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di - (Domenicani) - Provincia San Domenico in Italia

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TO

DELLA

P OFESSJONE .DOMENICANA


PROPRIO DELL'ORDINE DEl PREDICATORI

IV

RITUALE

RINNOVATO A NORMA DEl D ECRETI DEL CONCILIO ECUME­

NICO VATICANO Il, APPROVATO E CONFERMATO DALLA SEDE

APOSTOLICA, PROMULGATO DAL MAESTRO DELL'ORDINE

FR. TIMOTHY RADCUFFE E STAMPATO PER SUO MANDATO

EDIZIONE UFFICIALE PER L'USO LITURGICO

A CURA DELLA COMMISSIONE LITURGICA DELJ.'0RDINE

RICERCHE ICONOGRAFICHE E COORDINAMENTO

DI REDAZIONE: FR. VINCENZO RoMANO, O.P.


l

DELLA

l

EDIZIONE TIPICA

EDITRICE DOMENICANA ITALIANA

NAPOLI 1999


6 DECRETI DI APPROVAZIONE

Pro t . 1192!97 IL

n

ACCOGLIENZA E PROFESSIONE OI CH.I.ERICI E LAICI

NELLE F.RATERNJTE DI s. DOMENlCO

Su istanza del Reverendo Padre CHRYS FINN, Vicario del Maestro

deU'Ordine dei Frati Predicatori, presentata per incarico dello stesso

Maestro, con lettera del 12 giugno 1997, in virtù delle facoltà concesse

a questa Congregazione dal Sommo Pontefice GtOVANNT PAO·

LO II, molto volentieri approviamo e confermiamo il Rituale di accoglienza

e professione di chierici e laici nelle Fraterni/e di S. Domenico,

secondo l'esemplare tradotto in lingua italiana [da queUo latino approvato

il 29 aprile 1998, nella festa di Santa Catelina da Siena,

Vergine e Dottore della Chiesa (Prot. 2593/97/L)], e annesso a questo

decreto.

Nella stampa del testo si faccia menzione della conferma accordata

dalla Sede Apostolica con integrale inserimento del presente

decreto. Inoltre si inviino a questa Congregazione due esemplari

del testo stampato.

Nonostante eventuali disposizioni in contrario.

Dalla sede della Congregazione, 1'8 agosto 1998 nella solennità di

San Domenico, sacerdote e fondatore.

t GERARDO M. AGNELO

Arcivescovo Segretario

MARlo LBSSJ ARioSTo

Capo ufficio


NOS

Fr. TIMOTHEUS RADCLIFFE, O.P.

SACRJE TREOLOGLE PROFESSOR

AC TOTTUS ORDINIS PRIEDICATORUM

HUMD..IS MAGISTER ET SERVUS

LETTERA DI PROMULGAZIONE DEL MAESTRO DELL'ORDINE

Questo Rito della professione domenicana, approvato ossia confermato

dalla Sede Apostolica, viene da me consegnato con gioia a tutte

le componenti della Famiglia Domenicana, chiedendo al Signore di

chiamare nell'Ordine una numerosa schiera di .fratelli e sorelle che,

«desiderando procurare la salvezza propria e altrui>>, l si impegnino

alla vita evangelica e alla predicaziooe della Parola di Dio, per cui

doniamo noi stessi. z

Dopo il Proprium Offìciorum (1982) e il Missale e Lectionarium

(1985), il Rito della professione costituisce una sezione importante

del Rituale, che è parte del Proprio dell'Ordine Domenicano. Secondo

l'attuale legislazione liturgica, esso fa costantemente riferimento al

Rito della Professione religiosa romano (1970/1975), adattandone al

proptio spirito gli elementi, con la libertà concessa alle singole famiglie

religiose. 3

In particolare, ilnQstro Ordine ha voluto salvaguardare la sobrietà

dei propri riti- senza uso di litanie e 01·azioni di «benedizione o

consacrazione>>· dei neoprofessi - il valore consacratorio dell'atto

della professione, 4 l'inserimento di testi e monizioni risalenti alle

prime generazioni dell'Ordine o agli Atti dei Capitoli generali successivi

al Concilio Vaticano ll.

1 LCO, n. l, Con.s1. funcL , § ll.

2 Cf. MO T. Radcliffe, Lettera all'Ordine •Volati alla missione•, Pasqua 1994.

3 SCCD, Jnd·icationes pro Ordine professionis re/igiosce aptartdo (ìn francese), 15 luglio

1970: •Notitire• 6, 1970, pp. 319-322 = EDIL l, pp. 697-701.

4 Cf. P.-M. Gy, Sur le caractère consécratoire de l'acte méme du voeu solemnel dans la

chéologie de Saint Thomas d'Aquin [19.11.1996], AOP 1998, in corso di stampa; V.

Romano, Indole e valore della Professione domenicana, •Eco di S. Domenico•, Numero

speciale, dicern bre 1996.


LEI"IERA DI PROMULGAZIONE 9

provazione della Sede Apostolica ai supplementi dell'Ordine alla Liturgia

delle Ore e al Messale Romano 9 prevede la loro utilizzazione da

parte delle Suore, in quanto si tratta di un elemento importante per

l'aggregazione di un Istituto all'Ordine.

Le tradu7ioni e gU adattamenti di questo Rito della professione

domenicana per le diverse regioni linguistiche siano preparati secondo

le norme della Sede Apostolica e le indicazioni già date per

le altre parti del nostro Proprio to e qui sotto precìsate nell' «


FRATRES ORDINIS PRJEDICATORUM

CURIA GENERAUTIA

PRESENTAZIONE DELL'EDIZIONE ITALIANA

La Famiglia domenicana di lingua italiana accoglierà certamente

con soddisfazione il nuovo Rito della Professione domenicana. 1 TI

testo è stato approvato dal Maestro dell'Ordine e confermato dalla

Sede Apostolica in quanto peculiare patrimonio della tradizione liturgica

dell'Ordine in conformità al principio del dovuto onore da

riconoscere ai «riti particolari», solennemente sancito dal Concilio

Vaticano ll. 2

Sono lieto di presentare in edjzione tipica italiana il testo curato

dalla Commissione liturgica dell'Ordine e approvato in data 8 agosto

1998 dalle autorità competenti.

Nel corso del lavoro, oltre alle fonti antiche più autorevoli, è stato

fatto puntuale riferimento anche ai testi più recenti dell'Ordine: Atti

dei Capitoli generali, nuove Coslitu:(.ioni dei Frati e delle Monache e

nuove Regole delle Fraternite di san Domenico.

Come nell'Orda Professionis Religiosw di Paolo VI. all'insieme del

nostro Rito è stata data una struttura unitaria,· articolata in quattro

sezioni rispondenti alle diverse componenti della Famiglia domenicana:

Frati, Monache, Suore e membri eli Istituti Secolari e Società

di Vìta Apostolica, Laici e altri membri delle Fraterni te di S. Domenico.

La sezione destinata alle Suore e agli altri membri di Istituti di

vita consacrata aggregati all'Ordine è offerta in allegato, perché l'approvazione

della Congregazione per i Sacramenti e il Culto Divino

sarà data in occasione della presentazione degli elementi propri formulati

dai diversi Istituti sulla base del testo proposto per loro dall'Ordine.

1 L'edi7jone tipica latina è pubbUcata in LI)') numero speciale di •Ana.lccta• (gennaioaprile

1999).

z Cf. Decreto di approvazione del Proprio dell'Ordine da parte dclla S. Congregazione

per i Sacramenti e il Culto Divino (prot. CD 67ln6, del 25-7-1977).


12 PRESENTAZIONE DELL"ED1ZIONE ITALL\NA

Una particolare attenzione è stata dedicata ai fonnulari destinati

ai Laici. perché la loro ammissione e aggregazione all'Ordine sia

caratterizzata non da una sempHce iscrizione alla Fraternita, ma

dalla celebrazione di un vero rito liturgico, che illustri il carattere

battesimale del nuovo vincolo assunto nell'Ordine come impegno di

vita evangelica.

Possano questi testi accompagnare nel loro cammino di iniziazione

alla vita domenicana nuove generazioni di figli e (igHe di san

Pomen.ico, che siano luce e lievito evangelico nel Terzo Millennio

cristiano.

Roma, 24 maggio 1999, festa della Traslazione del S. P. Domenico.

fr. ENRICO DE CILUS, O.P.

Assistente Generale·

del Maestro dell'Ordine per l'Italia


16 ABBREVIAZIONI E SIGLI!

RFS

ROPD

RP

RPOP

RPR

se

SCCD

SCR

SCRIS

SCSCD

s. Th.

Umberto

ve

Vicaire,

Les origine.s

Vicaire,

Rele.cture

Fraternite Laiche Domenicane, approvata il 3.3.1987,

ed. "pro manuscripton, pp. 5-15.

Regula Fratemitatwn Sacerdotaliwn S. Dominici, ed. D.

Byrne, ASOP 95, l987, pp. 199-206.

Regula Fratrum et Sororum Ordinis de Pe11.itentia Beati

Dominici, Fundatoris el Patris Fratrum Ordinis Prcedicatorum,

ed. G. G. Meersseman, in Dossier de l'Ordre de la

Pénitence au Xllr siècle ("Spicilegium Friburgense", 7),

Fribourg l 961, pp. 144-156.

SCCD, Rito della. Promessa, inRPR, pp. 121-137.

Proprio deli'OJ·dine dei Predicatori, IV: Rituale, Rito

della Professione, Roma, S. Sabina, 1998.

SCCD, Rito della Professione Religiosa, edizione tipica

italiana, Roma 1975 (ristampa emendata).

Conc.ilio Vaticano n, Costituzione Sacrosa.nctum

Concilium sulla sacra liturgia, 4.12. l 963: EV l, pp.

344-433.

Sacra Congregazione per il Culto Divino.

Sacra Congt·egazione dei Riti.

Sacra Congregazione per i Religiosi e gli Istituti Secolari;

fino al 1.3.1968: S. Congregazione per i Religiosi

Sacra Congregazione per la Disciplina dei Sacramenti e

il Culto divino.

S. Tommaso d'Aquino, Summa Theologice.

Umberto de Romans, Opera de vita regulari, ed. J.-J.

Berthier, 2 voiJ .. Romre 1888-1889 (ristampa: Torino

1956).

Giovanni Paolo n, Esortazione apostoHca post-sinodale

Vìta Consecrata, 25.3.1996: AAS 88, 1996, pp. 377-486.

M.-H. Vicaire, Les origines paradoxales du Tiers-Ordre de

Saiflt Dominique, in Dominique et ses Prècheurs, Fribourg

1977, pp. 392-409.

M.-H. Vicaire, Relecture des origin.es dominicain.es: Le

voeu de notre Profession, "Mémoire Dominicaine" 4,

printemps 1994, pp. 207-224.


IARP

LCO

LG

LHOP

MFP

MLOP

MOP

MOPH

MR2

PC

PS

RC

RD

Regula

RLD

ABBREVIAZJONJ E SIGLE 15

SCCD, Indicazioni per adattare il «Rito della Professione

Religiosa» (testo originale in francese), 15.7.1970: EV 3,

pp. 1596-1 603.

Liber Constitutionum et Ordinationum Fratrum Ordinis

Prcedicatorum (1968), Romce 1998.

Concilio Vaticano II, Costituzione dogmatica sulla

Chiesa Lumen Gentium, 21.11.1964: EV l, pp. 460-633.

Liturgia Horarum. Proprium Offìciorum O. P., ed. V. de

Couesnongle, Romre 1982.

Province Domenicane d'Italia, Messale secondo il calendario

proprio delle Province italiane dei Frati Predicatori,

[Casale Monferrato] 1981.

Proprium Ordinis Prredicatoru.m, Missale et Lectionarium,

edd. V. de Couesnongle- D. Byrne, Romre 1985.

Missale iuxta ritum Ordinis Prcedicatorum, ed. A. Fermmdez,

Romre 1965.

"Monumenta Ordinis Fratrum Prredicatorum Historica",

l. Lovanii 1896; 2-10, Romre- Stuttgarclire 1897-

1901; 11-14, Romre 1902-1904; 15, Parisiis 1933; 16 ss.,

Romre 1935 ss.

Messale Romano, Città del Vaticano 1983 2 .

Concilio Vaticano II, Decreto Perfectce Caritatis sul rinnovamento

della vita 1;eligiosa, 28.10.1965: EV l, pp.

782-813.

Processionarium S.O.P., ed. E. Suarez, Rom:re 1949.

SCRIS, Istruzione Renovationis Causam sull'aggiornamento

della formazione alla vita religiosa, 6.1.1969: EV

3, pp. 382-421.

Giovanni Paolo ll, Esortazione apostolica Redemptionis

Donum sulla consacrazione dei religiosi alla luce del

mistero della redenzione, 25.3.1984: EV 9, pp. 694-759.

Regula B.Augustini episcopi, testo fatto proprio dall'Ordine,

come è conservato in AGOP XIV L l, f.36v (= LCO,

pp. 11-19).

Regola del Laicato Domenicano a cura dei PP. Provinciali

Domenicani d1talia e del Consiglio Nazionale delle


14 1\BBREVlAZIONJ E SIGLE

pro Monìalibus eiusdem Ordìnis et Sororibus Tertii Ordinis

Regularis (ed. minor), Roma 1930.

I Const. Constitutiones antiquce Ordinis Fratrum Prcedicatorum

(1215-1237), ed. A. H. Thomas, De oudste Constituties

van de Domìnicanen ... , Leuven 1965 (Bibliothèque de la

Revue d'histoire ecclésiastique, Fase. 42), pp. 309-369.

II Const. Constitutiones Ordinis Frat1'Um Prcedicatorwn (1239-

1241), ed. R. Creytens, Les Constitutions des Frères Precheurs

dans la rédaction de S. Raymond de Penafort, AFP

18, 1948, pp. 5-69, in part. pp. 29-69.

COP Cceremoniale iuxta ritum S. Ordinis Prcedicatorwn, ed. A.

V. Jandel, Mechlinire 1869.

Costantino Constantinus de Urbeveteri, Legenda S. Dominici, ed. H.

Ch. Scheeben, Romre 1935 (= MOPH XVI, pp. 286-352).

Dichiar. gen. P. Damian Byrne MO, Dichiarazioni generali della Regola

delle Fraternite LA.ìcali di S. Domenico promulgate il

16.2. 1988, in RLD, pp. 16-18.

Directorium Directorium ossia 'Formularium Ordinis Prcedicatorum -

Opusculum de agendis in Ordine' contenuto nel Codice

di Rodez, AGOP XIV A 4 (XIV s), pp. 11-27 = R. Creytens,

Le Directoire du Codex Ruthenensis conservé aux

Archìves Générales des Frères Precheurs, AFP 26, 1956,

pp. 98-126, in part. pp. 109-126.

DN Consiglio Nazionale delle Fraternite laiche di S. Domenico

e Comitato Provinciali Domenicani Italiani, Direttorio

nazionale per le Fraternite Laicali italiane, approvato

dal Maestro dell'Ordine il 15.8.1988, in RLD, pp.

20-48.

Ecci. Off. "Ecclesiasticum Offìcium" secundum Ordinem Fratum

Praedicatorum, cosiddetto 'Prototipo di Umberto de Romans',

AGOP XIV L l (XIII s).

ET Paolo VI, Esortazione apostolica Evangelica Testifìcatio

sul rinnovamento della vita religiosa, 29.6.1971: EV 4,

pp. 634-685.

EV "Enchiridion Vaticanum", voll. l ss., Bologna 1993 14 ss.

Giordano Giordano di Sassonia, Libellus de principiis Ordinis Prce.dicatorwn,

ed. H. Ch. Scheeben, Romre 1935 (= MOPH

XVI, pp. 25-88).


INTRODUZIONE GENERALE

l. LA VITA EVANGEUCA si esprime nelle diverse forme che lo Spirito

Santo con la sua grazia multiforme suscita nella Chiesa, al fine di

agevolare la sequela di Cristo per coloro che sono docili alla chiamata

del Padre: t tra esse YOrdine dei Predicatori presenta la via di

san Domenico. Pertanto i fedeli che, secondo la propria vocazione

specifica, con voti o altro genere di speciali vincoli assumono il proposito

dell'Ordine, 2 si donano a Djo in modo tale che la loro consacrazione

battesimale possa produrre frutti più copiosi, 3 cioè quella

perfezione della vita cristiana che consiste nella carità verso Dio e

verso iJ prossimo. 4

Alla perfezione della carità la vita religiosa conduce, da parte sua,

attraverso i consigli evangelici: s pertanto con la loro professione i

religiosi e le religiose vengono consauati più intimamente al servizio

di Dio,6 impegnandosi totalmente alla sequela di Cristo nell'Ordine e

donandosi in modo nuovo alla Chiesa universale.7

2. Pértanto a tutti gli appàrtenenti alla 'Famiglia Domenicana' ­

Frati, Monache, Suore, Istituti secolari, membri delle Fraterni te di S.

Domenico (chierici e laici) s - è offerto questo rito, da utilizzarsi con

gli adattamenti di volta in volta indicati. Tenendo conto infatti delle

diversità linguistiche e locali, delle necessità della pastorale liturgica

1 cr. ve. n. 1.

2 LCO, n. l , Const. fund., § L Cf. ACG l 986, nn. 85, 87, 89.

3 Cf. LG, n. 44; RPR, n. l ; LCO, n. J89, §I; CM, n. 152, §l; RFL, n. 14; RFS, n. 4, § 2. Cf.

PC. n. 5; RD. n. 7; ve. n. 30; coc. c. 573. Vedi anche s. 111. n-n, l86, 1 s.

4 S. Th [1-ll. 184, 3.

5 Cf. S. Th. U-D. 188, 2.

6 LG, n. 44.

7 LCO, n. l, Const. fund., § Ul.

8 Cf. LCO. n. l, ConsL frmd., §IX; nn. 141-149.


INTRODUZIONE CEN'ERALE 19

rito della Professione. Tale rito non solo è parte della nostra liturgia

'prototipica',IS ma sembra anche connesso con la Costituzione primitiva

di san Domenico e con l'indole spirituale e apostolica dell'Ordine

da lui fondato. Quest'indole è fedelmente conservata nel nostro

rito, ora rinnovato 1 6 secondo le norme del Concilio Vaticano n 17 e

del Rito della Professione Religiosa 1 8 del nuovo Rituale Romano.

ll. CARATTERE PROPRIO DELLA PROFESSIONE

DOMENICANA

4. -Incorporati con la professione nel nostro Ordine, veniamo

consacrati totalmente a Dio e ci doniamo in modo nuovo alla Chiesa

intera, 'totalmente dedicati all'evangelizzazione della parola di Dio'

nella sua interezza». 1 9 Questo dono di sé, che si realizza mediante

l'atto della professione, è .frutto dj una grazia singolare, di cui Dio è

l'autore,zo mentre l'uomo soltanto «obbligandosi con voto» può «Offrire

a Dio l'intera sua vita con un solo atto», «perché essa non può

essere tutta raccolta in un solo istante, ma si svolge in momenti

successivi». 21

Poiché dunque con l'atto stesso della professione22 si realizza «una

sorta di consacrazione spiri tu al e o benedizione» ,23 nèlla tradizione del

nostro Ordine manca la formula di benedizione o consacrazione del

conventualis•, esso è stato rivisto e pubblicato nel terzo volume di questo Rituale

O.P. rinnovato (Proprium Ordinis Prredicatorum, Rituale: Or® in electionibus supe·

riomm servandus, ed. D. Byrnc, Ad Sanctre Sabinre, Romre 1992: ASOP 99, 199J. pp.

257-288).

15 Cf. Ecci. Off., ff. SOrA. 51 rA. S01· AB.

16 Questa revisione a partire dal Capitolo generale di TallagbL (ACG 1971 , n. 172; App.

U, p. 115) fu demandata al Maestro dell'Ordine. Cf. ASOP 41,1973, pp. 23-24; SCCD,

Dccretum De ordi.J1e professionis religiosre O. P., 13.2.1973: ASOP 41, 1973, p. 23; Ritus

profe.sswnis sollemnis ù1tra Missam peragendus, ASOP 41. 1973, pp. 24-27; ACG 1974,

o. 171; ASOP 43, 1977. pp. 137-138.140. 231-233. Cf. V. RoMANO, Il Rito della Professione,

O. P., AOP 1998 (in corso di SUlmpa).

17 cr. fra l'altro se, n. 80.

18 RPR, pp. Il e 17 s. Cf. IARP, n. 1, p. 699.

19 LCO, n. l, Consr. fuml., §m. Cf. Onorio m, Bolla Cum qui recipit a tutti i preJa[i de.Ua

Chiesa, 4.2.1221: MOPH XXV, p. 145.

20 S. Th. ll-ll, 88,7,1.

21 S.Th. ll-ll, 186,6,2.

22 Cf. LG, n. 44 (• ... professando nella chi.esa i consigli evangelici ... viene cosl consacrato

ancor più intimamente al servi?Jo dj Dio•); LCO, n. l, Const. fund., §lO (•con la

professione ... ci consacriamo• ).

23 S. Th. U-U, 88,7,1. Cf. Eph 1,3; LG, o. 45.


22 INTROOUz.tONE GENERALE

Maria, fu introdotta "per togliere ogni ambiguità" fra l'abito dei professi

e l'abito dei novizi.39

8. Per questi suoi aspetti specifici, la liturgia della professione e

della precedente accettazione è caratterizzata da sobrietà e agilità

apostolica, in quanto è formata da elementi essenziali ed è svincolata

da un luogo determinato.4o

III. RITI CHE ACCOMPAGNANO I VARI GRADI

DELLA VITA DOMENICANA

9. I gradi che scandiscono la consacrazione a Dio dei fratelli e

delle sorelle del nostro Ordine sono: il noviziato, la prima professione

temporanea - detta anche semplice - e la professione perpetua

o solenne. 4 ' A questi gradi c'è poi da aggiungere, secondo le

specificazioni contenute nelle Costituzioni proprie dei diversi rami

della Famiglia Domenicana, la rinnovazione dei voti.42

10. D noviziato, da cui ha inizio la vita religiosa,43 «è un tempo di

prova, perché i novizi possano meglio conoscere dal di dentro la

vocazione divina e in particolare domenicana, possano sperimentare

il modo di vivere dell'Ordine, si formino nella mente e nel cuore allo

spirito domenicano, e da parte loro i frati possano accertarne il

proposito e l'idoneità».44

11. È opportuno cominciare il noviziato con un rito particolare, 4 S

per chiedere a Dio la grazia di raggiungere il fine specifico del no-

39 Cf. Gt·egorio IX, ,Bolla Non solum in favorem al Maestto e ai Frati dell'Ordine dei

Predicatot;, .I 1.7.236: BOP I, p. 90.

4° Cf. Paolo VI, Lettera del Sommo Pontefice al Capitolo generale fnclitus Orda F.ratrwn

Prredica.torum, 30.6.1965: ACG 1965, p. N; LCO, nn. l , Consc. fund., § Vll; 26, § I; 52;

106, §I; 115; 127; 128.

41 LCO, n. 190: • Nell'Ordine la professiope è duplice: la prima, semplice e temporanea, è

emessa dopo iJ noviziato; la seconda è solenne e quindi perpetua•.

42 Cf. LCO, nn. 195 e 203, §I; CM, n. 155; RFL, o. 14.

43 Cf. RC, n. 13.

44 LCO, n. 177.

45 Nella tradizione domenìcana il rito di iniziazione alla vita religiosa è un rito di

"ammissione dei novizi a ll'abito" (cf. PS, pp. 149-156; COP, nn. 1790-1797, pp. 531-

534; CMS, pp. 1-10): infatti secondo l'antica consuetudine dell'Ordine questo rito

esprime .l'accogliem..a nella vita religiosa e l'ingresso nella fraternità conventuale.

Normalmente esso si svolge •ptima dell'inizio del noviziato• (/ Corzsl .• d. T, c. L4);

quando invece l'abito non viene dato •pdrna dell'inizio del noviziato• ma «nel corso

di esso•- come è consentito dalle nuove Costituzioni (LCO, n. 176; CM, n. 140,


INTRODUZrONE GENERALE 23

viziato stesso: un rito sobrio ed essenziale, riservato ai membri della

comunità, a meno che particolari ragioni pastorali non suggeriscano

la presenza di altre persone; in ogni caso si evitino tutte le espressioni

che possono sembrare restrittive della libertà dei novizi o che

svisino il vero senso del noviziato come tempo di prova. n rito deve

svolgersi sempre fuori della Messa.46

12. Terminato il tempo di prova, segue la prima professione, con

la quale il novizio emette dinanzi a Dio e alla Chiesa i voti temporanei

«per vivere la vita evangelica nell'Ordine»4 7 secondo la particolare

vocazione di ogni ramo della Famiglia Domenicana. La professione

temporanea si può fare durante la Messa o nel corso di una

celebrazione liturgica adatta, come per esempio dw-ante una celebrazione

della parola di Dio o della Liturgia delle Ore, specialmente

durante le Lodi e i Vespri, evitando comunque ogni particolare solennità.

13. Trascorso il tempo stabilito dal diritto proprio, si emette ]a

professione perpetua o solenne, con la quale i fratelli e le sorelle del

nostro Ordine, ciascuno nel modo proprio dei rispettivi rami, si

consacrano per sempre al servizio di Dio e della Chiesa nell'Ordine.

La professione perpetua «è segno dell'unione indissolubile di Cristo

con la Chiesa, sua sposa».48

14. Il Iito della professione perpetua si svolge molto opportunamente

durante la Messa, con la dovuta solennità e con il concorso

dei membri dell'Ordine e dei fedeJi.4 9

Le parti del rito sono:

a) la prostrazione dei candidati seguita dalla loro interrogazione,

oppm-e la domanda dei candidati seguita dalla loro prostrazione;

b) l'omelia o allocuzione al popolo e ai candidati sulla bellezza

e la dignità della vita religiosa e sul carisma e la missione dell'Ordine

dei Predicatori;

c) le intetTogazioni tivolte dal celebrante o dal supeliore ai

§ il) -o se l'abito viene dato sohanto,nel giorno della prima professione (CM, n.

140, § IT), questo rito deve essere adattato nel modo che verrà più sotto indicato.

46 Cf. RPR, nn. 4, 19, 101.

47 LCO, n. 189; CM, n. 152, §l.

48 Cf. LG, n. 44.

49 Cf. SC, n. 80.


INTRODUZIOI'ffi GENERALI! 25

IV. FORMULARI DELLA MESSA

NEL RITO DELLA PROFESSIONE RELIGIOSA

17. Quando la professione religiosa, specialmente quella perpetua,

si fa durante la Messa, nei giorni in cui sono permesse le Messe

rituali è bene dire la Messa "Nella professione religiosa", secondo il

formulario del Messale Romano, con l'aggiunta degli elementi propri

del nostro Ordine, cbe sono di volta in volta incllcatl. Nell'occorrenza

però dei giorni indicati ai nn.l-4 della Tavola dei giorni liturgici,

si dice la Messa del giorno con le sue letture, conservando,

secondo l'opportunità, i formulari propri nella preghiera eucaristica

e nella benedizione finale.

18. Poiché la liturgia della parola, adattata alla celebrazione della

professione, ha un'importanza grande per illustrare la natura e i

compiti della vita religiosa, quando non si dice la Messa rituale si

può scegliere una lettura Era quelle proposte nel lezionario particolare,

eccetto i giom.i sopra ricordati.S2

Nelle Messe rituali "Nella professione religiosa", il colore delle sacre

vesti è il bianco.

V. TRADUZIONI E ADATIAMENTI

DI QUESTO RITUALE

19. Questo rito della professione deve eSsere adoperato tenendo

conto degli adattamenti previsti per ogni ramo della· Famiglia Domenicana,

sia quelli derivanti dalle varie traduzioni liturgiche sia

quelli richiesti dalle circostanze particolari, secondo le indicazioni

via via fornite dal Rituale stesso.

20. Per ogni regione linguistica, la locale Commissione liturgica

domenicana faccia dell'intero Rituale della Professione una traduzjone

che sia conforme all'edizione tipica latina e si attenga alle

norme della Sede Apostolica, 53 basandosi sulla traduzione ufficiale

dell'Orda Professionis Religiosre approvata per quella regione linguistica.

54

52 RPR, n. lO.

53 Cf. 'Consilium', "Notitire" 5, 1969, pp. 3-12; SCCD, AAS 66, 1974, pp. 98-99; ASOP 44,

1979, pp. 13-30; LHOP. p. XXVI; MLOP, •lntroductio generaliso, p. xxxvm.

54 Cf. IARP, n. 2.


PARTE PRIMA

ACCOGLIENZA E PROFESSIONE

DEl

FRA T l


PROEMIO

J. SECONDO UN'ANTICACONSUETUDJNE, 1l'accoglienza dei novizi nell'Ordine

si fa con la consegna dell'abito, sentita come un vero tito di

ammissione; perciò la "vestizione" rituale awiene all'inizio del noviziato,2

come "segno di accoglienza" nell'Ordine tna non ancora di

"consacrazione", che si ha con la professione.3

2. Nell'Ordine la professione è duplice: la prima è semplice e temporanea,

e si fa al termine del noviziato; la seconda è solenne e

perciò perpetua. 4

Vi è quindi anche un duplice rito:

- il rito della professione semplice o temporanea;

- il rito della professione solenne o perpetua.

Si osservi con cura la distin?jone liturgica tra professione solenne

e professione semplice, evitando la trasposizione dall'una all'altra

di elementi propri dei due riti.distinti.S ·

3. La professione viene emessa con un'unica formula, quella propria

del nostro Ordine,6 cambiando soltanto la specificazione della

durata.

1 Cf. 7 Coi1St. , d. l, c. 14; Directorium Xll, pp. 116-118; Umberto ll, pp. 525-527.

2

Vedi sopra, •lntr. gen.», nota 44.

3 Vedi sopra, •m.tr. gen.•, n. 7.

4 LCO, n. 190; cf. sopra, «lntr. gen.•, nn. 9.12.13.

5 RPR, n. 14. c.

6 Cf. sopra, «Jntr. gen.•, n. 7.


CAPITOLO I

ACCOGLIENZA DEI NOVIZI

MODO DI ACCOGLIERE I NOVIZI NELL'ORDINE

4. Prima dell'inizio del noviziato, è bene che gli aspiranti facciano

gli esercizi spirituali per almeno cinque giorni interi 7

Inoltre si fa loro, davanti al Consiglio del convento o alla commissione

per l'ammissione dei candidati, la "dichiarazione e notifica"

circa l'osservanza della vita religiosa e delle leggi dell'Ordine, basandosi

sulla formula presentata in Appendice (V, n. 80), 8 ma tenendo

conto anche delle implicazioni legali proprie di ogni Paese.

5. Nel giorno in cui comincia il noviziato canonico è bene compiere

un tito particolare, che per sua natura si deve svolgere fuori

della Messa 9 e separatamente dai riti della professione. Si può invece

opportunamente inserire in una particolare celebrazione della

parola di Dio, nella quale venga presentata la natura della vita religiosa

e il carisma proprio dell'Ordine.

6. n rito sia molto semplice, sobrio e riservato specialmente ai

membri del1a comunità.tO Per compiere questo rito è opportuno

scegliere l'aula capitolare o un altro luogo simile o anche una cappella.

7. La celebrazione è presieduta dal Provinciale nella sua Provincia,

oppure dal Priore o dal Sottopriore 'in capite' del convento in cui

7 LCO, n. 178, §I.

8 Cf. LCO, n. 174, §§I-II e p. 229.

9 Cf. RPR, n. 12.

10 Vedi sopra, «Intr. geo.•, n. Il.


32 ACCOGUF.N'ZA E PROFESSIONE. DEJ FRATI

l'aspirante è accolto, o da un loro delegato. Il Essi saranno qui indicati

con il nome di "Priore".

8. n noviziato comincia con l'indizione fatta dal legittimo Supe­

.riore, che ammette i candidati a ricevere l'abito. Questa indizione e

l'affiliazione aUa Provincia 12 siano registrate nel libro delle ammissioni

e sottoscritte dal novizio e da due testimoni.I3

RITI INIZIAU

9. D rito può iniziare con il saluto del Priore, che secondo le

circostanze - cioè se il rito non è stato spiegato in precedenza -

potrà brevemente illustrare ai presenti, a guisa di monizione introduttiva,

il senso della celebrazione. Segue il canto del Veni CreO.tor o

altro inno.

OOER.ROGAZIONE O bOMANDA

10. Poi il Maestro dei novizi, o un altro frate che abbia accompagnato

i candidati nel loro itinerario vocazionale o nel corso del postulantato,

conduce i postulanti in mezzo al capitolo, dove essi si

prostrano con le braccia stese in forma di croce.

Allora il Priore - rivestito della cappa dell'Ordine, se tale è l'usanza

- chiede ai postulanti di esprimere la loro volontà:

Che cosa chiedete?

I postulanti rispondono tutti insieme:

La misericordia eli Dio e la vostra.I4

11. Oppure, se si preferisce, si omette l'interrogazione e, mentre i

candidati rimangono in piedi, tmo di essi a nome di tutti si rivolge al

Priore e alla comunità con queste parole:

11 LCO, n. 175.

12 LCO, nn. 267-268.

13 LCO, n. 178, §TI.

14 Cf. l Const., d. l, c. 13.


ACCOGUEN'ZA DEl NOVIZI 33

La misericordia di Dio ci ha guidati in mezzo a voi,

per far esperienza della vostra vita.

Insegnateci la perfezione evangelica

secondo la Regola e le Costituzioni dei Frati Predicatori,

perché seguendo Cristo per questa via

progrediamo nella carità di Dio e del prossimo,

col desiderio di procurare la salvezza propria e altrui,

come uomini evangelici

che seguono le orme del loro Salvatore.1s

Ciò detto, tutti i candidati si prostrano con le braccia stese in

forma di croce.

* * *

12. Allora secondo le circostanze il Priore può invitare i presenti aDa

preghiera con queste parole o con altre simili:

Preghiamo per questi nostri fratelli,

che chiedono di essere accolti nel nostro Ordine:

il divino Maestro conceda loro

l'abbondanza del suo Spirito e il conforto della sua pace.

Tutti pregano per qualche istante in silenzio.

Poi il Priore dice:

O Dio, fonte di ogni·vocazione,

tu hai donato alla Chiesa san Domenico

come esempio di uomo evangelico: 16

ascolta con bontà le suppliche dei tuoi servi N. e N.

15 Cf. l Const. , d. U, c. 31; LCO, n. l , Cons r. fund., §§D e DI.

16 Giordano, n. 104 .


34 ACCOGLIENZA E PROFESSIONE DEJ FRATI

che per servirti più perfettamente

chiedono di essere incorporati nella nostra famiglia;

e fa' che la loro partecipazione alla vita comune

accresca in tutti noi l'amore fraterno.

Per Cristo nostro Signore.

Et. Amen.

IJ Prio1·e soggiunge:

Alzatevi.

* * *

Allora i candidati ritornano al loro posto, e tutti siedono.

CELEBRAZIONE DELLA PAROLA DI DIO

13. Quindi si leggono testi adatti della Sacra Scrittura, intercalati

da salmi responsoriaJ.i. (cf. Appendice 1): i testi ricordino la novità di

vita iniziata con il Battesimo, per indicare il collegamento dena vita

religiosa con i sacramenti dell'iniziaz.ione cristiana.

14. Poi il Priore, prendendo spunto dalle letture, rivolge la sua

parola ai postulanti e ai confralelJj, sulla natura della vita religiosa e

sull'indole propria del nostro Ordine, illustrandone le specifiche esigenze

ed austerità.1 7

INTERROGAZIONl

ACCETTAZIONE DEI POSTULANTI

15. Al lermlne del suo discorso, il Priore invita i postulanti ad

alzarsi e con queste o simili parole chiede loro di manifestare la

propria intenzione, scegliendo una o più domande tra le seguenti:

Volete, con ferma intenzione,

camminare fedelmente in novità di vita?

17 Cf. PS. pp. 149· 153.


I postulanti tutti insieme respondono:

Sì, lo voglio, con l'aiuto di Dio e il vostro.ts

Priore:

ACCOGLIENZA DEl NOVIZI 35

Volete seguire il Signore Gesù

secondo il proposito evangelico di san Domenico?

PostuJaoti;

Sì, lo voglio, con l'aiuto di Dio e il vostro.

Priore:

Volete dunque essere accolti nel nostro Ordine,

per sperimentare la nostra vita

nella perfetta osservanza regolare?

Postulanti:

Sì, lo voglio, con l'aiuto di Dio e il vostro.

Allora il Priore conferma la loro volontà dicendo:

TI Signore, che ha dato inizio a quest'opera,

la porti al suo compimento 1 9.

E i presenti rispondono:

Amen.

18 Directorium Xl, 9, p. 118.

19 l Const., d. l , c. 13.


36 ACCOGUENZA E PROFESSIONE DEl FRATI

V ESTIZIONE O CONSEGNA DELL'ABITO

16. Quindi il Maestro dei novizi o un altro frate (cf. n. 10) conduce

cìascuno dei candidati davanti al Priore e lo fa inginocchiare; il

vestiario porta le vesti preparate e le porge al Priore; il Priore, con

l'aiuto del Maestro dei novizi o di un altro frate, riveste ogni candidato

dell'abito dell'Ordine. 2o

Fatto questo, iJ solo Priore ammette ogni novizio al bacio di

pace, segno di accettazione nell'Ordine e di accoglienza nella fraternità

conventuale.

Durante la vestizione dei novizi, tutti in ginocchio cantano l'inno

Veni Creator,2 1 se non è stato cantato prima, oppure il coro canta

l'antifona lmmutémur hàbitu (MLOP, p. 6) con il salmo 39 (Exspéctans

exspecttivi D6mi11urn), o un altro canto adatto.

17. Oppure, se tale è la consuetudine della Provincia, il Priore

consegna l'abito ai candidati durante il noviziato, 22 durante una celebrazione

opportunamente preparata.

In questo rito, il Maestro dei novizi o un altro frate (cf. n. 10)

conduce ciascuno dei candidati davanti al Priore e lo fa inginocchiare;

il Priore riveste ogni novizio dell'abito dell'Ordine, oppure

glielo consegna nelle mani, dicendo:

Ti conceda il Signore

di spogliarti dell'uomo vecchio con le sue azioni,

e di rivestirti dell'uomo n uovo, creato secondo Dio

nella giustizia e nella santità vera.23

,Quindi il solo Priore ammette ogni novizio al bacio di pace, segno

di , accettazione nell'Ordine e di accoglienza nella fraternità conventu

al e.

2° Cf. LCO, o. 50.

2 1 Cf. COP, p . 123, n. 486.

22 Cf. sopra. •lntr. gen.•, nota 45.

23 Cf. E( 4, 24.


ACCOGllBNZA·DEl NOVIZI 37

18. Poi, se il rito si è svolto nel capitolo o nel coro, la comunità si

dirige processionahnente in chiesa, ad iniziare dai più giovani, e il

Maestro dei novizi o un altro frate conduce i novizi davanti all'altare.

Nella processione si canta un inno o un salmo adatto.

PREGHIERA UNIVERSALE

19. A questo punto si può fare la preghiera universale, nel modo

consueto nelle celebrazioni, secondo il formulano offerto in Appendice

(ll, n. 63). Al termine delle intenzioni sì dice il Padre nostro.

ACCOGUENZA FRATERNA E INDIZIONE DEL NOVIZIATO

20. Poi i novizi vanno a scambiare un segno di pace con ciascuno

dei frati, mentre si canta il salmo 132 Ecco quanto è buono o

l'antifona Ubi caritas oppure l'antifona o spem miram o un altro

canto adatto.

21. Al termine, il Maestro dei novizi conduce di nuovo i novizi

davanti al Priore che- se lo si ritiene opportuno- può aggiungere

al nome del novizio un altro nome, di tradizione cristiana, dicendo a

ognuno:

Dal Battesimo il tuo nome è N.,

nell'Ordine ti chiamerai fra N.N.24

Quindi il Priore assegna ai novizi un tempo di prova con l'indizione

25 dell'anno canonico di noviziato e li affida al loro Maestro,

esortandoli con queste parole o con altre simili:

Ecco, figli, voi avete ricevuto

la misericordia di Dio

e la nostra,

perché vi abbiamo dato il nostro abito

per fare esperienza della nostra vita:

24 Cf. PS, p. 155.

25 Cf. LCO, n. 178, §n.


38 ACCOGLIENZA E PROFESSIONE DEl FRATI

vi rimane di fare professione,

per poter avere pienamente quella misericordia.

E poiché potrebbe accadere

che a voi non piaccia il modo di vivere in religione

o a noi non piaccia il vostro modo di vivere,

per questo, con l'autorità della Chiesa e dell'Ordine,

vi concedo un anno di tempo

perché voi possiate provare il nostro modo di vivere

e noi il vostro.

E se vi piacerà vivere con noi

e a noi piacerà il vostro modo di vivere,

vi ammetteremo alla professione:

altrimenti saremo reciprocamente liberi.

Impegnatevi a portare volentieri questo giogo

per amore di Dio

e a obbedire in tutto al vostro Maestro,

come obbedireste a me.26

Oppure:

Le nostre leggi richiedono

che per chi entra nel nostro Ordine

sia stabilito un anno di prova.

Perciò, con l'autorità del mio ufficio,

vi assegno un anno come tempo di prova

da trascorrere sotto la guida di fra N.N.,

che vi istntirà stù nostro Ordine.

Durante questo tempo

i frati sperimenteranno la vostra condotta

e voi saggerete le vostre attitudini

a sostenere le austerità dell'Ordine e la sua missione.

26 Cf. PS, p. 155.


ACCOGLIENZA DEl NOVIZl 39

Trascorso questo anno,

potrete legarvi all'Ordine con la professione,

se così piacerà a voi e ai confratelli;

altrimenti potrete disporre liberamente di voi stessi.2 7

22. Se si vuoi dare il libro delle Costituzioni. lo si faccia in questo

momento del rito, in silenzio o con formula adatta, ma con decorosa

sobrietà.

Se non segue una parte della Liturgia delle Ore, il rito si conclude

come è indicato qui di seguito.

CONCLUSIONE DEL RITO

23. ll Priore invita i presenti alla preghiera, dicendo:

Seguiamo per quanto ci è possibile, fratelli,

le orme del santo padre Domenico,

e rendiamo grazie al Redentore

che ce lo ha donato come guida sul nostro cammino;

mediante il suo carisma Egli ci ha rigenerato,

incamminandoci verso la luce di questo stile di vita.

Supplichiamo il Padre di misericordia

affinché sotto la guida dello Spirito

che anima i figli di Dio,

sulla strada segnata dai nostri fratelli,

senza deviazioni possiamo giungere

alla stessa mèta di felicità perenne

in cui è entrato il nostro padre Domenico.zs

Preghiamo.

27 Directorium XI, 8, p. l I 8; cf. l Const. , d . l, c. L3.

28 Cf. Giordano, o. l 09.


40 ACCOGLIENZA E PROFESSIONE DEl FRATI

Tutti pregano per qualche istante in silenzio; poi il Priore prosegue:

Guarda propizio, Signore, a questa tua famiglia,

e accrescila sempre con nuove generazioni,

perché possa condurre i suoi figli alla santità

a cui si impegnano

e possa procurare efficacemente la salvezza degli altri.

Per Cristo nostro Signore. 2 9

B.. Amen

W. ll nostro aiuto è nel nome del Signore.

B.. Egli ha fatto cielo e terra.

24. n rito si può concludere, come è d'uso in alcune celebrazioni

del nostro Ordine, con l'antifona Salve Reg{na o altro canto; al termine,

i presenti salutano i novizi secondo le consuetudini locali.

29 Cf. MOP, p. [66].


42 ACCOOUENZA E PROFESSlONE DEl FRATI

29. In questo Rituale sono contenuti i riti di professione che si

svolgono durante la Messa. Quando invece la professione viene

emessa o rinnovata fuori della Messa, il rito deve essere convenientemente

adattato, come è indicato qui sotto (nn. 51 -52).

RITO DELLA PROFESSIONE SEMPLICE

DURANTE LA MESSA

30. Quando il rito della professione si celebra in clùesa, abitualmente

si svolge aUa sede; se le circostanze lo richiedono, si può

collocare la sede davanti all'altare. Nel presbiterio tutto sia disposto

in modo che i fedeli possano seguire agevolmente tutta l'azione li­

Lurgica.

31. Si dice la Messa del giorno oppure la Messa rituale "Per la

prima professione", secondo le norme lilurgiche.J6

RITI INIZIALI

32. La celebrazione inizia con il canto d'ingresso; alla processione

che si muove verso l'altare è bene che partecipino i professandi,

accompagnati dal Maestro dei novizi.

Giunti in presbiterio e fatta la debita riverenza all'altare, tutti

prendono il posto loro assegnato e la Messa prosegue come al solito.

LITURGIA DELLA P AROLA

33. Nella liturgia della parola tutto si svolge nel modo consueto,

ma si tenga presente quanto segue:

a) nei giorni in cw è consentito, le letture si possono scegliere

o daUa Messa del giorno o daUa Sacra Scrittura, fra i lesti proposti

nel Lezionario (Appendice I); 37

b) si dice il Credo, se è prescritto dalla liturgia del giorno.

3 6 MRz, p. 756; cf. •Jntr. gen.•, nn. 17-J S.

37 Cf. cintr. gen.•, n. 18.


INTERROGAZIONE O DOMANDA

PROFESSIONE REUGIOSA

LA PROFESSIONE SEMPUc.E 43

34. Dopo il Vangelo, il Maestro dei novizi conduce i professandi

in mezzo davanti al Priore, ed essi si prostrano con le braccia stese in

forma di croce. Allora iJ Priore li interroga dicendo:

Che cosa chiedete?

l candidati rispondono tutti insieme:

La misericordia di Dio e la vostra.Js

35. Oppure. se si preferisce, si omette l'interrogazione e. mentre i

candidati rimangono in piedi, uno di essi a nome di tutti si rivolge al

Priore e alia comunità con queste parole:

Noi, N. e N., per la misericordia di Dio

abbiamo conosciuto la vostra Regola,

vivendo in fraterna carità con voi il periodo di prova:

ora ti chiediamo umilmente, padre,

di poterei consacrare a Dio e al suo regno

con la profèssione religiosa

nell'Ordine dei Predicatori.

Ciò detto, tutti i candidati si prostrano con le braccia stese in

forma di croce. 11 Priore e tutti i frati rispondono con queste parole

o con altre simili:

Rendiamo grazie a Dio.

Il diacono o altro ministro soggiunge:

Alzatevi.

Allora i professandi tornano al loro posto, e tutti siedono.

JS Cf. l Cons1 •• d. l. c. 13.


44 ACCOGLIENZA E PROFESSIONE DEI FRATI

O MELIA

36. Nell'omelia vengano illustrate sia le letture bibliche, sia il

dono e il compito della professione religiosa secondo il carisma e

la missione del nostro Ordine, per la santificazione dei chiamati, per

il bene della Chiesa e di tutta l'umana famiglia.

lNTERROGAZIONJ

37. Terminata l'omelia, il Priore chiede ai professandi:

Volete fare professione

secondo le Costituzioni dell'Ordine dei Predicatori? 39

I candidati, alzandosi, rispondono tutti insieme:

Sì, lo voglio, con l'aiuto di Dio e il vostro.4o

Priore:

li Signore, che ha. dato inizio a quest'opera,

la porti al suo compimento. 4 '

Tutti:

Amen.

38. Oppure, se si preferisce, il Priore con queste o simili parole

chiede ai candidati di esprimere la loro volontà, scegliendo una o più

domande tra le seguenti.

Priore:

Figli (Fratelli) carissimi,

voi siete già consacrati a Dio mediante il Battesimo:

39 Cf. CMS. pp. Il-12.

40 Dlrectorium XI, 9, p. 118.

41 l Const .. d. !, c. J3.


LA PROFESSiONE SEMPUCE 45

volete essere uniti più strettamente a lui e alla Chiesa 42

con il nuovo e speciale titolo della professione religiosa?

l candidati rispondono tutti insieme:

Sì, lo voglio, con l'aiuto cti Dio e il vostro.

Priore:

Volete intraprendere il cammino della perfetta carità

secondo la forma di vita apostolica

proposta da san Domenico,43

come uomini evangelici

che seguono le orme del loro Salvatore? 44

Candidati:

Sì, lo voglio, con l'aiuto di Dio e il vostro.

Priore:

Volete, per seguire più perfettamente

il nostro Salvatore, 4s

vivere la vita comune in un cuor solo e un'anima sola,

fedeli nella professione dei consigli evangelici,

ferventi nell'orazione, assidui allo studio,

costanti nella precticazione

e perseveranti nell'osservanza regolare,

per la gloria di Dio e la salvezza vostra e altrui? 46

Candidati:

Sì, lo voglio, con l'aiuto di Dio e il vostro.

41 Cf. LCO, n. 19, § IT.

43 Cf. LCO, n. l, Const. fùnd., §IV.

• 4 Cf. l ConsL. , d. IT, c. 31.

45 Cf. l Const., d. n, c. 31.

• 6 Cf. LCO, n. l , Const. fund., §IV.


46 ACCOGliENZA E PROFESSIONE DEI FRATI

Allora il Priore conferma la loro volontà dicendo:

TI Signore, che ha dato inizio a quest'opera,

la porti al suo compimento. 47

Tutti:

Amen.

PROFESSIONE RELIGIOSA

39. Allora ciascuno dei candidati va ad inginocchjarsi davanti al

Priore seduto e, mettendo le proprie mani fra quelle del Priore, con iJ

libro delle Costituzioni posato sulle proprie mani, (a professione

pr·onunciando con voce intelligibile le parole della seguente formula,

propria dell'Ordine:

Io fra N.N. faccio professione

e prometto obbedienza a Dio,

alla beata Vergine Maria, a san Domenico

e a te, fra N.N., Maestro dell'Ordine

dei Frati Predicatori e ai tuoi successOii

(oppure: a te fra N.N.,

Priore provinciale della Provincia N.,

oppure: a te fra N.N., delegato ... ,

che rappresenti fra N.N.,

Maestro dell'Ordine dei Frati Predicatori,

e i suoi successori);

secondo la regola di sant'Agostino

e le Costituzioni dei Frati Predicatori:

sarò perciò obbediente a te e ai tuoi successori,

per tre anni (oppure: per un anno).4s

47 l Const., d. l , c. 13.

" 8 LCO, n. 199, §I.


LA PROFESSIONE SEMPUCE 4 7

40. Se però nel momento della professione la carica di Maestro

dell'Ordine è vacante, il candidato prometta obbedienza a chi presiede

al rito, in quanto fa le veci del Maestro dell'Ordine, senza

specificare il nome del Maestro. 4 9

BACIO DI PACE

41. Emessa la professione, il solo Pliore ammette i neoprofessi al

bacio di pace, segno di accoglienza nell'Ordine, con cui viene

espresso il vincolo dell'obbedienza e della comunione.

BENEDIZIONE DELL'ABITO

42. Poi il Priore benedice le vesti dei neoprofessi, Lenendo le mani

giunte:

Preghiamo.

O Dio, autore e perfezionatore della santità,

tu chiami i rinati dall'acqua e dallo Spirito

alla pienezza della vita in Cristo

e alla perfezione della carità:

guarda benigno i tuoi fedeli

che con l'aiuto della Madre della Misericordia

hanno ricevuto la grazia della predicazione

e il dono di un nuovo abito

in segno della sua speciale protezione,

per aprire la via al vangelo della pace.so

Fa' che diventino sempre più conformi

all'immagine del tuo Figlio,

perché al termine della vita

possano entrare nella gioia della tua dimora.

Per lo stesso Cristo nostro Signore.st

:&.. Amen.

49 9

LCO, n. l 9, §TI.

5° Cf. Giordano, n. 57.

51 Cf. Ben., o. 1766, p. 722.


RITI DI CONCLUSIONE

LA PROFESSION"E SEMPUCE 49

47. Quindi il sacerdote benedice i neoprofessi e tutti i presenti:

li Signore sia con voi.

&. E con il tuo spirito.

Sacerdote:

La benedizione di Dio onnipotente,

Padre e Figlio ffi e Spirito Santo,

discenda su di voi, e con voi rimanga sempre.

a. Amen.

48. Altra formula di benedizione finale:

Dio Padre vi protegga con la sua grazia,

perché possiate adempiere con fedeltà

agli impegni della vostra vocazione.

a. Amen.

TI Signore Gesù

vi renda espressione e testimonianza

della sua carità per tutti gli uomini.

a. Amen.

Lo Spirito Santo

fortifichi i vostri cuori

e vi suggerisca tutto ciò che è verità.

& . Amen.

La benedizione di Dio onnipotente,

Padre e Figlio ffi e Spirito Santo,

discenda su di voi, e con voi rimanga sempre.

&. Amen.


LA PROFESSIOl\'E SF.MPUCE 5 l

c) segue il rito della professione propriamenle dello: inlerrogazioni

(nn. 37-38), formula di professione (nn. 39-40), bacio di pace

(n. 41 ), benedizione dell'abito (n. 42);

d) si canta quindi il BenediciLIS o il Magnifìcat;

e) poi si dice la preghiera universale o dei fedeli (Appendice n,

n. 64);

{) il dto si conclude con la recita del Padre rrostro, con un'ora-

7.ione finale e con la benedizione solenne (n. 48).


PREMESSA

CAPITOLO ID

LA PROFESSIONE SOLENNE

DURANTE LA MESSA

53. Prima dell'ammissione alla professione solenne, si faccia di

nuovo ai candidati, davanti al Consiglio del convento o alla commissione

per la loro ammissione, la "dichiarazione e notifica" circa l'osservanza

della vita religiosa e delle leggi dell'Ordine,S 4 tenendo conto

anche delle implicazioni legali proprie eU ogni Paese.

54. L'atto della professione sia registrato nel libro delle professioni

e sottoscritto dal neoprofesso e da due testimoni,SS ma mai

sull'altare. ,

MODO DI AMMETTERE ALLA PROFESSIONE

55. n rito della professione perpetua si svolge molto opportunamente

durante la Messa, con la partecipazione dei membri della

Famiglia Domenicana e del popolo. I fedeli siano informati per

tempo del giorno e dell'ora della celebrazione, in modo che possano

parteciparvi numerosi.

56. Per celebrare il Iito della professione solenne, con la quale il

religioso si consacra per sempre al servizio eU Dio, si preferisca la

domenica o una solennità del Signore, della beata Vergine Maria o

dei Santi, specialmente del nostro Ordine, attenendosi sempre alle

disposizioni vigenti.

54 Cf. LCO, n. 174, §§I-II; vecli anche sotto, Appenclice V, n. 80.

55 LCO, n. 194.


54 ACCOGLIENZA H PROFESSIONE DEl FRATI

57. n rito della professione perpetua non si può unire agli altri riti

di professione.s6 Sia celebrato con la dovuta solennità, come è richiesto

dalla sua stessa natura, ma con la decorosa sobrietà che si

addice al nostro Ordine.

58. n rito della professione si compie ordinariamente in una

chiesa dell'Ordine oppure, se lo si ritiene opporttmo, nella chiesa

cattedrale o in una chiesa parrocchiale o in un'altra chiesa insigne.s7

59. n rito della professione ordinariamente si svolge alla sede;

tuttavia per facilitare la partecipazione dei fedeli si può collocare

la sede per il 'celebrante davanti all'altare. Ogni cosa si disponga in

modo che i fedeli possano seguire agevolmente tutta l'azione liturgica.

60. Quando è possibile, si dia la preferenza alla Messa concelebrata

presieduta dal Priore che riceverà la professione.

61. Si dice la Messa del giorno oppure la Messa rituale "Per la

professione perpetua", secondo le norme liturgiche.ss

RITI INIZIALI

62. È bene iniziare la celebrazione con il canto d'ingresso; alla

processione che si muove verso l'allare è bene che partecipino i

professandi, accompagnati dal loro Maestro.

Giunti in presbiterio e fatta la debita riverenza all'altare, tutti

prendono il posto loro assegnato e la Messa prosegue come al solito.

LITURGIA DELLA PAROLA

63. Nella liturgia della parola tutto si svolge nel modo consueto,

ma si tenga presente quanto segue:

a) nei giorni in cui è consentito, le letture si possono scegliere

o dalla Messa del giorno o dalla Sacra Scrittura, fra i testi proposti

nel Lezionario (Appendice I); 5 9

b) si dice il Credo, se è prescritto dalla liturgia del giorno.

56 Cf. RPR, nn. 8 e 51.

57 Cf. LHOP, Adnot. compi., n. 36, p. 19.

58 MR 2 , p . 757; cf. •lntr. gen.», nn. 17-18.

59 Cf. «


lNTERR.OGAZIONE O DOMANDA

PROFESSIONE REUGIOSA

LA PROFESSIONE SOLENNE 55

64. Dopo il Vangelo, il Maestro o un altro frate conduce i professandi

in mezzo davanti al Priore, ed essi si prostrano con le braccia

stese in forma di croce. Allora il Priore li interroga dicendo:

Che cosa chiedete?

I canc:lidati rispondono tutti insieme:

La misericordia di Dio e la vostra. 6o

65. Oppure, se si preferisce, si omette l'interrogazione e, mentre i

candidati rimangono in piedi, uno di essi a nome dl tutti si rivolge al

Priore e alL:'l. comunità con queste parole:

Noi, N. e N., per la misericordia di Dio

abbiamo conosciuto nella vostra comunità

il valore della vita consacrata:

ora ti chiediamo umilmente, Padre (Fratello),

di poter fare la professione perpetua

nell'Ordine dei Frati Predicatori,

a lode di Dio e a servizio della Chiesa.

Ciò detto, tutti i candidati si prostrano con le braccia stese in

forma di croce. D Priore e tutt:i i frati rispondono con queste parole

o con altre simili:

Rendiamo grazie a Dio.

n diacono o altro lil.i:llistro soggiunge:

Alzatevi.

Allora i professandi tornano al loro posto, e tutti siedono.

60 Cf. l Consr .. d. 1. c. 13.


LA PROFESSIONE SOLENNE 57

volete essere uniti più strettamente a lui e alla Chiesa 64

con il nuovo e speciale titolo della professione solenne?

I candidati tuLli insieme rispondono:

Sì, lo voglio, con l'aiuto di Dio e il vostro.

Priore:

Volete progredire nella carità di Dio e del prossimo 6s

seguendo il proposito apostolico del nostro Ordine,

come uomini che desiderano

procurare la salvezza propria e altrui,

sulle orme del loro Salvatore? 66

Candidati:

Sì, lo voglio, con l'aiuto di Dio e il vostro.

Priore:

Volete, con il conforto dei doni dello Spirito Santo,

essere incorporati nel nostro Ordine

con la professione solenne,

per consacrarvi totalmente a Dio

e offrirvi in modo nuovo alla Chiesa universale,

dedicandovi all'evangelizzazione integrale

della parola di Dio? 67

Candidati:

Sì, lo voglio, con l'aiuto di Dio e il vostro.

114 Cf. LCO, n. 19, §n.

65 Cf. LCO. n . l,§ m.

66 Cf. l Const., d . n, c. 3 1; LCO, n. l , Consr. /i md., § n.

67 Cf. LCO, n. l. Consr. /imd.. § m.


58 ACCOGLIENZA E PROFESSIONE DEl FRATI

Allora il Priore conferma la loro volontà cUcendo:

D Signore, che ha dato inizio a quest'opera,

la porti al suo compimento.6s

Tulti:

Amen.

SUPPLICA PER T PROFESSANDl

69. Quincli tutti si alzano per la supplica. n sacerdote, in piedi, a

mani giunte, rivolto all'assemblea dice:

Fratelli carissimi,

preghiamo Dio. Padre onnipotente

perché benedica questi suoi figli,

che egli ha chiamato a seguire Cristo

nella perfezione evangelica,

e li confermi nel loro proposito.

Tutti pregano in silenzio, oppure si cantano le Litanie dei santi,

offerte in Appendice (IV, nn. 72-75) ad uso facoltativo.

PROFESSIONE RELIGIOSA

70. Al termine della supplica, ciascuno dei candidali va ad inginocchiarsi

davanti al Priore seduto e, mettendo le proprie mani fra

quelle del Priore, con il libro delle Costituzioni posato sulJe pt-oprie

mani, fa professione pronunciando con voce inlelligibile le parole

della seguente formula, propria dell'Ordine:

Io fra N.N. faccio professione

e prometto obbedienza a Dio,

alla beata Vergine Maria, a san Domenico

e a te, fra N.N., Maestro dell'Ordine

dei Frati Predicatori e ai tuoi successori

68 l Const., d. I, c. 13.


LA PROFESSIONE SOLENNE 59

(oppure: a te fra N.N., Priore provinciale

della Provincia N.,

oppure: a te fra N.N., delegato ... ,

che rappresenti fra N.N.,

Maestro dell'Ordine

dei Frati Predicatori, e i suoi successori),

secondo la regola di sant'Agostino

e le Costituzioni dei Frati Predicatori:

sarò perciò obbediente a te e ai tuoi successori,

fino alla morte. 69

71. Se però nel momento della professione la carica di Maestro

dell'Ordine è vacante, il candidato prometta obbedienL:"l a chi presiede

al rito, in quanlo fa le veci del Maestro dell'Ordine, senza

specificare il nome del Maestro.70

BACIO DI PACE E SOLENNE PREGHIERA DI BENEDIZIONE

72. Emessa la professione, il solo Priore ammette i neoprofessi al

bacio dj pace, segno di accoglienza nell'Ordine, con cui viene

espresso il vincolo dell'obbedienza e della comunione.

73. Quindi, se non si fa la solenne preghiera di benedizione, il

Priore dice ai neoprofessi le seguenti parole o altre simili:

Fratelli carissimi, con la professione solenne

voi vi siete donati a Dio e alla sua volontà:

e Dio mediante il ministero della Chiesa

vi ha consacrati a sé. 11

Oppure, facoltativamente, i neoprofessi si inginocchiano e il

Priore, con le braccia slese davanti al petto, dice la preghiera di

benedizione usando uno dei formulari offerti qui sotto in Appendice

(IV, n. 77).

69 LCO. n. 211.

70 LCO, n. 199, § ll.

71 VedJ sopra, •lntr. gen.•, n. 4.


LA PROFESSJONE SOLENNE 61

Conferma nel santo proposito

i nostri fratelli N. e N.,

che oggi con la professione dèi voti solenni

si sono consacrati per sempre al tuo servizio

e fa' che nella tua Chiesa

manifestino la vita nuova ed eterna

frutto della redenzione di Cristo.

d) nella Preghiera eucaristica IV, dopo le parole « ... di coloro

che si uniscono alla nostra offerta» si aggiunge:

... dei nostri fratelli N. e N.,

che oggi si sono consacrati a te

con la professione solenne,

dei presenti e del tuo popolo

e di tutti gli uomini che ti cercano con cuore sincero.

77. Dopo che il sacerdote si è comunicato al Corpo e al Sangue

del Signore, tutti i presenti possono ricevere la comunione sotto le

due specie, attenendosi sempre alle disposizioni delle Conferenze

Episcopali e del Vescovo diocesano.

RITI DI CONCLUSIONE

78. Terminata l'orazione dopo la comunione, i neoprofessi si recano

davanti all'altare e il sacerdote, con le braccia stese su di loro e

sul popolo, può dire:

Dio, che ispira e porta a compimento

ogni santo proposito,

vi protegga sempre con la sua grazia,

perché possiate vivere fedelmente

gli impegni della vostra vocazione.

B . Amen.

Egli vi renda presso tutti i fratelli

segno e testimonianza del suo amore.

B . Amen.


62 ACCOGU.E.N'ZA 1?. PROfESSfONE DEl FRATl

La grazia della chiamata dello Spirito Santo

renda fecondi i vostri cuori,

per il bene della Chiesa e dell'umana famiglia.

&. Amen.

E su tutti voi,

che avete partecipato a questa santa liturgia,

scenda la benedizione di Dio onnipotente,

Padre e Figlio ffi e Spirito Santo.

& . Amen.

79. Poi il diacono, o il sacerdote, congeda i frati e i presenti dicendo:

La Messa è finita: andate in pace.

&. Rendiamo grazie a Dio.

80. Allora i presenti salutano i neoprofessi secondo le consuetudini

locali, mentre il coro canta l'antifona seguente con il salmo 132

o un altro canto adatto:

Quant'è buono, quant'è soave

che i fratelli vivano insieme.


CAPITOLO IV

LA RINNOVAZIONE DEI VOTI TEMPORANEI

DURANTE LA MESSA

81. In questo capitolo è descritto il rito utilizzabile per la rinnovazione

dei voti temporanei, richiesta dalle Costituz.ioni,7J quando

esso si svolge durante la Messa. Quando invece la rinnovazione dei

voti si svolge fuori delia Messa, la professione viene rinnovata senza

un rito speciale, davanti a due testimoni.

82. n rito della rinnovazione dei voti si svolga con la massima

sobrietà, soprattutto quando i voti si rinnovano ogni anno.

Quando il rito è celebrato in chiesa, la professione ordinariamente

si svolge alla sede; in un luogo adatto del presbiterio si prepari la

sede per il Priore che riceverà la professione dei confratelli.

83. Si dice la Messa del giorno oppure la Messa rituale "Per la

rinnovazione dei voti", secondo le norme liturgiche.74

84. L'atto della professione sia registrato nel libro delle professioni

e sottoscritto dal neoprofesso e da due testimoni,' 5 ma mai

sull'altare.

LITURGIA DELLA PAROLA

85. Le letture si possono scegliere-nei gionù in cui è consentito

- o dalla Messa del giorno o dalla Sacra Scrittura, utilizzando la

selezione proposta nel Lezionario (Appendice I). 76

73 'LCO, nn. 195, §TI; 202; 203.

7 • MRz, p. 763; cf. •lntr. gen.•, nn.! 7· 18.

75 LCO. n. 194.

76 Cf. olntr. gen.•, n. 18.


64 ACCOGLIENZA E PROFESStONE OEI PRATI

86. Dopo il Vangelo si tiene l'omelia, nella quale il Priore illustra

sia le letture bibliche sia il valore e la grazia della vita religiosa nel

nostro Ordine.

INvOCAZIONE DELL'AIUTO DIVINO

RINNOVAZIONE DEI VOTI

87. Terminata l'omelia, il Priore può invitare i presenti a chiedere

l'aiuto divino, dicendo:

Preghiamo Dio nostro Padre,

che dà la perseveranza nel bene,

per questi suoi figli,

che oggi davanti alla Chiesa

rinnovano la loro professione religiosa.

E tulli pregano per un po' di tempo in silenzio. Quindi il Priore

dice:

Guarda con bontà, o Signore, questi tuoi figli,

che nella tua provvidenza

hai chiamato a seguire più da vicino

le orme del Salvatore;

fa' che proseguano, perseverando nell'amore,

il cammino intrapreso con tanto entusiasmo.

Per Cristo nostro Signore.

&. Amen.

RINNOVAZIONE DELLA PROFESSIONE

88. Terminata la preghiera, ciascuno dei professandi va ad ingi·

nocchiarsi davanti aJ Priore seduto e, mettendo le proprie mani fra

quelle del Priore, con il libro delle Costituzioni posato sulle proprie

mani, rinnova la professione pronunciando con voce intelligibile le

parole della seguente fonnula, propria dell'Ordine:


IUNNOVAZIONE DEl VOTI 65

Io fra N.N. rinnovo la professione

e prometto obbedienza a Dio,

alla beata Vergine Maria, a san Domenico

e a te, fra N.N., Maestro dell'Ordine

dei Frati Predicatori e ai tuoi successori

(oppure: a te fra N.N.,

Priore provinciale della Provincia N.,

oppure: a te fra N.N., delegato ... ,

che rappresenti fra N.N.,

Maestro dell'Ordine dei Frati Predicatori,

e i suoi successori),

secondo la regola di sant'Agostino

e le Costituzioni dei Frati Predicatori:

sarò. perciò obbediente a te e ai tuoi successori,

per due anni (oppure: per un anno).n

89. Se però nel momento della professione la carica di Maestro

dell'Ordine è vacante, il candidato prometta obbedienza a chi presiede

al rito, in quanto fa le veci del Maestro dell'Ordine, senza

specificare il nome del Maestro. 7 8

CONCLUSIONE DEL RITO DEllA RINNOVAZIONE

90. Rinnovata la professione, il solo Priore ammette i neoprofessi

al bacio di pace, segno di accoglienza nell'Ordine, con cui viene

espresso il vincolo dell'obbedienza e della comunione.

91. Si dice il Credo, se è ,richiesto dalle rubriche della liturgia de]

giorno. La preghiera universale o dei fedeli (cf. Appendice il, n. 66) si

svolge nel modo consueto.

77 Cf. LCO, n. 199, §I; 201, § 1.

78 LCO, n. 199, §n.


CAPITOLO V

NEL VENTICINQUESIMO E CINQUANTESIMO

DELLA PROFESSIONE RELIGIOSA

92. Nel 25° e 50° anniversario della professione religiosa si può

. celebrare una Messa durante La quale il religioso, a scopo devozionale

e anche per ragioni pastorali, confenna la propria professione,

benché tale uso sia assente nella tradizione dell'Ordine. 7 9

93. In questa Messa 80 si può adottare il colore bianco quando

sono consentite le "Messe per diverse circostanze", secondo le norme

liturgiche.

Dopo l'omelia si può riconfermare pubblicamente la propria professione,

usando il rito della rinnovazione dei voti (sopra, nn. 87-91),

ma con la formula seguente:

Io fra N.N. totalmente aderisco

alla professione da me emessa

e prometto obbedienza a Dio

alla beata Vergine Maria, a san Domenico

e a fra N.N., Maestro dell'Ordine

dei Frati Predicatori, e ai suoi successmi,

secondo la regola di sant'Agostino

e le Costituzioni dei Frati Predicatori,

invocando la grazia di Dio

per poter adempiere fedelmente

all'impegno della mia professione

fino alla morte.

79 Cf. «


68 ACCOGLIENZA E PROFESSIONE DEI FRATI

94. Per la celebrazione della Messa si può usare il seguente formulario:

Antifona d'ingresso Sal 39, 8-9

Ecco io vengo, Signore, per fare la tua volontà.

Io desidero la tua legge nel profondo del cuore.

Si dice il Gloria.

Colletta

Signore, Dio fedele,

che hai dato al nostro fratello N.

(oppure: che mi hai dato) la gioia di confermare,

dopo venticinque (cinquanta) anni,

la sua (mia) consacrazione al tuo servizio,

accogli il nostro umile ringraziamento

e conferma in lui (in me) il santo proposito

di dedicarsi (dedicarmi) sempre più alla lode

del tuo nome

e alla salvezza dei fratelli.

Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,

e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,

per tutti i secoli dei secoli.

Sulle offerte

Accètta, Signore,

con i doni che ti presentiamo,

la rinnovata offerta del nostro fratello N.

(oppure: la mia offerta che oggi ho confermato),

e con la forza dello Spirito Santo

rendilo (rendimi) sempre più conforme

all'immagine del tuo dilettissimo Figlio.

Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

Prefazio proprio (cf. Appendice m).


PROEMIO

l . SECONDO UN'ANTICA CONSUETUDJNEI, l'accoglienza dei novizi nell'Ordine

si fa con la consegna dell'abito, sentita come un vero rito

di ammissione; perciò la "vestizione" rituale avviene all'inizio del

noviziato, 2 come "segno di accoglienza" nell'Ordine ma non ancora

di "consacra7Jone", che si ha con la professione. l ·

Qualora però l'abito, secondo le indicazioni del Direttorio, 4 si riceva

soltanto nel giorno della prima professione, nel rito di accoglienza

delle novizie la consegna dell'abito (nn. 16-l 7) viene omessa.

2. Prima dell'inizio del noviziato si faccia alla postulante, davanti

al Consiglio del monastero o alla commissione per l'ammissione

della candidata, la "dichiarazione e notifica" circa l'osservanza della

vita religiosa e delle leggi dell'Ordine, basandosi sulla formula presentata

in Appendice (V, n. 80),5 ma tenendo conto anche delle implicazioni

legali proprie di ogni Paese.

3. Nell'Ordine la professione è duplice.! la prima è semplice e temporanea,

e si fa al termine del noviziato; la seconda è solenne e

perciò perpetua.6

1 Cf. I Con.st. , d. I, c. 14; Directori.um :xn, pp. 116-118; Umberto .D, pp. 525-527.

2 Vedi sopra, clntr. gen.•, nota 45.

3 Vedi sopra, • lntr. gen.•, n. 7.

4 Cf. CM, n. 140, §n.

5 Cf. LCO, n. 174, §§ T-D e p. 229.

6 LCO, n. 190; cf. sopra, •lntr. gen.•, nn. 9.12.13.


74 ACCOGLIENZA E PROFESSIONE DELLE MONACHE

Vi è quindi anche un duplice rito:

- il rito de.Ua pmf-essione semplice o temporanea;

- il rito della professione solenne o perpetua.

Si osservi con cura ]a distinzione liturgica tra professione solenne

e professione sempUce, evitando la trasposizione dall'una all'altra di

elementi propri dei due riti distinti.7

4. La professione viene emessa con un'unica formula, quella propria

del nostro Ordine, a cambiando soltanto la specificazione della

durata.9

7 RPR, n. 14, c.

8 Cf. sopra, clntr. gcn.•, n. 7.

9 CM, nn.157§Ie 167.§ll.


CAPITOLO I

ACCOGLIENZA DELLE NOVIZIE

MODO DI ACCOGLIERE LE NOVIZIE NELL'ORDINE

S. Nel giorno in cui comincia il noviziato canonico è bene compiere

un rito particolare, che per sua natura si deve svolgere fuori

della Messa IO e separatamente dai riti della professione. Si può invece

opportunamente inserire nella celebrazione eU una parte della

Liturgia delle Ore- specialmente LocU o Vespri- oppure in una

particolare celebrazione della parola di Dio, nella quale venga presentata

la natura della vita religiosa contemplativa e .il carisma proprio

del nostro Ordine.

6. n rito sia molto semplice, sobrio e riservato specialmente alle

monache. Per compiere questo rito è opportun.o scegliere l'aula capitolare

o un altro luogo simile. Quando però sono presenti parenti o

membri degli altri rami della Famiglia Domerucana,u il rito si può

svolgere nella chiesa deJ monastero.

7. La celebrazione è presieduta dalla Priora del monastero in cui

la postulante è accolta, oppure la Sottopriora 'in capite' o una monaca

da esse delegata.l2 Esse saranno qui comunque indicate con il

nome di "Priora".

Può essere presente anche un Frate dell'Ordine, su invito della

Priora.

1° Cf. RPR, n. 12.

11 Vedj sopra, •lntr. gen.•, n. l L

12 Cf. LCO, n. 175.


7 6 ACCOCUENZA E PROFESSIONE DELLE MONACHE

8. n noviziato comincia con l'indizione fatta dalla Priora che ammette

la postulante al noviziato. Questa indizione sia r egistrata nel

libro delle ammissioni e sottoscritta dalla novizia e da due testimoni13

RITI INIZIALI

9. n rito può iniziare con u saluto della Priora, che secondo le

circostanze - cioè se U rito non è stato spiegato in precedenza -

potrà brevemente illustrare alle presenti, a guisa di monizione introduttiva,

U senso della celebrazione. Segue il canto del Veni Crearor o

altro inno.

INTERROGAZIONE

10. Poi la Maestra delle novizie conduce la postulante in mezzo al

capitolo, dove essa si prostra.

Allora la Priora -rivestita della cappa dell'Ordine, se c'è l'usanza

- chiede alla postulante di esprimere la sua volontà:

Che cosa chiedi?

La postulante risponde:

La misericordia di Dio e la vostra.t4

* * *

11. Allora secondo le circostanze la Priora può invitare le presenti

alla preghiera con queste parole o con altre simili:

Preghiamo per questa nostra sorella,

che chiede di essere accolta nel nostro monastero:

il divino Maestro le conceda

l'abbondanza del suo Spirito e il conforto della sua pace.

Tutte pregano per qualche qualche istante in silenzio.

13 CM, n. 140, §I.

14 Cf. l Const., d. I, c. 13.


12. Poi la Priora dice:

ACCOGLIENZA DE.U...E NOVJZIE 77

O Dio, fonte di ogni vocazione,

tu hai donato alla Chiesa san Domenico

come esempio di uomo evangelico: •s

ascolta con bontà le suppliche della tua serva N.

che per servirti più perfettamente

chiede di essere incorporata nella nostra famiglia;

e fa' che la sua partecipazione alla vita comune

accresca in tutte noi l'amore fratetno.

Per Cristo nostro Signore.

B.. Amen.

Poi la Priora soggiunge:

Alzati.

* * *

Allora la postulante ritorna al suo posto, e tutte siedono.

CELEBRAZIONE DELLA PAROLA DI DIO

13. Quindi si leggono testi adatti della Sacra Scrittura, intercalati

da salmi responsoriali (cf. Appendice I): i testi ricordino la novità di

vita iniziata con il Battesimo, per indicare il collegamento della vita

religiosa con i sacramenti dell'iniziazione cristiana.

14. Poi la Priora o il Frate dell'Ordine, prendendo spunto dalle

letture, rivolge la sua parola alla postulante e alla comunità, sulla

natura della vita contemplativa e sul carisma proprio dell'Ordine,

illustrandone le specifiche esigenze ed austerità. t6

15 Giordano, n. J 04.

16 Cf. PS, pp. 149-153.


78 ACCOGLIENZA E PROFESSIONE DELLe. MONACHE

INTERROGAZIONI

ACCE'ITAZIONE DELLA POSTULANTE

15. AJ termine, la Priora invita la postulante ad alzarsi e con

queste o simili parole chiede loro di manifestare la sua intenzione,

scegliendo una o più domande tra le seguenti:

Vuoi, con ferma intenzione,

camminare fedelmente in novità di vita?

La postulante risponde:

Sl, lo voglio, con l'aiuto di Dio e il vostro 1 7.

Priora:

Vuoi seguire il Signore Gesù

secondo il proposito evangelico di san Domenico?

PostuJante:

Sì, lo voglio, con l'aiuto di Dio e il vostro.

Vuoi dunque essere accolta nella nostra famiglia,

per sperimentare la nostra vita

nella perfetta osservanza regolare?

Postulante:

Sì, lo voglio, con l'aiuto di Dio e il vostro.

17 Directorium XI. 9, p. 118.


ACCOGliENZA DELLE NOVIZIE 79

Allora la Priora conferma la volontà della postulanle dicendo:

ll Signore, che ha dato inizio a quest'opera,

la porti al suo compimento 1s.

E le presenti rispondono:

Alnen.

VESTIZIONE O CONSEGNA DELL'ABITO

16. Qt.ùndi la Maestra delle novizie conduce la postulante davanti

alla Priora e la fa inginocchi are; la vestiaria porta le vesti preparate e

le porge alla Priora; la Priora, con l'aiuto della Maestra delle novizie,

in luogo adatto riveste ogni candidata dell'abito dell'Ordine proprio

delle novizie (cf. n. 1),

Fatto questo, la sola Ptiora ammette ogni novizia al bacio di pace,

segno di accettazione nell'Ordine e di accoglienza nella fralernità

monastica.

Durante la vestizione della novizia, tutti in ginocchio cantano

l'inno Veni Creator, 19 se non è stato cantato prima, oppure il coro

canta l'antifona Immulému.r habitu (MLOP, p. 6) con il salmo 39

(Exspéctans exspectii.vi D6minum ), o un altro canto adatto.

17. Oppure, se tale è la consuetudine del monastero, la Priora

consegna l'abito nelle mani della candidata durante il noviziato, 20

durante una celebrazione opportunamente preparata.

In questo rito, la Maestra delle novizie conduce la candidata davanti

alla Priora e la fa inginocchiare; la Priora riveste la novizia

dell'abito oppure lo consegna in mano alla novizia, dicendo:

Ti conceda il Signore

di spogliarti dell'uomo vecchio con le sue azioni,

e di rivestirti dell'uomo nuovo, creato secondo Dio

nella giustizia e nella santità vera.2 1

18 l Co11sl., d. I, c. 13.

19 Cf. COP, p. 123, n. 486.

2° Cf. sopra, •lotr. gen.•, nota 44.

2 1 Cf. Ef 4,24.


80 ACCOCLIENZA E PROFESSIONE DEllE MONACHE

Fatto questo, la sola Priora ammette la novizia al bacio di pace,

segno di accettazione nell'Ordine e di accoglienza nella fraternità

monastica.

18. Poi, se il rito si è svolto nel capitolo, la comunità può dirigersi

processionalmente in chiesa, ad iniziare dalle più giovani, e la Maestra

delle novizie conduce la novizia davanti all'altare, nel coro delle

monache.

Nella processione si canta un inno o un salmo adatto.

PREGHIERA UNIVERSALE .

19. Allora si può fare la preghiera universale, nel modo consueto

nelle celebrazioni, secondo il formulario offerto in Appendice (ll, n.

63). Al termine delle intenzioni si dice il Padre nostro .

A CCOGUENZA FRATERNA E INDIZIONE .DEL NOVIZIATO

20. Poi la novizia va a scambiare un segno di pace con ciascuna

delle sorelle, mentre si canta il salmo 132 Ecco quanto è buono o

l'antifona Ubi caritas oppure l'antifona o spem miram o un altro

canto adatto.

21. Al termine, la Maestra delle novizie conduce di nuovo la novizia

davanti alla Priora che - se lo si ritiene opportuno - può

aggiungere al suo nome un altro nome, di tradizione cristiana, dicendo

Dal Battesimo il tuo nome è N.,

nell'Ordine ti chiamerai suor N.N.22

Quindi la Priora assegna un tempo di prova con l'indizione 23 dell'anno

canonico di noviziato e affida alla Maestra la novizia, con

queste parole o con altre simili:

22 Cf. PS, p. 155.

23 Cf. CM, n. 140, § 1.

-


82 ACCOGLIENZA f! PROFESSIONE DEU.F. \tONACHE

e tu saggerai le tue attitudini

a sostenere le austerità dell'Ordine e le sue osservanze.

Trascorso questo anno,

potrai legarti all'Ordine con la professione,

se così piacerà a te e alle consorelle;

altrimenti potrai disporre liberamente di te stessa. 25

22. Se secondo le consuetudini del monastero si vuole dare alla

novizia il Libro delle Costituzioni o qualche simbolo, lo si faccia in

questo momento del rito, in silem·jo o con formuJa adatta, ma con

decorosa sobrietà.

Se non segue una parte della Liturgia delle Ore, il rito si conclude

come è indicato qui di seguito.

CONCLUSIONE DEL RITO

23. La Priora invita le soreUe alla preghiera, dicendo:

Seguiamo per quanto ci è possibile, sorelle,

le orme del santo padre Domenico,

e rendiamo grazie al Redentore

che ce lo ha donato come guida sul nostro cammino;

mediante il suo carisma Egli ci ha rigenerato,

incamminandoci verso la luce di questo stile di vita.

Supplichiamo il Padre di misericordia

affinché sotto la guida dello Spirito

che anima i figli di Dio,

sulla strada segnata dalle nostre sorelle,

senza deviazioni possiamo giungere

alla stessa mèta di felicità perenne

in cui è entrato il nostro padre Domenico.26

Preghiamo.

as Directorium XI, S. p. 11 8; cE f Const. , d . l. c. 13.

16 Cf. Giordano, n. 109.


ACCOGL.IENZA DEllE NOVIZIE 83

Tutti pregano per qualche istante in silenzio; poi la Priora prosegue:

O Dio, che per coloro che rinunciano al mondo

prepari una dimora nel cielo,

dilata i nostri cuori verso j tesori celesti,

perché la nostra vita e le nostre opere

siano conformi a ciò che professiamo di essere.

Per Cristo nostro Signore. 21

Q. Amen.

l'. D nostro aiuto è nel nome del Signore.

R.. Egli ha fatto cielo e terra.

24. U rito si può concludere, come è d'uso in alcune celebrazioni

del nostro Ordine, con l'antifona Salve Regina o altro canto; al termine,

i presenti salutano la novizia secondo le consuetudini localL

27 Cf. MOP. p. [87].


CAPITOLO II

LA PROFESSIONE SEMPLICE

MODO DI AMMETIERE ALLA PROFESSIONE

25. n rito della professione, secondo la consuetudine dell'Ordine,28

si svolge nell'aula capitolare o nel coro, ma per giusti motivi

può svolgersi nella chiesa del monastero, in connessione con la celebrazione

di una parte della Liturgia delle Ore o anche durante la

Messa,29 secondo l'uso attuale.

26. n rito di ammissione alla professione ordinariamente è presieduto,

oltre che dal Maestro dell'Ordine, dalla Priora o dalla Sottopriora

'in capite' del monastero in cui viene emessa la professione, o

da una loro delegata. JO Esse saranno qui indicate con il nome di

"Pri ,

ora.

27. Prima dell'ammissione alla prima professione si faccia di

nuovo alla candidata, davanti al Consiglio della monastero o alla

commissione per l'ammissione alla professione, la "dichiarazione e

notifica" circa l'osservanza della vita religiosa e delle leggi. dell'Ordine,

basandosi sulla formula presentata in Appendice (V, n. 80), 31

ma tenendo conto anche delle implicazioni legali proprie di ogni

Paese.

28. L'atto della professione sia registrato nel libro delle professioni

e sottoscritto dalla neoprofessa e da due testimoni,32 ma mai

sull'altare.

28 Cf. sopra, •Intr. gen.•, n. 7.

29 Cf. RPR, n. 5.

3° CM, n. 156.

3 1 Cf. LCO. n. l 74, §§ l-II e p . 229.

32 CM, n. J59.


86 ACCOGliENZA E PROFESSIONE DELLE MONACHE

29. In questo Rituale sono contenuti i riti di professione che si

svolgono durante la Messa. Quando invece la professione viene

emessa o rinnovata fuori della Messa, il rito deve essere convenientemente

adattato, come è indicato qui sotto (nn. 53-54).

RITO DELLA PROFESSIONE SEMPLICE

DURANTE LA MESSA

30. Quando il rito della professione si celebra in chiesa, abitualmente

si svolge alla sede; se le circostanze lo richiedono, si può

collocare la sede davanti all'altare. Nel presbitelio tutto sia disposto

in modo che anche gli altri fedeli possano convenientemente assistere

all'azione liturgica, tenendo presenti le leggi generali della

Chiesa sulla clausura e le circostanze particolari.

31. Si dice la Messa del giorno oppure la Messa riltuale "Per la

prima professione", secondo le norme liturgiche.33 L'Eucaristia sia

possibilmente celebrata da un sacerdote domenicano, assistito da un

diacono.

RITI INIZIALI

32. La celebrazione inizia con il canto d'ingresso. La professanda

indossa l'abito religioso, ma senza il velo delle professe.

LITURGIA DELLA PAROLA

33. Nella liturgia della parola tutto si svolge nel modo consueto,

ma si tenga presente quanto segue:

a) nei giorni in cui è consentito, le letture si possono scegliere

o dalla Messa del giorno o dalla Sacra Scrittura, fra i testi proposti

nel Lezionario (Appendice I); 34

b) si dice il Credo, se è prescritto dalla liturgia del giorno.

33 MR 2 , p. 756; cf. «


!NTERROGAZ.IONE

PROFESSIONE RELIGIOSA

Lo\ PROFESSIONE SE.MPUCE 87

34. Dopo il Vangelo, il coro 1imane rivolto verso l'altare. La professanda

va a prostrarsi in mezzo al coro.

Allora la Priora la interroga dkcndo:

Che cosa chiedi?

La candidata risponde:

La misericordia di Dio e la vostra.JS

La Priora soggiunge:

Alzati.

Allot·a la candidata ritorna al suo posto, e tutti siedono.

0 MEUA

1

35. Nell'omelia il sacerdote illustra sia Je letture bibliche, sia il

dono e il compito della professione religiosa secondo la vocazione e

la missione dell'Ordine e il carisma della vita contemplativa, per la

santificazione delle persone chiamate, per il bene della Clùesa e di

tutta l'umana famiglia.

lNTERROGAZ!ONl

36. Terminata l'omelia, la Priora chiede alla candidata:

Vuoi fare professione

secondo le Costituzioni delle Monache

dell'Ordine dei Predicatori? 36

La candidata alzandosi risponde:

Sì, lo voglio, con l'aiuto di Dio e il vostro.37

35 Cf. l Const., d. l, c. 13.

36 Cf. CMS, pp. 11-12.

37 Directorium Xl. 9, p. 118.


88 ACCOGLIENZA E PROFESSIONE DELLE MONACHE

Priora:

TI Signore, che ha dato inizio a ques-t'opera,

la porti al suo compimento.Js

Tutti:

Amen.

37. Oppure, se si preferisce, la candidata va a porsi in piedi davanti

alla Priora, che con queste o simili parole le chiede di esprimere

la sua volontà, scegliendo una o più domande tra le seguenti.

Priora:

Figlia (Sorella) carissima,

tu sei già consacrata a Dio mediante il Battesimo:

vuoi essere unita più strettamente a lui e alla Chiesa 39

con il nuovo e speciale titolo della professione religiosa?

Candidata:

Sì, lo voglio, con l'aiuto di Dio e il vostro.

Priora:

Vuoi intraprendere il cammino della perfetta carità

e, dedicandoti a Dio solo,

unirti alla 11

Santa predicazione"

del nostro padre Domenico,

mediante la preghiera e la penitenza? 40

Candidata:

Sì, lo voglio, C


90 ACCOGLIENZA E PROFESSIONE DELLE MONACHE

Io suor N.N. faccio professione

e prometto obbedienza a Dio,

alla beata Vergine Maria, a san Domenico,

al Maestro dell'Ordine dei Frati Predicatori

e a te, suor N.N., Priora di questo monastero N.,

e a quelle che ti succederanno

(oppure: a te suor N.N., Sottopriora in capite

di questo monastero N.,

oppure: a te suor N.N., delegata ... ,

che rappresenti suor N.N.,

Priora di questo monastero N.

e quelle che le succederanno),

secondo la regola di sant'Agostino

e le Costituzioni delle Monache

dell'Ordine dei Predicatori:

sarò perciò obbediente a te

e a quelle che ti succederanno,

per un triennio (oppure: per un anno).4s

39. Non si cambia nulla nella fonnula eli professione quando

l'Ordine manca del suo Maestro. 4 6

BACfO DJ PACE

40. Emessa la prof-essione, la sola Priora ammeLte la neoprofessa

al bacio di pace, segno di accoglienza nell'Ordine, con cui viene

espresso il vincolo dell'obbedienza e della comunione.

BENEDIZIONE DEll'ABITO E CONSEGNA DEL VELO

41. Poi il sacerdote benedice l'abito della neoprofessa, tenendo le

mani giunte:

Preghiamo.

4 ' Cf. CM, n. 157, §I.

46 CM, n. 157, §IL


LA PROFESSIONE SEMPUCE 91

O Dio, autore e perfezionatore della santità,

tu chiami i rinati dall'acqua e dallo Spirito

alla pienezza della vita in Cristo

e alla perfezione della carità:

guarda benigno questa tua figlia

che con l'aiuto della Madre della Misericordia

ha ricevuto il dono di un nuovo abito

in segno della sua speciale protezione,

per aprire la via al vangelo della pace. 4 7

Fa' che diventi sempre più conforme

all'immagine del Cristo tuo Figlio,

perché al termine della vita

possa entrare nella gioia della tua dimora.

Per Cristo nostro Signore. 4s

&. Amen.

Oppure:

Signore Gesù Cristo,

che hai voluto rivestirti della nostra condizione umana,

noi supplichiamo la tua infinita benevolenza:

degnati di bene ffi dire questo abito

che i nostri padri stabilirono di portare

come espressione di innocenza e santità,

e fa' che chi lo indosserà meriti di rivestirsi cti te,

che vivi e regni nei secoli dei secoli. 49

Q . Amen.

47 Cf. Giordano, n. 57.

48 Cf. Ben., n. 1766, p. 722.

4 9 Ecci. Of[. , F. 5Jr A; cf. PS, p. 157.


92 ACCOGLIENZA E PROFESSIONE DELLE MONACHE

42. Poi il sacerdote dà alla candidata il velo delle professe, dicendo:

Ricevi il sacro velo

come segno della tua consacrazione a Cristo Signore,

per essere casa di preghiera so per il tuo Dio

e tempio di intercessione per tutti gli uomini.

La neoprofessa risponde:

Amen.

Allora la Priora, aiutata dalla Maestra delle novizie, ricopre la

testa della neoprofessa con il velo. Quindi il sacerdote asperge la

neoprofessa con acqua benedetta.

Intanto il coro canta l'antifona Veni, sponsa Christi (AG, p . 89*) o

P6suit signum (COP, p. 13) o un altro canto adatto.

* * *

43. Poi, dove c'è l'usanza, la Priora consegna alla neoprofessa il

libro delle Costituzioni, dicendo:

Ricevi le Costituzioni delle Monache

dell'Ordine dei Predicatori,

come specchio della tua fedeltà alla divina vocazione,

per vivere una vita salutare per te, esemplare

per gli uomini, piacevole agli angeli, gradita a Dio.st

La neoprofessa risponde:

Amen.

44. Qualora le consuetudini di un monastero prevedessero la consegna

di qualche simbolo, la si faccia a questo punto del rito, in

silenzio o con una formula adatta; si raccomanda però una decorosa

sobrietà.

. ..

-..

* *

5° Cf. Le l 9, 46.

5 1 Cf. CM, n. l , Cost. fond., § VI.


94 ACCOGLIENZA E PROFESSIONE DELLR MONACHE

50. Altra formula di benedizione finale:

Dio Padre vi protegga con la sua grazia,

perché possiate adempiere con fedeltà

agli impegni della vostra vocazione.

&. Amen.

n Signore Gesù

vi renda testimoni nella Chiesa

dei beni del regno celeste. s2

&. Amen.

Lo Spirito Santo

fortifichi i vostri cuori

e vi suggerisca tutto ciò che è verità.

&. Amen.

La benedizione di Dio onnipotente,

Padre e Figlio ffi e Spirito Santo,

discenda su di voi, e con voi rimanga sempre.

& . Amen.

51. Poi il diacono o il sacerdote congeda la comunità e i presenti

con queste o simili parole:

La Messa è finita: andate in pace.

&. Rendiamo grazie a Dio.

52. n rito si può concludere, come è d'uso in alcune celebrazioni

del nostro Ordine, con l'antifona Salve Regina o altro canto; altermine,

i presenti salutano la neoprofessa secondo le consuetudini

locali.

52 CM, o. 152, § U.


LA PROFESSIONE SEMPLlCE 95

RITO DELLA PROFESSIONE SEMPLICE

FUORI DELLA MESSA

53. Quando il rito della professione semplice si svolge fuori della

Messa, 53 esso può essere inserito in una celebrazione della parola di

Dio, nel modo seguente:

a) dopo un canto iniziale adatto, si fa l'interrogazione alla

novizia (n. 34);

b) segue la lettura della parola di Dio, alla quale risponde U

canto di un salmo adatto (cf. Appendice I). Poi la Priora, prendendo

spunto dalle letture, rivolge la Sl:la parola alla professanda e ai pre·

senti;

c) segue il rito della professione propriamente detto: interrogazioni

(nn. 36-37), formula di professione (nn. 38-39), bacio di pace

(n. 40), benedizione dell'abito (n. 41), consegna del velo (n. 42) e dj

eventuali sirnboU (nn. 43-44);

d) il rito si può concludere con la preghiera universale (Appendice

TI, n. 64)-aggiungendo eventualmente il Padre nosLJ'O - e con

la benedizione solenne (n. 50).

54. Quando invece il rito si svolge durante la Liturgia delle Ore

(specialmente Lodi o Vespri), si procede nel modo seguente:

a) dopo il canto dell'inno, si fa l'interrogazione alla novizia

(n. 34);

b) seguono la salmodia e la lettura della parola di Dio, che può

essere tratta dai testi proposti nel Lezionario (cf. Appendice I). Poi la

Priora, prendendo spunto dalle letture, rivolge la sua parola alla

professanda e ai presenti;

c) segue il rito della professione propriamente detto: interrogazioni

(nn. 36-37), formula di professione (nn. 38-39), bacio di pace

(n. 40), benedizione dell'abito (n. 41), consegna del velo (n. 42) e di

eventuali simboli (nn. 43-44);

d) si canta quindi il BenedicùtS o il Magnificai ;

e) poi si dice la preghiera universale o dei fedeli (Appendice li,

n. 64);

f) il rito si conclude con la recita del Padre nostro, con un'orazione

finale e con la benedizione solenne (n. 50).

53 Cf. •lntr. gen.•, n. 12.


CAPITOLO m

LA PROFESSIONE SOLENNE

DURANTE LA MESSA

MODO DI AMMETTERE ALLA PROFESSIONE

55. Il rito della professione solenne si svolge molto opportunamente

durante la Messa, nella chiesa del monastero, con la partecipazione

dei membri della Famiglia Domenicana e del popolo. I fedeli

siano informati per tempo del giorno e dell'ora della celebrazione, in

modo che possano parteciparvi numerosi.

56. Per celebrare il .rito della professione solenne, con la quale la

monaca si consacra per sempre al servizio di Dio, si preferisca la

domenica o una solennità del Signore, della beata Vergine Maria o

dei Santi, specialmente del nostro Ordine, attenendosi sempre alle

disposizioni vigenti.

57. D rito della professione perpetua non si può unire agli altri riti

di professione.S4 Sia celebrato con la dovuta solennità, come è richiesto

dalla sua stessa natura, ma con la decorosa sobrietà che si

addice al nostro Ordine.

58. D rito della professione ordinariamente si svolge alla sede. Nel

presbiterio tutto sia disposto in modo che anche gli altri fedeli possano

convenientemente assistere all'azione littu;"g:ica, tenendo presenti

le leggi generali della Chiesa sulla clausura e Je circostanze

particolari.

"' Cf. RPR, nn. 8 e 136.


La misericordia di Dio e la vostra.s9

La Priora soggiunge:

Alzati.

LA PROFESSIONE SOLENNE 99

Allora la professanda torna al suo posto, e tutti siedono.

0M.EU.A

65. Nell'omelia il sacerdote illustra sia le letture bibliche, sia il

dono della vita contemplali va, associata da san Domenico alla "santa

predicazione". 60

INTERROGAZIONI

66. Terminata l'omelia, la Priora chiede alla professanda:

Vuoi fare la professione solenne

secondo le Costituzioni delle Monache

dell'Ordine dei Predicatori? 61

La professanda alzandosi risponde:

Sì, lo voglio, con l'aiuto di Dio e il vostr0.62

Priora:

D Signore, che ha dato inizio a quest'opera,

la porti al suo compimento.6J

Tutti:

Amen.

59 Cf. l Con st.. d. l, c. L3.

60 Cf. CM, n. 1, Cost. fond.·, §l.

61 Cf. CMS, pp. 11-12.

61 Dire.ctoriwn Xl, 9. p. 118.

63 l COIISI., d. 1, c. 13.


l 00 ACCOGLIENZA E PROFESSIONE DELLE MONACHE

67. Oppure, se si preferisce, la Priora con queste o simili parole

chiede alla candidata di esprimere la sua volontà, scegliendo una o

più domande tra le seguenti.

Priora:

Figlia (Sorella) carissima,

tu sei già morta al peccato

e consacrata a Dio mediante il Battesimo:

vuoi unirti più intimamente a Cristo e alla Chiesa 64

con il nuovo e speciale titolo

della professione solenne?

Professanda:

Sì, lo voglio, con l'aiuto di Dio e il vostro.

Priora:

Vuoi progredire nella carità di Dio e del prossimo 6s

ed essere veramente membro di Cristo,

impegnando totalmente te stessa

per guadagnare le anime,

ad esempio del Salvatore di tutti, il Signore Gesù,

che offrì totalmente se stesso per la nostra salvezza? 66

Professanda:

Sì, lo voglio, con l'aiuto di Dio e il vostro.

Priora:

Vuoi, con la professione solenne,

essere incorporata nel nostro Ordine

per consacrarti totalmente a Dio,

perseverando in preghiera con Maria, la Madre di Gesù,

64 Cf. CM, n. 19, §JI.

65 Cf. LCO. n. 1, Const. fimd., § TI!.

66 Cf. CM, n. t, Cast. fond., §TI.


LA PROFESSIONE SOLENNE 101

nel desiderio ardente della pienezza dello Spirito Santo

e per offrirti in modo nuovo alla Chiesa universale,

diventando profetico annunzio

dell'unica beatitudine che è Cristo,

al fine di dilatare, con arcana fecondità,

il popolo di Dio? 67

Professanda:

Sì, lo voglio, con l'aiuto di Dio e il vostro.

Allora la Priora conferma la sua volontà dicendo:

li Signore, che ha dato inizio a quest'opera,

la porti al suo compimento.6s

Tutti:

Amen.

SUPPUCA PER LA PROFESSANDA

68. Quindi tutti si alzano per la supplica. n sacèrdote, in piedi, a

mani giunte, rivolto all'assemblea dice:

Carissimi fratelli e sorelle,

rivolgiamo umilmente la nostra preghiera

a Dio Padre, datore di ogni bene,

perché confermi il santo proposito

che egli stesso ha suscitato in questa sua figlia.

Tutti pregano in silenzio, oppure si cantano le Litanie dei santi,

offerte in Appendice (IV, nn. 72-75) ad uso facoltativo.

67 Cf. CM, n. l. Cost. fond., §§IV e V.

68 l Const., d. I, c. 13.


102 ACCOGLIENZA E PROFESSIONE DELLE MONACHE

PROFESSIONE REUGIOSA

69. Allora la Priora va a sedersi al posto per lei preparato nel

presbite1io. La candidata va ad inginocchiarsi davanti a lei e, mettendo

le proprie mani fra quelle della Priora, con il libro delle Costituzioni

posato sulle proprie mani, fa professione pronunciando

con voce intelligibile le parole della seguente formula a noi propria:

Io suor N.N. faccio professione

e prometto obbedienza a Dio,

alla beata Vergine Maria, a san Domenico,

al Maestro dell'Ordine dei Frati Predicatori

e a te, suor N.N., Priora di questo monastero N.,

e a quelle che ti succederanno

(oppure: a te suor N.N., Sottopriora in capite

di questo monastero N.,

oppure: a te suor N.N., delegata ... ,

che rappresenti suor N.N.,

Priora di questo monastero N.

e quelle che le succederanno),

secondo la regola di sant'Agostino

e le Costituzioni delle Monache

dell'Ordine dei Predicatori:

sarò perciò obbediente a te

e a quelle che ti succederanno,

fino alla morte. 69

70. Non si cambia nulla nella formula di professione quando

l'Ordine manca del suo Maestro.7o

BACIO DI PACE E SOLEN.NE: PREGHIEAA D BENEDIZIONE

71. Emessa la professione, la sola Priora ammette la neoprofessa

al bacio di pace, segno eU accoglienza nell'Ordine, con cui viene

espresso il vincolo dell'obbedienza e della comunione.

69 Cf. CM, n. 167, §n.

7° CM, n. 157, § U.


LA PROFESSIONE SOLENNE 103

72. Quindi, se non si (a la solenne preghiera di benedizione, il

sacerdote rivolge aDa neoprofessa le seguenti parole o altre simili:

Sorella carissima, con la professione solenne

ti sei donata a Dio e alla sua volontà:

e Dio mediante il ministero della Chiesa

ti ha consacrata a sé, 11

in preparazione al vangelo della pace, 72

perché tu sia la sua eredi

ed egli sia la tua erediin eterno.

Oppure, facoltativamente, la neoprofessa si inginocchia e il sacerdote,

con le braccia stese, dice la preghiera di benedizione usando

uno dei formulari offerti qui sotto in Appendice (IV, n. 78 ).

BENEDIZIONE E IMPOSIZIONE DEL VELO

73. Poi il sacerdote, dove c'è l'usanza, benedice il velo prescritto

per la professione solenne, dicendo:

Dio, capo di tutti i fedeli e salvatore dell'intero corpo,

bene ffi dici questo velo

che la tua serva porterà sul suo capo

in segno di amore per te

e per la tua santissima Madre:

.sappia custodire sempre,

con il cuore e l'animo incontaminato,

ciò che il velo misticamente significa,

per potersi presentare all'eterna retribuzione dei santi

pronta come le vergini sagge,

e poter così entrare, da te condotta,

alle nozze della felicità eterna.

Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. 73

&. Amen.

7 1 Vedi sopra, •lDir. gen.•, n. 4.

72 Cf. Gìoa·dano, n . 57.

73 CMS, p. 23.


104 ACCOGLIENZA E PROFESSIONE DELLE MONACHE

Poi la Priora ricopre la testa della neoprofessa con il velo, mentre

si canta il responsorio Amo Christum (CMS, p. 24) o un altro canto.

CoNCLUSIONE DEL RITO DELLA PROFESSIONE

74. Qualora le consuetudini del monastero prevedessero la consegna

di altri simboli, questa si faccia in silenzio o con formula

adatta; si raccomanda tuttavia una decorosa sobrietà.

75. Terminati questi riti, la neoprofessa ritorna al suo posto in

coro. Si dice il Credo, se è richiesto dalle rubriche del giorno. La

preghiera dei fedeli (Appendice II, n. 65) viene omessa se si sono

cantate le Litanie dei santi.

UTURGIA EUCARISTICA

76. Mentre si esegue il canto di offertorio, alla processione può

partecipare la neoprofessa, portando all'altare le offerte per il sacrificio

eucaristico e altri doni simbolici, secondo gli usi locali.

77. Nelle Preghiere eucaristiche, il ricordo della neoprofessa si

può fare con le formule seguenti:

a) nel Canone Romano si dice l'Hanc igitur proprio:

Accètta con benevolenza, o Signore,

l'offerta che ti presentiamo

noi tuoi ministri e tutta la tua famiglia:

te l'offriamo anche per questa nostra sorella N .

nel giorno della sua professione solenne;

come oggi, per tuo dono,

si è unita più intimamente al tuo Figlio,

così alla .fine dei tempi

vada incontro a lui con esultanza,

quando verrà nella gloria.

b) nella Preghiera eucaristica II, dopo le parole « ... e tutto l'ordine

sacerdotale» si aggiunge:

Ricòrdati anche della nostTa sorella N .

che attratta dal tuo amore ha lasciato ogni cosa


LA PROFESSIONE SOLENNE 105

per trovare te in tutte le creature

ed essere per sempre tempio di intercessione

e casa di preghiera e di lode perenne. 7 4

c) neUa Preghiera eucaristica m, dopo le parole « ••• e il popolo

che tu hai redento• si aggiunge:

Conferma nel santo proposito la nostra sorella N.,

che si impegna a seguire il Cristo tuo Figlio

nella generosa testimonianza della vita evangelica

e dell'amore fraterno.

d) neUa Preghiera eucaristica IV, dopo le parole « .•• di tutto il

clero» si aggiunge:

... della nostra sorella N.,

che oggi si è consacrata a te con la professione solenne,

dei presenti e del tuo popolo

e di tutti gli uomini che ti cercano con cuore sincero.

78. Dopo che U sacerdote si è comunicato al Corpo e al Sangue

del Signore, tutti i presenti possono ricevere la comunione sotto le

due specie, attenendosi sempre alle disposizioni delle Conferenze

Episcopali e a queUe del Vescovo diocesano.

RITI DI CONCLUSIONE

79. Terminata l'orazione dopo ]a comunione, il rito si conclude

con la benedizione del sacerdote sulla neoprofessa e su tutti i presenti:

Dio, che ispira e porta a compimento

ogni santo proposito,

ti protegga sempre·con la sua grazia,

perché tu possa vivere fedelmente

gli impegni della tua vocazione.

B.. Amen.

7 • Cf. MLOP, p . 254.


1.08 ACCOGliENZA E PROFESSIONE DELLE MONACHE

INvOCAZIONE DELL'AIUTO DIVlNO

RINNOV AZIONE DEI VOTI

87. Terminata l'omelia, ìl sacerdote può invitare i presenti a chiedere

l'aiuto divino, cUcendo:

Preghiamo Dio nostro Padre,

che dà la perseveranza nel bene,

per questa sua figlia,

che oggi davanti alla Chiesa

rinnova la sua professione religiosa.

Tutti pregano per qualche istante in silenzio. Quindi il sacerdote

cUce:

Guarda con bontà, o Signore, questa tua figlia,

che nella tua prowidenza

hai chiamato a seguire più da vicino

le orme del Salvatore;

fa' che prosegua, perseverando nell'amore,

il cammino intrapreso con tanto entusiasmo.

Per Cristo nostro Signore.

R. Amen.

RlNNOVAZIONE DELLA PROFESSIONE

88. Terminata la preghiera, la Priora va a sedersi al posto per lei

preparato nel presbiterio. La candidata va ad inginocchiarsi davanti

a lei e, mettendo le proprie mani fra quelle della Priora, con il libro

delle Costituzioni posato sulle proprie mani, rinnova la professione

pronunciando con voce intelligibile le parole della seguente formula,

propria dell'Ordine:


RINNOV AZIONE DEl VOTI l 09

Io suor N.N. rinnovo la professione

e prometto obbedienza a Dio,

alla beata Vergine Maria, a san Domenico,

al Maestro dell'Ordine dei Frati Predicatori

e a te, suor N.N., Priora di questo monastero N.,

e a quelle che ti succederanno

(oppure: a te suor N.N., Sottop1iora in capite

di questo monastero N.,

oppure: a te suor N.N., delegata ... ,

che rappresenti suor N.N.,

Priora di questo monastero N.

e quelle che le succederanno),

secondo la regola di sant'Agostino

e le Costituzioni delle Monache

dell'Ordine dei Predicatori:

sarò perciò obbediente a te

e a quelle che ti succederanno,

per un triennio (oppure: per un anno).79

89. Non si cambia nulla nella formula di professione quando

l'Ordine manca del suo Maestro. so

CONCLUSIONE DEL RITO DELLA RINNOV AZIONE

90. Rinnovata la professione, la sola Priora ammette la neoprofessa

al bacio di pace, segno di accoglienza nell'Ordine, con cui viene

espresso il vincolo dell'obbedienza e della comunione.

91. Si dice il Credo, se è richiesto dalle rubriche della liturgia del

giorno. La preghiera universale o dei fedeli (cf. Appendice ll, n. 66) si

svolge nel modo consueto.

79 Cf. CM. n. 157, § L

8° CM, n. 157. § U.


CAPITOLO V

NEL VENTICINQUESIMO E CINQUANTESIMO

DELLA PROFESSIONE RELIGIOSA

92. Nel 25° e 50° anniversario della professione religiosa si può

celebrare una Messa duJ'ante la quale la religiosa, a scopo devozionale

e anche per ragioni pastorali, conferma la propria professione,

benché tale uso sia assente nella tradizione dell'Ordine. SI

93. Questa Messa 82 si può dire, con vesti sacre di colore bianco,

nei giorni in cui sono consentite le "Messe per diverse circostanze",

secondo le norme liturgiche.

Dopo l'omelia si può riconfermare pubblicamente la propria professione,

usando il rito della rinnovazione dei voti (sopra, nn. 87-91),

ma con la fonnuJa seguente:

Io suor N.N. totalmente aderisco alla professione

da me emessa

e prometto obbedienza a Dio,

alla beata Vergine Maria, a san Domenico,

al Maestro dell'Ordine dei Frati Predicatori

e a te, suor N.N., Priora di questo monastero N.,

81 Cf. cclntr. gen.•, n. l 5; RPR, n. 7.

8 · 2 Cf. MR 2 , p.764.


ALLEGATO

ACCOGLIENZA E PROFESSIONE

NEGLI

ISTITUTI DI VITA CONISACRA T A


PROEMIO

l . Ii RITUALE DELL'ORDINE DOMENICANO, che viene offerto anche alle

Congregazioni religiose, alle Società di Vita Apostolica e agli Istituti

Secolari aggregati all'Ordine, sarà opportunamente adattato - da

ciascun Istituto che desideri assumerlo- secondo le proprie legittime

consuetudini, in corrispondenza al peculiare carisma di

ognuno. 1

Gli elementi propri formulati nella lingua ufficiale dell'Istituto,

secondo le indicazioni fornHe dall' «IntrodU7ione generale» del Rit

uale dell'Ordine,z vengano tradotti per i diversi luoghi in cui l'Istituto

è presente, attenendosi dal punto di vista linguistico al testo del

Rituale dell'Ordine tradotto dalla locale Commissione liturgica domenicana.

Tutti questi elementi siano quindi approvati dalle autorità dell'Ordine

e confermati dalla Sede Apostolica secondo la prassi consueta.

2. In questa sezione del Rituale dell'Ordine vengono offerti formulari

preparati al femminile, da adattarsi eventualmente per Istituti

maschili.

Negli adattamenti curati dagli Istituti Secolari e dalle· Società di

Vita Apostolica si presterà particolare attenzione all'uso della terminologia

specifica, prevista dal Codice di Diritto Canonico e dalle proprie

Regole.

3. Nell'Ordine la professione è duplice: la prima è semplice e temporanea,

e si fa al termine del noviziato; la seconda è solenne e

perciò perpetua.3

1 Cf. RPR, n. 14.

2 Vedi sop.ra, «


118 ACCOGUENZA E PROFESSIONE NEGU ISTITUTI DI VITA CONSACRATA

Vi è quindi anche un duplice rito:

- il rito della professione semplice o temporanea;

- il rito della professione solenne o perpetua.

Si osservi con cura la distinzione liturgica tra professione perpetua

e professione temporanea, evitando la trasposizione dall'una

all'altra di elementi propri dei due riti distinti.4

4. La professione viene emessa con un'unica formula, cambiando

soltanto la specificazione della durata. La formula della professione

è quella prevista dalle Costituzioni dell'Istituto e ricalca quella del

nostro Ordine. s

4 RPR, D. 14, c.

5 Cf. sopra, «lntr. gen.•, n. 7.


CAPITOLO I

ACCOGLIENZA DELLE NOVIZIE

MODO DI ACCOGLIERE LE NOVIZIE

IN UNA CONGREGAZIONE O IN UN ISTITUTO

S. Secondo un'antica consuetudine,6l'accoglienza dei novizi nell'Ordine

si fa con la consegna dell'abito, sentita come un vero rito di

ammissione; perciò la "vestizione" rituale avviene all'inizio del noviziato/

come "segno di accoglienza" nell'Ordine ma non ancora di

"consacrazione", che si ha con la professione. 8

Qualora però l'abito si riceva soltanto nel giorno della prima professione,9

ne] rito di accoglienza delle novizie la consegna dell'abito

(nn. 19-20) viene omessa.

Per gli Istituti in cui a norma delle Costituzioni o Statuti non viene

usato l'abito religioso, il rito eli ammissione esprime in altro modo

l'accoglienza delle novizie e dovrà essere convenientemente adattato,

specialmente per quanto riguarda i formulari e la consegna di eventuali

simboli.

6. Prima dell'inizio del noviziato, è bene che le postulanti facciano

gli esercizi spirituali per almeno cinque giorni interi. IO

Inoltre, dove è consuetudine, si faccia loro, davanti al Consiglio

della comunità o alla commisSione per 1'ammissione delle candidate,

la "dichiarazione e notifica" circa l'osservanza della vita religiosa e

delle leggi dell'Istituto, basandosi sulla formula presentata in Appen-

6 Cf. l CollSt., d. l, c. 14; Directoritlrn Xll, pp.1l6-118; Umbeno D, pp. 525-527.

7 Vedì sopra, •lntr. gen.•. nota 45.

8 Vedi sopra, .[ntr. gen.•, n. 7.

9 Cf. CM, n. 140, § U.

1° Cf. LCO. n. 178, §I.


INTERROGAZIONE O DOMANDA

ACCOGUENZA DELLE NOVJZlE 121

12. Poi la Maestra delle novizie, o un'altra suora che abbia accompagnato

le candidate nel loro itinerario vocazionale o nel corso del

postulantato, conduce le postulanti in mezzo al capitolo, dove esse si

prostrano oppure s'inginocchiano o fanno un'inclinazione profonda.

Allora la Priora chiede alle postulanti di esprimere la loro volontà:

Che cosa chiedete?

Le postulanti rispondono tutte insieme:

La misericordia di Dio e la vostra. t6

13. Oppure, se si preferisce, si omette l'interrogazione e, mentre le

candidate rimangono in piedi, una di esse a nome di tutte si rivolge

alla Priora e alla comunità con queste parole:

La misericordia di Dio ci ha guidate in mezzo a voi,

per far esperienza della vostra vita

e imparare dal vostro esempio

a seguire Cristo crocifisso

in una vita obbediente, casta e povera.

Insegnateci a perseverare

nella preghiera e nella penitenza

e a formare con voi un cuor solo e un'anima sola

al servizio della Chiesa e di tutti gli uomini.

Aiutateci a tes;timoniare il Vangelo

in ogni momento della vita,

a conoscere la vostra Regola

e ad osservare il comandamento dell'amore fraterno.

Ciò detto, tutte le candidate si prostrano oppure s'inginocchiano o

fanno un'inclinazione profonda.

16 Cf. l Const., d. I, c. 13.


ACCO


124 ACCOGUENZA E PROFESSlONE NECU 1STll'U11 DI VITA CONSACRATA

Priora:

Volete dunque essere accolte nella nostra famiglia,

per sperimentare la nostra vita

nella perfetta osservanza regolare?

Postulanti:

Sì, lo voglio, con l'aiuto di Dio e il vostro.

Allora la Priora conferma la loro volontà dicendo:

TI Signore, che ha dato inizio a quest'opera,

la porti al suo compimento.2o

E le presenti rispondono:

Amen.

VESTJZIONE O CONSEGNA DELL'ABITO

19. Quindi la Maestra delle novizie o un'altra suora (cf. n. 12;).

conduce ciascuna delle candidate davanti alla Priora e la fa inginocchial·e;

la vestiada porta le vesti preparate e le porge alla Priora; la

Priora, con l'aiuto della Maestra deUe novizie o di un'altra suora, in

luogo adatto riveste ogni candidata dell'abito delle novizie, se le

Costituzioni dell'Istituto lo prevedono.2t

Fatto questo, la sola Priora ammette ogni novizia al bacio di pace,

segno di accettazione neU1stitnto e di accoglienza nella comunità.

Durante la vestizione delle novizie, tutti in ginocchio cantano

l'inno Veni Cretitor, 22 se non è stato cantato prima, oppure U coro

canta l'antifona lnmwtémur hcibilu (MLOP, p. 6) con il salmo 39

(Exspéctans exspecttivi D6minum), o un altro canto adatto.

20 l Cons1., d. l, c. 13.

1 1 Cf. sopra, n. 5.

22 Cf. COP, p. 123, n. 486.


ACCOGUENZA DELLE NOVIZIE 125

20. Oppure, se tale è la consuetudine dell'Istituto, la Priora consegna

l'abito alle novizie durante il noviziato, 23 durante una celebrazione

opportunamente preparata.

In questo rito, la Maestra delle novizie o un'altra suora (cf. n. 12)

conduce ciascuna delle novizie davanti alla Priora e la fa inginocchiare;

la Priora riveste ogni candidata dell'abito delle novizie oppure

glielo consegna in mano, dicendo:

Ti conceda il Signore

di spogliarti dell'uomo vecchio con le sue azioni,

e di rivestirti dell'uomo nuovo, creato secondo Dio

nella giustizia e nella santità vera.24

Fatto questo, la sola Priora ammette ogni novizia al bacio di pace,

segno di accettazione nell'Istituto e di accoglienza nella comunità.

21. Poi, se il rito si è svolto nel capitolo o nel coro, la comunità

può dirigersi processionalmente in chiesa, ad iniziare dalle più giovani,

e la Maestra delle novizie o un'altra suora conduce le novizie

davanti all'altare.

Nella processione si canta un inno o un salmo adatto; se il rito è

inserito nella celebrazione delle Lodi o dei Vespri si canta, rispettivamente,

il Benedictus o il Magniftcat.

PREGHlERA UNIVERSALE

22. Allora si può fare la preghiera universale, nel modo consueto

nelle celebrazioni, secondo il formulario offerto in Appendice (JI,

n. 63).

Se però il rito è inserito nella celebrazione delle Lodi o dei Vespri,

la preghiera universale si fa secondo il formulario delle preci della

Liturgia delle Ore, aggiungendo un'invocazione per le novizie.

Al termine delle intenzioni si dice il Padre nostro.

2J •

Cf. sopra, clntr. gen.•, nota 45.

24 Cf. E{ 4,24.


126 ACCOG.l..IENZA E PROFESSIONE NEGU ISTITUTI DI VITA CONSACRATA

ACCOGLIENZA FRATERNA E fNDIZIONE DEL NOVIZIATO

23. Poi le novizie vanno a scambiare un segno di pace con ciascuna

delle sorelle, mentre si canta il salmo 132 Ecco quanto è

buono o l'antifona Ubi caritas oppure l'antifona O spem miram. o

un altro canto adatto.

24. Al termine, la Maestra delle novizie conduce di nuovo le novizie

davanti alla Priora che - se lo si ritiene opportuno - può

aggiungere a1 nome di ognuna un altro nome, m tradizione cristiana,

dicendo:

Dal Battesimo il tuo nome è N.,

nel nostro Istituto ti chiamerai suor N.N.2s

Quindi la Priora assegna un tempo di prova con l'indizio ne 26 dell'anno

canonico m noviziato, e affidando le novizie alla loro Maestra

le esorta con queste parole o con allTe simili:

Ecco, figlie, voi avete ricevuto la misericordia di Dio

e la nostra,

perché vi abbiamo dato il nostro abito

per fare esperienza della nostra vita:

vi rimane di fare professione,

per poter avere pienamente quella misericordia.

E poiché potrebbe accadere

che a voi non piaccia il modo di vivere in religione

o a noi non piaccia il vostro modo di vivere,

per questo, con l'autorità della Chiesa

e del nostro Istituto, vi concedo un anno di tempo

perché voi possiate provare il nostro modo di vivere

e noi il vostro.

E se vi piacerà vivere con noi

e a noi piacerà il vostro modo di vivere,

vi ammetteremo alla professione:

25 Cf. PS, p. 155.

26 Cf. LCO, n . J78, § ll.


ACCOGLIENZA DELLE NOVlZtE 127

altrimenti saremo reciprocamente libere.

Impegnatevi a portare volentieri questo giogo

per amore di Dio

e a obbedire in tutto alla vostra Maestra,

come obbedireste a me.27

Oppure:

Le nostre leggi richiedono

che per chi entra nella nostra Famiglia

sia stabilito un anno di prova.

Perciò, con l'autorità del mio ufficio,

vi assegno un anno come tempo di prova

da trascorrere sotto la guida di suor N.N. ,

che vi istruirà sul nostro Istituto.

Durante questo tempo

le sorelle sperimenteranno la vostra condotta

e voi saggerete le vostre attitudini

a sostenere le austerità dell'Istituto e la sua missione.

Trascorso questo anno,

potrete legarvi all'Istituto con la professione,

se così piacerà a voi e alle consorelle;

altrimenti potrete disporre liberamente di voi stesse.2s

25. Se secondo le leggi o le consuetudini dell'Istituto si vuole dare

alle novizie il libro delle Costituzioni o qualche simbolo, lo si faccia

in questo momento del rilo, in silenzio o con formula adatta, ma con

decorosa sobrietà.

21 Cf. PS. p. 155.

28 Directoriwn XI, 8, p. 118; cf. l Const., d. l , c. 13.


128 ACCOGLIENZA E PROFESSIONE NEGUISTITUTI DI VITA CONSACRATA

CONCLUSIONE DEL RITO

26. La Priora invita le sorelle alla preghiera, dicendo:

Seguiamo per quanto ci è possibile, sorelle,

le orme del santo padre Domenico,

e rendiamo grazie al Redentore

che ce lo ha donato come guida sul nostro cammino;

mediante il suo carisma Egli ci ha rigenerato,

incamminandoci verso la luce di questo stile di vita.

Supplichiamo il Padre di misericordia

affinché sotto la gtùda dello Spilito

che anima i figli di Dio,

sulla strada segnata dalle nostre sorelle,

senza deviazioni possiamo giungere

alla stessa mèta di felicità perenne

in cui è entrato il nostro padre Domenico.29

Preghiamo.

Tutte pregano per qualche istante in silenzio, poi la Priora prosegue:

Guarda propizio, Signore, a questa tua famiglia,

e accrescila-sempre con nuove generazioni,

perché possa condurre le sue figlie

alla santità a cui si impegnano

e possa procurare efficacemente la salvezza degli altri.

Per Cristo nostro Signore.3o

& . Amen.

W. n nostro aiuto è nel nome del. Signore.

&. Egli ha fatto cielo e terra.

27. D rito si può concludere, come è d'uso in alcune celebraziom

del nostro Ordine, con l'antifona Salve Regina o altro canto; al termine,

i presenti salutano le novizie secondo le consuetudim locali.

29 Cf. Giordano, n. 109.

3° Cf. MOP, p. [66].


CAPITOLO ll

LA PROFESSIONE TEMPORANEA

MODO DI AMMETIERE ALLA PROFESSIONE

28. n rito della professione, secondo la consuetudine del nostro

Ordine,31 si svolge nell'aula capitolare o nel coro, ma per giusti motivi

può svolgersi in chiesa, in connessione con la celebrazione di

una parte della Liturgia delle Ore o anche durante la Messa, 32 secondo

l'uso attuale.

29. La professione si fa in una casa dell'Istituto e ordinariamente

davanti alla comunità. In casi particolari, con il permesso della Superiora

generale o provinciale, si può fare fuori da una casa dell'Istituto.33

La professione è ricevuta dalla Superiora generale o provinciale

oppure da una loro delegata. Esse saranno qui indicate con il nome

di "Pri ora " .

30. Dove è consuetudine, prima dell'ammissione alla prima professione

si faccia di nuovo alle candidate, davanti al Consiglio della

comunità o alla commissione per la loro ammissione, la "dichiarazione

e notifica" circa l'osservanza della vita religiosa e delle leggi

dell'Istituto, basandosi sulla formula presentata in Appendice (V, n.

80),3" ma tenendo conto anche delle implicazioni legali proprie di

ogni Paese.

3 1 Cf. sopra, •lntr. gen.», n. 7.

32 Cf. RPR, n. 5.

33 Cf. LHOP, Adnot. compL , n. 36, p. 19.

34 Cf. LCO, n. 174, §§ I-ll e p. 229.


RITI IN1ZIALI

LA PROFESSIONE TEMPORANEA 131

37. La celebrazione inizia con il canto d'ingresso. Alla processione

che si muove verso l'altare è bene che partecipino le professande,

accompagnate dalla Maestra delle novizie e rivestite dell'abito

religioso, ma senza il velo delle professe.

Giunti in presbiterio e fatta la debita riverenza all'altare, tutti

prendono il posto loro assegnato e la Messa prosegue come al solito.

LITURGIA DELLA PAROLA

38. Nella liturgia della parola tutto si svolge nel modo consueto,

ma si tenga presente quanto segue:

a) nei giorni in cui è consentito, le letture si possono scegliere o

dalla Messa del giorno o dalla Sacra Scrittura, fra i testi proposti nel

Lezionario (Appendice I); 37

b) si dice il Credo, se è prescritto dalla liturgia del giorno.

PROFESSIONE RELIGIOSA O PROMESSA

INTERROGAZIONE O DOMANDA

39. Dopo il Vangelo, la Maestra delle novizie conduce le professande

in mezzo davanti alla Priora, dove esse si prostrano oppure

s'inginocchiano o fanno un'inclinazione profonda.

Allora la Priora le interroga dicendo:

Che cosa chiedete?

Le candidate rispondono tutte insieme:

La misericordia di Dio e la vostra.Js

40. Oppure, se si preferisce, si omette l'interrogazione c, mentre le

candidate rimangono in piedi, una di esse a nome di tutte si rivolge

alla Priora e alla comunità con queste parole:

37 Cf. •lntr. gcn.•, n. 18.

38 Cf. f Consi .• d. I, c. 13.


LA PROFESSIONE. TEMPORANEA 133

Sì, lo voglio, con l'aiuto di Dio e il vostro.4o

Priora:

ll Signore, che ha dato inizio a quest'opera,

la porti al suo compimento.4t

Tutti:

Amen.

43. Oppure, se si preferisce, le candidate si alzano in piedi e la

Priora con queste o simili parole chlede loro di esprimere la propria

volontà, scegliendo una o più domande tra le seguenti.

Priora:

Figlie (Sorelle) carissime,

voi siete già consacrate a Dio mediante il Battesimo:

volete essere unite più strettamente a lui e alla Chiesa 42

con il nuovo e speciale titolo della professione religiosa?

Le candidate rispondono tutte insieme:

Sì, lo voglio, con l'aiuto di Dio e il vostro.

Priora:

Volete intraprendere il cammino della perfetta carità

secondo la forma di vita apostolica

proposta da san Domenico, 43

come testimoni della vita evangelica

che seguono le orme del loro Salvatore? 44

40 Directolium XI, 9, p. 118.

• 1 l Const., d I, c. 13.

42 Cf. LCO, n. 19, § ll.

43 Cf. LCO, n. l, Const. fuml., § IV.

44 Cf. I Const. , d. Il, c. 31.


134 ACCOGliENZA 8 PROFESSIONE NEGU ISTITUTI DI VITA CONSACRATA

Candidate:

Sì, lo voglio, con l'aiuto di Dio e il vostro.

Priora:

Volete, per seguire più perfettamente

il nostro Salvatore,4s

vivere la vita comune in un cuor solo e un'anima sola,

fedeli nella professione dei consigli evangelici,.

ferventi nell'orazione, assidue allo studio,

costanti nella predicazione

e perseveranti nell'osservanza regolare,

per la gloria di Dio e la salvezza vostra e altrui? 46

Candidate:

Sì, lo voglio, con l'aiuto di Dio e il vostro.

Allora la Priora conferma la loro volontà dicendo:

TI Signore, che ha dato inizio a quest'opera,

la porti al suo compimento.47

Tutti:

Amen.

PROFESSIONE REUGIOSA O PROMESSA

44. Allora ciascuna delle candidate va ad inginocchiarsi davanti

alla Priora seduta e, mettendo le proprie mani fra quelle della Priora,

con il libro delle Costituzioni posato sulle proprie mani, fa professione

pronunciando con voce intelligibile le parole della seguente

45 Cf. I Const., d. il, c. 31.

46 Cf. LCO, n. l , Const. fimd., § IV.

47 I Const., d. l, c. 13.


136 ACCOGliENZA E PROF'ESSlONE NEGl.lJsmtrnDI VITA CONSACRATA

BENEDIZIONE DELL'ABITO E CONSEGNA DEL VELO

46. Poi il sacerdote benedice le vesti delle neoprofesse, tenendo le

mani giunte:

Preghiamo.

Signore Gesù Cristo,

che hai voluto rivestirti della nostra condizione umana,

noi supplichiamo la tua infinita benevolenza:

degnati di bene ffi dire questo abito

che i nostri padri stabilirono di portare

come espressione di innocenza e santità,

e fa' che chi lo indosserà meriti di rivestirsi di te,

Cristo nostro Signore. 49

&. Amen.

Oppure:

O Dio, autore e perfezionatore della santità,

tu chiami i rinati dall'acqua e dallo Spirito

alla pienezza della vita in Cristo

e alla perfezione della carità:

guarda benigno queste tue figlie

che con l'aiuto della Madre della Misericordia

hanno ricevuto la grazia della predicazione

e il dono di un nuovo abito

in segno della sua speciale protezione,

per aprire la via al vangelo della pace.so

Fa' che diventino sempre più conformi

all'immagine del Cristo tuo Figlio,

perché al termine della vita

possano entrare nella gioia della tua dimora.

Per Cristo nostro Signore.st

49 EccL Off., f. 5 Lr A; cf. PS, p. 157.

5° Cf. Giordano, n. 57.

51 Cf. Ben. , n. l 766. p. 722.


&. Amen.

LA PROFESSIONE TEMPORANEA 137

47. Poi il sacerdote, se è prevista la consegna del velo, dà a ciascuna

delle candidate il velo delle professe, dicendo:

Ricevi il sacro velo

come segno della tua consat:n.t:done a Cristo Signore,

per essere casa di preghiera s2 per il tuo Dio

e tempio di predicazione s3 in mezzo al suo popolo.

Ogni neoprofessa risponde:

Amen.

Allora la Priora, aiutata dalla Maestra delle novizie, ricopre la

testa di ciascuna neoprofessa con il velo.

Quindi il sacerdote asperge le neoprofesse con acqua benedetta.

* * *

48. Poi, dove c'è l'usanza, la Priora consegna a ciascuna delle

neoprofesse le Costituzioni o gli Statuù, dicendo:

Ricevi le Costituzioni di questa famiglia

come specchio della bellezza spirituale

a cui sei chiamata,

non come serva soggetta alla legge,

ma come figlia sotto il regime della grazia.S4

Ogni neoprofessa risponde:

Amen.

52 Cf. Le 19. 46.

53 Cf. MLOP, p. 254.

So4 Cf. Rl!gulo., n. 8, p. 19.


138 ACCOGliENZA E PROFESSIONE NECU ISTITUTl DI VITA CONSACRATA

49. Qualora le norme o le tradizioni eU un Istituto prevedessero la

consegna di qualche simbolo, la si faccia a questo punto del rito, in

silenzio o con una formula adatta; si raccomanda però una decorosa

sobrietà.

* * *

CONCLUSIONE DEL RITO DEL.LA PROFESSIONE

50. Dopo che ognuna delle neoprofesse è tornata al suo posto,

rimanendo in piedi, il rito della professione si conclude con la preghiera

universale o dei fedeli (cf. Appendice ll, n. 64}, preceduta dal

Credo, se è prescritto dalla liturgia del giorno.

LITURGIA EUCARISTICA

51. Mentre si esegue il canto di offertorio, alcune neoprofesse

possono portare all'altare il pane, il vino e l'acqua per il sacrificio

eucaristico ed eventualmente altri doni simbolici, secondo gli usi

locali.

52. Colui che presiede alla celebrazione può scambiare il segno di

pace, nel modo consueto oppure secondo l'usanza del luogo o della

Provincia, anche con ognuna delle neoprofesse, venute presso l'altare.

53. Dopo che il sacerdote si è comunicato al Corpo e al Sangue

del Signore, tutti i presenti possono ricevere la comunione sotto le

due specie, attenendosi sempre alle disposizioni delle Conferenze

Episcopali e a quelle del Vescovo diocesano.

RITI DI CONCLUSIONE

54. Quindi il sacerdote benedice le neoprofesse e tutti i presenti:

TI Signore sia con voi.

& . E con il tuo spirito.


Sacerdote:

LA PROFESSiONE TEMPORANEA 139

La benedizione di Dio onnipotente,

Padre e Figlio ffi e Spirito Santo,

discenda su di voi, e con voi rimanga sempre.

&. Amen.

55. Altra formu1a di benedizione finale:

Dio Padre

vi protegga con la sua grazia,

perché possiate adempiere con fedeltà

agli impegni della vostra vocazione.

&. Amen.

ll Signore Gesù

vi renda espressione e testimonianza

della sua carità per tutti gli uomini.

&. Amen.

Lo Spirito Santo

fortifichi i vostri cuori

e vi suggerisca tutto ciò che è verità.

&. Amen.

La benedizione di Dio onnipotente,

Padre e Figlio ffi e Spirito Santo,

discenda su di voi, e con voi rimanga sempre.

R. Amen.


140 ACCOGLIENZA E PROFESSIONE NEGLI IS1lTUTI Dl VITA CONSACRATA

56. Poi il diacono o il sacerdote congeda la comunità e i presenti

dicendo:

La Messa è finita: andate in pace.

& . Rendiamo grazie a Dio.

57. n rito si può concludere, come è d'uso in alcune celebrazioni

del nostro Ordine, con l'antifona Salve Reg{tw. o altro canto; al termine,

i presenti salutano le neoprofesse secondo le consuetudini

locali.

RITO DELLA PROFESSIONE TEMPORANEA

FUORI DELLA MESSA

58. Quando il rito della professione temporanea si svolge fuori

della Messa,ss esso può essere inserito in una celebrazione della

parola di Dio, nel modo seguente:

a) dopo un canto iniziale adatto, si fa l'interrogazione o la domanda

delle novizie (nn. 39-40);

b) segue la lettura della pat·ola di Dio, alla quale risponde il

canto di un salmo adatto (cf. Appendice I). Poi la Priora, prendendo

spunto dalle letture, rivolge la sua parola alle professande e ai presenti;

c) segue il rito della professione propriamente detto: interrogazioni

(nn. 42-43), formula di professione (n. 44), bacio di pace (n.

45), benedizione dell'abito (n. 46) e, dove è consuetudine, consegna

del velo (n. 47) e di eventuali simboli (nn. 48-49);

d) il rito si può concludere con la preghiera universale (Appendice

n, n. 64)-aggiungendo eventualmente il Padre nostro - e con

la benedizione solenne (n. 55).

59. Quando invece il rito viene inserito nella celebrazione della

Liturgia delle Ore (specialmente Lodi o Vespri), si procede nel modo

seguente:

55 Cf. clntr. gen.•, n. 12.


CAPITOLO ill

LA PROFESSIONE PERPETUA

DURANTE LA MESSA

MODO DI AMMEITERE ALLA PROFESSIONE

60. n rito della professione perpetua si svolge molto opportunamente

durante la Messa, con la partecipazione dei membri della

Famiglia Domenicana e del popolo. I fedeli siano informati per

tempo del giorno e dell'ora della celebrazione, in modo che possano

parteciparvi numerosi.

61. Per celebrare il rito della professione perpetua, con la quale la

religiosa si consacra per sempre al servizio di Dio, si preferisca la

domenica o una solennità del Signore, della beata Vergine Maria o

dei Santi, specialmente del nostro Ordine o dell'Istituto, attenendosi

sempre alle disposizioni vigenti.

62. n rito della professione perpetua non si può unire agli altri riti

di professione. 56 Sia celebrato con la dovuta solennità, come è richiesto

dalla sua stessa natura, ma con la decorosa sobrietà che si

addice al nostro Ordine.

63. n rito della professione si compie ordinariamente in una

chiesa dell'Istituto oppure, se lo si ritiene opportuno, nella chiesa

cattedrale o in una chiesa parrocchiale o in un'altra chiesa insigne. 57

64. n rito della professione ordinariamente si svolge alla sede. Nel

56 Cf. RPR, nn. 8 e 136.

57 Cf. LHOP, Adnot. compi . • n. 36, p. 19.


144 ACCOGLIENZA E PROFESSIONE NEGU ISTITUTI DI VITA CONSACRATA

presbiterio tutto sia disposto in modo che i fedeli possano seguire

agevolmente tutta l'azione liturgica.

65. Quando è possibile, si elia la preferenza alla Messa concelebrata

presieduta da un sacerdote domenicano.

66. Si dice la Messa del giorno oppure la Messa rituale "Per la

professione perpetua", secondo le norme liturgiche.ss

67. Dove è consuetudine, prima deTI'ammissione alla professione

perpetua si faccia di nuovo alle candidate, davanti al Consiglio della

comunità o alla commissione per la loro ammissione, la "dichiarazione

e notifica'' circa l'osservanza della vita religiosa e delle leggi

dell'Istituto, basandosi sulla formula presentata in Appendice (V, n.

80),59 ma tenendo conto anche delle implicazioni legali proprie di

ogni Paese.

68. L'atto della professione sia registrato nel libro delle professioni

e sottoscritto dalla neoprofessa e da due testimoni, 60 ma mai

sull'altare.

RITI INIZIALI

69. È bene iniziare la celebrazione con il canto d'ingresso; alla

processione che si muove verso l'altare è bene che partecipino le

professande, accompagnate dalla loro Maestra.

Giunti in presbiterio e fatta la debita riverenza all'altare, tutti

prendono il posto loro assegnato e la Messa prosegue come al solito.

LITURGIA DELLA PAROLA

70. Nella liturgia della parola tutto si svolge nel modo consueto,

ma si tenga presente quanto segue:

a) nei giorni in cui è consentito, le lettm-e si possono scegliere o

dalla Messa del giorno o dalla Sacra Scrittura, fra i testi proposti nel

Lezionario (Appendice I); 6 1

b) si dice il Credo, se è prescritto dalla liturgia del giorno.

58 MR 2 , p. 757; cf. •lntr. gen.», nn. 17-18.

59 Cf. LCO, n. 174, §§l-TI e p. 229.

60 Cf. LCO, n. 194.

61 Cf. •lntr. gen.•. n. l8.


lNTERROGAZJONE O DOMANDA

PROFESSIONE RELIGIOSA

LA PROFESSIONE PERPETUA 145

71. Dopo il V angelo, la Maestra o un'al tra sorella conduce le professande

in mezzo davanti alla Priora, dove esse si prostrano oppure

s'inginocchiano o fanno un'inclinazione profonda.

Allora la Priora le interroga dicendo:

Che cosa chiedete?

Le candidate rispondono tutte insieme:

La misericordia di Dio e la vostra. 62

72. Oppure, se si preferisce, si omette l'interrogazione e, mentre

le candidate rimangono in piedi, una di esse a nome di tutte si

rivolge alla Priora e alla comunità con queste parole:

Noi, N. e N., per la misericordia di Dio

abbiamo conosciuto nella vostra comunità

il valore della vita consacrata:

ora ti chiediamo umilmente, Madre (Sorella),

di poter fare la professione perpetua in questo Istituto,

a lode di Dio e a servizio della Chiesa.

Ciò detto, tutte le candidate si prostrano oppure s'inginocchiano o

fanno un'inclinazione profonda. La Priora e tutte le sorelle rispondono

con queste parole o con altre simili:

Rendiamo grazie a Dio.

La Priora soggiunge:

Alzatevi.

Allora le professande tornano al loro posto, e tutti siedono.

62 Cf. l COI'ISI. , d. I, c. 13.


LA PROFESSIONE PERPETUA 14 7

volete essere unite più strettamente a lui e alla Chiesa 66

con il nuovo e speciale titolo della professione perpetua?

Le candidate tutte insieme rispondono:

Sì, lo voglio, con l'aiuto di Dio e il vostro.

Priora:

Volete abbracciare per sempre

la vita di perfetta obbedienza, castità e povertà,

che fu scelta da Cristo Signore

e dalla sua Vergine Madre?

Candidate:

Sì, lo voglio, con l'aiuto di Dio e il vostro.

Priora:

Volete progredire nella carità di Dio e del prossimo 67

seguendo il proposito apostolico del nostro Ordine,

come persone che desiderano

procurare la salvezza propria e altrui,

sulle orme del loro Salvatore? 68

Candidate:

Sì, lo voglio, con l'aiuto di Dio e il vostro.

66 Cf. LCO, n. 19, § TI.

67 Cf. LCO, n . l, Const. fimd., § ID.

6 8 Cf. l ConsL., d. TI, c. 3 1; LCO, n. l , Const. fund., § TI.


148 ACCOGLIENZA E PROFESSIONE NEGLllSTITUTI DI VITA CONSACRATA

Priora:

Volete, con il conforto dei doni dello Spirito Santo,

essere incorporate al nostro Istituto

con la professione perpetua,

per consacrarvi totalmente a Dio

e offrirvi in modo nuovo alla Chiesa universale,

dedicandovi all'evangelizzazione integrale

della parola di Dio? 69

Candidate:

Sì, lo voglio, con l'aiuto di Dio e il vostro.

Allora 1a Priora conferma la loro volontà dicendo:

TI Signore, che ha dato inizio a quest'opera,

la porti al suo compimento.7o

Tutti:

Amen.

S UPPUCA PER LE PROFESSANDE

76. Quindi tutti si alzano per la supplica. n sacerdote, in piedi, a

mani giunte, rivolto all'assemblea dice:

Carissimi fratelli e sorelle,

rivolgiamo umilmente la nostra preghiera

a Dio Padre, datore di ogni bene,

perché confermi il santo proposito

che egli stesso ha suscitato in queste sue figlie.

69 Cf. LCO, n. l, Const. fund., §ID.

70 l Const. , d. I, c . 13.


LA PROFESSIONE PEI!J>ETUA 149

Tutti pregano in silenzio, oppure si cantano le Litanie dei santi,

offerte in Appendice (IV, nn. 72-75) ad uso facoltativo.

PROFESSIONE REUGIOSA O PROMESSA

77. Al termine della supplica, ciascuna delle candidate va ad inginocchiarsi

davanti alla Priora seduta e, mettendo le proprie mani fra

quelle della Priora, con il libro delle Costituzioni posato sulle proprie

mani, fa professione pronunciando con voce intelligibile le parole

della seguente formula, propria dell'Ordine, adattandola secondo le

Costituzioni dell'Istituto:

Io suor N.N. faccio professione

e prometto obbedienza a Dio,

alla beata Vergine Maria, a san Domenico

e a te, suor N.N., Priora generale di questo Istituto N.,

e a quelle che ti succederanno

(oppure: a te, suor N.N., Priora provinciale

della Provincia N. di questo Istituto N.,

oppure: a te, suor N.N., Vicaria generale

di questo Istituto N.),

oppure: a te, suor N.N., delegata ... ,

che rappresenti suor N.N.,

Priora generale di questo Istituto N.,

e quelle che le succederanno),

secondo la regola di sant'Agostino

e le Costituzioni del medesimo Istituto:

sarò perciò obbediente a te

e a quelle che ti succederanno

fino alla morte. 1 1

71 Cf. LCO, n. 211.


150 ACCOCUENZA E PROFESSlONE NEClU ISTITUTI DI VITA CONSACRATA

BACIO DI PACE E SOLENNE PREGHIERA DI BENEDIZIONE

78. Emessa Ja professione, la sola Priora ammette le neoprofesse

al bacio di pace, segno di accoglienza nell'Istituto, con cui nell'Ordine

Domenicano viene espresso il vincolo dell'obbedienza e della

comunione.

79. Qualora le nonne o le tradizioni di un Istituto prevedessero la

consegna di qualche simbolo, la si faccia a questo punto del rito, in

silen7Jo o con una formula adatta; si raccomanda però una decorosa

sobrietà.

80. Quindi, se non si fa Ja solenne preghiera di benedizione, il

sacerdote dice alle neoprofesse le seguenti parole o altre simili:

Sorelle carissime, con la professione perpetua

voi vi siete donate a Dio e alla sua volontà:

e Dio mediante il ministero della Chiesa

vi ha consacrate a sé, n

in preparazione al vangelo della pace, n

perché voi siate la sua eredi

ed egli sia la vostra erediin eterno.

Oppure, facoltativamente, le neoprofesse si inginocchiano e il sacerdote,

con le braccia stese davanti al petto, dice la preghiera di

benedizione usando uno dei formulari offerti qui sotto in Appendice

(IV, n. 79).

C ONCLUSIONE DEL RITO DELLA PROFESSIONE

81. Terminati questi riti, le neoprofesse ritornano al loro posto. Si

dice il Credo, se è richiesto dalle rubriche del giorno. La preghiera

dei fedeli (Appendice Il, n. 65) viene omessa se si sono cantate le

Litanie dei santi.

72 Vedi sopra, •lnu·. gen.• , n. 4.

73 Cf. Gio1'Ciano, n. 57.


UTURGIA EUCARISTICA

LA PROFESSIONE PERPETUA 151

82. Mentre si esegue il canto di offertorio, alcune neoprofesse

possono portare all'altare il pane, il vino e l'acqua per il sacrificio

eucaristico ed altri doni simbolici, secondo gli usi locali.

83. Nelle Preghiere eucaristiche, il ricordo delle neoprofesse si

può fare con le formule seguenti:

a) nel Canone Romano si dice l'Hanc igitur proprio:

Accètta con benevolenza, o Signore,

l'offerta che ti presentiamo

noi tuoi ministri e tutta la tua famiglia:

te l'offriamo anche per queste nostre sorelle N. e N.

nel giorno della loro professione perpetua;

come oggi, per tuo dono,

hanno consacrato a te la loro vita,

così nella gloriosa venuta del tuo Figlio

vadano incontro a lui con esultanza.

b) nella Preghiera eucaristica II, dopo le parole « ... e tutto l'ordine

sacerdotale» si aggiunge:

Ricòrdati anche delle nostre sorelle N. e N.,

che attratte dal tuo amore hanno lasciato ogni cosa

per trovare te in tutte le creature

ed essere per sempre tempio di intercessione

e casa di preghiera e di lode perenne. 74

c) nella Preghiera eucaristica m, dopo le parole « ••• e il popolo

che tu hai redento» si aggiunge:

'

Conferma nel santo proposito le nostre sorelle N. e N.,

che si impegnano a seguire il Cristo tuo Figlio

nella generosa testimonianza della vita evangelica

e dell'amore fraterno.

74 Cf. MLOP, p. 254.


152 ACCOGLIENZA E PROFESSIONE NEGLI lSTITIJTT Df VITA CONSACRATA

d) nella Preghiera eucaristica IV, dopo le parole « ... di tutto il

clero» si aggiunge:

... delle nostre sorelle N. e N.,

che oggi si sono consacrate a te

con la professione perpetua,

dei presenti e del tuo popolo

e di tutti gli uomini che ti cercano con cuore sincero.

84. Dopo che il sacerdote si è comunicato al Corpo e al Sangue

del Signore, tutti i presenti possono ricevere la comunione sotto le

due specie, attenendosi sempre alle disposizioni delle Conferenze

Episcopali e a quelle del Vescovo diocesano.

RITI DI CONCLUSIONE

85. Terminata l'orazione dopo la comunione, le neoprofesse si

recano davanti all'altare e il sacerdote, con le braccia stese su di

loro e sul popolo, può dire:

Dio, che ispira e porta a compimento

ogni santo proposito,

vi protegga sempre con la sua grazia,

percpé possiate vivere fedelmente

gli impegni della vostra vocazione.

&. Amen.

Egli vi renda presso tutti i fratelli

segno e testimonianza del suo amore.

&. Amen.

La grazia della chiamata dello Spirito Santo

renda fecondi i vostri cuori,

per il bene della Chiesa e dell'UJ?ana famiglia.

:&. Amen.


LA PROFESSIONE PERPE'IUA 153

E su tutti voi,

che avete partecipato a questa santa liturgia,

scenda la benedizione di Dio onnipotente,

Padre e Figlio ffi e Spirito Santo.

&. Amen.

Poi il diacono, o il sacerdote, congeda i presenti dicendo:

La Messa è finita: andate in pace.

&. Rendiamo grazie a Dio.

86. Allora i presenti salutano le neoprofesse secondo le consuetudini

locali, mentre iJ coro canta l'antifona seguente con il salmo 132

o un altro canto adatto:

Quant'è buono, quant'è soave

che i fratelli vivano insieme.


CAPITOLO IV

LA RINNOVAZIONE DEI VOTI TEMPORANEI

O DELLA PROMESSA DURANTE LA MESSA

87. In questo capitolo è descritto il rito utilizzabile per la rinnovazione

dei voti temporanei, richiesta dalle Costituzioni,75 quando

esso si svolge durante la Messa. Quando invece Ja rinnovazione dei

voti si svolge fuori della Messa, la professione viene rinnovata senza

un rito speciale, davanti a due testimoni.

88. n rito della rinnovazione dei voti si svolga con la massima

sobrietà, soprattutto quando i voti si rinnovano ogni anno.

Quando il rito è celebrato in chiesa, Ja professione ordinariamente

si svolge alla sede; in un luogo adatto del presbiterio si prepari la

sede per ]a Priora che riceverà la professione delle consorelle.

89. Si dice la Messa del giorno oppure la Messa rituale "Per la

rinnovazione dei voti", secondo le norme liturgiche.76

90. L'atto della professione sia registrato nel libro delle professioni

e sottoscritto dalla neoprofessa e da due testimoni, 77 ma mai

sull'altare.

UTURGIA DELLA PAROLA

91. Le letture si possono scegliere- nei giorni in cui è consentito

- o dalla Messa del giorno o dalla Sacra Scrittura, utilizzando la

selezione proposta nel Lezionario (Appendice 1).7 8

75 Cf. LCO, nn. 195, § U; 202; 203.

76 MR 2 , p. 763; cf. «


156 ACCOGUENZA E PROfESSIONE NEGU lSTJTUTl 01 VITA CONSACRATA

92. Dopo il Vangelo si tiene l'omelia, nella quale il sacerdote illustra

sia le letture bibliche sia il valore e la grazia della vita religiosa

nell1stituto.

RINNOV AZIONE DEI VOTI O DELLA PROMESSA

INvOCAZIONE DELL'AIUTO DlVLNO

93. Terminata l'omelia, U sacerdote può invitare i presenti a chiedere

l'aiuto divino, dicendo:

Preghiamo Dio nostro Padre,

che dà la perseveranza nel bene,

per queste sue figlie,

che oggi davanti alla Chiesa

rinnovano la loro professione religiosa

(la loro promessa).

E tutti pregano per un po' di tempo in silenzio. Quindi iJ sacerdote

dice:

Guarda con bontà, o Signore, queste tue figlie,

che nella tua provvidenza

bai chiamato a seguire più da vicino

le orme del Salvatore;

fa' che proseguano, perseverando nell'amore,

il cammino intrapreso con tanto entusiasmo.

Per Cristo nostro Signore .

.&. Amen.

R.!NNOVAZlONE DELLA PROFESSIONE O DEllA PROMESSA

94. Terminata la preghiera, ciascuna delle professande va ad inginocchiarsi

davanti alla Priora seduta e, mettendo le proprie mani

fra quelle della Priora, con il libro delle Costituzioni o degli Statuti

posato sulle proprie mani, rinnova Ja professione pronunciando con

voce intelligibile le parole della seguente formula, propria dell'OrcUne,

adattandola secondo le leggi dell'Istituto:


RINNOV AZIONE DEI VOTI O DELLE PROMESSE 157

Io suor N.N. rinnovo la professione

e prometto obbedienza a Dio,

alla beata Vergine Maria, a san Domenico

e a te, suor N.N., Priora generale di questo Istituto N.,

e a quelle che ti succederanno

(oppure: a te, suor N.N., Priora provinciale

della Provincia N. di questo Istituto N.,

oppure: a te, suor N.N., Vicaria generale

di questo Istituto N.,

oppure: a te, suor N.N., delegata ... ,

che rappresenti suor N.N.,

Priora generale di questo Istituto N.,

e quelle che le succederanno),

secondo la regola di sant'Agostino

e le Costituzioni del medesimo Istituto:

sarò perciò obbediente a te

e a quelle che ti succederanno

per un anno (oppure: per tre anni).79

CONCLUSIONE DEL . RITO DELLA RINNOV AZIONE

95. Rinnovata la professione, la sola Priora ammette le neoprofesse

al bacio di pace, segno di accoglienza nell1stituto, con cui

nell'Ordine Domenicano viene espresso il vincolo dell'obbedienza e

della comunione.

96. Si dice il Credo, se è richiesto dalle rubriche della liturgia del

giorno. La preghiera universale o dei fedeli (cf. Appendice II, n. 66) si

svolge nel modo consueto.

79 Cf. LCO, n. 199, §I; 201, § L


CAPITOLO V

NEL VENTICINQUESIMO E CINQUANTESIMO

DELLA PROFESSIONE RELIGIOSA

97. Nel 25° e 50° anniversario della professione religiosa si può

celebrare una Messa durante la quale la religiosa, a scopo devozionale

e anche per ragioni pastorali, conferma la propria professione,

benché tale uso sia assente nella tradizione dell'Ordine. so

98. Questa Messa 81 si può dire, con vesti sacre di colore bianco,

nei giorni in cui sono consentite le "Messe per diverse circostanzen,

secondo le norme liturgiche.

Dopo l'omelia si può riconfermare pubblicamente la propria professione,

usando il rito della rinnovazione dei voti (sopra, nn. 93-96),

ma con la formula seguente:

Io suor N.N. totalmente aderisco

alla professione da me emessa

e prometto obbedienza a Dio

alla beata Vergine Maria, a san Domenico

e a suor N.N., Priora generale di questo l&tituto N.

e a quelle che le succederanno,

secondo la regola di sant'Agostino

e le Costituzioni del medesimo Istituto,

invocando la grazia di Dio

per poter adempiere fedelmente

all'impegno della mia professione

fino alla morte.

8 ° Cf. •lntr. gen.•, n. 15; RPR, n. 7.

8 1 Cf. MR 2 , p. 764.


160 ACCOGLIENZA E PROFESSIONE NEGLT ISTITUTI DI VITA CONSACRATA

99. Per la celebrazione della Messa si può usare il seguente formulario:

Antifona d'ingresso Sal 39, 8-9

Ecco io vengo, Signore, per fare la tua volontà.

Io desidero la tua legge nel profondo del cuor e.

Si dice il Gloria.

Signore, Dio fedele,

che hai dato alla nostra sorella N.

la gioia di confermare,

dopo venticinque (cinquanta) anni,

la sua consacrazione al tuo servizio,

accogli il nostro umile ringraziamento

e conferma in lei il santo proposito

di darsi sempre per la gloria del tuo nome

e per la salvezza dei fratelli.

Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,

e vive e regna con te, nell'unità del,lo Spirito Santo,

per tutti i secoli dei secoli.

Sulle offerte

Accetta, Signore,

con i doni che presentiamo sull'altare,

la rinnovata offerta della nostra sorella N.,

e con la forza dello Spirito Santo

rendila sempre più conforme

all'immagine del tuo dilettissimo Figlio,

che vive e regna nei secoli dei secoli.

Prefazio proprio (cf. Appendice III).

Antifona alla comunione

Chi fa la volontà di Dio

è mio fratello, sorella e madre.

Mc 3,35


CAPITOLO I

ACCOGLIENZA DEI CANDIDATI

MODO DI ACCOGLIERE I CANDIDATI

NELLE F RATERNITE DI S. DOMENICO

l . L'ACCOGLIENZA DT LAICI E CHTERJCI l secolari nell'Ordine dei Predicatori,

cioè nelle Fraternite di san Domenico, l secondo un'antica con­

.suetudine3 si fa con la consegna dell'abito,.sentita come un vero rito

di ammissione; perciò la "vestizione" rituale avviene all'inizio dell'anno

di forrnazione,4 come segno di accoglienza nella Fraternita

l n presente Rituale è utilizzabile per sacerdoti e dìaconi

2 Con questa denominazione, Era i dìvers.i rami che costituiscono la Famiglia Domenicana

(cf. LCO, n. t, Const. fund., §IX), ìn questo Rituale ci si riferisce a:

a) Fratern.ite laicali dì san Domenico, cioè associazioni dì fedeli, uomini e donne, ai

quali questo rito principalmente sì rivolge (cf. DN, u. 7): essi "per uno speciale dono

dì Dio si propongono di procurare la salvezza propria e altrui 'secondo il carisma

apostolico di s. Domenico', median.te la professione dì vita evangelica, secondo la

forma adattata dall'Ordine alla loro condizione in mezzo al mondo e debitamente

approvata" (LCO, n. 149, §I);

b) Fraterni te cledcali, cioè associazioni di chierici "che intendono informare la vita e

il loro ministero secondo lo spirito di s. Domenico" (LCO, n.149, § ll; cf. Dichiar. gen.,

n. 5);

c) altre associazioni laicali, e specialmente giovanili, molto diverse fra low, che,

"vivendo secondo lo spirito di s. Dominico", sono rette da statuti propd ma hanno

come base la Costituzione fondamentale del Laicato domenicano (RLD, nn. 1-7; cf.

ACG 1986, nn. 85; 87-89).

Viene qui offerto un unico rito di accoglienza, che può essere convenientemente

adattato dai singoli gruppi.

3 Alcuni elementi di questo rito si trovano nella Regula Fratrum et Sororum Ordinis de

Prenitentìa Beari Dominici (= ROPD), che il Maestro dell'Ordine dei Predicatori Muiìo

de Zamora (1285-1291) fece redigere e pubblicare nel 1285; essa fu poi approvata da

Innocenzo Vll (26.6.1405). Vedi anche sopra, «


166 ACCOGI.JEl'IZA E PROFESSIONl! NellE FRATER.NJTE. 01 S. DOMENICO

locale, ma non ancora di incorporazione all'Ordine, che s.i ha con la

professione. s

Per l'accoglienza dei candidati in altre associazioni6 si può scegliere

un modo più adatto, che tenga conto della loro adesione alla

Costituzione fondamentale (RLD, nn. 1-7) del Laicato domenicano,7

ma che comporti un adeguato adattamento del presente rito, specialmente

per i testi delle preghiere.

2. La somiglianza di questi formulari con quelli degli altri rami

della Famiglia Domenicana, è stata voluta perché anche nelle Fratemite

di S. Domenico l'ammissione di nuovi membri sia celebrata

con un vero rito sacro s e non con una semplice iscrizione, sprowista

di una sua connotazione ecclesiale. Tale dimensione sembra veramente

necessaria ad illustrare il carattere battesimale di questa

forma di vita evangelica e a sottolineare l'unione dei laici e degli altri

membri delle Fratemite con l'Ordine di san Domenico.

3. Nel giorno in cui i laici o i presbiteri sono accolti in una Fraternita

di san Domenico e comil1cia il loro anno di formazione di

base, è bene compiere un rito particolare9 nel quale si chiede l'aiuto

di Dio e viene espresso il loro proposito di seguire Cristo nella Famiglia

Domenicana.

4. In questo rito di accoglienza o della "vestizione•, i candidatilaici

o chierici - oggi normalmente lo non ricevono più l'abito dell'Ordine,

ma un piccolo scapolare, di forma e materia stabilita per

essi, secondo le consuetudini locali. Pertanto, nella loro "vesti"zione"

rituale, per la benedizione e l'imposizione dell'abito deve essere

usato soltanto questo piccolo scapolare; in seguito esso può essere

sostituito da altri segni approvati-ad esempio la medaglietta di san

Domenico, una piccola croce o altro distintivo dell'Ordine - appositamente

benedetti.l 1

Attraverso questi segni esteriori deve comunque essere espresso il

fermo proposito battesimale di rivestirei di Cristo e di manifestarlo

vivente in noi stessi, con l'aiuto di Maria Regina di misericordia e

s Cf. RLD, nn. 2 e 14; RFS, n. 4, § 2. Per il termine 'professione' vedi sorto, nota 42.

6 Vedi sopra, nota 2, c.

7 Cf. ACG l 986, nn. 87 e 89.

ft Cf. RFS, n. 12, § l.

9 Cf. DN, n. 7; RFS. n. 12, §l.

1° Cf. DN, n. lO,§ V.

11 Cf. &n., n.J756, p. 717.


RITI INIZIALI

ACCOGLIENZA DEl CANDlOATI 169

12. Quando si sono riuniti i fedeli, o almeno la Fraternita e, se vi

sono, altri membri della Famiglia Domenicana, il Responsabile

laico, che presiede alla celebrazione, e l'Assistente religioso entrano

insieme, mentre è opportuno cantare un salmo o un canto adatti alla

natura della celebrazione, oppure l'inno delle Lodi o dei Vespri, SP il

rito è ad essi congiunto. Terminato il canto, il Celebrante dice:

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

Tutti fanno il segno di croce e rispondono:

Amen.

13. n Celebrante come breve monizione introd1:1ttiva dice queste

parole o altre simili:

TI Signore Gesù, che nello Spirito Santo

misericordiosamente ci ha chiamati

e ora ci ha radunati nel suo nome,

manifesti in noi la sua gloriosa presenza.

E come a san Domenico, così anche a noi

doni una carità vera ed efficace,

per saper procurare la salvezza nostra e degli altri,n

come suoi veri discepoli.

INTERROGAZIONE O DOMANDA

14. Poi il Presidente interroga i candidati:

Fratelli carissimi (Sorelle carissime),

che cosa chiedete?

n Cf. Giordano, n. 13.


170 ACCOGLIENZA E PROFESSIONE NJ!l.1J! FRATERNITE DI S. DOMENICO

I candidati rispondono tutti insieme:

Di far parte della Famiglia Domenicana,

per la misericordia di Dio e la vostra. 2 4

15. Oppure, se si preferisce, si omette l'interrogazione e uno dei

candidati a nome di tutti si rivolge al Priore e alla comunità con

queste parole 2s o altre simili:

La misericordia di Dio ci ha guidati in mezzo a voi,

per far esperienza della vostra vita,

per imparare, sull'esempio di san Domenico,

di santa Caterina da Siena

e di quanti ci hanno preceduto,

a rendere anzitutto testimonianza della nostra fede

fortificati dalla comunione fraterna,

a dimostrarci disponibili alle necessità

dei nostri contemporanei

e a lavorare al servizio della verità.

Perciò, considerando assiduamente le specifiche finalità

dell'apostolato della Chiesa del nostro tempo,

sentendoci mossi a manifestare

compassione concreta per ogni forma

di umana inquietudine,

vi chiediamo di aiutarci

ad essere promotori di libertà, di giustizia e dì pace.

li Presidente risponde con queste parole o con altre simili:

Dio misericordioso vi aiuti con la sua grazia,

e il divino Maestro vi conceda

l'abbondanza del suo Spirito e il conforto della sua pace.

a. Amen.

:Z:I

· Cf. l Const., d. I, c. J3.

2 ' Cf. RLD, nn. 5·6.


172 ACCOCLI'ENZA E PROFESSIONE NELLE FRATERNITE DI S. OOMENJCO

INTERROGAZIONI

ACCEITAZIONE DEI CANDIDATI

19. Al termine dell'allocuzione, il Presidente invita i candidati nd

alzarsi e con queste o simili parole chiede loro di esprimere la loro

volontà, scegliendo una o più domande tra le seguenti:

Volete, con ferma intenzione,

camminare fedelmente in novità di vita,

come uomini evangelici (donne evangeliche)

che desiderano procurare la salvezza propria e altrui? 26

l candldati rispondono tutti insieme:

Sì, lo voglio, con l'aiuto di Dio e il vostro.27

Presidente:

Volete abbracciare la vita evangelica

mediante la conversione del cuore, 2 8

secondo il proposito apostolico di san Domenico?

Candidati:

Sì, lo voglio, con l'aiuto di Dio e il vostro.

Presidente:

Volete dunque far parte della Famiglia Domenicana,

per sperimentare la nostra vita

nell'osservanza della Regola di san Domenico?

26 Cf. 1 Const., d. il, c. 31; LCO, n. 1, Const. fund., §II.

27 Directoriwn XI, 9, p. J 18.

28 RLD, n. IO e.


Canili dati:

Sì, lo voglio, con l'aiuto di Dio e il vostro.

ACCOGLIENZA DEI CANDIDATI 173

Allora il Presidente conferma la loro volontà dicendo:

li Signore, che ha dato inizio a quest'opera,

la porti al suo compimento.29

E i presenti rispondono:

Amen.

B ENEDIZIONE DELLO SCAPOLARE

20. Poi I'Assisteme si alza e benedice gli scapolari, tenendo le

mani giunle:

Preghiamo.

Signore Gesù Cristo,

che hai voluto rivestirti della nostra condizione umana,

noi supplichiamo la tua infinita benevolenza:

degnati di bene ffi dire questo abito

che i nostri padri stabilirono di portare

come espressione di innocenza e santità,

e fa' che chi lo indosserà meriti di rivestirsi di te,

che vivi e regni nei secoli dei secoli.Jo

:&. Amen.

29 l COI1SI., d. I. c. J3.

30 Ecci. Off., f. Slr-A; cf. ROPD, ID, n. 9. Questa preghiera eU benedizione dello scapolare,

usata nel rito della professione già secondo le prime Costituzioni dell'Ordine (cf.

I Const. , d. I, c. 15), fu adottata dai Frati Predicatori nel Capitolo generale del 1236

(cf. MOPH m. p. 8) e da allora adoperata anche per le fraterni te !alcali (cf. ROPD, p.

145, § 9).


174 ACCOGI.!E.NZA E PROFESSIONE NELLE FRATERNITE DI S. DOMENICO

Oppure:

O Dio, autore e perfezionatore della santità,

tu chiami i rinati dall'acqua e dallo Spirito

alla pienezza della vita in Cristo

e alla perfezione della carità:

guarda benigno i tuoi fedeli

che ricevono devotamente questo scapolare

del nostro Ordine:

fa' che diventino sempre più conformi

all'immagine del tuo Figlio,

perché al termine della vita,

con l'aiuto della Vergine Madre, patrona dell'Ordine,

possano entrare nella gioia della tua dimora.

Per Cristo nostro Signore.3 1

&. Amen.

iMPOSIZIONE DELLO SCAPOLARE O 'VESTIZIONE'

21. Poi U Presidente impone ai candidati lo scapolare, dicendo ad

alta voce, una volta sola per tutti, queste parole o altre simili:

Ricevete (Ricevi) quest'abito

con il quale siete ammessi (sei ammesso)

a far parte della Famiglia Domenicana

e che esprime il vostro (tuo) inserimento

nella nostra Fraternita N.:

vi (ti) aiuti la Vergine Maria, Madre di misericordia,

a rivestirvi (rivestirti) interiormente di Cristo

manifestandolo vivente in voi (in te),

per rendere gloria a Dio

e cooperare al bene della Chiesa e di tutti gli uomini.32

..&.. Amen.

3 1 Cf. Ben., n. l 766, p. 722.

32 Cf. Ben .. , n. 1768, pp. 722 s.


176 ACCOGLIENZA E PROPESSlONE NELLE FRATERNITEDI S. OOME.NlCO

Ricevi la Regola della nostra famiglia

e osservala fedelmente

per diventare più pienamente discepolo di Cristo:

sia questa la tua sapienza,

falla lisplendere davanti agli uomini

perché vedano le tue opere buone

e glorifichino il Padre che è nei cieli.37

Il candidato (la candidata) risponde:

Amen.

PREGHIERA UNIVERSALE

26. Allora si può fare la preghiera universale, nel modo consueto

nelle celebrazioni, secondo il formulario offerto in Appendice (II,

n. 63).

Se però il tito è inserito nella celebrazione delle Lodi o dei Vespri,

segue il Cantico di Zaccaria o il Magnifìcat con la rispettiva antifona,

e si prosegue come di consueto. La preghiera universale si fa se­

condo il formulario delle preci deDa Uturgia delle Ore, aggiungendo

,. . . . .

un mvocazJOne per 1 nov121.

Quindi si recita l'orazione finale delle Lodi o dei Vespri, se il rito è

inserito nella loro celebrazione.

ACCOGLIENZA FRATERNA E INDIZlONE DELL'ANNO DI PROVA

27. Poi i novizi vanno a scambiare un segno di pace con ogni

membro della Fratemita, mentre si canta il salmo 132 Ecco quart/o

è buOfiO O l'antifona Ubi carita.s Oppure l'antifona 0 spem miram O

un alu·o canto adatto.

28. Al termine, i novizi ritornano davanti al Presidente che-se

lo si ritiene opportuno-può aggiungere al nome di ognuno un altro

nome, di n-adizione cristiana, dicendo:

Dal Battesimo il tuo nome è N.,

nell'Ordine ti chiamerai fra (suor) N.N.Js

37 Cf. Mt 5.16.

Ja Cf. PS, p. 155.


ACCOGLIENZA DEl CANDIDATI 177

Quindi il Presidente affida i candidati (o le candidate) alla cura di

un Maestro (o di una Maestra) e assegna il tempo di prova della

durata di un anno, secondo le prescrizioni degli Statuti.39

CONCLUSIONE DEL RITO

29. L'Assistente - o i.l Presidente, se sembra più opportuno -

dice la preghiera finale:

Preghiamo.

Ascolta, Signore, le preghiere di questa tua famiglia

e per intercessione della beata Vergine Maria,

Madre e Patrona del nostro Ordine,

infondi la forza della perseveranza

in questi tuoi servi (queste tue serve)

che desiderano sperimentare la nostra vita.

Fa' che la grazia del Battesimo,

che essi (esse) desiderano fortificare

con questa loro nuova decisione,

maturi in essi (esse) il suo pieno effetto,

perché con l'aiuto dello Spirito Santo

ricerchino sinceramente la tua volontà

e l'adempiano con animo costante.

Per Cristo nostro Signore. 40

Oppure:

Seguiamo per quanto ci è possibile, fratelli,

le orme del santo padre Domenico,

e rendiamo grazie al Redentore

che ce lo ha donato come guida sul nostro cammino;

mediante il suo carisma Egli ci ha rigenerato,

incamminandoci verso la luce di questo stile di vita.

Supplichiamo il Padre di misericordia

39 RLD, n. I 7; DN, nn. 8, §I; 9, § I .

4° Cf. OPR I, n. 142; OPR App. I, p . 120.


178 ACCOGLIENZA E PROFESSIONE NELLE FRAIERNITE DJ S. DOM:ENlCO

affinché sotto la guida dello Spirito

che anima i figli di Dio,

sulla strada segnata dai nostri fratelli,

senza deviazioni possiamo giungere

alla stessa mèta di felicità perenne

in cui è entrato il nostro padre Domenico. 4 1

Per Cristo nostro Signore.

& . Amen.

W. li nostro aiuto è nel nome del Signore.

a. Egli ha fatto cielo e terra.

30. L'Assistente può concludere il rito con queste parole o altre

simili:

Dio onnipotente vi benedica

e vi dia il dono della sapienza che salva.

R.. Amen.

Vi nutra con gli insegnamenti della fede

e vi faccia perseverare nelle buone opere.

R.. Amen.

Diriga i vostri passi e vi apra la strada

per la predicazione del vangelo della pace.

R. Amen.

La benedizione di Dio onnipotente,

Padre e Figlio ffi e Spirito Santo,

discenda su di voi, e con voi rimanga sempre.

R.. Amen.

41 Cf. Giordano, n. 109.


31. L'Assistenle conclude dicendo:

W. n nostro aiuto è nel nome del Signore.

&. Egli ha fatto cielo e terra.

ACCOGLIENZA DEI CANDIDATI 179

32. D rito si può concludere, come è d'uso in alcune celebrazioni

del nostro Ordine, con l'antifona Salve Regina o altro canto; aJ termine,

i presenti salutano i novizi e le novizie secondo le consuetudini

locali.


RlTO DELLA PROFESSIONE 183

inoltre che il rito si svolga durante la Messa o sia inserito nella

celebrazione di una parte della Liturgia delle Ore, specialmente

Lodi o Vespri. 54

38. La professione - temporanea o perpetua-dei laici, uomini o

donne, "è ricevuta dal Responsabile laico" (priore o priora) della

Fraternita locale o da loro delegati, "insieme con l'Assistente religioso";

55 la professione dei presbiteri è ricevuta dai superiori dell'Ordine

o da loro delegati.s6

39. In forza di tale professione o speciale impegno, accettata e

ratificata dall'Ordine a nome della Chiesa, sia chierici sia laici di

entrambi i sessi "costituiscono un'unica Famiglia con gli altri ceti

dell'Ordine",57 e sono partecipi dei beni spirituali dell'Ordine

stesso.58

40.' L'atto della professione sia registrato nel libro delle ammissioni

e sottoscritto dalneoprofesso, da chi ha ricevuto la professione,

dall'Assistente religioso e dal segretario.

RITO DELLA PROFESSIONE

DURANTE LA MESSA

41. Analogamente a quanto la Chiesa prevede per gli altri membri

della Famiglia Domenicana, il rito descritto m questo capitolo per i

membri delle Fraternite si svolge durante la Messa, sebbene nella

loro 'professione', per la sua stessa natura, 59 non si realizzi una consacrazione,

per la quale la Chiesa associa l'oblazione dei professi

all'offerta sacrificale di Cristo.60 In realtà mediante la loro offerta,

espressa nella professione della vita evangelica, i candidati si impegnano

più fortemente alla sequela di Cristo, sulla base del sacerdozio

comune ricevuto con il Battesimo.

54 Cf. RPR, n. l86.

55 Cf. RLD, n. 17.

56 Cf. RFS, n. 16, § 2.

57 Cf. RLD, n. 3; RFS, Prooomium, p. 200. Vedi anche LCO, n. l , Const. (und., §§IX e

n. 14 1.

58 Per indulto di Pio VII (6.7.1806): cf. ACG 1932, Const. n. 236, l .

59 Vedi sopra, nota 42.

60 Cf. LG, n. 45; RPR, nn. 2, 186,.209.


184 ACCOGLIENZA E PROFESSIONE NELLE FRATER.NITE Dl S. DOMENICO

L'inserimento eli questo rito eli professione nella Messa è dunque

opportuno perché attraverso l'ablazione di Cristo raggiunga nei professi

maggiore efficacia la grazia battesimale, che essi vogliono fortificare

con il nuovo impegno assunto abbracciando la vita e la missione

nell'Ordine. Corroborati infatti dalla ·professione di vita evangelica,

secondo lo spirito e il carisma dell'Orcline dei Predicatori, essi

si impegnano a cercare, con le parole e le opere, il regno di Dio nella

gestione delle realtà temporali, orclinandole secondo Diio durante la

loro vita nel mondo, attraverso i vari compiti ministeriali, o familiari,

e sociali: così la grazia del Battesimo produce in essi frutti più

copiosi, per la loro santificazione e per il bene della Chiesa e dell'intera

famiglia umana.61

Si ponga perciò la massima cura affinché sia mantenuta al rito di

questa professione di vita evangelica la sua indole peculiare, senza

introdurvi elementi propri della professione religiosa.

42. La professione abitualmente si svolge alla sede, preparata per

il Presidente davanti all'altare e distinta da quella del Sacerdote. Nel

presbiterio tutto sia disposto in modo che anche gli altri fedeli possano

convenientemente assistere all'azione liturgica.

43. Si elice la Messa del giorno oppure, secondo le norme liturgiche,

la Messa votiva in onore della beata Vergine Maria o di san

Domenico o di santi dell'Orcline della Pei:ùtenza, o anche la Messa

votiva di un mistero che abbia un particolare riferimento allo spirito

della Famiglia Domenicana o alla personale devozione dei professanili.62

44. La celebrazione eucaristica è orclinariamente presieduta, a

seconda delle circostanze, dall'Assistente della Fraternita locale, se

si tratta di un -sacerdote, oltre che dal Maestro dell'Ordine, dal Provinciale

o dal Promotore provinciale nella loro Provincia.

Quando la celebrazione è presieduta da un superiore dell'Ordine,

l'Assistente religioso, se non è sacerdote ma è un frate o una suora

domenicana, è presente al rito indossando la cappa dell'Orcline, dove

c'è l'usanza; se invece non è membro dell'Ordine, indossa cotta e

stola. 63

6 1 Cf. LG, n_ 31; AA, o. 4; CL, nn. 8-17.28-29.33-36.49-56.

61 Cf. RPR. n. 2ll.

63 Cf. sopra, nn. 7-8.


186 ACCOGUENZA E PROFESSIONE NELLE FRATERNI'IE Ol S. DOMENICO

Noi, N. e N., per la misericordia di Dio

abbiamo conosciuto la Regola di san Domenico

a voi affidata,

vivendo in fraterna carità con voi

il periodo di prova:

ora chiediamo a te, N.N., Priore (Priora)

di questa Fraternita,

di poter fare professione di vita evangelica

nell'Ordine di san Domenico, nel modo a noi proprio,

e di essere incorporati in questa Fraternita,

per gustare la gioia del nostro stare insieme,6s

divenendo partecipi della missione dell'Ordine.

TI Presidente e tutti i presenti rispondono con queste parole o con

altre simili:

Rendiamo grazie a Dio.

OMELIA

50. Quindi anche i candidati siedono, e il sacerdote tiene l'omelia,

in cui illutra sia le letture bibliche, sia la specifica natura della vocazione

secolare dei membri delle Fraternite di san Domenico .

.

lNTER.ROGAZJONI

51. Terminata l'omelia i professandi si alzano ed eventualmente

accendono dalla fiamma del cero pasquale o dalle candele dell'altare

una candela, che terranno accesa in mano fino alla processione offertoriale.

Subito il sacerdote chiede ai candidati di manifestare la

loro intenzione, con queste domande o altre simili.

65 Cf. Alberto Magno, Tract. in politicam VIli, in Opera omnia, vol. VIli. Paris 1891, p.

804.


188 ACCOGUENZA E PROFESSIONE NELLE FRATERNITE 01 S. DOMBNlCO

Candidati:

Sì, lo voglio, con l'aiuto di Dio e il vostro.

Allora il Presidente conferma la loro volontà dicendo:

TI Signore, che ha dato inizio a quest'opera,

la porti al suo compimento.7o

Tutti:

Amen.

INVOCAZIONE DELL'AIUTO DMNO

52. Terminate le interrogazioni, si può fare la supplica per l professandi,

specialmente se si tratta di una professione perpetua.

53. Per la supplica tutti si alzano. D sacerdote, in piedi, a mani

giunte, rivolto all'assemblea dice:

Fratelli carissimi,

preghiamo Dio Padre onnipotente

perché benedica questi suoi figli,

che egli ha chiamato a seguire Cristo

con speciale impegno,

e li confermi nel loro proposito.

54. Allora il sacerdote invita i presenti alla preghiera dicendo:

Preghiamo.

Tutti pregano in silenzio. Quindi il sacerdote dice:

Guarda con bontà, o Signore, questi tuoi figli

(queste tue figlie),

che oggi davanti alla Chiesa

fanno professione di vita evangelica

nella conversione del cuore;

7 ° Cf. 1 Const., d. l. c. 13.


Sacerdote:

RITO DELLA PROFESSIONE 187

Fratelli carissimi (Sorelle carissime),

voi siete già consacrati (consacrate) a Dio

mediante il Battesimo:

volete essere uniti (unite) più strettamente a lui

e alla Chiesa 66

con il nuovo titolo della professione

della vita evangelica?

l candidati rispondono tutti insieme:

Sì, lo voglio, con ]'aiuto di Dio e il vostro.67

Sacerdote:

Volete camminare fedelmente nella novità

di vita evangelica

secondo il progetto apostolico di san Domenico,

come araldi del Vangelo,

che seguono le orme del loro Salvatore6s?

Canclidati:

Sì, lo vqglio, con l'aiuto di Dio e il vostro.

Sacerdote:

Volete servire Dio e il prossimo, in sintonia

con la Chiesa,

e, come membri dell'Ordine,

partecipare alla sua missione apostolica

con la preghiera, lo studio e la predicazione,

secondo la vostra condizione laicale? 69

66 Cf. LCO, n. t49, §T; lvi, n. 19, §n.

67 Direc10rium XI, 9, p . 118.

61 / Const. , d. n, c. 31.

69 Cf. RLD, n. 4.


l 90 ACCOGLIENZA E PROFESSIONE NEllE FRATERNITE DI S. DOMENlCO

BACIO DI PACE E CONSEGNA D l EMBLEMl DE.UA PROFESSIONE

56. Emessa la professione, il solo Presidente ammelle i neoprofessi

al bacio di pace, segno di incorporazione aii'01·dine e di accoglienza

neUa Fraternila. 72 Poi essi tornano al loro posto, rimanendo

in piedi.

57. Allora il Presidente dichiara ai professi che con l'incorporazionc

all'Ordine essi sono ammessi alla partecipazione dei beni spirituali

dell'intero Ordine di s. DomenicoJ 3

58. Poi, dove è consuetudine, i neoprofessi si avvicinano al Presidente

(o al sacerdote), che consegna a ciascuno il libro del Vangelo

con queste parole o altre simili:

.

Ricevi il Vangelo della pace: 74

sia nel tuo cuore e sulle tue labbra,

perché tu possa annunziarlo fedelmente

e divenire così sale della terra e luce del mondo.7s

Il neoprofesso Oa neoprofessa) risponde:

Amen.

Ricevuto il libro, ciascuno torna al suo posto e vi rimane in piedi.

59. Se i neoprofessi sono molti, o per altra gìusta causa, il Presidente

(o il Sacerdote) consegna loro il Vangelo dopo aver pronunciato

ad alta voce, una volta sola per lutti, la fonnula, adattandola al

plmale.

60. Se secondo le consuetudini locali si vogliono consegnare altri

emblemi della professione {ad es. la corona dd Rosario, la medagHetta

di san Domenico, un anello, o un distintivo dell'Ordine), lo si

faccia in questo momento del rito, in silenzio o con formula adatta,

ma con decorosa sobrietà.

71 Cf. sopra, n. l.

73 Cf. sopra, nn. 40 e 23.

74 Cf. Giordano, n. 57.

75 Cf. Rm 10.8; Mt 5, 13.14.


IUTO DEllA PROFESSIONE 189

e fa' che la grazia battesimale,

che essi (esse) desiderano corroborare

con questo nuovo impegno

si realizzi pienamente in loro,

in modo che, fortificati (fortificate) dallo Spirito Santo

rendano il debito culto alla tua maestà divina

e dilatino il regno di Cristo con apostolico ardore.

Per Cristo nostro Signore.

&. Amen.

PROFESSIONE

55. Quindi il Presidente, cui spetta ricevere la professione, va alla

sede che gli è stata preparata.

Allora ciascuno dei professancli s'inginocchia davanti al Presidente

e fa professione usando la formula seguente o una formula

sostanzialmente analoga, come è stabilito negli Statuti:

A onore di Dio onnipotente,

Padre, Figlio e Spirito Santo,

e della beata Maria Vergine e di san Domenico,

io N.N., davanti a te N.N., Priore (Priora),

e davanti a te N.N., Assistente di questa Fraternita,

rappresentante del Maestro dell'Ordine

dei Frati Predicatori,

prometto di voler vivere

secondo la Regola dei Laici di S. Domenico

(dei Chierici di S. Domenico)

per tre anni (oppure: per tutta la vita) 1•.

Se i professandi sono molti, possono leggere la formula della professione

tutti insieme, ciascuno però la concluda con le parole: «Prometto

di volere ... » o parole simili, che manifestino apertamente la

sua volontà personale.

7 1 RLD, n. 14; RFS, n. 13, § 2. Cf. DN, n. 9 §IV.


192 ACCOGUENZA E PROFESSIONE NELLE FRATERNIIE DI S. DOMENICO

La grazia della chiamata dello Spirito Santo

fecondi i vostri cuori,

per il bene della Chiesa e dell'umana famiglia.

R. Amen.

E su tutti voi,

che avete partecipato a questa santa liturgia,

scenda la benedizione di Dio onnipotente,

Padre e Figlio ffi e Spirito Santo.

a. Amen.

65. Poi il diacono, o il sacerdote, congeda i presenti dicendo:

La Messa è finita: andate in pace.

a. Rendiamo grazie a Dio.

66. D rito si può concludere, come è d'uso in alcune celebrazioni

del nostro Ordine, con l'antifona Salve Reg{na o altro canto; al termine,

i presenti salutano i neoprofessi e le neoprofesse secondo le

consuetudini locali.

RITO DELLA PROFESSIONE

FUORI DELLA MESSA

67. Quando il rito della professione si svolge fuori della Messa,7 6

esso può essere inserito in una celebrazione della parola di Dio, nel

modo seguente:

a) dopo un canto iniziale adatto, si fa l'interrogazione o la domanda

dei candidati (nn. 48-49 );

b) segue la lettura della parola ru Dio, alla quale risponde il

canto di un salmo adatto (cf. Appendice I). Poi il Presidente, prendendo

spunto dalle letture, rivolge la sua parola ai presenti;

c) sì ha quinru il rito della professione propriamente detto (nn.

51-60);

d) il rito si può concludere con la preghiera universale (cf. Ap-

76 CC. dntr. gen.•. n . 12.


CONCLUSIONE DEL RITO DEllA PROFESSONE

RITO DE.ll.A PROFESSlONE 191

61. Si dice il Credo, se è richiesto dalle rubriche della liturgia del

giorno. n rito della professione si conclude con la preghiera universale

o dei fedeli (cf. Appendice II, nn. 64-65).

LITURGIA EUCARISTICA

62. Mentre si esegue il canto di offertorio, i neoprofcssi e le neoprofesse

si dirigono processionalrnente all'altare con le candele accese,

che presentano al sacerdote; i ministranti le dispongono in

luogo opportuno. Alcuni neoprofessi o neoprofesse possono portare

all'altare il pane, il vino e l'acqua per il sacrificio eucaristico ed

eventualmente altri doni, secondo gli usi locali.

63. Dopo che il sacerdote si è comunicato al Corpo e al Sangue

del Signore, lutti i presenti possono ricevere la comunione sotto le

due specie, attenendosi sempre alle disposizioni delle Conferenze

Episcopali e del Vescovo diocesano.

RITI DI CONCLUSIONE

64. Terminata l'orazione dopo la comunione, i neoprofessi si recano

davanti all'altare e il sacerdote può dare la benedizione come al

solito oppure, secondo le circostanze, con le braccia stese su di loro e

sul popolo può dire:

Dio, che ispira e porta a compimento

ogni santo proposito,

vi protegga sempre con la sua grazia,

perché possiate vivere fedelmente

gli impegni della vostra vocazione.

Et. Amen.

Egli vi renda presso tutti i fratelli

segno e testimonianza del suo amore.

&. Amen.


RITO DELlA PROFESSIONE 193

pendice II, nn. 64-66), aggiungendo eventualmente il Padre nostro e

la benedizione solenne (n. 64).

68. Quando invece iJ rito viene inserito nella celebrazione della

Liturgia delle Ore (specialmente Lodi o Vespri), si procede nel modo

seguente:

a) dopo il canto dell'inno, si fa l'interrogazione o la domanda dei

candidati (nn. 48-49);

b) seguono la salmodia e la lettura della parola di Dio, che può

essere tratta dai testi proposti nel Lezionario (cf. Appendice I). Poi il

Presidente, prendendo spunto dalle letture, rivolge la sua parola ai

presenti;

c) segue il rito della professione propriamente detto (nn. 51-60);

d) si canta quindi il Canlico di Zaccaria o il Magnifìcat;

e) poi si dice la preghiera universale o dei fedeli (Appendice II,

nn. 64-66);

f) il rito si conclude con la recita del Padre nostro, con un'orazione

finale e con la benedizione solenne (n. 64).


198 APPENDICE l

5. CL2, 8-14

Alc.ati, amica mia, e vienU

Una voce! ll mio diletto!...

6. Ct 8, 6-7

Forte come la morte è L'amore.

Mettimi come sigillo ...

7. Is 61, 9-ll

lo gioisco pienamente nel Signore.

Sarà famosa tra i popoli ]a stirpe dei giusti, ...

8. Os 2, 14.19-20 (ebr. 2, 16.21-22)

Ti farò mia sposa per sempre.

Così dice il Signore: ((Ecco, la attirerò a me, ...

SALMJ REsPONSORIALI

9. Sal23, 1-2, 3-4ab, 5-6

S. Questa è la generazione che cerca il Signore.

10. Sal 26,1,4,5,8b-9abc,9d e 11

B.. Ti cerco, Signore: mostrami .il tuo volto.

11. Sal 32, 2-3,4-5, 11- 12, 13-14,18-19, 20-21

S. Beato il popolo radunato nel nome del Signore.

oppure:

B.. Sei tu, Signore, il mio canto di gioia.

12. Sal 33, 2-3,4-5,6-7,89

oppure:

10-11,12-13,14-15, 17 e 19

R. Benedirò il signore in ogni tempo.

oppure:

&. Gustate e vedete com'è buono il Signore.


200 APPENDICI!. l

22. I Cor 1,22-31

La parola della croce è stoltezza per i pagani; per noi è potenza di

Dio.

Fratelli, mentre i Giudei chiedono i miracoli ...

23. I Cor 7,25-35

La vergine si preoccupa delle cose del Signore.

Fratelli, quanto alle vergini, non ho alcun comando ...

24. Ef 1,3-14

Dio ci ha scelti in Cristo per essere santi e immacolati al suo

cospetto nella carità.

Benedetto sia Dio, Padre ...

25. Fil 2, 1-4

Abbiate comunanza di spirito, sentimenti di amore.

Fratelli, se c'è qualche consolazione in Cristo, ...

26. Fil 3, 8-14

Tutto ho lasciato perdere al fine di guadagnare Cristo.

Fratelli, tutto io reputo una perdita ...

27. Col3, 1-4

Pensate alle cose di lassù, non a quelle della terra.

Fratelli, se siete risorti con Cristo, ...

28. Col3, 12-17

Al disopra di tutto vi sia la carità, che è il vincolo della perfezione.

Fratelli, rivestitevi, come eletti di Dio, ...

29. I Ts 4, 1-3.7-12

Questa è la volontà di Dio, la vostra santifìcazione.

Fratelli, vi preghiamo ...

3 fino a la vostra santificazione

30. I Pt 1,3-9

Gesù Cristo, voi lo amate, pur senza averlo visto.

Sia benedetto Dio e Padre del Signore

nostro Gesù Cristo ...


202 APPEI'.'DICE l

39. Le 11, 28

Beati coloro che ascoltano la par ola di Dio

e la custodiscono con amore.

40. Gv 14, 23

Se uno mi ama, osserverà la mia parola,

dice il Signore,

e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui.

41. Gv 15, 5

Io sono la vite, voi i tralci, dice il Signore;

chi rimane in me porta molto Erutto.

42 2 Cor 8,9

Gesù Cristo, da ricco che era, si fece povero,

per arricchire noi con la sua povertà.

43. Gal 2,20

Sono stato crocifisso con Cristo

e non sono più io che vivo, ma Cristo vive in m e.

44. GaJ 6, 14

n mio unico vanto è nella croce

del Signore nostro Gesù Cristo,

per mezzo del quale il mondo

per me è stato crocifisso,

e io per il mondo.

45. Fil 3. 8-9

Tutto considero una perdita e tutto lascio indietro,

per conquistare Cristo.

46. Cf. 2 Ts 2,13.14

Dio ci ha scelti come primizia per la salvezza,

chiamandoci a condividere la passione e la gloria

del Signore nostro Gesù Cristo.


VANGELO

47. ML 5, 1-12

Beati voi. ... Rallegratevi ed esultate.

In quel tempo, Gesù, vedendo le folle, ...

LETTURE BIBLICHE 203

48. Ml 11, 25-30

Hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e le hai rivelate ai

piccoli.

In quel tempo, Gesù disse: ...

49. ML 16, 24-27

Chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà.

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: ...

50. ML 19,3-12

Vi sono alcuni che hanno rinunziato al matrimonio per il regno dei

cieli.

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù

alcuni farisei. ..

51 Mt 19,16-26

Se vuoi essere perfetto, va', vendi quello che possiedi e segui mi.

In quel tempo, ecco un tale si avvicinò a Gesù ...

52. Mt25, 1-13

Ecco lo sposo, andategli i·ncontro!

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli

questa parabola:

«li regno dei cieli è simile a dieci vergini ...

53. Mc 3, 31-35

Chi compie la volontà di Dio, è mio fratello, sorella e madre.

In quel tempo, giunsero la madre di Gesù e

i suoi fratelli ...

54. Mc 10,24-30

Noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Figlioli ...


206 APPENDICE D

Per tutti noi qui presenti,

perché accogliamo con fede

l'invito del Maestro a essere perfetti

e portiamo autentici frutti di santità,

preghiamo. B..

Padre nostro ...

O Dio, principio e sorgente di ogni invocazione,

guarda questi nostri fratelli (queste nostre sorelle),

che si propongono di far esperienza

della nostra vita;

concedi loro di conoscere i disegni della tua volontà

e conferma tutti noi nel tuo santo servizio.

Per Cristo nostro Signore.

Tutti:

Amen.

64. b) per la prima professione:

Fratelli carissimi,

alla celebrazione del mistero eucaristico

si unisce oggi la prima professione

di questi nostri fratelli

(queste nostre sorelle);

rivolgiamo con particolare fervor e

la nostra preghiera a Dio Padre onnipotente

per mezzo di Gesù Cristo,

maestro di vita evangelica .

. &.. Ascoltaci, Signore.

-Per la santa Chiesa di Dio,

perché illuminata dalle virtù dei suoi figli

risplenda sempre più davanti al Cristo suo sposo,

preghiamo. }?t.

Per il Sommo Pontefice e tutti i Vescovi,

perché lo Spirito Santo che discese sugli apostoli

illumini e guidi i loro successori,

preghiamo. R..


PREGHIERA UNJVERSALE O DEI FEDEU 207

Per tutti i ministri della Chiesa,

perché con la parola e con le opere

conducano alla salvezza il popolo loro affidato,

preghiamo. &.

-Per la pace e la salvezza del mondo,

perché tutti i religiosi

siano messaggeri e operatori della pace di Cristo,

preghiamo. & .

Per il bene dei popoli,

perché tutti coloro che si consacrano

al servizio di Dio,

nell'assidua ricerca dei beni eterni,

promuovano il bene dei fratelli,

preghiamo. B..

Per i poveri e i sofferenti,

perché sull'esempio del divino Maestro

tutti i consacrati a Dio annunzino

il V angelo ai poveri,

abbiano cura degli infernù

e di quanti sono affaticati e oppressi,

preghiamo. &.

Per coloro che sono lontani da Dio,

perché i figli di san Domenico sentano l'urgenza

di comunicare il dono ricevuto,

suscitando in essi

il desiderio della verità e dell'amore di Cristo,

preghiamo. B..

Per tutti i credenti in Cristo,

perché siano pronti ad accogliere la voce di Dio,

che ci chiama alla santità,

preghiamo. B..

- Per tutti i religiosi, perché la loro vita

sia segno e testimonianza del regno futuro,

preghiamo. &.


208 APPENDICE IJ

Per la nostra Provincia

(il nostro Monastero; il nostro Istituto;

la nostra Fraternita)

perché sappia dare sempre esempio

di amore fraterno,

e come i primi discepoli di Cristo

tutti i suoi membri siano

un cuor solo e un'anima sola,

preghiamo. ]l.

Per i membri della Famiglia Domenicana,

perché vivano in perfetta comunione con la Chiesa

e ne sostengano con tutte le forze

i propositi e le opere,

preghiamo. B.

Per i membri della Famiglia Domenicana,

perché ciascuno di loro, secondo

la propria vocazione,

accresca la santità della Chiesa

e s'impegni a estendere il regno di Dio,

preghiamo. B.

Per i membri della Famiglia Domenicana,

perché con animo lieto

presentino a Dio come offerta spirituale

la preghiera e lo studio, il lavoro e l'apostolato,

le gioie e le sofferenze di questa vita,

preghiamo. ]l.

-Per i nostri fratelli (le nostre sorelle) N.N.,

che oggi si sono consacrati (consacrate)

al servizio di Dio,

perché cresca in loro lo spirito di vera carità

verso tutti i fratelli,

preghiamo. B..

Per i nostri fratelli (le nostre sorelle) N.N.,

perché la consacrazione religiosa

li aiuti a vivere con sempre maggiore coerenza

gli impegni del loro Battesimo,

preghiamo. &.


PREGHIERA UNIVERSALE O DEl FEDEU 209

Per i nostri fratelli Oe nostre sorelle) N.N.,

che oggi si sono impegnati (impegnate)

a vivere la vita evangelica,

perché con la preghiera e con l'esempio

siano luce e fermento nel mondo,

preghiamo. R.

- Per i genitori e i parenti di questi nostri fratelli

(di queste nostre sorelle),

perché partecipando, nel loro cammino di fede,

all'offerta e alla missione dei loro figli

(de1le loro figlie),

ricevano nuove grazie per vivere

la propria vocazione,

preghiamo. R.

- Per tutti noi qui presenti,

perché accogliamo con fede

l'invito del Maestro a essere perfetti

e portiamo autentici frutti di santità,

preghiamo. R.

Accogli, o Signore,

le invocazioni del tuo popolo,

e per l'intercessione della beata Vergine Maria,

Madre della Chiesa e Patrona del nostro Ordine,

effondi lo Spirito Santo

su questi tuoi figli (queste tue figlie),

che hai chiamato a seguire più da vicino il Cristo,

perché ciò che oggi promettono con la professione

sia confermato da tutta la loro vita.

Per Cristo nostro Signore.

Tutti:

Amen.

65. c) per la professione perpetua:

Oggi la nostra comunità è in festa

per la professione di questi nostri fratelli (sorelle),

che intendono dedicarsi con totale impegno


210 APPENDICED

al servizio di Cristo e della Chiesa.

Uniti nella preghiera, invochiamo Dio nostro Padre,

che li (le) benedica e li (le) confermi

nel loro proposito.

&. Ascoltaci, Signore.

- Per la santa Chiesa di Dio,

perché illuminata dalle virtù dei suoi figli

risplenda sempre più davanti al Ciisto suo sposo,

preghiamo. ,&.

Per il Sommo Pontefice e tutti i Vescovi,

perché lo Spirito Santo che discese sugli apostoli

illumini e guidi i loro successori,

preghiamo. & .

Per tutti i ministri della Chiesa,

perché con la parola e con le opere

conducano alla salvezza il popolo loro affidato,

preghiamo. B..

- Per la pace e la salvezza del mondo,

perché tutti i religiosi

siano messaggeri e operatori della pace di Cristo,

preghiamo. &.

Per il bene dei popoli,

perché tutti coloro che si consacrano

al servizio di Dio,

nell'assidua ricerca dei beni eterni,

promuovano il bene dei fratelli,

preghiamo. &.

Per i poveri e i sofferenti,

perché sull'esempio del divino Maestro

tutti i consacrati a Dio. annunzino il Vangelo ai poveri,

abbiano cura degli infermi

e di quanti sono affaticati e oppressi,

pregl:iiamo. & .

Per coloro che sono lontani da Dio,

perché i figli di san Domenico sentano l'urgenza

di comunicare il dono ricevuto,


PREGHIERA UNIVERSALE O DEI FE.DEU 211

suscitando in essi

il desiderio della verità e dell'amore di Cristo,

preghiamo. :&.

Per tutti i credenti in Cristo,

perché siano pronti ad accogliere la voce di Dio,

che ci chiama alla santità,

preghiamo. :&.

- Per tutti i religiosi,

perché la loro vita

sia segno e testimonianza del regno futuro,

preghiamo. &.

Per la nostra Provincia

(il nostro Monastero; il nostro Istituto;

la nostra Fraternita)

perché sappia dare sempre esempip di amore fraterno,

e come i primi discepoli di Cristo

·tutti i suoi membri siano

un cuor solo e un'anima sola,

preghiamo. & .

Per i membri della Famiglia Domenicana,

perché vivano in perfetta comunione con la Chiesa

e ne sostengano con tutte le forze

i propositi e le opere,

preghiamo. B..

Per i membri della Famiglia Domenicana,

perché ciascuno di loro,

secondo la propria vocazione,

accresca la santità della Chiesa

e s'impegni a estendere il regno di Dio,

preghiamo. &.

Per i membri della Famiglia Domenicana,

perché con animo lieto

presentino a Dio come offerta spirituale

la preghiera e lo studio,

il lavoro e l'apostolato,

le gioie e le sofferenze di questa vita,

preghiamo. & .


212 APPENDICE O

- Per i nostri fratelli (le nostre sorelle) N.N.,

perché il Signore li (le) renda

costanti nella preghiera,

nella penitenza e nell'impegno apostolico,

preghiamo. a.

Per i nostri fratelli (le nostre sorelle) N.N.,

che oggi si sono consacrati (consacrate)

totalmente a Dio,

perché nella loro vita obbediente, povera e casta

manifestino la fecondità della Chiesa

e attraggano i lontani

a Cristo, luce del mondo,

preghiamo. a.

Per le nostre sorelle N.N.,

che oggi hanno confermato il loro santo propo-sito,

perché, vegliando fedelmente nell'attesa dello Sposo,

siano chiamate da lui alle nozze eterne,

preghiamo. a.

Per i nostri fratelli (le nostre sorelle) N.N.,

che oggi si sono impegnati a vivere la vita evangelica,

perché con ]a preghiera e con l'esempio

siano luce e fermento nel mondo,

preghiamo. a.

- Per i genitori e i parenti di questi nostri fratelli

(di queste nostre sorelle),

perché partecipando, nel loro cammino di fede,

all'offerta e alla missione dei loro figli

(delle loro figlie),

ricevano nuove grazie per vivere

la propria vocazione,

preghiamo. :&.

- Per tutti noi qui presenti,

perché accogliamo con fede

l'invito del Maestro a essere perfetti

e portiamo autentici frutti di santità,

preghiamo. a.


PREOHJERA UNIVERSALE O DEl FEDEU 213

A ccogli, o Signore, le invocazioni del tuo popolo,

e per l'intercessione della beata Vergine Maria,

Madre della Chiesa e Patrona del nostro Ordine,

effondi lo Spirito Santo

su questi tuoi figU (queste tue figlie),

che hai chiamato a seguire più da vicino il Cristo,

perché ciò ch e oggi promettono con la professione

sia confermato da tutta la loro vita.

Per Cristo nostro Signore.

Tutti:

Amen.

66. d) per la rinnovazione dei voti temporanei:

Fratelli carissimi,

memori delle parole del Signore

«Senza di me non potete far nulla>>

e fiduciosi nella sua mediazione,

preghiamo Dio Padre onnipotente

per la salvezza dei popoli,

per la pace del mondo

e per questi nostri fratelli (per queste nostre sorelle)

che oggi rinnovano i loro voti.

&. Ascoltaci, Signore.

-Per la santa Chiesa di Dio,

perché illuminata dalle virtù dei suoi figli

risplenda sempre più davanti al Cristo suo sposo,

preghiamo. &.

Per il Sommo Pontefice e tutti i Vescovi,

perché lo Spirito Santo che discese sugli apostoli

illuminj e guidi i loro successori,

preghiamo. &.

Per tutti i ministri della Chiesa,

perché con la parola e con le opere

conducano alla salvezza il popolo loro affidato,

preghiamo. &.


214 APPENDICE Il

- Per la pace e la salvezza del mondo,

perché tutti i religiosi

siano messaggeri e operatori della pace di Cristo,

preghiamo. & .

Per il bene dei popoli,

perché tutti coloro che si consacrano

al servizio di Dio,

nell'assidua ricerca dei belli eterni,

promuovano il bene dì tutti i fratelli,

preghiamo. :Q.

Per coloro che sono lontani da Dio,

perché i fig]j di san Domemco sentano l'urgenza

di comunicare il dono ricevuto, suscitando in essi

il desiderio della verità e dell'amore di Cristo,

preghiamo. B..

Per tutti i credenti in Cristo,

perché siano pronti ad accogliere la voce di Dio,

che ci chiama alla santità,

preghiamo. :Q.

- Per tutti i religiosi,

perché la loro vita

sia segno e testimonianza del regno futuro,

preghiamo. :&.

Per i membri della Famiglia Domenicana,

perché diano sempre esempio di amore fratemo,

e come i primi discepoli di Cristo

siano un cuor solo e un'anima sola,

preghiamo. :Q.

Per i membri della Famiglia Domenicana,

perché vivano in perfetta comunione con la Chiesa

e ne sostengano con tutte le forze

i propositi e le opere,

preghiamo. :&.

Per i membri della Famiglia Domenicana,

perché ciascuno di loro,


secondo la propria vocazione,

accresca la santità della Ch iesa

e s'impegni a estendere il regno di Dio,

preghiamo. B..

PREGHIERA UNlVERSAJ..E O DEl FEDEU 215

- Per questi nostri fratelli

(queste nostre sorelle) N.N.,

che oggi banno rinnovato la loro professione,

perché il Signore li (le) renda

costanti nella preghiera,

nella penitenza e nell'impegno apostolico,

preghiamo. B..

Per i nostri fratelli (le nostre sorelle) N.N.,

che oggi hanno rinnovato la consacrazione

al servizio di Dio,

perché cresca in loro lo spidto di vera carità

verso tutti i fratelli,

preghiamo. &.

Per le nostre sorelle N.N.,

che oggi hanno rinnovato la loro consacrazione

a Cristo Signore,

perché, come le vergini prudenti,

tengano sempre viva la lampada

dell'amore e della fedeltà,

preghiamo. & .

Per i nostri fratelli (le nostre sorelle) N.N.,

perché la consacrazione religiosa

li (le) aiuti a vivere con sempre maggiore coerenza

gli impegni del loro Batt


2 J 6 APPENDICE Il

O Dio misericordioso e fedele,

ascolta la preghiera del tuo popolo _

e per intercessione della beata Vergine Maria,

Madre di Dio,

concedi a questi tuoi figli (queste tue figlie)

il dono della perseveranza

perché, con il tuo aiuto, osservino fedelmente

i voti (le promesse)

che per tua ispirazione hanno rinnovato.

Per Cristo nostro Signore.

Tutti:

Amen.


67. Consacrati nella verità.

m

PREFAZI

'

E veramente cosa buona e giusta,

nostro dovere e fonte di salvezza,

rendere grazie sempre e in ogni luogo

a te, Signore, Padre santo,

Dio onnipotente ed eterno,

per Cristo nostro Signore.

Nella tua misericordia, donata a noi nel tuo Figlio,

tu chiami sempre nuovi fratelli e sorelle

a seguirti sulla via di Domenico

e vuoi che siano consacrati nella tua verità:

per qu esto li ammaestri con la tua parola redentrice

e con ardente desiderio li gtùdi alla salvezza;

li inondi di grazia con i sacramenti della fede

e li rendi perfetti nell'unità

mediante la carità apostolica.

Perciò anche noi, uniti agli Angeli e ai Santi,

cantiamo con gioia l'inno della tua lode: t •••

1 Cf. MLOP, p. 293.


218 A.PP.E.NDICE m

68. n rinnovamento della vita apostolica.

'

E veramente cosa buòna e giusta,

nostro dovere e fonte di salvezza,

rendere grazie sempre e in ogni luogo

a te, Signore, Padre santo,

Dio onnipotente ed eterno,

per Cristo nostro Signore.

Per lo splendore e la difesa della santa Chiesa,

tu volesti che san Domenico

rinnovasse la vita degli Apostoli.

Egli, sulle orme del Cristo povero,

con la predicazione

richiamò gli erranti alla verità evangelica

e conquistò a Cristo innumerevoli fratelli;

raccolse con saggezza intorno a sé

altri predicatori della fede

perché, fortificati dal lume della scienza,

si votassero integralmente

all'opera dell'evangelizzazione.

Perciò anche noi, uniti agli Angeli e ai Santi,

cantiamo con gioia l'inno della tua lode: 2 •••

69. San Domenico predicatore della verità evangelica.

È veramente cosa buona e giusta,

nostro dovere e fonte di salvezza,

rendere grazie sempre e in ogni luogo

a te, Signore, Padre santo,

Dio onnipotente ed eterno,

per Cristo nostro Signore.

z MLOP, p. 177; cf. MPP, p . 56.


PREFAZJ 2.19

Nella tua prowidenza inviasti all'umanità assetata

san Domenico, araldo della tua verità

attinta alle sorgenti del Salvatore.

Sempre sorretto dalla Madre del tuo Figlio

e riarso di zelo per la salvezza delle anime,

assunse per sé e per i suoi discepoli

raccolti nello Spirito Santo, l'ufficio del Verbo,

portando a Cristo con la dottrina e con l'esempio

innumerevoli fra te ili.

Intento sempre a parlare con te e di te,

crebbe nella sapienza

e facendo scaturire l'azione

dalla pienezza della contemplazione,

si dedicò totalmente all'edificazione della Chiesa.

Per questo, uniti agli Angeli e agli Arcangeli

e a tutti i Santi del cielo,

cantiamo senza fine l'inno della tua lode: .. .3

70. Cristo modello della vita consacrata.

'

E veramente cosa buona e giusta renderti grazie

e innalzare a te l'inno di benedizione e di lode,

Dio onnipotente ed eterno,

per Cristo nostro Signore.

Egli, uomo nuovo,

fiore purissimo nato dalla Vergine Maria,

proclamò beati i puri di cuore

e con la sua vita rivelò il pregio sublime della castità:

liberamente aderi in tutto al tuo volere

e facendosi obbediente fino alla morte

si offrì per noi in sacrificio perfetto a te gradito.

3 MLOP, p. 199; cf. MFP, p. 55.


220 APPENDICE m

Egli ha consacrato al servizio della tua gloria

quelli che per tuo amore abbandonano ogni cosa,

promettendo loro un tesoro inestimabile nei cieli.

Per questo dono del tuo amore,

uniti agli Angeli e ai Santi,

cantiamo con esultanza l'inno della tua lode: ... 4

71. L'esempio e l'aiuto dei Santi, nel vincolo dell'amore fra.

terno.s

'

E veramente cosa buona e giusta,

nostro dovere e fonte di salvezza,

rendere grazie sempre e in ogni luogo

a te, Signore, Padre santo,

Dio onnipotente ed eterno,

per Cristo nostro Signore.

Nella festosa assemblea dei Santi

risplende la tua gloria

e il loro trionfo celebra i doni della tua misericordia.

Nella loro vita ci offri un esempio,

nell'intercessione un aiuto,

nella comunione di grazia

un vincolo di amore fraterno.

Confortati dalla testimonianza dei Santi,

noi affrontiamo il buon combattimento della fede,

per condividere al di là della morte

la stessa corona di gloria.

Per questo, uniti agli Angeli e agli Arcangeli

e a tutti i Santi del cielo,

cantiamo senza fine l'inno della tua lode: ... 6

4 MR 2 , p. 758.

5 Cf. LCO, n. 67. §m.

6 MR 2 , p. 363 = MFP. p. l L7.


TESil FACOLTATIVI 225

c) Perché tu unisca più

intimamente l all'opera redentrice

del tuo Figlio l coloro che

professano i consigli evangelici ti preghiamo, ascoltaci

d) Perché tu ricompensi con la

pienezza delle tue benedizioni l

i genitori che hanno offerto a te

i loro figli (le loro figlie) ti preghiamo, ascoltaci

d) Perché tu renda sempre più conformi l

all'immagine di Cristo l questi tuoi

figli (queste tue figlie) che oggi

a te consacrano la loro vita ti preghiamo, ascoltaci

e) Perché tu doni a questi nostri fratelli l

{a queste nostre sorelle) la forza

di perseverare l nel nuovo

impegno di vita consacrata ti preghiamo, ascoltaci

e) Perché tu benedica, santifichi

e consacri l questi nostri fratelli

(queste nostre sorelle) ti preghiamo, ascoltaci

Perché tu ci conforti e conservi l

nel tuo santo servizio ti preghiamo, ascoltaci

Perché tu ricompensi con i beni

eterni l tutti i nostri benefattori ti preghiamo, ascoltaci

Perché tu volgi su di noi l

il tuo sguardo misericordioso ti preghiamo, ascoltaci


e con lei di san Domenico nostro padre,

effondi il tuo Spirito su questi tuoi servi

(queste tue serve)

che nella tua bontà

hai chiamato alla perfetta sequela di Cristo,

perché ciò che hanno promesso nel tempo

lo confermino con dedizione perpetua.

Per Cristo nostro Signore.

oppure:

O Dio, autqre di ogni santità,

esaudisci le suppliche di. questa tua famiglia

e per intercessione della tua ancella,

la Vergine Maria,

madre del nostro Ordine,

e le preghiere di san Domenico nostro padre

effondi l'abbondanza delle tue benedizioni

su questi tuoi figli (queste tue figlie),

perché ciò che per tuo dono hanno promesso

possano adempierlo con costanza mediante

il tuo aiuto.

Per Cristo nostro Signore.

Tutti:

Amen.

Diacono:

Alzatevi.

E tutti si alzano.

TESTI FACOLTATlVI 227


228 APPENDICE !V

B) SOLENNE BENEDIZIONE O CONSACRAZIONE

DEI NEOPROFESSI

76. I neoprofessi (le neoprofesse) si inginocchiano e il Priore o il

sacerdote, con le braccia stese davanti al petto, dice la preghiera

di benedizione usando uno dei seguenti formulari. Le espressioni

chiuse fra parentesi, secondo l'opportunità, si possono

omettere.

77. a) PER I FRATI:

O Dio, principio e fonte eli ogni santità,

tu hai tanto amato gli uomini

da renderli partecipi della tua vita divina

e nella tua misericordia non hai voluto

che il peccato eli Adamo e le iniquità del mondo

estinguessero questo disegno del tuo amore.

[Già agli inizi della storia

ci hai dato in Abele il giusto

un modello eli vita innocente

e nella tua provvidenza, attraverso i secoli,

hai suscitato dalla stirpe del popolo eletto

uomini santi e donne di eminenti virtù:

splende fra tutte la figlia eli Sion,

la beata Vergine Maria.

Dal suo grembo verginale venne alla luce

il tuo Verbo fatto uomo per la salvezza del mondo,

Gesù Cristo nostro Signore.

Splendore della tua santità, o Padre,

egli si fece povero per arricchirci

e prese l'aspetto eli servo

per restituirei alla libertà.]

Nel suo mistero pasquale

Cristo ha redento il mondo con immenso amore,

ha santificato la sua Chiesa

e l'ha resa partecipe

dei doni dello Spirito Santo.

E tu, o Padre, con la voce misteriosa

dello stesso Spirito

hai attratto innumerevoli figli


a seguire Cristo Signore

e a lasciare ogni cosa per aderire

generosamente a te

in un eterno patto d'amore

e dedicarsi al servizio dei fratelli.

BBNEDIZIONE DEI PROFESS1 229

Guarda, o Padre, questi tuoi eletti;

infondi in loro lo Spirito di santità,

perché possano adempiere con il tuo aiuto

ciò che per tuo dono hanno promesso con gioia.

Contemplino sempre il clivino Maestro

e al suo esempio conformino la loro vita.

Siano concordi nell'obbedienza,

affratellati da un amore più puro dall'esercizio

della castità,

più strettamente dipendenti l'uno dall'altro

per la povertà;

edifichino prima nella propria comunità

la Chiesa di Dio

che sono chiamati a dilatare nel mondo7.

Siano pazienti nelle prove,

salcli nella fede,

lieti nella speranza,

operosi nella carità apostolica.

La loro vita allieti la Chiesa,

promuova la salvezza del mondo

e appaia come segno luminoso dei beni futuri.

Sii tu per loro, Padre santo,

il sostegno e la guida

e quando compariranno davanti al tuo Figlio,

sii tu la vera ricompensa

e allora godranno di essere stati fedeli

alla loro consacrazione;

confennàti. nel tuo amore,

canteranno a te la lode perenne

nell'assemblea dei santi.

Per Cristo nostro Signore.

7 Cf. LCO, n. 3, § n.


230 APPENDlCE N

Tulti:

Amen.

Oppure:

O Dio, per tuo dono ·fiorisce la santità della Chiesa:

a te la lode da ogni creatura.

All'inizio dei tempi

tu hai creato un mondo bello e felice

e quando fu sconvolto dal peccato di Adamo,

tu gli hai dato la promessa

di un nuovo cielo e di una nuova terra.

Tu h ai affidato la terra all'uomo

perché la fecondasse con il proprio lavoro

e attraverso le vie del mondo

dirigesse i suoi passi alla città del cielo.

Ai tuoi figli che mediante il Battesimo

hai riunito nella Chiesa,

tu distribuisci una grande varietà di carismi,

perché alcuni ti servano nella santità del matrimonio

e altri, rinunziando alle nozze per il regno dei cieli,

condividano tutti i loro beni con i fratelli

e uniti nella carità diventino un cuore solo

e offrano un'immagine della comunità celeste.

Ti preghiamo umilmente, o Padre:

manda il tuo Spirito su questi tuoi figli,

che hanno aderito con fede alla parola di Cristo.

Rafforza il loro proposito

e fa' che ispirino tutta la loro vita al Vangelo.

Ravviva in essi l'amore fraterno

e la sollecitudine per tutti gli uomini,

perché diventino segno e testimonianza

che tu sei l'unico vero Dio

e ami tutti gli uomini con amore infinito.

Fa' che sostengano con coraggio le prove della vita,

ricevano fin d'ora il centuplo che hai promesso

e poi la ricompensa senza fine.

Per Cristo nostro Signore.

Tutti:

Amen.


232 APPENDICE IV

perché possano adempiere con il tuo aiuto

ciò che per tuo dono hanno promesso con gioia.

Contemplino sempre il divino Maestro

e al suo esempio conformino la loro vita.

Siano concordi nell'obbedienza,

affratellate da un amore più puro dall'esercizio

della castità,

più strettamente dipendenti l'una dall'altra

per la povertà;

edifichino prima nel proprio monastero la Chiesa di Dio

che sono chiamate a dilatare nel mondo.s

Siano pazienti nelle prove,

salde nella fede,

liete nella speranza,

operose nella carità.

La loro vita allieti la Chiesa,

promuova la salvezza del mondo

e appaia come segno luminoso dei beni futuri.

Sii tu per loro, Padre santo,

il sostegno e la guida

e, quando compariranno davanti al tuo Figlio,

sii tu la vera ricompensa

e allora godranno di essere state fedeli,

alla loro consacrazione;

confermàte nel tuo amore,

canteranno a te la lode perenne

nell'assemblea dei santi.

Per Cristo nostro Signore.

Tutti:

Amen.

Oppure:

O Dio, per tuo dono fiorisce la santità della Clùesa:

a te la lode da ogni creatura.

All'inizio dei tempi

tu hai creato un mondo bello e felice

8 Cf. LCM, n. 3, § ll.


BEN"EDlZ.IONE DEI PROFESSI 233

e quando fu sconvolto dal peccato di Adamo,

tu gli hai dato la promessa

di un nuovo cielo e di una nuova terra.

Tu hai affidato la terra all'uomo

perché la fecondasse con il proprio lavoro

e attraverso le vie del mondo

dirigesse i suoi passi alla città del cielo.

Ai tuoi figli che mediante il Battesimo

hai riunito nella Chiesa,

tu distribuisci una grande varietà di carismi,

perché alcuni ti servano nella santità del matrimonio

e altri, rinunziando alle nozze per il regno dei cieli,

condividano tutti i loro beni con i fratelli

e uniti nella carità

diventino un cuore solo

e offrano un'immagine della comunità celeste.

Ti preghiamo umilmente, o Padre:

manda il tuo Spirito su queste tue figlie,

che hanno aderito con fede alla parola di Cristo.

Rafforza il loro proposito

e fa' che ispirino tutta la loro vita al Vangelo.

Ravviva in essi l'amore fraterno

e la sollecitudine per tutti gli uomini,

perché diventino segno e testimonianza

che tu sei l'unico vero Dio

e ami tutti gli uomini con amore infinito.

Fa' che sostengano con coraggio le prove della vita,

ricevano fin d'ora il centuplo che hai promesso

e poi la ricompensa senza fine.

Per Cristo nostro Signore.

Tutti:

Amen.

79. c) PER 1.E SUORE:

O Dio, principio e fonte di ogni santità,

tu hai tanto amato gli uomini

da renderli partecipi della tua vita divina

e nella tua misericordia non hai voluto


234 APPENDICE IV

che il peccato di Adamo e le iniquità del mondo

estinguessero questo disegno del tuo amore.

[Già agli inizi della storia

ci hai dato in Abele il giusto

un modello di vita innocente

e nella tua provvidenza,

attraverso i secoli,

hai suscitato dalla stirpe del popolo eletto

uomini santi e donne di eminenti virtù:

splende fra tutte la figlia di Sion,

la beata Vergine Maria.

Dal suo grembo verginale venne alla luce

il tuo Verbo fatto uomo per la salvezza del mondo,

Gesù Cristo nostro Signore.

Splendore della tua santità, o Padre,

egU si fece povero per ruTicchirci

e prese l'aspetto di servo

per restituirei alla libertà.]

Nel suo mistero pasquale

Cristo ha redento il mondo con .immenso amore,

ha santificato la sua Chiesa

e l'ha resa partecipe

dei doni dello Spirito Santo.

E tu, o Padre, con la voce misteriosa

dello stesso Spirito

hai attratto innumerevoli figli

a seguire Cristo Signore

e a lasciare ogni cosa per aderire generosamente a te

in un eterno patto d'amore

e dedicarsi al servizio dei fratelli.

Guarda, o Padre, queste tue elette;

infondi in loro lo Spirito di santità,

perché possano adempiere con il tuo aiuto

ciò che per tuo dono hanno promesso con gioia.

Contemplino sempre il divino Maestro

e al suo esempio conformino la loro vita.

Siano concordi nell'obbedienza,

affratellate da un amore più puro dall'esercizio


BENEDIZIONE DEl PROFESSI 235

della castità,

più strettamente dipendenti l'una dall'altra

per la povertà;

edifichino prima nella propria comunità

la Chiesa di Dio

che sono chiamate a dilatare nel mondo.9

Siano pazienti nelle prove, salde nella fede,

liete nella speranza, operose nella carità.

La loro vita allieti la Chiesa,

promuova la salvezza del mondo

e appaia come segno luminoso dei beni futuri.

Sii tu per loro, Padre santo,

il sostegno e la guida

e, quando compariranno davanti al tuo Figlio,

sii tu la vera ricompensa,

e allora godranno di essere state fedeli

alJa loro consacrazione;

confermàte nel tuo amore,

canteranno a te la lode perenne

nell'assemblea dei santi.

Per Cristo nostro Signore.

Tutti:

Amen.

Oppure:

O Dio, creatore del mondo e padre di tutti gli uomini,

noi ti lodiamo e ti rendiamo grazie

perché dalla stirpe di Abramo hai scelto un popolo,

gli hai dato la glmia del tuo nome

e l'hai consacrato a te.

Con la tua parola lo hai confortato

mentre errava nel deserto

e lo hai protetto con la tua mano potente;

povero e disprezzato,

lo hai unito a te con un patto d'amore;

quando si allontana va,

con grande bontà lo hai richiamato

9 Cf. LCO, n. 3, §D.


236 APPENDICE IV

ai sentieri della giustizia;

quando ti cercava,

gli sei andato incontro con amore paterno,

fino a introdurlo, libero, nella terra promessa.

E noi, o Padre, ti benediciamo,

perché in Gesù Cristo, tuo Figlio e nostro fratello,

hai voluto chiamarci alla luce della verità.

Egli, nato dalla Vergine Maria,

per redimere il tuo popolo dal peccato,

morì sulla croce e con la sua risurrezione

preannunziò la gloria futura.

Asceso alla tua destra,

mandò lo Spirito Santo

per chiamare innumerevoli discepoli

che, seguendo i consigli del Vangelo,

consacrassero tutta la vita

alla gloria del tuo nome

e alla salvezza degli uomini.

Risuoni oggi la tua casa di un cantico nuovo

per queste nostre sorelle

che, docili alla tua chiamata,

si sono offerte al tuo servizio.

Manda, o Signore, il dono dello Spirito

su queste tue figlie,

che per te hanno lasciato ogni cosa.

Risplenda in esse, o Padre, il volto del tuo Cristo,

perché rendano visibile la sua presenza nella Chiesa.

Con il tuo aiuto conservino libero il loro cuore,

per prendere su di sé le ansie dei fratelli

e servire il Cristo sofferente nelle sue membra.

Negli eventi umani sappiano vedere

la divina provvidenza che li guida.

Con il dono della propria vita

affrettino l'avvento del tuo regno

in attesa di riunirsi ai tuoi santi nella patria celeste.

Per Cristo nostro Signore.

Tutti:

Amen.


v

DICHIARAZIONE E NOTIF1CA

PER L'AMMISSIONE NELL'ORDINE O NELL1STITUTO

80. La seguente formula (LCO, App., p.229),10 da usarsi all'inizio del

noviziato, deve essere ripetuta prima della prima professione e

della professione solenne o perpetua.

Ti dichiariamo

che dopo la tua professione

sarai obbligato (obbligata) ai tre voti,

cioè obbedienza, castità e povertà;

che sarai tenuto (tenuta) all'osservanza

delle leggi dell'Ordine (dell'Istituto);

e inoltre, che la tua professione sarà nulla

se con l'inganno avrai taciuto o dissimulato

un grave impedimento o un grave difetto fisico

per il quale non potresti essere ammesso (ammessa).

Ti notifichiamo inoltre

che non potrai richiedere alcuna ricompensa

per qualunque compito svolto nell'Ordine (nell'Istituto).

N.N., O.P.

priore/priora

N.N., O.P.

testimone

N.N., O.P.

testimone

N.N.

(candidatola)

10 Questo testo deve essere adattato tenendo conto anche delle implicazioni legali proprie

dì ogni Paese.


VI

FORMULA DI ASSOLUZIONE GENERALE

DALLE MANCANZE ALLA REGOLA

PER I MEMBRI DELLA FAMIGLIA DOMENICANA

81. In occasione di festività dell'Ordine, come pure il mercoledì delle

Ceneri, oppure al termine dì un capitolo solenne (24 dicembre e

24 marzo) o degli Esercizi annuali o in altre occasioni particolari,

i membri della Famiglia Domenicana possono ottenere l'indulgenza

plenaria, alle consuete condizioni stabilite dalla

Chiesa, mediante l'assoluzione generale delle mancanze alla regola.

Essa può essere impartita dal Priore o dalla Priora nella sua

comunità e dall'Assistente (reUgioso o religiosa) oppure dal

Priore o dalla Priora in una Fraternita di S. Domenico: essi saranno

qui tutti indicati con il nome di "Priore".

82. D Priore può in1rodurre l'atto penitenziale con queste parole o

altre simili:

Carissimi fratelli (Carissime sorelle),

per volontà del nostro santo Padre Domenico

le leggi dell'Ordine non obbligavano

sotto pena di peccato,

ma obbligavano soltanto alla riparazione

annessa alla trasgressione.••

Per evitare però che un tale ordinamento

provocasse un rilassamento della disciplina,

si narra che Domenico,

11 l Const., ProL


ASSOLUZIONE GENERALE DALLE MANCANZE ALLA REGOLA 241

Padre nostro.

W. Mostraci, Signore, la tua misericordia.

&. E donaci la tua salvezza.

W. Signore, ascolta la mia preghiera.

&. E il mio grido giunga a te.

Poi iJ Priore dice:

D Signore nostro Gesù Cristo

per i meriti della sua Passione

e per intercessione della beata Vergine Maria,

del santo Padre Domenico

e di tutti i Santi del nostro Ordine,

ci assolva da ogni vincolo di colpa

e infonda in noi la sua grazia.

E io per l'autorità sua

e dei santi apostoli Pietro e Paolo,

e per la facoltà concessa dai Sommi Pontefici

al nostro Ordine e a voi,

e a me affidata in questa mia funzione,

vi assolvo dalle trasgressioni alla Regola,

alle Costituzioni,

alle ordinazioni e raccomandazioni dei nostri superiori,

e da tutte le osservanze dimenticate

o anche trascurate.

Nel nome del Padre ffi e del Figlio e

dello Spirito Santo.'s

&. Amen.

15 Cf. SCR. Formula Absolwionis generalis Regularium in postenun adhibenda: ASOP 38,

1968, pp. 573 s.


INDICE GENERALE


246 INDICI GENERALE

Allegato

ACCOGLIENZA E PROFESSIONE

NEGLI ISTITUTI DI VITA CONSACRATA

Proemio . . . • . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . • . . . . . . . . . . • . . . . . . . . . 117

Capitolo I : AccoGLIENZA .DE.LLE NOVIZIE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 119

Capitolo n : LA PROFESSIONE TEMPORANEA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 129

Capitolo m : LA PROFESSIONE PERPETUA DURANTE LA MESSA .. .. . . 143

Capitolo IV : LA RINNOVAZIONE DEl VOTI TEMPORANEI O DELLA PRO-

MESSA DURANTE LA MEssA .. . . . • . • .. • • • . • .. .. • • . . . • • • . • 155

Capitolo V : NEL 25° O 50° DELLA PROFESSIONE RELIGIOSA . . . . . . 159

Parte terza

ACCOGLIENZA E PROFESSIONE

NELLE FRATERNITE DI S. DOMENICO

Capitolo I : AccoGLIENZA DEI CANDIDATI .. .. . .... . . .. . .. . • . . . .•.... 165

Capitolo il : R ITO DELLA PROFESSIONE .. .. . .. .. . . . . . . . . .. ... •. . • .. . . 181

APPENDICE

I. L ETTURE BffiLICHE . . . . . . . . . . . • . . . • . . . . . . . . . . . . • . . . . . . . . . . . . . . . . . • . . . . 197

n. PREGHIERA uNIVERsALE . . . . . . • . • . .. . . . . . . . . . . . . . .. . . . . . . . . . . • . . . . .. . . 205

m. PREFAZI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .. . . .. . . . . . . . . . . . .. . . • . . . . . . . . • • . . . • . • . • . . . . 211

IV. TESTI FACOLTATIVI

A) Litanie dei Santi nella professione perpetua .. . ...... 221

B) Solenne benedizione dei neoprofessi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 228

V. DICHIARAZIONE E NOTIFICA PER L'AMMISSIONE l\'ELL'0ROJNE

O NELL 1 STJTOTO . . . . . . . . • . . . . . . . . . . . . . • . . . . . . .. . . • . . . . . . . . . . . . • . . . . . . . 237

VI. FORMULA DI ASSOLUZIONE GENERALE

DALLE MANCANZE ALLA REGOLA . . . . . .. .. .. .. .. .. .. .. .. • .. • . . . . . .. . . . 239


Indicazioni riguardanti

le riproduzioni iconografiche

INDICE GENERALE 24 7

Copertina e interno: Professione del b. Reginaldo d'Ocléans nelle mani eli

san Domenico (Nicola Pisano [1267) particolare dell'Arca eli S. Domenico,

Bologna). -p. 27: San Domenico chiede e ottiene dal papa Innocenzo m

( 121 5) l'approvazione dell'Ordine (Nicola Pisano [1267], particolare dell'Arca

di S. Domenico, Bologna). - p. 71: Monache domenicane in preghiera

(miniatura tratta dal Salterio del 1461 [ms. I, l084 n. 39, f. l 06r]

conservato nella biblioteca del Convento eli S. Domenico, Bologna). - p.

115: San Domenico accoglie neU'Orctine S. Caterina da Siena (sanguigna

eli F. Vanni [1563-161 01 Chatsworth, Coli. Duke ofDevonshire, n. 376). ­

p. J 65: Raffigurazioni simboliche del carisma domenicano (graffito eli fr.

A. Couturier, O.P. [1897-1954), già esistente nella cappella del Convento

domenicano della SS. Trinità, Roma). -p. 195: La Beata Vergine Maria,

patrona deJJ'Ordine Domenicano (miniatura «particolare» del Beato Angelico

[1387-1455] tratta dal "Missale SS." [cod. membran. XV s.], Inv.

558, c. 156 v], museo di S. Marco, Firenze).

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