OLTRE L'EMERGENZA - CESV Messina

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OLTRE L'EMERGENZA - CESV Messina

Anno IV n. 4 novembre - dicembre 2007 Autorizzazione tribunale di Messina 06/2004 Spedizione in A.P. art. 2 comma 20/c legge 662/96 On line: www.cesvmessina.it

Periodico bimestrale a cura del Centro Servizi per il Volontariato di Messina

Novembre - Dicembre 2007

OLTRE

L’EMERGENZA

3-15

22

La Protezione civile

nel territorio messinese

I corsi Cesv per la formazione


Sommario

Pagina 8

Ecosistema a

rischio in Sicilia






Pagine 12 - 13

In continuo

allarme

Pagina 16

Le news del

volontariato

Chi volesse ricevere gratuitamente nel proprio

domicilio Comunità Solidali può inserire i propri

dati sul sito Internet www.cesvmessina.it.

3 L’editoriale

4 L’esperienza dell’associazione Promoteo

5 Otto corsi base di Protezione civile

6 “Manca la pianifi cazione”

7 “Troppi i ritardi”

9 Incendi e illegalità

10 La Sicilia è inadempiente

11 Pochi mezzi per il volontariato

14 Ricordo di Lucia Natoli

15 “Vogliamo giustizia”

17 Il Cesv ricorda Dilip Pizzi

18 Idee e progetti

19 “Accoglienza zero nell’ex Cpt di Lampedusa”

20 Cosa c’è in agenda

21 “Destinazione Europa”

22 Al via tre nuovi corsi per volontari

23 Spazio Csv

Questo numero di Comunità Solidali è stato

realizzato con il contributo della Compagnia

di San Paolo di Torino, la Fondazione

Monte Paschi di Siena, la Fondazione Cariplo

e la Fondazione Banco di Sicilia.

Comunità Solidali

Bimestrale del Ce.S.V.

Centro Servizi

per il Volontariato di Messina

Reg. Trib. di Messina n. 6/2004

Direttore Editoriale

Antonino Mantineo

Direttore Responsabile

Marco Olivieri

Comitato di Redazione

Antonino Anastasi, Rosario Ceraolo,

Donatella Raccuia, Salvatore Rizzo,

Michele Schinella, Maria Lucia Serio, Guido

Signorino, Enza Sofo, Pasquale Zumbo

Redazione

via G. La Farina, 7, 98122, Messina,

tel. 090/6409598, fax 090/6011825

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info@cesvmessina.it

Progetto grafi co

Marco Bonaccorso

Stampa

Grafo Editor Srl

edizioni

CESV - MESSINA

Dobbiamo attenderci nuovi disastri?

Abbiamo sentito

risuonare in una

triste mattinata di

estate, nel Duomo

della città, le parole

d’addio ad amici

che non ci sono

più: Matteo e Lucia,

la sua mamma e il

cognato. Con loro è

morto un lavoratore

d e l l ’ a z i e n d a

agrituristica dove

si erano riuniti a

fare festa per il

52° compleanno di

Matteo. Parole e

lacrime per persone

che mai avrebbero

Antonino Mantineo pensato che il fuoco

divorasse le loro

esistenze. Valeria, giovane e piena di vita, dovrà lottare per

imparare a vivere da sola, senza i suoi legami più cari.

E dopo il fuoco divoratore, l’acqua, la terra ed il fango che

investono, in una serata d’autunno, case e strade di abitati

che sorgono alle porte di Messina, tra colline cementifi cate

in modo selvaggio e senza più bellezza, sfregiate dalla

mano dell’uomo. Ancora un’emergenza, accanto all’estate

degli incendi, che ha investito la nostra città e i suoi

abitanti. Serve chiedersi di chi è la colpa? Oppure bisogna

prepararsi ad altri lutti, altri disastri annunciati, posto che

non si ha cura per l’ambiente, per i suoi elementi naturali

e si preferisce costruire, abbattere alberi e colline, pur di

ricavare facili guadagni senza programmare e senza limiti?

L’amica che ricordava le qualità umane e professionali di

Lucia nella grande chiesa, davanti alle autorità presenti,

ai rappresentanti delle istituzioni, ha avuto il coraggio di

denunciare ineffi cienze, ritardi, responsabilità nel modo

di affrontare l’emergenza fuoco. E gli stessi abitanti di

Giampilieri, come di Scaletta Zanclea ed Alì, hanno

lamentato come da troppo tempo non si presti attenzione al

contesto idrogeologico che determina smottamenti e frane

L’editoriale

Tra incendi e dissesti idrogeologici, manca un progetto di sviluppo sostenibile

Auguri

3

che, da ultimo, hanno attaccato l’abitato. Crediamo che

tante siano le colpe in queste ultime drammatiche vicende,

che non ci restituiranno i morti e ciò che si è perso. Alcune

ricadono sotto la responsabilità della giustizia umana, che

pure dovrà individuare i responsabili di chi ha attizzato il

fuoco e dare loro una giusta condanna. Altre responsabilità

altrettanto dirette vanno cercate e trovate anche nel caso

dell’alluvione che ha investito Messina sud. In questa

ricerca diffi cile ci viene, innanzitutto, da chiederci: ma la

protezione civile è fi nalizzata ad affrontare le emergenze

o a pianifi care tutti gli interventi per prevenire? Domanda

banale, posto che la vera prevenzione deve, giocoforza,

essere orientata a tutelare l’ambiente, averne cura, rispetto.

Questo approccio richiede che il territorio si conosca,

anche per le sue caratteristiche, per le sue forze, che tutte

potrebbero essere controllate, costituendo, perciò, limiti

all’azione antropomorfi ca. Tutto ciò mentre ci avviamo a

ricordare il terribile terremoto del 1908 che distrusse la

faccia e la storia delle città sullo Stretto. Non dovremmo

forse avere presente che rispetto ad allora poco o nulla

è cambiato? Dovremmo affi darci alla buona sorte, se non

saremo cancellati dalla terra per un evento naturale con

il quale il nostro territorio, si sa, deve convivere e, perciò,

con il quale deve coesistere, riducendo la forza distruttrice

della natura?

Ancora una volta il volontariato si metta, allora, in

discussione. Potrebbe giungere a rifi utarsi di intervenire

quando la sua presenza diventa riparativa (ex post) delle

disfunzioni e della incapacità amministrativa di applicare

vincoli al territorio, di adeguare i piani regolatori alle

esigenze non solo abitative ma anche dei servizi essenziali,

fra i quali il verde attrezzato e la difesa del suolo.

Servirebbe di più denunciare l’incapacità dei politici ad

amministrare il bene pubblico, fra cui rientrano le risorse

naturali e quelle dell’ambiente. O se si vuole, un’altra strada

è possibile cominciare a percorrere: indicare programmi di

sviluppo sostenibile del territorio, senza più sventrare la

madre terra e i suoi elementi che sono tutti amici dell’uomo

e che solo noi rendiamo avversi o, peggio, invincibili.

Antonino Mantineo

Presidente del Cesv Messina

Il Cesv di Messina, in tutte le sue componenti, la Presidenza, la Direzione, il Consiglio

direttivo, la Segreteria, l’Uffi cio Stampa, il Comitato di Redazione di Comunità Solidali e

lo Staff di consulenti ed esperti, invia a tutti i volontari e alle loro organizzazioni i migliori

auguri di buon Natale e buon anno, per un 2008 nel segno della pace, della solidarietà,

della giustizia sociale e della crescita delle nostre comunità.


4 Il nubifragio ad Alì Terme

PROMOTEO

La formazione 5

ASSOCIAZIONE TURISTICO CULTURALE NO PROFIT

L’esperienza dell’associazione Promoteo

“La ricerca dei farmaci per 2 ragazzi disabili e la diffi coltà a farci ascoltare dai

carabinieri”.

“Ritardi, mancanza di ascolto e di coordinamento. Sono tante, e molto preoccupanti, le carenze emerse in occasione

del nubifragio che ha colpito la zona sud di Messina”, sottolinea Agata De Luca, presidente dell’associazione turistica

e culturale “Promoteo”. Non si tratta di parole di rito, perché giovedì 25 ottobre tre componenti dell’associazione si

trovavano ad Alì Terme, per accompagnare 54 studenti di scuola media, tra i quali 4 disabili gravi, in gita scolastica,

nell’ambito di un progetto di educazione alimentare fi nanziato dalla Regione Siciliana. Con loro la dirigente scolastica

dell’Istituto “Paino” di Messina, Giuseppa Prestipino, quattro insegnanti e sette accompagnatori per diversamente abili.

“Dal pomeriggio di giovedì – racconta la presidente dell’associazione – siamo rimasti bloccati in un agriturismo di Alì

Terme: il fi ume ha divorato le strade, rendendo impossibile la nostra partenza in pullman. Fino a quando, il giorno dopo,

non ha smesso di piovere, siamo rimasti lì, all’interno della struttura, senz’acqua e in condizioni diffi cili. Ma non è questo

il punto”, sottolinea la presidente di “Promoteo”. “Il problema è che, fi no al pomeriggio di venerdì, quando fi nalmente

è stato possibile ripartire, abbiamo dovuto prenderci cura di quattro studenti disabili, due dei quali bisognosi di terapia

farmacologica. Ebbene, nonostante le nostre continue richieste di aiuto ai carabinieri, affi nché ci procurassero entro la

mattinata di venerdì questi farmaci, solo la mobilitazione dei familiari in città e il nostro personale intervento in paese,

a rischio della nostra incolumità, ha permesso di far sì che i medicinali, indispensabili per i due ragazzi, arrivassero in

tempo. Io stessa – continua Agata De Luca – ho dovuto mettermi in contatto direttamente con la farmacista di Alì Terme,

che ci ha procurato due farmaci, mentre altri quattro sono arrivati da Messina, tramite i carabinieri, ma solo grazie

alla mobilitazione da parte della vicepreside della scuola Paino e dei familiari. Dispiace dirlo, ma, in un frangente così

delicato, prefettura e carabinieri non si dimostravano particolarmente attenti alle nostre richieste d’aiuto. Non riuscivamo

a fare comprendere che, in assenza dei farmaci, la nostra situazione sarebbe diventata insostenibile. In particolare,

i carabinieri di Messina, da me sollecitati, mi rispondevano che non era di loro competenza il territorio di Alì Terme e

che avrebbero avvisato i colleghi della zona, che ci avrebbero prontamente chiamato. In realtà, non abbiamo ricevuto

mai la loro chiamata e, una volta messami in contatto con loro, ho avuto molte diffi coltà nel comunicare la necessità

di un aiuto immediato. Ho dovuto più volte alzare la voce, scontrandomi con la mancanza di attenzione, di ascolto e

di coordinamento. Da parte mia, non intendo accusare nessuno, ma solo sottolineare la necessità che in futuro, in

situazioni simili, si possa riuscire a coordinarsi in maniera più effi cace e più attenta alle esigenze dei più deboli. Come

mi ha detto un funzionario della Protezione civile, complimentandosi per il nostro intervento, nessuno ci ha rassicurati, in

questa situazione, né dato risposte”, conclude la presidente dell’associazione “Promoteo”.

M. O.

Otto corsi base di Protezione civile

Fino al marzo 2008, su iniziativa del Cesv e del Dipartimento regionale per la

Provincia di Messina.







Otto corsi base per operatori di Protezione civile nell’intero

territorio messinese, con 400 iscritti e una trentina di

associazioni coinvolte. Il Cesv, Centro Servizi per il

Volontariato, e il Dipartimento della Protezione civile – Servizio

Regionale per la Provincia di Messina hanno presentato i

corsi in una Conferenza Stampa venerdì 23 novembre, alle

11, presso il Salone degli Specchi di Palazzo dei Leoni.

Sono intervenuti Adone Guerrini, responsabile Volontariato

e Promozione del Servizio Regionale di Protezione civile

di Messina; Bruno Manfrè, ingegnere e capo servizio del

Servizio Regionale di Protezione civile di Messina; Franco

Previte, componente del Consiglio direttivo del Cesv e

presidente dell’Avis (Associazione Volontari Italiani Sangue)

di Messina; Maria Lucia Serio, referente della Formazione per

il Centro Servizi per il Volontariato; Biagio Morabito, referente

provinciale della Comunicazione per il Servizio Regionale

di Protezione civile di Messina. L’iniziativa nasce all’interno

del protocollo d’intesa (stipulato nel 2007) fra i tre Centri di

Servizio per il Volontariato siciliani e il Dipartimento regionale

della Protezione civile. Gli otto corsi – a Messina, Taormina,

Barcellona Pozzo di Gotto, Marina di Tusa, S. Piero Patti,

Lipari e Capo d’Orlando – si concluderanno nel marzo 2008.

“E’ una novità signifi cativa. Con questi momenti formativi,

il Centro Servizi di Messina, al pari dei Csv palermitani e

catanesi, punta a favorire competenze nell’ambito della

Protezione civile. Un settore troppo spesso trascurato dalle

istituzioni. Si tratta di una lacuna particolarmente grave,

come testimoniano le recenti cronache. Nelle nostre realtà

territoriali appaiono infatti necessarie e urgenti politiche di

prevenzione e salvaguardia ambientale”, hanno sottolineato

Franco Previte, componente del Direttivo Cesv, e Maria

Lucia Serio, referente Cesv per la Formazione. “Il tutto nel

quadro delle proposte formative di qualità, con complessivi

16 corsi nell’intero territorio messinese, che il Centro Servizi

per il Volontariato propone ai volontari. Gli obiettivi che si

intendono raggiungere sono una maggiore consapevolezza

sui riferimenti etico-culturali, che fondano il lavoro sociale

e l’impegno personale, e sul ruolo sociale e politico del

volontariato; l’acquisizione di modalità effi caci di lavoro

integrato e di progettazione partecipata; e lo sviluppo di

strumenti di lettura e comprensione dei fenomeni sociali

nella loro evoluzione dinamica”, ha concluso la responsabile

della Formazione.

Per informazioni Centro Servizi per il Volontariato di Messina, via G. La Farina n. 7, 98122, telefono

090/6409598, fax 090/6011825, e-mail info@cesvmessina.it, e Dipartimento della Protezione civile –

Servizio Regionale di Protezione civile per la Provincia di Messina, Via dei Mille is. 87 n. 270, 98123,

Messina, tel. 090/2985454, fax 090/2926986, sito Internet http://www.regione.sicilia.it/Presidenza/

ProtezioneCivile/


6 La polemica

La realtà siciliana 7

“Manca la pianifi cazione”

Sonia Alfano, del Dipartimento Regionale di Protezione civile, prende le distanze

dalla “politica” del suo uffi cio.

«Faccio parte del Dipartimento Regionale di Protezione civile.

Il mio ruolo? Coordinatore delle emergenze. O almeno lo sono

formalmente». Formalmente? Sì, perché da qualche mese, Sonia

Alfano – fi glia del giornalista Beppe, ucciso dalla mafi a a Barcellona

Pozzo di Gotto, e impegnata in attività antimafi a al fi anco della

rete di associazioni “Libera” – dichiara di essere stata messa ai

margini dai vertici dell’uffi cio palermitano di cui fa parte. «Nei mesi

passati mi sono impegnata contro la politica del Dipartimento. Ho

visto situazioni strane e, un po’ a causa della situazione dei miei

colleghi precari, un po’ per le risposte che sono state fornite in

occasione dell’emergenza incendi, ho deciso di attaccare i vertici

del Dipartimento stesso, anche attraverso gli organi di stampa».

Sonia Alfano - foto di E. Di Giacomo

Le conseguenze sono facilmente immaginabili. «Infatti non potrei

dire cosa effettivamente stia succedendo all’interno dell’uffi cio di

cui faccio parte. Non ho più accesso ai piani alti», afferma Sonia

Alfano. Adesso le sue funzioni sono svolte da altre persone. «Ho visto gente, dalla dubbia preparazione, rappresentare

improvvisamente l’uffi cio». Tutto è partito la scorsa estate, durante l’emergenza incendi. «Sembrava che la situazione

fosse affi data alla buona volontà del singolo e non è ammissibile. Sembrava ci fosse paura a prendersi delle responsabilità

nella gestione della situazione. È stato allora che ho fatto presente ai dirigenti il mio disagio. Adesso è un Dipartimento, i

fondi ci sono. Si poteva fare qualcosa in più». Uno dei punti cardine delle sue lamentele sembra essere proprio la gestione

di questi fondi. «Si è investito sul volontariato e a me sta bene, ma credo sia assurdo che le associazioni abbiano i mezzi

e noi, che dovremmo coordinarle, non ne abbiamo – tuona la Alfano - a meno di non usare quelli privati per raggiungere

il luogo dell’intervento. Solo che i danni, poi, non ce li paga nessuno. Tanti di noi hanno distrutto le proprie automobili

per ragioni di servizio ». «Per quel che vedo io – continua - non credo che questo uffi cio rispecchi ciò che i cittadini si

aspettano. Il Dipartimento dovrebbe essere punto di riferimento nelle emergenze per le varie realtà locali e invece risulta

carente nella pianifi cazione». Ma in questa situazione, secondo l’attivista antimafi a, qualche responsabilità è imputabile

anche al volontariato, che deve pretendere “ciò che è garantito dalla legge”. E nella mancata pianifi cazione, entra anche

il piano d’emergenza. «Non so quante persone, a Palermo come a Messina, conoscano l’ubicazione delle aree d’attesa

in caso di calamità. C’è una scarsa sensibilità verso la Protezione civile, soprattutto da parte degli amministratori». Il

prossimo futuro non sembra dare spazio all’ottimismo. La possibilità di assistere a dissesti idrogeologici è alta. «I rischi

sono enormi. Bisognerebbe ripulire torrenti, fi umi, greti. Cose elementari ma importanti. Allo stato attuale, il rischio è che

i cittadini piangano le conseguenze di tali negligenze. Come dipendente regionale, che ha scelto di fare parte di questa

struttura – conclude con amarezza Sonia Alfano - mi auguro che non ci sia di peggio da vedere».

P. Z.

“Troppi i ritardi”

“I volontari vengono ignorati e latita il coordinamento”, denuncia Paternostro (ProCiv-

Arci). “Ma qualcosa sta cambiando”, dice Mondello (Misericordia).

«La Protezione civile in Sicilia? È ancora all’età della pietra». Questo il pensiero di Placido Paternostro, già responsabile

regionale della ProCiv-Arci, Associazione Volontari per la Protezione civile all’interno dell’Arci, e ora coordinatore in

Sicilia per le emergenze sempre nell’ambito dell’associazione di promozione sociale. «Le amministrazioni non badano

quasi per nulla al volontariato di Protezione civile. Siamo bistrattati e mal considerati. Non è riconosciuto alcun ruolo di

collaborazione, necessario per ottenere dei benefi ci sul territorio». Le cose potrebbero cambiare grazie al nuovo ordinativo

del Comitato Regionale. «La nuova gestione, con capo l’ingegnere Salvo Cocina, direttore della Protezione civile siciliana,

ci fa sperare in qualcosa di diverso», afferma Paternostro. «Quando veniamo coinvolti, come nel caso dei progetti pilota,

i risultati sono evidenti. Mi riferisco in particolare al servizio antincendio e avvistamento incendi. Il volontariato è inoltre

considerato un concorrente del servizio pubblico, cosa che non è vera. Noi collaboriamo, niente più. Nel nostro territorio

abbiamo una sola centrale dei Vigili del fuoco, ma che dovrebbe coprire venti Comuni. Il problema è che si può intervenire

in un posto per volta». Qui entrano in gioco anche le leggi, spesso disattese, nel campo della Protezione civile. «La

legge sulla forestazione, del 1995, imponeva ai Comuni interessati di attrezzare e addestrare squadre per spegnimento

e avvistamento incendi, cosa che non è accaduta». Ma la visione di un mondo di volontari concorrente nasce anche

a causa di alcune frange del volontariato. «In molti si accostano a questo settore con l’idea che si tratti di un’ipoteca

sul futuro lavoro – osserva l’esponente della ProCiv-Arci - e non come un aiuto alla risoluzione dei problemi della

regione». Perché di problemi, nel settore

della Protezione, in Sicilia ce ne sono molti.

«Sono sotto gli occhi di tutti. Basta la classica

nuvoletta di Fantozzi per causare un mare

di danni, come è accaduto a Messina a

fi ne ottobre. Gli incendi, la deforestazione,

porteranno a piogge di tipo monsonico e tutto

il territorio, fortemente instabile e friabile, è

sempre più esposto ai disastri». Strade di

campagna dissestate, aree collinari a rischio.

Le prospettive non sono incoraggianti. «È

un’emergenza che si può arginare solo se gli

amministratori comprenderanno che l’opera

del volontariato è fondamentale e non

concorrenziale». Ma come si può ovviare a

una tale emergenza? «Gli uffi ci di Protezione

civile dovrebbero dare il visto per qualunque

tipo di progettazione, pubblica e privata,

affi nché sia certo che rientri nei parametri.

Cosa che non avviene, perché la politica

intimorisce gli operatori pubblici, che così

non sono liberi di agire». Sui cambiamenti in

corso, a livello regionale, è d’accordo Santi

Mondello, coordinatore delle Misericordie

della provincia di Messina e componente del

Consiglio direttivo Cesv, oltre che delegato

dal Centro Servizi per la Protezione civile:

“L’ingegnere Cocina sta rivoluzionando

il settore, nel segno dell’effi cienza, e il

Dipartimento regionale di Messina si distingue

per la sua attività. Oggi, grazie al protocollo

d’intesa tra Csv siciliani e Protezione civile,

stiamo formando circa 2000 volontari nei

territori. Per il 2008 il salto di qualità dovrebbe

essere quello di promuovere dei corsi su

tematiche specifi che, in modo da formare

50-70 volontari specializzati nei vari ambiti”.

Pasquale Zumbo


8 Operazione fi umi 2006

Il dossier 9

Ecosistema a rischio in Sicilia Incendi e illegalità

Per Legambiente “Messina e altri 271 Comuni non rispettano l’assetto idrogeologico

del territorio”.

“Ecosistema a rischio in Sicilia”. E’ il titolo di un dossier della Legambiente Sicilia, realizzato nell’ambito della “Operazione

Fiumi 2006”. Una campagna nazionale di informazione e prevenzione dal rischio idrogeologico, promossa dalla stessa

Legambiente e dal Dipartimento della Protezione Civile. In Sicilia il dossier è nato dall’esigenza di contrastare un grave

rischio idrogeologico, con frane e alluvioni, monitorando le azioni dei Comuni in questo ambito. “Nell’Isola ci sono 272

amministrazioni comunali a rischio di frane e alluvioni. Ma, nonostante questo, non si crea nessuna reazione forte,

nessun cambiamento nel modo di gestire queste calamità naturali. In Sicilia il territorio diventa sempre più fragile,

perché non si rispettano le limitazioni imposte dal particolare assetto idrogeologico del nostro territorio”, sottolinea la

Legambiente siciliana (sito Internet www.legambientesicilia.com) nel suo dossier. Messina (84%) e Caltanissetta hanno

la percentuale più alta dei Comuni a rischio. La situazione a Messina appare molto delicata: i torrenti risultano invasi da

opere di urbanizzazione, come case e stabilimenti industriali, che creano un pericolo nel caso di frane ed alluvioni. Per

Legambiente urge quindi un’inversione di tendenza, attraverso due tipi di intervento. “Uno a lungo termine, per la sana e

preventiva gestione del territorio, con l’avvio di un sistema effi cace di Protezione civile, e uno a breve termine, in modo da

essere in grado di affrontare qualsiasi emergenza”. Così al Comune di Messina viene assegnato un “2 in pagella per la

gestione del territorio, per la pianifi cazione dell’emergenza e per l’informazione e l’addestramento: Messina rappresenta

una delle maggiori fragilità siciliane e nazionali”. In questa città infatti basta una pioggia un po’ più violenta per creare

frane, alluvioni e panico. La situazione può essere analizzata anche dal punto di vista della popolazione, affi nché essa

possa essere preparata e, nei casi estremi, salvata: “L’informazione diretta alla popolazione su quali siano i rischi in

questo campo – afferma nel suo dossier Legambiente Sicilia - e sui comportamenti individuali e collettivi da adottare in

caso di calamità e sui contenuti del piano comunale di emergenza, rappresenta una delle attività principali che i Comuni

dovrebbero svolgere”. Ma vi sono amministrazioni comunali, in Sicilia, che abbiano svolto bene il lavoro di mitigazione del

rischio idrogeologico? No. Per Legambiente nessuna realtà, fatta eccezione per 2 Comuni, ha raggiunto livelli ottimali.

Si registra solo un buon intervento svolto direttamente dalla Regione Sicilia, che ha coinvolto anche il volontariato di

Protezione civile, ottenendo qualche risultato effi cace, almeno nelle ultime emergenze nell’Isola e nel resto d’Italia.

M. G.

“Comportamenti criminali alimentano il fuoco estivo”, denuncia la Legambiente

Sicilia.

“In Sicilia si vive una continua emergenza a causa degli incendi

devastanti, soprattutto in estate. La nostra regione, pur essendo

tra quelle con minore superfi cie boschiva (l’8% del territorio

rispetto a una media del 30%), viene distrutta dal fuoco, frutto di

comportamenti criminali”, denuncia Salvatore Granata, direttore

generale di Legambiente Sicilia, che nel 2006 ha realizzato

un dossier dal titolo signifi cativo: “Incendi e legalità”. “Dietro

questi avvenimenti - continua Granata - si nasconde una realtà

scandalosa: il numero degli operatori antincendio stagionali è

sovradimensionato. Si tratta quasi di un ammortizzatore sociale,

in modo da garantire lavoro proprio nella nostra regione. I forestali

risultano in Sicilia circa la metà di tutti i forestali italiani. E spesso,

dietro gli incendi, vi è qualcuno che invece è pagato per spegnerli.

Più la regione va a fuoco, infatti, più alto è il loro stipendio, visto

che dipende dalle giornate di lavoro e dalle ore di straordinario. E

poi, dopo le fi amme, c’è ancora altro da mangiare: per chi spegne

e per le ditte che vanno a piantare nuovamente alberi”, polemizza

il direttore generale di Legambiente Sicilia. Un altro elemento da

non sottovalutare è quello delle ecomafi e, che “appiccano incendi

per motivi speculativi”. Da qui una proposta provocatoria, da

parte di Legambiente, che vorrebbe fosse l’esercito a spegnere

le fi amme, impiegando le forze armate al posto degli stagionali.

Legambiente Sicilia propone dunque di spezzare defi nitivamente

il legame tra possibilità di impiego e emergenza incendi, “vietando

le assunzioni stagionali e perseguendo le ecomafi e, assicurando

così una maggiore repressione e una certezza della pena per

gli incendiari”. Inoltre, secondo il dossier “Incendi e legalità” del

2006, la metà di tutti gli incendi italiani si verifi ca in appena 15

province: Palermo e Messina sono tra queste e si distinguono per

un acuirsi del fenomeno, a differenza del resto della nazione. Si

rilevano pure responsabilità anche da parte dei Comuni coinvolti,

perché non applicano le norme sui vincoli delle aree percorse da

incendi. Si dovrebbe istituire il catasto delle aree percorse dal

fuoco, in modo da fare scattare i vincoli di immodifi cabilità della

destinazione d’uso dei suoli incendiati. “Solo così – evidenzia

Salvatore Granata di Legambiente Sicilia - non si otterrebbe più

alcun vantaggio economico dai roghi”. Le inchieste hanno infatti

confermato l’origine criminosa dei fuochi appiccati: uno degli

ultimi casi accaduti è l’arresto di un pastore dei Nebrodi, operaio

trimestrale della Forestale, responsabile degli incendi che hanno

distrutto 45 ettari di bosco e raggiunto alcune case della periferia di

Messina. Naturalmente tutto questo non fa che aumentare il rischio

idrogeologico: se scompaiono le piante il suolo si dilata, visto che

non ci sono alberi e radici a tenerlo coeso, e inizia l’erosione del

suolo. E a volte l’elevato calore spacca certi tipi di rocce, creando

fratture lì dove poi passa l’acqua, durante le alluvioni, portando

via tutto. In questo contesto, la strada della programmazione del

territorio appare ancora decisamente in salita.

Maria Gangemi


10 L’analisi

Le organizzazioni di Protezione civile 11

La Sicilia è inadempiente

Governo regionale e Comuni risultano indietro nella strategia di prevenzione degli

incendi.

In questi ultimi anni in Sicilia si è fatto poco in termini di

prevenzione degli incendi. È grave che la legge quadro in

materia di incendi boschivi 353/2000, la quale, fra l’altro,

obbliga i Comuni al censire i suoli percorsi da incendio,

sia stata recepita solo nell’aprile 2006. Nel resto d’Italia

la legge ha dato buoni frutti e, dove è stata applicata

con serietà, gli incendi sono diminuiti. La Sicilia è stata

inadempiente verso questo obbligo e gli incendi sono

aumentati, non si è riusciti a fermare la scia di fuoco che

ha bruciato la nostra Isola. In buona parte della Sicilia roghi

spaventosi si sono sviluppati contemporaneamente, quasi

obbedissero ad una strategia di distruzione che merita

di essere indagata e spiegata. Il governo regionale, pur

avendo impiegato importanti risorse umane e fi nanziarie,

non è riuscito a mettere in atto una effi cace strategia di

prevenzione e di contrasto in materia di incendi. Penso, in

particolare, alla gestione degli operai forestali, più orientata

verso logiche assistenziali che verso un’effi ciente azione

di prevenzione. Anche i Comuni si sono trovati impreparati

di fronte all’emergenza e hanno fatto poco per limitare i

rischi. Solo dopo le tragedie di agosto i Comuni hanno

cominciato ad istituire il catasto delle aree incendiate e

fatto scattare quei vincoli che vanifi cano interessi legati

alla trasformazione edilizia, al pascolo, alla riforestazione.

Poco rispettate sono le ordinanze emesse dai sindaci nei

confronti dei privati che non hanno provveduto a ripulire i

terreni dalle sterpaglie. Quei terreni da cui molto spesso

hanno origine gli incendi che poi colpiscono aree boschive,

coltivazioni e case.

L’altra faccia degli incendi è il dissesto idrogeologico. Le

aree percorse dal fuoco sono più vulnerabili per la perdita

della copertura vegetale: il suolo diventa più erodibile dalle

acque piovane e si innescano frane e dissesti molto gravi

che fanno da preludio ai processi di desertifi cazione. Per

scongiurare questi rischi è necessaria la cura del territorio,

la manutenzione continua nel rispetto dei processi

naturali di formazione del bosco. Ma servono anche

attività di prevenzione e di repressione degli incendi che

coinvolgano gli enti preposti, i Comuni e le associazioni

di volontariato: sensibilizzazione costante, controllo del

territorio, coordinamento, sanzioni certe per gli autori degli

atti incendiari. Oggi chi appicca incendi è considerato un

criminale dall’opinione pubblica, mentre prima era quasi

tollerato. L’opinione pubblica intera avverte questi episodi

come un danno per l’intera comunità ed è più attenta nei

confronti di boschi e ambiente, ma certamente permangono

interessi e sub culture che portano un certo tipo di persone

ad appiccare il fuoco e a rovinare terreni e paesaggi.

In questi casi la sensibilizzazione serve fi no ad un certo

punto, occorre anche reprimere, sanzionare, dare segnali

molto chiari punendo chi commette questi reati.

Serve applicare le norme e assicurare la certezza della pena.

In Italia si fa poco ricorso alle pene alternative. Nel caso

degli incendiari, ad esempio, sarebbe utile ed educativo

punirli anche con l’obbligo di lavorare gratuitamente nelle

attività di manutenzione dei boschi e di prevenzione

degli incendi. Questo servirebbe a compensare, almeno

parzialmente, il danno provocato e ad assicurare una

punizione esemplare.

Salvatore Granata

Direttore generale di Legambiente Sicilia

Pochi mezzi per il volontariato

Le associazioni denunciano “la mancanza di sostegno dalle istituzioni”.

«Messina ha almeno venti, forse trenta associazioni di

volontariato attive nel campo della Protezione civile e ognuna

di esse può contare in media su 20-30 unità. I volontari ci

sono. Sono i mezzi che mancano». Questo il grido d’allarme

lanciato da Luciano Venuto, presidente del Nucleo Diocesano

di Protezione civile di Messina. Ed è un grido d’allarme comune

a tutte le altre associazioni. Sì, perché le diffi coltà di gestione di

un territorio diffi cile come quello messinese coinvolgono anche

le piccole strutture come quelle di volontariato. «I rischi sul

territorio li conoscono tutti: idrogeologici in inverno, gli incendi

d’estate e l’inquinamento chimico, oltre a quello sismico»,

prosegue Venuto. Rischi che vedono sempre i volontari in

prima linea, il vero braccio destro della Protezione civile. «Ci

vorrebbe però un maggiore appoggio da parte delle istituzioni».

I fondi regionali, messi a disposizione delle associazioni, non

bastano. «L’accesso a quei fi nanziamenti è complesso e

scoraggiante. Avessimo le stesse condizioni esistenti nel nord

Italia saremmo pronti: cuore e passione non mancano». Sulla

stessa lunghezza d’onda anche Vincenzo Calamunci, massimo

dirigente dell’associazione Rangers International 552 Messina

di Ucria. «Svolgiamo un lavoro importante come guardaboschi,

ma con un mezzo solo non possiamo coprire 5-6 Comuni. Per

questo, invieremo un progetto alle amministrazioni per l’acquisto

in comune di un’autoincendi per il monitoraggio e il soccorso

dei territori interessati. Per noi la spesa sarebbe impossibile

da sostenere». A rincarare la dose ci pensa Maurizio Barone,

presidente dell’associazione di volontariato di Protezione civile

Co.Vo.Ge di Messina, “Corpo Volontari Gerosolimitano – Onlus”.

«Mezzi? Non mi risulta che il volontariato disponga di mezzi per

affrontare eventi come l’incendio boschivo. Non si può certo

intervenire con paletta e secchiello! È un problema di risorse

che non credo si limiti al nostro settore. Se lo staff comunale di

Protezione civile – prosegue Barone – è chiamato ad intervenire

per un incendio boschivo, non ha mezzi disponibili e così deve

fare una richiesta al Dipartimento dell’autoparco comunale, il cui

dirigente verrà contattato di conseguenza da un responsabile

di turno reperibile… Così passano i minuti, le ore, e un piccolo

incendio di facile gestione si trasforma in tragedia». Ma la

situazione è davvero così grave? Cosa rischia la popolazione?

«Esiste il concreto rischio di frane, soprattutto dopo gli incendi

estivi, e quindi di danni a strade e singole abitazioni, ma in molte

occasioni non si tratta di niente di veramente grave. Quella che

manca è una seria programmazione nel territorio», afferma

Santino Mondello, governatore della Fraternità di Misericordia di

San Piero Patti, coordinatore delle Misericordie per la provincia di

Messina e componente del Consiglio direttivo Cesv. «A Messina

M. Barone (Co.Vo.Ge.)

viviamo sempre nell’emergenza», aggiunge Venuto, presidente

del Nucleo Diocesano di Protezione civile. «Frane e colate di

fango sono i rischi a cui andiamo incontro nei prossimi mesi.

E noi volontari, come è successo a Giampilieri e Alì Terme,

rischiamo di non riuscire ad arrivare sul posto con i nostri mezzi

a causa dell’assenza di vie di comunicazione alternative per

agevolare i soccorsi». Anche per Barone la situazione non è delle

migliori. «Il dissesto idrogeologico di Giampilieri ne è un esempio.

Al di là dell’assenza di monitoraggio, manca la cultura della

Protezione civile e così si edifi ca nei territori colpiti da incendi,

nonostante il divieto di legge. È un problema di amministrazione

comunale. Se continua questo trend, la città diverrà invivibile»,

continua il presidente del Co.Vo.Ge. Problemi che attendono una

risposta concreta. Cosa si può fare per evitare questi disastri? I

rappresentanti del volontariato non hanno dubbi: la prevenzione

è l’unica cura. «Siamo in attesa di un Piano d’emergenza da

una vita – accusa Luciano Venuto - e pensare che Messina, con

la California e il Giappone, è una delle zone a più alto rischio

sismico del mondo. Noi stiamo provando a fare informazione

nelle scuole e nelle parrocchie, perché i danni maggiori li causa

la paura». Anche l’Organizzazione Europea Vigili del Fuoco

Volontari di Protezione civile di Messina sta facendo la propria

parte in tal senso. «Abbiamo organizzato delle esercitazioni a

Massa e Castanea, coinvolgendo la popolazione nel programma

e distribuendo dei vademecum. Educare la gente è un fattore

importantissimo»”, spiega il presidente Giovanni Buscemi.

Pasquale Zumbo

Ok al Piano d’emergenza

“Un Piano comunale di emergenza con particolare riferimento al rischio sismico e al dissesto idrogeologico”. Nel quadro

dei poteri speciali affi dati da un decreto governativo al prefetto di Messina, Francesco Alecci, è prevista l’attuazione del

Piano comunale di Protezione civile, più volte invocato in un territorio gravato da innumerevoli dissesti. L’annuncio è stato

dato lo scorso 11 dicembre, nel corso della presentazione del provvedimento al Palazzo del Governo di Messina, alla

presenza del capo del Dipartimento nazionale della Protezione civile, Guido Bertolaso. Entro il dicembre 2008 il prefetto

sarà chiamato a verifi care “l’effi cacia del Piano comunale, attraverso un’esercitazione che coinvolgerà l’intero territorio

della città di Messina, in occasione della ricorrenza del centenario del terremoto”. I poteri speciali assegnati dal governo

al prefetto vigeranno fi no al 31 dicembre 2008, con la possibilità di una proroga fi no a quando le opere principali non

saranno state avviate e completate.


12 Il territorio messinese

La programmazione 13

In continuo allarme

Protezione civile: un confronto fra l’ingegnere Manfrè e le organizzazioni di volontariato.

P r i m a v e r a

– estate 2007:

a Messina va di

moda il rosso

fuoco. Autunno

– inverno 2007-

2008: cosa

a s p e t t a r s i ?

Purtroppo qui

non si tratta di

moda, sfi late e

bei vestiti. Qui si

parla si sicurezza

e c’è poco da

s c h e r z a r e .

I disastri

ambientali sono

dietro dietro l’angolo.

Incendi e

continui dissesti

B. Manfrè

ii d r o g e o l o g i c i

ne fanno un

territorio ad alto

rischio. Gli ultimi eventi non sono incoraggianti in tal senso. Il

25 ottobre un nubifragio si è abbattuto nella zona di Giampilieri

e Alì Terme, vicino Messina, causando smottamenti e ingenti

danni. Basta una giornata un po’ grigia per mettere in allarme

chi vive in zone collinari o montane. «Il quadro del dissesto è

sempre più allarmante – confessa l’ingegnere Bruno Manfrè,

dirigente responsabile del Servizio Regionale di Protezione

Civile della Provincia di Messina – anche in conseguenza

degli incendi estivi che hanno messo a dura prova il sistema.

Gli eventi del 25 ottobre sono signifi cativi perché avvenuti in

una zona risparmiata dai grandi roghi nei mesi scorsi. L’entità

e la frequenza dei disastri preoccupa sempre di più». È sera

e l’ingegnere è ancora a lavoro, sommerso dai documenti nel

suo uffi cio. L’espressione è seria, ma non rassegnata. Nelle

emergenze, però, la mobilitazione totale delle forze sembra

non bastare più, trasmettendo quasi un senso di impotenza

delle istituzioni di fronte a tragici avvenimenti. «Occorre una

migliore preparazione e gestione del territorio – prosegue

Manfrè - e su tutte le aree a rischio è necessario sbloccare

i fondi e ben indirizzarli. Con il tempo la situazione non può

che peggiorare e i progetti già fatti potrebbero non servire

più». Ma come si è arrivati a una situazione del genere?

L’esponente del Dipartimento regionale ha una sua idea. «Il

cattivo uso del territorio è una delle cause fondamentali. L’uso

di torrenti per la viabilità e per le discariche mette in pericolo

la collettività. Interi quartieri si raggiungono tramite i torrenti.

I soggetti preposti dovrebbero intervenire». E questi soggetti

sono i Comuni. «Meglio è organizzata la struttura comunale,

meno interventi si rendono necessari – ammonisce – e non

si può sempre scaricare la responsabilità sugli enti statali.

È necessario un rafforzamento, è indubbio, ma basterebbe

anche il coordinamento tra i vari soggetti per migliorare la

situazione». Qualcosa si sta muovendo in tal senso. Esiste

infatti un’ordinanza di Protezione civile (la 3606) per la

predisposizione dei progetti comunali. E il Dipartimento, di

concerto con l’Università e i Comuni, sta redigendo i Piani

d’emergenza. «Sono già iniziati gli incontri per elaborare

questi piani – rivela l’ingegnere – e spero che si fi nirà in

tempi brevi». Meno fi ducioso appare Maurizio Barone,

dell’associazione di volontariato di Protezione civile Co.Vo.

Ge di Messina, “Corpo Volontari Gerosolimitano – Onlus”.

«La legge 225 è da sempre disattesa. Essa prevede che il

sindaco, a capo della Protezione civile del proprio Comune,

debba predisporre un piano d’emergenza. A Messina non

mi risulta sia mai esistito. Se i Comuni

non si attivano, mettendo insieme i vari

Dipartimenti tecnici per tutelare il territorio,

la Protezione civile da sola può far poco.

Certo, con una maggiore concertazione le

cose migliorerebbero…». Per il momento,

la situazione rimane diffi cile. Per fortuna,

le associazioni di volontariato che si

occupano di Protezione civile non fanno

mancare il loro apporto. «Spesso sono

le prime che si attivano nelle emergenze

– ammette Manfrè - coprendo anche le

lacune delle istituzioni». Quel volontariato

che con il passare del tempo assume

un ruolo sempre più importante, come

afferma Santi Mondello, coordinatore delle

Misericordie della provincia di Messina e

componente del Consiglio direttivo Cesv,

oltre che delegato dal Centro Servizi per

la Protezione civile. «Laddove ci sono, le

associazioni di volontariato intervengono

tempestivamente, nonostante le esigue

risorse. Risorse che fanno ancora più

difetto agli enti. Così si continuerà -

evidenzia Mondello - ad affrontare solo

le emergenze, senza provvedere a una

razionale programmazione». Dello stesso

avviso è Giovanni Buscemi, presidente

dell’Organizzazione Europea Vigili del

Fuoco Volontari di Protezione civile di

Messina. «Abbiamo necessità di mezzi per

la prevenzione e l’intervento. Non si riesce

ad avere attrezzature all’avanguardia e ci

si accontenta. Tra poco dovremmo avere a

disposizione un’autogru e un’autoincendio,

grazie ai fi nanziamenti regionali, per

sopperire alle lacune». Ma non basta.

Soprattutto se si pensa a realtà non molto

lontane da noi. «Nel nord Italia – racconta

Luciano Venuto, presidente del Nucleo

Diocesano di Protezione civile di Messina

- Regioni e Comuni aiutano le varie associazioni, fornendo

loro mezzi e attrezzature, e obbligandole però ad intervenire

quando necessario, pena il sequestro degli stessi. Qui invece

è necessario presentare un progetto che verrà valutato dopo 2-

3 anni. Se verrà approvato, si provvederà al rimborso dell’80%

dell’investimento, pagato in anticipo dall’associazione stessa.

Ma dopo tre anni – conclude - il preventivo è da aggiornare e

così l’iter diventa infi nito».

Tante le diffi coltà, dunque. L’ingegnere Manfrè ne è

consapevole, ma è convinto che «non è tanto un problema

di fondi. Alcuni mezzi sono già stati acquistati e presto

saranno messi a disposizione, assieme a nuovi fondi. Ma i

risultati si ottengono attraverso la sinergia con tutti gli altri enti

Foto del Dipartimento regionale di Protezione civile

del settore. Il volontariato è una delle componenti, seppure

importante». Una piccola risposta è però arrivata. I Dipartimenti

di Protezione civile e i Csv siciliani, in base a un protocollo

d’intesa, hanno organizzato i primi corsi base di formazione.

«Puntiamo molto su questi corsi. Bisogna partire dalla cultura

della Protezione civile, che per ora non c’é. La prevenzione

deve partire dai cittadini». Prima di concludere, Bruno Manfré

lancia uno sguardo al domani. «Il futuro? Lo vedo in funzione

dello sviluppo di questo settore. Da 5 anni a questa parte i

progressi sono stati enormi, anche a livello comunale, e le

attività normative daranno impulso alla nostra azione. C’è

tanto da fare. Ma sono fi ducioso».

Pasquale Zumbo


14 Gli incendi estivi

Gli incendi estivi 15

Ricordo di Lucia Natoli

Lo scorso 22 agosto è morta la professoressa Lucia Natoli (nel rogo estivo di Patti, N.d.r.), importante esponente dei

Servizi Sociali del Tribunale dei minori, ma soprattutto riferimento, per la Ginecologia sociale, con studi mirati e ricerca

accurata. “Noi donne” affi da alla sua parola il ricordo e la storia di una delle protagoniste della storica testata degli anni

‘70, nel contesto della fondazione del primo Consultorio autogestito a Messina. La sua morte dimostra che nulla deve

essere scontato; la sua scomparsa suona come un potente schiaffo, come un tuono che

urla in faccia tutta la nostra fragilità e la nostra impotenza. Rigorosa nella vita e nella

professione; ironia della sorte, proprio lei che ogni giorno si confrontava con i ragazzi con

gravi disagi per aiutarli a redimersi e con le alte istituzioni per garantire impegno quotidiano

per la prevenzione, per l’effi cienza, ha perso la vita uccisa da ciò contro cui combatteva:

è bruciata sul rogo della superfi cialità, dell’approssimazione e della scorrettezza. A

lei dobbiamo riconoscenza per il lavoro svolto e per avere introdotto l’aspetto sociale

nella cultura ginecologica, privilegiando prospettive interdisciplinari, ma facendo, nello

stesso tempo, della ginecologia sociale e preventiva, una disciplina scientifi ca specifi ca.

Vorremmo poter parlare con la musicalità delle sue parole, degli episodi fi siologici delle

donne, laddove descrive la progettualità femminile, sintonica ai ritmi della natura, l’eterno

ritorno del sole, della luna, delle stagioni, dell’esistere come ritmo e pulsazione, come

segno che la vita è dentro di noi. Tutto, nei suoi scritti, è reso leggero e positivo; la

tristezza si trasforma in gioia di gustare i cambiamenti della vita. Ha saputo rappresentare

in maniera vibrante una donna che è corpo, anima, mente, emozioni e sentimenti. Questa

immagine di Lucia ci seguirà anche quando, domattina, parleremo di clinica, di farmaci,

di sindromi e di rischi. Ci ha insegnato a non dimenticare, né domani, né mai, che dietro

il sapere e l’operare scientifi co c’è una donna, un soggetto persona che mai la medicina

deve perdere di vista o rendere seconda alla tecnica. Della sua parola, rimarrà sempre

per noi, il piacere di ascoltarla e ricordarla... grazie di cuore Lucia, grazie per esserci

stata, grazie Lucia per il faro che hai saputo accendere, per noi navigatrici del Sud.

Luisa Barbaro e Gabriella Giannetto

Dal sito Internet www.noidonne.org

Il rogo di Patti

22 agosto 2007. Un incendio divampa sulle colline di Patti, in provincia di Messina, e raggiunge

un agriturismo, il “Rifugio del Falco”. Perdono la vita sei persone: Costantino Cucinotta, Lucia

Natoli e Barberina Maffolini, rispettivamente fratello, moglie e suocera del sindacalista della Cgil

Matteo Cucinotta, che morirà in seguito alle ustioni riportate nel mese di novembre, mentre la fi glia

Valeria, ferita gravemente, si salverà; i dipendenti dell’agriturismo Concettina Scaffi oli e Giuseppe

Bonpensiere. Per quel rogo furono arrestati pochi giorni dopo due fratelli, Mariano e Valerio Lamancusa

(scarcerato nel mese di settembre). I reati ipotizzati contro di loro incendio doloso, omicidio plurimo

colposo e lesioni gravissime colpose. Nel frattempo, subito dopo la tragedia, il sindaco di Patti aveva

accusato forestale e Protezione civile, provocando la replica di Guido Bertolaso, il commissario M. Cucinotta

delegato dal governo per l’emergenza incendi, che aveva però ammesso le carenze di uomini e

mezzi. Le responsabilità penali intanto sono ancora tutte da accertare. Le indagini sono ancora in corso, anzi all’inizio.

Il giudice per le indagini preliminari ha chiesto l’incidente probatorio su istanza del Pubblico ministero. La nomina del

perito, stabilita per accertare il percorso dell’incendio e le modalità degli interventi, è stata fi ssata per il 4 dicembre. Ma

c’è chi ha già una sua idea sulle responsabilità di gestione. «È completamente inutile che il sindaco di Patti si scagli

contro la Protezione civile», sbotta Giovanni Buscemi, presidente dell’Organizzazione Europea Vigili del Fuoco Volontari

di Messina. «Esiste una legge, la 225, che impone ai Comuni di fornirsi di sistemi di primo soccorso. Se non lo fanno e

se non si avvalgono delle associazioni di volontariato, la responsabilità ricade sui primi cittadini». Dello stesso parere è

Santi Mondello, governatore della Fraternità di Misericordia di S. Piero Patti e componente del Direttivo Cesv. «Il sindaco

non ha attivato il COM (Centro Operativo Misto), che riguarda anche il volontariato». La giustizia farà il proprio corso,

sotto l’occhio attento della famiglia Cucinotta. «Speriamo che sia svolto un lavoro meticoloso. Quando tutto verrà chiarito,

se lo riterremo opportuno, ci costituiremo parte civile per chiedere il risarcimento danni per le vittime. Un gesto doveroso

soprattutto nei confronti di Valeria, sopravvissuta al rogo», sottolinea Eugenio Costa, nipote di Matteo Cucinotta.

Pasquale Zumbo

“Vogliamo giustizia”

“La morte di Lucia Natoli e Matteo Cucinotta non deve rimanere impunita”, denuncia la

dottoressa Luisa Barbaro.

Rabbia e dolore. Le si leggono negli occhi e li trasmette

con le parole. Ha perso una “sorella”: Lucia Natoli, direttore

dell’Uffi cio Servizio Sociale di Messina per minorenni

all’interno del Tribunale dei minori. Nello studio della

dottoressa Luisa Barbaro, al Consultorio, tutto parla di lei.

La grande foto poggiata sul divano, le altre foto sparse sulla

scrivania, le pubblicazioni, gli articoli di giornali, che rievocano

i momenti salienti della sua amicizia con Lucia. Lucia Natoli

- morta tragicamente nel rogo che questa estate ha distrutto

a Patti l’agriturismo “Il rifugio del falco”- ha lasciato un vuoto

incolmabile nella vita di Luisa. “Sono troppe la cose che vorrei,

dovrei dire su Lucia. Quasi quarant’anni di appunti di una vita

in comune, nella piena condivisione di gioie e dolori. Una sorta

di simbiosi emotiva, che mi si ripresenta attimo dopo attimo,

giorno dopo giorno, in una escalation di immagini, voci, ricordi

che non possono abbandonarmi”, inizia cosi il commovente

discorso che Luisa ha letto al Duomo di Messina per dire il

suo “ciao” a Lucia. Una bellissima lettera rivolta all’ “amica

del quotidiano, amica senza segreti, senza ombre, amica nei

dolori e nelle gioie, saggia e attenta, dolce e rigorosa, sempre

autentica”. E mentre attendeva giustizia si è consumata un’altra

tragedia, con la morte di Matteo Cucinotta, il marito di Lucia.

Matteo Cucinotta - responsabile del Dipartimento Ambiente e

Sicurezza della Cgil di Messina- è stata l’ultima vittima del

rogo. L’ improvvisa notizia della morta del sindacalista, dopo

due mesi dalla disgrazia, ha sconvolto tutti, perché lo sconforto

aveva ceduto il passo alla speranza. Adesso il dolore lacera

lo sguardo dolce di Lucia, mentre parla di Matteo, di una

famiglia felice distrutta. E subito il suo pensiero va a Valeria

- la fi glia di Lucia e Matteo, sopravvissuta alla disgrazia – che

ha ancora ustioni su braccia e gambe. Senza mezzi termini

la dottoressa Barbaro parla di “gravi responsabilità: carenze

nella prevenzione primaria, da parte delle autorità, da parte

della stampa e del proprietario dell’agriturismo, che doveva

avvertire gli ospiti”. La sua rabbia esplode quando ricorda gli

avvenimenti di quelle terribili ore che ha raccolto dai testimoni:

“Media e autorità non hanno dato l’allarme. Non c’erano

coperte, non c’era acqua”. Sconvolta, racconta che Matteo

Cucinotta, assieme alla fi glia Valeria e alla suocera, hanno

dovuto fare l’autostop per arrivare in ospedale. “Con la pelle

sciolta e le mani squagliate hanno fatto l’autostop. Hanno

fermato un ragazzo, a bordo con la fi danzata, che non sapeva

neanche dov’era l’ospedale di Patti”. Ad un tratto si ferma e poi

d’impeto riprende dicendo che “Lucia nella vita lottava per la

prevenzione e Matteo per la sicurezza. Sono stati traditi. Ora

io voglio giustizia”. “Attendo giustizia e non perdono”, recita la

lettera letta al Duomo di Messina, in occasione del funerale

di Lucia Natoli. “Una giustizia che ci è dovuta, per credere

che non tutto è perduto. Tutti devono sapere, tutti devono

prodigarsi affi nché episodi del genere non accadano più”.

Donatella Raccuia

Lucia Natoli e Luisa Barbaro


16 Spazio Associazioni

Spazio Associazioni 17

Le news del volontariato

Patrocini Cesv

37 patrocini con sostegno economico. In due fasi, prima 24 e poi 13. E’ il numero dei patrocini concessi dal Cesv,

Centro Servizi per il Volontariato di Messina, in seguito a una valutazione con delibera del Consiglio direttivo (nei

mesi di ottobre e novembre) ad associazioni e organizzazioni di volontariato del territorio messinese, per iniziative

incentrate sul tema della solidarietà. Per l’occasione il Cesv ha provveduto, per ogni progetto, al contributo di 500

euro.

I corsi di “Per Te Donna Onlus”

“L’unica maniera per superare una prova è affrontarla. Una via transpersonale psico-corporea per ritrovare se stessi”.

Un ciclo di seminari, in calendario fi no al 30 maggio 2008, a cura dell’associazione “Per Te Donna Onlus”. Con il

contributo del Cesv, di “Komen Italia Onlus” e di Milano Assicurazioni - Divisioni La Previdente, e con il patrocinio del

Comune di Messina e della cooperativa “Comunità & Servizio”. “Questo percorso di seminari è orientato all’accoglienza

della sofferenza per comprenderla, trasformarla, e re-indirizzarla verso nuove prospettive”, spiega l’oncologo e

psicoterapeuta Marcello Aragona, coordinatore degli incontri. In programma anche il massaggio di origine orientale

Ayurvedico, a cura della biologa Stefania Panetta.

Anniversario dell’Avulss di Messina

“Ama il prossimo tuo nella giustizia”. In occasione del venticinquesimo anno di vita associativa, l’associazione di

volontariato socio-sanitario Avulss Onlus di Messina ha promosso su questo tema un incontro-dibattito mercoledì 5

dicembre, presso il Salone degli Specchi della Provincia Regionale. L’iniziativa – nel segno del concetto di giustizia,

tra diritti dell’uomo e dimensione religiosa – si è avvalsa del patrocinio con contributo economico del Cesv. Sono

intervenuti Maria Grazia Turconi Lojacono, presidente dell’Avulss di Me Onlus; Pio Amadeo, assessore provinciale alla

Solidarietà sociale; Antonino Mantineo, presidente del Centro Servizi per il Volontariato e docente universitario; Anna

Pia Viola, fi losofa e docente di Teologia dell’Università di Palermo “San Giovanni Evangelista”; e Simona Romano,

delegata zonale Avulss e presidente dell’associazione Avulss di Valdina Onlus.

25 anni del Centro di Aiuto alla Vita

“La vita umana: accoglienza senza condizioni”. E’ stato il tema al centro dell’incontro domenica 9 dicembre, presso la

Fiera di Messina, su iniziativa del C.A.V. – Centro di Aiuto alla Vita e dei promotori del Progetto F. A. N. H A. (Famiglie

Accoglienti Nascituri Handicappati). Sono intervenuti l’oncologo Mario Melazzini, la scrittrice e giornalista Giuliana

Pelucchi, e Livio Lucà Trombetta, presidente dell’associazione di volontariato C.A.V. di Messina, che ha festeggiato

per l’occasione i 25 anni di attività. L’iniziativa ha usufruito del patrocinio con contributo economico del Cesv.

“Bambini non più invisibili”

“Bambini non più invisibili… insieme si può. Sosteniamo i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza”. E’ stato il tema al

centro dell’incontro di giovedì 6 dicembre, presso il Teatro “Domenico Savio” di Messina. Hanno promosso l’iniziativa

l’associazione “Don Bosco-San Matteo” e l’associazione “Salesiani Cooperatori Messina-Giostra”, con il patrocinio

e contributo economico del Cesv, Centro Servizi per il Volontariato. La rifl essione ha coinvolto delegazioni di ragazzi

provenienti da diversi Istituti superiori di Messina sui diritti, troppo spesso negati, dell’infanzia. E’ intervenuto Carmelo

Impera, fondatore della Comunità alloggio per minori “Oasi don Bosco” di Ispica.

Una nuova bottega equo-solidale a Messina

L’associazione “7000” ha inaugurato lo scorso 3 dicembre la Bottega equo-solidale “Rapanui” in via Monsignor Grano

n. 3, a Provinciale. Il progetto prevede l’inserimento dei ragazzi diversamente abili del Centro Diurno dell’associazione,

in un contesto di formazione e avviamento al lavoro; la diffusione della cultura della solidarietà e della sostenibilità

di progetti di popoli “che sembrano lontani ma sono molto vicini”; la possibilità di dare spazio alle associazioni. La

vendita sarà esclusivamente riservata a coloro che diventeranno soci sostenitori.

“Truffe e sicurezza nella terza età”

Impegnata assieme all’Auser nel sostegno e nella solidarietà agli anziani, l’associazione “Assovolo Riviera Jonica” ha

promosso lo scorso primo dicembre un convegno ad Alì Terme su “Truffe e sicurezza nella terza età”, alla presenza di

amministratori ed esponenti delle associazioni del territorio. “Si è trattato di un’occasione per individuare gli strumenti

opportuni a sostegno dei più deboli e per ribadire il nostro impegno, nel Centro diurno di Alì Terme, a favore di chi è

avanti negli anni”, ha sottolineato Antonio Vucci, presidente di “Assovolo”.

Il Cesv ricorda Dilip Pizzi

“Abbiamo perso un giovane uomo felice, sereno,

generoso, capace di vivere pienamente e con

entusiasmo ognuna delle sue esperienze, perché

impegnato a combattere le ingiustizie che

vedeva attorno a sé. Abbiamo perso un valido

dirigente della nostra organizzazione, caparbio

e affi dabile, e che, nonostante noi lo facessimo

disperare con la nostra imprecisione, manteneva

sempre la pazienza.

Abbiamo perso un amico, capace di rinunciare al

sonno e al riposo pur di divertirsi con coloro che

gli erano affezionati e a cui lui era affezionato”.

Così Enrico Vellante, presidente nazionale dell’associazione

“Giovani senza frontiere”, ha ricordato

sul sito Internet www.giosef.it la morte in

un incidente stradale (lo scorso 16 novembre) di

Dilip Pizzi, 29 anni, tesoriere e presidente della

sezione messinese di “Giosef”, associazione socia

del Cesv. Il Centro Servizi per il Volontariato

di Messina si associa a questo ricordo, e a quello

che i suoi compagni della Sinistra giovanile

hanno affi dato ai giornali nelle settimane scorse.

In particolare, il Cesv si sente vicino ai familiari

di Dilip e ne ricorda l’impegno, la passione e la

serietà dimostrati al servizio di un’associazione

che promuove la partecipazione giovanile in

un’Europa solidale.

Dilip Pizzi con M. Saccà (associazione Giosef)

“Chi ama non brucia”.

Un calendario 2008 nel segno dello slogan “Chi ama non brucia”. Lo ha promosso l’associazione di volontariato per la

Protezione civile “Club Radio C.B.” di Barcellona Pozzo di Gotto. Il calendario è composto da dodici rappresentazioni

scelte nell’ambito di un concorso di disegno, indetto a dicembre per gli studenti delle terze medie. L’obiettivo?

Sensibilizzare i ragazzi sulla salvaguardia dei boschi. Il concorso è stato patrocinato dall’amministrazione comunale e

dal Cesv di Messina. Per informazioni sito Internet www.clubradiocb.it.

“Dipende da chi dipendi”

“Dipende da chi dipendi” è il primo corso di formazione su tossicodipendenze e co-dipendenze, organizzato

dall’associazione di volontariato “Comunione fraterna”, con il patrocinio e il contributo del Cesv e del Comune di

Messina. Si terrà dal 18 al 20 gennaio 2008, presso i locali della Chiesa Cristiana Evangelica di Ganzirri, a Messina.

Le iscrizioni sono a numero chiuso e scadono il prossimo 31 dicembre. Per informazioni associazione “Comunione

Fraterna”, via Maddalena, 36, 98123, Messina, tel. 090/9432089 (dalle 9 alle 12), con referente Michele Recupero,

tel. 328/9184026.

20 anni della Misericordia a Messina

In occasione del ventesimo anno di attività della Misericordia a Messina, la Fraternità ha organizzato lo scorso ottobre

una esercitazione di Protezione civile, nell’area RFI di Gazzi, con la partecipazione di circa 600 volontari, e un convegno

presso il Salone degli Specchi della Provincia.

Corso di formazione di Telefono Amico

Telefono Amico di Messina ha avviato il 42° Corso di formazione per nuovi volontari, basato sulla “comunicazione

interpersonale, sull’accoglienza e sull’accettazione dei sentimenti, dello stato d’animo e delle idee di chi chiama”.

Secondo le parole del presidente Ennio Marino, “Telefono Amico intende valorizzare il ruolo sociale del volontariato,

nella convinzione che la comunicazione e l’ascolto attivo del prossimo concorrano a migliorare la sfera relazionale e

una migliore consapevolezza personale”.


18 Spazio Associazioni

Spazio Associazioni 19

Idee e progetti

“Gesù bambino e il mare”

Sesta edizione di un Natale nel segno di “Gesù bambino e il mare”. Sabato 22 dicembre, alle 11, a Torre Faro

(Messina), l’associazione “SubAquatic Disability Center” ha portato sott’acqua un bambinello artistico, scolpito per

l’occasione con un marmo di Carrara.

Babbo Natale è volontario

I soci dell’associazione “Assovolo Riviera Jonica” di Alì Terme, nella serata del 24 e nella mattinata del 25 dicembre,

nelle vesti di Babbo Natale, consegnano a domicilio ai bambini i regali acquistati in precedenza dai propri genitori. Per

informazioni, tel. 0942-790397 o 328/0098793, dalle 9 alle 12, dal lunedì al venerdì.

“Voglio una vita responsabile”

Il Circolo Arci “Senza Confi ni” di Furnari, in collaborazione con l’Avis di Falcone e con il patrocinio del Cesv di Messina,

organizza l’iniziativa “Voglio una vita responsABILE”. “Si tratta di un progetto articolato in azioni di prevenzione contro

l’uso dell’alcool e forme di dipendenza, assieme a interventi di formazione e di informazione rivolti sia agli adulti,

sia ai giovani”, sottolinea Gioacchino Messina, presidente di “Senza Confi ni”. Dopo gli appuntamenti dei venerdì

14 e 21 - con il dottor Giovanni Utano, del S.E.R.T. (Servizio TossicoAlcoldipendenze) di Milazzo, - l’ultimo incontro

è in programma sabato 30 dicembre, alle ore 20.30, con la manifestazione musicale dal titolo “Ballo senza sballo”,

all’interno del Circolo Arci di Furnari, in via Nuova Messina n° 31. Per informazioni, cell. 329/1910411, e-mail gioacchino.

messina@tiscali.it.

“Adolescenze in circolo”

La cooperativa sociale “Utopia” di Milazzo organizza un percorso formativo su adolescenza e aspetti educativi. Dopo

l’avvio del 18 dicembre, dal 10 gennaio al 19 febbraio 2008, alle 15, sono previsti quattro appuntamenti in via Capitano

Massimo Scala n. 5, per un totale di 25 ore. Lo staff di formazione è composto dalla psicologa Debora Colicchio,

dalla pedagogista Loredana Pumo e dal formatore Mario Schermi. I destinatari sono gli operatori dei servizi socioeducativi

pubblici e del privato sociale, volontari, insegnanti ed educatori. Per informazioni tel./fax 090/9224944, email

cooputopia@tiscali.it.

“Abbiamo tanti progetti a un fi lo”

“Abbiamo tanti progetti a un fi lo” è lo slogan della campagna di raccolta dei cellulari usati lanciata dal Magis,

Movimento e Azione dei Gesuiti Italiani per lo Sviluppo. Per donare i cellulari è possibile rivolgersi al punto fi sso

di raccolta attivato presso l’Istituto “Ignatianum” di Messina. Gli introiti ricavati dalla raccolta verranno utilizzati per

fi nanziare alcuni progetti, a partire da due iniziative in favore dell’Africa: la realizzazione di cucine solari in Ciad e

il sostegno a un ospedale per bambini malati di Aids in Kenya. Per informazioni occorre contattare Lea Lombardo,

responsabile campagna cellulari in Sicilia, e-mail lea-l@libero.it, Uffi cio Magis Palermo tel. 091/6076111, sito Internet

www.magisitalia.org.

“Partecipare alla solidarietà”

“Partecipare alla solidarietà. Dall’emozione al sentimento” è il titolo delle due iniziative promosse dall’Accademia

Internazionale “Amici della Sapienza” Onlus il 15 e il 16 dicembre, alla Provincia Regionale e al Comune di Messina,

con il patrocinio e contributo economico del Cesv. Si è trattato della XI edizione, con la consegna del

Premio Speciale Scuola “Amici della Sapienza”. Un concorso di poesie riservato agli studenti delle

scuole medie e degli Istituti superiori.

Vademecum sull’inserimento lavorativo dei disabili

“Sappilo!”: un vademecum sui diritti per l’inserimento lavorativo dei disabili e le risorse dei territori

con il fi nanziamento del Cesv (bando 2006). Il documento - a cura dell’associazione “Pegaso”, con la

collaborazione di numerosi partner - è stato presentato giovedì 20 dicembre all’Ersu di Messina.

Pegaso

“Accoglienza zero nell’ex Cpt di Lampedusa”

L’esperienza dell’Arci raccontata dall’avvocata Carmen Cordaro.

“Prima di tutto il dialogo. La capacità di ascolto e di

accoglienza. Noi abbiamo puntato a creare un rapporto

umano. Sembrerà banale, ma, in realtà, nessuno a

Lampedusa si preoccupa di accogliere i migranti dal punto

di vista affettivo. Si tratta di persone appena sbarcate in

condizioni fi siche e psicologiche drammatiche. Uomini e

donne che spesso, nella traversata, perdono un fi glio, un

fratello. Eppure, sono lasciate spesso alla deriva, senza

alcun supporto umano e giuridico. Per combattere tutto

questo, l’Arci ha avviato la scorsa estate un progetto a

Lampedusa, in modo da verifi care la situazione all’interno

del Centro di primo soccorso e accoglienza. In tre

mesi siamo così riusciti ad aiutare oltre 600 persone a

presentare una domanda d’asilo nel nostro Paese”. Parla

con passione l’avvocata Carmen Cordaro, presidente del

Circolo Arci “Thomas Sankara” di Messina, componente

del Consiglio direttivo del Cesv e impegnata in un

servizio costante di orientamento sociale e giuridico e di

informazione sul diritto d’asilo, rivolto ai migranti rinchiusi

da un minimo di due sino a 13-14 giorni dentro il Centro,

ex Cpt. “Tutto il nostro lavoro sarà documentato in una

pubblicazione, in fase di realizzazione, che sto curando

con le volontarie e compagne d’avventura Valentina

Itri e Patrizia Maiorana. Alla stesura parteciperanno,

con i propri contributi, tutti i gruppi del campo di lavoro.

Quello che mi preme ribadire è che queste persone

hanno bisogno di un aiuto reale, concreto. Con la nostra

iniziativa, fi nalmente, non sono rimaste in balia di loro

stesse. Troppo spesso chi arriva a Lampedusa è vittima

delle scarse attenzioni da parte delle istituzioni e di chi

dovrebbe gestire l’accoglienza. Non è così scontato

garantire l’avvio della procedura d’asilo. Anzi, si tratta di

un diritto che quasi sempre non viene

rispettato. Noi – spiega la presidente

del Circolo “Thomas Sankara” – siamo

riusciti a ottenere l’avvio formale della

procedura e la possibilità fondamentale

che l’avvocato possa sapere dove

viene trasferito il proprio assistito, in

modo da garantire il sostegno legale

al momento dell’audizione nella

Commissione territoriale. Che cosa

avveniva solitamente? In assenza della

rete di legali istituita dall’Arci, accadeva

che queste persone, seppure sfuggite

a persecuzioni politiche nel Paese di

provenienza, non fossero messe in

condizione di poter chiedere il diritto

d’asilo. Subito dopo il trasferimento,

le loro tracce si perdevano, senza

che un legale potesse continuare ad

assisterle”. Sono storie di disattenzioni

e di quotidiane ingiustizie, quelle a cui ha assistito

l’avvocata Cordaro. “Tra gli aspetti più sconvolgenti la

mancanza assoluta di tutela nei confronti delle categorie

cosiddette vulnerabili: i minori, le donne e coloro che

hanno perduto durante la traversata un loro congiunto.

Appare incredibile l’assenza di attenzione psicologica

e di assistenza, in questi casi. Qui tanti minori vengono

trasformati dalla questura in maggiorenni, in contrasto

con qualsiasi principio giuridico”. Con nettezza Carmen

Cordaro racconta un mondo in cui domina “la ferma e

condivisa volontà di rimandare, nella migliore delle ipotesi,

l’accoglienza umana, sociale e legale a quando i migranti

verranno trasferiti. Noi abbiamo cambiato questo stato

delle cose, dando ascolto alle voci delle persone stremate

dalle fatiche di un viaggio infame. Le abbiamo così sentite

raccontare i loro lutti del mare e le loro speranze. Siamo

stati gli unici a mostrare ai migranti una cartina geografi ca

che permettesse loro di orientarsi. Il Centro di Lampedusa

è un luogo in cui non si ha possibilità di movimento, con

i recinti contornati di sbarre, e in cui le donne vivono

in uno spazio talmente piccolo da poter stare soltanto

sedute o fare solo pochi passi. Noi dell’Arci siamo anche

stati gli unici che si siano preoccupati di fare incontrare

quotidianamente le coppie, e non solo quelle sposate,

all’interno della struttura”. Adesso l’impegno Arci continua

grazie al numero verde 800 905 570 per i richiedenti asilo

e a un’attenzione costante verso quel mondo “a parte” dei

Centri di primo soccorso e accoglienza. “Realtà chiuse

dal punto di vista fi sico e mentale. Lontane da un’idea

concreta di solidarietà e di diritto”.

Marco Olivieri

Foto dell’associazione Co.Vo.Ge.


20 L’esperto risponde

Il progetto 21

A cura di Silvia Gheza - Referente Cesv dell’Area Documentazione

Acquisto di beni strumentali, contributi

per volontariato e Onlus entro il

31 dicembre

La Divisione III - Volontariato della Direzione

Generale per il Volontariato, l’Associazionismo e

le Formazioni sociali, ai sensi dell’ art. 96 legge

342/2000, e del D.M. 388/2001, valuta le richieste

di contributo per l’acquisto di autoambulanze

e di beni strumentali, utilizzati direttamente ed

esclusivamente per attività di utilità sociale e per

l’acquisto di beni da donare a strutture sanitarie

pubbliche. Il termine per la presentazione delle

richieste è fi ssato al 31/12/2007 (fa fede il timbro

postale). Le richieste devono riguardare acquisti

o donazioni effettuate nel corso dell’anno di

riferimento. Possono presentare la domanda per

la concessione del contributo: a) le associazioni

di volontariato, costituite in forma di associazione

o nelle forme previste dall’articolo 3 della legge

11 agosto 1991 n. 266, iscritte nei Registri di

cui all’articolo 6 della medesima legge; b) le

organizzazioni non lucrative di utilità sociale

(ONLUS) in possesso dei requisiti di cui all’ art.

10 del decreto legislativo e iscritte all’anagrafe

unica delle ONLUS, di cui all’articolo 11 del

medesimo decreto legislativo.

Per informazioni, Cesv, Centro Servizi per il

Volontariato di Messina, via G. La Farina n. 7,

98122, telefono 090/6409598, fax 090/6011825,

e-mail info@cesvmessina.it, sito Internet www.

cesvmessina.it.

Cosa c’è in agenda

Fondazione Banca Nazionale delle Comunicazioni,

la scadenza è il 31 dicembre

La Fondazione Banca Nazionale delle Comunicazioni ha previsto

un fondo per erogare contributi a enti pubblici, cooperative sociali,

organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale

e Ong, che esercitino la propria attività in ambito nazionale e

internazionale. I contributi possono essere richiesti inviando,

entro il 31 dicembre 2007, un progetto dettagliato della durata

di 12 mesi, unito al dettaglio dei costi e alla documentazione di

riferimento, a: Fondazione Banca Nazionale delle Comunicazioni,

Via di Villa Albani 20, 00198 Roma.

Per informazioni ci si può rivolgere a: Fondazione Banca

Nazionale delle Comunicazioni, tel. 06.8440121; fax 06.84401251;

segreteria@fondazionebnc.it sito internet www.fondazionebnc.it

1-31 gennaio: iscrizione al Registro regionale

del volontariato

Nel periodo dal primo al 31 gennaio 2008, le organizzazioni di

volontariato operanti nel territorio regionale, ed effettivamente

in attività, possono chiedere l’iscrizione nel Registro generale.

Le istanze di iscrizione nel Registro generale regionale delle

organizzazioni di volontariato, di cui all’art. 6 della legge

regionale 7 giugno 1994, n. 22, possono essere inoltrate presso

l’assessorato della Famiglia, delle Politiche sociali e delle

Autonomie locali, Servizi socio assistenziali e di volontariato,

Unità operativa 2, Via Trinacria 34/36, 90100, Palermo. Per

le istanze spedite mediante raccomandata farà fede il timbro

dell’uffi cio postale.

Per informazioni, si veda l’area Strumenti del Volontariato del

sito Internet www.cesvmessina.it.

“Destinazione Europa”

Per iniziative dirette a società civile, associazionismo e Terzo Settore, grazie alla

partnership fra Commissione Europea e CSV.net.

Partito lo scorso mese di febbraio, nell’ambito della

formazione, il progetto “Destinazione Europa” è organizzato

dalla rappresentanza in Italia della Commissione Europea

e da CSV.net, Coordinamento Nazionale dei Centri

di Servizio per il Volontariato. Il progetto si propone

principalmente di promuovere, sul territorio nazionale,

iniziative di formazione e informazione europea rivolte ai

rappresentanti della società civile, dell’associazionismo,

del Terzo Settore locale, a volontari e a cittadini in genere.

Tutto il progetto è co-fi nanziato al 50% dalla Commissione

Europea e al 50% da CSV.net. I Centri di Servizio sono

accreditati, sulle tematiche europee, a svolgere a livello

locale il ruolo di referenti dell’insieme della società civile.

A partire dal mese di gennaio, i formatori dei Centri

di Servizio, agiranno, per territorio di competenza, da

animatori e formatori diretti per la società civile. I formatori

del Cesv, Centro Servizi per il Volontariato di Messina,

sono Mariangela Filocamo, Silvia Gheza e Annarita

Sottile. Inoltre, per garantire una fruttuosa realizzazione

del progetto “Destinazione Europa” in svolgimento, e per

promuovere all’interno della programmazione ordinaria dei

CSV i servizi qualifi cati nell’ambito europeo, è stata defi nita

la necessità di individuare per ogni regione un referente

del Gruppo Europa, e per la nostra regione sono state

nominate Silvia Gheza (Cesv Messina) e Marcella Silvestre

(Cesvop di Palermo). In particolare, i percorsi di costruzione

della cittadinanza attiva europea e i programmi 2007 -

2013 dell’Unione Europea sono al centro delle iniziative

di sensibilizzazione, di informazione e di formazione che

i formatori dei Centri di Servizio per il Volontariato stanno

organizzando in tutte le regioni dell’Italia. Per il Distretto

di Messina sono in programmazione tre seminari, con lo

stesso programma formativo, rivolti a volontari e dirigenti

delle organizzazioni di volontariato e dell’associazionismo

e in generale ai rappresentanti della società civile e ai

cittadini. Tutte le iniziative sono gratuite e si inseriscono nel

quadro dell’impegno condiviso tra CSV.net e le istituzioni

europee, in vista della costruzione di un’Europa dei cittadini

solidale e partecipata. È previsto che a ciascun seminario

possano aderire circa 50 partecipanti, suddivisi per target,

e organizzati in 2 aule da 25 partecipanti. Il calendario dei

seminari per la formazione sarà reso pubblico al più presto

attraverso il sito Internet del Cesv Messina e la newsletter

ad esso collegata.

Il progetto è supportato dal sito Internet http://www.

cesvmessina.it e da quello istituzionale della Commissione

Europea http://www.destinazioneeuropa.eu.

Per capirne di più, potete contattare i formatori del

Centro Servizi per il Volontariato di Messina o scrivere al

seguente indirizzo: Cesv, via G. La Farina n. 7, 98122,

Messina, telefono 090/6409598, fax 090/6011825, e-mail

info@cesvmessina.it.

S.G.


22 Formazione Cesv

Spazio Csv 23

Al via tre nuovi corsi per i volontari

Continua la programmazione dei corsi di formazione promossa dal Cesv, Centro Servizi per il Volontariato di Messina. Dopo l’avvio

a novembre, nell’ambito di sedici corsi complessivi per volontari avviati in tutto il territorio messinese, sono al via “Volontariato e

valorizzazione delle differenze”, “Formazione formatori” e “Volontari e volontariati in rete”, con la conclusione nel marzo 2008. Continua

inoltre il seminario “Agire il sociale”, mentre il corso dal titolo “La cultura del lavoro per progetti”, completato nelle altre sedi, si svolgerà

adesso a Gaggi.

Da venerdì 11 gennaio 2008 è in programma “Volontariato e valorizzazione delle differenze”, nella sede del Co.Di (Coordinamento

Disabili) di Barcellona Pozzo di Gotto in via Kennedy n. 201. In tutto 4 moduli e 24 ore di formazione. “Il percorso intende offrire occasioni

di rifl essione e stimoli alla progettualità, allo scopo di trasformare i tratti distintivi di quelle persone (i diversamente abili, le donne, le

minoranze culturali), che maggiormente incontrano diffi coltà ad affermare la propria partecipazione attiva alla vita comunitaria, da punti

di debolezza in elementi di forza e di risorsa sociale”, sottolinea Maria Lucia Serio, referente Cesv per la Formazione. Partirà anche

il prossimo 11 gennaio a Milazzo, in via Capitano Massimo Scala n. 5 (sede della cooperativa sociale “Utopia”), il corso “Formazione

formatori”. Tre moduli per 21 ore di formazione. “Le organizzazioni di volontariato assumono anche la valenza di contesti educativi.

Risulta dunque importante valorizzare l’aspetto della formazione che, in maniera più o meno strutturata, ciascuna associazione offre,

attraverso una rifl essione sui sensi e i signifi cati che vengono attribuiti alla formazione dei volontari”. Comincia invece venerdì 8

febbraio “Volontari e volontariati in rete”, con tre moduli e 27 ore di formazione, a Messina, nella sede Cesv di via La Farina n. 7.

Docenti

“Valorizzazione delle differenze” a Barcellona P. G.

Modulo Orario Data

Tiziana Tarsia

(Università di Messina)

L’inclusione sociale

15.30/18.30

9.00/12.00

Ven. 11.01.08

Sab.12.01.08

Nina Santisi

Responsabile Formazione ASL 5

Volontariato e politiche di genere

15.30/18.30

9.00/12.00

Ven. 18.01.08

Sab. 19.01.08

Anna Schepis

Volontariato e integrazione multiculturale 15.30/18.30

Ven. 25.01.08

Psicologa e psicoterapeuta

9.00/12.00

Sab. 26.01.08

Armando Crisà

Psicologo e psicoterapeuta

Volontariato e diverse abilità

Formazione formatori a Milazzo

15.30/18.30

9.00/12.00

Ven. 01.02.08

Sab 02.02.08

Mario Schermi

Formatore Scuola Ministero di Giustizia

Sensi e signifi cati della formazione

15.30/18.30

9.00/12.00

15.30/18.30

Ven. 11.01.08

Sab12.01.08

Ven 18.01.08

Giovanni Di Pietro

Consigliere regionale AIF Sicilia

I modelli della formazione

9.00/12.00

15.30/18.30

Sab 19.01.08

Ven 25.01.08

Nina Santisi

Responsabile Formazione ASL 5

Metodologie e strumenti di lavoro

Volontari e volontariati in rete a Messina

9.00/12.00

15.30/18.30

Sab 26.01.08

Ven 01.02.08

Maria Grazia Castorina

Psicologa e psicoterapeuta

Senso e fi nalità del lavoro di rete

15.30/18.30

9.00/12.00

15.30/18.30

Ven 08.02.08

Sab 09.02.08

Ven 15.2.08

Maria Grazia Castorina

Psicologa e psicoterapeuta

Progettazione e prassi del lavoro in rete

9.00/12.00

15.30/18.30

9.00/12.00

Sab 16.2.08

Ven 22.2.08

Sab 23.2.08

Mario Schermi

Formatore Scuola Ministero di Giustizia

Leadership e gruppo di lavoro

in sistemi di rete, reti organizzate

reti sociali

15.30/18.30

9.00/12.00

15.30/18.30

Ven 29.02.08

Sab 01.03.08

Ven 07.03.08

Docenti Modulo

Seminario “Agire il sociale”

Orario Data Sede

Francesco Caizzone

Commercialista

Il bilancio partecipato 15.30/18.30 Mer 17.1.08 Messina

Elio Azzolina La gestione amministrativa,

Consulente fi scale, fi scale e contabile nelle

15.30/18.30 Mer 9.01.08 Barcellona P. G

contabile e tributario

OdV

Santo Santonocito

Responsabile Formazione

F. N. P. Cisl

La persona anziana:

quali bisogni e quali risorse

15.30/18.30 Me 13.02.08 S. Piero Patti

Mario Calogero

Università di Messina

La legge sulla privacy 15.30/18.30 Mer 12.03.08 Milazzo

Marco Olivieri

Addetto Stampa del Cesv

di Messina

L’informazione e il

volontariato

15.30/18.30 Mer 19.03.08 Messina

Franco Previte

Volontario AVIS

La sicurezza nei luoghi di

lavoro

15.30/18.30 Mer 26.03.08 Messina

Un mondo d’informazioni on line

Un aggiornamento quotidiano sul sito Internet www.cesvmessina.it, portale del Cesv, Centro Servizi

per il Volontariato. Le notizie per volontari e operatori sociali in home page e nelle sezioni News,

Comunicati Stampa e Agenda del Volontariato, oltre a una selezione di articoli in Rassegna Stampa.

E in più gli approfondimenti nella sezione Documentazione – da Bandi e Finanziamenti alle Normative

– fi no alla Bacheca del Volontariato, alla Formazione, al Servizio Volontario Europeo, Servizio Civile

e Giovani e Volontariato. E, in più, la possibilità di leggere on line tutti i numeri di Comunità Solidali

e di iscriversi alla newsletter, per ricevere periodicamente tutte le informazioni utili per il mondo del

volontariato.

Tesi di laurea su Comunità Solidali

“Volontariato e comunicazione: l’attività del Cesv Messina attraverso il giornale Comunità Solidali”.

E’ il titolo della tesi discussa dalla studentessa Maria Giufrè lo scorso 27 ottobre, nell’ambito del

corso di laurea in Scienze Politiche per il Giornalismo dell’Università di Messina, con relatrice la

professoressa Maria Teresa Di Paola. La tesi analizza l’impegno giornalistico del Centro Servizi per il

Volontariato di Messina, tramite la testata bimestrale “Comunità Solidali” e il funzionamento dell’Uffi cio

Stampa, come esempio di comunicazione sociale fi nalizzata a favorire un rapporto sempre più solido

tra media e mondo del sociale e dell’associazionismo. Non a caso la neo laureata Maria Giufrè,

nell’anno accademico 2003-04, ha frequentato come tirocinante il corso in Giornalismo sociale, a cura

dell’Uffi cio Stampa Cesv e destinato agli studenti di Scienze Politiche per il Giornalismo, in seguito a

una Convenzione fi rmata dal Centro Servizi per il Volontariato e dall’Università di Messina.

Il Report 2006 di CSV.net

Hanno erogato nel 2006 quasi 227 mila servizi a più di 100 mila utenti tra associazioni, gruppi

informali di cittadini, singoli volontari. Il 30% dei servizi in più rispetto al 2005: è il bilancio dell’attività

dei 77 Centri di Servizio per il Volontariato, presenti in 20 regioni italiane. I dati sulle attività svolte

e sulle risorse economiche sono contenuti nel Report 2006 prodotto annualmente da CSV.net,

Coordinamento Nazionale dei Centri Servizi per il Volontariato. Il Report è stato presentato in un

convegno, giovedì 13 dicembre, presso la Sala Biblioteca del Consiglio Nazionale dell’Economia e

del Lavoro a Roma. “A 10 anni dalla nascita dei primi Centri di Servizio in Italia - ha dichiarato Marco

Granelli, presidente di CSV.net - è del tutto evidente come i Centri di Servizio siano strutture capaci

di accompagnare attivamente il volontariato e di aiutarlo a rafforzarsi attraverso l’offerta di servizi

tradizionali e innovativi. Ora che la Camera dei Deputati discute della riforma della legge 266/91 sul

volontariato, il compito passa nelle mani del legislatore, chiamato a sostenere il processo, da noi

avviato, di equilibrio tra le regioni attraverso un’equa ripartizione delle risorse fi nanziarie sui territori”.

Le strutture operative a disposizione delle associazioni di volontariato, nel 2006, hanno erogato oltre

135.000 consulenze, hanno fornito 55.000 ore di formazione e più di 20.000 prestazioni nell’ambito

della comunicazione, offrendo 70.000 servizi di carattere logistico (recapito postale, concessione di

spazi, fornitura di fotocopie, prestito di attrezzature) e sostenendo 1.700 progetti delle organizzazioni.

Lo hanno fatto potendo contare su 72 milioni di euro e grazie all’opera di 3.300 lavoratori attivi tra

dipendenti, collaboratori e consulenti e di 1.300 volontari.

Dal sito Internet www.redattoresociale.it

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