8 - Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”
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Le sensazioni si possono <strong>di</strong>stinguere in due<br />
gruppi:<br />
Sensazioni epicritiche: concernono gli aspetti fini del tatto e sono me<strong>di</strong>ate<br />
da recettori capsulati. Comprendono:<br />
1. La capacità <strong>di</strong> rilevare i leggeri contatti <strong>degli</strong> stimoli con la cute e<br />
localizzare la sede cutanea che è stata toccata.<br />
2. Riconoscono gli stimoli vibratori e ne determinano la frequenza e<br />
l’ampiezza.<br />
3. Analizzano i dettagli spaziali delle sensazioni tattili (<strong>di</strong>scriminazione dei due<br />
punti).<br />
4. Riconoscono la forma <strong>degli</strong> oggetti tenuti nella mano.<br />
Sensazioni protopatiche: comprendono il dolore e la sensibilità termica (ed<br />
anche il prurito ed il solletico) e sono me<strong>di</strong>ate da recettori con terminazioni<br />
nervose libere.
Livelli funzionali del sistema nervoso centrale<br />
Livello spinale: nel midollo spinale operano circuiti neuronali che possono<br />
provocare movimenti <strong>di</strong> deambulazione, riflessi <strong>di</strong> allontanamento <strong>di</strong> parti<br />
del corpo da stimoli nocivi, riflessi che permettono <strong>di</strong> mantenere una<br />
contrazione muscolare a livello <strong>degli</strong> arti inferiori, per sostenere il peso del<br />
corpo contro la gravità e riflessi che controllano il circolo sanguigno<br />
<strong>di</strong>strettuale, movimenti gastrointestinali, ecc.<br />
Livello sottocorticale: controlla molte delle attività definite subconsce<br />
(pressione arteriosa, respirazione, equilibrio, salivazione, alcuni stati<br />
emozionali), attraverso il bulbo, il ponte, il mesencefalo, l’ipotalamo, il<br />
talamo, il cervelletto ed i nuclei della base.<br />
Livello corticale: la corteccia non funziona mai da sola ma sempre in<br />
associazione con strutture inferiori del sistema nervoso. In assenza <strong>di</strong><br />
corteccia, le funzioni dei centri sottocorticali sono imprecise, quin<strong>di</strong> la<br />
corteccia converte queste funzioni in operazioni ad alta specificità e<br />
precisione. La corteccia è inoltre essenziale per i processi mentali.
SISTEMI SENSORIALI<br />
• SISTEMA SOMATO-SENSORIALE:<br />
Riceve ed elabora stimoli provenienti dalla superficie corporea, dai tessuti profon<strong>di</strong> e dai<br />
visceri. Infatti contiene <strong>di</strong>verse modalità percettive me<strong>di</strong>ate da <strong>di</strong>verse classi <strong>di</strong> recettori.<br />
TATTO<br />
CINESTESIA O SENSO ARTICOLARE<br />
TEMPERATURA<br />
DOLORE<br />
• SISTEMA VISIVO<br />
• SISTEMA UDITIVO<br />
• SISTEMA VESTIBOLARE<br />
• SENSI CHIMICI<br />
Rilevano cosa si trova nell’ambiente<br />
quando si verificano variazioni<br />
quantità della variazione<br />
sede della variazione<br />
qualitative<br />
quantitative
Le informazioni da elaborare provengono da <strong>di</strong>verse se<strong>di</strong>:<br />
Sistemi esterocettivi: VISIVO<br />
UDITIVO<br />
CUTANEO<br />
ALCUNI SENSI CHIMICI<br />
Sistemi propriocettivi: posizione relativa dei segmenti corporei<br />
senso <strong>di</strong> posizione nello spazio<br />
Sistemi enterocettivi: segnalano eventi corporei interni<br />
(pressione sanguigna, glicemia)<br />
non raggiungono, in genere, il livello <strong>di</strong> coscienza<br />
3 momenti sono comuni a tutte le sensazioni:<br />
1. Stimolo fisico<br />
2. Insieme <strong>di</strong> eventi che porta alla trasduzione dello stimolo fisico in impulso nervoso<br />
(messaggio)<br />
3. Risposta al messaggio<br />
Le informazioni dalla periferia del corpo al SNC sono utilizzate per tre funzioni<br />
principali:<br />
1. Percezione della sensazione<br />
2. Controllo del movimento<br />
3. Mantenimento dello stato <strong>di</strong> veglia<br />
Le informazione dall’interno del corpo al SNC regolano:<br />
1. Temperatura<br />
2. Pressione sanguigna<br />
3. Frequenza car<strong>di</strong>aca e respiratoria<br />
4. Movimenti riflessi e volontari
I sistemi sensitivi estraggono 4 attributi elementari da uno stimolo:<br />
1. Modalità (qualità)<br />
2. Intensità<br />
3. Durata<br />
4. Localizzazione<br />
1. Modalità: <strong>di</strong>verse forme <strong>di</strong> energia vengono trasformate in <strong>di</strong>fferenti modalità sensitive<br />
dai recettori; esistono 5 maggiori sensibilità sensitive:<br />
VISIONE – UDITO – TATTO – GUSTO - OLFATTO<br />
ciascuna ha delle submodalità: ad es. dolce/amaro – salato/acido<br />
ogni recettore risponde ad un tipo <strong>di</strong> stimolo: Legge <strong>di</strong> Müller<br />
stimolo adeguato: l’unico stimolo che attiva un recettore specifico e quin<strong>di</strong> una<br />
particolare fibra nervosa.<br />
2. Intensità o quantità <strong>di</strong> uno stimolo <strong>di</strong>pende dalla forma dello stimolo. L’intensità <strong>di</strong><br />
stimolazione più bassa che si può rilevare è detta: sensazione soglia. La soglia può<br />
variare in seguito ad utilizzo, fatica, contesto. Non cambia la soglia <strong>di</strong> eccitazione del<br />
recettore ma piuttosto si hanno variazioni dei neuroni nel SNC compreso il sistema<br />
limbico.<br />
3. Durata: è definita dalla relazione tra l’intensità dello stimolo e l’intensità percepita. Se lo<br />
stimolo persiste per lungo tempo, l’intensità <strong>di</strong>minuisce accomodazione<br />
4. Capacità <strong>di</strong> localizzare e abilità <strong>di</strong> <strong>di</strong>stinguere la <strong>di</strong>stanza minima tra due stimoli<br />
rilevabili soglia dei due punti
La modalità sensoriale è determinata dall’energia dello stimolo<br />
I meccanocettori vengono depolarizzati dalla deformazione della membrana<br />
cellulare e la depolarizzazione così indotta e’ proporzionale all'intensità dello<br />
stimolo<br />
Il fuso neuromuscolare del muscolo scheletrico me<strong>di</strong>a la propriocezione <strong>degli</strong> arti.<br />
Co<strong>di</strong>fica la lunghezza del muscolo e la sua velocità <strong>di</strong> stiramento. E’ composto da un<br />
fascetto <strong>di</strong> fibre muscolari intrafusali specializzate circondate da una capsula. Le sue<br />
terminazioni nervose rispondono allo stiramento delle fibre muscolari.<br />
Canali ionici sensibili allo stiramento della membrana della fibra nervosa sono ancorati<br />
al citoscheletro della proteina spettrina. La deformazione meccanica della membrana<br />
apre questi canali. L’ingresso <strong>di</strong> Na + e Ca +2 depolarizza la terminazione nervosa e<br />
genera il potenziale <strong>di</strong> recettore.
La <strong>di</strong>stribuzione spaziale dei neuroni sensoriali attivati<br />
da uno stimolo contiene informazioni sulla sua sede.<br />
La consapevolezza spaziale comprende 3 <strong>di</strong>verse capacità percettive:<br />
1. Capacità <strong>di</strong> localizzare la sede <strong>di</strong> stimolazione sul corpo o la fonte dello<br />
stimolo nello spazio<br />
2. Capacità <strong>di</strong> valutare le <strong>di</strong>mensioni e la forma <strong>degli</strong> oggetti<br />
3. Capacità <strong>di</strong> rilevare i fini dettagli dello stimolo o dell’ambiente<br />
Queste capacità spaziali si fondano sulla struttura del CAMPO RECETTIVO<br />
<strong>di</strong> ciascun neurone sensoriale che è quell’area della superficie recettiva<br />
a livello della quale la stimolazione eccita la cellula.<br />
La posizione del campo recettivo è un fattore importante per la percezione<br />
della sede dello stimolo sul corpo<br />
Ogni recettore risponde solo a stimoli applicati all’interno del suo campo<br />
recettivo, mentre uno stimolo che agisce su un’area più grande attiva anche<br />
i recettori a<strong>di</strong>acenti.
CAMPO RECETTIVO: area <strong>di</strong> tessuto che contiene il trasduttore-recettore<br />
che se opportunamente stimolato provoca una variazione delle proprietà<br />
elettrochimiche del neurone, che si evidenzia come variazione della frequenza<br />
<strong>di</strong> scarica.<br />
I neuroni <strong>di</strong> or<strong>di</strong>ne superiore hanno un campo più ampio e complesso<br />
Discriminazione fra due punti
Sensibilità somatica<br />
• La sensibilità somatica (esterocettiva e propriocettiva), riguarda il riconoscimento della<br />
sede, dell'intensità e della natura dei contatti tra la superficie corporea e l’ambiente<br />
esterno oppure tra parti del corpo <strong>di</strong>verse, nonché l’apprezzamento della posizione<br />
rispettiva dei segmenti corporei.<br />
• La sensibilità somatica viene arricchita da afferenze vestibolari, che informano sulla<br />
posizione della testa rispetto alla verticale, e dalle afferenze visive.<br />
• I recettori della sensibilità somatica sono terminazioni periferiche <strong>di</strong> neuroni afferenti<br />
primari, il cui soma è ospitato nei gangli spinali e nei gangli sensoriali dei nervi cranici.<br />
• L’assone dei neuroni sensoriali si <strong>di</strong>vide a T in una branca centrale, che raggiunge il<br />
nevrasse attraverso le ra<strong>di</strong>ci posteriori del midollo o le ra<strong>di</strong>ci dei nervi cranici, e in una<br />
branca periferica, che costituisce la componente sensitiva dei nervi e termina,<br />
specializzandosi nella funzione recettoriale, nella cute e nei tessuti profon<strong>di</strong> (muscoli e<br />
articolazioni)
RECETTORI = TRASDUTTORI<br />
1. Convertono gli stimoli ambientali (es. luce, pressione, composto chimico) in<br />
energia elettrochimica<br />
2. Generano segnali nervosi lenti e graduati: potenziale recettoriale<br />
3. Sono specifici per ogni tipo <strong>di</strong> energia: specificità modale<br />
4. Possono essere fasici (ad adattamento rapido, segnalano solo variazioni dello<br />
stimolo), o tonici (a lieve adattamento, pot. gen. per tutta la durata <strong>di</strong><br />
applicazione dello stimolo)
Le informazioni<br />
sensitive provenienti<br />
dagli arti e dal tronco<br />
vengono ritrasmesse<br />
al talamo e alla<br />
corteccia cerebrale<br />
attraverso due vie<br />
ascendenti<br />
Sistema delle colonne dorsali- lemnisco me<strong>di</strong>ale: trasporta<br />
segnali principalmente attraverso i cordoni dorsali del ms. Le<br />
fibre, dopo aver contratto sinapsi a livello del bulbo troncoencefalico<br />
ed essersi incrociate, decorrono nel tronco<br />
dell’encefalo fino al talamo attraverso il lemnisco me<strong>di</strong>ale<br />
Me<strong>di</strong>a la sensibilità tattile<br />
Sistema antero-laterale: trasporta segnali attraverso fasci che<br />
originano nelle corna posteriori della sostanza grigia spinale,<br />
passano controlateralmente nel ms e decorrono nei cordoni<br />
anteriore e laterale della sostanza bianca per terminare a tutti i<br />
livelli del tronco-encefalico e nel talamo<br />
Me<strong>di</strong>a la sensibilità dolorifica e termica
Sistema dei cordoni dorsali<br />
Fibre gruppo II (tatto e cinestesia)<br />
Fascicolo gracile (+ me<strong>di</strong>ale)<br />
Fascicolo cuneato<br />
Nuclei bulbari I sinapsi<br />
Fibre arcuate, interneurone II or<strong>di</strong>ne<br />
incrociano e vanno:<br />
Lemnisco me<strong>di</strong>ale, terminano nel:<br />
Nucleo ventrale post-lat del talamo II<br />
sinapsi<br />
Fibre <strong>di</strong> III or<strong>di</strong>ne terminano:<br />
Corteccia somatosensoriale<br />
Sistema antero-laterale<br />
Fibre gruppo III e IV (tatto, temp., dolore)<br />
Segmento spinale <strong>di</strong> entrata I sinapsi<br />
Incrociano e vanno fino:<br />
Tronco encefalico II sinapsi<br />
Corteccia somatosensoriale
Lesioni della corteccia somato-sensitiva:<br />
Per<strong>di</strong>ta della capacità <strong>di</strong> <strong>di</strong>scriminare <strong>di</strong>fferenti intensità <strong>di</strong> pressione<br />
esercitate sul corpo<br />
Per<strong>di</strong>ta della capacità <strong>di</strong> valutare il peso <strong>degli</strong> oggetti<br />
Per<strong>di</strong>ta della capacità <strong>di</strong> riconoscere al tatto il tipo o la forma <strong>degli</strong> oggetti
DOLORE<br />
Evento sensoriale ed emozionale spiacevole, normalmente in relazione a<br />
danno tissutale potenziale o in atto.<br />
Dolore fisiologico o nocicettivo attivazione <strong>di</strong> una sottoclasse <strong>di</strong> recettori<br />
periferici, i nocicettori, specializzati nel riconoscere gli stimoli nocivi in grado <strong>di</strong><br />
produrre danno tissutale. – Tali stimoli inducono una serie <strong>di</strong> risposte riflesse<br />
motorie (flessione del’arto, fuga) e vegetative che permettono <strong>di</strong> prevenire o<br />
limitare il danno tissutale<br />
Dolore clinico <strong>di</strong>retta conseguenza <strong>di</strong> lesioni tissutali o nervose già<br />
instaurate.<br />
Stimolazione nociva<br />
prolungata (infiammazione)<br />
Incremento<br />
eccitabilità<br />
neuronale<br />
(sensibilizzazione)<br />
Aumentata risposta<br />
percettiva a stimoli<br />
nocivi (iperalgesia)<br />
Dolore a seguito <strong>di</strong><br />
stimoli normalmente<br />
innoqui (allo<strong>di</strong>nia)
Sensibilizzazione<br />
Abbassamento della soglia <strong>di</strong> attivazione dei nocicettori in<br />
seguito a contatto con sostanze che <strong>di</strong> per sé (in genere)<br />
non costituiscono uno stimolo nocicettivo.<br />
Esempio: le prostaglan<strong>di</strong>ne prodotte dal tessuto leso<br />
Infiammazione Sensibilizzazione<br />
Iperalgesia<br />
Con<strong>di</strong>zione caratterizzata da riduzione della soglia percettiva<br />
del dolore e dall’aumento dell’intensità del dolore.<br />
Esempio: mal <strong>di</strong> gola (dolore prodotto dalla deglutizione)<br />
dolore articolare (dolore prodotto dal movimento <strong>di</strong> arti)
Nocicettori: sono costituiti dalle terminazioni periferiche <strong>di</strong> assoni sensoriali <strong>di</strong><br />
I or<strong>di</strong>ne (cellula a T) che hanno il corpo cellulare situato in un ganglio delle<br />
ra<strong>di</strong>ci dorsali del midollo spinale e dei nervi cranici. Rispondono a stimoli<br />
dolorifici che possono causare danno tissutale. Si <strong>di</strong>vidono in:<br />
Fibre amieliniche (<strong>di</strong> tipo C per le fibre a provenienza cutanea, o <strong>di</strong> gruppo IV<br />
dai tessuti profon<strong>di</strong>) me<strong>di</strong>ano il dolore lento-urente<br />
Fibre mieliniche <strong>di</strong> piccolo calibro (gruppo A- , per le fibre cutanee, gruppo III<br />
dai tessuti profon<strong>di</strong>) me<strong>di</strong>ano il dolore rapido-puntorio<br />
Nocicettori termici o meccanici: legati a fibre afferenti mieliniche A ,<br />
rispondono agli stimoli che provocano dolore pungente.<br />
Nocicettori polimodali: innervati da fibre amieliniche <strong>di</strong> tipo C e rispondono a<br />
stimoli meccanici o chimici <strong>di</strong> alta intensita’, nonche’ agli estremi del caldo e<br />
del freddo.<br />
Attivazione nocicettori liberazione <strong>di</strong> sostanza P nella cute che provoca:<br />
vaso<strong>di</strong>latazione e aumento della permeabilita’ capillare seguite da<br />
arrossamento, innalzamento della temperatura locale, edema.<br />
Oppioi<strong>di</strong>: agiscono inibendo il rilascio <strong>di</strong> sostanza P.
RECETTORI: rispondono a <strong>di</strong>versi tipi <strong>di</strong> stimoli<br />
CHEMIONOCICETTORI<br />
Dolore lento e tormentoso dovuto a<br />
<strong>di</strong>struzione dei tessuti (mai acuto)<br />
MECCANOCICETTORI – TERMONOCICETTORI : dolore acuto (a volte anche<br />
lento)<br />
(Spasmo muscolare)<br />
I nocicettori non si adattano, a volte l’eccitazione si intensifica <br />
IPERALGESIA
Dolore pungente: me<strong>di</strong>ato da fibre <strong>di</strong> gruppo II e III a conduzione<br />
relativamente veloce. E’ un dolore che compare e scompare<br />
rapidamente ma che può essere localizzato con precisione.<br />
Dolore urente: scottatura, portato da fibre C a conduzione lenta, non<br />
è localizzato ma <strong>di</strong>ffuso, pulsante e persistente.<br />
Dolore riferito: <strong>di</strong> origine viscerale è avvertito come se provenisse da<br />
regioni cutanee secondo la legge del dermatomero.
Dolore pungente: me<strong>di</strong>ato da fibre <strong>di</strong> gruppo II e III a conduzione<br />
relativamente veloce. E’ un dolore che compare e scompare<br />
rapidamente ma che può essere localizzato con precisione.<br />
Dolore urente: scottatura, portato da fibre C a conduzione lenta,<br />
non è localizzato ma <strong>di</strong>ffuso, pulsante e persistente.<br />
Dolore riferito: <strong>di</strong> origine viscerale è avvertito come se provenisse<br />
da regioni cutanee secondo la legge del dermatomero.<br />
Le fibre terminano nel talamo.<br />
Tutte incrociano<br />
Alcune fibre non incrociano,<br />
terminano sia nella sostanza<br />
reticolare che nel talamo<br />
Alla formazione reticolare<br />
mesencefalica, alla parte<br />
laterale della sostanza grigia<br />
periacqueduttale e ad altre<br />
zone del mesencefalo
Teoria del controllo a cancello nella<br />
modulazione del dolore