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La Civiltà Egizia

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COMMERCIO<br />

Gli antichi Egizi importavano ed esportavano merci provenienti<br />

da vari paesi vicini. Esportavano vasi di pietra e ceramica, lino,<br />

papiro, vasi d’oro, pelli di bue, corde, lenticchie e pesce secco. Le<br />

merci importate furono per lo più materie prime e prodotti<br />

ricercati come elementi di lusso di alta società. Bovini, animali<br />

da cortile, legno di cedro, argento, rame e minerali preziosi sono<br />

stati importati dalla Siria e dalla Palestina. Cipro consegnava<br />

rame e avorio, oggetti di lusso come minoica e micenea<br />

contenitori di olio venuto dal Mar Egeo.<br />

Il Sud dell’Egitto, in particolare Nubia, era ricca di giacimenti<br />

d’oro e minerali, costruzione in pietra, ebano, avorio, piume di<br />

struzzo e uova, così come bestiame e bestiame. Dalla terra di<br />

Punt venuto mirra e incenso. Rotte commerciali, carovana fu un<br />

mezzo importante di scambio di questi beni. Un percorso guidato<br />

verso il Nord e l’altro verso Sud.


Gli archeologi stanno scoprendo i resti più antichi di navi d’alto<br />

mare e altre reliquie legate al commercio. Nella scoperta più<br />

recente, hanno trovato l’ottava di una serie di camere dopo<br />

avere spalato attraverso metri cubi di macerie rocciose e di<br />

sabbia accumulata dal vento. I contenuti della camera includono<br />

parti di nave, brocche, taglieri, e biancheria di tutti i giorni, così<br />

come testi geroglifici. Si tratta di tesori, oro, legno delle navi,<br />

ancore di pietra calcarea, remi e timoni e matasse di corde<br />

marine. Le travi smussate di un ponte, assi dello scafo e raccordi<br />

in rame appartengono alle più antiche navi d’altura mai trovate<br />

che risalgono almeno a 3.800 anni fa. Le imbarcazioni sembrano


essere state lunghe oltre venti metri, mosse da rematori e da<br />

vele e in grado di navigare nelle acque profonde.<br />

Contadini felici<br />

Gli egizi sono contadini lavoratori anche quando il Nilo copre i<br />

loro campi. Loro impegnano il tempo a riparare zappe vanghe<br />

sacchi e bacche, loro usano i buoi per trainare l’aratro e<br />

preparare la terra per la semina.


Menu quotidiano<br />

Gli Egizi hanno una cucina povera, difatti mangiavano<br />

esclusivamente pane che veniva fatto in molti modi, raramente<br />

riuscivano a mangiare qualche pesce.<br />

Pagano imposte<br />

Gli Egizi devono pagare delle imposte, si presentano per tre<br />

volte, la prima per misurare il terreno, la seconda volta dormono<br />

per controllare i germogli e calcolare le imposte da applicare,<br />

mentre la terza volta dormono dopo la mietitura e siccome non<br />

esisteva il denaro pagavano in raccolta.<br />

Cosa temono i contadini<br />

I contadini Egizi temono i capricci della natura, temono l’assalto<br />

delle cavallette, o degli ippopotami che escono dalle acque per<br />

mangiare l’erba del bestiame, le piene del fiume che distruggono<br />

e portano via i semi portando carestia.<br />

Pance rotonde<br />

I contadini anno un alimentazione povera è per questo che sono<br />

magri mentre quando incontrano uno con la pancia e il doppio<br />

mento significa che è di alto rango e si può permettere un<br />

pranzo più sostanzioso.


<strong>La</strong> scrittura in Egitto comparve verso la fine del 4 millennio a.C.<br />

ed era un complesso sistema di PITTOGRAMMI. Questa<br />

scrittura venne chiamata dagli Storici GEROGLIFICA, fu<br />

ritrovata solo sulle pareti di tombe e templi, comprendeva circa<br />

800 segni: alcuni indicano le lettere dell’ alfabeto. Alla scuola<br />

degli scribi imparavano i geroglifici ; erano difficili da<br />

utilizzare. Gli scribi passavano lunghi anni nelle scuole per<br />

imparare a leggere e scrivere. <strong>La</strong> stele di Rosetta è stata<br />

scritta in geroglifico , demotico e greco;probabilmente i<br />

geroglifici erano una delle scritture più famose egiziane.<br />

LA STELE DI ROSETTA<br />

I geroglifici rimasero un mistero fino al 1799, quando un soldato<br />

francese scoprì un’ antica lastra di pietra, la stele di Rosetta,<br />

che riportava lo stesso testo scritto in tre forme<br />

diverse:geroglifico, demotico e greco antico. Grazie al testo<br />

greco che gli faceva da guida, lo studioso francese Jean<br />

Francois Champollion riuscì a tradurre i geroglifico.


RA<br />

Dio solare, il creatore dell’universo.<br />

Viaggiava nel cielo con il suo equipaggio su 2 barche:<br />

del giorno e della notte.<br />

Da lui era stata emanata una figlia, Maat.<br />

OSIRIDE<br />

E’il Dio dell’aldilà e del regno dei morti.<br />

Iside è sua sorella e sposa di Osiride, da loro è stato<br />

generato Horus.


HATOR<br />

Ha l’aspetto di una vacca, o donna con corna.<br />

Dea dell’amore, della gioia e della musica.<br />

HORU<br />

E’ figlio unico di Osiride e di Iside, ha l’aspetto di un falco.<br />

Il suo occhio riprodotto sotto forma di amuleto, è un simbolo<br />

di protezione.


ANUBI<br />

Testa di sciacallo, ha aiutato Iside a imbalsamare Osiride.<br />

Accoglie i defunti, conduce la loro anima al tribunale di Osiride.<br />

THOT<br />

Questa divinità ha la testa di ibis.<br />

Ha inventato la scrittura, è il Dio della luna.


SETH<br />

E’ il fratello geloso di Osiride. Di notte, aiuta Ra nel suo viaggio;<br />

di giorno regna sui deserti.<br />

MAAT<br />

Rappresenta l’ordine, la giustizia, la verità. Ha sul capo una piuma<br />

di struzzo che depone<br />

Sul piatto della bilancia al momento della pesatura del cuore del<br />

defunto.<br />

Un mito racconta che un tempo lontano Osiride e la sua sposa<br />

Iside erano molto amati perché regnavano con giustizia e bontà.<br />

Questo suscitò la gelosia di SETH, fratello di Osiride, che lo<br />

uccise. Iside cercò a lungo il corpo del marito e quando lo trovò,<br />

lo riportò in vita con l’aiuto di Anubi. Siccome aveva vissuto<br />

l’esperienza della morte; Osiride divenne il signore del regno dei<br />

morti.


<strong>La</strong> mummificazione o imbalsamazione è il metodo con cui gli<br />

antichi Egizi conservavano i corpi dei defunti, preservandoli dalla<br />

decomposizione. Questo risultato era particolarmente<br />

importante perché, secondo le credenza religiose, la<br />

conservazione del corpo avrebbe garantito al defunto una vita<br />

eterna nell’aldilà. L’uso di imbalsamare i corpi fu probabilmente<br />

suggerito agli antichi Egizi dall’osservazione di un fenomeno<br />

naturale: i morti, sepolti originariamente in semplici fosse<br />

scavate nella sabbia del deserto, si conservavano a causa dell’<br />

estrema aridità del clima. Ma quando gli Egizi cominciarono a<br />

seppellire i propri defunti in tombe e sarcofagi, dovettero<br />

elaborare una tecnica che permettesse di ottenere lo stesso<br />

risultato. Esistevano metodi di imbalsamazione, diversi a<br />

seconda delle possibilità economiche della famiglia del defunto.<br />

Il metodo più tradizionale prevedeva le seguenti operazioni: per<br />

prima cosa il corpo, disteso su un tavolo, era lavato e purificato<br />

e appositamente trattato, il fegato, lo stomaco, i polmoni e<br />

l’intestino erano risposti in quattro vasi detti “canopi”. Dopo<br />

essere stato nuovamente lavato, il corpo veniva immerso in una<br />

vasca riempita di “natron”, un sale fortemente disidratante. Qui<br />

veniva lasciato per circa quaranta giorni, fino al suo completo<br />

disseccamento. A questo punto gli imbalsamatori passavano a<br />

riempire le cavità con paglia, stoffa, imbottiture e tamponi per


idare al corpo una forma naturale. Alcune parti, come il naso<br />

venivano rimodellate mentre gli occhi erano rimpiazzati da<br />

pietre circolari. Il corpo, cosparso di resine oli e profumi, era<br />

pronto per essere bendato. Metri e metri di bende di lino lo<br />

avvolgevano strettamente e tra gli strati di tessuti i sacerdoti<br />

inserivano gioielli e amuleti, la cui funzione era quella di<br />

proteggere la vita nell’ aldilà. <strong>La</strong> testa della mummia era spesso<br />

ricoperta da una<br />

maschera funeraria.<br />

Tutta l’ operazione di<br />

mummificazione durava<br />

settanta giorni, passati i<br />

quali il defunto era<br />

pronto a ricevere<br />

sepoltura. Ma prima di essere chiusa per sempre nella tomba, la<br />

mummia era sottoposta al rito dell’ “apertura della bocca” con il<br />

quale i sacerdoti riattivavano simbolicamente le funzioni vitali<br />

del defunto. <strong>La</strong> mummificazione non era riservata solo agli esseri<br />

umani, ma era applicata anche agli animali, sia a quelli domestici,<br />

sia a quelli sacri alle divinità.


Il viaggio del defunto si svolgeva dalla casa della vita, dove<br />

avveniva l’imbalsamazione,(il processo durava 70 giorni), fino alla<br />

tomba. Il “Libro dei morti” illustra il viaggio del defunto mentre,<br />

all’interno di un sarcofago e su una barca, viene trasportato da<br />

alcuni servitori.<br />

Nella tomba veniva posti anche gli “ushabti”, ovvero”coloro che<br />

rispondono”,le statuette che ‘sostituivano’ il defunto. Molte di<br />

esse recano incisi brani del ‘Libro dei morti ’ .<br />

Una fase fondamentale era la ‘pesatura dell’anima’o psicostasia.<br />

Il cuore - sede dell’anima secondo gli Egizi - veniva posto su un<br />

piatto della bilancia e contrapposto ad una piuma, che<br />

simboleggiava la dea Maat, la giustizia.<br />

Se tutto andava bene, il suo viaggio proseguiva sopra la barca del<br />

dio sole, rappresentato dall’occhio di Ra le viscere del defunto<br />

che erano state estratte al momento dell’imbalsamazione e<br />

poste in recipienti detti “Canòpi “, dalla forma antropomorfa,<br />

venivano posizionati all’interno della tomba.<br />

Canopus deriverebbe dall’onomina città vicina ad Alessandria,<br />

sede di un culto di Osiride, che qui veniva adorata e raffigurato<br />

con un vaso dal coperchio di forma umana.


Altre versioni ipotizzano che Canopo fosse un personaggio<br />

mitologico che venne seppellito in Egitto.


Il libro dei Morti è una raccolta di testi funerari di epoche<br />

diverse, contenente formule magiche, inni e preghiere che, per<br />

gli antichi Egizi, guidavano e proteggevano l’anima (Ka) nel suo<br />

viaggio attraverso la regione dei morti.<br />

Secondo la tradizione la conoscenza di questi testi permetteva<br />

all’anima di scacciare i demoni che le ostacolavano il cammino e di<br />

superare le prove poste dai 42 giudici del tribunale di Osiride<br />

dio degli inferi.<br />

Questi testi indicavano inoltre che la felicità dell’aldilà<br />

dipendeva dal fatto che il defunto avesse o meno condotto sulla<br />

terra una vita virtuosa.<br />

Poiché si riteneva che, dopo aver lasciato la tomba, le anime dei<br />

morti fossero in balia di infiniti pericoli, le tombe erano tutte<br />

dotate di una copia del Libro dei Morti, vera e propria guida per<br />

il mondo dell’aldilà.


GLI EGIZI SONO SEMPRE BELLI E ABBRONZATI?<br />

Gli egizi hanno in genere capelli neri e occhi scuri. <strong>La</strong> loro pelle<br />

sempre abbronzata anche se, come tutti quelli che vivono nei<br />

paesi caldi, evitano il sole. Grazie alla dolcezza del clima, gli Egizi<br />

si vestono con abiti leggeri. I contadini portano un perizoma di<br />

lino lungo fino alle ginocchia. A volte restano nudi. Oppure con un<br />

nodo nel mezzo, a sbuffo o plissettato, o lungo fino alla caviglia,<br />

il perizoma del re e dei ricchi Egizi cambia secondo l’epoca. I<br />

contadini e gli dèi non segnano la moda. <strong>La</strong> contadina porta un<br />

abito stretto fermato sotto il seno e sostenuto da due larghe<br />

spalline. Anche le dee si vestono così. Le donne ricche usano<br />

spesso dei veli sapientemente drappeggiati, fili di perle, gioielli<br />

raffinati… <strong>La</strong> moda dei bambini non cambia mai. I piccoli Egizi<br />

vivono nudi.<br />

Perché truccano gli occhi?<br />

A primavera, un vento caldo soffia sull’Egitto. Sul deserto<br />

trasporta sabbia e polvere. Nessuno lo sopporta perché quando<br />

arriva si soffoca, bruciano gli occhi… è ancora più insopportabile<br />

tutto l’anno il riverbero del sole e le mosche con le loro zampe<br />

sporche provocano malattie agli occhi . Per proteggersi, gli Egizi<br />

usano della galena nera che preparano con cura. Si tratta di un<br />

minerale di piombo che preparano stemperandolo in un piccolo<br />

mortaio. Mescolano la polvere contenuta con o crema. Il<br />

preparato viene conservato gelosamente in un vasetto e viene


applicato sugli occhi con un bastoncino. Sia le donne che gli<br />

uomini si truccano spesso gli occhi, per civetteria o per<br />

necessità: la galena è un medicamento straordinario. È molto<br />

cara, solo i ricchi possono procurarsela. Gli altri si tengono il<br />

male di occhi.<br />

Perché si truccavano in modo così appariscente?<br />

A quel tempo non c’erano gli occhiali da sole e gli Egizi cercavano<br />

in questo modo di proteggere gli occhi dal riverbero del sole,<br />

dalla sabbia del deserto e dai moscerino portatori di malattie e<br />

infezioni. <strong>La</strong> galena aveva proprietà antisettiche.<br />

Perché portano parrucche?<br />

Gli Egizi si radono spesso il capo: è una misura igienica per<br />

difendersi da pulci, pidocchi, parassiti vari. Risolto il problema di<br />

questi parassiti, i capelli vengono lasciati crescere. Gli uomini<br />

hanno una capigliatura rotonda, più o meno corta secondo la<br />

moda. Le donne preferiscono i capelli lunghi, intrecciati o<br />

trattenuti con una fascia sulla fronte. Li ornano poi con fiori e<br />

gioielli. I capelli imbiancano, cadono o diventano radi!!!!!!!! Gli<br />

Egizi ricchi lasciano le loro creme “ miracolose” e si mettono una<br />

bella parrucca con tante treccine. Così si proteggono anche dal<br />

sole. I bambini, hanno la testa rasata.


I contadini sono felici?<br />

Gli Egizi amano la loro terra. Non è forse un dio, il grande Geb?<br />

Essi lo immaginano sotto l’ aspetto di un uomo dalla pelle verde<br />

come le foglie che spuntano sul suo dorso. Le messi sono<br />

abbondanti. “Quando i campi sono seminati, racconta un<br />

viaggiatore greco, il contadino egizio deve solo aspettare<br />

tranquillamente il tempo della mietitura”Ma purtroppo la rea ltà<br />

è un’altra. Quando le acque del Nilo ricoprono i loro campi i<br />

contadini non si riposano. Fabbricano e riparano utensili: zappe<br />

di legno e di corda, vanghe per rivoltare la terra, panieri,<br />

brocche ecc. Quando il Nilo rientra nel suo letto, i contadini<br />

cominciano a riparare i guasti provocati dalla piena: rinforzano<br />

gli argini, sistemano i canali danneggiati…


<strong>La</strong> medicina<br />

L’antico Egitto possedeva indubbiamente una scienza medica di<br />

alto livello. Era una medicina empirica che curava le malattie<br />

basandosi solo sui dati forniti dall’esperienza. <strong>La</strong> ricerca<br />

empirica di farmaci portò alla scoperta del valore terapeutico di<br />

certe piante, dalla continua osservazione dei malati dei loro<br />

sintomi e delle modalità terapeutiche dei vari rimedi, emerse<br />

l’esigenza di una sistemazione delle nozioni e delle attività<br />

mediche. Le varie medicine prescritte dai medici Egizi venivano<br />

preparati sia con materie prive vegetali che animali.<br />

I banchetti<br />

Di base c’erano due alimenti molto semplici nella dieta degli<br />

egizi: pane, birra, che erano anche la paga con cui i faraoni<br />

ricompensavano gli operai che lavoravano alle loro dimore eterne.<br />

Il pane soprattutto aveva una notevole varietà; si crede infatti<br />

che ne esistessero tra le 30 e le 40 varietà differenti per<br />

forma ( anche se superiore a quella moderna). Il vino chiamato<br />

dagli Egizi Erpi, era consumato con una certa frequenza. Alcuni<br />

animali venivano allevati o cacciati nelle paludi del Nilo come<br />

anatre, oche, quaglie ecc. Infine veniva consumata anche carne<br />

ovina e suina e raramente quella bovina. <strong>La</strong> carne era cucinata<br />

lessa o allo spiedo e veniva conservata sotto sale o grasso<br />

animale per una migliore conservazione, viste le elevate<br />

temperature. <strong>La</strong> dieta era poi integrata con latticini tantissima<br />

verdura, legumi, frutta.


Perché bambini avevano la testa rasata?.<br />

Per motivi igienici, per non avere problemi di pidocchi! Si lasciava<br />

una piccola ciocca treccia su un lato, “la ciocca dell’infanzia”,<br />

segno che non avevano ancora raggiunto l’età adulta. Questa<br />

ciocca veniva tagliata intorno ai 14 anni.<br />

Come era accolta la nascita di una figlia femmina?<br />

Quando nasceva la bambina, si faceva festeggiava come per i<br />

maschi.Non si faceva nessun a differenza fra i sessi.Le figlie e<br />

le donne erano amate a e avevano gli stessi diritti degli uomini e<br />

dei figli maschi.<br />

Perché la maggior parte dei bambini non andava a scuola?<br />

Non erano piccoli fortunati, come si potrebbe credere. Solo i<br />

figli delle famiglie ricche potevano frequentare la scuola.<br />

Potevano diventare scribi, o anche scienziati, ministri. Gli altri<br />

erano obbligati a lavorare con i genitori già a partire dai 5-6<br />

anni!<br />

Come erano preoccupati i bambini più grandi?<br />

Scoprivano un mestiere assieme ai loro padri: muratore,<br />

tagliatore di pietre, carpentiere, pittore, orafo. Le figlie<br />

imparavano sotto la guida delle madri a tessera, a macinare il<br />

grano, a fare la birra. I figli dei contadini seguivano i padri nei<br />

campi per seminare, falciare e spulare.


Come occupavano il proprio tempo i bambini più piccoli<br />

Si divertivano a giocare per le strade e nei campi.<br />

Giocavano moltissimo. Già all’epoca c’erano molti giochi: palle<br />

fatte con canne intrecciate o pezzi di stoffa cuciti, sonagli,<br />

trottole di pietra opportunamente sagomata, bambole maiolica<br />

per le bambine di ogni genere di animali di legno scolpiti con<br />

ganasce e utensili a uncino articolati.<br />

Come erano vestiti i bambini?<br />

<strong>La</strong> maggior parte del tempo erano in costume adamitico cioè<br />

nudi. Poiché giocavano per la strada e nella polvere, questo<br />

evitava alle madri di fare il bucato. Per contro, si facevano loro<br />

portare dei gioielli, soprattutto orecchini ( anche ai maschi).<br />

Quando il clima era più freddo, si faceva loro indossare una<br />

semplice tunica con le maniche.

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