Linee guida sul taglio cesareo - Agenzia di Sanità Pubblica della ...

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Linee guida sul taglio cesareo - Agenzia di Sanità Pubblica della ...

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Accanto ad una previsione sull’andamento del travaglio effettuata con il punteggio di Bishop

possono essere considerati altri elementi. Ad esempio, presso l’Ospedale San Gerardo di Monza

(Regalia AL 1997), struttura in Italia che presenta valori molto bassi di ricorso al taglio cesareo,

si pone diagnosi di travaglio in presenza delle seguenti condizioni:

- contrazioni regolari riferite dalla donna, di durata superiore o uguale a 40’’ e ad intervalli inferiori

a 10 minuti;

- collo appianato;

- dilatazione 2-3 cm.

Il travaglio di parto dovrebbe essere seguito trascrivendo in un grafico, opportunamente

predisposto, chiamato partogramma, i principali fenomeni in funzione del tempo (dilatazione,

appianamento della cervice uterina e livello della parte presentata, liquido amniotico, BCF,

contrazioni, CTG). Nei numerosi schemi partografici attualmente utilizzati, costante è la

descrizione grafica della dilatazione cervicale secondo i presupposti enunciati da Friedman (curva

centimetrica dilatometrica) (Friedman EA 1954). Friedman descrisse un grafico che correlava la

durata del travaglio con la dilatazione cervicale, riportando la dilatazione cervicale in centimetri

sull’ordinata ed il tempo in ore sull’ascissa. Quello descritto da Friedman negli anni ‘50 ha

rappresentato il primo esempio razionale per valutare il travaglio nella pratica clinica. Egli

descrisse la relazione tra la durata del travaglio e la dilatazione cervicale rappresentandola con

una curva sigmoide. Il primo stadio del travaglio aveva due componenti, la fase latente e la fase

attiva. Durante la fase latente pur con contrazioni regolari c’è solo un modesto progredire della

dilatazione cervicale; durante la fase attiva inizia un significativo aumento della dilatazione nel

tempo. Questa parte del travaglio si suddivide in tre fasi: una fase di accelerazione, una fase di

rapida progressione della dilatazione e una fase di decelerazione. Oltre ad aver calcolato la durata

media di ogni fase Friedman definì le anomalie del travaglio, definizioni che hanno guidato la

pratica clinica fino ai giorni nostri.

Tuttavia, oggi, il management del travaglio ha subito alcuni cambiamenti sostanziali. L’induzione

del travaglio, l’uso dell’ossitocina, l’analgesia epidurale, il monitoraggio elettronico continuo sono

molto frequenti nella attuale pratica clinica, mentre l’assistenza al parto podalico e l’applicazione

di forcipe allo stretto medio sono eventi rarissimi. Anche il BMI (indice di massa corporea) delle

donne di oggi è significativamente più alto rispetto a 50 anni fa così come è aumentato il peso

fetale alla nascita. Alcuni studi recenti suggeriscono che le curve di Friedman non risultano

appropriate per i travagli indotti o gestiti attivamente (Rinehart BK 2000; Impey L 2000). E’ messa

inoltre in discussione la fase di decelerazione descritta da Friedman (Kelly G 2001).

Recentemente un gruppo di ricercatori ha ripercorso il modello partografico (dilatazione nel

tempo) ponendo al tempo 0 la dilatazione massima di 10 cm nelle donne che avevano partorito

e ricalcolando all’indietro i tempi di dilatazione secondo una tecnica di regressione con una

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