02.06.2013 Visualizzazioni

8 - Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”

8 - Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”

8 - Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”

SHOW MORE
SHOW LESS

Trasformi i suoi PDF in rivista online e aumenti il suo fatturato!

Ottimizzi le sue riviste online per SEO, utilizza backlink potenti e contenuti multimediali per aumentare la sua visibilità e il suo fatturato.

Le sensazioni si possono <strong>di</strong>stinguere in due<br />

gruppi:<br />

Sensazioni epicritiche: concernono gli aspetti fini del tatto e sono me<strong>di</strong>ate<br />

da recettori capsulati. Comprendono:<br />

1. La capacità <strong>di</strong> rilevare i leggeri contatti <strong>degli</strong> stimoli con la cute e<br />

localizzare la sede cutanea che è stata toccata.<br />

2. Riconoscono gli stimoli vibratori e ne determinano la frequenza e<br />

l’ampiezza.<br />

3. Analizzano i dettagli spaziali delle sensazioni tattili (<strong>di</strong>scriminazione dei due<br />

punti).<br />

4. Riconoscono la forma <strong>degli</strong> oggetti tenuti nella mano.<br />

Sensazioni protopatiche: comprendono il dolore e la sensibilità termica (ed<br />

anche il prurito ed il solletico) e sono me<strong>di</strong>ate da recettori con terminazioni<br />

nervose libere.


Livelli funzionali del sistema nervoso centrale<br />

Livello spinale: nel midollo spinale operano circuiti neuronali che possono<br />

provocare movimenti <strong>di</strong> deambulazione, riflessi <strong>di</strong> allontanamento <strong>di</strong> parti<br />

del corpo da stimoli nocivi, riflessi che permettono <strong>di</strong> mantenere una<br />

contrazione muscolare a livello <strong>degli</strong> arti inferiori, per sostenere il peso del<br />

corpo contro la gravità e riflessi che controllano il circolo sanguigno<br />

<strong>di</strong>strettuale, movimenti gastrointestinali, ecc.<br />

Livello sottocorticale: controlla molte delle attività definite subconsce<br />

(pressione arteriosa, respirazione, equilibrio, salivazione, alcuni stati<br />

emozionali), attraverso il bulbo, il ponte, il mesencefalo, l’ipotalamo, il<br />

talamo, il cervelletto ed i nuclei della base.<br />

Livello corticale: la corteccia non funziona mai da sola ma sempre in<br />

associazione con strutture inferiori del sistema nervoso. In assenza <strong>di</strong><br />

corteccia, le funzioni dei centri sottocorticali sono imprecise, quin<strong>di</strong> la<br />

corteccia converte queste funzioni in operazioni ad alta specificità e<br />

precisione. La corteccia è inoltre essenziale per i processi mentali.


SISTEMI SENSORIALI<br />

• SISTEMA SOMATO-SENSORIALE:<br />

Riceve ed elabora stimoli provenienti dalla superficie corporea, dai tessuti profon<strong>di</strong> e dai<br />

visceri. Infatti contiene <strong>di</strong>verse modalità percettive me<strong>di</strong>ate da <strong>di</strong>verse classi <strong>di</strong> recettori.<br />

TATTO<br />

CINESTESIA O SENSO ARTICOLARE<br />

TEMPERATURA<br />

DOLORE<br />

• SISTEMA VISIVO<br />

• SISTEMA UDITIVO<br />

• SISTEMA VESTIBOLARE<br />

• SENSI CHIMICI<br />

Rilevano cosa si trova nell’ambiente<br />

quando si verificano variazioni<br />

quantità della variazione<br />

sede della variazione<br />

qualitative<br />

quantitative


Le informazioni da elaborare provengono da <strong>di</strong>verse se<strong>di</strong>:<br />

Sistemi esterocettivi: VISIVO<br />

UDITIVO<br />

CUTANEO<br />

ALCUNI SENSI CHIMICI<br />

Sistemi propriocettivi: posizione relativa dei segmenti corporei<br />

senso <strong>di</strong> posizione nello spazio<br />

Sistemi enterocettivi: segnalano eventi corporei interni<br />

(pressione sanguigna, glicemia)<br />

non raggiungono, in genere, il livello <strong>di</strong> coscienza<br />

3 momenti sono comuni a tutte le sensazioni:<br />

1. Stimolo fisico<br />

2. Insieme <strong>di</strong> eventi che porta alla trasduzione dello stimolo fisico in impulso nervoso<br />

(messaggio)<br />

3. Risposta al messaggio<br />

Le informazioni dalla periferia del corpo al SNC sono utilizzate per tre funzioni<br />

principali:<br />

1. Percezione della sensazione<br />

2. Controllo del movimento<br />

3. Mantenimento dello stato <strong>di</strong> veglia<br />

Le informazione dall’interno del corpo al SNC regolano:<br />

1. Temperatura<br />

2. Pressione sanguigna<br />

3. Frequenza car<strong>di</strong>aca e respiratoria<br />

4. Movimenti riflessi e volontari


I sistemi sensitivi estraggono 4 attributi elementari da uno stimolo:<br />

1. Modalità (qualità)<br />

2. Intensità<br />

3. Durata<br />

4. Localizzazione<br />

1. Modalità: <strong>di</strong>verse forme <strong>di</strong> energia vengono trasformate in <strong>di</strong>fferenti modalità sensitive<br />

dai recettori; esistono 5 maggiori sensibilità sensitive:<br />

VISIONE – UDITO – TATTO – GUSTO - OLFATTO<br />

ciascuna ha delle submodalità: ad es. dolce/amaro – salato/acido<br />

ogni recettore risponde ad un tipo <strong>di</strong> stimolo: Legge <strong>di</strong> Müller<br />

stimolo adeguato: l’unico stimolo che attiva un recettore specifico e quin<strong>di</strong> una<br />

particolare fibra nervosa.<br />

2. Intensità o quantità <strong>di</strong> uno stimolo <strong>di</strong>pende dalla forma dello stimolo. L’intensità <strong>di</strong><br />

stimolazione più bassa che si può rilevare è detta: sensazione soglia. La soglia può<br />

variare in seguito ad utilizzo, fatica, contesto. Non cambia la soglia <strong>di</strong> eccitazione del<br />

recettore ma piuttosto si hanno variazioni dei neuroni nel SNC compreso il sistema<br />

limbico.<br />

3. Durata: è definita dalla relazione tra l’intensità dello stimolo e l’intensità percepita. Se lo<br />

stimolo persiste per lungo tempo, l’intensità <strong>di</strong>minuisce accomodazione<br />

4. Capacità <strong>di</strong> localizzare e abilità <strong>di</strong> <strong>di</strong>stinguere la <strong>di</strong>stanza minima tra due stimoli<br />

rilevabili soglia dei due punti


La modalità sensoriale è determinata dall’energia dello stimolo<br />

I meccanocettori vengono depolarizzati dalla deformazione della membrana<br />

cellulare e la depolarizzazione così indotta e’ proporzionale all'intensità dello<br />

stimolo<br />

Il fuso neuromuscolare del muscolo scheletrico me<strong>di</strong>a la propriocezione <strong>degli</strong> arti.<br />

Co<strong>di</strong>fica la lunghezza del muscolo e la sua velocità <strong>di</strong> stiramento. E’ composto da un<br />

fascetto <strong>di</strong> fibre muscolari intrafusali specializzate circondate da una capsula. Le sue<br />

terminazioni nervose rispondono allo stiramento delle fibre muscolari.<br />

Canali ionici sensibili allo stiramento della membrana della fibra nervosa sono ancorati<br />

al citoscheletro della proteina spettrina. La deformazione meccanica della membrana<br />

apre questi canali. L’ingresso <strong>di</strong> Na + e Ca +2 depolarizza la terminazione nervosa e<br />

genera il potenziale <strong>di</strong> recettore.


La <strong>di</strong>stribuzione spaziale dei neuroni sensoriali attivati<br />

da uno stimolo contiene informazioni sulla sua sede.<br />

La consapevolezza spaziale comprende 3 <strong>di</strong>verse capacità percettive:<br />

1. Capacità <strong>di</strong> localizzare la sede <strong>di</strong> stimolazione sul corpo o la fonte dello<br />

stimolo nello spazio<br />

2. Capacità <strong>di</strong> valutare le <strong>di</strong>mensioni e la forma <strong>degli</strong> oggetti<br />

3. Capacità <strong>di</strong> rilevare i fini dettagli dello stimolo o dell’ambiente<br />

Queste capacità spaziali si fondano sulla struttura del CAMPO RECETTIVO<br />

<strong>di</strong> ciascun neurone sensoriale che è quell’area della superficie recettiva<br />

a livello della quale la stimolazione eccita la cellula.<br />

La posizione del campo recettivo è un fattore importante per la percezione<br />

della sede dello stimolo sul corpo<br />

Ogni recettore risponde solo a stimoli applicati all’interno del suo campo<br />

recettivo, mentre uno stimolo che agisce su un’area più grande attiva anche<br />

i recettori a<strong>di</strong>acenti.


CAMPO RECETTIVO: area <strong>di</strong> tessuto che contiene il trasduttore-recettore<br />

che se opportunamente stimolato provoca una variazione delle proprietà<br />

elettrochimiche del neurone, che si evidenzia come variazione della frequenza<br />

<strong>di</strong> scarica.<br />

I neuroni <strong>di</strong> or<strong>di</strong>ne superiore hanno un campo più ampio e complesso<br />

Discriminazione fra due punti


Sensibilità somatica<br />

• La sensibilità somatica (esterocettiva e propriocettiva), riguarda il riconoscimento della<br />

sede, dell'intensità e della natura dei contatti tra la superficie corporea e l’ambiente<br />

esterno oppure tra parti del corpo <strong>di</strong>verse, nonché l’apprezzamento della posizione<br />

rispettiva dei segmenti corporei.<br />

• La sensibilità somatica viene arricchita da afferenze vestibolari, che informano sulla<br />

posizione della testa rispetto alla verticale, e dalle afferenze visive.<br />

• I recettori della sensibilità somatica sono terminazioni periferiche <strong>di</strong> neuroni afferenti<br />

primari, il cui soma è ospitato nei gangli spinali e nei gangli sensoriali dei nervi cranici.<br />

• L’assone dei neuroni sensoriali si <strong>di</strong>vide a T in una branca centrale, che raggiunge il<br />

nevrasse attraverso le ra<strong>di</strong>ci posteriori del midollo o le ra<strong>di</strong>ci dei nervi cranici, e in una<br />

branca periferica, che costituisce la componente sensitiva dei nervi e termina,<br />

specializzandosi nella funzione recettoriale, nella cute e nei tessuti profon<strong>di</strong> (muscoli e<br />

articolazioni)


RECETTORI = TRASDUTTORI<br />

1. Convertono gli stimoli ambientali (es. luce, pressione, composto chimico) in<br />

energia elettrochimica<br />

2. Generano segnali nervosi lenti e graduati: potenziale recettoriale<br />

3. Sono specifici per ogni tipo <strong>di</strong> energia: specificità modale<br />

4. Possono essere fasici (ad adattamento rapido, segnalano solo variazioni dello<br />

stimolo), o tonici (a lieve adattamento, pot. gen. per tutta la durata <strong>di</strong><br />

applicazione dello stimolo)


Le informazioni<br />

sensitive provenienti<br />

dagli arti e dal tronco<br />

vengono ritrasmesse<br />

al talamo e alla<br />

corteccia cerebrale<br />

attraverso due vie<br />

ascendenti<br />

Sistema delle colonne dorsali- lemnisco me<strong>di</strong>ale: trasporta<br />

segnali principalmente attraverso i cordoni dorsali del ms. Le<br />

fibre, dopo aver contratto sinapsi a livello del bulbo troncoencefalico<br />

ed essersi incrociate, decorrono nel tronco<br />

dell’encefalo fino al talamo attraverso il lemnisco me<strong>di</strong>ale<br />

Me<strong>di</strong>a la sensibilità tattile<br />

Sistema antero-laterale: trasporta segnali attraverso fasci che<br />

originano nelle corna posteriori della sostanza grigia spinale,<br />

passano controlateralmente nel ms e decorrono nei cordoni<br />

anteriore e laterale della sostanza bianca per terminare a tutti i<br />

livelli del tronco-encefalico e nel talamo<br />

Me<strong>di</strong>a la sensibilità dolorifica e termica


Sistema dei cordoni dorsali<br />

Fibre gruppo II (tatto e cinestesia)<br />

Fascicolo gracile (+ me<strong>di</strong>ale)<br />

Fascicolo cuneato<br />

Nuclei bulbari I sinapsi<br />

Fibre arcuate, interneurone II or<strong>di</strong>ne<br />

incrociano e vanno:<br />

Lemnisco me<strong>di</strong>ale, terminano nel:<br />

Nucleo ventrale post-lat del talamo II<br />

sinapsi<br />

Fibre <strong>di</strong> III or<strong>di</strong>ne terminano:<br />

Corteccia somatosensoriale<br />

Sistema antero-laterale<br />

Fibre gruppo III e IV (tatto, temp., dolore)<br />

Segmento spinale <strong>di</strong> entrata I sinapsi<br />

Incrociano e vanno fino:<br />

Tronco encefalico II sinapsi<br />

Corteccia somatosensoriale


Lesioni della corteccia somato-sensitiva:<br />

Per<strong>di</strong>ta della capacità <strong>di</strong> <strong>di</strong>scriminare <strong>di</strong>fferenti intensità <strong>di</strong> pressione<br />

esercitate sul corpo<br />

Per<strong>di</strong>ta della capacità <strong>di</strong> valutare il peso <strong>degli</strong> oggetti<br />

Per<strong>di</strong>ta della capacità <strong>di</strong> riconoscere al tatto il tipo o la forma <strong>degli</strong> oggetti


DOLORE<br />

Evento sensoriale ed emozionale spiacevole, normalmente in relazione a<br />

danno tissutale potenziale o in atto.<br />

Dolore fisiologico o nocicettivo attivazione <strong>di</strong> una sottoclasse <strong>di</strong> recettori<br />

periferici, i nocicettori, specializzati nel riconoscere gli stimoli nocivi in grado <strong>di</strong><br />

produrre danno tissutale. – Tali stimoli inducono una serie <strong>di</strong> risposte riflesse<br />

motorie (flessione del’arto, fuga) e vegetative che permettono <strong>di</strong> prevenire o<br />

limitare il danno tissutale<br />

Dolore clinico <strong>di</strong>retta conseguenza <strong>di</strong> lesioni tissutali o nervose già<br />

instaurate.<br />

Stimolazione nociva<br />

prolungata (infiammazione)<br />

Incremento<br />

eccitabilità<br />

neuronale<br />

(sensibilizzazione)<br />

Aumentata risposta<br />

percettiva a stimoli<br />

nocivi (iperalgesia)<br />

Dolore a seguito <strong>di</strong><br />

stimoli normalmente<br />

innoqui (allo<strong>di</strong>nia)


Sensibilizzazione<br />

Abbassamento della soglia <strong>di</strong> attivazione dei nocicettori in<br />

seguito a contatto con sostanze che <strong>di</strong> per sé (in genere)<br />

non costituiscono uno stimolo nocicettivo.<br />

Esempio: le prostaglan<strong>di</strong>ne prodotte dal tessuto leso<br />

Infiammazione Sensibilizzazione<br />

Iperalgesia<br />

Con<strong>di</strong>zione caratterizzata da riduzione della soglia percettiva<br />

del dolore e dall’aumento dell’intensità del dolore.<br />

Esempio: mal <strong>di</strong> gola (dolore prodotto dalla deglutizione)<br />

dolore articolare (dolore prodotto dal movimento <strong>di</strong> arti)


Nocicettori: sono costituiti dalle terminazioni periferiche <strong>di</strong> assoni sensoriali <strong>di</strong><br />

I or<strong>di</strong>ne (cellula a T) che hanno il corpo cellulare situato in un ganglio delle<br />

ra<strong>di</strong>ci dorsali del midollo spinale e dei nervi cranici. Rispondono a stimoli<br />

dolorifici che possono causare danno tissutale. Si <strong>di</strong>vidono in:<br />

Fibre amieliniche (<strong>di</strong> tipo C per le fibre a provenienza cutanea, o <strong>di</strong> gruppo IV<br />

dai tessuti profon<strong>di</strong>) me<strong>di</strong>ano il dolore lento-urente<br />

Fibre mieliniche <strong>di</strong> piccolo calibro (gruppo A- , per le fibre cutanee, gruppo III<br />

dai tessuti profon<strong>di</strong>) me<strong>di</strong>ano il dolore rapido-puntorio<br />

Nocicettori termici o meccanici: legati a fibre afferenti mieliniche A ,<br />

rispondono agli stimoli che provocano dolore pungente.<br />

Nocicettori polimodali: innervati da fibre amieliniche <strong>di</strong> tipo C e rispondono a<br />

stimoli meccanici o chimici <strong>di</strong> alta intensita’, nonche’ agli estremi del caldo e<br />

del freddo.<br />

Attivazione nocicettori liberazione <strong>di</strong> sostanza P nella cute che provoca:<br />

vaso<strong>di</strong>latazione e aumento della permeabilita’ capillare seguite da<br />

arrossamento, innalzamento della temperatura locale, edema.<br />

Oppioi<strong>di</strong>: agiscono inibendo il rilascio <strong>di</strong> sostanza P.


RECETTORI: rispondono a <strong>di</strong>versi tipi <strong>di</strong> stimoli<br />

CHEMIONOCICETTORI<br />

Dolore lento e tormentoso dovuto a<br />

<strong>di</strong>struzione dei tessuti (mai acuto)<br />

MECCANOCICETTORI – TERMONOCICETTORI : dolore acuto (a volte anche<br />

lento)<br />

(Spasmo muscolare)<br />

I nocicettori non si adattano, a volte l’eccitazione si intensifica <br />

IPERALGESIA


Dolore pungente: me<strong>di</strong>ato da fibre <strong>di</strong> gruppo II e III a conduzione<br />

relativamente veloce. E’ un dolore che compare e scompare<br />

rapidamente ma che può essere localizzato con precisione.<br />

Dolore urente: scottatura, portato da fibre C a conduzione lenta, non<br />

è localizzato ma <strong>di</strong>ffuso, pulsante e persistente.<br />

Dolore riferito: <strong>di</strong> origine viscerale è avvertito come se provenisse da<br />

regioni cutanee secondo la legge del dermatomero.


Dolore pungente: me<strong>di</strong>ato da fibre <strong>di</strong> gruppo II e III a conduzione<br />

relativamente veloce. E’ un dolore che compare e scompare<br />

rapidamente ma che può essere localizzato con precisione.<br />

Dolore urente: scottatura, portato da fibre C a conduzione lenta,<br />

non è localizzato ma <strong>di</strong>ffuso, pulsante e persistente.<br />

Dolore riferito: <strong>di</strong> origine viscerale è avvertito come se provenisse<br />

da regioni cutanee secondo la legge del dermatomero.<br />

Le fibre terminano nel talamo.<br />

Tutte incrociano<br />

Alcune fibre non incrociano,<br />

terminano sia nella sostanza<br />

reticolare che nel talamo<br />

Alla formazione reticolare<br />

mesencefalica, alla parte<br />

laterale della sostanza grigia<br />

periacqueduttale e ad altre<br />

zone del mesencefalo


Teoria del controllo a cancello nella<br />

modulazione del dolore

Hooray! Your file is uploaded and ready to be published.

Saved successfully!

Ooh no, something went wrong!