br />

condano il coro, ilsofìitlo, l'antichissimo<br />

affresco nella destra nave <strong>di</strong> s. Antonio<br />

abbate dal soave volto e dalla gran barba,<br />

eia magnifica porta maggiore della sagrestia.<br />

Il magnanimo car<strong>di</strong>nal Della Rove-<br />

re, nel breve tempo che resse questa il-<br />

lustre chiesa, nella sagrestia vi lasciò un'<br />

orma <strong>di</strong> sua munificenza, non corrispo-<br />

sta dall' architettore, tranne nelle scul-<br />

ture: principierò dalla delta porta. Essa<br />

è bellissima e ampia, non che semplice,<br />

d'altro non componendosi che <strong>di</strong> stipiti<br />

marmorei formanti una cornice con ci-<br />

roazio tale, che ad<strong>di</strong>ta la magistrale ri-<br />

nascente eleganza dello scarpello nel cin-<br />

quecento. Si adorna <strong>di</strong> faccia e a'Iati <strong>di</strong> gu-<br />

sci e fusaiuole in ghiande, frutto ch'è nel-<br />

lo stemma Roveresco, <strong>di</strong> simboli e figure<br />

<strong>di</strong> sagra liturgia. La porta minore che<br />

le sta <strong>di</strong> contro ha pure simili ornamen-<br />

ti marmorei} i quali decorano ancora il<br />

cosi detto lavamani. Questo ha forma<br />

quasi <strong>di</strong> finestra posata su alta e larga<br />

base, dalla quale s'alzano due pilastrini a<br />

reggere il beninteso architrave, decora-<br />

li nel mezzo a rilievo così mirabile da<br />

sembrare più incisione a ceselloche inta-<br />

glio sul marmo. L' imposte d' ambo le<br />

porte sono <strong>di</strong> solido bel legno <strong>di</strong> noce or-<br />

nate d'intagli e <strong>di</strong> tarsia: ognuna si ripar-<br />

te a specchi e ton<strong>di</strong>, i quali dopo la corni-<br />

ce che li termina, hanno nei mezzo finis-<br />

simi arabeschi a traforo, e intorno aliti<br />

ornali e figure <strong>di</strong> delicato scarpello. L'in-<br />

i5


22G VEL<br />

terno della sagrestia consiste in ampio<br />

salone a volta <strong>di</strong> quell'architettura, la quale<br />

o <strong>di</strong> genio barbaro, o <strong>di</strong> sapere bambino,<br />

appaga oggi gli occhi <strong>di</strong> molti, mai<br />

la mente de' pochi savi; architettura che<br />

bisantina, italo-greca altrimenti è della,<br />

facente sforzo per spogliarsi della meschi-<br />

nità e del capriccio sopravvenutole, e rivestire<br />

la vera e soda <strong>di</strong>gnità che la ma-<br />

dre in casa le lasciava. A ripararne lo<br />

squallore delle parti, il generoso zelo del<br />

car<strong>di</strong>nal Macchi commise l'opera all'en-<br />

comiato fratel Serafini, che il can. Ange-<br />

Ioni storicamentequalifìca gentile per ma-<br />

niere, commendevole per religiosa vita,<br />

d'abile capacilà, perito non volgare nel<br />

<strong>di</strong>pingere, il quale egregiamente corrispondendo<br />

all'incarico, lo condusse a termine<br />

e con <strong>di</strong>scernimento tale da restar-<br />

gliene lode, avendo armonizzato sagacemente<br />

l'ornalo col <strong>di</strong>segno e l'architettu-<br />

ra. Usò lo stile che richiedevano le pare-<br />

ti, la volta, la sala tutta. E poiché questo<br />

stile ha pure qualche somiglianza coll'o<strong>di</strong>erno<br />

della memorata chiesa <strong>di</strong> Roma,<br />

saviamente perciòil pittore imitò da quel-<br />

lo, sebbene dal can. Angeloni a un tempo<br />

si <strong>di</strong>ca meschino e falso, senza dover-<br />

sene incolpare I' artista. » La vista del<br />

quale poco avvezza a sostenere Roma^ e<br />

i luoghi vicini che fortunatamente ne<br />

penuriano; poco ancora ne vogliono e<br />

sanno tollerare i <strong>di</strong>fetti. Ma chi il bisan-<br />

tino, torno io a <strong>di</strong>re, chi l'italo-greco e il<br />

semi-gotico si trova in casa e vuole abbel-<br />

lire, fa d'uopo lo vegga rivestilo e camuf-<br />

falo <strong>di</strong> quelle fasce, liste e arabeschi, <strong>di</strong><br />

cui appunto il nostro pittore faceva uso.<br />

Da) quale criterio guidato volle sin da<br />

principio dare alla sala una maniera de-<br />

cisa col fare costruire de' costoloni stilli<br />

scompartimenti della volta. Quelli dorò,<br />

e a' lati loro fé' correre larghe fascie va-<br />

riale a gotico e accompagnate da listelli<br />

parimenti d'oro. 11 rimanente poi, che è<br />

lo scompartito della volta stessa, ricuoprì<br />

d'un cielo azzurro vago <strong>di</strong> stelle dotate.<br />

Racconciata così la parte superiore vede-<br />

VEL<br />

vasi una lesta regolare, ma senza corpo e<br />

gambe. 11 così detto nascimento delle<br />

gran<strong>di</strong> arcate non su colonna opilaslic<br />

pigliava vita, ma da una piccolissima e<br />

sproporzionata mensola appena visibile<br />

L'artista fu sollecito a riparare lo scon-<br />

cio apponendovi de' pilastri in misura e<br />

maniera gotica, sovra i quali corre <strong>di</strong>pin-<br />

ta una ricca e ben rilevala treccia intni<br />

mezzata da rosoncini d'oro. Intorno al-<br />

l'arco della luna girò uno splendente e<br />

faticato lavorio, e scese giù ricuoprende<br />

i muri <strong>di</strong> un paralo a rombi in fondo<br />

giallo, aventi gli emblemi e i segni del<br />

martirio e della santità del Titolare. Or-<br />

nalo che bene armonizza con la volta, e<br />

ha in fondo un basamento imitante il<br />

granito e la basalte, coronato <strong>di</strong> un tra-<br />

foro a semicerchi sul gusto e la maniera<br />

<strong>di</strong> que' che veggiamo nell'antiche basili-<br />

che. Dopo ciò vi rimaneano gli arma<strong>di</strong><br />

e l'aliare, gli uni e l'altro sì malament<br />

governati dal tempo e dall'opere sovraj<br />

poste, da <strong>di</strong>sperare un restauro. Ma<br />

nemmeno si scoraggi il valente, e lant<br />

sopra vi lavorò d'acconciare totalmenlf<br />

il secondo all'ornatode' muri, richiamar<br />

dolo con nuova opera <strong>di</strong> ebanista e<br />

pittore all'or<strong>di</strong>ne golico; e lasciare i pi<br />

mi, altro non potendo,nel loro composte<br />

sì ripuliti e rispondenti al resto d'appaga-<br />

re in vero la vista. La quale ha non poco<br />

<strong>di</strong> che compiacersi fermatasi sulla nic-<br />

chia che racchiude l'augusta immagine<br />

del Salvatore, pittura <strong>di</strong> veneranda e<br />

greca antichità; e che sovrapposta all'al-<br />

tare ch'è <strong>di</strong> fronte, viene la prima a fe-<br />

rire l'occhio <strong>di</strong> chi entra". In<strong>di</strong> si narra<br />

come il capitolo, dal medesimo fratel Se-<br />

rafini fece pulire e rinfrescare i quadri a<br />

olio in tavole e in tele <strong>di</strong> varie epoche, che<br />

decorando le pareti, avevano so (l'erto.<br />

L'artista religioso richiamò a nuova vita<br />

e splendore il ricco e morbido pennelleg-<br />

giare dello Spagnoletto, le soavi e sem-<br />

plici maniere del Francia in due sagre<br />

Famiglie, non che il variato e franco<br />

<strong>di</strong>pingere del Zuccari uel quadro che


V E L<br />

racchiude innumerevoli co«ó e figure,<br />

e nllude al mistero della ss. Eucaristia.<br />

Cos'i il car<strong>di</strong>nal Macchi seppe accrescere<br />

In onesto luogo colla bellezza la santità ; e<br />

•<br />

il suo capitolo secondandone le mire ri-<br />

'fece <strong>di</strong> nuovo il corridoio che gli dà in-<br />

fereaso. Nel gettare le fondamenta del<br />

rjnale comparvero alla luce opere sotterra<br />

per antico tempo nascoste. Primamen-<br />

te convien sapere, che la basilica veliter-<br />

na colle sue fabbriche a<strong>di</strong>acenti ha 3 <strong>di</strong>-<br />

Terse epoche <strong>di</strong> lavoro: l'ultima e più a<br />

noi vicina è de' secoli buoni, dal cinque-<br />

cento cioè al seicento; la 2. a<br />

de' tempi <strong>di</strong><br />

mezzo; la 3." e più remota risale alle nasoni<br />

gentilesche e meglio romane. La i. a<br />

nresenta quanto vi ha oggi <strong>di</strong> più bello<br />

i grande nel nostro tempo; la 2/ non mo-<br />

lla che poche e cascanti muraglie; la 3. a<br />

pialche rudero e opera coperta dal ter-<br />

reno ; il quale scavandosi nel i856 dal<br />

'alo destro della chiesa, palesò nel suo se-<br />

no strati <strong>di</strong> musaico decorativo, che sembrano<br />

aver formato il pavimento a came-<br />

re termali <strong>di</strong> palazzo <strong>di</strong> villa deliziosa,<br />

ì magnifico tempio, non mancando chi<br />

ori minore probabilità li suppose pian-<br />

erreno della canonica ivi fabbricata nel<br />

me<strong>di</strong>oevo. Dalle trovate antichità si concima<br />

l'opinione tra<strong>di</strong>zionale, che la bel-<br />

ili cattedrale sia fondala in luogo illustre<br />

sino da' tempi remotissimi. La cattedra-<br />

le è Cornila <strong>di</strong> copiose e ricche suppeljettili,fra<br />

le quali merita particolare men-<br />

zione il magnifico Ostensorio, che nella<br />

ricordata mia visita mi fu dato ammirare<br />

nel monastero delle teresiane, ove<br />

infiora temporaneamentesi custo<strong>di</strong>va, per<br />

iheiiignissima cortesia d' alcuni signori<br />

icanonici. Come in<strong>di</strong>cai nel ricordato ar-<br />

ticolo, può leggersi l'artistica descrizio-<br />

ne nel n. 1 58 del Giornale <strong>di</strong> Roma del<br />

n85o. Ivi si <strong>di</strong>ce. La maestà <strong>di</strong> Fer<strong>di</strong>nando<br />

Il re del regno delle due Sicilie nel<br />

maggio 18^9 atlra\ersava Vellelri alla<br />

festa d'un suo esercito, e per quanto fris-<br />

se urgente la ragione della marcia, nella<br />

6ua e<strong>di</strong>ficante pietà volle venerare con<br />

VEL 227<br />

fervore la miracolosa immagine <strong>di</strong> Ma-<br />

ria ss. delle Grazie, ch'è il tesoro massimo<br />

della cattedrale veliterna e il baluardo<br />

più poderoso che gli abitanti abbiano<br />

a <strong>di</strong>fesa <strong>di</strong> loro città. Quin<strong>di</strong> non sen-<br />

za la speciale assistenza dell' invincibile<br />

sostenitrice dell'armi cristiane, gli venne<br />

fatto <strong>di</strong> conquidere, nel ripiegarsi ch'egli<br />

fece poscia su Velletri,senza minimo danno<br />

de' suoi, le ribelli squadre che audacemente<br />

aveano presunto <strong>di</strong> quivi impe-<br />

<strong>di</strong>rgli il ritorno nel regno. Avendo <strong>di</strong>poi<br />

i canonici statuito <strong>di</strong> presentare al religioso<br />

monarca copia fedele della s. Im-<br />

magine, la commisero al valente artista<br />

conte Baldassare Negroni, e la fecero be-<br />

ne<strong>di</strong>re dal Papa Pio IX quando <strong>di</strong> sua<br />

presenza onorò Velletri nel i85o, a'26<br />

maggio del quale l'arciprete d. Agostino<br />

Cella co' canonici Argenti e Bai betta, in<br />

nome del capitolo l'offrirono al re nella<br />

reggia <strong>di</strong> Caserta. Fer<strong>di</strong>nando II <strong>di</strong>chia-<br />

rato il suo <strong>di</strong>voto gra<strong>di</strong>mento, lo confermò<br />

ili. "del seguente luglio con preziosissimo<br />

dono alla Madonna delle Grazie, e<br />

la decorazione <strong>di</strong> Francesco I al nobile<br />

<strong>di</strong>pintore. Consiste il dono appunto nel<br />

1' Ostensorio, una delle più beli' opere<br />

dell'oreficeria napoletana. E gran<strong>di</strong>oso e<br />

proporzionato nelle parti, ricco sì per l'ar-<br />

gento tutto fuso e cesellatoci per le splen-<br />

<strong>di</strong>de dorature e le preziose pietre che abbondantemente<br />

I' adornano. Risulta al<br />

solito nelle due parti, che sono il ciclo o<br />

la camera destinata a ricevere la s. Ostia<br />

e tutta intorno circondata da raggi, e il<br />

gran piede su cui il ciclo stesso s'innalza.<br />

Il piede si solleva dalla pianta quadrilun-<br />

ga, in 3 or<strong>di</strong>ni <strong>di</strong>versi fino a ricevere la<br />

raggiera. Posano su 4 da<strong>di</strong> altrettante<br />

mensolelte sul fare del cinquecento, e<br />

dalla detta pianta s' innalza una colonna<br />

tronca sovrastata dal globo mon<strong>di</strong>ale.<br />

Al <strong>di</strong> sotto della pianta e tra le men-<br />

sole, corrono foglie e fiori d' acanto, le<br />

quali si chiudono nel mezzo 4 conchi-<br />

glie, e su una <strong>di</strong> queste è scolpito l'anno<br />

mocccl. Ma sopra la pianta chi guar-


a 2 8 V E L<br />

da la fronte dell'Ostensorio vi legge: In<br />

grati animi signum Fer<strong>di</strong>nandus li<br />

Borb. Vlr. Sic. Rex. Il tronco <strong>di</strong> colonna<br />

che staccasi dalla pianta quadrilunga,<br />

lascia sugli angoli smussati <strong>di</strong> questa 4<br />

spazi, ne'quali l'artefice ha fatto che nobilmente<br />

siedano tra arabeschi i 4 Evan-<br />

gelisti con al fianco <strong>di</strong> ciascuno il proprio<br />

simbolo, e tutti o ad ispirarsi nel mistero<br />

della ss. Eucaristia, o a descriverne gli<br />

effetti miracolosi. Il tronco della colon-<br />

na sorgendo da un folto cespo <strong>di</strong> foglie<br />

d'acanto, ha sulla fronte intagliato lo<br />

stemma reale in gran<strong>di</strong>oso medaglione.<br />

Sulla colonna si vedono seduti i Princi-<br />

pi degli Apostoli, e il globo colle insegne<br />

papali, regie e guerresche con epigrafi,<br />

cioè sul triregno: Praeposilus Paro<strong>di</strong>*<br />

sij siili' insegne reali : Constituì Te super<br />

Regna j e sul trofeo militare: Pria*<br />

ceps Mililiae. Tali leggende e emblemi<br />

significano altresì i<br />

<strong>di</strong>versi uffizi e patro-<br />

cinio che verso la Chiesa ed i principi<br />

cristiani sostiene l'Arcangelo s. Michele,<br />

il quale in figura intera elevasi sul globo,<br />

e tutt'armato ha sopra lo scudo il motto:<br />

Quis ut Deus. Su questo piede e <strong>di</strong>etro il<br />

cimierodeH'Arcaugelo.si solleva l'Osten-<br />

sorio, il cui ciclo per l'Ostia veneranda è<br />

contornato da m\ smeral<strong>di</strong> intramezzali<br />

da altrettante amatiste orientali <strong>di</strong> lim-<br />

pi<strong>di</strong>ssima acqua. Dietro al qual cerchio<br />

splen<strong>di</strong><strong>di</strong>ssimo <strong>di</strong>ramasi in doppia misu-<br />

ra e in doppio or<strong>di</strong>ne la raggerà dorata.<br />

Intorno poi alle pietre preziose e sopra<br />

l'innesto de' raggi spandesi un giro <strong>di</strong> nu-<br />

vole candk!issime,<strong>di</strong> mezzo alle quali sporgono<br />

il capo ì 3 Serafini coll'ali dorale:<br />

ed a crescere la varietà e la meraviglia<br />

l'artefice vi condusse intorno un tralcio<br />

<strong>di</strong> vite con bellissime foglielte smaltale in<br />

verde e grappolelti avvinati elegantissi-<br />

mi. Verso la sommità della raggerà le<br />

nuvole si sollevano alquanto più alte, e<br />

dal loro mezzo in tutto rilievo sporge<br />

una Colomba a figurare lo Spirito San-<br />

to, dal cui becco esce una lingua <strong>di</strong> ru-<br />

bini, per simboleggiare il fuoco, segnale<br />

V EL<br />

della grazia comunicata da! <strong>di</strong>vino S[<br />

rito alla Chiesa nella Pentecoste. Ini*<br />

no al capo della Colomba corre in piai<br />

un triangolo,simbolo della ss. Trinità,<br />

è tutto rivestito <strong>di</strong> sottili lastre <strong>di</strong> sm«<br />

raldo. Al <strong>di</strong> sopra della raggerà si <strong>di</strong>ramano<br />

6 spighe dorale poste


VE L<br />

i beneficiati delle patriarcali basiliche.<br />

Nel capitolo in <strong>di</strong>verse epoche fiorirono<br />

personaggi ragguardevoli per nobiltà,<br />

dottrina, o per onorifici impieghi e luminose<br />

cariche nella curia romana o in<br />

i patria. Bauco rammenta particolarmen-<br />

te i<br />

seguenti canonici e arcipreti <strong>di</strong>venuti<br />

prelati. Gregorio Gori arciprete, poi ve-<br />

scovo <strong>di</strong> Celidonia. LorenzoLati<strong>di</strong> canoni-<br />

co,poi vescovo <strong>di</strong>Fossonibroue.Gio.Carlo<br />

Antonelli canonico, poi vescovo <strong>di</strong> Fe-<br />

rentino. Antonio Antonelli canonico, poi<br />

(vescovo d'Urbania e s. Angelo in Vado.<br />

[Gaetano de Paolis arciprete, poi vescovo<br />

Caradense e sulfragaueo <strong>di</strong> Velletri: ri-<br />

nenne l'arcipretura sino alla morte e fu<br />

^sepolto nella cattedrale, ove sul pilastro<br />

i<strong>di</strong> prospetto alla cappella del Rosario<br />

Ueggesi T onorifica iscrizione. Fabrizio<br />

Borgia canonico, poi vescovo <strong>di</strong> Feren-<br />

tino. Gio. Carlo Antonelli canonico, poi<br />

vescovo <strong>di</strong> Dioclia e suffraganeo <strong>di</strong> Vel-<br />

iteli i. Geraldo Macioti arciprete, poi ve-<br />

scovo d'Lleusi e suffraganeo <strong>di</strong> Velletri.<br />

Vincenzo Macioti canonico, poi vescovo<br />

d'Amelia e da Gregorio XVI traslato a<br />

Ferentino. Luigi Lau<strong>di</strong> Vittorj <strong>di</strong> Cori,<br />

per cui ne parlai in quel paragrafo, ar-<br />

ciprete e poi da Gregorio XVI fatto vescovo<br />

d' Asisi. Alessandro Macioti cano-<br />

>nico, poi da Gregorio XVI fatto sotto-<br />

datario della Dataria apostolica, arci-<br />

vescovo <strong>di</strong> Colossi \ e nunzio <strong>di</strong> Svizzeiraj<br />

dal Papa che regna suo elemosiuiei<br />

re, assessore del s. Oflizio e canonico Va-<br />

licano, essendolo stato anche della pa-<br />

llialo. ile Chiesa <strong>di</strong> s. Maria Maggiore.<br />

Luigi Macioti canonico, a' 1 4 <strong>di</strong>cembre<br />

1 1 85 1 nominato dal consiglio m unici pa-<br />


a3o VEL<br />

go d'andare ad abitare nell' episcopio<br />

contiguo al seminario <strong>di</strong>ocesano, e per-<br />

ciò a contatto della cattedrale, come aveano<br />

praticato i suoi predecessori, dopo<br />

essersi portato nel couveulo <strong>di</strong> s. Fran-<br />

cesco, da questo per la i." volta si trasfe-<br />

rì ad abitare nel 2.° appartamento del<br />

palazzo comunale per ricevervi nel 1 780<br />

Pio VI, che recavasi a vedere rincominciato<br />

prosciugamento delle Palu<strong>di</strong> Pon-<br />

tine. Il car<strong>di</strong>nale vi stabilì I' episcopale<br />

residenza, ed il simile praticò il car<strong>di</strong>nal<br />

York quando neli8o3 gli successe, benché<br />

riuscisse angusto in proporzione <strong>di</strong><br />

sua sfarzosa corte. Nel 1807 il successore<br />

vescovo car<strong>di</strong>nal Anlonelii volle abitare<br />

l'antico episcopio. Divenuto nel 1814<br />

vescovo il car<strong>di</strong>nal Della Somaglia, andò<br />

ad abitare il detto appartamento comunale,<br />

e fecero altrettanto i successori.<br />

Le chiese parrocchiali della città sono 5.<br />

La chiesa dei ss. Salvatore, la più auli-<br />

ca <strong>di</strong> quante esistono, poiché si crede il<br />

tempio eretto da' primitivi cristiani, fel-<br />

la sua antichità più volte venne rie<strong>di</strong>fi-<br />

cato e per ultimo nel 1795 ridotto in<br />

miglior forma cou elegante <strong>di</strong>seguo, ed<br />

è luttooruato <strong>di</strong> belle pitture, consacra-<br />

to dal suflraganeo Michele Argelati ve-<br />

scovo d'Ippa. Rovinò la volta nel i85i,<br />

perchè si trovò 1' e<strong>di</strong>lìzio mancante <strong>di</strong><br />

fondamenti, onde si rifabbricò a spese<br />

della sagrestia, contribuendovi il vesco-<br />

vo car<strong>di</strong>nal Macchi con 5oo scu<strong>di</strong>. Il<br />

curato ha il titolo d'arciprete. La chiesa<br />

<strong>di</strong> s. Michele Arcangelo era prima arci-<br />

[•retale, e come antica e innalzata sugli avanzi<br />

del tempio <strong>di</strong> Sancouumede'geuti-<br />

li, soffrì assai nel terremoto del 1 806; fu<br />

perciò demolita e quin<strong>di</strong> dal municipio<br />

da' fondamenti rifabbricata con <strong>di</strong>segno<br />

dell'egregioarchitetlo ingegnere Giusep-<br />

pe Audreoli, autore eziau<strong>di</strong>o della nuo-<br />

va Barriera della città e del vicino pon-<br />

te che conduce alla via provinciale <strong>di</strong><br />

Valmontone, e del quale feci parola nel<br />

1<br />

paragrafo Monte Fortino. La i.* pietra<br />

fu gettata a' 19 agosto t834 dalsuffra-<br />

VEL<br />

ganeo Geraldo Maeioti vescovo d'Elett*<br />

si, in<strong>di</strong> benedetta a' i\ ottobre 1837<br />

dal vescovo car<strong>di</strong>nal Pacca. Le due iscri-<br />

zioni poste per memoria sulla faccia-<br />

ta esteriore, le riporta Bauco. Nel suo<br />

interno si ammira la s. Famiglia d'An-<br />

nibale Caiacci, come testifica un documento<br />

dell' archivio parrocchiale. La<br />

chiesa <strong>di</strong> s. Maria Assunta in cielo detta<br />

volgarmente del Trivio, a<strong>di</strong>acente ha il<br />

suoallissimocumpauile già descritto. Fu<br />

da'foudamenli rie<strong>di</strong>ficata nel 1622, e po-<br />

scia minacciando rovina fu riparata nel<br />

1761 a spese del vescovo car<strong>di</strong>nal Delci<br />

con eccellente <strong>di</strong>segno, e facciata deco-<br />

rata da 6 colonne. Vi è un'antichissima<br />

pittura a olio esprimente la Madonna<br />

dell'Orlo, con 4 Angeli e s. Antonio. Il<br />

Nibby rimarcò la lapide d'Orazio Lau-<br />

cellolti morto nel 1820, come pure 1<br />

de-<br />

positi <strong>di</strong> CesareToru/.zi morto nel 1 7 1 7, e<br />

<strong>di</strong> Caterina sua moglie che l'avea prece-<br />

duto nella tomba nel 1 7 1 3. Vi è la con-<br />

fraternita della Pietà, la quale già esiste-<br />

va nel 1 533. La chiesa <strong>di</strong> s. Martino ve-<br />

scovo <strong>di</strong> Tour* fu da' fondamenti rie<strong>di</strong>-<br />

ficata nel 1778 con elegante <strong>di</strong>segno del-<br />

l'architetto velilerno Nicola Giansiinoni,<br />

che lodai nel paragrafo <strong>di</strong> Cori, per cui<br />

il municipio somministrò 3, 000 scu<strong>di</strong>,<br />

come si legge nella lapide della facciata.<br />

Fu già arcipretale, in seguito ebbe il<br />

parroco cou 6 chierici beneficiali. Ora è<br />

posseduta da' chierici regolari somaschi,<br />

i quali entrarono in Velletri uel 1616.<br />

lliuunziata la parrocchia dal curato a'<br />

ai aprile 1617, nello stesso giorno uè<br />

presero possesso i somaschi, che formano<br />

massa comune con uu chierico beneficia-<br />

lo insieme al seminario. Sul principio<br />

questi religiosi aveano ancora le pubbli-<br />

che scuole, per cui erano pensionali dal<br />

comune d'annui scu<strong>di</strong> i5o. La chiesa fu<br />

consagrata nel 1791 dal sulfragaueo Fi-<br />

lippo Bulla vescovo <strong>di</strong> Zenopoli. Il eh.<br />

can. Augeloui ueii* Album <strong>di</strong> Roma, t.<br />

24, p. 1 1)3, ragiona <strong>di</strong> questo e<strong>di</strong>lizio (io<br />

coutmuuzioue e couipimeulu <strong>di</strong> quanto


VE L<br />

su la!c giornale letterario e <strong>di</strong> belle ar-<br />

ti va egregiamente pubblicando il ri-<br />

spettabile cau. Angeloni, è a desiderarsi<br />

ch'egli colle sue belle cognizioni ed ele-<br />

fante facon<strong>di</strong>a effettui l'idea patria d' il-<br />

lustrare tutl'i monumenti d'arte esisten-<br />

ti in Vellelri, antichi e moderni). Enco-<br />

mia il Giaiisimoni, per la cui opera e poi<br />

per quella del severo Milizia nel secolo<br />

passato restò francala l'architettura dal<br />

pregiu<strong>di</strong>zio delle presunzioni.e gli frutta-<br />

rono bella fama, avendo colle sue opere<br />

fregiata la patria. Dice trovarsi questa<br />

chiesa nel bel mezzo della via principa-<br />

e della città, e intorno ad essa, quasi a<br />

Farle corona, sorge buon numero delle<br />

tabbriche più eleganti e maestose che a-<br />

lornino Velletri. Con bel <strong>di</strong>seguo il<br />

(jiansiujoni 1' innalzò sulle rovine d'al-<br />

ia chiesa fabbricata nel 1200, cambian-<br />

done l'antica forma <strong>di</strong> croce Ialina iti<br />

.-; teca, e potè conservare alla critica isto-<br />

ica buona parte dell'apside. Elevasi amri<br />

jia e sfogata nella volta, la quale snel-<br />

a e leggera com'è posa sopra un'elegau-<br />

e cornice, cui sottostà la parete intra-<br />

uezzata per colonne e pilastri d'or<strong>di</strong>ne<br />

unico. Gli altari tulli, precipuameute il<br />

maggiore, vi fanno bella mostra; ed o-<br />

;ni cosa sta messa e allogata con sem-<br />

plicità e ornamento tale, da non temer<br />

pesto la taccia <strong>di</strong> barocco, né quella <strong>di</strong><br />

gretta ; in tutto il Giausimoni mostrò <strong>di</strong>-<br />

ceruiuienlo e guslo <strong>di</strong> savio architet-<br />

ture, evitando i <strong>di</strong>fetti del suo tempo.<br />

jii facciala che non fu sua, ma del roma-<br />

,10 architetto Matteo Lovatti, presenta<br />

111 portico tetrastilo in colonne ioniche,<br />

:he vi fa molto bene ; e la materia <strong>di</strong> cui<br />

i costruito, che è il lapis albanus, ne<br />

unta energicamente l'effetto. Tale prospetto<br />

esterno può vedersi nell' Album<br />

li Roma, l. e), p. 38o, iusieme alla vedu-<br />

la del [lalazzu Tortini, con breve arti-<br />

colo che seni Lira tratto da Ntbby, Tuttu-<br />

.ia perquanto bella e gioconda vistu porti<br />

<strong>di</strong>segno <strong>di</strong> quel tempio, pure non<br />

oco veniva olicau dalla »


a32 VEL<br />

scuoprironoalcuneanliche pitture, e spe-<br />

«-liiltueiite un'immagine della B. Vergiue<br />

col s. Bambino in figura intera al naturale<br />

d'ottimo <strong>di</strong>segno, <strong>di</strong>e sembra <strong>di</strong> mano<br />

bizantina. Il prelato delegato mg/Ste-<br />

fano de' marchesi Bruti, intelligente <strong>di</strong><br />

belle arti e versalo negli stu<strong>di</strong> archeolo-<br />

gici, conobbe il pregio de' <strong>di</strong>pinti e per<br />

quanto potè ne impedì il totale deperi-<br />

mento. Osserva il Bauco, che l' illustre<br />

prelato cominciò fin da quando era vice-<br />

legato in Velletri,e continuò ancora <strong>di</strong>-<br />

venuto delegalo a fare dell' indagini su-<br />

gli antichi monumenti e opere <strong>di</strong> belle<br />

urti sparse uella città e nella provincia,<br />

procurandone con ogni lodevole <strong>di</strong>ligen-<br />

za la conservazione. L'encomiato prelato<br />

condusse appositamente a vedere i belli<br />

<strong>di</strong>pinti il celebre car<strong>di</strong>nal Mai, anche esimio<br />

conoscitore <strong>di</strong> belle arti,e il porpo-<br />

rato ammirandoli li qualificò bizantini.<br />

Le chiese de' conventi e monasteri sono<br />

le seguenti ; <strong>di</strong> altre parlerò io seguilo. Il<br />

convento tle'minori conventuali ebbe origine<br />

dal fondatore dell'or<strong>di</strong>ne s. Fran-<br />

cesco d'Asisi, che 1' introdusse in Velie-<br />

tri nel i 222,alloi'chè vi transitò e si trat-<br />

tenne nel recarsi a Napoli. In principio<br />

ìl convento de' minori fu suburbano iu<br />

contrada Morice e piccolo. Ne partirono<br />

i religiosi a motivo delle continue guer-<br />

re, ritenendone la proprietà sino al i 574,<br />

quando lo cambiarono con alcuni prati;<br />

silo ora possedulodalcav. GiovauniGra-<br />

ziosi. Molti anni dopo la morte <strong>di</strong> s. Fran-<br />

cesco, passarono questi frali dentro la cit-<br />

tà, nel convento e chiesa <strong>di</strong> s. Francesca,<br />

rinnovala nel 1 825 (vi è unita quella <strong>di</strong><br />

s. Antonio <strong>di</strong> Padova della coufraterui-<br />

ta omonima, la quale chiesa sebbene del<br />

sodalizio e filiale della cattedrale, pure è<br />

governata da'conventuali,e fu eretta nel<br />

i5i3 dal p. Domenico da Ferentino del-<br />

l'istessoor<strong>di</strong>ue, regolandosi co'propri sta-<br />

tuti, sotto la giuris<strong>di</strong>zione del vescovo)<br />

che tuttora ritengono. Questo locale, che<br />

Ciedesi già abitato da' benedettini, per-<br />

chè ij loro, utemmo, era, spolpilo *ui|a pur.<br />

VEL<br />

ta dell' antica chiesa, fu rinnovato e<br />

sai ingran<strong>di</strong>to, in modo che oggi pre<br />

senta una magnifica fabbrica d'eccelleti-<br />

le <strong>di</strong>segno e può contenere ^o in<strong>di</strong>vidui,<br />

onde vi si celebrarono de'|capiloli provin-<br />

ciati. Ha buone ren<strong>di</strong>te e vi si mantiene eue<br />

lo stu<strong>di</strong>o de' baccellieri. La chiesa <strong>di</strong><br />

Lorenzo arcilevita e martire, che anli<br />

niente era collegiata con arciprete e eh<br />

rici, è sufficientemente grande con j<br />

tari ; il maggiore è isolato, costrutto!ì<br />

<strong>di</strong><br />

eccellenti marmi con balaustra : l'iscri-<br />

zioni marmoree sono riportate dal Tlieu-<br />

li. Appartiene a'minori osservanti, i qua-<br />

li s'introdussero in Velletri nel 1 44-^» con<br />

comodo convento da contenere più <strong>di</strong> 3o<br />

religiosi, e vi è lo stu<strong>di</strong>o <strong>di</strong> teologia. la<br />

questa chiesa esiste il terz' or<strong>di</strong>ne <strong>di</strong> s.<br />

Francesco pe'secolari, con cappella e prò irò-<br />

pri fon<strong>di</strong>. Recenti lapi<strong>di</strong> onorifiche, r<br />

lite dal Bauco, ricordano i seguenti<br />

lilerui ivi deposti, che furono d'ornam<br />

10 alla città, cioè Geraldo Macioti vescovo<br />

d'Eleusi, Domenico Car<strong>di</strong>nali, Francesco<br />

Graziosi, Giuseppe Pielromarchi avvoca<br />

to; oltre quella d'Anna Maria moglie del<br />

dettoDomenico e madre dell'illustreLuigi<br />

ec, con deposito scolpito dal celebre conimeud.Teueraui.ln<br />

questa chiesa si venera<br />

il corpo <strong>di</strong> s. Severino martire coll'ampol<br />

la del sangue e singolare lapide, tutto tro-<br />

vato nel cimiterio <strong>di</strong> s. Ciriaca. Nel chio-<br />

stro del convento è mirabile il grande e<br />

singolare bassorilievo cristiano de'primi<br />

tempi <strong>di</strong> nostra s. religione, alla quale al<br />

ludono vari scompartimenti con figure,<br />

11 p. Casimiro da Roma, nelle Memorie<br />

delle chiese e conventi de' frati minori<br />

della provincia romana, tratta nel cap<br />

26 : Della chiesa e del convento <strong>di</strong> s. Lo<br />

renzo £«fe/Zelr/.Narra <strong>di</strong>esino dal i44^<br />

il rettore ed i chierici beneficiati della<br />

chiesa parrocchiale <strong>di</strong> s. Lorenzo, avenilc<br />

prestato il consenso per l'introduzione il<br />

essa de'minori osservanti e pel trasferì<br />

mento della cura dell'anime nella pari oc<br />

chia <strong>di</strong> s. Michele Arcangelo, <strong>di</strong>poi Nico<br />

Jò V autorizzò a procedersi ed a fabbri


VE L V E L a33<br />

caie il convento, il <strong>di</strong>e eseguitosi, Pio li fabbricarono la chiesa con elegante elise-*<br />

l'approvò in Siena a'?5 luglio 1460 colla gno e con bella facciata. Il ricordato so-<br />

bolia Pia consideratione, che produce dalizio fu eretto in questa chiesa neh 533,<br />

insieme al novero delle ss. Reliquie della e ne ritenne perse una porzione separa*<br />

chiesa, e alle memorie e versi scolpiti sul- la, che de<strong>di</strong>cò a s. Giovanni Decollato;<br />

la campana maggiore spezzatasi nel 1 74'- > esso fu colla chiesa soppresso nel i835,<br />

La chiesa già esisteva nel t o65, onde per e i suoi beni furono dati all'orfanotrofio<br />

l'antichità deformata, uel 1721 colle li- delle fanciulle. La chiesa de'ss. Pietro e<br />

musine del comune e de'benefattori du' Bartolomeo apostoli, già arcipretale, fu<br />

fondamenti venne rinnovata. Il p. Casi- <strong>di</strong> nuovo e<strong>di</strong>ficata con elegante architet-<br />

iniro con più <strong>di</strong>ligenza del Theuli riferì- tura del veliterno Giausimoni, Vi si ve-t<br />

sce le antiche lapi<strong>di</strong> e le altre posteriori nera il corpo <strong>di</strong> s. Vittorino martire col-<br />

numerose, e con <strong>di</strong>verse eru<strong>di</strong>zioni sul- l'ampolla del sangue e lapide sepolcrale,<br />

l'anticaglie rinvenute e sopra gli altari; il tulio rinvenuto nel cimiterio <strong>di</strong> s. Ca-<br />

non lascia poi d'avvertire essere molto listo. Il vescovo car<strong>di</strong>nal Alessandro II<br />

stimata da'professori dell'arte la tela del Farnese, concesse la chiesa alla congre<<br />

coro rappresentante il martirio <strong>di</strong> s. Lo- gazionede'dottrinari,coll'abitazioni con-<br />

renzo, e parimente quella dell'altare <strong>di</strong> ligue e alcune cappellanie, e tuttora ivi e-<br />

s. Andrea, Rimarca inoltre la memoria sistono. Furono loro affidale le scuole<br />

sepolcrale del benefattore Gio. Battista pubbliche e gratuite, supplendo il comu-<br />

Autonelli, pubblicandone il <strong>di</strong>segno, ad- ne con annua pensione <strong>di</strong> scu<strong>di</strong> 36o, e<br />

ducendo prove della nobiltà e antichità I' insegnamento della dottrina cristiana<br />

della famiglia Autonelli; notando pure, a'fauciulli, tanto in questa lorochiesa, che<br />

e arroge al nauseante sciupo che si fa a' nelle chiese parrocchiali. Sino dal i85i<br />

nostri giorni in <strong>di</strong>versi stali de' Titolid'o- ivi reggevano anche il collegio, ove lene-<br />

ìiore (f y .), decorazioni ec, che nell'iscri- vano a convitto per lo stu<strong>di</strong>o e l'educa»<br />

zioue deh 464 <strong>di</strong> Giambattista, la cui Ci- zione molti giovanetti secolari. La cinegura<br />

è in abito equestre, si legge l'illu- sa <strong>di</strong> s. Chiara vergine appartiene alle<br />

Sire titolo <strong>di</strong> Spettabile (<strong>di</strong> cui parlai nel monache francescane, molto grande, bel-<br />

atalo articolo) a lui dato, <strong>di</strong> cui scrisse la, ben mantenuta e ricca <strong>di</strong> suppellet-<br />

il somasco p. d. Stanislao Santinelli, nel- tili sagre. Il prossimo monastero delle re-<br />

l'annotazioni fatte al trattalo de Titoli ligiose <strong>di</strong> clausura papale, è uno de'pri-<br />

delie <strong>di</strong>gnitàd\ Pauciroli; ricordando in mi fondati sotto la regola <strong>di</strong> s. Chiara, e<br />

proposito il medesimo p. Casimiro, che lo già esisteva neh 274, e venne fondato o^<br />

slesso titolo <strong>di</strong> Spettabile si legge nell'e- v'era l'antico priorato e chiesa <strong>di</strong> s.Anasta-<br />

pitalfio <strong>di</strong> Lodovico (del secolo XIV), fi- sia, non più. esistenti. La fabbrica è mol-<br />

glio del re Roberto, esistente nella chie- to eslesa e comoda, a forma <strong>di</strong> gran<strong>di</strong>oso<br />

sa <strong>di</strong> s. Lorenzo <strong>di</strong> Napoli. La chiesa <strong>di</strong> s. palazzo, e può contenere più <strong>di</strong>4o mona-<br />

Antonio fin dal i573 è de' carmelitani, che,ancoper le buone ren<strong>di</strong>te<strong>di</strong>cuièprov-<br />

Joro data dalla confraternita della Mise- veduto. Il p. Casimiro da Roma ragiona<br />

1 icor<strong>di</strong>a col sito dove fabbricarouo il con- pure del monastero delle Clarisse, e lo <strong>di</strong>-<br />

vento comodo e chiosilo spazioso, per più ce uno de'più antichi della provincia ro-<br />

<strong>di</strong> 24 religiosi : ha ren<strong>di</strong>te sufficienti an- mana, pel documento che riferisce. Par*<br />

co a mantenervi Io stu<strong>di</strong>o. Dalla repub- la dell'indulgenza concessa alla chiesa da<br />

blica romana deh 849 questo convento Nicolò IV, delle riforme del monastero<br />

fii ridotto a ospedale militare, guastala avvenute uel i5a8 e nel 1668, con «no-<br />

|a chiesa e demolito il campanile. Ripri- nache tratte da s. Silvestro e da s. Cost-<br />

ituiate il governo pontificio, (religiosi u- malo <strong>di</strong> Roma, e delle religiose che vi fio-


234<br />

VEL<br />

l'irono in virtù e buon odore <strong>di</strong> santità.<br />

La chiesa del ss. Nome <strong>di</strong> Gesù, appellala<br />

ancora <strong>di</strong> s. Teresa, appartiene al mo-<br />

nastero sotto la stessa invocazione delle<br />

inonachecarmelitanecalzate, fondato nel<br />

j 64 1 da Fulvio Blariola, il quale a tale<br />

ell'etto nel j 63 1 già avea donato tutti i<br />

suoi beni con annuo fruttato <strong>di</strong> scu<strong>di</strong> 4^o,<br />

con conferma d'Urbauo Vili e riserva <strong>di</strong><br />

nomina <strong>di</strong> due monache senza dote alla<br />

famiglia Marida. Ne fu fondatrice suor<br />

Chiara Androsilla, già monaca del monastero<br />

<strong>di</strong> Sutri, entrandovi 12 monache<br />

a' 12 maggio 1 64- 1 dopo aver preso l'a-<br />

bito nella cattedrale per le mani dell'ar-<br />

ciprete Saulorecchia,fra le quali fu lai,<br />

Lucilla Assalonne vedova del fondatore<br />

col nome <strong>di</strong> suor Amia. La fabbrica non<br />

è molto estesa, ma comoda per più <strong>di</strong> 24<br />

monache con sullìcienli ren<strong>di</strong>te,edè clau-<br />

sura papale. Fra le altre chiese della cit-<br />

tà, olire quelle che ricorderò poi, mi limiterò<br />

a nominare. La chiesa <strong>di</strong> s. An-<br />

tonio abbate già de'canonici regolari <strong>di</strong><br />

Vienna,) quali già qui esistevano nel 1 joo<br />

e ne partirono nel 1 586. Venuta la chie-<br />

sa in proprietà dell' università artistica<br />

de'mulattieri, nel 1737 l'ornò con ele-<br />

gante sollitto e altro, e benché soppres-<br />

sa i mulattieri l'ufficiano nelle feste, es-<br />

sendo liliale della cattedrale e <strong>di</strong> giuris-<br />

<strong>di</strong>zione vescovile. Tale è pure la chiesa<br />

della Madonna <strong>di</strong> Costantinopoli, che fu<br />

fabbricata nel 1 636 a spese dell'univer-<br />

sità artistica de'calzolai, denominala an-<br />

che s. Crispino loro protettore. Soppres-<br />

sa l'università, i calzolai la continuarono<br />

a ritenere, venendo restaurata dal suo<br />

stato cadente nel 1 85 1 . La chiesa della<br />

ss. Concezione delta della Coroncina, la<br />

e<strong>di</strong>ficò nel 1702 Giuseppe Angelini a persuasione<br />

del b. Leonardo da Porlo Mau-<br />

rizio, il quale dando le ss. missioni in Velletri<br />

v'istituì la congregazioue della Via<br />

Crucis. Ora è filiale della sua parrocchia<br />

<strong>di</strong> s. Michele, ed appartiene alla confra-<br />

ternita degli Amanti <strong>di</strong> Gesù e Maria, e-<br />

letlu ueh8i4e asS ,,e o al* all'aiciooufru-<br />

V EL<br />

temila <strong>di</strong> Roma. Dalla pia liberalità de!<br />

conte Giuseppe Latini Macioli, verme<br />

aggiunta la sagrestia e la comoda abita-<br />

zione del cappellano, provveduta <strong>di</strong> uten-<br />

sili sagri, d' eccellente organo e <strong>di</strong> vari<br />

legati <strong>di</strong> messe. Come il lodato cavalie-<br />

re vi fa celebrare a sue spese il Carneva-<br />

le santificalo, ezian<strong>di</strong>o con istruzione <strong>ecclesiastica</strong><br />

e trattazione <strong>di</strong> qualche mas-<br />

sima fondamentale <strong>di</strong> nostra s. Religione,<br />

lo narra il Giornale <strong>di</strong> Roma deli856<br />

a n. 1 44- L> a chiesa <strong>di</strong> s. Silvestro I Pa-<br />

pa o <strong>di</strong> s. Giuseppe, filiale della chiesa<br />

parrocchiale <strong>di</strong> s. Michele, è molto anti-<br />

ca, essendo stata de<strong>di</strong>cala nelio85 a'20<br />

luglio dal vescovo Ottone I, ed ebbe il<br />

suo rettore; minacciando rovina, <strong>di</strong> re-<br />

cente fu rifabbricata. Nel 1610 venne<br />

concessa all'università artistica de' fale-<br />

gnami, poi abolita, e quin<strong>di</strong> vi fu eretta<br />

la confraternita <strong>di</strong> s. Giuseppe, neh 681<br />

aggregata aU'arcicoufraleruita omonima<br />

<strong>di</strong> Roma.Siccome<strong>di</strong> quest'ultima e della<br />

sua antica Università artistica riparlai<br />

nel paragrafo Falegnami <strong>di</strong> quell'arti-<br />

colo, qui ne profitto per dare un'essen-<br />

ziale <strong>di</strong>stinzione tra l'Arciconfraternità<br />

<strong>di</strong> s. Giuseppe, e V Università de' Falegnami<br />

<strong>di</strong> Roma, con più esatta <strong>di</strong>chiara-<br />

zione della riferita uel ricordalo articolo,<br />

essendo stati due corpi <strong>di</strong>versi e uniti, a<br />

modo che ora lessi negli originali : Statata<br />

Universitatis Carpentariorum Almae<br />

Urbis. Fuvoao rinnovati nel 1624,<br />

ed approvati a' 4 luglio da Urbano Vili<br />

colla bolla Chris tifidelium. Ciascun' arte<br />

soggetta al consolalo dell' università de*<br />

falegnami aveva i propri consoli, camer-<br />

lenghi, sindaci e altri ufliziali. Per la fe-<br />

sta del protettore s. Giuseppe sposo <strong>di</strong><br />

Maria Vergine, alla chiesa del l'a rcioonfVa -<br />

temila doveva ogni bottega dell'arte pa-<br />

gare un giulio ogni 6 mesi. I nuovi con-<br />

soli e camerlenghi dell'università artisti-<br />

ca un mese dopo la loro elezione, che fa-<br />

cevasi per bossolo, doveauo entrare per<br />

fratelli nell'arciconfiaternita, e dare ido-<br />

nea sicurtà <strong>di</strong> bene amministrare Tullioio


V E L<br />

a cui erano destinali. Le congregazioni e<br />

adunanze si facevano nell'oratorio dell'ai 1 -<br />

ciconfroieruita col l'intervento del notaio<br />

dell'uni versila; e perciò ivi pure tulle l'e-<br />

lezioni degli udìziali dell' unì verftità avea-<br />

110 luogo, come pure vi si prendeva il pos-<br />

sesso delle cariche du' nuovi consoli, ca-<br />

rnei leuglii e altri affiliati. Inoltre il nò-<br />

turo dovea pure intervenire e assistere al<br />

tnbuuale del consolato dell'arte in Cam-<br />

pidoglio nella mattina <strong>di</strong> u<strong>di</strong>enza. In (pie-<br />

ita i consoli dell'arte u<strong>di</strong>vano e decidevano<br />

sommariamente le cause e contru-<br />

\ersie insorte tra gli uomini dell'uni versi-<br />

la slessa, sino alla somma <strong>di</strong> io ducuti <strong>di</strong><br />

carlini; in altre cause i consoli rendevano<br />

ragione col consiglio dell'assessore. Il<br />

lutto a seconda della bolla <strong>di</strong> Gregorio<br />

IX III sopra la giuris<strong>di</strong>zione de' consolati<br />

dell' arti <strong>di</strong> Roma. L' applicazione delle<br />

inulte e penali si Faceva a favore della<br />

chiesa <strong>di</strong> s. Giuseppe del sodalizio, conse-<br />

gnandosi al provve<strong>di</strong>tore dell'arciconfra-<br />

lerutta : non potendo alcuno esercitare la<br />

professione dell'arti soggette all'universi-<br />

tà de'faleguami senza matricola e patente,<br />

la multa per quelli che uon n'erano mu-<br />

niti si <strong>di</strong>videva una 4-" parte a' consoli,<br />

il resto a detta chiesa. Doveasi pagare ila<br />

tutti i padroni <strong>di</strong> bottega la tassa per la<br />

la festa <strong>di</strong> s. Giuseppe. Nel cap. 55." degli<br />

Statuti: Dell' unione fra 1' Arciconfra-<br />

lernilà e l* Università de' falegnami <strong>di</strong><br />

Roma, si <strong>di</strong>ce. Che essendo l'urcieonfia-<br />

lernita <strong>di</strong> s, Giuseppe formala da uomini<br />

dell' università, si fece l'unione tra il so-<br />

dalizio e la corporazione artistica co' se-<br />

guenti patti ; vale a <strong>di</strong>re, si rinnovò l'u-<br />

nione fatta altre volte, e per ultimo a's3<br />

gennaio 1602 quaudo seguì la separazio-<br />

ne dell' Università de' Falegnami, dal-<br />

l' Università artistica dt Mura lori,col!u<br />

quale avea fabbricato a Ripelta la chiesa<br />

e l'oratorio <strong>di</strong> s. Gregorio. Per la quale<br />

<strong>di</strong>visione col l'ai" te de'rauratori, seguì al-<br />

lora l'unione dell'università de' falegna-<br />

mi all'arcicoufratetuila del protettore s.<br />

Giuseppe posta sopra le Carceri de' ss.<br />

V E L aSS<br />

Pietro e Paolo al Foro Romano. I capi-<br />

toli fatti allora Ira I' arciconfraternita e<br />

l'uni versila sono riportali negli stessi Sta-<br />

tuli, il sodalizio accordando all' univer-<br />

sità de' falegnami il comodo del proprio<br />

oratorio per l'adunanze dell'arte. Le con-<br />

gregazioni dall' ateicoufrateruita e del-<br />

l' università si tenevano nell* oratorio in<br />

giorni <strong>di</strong>versi. Nella chiesa <strong>di</strong>s. Giuseppe<br />

i consoli dell'università avevano ilgeuu-<br />

flessorio incontro a quello de' guar<strong>di</strong>ani<br />

del sodalizio coli' iscrizione: Constile*<br />

Carpentariorum. Il sodalizio assunse il<br />

nome <strong>di</strong> Compagnia o Arciconfralernilu<br />

e Università de Falegnami <strong>di</strong> Roma.<br />

Per arme adottò il compasso, impresa vec-<br />

chia dell'arte. L'arciconfraternita accettò<br />

l'offerta fallale dall'università per l'appli-<br />

cazione delle multe e pene coutenute nello<br />

statuto, a favore della chiesa <strong>di</strong> s. Giu-<br />

seppe. In ricognizione <strong>di</strong> tale unione l'ar-<br />

ciconfraternita coucesse il luogo e banco<br />

colgenuflessorio fatto a spese dell'univer-<br />

sità per sedervi il console e il camerlen-<br />

go, autorizzandoli <strong>di</strong> porvi l'epigrafe:<br />

Cotmdes et (jniversitas Carpentariorum<br />

; oltre la tavoletta col nome degli<br />

uffiziali prò tempore della medesima uni-<br />

versità; e tenevano il i.° luogo dopo i<br />

due deschi ove sedevano i guar<strong>di</strong>ani e gli<br />

altri uffiziali dell'arcicunfraternila. In tut-<br />

te le processioni, eccettuato e riservato il<br />

luogo del p. governatore e de'due consi-<br />

glieri deirarciconfraternita,i consoli e ca-<br />

merlengo dell'università potevano anda-<br />

re a piacere in ogni luogo, colle proprie<br />

mazze, munite dell'impresa dell'arcicon-<br />

fraternita ossia dell'immagine <strong>di</strong> s. Giù»<br />

seppe e del compasso coll'epigrafe : Uni*<br />

versitas Carpenlariorum .Per essere elet-<br />

ti a console e camerlengo dell'università,<br />

dovevano essere gl'in<strong>di</strong>vidui fratelli del<br />

sodalizio, o almeno dopo uu mese aggre-<br />

garsi all'ai •cicoufralernita, per godervi la<br />

voce attiva e passiva. Inoltre l'arciconfra-<br />

teruila accordò all' uui versila <strong>di</strong> fabbri-<br />

care nella lorochiesa alcuna cappella del-<br />

l' urie. 1 definiti appartenerli! ali'uuiver-


*36 V E L<br />

sita, benché non confratelli, il sodalizio<br />

gli associava e seppelliva. Risulta dunque<br />

dal fin qui riportato, che l'arciconfrater-<br />

uila eia un corpo <strong>di</strong>verso dall'università,<br />

e solo unita per quanto ho riferito, avendo<br />

i consoli dell' arte, come confratelli,<br />

voce attiva e passiva nel sodalizio, poiché<br />

appena eletti, come notai, erano am-<br />

messi per confrati, e partecipavano alle<br />

consuete <strong>di</strong>stribuzioni del pepe (del qua-<br />

le costume riparlai ad Università arti-<br />

stiche, e s. Beda <strong>di</strong>spensò a'suoi monaci,<br />

prima <strong>di</strong> morire, del pepe, de'fazzolelti<br />

e dell' incenso, pregandoli <strong>di</strong> ricordarsi<br />

<strong>di</strong> lui avanti a Dio squali pegni della ca-<br />

lila che ad essi li univa, e perchè con ta-<br />

li presenti li costringeva a ricordarsi <strong>di</strong><br />

lui iiell' orazioni. Secondo la regola <strong>di</strong><br />

s. Benedetto, i monaci per tacito consen-<br />

so dell'abbate, potevano lasciare somi-<br />

glianti ricor<strong>di</strong>. S, Lullo fece un regalo <strong>di</strong><br />

pepe, d'incenso e <strong>di</strong> cannella alla badessa<br />

K-aueboda. Di tali usi vi sono altri esem-<br />

pi nel fJutler, Vìla<strong>di</strong> s, Beda), delle can-<br />

dele e delle palme benedette. 1/ univer-<br />

sità de' falegnami <strong>di</strong> Roma, come tutte<br />

l'altre, fu soppressa da Pio VII; l'arcicon-<br />

fì atei iuta tuttora sussiste floridamente.<br />

Della suddetta parrocchia <strong>di</strong> S.Silvestro le<br />

pur filiale la chiesa della Madonna della<br />

JNeve,delta s,Valle,<strong>di</strong> giuris<strong>di</strong>zione vesco-<br />

vile : aulicamente avea rettore e chieri-<br />

ci. E bene mantenuta, con bellissimo pre-<br />

sbiterio ornato da 4 colonne e balaustra<br />

<strong>di</strong> marmo, il cui altare maggiore isolato<br />

è costrutto d' eccellenti marmi. Venne<br />

concessa alla confraternita delle ss. Slioj-<br />

«sale eretta nel 1602 e confermata da<br />

Clemente Vili neli6o4, in<strong>di</strong> aggregata<br />

oll'arcicoiifralernita <strong>di</strong> Roma del suo no-<br />

me. Vi si venera il corpo <strong>di</strong> s. Eutichia<br />

vergine e mai tire estratto dal cimiterio<strong>di</strong><br />

*. Ciriaca colla lapide sepolcrale. La chie-<br />

sa <strong>di</strong> s, Maria del Sangue, filiale della par-<br />

rocchiale <strong>di</strong> s. Michele e <strong>di</strong> giuris<strong>di</strong>zione<br />

Vescovile, fu eretta colle limosine de'<strong>di</strong>-<br />

Toti citta<strong>di</strong>ni nel 1 5 1 7. Si <strong>di</strong>ce fabbricala<br />

coq <strong>di</strong>segno del celebre Bramante, iq for-<br />

VEL<br />

ma oltagoua con grande cupola, e sulla<br />

porta si vede un antico orologio Berosia-<br />

no. Die motivo all'erezione <strong>di</strong> questo pic-<br />

colo tempio il pro<strong>di</strong>gio accaduto a'6 giugno<br />

1 5 1 6, descritto dal Bauco anche nel-<br />

la Narrazione istorica della chiesa <strong>di</strong><br />

s, Maria del Sangue, Roma 1 829. L'im-<br />

magine della Madonna <strong>di</strong>pinta sulla pa-<br />

rete esteriore d' una casa prossima al pa-<br />

lazzo pubblico, si vide stillare lagrime <strong>di</strong><br />

sangue dall'occhio sinistro, con ispavento<br />

e stupore <strong>di</strong> tutta la città, Segato il mu-<br />

ro, fu trasportata la ss. Immagine in que-<br />

sta chiesa, dove opera continui pro<strong>di</strong>gi.<br />

Inoltre in essa si venera I' antica imma-<br />

gine del ss. Crocefisso detto della Prov-<br />

videnza, perchè pe'singolari favori e gra-<br />

zie operate a prò <strong>di</strong> Vellelri, fu <strong>di</strong>chia-<br />

rato con pubblico decreto del 1 794» Pa '<br />

dre provvidentissimo <strong>di</strong> Vellelri, Sotto<br />

il suo altare è un sagro deposito <strong>di</strong> reli-<br />

quie de' ss. Martiri, estratte dall'altare<br />

chiesa <strong>di</strong> s, Prassede <strong>di</strong> Roma de'vallom-<br />

brosani. Sotto quello della Madonna è il<br />

corpo <strong>di</strong> s. Tortora Vittorina col vaso <strong>di</strong><br />

sangue e lapide sepolcrale, il tutto tras-<br />

portato dal cimiterio <strong>di</strong> Pretestato, pei'<br />

dono del cav, Giuseppe Calderoni bene-<br />

merito veliterno. Questa chiesa consagra-<br />

ta a'28 <strong>di</strong>cembre 1079 dal vescovo car<strong>di</strong>-<br />

nal Moroni, appartiene alla confraternita<br />

dellaMadonna delSangueeretta nel 1 5 1 6,<br />

che per essersi aggregata per la i.'all'ar-<br />

cicon fraternità e ospizio della ss. Trinità<br />

<strong>di</strong> Roma nel [5Si,è riconosciuta ancora<br />

sotto questo titolo. La piccola chiesa della<br />

ss. Trinità, <strong>di</strong> padronato de'Borgia, pos-<br />

siede il corpo <strong>di</strong> s. Giovino martire, col-<br />

I' ampolla del sangue e la lapide, tutto<br />

proveniente dalle catacombe <strong>di</strong> s. Seba-<br />

stiano. La chiesa <strong>di</strong> s. Apollonia vergine<br />

e martire, già de'religiosi del terz'or<strong>di</strong>ne<br />

<strong>di</strong> s. Francesco, venera il corpo <strong>di</strong> s. Zo-<br />

sirno martire, colla lapide, scavato nel ci-<br />

miterio <strong>di</strong> s. Saturnino; e la miracolosa<br />

immagine della B, Vergine della Carità;<br />

e quella della Madonna della Vita trasportata<br />

dalla chiesa de' ss, Cosma e Da-


VEL<br />

miano <strong>di</strong> Roma <strong>di</strong> detto or<strong>di</strong>nee <strong>di</strong>pinta<br />

ne\5i6. Appartiene alla confraternita del-<br />

la Carità <strong>di</strong> s. Maria dell'Orazione della<br />

Morte, fondata nella chiesa <strong>di</strong> s. Martino<br />

nel 1569 dal rettore Marco Ciampone,<br />

quin<strong>di</strong> aggregata all' omonima arcicon-<br />

fraternilu <strong>di</strong> Rorna,il cui sacco nero adot-<br />

tò, <strong>di</strong>mettendo il torchino ; da detta chie-<br />

sa, <strong>di</strong> cui è filiale, passata in cjuesta nel<br />

1 8 1 5. Soppressa la confraternita <strong>di</strong> s.Gio.<br />

Decollato della della Misericor<strong>di</strong>a, isti-<br />

tuita fin dal 1 533, ehhe il suo privilegio<br />

d'assistere i rei condannati a morte e<br />

seppellirli, per cui aggiunse al suo stemma<br />

quello <strong>di</strong> s. Gio. Decollato. Il Dauco<br />

enumera 24 chiese nella citlà e 8 sparse<br />

nel suo territorio; <strong>di</strong> piti riporta le no-<br />

tizie in breve delle chiese antiche, lanto<br />

interne quanto rurali o subu.rhane, non<br />

più esistenti, fra le prime enumerando<br />

s. Giovanni in Plagi», un tempo collegia-<br />

ta con arciprete. Riporta ancora quelle<br />

<strong>di</strong> <strong>di</strong>versi stabilimenti religiosi,eguahuente<br />

non più esistenti. Di questi ecconeuo<br />

cenno. Il i.° istituto religioso che si sta-<br />

bilì in Velletri fu quello <strong>di</strong> s. Benedetto,<br />

il monastero de'quali fu occupato d.i'mi-<br />

nori conventuali ; de' benedettini non si<br />

conosce altro. 11 priorato de'canonici re-<br />

golari delti <strong>di</strong> s. Anastasio, esisteva nel<br />

io3s e nel 1 i54- I canonici regolari <strong>di</strong><br />

s. Antonio <strong>di</strong> Vienna, già ricordati, nel<br />

partire si ritirarono in Roma nel mona-<br />

stero ora delle camaldolesi. Verso il 1 44-4-<br />

entrarono in Velletri gli agostiniani della<br />

congregazione <strong>di</strong> Lombar<strong>di</strong>a, cioè nel mo-<br />

nastero suhurhano <strong>di</strong> s. Maria dell'Otto<br />

fuori <strong>di</strong> porla Napolitana, abbandonalo<br />

dalle monache benedettine per le continue<br />

guerre ; convento soppresso dal go-<br />

verno francese nel 1810, che alienò con<br />

l'ospizio urbano <strong>di</strong>versi beni, ed i super-<br />

stiti Pio VII riunì al seminario. La chie-<br />

sa rovinata da un fiero turbine nel 1822,<br />

in seguito fu demolita.conservandosi l'an-<br />

tica, pregiata e <strong>di</strong> vola pittura a fresco del<br />

ss. Crocefisso, che pie persone ripararono<br />

dentro cappella, ove nel i85i si comin-<br />

VEL 23 7<br />

ciò a celebrarvi la messa. Il car<strong>di</strong>nal AntonM.M<br />

I Galligli venuto vescovo nel 1616,<br />

introdusse in Velletri i carmelitani scalzi<br />

a sue spese mantenuti, onde nel 1 620 per<br />

la sua morte furono costretti a partirne,<br />

vendendo il fabbricato non compito al<br />

car<strong>di</strong>nal Ginnetti,che colla chiesa eli s. Tecla<br />

lo racchiuse nel suo giar<strong>di</strong>no. Nel 1620<br />

i basiliani fondarono il loro monastero<br />

nella Via Lata, mezzo miglio lungi dalla<br />

città; ma pel terremòto del 1806 caduta<br />

la chiesa, e pericolando il monastero fu<br />

da'monaci abbandonato, in<strong>di</strong> co'loro be-<br />

ni fu dato da Pio VII all' ospedale delle<br />

donne. Il terz'or<strong>di</strong>ne <strong>di</strong> s. Francesco en-<br />

trò in Velletri nel 162 1, ed ebbe la chiesa<br />

suburbana della Madonna degli An-<br />

geli, poi un locale urbano in via l'an<strong>di</strong>-<br />

na colla suddetta chiesa <strong>di</strong> 9. Apollonia,<br />

e partirono nella soppressione del 1 8 1 o :<br />

Pio VII <strong>di</strong>e il convento alle maeslie pie<br />

e l' abitazione anteriore <strong>di</strong> queste co'beni<br />

invenduti all'ospedale delle donne. La<br />

chiesa e<strong>di</strong>ficata fin dal 1 52 1 da Bernar-<br />

<strong>di</strong>no Petratti, fu data alla confraternita<br />

della Misericor<strong>di</strong>a, e restò poi <strong>di</strong>strutta dal<br />

ricordato terremoto. Come suburbani,<br />

ora conviene parlare della chiesa e con-<br />

vento de' minori cappuccini, situali sul<br />

colle Giampapa. I cappuccini furono am-<br />

messi in Velletri nel 1 563 dal vescovo<br />

car<strong>di</strong>nal Pio <strong>di</strong> Carpi protettore dell'or-<br />

<strong>di</strong>ne, nel conveuto e chiesa <strong>di</strong> s. Stefano<br />

delta pure <strong>di</strong> s. Rocco, già esistente nel<br />

1 429 con rettore e chierici, prossima alla<br />

via postale. Nel 1609 I' abbandonarono<br />

per stabilirsi nel detto Colle. La chiesa<br />

è sotto l'invocazione <strong>di</strong> s. Croce <strong>di</strong> Monte<br />

Calvario, della quale si gettò lai. "pietra<br />

a'6 settembre <strong>di</strong> detto anno, poscia consagrata<br />

a' 1 8 ottobre ! 6 1 6, da Lorenzo Lau-<br />

<strong>di</strong> vescovo <strong>di</strong> Fossombrone, trasportando-<br />

vi dalla chiesa <strong>di</strong> s. Stefano la statua <strong>di</strong> s.<br />

Rocco, e l'immagine della Madonna della<br />

Piaga, così denominala dal segno visibile<br />

in una mano, cagionato da un colpo <strong>di</strong><br />

sasso scagliato empiamente da un ebreo.<br />

Nel t. 23, p. 177 dell' Album <strong>di</strong> Roma


238 VEL<br />

si riporta la bella immagine dell'Imma-<br />

colata Concezione, <strong>di</strong>pinto a fresco ilei<br />

giovane cremonese Cesare Cugini, esegui-<br />

to in questo convento, colla descrizione<br />

artistica <strong>di</strong> P. Perez, che ne enumera<br />

gli eleganti e <strong>di</strong>voti pregi.<br />

Velletri si <strong>di</strong>stingue anche nel pub-<br />

blico insegnamento, sì per l'istruzione e<br />

educazione della gioventù, sì per l'emu-<br />

lazione nelle scienze, pel comodo e utilità<br />

della popolazione, come ancora negl'isti-<br />

tuti benefici e caritatevoli a vantaggio dei<br />

bisognosi. Il seminario per I' istruzione<br />

de'giovani ecclesiastici fu eretto dal ve-<br />

scovo car<strong>di</strong>nal Moroni circa il 1570 ap-<br />

pena assunse il governo <strong>di</strong> questa chiesa,<br />

ma per mancanza <strong>di</strong> ren<strong>di</strong>te dopo pochi<br />

anni fu chiuso. Ristabilito nel 1592 dal<br />

vescovo car<strong>di</strong>nal Gesualdo, pel mantenimento<br />

degli alunni furono tassati tutti i<br />

beni ecclesiastici sì della mensa vescovile,<br />

come del clero della città e <strong>di</strong>ocesi; ma<br />

non essendo questi sufficienti, vi furono<br />

applicati alle vacanze alcuni beneficii e<br />

cappellanie,con autorizzazione <strong>di</strong> Clemen-<br />

te Vili del i5 9 5; nel i8i5PioVII gli<br />

applicò i detti beni invenduti degli agostiniani;<br />

il municipio vi mantiene due<br />

giovanetti, uno del cefo nobile e l'altro<br />

del civile, ed il henefico car<strong>di</strong>nal Macchi<br />

col donativo d' un fondo <strong>di</strong> scu<strong>di</strong> /jooo<br />

vi ha istituito 4 posti gratuiti. Il semina-<br />

rio vecchio è prossimo alla cattedrale e<br />

occupa quasi tutto 1' episcopio concesso<br />

al medesimo a poco a poco da vari vesco-<br />

vi, per maggior suo comodo. L'attuale seminario<br />

occupa il locale del car<strong>di</strong>nal York<br />

stabilito a sue spese per abitazione estiva<br />

degli alunni. Vi si alimentano e istruiscono<br />

9.0 alunni, oltre un buon numero <strong>di</strong><br />

convittori sotto la <strong>di</strong>rezione de'preti. Egli<br />

può contenere anche più <strong>di</strong> 5o giovani.<br />

Per l'istruzione delle scienze vi sono sta-<br />

bilite 1 scuole, cioè <strong>di</strong> grammatica inferiore,<br />

<strong>di</strong> grammatica superiore, d' uma-<br />

nità, <strong>di</strong> rcttorica, <strong>di</strong> filosofia, <strong>di</strong> teologia<br />

dogmatica e morale,e <strong>di</strong> storia ecclesiasti-<br />

ca e sagra, olire la scuola <strong>di</strong> canto formo.<br />

VEL<br />

Nel 1G01 per decreto della s. congrega-<br />

zione del concilio, il vescovo ottenne il<br />

singoiar privilegio: Ut qui in collegio<br />

ilio (della <strong>di</strong> lui <strong>di</strong>ocesi) per triennium<br />

stitduerit, habeat privilegia data ìpnùt<br />

nniversitalibus. 11 car<strong>di</strong>nal Alessandro<br />

Maltei in forza <strong>di</strong> tale concessione con-<br />

seguì da Pio VII con un breve il <strong>di</strong>ritto<br />

<strong>di</strong> dare la laurea sulle facoltà <strong>di</strong> filosofia<br />

e teologia agli studenti <strong>di</strong> questo semi-<br />

nario ; ma tale concessione fu abrogata<br />

da Leone XII, che nello stato pontificio<br />

tolse tutte l'università <strong>di</strong> stu<strong>di</strong> <strong>di</strong> 2." or-<br />

<strong>di</strong>ne. Neil' Effemeri<strong>di</strong> letterarie <strong>di</strong> Roma,<br />

t. 6, p. 46, si parla dell'università <strong>di</strong><br />

Velletri, onore da' Papi concesso alla<br />

chiesa d'Ostia, come quella che teneva il<br />

principato fra le chiese car<strong>di</strong>nalizie del-<br />

l'or<strong>di</strong>ne de' vescovi, e riconosciuto da'tii-<br />

bunali. Ma quando Ostia fu per la mala<br />

aria spopolata e quasi deserta, e non che<br />

collegio e università, città ecitta<strong>di</strong>ni ven*<br />

nero meno, era ben giusto per non ispo-<br />

gliare <strong>di</strong>si bel privilegio l'amplissima <strong>di</strong>-<br />

gnità del decanato, se ne trasferisse il pos«<br />

sesso in Velletri, per essere la sua chiesa<br />

da lunghi secoli all' Ostiense perpetuamente<br />

congiunta. E questo fece giustamente<br />

e lodevolmente Pio VII. In<strong>di</strong> si<br />

<strong>di</strong>ce. Non fu vuota tal grazia <strong>di</strong> effetto,<br />

poiché le scienze del giure, della teolo-<br />

gia e della filosofia, e le lettere grecheràline<br />

e italiane vi si insegnarono in molto<br />

concorso <strong>di</strong> giovani, e con loro profitto<br />

non lieve. Tale ragionare si faceva nel<br />

182 1, quando era no trascorsi Gannì dac-<br />

ché per le cure del nominato car<strong>di</strong>nal<br />

Maltei era stalo l'istaurato il corso degli<br />

stu<strong>di</strong> umani e <strong>di</strong>vini sotto la reggenza <strong>di</strong><br />

Vincenzo Macioti, uomo più voglioso <strong>di</strong><br />

sapere, che <strong>di</strong> apparire sapiente. Nana<br />

per ultimo la <strong>di</strong>stribuzione fatta indetto<br />

anno <strong>di</strong> propria mano delle lauree e premi<br />

d'ogni genere, dal car<strong>di</strong>nal Della So-<br />

maglia, celebrando come il sullodato pre-<br />

lato, allora cari. Alessandro Macioti, nipo-<br />

te degnissimo del nominalo Vincenzo, e<br />

professore <strong>di</strong> filosofia, immaginò modo


VCL<br />

ncciò il <strong>di</strong>sputare fosse <strong>di</strong>mostralo verace<br />

prova del profitto de'giovnni, non pom-<br />

pa appariscente, e ne produce le prove.<br />

]| Banco fa gran<strong>di</strong> elogi <strong>di</strong> Vincenzo Ma-<br />

cioli, poi vescovo come già <strong>di</strong>ssi, virtuo-<br />

sissimo e zelante rettore del seminario,<br />

profondamentedotto, come <strong>di</strong>mostrò col-<br />

le sue produzioni scientifiche, avendo re-<br />

cato sommo onore alla patria, e fu ancora<br />

modello de'vescovi. Esisteva nel semina-<br />

rio l'accademia intitolata degl'Incogniti<br />

istituita nel 1775. Avea le sue leggi, ri-<br />

conosceva il protettore e il custode, oltre<br />

il segretario. Radunavasi or<strong>di</strong>nariamen-<br />

te due volte all'anno, ed ezian<strong>di</strong>o <strong>di</strong> più,<br />

se lo richiedevano le circostanzefll n.° 2.54<br />

del Giornale <strong>di</strong> Roma del 1802 riporta<br />

la notificazione de' 29 ottobre del gonfaloniere<br />

<strong>di</strong> Velletri cav. Giovanni Gra-<br />

ziosi, <strong>di</strong>retta agli abitanti dell'inclita cit-<br />

tà. E


*4° V E L<br />

le <strong>di</strong> s. Clemente, due ore innanzi il mez-<br />

zodì, assistendovi 1' Em.° sig. r<br />

car<strong>di</strong>nal<br />

decano nostro amantissimo vescovo e le-<br />

gato, e mecenate solertissimo de' buoni<br />

stu<strong>di</strong> e <strong>di</strong> ogni religiosa educazióne, non-<br />

ché mg. r<br />

d. Antonio Cambozzi delegato<br />

apostolico, la magistratura e tulle le au-<br />

torità ecclesiastiche e civili. Dopo I' in-<br />

cruento sagrificio, che verrà celebrato da<br />

mg. r<br />

Gesualdo Vitali, vescovo suffraga*<br />

neo e vicario generale, vi sarà l'inaugu-<br />

rale orazione, e in line l'invocazione del<br />

Divino Spirito, e la bene<strong>di</strong>zione del Ve-<br />

nerabile. La magistratura <strong>di</strong> Velletri è<br />

d' avviso <strong>di</strong> non aver potuto rendere a<br />

questa popolazione miglior servizio, che<br />

erigendo in mezzo ad essa un collegio <strong>di</strong><br />

scuole <strong>di</strong>retto da'pp. della compagnia <strong>di</strong><br />

Gesù; però confida che saranno solleciti<br />

i genitori a mandare alle medesime i lo-<br />

ro figliuoli, perchè colle lettere e colle<br />

scienze bevano il latte della morale e della<br />

religione, ch'i l'unica cosa, che possa fa-<br />

re felice l'uomo su questa terra". In<strong>di</strong> nel<br />

n.° 288 dello stesso Giornale si legge la<br />

relazione dell'apertura del collegio della<br />

compagnia <strong>di</strong> Gesù in Velletri, dettaglia-<br />

ta e veramente magnifica. Si <strong>di</strong>ce segna-<br />

re un' epoca gloriosa negli annali urbani<br />

l' inaugurazione solenne delle scuole de'<br />

gesuiti, i quali hanno per istituto d'eru-<br />

<strong>di</strong>re la giovine età da' primi ru<strong>di</strong>menti<br />

delle lettere, sino ad aver compiuto gli<br />

stu<strong>di</strong> della filosofia e della teologia. Si ri-<br />

pete con maggior estensione il contenuto<br />

della riportata notificazione, e quin<strong>di</strong> si<br />

descrive lutta quanta la ceremonia deco-<br />

rosissima ch'ebbe luogo in detto giorno<br />

7 novembre nella cattedrale, alla presen-<br />

za del car<strong>di</strong>nal decano del senato più ve-<br />

nerando della terra, dell'autorità gover-<br />

native e comunali, de' prelati, del capi-<br />

tolo, de' pp. del collegio, della nobiltà e<br />

delle dame, oltre il collegio de'parrochi,<br />

le autorità militari, gli scolari iscritti, la<br />

moltitu<strong>di</strong>ne. Dopo la messa celebrata da<br />

mg. 'Vitali, formalmente il gonfaloniere<br />

presentò al car<strong>di</strong>nale in vaso d' argento<br />

VEL<br />

il pontificio breve, che autorizzava l'ere-<br />

zione del collegio, prescrivendo i mo<strong>di</strong> e<br />

le spese da fusi dalla comunale magistratura.<br />

Allora il car<strong>di</strong>nale con voce commovente<br />

<strong>di</strong>sse a' municipali, non poter<br />

esprimere a parole la consolazione somma<br />

che prova in cuore nel ricevere quel<br />

breve *» per la fondazione d'un collegio<br />

dell'inclita compagnia <strong>di</strong> Gesù: quell'at-<br />

to formare la più bella gloria <strong>di</strong> cui si po-<br />

tessero vantare nell'esercizio del loro ca-<br />

rico; desiderare in fine che i parenti usas-<br />

sero <strong>di</strong> tal benefìcio col mandare i loro<br />

figli a queste pubbliche scuole". Ritira-<br />

tisi i municipali, si avanzarono a pie del<br />

trono i pp. gesuiti, ed il car<strong>di</strong>nale <strong>di</strong>e il<br />

breve in mano al rev. p. Gio. Francesco<br />

Blosi rettore del nuovo collegio, <strong>di</strong>rigen-<br />

dogli un conciso, ma toccante <strong>di</strong>scorso,<br />

la cui somma è la seguente. » Consegnar-<br />

gli quel breve or ora ricevuto dal sig. r<br />

gonfaloniere del la città, nel quale il sommo<br />

Pontefice autorizzava l'erezione del<br />

nuovo collegio. Aver egli da lunga pezza<br />

desiderato quel dì,ed averlo sospirato con<br />

agli occhi amare lagriroe;esserealla fine<br />

spuntato : contarlo dunque tra' più bei<br />

giorni <strong>di</strong> lunga sua vita : non potere il<br />

labbro esprimere la gioia che provava in<br />

quell'istante il suo cuore per vedersi giun-<br />

to alla meta de' suoi voti : essere ormai<br />

arrivato pressoché al termine de' giorni<br />

suoi, e vicino <strong>di</strong> presentarsi al giu<strong>di</strong>zio <strong>di</strong>-<br />

vino: aver perciò ora un titolo <strong>di</strong> confor-<br />

to per conciliarsi con la clemenza <strong>di</strong> Dio,<br />

potendogli <strong>di</strong>re: questi fanciulli, che voi<br />

mi deste, o Signore, ioli consegnai nelle<br />

mani della vostra pre<strong>di</strong>letta compagnia,<br />

affinchè venissero avviali sin da'ver<strong>di</strong> lo-<br />

ro anni nel santo vostro timore: da tale<br />

idea trarre il suo spirito calma econforto,<br />

e il suo cuore presagire un vero miglioramento<br />

<strong>di</strong> questa sua <strong>di</strong>letta città ". A<br />

tali parole, che trassero le lagrime sul ci-<br />

glio degli astanti, rispose profondamente<br />

commosso il p. rettore, anche a nome de<br />

suoi padri ivi presenti, <strong>di</strong>chiarando la con-<br />

fusione per quanto erasi degnato <strong>di</strong>re, <strong>di</strong>


V E h<br />

voler batter l'orme de'loro maggiori nel-<br />

I' ammaestramento ilella gioventù, cli'è<br />

ili tutte l'età la più cara a Dio, per la<br />

quale avrebbero de<strong>di</strong>catogli sforzi del lo-<br />

to spirito e l'affezioni del loro cuore,pre-<br />

gainlo Dio ad aiutarli nell' impresa che<br />

promettevano <strong>di</strong> compiere, per la quale<br />

invocare il concorso <strong>di</strong> lutti e specialmen-<br />

te de'genilori. In<strong>di</strong> i pp.<br />

gesuiti fecero la<br />

consueta professione <strong>di</strong> fede, seguì l'inau-<br />

gurale orazione del facondo p. Salvatore<br />

Orzelli ; e cantatosi l'inno dello Spirilo<br />

Santo, fu chiusa la nobilissima funzione<br />

colla trina bene<strong>di</strong>zione compartita da<br />

mg.' Vitali. 11 pubblico tripu<strong>di</strong>o per sì<br />

fausto avvenimento lo manifestarono con<br />

eleganti composizioni stampate i profes-<br />

sori del seminario cai). Di Lazzaro e l'ab.<br />

Fiorenza. Rapi<strong>di</strong> ne furono gli ubertosi<br />

frulli, descritti dal n. i3ydel Giornale<br />

<strong>di</strong> /ìor/ia del i853, narrandoli pubblico<br />

saggio <strong>di</strong> rettorica a'2 giugno decorosamente<br />

datosi da' pp. gesuiti co' loro <strong>di</strong>-<br />

scepoli, nell'aula dell' antico seminario,<br />

ove aveano raccolto il fiore della città,<br />

alla presenza del car<strong>di</strong>nal Macchi festeg-<br />

gialo da musicali concenti, da offerte <strong>di</strong><br />

poesie e <strong>di</strong> fiori." Lode sia perciò a que'<br />

citta<strong>di</strong>ni che V onore <strong>di</strong> Dio e della patria<br />

avendo a cuore, presero questa ad<br />

illustrare nuovamente e meglio, la com-<br />

pagnia <strong>di</strong> Gesù chiamandovi a fondare<br />

un collegio. Per essi giunsero gli esercizi<br />

spirituali a' giovani scolari, a'monasteri,<br />

agli orfanotrofi, al celo de' nobili, degli<br />

impiegati, delle dame; esercizi spirituali<br />

alla guarnigione che vi stanzia, agl'incar-<br />

cerati; <strong>di</strong>spensazione della parola <strong>di</strong>vina<br />

corrente l'anno a tutti". Inoltre riferisce<br />

il Giornale le solenni trigesime esequie<br />

celebrate nella cattedrale dal capitolo, pel<br />

Rm.° p. Giovanni Roolhaan defunto pro-<br />

posito generale della compagnia <strong>di</strong> Gesù,<br />

proso il qualeassai caldeggiò perchè que-<br />

sta venisse stabilita in Velletri, e con esse<br />

volle dargli un attestato <strong>di</strong> pubblica rico-<br />

noscenza ; a taleeffetto invitò ad assistervi<br />

il car<strong>di</strong>nal Macchi, i prelati, le autorità, i<br />

VOL. LXXXIX.<br />

V E L a | i<br />

citta<strong>di</strong>ni; pontificò la messa mg. 'Vitali, e<br />

pronunziò l'orazione funebre il gesuita p.<br />

Carlo M. a<br />

Ciampi professore d'eloquenza.<br />

Per tuttociò, non solamente cessarono i<br />

dottrinari dal regolare il pubblico inse<br />

gnamento in Velletri, ma già era cessato<br />

quello de' fratelli delle scuole cristiane.<br />

Questi furono introdotti nella città nel<br />

i836 per l' istruzione de'fanciulli e gio-<br />

vanetti nel leggere, scrivere, aritmetica<br />

e dottrina cristiana, in che sono abilissi-<br />

mi. Il vescovo car<strong>di</strong>nal Pacca nel conce-<br />

derli alla città cede loro la suddetta ca-<br />

sa, a proprie spese stabilita dal vescovo<br />

car<strong>di</strong>nal York per abitazione estiva a<br />

comodo degli alunni e convittori del se-<br />

minario, per toglierli dall'aria bassa, che<br />

si respira nella casa del vecchio seminai io<br />

contigua alla cattedrale e prossima alla<br />

porta Napolilana, nella stagione calda, e<br />

vi <strong>di</strong>moravano dal i.° luglio a tutto Tot<br />

tobre. Rimane il locale, ed ora propriamente<br />

seminario, nella parie superiore<br />

della città in via Borghese. La cessione<br />

fu falla alla connine per un <strong>di</strong>ecioltennio<br />

per rescritto <strong>di</strong> Gregorio XVI de'7 giugno<br />

i83G, al quale <strong>di</strong>e esecuzione il car-<br />

<strong>di</strong>naie, e il comune pel mantenimento <strong>di</strong><br />

5 religiosi assegnò scu<strong>di</strong> 5oo annui. Il u.<br />

45 del Diario <strong>di</strong> Roma del 1837 celebrò<br />

l'erezione dello stabilimento concesso<br />

dal Papa a istanza del car<strong>di</strong>nale, onde<br />

procurare alla gioventù velilerna un nuo-<br />

vo mezzo d'educazione cristiana e civile,<br />

per sì zelanti operai che in ispecial modo<br />

si de<strong>di</strong>cano all' educazione de'giovanetti<br />

.° nel 1 loro sviluppo, per renderli un gior-<br />

no cristiani e utili citta<strong>di</strong>ni, onde tosto<br />

la loro scolaresca <strong>di</strong>venne numerosa e fio-<br />

rente. Ma nel consiglio municipale tenu-<br />

to l'8 giugno i85o, sulla domanda fatta<br />

dal car<strong>di</strong>nal Macchi per la restituzione<br />

del locale del seminario estivo, con que-<br />

sto fu rescisso il contratto <strong>di</strong> locazione; e<br />

dovendo la comune somministrare are-<br />

ligiosi delle scuole cristiane altro locale<br />

a loro piacimento, fu ad essi offerto il<br />

vecchio semiuario, che si abbandonava<br />

16


a** ,<br />

V<br />

E L<br />

pel dello sospetto d' aria poco sana. Non<br />

piacque n'religiosi,e perciò si determina-<br />

rono nell'agosto d'abbandonar la città<br />

con <strong>di</strong>spiacere de'cilta<strong>di</strong>ui,e specialmente<br />

de'padri <strong>di</strong> famiglia pel mancamento <strong>di</strong><br />

loro utilissima istruzione, alla quale però<br />

venne provveduto co'pp. gesuiti. Imperoc-<br />

rbè sotto la loro <strong>di</strong>rezione vi suppliscono<br />

cine preti secolari a spese del comune, in-<br />

segna ndo nel medesimo seminario vecebio<br />

u'fanciulli il leggere e lo scrivere, Pel ses-<br />

so femminile vi è un conservatorio <strong>di</strong> zi-<br />

telle, ebe luiitno ancora la pubblica scuola<br />

colla piccola cbiesa della Madonna del-<br />

la Neve, <strong>di</strong>versa dalla sunnominata, ben-<br />

sì com'essa filiale della parrocchiale <strong>di</strong><br />

s. Michele. Questo pio luogo volgarmen-<br />

te appellato delle Monachelle fu eretto<br />

per opera <strong>di</strong> Silvestro Cinelli arciprete<br />

della cattedrale nel 1690. Ad esso fu u-<br />

nito il collegio dell'orsoline, che vivevano<br />

sotto la regola <strong>di</strong> s. Basilio, fonduto in<br />

V elicili nel 169.5 da Biagio Terzi vica-<br />

rio generale. Aveano queste zitelle per<br />

istituto l'educazione delle fanciulle, e l'u-<br />

nione avvenne nel 1713. Nel conserva-<br />

torio non vi è clausura ; ha la pubblica<br />

scuola per l'istruzione delle fanciulle, per<br />

cui dall'erario comunale vengono al pio<br />

luogo somministrati annui scu<strong>di</strong> 1 00. Nel<br />

i834 venne a queste zitelle affidalo il<br />

nuovo orfanotrofio delle pupille istituito<br />

da Giulio Coluzzi uobile velilerno, che<br />

lo <strong>di</strong>chiarò erede de'suoi beni. Questo è<br />

aumentalo <strong>di</strong> ren<strong>di</strong>te dalla largizione <strong>di</strong><br />

altri caritatevoli citta<strong>di</strong>ni, e da' beni del-<br />

la suddetta soppressa confraternita della<br />

Misericor<strong>di</strong>a o s. Gio. Decollato, che al-<br />

) 'orfanotrofio umGregorioX VI nel 1 835.<br />

Fare che a questo alludano le parole che<br />

si leggono nel n.°45 del Diario <strong>di</strong> Roma<br />

del 1837, <strong>di</strong>cendosi avere il car<strong>di</strong>nal Pac-<br />

ca nel maggioi836 provvedutoalle fan-<br />

ciulle prive <strong>di</strong> padre e <strong>di</strong> uiadrecolla fon-<br />

dazione d'un orfanotrofio. Maciòuon è<br />

vero, perchè l'istituto preesisteva, e sol-<br />

tanto il car<strong>di</strong>nale ne fu benefico. Le mae-<br />

stre pie sotto la regola <strong>di</strong> Uosa Veneri-<br />

V E L<br />

ni, furono introdotte in Velletri pei l'i-<br />

struzione delle fanciulle dal vescovo car-<br />

<strong>di</strong>nal Ruffo. Tengono scuola pubblica li-<br />

no da'3 maggio 1 744' con convitto d'educande,<br />

e sono mantenute dall'erario<br />

comunale, che loro somministra scu<strong>di</strong><br />

3oo annui, oltre il go<strong>di</strong>mento d'una pen-<br />

sione perpetua <strong>di</strong> scu<strong>di</strong> 4o> imposta a lo-<br />

ro favore sulla prebenda parrocchiale <strong>di</strong><br />

s. Maria. Dall'antica loro abitazione pas-<br />

sarono ad abitare nel soppresso conven-<br />

to de'religiosi del teiz'or<strong>di</strong>ne francesca-<br />

no uel j 8 1 8 ; ma venne tale abitazione<br />

comprata dal comune, con isti omento<br />

st ipolato a'26 agosto 1 85 1 alla presenza<br />

e coll'aulorità <strong>di</strong> nig. r<br />

Bruti allora dele-<br />

galo apostolico, premuroso ancb'egli per<br />

lo stabilimento de' religiosi gesuiti da<br />

preporsi all'istruzione cristiana, morale e<br />

scientifica della gioventù veliterna. Così<br />

tale abitazione fu destinata per forma re<br />

con altre la casa e le scuole pubbliche<br />

de' gesuiti, a<strong>di</strong>acenti alla chiesa <strong>di</strong> s. A-<br />

pollonia. l'ero l'e<strong>di</strong>lìzio riuscito non ab-<br />

bastanza vasto pel collegio de'gesuiti. que-<br />

sti restarono e tuttavia <strong>di</strong>morano nel <strong>di</strong>-<br />

scorso seminario vecchio col loro stabi-<br />

limento, ove temporaneamente erano<br />

stati collocati con breve pontificio. S'i-<br />

gnora l'uso che si farà <strong>di</strong> detto nuovo e-<br />

<strong>di</strong>fizio. Quando perciò neh 85 1<br />

stesso le<br />

maestre pie partirono dalla loro casa <strong>di</strong><br />

s. Apollonia, passarono ad abitare nella<br />

via Corriera nel 1. "piano del palazzo Co-<br />

lonnesi, a spese del comune che ne paga<br />

la pigione, e quivi tuttora <strong>di</strong>morano. Al-<br />

tro orfanotrofio è quello <strong>di</strong> recente isti*<br />

lozione. Il servo <strong>di</strong> Dio d. Vincenzo Pai-<br />

lolla, più volte recatosi in Velletri, esternò<br />

al conte Giuseppe Latini Macioti il<br />

desiderio,cheda lungo tempo nel suo cuo-<br />

re nutriva, d'aprire nella medesima città<br />

un orfanolrofio, che servisse <strong>di</strong> ricovero<br />

e <strong>di</strong> educazione alle povere zitelle abban-<br />

donate veliterue ; fondandolo colle stesse<br />

regole, e come <strong>di</strong>ramazione <strong>di</strong> quello da<br />

lui istituito in Roma, e <strong>di</strong>tello dalla con-<br />

gregazione e pia società ivi pur da lui


: pensò<br />

:<br />

: favore<br />

' to<br />

: datore<br />

• scritto<br />

1 Portici<br />

! cerdoti<br />

VEL<br />

fondata dell' Apostolato Cnttolico sotto<br />

l'invocazione della Regina degli Aposto-<br />

li {T'-)- Il conte che amava moltissime il<br />

servo <strong>di</strong> Dio, secondò il <strong>di</strong> lui caritate-<br />

vole desiderio, con generosamente esi-<br />

birsi pronto ad acquistare il locale opportuno<br />

e donarlo a tale uso. Difatti com-<br />

prò una casa con iscoperto in via Fiore<br />

neh85o per scu<strong>di</strong> 5ooo, ed altra contigua<br />

per scu<strong>di</strong> 1 8 i , oltre una 3/ presa in<br />

enfiteusi perpetuo per l'annuo canone <strong>di</strong><br />

scu<strong>di</strong> 3o. Formato quin<strong>di</strong> il piano <strong>di</strong> ri-<br />

duzione dall'egregio architetto cav. Gae-<br />

tano Monchini, si vide compita la fabbrica<br />

bella e gran<strong>di</strong>osa in meno <strong>di</strong> i 7 me-<br />

si. Per rendere l'opera più duratura si<br />

a provvederla <strong>di</strong> ren<strong>di</strong>te. Il virtuoso<br />

Giacomo Salvati romano, o come<br />

altri vogliono <strong>di</strong> Rocca <strong>di</strong> Papa, coope-<br />

ratore nel bene all'ab. Pallolta, anche in<br />

delle Vedove (V.),avea rinvesti-<br />

alla comunità <strong>di</strong> Velletri scu<strong>di</strong> 16,000<br />

al 5 per 100. Il figlio <strong>di</strong> detto conte, Luigi<br />

Latini Macioti, e la <strong>di</strong> lui consorte Ca-<br />

milla figlia del lodalo Salvati ne otten-<br />

nero da questo la donazione in vantaggio<br />

del nuovo pio istituto nello stesso i85o<br />

a' 3 giugno. Nel medesimo giorno Mi-<br />

chelangelo Macioti nobile veliternodonò<br />

scu<strong>di</strong> 8,6oo. Secondo la mente del fon-<br />

e de'donatori, ed a forma del re-<br />

del car<strong>di</strong>nal Macchi in data <strong>di</strong><br />

de' 5 novembre 1849, la <strong>di</strong>rezio-<br />

ne spirituale dell' istituto fu affidata a'sa-<br />

<strong>di</strong> detta congregazione della Re-<br />

gina degli Apostoli ; per cui si provvide<br />

; un locale e si ridusse a piccolo convento<br />

- pe'medesimi<br />

: con<br />

; mi<br />

' del<br />

1 Leggo<br />

a spese del conte Giuseppe<br />

Latini Macioti nel i85i. Così Velletri<br />

questo nuovo stabilimento benefico,<br />

soggetto alla giuris<strong>di</strong>zione vescovile, ac-<br />

quistò ornamento e decoro, non che somvantaggi<br />

per la cristiana educazione<br />

sesso femminile, e conserverà ricono-<br />

scenza al servo <strong>di</strong> Dio che lo promosse.<br />

nel n. 241 del Giornale <strong>di</strong> Roma<br />

del 1832, che a' 18 ottobre in Velletri le<br />

sorelle della congregazione dell'Aposto-<br />

V E L 243<br />

Iato Cattolico, istituite in Roma dal ser-<br />

vo <strong>di</strong> Dio d. Vincenzo Pallotta, accom-<br />

pagnale dal rettore <strong>di</strong> delta congregazio-<br />

ne e da molti ecclesiastici e laici della cit-<br />

tà, fecero il loro ingresso nel nuovo s. ri-<br />

tiro e pia casa <strong>di</strong> Carità, aperto loro dal-<br />

la pietà d'insigni benefattori, fra'quali il<br />

conte Giuseppe Latini Macioti, il quale<br />

preparò pure convenientemente il vasto<br />

locale da lui comprato e ne sollecitò con<br />

zelo l'apertura a vantaggio delle zitelle<br />

povere e abbandonate che vi si devono<br />

educare e istruire nella pietà e ne' ma-<br />

nuali lavori, non meno delle giovanette<br />

esterne che vi avrebbero scuola. Nella<br />

cappella del Ritiro le sorelle furono benignamente<br />

accolte dal car<strong>di</strong>nal Macchi,<br />

da mg. r<br />

Vitali e da mg/ delegato apo-<br />

stolico, dalla magistratura e da parecchi<br />

del clero secolare e regolare. Ivi esposto-<br />

si il Venerabile, le sorelle intuonarono il<br />

Veni creator Spiritus,e il dottissimo e<br />

celebre R. p. Giovanni Perrone gesuita<br />

vi fece un eloquente ed analogo ragio-<br />

namento. In fine datasi la bene<strong>di</strong>zione<br />

col Santissimo, il car<strong>di</strong>nale in una sa-<br />

la contigua alla cappella, dove si conse-<br />

gnarono le chiavi alle suore, dopo uu te-<br />

nero e commovente <strong>di</strong>scorso, compartì<br />

loro la pastorale bene<strong>di</strong>zione. In Velie-<br />

tri vi sono due maestri per la Filarmoni-<br />

ca, la cui accademia fu istituita ne'piimi<br />

anni del corrente secolo. Neil 835 erausi<br />

gettale le fondamenta per un nuovo<br />

teatro comunale, il cui proseguimento re-<br />

stò sospeso, e le mura fondamentali ap-<br />

pena sono giunte al paro del suolo. Il<br />

Theuli narra a p. 25 1, che a svio tempo<br />

in un salone del palazzo del comune si<br />

solevano recitare comme<strong>di</strong>e, coA da've-<br />

literni, come da'forastieri che vi concor-<br />

revano. Esiste un teatro particolare del<br />

veliterno capitano Giuseppe Graziosi, il<br />

quale serve per le rappresentazioni tea-<br />

trali, specialmente della società accade-<br />

mica Filodrammatica fondata <strong>di</strong> recen-<br />

te, con approvazione della s. congrega-<br />

zione degli stu<strong>di</strong> ;<br />

uop meno che per le


244<br />

V E L<br />

rappresentazioni in prosa. Ora a spese del<br />

proprietario, questo teatro è stato rinno-<br />

vato e abbellito, ed imminente n' è il<br />

compimento, e riuscirà corrispondente<br />

alla <strong>di</strong>gnità della città. Sulla piazza <strong>di</strong><br />

s. Giacomo un tempo sorgeva il teatro<br />

della Passione, così detto per sagre rap-<br />

presentazioni <strong>di</strong> quanto <strong>di</strong>rò poi parlando<br />

della confraternita del Gonfalone, <strong>di</strong><br />

eccellenle<strong>di</strong>segno e ornato <strong>di</strong> marmi. L'e-<br />

<strong>di</strong>fizio malconcio dall'ingiuria de' tempi,<br />

fu abbandonato e nel 1763 demolito per<br />

fabbricarvi in quel sito nuove abitazioni.<br />

.Scrisse su questo monumento il car<strong>di</strong>nal<br />

Borgia, conservandone la memoria con<br />

incisione in rame. Ne'trascorsi secoli, allorchè<br />

pregiavasi ogni città d'avere una<br />

o più accademie <strong>di</strong> poesia, nelle quali stimavasi<br />

cosa onorifica esservi asci itti, non<br />

mancò questo letterario esercizio in Vel-<br />

letri, <strong>di</strong>e in epoche <strong>di</strong>verse ne contò mol-<br />

te. Il nome <strong>di</strong> queste accademie era stra-<br />

vagante e capriccioso, come altrove, per-<br />

ciò uniformandosi al costume de' secoli.<br />

Quin<strong>di</strong> furono appellate degli Affaticali,<br />

degli Erranti, degli Estinti, alt Gonfia-<br />

otri, de 1<br />

Riaccesile Sollevatile^''Inno-<br />

minati. E quasiché (ossero poche queste<br />

accademie pubblichete n'erano anco nel-<br />

le case privale; così altri poeti aduna vansi<br />

nella casade'Toruzzi, nellesalede'minori<br />

con ventua li, e in quelle del seminario, i so-<br />

ci <strong>di</strong> sua accademia poi lavano il nome de-<br />

gì' Incogniti. Tali letterarie adunanze, in<br />

cui quasi sempre per unico fine col ti va vasi<br />

la poesia, poche e raramente erano quelle<br />

in cui<strong>di</strong>sputavasi<strong>di</strong> scienze, lettere e arti.<br />

Ma tutte furono <strong>di</strong> breve durata e anelarono<br />

poco a poco a mancare. JN'e lasciarono<br />

memoria i sunnominati scrittori ve-<br />

literni conte Bassi, p. Theuli e mg.' A-<br />

lessandro Borgia. Come in altri luoghi<br />

d'Italia, che abbandonate le poetiche so-<br />

cietà, ne istituirono altre più durevoli e<br />

rivolte a più utili <strong>di</strong>scipline, Velletri ab-<br />

bracciò questo cambiamento poc'oltre la<br />

metà dello scorso secolo, con istituire la<br />

celebre Società letteraria Folsca l eli-<br />

V E L<br />

terna , nella quale olire la poesia liberamente<br />

può trattarsi in prosa qualunque<br />

argomento scientifico, o letterario,<br />

o <strong>di</strong> belle arti, come apprendo da' suoi<br />

importanti /Itti, perchè l'unire il dolce<br />

all' utile fu sempre savio consiglio. A'e<br />

furono fondatori della patria accademia<br />

i concitta<strong>di</strong>ni e amici Clemente Ermi-<br />

nio Borgia e Domenico Antonio Car<strong>di</strong>-<br />

nali, non altro anelando che il vantag-<br />

giare le buone lettere, il progresso delle<br />

scienze, l'illustrazione della patria istoria<br />

e precipuamente quella civile e religiosa<br />

de' volsci, siccome personaggi ambedue<br />

<strong>di</strong> somma riputazione e dottrina. La<br />

posero sotto l'autorevole protezione del<br />

magistrato veliterno, il quale generosamente<br />

assegnò a' soci decoroso locale nel<br />

proprio palazzo per tenervi le pubbliche<br />

e consuete adunanze, e annua pensione<br />

onde sopperire alle inevitabili spese. L'e-<br />

lenco de' soci fu formalo del fiore de' let-<br />

terati della città, e ne fu scelto a capo col<br />

titolo <strong>di</strong> <strong>di</strong>ttatore mg. r<br />

Gio. Carlo Anto-<br />

tortelli vescovo <strong>di</strong> Dioclia e sulfiaganeo<br />

<strong>di</strong> Velletri, e per segretario venne eletto<br />

il Car<strong>di</strong>nali uno de* fondatori. A questi<br />

fu dato il carico <strong>di</strong> compilar le leggi accademiche,il<br />

quale nel 1 761 le scrisse con<br />

aurea latinità, ad imitazione degli arca<strong>di</strong><br />

imo articoli,cui si aggiunsero due sanzio-<br />

ni, e pubblicate colle stampe. Una Ciòcie<br />

turrita sedente, col mollo : Restìluet O-<br />

mnia,{\x l'impresa adottata e <strong>di</strong>pinta nel-<br />

la sala accademica; la quale venne an-<br />

che incisa nel sigillo del segretario, per<br />

autenticare i <strong>di</strong>plomi e gli alti, nell'eser-<br />

go del quale si posero le parole: Socie-<br />

tas Litcraria Volscorum Velilris In-<br />

stillila Anno mdcclv. Fu stabilito adu-<br />

narsi 6 volte l'auno,e talvolta ambe stra-<br />

or<strong>di</strong>nariamente^ per ufficiali dellaccade-<br />

mia, il <strong>di</strong>ttatore per presiedere a'Ietlerari<br />

esercizijCOininciati in detto anno,4censori<br />

2 colleghi, il segretario e il vicesegretario :<br />

i soci furono <strong>di</strong>visi in resilienti, e in corri<br />

spondenli d'altri luoghi dello stalo e d I<br />

talia, auche d'ollremonli. Ben presto fior


V E L<br />

la nuova accademia, visi recitarono dotte<br />

<strong>di</strong>ssertazioni, vi si u<strong>di</strong>rono eleganti poe-<br />

sie. A testimonianza ilei loro valore e<br />

operosità <strong>di</strong>erono alla luce gli accademici<br />

volsci varie raccolte <strong>di</strong> componimenti,<br />

the si nonno leggere nella prefazione del<br />

t. i degli Alti, ov'è la storia dell'accade-<br />

mia, colle notizie dell' mitiche e sunno-<br />

minate. Nel 1770 elevalo al pontificato<br />

col nome <strong>di</strong> Pio V I il car<strong>di</strong>nal Braschini<br />

(piale era stalo lungo tempo u<strong>di</strong>tore ge-<br />

nerale de' car<strong>di</strong>nali Rullo e Cavalchiti,<br />

vescovi e governatori <strong>di</strong> Velletri, la so-<br />

cietà volsca che si gloriava annoverarlo<br />

nell'albo de' soci, non solo fece scolpire<br />

in marino un' iscrizione e collocare nel<br />

palazzo pubblico, ma esternò ezian<strong>di</strong>o ii<br />

proprio giubilo in un volume <strong>di</strong> poesie<br />

dalo alle stampe; ed altro ne pubblicò<br />

quando quel Pupa tornò a Velletri per<br />

andare alle Palu<strong>di</strong> Pontine, in <strong>di</strong> lui Iodee<br />

qual primario suo ornamento. Men-<br />

tre in tal guisa cresceva la fama degli ac-<br />

cademici volsci, venne innalzato ulla por-<br />

pora altro loro illustre collegati velilerno<br />

Stefano Borgia, benemerito della società<br />

letteraria per aver contribuito col suo ze-<br />

lo all'incremento della medesima. Questa<br />

grata, l'acclamò suo 1."protettore, e ne'<br />

paliii festeggiamenti n' esternò la gioia<br />

con prose e versi. Con tal mecenate, pro-<br />

gre<strong>di</strong>ente fu la gloria de' suoi fasti: per<br />

generosità de' soci fu arricchita la scelta<br />

e pubblica biblioteca, e i primi letterati<br />

d'Italia non solo, ma ancor d'oltremou-<br />

te si pregiarono <strong>di</strong> far parte dell'istitu-<br />

to velilerno e <strong>di</strong> de<strong>di</strong>cargli i loro scrittii<br />

Morto il car<strong>di</strong>nal Borgia, gli accademici<br />

dopo avergli reso solennemente i fune-<br />

bri onori, a' 17 aprile i8o5 proclamaro-<br />

no per protettore il principe reale <strong>di</strong> Da-<br />

nimarca, poi re Federico VI, egli trasmisero<br />

il <strong>di</strong>ploma a mezzo del prof. Mun-<br />

ter e del barone «li Schubart ministro da-<br />

nese, ambedue membri dell'accademia.<br />

Narra il Cancellieri, accademico volsco,<br />

nella Lettera al eh. Salvatore Betti,<br />

to <strong>di</strong>ploma <strong>di</strong>protettore perpetuo del-<br />

V E L 245<br />

Vaccademia Volsea <strong>di</strong> Velletri a S.M.<br />

il re Federico VI <strong>di</strong> Danimarca re-<br />

gndr/]l£,Ròmai8at;cheil car<strong>di</strong>nal Bor-<br />

gia nella repubblica del 1 799 rifugia-<br />

tosi a Padova, fu dal re soccorso con<br />

cambiale <strong>di</strong> 5oo scu<strong>di</strong> e con pensione annua<br />

<strong>di</strong> 4)°°o lire. Fu per queste bene-<br />

ficenze che l'accademia veliterna, per da-<br />

re un solenne e pubblico contrassegno del-<br />

la sua indelebile riconoscenza al principe<br />

danese, lo elesse a suo augustissimo pro-<br />

tettore, con <strong>di</strong>ploma elegantemente mi-<br />

niato e nitidamente stampato in can<strong>di</strong>-<br />

<strong>di</strong>ssima pergamena, col sigilloaccademi-<br />

co rinchiuso in iscatola d'argento dora-<br />

to, ed appeso con due ricchissimi fiocchi<br />

d'oro; <strong>di</strong>ploma <strong>di</strong> cui riporta il testo,<br />

comunicatogli dall' eru<strong>di</strong>tissimo Luigi<br />

Car<strong>di</strong>nali, poscia riprodotto nella ricor-<br />

data prefazione. Non mancarono soci<br />

corrispondenti d' intitolarsi accademici<br />

volsci nelle loro opere stampate, altri<br />

d'inviare all'accademia alcune prose per<br />

leggersi nelle pubbliche adunanze, altri<br />

de<strong>di</strong>cando alla medesima alcuna <strong>di</strong> loro<br />

opere. Frattanto tutta Italia invasa da<br />

truppe straniere avea quasi perduta la<br />

tranquillità, senza la quale è ben <strong>di</strong>ffici-<br />

le poter attendere a' buoni stu<strong>di</strong> e alle<br />

lettere amene. Poco <strong>di</strong>poi là penisola in-<br />

tera ebbe a soffrire que' politici sconvol-<br />

gimenti che tennero oltre un lustro in-<br />

certi sul trono i sovrani tutti d'Europa;<br />

e l'accademia volsca sen giacque, se non<br />

<strong>di</strong>mentica <strong>di</strong> se stessa, almeno nel silen-<br />

zio. E questo durò non solo il tempo del-<br />

l' occupazione straniera, ma per ben 4<br />

luslri. In seguito si credette bene <strong>di</strong> ri-<br />

chiamarla a vila,allorchè Velletri festeg-<br />

giò l'arrivo del car<strong>di</strong>nal Pacca suo novel-<br />

lo vescovo e preside ; e fu nella straor-<br />

<strong>di</strong>naria adunanza de'q settembre i83o,<br />

che venne acclamato l'insigne e dotto por-<br />

porato pastore a suo protettore. Da quel-<br />

l'istante la società volsca ricomiuciò le<br />

sue tornate, e con molla utilità delle scien<br />

te. e delle lettere <strong>di</strong> nuovo prosperò, sì<br />

per l'impegno de' soci residenti, sì ancora


246 VEL<br />

per que' corrispondenti che andò uggre-<br />

gando. Prova non dubbia ne furono gli<br />

alti che pubblicò: Alti della Società let-<br />

teraria Volsca Velilerna, volume i .°,<br />

Roma i834, de<strong>di</strong>cato al car<strong>di</strong>nal Pacca.<br />

II 2. volume vide la luce in Velletri nel-<br />

la tipografìa <strong>di</strong> Domenico Ercole 1837,<br />

intitolato alla magistratura comunale <strong>di</strong><br />

Velletri. In essi si contengono varie dot-<br />

te <strong>di</strong>ssertazioni ed elogi accademici, let-<br />

ti nell'or<strong>di</strong>narie sedute. D'ambo i volu-<br />

mi, colle notizie dell'accademia volsca,<br />

ne <strong>di</strong>e eru<strong>di</strong>ta contezza il eh. mg/ Fabi<br />

Montani ne\V Album <strong>di</strong>Roma,l.^,p, 202.<br />

In<strong>di</strong> nel j 83g si pubblicò in Velletri dal-<br />

la tipografia <strong>di</strong> Antonio Mugnoz il 3.°<br />

volume degli Alti, anche questo de<strong>di</strong>ca-<br />

to al car<strong>di</strong>nal Pacca, contenente varie <strong>di</strong>s-<br />

sertazioni ed elogi accademici, ossia no<br />

scritture scientifiche, letterarie e <strong>di</strong> arti<br />

belle, alle seconde appartenendo argo-<br />

menti riguardanti Velletri, che a suo luogo<br />

ricorderò. Tulli questi Atti furono<br />

stampati a spese del nobile comune ve-<br />

literno. Mentre l'accademia fioriva e so-<br />

steneva l'acquistata rinomanza, facendo<br />

onore a se stessa e alla patria, sursero gli<br />

acerbi e calamitosi recenti sconvolgi men-<br />

ti, che tuttora deploriamo, e com'altre<br />

restò sospesa e sciolta nelle sue bimestra-<br />

li adunanze. Per amore a' buoni stu<strong>di</strong>,<br />

per gloria dell' inclita Velletri capoluogo<br />

dell'illustre legazione <strong>di</strong> Marittima e<br />

Campagna,sede episcopale e legalizia del<br />

car<strong>di</strong>nal decano del sagro collegio , mi<br />

unisco a que' più colli citta<strong>di</strong>ni nel fare<br />

ardenti voli pel risorgimento della bene-<br />

merita Società Volsca Kelitema, e ri-<br />

viva sotto i favorevoli e felici auspici i del-<br />

l'eminente pastore e preside, e questo sia<br />

novello amplissimo mecenate <strong>di</strong> essa, ora<br />

che la città vanta maggiori presi<strong>di</strong>i pel-<br />

le lettere e per le scienze pel celebralo<br />

liceo. Rilevo dal u.97 del Diario <strong>di</strong> Ro-<br />

ma del i844> cne a '<br />

7 settembre 1843<br />

con pubblico allo e approvazione pontificia<br />

era stata eretta iti Velletri la So-<br />

cietà industriale Enologica, la quale cc-<br />

VE L<br />

lebròa' 1 3 ottobre 1 ' 844 primi comizi<br />

generali nell'aula consigliare del palazzo<br />

municipale, nella quale circostanza fe-<br />

steggiò l' inauguramenlo della novella<br />

istituzione. Nell'apertura dell'adunanza<br />

Eurico Provenzani, uno de' fondatori,<br />

lesse un <strong>di</strong>scorso in cui: » Dopo aver con-<br />

tato i molteplici or<strong>di</strong>namenti che nac-<br />

quero dall'associazione industriale, e che<br />

già produssero vantaggiosissimi effetti,<br />

<strong>di</strong>scese a <strong>di</strong>mostrare che nell'attuale bas-<br />

sissimo prezzo de' vini, causalo dalla so*<br />

verchia abbondanza del geuere,rendevasi<br />

imponente il bisogno <strong>di</strong> dar opera a riac-<br />

quistare quel primato, che un tempo si<br />

ebbe in silFatta produzione, ed essere per<br />

conseguenza opportuno, che in questa<br />

città, come luogo fra' più viniferi della<br />

penisola, e tanto privilegiato pel prosperamento<br />

della vite, si erigesse uno stabi-<br />

limento industriale, che avvisasse a ritornare<br />

in prosperità lo scadente commer-<br />

cio, operando que' tentativi e quelle pra-<br />

tiche, che si riconoscessero le più analo-<br />

ghe e conducenti al fine". Dopo ciò il<br />

consiglio generale procede per ischede, a<br />

forma dello statuto, alla nomina del pre-<br />

sidente, del vice-presidente e degli altri<br />

membri del consiglio <strong>di</strong> <strong>di</strong>rezione. L'adunanza<br />

era composta <strong>di</strong> 65 votanti, e<br />

vi presero parte molti nobili romani e<br />

<strong>di</strong> altre città limitrofe, i quali apposita-<br />

mente eransi trasferiti in Velletri. De' <strong>di</strong>-<br />

scorsi stabilimenti <strong>di</strong> pubblica istruzio-<br />

ne e educazione, alcuni congiungouo la<br />

beneficenza; questa però esclusivamente<br />

si esercita da que' <strong>di</strong> cui vado a parlare.<br />

E principiando da' monti fruineutari e<br />

<strong>di</strong> pietà, leggo nella de<strong>di</strong>ca del t. 2 de'<br />

suddetti Atti, che tra le molle e savie<br />

istituzioni procurate da' pubblici magi-<br />

strati, merita il primo luogo l'istituzioi<br />

dell'annona, come quella che abbracci<br />

va ogui or<strong>di</strong>ne <strong>di</strong> persone, <strong>di</strong> ricchi e<br />

poveri. Si denominò dagli antichi Mob<br />

te dell'Abbondanza con proprietà <strong>di</strong> ve<br />

caboto, perchè veracemente la procuri<br />

va, anche quando la carestia aflliggev


V EL<br />

il paese cii collante. Ebbe poi special cu-<br />

ra degli agricoltori, a' quali largamente<br />

sovveniva nelle necessità. Disgraziatamente<br />

a' giorni nostri più non è rimasto<br />

d'uno stabilimento cosi utile, che il bello<br />

e vasto locale, <strong>di</strong>venuto peraltro inope-<br />

roso per la mancanza de' mezzi, e per le<br />

deplorabili vicende de' tempi. Dice in pro-<br />

posito il Da uco, esisteva l'abbondanza prima<br />

della legge del libero commercio ema-<br />

nata da Pio VII, quando fatalmente abo-<br />

lì l' Università Artistiche (nel quale ar-<br />

ticolo lumai a compiangere i risultati <strong>di</strong><br />

delta legge), stabilimento utilissimo (come<br />

altrove), mantenendo sempre la cit-<br />

tà in grascia, e sicura in caso <strong>di</strong> carestia ;<br />

e gli esistenti granai frumentari potino<br />

contenere circa 8000 rubbia <strong>di</strong> grano, e<br />

la sontuosa <strong>di</strong>spensa per la conserva del-<br />

l' olio è capace <strong>di</strong> ricevere 5oo carichi.<br />

Inolile si legge nella citata prefazione,<br />

esistere un altro Monte detto <strong>di</strong> Pietà a<br />

sollievo delle classe in<strong>di</strong>gente istituito au<br />

cora dagli antichi magistrati. L' oggetto<br />

principale fu quello <strong>di</strong> porre un argine al<br />

traffico usuraio, che si esercitava dagli<br />

ebrei a danno de' citta<strong>di</strong>ni bisognosi. Di-<br />

poi col cambiamento de' tempi e delle cir-<br />

costanze essendo venuto meno, e crescendo<br />

vieppiù, il morbo corrosivo dell'usu-<br />

re, dal pubblico già si correva al riparo,<br />

quando la pietà della gentildonna Cate-<br />

rina Ginnasi (nipote del car<strong>di</strong>nal vesco-<br />

. vo <strong>di</strong> tal cognome) si tolse <strong>di</strong> gettarne le<br />

fondamenta; !<br />

cresciuto poi dalla <strong>di</strong>ligente<br />

'Operosità degli amministratori, più dalla<br />

jgenerosa largizione de' Gregni nobili ve-<br />

<strong>di</strong>temi, e favorito in fine da altri inagi-<br />

1 strali comunali, che tulio del pubblico<br />

erario supplirono il vuoto che l'invasione<br />

.d'armi straniere vi avea fatto nel cader<br />

;del settecento. Trovo in Bauco, che la<br />

•ingoiar pietà della Ginnasi ristabilì o<br />

'quasi eresse il sagro Monte <strong>di</strong> Pietà col<br />

> ro<br />

iundoili 3ooo scu<strong>di</strong>, acciò i poveri potesse-<br />

avere ne' bisogui impieslanze con pa-<br />

igar tenue usura pel mantenimento degli<br />

impiegali nel medesimo; pio stabilimento<br />

V E L *4 7<br />

approvato da Urbano Vili e dal vescovo<br />

nel 1639 e nel i64. Eche il cav. Nicola<br />

Gregna nel 1 797 fece erede del sua ricco<br />

patrimonio il Monte <strong>di</strong> Pietà, per aumen-<br />

to del deposito in beneficio de' bisognosi,<br />

onde prese il nome <strong>di</strong> Monte Ginna-<br />

sio Gregna. Vi sono per la languente<br />

umanità due como<strong>di</strong> e ben regolati ospe-<br />

dali, unopegli uomini, l'altro per le don-<br />

ne. Del 1<br />

."primieramente riferisce Bauco.<br />

Nella parrocchia <strong>di</strong> s. Maria trovasi la<br />

chiesa <strong>di</strong> s. Gio. Battista appartenente al-<br />

la confraternita del Gonfalone, la quale<br />

fu la 1 ." fondata in Velletri nel 1 348 nella<br />

chiesa <strong>di</strong> s. Maria in Pontone colla deno-<br />

minazione de' Disciplinati <strong>di</strong> s. Maria,<br />

chiamata poi del Gonfalone per esser sta-<br />

ta aggregata nel i585 all'arciconfrater-<br />

nita omonima <strong>di</strong> Roma, e venne rinno-<br />

vata nel 1608. Questa fratellanza avea<br />

la cura dell'ospedale che fu <strong>di</strong>roccato nel<br />

i556 per foitificar la città nella guerra<br />

degli spaglinoli contro Paolo IV, e poi<br />

rie<strong>di</strong>ficalo nel 1 55j. Il sodalizio ebbe nel<br />

L'i 00 {a chiesa <strong>di</strong> s. Giovanni in Plagis,<br />

che poi ripararono. Entrati nella città i<br />

religiosi <strong>di</strong> s.Giovanni<strong>di</strong>Dio obenfralelli,<br />

la confraternita donò loro l' ospedale col<br />

sito che locircouda,e più annui scu<strong>di</strong> 100.<br />

Della chiesa però concesse ad essi il solo<br />

uso neh 588, per cui i conflati del Gonfa-<br />

lone tornarono in questa chiesa uel 1815,<br />

per essersi del tutto rovinata quella <strong>di</strong> s.<br />

Giovanni in Plagis. Da essa vi trasportarono<br />

la miracolosa immagine della Madonna<br />

della Coua, segato il muro su cui<br />

era <strong>di</strong>pinta; e vi fu traslato ancora il corpo<br />

coll'ampolla <strong>di</strong> sangue <strong>di</strong> s. Romolo<br />

martire, coll'iscrizione, trovato uel cjiui-<br />

teno <strong>di</strong> s. Ciriaca. JNella delta chiesa è<br />

stimato il quadro esprimente la Conver-<br />

sione <strong>di</strong> s. Paolo. Nel n. 129 del Gior-<br />

nale <strong>di</strong> Roma del i85i, è descritta la<br />

solenne funzione del possesso preso nel-<br />

la chiesa <strong>di</strong> protettole della confraternita<br />

dal car<strong>di</strong>nal Giuseppe Bofou<strong>di</strong>, a mez-<br />

zo <strong>di</strong> mg/Fra nei vescovo <strong>di</strong> Canata esuf-<br />

fiagaueo <strong>di</strong> Velletri. I coufrati da auti-


a43 V E L<br />

fi<strong>di</strong>ssima epoca celebrano una solenne<br />

processione, detta de' Misteri e Morte del<br />

Rendendole Crocefisso, nell'anno seguen-<br />

te alla celebrazione del giubileo dell'anno<br />

sauto, eclatante e commovente pel suo<br />

religioso complesso. Di un'apposita ma-<br />

gnifica fabbrica cbiamata Teatro della<br />

Passione, e <strong>di</strong> sopra in<strong>di</strong>cato, costruita<br />

sugli avanzi dell'anfiteatro de' pubblici<br />

spettacoli ne' tempi idolatri, la confra-<br />

ternita si serviva per espone i detti sa-<br />

grosauli Misteri, prima e dopo la pro-<br />

cessione, ed ezian<strong>di</strong>o per farvi dell'allusive<br />

rappresentazioni. Sebbene nel i85o<br />

non fu celebrato l'anno santo, i confrati<br />

dopo 5 lustri del precedente vollero rinnovare<br />

la processione e le altre funzioni<br />

allora fatte, la cui descrizione ricavo dal-<br />

V Osservatore Romano del i85a a p.<br />

368, ed eseguite nella settimana saula <strong>di</strong><br />

tale anno. Pertanto nella cbiesa <strong>di</strong> s. Gio.<br />

battista sontuosamente ornala, i confla-<br />

ti nel venerdì santo esposero in 7 mac-<br />

elline i gruppi <strong>di</strong> figura in cera rappre-<br />

sentanti i seguenti misteri: i.° Dell'O-<br />

razione <strong>di</strong> Gesù Cristo nell'Orlo. 2. "Del-<br />

la Flagellazione alla Colonna. 3.° Della<br />

Coronazione <strong>di</strong> Spine. 4»° Della Cadu-<br />

ta sotto la Croce. 5.° Della Crocefissio-<br />

ne. 6.° La Bara col Cristo morto, or-<br />

nata <strong>di</strong> magnifica coltre e baldaccbino.<br />

7. La Vergine Addolorata. La numerosissima<br />

processione uscì all'ore 7 pome-<br />

ri<strong>di</strong>ane dalla cbiesa. Aprivano la marcia<br />

trombetti a cavallo vestiti all'antica mi-<br />

litare foggia, seguiti da un drappello <strong>di</strong><br />

militi. Molte coppie e gruppi <strong>di</strong> fratelli,<br />

e le famiglie religiose de' minori osser-<br />

vanti e cappuccini, lutti con cerei accesi, si<br />

alternavano fra una macchina e l'altra;<br />

fratelli cantori, cori e concerti musicali<br />

innanzi ciascuna delle medesime cantando<br />

inni e strofe proprie <strong>di</strong> cpiel giorno<br />

<strong>di</strong> mestizia rendevano pili commovente<br />

1 appaiato. Buona parte del battaglione<br />

cacciatori pontificii ili stazione in Velie-<br />

tri faceva ala, eseguiva la processione<br />

Sagro oratore nella piazza deila chiesa<br />

V E L<br />

stessa ad<strong>di</strong>tava al popolo <strong>di</strong>voto quanto<br />

il <strong>di</strong> vin Redentore soffrisse per la salute<br />

dell'innati genere; e quale e quanto sia<br />

il debito <strong>di</strong> questo <strong>di</strong> osservar la sua s.<br />

legge, <strong>di</strong> amarlo e servirlo insieme all'a-<br />

morosissima Vergine compagna e parteci-<br />

pe de' suoi dolori. Progre<strong>di</strong>va il <strong>di</strong>voto<br />

corteggio sino alla piazza del Comune,<br />

ove fatta sosta, un sacerdote della con-<br />

gregazione e pia società della Regina de-<br />

gli Apostoli, asceso il pergamo, l'affollato<br />

popolo commoveva a dolore, lo conduce-<br />

va a detestare il peccalo, e lo rinfiamma*<br />

va <strong>di</strong> <strong>di</strong>vozione verso la Passione ilei Si-<br />

gnor Nostro Gesù Cristo, e verso la Ver-<br />

gine Addolorata. Dalla ricordala piazza<br />

moveva <strong>di</strong> nuovo la processione, e giun-<br />

geva all'altra che si estende incontro la<br />

fabbrica denominala l'antico Teatro del-<br />

la Passione, ed ivi in bell'or<strong>di</strong>ne schiera-<br />

ti i fratelli, i religiosi, e le macchine ri-<br />

schiarate dall'immenso numero <strong>di</strong> cerei,<br />

nuovo <strong>di</strong>scorsosi <strong>di</strong>rigeva da un p. pas-<br />

sionista appositamente chiamato, al fol-<br />

to popolo, che con e<strong>di</strong>ficazione l'ascolta-<br />

va ad onta della pioggia che cadeva. Al-<br />

tro <strong>di</strong>scorso era stabilito nella piazza del<br />

Trivio; ma questo interrotto dall'acqua<br />

che in maggior copia sopravvenne, fu for-<br />

za troncarlo per affrettare il ritorno al-<br />

la chiesa, che senza alcun sinistro ebbe<br />

effetto circa le ore io pomeri<strong>di</strong>ane. Sino<br />

a tutla la domenica inAlbis le macchi-<br />

ne co'gruppi restarono esposte alla pub-<br />

blica venerazione nella medesima chiesa<br />

<strong>di</strong> s. Gio. Battista, e così le popolazioni<br />

delle vicine città e paesi, per le quali era<br />

corsa la voce delle ss. Rappresentazioni,<br />

ebbero agio <strong>di</strong> concorrere in numero qua-<br />

si incre<strong>di</strong>bile a visitarle, e per lucrare la<br />

plenaria indulgenza concessa da Papa Pio<br />

IX tanto nel dì della processione quan-<br />

to nella domenica in Albis, giorno in cui<br />

con nuova religiosa pompa e con ben in-<br />

<strong>di</strong>calo <strong>di</strong>scorso, recitato nella spaziosa<br />

piazza della chieda al popolo all'oliato da<br />

sagro ministro del santuario, colia bene-<br />

<strong>di</strong>zione del ss. Sagraujculu si <strong>di</strong>e fine alla


V E L V E L 349<br />

pia funzione. La confraternita colle sue 5 aprilei 818 per l'inferme, prossimo u<br />

.-ciioe ren<strong>di</strong>te non avrebbe potuto soste- quello degli uomini, e cuoi 'esso sotto la<br />

nere l'incarico <strong>di</strong> tanta solenne rappre- parrocchia <strong>di</strong> s. Maria in Trivio, al cui<br />

Millanta, se i fedeli e sopra tutto il ruu- parroco appartiene la giuris<strong>di</strong>zione spinicipio,<br />

il vescovo car<strong>di</strong>nal Macchi, il prò- rituale. E' governato e assistito da donne<br />

lettore del sodalizio car<strong>di</strong>nal liofou<strong>di</strong>, il infermiere, con molta carila e pulizia. ila<br />

principe Ginnetti Lancellotli, ed altre co- una particolare amministrazione, ed è<br />

•piene persone sì ecclesiastiche che lai- regolato da deputati eletti dal vescovo,<br />

the non avessero concorso con generose Le ren<strong>di</strong>te sono sufficienti, e provengo-<br />

largizioni. L'ospedale dunque de'benfra- no parte da donazioni caritatevoli, e par-<br />

lei li fu promosso nella nuova fabbrica at- te dalle ren<strong>di</strong>te del soppresso convento<br />

tnale nel 1 6o5, concorrendovi alla spesa, de'frali del terz'or<strong>di</strong>ne, e del monastero<br />

ode il comunale erario, la pietà ancora de' monaci basiliani, per concessione <strong>di</strong><br />

de'pi ivati. Dal comune erano stati già as- Pio VII elei i 8 1 5. Nel 1809 fu eretta in<br />

segnati pel mantenimento dell'ospedale ciascuna parrocchia la compagnia delle<br />

degl'infermi scu<strong>di</strong> 200 lino dal 1590, in- sorelle della Carità istituita da s. Yinecn-<br />

<strong>di</strong> accresciuti a 24°- 1^' mantenimento ?.o de Paoli, in sollievo de' poveri infer-<br />

de' religiosi e dell' ospedale, vi sono an- ini, con approvazione del vescovo car<strong>di</strong>-<br />

che le ren<strong>di</strong>te fisse, e il prodotto delle sii- nal Autonelli. L'arciprete della cattedrapa<br />

Iasioni de' testamenti che si stipulano led. Domenico Mazzoni <strong>di</strong>chiarò la coni-<br />

nella città e nel territorio, d' uno scudo pagnia esistente nella medesima, erede<br />

per ciascuno, per <strong>di</strong>sposizione del 1817 de'suoi beni nel i83i, col peso <strong>di</strong> som-<br />

<strong>di</strong> Pio VII. I henfratelli impiegano la lo- ministrare due doti annue<strong>di</strong> scu<strong>di</strong> 3oalle<br />

10 opera nella continua assistenza degli pui povere eonestezitelle della stessa par-<br />

infermi,in numero maggiore o minore a rocchia, che abbiano frequentato la dotproporzione<br />

del bisogno dell'ospedale. E trina cristiana, e ne abbiano dato pub-<br />

< ] • 1 i va fatta men/.ioned'uua <strong>di</strong> quelle isti- blico saggio alla presenza de'superiori ec-<br />

tuzioui <strong>di</strong> carità, che in Velletri non man- clesiastici. Le dotate devono intervenire<br />

cano, anzi van crescendo. Nel marzo 1 844 a " a solenne processione nella solennità,<br />

si aprì un ospizio notturno per dare un della Madonna delle Grazie. Altro pio cit-<br />

ricovero a (pie' poveri citta<strong>di</strong>ni veliterui la<strong>di</strong>no Salvatore Scandelloni con testa-<br />

privi <strong>di</strong> tetto, presso il convento <strong>di</strong> s. Gio. mento del 169 ^aperto nel i697,lasciò al<br />

<strong>di</strong> Dio con 18 letti. Ne fu istitutore il p. capitolo della cattedrale scu<strong>di</strong> 7300,00!<br />

Giuseppe M." Fedeli priore de' benha- peso <strong>di</strong> <strong>di</strong>stribuire ogni anno 8 sussi<strong>di</strong>i<br />

lelli, lodalo per la somma carità da lui dotali alle zitelle povere veliterne; orili-<br />

nvita verso gl'infermi, e per l'avanzameli- Dando che si preferissero le sue consanto<br />

delle ren<strong>di</strong>te, non meno per la poli- guinee ed all'ini sino al grado più remo-<br />

te/za e miglioramento delle corsie del ine- lo. Il vescovo car<strong>di</strong>nal Barberini giunio-<br />

desimo. L'ospizio notlurnoapresi alleore re, stimando che tale <strong>di</strong>sposizione avreb-<br />

24. I poveri ivi riuniti vengono istruiti be prodotta non poca confusione, la renella<br />

dottrina cristiana, e dopo la recita strinse sino al grado io.° inclusi vamen»<br />

ilei s. Rotano vanno a riposo. Nella mal- te. Nel 1837 penetrata in Roma e altri<br />

(ma <strong>di</strong> buon'ora apresi l'ospizio onde pos- luoghi la Pestilenza (V .) del cholera, Tat-<br />

iana Budare •' loro lavori. L' erario co- tento magistrato veliterno prese le più e-<br />

iniiuale somministra scu<strong>di</strong> 1 o mensili per nergiche e provvide precauzioni per te-<br />

siipplne alle spese <strong>di</strong> questo caritatevole ner lontano il terribile morbo, e salvare<br />

istituto. L'ospedale per le donne, deuo- la trepidante popolazione, che descrive il<br />

minato s. Maria della Salulc, fu cretto u' cau. Bauco, insieme ali' mvocato aiuto


2 To V E L<br />

<strong>di</strong>vino, interponendo P autorevole me-<br />

<strong>di</strong>azione della sua benefica pi oteltriceMn-<br />

ria ss. tifile Grazie esposta per più mesi<br />

alla comune <strong>di</strong>vozione. Tenendo per fermo<br />

i religiosi velilerni d'essere stati pre-<br />

servali dal flagello pro<strong>di</strong>giosamente dal-<br />

la loro celeste avvocata, si obbligarono<br />

con voto a stretto <strong>di</strong>giuno con vigilia nel<br />

giorno antecedente alla festa dell'Imma-<br />

colata Concezione. Fra le cure operate in<br />

tal frangente, inerendo in parte all' in-<br />

giunzione della s. Consulta e commissio-<br />

ne sanitaria <strong>di</strong> Roma, nello stesso 1 837<br />

fu costruito il pubblico cimitero; ma siccome<br />

non pare che si fossero eseguite le<br />

norme analoghe prescritte da delta au-<br />

torità, non riuscì <strong>di</strong> pubblica sod<strong>di</strong>sfizio-<br />

iif, anche per la località in cui esiste; e<br />

nel i855 ancora non avea cambiata con<strong>di</strong>zione.<br />

Imperocché del eh. d. r<br />

Achilie<br />

Monti (che lodai altrove qual savio, pia-<br />

cevole, veritiero e franco scrittore, ed in-<br />

sieme elegante poeta, le cui encomiate<br />

produzioni si ammirano nt\l' Album, nel<br />

t. 23 del quale a p. 167 il suo degno a-<br />

niico Basilio Magni vehierno celebrò le<br />

sue O<strong>di</strong> pubblicate nel 1 856 in Firenze,<br />

per avere accoppiato a' pregi poetici del<br />

Parini, quello morale e tanto necessario<br />

a'nostri tempi, <strong>di</strong> riprendere a viso aperto<br />

i vizi della maggior parte degli uomi-<br />

ni. Con tali sensi ezian<strong>di</strong>o si parla <strong>di</strong> sue<br />

produzioni nell'Eptacordo <strong>di</strong> Roma, Del-<br />

l' Enciclope<strong>di</strong>a contemporanea <strong>di</strong> Fano,<br />

e nella Cronaca <strong>di</strong> Milano; poiché onora<br />

il gran nome del celeberrimo poeta Vin-<br />

cenzo Monti qual suo pronipote e ascen-<br />

dente), si legge nell'Album <strong>di</strong> Roma del<br />

novembre 1 855, t. 22, p. 3o 1 , questa lettera<br />

<strong>di</strong>retta al <strong>di</strong>rettore del medesimo<br />

Ciiv. De Angeli». « Sono stato a questi<br />

giorni per <strong>di</strong>porto iti Vclletri, e visitandone<br />

lo squallido cimitero con l'ottimo<br />

mio amico Basilio Magni (egregio e Io-<br />

dato poeta veliterno, <strong>di</strong> cui nel perio<strong>di</strong>co<br />

in <strong>di</strong>scorso ci <strong>di</strong>ede bellissimi componimenti),<br />

mi lesse un suo carme chea me<br />

parve assai bello, e del quale io intendo,<br />

VEL<br />

se cos'i le piace, far dono al ino pregevole<br />

Album. Le sia gra<strong>di</strong>ta l'offerta perchè (se<br />

P amicizia non m'inganna) sillalti versi<br />

potranno fare leggiadra mostra <strong>di</strong> se fra<br />

gli altri oiiil' Ella spesso adorna qne>to<br />

giornale". L'elegantissimo carme è an-<br />

che grave, morale e commovente ; caldo<br />

<strong>di</strong> patria carità e del suo decoro, non<br />

che <strong>di</strong> affetto e riverenza per gli estinti<br />

parenti e concitta<strong>di</strong>ni, pe' quali con esso<br />

il lodalo veliterno volle infiammare i vi-<br />

venti a rendere il cimitero augusto e onorato,<br />

degno della città. Intitolò il com-<br />

ponimento: Il cimitero. AL can. d. Lui-<br />

gi Angeloni,Basilio Magni da Vclletri.<br />

Carme.<br />

La popolazione <strong>di</strong> Velletri , se consi-<br />

derata viene in quello che poteva essere<br />

stata nel suo maggiore auge in tempo de'<br />

volsci, o nell'epoca della sua repubblica,<br />

o anche posteriormente, doveva essere<br />

assai considerabile; poiché se per poco si<br />

osservi il vuoto che ora trovasi Ira le mu-<br />

ra <strong>di</strong>rute della città e il presente fabbri-<br />

cato ,<br />

dovrà naturalmente supporsi che<br />

in que' tempi dovea essere tutto ripieno<br />

<strong>di</strong> case e abitato. Confermano la congettu-<br />

ra gli armamenti che la città faceva, met-<br />

tendo da se sola in pie<strong>di</strong> truppe propor-<br />

zionate a' nemici che combatteva ,<br />

oude<br />

dentro le sue mura il popolo doveva es-<br />

servi assai numeroso. Le continue e lun-<br />

ghe guerre adunque, e le frequenti pesti-<br />

lenze a cui soggiacque , debbono essere<br />

slata la cagione della notabile <strong>di</strong>minu-<br />

zione de'suoi abitanti. Ora poi, a propor-<br />

zione del fabbricalo, la popolazione é nu-<br />

merosa, nella quantità riferita <strong>di</strong> sopra,<br />

anzi osservo rimarcabile aumento annuo.<br />

Nelle stagioni d'aulunuoe d'inverno si ac-<br />

cresce d'un 3.° il numero degli abitanti,<br />

pe'molli forastieri che vi si recano alla<br />

coltivazione delle vigne e de' campi. Ra-<br />

gionando il can. Dauco dell'indole, costu-<br />

mi, carattere de' veliterni , li <strong>di</strong>ce gene-<br />

ralmente d'elevala statura, coloriti e ili<br />

robusta complessione; laboriosi, facili ad<br />

essere governali, coraggiosi, impetuosi e


V E L<br />

perciò pronti alle mani. L'amor patrio è<br />

fri grande, che <strong>di</strong>llìcilmente si adattano a<br />

vitrei e altrove; e se alcuno n'esce, non può<br />

fare a meno <strong>di</strong> presto ripalriare. Ciò sia<br />

detto in generale. Sono i veiiterni alle-<br />

gri, amanti de'<strong>di</strong>verlimenti, ed accorrono<br />

in folla «'pubblici spettacoli tli corse, fe-<br />

stini, teatri ec. Il vestire degli uomini è<br />

comune a quello <strong>di</strong> tutta l'Italia. Le don-<br />

ne sonod'una statura proporzionata, d'a-<br />

spetto avvenente, <strong>di</strong> colore bello e viva-<br />

ce: usano un vestiario proprio detto alla<br />

vcliterna, non comune agli altri paesi. Le<br />

possidenti vestono con gran lusso, e con<br />

molla ricchezza e leggiadria. Le dante e<br />

molte altre donne d' ogni con<strong>di</strong>zione si<br />

adattano al vestiario romano. Tutta la<br />

popolazione viene formata dalleclassi de<br />

nobili, de'ci vili, degli artisti e della plebe.<br />

La massa del popolo è impiegata nella<br />

coltivazione de'campi e delle vigne. Di-<br />

mostra l'esperienza de'secoli, che i veli-<br />

terni sempre mostrarono feroiez/a e co-<br />

stanza, perseveranza ne'propri sentimenti;<br />

ciò forma il loro carattere. Dal ^3o cir-<br />

ca, in cui si sottomisero al principato temporale<br />

de I Papa, sempre gli mantennero<br />

intera ubbi<strong>di</strong>enza e costante fedeltà, non<br />

ostante le critiche circostanze e le perse-<br />

cuzioni. Laonde i Papi li ricolmarono <strong>di</strong><br />

singolari piivilegi,d' esenzioni e <strong>di</strong> doni,<br />

pieci[uiamente s. Gregorio VII, Urbano<br />

II, Pasquale li, Gregorio IX, Martino IV,<br />

Bonifacio Vili, Giovanni XXII, Urbano<br />

V, Urbano VI, Bonifacio IX, Martino V,<br />

Eugenio IV, Nicolò V, Calisto HI, Paolo<br />

II, Sisto IV, Alessandro VI, Leone X,<br />

Paolo IH, Pio IV, Urbano Vili e Gre-<br />

gorio XVI. Così il sagro collegio de'car-<br />

<strong>di</strong>nali in <strong>di</strong>verse epoche. Nel i 849 non<br />

mancarono traviati, ma furono pochissimi<br />

in proporzione della massa de' citta-<br />

<strong>di</strong>ni feti<strong>di</strong> alla s. Sede. Non pochi veli-<br />

terni coli' armi e collo stu<strong>di</strong>o si resero il-<br />

lustri nelle <strong>di</strong>gnità civili ed ecclesiastiche<br />

(alcuno anche nelle arti), le cui gesta ce-<br />

lcbiarouo i patrii storici,come Theuli.nel<br />

lib, 2, eap. 7, Famiglie nobili agg/rga-<br />

VEL *5i<br />

/


2^2 VEL VEL<br />

miglia Ottavia veliterna, ma presero al)- proprio sesso, sedavano le <strong>di</strong>ssensioni nel-<br />

baglio. Le scienze furono coltivale e tut- le famiglie, lodevole e proficuo costume<br />

torà si coltivano da' veti terni; in ogni se- trasandalo non sono molli anni. Corniti*<br />

colo qualche soggetto col suo sapere <strong>di</strong>e ciato nel i ^>49> il' vescovo e governatole<br />

lustro alla patria e rinomanza a se stesso, car<strong>di</strong>nal De Cupis, per meglio stabilirlo<br />

Ora non mancano buoni ingegni e perso- nel i55o istituì il magistrato òe'Conser*<br />

ve sapienti, vescovi e altri prelati. Velletri valori della pare, i cui capitoli nel i56o<br />

iin dalla sua più remota antichità setn- confermò il car<strong>di</strong>nal Serbelloni. Esiste-<br />

pre rimeritò i citta<strong>di</strong>ni magnanimi, sa- vano in Velletri le università artistiche,<br />

pienti e valorosi col <strong>di</strong>stintivo d'un par- formanti <strong>di</strong>verse classi, ciascuna a vendè<br />

ticolare ceto, che dal comune del popò- i propri ufficiali <strong>di</strong> camerlengo e duecoo-<br />

lo li separasse, aggregandoli a quello no- soli, a'quali spettava decidere le vertenze<br />

bile; il che domandarono molle famiglie nate Ira gli artisti. La i ." era la nobile u-<br />

illushi forastiere, per essere ascritte alla Riversila degli Agricoltori, quin<strong>di</strong> degli<br />

nobiltà veliterna, come apparisce dall'ai- Ortolani, de'Falegnami,de'Muratori, ile'<br />

bo delle nobili famiglie. Ma avverte an- Ferrai, de'Calzolui, de* Sarti e de' IVlulut-<br />

che il Rauco, che non può chiamarsi ve- lieri. Tutte queste università aveano sta-<br />

ra nobiltà generosa , se non è accompa- luti particolari e leggi per regolare i loro<br />

guata dalla scienza e da azioni virtuose; mestieri; aveano chiesa o cappella perle<br />

la ricchezza soltanto la rende più lumi- loro particolari <strong>di</strong>vozioni, ove venerava-<br />

nosa ! Per lungo tempo si mantenne in no un loro santo protettore, <strong>di</strong> cui cele-<br />

Yelletn l'antico costume, che ne'pubbli- bravano la festiva annua ricorrenza. Tut-<br />

ci contralti, oltre il giuramento, che suo- te queste università nella pubblica solen-<br />

Je farsi del ss. Nome <strong>di</strong> Dio , aggiunge- ne processione dell'Assunta sotto le par-<br />

vasi quello per la s. Sede e per la salute ticolari loro insegne incedevano co' loro<br />

del Papa. Gli antichi romani celebrava- consoli e camerlengo. Pio VII abolì tutno<br />

l'annuo convito politico o civile, in cui tei' Università artistiche, e lerminòque-<br />

rmniti tutti i citta<strong>di</strong>ni <strong>di</strong> ciascuna con tra- sia costumanza sì antica e vantaggiosa,<br />

da aveano per iscopo la conservazione come la qualifica pure Banco. Il Theuli<br />

della pace tra loro. Altrettanto si prati- ne pai la più circostanzialo, nomina i sancava<br />

tra' parenti, per togliere in quella li patroni <strong>di</strong> ciascuna uni versila e quando<br />

lieta occasione ogni rancore qualora fos- ne celebravano la festa, <strong>di</strong>cedelleolneseo<br />

se insorto. Sì lodevole usanza fu imitata cappelle da loro possedute, nota qualche<br />

da'veliterni. Sceglievasi un soggetto della pretensione <strong>di</strong> precedenza, e aggiunge al-<br />

conlrada o del rione per fare la spesa, le riferite quelle degli Speziali per 3.' con<br />

alla quale tutti contribuivano, e perap- s.Lorenzo martire per protettore, de'Piz-<br />

parecchiareil banchetto con or<strong>di</strong>ne e pu- zicaroli, de'Macellari.de'Fornari, de'Mo-<br />

Jizia : qnesli veniva appellato capo-con- linari, degli Osti. Quanto alla processio-<br />

Irada. Così teuevansi uniti gli animi de' ne, che <strong>di</strong>ce del ss. Salvatore, questa a-<br />

cilla<strong>di</strong>ni, e si spegnevano i concepiti o<strong>di</strong>i, vea luogo anche nella vigilia dell'Assunta<br />

produttivi <strong>di</strong> fatali conseguenze. Cono- (come in Roma), eciascuna università do-<br />

scendosi troppo necessario il manleni- vea portare due torcie accese nell'andare<br />

mento della pubblica concor<strong>di</strong>a , deter- e nelritorno,le quali restavano per servimmo<br />

il pubblico consiglio d'eleggere an- zio della chiesa. Fino ali 83 i fu in vigoumilmente<br />

Uué nobili e due dame per re un uso assai utile alla tranquillità deli!<br />

ciascuna parrocchia per 1' ufficio <strong>di</strong> pa- città e delle famiglie. Tranne le feste <strong>di</strong><br />

cieri, e tali si pubblicavano nella 4- do- IS. itale, <strong>di</strong> s. Antonio abbate e <strong>di</strong> s. Ln-<br />

weaica <strong>di</strong> quaresima; quin<strong>di</strong> ognuno col eia, a due ore <strong>di</strong> notte per lo spazio d'un


V E L<br />

ijimito d'ora con tocchi suonava la campana<br />

del pubblico palazzo, segno denomi-<br />

nato sgherrana. Ciò avvisava le bettole,<br />

i calle e tutti i ridotti <strong>di</strong> doversi chiude-<br />

re; e compito il suono ogni citta<strong>di</strong>no do-<br />

\ea girare per la città con lume. Sortiva-<br />

no poi, primi i birri e in<strong>di</strong> i carabinieri<br />

pel mantenimento della quiete, e tal voi.<br />

ta arrestavano i malandrini, che as»ai te*<br />

mevano quel suono. Tali <strong>di</strong>sposizioni og-<br />

gidì non hanno più luogo, essendo la ci t-<br />

là bene illuminata con appositi lampioni.<br />

Nel governo del car<strong>di</strong>nal Della Somaglia<br />

; fu tolto alla nobiltà, che uno <strong>di</strong> essa fos-<br />

jd<br />

se scelto da'pi'iori a capitano onde pi esie-<br />

dorè e regolare la fiera <strong>di</strong> s. Clemente (da'<br />

23 novembre a tutto li 2 <strong>di</strong>cembre, ed é<br />

riportata nelle Notizie <strong>di</strong> li orna tra le<br />

principali dello stalo): avea l'autorità as-<br />

soluta <strong>di</strong> decidere e giu<strong>di</strong>caretultelecon-<br />

troversie, assistito da un corpo <strong>di</strong> truppa<br />

urbana, che <strong>di</strong> giorno e <strong>di</strong> notte curava la<br />

tranquillità della città. Il Theuli parla pu-<br />

re della fiera de' 1 5 agosto e seguenti 8<br />

giorni, la quale fu soppressa; come ante-<br />

riormente lo era stala quella <strong>di</strong> 10 giorni<br />

per la festa <strong>di</strong> s. Eletiteiio. Ora oltre la<br />

detta fiera franca <strong>di</strong> s. Clemente, altra si-<br />

mile parimente <strong>di</strong> 10 giorni comincia il<br />

i.° lunedì <strong>di</strong> maggio. Ogni sabato vi è il<br />

mercato fianco , a cui concorrono moltis-<br />

simi foiustieri. L'industria della massa del<br />

popolo veliteruo è la coltivazione delle vigne<br />

e de' campi, il che forma tutta la 1 icchezza<br />

della città. La vicinanza <strong>di</strong> Roma<br />

fa si, che non vi sia molta industria <strong>di</strong> ma-<br />

nifatture, e poco vi si esercitino le arti li-<br />

berali. INon mancano però degli archilei li,<br />

de'pittori (Lello da Velletri fu antichissimo<br />

e rinomato pittore), e de' filarmonici.<br />

Numerosi ponno coniarsi gli ai listi in ogni<br />

genere <strong>di</strong> mestiere, fabbriche <strong>di</strong> cappèlli,<br />

due stamperie, legatori <strong>di</strong> libri, orolo gin-<br />

ri, argentieri, ricca ed eccellente fabbrica<br />

<strong>di</strong> cera, fabbriche <strong>di</strong> sapone, 5 speziarle,<br />

droghieri, mercanti <strong>di</strong> panui e altre mer-<br />

ci, f) molini da olio. Mirabile opificio a va-<br />

pore muove 3 grosse pietre per macinare<br />

V E L *53<br />

il grano, ed una caldaia molisce le olivi*.<br />

Nel medesimo opificio oraè staloaggiuu-<br />

lo il molino a vapore per macinare l'oli-<br />

ve ed eslrarvi l'olio; ed altra macchina per<br />

la fabbrica delle paste commestibili. 1 ne-<br />

gozianti <strong>di</strong> fino, <strong>di</strong> grano, d'olio, <strong>di</strong> legna-<br />

me, <strong>di</strong> bestiame, <strong>di</strong> ferro vi sono in abbon-<br />

danza. Dall'esteso e fertile territorio, nelle<br />

buone stagioni , non ricavasi meno <strong>di</strong><br />

1 4)000 bolli <strong>di</strong> vino all'anno <strong>di</strong> barili 1<br />

ciascuna; il che forma il ramo precipuo e<br />

ricco del commercio veliterno. L'esporta-<br />

zione si fa specialmente con Roma; ogni<br />

giorno sene estrae quantità considerabi-<br />

le , che sorpassa in tutto l'anno 8,000<br />

botti d'ogni specie. 11 vino è d'ottima<br />

qualità, salubre e <strong>di</strong>fficile a guastarsi. Plinio<br />

registrò fra'vini migliori vicini a Roma,<br />

dopo il Falerno, que'<strong>di</strong> Velletri e <strong>di</strong><br />

Piperno, come rileva Theuli; e Sezze fu<br />

rinomata pe'suoi vini, come si legge nel-<br />

la Dissert. del vino, del d. r<br />

6<br />

Ercole Me-<br />

taxà presso il t. 3 degli Atti della Socie-<br />

tà Volsca. Dell'acquavite e dell'acetose<br />

ne fa buon commercio. Da alcuni anni si<br />

adottò il taglio annuale della selva comunale<br />

con regolare sistema, e si è aperto un<br />

ramo <strong>di</strong> nuovo commercio <strong>di</strong> legni da<br />

costruzione e <strong>di</strong> carbone; oltre quello che<br />

esisteva delleselveceduede'citta<strong>di</strong>ui. Seb-<br />

bene raccolgasi da questo suolo quanti-<br />

tà <strong>di</strong> grano, <strong>di</strong> biade, d' olio e <strong>di</strong> gran»<br />

turco, pure non è sufficiente; onde buo-<br />

na parte <strong>di</strong> tali generi, come ancora <strong>di</strong><br />

carni porcine, polli, uova (però a'tempi <strong>di</strong><br />

Virgilio erano abbondanti e perfette, per<br />

le quali <strong>di</strong>sse Oviferasquc P'elitras), ca-<br />

stagne, legumi, provengono in Velletri<br />

dalle città e terre <strong>di</strong> Marittima e Cam-<br />

pagna. Numerosi sono gli spacci delle vet-<br />

tovaglie d'ogni sorte , e la vicinanza del<br />

mare e <strong>di</strong> vari laghi fornisce sempre abbondante<br />

e fresco pesce. Conclude il Bau-<br />

co: Sembrami non esagerare asserendo,<br />

che nelle due provincie <strong>di</strong> Marittima e<br />

Campagna non vi è città o terra più po-<br />

polala , più comoda , più abbondante e<br />

pi ù commerciante <strong>di</strong> \ elicli i. In falli chi


a54 V E L<br />

mira nella barriera i<br />

numerosi giornalie-<br />

ri corri, che nella città provengono dal-<br />

la via <strong>di</strong> Moina per estrarre vino, acqua-<br />

vite e aceto; o vede dall'altra via <strong>di</strong> La-<br />

riano tutte le derrateche vi entrano dalla<br />

parte della provincia <strong>di</strong> Campagna, resta<br />

ammirato, o confessar deve, che un porto<br />

<strong>di</strong> mare non presenterebbe somigliante<br />

giornaliero movimento e commercio. 'Ormai<br />

Velletri è vicina ad essere arricchita<br />

dtUaStradaferrataPio- Latina da Roma<br />

al confine Napoletano, con sua stazione,<br />

perciò quasi quasi non le rimane altro da<br />

desiderare, il Telegrafo (meraviglioso trovato<br />

che, pel fremilo arcano d'un filo me-<br />

tallico, trasmette le novelle colla celerilà<br />

della folgore, quasi furandone a lei me-<br />

desima una scintilla; come <strong>di</strong> recente lo<br />

qualificò da par sua la Civiltà Cattoli-<br />

ca ) avendolo nella vicina Terracina.<br />

Quando si trattò della linea <strong>di</strong> ferrovia<br />

da lìoma a Cepruno, coll'unica stazione<br />

<strong>di</strong> Velletri, dove doveano <strong>di</strong>rettamente<br />

confluire le due <strong>di</strong>ramazioni del Porto<br />

Nerouiano presso Anzio, e <strong>di</strong> Tivoli sotto<br />

l J alestrina,il consiglio comunale de'24 <strong>di</strong>cembre<br />

1 848 ùnanimamente votò 100,000<br />

scu<strong>di</strong>. Oltre la ferrovia , Velletri è stala<br />

colla i." stazione <strong>di</strong>stinta, e si erigerà pres-<br />

so porta Napoletana. De' <strong>di</strong>versi governi<br />

cui soggiacque Velletri vado a parlarne<br />

nel corso dell'articolo. Da quello de'Pa-<br />

pi fu decorala <strong>di</strong> molti privilegi, e <strong>di</strong> e-<br />

stensione <strong>di</strong> territorio coll'aggiunta de'ca-<br />

stelli e lenute<strong>di</strong>Lariano e Faggiola, conquistali<br />

col valore de'veliterni, in premio<br />

<strong>di</strong> sua fedeltà e de'prestali servigi, mas-<br />

sime in reprimere le torbide fazioni su-<br />

scitale da'Frangipani, Colonnesi, Savelli,<br />

e altri potenti e prepotenti. Prima che<br />

fossero da Pio VII incamerati tulli i be-<br />

ni comunali dellostalo, Velletri dalla sua<br />

possidenza <strong>di</strong> delle due tenute e da altre<br />

minori possessioni incassava circa 18,000<br />

scu<strong>di</strong> annui; per cui assai tenui erano i<br />

dazi comunali , e la popolazione viveva<br />

nella massima tranquillila e abbondanza.<br />

Di queste sue possidenze ora gli è resta<br />

-<br />

V EL<br />

ta la ricordata grande selva <strong>di</strong> Lariano,<br />

con alcune fabbriche in città. I citta<strong>di</strong>ni<br />

sulla selva hanno il <strong>di</strong>ritto <strong>di</strong> tagliar al<br />

beri da costruzione, e caricare altri legni<br />

giacentizi da adoprarsi o nel fabbricar<br />

nuove abitazioni o nel riattarle; come<br />

anche <strong>di</strong> tagliar legna da fuoco. Le ren-<br />

<strong>di</strong>le del comune al presente ascendono a<br />

circa annui 3o,ooo scu<strong>di</strong>: provengono<br />

parte dall'affitto della caduta delle casta-<br />

gne, del carbone e del taglio regolare del-<br />

la selva <strong>di</strong> Lariano, e parte dalle pigioni<br />

dell'abitazioni urbane, dall'erbatico e da'<br />

dazi. Tutte queste ren<strong>di</strong>te si consumano<br />

pel mantenimento del lustro e comodo<br />

del magistrato, pe'salari della sua nume'<br />

rosa servitù, per le pubbliche scuole, com-<br />

presa la filarmonica , 4 me<strong>di</strong>ci e 1 chi-<br />

rurghi primari, mantenimento degli ac-<br />

quedotti, fontane, strade, mura e abbel-<br />

limento della città , feste , spettacoli ec.<br />

Prima dell'origine dell'insegne gentilizie,<br />

Velletri adoperò per impresa le sigle :<br />

S. P. Q. V. Il Theuli l'interpretò: Sena*<br />

tus Populus Que Volscorum , nel tem-<br />

po che la città era capo de'Volsci ; ma poi<br />

<strong>di</strong>venuta repubblica <strong>di</strong>cevano le 4 lette-<br />

re: Senatus Populus Que PeKternus.Co*<br />

linciato l'uso degli stemmi, Velletri ebbe<br />

il suo particolare, <strong>di</strong>verso dal presente,<br />

senz'essere sovrastato da corone, non<br />

aquila bicipite, non allori; ma cipressi, e<br />

muragliato afforzato dalle torri, piutto-<br />

sto che un castello. Il motto che la cir-<br />

conda avea le stesse parole, ma poste in<br />

<strong>di</strong>versa maniera. Ecco I' interpretazione<br />

del patrio stemma, che ne <strong>di</strong>erono gli ar-<br />

civescovi Theuli e Borgia. « Veletri in<br />

memoria <strong>di</strong> Cesare Augusto tolse per im-<br />

presa la Rocca o Torre merlata d'argen-<br />

to in campo vermiglio, la quale era prima<br />

stata della famiglia Giulia, e poi per<br />

ere<strong>di</strong>tà <strong>di</strong> Giulio Cesare passò ad Otta-<br />

viano. Alla Rocca aggiunsero i citta<strong>di</strong>ni<br />

3 Lauri, <strong>di</strong> cui Augusto usò ne'suoi trion-<br />

fi, incoronandosene ilcapo.Veggonsi que-<br />

sti 3 Lauri legati insieoie, <strong>di</strong>notando le 3<br />

imperiali famiglie de'Cesari, la Giulia, la


VEL<br />

Ottavia e lo Clamila congiunte insieme.<br />

Inolile intorno allo scudo leggesi quesl'o-<br />

*»oi iiìca epigrafe: Est milii Liberta* Vapolis<br />

et Imperiali*". Donde abbia avu-<br />

to Vellelri tale privilegio, lo <strong>di</strong>rò a suo<br />

luogo. Si compie Io stemma veliterno col-<br />

la corona, per mostrale cbe la città ebbe<br />

alcune volte il dominio, regnando i vclsci,<br />

e anche posteriormente, <strong>di</strong> tene e <strong>di</strong> ca-<br />

stella, del mero e misto impero c/wi po~<br />

testate gla<strong>di</strong>i,[>er privilegi pontificii. Sebbene<br />

Vellelri vanti un'antichità imme-<br />

morabile, pure non vi si scorge alcun e-<br />

<strong>di</strong>lizio che ne mostri la veluslà ; il tem-<br />

po <strong>di</strong>voratore lutto ha annientato e <strong>di</strong>-<br />

sperso. Da una celebre iscrizione lapida-<br />

ria, ch'è il più bel monumento antico <strong>di</strong><br />

cui possa gloriarsi Vellelri, si conosceche<br />

qui esisteva un anfiteatro, restaurato da<br />

Lolcirio capo e rettore della curia, regnando<br />

Valentiniano I e Valente nel IV<br />

secolo <strong>di</strong> nostra era. Fu trovata nello sca-<br />

vare le fondamenta per la costruzione del<br />

palazzo comunale e in esso collocata: ri-<br />

coi da come fu da quel personaggio re-<br />

staurato per essere cadente attesa la sua<br />

vetuslà, insieme colle porle <strong>di</strong> <strong>di</strong>etro, e<br />

con tutta la fabbrica dell'arena. Gli ar-<br />

civescovi Theuli e Borgia opinarono che<br />

l'anlìlealro fosse de! tempo de'volsci, ma<br />

dovendosi ritardare l'erezione<strong>di</strong> siffatti e-<br />

<strong>di</strong>fìzi , meglio è seguir la congettura <strong>di</strong><br />

Jìauco, che l'anfiteatro veliterno avesse<br />

l'origine nel secolo degli Antonini, ossia<br />

del II <strong>di</strong> detta era, seguendo l'autorità<br />

delle Lettere intorno una lapide Anfiteatrale<br />

f'eliterna, lette nella tornata<br />

della Società I olscadal cav. Luigi Car-<br />

<strong>di</strong>nali. Si leggono negli Alti ó\ detta ac-<br />

cademia, 1.1, p.i 55 e seg. Spesso sotiosi<br />

scoperte nel territorio veliterno dell'anti-<br />

chità che furono altrove trasportale. Clemente<br />

Car<strong>di</strong>nali pubblicò in Ilonia nel<br />

i823: Iscrizioni antiche Velìiernc illu-<br />

strate. Queste iscrizioni parte furono tro-<br />

vate nel territorio <strong>di</strong> Velletri, e parte al-<br />

trove, ma che hanno rapporto colla cit-<br />

tà. Tulle erano e<strong>di</strong>le o dal medesimo il-<br />

V EL i ) _><br />

lustre veliterno in altre sue opere , in<br />

quelle d'altri libri. Sono in 8 classi <strong>di</strong>vi-<br />

se e ben <strong>di</strong>stribuite, in iscrizioni sagre,<br />

d'opere pubbliche e privale, isloriche e<br />

onorarie, sepolcrali, greche, false, contenendo<br />

l'8.* classe una collezione <strong>di</strong> figu-<br />

line e lucerne fìttili , parte della famosa<br />

raccolta Borgiana,e parte prese da altri<br />

scrittori <strong>di</strong> cose veliterne, o esistenti pres-<br />

so l'autore. Di queste illustrazioni ragionasi<br />

ne\VEffemeri<strong>di</strong> letterarie <strong>di</strong> Roma<br />

del i823, t.i3, p. 260. Della famosa lamina<br />

<strong>di</strong> bronzo scritta in lingua volsci,<br />

poi ne parlerò.L'antiche monete ei piom-<br />

bi anfìteatrali fanno ben conoscere, che<br />

in Vellelri fin da'remoti tempi esercita-<br />

vausi le arti, in<strong>di</strong>zio certo della civilizza-<br />

zione in cui già il suo popolo era perve-<br />

nuto. Nelle ad<strong>di</strong>zioni della storia univer-<br />

sale degli accademici inglesi, nella narrazione<br />

de' sabini, si legge chi* le monete<br />

nelle quali si osserva impresso Giano con<br />

doppia testa, e al rovescio un pesce somi-<br />

gliante al delfino, colla clava, e sotto l'i-<br />

scrizione in lingua etnisca, legger si deve<br />

Felatri e P'elatri , secondo il Goti e il<br />

Mariani s'appartengono a Vellelri, e secondo<br />

altri a'iuoghi <strong>di</strong> cui ne parlai. Fra<br />

l'altre cose antiche, la più celebre è la<br />

statua colossale <strong>di</strong> Minerva, opera greca<br />

<strong>di</strong>sollerrata nel 1 797 senza lesione nella<br />

contrada <strong>di</strong> Tronca via. Quest'insigne monumento,<br />

acquistato allora dal duca Bra-<br />

schi, ora esiste nel museo imperiale <strong>di</strong> Pa-<br />

rigi, e fu illustralo da archeologi e da ar-<br />

tisti co' loro scritti. Lo descrisse ancora<br />

Clemente Car<strong>di</strong>nali ne' Monumenti figu-<br />

rali L'clitcrni descritti, co'rami <strong>di</strong> que'<br />

monumenti chesi pubblicarono lai." vol-<br />

ta, presso gli Atti della Società Volsca,<br />

t. 3, p. log. Egli <strong>di</strong>vise la descrizione in<br />

due parli, collocò nella 1/ i monumenti<br />

che per <strong>di</strong>versa combinazione partirono<br />

da Vellelri; nella 2.* gli altri che tuttora<br />

vi esistono: ogni parte poi <strong>di</strong>vise in alcu-<br />

ni paragrafi, separando le statue da'busti<br />

} e questi da' bassorilievi ec. Vanno<br />

particolarmente nomina te le statue <strong>di</strong> Eu-


a 10 VEL<br />

tei pe <strong>di</strong>e orni il museo Valicano e co*<br />

m I' Li, mia, la Polimnia ora esistente pu-<br />

re in liomii presso il principe Lancellot-<br />

ti, l'Ermafro<strong>di</strong>to rinvenuto nel i 794 ne '"<br />

la contrada del Peschine ora nel ninfeo<br />

<strong>di</strong> Parigi, Leda col Cigno scavata nel t(>?. 3<br />

nella piatta <strong>di</strong> Mario, passò in potere de*<br />

Giustiniani. Il busto d'Annibale trovato<br />

nella contrada s. Cesareo nel 1 780, insieme<br />

a ima testa d'Augusto con corona ci-<br />

vica, facevano parte del museo Dorgiauo,<br />

ed ora esistono nel museo Borbonico iti<br />

Napoli. Il bu*to d'Augusto rinvenuto nella<br />

contrada <strong>di</strong> IVlontesecco, è nel museo<br />

Vaticano. Il busto <strong>di</strong> Tiberio scavato nel<br />

1817 in contrada Tronca via. Il busto ili<br />

Pertinace <strong>di</strong>sotterrato nel t65o,è nel<br />

museo Vaticano. Il busto <strong>di</strong> Settimio Se-<br />

vero, esistente nel detto museo Borboni-<br />

co , oltre altro busto d'incognito. Nel<br />

1 764 nella contrada la Colonnella fu sca-<br />

vata un'urna sepolcrale con un'iscrizione<br />

che comincia colle parole: Sex. Vario.<br />

Marcello. Questo interessante monumen-<br />

to fu l'oggetto degli stu<strong>di</strong> <strong>di</strong> molti lettera-<br />

ti. Venuto in potere del magistrato veli-<br />

terno, questo nel 1773 l'ollr'i in dono a<br />

Clemente XIV fondatore del museo Va-<br />

licano. L'urna è <strong>di</strong> marmo greco e ne fu<br />

inciso il <strong>di</strong>seguo, che unito all'osservazio-<br />

ni fu pubblicato colle stampe. Le notizie<br />

d'altri monumenti antichi e <strong>di</strong> statue, e<br />

<strong>di</strong> bassorilievi, e <strong>di</strong> lapi<strong>di</strong>, e <strong>di</strong> altre spe-<br />

cie scavati in Velletri e nel suo territorio<br />

ponilo leggersi negli scrittori delle cose<br />

vehterne. Il celebre Lanzi, parlando del-<br />

la memorala lamina <strong>di</strong> bronzo, <strong>di</strong>ce de'<br />

monumenti antichi <strong>di</strong> Velletri.» Fan fe-<br />

de tuttavia dell'antica grandezza i suoi<br />

ruderi non indegni d'una patria d'Augu-<br />

sto, e i monumenti in ogni genere che vi<br />

si trovano". 11 Nibby parla d'un' ara ro-<br />

tonda esistente nella casa de'Gregui, la<br />

quale mostra la celebrazione de'giuochi<br />

giovenaJi in f elitrac, giuochi istituiti da<br />

Nerone per celebrar l'epoca in che per la<br />

1 .* volta si rase la barba eia consagrò a<br />

Giove Capitolino; fatto che viene illuslra-<br />

VEL<br />

to dal celebre piombo veliterno esistente<br />

in Parigi, e spiegato da E. Q. Visconti,<br />

nel quale probabilmente deve l'avvisarsi<br />

una tessera d'ingresso degli stessi giuo-<br />

chi. Nel <strong>di</strong>ritto si vede una testa barba-<br />

ta , personificazione del municipio veli-<br />

terno, colla epigrafe: Municipi l'clitcr<br />

Fel. IN'el rovescio è la testa giovanile, per-<br />

sonificazione de'giuochi giovenali, colle<br />

parole: Ivvena Velilcr Fel. L'ara che ri-<br />

corda questi giuochi appartiene all'epoca<br />

degli Antonini, ed è de<strong>di</strong>cata alle Fortu-<br />

ne Anziali;fu pubblicata molte volte col-<br />

la sua iscrizione, anche da Clemente Car-<br />

<strong>di</strong>nali. Nel 1785 Cationi pubblicò in Roma<br />

con figure: Bassorilievi Volsci in terra<br />

colta trovati in Velletri. Questi bas-<br />

sorilievi furono scavali in Velletri nel<br />

1 784<br />

presso la chiesa della Madonna del -<br />

la Neve del sodalizio delle Stimmate, ed<br />

il car<strong>di</strong>nal Borgia vi fece formare 1 5 qua-<br />

dretti e li collocò nel suo museo veliterno,<br />

1<br />

illustrati da mg. Becchetti, da dove passarono<br />

a Napoli al museo Borbonico. Sono<br />

preziosi per la storia pure dell'antica<br />

pittura italica , benché poche tracce ne<br />

sieno restate. Il dotto prelato credette <strong>di</strong><br />

potere stabilire che in Velletri esistesse<br />

una scuola in<strong>di</strong>pendente dall' etrusca ,<br />

mentre osserva che il carattere <strong>di</strong> questa<br />

scuola volsca sembra occupare un luogo<br />

<strong>di</strong> mezzo tra lo stile rotondo e pieno de-<br />

gli egizi, e lo stile secco tuscauico. Tut-<br />

tavolta non crede il eh. Pistoiesi potersi<br />

stabilire una scuola me<strong>di</strong>a, tra tostile degli<br />

egizi e quello de' toscani, come vorrebbe il<br />

Becchetti. Rileva inoltre che i volsci do-<br />

veano ini da'più. rimoti tempi avere alcun<br />

austo d'architettura, servendo le roe-<br />

desinie figuline d' ornamenti alla parte<br />

superiore degli e<strong>di</strong>lìzi, come 'fregi e cor-<br />

nicioni. Il Becchetti in queste figuline vol-<br />

sche prineipalmente vi riconobbe una se-<br />

duta giu<strong>di</strong>ziale, soggetto rarissimo ad in-<br />

contrarsi ne'mouumeuti antichi. La rap-<br />

presentazione d' un convito nuziale. Di-<br />

verse corse <strong>di</strong> cocchi. Una mostra della<br />

cavalleria volsca iu attitu<strong>di</strong>ne <strong>di</strong> combat-


V E L<br />

fere i nemici. In essi, assai meglio che in<br />

altri monumenti, si <strong>di</strong>stinguono le vesti-<br />

menta nella semplicità usata dagl' itoli<br />

antichi, la loro negligenza nella chioma;<br />

e queste figuline potrebbero servile a<br />

commentare qoe' poeti latini , quando<br />

chiamano i prischi italiani capillati. Co'<br />

medesimi si ricavano le forme della qua-<br />

lità dell'armi usate, quelle delle mobilie,<br />

essendovi espresse se<strong>di</strong>e, deschi, vasi e al-<br />

tro. Ivi sono destrieri per poetica idea a-<br />

lati, forse alludendo alla loro velocità. In<br />

una parola, vi si ammira quello stile, che<br />

da Winckelmann e da altri archeologi fu<br />

detto etrusco, anteriore al greco e al romano.<br />

Gio. Battista Finali, egregio illu-<br />

stratore del museo <strong>di</strong> Napoli , pubblicò<br />

illustrate 4 tavole <strong>di</strong> queste figuline ve-<br />

literne, che riprodusse il eh. Pistoiesi nel<br />

t. 4 , p- 352 del suo Musco Borbonico*<br />

Esprimono, la cavalleria volsca che insegue<br />

il nemico, il trionfo del suo duce, le<br />

corse <strong>di</strong> bighe e <strong>di</strong> triglie che ne festeg-<br />

giano l'avvenimento. Anche il<br />

Pistoiesi<br />

eru<strong>di</strong>tamente le descrive e celebra raris-<br />

sime e antichissime, <strong>di</strong> sommo pregio,<br />

perchè allo stile delle composizioni che<br />

contengono si debbono attribuire alle an-<br />

tiche arti italiane. Non mancarono in Velletri<br />

antichi templi de<strong>di</strong>cati a'falsi numi.<br />

Tali furono quelli d'Apollo e <strong>di</strong> Sango,<br />

tacchi dal fulmine nell'anno 55 1 <strong>di</strong> Roma;<br />

la qual cosa denunziata al senato romano,<br />

questo decretò certe particolari ceremonie<br />

onde placare gli Dei. Chi fosse<br />

Sango, varie furono le opinioni, come parlandone<br />

rilevai ne' voi. LX, p. i5, LXVI,<br />

p.i58. Sesto Pompeo lo <strong>di</strong>sse Ercole ; il<br />

Baronio, Giove; l'Angelotti, Sabo figlio<strong>di</strong><br />

Saturno; questo stesso il Galerio col Nar-<br />

<strong>di</strong> crederono. Si vuole che il tempio <strong>di</strong><br />

Sango fosse situato ove ora sorge la chie-<br />

sa <strong>di</strong> s. Michele. Esisteva in Velletri il lem-<br />

pio d'Ercole, e al <strong>di</strong>re <strong>di</strong> Livio in esso<br />

vi nacquero de' capelli umani : i pretesi<br />

pro<strong>di</strong>gi avvenuti nel regno de'volsci, li enumerò<br />

il Ricchi nella Reggia de J<br />

l'olsci,<br />

lil-»- ?-, cnp. 2i. Sopra tutti fu famoso il<br />

YOL. I.XXX1X.<br />

V E L ?.5 7<br />

tempio <strong>di</strong> Marte, adorato da tutta la na-<br />

zione volsca, come riferisce Svetonio par-<br />

lando d'Augusto. E costante opinione de-<br />

gli storici veliterni, che questo tempio fos-<br />

se convertito al culto del vero Dio, in o-<br />

nore <strong>di</strong> s. Clemente I. Il Theuli parla de'<br />

templi della Fortuna, <strong>di</strong> Giano, <strong>di</strong> Diana,<br />

del Sole e della Luna; ma osserva Dauco<br />

che mancano prove sufficienti <strong>di</strong> loro esi-<br />

stenza, piuttosto sembra che in Velletri<br />

fosse un'antica basilica. Del tempio <strong>di</strong><br />

Marte, Nibby riporta il narrato da Sve-<br />

tonio , cioè che nella parte più illustre<br />

della città eravi un vico chiamato Otta-<br />

vio, ove mostravasi un'ara consagrata dn<br />

Ottavio, il quale essendo capitano in una,<br />

guerra contro i confinanti, mentre sagri-<br />

ficava a Marte, all'annunzio d' una scor-<br />

reria repentina per parte del nemico, tol-<br />

se dal fuoco le carni della vittima e le li»«<br />

gliò, ponendo sull'ara le primizie, ed u-<br />

scito in campo tornò vincitore. Perciò si<br />

fece un decreto pubblico, prescrivendosi<br />

che per l'avvenire sempre nella stessa gui-<br />

sa si usasse nel sagrificare a Marte, e che<br />

la parte restante della vittima fosse por-<br />

tata agli Ottavii. Osserva il Piazza nella<br />

Gerarchia Car<strong>di</strong>nalizia , che il tempio<br />

<strong>di</strong> Marte non solamente era proprio del-<br />

la città, ma <strong>di</strong> tutta la nazione volsca, tan-<br />

to marziale e guerriera, perciò celebre e<br />

famoso. E Ricchi aggiunge che per tede<br />

tempio Velletri si denominò: Urbs in<strong>di</strong>-<br />

ta Martisj e che stava vicino al regio pa-<br />

lazzo <strong>di</strong> Metabo re de'volsci, ove rendeva<br />

spesso ragione, per cui la contrada prese<br />

il nome <strong>di</strong> Malano. Avanzi <strong>di</strong> fabbriche<br />

antiche dell'era corrente sono quelle del-<br />

la Casa della Ragione e della Canonica.<br />

Lai." posta nella parrocchia <strong>di</strong> s. Salvato-<br />

re, che ne'tempi antichi era i." decarcia<br />

della città, serviva d'abitazione e <strong>di</strong> resi-<br />

denza al podestà , magistrato introdotto<br />

in Velletri nel 1 237. Quivi egli soleva ren-<br />

dere ragione sì del civile, come del crimi-<br />

nale. Il magistrato citta<strong>di</strong>no, che segui-<br />

tava a governare ogni faccenda politica e<br />

ammiDÌstrativa, assegnò al podestà quel-<br />

»7


i58 V E L<br />

Je case, che hanno per tante generazioni<br />

conservato il nome della Ragione. Que-<br />

sta fabbrica <strong>di</strong> singoiar architettura fu de-<br />

molita per metà, essendo rimasta lesa ne'<br />

due principali terremoti. Dell'e<strong>di</strong>lìzio ap-<br />

pellatola Canonica rimangono pochi ar-<br />

chi, e situali presso la cattedrale. Ser-<br />

viva d'abitazione ad una corporazione <strong>di</strong><br />

preti, che ufficiavano tale chiesa e menavano<br />

vita comune, perciò denominati ca-<br />

nonici regolari. Gli avanzi <strong>di</strong> questi due e-<br />

<strong>di</strong>fìzi furono <strong>di</strong>segnati e illustrati dall'ar-<br />

chitetto e eh. archeologo d. Angelo Ugge-<br />

ri ; ed i <strong>di</strong>segni si riportano in una lettera<br />

del cav. Car<strong>di</strong>nali <strong>di</strong>retta al medesimo,<br />

stampata in Roma nel 1825, in cui con<br />

molta eru<strong>di</strong>zione e accuratezza illustrò<br />

pure alcuni e<strong>di</strong>lìzi veliterni dell'XI seco-<br />

lo. Gli antichi romani avendo veduto la<br />

bellezza e l'amenità delle colline sparse<br />

nel territori© veliterno, vi formarono vil-<br />

le deliziose e sontuose fabbriche; il che<br />

provasi da molti monumenti scavati nel-<br />

le rovine dove esistevano tali luoghi <strong>di</strong><br />

piacere,ecolPautorilà degli antichi storici.<br />

Una villa <strong>di</strong> re Tarquinio il Superbo era<br />

nella contrada Carrara, dove si trovarono<br />

molti antichi monumenti, fra 'quali la<br />

statua dello stesso Tarquinio, che acqui-<br />

stò il car<strong>di</strong>nal Scipione Borghese. L'im-<br />

peratore Ottone ebbe la sua villa nella<br />

contrada cheancora ritiene il nome <strong>di</strong>Colle<br />

Ottone prossima alla Via Appia,dove<br />

si vedono vestigi d'antichità. Scrive Sve-<br />

Ionio, che in questa villa Ottone volle es-<br />

ser sepolto dopo che si <strong>di</strong>e la morte. Il<br />

medesimo <strong>storico</strong> riferisce d'Augusto,che<br />

la famigliaOltavia avea la sua villa in que-<br />

sto territorio; ed i patrii scrittori la <strong>di</strong>cono<br />

situata nella contrada s. Cesareo , la<br />

quale è prossima a quella della Madonna<br />

degli Angeli nella vigna de'Cella e de'<br />

Salimei. Altri la collocano altrove, come<br />

<strong>di</strong>rò. L'imperatore Nerva possedeva<br />

in Velletri la sua villa, e lasciò la deno-<br />

minazione alla contrada oggi Colle Ner-<br />

va. Dalle rovine che vi si scorgono, pa-<br />

le che fosse una delle belle e magnifiche<br />

V EL<br />

<strong>di</strong> sua epoca. Anche l'imperatore Caio Ca-<br />

ligola ebbe villa nel territorio, nella qua-<br />

le esisteva quel meraviglioso platano de-<br />

scritto da Plinio, che per la grandezza,<br />

larghezza e <strong>di</strong>sposizione de'rami serviva<br />

colla sua ombra a un tempo <strong>di</strong> pa<strong>di</strong>glio-<br />

ne per mensa e scanni in un convito ,<br />

<strong>di</strong><br />

i5 persone, oltre il comodo <strong>di</strong> credenza.<br />

Quest'albero per ischerzo, l'imperatore<br />

chiamava nido d'uccelli. L'arpinate e famoso<br />

Caio Mario avea nella città una vil-<br />

la nella contrada che al presente <strong>di</strong>cesi<br />

piazza <strong>di</strong> Mario, ed ivi si scavarono bel-<br />

lissime statue e monumenti antichi , come<br />

si ha dal Theuli, lib. 1 , cap. 1 o : lil-<br />

le d'antichi romani. Anche il citato Piaz-<br />

za parla delle magnifiche e deliziosissime<br />

ville dell'ameno territorio veliterno, e vi<br />

aggiunge quella <strong>di</strong> Tiberio con piccolo<br />

castello, ove furono trovati i corpi de'ss.<br />

Poliziano ed Eleuterio. Questo castello e<br />

questa villa è la <strong>di</strong>scorsa nel paragrafo<br />

Cisterna, che Nibby <strong>di</strong>sse avere Tiberio<br />

ere<strong>di</strong>tato da Augusto colf impero, e dal<br />

quale si attribuisce al castello e villa il nome<br />

<strong>di</strong> Tiberio, corrottamente Ti vera, ora<br />

latifondo nel territorio veliterno. Inoltre<br />

Nibby crede che in questa villa fosse il<br />

suddetto meraviglioso platano, fra gli al-<br />

tri alberi <strong>di</strong> gran mole <strong>di</strong> quel pre<strong>di</strong>o im-<br />

periale. Altre ville e gran<strong>di</strong>ose fabbriche<br />

esisterono anticamente nel territorio ve-<br />

literno, <strong>di</strong> cui si perde la memoria. Nel-<br />

la contrada Troncavia e ne'terreni appar-<br />

tenenti alla massa comune de'beneficiati<br />

<strong>di</strong> s. Michele, si <strong>di</strong>solterrarono statue, ac-<br />

quedotti e altri monumenti antichi. Così<br />

nella contrada dell'Incu<strong>di</strong>ni si vedono<br />

avanzi d'acquedotti sopra una quantità<br />

d'archi e d'antiche fabbriche; ed ivi pure<br />

in <strong>di</strong>versi tempi si trassero anticaglie. So-<br />

no d' ammirarsi gli antichi gran<strong>di</strong>osi avanzi<br />

<strong>di</strong> fabbriche, che <strong>di</strong>edero il nome<br />

alla contrada <strong>di</strong> Cento Colonne. Quando<br />

una città è fornita <strong>di</strong> vasto e ubertoso ter-<br />

ritori o può <strong>di</strong>rsi felice: tale è Velletri. Il<br />

suo territorio è così esteso, che non ba-<br />

stano le braccia dc'suui agricoltori a la-


:<br />

1<br />

V E L<br />

Tornilo. Il terreno è fertile, produce la<br />

nari-ala pro<strong>di</strong>giosa quantità eli vini d'ec-<br />

cellente qualità, frutti squisitissimi in sapore<br />

e bellezza , e olio perfettissimo. Le<br />

possessioni vignate sono perfettamente<br />

coltivate e sembrano giar<strong>di</strong>ni; ed è pitto-<br />

resco il veder nella campagna sì ameni e<br />

innumerevoli colli seminati <strong>di</strong> palazzini,<br />

case rurali, celle e grotte in mezzo alla<br />

Vettura delle vili e degli alberi. I monti<br />

che dal settentrione la circondano in <strong>di</strong>-<br />

stanza <strong>di</strong> 4 miglia, sono sempre verdeg-<br />

gianti, perchè coperti in parte <strong>di</strong> selve e<br />

in parte coltivati sino alla vetta. Il mon-<br />

te Artemisio presenta una veduta tanto<br />

ampia per tutti i 4 punti car<strong>di</strong>nali, che<br />

non può forse idearsi una prospettiva migliore;<br />

dal settentrione scoprendosi Roma<br />

con tutto il vasto catino sino a'monti<br />

presso Viterbo. Il territorio veliterno abbonda<br />

<strong>di</strong> molte sorgenti <strong>di</strong> limpide ac-<br />

que, che scaturiscono naturalmente da<br />

principi*! incogniti. Questi sono i fonti de-<br />

nominati <strong>di</strong> Poganico, Parata, Tavignano,<br />

Solluna, Fontanelle, Cachins , Fon-<br />

tanaccia, Formelle, Acqualucia , Fico,<br />

Fiume e della Spina. I due fonti Ulica e<br />

Vascuccie aumentano ancora i laghi del-<br />

le contigue mole a grano. Le fontane Ac-<br />

quaviva, s. Maria dell'Orto, Acquarosa-<br />

ta, Cacattera e delle Fosse, che sono più<br />

prossime alla città, servono <strong>di</strong> como<strong>di</strong> la-<br />

vatoi. Le acque Petronia e Vilrice furo-<br />

no intromesse nelP acquidotto, che conduce<br />

l'acqua in città. L'acqua <strong>di</strong> Fonta-<br />

na Nuova si smarrì. L'acqua della Regi-<br />

na, che scaturisce entro il fosso che cir-<br />

conda le mura della città prossimo al ponte<br />

della via vecchia <strong>di</strong> Napoli , è abbon-<br />

dante e sempre perenne; onde fu <strong>di</strong> mol-<br />

to vantaggio alla popolazione nella sicci-<br />

tà del i 834. Finalmente dovendo più vol-<br />

te parlare <strong>di</strong> Lariano, a migliore intelli-<br />

genza premetterò un cenno. Questa è una<br />

terra o tenuta del territorio sopra Velle-<br />

1 tri, con rocca <strong>di</strong>ruta, posta su una delle<br />

r pen<strong>di</strong>ci<br />

del monte Algido, e<strong>di</strong>ficata in o-<br />

rigine sopra le rovine<strong>di</strong> qualche villa an«<br />

V E L •> m)<br />

tic» pertinente alla genteArria, come vuo-<br />

le Nibby, donde «Ieri vò il nome, che prima<br />

Ariannm e poscia Larianum si <strong>di</strong>s-<br />

se, del quale si fece Ariano e Lariano,<br />

fondendo l'articolo col nome. Il Marocco<br />

la chiama Ariano e V Ariana nella <strong>di</strong>o-<br />

cesi veliterna, e forse prima sotto Segni,<br />

il cui paese venne <strong>di</strong>strutto. La <strong>di</strong>ce <strong>di</strong>stante<br />

1 miglia da Monte Fortino, ed un<br />

tempo funesto rifugio d'assassini; ora non<br />

consistendo che in un casale, ed una fol-<br />

ta macchia, d'aria insalubre. Vedesi sem-<br />

plicemente una torre, guasta del tutto da'<br />

veliterni e dall'ingiurie del tempo; poco<br />

<strong>di</strong>stanti vi sono le mole, che <strong>di</strong>consi del<br />

Sacco, de'Pescorelli, ecomunemente del-<br />

ia Molara. Dalle rovine<strong>di</strong> questo castel-<br />

lo, rimarca Nibby, si gode una veduta<br />

magnifica della pianura Pontina, e delle<br />

montagne e delle terre che la coronano.<br />

La memoria più antica è del 1 179, nel<br />

qual anno un Colonnese conte del Tuscolo<br />

cede ad Alessandro III, Castrimi Lariani<br />

cuni Arce, ricevendo invece Norma.<br />

Divenne unacastellania rinomata <strong>di</strong>pendente<br />

da Genzano(F.) y feudo de' Sa-<br />

velli [F / .) signori della Riccia [V.). Tol-<br />

ta a'Colonnesi, fu data a' veliterni, previa<br />

la demolizione della rocca, a que' tempi<br />

fortissima e inespugnabile. Dice il Dauco.<br />

Nella tenuta <strong>di</strong> Lariano esiste una com-<br />

petente chiesa de<strong>di</strong>cata allaB. Vergine,<br />

circa 5 miglia lungi da Velletri. E denominata<br />

s. Maria Intemerata, perchè mezzo<br />

miglio fuori della città sulla Via La-<br />

ta eravi la chiesa omonima de'mouaci b;i-<br />

siliani, che ne presero possesso nel i4^ t.<br />

Atterrala dal terremoto de' 26 agosto<br />

1706, l'immagine della B. Vergine <strong>di</strong>-<br />

pinta sulla parete, segato il muro, fu tra-<br />

sferita nella nuova chiesa parrocchiale<br />

della tenuta <strong>di</strong> Lariano. Ma lo stesso Rau-<br />

co in altro luogo racconta, che l'attua-<br />

le chiesa <strong>di</strong> s. Maria Intemerata fu da'<br />

fondamenti fabbricata, insieme alla casa<br />

parrocchiale, sulla via che couduce alla<br />

provincia <strong>di</strong> Campagna, nel 18 15 ed es-<br />

sendo vescovo il car<strong>di</strong>nal A lessandroMat-


tf$o V E L<br />

lei, ove s'impiegò il legalo ili scu<strong>di</strong> iooo<br />

lasciali dal car<strong>di</strong>nal Anione! li suo prede-<br />

cessore. Di recente il vescovo car<strong>di</strong>nal<br />

Macchi lece costruire la bella facciata e-<br />

sleriore. Questa chiesa parrocchiale è as-<br />

sistita tla un sacerdote col titolo <strong>di</strong> cap-<br />

pellano curato amovibile. Gl'in<strong>di</strong>vidui<br />

che popolano la terra o tenuta <strong>di</strong> Laria-<br />

no, nel 1 85 i erano 607. Leggo nel n.°<br />

92 del Giornale <strong>di</strong> Roma del i85o , e<br />

nella Relazione del viaggio <strong>di</strong> Pio IX,<br />

del communi. Barluzzi, che nel recarsi il<br />

Papa da Monte Fortino a Velletri , essendo<br />

accompagnato da'car<strong>di</strong>nali Asqui-<br />

ni, Du Pont e Antonelli, non che dal con-<br />

te <strong>di</strong> Ludolf ministro plenipotenziario del<br />

re delle due Sicilie , e da un drappello<br />

d'ussari napoletani che ne formavano la<br />

guar<strong>di</strong>a d'onore; la magistratura comu-<br />

nale <strong>di</strong> Velletri a' io aprile spedì al con-<br />

fine del territorio in deputazione il prin-<br />

cipe Lance! lotti Ginnetti, il conte Baldas-<br />

snre Negrotti, e l'iivv. Luigi Santucci a fine<br />

d'ossequiarlo in nome della città. Inoltre<br />

eresse sulla piazza del pieve <strong>di</strong> Lariano<br />

un gran<strong>di</strong>ssimo arco <strong>di</strong> verzura e <strong>di</strong> fiori,<br />

che il Santo Padre si degnò ammira-<br />

re e lodare, tra'festeggiamenti <strong>di</strong> tutta la<br />

popolazione implorante la sua bene<strong>di</strong>zio-<br />

ne. Dalla chiesa <strong>di</strong> s. Maria Intemerata,<br />

qual termine <strong>di</strong> sua <strong>di</strong>ocesi, si mosse ad<br />

incontrarlo il car<strong>di</strong>nal Macchi vescovo e<br />

legato, lieto nel veder tornare ne'suoi domimi<br />

il successore <strong>di</strong> s. Pietro. 11 Papa lo<br />

fece salire nella sua carrozza, e presa la<br />

via <strong>di</strong> Velletri vi giunse alle ore 6 pome-<br />

ri<strong>di</strong>ane, lasciando i larianesi contenti del<br />

ricevuto onore. La comoda e sicura via<br />

<strong>di</strong> Lariano incomincia da Velletri, ed u-<br />

nisce la provincia <strong>di</strong> Marittima a quella<br />

<strong>di</strong> Campagna.<br />

La città <strong>di</strong> Velletri fino al giorno pre-<br />

sente, sebbene molto meno che ne'secoli<br />

antichi, pure con molto lustro risplende<br />

e fiorisce decorosamente. Gli autori convengono<br />

in riconoscerla situata nel Lazio<br />

antico, e appartenente non<strong>di</strong>meno alla<br />

nazione volsca. Non è certo chi siane sta-<br />

V E L<br />

lo il fondatore, poiché san troppo del fa-<br />

voloso le varie opinioni del volgo sull'o-<br />

rigine <strong>di</strong> lei. Queste onorevoli testimo-<br />

nianze per Velletri , non sono <strong>di</strong> patrio<br />

<strong>storico</strong>, ma <strong>di</strong> mg. r<br />

Nicolai, De' bonifica-<br />

menti delle terre routine. Il Nibby con-<br />

viene, che questa città fu una delle più co-<br />

spicue de'volsci, ma <strong>di</strong>ce nulla sapersi del-<br />

la sua fondazione. Questa, al riferir <strong>di</strong> Plinio,<br />

secondo il corano Ricchi, nel Tea-<br />

tro degli nomini illustri che fiorirono nel<br />

regno de ' Folsci, la ripete d'Atlante, che<br />

l'appellò col nome<strong>di</strong> sua figlia Eletta moglie<br />

<strong>di</strong> Corito re d'Italia e madre <strong>di</strong> Bar-<br />

dano, della cui scaturigine si propagarono<br />

i fondatori <strong>di</strong> Roma fino all'angusta<br />

casa d'Austria; s'è plausibile la genealo-<br />

gia che <strong>di</strong> Dardano fondatore <strong>di</strong> Troia, il<br />

medesimo Ricchi pubblica nella Reggia<br />

de'Folsci. Prima <strong>di</strong> lui il veliternoTlieu-<br />

Ii, nel Teatro hi<strong>storico</strong> <strong>di</strong> Velletri insi-<br />

gne città e capo de* Votscì, <strong>di</strong>chiarò non<br />

trovarsi scrittori che parlino<strong>di</strong> sua fonda-<br />

zione, e <strong>di</strong> non averne trovato il principio<br />

neppure il veliterno conte Bassi, da<br />

che ne trae argomento <strong>di</strong> sua antichità<br />

immemorabile; riferendo gli autori che<br />

la qualificarono antica, bella, inclita, no-<br />

bile, celebre, insigne, potente, ricca, po-<br />

polosa. Né tacque, che alcuni si persuase-<br />

ro, che Velletri venne e<strong>di</strong>ficata da Atlan-<br />

te Italo pronipote <strong>di</strong> Noè, cui impose il<br />

nome della primogenita Eletra, dalla qua-<br />

le originò quello <strong>di</strong> Veletra o Beletfù,<br />

per esser comune ne'greci usare il B per<br />

V. Più sobrio e più critico il moderno<br />

can. Bauco, nella Storia della città <strong>di</strong><br />

Veletri, ecco come riconosce incerta la<br />

sua origine , che si perde nelle tenebre<br />

de'lempi eroici. Molti sono gli scrittori la-<br />

tini e creci, che lasciarono memorie del-<br />

le prime origini delle città, che esistero-<br />

no e tuttora esistono negli estinti regni la-<br />

tino e volsco, tuttavia niuno <strong>di</strong> essi fece<br />

motto della certa origine <strong>di</strong> Veletri. Tan-<br />

te sono le tenebre della remota antichi-<br />

tà, che nulla si può affermare <strong>di</strong> ciò, né<br />

<strong>di</strong> sicuro e uè <strong>di</strong> probabile; <strong>di</strong>chiarando


V EL<br />

vane l'opinioni <strong>di</strong>screpanti, fondate sopra<br />

inutili congetture, e insulse e favolose ipo-<br />

tesi, d'alcuni scrittori, prive affatto eli suf-<br />

ficienti prove. Taluni <strong>di</strong> essi opinarono<br />

aver Veletri avuto 1' origine da' lacedemoni<br />

e dogli argonauti, altri da Delelra<br />

madre <strong>di</strong> Dardano, altri da Atlante, al-<br />

tri da Saturno, come Alessandro Borgia<br />

nella Storia della chiesa e città <strong>di</strong> Vel-<br />

lelri. Non dubita però <strong>di</strong> sostenere con<br />

fondamento, che Veletri fino dagl'inizi <strong>di</strong><br />

Iioma ti ovossi in tanta grandezza e po-<br />

tenza, <strong>di</strong>e ad essa potè opporsi coli' ar-<br />

mi. Né osta l'autorità <strong>di</strong> Strabone, il qua-<br />

le dopo aver nominato Priverno , Cori,<br />

Suessa, Veletri, Alatri, Fregelie e altre<br />

città, conclude che la maggior parie <strong>di</strong><br />

queste e altre situate sulla via Latina ne'<br />

torritorii degli cinici, degli equi e de' voisci<br />

furono da'romaui fabbricate. Almeno<br />

quanto a Veletri non può ciò asserirsi,<br />

poiché preesisteva al nascer <strong>di</strong> Roma, e<br />

sotto Anco Marzio suo 4.° re, era già polente<br />

e grande in modo da muoverle<br />

guerra. Situata Veletri ne' confini dell'antico<br />

Lazio, avea da un lato il Tevere<br />

e dall'altro il monte Circeo, ma appar-<br />

teneva al regno de'volsci. Non vi è con-<br />

trad<strong>di</strong>zione nel conciliare,cheVeletri fosse<br />

annoverata tra le città me<strong>di</strong>terranee de'<br />

latiui, e insieme appartenesse alla nazio-<br />

ne volsca. Imperocché tra'più antichi po-<br />

poli abitatori del Lazio furono gli osci,<br />

che estendevansi oltre il Lazio sino a Ca-<br />

pita; que'che trovavansi ucl Lazio, a <strong>di</strong>f-<br />

ferenza degli altri, furono chiamati volo-<br />

sci, e poi per sincope della lettera O, Volici,<br />

significando la parola voi antico. A<br />

parere ili gravi scrittori, il regno de'vol-<br />

sci »i estendeva sino a'marsi, a' capuani,<br />

a'sedecini e agli aricini, racchiudendo in<br />

se la palude Pontina eie contrade ili Ve-<br />

letri. Dunque con ragione questa città si<br />

comprese fra le città volsche dagli anti-<br />

chi e da'moderni storici e geografi. lu pro-<br />

cesso <strong>di</strong> tempo quel trailo dell'antico La-<br />

zio, e quello del nuovo Lazio ancora, che<br />

prolungava» da CLliasino a Capua, com-<br />

VEL 261<br />

preso da Roma sino al fiume Silaro , fu<br />

appellato Provincia <strong>di</strong>Canipagna.la que'<br />

tempi Veletri conta vati sotto questa pro-<br />

vincia (e negli atti del concilio <strong>di</strong> Roma del<br />

679,<br />

piscoptts Vtliternus provinciae Campa-<br />

si legge sottoscritto: Placentinus e-<br />

niae). Fatta in seguito altra <strong>di</strong>visione, il<br />

Lazio nella sua estensione appellossi una<br />

\>ovùo\\eCampagna e l'altra Marittima<br />

per cui Veletri passò ad essere annove-<br />

rata sotto quest'ultima provincia, della<br />

quale ora è capoluogo, per <strong>di</strong>sposizione<br />

<strong>di</strong> Gregorio XVI. Il nome <strong>di</strong> Veletri o<br />

Velietri, che ora questa città porta, non<br />

é quello <strong>di</strong> «piando era in più auge e fa-<br />

ceva parte della nazione volsca. Una lamina<br />

<strong>di</strong> bronzo scavata nel suo territo-<br />

rio nel 1784 e scritta in linguaggio vol-<br />

sco, fece conoscere il nome che ne' remoti<br />

tempi avea la città. Questo monumento<br />

volsco interpretato e illustrato da uomi-<br />

ni chiarissimi per lettere e arti peri-<br />

tissimi (nelle <strong>di</strong>scorse Iscrizioni antiche<br />

Veliterne <strong>di</strong> Car<strong>di</strong>nali, si vede impressa<br />

la lamina nel suo naturale carattere con<br />

due versioni , una <strong>di</strong> Francesco Orioli,<br />

pubblicata nella Lettera Divinatoria, e<br />

l'altra d' un anonimo nel Giornale Ar-<br />

ca<strong>di</strong>co del 1820, con tutti gl'illustratori<br />

della lamina), si rinvenne il nome <strong>di</strong> Veletri<br />

in Velester, e il suo gentilizio in Velestron.<br />

Il monumento dal museo Boi-<br />

giano veliterno passò in quello Borboni-<br />

co <strong>di</strong> Napoli. Quin<strong>di</strong> non è fuori <strong>di</strong> ragio-<br />

ne l'asserire, che da Velcster volsco ne<br />

sia derivata la vera denominazione, che<br />

in <strong>di</strong>verse epoche ebbe Veletri presso gli<br />

scrittori greci, latini e toscani, cambian-<br />

done delle lettere o aggiungendone del-<br />

l' altre, essendo ciò proprio dell'antiche<br />

lingue. Strabone e altri greci scrissero O-<br />

velitrae, e Stefano <strong>di</strong> Bisanzio Belitra. [<br />

latini allorché fiorì la lingua loro scrisse-<br />

ro Velitrac (tutti i mo<strong>di</strong> riporta con e-<br />

ru<strong>di</strong>te note l'accurato Bauco, e sono più<br />

<strong>di</strong> 1 1, lìa'quali Fellctrum Vellelri, Villitria<br />

Villitriae, Bellitro BelUtris). E<br />

così parimenti da Velester si <strong>di</strong>sse Vtl~<br />

j


262 VEL<br />

letrum nella decadenza del latinismo; anni<br />

dopo rinatele lettere in 6 <strong>di</strong>fferenti mo-<br />

<strong>di</strong> scrissero in Ialino il nome <strong>di</strong> Yelelri.<br />

Naia la volgare favella, anche in questa<br />

ebbe Velelri varie denominazioni, egualmente<br />

riferite da Bauco, Felletro, Belletri<br />

ec., e precipuamente Feletri. Tro-<br />

vasi questo nome quasi comunemente u-<br />

salo e scritto con l doppia VMetri. Dice<br />

il medesimo Bauco, chi riflette alla ma-<br />

niera come questo nome trovasi scritto<br />

nella lamina volsca Feleste.r, e presso i<br />

latini Felilrae, dovrà adottare 1* uso <strong>di</strong><br />

scriverlo con un l solo Feletri: e cosi il<br />

gentilizio Vtlittrno ,<br />

che deriva da Fé-<br />

lastroni volsco e da Feliternus latino; e<br />

non mai Felletrano, appellandosi a' vo-<br />

caboli più esalti e più celebri. Ci conven-<br />

go, ma quanto all'italiano Fellelri, lo vedo<br />

usato da'due Car<strong>di</strong>nali e altri illustri<br />

scrittori velilerni, e negli Atti della so-<br />

cietà letteraria Folsca Fé li terna, anche<br />

dopo l'illustrazione della lamina, e perciò<br />

vado usandolo a vicenda con Veletri. Ju<br />

quanto all'etimologia <strong>di</strong> Velelri, i veliter-<br />

ni Theuli e Borgia la deducono dalla pa-<br />

rola latina Felitrae dall' unione <strong>di</strong> tre<br />

ville, Fillae tresj ma il Bauco osserva,<br />

the accolta per buona l'antichissima de-<br />

nominazione <strong>di</strong> Veletri in lingua volsca<br />

Felesler, le sentenze <strong>di</strong> tali e altri scrit-<br />

tori nulla provano per Veletri. La vera<br />

etimologia <strong>di</strong> questa città può ricavarsi<br />

da Dionisio d' Alicarnasso, il quale par-<br />

lando de'terreni paludosi della vallata <strong>di</strong><br />

Rieti ceduti dagli aborigeni a'pelasgi,che<br />

emigrarono dalla Tessaglia, <strong>di</strong>ce che que-<br />

ste palu<strong>di</strong> furono chiamate Fella, con-<br />

servando l'antico greco <strong>di</strong>aletto: che que-<br />

sto vocabolo somministra l'etimologia <strong>di</strong><br />

Veletri ci Uà prossima alle Palu<strong>di</strong> Pon-<br />

tine: fornisce egualmente quella <strong>di</strong> Fela-<br />

bro antico stagno dentro Roma; e quella<br />

del Felino fiume <strong>di</strong> Sabina, che forma-<br />

va gli accennati allagamenti nella vallata<br />

<strong>di</strong> Rieti. AuchealìNibby sembra ragione-<br />

vole la città dedurre il nome dalla ra<strong>di</strong>ce<br />

Felici, colla quale aulicamente chiama-<br />

VEL<br />

\*nnsi i luoghi palustri, da cui trassero il<br />

nome molti luoghi e città che riporta; <strong>di</strong>ce<br />

famosa la lamina veliterna, monumento<br />

unico e prezioso della lingua volsca. E<br />

che i veliterni e veliti i ni ebbero tal nome,<br />

come la città, non solo dalla vicinan-<br />

za delle Palu<strong>di</strong> Pontine (che il Nicolai so-<br />

stiene giammai si estesero al territorio ve<br />

literno), ma ancora dalla prossimità del-<br />

le Palu<strong>di</strong>, che ingombravano le sue terre<br />

verso oriente e verso mezzodì, cioè ne"<br />

<strong>di</strong>ntorni <strong>di</strong> Giuliano, <strong>di</strong> Torrecchia , <strong>di</strong><br />

Cisterna e <strong>di</strong> Civitona , delle quali visi-<br />

tando i luoghi se ne conoscono le tracce,<br />

e che vennero <strong>di</strong>seccate per mezzo del<br />

fosso della Retatola, e <strong>di</strong> quelle delle Ca-<br />

stelle e <strong>di</strong> Cisterna, lavoro che deve at-<br />

tribuirsi ad un'epoca molto aulica. Nel<br />

riferire Nibby tulli i vocaboli portati da<br />

Vellelri ne'tempi bassi, dal secolo V al-<br />

l'Xl <strong>di</strong> nostra era, crede che nessuu allro<br />

nome andò soggetto a tante variazioni,<br />

Dalla lamina volsca ben si scorge e può<br />

affermarsi, che in Veletri e in tulle l'al-<br />

tre città volsche usavasi un particolare<br />

linguaggio proprio della uazione, e <strong>di</strong>stin-<br />

to da'latini e dagli altri popoli confinanti,<br />

11 Lanzi nel Saggio <strong>di</strong> lingua Etnisca<br />

scrive » che la lingua osca o volsca era ben<br />

<strong>di</strong>versa dalla latina; <strong>di</strong>poi se le andò av»<br />

vicinando a segno , che si recitavano in<br />

Roma comme<strong>di</strong>e osche, e vi s'intendevano<br />

dal popolo, come oggi s'iutendono le<br />

maschere napoletane: quando scrive Ti-<br />

linnio, Osce et Folsce fabidanlurj nani<br />

latine nesciunt (dell'alfabeto osco si potino<br />

vedere i voi. XXX VI, p. 1 66, LI V, p.<br />

35 e altrove. Nel febbraio ìS5j fu tro-<br />

vata in s. Maria <strong>di</strong> Capua una rarissima<br />

epigrafe osca, illustrata dal eh. Miuervi-<br />

ni, e riferita dalla Civiltà Cattolica, serie<br />

3. a<br />

, t. 8, p. 363. La medesima e nella stessa<br />

serie riporta del dotto archeologo ge-<br />

suita p. Camillo Tarquini professore al<br />

collegio romauo : nel t. 6, p. 55 1 : Origi-<br />

ni Italiche e principalmente Etnische<br />

rivelate da 'nomi geograficij nel t- 8, p.<br />

727<br />

: I misteri della lingua etnisca svp*


V EL<br />

latij nel t. 9, p. 348 : Iscrizioni etr lische<br />

in monumenti autofoni. L' encomiato p.<br />

Tarquini,commendevoleezian<strong>di</strong>o pei' al-<br />

tre produzioni letterarie, come <strong>di</strong> quella<br />

che ammirai nel mio voi. LXI, p. 1 54 5 iii -<br />

vestigaudo profondamente gli accennali<br />

argomenti volle interpretare con belle<br />

spiegazioni l'etrusco per via del latino e<br />

del greco, e non solo felicemente vi riu-<br />

scì, ri movendo quel velo che sin qui nascose<br />

i sentimenti espressi nelle memorie<br />

eli usche restateci dell' illustre nazione e-<br />

li usca; ma con migliore e insigne scoper-<br />

ta stabilire e provare la derivazione degli<br />

etruschi da'eananei ossia fenici, e con con-<br />

fronti <strong>di</strong> testi e versioni, che perciò l'ori-<br />

gine dell'i<strong>di</strong>oma etrusco deriva dal fenicio<br />

ossia dall'ebraico, avendo Ira loro stret-<br />

tissima affinità o piuttosto medesimez-<br />

za)". Ebbero i volsci un <strong>di</strong>aletto loro pro-<br />

prio, e questo parlare molto accosta vasi e<br />

somiglia vasi alla favella de' sabini, come<br />

<strong>di</strong>mostra Rircher, e Varrone scrisse, che<br />

la lingua sabina con quella de'volsci s'in-<br />

nestasse. Dimostra Festo, che il linguag-<br />

gio volsco si estendesse agli Abruzzi, e si-<br />

no in Sicilia giungesse.Questo parlare ces-<br />

sò allorché Roma coli' estendere il suo<br />

impero propagò ancora il linguaggio la-<br />

tino non solo nelle vicine contrade, ma ezian<strong>di</strong>o<br />

ne'lonlani paesi. Aggiunge il Lanzi:<br />

» che la gente volsca finì, e non<strong>di</strong>meno<br />

rimasero in Roma quegli spettacoli (com-<br />

me<strong>di</strong>e) e in essi quella lingua (volsca). Ne'<br />

caratteri i volsci usarono l'alfabeto latino,<br />

come si vede nella loro insigne lamina e<br />

nelle loro medaglie". 11 Contatore, De hi-<br />

storia Terracinensi, cap. 1, De Oscis et<br />

Volscis corumaue origine et metropoli,<br />

<strong>di</strong>ce che furono in principio due popoli<br />

convicini del Lazio, i quali ebbero <strong>di</strong>ver-<br />

so linguaggio, e forse, com'è probabile,<br />

militarono sotto <strong>di</strong>verse leggi; ma alla fi-<br />

ne soggiogati e insieme uniti dal più vio-<br />

lento e possente <strong>di</strong> questi, pacificamente<br />

vissero sotto il dominio d'un principe re-<br />

gnante, che perciò tanto gli osci quanto<br />

i volsci sotto l'iulelligeuza d'un istesso uo-<br />

V E L *63<br />

me furono compresi. Però lutto quello<br />

spazio <strong>di</strong> paese che possedevano i volsci,<br />

prima l'ebbero gli ausonii o opici, succe-<br />

duti agli aborigeni, popoli italiaui da cui<br />

originarono altre nazioni. II Lazio vec-<br />

chio dal Tevere arrivava a Terracina, il<br />

Lazio nuovo si estendeva sino al Liri, e<br />

comprendeva il popolo latino, gli osci, ì<br />

volsci, gli ausonii. Il nome osco derivò da<br />

opico, mutato in volsco; poiché gli osci,<br />

per mostrare la loro origine antichissima,<br />

presero il nome <strong>di</strong> volsci, cioè vete-<br />

res Oscos. Parlando <strong>di</strong> essi Chi verio <strong>di</strong>s-<br />

se: Hernicis continuabantur ab Austro<br />

Volsci gens magna, potens et bellicosa<br />

graecis <strong>di</strong>tti Scylaci. Quin<strong>di</strong> il Conta-<br />

tore riproduce le testimonianze degli sto*<br />

liei antichi sulla con<strong>di</strong>zione grande, guerriera,<br />

valorosa e fortissima de'volsci. Con*<br />

troversa è poi qual fosse la metropoli de-<br />

gli osci o volsci , essendo <strong>di</strong>scordanti fra<br />

loro gli scrittori, alcuni avendo asserito<br />

Anzio, altri Pomezia, allriTerracina,l'an-<br />

tica Anxur, e per. quest'ultima il patrio<br />

<strong>storico</strong> si <strong>di</strong>chiara; benché conviene che<br />

a seconda de'tempi la reggia fosse trasfe-<br />

rita altrove, in favore <strong>di</strong> Terracina rimar-<br />

cando i pregi, fra' quali il partecipar del<br />

mare e della terra col campo Pontino po-<br />

polato da 2 3 terre e città, che la rese/^o/scorum<br />

caput, Oscorum et Volscorum<br />

melropolis. Né asconde che ciò sembrò<br />

un paradosso al pri vernate p. Valle sto-<br />

rico <strong>di</strong> Piperno, altra reggia de' Volsci.<br />

Descrive il regno degli osci o volsci com-<br />

posto dalla parte del mare Tirreno de'popoli<br />

<strong>di</strong> Anzio, Astura, Circello, del campo<br />

poi palude Pontina; dell'isole Palmarola,<br />

Ponza e Zannona: dalla parte <strong>di</strong> terra la<br />

nobilissima Vellelri, Cora, Norma o Nor-<br />

ba, Segui, Sezze, Semionda già Stilino<br />

nela, Piperno, Pomezia che <strong>di</strong>e il nome<br />

al campo e poi palude Pometina o Pontina,<br />

Cisterna, Monte Marcio, Coriola, Longula,<br />

Polusca, Sairico, Verrugine, Ece-<br />

tra, Allena, Ferentino, Frosinone, Fal-<br />

vatera, Fregelle, Aquino, Monte Cassino,<br />

Aliuo, Arpino, Soia. Altri luoghi anaora


264 V E L<br />

fecero parie del regno de'volsci, dal Con-<br />

tatole non ricordati come meno celebri.<br />

Pi ima del Contatore scrisse il Theuli, che<br />

finse Volosca (anche l'etrusca Falcia si<br />

chiamò / oLcia), dalle cui rovine surse<br />

Sonnino, fu la prima sede de' volsci, la<br />

qual Sonnino la chiama terra volsca. Par-<br />

limelo del regno de'volsci, <strong>di</strong>ce aver 5 po-<br />

poli principalmente abitato il Lazio, i Ia-<br />

lini, gli equi, gli etnici, i ruttili, i volsci;<br />

oltre gli aborigeni , i pelasgi, i siculi , gli<br />

ausonii e altre genti; e tra'primi 5 popo-<br />

li, tranne i latini, ritiene pe'più antichi<br />

i volsci , derivali dagli osci , i quali con<br />

Osco loro re aveatio occupalo la regione.<br />

Que'che si stabilirono in Capua e altri<br />

luoghi vicini ritennero il nome <strong>di</strong> osci,<br />

derivato dalla loro insegna d'un serpen-<br />

te denominato Oscorzone, e quelli restati<br />

nel Lazio antico e più vicino a Pioma, si<br />

<strong>di</strong>sseto volosci, e per sincope volsci, cioè<br />

antichi osci, poiché la sillaba voi signifi-<br />

ca antico, prima colonia de' quali fu la<br />

detta Volosca. Il Ricchi, nella Reggia de<br />

f b/vc/jSegtù il Theuli nelcrederecheSon<br />

nino fusse fabbricata da' priveruati cogli<br />

avanzi <strong>di</strong> Volosca, già principal sede de'<br />

volsci, onde conveniva che per memoria<br />

ne dovesse ritenere il nome, mentre pre-<br />

se quello <strong>di</strong> Sommino, per essere stato e-<br />

<strong>di</strong>licalo sulla sommità d' un monte scabroso,<br />

donde poi si <strong>di</strong>sse Sonnino, come<br />

vuole il Biondo; celebrando i suoi uomi-<br />

ni illustri nel Teatro, cap. 22, Soggetti<br />

illustri ili Sonnino. Il Ricchi inoltre <strong>di</strong>-<br />

ce fiorito Osco i.° re degli osci nell'anno<br />

del mondo 2658, ma dopo <strong>di</strong> lui non si<br />

conosce per principe del regno de'volsci<br />

che il re Melabo, da cui nacque la famosa<br />

regina Cannila che regnò iu Pipernoj<br />

e riporta una iscrizione in lingua volsca<br />

trasmessa dalla Sicilia al p. Kircher ge-<br />

suita, colla sua interpretazione, da cui si<br />

•vetle la <strong>di</strong>versità cheavea colla latina. Do-<br />

po le accennate opinioni sull' origini de'<br />

Volsci, ritorno al Rauco, il quale con più<br />

critica procedette. Egli dunque racconta,<br />

che vari popoli signoreggiarono il Luìiu<br />

VEL<br />

e successivamente vi si stabilirono , fra'<br />

quali gli osci sortiti dall'Etruria o Toscana<br />

(''.), poi denominati volsci. Questa na-<br />

zione ebbe i propri re , da' quali veniva<br />

governala. Per mancanza <strong>di</strong> scrittori au-<br />

tentici del regno volsco, non può averse-<br />

ne chiara notizia, e le riferite dagli scrit-<br />

tori sono cosi involte ne'favolosi raccon-<br />

ti, eh' è <strong>di</strong>fficile <strong>di</strong>stinguere la verità. II<br />

Theuli tratta nel cap. 3 : Del regno de'<br />

Jolscij e nel cap. 4 : Quali fossero le<br />

città e terre de' Folsci. Tutte le descrisse<br />

il Ricchi, ma con racconti esagerati e fa-<br />

volosi. Descrive i volsci eterni nemici del<br />

nome romano, e che non potevasi cagionar<br />

maggior spavento a'romani, quando<br />

essi si <strong>di</strong>sponevano ad assalirli. Che ne'<br />

200 anni <strong>di</strong> guerra i volsci riportarono<br />

12 trionfi contro la fortunatuRoma; e pretende<br />

che sovente conveniva a' romani<br />

chieder pace supplichevoli, e piegarle gi-<br />

nocchia a'volsci! Parlando de'romani, poco<br />

rende giustizia al loro senno, bravura<br />

e valore; piuttosto fortunali, che pro<strong>di</strong> li<br />

chiama. Difetto pressoché comune degli<br />

storici de'popoli vinti da'romani, onde deprimere<br />

la gloria <strong>di</strong> loro conquiste; mo-<br />

strandosi interamente parziali de' loro<br />

concitta<strong>di</strong>ni e connazionali, perciò non ve-<br />

ri storici. I palili storici sull' autorità <strong>di</strong><br />

Virgilio, scrissero che l'ultimo re de'vol-<br />

sci fu Metabo, ch'ebbe reggia in Priver-<br />

no; il quale concitatosi l'o<strong>di</strong>o de' sud<strong>di</strong>ti<br />

fuggì colla figlia Camilla, alla quale poi<br />

riuscì ricuperare il regno, e siccome guer-<br />

riera valorosa, collegalasi cou Turno re<br />

de'rululi, a danno del re latino e del tro-<br />

iano Enea, facendo strage de'nemici alla<br />

testa de'volsci, restò uccisa per mano del<br />

troiano Aruute. 11 racconto da Rauco si<br />

qualifica invenzione poetica, poiché non<br />

ne fecero molto gli storici anteriori a Vir-<br />

gilio ,nè Tito Livio suo coetaneo e sebbene<br />

molto scrisse de' volsci. Per la morte <strong>di</strong><br />

Camilla, creduta ultimo rampollo della<br />

regia stirpe volsca, si vuole avvenuto un<br />

cambiamento <strong>di</strong> governo iu lutto il regno<br />

\olacu, e pei ciò ogni cillù adulto un re-


VE L<br />

girne confacentc al numero e all'indole<br />

de'citta<strong>di</strong>ui. Comunque ciò sia accaduto,<br />

certo è <strong>di</strong>e Veletri reggevasi a forma <strong>di</strong><br />

Repubblica aristocratica e governala dal<br />

senato composto <strong>di</strong> nobili citta<strong>di</strong>ni. Que-<br />

sta forma <strong>di</strong> governo per lungo tempo nel-<br />

la città si mantenne, e quando cadde in<br />

potere de'romani, la sua libertà si estin-<br />

se. Soggiogata Veletri dall'armi della re-<br />

pubblica romana e sottoposta al suo gran-<br />

de impero, m/posteriori e molli cambianienti<br />

governativi <strong>di</strong> lumia e d'Italia, mai<br />

fu soggetta alla dominazione d'alcun li-<br />

ranno. Perciò sostiene Banco, non è vero<br />

l'asserto da Kircber utWIIistoria Eu-<br />

ìtiuhio Mariana, e da altri scrittori^ che<br />

Ottavio JWamilio Tuscnlano, che alcuni<br />

vogliono <strong>di</strong>scendente della famiglia Ot-<br />

tavia teliterna, e i suoi figli fossero si-<br />

gnori del Tusculo (f"'.) e <strong>di</strong> Veletri; poi-<br />

ché sebbene i critici convengano che Ot-<br />

tavio Mamilio fosse personaggio <strong>di</strong> gran-<br />

de autorità presso i latini, e imparentato<br />

con Tarquinia il Superbo re <strong>di</strong> Roma,<br />

ninno <strong>di</strong> essi fa menzione d'alcuna signo-<br />

ria o principato. Anzi lo stesso Svetonio,<br />

nella A ila <strong>di</strong> Cesare Augusto, nel ripor-<br />

tare tutti gli onori goduti dalla sua fami-<br />

glia, ni una parola fa <strong>di</strong> signoria e princi-<br />

pato. La sua famiglia Ottavia in Veletri<br />

sempre si mantenne in privato stato, benché<br />

nobile, ricca epotente; e lo stesso Au-<br />

gusto solo <strong>di</strong>ceva d' esser nato <strong>di</strong> fami-<br />

glia equestre, antica e ricca, Veletri dunque<br />

si mantenne sempre sottoposta alle<br />

leggi generali e al comune sovrano domi-<br />

nante; e dall'epoca che si pose sotto l'ub-<br />

bi<strong>di</strong>enza de' Papi , questi dopo il volger<br />

de'secoli gli <strong>di</strong>erono a governatore il pro-<br />

prio vescovo con privilegi speciali, che fava<br />

irono i como<strong>di</strong> e i vantaggi della popo-<br />

lazione, la quale gloriasi d'esser slata ogno-<br />

ra fedele alla s. Sede, e d'aver <strong>di</strong>feso i suoi<br />

<strong>di</strong>iitli. Bensì<br />

i citta<strong>di</strong>ni amarono sempre<br />

mantenersi in libertà, non solamente ne'<br />

tempi antichi con resistere ostina lenente<br />

alla potenza della romana repubblica, ma<br />

auLuui ne" secoli a noi menu loulam con<br />

V E L a65<br />

abbonire ogni altro dominio <strong>di</strong>verso dal<br />

pontificio, e resistendo ancora al senato <strong>di</strong><br />

Roma, che all'epoca della traslazione del-<br />

la residenza pontificia in Avignone, ripre-<br />

se un potere bastevole a imporre la leg-<br />

ge del più forte. Cessato dunque il regno<br />

volsco, non avendo le città e le terre che<br />

lo composero un capo che unito lo reg-<br />

gesse, tutta volta non si <strong>di</strong>sunirono, e sempre<br />

cou islretta lega e federazione si man-<br />

tennero; per cui erano da'principi e stali<br />

confinanti temute, né mai caddero sotto<br />

il giogo de'latini e degli albani. Per con-<br />

servare i volsci questa scambievole unio-<br />

ne, scelsero alcune città principali, ove secondo<br />

le urgenze della pace e della guer-<br />

ra radunavausi a deliberare quanto oc-<br />

corresse all' utilità pubblica e nazionale,<br />

non meno per <strong>di</strong>fendere la loro libertà.<br />

Queste adunanze non si facevano sempre<br />

in un medesimo luogo, ma ora in una cit-<br />

tà e ora in un'altra, come meglio stima-<br />

vano , sia per riunire gli eserciti o attac-<br />

care i<br />

nemici,<br />

sia per risolvere gli affari<br />

più rilevanti. Vi sono storiche testimo-<br />

nianze, che alla loro volta furono capita-<br />

le e capo della nazione volsca Eccetera,<br />

Ferentino, Suessa, Anzio, Terracina, Pi»<br />

perno, ec. ; onorifica prerogativa che non<br />

mancò a Veletri, essendo sempre stata<br />

considerata presso i volsci per uria delle<br />

primarie loro città, e qualche volta capi-<br />

tale <strong>di</strong> tolta la nazione. Che questa città<br />

sia stala una delle principali e più poten-<br />

ti de'volsci, si prova dalla |." guerra vol-<br />

sca contro Roma dalla sola Veletri intrapresa;<br />

come ancora dall'abbassamen-<br />

to <strong>di</strong> tolta la nazione, dopo essere stata<br />

finalmente Veletri da' romani soggioga-<br />

ta, dopo tante prove d'armi, come si ha<br />

da gravissimi storici, onde per autonoma,<br />

sia fu detta città de' t'oliti, per in<strong>di</strong>care<br />

che a tutte l'altre era capitale, ed in essa,<br />

vi concorrevano i volsci a sacrificare nel<br />

rinomatissimo tempio <strong>di</strong> Marte, nume tu-<br />

telare <strong>di</strong> tutta la nasone volsca, onde i<br />

poeti appellarono Veletri, Urbs invlyta<br />

Marlis. Altra prova che Veletri iu qu&*


a6G V E L<br />

tempi era considerala da'nazionali per lo-<br />

ro città primaria, è il racconto <strong>di</strong> Svelo-<br />

ilio, ci' un fulmine che percosse e rovinò<br />

parte delle sue mura, onde i superstizio-<br />

ni velilerni ricorsi all'oracolo n'ebbero<br />

a risposta : Che un loro citta<strong>di</strong>no dovea<br />

impadronirsi del inondo. Per tale<br />

augurio i velilerni animati da gran<strong>di</strong> speranze,<br />

guerreggiarono col popolo romano<br />

sino alla propria rovina. Quando poi<br />

il veliterno Oltaviauo Augusto <strong>di</strong>venne<br />

signore del mondo, alla sua futura po-<br />

tenza verificata si applicò la spiegazione<br />

del superstizioso oracolo. Questa pre<strong>di</strong>-<br />

zione conosciuta fu la cagione perchè que-<br />

sta città fosse presso loro in grande sti-<br />

ma tenuta, e fu pure uno stimolo <strong>di</strong> onore<br />

che animò i<br />

velilerni a combattere<br />

continuamente con in<strong>di</strong>cibile coraggio,<br />

stimando <strong>di</strong> dovere uu giorno giungere<br />

a quell'alto domiuio dal falso nume au-<br />

gurato. E' grato e lusinghiero per una<br />

popolazione il vedere registrato nelle più<br />

antiche slorie le gloriose e militari gesta<br />

de'suoi antenati; poiché ne deriva la rinomanza,<br />

l'onore e la gloria <strong>di</strong> quelle<br />

città, ch'ebbero la ventura d'aver pro-<br />

doti! citta<strong>di</strong>ni pro<strong>di</strong> e virtuosi : Veletri<br />

non è priva <strong>di</strong> questa sorte, che anzi può<br />

vantarla. Non pochi scrittori lasciarono<br />

memoria delle battaglie sostenute ila'suoi<br />

citta<strong>di</strong>ni, che per 3oo e più anni trava-<br />

gliarono la fortuna taRoma. Polente e bel-<br />

licosa era Roma, quando Anco Marzio cir-<br />

ca l'annoi 3o <strong>di</strong> sua fondazione, ossia (ji/\.<br />

avanti l'era nostra, secondo il calcolo <strong>di</strong><br />

JVibby, fu ili." a muover guerra a'volsci<br />

a cagione d'alcune scorrerie e ladronecci<br />

che aveano fatto sulle terre romane, probabilmente<br />

dal canto d'Alba Louga, do-<br />

ve il territorio romano era a contallo del<br />

veliterno. Quel re, secondo l'uso del tem-<br />

po, corse a depredare le terre de'volsci, e<br />

dopo aver raccolto un buon bottino ciu-<br />

se Fclitrae <strong>di</strong> forte asse<strong>di</strong>o; ma essendo-<br />

si i velilerni arresi a patti, ed avendo fedelmeuteadempiuto<br />

le loro promesse, ac-<br />

cordò ad essi la pace e strinse co'inede-<br />

VE L<br />

smii amicizia. Questa fu così sincera, che<br />

essendo trasmigrala in Roma sotto il suo<br />

successore Tarquinio Prisco la genie Ot-<br />

tavia, una delle piìi insigni <strong>di</strong> Velitrae,<br />

quelre le accordò imme<strong>di</strong>atamente il <strong>di</strong>-<br />

ritto <strong>di</strong> citta<strong>di</strong>nanza, e re Servio Tullio<br />

nella nuova costituzione data a Roma, l'a-<br />

scrisse fra le patrizie. Così il Nibby, col-<br />

I' autorità <strong>di</strong> Dionisio e <strong>di</strong> Svetonio. Il<br />

Banco con qualche <strong>di</strong>fferenza narra lai.*<br />

comparsa <strong>di</strong> Veletri nella storia <strong>di</strong> Roma.<br />

Egli <strong>di</strong>ce nell'anno 1 37 <strong>di</strong> Roma, 607<br />

(o 617) innanzi all'era volgare e 33g3<br />

del mondo, incominciò lai.' mossa ostile<br />

falla da'volsci contro la nascente Roma.<br />

La sola Veletri fece questa scorreria io<br />

tale anno, ed i suoi soldati giunsero a infestare<br />

e saccheggiare il territorio roma-<br />

no. Re Anco Marzio mal solfrendo que-<br />

st'ingiuria uscì da Roma con poderoso e-<br />

seivito; combattè e respinse i nemici, e<br />

tant'oltre avanzossi, che s'impadronì del<br />

territorio veliterno. Asse<strong>di</strong>ò la città, ed es-<br />

sendo sul punto <strong>di</strong> dare l'assalto, suppli-<br />

ci gli si presentarono alcuni de' più an-<br />

ziani citta<strong>di</strong>ni, <strong>di</strong>e per sai varia patria vennero<br />

con Anco Marzio a questi patti. Che<br />

Veletri a piacere del re risarcisse tutti i<br />

danni cagionati a Roma. Che i citta<strong>di</strong>ni,<br />

<strong>di</strong>e a questa mossa aveano dato causa, fos-<br />

sero conseguati a'romani. Che le cose tol-<br />

te si restituissero. Che fatta la pace fra'<br />

romani e i veliterni,si stabilisse fedele con-<br />

federazione. Da questi patti sembra apparire,<br />

che la mossa ostile contro Roma<br />

non fecesi coll'approvazione del senato e<br />

colle forze riunite delta città; ma piutto-<br />

sto »' intraprese da alcuni capi se<strong>di</strong>ziosi<br />

della gioventù ar<strong>di</strong>ta e guerriera, contro<br />

il parere de'più anziani e prudenti sena-<br />

tori. La confederazione stretta dal re <strong>di</strong><br />

Roma con Veletri, fa conoscere, come<br />

spiega Banco, quanto forte e potente fos-<br />

se Veletri e da far fronte alla stessa Roma;<br />

lega rinnovata da Tarquinio Prisco,<br />

il quale per accattivarsi e obbligarsi gli<br />

animi de'veliterui, chiamò in Roma gli<br />

Olla vii famiglia primaria della cillà,e l'ag-


VEL<br />

gregò all'or<strong>di</strong>ue senatorio, Servio Tullio<br />

annoverandola fiale patrizie romane. Li-<br />

vio tace questa mossa de'veliterni contro<br />

Roma, e registra la i. a guerra contro i<br />

volsci mossa ila Tarquinio il Superbo, e<br />

<strong>di</strong>e si conliuuò 200 anni. Nella guerra<br />

intrapresa da Tarquinio il Superbo cou-<br />

Iro i volsci, nella quale cadde Suessa Po-<br />

mezia, non si fa menzione de' velilerni, for-<br />

se perchè mantennero la fede dell'allean-<br />

za fatta col predecessore Anco Marzio.<br />

Questo legame si sciolse in conseguenza<br />

della rivoluzione che espulse da Roma<br />

Tarquinio, e cambiò la sua forma <strong>di</strong> go-<br />

verno da monarchica in repubblicana.<br />

Tarquinio adoperò tutte le arti per ven<strong>di</strong>-<br />

carsi de'suoi nemici, ripatriare e risalire<br />

sul trono, soccorso dagli etrusci e da'la-<br />

tioi; abbandonato da Pursenna re de'pri-<br />

mi, che fece la pace co' romani, da'soli la-<br />

tini rimase sostenuto. Per aumentare le<br />

sue forze, cercò 1* amicizia degli ernici e<br />

de' volsci; ma <strong>di</strong> questi ultimi, tranne gli<br />

Mutati e gli eccetriani, Veletri coll'altre<br />

città volsclie non fecero couto né <strong>di</strong> Tar-<br />

quinio, né dell'impero che vagheggiava.<br />

Nel 256 <strong>di</strong> Roma secondo Bauco, o 34$<br />

secondo Nibby, volendo Ottavio Mamilio<br />

tusculano favorire le parti <strong>di</strong> Tarquinio<br />

suo suocero, procurò contro i romani<br />

la confederazione <strong>di</strong> molti popoli, fra'qua*<br />

li uuirousi i veliterni. Equi avverte Bau-<br />

co, contro que* che fauno Mamilio della<br />

famiglia Ottavia, riferire Dionisio allegato<br />

dal Volpi, che Mamilio nacque nel Tu-<br />

sculo e ivi ebbe origine la sua stirpe; iti*<br />

1 fatti nell'albero genealogico che ci <strong>di</strong>e del-<br />

1<br />

> ine<br />

la famiglia Ottavia, non vi si legge il 110-<br />

<strong>di</strong> Mamilio. Il conflitto fu sanguinoso<br />

e terribile presso il lago Pvegillo , luogu<br />

che Nibby pone a Moncone nel <strong>di</strong>stretto<br />

<strong>di</strong> Tivoli, completa la vittoria devonia-<br />

ni; e benché l'auno seguente pose termi-<br />

ne alla famosa lega latina per rimettere<br />

i Tarquinii sul trono, la pace co'volsci e<br />

• i villici in nou si ristabilì; perchè sebbe-<br />

1 ne<br />

essi uon giunsero in tempo al conflit-<br />

to <strong>di</strong> Regillo, ed avessero mandato legali<br />

VEL 267<br />

al <strong>di</strong>ttatore A. Poslumio per congratular-<br />

si della segnalata vittoria, il <strong>di</strong>ttatore vi-<br />

de in essi piuttosto degli esploratori e la<br />

fi ode nascosta; <strong>di</strong>ssimulando, <strong>di</strong>fterìa mi-<br />

glior tempo la guerra volsca. Pertanto i<br />

romani, passati 4 anni da tale combatti-<br />

mento, condussero un esercito contro i<br />

volsci, i quali cólti all'impensata, rime-<br />

<strong>di</strong>arono al <strong>di</strong>sastro con dare 3oo ostaggi<br />

<strong>di</strong> guerra. Sdegnili i volsci <strong>di</strong> tale ingiu-<br />

ria, a ven<strong>di</strong>carla fecero lega cogli ernici,<br />

e mandarono ambasciatori a' latini per<br />

confederarsi contro i romani. Essi però<br />

violando il <strong>di</strong>ritto delle genti, arrestati gli<br />

ambasciatori volsci, legali gli spe<strong>di</strong>rono<br />

a Roma. Per questa perfi<strong>di</strong>a, tanto si accese<br />

il risentimento de* volsci, chesul momento<br />

raccolte buon numero <strong>di</strong> truppe<br />

le mossero coutro Roma. Si venne alle<br />

mani colla peggio de' volsci, che <strong>di</strong>sfatti<br />

e respinti perderono alcuni luoghi e va-<br />

li terrilorii. Avendo poi indarno richie-<br />

sto a'romani che da'loro confini si par-<br />

tissero, e che le cose loro restituissero, <strong>di</strong><br />

nuovo deliberarono <strong>di</strong> prender l'armi nel<br />

260 <strong>di</strong> Roma. Radunato un forte eserci-<br />

to, facendo lo stesso i sabini e gli equi,<br />

furono vinti nella battaglia campale nel-<br />

le vicinanze <strong>di</strong> Veletri, dal cousole Au-<br />

lo Virginio, ed inseguili fiuo sotto la cit-<br />

tà, che Dionisio chiama illustre, grande e<br />

popolosa, e fu in<strong>di</strong> asse<strong>di</strong>ala e presa, im-<br />

perocché i romani inseguendo i fuggiaschi<br />

entrarono insieme in Veletri, dove<br />

si fece più macello che nella pugna, e non<br />

fu dato quartiere che a pochi, i quali si<br />

arresero a <strong>di</strong>screzione. 11 territorio veli-<br />

terno fu allora <strong>di</strong>smembralo da quello de'<br />

volsci, e fu mandala iu Velilrae una co-<br />

lonia, ed alla plebe inviatavi furono ri-<br />

parlile le campagne veliterne, coll'obbli-<br />

go <strong>di</strong> vegliare armati sui citta<strong>di</strong>ni. Livio<br />

e Dionisio descrivono la battaglia con<br />

qualche <strong>di</strong>versità <strong>di</strong> circostanze, da Ile qua-<br />

li si ricava che i volsci ar<strong>di</strong>ti e piotili<br />

furono i primi a muoversi coraggiosa-<br />

mente, non che sojleciti a ferire il nemi-<br />

co;


aG8 V E L<br />

senza molto spargimento <strong>di</strong> sangue romano.<br />

Ebbe Veletri <strong>di</strong>verse deduzioni <strong>di</strong><br />

colonie, con abitanti mandativi da Roma.<br />

Lai.' fu questa del 260, reintegra-<br />

la da altra a cagione della peste, che tan-<br />

to infierì da rapire 9 decimi della popo-<br />

lazione <strong>di</strong> Veletri nel 262 ; que'clie rimasero<br />

chiesero nuovi coloni a Roma, e<br />

dopo vari <strong>di</strong>battimenti vi furono spe<strong>di</strong>ti,<br />

compassionando i romani tanta miseria,<br />

e non doversi ricordare l'ingiurie de'ne-<br />

mici e ven<strong>di</strong>carle in tal frangente, 1* ira<br />

<strong>di</strong>vinaavendo abbastanza punita la ribel-<br />

lione da loro tramata. Dipoi la 3." deduzione<br />

accadde nel 4 1<br />

J, come <strong>di</strong>rò. A queste<br />

3 deduzioni <strong>di</strong> colonie, vuole Scotto<br />

citando Frontino, si debbono aggiungere<br />

2 colonie militari , per essere state due<br />

volte <strong>di</strong>vise le campagne <strong>di</strong> Veletri, prima<br />

per legge <strong>di</strong> Tiberio Sempronio Grac-<br />

co, poi sotto Augusto. Caduta questa cit-<br />

tà in potere de' romani , stabilirono essi<br />

servirsene come <strong>di</strong> frontiera e <strong>di</strong> forte<br />

presi<strong>di</strong>o, essendo Veletri in que' tempie<br />

per natura e per arte fortissima, posta in<br />

sito mollo opportuno per reprimere l'im-<br />

pelo de' volsoi e degli altri popoli nemi-<br />

ci <strong>di</strong> Roma. A ragione dunque la <strong>di</strong>chia-<br />

rarono colonia militare, acciocché agran-<br />

<strong>di</strong>ssima <strong>di</strong>ligenza de'soldati, che vi avea-<br />

110 le proprie famiglie, fosse custo<strong>di</strong>ta e<br />

guardala. Esiste nel museo <strong>di</strong> Parigi un<br />

aulico piombo veliterno, in cui leggesi<br />

Multicipium p'eliternuni. Per questo monumento<br />

potendo insorgerecontroversia,<br />

pel riferito da Livio e da altri scrittori,<br />

opportunamente ricordò Bauco il regolamento<br />

de'romani nel dai e <strong>di</strong>versa forma<br />

<strong>di</strong> governo alle città soggiogate. Alcune<br />

l'appellarono municipi} ' , altre colonie, l<br />

innnieipii aveano le proprie leggi e i pri-<br />

vilegi della citta<strong>di</strong>nanza romana; la colo-<br />

nia era popolo condotto e mandato ad a-<br />

hi lare uà paese colle stesse leggi della cit-<br />

tà che Io inaurava. Fra le colonie eran-<br />

vi le romane e le latine, <strong>di</strong> maggiori o-<br />

noti essendo fregiate le prime. Ma alle<br />

valle variamente le colutile si <strong>di</strong>ssero iuu-<br />

VEL<br />

nicipii, e questi presero il nome <strong>di</strong> colo-<br />

nia, onde le denominazioni <strong>di</strong> colonia e<br />

municipio furono usate promiscuamente,<br />

come notai ne' loro articoli ; ed in Vele-<br />

tri stesso ne abbiamo una prova, scriveudoS<br />

vetonio che l'avo d'Augusto visse contento<br />

del ricco patrimonio e delle muni-<br />

cipali magistrature veliterne. Il Bauco lo-<br />

da il savio sistema de'romani, profittando<br />

delle città conquistate con dedurvi co-<br />

lonie per utili cagioni, e principalmente<br />

per tenere in soggezione i popoli vinti, per<br />

reprimere le scorrerie nemiche, per pro-<br />

pagare la stirpe romana, per provvedere<br />

la plebe bisognosa, per quietare le se<strong>di</strong>-<br />

zioni popolari, per premiare i soldati ve-<br />

terani colla <strong>di</strong>stribuzione delle terre nel-<br />

le colonie militari. I romani anziché e<strong>di</strong>-<br />

ficare fortezze e rocche nelle città con-<br />

quistate, costumavano dedurvi colonie,<br />

assicurando in tal modo colle popolazio-<br />

ni benevole e interessate i paesi soggetta-<br />

ti. Vedasi il Ricchi nella Reggia de' Fol-<br />

ta', lib. 1, cap. 36; Velletri, Colonia de<br />

romani XII, Viene Veletri annoverata<br />

fra le prime colonie che i romani dedu-<br />

cessero, e così prese forma <strong>di</strong> governo so-<br />

migliante a Roma e colle stesse sue leg-<br />

gi, essendo i veliterni annoverati alla cit-<br />

ta<strong>di</strong>nanza romana. Per cui nell' elezione<br />

de'magistrali <strong>di</strong> Roma, eglino vi contri-<br />

buivano co' loro voti. Vogliono Volpi e<br />

Muraioli, che i veliterni fossero ascritti<br />

alla tribù Pontina , per un inarmo tro-<br />

vato in Colle Ottone, riportato nn\Y Iscri-<br />

zioni l^cUierne da Clemente Car<strong>di</strong>nali,<br />

il quale però eru<strong>di</strong>tamente <strong>di</strong>mostra che<br />

i citta<strong>di</strong>ni d' una stessa patria potevano<br />

essere ascritti a <strong>di</strong>verse tribù. Nel 262 le<br />

prosperità <strong>di</strong> Roma vennero funestale da<br />

<strong>di</strong>verse calamità , <strong>di</strong> carestia per aver i<br />

plebei abbandonato l'agricoltura ritiran-<br />

dosi sul Monte Sagro, e <strong>di</strong> orribile guer-<br />

ra se i volsci che già prendevano l'arni<br />

non fossero stati percossi da terribile pi<br />

stilenza. Questi sempre pronti a resisi<br />

re a' romani, e ad invadere il loro Ieri<br />

Iorio , credendo giunto il tempo <strong>di</strong> fui


' una<br />

VE L<br />

un colpo felice sui loro nemici, invece fu-<br />

rono avviliti e posti in grave timore dal<br />

flagello della peste, che ridusse al più de-<br />

solante squallore tutta la nazione. In po-<br />

co tempo restarono spopolate tutte le lo-<br />

ro città e castella; ma dove più il malo-<br />

re infierì fu in Velelri, che amplissima<br />

e popolalissima, rimasta quasi priva d'a-<br />

bitanti, fu a sua preghiera <strong>di</strong> nuovo po-<br />

polata da' romani colla deduzione della<br />

2.* narrata colonia, anche per <strong>di</strong>minuire<br />

le forze della plebe tumultuante e la famei<br />

he pativa Roma. Mentici coloni passavano<br />

ad abitare un fertile paese , per<br />

altro spaventali dal contagio che l'uvea<br />

spopolato, onde vi si recava un numero<br />

minore del deliberato in senato, quando<br />

questo decretò che a sorte si scegliessero<br />

i futuri abitatori <strong>di</strong> Velelri con gravis-<br />

sime pene a' ricusanti, e così finalmente<br />

grande quantità <strong>di</strong> citta<strong>di</strong>ni dovè an-<br />

darvi, e la città ebbe una colonia eccel-<br />

lente. Nel 265 <strong>di</strong> Roma <strong>di</strong> nuovo i volsci<br />

impugnarono 1* armi contro <strong>di</strong> essa, col-<br />

legati cogli ernici, invadendone il territo-<br />

rio. Il console T. Licinio spe<strong>di</strong>to per af-<br />

frontare i volsci, con poderoso esercito si<br />

attendò nel territorio velilernojpoichè Az-<br />

zio Tulio condottiero de' medesimi, vo-<br />

lendo seguir il consiglio <strong>di</strong> Marzio Corio-<br />

lano, esule romano datosi a'volsci,che proponeva<br />

doversi prima vincere gli alleati<br />

<strong>di</strong> Roma per questa facilmente debellare,<br />

venne contro Veletri colonia roma-<br />

na, se n'impadronì e la restituì a' volsci.<br />

Coriolano, cessando <strong>di</strong> marciare su Peo-<br />

nia, <strong>di</strong>poi per l'invi<strong>di</strong>a <strong>di</strong> Tulio restò la-<br />

pidato da'volsci (nel t.i4, p. 21 dell'i^/bum<br />

<strong>di</strong> Roma, si legge un articolo del p.<br />

F. Lombar<strong>di</strong> intitolato : // sepolcro dì<br />

Caio Marcio Coriolano in A tizio. Lo <strong>di</strong> •<br />

ce tale secondo la tra<strong>di</strong>zione del luoeo, e<br />

lo descrive. Certo è, che Coriolano, riti-<br />

rali gli eserciti volsco-anziati dalle fosse<br />

Cluilie e giunto in Anzio, quivi venne<br />

trucidato barbaramente dalla moltitu<strong>di</strong>-<br />

ne qual tra<strong>di</strong>tore, per avere in<strong>di</strong>etreggia-<br />

to nel marciare su Roma, mosso dulie la-<br />

V E L 2G9<br />

gì ime <strong>di</strong> Veturia sua madre e delle ma-<br />

trone tornane, peroranti per la salvezza<br />

della comune patria. Calmali gli animi e<br />

ricordali i <strong>di</strong> lui meriti, gli fu posto nel<br />

foro un monumento che lo tramandasse<br />

a' posteri. Nello stesso giornale romano,<br />

nel t. Si, p. 243, si dà eru<strong>di</strong>to raggua-<br />

glio del pubblicato Poema del Coriola-<br />

no, Epopeia sopra quell'illustre capitano,<br />

che condannato dalla furente plebe roma-<br />

na, nel corso de'suoi trionfi e conquiste,<br />

mentre stava per ven<strong>di</strong>carsi dell'esilio col-<br />

la punizione <strong>di</strong> Roma, perdona alla patria<br />

le offese, e così impe<strong>di</strong>sce la domina-<br />

zione volsca, e resta Roma libera dal so-<br />

vrastante estremo pericolo. Per analogia<br />

d'argomento, e per avere nel 1849<br />

l ' ( '°"<br />

nata la pace a Roma la valorosa nazio-<br />

ne francese, a questa venne intitolato il<br />

poema). Ma inseguito, poco lungi da Ve-<br />

letri si venne a battaglia, verso il incinte<br />

che la domina, in luoghi <strong>di</strong>sastrosi, ove<br />

inutile si rese la cavalleria d'ambo le par-<br />

li. Si combattè con varia fortuna, finché<br />

il prode Tulio restò ucciso, e la vittoria<br />

fu <strong>di</strong> Licinio, senza conseguirne altro van-<br />

taersio; tuttavolta ebbe eli onori del Irionfo,<br />

e gran<strong>di</strong> allegrezze si fecero in Roma.<br />

Anche dopo questa <strong>di</strong>sfatta gl'indomabili<br />

volsci non tralasciarono d'angustiare col-<br />

l'armi i romani,con più falli d'armi sinoal<br />

35o,nel qual periodo <strong>di</strong> tempo nulla <strong>di</strong>cesi<br />

<strong>di</strong> Velelri. Avendo i romani nel 35 1 sog-<br />

giogata Ansur e Allena città vo!sche,al <strong>di</strong>-<br />

re <strong>di</strong> Diodoro <strong>di</strong> Sicilia, mandarono coloni<br />

a Veletri. Forse i veliterni vedendo gli<br />

straor<strong>di</strong>nari progressi dell'armi romane,<br />

uniformandosi per allora con savio consiglio<br />

agli e venti, accettarono i coloni <strong>di</strong> Koma,<br />

e ritornarono all'antica forma <strong>di</strong> co-<br />

lonia già circa a 90 anni prima ricevuta,<br />

che probabilmente aveano scossa con por-<br />

si in libertà. Sebbene Veletri fosse stata<br />

riempita <strong>di</strong> romani, nella 2." deduzione<br />

per essere sopravvissuta solo la io." par-<br />

te de' suoi abitanti, convien congettura-<br />

re chela ferocia o incivilimento de'nuovi<br />

coloni gli avesse incitali contro Roma


270 V E L<br />

loro patria originaria, e fors'ancbe per<br />

essere tiranneggiati dalla repubblica, del-<br />

la quale tentavano spesso scuoterne il<br />

giogo per rendersi liberi; ed i nuovi abi-<br />

tatori, come vado a <strong>di</strong>re, tornaronoa im-<br />

pugnar l'armi contro Pioma, <strong>di</strong> cui erano<br />

citta<strong>di</strong>ni per privilegio e per origine.<br />

1 romani occupati nel famoso asse<strong>di</strong>o <strong>di</strong><br />

Veio t per alcun tempo lasciarono sospe-<br />

se le ostilità cqntro de' volsci. Ma Vele-<br />

tri nel 36a rassicurata dal primiero li-<br />

more, e ristorale le forze militari, all'an-<br />

tica libertà si ridusse. I romani per sottometterla<br />

contro <strong>di</strong> lei arraaronsi, ma<br />

nulla si conosce cosa avvenne: forse ì romani<br />

preoccupati in altre sopravvenute<br />

guerre, riserbarono ad altro tempo la<br />

vendetta. Arsa e manomessa Roma nel<br />

365 dal furore de' galli, dopo tanto ec-<br />

ci<strong>di</strong>o si vide sopra l'armi de' volsci, spe-<br />

rando come occasione opportuna d'estin-<br />

guere il nome romano. Pel grave e imminente<br />

pericolo, i senatori crearono <strong>di</strong>t-<br />

tatore l'espugnatore <strong>di</strong> Veio Furio Ca-<br />

millo nel 367,<br />

il quale marciò contro i<br />

vohci, li combattè, vinse e riconciliò con<br />

Roma. Siccome in questa riconciliazione<br />

vi fu compresa Yeletri, Eutropio <strong>di</strong>ce<br />

che Camillo vinse la città de' volsci, onde<br />

a credersi che in quel tempo tornas-<br />

se alla con<strong>di</strong>zione <strong>di</strong> colonia. Dopo tante<br />

sconfitte e ad onta della manifesta for-<br />

tuna de' romani, i volsci non avvilironsi,<br />

anzi più animosi <strong>di</strong> nuovo armaronsi<br />

nel 371 <strong>di</strong> Roma, per tentar nuova-<br />

mente d'opprimerla. Fra le tante fazio-<br />

ni guerresche che si successero, la più famosa<br />

fu quella, in cui armaronsi a danno<br />

della repubblica più nazioni, i volsci,<br />

i latini, gli eroici, cui si aggiunsero i po-<br />

poli <strong>di</strong> Circeo e <strong>di</strong> Veletri, ambo colonie<br />

romane. Per opporsi a quest' imponente<br />

armamento fu creato in Roma <strong>di</strong>ttatore<br />

Aulo Cornelio Cossoj che subito si mos-<br />

se col l'esercito per opporsi al nemico. Aceam<br />

possi in luogo vantaggioso, e dopo<br />

aver confortalo i soldati con veemente<br />

allocuzione, <strong>di</strong>e segno alla battaglia, che<br />

V EL<br />

cominciò con in<strong>di</strong>cibile ardore fra le pa<br />

ti. La cavalleria romana scompigliò<br />

fanteria nemica, e i volsci in fine sitia-<br />

te l'armi <strong>di</strong>eronsi alla fuga; molli furo-<br />

no i prigioneri, massime Ialini e ernia<br />

volontari, oltre alcuni capi principali del-<br />

la gioventù nobile, ed alcuni <strong>di</strong> Circeo e<br />

<strong>di</strong> Veletri, mandati tutti a Roma,<br />

colpa maggiore <strong>di</strong> questa sollevazione i<br />

potandosi a' circeiesi e a' veliterni, furo<br />

s<br />

no trattati dal senato aspramente, perchè<br />

essendo citta<strong>di</strong>ni romani, aveano congiu-<br />

rato col consiglio e coll'armi a' danni <strong>di</strong><br />

Roma loro patria. Nell'anno seguente i<br />

volsci, i circeiesi e i veliterni spe<strong>di</strong>rono<br />

legati a Roma a chiedere i prigioni, col<br />

pretesto che avendo agito contro il vole-<br />

re del comune, volevano punirli secondo<br />

le leggi; e li ottennero dopo duri rimproveri.<br />

Non andò guari che si tolsero la ma-<br />

schera dal viso, e se una pestilenza non lì<br />

colpiva sarebbero entrati tosto in cam-<br />

pagna. In genere i veliterni erano nella<br />

<strong>di</strong>sposizione <strong>di</strong> venire ad un accomoda-<br />

mento, ma gli autori della defezione, temendo<br />

d'essere sagrificati,cercarono <strong>di</strong> <strong>di</strong>-<br />

storte sollevarono la plebe a da re il sacco<br />

alle terre de' romani, donde poi derivò<br />

una vera guerra. I volsci sempre audaci<br />

e animosi, nel 373 tentarono <strong>di</strong> nuovo<br />

la fortuna della guerra per abbattere pos-<br />

sibilmente la potenza romana. Raccol-<br />

te nuove leve, e colla confederazione de'<br />

la nu vini (avverte Bauco, che Lanuvio vie-<br />

ne annoverala fra le città volsche, ed è<br />

<strong>di</strong>versa da Lavinio, e credesi che fosse<br />

dove oggi si vedono le rovine del castel-<br />

lo <strong>di</strong>roccato <strong>di</strong> s. Gennaro, 6 miglia lun-<br />

gi da Veletri. Altri la pongono a Civita<br />

Lavinia, che descrissi a Genzano, con<br />

Nemi, e Ardea capitale de' rutuli; mentre<br />

<strong>di</strong> Lavinio, con Laurentoe Alba Lun-<br />

ga come state metropoli del Lazio in que-<br />

st'articolo ne ragionai), posero in pie<strong>di</strong><br />

un più numeroso esercito del preceden-<br />

te. Dispiacque non poco a Roma questa<br />

repentina mossa de' volsci; ed i cenatovi<br />

furono <strong>di</strong> parere che questo uuovo <strong>di</strong>sa-


VEL<br />

stro fosse slafoeccilato da' veliterni, e che<br />

se fossero stati castigali nell'ultima guer-<br />

ra, non avrebbero suscitato nuove fazio-<br />

ni in <strong>di</strong>spregio della repubblica. Il sena-<br />

to quin<strong>di</strong> decretò la guerra contro i vol-<br />

sci; i tribuni vi si opposero, ma tutte le<br />

tribù la vollero. Troppo erano temuti da'<br />

romani i volaci, e specialmente i veliter-<br />

ni. Furono creati nuovi tribuni militari,<br />

de' quali alcuni restarono alla custo<strong>di</strong>a<br />

<strong>di</strong> Roma; e Spurio e Lucio Papirii con-<br />

tro Veletri <strong>di</strong>rettamente condussero l'e-<br />

sercito. Uniti erano i veliterni co* pre-<br />

neslini, fra' quali eravi una stretta lega,<br />

e <strong>di</strong>ce il Petrini nelle Memorie Prenesline,<br />

che vi andarono in tanto numero<br />

clic quasi superarono gli abitatori della<br />

colonia <strong>di</strong> Veletri. Si venne a battaglia<br />

colla solila fortuna de' romani, e siccome<br />

la zuffa accadde vicino a Veletri, i vol-<br />

sci scorgendo il pericolo <strong>di</strong>e loro sovra-<br />

stava, con opportuna ritirata entrarono<br />

nella città, che essendo ben munita e me-<br />

glio fortificata, i tribuni romani risolvet-<br />

tero <strong>di</strong> non cimentarsi in pericoloso as-<br />

salto, riconoscendo per dubbio l'esito del-<br />

l'impresa. Di questa mossa furono più<br />

incolpati i preneslini ausiliari, che i veli-<br />

terni primi autori, per cui il senato pro-<br />

vocalo da' tribuni sdegnati co' prenesli-<br />

ni, che nella pugna aveano mostrato più<br />

accanimento degli stessi veliterni, <strong>di</strong>chiarò<br />

loro la guerra nel 3y4 (nel 38o avanti<br />

l'era nostra <strong>di</strong>ce Petrilli). Questi unili a'<br />

volsci ed a'velilerni formato un buon e-<br />

selcilo, presero a viva forza Satrico colonia<br />

romana, già città volsca, usando<br />

contro il presi<strong>di</strong>o romano gran<strong>di</strong>ssima<br />

crudeltà, per la sua pertinace <strong>di</strong>fesa. Irri-<br />

tato il senato e popolo romano <strong>di</strong> questo<br />

fatto, subito crearono per la 6." volta tribuno<br />

militare Furio Camillo, il quale<br />

combattè e vinse i nemici, riconquistando<br />

Salrico; vi perì il suo collega, giovine<br />

<strong>di</strong> troppo ardore che avea compromesso<br />

l'esercito. Quin<strong>di</strong> marciarono i romani<br />

su Veletri, ma furono costretti ritirar-<br />

ti. Ma JN'ibby riporta l'iscrizione <strong>di</strong> elogio<br />

VEL 571<br />

incìsa sul pie<strong>di</strong>stallo della statua eretta<br />

n Camillo, già riferita dal Car<strong>di</strong>nali, per<br />

aver trionfato de' volsci ancora,perciò eb-<br />

be per la 3. a volta gli onori del trioufo.<br />

Querela vasi intanto la plebe romana con-<br />

tro il senato, perchè nelle guerre inces-<br />

santemente fosse consumala, prima a Sa-<br />

trico, poi a Veletri, in<strong>di</strong> a Tuscnlo, per<br />

impe<strong>di</strong>rle <strong>di</strong> convocarsi per reclamar<br />

contro le continue gravezze. Nel 3j5 si<br />

eccitò quin<strong>di</strong> in Roma una specie <strong>di</strong> se-<br />

<strong>di</strong>zione, anche per l'eccessivo rigore che<br />

si usava contro i debitori. Falli perciò<br />

audaci i preneslini, coll'armi <strong>di</strong>erono il<br />

guasto al territorio Sabino, e predando<br />

la campagna romana, senza opposizione<br />

giunsero alla porla Collina. Un' azione<br />

così ar<strong>di</strong>la spaventò i romani, e <strong>di</strong>men-<br />

tica te le private <strong>di</strong>ssensioni, a riparare la<br />

pericolante repubblica, losto crearono<br />

<strong>di</strong>ttatore T.Quinzio Cincinnalo, che nominò<br />

maestro della cavalleria Aulo Sem-<br />

pronio. Radunato un buonesercitOji pre-<br />

neslini si ritirarono all'Alba nella lusin-<br />

ga <strong>di</strong> non esser assaliti, come luogo <strong>di</strong><br />

ribrezzo pe' romani per la memorabile<br />

sconfida ivi ricevuta da' galli. S'ingan-<br />

narono, poiché i romani li assalirono eoa<br />

tal valore, che dopo breve combattimento<br />

fugarouo il nemico; in<strong>di</strong> espugnarono<br />

gli 8 oppi<strong>di</strong> o castelli de' preneslini, che<br />

formando la loro signoria, perderono co-<br />

sì le reliquie dell'antico loro regno. Il <strong>di</strong>t-<br />

tatore passò ad espugnarePalestrina, l'ebbe<br />

per capitolazione, trasportò in Cam-<br />

pidoglio la statua <strong>di</strong> Giove Imperatore,<br />

e ricevè gli onori del trionfo. Rivolto l'e-<br />

sercito contro Veletri per conquistarla,<br />

come confederata <strong>di</strong> Preneste, Cincinna-<br />

to l'espugnò dopo resistenza, e pare prima<br />

<strong>di</strong> Preneste slessa e dopo l'espugna-<br />

zione degli oppi<strong>di</strong> ; non conoscendosi le<br />

con<strong>di</strong>zioni imposte dal <strong>di</strong>ttatore alla co-<br />

lonia veliterna ricalcitrante. Nata gara in<br />

Roma sull'elezione de' consoli e le que-<br />

stioni delle leggi Licinie, per circa 5 an-<br />

ni i romani trascurarono i più rilevanti<br />

affari della repubblica. Da queste intesti-


i 7 t V E L<br />

De <strong>di</strong>scor<strong>di</strong>e presero i Teli terni occasione<br />

<strong>di</strong> mostrare il loro risentimento, e <strong>di</strong>ve-<br />

nuti più animosi e invigoriti per l'ozio<br />

d'alquanti anni, prese l'armi scorsero più<br />

volte predando il territorio romano, e<br />

tentarono <strong>di</strong> conquistar Tusctdo con as-<br />

se<strong>di</strong>arlo strettamente. Essendo i tuscu-<br />

lani amici, anzi citta<strong>di</strong>ni romani, a que-<br />

sti chiesero soccorso. In questo frangen-<br />

te furono creati in Roma nuovi tribu-<br />

ni militari, si fece leva <strong>di</strong> buon esercito<br />

e sollecitamente fu inviato contro i veli-<br />

terni. Forzati essi a levar l'asse<strong>di</strong>o, inse-<br />

guiti da' romani si rinserrarono in Vele-<br />

tri, e furono cinti da rigoroso asse<strong>di</strong>o;<br />

ma senza successo pel valore de' <strong>di</strong>fenso-<br />

ri e la fortezza della munita città, ad on-<br />

ta che perciò fossero creati nuovi tribu-<br />

ni militari e tanto numeroso fosse l'eser-<br />

cito, che in Pioma non si poterono adu-<br />

nare i comizi, pe* quali furono costretti<br />

sciogliere l'asse<strong>di</strong>o che gli avea annoiati,<br />

onde dare il loro voto come citta<strong>di</strong>ni ro-<br />

mani, poiché le controversie tendevano<br />

a variare la costituzione della repubbli-<br />

ca. Ritornati i romani all'espugnazione<br />

<strong>di</strong> Veletri, se grande fu la loro costanza,<br />

non minore fu la vigilanza e fortezza de'<br />

veliterni nel <strong>di</strong>fendersi. Per 4 anni sosten-<br />

ne Veletri quest'asse<strong>di</strong>o con tutte le for-<br />

ze de'romani, che allora non aveano al-<br />

tre guerre, cioè dal principio del 385 al<br />

388. La <strong>di</strong>uturnità dell'asse<strong>di</strong>o, l'ardo-<br />

re de' romani in tale impresa, tutte le<br />

loro forze riunite contro una sola città<br />

da niuno soccorsa, <strong>di</strong>ce Dauco, sono tutte<br />

circostanze che mostrano la straor<strong>di</strong>na-<br />

ria fortificazione<strong>di</strong> Veletri, e il valore de'<br />

citta<strong>di</strong>ni resi forti e costanti «'patimenti<br />

dall'amore della patria e della libertà. Al<br />

due <strong>di</strong> Plutarco, quello che i romani non<br />

poterono ottenere con sì lungo e stretto<br />

asse<strong>di</strong>o, alla fine senza forza d'armi e col<br />

solo nomeeautorilà<strong>di</strong>Camillo nellostes-<br />

so 388 conseguirono. In quest'anno tor-<br />

nali i galli a danno <strong>di</strong> Roma, Camillo<br />

creato <strong>di</strong> nuovo <strong>di</strong>ttatore li sconfisse, in-<br />

<strong>di</strong> senza combattere prese Veletri. Esi-<br />

V E L<br />

steva in questa città un'aulica porta e<br />

nome <strong>di</strong> Furia, ed è costante tra<strong>di</strong>zion<br />

che da questa vi entrasse Furio Cantili<br />

Ma non solo la scorreria de' galli <strong>di</strong>si<br />

se i romani dall'asse<strong>di</strong>o, ma ancora<br />

guerre contro gli ernici, i tiburlini, ed<br />

tarquiniesi da' quali furono rotti, come ne<br />

racconta Nibby. Quanto fossero antan<br />

della libertà e coraggiosi i velilerni,a<br />

corchè la loro città fosse colonia roman<br />

e pochi anni prima da Camillo sottome<br />

sa, scorgesi dalla nuova mossa ostile che<br />

fecero uniti a'privernati nel 3g7<br />

: questi<br />

due popoli nazionali e amici, investito il<br />

contado romano, lo devastarono e sac-<br />

cheggiarono. A quell'epoca già andavasi<br />

maneggiando la celebre lega latina, che<br />

tendeva ad emancipare il Lazio e le al-<br />

tre regioni soggette a'romani. Infatti nel<br />

4 1 5 Lucio Annioselino e Lucio Numi<strong>di</strong>o<br />

circeiese, sebbene le loro patrie fossero<br />

colonie romane, apertamente sollevaro-<br />

no gli altri popoli volsci, i latini e i con-<br />

federati; ma per allora ricusarono l'unio-<br />

ne i veliterni e segnini, stimando <strong>di</strong> non<br />

essere proprio del loro onore il guerreg-<br />

giare a richiesta altrui. Nel 4' 6 si mosse-<br />

ro i veliterni a <strong>di</strong>fesa <strong>di</strong> Pedo, che da' romani<br />

asse<strong>di</strong>ata chiese l'aiuto loro e de' li-<br />

burtini e prenestini, amici e confederati,<br />

a' quali poco dopo si unirono i lanuvi-<br />

ni e gli anziati. Si <strong>di</strong>e battaglia, in cui i<br />

romani furono superiori, ma con poco<br />

profitto; perchè la città non fu espugna-<br />

ta, e gli alleali non patirono gran <strong>di</strong>sa-<br />

stro. Però le altre genli volsche e Ialine<br />

avendo perduto la più bella gioventù nel-<br />

le precedenti rotte, erano <strong>di</strong>venule im-<br />

potenti a formare campo, né potevano<br />

sopportare il giogo dell'altrui dominio.<br />

Tanto più erano esse angustiale, perchè<br />

miravano quasi tutto il lerrriloi io della<br />

nazione, cominciando da Priverno fino<br />

al fiume Volturno che scorre presso le<br />

mura <strong>di</strong> Capua, esser già slato preso da'<br />

romani, <strong>di</strong>stribuito e assegnato alla pie*<br />

be. Risolvettero perciò <strong>di</strong> non muovere<br />

più guerra, ma solamente d'accorrere in


VEL<br />

aiuto eli ({nelle città, che da' romani tol-<br />

sero assalile. Da ciò si trae, che già la<br />

bellicosa nazione volsca eranella sua de-<br />

cadenza, ed in breve era per perdere la<br />

libertà e vedersi sotto il giogo romano,<br />

senza speranza <strong>di</strong> potersi più riunire in<br />

nazione. Si mossero intanto a soccorrere<br />

Pedo gli a rici ni, i ianuvini e i veliterni ;<br />

le schiere de'quali giunte presso il fiume<br />

Astura, furono all' improvviso, mentre<br />

univausi agli anziati,da Caio Menio com-<br />

battute e sbaragliate nel 4 ' 7<br />

<strong>di</strong> Romn,se-<br />

condo Livio, e conseguenza della vittoria<br />

fu il conquisto <strong>di</strong> Veletri. Furio Camil-<br />

lo prese d'assalto Pedo e soggiogò quin-<br />

<strong>di</strong> lutti i popoli del Lazio, sul contegno<br />

de' quali formò allora il senato un rigo-<br />

roso processo, dando ad ognuno a misu-<br />

ra della sua reità il meritato castigo; e<br />

quello toccato a' prenestiui fu la <strong>di</strong>minu-<br />

zione d'altra porzione <strong>di</strong> territorio, anche<br />

in punizione d'aver aiutato i galli barba-<br />

ra nazione. Veletri forse come più polen-<br />

te dell'altre città e ripetutamente ribelle<br />

e nemica a' romani concitta<strong>di</strong>ni, fu più<br />

severamente e senza pietà trattata. De-<br />

molite le sue mura, il senato velilerno fu<br />

abolito, trasportato in Roma e confinalo<br />

ad abitare nella regione <strong>di</strong> Trastevere,<br />

colla pena e multa <strong>di</strong> iooo monete o lib-<br />

bre come<strong>di</strong>ceNibby,achi fossegiunto<strong>di</strong><br />

qua dal fiume, da pagarsi a quelli che gli<br />

avessero presi, in potere de'quali doveano<br />

restare sino all'intero pagamento. Ad<br />

occupare le possessioni veli terne de'sena-<br />

tori, furono mandati altri coloni, in puni-<br />

zione delle ripetute ribellioni, benché citta<strong>di</strong>ni<br />

romani, i quali coloni mantennero<br />

in Veletri l'aspetto dell'antica popolazio-<br />

ne. Ma dopo poco tempo decretò il senato<br />

la rie<strong>di</strong>ficazione delle mura della città, e<br />

che questa fosse ripopolata colla romana<br />

citta<strong>di</strong>nanza, con tutti i <strong>di</strong> ritti e onori che<br />

prima avea goduto e comuni all'altre co-<br />

lonie. Privernofu trattata collo stesso ri-<br />

gore. Era Veletri città polente, popo-<br />

lala, forte e principale della nazione vol-<br />

scu; onde non è da meravigliarsi, se do-<br />

VOL. LXXXIX.<br />

VEL<br />

vette soggiacere a tanta sciagura. Per ca-<br />

gione dello sdegno de' romani verso la cit-<br />

tà, essi incrudelirono ancora contro i tu<br />

scotani, per averle nella ricordata guer-<br />

ra prestalo aiuto. Abbassata pertanto e<br />

sottoposta Veletri a' romani, questi re-<br />

spirarono nel veder finite le guerre de'<br />

volsci, che furono i più feroci e potenti<br />

nemici <strong>di</strong> Roma. Dalla 1/ guerra intra-<br />

presa da Veletri nel 127 <strong>di</strong> Roma con-<br />

tro essa sino al 4*7><br />

^ a totale conquista<br />

della città costò a' romani il travaglio<br />

quasi <strong>di</strong> tre secoli, collo spargimento <strong>di</strong><br />

non poco loro sangue. Dal marmo <strong>di</strong><br />

Campidoglio che ne' fasti ricorda il trion-<br />

fo <strong>di</strong> Menio, osserva Car<strong>di</strong>nali, che la lo<br />

tale roviua e conquista <strong>di</strong> Veletri devi-<br />

si anticipare almeno a'3o settembre 4 '<br />

in cui quel capitano trionfò, o nel pre-<br />

cedente agosto, perchè il canone cronolo-<br />

gico <strong>di</strong> que' fasti <strong>di</strong>fferisce da quello se-<br />

guito da Livio <strong>di</strong> due anni. Questa guer<br />

ra fu chiamata da Livio eterna, gravis-<br />

sima da Cicerone, e celebrata molto da'<br />

posteriori storici. Al console Caio Menio,<br />

oltre il trionfo, fu innalzata una statua<br />

equestre nel foro, <strong>di</strong>mostrazione rara ut<br />

que* tempi. Liberati i romani da' vicini<br />

volsci e veliterni, poterono in breve tem-<br />

po stendere il loro dominio in altre par-<br />

ti d'Italia e fuori ancora. In Roma lun-<br />

gamente esistette la memoria de' senato-<br />

ri veliterni, poiché tra le 7 curie del po-<br />

polo romano, che traevano il nome dalle<br />

~><br />

><br />

città, i <strong>di</strong> cui citta<strong>di</strong>ni erano stati condotti<br />

in Roma, eravi la Curia Sciita. Que-<br />

sta così appellossi dalla città <strong>di</strong> Veletri,<br />

perchè i <strong>di</strong> lei citta<strong>di</strong>ni <strong>di</strong>vennero parte<br />

<strong>di</strong> quel popolo, che signoreggiò a tutte<br />

le nazioni conosciute; ed in essa i veliterni<br />

si radunavano, come loro luogo <strong>di</strong>stinto<br />

e particolare. Il provve<strong>di</strong>mento preso dal<br />

senato romano per togliere a Veletri per<br />

sempre ogni ar<strong>di</strong>re e possanza, e per ren-<br />

dersela soggetta e ubbi<strong>di</strong>ente, fu molto<br />

accorto e politico. Togliendole! senatori,<br />

che costituivano le famiglie nobili, le più<br />

<strong>di</strong>stinte e polenti, che regolavauo i pub-<br />

18


a 7 4<br />

VEL<br />

Mici affari e la città <strong>di</strong>rigevano, il popolo<br />

restò come un corpo senza capo. Quiucli<br />

in Veletri si presero altredeliberazioni, si<br />

deposero gli ar<strong>di</strong>ti pensieri <strong>di</strong> tentare nuo-<br />

ve imprese, si risolvette d'acquietarsi,<br />

d'uniformarsi alla fortuna, e <strong>di</strong> rendere<br />

a Roma quell'ubbi<strong>di</strong>enza che ormai da<br />

buona parte d'Italia cominciava a riscuotere.<br />

Veletri adunque già colonia roma-<br />

na, riputossi d'una con<strong>di</strong>zione anche il-<br />

lustre per la nobiltà e pel decoro del popolo<br />

romano, <strong>di</strong> cui faceva parte, onde<br />

restò contenta <strong>di</strong> aver con esso comuni<br />

gì' interessi, e si uniformò alle leggi io-<br />

mane.<br />

Il governo <strong>di</strong> questa città dopo il <strong>di</strong>-<br />

scioglunento del regno volsco fu <strong>di</strong> re-<br />

pubblica aristocratica regolala dal ceto<br />

de' citta<strong>di</strong>ni nobili, i quali formavano il<br />

corpo de' seuatori. Nella già <strong>di</strong>scorsa lamina<br />

volsca si rileva ette in questa città<br />

esisteva un supremo magistrato appellato<br />

Me<strong>di</strong> X. Non si può certamente conget-<br />

turare, se egli sia stato nel regno volsco,<br />

o allorché questa città reggevasi in forma<br />

<strong>di</strong> repubblica. Soggiogata Veletri dalla<br />

potenza romana,fu regolatoli governo del-<br />

la medesima a norma degli stabilimenti<br />

<strong>di</strong> quella repubblica. Nelle colonie roma-<br />

ne i consoli a <strong>di</strong>fferenza <strong>di</strong> Roma chiatna-<br />

vansi Duumviri ,eil senato <strong>di</strong>cevasiC«/'/V7,<br />

i senatori denominandosi Decurioni. E<br />

siccome nell' elezione de'senatori romani<br />

aveasi riguardo al valore del patrimonio,<br />

cosi anche pratica vasi nell'elezione de'de-<br />

curioni della colonia, le facoltà de'quali<br />

doveano ascendere a 1 00,000 sesterzi. In<br />

<strong>di</strong>verse lapi<strong>di</strong>, riferite con altre del Bauco,<br />

si fa menzione del governo de'dnumviri<br />

in Veletri. Da esse si apprendono<br />

pure gli altri pubblici magistrati ed uffi-<br />

ci <strong>di</strong> Veletri, cioè la prefettura de' fab-<br />

bri, chedovea essere in molta stima, pre-<br />

giandosene que'che giungevano a godere<br />

I' onore del duumvirato, ed equivaleva<br />

a'consoli o altri primari ufhziali delle po-<br />

steriori università artistiche. Vi erano an<br />

co i maestri quinqueunali de collegi de*<br />

VEL<br />

fabbri, tignarli ec, l'uflieio de'quali<strong>di</strong> -<br />

lava 5 anni. Esisteva il magistrato che<br />

presiedeva a'giuochi ne'quali esercitava-<br />

si la gioventù, Curator lusus juventini*.<br />

Vi era ancora l'avvocato della colonia,<br />

Patronus Colon. Residente in Roaiaa tu-<br />

telarne g!' interessi e affari, come princi-<br />

pali citta<strong>di</strong>ni della metropoli. Tra gli al-<br />

tri magistrati <strong>di</strong> cui è memoria ne'mar-<br />

mi scolpili, eravi il pretore a cui appar-<br />

teneva il giu<strong>di</strong>car le liti e controversie<br />

che fra' citta<strong>di</strong>ni insorgevano; e<strong>di</strong>l que-<br />

store che avea cura del pubblico erario;<br />

il principe e il rettore o <strong>di</strong>fensore della<br />

curia, magistrato urbano eletto per suf-<br />

fragi de' principali decurioni. Veletri <strong>di</strong>-<br />

venuta fedele a'roinani, nelle più critiche<br />

e pericolose circostanze colle sue forze con-<br />

corse alla <strong>di</strong>fesa della repubblica. Cosi<br />

quando Pirro re d'Epiro venuto in Italia<br />

a' danni <strong>di</strong> Roma, dopo aver soggiogato<br />

la Campania, trovò in Veletri il termi-<br />

ne delle sue conquiste e delle sue vitto-<br />

rie. Questa città fu un forte propugnaco-<br />

lo per Roma; e giunto sin qui rilirossi<br />

prontamente all'avvicinarsi de'd uè eser-<br />

citi consolari. Le vaste conquiste de' romani<br />

li portarono a cimentarsi co'cartagi-<br />

nesi,anch'esso popolodominatore,il quale<br />

capitanato dal famoso Annibale nei 534<br />

<strong>di</strong> Roma si portò ad assalir questa. Per<br />

affrontarlo, raccogliendo i romani solda-<br />

tesche da tutta I' Italia, anche Veletri<br />

somministrò le sue, che insieme ad altri<br />

popoli furono condotte da Scevola capi-<br />

tano celehratissimo (ciò riferendo Silio I-<br />

talico, poeticamente qualificò Vellelri, mcelebri<br />

miserunt valle; ed il suo com-<br />

mentatore Marso spiegò, una volta igno-<br />

bile e nonfrequentata, liauco giustamen-<br />

te li confuta, colla topografica situazione<br />

<strong>di</strong> Vellelri, posta sopra vari elevali col-<br />

li, che dominano tutte le sottoposte pia-<br />

nure sino al mare Tirreno, e colla storia<br />

narrata prima <strong>di</strong> Silio, da Dionisio e<br />

da Livio, i quali <strong>di</strong>chiararono Vellelri,<br />

Splen<strong>di</strong>da volscorum urbs magna pò-<br />

pulosa .... nobilis ejus gcntis veliti i>


VEL<br />

Quibiis adscriptù, speciem anliquae<br />

frequentine Felilrae rcceperunt, cioè<br />

prima e dopo d' essere stata vinta da'ro-<br />

tnani). L' esercito romano venuto a bat-<br />

taglia presso Canne Fu interamente <strong>di</strong>sfat-<br />

to; non ostante, seguitarono i veliterni<br />

a prestare ogni soccorso d'armi a'roma-<br />

ni contro il fulmineo Annibale. Questi<br />

inorgoglito da'trionfi, audacemente s'av-<br />

vicinò a Roma coll'esercito, saccheggiando<br />

e depredando i <strong>di</strong>ntorni nel 53g, te-<br />

nendosi lungi da Veletri, i cui citla<strong>di</strong>ui<br />

in tale anno fecero parte dell'esercito romano<br />

nell' asse<strong>di</strong>o <strong>di</strong> Capua. Allorché fu<br />

dato a questa città l'assalto, il dì innanzi<br />

che si arrendesse, il valoroso Caleno ca-<br />

pitano, uscito fuori a danno degli aggres-<br />

sori, fra gli altri uccise uu velileruo, ed<br />

egli pure vi restò estinto; e nel d'i seguente<br />

i romani entrarono vittoriosi in Capua.<br />

Ardendo aucora la guerra contro i car-<br />

taginesi, nel 548 accadde in Veletri un<br />

<strong>di</strong>sastroso terremoto, e fu così tremendo<br />

che non solo ne restò commossa la città col<br />

territorio, ma si aprirono profonde vora-<br />

gini, restandone assorbiti piante e alberi.<br />

Tre anui dopo furono tocchi dal fulmine<br />

i templi d'Apollo e <strong>di</strong> Stingo, e in quello<br />

d'Ercole nacquero capelli; pretesi o esagerati<br />

pro<strong>di</strong>gi <strong>di</strong> sopra ricordali. Nel 552<br />

danni orribili recò a Veletri altro terremolo,<br />

aprendosi la terra per lo spazio <strong>di</strong> 3<br />

iugeri con grande e profonda caverna,ch'è<br />

quanto <strong>di</strong>re un tratto <strong>di</strong> terra lungo pie-<br />

<strong>di</strong> 720 e largo 36o, ovvero 86,4.00 pie-<br />

<strong>di</strong> quadrati, perciò spaventevole sprofon-<br />

dauieiito.OsservaNibby, che essendo Veletri<br />

situato in un suolo vulcanico, andò<br />

soggetta ad un avvallamento simile a<br />

quello avvenuto nel 1837 in Albano, do-<br />

po le gran<strong>di</strong> pioggie della primavera e<br />

dell'inverno. Altro notabile avvallamen-<br />

to avvenne poco prima del 18T0 nelle<br />

campagne <strong>di</strong> Semionda. Frattanto per<br />

la famosa legge Sempronia <strong>di</strong> T. Sempro-<br />

nio Gracco, che fu cagione <strong>di</strong> sua morte e<br />

d'infelicissime conseguenze, nel 620 per<br />

la uuova <strong>di</strong>visione delle terre ebbe altra<br />

VEL a 7 5<br />

colonia anche Veletri, come già notai.<br />

Nella guerra Sillana non si fa menzione<br />

<strong>di</strong> Veletri, né ciò è strano, stando la cit-<br />

tà affatto fuori <strong>di</strong> strada, e non essendo<br />

fortificata, non potè offrire attrattive uè<br />

pel partito <strong>di</strong> Mario e né per quello <strong>di</strong><br />

Siila. Nel rimarcarlo Nibby, <strong>di</strong>chiara che<br />

dopo lo smantellamento delle mura fatto<br />

verso il 4'7> nou trovò in<strong>di</strong>zi <strong>di</strong> rialzamento<br />

<strong>di</strong> mura, almeno fino a' tempi<br />

d'Augusto. Alla fine della repubblica romana<br />

Veletri <strong>di</strong>venne più celebre per<br />

aver data origine a Caio Ottavio Turino,<br />

o Cepia, nato dopo 1* adozione dello zio<br />

Giulio Cesare col nome d'Ottaviano (come<br />

nato dalla figlia <strong>di</strong> sua sorella A Iti a o<br />

Azziaaricina, perciò gloria anche <strong>di</strong>Riccia<br />

o Arida, come notai in quell'articolo), e<br />

dopo il suo innalza mento con quel lo d'Au-<br />

gusto; non che egli nascesse in Velelri,<br />

come molti pretendono.giacchè Svetonio<br />

nella sua vita chiaramente <strong>di</strong>mostra, olia<br />

venne alla luce in Roma, nella regione<br />

del Palatino, ma perchè veliterna era la<br />

gente Ottavia,alla quale apparteneva. Co-<br />

si il Nibby. Ma il Bauco <strong>di</strong>slesamente ra-<br />

giona d' un personaggio che signoreggiò<br />

lungamente e con tanto senno il mondo,<br />

e che <strong>di</strong> Veletri fu e sarà I' ornamento<br />

e la gloria. Egli annovera per prima tra<br />

le prerogative che rendono celebrata Ve*<br />

letri, quella d'aver dato origine alla stir.<br />

pe degli Otta vii, dalla quale <strong>di</strong>scese Ottaviano<br />

Augusto i.° imperatore del mon-<br />

do, e credesi d'avergli dato anco i natali.<br />

Che la famiglia Ottavia abbia avuto la<br />

sua nobile antica origine da Veletri, l'an-<br />

dai col benemerito ed eccellente patrio<br />

<strong>storico</strong> <strong>di</strong>cendo. Imperocché una contra-<br />

da nella più celebre parte della città chia-<br />

mossi Ottavia, ora Castello per esser il<br />

sito più elevato e ove esiste il Vico Otta-<br />

vio, ivi essendo stato eretto il suddetto al<br />

tare consagi alo a Marte da uno degli Ot-<br />

tavia Bauco riporta lutti gli autori principali<br />

chene scrissero, fra'quali Domeni-<br />

co Magri che chiamò Velelri: potentis-<br />

sima città volsca, e fortunatissima patria


2j6<br />

VEL<br />

della gente Ottavia nata per governare<br />

Roma, anzi il mondo tutto. Il cognome<br />

<strong>di</strong> questa famiglia si vuole derivato dal<br />

numero d'otto figli, come le stirpi Quin-<br />

zia, Sesta e Decia furono così dette, per-<br />

ché il loro autore nell' or<strong>di</strong>ne della ge-<br />

nerazione era il quinto, il sesto, il decimo:<br />

cosigli Ottavii furono con tal nome<br />

chiamati, perchè l'autore <strong>di</strong> questa stir-<br />

pe dall' or<strong>di</strong>ne della generazione ebbe il<br />

pronome <strong>di</strong> Ottavio. Già <strong>di</strong>ssi come da'<br />

re <strong>di</strong> Roma la gente Ottavia fu annovera-<br />

ta fra le famiglie romane al senato, e fra<br />

le patrizie; ma col decorso del tempo pas-<br />

sò fra le plebee. Dopo lunga serie d'anni<br />

per opera <strong>di</strong> Giulio Cesare tornò <strong>di</strong> nuovo<br />

a figurare nelle patrizie. Caio Rufo fu<br />

il i.°<strong>di</strong> questa stirpe, eletto per voli del po-<br />

polo alle magistrature, essendo già stalo<br />

questore. Ebbe due figli Gneo e Caio,<br />

da' quali <strong>di</strong>scesero due famiglie degli Ottavii<br />

<strong>di</strong> <strong>di</strong>versa con<strong>di</strong>zione. Poiché Gneo<br />

e tutti i suoi <strong>di</strong>scendenti ebbero gran<strong>di</strong>ssime<br />

<strong>di</strong>gnità, enumerate da Rauco; ma<br />

Caio e i <strong>di</strong> lui posteri o per umani ac-<br />

cidenti, o per propria volontà si rimase-<br />

ro nell'or<strong>di</strong>ne equestre sino al padre <strong>di</strong><br />

Augusto. Gli Oltavii della stirpe <strong>di</strong> Ca-<br />

io, dalla quale quel grande <strong>di</strong>scese, seb-<br />

bene contiuuamenle <strong>di</strong>morassero in Ve-<br />

lelri, pure non furono affatto privi de-<br />

gli 01101 i della repubblica. Caio Ottavio<br />

III, proavo d'Ottaviano Augusto, fu<br />

tribuno militare in Sicilia nella i." guer-<br />

ra contro i cartaginesi. Caio Ottavio III,<br />

avo d' Augusto, fu contento <strong>di</strong> godere iu<br />

Velelrisua patria le pubbliche magistra-<br />

ture e gli agi del suo ricco patrimonio:<br />

giunto alla vecchiezza, ivi finì i suoi gior-<br />

ni. Il suo figlio Caio Ottavio innalzò co'<br />

propri meriti la sua casa, avendo lodevolmente<br />

esercitato le cariche <strong>di</strong>ti ibuno,<br />

questore, e<strong>di</strong>le, giu<strong>di</strong>ce, senatore, e finalmente<br />

proconsole o pretore col governo<br />

della Macedonia, <strong>di</strong>sfacendo nel recarvisi<br />

a Turi (per cui fu imposto il cognome <strong>di</strong><br />

Tui ino ad Angusto, prima avendo quello<br />

<strong>di</strong> Cepa), d'or<strong>di</strong>ue del senato, i fuggitivi<br />

VEL<br />

avanzi dell' esercito <strong>di</strong> Spartaco e <strong>di</strong> Ca-<br />

tilina. Governò la provincia con giustizia<br />

e valore, perchè in un gran conflitto fu-<br />

gò<br />

morì all'improvviso in Nola nell'anno <strong>di</strong><br />

Roma 690, e <strong>di</strong>poi dal figlio Augusto gli<br />

fu eretto nel Monte Palatino un arco ma-<br />

i bessi e i traci. Partito <strong>di</strong> Macedonia,<br />

.* gnifico. Egli dalla sua 1 moglie Anca-<br />

ria ebbe soltanto Ottavia maggiore, prima<br />

moglie <strong>di</strong> Marcello personaggio consolare,<br />

e poi del triumviro Marc' Anto-<br />

nio; <strong>di</strong> rara bellezza esavissima. Da Mar-<br />

cello essa ebbe il celebre Marcello, im-<br />

mortalato da Virgilio, che Augusto desti-<br />

nava a succedergli, ed a lui intitolò il<br />

Teatro <strong>di</strong> Marcello {V •)• La morte del<br />

figlio pose Ottavia in profonda malinco-<br />

nia, e allora cessò in parte d' esser sag-<br />

gia, per o<strong>di</strong>are tufle le donne madri, e<br />

non permettendo che si pronunziasse il<br />

nome <strong>di</strong> Marcello alla sua presenza. Ma<br />

quando il principe della poesia Ialina Vir-<br />

gilio, si propose celebrare Augusto per<br />

eroe della sublime epopea dell' Eneide,<br />

nel legger l'episo<strong>di</strong>o commovente della<br />

morte e dell'elogio del giovaneiMarcello,<br />

Ottavia cadde in deliquio; riavutasi, or<strong>di</strong>nò<br />

che si contassero a Virgilio <strong>di</strong>eci se-<br />

sterzi per ogni verso <strong>di</strong> tale episo<strong>di</strong>o che<br />

ne ha 32. La sommaeraallora enorme;<br />

tuttavia il suffragio d'Augusto e del suo iu<br />

illustre corteggio <strong>di</strong> scrittori, le lagritn<br />

il' una madre sorella del signor del mui<br />

do, erano d'assai maggior pregio agli<br />

chi <strong>di</strong> Virgilio che lutti i tesori del mot<br />

do. Ottavia riuscì a temperare alquanto<br />

il furore de' triumviri M. Antonio e Ot-<br />

taviano, ed anche a riconciliarli; ma no<br />

potè impe<strong>di</strong>re la rottura dopo che IVI<br />

Antonio prese a trattarla male in fot<br />

della sua indegna passione per Cleopi<br />

tra, e <strong>di</strong>venne il pretesto della guerra pi<br />

<strong>di</strong>sputarsi tra il fratello e il marito la<br />

guoria del mondo. Ella per altro con<br />

nuò ad amare M. Antonio, e morto<br />

pianse e trattò i<br />

figli <strong>di</strong> lui come suoi pi<br />

pri. Ottavia <strong>di</strong>ede il suo nome ad una<br />

blioteca, probabilmente quella d'Apuli<br />

l


VE L<br />

sul Palalino,ad ima piazza pubblicami un<br />

poi lini, per volere d'Augusto; portico <strong>di</strong>e<br />

eretto presso il Teatro <strong>di</strong> Balbo eil Tea-<br />

tra <strong>di</strong> Marcello, in questi articoli ne ri-<br />

parlai. Caio Ottavio restato vedovo d'An-<br />

turio, passò alle seconde nozze con Attia<br />

figlia <strong>di</strong> M. Attio Balbo e <strong>di</strong> Giulia sorel-<br />

la <strong>di</strong> Giulio Cesare <strong>di</strong>ttatore della repub-<br />

blica romana. Da questo nacquero Otta-<br />

via minore, e Caio Ottavio detto poi Ot-<br />

taviano Cesaie Augusto, <strong>di</strong>e al colino<br />

dell' umane grandezze innalzò la sua ca-<br />

sa, e acquistò l'impero <strong>di</strong> Roma, per cui<br />

in quell'articolo ne celebrai i fasti e il se<strong>di</strong>lo<br />

d'oro <strong>di</strong> sua epoca, e meglio nel campo<br />

immensurabile della storia <strong>di</strong> questa<br />

voluminosa ed enciclope<strong>di</strong>ca mia opera.<br />

RI. Antonio cognato, nemico e competi-<br />

Ini e dell'impero <strong>di</strong> Augusto, come scrive<br />

Svetonio, bassamente gli rimproverò per<br />

emulazione e invi<strong>di</strong>a l' origine paterna<br />

d aver avuto il bisavolo fornaro e l'avo<br />

banchiere; e l'origine materna, <strong>di</strong>cendo<br />

che il bisavolo fosse africano, e <strong>di</strong>e in<br />

Alicia esercitò I' arte ora <strong>di</strong> molinaro e<br />

ora d'unguentiere. .Malignila tutte <strong>di</strong>esi<br />

respingono cogli storici, che scrivono Au-<br />

gusto <strong>di</strong>scendere da famiglie paterna e<br />

materna illustri e nobili. Piace a Banco<br />

<strong>di</strong> spaziare alquanto sul racconto della<br />

nascita d' Ottaviano Augusto, sulla que-<br />

stione s'ebbe i natali in Roma o in Ve-<br />

tetri, riportando i <strong>di</strong>screpanti sentimenti.<br />

Che sia nato in Veletri, l'asseriscono gli<br />

storici velilerui Theuli e Borgia, adduce<br />

tidone prove <strong>di</strong> vari scrittori, benché<br />

<strong>di</strong>ce Borgia co'giuristi che si contrae l'o-<br />

rigine da una città anche pe' natali del<br />

padre; altri scrittori aggiunge Banco,<br />

ripetendo col Volpi, essere Augusto ve-<br />

liteuio per origine e educazione ch'ebbe<br />

ili Veletri, e col car<strong>di</strong>nal Borgia nipote<br />

dello <strong>storico</strong>, essere oriundo da Veletri<br />

e rimasto poi pi ivo del padre fu educato<br />

presso la madre, secondo Dione. Vicino<br />

.1 Veletri era tra<strong>di</strong>zione, e si mostrava<br />

il luogo ove Augusto era stalo nu<strong>di</strong> ito,<br />

col Topi uione che (piasi ivi fosse nato. D'ai<br />

V E L a 77<br />

tronde Svetonio, riferito pure da Nibby<br />

nella Roma antica, par. a.", p. 3gg e<br />

407, descrivendo il Palatino, <strong>di</strong>ce che in<br />

esso pel i.°vi ebbe casa Gneo Ottaviocon-<br />

sole nel 58g <strong>di</strong> Roma, cospicua e piena<br />

<strong>di</strong> <strong>di</strong>gnità, senza rilevare s' era della fa-<br />

miglia Ottavii (però tale lo trovo nell'al-<br />

bero genealogico della famiglia Ottavia,<br />

presso Bauco). Bensì <strong>di</strong> questa Caio Ottavio<br />

padre d' Augusto anch' egli avea<br />

casa sul Palatino nella punta che domina<br />

l'o<strong>di</strong>erna Chiesa <strong>di</strong> s. Anastasia. Ivi<br />

nacque Augusto a' 23 settembre l'anno<br />

<strong>di</strong> Roma 691, nella contrada ad Capita<br />

Bubula, dove fino a'giorni <strong>di</strong> Svetonio<br />

mostra vasi la camera in che era nato, ri-<br />

dotta a sacrario. Con più dettaglio lo rac-<br />

conta pure Bauco, con Volpi che <strong>di</strong>ver-<br />

samente interpreta il testo del greco Dio-<br />

ne, che seguì il sentimento <strong>di</strong> Svetonio.<br />

Nacque Augusto nella mattina, in cui trat-<br />

ta vasi in senato la congiura <strong>di</strong> Cal<strong>di</strong>na.<br />

Caio Ottavio avendo lardato a recarsi in<br />

senato, ricercatone <strong>di</strong>sse essergli nato un<br />

figlio. Allora Publio Nigi<strong>di</strong>o Figlilo sena-<br />

tore, celebre matematico e astrologo, presagì<br />

l'impero d'Ottaviano, esclamando<br />

essergli natoil signore del mondo. Caio<br />

Ottavio ne fu così dolente, temendo che<br />

Roma perdesse la sua libertà, che determinato<br />

d' uccidere il figlio, Publio lo<br />

<strong>di</strong>stolse dalla barbara risoluzione. Rac-<br />

conta Svetonio, che Ottaviano ancor fan-<br />

ciullo fu multilo e educato in una villa<br />

de' suoi avi presso Veletri in piccola stan-<br />

zetta, poi tenuta da'gentili in grande ve-<br />

nerazione, ch'esisteva a suo tempo (morì<br />

nell'89 1 <strong>di</strong> Roma); e come fanciullo im-<br />

pose a' ranocchi <strong>di</strong> cessare dal gracidare.<br />

Ciò ho riferito ne' paragrafi Cisterna e<br />

Giuliano, perchè si vuole <strong>di</strong>e succedesse-<br />

ro ad Ullubra, ritenuta per il luogo ov'e-<br />

ra la villa in cui fu educato Augusto. Di<br />

4 anni perde il padre, e pupillo restò sot-<br />

to la tutela e cura della madre e <strong>di</strong> L.<br />

Filippo suo zio paterno. Cresciuto poi in<br />

età, visse presso Giulio Cesare zio <strong>di</strong> sua<br />

madre, il quale molto l'amò e molta cu-


278<br />

VEL<br />

ra ne prese, per esser privo <strong>di</strong> prole e per<br />

aver concepito gran<strong>di</strong>ssime speranze <strong>di</strong><br />

lui.Prestofu istruito nelle lettere greche<br />

e latine, e <strong>di</strong> 12 anni fece un'orazione in<br />

lode della defunta Giulia sua ava; <strong>di</strong> i5<br />

dal prozio <strong>di</strong>ttatore fu adottato per te-<br />

stamento e <strong>di</strong>chiarato suo erede. Pel tragico<br />

avvenimento <strong>di</strong> Giulio Cesare, a un<br />

tratto e <strong>di</strong> 18 anni Ottaviano comparve<br />

nella scena del mondo per farvi la figura<br />

principale; <strong>di</strong>co scena perchè egli stesso<br />

in morte domandò a quelli che lo cir-<br />

condavano, se avea bene rappresentato<br />

la parte sua nella comme<strong>di</strong>a della vi-<br />

ta, come a suo luogo narrai, e per ultimo<br />

nel voi. LXXX V, p. 24*2. Non ebbe<br />

figli da 4 mogli; tranne la figlia Giulia,<br />

e morì a IN ola nella stessa camera e nel<br />

medesimo letto dov' era morto Caio Ottavio<br />

suo padre ; <strong>di</strong> 66 anni e nel y53<br />

<strong>di</strong> Roma, in che non sono d'accordo col<br />

Banco quegli storici, co' quali procedei<br />

nel registramele principali azioni e im-<br />

prese nel citato articolo ; venendo depo-<br />

sto in quel mausoleo che descrissi nel<br />

voi. LXl V, p. 1 4 1 • Tacque Virgilio <strong>di</strong> sua<br />

stirpe, per l'adulazione colla quale lo fa<br />

<strong>di</strong>scendere da stirpe <strong>di</strong>vina e lo chiama<br />

Dio, forse per aver Augusto detto <strong>di</strong> se<br />

stesso, dopo aver collocato fra gli Dei<br />

Giulio Cesare suo padre adottivo e avergli<br />

de<strong>di</strong>calo il l'empio <strong>di</strong> Giulio Cesare<br />

(V.): Divi Julii se fìlium cssej e Divi<br />

genus. Passa il Banco ad esaminare l'e-<br />

ru<strong>di</strong>ta questione, per fissare il luogo ove<br />

fu educato Augusto, alimentata da' versi<br />

d'Orazio, e dall' iscrizione composta da<br />

uu veliteruopel rinvenimento dell'acqua<br />

viva nel piano <strong>di</strong> Faggiola condotta iu<br />

città nel sito appellato Ulttbrh> f e posta<br />

nel pubblico palazzo. 11 Bauco riferisce i<br />

pareri sul vocabolo Ulubrio, se in<strong>di</strong>ca<br />

Uluhra degli antichi, della qual città m<br />

<strong>di</strong>sputa il luogo ove sorgesse. Alcuni <strong>di</strong>cono<br />

nella pianura <strong>di</strong> Faggiola confinante<br />

con Nemi, altri vicino a Cori oa Semionda,<br />

altri a Cisterna, altri nelle Pabuli<br />

Pontine. 11 velilerno Lau<strong>di</strong> nel mss, delle<br />

VE L<br />

cose <strong>di</strong> Veletri, opina che 1' educatorio<br />

d' Augusto fosse situato poco lungi da<br />

Veletri nella contrada s. Cesareo, ora ri-<br />

dotta a cultura <strong>di</strong> bellissime vigne. Ed il<br />

celebre archeologo Car<strong>di</strong>nali nell'iter/-<br />

zioni Veliterne, nel!' illustrare il frammento<br />

d'una riguardante Ulubra, trova-<br />

la nel patrio territorio presso il ponte deb<br />

l'Incu<strong>di</strong>ni e in<strong>di</strong> riposta nel palazzo pub-<br />

blico, conclude che Ulubra sia stata nella<br />

detta contrada dell'Incu<strong>di</strong>ni, e che ivi fu<br />

educato Augusto. Ma Bauco propende a<br />

credere che 1' educatorio d'Augusto, da<br />

Svetonio designato in una villa de' suoi<br />

avi presso Veletri, fosse nel luogo detto<br />

s. Cesareo, appunto per essere vicino a<br />

Veletri esito ameno, e non mai in Ulu-<br />

bra esistente a' tempi <strong>di</strong> Svetonio presso<br />

una palude in aria pestilenziale; ne fan-<br />

no prova i magnifici avanzi d'antichi e<strong>di</strong>-<br />

fizi, e i! rinvenimento <strong>di</strong> molte medaglie<br />

d'Augusto, e d'una sua testa con corona<br />

civica ivi scavata; e neppure nella contra-<br />

da dell'Incu<strong>di</strong>ni 3 miglia lontana da Ve-<br />

letri, non essendovi memoria che ivi ab-<br />

bia esistito Ulubra e senza vedervi segno<br />

<strong>di</strong> palude, né <strong>di</strong> territorio, perchè Velie-<br />

tri l' ebbe sempre estesissimo. Con più<br />

ragione potrebbesi pretendere l'esistenza<br />

d' Ulubra vicino a Cori, perchè in tal<br />

città fu trovato il marmo <strong>di</strong> Spira donna<br />

ulubrana, che a sue spese de<strong>di</strong>cò un'ara<br />

a Bacco; e <strong>di</strong> più Sermoneta pel marmo<br />

ivi esistente che parla d'un pubblico ma-<br />

gistrato d' Ulubra, e più ancora Cisterna<br />

dov' esiste altra lapide che fa menzione<br />

<strong>di</strong> magistrature <strong>di</strong> detta città, e maggior<br />

niente per essere le due terre confinati!<br />

colle Pontine. Nel j53 dalla fondazior<br />

<strong>di</strong> Roma e nell'anno 3o.° circa dell'i]<br />

pero d' Augusto, accadde lo strepitose<br />

glorioso avvenimento della salutifera n<br />

scita del Salvatore del mondo Gesù Ci<br />

sto, il più celebre e memorabile del suo<br />

regno, <strong>di</strong>e dando principio all' Era ('ri-<br />

sliana o volgare o nostra, questa ora<br />

guirò coli' avvertenza notata nel ve<br />

L.VW, p. 211. 11 can. Bauco slima ai


VCL<br />

cora esser gloria singolare per Veletri<br />

l'essersi degnalo il Redentore dell'uman<br />

genere e Signore supremo dell'universo,<br />

nascere sulla terra sotto il dominio d'un<br />

personaggio <strong>di</strong> stirpe veliterna. La celeste<br />

dottrina insegnata dal Figlio <strong>di</strong> Dio e la<br />

cristiana religione da lui fondala, dopo la<br />

sua morte fu pre<strong>di</strong>cata e sparsa dagli Apostoli<br />

e <strong>di</strong>scepoli <strong>di</strong> Lui per tulio il mon-<br />

do conosciuto. Stimasi, che presto pene-<br />

trasse in Veletri questa <strong>di</strong>vina religione;<br />

fortunato avvenimento <strong>di</strong> cui però nou<br />

si può rintracciare l'epoca certa. Da fon-<br />

date congetture si conosce, che ne'pi imi<br />

tempi della Chiesa quivi sia stato annunziato<br />

I' Evangelo: la vicinanza <strong>di</strong> Roma,<br />

dove s. Pietro principe degli apostoli sta-<br />

bilì la sua cattedra, mostra la possibili-<br />

tà non che la certezza d' aver Veletri ri-<br />

cevuto il lume della fedecontemporaneamente<br />

a Roma. I successori d'Angusto,<br />

nella maggior parte non lo somigliaro-<br />

no, e la loro crudeltà e corruttela, l'anar-<br />

chia delle milizie pretoriane, degenerato<br />

il popolo romano nella mollezza e ne' vizi,<br />

prepararono la <strong>di</strong>ssoluzioue dell'impero.<br />

Assalito questo in più provinole, Costan-<br />

tino I per meglio <strong>di</strong>fenderlo, dopo aver<br />

concesso il libero esercizio alla religione<br />

cristiana, trapiantò la sede dell'impero a<br />

Bisanzio, per lui denominata Costanti-<br />

nopoli j cos'i la <strong>di</strong>vina Provvidenza preparando<br />

a' Papi la sovranità <strong>di</strong> Roma,<br />

onde dal Faticano (V,} governare liberamente<br />

il cristianesimo. Presto però essa<br />

<strong>di</strong>venne segno all'irruzioni, alla fierezza,<br />

alla devastazione e depredazioni de' bar-<br />

ba ri, meutie l'impero era slato <strong>di</strong>viso in<br />

Occidentale e in Orientale. Pel i ."nel 4 1 o<br />

l'assalì e saccheggiò Alarico ve de Coli.<br />

Quin<strong>di</strong> partendo alla volta <strong>di</strong> Napoli, mi-<br />

se a ferro e fuoco tutti i luoghi ch'erano<br />

presso la via Atipia, fino a Cosenza, dove<br />

morì carico <strong>di</strong> ricchissime spoglie. I veli-<br />

terni che mantenevano ancora la città uel<br />

suo splendore, ove continuava*! a dare<br />

giuochi anfitealrali,secoudo Nibby, sog-<br />

giacquero alle stesse crudeltà e rovine.<br />

V E L 279<br />

Essi furono anzi i primi a provare gli spa-<br />

ventevoli e desolanti effetti della gotica<br />

barbarie, duratile anche l'asse<strong>di</strong>o <strong>di</strong> Roma<br />

per le continue scorrerie che da' goti<br />

nel loro territorio facevansi; onde i veli-<br />

terni, abbandonata la città, rifuggironsi<br />

con altri popoli nelle vicine montagne, in<br />

luoghi inaccessibili e nascosti per sottrarsi<br />

dall' ultimo esterminio. Nel pontificato<br />

<strong>di</strong> s. Leone I il Grande e nel fói com-<br />

parvero nell'Italia gli Li uni, popoli feroci<br />

condotti da Aitila, il quale alle rimostran-<br />

ze <strong>di</strong> quel Papa si ritirò, con formidabile<br />

sterminio de' luoghi per cui passò. Nel<br />

455 la bella penisola fu straziata da Gen-<br />

serico re de' Fondali, il quale dopo aver<br />

invaso l'Africa, con numeroso esercito<br />

saccheggiò Roma, ponendo a ferro e fuo-<br />

co il Lazio per tutta quella parte che abbraccia<br />

le provincie <strong>di</strong> Marittima e Cam-<br />

pagna, Veletri e tulli gli altri paesi cui<br />

transitò o si recò. I veli terni nuovamen-<br />

te abbandonala la città, tornarono a na-<br />

scondersi fra le balze de'mouti, come fa-<br />

cevano gli altri popoli per salvare la vi-<br />

ta. Dicesi.al riferire<strong>di</strong> Bauco,che in que-<br />

sta fatale occasioue si fabbricassero roc-<br />

che sopra le più. scabrose e inaccessibili<br />

rupi. Non passarono molli anni, che ca-<br />

lato in Italia Odoncre re degli Eruli, nel<br />

476Ì11 Ravenna <strong>di</strong>e fineall'impero d'Occidente,<br />

e quin<strong>di</strong> occupò Roma: nuovi<br />

guai non saranno mancati a Veletri sotto<br />

il nuovo barbaro invasore, proclamato<br />

re d'Italia. Ma fissando poi la sua sede<br />

in Ravenna, Roma rimase sottoposta al-<br />

l'impero d'Oriente,il quale governandola<br />

co' luogotenenti, le sue città e provincie<br />

limitrofe formarono il ducalo romano,<br />

<strong>di</strong> cui feci cenno nel principio <strong>di</strong> quest'ar-<br />

ticolo; in tal modo la Provvidenza an-<br />

dava maturando i destini <strong>di</strong> Roma pa-<br />

pale, perchè <strong>di</strong>venisse pacifico e princi-<br />

pesco dominio della s. Sede e de' Papi. In-<br />

tanto Teodorico re de'goti, mal soffrendo<br />

cheOdoacre regnasse in Italia, l'assa-<br />

lì e gli tolse regno e vita iu Ravenna nel<br />

4g3, facendosi gridare re d'Italia, e do-


tt8e V K L<br />

minò pure in Roma. Nel secolo seguen-<br />

te (Giustiniano 1 imperatore d'Oriente a<br />

mezzo del valoroso Belisario ricuperata<br />

l'Africa da'vandali, determinò col mede-<br />

simo capitano <strong>di</strong> line il simile coll'ltalia<br />

e. l'impero d'Occidente. Rapido fu il con-<br />

quisto <strong>di</strong> Belisario, spontaneamente a lui<br />

arrendendosi le città per cui passò, com-<br />

presa Veletri, entrando in Roma a' io <strong>di</strong>-<br />

cembre 536 o 537. Velelri provvide il<br />

<strong>di</strong> lui esercito con molle vettovaglie, <strong>di</strong><br />

< ui penuriava; e si vuole che Belisario vi<br />

<strong>di</strong>morasse qualche giorno prima d' av-<br />

viarsi a Roma, per interpellarne il sena-<br />

Io e porsi con esso in intelligenza onde<br />

t;li a piisse le porte. Assunto al regno de'<br />

j^oti Tolila nel 54 1, questi sconfisse più<br />

volte i greci eserciti <strong>di</strong> Giustiniano I, e ri-<br />

prese Roma nel 546 ; quin<strong>di</strong> non fu po-<br />

co il danno che ne risentì Velelri per le<br />

continue scorrerie de' haiRari, che vi si<br />

recavano n predare. Pervenuti i goti ad<br />

impadronirsi <strong>di</strong> nuovo <strong>di</strong> tutte le città del<br />

Lazio, Velelri tornò a gemere sotto il lo-<br />

ro giogo; finché Giustiniano 1 nel 55 2<br />

spedì in Italia con poderoso esercito JVar-<br />

sete, il quale vinse e <strong>di</strong>sperse i goti, colla<br />

morte <strong>di</strong> Totila, riconquistò Roma con<br />

tutto il Lazio, e nel 553 il rimanente d'I-<br />

talia, terminando la dominazione gotica<br />

colla vita dell'ultimo loro re Teia. Re-<br />

spirò Velelri fornata sotto il dominio im-<br />

peliate, poiché ella fu una delle città più<br />

maltrattale da'barbari, per aver soccorso<br />

l'esercito capitanatoda Belisario.IVè mancò<br />

<strong>di</strong> prestare que'servigi che potè a Nar-<br />

sete, dal quale venue ricompensata e pri-<br />

vilegiata sopra tutte l'altre città. Fin da<br />

quel tempo si vuole che Velelri fosse eseutata<br />

dal governo del prefetto <strong>di</strong> Roma.<br />

Governa vasi essa co'suoi propri ma-<br />

gistrati, colla soggezione imme<strong>di</strong>ata allo<br />

stesso imperatore e a'suoi ministri. Ben-<br />

ché sempre e spesso Velelri abbia avuto<br />

liti e controversie sopra la giuris<strong>di</strong>zione,<br />

col prefetto o duca, senato e popolo romano,<br />

secondo gli storici veliterni, de-<br />

v'essere obbligata a Giustiniano I, e a<br />

V E L<br />

N arsele suo generalissimo e luogotenen-<br />

te in Italia, per avere concesso a Velelri<br />

il privilegio della libertà imperiale, per<br />

cui usa nel <strong>di</strong>scorso stemma l'epigrafe :<br />

Est tniiii libertas imperialis. Narsete<br />

schernito, come eunuco, dall'imperatri-<br />

ce Sofia moglie <strong>di</strong> Giustino II, preso da<br />

vendetta, si <strong>di</strong>ce, che a tra<strong>di</strong>mento chiamò<br />

in Italia i Longobar<strong>di</strong>, condottivi dal<br />

re Alboinonel 568. Questi barbari in pro-<br />

gresso <strong>di</strong> tempo occuparono quasi tutta<br />

l'Italia, governandola per mezzo <strong>di</strong> du-<br />

chi, e stabilendovi il governo feudale. Al-<br />

lora tutte le città italiane soggiacquero a<br />

un totale cambiamento nelle leggi e ne-<br />

gli stalliti, perciò nella forma <strong>di</strong> gover-<br />

no. Ne' secoli successivi probabilmente<br />

venne in Veletri introdotto il magistra-<br />

to <strong>di</strong> due consoli, con grande autorità.<br />

Frattanto all'infestazioni e scorrerie col-<br />

le quali i longobar<strong>di</strong> travagliavano i luoghi<br />

circonvicini a Roma, massime quando<br />

nel 58g re Autari mise a sacco e deva-<br />

stò lutti i luoghi vicini a Roma, nelP an-<br />

dare da Spoleto a Benevento e fino a Pieg-<br />

gio ; si aggiunsero le calamità dell'inon-<br />

dazioni e del contagio, restando vittima<br />

<strong>di</strong> quello dell'anguinaia Papa Pelagio 11<br />

nel 5qo ; la peste non cessando che nel<br />

pontificato del successore s. Gregorio I il<br />

Grande. Egli impedì che Agilulfo re de'<br />

longobar<strong>di</strong> nel 5q3 espugnasse Roma da<br />

lui asse<strong>di</strong>ata; ma i barbari si sfogarono<br />

con chi capitava loro alle mani crudel-<br />

mente, devastando la campagna e i <strong>di</strong>n-<br />

torni <strong>di</strong> Itoma. Danna lettera <strong>di</strong> s. Gre-<br />

gorio I rilevasi, che i longobar<strong>di</strong> giunsero<br />

anche in Veletri, ingiungendo a Giovan-<br />

ni vescovo della città, che ad evitare il<br />

furore de' barbari trasferisse la sua sede<br />

in un luogo meno esposto della <strong>di</strong>oces<br />

ov'egli e il popolo potessero essere più<br />

curi dall'incursioni nemiche. Provvido I<br />

il pontificio consiglio, poiché Agilulfo ce<br />

suoi longobar<strong>di</strong> cagionarono per la vi<br />

Appiani queste contrade gravissimi dar<br />

ni, e fra le città che rie rimasero deserte<br />

quella vescovile <strong>di</strong> Tre Taberue allora n


V E L<br />

slò allatto desolata e <strong>di</strong>strutta. Trovo in<br />

Nihby, che s. Gregorio I possedeva fon<strong>di</strong><br />

nel territorio <strong>di</strong> Veletri, in quel tempo<br />

chiamata Bellitri.e li donò alla Chiesa de'<br />

ts. Gio. e Paolo <strong>di</strong> Roma, i quali sono<br />

ricordali nelle tavole dell'alto <strong>di</strong> tal do-<br />

nazione esistente nella sagrestia <strong>di</strong> detta<br />

rliiesa ; cioè i futull Mnciamts, Casconis,<br />

Praetorioius, Casacatrlli. Altri fon<strong>di</strong><br />

possedeva nel territorio veliterno s. Gregorio<br />

II, che donò dopo il 7 1 5 alla basilica<br />

Vaticana, come si apprende dalla lapide<br />

esistente nel portico della slessa basilica,<br />

i quali furono particolarmente destinati<br />

ail alimentare i lumi che ardono intorno<br />

al sepolcro <strong>di</strong> s. Pietro. Essi erano : nella<br />

Massa Ficloriolae , I' oli veto nel fondo<br />

!'> iimelliono, quello nel fondo Ottaviano.<br />

Nella Massa Trabaliana, l'olivelo nel<br />

fondo bui reiano, quelli ne'fon<strong>di</strong> Oppia-<br />

no, Giuliano, Viviano, Calliano, Soltfi-<br />

ciano, l'almi, Salari, Sartariano, Galliano<br />

eCarbonaria.Nella Massa. Caesaria-<br />

na, gli oliveti ne'fon<strong>di</strong> Fiorano, Pi isciano<br />

e (i tassiano, Pascolano, Vnriniano e Ce-<br />

sariano. Nella Massa /W///z/itf.gli oliveti<br />

ne'fon<strong>di</strong> Poliziano, Casaromauiana, Tal-<br />

tiano e Casatlorana. Nella Massa Siria-<br />

na, gli oli veti ne'fon<strong>di</strong> Bai inno, Caccia-<br />

no, Poliziano, Aquiliuno, Steiauo e Gassi.<br />

Finalmente nella Massa Nrviana, gli oli-<br />

teli ne'fon<strong>di</strong> Arcipiano, Corneliano e Ur-<br />

sauo. Questa nomenclatura non solo <strong>di</strong>-<br />

mostra la molteplicità de'fon<strong>di</strong> del terri-<br />

torio veliterno nel principio del secolo<br />

\ III, quanto allora fosse coltivato ad oli-<br />

vi, ma ancora la probabilità che alcuni<br />

vocaboli derivino da possessioni della<br />

gente Ottavia e <strong>di</strong> Augusto. Ragionando<br />

dell'origine della Sovranità della s. Se~<br />

de de' Papi (P.), narrai a' loro luo-<br />

gi, che i Papi da gran tempo erano i pa-<br />

dri e i proiettori de'romani e de'popoli<br />

ritvostanti, e anche più lontani, in ogni<br />

maniera beneficandoli colle incessanti lo-<br />

ro cure ; mentre che essi abbandonali al-<br />

la (uria de' longobar<strong>di</strong> da'greci impera-<br />

tori, solamente ne'Poulefici 1 icouosceva-<br />

VEL a8i<br />

no tutela e soccorso. A questa negligenza<br />

degl' imperatori <strong>di</strong> Costantinopoli nel<br />

pontificato <strong>di</strong> s. Gregorio li si aggiunse<br />

la pei'se<strong>di</strong>zione religiosa. Pei l'eresia de-<br />

gl Iconoclasti, <strong>di</strong>spreizatoli delle ss. ///


»$»<br />

V E L<br />


VEL<br />

do il <strong>di</strong>ploma colle paiole <strong>di</strong> fratelli dì-<br />

lettissimi, omnibus P'ellìtrensibus. I ti esso<br />

deplora i tormenti, le prigioniere mor-<br />

ti da' veliterni con forte animo soppor-<br />

tate nello scisma che lacerava la Chiesa,<br />

esaltandone la costante fedeltà. Di più<br />

confermò loro tutti gli antichi usi e co-<br />

stumi favorevoli, ed il possesso <strong>di</strong> tutto<br />

il territorio e de'privilegi che godevano.<br />

Velletri avea l'obbligo <strong>di</strong> fornire <strong>di</strong> vitto<br />

il Papa e la sua corte, quante volte egli<br />

si fosse portato in questa città e per tutto<br />

il tempo della <strong>di</strong>mora. Siccome ciò spes-<br />

so accadeva, e grave era il <strong>di</strong>spen<strong>di</strong>o del<br />

comunale erario, Urbano 11 nel <strong>di</strong>ploma<br />

ridusse l'obbligo ad un sol pasto, unius<br />

comeslionis, a carico del vescovo e del<br />

clero, altro dovendo somministrare i lai-<br />

ci, come leggo nel commento del Borgia<br />

che riporta il <strong>di</strong>ploma, la cui pergamena<br />

esiste nell'archivio municipale. Questa e-<br />

senzione confermò poi Bonifacio Vili nel<br />

1298. Urbano II dev'essere stato in Vel-<br />

letri altra volta, come rilevasi dalle parole<br />

: sicut in more habetis, et mecuni<br />

egistis. Il Borgia crede dopo la sua e-<br />

lezione seguita in Terracina. Inoltre ri-<br />

levasi dal breve, che Velletri era tenuta<br />

a somministrare al Papa le milizie, che<br />

doveano andare all'esercito della provin-<br />

cia Maritimam et Campanìam.Da que-<br />

sto peso ella fu sgravata prima in parte<br />

da Urbano 11, e poi in lutto da altri Pa-<br />

pi, come riferisce Bauco. In vece spiega<br />

Borgia, non da Urbano II, ma da altri<br />

Papi prima ne fu esonerala in parte, e<br />

poi del tutto <strong>di</strong>spensata. Morto l'antipa-<br />

pa in Aquila nel 1 100, il Papa Pasquale<br />

Il coraggiosamente coll'armi volle ricon-<br />

quistare le terre tolte alla Chiesa nelle<br />

passate turbolenze, e punire i<br />

capi della<br />

libertà romana; onde Velletri prese oc-<br />

casione <strong>di</strong> sgravarsi <strong>di</strong> molte gravezze e<br />

novità, <strong>di</strong> prepotenza imposte dall'anti-<br />

papa. Abusi che abolì Pasquale II con<br />

breve de'6 aprile 1 102, confermando le<br />

concessioni <strong>di</strong> s. Gregorio Vile Urbano<br />

II, circoscrivendone il territorio con ìiui-<br />

V E L 283<br />

pli confini che tuttora si conservano. Soffrì<br />

Pasquale il molte afflizioni, sia pero-<br />

pera <strong>di</strong> altri 3 antipapi, ch'ebbero breve<br />

durata, sia per voler i romani dare per<br />

successore al defunto prefetto il figlio an-<br />

cor fanciullo, esia per la ribellione <strong>di</strong> Tolomeo<br />

conte Tusculano, per cui in segui-<br />

to tutto il tratto marittimo del Lazio fu<br />

involto nella stessa insurrezione, compresi<br />

Ninfa, Castel Tiberio e Semionda. Non<br />

ostante Velletri rimase fedele al Papa.<br />

Secondo Nibby, la ribellione avvenne nel<br />

1 i 1 5, quando il Papa andò in Puglia per<br />

concertarsi co'normanni, ad onta che a-<br />

vesse affidato a Tolomeo 1' amministra-<br />

zione <strong>di</strong> tutti i patrimoni esterni della<br />

Chiesa, con fare insorgere Tusculo, Pre-<br />

neste, Anagni, e la Sabina per la sua al-<br />

leanza coli' abbate <strong>di</strong> Farfa. A questa<br />

mossa posero argine, Albano, tutta la<br />

provincia <strong>di</strong> Marittima e Velletri, che an-<br />

darono esposte a depredazione per parta<br />

de'ribelli. Al ritorno del Papa si quietarono<br />

le cose. Vuole il Theuli, che Anastasio<br />

IV deli i53 fosse per alcun tempo<br />

in Velletri, per essere slato abbate del-<br />

l'abbazia veliterna <strong>di</strong> s. Rufo; ma il Borgia<br />

nella Storia eli Fellctri, <strong>di</strong>chiara non<br />

esservi mai stata nella <strong>di</strong>ocesi tale abbazia,<br />

e forse quella del priorato <strong>di</strong> s. Anastasio<br />

fu soggetta all'abbazia <strong>di</strong> s. Rufo<br />

<strong>di</strong> Provenza. Bensì crede probabile l'as-<br />

serto pure da altri, che Anastasio IV e-<br />

ducato in Velletri nel monastero <strong>di</strong> s. Anastasio<br />

e <strong>di</strong>venuloueabbate, crealo Pa-<br />

pa neassunse il nome. Narrano Nibby, e<br />

il cav. Coppi nelle Memorie Colo/mesi,<br />

che nel 1 1 79 Alessandro III col consenso<br />

de'car<strong>di</strong>nali concesse a Rainonede Tu-<br />

sculano Norma e Vico colle pertinenze,<br />

ricevendo in permuta il castello <strong>di</strong> Laria-<br />

110 colla rocca, che allora il Papa teneva<br />

per Bainone, obbligandosi re<strong>di</strong>mere i pe-<br />

si che potessero gravare Lariauo fino a<br />

200 lire provesine; col palio <strong>di</strong> poter il<br />

solo Papa rescindere il contralto, bensì<br />

che le parti che mancassero dovessero pa-<br />

gare 5o libbre d'oro. Nel marzo <strong>di</strong> detto


&4<br />

V E L<br />

suino, Alessamlro 111 si trovavo in Velie-<br />

Ili, ove <strong>di</strong>moiò per un anno intero, per<br />

cui ivi fece la della permuta l'i i ottobre,<br />

e vi restò parte del i i 80, se pure non vi<br />

ritornò. Essendo morto Alessandro Illa<br />

Civita Castellana a'^7 o 29 agosto 1 181,<br />

convien credere che per i tumultuanti<br />

romani subilo i car<strong>di</strong>nali si recassero in<br />

Vellelri, ovvero ancora vi restava la cu-<br />

ria e corte romana, perchè il car<strong>di</strong>nal Al-<br />

bichinoli suo vescovo era decano del sa-<br />

gro collegio e in grave età, e forse vi <strong>di</strong>morava,<br />

e ivi lo elessero Papa col nome<br />

<strong>di</strong> Lucio Ili il i.° settembre e coronaro-<br />

no ivi a' 6. lAecatosi in Roma, poco tem-<br />

po vi <strong>di</strong>morò per le turbolenze della cit-<br />

tà, o per non aver voluto osservare certi<br />

costumi praticati da' predecessori. Il Vitali<br />

nella Storia <strong>di</strong>plomatica de Sena-<br />

tori <strong>di</strong> lìoma, <strong>di</strong>ce the i romani colle armi<br />

alla mano domandarono a Lucio IH<br />

<strong>di</strong> rimettere in pie<strong>di</strong> il senato colla presidenza<br />

d'un i J tf/m/o,e coll'inlera ammi-<br />

nistrazione della città e dello stato in<strong>di</strong>pendentemenleda'<br />

Papi. Pertanto Lucio<br />

ili stimò bene allontanarsi da un popo-<br />

lo tumultuante, lece ritorno in Vellelri<br />

e vi stabili la sua residenza, nella quale<br />

assolse dalla scomunica il re <strong>di</strong> Scozia<br />

Cngliemo, pronunziata contro <strong>di</strong> lui dal-<br />

l'arcivescovo <strong>di</strong> York ; ed ivi vennero al-<br />

l'u<strong>di</strong>enza del Papa Giovanni eUgone ve-<br />

scovi <strong>di</strong> Scozia per ven<strong>di</strong>care alcuni ve-<br />

scovili <strong>di</strong>ritti. In Vellelri pure a' 2 <strong>di</strong>cembre<br />

fece una promozione <strong>di</strong> 8 car<strong>di</strong>-<br />

nali, fra'quali Crivelli gli successe col nome<br />

<strong>di</strong> Urbano 111. Continuando i roma-<br />

ni nelle loro <strong>di</strong>scor<strong>di</strong>e a mostrarsi avver-<br />

si a Lucio 111, temendo questi per la vi-<br />

cinanza da Pioma <strong>di</strong> qualche gravissimo<br />

oltraggio, nel 1 1 83 passò in Anagni, e<br />

siccome tòrte e sicura vi celebrò la festa<br />

<strong>di</strong> Maiale, e secondo Novaes si recò in<br />

Roma per tentare una pacificazione, vi<br />

elesse senatore il conte baimelo, ma fu<br />

coslrello nel 1 184 partire per Modena.<br />

Le genti <strong>di</strong> Lauterio milanese bali o ret-<br />

tore <strong>di</strong> Campagna avendo occupato le<br />

V E L<br />

rocche <strong>di</strong> Laràrio e Castro, egli le rimi<br />

se nelle mani <strong>di</strong> Giordano abbate <strong>di</strong> Fos<br />

sanuova, il quale le consegnò a Papa Cle<br />

mente 111, non prima del 1 187, anno ir<br />

citi fu esallato al pontificato. Nel 1202<br />

Vellelri fu onorata dalla presenza d'In-<br />

nocenzo III, avendo a cuore la pace della<br />

città co'popoli circonvicini. Agitavasi in<br />

questo tempo una lunga guerra fra' ve<br />

hlcrni, corani e sermonetaui da una par<br />

le, e fra que' <strong>di</strong> Sezze e <strong>di</strong> Ninfa, e San<br />

guineo castellano d'Acquapuzza. Questa<br />

<strong>di</strong>ssensione fu causa <strong>di</strong> gravi danni, d<br />

rapine, <strong>di</strong> morii e d'incen<strong>di</strong> d* ambo le<br />

parti, e specialmente fra' veli terni e i niii<br />

lesi. 11 nipote del Papa car<strong>di</strong>nal Ugolinc<br />

vescovo velilerno avea già trattato e cor<br />

eluso la pace tra questi popoli, ma non<br />

<strong>di</strong>meno prepara varisi <strong>di</strong> nuovo a Ila guer<br />

ra, essendosi l'uria e l'altra con altri vici<br />

ni collegate, e già erano cominciate le<br />

stilila. Laonde il Papa per impe<strong>di</strong>re i sue<br />

cessi funesti della guerra, commise d<br />

nuovo al car<strong>di</strong>nale <strong>di</strong> ridurre i detti pi<br />

poli a concor<strong>di</strong>a, ed egli con somma cu-<br />

ra e prontezza vi riusci. Nota Banco, che<br />

de'velilerni molti furono promossi a've-<br />

seovali, massime della patria, secondo il<br />

costume de' secoli antichi, per cui si pro-<br />

pose <strong>di</strong> ricordare i successivi a tanta <strong>di</strong>gnità<br />

esaltati, ed io compen<strong>di</strong>osamente<br />

lo seguirò. Nel !2o5 Innocenzo III pro-<br />

mosse alla cattedra <strong>di</strong> Firenze Giovanni<br />

Santi velilerno, celebre personaggio che<br />

pel i.° istituì la carica <strong>di</strong> Podestà nelle<br />

sue terre ecastella per mantenervi la giu-<br />

stizia, il quale costume utilissimo fu ab-<br />

braccialo in tutlo lo slato <strong>di</strong> Firenze, an-<br />

zi nell'Italia tutta. Ma non pare per quan-<br />

to riportai nell'in<strong>di</strong>cato articolo. Forse<br />

avrà migliorato e più propagato l'istituzione.<br />

Fu nel i23o sepolto nel duomo<br />

<strong>di</strong> Firenze con epitaffio che principia col-<br />

le parole: Patria Pelletrum. Nel 1227<br />

il ves.ovo car<strong>di</strong>nal Ugolino <strong>di</strong> venne Gre-<br />

gorio IX, con inesprimibile allegrezza de'<br />

<strong>di</strong>ocesani velatemi; ed avendo a' 29 set-<br />

tembre scomunicalo in Anagni l'impera-


V E L<br />

tcre Federico 11 re eli Sicilia (/"''.), toi*-<br />

nattclo il Papa a Ruma passò per Velletri,<br />

e pel grande all'elio <strong>di</strong>e rimiri va verso <strong>di</strong><br />

essa, le concesse molte grazie e privilegi.<br />

Federico II irritato perla fulminante «<br />

terribile censura, <strong>di</strong>venuto nemico del<br />

Papa, nel J228 comprò gli animi d'al-<br />

cuni magnati romani, servendosi <strong>di</strong> essi<br />

per travagliare il Papa, che per evitare<br />

gl'insulti de' sollevati romani e del sena-<br />

tore Aunilial<strong>di</strong>, si ritirò a Perugia nel<br />

maggio e vi restò sino al febbraio i23o.<br />

In tale circostanza il popolo romano pub-<br />

blicò una legge, or<strong>di</strong>nando che tulle le<br />

città, terre e castella esistenti intorno a<br />

Roma dovessero pagaie annuo tributo.<br />

A questa legge fece Velletri forte resi-<br />

stenza, <strong>di</strong>fendendosi in ogni modo con-<br />

tro T esigenze del popolo romano, dal<br />

quale sopra modo infasti<strong>di</strong>to, spedì ambasciatori<br />

al Papa per essere liberato da<br />

tante vessazioni. Gregorio IX ascollò be-<br />

nignamente gli oratori veliterni, the gli<br />

esposero le violenze de' romani per <strong>di</strong>-<br />

staccar Velletri dall' ubbi<strong>di</strong>enza <strong>di</strong>retta<br />

alla s. Sede e ridurli» in loro potere. De-<br />

siderando il Papa rimunerare i meriti de'<br />

veliterni e il costante attaccamento alla<br />

sua persona, e insieme animare gli altri<br />

popoli a mantenersi a lui fedeli, piovvi-<br />

de allo stato <strong>di</strong> Velletri con due <strong>di</strong>plomi,<br />

riferiti dalBorgia ed esistenti Dell'archivio<br />

comunale. Nel i.° si vede in quante ma-<br />

niere tentarono i romani <strong>di</strong> rendersi si-<br />

gnori <strong>di</strong> Velletri e <strong>di</strong> rimuoverla dall'ub-<br />

bi<strong>di</strong>enza dovuta al Papa, volendo ancora<br />

che i veliterni prestassero giuramen-<br />

to contro la fedeltà promessa alla s. Sede.<br />

Col 2. Gregorio IX <strong>di</strong>chiarò, che Vel-<br />

letri sempre dovesse rimanere sotto l'im-<br />

me<strong>di</strong>ata prolezione e giuris<strong>di</strong>zione della<br />

Sede apostolica; togliendo così a' romani<br />

la speranza <strong>di</strong> poterla soggettare. Confermò<br />

inoltre l'antico pi ivdegio <strong>di</strong> si ugola-<br />

re libertà concessale da'suoi predecessori,<br />

<strong>di</strong> cui la città ne porta sull'arme la <strong>di</strong>scor-<br />

.>a epigrafe; e confermò pure i<br />

privilegi de'<br />

suoi predecessori, lodando in line la coslau-<br />

V E L *8j<br />

za e virtù de' veliterni, ed esortandoli a<br />

mantenersi sempre fedeli a' successori <strong>di</strong><br />

s. Pietro. Nel 1234 Gregorio IX colla<br />

bolla de' 1 6 gennaio Rex excelsus, pres-<br />

so il Bull. Rom. t t. 3, p. 281 : Prohibi-<br />

tio alienan<strong>di</strong> Terras, Castra et alia<br />

loca Se<strong>di</strong>s apostolicae, absqtieconsensii<br />

s. Romanae Ecclesia» Car<strong>di</strong>nalium. Il<br />

Nibby nel citarla inlerprelò l'opposto,<br />

<strong>di</strong>cendo che or<strong>di</strong>nò l'alienazione del ca-<br />

stello <strong>di</strong> La ria no, senza domandare il con-<br />

senso de' car<strong>di</strong>nali (il quale castello sul<br />

finire <strong>di</strong> questo secolo eia in potere <strong>di</strong><br />

Riccardetto<strong>di</strong> Matteo nipotedel car<strong>di</strong>ni!<br />

Riccardo Annibal<strong>di</strong>, che profittando del<br />

silo esercitava ogni sorte d'estorsioni e<strong>di</strong><br />

violenze). La bolla non fu pel solo Laria-<br />

110, ma pe'luoghi <strong>di</strong> cui specialmente vol-<br />

le vietare l'alienazione, e ve lo compre-<br />

se. Anzi qui riporlo il solo brano che ri-<br />

guarda le due provincie <strong>di</strong> Marittima e<br />

Campagna, dal quale si rileverà i Ino» hi<br />

eccettuali, ed a quali <strong>di</strong> esse allora appartenessero.<br />

In Campania , Castrimi Fu-<br />

monis, Palìanì, Serronis, Larianis. fu<br />

Dlaritima, Aquam Putridain, Ostiam<br />

quam Episcopus Ostiensis tenet a Romana<br />

Ecclesiasti omnibus ipsiusEpisiopi<br />

j'ure sali'o. Ariciain t Nympliam. Tolan.<br />

Cora 111. Cisterna in, et Terracinam.<br />

Nel 1237 s'introdusse in Velletri il magi-<br />

strato appellato Podestà.L'eìeilo a questa<br />

magistratura dovea essere forastiere, e go-<br />

vernava la città con autorità assoluta <strong>di</strong><br />

punirei delitti. Perseguo della sua poten-<br />

za gli si consegnava nel possesso una ver-<br />

ga coperta <strong>di</strong> velluto nero con pomi d'argento.<br />

Siccome l'autorità <strong>di</strong> questo ma-<br />

gistrato era assai eslesa e poteva degenerare<br />

in tirannide, durava soltanto G<br />

mesi. Di quesla carica, come <strong>di</strong>ssi in lau-<br />

ti luoghi, se ne faceva gran conto, poiché<br />

il governo de' popoli era sottomesso al-<br />

l'auloi'ilà del podestà. Egli avea un go-<br />

verno illimitato, per cui i primari per-<br />

sonaggi <strong>di</strong> Roma, delle provincie, e spes-<br />

so i baroni procuravansi tal magistratu-<br />

ra. Eravi aucora un giu<strong>di</strong>ce per decidere


a86 V E L<br />

le cause civili. Ma l'autorità dell' anti-<br />

chissimo magistrato de' due consoli, per<br />

l'introduzione del podestà, restò molto <strong>di</strong>-<br />

minuita. Ebbero però 1' amministrazione<br />

delle cose pubbliche, e ciò che appar-<br />

teneva alla polizia della città; ed in mol-<br />

ti casi il podestà non poteva procedere<br />

che col parere e consenso de'consoli. Que-<br />

sti sceglievate! dalle famiglie nobili, ed<br />

eletti dal senato ossia consiglio, presso il<br />

quale risiedeva tutla l'autorità, che ve-<br />

niva comunicata nell'elezione al podestà,<br />

al giu<strong>di</strong>ce, a' consoli, a' capitani e a lut-<br />

ti gli altri dliziali pubblici. Il consiglio<br />

atea a sé riservato gli all'ari <strong>di</strong> sommo<br />

rilievo, come <strong>di</strong> pace, <strong>di</strong> guerra, <strong>di</strong> tre-<br />

gua, d'elezione <strong>di</strong> generali e <strong>di</strong> riforma<br />

degli statuti. Al magistrato de' consoli<br />

Gregorio IX <strong>di</strong>resse il <strong>di</strong>ploma de'5 giugno<br />

i 237, da cui si trae che in que'tempi<br />

Vellelri era soggetta alla giuris<strong>di</strong>zione<br />

suprema del rettore <strong>di</strong> Marittima e Cam-<br />

pagna, e vi rimase fino al 1 4- ' 3. Posle-<br />

riormeute non più trovasi memoria de'<br />

consoli, e può credersi che non molto<br />

dopo il 1 237 si cambiasse tale magistra-<br />

to in quello de' nove buoni nomini, chia-<br />

mali pure signori nove, con un sindaco.<br />

Nibby li chiama novemviri,e vi aggiun-<br />

ge i contestabili comandanti le milizie,ci-<br />

t a lido Borgia, ed osserva: cosi allora i go-<br />

verni municipali riassunsero il tipo del<br />

governo primitivo delle città latine com-<br />

posto d'un <strong>di</strong>ttatore, <strong>di</strong> tribuni militari,<br />

d'un questore e d'un senato. Federico il<br />

sempre più nemico e persecutore <strong>di</strong> s.<br />

Chiesa, non solo volle impe<strong>di</strong>re la cele-<br />

brazioue del concilio generale <strong>di</strong> Lettera-<br />

no, in cui Gregorio IX lo doveva depor-<br />

re, ma tentò ancora dal suo limitrofo regno<br />

una scorreria nella provincia <strong>di</strong> Cam-<br />

pagna. A reprimere il Papa questa osti-<br />

lità fece preparamenti, e perciò scrisse al<br />

podestà e popolo <strong>di</strong> Vellelri, che raccolti<br />

tutti i cavalli e fanti della città, li spe<strong>di</strong>s-<br />

sero a Ferentino, ove era il suddetto car-<br />

<strong>di</strong>nal Aninbai<strong>di</strong> o Annibaldeschi rettore<br />

<strong>di</strong> Muiitlima u Cumpagua. Per maggior -<br />

V EL<br />

mente sollecitare la richiesta spe<strong>di</strong>zione<br />

Gregorio IX scrisse ezian<strong>di</strong>o all'arcieri<br />

le e clero veliterno, ingiungendo loro<br />

persuadere e animare il popolo a pror<br />

lamento prender l'armi. Ambedue le let<br />

tere si leggono nel Borgia, e gli originali<br />

negli archivi del comune e della catte-<br />

drale. Dice Nibby che quest'ultima esor-<br />

tatoria conteneva la multa <strong>di</strong> 5oo mar-<br />

che d'argento, e altre pene temporali e<br />

spirituali , compresa la scomunica nelle<br />

persone e l'interdetto sulla città, qualora<br />

i velilerui non si fossero mossi. Innocenzo<br />

IV dopo aver deposto dall'impero e dal<br />

regno Federico 11, inviò in Polonia il ve-<br />

literno fi*. Giacomo minorila custode del<br />

s. convento d'Asisi, per esaminar la causa<br />

della canonizzazione <strong>di</strong> s. Stanislao vesco-<br />

vo <strong>di</strong> Cracovia, onde per sua opera la ce-<br />

lebrò nel 1252 o 1253, in quest'anno o<br />

prima facendo il religioso vescovo <strong>di</strong> Fe-<br />

rentino, non conosciuto dall'Ughelli. Nel<br />

1258 eletto da' terracinesi per podestà<br />

Pietro Guidoni nobile veliterno, vi osta-<br />

rono i Frangipani e gli Annibaldeschi no-<br />

bili e polenti romani, sostenendo egliuo<br />

esservi convenzione antica fra' loro ante-<br />

nati e Terracina, che il podestà dovesse<br />

sempre scegliersi dalle loro famiglie. Benché<br />

sostenuti dal senato <strong>di</strong> Roma , Alessandro<br />

IV che nel pontificato ritenne il<br />

vescovato <strong>di</strong> Vellelri, e al <strong>di</strong>re <strong>di</strong> Tlieuli<br />

lo visitò da Papa nel recarsi alla sua pa-<br />

tria Anagni , or<strong>di</strong>nò che il Guidoni e il<br />

suo vicario fossero mantenuti nell'ufficio.<br />

]Neli268 Clemente IV confermò la con*<br />

cor<strong>di</strong>a stipulala fra 9<br />

veli terni e il castellano<br />

dì Lai lano, che allora era fr. Raicuou-<br />

docavalierede'lemplari e famigliare pon-<br />

tifìcio; ed assolvè dalle pene che preten-<br />

devasi incorse da' velilerm per avere ri-<br />

tenute alcune tene aggiu<strong>di</strong>cale dal car-<br />

<strong>di</strong>nal Bray alla rocca <strong>di</strong> Lariano, che ap-<br />

partenevano alla s. Sede. Nella sede vacante<br />

<strong>di</strong> detto Papa il sunnominato Rio<br />

cardetlo Aunibal<strong>di</strong> molto polenie, ne pro-<br />

fittò con occupare violentemente la rocca<br />

<strong>di</strong> Luriuuo, che forse Gregorio IX nell'a-


VEL<br />

fienaie il castello crasi riservata. Laonde<br />

il ». collegio dal couclave <strong>di</strong> Viterbo nel<br />

1269 scrisse al comune <strong>di</strong> Yelletri, esortandolo<br />

a far leva d'armi per la ricupera<br />

della rocca, che i car<strong>di</strong>nali qualificarono<br />

uraetìosam alla camera apostolica, come<br />

leggo nel Theuli. Rimarca Dauco, questa<br />

è la i. a<br />

ostilità accaduta fra' veliterni e i<br />

briaoesi, sebbene ignori l'esito della spe-<br />

<strong>di</strong>zione, e ad onta che conosca essere sta*<br />

lo desinato all'impresa il commissario a-<br />

postolico Filippo arci<strong>di</strong>acono <strong>di</strong> Tripoli,<br />

ed il valore mostrato nell'oppugnazione<br />

du'veliterni a favore della s. Sede. Trovo<br />

nel citato Vitali un or<strong>di</strong>ne <strong>di</strong> re Carlo l<br />

d'Angiò senatore <strong>di</strong> Roma al suo camer-<br />

lengo <strong>di</strong> pagare il salario dovuto e le spe-<br />

se fatte in suo servizio da Guglielmo <strong>di</strong><br />

Novara podestà <strong>di</strong> Yelletri e prima giu-<br />

<strong>di</strong>ce <strong>di</strong> Campidoglio. Rimosso il re da ta-<br />

le <strong>di</strong>gnità da Nicolò 111 , avendolo rein-<br />

tegrato neh 281 Martino IV, a richiesta<br />

<strong>di</strong> questi S<strong>di</strong>sse al suo vicario in Roma,<br />

che lutti i popoli fedeli e soggetti alla romana<br />

Chiesa mantenesse in quella libertà,<br />

in cui già aveano sempre vissuto. Ma<br />

siccome il vicario regio del senatorato non<br />

osservava tale or<strong>di</strong>ne co'veliterni, soggetti<br />

imme<strong>di</strong>atamente al Papa, scrisse lo stes-<br />

so Martino IV in proposito una gravissima<br />

lettera al vieni io,or<strong>di</strong>nandogli <strong>di</strong> non<br />

aggravare e molestare con pesi insolili i<br />

veliterni, ma che li lasciasse vivere nella<br />

loro libertà. Poscia Nicolò IV nel 1288<br />

con sua bolla proibì al senatore ili ttoina<br />

d'astringerei lerraciuesi, pipernesì e sez-<br />

Keri a mandare in Roma speciali persone<br />

per prendere dal senato le misure, colle<br />

quali fossero obbligati misurare nelle com-<br />

pre e ven<strong>di</strong>te le biade e i liquori, e lo ri-<br />

cavo da Vitali. Bonifacio Vili mostrando<br />

glande alletto verso questa città, do-<br />

ve iu da fanciullo educato presso i reli-<br />

giosi francescani (mentre n'era vescovo lo<br />

rio Alessandro IV, ovvero al <strong>di</strong>re <strong>di</strong><br />

Tbeuli, sotto la cura <strong>di</strong> fr. Bruno o Leonardo<br />

Patrasso suo zio, che poi lo fece<br />

car<strong>di</strong>nale; tua il car<strong>di</strong>nale uou fu r<strong>di</strong>gio-<br />

VEL 287<br />

- so), non ist]egnò d'accettare l'eiezione fatta<br />

in sua persona da' veliterni della po-<br />

desteria pe'solili 6 mesi, il che con altri<br />

nel relativo articolo <strong>di</strong>ssi nel 1299, ed il<br />

Theuli che cita il documento confessa i-<br />

gnorare l'anno. Inoltre per far cosa gra-<br />

ta a Velletri promosse due veliterni al<br />

vescovato, cioè neh 298 fr. Lorenzo fran-<br />

cescano, forse de'Nicoleschi.a quellod'Or-<br />

te,ed a quello <strong>di</strong> Venafrod. Romano Bor-<br />

gia vallombrosano, morto innanzi la consagrazione.<br />

In<strong>di</strong> ad assicurare per sempre<br />

la libertà e tranquillità <strong>di</strong> Velletri, spe<strong>di</strong><br />

a suo favore 3 <strong>di</strong>plomi. Coh.°or<strong>di</strong>nò che<br />

i veliterni non venissero sottoposti ad al-<br />

cuna servitù, gravezza o esazione, per la<br />

loro filiale fedeltà. Col 2. rammentando<br />

l'opere illustri da'veliterni fitte per lun-<br />

go tempo alla s. Sede, volle provvedere<br />

la città d'un quieto e prospero stato. Or-<br />

<strong>di</strong>nò pertanto, che il rettore <strong>di</strong> Marittima<br />

e Campagna non potesse astringere i<br />

medesimi a portarsi al parlamento pro-<br />

vinciale, all'esercito, e alle cavalcate fuo-<br />

ri della provincia; e confermò tutte le lo-<br />

devoli usanze e grazie concesse da'prede-<br />

cessori. Col 3." <strong>di</strong>chiarò che la città po-<br />

tesse, per mezzo del suo podestà e giu<strong>di</strong>-<br />

ce, o <strong>di</strong> altri suoi uflìziali, fare giustizia<br />

d'ogni delitto, vietando al detto rettore<br />

d'ingerirsi in tali allàri, se non in caso <strong>di</strong><br />

legittimoappello, o<strong>di</strong> negligenza per par-<br />

te degli uflìziali <strong>di</strong> Velletri; se pure il ret-<br />

tore non avesse nella cognizione <strong>di</strong> tali<br />

cause i medesimi uflìziali prevenuto. Or-<br />

<strong>di</strong>nò ancora che la città non fosse obbli-<br />

gata né a richiesta del rettore, né <strong>di</strong> qual-<br />

sivoglia altro ministro, far prendere e tra-<br />

sportare altrove i<br />

delinquenti, che in Vel-<br />

letri si ricovravano. Infausto fu il 1 3o5<br />

per lo strano trasferimento della residen-<br />

za palpale fatta da Clemente V iu Pro-<br />

venza, in<strong>di</strong> stabilendosi in Avignone {f / .) 1<br />

come vicina al contado fenuissiuo [f'.)<br />

dominio temporale della s. Sede, ove re-<br />

stando 6 altri Papi, fu cagioue<strong>di</strong> lagrime-<br />

voli couseguenze;falale trasferimento pre-<br />

veduto dal decano del sagro collegio cai-


288 V E L<br />

<strong>di</strong>nal Malico Rosso Orsini, <strong>di</strong>acono ili s.<br />

Maria in Portico e commendatario eli s.<br />

Maria in Trastevere. Di che lasciò scritto<br />

il veliterno Lau<strong>di</strong>,che per l'assenza de'Pa-<br />

pi da Roma le terre soggette alla Chiesa<br />

furono variamente tiranneggiale; ina Vel-<br />

letti gravemente oppressa da'romani, an-<br />

corché Clemente V avesse mandato 3 car<strong>di</strong>nali<br />

con podestà senatoria pel governo<br />

<strong>di</strong> Roma e del resto d'Italia, non<strong>di</strong>meno<br />

si venne molle volte all'armi con offese e<br />

morti d'ambo le parti, il che durò per<br />

molli e molli anni. In seguito <strong>di</strong> queste<br />

ostilità sarà avvenuta nel i3i2 una capitolazione<br />

fatta fra il popolo e comune<br />

tli Roma, e fra il popolo e comune <strong>di</strong> Vel-<br />

letri. Per questo trattato dal senato e po-<br />

polo <strong>di</strong> Roma acquistossi una certa in-<br />

fluenza politica sulle cose pubbliche <strong>di</strong><br />

Vellelri. La pergamena esiste nell'archi-<br />

vio veliterno, come tanti altri documenti<br />

che per brevità tralasciod'in<strong>di</strong>care, per la<br />

1/ volta nel 1889 pubblicata ed eru<strong>di</strong>tamente<br />

commentala dal cav. Car<strong>di</strong>nali, negli<br />

Atti della Società letteraria VoUca<br />

/ clilerna, t. 3, p. 187, eoltitolo:Df //'


VEL<br />

ila' veliterni, purché non minuissero la<br />

con<strong>di</strong>zione e i <strong>di</strong>ritti senatorii; e stesse a<br />

ragione, né movesse <strong>di</strong> luogo senz'avere<br />

sod<strong>di</strong>sfatto il sindacato.CouvenivanOjClie<br />

potessero eleggere i veliterni liberamen-<br />

te in giu<strong>di</strong>ce un citta<strong>di</strong>no romano; <strong>di</strong>e<br />

non si concedessero appelli, se non sopra<br />

25 libbre <strong>di</strong> provvisioni (provvisini <strong>di</strong>ce<br />

Car<strong>di</strong>nali, cioè provisi DÌ moneta); che non<br />

potesse dal comune <strong>di</strong> Roma né vender-<br />

si, uè obbligarsi la podesteria <strong>di</strong> Veletri;<br />

che a nessuno fra'nobili o fia'magna-<br />

ti romani fosse permesso acquistare beni<br />

fon<strong>di</strong> in Velelri, e acquistandoli fosse nul-<br />

lo l'acquisto. Convennero, che il popolo<br />

<strong>di</strong> Veletri darebbe annualmente a tito-<br />

lo <strong>di</strong> censo due torchi <strong>di</strong> cera d'accen-<br />

dersi in onore <strong>di</strong> Nostra Donna nella vi-<br />

gilia dell'Assunzione; che, dove per tito-<br />

lo <strong>di</strong> perseguitare i delinquenti si recas-<br />

sero a Veletri e suo territorio i lornieri<br />

(o terrieri custo<strong>di</strong> delle torri <strong>di</strong> Roma,<br />

turrerii, come trovo in Vitali), e gli uo-<br />

mini d'armi del senato, nulla si avesse<br />

loro a dare da questa comune; purché<br />

non fosse il delitto avvenuto nel territo-<br />

rio. Convenivano finalmente, che il po-<br />

polo e comune <strong>di</strong> Veletri giurerebbe il<br />

seguimento al comune <strong>di</strong> Roma senza<br />

darne mallevadori; che il popolo <strong>di</strong> Roma<br />

<strong>di</strong>fenderebbe le persone e le cose de'<br />

•veliterni da ogni persona <strong>ecclesiastica</strong> e<br />

secolaresca; che non li graverebbe o col-<br />

la leva del sale, o con tasse <strong>di</strong> grascie, o<br />

<strong>di</strong> giustizieri ; che i veliterni interverreb-<br />

bero, siccome era già usanza , a' giuochi<br />

<strong>di</strong> Testaccio (altre notizie <strong>di</strong> essi le ripor-<br />

tai nel voi. LXIV, p. 38), o ad altro gravame<br />

qualsiasi non si terrebbero punto<br />

obbligati (<strong>di</strong>ce Rauco, che fu abolita tal<br />

costumanza da Paolo II e Sisto IV, cioè<br />

intenderà parlare dell'intervento de' ve-<br />

literni, non de'giuochi). Per l'osservanza<br />

<strong>di</strong> questa capitolazione imposesi la pena<br />

<strong>di</strong> i ooo marche <strong>di</strong> buon argento; e quin-<br />

<strong>di</strong> seguono le forme forensi, i giuramenti<br />

e ogni altro che può essere d' essenziale<br />

nelle solenni contrattazioni. Il popolo ro-<br />

VOI. LXXXIX.<br />

V E L 2%<br />

mano con quest'alto non rende a se vas-<br />

sallo il popolo veliterno , e se per poco<br />

influisse nelle cose pubbliche <strong>di</strong> Veletri,<br />

ciò avvenne per la convulsione politica<br />

<strong>di</strong> tulta l'Italia. In que'<strong>di</strong>sor<strong>di</strong>ni i popoli,<br />

che si reggevano a comune, erano costret-<br />

ti o <strong>di</strong> scegliersi , o darsi ad un signore<br />

assoluto potente, o<strong>di</strong>sagrificare una par-<br />

te della propria libertà, onde farsi un po-<br />

tente alleato. Veletri sopra ogni altra n'e-<br />

ra in sommo bisogno; perchè era nel pe-<br />

ricolo <strong>di</strong> cadere nelle mani <strong>di</strong> prepotenti<br />

baroni, che la tenevano circondata co'lo-<br />

ro castelli. Ecco il motivo che spinse la<br />

prudenza de'veliterni a porsi nella <strong>di</strong>pen-<br />

denza del senato romano nella lontananza<br />

de'Papi da Roma; prima, perchè due<br />

governi della stessa natura sogliono più<br />

lealmente confederarsi; poi, perchè faci-<br />

le riusciva profittare dell'agitazioni che<br />

sono inseparabili dal governo <strong>di</strong> molti,<br />

onde migliorare, quando che fosse oppor-<br />

tuno, <strong>di</strong> con<strong>di</strong>zione; e finalmente perchè<br />

presto o tar<strong>di</strong> riconducendosi i Pontefici<br />

alla loro sede, li avrebbero, come in ad-<br />

<strong>di</strong>etro, liberati dal vincolo <strong>di</strong> quella sog-<br />

gezione. I governi a comune <strong>di</strong>videvano<br />

in due l'amministrazione pubblica: la<br />

parte legislativa, la somma della guerra<br />

e della pace, l'amministrazione a' parlamenti<br />

e a' magistrati collegiali, e la ese-<br />

cutiva a' podestà affidavano. Velelri vivendo<br />

nelle libertà ecclesiastiche eserci-<br />

tò questo libero potere. In questo tratta-<br />

to il senato e popolo romano acquistava<br />

il solo <strong>di</strong>ritto <strong>di</strong> mandare in Veletri il po-<br />

destà, a cui apparteneva I' amministra-<br />

zione esecutiva. E siccome questo pode-<br />

stà doveva giurare l'osservanza <strong>di</strong> quegli<br />

statuti che il comune <strong>di</strong> Veletri avea<br />

in vigore, e quelli che fosse in appresso per<br />

dare a se stesso, chiaro si scorge, che con<br />

ciò non veniva <strong>di</strong>strutta la libertà del comune,<br />

stante che al comune rimaneva il<br />

<strong>di</strong>ritto legislativo- Altra forte ragione, che<br />

mostra non essersi punto <strong>di</strong>minuita la li-<br />

bertà de'veliterni in questa contrattazione,<br />

è quel patto con cui si vieta a' magnati,<br />

'9


ago V E L<br />

e n'nobili romani il possedere alcun che<br />

nel territorio e nellu città <strong>di</strong> Velelri ; e <strong>di</strong><br />

più il vincolo del giuramento prestalo da<br />

ambe le parti fa vedere, che la contratta-<br />

zione si fece da pari a pari, giacché il sovrano<br />

giammai giura al suo sud<strong>di</strong>to. Del<br />

resto in appresso si vedrà cadere e annul-<br />

larsi questo trattato dopo il ritorno de'<br />

Papi in Roma". Giovanni XXII, succes-<br />

so a Clemente V, fece rettore <strong>di</strong> Marit-<br />

tima e Campagna Raimondo cluniacense<br />

da lui consagralo vescovo <strong>di</strong> Monte<br />

Cassino; e non volle riconoscere Lodovico<br />

V il Bavaro eletto imperatore da una<br />

parte degli elettori dell' impero , in<strong>di</strong> lo<br />

scomunicò pel narrato in tanti luoghi.<br />

Recatosi in Roma nel i 3s8<br />

fece eleggere<br />

in antipapa Nicolò V, il quale lo coronò.<br />

Abolendo portarsi a Napoli, il re Roberto<br />

avea posto sue genti nel castellodella Molala,<br />

e l'i i giugno Lodovico 1' espugnò<br />

co' partigiani romani e le sue genti; ciò<br />

fatto andò a Cisterna , che tosto si rese,<br />

ma pel caro e per mancanza <strong>di</strong> vettova-<br />

glie, l'esercito la saccheggiò e arse; ed i<br />

romani tornarono a Roma. Già Lodovico<br />

<strong>di</strong>rettamente da Roma erasi recato a Vel-<br />

letri, come leggo in Vitali ; ed il Thevili<br />

<strong>di</strong>ce che vi fu ricevuto con quelle <strong>di</strong>mo-<br />

strazioni d' ossequio, come richiedeva la<br />

miseria <strong>di</strong> que'tempi. Dopo il crudele ec-<br />

ci<strong>di</strong>o da lui fattoio Cisterna, non volle più<br />

andare a Napoli, con animo <strong>di</strong> rientrare<br />

in Velletri. Ma i veliterni temendo la sor-<br />

te <strong>di</strong> Cisterna, fattosi coraggio, non lo vol-<br />

lero più ricevere, chiudendo le porte. Lo-<br />

dovico forzato ad accamparsi con <strong>di</strong>sagio<br />

al <strong>di</strong> fuori, vedendo la città ben munita<br />

e con molta vigilanza guardala da'cilla<strong>di</strong>-<br />

ni, se ne partì. 11 Nihby <strong>di</strong>ce per la forte<br />

contesa insorta fra gli alemanni del suo<br />

esercito a cagioue della preda <strong>di</strong> Cisterna,<br />

per cui poco mancò che non venissero al-<br />

le mani. Dunque è inesalto il riferito da<br />

Peirini, che Lodovico, oltre Tivoli, occu-<br />

pò coll'armi Vellelri, e non ardì d'acco-<br />

starsi a Palestrina. Aggiunge Nibby, che<br />

nel 1 34?' (anno in cui morì Deuedello XII<br />

VEL<br />

e gli successe Clemente VI) Nicola Caela-<br />

ni signore <strong>di</strong> Fon<strong>di</strong>, profittando dello- sla-<br />

to d' anarchia in che trovavasi Roma e il<br />

suo <strong>di</strong>stretto, andòad assalireVel!etri,che<br />

valorosamente si <strong>di</strong>fese, e potè respingerlo<br />

me<strong>di</strong>ante i soccorsi ricevuti da Roma;<br />

ma non fu allora, che per le spese fatte<br />

perciò dal popolo romano, com'egli <strong>di</strong>ce<br />

dovè soltoporsi ad avere il podestà. NoU<br />

<strong>di</strong> più, che tale guerra durò molti anni<br />

solo rimase sopita nel 1 348 per la terribi-<br />

le pestilenza che mietè mol lis>ime vile, an-<br />

che nelle vicinanze <strong>di</strong> Roma. Nel 1 34-<br />

Clemente VI fece vescovo <strong>di</strong> Tivoli il ve-<br />

literno Nicolò, secondo Lucenti canonie<br />

in patria, e non <strong>di</strong> To<strong>di</strong> come vuole Ughel<br />

li. Nel 1 347 il famoso ambizioso agitatore<br />

Cola <strong>di</strong> Rienzo, profittando delle fazioni<br />

che laceravanoRoma,sedusse audacemen-<br />

te il popolo con volere ripristinare l'anti-<br />

ca repubblica; s'impadronì del governo,<br />

assunse il titolo <strong>di</strong> tribuno augusto. Invitando<br />

i sovrani e le città a inviargli ambascerie,<br />

pure Velletri mandò due am-<br />

basciatori, anche per quietare alcune ver-<br />

tenze co'romani. Questi aveano usurpato<br />

l'elezione del giu<strong>di</strong>ce <strong>di</strong> Velletri, e <strong>di</strong> più<br />

j grascieri <strong>di</strong> Roma volevano comanda-<br />

re nella cillà. Ebbero gli ambasciatori ri-<br />

sposta, che il comune veliterno si ricom-<br />

prasse l'uffizio del giu<strong>di</strong>ce, e che pagas-<br />

se una stabilita somma a'grascieii ili R.Oma<br />

, acciò non s'intromettessero nel vi-<br />

vere <strong>di</strong> Velletri. Convenne adattarsi per<br />

7 mesi, quanto durò per allora la tirannia<br />

del tribuno, che cacciato da Roma<br />

cadde in potere del Papa. Eletti senato*<br />

ri Pietro Sciarra Colonna e Giovanni <strong>di</strong><br />

Orso , molto se ne compiacquero i veli-<br />

terni, perchè avendo sofferti notabili dan-<br />

ni dal suddetto conte <strong>di</strong> Fon<strong>di</strong>, sperava-<br />

no aiuto contro quel prepotente barone.<br />

Difatti l'ottennero, ma i senatori profit-<br />

tando dì questa occasione, tutto accorda-<br />

rono colla con<strong>di</strong>zione che Velletri in av-<br />

venire ricevesse il podestà a scelta ed e-<br />

lezione del popolo romano. Conviene dun-<br />

que supporre che la capitolazione del<br />

e


i 3<br />

1<br />

VE L<br />

1 fosse stata annullata. I veliterni co-<br />

stretti dalla necessità, accettarono la dura<br />

con<strong>di</strong>zione. Ma in seguito eglino si penti-<br />

rono della con<strong>di</strong>scendenza,come contraria<br />

alla libertà e privilegi della città, e quin-<br />

<strong>di</strong> nacque una sorgente <strong>di</strong> continue con-<br />

tese e travagli, fra' romani e i veliterni.<br />

Non arrestaronsi questi <strong>di</strong> subito intraprendere<br />

l'ostilità contro il conte <strong>di</strong> Fon-<br />

<strong>di</strong>, che però restarono sospese per la detta<br />

desolante peste, che dal i 348 per un<br />

continuo triennio fece crudelissima stra-<br />

ge degl'italiani. Crescendo le usurpazio-<br />

ni nello stato pontificio e i tumulti <strong>di</strong> Roma,<br />

per reprimerli e riconquistare l'oc-<br />

cupato, neh 353 Innocenzo VI spedì da<br />

Avignone per legato il celeberrimo car<strong>di</strong>-<br />

nal Albornoz, insieme coll'ar<strong>di</strong>to Cola <strong>di</strong><br />

Rienzo, il quale colla sua facon<strong>di</strong>a pro-<br />

metteva <strong>di</strong> tutto calmare. Nel 1 3 54 Rienzo<br />

fatto senatore <strong>di</strong> Roma cominc'ò ad<br />

esercitare crudele giustizia contro i prin-<br />

cipali signori <strong>di</strong> Roma, me<strong>di</strong>tando la ro-<br />

vina de'Colonnesi, anche perchè Stefano<br />

<strong>di</strong> tal famiglia gli ricusava ubbi<strong>di</strong>enza e<br />

uvea fatto scorrerie nel territorio roma-<br />

no. Questi fortificatosi in Palestrina,Rien -<br />

zo dal campo <strong>di</strong> Tivoli (/^'.) si recò ad<br />

asse<strong>di</strong>arlo strettamente coniooo soldati<br />

romani, e il popolo <strong>di</strong> Velletri e <strong>di</strong> Tivoli<br />

tutto in arme, oltre molta gente de'vici-<br />

ni luoghi. In breve tempo, preso tutto il<br />

territorio, e occupata buona parte della<br />

città fu mandata a sacco e rovina, rima-<br />

nendo intatta la sola parte superiore. Nel-<br />

V 8.° giorno fu sciolto V asse<strong>di</strong>o , perchè<br />

i veliterni e i tiburtini erano venuti fra<br />

<strong>di</strong> loro in gravi competenze , e temevasi<br />

che nell'esercito si levasse qualche tumul-<br />

to; e perchè Rienzo sospettava che il famoso<br />

fr. Morreale capitano <strong>di</strong> ventura lo<br />

volesse uccidere, macchinazione scoperta<br />

dalla sua serva, per cui lo fece decapita-<br />

re in Roma neh 3 54- Pelrini nulla <strong>di</strong>ce<br />

della rovina <strong>di</strong> Palestrina, che anzi dal-<br />

la parte della montagna senza molestia<br />

entravano e uscivano uomini e vettova-<br />

glie. Continuaudo il fantastico Rienzo le<br />

VEL 2 9 «<br />

sue angarie, stanchi i romani <strong>di</strong> più. sof-<br />

frire le sue stranezze e uccisioni, a furia<br />

<strong>di</strong> popolo restò trucidato miseramente i'8<br />

settembre. I baroni Savelli nel 1 355 si<br />

portarono in Velletri e nel febbraio fe-<br />

cero la <strong>di</strong>visione delle loro terre e castel-<br />

la nel pubblico palazzo, con accordo <strong>di</strong><br />

pace e sicurezza , promettendo <strong>di</strong> cessar<br />

le condonate offese sotto pena <strong>di</strong>i5,ooo<br />

fiorini d' oro. Il comune si fece garante<br />

del convenuto, e si obbligò d'aiutar gli<br />

offesi contro gli aggressori colla forza e<br />

coll'armi, sottomettendosi i Savelli pienamente<br />

alla protezione <strong>di</strong> Velletri e de'<br />

suoi magistrati. In quell' epoca Velletri<br />

avea un certo ascendente sui circostanti<br />

paesi e castelli, e spesso s' interponevano<br />

i veliterni per conservar la pace fra' ba-<br />

roni confinanti. E il Nibby <strong>di</strong>ce che nello<br />

stesso anno due veliterni furono me-<br />

<strong>di</strong>atori fra vari potenti romani e Giorda-<br />

no Peronli <strong>di</strong> Terracina, per la reputazione<br />

che godevano presso i vicini. Ap-<br />

prendo da Vitali, che neh 358 i 7 rifor-<br />

matori della repubblica romana vicari del<br />

senatore or<strong>di</strong>narono a'Mancini veliterni,<br />

per testimonianze d'una lite de' monaci<br />

<strong>di</strong> s. Alessio, <strong>di</strong> presentarsi avanti An-<br />

gelo <strong>di</strong> Cantalupo giu<strong>di</strong>ce della curia <strong>di</strong><br />

Velletri. Non pare esatto il riferito dal<br />

Rinal<strong>di</strong> e dal Nibby, che non potendo i<br />

veliterni sopportare il giogo loro im-<br />

posto da'romani nell'invio del podestà, e<br />

profittando della rivolta accaduta in Roma<br />

nel i362, ricusarono <strong>di</strong> riceverlo o<br />

l'uccisero, non essendovene memoria in<br />

Velletri. Però non sembra del tutto in-<br />

veri<strong>di</strong>co, perchè la città inviò neh3G3 al<br />

nuovo Papa Urbano V in Avignone il<br />

nobile Simmarda per ambasciatore, il<br />

quale gli rappresentò esser Velletri invol-<br />

ta in molte miserie per le guerre soste-<br />

nule contro il conte <strong>di</strong> Fon<strong>di</strong>, e per le <strong>di</strong>scor<strong>di</strong>e<br />

che aveansi col popolo romano<br />

per l'elezione del podestà e del giu<strong>di</strong>ce,<br />

la quale aveano usurpato con danno del-<br />

la pubblica tranquillità. E ciò accadeva,<br />

perchè i romani vendevano quegli uffici,


ag» V E L<br />

dal che nascevano estorsioni e oppressio-<br />

ni. Laonde per tanfi e sì gravi <strong>di</strong>sastri, la<br />

città implorava dal sovrano conveniente<br />

rime<strong>di</strong>o, e fu benignamente esau<strong>di</strong>ta con<br />

due brevi. Ma siccome il car<strong>di</strong>nal A Ibornoz<br />

non gli <strong>di</strong>e quell'esecuzione che si<br />

sperava, i veliterni rinnovarono al Papa<br />

le loro suppliche, ed egli ripetè le ingiun-<br />

zioni al car<strong>di</strong>nal legato. Allora questi im-<br />

prese a trattar la pace fra'romani ei ve-<br />

Jiterni, ma con poco successo pel reciproco<br />

o<strong>di</strong>o nudrito dalle continue ostilità scam-<br />

bievoli, con danni e offese, dopo la guer-<br />

ra <strong>di</strong>chiarata da' romani a Velletri e a'<br />

baroni. Intanto Enechino Bongardo con<br />

una compagnia d'armati ponendo a ferro<br />

e fuoco, e predando le terre de' romani<br />

e de' collegati , coli' intervento d* un<br />

commissario apostolico, stabilirono i romani<br />

co'due sindaci veliterni l'i 1 ottobrei364<br />

' a li'egua d'un anno, sotto pena<br />

<strong>di</strong> multe e censure a'trasgressori. In<br />

questo trattato venne compresa Sancia<br />

Caetani vedova <strong>di</strong> Stefano Colonna, che<br />

co'figli erasi fortificata in Galestrina, ed<br />

unita in lega eo' veli terni contro i roma-<br />

ni. In<strong>di</strong> i veliterni deputarono i nobili<br />

Oori e Ventura a presentarsi al car<strong>di</strong>nal<br />

Albornoz per stabilire una durevole pace.<br />

I medesimi furono autorizzali a umi-<br />

liarsi a Urbano V, che mosso dalle cala-<br />

mità de'suoi sud<strong>di</strong>ti, a' 16 ottobre erasi<br />

portato in Roma, per pregarlo a confermare<br />

le libertà veliterne e impe<strong>di</strong>re le romane<br />

gravezze, per le quali le sospese o-<br />

stilila eransi ricominciate, per cui i veli-<br />

terni furono poi assolti in più <strong>di</strong> 4oo per<br />

aver danneggialo il territorio romano; come<br />

pure recato gravi danni ad Albano<br />

con saccheggi <strong>di</strong> varie abitazioni e de'<br />

monasteri <strong>di</strong> s. Paolo e delle monache <strong>di</strong><br />

fi. Maria Rotonda , oltre il sacco del ca-<br />

stello <strong>di</strong> s. Pietro in Formis , allora <strong>di</strong><br />

detta <strong>di</strong>ocesi, per cui soggiacquero a lite<br />

gravissima pel reintegro <strong>di</strong> tanti danni.<br />

Il Papa con molta efficacia scrisse in fa-<br />

vore de' veliterni nell'agosto 1370 da<br />

Monte Fiascone e prima <strong>di</strong> partire per<br />

VEL<br />

Avignone, a Daniele de'marchesi del Car»<br />

retto priore gerosolimitano e rettore <strong>di</strong><br />

Marittima e Campagna. Finalmente nel<br />

1 37.4 tanto i romani che i veliterni infa-<br />

sti<strong>di</strong>ti dalle gran<strong>di</strong> molestie cagionate da<br />

sì lunghe <strong>di</strong>scor<strong>di</strong>e, trattarono e conclu-<br />

sero amichevolmente la pace, sulle <strong>di</strong>lle-<br />

renze nate per le convenzioni del 1 3 1 1 e<br />

i34"2. Fu stabilito a' 18 aprile pel tempo<br />

avvenire, che 1' elezione del podestà<br />

dovesse farsi per ogni 6 mesi dalla città<br />

<strong>di</strong> Velletri, e confermarsi dal popolo romano,<br />

a riserva solo de'4 semestri allora<br />

prossimi, ne'quali cedevasi tale elezione<br />

a'romani , e nel rimanente si confermarono<br />

i capitoli e la convenzione fatta nel<br />

l342 in occasione della guerra del con-<br />

te <strong>di</strong> Fon<strong>di</strong> , e condonaronsi d' ambo le<br />

parti le pene incorse. In sostanza si sti-<br />

pulò: Che il podestà nulla possedesse in<br />

Velletri, fosse contento <strong>di</strong> 3oo libbre <strong>di</strong><br />

provesini e della metà de'danni dati, do-<br />

vendo tenere il notaro forastiere, 6 fami-<br />

gli e 1 cavalli; che non si potesse appel-<br />

lare dalla sua sentenza, se non trattavasi<br />

<strong>di</strong> somma maggiore <strong>di</strong> x5 libbre; che la<br />

città non fosse gravata a comprare sale,<br />

nèa darealtro provento a'grascieri e giu-<br />

stizieri <strong>di</strong> Roma; che avesse libera l'eie-<br />

zionedel giu<strong>di</strong>ce, purché fosse dottore romano;<br />

che nel rimanente Velletri godes-<br />

se della libertà de'suoi statuti e privile-<br />

gi. Non deve meravigliare se Velletri fa-<br />

ceva fronte a'romani, potendosi conside-<br />

rare <strong>di</strong> forze eguali, poiché la popolazio-<br />

ne <strong>di</strong> Roma ridotta neh 198 a 35,ooo,<br />

per l'assenza de' Papi non giungeva alla<br />

metà. Ma se cessarono tali <strong>di</strong>sastri, rimanevano<br />

le turbolenze interne, e una spe-<br />

cie <strong>di</strong> guerra civile che <strong>di</strong>sturbava la cit-<br />

tà. Da due anni innanzi eransi suscitate<br />

in Velletri due contrarie fazioni appellate<br />

de lupi e delle pecore, o <strong>di</strong>visione <strong>di</strong> partito<br />

guelfo e ghibellino. I faziosi combat-<br />

tendo fra loro riducevano in un'estrema<br />

calamità la popolazione intera. Continuamente<br />

accadevano uccisioni, rovine <strong>di</strong> ca-<br />

se, sterminio <strong>di</strong> possessioni, prede <strong>di</strong> he-


V E L V E L acj3<br />

tirami e «lire insolenze. L'uno e l'altro glio i 378 <strong>di</strong>e una sanguinosa rotta a'ro-<br />

parlito averi seguilo grande <strong>di</strong> nobili e titani a ponte Salario; ma questi riunite<br />

<strong>di</strong> popolani; e spesso vi s'intromettevano le forze raggiunsero i bretoni nel terri-<br />

i baroni circonvicini. In queste critiche torio <strong>di</strong> Manno nell'aprile 1 379, ed in<br />

circostanze furono fabbricale delle torri quello <strong>di</strong> Nettuno nel marzo i38o li bat-<br />

in città per fortificarsi e <strong>di</strong>fendersi, ed terono e fugarono. I bretoni per questa<br />

ancora ne restano alcune. Nel i374stes« <strong>di</strong>sfatte si posero al soldo d'Onorato Caeso,<br />

per opera d'alcuni pacifici citta<strong>di</strong>ni e tani conte<strong>di</strong> Fon<strong>di</strong>. Questo ribelle scomu-<br />

de'pacieri eletti dal magistrato, fu ristabi- nicato infasti<strong>di</strong>va co' suoi armati i paesi<br />

lita la pubblica tranquillità. A' 17 gennaio fedeli al Papa. Mosse più volte le sue<br />

1 877 Gregorio XI consolò Roma con ri- truppe sopra il territorio veliterno; scor-<br />

slabilirvi la residenza pontifìcia; ma mo- reva la campagna , predava bestiami e<br />

rendo neh 378, contro il successore Ur- vettovaglie, con frequenti uccisioni <strong>di</strong> vebano<br />

VI si ribellarono i car<strong>di</strong>uali france- literni. Il comune spedì ambasciatori al<br />

si, inclusivamente al car<strong>di</strong>nal Latger ve- senato <strong>di</strong> Roma, esponendo il pericolo in<br />

scovo veliterno. Portatisi ad Aiutgni e cui era per cader la città, i gravissimi dan-<br />

quin<strong>di</strong> in Fon<strong>di</strong>, presero a soldo 1 200 ca- ni che riceveano dal conte e da' bretoni,<br />

valieri bretoni che aveauo accompagnato che stanziavano a Ninfa poco lontana da<br />

a Roma il Papa defunto, e trassero al Velletri. Promise il senato <strong>di</strong> mandare a-<br />

partito loro il conte Onorato Caetani già iuto, ma questo ritardando, la città si ar-<br />

rettore <strong>di</strong> Marittima e Campagna. 1 car- mò, prese nel i38i a sua <strong>di</strong>fesa uu capi-<br />

cimali faziosi scismaticamente depostoUr- tano forastiere in Annibale Strozzi fio»<br />

bano VI, a'20 settembre elessero Tanti- rentino, che trovavasi a Tivoli, coti anipapa<br />

Clemente VII, dando così principio pia facoltà. Dispiacque a'romani tale «cel-<br />

ai grande e pernicioso Scisma (^.) d'oc- ta, e non potendone ottener la revoca, vendente<br />

, nel quale i fedeli si <strong>di</strong>visero in derido il bisogno estremo <strong>di</strong> Velletri cordue<br />

Ubbi<strong>di</strong>enze (!'.); poiché il pseudo sero a soccorrerla e rinnovarono la con-<br />

Pontefice recatosi in Avignone vi stabilì federazione. Eransi intanto i bretoni foruna<br />

cattedra <strong>di</strong> pestilenza. Di tale sacri- tificati in uu colle vicino alla città un milega<br />

elezione il conte <strong>di</strong> Fon<strong>di</strong> ne <strong>di</strong>e su- glio e mezzo circa fuori <strong>di</strong> porta Napole-<br />

bito parte a Velletri, esortando i citta<strong>di</strong>- lana, onde prese il nome <strong>di</strong> colle de'Brit-<br />

ni a rallegrarsi e riconoscere per successo* ioni che porta, e perciò i citta<strong>di</strong>ni erano<br />

re <strong>di</strong> s. Pietro Clemente VII; come avea impe<strong>di</strong>ti <strong>di</strong> recarsi alla campagna : i be-<br />

fano scandalosamente il vescovo car<strong>di</strong>nal tirami parte li tenevano in città e parte<br />

Latger , per cui alcuni veliterni ne se- verso il vicino monte, ove nemmeno era-<br />

guirono l'esempio. Venuto <strong>di</strong> ciò in co- no sicuri. Spesso venivano condotti pri-<br />

guizione Urbano VI , dopo aver scomu- gioni de' veliterni, e sembrava non potersi<br />

meato l'antipapa e i suoi aderenti, scris- rime<strong>di</strong>are a tanto <strong>di</strong>sastro. Combatteva-<br />

se al popolo <strong>di</strong> Velletri, acciò si prowe- no <strong>di</strong> frequente control bretoni capita-<br />

desse alla mancanza de'traviati con farli nati dallo Strozzi, e quasi sempre colla<br />

tornare alla sua ubbi<strong>di</strong>enza. Così avven- peggio. Il popolo intimorito desiderava lu<br />

ne, e Velletri si mantenne sempre costati- pace col conte <strong>di</strong> Fon<strong>di</strong>, ma non essen-<br />

te nell'ubbi<strong>di</strong>enza d' Urbano VI, da cui dovi speranza d'ottenerla, risolse <strong>di</strong> far<br />

non valsero a rimuoverla uè le persua- un forte tentativo, e d'assaltare animoso<br />

sioni, né le minacce del conte <strong>di</strong> Fon<strong>di</strong>, il nemico, per evitare il pericolo <strong>di</strong> peli-<br />

ne i continui insulti e uè le scorrerie del- rea fil <strong>di</strong> spada se avessero i bretoni espula<br />

cavalleria bretone. Questa truppa leu- guato Ja città. Pertanto a' 7 <strong>di</strong>cembre<br />

tò d'asse<strong>di</strong>are anche Roma, ed a' 16 lu- j.38.2 sul levar del iole, tutto il popolo


V E L<br />

a<br />

94<br />

armato <strong>di</strong> balestre e altre armi sì scagliò<br />

sul nemico, e combattè con tanto valore,<br />

<strong>di</strong>e iu breve i bretoni furono vinti, sba-<br />

ragliati e posti in fuga, ritirandosi a Nin-<br />

fa e altre terre vicine. Contribuì alla vit-<br />

toria l'improvvisa e terribile tempesta<br />

<strong>di</strong> gran<strong>di</strong>ne, simile a grosse ghiande, che<br />

uccise molte <strong>di</strong> quelle genti. Questo pro-<br />

<strong>di</strong>gio fu attribuito a s. Geraldo vescovo<br />

veliterno, a cui aveauo ricorso i citta-<br />

<strong>di</strong>ni, e perciò quel giorno fu osservato<br />

per festivo, e preso il santo per protetto-<br />

re poi gli eressero una cappella nella cat-<br />

tedrale. Jl Borgia riporta la tra<strong>di</strong>zione e<br />

molte testimonianze, che la gran<strong>di</strong>ne fosse<br />

miracolosamente <strong>di</strong> piombo. Il Dauco<br />

riferendo le notizie <strong>di</strong> s. Geraldo, aggiun-<br />

ge che simili ghiande <strong>di</strong> piombo furono<br />

pure trovate a Campo Morto, forse pel<br />

combattimento ivi seguito , che alla sua<br />

volta narrerò. Rigetta poi i racconti che<br />

tal pioggia <strong>di</strong> gran<strong>di</strong>ne avvenisse nel 5g6<br />

nell'asse<strong>di</strong>o posto alla città da Agilulfo re<br />

de'longobar<strong>di</strong>, ovvero contro l'esercito de'<br />

saraceni, che venuti dal mare tentavano<br />

d'impadronirsi della città, con aperta con-<br />

trad<strong>di</strong>zione, avendo egli provato che s.<br />

Geraldo soltanto resse questa chiesa dal<br />

1072 al 1077, onde non era fiorito a<br />

quell' epoche. Ma pel nuovo quadro del-<br />

la cappella comunale <strong>di</strong> s. Geraldo (architettata<br />

del cav. Francesco Fontana<br />

nella cattedrale, e <strong>di</strong> recente bellamente<br />

restaurata), la cui illustrazione ho accen-<br />

nato parlando della cattedrale,quantoal-<br />

la qualità de'nemici, opinò ilcapitolodel-<br />

la medesima che fossero i saraceni, secondo<br />

la più probabile patria tra<strong>di</strong>zione, che<br />

all'epoca del secolo XI tornarono a infe-<br />

stare queste contrade. Avendo promesso<br />

<strong>di</strong> riparlare della rappresentazione e pre-<br />

gi del quadro, colla descrizione da ultimo<br />

fatta dal eh. Basilio Magni, <strong>di</strong>rò con lui.<br />

A' saraceni si attribuisce il feroce asse<strong>di</strong>o<br />

patito da Vellelri, che la ridusse agli e-<br />

stremi, nel vescovato <strong>di</strong> S.Gerardo, il qua-<br />

le durò dal 1072 al 1078. In tal fran-<br />

gente, il saulo vestito pontificalmente<br />

VEL<br />

usci dalle porle della città col clero e co*<br />

<strong>di</strong>voti rei itemi, e pregare Dio per la sal-<br />

vezza del suo gregge. A un tratto, oscu-<br />

ratosi il cielo, scagliò sopra gli assalitori<br />

un nembo procelloso <strong>di</strong> gran<strong>di</strong>ne e piom-<br />

bo, che ne fece orribile strage. Tanto e-<br />

spresse il pittore Zapponi nel quadro e<br />

con quella maestria che artisticamente<br />

rilevò, parte a parte, il suodegnoconcit-<br />

ta<strong>di</strong>no. Perlaquale pro<strong>di</strong>giosa liberazio-<br />

ne <strong>di</strong> Vellelri, il santo vescovo dopo mor-<br />

to ne fu acclamalo protettore, ed a spese<br />

del comune fu innalzata la detta cappella.<br />

Mentre Vellelri sperava godere qualche<br />

anno <strong>di</strong> pace, Fabrizio Colonna ruppe<br />

quella fatta col padre nell'anno 1 383,<br />

ed unito col fratello del re <strong>di</strong> Francia<br />

mandato in Italia dall'antipapa con 3ooo<br />

cavalli a perseguitare Urbano VI, fe-<br />

ce sul territorio veliterno grossa preda<br />

<strong>di</strong> bestiame, e imprigionò circa 8q<br />

citta<strong>di</strong>ni nella campagna e li condus-<br />

se nella sua rocca <strong>di</strong> Genazzano. Si ten-<br />

ne un generale consiglio, in cui si stabi-<br />

lì un armamento eleggendosi a capitani<br />

Paolo Paulozzo per custo<strong>di</strong>r la città, e<br />

Francesco d' Alitino per assalir i nemici<br />

e assicurar la campagna. I romani s'in-<br />

tromisero a fare restituire la preda e IU<br />

berarei prigionieri; e nel 1 385 per autorità<br />

de' riformatori della pace <strong>di</strong> Cam-<br />

pidoglio, si or<strong>di</strong>nò che in Vellelri non ar-<br />

<strong>di</strong>ssero d'entrare cavallerie, né si ricettas-<br />

sero i baroni senza il permesso <strong>di</strong> tutto<br />

il popolo. Il conte <strong>di</strong> Fon<strong>di</strong> vedendo le<br />

cose dell'antipapa a mal partito, e stanco<br />

da tante ostilità, colla me<strong>di</strong>azione del<br />

popolo romano si pacificò cou Velletri.<br />

Ne' capitoli della concor<strong>di</strong>a si conven-<br />

ne : Che il conte non molesterebbe i be-<br />

ni e le persone del comune; che s'inten-<br />

desse rotta la pace, ogni volta che si olfem<br />

dessero 6 uomini o più; che i bretoni a'<br />

suoi stipen<strong>di</strong> non avrebbero offeso il comune,<br />

il quale sarebbe avvisato dovendt<br />

essi partire per munirsi. Il conte pretendeva<br />

d'esser riconosciuto rettore <strong>di</strong> Marittima<br />

e Campagna, come nuovamente


V EL<br />

a ciò Jeputato dall'autipapa,ma i veliter-<br />

ni si rifiutarono, e solo l'avrebbero ub-<br />

bi<strong>di</strong>to se tale lo <strong>di</strong>chiarasse Urbano VI. I<br />

romani in occasione eli delta interposi-<br />

zione, a' 29 settembre i38g aveano sti-<br />

pulato alcuni capitoli co' veliterui, ne'<br />

quali si conveuue: Che Velletri riceves-<br />

se col solilo onore il podestà romano; <strong>di</strong>e<br />

i romani operassero per la pace o per una<br />

lunga tregua col conte <strong>di</strong>Fon<strong>di</strong>,e se non vi<br />

riuscissero ai unirebbero a guerreggiarlo<br />

co' veliterni ; che si perdonassero scam-<br />

bievolmente i danni e le ingiurie ; e <strong>di</strong>e<br />

per l'osservanza de' capitoli vi fosse la<br />

inulta <strong>di</strong> 10,000 fiorini d'oro. Quando<br />

Urbano VI esprimeva il <strong>di</strong>spiacere che<br />

uomini perversi seguissero lo scisma, e<br />

si <strong>di</strong>sponeva a concedere grazie e favori<br />

a Velletri, la morte lo rapì a* i5 otto-<br />

bre. Il successore Bonifacio IX, d'alti spi-<br />

riti, volle in quelle turbolenze ricupera-<br />

re 1 domiuii usurpali alla s. Sede, indù-*<br />

sivamente al castello <strong>di</strong> Lariano occupato<br />

da un barone suo nemico. A tal uopo<br />

inviò a Velletri un commissario per vigi-<br />

lare all'impresa nel 1894, con breve <strong>di</strong>-<br />

retto al comune onde animare il popo-<br />

lo ad eseguire quanto desiderava. Non si<br />

conosce l'accennato barone; forse fu Ni-<br />

colòColonna partigiano dell'antipapa, per-<br />

chè nel i4oo pare che abbia mossa guer-<br />

ra a Velletri per questa causa. Dauco cre-<br />

de probabile che allora Lariano fosse oc-<br />

cupato dalla famiglia Conti, i quali fino<br />

dal 1226 aveano delle ragioni sul terri-<br />

torio, e sotto Urbano VI Ildebrando e<br />

A<strong>di</strong>uolfo Conti prendevano i frulli <strong>di</strong><br />

Lariano. Quel Papa nel 1 388 avea com-<br />

messo a Nicola <strong>di</strong> Lauro (o Valeriauis<br />

<strong>di</strong> Piperno) <strong>di</strong> ricevere da' detti Conti<br />

il possesso d' Alatri e Segui, e de' castel-<br />

li <strong>di</strong> Paliano e <strong>di</strong> Lariano, e <strong>di</strong> ritener-<br />

li in buona guar<strong>di</strong>a e custo<strong>di</strong>a. Forse<br />

nella morte d'Urbano VI i Conti ritor-<br />

narono in possesso <strong>di</strong> Lariano con <strong>di</strong>spia-<br />

cere <strong>di</strong> Bouificio IX; e forse da que-<br />

st'impresa <strong>di</strong> Lariano avranno avuto o-<br />

ligi ne le rappresaglie <strong>di</strong> Paolo Couli eoa-<br />

VEL 2 9 5<br />

Irò Velletri. Poiché partito il Pontefice<br />

da Roma, i romani ripresero la primie-<br />

ra libertà e licenza cacciandone i suoi<br />

ministri. In quest'occasione Paolo Con-<br />

ti allegando che da' veliterui fosse stato<br />

saccheggiato il suo, portossi con buon<br />

numero <strong>di</strong> gente armata a' danni <strong>di</strong> Vel-<br />

letri, facendo scorrerie, prede e uccisioni,<br />

massime nelle campagne. Nel 1397 si<br />

adunò in città un parlamento generale<br />

per provvedere a questo <strong>di</strong>sastro, e fu-<br />

rono eletti 2 capitani ; ma in breve seda-<br />

ta la <strong>di</strong>scor<strong>di</strong>a, si ristabilì l'antica amicizia<br />

e confederazione tra Velletri e i Con-<br />

ti. Fin qui il Bauco. Ma io già <strong>di</strong>ssi col<br />

Ralti, Della famiglia Conti, e superior-<br />

mente, che in principio Urbano VI fu fa-<br />

vorevole a'Conti, affidando loro il gover-<br />

no e le ren<strong>di</strong>te <strong>di</strong> vari castelli, fra' quali<br />

leggo Lariano, e poi nella detla epoca tutto<br />

loro ritolse. Di più. trovo nel medesimo<br />

Batti, Storia <strong>di</strong> Ganzano, p. 26 e 1 1 r,<br />

un documento <strong>di</strong> Bonifacio I X del 1 399,<br />

in cui si <strong>di</strong>ce, <strong>di</strong>e Lariano era una castellala<br />

dalla quale <strong>di</strong>pendeva Genzano<br />

e la Riccia, feu<strong>di</strong> de'Sa velli, veuendo Gen-<br />

zano, a cui era congiunta laRiccia, <strong>di</strong>staccalo,<br />

sottoposto e unito a quella <strong>di</strong> Ma-<br />

rino. E a p. 1 19 che le ren<strong>di</strong>le della guar<strong>di</strong>ana<br />

<strong>di</strong> Lariano, Bonifacio IX nel 1404<br />

assegnò al monastero delle Tre Fontane.<br />

Accennato tutto questo, osserva il Nibby,<br />

<strong>di</strong>e Lariano era <strong>di</strong>venuto proprietà de*<br />

Savelli, e che Bonifacio IX volendo ri-<br />

cuperarlo esortò Velletri a porre in ope-<br />

ra tutte le sue forze per otteuerne lo sco-<br />

po, e sembra che l'impresa sortisse buo-<br />

no elfetto. Dunque pare, che il Savelli<br />

fosse quel barone nemico <strong>di</strong> Bonifacio<br />

IX. Stabilite le cose <strong>di</strong> Roma in piena<br />

soggezione del Papa, questi vi tornò, ed<br />

i<br />

veliterni <strong>di</strong> ciò congratulandosi, gli e-<br />

sposero i bisogni della città e le novità<br />

fa Ite da' romani. E siccome una delle cagioni<br />

delle continue <strong>di</strong>scor<strong>di</strong>e fra' roma-<br />

ni e veliterni era l'annuo pagamento <strong>di</strong><br />

1000 libbre, che i romani pretendevano<br />

ptr esservi stalo ferito iu Velletri un lo-


296 V E L<br />

io commissario nel 1398, Bonifacio IX<br />

liberò in perpetuo Velletri da tale impo-<br />

sizione l'8 agosto c4oo. Nel precedente<br />

avea fatto vescovo <strong>di</strong> Cefalonia Grego-<br />

rio Gori veliterno, arciprete della catte-<br />

drale; mentre in Roma era luogotenen-<br />

te del senatore Angelo Alaleoni rettore<br />

generale <strong>di</strong> Marittima e Campagna, e lo<br />

ricavo dal Compagnoni, Reggia Picena,<br />

p. 3 ig. Erasi sino alle <strong>di</strong>scorse epoche<br />

conservata libera inVelletri l'elezione del<br />

podestà, e solo limitata nel i374da'romani<br />

onde dovesse eleggersi un citta<strong>di</strong>no<br />

romano da confermarsi in Roma. Ma avendo<br />

Bonifacio IX richiamato a se l'au-<br />

torità pretesa dal senato romano, usando<br />

del pieno suo <strong>di</strong>ritto d'assoluto prin-<br />

cipe, deputò per podestà <strong>di</strong> Velletri a'<br />

12 aprile l 3g8 Paolo de Maleozzi dot-<br />

tore iu legge, e cosi troncò le romane pre-<br />

tensioni. I baroni circonvicini a Velletri<br />

pon sapevano astenersi dall'uso delle armi<br />

e dalle pubbliche violenze in que' in-<br />

felici tempi, uè la città potè goder quieta<br />

nella religiosa ricorrenza dell' armo<br />

santo i4oo, perchè il ricordato Colonna<br />

o per la rocca <strong>di</strong> Lariano o per altro mo-<br />

tivo inlimò guerra a' veliterni. Questi<br />

assoldarono l'opportuna gente, e invocarono<br />

soccorsi dal Papa, che probabilmen-<br />

te colla sua autorità pacificò i veliterni<br />

e i Colonnesi. Nel i4o4 <strong>di</strong>venuto Papa<br />

Innocenzo VII il popolo romano <strong>di</strong> nuovo<br />

pretese l'annue 1000 libbre da cui<br />

era slata assolta; ma a lui ricorrendo i<br />

veliterni, confermando il Papa l'esenzio-<br />

ne del predecessore, i romani si tacquero.<br />

L'ambizioso La<strong>di</strong>slao re <strong>di</strong> Sicilia <strong>di</strong> qua<br />

dal Faro, sempre aspirando al dominio<br />

<strong>di</strong> Roma e d'Italia, nel 1407 sotto Gre-<br />

gorio XII rinnovò isuoi tentativi per oc-<br />

cupare B.oma, facendo scorrerie ne' <strong>di</strong>n-<br />

torni.Tentò pure <strong>di</strong> sorprendere Velletri,<br />

me<strong>di</strong>ante alcuni citta<strong>di</strong>ni guadagnati da<br />

lui, della fazione de' lupi, che col più ne-<br />

ro tra<strong>di</strong>mento eransi proposti <strong>di</strong> saccheg-<br />

giai la e dargliela in mano. Scoperti gl'ini-<br />

qui, furono perseguitali, e si preserpener-<br />

V EL<br />

giche misure per <strong>di</strong>fendere la città, minacciata<br />

dal re <strong>di</strong> ferro e fuoco, i romani<br />

avendo inviali 100 finii. Ma pervenuta<br />

Ostia in potere <strong>di</strong> La<strong>di</strong>slao, i romani a<br />

lui si <strong>di</strong>erono. per cui i veliterni si videro<br />

costretti a ricevere le sue genti, premu-<br />

nendosi con un salvacondotto regio on-<br />

de evitarne le violenze. Da Roma con <strong>di</strong>ploma<br />

de' 17 giugno r4o8 La<strong>di</strong>stao spe<strong>di</strong><br />

il' veliterni un <strong>di</strong>ploma <strong>di</strong> conferma a' loro<br />

statuti e usi; e con altro de'4 <strong>di</strong>cembre<br />

1409 da Salerno concesse a'velilerni l'esenzione<br />

de'dazi da lui imposti e da im-<br />

porsi, or<strong>di</strong>nando che ogni 6 mesi conti»<br />

nuino i citta<strong>di</strong>ni a eleggere gli ufhziali,<br />

coll'inlerveuto del podestà per sua parte.<br />

In quest'epoca si estinsero in Velletri, per<br />

opera del regio podestà Sillano Pignattel-<br />

li napoletano, e con quella d'un religio-<br />

so francescano secondo Theuli, le fazio-<br />

ni delle pecore e de' lupi, che per tanti<br />

anni l'aveano travagliata colle guerre ci-<br />

vili, e così le fu restituita completamente<br />

la pace. A togliere a'partiti qualunque<br />

aderenza o protezione de' baroni, si formò<br />

un rigoroso statuto proibitivo d'al-<br />

loggiarli nelle proprie case senza licenza<br />

de'signori nove, e <strong>di</strong> tenerne sulle porte<br />

l'armi gentilizie. La<strong>di</strong>slao nel tempo che<br />

dominò Roma si portò più volle a Vel-<br />

letri, ed abitò una casa verso ponente, <strong>di</strong><br />

cui il Lan<strong>di</strong> lasciò memoria ue'mss. Frat-<br />

tanto lo scisma sempre più imperversa-<br />

va : all'antipapa in Avignone era succeduto<br />

fin dal i3g4 l'ostinalo Benedetto<br />

XIII. Ad estinguerlo si celebrò il famoso<br />

Sinodo <strong>di</strong> Pisa nel i4°9j ove si de-<br />

pose tanto l'antipapa quanto il legittimo<br />

Gregorio XII; ed elettosi Alessandro V,<br />

la <strong>di</strong>visione dell'unità de'fedeli restò mag-<br />

giormente scissa, con seguire 3 ubbi<strong>di</strong>en-<br />

ze. Velletri segui quella dell'eletto, abbandonando<br />

l'anteriore <strong>di</strong> Gregorio XII.<br />

lu<strong>di</strong> Alessandro V scomunicò e privò del<br />

regno La<strong>di</strong>slao, quale usurpatore de'do-<br />

minii della Chiesa e aderente a Gregorio<br />

XII; ma morendo poco dopo nel i4 ,0 i<br />

gli fu sostituito Giovanni XXIII iu Bo-


VEL<br />

logna, da dove i car<strong>di</strong>nali <strong>di</strong> sua ubbi-<br />

<strong>di</strong>enza lutto parteciparono a Velletri con<br />

lettera de'iy maggio. Mi duole che l'ot-<br />

timo e dotto sacerdote Manco chiami an-<br />

tipapa un Gregorio XII (F.). Recatosi<br />

in Roma Giovanni XXII 1 pubblicò la cro-<br />

ciata contro La<strong>di</strong>slao quale usurpatore<br />

del regno, persecutore della Chiesa e se-<br />

guace <strong>di</strong> Gregorio XII. Il versipelle prin-<br />

cipe, per conservare il regno, tosto abbandonò<br />

il virtuoso e legittimo Gregorio XII,<br />

e si sottotnisea Giovanni XXIII, me<strong>di</strong>ante<br />

trattato <strong>di</strong> pace de' i 5 giugno 1 4-1 2- Veramente<br />

in tal giorno d re in Palatio s.<br />

Petri emanò un <strong>di</strong>ploma in favore <strong>di</strong> Vel-<br />

Ietti, come imparo dal car<strong>di</strong>nal Borgia.<br />

Breve istoria del dominio della Sede a-<br />

postolica, p. 1 88. Dal canto suo Giovanni<br />

XXI II abbandonò Lodovico II d' Angiò,<br />

che con bolla avea riconosciuto per legit-<br />

timo re del regno <strong>di</strong> Sicilia <strong>di</strong> qua dal<br />

Faro. La<strong>di</strong>slao avea nominato rettore <strong>di</strong><br />

Marittima e Campagna o suo vicegeren-<br />

te Giacomo d' Aquino conte <strong>di</strong> Satriano.<br />

E Giovanni XXI 1 1 conferì il rettorato al<br />

car<strong>di</strong>nal Rinaldo Brancacci. Per allora<br />

La<strong>di</strong>slao abbandonò tutti i luoghi<br />

che in<br />

queste parti avea usurpato, e solo riten-<br />

ne Sezze come <strong>di</strong> molta importanza, promettendo<br />

restituirla previo sborso <strong>di</strong> ri-<br />

levante somma. Giovanni XXIII per ri-<br />

cuperarla, chiese a Velletri iooo ducati<br />

d'oro, e fu contentato con 65o, ad onta<br />

dell'esausto erario comunale pe'continui<br />

<strong>di</strong>spen<strong>di</strong>i per le guerre e carestie <strong>di</strong> que'<br />

torbi<strong>di</strong> tempi; protestando però il pode-<br />

stà , il giu<strong>di</strong>ce e i signori nove, che ciò<br />

non pregiu<strong>di</strong>casse a' privilegi della città.<br />

Narra il p. Casimiro da Roma, che Riccardo<br />

Annibal<strong>di</strong> de'signori della Molara<br />

s'impadronì nel i 4 • 2 <strong>di</strong> Lariano e <strong>di</strong> Nenu<br />

castelli della Chiesa, fu in<strong>di</strong> carcera-<br />

lo, e Giovanni XXIII il i.° <strong>di</strong>cembre lo<br />

fece uscire, restituendo Lariano e Nemi.<br />

Erasi introdotta una consuetu<strong>di</strong>ne , che<br />

Velletri ad ogni or<strong>di</strong>ue del rettore <strong>di</strong> Marittima<br />

e Campagna dovesse mandare<br />

«Il esercito ì pò i'uuli e 6 cavalli, tulli man-<br />

VEL 297<br />

tenuti e stipen<strong>di</strong>ati a spese de' citta<strong>di</strong>ni.<br />

Che dovesse inviare a' parlamenti gene-<br />

rali della provincia un sindaco. Che tut-<br />

ti gli appelli delle cause tanto civili quan-<br />

tocriminali al medesimo rettore si devol-<br />

vessero (ma nell' esenzione <strong>di</strong> Bonifacio<br />

Vili, che qui par <strong>di</strong>menticata dal Bau-<br />

co, quel Papa soltanto assolse i<br />

veliterni<br />

d'essere costretti dal rettore <strong>di</strong> portarsi<br />

all'esercito o alle cavalcate fuori della<br />

provincia j ed al rettore conservò l'ap^<br />

pello legittimo, e d'ingerirsi nell' ammi-<br />

nistrazione della giustizia, se negligenti<br />

gli ullìziali veliterni. Tanto aveano rife-<br />

rito prima <strong>di</strong> lui anche il Theuli e il Bor-<br />

gia). I veliterni fecero gran<strong>di</strong>ssime istan-<br />

ze a Giovanni XXIII per essere liberati<br />

da questa soggezione, per abitare una cit-<br />

tà tanto vicina a Roma, e <strong>di</strong>mostrando-<br />

gli la continua fedeltà alla s. Sede, le gra-<br />

vissime spese fatte per gli armamenti, e i<br />

danni eccessivi sofferti nella guerra con-<br />

tro La<strong>di</strong>slao. E Giovanni XXI li a tutto<br />

con<strong>di</strong>scese con breve datum Romae apud<br />

s. Petrum, a'i 5 oltobrei4i 3 (temo sba-><br />

gliato il mese, e forse dovrà <strong>di</strong> non poco<br />

anticiparsi, per quanto vado a narrare),<br />

interamente esentando Velletri dalla <strong>di</strong>-<br />

pendenza del rettore della provincia.<br />

La<strong>di</strong>slao non pensando ad altro, chead<br />

eludere ezian<strong>di</strong>o Giovanni XXII I, rotto<br />

il trattalOjCon un esercito sorprese Roma<br />

a'i5 giugnoi4


a 9 8<br />

V E L<br />

nò il Sinodo <strong>di</strong> Costanza, in cui Gregorio<br />

XII virtuosamente rinunziò il pontifica-<br />

lo, lo spergiuro Giovanni XXIII fu de-<br />

posto, e l'antipapa Benedetto XIII <strong>di</strong>-<br />

climi ato ostinato scismatico e deviatodal-<br />

la fede. Perciò non scrisse bene il can.<br />

Bauco <strong>di</strong>cendo: Giovanni XXIII rinun-<br />

ziò, Gregorio XII e Benedetto XU1 furono<br />

privati del pontificato. L'ri novembre<br />

1 4-1 7 coll'elezione <strong>di</strong> Martino V Co-<br />

lonna cessò il deplorabile e lunghissimo<br />

scisma. In tale anno il concilio <strong>di</strong> Costan-<br />

za avea <strong>di</strong>chiarato Alto Conti rettore del-<br />

le provincie <strong>di</strong> Marittima e Campagna, ca-<br />

rica quasi ere<strong>di</strong>taria nella sua famiglia<br />

per alcune generazioni, come notai nel<br />

voi. XVII, p. 74- Nel i4 2 4 furono rin-<br />

novati i capitoli fra Roma e Velletri in-<br />

torno al podestà e ad altri particolari; fu-<br />

rono ancora rinnovati i confini , e si accomodarono<br />

le <strong>di</strong>fferenze pel castello <strong>di</strong><br />

Lariano, che Nibby <strong>di</strong>ce tornato in pote-<br />

re de'Colonnesi nel pontificato del paren-<br />

te loro Martino V. Morto questi neh 43 t,<br />

gli successe Eugenio IV , sotto il burra-<br />

scoso pontificato del quale Velletri fu a<br />

parte de' tumulti e delle guerre, e siccome<br />

ne portò il peso, cosi ne raccolse pure<br />

abbondante fruito. Ribellatisi i Colonnesi<br />

e i Savelli, tra loro alleali, il Papa<br />

li scomunicò co* loro fautori, privandoli<br />

degli onori e <strong>di</strong>gnità, e confiscandone le<br />

terre. Fra queste coutavansi le fortezze <strong>di</strong><br />

Lariano e <strong>di</strong> Faggiola, quella posseduta<br />

da'Colonnesi, questa da'SavelIi, Durante<br />

l'inimicizia col Papa, gl'insorti baioni con<br />

gente armata scorrevano e saccheggiava-<br />

no le campagne <strong>di</strong> Roma e il territorio<br />

<strong>di</strong> Velletri, predando animali e uomini.<br />

I veliterni prevedendo gravi <strong>di</strong>sastri da<br />

questa guerra, si prepararono a valida <strong>di</strong>-<br />

fesa. Scelsero a capitano Paolo Annibal<strong>di</strong><br />

della Molara, spe<strong>di</strong>rono ambasciatori a'<br />

Conti per tenerseli amici, e rinnovarono<br />

1' antica confederazione col popolo della<br />

città <strong>di</strong> Cori; e stando in guar<strong>di</strong>a fuori e<br />

dentro la città. Il Papa assoldò 8ooo uo-<br />

mini sotto la condotta <strong>di</strong> Michelelto per<br />

VEL<br />

reprimere i ribelli, e deputò legalo del-<br />

l'impresa il celebre e valoroso vescovo Vitedeschi<br />

poi rettore <strong>di</strong> Marittima e Campagna<br />

e in<strong>di</strong> car<strong>di</strong>nale, severo e acerrime<br />

nemico de'Colonnesi. Le milizie pontifi-<br />

cie s'impadronirono<strong>di</strong> Zagarolo, Palestri-<br />

na, Albano, Civita Lavinia e Castel Gan-<br />

dolfo. Vi rimaneva il castello <strong>di</strong> Larianc<br />

o Ariano, ch'era ben fortificato, assai mu-<br />

nito, e cou <strong>di</strong>ligenza <strong>di</strong>feso da'Colonnesi.<br />

Ferinaronsi all' asse<strong>di</strong>o <strong>di</strong> questo forte<br />

4ooo uomini, <strong>di</strong>morandovi 4 mesi senza<br />

successo. Dovea il comune <strong>di</strong> Velletri<br />

provvisionare questa truppa <strong>di</strong> denaro,<br />

<strong>di</strong> grasce e d'altrecose necessarie. Andan-<br />

do l'impresa a lungo, i veliterni per to-<br />

gliersi da tante spese, si offersero al car-<br />

<strong>di</strong>nal Condnlmieri camerlengo <strong>di</strong> dar l'as-<br />

salto alla fortezza; il che fu loro accorda-<br />

to con larghe promesse. Si presentaronc<br />

coll'Annibal<strong>di</strong> al cimento 8oo volontari<br />

citta<strong>di</strong>ni, i quali animati da valore e ir-<br />

ritati pe'ricevuti danni, appena giunsen<br />

sotto Lariano che l'assalirono con in<strong>di</strong>cibile<br />

coraggio e in breve lo presero. En-<br />

trati nel paese lo posero a sacco e fuoco,<br />

e quasi tutto restò <strong>di</strong>strutto. Tutti gli u-<br />

bilanti colla guarnigione si rifugiarono<br />

nella rocca. Pareva che i larianesi voles-<br />

sero <strong>di</strong>fendersi, ma sperimentata la bra-<br />

vura e la fortezza de' veliterni nell'assal-<br />

to, e sapendoli fermi <strong>di</strong> voler espugnare<br />

anche la rocca, e non avendo speranza<br />

d'esser soccorsi da'Colonnesi, chiesero <strong>di</strong><br />

capitolare e fu loro accordato. Nell'ottobre<br />

1 433 i signori nove deputarono com-<br />

missari per trattare con quelli inviati a Vel-<br />

letri da Lariano, Pietro Mancini e Anto-<br />

nio Pancioni. Fra gli altri capitoli della<br />

de<strong>di</strong>zione, fu concesso che tutti gli abi-<br />

tanti potessero recarsi a <strong>di</strong>morare in Vel-<br />

letri, colla franchigia da' dazi per 20 an-<br />

ni. A'26 ottobre 1 433 uscita dalla rocca<br />

la guarnigione e il castellano coll'armi e<br />

bagaglie, ed i larianesi colle loro sostanze,<br />

la truppa de' veliterni la <strong>di</strong>e alle fiamme.<br />

Il car<strong>di</strong>nal camerlengo quin<strong>di</strong> con auto-<br />

rità pontificia concesse e aggiu<strong>di</strong>cò tal


V E L<br />

fortezza al comune <strong>di</strong> Vellelri insieme eoi<br />

letti Iorio, incorpora tutolo al veliteruo,<br />

dandone alla città il pieno possesso; e <strong>di</strong>-<br />

poi il Papa lutto confermò con bolla del-<br />

1*8 ottobre i 44^, riprodotta da Banco come<br />

onorevole per la città. Lo stesso in-<br />

fortunio sperimentò la fortezza della Fag-<br />

gioia de' Savelli, la quale espugnala da'<br />

veli ter ni fu incen<strong>di</strong>ata e <strong>di</strong>strutta; ed il<br />

medesimo car<strong>di</strong>nale <strong>di</strong>e il possesso del-<br />

la fortezza e del territorio al comune <strong>di</strong><br />

Vedetti. Si celebrava allora il concilio <strong>di</strong><br />

Basilea, alquanta ostile a Eugenio I Y , on<br />

de pretta <strong>di</strong>venne couciliabolo. 1 Culonliesi<br />

interposero i padri perchè stimavano<br />

iiucevole alla loro casa l'inimicizia de've-<br />

literni. A' 17 <strong>di</strong>cembre 1 4^3 il concilio<br />

scrisse al popolo veliteruo esortandolo a<br />

pacificarsi co'Colotmesi; ma quando giun-<br />

se la lettera ritardata, già erano eguaglia-<br />

te al suolo la terra e rocca <strong>di</strong> Lariano.<br />

La città però, salvi i <strong>di</strong>ritti e gli acquisti<br />

falli per ragione <strong>di</strong> guerra , procurò <strong>di</strong><br />

tornar in pace co'Colonuesi e conservar-<br />

la, anche perchè poi adoperandosi <strong>di</strong> tornare<br />

ingrazia d'Eugenio IV, bramavano<br />

la reintegrazione del confiscalo. La<br />

suddetta bolla <strong>di</strong> conferma con l'autori-<br />

tà del mero e misto impero et pò lesia le<br />

rìa<strong>di</strong>i, e il precedente atto del camerlen-<br />

go de'3o luglio, che allora era il car<strong>di</strong>-<br />

nal Lodovico Scarampo Mezzarola , già<br />

commissario apostolico nella suddetta<br />

guerra e legato <strong>di</strong> Marittima e Campagna<br />

, ritardarono perchè il Papa pe' tu-<br />

multi de'Colonnesi partito da Roma nel<br />

giugnoi 4-34> uou v ' ritornò che a'2 1 settembfei443;<br />

'a bolla contenendo anelli<br />

quanto riguarda Faggiola. Po>sedendo<br />

Vellelri la lena <strong>di</strong> Lariano e il suo ter-<br />

ritorio, il car<strong>di</strong>nal Prospero Colonna ni-<br />

pote <strong>di</strong> Martino V ruppe la pace , pre^<br />

tingendosi <strong>di</strong> tornarvi in possesso e ripo-<br />

polarla , e <strong>di</strong> fortificare con nuove fabbriche<br />

la rocca. Mandò a tal uopo un<br />

gran numero d' operai , che sostenuti e<br />

guardali da una forte squadra <strong>di</strong> soldati,<br />

attendessero al lavoro. Ciò saputosi io<br />

V E L 2 99<br />

Vellelri, il magistrato non risolvevasi ad<br />

usar la forza per impe<strong>di</strong>rlo, ma il popo-<br />

lo lo fece da se. Corse armato a Lariano,<br />

fugò i soldati, cacciò gli operai, e gittò a<br />

terra tutto il nuovo fabbricato; in<strong>di</strong> fu<br />

custo<strong>di</strong>to il castello <strong>di</strong>roccalo, per impe-<br />

<strong>di</strong>r qualunque innovazione. Ad onta <strong>di</strong><br />

quanto fecero i Colonuesi per ricuperata<br />

Lariano,nou riuscì loro finché visse Euge-<br />

nio IV. Questo Papa affezionatissimo a<br />

Vellelri, gli concesse molte grazie e pri-<br />

vilegi. Egli con sua bolla ridusse il peso<br />

<strong>di</strong> 200 libbre <strong>di</strong> cera a 5o, che annual-<br />

mente doveasi presentare in Pioma dal<br />

comune veliteruo nella festa dell'Assun-<br />

zione <strong>di</strong> Maria ss. Concesse al consiglio la<br />

libera elezione del giu<strong>di</strong>ce, nou ostante<br />

qualunque convenzione fatta tra il popo-<br />

lo e senato <strong>di</strong> Pioma, e il comune <strong>di</strong> Vel-<br />

letri. Or<strong>di</strong>nò ancora che si conservasse-<br />

ro le giuris<strong>di</strong>zioni e gli statuti della cillà,<br />

<strong>di</strong>chiarando appartenere al podestà , al<br />

giu<strong>di</strong>ce, agli affiliali <strong>di</strong> Velletri privativamente<br />

giu<strong>di</strong>care sulle cause <strong>di</strong> qualsi-<br />

voglia delitto, che nella città e nel suo<br />

territorio si commettesse, eccetto solo il<br />

delitto <strong>di</strong> lesa maestà. Inoltre Eugenio<br />

IV promosse a vescovo <strong>di</strong> Capri fr. Fran-<br />

cesco da Velletri minorità, famoso lettore<br />

<strong>di</strong> teologia, poi traslato a Gaeta. Fra il<br />

terrilorio <strong>di</strong> Velletri e quello <strong>di</strong> Nettuno<br />

esisteva una forte torre nel castello <strong>di</strong> s,<br />

Pietro inFormis, oggiCampoMorto.Que-<br />

sto apparteneva a'Savelli coli' ampia te-<br />

nuta <strong>di</strong> fertilissimi campi all' intorno.<br />

Quel barone ne fu spogliato da Eugenio<br />

IV , il quale ne fece dono al celebre ca-<br />

pitano AntouioRi<strong>di</strong> padovano, castellano<br />

o prefetto <strong>di</strong> Castel s. Angelo <strong>di</strong> Routa.<br />

Nelle circostanze <strong>di</strong> guerra il castello <strong>di</strong><br />

s. Pietro in Formis era assai molesto a<br />

Velletri e cagione <strong>di</strong> gravi <strong>di</strong>spen<strong>di</strong>, per<br />

guardarsene e <strong>di</strong>fendersene. Eugenio IV<br />

con lettere del car<strong>di</strong>nal camerlengo de'<br />

12 maggio 1 445 or<strong>di</strong>nò a'veliteruiche fa<br />

due mesi lo demolissero, il che fu subi-<br />

to eseguito. Velletri per la <strong>di</strong>struzione <strong>di</strong><br />

tal fotte restò assai tranquillo, e <strong>di</strong> più


3oo VEL<br />

quando il lenimento fu venduto al capi-<br />

tolo Valicano, che ancora lo possiede. Per<br />

Ja posizione topografica <strong>di</strong> Velletri , già<br />

notai i travagli e <strong>di</strong>sastri ch'era obbligata<br />

tollerare da'baroni, che d'ogni banda<br />

colle loro baronie necircondavanoil ter-<br />

ritorio. E siccome ella <strong>di</strong>chiara tati ne-<br />

mica a chi nemico fosse della s. Sede, le<br />

conveniva star sempre sull'armi per <strong>di</strong>-<br />

fendersi, e per combattere contro i detti<br />

baroni, che per lo più erano a' Fa pi ri-<br />

belli. Né godè ella riposo e tranquillità<br />

finché col proprio valore non abbattè e<br />

<strong>di</strong>strusse alcuni ricoveri <strong>di</strong> siffatti prepo-<br />

tenti baroni, e li tenue a freno col timo-<br />

re <strong>di</strong> sue armi. Perciò Bauco <strong>di</strong>ce che<br />

aiuti reggimento è più nemico dell'uma-<br />

na generazione, che il feudatario, poiché<br />

i Fassallì(V.) avvilisce, e i <strong>di</strong>ritti municipali<br />

<strong>di</strong>sperde. Allorché Eugenio IV<br />

<strong>di</strong>chiarò ribelli i Colonnesi ei Savelli, fu-<br />

rono inclusi nella stessa sentenza anche<br />

Francesco eRuggero Caetani padroni del-<br />

la foltezza d'Acquapuzza posta fra Sermoneta<br />

eSezze, la qualeil Papa neli44^<br />

<strong>di</strong>e in custo<strong>di</strong>a a'velitei ni; in<strong>di</strong> il succes-<br />

sore JN'icolò Va'22 <strong>di</strong>cembre i449 ,,e 01 *<br />

«lino la consegna al suo commissario Lorenzo<br />

Cecchi, e fu eseguita. Nate nuove<br />

conlese fra'romaui e i velilerui per l'ele-<br />

zione del giu<strong>di</strong>ce, che da Eugenio IV era<br />

siala concessa o piuttosto restituita libe-<br />

ra alia città, in dettoanno si venne a con-<br />

cor<strong>di</strong>a, e fu stabilito; che siccome Velie-<br />

tri eleggeva 3 gentiluomini romani per<br />

podestà, de' quali il popolo romano ne<br />

confermava uno, così dovesse il popolo<br />

1 ornano eleggere 3 dottori, a uno de'quali<br />

la città dassela patente <strong>di</strong> giu<strong>di</strong>ce. Men-<br />

tre Velletri godeva pacificamente il ca-<br />

stello <strong>di</strong> Faggioia,deputaudovi il consiglio<br />

un particolare governatore, morto Nicola<br />

Savelli aulico signore del luogo, <strong>di</strong> cui<br />

per la ribellione n'era stato privalo da<br />

Eugenio IV, i suoi figli implorarono da<br />

Nicolò V, oltre il perdono, la ricupera <strong>di</strong><br />

Faggiola e dell' altre castella già confi-<br />

scate, ed il Papa tutto accordò a' 3 ugO'<br />

VEL<br />

sto «447- I veliterni ricorsero a Nicolò<br />

V, ed esposero il <strong>di</strong>ritto che aveano sul<br />

castello, per averlo conquistato col pro-<br />

prio sangue, col <strong>di</strong>spen<strong>di</strong>o <strong>di</strong> 9,5oo fio-<br />

rini d' oro, e loro quin<strong>di</strong> confermato da<br />

Eugenio IV. Trovando il Papa giuste ta-<br />

li ragioni, rivocò il decretalo a favore de'<br />

Savelli, ed a'i3 novembre 1 453 <strong>di</strong>chiarò<br />

spettare a Velletri la Faggiola, onde tornò<br />

a possedere pacificamente il suo terri-<br />

torio e la fortezza. Non così avvenne con<br />

Lariauo. I Colonnesi baroni più potenti<br />

sempre tentandone la ricupera, nulla ottenendo<br />

dalla città, conseguirono almeno<br />

da Nicolò V, che appena <strong>di</strong>venuto Papali<br />

assolse, me<strong>di</strong>an te bre ve de'i3 agosto i448,<br />

che fossero loro pagati 1000 ducati d'oro<br />

per le violenze usate contro gli armati e<br />

artisti mandati dal car<strong>di</strong>nal Colonna alla<br />

rie<strong>di</strong>ficazione <strong>di</strong> Lariano; il quale porpo-<br />

rato perciò animato tentò più volte <strong>di</strong><br />

ripigliare il castello, vi mandò altra gen-<br />

te armata per cacciare dal territorio i<br />

nuovi coloni, e vi fece portare una gran<br />

quantità <strong>di</strong> materiale per rifabbricarlo.<br />

Nel i455 <strong>di</strong>venuto Papa Calisto III, la<br />

città nell'umiliargli ubbi<strong>di</strong>enza, pe'depu-<br />

tali rappresentò i suoi <strong>di</strong>ritti su Lariano<br />

e la Faggiola, e lo supplicò della conferma<br />

de' luoghi e <strong>di</strong> proibire a' Colonnesi<br />

che non più tentassero rifabbricare La-<br />

riano. Fu esau<strong>di</strong>ta con breve de' 6 set-<br />

tembre, or<strong>di</strong>nando sotto gravi pene, cht<br />

ninno in quel luogo ar<strong>di</strong>sse <strong>di</strong> rifabbrica<br />

re. Nel 1 4^6 dall'agosto al <strong>di</strong>cembre Vel<br />

letri fu flagellata dalla peste, onde i cit<br />

la<strong>di</strong>ni si sparsero per le vigne e ne' lue<br />

ghi vicini. Pio 11 fatto rettore <strong>di</strong> Marini<br />

ma e Campagna il nipote Antonio Picco-<br />

lomini e poi Gio. Antonio Leoncilli <strong>di</strong><br />

Spoleto già senatore <strong>di</strong> Roma, per me<br />

delazione da Siena raccomandò per pc<br />

desta Giovanni Boccabella romano, e<br />

car<strong>di</strong>nal Colonna profittando della lor<br />

'<br />

Iattanza del Papa <strong>di</strong> prepotenza nel r 4 ><br />

-<br />

ricominciò la rie<strong>di</strong>ficazione della fortezza<br />

<strong>di</strong> Lariano, e con gran calore vi sollecitò i<br />

lavori. Tornato Pio II in Roma, i trava-


,<br />

VEL<br />

glint! veliterni gli fecero reclami, e furono<br />

contentali; poiché considerando il Papa<br />

che l'erezione della fortezza poteva fomentare<br />

<strong>di</strong>sastri alla città e provincia, comandò<br />

nel «463 al car<strong>di</strong>nale la demoli-<br />

zione degli e<strong>di</strong>fìzi e fortificazioni. Ma es-<br />

sendo caduto infermo il car<strong>di</strong>nale, la for-<br />

tezza fu consegnata come stava al car<strong>di</strong>-<br />

nal Todeschini nipote del Papa, onde con-<br />

servarsi per 6 mesi in deposito; ed intanto<br />

il car<strong>di</strong>nal Colonna tosto morì a'^4<br />

niar70, lasciando erede Vittoria sua sorel-<br />

la e vedova <strong>di</strong> Carlo Mala testa giù capitano<br />

generale del duca <strong>di</strong> Milano. Spirati<br />

quin<strong>di</strong> i 6 mesi, Pio II or<strong>di</strong>nò che la for-<br />

tezza si demolisse,con proibizione a chiun-<br />

que <strong>di</strong> rifabbricarla (<strong>di</strong> che parlando il<br />

Piazza nella Gerarchi aCar<strong>di</strong>nai hia , <strong>di</strong>ce<br />

che a'velletrani or<strong>di</strong>nò pure la demo-<br />

lizione della rocca o fortezza vicina a Ci-<br />

vita Lavinia, da 'medesimi Colonnesi con<br />

gran spesa fabbricata, potendo recare pre-<br />

giu<strong>di</strong>zio a Velleti'i; ed il simile nana il<br />

Theuli); per cui Velletri si obbligò con<br />

pena <strong>di</strong> io,ooo fiorini d'oro a non farvi<br />

nuove fabbriche , salvo solo il dominio e<br />

la proprietà cheaveadel luogo, e <strong>di</strong> paga-<br />

re 5oo fiorini d'oro alla camera aposto-<br />

lica per rimborso delle spese fatte nella custo<strong>di</strong>a<br />

in tempo del deposito. Nel novembre<br />

dello stessoi463 i veliterni in nume-<br />

ro <strong>di</strong> 4oo armati, d'or<strong>di</strong>ne pontificio si<br />

<strong>di</strong>ressero alla demolizione delle nuove for-<br />

tificazioni. In que' tempi tale fortezza si<br />

reputava inespugnabile, come fabbricata<br />

sul monte <strong>di</strong> pietre quadrate e tutto mas-<br />

so al <strong>di</strong> dentro. Per hi sua elevatezza dominava<br />

dal settentrione la provincia <strong>di</strong><br />

Campagna, e dall'ostro quella <strong>di</strong> Marit-<br />

tima: era provvista <strong>di</strong> due conserve d'acqua<br />

assai copiose e lavorate con grande ar-<br />

tifizio, ed essendo poco comune l'uso del-<br />

l'artiglierie era malagevole l'impadronir-<br />

sene. I demolitori proruppero in alcune<br />

proposizioni offensive a' Colonnesi , da'<br />

quali prese in mala parte cagionarono<br />

contese. Imperocché Vittoria Colonna<br />

(non si deve confondere colla raarcbesa-<br />

VEL 3ot<br />

na <strong>di</strong> Pescara, <strong>di</strong> cui anche nel volume<br />

LXXXV1II, p. loo e seg.),com'erede del<br />

car<strong>di</strong>nal Prospero suo fratello mosse lite al<br />

comune <strong>di</strong> Velletri, proponendo non solo<br />

il libello d'ingiurie, ma ripetendo il pos-<br />

sesso del territorio <strong>di</strong> Lariano come antico<br />

patrimonio <strong>di</strong> sua casa. Pio II commi-<br />

se la cognizione <strong>di</strong> queste cause al senatore<br />

<strong>di</strong> Roma, che a' i 8 luglio 1 4^4 P''°'<br />

nunzio sentenza assolutoria a favore <strong>di</strong><br />

Velletri. Tuttavolta, morta Vittoria ,<br />

suoi ere<strong>di</strong> neh 465 suscitarono altre pretensioni<br />

per la ricupera <strong>di</strong> Lariano. Con<br />

approvazione <strong>di</strong> Paolo II fu eletto per<br />

compromesso in arbitro dalle parti il car-<br />

<strong>di</strong>nal Guglielmo d'Estouleville vescovo<br />

veliterno (secondo il cav. Coppi, o a'21<br />

marzo 1 4?9 al <strong>di</strong>re <strong>di</strong> Bauco. Questa <strong>di</strong>-<br />

screpanza chiarirò col Borgia. La a. da-<br />

ta appartiene all'altro laudo pronunziato<br />

dal car<strong>di</strong>nale, sopra le <strong>di</strong>fferenze insorte<br />

fra Velletri e i signori <strong>di</strong> Nemi pe' con-<br />

fini della Faggiola). Or<strong>di</strong>nò che la rocca<br />

<strong>di</strong> Lariano col suo territorio per quanto<br />

pende dalla cima de'monli verso Velletri<br />

appartenesse a questa città, e per quan-<br />

to si stende dalla parte opposta verso<br />

Rocca <strong>di</strong> Papa e Rocca Priora fosse de'<br />

Colonnesi, e che nelle sommità de'monli<br />

si ponessero i termini <strong>di</strong>visorii pe'confini<br />

d'ambe le parti. Or<strong>di</strong>nò ancora che si<br />

pagassero da Velletri 800 ducati, e proi-<br />

bì si a'veliterni che a' Colonnesi <strong>di</strong> rifab-<br />

bricare in quel luogo castello o rocca. Il<br />

car<strong>di</strong>nal d' Estouteville fu il i.° vescovo<br />

veliterno ch'ebbe dalla s. Sede il permes-<br />

so e la giuris<strong>di</strong>zione d'usare iusieme l'au-<br />

torità spirituale e temporale sopra Vel-<br />

letri. Ma questa giuris<strong>di</strong>zione e autorità<br />

al principio non importava altro che pro-<br />

tezione. Bene il mostrò il degno car<strong>di</strong>na-<br />

le nel <strong>di</strong>fendere le ragioni, privilegi e giù»<br />

risulzioni della città. Come uomo inte-<br />

gro e prudente , compose le tante <strong>di</strong>ffe-<br />

renze che agitavano la città, con sod<strong>di</strong>-<br />

sfazione universale non solo per Lariano<br />

co'Colonnesi, ma nel 1 479 sopì le <strong>di</strong>fferenze<br />

insorte fra Velletri e il baione <strong>di</strong><br />

i


3u2 V E L V E L<br />

Nemipe'confinitVi Faggiola.Fuanrhege- ene commise l'esecuzione al car<strong>di</strong>ne! Or-<br />

tieroso e magnifico, adornò la città d'una sini camerlengo, clie per mezzodì-I suo<br />

sontuosa fabbrica per comodo e abitazio- segretario <strong>di</strong>e al comune <strong>di</strong> Velletri il pos-<br />

ile de' vescovi presso la cattedrale, oggi ri- sesso del territorio <strong>di</strong> Lariano ni maggia<br />

dotta in parie per uso del seminario, e r 4-7^- N*d '474<br />

'' Papa scrisse lettere<br />

partedonata per abitazione dell'arciprete molto efficaci ai podestà e al giu<strong>di</strong>ce <strong>di</strong><br />

della medesima. Invece dell'episcopio go- Vel!etri,acciòsi adoprasseroper estingne-<br />

dono ora i vescovi <strong>di</strong> Velletri il sudde- re afT-itto l'antiche fazioni, che sempre ri-<br />

sci ilio appartamento nel pubblico palaz- pullulavano tra'principali citta<strong>di</strong>nì,intor-<br />

zo: prima lo aveano come governatori <strong>di</strong> bidando e sconvolgendo la quiete della po-<br />

Yelletri, ora come legali perpetui della s. polazione,il che riuscì felicemente. Nel<br />

Sede. Fu Paolo II che con breve de' i3 pontificato <strong>di</strong> Sisto IV s'incominciò la<br />

giugno i47° conferì la protetloria della proficua impresa <strong>di</strong> condurre l'acqua pe-<br />

città <strong>di</strong> Velletri al suo vescovo prò tem- renne in Velletri da'monti dellaFaggiola,<br />

pore, e ciò fece per togliere al popolo io- il Papa nel 1 47^ commettendone la cuci<br />

mano quella poca parte che avea algover- al car<strong>di</strong>nal d'Eslouteville,come quello <strong>di</strong>e<br />

no della medesima ; per cui eravi un con- avea tanto a cuore il pubblico bene, acciò<br />

tinuo seme <strong>di</strong> <strong>di</strong>scor<strong>di</strong>e, <strong>di</strong> violenze e tal- vegliasse per ridurre ad effetto sì nobile<br />

volta <strong>di</strong> guerre; perchè i veliterni sempre impresa; scabrosa e <strong>di</strong>spen<strong>di</strong>osa, <strong>di</strong> cui in<br />

aspiravano ad una piena libertà, e i roma- <strong>di</strong>verse epoche s'intraprese il lavoro e poi<br />

ni alla soggezione e <strong>di</strong>pendenza de'mede- sospeso, finché fu ridotta a compimento,<br />

situi, onde fra'due popoli non poteva mai come poi <strong>di</strong>rò. Nel 1 47^ si sparse in qne-<br />

snssistere stabile e sincera pace. E Paolo ste contrade terribile pestilenza, e Velia<br />

li così troncò tulle le pretensioni de' ro- tri ne patì gravemente; <strong>di</strong>sastro che si ab-<br />

mani. Osserva il Dauco, che però tale prò- breviò pel solenne voto fatto al santuario<br />

tettoria e patrocinio concesso a' vescovi <strong>di</strong> Loretoeon preziosa corona tempestala<br />

veliterni, come suole accadere per I' in- <strong>di</strong> gioie <strong>di</strong> molto valore. Desiderando Si-<br />

nata propensione che barinogli uomini <strong>di</strong> sto IV il bene e la tranquillila <strong>di</strong> Vellelri,<br />

signoreggiare, passò ad un'ampia e asso- or<strong>di</strong>nò che fermi rimanessero i <strong>di</strong>ritti del<br />

luta autorilà <strong>di</strong> governo, accresciuta da podestà e giu<strong>di</strong>ce; gli confermò tutti i pri-<br />

nna parte co'privilegi concessi ne' tempi vilegi e grazie concessi da'predecessori, gli<br />

posteriori da'Papi a'car<strong>di</strong>nali decani, e statuti, e il possesso de'caslelli <strong>di</strong> Lariano<br />

dall'altra colPabolire I'elezionedel pode- eFaggiola co'loro territorii. Nella biogra-<br />

stà e del giu<strong>di</strong>ce, la quale in quell'epoche fia <strong>di</strong> tal Papa accennai la guerra insorta<br />

e per molti anni appresso rimase libera a' tra lui e l'ingrato Fer<strong>di</strong>nando 1 re <strong>di</strong> Na-<br />

citta<strong>di</strong>ni. Al popolo romano restò soloche poli, per aver questi preso le parti del du-<br />

i podestà eletti al governo <strong>di</strong> Velletri do- ca <strong>di</strong> Ferrara feudatario della s. Sede, ed<br />

vesserò essere del ceto della loro nobiltà, i luoghi ove ne ragionai. Qnisolo<strong>di</strong>rò, <strong>di</strong>e<br />

de'quali la città ne eleggeva 3, ed uno <strong>di</strong> il re nel i 482 inviò contro i dominii poti-<br />

questi veniva scello dal car<strong>di</strong>nal protetto- tifìcii il figlioAlfonsodùca <strong>di</strong> Calabria agi<br />

re, ed il Papa lo confermava con suo bre- g,ooo uomini, compresa una forte colon*<br />

ve;e questi prima <strong>di</strong> prendere possesso del- na <strong>di</strong> cavalleria; esercito composto in par-<br />

la carica prestava giuramento <strong>di</strong> fedeltà in te<strong>di</strong> turchi, chedopo ricuperato Otranto<br />

mano del car<strong>di</strong>nal camerlengo <strong>di</strong> s. Cine- dalle loro mani, avea ritenuti al suo sol-<br />

sa. Sisto IV mostrò molto affetto verso do. Frasi sparso tra* veliterni e la proviti-<br />

Velletri, che fece conoscere concedendole eia in<strong>di</strong>cibile spavento, anco perchè i Co-<br />

molte grazie e privilegi. IVunarnentecon- lunnesi e i Savelli nemici <strong>di</strong> Velletri adefermò<br />

il laudo del cai <strong>di</strong>tial d'Estouteville, ri vano al duca, oudecon apparecchio DJ»


VEL<br />

lilnre si prepararono a <strong>di</strong>fendersi dentro<br />

le aura, ed incalcolabili furono i danni ri-<br />

cevuti nel territorio.In aiuto del Papa vennerogli<br />

alleati veneziani.capitanali daRo*<br />

berto Malatesta <strong>di</strong> Rimini valorosissimo,<br />

e giunsero a' i 5 agosto. Il duca, respinte le<br />

milizie pontificie, occupato Albano e Ca-<br />

stel Gaudolfo, si avvicinava a Roma tutta<br />

costernata Le milizie collegate, ricupera-<br />

li que'luoghi, fermaronsi a Torreccbia,<br />

piccolo castelloora <strong>di</strong>strutto a 8 miglia da<br />

Velletri; mentre Alfonso erasi munito e<br />

attendato fra tal città e Nettuno, <strong>di</strong>stante<br />

jo miglia, aspettando i rinforzi per mare<br />

promessigli dal padre. Roberto d'or<strong>di</strong>ne<br />

del Papa e <strong>di</strong> Girolamo Riariosuo nipote<br />

e generale <strong>di</strong> s. Chiesa, invitò i e<strong>di</strong>terai<br />

a mandar 5oo de'loro soldati, e subilo fu-<br />

rono spe<strong>di</strong>ti , condotti da' loro capitani<br />

Censio Salvati, Giovanni Lerici, France-<br />

sco Nuticola , Ostilio Favate , Giuseppe<br />

Scevola, Sante Santocchia e Andrea To-<br />

ruzzi, riuscendo <strong>di</strong> sommo vantaggio al-<br />

l'esercito papale. Essi pratici del paese gui-<br />

darono le truppe per vie non baltute,quin-<br />

<strong>di</strong> inosservati e all' impensata circonda-<br />

rono i nemici, e all'albeggiar de'2 i ago-<br />

sto I' esercito pontificio scagliossi contro<br />

il campo nemico. I primi a far fronte fu-<br />

rono i turchi, combattendo valorosamen-<br />

te; la mischia tra le parti si strinse con<br />

calore, per cui incerta pendeva la vitto-<br />

ria. Si avanzò allora Roberto co' più pro-<br />

<strong>di</strong>, fece retrocedere il nemico e lo strinse<br />

d'ogni lato. La cavalleria regia datasi al-<br />

la fuga, restati scoperti i turchi, grande<br />

ne fu la strage; onde Alfonso impotente<br />

sostenersi fuggì e fu sul punto <strong>di</strong> cader<br />

prigioniero,


3o4 V E L<br />

conquisto l'avrebbe date in dominio aVel-<br />

letti con piena ragione <strong>di</strong> mero e misto<br />

impero. Apprendo dal cav. Coppi, che al-<br />

tre terre furono tolte a'Colonnesi, fra le<br />

quali Cave, ma non fa menzione de' ve-<br />

literni; durava la guerra nel > 4o"4> quando<br />

morì il Papa egli successe Innocenzo<br />

Ville Alfonso duca <strong>di</strong> Calabria volendo<br />

occupare le ricchezze de' baroni del re-<br />

gno, questi ricorsero al Papa supremo si-<br />

gnore e ne prese le <strong>di</strong>fese, onde si ruppe<br />

guerra: i Colonnesi furono col Papa, gli<br />

Orsini col re. Il duca <strong>di</strong> Calabria e Ro-<br />

berto Sanseverino si posero alla testa del<br />

regio esercito, e nel declinar deli 485 de-<br />

solarono le campagne <strong>di</strong> Roma e questa<br />

minacciarono. Alla custo<strong>di</strong>a <strong>di</strong> Velletri<br />

>enne Nicolò Caetani con alcune compa-<br />

gnie <strong>di</strong> cavalli; e perchè giornalmente nel<br />

territorio pi edavasi da'nemici, furono da<br />

per tutto rinforzate le guar<strong>di</strong>e. Le rapi-<br />

ne fatte nel territorio velilerno furono<br />

rappresentate al Papa comesomministra-<br />

zioui de'citta<strong>di</strong>ni, ma il vescovo car<strong>di</strong>nal<br />

Della Rovere gli tolse la sinistra opinione<br />

concepita; e finalmente la pace seguì a'<br />

12 agostoi486. Innocenzo Vili confermò<br />

a Velletri le ragioni che avea sulla<br />

tenuta del Peschio, nell'abbazia <strong>di</strong> S.Bar-<br />

tolomeo del vescovo Tusculano. Oltre le<br />

calamità della guerra, Velletri fu travagliata<br />

dalla peste nel i483,e maggiormen-<br />

te infierì nel i486: il popolo fece voto <strong>di</strong><br />

celebrar la festa dell'Immacolata Conce-<br />

zione con <strong>di</strong>giuno nella vigilia , e in<strong>di</strong> a<br />

poco cessò la mortalità. Per gratitu<strong>di</strong>ne<br />

i veliterni nella cattedrale eressero la son-<br />

tuosa cappella dell'Immacolata Concezione,<br />

e fecero scolpire in marmo la memo-<br />

ria <strong>di</strong> questo pro<strong>di</strong>gio. Alessandro VI, fa-<br />

vorevole a Velletri, confermò tutte lecon-<br />

cessioni de'predecessori, particolarmente<br />

circa il dominio del territorio <strong>di</strong> La ri a no e<br />

<strong>di</strong> Faggiola curii mero et mixto imperio,<br />

ci polestale gla<strong>di</strong>i. Intanto Carlo Vili re<br />

<strong>di</strong> Francia calò in Italia per conquistare<br />

il regno <strong>di</strong> Napoli, e giunto in Roma, im-<br />

pose al Papa pregiu<strong>di</strong>zievoli con<strong>di</strong>zioni.<br />

V EL<br />

Ne partì per Napoli aV) gennaio 1^9^,<br />

conducendo seco il principe Zizini fra-<br />

tello <strong>di</strong> Bajazet II sultano de'turchi, per<br />

le future sue mire, accompagnato a ca-<br />

vallo al sinistro lato dal famoso car<strong>di</strong>nal<br />

Ce»areBorgia ai civescovo<strong>di</strong> Valenza{P r ,\<br />

e figlio del Papa, in qualità <strong>di</strong> legato a-<br />

postolico per 3 mesi, ma in verità guar-<br />

dato quasi come ostaggio. A'27 il re giun-<br />

se a Velletri , ricevuto con pubbliche <strong>di</strong>-<br />

mostrazioni <strong>di</strong> feste e luminarie; ma in<br />

un punto l'allegria si convertì in mesti-<br />

zia e spavento. Il car<strong>di</strong>nal legato temen-<br />

do assai dell' intenzioni del re, pensò e<br />

cercò il modo <strong>di</strong> salvarsi colla foga tra-<br />

vestito, ritornando in Roma, e gli riuscì<br />

colla cooperazione <strong>di</strong> 3 veliterni, benché<br />

le mura eie porte della città fossero cu-<br />

sto<strong>di</strong>te dalle guar<strong>di</strong>e dell'esercito france-<br />

se. Circa le ore 11 saputasi dal re l'eva-<br />

sione del car<strong>di</strong>nale, e credendo che la cit-<br />

tà ne fosse connivente, preso da sdegno<br />

fieramente or<strong>di</strong>nò a'suoicapitanijche nel-<br />

la seguente mattina dopo la sua partenza,<br />

i soldati la saccheggiassero e incen<strong>di</strong>asse-<br />

ro. Alloggiava per buona sorte in casa<br />

d'uno del magistrato un segretario re-<br />

gio , il quale compassionando il fatale<br />

sterminio che sovrastava a Velletri, comunicò<br />

all'ospite l'or<strong>di</strong>ne dell'a<strong>di</strong>rato re.<br />

Il magistrato con altri citta<strong>di</strong>ni , spaven-<br />

tati ricorsero al vescovo car<strong>di</strong>nalDellaRo-<br />

vere a interporsi col re per l'infelice cit-<br />

tà. Il car<strong>di</strong>nale tosto si presentò al re ch'e-<br />

ra andato a dormire; non<strong>di</strong>meno chiese<br />

e ottenne u<strong>di</strong>enza. Accompagnò con la*<br />

grime le sue preghiere e <strong>di</strong> far grazia al<br />

suo popolo, che non dovea esser sagrif<br />

calo se alcun citta<strong>di</strong>no veramente foss<br />

complice della fuga. Commosso il re<br />

tante suppliche e per essergli in gran fa<br />

vore il car<strong>di</strong>nale, perdonò alla città. Ir<br />

Velletri o in Terracina ammalò Ziziin,<br />

poco dopo morì, come <strong>di</strong>ssi anche nel ve<br />

LXXXI, p. 317. Anzi il Theuli scris<br />

che morì in Velletri , riferendo pure<br />

contrarie opinioni. Narra i festeggiamer<br />

ti falli al re con archi trionfili, fontane »


V E L<br />

vino e applausi, anche nel ritorno da Na-<br />

poli; e <strong>di</strong>e il car<strong>di</strong>nale si recò apposita-<br />

mente in Velletri per ricevervi magnificamente<br />

Carlo Vili. Altrettanto trovo in<br />

Borgia, che inoltre rileva avere il car<strong>di</strong>-<br />

nal Della liovere in Francia confortalo il<br />

re all'impresa <strong>di</strong> Napoli, e che in Veiletri<br />

l'alloggiò nel palazzo vescovile, come<br />

riporta poreBauco. Parlilo poiCarlo VI II<br />

dall'Italia, si accese nuova guerra fra Co-<br />

lonnesiei Conti, che tentavano ricupera-<br />

re i loro heni e Monte Fortiuo, de'quali<br />

erano stati spogliati da' francesi e dal re<br />

dati a'Colonnesi stessi. 1 Conti ebbero va-<br />

li<strong>di</strong> aiuti da'veliterni, sì per patto d'anti-<br />

ca confederazione con essi, sì per repri*<br />

mere la potenza de' Colonna , temendo<br />

che <strong>di</strong> nuovo aspirassero a Lariano, il cui<br />

territorio confina con Monte Fortino. Fu<br />

questa guerra <strong>di</strong> grave danno agli uni e<br />

agli ritiri, finché nel 1 498 si venne tra es-<br />

si e Velletri a un compromesso nel governatore<br />

<strong>di</strong> Roma; si fece tregua per un<br />

aisno, e per più lungo tempo a benepla-<br />

cito del Papa.Fra'sapienti che ristoraro-<br />

no le lettere, è a ricordarsi il dottissimo<br />

Antonio xVIancinelli nato in Velletri nel<br />

i45a d'ignobile famiglia, ivi morto nel<br />

i5o5: l'elenco delle moite sue opere ri-<br />

ferisce Theuli. A'29 luglio i5oi Alessandro<br />

VI si portò in Velletri, e vi <strong>di</strong>morò<br />

tutto il dì seguente; partendo alla volta<br />

<strong>di</strong> Semionda a'3i a vedere quel nuovo<br />

acquisto fatto dalla sua famiglia. A'3 a-<br />

gosto si restituì in questa città e vi pernot-<br />

tò. Egli fu accolto da'citla<strong>di</strong>ni col massimo<br />

rispetto e con filiale attaccamento,<br />

<strong>di</strong>mostrato con segni <strong>di</strong> letizia e <strong>di</strong> festa.<br />

Questo Papa fece arcivescovo <strong>di</strong> Soia<br />

Matleo Mancini uobile veliterno. Giulio<br />

II, già vescovo Della Rovere, neh5i icou<br />

suo breve concesse a Velletri l'applicazio-<br />

ne delle multe e pene pecuniarie de'detin-<br />

qnenti da applicarsi al pagamento degli<br />

stipen<strong>di</strong> del podestà, del giu<strong>di</strong>ce e degli<br />

altri ufhziali della curia. Questo breve fu<br />

a <strong>di</strong>retto a'priori: eccola 1 . memoria che<br />

trovasi <strong>di</strong> quello magistrato nel governo<br />

vot. DUI1X.<br />

V E L 3o5<br />

<strong>di</strong> Velletri. Laonde si congettura che nel<br />

principio del secolo XVI qui si mutò il<br />

nome del pubblico magistrato; quin<strong>di</strong><br />

lasciato l'antico de'nove buoni uomini o<br />

de'siguori nove, cominciò ad usarsi quel-<br />

lo <strong>di</strong> priori. Questo nuovo magistrato po-<br />

co <strong>di</strong>fferiva dal j.°, poiché se nell'antico<br />

erano nove e duravano uella carica 6 me-<br />

si, in questo nuovo eleggevausi 3 priori per<br />

ogni bimestre, per cui veuiva a corrispon-<br />

dere per ogni semestre a g in<strong>di</strong>vidui <strong>di</strong><br />

magistratura. Inoltre eleggevano il camerlengo,<br />

il sindaco, 2 consiglieri mag-<br />

giori, 2 soprintendenti al monte <strong>di</strong> pie-<br />

tà, un cancelliere, qj contestabili de' bale-<br />

strieri e 2 pacieri. I primi poi aveano la<br />

facoltà <strong>di</strong> eleggere tutti gli altri consi-<br />

glieri, i contestabili de' pedoni, i gover-<br />

natori <strong>di</strong> Lariano e <strong>di</strong> Faggiola, e gli al-<br />

tri ullìziali minori. Questa forma d' ele-<br />

zione rinnovavasi ogni 6 mesi, e durò sino<br />

al car<strong>di</strong>nal de Cupis. Leone X sebbe-<br />

ne pregato da' romani a sottomettere la<br />

città <strong>di</strong> Velletri alla giuris<strong>di</strong>zione del lo-<br />

ro senato, pure noi permise, e volle che<br />

il governo della medesima rimanesse fermo<br />

nell'antico stato. Nel 1 520 fu annoverato<br />

tra'beati il veliterno fr. Bonaven-<br />

turaTorrecchia laico de'minori osservan-<br />

ti. In tale anno Clemente VII coli'entra-<br />

re nella santa lega contro I' imperatore<br />

Carlo V, espose se stesso, Roma e tutto<br />

lo stalo ecclesiastico a quella catastrofe <strong>di</strong><br />

mali non ancora abbastanza deplorata in<br />

tulle le storie, il perché in lauti luoghi<br />

ne narrai le <strong>di</strong>verse terribili circostanze<br />

che ne formano il desolante complesso, e<br />

per ultimo nel voi. LXXXV1 , p. 328.<br />

Quest'alleanza punse vivamente Carlo V,<br />

che tosto <strong>di</strong>chiarò guerra al Papa, la qua-<br />

le fu <strong>di</strong> gravissimo <strong>di</strong>sastroa Velletri. Pe-<br />

rò V alleanza fu creduta in<strong>di</strong>spensabile<br />

per la potenza formidabile a cui era giunto<br />

Carlo V in Italia, specialmente dopo<br />

la vittoria <strong>di</strong> Pavia , cioè <strong>di</strong> sostenere<br />

principalmente il duca <strong>di</strong> Mdauo e inva-<br />

dere il regno <strong>di</strong> Napoli. Pubblicala la le*<br />

ga solcmiemeule l'8 luglio, subito i Co-<br />

20


3oG V E L<br />

Jonnesi pai tigiani imperiali ammassaro-<br />

no ne'loro feu<strong>di</strong> geule d'arme, occuparono<br />

Auagui e promossero l'agitazione de'<br />

malcontenti in Roma. I veliterni temendo<br />

ostilità chiesero soccorsi al Papa per<br />

l'inevitabile guerra, ed ebbero per una<br />

valida <strong>di</strong>fesa Ottavio Conti con buona ca-<br />

valleria, Ranuccio Farnese, e Camillo Cae-<br />

taui signore <strong>di</strong> Semionda con iscelta<br />

truppa, da loroa ciò particolarmente pre-<br />

gato per la comune <strong>di</strong>fesa; come ancora<br />

ricercarono aiuto e assistenza dal popolo<br />

della città <strong>di</strong> Cori, secondo le leggi del-<br />

l' antica confederazione. Illuso Clemente<br />

VII da una capitolazione fatta co'Colou-<br />

nesi a'22 agosto, licenziò quasi tutti i ca-<br />

valli e fanti che avea, ed i pochi restati<br />

mandò ad alloggiare nelle terre circo-<br />

stanti. Allora i ministri <strong>di</strong> Carlo V vol-<br />

sero i pensieri ad opprimere il Papa, traendo<br />

in essi la maggior parte de'Colounesi,<br />

Gio. Ballista Conti signore <strong>di</strong> Vulmon-<br />

tone e Girolamo d'Eslouteville signore<br />

<strong>di</strong> Frascati: si giunse a cospirare per la<br />

sua mot te violenta, e <strong>di</strong> surrogargli l'ambizioso<br />

e lurbolenlocar<strong>di</strong>nal Pompeo Co-<br />

lonna. Ugo Moncada viceré <strong>di</strong> Napoli co'<br />

Colonnesi, invece <strong>di</strong> piombare su Velietri,<br />

come temevasi, all'impensata a' 20<br />

settembre assalirono R.oma iu<strong>di</strong>fesa, <strong>di</strong>-<br />

rigendosi al Palazzo apostolico Vaticano<br />

per sorprendere il Papa, che appena<br />

fece in tempo <strong>di</strong> rifugiarsi ìaCastel s. An-<br />

gelo del tutto sprovvisto, e lo saccheggia-<br />

rono cou parte della Città Leonina o a-<br />

<strong>di</strong>acente Borgo, non procedendo più ol-<br />

tre per timore dell'artiglierie <strong>di</strong> detto Ca-<br />

stello. Clemente VII fu costretto a fare<br />

una tregua co'sooi furiosi nemici, perdo-<br />

nare a'Colonnesi e agli altri fautori. 1 ve-<br />

I iterai credendo calmata la tempesta, e<br />

gravati dalla numerosa milizia che stanziava<br />

nella città, domandarono al Papa<br />

d'esser sollevati da tanti <strong>di</strong>spen<strong>di</strong>i , del<br />

resto offrendosi alla sua <strong>di</strong>fesa usque ad<br />

sanguinai!, e furono esau<strong>di</strong>ti. Clemente<br />

VII inclinava recarsi a Barcellona per<br />

trattare iu persona la pace cou Carlo V,<br />

V EL<br />

ma <strong>di</strong>ssuaso da' re <strong>di</strong> Francia e Inghil-<br />

terra, con promesso sostegno e invio<br />

denaro, e sdegnato co'Colounesi a ven<strong>di</strong>-<br />

carsi degli oltraggi ricevuti, determinò i<br />

rivolgere contro le loro terre quelle for<br />

che solo per sua sicurezza avea richiami<br />

to a Roma, giu<strong>di</strong>cando non esser tenute<br />

al violeutoaccordo. Affidò al Vitelli 200<<br />

svizzeri assoldati, 3ooo fault italiani ec<br />

altri nomini e cavalli, or<strong>di</strong>nando <strong>di</strong> sac<br />

cheggiare e incen<strong>di</strong>are tutte le terre dt<br />

Colonnesi, anche spianarle, poiché pt<br />

V affezione de' popoli a' Colonnesi il pi-<br />

gliarle solamente era <strong>di</strong> poco pregiu<strong>di</strong>-<br />

zio. E siccome una delle principali eie<br />

A/tfri«o,comandòil Papa a' veliterni d'as<br />

saltarla, e porla a sacco e fuoco. Marit<br />

dunque specialmente da' veli terni fu so£<br />

giogato, e fu trattato il popolo ribelle ce<br />

me Clemente Vii desiderava. Tutte l'al-<br />

tre terre de' Colonnesi ebbero la slessa<br />

sorte ( 1 I <strong>di</strong>ceil Varchi)con infiniti danni<br />

de'popoli, ritirandosi essi ne' luoghi più<br />

forli e <strong>di</strong>fendendosi in Rocca <strong>di</strong> Papa e<br />

l'aliano. Frattanto Carlo V avendo spe-<br />

<strong>di</strong>lo contro Roma il fiero contestabile <strong>di</strong><br />

Bourbon con un crudele esercito, i<br />

Colonnesi<br />

presero l'offensiva, impadronendosi<br />

<strong>di</strong> Ceprano e <strong>di</strong> Ponte Corvo non<br />

guardali. I velatemi pensarono d'alien*<br />

der da loro alla <strong>di</strong>fesa, eleggendo a'7 <strong>di</strong>cembre<br />

i5a6 per capitani 10 de'princi-<br />

pali e più valorosi citta<strong>di</strong>ni, per la guer-<br />

ra e <strong>di</strong>fesa della città da ogut assalto. Te-<br />

mendosi che l'incursione procedesse dal-<br />

la parledel regno <strong>di</strong> Napoli, Vitelli avea<br />

consiglialo <strong>di</strong> abbandonare la provincia<br />

<strong>di</strong> Campagna, <strong>di</strong> meltere 2000 fanti in<br />

Tivoli, altrettanti in Paleslrina, e il re-<br />

sto dell'esercito in Velletri per impe<strong>di</strong>r<br />

l'andata del viceré in Roma. 11 rinoma-<br />

to Renzo da Ceri <strong>di</strong>sapprovò il rinserrar-<br />

si in Velletri città grande e <strong>di</strong> far tanto<br />

avanzare i nemici, ma che l'esercito si<br />

fermasse a Ferentino. Prevalse il suo con-<br />

siglio e la sede della guerra fu trasferita<br />

a Prosinone 5 miglia sopra Ferentino, e<br />

perciò quasi a'conliui del reguo. Cletueu-


VE L<br />

te VII conoscendo tuttavia importante !a<br />

<strong>di</strong>fesa <strong>di</strong> Velletri, più volte ingiunse al<br />

car<strong>di</strong>nale Agostino Trivulzi legato della<br />

guerra <strong>di</strong> Marittima e Campagna <strong>di</strong> for-<br />

tificarla e munirla del bisognevole. Per-<br />

tanto il car<strong>di</strong>nale vi destinò 5oo soldati<br />

con 3 compagnie <strong>di</strong> cavalli, ma i<br />

veliter-<br />

ni fermi <strong>di</strong> volersi <strong>di</strong>fendere da per loro,<br />

riuscendo sempre d'aggravio la milizia,<br />

ottennero che venissero soli 200 fanti.<br />

Non<strong>di</strong>meno il Papa sempre nel proposi*<br />

to <strong>di</strong> fortificare Velletri vi mandò il ve-<br />

scovo <strong>di</strong> Monte Feltro commissario apo-<br />

stolico <strong>di</strong> guerra, il quale propose la for-<br />

tificazione delle nuua e la demolizione<br />

<strong>di</strong> molti e<strong>di</strong>fizi vicino alle medesime, che<br />

potevano impe<strong>di</strong>tele fortificazioni, il che<br />

si cominciò a'i3 gennaio 1527 con 5oo<br />

operai, e alla fine del mese vi entrarono<br />

<strong>di</strong>versi capitani pontificii con numerose<br />

truppe, colla pretensione impugnata che<br />

i priori dovessero <strong>di</strong>mettersi. Dopo com-<br />

battimenti d' alterna fortuna nella pro-<br />

lincia <strong>di</strong> Campagna e nel regno <strong>di</strong> Napoli,<br />

sentendo il Papa che si avvicinava l'eser-<br />

cito <strong>di</strong> Bourbon, ad evitarne il pericolo<br />

nel marzo convenne col viceré Lanuoy la<br />

tregua d'8 mesi, principalmente con pa-<br />

gare la camera apostolica 60,000 ducati<br />

all'esercito imperiale,reciproca restiluz ;<br />

o-<br />

ne dell' occupato e ristabilire nel car<strong>di</strong>-<br />

nalato il deposto Pompeo; e fatalmente<br />

il Papa licenziò la più parte delle truppe,<br />

restando così Velletri libera dalle spese<br />

<strong>di</strong> guerra. Il Bourbon non volle ratifica-<br />

re tale accordo, proseguendo la sua marcia<br />

per la Toscana: Koina fu compresa<br />

<strong>di</strong> spavento e confusione, e Velletri si armò<br />

e prese tutte le cautele per guardarsi.<br />

A'6 maggio Romana espugnata cadendovi<br />

morto il Bourbon, subentrando al<br />

comando il principe d'Orange luterano,<br />

come lo erano e fanatici pressoché tutti i<br />

tedeschi. Quasi conte mporaneamen teCle-<br />

incute VII spaventalo erasi ritirato nel<br />

Castel s. Angelo. Allrovedtploraileinau-<br />

<strong>di</strong>le scelleratezze e depredazioni durate<br />

per due interi mesi. Sbigottito il popolo<br />

VEL •<br />

3o<br />

7<br />

veliterno si sollevò, liberò i carcerati efu-<br />

riosamentedepredò la cancelleria priorale<br />

con grave per<strong>di</strong>ta <strong>di</strong> molti libri. Mentre<br />

Prospero Colonna <strong>di</strong> Cave erasi arroga-<br />

to il titolo <strong>di</strong> protettore e governatore <strong>di</strong><br />

Velletri per Carlo V e invialo nella cit-<br />

tà un luogotenente, Ascanio Colonna ba-<br />

rone <strong>di</strong> Genazzano a' i4 > na SCi '<br />

S8'° sse a ^<br />

comune veliterno per essere riconosciuto<br />

come <strong>di</strong>fensore e protettore della città.<br />

Sorpresi i citta<strong>di</strong>ni della richiesta, a vendo<br />

già riconosciuto Prospero, per non espor-<br />

re la patria cou preferire uno all'altro,<br />

inviarono ad ambedue oratori, temendo<br />

<strong>di</strong> Ascanio a cui aveano tolto e bruciato<br />

Mariuo. Questi però l'invitò a riconoscer-<br />

lo per governatore e a rimettersi nelle<br />

sue maui, che gli avrebbe protetti dalle<br />

vessazioni dell'esercito imperiale. Non vo-<br />

lendo i veliterni sottomettersi ad Asca-<br />

nio, spe<strong>di</strong>rono ambasciatori al principe<br />

d' Orange per sentire qual forma <strong>di</strong> go-<br />

verno doveano prendere. Gli oratori seb-<br />

bene accompagnati <strong>di</strong> buoua scorta, furonoarrestati<br />

esvaligiati presso Castel Gau-<br />

dolfo, e solo liberati d'or<strong>di</strong>ne d'Ascanio.<br />

Presentatisi a d' Orange, intesero la già<br />

deliberata roviua <strong>di</strong> Velletri, e costei na-<br />

tissimi supplicarono Ascanio a voler col-<br />

la sua autorità liberar la città dall'estrema<br />

sciagura, venendo esau<strong>di</strong>ti. Seguirono<br />

trattati tra Prospero, Ascanio e gli o-<br />

latori, e fu concluso: Che Ascanio fosse<br />

riconosciuto e ricevuto in Velletri per protettore<br />

e governatore della città a nome<br />

<strong>di</strong> Carlo V, salvi i suoi statuti e privile-<br />

gi ; obbligandosi e promettendo Ascanio<br />

<strong>di</strong> condonare tutte l'ingiurie ricevute pel<br />

passato da Velletri. La necessità fece a*<br />

priori ratificar la capilolazioue , onde fu<br />

ricevuto per Ascanio, Paolo Martini, ed<br />

a'22 maggio un commissario del princi-<br />

pe d'Orange per le cose militari. Velie-<br />

tri ebbe ventura in quella tremenda con-<br />

fusione <strong>di</strong> cose, in cui tutta la provincia<br />

soffrì incre<strong>di</strong>bili darmi da' feroci soldati<br />

imperiali, i quali per la peste e la care-<br />

stia, non meno che per insaziabile avi<strong>di</strong>tà


3o8 V E L<br />

<strong>di</strong> preda si erano sbandati da Roma, <strong>di</strong><br />

andarne esente. Ascanio Colonna molto<br />

si adoperò , allineile siffatte truppe non<br />

andassero a stanziarvi, pagando i 700 scu-<br />

<strong>di</strong> d'oro per conto della città, ed altro de-<br />

naro e vettovaglie somministrarono i veliterni<br />

per non riceverle. Ascanio, uomo<br />

doppio e ribelle al Papa, con fina politi-<br />

ca volle intromettersi al governo <strong>di</strong> Vel-<br />

letri, <strong>di</strong>cendo <strong>di</strong> scordarsi dell'ingiurie e<br />

non ven<strong>di</strong>carsi; aggiungendo lo <strong>storico</strong> de'<br />

Colonnesi cav. Coppi, che anzi protestò<br />

voler compensare con grazie e benefizi<br />

l'ingiurie ricevute (il Nibby chiama Ascanio<br />

car<strong>di</strong>nale erroneamente). Ma quando<br />

si vide forte della protezione <strong>di</strong> Car-<br />

lo V, costrinse la città al risarcimento de'<br />

danni fatti a Marino, che faceva ascen-<br />

dere a somma gran<strong>di</strong>ssima. Minacciò incen<strong>di</strong>o<br />

e saccheggio, se prontamente non<br />

gli fosse stato pagalo quanto chiedeva.<br />

Sebbene la città nel danneggiare Marino<br />

non avesse fatto che ubbi<strong>di</strong>re a Clemente<br />

VII, pure per evitare qualunque<br />

<strong>di</strong>sastro in quell'infelice situazione, e per<br />

non esacerbare I' animo d' Ascanio, influentissimo<br />

presso il principe d' Gran-<br />

ge, si obbligò a pagare 24,000 scu<strong>di</strong> d'oro.<br />

Non trovandosi nell'erario comunale<br />

tutta questa somma, ne furono sborsati so-<br />

li 7000, e per gli altri 1 7,000 ipotecò Vel-<br />

letri a favore d' Ascanio il territorio <strong>di</strong><br />

Icariano e parte <strong>di</strong> quello della Faggiola.<br />

In<strong>di</strong> i veliterni pregarono Clemente VII<br />

a voler annullare l'ingiusta convenzione,<br />

il quale preferi Finterporsi con Ascanio,<br />

facendogli conoscere la violenza della pre-<br />

tensione; ma Ascanio per molti anni <strong>di</strong>e<br />

non pochi guai a Velletri. Nel i5ag la<br />

città patì la fame e molte persone pove-<br />

re ne morirono, benché per le necessità<br />

de'poveri i<br />

priori ottennero dal vescovo la<br />

ven<strong>di</strong>ta de'vasi d'argento delle chiese non<br />

necessari, obbligandosi al compenso in<br />

fon<strong>di</strong> rustici del pubblico, e fu allora che<br />

perciò le chiese crebbero <strong>di</strong> possidenze<br />

stabili. Partito l'esercito imperiale a' 17<br />

febbraio i52.8, molti soldati tedeschi <strong>di</strong>-<br />

VEL<br />

sprezzandola <strong>di</strong>sciplina militare restarono<br />

a sconvolgere i paesi vicini a Roma,<br />

per esercitarvi nuove ruberie. Napoleone<br />

Orsini abbate <strong>di</strong> Farf'a li perseguitò con<br />

molli armali; ma aumentando le sue for-<br />

ze, Clemente VII entralo in sospetto gli<br />

or<strong>di</strong>nò <strong>di</strong> <strong>di</strong>sarmare, e perchè non ubbi-<br />

dì fece un armamento contro <strong>di</strong> lui nelle<br />

provincie <strong>di</strong> Marittima e Campagna, in-<br />

vitando i<br />

veliterni a' 28 giugno i53o a<br />

somministrare uomini e vettovaglie. Vel-<br />

letri ubbidì , e l'abbate <strong>di</strong> Fai fa <strong>di</strong>poi<br />

presso Magliano d'Abruzzo , combattendo<br />

pe'francesi, <strong>di</strong>sfece Scipione Colonna<br />

vescovo <strong>di</strong> Rieti, che vi perì guerreggian-<br />

do per gl'imperiali, <strong>di</strong> che feci parola nel<br />

voi. LXXV1, p. 16. 11 Papa nello stesso<br />

i53o espulse l'Orsini dall'abbazia, il qua-<br />

le non essendo insignito negli or<strong>di</strong>ni sagri<br />

sposò Clau<strong>di</strong>a figlia <strong>di</strong> Giulio Colonna, e<br />

restò ucciso dal fratello Girolamo in una<br />

scaramuccia nel i533. Nel precedente<br />

anno Clemente VII avea <strong>di</strong>chiaralo, con-<br />

tro le pretensioni d'Ascanio : Che la de-<br />

molizione <strong>di</strong> Marino era slata falla da've-<br />

literni <strong>di</strong> suo or<strong>di</strong>ne, come sovrano con-<br />

tro i suoi ribelli, e perciò annullava tut-<br />

to quello eh' era stalo convenuto Ira A-<br />

scanio Colonna e Velletri. Quin<strong>di</strong> re-<br />

stituì alla città i terrilorii <strong>di</strong> La ria 00 e<br />

<strong>di</strong> Faggiola colla piena giuris<strong>di</strong>zione <strong>di</strong><br />

prima.<br />

Neli534con inesprimibile giubilo de'<br />

veliterni il loro vescovo e protettore <strong>di</strong>-<br />

venue Paolo 111, sperando maggiori gra-<br />

zie e favori dal suo già sperimentato be-<br />

nigno animo, fino a visitare gì' infermi,<br />

abbellito l'episcopio e risarella con no-<br />

tabile <strong>di</strong>spen<strong>di</strong>o la cattedrale. Né furono<br />

vane le loro speranze, poiché volle rite-<br />

nere per qualche anno l'amministrazio-<br />

ne della chiesa velilerna. Di più volle da-<br />

re a questa città un singolar privilegio,<br />

concedendole, che tutte le cause civili,<br />

criminali e miste dovessero decidersi in<br />

Velletri non solo ini.' 1<br />

, ma anche in 2/<br />

istanza, da 'giu<strong>di</strong>ci or<strong>di</strong>nari oda altri da<br />

deputarsi dal car<strong>di</strong>nal protettore, né pò-


V EL<br />

lessero portarsi ne'tribunali <strong>di</strong> Roma, se<br />

non <strong>di</strong>e in 3/ istanza; e quelle che non<br />

eccedevano il valore <strong>di</strong> if\. scu<strong>di</strong> d' oro<br />

non potessero trarsi in Roma giammai:<br />

aggiunse ancora, che non potessero ese-<br />

guirsi rappresaglie contro i citta<strong>di</strong>ni sen-<br />

za espressa licenza del car<strong>di</strong>nal protetto-<br />

re. Pensò inoltre Paolo Illa provvedere,<br />

che Velletri non fosse più molestata da<br />

A sci nio Colonna. Si fece cedere dal medesimo<br />

tutte le ragioni, che pretendeva<br />

d'aver sopra La ritmo e Faggiola, e poi<br />

con moto-proprio de'^4 ma 38'° ' ^36 ne<br />

fece larghissimo dono a Velletri, trasfe-<br />

rendo in lei tutte le ragion/ cedutegli da<br />

Ascnnio, annullando qualunque contrai-<br />

lo o ipoteca presa contro <strong>di</strong> essa. Allorquando<br />

Carlo V reduce dalle conquiste<br />

<strong>di</strong> Tunisi, per Napoli si condusse in Ro-<br />

ma, il Papa lo fece incontrare da 4 car-<br />

<strong>di</strong>nali in Velletri, ove poco si trattenne,<br />

facendo l'Ingresso solenne in Roma a'5<br />

aprile i 536. Nel i 537 <strong>di</strong>venne vescovo<br />

<strong>di</strong> Velletri il car<strong>di</strong>nal Gio. Domenico de<br />

Cnpis decano del sagro collegio (lo sarà<br />

<strong>di</strong>venuto dopo, poiché la Gallia Chri-<br />

stiana chiama decano del sagro collegio<br />

il car<strong>di</strong>nal Francesco Clermont vescovo<br />

Tusculano, morto nel i54', non che il<br />

Cor<strong>di</strong>ne] Giovanni <strong>di</strong> Lorena, vescovo <strong>di</strong><br />

più chiese, fra le quali, come il Clermont,<br />

Vìi lenza e s. Diez, morto neh55o) e già<br />

arcivescovo <strong>di</strong> frani. per cui soleva chia-<br />

marsi il car<strong>di</strong>nal <strong>di</strong> Trani,e fu ili.°de'<br />

vescovi veliterni che ottenne il titolo <strong>di</strong><br />

governatore perpetuo <strong>di</strong> Velletri. Noteiò<br />

che la parte biografica <strong>di</strong> questo mio<br />

<strong>Dizionario</strong>, comprendendo le biografie<br />

de'Papi e de' car<strong>di</strong>nali, in esse si ponno<br />

leggere le notizie de'car<strong>di</strong>nali e Papi che<br />

furono vescovi e governatori veliterni.<br />

.Sebbene i car<strong>di</strong>nali vescovi d'Ostia e Vel-<br />

letri, dal vescovato del car<strong>di</strong>nal d'Estou-<br />

teville. l'ossero stali <strong>di</strong>chiarati anche pro-<br />

tettori <strong>di</strong> Velletri, ciò non importava al-<br />

tro che proiezione e conservazione de'<br />

privilegi. La prerogativa <strong>di</strong> governatore<br />

perpetuo fu conferita al car<strong>di</strong>nal vescovo<br />

V E L 3o 9<br />

prò tempore, per bolla <strong>di</strong> Paolo III nel<br />

i5/j8, restandoli vescovo prò tempore.<br />

protettore della città e lo è tullora. No-<br />

terò che nel medesimo anno Paolo III col-<br />

ia bolla Injunetutn Nobis,Ae il giugno,<br />

Bull. Ront. t. 4> pa>'- '» P- 236: Causarum<br />

tam criminalium quam mixlaruni<br />

cognilioncm Provinciarum Campaniae,<br />

et Maritimac ad eumdem Recloretn, vel<br />

G ubernatorem , vel car<strong>di</strong>nalem Legatimi<br />

de latere, lanlummodo spedare, ab<br />

coque deci<strong>di</strong>, et depZniri debere decer-<br />

mi. In seguito fu abolito Puflìzio del po-<br />

destà e del giu<strong>di</strong>ce, che per 3oo e più an-<br />

ni avevano avute le prime parti nell'am-<br />

ministrazione giu<strong>di</strong>ziaria; ed allora il car-<br />

<strong>di</strong>nal vescovo deputò in Velletri un suo<br />

luogotenente o vice-governatore, al qua-<br />

le nel i 54q attribuì tutta l'amministra-<br />

zione della giustizia e degli affari pubbli-<br />

ci. Paolo 111 volle onorare Velletri <strong>di</strong> sua<br />

presenza colla corte a'22 agosto 1 538, e<br />

ne partì a'28 <strong>di</strong> detto mese. Fu gratis-<br />

sima questa venuta a' veliterni, e il Pa-<br />

pa non isdegnò i doni offertigli dal pubblico.<br />

Ammise con incomparabile bontà<br />

all' u<strong>di</strong>enza chi la bramò, impartendo<br />

grazie a'supplicanti. Le preghiere poi del-<br />

la città furono: <strong>di</strong> permettere fabbricare<br />

mulini presso s. Pietro in Formis o Cam-<br />

po Morto, che si riparassero le mura del-<br />

la città, e che per provvedere alla pubbli-<br />

ca quiete e tranquillità si degnasse proi-<br />

bire a' baroni convicini <strong>di</strong> non dare ri-<br />

cetto a' ban<strong>di</strong>ti. Nel <strong>di</strong>cembre i53g accadde<br />

in Velletri una se<strong>di</strong>zione cagiona-<br />

ta dalla penuria de'grani, credendo il popolo<br />

che la carestia provenisse dal mo-<br />

nopolio de' negozianti e dall'indulgenza<br />

del magistrato nel permetterne 1' estra-<br />

zione. Con <strong>di</strong>versi provve<strong>di</strong>menti fu ri-<br />

parato a tutto, anche pel futuro. Irrita-<br />

to Paolo III contro Ascauio Colonna, per-<br />

chè nell'aumento del sale egli pretende-<br />

va non comprese le sue terre per l'esen-<br />

zione concessa da Martino V, e perciò a-<br />

duna ti armali predò una quantità <strong>di</strong><br />

bestiame nell' agro romano, contro es-


3 i o V E L<br />

si e le sue (erre il Papa inviò le milizie<br />

pontifìcie sotto la condotta <strong>di</strong> Pier Luigi<br />

Farnese duca <strong>di</strong> Castro e generale <strong>di</strong> s.<br />

Chiesa. Avendo Ascanio aumentato la<br />

sua truppa, Vellelri che rimaneva in mez-<br />

zo al fuoco della guerra, si pose in istato<br />

<strong>di</strong> <strong>di</strong>fesa, e provvide alla sicurezza anco-<br />

ra della campagna. Nel marzo 1 54 1 pM-<br />

sò per Vellelri I' esercito pontificio alla<br />

v olta <strong>di</strong> Valmontone, e ad esso sommi-,<br />

nislrò le vettovaglie richieste, inviandole<br />

nel campo formato pei l'asse<strong>di</strong>o <strong>di</strong> Paliano.<br />

A <strong>di</strong>fesa <strong>di</strong> Vellelri ilPapa vi mandò un<br />

capitano con 70 soldati. Non è vero l'as-<br />

serto <strong>di</strong> Dauco, che senza por mano alle<br />

armi le cose s' accomodassero bonaria-<br />

mente, poiché racconta Coppi avere le<br />

milizie papali espugnalo Rocca <strong>di</strong> Papa e<br />

Paliano, fatte molle azioni sotto Cicilia-<br />

no, <strong>di</strong> cui pure s'impadronirono in uno<br />

a Roviano e ad altri castelli d' Ascanio.<br />

Paolo III nulla restituì finché visse, ad<br />

onla dell'interposizione <strong>di</strong> Carlo V. Nel-<br />

lo stessot 54i il car<strong>di</strong>nal de Cupis vesco-<br />

vo e governatore <strong>di</strong> Vellelri vi si portò,<br />

e radunò il consiglio generale, nel quale<br />

perorò a nome del popolo Quintiliano<br />

Crispini celebre dottore. Egli propose la<br />

riforma degli statuti, la rie<strong>di</strong>ficazione del-<br />

le mura, e il perdono a' 3 citta<strong>di</strong>ni esi-<br />

liati, quali autori dell'accennata solleva-<br />

zione. 11 car<strong>di</strong>nale approvò la riforma<br />

degli statuti, e fece eleggere un numero<br />

sufficiente <strong>di</strong> consiglieri per servirsene<br />

nella riforma e nel reggimento della cit-<br />

tà. Si mostrò pronto a perdonare e far<br />

grazia a'citta<strong>di</strong>ui esiliati,qualora il consi-<br />

glio l'approvasse siccome fece. Furono e-<br />

letti 5o consiglieri, che co'priori dovessero<br />

assistere al car<strong>di</strong>nale governatore nel re-<br />

golamento e nella riforma del nuovo go-<br />

verno da stabilirsi, e fu del seguente te-<br />

nore, utile e beu accetto. Dovea esservi<br />

in ciascun maestrato alcun uomo dolio e<br />

sapiente, per ben reggere e governare le<br />

cose pubbliche, poiché gl'ignoranti sono<br />

guidali da vani pregiu<strong>di</strong>zi, e spesso dal<br />

niuliiileso interesse e da orgoglio <strong>di</strong> co<br />

VEL<br />

mandare. Dovevano presiedere al governo<br />

della città 4 priori del celo nobile, da<br />

scegliersi da ciascuna delle 4 decarcie o<br />

rioni della città, e fra essi uno almeno o-<br />

norato <strong>di</strong> laurea dottorale. Fu fatla la<br />

scelta per 4 anni futuri, eleggendosi 4 prio-<br />

ri per ogni bimestre ; per ogni anno poi<br />

un camerlengo o depositario tesoriere, uà<br />

sindaco, un fiscale, due maestri delle slrade,due<br />

grascieri,e due deputati pel mantenimento<br />

e risarcimento delle mura.<br />

Tutti i priori e altri ufficiali eletti per del -<br />

to quadriennio formavano il consiglio<br />

maggiore. Trenta <strong>di</strong> questi consiglieri dovevano<br />

formare il consiglio minore, sen-<br />

za <strong>di</strong> cui non potevano i priori <strong>di</strong>sporre,<br />

alienare, né contraltare cosa alcuna del<br />

pubblico, fuori de'piccoli affari quoti<strong>di</strong>a-<br />

ni. Ma ne'casi gravi e negli affari rilevanti<br />

dovea adunarsi il consiglio maggiore. A*<br />

22 ottobre 1 54 1 fu pubblicalo, ed accettalo<br />

da' velilerni questo nuovo regolamento<br />

<strong>di</strong> governo. E qui <strong>di</strong>rò, che i consiglieri<br />

erano 120, che adunati forma-<br />

vano il consiglio maggiore. Questi <strong>di</strong>visi<br />

in 3o per ciascun trimestre veuivano a<br />

formare il consiglio minore. In seguito fu<br />

<strong>di</strong>minuito il numero de'consiglieri a 80,<br />

e a 4o perogni semestre nel consiglio mi-<br />

nore. Quin<strong>di</strong> il consiglio maggiore fu ri-<br />

stretto a 60, e finalmente a 40, forse per<br />

la mancanza delle famiglie nobili. I con-<br />

sigli <strong>di</strong> Velletri erano aulicamente <strong>di</strong> 4<br />

sorli. Il r.°chiamavasi delle querele, che<br />

radunavasi in ogni i." domenica del me-<br />

se, nel quale interveniva il magistrato,<br />

innanzi al quale era permesso presentar<br />

si a qualunque citta<strong>di</strong>no, per reclamali<br />

contro i <strong>di</strong>sor<strong>di</strong>ni, che in cose spettan-<br />

ti ad affari pubblici o privali accadeva-<br />

no, e per averne giustizia. Il 2. veniva<br />

chiamato consiglio minore, formato ori<br />

<strong>di</strong> 3o, ora <strong>di</strong> 4° consiglieri, che con-<br />

gregavansi per trattare e risolvere que-<br />

gli affari che riguardavano gli or<strong>di</strong>nai<br />

bisogni della città. Il 3.° veniva appella'<br />

lo maggiore, al quale convenivano tut-<br />

ti i consiglieri per formare la nuova de-


V E L<br />

zìone de' magistrati, e per creare i (Ine<br />

rettori per mancanza del podestà, e nella<br />

sede vacante per la morie del car<strong>di</strong>nal<br />

vescovo e governatore, e per altri casi im-<br />

portanti. Il 4-°era il consiglio generale,<br />

che radunavasi per lo più in qualche piaz-<br />

za, al quale poteva intervenire ogni citta-<br />

<strong>di</strong>no; e vi si trattavano e risolvevano af-<br />

fari <strong>di</strong> gran<strong>di</strong>ssima importanza; come in<br />

occasione <strong>di</strong> guerra, <strong>di</strong> pace, <strong>di</strong> tregua, o<br />

<strong>di</strong> altri casi straor<strong>di</strong>nari. Di poi nel 1607,<br />

i priori ebbero una riforma, riducendo-<br />

fi il numero <strong>di</strong> quattro a tre, non da du-<br />

rare per soli due mesi, ma per tre. In se-<br />

guito i priori furono appellati ora magi-<br />

si rati, ora conser valori. Riferisco ilTheuli,<br />

chei priori quando incedevano magistral-<br />

mente, vestivano robboni lunghi fino a<br />

me/za gamba <strong>di</strong> velluto piano nero, ov-<br />

vero <strong>di</strong> damasco conforme a' tempi, e la<br />

berretta consolare <strong>di</strong> velluto. Nell'uscire<br />

<strong>di</strong> palazzo nelle feste mobili e solenni del-<br />

la ciltà,come tornando al medesimo, pro-<br />

cedevano colla mazza car<strong>di</strong>nalizia por-<br />

tata dal loro maestro <strong>di</strong> casa, ed a que-<br />

sti andava innanzi un lacchè vestito ili da-<br />

masco falso fiorettato corrispondente a'<br />

colori della livrea, con numeroso coi teggio


1 3 7 V E L<br />

ire Anteriormente i veliterni pei* lo liber-<br />

ta <strong>di</strong> tale elezione aveauo per lungo tempo<br />

co! proprio sangue, con travagli gran-<br />

itissimi e con inlìnitespese contrastato col<br />

senato e popolo romano, allorché questi<br />

pretesero o in tutto o in parte privarne la<br />

città. Ma con tullociò ninno ar<strong>di</strong> reclama-<br />

re, essendo grande la stima <strong>di</strong>e il car<strong>di</strong>-<br />

nal godeva presso tutti, coinè l'autorità<br />

|li lui. Esisteva in Velletri il ghetto degli<br />

ebrei ristretti nella contrada ora delta del-<br />

la Stamperia, ed in tempo <strong>di</strong> Paolo III<br />

si aumentarono con privilegi ed esenzioni.<br />

Ma poi per impe<strong>di</strong>re le loro usure, nel<br />

i 552 fu loro proibito <strong>di</strong> dare a 'citta<strong>di</strong>ni<br />

denaro ad usura, e <strong>di</strong> ristabilire e attiva-<br />

re il monte <strong>di</strong> pietà a beneficio de' poveri.<br />

La morte <strong>di</strong> Paolo III fu pianta da tutti,<br />

« <strong>di</strong> più da'veliterni tanto sommamente<br />

benefica ti.onde ne conservano in<strong>di</strong>menticabile<br />

memoria. Morto in<strong>di</strong> a' i o <strong>di</strong>cem-<br />

bre 1 553 il car<strong>di</strong>nal de Cnpis, fu tosto<br />

da'priori raccolto il consiglio minore, che<br />

riesse due rettori e il giu<strong>di</strong>ce. Quest'elezione<br />

costuma vasi anche prima quando<br />

per morte o altro accidente vacava Pufiicio<br />

del podestà, non perequando man-<br />

cava il car<strong>di</strong>nal vescovo con prerogativa<br />

dj protettole. Ma perchè il car<strong>di</strong>nal de<br />

Cupi* come governatore perpetuo avea<br />

rimosso il podestà e il giu<strong>di</strong>ce, e avea ri-<br />

dotto in sua mano lutto il governo, fu<br />

d'uopo eleggere nella sua morte i rettori<br />

e anche il giu<strong>di</strong>ce. Questa consuetu<strong>di</strong>ne<br />

in morte del car<strong>di</strong>nal vescovo e governa-<br />

tore si conservò quasi fino a'nostri gior-<br />

ni, come un avanzo dell' antica libertà.<br />

JNel dì seguente al decesso del car<strong>di</strong>nal de<br />

Cupi», gli successe il car<strong>di</strong>nal Gio. Pietro<br />

Caraffa <strong>di</strong>venuto decano del sagro colle-<br />

gio. Intanto a' i3 <strong>di</strong>cembre si tenne in<br />

Velletri un consiglio generale, in cui si fe-<br />

cero gravi querele contro le novità intro-<br />

dotte dal car<strong>di</strong>nale defunto, e si presero<br />

molle deliberazioni per abolirle. Si chie-<br />

deva, che si ripristinasse il magistrato del<br />

podestà, del giu<strong>di</strong>ce,che l'elezione de'pi io-<br />

rj si riducesse allo stile antico, che l'u<strong>di</strong>-<br />

V E L<br />

toredel car<strong>di</strong>nal governatore non potesse<br />

avocare a se alcuna causa in I." istanza<br />

uè in Velletri e né in Roma, che alcu-<br />

ni statuti si riformassero, che i benefizi<br />

vacanti in Velletri non si conferissero che<br />

a 'citta<strong>di</strong>ni residenti. Sopra queste e altre<br />

proposizioni furono inviati oratori al car-<br />

<strong>di</strong>nal Cai-alfa, il quale virtuoso e fermo,<br />

volle che si osservasse quanto erasi sta-<br />

bilito dal predecessore nella nuova ele-<br />

zione de'magistrati enei numero de'con-<br />

sigi ieri. Il car<strong>di</strong>nale a' 23 maggio f.555<br />

meritamente <strong>di</strong>venne Paolo IV, con giu-<br />

bilo universale de'veliterni, che spe<strong>di</strong>ro-<br />

no in Roma deputati per congratulazioni<br />

e invocarne la protezione, due priori e 7<br />

oratori nobili ; legazione benignamente<br />

accolta dal Papa. Questi a'2C) maggio con-<br />

ferì le chiese d'Ostia e Velletri al car<strong>di</strong>-<br />

nal Giovanni Rellay, che prese possesso<br />

a' 3 giugno del vescovato e del governo<br />

a mezzo d' i|ii suo procuratore, il quale<br />

in nome del car<strong>di</strong>nale promise osservanza<br />

agli statuti, privilegi e consuetu<strong>di</strong>ni anti-<br />

che. Ed in fatti ripristinò poi il magistra-<br />

to del podestà e del giu<strong>di</strong>ce, scegliendo a<br />

podestà unode'3 proposti dalla città: l'e-<br />

lezione del giu<strong>di</strong>ce fu concordemente ri-<br />

messa al car<strong>di</strong>nal Vernili <strong>di</strong> Cori e <strong>di</strong>o-<br />

cesano, che amava grandemente Velletri.<br />

Restituiti i magistrati antichi, il car<strong>di</strong>nal<br />

Rellay creò nuovi ufficiali nelle cose mi-<br />

litari: deputò un colonnello in Giulio,<br />

Visconti de' già duchi <strong>di</strong> Milano, che reg-<br />

gesse la milizia veliterna tanto de'cava-<br />

lieri, quanto de' fanti ; e poco dopo de-<br />

putò suo luogotenente Teofilo Foschi,<br />

citta<strong>di</strong>no molto valoroso, e <strong>di</strong>chiarò ca-<br />

pitani della milizia urbana Ttilliode Pao-<br />

lis, e Siila Lucci che poi Io fu <strong>di</strong> Seba-<br />

stiano re <strong>di</strong> Portogallo e sotto Tunisi cor<br />

gloria perì. Insorsero frattanto semi<br />

gravissime <strong>di</strong>scor<strong>di</strong>e fra. l'imperturbabile<br />

Paolo IV, e Filippo II re <strong>di</strong> Spagna e<<br />

Napoli figlio <strong>di</strong> Carlo V, per avere il Pa<br />

pa tolto lo stato a Marc' Antonio li Ce<br />

lonna figlio del defunto A Scanio e<br />

tigianodel re, che <strong>di</strong>ede al proprio nipot


V EL V EL 3i3<br />

Giovanni Caraffa generale <strong>di</strong> s. Chiesa suburbane. Granili furono le spese del co-<br />

col titolo <strong>di</strong> duca <strong>di</strong> l'aliano. Agli k|>;i- mime per tali opere, gravissimi i danni<br />

gntinlj cresceva il sospetto per essere il e gì' incomo<strong>di</strong> de'particola ri. Il vicerè<strong>di</strong><br />

i'apn in trattato <strong>di</strong> lega con Enrico II re Napoli (iero duca d'Alba e capitano ge-<br />

<strong>di</strong> Francia, dubitando eglino che l'inve- nerale del re <strong>di</strong> Spagna, sentendo che il<br />

siisse del regno <strong>di</strong> Napoli per le ragioni Papa fortificava Velletri e <strong>di</strong>versi luoghi<br />

che ne vantava, e per <strong>di</strong>minuire il loro della provincia <strong>di</strong> Campagna, si mosse da<br />

dominio in Italia, Temendo Paolo IV Napoli il i.° settembre i556,ed entrò<br />

qualche sorpresa da parte del viceré <strong>di</strong> nello stato pontificio con 12,000 fanti e<br />

Napoli, nell'ottobre 1 555 fece leva <strong>di</strong> 5oo cavalli, oltre 12 pezzi d'artiglieria,<br />

troppe e mandò in Velletri alcune coro- a cominciare quella desolante guerra già<br />

pagnie <strong>di</strong> cavalleria. Nel seguente 1 556 <strong>di</strong>scorsa superiormente, ovein<strong>di</strong>caii kio-<br />

ci «-scendo <strong>di</strong> più i sospetti, seguitò il rin- ghi in cui la descrissi e deplorai. Il duca<br />

forzo <strong>di</strong> cavalli e fanti per aumentare il occupò molti luoghi, comeCeprano, Ter-<br />

presi<strong>di</strong>o <strong>di</strong> questa città, e vi si recò pure racina, Frosinone, Piperno, Ferentino,<br />

Evandro Conti generale dell'artiglieria, Palestrina (perchè il suo signore Alessan-<br />

ed a' 21 loglio anche Ascanio della Cor- <strong>di</strong>o Colonna comandava l'esercito papa-<br />

to^ generale della cavalleria. Al magistra- le), prese Anagni per assalto e lo sacchet-<br />

to fu iogionto d'eseguire quanto Ascanio giò, e stanziò a Valmontoue, da dove fece<br />

avesse or<strong>di</strong>nato per la fortificazione e sicu- scorrerie fino alle porte <strong>di</strong> Roma, Quin<strong>di</strong><br />

jezza della città; ma essendogli state in- mentreme<strong>di</strong>iava qual impresa dovesse e-<br />

lercelte alcune lettere provenienti da Na- segnile, quella <strong>di</strong> Velletri o <strong>di</strong> Tivoli, fu<br />

poli, nelle quali si tramava <strong>di</strong> tra<strong>di</strong>re il invitato a Grotta Ferrata ad un abboc-<br />

Papa,con l'invito <strong>di</strong>segnile il partito re- ca mento dal car<strong>di</strong>nal Caraffa nipote i\el<br />

gio con larghe promesse, il duca<strong>di</strong>Paiia- Papa e soprintendente <strong>di</strong> lutti gli all'ari<br />

no Caraffa per assicurarsi <strong>di</strong> lui sped'iin dello stato ecclesiastico. Il duca vi si por-<br />

Velletri I tdliziale Papirio Capizucchi con tò, ma il car<strong>di</strong>nal non comparve, giovane<br />

4o soldati per arrestarlo e con<strong>di</strong>li lo in dosi <strong>di</strong> lai tempo per introdurre in Ilo-<br />

Roma. Però il sagace Ascanio avutone ma 2000 guasconi dell'alleato re<strong>di</strong> Fran-<br />

scntore foggi a Nettuno, e ingannati gli eia, e in Velletri ogni sorte <strong>di</strong> munizioni.<br />

abitanti a <strong>di</strong>fenderlo da'ribelli che Tinse- Intanto il duca <strong>di</strong> Somma <strong>di</strong>spose in Vel-<br />

eni vano, njontato, in piccola barca si sai- lelri le milizie, e tutt'altro necessario per<br />

no a Gaeta e passo a Napoli. In<strong>di</strong> a' 27 una valida <strong>di</strong>fesa. Partendo egli per Rologlio<br />

giunse in Velletri Gio. bernar<strong>di</strong>no ma, lasciò al supremo comando Adriano<br />

da s. Severino duca <strong>di</strong> Somma col titolo Raglioni; ed avendo ammirato la pron-<br />

<strong>di</strong> capitano generale e commissario sopì a tezza de' veliterni per combattere 1' iqi-<br />

il presi<strong>di</strong>oecomando della piazza<strong>di</strong> Velie- mico, promise <strong>di</strong> lodarli al Papa, e <strong>di</strong> do-<br />

tri, il qual presi<strong>di</strong>o dovea formarsi <strong>di</strong> 3ooo mandar lo sgravio d'annue tasse e gabel-<br />

lanti, oltre una forte cavalleria. Fgli volle le che pagavano a Roma. Dimorando il<br />

che li eleggessero da'priori 3 commissari duca d'Alba in Vahnonlone, Nettuno ab-<br />

nobiliper attender con lui al governodel- bandonalo il partito del Papa, tornò a<br />

la guerra, e furono Gio. Luigi Caetani, sottomettersi a Marc'Antonio II Colonna<br />

Snlpizio Serali e Silvio Candelse. Si tra- già suo barone, il quale tosto lo munì;<br />

vaglio incessantemente alla fortificazione ma le truppe inviate da Velletri subito lo<br />

della città, si eresse un forte avanti por- ricuperarono. Il duca d'Alba vedendo<br />

la Romana, si fecero spianate intorno le <strong>di</strong>fficile l'impresa <strong>di</strong> Velletri per la guar-<br />

ibili a con taglio <strong>di</strong> vigneti e albereti, ed nigione numerosa, e per essere il popolo<br />

ezian<strong>di</strong>o con <strong>di</strong>struzione <strong>di</strong> molle delizie bellicoso, affezionato al Papa e non ami-


3i4 VEL<br />

ci) de' Colonnesi; si decise mnrciore su<br />

Ti\'oli(F.),e facilmente se ne impadronì,<br />

con Vicovaroeallri luoghi. Rivoltosi ver-<br />

so Ostia (F.),\n breve l'espugnò. Seguì<br />

una tregua <strong>di</strong> 4o giorni, prima della quale<br />

il territorio veliterno fu liberato dall'in-<br />

festazioni nemiche, e con molta scorta <strong>di</strong><br />

cavalli e fanti si poterono eseguir le semente.<br />

Per le continue spese, il comune<br />

fu costretto <strong>di</strong> nuovo togliere il podestà,<br />

il giu<strong>di</strong>ce e altri ufiiziali con approvazione<br />

del car<strong>di</strong>nal Bellay de' 26 novembre<br />

i556, il quale per amministrare la giu-<br />

stizia mandò in Velletri un suo u<strong>di</strong>tore.<br />

Tornato in Velletri 1'<br />

1 1 <strong>di</strong>cembre con<br />

buona scoria <strong>di</strong> cavalleria il duca <strong>di</strong>Somma,<br />

ne partì il Baglioni, e siccome il suo<br />

governo era pocoaccelto, il Papa vi man-<br />

dò Francesco Villa. Neh 557 spirata inu-<br />

tilmente la tregua, ricominciate l'ostili-<br />

tà, l'esercito pontificio ricuperò molli luo-<br />

ghi, ed intanto uscirono da Rocca <strong>di</strong> Pa-<br />

pa, castello de'CoIonnesi, 1 00 fanti a pre-<br />

dare il territorio veliterno. Laonde il du-<br />

ca <strong>di</strong> Somma a' r o gennaio or<strong>di</strong>nò al veli-<br />

terno Foschi capitano della milizia urba-<br />

na <strong>di</strong> ricuperare il predato e <strong>di</strong> tentar<br />

l'espugnazione <strong>di</strong> quel castello. Usci lo il<br />

Foschi con 5oo fanti, ricondusse il bestiame<br />

in Velletri, ma in un imboscata fu<br />

sbaragliato e <strong>di</strong>sor<strong>di</strong>nato, restando pri-<br />

gione con 70 de'suoi, oltre alcuni uccisi,<br />

morendo poi nella Rocca il Foschi pel-<br />

le ferite ricevute combattendo valorosamente,<br />

onde la patria ne onorò la memoria,<br />

e regalò i figli e il fratello. Questo<br />

<strong>di</strong>sastro accese <strong>di</strong> maggior vendetta i ve-<br />

Jiterni, che marciati all' espugnazione <strong>di</strong><br />

Rocca «li Papa, la costrinsero alla resa per<br />

penuria <strong>di</strong> viveri, e quin<strong>di</strong> venne arsa.<br />

A'a4 aprile partiti da Velletri il Somma<br />

e, il Villa, assunse il comando Vicino Or-<br />

sini, sotto del quale avvenne la presa, sac-<br />

cheggio e incen<strong>di</strong>o <strong>di</strong> Monte Fortino, nar-<br />

rato in quel paragrafo. Diminuitosi il pre-<br />

si<strong>di</strong>o <strong>di</strong> Velleiri, che da 20 compagnie<br />

<strong>di</strong> soldati u' erano rimaste sole 4) nel lu-<br />

glio fu <strong>di</strong> nuovo rinforzalo, per aver il<br />

VEL<br />

nemico occupato Rocca Massima presima<br />

a Velletri, al modo detto in quel pa-<br />

ragrafo, e preso Segni (F.) a' i3 agosto<br />

con sanguinosa strage. Mentre in Velle-<br />

tri erasi in apprensioni del nemico e mal-<br />

contenti dell'Orsini, onde il magistra-<br />

to dovette tener in freno il popolo, a' 1<br />

settembre l55? seguì la sospirata pace<br />

<strong>di</strong> Cave tra Paolo IV e Filippo 11, con<br />

gioia de' veliterni, la quale si accrebbe<br />

colla partenza dell'Orsini e della truppa.<br />

Vedendosi Velletri in sì feroce guerra pre-<br />

servata dalle calamità e rovine che deso-<br />

larono la provincia <strong>di</strong> Campagna e buo-<br />

na parte della Marittima, grati i veliterni<br />

a Dio decretarono la rie<strong>di</strong>ficazione dell'o-<br />

spedale <strong>di</strong> s. Giovanni demolito per le<br />

fortificazioni, e <strong>di</strong> sovvenir con doli mol-<br />

te povere fanciulle. Il Papa sdegnato co'<br />

nipoti che l'aveano indotto a sì perico-<br />

losa guerra gii esiliò da Roma, relegando<br />

il car<strong>di</strong>nal Caraf» a Civita Lavinia. Vel-<br />

letri ricordando i favori del car<strong>di</strong>nale si<br />

condolsecon lui, gli offrì doni e per asilo<br />

la città; <strong>di</strong> che il porporato restò teneramente<br />

grato, ammirando sì nobile e raro<br />

contegno iiell' avversa fortuna. Paolo IV<br />

non solo confermò a Velleiri il privilegio<br />

<strong>di</strong> Paolo III circa la cognizione delle cau-<br />

se in 1.* e 2. a<br />

istanza, ma concesse a've-<br />

scovi veliterni la cognizione delle cause<br />

<strong>di</strong> Velleiri in 3. a<br />

istanza in Roma. Morto<br />

a' 16 febbraio 1 56o il car<strong>di</strong>nal Bellay,<br />

a' i3 marzo gli successe il decano car<strong>di</strong>-<br />

nal Francesco <strong>di</strong> Tournon, che la città<br />

inai vide per <strong>di</strong>morare sempre in Fran-<br />

cia, ove finì i suoi giorni a'27 aprile 1 562.<br />

il 28 maggio <strong>di</strong>venne vescovo il car<strong>di</strong>nal<br />

Ridolfo Pio <strong>di</strong> Carpi, ricevuto in Velletri<br />

il 1."ottobre con gran<strong>di</strong> allegrezze e ouo-<br />

lilicenze. Neil' agosto i563 trovandosi<br />

Pio IV in Frascati, il car<strong>di</strong>nal significò<br />

al comune <strong>di</strong> Velleiri che il Papa pensa-<br />

va <strong>di</strong> portarsi nella città, onde il magi-<br />

strato gli spedì oratori a supplicarlo d'o-<br />

norarla colla sua angusta presenza, e vi<br />

si condusse a'2 3 agosto. Fu egli ricevuto<br />

a 'confini del territorio da molti nobili ci t-<br />

4


VEL<br />

U<strong>di</strong>ni, e il magistrato I' ossequiò fuori<br />

<strong>di</strong> porta Romana colla milizia urbana.<br />

Con magnifico accompagnamento esommo<br />

giubilo entrò il Papa in Velletri, ove<br />

nelle piazze per cui passò eransi eretti<br />

nrcbi trionfali. Dopo aver orato nella cat-<br />

tedrale, si recò nel palazzo vescovile, co'<br />

car<strong>di</strong>nali Vitelli, Savelli e Sforza <strong>di</strong> San-<br />

tafiora, e il nipote Gabrio Sei belloni generale<br />

<strong>di</strong> s. Cbiesa. Il dì seguente Pio 1 V<br />

partì, dopo aver cavalcato per la città,<br />

li Papa esaudì le suppliche de'priori, ri-<br />

lasciando a favore della città la riscossio-<br />

ne delle multe e confische de'beni im-<br />

poste a' delinquenti, e per tutto lo sta-<br />

lo devolute alla camera apostolica, per<br />

valersene nello stipen<strong>di</strong>o de' ministri del-<br />

la giustizia, e per risarcire le mina, i ponti,<br />

le strade e gli spedali ; confermando<br />

inoltre a Velletri gli statuti, e tutti i<br />

suoi privilegi ed esenzioni. Il car<strong>di</strong>nal Pio<br />

<strong>di</strong> Carpi non volle restituire alla città<br />

l'elezione del podestà e del giu<strong>di</strong>ce a norma<br />

degli statuti; e passato a miglior vita<br />

a' 2 maggio 1 564, ne "° slesso mese<br />

gli successe il decano car<strong>di</strong>nal Fran-<br />

cesco Pisani, che si portò in Velletri nel<br />

settembre. Neppur egli volle concedere<br />

l'elezione del podestà edel giu<strong>di</strong>ce, depu-<br />

tando un luogotenente per l'ain iiìinistra-<br />

zione della giustizia. Nel i 566 ottenne da<br />

s. Pio V la grazia, che non appartenesse<br />

ad altri l'elezione degli uffuiali militari<br />

in Velletri, se non al vescovo governato-<br />

re, proibendo d'ingerirsi in ciò al generale<br />

<strong>di</strong> s. Chiesa, onde il car<strong>di</strong>nal camer-<br />

lengo ne spedì lettera neh 568. Nel pre-<br />

cedente anno, narra Petrini, essendo sta-<br />

te sorprese da'ladroni nelle vicinanze <strong>di</strong><br />

Palestrina le donne <strong>di</strong> d. Marianna del-<br />

la Queva principessa d'Ascoli <strong>di</strong> Satria-<br />

no, mentre in compagnia d'alcuni spa-<br />

gouoli andavano a Napoli con un ricco<br />

bagaglio della padrona, prelese la dama<br />

«l'essere reintegrata del furto ascendente<br />

a 6,ooo scu<strong>di</strong> d'oro, da' popoli a<strong>di</strong>acenti<br />

al luogo del commesso delitto, in virtù.<br />

delle bolle pontificie, che poi ricorderò,<br />

VEL 3.5<br />

le quali obbligano le comunità dello sta-<br />

lo papale a tener netti da' malviventi i<br />

loro terrilorii. Né giovò alle comuni cir-<br />

costanti <strong>di</strong> provare, massime a quella <strong>di</strong><br />

Palestrina, che ristesse derubate, essen-<br />

dosi dopo l'infausto incontro ricovrale iu<br />

Palestrina, avevano raccontato, che i de-<br />

linquenti erano venuti da Roma sotto la<br />

scorta d'un giovane stato antecendentemente<br />

famigliare «Iella principessa. Come<br />

non giovò al comune <strong>di</strong> Valmontone<br />

<strong>di</strong> <strong>di</strong>re, che il delitto era stato commesso<br />

iu un sito della tenuta <strong>di</strong> Mezza Selva,<br />

chiamato Mola Rotta (stazione moderna<br />

della via Latina, il miglia fuori <strong>di</strong> por-<br />

ta s. Giovanni <strong>di</strong> Roma, nella via che<br />

dalla gola dell' Algido tende a Valmon-<br />

tone. Mezza Selva focosi nominata, per-<br />

chè posta un tempo in mezzo alla Selva<br />

già Algidense, e ne' tempi bassi detta Aigiare.<br />

Tanto afferma Nibby), ossia Ca-<br />

po-Croce nel territorio prenestino; per-<br />

chè mg. r<br />

Robusterio giu<strong>di</strong>ce della causa,<br />

nulla valutando tali eccezioni, condannò<br />

le comunità <strong>di</strong> Palestrina, <strong>di</strong> Velletri, <strong>di</strong><br />

Valmontone, <strong>di</strong> Rocca Priora e <strong>di</strong> Roc-<br />

ca <strong>di</strong> Papa, a risarcire la principessa d'A-<br />

scoli <strong>di</strong> Sa t ria no della sofferta rapinati<br />

Frattanto, vedendo il car<strong>di</strong>nal Pisani ri-<br />

nascere in Velletri alcuni semi d'antiche<br />

fazioni e <strong>di</strong>scor<strong>di</strong>e fra' citta<strong>di</strong>ni, creò <strong>di</strong><br />

nuovo il magistrato de' conservatori del-<br />

la pace, come avea stabilito il car<strong>di</strong>nal<br />

de Cupis. Il car<strong>di</strong>nale in detto annoi 568<br />

tornato ned settembre in Velletri, oltre<br />

molte provvide or<strong>di</strong>nazioni pel buon go-<br />

verno della città, <strong>di</strong>chiarò che tutte le<br />

cause de' danni dati nel territorio <strong>di</strong> Vel-<br />

letri, anche per contravvenzione de'suoi<br />

decreti, e ie cause ancora de'beni pubbli-<br />

ci si dovessero conoscere e decidere da'<br />

priori, come giu<strong>di</strong>ci or<strong>di</strong>nari in tali ma-<br />

lene. Morto il car<strong>di</strong>nal Pisani a' 2g giugno<br />

i5yo, a'4 (o a' 3 secondo Ughelli)<br />

luglio gli successe il celebre car<strong>di</strong>nal Gio-<br />

vanni Moroni decano, insigne io pietà e<br />

religione, che nel conclave in cui fu elet-«<br />

to s. Pio V non riuscì al car<strong>di</strong>nal s. Car*


3i6 VEL VEL<br />

lo Borromeo, nipote del defunto Pio IV, «no car<strong>di</strong>nal vescovo. Hccatosi il car<strong>di</strong>mi<br />

<strong>di</strong> sublimarlo al pontificato per la polen- Moroni nell'aprile \5yì in Velletri, orza<br />

delle maliziose e false imputazioni del <strong>di</strong>nò che si convocasse il consiglio mas<br />

peccato mortale dell'atroce ingannatrice gioie alla sua presenza, ed in esso pro-<br />

calunnia (vocabolo da cui derivò quello pose ridurre il numero de'consiglieri da<br />

<strong>di</strong> <strong>di</strong>a volo, che noi <strong>di</strong>ciamo Demonio, pa- 120 a 60, ed il consiglio minore a 3o,e<br />

<strong>di</strong>e della menzogna e della calunnia. I ciò venne stabilito con unanime appio-<br />

greci <strong>di</strong> essa ne fecero una <strong>di</strong>vinità male- vaziòne, perchè mancava il numero del-<br />

fica, a cui eressero altari e offrirono sa- le famiglie nobili, che andavano estin-<br />

0.1 ifìzi perchè loro non facesse alcun ma- guendosi. E qui deve farsi menzione d'al-<br />

lei !), ad onta che l'io IV in pieno conci- cuneglorie militari velilerne. Per leguer-<br />

storo l'avesse <strong>di</strong>chiarato interamente in- le contro Turchìa, fin dal 1 565 erano<br />

nocenle, ricolmandolo d'elogi, e benché andati al soccorso <strong>di</strong> Malta 3 veli terllig<br />

<strong>di</strong>poi, com'è notissimo, fece sì lumino- che nobilmente si <strong>di</strong>stinsero in quell'ini-<br />

sa compar-a nel concilio <strong>di</strong> Trento (f 7 .), presa, cioè Orazio Odoardo Fedelini,<br />

onde per lui ebbe felicissimo compimen- Riellio Toruzzi e Pietro Lucci. Orazio<br />

to; ed in altro conclave ebbe 28 voti pel passò a militare in Cipro, e fatto capitano<br />

pontificalo medesimo e poco mancò che nell'impresa <strong>di</strong> Famagosta, restò schiavo<br />

non vi fosse innalzato. Niente meno gli fu de' turchi e fu liberato con gran riscatto<br />

imputato sotto Paolo IV, che favorisse d <strong>di</strong>a repubblica veneta, che al <strong>di</strong> lui va-<br />

li parlilo de' protestanti, e che avesse loie affidò il comando del presi<strong>di</strong>o <strong>di</strong><br />

intima amicizia col celebre car<strong>di</strong>nal Po- Crema. Ma quando s. Pio V nei i 37 1 e<br />

lo [t .). Singoiar coincidenza ! Egli era poi GregorioXIll nel 1 072, fatta lega co'<br />

figlio dal sagacissimo e grand' uomo <strong>di</strong> principi cristiani, mandarono Marc'An-<br />

flato Girolamo duca <strong>di</strong> bovino, che <strong>di</strong> Ionio II Colonna con molte galere conrecente<br />

il eh. Tullio Dandolo chiarì dal- tro i turchi, vi fu tra'capilani Lorenzo<br />

la troppe calunnie cumulate sul da lui de Lodovici Gori, e Andrea Toruzzi che<br />

operato, rilevandone i pregi e qualche he- prima a vea militato in Francia controgli<br />

ìiemerenza con Roma e Clemente VII, ugonotti, e Pirro Foschi alfiere. Anche<br />

la fuga del quale favorì dopo I' orribile Ottavio Mancini e Attilio Pattavi trova-<br />

sacco<strong>di</strong> Roma, onde il Papa lo rimunerò, vansi capitani nella stessa spe<strong>di</strong>zione. Doe<br />

inoltre fece il figlio Giovanni vescovo vendosi in quest'armamento levare 1800<br />

<strong>di</strong> Modena, principio <strong>di</strong> sua grandezza, scelli soldati da tutto lo stalo ecclesiasticome<br />

accennai nel voi, LX.XXV, p. io, co, Velletri ne presentò 5o tutti vestili a<br />

12, i3e i4- Essendo stati nel governo spese del comune, oltre l'aver già datoa<br />

dell'aritecessore trascurali i privilegi cir- s. Pio V un sussi<strong>di</strong>o <strong>di</strong> scu<strong>di</strong> 1200 per<br />

ca la cognizione delle cause in 1.", a.' 1<br />

e la guerra contro l'eresia armala degli u-<br />

3/ istanza, ottenne il car<strong>di</strong>nale Moroni gonolti. Mei restringere s. Pio V gli ebrei<br />

da s. Pio V un breve, nel quale il Papa esistenti nello stalo, ne'ghelti <strong>di</strong> Roma e<br />

inerendo a' privilegi concessi da Paolo Ancona, anche da Velletri essi partiro-<br />

111 e da Paolo IV, approvò e confermò no. Mentre il car<strong>di</strong>nal Moroni nell'olto-<br />

al vescovo <strong>di</strong> Velletri come governa- bie 1 5j 1 soggiornava in Velletri, desi-<br />

tore il <strong>di</strong>ritto <strong>di</strong> ivi conoscere lotte le derando sinceramente il bene e la felicità<br />

cause civili e criminali in 1/ e 2/ istan- de' voliterai commessi al suo governo spi-<br />

za, ed anche in 3/ istanza in Roma, ed rituale e temporale, propose al pubbli-<br />

aggiunse ancora che non potesse farsi co consiglio molte cose da esaminarsi e<br />

• alcuna esecuzione contro verun cilta<strong>di</strong>-> da approvarsi, tolte pel decoro e vanlag-<br />

no veliterno senza espressa saputa del gio della città. Propose dunque il risai'-


V E L<br />

cimento delle mura, In piantagione de-<br />

gli olivi nel territorio aperto; l'introdu-<br />

zione dell'industria selifera e perciò la<br />

piantagione de' mori-gelsi; lo sgombra-<br />

ineuto de'boschi edella selva <strong>di</strong> Faggio-<br />

la per ridurla a coltura, con <strong>di</strong>stribuirsi<br />

il terreno fra' citta<strong>di</strong>ni coli' obbligo <strong>di</strong><br />

dare una parte de' frulli al comune; la<br />

moderazione delle doti e del lusso delle<br />

vesti, allora come adesso lagrimevoli tar- .<br />

li della società, benché non fossero giun-<br />

ti all'o<strong>di</strong>erno fatale eccesso; l'applicare i<br />

fanciulli plebei oziosi a qualche mestiere<br />

o arte; lo scavo delle cisterne pubbliche<br />

nelle 4 deca refe della città; e fìnalmeute<br />

la fabbrica d'un nuovo e magnifico pa-<br />

lazzo pubblico per la residenza ilei magi-<br />

strato. Tante e sì importanti proposizioni,<br />

degne dell'elevata e illuminala mente<br />

del car<strong>di</strong>nal Moroui, richiesero tempo a<br />

deliberare con maturo consiglio. In que-<br />

st'occasione supplicato d'ottenereda Gre-<br />

gorio XIII il mercato perpetuo e franco<br />

da dazi in tulli i sabati dell'anno, per ac-<br />

crescere l'abbondanza e per maggior co*<br />

mu<strong>di</strong>la de' citta<strong>di</strong>ni, il l 'a pa l'esaudì. Nel<br />

settembre i5y3 tornò il car<strong>di</strong>nal Moroui<br />

in Velletri, e adunalo il consiglio mag-<br />

giore udì le deliberazioni sopra le propo-<br />

sizioni da lui fatte. Fu dunque stabilito il<br />

risarcimento delle mura colla fabbrica<br />

della nuova porla Romana, <strong>di</strong>seguo del<br />

Vignola. La concessione del terreno <strong>di</strong><br />

Faggiola col canone <strong>di</strong> bai. 5o a ciascun<br />

nibbio per la piantagione degli olivi, ed<br />

esenzione del canone ne' primi 7 anni.<br />

Dalla coltivazione della selva <strong>di</strong> Faggio-<br />

la ne nasceva ancora la sicurezza della<br />

strada corriera che in mezzo vi passava,<br />

essendosi determinato, che almeno sulla<br />

via vi si stabilissero 20 colonie, per im-<br />

pe<strong>di</strong>re colla loro frequenza i latrocini che<br />

ivi si commettevano, togliendosi in que-<br />

sto modo gli aguati e i nascon<strong>di</strong>gli a' mal-<br />

viventi. S'ingiunse l'obbligo a' proprieta-<br />

ri ili vigne e orti <strong>di</strong> piantarvi nel termine<br />

d'un anno almeno 4 alberi <strong>di</strong> gelso. E siccome<br />

la tassazione delle doli per l'ioegua*<br />

VEL 3 1<br />

glianza delle facoltà non fu stimata prati-<br />

cabile, moderò il car<strong>di</strong>nale le donazioni<br />

de' mobili o acconci nuziali, come pure<br />

le spese del convito e il lusso delle don-<br />

ne. Or<strong>di</strong>nò a'padri d'applicare i figli o-<br />

ziosi a qualche arte o mestiere sotto pena<br />

dell'esilio. Decretò che si cavassero prò»<br />

fonde cisterne in ciascuna decarcia, la<br />

metà della spesa appartenesse al comune,<br />

e l'altra a* circonvicini. Finalmente<br />

concesse, che i priori per maggior decoro<br />

usassero le vesti cremisi paonazze, oltre<br />

le solite <strong>di</strong> velluto nero. La citlà applau-<br />

dì e ricevè volentieri queste utili e sagge<br />

<strong>di</strong>sposizioni. Col <strong>di</strong>segno da luicommes-<br />

soalcelebreDella Porta si cominciò il no-<br />

vello palazzo pubblico. Gregorio XIII net<br />

1576 portandosi a Cisterna, si recò pu-<br />

re in Velletri ricevuto <strong>di</strong> domenica dal<br />

clero e magistrato, e da tutta la nobiltà<br />

in gran formalità, non che dalla milizia<br />

urbana, con archi e pompa trionfale; al-<br />

loggiando nel palazzo pubblico ornato <strong>di</strong><br />

nobili tappezzerie, il car<strong>di</strong>nale trovandosi<br />

alla legazione per rior<strong>di</strong>nare lo stato <strong>di</strong><br />

Genova. Più volte tornò iu Velletri il car-<br />

<strong>di</strong>nal ftloroni, sempre col premuroso pen-<br />

siero <strong>di</strong> felicitare i citta<strong>di</strong>ni, fece ricono-<br />

scere i confini del territorio, e deputare<br />

4o uomini alla custo<strong>di</strong>a. A' 4 ottobre<br />

couvocalo il consiglio maggiore per l'e-<br />

lezione biennale del magistrato, decretò<br />

l'osservanza dello statuto sul numero<br />

de' consiglieri, che perciò tornarono<br />

a 1 20 pel consiglio maggiore, e a 3o pel<br />

consiglio minore. Nel 1 58o penetrata l'in-<br />

fezione contagiosa del mortale male <strong>di</strong><br />

castrone anche in Velletri, il car<strong>di</strong>nal<br />

Moroni volò nella città per soccorrere<br />

colla sua presenza e liberalità l'afflitto pò-<br />

polo. Ma poco dopo tornato in Roma nel<br />

i.° <strong>di</strong>cembre fluì i suoi giorni, pianto da<br />

lutti i veliternijche ne conservano grata e<br />

indelebile memoria, e gli storici patrii uè<br />

fanno il più magnifico elogio, e B. uco que-<br />

sto.»Nonsaràcosì facile trovare,fra'vesco-<br />

vi e governatori velilerni, chi <strong>di</strong> cura, <strong>di</strong><br />

zelo,<strong>di</strong> <strong>di</strong>ligeuza e <strong>di</strong> amore lo abbia supe-<br />

7


3i8 VEL<br />

ialo,non cheeguag'ialo".A'5<strong>di</strong> <strong>di</strong>cembre<br />

il decano Alessandro Farnese gli successe,<br />

rinnovando la dolce memoria dello zio<br />

Paolo 111 anche col nome. L'u<strong>di</strong>tore prese<br />

|>er lui possesso agli » i, ed a'a5 febbraio<br />

1 58 1 vi si porlo il car<strong>di</strong>nale ricevuto da<br />

tulli con somma allegrezza. NeM'ollobre<br />

\\ mandò il suo u<strong>di</strong>tore, che fece ottimi<br />

regolamenti. Si stabilì che il i.° priore<br />

tosse dottore d'ambo le leggi, che ciascun<br />

magistrato fosse composto <strong>di</strong> 3 priori e<br />

non <strong>di</strong> 4> e che il i."si chiamasse capo<br />

priore, e durasse un trimestre,, e gli altri<br />

nlliziali un anno. 11 consiglio maggiore<br />

fu ridotto a So consiglieri, 20 de' quali<br />

in ciascun semestre formassero il minore.<br />

Or<strong>di</strong>uossi l'erezione dell'archivio pubbli-<br />

co, per conservare gl'istromenli lasciati<br />

da notari defunti, il car<strong>di</strong>nal Farnese vedendo<br />

ripullulare l'antiche <strong>di</strong>scor<strong>di</strong>e, nel<br />

] 082 ristabilì la pace con far eleggere 5o<br />

conservatoli <strong>di</strong> essa; e recatosi nel novembre<br />

in Vellelri, provvide alla quiete pub-<br />

blica e all'abbondanza, promuovendo il<br />

proseguimento del palazzo pubblico. Es-<br />

sendosi sopta modo aumentati i ban<strong>di</strong>ti e<br />

assassini nella campagna romana, il coin-<br />

inissariodeputatodaGregorio X11I a per-<br />

seguitarli, nel settembre or<strong>di</strong>nò a Vellelri<br />

the tutto il popolo si armasse e per 3 gior-<br />

ni continui corresse per le campague per-<br />

seguitando i malandrini, de' quali alcuni<br />

caddero in mano della giustizia, e altri<br />

spaventali da questo generale movimen-<br />

to de' popoli si allontanarono dallo stato<br />

della Chiesa. Era allora legato <strong>di</strong> Marittima<br />

e Campagna il car<strong>di</strong>nal Marc'Auto-<br />

jiio Colonna, cugino <strong>di</strong> Marc' Antonio li,<br />

che pel suo governo lodevole confermò<br />

Sisto Ve i successori, come riferisce Cardenia<br />

nelle Memorie storielle de' Car<strong>di</strong>-<br />

nali. Sisto V appena <strong>di</strong>venuto Papa, vo-<br />

lendo allatto estirpare dallo stato eccle-<br />

siastico i ban<strong>di</strong>ti e gli uomini facinorosi,<br />

pubblicò la celebre bolla sottoscritta da<br />

lui e da' car<strong>di</strong>nali, Hoc Nostri Pontifttatù»<br />

iiiiiio deh. lag\\oi585 Bull.Rom.<br />

ì t<br />

t. ai 4>P '*<br />

4> p- 1 38 : Iiaiovalio omnium<br />

VEL<br />

Consti tutionum a Romanis Pontificlhns<br />

hactenus e<strong>di</strong>larum, contra r.xules,ban-<br />

nitos, aliosque facinorosos hominer, corumane<br />

receptatores, et fautorcs; et<br />

multarum impositio poenarum in eos-<br />

detti, necnou contra Communilates, et<br />

alias, sua territoria ejusmo<strong>di</strong> scelestis<br />

hominibus expurgata non custo<strong>di</strong>entes,<br />

Pertanto richiamò in vigore le bolle <strong>di</strong><br />

.Pio II, Paolo 11, Sisto IV, Innocenzo Vili,<br />

Giulio II, Leone X, Clemente VII, Giu-<br />

lio 111, Pio IV, s. Pio V, Gregorio XIII;<br />

le quali bolle sono riportate nello slesso<br />

Bullarium,e nel sommario della bolla <strong>di</strong><br />

Sisto V vengono citati i tomi e le pagine<br />

ove sono. Le medesime bolle contro i per-<br />

turbatori della pubblica quiete, i<br />

ribelli,<br />

grassatori, ladroni, pei duelli, omici<strong>di</strong>ari,<br />

assassini; colle gravissime pene stabilite<br />

contro i ricettatori e altri fautori de' me-<br />

desimi, sono pure ricordate nell'opera, //<br />

ForoCriminale i.<br />

t 5,p. 1 o3,dell'avv. Raf-<br />

faele Ala u<strong>di</strong>tore criminale del car<strong>di</strong>nal<br />

Della Somaglia vescovo e governatore <strong>di</strong><br />

Velletri. Quanto a questa città, a' 21 lu-<br />

glio dello slesso 1 585 in esecuzione degli<br />

or<strong>di</strong>ni <strong>di</strong> Sisto V, vi furono eletti 4° uomini<br />

armali a custo<strong>di</strong>re il territorio, ead<br />

accorrere in sussi<strong>di</strong>o della giustizia; e ciò<br />

perchè Sisto V voleva che le comunità<br />

de' luoghi fossero responsabili de' <strong>di</strong>sor-<br />

<strong>di</strong>ni, che per mancanza delle prescritte<br />

precauzioni potevano accadere nel terri-<br />

torio. Avendo Sisto V concesso al senato<br />

e popolo romano la facoltà d'interporre<br />

decreti per autorizzare i contralti de'pu-<br />

pilli, de' minori e altri che senza il decre-<br />

to del giu<strong>di</strong>ce uon potino in forma valida<br />

obbligarsi, e ciò in Iìoma e per tutto il<br />

suo <strong>di</strong>stretto ; Velletri sebbene entro il<br />

<strong>di</strong>stretto delle 4° miglia, nel 1 588 fu <strong>di</strong>-<br />

chiarata esente da questa legge, come cit-<br />

tà imme<strong>di</strong>atamente soggetta alias. Sede.<br />

Morto u' 5 marzo 1 589 il car<strong>di</strong>nal Far-<br />

nese, Sisto V non ostante le premure de'<br />

veliterni, con suo molo-proprio <strong>di</strong>smem-<br />

brò il governo temporale e civile <strong>di</strong> Vel-<br />

lelri dal vescovato, e l'applicò alia carne-


V EL<br />

la apostolica. I veliterui però ottennero,<br />

<strong>di</strong>e salva tale <strong>di</strong>smembrazione.fosse il go-<br />

verno commesso al decano car<strong>di</strong>nal Gio.<br />

Antonio Serbelloni, <strong>di</strong>venuto vescovo a'<br />

16 marzo ea' 2.0 prese possesso. Avendo<br />

Sisto V rivolto il suo pensiero al <strong>di</strong>secca-<br />

uienlo delle Palu<strong>di</strong> Pontine, si portò a<br />

Terracina per osservare da vicino l'impresa.Giunse<br />

aVellelri l'i iottobrei 58g<br />

circa le ore 23 (in lettiga <strong>di</strong>ce il Nicolai),<br />

accompagnato da' car<strong>di</strong>nali Montalto<br />

suo nipote, Colonna legato <strong>di</strong> Marittima<br />

e Campagna, Galli, Pallotta e Sauli, ac-<br />

colto colla massima magnificenza, uscen-<br />

dogli incontro fuori <strong>di</strong> porta Romana il<br />

magistrato colla nobiltà, facendo parata<br />

4oo fucilieri. Si eressero <strong>di</strong>versi ar<strong>di</strong>i<br />

trionfali con eleganti iscrizioni, le fonta-<br />

ne gettarono vino,efu tanta la frequenza<br />

del popolo che ne restò meravigliatoil Pa-<br />

pa. Portassi a orare alla cattedrale, e <strong>di</strong> là<br />

passò all'alloggiamento preparatogli. Se*<br />

condo il Tlieuli Sisto V da religioso con-<br />

ventuale era stalo nel convento <strong>di</strong> s. Francesco<br />

<strong>di</strong> Velletri. Nel dì segueute, dopo<br />

aver u<strong>di</strong>to messa nella cattedrale, parti<br />

alla volta <strong>di</strong> Semionda e <strong>di</strong> Sezze. Per<br />

la carestia del 1091 iu Velletri si presero<br />

lodevoli provve<strong>di</strong>menti, e il comune<br />

somministrò 1 0,000 scu<strong>di</strong> per comprare<br />

V E L<br />

3 1<br />

il erano. 11 car<strong>di</strong>nal Seibelloni morì a'<br />

18 marzo, come <strong>di</strong>ce la lapide sepolcrale<br />

prodotta da Ughelli; ma il suo anno-<br />

tatore Coleli, <strong>di</strong>ce che a' 10 gli successe<br />

il decano car<strong>di</strong>nal Alfonso Gesualdo. Si<br />

ha dal Bauco, che allora la città supplicò<br />

Gregorio XIV per l'abolizione fatta da<br />

Sisto V della separazione del governo<br />

temporale dal vescovato, ed a' 23 marzo<br />

fu esau<strong>di</strong>ta. Questa data la riporta lo stes-<br />

so Bauco,e soggiunge, che il car<strong>di</strong>nale ri-<br />

cuperala la giuris<strong>di</strong>zione temporale mandò<br />

il suo u<strong>di</strong>tore a prendere possesso del-<br />

la chiesa e del governo <strong>di</strong> Velletri, a 17<br />

dello stesso marzo; ciò forma anacroni-<br />

smo, e cresce il conflitto delle date. Nel<br />

t. 2 poi della Storia <strong>di</strong> Felelri, il Bau-<br />

co <strong>di</strong>ce morto Serbelloni a' 18 marzo, e<br />

Gesualdo eletto successore a'20 del me.-<br />

desimo, e così aumenta il contrasto delle<br />

date. Leggo inoltre ne\V Istoria <strong>di</strong> Felle-<br />

tri del Borgia, morto il Serbelloni a' 18<br />

marzo, due giorni dopo succeduto il Ge-<br />

sualdo, ed il breve Si de rcstiluen<strong>di</strong>s. è<br />

de' 2 3 marzo 1591, col quale Gregorio<br />

XIV ripristinò uel vescovo il governo<br />

temporale. Queste sono le vere date.Col-<br />

la stessa data trovo il breve nel Bull.<br />

Iìom. t. 5, par. 1, p. 256.<br />

FINE DEL VOLUME OTTANTESIIWONONO.<br />

(Coutiuua l'articolo nel voi. segueute).<br />

9


Z86UÒZ


BX 841 .M67 1840<br />

SI1CR<br />

fioroni , Gaetano,<br />

1802-1883.<br />

<strong>Dizionario</strong> <strong>di</strong> eru<strong>di</strong>zione<br />

storie o-<strong>ecclesiastica</strong><br />

AFK-9455 (awsk)

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