De Rerum Magicarum - Benvenuti nella dimora della famiglia ...

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De Rerum Magicarum - Benvenuti nella dimora della famiglia ...

Magia bianca e nera

La definizione lessicale della parola magia è "uso dei mezzi soprannaturali per produrre risultati

preternaturali". In Teosofia non possiamo essere daccordo con questa definizione, perché riteniamo

che nulla sia soprannaturale e che, per quanto inusuale e strano possa essere qualche fenomeno,

esso avviene sempre in obbedienza alle leggi della natura. Riconosciamo perfettamente che l'uomo

conosce sinora ben poco di queste leggi e che conseguentemente molte cose possono accadere che

non può spiegarsi; ma ragionando per analogia o per diretta osservazione, comprendiamo che le

leggi sono in se stesse immutabili e per quanto molte cose siano per noi inspiegabili l'inesplicabilità

è dovuta alla nostra ignoranza delle leggi e non a qualche deroga delle stesse. La nostra conoscenza

è molto limitata in molti ruguardi e non c’è minimamente da stupirsi se di tanto in tanto veniamo in

contatto con avvenimenti che non comprendiamo. Noi conosciamo soltanto una piccola frazione

del nostro mondo e cioè questa parte inferiore di esso ed anche di questa la nostra conoscenza è in

realtà soltanto superficiale e molto parziale. L'uomo comune è profondamente inconsapevole della

sua ignoranza e perciò è sorpreso da qualsiasi manifestazione che trascenda i limiti della sua

limitatissima esperienza. Riguardo a questo problema della magia molte persone esprimono lo

stesso dubbio, come riguardo alla telepatia, alle cure mentali, al mesmerismo, alle apparizioni e allo

spiritismo; essi diranno "esistono tali cose come la magia?". Vi sono sempre stati coloro che

negano la possibilità di ogni cosa che sia all'infuori della loro piccola esperienza. "non abbiamo mai

veduto queste cose - essi dicono - di conseguenza coloro che hanno veduto ciò sono, o pazzi, o

canaglie, o illusi". E' inutile sprecare argomenti con persone le cui menti sono ancora

sottosviluppate in una materia come questa, è meglio lasciarle indisturbate nella soddisfazione della

loro invincibile ignoranza. Essi sono nella posizione di quel re africano che si indignò alle sfacciate

falsità dei viaggiatori i quali asserivano che in altri paesi l'acqua talvolta diviene solida. Il ghiaccio

era all'infuori della sua esperienza e perciò egli negava la possibilità della sua esistenza; proprio

allo stesso livello mentale sono le persone a cui sembra ignorantemente ridicolo ciò che essi non

comprendono. Se desideriamo tentare di migliorare la definizione data dal vocabolario, dobbiamo

definire la magia come impiego di forze, che ancora non sono riconosciute, per produrre risultati

visibili. In moltissima casi la magia consiste nel controllo di tali forze con la volontà umana. Vi

sono persone che negherebbero che qualche forza possa essere controllata dalla volontà e anche in

questo caso è semplicemente evidente quanto poco tali persone conoscano di ciò. L'uomo inesperto

e presuntuoso negherà qualsiasi cosa e tutto; l'uomo invece che ha studiato, ha imparato ad essere

più cauto e così alle asserzioni oziose egli contrappone l'indagine e l'investigazione. L'adozione di

quest'ultimo atteggiamento riguardo alla produzione di risultati fisici delle forze ancora sconosciute

dimostrerebbe subito che vi sono molti casi, che possono essere connessi, con facili rapporti, con

fenomeni che sono del tutto comuni e accettati da tutti. Se noi accettiamo per la magia una

definizione come quella suggerita sopra, sorge l'ulteriore domanda: qualè il significato degli

aggettivi "bianca e nera"? Questi aggettivi sono semplicemente sinonimi di bene e di male. Le forze

sconosciute della natura, non sono né buone né cattive in sé stesse, esattamente come le forze

conosciute dell'elettricità, del vapore o della polvere da sparo. Tutte queste forze possono essere

impegate per il bene e per il male, secondo l'atteggiamento mentale dell'uomo che le adopera.


La magia del comando

Possiamo suddividere il soggetto della magia in due grandi parti a seconda dei metodi che impiega;

possiamo caratterizzare questi come rispettivamente i metodi di "evocazione" e di "invocazione"

cioè di comando e di preghiera. Esauriamo la prima. Benchè possa agire attraverso molti e diversi

canali, la forza unica impiegata nella magia di questo primo tipo, è la volontà umana. Per mezzo di

questa volontà, la vitalità e letere nervoso possono essere diretti. Con la magia evocativa tutte le

varietà di essenze elementali possono venire guidate, selezionate e composte in forme semplici o

complesse, conforme l'opera che hanno da svolgere. Con ciò un controllo magnetico perfetto può

essere raggiunto su qualunque classe di spiriti di natura ed anche la volontà degli altri, sia viventi

che defunti, può essere dominata in modo che essi divengono praticamente strumenti nelle mani del

mago. Infatti è a mala pena possibile di fissare i limiti del potere della volontà umana e quando è

diretta appropriamente essa ha una portata assai più lontana di quanto luomo comune suppone, ed i

risultati raggiunti gli appaiono sbalorditivi e soprannaturali. Lo studio di questo soggetto ci

permette di comprendere quello che sintendeva con la massima evangelica che se la fede fosse

sufficiente potrebbe rimuovere le montagne e lanciarle in mare. Questa espressione orientale non

sembrerà esagerata quando si esaminano i casi indubbi eda utentici di quello che è stato raggiunto

da questo meraviglioso potere. Allo scopo però che questo potente strumento della volontà possa

operare effettivamente, il mago deve possedere la più perfetta certezza. Questa viene ottenuta in

vari modi a seconda del tipo di mente al quale il mago appartiene. Generalmente parlando possiamo

dire o classificare i maghi in quattro grandi classi, benchè per una descrizione dettagliata si

dovrebbero prendere in considerazione varie suddivisioni e varietà di questi.


Quattro tipi di maghi

Alla prima classe appartiene un tipo di uomo che possiede una così ferrea determinazione e tale

completa fiducia in se stesso e nel suo potere, da dominare la natura con la semplice forza del suo

spirito ed ottenere il suo fine unicamente con determinata insistenza. Egli comprende che la sua

volontà è la vera forza motrice e non conosce e non si cura di sapere attraverso quali agenti

intermediari. Egli trascura e può persino ignorare del tutto come questa forza agisca, ma

semplicemente sormonta tutti gli ostacoli, quali essi siano, con la forza bruta e fa sì che quanto egli

desidera, per mezzo della sua forza tremenda e della sua inalterabile convinzione, avvenga. Tali

maghi sono pochi, ma essi indubbiamente esistono e se non sono benevolmente inclinati possono

essere estremamente temibili. Essi non necessitano di un metodo per mezzo del quale ottenera la

fede; la possiedono nella loro vera natura. Alla seconda classe appartiene il tipo duomo che

raggiunge con la conoscenza la necessaria sicurezza del soggetto con il quale ha da trattare e della

forza che impiega. Un tale può essere chiamato mago scientifico, poiché ha fatto uno studio preciso

del piano fisico, dellastrale e del mentale e conosce tutto sui diversi tipi di essenza elementale e

sulle varie specie di spiriti di natura, sicchè in ogni caso egli è in grado di usare esattamente i mezzi

più appropriati per ottenere il risultato che desidera con il minimo sforzo e poca difficoltà. La sua

perfetta familiarità con il soggetto lo rende perfettamente in grado di usare detti mezzi in ogni

possibile emergenza che possa sorgere. Molti di tali uomini fanno pure uno studio approfondito dei

tempi e delle stagioni appropriate, come pure delle forze appropriate; essi sanno esattamente quale

momento sarà il più adatto per produrre un certo risultato e così raggiungono quanto vogliono con

il minor sforzo possibile. Tutto questo problema degli influssi periodici dei tempi e delle stagioni

che vanno e vengono è di estremo interesse, ma questo ci porterebbe troppo lontano dal tema

principale del nostro soggetto, poiché significherebbe riaprire e riesumare l'intero campo

dell'astrologia. Per noi è sufficiente per il momento comprendere che vi sono tempi e condizioni in

cui certi sforzi possono più facilmente essere effettuati, sicchè quello che può essere fatto con

estrema difficoltà (o forse non può essere fatto in una sola volta) può essere realizzato con relativa

facilità in un altro momento. Questo ovviamente implica lesistenza di influenze planetarie o di altra

specie che agiscono sopra ed entro il nostro mondo; la conoscenza esauriente di tutte queste cose e

delle loro combinazioni naturalmente si rende necessaria per loperatore che esercita la magia. Un

altro tipo di mago ottiene lindispensabile fiducia per assicurarsi lobbedienza ai suoi comandi per

mezzo della fede e della devozione. Egli ha una fede ferrea e ferma nella guida o deità ed è

assolutamente certo che allorquando pronuncia qualche comando in quel nome, devessere

istantaneamente obbedito. Non sto parlando semplicemente di risultati che possono essere prodotti

sul piano mentale ed astrale, ma anche di effetti fisici visibili con risultati perfettamente definiti.

Non abbiamo che da leggere la storia ecclesiastica per imbatterci in molti casi di guarigioni

veramente meravigliose di malattie fisiche, che sono state realizzate proprio per mezzo di sforzi

determinati dalla fede come quelli ai quali mi riferisco. Le autentiche guarigioni di Lourdes in

Francia ed a Knock in Irlanda indubbiamente dimostrano che una grande parte delle malattie, anche

di tipo puramente fisico, cedono dinanzi alla fede. Chiunque ha in questo modo ottenuto sufficiente

sicurezza troverà la sua volontà fortificata e sarà in grado di produrre i risultati più inaspettati. Si

dovrebbe ricordare che è la volontà che apporta tale soddisfacente risultato, non lintervento di un

Grande Essere nel cui nome si parla. E' l'intensa fede che conferisce il potere, ma in chi od in che

cosa si ha fede conta poco. La grande personalità il cui nome viene invocato può anche non essere

conscia della circostanza; però se egli la conoscesse ed interferisse in qualche modo è certo che ciò

sarebbe dovuto più allo sforzo della fede e della volontà del suo seguace, che ad uno sforzo speciale

del suo potere. Infine unaltra classe di maghi è formata da coloro che credono nellefficacia di certe

cerimonie oppure di certe formule. Per essi queste formule in loro possesso o cerimonie sono

indubbiamente efficaci ma il più delle volte non è perché abbiamo qualche virtù inerente al

cerimoniale, bensì per la completa fiducia e certezza del mago nel risultato che deve

inevitabilmente seguire quando impiega. Se leggiamo qualche racconto degli alchimisti medioevali,


vediamo che essi erano a conoscenza di molte di tali cerimonie e che la maggioranza di essisi

sarebbero considerati incapaci di ottenere i risultati senza essere nelle circostanze alle quali erano

abituati. Indossavano certi tipi di abiti, usavano certe figure cabalistiche, agitavano intorno alle loro

teste spade magnetizzate per certi scopi, bruciavano certe droghe ed espergevano certe essenze. E

vero che alcune di queste cose ha una certa potenza sua propria, ma nella maggior parte dei casi il

risultato è dovuto alla fiducia dellesecutore che così rafforza la sua volontà per il raggiungimento

dello scopo richiesto. Era stato detto a costoro dai loro Maestri e dalle scritture, che tutti questi

accessori sono efficaci e che usandoli sarebbero riusciti nel loro intento. L'uomo lasciato a sé può

vacillare, sentirsi spaventato, ma con le vestimento appropriate, i segni e le formule e le armi, si

sente così sicuro del successo che prosegue direttamente senza esitazione verso il suo scopo.


Talismani

Quanto premesso ci porta ad esaminare la potenza dei talismani. Costituisce una credenza

universale che una gemma o quasi ogni oggetto possa essere mesmericamente caricato con buone o

cattive influenze e benchè questidea venga considerata ai giorni nostri come una semplice

superstizione, tutta via è un fatto indubbio che una certa forza può rimanervi per un lungo periodo

di tempo. Un uomo può certamente riversare il suo magnetismo in un oggetto, in modo che questo

irradierà una vibrazione, precisamente come la luce irradia dal sole. Naturalmente linfluenza

riversata su un tale oggetto può essere sia buona che cattiva, di aiuto o di danno. In molti casi tale

azione magnetica assomiglia ad un cordiale, cioè ad uno stimolante, in altri casi è disposta in modo

da calmare e tranquillizzare sicchè chi lo usa possa vincere timori ed agitazioni. Un simile

talismano può essere magnetizzato per esempio con lo speciale proposito di rinvigorire una persona

affinchè possa resistere a certe tentazioni, quella per esempio della sensualità; e non vi è dubbio

alcuno che quando è appropriamente caricato ha uninfluenza molto potente nella direzione voluta.

Il valore delle reliquie consiste nell'irridazione di un'influenza benefica e appunto questa

constatazione diede origine alla loro venerazione tanto diffusa e alla credenza della loro efficiacia.

Ognuno di noi ha la sua speciale frequenza di vibrazione mentale ed astrale; ogni oggetto che è

stato a lungo in contatto con noi resta permeato di quella speciale vibrazione che diffonde a sua

volta o comunica, con concentrata energia, ad ogni corpo. Ogni cosa pertanto che è stata in contatto

diretto con qualche grande Santo o qualche persona devota in modo particolare, reca con sé il

proprio magnetismo individuale e naturalmente tenderà a riprodurre nelluomo e nella donna ch ela

porterà un po del sentimento di colui da cui proviene. Non dobbiamo però dimenticare che in molti

casi la fede di colui che porta il talismano entra pure in gioco e contribuisce a realizzare leffetto. Se

una persona viene convinta da qualcuno nel quale essa ha completa fiducia, che un talismano

produrra indubbiamente un certo risultato, avverrà che a causa del suo fermo convincimento di quel

risultato, tenderà a realizzarlo. Tuttavia un talismano può produrre un effetto anche a coloro che ne

ignorano la presenza. Quando sono caricati da un mesmerista veramente potente certi oggetti

conservano il magnetismo per un lunghissimo periodo di tempo.


Incantesimi o mantram

Un altro aspetto del soggetto è quello connesso con gli incantesi o "mantram". Ci sono certe parole

o frasi per mezzo delle quali si suppone vengono raggiunti determinati risultati. Anche qui, come

nel caso dei talismani, certi effetti vengono indubbiamente talvolta raggiunti e come per i talismani

questo risultato può essere prodotto in due modi ed entrambi contribuiscono al successo. Nella

maggior parte dei casi la formula non fa altro che rafforzare la volontà della persona che la usa ed

impressionare la mente del soggetto con il risultato che si desidera ottenere. La forte fede

dell'operatore che la sua formula può produrre leffetto e la credenza del soggetto che tale effetto si

produrrà, sono frequentemente sufficienti allo scopo. Si potrebbe tuttavia concludere che vi sia un

tipo più raro di "mantram" nel quale il suono stesso produce un effetto ben definito. In questi

mantram ogni suono mette in moto una certa vibrazione ed unordinata successione di tali

vibrazioni, in accordo con uno schema preordinato, permette di evocare precisi sentimenti,

emozioni o pensieri dell'uomo. Molti dei "mantram" sanscriti, usati in India, sono di questo genere.

E ovvio che in questo caso l'incantesimo è intraducibile, perché devessere usato nel linguaggio

originale e devessere correttamente pronunciato da chi sa come devessere pronunciato. Daltro canto

non è necessario al successo di tale "mantram" che la persona che lo usa comprenda il significato

intelleggibile. Casi, nei quali esistono successioni di parole non intelleggibili, si trovano in qualche

scritto Gnostico. Non si deve mai dimenticare che in qualunque modo si compiano le opere

magiche, con qualsiasi mezzo si ottenga la fiducia, le forze al comando del mago possono essere

impiegate tanto per il bene quanto per il male secondo la sottintesa intenzione. Abbiamo trattato

principalmente della parte piacevole del soggetto, trattando in prevalenza casi nei quali la volontà

delloperatore era impiegata allo scopo di aiutare, ma vi sono stati e vi sono ancora casi di malvagità

ed è importante per noi comprendere ciò, per il fatto che tale volontà può essere spesso

involontariamente esercitata. Questo problema appartiene all'applicazione pratica della magia.


Invocazioni magiche

Consideriamo ora il secondo tipo di magia quella che opera per mezzo dellinvocazione, che non

comanda, ma persuade. Si noterà subito che questo tipo ha a sua disposizione monori risorse degli

altri descritti sopra. In questa magia il supplicante non fa nulla; egli semplicemente prega o incarica

qualcun altro di fare qualcosa per lui. La forma pensiero non è pertanto al suo comando e neppure

lo sono le varie forme e forze come la pressione eterica o luso della essenza elementale. Egli si

limita ad ottenere i servizi di determinate entità viventi siano umane o subumane. Sforzi in questa

direzione sono fatti molto più comunemente che non si possa a prima vista supporre; quando un

uomo tenta di produrre un risultato per ottenere qualcosa per sé stesso, oppure per modificare fatti o

condizioni per mezzo di qualche agente esterno del piano fisico, egli in realtà usa la magia

invocatoria, benchè questo non venga neppur supposto. Gran parte delle comuni preghiere per

scopi egoistici è in realtà un esempio di ciò. La parola "preghiera" è derivata dal sanscrito "prahna",

nel latino "precor" ed è connessa con il germanico "fragen"; sicchè il suo significato originale è

soltanto quello della richiesta. Molto spesso le persone applicano il nome di preghiera a quello che

è in realtà invece meditazione o culto. La preghiera più comune però per scopo il raggiungimento

di fatti materiali e certamente è un tentativo di attrarre uninfluenza dai piani elevati per produrre

risultati tangibili e quindi evidentemente rientra nella nostra definizione di magia. Quest'idea di

appellarsi alle forze ed influenze estranee può essere usata sia per scopi buoni che malvagi e

troviamo che molti sforzi sono fatti in questo modo per invocare dallalto qualche aiuto per lanima.

Un più efficace esempio forse si può trovare nella vita di Brahma. L'intera sua vita è una preghiera

perché ad ognuno dei suoi atti, anche il più piccolo, viene attribuita una speciale forma di

cerimonia. Simile benchè più eleborato e dettagliato, è talvolta il cerimoniale in uso in certi

conventi cattolici, dove il novizio viene istruito a pregare in ogni momento della giornata: quando

mangia, che la sua anima possa essere nutrita con il pane della vita; ogni qualvolta si lava le mani

esprime laspirazione che la sua anima possa divenire pura; quando entra in una chiesa prega che

lintera sua vita possa essere un lungo servizio; ogni qualvolta egli semina un seme pensa che questo

seme sia la parola di Dio, che devessere seminata in primo luogo nel suo cuore allo scopo che a sua

volta egli possa seminarlo nel cuore degli altri e così via, La Vita di Brahma è precisamente simile

eccetto che la sua devozione è su più larga scala ed ha dettagli molto più complessi. Nessuno può

debitare che colui, il quale onestamente obbedisce a tutte queste direttive, ne deve venir

costantemente e profondamente influenzato. Osserveremo che, quantunque l'invocazione magica

sia molto più limitata nel suo campo dazione di quella del comando, non pertanto essa ha parecchie

classi di entità a cui il suo appello può essere rivolto. Tale mago può chiedere aiuto per esempio

agli spiriti di natura, agli angeli od ai defunti. Noi sappiamo come frequentemente e prontamente i

nostri amici Cattolici Romani invocano laiuto degli angeli custodi perché credono che essi siano

sempre accanto a loro. Questo è indubbiamente uno sforzo di invocazione magica ed in molti casi

si può ottenere una risposta precisa e ad ogni modo qualche risultato viene prodotto dalla fiducia

che l'uomo ha nellefficacia della sua supplica.


Invocazioni maligne

Vi è il lato buono di tale magia, ma vi è anche un lato veramente malvagio, come si riscontra nelle

cerimonie dei Voodoo o dei negri Obeah. In queste cerimonie i maghi tentano di invocare aiuto

dallesterno allo scopo di operare il male sul piano fisico; ed è fuor di dubbio che essi talvolta

ottengono un considerevole successo nei loro nefasti sforzi. La stessa cosa può occasionalmente

essere veduta in India, più specialmente fra le tribù delle montagne, dove degli dei tribali vengono

adorati e molto frequentemente ladorazione assume la forma di sacrifici propiziatori e, di rimando,

la deità tribalica produce dei risultati sul piano fisico. Leggiamo per esempio di villaggi nei quali

tutto andava bene sino a quando la deità del villaggio riceveva le sue offerte usuali, ma dal

momento che questi pasti regolari divenivano irregolari si manifestavano perturbazioni in un modo

o in un altro. Fuochi spontanei scoppiavano nelle varie capanne del villaggio non appena cessavano

di curare la loro deità tribalica nel modo usuale. In tali casi è indubbio che unentità che godeva del

culto tributatogli provava piacere e profitto dei sacrifici che le erano offerti. E noto che tali sacrifici

sono di solito di due specie: sacrificio di qualche creatura vivente della quale viene versato il

sangue, oppure cibo di qualche specie, prferibilmente carne fresca bruciata, i fumi della quale

possono spandersi. Ciò implica che la tribalica deità è di un grado molto basso perché possiede un

veicolo nella parte eterica del piano fisico, attraverso il quale può assorbire questi fumi fisici o

trarne particolare nutrimento od unesperienza piacevole prendendone parte. Si può prendere come

una regola assolutamente certa che ogni deità, sotto qualsiasi nome possa mascherarsi che pretenda

sacrifici di sangue o sacrifici di cose bruciate è soltanto uno spirito di natura molto basso; soltanto

tali entità possono provare piacere in queste abominazioni. Si ricorderà che nei primi tempi della

religione ebraica orribili olocausti di tale natura venivano frequentemente offerti, ma avvicinandosi

al livello presente, la razza ebraica ha preso il suo posto nella civiltà, e tali sacrifici sono

naturalmente cessati. Non è certamente necessario insistere sul fatto ovvio che nessun essere

evoluto, deva o angelo, possa solo per un momento richiedere o consentire di ricevere qualche

forma di offerta che comprenda la morte o la sofferenza di qualche creatura. Nessuna deità benefica

si è giammai dilettata e contaminata con lodore dei fumi del sangue; le religioni del tipo più elevato

hanno costantemente impeito tali orrori.


Magia nera

Tale aspetto negativo della magia di solito viene chiamato "magia nera" ed il suo scopo è

interamente egoistico. Vi sono molti casi nei quali non è così, vale a dire che il suo scopo non è di

fare il male per amore del male, ma semplicemente per ottenere il possesso dei poteri e tutto quello

che il mago possa desiderare sul momento. Molte delle stregonerie primitive delle tribù sono di tale

natura e non vi è dubbio alcuno che una certa misura di successo frequentemente risponde agli

sforzi del mago. Ho veduto esempi di ciò: una volta mi presi il disturbo di apprendere un elaborato

rituale di questa specie, che se posto in pratica, apporta i servizi di un'entità e procura allo

scongiuratore tutto quello che richiede. Non soltanto può fornire ricchezze illimitate, ma anche

esaudire tutti i desideri relativamente ai proprio amici e nemici. Da quanto mi consta confrontando

con gli altri sistemi degli scongiuratori, queste forme possono certamente fare anche del bene entro

vasti limiti, ma le condizioni richieste sono tali da esser del tutto inaccettabili da ogni persona di

retto pensare. Il rituale è facile da eseguire, ma laccordo con l'entità deve essere cementato con il

sangue umano all'inizio e in seguito con la fornitura regolare di carne, con il sacrificio di forme

inferiori di vita. Tali magie esistono in molte parti del mondo più di quanto non sia usualmente

sospettato. D'altro canto anche senza gli orrori del tipo citato vi sono molte altre forme di magia.


Magia spicciola

Non è insolito trovare in Oriente uomini, che hanno ereditato dai loro antenati i servigi di qualche

entità non umana, la quale in corrispettivo di uninsignificante quantità di cibo produce

occasionalmente piccoli fenomeni di varia specie per la persona alla quale è in special modo

attaccata; quasi invariabimente lassociato umano in questo legame è obbligato a non dire ad alcuno

il nome e a non fare la descrizione del suo invisibile collaboratore; ed è abbastanza strano che in un

gran numero di casi è prevista la condizione che nessun importo di denaro può essere ottenuto con

laiuto del collaboratore od accettato per qualche esibizione dei suoi poteri peculiari. Ricordo, per

esempio, quando ero in Oriente, di un uomo che possedeva un tale associato. In questo caso lentità

dimostrava i suoi poteri portando al suo associato umano qualche oggetto che gli veniva indicato,

allo stesso modo come avviene frequentemente nelle sedute spiritiche. Fortunatamente una delle

condizioni che faceva parte del loro accordo era che lassociato invisibile giammai sarebbe stato

richiesto di portare qualche cosa che non fosse di proprietà del suo amico sul piano fisico,

altrimenti ne sarebbe risultato un sistema di ruberia e sarebbe stato assolutamente impossibile

rintracciare o punire i ladri. Ogni abile giocoliere europeo può produrre risultati della specie più

meravigliosa con i metodi che sono interamente inesplicabili ai non addestrati; tuttavia vi sono certi

limiti ben definiti in cui ciò può essere fatto e per la produzione di questi fenomeni i giocolieri

occidentali necessitano di una considerevole quantità di accorgimenti e spesso anche una

particolare disposizione da parte degli spettatori. Il giocoliere orientale opera in condizioni diverse

e le sue rappresentazioni avvengono di solito all'aria aperta, sul lastrico di un cortile, in mezzo ad

una folla eccitata che lo pressa da ogni parte. Si comprende che in tali circostanze molte delle

risorse dei suoi competitori europei non gli sono accessibili. Non vi è dubbio che molti hanno udito

del celebre gioco del mago; in questo caso la pianta cresce, o sembra crescere, da un seme davanti

agli occhi degli spettatori e persino produce frutti... Ora, alcuni di questi fatti sono manifestamente

impossibili ed indagando profondamente sul problema troviamo che i fenomeni descritti vengono

prodotti per mezzo di quella che comunemente viene chiamata "fascinazione" una specie di potere

del nesmerismo senza gli usuali preliminari, cioè i passi magnetici o "trance". In questo modo

vengono effettuati codesti fenomeni, sicchè non dobbiamo considerarli sotto il titolo di "magia

invocatoria", benchè sia possibile, in alcuni di questi casi, che il potere della fascinazione venga

esercitato non dallo scongiuratore stesso, ma dallassociato invisibile, che ha al suo comando le

varie risorse del piano astrale. Molti fenomeni su scala inferiore, ma minori di quelli sopra descritti

sembrano tuttavia essere eseguiti direttamente dal collaboratore astrale. Un altri strano caso

dell'impiego di questa magia tradizionale da parte di un uomo completamente ineducato e del tutto

ignorante dei metodi con i quali operava, venne a mia conoscenza alcuni anni più tardi. Ciò

accadde quando ebbi una grave ferita alla quale sangue sgorgava a fiotti. Un conducente di

passaggio affrettatamente prese una foglia di un arbusto a lato della strada, la applicò per un

momento sulla ferita bisbigliando una mezza dozzina di parole; istantaneamente il flusso di sangue

cessò. Naturalmente chiesi all'uomo come aveva potuto fare ciò ma egli non fu in grado di dare una

spiegazione soddisfacente. Tutto quanto potè dire fu questo incantesimo (che gli era stato proibito

di rivelare) era stato trasmesso nella sua famiglia per diverse generazioni ed egli credeva che vi

fosse uno spirito di qualche specie, che richiamato dalle sue parole aveva prodotto il risultato

richiesto. In nessuno dei casi che vi ho descritto vi era qualcosa di particolarmente malvagio ed

egoistico nella magia impiegata, ma temo che vi siano molti casi nei quali lopera fatta in tal modo è

assai meno innocente. Molte delle storie di streghe del medioevo e gli strani racconti di supposti

patti con il Diavolo furono praticamente esempi dellarte nera su scala più bassa. Tutto ciò può

essere riscontrato in certi parte del mondo ancora ai giorni nostri ed i sapientoni che ripudiano tutti

i racconti di tali fatti come fantasi e superstizioni, parlano di cose che in definitiva non hanno

compreso minimamente. Non cè bisogno di essere allarmati riguardo a tali manifestazioni, oppure

di temere che si possa essere danneggiati in questo modo da coloro nella cui inamicizia si sia


incorsi. Non dubito che i risultati vengano prodotto, per esempio, con gli incantesimi Voodoo o

degli Obeah fra i negri, ma molto.


Magia e cultura

La magia ha svolto un ruolo importante nella cultura, proponendosi come un complesso di pratiche

rituali "altre", strutturate secondo un linguaggio sincrestico fatto di esperienze e simboli provenienti

da ambiti anche molto diversi. L'emperismo che scaturiva dallosservazione e dallesperienza, forte

del suo illimitato universo simbolico, di fatto era la struttura portante di un meccanismo arcaico, in

continua lotta con gli influssi negativi e con i condizionamenti mitici. I primi antropologi si

domandavano se "l'ideologia magica fosse una tappa dell'evoluzione del pensiero o piuttosto una

dimensione universale di esso, se prefigurasse la scienza o non fosse piuttosto un procedere

alternativo rispetto alla razionalità o addirittura una patologia mentale" (C.Gatto Trocchi, 1994). In

ogni caso, non si è ancora giunti a una definizione completa e chiara della magia. Si potrebbe

affermare che la magia è la capacità di dominare e stumentalizzare, secondo un progetto spesso

anomaloe vincolato a tutta una serie di rituali e di formule in gran parte sconosciute ai non adepti.

In sostanza, allorigine della magia vi sarebbe il concetto di potere, "di cui la forza del mago, quella

del rito, quella dello spirito, sono soltanto espressioni diverse" (M.Mauss, 1965). Inoltre, il pensiero

magico si contrappone al pensiero pragmatico, in quanto basa la conoscenza sullintuizione e si

serve del ragionamento analogico. L'indagine etnografica, in particolare quella britannica guidata

dal Malinowski, ha individuato nella magia "un sistema che offre la soluzione dei conflitti che

scaturiscono dall'impotenza umana di affrontare tutti i rischi con il solo ausilio della conoscenza e

dell'abilità tecnica" (B.Malinowski, 1973). Davanti ai grandi misteri irrisolti dell'esistenza, alle

angosce che tormentano il nostro cammino di uomini incapaci di risolvere ogni cosa con lausilio

della ragione, la magia si pone come la strada "altra", come un modo per intervenire nella realtà

naturale cercando di orientarla secondo il proprio interesse. Infatti la magia, come la stregoneria e il

maleficio, "si riscontra solo dove è possibile rilevare, nell'esistenza dei singoli, stress e frustrazioni;

e cioè dove, in altri termini, vi è una qualche tensione, attuale o potenziale che sia, fra la gente"

(J.D.Krige, 1971). Per una prima riflessione sul tema possiamo rivolgerci alle tesi di Frazer che, se

pur datate, costituiscono una piattaforma di base per avvicinarsi allo studio razionale della magia.

Appoggiandosi a una visione empirica dei fatti della natura, Frazer individua nella magia due

assunti fondamentali: - il simile produce il simile; - l'effetto ha strette somiglianze con le cause. Il

primo principio si avvale della consapevolezza che imitando una certa azione si ottenga

effettivamente quanto simulato. Il secondo, invece, parte dal presupposto che operando unazione

magica su un'effigie o un oggetto si ottenga lidentico effetto sulla vittima del rito. "L'applicazione

più familiare del principio che il simile produce il simile è forse il tentativo che è stato fatto in

molte epoche da molti popoli di danneggiare o distruggere un nemico, danneggiando o

distruggendo una sua immagine, nella credenza che luomo debba soffire come soffre l'immagine e

che, quando questa sia distrutta, egli debba morire" (J.Frazer, 1950). A una più attenta valutazione,

le forme magiche basate sul principio frazeriano possono essere suddivise in magia aggressiva e

magia difensiva. In entrambi i casi, le forme simboliche hanno il ruolo di variare uno status: la

prima altera un equilibrio, la seconda cerca di ripristinarlo. Generalmente si tende a differenziare la

magia, raggruppandola in tre tipi di applicazione:

- Magia nera (pratiche dirette a produrre malefici);

- Magia bianca (pratiche per combattere la magia nera, o per ristabilire un equilibrio iniziale, per

esempio la salute);

- Magia "economica", destinata a garantire il dominio sulla natura, non necessariamente orientata

verso il maleficio.


Le teorie del Frazer, se pur riviste dagli studi recenti, offrono alcune interessanti indicazioni per la

nostra indagine. Secondo lo studioso inglese, la magia si suddivide in due grandi classi, quella

omeopatica e quella contagiosa.

- Omeopatica (il simile produce il simile)

- Contagiosa (gli oggetti venuti in contatto mantengono un legame soprannaturale)

Come si evince da questa schematica descrizione, entrambe le forme di magia possono rientrare

all'interno del vasto e articolato complesso costruito dalla terapia magica. Il primo caso, per

esempio, è relativo a quelle pratiche magiche-terapeutiche in cui è prevista l'assimilazione di un

prodotto accostabile a un oggetto che riconduce direttamente alla malattia da curare. La medicina

omeopatica si basa sul concetto che le forme morbose vadano curate con la somministrazione a

dosi infinitesimali di sostanze che, somministrate a persone sane, provocherebbero una

sintomatologia analoga a quella considerata. Nel caso della magia contagiosa, si parte dal

presupposto che, operando su alcuni elementi appartenuti a un corpo, si possa intervenire,

positivamente o negativamente, su quel corpo. Per Frazer, quindi, da un punto di vista teorico la

magia rappresenta l'espressione del pensiero umano primitivo, che tenta con i propri mezzi di

fornire una spiegazione "scientifica", o comunque coerente, dei fenomeni naturali.


La pratica magica

Nella pratica magica è sempre necessario un celebrante, genericamente definito mago, che

determina un cambiamento di status operando con metodi i quali, pur avendo una base a livello

naturale, sono diretti ad attivare forze soprannaturali. Il termine "mago" è però assai generico e

presenta uno spazio semantico molto ampio: con tale nome, infatti, si identificano persone diverse,

con specializzazioni molto variabili. Di fatto vi è una notevole differenza tra uno sciamano tunguso

e un mago che opera nella cultura occidentale, magari davanti alle telecamere. Va da sé, quindi, che

ogni fenomeno debba essere analizzato nel contesto specifico in cui il mago organizza la sua

pratica. In genere, cercando di valutare la struttura dellazione magica, isolare elementi caratteristici,

generalizzati e ricorrenti:

- strumento catalizzatore;

- rituale; - formula;

- contesto culturale favorevole all'affermazione delle credenze;

- forte condizionabilità dei soggetti coinvolti;

- relativa estraneità alla religione;

- limitate conoscenze scientifiche.

Il rito magico, agendo direttamente e senza bisogno di un riferimento a un'entità soprannaturale, si

pone in un ambito privo di parametri fissi, necessari alla razionalità quando essa tenta di stabilire le

regole dellesperienza quotidiana. Nel mito si opera attraverso immagini e ricostruzioni mentali, nel

rito con oggetti, parole e manipolazioni. "Il rito può includere enunciati verbali (formule,

invocazioni, canti), così come può non includerli; tuttavia anche quando è muto utilizza,

applicandolo agli oggetti, il medesimo meccanismo combinatorio del linguaggio. Se nella

comunicazione verbale il senso non risiede nei singoli fonemi ma nella loro combinazione, così nel

rito il messaggio non è trasmesso dagli oggetti che vengono manipolati, ma dallorganizzazione

interna della configurazione simbolica di cui fanno parte. In sostanza il rito costituirebbe un

processo di categorizzazione non verbale della realtà, destinato a immagazzinare e trasmettere

informazioni complesse" (E.Scarduelli, 1994). Secondo Evans-Pritchard la magia scaturirebbe da

uno stato di tensione: "quando l'uomo è travolto dall'odio o dall'amore o da altri sentimenti, quando

non può trovare alcun altro rimedio", ricorre alla magia, che di fatto sarebbe unattività simbolica di

"carattere sostitutivo di una funzione catartica e strimolante" (Evans-Pritchard, 1971). La precarietà

del sistema esistenziale è quindi il motivo dominante posto alla base della scelta magica, una scelta

che a livello popolare è sempre stata caratterizzata da un'amalgama tra empirismo, mito e religione.

Questo alimenta la volontà, insita nell'uomo, di infrangere le regole prestabilite da un ordine

superiore e invalicabile. Infatti, il senso della magia non deve il suo consolidamento solo agli

archetipi e alle memorie rituali più antiche, ma anche alle incertezze dei contesti storici che

favoriscono l'affermazione della ritualità. La magia finisce così per essere una sorta di reazione

allumano terrore della storia. Essa, con le sue forme simboliche che evocano situazioni arcaiche,

mette in scena la ripetizione dellatto cosmogonico e la rigenerazione periodica del tempo

primigenio. Inoltre il sapere magico, fatto di un proprio specifico corpus di credenze e di miti, ha

sempre dimostrato una certa impermeabilità alle trasformazioni sociali. Anzi, questo patrimonio di

sapienza naturale è diventato punto di forza allinterno delle culture emarginate, nella loro lotta

contro i poteri dominanti.


La forza dei poteri soprannaturali

Da un lato abbiamo l'uomo religioso, che con la sua adorazione si sottopone alla divinità; dall'altro

il mago, che forza i poteri soprannaturali, cercando di raggiungere quanto desidera e abbattere

quanto teme. La magia, scontrandosi con i grandi monoteismi, subisce unulteriore evoluzione.

Infatti, "la religione non è nata dallevolversi della magia primitiva; al contrario, la magia deriva

dalla religione che, guastandosi a contatto con la fragilità umana, scade nella cosidetta magia

bianca, a poco a poco perde la sua purezza e, attraverso varie sfumature, si trasforma nella magia

nera, che in greco era detta goetheia, dal sinistro suono della recitazione delle formule magiche"

(A.A.Barb, 1975). Secondo Mauss, la magia avrebbe unorigine molto simile a quella della

religione, ma, a differenza di questa, il suo orientamento è prevalentemente pratico e basato su

principi tecnici. In questa prospettiva, in un certo senso la magia si può anche considerare

unantenata del sapere scientifico, se pur condizionata da un profondo rapporto con il mito. "La

magia non ha alcuna affinità con la scienza perché non è guidata dall'esperienza (...) il mago è

ossessionato dal desiderio di ottenere un certo risultato, perciò l'elemento determinante, nella

magia, è il fattore emotivo: paura, angoscia, ira, possessione" (B.Malinowski, 1973).

Generalizzando, appare evidente che i procedimenti magici riescono ad affermarsi maggiormente in

realtà in cui lesistenza quotidiana è trafitta da incertezze e calamità non risolvibili con le ragioni

della scienza, o con la fede. La magia rapprensenta il tentativo di contrastare l'imprevisto, gli

ostacoli che frustrano l'impegno dell'uomo diretto al raggiungimento di uno specifico risultato. Le

nostre capacità e le nostre conoscenze "hanno dei limiti oltre i quali gli sforzi pratici fondati

razionalmente non valgono nulla; tuttavia gli uomini si ribellano all'inazione, pur rendendosi conto

della propria impotenza". Per questa ragione quindi "la magia non è presente solo tra i primitivi,

bensì fiorisce anche nelle società moderne, ovunque vi sia pericolo ed incertezza, ovunque la sorte

o il caso abbiano una parte predominante" (B.Malinowski, 1970).


Il pensiero magico

L'attività magica, forzando la realtà, propone una reazione all'angoscia determinata dal "rischio di

non esserci", che corrisponde, in certe situazioni di crisi, all'annullamento della personalità. Il

tracciato simbolico del rituale magico assume i toni del dramma che si svolge nelle fasi critiche

dell'esistenza, quando l'ordine abituale si incrina, o in casi di emergenza fisica e psichica; è in

questi casi che lIo ingaggia la lotta contro la minaccia di perdersi e ottiene il proprio riscatto.

"Infatti il semplice crollo della presenza, lo scatenarsi di impulsi incontrollati, rapprensentano solo

uno dei due poli del dramma magico; l'altro polo è costituito dal momento del riscatto della

presenza che vuole esserci nel mondo" (E.De Martino, 1973). Il crollo della presenza alimenterebbe

allora la ricerca di strumenti in grado di permettere la riacquisizione di uno status perduto,

determinando unopportunità per riscattarsi dal "rischio di non esserci". Questa tensione non si

presenta solo nei gruppi arcaici, ma va considerata un segno caratteristico di tutte le società in crisi.

In effetti, "tutto il materiale etnologico portato da De Martino, materiale che conferma la generalità

della crisi della presenza, proviene da società che si trovano in una certa fase storica generale, o

non è proprio di società a un tempo arcaiche e in crisi?" (F. Alberoni, 1968). Studiando la magia

applicata ai più diversi aspetti della cultura, ci si rende conto che una valutazione approfondita non

ha per oggetto solo i poteri della magia in sé, ma pone in discussione il nostro stesso concetto di

realtà. In sostanza lindagine coinvolge non solo laspetto del giudizio (i poteri magici), ma anche la

stessa categoria giudicante (il concetto di realtà). La magia può esistere quindi solo in quelle società

che hanno bisogno di creare una materia in qualche modo coagulante, che connette e soddisfa

esigenze collettive altrimenti insoddisfatte. Mentre nelle culture tradizionali latteggiamento magico

è più evidente, poiché il rapporto con la sfera della sacralità è molto affermato, nella società

moderna, investita da una progressiva desacralizzazione, si impone unemarginazione non solo del

sapere magico, ma anche della tradizione spirituale più atavica. Queste forme culturali, che fanno

parte della tradizione più antica, sono quindi destinate a sopravvivere in forma degradata, nella

cultura "altra" e folklorica, in certi casi del tutto prive della loro originaria valenza rituale. Abbiamo

visto che in genere la magia parte dal presupposto che operando su simboli sia possibile agire su

quanto quei simboli rappresentano, secondo il principio che "ogni essere ha tanto un'esistenza

invisibile quanto una visibile". Secondo Lèvy-Brhul, la magia opera simbolicamente secondo il

principio del "come se", tipico della tendenza a considerare la realtà come uno schema prefigurato,

attraverso io quale il presente parteciperebbe in qualche modo alla formazione dell'avvenire. Per

l'operatore di magia "il suo bene è altrettanto buono quanto il nostro, il suo male è cattivo quanto il

nostro. Solo le forme sono diverse, ma la funzione etica è la stessa" (C.G.Jung, 1942). Cambiano le

premesse, ma la funzione psichica contrassegnante l'approccio al soprannaturale è sostanzialmente

identica: in ogni contesto la manifestazione magica tende a dimostrare la fragilità del sistema

esistenziale umano. Quella fragilità che Eliade ha posto bene in evidenza, chiarendo che certe

azioni magiche sono spesso la dimostrazione dell'umano terrore della storia, che viene in parte

abbattuto ricorrendo alla ripetizione dellatto cosmogonico e alla rigenerazione periodica del tempo

(M. Eliade, 1968). Nella magia l'uomo si basa su stati emozionali, senza osservare la natura ma

chiudendosi su sé stesso: in questo modo la verità risulta rivelata dalle emozioni e non dalla

ragione. Mentre nella conoscenza le teorie prendono forma basandosi sulla logica, nella magia il

sapere si fonda su unassociazione di idee basate sul desiderio di raggiungere un certo risultato. In

pratica, per dirla con Malinowski, "la funzione magica è la ritualizzazione dell'ottimismo umano, di

rafforzare la sua fede nella vittoria della speranza sulla paura. La magia esprime quanto per l'uomo

la fiducia prevalga sul dubbio, la stabilità sullincertezza, lottimismo sullottimismo" (B.Malinowski,

1970). Secondo De Martino, è il diverso approccio alla realtà che caratterizza la cultura occidentale

ad aver messo la magia in disparte, facendole prendere la sua posizione predominante riguardo

all'approccio col soprannaturale. Infatti, "nessuna magia è vana immaginazione quando si riesca a

giudicarla nel plesso vivente di una civiltà in cui è organicamente inserita: d'altra parte la civiltà

occidentale, il rapporto dellorientamento del suo scegliere, ha disarticolato il condizionamento


culturale da cui le efficace magiche traevano alimento, e con ciò ha reso sempre più immaginarie

tali efficace" (E.De Martino, 1962). Nel processo di mutamento sociale, la magia risulta un fatto

para o anti istituzionale, che si pone sempre in alternativa o in contrasto con le regole ufficiali,

suggerendo la possibilità di passare indenne attraverso regole e limiti. Pertanto si evidenzia il

legame tra magia e potere, che di fatto è uno dei nodi fondamentali della tradizione magica. Infatti,

le azioni che genericamente definiamo magiche sono da sempre alimentate dalla volontà di far sì

che luomo possa continuare a seguire quanto sfugge al suo controllo. Davanti alle proprie limitate

possibilità, l'uomo crede che con la magia sia possibile recuperare una sorta di onnipotenza

primitiva del pensiero, ristabilendo il contatto tra soggetto e oggetto, considerato la base del

rapporto tra uomo e natura.


Il linguaggio della magia

Prima di entrare nel merito degli aspetti linguistici della magia, crediamo possa essere interessante

una breve riflessione sul valore semantico del termine mago. Il termine magos e i suoi derivati sono

attestati in greco già dallepoca classica. Si ritiene che la loro origine sia persiana: il magos era un

sacerdote, comunque un personaggio connesso alle pratiche religiose. Secondo Erodoto, i magoi

erano una sorta di società segreta persiana, in cui la pratica religiosa si amlgamava a quella

divinatoria. Per Senofonte erano "esperti in tutto ciò che concerne gli dei", ma, per i Greci del V

secolo, "il mago è già una figura molto diversa da quella di un saggio perfetto" (F.Graf, 1995). Il

termine greco mageia e il latino magia indicavano le pratiche rituali caldee, spesso in opposizione

al culto imperiale e dogmatico. In genere, come noto, la mageia era collegata alla scienza dei magi

persiani, propagatori della dottrina di Zoroastro, a cui il concetto di magia è rimasto

indissolubilmente legato per tutta l'antichità e il Medioevo. In realtà, il nome deriva da quello dei

magoi, che erano una delle sei tribù del popolo dei Medi, i cui membri, forse appartenenti alla

classe sacerdotale, dovettero osteggiare Zoroastro nella sua opera di riforma dell'antica religione

del paese. In genere, come primo significato della radice mag viene proposto "grandezza".

I segni del mago

Attraverso un apparato specifico di segni e di simboli, la magia tende a teatralizzare il proprio

sapere. Ogni magia "ha necessariamente redatto, per se stessa, un catalogo di piante, di minerali, di

animali, di parti del corpo, etc., allo scopo di registrarne le proprietà speciali o no, sperimentali o

no; dallaltro, che ogni magia si è preoccupata di codificare certe proprietà delle cose astratte: figure

geometriche, numeri, qualità morali, morte, vita, fortuna, etc.; e che, infine, ciascuna di esse ha

fatto concordare questi diversi cataloghi" (M.Mauss, 1965). Ma i segni e i linguaggi della magia

sono magici fino a quando non risultano decifrabili: a qual punto perdono il loro valore e si

trasformano in ideogramma, pittogramma, geroglifico... (R.Bover, 1992). Fino a che non viene

catalogato nel contesto della conoscenza decifrabile, riconoscibile e storicizzabile, il linguaggio

della magia risulta avvolto da unaura che lo connota con toni straordinari, ponendolo in relazione

con un altro mondo, dilatando senza limiti le sue possibilità dialettiche. Nella magia si incontrano

spesso suoni e termini non riconducibili a nessun ceppo linguistico. L'uso in magia di parole

"barbare e inintelleggibili risale ai maghi egiziani, che inventarono singolari e quasi

impronunciabili nomi veri per i loro dèi, probabilmente per evitare che altri maghi rivali se ne

appropriassero. L'usanza passò in seguito nellEuropa occidentale attraverso i testi magici grecoegiziani

dei primi secoli dopo Cristo, che erano pieni di nomi complicati e contorti, privi di senso

riconosciuto, nonché di nomi divini e angelici egiziani, greci ed ebraici. In certi casi, i nomi magici

sono stati alterati deliberatamente, per tenere nascosto il nome vero o scoprirne uno migliore; altre

volte le traduzioni errate o i passaggi da un mago allaltro ne hanno modificato radicalmente la

struttura" (R. Cavendish, 1972). La struttura della magia, che si basa sulla tradizione ed è

staticamente piegata su se stessa, impermeabile allevoluzione, possiede alcuni elementi specifici: -

la parola; - la scrittura; - il gesto; - la rappresentazione del soggetto a cui è diretta lazione magica; -

un apparato grafico (pentacolo, cerchio magico, etc.) che sintetizza il sapere del mago attraverso il

simbolo.


Parola e rito

La pratica magica può determinare un'alterazione, "una modificazione spirituale, la quale si

esprime attraverso la solennità dei gesti, il cambiamento della voce, e presino con l'adozione di un

nuovo linguaggio, quello degli spiriti e degli dèi. I riti negativi della magia formano, dunque, una

specie di soglia su cui lindividuo abdica sé stesso" (M.Mauss, 1965). Di certo la parola rituale, che

acquista la sua maggiore espressione nel testo scritto, svolge un ruolo fondamentale nella pratica

magica. Un ruolo che dimostra la propria solidità e forza in quanto si avvale di un linguaggio

statico, inalterabile. Le parole costituiscono il mezzo più efficace per influenzare. Secondo Freud,

esse rappresentano "un valido strumento per indurre modificazioni psichiche in colui al quale si

dirigono e, perciò, laffermazione per cui la magia della parola è in grado di sopprimere fenomeni

patologici, anzitutto quelli basati su condizioni psichiche, non ha più un significato enigmatico"

(S.Freud,1992). La "voce" magica, la parola, celebrata nell'iter simbolizzante della gestualità o

nella configurazione geometrica del testo scritto, ha radici lontane, che si perdono nella notte dei

tempi. Radici che ogni cultura ha anche posto in relazione con il sacro e con l'intervento divino.

Come nella poesia, anche in magia la parola acquista una forte valenza creativa in relazione alla

combinazione del suono con il suo significato: i due linguaggi sono in stretto rapporto tra loro,

poiché in entrambi i vocaboli si trasformano in "parole di potenza", a cui viene riconosciuto un

particolare potere, anche senza il contributo di alcun rituale. La parola trattiene in sé la forza

creatrice e quella magica: sorta di energie simboliche "presenti in tutte le cosmogonie mitiche;

limpressione provata di fronte a tutto ciò che è inconsueto, stupefacente, atto a suscitare timore o

ammirazione, trova forma nella parola e, attraverso la parola, si obiettiva in unessenza divina"

(E.Cassirer, 1961). In un'ottica eminentemente "pratica" si scorge come l'utilizzazione magica della

scrittura indichi "come sia sempre ritenuto possibile agire sul reale a partire dalla manipolazione dei

simboli, e come anzi luomo sua giunto a nutrire un terrore sacro di quei simboli e del loro potere,

quasi che, ormai tracciati, essi potessero da sé soli, e senza intervento di altri, scatenare la loro

azione" (G.R. Cardona, 1981). Va anche osservata la frequenza con cui, in numerose culture, la

scrittura viene posta in relazione con l'intervento divino. Inoltre la dimensione criptica e misteriosa

della parole "strane", aventi origini straniere e sconosciute, le caricavano con ulteriori valenze

simboliche. E' sicuramente indicativo che "già i testi magici greci facessero un largo uso di parole

straniere, barbare, senza un apparente significato, alle quali tuttavia conferivano significati

misteriosi, capaci di evocare potenze nascoste. Spesso sono tra loro legati a filo doppio le sette

vocali e i sette pianeti, ed è anche possibile forse citare una delle forme del nome del dio dei

Giudei, appellativo che, oltre al suo valore mistico, contiene curiosamente la prima e lultima lettera

dellalfabeto ebraico" (J.G. Février, 1992). In sostanza, sembrerebbe che, secondo la tradizione

simbolizzante posta alla base della magia, la parola sia tanto più magica quanto più diventa difficile

comprenderne il senso e risalire al suo primitivo significato. Un caso emblematico è quello

dell"abracadabra", divenuto sinonimo di "formula magica" anche nel linguaggio comune.


Magia bianca

Esistono in natura fenomeni che non conosciamo perfettamente e che non sappiamo spiegarci

razionalmente. Negare decisamente la loro esistenza significherebbe far trionfare il materialismo in

modo assoluto. Per l'uomo oggi, condizionato dalla scienza e dalla tecnica, la natura non ha quasi

più misteri. Nonostante si viva in unera così tecnologicamente avanzata, uno degli argomenti che

continua ad attirare luomo per il suo fascino sottile e misterioso è la magia. Come possiamo

definirla: arte, pseudo-scienza, scienza? Magia è tutto quello che non può essere spiegato

razionalmente. E l'espressione di una cultura che con le sue tradizioni sembrava destinata a

scomparire e invece continua ad avere diritto di cittadinanza nella società della tecnologia e del

razionalismo imperanti. Alle soglie del 2000, l'uomo è ancora il tenace custode di un patrimonio

culturale magico assimilato nel corso dei millenni e maghi, indovini e occultisti, continuano a

proliferare in questa nostra epoca, testimoniando la necessità esistente nelluomo di liberare ancora

la mente nel magico. Gli studiosi della materia riconoscono diversi tipi di magia.

- La magia NATURALE, che è l'arte di prevedere il futuro o di produrre fenomeni avvalendosi di

mezzi naturali ma al disopra della portata comune mortale.

- La magia ARTIFICIALE, consistente nell'arte di incartare e affascinare sfruttando un dono di

prestidigitazione o utilizzando particolari apparecchiature, le quali, mediante appositi accorgimenti

tecnici, danno effetti suggestivi o magici.

- La magia BIANCA, che consente di ottenere fenomeni sorprendenti invocando a volte l'aiuto di

angeli del bene; questa branca, nel tempo, ha inglobato le altre due precedenti arti.

- La magia NERA esacrabile arte di invocare spiriti maligni o demoni, con i quali viene sancito un

patto formale o tacito.

La tradizione vuole che Cam, secondo figlio di Noè, la insegnasse e tramandasse ai posteri. Le

cinque regole d'oro per l'aspirante mago da "La Magia Bianca" di Valerio Ramponi

1. Lo sviluppo della magia si ottiene mediante l'esecuzione dei riti che vanno eseguiti con ferrea

volontà e con fede cieca e profonda.

2. L'angelo della volontà si chiama Ariel e invocare il suo aiuto vuol dire ricevere una maggiore

forza di volontà. Egli può essere invocato solo per le cause giuste, perché il suo aiuto è valido

soltanto per esse.

3. La parola è l'esecuzione della volontà. La parola è una potenza senza limiti, una volta che si è

appreso come e in quale maniera dirigerla; essa infatti può guarire una persona, renderla felice, ma

anche ucciderla.

4. Il desiderio, la paura, il pentimento sono sentimenti che non devono esistere nel mago perché

affievoliscono la volontà.

5. La buona magia è all'insegna dell'intelletto e della giustizia; la magia nera è governata dal

disordine e dell'iniquità.


Magia delle erbe, dei fiori e dei profumi

Rientra nella normalità che per molte pratiche di magia vengano usate pozioni e filtri vari, per la

composizione dei quali si fa uso di erbe. Erbe e fiori hanno sempre affascinato luomo e con le loro

essenze opportunatamente mischiate si possono ottenere risultati portentosi. Unico problema è

quello di sapere come ottenere una preparazione d'effetto, conoscere la pratica, le formule esatte e

le giuste dosi di erbe e fiori, che, potranno aiutare nelle più disparate situazioni. Anche questo tipo

di magia ha un'origine molto remota che si perde nel tempo. Vi sono profumi che hanno la

proprietà di attirare le persone e profumi che invece le allontanano. Vi sono profumi che eccitano e

altri che invece provocano repulsione. Certe essenze rendono benevola una persona e la invogliano

a fare del bene, mentre altre sono capaci di provocare l'ira. La scia di profumo che rimane nellaria

può, se gradevole, essere un fattore di conquista e di fascino. Anticamente si cercò di classificare i

diversi tipi di odori, non in base al tipo di sostanza impiegata, bensì in base al tipo di effetto

ottenuto. Vi sono abbinamenti tra piante, essenze, domini planetari ect. quindi per non complicare il

discorso ho inserito una tabella esplicativa. In questa tabella abbiamo:

a) la rappresentazione della scala evolutiva a cui si deve fare riferimento;

b) la specificazione del tipo di pianta a cui si deve fare riferimento;

c) la corrispondenza con le diverse sezioni che compongono un ciclo vitale completo nel regno

vegetale;

d) il nome della pianta corrispondente;

e) lessenza a cui si attribuiscono virtù magiche;

f) la corrispondenza planetaria.

Ecco un esempio: in astrologia l'albero trova analogie col pianeta Sole e si immedesima con la

pianta della quercia. Il profumo corrispondente è l'etliotropio, che viene messo in relazione con la

Sanguinaria, pianta consacrata al Sole. E' da tenere presente che nella scala evolutiva, gli alberi

occupano il primo posto, in quanto sono la forma più completa: essa si è realizzata attraverso il

mutare delle ere, contrariamente ai funghi che sono, praticamente, tra le prime forme di vita

comparse sulla terra, più semplici e meno evolute.


Piante magiche

Sin dai tempi più antichi le piante venivano utilizzate per i loro misteriosi poteri allo scopo magico

e terapeutico... Le ultime ricerche scientifiche hanno dimostrato che anche le piante, al pari degli

uomini e degli animali, hanno un'aura vitale che aumenta di intensità in particolari momenti. Pare

anche che le loro vibrazioni esercitino un influsso positivo sulluomo; legate, infatti, a sottili forze

esoteriche, esse sembrano possedere una benefica influenza grazie alle loro emanazioni

magnetiche. A piante ed erbe venivano attribuite virtù magiche ed esse rientravano nella

composizione e preparazione di talismani, filtri ed essenze astrali. Gli antichi maghi ritenevano

sacre 22 piante, ma il loro numero scese a 16 durante il Medioevo; ricordiamo 'leliotropio o l'erba

della sincerità, la caledonia o erba del trifoglio, la rosa che era la pianta iniziatica etc. Ci sono

piante che, per la loro carica elettro-magnetica, possono donare energia o anche pernderla e rubarla,

per cui possiamo parlare di piante positive e di piante negative. Alcune di esse esercitano un potere

esoterico benefico in stretta dipendenza con vari fattori come il segno zodiacale, il momento in cui

vengono raccolte etc. Per talune piante è indispensabile la scrupolosa osservanza di tutte le regole

tramandate dalla tradizione perché esse conservino le loro caratteristiche ed estrinsechino meglio le

loro proprietà.

- Raccogliete la pianta durante la fase di luna crescente, in una giornata in cui il sole splenda alto

(mai quando tira vento o è nuvolo): le ore più propizie sono quelle comprese tra le undici e

mezzodì, o fra le diciassette e le diciotto.

- Lasciatele essiccare completamente per qualche giorno, poi riponetele in un sacchetto di tela o di

carte oppure in un vaso di vetro, mai in contenitore di materiale plastico che ne neutralizzerebbe le

radiazioni.

All'occorrenza, potreste servirvene per la preparazione di infusi o talismani, tenendo però prensente

che le piante non vanno conservate a lungo, perché perdono man mano le loro vibrazioni. Come si

è detto anche il contatto diretto con la pianta ha il potere di tonificare il nostro organismo e di

allontanare da noi eventuali forze negative.


Le piante e i loro poteri

Le seguenti piante, pur legate a un astro, non risentono degli influssi planetari, per cui possono

essere utilizzate senza servirsi di riti particolari, legati al giorno o allora del pianeta governatore.

AMARANTO Posto sotto il dominio del Sole, si ritiene che il fiore, conservato in un sacchettino o

portato al collo, in tasca o comunque a diretto contatto del corpo, favorisca l'equilibrio fisico;

preserva il soggetto delle malattie e tiene lontana la principale nemica dell'uomo: la vecchiaia.

Questa pianta possiede la capacità di non appassire, infatti anche secche, le sue foglie conservano il

colore originale senza sbiadire e, se vengono poste nellacqua, tornano fresche d'aspetto.

Anticamente di pensava che questo fiore donasse l'immortalità per cui pare rientrasse nei

componenti base dell'elisir di lunga vita, in cui era racchiuso il segreto dell'eterna giovinezza.

empre nell'antichità l'amaranto veniva usato nell'allestimento delle tombe dei personaggi potenti, o

nei funerali di personalità influenti. E una pianta erbacea annuale, con le inflorescenze raggruppate

in spighe o pannocchie ascellari o terminali, erette o pendenti. Coltivata per ornamento è facilmente

reperibile in Italia. La sua fioritura avviene da Agosto alla fine dell'autunno.

ARANCIO Governato da Venere, il suo fiore è simbolo di innocenza e di purezza danimo. Per

questo motivo il fiore è utilizzato per il bouquet delle spose, usanza questa che trova le sue origini

in Francia. Si dice che possa essere usato una sola volta nellarco della vita e che possa trasformare

l'innocenza della persona in conoscenza, profondità e saggezza.

BASILICO Retto da Marte, se viene usato in dosi esagerate porta facilmente l'individuo a diventare

collerico e ad adirarsi per motivi di poco conto. Può anche provocare dei danni più o meno gravi a

carico del sistema nervoso. In Abissinia se ne trova in enorme quantità, tanto è vero che le donne

abissine lo usano come cosmetico per rendere la loro pelle più lucida. E una pianta piccola e

cespugliosa dai fiori bianchi e il suo tempo di fioritura va generalmente da Maggio a Settembre.

CEDRO E una pianta erborea sacra a Giove. In alcuni testi antichi, il cedro è considerato una vigile

sentinella della casa presso cui è piantato, per il suo potere di tenere lontani ladri, curiosi e persone

indesiderate.

ELLEBORO Pianta malefica, ha un potere esoterico negativo, fa perdere infatti di prestigio e attira

la maldicenza. E una pianta velenosa, va usata in dosi minime e con la massima prudenza.

GIGLIO Da sempre è considerato il simbolo della purezza per eccellenza. Tenere il giglio sempre a

portata di mano, o nella propria casa, serve a tenere lontane le forze del male. Nel formulario di

Alberto il Grande è detto che il giglio colto sotto il segno del Leone, mescolato al succo di lauro e

posto sotto letame, genera dei vermi che, ridotti in polvere e messi negli abiti di una persona,

impediscono a questa di dormire. IRIS Era considerato dagli antichi il simbolo della pace.

LICHENE Organismo vegetale costituito dallassociazione di un'alga e di un fungo, è sotto

l'influsso di Saturno e inclina alla solitudine e alla meditazione. Non favorisce i rapporti di società e

le attività di gruppo.

LOTO Il suo fiore ha il potere di cacciare i demoni e di allontanare il malocchio.

MIRTO Consacrata a Venere, questa pianta ha il potere di rendere caritatevoli e ben disposti verso

chi soffre. Tale pianta è molto diffusa in Italia e nell'America settentrionale.


ORTICA Considerata una pianta sacra a Venere, sembra che predisponga alla lussuria. Un'antica

ricetta di Petronio suggerisce, per favorire i rapporti sessuali languenti, di porre sotto il materasso,

per un mese, un sacchettino contenente foglie secche di ortica. Secondo Alberto il Grande, l'ortica

tenuta in mano con del millefoglie allontana la paura dei fantasmi. Anticamente veniva usata per

combattere le paralisi, i reumatismi articolari e l'impotenza, anche se con risultati di modesta entità.

PAPAVERO Governata da Saturno, predispone alla pigrizia. E diffusissima nei prati, il fiore ha i

petali color rosso vivo e il frutto contiene semi piccoli e reniformi.

PERVINCA Nei ricettari di Alberto il Grande si legge che questa pianta, ridotta in polvere con dei

vermi e mangiata nella carne era da considerarsi afrodisiaca.

PRIMULA Con i suoi gialli fiorellini, in epoca medioevale veniva considerata pianta della felicità e

rientrava nella composizione dei sacchetti talismatici.

QUERCIA Con la sua imponente bellezza è testimonianza di forza e di potenza. Consacrata al

Sole, veniva considerata la guardiana della casa presso cui veniva piantata. Per il suo potere di

attirare le forze benefiche e di allontanare le entità del male, sembra che i pionieri americani

avessero lusanza di piantare una quercia vicino alla loro casa.

TRIFOGLIO Erba dalle magiche virtù veniva usato nei secoli addietro da maghi e streghe.

Predispone all'amore e alla sapienza. Altre piante magiche Piante da considerarsi magiche, perche

facenti parte del settenario cabalistico, sono le seguenti.

ACANTO Pianta che in astrologia si collega al pianeta Marte, rende arditi e coraggiosi, rapidi nelle

decisioni e reattivi alle situazoni stagnanti e difficili. Se utilizzata nelle ore notturne di Marte

accentua le caratteristiche negative del pianeta, predisponendo alla temerarietà, all'aggressività, alal

collera e alla violenza.

CINQUEFOGLIE Questa pianta magica, atrologicamente legata al pianeta Mercurio, elargisce il

dono della sapienza e il buon uso dellintelletto. E possibile preparare anche dei talismani che

assicurano la ricchezza, gli onori e la felice riuscita nel campo degli affari e delle finanze. La sua

azione benefica si estrinseca maggiormente nel giorno di mercoledì, nelle ore rette da Mercurio.

GIUSQUIAMO Questa pianta, che in astrologia viene rappresentata dalla betulla e il cui

corrispondente planetario è il pianeta Giove, appartiene al mondo della felce. Nel settenario delle

piante magiche è situata al terzo posto, a un grado piuttosto elevato di emanazione energetica. Per

propiziarsi la buona sorte si deve operare di giovedì, nelle ore diurne corrispondenti a Giove.

NINFEA L'essenza di questa pianta è di buon auspicio per le imprese ardite, le situazioni che

necessitano di audacia, i viaggi avventurosi e spericolati. La ninfea ha inoltre il potere di stimolare

limmaginazione, suscitando visioni e sogni profetici.

SALICE Quest'ultimo tipo di pianta che si ritiene abbia delle magiche possibilità, ha la sua

corrispondenza astrologica con il pianeta Saturno. Il salice ha analogie con i funghi, occupa l'ultimo

posto della gerarchia fitologica, ma è da considerarsi ugualmente a un livello di alta spiritualità. In

occultismo infatti ogni schema settenario ha una disposizione circolare, per cui primo e ultimo

grado, essendo contigui, hanno la medesima vibrazione. Tale pianta opportunamente preparata, ha

il potere di conferire agli uomini grande dignità e soprattutto dirittura e forza morale in alto grado.


SANGUINARIA Pianta benefica e propizia viene utilizzata in modo particolare per il buon esito di

relazioni amorose. Usata costantemente la sua essenza agisce in modo da favorire lunione tra due

persone, consentendo la realizzazione di un legame amoroso duraturo nel tempo. E necessario

intervenire sulla pianta nell'ora governata da Venere dea dellamore. In un'ora diurna si deve agire

su un uomo, in quella notturna si deve esercitare la sua influenza su una donna.

VERBENA Pianta considerata sacra a Venere ha il potere di risvegliare le forze dellamore in modo

intenso. Un formulario del XIII sec. consigliava di strofinare il petto della persona amata con un

fiore di verbena, se si voleva suscitare una sconvolgente e travolgente passione. Per le sue proprietà

occulte, essa era apprezzata molto dalla fraternità di Rosacroce: Van Helmont la definì pianta

attrattiva. La sua azione è potenziata se si agisce di lunedì, durante la luna nuova, nelle ore notturne

di Venere.

VISCHIO E MANDRAGORA La raccolta della piante può essere fatta in qualunque modo, unica

eccezione il vischio e la mandragora, che richiedono invece una differente prassi. Si crede infatti

che se non si rispetta il rituale particolare, esse non avranno più quelle doti per le quali vengono

raccolte. Il taglio del vischio, secondo i Druidi, che si dedicavano alla magia e allo studio dei

fenomeni naturali, doveva essere eseguito con una falcetta doro, o perlomeno dalla lama

consacrata. Questo perché i testi antichi sostengono la tesi secondo cui il vischio a contatto dell'oro,

durante il taglio aumenta la proprie doti magiche. La mandragora è la pianta magica per eccellenza,

la pianta che ha le maggiori caratteristiche e le più grandi possibilità di impiego in campo magico. I

suoi effetti sono di gran lunga superiori ad ogni altra pianta. Si deve badare bene di non toccare la

mandragora con i metalli specialmente con il ferro, che è considerato nemico della pianta stessa.

Inoltre la sua raccolta deve essere fatta sotto vento perché restino intatte le sue caratteristiche.


Profumi Magici

Vi sono profumi che, opportunamente confezionati, sono dei potenti talismani. Il profumo, lo

sprigionarsi nell'aria dell'essenza, agisce proprio come se si trattasse di un talismano solido, una

pietra o un monile magico; il profumo può anche servire a magnetizzare le pietre per aumentare il

loro potere esoterico. Affinchè il profumo sia idoneo e possa raggiungere lo scopo, è necessario che

venga scelto anche tenendo conto dei segni zodiacali in armonia con l'aroma. Unica cosa da tenere

presente è che si dovrà essere accorti nello scegliere il giorno, lora e il profumo adatto allevenienza

e a ciò si vuole ottenere. Al momento giusto si sparge sulloggetto il profumo adatto e, tenendolo in

mano, si penserà intensamente alla proprietà che si vuole attribuire all'oggetto magnetizzato.

Volendo agire su una persona che non si può avvicinare, basta scriverle una lettera su cui si sia

versata anche solo qualche goccia di profumo. Vediamo ora, segno per segno, quali sono i profumi

più adatti.

ARIETE La lavanda e tutti quei profumi freschi che attenuano lo spirito combattivo di questo

segno.

TORO La rosa serve ad arginare gli slanci un po troppo affettuosi di questo segno

GEMELLI Per ovviare alla volubilità e alla dispersione nei sentimenti, adoperare essenze a base di

origano.

CANCRO Il profumo a base di lillà serve ad infondere sicurezza a questo segno iper-emotivo.

LEONE Un'essenza a base di ambra rende più "ruggenti".

VERGINE Il fresco giacinto apporta fantasia a questo segno troppo analitico.

BILANCIA Per dare più grinta ci vuole il muschio.

SCORPIONE L'essenza di tuberosa rende affascinante questo segno.

SAGITTARIO Violetta per irradiare maggior simpatia.

CAPRICORNO L'essenza di caprifoglio serve ad infondere fiducia.

ACQUARIO Mughetto per propiziarsi l'amore.

PESCI Il gelsomino dona ai nati in questo segno fermezza e attenua l'insoddisfazione.


Sacchetti profumati

I sacchetti che contengono essenze profumate sono cosa nota già dai tempi più remoti. Per

confezionare il sacchetto profumato, basta prendere del cotone o un panno ad alto potere assorbente

e impregnarlo della sostanza adatta allo scopo. Il tutto viene poi chiuso in una garza, che a sua volta

deve essere contenuta in una stoffa resistente. Queste operazioni vanno eseguite tenendo conto

delle ore e dei giorni, a seconda dell'essenza che si deve preparare. Questo è un esempio: -

talismano amoroso - giorni e ore di Venere (diurne per agire sugli uomini, notturne per agire sulle

donne) - evocazione dello spirito - scelta del profumo in base al proprio segno zodiacale di nascita.


Pietre magiche

Nei tempi più antichi le pietre, e in modo particolare le gemme, hanno sempre affascinato l'uomo,

che ha attribuito ai diversi minerali, virtù e significati occulti. Nell'antico Egitto, oltre che

ornamentali, le gemme venivano ritenute necessarie. Gli Egiziani apprezzarono le pietre per le loro

proprietà mistiche o mana e i gioielli erano considerati mezzi per ottenere successo, la fama, la

fortuna etc. Gli Egiziani per dipingersi le palpebre usavano la malachite, col duplice scopo di

difendersi dal sole grazie alla protezione offerta dal colore verde e per disinfettare gli occhi, grazie

alla presenza del carbonato di rame nella pietra. Consideriamo ora i poteri attribuiti alle pietre dalla

tradizione. Poteri delle pietre magiche

ACQUA MARINA Considerata la pietra dei marinai e dei viaggiatori, simboleggia la speranza e ha

una funzione protettiva nelle gengiviti, nel mal di gola e di denti. Protegge dai tradimenti. Papa

Giulio II era solito portarla sempre addosso per il suo benefico potere.

AGATA Allontana l'invidia e la malignità, rende simpatici e aiuta nella carriera. Preserva dalle

punture dei ragni e degli scorpioni e tenuta in casa protegge dai fulmini. Se messa in bocca calma la

sete. I timidi acquistano forza e coraggio, se stringono nella mano destra un pezzo di agata.

AMBRA Anticamente veniva usata in magia per difendersi dagli incantesimi delle streghe. Per le

sue proprietà elettriche (in greco è chiamata elektron) protegge dalle malvagità e dalle influenze

nefaste altrui. Una collana dambra protegge i bambini dalle pericolose convulsioni.

AMETISTA Protegge dal veleno e dalle tentazioni dellalcool, soprattutto se sulla pietra vengono

incise le immagini del sole e della luna. Nei tempi antichi, per prevenire l'ubriachezza, si era soliti

bere in coppe di ametista. Considerata negativa per il suo colore viola, lo è per chi è preda

dell'egoismo, delle passioni violente, delle meschinità; protegge e aiuta, invece, nel processo di

elevazione spirituale, chi già possiede maturità e saggezza.

AZZURRITE E un potente talismano, propizia la fortuna e allontana la malinconia.

BERILLO Favorisce il successo nel campo delle lettere. I marinai, per essere coraggiosi durante le

tempeste, erano soliti portarla con loro durante la navigazione. Dona serenità e obiettività di

giudizio.

CALAMITA Ha il potere di "attirare" l'amore e di favorire le nascite.

CALCIDONIO Allontana i dispiaceri, distende i nervi e ristabilisce l'equilibrio soprattutto in

campo affettivo. E di protezione negli incidenti o nelle disgrazie improvvise; aiuta, quindi, tutti

coloro che per la loro professione debbono affrontare rischi ridicoli. Rende costanti e infonde

fiducia e forza.

CAMMEO Porta fortuna, si dice, solo per sette anni, poi il suo potere è nullo e la pietra va

cambiata.

CARBONCHIO Protegge i bambini dal pericolo di annegamento. Se portata nelle ore notturne è

efficace contro l'insonnia.

CRISOLITO Preserva dalla follia. Facilita la carriera e assicura la ricchezza.


CORALLO Possiede tutte le proprietà magiche. In Oriente, viene sfruttato moltissimo perché dona

sicurezza, fiducia e allegria. Nei tempi passati preservava dalle epidemie; la tradizione vuole che il

corallo impallidisca quando muore una persona amata.

CORNIOLA Preserva dai tradimenti.

CRISTALLO Infonde calma ed equilibrio interiore. Favorisce la pioggia ed è simbolo di vittoria.

DIAMANTE Difende dai demoni e dagli spiriti del male. Dona la pace e la serenità e infonde

coraggio e invincibilità. Ai timidi dà forza. Simbolo di fedeltà, favorisce l'amore e il matrimonio.

Trasforma le sue proprietà benefiche in arme malefiche soltanto quando in possesso di persone

indegne.

DIASPRO Simboleggia la gioia. Nei tempi antichi veniva usata contro la febbre. La polvere di

diaspro veniva sfruttata da Galeno, il famoso greco, come cicatrizzante delle ferite.

GIADA E efficace nella cura delle malattie renali, nelle coliche e nelle affezioni oculari. Dona

integrità e rettitudine.

GRANATA Predispone alla fedeltà in amore e favorisce i legami duraturi.

LAPISLAZZUOLO Veniva ritenuta dagli Egiziani portatrice damore. Dona acutezza e pensiero e

promette successo e felicità. ONICE Allontana gli incubi e le malinconie.

OPALE E da sempre ritenuta pietra infausta, ma è propizia ai nati in Ottobre: dà loro aiuto e

chiarezza di vedute. Gli Indiani affermano che, posta sugli occhi per qualche istante, rende acuta la

memoria.

OSSIDO DI FERRO Protegge dal malocchio e dalle decisioni affrettate.

PERLA Simboleggia l'amore, ma anche le lacrime. Non andrebbe mai regalato un anello di

fidanzamento con la perla, perché porterebbe dolore derivante da una rottura. La collana, invece,

infonde energia, purchè le perle, ovviamente naturali, siano di numero dispari.

PIRITE Nei tempi andati, era credenza che evitasse le cadute da cavallo.

QUARZO Concilia sonni tranquilli, tenendo lontani gli incubi notturni.

RUBINO Simbolo di forza e di passione, rende audace e temerario chi lo indossa. Allontana la

tristezza e i dispiaceri amorosi. Pare che cambi leggermente colore, quando il suo proprietario è

minacciato da qualche male.

SELENITE Ridotta in polvere, pare che sia un potente afrodisiaco.

SMERALDO Procura benessere, ricchezza e amore. Guarisce i disturbi visivi e arresta le

emorragie. Favorisce lo sviluppo della memoria e dellintuizione, stimola lintelligenza. Simbolo

della castità, si rompe se colui che lo porta diventa adultero.

TOPAZIO Simboleggia lardore ed è efficace contro l'odio e la vendetta. Concede il favore altrui e

aiuta in campo economico e finanziario.


TURCHESE Protegge dal malocchio e difende dai pericoli di vaggio e dagli avvelenamenti. Dona

fortuna e felicità al suo possessore.

ZAFFIRO Simboleggia la fermezza d'animo e infonde allegria, fiducia e lealtà. Allontana le

preoccupazioni e protegge le persone innamorate.


Colori

Ogni colore ha una sua particolare proprietà capace di influenzare, in positivo o in negativo, la

natura umana. Che i colori fossero in grado di riattivare i centri vitali era risaputo da millenni e ciò

trova la sua applicazione somatica persino nelle medicine indiana, cinese, tibetana ed egiziana.

Oggi la cromoterapia, anche se ancora poco conosciuta, trova la sua applicazione in campo biopsichico.

Noi sappiamo che la vita è energia e vibrazioni; i colori costituiscono una scala sensibile

ed elevata di queste vibrazioni e sono in grado di influenzare e modificare profondamente le nostre

energie e le nostre emozioni. Esiste un ramo della magia bianca basato sul significato dei colori e

sul loro potere di favorire la buona o la cattiva sorte. Simbolismo dei colori

BIANCO Simboleggia la purezza e la virtù. E associato alla luna e al segno del Cancro. E sempre

stato il colore preferito dalle spose e il più sfruttato nella confezione di camicie da notte, allo scopo

di allontanare dai dormienti eventuali entità maligne che aborrono il bianco.

ROSA Per gli alchimisti rappresenta la catarsi, la rinascita. Simboleggia la timidezza, l'amabilità.

Emana radiazioni positive per tutti i segni. Predispone allamore.

AZZURRO E il colore del cielo, simboleggia lamore ed è propizio agli Acquari. Porta fortuna e

protegge nell'avversità.

VERDE Infonde speranza, fiducia, pace. Legato alla natura è il colore di Venere e protegge le

persone innamorate.

ARANCIONE Per gli orientali stimola la concentrazione mentale, tanto è vero che i monaci

buddisti indossano una tunica di questo colore. Per noi è simbolo della salute, ma anche della

lussuria.

GIALLO Esistono riserve nei confronti di questo colore. Per taluni è il simbolo del Sole, il colore

dell'oro che simboleggia la conoscenza e quindi infonde energia e vigore. E positivo per i Leoni.

Secondo altri, invece, è il colore dello zolfo e pertanto del diavolo. Sembra che Giuda fosse vestito

di giallo durante lultima cena, per tale motivo la credenza popolare lo ritiene il colore della falsità e

del tradimento.

ROSSO E il colore di Marte e dellAriete; infonde ardore, calore, forza e combattività. Non

portatelo se siete nervosi o depressi, il rosso accentuerebbe il vostro malessere.

BLU E il colore di Giove, pertanto favorisce i Sagittari e i Pesci. Dona equilibrio, saggezza e

oculatezza negli affari.

VIOLA Colore che favorisce l'elevazione spirituale, la meditazione e il sapere. Viene evitato dalla

gente dello spettacolo perché, legato alla quaresima, implica l'idea del sacrificio, della privazione e

dell'insuccesso. E propizio per gli Scorpioni.

NERO E ritenuto apportatore di tristezza, lutti e disperazione. Astrologicamente appartiene a

Saturno che governa il Capricorno.


Ricette Magiche

Per farsi amare

Pestate in un mortaio alcune margherite, soltanto il fiore non il gambo, sino a che non saranno

ridotte in polvere. Aggiungete alla polvere ottenuta il succo di mezzo limone e amalgamate tutto.

Frizionate le mani con questo preparato, in modo da lasciarle un po unte, poi toccate i capelli della

persona che desiderate far innamorare. Un'altra formula per farsi amare è la seguente: preparate un

unguento con bucce di arachidi, mezzo bicchiere di acqua presa da un torrente in piena, qualche

goccia del vostro sudore, essenza di garofano. Il composto emanerà, tutto sommato, un effluvio

sufficientemente gradevole. Profumatevi ed andate in visita dalla persona tanto amata. Sempre per

ricevere amore, potrete regalare una pietra di acquamarina, che sia però stata a contatto diretto della

vostra pelle per sette notti consecutive. Questo dono va fatto alla persona amata. Tenete presente

che la dovete donare in un cofanetto bagnato in precedenza con tre gocce di sangue di una colomba.

Prendete una bacinella e ponetevi al centro un osso di cane nero e aggiungete i seguenti elementi:

calce viva, pelati di bagonia, sale da cucina. Lasciate che losso si impregni per due giorni del

miscuglio in cui è stato posto, dopodichè estraetelo dal recipiente e riducetelo in finissima polvere.

Mettete la polvere in una scatolina e prelevatene un pizzico, che dovrà essere lasciato cadere a

terra, a poco a poco, mentre girerete intorno alla persona amata. Per sposarsi entro breve tempo

Eseguite un impasto con alcuni vostri peli dascella tagliati finemente, peli di cane bianco sempre

tagliati fini, pelle di oliva seccata al sole, chiodi di garofano ridotti in polvere. Aggiungete al tutto

olio puro ricavato da olive verdi. Mescolate bene il composto e cospargetevi il petto ogni mattina,

appena alzati, finchè all'improvviso non vi capiterà di realizzare quanto era in oggetto dei vostri

desideri.

Per essere stimati e benvoluti

Indossate un profumo ottenuto tritando petali di rosa e di ninfea a cui siano state aggiunte due dita

di alcool puro e acqua di lavanda nella misura di cinque dita. Sempre per essere benvoluti portate al

collo un frammento di zanna di elefante, bagnata ogni mattina con dellacqua benedetta. Per non

lasciarsi prendere dal panico Tenete sempre con voi una zampetta di leone cucciolo, che sia morto

in modo violento. Abbiate cura di lavare in precedenza la zampa con essenza di lavanda mista ad

acqua di ruscello.

Per riuscire ad apprendere più facilmente

Pelo di volpe legato ad uno spago di colore rosso, portato come fosse un braccialetto nella zona

compresa tra il gomito e la spalla. Quando avete la necessità di memorizzare o siete sottoposti a

sforzi per riuscire a comrpendere nozioni difficili e complicate, toccate loggetto. Per essere protetti

dalle avversità Raccogliete del muschio, avendo cura di tagliarlo con un falcetto doro, prendete una

manciata di origano in polvere e mischiate il tutto con il succo di cento petali di rose e bagnate con

acqua santa. Tutte le mattine, per il periodo in cui pensate di essere funestati dalle avversità, toccate

con un dito il miscuglio e appoggiatene un pizzico alla lingua. Tutto ciò dovrebbe allontanare i

momenti negativi.

Per imporre la propria personalità

Per riuscire ad imporre la propria personalità, dovete prendere i seguenti oggetti: penne di gallina

nera, polpa di grappolo duva, tre gocce di sangue estratto dalla propria mano. Mettete il tutto in una

pentola e aggiungete tanta acqua sino a coprire completamente il contenuto. Fate bollire per tre ore,

senza aggiungere altra acqua,dopodichè versate il composto in un telo e filtrate. Riducete in


poltiglia quanto è rimasto nel telo, mettetelo in un piccolo cofanetto, che porterete con voi durante

il periodo in cui desiderate emergere. A distanza di un mese, ripetete con la stessa prassi quanto

fatto in precedenza e sostituite la polvere rimasta nel cofanetto con quella nuova. Per essere

all'altezza di una situazione Prendete della noce moscata e pestatela in un mortaio sino ad averla

ridotta in polvere. Bagnatela con acqua santa e aggiungete al miscuglio i seguenti ingredienti:

polvere presa dal campanile di una chiesa, nocciolo di ciliegia, anche questo ridotto in frantumi,

tenendo presente che la ciliegia dovrà essere raccolta durante una notte di luna piena, senza salire

sullalbero e senza toccarlo con le mani. Aggiungete al composto del vino comune, ad alta

gradazione alcoolica, mettete il tutto in una bacinella che verrà lasciata sul davanzale di una finestra

per sette giorni e sette notti. Trascorso questo periodo, mettete il preparato in un sacchetto che verrà

sigillato in maniera da non poter più essere aperto, se non rompendo il sacchetto stesso. Sistemate

l'oggetto dentro il guanciale del letto in cui siete soliti dormire.

Per vincere la timidezza

A una mezza bottiglia di vino rosso aggiungete: noce moscata, tre gocce di acquavite, cento chicchi

di melograno, una pianta di basilico. Mescolate bene e bevenetene un bicchierino a giorni alterni.

Per propiziarsi la fortuna Prendete un fazzolettino e sistemate al centro un topazio. Bagnate il

fazzoletto contenente la pietra con acqua di lavanda, che sia vecchia di tre anni. Ogni mattina,

quando ne sentirete la voglia, sciogliete il fazzoletto e accarezzate la pietra, avendo cura di

compiere il gesto senza essere scorti da altri, rimettete la pietra al suo posto subito dopo averla

sfregata, la fortuna non tarderà a farsi vedere. Scavate nel terreno una buca profonda almeno

quaranta centimetri e lasciatela così per tre giorni. All'alba del quarto entratevi con i piedi e

ricomprite completamente le vostre estremità con la terra. In piedi, in questa posizione, farete tre

volte il segno della croce con gli occhi chiusi, dopodichè prenderete, aiutandovi con il fazzoletto

bianco, una pietra opportunatamente levigata in precedenza (non dovrà essere toccata con le mani)

e la gettate dietro di voi, racchiusa nel fazzoletto. A questo punto farete ancora il segno della croce

e andrete a vedere il luogo dove è caduto il sasso. In quel punto dovrete sotterrare fazzoletto e sasso

con la terra che avete usato per coprirvi i piedi. La fortuna durerà finchè il fazzoletto o il sasso non

torneranno alla luce. Uscite all'alba, per una settimana di seguito, con unametista che dovrà essere

portata sotto un cappello e recatevi in un luogo deserto, dove sarete sicuri di essere soli e di non

essere disturbati da nessuno. Nella tasca destra dei pantaloni mettere: - il primo giorno sei chiodi di

garofano che siano stati ridotti in poltiglia - il secondo giorno una manciata di origano (che

aggiungerete ai chiodi di garofano) - il terzo giorno due margherite, private del gambo - il quarto

giorno un pezzettino di candela benedetta - il quinto giorno un ciocca dei vostri capelli, tenuta

insieme da un filo di cotone bianco - il sesto giorno un bottone della vostra camicia - il settimo

giorno non aggiungete niente Quando sarete nel luogo deserto, da soli, dovrete avere cura di

bagnarvi la fronte con vino benedetto. Restate un minuto in silenzio, pensando alla fortuna ch etra

poco si mostrerà a voi, poi tornando a casa vostra, toglierete subito quel paio di pantaloni, che

rimetterete la mattina successiva, per sette giorni ancora. Il settimo giorno, brucerete i pantaloni

con quanto è contenuto nella tasca. A partire dal giorno successivo, dovreste accorgervi che

qualche cosa è cambiato e che la fortuna comincia a sorridervi.

Per la riuscita di un progetto

Prendete un'ametista e tagliatela in due, mettetela in un sacchettino e bagnatela con la grappa una

volta alla settimana per almeno un mese. Asciugherete, poi una metà della gemma con un panno di

lino, laltra metà con un panno di lana. Terminate questo rituale un giorno prima della realizzazione

del vostro progetto. Per essere protetti durante il corso della vita e per vivere in maniera armoniosa

Un ciuffo dei vostri capelli preso da tre punti diversi della testa, in tre giorni diversi ma successivi,

va bagnato con dellolio santo in quantità minima. Aggiungete del grasso di balena, uno spicchio di


aglio triturato, dieci gocce di vino benedetto. Lasciate il tutto per una settimana sul davanzale della

finestra, avendo cura di mettere gli ingredienti in un piattino coperto da un telo rosso.

Successivamente triturerete della polvere di radice di liquirizia che aggiungerete al resto. Unite tre

gocce di limone per tre giorni di seguito, avendo cura di fare questa operazione, dopo che le

campane abbiano annunciato il mezzogiorno. Prendete un piccolissimo diamante e spalmatelo con

questo composto. Pare che questo sia un talismano potentissimo che vi aiuterà nelle difficoltà della

vita, come nessuno altro mai.


Rituali di magia bianca

Invocazioni, gesti e formule magiche

L'INIZIAZIONE

Presso tutte le popolazioni, in ogni cultura, nessuno può diventare mago da un giorno all'altro: è

previsto un iter di apprendimento lungo e faticoso, durante il quale l'aspirante deve essere seguito

da un maestro preparato, che lo avvii, controllando i suoi progressi e i suoi errori. Questo processo

provoca un cambiamento così radicale nella personalità, che le civiltà primitive vi vedevano la

morte dellaspirante, lo smembramento del suo corpo e la sua ricostituzione a opera degli spiriti.

Senza arrivare a tanto, anchio vi consiglio di intraprendere questo processo di rinnovamento

attraverso una serie di esercizi preliminari, che dovrebbero essere svolti prima di cominciare il

cammino vero e proprio. La prima serie di esercizi ha proprio lo scopo di rafforzare la volontà.

Molti tra voi forse sorrideranno, pensando erroneamente che il volere sia un'azione ovvia e facile.

Certo è facile dirsi: "voglio un'automobile, possiedo il denaro quindi vado e l'acquisto". Avete il

denaro, possedete i mezzi per realizzarlo: nulla vi sembra più facile. Ma provate ad immaginare

cosa dovreste fare, per esempio, se non possedeste tutta la somma necessaria. Avreste due

possibilità: o rinunciare al vostro sogno o cercare di risparmiare e lavorare di più per raggiungere lo

scopo. In ogni caso, dunque, dovreste fare dei sacrifici. E ci riuscireste solo se il vostro desiderio

fosse veramente fermo, se cioè la vostra volontà fosse tale da farvi superare ogni fatica. Ma come è

possibile imparare a volere? Pigrizia e oblio sono nemici giurati della volontà e sono quindi i primi

ostacoli che devono essere abbattuti. Ricordatevi che quanto più vi preoccuperete del vostro scopo,

tanto più accumulerete in voi stessi forze per raggiungerlo. Le pratiche in apparenza più

insignificanti, che vi potranno sembrare estranee e lontane da quanto vi siete prefissati, sono al

contrario importantissime: l'essenziale è portarle avanti con perseveranza e fede. Solo in questo

modo esse diventano strumenti potentissimi, in quanto educano, esercitano ed indirizzano la

volontà. Voglio ribadire questo concetto sottolineando il fatto che per potere è indispensabile

credere che si possa e tramutare subito questa certezza in azione. Per avventurarvi nel mondo

magico dovete subito imporvi una regola di vita semplice e ordinata, ovviamente rispettando

sempre i vostri bioritmi naturali e le vostre esigenze quotidiane. Ecco delle piccole ma efficaci

regole da seguire:

*Dovete imporvi di alzarvi ogni giorno alla stessa ora e di iniziare la giornata con questo piccolo

esercizio di respirazione: - rilassati in posizione supina, tenendo gli occhi chiusi, inspirate

lentamente con il naso, trattenete il respiro per qualche secondo ed espirate poi con la bocca,

sforzandovi di abbassare il diaframma il più possibile;

- rimanete in apnea per qualche istante e ripetete loperazione per cinque volte;

- alzatevi e, qualsiasi sia la condizione atmosferica, aprite la finestra;

- rimanete in posizione eretta e portate il piede destro a toccare il vostro polpaccio sinistro

(viceversa per i mancini), sollevate ora le braccia sopra il capo, facendo in modo che i palmi si

tocchino: in questo modo avrete formato una sorta di antenna catalizzatrice che vi metterà in

contatto diretto con le forze della natura; dopo qualche istante abbassate le braccia e date il via alla

vostra giornata.

*Dovete avere cura di mantenervi sempre puliti, di vestirvi in modo ordinato e di tenere in ogni

frangente un comportamento educato.


*Ogni giorno dovete dedicare almeno un quarto dora a voi stessi, isoladovi in un luogo adatto per

poter compiere gli esercizi di concentrazione e meditazione.

*Vi consiglio di tenere una specie di diario in cui annotare con estrema cura i vostri pensieri, i

vostri sogni, i piccoli o grandi cambiamenti che potrete notare in voi stessi, gli errori che avete

commesso o le vostre vittorie.

*La sera prima di andare a dormire, dovete eseguire di nuovo esercizio di respirazione descritto;

sforzatevi di ripercorrere mentalmente la vostra giornata in modo distaccato: cercate di giudicare le

azioni compiute con imparzialità.

*Dovete - e questa è una regola importantissima - essere molto discreti: imponetevi di non parlare

con nessuno di ciò che state facendo.

*Con il tempo, dovrete anche mutare il vostro atteggiamento nei confronti di quanti incontrate,

sforzandovi di essere cordiali e composti con tutti, senza però lasciarvi assorbire troppo dalle

passioni altrui. Il grande mago è colui che sa comprendere ogni situazione senza lasciarsi fuorviare

da sentimentalismi pericolosi, che non gli permetterebbero di mantenere il distacco necessario e la

lucidità mentale indispensabile per operare bene.

*Dovete infine cercare una "pratica" personale, tutta vostra: la ripetizione di unazione qualsiasi che

non siete abituati a compiere e che magari vi infastidisce un po costruirà un ottimo allenamento

della volontà. Potreste, per esempio, bere un bicchiere d'acqua ogni mattina prima di alzarvi, fare

della ginnastica se siete pigri e così via. Lessenziale è che siate perseveranti e che ricordiate in ogni

momento che con questo sistema state costruendo la vostra "volontà magica".


L'approccio alla magia

Prospettive ideologiche

Lo studio dei fenomeni magici può essere affrontato da svariati punti di vista: sono convinta che sia

proficuo cercare di conoscerne almeno alcuni. Le prospettive di studio più importanti, a mio avviso,

sono quattro: - la prospettiva del mago, ossia dell'addetto ai lavori, che studia le tecniche

tradizionali e le approfondisce con la sua esperienza professionale; - la prospettiva del parapsicolo,

che affronta i fenomeni magici dal punto di vista scientifico, come farebbe per qualunque altro

aspetto della natura, e cerca di riprodurli "in laboratorio"; - la prospettiva dello storico, che si

imbatte -qualsiasi sia il periodo cui si interessa- in una quantità impressionante di fenomeni magici

o quantomeno straordinari; egli deve riportarli come fatti di cronaca e possibilmente formulare un

giudizio in merito a essi; - la prospettiva dell'etnologo, che studia le popolazioni primitive; anchegli

si trova di fronte a unenorme quantità di tradizioni e di riti magici che deve descrivere e

comprendere. Normalmente accade che i quattro punti di vista elencati vengano adottati da persone

molto diverse per formulazione e cultura, che difficilmente collaborano tra loro. Putroppo, quindi, è

difficile trovare una sintesi dei vari punti di vista che permetta un approfondamento della

conoscenza. Difficile ma non impossibile: è vero infatti che alcuni scienziati hanno adottato tale

metodo sintetico. Cito, a titolo desempio, lo psicologo e parapsicologo americano Charles T. Tart

(nato nel 1937) che afferma: "...dovremmo sviluppare una psicologia della medianità che abbia

significato per un medium, una fenomenologia della magia che faccia dire ad uno stregone:

inquadrando questi fatti nei vostri schemi, avete risolto molti paradossi inerenti al nostro campo.

Certo che per sviluppare questa fenomenologia non ci possiamo accontentare della parapsicologia

sterilizzata che abbiamo coltivato fino ad oggi!". Purtroppo queste idee sono ancora molto rare,

mentre troppo numerose sono le schiere di razionalisti che bollano acriticamente come

"superstizione" tutto ciò che per la scienza è inspiegabile e come "arretrato" tutto ciò che si discosta

dal modo di pensare delloccidente civile. Perciò oggi la cultura civilizzata occidentale considera

coloro che praticano magia come dei ciarlatani. Nella cultura orientale, invece, queste persone sono

stimate e rispettate, così come accade nelle civiltà primitive. Di conseguenza la fenomenologia

magica trova un terreno molto più fertile presso gli orientali e le civiltà che mantengono vive le

tradizioni più antiche. Dall'esame di tutte queste tradizioni emergono alcuni elementi, più o meno

rilevanti, comuni a tutte: - il rapporto tra magia, religione ufficiale e comune senso religioso è

molto sentito; - l'ispirazione del mago viene percepita come proveniente dalla divinità: egli opera in

nome di Dio o degli dèi; - esiste una relazione tra magia e credenza negli spiriti, in quanto gli spiriti

sono considerati i servitori del mago; - nelle pratiche magiche vengono contemplati e utilizzati stati

alterati di coscienza e tecniche connesse; - si attribuisce grande valore al simbolismo; - la magia ha

un proprio cerimoniale; - si attendono prodigi come risultato delle operazioni magiche.


Il rapporto tra magia e divinita'

Un aspetto importante è il rapporto tra l'uomo e le entità sovrannaturali. Questo aspetto ha una

duplice connotazione: da una parte il rapporto con la divinità, dallaltra quello con altre entità

genericamente chiamate spiriti. Da questo punto di vista la magia è legata alla religione, almeno nei

limiti in cui si intenda per religione la fede nellesistenza di uno o più essere spirituali potenti che

interagiscono con le vicende umane (Dio o dei) e un insieme di pratiche volte a ingraziarsi tali dei

(culto). Nei tempi più remoti le stesse persone erano incaricate sia del culto religioso sia delle

pratiche magiche; questuso permane ancora oggi presso le popolazioni più primitive, che non

hanno ancora sviluppato una certa distinzione tra sacerdoti, stregoni, sciamani, profeti, guaritori

ecc. In generale, con levoluzione della mentalità, la religione si distinse nettamente dalla magia; in

alcuni casi ne diventò addirittura nemica. In effetti, tale antagonismo è spiegabile in parte con il

fatto che sia la religione che la magia si occupano del mondo "invisibile"; accumunate da tale

contenuto, non possono ignorarsi e devono necessariamente divenire o alleate o nemiche

irriducibili.


Magia e spiriti

Come gli dei, anche gli spiriti sono entità immateriali, dotate di intelligenza, di volontà e potere.

Non bisogna però incorrere nell’equivoco di chi considera spiriti le entità dei trapassati evocate dai

medium. La differenza fra dei e spiriti consiste nel fatto che, mentre gli dei non sono mai al servizio

degli uomini, gli spiriti possono, in maggior o minor grado, venire asserviti alloperatore. Gli dei

possono perciò essere esclusivamente "pregati": ci si può rivolgere loro per ottenere il soccorso e la

benedizione, ma essi risponderanno solo per degnazione o per la loro misericordia. Gli spiriti,

invece, possono essere, in certe condizioni, addirittura comandati. La credenza degli spiriti si trova,

più o meno sviluppata, in tutte le tradizioni magiche. Anche se sono soprattutto i popoli più

primitivi e antichi a ricorrere frequentemente ad essi, tutti gli operatori, anche oggi, dispongono di

invocazioni per richiedere il loro aiuto. Supponiamo che un operatore voglia ottenere i servigi di

Barbatos (uno dei settantadue spiriti citati da Salomone nell'opera Clavicula Salomonis), che è

preposto alla riconcialiazione tra le persone e al ristabilimento della serenità e del clima

amichevole. Espletate le necessarie formalità, si rivolgerà allo spirito, in modo deciso e con tono di

comando, chiamandolo: "O Barbatos, io ti mando a chiamare affichè tu esca dalle tenebre e venga a

me per aiutarmi a riportare la serenità e larmonia tra (nome della persona) e (nome della seconda

persona), che hanno bisogno del tuo aiuto. Accorri ai miei ordini e servi me come servisti un giorno

Salomone e come rettamente servi tutti i padroni che ti chiamano. Esegui alla perfezione quanto io

ti chiedo perché è giusto e corretto e perché te lo chiedo nel nome sacro di Dio, di Adonai, nostro

Creatore e Padrone". Al termine del rito, loperatore dovrà congedare lo spirito chiamato dicendo:

"ora che hai obbedito al mio comando, torna nel luogo della tua provenienza e rimani sempre a mia

disposizione ogni volta che ne avrò bisogno. Chiedo, comando e ti impongo che tutto ciò sia fatto

al meglio e al più presto". I termini dell'invocazione possono anche non coincidere completamente

con questi: quello riportato è semplicemente un esempio per fornirvi una traccia da seguire. Ogni

serio operatore dovrà di eseguire i suoi riti seguendo precise regole, ma dovrà integrare queste

ultime con la propria esperienza e sensibilità. Nulla in magia è rigidamente stabilito, se non il

rispetto di sé stessi e di ciò che si compie. Una delle prime cose che si devono acquisire, una volta

che si sia deciso di intraprendere seriamente lo studio di questa materia, è la capacità di percepire le

proprie sensazioni intime e di assecondare la propria fantasia, fatta naturalmente salva una rigorosa

logica.


L'alchimia

Anche gli alchimisti prestano fede a uno "spirito della materia", analogo al Mana dei primitivi, che

si ritiene viva allinterno della pietra e del metallo. Dunque la ricerca della pietra filosofale, condotta

attraverso complesse operazioni chimiche sulle sostanze materiali, in realtà non è altro che una

ricerca spirituale. Per chiarire meglio il concetto: riporto il brano iniziale di una ricetta per la

preparazione della pietra: "la materia dellopera è minerale, animale e vegetale; è preciò che essa è,

una volta purificata, la medicina dei tre regni. Essa è tanto segreta quanto comune; tutti la

conoscono, giovani e vecchi, ricchi e poveri. Essa non costa altra fatica che raccoglierla e la

preparazione può essere fatta da un fanciullo, se è benedetto da Dio. La materia lontana è una certa

umidità assai ricca di fluido universale (...) soltanto segnata (...) da uno spirito metallico, che essa

riceve dalla madre terrestre. Questo spirito universale che discende sulla terra vi si riveste di sale e

zolfo volatili e di mercurio (...); si può dunque chiamare questa materia caos o terra caotica".

Gli spiriti del clavicula salomonis

Come si accennava nel paragrafo "magia e spiriti", Salomone, nell'opera Clavicula Salomonis, fece

un elenco di settantadue spiriti, a ciascuno dei quali furono attribuiti un nome, caratteristiche e

poteri ben precisi. Elencherò solo i nomi e le caratteristiche di alcuni di questi spiriti, sia per brevità

sia per desiderio di rispettare quella regola che ho già definito essenzialmente per il mago: la

descrizione. Fra i settantadue nomi, infatti, ve ne sono alcuni pericolosi, che non è il caso di citare a

vuoto. Aini o Aym: si presenta in veste di uomo con tre teste: una di serpente, una umana e una di

gatto. Aiuta a sviluppare memoria e intelligenza (quindi a superare esami e concorsi). I suoi colori

sono il blu e il rosa. Gradisce che gli vengano bruciate foglie agrifoglio. Allocer o Alloien: si

presenta in forma di cavaliere in groppa a un cavallo, con il volto di leone. Aiuta a ritrovare

armonia e serenità in famiglia. I suoi colori sono il rosa, il nero e il celeste. Gradisce le offerte di

ortica secca. Buer: si presenta in forma di stella a cinque punte. Ha potere di migliorare la salute e

favorire guarigioni. Il suo colore è il bianco. Gradisce che venga bruciato in suo onore dell'origano.

Foras o Forcas: ha sembianze umane e possiede il potere di far ritrovare le ricchezze perdute e di

proteggere dalla povertà in generale. Non ha colori né gradisce erbe particolari, ma preferisce

essere invocato di sabato. Gusion o Gusayn: non ha una forma definita. Ha il potere di favorire

lavanzamento sociale, la realizzazione professionale e gli incontri con personaggi influenti. Il suo

colore è il verde. Gradisce inoltre lofferta di basilico e paglia. Orobas: può presentarsi in forma

umana o di cavallo. Aiuta a sventare inganni e menzogne e a fare chiarezza in situazioni delicate

(nei rapporti umani e professionali). I suoi colori sono il marrone e il giallo. Gradisce che gli venga

bruciato il sambuco. Raum o Raymi: si manifesta nella forma di uccello nero. Il suo potere è quello

di aiutare e facilitare lamore. I suoi colori sono il rosa e il celeste. Lerba da bruciare è l'acetosa.

Saleos: non ha una forma precisa. Favorisce la nascita degli amori, quindi è molto indicato per la

fabbricazione di talismani e pentacoli, oltre che per la celebrazione di riti volti a facilitare la vita

affettiva. Il colore è il rosso. L'erba da bruciare è la genziana.


La magia cerimoniale

Luogo, oggetti, abbigliamento

Disponendosi alla celebrazione di un rito magico, anzitutto è bene prepararsi nel modo più

adeguato, munendosi degli oggetti necessari. L'elenco che segue è conforme alle indicazioni fornite

dal famoso Aleistair Crowley, che tra l'altro, ebbe il merito di aver sintetizzato tradizioni secolari.

Ecco dunque che cosa dovrà preparare un mago che si accinga al rito.

*Il Tempio: è il luogo scelto dal mago per compiere il rito; esso addirittura rapprensenta l'universo.

Può essere ricavato da una stanza o addirittura costruito alluopo; in ogni caso, comunque, si devono

rispettare scrupolosamente alcune regole: - il luogo deve essere utilizzato solo per cerimoniali

magici (è per evitare, per esempio, il salotto di casa) - l'accesso al Tempio deve essere proibito agli

estranei: potranno entrare solo l'operatore, i suoi adepti e aiutanti ed, eventualmente, le persone

autorizzate direttamente dal mago; in particolare, gli animali devono essere tassativamente esclusi -

qualora ci fossero delle finestre, queste devono essere chiuse e coperte da un tendaggio che non

permetta a occhi estranei di curiosare - la luce deve essere tale da favorire il raccogliemento: non

deve perciò essere né troppo intensa né troppo fioca; in ogni caso dal soffitto del Tempio dovrà

pendere una lampada, che ha un valore simbolico più che funzionale: rapprensenta infatti la luce

dellanima pura

*Il Cerchio Magico: è chiamato anche "anello di protezione" e consiste in un cerchio tracciato sul

pavimento del Tempio; esso delimita il confine allinterno del quale il mago può operare. Questa

forma geometrica è stata scelta fin dai tempi più antichi, perché rappresenta da una parte l'infinito e

dall'altra lequilibrio: tutti i suoi punti sono infatti alla stessa distanza dal centro. Il Cerchio Magico

ha lo scopo di proteggere il mago dalle influenze negative. Quindi, prima di iniziare ad operare, il

mago avrà cura di tracciarlo o comunque porlo nell'area intorno a lui. Quando sarà al suo interno,

loperatore provvederà per prima cosa a invocare spiriti divini superiori, recitando delle preghiere o

delle invocazioni, a seconda delle proprie abitudini o scelte. Per disegnare il cerchio si può usare un

materiale qualsiasi (gesso, metallo, stoffa etc.etc.); l'importante è avere la giusta concentrazione ed

il pensiero rivolto al bene. Comunque si realizzi il Cerchio, occorrerà lasciare un'apertura, che

costituisca una via d'accesso per il mago. In effetti, quindi, inizialmente, avrà la forma di una grossa

C; la circonferenza verrà poi completata dalloperatore dallinterno. Ma tutto ciò non basta; è infatti

indispensabile ricoprire il Cerchio con un qualsiasi materiale naturale, mai usato prima, che poi

andrà rimosso e gettato insieme ai residui. Tra questi materiali naturali, il più indicato per questo

scopo e il più comunemente usato è il normale sale grosso da cucina. Ricordate che, una volta

chiuso il Cerchio, non dovrete più uscire fino al completamento dell'operazione magica, pena il

fallimento della stessa. Sarà quindi vostra cura portare all'interno del Cerchio, prima di chiuderlo,

tutto ciò che vi può servire. Altra regola importante: passate solo attraverso il segmento che avete

lasciato libero tracciando la C. Per nessuna ragione dovrete scavalcare la circonferenza. Al

momento dell'uscita, quindi, dovrete nuovamente rimuovere il segmento di chiusura e passare da lì.

Dall'esterno, potrete raccogliere il sale ed altri residui. Apro qui un inciso circa il Cerchio Magico,

che non riguarda propriamente la magia rituale, ma può essere utile a molti di voi. Ogni qualvolta

dovete frequentare ambienti o personaggi da cui potreste ricevere influenze nefaste, potete

proteggervi costruendo mentalmente il vostro Cerchio Magico. Ecco come fare. Cercate di

visualizzare una manciata di sale grosso che stringete nella vostra mano destra. Immaginate di

lasciarlo cadere tracciando con esso un cerchio, in senso antiorario, di fronte a voi. Il cerchio deve

essere abbastanza grande da poter contenere la vostra persona. Nel tracciarlo, abbiate cura di

lasciare libero un tratto della circonferenza per permettere l'accesso. Una volta dentro, chiudete il

cerchio con lultimo sale residuo. Avrete così costruito una barriera mentale molto potente che non

permetterà ad alcuna forza negativa di contaminarvi.


*L'Altare: deve essere posto all'interno del Tempio, esattamente al centro del Cerchio Magico. Può

essere costituito da un tavolo di legno, di pietra o di qualsiasi materiale naturale. Esso costituisce la

"base operativa" indispensabile su cui il mago dovrà procedere. Dal punto di vista simbolico,

rapprensenta la "base solida" dell'opera magica, la volontà delloperatore e la legge. Su di esso

devono trovare posto questi oggetti:

- la bacchetta

- la coppa - la spada

- il talismano

- l'ampolla dolio

- il sale

- la sferza

- il pugnale

- la catena

- il libro degli incantesimi

- la campana

- il candeliere

- l'incensiere

Tutto questo materiale deve assolutamente essere nuovo, acquistato espressamente per questo

scopo e benedetto da voi con lausilio di preghiere particolari. La sferza, il pugnale e la catena

devono essere posti intorno allampolla dolio. Tale disposizione ha un preciso significato simbolico:

la sferza deve mantenere viva lispirazione (simboleggiata dall'ampolla d'olio), il pugnale esprime la

decisione di sacrificare tutto per realizzarla e la catena deve impedire le distrazioni da essa. Una

volta terminato il rito magico, ciascun oggetto deve essere avvolto in un pezzo di seta o di panno

neri e riposto in un apposito armadio. Esaminiamo ora dettagliatamente le prerogative ed il

significato simbolico di ciascun oggetto: - la bacchetta deve essere costruita con materiale naturale

(legno o metallo); essa simboleggia la volontà, la saggezza e la parola del mago, in altre parole le

sue "forze superiori". - la coppa, che verrà riempita d'acqua (elemento indispensabile per ogni rito,

come vedremo più avanti), simboleggia la comprensione; essa può essere di vetro, di cristallo o di

metallo; è meglio, però, che sia semplice e priva di decorazioni. - la spada rapprensenta invece la

ragione, la forza analitica, le forze umane; non è assolutamente necessario munirsi di una spada

vera e propria: è più opportuno, anzi, che l'operatore la costruisca da sé, utilizzando sempre

materiale naturale; la fabbricazione è già di per sé un rituale importante, che serve ad accrescere la

volontà e la forza del mago. - il talismano è quello personale del mago, che sta a simboleggiare la

sua stessa persona (come presenza fisica e corporea), i suoi legami con la realtà, le sue energie

terrestri; una volta realizzato, il talismano va cucito sulla veste del mago o posto sull'altare. -

l'ampolla d'olio rappresenta l'aspirazione del mago, è il simbolo di ciò che vi è di più in alto in lui;

andrà benissimo qualsiasi normale oliera di vetro; l'olio va consacrato utilizzando, per esempio, una


preghiera. - il sale è l'elemento naturale indispensabile che serve ad allontanare ogni forza negativa

e a proteggere da ogni male: oltre che sullaltare, come si è già detto, deve essere posto anche lungo

la circonferenza del Cerchio Magico. - la sferza è costituita da una piccola frusta con varie code e

simboleggia lenergia delle cose, quella che gli alchimisti chiamavano "zolfo"; il suo uso scuote le

nature torbide e corregge le volontà ribelli. - il pugnale rapprensenta la capacità di trasformazione,

la fluidità, la mobilità delle cose, ciò che gli alchimisti chiamano il "mercurio"; come nel caso della

spada, va benissimo un'immagine simbolica. - la catena rapprensenta la fissità delle cose, che gli

alchimisti chiamano il "sale"; serve a legare simbolicamente i pensieri; sferza, pugnale e catena

possono essere consacrati insieme con una preghiera. - il libro degli incantesimi, strumento

preziosissimo per ogni operatore di magia, non è altro che un vero e proprio diario in cui il mago

deve annotare riti, esorcismi, formule, preghiere e invocazioni da utilizzare per le proprie

operazioni; ovviamente, esso dovrà essere riservatissimo (la tradizione vuole che venga riposto in

un luogo segreto e che non sopravviva al mago stesso) e personalizzato con l'impressione del

proprio pentacolo; una volta ultimato, deve essere purificato in questo modo: prima di scrivere

alcunchè, dovete avvolgerlo in un panno nero ed esporlo per tre notti consecutive ai raggi della

Luna crescente, possibilmente quando questa transita in uno dei segni zodiacali connessi con il

vostro (facenti cioè riferimento allo stesso elemento): appartengono all'elemento Fuoco l'ariete, il

leone e il sagittario; appartengono all'elemento Aria i gemelli, la bilancia e l'acquario; appartengono

all'elemento Terra il toro, la vergine e il capricorno; appartengono all'elemento Acqua il cancro, lo

scorpione e i pesci. - la campana può essere sostituita da un semplice campanellino; il suo

significato simbolico è stato magistralmente spiegato da Crowley: "al suono di questa campana

l'universo si arresta per un momento indivisibile di tempo e obbedisce alla volontà del mago". - il

candeliere deve contenere le candele più appropriate al rito che si intende celebrare ed il fuoco va

benedetto con una preghiera. - l'incensiere, facilmente reperibile nei negozi specializzati, serve,

naturalmente, a bruciare l'incenso; quest'ultimo ha lo scopo di purificare, di aiutare la

concentrazione e di attirare gli influssi astrali benefici, respingendo quelli negativi; la profumazione

andrà scelta caso per caso in baso al rito da eseguire. L'abbigliamento tradizionale: è composto

dalla veste, che rapprensenta ciò che nasconde il mago e lo protegge, il silenzio e la segretezza in

cui opera; si tratta di una sorta di tunica, lunga fino ai piedi e piuttosto ampia, che si deve indossare

sulla sola biancheria intima; può essere di vari colori, eventualmente ornata di ricami simbolici, a

seconda dell'opera da compiere. La corona simbolica: deve essere indossata dalloperatore e

rappresenta il compimento dell'opera magica; il materiale per la sua realizzazione è a totale

discrezione del mago.


Il nome magico

Il Tempio Magico, con tutto il suo corredo, rappresenta una realtà, uno spazio completamente

autonomo, totalmente separato dalla dimensione quotidiana. In questo mondo magico, che è

completamente vostro, vi immergerete per operare; dovrete poi imparare ad uscirne con

naturalezza, per riprendere la vostra vita abituale. Per facilitare la distinzione fra le due dimensioni

(vita magica e vita pratica) è bene che adottiate un nome "magico", che vi designi in quanto

operatore: la scelta di tale nome costituisce l'ultimo stadio della vostra iniziazione. Attraverso il

nuovo nome, infatti, voi "rinascerete" in un'altra dimensione. Anche questa fase costituisce

un'importantissima "azione magica": per nessun motivo, quindi, è da prendere alla leggera.

Ricordate che il nome scelto vi contraddistinguerà e vi seguirà per tutta la vita: una volta assunto,

infatti, non potrà essere cambiato. Anche per questo motivo occorre grande serietà nell'operare la

scelta. L'ispirazione per tale scelta può nascere dalla consultazione di molti testi: i libri mitologici e

storici, romanzi fantastici, antichi poemi etc. Potete ricorrere alle fonti che sentite più vicine al

vostro profondo essere; limportante è che il nome possieda una certa musicalità e sia in perfetta

armonia con la vostra personalità. La scelta non deve essere affrettata: prendetevi tutto il tempo

necessario a trovare il nome più appropriato. Se non volete ricorrere alla consultazione di testi,

potete adottare un ottimo metodo alternativo, che consente di scegliere con serenità: la meditazione.

Il cerchio sacro

Il simbolo del cerchio ha sempre avuto un grande significato per i maghi e per i mistici, per i

filosofi e i sacerdoti, per gli alchimisti e gli astrologi. Il puro e semplice atto di tracciare un cerchio

intorno a qualcosa o a qualcuno era spesso considerato un modo per proteggerlo dalle forze del

male. Nell'antica Babilonia vi era lusanza di disegnare un cerchio intorno al capezzale degli

ammalati, per difenderli dai demoni che presumibilmente li avevano attaccati; gli ebrei tedeschi nel

Medioevo facevano lo stesso quando una donna dava alla luce un bambino, per accertarsi che

nessuno spirito maligno giungesse a turbare levento. Gli ambasciatori romani, quando erano inviati

a recapitare messaggi (o ultimatum) ai governanti stranieri, tracciavano un cerchio intorno a sé con

la punta del bastone per indicare che dovevano essere considerati immuni da ogni castigo. Persino

le società preistoriche veneravano il cerchio, come dimostrano i megalitici circolari di Stonehenge e

di Avebury. Perché? Che cosa conferisce al cerchio una tale reputazione? In parte, la ragione sta

proprio nell'estrema semplicità della figura: un cerchio è in grado di circoscrivere qualsiasi cosa e

tutte le cose, e al tempo stesso non contiene nulla. Al suo interno vi è il vuoto. Col passare del

tempo, nelle culture più diverse, il cerchio è divenuto l'emblema delle totalità e dell'unità di tutte le

cose: un'unica linea che apparentemente non ha né principio né fine, una figura che può alludere a

tutto, dall'idea di eternità a quella di perfezione. Gli alchimisti usavano un simbolo che chiamavano

uroboros. Si tratta dell'immagine circolare di un drago, o di un serpente, che si morde la coda,

accompagnata talvolta dal motto greco En to Pan, "tutto è uno". Poiché erano assai versati nei

calcoli della numerologia, gli alchimisti sommarono il numero di parole da cui tale massima greca

era composta (tre) e quello delle lettere che la formavano (sette), ottenendo così dieci, il numero

che si credeva simboleggiasse la totalità delle cose. Il dieci non solo chiude la serie dei numeri

principali, ma è anche composto da uno zero: e aggiungendo uno a zero si ottiene di nuovo uno. Su

questi argomenti venne scritto più di un trattato erudito. Il mago usava il cerchio per due ragioni

diverse. Da un lato pensava che, tracciando una circonferenza e restandone allinterno, avrebbe

potuto controllare e concentrare più agevolmente i suoi poteri. Il cerchio avrebbe impedito alle

energie invisibili di disgregarsi e disperdersi in ogni direzione. Inoltre, il che era ancora più

importante, erigeva una barriera di protezione contro le forze infernali che i suoi incantesimi


avrebbero potuto ridestare. Che i demoni inveissero e scagliassero pure i loro sinistri moniti là

fuori: fintantochè il mago - ed eventualmente i suoi aiutanti - restavano entro il perimetro magico,

ogni minaccia era sotto controllo. Tutto questo purché il cerchio dosse stato tracciato a regola darte.

Le istruzioni al riguardo differivano in modi particolari, ma sulle linee generali della procedura vi

era una certa umanità. Il cerchio andava tracciato sulla terra o nella polvere (una vallata boschiva

poteva essere uno scenario ideale) con la punta di una spada, di un coltello o di un bastone. A volte

venivano usati gesso o carboncino. Un gimoire francese del Settecento raccomandava di preparare

il cerchio con la pelle di una capra giovane, tagliata a strisce, e di fissarlo al suolo con quattro

chiodi presi dalla bara di un bambino morto. Nel tracciare il cerchio era inoltre essenziale rispettare

la giusta direzione. Per gli incantesimi di magia bianca occorreva seguire il senso orario, mentre per

ottenere un effetto maligno era necessario procedere nel verso opposto. Il sole avanzava da est a

ovest, da destra a sinistra, e si credeva che qualsiasi cosa seguisse la direzione opposta andasse

contro natura e, di conseguenza, contro le potenze del bene. Quanto alle dimensioni, di solito il

diametro appropriato al cerchio più esterno doveva misurare poco più di due metri e settanta,

mentre all'interno andava tracciato un cerchio più piccolo, di due metri e quaranta circa.

Nell'angusto spazio tra i bordi delle due circonferenze, il mago collocava vari oggetti sacri e

talismani per tenere lontani gli spiriti malvagi: crocifissi, urne piene d'acqua santa, rami di verbena

(una pianta odiata, a quanto si credeva, dalle forze del male). La cosa più essenziale era comunque

accertarsi che il cerchio fosse completamente chiuso. Bastava la minima fessura perché qualche

demone intraprendente si insinuasse nel rifugio, si impadronisse dell'anima del mago e la

trascinasse con sé nelle regioni infernali. Il mago aveva tali e tante cose da fare che era prodigioso

riuscisse a ricordarle tutte. Tra l'altro doveva vestirsi in modo adeguato: labbigliamento consueto,

detto pontificalibus, consisteva in una lunga tunica di bambagina nera a cui venivano attaccati due

disegni su pergamena vergine raffiguranti i due sigilli della terra. Sotto la tunica, indossava un

paramento cerimoniale di luino bianco, simile ad un grembiule sorretto da due bretelle, noto con il

nome di edof; intorno ai fianchi portava una grande cintura sacra, tempestata di iscrizioni magiche;

ai piedi calzari decorati con croci; in testa, un alto copricapo di seta nera; in mano stringeva la

bacchetta magica e una Bibbia in ebraico, manoscritta o a stampa. Così vestito ed equipaggiato, era

finalmente pronto per iniziare i suoi sortilegi. Tenendosi al riparo entro i due cerchi magici, e

allinterno del triangolo che spesso veniva tracciato al centro, il mago godeva della massima

protezione possibile contro le forze diaboliche che si preparava a scatenare. E ne aveva davvero

bisogno: l'avvento degli spiriti e dei demoni era annunciato dai suoni più spaventosi e strazianti:

urla, grugniti, grida angosciose, furenti latrati. Molto prima di rendersi visibili, gli spiriti

imperversavano e rumoreggiavano ai bordi del cerchio, cercando di atterrire il mago per indurlo ad

abbandonare il suo nefasto progetto. Se le intimidazioni non avevano effetto, gli spiriti prendevano

forme visibili: si tramutavano in tigri e leone, spuntavano fiamme, ringhiavano, tentavano di

azzannare e artigliare il malcapitato. Se questi vacillava nei suoi propositi, se - guai a lui! - cercava

di darsela a gambe, veniva fatto a brandelli appena varcava i confini del cerchio magico. Se invece

rimaneva imperterrito al suo posto, se confidava nella Bibbia e nella propria sapienza e continuava

a sciorinare la litania delle formule magiche, alla fine i demoni si placavano, fermandosi ai margini

del cerchio più grande e del triangolo interno, e, abbandonando le spoglie ferine, si mostravano in

forma di uomini nudi dal contegno pacifico. A questo punto il mago poteva riprendere fiato, ma

doveva restare allerta. Gli spiriti avevano assunto un aspetto gentile e si comportavano

educatamente, ma rimanevano sempre una forza ostile, in attesa della prima occasione propizia per

seminare il germe del dubbio o della paura nella mente del mago, inducendolo a commettere

qualche stupido errore. Il nostro incantatore doveva presentare le proprie richieste o ottenere le

informazioni che desiderava il più velocemente possibile, mentre le sue forze e le sue facoltà erano

ancora intatte. Appena raggiunto lo scopo, il mago poteva dare inizio ai rituali prescritti pre

congedare gli spiriti. I demoni allora si sarebbero allontanati, ripercorrendo a ritroso la sequenza di

metamorfosi che ne aveva annunciato la venuta, per svanire infine in una nube sulfurea. Allora, e

solo allora, il mago poteva avventurarsi cautamente oltre i confini del sacro cerchio. Stando a un


noto aneddoto inglese del Settecento, un indovino egiziano di nome Chiancungi commise uno

sbaglio fatale. Per scommessa, accettò di evocare un spirito chiamato Bokim. Tracciò il cerchio

magico e si dispose al suo interno insieme alla sorella Napula, poi iniziò la sequenza dei riti e delle

invocazioni, apparentemente senza alcun esito. Non compariva nulla. Cercò più volte di ridestare lo

spirito maligno, fino a che, indispettito e deluso, rinunciò all'impresa, valicando le barriere del

cerchio magico. In quel momento Chiancungi e la sorella furono assaliti e schiacciati a morte dallo

spirito invisibile, che era stato silenziosamente in agguato tutto il tempo.


I grandi "grimoires"

Ogni mago degno di questo nome possedeva un grimoire, un libro di magia nera in cui poteva

trovare le istruzioni e i consigli necessari. Evocare gli spiriti era un'occupazione diabolicamente

difficile e pericolosa: occorreva ridestarli, tenerli sotto controllo fino a che non si fosse raggiunto

l'obiettivo desiderato e poi sbarazzarsi di loro in modo sicuro, stando bene attenti a non farsi rapire

duranti le varie fasi del processo. Un'impresa tuttaltro che semplice. I grandi Grimoires erano

volumi ponderosi e apparentemente indecifrabili, spesso scritti in qualche idioma antico, densi di

dottrine ardue e misteriose. La loro oscurità era destinata a scoraggiare i dilettanti e gli

improvvisatori e a premiare i maghi disposti a profondervi il tempo e l'energia necessari. Chi

riusciva a leggerli e a comprenderne il senso era già a metà del cammino necessario per incontrare i

Demoni. Due tra i grandi Grimoires più venerabili erano la Clavicola di Salomone, o Grande

Chiave, e il Lemegeton, o Piccola Chiave. Alcuni ritenevano le due chiavi opera dello stesso

Salomone; altri ne consideravano autori i Diavoli, che le avrebbero poi affidate al sovrano di

Israele. Nella Grande Chiave Salomone elencava tutti i passi necessari per evocare uno spirito e

tenerne poi saldamente in pugno le redini, se così si può dire. Il libro specificava anche i riti di

purificazione e digiuno a cui il mago doveva sottoporsi prima di tenere unevocazione, oltre a

consigli pratici sui vestiti da indossare, gli strumenti da usare, le procedure per tracciare il cerchio

magico e così via. Nel Lemegeton, ritenuto spesso ancora più utile, Salomone ignorava le

raccomandazioni di carattere generale e andava subito al nocciolo della questione. La prima

sezione, intitolata Goetia (Arti Magiche), insegnava come evocare settantadue Demoni di prima

grandezza e i loro rispettivi accoliti. La seconda, Teurgia Goetia, parlava degli spiriti e delle loro

caratteristiche. La terza, Arte Paolina, si soffermava sugli Angeli delle ore e dei giorni e sui segni

zodiacali. La quarta, infine, Almadel, descriveva gli angeli che presiedevano alle

"altitudini",comerano allora chiamati i punti cardinali. Oltre alle due chiavi di Salomone, esistevano

altri Grimoires non meno stimati dagli occultisti e molto simili tra loro per quanto riguardava i

metodi di evocazione delle potenze infernali e i consigli da seguire per sconfiggere le malvagie

mire dei Demoni. Il Grimoire spiega poi che vi sono due tipi di patti, quelli "taciti" e quelli

"manifesti". Solo leggendo il libro si sarebbero potuti distinguere gli uni dagli altri. "Quando si

stringe un patto con uno spirito e si è così costretti a dargli qualcosa che ci appartiene, occorre stare

bene in guardia." Esistevano molti spiriti che era possibile evocare, ma solo tra di essi meritavano il

nome di "superiori": Lucifero, regnante dell'Europa e sullAsia, Belzebù, la cui dimora era in Africa

e Astaroth, che viveva nel Nuovo Mondo d'America. Quanto all'aspetto di trattava di spiriti molto

malleabili. Poiché, argomenta il Grimoire, non disponevano di una forma corporea propria,

dovevano trovarsi un corpo da abitare, "e uno adatto al modo di manifestarsi e all'aspetto

prescelto". Lucifero, il grande ingannatore, sceglieva spesso le sembianze di un giovane attraente

"privo di connotati mostruosi". Ma se andava in collera, il che non accadeva di rado, diventava di

un rosso fiammante. Belzebù, al contrario, preferiva mostrarsi in forme più convenzionalmente

terrificanti: come una mucca gigantesca o un caprone dalla lunga coda. Quando si infuriava, era

incline a vomitare fuoco. Astaroth appariva come un uomo dal mantello nero. Era stato un serafino,

ed era precipitato insieme a Lucifero, che ne aveva fatto un dignitario delle regioni infernali.

Ciascuno dei tre aveva ai suoi ordini un paio di luogotenenti che venivano invitati a sbrigari i lavori

più sbrigativi; inoltre, cerano decine di Demoni "liberi professionisti" che i maghi più consumati

potevano chiamare in aiuto per raggiungere obiettivi specifici. I loro nomi e le loro prerogative

differivano da un manuale all'altro; il Grimorium Verum ne cita diciotto, elencandone alcune

specialità:

Clauneck: in grado di offrire ricchezze e scoprire tesori nascosti.

Muisin: influenza le opinioni dei potenti e fornisce consigli in ambito politico e militare.


Bechaud: esercita il suo potere su molte forze naturali, tra cui la pioggia, la grandine, i tuoni e i

fulmini.

Frimost: controlla la mente e il corpo delle donne e delle ragazze.

Klepoth: può provocare visioni e sogni illuminanti.

Khil: a richiesta, scatena terremoti.

Mersilde: sa trasportare istantaneamente chiunque in qualunque luogo.

Clisterth: ha il potere di far calare dun tratto le ombre della notte e far risorgere improvvisamente il

sole.

Sirchade: procura un vasto assortimento di bestie, sia reali che soprannaturali.

Hicpacth: può portare al vostro cospetto qualunque individuo, da qualsiasi distanza, in un batter

d'occhio.

Humots: sa fare la stessa cosa con i libri.

Segal: fa apparire prodigi di ogni genere.

Frucissiere: resuscita i morti.

Guland: scatena flagelli e malattie.

Surgat: apre ogni sorta di serratura.

Morail: ha il potere di rendere invisibile qualsiasi persona o oggetto.

Frutimiere: può allestire banchetti e feste di ogni tipo. Huictiigaras: concede e toglie il sonno.


Il patto sacrilego

Senza alcun dubbio, il mestiere del mago era estremamente rischioso: trattare con i Demoni era

come fare giochi di destrezza con bombe a mano che possono esplodere in qualsiasi momento. Ma

il sommo pericolo era rappresentato dal patto sacrilego che molti Demoni pretendevano di stringere

prima di piegarsi ai voleri dellincantatore. I termini precisi dell'accordo variavano a seconda dei

casi, ma la sostanza era più o meno la stessa: il Diavolo prometteva di erogare i beni desiderati per

un certo lasso di tempo, di solito ventanni, ma alla fine del periodo stabilito avrebbe preso possesso

dellanima del mago per l'eternità. Un'alleanza a caro prezzo, non cè che dire: eppure più di un mago

si mostrava pronto a dare il suo assenso. In un Grimoire intitolato "il libro infernale", che attingeva

a piene mani alle due Chiavi di Salomone, il contratto veniva offerto nella seguente forma:

"Imperatore Lucifero, padrone e signore di tutti gli spiriti ribelli, siimi favorevole, aiutami nel patto

che voglio segnare col tuo grande ministro Lucifogo Rofocal. Te pure invoco principe Belzebù,

proteggimi nella mia impresa. Oh Conte Astaroth! Siimi propizio, fa che in questa notte il gran

Lucifogo si presenti a me in forma umana, senza emanare il pestifero odore, e accogliendo il patto

che gli presenterò mi elargisca le ricchezze e i doni di cui necessito. Oh Grande Lucifogo

abbandona la tua dimora, accorri al mio invito, se resisti ti obbligherò con la forza del potentissimo.

Alfa e Omega e degli angeli della luce, Adonai, Eloim, Jehovam che mi obbediscono. Rispondimi

prontamente se non vuoi essere eternamente tormentato dalla forza delle parole della clavicola di

Salomone, di cui egli si servirà per obbligare gli spiriti ribelli a servirlo. Appariscimi o ti

tormenterò con il potere delle magiche parole della clavicola." Quest'invocazione, se recitata con i

debiti crismi, conduceva allapparizione del Demone, il quale, però, assentiva alle richieste dello

stregone solo "alla condizione che ti impegni a lasciarmi in capo allo spazio di venti anni padrone

del tuo corpo e della tua anima". Dal momento in cui l'allenza col Diavolo veniva siglata, entrambi

i contraenti non si perdevano d'occhio un istante. Il Demonio sapeva che il mago avrebbe in

qualche modo tentato di rinnegare l'accordo, mentre il mago sapeva che il Demonio avrebbe

vigilato attentamente per impedire alla preda di sfuggirgli. A quanto si racconta, i due cani neri che

accompagnavano ovunque Agrippa di Nettesheim erano in realtà demoni che controllavano i suoi

spostamenti. Si narra che lo storico francese Palma-Cayet avesse firmato un patto per garantirsi il

trionfo in tutte le sue dispute coni protestanti e che il contratto venne rinvenuto dopo la sua morte.

Vi fu un funerale pubblico, ma la bara, a quanto si diceva, era stata riempita di sassi: i Demoni

avevano già rapito il suo corpo. Nel "libro infernale" si trova anche una preghiera, una sorta di

polizza di assicurazione. Subito dopo aver stretto il patto scellerato, si consigliava al mago di

dichiarare (senza farsi sentire dal Demone, naturalmente): "Ispirami o magnanimo Dio, i sentimenti

necessari per liberarmi dagli artigli del Demonio e di tutti gli spiriti infernali". Se e quanto tale

supplica funzionasse, non ci è stato di saperlo.


La filosofia occulta

Tra i numerosi testi che, nel corso dei secoli, si sono proposti di illustrare il funzionamento del

mondo invisibile, l'opera in tre volumi De Occulta Philosophia (La Filosofia Occulta) è senz'altro

uno dei più importanti e, a suo modo, dei più autorevoli. Scritto nel 1510 dal mago Agrippa di

Nettesheim, il libro rimase inedito fino al 1531; ma anche allora procurò al suo autore più noie che

gioia. Sebbene Agrippa avesse poco più di ventanni al momento della sua stesura, 'lopera presenta

come un trattato completo sulla teoria e la prassi delle arti occulte. Nonostante la reputazione

sempre peggiore di cui godeva la magia, Agrippa sosteneva che non aveva nulla da spartire con i

diavoli e gli spiriti maligni; non era un mezzo per fare del male o per sovverire l'ordine naturale

delle cose, ma piuttosto un metodo per capire meglio il cosmo e colui che lo aveva creato. L'uomo,

sosteneva Agrippa, "è l'immagine più manifesta di Dio. Luomo contiene in sé tutte le cose che sono

in Dio...Perciò chiunque conoscerà se stesso conoscerà tutte le cose che sono in lui; soprattutto

conoscerà Dio, e l'immagine del quale egli è fatto". L'occultismo, a suo giudizio, era una scienza a

sé stante, che sviluppava in modo nuovo ed originale le aree più tradizionali del sapere: impegnava

la fisica, o quanto meno quello che allora si considerava tale, per studiare la natura delle cose; la

matematica per delineare il moto dei pianeti e delle stelle; la teologia per far luce sull'anima umana

e sul mondo spirituale popolato dagli angeli e dai demoni. Agrippa credeva inoltre che tutte le cose,

animate o no, avessero unessenza spirituale, unanima, e che tutte queste anime facessero parte di un

più vasto spirito universale, una "superanima". Il che, a suo parere, spiegava le proprietà miracolose

che egli attribuiva alle sostanze più disparate, dalle erbe medicinali alle pietre preziose:

racchiudevano poteri che, per quanto sopiti, potevano essere ridestati e usati da un mago

sufficientemente abile. Esistevano corrispondenze e armonie fra tutte le cose che, se adeguatamente

comprese, potevano condurre alla soluzione di molti problemi e curare ogni sorta di malattia. Nel

grandioso schema cosmico di Agrippa tutto era parte di unimmensa rete di correlazioni, dalle stelle

del firmamento al più piccolo pezzo di carbone: "Le stelle contengono gli elementi dei corpi

terrestri, perciò le idee (i poteri e la natura) si attraggono reciprocamente. Queste influenze si

esercitano solo con l'aiuto dello spirito, ma lo spirito è diffuso per l'intero universo ed è in pieno

accordo con lo spirito umano. Tutta la creazione forma un'unità attraverso la simpatia delle cose

simili e l'antipatia di quelle dissimili; le cose di un determinato mondo al suo interno, come pure le

cose congeniali di un altro mondo". Stava al mago comprendere, interpretare e manipolare questa

trama fantasticamente complessa.


Maledizioni e incantesimi

Ogni abile mago disponeva di un ampio repertorio di incantesimi, in parte appresi sui manuali e in

parte creati di persona, che gli permettevano di raggiungere gli scopi desiderati. Qualche volta

questi erano in effetti di natura diabolica (risvegliare i morti, evocare i demoni), ma in altri casi si

trattava di faccende ben più ordinarie. Nella loro attività professionale, i maghi potevano essere

ingaggiati per infliggere una maledizione o per spezzarne unaltra, per cagionare un malanno o per

scongiurarlo. In genere i maghi tendevano a specializzarsi, in base anche allambiente in cui

vivevano. Chi abitava in riva al mare, per esempio, era chiamato di frequente a confrontarsi con i

venti e le correnti marine. Gli si chiedeva di favorire il viaggio di una nave, di affondarne un'altra,

di scatenare tempeste o di placare i flutti. I maghi dell'entroterra venivano invece assoldati per

svolgere mansioni più disparate: gli si chiedeva per esempio di rendere più abbondanti i raccolti o

di addolcire il latte delle mucche. Se scoppiava una pestilenza potevano essere accusati di aver

provocato lepidemia, o supplicati di farla cessare. In tempo di guerra i loro malefici venivano

sfruttati per gettare scompiglio tra le file nemiche, e le loro abilità di guaritori erano messe a

profitto per sanare le ferite dei compatrioti. Erano infatti ritenuti in grado di arrestare il flusso di

sangue ad una piaga e di estrarre miracolosamente un proiettile o la punta di una freccia. Oppure di

appiccare incendi ed estinguerli. Potevano rivelarsi, al medesimo tempo, il nemico più temibile o

l'alleato più prezioso. Per non correre rischi, era prudente starne alla larga ma salutarli

rispettosamente. Tanto più che spesso avevano amici orribili al cui aiuto ricorrere in caso di

bisogno. Ebenezer Sibly, autore della "illustrazione nuova e completa delle scienze occulte "

(1787), avvertiva i lettori che i maghi e le streghe potevano evocare spiriti e apparizioni di ogni

sorta, e soprattutto tra tipi particolarmente docili al loro ordini. In primo luogo, Sibly indicava gli

spiriti astrali, che infestavano le cime delle montagne, le selve folte e buie, i castelli diroccati e ogni

luogo dove era stato commesso un omicidio. Per gli spiriti ignei, "di natura mediamente

vegetativa", ma "asserviti al regno delle tenebre". Queste creature mostruose, di indole malvagia,

erano assai ricettive alle chiamate di abili incantatori. Infine ecco gli spiriti terreni, che parevano

nutrire un odio congenito per il genere umano, forse a causa del luogo in cui vivevano. Ma tali

spiriti, a detta di Sibly, vivevano loro stessi "in uno stato di terrore e disperazione continua...Dire

che vengono bruciati senza requie tra le fiamme è soltanto un'immagine allogorica, adattata alla

concretezza dei nostri sensi. In realtà la loro sostanza è spirituale e la loro essenza è troppo sottile

per qualsiasi tormento esteriore. La sorgente inestinguibile delle loro sofferenze è in loro stessi e li

accompagna senza concedere un solo attimo di sosta e riposo. Essere separati dalla presenza di Dio

è per loro un tormento più grande di tutte le torture del mondo messe insieme". I maghi che li

evocavano, per qualunque motivo lo facessero, correvano il rischio di condividere il loro destino.


Le messe nere

La messa è un rituale di tale importanza e tale valore, ogni suo particolare è così ricco di significati,

che sarebbe stato sorprendente se nessuno avesse tentato di profanarla con finalità empie e occulte.

E, naturalmente, così è avvenuto. La messa nera, vale a dire la parodia sacrilega del rito cristiano, è

stata praticata nel corso dei secoli da streghe e maghi per invocare non Dio, ma Satana; per

conseguire non il bene, ma il male; per raggiungere non finalità sacre, ma scopi empi. Tra questi, il

peggiore era indubbiamente l'uccisione di un'altra persona. La cerimonia in cui i riti della messa

nera venivano più clamorosamente capovolti ed indirizzati a finalità malvagie era il "sabba delle

streghe". I sabba avevano luogo nei boschi e sulle vette dei monti, nelle forre impervie e ai crocevia

deserti. Le streghe si radunavano in quelle località appartate per festeggiare i propri trionfi, per

confidarsi segreti, per iniziare nuovi membri e per ribadire una volta di più la propria fedeltà al loro

capo e signore, Satana. Lo stesso Satana, o un emissario da lui inviato, presedieva a tale empia

liturgia. Comè logico aspettarsi, con un demonio che officiava allaltare, tutti i cerimoniali venivano

sovvertiti. Nel calice, al posto del vino, cera acqua, urina o il sangue di un bambino immolato;

l'ostia era sostituita da una rapa annerita. Le parole delle preghiere venivano deliberatamente

stravolte. Le invocazioni pronunciate erano immancabilmente volgari o blasfeme. Anche all'altare

era volutamente un abominio. A volte si distendeva sopra una donna nuda; altre volte una donna

nuda carponi, fungeva essa stessa da altare. Il demone o mago che officiava la liturgia indossava

una pianeta simile a quella dei sacerdoti, ma di colore rosso vivo, con una pezza verde che

raffigurava una donnola e un orso mentre consumavano lostia, oppure con un'immagine di un

caprone nera dalle scintillanti corna dargento. In conclusione, nei sabba si sostituivano le

invocazioni e i simboli cristiani con bestemmie e atti profani, allo scopo di dissacrare la messa e

imbragliare al contempo l'innegabile forza per la glorificazione del male.


La negromanzia

Di tutte le pratiche occulte, la più rischiosa era indubbiamente la negromanzia, l'arte di invocare i

morti. In un certo senso rappresentava l'apice del talento magico, l'impresa più sconvolgente e

sbalorditiva che uno stregone potesse esibire nel proprio curriculum personale. In parte a causa

della sua straordinaria intrinseca difficoltà e in parte per i tremendi pericoli a cui il mago si

esponeva nel momento in cui evocava fantasmi e demoni delloltretomba. Tali spiriti, infatti, non

erano particolarmente entusiasti all'idea di doversi sobbarcare il viaggio. Occorreva scegliere lo

scenario propizio per celebrare i rituali magici. Tra i luoghi prediletti dalla negromanzia spiccavano

le cripte, addobbate con drappi neri e illuminate da torce, e i boschi più impervi e inaccessibili a

eventuali intrusi. Anche i crocicchi godevano di una certa popolarità, forse nella convinzione che

molte anime, sia vive sia morte, erano abituate a passare da quelle parti. I ruderi dei castelli,

abbazie, monasteri e chiese si prestavano altrettanto bene, così come, naturalmente, i cimiteri. L'ora

migliore per l'invocazione di un defunto era quella che andava dalla mezzanotte all'una. Se la luna

piena splendeva in un cielo sereno, benissimo. Meglio ancora se infuriavano il vento e la tempesta,

i tuoni e i fulmini. E non solo grazie all'indubbio effetto scenografico. Per gli spiriti, osì si credeva,

non era facile mostrarsi e rimanere visibili nel mondo reale, ma il tempo inclemente, in virtù di

qualche misteriosa ragione, li aiutava. Il negromante si sottoponeva a numerosi preliminari. Nei

nove giorni che precedevano il tentativo, lui ed i suoi assistenti dovevano immergersi in una totale

atmosfera di morte. Spogliatisi delle loro normali vesti quotidiane, mettevano abiti logori e sbiaditi

che avevano sottratto a dei cadaveri e, nellatto di indossarli, recitavano litanie funebri in onore di se

stessi. Fino a che il rito di evocazione non si fosse concluso, non gli era concesso togliersi i vestiti.

Esistevano poi altri divieti da rispettare. Non era consentito neppure guardare una donna. Dovevano

mangiare cibi insipidi, perché il sale era un conservante, e i cadaveri erano destinati a putrefarsi

nella tomba, non a rimanere intatti. Si nutrivano di carne di cane, perché i cani erano creature di

Ecate, dea dei fantasmi e della morte, dallaspetto così terribile che chiunque la ridestasse doveva

avere cura di evitarne lo sguardo: una sola occhiata e la mente veniva distrutta per sempre. In una

sorta di versione necromantica della Comunione, mangiavano pane nero non lievitato e bevevano

succo duva non fermentato. Tali sostanze erano lemblema della desolazione e dello sconforto

caratteristici del regno che si accingevano ad esplorare. Lo scopo dei preparativi era quello di

creare una sorta di legame empatico fra i negromanti e le anime che speravano di evocare.

Compiuti i riti preliminari, lo stregone e i suoi complici si recavano al cimitero e, rischiarati dalla

luce delle fiaccole, tracciavano un cerchio magico intorno alla tomba che intendevano profanare;

poi bruciavano un miscuglio di legno comune, giusquiamo, cicuta, zafferano, aleo, mandragora e

oppio. Dopo aver dissigillato la bara, esaminavano il corpo e ne rivolgevano il capo verso est (la

direzione del sole nascente); le braccia e le gambe venivano disposte come quelle di Cristo

crocifisso. Vicino alla mano destra del cadavere, il negromante metteva una ciotola con una miscela

infuocata di vino, resina e olio profumato. Toccando tre volte il corpo con la bacchetta magica,

declamava allora alcune formule del suo Grimoire; le parole precise di tali invocazioni variavano

da libro a libro. Con una lieve variante, se l'anima che si voleva evocare era quella di un suicida, il

mago doveva toccare la salma nove volte, ricorrendo a ulteriori poteri occulti, quali i misteri degli

abissi e i riti di Ecate; poteva inoltre chiedere allo spirito perché si era tolto la vita, dove si trovava

in quell'istante e dove probabilmente sarebbe andato in seguito. Gli doveva poi intimare di

rispondere alle sue domande se voleva "serbare la speranza di godere del riposo dei giusti e vedere

alleviati i suoi dolori". Se tutto andava come previsto, l'anima rientrava nel suo corpo vecchio e

malmesso, che lentamente si alzava in piedi. Con voce spenta e sepolcrale, il defunto rispondeva a

ogni domanda del negromante: che cosa vi fosse oltre quella valle di lacrime, quali demoni stessero

causando sventure all'umanità, dove si trovasse un certo tesoro sepolto. Quando linterrogatorio

aveva termine, il mago ricompensava la disponibilità mostrata dallo spirito promettendogli per

lavvenire un riposo indisturbato, poi bruciava il cadavere o lo sotterrava nella calce viva per


dissolverlo. In entrambi i casi, lo spettro sapeva che il suo corpo veniva distrutto e che non sarebbe

più stato costretto a rientrarvi.


La cabala

Anche se nel Medioevo e nel Rinascimento vi si dedicarono con passione molti mistici cristiani, la

Cabala ha antiche origini ebraiche, Si trattava di un corpo di dottrine mistiche e teosofiche

tramandato ai patriarchi e ai profeti sin dalla creazione di Adamo; si pensava che nella cabala

fossero racchiusi, in formule ermetiche, i segreti delluniverso. La parola, in sé, significava "dottrine

ricevute dalla tradizione". Mistici, alchimisti, maghi ed altri occultisti erano attratti dalla Cabala per

evidenti ragioni: se fossero riusciti a prenetrare gli oscuri codici, avrebbero potuto scoprire il

segreto della pietra filosofale, o dellelisir di lunga vita. Agrippa, Paracelso, Robert Fludd e molti

altri passarono al seticcio quesgli oscuri scritti ebraici, in cerca di lumi e di ispirazione. La Cabala,

pur essendo straordinariamente difficile da comprendere e da spiegare, era essenzialmente una

grandiosa cosmogonia che spaziava dalla natura di Dio alla creazione dell'uomo, degli angeli e dei

demoni. In una sezione, chiamata Le magioni e le dimore, era illustrata la struttura del paradiso e

dellinferno; in un'altra, intitolata Il libro dei segreti, veniva indagata la demonologia. La Cabala, per

dirla molto breve, sosteneva che Dio - chiamato col nome di En Soph - era uno spazio illimitato e

incomprensibile nell'universo, un essere infinito al di sopra di ogni pensiero da noi concepibile. Per

quanto ci si sforzasse di immaginare e raffigurare En Soph, per quanto ostinatamente si battesse il

capo contro il muro, non si sarebbe mai riusciti nemmeno ad avvicinarsi alla realtà. Ma anche En

Soph aveva un problema: per rendersi manifesto in qualche modo, doveva agire, creare qualcosa. E

per fare questo erano necessarie intenzioni e desideri; biosgnava inoltre rimboccarsi le maniche e

mettersi al lavoro. Un'entità illimitata e imperscrutabile come En Soph non poteva certo sporcarsi le

mani. Così delegò l'i'ncarico a dieci intelligenze, o Sefirot (numeri) che emanavano da lui come

raggi dal sole ed emanavano ognuno da quella che la precedeva. In ordine decrescente, la gerarchia

dei Sefirot era: Corona, Sapienza, Intelligenza, Amore, Giustizia, Bellezza, Trionfo, Gloria,

Fondamento e Regno. Le dieci entità fecero un buon lavoro, ma l'universo creato non era né

perfetto né incircoscrivibile, proprio perché non era stato En Soph a occuparsene personalmente.

Come avrebbero potuto la perfezione senza limiti creare un'imperfezione limitata? Se tutto questo

vi suona un po strano, vuol dire che state cominciando a farvi un'idea della Cabala. Tuttavia,

l'universo appena creato non poteva dirsi completo senza il suo coronamento, l'essere umano. La

stessa struttura corporea dell'uomo era ritenuta una rappresentazione fisica delle quattro lettere del

Tetragramma divino, e ogni parte del corpo umano veniva fatta corrispondere a qualche regione

delluniverso noto e visibile. Quanto all'anima umana, si pensava preesistesse alla nascita che, prima

di trasferirsi in un corpo, abitasse nel Mondo delle Emanazioni. In tale stato originario riuniva in sé

il maschile e il femminile; solo dopo essere discesa in questo mondo si divideva in due parti e

animava due corpi separati. Il matrimonio non era che la ricomposizione dei due frammenti

dell'anima originaria, ma solo se le cose andavano per il giusto verso. E se non era stato un modello

di purezza e di virtù? Doveva sottoporsi a una specie di programma di riabilitazione spirituale:

all'anima venivano concesse altre tre possibilità di recuperare la sua perfezione innata,

reincarnandosi ogni volta in un corpo diverso. Se anche questo non funzionava, se cioè lanima era

ancora troppo debole per resistere al peccato e alla corruzione mondana, allora venivano prese

misure più drastiche: la si univa ad unaltra anima, nella convinzione che, lavorando nsieme,

sarebbero finalmente state in grado di purificarsi e di tornare al Mondo delle Emanazioni. Ma

perché tante complicazioni? Perché, secondo la Cabala, l'anima del Messia sarebbe giunta soltanto

quando tutte le altre anime fossero discese sulla terra e poi tornate in seno all'Infinito. Allora

soltanto l'anima del Messia sarebbe discesa e il grande Giubileo sarebbe inziato. Allora tutti i

peccati, le tentazioni e le sofferenze sarebbero stati sradicati e a vita sarebbe divenuta un

interminabile Sabato, una grandiosa festa che avrebbe visto tutte le anime finalmente riunite con

l'Anima Suprema. Persino Satana avrebbe riacquistato la perduta natura angelica. Con la

prospettiva di un simile risultato finale, tutte le tribolazioni e le peregrinazioni delle anime

dovevano sembrare più che degne di essere affrontate.


L'ARTE DEGLI ALCHIMISTI

Se l'alchimista mirasse principalmente a un tornaconto materiale o spirituale è un punto su cui

ancora oggi si continua a discutere; sia come sia, il suo obiettivo era quello di ottenere una

trasformazione. Gli alchimisti di proponevano di sondare i misteri della natura: qualè l'origine della

materia? Perché ha assunto forme nelle quali ci si presenta? In che modo è possibile manipolarla?

Questio gli interrogativi che assillavano la mente degli alchimisti, questi gli enigmi da cui scaturì la

cosiddetta Dottrina Segreta, o Grande Opera. Da un punto di vista prettamente concreto, lo scopo

primario degli alchimisti era quello di tramutare i metalli vili - piombo, stagno, ferro - nei metalli in

assoluto più nobili, l'argento o soprattutto l'oro, avvalendosi di una misteriosa sostanza nota come

pietra filosofale. Oltre al suo ovvio valore commerciale, all'oro venivano ascritte miracolose

proprietà ricostituenti. In un senso più filosofico, l'alchimia era un sistema di pensiero volto a

purificare la natura umana dell'alchimista stesso, sino a condurlo alla perfezione. Quali che fossero

i precisi intenti e metodi dell'arte alchemica, certo è che erano sempre ammantati di un denso alone

di mistero ed espressi in un linguaggio quasi impossibile da comprendere. I testi di alchimia erano

volutamente criptici per vari motivi. Per prima cosa, le arti magiche erano perennemente in odore

di eresia e i loro cultori rischiavano di finire legati a un palo con una fascina di legna sotto i piedi.

Perciò, quanto meno appigli si fornivano agli inquisitori ecclesiastici, tanto meglio era. In secondo

luogo, per la conventicola degli alchimisti era essenziale mantenere segreti e scoperte in mani

fidate. Se le formule per la fabbricazione delloro o altri ritrovati alchemici secondari fossero caduti

in possesso di persone sbagliate, avrebbero potuto essere sfruttati in vista di fini empi e perversi.

Ecco il parere al riguardo di Thomas Norton di Bristol, autore di un manuale quattrocentesco

intitolato Ordinale di alchimia: Rimanga sempre questarte segreta a la ragione ben la puoi

comprendere; che, se un uomo malvagio mai venisse a usarne, la pace dei cristiani ei potrebbe

distruggere e con lorgoglio e la superba sua rovesciare sovrani e principi di rango. In terzo luogo, i

testi di alchimia erano così oscuri per la semplice ragione che sotto tali arcane espressioni non si

nascondeva in realtà nulla. Gli alchimisti si destreggiavano con grande perizia in un elaborato gioco

di prestigio, e rendere incomprensibili i propri scritti era il modo migliore di accertarsi che nessuno

potesse mettere in dubbio la profondità della loro "scienza". A conti fatti, in tutte queste spiegazioni

cè probabilmente una parte di verità. La congrega degli alchimisti era assai lacerata al proprio

interno: vi erano i sedicenti "adepti" che si eregevano a custodi della vera scienza e guardavano

dall'alto in basso i dilettanti allo sbaraglio, gli amatori di infimo rango che a loto giudizio svilivano

la professione passando il tempo a manovrare il mantice senza grande costrutto in laboratori caotici

e improvvisati. Probabilmente non sarà mai possibile risalire con certezza alle orgini più remote

dell'alchimia, tuttavia, è senza ombra di dubbio una delle arti occulte più antiche e intensamente

coltivate.


Cerimonie e patti diabolici

Da un punto di vista prettamente magico per patto con il diavolo dobbiamo intendere un mezzo, o

più mezzi, trascendente per svegliare, o meglio: risvegliare, quei poteri latenti che sono racchiusi in

ciascuno di noi. Questi mezzi, ovviamente, non sono i soliti , il diavolo è rappresentato dal "potere

serpentino" ridestato dalla liberazione delle energie subconsce. Nelle stesse cerimonie di

evocazione c'è la possibilità di entrare in una sorta di relazione contrattuale con gli stessi spiriti,

vale a dire stipulare degli accordi mediante i quali si possono ottenere favori dalle entità differenti.

Generalmente gli spiriti richiedono, in cambio, sacrifici di animali o suffimigi rituali mentre, nelle

evocazioni diaboliche, il mago nero deve promettere, in cambio dei favori, la propria anima. Ma

vediamo quali sono questi mezzi magici per propiziare questo risveglio serpentino. a) droghe e

alcool b) attività sessuale controllata con la volontà c) violenza portata al massimo grado d)

evocazione di spiriti diabolici Vediamo l'ultimo punto che riguarda le evocazioni di entità

diaboliche. Queste chiavi sfruttano le intense cariche emotive che tutto il cerimoniale riesce ad

attivare proprio come nelle altre evocazioni. Nel caso anora una volta ci viene in aiuto la Chiesa di

Satana di Anton Le Vey che prevede questa particolare cerimonia. Dividiamola in fasi.

1) vestizione dell'operatore. Questi indosserà una tunica nera con disegnato un pentacolo con la

punta rivolta verso il basso per evidenziare che loperazione in corso è destinata alle potenze infere

che stanno in basso

2) sistemazione del Tempio Magico. Larredo prevede, una candela nera, la Coppa, la Spada, un

simbolo fallico, una campanella. L'Altare è costituito da una donna nuda, la testa rivolta a sud e i

piedi a nord. Il Cerchio Magico va tracciato con i nomi diabolici e non alcuni sigilli. Parimenti il

Triangolo dell'evocazione deve contenere il Nome Diabolico dello spirito da chiamare

3) purificare lambiente con volute di fumo di incenso e assafetida

4) procedere come per una normale evocazione sostituendo ai Nomi Divini quelli diabolici e

leggendo la seguente invocazione: "nel nome del Signore della Terra, il Re del Mondo, ordino alle

forze delle tenebre daccordarmi il loro potere infernale. Spalancate le porte dellinferno e venite su

dallabisso per salutarmi come vostro fratello, o sorella, ed amico. Concedetemi le indulgenze di ciò

che vi chiedo! Ho preso il tuo nome come una parte di me stesso! Vivo come le bestie nei boschi,

esultando nella vita carnale! Favorisco il giusto e maledico il marcio! Per tutti gli Dei dell'Abisso,

ordino che quelle cose cui aspiro divengano reali, vieni avanti e rispondi ai tuoi nomi per

manifestare i miei desideri!"

5) ruotare in senso antiorario su se stessi dirigendo la punta della Spada verso i Quattro Punti

Cardinali, pronunciando il nome di Satana a sud, di Lucifero a est, di Belial a nord e di Leviathan a

ovest

6) benedire con il simbolo fallico

7) invocazioni di circostanza a seconda dello scopo della cerimonia

8) rituale di successo: bisogna sforzarsi di visualizzare mentalmente colui che desidera il successo,

se si tratta di se stessi: autocommiserarsi; Rituale di distruzione: conficcare spilli nella bambolina

che simboleggia il nemico, disegnare o dipingere la sua rovina; Rituale di desiderio: possedere

carnalmente la donna visualizzando, al momento dellorgasmo, loggetto del desiderio

9) evocazione dello spirito diabolico e richieste


10) congedo dello spirito Nel "grand grimoire" attribuito ad un certo Antonio del Rabbino, un

veneziano, viene spiegato in dettaglio il patto con il diavolo. Nel testo sono elencati altrsì molti

spiriti infernali con le loro attribuzioni e caratteristiche.

Mi sembra ripetitivo elencare tutta la cerimonia che prevede levocazione di Lucifero (chiamato nel

testo in questione Lucifuge). Dirò solo che levocazione prevede un sacrificio animale

immediatamente prima dellevocazione. Il mago dovrà aver tracciato il Cerchio dellArte secondo

luso e dovrà disporre di tutta la strumentazione necessaria. Come base per il rituale si potrà seguire

tutti i punti che ho elencato relativi alla cerimonia del La Vey, fino al punto sette. Ed ecco

l'evocazione di Lucifuge. "imperatore Lucifero, Principe e Signore degli Spiriti ribelli, io (nome

mistico del mago) ti chiedo di lasciare la tua sede, in qualunque parte del mondo essa sia, e di

accorrere akka mia chiamata. Ti comando e ti ordino, nel Nome del Grande Dio Vivente Padre,

Figlio e Spirito Santo di venire senza alcun cattivo odore e di rispodnere con voce chiara e udibile,

parola per parola, alle domande che io ti porrò. E se non farai tutto questo verrai costretto per

Adonai, Elohim, Jehova, Sabaoth, Metatron, On, Agla, Mathon, Gad, Almusin, Gibor, Jehosua,

Evam, Zariatnamik e per tutti gli altri Santi Altissimi, che ti obbligheranno contro la mia volontà.

Vieni! Vieni! Vieni! Submitte mihi illum Lucifuge, o sarai torturato in eterno dal potere di questa

Bacchetta Fulminatrice!". Dopo di ciò lo spirito dovrebbe apparire. All'apparire dello Spirito

Infernale il mago esporrà le sue richieste sempre minacciando l'entità se questa si rifiuterà di

sottostargli poi darà il via alla contrattazione vera e propria scrivendo con il proprio sangue su un

foglio di pergamena i termini del contratto una volta stabilite le modalità. Terminata l'operazione si

procederà al congedo. "Sono soddisfatto e contento di te, Principe Lucifuge, per il momento. Vai

ora in pace e ritirati senza fragore e senza arrecare molestie ad alcuno. Non dimenticare il nostro

patto o ti tormenterò con la mia Bacchetta Fulminatrice!"


Spiriti infernali

A ben vedere, tutte le entità e gli Spiriti della magia, proprio per le considerazioni precedenti, sono

considerati - dalla tradizione cristiana - enti che provengono dal piano inferiore, vale a dire diavoli.

Infatti questi spiriti sono tratti da quell'inferno che è il subconscio personale dello stesso mago e

sono quindi oggettivazioni che scaturiscono dagli stati profondi e sotterranei della mente e che, una

volta rimossi, vengono alla superficie conscia sottoforma di incubi. Tra le varie entità esiste una

gerarchia ben strutturata, per cui un Elementale è, ad esempio, ben diverso da una Intelligenza o da

un Angelo. Le entità diaboliche sono tali e tante che mi è praticamente impossibile riportarle per

intero per cui mi limiterò a citare qulche "esemplare" tra i più curiosi ed interessanti, ma che è

sempre bene lasciare dove si trovano. Asmodeo Nel libro di Tobia, un testo del II secolo a.C. è

citato Eshmadai, che in seguito diventerà Asmodeo. E' il demone che ha ucciso i setti mariti di Sara

e che, nella letteratura rabbinica, diverrà in seguito il re dei Demoni. Secondo Salomone, Asmodeo

ha tre teste: una di toro, una di ariete e una umana; piedi di cavallo, coda di rospo e bocca che

vomita fiamme. Cavalca un dragone ed è armato di una lancia. E dotato di molti poteri: procura

tesori nascosti, insegna le arti matematiche, conferisce l'invisibilità, induce alla lussuria. Salomone

lo descrive "furioso e urlante". Belzebub Il capo dei Demoni, chiamato anche Belzebù, è forse

derivato dallantico dio Baal, o Bel, e significa "signore delle mosche". Secondo il saggio Salomone

egli prova particolare piacere a sopprimere i regnanti, a perseguitare la gente inerme, inoltre incita

alle guerre e ai crimini contro natura. La tradizione riferisce che Belzebub è altissimo, seduto su un

trono gigantesco, la faccia di fuoco gonfia e orribile, le sopracciglia folte e spesse, sul capo due

corna lunghe e appuntite. Questo demone è vinto dal Nome Divino Emmanuel, dalle cifre 644 e dal

Nome Eleeth. Lo si può evocare ma è molto difficile liberarsi di lui. Lilith Chiamata anche la

Civetta o la Notte, Lilith è un demone femminile che appare sotto forma umana con capelli sciolti

fluttuanti e arruffati. Secondo il Talmud sarebbe stata la prima moglie di Adamo e gli avrebbe dato

una discendenza di demonismo, ma, piuttosto che riconoscere Adamo come suo padrone lo lasciò e

fu scacciata dal paradiso. Lilith è chiamata anche "quella che grida" e, nello Zohar, "serpente,

donna di prostituzione, fine di tutta la carne, fine dei giorni". Secondo unaltra tradizione è Lilith

che provoca le polluzioni notturne e che, dalle gocce di seme che vanno perdute, genera demoni e

spiriti maligni. Sammael Secondo gli Ebrei è uno dei principi del male, creatura delle tempeste. Il

suo nome può essere tradotto come "veleno di dio" e pare riferirsi al nome di carnefice che gi è

proprio. Si dice che voli come un uccello e sia molto più astuto. Fu questo demonio che, sottoforma

di serpente, tentò Eva in paradiso e che, in qualità di compagno non circonciso di Lilith, generò una

numerosa prole di demoni. Azazel Nell'apocalisse di Abraham è citato questo demone che figura

anche nellAntico Testamento. E un uccello impuro che vuole insudiciare il sacrificio di Abramo, e

forse il suo nome deriva da un'antica deità delle greggi dei Sumeri. Nel libro di Enoch Azazel è

accompagnato da Semiazas, che incita gli angeli ad unirsi alle donne e insegna l'arte della magia.

Azazel è molto abile nell'arte della guerra e nella fabbricazione delle armi e inoltre rivela i segreti

degli incantesimi e della seduzione femminile. Belfagor Il suo nome esatto è Belphegor e deriva

con ogni probabilità da un'antica divinità moabita chiamata Baal-Peor, letteralmente "il signore del

monte Phegor".


Rituali di sortilegio e di incantamento

Mi occuperò ora di tutte quelle tecniche occulte che venivano genericamente raggruppate come

sortilegi o, se preferite, sotto il termine di malefici. Si tratta di rituali piuttosto oscuri e poco

conosciuti, in special modo per il fatto che raramente chi li pratica ama raccontarlo in pubblico e

non desidera la benchè minima pubblicità. Tutto ciò naturalmente è più comprensibile in quanto le

operazioni al nero comportano - sempre e comunque - un danno fisico e spirituale che può arrivare

addirittura alla morte dell'individuo scelto come "bersaglio" del sortilegio. Fortunatamente per

mettere in pratica certe cose è necessario avere unottima padronanza della materia magica ed un

certo potere ottenibile solo dopo un lungo studio e molta pratica.

Il Maleficio

Il maleficio è unazione diretta a danno di qualcuno o a detrimento di qualcosa, o che comunque

risulta dannosa e vantaggiosa. Colui che compie questa operazione è uno stregone - o una strega, o

fattucchiera, se di sesso femminile - più propriamente un mago che sta operando al nero, e questi si

determina tale proprio in virtù dellatto che si accinge a compiere a danno altrui. Da ciò ne

consegue, ovviamente, che il maleficio è considerato un intervento magico illecito in quanto lesivo

della altrui libertà e salute quindi va condannato nel modo più assoluto. Il termine deriva dal latino

"malia", incantamento, e "facere", azione. Il "fare" implicito nella parola comporta lidea di una

manipolazione più o meno complessa di sostanze e ingredienti che realizza lo stato voluto, da qui

anche il termine di "fattura". Il sortilegio, invece, ha finalità più sottili pur agendo con il medesimo

principio ed è solitamente sinonimo di "fattura a morte". Ciò che fa gioco in questo senso è la

precisa e spiccata volontà delloperatore stesso orientata verso il male, atta a coercire una volontà

più debole e indifesa onde piegarla ai propri voleri. Tutto questo implica una sorta di "circuito

chiuso" che viene ad instaurarsi tra due, o più , persone: il maleficiatore - vale a dire chi trasmette

lazione nefasta - e il maleficiato - cioè chi la subisce - che è quasi sempre inconsapevole

dellincombenza del rituale stesso in azione contro di lui. Il maleficio può essere di due tipi:

1) diretto: quando agisce, senza alcuna meditazione, sul bersaglio da colpire. Possiamo paragonare

l'operatore mago ad unemittente sonora e il bersaglio a una ricevente sintonizzata sul quel

programma specifico. Perché il maleficio abbia luogo occorre che il soggetto ricevente non abbia

alcuna possibilità di spegnere il ricevitore e che, la trasmissione, sia istantanea e imprevedibile.

Tale è, ad esempio, il cosidetto "malocchio", la visualizzazione astrale.

2) indiretto: quando lo stregone non agisce direttamente sulla vittima, ma attraverso mezzo che le

sono caratteristici o che le appartengono o, in via subordinata, esercitando la coercizione sulla

rappresentazione caratteriale del soggetto stesso (oggetti che gli appartengono, frammenti di

unghie, capelli, sangue etc.) denominati, in genere, "oggetto di transfert".

Il maleficio indiretto può essere esercitato in quattro modo differenti.

a) infissione o defixio

b) putrefazione

c) annodamento e legatura

d) distruzione


Il Malocchio Lo stesso termine indica chiaramente qualè il mezzo diretto per "gettare il sortilegio".

Molti ritengono che il malocchio sia un fenomeno tipicamente italiano mentre in realtà è conosciuto

anche nel resto del mondo: "mauvais oeil" il termine francese, "evil-eye" in inglese, "boser-blick"

in tedesco. L'origine di questo sortilegio si perde nella notte del tempo e il fenomeno ha avuto

grande popolarità lungo tutto il corso del medioevo e, in parte, anche nel Rinascimento quando si

riteneva che le persone possedute dal demonio potevano, con i loro sguardi, gettare ogni sorta di

disgrazia sui cristiani timorati da Dio. Indubbiamente il fenomeno è diventato, col tempo, una

curiosità flokloristica che affonda le sue radici nella superstizione popolare anche se - alla base - è

evidente una componente magica. Non posso negare che vi siano persone, dotate di un enorme

potere magico, in grado di provocare veri e proprio sortilegi con effetti paranormali (telepatia,

ipnosi, etc.) in grado di coercire le volontà più deboli, ma è ben difficile raggiungere simili vette.

Le fatture

Con il termine di "fattura" che deriva dal latino "facturus", futuro, azione rapportabile al futuro, si

rende in pieno il significato dell'evento malefico in quando indicativo di una azione mediata

effettuata da una persona specializzata verso un bersaglio prestabilito. In senso pratico la fattura

consiste nel provocare magicamente su individui lontani nello spazio effetti negativi o comunque

indipendenti dalla volontà del soggetto - bersaglio per mezzo di capelli, frammenti di unghie,

liquidi organici dellindividuo ricevente e, indirettamente, su feticci - bambole di cera o di stoffa,

pupazzetti, fotografie etc. Rituali o incantamenti d'amore A parte le fatture d'amore, esiste tutta una

serie di rituali magici atti a procurare l'amore di unapersona. Personalmente considero piuttosto

banali questi mezzi per coercire volontà più deboli e che non hanno alcuna intenzione di seguire i

nostri desideri. Dopotutto se certe persone non provano amore per noi significa che il destino ha

disposto altrimenti e non è certo usando l'arte magica che raggiungeremo la soddisfazione. Certo, in

molti casi con la magia è possibile ottenere un tale risultato ma l'unione che ne deriverebbe,

credetemi, appagherebbe soltanto fisicamente lasciandoci una profonda insoddisfazione spirituale.


I signori delle tenebre

I Grimori e i demonologi classificano gli spiriti dei quali il mago può tentare l'evocazione in varie

maniere differenti. Vi sono gli spiriti dei sette pianeti e dei giorni della settimana, delle ore della

notte e del giorno, dei segni dello zodiaco e dei punti cardinali, alcuni buoni ed altri cattivi. Vi sono

anche gli "elementali". Nel quinto secolo dopo Cristo, Proclo divise gli spiriti in cinque gruppi,

quattro legati agli elementi - terra, aria, fuoco, acqua - ed un quinto che vive sottoterra. Michele

Psello, nell'undicesimo secolo, aggiunse un sesto gruppo, detto lucifugum, "che evita la luce". Gli

autori del sedicesimo e diciassettesimo secolo descrivevano in genere gli spiriti del fuoco (chiamati

anche Salamandre) come creature che abitano i cieli superiori, e non avevano contatti con l'uomo.

Gli spiriti dell'aria (silfidi) sono feroci e violenti. Odiano gli essere umani, provocano tempeste, e

possono formarsi con l'aria dei corpi invisibili. Gli spiriti dell'acqua (ondine), che sono crudeli,

passionali e sleali, assumone generalmente forme femminili. Fanno affondare le navi e annegari i

nuotatori. Gli spiriti della terra (driadi) vivono nei boschi. Alcuni sono amichevoli, ma altri tendono

trappole agli uomini e conducono fuori strada i viaggiatori. Gli spiriti che vivono nel sottosulo

(gnomi) sono eccezionalmente malevoli. Attaccano i minatori e cercatori di tesori, provocano

terremoti ed eruzioni, e attirano gli incauti sotto terra, verso la morte. I Lucifugi, che naturalmente,

come vuole il loro nome, non si mostrano mai durante il giorno, sono completamente al di là di

ogni possibilità di comprensione o controllo da parte degli uomini: misteriosi, inquieti, freddamente

maligni. Inseguono e uccidono chi è così imprudente da viaggiare di notte. Tutti questi spiriti

rappresentano ciò che è sopravvissuto, in tempi medievali e moderni, della diffusa credenza

primitiva che la Natura nel suo complesso fosse una cosa viva, come lo è luomo, e che spiriti

abitassero in ogni fiume o in ogni montagna, nelle nubi e nelle brezze, negli alberi, nei campi e

nelle siepi, nei sassi, nei burroni e nelle grotte. Essi sono imprevedibili e ingannatori, coma la

Natura, che a volte è generosa, ma più spesso crudele. I Grimori si preoccupano soprattutto, però,

dei personaggi più importanti: i principi regnanti del male, gli angeli caduti, i grandi Signori delle

Tenebre. Un antico catalogo di demoni appare nel Testamento di Salomone, scritto tra il 100 e il

400 dopo Cristo. In esso si narra di come un angelo di Dio avesse consegnato a Re Salomone un

anello magico, che gli diede potere su tutti i diavoli, forzandoli a rivelargli i loro veri nomi.

Beelzeboul, principe dei demoni, e Asmodeus, diavolo della lussuria, che è in parte spirito e in

parte uomo, figurano tra le entità menzionate. I nomi dei diavoli derivano da fonti ebraiche, greche,

egiziane, assire, babilonesi e forse persiane. Come nei Grimori successivi, vengono elencate le loro

funzioni. Uno fa incendiare le messi, uno strangola i bambini, un altro cola a picco le navi. Molti

provocano malattie. Una versione più tarda del Testamento fornisce un diverso elenco di diavoli,

che comprende tra gli altri Asmodeus, Astaroth e Maometto. Molti dei loro nomi sono contorti e di

origine sconosciuta. Questa versione tuttavia stabilisce un precedente, ripreso poi da molti altri

Grimori, nel fornire il "carattere" di ciascun demone, cioè il sigillo magico che lo controlla, perché

è il "sigillo" dello spirito, equivalente al suo vero nome. Nel Grimorium Verum e nel Grand

Grimoire i tre supremi poteri del male sono Lucifero, Beelzebuth e Astaroth. Quando il mago li

evoca, Lucifero appare come un ragazzo di bellaspetto, Beelzebuth come una mosca enorme,

Astaroth come una figura umana, metà bianca e metà nera. Altre liste sono fornite dal Lemegeton, e

dalla Pseudomonarchia Darmonum, del demonologo cinquecentesco Johann Wier, o Weyer,

discepolo e amico di Agrippa. Wier traccia una completa gerarchia dellInferno, che include

Beelzebuth, capo supremo delle regioni infernali, Satana in secondo luogo, Euronymus, che è il

principe della morte, Moloch, Principe della Terra delle Lacrime, Plutone, principe del fuoco,

nonché Baalberith, larcidiavolessa Proserpina, Astaroth, Adramelek, Nergal, Baal, che comanda gli

eserciti infernali, Lucifero, che dispensa la giustizia nel regno sotterraneo, Chamos, Melchom,

Behemoth, Dagon, Asmodeus, che governa le case del gioco, e lAnticristo, che è malinconicamente

caduto nel rango, dato che ora è solo il mimo e buffone dellinferno. Alcuni demoni sono

ambasciatori in paesi stranieri, come Mammon (Inghilterra), Belial (Turchia), Rimmon (Russia) e

Thamuz (Spagna). Beelzebub, il signore delle mosche, era il capo dei demoni nelle credenze


popolari ebraiche al tempo di Cristo, il quale venne accusato di scacciare i diavoli in suo nome. In

origine era Baalzebub, dio della città filistina di Ekron, al quale il re ebraico Ahaziah richiese un

oracolo sulla propria salute, con grande scandalo del profeta Elia di Thesbe. Il suo nome può

significare "signore delle mosche", o "signore che scaccia le mosche"; potrebbe derivare dal fatto

che i suoi sacerdoti praticavano la divinazione osservando il volo delle mosche. Baal significa

"signore" ed era un titolo conferito a molte divinità locali in Siria e Palestina. Il supremo Baal era il

dio della fertilità dei Cananiti, il cui culto richiedeva il sacrificio dei fanciulli col fuoco. Sono stati

fatti tentativi per collegarlo con le divinità solari celtiche Belenus e Belinus, e con Beltane, la "festa

del fuoco", celtica che si celebra il primo Maggio, ma la connessione sembra si basi solo su

unerrata etimologia. Il Lemegeon afferma che Baal appare con la testa di rospo o di gatto e parla

con voce rauca. Concede saggezza e insegna come rendersi invisibili. Fanciulli erano sacrificati

anche a Maloch, divinità fenicia o cananita, e ad Adrammelech, il cui culto venne probabilmente

introdotto in Samaria da coloni siriani. Chemosh era adorato dai Moabiti e Milcom dagli

Ammoniti. Dagon era il dio principale dei Filistei, che posero l'arca di Jehovah nel suo tempio

quando la catturarono gli Israeliti; il potere dellarca distrusse Dagon e fece crollare in pezzi la sua

statua. Rimon era una divinità della Siria; Naaman il lebbroso si inchinò in un tempio di Rimmon a

Damasco. Un altro diavolo che in origine era un dio cananita è Baalberith, il "signore dei patti": una

divinità che presedieva alla stipulazione degli accordi. Fu uno dei molti demoni che presero

possesso di sorella Madeleine di Demandolx, del convento delle Orsoline di Aix-en-Provence,

allinizio del diciasettesimo secolo. Sotto il loro influsso la suora ebbe visioni, danzò cantando

canzoni oscene, si mostrò in pose indecenti e raccontò storie terribili di sadomie e orge

cannibalistiche nelle quali veniva consumata carne di bambini, cui avrebbe preso parte. Si scoprì

che il suo confessore, Padre Gaufridi, laveva sedotta e stregata. Sopo tortura, questi venne

strangolato e bruciato ad Aix nel 1611. Astaroth era una potente dea dei Cananiti e dei Fenici,

lequivalente dellIshtar babilonese. Era adorata con riti lascivi constantemente condannati dai profeti

del Vecchio Testamento. In seguito, la Dea divenne un demone maschio che si mostra come un

angelo molto bello, ma ha l'alito cattivo. Insegna le scienze e rivela gli eventi del passato, presente

e futuro. Nergal, lo spietato, viene da più lontano. Era il dio babilonese del mondo sotterraneo, per

certi versi equivalente a Marte, signore della guerra, la pestilenza, le inondazioni e le distruzioni.

Tammuz era in origine un dio-pastore dei Sumeri, il cui culto divenne popolare in Siria e Fenicia.

Asmodeus, il diavolo della lascivia, la sensualità e la lussuria, appare di frequente nella letteratura

ebraica, e sembra sia sempre stato un demone. Tradizionalmente ha piedi di gallo, uccello noto per

il vigore sessuale. Belial, lo sleale, demone della menzogna, sembra sia anchegli sin dagli inizi uno

spirito maligno. Il suo nome è forse una contrazione dei termini ebraici beli yaal, "senza fede". Gli

Israeliti, secondo certe tradizioni, lo considerano il capo dei diavoli, ed è lui il comandante delle

forze del male nella guerra dei figli della luce contro i figli delle tenebre, uno dei rotoli del Mar

Morto. Quando è evocato appare in forma di angelo assai bello a vedersi, e parla con voce

ingannevolmente dolce e piacevole. Mammon, demone dellavidità di denaro, non era un dio, ma

una parola. Il suo nome deriva dall'aramaico, e significa ricchezza e lucro. Venne considerato

diavolo pechè Gesù disse: "nessuno può servire due padroni...Non potrete servire Dio e il

mammona". Plutone e Proserpina vengono dalla mitologia romana, Euronomo dalla greca. Plutone

ra il signore del mondo sotterraneo e Proserpina (o Persefone) la sua sposa. Euronimo appariva nel

famoso affresco della discesa di Ulisse negli inferi, dipinto nella sala degli Cnidi e Delfi era

mostrato seduto su una pelle d'avvoltoio, metà nero e metà azzurro, come una mosca della carne,

con i denti scoperti in un ghigno velenoso, mentre masticava la carne dei cadaveri. Fra i nomerosi

altri demoni inclusi nel Lemegeton, la Pseudomonarchia e trattati consimili, figurano Phoenix,

definito un eccellente poeta, e Amon, in origini dio egizio il cui nome significa "il nascosto", e che

venne unito a Rà come dio solare, Amon-rà. Si mostra come lupo con la testa di serpente, che

vomita fiamme. Procura l'amore delle donne e predice il futuro. Cimeries, che cavalca un destriero

nero e governa tutti gli spirti dell'Africa, trae probabilmente il nome dei Cimmeri, un popolo

menzionato da Omero che vive nell'estremo occidente, frà l'oscurità e la nebbia in un paese in cui


non sorge mai il sole. Predice il futuro e va probabilmente identificato con Balaam, l'avido stregone

simbolo nella Bibbia dell'avarizia, delladorazione degli idoli e dell'immortalità. Che i demoni

appaiano in forme grottesche e orripilanti è unantica tradizione. I Babilonesi pensavano che gli

spiriti del male fossero così orrendi che, vedendo e loro stesse immagini ritratte in uno specchio,

sarebbero fuggiti. Avevano corpi di cane, zampe daquila, artigli di leone, code di scorpione, crani

spolpati, corna di capro e ali di uccello. I Grimori riportano gli aspetti che può assumere ciascun

diavolo, in modo che il mago possa esser certo che lo spirito che gli appare sia proprio quello da lui

evocato; tuttavia le descrizioni ricordano anche i talismani planetari di Marsilio Ficino e Giordano

Bruno, nonché gli spiriti planetari del Quarto Libro del De Occulta Philosophia. Possono anche

servire ad aiutare il mago nellevocazione fornandogli la forma caratteristica dello spirito su cui

concentrarsi. Secondo la Cabala le forze malefiche nascono dalla parte sinistra dellAlbero della

Vita, specialmente da Geburah, il sephira che rappresenta l severità e lira di Dio. Il male discende

da questa sfera, come se in qualche modo lira divina ne traboccasse. Nello Zohar e nei testi

cabalistici successivi, gli spiriti del male sono chiamati spesso Kelipothm cioè "gusci" o

"conchiglie". Sono i rifiuti e i detriti, il materiale di scarto che lascia dietro di sé il vasto organismo

universale. Nel tredicesimo secolo si era ormai sviluppata lidea della esistenza di dieci sephirot

malvagi, controparti dei dieci sephirot divini. Questi sono dominati da arci-demoni, sotto il

comando supremo di Samael, il caduto angelo dei veleni. MacGregor Mathers li elenca come

segue:

1. Satana

2. Beelzebub

3. Lucifuge

4. Astaroth

5. Asmodeus

6. Belphegor

7. Baal

8. Adrammelech

9. Lilith

10. Naamah Lilith e Naamah, nella tradizione ebraica, sono demoni femminili che soffocano i

neonati e seducono gli uomini nel sonno, succhiando loro il sangue.

Le origini di Naamah non sono conosciute. Lilith era probabilmente in origine Lilitu, un'entità

malvagia degli Assiri che aveva ali e lunghi capelli scomposti. Il suo nome venne confuso in

seguito con la parola ebraica che significa "notte", Layil, e così Lilith fu descritta come uno

scarmigliato demone notturno. Esiste una storia secondo cui re Salomone inizialmente sospettò che

la regina di Saba fosse Lilith perché aveva le gambe pelose. Una leggenda dice che fu la prima

moglie di Adamo, creata da Dio con liquame e fango. Dalla sua unione con il padre dell'umanità

nacque Asmodeus e una legione di altri demoni. Questa storia non appare nella Bibbia, ma se ne

trovò una giustificazione indiretta nel versetto 3 del quinto capitolo della Genesi, in cui si dice: "E

Adamo visse centotrenta anni; e genrò a sua immagine e somiglianza un figlio cui pose nome

Seth", da Eva. Ciò implicava, si pensò, che Adamo in precedenza avesse avuto altri figli, i demoni,


che non erano a "sua immagine e somiglianza": altrimenti, la precisazione non sarebbe stata

necessaria.


L'adorazione del diavolo

Il Diavolo è un'eredità della difusa tendenza umana ad attribuire l'origine del male ed influenze non

umane. Nelle società primitive il male e la sventura si pensava venissero dagli dèi. Le forze che

hanno creato l'universo e lo governano sono all'origine di tutte le cose, e a loro risale quindi anche

la responsabilità della presenza del male, come il merito dellesistenza del bene. Nelle questioni

troppo banali o volgari perché possano essere preoccupazione degli dei, i popoli primitivi

rigettavano la colpa delle loro sofferenze e delle loro sventure sulla malizia di spiriti nemici, che

sono meno potenti degli dèi ma più numerosi. Gli ebrei inizialmente credevano in diverse entità

soprannaturali, alle quali poteva risalire l'origine del male. Jehovah era considerato in principio dai

suoi seguaci solo uno fra molti dèi. Le altre divinità appartenevano alle confinanti popolazioni con

gli Ebrei, ed erano considerate dai profeti di Jehovah forze malefiche, ostili a Jehovah e al suo

popolo. Allo stesso modo i primi Cristiani non rigettarono le divinità pagane come finzioni, ma le

pensarono enti reali e malefici: cioè, Demoni. La primitiva immagine di Jehovah come solo uno fra

molti dèi venne poi rimpiazzata dal credo che egli fosse l'unico dio, solo creatore dell'universo e di

tutto ciò che contiene, comè descritto nella Genesi. Ne discese logicamente che lo stesso Jehovah

doveva essere la fonte del male come del bene. Questa convinzione che l'origine del male fosse in

Dio, sopravvive nella Cabala, nella quale le forze malefiche derivano e si affondono dai sephirot,

che sono manazione di Dio. Questo spiega la limitata importanza del Diavolo nella tradizione

ebraica, specie a paragone del credo cristiano, dato che un potere maligno soprannaturale non è

necessario, a meno che Dio non venga considerato interamente buono. Nel Vecchio Testamento

Jehovah spesso fa cadere il male sugli uomini per azione diretta. Irato con gli Ebrei in una certa

occasione, istillò nella mente di Davide l'idea di indire un censimento, in modo da poter poi punire

questo crimine scatenando una pestilenza che uccise settantacinquemila uomini. In certe occasioni

tuttavia Jehovah operò mediante spiriti subalterni. Inviò entità malefiche a tormentare Samuele,

Abimelech, gli Egiziani. Oltre che agli spiriti che servivano Jehovah e formavano la sua corte - gli

angeli delle successive credenze ebraiche e cristiane - gli Ebrei credevano anche in demoni maligni

e in spiriti dai lunghi capelli che infestavano i luoghi oscuri e deserti. Ma in queste primitive

tradizioni non vè alcun segno della convinzione nellesistenza del Diavolo, il grande principe del

male, arci-nemico di Dio. La figura del Diavolo si formò più tardi, a diversi passaggi del Vecchio

Testamento, che con lui non avevano nulla a che vedere, vennero poi interpretati dagli esegeti come

prove della sua esistenza nelle Sacre Scritture.


La magia nera

Magia nera: ai più questa parola incute timore e paura, vuoi per errate convinzioni

tradizionalistiche, vuoi perché solitamente con il termine "nero" si intende negativo, nefasto,

portato al Male, in contropposizione con Bianco, come positivo, portato al Bene. Tutto ciò è errato.

La magia nera comprende, è vero , la Magia a scopi malvagi, ma essa è innanzitutto la vera tecnica

della Magia Pratica. Quando si parla di Mago Nero come contrapposto a Mago Bianco, si intende

parlare di Stregone. Invece, nella pratica rituale in Magia, quella operata dal mago bianco, sempre

usando tecniche contemplate dalla magia nera, si trovano operazioni magiche che servono a

sconfiggere stregonerie quali "fatture", "sortilegi" e "legamenti". Un'altra precisazione molto

importante che desidero fare, è che ritengo errato porre la Demonologia nella Magia Nera, come di

solito molti testi usano fare. In effetti, io ritengo la demonologia quella tecnica magica che va sotto

il nome di Magia Rossa. Mi ripeterò ancora tracciando uno schema per una maggiore comprensione

di quanto detto: mago bianco-rituali propiziatori-evocazioe di spiriti celesti MAGIA NERA mago

nero-demonologia (magia rossa)-evocazione demoniaca In effetti, le grandi forze magiche non

possono essere definite come buone o cattive; hanno un lato buono e uno cattivo o, in termini

occultistici, un aspetto negativo ed uno positivo. Il lato cattivo è dominio di potenti esseri malefici

chiamati "demoni". Analogamente il lato buono è dominio degli "angeli" o Spiriti Benefici: ma i

Maghi Neri (Stregoni) sono molto più interessati ai Demoni. I Demoni sono intelligenze malefiche

che hanno un grande potere, ma possono essere dominate da un mago che sia forte ed impavido. I

Demoni sono sottomessi alla sua volontà mediante rituali che comprendono sacrifici e sangue,

profumi, simboli e maledizioni. Gli antichi Grimori (o Libri Magici) erano testi che insegnavano al

neo-mago i metodi per evocare gli spiriti malvagi, uccidere i nemici, causare odio e distruzioni,

forzare le donne a sottomettersi alle sue passioni. La Magia Nera (Stregoneria) è il "sentiero della

mano sinistra", in quanto la sinistra è associata al male. La massima "conoscere il Male per arrivare

al Bene", in effetti, non è sbagliata. Aleister Crowley, il più celebre e dotato tra i maghi moderni,

nel suo volume "Magick in Theory and Pratice", definì Dio "entità ideale della natura profonda

dell'uomo" e disse che "la Grande Opera consiste nell'elevazione dell'uomo completo sino al

perfetto equilibrio con la forza dell'infinito" al qual punto diviene Dio. Un altro mago famoso, il

grande occultista del Rinascimento, Cornelio Agrippa, nel suo "De Occulta Philosophia", intorno al

1510, si chiese come fosse possibile per un uomo acquisire poteri magici; e la risposta fu " Non può

avere di tali poteri se non chi ha coabitato con gli elementi, elevandosi al di sopra degli angeli sino

all'archetipo, col quale diviene allora co-operatore, e nulla gli è più impossibile". Tutto questo si

riassume in un pensiero di Eliphas Levi, occultista francese del XIX secolo, che nella "chiave dei

grandi misteri" scrive: "affermare e volere ciò che deve essere, è creare; affermare e volere ciò che

deve non essere, è distruggere"


Come si effettua un maleficio

Quando si parla di maleficio si entra nel campo della stregoneria. E qui è necessario fare un

preambolo, soprattutto per non confondere la stregoneria con la demonologia. Stregoneria: dove lo

stregone opera con simulacri (bamboline di cera, effige magiche) per raggiungere le forme astrali

demoniache. Demonologia: dove lo stregone opera a diretto contatto con i Demoni, usufruendo dei

loro servigi, con evocazioni propiziatorie. In questo campo, solitamente, lo stregone offre sacrifici

emulandoli, officia rituali. La demonologia, in effetti, è una vera e propria dottrina che solo alcuni

iniziati al male possono professare. Nel maleficio siamo in presenza di un lavoro magico volto al

male. Questo, naturalmente, nel lavoro di compimento, cioè nelleffettuazione dello stregone che,

solitamente per commissione, devolve i suoi poteri al male. Logicamente nel procedere inverso,

cioè quello dello "scioglimento", il lavoro magico sarà svolto dal mago e verrà chiaramente volto al

bene.

La "fattura a morte"

La fattura a morte colpisce la persona umana nel corpo fisico. Non sono rari i casi di

"autocombustione" trattati in parapsicologia. Questo è uno degli effetti ben visibili della fattura a

morte. Solitamente questo tipo di magia si può trovare nell'America Latina. Altri effetti, invece, di

queste fatture, riguardano quelle "strane" morti non clinicamente spiegabili dalla medicina ufficiale,

in cui la persona muore lentamente senza che si possa riscontrare dal lato fisiologico, una malattia

ben definita. Dato essenziale in una fattura a morte è questo: lo stregone o la strega usa simulacri

che rapprensentano la persona da colpire. Per esempio, la bambolina è un "arnese" classico usato in

stregoneria. Essa solitamente è fatta di cera vergine, oppure di stoffa, nel caso in cui si posseggono

indumenti della vittima alla quale la fattura è destinata. Il simulacro rappresenta lo "schermo

protettivo" che impedisce alle "larve", di cui si richieda lintervento, di poter intaccare lentità astrale

delloperatore. Esso è indispensabile per ogni lavoro di stregoneria, sia essa volta al bene o al male.

La fattura del morto

Questo rituale, per la verità un po macabro, è antichissimo e le prime testimonianze si hanno nel

Medioevo, quando si racconta che le streghe andassero nei cimiteri a compiere atti da negromanti.

Il procedimento è semplice: si tratta di mettere un elemento della vittima sotto la testa di un morto

deceduto da almeno 24 ore, prima cioè che la sua anima si sia completamente staccata dal corpo

fisico e quindi di recitare una frase il cui effetto sonoro riesca a "catturare" la vibrazione astrale

dellanima che si sta staccando dal corpo, in modo da ottenere una vibrazione che in magia viene

definita come "vibrazione concomitante". Tale vibrazione raggiungerà la vittima provocando in

essa un distacco tra il corpo fisico e quello etereo, interrompendo così il "cordone vitale"

dell'anima.

Prove per scoprire una "fattura a morte"

Per individuare una "fattura a morte", esistono innumerevoli prove, alcune di stampo

tradizionalistico e popolare, altre invece appartenenti alla vera magia. Fatture tradizionali: sono

svariate, qui di seguito ne accennerò solo qualcuna. Una delle più classiche è quella del

ritrovamento di "corone" o "chiodi" nei guanciali su cui dorme la vittima. Questo il più delle volte

accade per effetto delle forme-pensiero che si materializzano in "larve", le quali si annidano

nellambiente della persona, lasciando e formando queste tracce visive. Infatti, è proprio nel luogo

dove la mente della persona vive di notte lo stato "liberatorio" del sonno che si possono

materializzare queste forme inusuali. Altri effetti possono essere costituiti da picchi o rumori che

vengono uditi dalla vittima nella stanza da letto, che sono sempre riconducibili alla presenza di


larve o di pseudoentità negative. La prova più classica, però, sempre da annoverarsi nella tradizione

popolare, è quella del "limone". Si prenda un limone ancora verde della grandezza di un pugno. Si

prendano inoltre sette aghi con cui si sia cucito poco prima un indumento. Reggendo il limone con

la mano sinistra, lo si trafigga con un ago, pronunciando le parole seguenti: "spirito immondo che ti

innidi ovunque, in mia prensenza, nella mia casa e che mi conduci alla disperazione, che la tua

forma si materializzi in questo limone!". Il limone, con gli aghi infilati, lo si lasci quindi una notte

intera sotto il proprio guanciale, avendo la precauzione di avvolgerlo in un panno. Se al mattino si

troverà il limone marcito e decomposto, allora ci troveremo in presenza di una "fattura a morte".

Come si individua una "fattura a morte"

Il metodo che deve usare il mago per identificare una fattura a morte è costituito da un rituale ben

preciso. Si formi un pentagono con cinque ceri rossi di cera vergine. 1) cero protettivo 2) cero di

vibrazione 3) cero base 4) cero evocativo 5) cero magnetico La persona che sospetta di essere

colpita da fattura dovrà stare dentro al pentagono con il volto rivolto al cero protettivo (allapice del

pentagono). Il mago, reggendo con la mano sinistra il candelabro ebraico, con sette candele nere

accese, partendo dal cero protettivo, compirà sette volte allesterno del pentagono, la sua

circonferenza, pronunciando le seguenti parole: "io vi esorcizzo, spiriti immondi, da ovunque voi

veniate!". Quindi, entrerà nel pentagono e getterà, sempre reggendo il candelabro con la mano

sinistra, tre manciate di sale esorcizzato per ogni cero. Se la persona è vittima di fattura, il sale che

il mago avrà gettato alla base di ogni cero, diventerà di colore nero.

Come si toglie la "fattura a morte"

Una volta provata, con il procedimento sopra descritto, la presenza della fattura, sarà necessario

agire immediatamente per liberare a vittima. Questo perché il rituale precedente scatenerà

immediatamente le ire delle larve presenti, che potrebbero nuocere in modo irreparabile alla

persona. Per scongiurare questo pericolo, il mago dovrà agire nel seguente modo: Mettere le sette

candele accese davanti (sempre allinterno del pentagono) al cero protettivo pronunciando le

seguenti parole: "forma-pensiero che ti innidi nella mente di (nome) esci da essa. Io ti esorcizzo per

i grandi nomi di Tetragrammaton, Jesael libertor, Mutrathon imperversa!". A questo punto le larve

interverranno all'interno del pentagono, cercando di impedire al mago di raggiungere il cero di

vibrazione (posto sotto il cero protettivo a sinistra) dove la forma-pensiero esorcizzata sicuramente

di proteggersi. Per superare questo ostacolo, tutto dipenderà dall'intensità della vibrazione che il

mago sarà ruiscito a raggiungere durante lesorcismo effettuato allesterno del pentagono.E infatti,

proprio durante questa fase che la forma-pensiero del mago si sarà potuta materializzare,

occupando il cero vibratorio. Dato per scontato che questo sia avvenuto, si potrà passare alla fase

seguente, quella definita "liberatoria". Posta la persona davanti al cero evocativo (collocato sotto il

cero di vibrazione),sempre all'interno del pentagono, il mago di inginocchierà davanti al cero

magnetico (posto in basso a destra), che è domicilio della potenza benefica e, assieme alla vittima,

pronuncerà le seguenti parole per tre volte di seguito: "noi ti preghiamo, noi ti supplichiamo,

grande Potenza Benefica che la mia forma-pensiero rendi operativa, liberaci dagli influssi degli

esseri della notte che ostacolano il nostro cammino. Per Gabriel, nostro Salvatore!". La riuscita del

rito sarà riconoscibile osservando il sale che ritornerà al suo originario colore.

Il sortilegio volontario

Il Sortilegio Volontario colpisce sia il piano fisico della persona che quello mentale. Questo per

uninfinità di fattori. Il sortilegio volontario ha uno degli effetti più devastanti operati dallo stregone.

Proprio per la sua elaborazione, in pratica, esso è molto vicino al "malocchio", per la sottigliezza

con cui la magia viene operata. A differenza della fattura a morte, che colpisce solo il piano fisico


della persona, il sortilegio provoca vari effetti che partono dallesterno, per raggiungere linterno.

Esempi possono riscontrarsi in persone che assistono alla propria "rovina finanziaria" o alla

disgregazione della propria famiglia, come pure alla perdita improvvisa degli affetti più cari.

Questo perché la persona colpita da sortilegio volontario si carica di un magnetismo tale per cui,

come Creso, qualunque cosa gli capitasse di toccare, essa si tramutava in oro, quin invece, ogni

cosa o persona che il malcapitato avvicina o tocca si tramuta per lui in male. La persona

difficilmente si accorge di questo stato, ritenendo colpevole della sua sfortuna un fato avverso e a

lungo andare essa si rassegnerà a quello che finirà per definire un "periodo negativo" della propria

esistenza, provocando così un totale crollo della propria essenza astrale. Per effettuare un sortilegio

volontario, lo stregone si serve da sempre di "Simulacri Operativi" ben precisi. Il "nastro di seta

viola" è uno di questi.

Prove per individuare un sortilegio volontario

Una delle prove più antiche per individuare un sortilegio volontario, consiste nel far bollire gli

indumenti della vittima, usando acqua di sorgente e introducendovi sette pugni di sale grosso e sette

petali di rosa rossa. Entro sette giorni, se la persona accuserà forti dolori di testa o "punture" su

tutto il corpo, ciò vuol dire che è certamente vittima di un sortilegio. In questi sette giorni la

persona che avrà operato il sortilegio sicuramente andrà in visita alla sua vittima, pronunciando

parole di fuoco. Tralasciando la tradizione, in magia esiste una prova ben precisa per scoprire tale

sortilegio. Il mago dovrà operare sul corpo della vittima dove si annida la "larva distruttrice", frutto

della forma-pensiero dello stregone. Esistono, nel sortilegio, a differenza degli altri lavori magici,

elementi ben precisi da identificare e annullare. Uno di questi elementi è la "forza devastatrice" che

agiste dall'esterno verso l'interno. L"onda vibratoria" creata volutamente dallo stregone, che

solitamente si annida nella mente della vittima, agisce in modo indipendente dalla personalità

dell'individuo. Questa onda, ad un esame approfondito di Radioestesia (propulsione vibratoria del

pendolo usato per catturare le onde magnetiche del corpo astrale delle persone) viene avvertita o

captata dal mago appena il pendolo venga posto in posizione verticale sulla foto della persona. Essa

è differente da ogni altra onda, proprio per il suo carattere fortemente sussultorio, tale da inibire

momentaneamente i poteri extra sensoriali del mago.

Come si scioglie un sortilegio volontario

Nel sortilegio volontario la forza devastatrice agisce dall'esterno verso linterno per questo, quando

un mago, dopo aver constatato la presenza reale di questo sortilegio, si appresta a scioglierlo, dovrà

innanzitutto tenere presente questo fattore primario. Uno dei metodi più efficaci per sciogliere il

sortilegio volontario consiste in questo: 1) isolare le "larve" troncando il cordone che dà loro

nutrimento vitale 2) distruggere la forma-pensiero che le mantiene in vita 3) ricondurre il corpo

etereo al suo originale "cammino astrale" Per fare tutto ciò il mago deve prendere determinare

precauzioni sia per sé che per la vittima. Per prima cosa disegnerà ad entrambi sul petto, con il

corno e l'inchiostro magico un pentacolo detto di Menphis (vedi figura in fondo alla pagina).

Questo pentacolo è molto particolare, perché conserva nelle sue simbologie magiche, le formepensiero

rivelatrici. Esse hanno il potere di raggiungere le larve devastatrici isolandole dalla formapensiero

madre. Si costruisce il pentagono magico con cinque ceri neri: 1) cero protettivo 2) cero

evocativo 3) cero base 4) cero magnetico 5) cero fumigazioni Il mago, dopo aver acceso tutte e

cinque i ceri, si porrà al centro del pentagono, mentre la vittima si collocherà dinanzi al cero

protettivo (in alto, in cima) inginocchiata. La prima frase del rituale consiste nellisolare le larve. Per

ottenere questo il mago pronuncerà le seguenti parole: "le Grandi Potenze sono mie consigliere, da

esse trarrò forza per scacciare la forza del male che si nasconde e si perpetua nella linfa vitale".

Quindi si avvicinerà al cero delle fumigazioni (in basso a destra) e, aspersa alla sua base la Sacra

Cenere, dirà: "ADONAY, la grande notte che sovrana colpisce le nostre menti! ELOYM, che dai


aggi della luce prendi consistenza! SABAOTH, che dallacqua disperdi la malvagità! A Voi chiedo,

a Voi invoco la fine dell'effetto devastante!". La forma-pensiero del mago, materializzatisi,

occuperà la base del cero evocativo (sotto quello protettivo a sinistra). A questo punto il mago si

avvicinerà alla vittima e, appoggiando il proprio petto al suo,in modo che essi e i pentacoli

disegnati combacino perfettamente, dirà: "che la larva che si annida dentro questa creatura esca e

nel mio corpo si rifugi!". E questo il momento più difficile in cui avviene lo scontro diretto tra la

forma-pensiero del mago e quella negativa. Non riuscendo quella negativa a penetrare le forti

difese naturali del mago, sarà costretta a ripararsi nel cero evocativo dove è giù presente quella del

mago che la distruggerà. Nelloperazione susseguente, il mago andrà dinanzi al cero magnetico (in

basso a sinistra) e pronuncerà la frase conclusiva del rito: "grandi forze che dimorate nel regno

infinito del cosmo, riconducete questa debole creatura nel suo giusto cammino". Con questa frase

guidata dalla forma-pensiero positiva del mago, la vittima ritroverà l'originale "cammino eterico",

perdendo totalmente quell'effetto devastante che l'aveva deviata dalla luce divina.

La maledizione

La maledizione rappresenta il maleficio più completo e solitamente esso può essere realizzato

solamente da una strega. La leggenda vuole che le streghe più potenti vivano e operino nella zona

del Montenegro. Come ho già detto, caratteristica principale della Maledizione, è quella di colpire

tutti e tre i piani di una persona: piano fisico, piano mentale, piano astrale. Imbattersi in una vera e

propria maledizione è, per fortuna del mago, un caso abbastanza raro, nonostante spesse volte si usi

questo termine impropriamente. Perché vi sia maledizione, in effetti, è necessario imbattersi in una

"vera strega". Solitamente la maledizione lanciata da una strega, ha una "propulsione vibratoria"

talmente potente che è in grado di intaccare insieme tutti e tre i piani esistenziali umani, Essa

somma sia gli effetti devastanti sprigionati dall'esterno verso l'interno, sia quelli dall'interno verso

lesterno. La forma-pensiero della strega, in effetti, raggiunge direttamente il corpo astrale della

vittima, distorcendone il cammino karmico. Questo per la proprietà innata della strega che è spesso

preposta al male. In quanto all'effettuazione, non esistono particolari rituali, per lo più essa si basa

soprattutto sulla forte forma-pensiero innata nella strega, che può utilizzare anche simulacri per

propria protezione, ma, solitamente, la sua forte malvagità la dispensa da ogni ritorno negativo.

Nella stregoneria tradizionale, non è raro, nel corso della storia, imbattersi in "sabba" officiati da

streghe che offrono i loro servigi direttamente a Satana. Si dice inoltre che, una delle caratteristiche

principali per riconoscere una strega, è la presenza del "terzo capezzolo" a cui solitamente attinge il

nutrimento il Diavolo in persona.

Come si individua una maledizione

Individuare una maledizione è una cosa molto difficile e complicata. L'operazione non richiede

particolari rituali, ma necessita di un'elaborazione mentale del mago molto acuta. Solitamente è

necessario richiedere un intervento diretto dellentità o interpellare lo "spirito guida" della vittima.

La prassi consiste in questo: 1) il mago, attraverso unevocazione vera e propria, consulta lentità di

cui si serve solitamente per i suoi rituali 2) attraverso una "seduta medianica" raggiunge lo spirito

guida della persona 3) iniziando la vittima attraverso una regressione karmica, e compiendo un vero

e proprio esorcismo, raggiungerà direttamente lentità astrale della persona Questi tre metodi sono

gli unici e i più affidabili per scoprire una maledizione.

Come si toglie una maledizione

Il metodo più usato per togliere una maledizione riguarda dei procedimenti che solitamente

vengono dettati dallentità stessa in questione, che possono variare di volta in volta, a seconda dei

casi. Il principio base è quello di obbligare l'entità a fornire dette spiegazioni e questo,


naturalmente, accade solo nel caso in cui il mago possegga il completo dominio sull'entità che egli

intende governare. Per rendere più chiaro questo esposto, riporterò il seguente esempio: Tempo fa

una persona si presentò al mio studio, convinta di essere preda di una maledizione. Io, dopo aver

interpellato l'entità, riuscii a comprovare questa sua convinzione. La individuai e dopo aver avuto

questa certezza, interpellai l'entità sulle modalità per togliere questa maledizione. Essa mi consigliò

questo procedimento: La vittima si rechi, in una notte di luna piena, con il cielo stellato, sopra un

ponte dove, sottostante, scorra il fiume più vicino in linea daria alla casa dove egli è nato. Prima di

partire, egli prepari i seguenti elementi: una federa di cuscino su cui egli avrà riposato la notte

precendente. Allinterno della federa egli metterà: sette suoi capelli dalla nuca, una foto che lo

ritragga nell'infanzia, e un suo indumento non lavato, anchesso strappato in sette pezzi. Quindi

chiuderà la federa con tre nodi, a mò di sacchetto. L'involucro così formato verrà da lui gettato

usando la mano sinistra nel fiume, avendo cura di pronunciare la seguente frase per tre volte: "a voi

mi rivolgo, Grandi Potenze del Bene, affinchè salviate la mia anima e la riconduciate sulla diritta

via!".


Magia nera tradizionale

La fattura può essere eseguita principalmente in due modi: Direttamente, operando sulla persona

per mezzo di filtri, pozioni etc. Indirettamente, mediante supporto di oggetti appartenenti alla

vittima, o di un suo materiale organico (capelli, unghie, etc.). Formula diretta Il principio magico

che opera nella fattura diretta è quello della magia per similitudine, o magia di contagio. L'attore

pone a diretto contatto della persona oggetto della fattura (o degli indumenti che essa indosserà)

una pozione una polvere, un filtro formati da speciali soostanze magiche. Formula indiretta Il

principio magico che opera nella fattura indiretta è quello dell'analogia o di trasferimento. Si usa

del materiale appartenente alla vittima, come unghie, capelli, vestiario o avanzi di cibo; questo

perché in essi continua la vita del soggetto. La fattura classica indiretta è quella effettuata tramite il

feticcio, o figurina di cera, che può essere sostituito con un pupazzo di cera o una fotografia. In

mancanza di ciò, si può usare anche della frutta o una candela o un cuore di pollo. In tal caso, il

feticcio rappresenta la vittima e si opera in base al principio animistico. Si realizza una statuetta di

cera nella quale si incorpora il seme della persona, o altro materiale che labbia toccata intimamente.

Ciò che si fa subire alla figurina, si ripercuoetrà a distanza sulla vittima. Il mezzo più usato per

l'infissione è lo spillo o qualunque altro oggetto appuntito; non è però opportuno usare l'ago al

posto dello spillo. Con lo spillo si trafigge la statuina nel punto in cui si desidera colpire la vittima.

I demoni e la loro gerarchia

Trithene li divide in generi, vale a dire:

1) il primo genere è quello al quale appartengono coloro che sono chiamati ignei; infatti, errano

intorno ala regione suprema dellaria e non hanno alcun legame in terra con gli stregoni perché non

scendono mai lassù

2) quelli del secondo genere hanno la qualifica di aerei perché vagano per l'aria e la loro dimora è

molto vicina a noi. Possono scendere e prendere corpo; possono comparire sotto le spoglie di

uomini. Agitano laria, suscitano tempeste e tuoni, e tutti insieme portano alla rovina il genere

umano. Sono mossi da passioni, come gli uomini, principalmente da orgoglio e da invidia e si

lasciano trasportare dagli impulsi. Non hanno tutti la stess forma, ma parecchie, e le cambiano

spesso a seconda della varietà dei sentimenti che li fanno comparire dietro invocazioni delle

streghe, che li spingono a nuocere o danneggiare qualcuno

3) i demoni del terzo genere sono chiamati terrestri, e non ci è dubbio che sono stati scaraventati

dal cielo in terra per i loro demeriti. Alcuni si trovano nei boschi e nelle foreste e tendono trappole

ai cacciatori; altri in piena e aperta campagna, fanno smarrire i viaggiatori; la parte restante si

compiace di fermarsi in incognito tra gli uomini

4) il quarto genere di demoni porta il titolo di acquatici, perché abitano intorno ai laghi e sulle rive

dei fiumi. Provocano le tempeste sul mare e fanno perdere la vita a molti tra i flutti. Tutte le volte

che prendono a prestito dei corpi visibili, compaiono più comunemente sotto sembianze femminili,

e per questo le nàiadi, le nereidi e le ninfe delle acque sono sempre state disegnate dagli antichi al

femminile piuttoste che al maschile

5) il quinto genere è chiamato sotterraneo, perché abita nelle grotte, nelle caverne e nelle località

più remote dei monti. E d'indole molto cattiva e si accanisce principalmente contro coloro che


scavano pozzi e miniere o contro i cercatori di tesori nascosti nella terra. Questi demoni sono

sempre pronti a procurare la rovina del genere umano, aprendo voragini, facendo vomitare fiamme

dalla terra o facendo crollare edifici. Alcuni di essi sono guardiani dei tesori che la malizia degli

uomini, ha nascosto nella terra, e per paura che ritornino in loro possesso, li rubano e spesso li

trasportano da un posto allaltro

6) infine il sesto ed ultimo genere è composto da quelli che sono chiamati lucifughi; rifuggono dalla

luce del giorno e possono prendere corpo solo la notte Di questi demoni citiamo i più noti, o

meglio, i più importanti: Malphas, grande presidente degli inferi, che compare sotto forma di corvo.

Costruisce cittadelle inespugnabili, sfonda le difese nemiche, fa trovare buoni operai, dona

sentimenti familiari, sebbene talvolta in malafede; accetta sacrifici e inganna i sacrificatori. Ha il

comando di quaranta legioni di demoni. Leonardo, gran maestro del Sabba, ispettore della

stregoneria, della magia nera e degli stregoni. Ha tre corna, orecchie da volpe, barba di capra e due

volti, uno al solito posto e laltro...altrove. E capo dei demoni subalterni. Scox o Chax, duca degli

inferi. Prende laspetto di una cicogna. Mente, ruba (specialmente denaro e cavalli). Non sempre

obbedisce agli esorcisti. Per impedirgli di mentire bisogna rinchiuderlo in un triangolo. Indica i

tesori nascosti e comanda trenta legioni. Ganga-Gramma, demone femmina con quattro braccia:

una delle mani destre tiene una forchettina; una delle mani sinistre, una scodella. Gli indiani la

temono molto. Euryome, demone superiore, principe della morte. Ha un corpo pieno di piaghe ,in

parte, coperto da una pelle di volpe. Era conosciuto dai pagani. Nel tempo di Delfo era una statua

che lo rappresentava di colore nero, con i denti di lupo e seduto sulla pelle di un avvoltoio.

Astaroth, granduca potentissimo degli inferi. Presiede a occidente, procura l'amicizia dei grandi

signori. E tesoriere degli inferi, conosce il passato e l'avvenire, risponde senza farsi pregare alle

domande più segrete, insegna le arti nobili e comanda quaranta legioni. Non vuole confessare i suoi

errori e sostiene di essere stato punito ingiustamente. Sembra che gli abitanti di Sidone e i Filistei lo

abbiano adorato. Occorre evocarlo il mercoledì e fare attenzione a tenere sotto le narici lanello

magico dargento che difende dallodore fetido dei domoni, poiché questo principe manda un puzzo

particolarmente cattivo. E citato come uno dei sette principi dell'inferno che visitarono Faust.

Asmodeo, Sovraintendente delle case da gioco. Detronizzò Salomone, ma Salomone lo vinse e

l'obbligò ad aiutarlo a costruire il tempio. Si presenta sotto forma di serpente. Sarebbe stato lui a

tentare Eva. Gli egizi gli dedicarono un tempio nel deserto di Ryanneh. Nell'inferno, invece di

prendere le sembianze d'un semplice serpente, ha tra teste: una di toro, una d'uomo e una di ariete;

ha le zampe doca, coda di serpente e si presenta a cavallo di un drago. Insegna agli uomini a

rendersi invisibili, oltre alla geometria, allastronomia e alle arti meccaniche. Conosce dove sono

nascosti i tesori. Settanta legioni lo obbediscono. Andras, gran marchese. Ha la testa di un gatto

miagolante e cavalca un lupo nero. Insegna, a coloro che favorisce, a uccidere i loro nemici, i

maestri di questi e i loro servitori. Comanda trenta legioni. Alocero, graduca; si presenta sempre

vestito da cavaliere, montato su un enorme cavallo, insegna astronomia e arti nobili. Comanda

trentasei legioni. Gli spiriti celesti Si chiamano spiriti celesti coloro che abitano il firmamento e gli

astri che girano nello spazio. Il loro compito è di vigilare sul destino di ogni mortale e dirigere gli

eventi che li riguardano. Per questo gli spiriti celesti sono attenti a tutte le imboscate dei geni

malvagi. Ogni spirito celeste opera in conformità con lastro a cui corrisponde. Ma poiché sono

spiriti del bene non possono intraprendere nulla che non sia a favore degli uomini e quindi solo

cose che conducano al bene, come lo conferma la storia del mondo sin dalla sua creazione. Sono

sette i governanti che hanno funzioni diverse: Aratron, ha il potere di tramutare istantaneamente in

pietre o metalli oggetti diversi e al contrario. Per esempio: trasforma il carbone in oro e viceversa;

insegna l'alchimia, la magia, la fisica, rende invisibili gli esseri e dà lunga vita. Bethor, conferisce

le alte cariche agli uomini, trasporta gli oggetti da un posto all'altro, da proporzione alle pietre

preziose e prolunga la vita. Phalet, ha gli stessi attributi di Marte, stabilisce la pace, eleva alle alte

gerarchie militari chi ha ricevuto il suo marchio. Och, presiede gli attributi del sole, da lunga vita e

salute, distribuisce saggezza, insegna la medicina e dà potere di cambiare qualsiasi cosa in oro puro


o in pietre preziose. Haget, sotto l'influsso di Venere conferisce tanta bellezza alle donne che onora

con la sua protezione, concede loro qualsiasi grazia e traforma il rame in oro ed al contrario.

Ophiel, possiede il potere di cambiare i metalli, agisce sotto Mercurio. Possiede il mezzo per

traformare il platino in oro, trasformazione sulla quale si basa, secondo lalchimia, la grande pietra

filosofale. Phul, governa le regioni lunari. La sua potenza si estende su tutte le malattie, cambia i

metalli in platino, protegge i naviganti, dà lunga vita. La corte infernale Gli storici del demonio,

grandi conoscitori del mondo degli inferi, hanno scoperto che esiste una corte infernale con

principi, nobili ed ufficiali. Servendosi di numerosi esorcismi è stato stabilito che la possessione

non è soltanto opera di Satana, bensì di tanti altri demoni forniti di titoli, incarichi e poteri. Ed ecco

secondo lattuale governo delle tenebre con principi e grandi dignitari secondo "lenciclopedia

teologica" del Migne:

BELZEBU - capo supremo dell'impero infernale, fondatore dell'Ordine della mosca

SATANA - principe delle tenebre

EURIMONIO - principe della morte, gran croce dell'ordine della mosca

LEONARDO - gran maestro dei conciliaboli delle streghe, cavaliere dell'ordine della mosca

BAALBERI - signore delle alleanze

PROSERPINA - arcidiavola, principessa sovrana degli spiriti maligni Ministeri

ADRAMELECK - grande cancelliere, gran croce dell'ordine della mosca

ASTAROTH - grande tesoriere

NERGAL - capo generale delle adunate infernali, gran croce dell'ordine della mosca

LEVIATAIN - grande ammiraglio, cavaliere della mosca Ambasciatori

BELFAGOR - ambasciatore di Francia

MAMMON - ambasciatore dInghilterra

BELIAL - ambasciatore della Turchia

RIMMON - ambasciatore di Russia

THAMUZ - ambasciatore di Spagna

HUTGIN - ambasciatore dItalia

MARTINET - ambasciatore della Svizzera

JUSTICIA - grande giustiziere

ALASTOR - esecutore di grandi opere Lignaggio dei principi

VERDELET - maestro di cerimonia


SUCCOR-BENOTH - capo degli Eunuchi

CHAMOS - gran ciambellano, cavaliere della mosca

MELCHOM - tesoriere

NISROCH - capo della cucina

BEHEMOTH - coppiere maggiore

DAGON - panettiere maggiore

MULLIN - primo aiuto salone Piccoli incarichi

KOBAL - direttore degli spettacoli

ASMODEO - sovrintendente delle case da gioco

Abbiamo inoltre nomi di altri demoni che vengono riportati del "dizionario infernale" di Collin De

Planoy.

ADRAMELECH - il cui nome contiene contiene la parola ebraica Melek "re", dalla testa di bue e le

piume di pavone, grande cancelliere dell'inferno, venuto da Sepharvaim, città degli Assiri

AMON - dalla faccia da lupo e la coda di serpente, capo di quaranta legioni, il cui nome era quello

di un dio egiziano.

HABORYM - il demone degli incendi, duca degli inferi a capo di ventisei legioni. Ha tre teste, una

duomo, una di gatto, una di serpente, e cavalca una vipera. Tiene nella mano destra una torcia

accesa

BAEL - ha tre teste, una di rospo, la seconda duomo, la terza di gatto, primo re dell'inferno, ha

preso il nome di baal Semitico, con soltanto un leggero cambiamento vocalico

MALOCH - dalla testa di toro, antico dio di Cartagine

SABAZIOS - il più antico degli gnomi, dio dei misteri associati a Dioniso.

EURYNOMOS - coperto da una pelle di volpe, divinità sotterranea presso i greci, come Adies,

contaminazione di Hades Altri portano semplicemente il nome di bestie malefiche: così

LILITH, demone della notte, deriva dalla parola ebraica che significa "civetta";

SCOX, deformazione del greco Scops, ancora "civetta".

ALOUGA, la "sanguisuga"


I tempi e le influenze dei riti magici

Prima di determinare giorno ed ora corretti il mago deve aver presente ciò che sta per compiere e

quindi stabilire quale pianeta governa quel tipo di operazione.

PlANETA TIPO DI OPERAZIONE

Saturno Salva dall'Abisso. Operazioni per il bene ed il male connesse con edifici; far sì che

gli spiriti familiari parlino a qualcuno nel sonno; fortuna e disastro negli affari, le

pro-prietà, i beni connessi con la terra; ottenere sapienza, conoscenza delle cose

nascoste; opere d'odio, morte e disastro.

Giove

Marte

Sole

Venere

Mercurio

Luna

Influenza delle Ore

Onori e ricchezze; amicizia, salute fisica; i desideri più vivi.

Guerra, successi militari; coraggio; distruzione; opere di disarmonia, strage, morte

e sofferenza; fortuna in questioni militari.

Denaro, speranza, sortilegi; operazioni per ottenere l’appoggio di principi e

potenti; contro l'ostilità e per favorite I'amicizia.

Amore, socievolezza, viaggi, gentilezza e piacere.

Eloquenza, affari; arti e scienze; meraviglie e scongiuri, predizioni; per evitare i

furti, proteggere i beni e le mercanzie; operazioni riguardanti gli inganni.

Viaggi, traversate, amore e riconciliazione, messaggi. Furti (Luna nuova), visioni,

acqua.

1. Ore di Saturno, & Marte e della Luna.

Evocare gli spiriti, opere di odio e inimicizia.

2. Ore di Mercurio:

Giochi, scherzi, passatempi, scoperta dei furti con l'aiuto degli spiriti.

3. Ore di Marte:

Evocare le anime dall'Inferno, in particolare quelle di soldati uccisi in battaglia.

4. Ore di Giove e del Sole:

Opere di invisibilità, amore e benessere, e tutti gli esperirnenti inconsueti.

Segni e pianeti da considerare per gli effetti magici

Gli Effetti della Luna. Gli sforzi costruttivi devono essere fatti quando la Luna è nuova. Discordia e Odio

hanno successo con la Luna calante. Invisibilità e Morte solo quando la Luna e quasi del tutto oscurata.

I Segni Zodiacali della Luna nelle operazioni magiche:

La Luna deve essere nel Toro, nella Vergine o nel Capricorno (cioè nei Segni di Terra) per gli Effetti

Soprannaturali.

Per le operazioni di Amore, Amicizia o Invisibilità la Luna deve essere in uno dei Segni di Fuoco:

Ariete, Leone o Sagittario.

Odio e Discordia si devono cercare quando la Luna è in un Segno d'Acqua: Cancro, Scorpione, o Pesci.

Tutte le Operazioni Insolite devono essere previste per giorni in cui la Luna occupa un Segno d'Aria:

Gemelli, Bilancia o Acquario.

Un'aggiunta ai dati riportati da Salomone può essere la tabella dei giorni fausti e infausti di ogni mese

che riporta il Grand Grimoire. Inutile dire che i giorni infausti devono essere evitati per ogni tipo di

operazione magica, e in particolare per i Rituali delle Evocazioni.


Mese Giorni Fausti Giorni Infausti

Gennaio 3, 10, 27, 31, 12, 23,

Febbraio 7, 8, 18 2, 10, 17, 22,

Marzo 3, 9, 12, 14, 16, 13, 19, 23, 28,

Aprile 5, 17, 18, 20, 29, 30,

Maggio 1, 2, 4, 6, 9, 14, 10, 17, 20,

Giugno 3, 5, 7, 9, 13, 23, 4, 20,

Luglio 2, 6, 10, 23, 30, 5, 13, 27,

Agosto 5, 7, 10, 14, 2, 13, 27, 31,

Settembre 6, 10, 13, 18, 30, 13, 16, 18,

Ottobre 13, 16, 25, 31, 3, 9, 27,

Novembre 1, 13, 23, 30, 6, 25,

Dicembre 10, 20, 29, 15, 26,

PlANETI CHE GOVERNANO I GIORNI DELLA SETTIMANA

Lunedì è sotto la Luna

Martedì è sotto Marte

Mercoledi è sotto Mercurio

Glovedì è sotto Glove

Venerdi è sotto Venere

Sabato è sotto Saturno

Domenica è sotto il Sole.


I Pentacoli magici

Dato che l’obiettivo principale della Magia è l'acquisizione del potere sulla natura, in una forma o

nell’altra, si può dire che i Pentacoli valgono il lavoro necessario per fabbricarli.

Ed in effetti, la loro fabbricazione richiede un certo impegno da parte del mago. I pentacoli

debbono essere preferibilmente di metallo, ma li si può tracciare anche su pergamena vergine. Il

metallo deve essere quello assodato con il pianeta cui il talismano si riferisce. I pentacoli di Saturno

sono di piombo; quelli di Giove di stagno; Marte richiede il ferro; il Sole l'oro; Venere il rame; la

Luna l'argento. Il pentacolo dedicato a Mercurio, che ha il potere di comandare tutti gli spiriti, deve

essere, a seconda dei testi, di una lega di oro-argento, o di mercurio “fissato” con altre sostanze. Il

metallo deve essere purificato dal fuoco, e i caratteri da incidere su di esso devono essere tracciati

con un Ago dell'Arte: cioè un ago mai usato prima, esorcizzato e consacrato.

Se si usa la pergamena, occorre osservare le corrispondenze fra i pianeti e i colori. Di conseguenza,

sul foglio di carta vergine si dovranno tracciare i segni nei colori seguenti:

per Saturno, in nero

per Giove, in blu-celeste

per Marte, in rosso

per il Sole, in oro o giallo

per Mercurio, in tutti i colori, o in porpora

per la Luna, in argento o bianco-grigio.

“Le dimensioni”, aggiunge la Chiave, “non hanno importanza se tutti gli altri requisiti vengono

rispettati”.

II capitolo del libro dedicato a questi oggetti termina con il solito avvertimento di osservare tutte le

normali precauzioni (cioè scegliere il giorno e l'ora appropriati, secondo il pianeta e l'ufficio del

pentacolo), ed aggiunge che i Nomi Magici da tracciare sono sacri: occorre quindi concentrarsi

nell'operazione e non trattare la materia con leggerezza.

In alcune versioni della Chiave, Salomone riempie il capitolo di terribili maledizioni contro coloro

che profanano questi riti, come chi, ad esempio, pronuncia il Nome di Dio invano.


I pentacoli

Riportiamo qui di seguito le figure e le proprietà dei Pentacoli Planetari, ricavate soprattutto dal

manoscritto n. 2497 della Bibliothèque de l'Arsénal, che porta il titolo specifico Les Vraies Talismans.

Le indicazioni relative alla scelta dei tempi per la fabbricazione, e agli strumenti necessari, si trovano

nelle APPENDICI.

Pentacoli del Sole

1 — Il primo pentacolo del Sole (fig. 6) ha influenza su tutte le cose connesse con l'onore, la gloria

e il potere regale. è usato anche nei riti intesi ad infliggere perdite agli altri.

2 — Questo secondo pentacolo (fig. 7) ha il potere di liberare magicamente chiunque sia

prigioniero. “ Se qualcuno è per avventura in ceppi, costretto da catene di ferro, sarà libero

all'istante, scoprendo questo pentacolo, inciso su oro nei giorno e nell'ora del Sole ”. Fra i due

cerchi concentrici va tracciata la seguente incisione: Dirupsisti vincula mea; tibi sacrificabo hostiam

laudis, et nomen Domini invocabo, tratta dal Salmo CXVI: “ Tu hai spezzate le mie ritorte: a te

sacrificherò ostia di lode e invocherò il nome del Signore ”. (16, 17).

3 — Tutte le cose create sono sottomesse al seguente, potentissimo talismano: il Volto di Shaddai

(fig. 8). Posto di fronte ad esso, tracciato sul metallo del Sole, nella sua ora e giorno, ogni ente

creato, corpdreo o incorporeo, deve obbe-dire. Sulla destra fc inciso, in caratteri ebraici, il nome di

Dio, EL, a sinistra un altro Nome della divinita, SHADAI. Intorno al cerchio e scritto: Ecce faciem et

figuram ejus per quern omnia facia sunt et cut omnes oboediunt creaturae.


4 — II successivo pentacolo solare (fig. 9) costringe gli spiriti a trasportare istantaneamente il mago

in qualunque posto desideri. Intorno al circolo si traccia un estratto dal Salmo XCI, 11: “

Imperocchè egli ha commessa di te la cura ai suoi Angeli; ed essi in tutte le vie tue saran tuoi

custodi”.

Quasi tutti i pentacoli contengono citazioni dai salmi di Davide, Asaf e Salomone. E’ opinione

tradizionale dei maghi che l’intero Libro dei Salmi sia una vera e propria raccolta di incantesimi,

dal significato occulto oltre che palese.

5 — Il pentacolo che segue, inciso su oro puro (fig. 10), conferisce invisibilità. Su oro amalgamato,

fa vincere al gioco e acquistare benefici in commercio. Intorno al circolo reca l’incisione: “ Si

offuschino i loro occhi, sicchè non vedano; e aggrava mai sempre il loro dorso ”. (Salmo LXIX, 24).

6 — Non sempre gli spiriti si manifestano immediatamente in forme visibili. Questo pentacolo solare

(fig. 11) ha l'ufficio di assicurare l’apparizione degli spiriti, una volta scoperto in loro presenza.

Intorno al circolo si deve scrivere: “Illumina gli occhi miei, affinchè io non dorma giammai sonno di

morte; affinchè non dica una volta il mio nemico: Io lo ho vinto”, dal Salmo XIII, 4, 5.

7 — L'ultimo pentacolo (fig. 12) da forza e autorità.

Pentacoli di Venere

1 — II primo pentacolo di Venere (fig. 13) serve a controllare gli spiriti del pianeta. Favorisce

grazia e onori e col suo aiuto può essere esercitata ogni arte che cada sotto il dominio del pianeta.


Intorno al perimetro interno sono incisi i nomi degli Angeli NOGAHIEL, ACHELIAH, SOCOHIA, E

NANGARIEL.

2 — Le operazioni sotto Venere che riguardino questioni d'amore sono favorite dal successivo

pentacolo (fig. 14). Ha la forma di una Stella a cinque punte iscritta in due cerchi concentrici. Fra di

essi è posta I'iscrizione, abbastanza appropriata: “ Ponimi come sigillo sopra il tuo cuore, come

sigillo sopra il tuo braccio; perchè forte come la morte è l'amore ”, dal Cantico dei Cantici, VIII, 6.

All’interno e tutto intorno al pentagramma vi sono dei segni quasi indistinguibili nei manoscritti. Si

tratta probabilmente di tentativi da parte dei copisti di riprodurre lettere ebraiche.

3 — Si può ispirare amore alla persona che si scelga mostrandosi ad essa con questo pentacolo (fig.

15), che reca una titazione in latino dalla Genesi, I, 28: “ Benedixitque Us Deus et ait Crescite, et

multiplicamini, et replete terram ”. Nomi divini e angelici completano la figura. Se portato sotto le

vesti, il pentacolo rende simpatici e bene accetti.

4 — L'amore di una donna puo essere conquistato immediatamente con l'uso del pentacolo

successivo (fig, 16), che ha anche la virtù, durante le invocazioni di Venere, di proteggere contro i

cattivi spiriti. Fra i due cerchi vi è un'altra citazione della Genesi: Hoc est enim os de ossibus mets

et caro de carne mea et erint duo in carne una.

Pentacoli di Mercurio


1 — Gli spiriti di Mercurio possono essere evocati e comandati con questo potente pentacolo

salomonico (fig. 17). Tutte le operazioni connesse con i grandi poteri di questa stella si attuano sotto la

protezione di tale pentacolo.

2 — II pentacolo successivo (fig. 18) serve a conciliarsi gli spiriti di Mercurio, ed aumenta la

comprensione metafisica.

3 — L'ultimo pentacolo del pianeta (fig. 19) serve ad aumentare le facoltà psichiche. Fra le due

circonferenze reca la iscrizione: Sapientia et virtus in domo ejus et scientia omnium rerum manet apud

eum in saeculum saeculi.

Pentacoli della Luna

1 — Tutte le questioni che cadono sotto le influenze della Luna sono regolate dal seguente pentacolo

(fig. 20). Esso non solo chiama tutti gli spiriti del pianeta, ma apre tutte le porte, comunque siano

chiuse. Su di esso (nella striscia bianca che sembra delimitare gli stipiti di una porta) è scritta la

seguente citazione dal Salmo CVII, 16: “Perchè egli ha spezzate le porte di bronzo e rotti i catenacci

di ferro”. Come in altri pentacoli, anche su questo sono incisi Nomi divini e angelici.


2 — L'altro pentacolo della Luna (fig. 21) protegge contro tutti i pericoli derivanti dall'acqua. Concilia

gli spiriti lunari.

Pentacoli di Saturno

1 — Gli spiriti di Saturno sono evocati e costretti all’obbedienza mediante il primo pentacolo (fig.

22). Quando esso viene mostrato loro, gli spiriti cessano di essere ostili e si inginocchiano in segno

di sottomissione. Serve inoltre a scacciare le entità malefiche poste a guardia di tesori.


2 — Con quest'altro pentacolo saturniano (fig. 23) possono essere favoriti tutti i processi che sono

sotto l’influenza del pianeta. Reca un estratto dal Deuteronomio, X, 17: “ Posuerunt in Callum os

suum et lingua eorum transivit in terra ”.

3 — Coloro che, operando sotto Saturno, desiderassero far invasare dai diavoli una persona,

possono far uso di questo pentacolo (fig. 24). Fra i due cerchi è scritta una potente maledizione: “

Invia un malvagio spirito che diventi suo padrone, e fa’ che Satana sia al suo franco destro ”.

4 — Desiderate provocare terremoti? II potere di questo pentacolo di Saturno (fig. 25) fa tremare le

fondamenta della creazione, attraverso la forza degli angeli che comanda, a patto che — come gli

altri pentacoli — sia ben eseguito, nel giorno e l'ora del pianeta, e col suo metallo. L’iscrizione fra i

due cerchi è: Commota est et contremuit terra; fundamenta montium conturbata sunt et commota

sunt quoniam iratus est.

5 — Tutte le operazioni di distruzione, sfacelo e morte possono essere eseguite se l’operatore è in

possesso del pentacolo successivo (fig. 26), sempre dipendente da Saturno. Nel doppio cerchio reca

una citazione dal Salmo CIX, 18: “ Sia a lui qual veste la maledizione; gli entri come acqua in seno,

olio entro le ossa ”.

E’ presente anche l’esagramma di Davide. All’interno del doppio cerchio è iscritto un triangolo

contenente a sua volta un altro cerchio, decorate con la mistica lettera ebraica YOD. Ai lati del

triangolo sono incise le seguenti parole dal Deuteronomio, VI, 4: “ Ascolta, o Israele; il Signore

Dio nostro è un Dio solo ”.


6 — Essendo Saturno un pianeta malefico, non deve sorprendere che vi sia un pentacolo (fig. 27)

specialmente dedicate a proteggere l'operatore contro la morte di sabato.

7 — Quest'altro pentacolo di Saturno {fig. 28) è usato per combattere l’arroganza degli spiriti, ma la sua

efficacia si estende a qualsiasi opponente. La figura è formata da un “ quadrato magico ” composto dalle

parole SATOR, AREPO, TENET, OPERA, ROTAS. Nel doppio cerchio, una frase dal Salmo LXXII,

8: “Ed ei signoreggerà da un mare sino all’altro mare, e dal fiume sino alle estremità del mondo”.

8 — Nelle evocazioni notturne, occorre tracciare fuori dal cerchio magico questo pentacolo (fig. 29)

che contiene i nomi di quattro angeli: ANAZACHIA, OMELIEI, ANACHIEL, ARAUCHIA..

Pentacoli di Giove

1 — Il primo pentacolo di questo pianeta (fig. 30) presenta un certo interesse, in quanto ne è stato

documentato l’uso da parte di un personaggio storico. Reca l’iscrizione (come al solito fra i due cerchi):

“ Gloria e ricchezza nella casa di lui; e la sua giustizia dura perpetuamente”, dal Salmo

CXII, 3.

Questo pentacolo, tracciato su pergamena, venne rinvenuto sul corpo del Conte Anselmo, Vescovo di

Würzburg, la notte del 9 febbraio 1749. Si dice quindi che fu il grande potere del talismano a

consentirgli di raggiungere la sua alta posizione, e a guadagnargli ricchezze e domini, nonchè ad aiutarlo a

sfuggire agli attentati dei suoi molti nemici. Lo stesso pentacolo serve anche a scoprire i tesori

nascosti e a proteggere l'operatore contro i Cattivi Spiriti durante le cerimonie di Giove.


2 — Il successivo pentacolo (fig, 31) evoca gli spiriti e protegge il possessore da tutti i demoni,

forzandoli alla complaeta sottomissione ed obbedienza. Oltre ai Nomi di dio ADNI e IHVH, reca

l’iscrizione, del Salmo CXXV, 1: “Colore che confidano nel Signore sono come il Monte Sion, che

non è vacillante ma si alza eterno”.

3 — Chi teme la povertà, o è povero e vorrebbe essere ricco, può affidarsi, secondo gli autori della

Chiave di Salomone, al seguente pentacolo (fig. 32). Occorre tirarlo fuori e contemplarlo

frequentemente. Si devono però recitare ad alta voce le seguenti parole incise su di esso: “ Ei dalla

terra solleva il mendico e il povero alza dal fango, per metterlo a sedere tra i principi del suo popolo

”. (Salmo CXIII 7, 8).

4 — Chi evoca gli spiriti di Giove allo scopo di trovare tesori nascosti, può usare questo pentacolo

(fig. 33). I nomi magici sono NETONIEL, DEVACHIAH, SEDEKIAH e PARASIEL.

5 — Quando il pianeta Giove è nel segno Zodiacale del Cancro, si possono guadagnare ricchezze

insperate incidendo (nell'ora e nel giorno appropriati) la seguente figura su argento (metallo della

Luna, dominatrice del Cancro - fig. 34). La citazione, del Salmo CXII, 3, da iscrivere è: “ Gloria e

ricchezza nella casa di lui; e la sua giustizia dura perpetuamente” (che abbiamo già visto in un altro

pentacolo di Giove).

6 — Questo pentacolo (fig. 35) aumenta la saggezza, e provoca visioni profetiche. Col suo aiuto,

Giacobbe vide la scala che ascendeva ai cieli. Deve essere consacrato di Sabato nell’ora di Giove.


7 — L'ultimo pentacolo del pianeta (fig. 36) procura vantaggi più solidi. Chi lo porta con sè,

guardandolo ogni giorno, scamperà ad ogni pericolo di morte. Contiene la citazione dal Salmo

XXII, 17, 18: “ Hanno forato le mie mani e i miei piedi; hanno contate tutte le ossa mie ”.

Pentacoli di Marte

1 — Per provocare una guerra si deve ricorrere all'uso dell’'apposito pentacolo di Marte. Oltre a

possedere questo notevole potere, la figura distrugge i nemici, e terrorizza gli spiriti cui viene

mostrata. Serve inoltre di protezione contro lo “shock di ritorno” nei malefici d'odio, e a trionfare

nelle imlboscate. E’ composta da un triangolo iscritto in un cerchio e a sua volta diviso in quattro

triangoli. La citazione, dal Salmo LXXVII, 14, è: “ Qual è il Dio, die sia grande come il Dio nostro?

”.


2 — Iniziata una guerra, sarà naturalmente opportuno assicurarsi la vittoria. Questo può essere fatto

col successivo pentacolo (fig. 38), che procura anche vittoria nei duelli. E’ una croce iscritta nel

solito doppio cerchio, circondata da lettere formanti diversi Nomi Magici. La citazione è: “Il

Signore sta al tuo fianco; Egli nel giorno dell'ira sua i regi atterrò ” (Salmo CX, 5).

3 — Se dovete affrontare del demoni, potete costringerli ad obbedirvi in tutto, portando questo

pentacolo (fig. 39) tracciato su pergamena vergine. Vi è inciso il segno convenzionale dello

Scorpione (segno Zodiacale dominato da Marte), con le parole: “ Camminerai sopra l’aspide e sopra

il basilisco; e calpesterai il leone e il dragone ”, dal Salmo XCI, 13.

4 — Segue un pentacolo (fig. 40) che dona l’invincibilità contro ogni attacco e fa si che i nemici

volgano le armi contro loro stessi. L'iscrizione, in latino, è dal Salmo XXXVII, 15: “ Gladius eorum

intret in corda ipsorum et arcus eorum confringatur ”.

5 — Ove fosse necessario evocare gli spiriti di Marte, li si potrà comandare grazie al pentacolo (fig.

41) su cui sono incisi i nomi Magici ESHIEL, ITHURIEL, NADAMIEL, BARZACHIA.


6 — Si disegni una Stella a otto punte (fig. 42) con sangue di pipistrello su pergamena vergine, dice la

Chiave di Salomone. Si tenga il pentacolo coperto all'interno del Circolo, sino a quando non servw.

Quando verrà portato alla luce, causerà grandine e tempesta, per opera dei demoni che controllano

tali fenomeni. All’interno del cerchio è scritto, dal Salmo CV, 32, 33: “ Mutò in grandine le loro

piogge: piovve sulla loro terra un fuoco divoratore. E percosse le loro viti e le loro piante di fico ”.

7 — L'ultimo pentacolo di Marte (fig. 43) è usato contro tutte le malattie, e le cura quando è posto a

contatto con la parte offesa. La citazione è da Giovanni, I, 4: “ In lui era la vita, e la vita era la luce

degli uomini”. II pentacolo deve essere fabbricato durante una quadratura della Luna e del Sole. E’

l’unica figura salomonica che riporti una citazione tratta da un testo cristiano (il Vangelo di San

Giovanni). Viene considerata quindi un'aggiunta posteriore alla redazione originale della Cbiave di

Salomone.

I PENTACOLI E I LORO POTERI

(Tabella riassuntiva)

SOLE

1 - Per ottenere onori, gloria, poteri regali.

2 - Per sfuggire magicamente di prigione.

3 - Per ottenere ubbidienza da tutte le cose create.

4 - Per essere trasportati dagli spiriti ovunque si desideri.

5 - Per rendersi invisibili, o aver fortuna al gioco e in commercio.

6 - Per rendere visibili gli spiriti.

7 - Per acquistare forza.


VENERE

1 - Per ricevere grazie, onori, ed esercitare ogni arte sotto il dominio di Venere.

2 - Per favorire le operazioni d'amore.

3 - Per far innamorare un'altra persona.

4 - Per far innamorare una donna.

MERCURIO

1 - Per evocare e comandare gli spiriti.

2 - Per accrescere la comprensione metafisica.

3 - Per accrescere le facoltà psichiche.

LUNA

1 - Per evocare gli spiriti lunari, ed aprire le porte chiuse.

2 - Per avere dominio sulle acque.

SATURNO

1 - Per evocare gli spiriti di Saturno.

2 - Per esercitare ogni arte sotto il dominio di Saturno.

3 - Per far invasare dai diavoli un'altra persona.

4 - Per provocare terremoti.

5 - Per operazioni di distruzione e di morte.

6 - Per proteggersi contro la morte di Sabato.

7 - Per proteggersi contro l'arroganza degli spiriti.

8 - Per evocare di notte gli spiriti di Saturno.

GIOVE

1 - Per ottenere salute, onori e ricchezze.

2 - Per avere obbedienza da tutti i demoni.

3 - Per evitare la povertà.

4 - Per cercare tesori nascosti.

5 - Per avere ricchezze.

6 - Per aumentare la veggenza.

7 - Per salvaguardarsi dai pericoli mortali.

MARTE

1 - Per provocare le guerre.

2 - Per ottenere vittoria in guerra e nei duelli.

3 - Per costringere i demoni all'obbedienza.

4 - Per respingere ogni aggressione.

5 - Per evocare gli spiriti di Marte.

6 - Per provocare tempeste.

7 - Per curare tutti i mali.


Gli strumenti magici

I rituali descritti richiedono l'uso, da parte del mago, di diversi accessori. Ad essi va dedicata

un'attenzione particolare.

II loro primo requisito è che siano nuovissimi, mai usati prima, Il mago deve fabbricarli o almeno

acquistarli personalmente, in giorni ed ore dominati dal pianeta sotto i cui auspici cade la cerimonia

in cui verranno impiegati. Dopo di che dovrà consacrarli con un apposito rituale, di cui parleremo

in seguito.

Alcuni di questi strumenti non hanno bisogno di speciale descrizione; ad esempio, l'ago col quale

vanno ricamati sui paramenti i segni magici, o il bulino necessario per incidere le figure sul metallo

dei pentacoli: che sono identici agli strumenti normalmente usati per incombenze simili. A questa

stessa categoria appartengono gli incensieri e i bracieri (che devono essere di coccio, o del metallo

adatto secondo le Concordanze Planetarie), la penna (preferibilmente d'oca maschio), il coltello

sacrificale, la pergamena vergine, ecc...

Altri accessori vanno invece preparati direttamente dall'operatore. Sono:

Gli incensi per le fumigazioni, di cui abbiamo visto le composizioni nell'Appendice I.

L'inchiostro per i pentacoli, per il quale i manoscritti, pur

con diverse varianti, danno una ricetta simile a questa: Prendere due parti di noci di galla, una di

solfato di ferro, una di gomma arabica; schiacciare le noci e lasciarle in infusione in acqua bollente

per un'intera giornata; aggiungere quindi solfato e gomma, e stemperare nella miscela gli adatti

coloranti.

L'olio per le unzioni, citato nel Lemegeton ed altri rituali, che è composto di mirra, cinnamomo,

galanga (una radice aromatica) ed olio d'oliva purissimo.

Le candele dell'Arte, di pura cera vergine: il mago può acquistarle, ma le deve perfezionare

infiggendo in esse sette chiodi composti dei sette metalli planetari.

Due strumenti, infine, richiedono una cura particolare.

L'Arthame, o Spada dell'Arte, è una lama d'acciaio infissa in un manico di legno. Va forgiata o

acquistata nel giorno e l'ora di Giove (pianeta del successo e della prosperità), in un periodo di

Luna crescente. Secondo Pierre Piobb (Formulaire de Haute Magie), la Spada può essere costituita

anche da una lunga punta d'acciaio montata su di un manico isolante, come legno laccato. Serve

alla "dissoluzione dei coaguli elettrici e degli agglomerati di forze planetarie",

Più complessa è la fabbricazione della Bacchetta dell'Arte.

I Grimori forniscono in genere procedimenti diversi. Scegliamo e riportiamo quello descritto nel

Grand Grimoire.

La Bacchetta è costituita da una verga di nocciolo lunga circa cinquanta centimetri, recisa con un

sol colpo da un albero selvatico; non deve mai aver portato frutto. Per tagliarla si usa una lama

d'oro macchiata di sangue, ed il taglio deve avvenire di domenica, all'alba, e in un periodo di Luna

crescente.

II mago deve pregare Adonai, Elohim, Ariel e Jehovah di conferire alla Bacchetta il potere delle

verghe di Giacobbe, Mosè e Giosuè, la forza di Sansone, la giusta ira di Emmanuel, le folgori di

Zariatnatmik, che farà vendetta dei delitti degli uomini nel Giorno del Giudizio.

Alle estremità dello strumento vanno quindi fissati due cappucci appuntiti di ferro calamitato. II

mago infine comanda la Bacchetta, nei nomi di Adonai, Elohim, Ariel e Jehovah, di obbedire alla

sua volontà, attirare ciò che lui desidera attirare, e distruggere ciò che lui desidera distruggere.

Secondo Piobb, la Bacchetta serve a "raccogliere i coaguli elettrici e gli agglomerati di forza

planetaria: è uno strumento di polarizzazione fluidica".

Tutti gli accessori vanno conservati con la massima cura, avvolgendoli in seta (di qualsiasi colore,

meno che nera) e maneggiandoli solo nel corso delle cerimonie magiche.

Primo dell'uso vanno purificati col fuoco e consarati con un rituale particolare, che si compie con

acqua e incenso, più, naturalmente, delle orazioni adatte allo scopo.


Innanzitutto va benedetta dell'acqua, con la seguente orazione:

"Signore Iddio, Padre Onnipotente, mio rifugio e mia vita, soccorrimi, Padre Sacro, perchè io adoro

Te, il Dio di Abramo, di Isacco, di Giacobbe, degli Angeli, degli Arcangeli e dei Profeti, il Creatore

di Tutto. In umiltà, ed invocando il Tuo Santo Nome, Ti supplico di concedermi che quest'acqua sia

benedetta, perchè possa santificare i nostri corpi e le nostre anime, grazie a Te, Santissimo Adonai,

Eterno Signore, Amen".

Con il liquido così benedetto si aspergono gli strumenti. L'operazione si esegue con un aspersorio

(fabbricato nel giorno e l'ora di Mercurio, con Luna crescente) composto di un rametto di menta,

uno di maggiorana ed uno di rosmarino, legati insieme con una cordicella intrecciata da una

fanciulla vergine.

Durante il rito si dice:

"Nel Nome del Dio Immortale, io ti aspergo (NOME DELLO STRUMENTO) e purifico da ogni

inganno e inadeguatezza, e sarai bianco più che neve. Amen".

Si passa quindi alla fumigazione, per la quale è necessario un braciere in cui arda carbone appena

acceso con un fuoco nuovo.

In esso va bruciata una miscela aromatica composta di legno d'aloe, incenso e mastice, in

precedenza benedetta con la

seguente orazione:

"Degnati, o Signore, di santificare le creature di queste sostanze perchè siano a salvaguardia della

razza umana, ed a salvaguardia delle nostre anime e corpi, grazie alla invocazione del Tuo Santo

Nome.

Fa' che a tutte le creature che ne aspirano i vapori sia concessa la salvezza del corpo e dell'anima:

grazie al Signore che ha edificato l'eternità dei tempi. Amen".

Nell'esporre ai fumi i vari accessori, si dice:

"Angeli di Dio, venite in nostro soccorso, e che quest'opera sia vostra!

O Adonai, concedi a questo (NOME DELLO STRUMENTO) virtù tale che attraverso di esso si

compia la nostra opera".

Di queste formule per la consacrazione esistono tuttavia moltissime varianti.

Le operazioni descritte vanno compiute per ogni oggetto o sostanza adoperata dal mago, e ripetute

prima di ogni cerimonia.

Nel compiere i riti va sempre tenuta presente la necessità di scegliere i giorni e le ore congeniali

agli spiriti dei cui uffici ci si vuole servire.

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