La preparazione per l'esaltazione, manuale dell'insegnante

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La preparazione per l'esaltazione, manuale dell'insegnante

La preparazione

per l’esaltazione


La preparazione

per l’esaltazione

Manuale dell’insegnante

Pubblicato dalla

Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni


In copertina: La Resurrezione, di Harry Anderson

© 1996, 1999 by Intellectual Reserve, Inc.

Tutti i diritti riservati

Printed in Germany

Testo inglese approvato: 9/95

Approvato per la traduzione: 9/95

Traduzione dell’opera originale: Preparing for Exaltation

31384 160

Italian


Sommario

Numero e titolo della lezione Pagina

Introduzione v

1 Un Padre affettuoso, un piano eterno 1

2 Il libero arbitrio è il potere di scegliere 8

3 La caduta di Adamo ed Eva 13

4 L’espiazione di Gesù Cristo 17

5 La vita terrena è un periodo di tempo per imparare grazie all’esperienza 23

6 L’avversità può aiutarci a crescere 28

7 Cosa c’è dopo la morte? 34

8 I tre regni di gloria 38

9 Il potere della preghiera personale 44

10 Il digiuno: fame o appagamento? 50

11 La fede in Gesù Cristo 56

12 Il pentimento porta grandi benedizioni 62

13 Con il battesimo prendiamo su di noi il nome di Cristo 68

14 Il dono dello Spirito Santo 74

15 Come riconoscere la rivelazione personale 80

16 Tenetevi stretti alla verga di ferro 86

17 Ti siam grati, o Signor, per il Profeta 93

18 L’appartenenza alla Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni 98

19 Le benedizioni patriarcali 105

20 Posso conoscere da me la verità 111

21 In rimembranza 116

22 Sforziamoci di raggiungere la perfezione 122

23 L’obbedienza è la prima legge del cielo 128

24 L’autocontrollo 136

25 Teniamo a freno l’ira 141

26 La validità della Parola di Saggezza 147

iii


iv

27 Non del mondo 154

28 Ricordati del giorno del Signore per santificarlo 162

29 Paghiamo la decima con il giusto atteggiamento 169

30 I benefici che scaturiscono dal lavoro 174

31 Il nostro atteggiamento è importante 179

32 Il valore di un’anima 185

33 Ama il tuo prossimo 191

34 Dobbiamo perdonare 197

35 Servire il prossimo 203

36 Guardiamo al di là di noi stessi 209

37 Onesti in ogni cosa 215

38 Siate puri 221

39 Fatevi animo 229

40 La casa: una scuola per l’eternità 235

41 Il matrimonio eterno 241

42 Onora tuo padre e tua madre 248

43 L’amicizia fra fratelli e sorelle 255

44 Volgete il cuore ai vostri padri 262

45 Salvezza per i morti 269

Ripasso del corso 274

Illustrazioni


Introduzione

Scopo del corso Questo corso della Scuola Domenicale ha lo scopo di aiutare i giovani di dodici

e tredici anni a conoscere il piano di salvezza del nostro Padre celeste e a mettere in

pratica i principi del Vangelo che li condurranno alla vita eterna. In essa sono esposte

le tappe del nostro viaggio eterno e i requisiti e le direttive che il Signore ha rivelato

per il nostro progresso durante la vita terrena. Le lezioni spiegano le dottrine, i

principi e le ordinanze fondamentali del Vangelo.

In fondo al manuale (illustrazione No. 1) troverai un diagramma del piano di

salvezza. Puoi fare un poster ingrandito di questo diagramma in modo che

la classe possa vederlo più facilmente. Conserva questo diagramma e mostralo spesso

durante il corso, man mano che spiegherai i vari aspetti del piano di salvezza.

Per conoscere meglio gli argomenti delle lezioni, scorri l’indice e sfoglia il manuale.

Avendo un quadro generale degli argomenti da trattare, potrai meglio preparare ed

esporre ciascuna lezione.

La preparazione

per insegnare In classe avrai sempre bisogno di una attrezzatura di base: lavagna, gesso e cimosa e,

naturalmente, le tue copie personali delle Scritture. Perciò questi oggetti non sono

stati elencati nella sezione «Preparazione delle lezioni».

I membri della classe dovranno portare in classe le loro Scritture; nondimeno dovrai

avere a disposizione alcune copie in più (che puoi richiedere alla biblioteca della casa

di riunione) in modo che coloro che non portano le Scritture possano partecipare

attivamente alla lezione. Puoi anche portare in classe dei pennarelli perché i membri

della classe possano segnare le Scritture (ricorda ai membri della classe di segnare

soltanto le loro copie delle Scritture, non quelle della biblioteca o altre copie prese in

prestito).

Ogni lezione inizia con una dichiarazione dello scopo della lezione, ossia

dell’obiettivo che cercherai di far raggiungere ai membri della classe. Alla fine di ogni

sezione «Preparazione», in corsivo, c’è una nota per l’insegnante. Queste brevi

dichiarazioni hanno lo scopo di aiutarti a capire l’importanza dell’argomento della

lezione per quanto riguarda i giovani. Altre note, pure in corsivo, compaiono ogni

tanto in tutto il manuale. Queste note ti saranno di guida nell’applicazione delle

varie tecniche didattiche proposte nelle lezioni.

Ogni lezione contiene una sezione «Attività supplementari» che propone altre

attività, argomenti di discussione e storie. Se i membri della classe hanno bisogno di

altre attività per mantenere viva l’attenzione, scegli una o due di queste attività da

usare durante la lezione.

Alla fine del manuale vi sono numerose illustrazioni menzionate nelle lezioni. Altre

illustrazioni che puoi utilizzare sono disponibili nella casa di riunione o nel Corredo

di illustrazioni per lo studio del Vangelo.

v


Esposizione

della lezione Inizia e concludi ogni lezione con una preghiera

Invita la presenza

dello Spirito

vi

Non limitarti a fare una conferenza, ma fai partecipare la classe alle discussioni e alle

attività. Esorta i membri della classe a leggere, segnare e studiare le Scritture. Lascia

che scoprano da soli i gloriosi principi che il Padre celeste ci ha dato con il Suo piano

di salvezza.

Ricorda che le dottrine, i principi e le ordinanze del Vangelo possono prepararci per

l’eternità soltanto se li mettiamo in pratica nella vita di ogni giorno. Esorta i membri

della classe a vivere secondo i principi esaminati in classe.

Il Signore ha detto: «Lo Spirito vi sarà dato per la preghiera della fede; e se non

ricevete lo Spirito, voi non insegnerete» (DeA 42:14). Aiuta i membri della classe a

sentire e riconoscere l’influenza dello Spirito Santo in modo da essere pronti a mettere

in pratica i principi che apprendono. Questi suggerimenti ti aiuteranno a invitare la

presenza dello Spirito nella tua classe:

1. Prega. Mentre ti prepari a insegnare, prega che lo Spirito Santo ti aiuti a capire le

dottrine e i principi che esporrai e le necessità dei membri della classe. Durante la

lezione prega in cuor tuo che lo Spirito ti guidi e prepari la mente dei membri

della classe. Ricorda che nella tua classe è il Santo Spirito che insegna.

2. Usa le Scritture. Esorta i membri della classe a portare in classe ogni settimana le

loro Scritture e mostra loro che le dottrine e i principi esaminati nella lezione

sono basati sulle Scritture. Aiuta i membri della classe a imparare a usare le note a

pie’ di pagina e gli altri sussidi per lo studio delle Scritture.

3. Porta testimonianza. Porta testimonianza ogni volta che lo Spirito te lo suggerisce,

non soltanto alla fine della lezione. Porta testimonianza del Salvatore. Quando è

opportuno, invita i membri della classe a portare la loro testimonianza.

4. Usa gli inni della Chiesa. Gli inni di Sion aiutano i membri della classe a sentire lo

Spirito. I giovani talvolta sono riluttanti a cantare in classe, ma puoi usare altri

metodi per far entrare nella tua classe gli inni della Chiesa. I membri della classe

possono leggere e meditare le parole di un inno mentre qualcuno lo suona,

oppure puoi invitare una persona o un piccolo gruppo a cantare un inno. Puoi

anche fare ascoltare registrazioni degli inni.

5. Esprimi il tuo affetto. Fai che i membri della classe sappiano che nutri per loro

sentimenti di affetto. Esprimi il tuo amore per il Padre celeste e il Salvatore.

6. Racconta delle esperienze personali. Dimostra ai membri della classe che la tua

testimonianza è basata su esperienze che hai fatto mettendo in pratica il Vangelo.

Parla di semplici esperienze di ogni giorno che ti hanno aiutato a capire i principi

del Vangelo, come ad esempio l’importanza della preghiera o i benefici che

scaturiscono dall’osservanza dei comandamenti. Esorta i membri della classe a

esprimere, quando è opportuno, i loro pensieri e sentimenti e a raccontare le loro

esperienze attinenti alle dottrine e ai principi oggetto di studio.

Qualche volta sia tu che i membri della classe potete sentire il desiderio di parlare

di un’esperienza spirituale che avete fatto. Ricorda che queste esperienze sono

sacre e non devono essere raccontate con eccessiva disinvoltura, ma «con cura, e

costretti dallo Spirito» (DeA 63:64). Segui i suggerimenti dello Spirito Santo nello


scegliere le esperienze che devi raccontare e ricorda ai membri della classe di fare

altrettanto.

Usa le Scritture In ogni lezione sono proposti passi delle Scritture da leggere e sottolineare. Leggi ad

alta voce le Scritture o chiedi ai membri della classe di farlo. I membri della classe

devono seguire ogni versetto man mano che viene letto, segnando le parole e le frasi

che suggerisci o che essi ritengono particolarmente importanti.

Domande e

risposte

Quando chiedi ai membri della classe di leggere un passo delle Scritture, puoi

scrivere alla lavagna il riferimento corrispondente, in modo che tutti possano

trovarlo facilmente e la persona che legge sappia quando deve fermarsi.

Introduzione

Il successo della lezione dipende in gran parte da come fai le domande. Mentre

prepari la lezione pensa ai modi in cui puoi aiutare i membri della classe ad andare

al di là delle risposte ovvie e superficiali. Molte domande proposte nel manuale

incoraggiano i membri della classe a riflettere sul modo in cui una dottrina o

principio si applica alla loro vita quotidiana. Esorta i membri della classe a meditare

su queste domande. Non preoccuparti se per qualche secondo dopo che hai fatto la

domanda essi rimangono in silenzio. Concedi loro il tempo per pensare alle risposte

da dare. Se sembra che non capiscano una domanda, dovrai riformularla o fornire

ulteriori informazioni.

Esorta i membri della classe a porre delle domande riguardo alla lezione e cerca di

creare un’atmosfera che consenta loro di farlo senza sentirsi imbarazzati o temere di

essere messi in ridicolo. Non dovrai sentirti imbarazzato se un membro della classe ti

fa una domanda alla quale non sai rispondere. Invece di improvvisare una risposta o

esporre la tua opinione, ammetti che non lo sai e offriti di cercare la risposta per lui.

Usa le citazioni Molte lezioni contengono dichiarazioni dei dirigenti della Chiesa degli ultimi giorni.

Usa queste dichiarazioni per indirizzare la discussione in classe, chiarire le dottrine e

sottolineare il fatto che il Signore continua a rivelare la Sua volontà ai nostri giorni.

Oltre alle citazioni proposte nella lezione puoi usare altre dichiarazioni pertinenti di

profeti, apostoli e altri dirigenti della Chiesa. Le migliori fonti di queste dichiarazioni

sono i numeri de La Stella (gennaio e luglio) che contengono i discorsi tenuti nelle

più recenti conferenze generali.

Aiuta i membri

della classe affetti

da menomazioni Tieni presenti i membri della classe affetti da menomazioni. Informati sulle loro

necessità e capacità e falli partecipare il più possibile alle attività in classe. Prima della

lezione aiuta queste persone a prepararsi a leggere o fare commenti. Fai posto nella

classe per le persone che usano la sedia a rotelle e chiedi ai membri della classe di

parlare abbastanza forte affinché tutti possano udirli.

vii


Un Padre affettuoso,

un piano eterno

Scopo Aiuta i membri della classe a capire come la conoscenza del piano eterno di Dio può

aiutarci a prendere le decisioni quotidiane in una prospettiva eterna.

Preparazione 1. Leggi attentamente i passi delle Scritture proposti nel diagramma del piano di

salvezza a pagina 3 o nell’illustrazione 1 alla fine del manuale.

Nota per

l’insegnante

2. Ricopia alla lavagna lo schema del piano di salvezza a pagina 3 o dall’illustrazione

1 alla fine del manuale.

3. Prepara una copia del «Labirinto della vita terrena», proposto a pagina 7, per ogni

membro o coppia di membri della classe. Se non è possibile fare copie di questo

foglio disegna il labirinto alla lavagna in modo che i membri della classe possano

cercare insieme di risolverlo.

4. Materiale necessario:

a. Penna o matita per ogni membro della classe per risolvere il labirinto.

b. Serie completa delle Scritture e un pennarello per ogni membro della classe.

Esorta spesso i membri della classe a portare in classe le loro Scritture ogni

settimana.

Spesso i giovani trovano difficile guardare al di là delle loro esperienze quotidiane e capire

come tali avvenimenti fanno parte del piano che il Padre celeste ha tracciato per loro. Aiuta i

membri della classe a capire che il Padre celeste li ama e che il piano di salvezza è una prova

del Suo amore.

Svolgimento

della lezione La nostra esperienza terrena fa parte del piano di salvezza

Storia e

discussione

Lezione

1

Leggi la seguente storia raccontata dal vescovo H. Burke Peterson, già componente

del Vescovato Presiedente:

«I miei genitori e i miei nonni erano nati e cresciuti nell’Utah; tuttavia mia madre e

mio padre iniziarono la vita matrimoniale a Phoenix, in Arizona, dove io e i miei tre

fratelli siamo cresciuti. Quasi tutte le estati mio padre e mia madre erano soliti

condurci tutti nell’Utah… perché potessimo stare in compagnia dei nostri cugini e

degli altri parenti.

… Un giorno di primavera, verso la fine dell’anno scolastico, chiesi a mio padre di

poter andare a lavorare a Salt Lake City fino alla fine dell’estate e ritornare a casa a

Phoenix all’apertura dell’anno scolastico. Dopo averci pensato un po’, i miei genitori

decisero di lasciarmi andare. A maggio, quando finì la scuola, il babbo mi condusse

con lui alla stazione degli autobus e, dato che ancora non avevo del denaro mio, mi

comprò il biglietto per Salt Lake City. Quando notai che aveva acquistato un

biglietto di sola andata anziché di andata e ritorno, ne fui alquanto sorpreso. Egli mi

disse che si assumeva solo l’onere di mandarmi a Salt Lake City e che, mentre ero là,

1


Diagramma e

discussione

2

stava a me fare in modo di procurarmi il biglietto di ritorno per Phoenix per la fine

dell’estate. Come potete immaginare non vedevo l’ora di tornare a casa appena

terminata quell’esperienza di lavoro, perché nella mia memoria erano impressi

vividamente i momenti felici che trascorrevamo sempre in famiglia. Volevo bene ai

miei tre fratelli e stavo volentieri con loro, e quando ero con i miei genitori mi

sentivo felice e sereno.

Giunto a Salt Lake City mi accinsi immediatamente a cercare lavoro. Lo trovai, e con

i soldi del primo stipendio prima di tutto pagai la decima e poi, con il rimanente,

acquistai un biglietto di ritorno per Phoenix. Volevo essere sicuro che alla fine

dell’estate niente mi avrebbe impedito di ritornare a casa. Ero attaccatissimo alla mia

famiglia. Così per il resto dell’estate ebbi cura di me e feci tutto ciò che era necessario

per assicurarmi il ritorno a Phoenix. Più di ogni altra cosa volevo provare di nuovo la

gioia di stare con la mia famiglia».

• Vi siete mai trovati lontani da casa e desiderosi di tornarvi?

Concedi ai membri della classe alcuni minuti per rispondere, quindi continua a

leggere la storia del vescovo Peterson:

«Orbene, molto tempo fa, prima di venire su questa terra, tutti facemmo

un’esperienza simile a quello che feci io quell’estate, cioè partecipammo a una

riunione durante la quale il nostro Padre nei cieli ci parlò della terra che aveva

preparato per noi… Fra l’altro Egli ci disse che la decisione di venire qui sarebbe

spettata a noi e, se lo desideravamo, Egli ci avrebbe consentito di fare questa

esperienza sulla terra… Come fece mio padre con me quando da ragazzo andai a

Phoenix, così fa il Padre celeste: Egli ci fornisce il biglietto di sola andata. La

possibilità di ritornare o no da Lui alla fine della nostra esperienza terrena dipende

dalle cose che facciamo quando siamo qui» («Return Trip Ticket Home», New Era,

aprile 1974, pag. 5).

Spiega che quest’anno alla Scuola Domenicale i membri della classe impareranno a

conoscere il piano che il Padre celeste ha tracciato per noi, il ruolo di Gesù Cristo in

questo piano e quello che dobbiamo fare per ritornare da Loro alla fine della nostra

vita sulla terra.

Il piano di salvezza è il piano che il Padre celeste ha tracciato per noi

Mostra il diagramma del piano di salvezza che hai disegnato alla lavagna.

• Che cosa rappresentano questi cerchi?

Se i membri della classe non rispondono subito che il disegno rappresenta il piano di

salvezza, spiega il significato di uno o due cerchi. Poi chiedi loro di completare la

parte rimanente dello schema. Spiega brevemente alla classe che questo diagramma

risponde alle domande più universali che l’uomo possa fare: Da dove veniamo?

Perché siamo qui? Dove andremo dopo questa vita terrena?

• Quale casella o cerchio rappresenta il luogo in cui ci troviamo attualmente?

(Il cerchio indicato con «vita terrena»).

Fai notare che la vita terrena è soltanto una parte della nostra esistenza eterna. Noi

vivevamo prima di venire sulla terra e vivremo anche dopo la morte. Ripassa

brevemente il piano di salvezza illustrato nel diagramma e spiega ai membri della

classe che durante l’anno impareranno a conoscere questo schema.


PIANO DI SALVEZZA

(Mosè 1:39)

GLORIA

CELESTE

(DeA 76:70)

GLORIA

TERRESTRE

(DeA 76:71)

GIUDIZIO E

RESURREZIONE

MONDO

DEGLI SPIRITI

(Alma 40:12–14;

DeA 138:57)

MORTE

VITA

TERRENA

(Alma 34:32)

NASCITA

VITA

PRETERRENA

(Abrahamo 3:22–25)

SCACCIATI

GLORIA

TELESTE

(DeA 76:81)

Satana e i suoi seguaci

(Apocalisse 12:9)

TENEBRE

ESTERIORI

(DeA 76:32–38)


Scritture e

discussione

4

Chiedi ai membri della classe di aprire Perla di Gran Prezzo a Mosè 1:39 e invita uno

di loro a leggere ad alta voce questo versetto.

• Qual è l’opera di Dio, secondo le Sue stesse parole?

Fai notare che le Scritture indicano due cose riguardo all’opera di Dio: far avverare

l’immortalità e la vita eterna. Spiega che queste due espressioni non indicano la

stessa cosa. L’immortalità è la condizione in cui vivranno gli spiriti dopo la

resurrezione, ossia non subiranno la morte fisica. Questo dono è fatto a tutte le

persone. Vita eterna è la vita con il Padre celeste e Gesù Cristo nel regno celeste.

Questo dono – che è anche chiamato esaltazione – è fatto soltanto a coloro che

seguono i comandamenti e fanno le alleanze necessarie. (Puoi far notare che il titolo

del presente corso di studio è «La preparazione per l’esaltazione». Le lezioni che

saranno tenute alla Scuola Domenicale durante l’anno spiegheranno come possiamo

prepararci a vivere di nuovo con il Padre celeste e Gesù).

• Come vi fa sentire la consapevolezza che l’opera più importante del Padre celeste è

quella di aiutarvi a tornare a vivere con Lui? (Invita i membri della classe a

rispondere in silenzio a questa domanda se non desiderano esprimere i loro

sentimenti alla classe).

Spiega che il piano di salvezza del Padre celeste ci consente di acquisire un corpo,

imparare grazie alle esperienze fatte, dimostrare che obbediamo ai Suoi

comandamenti e ritornare da Lui più forti e più saggi. Sottolinea che questo piano ci

è dato per il grande amore che il Padre celeste nutre per noi.

La conoscenza del piano di salvezza ci aiuta a prendere delle decisioni sagge

Attività Dai a ogni membro o coppia di membri una matita e una copia del «Labirinto della

vita terrena» (oppure invita tutti i membri della classe a lavorare insieme su una

copia ingrandita del labirinto disegnata alla lavagna). Spiega che l’obiettivo di questo

esercizio è quello di tracciare una linea continua dalla «Nascita» alla «Morte»

passando attraverso il centro («Adempiere lo scopo della vita»).

Storie e

discussione

Quando i membri della classe avranno attraversato il labirinto spiega che, nella vita

come nel labirinto, dobbiamo prendere molte decisioni riguardo a quale via seguire.

Tuttavia, quando sappiamo che la vita sulla terra ha uno scopo e fa parte del piano

celeste, cominciamo a prendere le decisioni giuste. (Puoi far notare che c’è una

seconda via che va dalla «nascita» alla «morte», ma questa via non passa attraverso il

centro. Similmente molte persone finiscono la loro vita sulla terra senza conoscere

né adempiere il suo scopo).

Leggi o fai leggere a un membro della classe le storie seguenti. Commenta con i

membri della classe come la conoscenza del piano di Dio potrebbe influire sulle

decisioni prese dal protagonista di ogni storia. Aiuta i membri della classe a rendersi

conto che la conoscenza del piano di Dio può aiutarli a capire loro stessi e le

decisioni che dovranno prendere in questa vita.

Paolo

Per tutta la vita, Paolo aveva programmato di andare in missione. Sin da quando era

piccolo i suoi genitori gli avevano parlato dell’importanza di servire il Signore in

questo modo. A poco a poco il ragazzo aveva accumulato un deposito bancario

fruttifero, che chiamava i suoi «soldi per la missione». Egli era ben lungi dal pensare

di impiegarlo per altre cose.


Nota per

l’insegnante

Tuttavia, man mano che cresceva, Paolo trovava più difficile risparmiare per la

missione. Sembrava che tutto il denaro che guadagnava venisse speso prima di

poterlo depositare nel suo conto a risparmio. Inoltre c’erano molte cose costose che

egli desiderava. Paolo cominciò a chiedersi se voleva davvero spendere tanto denaro

e dedicare tanto tempo alla missione.

• Cosa si aspettava Dio da Paolo?

• Perché la conoscenza del piano di salvezza poteva aiutare Paolo a prendere la

decisione giusta riguardo all’andare in missione?

• Quale influenza avrà la decisione presa da Paolo sul suo progresso verso la vita

eterna?

Le domande efficaci inducono i membri della classe a riflettere. Evita di fare domande alle

quali si può rispondere con un semplice «sì» o «no» (Vedi Insegnare: Non c’è chiamata

più grande, unità E, argomento 16).

Melissa

Melissa aveva molte amiche nel suo rione, sino a quando cominciò a frequentare

una nuova scuola. Là si fece delle nuove amiche che ben presto diventarono molto

importanti per lei. Ormai vedeva sempre meno le vecchie amiche del suo rione e

cominciava a pensare di essere più matura di loro. Le sue nuove amiche sembravano

più interessanti e mature e molto impegnate a fare cose interessanti che ella non

aveva mai fatto.

Un giorno Melissa andò a una festa a casa di una delle sue nuove amiche. Tutte le

persone che ella considerava importanti erano là. Man mano che la festa si animava

Melissa assisteva a scene alle quali non era abituata. Anche persone dalle quali non

se lo sarebbe mai aspettato consumavano bevande alcooliche, e alcune facevano uso

di droghe. Melissa voleva divertirsi ed essere accettata da tutte le persone che ai suoi

occhi erano tanto importanti, ma si sentiva molto a disagio. Quando una delle sue

amiche le offrì una bevanda alcoolica ella pensò che se si fosse limitata a un solo

bicchiere non le avrebbe fatto nessun male.

• Secondo voi, cosa doveva fare Melissa? Perché?

• Perché la conoscenza del piano di salvezza poteva aiutare Melissa a prendere la

decisione giusta?

• Se aveste potuto parlare a Melissa in privato, cosa le avreste detto per aiutarla a

prendere la decisione giusta?

Carlo

Lezione 1

Carlo giocava a pallacanestro e giocava bene, ma nello studio non era altrettanto

bravo. Proprio perché nutriva tanto interesse per la pallacanestro dedicava poco

tempo ai compiti di scuola. I suoi genitori continuavano a ripetergli che i suoi voti

erano troppo bassi, ma per prendere voti migliori avrebbe dovuto dedicare più

tempo allo studio e meno alla pallacanestro. Carlo non sapeva cosa fare. Poi pensò di

aver trovato una soluzione. Michele, un suo compagno di scuola, gli confessò che gli

era accaduta la stessa cosa. Aveva risolto il problema copiando durante i compiti in

classe. Riusciva così ad avere buoni voti senza studiare. Michele suggerì a Carlo di

fare la stessa cosa. Carlo sapeva che era un’azione disonesta, ma in quel momento gli

sembrò una soluzione semplice e rapida al suo problema.

5


6

• Cosa poteva fare Carlo per risolvere il problema senza imbrogliare?

• Perché una testimonianza del piano di salvezza poteva aiutare Carlo a decidere

cosa fare?

La conoscenza del piano di salvezza ci fa vivere in modo diverso

Discussione Chiedi ai membri della classe di pensare ad alcune delle decisioni che devono

prendere ogni giorno.

• Perché la conoscenza e la testimonianza del piano di salvezza vi aiuta a prendere

le decisioni quotidiane?

Invita i membri della classe a spiegare perché la consapevolezza che il Padre celeste

ha preparato un piano per loro può aiutarli o li ha aiutati a prendere le decisioni. Se

lo ritieni utile parla di un’esperienza in cui la conoscenza del piano di salvezza ti ha

aiutato a prendere una decisione valida in una situazione difficile.

Testimonianza Porta testimonianza che poiché ci ama, il Padre celeste ci ha dato un piano per

aiutarci a vivere con Lui. La conoscenza di questo piano può aiutarci a prendere delle

decisioni sagge. Spiega che il modo migliore di prendere una decisione consiste nel

pensare alle conseguenze eterne di ogni scelta e scegliere quella che ci ricondurrà al

Padre celeste.

Esorta i membri della classe a tenere presente il piano di salvezza quando devono

prendere una decisione.

Attività

supplementari Durante la lezione puoi svolgere una o più delle seguenti attività.

1. Se disponibile, mostra la videocassetta «L’uomo alla ricerca della felicità» per

spiegare il piano di salvezza.

2. Mostra una cartina stradale.

• Cos’è questa? Chi ne fa uso e perché?

Spiega che la vita è come un viaggio. Il Padre celeste sapeva che avremmo avuto

bisogno di indicazioni precise per trovare la via che riporta a Lui, perciò fornì il

piano di salvezza come una specie di cartina stradale da seguire.

• Come possiamo «leggere» questa cartina e capire cosa dobbiamo fare per

raggiungere la nostra mèta di vivere di nuovo con il Padre celeste? (Le risposte

possono comprendere le seguenti attività: studiare le Scritture, seguire i profeti

e ascoltare i nostri insegnanti e genitori che ci spiegano il Vangelo).

• Per quali aspetti la nostra vita sarebbe diversa se non avessimo questa cartina o

piano?

3. Invita un missionario tornato a casa da poco a parlare di un’esperienza che ha

fatto insegnando il piano di salvezza mentre era in missione.

4. Canta insieme con i membri della classe «Sono un figlio di Dio», (Inni,

No. 190).


Nascita

Il labirinto della vita terrena

Adempiere

lo scopo

della vita

Morte


Lezione

2

Scopo Incoraggiare i membri della classe a continuare a fare un saggio uso del loro libero

arbitrio così come fecero nella vita preterrena quando scelsero di seguire il piano del

Padre celeste.

Preparazione 1. Leggi attentamente 2 Nefi 2:27; Mosè 4:1–4; 7:32; Abrahamo 3:24–28.

Nota per

l’insegnante

8

2. Materiale necessario:

a. Il diagramma del piano di salvezza che hai disegnato per la lezione 1 (se hai

disegnato il diagramma alla lavagna copialo su un grande foglio di carta,

oppure mostra la copia del diagramma che si trova alla fine del manuale).

Assicurati che tutte le didascalie e i riferimenti siano compresi nel diagramma.

Conserva questo diagramma per usarlo nelle lezioni future.

b. Carta e matita per ogni membro della classe.

c. Serie completa delle Scritture e un pennarello per ogni membro della classe.

Esorta spesso i membri della classe a portare in classe le loro Scritture ogni

settimana.

Il presidente Spencer W. Kimball, dodicesimo presidente della Chiesa, definì il libero arbitrio

«la legge fondamentale del Vangelo» (The Teachings of Spencer W. Kimball, a cura di

Edward L. Kimball, [1982], 38). Questa legge è talmente importante che il Padre celeste l’ha

sempre tutelata. Prima che venissimo su questa terra Egli scacciò Satana perché questi

cercava di privare l’uomo del libero arbitrio. Il Padre celeste ci consente di esercitare il nostro

libero arbitrio in questa vita, anche se sa che molti di noi ne faranno un uso sbagliato. Il

presidente David O. McKay, nono presidente della Chiesa, disse: «Dopo quello della vita, il

dono più grande che Dio ha fatto all’uomo è quello di poter vivere la vita stessa come vuole»

(Gospel Ideals [1953], 299). Aiuta i membri della classe a capire l’importanza di questo

grande dono.

Svolgimento

della lezione Il libero arbitrio è il potere di scegliere il bene o il male

Attività Distribuisci ai membri della classe carta e matita. Invitali a pensare alle scelte che

hanno già compiuto oggi e ad elencarne il maggior numero possibile entro un

minuto. Alla fine del minuto invitali a parlare di alcune delle scelte che hanno

elencato. Poi chiedi:

• Quale delle scelte che avete fatto oggi ritenete sia la più importante?

Invita i membri della classe a tracciare un cerchio attorno a questa voce del loro

elenco. Invita alcuni volontari a spiegare quale scelta hanno segnato e perché

ritengono che sia la più importante.

• Dove avete ricevuto la libertà di scegliere?

Il libero arbitrio è il

potere di scegliere

Invita i membri della classe a leggere ad alta voce Mosè 7:32. Invita coloro che usano

le loro Scritture a segnare questo versetto (i membri della classe non dovranno


segnare questo versetto nelle copie delle Scritture appartenenti alla biblioteca o ad

altre persone).

Spiega che il Padre celeste ci ha dato il libero arbitrio, ossia il potere di scegliere tra

il bene e il male. Ma il libero arbitrio è qualcosa di più della semplice capacità di fare

ciò che vogliamo; il libero arbitrio è una delle più importanti leggi del Vangelo.

Citazione Chiedi a un membro della classe di leggere la seguente dichiarazione dell’anziano

Richard G. Scott, membro del Quorum dei Dodici Apostoli:

Nota per

l’insegnante

«Il vostro libero arbitrio, il diritto di fare delle scelte, non vi è stato dato affinché

poteste ottenere tutto ciò che volete. Questo dono divino vi è stato fatto affinché

poteste scegliere ciò che il Padre celeste vuole per voi. In questo modo Egli può

guidarvi e portarvi ad essere tutto quello che Egli intende che siate. Questa via

conduce alla più grande gioia e felicità» (La Stella, luglio 1996, 26)

Invita i membri della classe a studiare gli insegnamenti delle Autorità generali ascoltando i

discorsi che essi tengono nelle conferenze generali o leggendoli ne La Stella. Questi uomini

sono stati chiamati da Dio a istruirci e aiutarci a procedere sulla via che porta

all’esaltazione.

Storia Spiega che affinché possiamo avere e usare il libero arbitrio devono verificarsi certe

condizioni. Scrivi alla lavagna Principi del libero arbitrio. Quindi narra la seguente

storia:

Lavagna e

discussione

Teresa aveva trascorso l’estate lontano da casa. All’arrivo dell’autunno il primo

giorno di scuola notò qualcosa di diverso nel comportamento delle sue amiche verso

di lei. Sembravano lontane, anche un poco ostili. A Teresa mancava il cordiale

rapporto che esisteva tra loro in passato.

Alcuni giorni dopo Teresa sorprese le sue amiche intente a fumare dietro l’edificio

della scuola. Quando si avvicinò, esse la invitarono a unirsi a loro.

Teresa era confusa. Non sapeva cosa fare. Voleva certamente tornare ad andare

d’accordo con le sue amiche, ma sapeva anche che quello che esse facevano era

sbagliato. Cosa avrebbero detto se si fosse rifiutata di unirsi a loro?

Scrivi alla lavagna, sotto «Principi del libero arbitrio» 1. legge.

• Quale comandamento o legge è applicabile in questa storia? (La Parola di

Saggezza).

Scrivi alla lavagna: 2. Conoscenza della legge.

• Teresa conosce la legge?

• Perché, per poter esercitare il libero arbitrio, è indispensabile che vi siano delle

leggi (o comandamenti) e che noi sappiamo quali sono queste leggi?

Scrivi alla lavagna: 3. Opposizione –bene e male.

• Quali scelte può fare Teresa? Cosa farà Teresa se sceglie il bene? Cosa farà se sceglie

il male?

Scrivi alla lavagna: 4. Libertà di scelta.

• Teresa è libera di scegliere quello che vuol fare?

A questo punto la lavagna avrà il seguente aspetto:

9


Scritture,

diagramma e

discussione

Scritture e

discussione

10

PRINCIPI DEL LIBERO ARBITRIO

1. Legge

2. Conoscenza della legge

3. Opposizione – bene e male

4. Libertà di scelta

Spiega che questi quattro principi sono le fondamenta sulle quali poggia il libero

arbitrio. (Lascia l’elenco alla lavagna per tutta la lezione).

Le scelte che facemmo nell’esistenza preterrena influiscono sulla nostra

vita terrena

Mostra il diagramma del piano di salvezza. Chiedi ai membri della classe di leggere e

sottolineare Abrahamo 3:24–26. Commentate insieme questo passo e ripassate

insieme il diagramma.

Aiuta i membri della classe a capire che nel versetto 24 colui che era «simile a Dio»

era Gesù Cristo, il Quale fece questa terra per noi.

• Secondo il versetto 25 perché fummo mandati sulla terra? Perché il libero arbitrio

è necessario per adempiere questo proposito?

• Cos’è il «primo stato» menzionato nel versetto 26? (Indica «Vita preterrena» nel

diagramma del piano di salvezza).

• Cos’è il «secondo stato?» (Indica «Vita terrena» nel diagramma).

Spiega che ci troviamo qui sulla terra a causa delle scelte che facemmo nel nostro

primo stato, ossia nella vita preterrena.

Aiuta i membri della classe a leggere, segnare e capire Abrahamo 3:27–28 e Mosè

4:1–2.

Spiega che quando il Padre celeste chiese chi doveva mandare, Gesù si offrì per essere

il Salvatore del mondo e aiutare a realizzare il piano del Padre celeste. Anche Lucifero

(Satana) si offrì, ma pose delle condizioni che avrebbero violato il piano del Padre

celeste. Il Padre celeste scelse Gesù.

• Cosa c’era di sbagliato nella proposta fatta da Satana per salvarci? (Vedi Mosè 4:3;

egli voleva sottrarci il libero arbitrio e obbligarci a fare ciò che è giusto; inoltre egli

voleva per sé la gloria del Padre celeste). Cosa accadde a Satana a causa della sua

ribellione contro il piano del Padre celeste? (Vedi Abrahamo 3:28; Mosè 4:3–4).

• Fai notare che uno dei motivi per cui Satana fu scacciato è perché egli «cercò di

distruggere il libero arbitrio dell’uomo» (Mosè 4:3). Perché il libero arbitrio è tanto

importante? Perché sarebbe male che noi fossimo obbligati a osservare i

comandamenti, come voleva Satana?

• Quale scelta importante facemmo nella vita preterrena? (Scegliemmo di seguire

il Padre celeste e Gesù invece di Satana). Come sappiamo di aver fatto tale scelta?

(Abbiamo un corpo fisico: coloro che seguirono Satana non avranno mai la

possibilità di avere un corpo. Essi non mantennero il loro primo stato).


Citazione Chiedi a un membro della classe di leggere la seguente dichiarazione dell’anziano

Boyd K. Packer, membro del Quorum dei Dodici Apostoli:

Lavagna e

discussione

«Nel grande concilio in cielo fu presentato il piano di Dio: il piano di salvezza, il

piano di redenzione, il grande piano di felicità… l’Avversario si ribellò e adottò un

piano tutto suo. A coloro che lo seguirono fu negato il diritto di avere un corpo

fisico. La nostra presenza quaggiù significa che noi abbiamo approvato il piano del

nostro Padre» (La Stella, gennaio 1994, 24).

Indica i principi del libero arbitrio elencati alla lavagna e fai notare che questi

principi si applicavano anche al nostro primo stato. Quando scegliemmo di seguire il

Padre celeste anziché Satana, facemmo una delle scelte più sagge della nostra

esistenza eterna. Tale decisione stabilì un esempio che possiamo seguire oggi.

Siamo responsabili delle nostre scelte

Aggiungi all’elenco alla lavagna: 5. Responsabilità delle scelte fatte. Spiega che l’ultimo

principio necessario per l’esercizio del libero arbitrio è che siamo responsabili delle

conseguenze delle nostre scelte.

• Certe volte si sente dire: «L’ho fatto perché sono stato costretto (da qualcuno o da

qualcosa»). Dio accetterà mai questa giustificazione delle nostre scelte? Perché sì o

perché no?

Citazione Invita i membri della classe a leggere la seguente dichiarazione dell’anziano Packer:

«Siamo liberi di obbedire, o di ignorare lo spirito e la lettera della legge. Ma il libero

arbitrio concesso all’uomo è un libero arbitrio morale (vedi DeA 101:78). Non siamo

liberi di infrangere le alleanze o di sfuggire alle conseguenze di ciò»

(La Stella, gennaio 1991, 78).

Discussione Spiega che quando facciamo delle scelte dobbiamo accettarne le conseguenze. Siamo

liberi di scegliere le nostre azioni, ma non siamo liberi di scegliere le conseguenze

delle nostre azioni. Le conseguenze delle scelte avventate possono metterci in una

condizione in cui le nostre scelte, e perciò la nostra libertà, sono grandemente

limitate.

• Alcune persone pensano che quando obbediamo ai comandamenti rinunciamo

alla nostra libertà. Siete d’accordo? Perché?

• Perché perdiamo la libertà facendo delle scelte cattive? Perché otteniamo la libertà

facendo delle scelte buone?

• Questo è accaduto nella vostra vita?

Lezione 2

Invita un membro della classe a parlare di situazioni che hanno veduto o conosciuto

in cui una scelta cattiva ha portato alla perdita della libertà e una scelta buona ha

portato a una maggiore libertà. (Un esempio è la scelta se obbedire o meno ai

genitori. Scegliere di disobbedire può portare a restrizioni ancor più severe, mentre

scegliere di obbedire può portare a una maggiore fiducia e a maggiori privilegi).

Fai notare che un saggio esercizio del libero arbitrio ci consente di fare le scelte che

vogliamo e migliora la nostra capacità di scegliere. Puoi raccontare un’esperienza

personale in cui il retto uso del libero arbitrio ti ha portato una maggiore libertà e

una maggiore capacità di scegliere.

11


12

Le nostre scelte hanno un’importanza eterna

Discussione Riporta l’attenzione della classe sulla storia di Teresa e chiedi:

Scritture e

discussione

• Quale influenza avrebbe avuto la scelta di Teresa sulla sua vita di ogni giorno? In

che modo avrebbe influito sulla sua vita eterna? Cos’è più importante per Teresa

nel decidere cosa fare?

• Come potrebbero reagire le amiche di Teresa se ella decidesse di non fumare con

loro? Come possiamo trovare la forza di scegliere ciò che è giusto, anche quando

questo ci mette in contrasto con gli altri?

Chiedi ai membri della classe di leggere e sottolineare 2 Nefi 2:27.

• Secondo questo versetto, qual è la scelta principale che dobbiamo fare in questa

vita? (Scegliere la libertà e la vita eterna o la schiavitù e la morte).

• Come scegliamo la libertà e la vita eterna? Quali scelte avete fatto questa

settimana che vi conducono verso la libertà e la vita eterna?

• Perché violare i comandamenti di Dio conduce alla schiavitù e alla morte?

• Quali sono alcune scelte in apparenza di poca importanza che dobbiamo fare ogni

settimana le quali, se vengono fatte nel modo sbagliato, potrebbero condurci

gradualmente alla cattività e alla morte spirituale? (Le risposte possono

comprendere se pregare o no ogni giorno, andare alle riunioni della Chiesa ogni

settimana, obbedire ai genitori, essere totalmente onesti nei compiti di scuola).

Testimonianza Sulla lavagna, di fianco ai cinque punti che hai elencato, scrivi: Uso rettamente il mio

potere di scegliere?

Porta testimonianza che ognuno di noi possiede il dono del libero arbitrio, ossia la

libertà di scegliere tra il bene e il male. Esercitammo saggiamente il nostro libero

arbitrio per guadagnarci il diritto di venire sulla terra. Ora, in questa vita, abbiamo la

responsabilità di ogni scelta che facciamo. Se prendiamo le giuste decisioni siamo

sulla via che porta all’esaltazione eterna.

Esorta i membri della classe a considerare attentamente le scelte che fanno e a

chiedersi spesso: «Uso rettamente il mio potere di scegliere?»

Attività

supplementari Durante la lezione puoi svolgere uno o più delle seguenti attività.

1. Se la Videocassetta della serata familiare (5X736 160) è disponibile, mostra la

sequenza di nove minuti «Fedele alla fede».

2. Scrivi alla lavagna la seguente dichiarazione contenuta ne La Stella di gennaio

1991:

«Le leggi di Dio hanno lo scopo di renderci felici» – Anziano Boyd K. Packer

• Perché l’obbedienza alle leggi ci rende felici?

Chiedi ai membri della classe se hanno visto l’applicazione di questo principio

nella loro vita o in quella dei loro familiari o amici.

Puoi distribuire ai membri della classe carta e matita per far ricopiare la

dichiarazione dell’anziano Packer e portarla a casa.


La caduta di Adamo ed Eva

Scopo Insegnare ai membri della classe che la caduta di Adamo ed Eva consentì a ognuno di

noi di venire sulla terra.

Preparazione 1. Leggi attentamente Genesi 1:28; 2:16–17 (Mosè 2:28; 3:16–17); 2 Nefi 2:19–20,

22–25; Mosè 4:6–12.

Nota per

l’insegnante

2. Materiale necessario:

a. L’illustrazione di Adamo ed Eva che lasciano il Giardino di Eden (illustrazione 3

alla fine del manuale; 62461; Corredo di illustrazioni per lo studio del Vangelo

101).

b. Serie completa delle Scritture e un pennarello per ogni membro della classe.

Esorta spesso i membri della classe a portare in classe le loro Scritture ogni

settimana.

La decisione di Adamo ed Eva di mangiare il frutto proibito non fu peccato, come qualche

volta lo considerano altre chiese cristiane. Fu una trasgressione, cioè un atto che era

formalmente proibito ma non era intrinsecamente sbagliato (vedi Dallin H. Oaks, La Stella,

gennaio 1994, 84). La Caduta era necessaria perché potessimo progredire verso l’esaltazione.

Dobbiamo fare questa esperienza terrena per diventare simili al nostro Padre in cielo, e

Adamo ed Eva compirono la loro missione per rendere questo possibile. Aiuta i membri della

classe a rendersi conto che la caduta di Adamo ed Eva consentì a ognuno di noi di ricevere un

corpo e di venire sulla terra per fare esperienza nello scegliere tra il bene e il male.

Svolgimento

della lezione La chiamata di Adamo ed Eva

Discussione • Immaginate che vi sia data la possibilità di vivere in un mondo dove le malattie e

il dolore, i peccati, le sofferenze fisiche e la morte sono fenomeni sconosciuti. Vi

piacerebbe vivere in un tale mondo?

Fai notare che quando Adamo ed Eva furono posti sulla terra vivevano in un mondo

simile; nel Giardino di Eden non c’era dolore, sofferenza né morte. Nondimeno

Adamo ed Eva fecero una scelta che sapevano che li avrebbe costretti a lasciare il

Giardino di Eden. (Mostra l’immagine di Adamo ed Eva che lasciano il giardino).

Questa lezione esaminerà il motivo per cui essi fecero tale scelta e quali effetti questa

ebbe su di noi.

Spiega che Adamo ed Eva furono scelti nella vita preterrena per compiere una

missione speciale.

• Qual era la loro missione? Perché furono scelti per fare questo?

Lezione

3

Aiuta i membri della classe a rendersi conto che Adamo ed Eva furono scelti per

essere le prime persone ad abitare sulla terra a causa della loro fedeltà. Essi facevano

parte dei figli nobili e grandi del nostro Padre celeste (vedi Abrahamo 3:22). Adamo

13


Scritture e

discussione

14

(che allora si chiamava Michele) collaborò a creare il mondo e fu uno di coloro che

condussero alla vittoria gli spiriti giusti nella guerra contro il ribelle Lucifero.

La Caduta

• Quali comandamenti dette Dio a Adamo ed Eva nel Giardino di Eden?

Invita i membri della classe a leggere Genesi 1:28 (o Mosè 2:28) e Genesi 2:16–17

(o Mosè 3:16–17), per conoscere i due comandamenti dati a Adamo ed Eva dal Padre

celeste: moltiplicarsi e riempire la terra e non mangiare il frutto dell’albero della

conoscenza del bene e del male.

Spiega che Adamo ed Eva non potevano osservare entrambi questi comandamenti.

Se avessero scelto di mangiare il frutto sarebbero stati scacciati dal Giardino di Eden,

ma se non avessero mangiato il frutto e fossero rimasti nel giardino non avrebbero

potuto avere figli (ossia moltiplicarsi e riempire la terra). Poiché il Giardino di Eden

era un luogo di innocenza, mentre vivevano là Adamo ed Eva non potevano né

cambiare né progredire in nessuna maniera, compreso avere dei figli (vedi 2 Nefi

2:22–23).

Citazione Leggi o fai leggere a un membro della classe la seguente dichiarazione dell’anziano

Russell M. Nelson, membro del Quorum dei Dodici Apostoli:

Scritture e

discussione

Lavagna e

discussione

«Per mettere a frutto il piano di felicità, Dio emanò a Adamo ed Eva il primo

comandamento dato all’umanità. Era il comandamento di generare dei figli. Fu

spiegata loro una legge. Se avessero mangiato ‹del frutto dell’albero della conoscenza

del bene e del male› (Genesi 2:17), i loro corpi sarebbero cambiati; essi sarebbero

diventati esseri mortali e quindi soggetti alla morte. Ma mangiare di quel frutto era il

requisito per diventare genitori (La Stella, gennaio 1994, 39).

• Cosa accadde a Adamo ed Eva nel Giardino di Eden?

Chiedi ai membri della classe di dire quello che sanno della Caduta. Quindi invita

uno di loro a leggere ad alta voce Mosè 4:6–12 (oppure puoi chiedere loro di

alternarsi nella lettura di questo passo, un versetto alla volta).

• Cosa disse Satana che sarebbe accaduto a Eva se avesse mangiato il frutto

dell’albero della conoscenza del bene e del male? (Vedi Mosè 4:10–11). Perché egli

disse questo a Eva? (Vedi Mosè 4:6; sottolinea che Satana non sapeva che

mangiare il frutto era una parte necessaria del piano di Dio per Adamo ed Eva).

• Quale parte del ragionamento di Satana era vera? (Vedi Mosè 4:11). Quale parte

non era vera? (Vedi Mosè 4:10). Quali sono alcuni modi in cui Satana mescola

verità e menzogna oggi per persuaderci a fare ciò che egli desidera?

• Perché Eva e poi Adamo mangiarono il frutto?

Aiuta i membri della classe a rendersi conto che Adamo ed Eva agirono con piena

consapevolezza della situazione ed esercitarono la loro libertà di scegliere. Essi

sapevano che se non avessero mangiato il frutto non avrebbero potuto avere figli e

non avrebbero neppure imparato a prendere le decisioni giuste. Essi scelsero

saggiamente di mangiare il frutto.

• Quali sono gli effetti della Caduta sui discendenti di Adamo ed Eva, noi compresi?


Scritture e

discussione

Dividi la lavagna in due colonne intitolate: Prima della Caduta e Dopo la Caduta.

Invita i membri della classe a fare un elenco delle condizioni esistenti prima della

Caduta e un elenco delle condizioni esistenti dopo la Caduta. Segue un esempio

con alcuni suggerimenti:

PRIMA DELLA CADUTA

Nessuna esperienza terrena

Nessuna prova

Niente corpo fisico

Scelte limitate

Niente lavoro

Nessun giudizio

Nessun peccato né opposizione

Nessuna necessità di pentimento

Nessuna gioia o dolore

Nessuna necessità di un Salvatore

Nessuna possibilità di raggiungere

l’esaltazione

DOPO LA CADUTA

Esperienza terrena

Prove

Corpo fisico

Scelte illimitate

Lavoro

Giudizio

Peccato e opposizione

Pentimento

Gioia e dolore

Il Salvatore e la Sua espiazione

Possibilità di raggiungere

l’esaltazione

Invita i membri della classe a leggere 2 Nefi 2:22–25. Invitali a sottolineare il versetto

25 (ricordando ai membri della classe di non sottolinearlo nelle Scritture

appartenenti alla biblioteca o prese in prestito da qualcun altro).

• Cosa sarebbe accaduto a Adamo ed Eva se non avessero mangiato il frutto

proibito? (Sarebbero rimasti nel Giardino di Eden senza progredire; non avrebbero

conosciuto la gioia poiché non conoscevano il male; non avrebbero avuto figli.

Inoltre il piano di salvezza di Dio sarebbe stato frustrato).

• Cosa sarebbe accaduto a noi se Adamo ed Eva non avessero mangiato il frutto?

(Poiché essi non avrebbero avuto figli, noi non avremmo avuto la possibilità di

nascere su questa terra).

Invita i membri della classe a leggere di nuovo in silenzio 2 Nefi 2:25.

• Perché la caduta di Adamo ed Eva è indispensabile per la nostra gioia eterna?

(La Caduta ci consente di nascere sulla terra, dove possiamo imparare e progredire

verso l’esaltazione e la gioia eterna).

Testimonianza • Porta testimonianza che Adamo ed Eva scelsero intenzionalmente di mangiare il

frutto proibito. La loro scelta non scaturì dal desiderio di disobbedire al Signore,

ma dalla volontà di acquisire saggezza. Grazie a questa scelta noi abbiamo la

possibilità di venire sulla terra e imparare, come fecero Adamo ed Eva, a scegliere

il bene invece del male. Esprimi la tua gratitudine per Adamo ed Eva e per la scelta

che essi fecero.

Esorta i membri della classe a seguire l’esempio di Adamo ed Eva e a scegliere il bene

invece del male.

Attività

supplementari Durante la lezione puoi svolgere una o più delle seguenti attività.

Lezione 3

1. Invita una mamma a venire in classe a mostrare il suo neonato e parlare dei

sentimenti che ha provato avendo il privilegio di portare un nuovo spirito sulla

15


16

terra. Spiega ai membri della classe che questo non sarebbe stato possibile se

Adamo ed Eva non avessero scelto di mangiare il frutto proibito.

2. Se la Videocassetta dell’Antico Testamento (5X058 160) è disponibile mostra la

sequenza di sette minuti «La Caduta» invece di leggere la dichiarazione

dell’anziano Nelson.

3. Spiega ai membri della classe che essi erano tra gli spiriti dei giusti insieme con

Adamo nel mondo preterreno. Aiutali a rendersi conto che essi sono come Adamo

ed Eva.

Scrivi alla lavagna due titoli: Adamo ed Eva e io

Inizia l’attività elencando alla lavagna un modo in cui siamo simili ad Adamo ed

Eva. Commenta con la classe questa somiglianza, poi invita i membri della classe

a elencare tutte le somiglianze possibili. Commenta ogni somiglianza man mano

che viene aggiunta all’elenco. Alla fine dell’attività la lavagna avrà più o meno

questo aspetto:

ADAMO ed EVA

Figli di spirito di Dio

In possesso del libero

arbitrio per scegliere tra

il bene e il male

Usarono il libero arbitrio

per seguire Dio

Missione speciale: primo

uomo e prima donna

IO

Figlio di spirito di Dio

In possesso del libero

arbitrio per scegliere tra

il bene e il male

Uso il libero arbitrio per

seguire Dio

Missione speciale: tenuto

in serbo sino all’ultima

dispensazione

Quando commentate l’ultima dichiarazione nella colonna «Io» puoi leggere la

seguente dichiarazione del presidente Ezra Taft Benson, tredicesimo presidente

della Chiesa:

«Per quasi seimila anni Dio vi ha tenuti in serbo perché faceste la vostra

apparizione negli ultimi giorni prima della seconda venuta del Signore… Dio ha

tenuto in serbo per gli ultimi giorni alcuni dei suoi figli più forti, i quali

contribuiranno a far trionfare il regno. Voi avete un ruolo da svolgere, poiché siete

la generazione che deve essere preparata a incontrare il suo Dio» («In His Steps»,

BYU Speeches of the Year, 1979, 59–60).

Esorta i membri della classe a continuare ad essere come Adamo ed Eva emulando

il loro retto esempio.


L’espiazione di Gesù Cristo

Scopo Aiutare i membri della classe a sentire una profonda gratitudine per l’espiazione di

Gesù Cristo e i suoi effetti che ci consentono di raggiungere l’esaltazione.

Preparazione 1. Leggi attentamente Giovanni 1:1–3, 14; 3:16; 2 Nefi 9:7–9, 21–22; Dottrina e

Alleanze 19:16–18; Mosè 4:2.

Nota per

l’insegnante

2. Se la videocassetta sul Libro di Mormon (53800 160) è disponibile preparati a

mostrare la sequenza di undici minuti «Il Mediatore». Se la videocassetta non è

disponibile preparati a leggere o narrare con parole tue la storia raccontata

dall’anziano Boyd K. Packer nella quarta attività supplementare.

3. Materiale necessario:

a. Le immagini di Gesù che prega nel Getsemani (illustrazione No. 4 alla fine del

manuale; 62175; Corredo di illustrazioni per lo studio del Vangelo 227), La

Crocifissione (62505; Corredo di illustrazioni per lo studio del Vangelo 230);

Il seppellimento di Gesù (62180; Corredo di illustrazioni per lo studio del

Vangelo 231); Gesù Cristo risorto (62187; Corredo di illustrazioni per lo studio

del Vangelo 239).

b. Serie completa delle Scritture e un pennarello per ogni membro della classe.

Esorta spesso i membri della classe a portare in classe le loro Scritture ogni

settimana.

L’espiazione di Gesù Cristo è il fatto centrale del Vangelo. Grazie all’Espiazione abbiamo la

possibilità di pentirci e ottenere l’esaltazione. Far capire l’Espiazione ai membri della classe è

un incarico impegnativo che si può svolgere soltanto con l’aiuto dello Spirito. Come sempre,

quando prepari e esponi questa lezione chiedi l’aiuto dello Spirito (vedi Insegnare: non c’è

chiamata più grande, unità A, argomento 9).

Svolgimento

della lezione Gesù Cristo dette la vita per noi

Storia Narra con parole tue la seguente storia vera:

Lezione

4

In un freddo giorno d’inverno del 1982 a Washington un aereo urtò contro un ponte

e precipitò nel Fiume Potomac. La maggior parte delle persone che erano a bordo

rimasero uccise nell’urto, ma sei di loro riuscirono a lasciare l’aereo e ad aggrapparsi

agli alettoni di coda. Da un elicottero due uomini lanciarono loro un salvagente.

L’acqua era gelida ed era difficile tenersi stretti agli alettoni. I soccorritori temevano

che i passeggeri perdessero la presa e annegassero prima di essere tratti in salvo.

I soccorritori notarono che un uomo sembrava più vigile degli altri, perciò fecero

scendere il salvagente verso di lui. Ma ogni volta l’uomo passava il salvagente a

un’altra persona, in modo che potesse essere tratta in salvo prima di lui. Quando gli

altri cinque passeggeri furono tratti in salvo, l’elicottero tornò sul posto per prelevare

anche l’ultimo, ma egli era ormai scomparso nelle acque del fiume (vedi Roger

17


18

Rosenblatt, «The Man in the Water», Time, 25 gennaio 1982; vedi anche Thomas S.

Monson, La Stella, ottobre 1983, 101).

Discussione • Cosa pensate delle azioni di quell’uomo? Cosa avreste fatto voi in tale situazione?

Quali attributi cristiani quell’uomo dimostrò di possedere?

Illustrazione Esponi le quattro immagini di Gesù Cristo. Spiega che l’uomo del racconto fece una

cosa grande quando dette la vita per salvare quella di altre cinque persone. Ma Gesù

Cristo fece una cosa ancora più grande: Egli dette la vita per salvare la vita spirituale

di tutti gli abitanti della terra. Questa lezione esaminerà il ruolo di Gesù Cristo come

nostro Salvatore.

Abbiamo bisogno di un Salvatore

Discussione Chiedi ai membri della classe di ripassare quello che ricordano riguardo alla Caduta

dalla lezione precedente.

Scritture e

discussione

Ricorda ai membri della classe che poiché Adamo ed Eva mangiarono il frutto

dell’albero della conoscenza del bene e del male, sia la morte fisica che quella

spirituale, entrarono nel mondo.

• Cosa accade con la morte fisica? (Il corpo viene separato dallo spirito).

• Cosa accade con la morte spirituale? (Una persona è separata dal Padre celeste).

Spiega che senza un Salvatore sia la morte fisica che quella spirituale sarebbero

definitive. Dopo la morte il nostro corpo e il nostro spirito rimarrebbero separati per

sempre e noi non potremmo tornare a vivere con il Padre celeste. Ma proprio come

la Caduta faceva parte del piano celeste, il Padre celeste fece anche in modo che noi

avessimo un Salvatore che avrebbe vinto sia la morte fisica che quella spirituale.

Gesù Cristo fu scelto come nostro Salvatore

Invita uno o più membri della classe a leggere ad alta voce Giovanni 1:1–3, 14 e

Mosè 4:2 (forse dovrai spiegare che «Parola» in Giovanni 1 è un nome che indica

Gesù Cristo). Ricorda ai membri della classe che Gesù Cristo era con il Padre celeste

prima della creazione della terra e che fu scelto nel mondo preterreno per creare

questa terra e diventare il nostro Salvatore.

• Per quali aspetti l’esistenza di Gesù sulla terra era diversa da quella di tutti gli

altri? Perché queste differenze sono importanti?

Le risposte possono variare, ma sottolinea che Gesù era l’Unigenito Figliolo del Padre

celeste (il Padre celeste era il padre del corpo fisico di Gesù oltre che del Suo spirito) e

che Egli fu l’unica persona sulla terra che condusse una vita senza peccati. Spiega che

questi due attributi – la Sua divinità e la Sua innocenza da ogni peccato – erano

necessari per consentire a Cristo di espiare i nostri peccati e di essere il nostro

Salvatore.

• Quale significato ha la parola espiare? (Nel senso in cui è usata nelle Scritture la

parola espiare significa «correggere o vincere le conseguenze del peccato» e riunire

persone che erano state separate [vedi «Espiare, Espiazione» nella Guida alle

Scritture, 68].

• Perché l’espiazione di Gesù Cristo ci aiuta a diventare uniti al Padre celeste?


Richiama l’attenzione della classe sulle quattro immagini mostrate in precedenza.

Spiega che la legge eterna, o giustizia, richiede che chiunque viola una legge debba

essere punito. Con la Sua sofferenza nel Giardino di Getsemani e la morte sulla

croce, Gesù Cristo prese su di Sé il castigo per i peccati di ogni persona vissuta sulla

terra. Grazie a questa espiazione possiamo pentirci dei nostri peccati, essere liberati

dalla colpa e diventare degni di dimorare di nuovo con il Padre celeste.

Se ci pentiamo, grazie a Gesù Cristo possiamo essere salvati

Videocassetta Mostra la sequenza «Il Mediatore». Se la videocassetta non è disponibile leggi o narra

la storia proposta nella quarta attività supplementare.

Discussione Dopo aver mostrato la videocassetta o aver narrato la storia, spiega che qui abbiamo

una parabola che simboleggia il nostro rapporto con il Salvatore.

Scritture e

discussione

• Chi rappresenta il debitore? (Ognuno di noi).

• Chi rappresenta il creditore? (Le leggi della giustizia).

• Chi rappresenta l’amico del debitore? (Gesù Cristo).

Spiega che quando acconsentimmo a venire sulla terra e ricevere un corpo sapevamo

che qualche volta avremmo preso delle decisioni sbagliate. I nostri peccati sono

come il debito del protagonista della storia. Le leggi della giustizia richiedono che i

nostri peccati siano espiati se vogliamo ritornare a vivere con il Padre celeste. Poiché

Gesù era senza peccato ed era l’Unigenito Figliolo del Padre celeste, era l’unica

persona che poteva espiare per i nostri peccati e soddisfare la giustizia.

• Nella storia il mediatore (l’amico del debitore) dice che egli sarebbe diventato il

nuovo creditore del debitore. Il debito sarebbe stato ripagato alle sue condizioni.

Quali termini ha stabilito Cristo per noi? In altre parole, cosa dobbiamo fare per

ricevere tutti i benefici che derivano dall’espiazione di Cristo?

Per aiutare i membri della classe a trovare la risposta invita tre di loro a leggere ad

alta voce uno dei seguenti passi delle Scritture: Giovanni 3:16, 2 Nefi 9:21–22;e

Dottrina e Alleanze 19:16.

Spiega che grazie all’espiazione che Cristo compì per noi siamo salvati senza

condizioni dalla morte fisica. Ognuno di noi risorgerà. Ma per poter essere salvati

dalla morte spirituale e ritornare dal Padre celeste dobbiamo credere in Cristo,

seguirLo, obbedirLo e pentirci dei nostri peccati.

• Cosa avverrà di noi se non ci pentiamo dei nostri peccati? (Vedi DeA 19:17–18;

dovremo subirne le conseguenze).

Lezione 4

• Cosa sarebbe accaduto al debitore della storia se il suo amico non si fosse offerto

di aiutarlo? (Avrebbe perduto tutti i suoi beni). Cosa accadrebbe a noi se Gesù

Cristo non avesse espiato in nostro favore? (Vedi 2 Nefi 9:7–9; risorgeremmo e i

nostri peccati ci terrebbero per sempre lontani dalla presenza del Padre celeste).

• Come vi sentite sapendo che Gesù Cristo ha pagato il prezzo dei vostri peccati?

(Invita i membri della classe a rispondere in silenzio a questa domanda se non

desiderano far conoscere i loro sentimenti alla classe).

Testimonianza Porta testimonianza dell’amore che il Salvatore ha per ogni membro della classe,

amore che Egli dimostrò espiando i nostri peccati. Esprimi la tua gratitudine per la

Sua espiazione.

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20

Esorta i membri della classe a seguire Gesù Cristo e a pentirsi dei loro peccati in

modo da poter godere di tutti i benefici che derivano dall’espiazione di Cristo.

Attività

supplementari Durante la lezione puoi svolgere una o più delle seguenti attività.

1. Porta in classe la prima pagina di un giornale a grande diffusione nella tua zona.

Fai notare che la prima pagina è riservata agli avvenimenti più importanti del

giorno.

• Se questo giornale dedicasse un numero speciale a tutta la storia del mondo,

quali avvenimenti, secondo voi, occuperebbero la prima pagina?

Invita un membro della classe a leggere la seguente dichiarazione dell’anziano

Neal A. Maxwell, membro del Quorum dei Dodici Apostoli:

«La meravigliosa e gloriosa Espiazione fu l’evento principale della storia umana»

(Relazione sulla conferenza generale di aprile 1985, 66).

• Perché l’Espiazione è l’avvenimento più importante della storia?

• Perché la conoscenza dell’Espiazione ci aiuta a affrontare con animo sereno le

cattive notizie e i terribili avvenimenti che spesso vengono riferiti dai giornali?

2. Aiuta i membri della classe a imparare a memoria il terzo Articolo di fede.

3. Cantate o ascoltate una registrazione di «Attonito resto» (Inni, No. 114) o «Iddio

ebbe carità» (Inni, No. 105).

4. Se la videocassetta menzionata nella lezione non è disponibile, narra la seguente

storia raccontata dall’anziano Boyd K. Packer (la stessa sulla quale è basata la

videocassetta).

Lasciate che vi narri una storia – una parabola.

«C’era una volta un uomo che desiderava urgentemente una cosa. Gli sembrava

che null’altro fosse importante nella sua vita. Per realizzare il suo desiderio

contrasse un grosso debito.

Egli era stato ammonito di non far debiti, specialmente con quel particolare

creditore. Ma la realizzazione del suo obiettivo gli sembrava tanto importante da

fargli superare ogni ostacolo. Era sicuro che sarebbe stato in grado di estinguere il

debito al momento stabilito.

Così firmò un contratto che prevedeva dei versamenti rateali. Questo non lo

preoccupava poiché le date di scadenza sembravano assai lontane nel futuro. Per il

momento possedeva ciò che aveva sempre desiderato, e questo era importante.

Il creditore era sempre presente in un angolo della sua mente, e per questo motivo

ogni tanto egli effettuava un pagamento, pensando che il giorno del rendiconto

era ancora lontano.

Ma, come sempre succede, venne il giorno della scadenza definitiva. Il debito non

era stato estinto interamente. Il creditore si presentò per esigere quanto gli era

dovuto.


Soltanto allora il debitore si rese conto che il creditore aveva non soltanto il

potere di riprendersi tutto ciò che gli aveva dato, ma anche quello di mandarlo in

prigione.

‹Ma io non posso pagarti, non ne ho assolutamente la possibilità›, confessò il

poveretto.

‹Allora›, disse il creditore, ‹faremo valere i termini del contratto. Mi prenderò tutto

ciò che hai e tu andrai in prigione. È giusto che sia così, poiché hai stipulato

questo accordo di tua volontà. Hai firmato un documento valido sotto tutti gli

aspetti›.

‹Non puoi darmi un altro po’ di tempo o dimenticare quanto ancora ti devo? Fai

in modo che io non debba andare in prigione. Certamente tu credi nella

misericordia›.

Il creditore rispose: ‹La misericordia non è mai reciproca. In questo caso servirebbe

soltanto a te. Se mi dimostro misericordioso perdo il mio denaro. Io non voglio

essere misericordioso, ma giusto. Tu credi nella giustizia?›

‹Credevo nella giustizia quando firmai il contratto›, rispose il debitore. ‹Allora la

giustizia era dalla mia parte; allora non avevo bisogno di misericordia, né ritenevo

di averne mai bisogno. Ritenevo che la giustizia ci avrebbe servito entrambi in

modo esemplare›.

La giustizia ora chiede che tu faccia fronte ai termini del contratto o ne subisca le

conseguenze›, rispose il creditore. ‹Questa è la legge. Tu hai accettato le condizioni

del contratto, e tali condizioni devono essere rispettate. La misericordia non può

derubare la giustizia›.

E così i due uomini erano di fronte: l’uno impartiva giustizia, l’altro implorava

misericordia. Nessuno dei due poteva prevalere se non a spese dell’altro.

Il debitore diceva: ‹Se non dimentichi il debito che ti devo, non ci sarà

misericordia›.

‹Se lo facessi non ci sarebbe giustizia›, era la risposta.

Lezione 4

In effetti era evidente che non si potevano soddisfare entrambi i requisiti, poiché

si tratta di due ideali eterni che sembrano contraddirsi l’un l’altro. Non c’è alcun

modo in cui la giustizia si possa soddisfare completamente, e insieme anche la

misericordia?

Sì, esiste una via! La legge della giustizia si può soddisfare pienamente, e al tempo

stesso si può mostrare misericordia, ma è necessario l’intervento di una terza

parte. E ciò accadde nel caso in esame.

Il debitore aveva un amico il quale si precipitò in suo soccorso. Egli conosceva

bene il debitore, conosceva la sua leggerezza. Ritenne che avesse agito

scioccamente per trovarsi in tali ristrettezze. Tuttavia voleva aiutarlo perché gli

voleva molto bene. Così si intromise tra i due, si rivolse al creditore e gli fece

un’offerta.

‹Estinguerò io il debito, così il mio amico potrà conservare le sue cose ed evitare di

andare in prigione›.

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22

Mentre il creditore stava meditando sull’opportunità di accettare questa offerta, il

mediatore aggiunse: ‹Tu hai chiesto giustizia. Dato che lui non può pagarti, lo farò

io. Tu avrai ricevuto quanto ti era dovuto e non puoi chiedere di più, poiché ciò

non sarebbe giusto›.

E il creditore accettò i termini dell’offerta.

Il mediatore allora si rivolse al debitore e gli disse: ‹Se estinguo il tuo debito, mi

accetterai come tuo creditore?›

‹Oh, sì, sì!› gridò il debitore. ‹Tu mi salvi dalla prigione e mi dimostri misericordia›.

‹Allora›, disse il benefattore, ‹tu pagherai a me quanto devi al tuo creditore, e sarò

io a stabilire il modo in cui ciò avverrà. Non sarà molto facile, ma sarà una cosa

possibile. Io ti mostrerò il modo in cui puoi estinguere il tuo debito. Non sarà

necessario che tu vada in prigione›.

E il creditore fu rimborsato in pieno. Egli aveva ricevuto giustizia. Il contratto non

era stato violato.

Il debitore, a sua volta, aveva ricevuto misericordia. Entrambe le leggi erano state

applicate. Grazie all’intervento di un mediatore, la giustizia aveva ottenuto

quanto le era dovuto, e si erano soddisfatti i requisiti della misericordia» (La Stella,

ottobre 1977, 58).


La vita terrena è un

periodo di tempo per imparare

grazie all’esperienza

Scopo Aiutare i membri della classe a capire che la vita terrena fa parte del piano di Dio, è un

periodo di tempo in cui possiamo ricevere un corpo fisico e imparare tramite

l’esperienza.

Preparazione 1. Leggi attentamente 2 Pietro 1:5–7; 2 Nefi 31:16; Alma 34:32; Dottrina e Alleanze

4:2; 88:123; 121:9; 130:18–19.

Nota per

l’insegnante

2. Prepara un poster con su scritta la seguente dichiarazione (da The Teachings of

Spencer W. Kimball, a cura di Edward L. Kimball [1982], 25).

«Dio ci ha dato un piano. Egli ha mandato tutti noi sulla terra per farci avere un corpo

fisico, acquisire esperienza e crescere» – Presidente Spencer W. Kimball

Se non è possibile preparare un poster, leggi ad alta voce questa dichiarazione

durante la lezione.

3. Materiale necessario:

a. Diagramma del piano di salvezza proposto nella lezione 2.

b. Serie completa delle Scritture e un pennarello per ogni membro della classe.

Esorta spesso i membri della classe a portare in classe le loro Scritture ogni

settimana.

A causa delle innumerevoli sollecitazioni a cui siamo sottoposti ogni giorno, talvolta è facile

perdere di vista il significato della vita terrena. La vita terrena è il tempo accordatoci per

imparare. Riceviamo un corpo, il tabernacolo del nostro spirito, e impariamo a controllarlo.

Aiuta i membri della classe a capire che «questa vita è per gli uomini il tempo in cui

prepararsi a incontrare Dio» (Alma 34:32).

Svolgimento

della lezione La vita terrena è una scuola

Diagramma e

analisi del poster

Mostra il diagramma del piano di salvezza. Mostra anche il poster contenente la

dichiarazione del presidente Kimball, ma per il momento tienilo con la parte scritta

rivolta verso la parete in modo che i membri della classe non possano vederla.

Richiama l’attenzione della classe sul diagramma e chiedi:

• In quale stadio del piano di salvezza ci troviamo attualmente?

Chiedi a un membro della classe di indicare la vita terrena.

Lezione

5

• Perché siamo qui sulla terra? Perché la vita terrena è una parte importante del

piano di salvezza?

Dopo che i membri della classe avranno avuto la possibilità di rispondere, volta il

poster e invita uno di loro a leggere la dichiarazione del presidente Kimball (se non

23


24

hai fatto il poster, leggi la dichiarazione nel manuale). Ricorda ai membri della classe

che il presidente Kimball fu il dodicesimo presidente della Chiesa. Spiega anche che,

come disse il presidente Kimball, due motivi importanti per cui siamo venuti sulla

terra sono ricevere un corpo e acquisire esperienza. Come spiriti nella vita preterrena

avevamo imparato molto, ma per continuare a progredire dovevamo venire sulla

terra e ricevere un corpo.

Citazione Invita un membro della classe a leggere la seguente dichiarazione del presidente

Kimball:

Lavagna e

discussione

Lavagna e

discussione

«Miei cari fratelli e sorelle, noi siamo lontani da casa, siamo a scuola. Le nostre

lezioni non saranno facili da imparare. Il modo in cui le metteremo in pratica, in cui

otterremo le nostre vittorie e i nostri successi, il modo in cui vivremo, determinerà la

ricompensa che ci verrà data. Tale ricompensa sarà duratura ed eterna…

Noi veniamo in questo mondo, e quindi a questa scuola, per uno scopo molto

serio, che è quello di iniziare come infanti e poi raggiungere proporzioni incredibili

di saggezza, buon senso, conoscenza e potere» (The Teachings of Spencer W. Kimball,

28, 31).

• A quale casa si riferisce il presidente Kimball quando dice: «Siamo lontani da

casa?» (La nostra dimora presso il Padre in cielo).

• A quale scuola si riferisce il presidente Kimball? (Alla vita terrena).

• Cosa avete già imparato durante gli anni trascorsi in questa scuola?

Invita i membri della classe a indicare a turno le cose che hanno imparato e elenca

le risposte in colonna alla lavagna. Continua per due o tre minuti o sino a quando i

membri della classe non riescono a indicare altre risposte.

Richiama nuovamente l’attenzione della classe sul poster della dichiarazione del

presidente Kimball. Spiega che alcune delle cose che dobbiamo imparare e alcune

delle esperienze che facciamo sulla terra sono direttamente collegate al possesso di

un corpo. Il nostro corpo è per noi un grande dono, ma dobbiamo imparare a

controllarlo e a usarlo rettamente.

Indica alcune capacità fisiche elencate alla lavagna, come ad esempio camminare e

parlare.

• Come possiamo usare correttamente queste capacità? (Dobbiamo usare le nostre

capacità fisiche per osservare i comandamenti di Dio. Per esempio, non dobbiamo

usare la nostra capacità di camminare per recarci in luoghi dove non dobbiamo

andare e non dobbiamo usare la nostra capacità di parlare per mentire o usare il

nome del Signore in vano).

Spiega che imparare a controllare il nostro corpo e usarlo rettamente significa anche

imparare a controllare i nostri appetiti e desideri. I comandamenti come la Parola di

saggezza e la legge della castità ci aiutano a usare rettamente il nostro corpo.

Dobbiamo prepararci a incontrare Dio

Spiega che abbiamo molto da imparare in questa scuola terrena prima di essere

pronti a ritornare a casa dal Padre celeste. Invita i membri della classe ad aprire il

Libro di Mormon a Alma 34:32 e chiedi a uno di loro di leggere ad alta voce

questo versetto.


Scritture e

discussione

Storia e

discussione

• Secondo voi, cosa dobbiamo imparare per prepararci a incontrare Dio?

Elenca le risposte dei membri della classe accanto all’elenco di quello che essi hanno

già imparato. (Se i membri della classe hanno difficoltà nel pensare alle risposte,

invitali a leggere 2 Pietro 1:5–7 e 2 Nefi 31:16 e usa le capacità menzionate in questi

versetti per iniziare il nuovo elenco).

Spiega che le diverse circostanze e situazioni in cui ci troviamo in questa vita ci

aiutano a imparare cose diverse per prepararci a vivere di nuovo con il Padre celeste.

Elenca alla lavagna le quattro situazioni sotto proposte e i versetti delle Scritture

corrispondenti. Invitali a cercare e leggere i passi delle Scritture in questione per

scoprire le cose che queste situazioni possono insegnare. (Puoi dividere la classe in

quattro gruppi e chiedere a ognuno di loro di leggere un passo).

Per esempio, fare parte di una famiglia ci aiuta a imparare ad amare ed essere altruisti

(nota che le risposte date tra parentesi non sono le uniche corrette; i membri della

classe possono pensare ad altre cose che queste situazioni possono insegnare).

Famiglia: Dottrina e Alleanze 88:123 (amore e altruismo)

Chiamate nella Chiesa: Dottrina e Alleanze 4:2 (servizio)

Amici: Dottrina e Alleanze 121:9 (lealtà)

Scuola, Chiesa e corsi del Seminario: Dottrina e Alleanze 130:18–19 (conoscenza)

Invita i membri della classe a esaminare di nuovo l’elenco delle cose necessarie per

prepararsi a incontrare Dio e a pensare a una situazione o esperienza che li ha aiutati

a imparare una di queste lezioni (per esempio, badare a un fratellino può averli

aiutati a imparare la pazienza; sopportare una menomazione può averli aiutati a

imparare la compassione; provare una delusione o incontrare un fallimento può

averli aiutati a imparare la perseveranza). Invitali a parlare agli altri membri della

classe delle esperienze che hanno fatto e di quello che hanno imparato.

Anche se i membri della classe non desiderano parlare delle esperienze che hanno

fatto, esortali a scrivere sia le esperienze che quello che hanno imparato grazie ad

esse nel loro diario quando torneranno a casa, se già non l’hanno fatto.

La nostra prospettiva è limitata

Ricorda ai membri della classe che le esperienze terrene fanno parte della vita

eterna. Attualmente abbiamo una prospettiva limitata dell’eternità, ma dopo la morte

capiremo meglio l’importanza della vita terrena come periodo di tempo in cui

dobbiamo imparare.

Chiedi agli studenti di immaginare di trovarsi in una stanza illuminata e di guardare

fuori dalla finestra nella notte.

• Cosa riuscite a vedere?

Leggi o narra la seguente storia raccontata dal presidente Kimball riguardo a

un’esperienza che egli fece prima di diventare presidente della Chiesa:

Lezione 5

«Quando eravamo a Honolulu abitavamo in una stanza che aveva finestre su tre lati.

La luce che la illuminava ci permetteva di vedere dei bei mobili, il soffitto, il

pavimento, i muri, i vasi e gli altri soprammobili, cioè tutto quello che era nella

25


26

stanza. La nostra visuale era circoscritta e non andava oltre la stanza medesima. Ma

quando spegnevamo le luci e aprivamo le finestre, il nostro campo visivo si allargava

tanto che vedevamo i tetti delle case, le cime degli alberi, le strade che si snodavano

sotto di noi illuminate da molti lampioni e dai fari delle automobili, e più oltre

scorgevamo la riva del mare e i grandi alberghi, la spiaggia di Waikiki, due vulcani

con i loro crateri e il grande mare con le navi che trasportavano merci in tutto il

mondo.

Quella situazione era simile all’eternità. Qui il nostro orizzonte visivo è limitato.

Con gli occhi possiamo vedere soltanto fino a una certa distanza; con le orecchie

possiamo udire soltanto per pochi anni. Praticamente siamo rinchiusi in una stanza;

ma quando la luce di questa vita si spegne, allora vediamo oltre i limiti terreni.

A mano a mano che ci addentriamo nell’eternità i muri cadono, il tempo finisce e la

distanza svanisce… e immediatamente emergiamo in un grande mondo in cui non

vi sono limitazioni terrene come il tempo, la distanza o la velocità a cui siamo

soggetti in questa vita» (The Teachings of Spencer W. Kimball, 40, 41).

• Perché la conoscenza della vita eterna ci aiuta a utilizzare la vita terrena come

tempo in cui imparare e acquisire esperienza?

Ricorda ai membri della classe che il presidente Kimball disse che le lezioni che

dobbiamo imparare non saranno facili, ma fai anche notare che la ricompensa che

otteniamo dall’apprendimento di queste lezioni – ossia l’esaltazione – vale tutti gli

sforzi necessari.

Testimonianza Esprimi la tua gratitudine per le esperienze che hai fatto in questa vita e per quello

che esse ti hanno insegnato. Porta testimonianza che il Padre celeste ha stabilito che

la vita terrena sia un tempo in cui imparare e crescere perché Egli ci ama.

Esorta i membri della classe a considerare tutte le esperienze che fanno come

occasioni interessanti di imparare e crescere.

Attività

supplementari Durante la lezione puoi svolgere una o più delle seguenti attività.

1. Insegna ai membri della classe che sia le esperienze buone che quelle cattive ci

aiutano a imparare e crescere. Invitali a pensare alla cosa peggiore che è accaduta a

loro durante la scorsa settimana. Quindi invitali a pensare a una lezione, per

quanto piccola, che possono imparare da tale esperienza.

Quindi invita i membri della classe a pensare alla cosa migliore che è accaduta a

loro durante la scorsa settimana e a quello che possono imparare da tale

esperienza. Invitali a parlare, se è opportuno, della peggiore o della migliore

esperienza che hanno fatto e a dire quello che hanno imparato da essa.

2. Cantate o leggete le parole di «Mamma e papà, insegnatemi insiem» (Inni, No.

193). Commenta con i membri della classe come i genitori e gli insegnanti

possono aiutarci a imparare e acquisire esperienza.

Nota per l’insegnante: Il canto degli inni della Primaria ci aiuta a godere della compagnia

dello Spirito, e lo Spirito porterà testimonianza della verità dei principi che hai esposto.

(Vedi Insegnare: non c’è chiamata più grande, unità F argomento 13).


3. Prima della lezione scrivi ogni frase dell’elenco seguente su un cartoncino. In

classe mescola i cartoncini e deponili a faccia in giù sul tavolo o sul pavimento.

Dividi la classe in squadre. Invita le squadre a cercare a turno di scegliere due

cartoncini corrispondenti (per comporre una dichiarazione completa e esatta). Se i

cartoncini corrispondono, la squadra li trattiene e gioca per un altro turno. Se i

cartoncini non corrispondono, la squadra li rimette a faccia in giù nello stesso

posto e il turno passa alla squadra successiva. Continuate sino a quando tutti gli

abbinamenti sono stati effettuati.

Abbinamenti:

Questa vita è il tempo per prepararci a incontrare Dio.

Siamo venuti sulla terra per ricevere un corpo e acquisire esperienza.

La vita terrena è soltanto una parte della nostra esistenza eterna.

Le nostre esperienze sulla terra ci aiutano a imparare.

La vita terrena è chiamata anche nostro secondo stato.

Il piano di salvezza fu disegnato dal Padre celeste.

Il Padre celeste scelse Gesù Cristo come nostro Salvatore.

Il libero arbitrio è la capacità di scegliere.

La Caduta portò nel mondo la morte spirituale e quella fisica.

4. Chiedi ai membri della classe:

• Avete mai seguito le Olimpiadi (o altra competizione atletica) sia di persona che

alla televisione?)

Dai ai membri della classe il tempo di parlare delle esperienze che hanno fatto e

spiega che è entusiasmante osservare la prestazione dei campioni delle varie

discipline sportive, tuttavia pochi spettatori si rendono conto degli anni di

dedizione, disciplina, addestramento, sacrificio ed esperienza che ciascun atleta

deve dedicare alla sua specialità prima di essere pronto a gareggiare. La prestazione

di un atleta è il diretto risultato di un progresso avvenuto passo dopo passo verso

l’obiettivo finale.

• Perché la vita è simile alle Olimpiadi? (Le risposte possono comprendere il fatto

che entrambe richiedono preparazione e duro lavoro per raggiungere il successo

o che entrambe richiedono perseveranza di fronte ai fallimenti).

• Per quali aspetti la vita è diversa dalle Olimpiadi? (Una risposta possibile è che

nelle Olimpiadi pochi atleti possono ottenere la medaglia d’oro, mentre

ognuno di noi può ricevere il più alto premio della vita).

Spiega che come gli atleti che gareggiano nelle Olimpiadi, anche noi ci stiamo

allenando per raggiungere un obiettivo importante. La «medaglia d’oro» che

cerchiamo è l’esaltazione nel regno celeste; possiamo ricevere questo premio

soltanto dopo aver dimostrato dedizione e disciplina nell’osservanza dei

comandamenti e delle alleanze che Dio ci ha dato.

Lezione 5

27


Lezione

6

Scopo Incoraggiare i membri della classe a vedere le prove e le avversità come occasioni di

progresso.

Preparazione 1. Leggi attentamente Matteo 7:24–27; 2 Nefi 2:11, 22–23; Dottrina e Alleanze 122:7.

Nota per

l’insegnante

28

2. Materiale necessario: Serie completa delle Scritture e un pennarello per ogni

membro della classe. Esorta spesso i membri della classe a portare in classe le loro

Scritture ogni settimana.

Quando un giovane è colpito da un’avversità qualche volta può pensare di essere l’unica

persona al mondo afflitta da tale problema. Ma tutti noi scegliemmo di venire sulla terra per

essere messi alla prova, e le avversità che affrontiamo ci danno la possibilità di crescere e

progredire. Aiuta i membri della classe a capire che quando comprendiamo il perché delle

avversità, possiamo imparare dalle prove e dalle delusioni.

Svolgimento

della lezione Come reagite alle avversità?

Storia e

discussione

Narra o leggi la seguente storia:

L’avversità può aiutarci

a crescere

A Diane Ellington piaceva cimentarsi nella ginnastica. Si allenava diligentemente

per sviluppare i suoi talenti e riuscì a vincere il campionato nazionale degli Stati

Uniti mentre era ancora alle scuole superiori e all’università. Aveva in progetto di

partecipare a una tournée di ginnastica in tutto il paese insieme a ginnasti famosi.

Ma durante gli allenamenti per quella tournée cadde dalle sbarre, si ruppe il collo e

rimase paralizzata. Non avrebbe mai più potuto esibirsi in una gara ginnica; non

sarebbe neppure stata in grado di camminare.

• Come reagireste se qualcosa di simile accadesse a voi?

Concedi ai membri della classe il tempo di rispondere e quindi concludi la storia.

Dopo l’incidente Diane trascorse cinque mesi in ospedale. Durante i primi mesi

provò tutta la disperazione dovuta alla sua condizione. Le fu impartita una

benedizione del sacerdozio la quale non le promise che sarebbe guarita, ma le portò

una grande pace. Alla fine si rese conto che aveva due possibilità: o rinunciare a

vivere, o vivere nonostante tutto. Imparò a usare la sedia a rotelle e a provvedere alle

proprie necessità. Quando fu dimessa dall’ospedale tornò a scuola, si laureò e

diventò insegnante delle elementari. Ora tiene delle conferenze per aiutare i giovani

a superare lo scoraggiamento e le avversità. Diane dice: «La gente continua a dirmi:

‹Sei una persona stupenda, sei incredibile!› Ma non è vero… Dobbiamo accettare

tutto quello che la vita ci dà e fare del nostro meglio, anche quando non sentiamo il

desiderio di impegnarci… Questo è l’aspetto più bello del processo di guarigione.

Non è necessario fare miracoli» (vedi Kendra Kasl Phair, «Di nuovo campionessa», La

Stella, giugno 1989, 37–40).


Perché incontriamo le avversità?

Discussione Ricorda ai membri della classe che alcune settimane fa hanno imparato la storia di

Adamo ed Eva (vedi la lezione 3).

• Com’era la vita per Adamo ed Eva nel Giardino di Eden? (Non conoscevano il

dolore, la sofferenza, le malattie o la morte; il cibo era disponibile senza il loro

intervento).

• Com’era la vita per Adamo ed Eva dopo che furono scacciati dal Giardino di

Eden? (Dovevano lavorare duramente per coltivare il cibo e procurarsi le altre cose

di cui avevano bisogno; diventarono soggetti al dolore, alla sofferenza, alle

malattie e alla morte).

Spiega che, come Adamo ed Eva dopo la Caduta, anche noi dobbiamo lavorare

duramente e conosceremo il dolore, la sofferenza, le malattie e la morte. Quando

scegliemmo di ricevere un corpo e venire sulla terra, scegliemmo anche di affrontare

le avversità. Anche se le nostre prove sono diverse, ogni persona che vive sulla terra

si trova ad affrontare qualche genere di avversità.

• Perché dobbiamo conoscere l’avversità?

Citazione Leggi o fai leggere a un membro della classe la seguente dichiarazione dell’anziano

Richard G. Scott, membro del Quorum dei Dodici Apostoli:

Lavagna e

discussione

«I problemi, le delusioni, la tristezza e il dolore derivano da due fonti

sostanzialmente diverse. Coloro che trasgrediscono le leggi di Dio avranno sempre

queste difficoltà. L’altro motivo per cui siamo colpiti dalle avversità è per poter essere

raffinati come solo le prove possono farci diventare e compiere la volontà del

Signore… [Alcune difficoltà] sono la prova che il Signore ritiene che voi siete pronti

a progredire ulteriormente» (La Stella, gennaio 1996, 17, 18).

Fai notare che possiamo evitare le avversità che provengono dalla prima fonte, cioè

la disobbedienza ai comandamenti di Dio. Facciamo questo compiendo le giuste

scelte.

• Quali generi di avversità possiamo scegliere di evitare?

Elenca in colonna alla lavagna le risposte dei membri della classe. Le risposte

possono comprendere: cattiva salute o tossicodipendenza per la violazione della

Parola di Saggezza, litigi in famiglia per l’egoismo e l’avidità, senso di colpa o castigo

per la violazione delle leggi del Paese qualsiasi altra avversità causata dalle nostre

cattive scelte.

Spiega che se ci troviamo ad affrontare le avversità che scaturiscono dal peccato

dobbiamo fare il possibile per pentirci del peccato commesso. Il pentimento del

peccato ci aiuta ad evitare o alleviare l’avversità. (Puoi far notare che qualche volta

subiamo le avversità causate dai peccati di altre persone. Poiché ognuno è libero di

scegliere le proprie azioni, questo genere di avversità rientra nella seconda categoria

che vedremo poi).

• Quali avversità possono colpirci indipendentemente dalle scelte che facciamo?

Elenca in una seconda colonna alla lavagna le risposte dei membri della classe.

Le risposte possono comprendere molti generi di malattie o menomazioni, ferite o

danni economici causati da incidenti o da avverse condizioni atmosferiche e le

delusioni provate per non aver avuto un’occasione o successo sperato.

29


Scritture e

discussione

Lavagna e

discussione

Citazione e

discussione

Scritture e

discussione

30

Spiega che anche se non possiamo evitare questo genere di prove, possiamo tuttavia

decidere quale reazione avremo nei loro confronti. Se consideriamo le nostre prove

come occasioni per imparare a progredire, esse possono diventare per noi vere

benedizioni.

Possiamo imparare e crescere grazie alle avversità

Spiega che Giacobbe, figlio di Lehi, subì prove e sofferenze a causa dei suoi fratelli

maggiori (vedi 2 Nefi 2.1). Lehi spiegò a Giacobbe perché per imparare abbiamo

bisogno delle afflizioni e delle avversità.

Chiedi ai membri della classe di leggere e sottolineare nelle loro Scritture 2 Nefi 2:11,

22–23.

• Perché per conoscere la gioia dobbiamo conoscere l’infelicità?

• Quali sono alcuni altri opposti che impariamo grazie alle avversità? (Le risposte

possono comprendere: salute e malattia, rettitudine e malvagità).

• Perché le prove vi hanno aiutato ad apprezzare le cose belle di cui godete?

Scrivi alla lavagna due titoli: Prova e Lezioni da imparare

Chiedi ai membri della classe di indicare alcune prove che le persone della loro età

possono dover affrontare. Elenca le risposte alla lavagna sotto il primo titolo.

L’elenco può comprendere: fare male un compito a scuola, rompersi un braccio o

una gamba, perdere un incontro sportivo importante, trasferirsi lontano dagli amici,

affrontare la morte di una persona cara o subire una lunga o dolorosa malattia.

Quindi commenta con i membri della classe le lezioni che si possono imparare

affrontando ognuna di queste prove. Per esempio perdere un incontro sportivo

importante può insegnarci l’umiltà o farci sentire maggiore comprensione per altre

persone che hanno subito la stessa delusione. La morte di una persona cara può

rafforzare la nostra testimonianza del piano di salvezza. Elenca queste lezioni alla

lavagna sotto il secondo titolo e commentate come ognuna di esse può aiutarci a

diventare più simili al nostro Padre in cielo e al nostro Salvatore.

Possiamo prepararci ad affrontare le avversità

Chiedi a un membro della classe di leggere la seguente dichiarazione dell’anziano

Scott:

«Non fu mai inteso che la vita fosse facile. Piuttosto è un periodo di prova e di crescita.

È intessuta di difficoltà, sfide e fardelli… Eppure queste stesse prove, se affrontate a

viso aperto, ci consentono di compiere un grandissimo sviluppo e progresso personale.

Il superamento delle avversità genera la forza di carattere, forgia la fiducia in se

stessi, accresce il rispetto di sé e assicura il successo in ogni giusta impresa» (La Stella,

aprile 1982, 20).

• Come possiamo superare le avversità? (Svolgi la discussione proposta nella parte

rimanente di questa sezione per aiutare i membri della classe a rispondere a questa

domanda).

Chiedi ai membri della classe di leggere e sottolineare Matteo 7:24–27.

• Per quali aspetti l’uomo che costruì la sua casa sulla roccia era diverso da quello

che la costruì sulla sabbia?


Fai notare che entrambe le case dovevano affrontare le stesse tempeste. La differenza

stava nelle fondamenta: la casa costruita sulla roccia era in grado di resistere alle

tempeste, mentre la casa costruita sulla sabbia non lo era.

• Cosa rappresenta la roccia in questa parabola? (Vedi Matteo 7:24; gli insegnamenti

di Gesù Cristo). Può la fede in Gesù Cristo aiutarci nei momenti di avversità?

Discussione • Anche se non sappiamo quali avversità possiamo incontrare in futuro, cosa

possiamo fare per prepararci e rafforzarci per affrontarle?

Elenca alla lavagna le risposte dei membri della classe. Assicurati che nella

discussione si dia risalto ai seguenti principi generali.

1. Tutti prima o poi dobbiamo affrontare delle avversità. Quando scegliemmo di

venire sulla terra sapevamo che qui saremmo stati messi alla prova. La

consapevolezza che eravamo disposti ad affrontare le avversità può aiutarci a

prepararci ad affrontarle con successo.

2. Il modo migliore per prepararci ad affrontare le avversità consiste nel costruire

una casa sulla roccia, ossia osservare i comandamenti e vivere secondo le dottrine

e i principi del Vangelo.

3. La preghiera sincera ci aiuta a sopportare le avversità. Qualche volta, quando ci

troviamo davanti a una prova, non sentiamo il desiderio di pregare, ma se

abbiamo l’abitudine di pregare sinceramente è facile pregare per ricevere la forza

necessaria per affrontare le avversità.

4. Nei momenti di avversità possiamo ricevere l’aiuto di altre persone, come ad

esempio i nostri genitori e altri parenti, gli insegnanti familiari e i dirigenti della

Chiesa. Se stabiliamo dei buoni rapporti con queste persone prima dei momenti

di avversità, sarà più facile rivolgerci a loro quando avremo bisogno di aiuto.

Testimonianza Ricorda ai membri della classe che tutti prima o poi devono affrontare delle

avversità. Chiedi ai membri della classe di leggere ad alta voce Dottrina e Alleanze

122:7 per sapere ciò che il Signore disse a Joseph Smith nel carcere di Liberty

riguardo alle avversità e alle afflizioni che il profeta doveva affrontare.

Porta testimonianza che le avversità che affrontiamo possono aiutarci a imparare e a

crescere, e possono essere per il nostro bene. Puoi parlare di un tipo di avversità che

hai affrontato e come sei cresciuto grazie a tale esperienza.

Esorta i membri della classe a considerare le loro prove come occasioni per imparare

e crescere.

Attività

supplementari Durante la lezione puoi svolgere una o più delle seguenti attività.

1. Fai copie del cruciverba a pagina 33. Consegna a ogni membro o coppia di

membri della classe una copia del cruciverba e invitali a cercare le risposte nelle

Scritture, oppure scrivi il cruciverba alla lavagna e chiedi a tutta la classe di

dare le risposte.

Risposte:

1 Smith; 3 pace; 4 Liberty; 6 esperienza; 7 confidati; 8 profitto; 9 istante;

10 sopportale; 11 paziente; 12 benedizione.

Lezione 6

31


32

2. Metti una pallina da tennis da tavolo in un grosso vaso di vetro con coperchio.

Riempi il vaso di grano o riso e rimetti a posto il coperchio. Scuoti il vaso su e giù.

La pallina gradualmente salirà in cima al vaso.

Spiega che anche se la pallina all’inizio stava in fondo al vaso, è salita in cima

perché è più leggera del grano o riso che la circonda. Per lo stesso motivo, se

teniamo un atteggiamento positivo nei confronti delle prove, possiamo elevarci al

di sopra di esse invece di esserne oppressi.

3. Spiega che quando affrontiamo le avversità è utile ricordare che il Padre celeste ci

ama e sa cosa è meglio per noi. Anche se non comprendiamo come una

particolare prova o esperienza può essere per il nostro bene, il Padre celeste lo sa,

ci aiuterà a capirlo al tempo da Lui stabilito.

Leggi o fai leggere a un membro della classe la seguente storia raccontata

dall’anziano Hugh B. Brown, già membro del Quorum dei Dodici Apostoli:

«A quell’epoca vivevo in Canada. Avevo comprato una fattoria… Una mattina

uscii nel frutteto e vidi un cespuglio di ribes alto quasi due metri. Quella pianta

aveva tanti rami e tante foglie, ma niente frutti. Ero cresciuto in una fattoria…

perciò sapevo che cosa fare a quel cespuglio di ribes. Andai a prendere le forbici da

potare e cominciai a tagliare e ad accorciare, sino a quando in quella florida pianta

non rimase che qualche ramo potato corto. Da ognuno di questi rami sembravano

sgorgare delle lacrime. Essendo un po’ semplice di mente (e lo sono tuttora) sorrisi

tra me e dissi al cespuglio: «Perché piangi?» Sapete, mi sembrò di sentire il

cespuglio che diceva: «Come hai potuto fare una cosa simile a me? Stavo crescendo

così bene! Ero alto quasi come quegli alberi laggiù, e tu mi hai tagliato senza

misericordia. Tutti gli altri alberi si faranno beffe di me! E io che credevo che tu

fossi un giardiniere!». L’impressione che il cespuglio di ribes mi stesse parlando era

così forte che risposi ad alta voce: «Senti, piccolo cespuglio di ribes, io sono

appunto il giardiniere di questo luogo, e so quello che tu devi fare. Tu non sei

destinato a dare ombra come quegli alberi laggiù, né devi emettere rami lunghi e

grossi. Voglio che tu rimanga un bel cespuglio di ribes; e quando i tuoi rametti

saranno carichi di frutti, mi dirai: Grazie, signor giardiniere» («Il cespuglio di

ribes», La Stella, luglio 1973, 296).

• In che modo il giardiniere dimostrò di avere a cuore il cespuglio di ribes? (Lo

potò in modo che potesse di nuovo produrre frutti).

• Per quali aspetti noi siamo come il cespuglio di ribes? Chi è simile al

giardiniere?

Spiega che l’anziano Brown fece seguire alla storia del cespuglio di ribes il

racconto di un episodio simile che gli era accaduto. Era rimasto profondamente

deluso quando gli era stata negata una promozione perché apparteneva alla

Chiesa. Anni dopo, tornando indietro con il pensiero, si rese conto che la sua vita

era ora migliore di quanto sarebbe stata se avesse ricevuto quella promozione. Era

un membro della Chiesa più forte e più simile alla persona che il Padre celeste

voleva che fosse.

Porta testimonianza che il Padre celeste ci ama e sa cosa è meglio per noi. Se ci

sforziamo di vivere rettamente e impariamo a sopportare le tribolazioni, queste

tribolazioni saranno per il nostro bene e ci aiuteranno a diventare quel genere di

persone che il Padre celeste vuole che siamo.


Cruciverba

Completate il cruciverba fornendo le parole mancanti nelle seguenti dichiarazioni.

Orizzontali

1

3

1. Il primo presidente della Chiesa di Gesù Cristo dei

Santi degli Ultimi Giorni fu Joseph ___________________.

2. Proverbi 3:5: «___________________ nell’eterno».

3. DeA 24:8: «Sii ___________________ nelle afflizioni».

4. 2 Nefi 2.2: «Egli consacrerà le tue afflizioni per il tuo

___________________».

5. DeA 121:7: «La tua avversità e le tue afflizioni non

dureranno che un ___________________».

6

4

5

7 8

2

Verticali

1. DeA 24:8: «Avrai molte [afflizioni]; ma ___________________».

6. Joseph ricevette le rivelazioni che si trovano nelle

sezioni 121 e 122 di DeA nel carcere di ___________________.

7. DeA 121:7: «Figlio mio, ___________________ alla tua anima».

8. DeA 103:12: «Dopo molte tribolazioni… viene la

___________________».

9. DeA 122:7: «Tutte queste cose ti daranno

___________________».

9

33


Lezione

7

Scopo Aiuta i membri della classe a capire che la morte è la separazione temporanea dello

spirito dal corpo e che durante questo periodo di separazione gli spiriti dimorano in

un luogo chiamato mondo degli spiriti.

Preparazione 1. Leggi attentamente 1 Pietro 3:18–20; Alma 34.34; 40:11–14; Dottrina e Alleanze

88:15–16; 138:29–34, 57. Puoi anche leggere il resto di Dottrina e Alleanze 138.

Nota per

l’insegnante

34

2. Ricopia alla lavagna il diagramma proposto a pagina 35.

3. Materiale necessario:

a. Un guanto per la dimostrazione.

b. Serie completa delle Scritture e un pennarello per ogni membro della classe.

Esorta spesso i membri della classe a portare in classe le loro Scritture ogni

settimana.

Tutti noi prima o poi dobbiamo morire e molti di noi hanno persone care che sono già

passate a miglior vita e che attualmente dimorano nel mondo degli spiriti. L’anziano Robert

D. Hales, membro del Quorum dei Dodici Apostoli, ha detto che il mondo degli spiriti «è un

luogo paradisiaco, felice, per coloro che sono vissuti rettamente. Non è una cosa di cui

dobbiamo aver paura» (La Stella, gennaio 1987, 74). Le persone che non hanno avuto modo

di conoscere il Vangelo sulla terra avranno la possibilità di conoscerlo nel mondo degli spiriti.

Esponi questa lezione con riverenza e cautela, evitando congetture e storie sensazionali.

Svolgimento

della lezione La morte è la separazione dello spirito dal corpo

Nota per

l’insegnante

Dimostrazione

pratica

Cosa c’è dopo la morte?

L’interesse dei membri della classe sarà maggiore se essi partecipano attivamente alla

discussione. Invitali ad aiutarti a effettuare le dimostrazioni facendo vedere i diagrammi o

scrivendo alla lavagna. (Vedi Insegnare: non c’è chiamata più grande, unità E

argomento 15).

Introduci la lezione utilizzando la seguente dimostrazione proposta in un discorso

tenuto dall’anziano Boyd K. Packer, membro del Quorum dei Dodici Apostoli (vedi

La Stella, febbraio 1977, 77–79).

Chiedi a un membro della classe di venire davanti alla classe. Mostra un guanto e fai

notare che questo oggetto non ha vita; da solo non può muoversi. Quindi invita il

membro della classe a mettersi il guanto.

• Come possiamo paragonare la mano e il guanto al corpo e allo spirito?

Spiega che in questo esempio il guanto rappresenta il corpo fisico e la mano lo

spirito. Quando lo spirito entra nel corpo, il corpo può vivere, lavorare e agire. Invita

i membri della classe a muovere le dita dentro il guanto. Lo spirito unito al corpo

fisico crea una persona – un’anima vivente.


Invita i membri della classe a leggere e sottolineare Dottrina e Alleanze 88:15–16.

Fai notare che non era inteso che la vita sulla terra durasse per sempre. Un giorno

ognuno di noi dovrà morire. Il nostro corpo e il nostro spirito si separeranno. La

morte fa parte del piano di Dio. Quando lo spirito e il corpo si separano, il corpo

non può più muoversi. È morto. (Chiedi al membro della classe di togliere la mano

dal guanto). Ma lo spirito è ancora vivo. (Chiedi al membro della classe di muovere

le dita).

Spiega che per compiere l’espiazione Gesù Cristo vinse la morte fisica. Grazie a ciò la

separazione dello spirito dal corpo non sarà permanente. Ognuno di noi risorgerà. Al

momento della resurrezione il corpo e lo spirito si uniranno per sempre in uno stato

di perfezione. (Chiedi al membro della classe di rimettersi il guanto). Spiega che oggi

esaminerete la condizione dello spirito durante il tempo che va dalla morte alla

resurrezione. (Invita il membro della classe a togliersi il guanto e a tornare al suo

posto).

Diagramma Illustra i passi che vanno dalla vita preterrena al mondo degli spiriti usando il

diagramma sotto proposto. Puoi chiedere ai membri della classe di parlare brevemente

di ciò che ricordano delle lezioni precedenti riguardo alla vita preterrena e alla vita

sulla terra.

Scritture e

discussione

Vita preterrena

Spirito

LA MORTE È UNA SEPARAZIONE

Vita terrena

Nascita

Morte

Anima vivente

(spirito più corpo

fisico)

Spiega che durante il periodo della vita terrena il corpo e lo spirito sono uniti. Come

indicato nella dimostrazione, quando moriamo lo spirito e il corpo vengono

separati. Mentre il corpo perde la vita, lo spirito rimane vivo e dimora in un luogo

chiamato mondo degli spiriti.

Dopo la morte, in attesa della resurrezione, andiamo nel mondo degli spiriti

Spiega che Alma descrisse le condizioni della vita dopo la morte a suo figlio

Corianton. Chiedi ai membri della classe di leggere e sottolineare Alma 40:11.

• Dove andiamo quando moriamo?

In attesa della

resurrezione

lo spirito va

nel mondo degli

spiriti

il corpo scende nella tomba

Citazione Spiega che il presidente Joseph Fielding Smith si riferiva a Alma 40:11 quando disse:

«‹Ricondotti a Dio› significa semplicemente che l’esistenza terrena è arrivata alla fine

e che gli uomini sono ritornati nel mondo degli spiriti, e là sono assegnati a un

luogo a seconda delle loro opere, con i giusti o con gli ingiusti, in attesa della

resurrezione» (Answers to Gospel Questions, a cura di Joseph Fielding Smith jun., 5 voll.

[1957–1966]. 2:85).

35


Scritture e

discussione

36

La nostra rettitudine sulla terra stabilisce il luogo al quale saremo assegnati nel

mondo degli spiriti

Chiedi ai membri della classe di leggere e sottolineare Alma 34:34.

• Quale sarà la nostra personalità dopo la morte?

Aiuta i membri della classe a capire che i nostri spiriti porteranno nel mondo degli

spiriti le stesse tendenze, appetiti e desideri che avevamo durante la vita sulla terra.

Citazione Chiedi a un membro della classe di leggere la seguente dichiarazione del presidente

Brigham Young, secondo presidente della Chiesa:

Scritture e

discussione

Scritture e

discussione

«Supponete… che un uomo sia di cuore malvagio, cioè totalmente dedito alla

malvagità, e che in questa condizione egli muoia; ebbene, il suo spirito entrerà nel

mondo degli spiriti deciso a fare il male. D’altro canto, se cerchiamo con tutte le

facoltà e con tutta la forza che Dio ci ha dato di migliorare i nostri talenti, di

prepararci a dimorare nella vita eterna, e la tomba riceve il nostro corpo mentre

siamo impegnati in questa impresa, con quale intenzione il nostro spirito entrerà

nello stato successivo? Esso cercherà ancora di fare le cose di Dio, soltanto in misura

molto più grande» (Discorsi di Brigham Young, a cura di John A. Widtsoe, 379).

Chiedi ai membri della classe di leggere e sottolineare Alma 40:12–14.

Spiega che le persone che hanno accettato il vangelo di Gesù Cristo e hanno vissuto

rettamente sono assegnate a uno stato di felicità chiamato paradiso. Le persone che

hanno rifiutato il Vangelo e quelle che sono morte senza conoscere la verità sono

assegnate a uno stato di tenebre chiamato prigione degli spiriti, qualche volta anche

inferno.

• Perché secondo voi «prigione degli spiriti» è un termine molto indicato per la

condizione in cui si trovano coloro che sono morti senza aver accettato il

Vangelo? (Perché le persone che dimorano in quel luogo sono escluse dalla pace e

dalla gioia che conoscerebbero se avessero accettato la verità e avessero vissuto

rettamente).

I giusti svolgono il lavoro del Signore nel mondo degli spiriti

Spiega che durante i tre giorni successivi alla Sua crocifissione Gesù Cristo visitò i

giusti in paradiso. Chiedi ai membri della classe di leggere e sottolineare 1 Pietro

3:18–20.

• Cosa fece Cristo tra gli spiriti che stavano in paradiso?

Chiedi ai membri della classe di leggere e sottolineare Dottrina e Alleanze 138:29–34.

Spiega che Cristo nominò dei messaggeri che predicassero a coloro che stavano nella

prigione degli spiriti. Sino a quel momento agli spiriti che dimoravano in quel luogo

non era stato concesso di avere contatti con gli spiriti che stavano in paradiso.

Citazione Chiedi a un membro della classe di leggere la seguente spiegazione dell’anziano

Bruce R. McConkie, già membro del Quorum dei Dodici Apostoli:

«Ora che gli spiriti dei giusti in paradiso sono stati incaricati di portare il messaggio

di salvezza agli spiriti malvagi dell’inferno, gli spiriti buoni e quelli cattivi si possono

incontrare. Il pentimento apre le porte della prigione agli spiriti dell’inferno e


Scritture e

discussione

permette a quelli che sono incatenati di liberarsi dalle tenebre, dall’incredulità,

dall’ignoranza e dal peccato. E non appena costoro superano questi ostacoli,

ottengono la luce, credono nella verità, riacquistano l’intelligenza, scacciano il

peccato, spezzano le catene infernali e possono uscire dall’inferno che li tiene

prigionieri e dimorare con i giusti nella pace del paradiso» (Mormon Doctrine, 2a

edizione [1966], 755).

• Chi predica agli spiriti che stanno in prigione? Qual è il loro messaggio?

Chiedi ai membri della classe di leggere e sottolineare Dottrina e Alleanze 138:57.

• Qual è il dovere dei fedeli Santi degli Ultimi Giorni che sono morti?

Fai notare che molti membri della classe saranno chiamati a svolgere una missione

a tempo pieno in questa vita. Giacché la Chiesa è stata organizzata nel mondo degli

spiriti e là vi sono degli spiriti che non hanno ancora udito e accettato la verità, se

siamo vissuti rettamente potremo svolgere là una missione dopo questa vita.

Testimonianza Porta testimonianza che la morte fa parte del grande piano di salvezza. Come il

guanto senza la mano è privo di vita, così il corpo fisico senza lo spirito è morto.

Mentre gli spiriti dei giusti attendono la resurrezione sono impegnati a svolgere il

lavoro del nostro Padre celeste.

Esorta i membri della classe a vivere rettamente ora, in modo da poter entrare poi in

paradiso e poter servire il Signore nel mondo degli spiriti.

Attività

supplementari Durante la lezione puoi usare una o più delle seguenti attività.

1. Se la Videocassetta della serata familiare (53277 160) è disponibile mostra la

sequenza di cinque minuti «La vita dopo la morte».

2. Dividi la classe in gruppi di tre o quattro persone. Nomina un capo di ogni gruppo

e consegnagli carta e matita. Invita i gruppi a fingere di trovarsi nel mondo degli

spiriti e di avere la possibilità di scrivere un consiglio ai loro amici e parenti che

sono ancora in vita. Chiedi ai capigruppo di scrivere le idee proposte. Dopo circa

cinque minuti invita i capigruppo a leggere i consigli che i gruppi hanno scritto.

3. Per sottolineare l’importanza di vivere rettamente sulla terra, canta insieme ai

membri della classe «In ciel splende il sole» (Inni, No. 142).

• Cosa ha a che fare questo inno con una lezione sul mondo degli spiriti?

Lezione 7

Invita i membri della classe a leggere di nuovo il ritornello di questo inno

pensando che la parola oggi rappresenta la vita terrena, che è quindi il momento

di prepararsi per la vita eterna che comincia subito dopo la morte.

• Tenendo presenti queste cose, cosa dobbiamo fare oggi per prepararci per la vita

eterna?

37


Lezione

8

Scopo Incoraggiare i membri della classe a sforzarsi di raggiungere l’esaltazione nel regno

celeste osservando i comandamenti e esercitando la fede in Gesù Cristo.

Preparazione 1. Leggi attentamente Giovanni 14:2; 1 Corinzi 15:40–42; Apocalisse 7:9–10; 2 Nefi

25:23; Alma 3:26; Dottrina e Alleanze 58:27–28; 76:32–89, 98–106; 82:10; 131:1–4;

137:7–10; 138:29–34; terzo Articolo di fede.

Nota per

l’insegnante

38

2. Prepara per ogni membro della classe una copia del quiz «La verità riguardo

al cielo e all’inferno» che si trova alla fine della lezione. Se non ti è possibile fare

queste copie porta in classe un foglio di carta per ogni membro della classe.

3. Materiale necessario:

a. Carta e matita per ogni membro della classe.

b. Serie completa delle Scritture e un pennarello per ogni membro della classe.

Esorta spesso i membri della classe a portare in classe le loro Scritture ogni

settimana.

Il grado di obbedienza che dimostriamo alle leggi e alle ordinanze del Vangelo determina la

gloria che riceveremo dopo la resurrezione. Esorta i membri della classe ad avere come

obiettivo il raggiungimento dell’esaltazione nel regno più alto, il regno celeste, dove potremo

conoscere una pienezza di gioia.

Svolgimento

della lezione La verità riguardo al cielo e all’inferno

Quiz Consegna a ogni membro della classe una copia del quiz e una matita invitandolo a

indicare se ogni dichiarazione è «vera» o «falsa». (Se non hai fatto copie del quiz

consegna a ogni membro della classe un foglio di carta e invitalo a scrivere le

risposte man mano che leggi le dichiarazioni).

Scritture e

discussione

I tre regni di gloria

Dopo che tutti avranno risposto al quiz, commenta ogni risposta sino a quando sei

sicuro che tutti la capiscono bene. Seguono le dichiarazioni e le risposte, con alcuni

suggerimenti che potrai commentare insieme alla classe.

1. Dopo che saremo risorti e giudicati, ognuno di noi dimorerà in uno dei tre regni

di gloria.

Vero. Proprio come vi sono diversi gradi di rettitudine sulla terra, nell’aldilà vi sono

regni di gloria diversi: il regno celeste è il più alto, seguito dal regno terrestre e da

quello teleste. Per ricompensare i molti diversi livelli di rettitudine vi saranno «molte

dimore» (vedi Giovanni 14:2).

2. Dio ha già stabilito quale regno di gloria ognuno di noi erediterà, a prescindere da

quello che facciamo.


Falso. Siamo liberi di scegliere (vedi DeA 58:27–28). Questo significa che siamo

responsabili delle scelte che facciamo. Saremo giudicati a seconda dei nostri

pensieri e azioni. Invita un membro della classe a leggere la seguente dichiarazione

dell’anziano Russell M. Nelson, membro del Quorum dei Dodici Apostoli:

«Ognuno di voi sarà giudicato secondo le sue proprie opere e i desideri del suo

cuore… La vostra finale destinazione a un regno, celeste, terrestre o teleste, non

dipenderà dal caso. Il Signore ha prescritto dei requisiti immutabili per tutti. Potete

sapere ciò che insegnano le Scritture e adeguare ad esse la vostra condotta» (La Stella,

gennaio 1994, 41).

3. Tutto quello che dovete fare per accedere al regno celeste è dire che credete in

Gesù Cristo.

Falso. Dobbiamo fare qualcosa di più che dire semplicemente che crediamo in Gesù

Cristo: dobbiamo seguirLo. Tutti, a prescindere dal loro livello di rettitudine, saranno

salvati dalla morte grazie alla resurrezione di Cristo. Tuttavia, per accedere al più alto

grado di gloria nella resurrezione, dobbiamo venire a Cristo ed essere perfetti in Lui

(vedi Moroni 10:32). Dobbiamo venire a Cristo avendo fede in Lui, pentendoci dei

nostri peccati, facendoci battezzare, ricevendo il dono dello Spirito Santo e le altre

ordinanze di salvezza del sacerdozio, obbedendo ai comandamenti e osservando le

alleanze che abbiamo fatto con il nostro Padre celeste. Il modo in cui viviamo ha

importanza.

Invita i membri della classe a leggere, sottolineare e commentare Alma 3:26.

4. Essere dannati significa non poter godere delle benedizioni che avremmo potuto

ricevere se avessimo obbedito ai comandamenti di Dio.

Vero. Quando pecchiamo, interrompiamo il nostro progresso. Il Padre celeste vuole

aiutarci. Nondimeno, poiché è giusto, ci ricompensa soltanto quando obbediamo ai

Suoi comandamenti (vedi DeA 82:10).

5. L’inferno è un luogo di sofferenze senza fine dove vanno i peccatori. La maggior

parte dell’umanità rimarrà per sempre all’inferno a causa della loro malvagità.

Falso. L’inferno o prigione degli spiriti è un luogo in cui vanno le persone che hanno

rifiutato il Vangelo e quelle che sono morte senza conoscerlo. Il Vangelo viene

predicato loro in quel luogo, e coloro che lo accettano e si pentono dei loro peccati

saranno liberati e sarà consentito loro di entrare in paradiso sino alla Resurrezione e

al Giudizio (vedi DeA 138:29–34). La maggior parte di coloro che non accettano il

Vangelo in quel luogo dovranno soffrire per i loro peccati, ma alla fine saranno

risuscitati e accederanno a un regno di gloria (vedi DeA 76:81–85, 98–106).

6. Una grande moltitudine dei figli del Padre celeste dimorerà nel regno celeste.

Vero. Vedi Apocalisse 7:9–10, dove Giovanni descrive la sua visione dei figli e delle

figlie di Dio che hanno raggiunto l’esaltazione.

7. Nel regno celeste vi sono tre gradi di gloria. Per accedere al più alto di questi gradi

una persona deve essere suggellata al suo coniuge nel tempio.

Vero. Chiedi ai membri della classe di leggere, segnare e commentare Dottrina e

Alleanze 131:1–4. Quindi invitali a leggere la seguente dichiarazione dell’anziano

Dallin H. Oaks, membro del Quorum dei Dodici Apostoli, riguardo al più alto

grado del regno celeste:

39


Nota per

l’insegnante

Scritture e

discussione

Scritture, lavagna e

discussione

40

«Coloro che hanno soddisfatto i più alti requisiti di questo regno, compresa la

fedeltà alle alleanze fatte in un tempio di Dio e il matrimonio per l’eternità, saranno

elevati alla statura divina, a cui ci si riferisce come alla ‹pienezza del Padre o vita

eterna› (vedi DeA 76:56, 94; vedi anche DeA 131; 132:19–20)…

La vita eterna è la vita in una famiglia con il nostro affettuoso Padre in cielo, con i

nostri antenati e i nostri posteri» (La Stella, luglio 1995, 101).

Assicurati di sottolineare il fatto che il matrimonio nel tempio non è una garanzia di

ricevere l’esaltazione nel regno celeste. Coloro che si sposano nel tempio devono

sforzarsi di raggiungere insieme l’esaltazione nel regno celeste accrescendo

continuamente il loro amore reciproco e l’amore per il Signore.

8. Dio ama tutti i Suoi figli e darà loro la più grande ricompensa per la quale si sono

preparati tramite l’obbedienza e la fede in Gesù Cristo.

Vero. Chiedi ai membri della classe di leggere e sottolineare Dottrina e Alleanze

76:89 e fai notare che anche il regno teleste, il più basso dei tre regni, è un luogo di

gloria indescrivibile.

I membri della classe possono fare domande alle quali non sei in grado di rispondere. Se

questo accade, di’ loro che non conosci la risposta alla domanda in questione, ma che la

cercherai (vedi Insegnare: non c’è chiamata più grande, unità E argomento 7). Poi

mantieni la promessa e ricordati di far conoscere ai membri della classe la risposta alla

domanda quando l’avrai trovata. Se vedi che la risposta alla domanda non è stata rivelata,

evita di fare delle congetture. In tal caso mantieni la promessa dicendo ai membri della

classe che la risposta non è stata rivelata.

I tre regni di gloria

Spiega che l’apostolo Paolo descrisse i tre regni di gloria. Chiedi ai membri della

classe di leggere e sottolineare 1 Corinzi 15:40–42 (nota che, nella Traduzione di

Joseph Smith del versetto 40, Paolo menziona anche «corpi telesti»).

• Come descrive Paolo la differenza tra la gloria del regno celeste, quella del regno

terrestre e quella del regno teleste? (Vedi 1 Corinzi 15:41. Egli paragona la gloria

celeste al sole, la gloria terrestre alla luna e la gloria teleste alle stelle). Cosa rivela

questo confronto riguardo alla differenza tra i vari regni?

Spiega che tramite il profeta Joseph Smith abbiamo ricevuto una definizione più

dettagliata dei tre regni di gloria. A Joseph e a Sidney Rigdon, che in seguito diventò

primo consigliere della Prima Presidenza, fu data una visione nella quale essi videro

ognuno dei regni di gloria. Essi ricevettero anche una rivelazione riguardante le

persone che sarebbero andate in ognuno dei regni.

Dividi la classe in tre gruppi. Chiedi al primo di leggere quanto riguarda il regno

teleste (vedi Dottrina e Alleanze 76:81–83, 98–103); al secondo gruppo di leggere

quando viene detto riguardo al regno terrestre (vedi Dottrina e Alleanze 76:71–80);

e al terzo gruppo di leggere quanto riguarda il regno celeste (vedi Dottrina e Alleanze

76:50–70; 137:7–10). Chiedi ai componenti di ogni gruppo di lavorare insieme per

trovare le informazioni riguardanti le persone che dimoreranno in ognuno dei regni

di gloria. Esortali a segnare le parole o frasi che ritengono importanti. Concedi loro

quattro o cinque minuti di lavoro in comune. Quindi elenca alla lavagna le qualifiche


che hanno trovato. Il diagramma avrà più o meno questo aspetto (puoi abbreviare

secondo necessità):

CHI EREDITERÀ LA GLORIA TELESTE? (D&A 76:81–83, 98–103)

Coloro che:

a. Rifiutano il Vangelo (DeA 76:82, 101).

b. Rifiutano la testimonianza di Gesù (DeA 76:82–83, 101).

c. Sono mentitori, stregoni, adulteri e fornicatori (DeA 76:103).

CHI EREDITERÀ LA GLORIA TERRESTRE? (DeA 76:71–80)

Coloro che:

a. Rifiutano il Vangelo in questa vita, ma lo accettano nel mondo degli spiriti (DeA

76:71–74).

b. Sono onesti, ma accecati dalle astuzie degli uomini (DeA 76:75).

c. Non sono valorosi nella testimonianza di Gesù (DeA 76:79).

COME POSSIAMO EREDITARE LA GLORIA CELESTE? (DeA 76:50–70)

Dobbiamo:

a. Accettare la testimonianza di Gesù (DeA 76:51).

b. Essere battezzati da una persona in possesso dell’autorità del sacerdozio (DeA 76:51).

c. Osservare i comandamenti (DeA 76:52).

d. Ricevere il dono dello Spirito Santo (DeA 76:52–53).

e. Vincere il mondo mediante la fede (DeA 76:53).

f. Essere resi perfetti tramite l’espiazione di Gesù Cristo (DeA 76:69).

CHI ALTRO EREDITERÀ LA GLORIA CELESTE? (DeA 137:7–10)

Coloro che:

g. Sono morti senza conoscere il Vangelo, ma «l’avrebbero accettato con tutto il loro

cuore» (DeA 137:7–9).

E coloro che:

h. «Muoiono prima di arrivare all’età della responsabilità» (DeA 137:10).

Invita i membri della classe a ripassare Dottrina e Alleanze 76:69–70. Sottolinea che

nessuno eccetto Gesù Cristo ha mai vissuto in modo perfetto. Poiché non possiamo

da soli raggiungere la perfezione, dobbiamo essere «resi perfetti».

• Come possiamo essere resi perfetti in modo da poter dimorare nella gloria celeste?

(Vedi 2 Nefi 25:23; terzo Articolo di fede).

Spiega che possiamo essere resi perfetti soltanto tramite l’espiazione di Gesù Cristo.

Se facciamo tutto il possibile per seguire il Salvatore, sforzandoci diligentemente di

osservare i comandamenti e di condurre una vita pura, arriviamo più vicini a Lui e

diventiamo più simili a Lui. Quando pecchiamo, possiamo pentirci sinceramente e

essere perdonati. Poiché Gesù Cristo prese su di Sé i nostri peccati, possiamo essere

resi puliti, puri e degni di dimorare nel regno celeste.

Testimonianza Porta testimonianza che il Padre celeste ha preparato per noi grandi cose. Esprimi la

tua gratitudine per il piano di salvezza e per l’espiazione di Gesù Cristo. Esorta i

membri della classe a osservare i comandamenti, pentirsi dei loro peccati e rimanere

fedeli alle loro alleanze in modo da poter essere «resi perfetti tramite Gesù» ed

ereditare un posto nel regno celeste.

Attività

supplementari Durante la lezione puoi svolgere una o più delle seguenti attività.

Lezione 8

1. Dopo aver portato la tua testimonianza, dai ai membri della classe la possibilità di

esprimere i loro sentimenti riguardo alle benedizioni promesse dell’esaltazione nel

41


42

regno celeste. Se il tempo a disposizione lo consente invita ognuno di loro a

esprimere un concetto che ha appreso o ha capito meglio grazie a questa lezione.

2. Insieme con i membri della classe canta o leggi le parole di tutte e quattro le strofe

di «Padre mio» (Inni, No. 182). Invita i membri della classe a cercare il rapporto

che esiste tra le parole dell’inno e i principi che hanno appreso in questa lezione.

Dedicate particolare attenzione alla quarta strofa.

3. Invita i membri della classe a imparare a memoria 1 Corinzi 2:9. Per facilitare loro

questo compito, scrivi su altrettanti fogli di carta i seguenti numeri e frasi (adatta

il numero dei fogli a quello dei membri della classe):

1. Le cose che occhio non ha vedute,

2. e che orecchio non ha udite

3. e che non son salite

4. in cuor d’uomo,

5. son quelle

6. che Dio ha preparate

7. per coloro

8. che l’amano.

Consegna un foglietto a ogni membro della classe e invitalo a leggere le frasi nel

giusto ordine secondo il numero che le precede, quindi ritira i fogli e distribuiscili

in ordine diverso. Di nuovo invita i membri della classe a leggere le frasi secondo

l’ordine indicato dal numero che le precede. Continua questo procedimento sino

a quando i membri della classe sapranno recitare questi versetti senza guardare i

fogli.

Porta testimonianza ai membri della classe che le benedizioni del regno celeste

sono meravigliose più di quanto possiamo immaginare. Esortali a cercare queste

benedizioni.


La verità riguardo al cielo e all’inferno

Scrivi una V per vero o una F per falso accanto a ogni numero:

__________ 1. Dopo che saremo risorti e giudicati, ognuno di noi dimorerà in uno dei tre

regni di gloria.

__________ 2. Dio ha già stabilito quale regno di gloria ognuno di noi erediterà, a prescindere

da quello che facciamo.

__________ 3. Tutto quello che dovete fare per accedere al regno celeste è dire che credete in

Gesù Cristo.

__________ 4. Essere dannati significa non poter godere delle benedizioni che avremmo

potuto ricevere se avessimo obbedito ai comandamenti di Dio.

__________ 5. L’inferno è un luogo di sofferenze senza fine dove vanno i peccatori.

La maggior parte dell’umanità rimarrà per sempre all’inferno a causa della loro

malvagità.

__________ 6. Una grande moltitudine dei figli del Padre celeste dimorerà nel regno celeste.

__________ 7. Nel regno celeste vi sono tre gradi di gloria. Per accedere al più alto di questi

gradi una persona deve essere suggellata al suo coniuge nel tempio.

__________ 8. Dio ama tutti i Suoi figli e darà loro la più grande ricompensa per la quale si

sono preparati tramite l’obbedienza e la fede in Gesù Cristo.


Lezione

9

Scopo Rassicurare i membri della classe che il Padre celeste ode ed esaudisce le preghiere e

incoraggiarli a prendere l’abitudine di dire preghiere sincere.

Preparazione 1. Leggi attentamente Matteo 6:9–13; 2 Nefi 32:8–9; Alma 34:17–28; 3 Nefi 18:15–18.

Nota per

l’insegnante

44

Il potere della preghiera personale

2. Materiale necessario: Serie completa delle Scritture e un pennarello per ogni

membro della classe. Esorta spesso i membri della classe a portare in classe le loro

Scritture ogni settimana.

La preghiera è una pratica talmente frequente nella Chiesa che spesso la diamo per scontata.

Ricorda ai membri della classe che anche se dobbiamo pregare ogni giorno, tuttavia la

preghiera non deve essere semplicemente una routine quotidiana da prendere alla leggera.

È un’occasione per ringraziare sinceramente il Padre celeste per i doni che ci ha dato e

chiedere la Sua guida. Il Padre celeste vuole che preghiamo. Egli ascolta le nostre preghiere

e le esaudisce.

Svolgimento

della lezione Come acquisire una testimonianza della preghiera

Storia Chiedi a un membro della classe di leggere la seguente storia tratta da Daniele

6:1–28.

Daniele era un giovane di Gerusalemme che confidava nella guida del Signore.

Quando il suo paese fu invaso egli era tra coloro che furono portati schiavi a

Babilonia. I re di Babilonia impararono a confidare in Daniele per la sua grande

saggezza ed egli continuò a godere dei favori del sovrano anche dopo che

i Persiani ebbero conquistato Babilonia. Dario, il re persiano che regnava su

Babilonia, conferì a Daniele un’importante posizione nel governo del re.

I principi persiani erano irritati per il fatto che Daniele, un prigioniero ebreo, li

comandava, perciò elaborarono un piano per rimuoverlo dal suo posto. Sapendo che

Daniele pregava fedelmente, scrissero una legge secondo la quale per trenta giorni

chiunque avesse rivolto una richiesta a qualcuno che non fosse il re doveva essere

gettato nella fossa dei leoni. Essi portarono la legge a re Dario e con l’inganno lo

indussero a firmare il decreto e a farne una legge immutabile.

Daniele era a conoscenza della nuova legge, ma confidava nel Signore e continuò a

pregare come aveva fatto in passato. I principi allora corsero dal re dicendo:

«Daniele… non tiene in alcun conto né te, o re, né il divieto che tu hai firmato, ma

prega il suo Dio tre volte al giorno» (Daniele 6:13).

Quando Dario capì di essere stato ingannato cercò di salvare Daniele, ma la legge era

immutabile, perciò Daniele fu gettato nella fossa dei leoni. Il re passò la notte

digiunando. Nelle prime ore del mattino successivo il re andò alla fossa dei leoni e

gridò: «Daniele, servo dell’Iddio vivente! il tuo Dio, che tu servi di continuo, t’ha

Egli potuto liberare dai leoni?» (Daniele 6:20).


Daniele rispose: «Il mio Dio ha mandato il suo angelo e ha chiuso la bocca de’ leoni

che non m’hanno fatto alcun male» (Daniele 6:22).

Daniele fu immediatamente rilasciato. Il re Dario quindi promulgò una legge

secondo la quale tutti dovevano rispettare il Dio di Daniele. Dario dichiarò: «Egli è

l’Iddio vivente… Egli libera e salva, e opera segni e prodigi in cielo e in terra»

(Daniele 6:26–27).

Discussione • Perché secondo voi Daniele continuò a pregare anche se sapeva che poteva morire

per questo atto?

Scritture e

discussione

Storia e

discussione

Scritture e

discussione

Invita i membri della classe a meditare e rispondere in silenzio alle seguenti

domande:

La preghiera è importante per voi come lo era per Daniele? E se non è così, cosa

potete fare per rendere la preghiera più importante nella vostra vita?

Come preghiamo?

Chiedi ai membri della classe di leggere, sottolineare e commentare Matteo 6:9

(puoi svolgere la prima attività supplementare per guidare la discussione).

Spiega che il Salvatore ci indicò lo schema della preghiera impartendo chiare

istruzioni: «Voi dunque pregate così». Fai notare che Egli ci ha mostrato che

dobbiamo rivolgere tutte le nostre preghiere al Padre celeste. Inoltre, dicendo «sia

santificato il tuo nome», Gesù ci ha insegnato che dobbiamo dimostrare riverenza

verso il Padre celeste. (Puoi anche spiegare che dobbiamo concludere le nostre

preghiere nel nome di Gesù Cristo. Vedi 2 Nefi 32:9).

Chiedi ai membri della classe di leggere e sottolineare Matteo 6:10.

• Nella Sua preghiera Gesù dice: «Sia fatta la tua volontà anche in terra com’è fatta

in cielo». Quale attributo Gesù dimostrò di avere quando disse queste parole? (La

disponibilità ad accettare la volontà del Padre celeste). Come saranno le nostre

preghiere se sviluppiamo questo attributo?

• Perché qualche volta è difficile accettare la volontà del Padre celeste?

Fai notare che il Padre celeste sa cos’è meglio per noi. Egli esaudirà le nostre

preghiere secondo le nostre necessità, non necessariamente secondo le cose che

vogliamo.

Narra la seguente storia:

Mentre andava in bicicletta Sara fu investita da un’automobile e rimase gravemente

ferita. I suoi genitori pregavano che il Padre celeste le risparmiasse la vita. Dopo una

settimana di sofferenze sembrava che la ragazza fosse sul punto di morire. I suoi

familiari trovarono il coraggio di chiedere che fosse fatta la volontà del Padre celeste.

Entro poche ore Sara morì in pace.

• Perché è importante accettare la volontà del Padre celeste?

Chiedi ai membri della classe di leggere e sottolineare Matteo 6:11–13. Poi

rispondete alle seguenti domande:

45


46

• Cosa ci insegna la richiesta di Gesù al Padre di darci il nostro pane quotidiano

riguardo a ciò che dobbiamo chiedere quando preghiamo? (Dobbiamo pregare

ogni giorno per le cose di cui abbiamo bisogno, non per le cose superflue. Il

nostro Padre celeste, che conosce le nostre necessità, ci esaudirà di conseguenza).

• Cosa possiamo imparare dalle parole dette da Gesù al Padre riguardo al perdonare

i nostri debiti come noi li perdoniamo ai nostri debitori? (Dobbiamo sempre

pregare con atteggiamento di penitenza. Dobbiamo perdonare gli altri per poter

ricevere anche noi il perdono).

• Il Salvatore chiese: «Non ci esporre alla tentazione, ma liberaci dal maligno».

(Nota che nella Traduzione di Joseph Smith di questo versetto il Salvatore dice:

«Non consentire che siamo indotti in tentazione». Il Padre celeste non ci tenta a

peccare). Cosa possiamo imparare da questa richiesta, che ci può aiutare a dire le

nostre preghiere personali? (Vedi 3 Nefi 18:15–18; dobbiamo chiedere guida

e aiuto per evitare di cadere nel peccato). In che modo il Padre celeste ci aiuta a

evitare di cadere nel peccato?

• Il Salvatore concluse la Sua preghiera dicendo: «Poiché a te appartengono il regno,

la potenza e la gloria, in sempiterno». Perché è importante che quando preghiamo

riconosciamo il potere del Padre celeste?

• Quando preghiamo dobbiamo anche esprimere la nostra gratitudine. Come

possiamo dimostrare la nostra gratitudine?

Il Padre celeste ascolta le nostre preghiere

Storia Chiedi a un membro della classe di leggere la seguente storia:

Discussione

e citazione

Quando Gianni vide che il suo amico Roberto aveva lasciato del denaro sul banco di

scuola, lo prese e rapidamente se lo mise in tasca.

Provando rimorso per quello che aveva fatto, Gianni desiderava restituire il denaro.

Però temeva le conseguenze del suo gesto. Poteva essere espulso da scuola, e forse

Roberto non gli avrebbe mai più parlato.

I genitori avevano sempre insegnato a Gianni a pregare per avere un aiuto nei

momenti difficili, ma egli si sentiva indegno. Pensava che il Padre celeste non

volesse ascoltare le parole di un peccatore come lui.

• Perché la nostra condizione di peccatori qualche volta ci fa sentire indegni di

pregare? Come possiamo vincere questi sentimenti?

L’anziano Richard G. Scott, membro del Quorum dei Dodici Apostoli, ha detto:

«[Dio] è vostro Padre; rivolgete a Lui le vostre preghiere. Se la vostra vita è in

disordine e vi sentite a disagio e indegni di pregare perché non siete puri, non

preoccupatevi! Egli conosce la vostra situazione e aspetta che vi inginocchiate con

umiltà e che facciate il primo passo. Pregate per avere la forza. Pregate perché gli

altri siano indotti a sostenervi, a guidarvi, a edificarvi. Pregate perché l’amore del

Salvatore riempia il vostro cuore. Pregate perché il miracolo dell’Espiazione vi porti

il perdono, giacché siete disposti a cambiare. So che queste preghiere saranno

esaudite perché Dio vi ama. Suo Figlio dette la Sua vita per voi. Io so che Essi vi

aiuteranno» (La Stella, gennaio 1989, 66).


Scritture e

discussione

Chiedi ai membri della classe di leggere e sottolineare 2 Nefi 32:8–9.

• Chi vorrebbe convincere le persone che non sono degne di pregare? Perché

secondo voi Satana non vuole che preghiamo?

Storia Chiedi a un membro della classe di leggere la seguente storia:

Scritture e

discussione

Andrea era un ragazzo intelligente, ma il suo profitto scolastico era inferiore a quello

che avrebbe potuto raggiungere. Quando c’era un compito in classe egli diventava

nervoso al punto che, pur avendo studiato ed essendosi ben preparato sull’argomento

del compito, non appena questo veniva dettato dimenticava tutto quello che aveva

studiato. Parlò di questa difficoltà con suo padre il quale gli disse che, dopo aver

studiato attentamente e prima di fare il compito, avrebbe fatto bene a pregare il

Signore di aiutarlo a ricordare ciò che aveva studiato.

• Perché è giusto pregare per avere aiuto nel fare i compiti come per le altre cose

che forse non sembrano importanti dal punto di vista spirituale?

Dopo che i membri della classe avranno dato varie risposte a questa domanda,

invitali a leggere Alma 34:20–27. Fai notare che «invocare il Signore» significa

pregare il Padre celeste. Nota l’esortazione di Amulec a pregare per le cose materiali,

come i campi e gli armenti, oltre che per le cose spirituali.

• Dopo che abbiamo pregato per avere un aiuto, cosa dobbiamo fare?

Spiega che, come Andrea, non dobbiamo semplicemente aspettare di ricevere l’aiuto

del cielo; dobbiamo darci da fare per ricevere l’aiuto che abbiamo chiesto in

preghiera.

Porta testimonianza che il Padre celeste ascolta sempre le nostre preghiere – anche

quelle che riguardano le cose più piccole e anche se ci sentiamo indegni.

Il Padre celeste esaudisce le nostre preghiere

Storia Chiedi a un membro della classe di leggere la seguente storia:

Lezione 9

Stacey accettò la richiesta di fare la baby sitter per una famiglia che non conosceva.

Finché dovette badare ai bambini si sentì a suo agio, ma dopo che li ebbe messi a

letto e si trovò sola nella casa, cominciò a sentirsi a disagio. I piccoli rumori di una

casa sconosciuta e il rumore che facevano i vicini litigando le impedivano di

addormentarsi. Ricordando quella esperienza, Stacey disse in seguito:

«Mi venne a mente che mio padre, che era vigile del fuoco, forse era ancora sveglio

e che potevo telefonargli al suo numero privato in caserma. Entro pochi secondi mio

padre era al telefono e mi diceva parole consolanti. Mi suggerì di sdraiarmi sul divano

e cercare di riposare. Continuavo a dirgli che avevo troppa paura per riposarmi in

quell’ambiente.

Mio padre calmò i miei timori con la promessa che sarebbe rimasto al telefono, che

non avrebbe riappeso il ricevitore. Mi sdraiai sul divano per riposare. Tuttavia mi

svegliai in preda al timore diverse volte durante le due ore che seguirono e ogni volta

dicevo: ‹Papà, sei lì?› E ogni volta mio padre era all’altro capo della linea, senza

lasciarmi mai sola».

47


Discussione • Perché la comunicazione tra Stacey e suo padre è simile alla nostra comunicazione

con il Padre celeste?

Continuazione

della storia

Discussione

e citazione

48

Leggi le parole di Stacey riguardo all’esperienza che fece in quell’occasione:

«Continuo ad accorgermi che la vita può incutere timore e incertezza… La lezione

di fede che mio padre mi insegnò quella sera di tanti anni fa mi è ancora di conforto.

Ora, quando ho bisogno di essere consolata e rassicurata, prego il Padre celeste:

‹Padre, sei lì?› E mi sento confortata, sapendo che Egli mi ama ed è ancora all’altro

capo del telefono, consapevole della mia situazione e come ‹un aiuto sempre pronto

nelle distrette› (Salmi, 46:1)» (Stacey Child Weeks, «Dad, Are You There?» Ensign,

giugno 1996, 53).

• Stacey dice che qualche volta il Padre celeste esaudisce le sue preghiere suscitando

in lei un senso di conforto e pace. In quali altri modi vengono esaudite le nostre

preghiere?

Le seguenti citazioni possono aiutarti a condurre una proficua discussione su questa

domanda:

L’anziano Richard G. Scott ha detto: «Non dovete far altro che parlare a vostro Padre.

Egli ascolta ogni preghiera e l’esaudisce nella Sua maniera. Quando spieghiamo un

problema o proponiamo una soluzione, qualche volta Egli risponde sì, qualche volta

no. Spesso si astiene dal rispondere, non per mancanza d’interesse, ma perché ci ama

in modo perfetto. Egli desidera che noi mettiamo in pratica i principi di verità che ci

ha rivelato. Per crescere dobbiamo confidare nella nostra capacità di prendere le

decisioni giuste. Dobbiamo fare ciò che riteniamo sia giusto. Col passare del tempo

Egli ci risponderà. Non ci farà mancare il Suo sostegno» (La Stella, gennaio 1990, 29).

Il presidente Spencer W. Kimball disse: «Dio si occupa di noi, veglia su di noi, ma di

solito soddisfa le nostre esigenze mediante un’altra persona» («Piccoli atti di

servizio», La Stella, dicembre 1976, 1).

• Quando sono state esaudite le vostre preghiere? (Puoi parlare di un’esperienza che

hai fatto nel ricevere l’esaudimento di una tua preghiera).

Testimonianza Porta testimonianza della preghiera ed esorta i membri della classe a prendere

l’abitudine di dire delle preghiere sincere.

Attività

supplementari Durante la lezione puoi svolgere una o più delle seguenti attività.

1. Scrivi su altrettanti fogli di carta i seguenti riferimenti alle Scritture e mettili in

una ciotola. Chiedi ai membri della classe di scegliere a turno un foglietto dalla

ciotola, leggere il passo citato e spiegare cosa ci insegna riguardo a come dobbiamo

pregare. (Puoi svolgere questa attività mentre esponi il contenuto della sezione

della lezione intitolata «Come preghiamo?»)

Matteo 6:9 Matteo 6:10 Matteo 6:11

Matteo 6:12 Matteo 6:13 2 Nefi 32:9

3 Nefi 18:15–18

2. Chiedi ai membri della classe di elencare le cose che di solito chiedono quando

dicono una preghiera nella Scuola Domenicale. Chiedi a un membro della classe


di scrivere le risposte alla lavagna, quindi commentale. Le seguenti domande ti

aiuteranno a guidare la discussione:

• Consideriamo l’invito a pregare come un fardello o un privilegio?

• Esprimiamo gratitudine per le cose di cui siamo veramente grati, oppure

diciamo le stesse cose che dicono gli altri?

• Il Padre celeste spesso esaudisce le richieste di aiuto in favore di altre persone

ispirandoci ad aiutarle. Quando chiediamo al Padre celeste di aiutare il

prossimo, siamo disposti ad aiutarlo? (Per esempio, quando Gli chiediamo di

ispirare i membri della classe assenti a venire in chiesa la settimana prossima,

sappiamo chi è assente? Siamo disposti ad aiutarli a ritornare in chiesa?)

• Spesso chiediamo al Padre celeste di darci il sostegno del Suo Spirito. Dopo aver

detto questa preghiera, agiamo e preghiamo in maniera tale da invitare

l’influenza dello Spirito Santo?

Chiedi ai membri della classe di leggere e sottolineare Moroni 7:9.

• Secondo voi cosa significa pregare «con reale intento di cuore?» (Essere sinceri

nel ringraziare il Padre celeste e nel chiederGli di riversare su di noi e sugli altri

le Sue benedizioni).

Incoraggia i membri della classe a fare una valutazione delle loro preghiere

personali chiedendosi in silenzio: «Prego con intento reale?»

3. Cantate o leggete le parole di «Hai lasciato all’alba il sonno» (Inni, No. 84).

4. Se la Videocassetta della serata familiare (53277 160) è disponibile, mostra la

sequenza di tre minuti «Il Padre celeste risponde alle preghiere».

Lezione 9

49


Lezione

10

Scopo Istillare nei membri della classe il desiderio di cercare il progresso spirituale mediante

il digiuno e la preghiera.

Preparazione 1. Leggi attentamente Dottrina e Alleanze 59:13–14 e i passi delle Scritture sotto

indicati (al punto due di questa sezione) dove si indicano i motivi per i quali

digiuniamo.

Nota per

l’insegnante

50

Il digiuno: fame o appagamento?

2. Scrivi i seguenti riferimenti alle Scritture su altrettanti fogli di carta che metterai in

una ciotola o altro contenitore.

Dottrina e Alleanze 88:76

Luca 2:37

Alma 45:1

Mosia 27:22–23

Alma 5:46

Alma 17:3

Alma 6:6

Isaia 58:6–7

Gioele 2:12

3. Materiale necessario: Serie completa delle Scritture e un pennarello per ogni

membro della classe. Esorta spesso i membri della classe a portare in classe le loro

Scritture ogni settimana.

Molte persone, invece di sentirsi spiritualmente edificate grazie al digiuno, sentono soltanto

la fame. Aiuta i membri della classe a capire che possiamo sentirci «appagati» spiritualmente

preparandoci, pregando e digiunando per un motivo. Quando ci asteniamo dal cibo e

prendiamo un nutrimento spirituale durante il digiuno, il Signore ci dona il Suo Spirito.

Svolgimento

della lezione Il digiuno è qualcosa di più dell’astensione dal cibo

Discussione Chiedi ai membri della classe di immaginarsi nella seguente situazione:

Una domenica mattina vi accingete a consumare un’abbondante colazione quando

vostra madre (o padre) entra in cucina e vi ricorda che è la domenica di digiuno.

• Quali sono i vostri primi pensieri? Siete felici che sia la domenica di digiuno?

Fai notare che molte persone pensano al digiuno come all’astinenza dal cibo. L’unico

sentimento che provano durante il digiuno è la fame. Ma grazie a un’accurata

preparazione e osservanza del digiuno, possiamo fare un’esperienza gioiosa e

spiritualmente edificante.


Attività basata

sulle Scritture

Quando e perché digiuniamo

Ricorda ai membri della classe che una domenica al mese rinunciamo al cibo e alle

bevande per due pasti consecutivi. Partecipiamo anche alla riunione di digiuno e

testimonianza e versiamo al vescovo una donazione detta offerta di digiuno per

contribuire a provvedere a coloro che si trovano nel bisogno. Oltre al regolare

digiuno della prima domenica del mese dobbiamo digiunare anche ogni volta che

sentiamo la necessità di ricevere un aiuto spirituale, anche se in tali occasioni non è

necessario versare un’offerta di digiuno.

• Perché digiuniamo?

Invita un membro della classe a prendere un foglietto dalla ciotola e scrivere alla

lavagna il riferimento alle Scritture ivi indicato. Chiedi a tutti i membri della classe

di cercare il passo nelle loro Scritture, quindi invita il membro della classe che ha

scelto il foglietto a leggere il passo ad alta voce e a spiegare quale motivo esso indica

per il digiuno. Elenca il motivo alla lavagna accanto al riferimento. Ripeti l’esercizio

dando ad altri membri della classe la possibilità di scegliere il foglietto sino a quando

tutti i foglietti sono stati estratti.

L’elenco completo apparirà più o meno come segue:

Discussione Commentate brevemente come il digiuno può aiutarci a fare ognuna di queste cose.

Scritture e

discussione

PERCHÉ DIGIUNIAMO?

Dottrina e Alleanze 88:76 – per obbedire ai comandamenti di Dio.

Luca 2:37 – per servire Dio.

Alma 45:1 – per adorare Dio e dimostrarGli la nostra gratitudine.

Mosia 27:22–23 – per ricevere delle benedizioni speciali,

come quella della guarigione.

Alma 5:46 – per acquisire una testimonianza.

Alma 17:3 – per acquisire lo spirito di profezia e di rivelazione e la

capacità di insegnare.

Alma 6:6 – per la conversione delle persone che non appartengono

ancora alla Chiesa.

Isaia 58:6–7 – per nutrire gli affamati e vestire gli ignudi.

Gioele 2:12 – per avvicinarci di più a Dio.

La corretta osservanza del digiuno

Chiedi ai membri della classe di leggere e sottolineare Dottrina e Alleanze 59:13–14.

• A che cosa paragonano il digiuno questi versetti? Vi sentite mai felici quando

digiunate?

• Cosa possiamo fare per rendere più gioioso il digiuno?

Accetta le risposte dei membri della classe e quindi continua la discussione sui

seguenti due modi per rendere gioioso il digiuno: preparazione e preghiera.

51


Discussione Preparazione

Nota per

l’insegnante

Discussione

e citazione

52

Scrivi alla lavagna Preparazione. Spiega che dobbiamo programmare e attendere con

ansia il digiuno per poterne gioire al massimo.

• Cosa possiamo fare per prepararci a digiunare?

Le risposte possono comprendere: pregare prima di iniziare il digiuno, dimenticare le

altre cose in modo da poterci concentrare sul digiuno, decidere di fare del digiuno

una proficua esperienza spirituale.

Spiega che uno dei modi più importanti di prepararsi a digiunare consiste nello

scegliere uno scopo per il digiuno.

• Perché il digiuno è diverso quando lo facciamo per uno scopo? (Avere uno scopo

può rendere il digiuno più personale e proficuo. Quando digiuniamo per un

motivo preciso possiamo trovare più facile digiunare).

Fai notare che i membri della classe hanno già esaminato alcuni scopi del digiuno

e ripassa brevemente l’elenco alla lavagna. Esorta i membri della classe a capire

che essi possono digiunare ogni qualvolta hanno bisogno di forza spirituale o di

benedizioni speciali per se stessi o per gli altri. Per esempio possono digiunare

quando assumono un nuovo incarico, come ad esempio una chiamata nella Chiesa,

oppure quando un familiare o un amico è ammalato.

Invita i membri della classe a parlare degli scopi per cui hanno digiunato.

Preghiera

Scrivi alla lavagna Preghiera. Chiedi ai membri della classe di tornare ai passi delle

Scritture che hanno letto per trovare i motivi per digiunare.

• Quali di questi passi delle Scritture uniscono la preghiera al digiuno?

• Perché è importante che preghiamo quando digiuniamo?

Spiega che alcuni scopi del digiuno per i quali possiamo pregare comprendono:

chiedere la forza di digiunare, parlare con il Padre celeste del motivo per cui

digiuniamo, ringraziarLo della possibilità di digiunare e di godere del progresso

spirituale che accompagna il digiuno.

Invita i membri della classe a parlare delle esperienze che hanno fatto con il digiuno

e la preghiera.

Aiuta i membri della classe a tenere un atteggiamento positivo verso il digiuno e la

preghiera. Il digiuno e la preghiera possono diventare due dei più preziosi strumenti

spirituali di cui potranno mai avvalersi. La tua testimonianza e il tuo atteggiamento

positivo saranno due dei più importanti doni che puoi fare ai membri della classe

quest’anno. (Vedi Insegnare: non c’è chiamata più grande, unità H argomento 4).

L’appagamento spirituale tramite il digiuno

Fai notare che, poiché ci asteniamo dal cibo, quando digiuniamo possiamo sentirci

fisicamente deboli. Tuttavia per altri aspetti il digiuno può renderci più forti.

• Quale forza riceviamo dal digiuno?


Leggi o fai leggere a un membro della classe la seguente dichiarazione fatta dal

vescovo John H. Vanderberg quando era Vescovo Presiedente:

«Il digiuno e la preghiera possono portare un individuo a un punto tale di umiltà e

fede per cui il Signore può dargli quella forza e quel potere addizionale di cui egli ha

bisogno per completare un lavoro o risolvere un problema» («Il Vescovo Presiedente

parla alla gioventù sul digiuno», La Stella, gennaio 1979, 20).

Testimonianza Porta testimonianza della forza spirituale e dei benefici che possiamo ricevere dal

digiuno e dalla preghiera.

Invita i membri della classe a ricordare di prepararsi e pregare la prossima volta che

digiunano, in modo da poter ricevere l’appagamento spirituale anziché limitarsi a

sentire la fame.

Attività

supplementari Durante la lezione puoi usare una o più delle seguenti attività.

1. Porta in classe una grossa ciotola, delle pietre e delle mele, in quantità sufficiente

da riempirla. (Puoi sostituire la ciotola con qualsiasi altro contenitore e le pietre e

le mele con due altri tipi di oggetti).

Metti tutte le pietre nella ciotola, quindi chiedi a due membri della classe di

riempirla con le mele. Vedranno subito che potranno riempire la ciotola di mele

soltanto se prima tolgono le pietre.

Chiedi ai membri della classe di leggere e sottolineare Alma 22:15. Spiega che

questo versetto contiene le parole di un re che si pentì di essersi ribellato contro

il Signore. Il re si offrì di rinunciare al suo regno e a tutti i suoi beni per poter

ricevere lo Spirito di Dio (Spirito Santo).

• A che cosa doveva in realtà rinunciare il re per sentire lo Spirito? (Vedi Alma

22:18).

Fai notare che proprio come era necessario svuotare la ciotola dalle pietre prima di

poterla riempire di mele, così era necessario che il re si liberasse della sua

malvagità prima di poter essere riempito dello Spirito Santo.

• Cosa dobbiamo fare per essere riempiti dello Spirito Santo? (Dobbiamo liberarci

delle azioni e dei pensieri malvagi). Qual è un modo in cui possiamo «svuotarci»

di ogni ingiustizia, così da poter esser riempiti dello Spirito Santo?

Spiega che anche se quando digiuniamo il nostro stomaco è vuoto, possiamo

essere ripieni dello Spirito Santo. Sentire i morsi della fame quando digiuniamo

non è un male, specialmente se questo ci ricorda che dobbiamo essere «affamati e

assetati di giustizia», poiché [saremo] riempiti dallo Spirito Santo (3 Nefi 12:6).

2. Se la Videocassetta della serata familiare (5X376 160) è disponibile, mostra la

sequenza di quattro minuti «La legge del digiuno».

3. Copia il volantino proposto alla fine della lezione e taglialo a strisce come

indicato.

Lezione 10

53


54

Scrivi alla lavagna i seguenti nomi:

Assuero = re

Ester = regina

Mardocheo = cugino di Ester

Haman = funzionario malvagio

Distribuisci a caso le strisce di carta con su scritta la storia. Invita i membri della

classe a disporre sul tavolo o sul pavimento le strisce nella giusta sequenza degli

avvenimenti. Quando hanno finito ripassa brevemente la storia sottolineando la

richiesta fatta da Ester agli altri Ebrei di digiunare insieme a lei prima che ella

andasse dal re a implorare che fosse risparmiata la vita del suo popolo (vedi Ester

3–8).

• Secondo voi quale aiuto dette a Ester il fatto che tutto il suo popolo digiunava

insieme a lei?

• Quale aiuto vi può dare il digiuno fatto insieme ai vostri familiari o amici?


Ester, una donna ebrea, era regina di Persia e di Media. Ella temeva per il suo popolo

poiché gli Ebrei erano stati condannati a morte. Il malvagio funzionario Haman

con l’inganno aveva convinto re Assuero che gli Ebrei del suo regno erano malvagi

e dovevano essere messi a morte. Il re non sapeva che sua moglie era ebrea. Haman

persuase il re a uccidere tutti gli Ebrei perché un ebreo di nome Mardocheo si era

rifiutato di

inchinarsi davanti a lui. Mardocheo era cugino di Ester, che egli aveva allevata dopo che

i genitori di lei erano morti. Egli chiese

alla regina Ester di persuadere suo marito, re Assuero, di revocare la sua decisione di

mettere a morte gli Ebrei. Tuttavia anche per la regina era pericoloso

parlare con il re. Chiunque avesse avvicinato il re senza essere stato convocato veniva

messo a morte, a meno che il re non dimostrasse di gradire la presenza di quella persona

abbassando lo scettro. Sapendo questo, la regina Ester disse a Mardocheo: «Va’, raduna

tutti i Giudei che si trovano a Susa, e

digiunate per me; state senza mangiare e senza bere per tre giorni, notte e giorno.

Anch’io con le mie donzelle digiunerò nello stesso modo; e dopo entrerò dal re,

quantunque ciò sia contro la legge; e, s’io debbo perire, io

perisca» (Ester 4:16). Dopo tre giorni di digiuno Ester fece appello a tutto il suo coraggio

e alla sua fede nel Signore e entrò nella stanza del trono per presentarsi al re. Quando il

re vide Ester, sorrise e stese verso di lei lo scettro. Ester chiese al re di

partecipare a una festa. Durante la festa ella gli chiese di risparmiare la sua vita e quella

del suo popolo. Quando il re si chiese conto che Haman lo aveva ingannato e obbligato

a condannare a morte gli Ebrei, condannò Haman

all’impiccagione. Mardocheo fu fatto funzionario al posto di Haman e il re emanò un

decreto che consentiva agli Ebrei di difendersi da coloro che volevano danneggiarli o

ucciderli. A tutt’oggi gli Ebrei di tutto il mondo celebrano questo evento e onorano la

regina Ester.


Lezione

11

Scopo Insegnare ai membri della classe che la fede in Gesù Cristo è indispensabile per

ottenere la salvezza e incoraggiarli ad accrescere la loro fede in Lui.

Preparazione 1. Leggi attentamente Genesi 22:2–3, 9–13; 2 Re 5:1–3, 10–14; Giovanni 14:6, 12;

Romani 10:17; Ebrei 11; 1 Nefi 17:7–8, 17–18; 2 Nefi 9:23; Mosia 3:17; Alma 32:21;

quarto Articolo di fede.

Nota per

l’insegnante

Svolgimento

della lezione Cos’è la fede?

Poster e

discussione

56

La fede in Gesù Cristo

2. Letture addizionali: Guida alle Scritture, «Fede», 71–72.

3. Prepara un poster di Alma 32:21 omettendo alcune parole sostituite dalle linee

come sotto indicato. (Se non sei in grado di preparare un poster scrivi le parole e

traccia le linee alla lavagna prima dell’inizio della lezione):

«la ________________ non è l’avere una conoscenza perfetta delle cose; perciò se avete

________________, ________________ in cose che non si ________________, ma che sono ________________»

(Alma 32:________________).

4. Materiale necessario:

a. Un pennarello per riempire gli spazi vuoti del poster.

b. Un’immagine di Gesù Cristo (illustrazione 2 alla fine del manuale; 62572;

Corredo di illustrazioni per lo studio del Vangelo 240).

c. Serie completa delle Scritture e un pennarello per ogni membro della classe.

Esorta spesso i membri della classe a portare in classe le loro Scritture ogni

settimana.

La fede in Gesù Cristo è il primo principio del Vangelo. È un principio potente, che ci spinge

ad agire sulla base di principi veri anche quando non possiamo vedere immediatamente i

risultati delle nostre azioni. Il ruolo del Salvatore è l’elemento centrale del Vangelo, perciò la

fede in Lui è indispensabile. Aiuta i membri della classe a capire come possono accrescere la

loro fede in Gesù Cristo.

Mostra il poster (o richiama l’attenzione della classe sulle parole e linee scritte alla

lavagna). Senza dire ai membri della classe qual è l’argomento della lezione, spiega

che il profeta Joseph Smith insegnò che la parola da inserire sulle prime due linee di

questa dichiarazione è «la causa motrice di ogni azione» e «un principio di potere»

(Lectures on Faith, 1:10, 15).

• Secondo voi a quale principio si riferiva Joseph Smith?

Quando i membri della classe avranno indovinato (o avrai detto loro) che si tratta

del principio della fede, scrivi fede sulle prime due linee del poster.


Nota per

l’insegnante

Scritture e

discussione

Aiuta i membri della classe a consultare le Scritture per trovare il versetto scritto sul

poster. Invita un membro della classe a riempire gli altri vuoti sul poster, oppure

invita cinque di loro a riempire ognuno uno degli spazi vuoti.

• Cos’è la fede?

Aiuta i membri della classe a capire che la fede è la fiducia che abbiamo in qualcuno

o qualcosa anche se non vediamo questa persona o cosa. La fede è qualcosa di più

della convinzione che una cosa è reale e vera. È il sentimento che ci spinge ad agire

sulla base di tale convinzione.

• Perché secondo voi Joseph Smith chiama la fede un «principio di potere» e «la

causa motrice di ogni azione»?

Porta alcuni esempi in cui la fede è la «causa motrice necessaria delle azioni di ogni

giorno». Per esempio, i contadini seminano i semi perché hanno fede che questi

semi, se curati debitamente, cresceranno. Gli studenti studiano per prepararsi a

svolgere un compito perché hanno fede che lo studio li aiuterà a farlo bene. Le persone

acquistano i biglietti dell’autobus perché hanno fede che l’autobus le porterà dove

vogliono andare. Consenti ai membri della classe di citare degli esempi di loro scelta.

Richiama l’attenzione della classe sull’ultima frase del passo scritto sul poster.

Ricorda alla classe che la fede deve essere basata sulla verità. I contadini che sperano

in un bel raccolto, ma non seminano prima i semi, non dimostrano di avere una

vera fede. Le persone che acquistano i biglietti per un autobus diretto a nord mentre

sperano di andare verso sud non dimostrano di avere fede.

La fede in Gesù Cristo è indispensabile per raggiungere l’esaltazione

Gli insegnanti devono mettere in pratica i principi che insegnano. L’anziano Bruce R.

McConkie disse: «Dobbiamo essere facitori della parola e non soltanto uditori. Dobbiamo

fare qualcosa di più che parlare. Non basta confessare con la bocca che il Salvatore è il

Figlio di Dio. Si tratta di obbedienza, si tratta di adeguarsi alle leggi divine, si tratta di

tenere una condotta improntata alla rettitudine personale» (Conference Report, ottobre

1974, 46; o Ensign, novembre 1974, 35). Le vostre azioni quotidiane devono dimostrare ai

membri della classe la vostra fede in Gesù Cristo (vedi Insegnare: non c’è chiamata più

grande, unità A argomento 6).

Chiedi ai membri della classe di recitare il quarto Articolo di fede. (Se nessuno l’ha

imparato a memoria, invita i membri della classe a cercarlo nelle Scritture e a

leggerlo ad alta voce. Gli Articoli di fede si trovano alla fine di Perla di Gran Prezzo).

• Quali due cose ci insegna questo passo delle Scritture riguardo alla fede? (Che è il

primo principio del Vangelo e che deve essere incentrata su Gesù Cristo).

Sottolinea che questo Articolo di fede ci insegna che «la fede nel Signore Gesù Cristo»,

anziché la fede in generale, è il primo principio del Vangelo. (Mostra l’immagine di

Gesù Cristo). Possiamo aver fede in altre cose, come ad esempio che i semi cresceranno

e che gli autobus ci porteranno a destinazione, ma la fede in Gesù Cristo è l’unica

fede che ci guiderà all’esaltazione (vedi 2 Nefi 9:23; Mosia 3:17).

Citazione Invita i membri della classe a leggere ad alta voce la seguente dichiarazione

dell’anziano Richard G. Scott, membro del Quorum dei Dodici Apostoli:

57


58

«La necessità di esercitare la fede in Gesù Cristo è assolutamente indispensabile. È il

fondamento del piano di salvezza» (La Stella, gennaio 1994, 101; corsivo

nell’originale).

Discussione • Perché secondo voi la fede in Gesù Cristo è il primo principio del Vangelo?

Scritture e

discussione

Per trovare la risposta a questa domanda ripassa con i membri della classe il ruolo di

Gesù Cristo nel piano di salvezza.

1. Nel mondo preterreno egli fu scelto come nostro Salvatore e Redentore.

2. Egli venne sulla terra e condusse una vita senza peccato, dandoci un esempio

perfetto.

3. Espiò i nostri peccati.

Spiega ai membri della classe che soltanto tramite la fede in Gesù Cristo e la Sua

espiazione possiamo ritornare a dimorare con Lui e con il nostro Padre celeste.

Poiché Gesù Cristo ci rese possibile raggiungere l’esaltazione, dobbiamo aver fede

che tramite la Sua espiazione risorgeremo e saremo perdonati dei peccati che

abbiamo commesso. Fai notare che la fede in Gesù Cristo è il primo principio del

Vangelo perché è la base della conoscenza e dell’accettazione degli altri principi e

ordinanze del Vangelo. Per esempio, se non abbiamo fede in Gesù Cristo non

possiamo capire perché dobbiamo essere battezzati nel Suo nome.

La fede nel Salvatore richiama su di noi grandi benedizioni

Ricorda ai membri della classe che la fede è un principio potente. Molte benedizioni

si sono riversate sulle persone grazie al suo potere. Invita i membri della classe ad

aprire la Bibbia a Ebrei 11 e scorrere rapidamente il capitolo per conoscere i benefici

che scaturiscono dalla fede. Invitali a riferire i risultati ed elenca le loro risposte alla

lavagna. L’elenco potrà includere quanto segue:

1. Enoc fu traslato (tolto dalla terra senza subire la morte, vedi il versetto 5).

2. Noè e la sua famiglia furono salvati dal diluvio (vedi il versetto 7).

3. Sara concepì Isacco in tarda età (vedi il versetto 11).

4. Le mura di Gerico caddero (vedi il versetto 30).

Fai la seguente domanda per ogni esempio scritto alla lavagna.

• In che modo la persona o il popolo che ricevette questa benedizione dimostrò di

aver fede? (Per esempio, Noè costruì l’arca come il Signore gli aveva comandato).

Fai notare che per la loro fede queste persone obbedirono alle istruzioni del Signore e

furono premiate per la loro obbedienza.

Storia Narra la seguente storia:

Randall Ellsworth era missionario in Guatemala quando quel paese fu colpito da un

terribile terremoto. Morirono diciottomila persone. L’anziano Ellsworth sopravvisse,

ma fu gravemente ferito e rimase con le gambe paralizzate. Ricevette le prime cure

in Guatemala, quindi fu rimandato a casa negli Stati Uniti. Coloro che erano a

conoscenza della gravità delle sue lesioni pensavano che non avrebbe mai più

camminato, ma Randall Ellsworth aveva fede che il Signore lo avrebbe aiutato non

soltanto a camminare di nuovo, ma anche a portare a termine la sua missione.


Randall e i suoi familiari e amici continuavano a pregare e Randall si esercitava

continuamente per riacquistare forza nelle gambe. Si sottopose al doppio della

terapia che i medici gli avevano prescritto. Alla fine poté di nuovo camminare con

l’aiuto di due bastoni e il Dipartimento Missionario approvò il suo ritorno in

Guatemala per portare a termine la missione. Quando Randall fu informato che

avrebbe potuto completare la sua missione in Guatemala, per prima cosa disse una

preghiera per ringraziare il Padre celeste per quel grande dono.

Randall Ellsworth tornò in Guatemala e un giorno ebbe un colloquio con il suo

presidente di missione. «Sei stato oggetto di un miracolo», disse il presidente. «La tua

fede è stata ricompensata. Se hai la fiducia necessaria, se hai veramente una forte

fede, se hai il supremo coraggio, deponi le stampelle sulla mia scrivania e cammina».

Lentamente l’anziano Ellsworth depose i bastoni sulla scrivania e fece qualche passo.

Da principio non fu molto facile camminare, ma egli non usò mai più i bastoni.

Portò a termine la sua missione e in seguito si laureò in medicina (vedi Thomas S.

Monson, La Stella, gennaio 1987, 39. Vedi anche Thomas S. Monson, «Su quale via

viaggerete?», La Stella, ottobre 1991, 5–6).

Discussione • Quale parte ebbe la fede in questa guarigione? In che modo Randall Ellsworth, i

suoi amici e i suoi familiari dimostrarono la loro fede?

Scritture e

discussione

Fai notare che l’esercizio della fede non sempre produce miracoli. Avere fede significa

anche accettare la volontà di Dio, anche se non è quello che vogliamo. Ricorda ai

membri della classe Diane Ellingson, la cui storia è stata raccontata nella lezione 6.

Diane inizialmente pensava che, poiché aveva fede, sarebbe guarita. Quando si rese

conto che non era volontà di Dio che guarisse, la sua fede in Gesù Cristo le dette il

conforto e la forza necessari per aver successo nella vita nonostante le difficoltà (vedi

Kendra Kasl Phair, «E di nuovo campionessa», La Stella, giugno 1989, 37–41).

• Quali benefici voi o i vostri familiari avete ricevuto grazie alla vostra fede in Gesù

Cristo? (Puoi citare un episodio della tua vita).

Possiamo accrescere la nostra fede in Gesù Cristo

Mentre commentate i seguenti passi delle Scritture ricorda ai membri della classe che

la fede si dimostra con l’obbedienza ai comandamenti del Signore (puoi far notare

che dimostrare di aver fede in Gesù Cristo significa anche dimostrare di aver fede nei

Suoi servi, i profeti).

Invita i membri della classe a leggere 1 Nefi 17:7–8, 17–18.

Laman e Lemuel dimostrarono di aver fede?

Leggete poi 2 Re 5:1–3, 10–14.

• Naaman dimostrò di aver fede?

Fai notare che Naaman da principio dimostrò di non aver fede perché si rifiutò di

fare ciò che il profeta Eliseo gli aveva chiesto. Ma alla fine compì un atto di fede

immergendosi nel Fiume Giordano e fu guarito, come Eliseo aveva promesso.

Leggete poi Genesi 22:2–3, 9–12.

• Abrahamo dimostrò di aver fede?

Lezione 11

59


Scritture e

discussione

60

Fai notare che Abrahamo obbedì subito al Signore senza esitazione, anche se il

Signore gli aveva comandato di compiere una cosa molto difficile. Poiché era

compiaciuto dell’obbedienza di Abrahamo, il Signore fornì il montone da sacrificare

al posto di Isacco (vedi Genesi 22:13).

• A quale di queste persone dobbiamo sforzarci di assomigliare? Come possiamo

acquisire una fede forte come quella di Abrahamo?

Chiedi ai membri della classe di leggere e sottolineare Romani 10:17.

• Dove possiamo trovare la parola di Dio? (Le risposte possono comprendere le

Scritture, le parole dei profeti degli Ultimi Giorni, le riviste e le riunioni della

Chiesa).

• Perché lo studio della parola di Dio accresce la nostra fede?

• Quali sono alcuni altri modi per accrescere la nostra fede in Gesù Cristo? (Le

risposte possono comprendere la preghiera, il digiuno e il servizio reso al

prossimo).

Spiega che accrescere la nostra fede in Gesù Cristo è come sviluppare qualsiasi altra

caratteristica o capacità. Se vogliamo migliorare la nostra capacità di giocare al calcio,

di comporre musica o di cucinare, dobbiamo studiare e fare esercizio, cercando continuamente

di migliorare la nostra capacità. Lo stesso vale per accrescere la nostra fede

nel Salvatore. La nostra fede in Gesù Cristo cresce quando la mettiamo in pratica

emulando il Suo esempio (vedi Giovanni 14:12).

Testimonianza Porta testimonianza che la fede in Gesù Cristo è indispensabile per la nostra salvezza.

Puoi spiegare ai membri della classe come la tua fede in Gesù Cristo ha influito sulla

tua vita.

Esorta i membri della classe ad accrescere la loro fede in Gesù Cristo mediante lo

studio, la preghiera e l’obbedienza ai Suoi comandamenti.

Attività

supplementari Durante la lezione puoi svolgere una o più delle seguenti attività.

1. Spiega che la fede all’inizio è piccola come un seme, ma se viene nutrita e curata

diventa molto grande. Distribuisci carta e matita o pennarelli colorati e chiedi ai

membri della classe di descrivere con un disegno l’attuale condizione della loro

fede paragonandola a una pianta che cresce. Esorta i membri della classe a portare

a casa i loro disegni per metterli nel loro diario.

2. Commenta con i membri della classe la seguente dichiarazione del presidente Ezra

Taft Benson, tredicesimo presidente della Chiesa:

«Aver fede in [Gesù Cristo] significa qualcosa di più che limitarsi a riconoscere che

Egli esiste; è qualcosa di più che dichiarare la nostra fede in Lui.

La fede in Gesù Cristo consiste nell’aver completa fiducia in Lui. In quanto Dio,

Egli ha potere, intelligenza e amore infinito. Non v’è problema umano che Egli

non abbia la capacità di risolvere. Poiché discese al di sotto di tutte le cose (vedi

DeA 122:8), Egli sa come aiutarci a elevarci al di sopra delle nostre difficoltà

quotidiane.


Aver fede in Lui significa credere che, anche se noi non comprendiamo tutte le

cose, Egli può farlo. Noi dobbiamo pertanto guardare a Lui ‹in ogni nostro

pensiero, non dubitare, non temere› (DeA 6:36)» (La Stella, aprile 1984, 11).

• Come può la vostra fede in Gesù Cristo aiutarvi a risolvere i problemi e le

difficoltà di ogni giorno?

Lezione 11

3. Chiedi a un membro della classe di uscire dalla stanza (o chiudere gli occhi per un

momento). Nascondi nella stanza un piccolo oggetto. Invita il membro della

classe a rientrare nella stanza (o a riaprire gli occhi).

I membri della classe che hanno veduto dove è nascosto l’oggetto devono aiutare

il loro compagno a trovarlo. Possono farlo dicendo soltanto «fede», man mano

che egli si avvicina all’oggetto nascosto, o «dubbio» man mano che si allontana da

esso. Fai notare che questo gioco illustra il concetto che aver fede significa credere

in cose che non si possono vedere. Il membro della classe che ha lasciato la stanza

crede che l’oggetto nascosto esista ed è disposto a cercare di trovarlo anche se non

lo ha effettivamente veduto.

4. Canta insieme ai membri della classe «Io so che vive il Redentor» (Inni, No. 82).

61


Lezione

12

Scopo Far nascere nei membri della classe il desiderio di pentirsi dei loro peccati.

Preparazione 1. Leggi attentamente Mosia 26:30; Alma 36:19–21; Dottrina e Alleanze 1:32; 19:16;

58:42– 43; Mosè 6:57.

Nota per

l’insegnante

62

2. Letture addizionali: Discorso tenuto alla conferenza generale di ottobre 1995 dal

presidente Boyd K. Packer (La Stella, gennaio 1996, 20–22); discorso tenuto alla

conferenza generale di aprile del 1995 dall’anziano Richard G. Scott (La Stella,

luglio 1995, 89–91).

3. Prepara un’etichetta con su scritto Pentimento e fissala sulla cimosa che userai

durante la lezione.

4. Materiale necessario:

a. Immagine di Gesù che prega nel Getsemani (illustrazione 4 alla fine del

manuale; 62175; Corredo di illustrazioni per lo studio del Vangelo 227).

b. Serie completa delle Scritture e un pennarello per ogni membro della classe.

Esorta spesso i membri della classe a portare in classe le loro Scritture ogni

settimana.

Il Padre celeste per il Suo grande amore ha incluso il pentimento nel piano del Vangelo e ha

promesso di accogliere tutti coloro che abbandonano i loro peccati e vengono a Lui con il cuore

spezzato e lo spirito contrito. Assicurati di infondere nei membri della classe speranza e incoraggiamento.

Il pentimento è necessario per ognuno di noi. È una grande benedizione che ci consente

di essere perdonati e purificati dei nostri peccati in modo che possiamo raggiungere l’esaltazione.

Svolgimento

della lezione Il pentimento ci consente di diventare di nuovo puri

Storia Racconta o fai raccontare a un membro della classe la seguente storia:

Lavagna e

discussione

Una volta fu chiesto a una bambina di indicare la cosa per cui era più riconoscente.

Ella rispose: «La gomma da cancellare». Quando le chiesero di spiegarsi meglio ella

rispose: «Quando faccio i compiti di matematica commetto molti errori. Senza la

gomma non potrei cancellare questi errori e scrivere sul foglio le risposte giuste».

Scrivi alla lavagna a grandi caratteri PECCATI

Il pentimento porta

grandi benedizioni

• Avete mai commesso un errore e desiderato di avere a disposizione una grande

gomma da cancellare per poter disfare quello che avevate fatto? (Questa è una

domanda di carattere generale. Non chiedere ai membri della classe di indicare le

azioni alle quali stanno pensando).

Usando la cimosa con l’etichetta Pentimento, cancella dalla lavagna la parola PECCATI.

Assicurati che i membri della classe possano vedere l’etichetta mentre cancelli.

Spiega che il pentimento è il procedimento che il Padre celeste ha messo a nostra

disposizione per «cancellare» i nostri errori. Il Padre celeste vuole che ritorniamo a


vivere con Lui dopo questa vita, ma nessuna persona impura o peccatrice può vivere

con Lui (vedi Mosè 6:57). Il Padre celeste sa che ognuno di noi farà degli errori e

commetterà dei peccati durante il suo soggiorno sulla terra; perciò Egli ci ha dato un

mezzo per diventare nuovamente puri dopo aver peccato. Questo mezzo è il

pentimento.

Illustrazione Mostra l’immagine di Gesù che prega nel Getsemani. Spiega che poiché Gesù pagò

per i nostri peccati mediante la Sua sofferenza, quando ci pentiamo possiamo essere

perdonati e diventare di nuovo puri (vedi DeA 19:16).

Tutti dobbiamo pentirci

Storia e discussione Leggi o narra la seguente storia:

A cinquantasette anni Charlie viveva nel penitenziario di Leavenworth, nel Kansas.

Aveva trascorso la maggior parte della sua vita in molti istituti di pena di massima

sicurezza degli Stati Uniti. Era cresciuto in mezzo al crimine. Suo padre e sua madre

erano alcolizzati e stavano in prigione. Quando aveva tredici anni aveva perso tutti

i suoi familiari in un’epidemia di influenza. Dopo i funerali Charlie salì su un treno

merci e cominciò la sua vita di nomade attraverso gli Stati Uniti compiendo ogni

sorta di delitti, a cominciare dal furto di automobili e passando poi al furto con

scasso e infine alla rapina a mano armata. Charlie aveva trascorso trentacinque dei

suoi cinquantasette anni in prigione.

• Secondo voi c’è speranza per una persona come Charlie?

Continua la storia:

Charlie si rese finalmente conto che la strada che seguiva non aveva via d’uscita. In

seguito descrisse i sentimenti che provò allora:

«Piano piano mi resi conto che non mi piacevo. Cosa potevo fare per cambiare? Se

avessi continuato a commettere dei reati, il mio destino sarebbe stato quello di morire

in una cella e di essere sepolto nel cimitero della prigione, in una fossa senza nome».

• Cosa doveva fare Charlie per cambiare vita?

Charlie cominciò a studiare religione. Alla fine lesse il Libro di Mormon e si rese

conto che la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni era la vera chiesa.

Scrisse alla sede della Chiesa e chiese altre informazioni. Non poteva farsi battezzare

perché era in prigione, ma studiava i libri e l’altro materiale che il Dipartimento

Missionario gli aveva inviato.

Quando Charlie acquisì una testimonianza di Gesù Cristo e del piano del Vangelo,

cambiò completamente comportamento. Imparava un principio del Vangelo, quindi

lo metteva in pratica e diventava più forte; poi imparava un altro principio del

Vangelo, lo metteva in pratica e diventava ancora più forte; quindi imparava un altro

principio, lo metteva in pratica e diventava ancora più forte. Man mano che Charlie

imparava le cose che il Padre celeste e Gesù volevano che egli facesse, cominciava a

farle e smetteva di fare le cose sbagliate.

Infine Charlie ebbe la possibilità di uscire dal carcere in libertà condizionata e

decise di iniziare una nuova vita. Si incontrò con il presidente di palo della zona in

cui viveva, il quale rimase talmente colpito da Charlie che andò dal funzionario

incaricato della concessione della libertà condizionata e gli garantì che se Charlie

fosse stato liberato gli avrebbe trovato un lavoro e un posto in cui abitare.

63


64

Charlie uscì dalla prigione e il presidente di palo gli trovò un lavoro e un

appartamento. Poi mandò i missionari a esporre a Charlie le lezioni di proselitismo.

Quando il periodo di libertà condizionata giunse al termine, Charlie fu battezzato.

Due anni e mezzo dopo si recò alla sede centrale della Chiesa per conoscere la

persona che aveva risposto alla sua prima lettera e per assistere alla conferenza

generale. Charlie, che ora è il capogruppo dei sommi sacerdoti del suo rione, portò

testimonianza della verità del Vangelo. Era un uomo completamente nuovo.

Discussione • Per quali aspetti Charlie era un uomo nuovo?

Fai notare che quando Charlie conobbe il Vangelo si pentì delle cose sbagliate che

aveva fatto. Il pentimento gli consentì di diventare, dal criminale che era, un

membro della Chiesa con un incarico di responsabilità e una forte testimonianza del

Vangelo.

• Perché il pentimento è importante?

Spiega che i peccati possono rallentare o fermare il nostro sviluppo spirituale e

allontanarci dal Padre celeste e da Gesù Cristo. Il pentimento ci consente di ritornare

al Padre celeste e a Gesù e di ricominciare a crescere spiritualmente. Anche se non

commettiamo gravi peccati come Charlie, tutti noi sbagliamo, perciò abbiamo tutti

bisogno di pentirci.

Il pentimento richiede sforzo

Citazione Chiedi a un membro della classe di leggere quello che Charlie disse riguardo al

pentimento:

Lavagna e

discussione

«A causa del libero arbitrio stava a me fare la prima mossa per cambiare il mio modo

di vivere. Il pentimento è indubbiamente un cambiamento del modo di pensare.

Comincia con il desiderio di cancellare il passato leggendo, studiando, meditando

sulla parola di Dio. Per me il pentimento ha voluto dire liberarmi da tutte le mie

pene e da tutti i miei lati negativi, trasformandoli in gioie e in aspetti positivi».

Spiega che c’è una persona che ci aiuta a trasformare il dolore e la colpa, causati dal

peccato, in gioia tramite il pentimento. Charlie menziona il primo passo di questo

processo quando dice: «Il pentimento comincia con il desiderio di cancellare il passato».

Scrivi alla lavagna:

1. Riconoscere i propri peccati e desiderare di cambiare.

• Perché il riconoscimento dei propri peccati è il primo passo del pentimento?

Perché è importante provare dolore per quello che si è fatto di male e desiderare di

comportarsi meglio?

Per conoscere i due passi successivi chiedi ai membri della classe di leggere e

sottolineare Dottrina e Alleanze 58:43.

Scrivi alla lavagna:

2. Confessare i propri peccati.

3. Abbandonare i propri peccati.

• Perché è necessario confessare i propri peccati? A chi dobbiamo confessarli?

Spiega che tutti i peccati devono essere confessati al Signore. Se abbiamo peccato

contro un’altra persona (per esempio se abbiamo mentito alla mamma), dobbiamo


Scritture e

discussione

confessare anche a questa persona. I peccati più gravi devono essere confessati anche

al vescovo o presidente del ramo. La confessione dimostra che il nostro desiderio di

pentirci è sincero.

• Cosa significa abbandonare i nostri peccati?

Spiega che abbandonare significa rinunciare. Se abbandoniamo un peccato

promettiamo di non commetterlo mai più.

• Perché abbandonare i nostri peccati è un elemento tanto importante del

pentimento?

Scrivi alla lavagna:

4. Fare una riparazione.

Spiega che fare una riparazione significa rimettere per quanto è possibile le cose al

loro posto. Cita ai membri della classe alcuni esempi di azioni per le quali si può fare

una riparazione e invitali a dire come tale riparazione può essere fatta. Per esempio,

se abbiamo rubato una cosa, la restituiamo o la paghiamo. Se abbiamo mentito,

diciamo la verità. Se abbiamo danneggiato una cosa, la ripariamo o la sostituiamo.

Puoi far notare che qualche volta non possiamo rimediare a una cattiva azione, per

quanto possiamo fare. Per esempio, se abbiamo detto cose false di una persona

possiamo chiedere scusa e dire la verità, ma non possiamo riparare tutto il danno

causato alla sua reputazione. Se abbiamo rubato o danneggiato una cosa possiamo

sostituire l’oggetto, ma non esattamente come era. In questo genere di situazioni

Gesù Cristo, tramite la Sua espiazione e misericordia, si assume l’onere di aggiustare

le cose. Ma questo avviene soltanto se noi abbiamo fatto tutto il possibile.

Scrivi alla lavagna:

5. Osservare i comandamenti.

Spiega che l’ultimo passo del pentimento è sforzarci di osservare tutti i comandamenti

di Dio (vedi DeA 1:32). Il pentimento è un processo al quale dovremo ricorrere per

tutta la vita; man mano che diventiamo più perfetti nell’osservare i comandamenti,

faremo meno cose di cui dobbiamo pentirci.

Leggi alla classe la testimonianza di Charlie:

«Sono consapevole della portata dei danni causati durante i miei anni di ribellione.

Ma so anche che il pentimento e la perseveranza basati sulla fede sono la strada che

mi porterà alla salvezza eterna. Quando lascerò questa vita terrena, spero e prego di

poter dire, degli anni passati da quando ho conosciuto il Vangelo, le parole di Paolo

in 2 Timoteo 4:7. Potrò dire: ‹Io ho combattuto il buon combattimento›. Ho cercato

di fare del mio meglio nello svolgere i miei incarichi nella Chiesa e ho conservato la

mia fede e il mio amore per il Signore e per il Padre celeste».

Fai notare che una volta che Charlie si fu pentito dei suoi peccati perseverò sino alla

fine: trascorse il resto della vita cercando di comportarsi come il Padre celeste e Gesù

Cristo volevano.

Il Padre celeste e Gesù Cristo ci perdonano quando ci pentiamo

Spiega che il pentimento può essere un processo lungo e difficile. Ma lo sforzo

necessario per pentirci è più che ripagato dai benefici che riceviamo quando ci

pentiamo.

Lezione 12

65


66

• Quali benefici ci vengono concessi quando ci pentiamo?

Chiedi ai membri della classe di cercare e sottolineare Mosia 26:30 e Dottrina e

Alleanze 58:42. Invita due membri della classe a leggere ad alta voce uno dei seguenti

versetti per ciascuno.

• Cosa promette il Signore quando ci pentiamo dei nostri peccati?

• Cosa significa che il Signore non ricorderà più i nostri peccati? (Non ne terrà

conto quando saremo giudicati. Quando ci siamo pentiti sinceramente e completamente,

per il Signore è come se non avessimo mai peccato).

Invita i membri della classe a cercare e sottolineare Alma 36:19–21. Invita un

membro della classe a leggere ad alta voce questi versetti.

• Secondo questi versetti come ci sentiamo dopo esserci pentiti e dopo essere stati

perdonati?

Spiega che il peccato ci porta un sentimento di colpa e di dolore, mentre il pentimento

ci porta gioia. Spiega ai membri della classe che è meglio non peccare, evitando così

il dolore per il peccato e il difficile processo del pentimento; ma quando pecchiamo

possiamo pentirci e sentire di nuovo la gioia che scaturisce dalla consapevolezza di

essere puri.

Citazione Invita un membro della classe a leggere la seguente dichiarazione fatta dal presidente

Spencer W. Kimball quando era componente del Quorum dei Dodici Apostoli:

«Quale sollievo, quale conforto, quale gioia! Coloro che barcollano sotto il peso delle

trasgressioni, dei dolori e dei peccati possono essere perdonati, lavati e purificati,

se ritorneranno al loro Signore per imparare da Lui e per osservare i comandamenti»

(Il miracolo del perdono, 337).

Testimonianza Porta testimonianza della gioia e della gratitudine che provi per il principio del

pentimento che ci consente di essere perdonati dei nostri peccati. Esprimi la tua

gratitudine per l’espiazione di Cristo, che rende possibile il pentimento.

Esorta i membri della classe a pentirsi sinceramente dei loro peccati e a sforzarsi di

vivere rettamente. Ricorda loro la gioia e il sollievo che possono provare grazie al

pentimento.

Attività

supplementari Durante la lezione puoi svolgere una o più delle seguenti attività.

1. Se le Videocassette del Libro di Mormon (53911 160) sono disponibili mostra la

sequenza di undici minuti «Come diventare figli di Cristo». Spiega come il

pentimento ci aiuta a liberarci dell’uomo naturale (vedi Mosia 3:19) e a diventare

figli di Cristo.

2. Cantate o leggete le parole di «Venite a Cristo» (Inni, No. 69). Spiega il rapporto

che c’è tra le parole di questo inno e il pentimento.

3. Spiega ai membri della classe che anche se il pentimento e il perdono sono doni

meravigliosi, tuttavia è meglio evitare di peccare. Non dobbiamo mai, mai peccare

deliberatamente pensando di pentirci in seguito. Leggi o chiedi a un membro

della classe di leggere la seguente spiegazione di questo concetto fatta dall’anziano

Hugh W. Pinnock, membro dei Settanta:


«Osservate i comandamenti. Non date da mangiare alle volpi! Cosa significa?

Violare i comandamenti è come dar da mangiare alle volpi. In Inghilterra, dove

risiediamo attualmente, io e mia moglie avevamo sentito dire che le volpi ormai

vivevano in città. Volevamo vederne una. Un vicino ci disse che se avessimo

lasciato fuori del cibo per le volpi, probabilmente ne avremmo veduta una. Il

macellaio ci dette delle ossa. Ogni sera ne lasciavamo alcune in giardino. Ben

presto una volpe venne a mangiarle; poi ne venne più di una. Ora abbiamo

almeno cinque volpi che corrono qua e là tra le nostre aiuole, rovinando i fiori,

scavando fosse nel prato e facendo uno sfacelo ogni notte…

L’esperimento che era cominciato per curiosità si è trasformato in un guaio; più

o meno lo stesso accade con il peccato. Prendendovi una piccola libertà potete

dare inizio a un processo che può rovinare completamente la vostra vita. Ricordate,

se non date da mangiare alle volpi, esse non verranno mai a rovinare il vostro

giardino. Se evitate di commettere degli errori che sembrano piccoli e privi di

conseguenza, la vostra vita sarà in seguito libera da molti problemi più gravi»

(La Stella, gennaio 1994, 47–48).

Fai notare che i Pinnock alla fine riuscirono ad allontanare le volpi dal loro

giardino, ma non senza molti sforzi e non prima che le volpi avessero causato

grandi danni. Il pentimento può portarci il perdono e renderci di nuovo puri, ma

non senza molti sforzi e non prima di aver subito il dolore e il danno causati dal

peccato.

4. Per la seguente dimostrazione porta in classe una bottiglia o ciotola di acqua pura,

alcune gocce di colorante per alimenti di colore rosso e alcune gocce di

candeggina. (Puoi esercitarti a fare questa dimostrazione a casa prima di effettuarla

in classe).

Chiedi ai membri della classe di leggere e sottolineare Isaia 1:18.

• Perché secondo voi il profeta Isaia menziona i colori scarlatto e rosso per

descrivere i peccati? (Il colore rosso rappresenta il sangue, che richiama alla

mente i peccati più gravi. Isaia dice che possiamo pentirci anche se abbiamo

commesso gravi peccati).

• Al contrario, perché egli usa l’espressione bianchi come la neve per descrivere il

perdono concesso da Dio? (Per rappresentare la purezza. Tramite il pentimento

possiamo diventare di nuovo puri e puliti).

Mostra alla classe il contenitore d’acqua. Spiega che l’acqua pura rappresenta una

persona libera dal peccato. Aggiungi all’acqua alcune gocce di colorante rosso per

alimenti. Invita i membri della classe a osservare che il colore gradualmente colora

tutta l’acqua. Spiega che il peccato tinge la nostra vita come il colorante per

alimenti colora l’acqua.

Versa alcune gocce di candeggina nel contenitore e mescola leggermente l’acqua

sino a quando ritorna chiara.

• Quali principi del Vangelo rappresenta la candeggina? (Il pentimento e il

perdono).

Lezione 12

Spiega che come la candeggina rende l’acqua nuovamente pura, così il

pentimento sincero ci consente di essere perdonati e di ritornare puri dopo che

abbiamo peccato.

67


Lezione

13

Scopo Ripassare il simbolismo del battesimo ed esortare i membri della classe a prendere

l’impegno di tener fede alle loro alleanze battesimali.

Preparazione 1. Leggi attentamente Giovanni 3:3–5; Romani 6:3–6; 2 Nefi 31; Mosia 18:8–10;

Dottrina e Alleanze 20:37, 71, 77; 49:13–14.

Nota per

l’insegnante

68

2. Scrivi su altrettante strisce di carta i numeri da 1 a 5. Piegale e mettile in una

ciotola o altro contenitore (vedi l’attività a pagina 71).

3. Materiale necessario:

a. Illustrazioni: Il battesimo di un bambino (62018); Il seppellimento di Gesù

(62180; Corredo di illustrazioni per lo studio del Vangelo 231); Gesù Cristo

risorto (62187; Corredo di illustrazioni per lo studio del Vangelo 239); Alma

battezza alle Acque di Mormon (illustrazione 5 in fondo al manuale; 62332;

Corredo di illustrazioni per lo studio del Vangelo 309).

b. Serie completa delle Scritture e un pennarello per ogni membro della classe.

Esorta spesso i membri della classe a portare in classe le loro Scritture ogni

settimana.

Il battesimo è uno dei primi passi che compiamo per venire a Cristo. La conoscenza del

simbolismo del battesimo ci aiuta a capire la natura eterna delle alleanze e delle benedizioni

di cui godiamo grazie al battesimo. Con la continua obbedienza possiamo vincere la morte

spirituale e ritornare alla presenza del nostro Padre in cielo. Poiché questo è reso possibile

dall’espiazione di Gesù Cristo, quando veniamo battezzati prendiamo su di noi il nome di

Gesù e promettiamo di ricordarLo in tutto ciò che facciamo.

Quando esponi questa lezione tieni presenti i sentimenti dei membri della classe che non

sono stati ancora battezzati.

Svolgimento

della lezione Lo scopo del battesimo

Discussione Mostra l’immagine del battesimo di un bambino.

Scritture e

discussione

Con il battesimo prendiamo

su di noi il nome di Cristo

• Cosa ricordate del vostro battesimo?

Consenti ai membri della classe di parlare del loro battesimo. Puoi anche parlare di

quello che ricordi del tuo battesimo.

• Perché siete stati battezzati?

Assicurati di esaminare i seguenti scopi del battesimo (puoi chiedere ai membri della

classe di leggere e sottolineare i passi delle Scritture indicati):

1. Ricevere la remissione, ossia il perdono, dei peccati (vedi DeA 49:13).


Scritture e

discussione

2. Dimostrare la nostra volontà di osservare i comandamenti del Padre celeste (vedi 2

Nefi 31:14).

3. Diventare membri della Chiesa (vedi DeA 20:71).

4. Iniziare a percorrere la via che porta alla vita eterna (vedi 2 Nefi 31:17–20).

5. Poter ricevere il dono dello Spirito Santo (vedi DeA 49:14).

• Perché Gesù, che non aveva peccato, doveva essere battezzato?

Invita i membri della classe a leggere 2 Nefi 31:6–9, sottolineando le parole e le frasi

che rispondono a questa domanda. Aiuta i membri della classe a vedere che, come

noi, Gesù doveva essere battezzato per dimostrare la Sua obbedienza al Padre celeste.

Gesù fu battezzato anche per darci un esempio.

Il battesimo porta a una rinascita spirituale

Spiega che l’apostolo Paolo parlò del nostro battesimo come di un simbolo. Il

simbolo è un oggetto o un’azione che rappresenta un’altra cosa. Chiedi ai membri

della classe di leggere e sottolineare Romani 6:3.

Mostra l’immagine del seppellimento di Gesù.

• Cosa significa secondo voi essere «battezzati in Cristo… nella Sua morte»? (Vedi

Romani 6:3).

Spiega che la parola battezzare significa «immergere» (vedi la Guida alle Scritture,

«Battesimo, battezzare», 24–25). L’atto dell’immersione – il temporaneo

seppellimento nell’acqua – rappresenta la morte e il seppellimento del fardello dei

peccati di una persona. L’espiazione di Gesù Cristo ci rende possibile pentirci dei

peccati ed essere perdonati.

Chiedi ai membri della classe di leggere e sottolineare Romani 6:4–5.

Mostra l’immagine di Gesù Cristo risorto.

• Perché il battesimo è a somiglianza della resurrezione di Cristo?

Spiega che l’atto di uscire dall’acqua rappresenta la nascita a una nuova vita, come

Gesù Cristo risorto si levò dalla tomba.

Spiega che, in una conversazione con un uomo che si chiamava Nicodemo, Gesù

parlò di questo aspetto del battesimo. Chiedi ai membri della classe di leggere e

sottolineare Giovanni 3:3–5.

• Come nasce d’acqua una persona? (Facendosi battezzare).

• Come nasce di spirito una persona? (Ricevendo lo Spirito Santo dopo il battesimo.

Spiega ai membri della classe che parlerete del dono dello Spirito Santo nella

lezione della settimana prossima).

Storia Leggi la seguente testimonianza portata da un convertito in una riunione della

Chiesa.

«Provengo da una famiglia divisa. Non praticavamo nessuna religione, perciò non

mi furono insegnati particolari valori morali. Commisi molti peccati. Poi il Vangelo

entrò nella mia vita. Accettai il Salvatore con tutto il cuore. Cominciai a credere in

69


Scritture e

discussione

Scritture e

discussione

70

Lui e ad allontanarmi dalle mie cattive abitudini. Fui battezzato e ricevetti il dono

meraviglioso dello Spirito Santo. Fratelli e sorelle, per molti anni sentii di essere

‹morto› dentro; ora, per la prima volta nella mia vita, mi sento ‹vivo›» (La missione

affidatami dal Signore [Guida allo studio per il Quorum del Sacerdozio di

Melchisedec, 1976] 176).

Al battesimo abbiamo fatto delle alleanze

Spiega che la sezione 20 di Dottrina e Alleanze contiene una rivelazione data a

Joseph Smith il giorno in cui fu organizzata la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli

Ultimi Giorni. A Joseph Smith furono impartite istruzioni per le persone che desiderano

essere battezzate e diventare membri della Chiesa. Chiedi ai membri della classe di

leggere e sottolineare Dottrina e Alleanze 20:37. Spiega che questo versetto contiene

l’alleanza battesimale. Un’alleanza è un accordo tra noi e il Signore in base al quale

noi promettiamo di obbedire ai Suoi comandamenti ed Egli promette di benedirci

secondo la nostra obbedienza.

• Che cosa si impegnano a fare le persone per essere battezzate? (Elenca alla lavagna

i seguenti requisiti man mano che vengono menzionati).

1. Umiliarsi davanti a Dio.

2. Pentirsi dei loro peccati.

3. Essere disposti a prendere su di sé il nome di Gesù Cristo.

4. Essere disposti a servire il Signore.

5. Dimostrare con le loro opere di aver ricevuto lo Spirito Santo.

• Cosa significa prendere su di noi il nome di Cristo?

Fai notare che prendiamo su di noi il nome di Gesù quando seguiamo il Suo

esempio. Spiega che, per sapere come possiamo far questo, esaminerete alcuni

insegnamenti di Alma, un profeta del Libro di Mormon.

Mostra l’immagine di Alma che battezza alle Acque di Mormon. Spiega che Alma fu

convertito grazie agli insegnamenti di Abinadi e che poi insegnò il Vangelo agli altri.

Per aiutare le persone a prepararsi ad essere battezzate egli menziona le cose che sarà

chiesto loro di fare come membri della Chiesa.

Chiedi ai membri della classe di leggere e sottolineare Mosia 18:8–10. Scrivi alla

lavagna: «Desiderosi di entrare nel gregge di Dio e di essere chiamati il Suo popolo».

• Quali cose dobbiamo essere disposti a fare per poter «entrare nel gregge di Dio e…

essere chiamati il suo popolo»?

Scrivi alla lavagna le seguenti frasi man mano che vengono menzionate:

1. «Portare i fardelli gli uni degli altri».

2. «Piangere con quelli che piangono».

3. «Confortare quelli che hanno bisogno di conforto».

4. «Stare come testimoni di Dio in ogni momento e in ogni cosa, e in ogni luogo».


• In quali modi possiamo portare i fardelli gli uni degli altri? Avete visto delle

persone che facevano questo? In che modo le altre persone vi hanno aiutato a

portare i vostri fardelli?

• Perché qualche volta è utile «piangere con quelli che piangono»? Quali sono

alcune cose che possiamo fare per «confortare quelli che hanno bisogno di

conforto»? In che modo altre persone vi hanno aiutato in momenti difficili?

• Cosa significa stare come testimoni di Dio?

Attività Chiedi a un membro della classe di scegliere una delle strisce di carta che hai

preparato e di leggere il numero che vi è scritto sopra. Quindi leggi la situazione

corrispondente esposta qui di seguito e chiedi ai membri della classe di descrivere

come potrebbero stare come testimoni di Dio in detta situazione. Ripeti l’attività

sino a quando tutte le situazioni saranno state esaminate.

Scritture e

discussione

Situazione 1

Stai giocando a pallacanestro con un gruppo di amici. Uno di loro non riesce a

segnare un canestro da una posizione molto favorevole e per la frustrazione usa il

nome di Dio in vano.

Situazione 2

Un amico che non appartiene alla Chiesa viene a casa tua e nota su un tavolo una

copia del Libro di Mormon.

Situazione 3

Partecipi a un’attività per i giovani del tuo rione. È stato appena chiamato un nuovo

vescovo e alcune persone della tua età parlano di lui. «Non riesco a credere che

abbiano chiamato proprio lui», dice una di loro.

Situazione 4

Sei in casa da solo. Sai che i tuoi genitori non torneranno a casa per alcune ore. Alla

televisione danno un film che vuoi vedere. Sai che il film contiene alcune scene

immorali e che alcuni protagonisti usano un linguaggio osceno, ma i tuoi amici ti

hanno detto che è un film molto interessante.

Situazione 5

Da molti mesi programmi di andare al tempio con i giovani del tuo rione a celebrare

i battesimi per i morti. Un amico che non appartiene alla Chiesa ti invita a una festa

che terrà lo stesso giorno. Tu dici che non puoi andare alla festa e il tuo amico ti

chiede che cosa devi fare quel giorno.

• Quale rapporto esiste tra le quattro promesse contenute in Mosia 18:8–10 e la

nostra promessa di prendere su di noi il nome di Gesù Cristo?

Lezione 13

• Perché secondo voi parliamo del battesimo, anche se la maggior parte (o tutti) di

voi sono già stati battezzati?

Chiedi a un membro della classe di leggere Dottrina e Alleanze 20:77 che contiene la

preghiera sul pane del sacramento. Fai notare le somiglianze che ci sono tra questa

preghiera e le alleanze battesimali in Dottrina e Alleanze 20:37. Spiega che l’alleanza

battesimale è talmente importante che la rinnoviamo ogni settimana quando

71


72

prendiamo il sacramento. Il battesimo è qualcosa di più di un’immersione

nell’acqua. Le alleanze che facciamo e le benedizioni che riceviamo sono eterne.

Testimonianza Porta testimonianza della gioia che proviamo quando teniamo fede alle nostre

alleanze battesimali. Esorta i membri della classe a ricordare le loro alleanze

battesimali e a rimanere fedeli ad esse.

Attività

supplementari Durante la lezione puoi usare una o più delle seguenti attività.

1. Consegna a ogni membro della classe una copia del volantino «Decifra il codice»

proposto nella pagina seguente. (Prima di iniziare l’attività cancella la lavagna).

Chiedi ai membri della classe di decifrare il codice in cui sono scritti i messaggi sul

volantino. Concedi alla classe due o tre minuti. Se nessuno ha decifrato il codice

entro questo tempo, spiega che ogni lettera del codice è quella che nell’alfabeto

precede ogni lettera della parola. Concedi loro pochi altri minuti per decifrare il

messaggio sul volantino. I messaggi esatti sono indicati qui sotto:

Messaggio 1: PORTARE I FARDELLI GLI UNI DEGLI ALTRI

Messaggio 2: PIANGERE CON QUELLI CHE PIANGONO

Messaggio 3: CONFORTARE QUELLI CHE HANNO BISOGNO DI CONFORTO

Messaggio 4: STARE COME TESTIMONI DI DIO

2. Porta in classe due oggetti alquanto pesanti, ma tali che un membro della classe

possa tenerli in mano. Chiedi a due volontari di farsi avanti e consegna a uno di

loro uno degli oggetti. Invitali a tenere l’oggetto sul palmo della mano destra con

il braccio disteso. Mentre lo fanno spiega che in questa attività gli oggetti rappresentano

i fardelli, ossia le difficoltà personali, che talvolta dobbiamo sopportare.

La mano destra rappresenta la persona che cerca di portare da sola i propri fardelli.

• Quali sono alcuni fardelli che qualche volta dobbiamo portare? Perché questi

fardelli ci opprimono?

Gli oggetti cominceranno a pesare. Invita i volontari a voltarsi l’uno verso l’altro e

a porre la mano sinistra sotto la mano destra dell’altro volontario che porta

l’oggetto senza lasciare andare il proprio. Dopo che i volontari hanno sentito il

peso della mano destra diventare più leggero, chiedi di restituirti gli oggetti e di

tornare al loro posto. Rivolgi alla classe le seguenti domande:

• In che modo questo esercizio dimostra come possiamo portare i fardelli gli uni

degli altri?

Fai notare che anche se i fardelli non sono stati tolti, sono stati resi più leggeri

quando i due membri della classe hanno lavorato insieme. Nella stessa maniera

qualche volta possiamo aiutare gli altri a portare i loro fardelli, quando siamo

anche noi oberati dai nostri fardelli. Quando ci aiutiamo l’un l’altro i nostri

fardelli diventano più leggeri.

3. Cantate o leggete le parole di «Vicino all’acque siamo già» (Inni, No. 149).

4. Se la Videocassetta della serata familiare (5X376 160) è disponibile, puoi mostrare la

sequenza di nove minuti «Il battesimo: la promessa di seguire Gesù». Anche se il

testo è adattato ai bambini della Primaria, il principio esposto nella videocassetta è

importante per tutti i membri della Chiesa.


Decifra il codice

I seguenti messaggi sono scritti in codice. Sono passi fondamentali delle Scritture esaminati

in questa lezione. Decifra il codice e trova i messaggi.

Messaggio 1 P S U B S F L G B S E F M M L

— — — — — — — — — — — — — — —

HML VO L E F HML BMU S L

— — — — — — — — — — — — — — — —

Messaggio 2 Q L B O H F S F D P O R V F M M

— — — — — — — — — — — — — — — —

L D I F Q L B O H P O P

— — — — — — — — — — — —

Messaggio 3 D P O G P S U B S F R V F M M L

— — — — — — — — — — — — — — — —

D I F I B O O P C L T P H O P E L

— — — — — — — — — — — — — — — — —

D P O G P S U P

— — — — — — — —

Messaggio 4 T U B S F D P N F

— — — — — — — — —

U F T U L N P O L E L E L P

— — — — — — — — — — — — — —


Lezione

14

Scopo Insegnare ai membri della classe a riconoscere e seguire i suggerimenti dello Spirito

Santo.

Preparazione 1. Leggi attentamente Giovanni 14:26; 15:26; 16:13; 1 Giovanni 5:7; 2 Nefi 32:5;

Moroni 10:5; Dottrina e Alleanze 6:23; 8:2; 11:12–13; 42:17; 75:27; 76:53; 84:46;

130:22; primo Articolo di fede.

Nota per

l’insegnante

Svolgimento

della lezione Nati di spirito

Scritture e

discussione

74

Il dono dello Spirito Santo

2. Letture addizionali: Guida alle Scritture, «Spirito Santo», 189.

3. Numera quattro fogli di carta da 1 a 4 e scrivi su ognuno la corrispondente

porzione della citazione riportata a pagina 78.

4. Materiale necessario: serie completa delle Scritture e un pennarello per ogni

membro della classe. Esorta spesso i membri della classe a portare in classe le loro

Scritture ogni settimana.

Una delle più grandi benedizioni che mai riceveremo è quella che è impartita a ognuno di noi

poco dopo il battesimo, quando dei detentori del Sacerdozio di Melchisedec pongono le mani

sul nostro capo e dicono: «Ricevi lo Spirito Santo». Quindi abbiamo diritto alla guida dello

Spirito Santo finché ne rimaniamo degni. Tutti noi ogni giorno dobbiamo prendere delle

decisioni, alcune piccole, alcune estremamente importanti, che comportano benedizioni eterne.

Lo Spirito Santo può comunicare al nostro cuore e alla nostra mente la direzione nella quale

il Signore vuole che procediamo. Aiuta i membri della classe a capire che questo dono del

Padre celeste è per noi uno dei più preziosi.

Quando esponi questa lezione tieni presenti i sentimenti dei membri della classe che non

sono stati ancora battezzati e confermati.

Scrivi alla lavagna Per entrare nel regno di Dio dobbiamo nascere d’_________________ e di

_________________. Ricorda ai membri della classe che in una lezione precedente avete

parlato di nascere di nuovo, poi invitali a inserire le parole mancanti nella

dichiarazione. (Se hanno bisogno di aiuto rimandali a Giovanni 3:5).

• Come nasciamo d’acqua? (Facendoci battezzare).

• Come nasciamo di Spirito? (Ricevendo il dono dello Spirito Santo dopo il

battesimo).

Spiega che prima di essere crocifisso Gesù promise ai Suoi apostoli che dopo la Sua

morte il Padre celeste avrebbe mandato loro un Consolatore (vedi Giovanni 14:26;

15:26; 16:13). Questo Consolatore, che è lo Spirito Santo, avrebbe portato

testimonianza di Gesù Cristo. Egli avrebbe anche confortato gli apostoli e li avrebbe

aiutati a sapere cosa dovevano fare quando Gesù se ne sarebbe andato. Spiega ai


Nota per

l’insegnante

membri della classe che questa lezione li aiuterà a capire che come gli apostoli di

Gesù, essi possono essere aiutati e rafforzati dal potere dello Spirito Santo.

Il ricevimento del dono dello Spirito Santo

Fai delle domande che spingono i membri della classe a riflettere e a parlare invece di

domande alle quali si può rispondere con un sì o con un no. Dopo ogni domanda fai una

pausa in modo che i membri della classe abbiano il tempo di pensare alla risposta da dare.

(Vedi Insegnare: non c’è chiamata più grande, unità E, argomento 16).

Discussione • Chi è lo Spirito Santo?

Attività basata

sulle Scritture

Invita i membri della classe a dire quello che sanno riguardo allo Spirito Santo. Se

non menzionano i seguenti punti, citali tu stesso.

1. Lo Spirito Santo è il terzo componente della Divinità. (Vedi 1 Giovanni 5:7; primo

Articolo di fede).

2. È un personaggio di Spirito. È una persona, ma non ha un corpo di carne ed ossa

come il Padre celeste e Gesù Cristo. (Vedi DeA 130:22).

3. È chiamato anche Consolatore, Spirito, Spirito di Dio o Santo Spirito. (Vedi DeA

75:27; 84:46; 76:53).

Incarica ogni membro o coppia di membri della classe di cercare e leggere uno dei

seguenti passi delle Scritture: Giovanni 14:26; 2 Nefi 32:5; Moroni 10:5; Dottrina e

Alleanze 11:12; Dottrina e Alleanze 42:17.

Quindi chiedi ai membri della classe di leggere il passo loro assegnato e spiegare che

cosa dice ciascun passo riguardo alla funzione dello Spirito Santo. Elenca le risposte

alla lavagna.

• Cosa dobbiamo fare per avere l’aiuto dello Spirito Santo in tutte queste cose?

(Dobbiamo ricevere il dono dello Spirito Santo mediante l’imposizione delle mani

dopo essere stati battezzati e poi dobbiamo vivere in modo degno di tale dono).

Esposizione Spiega che una persona può essere influenzata dallo Spirito Santo prima del

battesimo. Lo Spirito Santo aiuta le persone a sapere che Gesù Cristo è il nostro

Salvatore e Redentore e che il Vangelo è vero. Ma il dono dello Spirito Santo si può

ricevere soltanto dopo il battesimo. Il dono dello Spirito Santo è il privilegio e il

diritto di avere la compagnia dello Spirito Santo in ogni momento. Questo dono

viene conferito mediante l’imposizione delle mani da coloro che possiedono la

richiesta autorità del Sacerdozio di Melchisedec e rimane in effetto sino a quando ci

sforziamo di vivere rettamente. Lo Spirito Santo può darci conforto, può aiutarci a

scegliere tra il bene e il male e dirigerci a fare ciò che il Padre celeste e Gesù Cristo

vogliono che facciamo. (Puoi anche menzionare che spesso riceviamo risposta alle

nostre preghiere mediante i suggerimenti dello Spirito Santo).

Riconoscere i suggerimenti dello Spirito Santo

Storia e discussione Spiega che se siamo degni di ricevere l’aiuto dello Spirito Santo e siamo disposti ad

ascoltarLo, Egli ci aiuterà in ogni momento. Qualche volta, tuttavia, ci vogliono

esperienza ed esercizio per imparare a riconoscere i suggerimenti dello Spirito Santo.

Leggi o narra la seguente storia raccontata dall’anziano Boyd K. Packer, membro del

Quorum dei Dodici Apostoli:

75


Lavagna, Scritture

e discussione

76

«Uno dei nostri figli si è sempre interessato alla radio. Quand’era ancora piccolo il

suo regalo di Natale fu un corredo per la fabbricazione di un piccolo apparecchio

ricevente.

A mano a mano che cresceva e che aumentavano le nostre possibilità, poté entrare

in possesso di apparecchi sempre più sofisticati.

Molte volte nel corso degli anni, anche di recente, mi sono seduto accanto a lui

mentre parlava con qualcuno che si trovava in un angolo remoto della terra.

Riuscivo a sentire rumori di fondo, interferenze, ogni tanto una o due parole e

qualche volta diverse voci tutte insieme.

Ma mio figlio riesce a comprendere chiaramente i messaggi che gli vengono

trasmessi, poiché si è addestrato a escludere dalla mente ogni interferenza.

È difficile separare dalla confusione della vita la quieta voce dell’ispirazione. Se non

riusciamo a sintonizzarci con essa, non possiamo riceverla… È possibile addestrarci a

udire ciò che si vuole udire, e a vedere e a sentire ciò che più si desidera, ma è

necessario un allenamento.

Vi sono tanti di noi che raramente, o forse mai, durante l’intero corso della loro vita

odono la voce dell’ispirazione, poiché ‹l’uomo naturale non riceve le cose dello

Spirito di Dio, perché gli sono pazzia; e non le può conoscere, perché le si giudicano

spiritualmente› (1 Corinzi 2:14)» (La Stella, maggio 1980, 31–32).

• Perché i suggerimenti dello Spirito Santo sono come un segnale radio in questa

storia? (Le risposte possono comprendere il fatto che per udire i suggerimenti

dello Spirito Santo dobbiamo prestare molta attenzione; altre cose possono

causare interferenze e distoglierci dall’ascolto dello Spirito Santo; man mano che

facciamo esperienza nell’ascoltare lo Spirito Santo siamo più in grado di udirLo e

capirLo).

Fai notare che anche se parliamo di «ascoltare» o «udire» lo Spirito Santo, Egli

raramente ci parla a viva voce come fanno le altre persone. I suoi suggerimenti di

solito ci pervengono in altra maniera.

Spiega che le Scritture indicano diversi modi in cui possiamo ricevere i suggerimenti

dello Spirito Santo. Scrivi alla lavagna DeA 6:23 e chiedi ai membri della classe di

leggere e sottolineare questo versetto.

• Qual è uno dei modi in cui lo Spirito Santo comunica con noi?

Scrivi alla lavagna dopo DeA 6:23 la parola Pace. Spiega che se ci sentiamo in pace

riguardo a una domanda o a una decisione di solito è perché lo Spirito Santo ci dice

che quello che abbiamo deciso è giusto.

Scrivi alla lavagna DeA 8:2 e chiedi ai membri della classe di leggere e sottolineare

questo versetto.

• Cosa ci dice questo passo delle Scritture riguardo a come lo Spirito Santo

comunica con noi?

Scrivi alla lavagna, dopo DeA 8:2, Conoscenza nella nostra mente e nel nostro cuore.

Spiega che qualche volta lo Spirito Santo ci fa pervenire pensieri o sentimenti che

non potremmo ricevere da nessun’altra fonte. Per esempio possiamo sapere che un

amico ha bisogno di essere incoraggiato, anche se sembra felice e non ci ha detto


nulla dei suoi sentimenti di scoraggiamento. Questa conoscenza è un esempio di

comunicazione proveniente dallo Spirito Santo. Anche la certezza che il Vangelo è

vero ci perviene in questa maniera.

Scrivi alla lavagna DeA 11:13 e chiedi ai membri della classe di leggere e sottolineare

questo versetto.

• Cosa ci dice questo passo delle Scritture riguardo a come lo Spirito Santo

comunica con noi?

Scrivi alla lavagna dopo DeA 11:13 le parole Luce e gioia. Spiega che lo Spirito Santo

può illuminare la nostra mente aiutandoci a capire le cose, come ad esempio il

significato di un passo delle Scritture che abbiamo appena letto. Egli può anche darci

un sentimento di gioia per aiutarci a capire che ciò che facciamo è giusto.

Seguiamo i suggerimenti dello Spirito Santo

Discussione • Cosa dobbiamo fare quando riceviamo i suggerimenti dello Spirito Santo?

Fai notare che dobbiamo seguire i suggerimenti che riceviamo dallo Spirito Santo,

anche se qualche volta ciò è difficile.

• Perché qualche volta è necessario molto coraggio per seguire i suggerimenti dello

Spirito Santo?

Citazione Chiedi a un membro della classe di leggere la seguente dichiarazione dell’anziano F.

Enzio Busche, membro dei Settanta:

Citazione e

discussione

«Per seguire i suggerimenti dello Spirito è necessario avere coraggio e buona volontà,

poiché essi possono suscitare i nostri timori quando ci guidano su nuove vie, talvolta

su vie che nessuno prima di noi ha percorso, vie in cui è necessario fare più di

quanto ci è chiesto e comportarsi in un modo completamente diverso da come si

comportano gli uomini del mondo. Per esempio, talvolta siamo spinti dallo Spirito a

sorridere quando qualcuno ci offende, a dimostrare amore in cambio dell’odio

ricevuto, a dire grazie quando altri non troverebbero nulla di cui essere grati, ad

accettare di svolgere compiti che altri si vergognerebbero di eseguire, a chiedere

scusa quando altri invece si giustificherebbero e a fare tutte quelle cose in apparenza

così strane verso cui lo Spirito spinge un cuore retto, onesto e pronto ad ascoltare»

(«L’unico vero tesoro», La Stella, agosto 1980, 31–32).

Spiega che i suggerimenti dello Spirito Santo ci dicono le cose che il Padre celeste

vuole che sappiamo o facciamo. I benefici che riceviamo quando seguiamo questi

suggerimenti compensano abbondantemente le difficoltà o i disagi che possiamo

incontrare nel seguirli.

Leggi le seguenti dichiarazioni di un convertito alla Chiesa. Non rivelare l’identità di

quest’uomo sino a quando gli studenti non hanno risposto alle domande.

«Non posso fare a meno di ricordare quei giorni in cui, quand’ero ancora un

simpatizzante, mi fu lanciata dai missionari la sfida di prepararmi al battesimo.

Questo passo mi sembrava troppo impegnativo, ma… già ardeva in me una

testimonianza della verità di quest’opera…

Lezione 14

Così, con il cuore pieno di timore, accettai la sfida battesimale, ma dissi ai missionari

che mi sarei battezzato soltanto a due condizioni: prima, che non fossi mai chiamato

77


78

a ricoprire alcuna posizione nella Chiesa e, seconda, che non dovessi mai tenere un

discorso».

• Perché a quest’uomo fu necessario tanto coraggio per unirsi alla Chiesa? (Unirsi

alla Chiesa gli avrebbe imposto di fare molti cambiamenti nel suo modo di

vivere).

• Perché egli decise di farsi battezzare? (Lo Spirito Santo lo aveva aiutato ad

acquisire una testimonianza del Vangelo).

• Probabilmente cosa sarebbe accaduto a questo convertito se egli avesse seguito i

suggerimenti dello Spirito Santo di farsi battezzare, e poi avesse ignorato i

successivi suggerimenti rifiutandosi di accettare una chiamata o di tenere un

discorso?

Spiega che quest’uomo seguì la guida dello Spirito Santo dopo il battesimo come

aveva fatto prima. Si tratta dell’anziano F. Enzio Busche, membro del Primo Quorum

dei Settanta, lo stesso uomo che ha fatto la dichiarazione che è stata letta ad alta

voce da un membro della classe qualche minuto fa. L’anziano Busche parlò del suo

battesimo in una conferenza generale, concludendo con le seguenti osservazioni:

«Senza l’affettuosa influenza, il potere e la rassicurazione dello Spirito Santo che

ricevetti mediante l’imposizione delle mani dopo il battesimo affinché mi fosse

d’aiuto, non avrei potuto fare nulla nei vari incarichi che ho avuto in seno alla

Chiesa» (F. Enzio Busche, «Non crediamo tutti nello stesso Dio?» La Stella, ottobre

1980, 50).

Citazione Distribuisci i quattro fogli contenenti la citazione sotto riportata a quattro membri

della classe. Spiega che, dopo la morte del profeta Joseph Smith, Brigham Young fece

un sogno in cui gli apparve Joseph Smith che gli impartì alcune istruzioni. (Vedi

Manuscript History of Brigham Young, 1846–1847, a cura di Elden J. Watson [1971],

529–530). Chiedi ai quattro membri della classe di far conoscere queste istruzioni ai

loro colleghi leggendo i fogli in ordine numerico.

1. Di’ alla gente di mantenersi umile e fedele e di fare in modo di avere vicino lo Spirito del

Signore, ed Esso li guiderà. State attenti a non soffocare la Sua piccola voce tranquilla;

essa vi insegnerà che cosa fare e dove andare…

2. Di’ ai fratelli di mantenere viva nel cuore la loro convinzione affinché, quando lo Spirito

Santo scenderà su di loro, il loro cuore sia pronto a riceverlo. Essi potranno distinguere lo

Spirito del Signore da tutti gli altri spiriti. Esso sussurrerà pace e gioia alla loro anima;

allontanerà dal loro cuore ogni cattiveria, odio, lotta e male e il loro desiderio sarà diretto

unicamente a fare il bene, a compiere opere di rettitudine e a edificare il regno di Dio.

3. Di’ ai fratelli che, se seguiranno lo Spirito del Signore, si manterranno sulla retta via.

4. Ricordati di dire alla gente di conservare lo Spirito del Signore».

Testimonianza Porta testimonianza dell’importanza del dono dello Spirito Santo ed esprimi la tua

gratitudine perché il Padre celeste ci ha dato questo dono per aiutarci. Se lo ritieni

utile puoi parlare ai membri della classe di un’occasione in cui hai ricevuto i

suggerimenti dello Spirito Santo.

Esorta i membri della classe a imparare ad ascoltare i suggerimenti dello Spirito Santo

e a seguirli quando li ricevono.


Attività

supplementari Durante la lezione puoi usare una o più delle seguenti attività.

1. Narra con parole tue la seguente storia tratta dal diario di Wilford Woodruff, che

in seguito diventò quarto presidente della Chiesa:

«Quando tornai a Winter Quarters dopo una missione svolta in Inghilterra, il

presidente Young mi disse: ‹Fratello Woodruff, voglio che tu prenda tua moglie e i

tuoi figli e vada a Boston, dove rimarrai sino a quando avrai radunato ogni santo

di Dio della Nuova Inghilterra e del Canada per mandarli a Sion›. Feci come mi

aveva detto. Ci vollero due anni per raccogliere tutti i santi. Mi unii al gruppo

della retroguardia. Quando arrivammo a Pittsburgh era già calata la sera. Vidi un

battello che si accingeva a salpare. Andai direttamente dal comandante e gli chiesi

se stava per partire. Rispose affermativamente. ‹Quanti passeggeri ha a bordo?›

‹Duecentocinquanta›. ‹Può prenderne altri cento?› ‹Certamente›. ‹Allora›, gli dissi,

‹voglio salire a bordo›. Avevo appena detto queste parole che lo Spirito Santo mi

disse: ‹Non farlo! Né tu né il tuo gruppo dovete salire su questo vapore›… Allora

dissi al comandante che avevo deciso di non salire. Il vapore salpò. Era ormai

notte fonda. Quasi subito a bordo del battello si sviluppò un incendio e tutti

coloro che erano a bordo perirono. Probabilmente avremmo fatto la stessa fine,

se non fosse stato per avvertimento di pericolo che avevo percepito» (Collected

Discourses Delivered by President Wilford Woodruff, His Two Counselors, the

Twelve Apostles, and Others, a cura di Brian H. Stuy, 5 voll. [1987–1992], 5:239).

Invita i membri della classe a parlare di esperienze in cui essi o persone che

conoscono hanno evitato gravi pericoli grazie ai suggerimenti dello Spirito Santo.

2. Porta in classe un sacchetto di caramelle o altro oggetto utile, come ad esempio

una matita. Fanne dono a un membro della classe dicendo che è un regalo da

parte tua. Quindi invitalo a mettersi in tasca l’oggetto oppure a metterlo sotto la

sedia e a non prestarvi più attenzione. Dopo che il membro della classe lo avrà

fatto, chiedigli:

• Di quale utilità è per te attualmente il regalo che ti ho fatto? Sei contento che ti

sia stato fatto questo regalo? Lo hai veramente ricevuto?

• Cosa preferiresti fare con questo regalo?

Spiega che il dono dello Spirito Santo viene dato a tutti i membri della Chiesa

quando vengono confermati dopo il battesimo. È un dono molto prezioso del

nostro Padre in cielo. Ma spesso facciamo l’equivalente spirituale di metterci il

dono in tasca o sotto la sedia e poi lo ignoriamo. Perché questo dono ci sia utile e

prezioso dobbiamo veramente «ricevere lo Spirito Santo», cercando e ascoltando i

Suoi suggerimenti.

3. Se la Videocassetta della Serata familiare (5X376 160) è disponibile, mostra la

sequenza di sei minuti «Seguiamo lo Spirito».

4. Canta insieme ai membri della classe «Amar Gesù», (Inni, No. 67).

Lezione 14

79


Lezione

15

Scopo Insegnare ai membri della classe a capire meglio, ricevere e mettere in pratica le

rivelazioni personali.

Preparazione 1. Leggi attentamente Dottrina e Alleanze 6:14–15; 8:7–9; nono Articolo di fede.

Nota per

l’insegnante

80

Come riconoscere

la rivelazione personale

2. Leggi attentamente i seguenti passi delle Scritture che spiegano come ci possono

giungere le rivelazioni personali: Genesi 41:1–36; Luca 1:26–38; 1 Nefi 4:1–18; 8;

16:10; Dottrina e Alleanze 6:22–23; Mosè 1:8; Joseph Smith 2:30, 33, 59, 62.

3. Letture addizionali: Guida alle Scritture, «Rivelazione», 166–167.

4. Puoi invitare il vescovo o un’altra persona (con l’approvazione del vescovato) che

spieghi in che modo la rivelazione personale ha influito sulla sua vita. (Questo

intervento avrà luogo alla fine della lezione; non è necessario che l’ospite sia

presente in classe durante tutta la lezione).

5. Materiale necessario: serie completa delle Scritture e un pennarello per ogni

membro della classe. Esorta spesso i membri della classe a portare in classe le loro

Scritture ogni settimana.

La Prima Presidenza ha detto: «La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni deve

la sua origine, la sua esistenza e la sua speranza per il futuro ai principi della rivelazione

continua» (Church News, 10 gennaio 1970, 12). Il profeta riceve rivelazioni per tutta la

Chiesa, ma ogni persona può ricevere rivelazioni per far fronte alle proprie necessità

personali. Aiuta i membri della classe a rendersi conto dell’importanza della rivelazione

personale nella loro vita.

Svolgimento

della lezione La rivelazione è il modo usato da Dio per comunicare con i Suoi figli

Attività Scrivi alla lavagna la lettera R e chiedi ai membri della classe quale parola può

indicare questa lettera nel contesto evangelico. Se i membri della classe non

indovinano subito che è Rivelazione, aggiungi le lettere ad una ad una sino a quando

i membri della classe non indovinano quale è.

Discussione • Cos’è la rivelazione? (Il modo usato da Dio per comunicare con i Suoi figli sulla

terra).

Aiuta i membri della classe a trovare il termine «Rivelazione» nella Guida alle

Scritture (pagg. 166- 167). Chiedi a un membro della classe di leggere le seguenti

dichiarazioni nel testo della Guida alle Scritture sotto questa voce e chiedi agli altri

membri della classe di sottolineare questi passi nelle loro Scritture.

«Comunicazione proveniente da Dio ai Suoi figli sulla terra. La rivelazione ci può

pervenire per mezzo della Luce di Cristo, per via di ispirazioni, visioni, sogni o visite

da parte degli angeli. La rivelazione fornisce una guida che può portare il fedele alla

salvezza eterna nel regno celeste».


Citazione e

discussione

Lavagna e

discussione

• Alcune chiese credono che le rivelazioni sono cessate, che Dio non comunica

più con i Suoi figli sulla terra. Perché è importante sapere che le rivelazioni

continuano oggi?

Ogni membro degno della Chiesa ha il diritto di ricevere rivelazioni personali

• Chi può ricevere delle rivelazioni? (Puoi elencare le risposte dei membri della

classe alla lavagna).

Invita un membro della classe a leggere la seguente dichiarazione dell’anziano Boyd

K. Packer:

«La rivelazione non è data soltanto ai profeti. È data anche alle Autorità generali.

I padri e le madri possono ricevere ispirazione, sì, rivelazione… per guidare i loro

figli, e naturalmente ognuno di voi, se vive in modo degno, può ricevere

comunicazioni spirituali per la sua guida personale» (La Stella, dicembre 1974, 512).

Spiega che ogni membro della Chiesa ha il diritto di ricevere rivelazioni personali,

ma a ognuno di noi vengono date rivelazioni corrispondenti alle sue responsabilità

nell’ambito del suo ministero.

• Chi ha il diritto di ricevere le rivelazioni per tutta la Chiesa? (Il profeta).

• Per il rione? (Il vescovo).

• Per la Primaria del rione? (La presidentessa della Primaria del rione).

• Per la vostra famiglia? (Vostro padre, vostra madre).

• Per voi personalmente? (Voi stessi).

Sottolinea che ogni membro della classe che si sforza di vivere rettamente ha il

diritto e il privilegio di ricevere rivelazioni personali.

Le rivelazioni ci pervengono in maniere diverse

Spiega che le rivelazioni di Dio ci pervengono in maniere diverse.

• Quali sono alcuni metodi usati da Dio per comunicare con i Suoi figli?

Elenca alla lavagna le risposte date dai membri della classe. Se menzionano un

metodo, chiedi se ricordano un episodio delle Scritture o della storia della Chiesa in

cui è citato questo tipo di rivelazione. (Dedica a questo argomento soltanto pochi

minuti).

Le risposte possono comprendere:

1. Messaggeri celesti (apparizione di Moroni a Joseph Smith; apparizione dell’angelo

Gabriele a Maria, madre di Gesù).

2. Visioni e sogni (visione avuta da Mosè sulla creazione della terra; sogno di Lehi;

interpretazione da parte di Giuseppe dei sogni di Faraone; sogno fatto da Brigham

Young su Joseph Smith, esaminato nella lezione 14).

3. Strumenti sacri (uso da parte di Lehi della Liahona per sapere dove andare; uso da

parte di Joseph Smith dell’Urim e Thummim per tradurre il Libro di Mormon).

4. Ispirazione (Oliver Cowdery trovò pace e ebbe una testimonianza tramite lo

Spirito Santo; Nefi capisce come può ottenere le tavole di bronzo da Labano).

81


82

• Qual è il metodo più comune tramite il quale i membri della Chiesa ricevono

rivelazioni? (Ispirazione).

Esposizione Ricorda ai membri della classe che l’ispirazione ci perviene tramite lo Spirito Santo

e che può avere la forma di sentimenti, pensieri, o parole. Ripassa nella lezione 14 i

modi in cui lo Spirito Santo può ispirarci (vedi le pagine 76–77).

Nota per

l’insegnante

Spiega che la rivelazione personale può pervenirci anche tramite le Scritture o

un’altra persona. Lo Spirito Santo può suggerirci di leggere un particolare versetto

delle Scritture, oppure può ispirare un genitore, insegnante o dirigente della Chiesa a

dirci ciò che abbiamo bisogno di sapere. (Per esempio quando Joseph Smith voleva

sapere a quale chiesa doveva unirsi gli fu suggerito di pregare, quando lesse nella

Bibbia Giacomo 1:5). Anche le benedizioni del sacerdozio sono una preziosa fonte di

rivelazione personale.

Molti membri della classe hanno ricevuto e riconosciuto l’ispirazione proveniente dallo

Spirito Santo. Alcuni tuttavia possono non averla ricevuta o possono non averla riconosciuta

come tale. Secondo necessità, esorta i membri della classe che riconoscono i suggerimenti

dello Spirito Santo a parlare delle loro esperienze con gli altri membri della classe.

Puoi far notare che Satana cerca di emulare i suggerimenti dello Spirito Santo. Vedi le

informazioni contenute nella terza attività supplementare su come distinguere tra la

rivelazione personale genuina e i falsi suggerimenti di Satana.

Storie e discussione Narra con parole tue le seguenti storie. Commenta con i membri della classe come il

protagonista di ogni storia ricevette la rivelazione personale tramite l’ispirazione.

Storia 1

Nel 1921 gli anziani David O. McKay e Hugh L. Cannon fecero il giro delle missioni

di tutto il mondo. Mentre erano nelle Hawaii andarono a vedere il vulcano Kilauea

insieme ad alcuni missionari. Avendo scorto dentro il cratere una terrazza naturale a

poco più di un metro dall’orlo, gli anziani decisero di raggiungerla per ripararsi dal

vento fresco e per osservare meglio lo spettacolo sottostante. Dopo un po’ l’anziano

McKay disse: «Fratelli, sento che dobbiamo andar via di qui». Appena ebbero

raggiunto l’orlo del cratere, la terrazza si sgretolò completamente e con un grande

boato precipitò dentro la lava sottostante (vedi Cherished Experience from the

Writings of President David O. McKay, a cura di Clare Middlemiss [Salt Lake City]:

Deseret Book Co., 1955], 55–56).

Storia 2

Durante la seconda guerra mondiale un giovane della Chiesa, che faceva parte del

contingente delle forze armate di stanza in Australia, conobbe una famiglia che

abitava in una fattoria vicina alla base militare; con questa famiglia il giovane

trascorreva gran parte del suo tempo libero. I suoi componenti cominciarono a

nutrire interesse per il Vangelo e volevano conoscerlo meglio. Pur avendo da ragazzo

partecipato ai corsi del seminario e del sacerdozio, ora egli non si sentiva preparato

per insegnare loro il Vangelo. Malgrado ciò decise di fare del suo meglio e pregò il

Signore perché lo aiutasse. In seguito ebbe a dire che mentre si sforzava di insegnare

aveva citato molte Scritture che aveva dimenticato da tempo.

Storia 3

Alla nascita Anna era così piccola che la fede nuziale della mamma avrebbe potuto

andarle bene come braccialetto. Quando la mamma morì, lasciò l’anello ad Anna per


Scritture e

discussione

Lavagna e

discussione

ricordo. Un giorno Anna, che portava sempre l’anello della mamma anche quando

svolgeva le faccende domestiche, si accorse di averlo perduto. Lo cercò in tutta la

casa senza risultato. Alla fine si inginocchiò e chiese al Padre celeste di aiutarla. Si

sentì spinta a cercare nella camera da letto: Anna cercò dappertutto, ma non le riuscì

trovarlo. Delusa, andò in un’altra stanza ma, di nuovo, si sentì spinta a cercare nella

stanza da letto. Mentre stava rientrando nella camera, vide l’anello sotto il letto.

Possiamo chiedere la rivelazione personale

Spiega che qualche volta l’ispirazione o rivelazione ci perviene automaticamente,

come avvenne per il presidente McKay nella storia che abbiamo appena esposto. Più

spesso, tuttavia, dobbiamo chiedere la rivelazione di cui abbiamo bisogno, come

fecero i protagonisti delle altre due storie.

• In che modo Anna e il giovane militare chiesero di avere una rivelazione

personale? (Tramite la preghiera).

Spiega che quando Joseph Smith e Oliver Cowdery lavoravano alla traduzione del

Libro di Mormon, il Signore insegnò a Oliver come poteva chiedere e ricevere la

rivelazione di cui aveva bisogno per tradurre. Possiamo usare lo stesso schema per

chiedere una rivelazione personale.

Leggi insieme con i membri della classe Dottrina e Alleanze 9:7–9 e commentate i

passi necessari per ricevere una rivelazione indicati in questi versetti. Spiega che

dobbiamo chiedere al Padre celeste se una decisione è giusta, anziché chiederGli di

prendere la decisione al nostro posto.

Fai notare che non sempre riceviamo un’ispirazione nella stessa maniera in cui la

ricevette Oliver Cowdery. Possiamo semplicemente provare un senso di pace, invece

di sentire ardere una fiamma nel nostro petto, oppure possiamo sentirci a disagio

riguardo a una decisione sbagliata.

• Quali sono alcune determinate questioni per le quali le persone della vostra età

possono aver bisogno di chiedere una rivelazione personale? (Se è indicato per la

tua classe puoi sostituire la prima attività supplementare con questa discussione).

Elenca alla lavagna le risposte date dai membri della classe, le quali potranno

comprendere:

Resistere alla tentazione

Capire le Scritture

Sopportare le malattie e le avversità

Vincere lo scoraggiamento

Tenersi lontani dai pericoli

Scegliere dei buoni amici

Acquisire una testimonianza

Prepararsi per la missione

Svolgere gli incarichi della Chiesa

Andare d’accordo con i propri familiari

Citazione Invita i membri della classe a leggere la seguente dichiarazione del presidente

Lorenzo Snow, quinto presidente della Chiesa:

Lezione 15

«Anche per le piccole questioni lo Spirito di Dio… ci rivela ciò che dobbiamo fare

dandoci dei suggerimenti. Per poter capire questi suggerimenti dobbiamo imparare a

83


Storie e discussione Storia 1

84

comprendere la Sua natura, in modo da fare sempre la cosa giusta. Questo è il grande

privilegio di ogni Santo degli Ultimi Giorni: noi sappiamo che è nostro diritto

ricevere le manifestazioni dello Spirito in ogni giorno della vita» (Conference Report,

aprile 1899, 52).

Sottolinea che possiamo avere la guida del Signore in ogni occasione.

Dobbiamo agire in base alle rivelazioni che riceviamo

Sottolinea che quando riceviamo una rivelazione o ispirazione riguardo a una cosa

che dobbiamo fare, dobbiamo agire. Leggi o fai leggere ai membri della classe le

seguenti storie e commentate cosa sarebbe accaduto se il protagonista di ogni storia

non avesse agito in base all’ispirazione ricevuta.

«Andavamo a cavallo nella fattoria di mio zio. Mio padre disse a me, al mio fratellino

e alla mia sorellina che potevamo cavalcare nel campo dove mio zio stava lavorando.

Avevamo appena iniziato a trottare quando mio fratello e mia sorella dissero entrambi

che non ci volevano andare. Io cominciai ad attraversare il campo, ma subito mi

sembrò che qualcuno avesse detto: ‹Torna indietro›. All’inizio ignorai

quell’impressione e continuai a far trottare il cavallo, ma la voce si fece nuovamente

sentire. Era una voce molto sommessa. Fermai il cavallo. Proprio allora il cavallo vide

un grosso serpente e cominciò a scalciare. Riuscii a girarlo e a calmarlo, ma se fosse

andato al trotto quando aveva cominciato a scalciare sarei stato gettato a terra e mi

sarei fatto molto male.

• Cosa poteva accadere se il protagonista della storia avesse ignorato la voce che gli

diceva: «Torna indietro»?

Storia 2

«Ero in compagnia di alcune amiche. Una di loro non apparteneva alla Chiesa. Ebbi

l’impressione di doverle dire in che cosa crede la nostra chiesa. Il solo pensiero mi

spaventava. Ero sicura di non saperlo fare, ma una voce sembrava dirmi: ‹Sì che puoi!

Fallo subito!›. Chiesi subito alla mia amica se potevo parlarle della nostra chiesa. Ella

rispose: ‹Va bene›. Così lo feci. Non mi sentivo più spaventata. Ben presto cominciò a

fare delle domande e tutte le altre ragazze cominciarono a parlarle della Chiesa.

Parlammo a lungo. Ero molto contenta di aver trovato il coraggio di chiederglielo.

• Cosa poteva accadere se la protagonista non avesse seguito l’ispirazione di parlare

della Chiesa alla sua amica?

Fai notare che in questo caso la ragazza non sarebbe stata danneggiata per il fatto di

ignorare l’ispirazione, ma la sua amica non avrebbe conosciuto la Chiesa in quel

momento. Inoltre fai notare che se non agiamo in base all’ispirazione che riceviamo,

diventa più difficile ricevere l’ispirazione in seguito quando ne abbiamo bisogno. Più

chiediamo e agiamo in base alla rivelazione personale ricevuta, più siamo

sintonizzati e pronti a riceverla.

Testimonianza Invita l’ospite a parlare di come la rivelazione personale ha influito sulla sua vita. Se

non hai invitato un ospite, parla di come la rivelazione personale ha influito sulla

tua vita, oppure porta testimonianza dell’importanza della rivelazione personale

nella nostra vita.

Esorta i membri della classe a cercare devotamente la rivelazione personale quando

hanno bisogno di una guida.


Attività

supplementari Durante la lezione puoi usare una o più delle seguenti attività.

1. Scrivi su altrettanti fogli di carta delle situazioni in cui i membri della classe

possono aver bisogno di rivelazioni personali (prepara almeno un foglietto

per ogni membro della classe). Metti questi foglietti in una ciotola, cestino o

vasetto e portali in classe. Porta anche una bottiglia dal collo sottile.

Chiedi ai membri della classe di disporre le sedie in cerchio. Metti la bottiglia

sul pavimento in mezzo al cerchio e falla girare. Quando la bottiglia smette di

girare, il membro della classe verso il quale punta il collo sceglie un pezzo di carta

e spiega come la rivelazione personale potrebbe aiutarlo se si trovasse nella

situazione ivi descritta.

Dopo che il membro della classe ha risposto, fa’ girare la bottiglia; il turno passa a

un altro membro della classe. (Se la bottiglia indica un membro della classe che ha

già estratto un foglietto falla girare di nuovo).

Situazioni possibili:

Sei tentato di fare uso di droga.

Tua madre è ammalata di cancro.

Non hai veri amici.

Senti di non avere una testimonianza.

Tuo padre ha perduto il lavoro.

Vuoi capire meglio le Scritture.

Vuoi sapere come puoi cominciare a prepararti per la missione.

Non vai d’accordo con il tuo fratello maggiore.

Lezione 15

2. Se le Videocassette del Libro di Mormon (5X785 160) e (5X800 160) sono disponibili,

mostra la sequenza di sette minuti «Io preparerò la via». Chiedi perché la giovane

protagonista della storia aveva bisogno di una rivelazione personale e in che

modo la ricevette.

3. Spiega ai membri della classe che qualche volta Satana ci fa pervenire forti

impressioni che possiamo confondere con le rivelazioni provenienti da Dio.

L’anziano Boyd K. Packer, membro del Quorum dei Dodici Apostoli, ci ha spiegato

come possiamo riconoscere un’impressione proveniente da Satana. Invita un

membro della classe a leggere la seguente dichiarazione dell’anziano Packer:

«Possono esservi rivelazioni contraffatte, suggerimenti del diavolo… sino a

quando vivrete, in un modo o nell’altro, l’Avversario cercherà di condurvi a

traviamento… Se ricevete un suggerimento che vi spinge a fare una cosa che vi fa

sentire a disagio, una cosa che nella vostra mente sapete essere sbagliata e

contraria ai principi della rettitudine, non la accettate» (La Stella, gennaio 1995,

69; corsivo nell’originale).

Puoi far notare che in una situazione come questa la vera rivelazione è proprio il

senso di disagio. Questo senso di disagio ci è dato dallo Spirito Santo, che ci

ammonisce che quello che stiamo pensando di fare è sbagliato.

Sottolinea che Dio non darà mai loro una rivelazione personale che contraddica

quello che è già stato rivelato nelle Scritture.

85


Lezione

16

Scopo Accrescere nei membri della classe la gratitudine per le Scritture e il desiderio di

studiarle e metterle in pratica.

Preparazione 1. Leggi attentamente 1 Nefi 8; 15:23–24; 19:23; 2 Nefi 4:15–16; Dottrina e Alleanze

1:38; 18:34–36; 68:3–4.

Nota per

l’insegnante

86

2. Scrivi su altrettanti cartoncini le cinque situazioni proposte nella lezione a pagina

89 (o cinque situazioni simili più adatte ai membri della tua classe). Descrivi su

ogni cartoncino la situazione e la domanda che la segue, ma non i riferimenti

scritturali che vengono dopo la domanda.

3. Leggi attentamente i seguenti passi delle Scritture che potrai utilizzare per l’attività

di cui sopra: Esodo 20:15; Salmi 31:1; 37:8; Matteo 6:33; Luca 15:11–32; i

Tessalonicesi 5:22; 1 Timoteo 4:12; 1 Nefi 3:7; 2 Nefi 2:27; 9:18; Mosia 13:20;

Alma 27:27; Dottrina e Alleanze 4:2; 10:5; 88:119; tredicesimo Articolo di fede.

4. Prepara per ogni membro della classe una copia del calendario proposto alla fine

della lezione.

5. Materiale necessario:

a. Penna o matita per ogni membro della classe.

b. L’illustrazione del sogno di Lehi dell’albero della vita (illustrazione 6 alla fine

del manuale; 62620).

c. Serie completa delle Scritture e un pennarello per ogni membro della classe.

Esorta spesso i membri della classe a portare in classe le loro Scritture ogni

settimana.

Quando leggiamo le Scritture è come se sentissimo il Signore che ci parla direttamente (vedi

DeA 18:35–36). Aiuta i membri della classe a capire che il sincero studio delle Scritture ci dà

non soltanto il modo di comprendere i principi eterni, ma anche la forza per affrontare le

difficoltà della vita fornendoci ispirazione e la soluzione dei nostri problemi. L’anziano

Dallin H. Oaks, membro del Quorum dei Dodici Apostoli, ha detto: «Poiché crediamo che la

lettura delle Scritture possa aiutarci a ricevere rivelazioni, siamo incoraggiati a leggerle

ripetutamente. Grazie a questo mezzo arriviamo a conoscere quello che il nostro Padre in

cielo vuole che sappiamo e facciamo oggi. Questo è uno dei motivi per cui i Santi degli Ultimi

Giorni credono nell’importanza dello studio quotidiano delle Scritture» («Scripture Reading

and Revelation», Ensign, gennaio 1995, 8).

Svolgimento

della lezione «La mia anima si diletta nelle Scritture»

Tenetevi stretti alla

verga di ferro

Citazione Chiedi a un membro della classe di leggere la seguente dichiarazione del presidente

Harold B. Lee, undicesimo presidente della Chiesa:

«Se vi è una cosa estremamente necessaria in questi tempi di agitazione e di

frustrazione, in cui uomini, donne, giovani e ragazzi cercano disperatamente le


Scritture e

discussione

risposte ai problemi che affliggono l’umanità, questa è una ‹verga di ferro› che sia

una guida sicura lungo l’angusto sentiero che porta alla vita eterna» (Stand Ye in Holy

Places [1974], 351).

• Cosa può essere la «verga di ferro» alla quale si riferisce il presidente Lee?

Accetta tutte le risposte, quindi spiega che il presidente Lee si riferisce alla verga di

ferro vista in sogno dal profeta Lehi. Mostra l’immagine del sogno di Lehi e riassumi

brevemente 1 Nefi 8. Quindi invita i membri della classe a leggere 1 Nefi 15:23–24.

• Per quali aspetti la parola di Dio si può paragonare a una verga di ferro?

• Dove possiamo trovare la parola di Dio?

Elenca alla lavagna le risposte date dai membri della classe. Se essi menzionano

soltanto le opere canoniche, invitali a leggere Dottrina e Alleanze 1:38 e aggiungi

all’elenco «Insegnamenti dei profeti degli ultimi giorni». Spiega che le Scritture

(compresi gli insegnamenti dei profeti degli ultimi giorni, che sono considerati

Scritture) contengono la parola di Dio al Suo popolo (vedi anche DeA 18:34–36;

68:3–4).

Storia e discussione Chiedi a un membro della classe di leggere la seguente storia narrata dal presidente

Spencer W. Kimball, che parla di alcuni Santi degli Ultimi Giorni che andarono in

guerra:

Scritture e

discussione

«Alcuni membri della Chiesa che erano stati fatti prigionieri venivano tenuti nel

quasi totale isolamento. Non era concesso loro di leggere le Scritture; in seguito

essi riferirono come questa privazione li avesse afflitti più della mancanza di cibo

e persino più della perdita della libertà. Che cosa non avrebbero dato per qualche

pagina di quella Bibbia o di quel Libro di Mormon che giacciono inutilizzati nei

nostri scaffali! Essi allora compresero pienamente quali erano i sentimenti di Nefi

quando scriveva:

‹Poiché la mia anima si delizia delle Sacre Scritture, e il mio cuore le pondera, e le

scrivo per l’istruzione e il profitto dei miei figli.

Ecco, la mia anima si delizia per le cose del Signore; ed il mio cuore pondera

continuamente tutto ciò che ho visto e udito› (2 Nefi 4:15–16)» (Spencer W. Kimball,

«Investigate le Scritture», La Stella, settembre 1976, 2).

• Perché le Scritture erano tanto importanti per quegli uomini?

Invita i membri della classe a rispondere in silenzio alle seguenti domande:

• Quanto sono importanti per voi le Scritture? Vi «deliziate» nelle Scritture?

«Applicai infatti a noi tutti le Scritture»

• Perché è importante leggere e studiare le Scritture? (Le risposte possono

comprendere i seguenti motivi: perché esse portano testimonianza di Cristo;

perché Dio ci ha comandato di farlo; perché ci insegnano il Vangelo; perché

possono aiutarci ad acquisire o ad accrescere la nostra testimonianza; perché

possono aiutarci a trovare la soluzione ai nostri problemi).

Ricorda ai membri della classe la lezione precedente sulla rivelazione personale.

Spiega che possiamo ricevere delle rivelazioni personali tramite la lettura e lo studio

87


88

delle Scritture. Le Scritture contengono consigli del Signore che riguardano tanto noi

quanto le persone che li ricevettero per primi e li misero per iscritto.

Chiedi ai membri della classe di leggere e sottolineare 1 Nefi 19:23. Invita un

membro della classe a leggere ad alta voce questo versetto.

• Cosa significa applicare a noi tutte le Scritture?

Storia e discussione Leggi o racconta la seguente storia:

Attività basata

sulle Scritture

Jessi Ramsey era l’unica adolescente del piccolo ramo della Chiesa di Sand Point, in

Alaska. Ella spesso si sentiva sola e si chiedeva se credeva veramente nel Vangelo.

Ella dice: «Per qualche tempo lessi il Libro di Mormon, ma non mi sembrava di fare

nessun progresso. Satana certamente faceva tutto il possibile per impedirmi di

ricevere una testimonianza».

Poi a scuola attraversò un giorno particolarmente difficile. Aveva dimenticato di

portare con sé la colazione, aveva litigato con un’amica ed era stata colpita

violentemente da un dischetto di gomma da hockey. Quando tornò a casa si chiuse

nella sua stanza e cominciò a piangere.

Ella spiega: «Quando le lacrime cessarono, notai che avevo lasciato aperto sulla mia

scrivania un libro di Scritture. Mentre lo raccoglievo per metterlo via, i miei occhi

caddero su un versetto che avevo sottolineato. Lessi in Dottrina e Alleanze 18:10–11:

‹Ricordate che il valore delle anime è grande agli occhi di Dio; poiché, vedete, il

Signore vostro Redentore soffrì la morte nella carne, pertanto Egli soffrì i dolori di

tutti gli uomini, perché tutti gli uomini potessero pentirsi e venire a Lui›.

Improvvisamente mi resi conto che Cristo mi amava e che io volevo conoscerLo

meglio. Avevo pensato che la mia testimonianza mi sarebbe stata regalata. Credevo

che fosse facile ottenerla. Ora so che… devo cercare, meditare e pregare… Se avrò

fede, il Salvatore mi aiuterà…

Quella sera decisi di cominciare a leggere di nuovo il Libro di Mormon. Questa volta

mi impegnai a portare a termine la lettura» (Jessi Ramsey, «No Girl Is an Island», New

Era, marzo 1994, 9).

• In che modo Jessi applicò a sé le Scritture? In che modo questo le fu di aiuto?

• Avete mai sentito che un passo delle Scritture che leggevate si applicava

espressamente a voi? In che modo le Scritture vi hanno aiutati a prendere una

decisione o a risolvere un problema?

Concedi alla classe alcuni minuti per meditare su queste domande prima di

rispondere. Puoi raccontare un’esperienza che tu stessa hai fatto.

Fai notare che nella storia precedente Jessi trovò il passo delle Scritture che le fu di

aiuto semplicemente aprendo il libro. Di solito, tuttavia, troviamo la risposta alle

domande e la soluzione dei problemi studiando e cercando determinati passi delle

Scritture. (Prima di dare inizio alla seguente attività puoi insegnare ai membri della

classe a usare la Guida alle Scritture. Vedere altre informazioni nella prima attività

supplementare).

Dividi la classe in piccoli gruppi e consegna a ognuno di essi un cartoncino con su

scritta una delle seguenti situazioni: (o un’altra situazione più adatta ai membri della

classe). Invita i componenti di ogni gruppo a cercare nelle Scritture i versetti che


potrebbero aiutare il protagonista della situazione scritta sul loro cartoncino. (Vi

sono molte possibilità per ogni situazione. Concedi ai membri della classe il tempo

necessario a cercare per proprio conto i passi delle Scritture. Tuttavia, se un gruppo

incontra difficoltà nel trovare i versetti, preparati a dare il tuo aiuto).

Quando ogni gruppo avrà trovato almeno un passo delle Scritture pertinente, invita i

componenti del gruppo a leggere al resto della classe la situazione scritta sul loro

cartoncino e indicare il passo delle Scritture che hanno trovato. Invitali a spiegare

come questi passi delle Scritture possono aiutare una persona che si trova nella

situazione descritta.

Situazione 1

Leo è l’unico membro della Chiesa della sua scuola. La maggior parte dei suoi

compagni di classe lo rispettano e lo ammirano perché osserva le norme della

Chiesa, ma alcuni studenti lo mettono in ridicolo e lo perseguitano.

• Quali passi delle Scritture potrebbero aiutare Leo ad affrontare il ridicolo e le

persecuzioni di cui è oggetto? (Salmi 31:1; 2 Nefi 9:18; DeA 10:5).

Situazione 2

Carla ha una sorella che è diventata poco attiva. I suoi genitori hanno dedicato

lunghe ore a cercare di riportare la ragazza nella Chiesa. Ultimamente Carla è tentata

di smettere di andare in chiesa, in modo da poter ricevere la stessa attenzione che

viene dedicata a sua sorella.

• Quali passi delle Scritture potrebbero aiutare Carla a liberarsi di questi sentimenti

negativi? (Salmi 38:8; Luca 15:11–32; Mosia 13:10).

Situazione 3

Durante le ultime settimane Enrica ha avuto molto da fare e ora si sente stanca. Le

sembra di non avere mai abbastanza tempo per fare ogni giorno quello che c’è da

fare. Alla fine decide di non prendere più nuovi impegni. Ora il vescovo l’ha

chiamata come presidentessa della sua classe delle Api.

• Quali passi delle Scritture possono essere utili a Enrica? (Matteo 6:33; 1 Nefi 3:7;

DeA 4:2; 88:119).

Situazione 4

Gli amici di Giorgio stanno preparando una festa. Una delle attività in programma è

la proiezione di una videocassetta che non risponde alle norme della Chiesa né a

quelle stabilite dalla sua famiglia.

• Quali passi delle Scritture possono aiutare Giorgio a prendere una decisione

riguardo alla festa? (1 Tessalonicesi 5:22; 1 Timoteo 4:12; 2 Nefi 2:27).

Situazione 5

Lezione 16

Gianna e un’amica andarono a fare spese. Quando furono uscite dal negozio l’amica

mostrò a Gianna alcune matite che aveva preso senza pagarle. Disse a Gianna che

era facile nasconderle quando il commesso non guardava nella sua direzione e che,

poiché le matite costavano poco, prendendole non aveva fatto del male a nessuno.

Ella sfidò Gianna a prendere qualcosa la prossima volta che fossero andate nel

negozio.

89


Lavagna e

discussione

Attività del

calendario

90

• Quali passi delle Scritture possono aiutare Gianna a decidere cosa fare? (Esodo

20:15; Alma 27:27, tredicesimo Articolo di fede).

«Studia la mia parola»

• Perché è importante studiare le Scritture ogni giorno, e non soltanto quando

abbiamo bisogno di una specifica risposta o soluzione?

• Perché qualche volta abbiamo difficoltà a studiare le Scritture ogni giorno?

Elenca in colonna alla lavagna le risposte date dai membri della classe.

• Cosa possiamo fare per rendere lo studio delle Scritture più facile e più proficuo

per noi?

Elenca in un’altra colonna alla lavagna le risposte date dai membri della classe

commentandole brevemente una per una. Accetta tutte le risposte, ma concentrati

su quelle che corrispondono alle difficoltà elencate nella prima colonna. Per esempio

se abbiamo difficoltà nello studiare le Scritture perché abbiamo sonno, possiamo

leggerle in un altro momento del giorno.

Consegna a ogni membro della classe una matita e una copia del calendario,

invitandolo a inserirvi le date a cominciare da oggi.

Esorta i membri della classe a leggere qualcosa nelle Scritture – anche un solo

versetto – ogni giorno per un mese. Invitali a prendere nota di questa lettura

colorando o segnando la casella ogni giorno in cui leggono le Scritture. Invitali a

decidere subito quando e cosa leggeranno e a scrivere queste informazioni sul

retro del calendario.

Testimonianza Porta testimonianza dell’importanza che hanno le Scritture, sia per la Chiesa nel suo

insieme che per noi personalmente. Puoi parlare di un’esperienza personale in cui le

Scritture ti hanno aiutata.

Esorta i membri della classe a studiare le Scritture ogni giorno e a rivolgersi ad esse

per trovare la risposta a questioni personali o la soluzione ai loro problemi.

Attività

supplementari Durante la lezione puoi usare una o più delle seguenti attività.

1. Insegna ai membri della classe a consultare i sussidi allo studio delle Scritture,

come ad esempio le note a piè di pagina, e in particolare la Guida alle Scritture.

2. Porta in classe alcune illustrazioni ritagliate da una rivista o giornale. Mostrale ai

membri della classe e invitali a trovare i passi delle Scritture che potrebbero essere

usati come didascalia per dette illustrazioni. Consegna una illustrazione a ogni

membro della classe invitandolo a lavorare per conto suo; oppure puoi mostrare la

stessa immagine a tutti i membri della classe e invitarli a trovare insieme un passo

delle Scritture adatto.

Alcuni esempi di illustrazioni e passi delle Scritture che possono servire come

didascalia sono:

a. candela o lampadina – Matteo 5:14 («Voi siete la luce del mondo»).

b. cielo stellato – Mosè 1:33 («Ed Io ho creato mondi innumerevoli»).


c. fattoria – 3 Nefi 15:24 («Voi siete le mie pecore») oppure 3 Nefi 10:4 («Vi ho

raccolto, come una chioccia raccoglie i suoi pulcini sotto le sue ali»).

d. prato in fiore – Salmi 23:2 («Egli mi fa giacere in verdeggianti pascoli»).

e. neonato – Matteo 18:3 («Se non mutate e non diventate come i piccoli

fanciulli, non entrerete punto nel regno dei cieli»).

3. Benda un membro della classe e chiedigli di camminare in linea retta attraverso la

stanza (assicurati di togliere dal suo percorso sedie o altri ostacoli). Poi invita due

membri della classe a improvvisare una «verga di ferro» tendendo una corda o

pezzo di spago attraverso la stanza e tenendolo teso. Chiedi al membro della classe

bendato di camminare di nuovo in linea retta attraverso la stanza, questa volta

tenendosi alla corda o spago. Fagli togliere la benda e invitalo a dire alla classe se è

stato più facile attraversare la stanza senza la «verga di ferro» o con il suo aiuto.

(Se il membro della classe ha trovato più facile attraversare la stanza senza la corda

o spago, chiedigli per quanto tempo avrebbe potuto camminare in linea retta

senza tale «verga di ferro»).

Spiega che passare attraverso questa vita senza le Scritture è come cercare di

camminare in linea retta senza la corda che ci guida. Le Scritture ci aiutano a

rimanere sulla via della rettitudine.

Lezione 16

4. Insieme alla classe leggete o cantate le parole de «La verga di ferro» (Inni, No. 174).

91


Domenica Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì Sabato


Ti siam grati, o Signor,

per il Profeta

Scopo Ispirare nei membri della classe il desiderio di ascoltare, seguire e sostenere il Profeta.

Preparazione 1. Leggi attentamente Amos 3:7; Matteo 16:19; Efesini 2:19–20; 1 Nefi 22:2;

Mosia 8:17; Dottrina e Alleanze 1:14, 38; 21:4–6; 58:18; 68:3.

Nota per

l’insegnante

2. Prepara per ogni membro della classe una copia del cruciverba che si trova alla

fine della lezione. Se non ti è possibile riprodurre le copie necessarie scrivi il

cruciverba alla lavagna.

3. Materiale necessario:

a. Carta e matita per ogni membro della classe.

b. Il ritratto dell’attuale presidente della Chiesa.

c. Alcune copie di recenti numeri de La Stella contenenti i discorsi tenuti alle

conferenze generali da usare per l’attività proposta a pagina 94. (I numeri de La

Stella contenenti gli atti delle conferenze generali sono quelli di gennaio e

luglio),

d. Innari per i membri della classe per cantare l’inno proposto alla fine della

lezione (vedi la pagina 96).

e. Serie completa delle Scritture e un pennarello per ogni membro della classe.

Esorta spesso i membri della classe a portare in classe le loro Scritture ogni

settimana.

Il Signore nel Suo amore e nella Sua saggezza ha chiamato i profeti perché ci guidino e ci

aiutino ad affrontare le difficoltà del nostro tempo. È davvero una benedizione sapere che i

consigli che riceviamo dal profeta sono quelli che uscirebbero direttamente dalle labbra del

Signore. Sottolinea l’importanza di avere un profeta vivente oggi. Noi sosteniamo tutti i

membri della Prima Presidenza e del Quorum dei Dodici Apostoli come profeti, ma questa

lezione si incentra sul presidente della Chiesa, il portavoce del Signore sulla terra.

Svolgimento

della lezione I messaggi del Signore ci pervengono attraverso il profeta

Storia e discussione Leggi o narra la seguente storia:

Lezione

17

Molti anni fa, prima che sull’Isola di Tahiti ci fosse un tempio, trenta membri della

Chiesa di quell’isola avevano programmato da lungo tempo di recarsi al Tempio

delle Hawaii. Avevano lavorato duramente per riparare un battello e per risparmiare

il denaro necessario per il viaggio. Avevano anche chiesto e ricevuto il permesso di

compiere quel viaggio dal loro governo e dal presidente David O. Mckay, che a quel

tempo era presidente della Chiesa.

Poco prima della data fissata per il viaggio ai membri della Chiesa che sarebbero

andati al Tempio delle Hawaii fu chiesto di radunarsi nella sede della missione per

tenere una riunione. Furono informati che quello stesso giorno era arrivato un

messaggio del presidente McKay, il quale chiedeva loro di non compiere quel viaggio.

93


94

• Cosa provereste se, dopo aver fatto tutti i preparativi necessari, all’ultimo

momento vi fosse chiesto di non partire?

• I vostri sentimenti sarebbero diversi se sapeste che il profeta di Dio vi ha chiesto di

non compiere il viaggio? Perché o perché no?

Narra la conclusione della storia:

I membri della Chiesa non capivano perché non potevano compiere quel viaggio,

ma avevano una testimonianza che il presidente McKay era un profeta, perciò

accettarono il suo consiglio.

Alcuni giorni dopo il comandante del battello che i santi avevano noleggiato per

compiere il viaggio ricevette una telefonata dal porto dove era ormeggiato il battello.

Gli fu detto di recarsi immediatamente sul posto perché il battello stava affondando.

Quando esaminò il battello, si accorse che gli operai che avevano provveduto alla

riparazione si erano limitati a riverniciare una parte della chiglia ormai corrosa e un

tubo arrugginito. Appena l’imbarcazione era uscita dal bacino di carenaggio, quelle

parti si erano rotte lasciando entrare l’acqua e il battello era affondato. Se i membri

della Chiesa avessero iniziato il viaggio avrebbero fatto naufragio durante la

navigazione verso le Hawaii.

I membri della Chiesa avevano accettato il consiglio del profeta senza sapere perché

era stato impartito, ma ora essi capivano perché era stato consigliato loro di non

compiere quel viaggio. Sicuramente erano molto contenti di aver seguito il consiglio

del profeta (vedi R. Lanier and JoAnn M. Britsch, «A Prophet’s Warning», New Era,

maggio 1976, 12–14).

Attività Mostra il ritratto dell’attuale presidente della Chiesa.

Distribuisci le copie de La Stella contenenti i più recenti discorsi tenuti alle

conferenze. Puoi dividere i membri della classe in piccoli gruppi consegnando una

copia della rivista a ognuno di essi, oppure puoi dare una copia a ogni membro della

classe. Invita i membri della classe a cercare i discorsi dell’attuale presidente della

Chiesa e a notare alcune cose che egli ci ha chiesto di fare.

• Quali consigli ci ha dato ultimamente il Signore tramite il Profeta?

Elenca alla lavagna le risposte date dai membri della classe. Porta testimonianza che

proprio come i protagonisti della storia furono protetti per aver seguito il consiglio

del presidente David O. McKay, anche noi saremo benedetti se seguiremo i consigli

del profeta.

Possiamo sapere se il profeta rappresenta Dio

Storia e discussione • Perché è importante avere una testimonianza che il Signore parla tramite il

profeta?

Chiedi a un membro della classe di leggere la seguente storia narrata dall’anziano

Boyd K. Packer:

«La sera di un venerdì, uscito dal mio ufficio, stavo aspettando l’ascensore che

doveva portarmi al piano terreno.

Quando le porte dell’ascensore, che proveniva dal quinto piano, si aprirono, vidi

all’interno il presidente Joseph Fielding Smith. Ebbi un momento di sorpresa alla sua

vista, poiché il suo ufficio è su un piano inferiore.


Lavagna e

discussione

Attività basata

sulle Scritture

Come lo vidi inquadrato nella porta dell’ascensore, sentii nascere in me una

possente testimonianza: ecco il profeta di Dio. Questa dolce voce dello Spirito che è

così simile alla luce, che è affine alla pura intelligenza, mi infuse la certezza che

quello era il profeta di Dio.

Non c’è bisogno che io descriva ulteriormente questi sentimenti ai Santi degli Ultimi

Giorni. Questo genere di testimonianza è una caratteristica di questa chiesa: non è

un privilegio riservato a coloro che occupano alti uffici, ma è una testimonianza non

soltanto disponibile, ma necessaria, per ogni membro» (La Stella, gennaio 1972,

11–12).

• Come seppe l’anziano Packer che il presidente Smith era il profeta di Dio?

Sottolinea che la testimonianza dell’anziano Packer fu confermata dallo Spirito

Santo, non dalla vista del presidente Smith. Se lo ritieni utile, spiega ai membri della

classe come hai ricevuto la testimonianza dello Spirito Santo che il presidente della

Chiesa è il profeta di Dio. Invita i membri della classe a spiegare come hanno

acquisito una testimonianza del profeta.

• Cosa possiamo fare per ricevere una testimonianza dallo Spirito Santo che il

presidente della Chiesa è un profeta di Dio?

Elenca alla lavagna le risposte date dai membri della classe, tra le quali potranno

esservi pregare, digiunare, leggere i suoi discorsi, seguire la conferenza alla

televisione e mettere in pratica i suoi consigli.

Le Scritture ci insegnano a seguire il profeta

Consegna a ogni membro della classe una matita e una copia del cruciverba. (Se non

hai fatto copie del cruciverba, scrivilo alla lavagna, leggi ad alta voce le domande

e invita i membri della classe a collaborare per fornire le risposte giuste). Esortali a

sottolineare questi passi delle Scritture man mano che li leggono. Concedi alla classe

il tempo sufficiente perché ognuno possa completare il cruciverba. Dopo che i

membri della classe avranno finito, leggi e commenta ogni dichiarazione.

Cruciverba

Completate il cruciverba fornendo le risposte alle seguenti dichiarazioni:

Orizzontali

1. Le ____________ del regno (Chiesa) sono enunciate dai profeti. (Vedi Dottrina e

Alleanze 58:18).

2. Dobbiamo accettare i consigli del profeta con tutta pazienza e ____________. (Vedi

Dottrina e Alleanze 21:4–5).

3. Il Profeta parla secondo quanto gli è suggerito dallo ___________________. (Vedi Dottrina

e Alleanze 68:3).

4. Il profeta detiene le ____________ del regno dei cieli. (Vedi Matteo 16:19).

5. Dio rivela i Suoi segreti ai Suoi servi, i ____________. (Vedi Amos 3:7).

Verticali

Lezione 17

6. L’organizzazione della Chiesa è basata sulle fondamenta degli apostoli e dei profeti

con ___________________ come pietra angolare. (Vedi Efesini 2:19–20).

95


96

7. Coloro che non ascoltano le parole del profeta saranno ____________. (Vedi Dottrina e

Alleanze 1:14).

8. Noi sosteniamo il presidente della Chiesa come profeta, veggente e rivelatore.

Veggente è colui che conosce il passato e le cose a ____________. (Vedi Mosia 8:17).

9. La voce del Signore e la voce del profeta della Chiesa sono le ____________. (Vedi

Dottrina e Alleanze 1:38).

«Ti siam grati, o Signor, per il Profeta»

Inno Spiega che William Fowler, un convertito britannico battezzato nel 1849, era

talmente emozionato al pensiero che tra la gente ci fosse un profeta di Dio, che

scrisse le parole dell’inno «Ti siam grati, o Signor, per il Profeta» (Inni, No. 11).

Distribuisci gli innari e invita i membri della classe a cantare o leggere le parole di

questo inno.

• Perché siete grati di essere guidati da un profeta?

Testimonianza Porta ai membri della classe la tua testimonianza dell’attuale presidente della Chiesa.

Esortali a seguire i suoi consigli.

Attività

supplementari Durante la lezione puoi usare una o più delle seguenti attività.

1. Chiedi ai membri della classe di alzare la mano se sono in grado di recitare il nono

Articolo di fede. Invita coloro che hanno alzato la mano a recitarlo. Se nessuno si

è offerto volontario, aiutali a ripassarlo e impararlo a memoria svolgendo il

seguente esercizio:

Scrivi l’Articolo di fede alla lavagna e invita i membri della classe a ripeterlo

diverse volte. Ogni volta che lo ripetono cancella una delle parole principali.

Continua questa procedura sino a quando essi sono in grado di recitare

l’intero Articolo di fede a memoria.

• Perché è importante credere che Dio «rivelerà ancora molte cose grandi e

importanti in merito al regno di Dio?»

• A chi Dio rivela la Sua volontà riguardo alla Chiesa, ossia il Suo regno?

(Al presidente della Chiesa).

2. Mostra i ritratti dei profeti degli ultimi giorni (62575; Corredo di illustrazioni per

lo studio del Vangelo 506). Usa un foglio di carta per coprire i nomi sotto la prima

fila di ritratti e vedi quanti profeti i membri della classe riescono a riconoscere.

Fai lo stesso con le altre file di ritratti.


Quiz

Completate il quiz riempiendo gli spazi vuoti nelle seguenti dichiarazioni.

Orizzontali

1

1. Dio rivela i Suoi segreti ai Suoi servi, i ___________________.

(Vedi Amos 3:7).

2. Il profeta detiene le ___________________ del regno dei cieli.

(Vedi Matteo 16:19).

3. Coloro che non ascoltano le parole del profeta saranno

___________________. (Vedi Dottrina e Alleanze 1:14).

4. Dobbiamo accettare i consigli del profeta con tutta

pazienza e ___________________. (Vedi Dottrina e Alleanze

21:4–5).

6

3

4

5

8

2

Verticali

7

5. Il Profeta parla secondo quanto gli è suggerito dallo

___________________. (Vedi Dottrina e Alleanze 68:3).

6. Noi sosteniamo il presidente della Chiesa come profeta,

veggente e rivelatore. Veggente è colui che conosce il

passato e le cose a ___________________. (Vedi Mosia 8:17).

7. La voce del Signore e la voce del profeta della Chiesa sono

le ___________________. (Vedi Dottrina e Alleanze 1:38).

8. L’organizzazione della Chiesa è basata sulle fondamenta

degli apostoli e dei profeti con ___________________ come pietra

angolare. (Vedi Efesini 2:19–20).

9. Le ___________________ del regno (Chiesa) sono enunciate dai

profeti. (Vedi Dottrina e Alleanze 58:18).

9


Lezione

18

Scopo Aiutare i membri della classe a sentire una maggiore gratitudine per la loro appartenenza

alla Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni e incoraggiarli a collaborare al

compimento della missione della Chiesa, che è quella di invitare tutti a venire a

Cristo (vedi Moroni 10:32).

Preparazione 1. Leggi attentamente Giovanni 3:3–55; Atti 2:38; 2 Nefi 2:6–8; 2 Nefi 27:13–20;

Dottrina e Alleanze 1:30; 123:12; 128:15; 131;1–4; quarto Articolo di fede.

Nota per

l’insegnante

98

L’appartenenza alla Chiesa di Gesù

Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni

2. Prepara per ogni membro della classe una serie di foglietti con su scritte le

seguenti parole:

Proclamare

Perfezionare

Redimere

Inserisci ogni serie di foglietti in una busta separata, lasciando fuori un foglietto

di ogni serie. Quindi metti ogni foglietto che hai trattenuto in una delle altre

buste. Assicurati che da ogni busta manchi un foglietto e che contenga due copie

di un altro foglietto (vedi l’attività a pagina 100).

3. Materiale necessario: serie completa delle Scritture e un pennarello per ogni

membro della classe. Esorta spesso i membri della classe a portare in classe le loro

Scritture ogni settimana.

La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni è il regno di Dio sulla terra. Noi

membri della Chiesa impariamo il Vangelo, riceviamo le ordinanze di salvezza e facciamo le

alleanze collegate a queste ordinanze. Ricorda ai membri della classe che la Chiesa ci dà

molte possibilità di crescere e di servire tramite l’integrazione, il sostegno e l’ispirazione. La

missione di questa organizzazione divinamente rivelata è quella di invitare tutti a venire a

Cristo ed essere perfetti in Lui (vedi Moroni 10:32).

Svolgimento

della lezione La vera chiesa di Gesù Cristo

il Vangelo

la nostra vita

i nostri morti

Discussione • Spesso nelle riunioni di testimonianza i Santi degli Ultimi Giorni dicono di sapere

che la Chiesa è vera. Cosa significa ciò?

Dopo che i membri della classe avranno discusso su questa domanda, leggi la

seguente dichiarazione:

«La Chiesa è un corpo organizzato di credenti i quali, mediante il battesimo e la

confermazione, hanno assunto il nome di Gesù Cristo. Per essere la vera chiesa, essa

deve essere la chiesa del Signore, deve avere le Sue leggi, il Suo nome ed essere da Lui


governata per mezzo di rappresentanti che Egli nomina» (Bible Dictionary,

«Church», 645).

Porta testimonianza che sebbene altre chiese insegnino alcuni principi veri e

facciano molte cose buone, la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni è

l’unica vera chiesa sulla terra poiché è l’unica chiesa che possiede il vangelo

completo di Gesù Cristo e l’autorità del sacerdozio per celebrare ordinanze nel nome

di Gesù Cristo. È la chiesa di Gesù. Porta il Suo nome e osserva le Sue leggi ed è

guidata dai Suoi rappresentanti da Lui nominati. Esprimi la tua gratitudine per

Joseph Smith, il profeta tramite il quale il Signore restaurò la vera chiesa.

Scritture Spiega ai membri della classe che lo stesso Gesù Cristo portò testimonianza che la

Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni è vera. Chiedi ai membri della

classe di leggere e sottolineare Dottrina e Alleanze 1:30.

La Chiesa ci rafforza e ci unisce

Storia e discussione Mostra il disegno delle oche in volo che si trova alla fine della lezione (pagina 104).

• Alcuni uccelli, come ad esempio le oche, emigrano in climi diversi per trascorrere

l’estate o l’inverno. Perché secondo voi le oche volano insieme in formazione a

forma di V quando emigrano?

Narra con parole tue la seguente storia:

Gli scienziati hanno studiato il motivo per cui le oche volano in una formazione a

forma di V quando emigrano, e hanno scoperto che volare in questa maniera per gli

uccelli è più facile che volare da soli. Il primo uccello deve volare contro la forza del

vento, mentre ogni uccello successivo nella formazione sente meno la resistenza

dell’aria contro la quale vola. Poiché gli uccelli si alternano al vertice della V (ossia

nel sostenere il massimo sforzo), possono volare più a lungo senza stancarsi. Le oche

inoltre emettono il loro richiamo per incoraggiarsi reciprocamente a continuare a

volare.

Quando un’oca si ammala o viene ferita e deve atterrare, altre due oche atterrano

insieme a lei. Esse rimangono con l’uccello ferito sino a quando muore o riacquista

la forza per riprendere a volare. Poi raggiungono il loro stormo. (Adattato dal

discorso tenuto da Harvey O. Bennett all’Associazione Phi Theta Kappa il 3 maggio

1990. Riprodotto per gentile concessione del Dipartimento della Pubblica Istruzione

della Contea di Los Angeles).

• Per quali aspetti la formazione a V delle oche è come l’organizzazione della Chiesa

di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni? Per quali aspetti noi, membri della

Chiesa, siamo come le singole oche che volano nella formazione?

La missione della Chiesa

Esposizione Spiega che la Chiesa è l’organizzazione tramite la quale il Signore compie i Suoi

propositi. Tramite la Chiesa viene insegnata la verità e le persone vengono unite

nell’amore e nel desiderio di servire il Signore.

Citazioni, lavagna

e discussione

• In che modo la Chiesa ci aiuta a ricevere le benedizioni del piano di salvezza?

Dopo che i membri della classe avranno avuto la possibilità di esporre alcune delle

loro idee, leggi la seguente dichiarazione del presidente Ezra Taft Benson, tredicesimo

presidente della Chiesa:

99


100

«La missione della Chiesa è gloriosa: invitare tutti a venire a Cristo proclamando il

Vangelo, perfezionando la nostra vita e redimendo i nostri morti. Se veniamo a

Cristo miglioriamo la nostra vita, quella dei nostri cari e degli altri figli del nostro

Padre nei cieli, sia vivi che morti» (La Stella, luglio 1988, 77).

Scrivi alla lavagna Proclamare il Vangelo

• Perché è importante proclamare il Vangelo? (Vedi 2 Nefi 2:6–8; DeA 123:12).

Puoi invitare i membri della classe i cui familiari sono stati o si trovano attualmente

in missione a tempo pieno a parlare dei benefici di cui godono grazie alla

proclamazione del Vangelo.

• Come possiamo contribuire a proclamare il Vangelo anche se non siamo

missionari a tempo pieno?

Scrivi alla lavagna Perfezionare i santi

• Quali sono alcune delle ordinanze di cui abbiamo bisogno per ottenere

l’esaltazione? (Vedi alcuni esempi in Giovanni 3:3–5; Atti 2:38; DeA 131:1–4).

• Quali sono i principi fondamentali del Vangelo? (Vedi 3 Nefi 27:13–20; quarto

Articolo di fede).

• In che modo le ordinanze del sacerdozio, le alleanze e l’istruzione che riceviamo

nei principi del Vangelo ci aiutano a progredire verso la perfezione?

Porta testimonianza che la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni

è l’unica vera chiesa in cui possiamo ricevere le ordinanze del sacerdozio, fare le

alleanze con il Signore ed essere istruiti nella pienezza del Vangelo.

Scrivi alla lavagna Redimere i morti

• In che modo contribuiamo a redimere i nostri morti? (Svolgendo il lavoro di

tempio, come ad esempio facendoci battezzare per i morti e svolgendo le ricerche

genealogiche per trovare i nomi dei nostri antenati che devono ancora ricevere le

ordinanze tramite il lavoro di tempio).

• Perché è importante svolgere il lavoro di tempio per i morti? (Vedi DeA 128:15).

• Perché svolgendo il lavoro di tempio per i morti possiamo crescere spiritualmente?

Per concludere la discussione leggi la seguente dichiarazione del presidente Gordon

B. Hinckley, quindicesimo presidente della Chiesa:

«Siamo impegnati tutti insieme in questa impresa. Siamo qui per aiutare il nostro

Padre nei cieli a compiere la Sua opera e la Sua gloria di ‹far avverare l’immortalità e

la vita eterna dell’uomo› (Mosè 1:39). I vostri doveri sono tanto importanti nella

vostra sfera di azione quanto lo sono i miei doveri nella mia. Nessuna chiamata in

questa chiesa è piccola o di poco conto. Tutti noi, nello svolgere il nostro dovere,

influiamo sulla vita degli altri» (La Stella, luglio 1995, 84).

• Come vi fa sentire la consapevolezza che potete «aiutare il nostro Padre nei cieli a

compiere la Sua opera e la Sua gloria?» Perché questa consapevolezza fa cambiare

il modo in cui serviamo nella Chiesa?

Attività Cancella le parole che hai scritto alla lavagna e spiega ai membri della classe che

metterai alla prova la loro memoria. Consegna a ognuno di loro una delle buste che

hai preparato. Poi chiedi a ognuno di loro di mettere in ordine i suoi foglietti per


evidenziare la missione della Chiesa. I membri della classe si accorgeranno presto

che non possono svolgere questo compito con i foglietti che hanno nella loro busta.

Dopo che avranno scoperto ciò spiega che essi dovranno lavorare insieme. Invitali a

scambiarsi i foglietti sino a quando ognuno potrà esporre la missione della Chiesa.

Quando avranno portato a termine l’esercizio rivolgi loro le seguenti domande:

• Quale rapporto esiste tra questo esercizio e l’appartenenza alla Chiesa? (Dobbiamo

lavorare insieme per compiere la missione della Chiesa. Abbiamo necessità di

aiutarci reciprocamente).

• Cosa possiamo fare per lavorare insieme in modo più efficace per compiere la

missione della Chiesa?

Lealtà verso la Chiesa

Storia Narra la seguente esperienza fatta da un giovane medico, membro della Chiesa:

«Prima di lasciare la casa paterna per andare all’università in una grande città non mi

rendevo conto di quanto la Chiesa avesse fatto per me. Temevo che non sarei riuscito

a tenermi al passo con gli altri studenti. Tra gli studenti del mio corso c’erano

soltanto quattro studenti mormoni, e tutti e quattro scoprimmo presto che avevamo

un vantaggio sulla maggior parte degli altri per le occasioni di sviluppo che la Chiesa

ci aveva dato. Non temevamo di essere interrogati perché sapevamo esprimerci ed

esporre chiaramente quanto avevamo studiato. L’esperienza che avevamo fatto nelle

classi della Chiesa ci permetteva di lavorare molto bene sia con i nostri compagni

che con gli insegnanti. Anche nello studio personale andavamo bene, perché

sapevamo che tramite la preghiera si poteva ottenere sempre un buon aiuto.

Scoprimmo anche quanto fossimo importanti l’uno per l’altro.

Ci eravamo trovati all’improvviso in mezzo a gente che aveva diverse credenze e

diversi modi di vita e sentivamo la necessità di avere degli amici che la pensassero

come noi, degli amici che fossero a conoscenza di ciò che il Padre celeste si aspettava

da noi. Non volevamo seguire le tentazioni del mondo, e avevamo bisogno ognuno

dell’altro.

Sono grato per tutto ciò che la Chiesa ha fatto per me, anche quando non me ne

rendevo conto» (Sulle Sue orme: Manuale di base per i bambini, Parte A, 64–65)

Discussione • In che modo la Chiesa vi ha aiutato?

• Come possiamo dimostrare che l’appartenenza alla Chiesa è importante per noi?

Citazione Chiedi ai membri della classe di pensare che cosa rivelano le loro parole e azioni

riguardo ai sentimenti che provano verso la Chiesa. Quindi leggi la seguente

dichiarazione del presidente Joseph F. Smith, sesto presidente della Chiesa:

«La mia posizione nella Chiesa vale per me diecimila volte più della mia stessa vita,

perché essa mi dà la vita eterna» (citato da Joseph Fielding Smith, in The Progress of

Man [1964], 450).

Testimonianza Dopo aver letto la testimonianza del presidente Smith, porta a tua volta

testimonianza dell’importanza della Chiesa nella tua vita.

Lezione 18

Esorta i membri della classe a cercare dei modi in cui possono collaborare al

compimento della missione della Chiesa e invitali a dimostrare con le loro parole e

azioni che essi sono grati di essere membri della vera chiesa di Gesù Cristo.

101


Attività

supplementari Durante la lezione puoi usare una o più delle seguenti attività.

102

1. Lascia cadere un sassolino in un secchio d’acqua. Aiuta i membri della classe a

vedere che il sassolino, anche se piccolo, crea delle onde che si allargano sino a

raggiungere tutto il perimetro del secchio.

• Per quali aspetti questo fenomeno è simile alla nostra appartenenza alla Chiesa

di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni? (Proprio come il sassolino influisce

sull’acqua tutto attorno a sé, noi possiamo influire su molte persone che ci

stanno attorno servendo fedelmente nella Chiesa).

2. Se la Videocassetta di Dottrina e Alleanze e storia della Chiesa (5X912 160) è

disponibile, mostra la sequenza di otto minuti «L’organizzazione della Chiesa».

3. Spiega ai membri della classe che l’istituzione della Chiesa sulla terra negli ultimi

giorni fu profetizzata da un profeta dell’Antico Testamento. Quindi leggi o narra la

seguente storia, tratta da Daniele 2:

Il re Nabucadnetsar fece un sogno dal quale rimase molto turbato. Quando i suoi

maghi e astrologi non furono in grado di dirgli qual era il sogno né di interpretarlo,

il re si adirò e comandò che fossero messi a morte. Ma Daniele, un prigioniero

ebreo che godeva del favore del sovrano, disse al re che se gli fosse stato concesso

il tempo necessario egli avrebbe detto qual era il sogno e quale era la sua

interpretazione.

Daniele tornò a casa e pregò Dio di aiutarlo. Dio gli rivelò il sogno e la sua interpretazione.

Poi, in presenza del re Nabucadnetsar, Daniele disse che Dio poteva

rivelare i segreti e far conoscere e capire i sogni. Disse che il re aveva sognato una

grande statua la cui testa era d’oro, il torace e le braccia d’argento, il ventre e le

coscie di bronzo e le gambe di ferro, mentre i piedi erano in parte di ferro e in

parte di argilla. Una pietra staccatasi dal monte senza l’intervento di nessuno colpì

la statua ai piedi mandandola in frantumi. Daniele disse poi: «La pietra che avea

colpito la statua diventò un gran monte, che riempì tutta la terra» (Daniele 2:35).

Daniele dette anche l’interpretazione del sogno. La testa d’oro della statua

rappresentava il re Nabucadnetsar e il suo potente regno. Le altre parti della statua

rappresentavano i regni minori che sarebbero venuti in seguito, i quali si

sarebbero infine indeboliti. Ma negli ultimi giorni «il Dio dei cieli avrebbe stabilito

il Suo regno, che non sarebbe stato mai distrutto» (Daniele 2:44). Quel regno, la

Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, nel sogno era rappresentato

dalla pietra (vedi DeA 65:2).

Chiedi ai membri della classe di leggere e sottolineare Daniele 2:44–45.

Mostra l’immagine di Daniele che interpreta il sogno di Nabucadnetsar (62531;

Corredo di illustrazioni per lo studio del Vangelo 115) e spiega le varie parti

dell’immagine.

• Quale regno consumerà tutti gli altri regni? (Vedi Daniele 2:44; DeA 65:2).

• Per quanto tempo durerà questo regno? (Vedi Daniele 2:44).

• In che modo la profezia di Daniele si sta adempiendo oggi? Quale parte

abbiamo noi nell’adempimento di questa profezia?


Leggi la seguente dichiarazione del presidente Gordon B. Hinckley:

Lezione 18

«La piccola pietra staccatasi dalla montagna senz’opera di mano sta rotolando per

riempire la terra» (vedi DeA 65:2). Che cosa meravigliosa è fare parte di questo

regno in espansione del nostro Signore! Non vi sono divisioni politiche a separare

i cuori dei figli di Dio, ovunque essi vivano. Facciamo tutti parte di una grande

famiglia; siamo figli e figlie di Dio; siamo impegnati al servizio del Suo beneamato

Figliolo: Egli è il nostro Redentore e il nostro Salvatore, e una testimonianza di

questa verità arde nel nostro cuore. Ognuno ha lo stesso diritto di avere una

testimonianza di questo lavoro: è la conoscenza personale delle grandi verità

fondamentali che ci unisce insieme in quella che noi chiamiamo Chiesa e regno

di Dio» (La Stella, gennaio 1996, 4–5).

103


Le benedizioni patriarcali

Scopo Insegnare ai membri della classe i principi fondamentali da seguire per prepararsi a

ricevere una benedizione patriarcale.

Preparazione 1. Leggi attentamente 1 Nefi 16:10, 16, 28–29; 18:11–12, 20–21.

Nota per

l’insegnante

2. Prepara cinque cartoncini ognuno contenente una delle seguenti parole: COSA,

CHI, PERCHÉ, QUANDO, COME. Sul retro di ogni cartoncino scrivi la domanda

o domande corrispondenti sotto proposte:

COSA: Cos’è una benedizione patriarcale?

CHI: Chi può ricevere una benedizione patriarcale? Chi impartisce una

benedizione patriarcale?

PERCHÉ: Perché una persona deve chiedere una benedizione patriarcale?

QUANDO: Quando una persona può ricevere una benedizione patriarcale?

Lezione

19

COME: Come può una persona prepararsi a ricevere una benedizione patriarcale?

Incolla questi cartoncini sotto cinque sedie perché siano trovati dai membri della

classe durante la lezione, oppure distribuiscili a cinque membri della classe man

mano che entrano nell’aula.

3. Materiale necessario:

a. Illustrazione La Liahona (illustrazione 7 alla fine del manuale; 82041; Corredo

di illustrazioni per lo studio del Vangelo 302).

b. Serie completa delle Scritture e un pennarello per ogni membro della classe.

Esorta spesso i membri della classe a portare in classe le loro Scritture ogni

settimana.

Siamo tutti figli di Dio. Egli vuole guidarci in modo che possiamo ritornare a Lui. Una delle

guide che Egli ci ha dato è la benedizione patriarcale. La benedizione patriarcale può aiutare

una persona a sapere quello che il Signore si aspetta da lei e può motivarla a vivere in modo

degno di ricevere le grandi benedizioni ivi promesse. Aiuta i membri della classe a capire che

a ognuno di loro è promessa una benedizione patriarcale e esortali a vivere in modo degno da

poterla ricevere quando verrà il momento giusto.

Se alcuni membri della classe hanno già ricevuto la benedizione patriarcale, esortali a

parlare durante la lezione, se lo ritieni utile, dell’esperienza che hanno fatto. (Potranno

fornire alcune informazioni come, ad esempio, chi è il patriarca del vostro palo, perché

hanno deciso di chiedere una benedizione patriarcale o come si sono preparati per ricevere

tale benedizione).

105


Svolgimento

della lezione La benedizione patriarcale è come una Liahona personale

Illustrazione e

discussione

106

Mostra l’immagine della Liahona e chiedi ai membri della classe di dire qualcosa in

merito ad essa. Se non conoscono la risposta alle seguenti domande aiutali a trovarla

nei passi delle Scritture sotto indicati:

• Chi è l’uomo inginocchiato nell’illustrazione? (Il profeta Lehi). Cosa tiene in

mano? (La Liahona).

• Cos’era la Liahona? (Vedi 1 Nefi 16:10). Come funzionava? (Vedi 1 Nefi 16:16).

• Cosa era necessario perché la Liahona potesse funzionare correttamente? (Vedi 1

Nefi 16:28– 29).

Aiuta i membri della classe a capire che la Liahona era una specie di bussola data

dal Signore a Lehi e ai suoi familiari quando si trovavano nel deserto. La Liahona

indicava loro la via che dovevano seguire, ma soltanto se essi erano fedeli e

obbedienti.

• Vi piacerebbe possedere una bussola fatta per voi, come la Liahona, che vi

indicasse la direzione in cui dovete procedere?

Citazione Leggi o fai leggere a un membro della classe la seguente dichiarazione del presidente

Thomas S. Monson, primo consigliere della Prima Presidenza:

«Il Signore che provvide Lehi di una Liahona offre a noi oggi un dono raro e

prezioso per dare una direzione alla nostra vita, per mostrarci i pericoli che corre la

nostra sicurezza e per tracciare la via, sì, un passaggio sicuro, non verso una terra

promessa, ma per la nostra casa celeste. Il dono di cui parlo si chiama benedizione

patriarcale. Ogni membro meritevole della Chiesa ha diritto di ricevere questo tesoro

personale tanto prezioso e inestimabile» (La Stella, gennaio 1986, 62).

Esposizione Scrivi alla lavagna La benedizione patriarcale è la nostra Liahona personale.

Esame del

cartoncino 1

Spiega che la benedizione patriarcale per molti aspetti è simile alla Liahona. Scrivi

alla lavagna quanto segue sotto il titolo:

Dono del Padre celeste.

Funziona secondo la fede.

Ci guida nella direzione giusta.

Spiega che in questa lezione i membri della classe impareranno cos’è la benedizione

patriarcale, come possono riceverla e come essa può essere per loro una guida nel

prendere le decisioni giuste durante tutta la vita.

La benedizione patriarcale contiene dei consigli che Dio dà a noi

Se hai disposto i cinque cartoncini sotto le sedie, chiedi ai membri della classe di

guardare sotto la loro sedia e prendere i cartoncini che trovano.

Invita il membro della classe che ha il cartoncino intitolato «COSA» a leggere la

domanda scritta sul retro:

• Cos’è la benedizione patriarcale?


Chiedi ai membri della classe di dire tutto ciò che sanno riguardo alla benedizione

patriarcale. Assicurati che vengano indicati i seguenti punti (chiedi a un membro

della classe di leggere ad alta voce la dichiarazione del presidente Monson al

momento adatto durante la discussione):

1. La benedizione patriarcale è una benedizione ispirata che dichiara il lignaggio

di una persona (la tribù di Israele alla quale essa appartiene) e che presenta un

quadro della sua vita.

2. Può comprendere promesse o benedizioni che ella può ricevere, avvertimenti

contro particolari tentazioni o debolezze o consigli su come essa deve vivere.

3. Viene impartita una volta sola nella vita di una persona, da un patriarca di palo.

4. Viene messa per iscritto e una copia della benedizione viene data alla persona che

la riceve. Una copia viene conservata negli archivi della Chiesa.

5. È un documento sacro e personale che deve essere letto e studiato spesso, ma che

non deve essere fatto conoscere ad altre persone.

Dichiarazione Il presidente Monson ha detto. «La vostra benedizione patriarcale è esclusivamente

vostra. Può essere breve o lunga, semplice o profonda. La lunghezza e il linguaggio

usato non hanno importanza; è lo Spirito che trasmette il suo vero significato. La

vostra benedizione non deve essere piegata con cura e messa via. Non deve essere

incorniciata o pubblicata; piuttosto deve essere letta, deve essere amata, deve essere

seguita. La vostra benedizione patriarcale vi aiuterà a sopravvivere alla notte più

oscura, vi guiderà attraverso i pericoli della vita» (La Stella, gennaio 1987, 63).

Esame del

cartoncino 2

Invita il membro della classe che ha il cartoncino intitolato «CHI» a leggere la

domanda sul retro:

• Chi può ricevere una benedizione patriarcale? Chi impartisce la benedizione

patriarcale?

Se i membri della classe non lo sanno, spiega che ogni membro degno della Chiesa

può ricevere la benedizione patriarcale quando è abbastanza grande da comprendere

le possibilità e le responsabilità che l’accompagnano. Le benedizioni patriarcali

vengono impartite dai patriarchi di palo, detentori del sacerdozio che sono stati

ordinati all’ufficio di patriarca. (Si potranno esaminare queste e le successive domande

se sono state sollevate durante l’esame di cos’è una benedizione patriarcale; devono

essere esaminate più dettagliatamente se non sono state menzionate in precedenza).

• Qual è il nome del nostro patriarca di palo? Quali sono i suoi doveri come

patriarca?

Citazione Invita un membro della classe a leggere la seguente dichiarazione del presidente

Joseph F. Smith, settimo presidente della Chiesa:

Esame del

cartoncino 3

Lezione 19

«È loro compito e loro diritto accordare benedizioni al popolo, fare promesse nel

nome del Signore secondo l’ispirazione dello Spirito Santo, confortare nei momenti

di dolore e di preoccupazione, rafforzare la fede con le promesse fatte loro mediante

lo Spirito di Dio» (Dottrina evangelica, 161).

Invita il membro della classe che ha il cartoncino intitolato «PERCHÉ» a leggere la

domanda sul retro:

• Perché una persona deve chiedere una benedizione patriarcale? (Per conoscere la

volontà, le promesse e gli ammonimenti che Dio vuole rivolgergli).

107


Citazione Invita un membro della classe a leggere la seguente dichiarazione dell’anziano John

A. Widtsoe, già membro del Quorum dei Dodici Apostoli:

Esame del

cartoncino 4

108

«Coloro che chiedono una benedizione patriarcale devono farlo con il sincero e

devoto desiderio di diventare, grazie a questa benedizione, più felici in questa vita e

più perfetti nel lavorare al servizio del Signore» (Evidences and Reconciliations, a cura

du G. Homer Durham, 3 volumi in uno [1960], 323).

• Perché la benedizione patriarcale ci aiuta ad essere più felici?

• Perché la benedizione patriarcale ci aiuta ad essere servitori più diligenti del

Signore?

Invita il membro della classe che ha il cartoncino intitolato «QUANDO» a leggere la

domanda sul retro:

• Quando una persona può ricevere la benedizione patriarcale?

Spiega che la benedizione patriarcale viene impartita quando una persona è

spiritualmente matura abbastanza da apprezzarne il significato e desidera riceverla.

Le persone spesso ricevono la benedizione patriarcale durante l’adolescenza, quando

sono abbastanza grandi da capirne l’importanza e sono ancora abbastanza giovani

da farne uso come guida nel prendere le decisioni importanti della vita. Esorta i

membri della classe a consigliarsi con i loro genitori riguardo a quando è bene che

ricevano la benedizione patriarcale.

L’adempimento della benedizione patriarcale è condizionato dalla rettitudine

Discussione Ricorda ai membri della classe che l’utilità della Liahona dipendeva dalla fede e dalla

rettitudine di Lehi e dei suoi familiari

• Cosa accadeva quando alcuni componenti della famiglia di Lehi si comportavano

in modo sbagliato? (Vedi 1 Nefi 18:11–12; 20–21).

Fai notare che le benedizioni patriarcali sono anch’esse condizionate dalla fede e

dalla rettitudine. Possiamo ricevere le benedizioni promesse soltanto quando

seguiamo i consigli e osserviamo i comandamenti che ci sono dati dal Signore e dai

Suoi servi.

Spiega che è altrettanto importante rendersi conto che le promesse fatte in una

benedizione patriarcale possono non adempiersi tutte durante la nostra vita sulla

terra. Tuttavia, se ci comportiamo rettamente, alla fine riceveremo tutte le

benedizioni che ci sono promesse.

Citazione Invita i membri della classe a leggere la seguente dichiarazione dell’anziano Widtsoe:

«Certe volte gli uomini sono caduti nel peccato perché alcune benedizioni promesse

loro non si erano realizzate in questa vita. Essi dimenticarono che, secondo il

Vangelo, la vita e tutte le sue attività proseguono per sempre nell’aldilà, e che è

possibile continuare in cielo le opere che svolgiamo in terra» (Evidences and

Reconciliations, 323)

Discussione Fai notare che la benedizione patriarcale non dà risposta a ogni questione riguardante

la nostra vita. Le benedizioni patriarcali variano per lunghezza e dettagli. Alcune

sono molto lunghe, altre molto brevi. Tramite il patriarca il Padre celeste dice a

ognuno di noi ciò che secondo Lui dobbiamo sapere. La lunghezza o i particolari di


Esame del

cartoncino 5

una benedizione patriarcale non sono in nessuna maniera un’indicazione della

dignità di chi la riceve o dell’amore che il Padre celeste nutre per lui.

• Perché secondo voi il Padre celeste non ci dice tutto riguardo alla nostra vita

tramite le benedizioni patriarcali?

Possiamo prepararci a ricevere la benedizione patriarcale

Invita il membro della classe che ha il cartoncino intitolato «COME» a leggere la

domanda sul retro:

• Come può una persona prepararsi a ricevere la benedizione patriarcale?

Spiega che il modo migliore in cui i membri della classe possono prepararsi ora a

ricevere la benedizione patriarcale consiste nel continuare a sforzarsi di vivere

rettamente. Quando ogni membro della classe decide, in consultazione con i suoi

genitori, che è giunto il momento di ricevere la benedizione patriarcale, si incontra

con il vescovo per ricevere la raccomandazione per la benedizione. Dopo che ha

ricevuto la raccomandazione prende un appuntamento con il patriarca del palo. I

genitori e uno o due familiari o amici più cari possono accompagnare la persona che

riceve la benedizione patriarcale, ma non si dovranno invitare gruppi numerosi.

La persona che riceverà la benedizione patriarcale può passare qualche tempo in

preghiera e digiuno prima di ricevere la benedizione, anche se non è necessario che

una persona stia digiunando nel momento in cui riceve la benedizione. Si

raccomanda che coloro che assisteranno alla benedizione indossino i vestiti della

domenica. Ogni cosa che ha a che fare con la benedizione deve essere tale da favorire

la presenza dello Spirito Santo.

Testimonianza Porta testimonianza che la benedizione patriarcale contiene promesse e consigli del

Padre celeste. Sottolinea che dopo che abbiamo ricevuto la benedizione patriarcale

dobbiamo studiarla spesso, seguire i consigli in essa contenuti e vivere in modo

degno delle benedizioni ivi promesse. Se hai ricevuto la benedizione patriarcale puoi

dire ai membri della classe quali sentimenti nutri verso di essa o come ti ha aiutato

(evita di parlare delle rivelazioni specifiche contenute nella tua benedizione).

Esorta i membri della classe ad esser fedeli e obbedienti, in modo da essere degni di

ricevere la benedizione patriarcale quando verrà il momento.

Attività

supplementari Durante la lezione puoi usare una o più delle seguenti attività.

Lezione 19

1. La benedizione patriarcale può essere considerata una Scrittura personale. Prepara

per ogni membro della classe un cartoncino contenente la seguente dichiarazione.

Man mano che distribuisci i cartoncini invita un membro della classe a leggere ad

alta voce la dichiarazione. Esorta i membri della classe a conservare il cartoncino

nelle loro Scritture.

«Fate richiesta della benedizione patriarcale. Studiatela attentamente e

consideratela alla stregua di una Scrittura personale, poiché questo è esattamente

ciò che essa è. La benedizione patriarcale è una dichiarazione ispirata e profetica

sulla missione della vostra vita, contenente benedizioni, avvertimenti e

ammonimenti che il patriarca sarà ispirato a impartire… Ricevete la vostra

benedizione patriarcale sotto l’influenza del digiuno e della preghiera e poi

109


110

leggetela regolarmente, in modo da poter conoscere qual è la volontà di Dio al

vostro riguardo» (Ezra Taft Benson, relazione sulla conferenza generale di aprile

1986, 41).

2. Narra con parole tue la seguente storia:

«Da sempre avevo sentito parlare dell’importanza di ricevere la benedizione

patriarcale… Il pensiero di riceverla mi intimoriva non poco. Cosa avrei fatto se

non avessi udito quello che mi aspettavo di udire? Cosa avrei fatto se la

benedizione non mi avesse fatto grandi promesse? Mi preoccupavo anche di non

essere abbastanza preparata per tale avvenimento.

Decisi che dovevo quindi esercitare un po’ di fede. Pregai molte volte. Fui

intervistata dal vescovo e fissai un appuntamento con il patriarca del palo. Poi,

mentre aspettavo, cercai di prepararmi spiritualmente per quella grande

occasione.

Il giorno in cui dovevo ricevere la benedizione digiunai. Al mattino pensavo che

sarebbe stato un giorno meraviglioso, pieno di spiritualità, ma Satana certamente

lavorò facendo lo straordinario per trasformarlo in qualcos’altro. A scuola ebbi

una brutta giornata e quando tornai a casa ero molto turbata. Con i nervi a fior di

pelle camminavo avanti e indietro nel soggiorno. Poi ricordai che una volta un

uomo e una donna del mio rione che ammiravo molto avevano parlato di come ci

si deve preparare a ricevere la benedizione patriarcale. Essi avevano detto che

dobbiamo pregare per sapere le cose precise che vogliamo conoscere.

Andai nella mia stanza, mi inginocchiai accanto al letto e pregai il Padre celeste di

dirmi le cose che era bene che ascoltassi. Gli chiesi di liberarmi dei miei timori e di

calmare la mia anima agitata.

Tutto poi andò bene; infatti ebbi un miracolo personale. Mi sembrò che il

patriarca mi conoscesse meglio di quanto io conoscevo me stessa. Sentii che egli

parlava a nome del Padre celeste, e mentre parlava raggiunsi la sicurezza che il

Padre celeste mi conosceva. Egli aveva udito le mie preghiere.

Ora so perché i dirigenti della Chiesa sottolineano l’importanza della benedizione

patriarcale. Quando impariamo a conoscere il valore di una cosa e facciamo il

necessario per ottenerla, cominciamo a capirne meglio il valore. Per me la mia

benedizione e l’esperienza che feci nel riceverla furono una delle più grandi

esperienze della vita. So che la mia benedizione patriarcale continuerà a guidarmi

verso l’adempimento delle sue promesse» (Rebecca Rose, «Il mio miracolo», La

Stella, novembre 1995, 11).

3. Se la Videocassetta della serata familiare (5X736 160) è disponibile, mostra la

sequenza di sette minuti «Le benedizioni del sacerdozio». In questa sequenza

sorella Ardeth G. Kapp, già presidentessa generale delle Giovani Donne, esamina

le molte benedizioni che riceviamo grazie al sacerdozio. Puoi anche preparare la

videocassetta in anticipo, in modo da proiettare soltanto quella parte di un

minuto in cui sorella Kapp parla delle benedizioni patriarcali.


Posso conoscere da me la verità

Scopo Aiutare i membri della classe a rafforzare la loro testimonianza di Gesù Cristo e del

Suo vangelo.

Preparazione 1. Leggi attentamente Matteo 16:13–17; Alma 32:27–43; Moroni 10:5.

Nota per

l’insegnante

2. Se la Videocassetta della serata familiare (5X736 160) è disponibile preparati a

mostrare la sequenza di cinque minuti «Che vi par’egli del Cristo?»

3. Materiale necessario:

a. Un’immagine di Gesù Cristo (illustrazione 2 alla fine del manuale; 62572;

Corredo di illustrazioni per lo studio del Vangelo 240).

b. Serie completa delle Scritture e un pennarello per ogni membro della classe.

Esorta spesso i membri della classe a portare in classe le loro Scritture ogni

settimana.

La testimonianza è la convinzione personale della verità di un principio del Vangelo basata

sulla conoscenza rivelata dallo Spirito Santo. La maggior parte dei membri della Chiesa

possiede una testimonianza di qualche principio del Vangelo, e su questa base possono

sviluppare una più completa testimonianza. La testimonianza ci spinge a vivere rettamente,

e il retto vivere rafforza la testimonianza. La testimonianza del Salvatore e del Suo vangelo è

indispensabile per raggiungere l’esaltazione.

Quando prepari questa lezione pensa alle esperienze che hanno rafforzato la tua

testimonianza. Parlane secondo necessità durante l’esposizione della lezione.

Svolgimento

della lezione Gli elementi indispensabili di una testimonianza del Vangelo

Citazione e

discussione

Durante la lezione tieni esposta l’immagine di Gesù Cristo.

• A che cosa pensate quando udite la parola testimonianza?

Lezione

20

Dopo che i membri della classe avranno risposto a questa domanda, spiega che una

testimonianza in realtà è una cosa molto semplice. Quindi invita un membro della

classe a leggere la seguente dichiarazione dell’anziano Bruce R. McConkie, membro

del Quorum dei Dodici Apostoli. Chiedi ai membri della classe di ascoltare e notare i

tre elementi principali di una testimonianza.

«Ai nostri giorni una testimonianza consiste di tre cose: consiste della conoscenza

che Gesù è il Signore, che è il Figlio del Dio vivente, che fu crocifisso per i peccati del

mondo; consiste della consapevolezza che Joseph Smith era un profeta di Dio

chiamato a restaurare la verità del Vangelo e ad essere il rivelatore della conoscenza

di Cristo ai nostri giorni; e infine consiste della conoscenza che la Chiesa di Gesù

Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni è l’unica vera chiesa vivente sulla faccia della

terra intera, l’unico luogo in cui si trova la salvezza, l’organizzazione che amministra

il Vangelo e pertanto porta la salvezza ai figlioli degli uomini» («Acquisire una

testimonianza di Gesù Cristo», La Stella, luglio 1981, 14–15).

111


Scritture e

discussione

112

• Di quali tre elementi consiste una testimonianza? Perché secondo voi una

testimonianza deve consistere di questi tre elementi? Come può una

testimonianza di questi tre elementi servire come base per la testimonianza di altri

principi del Vangelo?

Spiega che questa lezione ci mostrerà come si può ottenere e rafforzare una

testimonianza.

Come ottenere una testimonianza

• Perché è importante sapere personalmente che Gesù è il nostro Salvatore, che

Joseph Smith fu chiamato come profeta e che la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi

degli Ultimi Giorni è l’unica vera chiesa sulla terra?

Fai notare che non dobbiamo dipendere dalla testimonianza di altre persone. Possiamo

essere da loro istruiti e ispirati, ma infine possiamo acquisire una forte testimonianza

soltanto quando sentiamo in noi la testimonianza dello Spirito Santo.

Chiedi ai membri della classe di leggere e sottolineare Matteo 16:13–17.

• Di quale verità rese testimonianza Pietro? In che modo Pietro acquisì la

conoscenza personale di questa verità? (Vedi Matteo 16:17. Gli fu rivelata dal

Padre celeste). In che modo il Padre celeste rivela la verità? (Vedi Moroni 10:5).

• Pietro era vissuto accanto a Gesù e aveva assistito ai miracoli da Lui compiuti.

Perché aveva bisogno di una rivelazione tramite lo Spirito Santo, oltre a quelle

esperienze?

Citazione Leggi o fai leggere a un membro della classe la seguente dichiarazione dell’anziano

Dallin H. Oaks:

«I primi apostoli furono testimoni oculari del ministero e della risurrezione del

Salvatore (vedi Atti 10:39–41)…

[Ma] una testimonianza visiva non era abbastanza. Anche la testimonianza dei primi

apostoli doveva affondare le radici nella testimonianza dello Spirito Santo. Un

profeta ci ha detto che la testimonianza dello Spirito Santo lascia nella nostra anima

un’impressione che è più importante dell’apparizione di un angelo» (La Stella,

gennaio 1991, 28).

Fai notare che ognuno di noi può ricevere una testimonianza di Gesù Cristo e del

Suo vangelo. Quindi leggi la seguente dichiarazione del presidente Gordon B.

Hinckley:

«Ogni Santo degli Ultimi Giorni ha la responsabilità di conoscere da sé, con una

certezza al di là di ogni dubbio, che Gesù è il risorto e vivente Figlio del Dio vivente»

(La Stella, luglio 1983, 152).

Videocassetta Mostra la sezione «Che vi par’Egli del Cristo?» Invita i membri della classe a pensare,

durante la proiezione della videocassetta, alla loro testimonianza personale del

Salvatore. Invitali a porsi la seguente domanda:

Scritture e

discussione

La mia testimonianza di Gesù Cristo è abbastanza forte da volerLo seguire

nonostante quello che gli altri possono dire e fare?

Spiega che il profeta Alma descrive come possiamo acquisire una testimonianza. Con

un esempio pratico egli mostra come possiamo acquisire una testimonianza che la

parola di Dio è buona.


Lavagna e

discussione

Scritture e

discussione

Chiedi ai membri della classe di leggere e sottolineare Alma 32:27–28.

• Nell’esempio citato da Alma, cosa rappresenta il seme? (La parola di Dio).

Come possiamo piantare questo seme nel nostro cuore?

• Secondo voi cosa significa fare un esperimento sulla parola di Dio?

Chiedi ai membri della classe di leggere e sottolineare Alma 32:30, 33.

• Secondo voi cosa significa sentir gonfiare e crescere nel nostro cuore la parola di

Dio? Perché questo ci aiuta a sapere che la parola è buona?

Spiega che questa descrizione si riferisce alla conferma che riceviamo quando

conosciamo la verità. Quando riceviamo tale conferma possiamo sentirci confortati o

edificati. Possiamo sentire il desiderio di servire il Signore e il prossimo.

Fai notare che possiamo seguire i consigli impartiti in Alma 33 per ricevere una

testimonianza di determinati elementi del Vangelo, ad esempio la veridicità del Libro

di Mormon o i benefici che scaturiscono dal pagamento della decima.

Scrivi alla lavagna So che… completa la frase portando la tua testimonianza di uno o

due determinati elementi del Vangelo. Fallo con sincerità e convinzione. Da’ una

breve spiegazione di come hai ricevuto tale conoscenza. Quindi invita i membri della

classe a fare altrettanto.

Rafforziamo la nostra testimonianza

Chiedi ai membri della classe di leggere e sottolineare Alma 32:37, 41.

• Dopo che la parola di Dio è cresciuta nel nostro cuore, come possiamo nutrirla?

Spiega che se ci sforziamo diligentemente ed esercitiamo fede e pazienza, possiamo

sviluppare una testimonianza di singole dottrine o principi del Vangelo. La nostra

testimonianza può crescere sino ad abbracciare altri principi del Vangelo man mano

che progrediamo spiritualmente. Continuando a vivere rettamente nutriamo quella

parte di testimonianza che già abbiamo ricevuto. Fai notare che molti dei modi che

il Signore ci ha indicato per mettere alla prova la Sua parola e rafforzare la nostra

testimonianza sono stati esaminati nelle lezioni precedenti. La fede, il pentimento,

il dono dello Spirito Santo, la preghiera, il digiuno, la rivelazione personale, la

benedizione patriarcale, lo studio delle Scritture, l’obbedienza al profeta e il servizio

nella Chiesa ci aiutano a rafforzare la nostra testimonianza.

La nostra testimonianza ci rafforza

Storia Fai notare che man mano che rafforziamo la nostra testimonianza, la nostra

testimonianza a sua volta rafforza noi. Narra la seguente storia raccontata

dall’anziano John B. Dickson, membro dei Settanta:

Lezione 20

«Mi sovviene di un piccolo villaggio chiamato Panacaxtlan, situato là dove le montagne

del Messico centrale scendono verso le pianure costiere. Questo villaggio si trova in

una zona lussureggiante, verde, umida, chiamata Huesteca. Gli abitanti di questa zona

sono figli e figlie di Lehi. Nel 1979 i missionari cominciarono a svolgere il lavoro di

proselitismo nella Huesteca. A Panacaxtlan cinquantadue persone si unirono alla Chiesa.

Qualche tempo dopo a Panacaxtlan fu convocata una riunione nella quale ai

membri della Chiesa furono date le seguenti alternative: rinnegare la Chiesa, lasciare

il villaggio o essere messi a morte (non era una minaccia ipotetica).

113


114

I membri, in particolare le donne, dissero di sapere che la Chiesa era vera e non vollero

rinnegarla. Dissero anche di aver lavorato duramente come tutto il resto della

comunità per creare le loro fattorie, e quindi non volevano abbandonarle. Facendosi

avanti con coraggio essi dissero a coloro che li minacciavano che se volevano ucciderli,

lo facessero pure. Ci furono momenti di grande tensione quando gli altri alzarono in

aria i machete. Ma le armi infine furono abbassate, perché i Santi degli Ultimi Giorni

erano schierati in difesa di quello che lo Spirito aveva testimoniato loro essere vero.

Quei santi in seguito capirono, come molti di noi, che è più difficile mettere in

pratica il Vangelo un giorno dopo l’altro che morire per esso in un istante; ma il loro

impegno iniziale era nato perché lo Spirito aveva toccato il loro cuore e cambiato la

loro vita. Il processo di conversione era avvenuto in loro perché il Libro di Mormon

li aveva aiutati a acquisire fede in Gesù Cristo, il Figlio di Dio» («The Incomparable

Gifts», Ensign, febbraio 1995, 7).

Discussione • Cosa dava ai santi di Panacaxtlan il coraggio di ergersi in difesa della Chiesa?

• Secondo voi, di quali principi del Vangelo avevano una testimonianza?

• In tale situazione, perché era importante per loro sapere da sé che il Vangelo è

vero?

• Come possiamo emulare l’esempio dei santi di Panacaxtlan? (Possiamo ergerci

in difesa del Vangelo e della Chiesa in qualsiasi situazione ci troviamo).

Citazione Leggi la seguente dichiarazione del presidente Gordon B. Hinckley:

«Nessuno di noi deve mai esitare a parlare in difesa di questa chiesa, della sua

dottrina, dei suoi fedeli, della sua divina organizzazione e del suo compito

divinamente stabilito. È vera. È opera di Dio» (La Stella, gennaio 1997, 61).

Discussione Fai notare che alla maggior parte dei membri della Chiesa non sarà chiesto di morire

per affermare le loro convinzioni. Tuttavia a tutti noi è richiesto di «mettere in

pratica il Vangelo un giorno dopo l’altro» («The Incomparable Gifts», 7). Quindi

rivolgi alla classe le seguenti domande:

• Mentre ci sforziamo di «mettere in pratica il Vangelo un giorno dopo l’altro»,

quali sono alcune delle difficoltà che incontriamo? Perché abbiamo bisogno di

una testimonianza per poter mettere in pratica il Vangelo nonostante queste

difficoltà?

Testimonianza Porta testimonianza con semplicità e sincerità. Spiega ai membri della classe come la

tua testimonianza del Vangelo influisce sulla tua vita.

Esorta i membri della classe a sforzarsi di accrescere la loro testimonianza del

Vangelo.

Attività

supplementari Durante la lezione puoi usare una o più delle seguenti attività.

1. Porta in classe i seguenti oggetti: un vaso di vetro con coperchio, mezza tazza di

acqua calda, un cucchiaio di zucchero e due cucchiai di lievito in polvere.

All’inizio della lezione spiega che le cose che metterai nel vaso rappresentano gli

sforzi compiuti da una persona per acquisire una testimonianza. L’acqua rappresenta

l’ascolto delle testimonianze degli altri. Chiedi a un membro della classe di versare

l’acqua nel vaso e di osservare la reazione. Spiega che nonostante non vi sia una


Lezione 20

reazione, il vaso è più pieno di quanto lo era in precedenza. Fai notare che la

testimonianza degli altri può aiutarci a cominciare ad acquisire una testimonianza,

ma che abbiamo ancora bisogno di una testimonianza nostra.

Spiega ai membri della classe che lo zucchero rappresenta il potere di una persona

di acquisire una testimonianza. Invita un altro membro della classe ad aggiungere

zucchero all’acqua e a osservare la reazione. Spiega che nonostante vi sia una

reazione limitata, l’insieme dell’acqua e dello zucchero sono importanti perché il

terzo ingrediente possa causare una reazione.

Spiega che il lievito rappresenta l’influenza dello Spirito Santo. Chiedi a un terzo

membro della classe di aggiungere il lievito all’acqua zuccherata e di mescolare o

scuotere la mistura. All’inizio non vi sarà una reazione visibile. Invita i membri della

classe a osservare ciò che accade alla mistura man mano che precede la lezione.

Dopo circa quindici minuti, quando il lievito, l’acqua e lo zucchero hanno reagito

insieme riempiendo praticamente il vaso, fai le seguenti domande:

• In che modo la testimonianza degli altri, il nostro desiderio di acquisire una

testimonianza e l’influenza dello Spirito si uniscono per aiutarci ad acquisire

una forte testimonianza?

• Perché secondo voi ho scelto il lievito – e non l’acqua o lo zucchero – per

rappresentare l’influenza dello Spirito Santo? (Il lievito stimola la crescita.

Mentre l’acqua e lo zucchero sono entrambi necessari, tuttavia insieme non

hanno reazioni particolari finché non si aggiunge il lievito).

Puoi far notare che sebbene la combinazione di acqua, zucchero e lievito provochi

una reazione, per fare il pane sono necessari altri ingredienti, come ad esempio

farina, sale e olio. Nella stessa maniera una testimonianza deve essere mescolata

con elementi come il servizio, lo studio delle Scritture, la preghiera per arricchire

veramente la nostra vita.

2. Mentre commentate Alma 32:37–41, mostra un vasetto di terra nel quale pianterai

un seme. Accanto al primo vasetto mettine un altro nel quale cresce una pianta.

Invita i membri della classe a leggere Alma 32:27–28.

Fai notare che la testimonianza cresce poco alla volta, come un seme piantato

nella terra. Se continuiamo a pregare, a dimostrare il nostro affetto agli amici e ai

familiari e facciamo il nostro dovere nella Chiesa, possiamo diventare più forti

nella consapevolezza che il Vangelo è vero.

3. Leggi la seguente dichiarazione dell’anziano Robert D. Hales, membro del

Quorum dei Dodici Apostoli, su come possiamo rafforzare la nostra testimonianza:

«Portate la vostra testimonianza… Fate in modo che gli altri sappiano che voi sapete.

Portate testimonianza nelle riunioni di digiuno. Parlatene ai vostri familiari,

parlatene ai vostri amici. Scoprirete che quando rendete la vostra testimonianza,

essa diventa più forte, e che vi sono molte altre persone attorno a voi che desiderano

anch’esse abbracciare la verità» (La Stella, gennaio 1995, 25).

Esorta i membri della classe a portare testimonianza in una prossima riunione di

digiuno e testimonianza, in una serata familiare, oppure, secondo i suggerimenti

dello Spirito, durante questa lezione. Evita di offrire ricompense ai membri della

classe che portano testimonianza. Evita anche di far sentire colpevoli i membri

della classe che non desiderano portare testimonianza.

115


Lezione

21

Scopo Aiutare i membri della classe a capire il significato del sacramento e incoraggiarli a

prenderlo degnamente.

Preparazione 1. Leggi attentamente 1 Corinzi 11:28–30; 3 Nefi 18:1–11; 20:8–9; Dottrina e Alleanze

20:37, 75, 77, 79, 27:1–4.

Nota per

l’insegnante

116

2. Materiale necessario:

a. Illustrazioni: La benedizione del sacramento (62343; Corredo di illustrazioni per

lo studio del Vangelo 603); La distribuzione del sacramento (62021; Corredo di

illustrazioni per lo studio del Vangelo 604); e La preghiera di Gesù nel

Getsemani (illustrazione 4 alla fine del manuale; 62175; Corredo di illustrazioni

per lo studio del Vangelo 227).

b. Serie completa delle Scritture e un pennarello per ogni membro della classe.

Esorta spesso i membri della classe a portare in classe le loro Scritture ogni

settimana.

Il sacramento è una delle ordinanze più importanti e più sacre della Chiesa. Quando prendiamo

il sacramento ricordiamo il nostro Salvatore e ci impegnamo nuovamente a tenere fede

alle promesse che abbiamo fatto al battesimo. Prendiamo il sacramento così spesso che qualche

volta possiamo dimenticare il suo grande significato. Esorta i membri della classe a evitare

che ciò accada, preparandosi diligentemente per essere degni di prendere il sacramento e

godere della costante compagnia dello Spirito.

Svolgimento

della lezione Dobbiamo ricordare l’importanza del sacramento

Discussione Scrivi alla lavagna In rimembranza e spiega ai membri della classe che questo è il

titolo della lezione.

Citazione e

discussione

• Secondo voi qual è l’argomento della lezione?

In rimembranza

Consenti ai membri della classe di cercare di dire qual è l’argomento. Se non danno

la risposta corretta, spiega che l’argomento della lezione è il sacramento.

Mostra le immagini La benedizione del sacramento e La distribuzione dl sacramento.

Spiega che molti di noi hanno preso il sacramento centinaia di volte nella loro vita.

Quando ripetiamo spesso una cosa, qualche volta ne dimentichiamo l’importanza.

Leggi la seguente dichiarazione dell’anziano Jeffrey R. Holland, membro del Quorum

dei Dodici Apostoli:


Scritture e

discussione

Nota per

l’insegnante

«Davanti a una posta tanto alta, questa ordinanza dovrebbe essere presa più sul serio

di quanto a volte viene fatto. Deve essere un momento solenne, di riverenza, di

riflessione; deve favorire in noi sentimenti e impressioni spirituali. E come tale non

deve essere affrettata; non deve essere una cosa da portare a termine rapidamente, in

modo che si possa continuare con il vero scopo della riunione sacramentale. Essa è il

vero scopo della riunione, e tutto quello che viene detto, cantato o menzionato nelle

preghiere durante queste riunioni deve essere coerente con la solennità di questa

sacra ordinanza» (La Stella, gennaio 1996, 76).

• Perché il sacramento è più importante degli annunci, discorsi e inni della riunione

sacramentale?

• Perché prendiamo il sacramento ogni settimana?

Elenca alla lavagna le risposte date dai membri della classe.

Invita i membri della classe a pensare all’ultima volta che hanno preso il sacramento.

Chiedi loro di rispondere in silenzio alle seguenti domande:

• Quali sono alcune delle cose a cui avete pensato l’ultima volta che avete preso il

sacramento? Quei pensieri vi hanno aiutato ad avvicinarvi di più al Salvatore

oppure vi hanno distratti dal vero scopo del sacramento?

Prendiamo il sacramento in rimembranza dell’espiazione del Salvatore

• Perché una lezione sul sacramento può avere come titolo «In rimembranza?»

Chiedi ai membri della classe di leggere e sottolineare Dottrina e Alleanze 20:77, 79.

• Cosa rappresenta il pane del sacramento? Cosa rappresenta l’acqua del

sacramento? Perché è importante ricordare il corpo e il sangue del Salvatore?

Se i presenti fanno delle domande circa l’uso della parola vino nel versetto 77, spiega che

quando Joseph Smith ricevette la rivelazione che si trova nella sezione 20, nella cerimonia

sacramentale veniva usato il vino. In seguito il Signore rivelò a Joseph Smith che si doveva

usare l’acqua (vedi DeA 27:1–4).

Citazione Mostra l’immagine di Gesù che prega nel Getsemani.

Porta testimonianza che il Padre celeste ci amò tanto da mandare Suo Figlio a espiare

i nostri peccati. Leggi la seguente dichiarazione dell’anziano Melvin J. Ballard, già

membro del Quorum dei Dodici Apostoli, per spiegare che il sacramento ci ricorda

questo amore e mostrare perché quando prendiamo il sacramento dobbiamo

ricordare l’espiazione del Salvatore:

«Le Scritture affermano che Dio ha tanto amato il mondo che dette il Suo Figliolo

Unigenito affinché tutti coloro che credono in Lui… e osservano i Suoi

comandamenti siano salvati. Questo sacrificio non ci è costato molto, ci è stato

liberalmente dato insieme a tutti questi gloriosi privilegi…

Mentre noi forse non diamo nulla in cambio di questa Espiazione, di questo

sacrificio, tuttavia esso è costato moltissimo, e io mi soffermo a meditare su quanto

deve essere costato al nostro Padre nei cieli farci dono del Suo beneamato Figliolo…

117


118

che amò tanto il mondo da deporre la Sua vita per redimerlo, per salvarci e nutrirci

spiritualmente mentre viviamo su questa terra e ci prepariamo per andare a dimorare

con Lui nei mondi eterni…

Il nostro Padre in cielo amava Suo Figlio Gesù Cristo… poiché aveva avuto con Sé

Suo Figlio, nostro Redentore, nei mondi eterni, fedele e leale per tanto tempo… Dio

udì il grido di Suo Figlio in quel momento di grande dolore e di agonia nel giardino,

quando… Egli gridò: ‹Padre, se tu vuoi, allontana da me questo calice›…

Egli vide condannare Suo Figlio; Lo vide trascinare la croce attraverso le strade di

Gerusalemme e venir meno sotto il suo peso… Vide il corpo di Gesù disteso sulla

croce…; vide gli aguzzi chiodi trapassarGli le mani e i piedi, i colpi lacerare la pelle e

strappare la carne e far uscire il sangue di Suo Figlio…

In quell’ora vedo il nostro caro Padre con il cuore spezzato per l’amore che Egli

sentiva per Suo Figlio. Oh, Lo ringrazio e Lo lodo perché nel momento in cui poteva

salvare Suo Figlio Egli non ci abbandonò, poiché Egli aveva nel cuore non soltanto

l’amore per Suo Figlio, ma anche l’amore per noi. Gioisco perché Egli non intervenne,

perché il Suo amore per noi Gli rese possibile sopportare di guardare le sofferenze di

Suo Figlio e lasciarLo morire perché diventasse il nostro Salvatore e Redentore…

Miei fratelli e sorelle… se riflettessi sempre su quanto era importante che

potessimo ricevere la vita spirituale che il Figlio ci ha donato, sono sicuro che sarei

sempre presente al tavolo sacramentale per rendere onore al dono che ci è stato

fatto» (Melvin J. Ballard «L’alleanza sacramentale», La Stella, giugno 1976, 5–6).

Prendiamo il sacramento per rinnovare le nostre alleanze

Discussione • Spesso dicono che quando prendiamo il sacramento «rinnoviamo le nostre

alleanze». Cosa significa ciò?

Lavagna, Scritture

e discussione

Spiega che il sacramento ci dà la possibilità di rinnovare le alleanze che abbiamo

fatto quando siamo stati battezzati.

• Secondo Dottrina e Alleanze 20:77, 79, quali promesse facciamo quando

prendiamo il sacramento?

Scrivi in colonna sul lato sinistro della lavagna le promesse menzionate dai membri

della classe. Le risposte potranno comprendere quelle che seguono:

Promettiamo di:

1. Prendere su di noi il nome di Gesù Cristo.

2. Ricordarci sempre di Lui.

3. Osservare i Suoi comandamenti.

Ricorda alla classe che nella lezione 13 avete parlato dell’alleanza battesimale; invita

i membri della classe a ripassare Dottrina e Alleanze 20:37.

• Quali parti di questo versetto sono simili alle promesse scritte alla lavagna?


Scritture e

discussione

1. Prendere su di noi il nome di Gesù Cristo: «Disposti ad assumere il nome di Gesù

Cristo».

2. Ricordarci sempre di Lui: «Determinati a servirLo fino alla fine».

3. Osservare i Suoi comandamenti: «Manifestano veramente con le loro opere di aver

ricevuto dello Spirito di Cristo».

• Cosa ci è promesso se osserviamo le alleanze che abbiamo fatto? (Vedi DeA 20:77).

Sul lato destro della lavagna scrivi Avere sempre con noi il Suo Spirito.

Richiama l’attenzione dei membri della classe sull’elenco scritto alla lavagna e fai

loro le seguenti domande:

• Per quali aspetti la nostra vita cambierà se ricordiamo Gesù in tutto quello che

facciamo?

• Perché l’obbedienza ai comandamenti è necessaria per avere con noi lo Spirito

Santo? Perché abbiamo bisogno della Sua costante compagnia?

Dobbiamo prendere il sacramento degnamente

Spiega ai membri della classe che quando Gesù fece visita ai Nefiti dopo la Sua

resurrezione, istituì per loro il sacramento. Invita i membri della classe a leggere 3

Nefi 18:1–11 e a segnare le parole che essi ritengono più importanti.

• Quali parole avete sottolineato? Perché queste parole sono importanti?

• Quante volte in questi undici versetti viene usata la parola sazio? (Quattro volte).

Perché secondo voi coloro che presero il sacramento si sentivano sazi? (Vedi 3 Nefi

20:8–9. Erano ripieni dello Spirito). Come possiamo prepararci ad essere saziati

spiritualmente quando prendiamo il sacramento? Come possiamo fare in modo

che il sacramento che prendiamo ogni settimana sia per noi una cosa veramente

sacra e importante?

• Perché Gesù chiamò i discepoli «benedetti» dopo che essi ebbero preso il

sacramento? (Vedi 3 Nefi 18:10).

Fai notare che Egli li chiamò benedetti perché prendendo il sacramento essi avevano

reso testimonianza di essere pronti ad osservare i comandamenti. Noi prendiamo

lo stesso impegno quando prendiamo il sacramento, e anche noi saremo benedetti se

osserveremo i comandamenti.

Spiega che l’apostolo Paolo parla dell’importanza di prendere il sacramento degnamente.

Fai notare che essere degni di prendere il sacramento non significa essere

perfetti. Per prendere degnamente il sacramento dobbiamo fare del nostro meglio

per tener fede alle alleanze che abbiamo fatto: prendere su di noi il nome di Gesù

Cristo, ricordarci sempre di Lui e osservare i comandamenti.

Chiedi ai membri della classe di leggere e sottolineare 1 Corinzi 11:28–30.

Lezione 21

119


120

• Quali sono le conseguenze del prendere indegnamente il sacramento? Perché se

prendiamo il sacramento indegnamente possiamo diventare «infermi e malati?»

• Cosa dice Paolo che dobbiamo fare per assicurarci di prendere il sacramento

degnamente? Come possiamo provare noi stessi spiritualmente?

Citazione Leggi la seguente dichiarazione fatta dall’anziano M. Russell Ballard, membro del

Quorum dei Dodici Apostoli, ai giovani della Chiesa:

«Miei cari giovani amici, vi esorto a prendervi un po’ di tempo ogni settimana per

ritirarvi da soli, lontani dalla televisione e dalla gente. Prendete con voi le Scritture,

leggetele, meditatele e pregate, fate un sincero esame di coscienza. Esaminate qual è

la vostra posizione in relazione alle promesse che avete fatto al Padre celeste. Se vi

trovate in difficoltà, parlatene con il Signore in sincera e umile preghiera. Consigliatevi

con i vostri genitori: vi aiuteranno. Il vostro vescovo e i dirigenti adulti dei Giovani

Uomini e delle Giovani Donne vi aiuteranno. Essi vi amano e vogliono che siate in

pace con voi stessi, in modo da poter prendere degnamente il sacramento ogni

settimana. Tuttavia, in ultima analisi, soltanto voi sapete se vivete nell’osservanza

delle alleanze che avete fatto con Dio» (La Stella, luglio 1993, 8).

Testimonianza Ricorda ai membri della classe che il sacramento ci dà la possibilità di rinnovare le

alleanze che abbiamo fatto al battesimo. Porta testimonianza dell’espiazione di Gesù

Cristo ed esprimi la tua gratitudine per il sacramento.

Esorta i membri della classe a prendere il sacramento degnamente e a pensare al

Salvatore mentre lo prendono.

Attività

supplementari Durante la lezione puoi usare una o più delle seguenti attività.

1. Cantate o leggete le parole di un inno sacramentale (vedere nell’innario l’elenco

per argomenti).

• Perché secondo voi prima del sacramento cantiamo soltanto certi inni?

• Cosa hanno di speciale gli inni sacramentali? Qual è il motivo per cui cantiamo

gli inni sacramentali? (Per rispondere a questa domanda puoi richiamare

l’attenzione della classe sulla dichiarazione dell’anziano Holland riportata nella

prima parte della lezione).

2. Invita in classe un diacono che spieghi cosa significa per lui distribuire il

sacramento. Quindi fai le seguenti domande (oppure puoi disporre che un piccolo

gruppo di membri della classe tenga una tavola rotonda su questi argomenti).

• Cosa possono fare i Giovani Uomini per dimostrare riverenza e rispetto mentre

distribuiscono il sacramento?

• Cosa possono fare le Giovani Donne per fare del sacramento un’esperienza

edificante per se stesse e per gli altri?

3. Leggi la seguente dichiarazione:

«Quand’ero piccolo ricordo di aver detto alla mia brava insegnante della Scuola

Domenicale che non sarei più andato alla riunione sacramentale perché era una


cosa noiosa e priva di senso. L’insegnante mi guardò e disse: ‹Non dire mai più

una cosa simile! Dio ti ha invitato a questa riunione perché tu possa prendere i

simboli della sofferenza di Gesù Cristo e del dono che Egli ti ha fatto. Essere

invitato a questa riunione è davvero un privilegio. Se vieni a questa riunione con

il giusto spirito porterai sempre a casa qualcosa di prezioso›» (LaRue C. Longden,

«God Has Invited You», in Remarkable Stories from the Lives of Latter-Day Saint

Women, a cura di Leon R. Hartshorn, 2 voll. [1973–1975], 1:97–98).

• Perché la riunione sacramentale sarebbe diversa se ricordassimo le parole di

quella insegnante della Scuola Domenicale? Perché i nostri sentimenti

sarebbero diversi se ricordassimo quelle parole?

Lezione 21

121


Lezione

22

Scopo Aiutare i membri della classe a capire che la perfezione non è una cosa che si

raggiunge istantaneamente, ma un obiettivo che dobbiamo sforzarci di raggiungere

per tutta la vita.

Preparazione 1. Leggi attentamente Matteo 5:48; 24:13; Luca 13:32; 3 Nefi 12:48; 27:27;

Moroni 10:32; quarto Articolo di fede.

Nota per

l’insegnante

122

2. Letture addizionali: Discorso tenuto dall’anziano Russell M. Nelson nella

conferenza generale di ottobre 1995 (La Stella, gennaio 1996, 98–101).

3. Materiale necessario: serie completa delle Scritture e un pennarello per ogni

membro della classe. Esorta spesso i membri della classe a portare in classe le

loro Scritture ogni settimana.

Molte persone ritengono che sia impossibile obbedire al comandamento di essere perfetti.

I giovani specialmente si scoraggiano facilmente quando commettono degli errori. Sentono

talvolta che la perfezione è un obiettivo irraggiungibile e perciò non si sforzano di raggiungerlo.

Dobbiamo renderci tutti conto che nessuno si aspetta che noi siamo perfetti in questa vita o

che sia possibile raggiungere questo obiettivo. Ciò che ci si aspetta da noi è che ci sforziamo

ogni giorno di essere migliori del giorno prima. Aiuta i membri della classe a capire che un

giorno essi raggiungeranno la perfezione se si sforzano di farlo meglio che possono un giorno

dopo l’altro.

Svolgimento

della lezione La perfezione è il nostro obiettivo

Lavagna e attività Scrivi alla lavagna le seguenti lettere (in luogo di questa attività puoi usare la prima

proposta nella sezione attività supplementari).

Scritture e

discussione

NREOIEPFZE

Invita i membri della classe a mettere in ordine le lettere per scoprire qual è

l’argomento della lezione odierna. Concedi loro soltanto pochi minuti per svolgere

questa attività. Quando i membri della classe avranno indovinato la parola o il

tempo è scaduto, scrivi la parola alla lavagna:

PERFEZIONE

Sforziamoci di raggiungere

la perfezione

Chiedi ai membri della classe di leggere e sottolineare Matteo 5:48. Chiedi a un

membro della classe di leggere ad alta voce il versetto.

• Cosa significa per voi essere perfetti?

• Cosa pensate del comandamento di essere perfetti?

Spiega che molte persone si sentono scoraggiate quando leggono questo versetto

delle Scritture poiché ritengono sia impossibile diventare perfetti.


Scritture e

discussione

Lavagna e

discussione

Spiega che la parola greca tradotta con «perfetto» significa più esattamente «completo,

ultimato, pienamente sviluppato». Diventare perfetti non significa non commettere

mai errori. Significa pentirci dei nostri peccati e, imparando dai nostri errori, sforzarci

di diventare persone complete, pienamente sviluppate, rette, come il nostro Padre

in cielo e Gesù Cristo. Diventare questo genere di persona non è una cosa che si può

realizzare in un attimo; è un processo al quale ci dobbiamo applicare per tutta la

vita.

Gesù Cristo è il nostro modello di perfezione

Chiedi ai membri della classe di leggere e sottolineare 3 Nefi 12:48 e confrontarlo

con Matteo 5:48. Fai notare che entrambi i versetti contengono parole dette da Gesù

Cristo.

• Per quali aspetti 3 Nefi 12:48 è diverso da Matteo 5:48? (3 Nefi 12:48 si riferisce

alla perfezione di Gesù Cristo oltre che alla perfezione del nostro Padre in cielo).

Spiega che le parole contenute in Matteo 5:48 furono dette da Gesù mentre era

ancora vivo sulla terra, mentre quelle in 3 Nefi 12:48 furono dette durante la Sua

visita ai Nefiti dopo la Sua resurrezione. Anche se Gesù era senza peccato, Egli non

diventò perfetto – completo, ultimato, pienamente sviluppato – sino a dopo la Sua

resurrezione (vedi Luca 13:32; vedi anche il discorso dell’anziano Nelson menzionato

nella sezione «Preparazione»). Perciò noi non possiamo diventare perfetti sino a

dopo la nostra risurrezione. Ma il nostro Padre in cielo e il nostro Salvatore si aspettano

che iniziamo questo processo di perfezione mentre siamo ancora sulla terra e che

compiamo uno sforzo diligente quotidiano verso la perfezione.

Spiega che essendo la prima persona che risorse e diventò perfetta, Gesù Cristo ci ha

dato un esempio da seguire. Chiedi ai membri della classe di leggere e sottolineare le

ultime due frasi di 3 Nefi 27:27 (da Dunque fino alla fine del versetto). Chiedi a un

membro della classe di leggere ad alta voce queste frasi.

• Cosa ci propone questo versetto riguardo a come possiamo cominciare a sforzarci

di raggiungere la perfezione? (Dobbiamo sforzarci di raggiungere la perfezione

diventando il più possibile simili a Cristo).

Chiedi a un membro della classe di cercare e leggere Moroni 10:32.

• Secondo questo versetto cosa dobbiamo fare per venire a Cristo ed essere perfetti

in Lui? (Rifuggire da ogni empietà e amare Dio con tutta la nostra forza, mente e

facoltà).

Spiega che rifuggire da ogni empietà significa rinunciare ai nostri peccati. Dobbiamo

sforzarci di non peccare più e di amare Dio con tutta la nostra forza, mente e facoltà.

Se lo facciamo per tutta la vita, allora Gesù Cristo, tramite la Sua espiazione, ci

aiuterà a diventare perfetti.

Cosa posso fare per indirizzare la mia vita verso la perfezione?

Disegna alla lavagna una strada pavimentata con molte pietre (vedi l’illustrazione

nella pagina seguente). Spiega che questa strada rappresenta il processo da seguire

per raggiungere la perfezione. Scrivi Perfezione in fondo alla strada.

Ricorda ai membri della classe che sebbene non si possa raggiungere completamente

la perfezione in questa vita, possiamo compiere grandi progressi verso di essa. Il

123


124

Signore si aspetta che facciamo tutto il possibile per rinunciare ai nostri peccati e

diventare perfetti; ed Egli ci ha dato il Vangelo che ci aiuta a farlo.

• Secondo il quarto Articolo di fede, quali sono i primi principi e ordinanze del

Vangelo?

Scrivi su quattro pietre all’inizio della strada le parole Aver fede in Gesù Cristo, Pentirsi,

Essere battezzati e Ricevere lo Spirito Santo.

Discussione • In che modo la fede in Gesù Cristo ci aiuta a progredire verso la perfezione?

(Possiamo seguire il Suo esempio di unica persona perfetta. Egli, inoltre, fa sì che

il pentimento e il battesimo siano efficaci nella nostra vita).

• Perché il pentimento ci aiuta a progredire? (Quando ci pentiamo abbandoniamo i

nostri peccati, che ci impediscono di migliorare e progredire).

• In che modo il battesimo ci dà la possibilità di raggiungere la perfezione? (Quando

siamo stati battezzati possiamo essere perdonati dei nostri peccati. Inoltre tramite

il battesimo diventiamo membri della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi

Giorni che è stata organizzata per aiutarci a sapere e a fare quello che il Padre

celeste e Gesù Cristo vogliono che facciamo).

• Perché ricevere lo Spirito Santo ci aiuta a crescere e progredire? (Dobbiamo cercare

e seguire i Suoi suggerimenti. Questi suggerimenti ci guideranno sempre a

compiere le giuste azioni).

Lavagna e attività Chiedi a ogni membro della classe a turno di pensare a un altro principio del

Vangelo che ci aiuta a progredire verso la perfezione e a scriverlo su una pietra della

strada.

Esempi:

Aver fede in

Gesù Cristo

Pentirsi

PERFEZIONE

Essere

battezzati

Ricevere

lo Spirito

Santo

Pregare

Osservare la Parola di Saggezza

Rispettare la santità della domenica

Essere onesti

Essere affidabili

Sostenere i dirigenti

Studiare le Scritture

Servire il prossimo


Esposizione Fai notare che la perfezione è un processo strettamente individuale. In un certo

senso tutti ci troviamo sulla stessa strada, poiché tutti ci sforziamo di diventare simili

a Gesù Cristo. Nello stesso tempo, tuttavia, le nostre strade sono molto diverse. A

tutti noi sono stati dati punti di forza e di debolezza. Perciò l’ordine in cui

impariamo questi principi della perfezione e il tempo che ci è necessario per crescere

e svilupparci in ognuno di essi varia grandemente. Una persona può essere molto

fedele nell’osservare la Parola di Saggezza, ma può trovare difficile pagare la decima,

mentre un’altra può trovare facile pagare la decima, ma lotta per anni per liberarsi

dell’egoismo.

Situazioni e

discussioni

Scritture e

discussione

Ricorda ai membri della classe che poiché la perfezione è un processo individuale,

non dobbiamo lasciarci scoraggiare confrontandoci con gli altri. E neppure

dobbiamo criticare coloro che non sono forti come noi in un particolare aspetto

della vita. Il Padre celeste e Gesù Cristo non ci confronteranno l’uno con l’altro, ma

valuteranno il nostro progresso secondo le nostre capacità e sforzi individuali.

Ricorda ai membri della classe che la perfezione non si raggiunge in un istante.

Quando ci sentiamo scoraggiati perché sembriamo tanto lontani dalla perfezione,

possiamo dedicarci a imparare e progredire in uno o due campi alla volta. Partendo

dalle seguenti situazioni (o altre adatte ai membri della classe), parlate di come

migliorando nei singoli aspetti del Vangelo possiamo progredire verso l’obiettivo

finale della perfezione.

1. Tommaso lavora part-time nel negozio di suo zio.

• Come può Tommaso progredire verso la perfezione nel pagamento della decima?

Quale influenza avrà sul suo progresso l’atteggiamento che tiene verso la decima?

Scrivi su una pietra Pagare la decima.

2. I genitori di Paola sono membri attivi della Chiesa; essi esortano la figlia a

osservare le norme stabilite. Spesso Paola sente le sue amiche parlare

irrispettosamente dei loro genitori e nota che ignorano i loro consigli.

• In che modo Paola può progredire verso la perfezione onorando i suoi genitori?

In che modo il fatto di onorare i suoi genitori potrà aiutarla a progredire in altri

aspetti del Vangelo?

Scrivi su un’altra pietra Onorare i genitori.

3. Elisabetta ha stabilito l’obiettivo di essere più fedele nel partecipare alle riunioni

della Chiesa.

• In che modo questo obiettivo può aiutare Elisabetta a progredire verso la

perfezione? Cosa deve fare Elisabetta per raggiungere il suo obiettivo, oltre a fare

atto di presenza in chiesa?

Scrivi su un’altra pietra Partecipare alle riunioni della Chiesa.

Per raggiungere la perfezione dobbiamo perseverare sino alla fine

Chiedi ai membri della classe di leggere e sottolineare Matteo 24:13.

• Cosa significa «perseverare sino alla fine?» (Rimanere fedeli per tutta la vita).

Lezione 22

Fai notare che perseverare per tutta la vita non significa raggiungere un certo stadio

di progresso e poi limitarsi a mantenerlo. Significa lavorare ogni giorno per diventare

una persona migliore.

125


Citazione Leggi o fai leggere a un membro della classe la seguente dichiarazione dell’anziano

Russell M. Nelson, membro del Quorum dei Dodici Apostoli.

126

«Fratelli e sorelle, facciamo del nostro meglio per migliorare ogni giorno. Quando

compaiono le nostre imperfezioni, possiamo continuare a cercare di correggerle.

Possiamo essere più pronti a perdonare i difetti che vediamo in noi stessi e in coloro

che amiamo… Non dobbiamo lasciarci scoraggiare se il nostro cammino verso la

perfezione ora ci sembra arduo e interminabile. La perfezione… aspetta tutti coloro

che amano [il Signore] e osservano i Suoi comandamenti» (La Stella, gennaio 1996,

100).

Testimonianza Ricorda ai membri della classe che anche se non è possibile raggiungere l’assoluta

perfezione nella vita, ci si aspetta che iniziamo il processo che porta ad essa e che

compiamo uno sforzo sincero per liberarci dei nostri peccati e diventare più simili a

Gesù Cristo. Porta testimonianza del ruolo di Cristo e della Sua espiazione nel

processo che alla fine ci porterà alla perfezione.

Ricorda ai membri della classe di non lasciarsi scoraggiare se la perfezione sembra

molto lontana. Esorta ognuno di loro a scegliere un principio del Vangelo e a fare

uno sforzo in più questa settimana per raggiungere la perfezione in questo campo.

Attività

supplementari Durante la lezione puoi usare una o più delle seguenti attività.

1. Puoi usare questa attività in luogo di quella proposta all’inizio della lezione.

Scrivi ognuna delle lettere della parola PERFEZIONE su un foglietto di carta. Se

nella tua classe ci sono più di dieci persone aggiungi altri fogli di carta in bianco

sino a quando ne hai uno per ogni membro della classe.

Fissa almeno un foglietto dietro la sedia di ogni membro della classe. (Se vi sono

più di dieci membri della classe, alcuni avranno dei foglietti in bianco. Se vi sono

meno di dieci membri della classe, alcuni avranno due o tre lettere).

Consenti ai membri della classe di camminare per la stanza e di leggere le lettere

dei loro compagni. Concedi loro due o tre minuti per indovinare qual è la parola

composta dalle lettere.

Quando i membri della classe avranno indovinato la parola o il tempo è scaduto,

raccogli tutti i foglietti e fissali su un foglio di cartone in modo che formino la

parola Perfezione.

2. Porta in classe un oggetto intagliato di legno e un pezzo di legno grezzo, oppure

un oggetto scolpito nella pietra e una pietra grezza. Consenti ai membri della

classe di tenere in mano e esaminare i due oggetti (se non vuoi che i membri della

classe li maneggino, limitati a mostrarli loro). Fai notare che l’oggetto intagliato o

scolpito all’inizio era un pezzo di materiale grezzo come l’altro. Spiega che

l’oggetto scolpito non è diventato perfetto o utile in un istante. Ha dovuto essere

plasmato e ripulito con cura e gradualmente dalla persona che l’ha fatto. Neanche

noi diventiamo perfetti in un istante. Ci plasmiamo e lucidiamo gradualmente

con cura seguendo l’esempio di Cristo e sforzandoci di mettere in pratica i Suoi

insegnamenti.


3. Disegna alla lavagna la seguente illustrazione:

• Quanti quadrati vi sono in questa illustrazione?

Dai ai membri la possibilità di contare e dare la risposta, quindi spiega che in

questa illustrazione vi sono trenta quadrati. Concedi alla classe qualche altro

momento per trovare i trenta quadrati. Se non ci riescono fai notare i seguenti

quadrati:

1 quadrato dell’illustrazione nel suo insieme

1 quadrato che contiene quattro blocchi al centro esatto dell’illustrazione

4 quadrati che contengono quattro blocchi ciascuno, uno in ogni angolo

4 quadrati che contengono quattro blocchi ciascuno, uno centrato su ogni lato

4 quadrati che contengono nove blocchi ciascuno, uno in ogni angolo

16 quadrati che contengono ognuno un blocco

Lezione 22

• Quanti di voi hanno trovato tutti e trenta i quadrati la prima volta che avete

guardato l’illustrazione? Come avete trovato tutti e trenta i quadrati?

Fai notare che proprio come trovare tutti e trenta i quadrati può richiedere

numerosi tentativi e l’aiuto degli altri, così per raggiungere la perfezione in un

campo dovrete compiere molti tentativi e chiedere aiuto ai vostri familiari, ai

dirigenti della Chiesa, al Padre celeste e a Gesù Cristo. Talvolta non riusciamo a

svolgere un’attività o osservare un principio perfettamente la prima volta che ci

proviamo, ma la nostra capacità migliora se continuiamo a svolgere quell’attività

o a osservare quel principio. (Se qualche membro della classe è riuscito a trovare

subito tutti e trenta i quadrati, congratulati con lui, ma informalo che vi sono

molti altri campi in cui la perfezione non si raggiunge tanto facilmente).

127


Lezione

23

Scopo Aiutare i membri della classe a capire che Dio ci dà i comandamenti per l’amore che

sente per noi e che noi dobbiamo obbedire ai comandamenti perché Lo amiamo.

Preparazione 1. Leggi attentamente 1 Samuele 9:17; 10:24; 13:13–14; 15:28; Luca 22:41–44;

Giovanni 6:38; 14:15, 21; Mosia 2:41; 3 Nefi 11:11; Dottrina e Alleanze 130:20–21;

Mosè 1:39.

Nota per

l’insegnante

128

2. Materiale necessario:

a. L’immagine di Gesù che prega nel Getsemani (illustrazione 4 alla fine del

manuale; 62175; Corredo di illustrazioni per lo studio del Vangelo 227).

b. Serie completa delle Scritture e un pennarello per ogni membro della classe.

Esorta spesso i membri della classe a portare in classe le loro Scritture ogni

settimana.

Obbedendo ai Suoi comandamenti dimostriamo il nostro amore per il Padre celeste. È importante

ricordare che il Padre celeste ci dà dei comandamenti perché ci ama. Egli vuole che

siamo simili a Lui e che ritorniamo alla Sua presenza. Aiuta i membri della classe a capire

che solo osservando i comandamenti possiamo ricevere tutte le benedizioni del piano di

salvezza.

Svolgimento

della lezione La prima legge del cielo

Lavagna e

discussione

L’obbedienza è la prima

legge del cielo

Scrivi alla lavagna La prima legge del cielo. Poi rivolgi ai membri della classe la

seguente domanda:

• Secondo voi qual è la prima legge del cielo?

Elenca alla lavagna le risposte date dai membri della classe. Accetta i loro pensieri e

idee, anche se nessuno menziona l’obbedienza.

Quando tutti i membri della classe avranno avuto la possibilità di rispondere, scrivi

alla lavagna la parola obbedienza, oppure traccia un cerchio attorno a questa parola se

è stata menzionata.

• Perché secondo voi l’obbedienza è la prima legge del cielo?

Citazione Leggi la seguente dichiarazione dell’anziano Joseph B. Wirthlin, membro del

Quorum dei Dodici Apostoli:

«Le finestre del cielo sono aperte per i fedeli giusti; nulla le chiude più rapidamente

della disobbedienza…

L’obbedienza diligente e costante alle leggi di Dio è la chiave che apre le finestre del

cielo. L’obbedienza ci consente di conoscere la mente e la volontà del Signore. ‹Il

Signore richiede il cuore e una mente ben disposta; e coloro che sono ben disposti ed


Storia basata

sulle Scritture e

discussione

obbedienti› sono coloro che ricevono le benedizioni della rivelazione tramite le

finestre aperte del cielo» (La Stella, gennaio 1996, 86).

Spiega che ogni benedizione che riceviamo è basata sull’obbedienza (vedi DeA

130:20–21).

Obbedienza a Dio e ai servitori che Egli si è scelto

Spiega ai membri della classe che racconterai due storie. Una mostra le conseguenze

della disobbedienza, l’altra le conseguenze dell’obbedienza.

Chiedi ai membri della classe di leggere e sottolineare i seguenti passi delle Scritture

su Saul, primo re d’Israele: 1 Samuele 9:17; 10:24; 15:28.

• In un breve arco di tempo Saul passò dalla condizione di uomo scelto dal Signore

come re d’Israele a quella di uomo respinto da Dio. Perché secondo voi la

posizione di Saul al cospetto del Signore cambiò radicalmente?

Concedi ai membri della classe il tempo di rispondere a questa domanda. Quindi

invitali a leggere e sottolineare 1 Samuele 13:13–14.

• Quale fu il motivo principale per cui Saul fu respinto dal Signore?

(Fu disobbediente verso il Signore e i Suoi servi).

La disobbedienza portò Saul da essere re a non essere re. Quali cambiamenti

provocano nella nostra vita l’obbedienza e la disobbedienza?

Storia e discussione Spiega che obbedire a Dio significa anche seguire i consigli di coloro che Egli ha

chiamato a guidarci. Narra la seguente storia raccontata dal presidente Gordon B.

Hinckley, quindicesimo presidente della Chiesa:

«Molti anni fa mi trovavo in missione in Inghilterra. Ero stato chiamato a lavorare

nell’ufficio della Missione Europea a Londra sotto il presidente Joseph F. Merrill,

membro del Consiglio dei Dodici. Un giorno tre o quattro quotidiani londinesi

pubblicarono la recensione della ristampa di un vecchio libro, falso e offensivo, che

asseriva di essere la vera storia dei Mormoni. Il presidente Merrill mi disse: ‹Voglio

che tu vada a trovare l’editore a presentare una protesta›. Lo guardai, e stavo per dire:

‹Non sono la persona adatta›. Ma dissi invece umilmente: ‹Sì, signore!›.

Non esito a dire che mi sentivo spaventato. Andai nella mia stanza, provando

probabilmente gli stessi sentimenti di Mosè quando il Signore gli ordinò di andare

da Faraone. Dissi una preghiera. Mentre mi recavo alla stazione di Goodge Street,

dove avrei preso la metropolitana per Fleet Street, avevo lo stomaco in subbuglio.

Trovai l’ufficio dell’editore e detti il mio biglietto da visita alla segretaria. Ella entrò

nell’ufficio del suo principale, ma tornò quasi subito dicendo che l’editore era troppo

occupato per ricevermi. Risposi che avevo percorso più di dodicimila chilometri per

venire a parlargli, e che avrei aspettato il mio turno. Durante l’ora che seguì la donna

entrò e uscì due o tre volte dall’ufficio dell’editore; poi, finalmente, mi invitò a

entrare. Non dimenticherò mai la scena che si presentò davanti a me. L’uomo stava

fumando un grosso sigaro, e l’espressione del suo volto sembrava dire: ‹Non

scocciarmi!›

Tenevo in mano le recensioni. Non ricordo quello che dissi. Un altro potere sembrava

parlare per mio tramite. All’inizio l’uomo fu poco comprensivo, addirittura ostile.

Poi cominciò a calmarsi e alla fine promise di fare qualcosa. Entro un’ora ai librai

129


Scritture e

discussione

130

d’Inghilterra fu chiesto di restituire all’editore tutte le copie di quel libro. Sostenendo

una spesa considerevole egli fece stampare sulla copertina del libro una dichiarazione

secondo la quale quell’opera non doveva essere considerata una storia vera ma un

romanzo, e che la casa editrice non voleva in nessun modo offendere il rispettato

popolo mormone. Qualche anno dopo egli fece un altro grande favore alla Chiesa,

e fino alla sua morte, ogni anno ricevetti da lui gli auguri di Natale.

Mi convinsi che quando cerchiamo con fede di vivere nell’obbedienza alle richieste

del sacerdozio, il Signore ci apre una strada anche là dove sembra che non ve ne

siano» («Se sei disposto e obbediente», La Stella, giugno 1995, 6).

• Perché era difficile per il giovane Hinckley obbedire alla richiesta del suo

presidente di missione? Perché qualche volta è difficile essere obbedienti?

• Quali benefici ricevette l’anziano Hinckley per la sua obbedienza?

• Quali consigli il Signore ci ha dato recentemente tramite i dirigenti della Chiesa?

In che modo siamo benedetti quando seguiamo i consigli dei nostri dirigenti della

Chiesa?

Dio ci dà dei comandamenti perché vuole che torniamo a vivere di

nuovo con Lui

Chiedi ai membri della classe di leggere e sottolineare Mosè 1:39.

• Qual è l’opera e la gloria, ossia lo scopo principale, di Dio?

Aiuta i membri della classe a capire il significato dei termini immortalità e vita eterna.

Immortalità significa vivere per sempre, non morire mai. Vita eterna significa vivere

per sempre alla presenza di Dio. È il dono fatto a coloro che raggiungono l’esaltazione

nel più alto grado del regno celeste (vedi la lezione 8).

• Qual è il ruolo dell’obbedienza nell’opera e gloria del Padre celeste?

Fai notare che tutti risorgeremo e riceveremo l’immortalità. Tuttavia per poter ricevere

la vita eterna, dobbiamo obbedire ai comandamenti del Padre celeste. Il Padre

celeste ci dà dei comandamenti perché ci ama e vuole che diventiamo simili a Lui e

dimoriamo per sempre alla Sua presenza.

Fai notare che un altro motivo per cui il Padre celeste ci ha dato i comandamenti è

quello di aiutarci ad essere felici. Chiedi ai membri della classe di leggere e

sottolineare Mosia 2:41.

• Conoscete personalmente dei casi in cui l’obbedienza ai comandamenti ha

portato alla felicità?

Se i membri della classe incontrano difficoltà nel rispondere a questa domanda puoi

citare alcuni casi: ad esempio, quando obbediamo al comandamento di digiunare

correttamente possiamo progredire spiritualmente; quando obbediamo al comandamento

di pentirci possiamo essere perdonati e liberati dal fardello della colpa. Dopo

aver citato alcuni esempi concedi ai membri della classe altro tempo per pensare ad

altri esempi di cui sono a conoscenza.

Durante la discussione puoi far notare che l’obbedienza ai comandamenti non

garantisce che non incontreremo mai difficoltà o prove. Tuttavia, anche quando

siamo delusi o ci sentiamo tristi per la situazione in cui viviamo, possiamo essere


Scritture e

discussione

soddisfatti della nostra vita in generale per la nostra fede in Dio e per la sicurezza che

Egli si compiace dei nostri sforzi di essere obbedienti.

Gesù Cristo ci ha dato un esempio perfetto di obbedienza

Spiega ai membri della classe che il Padre celeste dimostrò il Suo grande amore per

noi quando mandò Suo Figlio a espiare i nostri peccati. Facendo ciò che il Padre

celeste voleva che facesse, Gesù Cristo dette un esempio perfetto di assoluta obbedienza.

Chiedi ai membri della classe di leggere e sottolineare Giovanni 6:38 (puoi

spiegare che in questo versetto è Gesù che parla).

• Perché Gesù discese dal cielo?

Mostra ai membri della classe l’immagine di Gesù che prega nel Getsemani. Invitali a

leggere e sottolineare Luca 22:41–44.

• In che modo Gesù dimostrò la Sua assoluta obbedienza prima di soffrire per i

nostri peccati e afflizioni nel Giardino di Getsemani?

Spiega che Gesù pregò che Gli fosse risparmiato il dolore che Egli sapeva di dover

patire nel Giardino di Getsemani. Tuttavia Egli antepose la volontà del Padre celeste

alla Sua e fu disposto a bere la «coppa amara» che il Padre Gli aveva dato (vedi 3 Nefi

11:11).

• Quali sono alcune situazioni in cui noi possiamo dover dire: «Però, non la mia

volontà, ma la tua sia fatta»?

Obbediamo ai comandamenti perché amiamo il Padre celeste e Gesù Cristo

Discussione • Quali sono alcuni motivi per cui le persone obbediscono ai comandamenti?

Elenca alla lavagna le risposte date dai membri della classe, le quali potranno

comprendere quelle che seguono:

Le persone obbediscono perché:

1. Temono di essere punite per la loro disobbedienza.

2. Vogliono godere delle ricompense che derivano dall’obbedienza.

3. Vogliono che gli altri le vedano e pensino che sono persone rette.

4. Sentono la pace e la gioia quando sono obbedienti.

5. Amano il Padre celeste e Gesù.

Chiedi ai membri della classe di leggere e sottolineare Giovanni 14:15.

• Perché secondo voi l’amore per il Padre celeste e Gesù è un motivo tanto

importante per obbedire ai comandamenti?

L’obbedienza ci prepara a servire Dio

Lezione 23

Storia e discussione Spiega che quando siamo obbedienti siamo meglio preparati a servire Dio e coloro

che ci stanno attorno. Quindi narra la seguente storia raccontata dall’anziano

Richard G. Scott, membro del Quorum dei Dodici Apostoli:

131


132

«Due missionari… avevano lavorato un intero giorno per istituire un ramo della

Chiesa in un villaggio remoto. Alle 5,30 del mattino avevano insegnato a una

famiglia prima che il marito uscisse per andare a lavorare nei campi. Più tardi

avevano faticato a lungo per intonacare le pareti di mattoni crudi della loro casa per

tenere lontani gli insetti nocivi. Durante la settimana avevano gettato un pavimento

in calcestruzzo e installato un serbatoio d’acqua e una piccola doccia. Poi avevano

iniziato a costruire i servizi igienici e messo della nuova ghiaia e sabbia nel filtro

dell’acqua. Per una parte della giornata avevano lavorato nei campi accanto agli

uomini ai quali avrebbero poi insegnato più tardi. Erano quindi esausti e felici di

potersi riposare.

Ma qualcuno bussò alla loro porta. Si trovarono davanti una bambina in lacrime.

Aveva corso e respirava a fatica. Si sforzarono di mettere insieme la storia che la

bambina aveva da raccontare con parole sconnesse, pronunciate tra i singhiozzi.

Suo padre aveva subito una grave ferita alla testa mentre nel buio della notte

cavalcava l’asino. Ella sapeva che sarebbe morto se gli anziani non lo avessero

soccorso. Proprio in quel momento gli uomini del villaggio stavano portandolo da

loro. Ella li implorò di salvare la vita di suo padre, poi corse ad aiutarlo.

I missionari si resero conto della gravità della loro situazione. Si trovavano in un

villaggio in cui non c’era né medico né ospedale. Non c’era neanche il telefono.

L’unico mezzo di comunicazione era una pista, più che una strada, che correva lungo

il corso asciutto di un fiume, ed essi non avevano un veicolo per trasportare il ferito.

Gli abitanti della valle confidavano nei missionari, i quali però non avevano nessuna

esperienza di medicina. Non sapevano curare una grave ferita al capo; però

conoscevano Qualcuno che sapeva come farlo. Si inginocchiarono in preghiera ed

esposero le loro difficoltà al loro comprensivo Padre nei cieli. Lo implorarono di dare

loro una guida, consapevoli di non esser in grado di salvare una vita senza il Suo

aiuto.

Fu fatto loro capire che la ferita doveva essere disinfettata e chiusa, e che all’uomo

doveva essere impartita una benedizione. L’uno chiese all’altro: ‹Come potrà sopportare

il dolore? Come possiamo disinfettare la ferita e impartirgli una benedizione mentre

soffre tanto?›

Si inginocchiarono nuovamente e spiegarono la situazione al Padre: ‹Non abbiamo

medicine. Non abbiamo anestetico. Per favore, aiutaci a sapere cosa dobbiamo fare.

Per favore, Padre, aiutalo!›

Mentre si alzavano arrivarono i loro amici con il ferito. Anche alla debole luce

della candela si avvidero subito che l’uomo era rimasto gravemente ferito e soffriva

moltissimo. Quando cominciarono a pulire la ferita accadde una cosa insolita:

l’uomo si addormentò. Con cura e con ansia portarono a termine il lavoro di disinfezione

e di chiusura della ferita, poi fecero un’improvvisata fasciatura. Quando

posero le mani sul suo capo per impartirgli la benedizione, il ferito si svegliò tranquillamente.

La loro preghiera era stata esaudita e la vita dell’uomo era salva. La

fiducia della gente nei missionari crebbe considerevolmente e un ramo della Chiesa

fiorì in quel luogo» (La Stella, luglio 1989, 30–31).

• A quali comandamenti obbedirono i missionari? (Le risposte possono comprendere

che essi servirono il prossimo, pregarono per avere un aiuto e seguirono la guida

dello Spirito). Perché l’obbedienza dei missionari favorì i loro sforzi per ricevere la


guida del Signore? Quale influenza ebbe la loro obbedienza sul successo del lavoro

missionario?

• Per quali aspetti la situazione sarebbe stata diversa se i missionari non fossero stati

obbedienti?

Dopo che i membri della classe avranno risposto a queste domande, leggi il

commento fatto dall’anziano Scott riguardo a quei missionari:

«I missionari riuscirono a salvare una vita perché avevano confidato nel Signore.

Sapevano pregare con fede per avere l’aiuto necessario a risolvere una difficoltà

superiore alle loro forze. Poiché avevano obbedito al Signore, il Signore aveva avuto

fiducia in loro e aveva esaudito la loro preghiera. Essi avevano imparato a riconoscere

la risposta, quando fu data loro sotto forma di un silenzioso suggerimento dello

Spirito. Se vivete in modo degno da meritarvelo, questo stesso aiuto vi sarà messo a

disposizione» (La Stella, luglio 1989, 30–31).

Fai notare che anche se il Padre celeste ascolta sempre le nostre preghiere, quando

siamo obbedienti siamo più preparati a ricevere le Sue risposte.

Testimonianza Esprimi ai membri della classe i tuoi sentimenti riguardo all’amore che il Padre celeste

e Gesù Cristo sentono per noi. Esprimi la tua gratitudine per i comandamenti e porta

testimonianza che il Padre celeste ci ha dato i comandamenti per aiutarci a ricevere

la vita eterna e la felicità.

Esorta i membri della classe a dimostrare il loro amore per il Padre celeste e Gesù

Cristo osservando i comandamenti.

Attività

supplementari Durante la lezione puoi usare una o più delle seguenti attività.

1. Cantate o leggete le parole dell’inno «Come vi ho amati», (Inni, No. 197).

Chiedi ai membri della classe di pensare a come le parole dell’inno si applicano

al consiglio del Salvatore contenuto in Giovanni 14:15.

2. Leggi o narra con parole tue la seguente storia raccontata dal presidente Wilford

Woodruff, quarto presidente della Chiesa:

«Ora vi citerò un esempio mio personale di quello che accade quando non si dà

ascolto alla voce dello Spirito.

Alcuni anni fa una parte della mia famiglia viveva a Randolph, nell’Utah. Un

giorno di dicembre andai a trovarli facendo il viaggio con un carro trainato dai

cavalli.

Mentre ero là, un lunedì mattina, la mia guida, cioè lo Spirito che veglia su di me,

mi disse: ‹Prendi i cavalli e ritorna a casa tua a Salt Lake City›.

Informai di ciò i miei familiari, i quali tuttavia mi invitarono caldamente a

rimanere ancora un po›.

Lezione 23

Per accontentarli rimasi fino al sabato mattina, mentre lo Spirito continuava a

suggerirmi di tornare a casa. Il pensiero che non obbedivo a quello che lo Spirito

mi suggeriva cominciava a farmi sentire a disagio.

133


134

Il sabato mattina presto presi i miei cavalli e partii. Quando arrivai a Woodruff,

il vescovo insistette perché mi fermassi fino al lunedì mattina, così egli sarebbe

partito con me.

Io gli dissi: ‹No; sono rimasto lontano da casa già troppo a lungo›.

Ripresi la strada in gran fretta e quando arrivai a ventiquattro chilometri da

Wasatch fui sorpreso da una terribile bufera di neve. Il vento mi soffiava forte sul

viso.

Dopo quindici minuti non riuscivo più a vedere la strada e non sapevo come e

dove guidare i cavalli.

Lasciai le redini e salii dentro il carro, assicurai bene la copertura e affidai la mia

vita al Signore, sperando che i cavalli trovassero la strada, dato che l’avevano

percorsa già due volte in occasioni precedenti.

Supplicai il Signore di perdonarmi per non aver dato ascolto alla voce dello Spirito

e Lo implorai di salvarmi.

I cavalli mi condussero alla stazione ferroviaria di Wasatch dove giunsi alle nove

di sera, quando la neve arrivava ormai ai mozzi delle ruote.

Misi al riparo i cavalli e dovetti rimanere là fino alla sera del lunedì successivo.

La neve aveva ormai raggiunto un metro e ottanta di altezza e continuava ancora

a cadere.

Con estrema difficoltà riuscii a salvare la vita dei miei cavalli facendoli salire su un

carro merci chiuso che li portò a Ogden. Se invece avessi obbedito alla rivelazione

dello Spirito di Dio, avrei potuto viaggiare fino a Salt Lake City su una buona

strada prima della bufera.

Poiché nella mia vita ho raccolto il bene e il male, i frutti dell’obbedienza e quelli

della disobbedienza, mi sento autorizzato a esortare tutti i miei giovani amici

a obbedire sempre ai suggerimenti dello Spirito di Dio, perché così facendo essi

saranno sempre al sicuro» (Leaves from My Journal, 90–91).

4. Fai alcune copie del «Puzzle dell’obbedienza» nella pagina seguente. Poiché non

avrai il tempo di svolgere l’attività in classe, consegna a ogni membro della classe

una copia del puzzle da portare a casa. Esorta i membri della classe a ricomporre

il puzzle da soli o con i loro familiari durante una serata familiare.


PUZZLE DELL’OBBEDIENZA

Copia le lettere in ogni cerchio nello spazio numerato corrispondente nella casella sottostante.

DECIFRA QUESTO DIAGRAMMA DELLA DISOBBEDIENZA APRI QUESTA OPZIONE DELL’OBBEDIENZA

6 I

13 C

9 N

Condividere

Controllare

i propri nervi

11 P

10 P

1

L

Essere egoisti

5 S

Essere scortesi

9

A

17 G

2 A

15 T

3 D

Obbedire alla

Parola di

Saggezza

20 H

15 S

7

N

Essere

indolenti

6 O

Mentire

Essere onesti

8 E

5

D

18 V

12 R

13 R

7 B

19 G

14 C

Lavorare

duramente

19 M

2

O

Rubare

17 F

1 L

Essere impuri

11

U

14 F

Rispettare

le proprietà altrui

18 M

12 U

4 I

Rimanere puri

4

E

Imbrogliare Fumare e bere

10 Z

16 V

16 T

8

Z

3

B

— — — — — — — — — — —

1 2 3 3 4 5 6 4 7 8 9

:

— — — — — — — — — — — — — — —

— — — — — — — — :

10 11 2 5 9 12 13 6

:

— — — — — — — — :

1 2 3 4 5 6 7 7 8 3 4 8 9 10 2

11 12 6 3 2 13 14 4


14 6 5 11 13 6 9

14 2 15 15 4 16 2 5 2 1 12 15 8


12 6 15 10 4 16 16 2 5 6 15 4


17 2 1 5 4 2 18 4 14 4


14 6 5 11 13 6 9 5 4 17 1 6 9 1 16 12 6


* — — — — — — —

* — — — — — — — — — —

* — — — — — — — — — — — —

18 2 9 14 2 9 10 2 3 4 17 4 3 12 14 4 2


* — — — — — — — — — — — — —

* — — — — — —

* — — — — — — — — — — — — — — —

— — — — —

3 11 2 7 9 15 5 1 11 16 4

— — —

4 9 9 6 4 5 15 8 5 5 4

, ,


1 9 18 2 12 2 4 9 19 6 13 6

18 2 9 14 2 9 10 2 3 4 17 4 3 12 14 4 2


* — — — — — — — — — — — — — — —

3 4 7 4 5 6 8 6 2 7 6 5 4 1

— — — — — — — — — —

3 2 11 2 13 15 8 3 8 19 1 4 2 1 15 13 4


* — — — — — — — — ——

* — — — — — — — — — — — ——

— — — — — —

16 4 19 10 6 2

5 14 20 4 2 16 4 15 12 3 4

* — — — — — — — — — ——


* — — — — — — — — ——

— — — — — —

4 2 15 2 9 2


10 4 12 14 4 16 16 9 1 6 3 4 12 16 9

— —

4 15 9 7 16 6 16 9


Lezione

24

Scopo Aiutare i membri della classe a rendersi conto che tramite l’autocontrollo si

conseguono la gioia e la felicità duratura.

Preparazione 1. Leggi attentamente Matteo 16:24; Luca 22:39–46.

Nota per

l’insegnante

136

2. Se la Videocassetta della serata familiare (5X736 160) è disponibile, preparati

a mostrare la sequenza di nove minuti: «Le conseguenze delle nostre scelte

(La pompa)».

3. Materiale necessario:

a. L’immagine di una bella automobile nuova ritagliata da una rivista o giornale

(facoltativo).

b. Carta e matita per ogni membro della classe.

c. Serie completa delle Scritture e un pennarello per ogni membro della classe.

Esorta spesso i membri della classe a portare in classe le loro Scritture ogni

settimana.

Ai giovani interessa più di ogni altra cosa quello che desiderano in quel momento.

Possono avere difficoltà a pensare alle conseguenze future delle loro azioni. Aiuta i membri

della classe a capire che le cose più preziose della vita, sia quelle materiali che spirituali,

si possono ottenere soltanto grazie all’autocontrollo.

Svolgimento

della lezione Vivere senza autocontrollo è pericoloso

Illustrazione

e discussione

Discussione

e citazione

L’autocontrollo

Mostra l’immagine di un’automobile (se non sei riuscita a procurarti l’immagine di

un’automobile, descrivila). Chiedi ai membri della classe:

• Vi piacerebbe guidare quest’automobile? Perché? Cosa vi piace di questa

automobile?

Concedi ai membri della classe alcuni minuti per parlare dell’automobile.

• Vorreste viaggiare su quest’automobile o guidarla se non avesse freni? Perché no?

Fai notare che, per quanto bella sia un’automobile e per quanto buoni siano il

motore o le gomme, se essa non ha freni presto avrà un incidente. Viaggiare su

quest’automobile sarebbe molto pericoloso.

Spiega che la lezione di oggi parla di una cosa che è tanto importante per la nostra

vita quanto i freni lo sono per un’automobile: l’autocontrollo (a volte chiamato

anche padronanza di sé o autodisciplina).

• Secondo voi cos’è l’autocontrollo?

Concedi ai membri della classe alcuni minuti per esprimere la loro opinione, quindi

invitali a leggere la seguente dichiarazione dell’anziano Russell M. Nelson, membro

del Quorum dei Dodici Apostoli:

«Tu sei composto di due parti: del tuo corpo fisico e del tuo spirito che vive nel

corpo. Avrai forse udito l’espressione «la mente domina la materia». È proprio di


Scritture e

discussione

Videocassetta

e discussione

Lavagna e

discussione

questo che ti voglio parlare, anche se userò dei termini leggermente diversi: «lo

spirito domina il corpo». Questo è l’autocontrollo» (La Stella, gennaio 1986, 25).

Spiega che l’autocontrollo è la capacità che il nostro spirito ha di controllare il

corpo, la capacità di fare quello che sappiamo di dover fare anche se una parte di

noi non desidera farlo. Si esercita l’autocontrollo quando si fa la volontà di Dio

invece della nostra volontà.

• Per quali aspetti una persona senza autocontrollo è come un’automobile senza

freni? Perché è importante esercitare l’autocontrollo?

L’autocontrollo comporta grandi benefici

Spiega che Gesù ci ha insegnato che se vogliamo essere Suoi discepoli dobbiamo

essere padroni di noi stessi.

Chiedi ai membri della classe di leggere e sottolineare Matteo 16:24.

• Perché per seguire Gesù Cristo una persona deve rinunciare a se stessa?

Fai notare che la traduzione di Joseph Smith di Matteo 16:24 chiarisce che dobbiamo

rinunciare a «ogni empietà». Dobbiamo rinunciare a ogni cattiva azione e compiere

opere di giustizia. Esercitare l’autocontrollo significa usare il libero arbitrio per

scegliere di vivere rettamente.

Aiuta i membri della classe a capire che esercitare l’autocontrollo non significa

rinunciare a ogni cosa che sia divertente o interessante. Quando esercitiamo

l’autocontrollo rinunciamo a fare alcune cose o esperienze per ricevere altre cose o

fare altre esperienze che desideriamo di più. Per esempio, quando digiuniamo per

qualche tempo rinunciamo a mangiare, che è una cosa piacevole, per poter ricevere

forza spirituale e progredire. In senso più ampio rinunciamo al peccato (che qualche

volta sembra piacevole) per avere la pace della mente e la possibilità di vivere di

nuovo con il Padre celeste e Gesù Cristo.

Mostra la sequenza video: «Le conseguenze delle nostre scelte (La pompa)». Quindi

proponi alla classe le seguenti domande:

• Perché l’esperienza fatta dal protagonista della storia dimostra la necessità

dell’autocontrollo? (Poiché non aveva la padronanza di sé soddisfece il suo

immediato desiderio, invece di prepararsi per il futuro).

• Perché la sua esperienza sarebbe stata diversa se avesse esercitato l’autocontrollo?

(Se avesse innescato la pompa prima di bere avrebbe avuto tutta l’acqua di cui

aveva bisogno).

• Per quali aspetti la decisione del protagonista (se bere l’acqua della bottiglia o

usarla per innescare la pompa) è paragonabile alle decisioni spirituali che ognuno

di noi deve compiere?

Possiamo esercitare l’autocontrollo

• Quali sono alcuni modi in cui dimostriamo di essere padroni di noi stessi? (Se i

membri della classe incontrano difficoltà nel rispondere a questa domanda, fai

notare che essi dimostrano di essere padroni di sé quando digiunano per avere

forza spirituale sebbene abbiano fame, o quando si alzano per tempo anche se il

loro corpo vorrebbe rimanere a letto più a lungo).

137


138

Spiega che l’autocontrollo, come le altre capacità, si sviluppa con la pratica. In alcuni

casi pratichiamo l’autocontrollo facendo semplicemente le azioni necessarie ogni

giorno e prendendone così l’abitudine. L’autocontrollo in altri campi tuttavia può

richiedere un maggiore sforzo.

Scrivi alla lavagna il titolo Autocontrollo.

• Quali azioni ci aiutano a esercitare l’autocontrollo?

Elenca le risposte dei membri della classe alla lavagna sotto il titolo Autocontrollo,

quindi commenta ogni suggerimento. Nella discussione puoi esaminare i seguenti

suggerimenti:

1. Lavorare per raggiungere gli obiettivi desiderati.

Quando ci rendiamo conto che vi sono degli aspetti della nostra vita in cui è necessario

un maggiore autocontrollo, possiamo stabilire degli obiettivi composti di passi

semplici e realizzabili per migliorare. Per esempio se abbiamo bisogno di maggiore

autocontrollo per prepararci per tempo ad andare in chiesa, possiamo programmare

le cose che dobbiamo fare il sabato per poter raggiungere questo obiettivo.

2. Sostituire le cattive abitudini con buone abitudini.

Sostituire buone abitudini a quelle cattive. È facile perdere una cattiva abitudine se

la sostituiamo con un’abitudine o un’attività migliore. Per esempio la persona che

cerca di accrescere l’autocontrollo per evitare di rimandare può sostituire l’abitudine

di fare i compiti di scuola all’ultimo momento con la migliore abitudine di farli a

un’ora determinata ogni giorno.

3. Chiedere aiuto agli amici o ai familiari.

Qualche volta basta far conoscere a una o più persone l’obiettivo che abbiamo

stabilito o l’abitudine che cerchiamo di prendere per aiutarci a provare con maggiore

energia. Gli amici e i familiari possono darci incoraggiamento e aiuto se ci sforziamo

di esercitare un maggiore autocontrollo.

4. Pregare e leggere le Scritture.

Quando preghiamo possiamo chiedere al Padre celeste di darci la forza di cui

abbiamo bisogno per raggiungere il nostro obiettivo o cambiare le nostre abitudini.

Se studiamo le Scritture possiamo essere guidati dai consigli del Signore e

dall’esempio delle persone che hanno esercitato l’autocontrollo, come ad esempio

Daniele o Giuseppe d’Egitto. Se siamo aperti all’influenza dello Spirito Santo

possiamo avere aiuto per acquisire un maggiore autocontrollo.

Grazie all’autocontrollo possiamo compiere grandi cose

Storia e discussione Narra con parole tue la seguente storia di un uomo che esercitò l’autocontrollo.

«Molti anni fa Roger Bannister partecipò ai Giochi olimpici come campione del mondo

di corsa sulla distanza del miglio. Era il favorito per la medaglia d’oro, ma finì invece

al quarto posto. Tornò a casa dalle Olimpiadi scoraggiato, deluso e imbarazzato.

Decise di rinunciare a correre. A quel tempo era studente di medicina, e i suoi impegni

di studio erano gravosi. Decise quindi di riprendere la sua vita di «studente» e di

dedicare tutto il suo tempo a prepararsi per la professione di medico, rinunciando

alla speranza di poter correre il miglio in un tempo inferiore ai quattro minuti. Andò

dal suo allenatore e gli disse: ‹Mister, ho deciso di rinunciare. Dedicherò tutto il mio

tempo allo studio›. L’allenatore rispose: ‹Roger, io penso invece che tu sia l’uomo che


Esperienze

personali

Scritture e

discussione

può abbattere la barriera dei quattro minuti. Vorrei che, prima di ritirarti, tu facessi

un altro tentativo›.

Tornò a casa senza sapere cosa dire o fare. Ma prima che spuntasse il giorno dopo

aveva deciso di sviluppare una volontà di ferro e di raggiungere un obiettivo preciso

prima di smettere di correre: avrebbe corso il miglio in meno di quattro minuti.

Conosceva l’impegno che lo aspettava. Avrebbe dovuto fare un programma e seguirlo.

Si rese conto che avrebbe dovuto studiare sette, otto e anche nove ore al giorno per

superare gli esami e che avrebbe dovuto allenarsi per almeno quattro ore al giorno.

Sapeva che avrebbe dovuto mangiare soltanto determinati cibi. Sapeva che sarebbe

dovuto andare a letto presto ogni sera e dormire da nove a dieci ore, per permettere

al corpo di riposare e creare una riserva fresca per il gran giorno. Promise a se stesso

che avrebbe seguito il rigido schema che egli e il suo allenatore sapevano essere

necessario per la vittoria e il conseguimento dell’obiettivo desiderato.

Il 6 maggio 1954 la barriera dei quattro minuti sul miglio fu abbattuta da Roger

Bannister… un uomo impegnato a seguire uno schema vincente che lo avrebbe fatto

diventare famoso nel mondo… Roger Bannister stabilì lo schema molti anni fa e lo

seguì con impegno totale, autodisciplina e volontà di ferro» (Marvin J. Ashton,

La Stella, gennaio 1991, 19–20).

• Cosa fece Roger per esercitare l’autocontrollo?

• Per quali aspetti la vita di Roger sarebbe stata diversa se non avesse esercitato

l’autocontrollo?

Concedi alla classe alcuni minuti per pensare ad alcuni casi in cui essi o persone di

loro conoscenza hanno realizzato un obiettivo meritevole che richiedeva l’autocontrollo,

come ad esempio superare le conseguenze negative di una menomazione

o risolvere un problema personale, imparare a suonare uno strumento musicale,

sviluppare un dono spirituale, acquisire maggiore abilità nello sport o conseguire

una meta ambita a scuola. Invita alcuni membri della classe a parlare degli esempi

che ricordano, quindi poni loro le seguenti domande:

• In che modo voi (o una persona di vostra conoscenza) avete realizzato questo

obiettivo?

• Quanto tempo è stato necessario? Quanto lavoro e sforzi sono stati necessari?

• Che cosa provate in merito al successo ottenuto? È valso il tempo e gli sforzi necessari?

Ricorda ai membri della classe che l’autocontrollo può richiedere un duro lavoro, ma

che comporta sempre grandi benefici.

• Leggi insieme ai membri della classe Luca 22:39.

• In che modo il Salvatore esercitò l’autocontrollo? (Fece ciò che il Padre celeste

voleva, non quello che Egli voleva fare).

• Quali furono i risultati del Suo autocontrollo? (Soffrì per i nostri peccati e rese a

noi tutti possibile la salvezza, se ci pentiamo).

Fai notare che sviluppando l’autocontrollo sviluppiamo anche una maggiore

capacità di dire come fece Gesù: «Padre… non la mia volontà, ma la tua sia fatta».

Dobbiamo decidere ora di essere padroni di noi stessi

Citazione Leggi o fai leggere a un membro della classe la seguente dichiarazione:

Lezione 24

139


140

«Il presidente David O. McKay ci esorta a ricordare che «le più grandi battaglie

della vita vengono combattute nelle sale silenziose della nostra anima» (Conference

Report, aprile 1969, 95; o Improvement Era, giugno 1969, 30).

• Secondo voi qual è il significato di questa dichiarazione?

Attività Distribuisci ai membri della classe carta e matita e invitali a scrivere la risposta alla

seguente domanda (rassicurali che nessun altro vedrà la loro risposta):

• Qual è una cosa che potete fare per accrescere il vostro autocontrollo?

Esorta i membri della classe a conservare il foglio in un posto dove ricorderà loro

spesso di fare quello che hanno scritto.

Testimonianza Porta testimonianza delle ricompense che hai ricevuto dopo aver imparato ad

esercitare l’autocontrollo.

Esorta i membri della classe a pregare per avere un aiuto nell’esercitare l’autocontrollo.

Ricorda loro che tutte le benedizioni promesse ai fedeli nel piano di salvezza si

riversano su coloro che imparano a rinunciare a ogni empietà per seguire il Signore.

Attività

supplementari Durante la lezione puoi usare una o più delle seguenti attività.

1. Invita in classe un membro del rione o ramo che recentemente ha raggiunto un

obiettivo notevole, ad esempio dare una buona prestazione in una competizione

atletica, esibirsi in un concerto o opera teatrale o ottenere il diploma di maturità,

completare i corsi del seminario o laurearsi. Concedi all’ospite alcuni minuti per

parlare ai membri della classe di come l’autocontrollo gli ha consentito di

raggiungere tale obiettivo.

2. Spiega che molte antiche città erano circondate da mura per proteggere i

loro abitanti. Una città priva di mura o con le mura in cattive condizioni era

vulnerabile agli attacchi.

Chiedi ai membri della classe di leggere e sottolineare Proverbi 25:28.

• Perché la persona «che non si sa padroneggiare», ossia la persona priva di

autocontrollo, è «come una città smantellata, priva di mura?» (Tale persona

non ha difesa contro le tentazioni ed è vulnerabile agli attacchi di Satana).

Dividi la classe in piccoli gruppi e consegna a ogni gruppo un foglio di carta e una

matita. Invita i componenti di ogni gruppo a creare uno o più proverbi, come

Proverbi 25:28, che dimostrino quanto è pericoloso vivere senza autocontrollo.

(Un altro esempio è il confronto proposto all’inizio della lezione: «Una persona

senza autocontrollo è come un’automobile senza freni»).

Quando i gruppi avranno finito invita un componente di ognuno di essi a leggere

e spiegare il proverbio che il suo gruppo ha scritto.

3. Prepara per ogni membro della classe un cartoncino con su scritta la seguente

dichiarazione:

Non rinunciare mai a ciò che desideri di più per avere ciò che desideri sul momento.

Consegna a ogni membro della classe il cartoncino e commenta il significato di

questa dichiarazione e il rapporto che ha con l’autocontrollo. Puoi far notare che

il protagonista della sequenza video mostrata durante la lezione rinunciò a ciò che

desiderava di più (la sopravvivenza), per avere ciò che desiderava in quel

momento (un po’ d’acqua).


Teniamo a freno l’ira

Scopo Insegnare ai membri della classe a riconoscere e vincere i sentimenti d’ira.

Preparazione 1. Leggi attentamente Proverbi 16:32; Matteo 5:43–44; Marco 11:15–17;

Efesini 4:31–32; Colossesi 3:8; Giacomo 1:19.–20; 2 Nefi 1:26; 3 Nefi 11:29–30;

Dottrina e Alleanze 60:2: 63:32; 84:24.

Nota per

l’insegnante

Svolgimento

della lezione Cos’è l’ira?

Illustrazione

e discussione

Scritture e

discussione

2. Materiale necessario:

a. L’immagine di una persona adirata (ritagliata da una rivista o giornale, oppure

disegnata dall’insegnante).

b. Serie completa delle Scritture e un pennarello per ogni membro della classe.

Esorta spesso i membri della classe a portare in classe le loro Scritture ogni

settimana.

Il presidente Howard W. Hunter, quattordicesimo presidente della Chiesa, disse: «Dobbiamo

essere più lenti all’ira e più pronti ad aiutare. Dobbiamo porgere la mano dell’amicizia e

trattenere la mano della vendetta. In breve, dobbiamo amarci gli uni gli altri con il puro

amore di Cristo… poiché questo è il modo in cui Dio ci ama» (La Stella, luglio 1992, 73).

In questa lezione i membri della classe possono imparare a riconoscere e vincere i sentimenti

d’ira. Tutti noi possiamo e dobbiamo controllare queste potenti emozioni se vogliamo

ottenere un posto nel regno di Dio.

Mostra l’immagine di una persona adirata.

• Secondo voi quali sentimenti prova questa persona?

• Quali sono le cose che vi fanno adirare? (Consenti alla classe soltanto uno o due

minuti per rispondere a questa domanda).

• Che atteggiamento ha la gente del mondo verso l’ira?

Citando come esempi libri, canzoni, film o spettacoli televisivi, se possibile fai notare

che molte persone ritengono che l’ira sia una reazione ammissibile nelle situazioni

che non sono di nostro gradimento e che la violenza e la vendetta siano mezzi

idonei per sfogare l’ira.

• Che atteggiamento ha il Signore verso l’ira?

Lezione

25

Perché possano rispondere a questa domanda invita i membri della classe a leggere

e sottolineare 3 Nefi 11:29–30 e Efesini 4:31–32. Chiedi a uno o due membri della

classe di leggere ad alta voce questi versetti.

141


142

Fai notare che in 3 Nefi 11:29–30 Cristo dice che l’ira non fa parte del Suo vangelo

e che dobbiamo liberarcene. In Efesini 4:31–32 l’apostolo Paolo sottolinea che l’ira e

sentimenti simili devono essere banditi.

Discussione • Perché l’ira può essere dannosa per noi? (Commenta con la classe come l’ira

influisce su di noi fisicamente, emotivamente e spiritualmente).

• Come sarebbe il mondo se le persone non si adirassero?

Concedi ai membri della classe alcuni minuti per rispondere a questa domanda.

Le risposte possono comprendere il fatto che i disaccordi sarebbero eliminati più

facilmente e le persone godrebbero di maggiore pace e forza spirituale, e che le

famiglie e le città sarebbero più felici. Vi sarebbero meno atti di violenza, meno

maltrattamenti, pochi o nessun divorzio e probabilmente meno attriti tra le nazioni.

Spiega che l’ira è una reazione dell’uomo, ma è un sentimento che dobbiamo vincere

per diventare simili al Padre celeste e a Gesù Cristo. Se impariamo a riconoscere l’ira

e ad affrontarla, possiamo liberarci di questo sentimento.

Come riconoscere le cause dell’ira

Storia e discussione Scrivi alla lavagna (lasciando un po’ di spazio in cima) Ci adiriamo perché: quindi

narra il seguente episodio:

Gianna e Daniela facevano parte della stessa associazione studentesca ed erano

diventate amiche. Un giorno Gianna confessò a Daniela che le piaceva molto il

presidente dell’associazione. Poiché il ragazzo piaceva anche a Daniela, questa

cominciò a parlare male di Gianna con gli altri membri dell’associazione compreso il

presidente, sperando così di screditarla.

• Secondo voi come si sentì Gianna? Secondo voi Gianna aveva il diritto di adirarsi

con Daniela? Perché o perché no?

Sotto la prima frase alla lavagna scrivi: Pensiamo di essere stati trattati ingiustamente.

Citazione Invita un membro della classe a leggere la seguente dichiarazione:

«L’ira viene usata per dominare gli altri. Certuni hanno imparato benissimo

quest’arte e ottengono quello che vogliono facendo chiasso e adirandosi… Quindi

l’ingiusto obiettivo dell’ira è quello di cercare di limitare la libertà altrui» (Burton C.

Kelly, «The Case Against Anger», Ensign, febbraio 1980, 10).

Aggiungi all’elenco alla lavagna: Vogliamo fare a modo nostro.

Storia e discussione Narra la seguente storia:

Quando Tonino, un bambino di cinque anni, entrò con la mamma in un negozio

di dolciumi, vide sul banco delle tavolette di cioccolato. Subito andò in quella

direzione e chiese alla mamma una delle tavolette, ma ella gli disse che non poteva

averla. Tonino immediatamente si adirò e cominciò a strillare, a piangere e a battere

i piedi. Sua madre si sentì molto imbarazzata e lasciò che prendesse una tavoletta

perché si calmasse. Promise a se stessa che non avrebbe mai più portato Tonino in

quel negozio.


• Perché Tonino fece i capricci? (Per indurre sua madre a comprargli una tavoletta di

cioccolato).

• I giovani e gli adulti qualche volta ricorrono all’ira per motivi egoistici? Potete

citare un esempio?

Storia e discussione Narra la seguente storia per illustrare un terzo motivo per cui qualche volta ci

adiriamo:

Scritture e

discussione

Lavagna e

discussione

Tommaso voleva molto bene al suo fratellino, ma certe volte questi lo infastidiva.

Un giorno, mentre Tommaso era a scuola, il bambino andò in camera del fratello e

cominciò a tirar fuori tutto quello che era nell’armadio e ad ammucchiarlo sul letto.

Quando Tommaso tornò a casa e vide tutto quel disordine, andò su tutte le furie e si

mise a correre per la casa in cerca del fratello. Non riuscendo a trovarlo si arrabbiò

ancora di più. Alla fine lo trovò intento a giocare nel giardino dei vicini e gli gridò:

«Perché sei andato a mettere a soqquadro la mia camera?»

Tremando di paura il fratellino disse: «Non l’ho messa a soqquadro. Volevo soltanto

mettere in ordine il tuo armadio».

Aggiungi all’elenco alla lavagna: Siamo vittime di un malinteso.

• Secondo voi, come si sentì Tommaso dopo che il fratellino gli ebbe spiegato quello

che aveva intenzione di fare?

• Come avrebbe potuto reagire Tommaso davanti al disordine della sua stanza se

avesse capito esattamente la situazione? (Puoi far notare che capire esattamente

una situazione non significa necessariamente risolvere tutte le difficoltà, ma può

aiutarci ad affrontarle in maniera più costruttiva).

• Vi siete mai adirati perché avevate interpretato male le intenzioni di un’altra

persona?

Possiamo dominare l’ira

Spiega che, a prescindere dal motivo per cui ci adiriamo, possiamo dominare l’ira.

Scrivi alla lavagna in grossi caratteri sopra l’elenco dei motivi per cui ci adiriamo:

Scegliamo come vogliamo reagire.

Invita i membri della classe a cercare e leggere uno dei passi delle Scritture sotto

indicati. Invita un membro della classe a leggere ad alta voce ogni passo delle

Scritture e commenta con la classe cosa ci insegna ogni passo riguardo a come

dominare l’ira.

1. Proverbi 16:32

2. Colossesi 3:8

3. Giacomo 1:19–20

Ricorda ai membri della classe la storia di Gianna e Daniela.

Lezione 25

• Come poteva reagire Gianna davanti alle cattive azioni di Daniela? (Invita i

membri della classe a indicare tutte le possibilità alle quali riescono a pensare).

• Quali sarebbero stati i risultati di ognuna di queste azioni? Quale reazione sarebbe

la migliore per Gianna? E per Daniela?

143


144

Fai notare che alcune risposte possibili, come cercare di vendicarsi, potrebbero essere

spiritualmente o fisicamente dannose sia per Gianna che per Daniela.

• Quali sono alcuni modi positivi in cui possiamo affrontare i sentimenti d’ira?

Commentate i seguenti modi positivi di affrontare i sentimenti d’ira e tutti gli altri

modi proposti dai membri della classe. Elenca ogni metodo alla lavagna man mano

che lo esaminate.

1. Parlarne.

Quando siamo adirati con qualcuno dovremmo, se possibile, parlarne direttamente

con l’interessato. Nel parlare dobbiamo mantenerci calmi e spiegarci chiaramente.

Questo sistema serve a liberarci della tensione e ci aiuta a capire e valutare meglio le

azioni dell’altra persona.

2. Aspettare.

Dobbiamo rimandare ogni azione finché non troviamo un modo costruttivo per

affrontare i nostri sentimenti d’ira. Per esempio, parlare con la persona che ci ha

fatto adirare può essere una buona idea, ma dobbiamo aspettare fino a quando ci

siamo calmati. Qualche volta è utile contare fino a dieci (o anche più a lungo),

prima di parlare o fare qualcosa.

3. Pregare.

Tramite la preghiera possiamo chiedere l’aiuto del Padre celeste per affrontare una

particolare situazione che ci ha fatto adirare. Possiamo anche chiederGli di

allontanare da noi i sentimenti d’ira e aiutarci a perdonare.

4. Ricorrere a un’attività fisica.

Svolgendo un’attività fisica che ci allontana dalle cause della tensione possiamo

alleggerire la tensione causata dall’ira.

Discussione • Perché controllare i sentimenti d’ira ci porta più soddisfazione che cercare la

vendetta o esprimere l’ira in altri modi?

Ricorda ai membri della classe che è nostro dovere dominare il nostro comportamento,

compresi i sentimenti d’ira. Dobbiamo lasciare che sia il Signore a occuparsi di

coloro che possono averci veramente fatto del male.

Vincendo l’ira possiamo diventare più simili a Gesù Cristo

Discussione Spiega che imparare a controllare le nostre azioni quando ci adiriamo è il primo

passo per imparare a vincere l’ira. Il nostro obiettivo finale è quello di imparare per

prima cosa a non adirarci.

• Il Signore si adira mai?

Chiedi ai membri della classe perché hanno risposto sì o no.


I membri della classe possono far notare che le Scritture parlano dell’ira di Dio e che

Cristo si adirò quando dovette scacciare i cambiamonete dal tempio (vedi Marco

11:15–17). Fai notare che il Signore non era adirato nel senso in cui di solito

consideriamo l’ira. Egli non dimostrò nessun antagonismo; non dimostrò ostilità o

desiderio di vendetta; era padrone dei propri sentimenti. Questo tipo di ira spesso è

chiamato sacrosanto sdegno. Il Suo motivo era quello di aiutare i figli di Dio,

proclamare la verità e distruggere la malvagità (vedi 2 Nefi 1:26; DeA 60:2; 63:32;

84:24).

Citazione Spiega che Cristo ci ha dato istruzioni su come dobbiamo agire quando ci troviamo

davanti a una situazione in cui l’ira sarebbe la reazione più naturale. Invita un

membro della classe a leggere la seguente dichiarazione dell’anziano ElRay L.

Christiansen, già Assistente ai Dodici:

«Gesù diede l’esempio in queste cose quando, sebbene fosse stato accusato

falsamente e fatto oggetto di scherno e di persecuzioni, si eresse maestosamente e

perfettamente composto davanti al dubbioso Ponzio Pilato. Egli non reagì con ira;

piuttosto tenne un contegno fermo, imperturbabile. La Sua condotta fu divina.

Che esempio questo è per noi tutti!

Ascoltate queste parole meravigliose del Salvatore, il Maestro di noi tutti:

‹Voi avete udito che fu detto: Ama il tuo prossimo e odia il tuo nemico.

Ma io vi dico, amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano›

(Matteo 5:43–44)» («Sii lento all’ira», La Stella, ottobre 1971, 310).

Discussione • Come possiamo dimostrare il nostro amore per coloro che ci maltrattano?

• Perché se prima controlliamo e quindi vinciamo i sentimenti di ira diventiamo

più simili a Cristo?

Testimonianza Porta testimonianza che dobbiamo imparare a liberarci dall’ira se vogliamo maturare

spiritualmente e diventare più simili al Padre celeste e a Gesù Cristo. Ricorda ai

membri della classe che possiamo pregare per avere l’aiuto del Padre celeste nel

dominare l’ira. Puoi parlare di un’esperienza personale in cui il Padre celeste ti ha

aiutato a dominare l’ira.

Richiama l’attenzione dei membri della classe sull’elenco alla lavagna ed esortali a

ricorrere a una delle reazioni positive ivi elencate la prossima volta che si sentono

adirati.

Attività

supplementari Durante la lezione puoi usare una o più delle seguenti attività.

1. Se la Videocassetta della serata familiare (5X736 160) è disponibile, mostra la

sequenza di cinque minuti: «La comunicazione in famiglia».

Lezione 25

2. Spiega che dominando la nostra ira possiamo aiutare gli altri a fare altrettanto.

Chiedi ai membri della classe di leggere e sottolineare Proverbi 15:1.

145


146

Dividi i membri della classe in coppie e consegna a ogni coppia una delle

dichiarazioni sotto riportate perché la commentino (se la tua classe è numerosa

puoi aggiungere altre dichiarazioni). Chiedi ai membri della classe di pensare a

due reazioni per ogni dichiarazione: una risposta che contenga parole dure che

accrescono l’ira e una risposta dolce che faccia diminuire l’ira. Quando tutte le

coppie avranno dato due risposte, chiedi a ogni coppia di far conoscere al resto

della classe quali sono le risposte scelte mediante la recitazione.

a. «Perché non guardi dove vai? Mi hai quasi fatto cadere».

b. «La camicia di tuo fratello è orribile».

c. «Non ho votato per tua sorella come presidentessa della classe».

d. «Perché non guardiamo un altro spettacolo televisivo? Questo è proprio

stupido».

e. «Perché non hai ancora ripulito questo pasticcio?»

f. «Hai violato una regola di famiglia, perciò non puoi andare alla festa».


La validità della Parola di Saggezza Lezione

26

Scopo Aiutare i membri della classe a capire che l’osservanza della Parola di Saggezza ci

permette di godere di grandi benefici spirituali oltre che di buona salute.

Preparazione 1. Leggi attentamente Dottrina e Alleanze 10:4; 88:124; 89.

Nota per

l’insegnante

2. Prepara per ogni membro della classe una copia del volantino «I benefici che

derivano dall’obbedienza alla Parola di Saggezza» che si trova alla fine della

lezione (pagina 153).

3. Prepara una copia della storia di Erroll Bennett contenuta nella lezione della

prossima settimana. Alla fine della lezione consegna a diversi membri della classe

una parte numerata della storia. Chiedi a questi membri della classe di prepararsi

a raccontare con parole loro nella prossima lezione la parte della storia loro

assegnata.

4. Materiale necessario:

a. Carta e matita per ogni membro della classe.

b. Libretto di istruzioni di un veicolo o altro elettrodomestico (facoltativo).

c. Serie completa delle Scritture e un pennarello per ogni membro della classe.

Esorta spesso i membri della classe a portare in classe le loro Scritture ogni

settimana.

Tutte le persone, anche quelle che sanno poco o niente delle rivelazioni moderne, possono

diventare più sane osservando i principi della Parola di Saggezza. L’obbedienza alla Parola di

Saggezza sviluppa e rafforza il corpo e la mente, e i suoi principi si applicano a tutti. Ma la

Parola di Saggezza è qualcosa di più di un codice di salute. A coloro che obbediscono ad essa

sono promessi i «tesori di conoscenza, pure dei tesori nascosti» (DeA 89:19). Aiuta i membri

della classe a individuare i tesori o benedizioni di cui godiamo quando obbediamo alla

Parola di Saggezza.

Svolgimento

della lezione Un piano per proteggere il nostro corpo

Dimostrazione Spiega che quando una persona acquista un’automobile o un elettrodomestico il

costruttore fornisce un libretto d’istruzioni sulla cura e manutenzione dell’apparecchio.

(Se hai portato un manuale d’istruzioni mostralo alla classe e dai una breve

spiegazione del suo contenuto). Seguendo le istruzioni del fabbricante, l’acquirente

può ottenere una migliore prestazione e aspettarsi di usare più a lungo il veicolo o

l’elettrodomestico.

• Cosa accade se l’acquirente ignora le istruzioni del fabbricante? (L’apparecchio

può rompersi o anche diventare pericoloso).

Spiega ai membri della classe che ognuno di loro ha un meccanismo meraviglioso.

Questo meccanismo può ripararsi da solo quando si verificano dei piccoli guasti. Ha

147


Scritture, lavagna

e discussione

148

«spazzole e tergicristallo» automatici e un sistema di raffreddamento pure

automatico, e di solito più viene usato e più funziona efficacemente.

• Qual è questo meccanismo meraviglioso? (Il corpo umano).

• Quale rivelazione può essere considerata il «manuale d’istruzioni» per il nostro

corpo? (La Parola di Saggezza).

Spiega che proprio come il fabbricante fornisce istruzioni sulla natura di una macchina,

così il Creatore del nostro corpo ci ha fornito le istruzioni su come utilizzare in modo

ottimale tale corpo. Se seguiamo queste istruzioni, molte delle quali sono comprese

nella Parola di Saggezza, possiamo aspettarci una migliore prestazione dal nostro

corpo e dalla nostra mente. Questo non significa che non ci ammaleremo mai o che

il nostro corpo non avrà mai bisogno di riparazioni; ma il Signore ci sosterrà se

cerchiamo di mantenere in buone condizioni il nostro corpo.

Chiedi a un membro della classe di leggere ad alta voce l’intestazione e il sommario

di Dottrina e Alleanze 89 mentre gli altri membri della classe lo seguono nelle loro

Scritture.

• Quando fu ricevuta questa rivelazione? Come fu ricevuta? (Il profeta Joseph Smith

si rivolse al Signore per chiedere istruzioni riguardo all’uso del tabacco e il Signore

in risposta gli dette questa rivelazione).

Scrivi alla lavagna Parola di Saggezza e, sotto, due titoli: Usare e Non usare.

• Cosa ci insegna la Parola di Saggezza riguardo a come dobbiamo prenderci cura

del nostro corpo? (Se i membri della classe già conoscono i principi contenuti

nella Parola di Saggezza, a questo punto sarà necessario soltanto un breve ripasso.

Se i membri della classe non conoscono i principi ivi contenuti, leggete e

commentate Dottrina e Alleanze 89:5–17).

Scrivi o chiedi ai membri della classe di scrivere le loro risposte sotto i titoli

corrispondenti alla lavagna.

Usare:

Cereali

Frutta

Erbe (piante, specialmente

le verdure)

Carne (con parsimonia)

PAROLA DI SAGGEZZA

Non usare:

Vino o bevande forti

(bevande alcooliche)

Tabacco

Bevande calde (tè e caffè)

Fai notare che non tutte le cose dannose sono menzionate espressamente in Dottrina

e Alleanze 39. Per esempio questi versetti non citano espressamente le droghe, ma i

profeti e le autorità mediche insegnano che le droghe sono dannose, come lo sono i

medicinali non necessari o usati a sproposito. Spiega che l’insegnamento della Parola

di Saggezza dice di evitare tutte le sostanze che sono dannose per il corpo. Aggiungi

alla colonna Non usare le droghe e le altre sostanze dannose menzionate dai membri

della classe.


Scritture e

discussione

Spiega che nei tempi moderni il Signore ci ha dato altre rivelazioni riguardanti la

cura del corpo. Invita i membri della classe a leggere e sottolineare Dottrina e

Alleanze 88:124 e 10:4.

• Quali altre regole di buona salute sono contenute in questi versetti?

Aggiungi questi elementi alle colonne alla lavagna.

Dobbiamo seguire il Signore, non i cospiratori

Chiedi ai membri della classe di leggere e sottolineare Dottrina e Alleanze 89:4.

• Chi sono i «cospiratori?» (Persone disoneste che convincono gli altri a seguire

pratiche dannose o malvage.

• Secondo le Scritture quando queste persone avrebbero cercato di indurre gli altri

a commettere il male? (Negli ultimi giorni, ossia in questa nostra epoca).

Esposizione Spiega ai membri della classe che sebbene la rivelazione contenuta nella sezione 89

di Dottrina e Alleanze sia stata data più di centocinquanta anni fa, essa si applica

anche ai nostri giorni. Nel 1833 i metodi pubblicitari utilizzati oggi erano sconosciuti.

Non c’erano né radio né televisione e il materiale stampato disponibile era scarso.

Da quel tempo la pubblicità è diventata un elemento comune della nostra società.

Le persone che si preoccupano soltanto di fare denaro spesso usano un’abile

pubblicità per vendere sia i prodotti nocivi che quelli buoni. Gran parte della pubblicità

è rivolta specificamente ai giovani per cercare di convincerli che le sostanze e i

prodotti dannosi sono ormai ammessi e usati da tutti.

Discussione Menziona un prodotto dannoso ampiamente pubblicizzato nella tua zona e chiedi ai

membri della classe di pensare alla pubblicità di questo prodotto che hanno veduto.

• Quali metodi i pubblicitari usano per cercare di convincere che questo prodotto

è desiderabile? (Le risposte possono comprendere mostrare persone eleganti in

luoghi famosi o promettere successo e fama a coloro che usano tale prodotto.

Per esempio, molta pubblicità della birra mostra persone belle ed eleganti che si

divertono, per far credere che le persone si divertono grazie al fatto che bevono

birra).

Fai notare che la pubblicità spesso ignora gli effetti dannosi dei prodotti che

vuole vendere. Per esempio la pubblicità della birra non mostra mai persone che si

ubriacano e causano danni a se stessi e agli altri.

• Come possiamo resistere agli sforzi delle persone che vogliono che usiamo cose

dannose per il nostro corpo e il nostro spirito?

Aiuta i membri della classe a capire che il Signore, quando rivelò la Parola di Saggezza

nel 1833, sapeva quali abitudini si sarebbero diffuse nel nostro tempo. Egli ci ha dato

questa rivelazione per aiutarci a conoscere la verità riguardo a quali cose sono buone

e quali non lo sono per il nostro corpo e il nostro spirito.

I tesori promessi agli obbedienti

Lezione 26

Discussione Spiega che di tanto in tanto i mass media parlano di un «tesoro nascosto», come un

antico libro o un’opera d’arte preziosa scoperti in una soffitta, o di una nave

affondata contenente un carico d’oro o di una tomba antica contenente rari manufatti

e gemme preziose.

149


Scritture e

discussione

150

• Vi piacerebbe trovare una cartina che vi indica dove si trova un tesoro nascosto?

Cosa fareste se aveste questa cartina?

Spiega che questa cartina ci è stata data, ma essa conduce a tesori nascosti di

ricchezze spirituali, non di beni materiali.

Chiedi ai membri della classe di leggere e sottolineare Dottrina e Alleanze 89:18–19.

• Quali benefici sono promessi a coloro che obbediscono alla Parola di Saggezza?

• Quali «tesori di conoscenza» e «tesori nascosti» possono essere compresi in questa

promessa?

Attività Distribuisci ai membri della classe carta e matita e una copia del volantino:

«I benefici che derivano dall’obbedienza alla Parola di Saggezza». Esaminate ogni

«tesoro» o beneficio elencato e dite perché è un risultato dell’obbedienza alla

Parola di Saggezza.

Fai notare che al tempo in cui fu rivelata la Parola di Saggezza molte persone non

erano a conoscenza degli effetti dannosi di sostanze come il tabacco e l’alcool. Oggi

gli scienziati hanno confermato ciò che il Signore disse a Joseph Smith più di centocinquanta

anni fa, e molti evitano di fare uso di queste sostanze per condurre una

vita più sana. Spiega che i vantaggi materiali legati all’obbedienza alla Parola di

Saggezza sono gli stessi per coloro che credono in questa rivelazione come per coloro

che non ci credono. Tuttavia coloro che obbediscono alla Parola di Saggezza perché è

un comandamento di Dio ricevono anche altri benefici spirituali.

Invita i membri della classe a esaminare il volantino e a individuare quali tesori

provengono semplicemente dall’osservare le buone norme di salute e quali invece

derivano dall’obbedienza ai comandamenti di Dio.

Al termine della discussione chiedi ai membri della classe di scegliere i quattro tesori

che essi ritengono più preziosi in questo momento e di contrassegnarli nel volantino.

Invitali a portare a casa il volantino esortandoli a parlarne con i loro familiari, forse

nel corso di una serata familiare o all’ora di cena.

Testimonianza Porta testimonianza dell’importanza che ha la Parola di Saggezza per mantenerci

fisicamente e spiritualmente sani. Puoi parlare ai membri della classe degli effetti

della Parola di Saggezza nella tua vita o nella vita di una persona di tua conoscenza.

Esorta i membri della classe a obbedire alla Parola di Saggezza in modo che possano

godere dei benefici materiali e spirituali loro promessi.

Attività

supplementari Durante la lezione puoi usare una o più delle seguenti attività.

1. Fate il gioco: «Non lasciatevi avvelenare». Disponi una sedia pieghevole nel centro

dell’aula. Scrivi su un foglio di carta Bevande alcooliche e su un altro Tabacco. Fissa

con il nastro adesivo il foglio con su scritto «bevande alcooliche» alla spalliera

della sedia e il foglio con su scritto «tabacco» sulla seduta della sedia. Fai passare

un pezzo di spago lungo circa un metro e ottanta tra la spalliera e la seduta (vedi

illustrazione nella pagina seguente) e infila nello spago un anello. Spiega alla

classe che l’obiettivo di questo gioco è quello di far passare l’anello da

un’estremità all’altra dello spago senza toccare i veleni chiamati «bevande

alcooliche» e «tabacco».


Tabacco

Bevande

alcooliche

Invita un membro della classe a cimentarsi nel gioco. Se gli altri membri della

classe desiderano provarci permetti loro di farlo. Poi chiedi al primo membro della

classe di scegliere un compagno e invitali a lavorare insieme per far passare

l’anello. (Essi probabilmente troveranno più facile eseguire l’esercizio in due

anziché lavorare da soli). Chiedi al primo membro della classe:

• È stato più facile svolgere l’esercizio da solo o con l’aiuto di un’altra persona?

Fai notare che osservare la Parola di Saggezza è più facile quando si ha l’aiuto e il

sostegno di altre persone. Esorta i membri della classe a sostenersi l’un l’altro per

tenere fede all’impegno di osservare la Parola di Saggezza. Esaminate brevemente i

modi in cui possono farlo.

Nota per l’insegnante: Troverai altri giochi adatti allo scopo in Insegnare: Non c’è

chiamata più grande, unità F, argomento 17.

2. Se la Videocassetta della serata familiare (5X736 160) è disponibile, mostra la

sequenza di nove minuti «Fedele alla fede».

Dopo aver mostrato la sequenza video discutete perché la scelta di obbedire o di

disobbedire alla Parola di Saggezza influisce sulla nostra libertà di compiere scelte

future (vedi la lezione 2).

3. Prima della lezione incolla un pezzo di cioccolata, una moneta o altro oggetto

desiderabile all’amo di una trappola per topi. Durante la lezione sistema la

trappola ed esponila sul tavolo o su una scatola.

• Quanti di voi sono disposti a cercare di prendere questo oggetto? (Non lasciare

che nessuno ci provi effettivamente).

Spiega che l’oggetto è incollato all’amo della trappola.

Lezione 26

• Quanti di voi sono ancora disposti a cercare di togliere l’oggetto dalla trappola?

Perché no?

Spiega che Satana prepara delle trappole spirituali per tutti noi. Per indurci a

cadere in queste trappole ci promette qualsiasi cosa desideriamo, ma non ha

nessuna intenzione di tener fede alle sue promesse. Molte delle trappole di Satana

riguardano la Parola di Saggezza. Per indurci a disobbedire alla Parola di Saggezza

151


152

Satana ci promette che facendo questo potremo avere delle cose desiderabili. Per

esempio egli dice che il bere alcoolici o fare uso di droga ci farà diventare persone

belle e simpatiche, oppure ci farà sentire contenti di noi. Ma la disobbedienza alla

Parola di Saggezza non ci porta mai bellezza, fama o felicità durature. È una

trappola che infine ci causerà dolore e infelicità.


I benefici che derivano

dall’obbedienza alla Parola di Saggezza

Salute fisica: il vostro corpo sarà più resistente alle malattie e alla

fatica.

Salute emotiva: soffrirete meno lo stress, non avrete sentimenti di colpa e

troverete la pace della mente.

Salute per i vostri

discendenti:

i vostri figli saranno liberi da malformazioni ereditarie e

da malattie causate dall’uso di droga, tabacco e alcool.

Fede: la vostra fede sarà rafforzata vedendo che il Signore

benedice coloro che obbediscono.

Sensibilità spirituale: saprete meglio ricevere e seguire l’ispirazione dello Spirito

Santo.

Libertà: non sarete schiavi della droga o di altri vizi.

Saggezza e conoscenza: avrete la mente chiara, sentirete il desiderio di imparare

e avrete la capacità di distinguere la verità dalle falsità;

riuscirete meglio a scuola e sul lavoro.

Autodisciplina: avrete maggiore autocontrollo e maggior capacità di dire

no alle persone o alle cose che vorrebbero danneggiarvi.

Vantaggi economici: non spenderete denaro in tabacco, alcool o altre sostanze

dannose; non dovrete spendere denaro per le cure

mediche che l’uso di queste sostanze rende necessarie.

Capacità di servire

gli altri:

non causerete danno agli altri (guidando in stato di

ebbrezza, fumando accanto a loro, ecc.); godrete della

buona salute e dell’energia necessarie per servire gli altri.


Lezione

27

Scopo Incoraggiare i membri della classe a vivere rettamente nonostante le pressioni del

mondo.

Preparazione 1. Leggi attentamente 1 Samuele 8; 1 Timoteo 4:12; Alma 5:57; Dottrina e Alleanze

5:5–8.

Nota per

l’insegnante

154

2. La settimana prima di esporre la lezione fai una copia della storia di Erroll

Bennett, dividila in varie sezioni numerate e consegnale ad altrettanti membri

della classe. Invita queste persone a prepararsi a raccontare con parole loro la

parte della storia loro assegnata.

3. Materiale necessario:

a. Carta e matita per ogni gruppo per svolgere l’attività (vedi a pagina 156).

b. Serie completa delle Scritture e un pennarello per ogni membro della classe.

Esorta spesso i membri della classe a portare in classe le loro Scritture ogni

settimana.

Lasciammo la nostra dimora celeste per venire a vivere su questa terra e progredire secondo

il piano di salvezza. Il mondo ci offre questa possibilità, ma ci espone anche a molte prove,

tentazioni e pressioni. Gli adolescenti in particolare devono resistere alla forte influenza che

l’ambiente esterno ha su di loro. Se imparano ad affrontare le difficoltà secondo i principi del

Vangelo diventeranno più forti e continueranno nel loro progresso eterno. Aiuta i membri

della classe a capire che imparare ad essere nel mondo, ma non del mondo, è importante

perché ha conseguenze eterne.

Svolgimento

della lezione Dobbiamo riconoscere le influenze negative del mondo

Lavagna e

discussione

Ricorda ai membri della classe la precedente lezione sulla Parola di Saggezza.

• Qualcuno che conoscete ha mai cercato di convincervi a disobbedire alla Parola di

Saggezza? Vi siete mai sentiti spingere da amici o conoscenti a fare cose che

sapevate essere sbagliate?

• Quali motivi le persone spesso adducono quando cercano di persuadere gli altri a

fare una cosa sbagliata?

Elenca alla lavagna le risposte date dai membri della classe (lascia l’elenco alla

lavagna per l’attività di gruppo proposta nella terza parte della lezione). Puoi fare i

seguenti esempi per invitare i membri della classe a riflettere:

1. «Nessuno lo saprà».

2. «Tutti lo fanno».

3. «Una volta sola non conta».

Non del mondo


• Perché queste argomentazioni sono spesso efficaci?

Fai notare che desideriamo essere simpatici agli altri ed essere approvati da loro.

In questo non c’è nulla di male; ma il desiderio di essere simpatici e accettati può

metterci nei guai se desideriamo essere approvati dagli uomini più di quanto

desideriamo essere approvati dal Signore.

Spiega che un aspetto importante della vita su questa terra consiste nell’imparare

ad affrontare nel modo giusto le sollecitazioni negative. È facile affrontare queste

sollecitazioni quando le riconosciamo come tali e ci rendiamo conto delle

conseguenze che potremmo subire se cediamo ad esse.

Le sollecitazioni dei coetanei e il desiderio di essere come gli altri

Esposizione Spiega che la sollecitazione a fare certe cose spesso proviene dai nostri coetanei, ossia

dalle persone della nostra età che vivono in situazioni simili alla nostra. Questo

genere di sollecitazioni spesso è chiamato «pressione dei coetanei». La pressione dei

coetanei può essere positiva o negativa, a seconda del loro atteggiamento nello

spingervi a fare cose giuste o sbagliate.

Storia basata

sulle Scritture e

discussione

Fai notare che qualche volta i nostri coetanei compiono uno sforzo deliberato per

influire sul nostro comportamento, e qualche volta ci lasciamo influenzare dai nostri

coetanei semplicemente perché vogliamo essere come coloro che ammiriamo. In

ogni caso dobbiamo riflettere su quello che cercano di spingerci a fare e giudicare se

è una cosa giusta da fare oppure no.

Spiega che per Satana la pressione negativa dei coetanei e il desiderio di essere

approvati sono sempre stati tra i suoi strumenti preferiti. Ai tempi dell’Antico

Testamento i figlioli d’Israele sentirono il desiderio di essere come gli altri popoli

circostanti. Esamina con i membri della classe i fatti descritti in 1 Samuele 8.

Chiedi ai membri della classe di cercare e leggere i passi delle Scritture indicati per

trovare la risposta alle seguenti domande. Puoi invitarli a leggere a turno i versetti ad

alta voce, mentre il resto della classe li segue nelle loro Scritture.

• I figlioli d’Israele chiesero al profeta Samuele di nominare un re che regnasse su di

loro. Perché i figlioli d’Israele volevano un re? (1 Samuele 8:4–5; volevano essere

«come… tutte le nazioni»).

• Cosa fece Samuele quando il popolo chiese un re? (1 Samuele 8:6). Cosa disse il

Signore a Samuele di fare? (1 Samuele 8:7, 9; disse a Samuele di spiegare al popolo

come sarebbe stata la vita sotto un re).

• Quali, disse il Signore agli Israeliti tramite Samuele, sarebbero stati i risultati di

avere un re? (1 Samuele 8:10–11; 13–18).

• Vorreste avere un re, sapendo che egli farà schiavi i vostri figli e si impadronirà

delle vostre proprietà? Pensate che gli Israeliti cambiarono idea riguardo a volere

un re? (1 Samuele 8:19–22).

• Perché secondo voi gli Israeliti volevano ancora un re, anche se era stato detto

loro quanto sarebbe stata difficile la vita sotto un re?

Spiega che le conseguenze profetizzate da Samuele si avverarono per i figlioli di

Israele. I primi pochi re che regnarono su di loro li aiutarono a diventare una

nazione forte, ma i re successivi li ridussero in schiavitù, si impossessarono dei loro

beni e infine contribuirono alla caduta dell’intera nazione.

155


156

• Ci comportiamo mai come gli Israeliti, rifiutando i consigli dei servi del Signore

per poter essere come tutti gli altri?

• Cosa possiamo imparare dall’esperienza fatta dagli Israeliti?

Sottolinea che le cattive influenze possono esercitare su di noi una grande attrazione

e avere conseguenze devastanti. Per progredire dobbiamo imparare a riconoscere

quand’è che veniamo spinti in una direzione sbagliata, e di conseguenza a saper

resistere a queste sollecitazioni.

Come resistere alle influenze negative del mondo

Discussione Fai notare che anche se i nostri coetanei spesso esercitano grande influenza sul

nostro modo di pensare e di agire, tuttavia le sollecitazioni a fare cose sbagliate

possono provenire anche da altre fonti.

Scritture e

discussione

• Quali altre persone o cose possono indurci a fare cose che sappiamo essere

sbagliate? (Le risposte possono comprendere film famosi, musica o campioni dello

sport, canzoni o pubblicazioni che propugnano una condotta contraria alle norme

della Chiesa; la pubblicità che ci induce a peccare).

Chiedi ai membri della classe di leggere e sottolineare Alma 5:57. Spiega che questo

versetto fa parte degli insegnamenti impartiti da Alma agli abitanti di Zarahemla che

volevano diventare seguaci di Cristo («il Buon Pastore»).

• Secondo voi cosa intendeva Alma quando disse al popolo: «Uscite di fra i malvagi

e separatevene, e non toccate le loro impurità?»

• Come possiamo vivere nel mondo di oggi e seguire lo stesso i consigli di Alma?

Dopo che i membri della classe avranno avuto il tempo di rispondere a questa

domanda, spiega che oggi non è né possibile né desiderabile isolarci completamente

da tutte le persone che non credono nelle stesse cose in cui noi crediamo. Ma

osservando le nostre norme e sforzandoci di vivere rettamente possiamo resistere alle

pressioni del mondo e esercitare un’influenza positiva su coloro che ci stanno

attorno. Una frase spesso usata per descrivere questa situazione è «essere nel mondo,

ma non del mondo». Essa significa che viviamo nel mondo, ma non viviamo

secondo le norme e le convinzioni del mondo.

Attività di gruppo Spiega che un modo per accrescere la nostra capacità di resistere alle pressioni del

mondo consiste nel preparare le nostre difese in anticipo. Dividi i membri della

classe in piccoli gruppi e dai a ognuno di essi carta e matita per prendere appunti.

Assegna a ogni gruppo una o più voci dell’elenco che hai scritto alla lavagna

all’inizio della lezione. Invita i componenti di ogni gruppo a lavorare insieme per

trovare dei modi in cui possono rispondere se qualcuno usa questi argomenti per

cercare di persuaderli a fare una cosa sbagliata. Quando tutti i gruppi avranno finito,

chiedi a ognuno di essi di far conoscere agli altri membri della classe le risposte che

ha scritto (vedi una variazione di questa attività nella terza attività supplementare).

Discussione • Cosa vi ha aiutato a fare la cosa giusta, quando vi siete sentiti spinti a fare

diversamente?

Storia Spiega che mentre ci sforziamo di resistere alle influenze del mondo dobbiamo

ricordarci che Dio desidera che abbiamo successo ed è pronto ad aiutarci. Invita il

membro della classe al quale è stata assegnata la prima parte della storia di Erroll

Bennett a raccontarla ora:


1. Il padre di Erroll Bennett si turbò quando udì che Erroll aveva intenzione di farsi

battezzare per diventare membro della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi

Giorni. Egli disse:

«‹Sei diventato pazzo? Dovrai rinunciare a tutto, a tutto quello per cui hai

lavorato… Se lo farai non voglio più vederti. Prendi tutto quello che c’è di tuo in

questa casa e non varcare mai più questa soglia›.

Non era la prima volta… che la decisa opposizione dei genitori costituiva una

barriera all’accettazione del Vangelo; ma in questo caso la loro ostilità non era

dettata soltanto da obiezioni alle nuove dottrine religiose. Infatti per Erroll

Bennett unirsi alla Chiesa poteva anche significare la fine della sua spettacolare

carriera di campione di calcio a Tahiti».

Erroll Bennett e sua moglie avevano conosciuto la Chiesa tramite un amico.

Si erano convinti della verità del Vangelo e avevano deciso di farsi battezzare.

Erroll sapeva che come membro della Chiesa avrebbe dovuto osservare la santità

della domenica, ma tutti gli incontri di calcio della Lega in cui giocava la sua

squadra si disputavano la domenica. Erroll era un giocatore importante per la

sua squadra, e quando il presidente della Lega seppe che Erroll si sarebbe unito

alla Chiesa telefonò al presidente del palo per sapere se Erroll poteva ottenere un

permesso speciale per giocare la domenica. Il presidente del palo disse al

presidente della Lega che la decisione di giocare o no la domenica spettava a

Erroll.

Discussione Chiedi ai membri della classe:

Continuazione

della storia:

Lezione 27

• Secondo voi quali effetti aveva su Erroll la pressione alla quale era soggetto da

parte dei suoi familiari, compagni di squadra e funzionari della Lega? Se foste stati

al posto di Erroll cosa avreste fatto?

Invita i membri della classe incaricati a leggere la seconda e la terza parte della storia:

2. Erroll parlò di nuovo a suo padre della sua decisione di unirsi alla Chiesa e suo

padre di nuovo lo respinse; ma l’impegno di Erroll verso la Chiesa era forte. Decise

di chiedere consiglio all’amico che gli aveva fatto conoscere la Chiesa. Questo

amico gli parlò delle benedizioni del sacerdozio, e un altro amico impartì a Erroll

una benedizione nella quale si prometteva che le sue difficoltà si sarebbero risolte

e che suo padre avrebbe accettato il suo battesimo.

«Il giorno dopo Erroll tornò a far visita a suo padre. Giunto in prossimità della

casa vide suo padre accanto al cancello del giardino. L’uomo aveva gli occhi pieni

di lacrime. ‹Voglio che tu mi perdoni, Erroll›, disse quando il figlio gli fu vicino.

La notte scorsa non ho potuto dormire al pensiero di ciò che era successo…›.

Poi continuò: ‹Tu sai che migliaia di persone saranno deluse dalla tua decisione…

Sai benissimo che il presidente non cambierà il programma della Lega calcio

semplicemente per far piacere a te. Tuttavia questa è una decisione che devi

prendere tu…›».

3. Erroll fu soggetto a forti pressioni dai suoi familiari e amici sino al giorno in cui

fu battezzato. «‹Ricordo molto bene i sentimenti che provai quel giorno›, dice

fratello Bennett. ‹Avevamo resistito a tutte le insistenze e sapevamo cosa dovevamo

fare. Eppure, non so perché, sentivo di aver bisogno di un’ultima conferma,

di un’indicazione definitiva da parte del Signore che tutto andava bene e che

dovevamo procedere.

157


Lavagna e

discussione

Conclusione

della storia

158

Ricordo che quel giorno salii sulla collina situata dietro casa mia dove di solito

vado a correre, e in quella solitudine esternai i miei pensieri al Padre celeste in

preghiera. Chiesi una conferma, un messaggio che mi assicurasse che stavo per

compiere il passo giusto. A metà strada sulla via del ritorno mi fermai per offrire

di nuovo la stessa preghiera.

Quando giunsi a casa vidi una macchina parcheggiata davanti alla porta: era

l’auto di Gabriel Vaianui, un membro inattivo da circa dieci anni che veniva in

chiesa molto raramente. Gabriel era andato al mercato e aveva sentito dire da

qualcuno che Erroll Bennett aveva alla fine deciso di non unirsi alla Chiesa

Mormone. Quindi era venuto a casa mia per sapere se quanto aveva udito era

vero›.

Erroll riconobbe in fratello Vainaui il messaggero che aveva chiesto al Signore di

mandargli. Gli chiese subito: ‹Gabriel, dovrei farmi battezzare oggi?› Senza

esitazione gli fu data la risposta: ‹Erroll, comunque vada, devi farti battezzare. Non

voltare le spalle alla Chiesa›.

Erroll fu molto grato di questo consiglio. Egli dice: ‹Erano proprio le parole di cui

avevo bisogno: fu quella piccola spinta che mi dette il coraggio che ancora mi

mancava›».

• Cosa fece Erroll per trovare il coraggio di fare quello che era giusto?

Elenca alla lavagna le risposte date dai membri della classe. Questo elenco può

comprendere:

1. Chiese e seguì il consiglio delle autorità del sacerdozio.

2. Chiese e ricevette una benedizione del sacerdozio.

3. Pregò con grande fervore.

4. Rimase in sintonia con lo Spirito, tanto che riconobbe la risposta data alla sua

preghiera.

Fai notare che ognuno di noi può seguire l’esempio di Erroll quando si sente spinto a

fare qualcosa di sbagliato. Dio ci aiuterà a resistere alle sollecitazioni del mondo.

Termina la discussione facendo notare che qualche volta resistendo alle pressioni

del mondo possiamo vedere dei risultati sorprendenti. Chiedi al membro della classe

incaricato di narrare la conclusione della storia di Erroll Bennett.

4. «Il battesimo si svolse come stabilito e dopo la cerimonia Erroll Bennett ebbe

tutto il tempo di pensare alla sua situazione… Non sarebbe servito a nulla arrivare

a un compromesso… Non aveva intenzione di giocare la domenica. Il giorno dopo

avrebbe parlato al presidente della Lega per comunicargli la sua decisione…

La reazione del presidente lo sorprese. ‹Aspetta qualche giorno›, disse. ‹Aspetta sin

dopo la riunione della Lega che si terrà questa settimana›.

Quando alcuni giorni dopo Erroll seppe la notizia, non riusciva a credere alle sue

orecchie: il presidente della Lega aveva comunicato ai dirigenti della Lega che il

Club Central aveva deciso di non giocare più la domenica… Si mise la questione

ai voti e la decisione fu unanime: da quel giorno tutti gli incontri della serie A si

sarebbero giocati la sera di un giorno feriale» (vedere Michael Otterson, «Erroll

Bennett, campione di calcio di Tahiti: il suo coraggio ha cambiato la tradizione»,

La Stella, maggio 1983, 17–26).


Scritture,

discussione e storia

Scritture e

discussione

Fai notare che la storia di Erroll Bennett ebbe un lieto fine; ma Erroll aveva preso la

decisione di farsi battezzare senza sapere come sarebbero andate a finire le cose.

Decise di fare la cosa giusta a prescindere dalle conseguenze che potevano seguire.

Ricorda ai membri della classe che scegliendo il giusto richiamiamo sul nostro capo

le benedizioni del cielo, anche se le cose per il momento non sembrano andare nella

direzione che vorremmo.

Diamo il buon esempio

Spiega ai membri della classe che quando affrontano le influenze del mondo

possono sentirsi soli e respinti. Ma possono alleggerire le conseguenze di questi

sentimenti cercando dei modi di esercitare a loro volta delle «pressioni positive» sui

loro amici coetanei, inducendoli a fare ciò che è giusto.

Chiedi ai membri della classe di leggere e sottolineare 1 Timoteo 4:12.

• Come possiamo essere di esempio ai credenti?

Commenta con i membri della classe i modi in cui possono dare il buon esempio,

aiutandosi fra loro e aiutando gli altri amici a vivere secondo le norme del Signore.

Puoi chiedere a un membro della classe di leggere la seguente storia su come alcuni

studenti della Chiesa affrontarono le pressioni a fare cose sbagliate:

«Io ero uno dei quattro studenti membri della Chiesa sui 1.055 allievi della nostra

scuola superiore. Noi quattro insieme decidemmo che il modo migliore per sfuggire

alla solitudine del venerdì sera era organizzare un divertimento alternativo al

passatempo di bere alcoolici e fare cose sconvenienti, come facevano i nostri

compagni di scuola.

Invitavamo degli amici a casa nostra dove preparavamo bibite analcoliche, frittelle,

dolci, pizza, biscotti e caramelle. Poi facevamo dei giochi sia in casa che all’aperto,

ballavamo, cantavamo e facevamo delle gare di abilità.

Notammo che molti dei nostri amici e anche altri amici loro apprezzavano questo

modo alternativo di divertirsi, e noi eravamo felici di avere l’occasione di dare il

buon esempio e di essere missionari senza averne l’apparenza».

Resistendo alle influenze del mondo godiamo di ricompense eterne

Lezione 27

Spiega che agli inizi della sua missione il profeta Joseph Smith cedette alle ripetute

richieste di Martin Harris di poter avere in prestito centosedici pagine della traduzione

del Libro di Mormon. Il Signore aveva chiesto a Joseph di non dare quelle pagine a

Martin Harris, ma Joseph continuò a chiedere al Signore fino a quando Egli acconsentì.

Quelle pagine andarono perdute. Invita i membri della classe a leggere e sottolineare

in Dottrina e Alleanze 3:5–8 il consiglio dato dal Signore a Joseph Smith riguardo

alle influenze esercitate su di lui dalle altre persone.

• Cosa disse il Signore a Joseph Smith riguardo a temere gli uomini più di Dio? Cosa

promise il Signore a Joseph se fosse rimasto fedele?

• Perché la capacità di resistere alle influenze negative del mondo e difendere quello

in cui crediamo vale ogni sforzo che possiamo compiere?

Testimonianza Porta testimonianza che compiacere a Dio è più importante che compiacere gli

uomini. Compiacendo a Dio guadagnamo ricompense eterne, anche se perdiamo

159


160

l’ammirazione dei compagni. Puoi parlare di un’occasione in cui hai resistito alle

influenze del mondo e hai continuato a osservare i comandamenti di Dio.

Esorta i membri della classe ad essere nel mondo ma non del mondo, e a dare il

buon esempio ai loro coetanei.

Attività

supplementari Durante la lezione puoi usare una o più delle seguenti attività.

1. Ricorda ai membri della classe che le sollecitazioni dei coetanei possono essere

molto subdole. Qualche volta non ci viene chiesto espressamente di fare delle cose

sbagliate; ma ci fanno sentire inferiori o anticipatici perché facciamo le cose

giuste. Leggi le seguenti situazioni e invita i membri della classe a parlare di come

reagirebbero se si trovassero in tali situazioni:

a. Giuseppe e un amico si avvicinano a un gruppo di ragazzi che stanno

guardando una rivista. Quando i ragazzi vedono Giuseppe avvicinarsi mettono

via la rivista e dicono: «Questa roba è troppo forte per Giuseppe! Se la guardasse

dovrebbe andare a confessarlo al suo vescovo!» Tutti scoppiano a ridere.

• Secondo voi come si sentirebbe Giuseppe? Cosa potrebbe fare?

Cosa dovrebbe fare?

• Se foste al posto del suo amico cosa direste a Giuseppe?

b. Michela entra in un’aula dove alcune ragazze stanno ridendo rumorosamente.

Sente che una di loro dice: «È una bigotta. Si veste come se fosse sua madre

a scegliere i suoi vestiti». Quando le ragazze vedono Michela, fanno subito

silenzio e guardano da un’altra parte.

• Secondo voi come si sente Michela? Cosa dovrebbe fare?

2. Narra la seguente storia per ricordare ai membri della classe che essi possono dare

il buon esempio agli altri.

«Era stato davvero un bell’anno per me; era la fine dell’ultimo anno delle scuole

medie e mi trovavo in un gruppo numeroso di studenti rumorosi, intenti a

scambiarsi gli indirizzi, quando una ragazza che non conoscevo mi chiese se

poteva firmare il mio diario di scuola. Pensai che la richiesta fosse un po’ insolita,

tuttavia le consegnai il diario. Mi fece un sorriso e si affrettò ad appartarsi dietro

una scrivania in una delle altre aule.

Quella sera, mentre guardavo il mio diario e sorridevo per le cose che i miei amici

ci avevano scritto, gli occhi mi caddero su un piccolo paragrafo che cominciava

così: ‹Tu non mi conosci, ma ti ho tenuta d’occhio per tutto l’anno›.

Rimasi molto stupita. Lessi diverse volte quelle parole. Non avevo vissuto come

se qualcuno mi osservasse. Mi ero comportata come al solito, contenta del luogo

dove mi trovavo e degli amici che avevo. Continuai a leggere. Quella ragazza

aveva anche scritto che aveva notato che ero molto attiva al Seminario e

dichiarava di essere decisa a comportarsi come me.

Anche se mi sentivo orgogliosa perché mi aveva scelto come esempio da ammirare,

quello che più sentivo in quel momento era un profondo senso di sollievo

perché inconsapevolmente non l’avevo condotta lungo la strada sbagliata con le

mie azioni…


Non ho più veduto quella ragazza, ma ho sempre ricordato il momento in cui ella

cambiò la mia vita chiedendomi di firmare il mio diario. Ho cercato da quel

giorno di vivere ogni minuto come se qualcuno mi stesse osservando – perché di

solito qualcuno lo fa» (Kaye Garner, «Just Like Me?», New Era, ottobre 1995, 9).

Invita i membri della classe a rispondere in silenzio alla seguente domanda:

Lezione 27

• Se veniste a sapere che qualcuno vi ha osservato e ha seguito il vostro esempio,

sareste contenti o imbarazzati per l’esempio che gli avete dato?

3. Puoi utilizzare la seguente attività di gruppo invece di quella proposta a pagina

156.

Dividi i membri della classe in piccoli gruppi e consegna a ognuno di essi carta e

matita. Invita ogni gruppo a scrivere una o due cose che i loro coetanei potrebbero

fare per indurli a fare qualcosa di sbagliato (per esempio, un gruppo di amici

potrebbe cercare di convincerli a vedere un film vietato ai minori).

Quando ogni gruppo avrà scritto uno o due esempi invitali a scambiarsi i fogli.

Chiedi a ogni gruppo di guardare gli esempi scritti sul foglio che hanno ricevuto

e di indicare alcuni modi in cui una persona che si trova in tali situazioni può

resistere alle pressioni dei coetanei. Quando i gruppi avranno finito di esaminare

le varie situazioni, invitali a far conoscere i loro suggerimenti al resto della classe.

Ricorda ai membri della classe che un modo per accrescere la nostra capacità di

resistere alle influenze del mondo consiste nel decidere cosa faremo per resistere

prima di subire tali pressioni.

161


Lezione

28

Scopo Incoraggiare i membri della classe a osservare la santità della domenica.

Preparazione 1. Leggi attentamente Esodo 20:8–11; Isaia 58:13–14; Luca 24:1–3;

Dottrina e Alleanze 59:9– 12.

Nota per

l’insegnante

162

Ricordati del giorno del Signore

per santificarlo

2. Prepara per ogni membro della classe una copia del volantino «Indagine personale

sul giorno del Signore» che si trova alla fine della lezione.

3. Materiale necessario:

a. Carta e matita per ogni membro della classe.

b. Illustrazioni: La distribuzione del sacramento (62021; Corredo di illustrazioni

per lo studio del Vangelo 604) e La preghiera familiare (62275; Corredo di

illustrazioni per lo studio del Vangelo 606).

c. Serie completa delle Scritture e un pennarello per ogni membro della classe.

Esorta spesso i membri della classe a portare in classe le loro Scritture ogni

settimana.

Qualche volta è difficile per i giovani provare gratitudine per la domenica. Troppo spesso

la collegano soltanto a regole e a divieti e dimenticano che essa è un dono fattoci dal nostro

affettuoso Padre celeste. Sapendo perché il Padre celeste ci ha comandato di santificare la

domenica possiamo godere di questo giorno ed esserne grati. Invita i membri della classe a

capire che onorando il Signore la domenica richiamiamo su di noi grandi benedizioni.

Svolgimento

della lezione La domenica è un giorno da dedicare al riposo e al culto

Storia Leggi o narra la seguente storia:

Eli Herring era un giocatore di football americano della quadra delle scuole superiori

di Springville, nell’Utah. La sua squadra aveva appena vinto il campionato nazionale

e Eli si aspettava di avere una borsa di studio per l’università per meriti sportivi,

e forse anche una carriera di giocatore di football professionista. Quando Eli ne parlò

con i suoi genitori, essi lo esortarono a ricordare i valori che gli erano stati insegnati.

Alcune università invitarono Eli a entrare a far parte della loro squadra, ma egli

scelse l’Università Brigham Young, anche perché gli allenatori gli avrebbero

consentito di andare in missione dopo il primo anno di studi. Quando Eli tornò

dalla missione riprese il suo posto nella squadra e diventò uno dei migliori giocatori

di football delle squadre universitarie degli Stati Uniti.

Quando Eli si rese conto di avere buone possibilità di fare un’eccellente carriera

come giocatore professionista di football, pensò a quanto gli sarebbe piaciuto farlo

e a quanti soldi avrebbe potuto guadagnare. Ma si rese anche conto che come

giocatore di football professionista avrebbe dovuto giocare anche la domenica.

Eli sapeva di poter fare tante belle cose con il denaro che poteva guadagnare come

giocatore professionista. Avrebbe potuto mandare i suoi figli all’università e


Scritture e

discussione

Citazione, lavagna

e discussione

sostenere le spese della loro missione; avrebbe potuto andare anch’egli in missione

con sua moglie; avrebbe potuto fare tutto ciò che voleva quando la sua carriera di

giocatore professionista sarebbe giunta al termine, senza doversi preoccupare di dove

trovare il denaro.

Mentre lottava per prendere una decisione, Eli si ricordò di aver letto la storia di

Erroll Bennett (vedere la lezione 27). Quando Erroll si era unito alla Chiesa aveva

deciso di smettere di giocare a calcio la domenica, anche se era ormai uno dei

campioni di calcio più famosi di Tahiti e non giocare la domenica poteva significare

dover lasciare la sua squadra. Eli Harring fu molto colpito da Erroll Bennett. Eli dice:

«Sapevo che volevo essere un uomo come lui, con lo stesso genere di impegno e

devozione verso ciò che sapevo essere giusto».

I genitori e la moglie fecero sapere a Eli che avrebbero appoggiato qualunque sua

decisione. Eli parlò con molte persone, poi digiunò e pregò. Lesse anche

attentamente le Scritture. Gli occorsero sei mesi per prendere la decisione finale.

Infine Eli decise che, per lui, osservare la santità della domenica era più importante

della carriera di giocatore professionista e dei soldi che avrebbe potuto guadagnare.

«Leggevo le Scritture e ogni volta vedevo più motivi per osservare la domenica che

per giocare a football», dice Eli. Rifiutò le offerte fattegli dalle squadre di football;

e ora addestra la squadra di una scuola superiore. Non guadagna molto denaro, ma

è felice. Egli dice: «Lo stipendio che ricevo, anche se non è molto, è più di quanto

guadagnavo quando ero studente. Sono felice di avere più di quanto possedevo

in passato. Ogni tanto penso che sarebbe bello avere una nuova automobile o

acquistare una casa più grande, ma non ho avuto mai motivo di pentirmi della

decisione che presi allora» (Vedere Joseph Richardson, «To Keep it Holy», New Era,

ottobre 1997, 34–37).

Spiega che questa lezione tratterà i benefici che riceviamo quando obbediamo al

comandamento del Signore di santificare la domenica.

Onoriamo la domenica

Chiedi ai membri della classe di leggere e sottolineare Esodo 20:9–11.

• Quando fu santificato il primo giorno del Signore?

Spiega che il Signore, dopo aver creato «i cieli e la terra e tutto ciò che è in

essi» in sei giorni, «si riposò il settimo giorno. Egli lo santificò». Spiega che sino

alla resurrezione di Gesù Cristo il giorno del riposo fu osservato il settimo giorno:

il sabato. Oggi il giorno del riposo è osservato la domenica in ricordo della

resurrezione del Salvatore avvenuta in questo giorno (vedere Luca 24:1–3).

• Cosa significa santificare? (Onorare, dedicare a un uso santo, mantenerlo sacro

e meritevole di riverenza).

• Perché dobbiamo santificare la domenica?

Chiedi a un membro della classe di leggere la seguente dichiarazione del presidente

James E. Faust, primo consigliere della Prima Presidenza:

«Perché Dio ci ha chiesto di onorare la domenica? A mio avviso i motivi sono almeno

tre. Il primo ha a che fare con la nostra necessità fisica di riposo e di rinnovamento.

Ovviamente Dio, che ci ha creati, conosce meglio di noi i limiti della nostra forza

fisica e delle nostre energie nervose».

163


Scritture, lavagna

e discussione

164

Scrivi Rinnovamento fisico nell’angolo superiore sinistro della lavagna. Quindi

chiedi a un secondo membro della classe di continuare a leggere la dichiarazione del

presidente Faust:

«Il secondo motivo è, sempre a mio avviso, molto più importante. Ha a che fare

con la necessità di rigenerare e rafforzare il nostro io spirituale. Dio sa che se

fossimo lasciati interamente a noi stessi, senza ricordarci periodicamente le nostre

necessità spirituali, molti sarebbero sommersi dalla preoccupazione di soddisfare

i propri desideri e appetiti terreni. Questa necessità di rigenerazione fisica, mentale

e spirituale viene in grande misura soddisfatta dalla fedele osservanza della

domenica».

A destra di Rinnovamento fisico scrivi Forza spirituale.

• Perché la forza spirituale è più importante dei benefici del riposo e del

rinnovamento fisico?

Chiedi a un terzo membro della classe di leggere il resto della dichiarazione del

presidente Faust:

«Il terzo motivo [per osservare la santità della domenica] è forse il più importante

dei tre. Ha a che fare con l’obbedienza ai comandamenti come espressione del nostro

amore per Dio. Beati sono coloro che non hanno bisogno di nessun motivo, oltre

all’amore per il Salvatore, per osservare i Suoi comandamenti» (La Stella, gennaio

1992, 43).

A destra di Forza spirituale scrivi Amore verso Dio.

• Perché la riverente osservanza del giorno del riposo è «un’espressione del nostro

amore per Dio?» Perché questo è il motivo più importante per onorare il giorno

del riposo?

Chiedi ai membri della classe di leggere e sottolineare Dottrina e Alleanze 59:9–12

(spiega che nel versetto 12 la parola offerte si riferisce alle cose che facciamo per

servire Dio e il prossimo). Mentre leggono questi versetti, invita i membri della classe

a notare le frasi che rientrano sotto ognuna delle tre categorie che hai scritto alla

lavagna. Scrivi le loro risposte alla lavagna nella categoria corrispondente, come

sottoindicato.

RINNOVAMENTO

FISICO

«Riposarti dai tuoi

lavori» (versetto 10).

FORZA SPIRITUALE

«Preservarti

immacolato dalle

turpitudini del

mondo» (versetto 9).

«Confessando i tuoi

peccati» (versetto 12).

AMORE VERSO DIO

«Rendere le

tue devozioni

all’Altissimo»

(versetto 10).

«Offrire le tue offerte

e i tuoi sacramenti

all’Altissimo»

(versetto 12).


Scritture e

discussione

Citazione e

discussione

Facciamo della domenica una delizia

Chiedi ai membri della classe di leggere e sottolineare Isaia 58:13–14. Aiutali ad

analizzare le seguenti frasi e domande:

1. «Se tu trattieni il piè per non violare il sabato facendo i tuoi affari».

• Secondo voi, cosa intendeva Isaia con queste parole?

Spiega che Isaia non dice che non dobbiamo godere del giorno di riposo; dice che

questo è un giorno in cui dobbiamo dimenticare i nostri desideri e fare la volontà

di Dio.

2. «Se chiami il sabato una delizia».

• Per quali aspetti il giorno del Signore è una delizia?

3. «E se onori quel giorno».

• Perché questa frase può servire come norma per misurare tutte le nostre attività

nel giorno del Signore?

4. «Anziché seguire le tue vie».

• Come può questa frase rappresentare un ammonimento quando ci chiediamo

cosa dobbiamo o non dobbiamo fare la domenica?

5. «Troverai la tua delizia nell’Eterno».

• Perché adorare Dio ci rende felici?

Chiedi a un membro della classe di leggere le seguenti parole del presidente Thomas

S. Monson, primo consigliere della Prima Presidenza:

«Il Signore istituì il giorno del riposo per il vostro beneficio e vi ha comandato di

osservarne la santità. Molte sono le attività adatte alla domenica. Tuttavia ricordate

che essa non è un giorno di vacanza; è un giorno santo» (La Stella, gennaio 1991, 45).

• Che differenza c’è tra un giorno di vacanza e un giorno santo? Come possiamo

fare della domenica un giorno santo e una delizia per noi?

Lavagna e attività Mostra le immagini La distribuzione del sacramento e La preghiera familiare. Chiedi

ai membri della classe di venire a turno alla lavagna a elencare le cose che possono

fare in chiesa e in casa per osservare la santità della domenica. Se i membri della

classe hanno delle domande da fare riguardo alle attività che è lecito svolgere la

domenica, rimandali alla quarta attività supplementare.

Attività Consegna a ogni membro della classe una matita e una copia del volantino «Indagine

personale sul giorno del Signore». Invita ogni membro della classe a scrivere le sue

risposte alle domande poste nel volantino. Concedi alla classe da cinque a sette minuti

per svolgere questa attività, quindi commenta le loro risposte date alle domande da

1 a 4 (consenti loro di non rivelare le risposte che hanno dato alla domanda 5).

Testimonianza Porta testimonianza dei benefici e della gioia che hai ricevuto grazie alla corretta

osservanza del giorno del Signore.

Lezione 28

Esorta i membri della classe a fare di ogni domenica una delizia tenendo fede agli

impegni che hanno scritto sulla loro «Indagine personale del giorno del Signore»

(domanda 5).

165


Attività

supplementari Durante la lezione puoi usare una o più delle seguenti attività.

166

1. Leggi le seguenti dichiarazioni:

«A una sorella quasi completamente sorda una volta fu chiesto come riusciva

a venire ogni settimana alla riunione sacramentale e interessarsi sinceramente

a quanto veniva detto. Ella rispose: ‹Non vedo l’ora di trovarmi di nuovo in

presenza di coloro che io amo e che amano il Vangelo. Posso sentire il loro spirito

anche senza udire una sola parola, e se sono veramente in sintonia il Signore mi

sussurra ciò che devo sapere›» (Robert K. Thomas, «Listening with the Spirit»,

Ensign, gennaio 1988, 40).

• Cosa possiamo fare durante la riunione sacramentale per essere in sintonia con

lo Spirito come questa sorella?

2. Narra la seguente storia raccontata dall’anziano James E. Faust:

«Un miracolo si è verificato alcuni anni fa nella conceria dei servizi di benessere

del Palo di Wells, dove venivano conciate le pelli degli animali. Durante le

normali giornate lavorative le pelli venivano estratte dai tini per immettere nei

recipienti altra calce, dopo di che venivano rimesse nella soluzione. Se le pelli non

venivano rivoltate nei giorni di vacanza, si rovinavano. Ma tale operazione non

veniva mai eseguita la domenica, e tuttavia il lunedì non c’erano mai delle pelli

rovinate. J. Lowell Fox, direttore della conceria a quel tempo, scrive:

‹Questo fenomeno richiamò alla nostra mente un fatto strano: le vacanze sono

stabilite dall’uomo e in questi giorni, come in ogni altro giorno della settimana,

le pelli devono ricevere cure particolari ogni dodici ore. La domenica è il giorno

stabilito dal Signore come giorno di riposo, ed Egli ci rende possibile riposarci

dalle nostre fatiche, come ha comandato. Le pelli della conceria non si rovinano

mai la domenica. Questo è un miracolo moderno, un miracolo che accade ogni

fine settimana›» (La Stella, gennaio 1992, 42–43).

3. Se i membri della classe chiedono quali sono le attività adatte al giorno del

Signore, leggi loro le seguenti dichiarazioni:

Le cose che possiamo fare la domenica

Il presidente Spencer W. Kimball disse: «La domenica è il giorno adatto per fare un

inventario: analizzare le nostre debolezze, confessare i nostri peccati ai nostri

compagni e al nostro Signore. È un giorno per digiunare… È un giorno per leggere

buoni libri, un giorno per contemplare e meditare, un giorno per studiare le

lezioni dei corsi di studio del sacerdozio e delle organizzazioni ausiliarie, un

giorno per studiare le Scritture e preparare i discorsi, un giorno per recuperare il

sonno perduto, riposarci e distrarci, un giorno per visitare gli infermi, un giorno

per predicare il Vangelo, un giorno per svolgere il lavoro di proselitismo, un

giorno da trascorrere quietamente in famiglia, un giorno da dedicare al corretto

corteggiamento, un giorno per chiedere perdono dei nostri peccati, un giorno per

arricchire il nostro spirito e la nostra anima, un giorno per riacquistare la nostra

statura spirituale, un giorno per prendere i simboli del sacrificio e dell’espiazione

di Gesù, un giorno per contemplare le glorie del Vangelo e dei regni eterni, un

giorno per salire in alto lungo la strada che porta al nostro Padre celeste» (The

Teachings of Spencer W. Kimball, a cura di Edward L. Kimball, [1982], 216).


Le cose che dobbiamo evitare di fare la domenica

Il presidente Ezra Taft Benson ha detto:

«Mi sembra che la domenica si debba evitare di fare quanto segue:

Lavorare troppo e rimanere alzati sino a tardi il sabato, così da sentirsi esausti il

giorno dopo.

Riempire la domenica di tante riunioni che non vi sia tempo da dedicare alla

preghiera, alla meditazione, ai propri familiari, allo studio.

Lavorare in giardino e fare le piccole riparazioni in casa.

Compiere escursioni in campagna o al mare, ritrovarsi con gli amici, fare gite in

automobile, perdere tempo, dedicarsi ad altri divertimenti…

Giocare con troppa energia e andare al cinema.

Dedicarsi alle attività sportive e alla caccia per uccidere gli ‹animali selvaggi› che

Dio ha fatto per essere usati dall’uomo ‹soltanto in tempi di carestia e di fame

eccessiva› (vedere DeA 69:15).

Leggere pubblicazioni che non elevano il nostro spirito.

Fare spese o continuare ad essere clienti di attività commerciali aperte la

domenica» («Keeping the Sabbath Day Holy», Ensign, maggio 1971, 6–7).

Lavorare la domenica

Lezione 28

L’anziano Earl C. Tingey, membro dei Settanta, ha detto: «Sappiamo che ci sono

lavori indispensabili che devono essere svolti la domenica. C’è il pronto soccorso,

gli ospedali, i mezzi di trasporto e la protezione dei cittadini, come ad esempio la

polizia e i vigili del fuoco» (La Stella, luglio 1996, 11).

Coloro che svolgono questi lavori indispensabili possono santificare la domenica

anche quando i loro servizi sono richiesti in tale giorno. Per esempio, possono

leggere le Scritture durante le pause sul lavoro e partecipare alle riunioni della

Chiesa prima o dopo il lavoro.

167


Indagine personale sul giorno del riposo

1. Quali benefici derivanti dal giorno del Signore consideri più importanti?

2. Quali attività secondo te non corrispondono ai propositi del giorno

del Signore?

3. Quali attività ti aiutano a sentire lo Spirito nel giorno del Signore?

4. Cosa potresti fare prima della domenica per prepararti a renderla un giorno

più piacevole?

5. Cosa farai per osservare la santità della domenica e goderne maggiormente?


Paghiamo la decima con il

giusto atteggiamento

Scopo Incoraggiare i membri della classe a pagare la decima con animo lieto e con fede.

Preparazione 1. Leggi attentamente Malachia 3:8–12; 2 Corinzi 9:6–7; Moroni 7:6–8;

Dottrina e Alleanze 104:14–15; 119:4.

Nota per

l’insegnante

2. Materiale necessario: serie completa delle Scritture e un pennarello per ogni

membro della classe. Esorta spesso i membri della classe a portare in classe le loro

Scritture ogni settimana.

Pagare la decima è un privilegio. Ci consente di dimostrare al Signore la nostra gratitudine

e il nostro amore. Dobbiamo pagare la decima con fede, con animo lieto e con cuore felice.

L’atteggiamento con il quale doniamo è infatti tanto importante quanto l’atto del donare.

Aiuta i membri della classe a capire che pagare la decima è qualcosa di più che donare del

denaro; è una dimostrazione di fede, gratitudine e umile obbedienza.

Svolgimento

della lezione Pagando la decima dimostriamo fede e obbedienza

Storia Narra la seguente storia raccontata dall’anziano Joe J. Christensen, membro dei

Settanta:

«Ricordo vividamente un fatto che avvenne verso la fine della mia missione…

Lezione

29

A quel tempo lavoravo presso la sede della Missione Messico-America Centrale. Un

giorno il presidente della missione chiamò me e il mio collega nel suo ufficio e disse

che ci avrebbe mandato a Oaxaca. Ci consegnò l’elenco dei nomi di tutte le persone

che si erano unite alla Chiesa durante il breve periodo di tempo in cui i missionari

avevano lavorato in quella città; erano stati ritirati alcuni mesi prima. Era nostro

compito metterci in contatto con tutte le persone comprese nell’elenco per vedere

come stavano e, se possibile, organizzare una riunione sacramentale in modo che

tutti i fedeli potessero riunirsi e prendere il sacramento. Dovevamo poi tornare a fare

rapporto.

Viaggiammo tutta la notte su uno scomodo trenino e arrivammo a destinazione

nelle prime ore del mattino dopo. Scendemmo dal treno e cominciammo a cercare

i vari indirizzi.

Il primo luogo in cui ci trovammo era una strada fiancheggiata da un muro di

mattoni crudi nel quale, a intervalli regolari, si aprivano delle porticine. Trovammo

il primo indirizzo dell’elenco ed entrammo in una delle porticine. Trovammo

all’interno un cortile sul quale si affacciavano diverse abitazioni. In un angolo del

cortile c’era la casa della donna che cercavamo. Viveva là con il figlio di otto anni e

una bambina nata da poco.

169


Discussione

e citazione

Scritture e

discussione

170

Quando uscì dalla sua casetta ci riconobbe dal modo in cui eravamo vestiti e si

affrettò a salutarci cordialmente, come fanno in Messico. Quindi, senza dire altro,

si voltò ed entrò in casa.

Ne uscì qualche minuto dopo portando con sé un vasetto di ceramica. Infilò la

mano nel vasetto e ne estrasse alcuni peso e centavo (denaro messicano). Disse che

la sua famiglia aveva risparmiato il dieci per cento di quello che aveva guadagnato.

La maggior parte di quella decima proveniva da suo figlio, il quale lucidava le scarpe

nella piazza del mercato. Ogni giorno, quando tornava a casa, metteva immediatamente

la somma corrispondente alla decima nel vasetto, in modo che il denaro

potesse infine essere consegnato ai missionari quando fossero ritornati.

Ricordo i sentimenti che provai quando la donna mi consegnò il denaro. Stava là,

vestita di stracci, scalza; i suoi figli non stavano meglio. Sapevo che c’erano molte

cose che le sarebbe piaciuto acquistare per i suoi figli. Sapevo che c’erano molte cose

di cui quella gente aveva un disperato bisogno.

Da principio avrei voluto restituirle il denaro ed esortarla a spenderlo per acquistare

quello di cui avevano più bisogno. Ma poi mi resi conto che ciò non era giusto. Ella

e suo figlio avevano risparmiato con cura quel denaro sapendo che apparteneva al

Signore, desiderosi di darglieLo. Mi resi anche conto che essi avrebbero ricevuto in

cambio tante benedizioni.

Quel giorno imparai una grande lezione sull’importanza di pagare la decima e sui

benefici che essa ci porta. Imparai anche una grande lezione sulla fede. Quel ragazzino

e sua madre non sapevano se i missionari sarebbero mai tornati nella loro città, ma si

erano impegnati a osservare i principi del Vangelo e avevano fede che se fossero stati

obbedienti il Signore li avrebbe ricompensati» (citato da Kellene Ricks, in «Friend to

Friend», Friend, gennaio 1991, 6).

Spiega ai membri della classe che questa lezione parla della decima. Spiega anche che

la lezione risponde a tre domande riguardanti la decima.

Cos’è la decima?

Quali benefici riceviamo quando paghiamo la decima?

Quale deve essere il nostro atteggiamento verso il pagamento della decima?

Cos’è la decima?

• Cosa significa pagare la decima per intero?

Leggi la seguente dichiarazione del presidente Spencer W. Kimball:

«Spesso l’ufficio della Prima Presidenza viene interpellato da dirigenti e membri della

Chiesa per sapere che cosa è che costituisce una decima esatta.

Abbiamo sempre risposto che la dichiarazione più semplice che conosciamo è quella

fatta dal Signore stesso, ossia che i membri della Chiesa devono pagare ‹annualmente

un decimo del loro guadagno›, e per guadagno si intendono le entrate (Vedere DeA

119:4)» (La Stella, aprile 1981, 160).

Spiega che ogni qualvolta riceviamo del denaro ci è chiesto di pagare la decima

dando il dieci per cento di tale somma al Signore.

Chiedi ai membri della classe di leggere e sottolineare Malachia 3:8–9.

• Perché le persone derubano Dio se non pagano la decima?


Discussione

e citazione

Scritture e

discussione

Citazione e

discussione

• Per quali scopi vengono usati i fondi della decima?

Concedi ai membri della classe la possibilità di rispondere. Quindi leggi la seguente

dichiarazione dell’anziano Dallin H. Oaks, membro del Quorum dei Dodici Apostoli:

«Il Signore ha stabilito per rivelazione che le spese da fare con i fondi delle Sue

decime siano decise dai Suoi servitori: la Prima Presidenza, il Quorum dei Dodici e il

Vescovato Presiedente (DeA 120). Questi fondi sono spesi per costruire e mantenere

templi e case di culto, per svolgere il nostro lavoro missionario in tutto il mondo, per

tradurre e pubblicare le Scritture, fornire le risorse necessarie per redimere i morti,

finanziare l’istruzione religiosa e sostenere le altre attività della Chiesa stabilite dai

servi designati dal Signore» (La Stella, luglio 1994, 37–38).

Quali benefici riceviamo quando paghiamo la decima?

Fai notare che quando paghiamo la decima riceviamo molti benefici. Chiedi ai

membri della classe di leggere e sottolineare Malachia 3:10.

• Secondo voi cosa intende il Signore quando dice «mettetemi alla prova in

questo?» (Pagate la decima e vedrete che Egli mantiene davvero le Sue promesse).

• In che modo il Signore può aprire «le cateratte del cielo per benedirci quando

paghiamo la decima?»

Spiega che i benefici che il Signore concede a coloro che pagano la decima

comprendono la capacità di guadagnare abbastanza denaro per provvedere alle

loro necessità, la capacità di usare saggiamente tale denaro, la protezione da

costose calamità e la gioia di donare. L’obbedienza alla legge della decima, come

l’obbedienza agli altri comandamenti, ci aiuta anche a sentire maggiormente

l’influenza dello Spirito Santo.

Chiedi a un membro della classe di leggere la seguente dichiarazione del presidente

David O. McKay, nono presidente della Chiesa:

«La decima attrae moltissimo ogni mente sincera a motivo del suo significato

spirituale. È una sorgente inesauribile di forza spirituale. L’obbedienza sincera

e costante a questa legge ci permetterà di progredire spiritualmente, come

l’obbedienza a qualsiasi altro principio del Vangelo» (Gospel Ideals, [1953], 199).

• Il Signore ha promesso di darci benefici spirituali e materiali quando paghiamo

la decima per intero. In che modo il Signore ha aiutato e sostenuto voi o altre

persone di vostra conoscenza per aver pagato fedelmente la decima? (Puoi parlare

di un’esperienza che hai fatto).

Quale deve essere il nostro atteggiamento verso il pagamento della decima?

Lezione 29

Storia e discussione Fai notare che non dobbiamo pagare la decima semplicemente per poter ricevere dei

benefici. Dobbiamo pagare la decima con il giusto atteggiamento: volentieri, di buon

animo e con fede.

Spiega che nel passato la decima veniva spesso pagata in natura. In altre parole i

membri della Chiesa davano un decimo delle loro entrate sotto forma di prodotti

agricoli e di animali. Narra la seguente storia raccontata da un uomo che da

bambino imparò a pagare la decima in natura.

171


Scritture e

discussione

172

«La spiritualità di mio nonno Vanisi incuteva in me un grande timore. Ricordo che

lo seguivo ogni giorno alla sua piantagione. Là mi indicava sempre la più bella

pianta di taro, di banana o di yam e diceva: ‹Questo prodotto servirà a pagare la

nostra decima›. Le cure più premurose venivano prestate a quelle piante ‹elette›.

Al tempo della raccolta spesso ero la persona incaricata di portare il nostro carico

di frutta in conto decima al presidente del ramo. Ricordo che salivo sul nostro

cavallo. Il nonno gli caricava sulla groppa un sacco di belle radici di taro, che io

tenevo in equilibrio davanti a me. Poi, con un’espressione molto seria negli occhi,

egli mi diceva: ‹Simi, stai molto attento, perché questa è la nostra decima›. Da mio

nonno imparai molto presto nella vita che al Signore dobbiamo dare soltanto

quanto abbiamo di meglio» (citato da Dallin H. Oaks, La Stella, luglio 1994, 37–38).

• Qual era l’atteggiamento di nonno Vanisi riguardo al pagamento della decima?

• Ora che di solito paghiamo la decima in denaro, come possiamo dare a Dio

quanto abbiamo di meglio? (Le risposte possono comprendere la necessità di

pagare la decima con lo stato d’animo giusto e pagare la decima subito, prima di

spendere il denaro per acquistare le altre cose di cui abbiamo bisogno o che

desideriamo).

Chiedi ai membri della classe di leggere e sottolineare 2 Corinzi 9:6–7.

• Quale relazione vi è tra il pagamento della decima e il «donatore allegro»?

Chiedi ai membri della classe di leggere e sottolineare Moroni 7:6–8.

• Cosa significa offrire un dono «con intento reale»? (Offrirlo con sincerità,

desiderando veramente farlo).

• Cosa significa fare un dono a malincuore? (Fare un dono senza realmente

desiderare di farlo).

• Quando paghiamo la decima offriamo un dono a Dio? Perché o perché no?

Fai notare che tutto ciò che abbiamo appartiene a Dio (vedere DeA 104:14–15).

Anche se le parole di 1 Corinzi 9:6–7 e Moroni 7:6–8 si possono applicare al modo in

cui paghiamo la decima, è importante ricordare che quando paghiamo la decima

non facciamo che restituire a Dio un decimo di quello che Egli ci ha già dato.

• Perché secondo voi l’atteggiamento e il motivo sono importanti quando

paghiamo la decima al Signore?

Storia e discussione Spiega che aver fede è indispensabile per pagare la decima con il giusto

atteggiamento. Quindi narra la seguente storia raccontata dall’anziano Dallin H.

Oaks:

«Il mio atteggiamento verso la legge della decima nacque per l’esempio e le parole di

mia madre, come dimostra una conversazione che ricordo dalla mia fanciullezza.

Durante la seconda guerra mondiale mia madre vedova doveva mantenere i suoi tre

figli ancora piccoli con il suo magro stipendio di maestra elementare. Quando mi

resi conto che facevamo a meno di tante cose desiderabili perché non avevamo

abbastanza denaro, chiesi a mia madre perché pagava una parte così cospicua del

suo stipendio come decima. Non ho mai dimenticato la sua spiegazione: «Dallin,

forse vi sono delle persone che possono tirare avanti senza pagare la decima, ma io

non posso. Il Signore si è preso vostro padre e ha lasciato me a tirare avanti con voi


ambini. Io non potrei far questo senza le benedizioni del Signore, e ricevo queste

benedizioni pagando una decima onesta. Quando pago la decima, ho la promessa

del Signore che Egli ci benedirà, e dobbiamo ricevere queste benedizioni se vogliamo

tirare avanti» (La Stella, luglio 1994, 36).

• Perché il pagamento della decima era una dimostrazione della fede di sorella Oaks

nel Signore?

• Come possiamo imparare a pagare la decima con il giusto atteggiamento d’animo,

con fede e con gioia?

Testimonianza Porta testimonianza della decima. Esorta i membri della classe a pagare la decima

volentieri, di buon animo e con fede nel Signore.

Attività

supplementari Durante la lezione puoi usare una o più delle seguenti attività.

1. Se la Videocassetta di Dottrina e Alleanze e Storia della Chiesa è disponibile, mostra la

sequenza di undici minuti «Le cateratte del cielo». Questa sequenza racconta cosa

avvenne quando il presidente Lorenzo Snow, quinto presidente della Chiesa,

promise ai fedeli i benefici del pagamento della decima durante una grave siccità.

2. Porta in classe un copia del modulo Decima e altre offerte. Mostra ai membri della

classe dove dobbiamo scrivere l’ammontare della decima che paghiamo. Fai

notare anche le caselle per le offerte di digiuno e le altre offerte e spiega perché

facciamo queste offerte. Spiega che diamo questo modulo con la nostra decima

e le offerte al vescovo (o presidente del ramo) perché egli è il rappresentante del

Signore nel nostro rione (o ramo).

3. Leggi la seguente storia:

Dopo aver partecipato a una conferenza della Chiesa, il presidente George Albert

Smith, ottavo presidente della Chiesa, stava chiacchierando con un vecchio

amico. Questo amico spiegava al presidente Smith come egli pagava la decima.

«Be’», egli disse, «se guadagno diecimila dollari l’anno ne deposito mille in banca

per la decima: So perché quel denaro è lì. Poi quando il vescovo mi chiede di dare

un contributo per la cappella, oppure di fargli un assegno per un missionario… se

io penso che egli abbia necessità di quel denaro, gli faccio un assegno… a poco a

poco i mille dollari se ne vanno, e ognuno di essi va dove io so che serve a fare del

bene. Che ne pensi?»

• Si può dire che quell’uomo pagava la decima? Perché o perché no?

Il presidente Smith gli disse: «Penso che tu sei molto generoso con i soldi degli

altri… Tu non paghi affatto la decima. Mi hai solo detto quello che fai con il

denaro del Signore… Hai preso il denaro del tuo migliore socio e l’hai dato via»

(«The Story of a Generous Man», Improvement Era, giugno 1947, 357; vedere anche

Sharing the Gospel with Others, a cura di Preston Nibley, [1948], 44–47).

• Chi era il «miglior socio di quell’uomo»? (Il Signore).

Lezione 29

Sottolinea che pagare fedelmente la decima significa farlo nella maniera che il

Signore ha stabilito. Non è nostro compito stabilire come la decima deve essere

usata.

173


Lezione

30

Scopo Aiutare i membri della classe a rendersi conto che il lavoro rafforza il carattere,

arricchisce la vita e ci aiuta a diventare autosufficienti.

Preparazione 1. Leggi attentamente Proverbi 14:23; Parole di Mormon 1:18; Mosia 2:14;

27:5–7; Mosè 4:25.

Nota per

l’insegnante

174

2. Fai una copia delle citazioni da 1 a 4 a pagina 176. Quindi taglia il foglio in

quattro pezzi in modo che ogni citazione si trovi su un foglio separato. (Se non

hai a disposizione una fotocopiatrice scrivi le citazioni su quattro fogli di carta).

3. Chiedi ad alcuni membri della classe di portare in classe un oggetto che rappresenti

un lavoro che hanno fatto. Il membro della classe che ha lavorato con i suoi

familiari per dipingere la loro casa potrà portare un pennello. Il membro della

classe che ha lavorato per sviluppare i suoi talenti artistici potrà portare un

dipinto che ha fatto o una poesia che ha scritto. Invita questi membri della classe

a prepararsi a rispondere alle domande a pagina 177, sotto il titolo «Esposizioni

dei membri della classe».

4. Materiale necessario:

a. L’illustrazione Una famiglia che lavora insieme (62313).

b. Serie completa delle Scritture e un pennarello per ogni membro della classe.

Esorta spesso i membri della classe a portare in classe le loro Scritture ogni

settimana.

Molte persone non capiscono che il lavoro è una benedizione. Il mondo di oggi sembra dare

sempre più importanza alle comodità e ai divertimenti. Aiuta i membri della classe a rendersi

conto del valore del lavoro per rafforzare il carattere e migliorare la vita delle persone. Poche

sono le attività che danno lo stesso senso di appagamento e di benessere che prova una

persona quando ha lavorato duramente e ha fatto un buon lavoro.

Svolgimento

della lezione Il lavoro è indispensabile

I benefici che scaturiscono

dal lavoro

Discussione Rivolgi ai membri della classe le seguenti domande:

• Vi piace lavorare? Perché o perché no?

Le risposte dei membri della classe possono essere negative e anche umoristiche.

Accetta qualunque cosa essi dicano, usando la discussione per richiamare

l’attenzione e la partecipazione della classe.

• Come sarebbe il mondo se tutti smettessero di lavorare?

Lascia che i membri della classe si divertano a fare questa discussione. Le risposte

potranno comprendere i seguenti fatti: l’immondizia e i piatti sporchi si ammucchierebbero;

non vi sarebbero insegnanti; dovremmo indossare indumenti sporchi;


Scritture e

discussione

avremmo poco o niente cibo. Aiuta i membri della classe a capire che, anche se

un mondo in cui non esiste il lavoro può sembrare attraente da principio, senza il

lavoro il mondo non sarebbe un luogo molto piacevole.

Dio si aspetta che noi lavoriamo

Chiedi ai membri della classe di leggere e sottolineare Proverbi 14:23 fino a profitto.

• Secondo voi, cosa significa la dichiarazione «in ogni fatica v’è profitto»?

(Riceviamo benefici dal nostro lavoro).

Chiedi ai membri della classe di leggere e sottolineare Mosè 4:25 sino alla parola

pane. Spiega che questo versetto contiene alcune delle parole dette dal Signore a

Adamo poco prima che Adamo ed Eva fossero scacciati dal Giardino di Eden.

• Cosa intendeva il Signore quando disse questo a Adamo? (Intendeva dire che per

avere del cibo Adamo avrebbe dovuto lavorare). Quale aiuto avrebbe dato il lavoro

a Adamo ed Eva? Quale aiuto ci dà il lavoro?

Citazione Leggi la seguente dichiarazione del presidente Marion G. Romney, già primo

consigliere della Prima Presidenza:

Scritture e

discussione

«Nell’Eden il Signore disse a Adamo:

‹Poiché tu hai… mangiato del frutto dell’albero di cui ti avevo dato questo

comandamento: tu non ne mangerai, la terra sarà maledetta per causa tua; Tu ne

mangerai il frutto con affanno tutti i giorni della tua vita…

Tu mangerai il pane nel sudore della tua fronte, fino a che tu ritorni alla terra…›

(Mosè 4:23, 25).

Questo non fu un decreto vendicativo. Il Signore non colpiva Adamo per

rappresaglia. Metteva semplicemente Adamo nella situazione in cui questi avrebbe

dovuto lavorare per vivere.

La terra fu maledetta nella maniera prescritta per favorire Adamo, non per

danneggiarlo. Se Adamo e i suoi posteri avessero potuto vivere senza lavorare, la

specie umana non sarebbe mai sopravvissuta» (Conference Report, ottobre 1973,

105; o Ensign, gennaio 1974, 89).

Fai notare che Dio si aspetta che tutti i Suoi figli lavorino. I buoni capi politici e

religiosi del Libro di Mormon lavoravano per mantenersi, anche se i re e gli altri

capi per tradizione vivevano grazie alle tasse pagate dai loro sudditi. Chiedi ai

membri della classe di leggere e sottolineare Mosia 2:14, che contiene le parole di

re Beniamino, e Mosia 27:5, che parla dei sacerdoti e degli insegnanti nefiti.

• Secondo voi, come si comportavano i sudditi quando vedevano i loro capi

lavorare insieme a loro?

• Secondo voi, quali erano i risultati degli sforzi di questi capi? (Vedi Parole di

Mormon 1:18; Mosia 27:6–7. Nota che anche se vi erano molti motivi per cui tra il

popolo regnavano la pace e la prosperità, la disponibilità dei capi a lavorare con il

popolo contribuiva grandemente al successo dei Nefiti in quel periodo).

175


Citazione e

discussione

Citazioni, lavagna

e discussione

176

Il lavoro rafforza il carattere

Leggi la seguente dichiarazione del presidente Spencer W. Kimball, dodicesimo

presidente della Chiesa:

«Pochi miracoli della nostra storia superano quello dell’istituzione dei nostri

insediamenti in terre desolate che nessun altro voleva, e poi quello di far fiorire il

deserto come la rosa. Il nostro popolo non soltanto riuscì a sopravvivere, ma

prosperò per la sua fede e per la sua solidarietà familiare. La nostra tempra di pionieri

fu forgiata nel crogiolo del duro lavoro, del sacrificio, dell’unità e della dipendenza

dal Signore.

Ricordo bene gli anni della mia fanciullezza trascorsa nell’Arizona. I nostri mezzi di

sostentamento provenivano dalla terra. Il denaro era poco e raramente bastava ai

nostri bisogni. Fare a meno e arrangiarsi era per noi un sistema di vita. Imparammo

a fare le cose insieme: imparammo a condividere il lavoro» (La Stella, ottobre 1981,

149).

• Quali effetti positivi ebbe il duro lavoro sui pionieri e sul giovane Spencer

Kimball?

• Perché il nostro carattere è «forgiato» dal duro lavoro? (Le risposte possono

comprendere il fatto che il duro lavoro aiuta a imparare la disciplina, a portare

a termine i compiti che abbiamo iniziato e a prendere decisioni sagge).

Mostra l’immagine della famiglia che lavora insieme. Quindi distribuisci i fogli

contenenti le seguenti citazioni. Spiega che si tratta di dichiarazioni fatte da quattro

fratelli che spesso lavoravano insieme agli altri familiari (storia citata da Dean

Jarman ne La Stella, aprile 1983, 178–179). Man mano che i membri della classe

leggono ogni citazione invita un altro membro della classe a elencare alla lavagna

i benefici derivanti dal lavoro ivi menzionato.

1. «Un ragazzo di diciotto anni ha scritto: ‹Sin da quando riesco a ricordare mi è

stato insegnato il valore del duro lavoro e la necessità di far onore a tutte le nostre

responsabilità e al nome che portiamo. Quando torno indietro col pensiero per

rivivere le esperienze legate ai progetti di famiglia posso vedere come essi hanno

plasmato il mio carattere e la mia personalità, costringendomi a prendere in prima

persona delle decisioni molto importanti. Ho acquistato fiducia nella mia capacità

di esprimermi correttamente facendo la conoscenza di tante persone appartenenti

a ogni condizione sociale. Ma la cosa più importante è che lavorando insieme con

amore e rispetto i membri della famiglia si sentono più uniti›».

2. «Un ragazzo di tredici anni, che da quattro anni tosa i prati del vicinato, ha

scritto: ›I progetti di famiglia mi hanno veramente aiutato a imparare a lavorare.

Più si lavora e meglio ci sentiamo. Sono lieto di aver potuto instaurare un

rapporto più stretto con i miei fratelli e con i miei genitori›».

3. «Un ragazzo di sedici anni dice: ‹Il lavoro svolto per i progetti di famiglia mi ha

insegnato l’importanza di essere onesto e degno di fiducia. Mi ha insegnato a fare

dei sacrifici per far onore al nostro nome›».

4. «Un ragazzo di quindici anni dice: ‹I progetti di lavoro di famiglia mi hanno

insegnato ad amministrare correttamente il mio denaro. Quando mi compro un

vestito nuovo o un altro oggetto che desidero ne ho molta cura, poiché so quanto


Esposizione dei

membri della classe

Citazione e

discussione

costa e quanto lavoro devo svolgere per guadagnare una somma simile. Quando

i miei genitori mi compravano le cose, sinceramente pensavo che la nostra

disponibilità di denaro fosse inesauribile, perciò non mi prendevo cura degli

oggetti di mia proprietà. Inoltre il lavoro mi dà un senso di soddisfazione›».

Invita i membri della classe a esaminare l’elenco alla lavagna e a parlare delle

esperienze di lavoro che li hanno aiutati a godere degli stessi benefici. Per favorire

la discussione puoi porre alla classe le seguenti domande:

• In che modo il lavoro vi ha aiutati a diventare migliori? Quale influenza ha avuto

sui vostri rapporti con gli amici e i familiari il fatto di lavorare insieme a loro per

raggiungere un obiettivo comune?

Il lavoro dà un senso di appagamento

Invita i membri della classe incaricati a mostrare e descrivere brevemente gli oggetti

che hanno portato in classe. Quindi rivolgi loro le seguenti domande:

• Qual è stata la cosa più difficile da fare per realizzare questo progetto?

• Qual è stato l’aspetto più gratificante del lavoro svolto per questo progetto? (Nota

che la risposta a questa domanda può essere la stessa della domanda precedente).

• Durante la realizzazione di questo progetto vi siete mai sentiti delusi o stanchi di

lavorare? Come avete superato questi sentimenti?

• Per quali aspetti i vostri sentimenti verso questo progetto sarebbero diversi se

qualcun altro lo avesse realizzato per voi?

Leggi la seguente dichiarazione di Brigham Young:

«Per tutta la vita io ho creduto che se mette conto fare una cosa, vale anche la pena

farla bene, lavorare onestamente, essere degno di fiducia, fare un lavoro valido e

duraturo per coloro che questo lavoro mi affidavano: ho sempre considerato queste

cose parte della mia religione tanto quanto andare in chiesa e adorare Dio nel giorno

della domenica» (citato da Dean C. Jessee, «The Prophet’s Letters to His Sons»,

Ensign, marzo 1974, 68).

• Cosa dice il presidente Young circa l’importanza della qualità del nostro lavoro?

Perché lavorando con questa disposizione d’animo ci sentiamo appagati?

Testimonianza Parla alla classe di un lavoro che tu hai fatto che ti ha portato gioia e un senso di

appagamento.

Esorta i membri della classe a scegliere un lavoro che sino ad oggi hanno fatto

soltanto perché era loro dovere farlo e sforzarsi di farlo durante la prossima

settimana tenendo verso di esso un atteggiamento positivo. Esortali a ricordare il

valore del lavoro e a compiere sempre uno sforzo sincero per fare del loro meglio.

Attività

supplementari Durante la lezione puoi usare una o più delle seguenti attività.

Lezione 30

1. Numerosi inni, come ad esempio «Bisogno al mondo v’è di Te», (Inni, No. 159),

parlano della necessità di lavorare con gioia. Canta o leggi le parole di uno di

questi inni insieme con i membri della classe.

177


178

2. Narra la seguente storia raccontata dall’anziano Loren C. Dunn, membro dei

Settanta:

«Durante la nostra adolescenza vivevamo in una piccola comunità. Mio padre

riteneva necessario che io e mio fratello imparassimo il principio del lavoro, e

pertanto ci mise a lavorare in una sua piccola fattoria situata alla periferia del

paese. Egli era il direttore del giornale locale; di conseguenza non aveva molto

tempo libero per dedicarsi a noi… e qualche volta commettevamo degli errori.

La nostra piccola fattoria era circondata da altre tenute; un giorno uno di quei

contadini andò a trovare mio padre per parlargli degli errori che, secondo lui, noi

facevamo nell’occuparci delle mucche. Mio padre lo ascoltò attentamente, poi gli

disse: ‹Jim, tu non capisci. Vedi, io sto allevando dei figli, non delle mucche›»

(«Le nostre preziose famiglie», La Stella, maggio 1975, 36–37).

• Cosa intendeva dire il padre dell’anziano Dunn con le parole: «Sto allevando

dei figli, non delle mucche?» (Lo scopo principale per cui teneva una fattoria

era quello di dare ai suoi figli la possibilità di lavorare). Secondo voi quale

profitto ricavarono i loro figli da tale esperienza?


Il nostro atteggiamento

è importante

Scopo Aiutare i membri della classe a capire che in gran parte la loro felicità dipende dal loro

atteggiamento.

Preparazione 1. Leggi attentamente 1 Nefi 2:16; 3:4–7; Helaman 15:7.

Nota per

l’insegnante

2. Prepara per ogni membro della classe una copia del volantino «Indicatore del mio

atteggiamento mentale» che si trova alla fine della lezione (pagina 184).

3. Materiale necessario:

a. Carta e matita per ogni membro della classe.

b. Serie completa delle Scritture e un pennarello per ogni membro della classe.

Esorta spesso i membri della classe a portare in classe le loro Scritture ogni

settimana.

Poiché noi conosciamo il vangelo di Gesù Cristo e poiché sappiamo di essere figli di spirito

di Dio, dovremmo essere persone che pensano nel modo più positivo del mondo. Sappiamo

anche che il nostro amato Padre celeste ci ha mandati sulla terra per riuscire, non per fallire.

Aiuta i membri della classe a capire che mettendo in pratica il vangelo di Gesù Cristo

possiamo acquisire un atteggiamento positivo e portare felicità, pace e contentezza nella

nostra vita e in quella degli altri.

Svolgimento

della lezione L’atteggiamento esercita un’influenza potente

Lavagna e

discussione

Chiedi ai membri della classe di pensare a due o tre cose che sanno di dover fare, ma

non sempre sentono la voglia di fare. Chiedi a un membro della classe di elencare

queste cose alla lavagna mentre i membri della classe fanno conoscere le loro idee.

Dopo che i membri della classe avranno avuto la possibilità di rispondere, rivolgi

loro le seguenti domande:

• Perché qualche volta è difficile fare queste cose? Quali benefici ricevete quando

fate queste cose?

• Cosa vi aiuterebbe a fare le cose che sapete di dover fare?

Lezione

31

• In che modo il vostro atteggiamento riguardo a un compito influisce sul modo in

cui lo fate e sulla rapidità con la quale lo fate?

Spiega che quando scegliamo di tenere un atteggiamento positivo di solito

svolgiamo il nostro lavoro in modo migliore e più rapidamente, e di solito troviamo

più gradito tale compito. Un atteggiamento positivo può anche esserci di aiuto

quando ci sforziamo di mettere in pratica il vangelo di Gesù Cristo.

Citazione Chiedi a un membro della classe di leggere la seguente dichiarazione del presidente

Spencer W. Kimball:

179


180

«Vi rammento che, a prescindere dalla vostra età, state edificando la vostra vita;…

essa sarà piena di gioia e di felicità, o piena di infelicità; tutto dipende da voi e dai

vostri atteggiamenti, dai vostri progressi, dalle altezze a cui salite; dipende dal vostro

atteggiamento, ossia dalla vostra reazione alle diverse situazioni» (La Stella, marzo

1975, 29–30).

Spiega che la lezione di oggi esamina l’importanza dell’atteggiamento e spiega come

possiamo assumere un atteggiamento più positivo.

Storia e discussione Narra con parole tue la seguente storia raccontata dal presidente Thomas S. Monson

quando era componente del Quorum dei Dodici Apostoli:

«Nella missione che io presiedevo c’era un piccolo ramo composto da due famiglie.

Una domenica fui invitato a parlare in una riunione. Io non ero abituato ai rami

piccoli. Nel rione al quale presiedevo prima c’erano mille e cinquanta persone.

Quella domenica andammo nel luogo dove i santi erano soliti raccogliersi. Era un

locale preso in affitto. Non ci radunammo al piano terra o al primo piano, ma nel

seminterrato. Eravamo nove persone in tutto.

Dopo la riunione il presidente del ramo chiese di parlarmi e, avendo ricevuto una

risposta affermativa, mi disse: ‹Vorremmo avere una cappella nel nostro rione›. Io gli

risposi: ‹Un giorno l’avrete›. Allora egli aprì una rivista della Chiesa e mi fece vedere

delle fotografie di cappelle in Australia e nella Nuova Zelanda. Dopo disse: ‹Questa è

la cappella che vorremmo costruire›. E nel dire questo indicò un edificio che avrebbe

potuto contenere circa quattrocento persone e che sarebbe costato molto più denaro

di quanto ne avevano loro.

Io gli feci osservare che, per affrontare quella spesa, da pochi membri essi sarebbero

dovuti diventare centinaia. Al che egli rispose: ‹Noi contiamo su questo›. E poi mi

chiese se ero disposto a inviare sei missionari nel suo ramo. Mi fece anche presente

che i suoi familiari avrebbero divulgato personalmente il Vangelo nella città, cosa

che egli già faceva.

Un giorno, trovandosi i missionari nel suo piccolo negozio, disse loro: ‹Anziani,

preghiamo›. Si inginocchiarono e pregarono. E dopo aggiunse: ‹Questo è il giorno

più importante per la città di St. Thomas. Questo è il giorno in cui il Vangelo

comincia veramente a essere predicato con efficacia in questa città. Questo è il

giorno in cui cominciamo a costruire la nostra cappella›.

I missionari chiesero: ‹A chi dobbiamo predicare? Non conosciamo persone

interessate alla nostra religione›. Il presidente del ramo rispose: ‹Datemi l’elenco

telefonico›. Quindi cominciò a scorrere i nominativi di persone che esercitavano

varie professioni, dicendo: ‹Se vogliamo costruire una cappella abbiamo bisogno di

un architetto mormone. E poiché non ne abbiamo nemmeno uno che sia membro di

questo ramo, dobbiamo convertirne uno›. Poi, continuando a sfogliare l’elenco,

aggiunse: ‹Chi sarà il primo architetto mormone di St. Thomas?› E nel dire questo

trovò il nominativo di un architetto. Lo stesso fece per un costruttore, un idraulico,

un elettricista, un dottore e un avvocato. Poi egli personalmente si recò da ognuno

di essi e li invitò a casa sua, in modo che i missionari potessero esporgli il messaggio

evangelico, dopo di che il vescovo stesso e i suoi familiari avrebbero reso

testimonianza.

Volete sapere quale fu il risultato di questo lavoro di proselitismo? In nome di Dio io

attesto che nei tre anni in cui servii nella parte orientale del Canada vidi quel ramo


passare da due famiglie a quasi trecento membri, i quali poi costruirono la loro bella

cappella. Fui presente a una riunione, tenuta in quell’edificio, a cui partecipavano

circa quattrocento persone. Qual era stato il suo segreto? Era stato un atteggiamento

di sicurezza: ‹Possiamo raggiungere il nostro obiettivo›» (Conference Report,

Amsterdam Area Conference, agosto 1976, 8–9).

• In che modo quel ramo riuscì a compiere un progresso tanto stupefacente?

• Cosa sarebbe accaduto se il presidente del ramo e i suoi familiari avessero

semplicemente deciso di pensare a quanto difficile era il compito che li aspettava?

In che modo il loro atteggiamento influì su quello che riuscirono a compiere?

Il nostro atteggiamento influisce sulla nostra felicità

Storia e discussione Narra la seguente storia:

Due amici si preparavano ad andare allo stesso campeggio estivo per un mese.

Stefano pensava che il campeggio fosse una perdita di tempo e che i ragazzi più in

gamba dovessero rimanere a casa, dormire più a lungo e fare i giochi al computer.

Egli non vedeva nessun profitto nel frequentare le lezioni o nel partecipare alle varie

attività; ma i suoi genitori avevano già pagato la quota per il campeggio e insistevano

che egli andasse. Riccardo, al contrario, aveva risparmiato per pagarsi la quota per il

campeggio, lavorando nei giardini del quartiere e facendo altre commissioni per

guadagnare il denaro necessario. Gli piaceva imparare a fare cose nuove e stringere

nuove amicizie. Fece i bagagli tre giorni prima della partenza e il giorno fatidico,

uscendo di casa, promise di mandare una cartolina a ogni componente della

famiglia.

• Se chiedeste a Stefano e a Riccardo, al loro ritorno a casa, di parlare delle

esperienze che hanno fatto durante il campeggio, secondo voi cosa

risponderebbero? Per quali aspetti la loro risposta sarebbe diversa? Perché?

• Come può il nostro atteggiamento verso la vita influire sulla nostra felicità?

Lezione 31

Attività Distribuisci a ogni membro della classe carta e matita e una copia del volantino

«Indicatore del mio atteggiamento mentale». Spiega che ogni sezione del modulo

contiene due atteggiamenti opposti con tre caselle vuote tra l’uno e l’altro. Chiedi ai

membri della classe di leggere il volantino e decidere quale dei due atteggiamenti di

ogni coppia li descrive meglio.

Per esempio nella prima sezione, se pensano spesso ai benefici di cui già godono,

devono contrassegnare la casella corrispondente a quella parte del volantino. Se

l’altra parte descrive più esattamente il loro comportamento (se spesso pensano alle

cose che non possiedono), allora devono contrassegnare l’altra parte. Se qualche

volta provano entrambi i sentimenti devono mettere un segno nella casella centrale.

(Puoi ricordare ai membri della classe che di quando in quando tutti abbiamo degli

atteggiamenti diversi. Sottolinea che le caselle che essi segnano non li definiscono

come persone buone o cattive).

Dopo che i membri della classe avranno avuto il tempo di compilare il modulo

«Indicatore del mio atteggiamento mentale», commenta con loro alcune risposte.

Invitali a spiegare perché possono essere più felici se possiedono o sviluppano gli

atteggiamenti indicati nella colonna di sinistra del volantino.

181


182

Possiamo scegliere di tenere un atteggiamento positivo

Discussione • Quali prove dovete affrontare attualmente che sarebbe più facile superare se

sviluppaste un atteggiamento positivo nei loro confronti? (Le risposte possono

comprendere fare i compiti di scuola, andare d’accordo con i fratelli e sorelle,

obbedire ai genitori, fare le faccende domestiche, partecipare alle riunioni della

Chiesa e scegliere dei buoni amici).

Scritture, lavagna e

discussione

Spiega che essi possono scegliere quale sarà il loro atteggiamento nei confronti di tali

compiti. Ognuno di noi può acquisire un atteggiamento positivo che gli porterà

felicità e successo.

Scrivi alla lavagna: Modi per cambiare atteggiamento

Chiedi ai membri della classe di leggere e sottolineare 1 Nefi 3:4–7.

• Quale atteggiamento avevano Laman e Lemuel verso le istruzioni che Lehi aveva

ricevuto dal Signore? Qual era l’atteggiamento di Nefi?

• Su che cosa Nefi basava il suo atteggiamento positivo verso il compito di ottenere

le tavole? (La sua fede che egli avrebbe avuto successo poiché il Signore non gli

avrebbe chiesto di svolgere un compito impossibile; vedere 1 Nefi 3:7).

• In che modo tale atteggiamento aiutò Nefi? (Egli confidò nel Signore e poté

ottenere le tavole di bronzo).

Scrivi alla lavagna: Fiducia nel Signore sotto a Modi per cambiare atteggiamento. Spiega

che se abbiamo fede che il Signore non ci chiederà di fare una cosa impossibile

possiamo tenere un atteggiamento positivo mentre cerchiamo di fare ciò che Egli ci

ha chiesto.

• Quali sono alcune altre cose che potete fare per sviluppare un atteggiamento più

positivo?

Commenta brevemente ogni risposta e aggiungila all’elenco alla lavagna. Puoi dare

le seguenti indicazioni per aiutare i membri della classe a rispondere:

1. Pregare (vedi 1 Nefi 2:16).

• In che modo la preghiera ci aiuta a tenere un atteggiamento positivo?

2. Leggere le Scritture (vedi Helaman 15:7).

• Perché la nostra vita può cambiare se leggiamo le Scritture quando siamo

influenzati da atteggiamenti mentali negativi?

Concludi la discussione sottolineando che un atteggiamento positivo non sempre

è un dono di natura. Possiamo utilizzare questi suggerimenti mentre cerchiamo di

migliorare il nostro atteggiamento.

Testimonianza Porta testimonianza ai membri della classe che essi saranno più felici se tengono un

atteggiamento positivo. Puoi parlare di un’esperienza personale in cui sei stato

favorito dall’avere per natura o dall’avere sviluppato un atteggiamento positivo.

Esorta i membri della classe a mettere in pratica i suggerimenti che hanno esaminato

nel loro sforzo di essere più felici.


Attività

supplementari Durante la lezione puoi usare una o più delle seguenti attività.

1. Mostra alla classe alcuni diversi tipi di semi (fiori, verdure, erbacce, ecc.). Fai

notare che i semi sono piccoli, ma daranno vita a una pianta molto più grande

se vengono seminati ed è concesso loro di mettere radici.

Spiega che i nostri atteggiamenti sono i semi dai quali crescono le nostre azioni e,

come avviene con i semi, possiamo raccogliere molto più di quanto abbiamo

piantato. Un atteggiamento positivo cresce e suscita altri atteggiamenti positivi in

noi e in coloro che ci stanno accanto. Un atteggiamento negativo suscita altri

atteggiamenti negativi.

Metti una pianta in fiore, o altro bel vaso, sul tavolo e accanto ad essa metti

un’erbaccia (oppure mostra le immagini di queste piante).

• Se i semi del vostro atteggiamento continuano a crescere, che cosa

diventeranno: bellissimi fiori o erbacce? Come possiamo seminare buoni semi?

2. Canta o leggi con i membri della classe le parole di «A chi è triste al mondo»,

(Inni, No. 143). Chiedi che cosa dice l’inno riguardo a come il nostro

atteggiamento può influire sugli altri.

3. Narra la seguente storia:

A Susanna non piaceva la lezione di ginnastica. Era una ragazza molto alta e

mancava di coordinazione. In palestra si sentiva incapace di svolgere il più semplice

esercizio. Un giorno l’insegnante chiese un volontario per insegnare a un

bambino a nuotare invece di partecipare all’allenamento di pallacanestro. Susanna

pensava che qualunque cosa fosse meglio che giocare a pallacanestro, perciò si

offrì volontaria.

Insegnare a nuotare a Enrico, un bambino mentalmente minorato, si dimostrò un

vero impegno. Man mano che si susseguivano le lezioni Susanna diventava

sempre più frustrata perché Enrico non dava ascolto. Cominciò ad essere dura e

cattiva verso di lui. Una sera Susanna pregò per chiedere al Padre celeste di

intenerire il cuore di Enrico in modo che il bambino le obbedisse. Il giorno dopo

Enrico si comportò nella stessa maniera. Tuttavia Susanna notò che aveva un bel

sorriso. Poi scoppiò a ridere per una cosa che il bambino aveva fatto. Quindi

cominciò a parlare con lui invece di sgridarlo continuamente. Man mano che

Susanna teneva un atteggiamento sempre più positivo e si mostrava gentile verso

Enrico, il bambino diventava più disposto ad ascoltare e a seguire le sue istruzioni.

Entro la fine del semestre egli aveva imparato a nuotare per tutta la lunghezza

della piscina. Susanna si rese conto che non era il cuore di Enrico che aveva

bisogno di essere addolcito, ma il suo (vedi Suzanne C. Stewart, «Sink or Swim»,

New Era, gennaio 1994, 44–45).

• Quale effetto ebbe l’atteggiamento di Susanna sul comportamento di Enrico?

• In che modo il nostro atteggiamento influisce su coloro che ci stanno attorno?

• Il vostro atteggiamento ha mai trasformato una situazione negativa in una

positiva?

Lezione 31

183


Indicatore del mio atteggiamento mentale

Penso spesso alle cose buone

di cui godo.

Mi sento tranquillo quando

ho il denaro e le cose che mi

bastano.

Sono felice quando ho

qualcosa da fare.

Tratto ognuno con rispetto.

Sono disposto ad accettare dei

compiti e ad assolverli.

Mi piace servire il prossimo.

Cerco di trovare i lati buoni

degli altri.

Cerco di coltivare le mie doti

e i miei talenti.

Ho fede nel Signore Gesù

Cristo.

Il vangelo di Gesù Cristo dà

una guida alla mia vita.

Penso spesso alle cose che

non ho.

Spesso desidero essere più ricco

e avere molte cose.

Spesso mi lamento che ho

troppo da fare.

Sento di essere migliore degli

altri.

Preferisco che siano gli altri ad

assumersi le responsabilità.

Ho troppo da fare per aiutare

il prossimo.

Spesso critico gli altri e trovo in

loro dei difetti.

Mi compiango spesso.

Non sono certo che

Gesù sia importante per me

personalmente.

Non penso che il vangelo di

Gesù Cristo abbia qualche

effetto sulla mia vita.


Il valore di un’anima

Scopo Inculcare nei membri della classe il senso del loro infinito valore.

Preparazione 1. Leggi attentamente Ether 12:27; Dottrina e Alleanze 18:10; 46:11–26; Mosè 1:39.

Nota per

l’insegnante

2. Prepara per ogni membro della classe una copia del volantino contenente

Dottrina e Alleanze 18:10 che si trova alla fine della lezione (se non ti è possibile

farne delle copie, scrivi questo passo delle Scritture su un foglio di carta per ogni

membro della classe). Taglia ogni foglio in sei pezzi per creare un puzzle. Taglia i

fogli in modo che i puzzle siano diversi l’uno dall’altro e che nessun pezzo di un

puzzle possa essere inserito in un altro.

Seguono alcuni modi possibili in cui tagliare i puzzle:

Metti ogni puzzle in una busta separata.

Lezione

32

3. Materiale necessario:

a. Gessetti di colore diverso, se possibile, per l’attività alla lavagna (vedi a pagina

186).

b. Serie completa delle Scritture e un pennarello per ogni membro della classe.

Esorta spesso i membri della classe a portare in classe le loro Scritture ogni

settimana.

Alcune persone non si sentono preziose o importanti. Nel tentativo di sentirsi importanti

alcune di loro seguono le manie e il modo di vivere del mondo. Aiuta i membri della classe