Omelia Ordinazione Presbiterale Antonio Scaramuzzi 15 Settembre
Omelia Ordinazione Presbiterale Antonio Scaramuzzi 15 Settembre
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OMELIA<br />
DI SUA ECC.ZA MONS. MARIO PACIELLO<br />
per l’<strong>Ordinazione</strong> <strong>Presbiterale</strong><br />
di Don <strong>Antonio</strong> <strong>Scaramuzzi</strong><br />
<strong>15</strong> settembre 2011<br />
Letture:<br />
Eb 5,7-9; Rm 12,9-21;<br />
Gv 19,25-27.<br />
Quando si contempla una grande opera d’arte, lo sguardo si ferma innanzitutto<br />
sulla figura centrale del quadro, poi passa a considerare i particolari,<br />
perché nell’intenzione dell’autore, i particolari e le altre figure sono importanti<br />
per la lettura completa dell’opera.<br />
Ieri abbiamo contemplato il Crocifisso, abbiamo celebrato ed esaltato la<br />
croce come strumento di salvezza e trono di gloria.<br />
Oggi la liturgia ci invita a non distogliere lo sguardo dalla croce, come altare<br />
sul quale Cristo, sommo sacerdote, ha offerto al Padre il sacrificio perfetto;<br />
ma ci mostra anche le persone che sono presso la croce, particolarmente<br />
Maria, la Madre di Gesù e il discepolo che Egli amava.<br />
Volgere lo sguardo a colui che hanno trafitto e contemplare la Madre e il<br />
discepolo, è particolarmente necessario per noi, che ci siamo radunati in<br />
solenne assemblea liturgica, per celebrare i divini misteri e per ordinare<br />
presbitero della nostra Chiesa Locale il carissimo Don <strong>Antonio</strong> <strong>Scaramuzzi</strong>.<br />
Il breve brano della Lettera agli Ebrei, che è stato proclamato, mette in evidenza<br />
tre dimensioni del sacerdozio di Cristo, che non possono mancare a<br />
nessun sacerdote:<br />
1 - la preghiera, come comunione e solidarietà col Padre;<br />
2 - l’obbedienza, come solidarietà con gli uomini;<br />
3 - la perfezione dell’offerta di sé, come causa di salvezza per noi.<br />
1 – “Cristo, nei giorni della sua vita terrena, offrì preghiere e suppliche”;<br />
2 – “Pur essendo Figlio imparò l’obbedienza dalle cose che patì”;<br />
3 – “Reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli<br />
obbediscono”.<br />
Gesù prega e supplica perché è “sacerdote misericordioso”, solidale con il<br />
Padre nel disegno di salvezza.
Si offre per obbedienza e per amore, perché non è “un sommo sacerdote incapace<br />
di capire le nostre infermità” (Eb 4,<strong>15</strong>), ma è pienamente solidale<br />
con gli uomini.<br />
Solidarietà con Dio, solidarietà con gli uomini e dono di sé: tre dimensioni<br />
indispensabili per ogni sacerdote, perché sia perfetto il suo ministero ed efficace<br />
il suo apostolato.<br />
Un sacerdote spiritualmente accreditato presso Dio al quale mancasse la<br />
solidarietà con gli uomini, non potrebbe essere loro di aiuto.<br />
Un sacerdote solidale con gli uomini, ma non gradito a Dio, non può intervenire<br />
a loro favore in modo efficace.<br />
La compassione di Cristo per gli uomini non è facile commozione, sentimento<br />
superficiale, ma piena solidarietà con i propri simili, che lo porta a<br />
supplicare il Padre con preghiere e lacrime e a pagare di persona per loro.<br />
I sacerdoti dell’Antico Testamento lottavano contro il peccato uccidendo i<br />
peccatori; Gesù lotta contro il peccato sacrificando se stesso per amore.<br />
Per questo, noi possiamo avvicinarci al trono di Dio con fiducia, perchè è<br />
diventato trono di grazia (cfr Eb 4,16).<br />
La liturgia di oggi ci pone davanti alla prima celebrazione dell’unico sacrificio<br />
di Cristo. Presso la croce, intimamente unita all’offerta e al dolore del<br />
Figlio, c’è Maria.<br />
Oggi Cristo, sommo ed eterno sacerdote della nuova alleanza, dal trono<br />
della Sua gloria, la croce, affida a te, don <strong>Antonio</strong>, alla Madre Sua e le<br />
chiede di essere anche la madre tua.<br />
E chiede anche a te di vivere, soprattutto come sacerdote, un rapporto di<br />
strettissima figliolanza verso Maria.<br />
A Don Vincenzo Saracino, che ho ordinato presbitero nella Solennità del<br />
Corpus Domini, il Signore, per mezzo della Parola, ha chiesto di vivere un<br />
sacerdozio eucaristico; a te, don <strong>Antonio</strong>, che diventi sacerdote nella memoria,<br />
tanto cara ai cristiani, della Vergine Addolorata, Cristo chiede di incarnare<br />
un sacerdozio mariano.<br />
Il legame che Cristo ti chiede di instaurare con Sua Madre non è di tipo<br />
puramente affettivo, ma di imitazione.<br />
Guarda a Maria come donna, come madre, come modello di spiritualità sacerdotale.<br />
1 - Guarda a Maria come “donna”.<br />
Conoscendola e amandola, impara a instaurare rapporti fraterni e amichevoli<br />
limpidi e rispettosi con le donne.<br />
Giovanni Paolo II (PDV, 44) scrive che: “il celibato lascia intatte le inclinazioni<br />
dell’affettività e le pulsioni dell’istinto”; per questo il sacerdote<br />
“deve saper includere all’interno dei rapporti umani di serena amicizia e
di profonda fraternità, un grande amore, vivo e personale, nei riguardi di<br />
Gesù Cristo”, e di Maria, aggiungo io.<br />
E nella “Lettera alle donne” ha detto che: “nella vocazione al celibato, è<br />
inscritto un rapporto con l’alterità femminile con la donna vista come sorella”.<br />
L’amicizia donna-prete è possibile se i due condividono impegno, ministero,<br />
passione per la Chiesa, amore a Cristo, cammino di perfezione.<br />
Francesco di Assisi non sarebbe stato “San Francesco” senza Chiara;<br />
Chiara degli Offreducci non sarebbe stata “S. Chiara” senza Francesco.<br />
L’uno e l’altra sarebbero stati due progetti a metà, se avessero camminato<br />
ognuno per la sua strada, se non avessero ricercato in Cristo la<br />
propria identità.<br />
2 – Guarda a Maria come “Madre”.<br />
Spesso avrai bisogno, nella solitudine della preghiera di abbandonarti<br />
sul suo cuore e di sentirti accolto tra le sue braccia; ma soprattutto,<br />
non fare nulla senza invocare il suo aiuto e la sua protezione; non vivere<br />
nessun momento della tua giornata sacerdotale, senza affidarti a Lei.<br />
3 – Guarda a Maria come “modello”.<br />
Lei ha educato Gesù; ma ha anche imparato da Lui a vivere la spiritualità<br />
sacerdotale.<br />
Impara da Lei come si accoglie il progetto di Dio nella propria vita, come<br />
si affrontano le difficoltà, come si collabora al progetto di Dio, facendolo<br />
diventare lo scopo della tua vita. Impara da Lei come si deve<br />
restare fermi nella fede davanti agli apparenti fallimenti e alle persecuzioni,<br />
alle rinunce e alle obbedienze.<br />
Ricerca nel Suo cuore e nella testimonianza della Sua vita quel corredo<br />
di virtù elencato da San Paolo, di cui un sacerdote non può fare a meno.<br />
Impara da Maria:<br />
− ad amare tutti con affetto fraterno,<br />
− a gareggiare nella stima verso tutti,<br />
− a non essere pigro nel bene,<br />
− a essere fervente nello Spirito,<br />
− a servire il Signore nei fratelli,<br />
− a essere forte nella tribolazione e perseverante nella preghiera,<br />
− a non nutrire desideri di grandezza<br />
− a volgerti a ciò che è umile,<br />
− a non stimarti sapiente da te stesso; solo l’amore rende sapiente<br />
l’uomo,
− a essere premuroso nell’ospitalità, aperto alla comunione.<br />
Essere prete così, significa stare costantemente presso la croce, unito al<br />
sacrificio di Cristo, insieme con Maria.<br />
La preghiera e l’augurio di tutti noi è che Ella possa dire di te a Gesù: “Don<br />
<strong>Antonio</strong> è mio figlio”.