L'Opinione n°17 del 15-09-2011 - teleIBS

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L'Opinione n°17 del 15-09-2011 - teleIBS

A PAG. 3

n. 17 15-09-2011

PUBBLICITÀ NON SUPERIORE AL 40%

COPIA COPIA COPIA COPIA COPIA

OMA OMA OMAGGIO

OMA OMAGGIO

GGIO GGIO GGIO

live 1999

DIRETTO DA PIERA PIPITONE

www.teleibs.it

Periodico quindicinale di Opinione - Politica - Cultura - Sport - Cronaca

Abele Ajello parte il bando per i lavori

RUSSO: invito i miei concittadini ad avere fiducia

Francesco Mezzapelle - Piera Pipitone A PAG. 5

MAZARA DEL VALLO CAMPOBELLO DI MAZARA SALEMI

L’editoriale

di Piera pipitone

Continua la ricerca di

Denise Pipitone

I vandali a torretta granitola Il pomo della discordia

in contrada San Ciro

di Vito Marino

A PAG. 8

di P. P.

A PAG. 9


A PAG. 3

n. 17 15-09-2011

PUBBLICITÀ NON SUPERIORE AL 40%

COPIA COPIA COPIA COPIA COPIA

OMA OMA OMAGGIO

OMA OMAGGIO

GGIO GGIO GGIO

live 1999

DIRETTO DA PIERA PIPITONE

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Periodico quindicinale di Opinione - Politica - Cultura - Sport - Cronaca

Abele Ajello parte il bando per i lavori

RUSSO: invito i miei concittadini ad avere fiducia

Francesco Mezzapelle - Piera Pipitone A PAG. 5

MAZARA DEL VALLO CAMPOBELLO DI MAZARA SALEMI

L’editoriale

di Piera pipitone

Continua la ricerca di

Denise Pipitone

I vandali a torretta granitola Il pomo della discordia

in contrada San Ciro

di Vito Marino

A PAG. 8

di P. P.

A PAG. 9


L’

L’editoriale

www.teleibs.it

Asette anni dalla sua scomparsa

continua la battaglia di

Piera Maggio nell’estenuante

ricerca di sua figlia Denise. Aveva 4

anni, la piccola Denise, quando fu

rapita il primo settembre 2004 mentre

giocava davanti casa; pochi attimi

e di lei nessuna traccia da allora.

Piera Maggio ha subito indicato

come possibili colpevoli Jessica

Pulizzi, sorellastra di Denise, e sua

madre Anna Corona, ex moglie del

padre naturale della piccola. Le indagini,

quindi, si sono direzionate

in questo senso ed è infatti presso

la stazione di Polizia di Mazara del

Vallo che, grazie ad una cimice nascosta,

si è potuto intercettare una

conversazione fra le due in cui si

capisce chiaramente che la signora

Corona chiede alla figlia se lei è

collusa con la scomparsa di Denise

e la risposta della ragazza è la frase

divenuta celebre in tutte le trasmissioni

televisive “a casa ci la

purtai”, che secondo gli inquirenti è

inequivocabilmente riferita a Denise

Pipitone. Proprio questa frase è stata

accettata come prova a carico dell’imputata

Jessica Pulizzi solo dopo

sei anni, durante il corso del processo

che la vede accusata della scomparsa

di Denise. “Da mamma – afferma

Piera Maggio ai nostri microfoni

- non posso che essere rammaricata

che si sia arrivati a questa

conclusione dopo 6 anni dalla

scomparsa di mia figlia. Sono consapevole,

però, che dal punto di vista

processuale questi sono i tempi

burocratici purtroppo, questa è la

lentezza della giustizia. Questa frase

la Jessica l’ha pronunciata all’interno

del PS di Mazara qualche giorno

dopo la scomparsa di Denise.

L’argomento della discussione era

Denise e parlando con la madre ha

sussurrato “a casa ci la purtai” che

in dialetto vuol dire “io l’ho portata a

casa”. Oggi finalmente quella frase

diventa elemento di prova. Una frase

che all’epoca si è cercato di far

passare come inesistente. L’ama-

n. 17 15-09-2011

Continua la ricerca di Denise Pipitone

rezza di questo processo è che ha

avuto inizio dopo 6 anni dalla scomparsa

di mia figlia, e che siamo davanti

al primo processo in Italia per

sequestro di minorenne in cui il mi-

Piera Maggio

norenne non è presente. Oggi purtroppo

io ancora non ho né Denise

fra le mie braccia, né la verità

e una lentezza burocratica

inverosimile. Mi auguro

che tutto questo iter possa

diventare sempre più

celere, i risultati si potrebbero

ottenere in meno tempo,

capisco anche l’esigenza

di chi lavora e li comprendo

però spero che

qualcuno cominci a comprendere

anche me, la mia

sopportazione dal non avere

ancora ottenuto giustizia,

io non voglio vendetta…

l’ho sempre detto, io voglio

solo riabbracciare mia figlia,

sapere dov’è Denise, dove

l’hanno portata. Chi sappia che parli.

Fin’ora ho precorso una strada di

dolore e angoscia”. Il cammino della

mamma coraggio, così è stata

definita più volte Piera Maggio, in

questi 7 anni è stato lungo e

travagliato, non si mai persa d’animo

e ha continuato la sua battaglia.

Iniziata la raccolta firme per il referendum anti “porcellum”

Via alla raccolta di firme per tre nuovi referendum elettorali. L’obiettivo

dei tre nuovi quesiti presentati dal neocostituito Comitato promotore con

lo slogan “Io firmo.

Riprendiamoci il voto” è quello di eliminare il cosiddetto “Porcellum”, la

legge elettorale attuale studiata dalla mente di Roberto Calderoli.

L’attuale sistema elettorale prevede infatti liste bloccate che impediscono

ai cittadini di scegliere i candidati da mandare in Parlamento.

I referendari vogliono poi cancellare il premio di maggioranza e l’indicazione

del candidato premier e fissare una soglia di sbarramento unica al

4%. Per firmare ci si deve recare nell’ufficio elettorale del proprio comune.

di Piera Pipitone

Tant’è che sono state approvate ben

2 leggi, volute fortemente da lei, riguardante

il sequestro di minorenni.

Quali sono le loro caratteristiche

e quali difficoltà ha incontrato?

“Questa è una mia piccola soddisfazione

personale. – sottolinea

Piera Maggio - Ho attraversato momenti

difficili ma ho cercato al

contempo di essere di aiuto per gli

altri che si trovano nella mia stessa

situazione. Sono tanti i bambini

scomparsi in Italia e non solo in Italia,

e tutte le problematiche che sto

attraversando io le hanno incontrate

anche tutte quelle famiglie che si

sono ritrovate nella mia condizione.

Trovatami in questa situazione mi

sono resa conto che in Italia non

esisteva nessuna legge specifica

per il sequestro di minori, ma solo

una legge generica per il sequestro

di persona senza scopo di estorsione,

una legge che non teneva

conto del danno psicologico che

subisce il bambino, un trauma molto

più acuto rispetto a quello che può

Denise Pipitone e Gessica Pulizzi

avere una persona adulta. A livello

psicologico viene uccisa l’identità del

bambino, viene strappato agli affetti

familiari. Lo stravolgono. Quindi proprio

per colmare questo vuoto giudiziario

sono state elaborate le linee

guida per due leggi importanti riguardanti

i minori con lo studio legale

Giacomo Frazzitta, ma anche con la

Direttore Responsabile Piera Pipitone - Direttore Editoriale Antonio Pipitone - Editore IBS s.r.l. - Stampa, grafica e impaginazione IBS s.r.l. - Registrazione al Tribunale di Marsala n.191

Redazione: Corso Umberto I, 108 - Mazara del Vallo Tel./Fax 0923 940690 - e-mail: teleibs@teleibs.it - www.teleibs.it

3

sensibilità della On. Mannucci, dopo

che mi incatenai nella Piazza del

Quirinale nel settimo compleanno di

mia figlia, proprio per attirare l’attenzione

su questo tema. Finalmente

tramite una collaborazione congiunta

e tramite questo mio movimento

sono state approvate 2 leggi che

sono: 1) la 605 comma 3, sequestro

di minori nuova figura di reato; 2) la

574 bis, sottrazione di minore. Per

quanto riguarda la prima e quindi il

sequestro di minorenni, non solo

aggrava la situazione di chi commette

il reato ma addirittura giova alla

posizione di chi si distanzia dal reato

stesso collaborando con gli

inquirenti, e aiutandoli a far ritrovare

il minore, e questo è un appello che

voglio lanciare a coloro che sono

accusati o chi è coinvolto in un reato

di questo genere poiché se fa in

modo che il minore venga ritrovato

ci sono degli sconti di pena. La sottrazione

di minore si riscontra soprattutto

in matrimoni misti,

spesso accade infatti che

uno dei genitori sottrae il

minore all’altro genitore

portandolo all’estero,

adesso non è più solo

querela di parte ma diventa

procedura d’ufficio con

mandato di cattura internazionale;

è anche importante

dire che il sequestro di

minorenni non deve durare

per forza un determinato

periodo per essere definito

sequestro, può bastare

un’ora, dieci minuti in cui

il bambino viene sottratto

alla famiglia, infatti questa legge viene

applicata anche al pedofilo”. Grande

la forza d’animo di questa donna

che ha trovato in se il coraggio di non

arrendersi, un coraggio scaturito

dalla volontà profonda di

riabbracciare la propria figlia e la paura

altrettanto profonda che la propria

figlia non la riconosca.


L’

L’editoriale

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Asette anni dalla sua scomparsa

continua la battaglia di

Piera Maggio nell’estenuante

ricerca di sua figlia Denise. Aveva 4

anni, la piccola Denise, quando fu

rapita il primo settembre 2004 mentre

giocava davanti casa; pochi attimi

e di lei nessuna traccia da allora.

Piera Maggio ha subito indicato

come possibili colpevoli Jessica

Pulizzi, sorellastra di Denise, e sua

madre Anna Corona, ex moglie del

padre naturale della piccola. Le indagini,

quindi, si sono direzionate

in questo senso ed è infatti presso

la stazione di Polizia di Mazara del

Vallo che, grazie ad una cimice nascosta,

si è potuto intercettare una

conversazione fra le due in cui si

capisce chiaramente che la signora

Corona chiede alla figlia se lei è

collusa con la scomparsa di Denise

e la risposta della ragazza è la frase

divenuta celebre in tutte le trasmissioni

televisive “a casa ci la

purtai”, che secondo gli inquirenti è

inequivocabilmente riferita a Denise

Pipitone. Proprio questa frase è stata

accettata come prova a carico dell’imputata

Jessica Pulizzi solo dopo

sei anni, durante il corso del processo

che la vede accusata della scomparsa

di Denise. “Da mamma – afferma

Piera Maggio ai nostri microfoni

- non posso che essere rammaricata

che si sia arrivati a questa

conclusione dopo 6 anni dalla

scomparsa di mia figlia. Sono consapevole,

però, che dal punto di vista

processuale questi sono i tempi

burocratici purtroppo, questa è la

lentezza della giustizia. Questa frase

la Jessica l’ha pronunciata all’interno

del PS di Mazara qualche giorno

dopo la scomparsa di Denise.

L’argomento della discussione era

Denise e parlando con la madre ha

sussurrato “a casa ci la purtai” che

in dialetto vuol dire “io l’ho portata a

casa”. Oggi finalmente quella frase

diventa elemento di prova. Una frase

che all’epoca si è cercato di far

passare come inesistente. L’ama-

n. 17 15-09-2011

Continua la ricerca di Denise Pipitone

rezza di questo processo è che ha

avuto inizio dopo 6 anni dalla scomparsa

di mia figlia, e che siamo davanti

al primo processo in Italia per

sequestro di minorenne in cui il mi-

Piera Maggio

norenne non è presente. Oggi purtroppo

io ancora non ho né Denise

fra le mie braccia, né la verità

e una lentezza burocratica

inverosimile. Mi auguro

che tutto questo iter possa

diventare sempre più

celere, i risultati si potrebbero

ottenere in meno tempo,

capisco anche l’esigenza

di chi lavora e li comprendo

però spero che

qualcuno cominci a comprendere

anche me, la mia

sopportazione dal non avere

ancora ottenuto giustizia,

io non voglio vendetta…

l’ho sempre detto, io voglio

solo riabbracciare mia figlia,

sapere dov’è Denise, dove

l’hanno portata. Chi sappia che parli.

Fin’ora ho precorso una strada di

dolore e angoscia”. Il cammino della

mamma coraggio, così è stata

definita più volte Piera Maggio, in

questi 7 anni è stato lungo e

travagliato, non si mai persa d’animo

e ha continuato la sua battaglia.

Iniziata la raccolta firme per il referendum anti “porcellum”

Via alla raccolta di firme per tre nuovi referendum elettorali. L’obiettivo

dei tre nuovi quesiti presentati dal neocostituito Comitato promotore con

lo slogan “Io firmo.

Riprendiamoci il voto” è quello di eliminare il cosiddetto “Porcellum”, la

legge elettorale attuale studiata dalla mente di Roberto Calderoli.

L’attuale sistema elettorale prevede infatti liste bloccate che impediscono

ai cittadini di scegliere i candidati da mandare in Parlamento.

I referendari vogliono poi cancellare il premio di maggioranza e l’indicazione

del candidato premier e fissare una soglia di sbarramento unica al

4%. Per firmare ci si deve recare nell’ufficio elettorale del proprio comune.

di Piera Pipitone

Tant’è che sono state approvate ben

2 leggi, volute fortemente da lei, riguardante

il sequestro di minorenni.

Quali sono le loro caratteristiche

e quali difficoltà ha incontrato?

“Questa è una mia piccola soddisfazione

personale. – sottolinea

Piera Maggio - Ho attraversato momenti

difficili ma ho cercato al

contempo di essere di aiuto per gli

altri che si trovano nella mia stessa

situazione. Sono tanti i bambini

scomparsi in Italia e non solo in Italia,

e tutte le problematiche che sto

attraversando io le hanno incontrate

anche tutte quelle famiglie che si

sono ritrovate nella mia condizione.

Trovatami in questa situazione mi

sono resa conto che in Italia non

esisteva nessuna legge specifica

per il sequestro di minori, ma solo

una legge generica per il sequestro

di persona senza scopo di estorsione,

una legge che non teneva

conto del danno psicologico che

subisce il bambino, un trauma molto

più acuto rispetto a quello che può

Denise Pipitone e Gessica Pulizzi

avere una persona adulta. A livello

psicologico viene uccisa l’identità del

bambino, viene strappato agli affetti

familiari. Lo stravolgono. Quindi proprio

per colmare questo vuoto giudiziario

sono state elaborate le linee

guida per due leggi importanti riguardanti

i minori con lo studio legale

Giacomo Frazzitta, ma anche con la

Direttore Responsabile Piera Pipitone - Direttore Editoriale Antonio Pipitone - Editore IBS s.r.l. - Stampa, grafica e impaginazione IBS s.r.l. - Registrazione al Tribunale di Marsala n.191

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sensibilità della On. Mannucci, dopo

che mi incatenai nella Piazza del

Quirinale nel settimo compleanno di

mia figlia, proprio per attirare l’attenzione

su questo tema. Finalmente

tramite una collaborazione congiunta

e tramite questo mio movimento

sono state approvate 2 leggi che

sono: 1) la 605 comma 3, sequestro

di minori nuova figura di reato; 2) la

574 bis, sottrazione di minore. Per

quanto riguarda la prima e quindi il

sequestro di minorenni, non solo

aggrava la situazione di chi commette

il reato ma addirittura giova alla

posizione di chi si distanzia dal reato

stesso collaborando con gli

inquirenti, e aiutandoli a far ritrovare

il minore, e questo è un appello che

voglio lanciare a coloro che sono

accusati o chi è coinvolto in un reato

di questo genere poiché se fa in

modo che il minore venga ritrovato

ci sono degli sconti di pena. La sottrazione

di minore si riscontra soprattutto

in matrimoni misti,

spesso accade infatti che

uno dei genitori sottrae il

minore all’altro genitore

portandolo all’estero,

adesso non è più solo

querela di parte ma diventa

procedura d’ufficio con

mandato di cattura internazionale;

è anche importante

dire che il sequestro di

minorenni non deve durare

per forza un determinato

periodo per essere definito

sequestro, può bastare

un’ora, dieci minuti in cui

il bambino viene sottratto

alla famiglia, infatti questa legge viene

applicata anche al pedofilo”. Grande

la forza d’animo di questa donna

che ha trovato in se il coraggio di non

arrendersi, un coraggio scaturito

dalla volontà profonda di

riabbracciare la propria figlia e la paura

altrettanto profonda che la propria

figlia non la riconosca.


L’

n. 17 15-09-2011

MAZARA DEL VALLO

Abele Ajello parte il bando per i lavori

RUSSO: invito i miei concittadini ad avere fiducia

H

a avuto luogo martedì 13 settembre

la discussa conferenza

stampa organizzata dall’ASP,

all’interno della quale si è discusso

del futuro dell’ospedale Abele

Ajello di Mazara del Vallo. Incontro

blindato e riservato solo ai giornalisti

accreditati, tanto che persino uomini

politici della città sono stati tenuti

fuori dall’auditorium dell’Abele

Ajello, consiglieri comunali e provinciali

ma anche assessori provinciali;

davanti le porte dell’auditorium forze

dell’ordine e guardie del corpo che

tenevano sotto controllo gli animi di

tutti coloro che volevano assistere e

intervenire alla conferenza stampa

e che, evidentemente, erano risentiti

dalla decisione di non farli entrare.

“L’ospedale Ajello andava chiuso già

nel 2010 ma siamo riusciti ad evitare

ciò assicurando inoltre il finanziamento

di 32 milioni di euro per la

sua ristrutturazione.

I reparti trasferiti a Marsala e Castelvetrano,

una volta terminati i lavori

torneranno a Mazara. I lavori per la

nuova Area di Emergenza-Urgenza

inizieranno il 22 settembre e termi-

neranno entro fine anno”. E’ questo

quanto ribadito nella conferenza dal

direttore generale dell’Asp Trapani

Fabrizio De Nicola e dall’assessore

regionale alla Salute, Massimo Russo,

e da alcuni tecnici regionali e

dell’Asp. Sulla questione è intervenuto

il sindaco Nicola Cristaldi il quale,

attraverso un comunicato, ha affermato:

“trovo grave ed offensivo per

la nostra Città tenere una conferenza

stampa impedendo ai Consiglieri

Comunali della Città di assistere.

Un comportamento –ha aggiunto

Cristaldi- che dimostra

come ci sia una sorta di

paura da parte dei responsabili

della Sanità

provinciale a rendere

nota ogni cosa che c’è

intorno alla chiusura ed

al progetto di ristrutturazione

dell’ospedale. Non

mi sorprende che il tutto

sia avallato dall’assessore

regionale alla Sanità

in perfetta coerenza

col suo modo di intende-

re la trasparenza in politica”. Si aggiunge

anche il malcontento del

Pres. del Cons. Marino che a tal proposito

ha affermato “è in consiglio

comunale che De Nicola deve dare

delucidazioni alla collettività, confrontandosi

con i vari

rappresentanti del

popolo>>. Affermazioni

scaturite dall’annuncio

di Russo

e De Nicola di

non partecipare al

consiglio comunale

aperto che si terrà

giovedì 15, per

altri impegni istituzionali

presi in precedenza.

Tornando

alla conferenza, la

dott.ssa Duilia Mar-

tellucci, funzionario

dell’Assessorato

regionale ha illustrato

l’iter del finanziamento di 32

milioni di euro attraverso i fondi certi

del Po-Fers 2007-2013 che prevedono

la fine dei lavori dell’ospedale

Nicola Cristaldi

Sindaco di Mazara del Vallo

5

entro il 31 dicembre 2013. L’ing.

Francesco Costa dell’Asp ha parlato

del bando di gara che dovrebbe

essere emanato entro pochi giorni

secondo il criterio dell’offerta economicamente

più vantaggiosa e che riguarderà

anche la durata dei lavori

e la garanzia qualitativa di essi in

termini di messa in sicurezza dell’impianto

e di risparmio energetico.

Il direttore sanitario, la dott.ssa Maria

Concetta Martorana ha parlato del

crono programma del trasferimento

a Marsala e Castelvetrano dei reparti,

già iniziato. Russo e De Nicola

hanno spiegato che la priorità concessa

a Marsala (vedi anche il caso

della discussa Cardiologia) è dipesa

dal fatto che l’ospedale di Castelvetrano

presenta limiti secondo le

norme antincendio ma hanno assicurato

la piena autonomia

dei medici

mazaresi e il

loro ritorno a Mazara

ultimati i lavori

dell’Ajello.

Infine è stata data

assicurazione circa

la partenza,

dopo la sentenza

sul ricorso, dei lavori

per la creazione

dell’Area di

Emergenza presso

l’immobile di

via Livorno vicino

all’Ajello e i cui lavori

costeranno

circa 400.000 euro e dovranno essere

completati entro fine anno.

Francesco Mezzapelle

Piera Pipitone


L’

Erano a Nassirya quel 12 novembre

2003, quando due automezzi

imbottiti di esplosivo si sono lanciati

contro la base Maestrale uccidendo

19 Carabinieri italiani. Il maresciallo Riccardo

Saccotelli, il brigadiere Cosimo Visconti

e l’appuntato Antonio Altavilla, in

quell’attentato, sono rimasti gravemente

feriti. Ma ora, superati lo choc e i problemi

di salute, stanno bene. Peccato che, per

il comune di Mazara del Vallo, i loro nomi

risultino tra «i caduti per la patria». TRE

NOMI SBAGLIATI. Ebbene sì, succede

anche questo, nell’Italia degli strafalcioni

e della superficialità. L’amministrazione

della città siciliana, in provincia di Trapani,

ha affisso una lapide commemorativa

su uno dei palazzi più in vista del Comune

nel piazzale nominato proprio largo vittime

di Nassirya, a due passi dal frequentatissimo

lungomare. «Ai caduti di Nassirya

la comunità mazarese, in memoria di»,

è ciò che si legge nell’introduzione del

pannello in ceramica, datato 19 febbraio

2010. Ma i nomi dei caduti segnalati non

sono 19, bensì 22. Tra questi, come si

vede nella foto, figurano anche quelli di

Saccottelli, Visconti e Altavilla. OTTO

ANNI E NESSUNA VERIFICA. La gaffe è

opera di un’amministrazione guidata dal

sindaco e deputato nazionale del Popolo

della libertà (Pdl), Nicola Cristaldi. Che,

cercato daLettera43.it, si è negato. Una

svista, quella di Mazara, resa ancora più

grave dal fatto che proprio la Sicilia, più di

tutte le altre regioni, ha pianto per quell’eccidio.

Ben sei vittime, infatti, provengono

dall’isola.

Il commento di Saccottelli: «Almeno

qualcuno mi ha ricordato»

«Trovo la lapide molto funny (divertentendr.),

uno scherzo divertente del destino»,

ha detto a Lettera43.it Riccardo Saccottelli,

pugliese che ora si è trasferito a New

York, «l’errore è di certo sgradevole ma

non per me. Forse ci saranno rimasti male

soprattutto gli orgogliosi familiari dei defunti

eroi. Visto che, secondo una delle

vedove, io ‘non merito di vivere’». Più che

nei confronti di Mazara, Saccottelli è polemico

verso il Paese, che pare averlo

abbandonato: «Se fosse per me premierei

la città, unica in Italia ad avermi ricordato.

Ho molti amici tra i Carabinieri siciliani

e mi sono divertito a segnalare loro la

svista. Per quel che mi riguarda, è quasi

n. 17 15-09-2011

Mazara del fallo

Saccottelli e altri due feriti sulla lapide per i morti di Nassirya

Grande successo di pubblico per

la manifestazione “Arte tra i vicoli”

organizzata dalla Cooperativa

Sociale Onlus “Vivere Con” e dalla

sezione locale della Fidapa con il patrocinio

del Comune di Mazara del Vallo che

si è svolta nelle serate del 10 e 11 settembre,

presso il vicolo del centro storico

riqualificato ed intitolato .

La manifestazione è stata presentata

dal regista teatrale Piero Indelicato.

Il presidente della Cooperativa “Vivere

Con”, il dott. Giuseppe Sieli ha illustrato

l’iniziativa che ha visto l’esposizione di

opere di undici artisti locali (Alice Pomilia,

Clara Giacalone, Domenica Pipitone, Fabio

Accardo Palumbo, Flavio Leone, Giacomo

Cuttone, Nicolò Quinci, Irene Mon-

1000 euro ai nuovi nati

Scadrà il 15 settembre il termine

di presentazione delle istanze per

l’ottenimento del bonus di Euro

1.000,00 riservato ai nuclei familiari

meno abbienti, per i nuovi nati

dell’anno 2011. Tra i requisiti richiesti

la certificazione Isee inferiore

ad Euro 5.000,00. Criteri e

modalità sono scaricabili dal sito

internet comunale

www.comune.mazara-del-vallo.tp.it

MAZARA DEL VALLO

terosso, Roswitha Schultz, Sabina Giubilato

e Salvino Catania) i quali hanno

gentilmente concesso alcune delle loro

opere da vendere attraverso un’asta di

beneficenza. Alla fine sono stati raccolti

circa 1.100 euro che andranno a favore

del progetto promosso dai soci della Cooperativa

Onlus “Vivere Con”, con la collaborazione

della presidente della locale

di Alessandro Accardo Palumbo

divertente: un giorno mi piacerebbe visitare

Mazara e trovare ancora il mio nome».

Non pensa che il comune debba scusarsi

con i sopravvissuti erroneamente inseriti

tre le vittime? «Un piccolo biglietto ad Al-

tavilla e Visconti forse sarebbe opportuno.

Ma a me fa piacere che il mio nome

resti li dov’è, tra i miei amici e nell’unica

città che - a modo suo - ha voluto ricordarmi».

CONTRO I FALSI EROI. La scoperta

della gaffe è opera di un conoscen-

Successo per “Arte tra i Vicoli”

Fidapa, la dott.ssa Mariella Misuraca e

della dott.ssa Angelita Marino nella qualità

di foundraiser dello stesso progetto,

per la creazione di una Compagnia stabile

di Teatro formata da ragazzi disagiati.

A far visita alla mostra è intervenuto il

sindaco Nicola Cristaldi che ha accompagnato

due ministri e funzionari del nuovo

governo tunisino in visita in città. Ad

inaugurare la mostra è intervenuto l’assessore

comunale al Commercio ed

Attività Produttive, Franco Ditta. Ad

inizio serata vi è stata la benedizione

da parte del vicario della Diocesi

di Mazara, nonché parroco della

Chiesa di Cristo Re, don Giacinto

Leone.

Nella serata del 11 settembre è sta-

Squalo a Quarara

Un esemplare della famiglia

degli squalidi si è

arenato sabato 10 settembre

presso il litorale roccioso

di Bocca Arena. A

scoprirlo sono stati alcuni

residenti della zona che

stavano facendo il bagno

in una delle caratteristiche

calette. Immediatamente

è stata avvertita la locale Capitaneria di Porto che è intervenuta con

un gommone. Gli uomini della Guardia Costiera hanno così appurato

che lo squalo era già in stato di decomposizione, deceduto da

qualche giorno in acqua forse a seguito dell’impatto con un

motopesca, o forse finito in una delle reti gettate al largo della costa.

Sul posto sono intervenuti anche degli studiosi del locale Iamc-Cnr

per effettuare dei rilievi. Molti i cittadini curiosi che transitavano nella

Sp38 Mazara- Torretta Granitola si sono fermati per ammirare l’esemplare,

di circa 2 metri, la cui tipologia è ancora da accertare. Intervenuta

anche la Polizia Municipale, mentre al Comune è toccato rimuovere

e conferire in discarica la carcassa dello squalo.

Francesco Mezzapelle

6

te di Riccardo Saccotelli, uno dei sopravvissuti

alla strage che durante una visita

in città si è accorto della svista e ne ha

dato comunicazione al blog

Mazaraonline.it. «Vorrei farvi sapere che

forse per uno sgradevole errore l’Italia da

quattro soldi si è ricordata che oltre ai

deceduti ci sono stati anche feriti con pari

dignità. La mia vita - ne sono certo - vale

almeno quanto quella di qualsiasi ragazzo

che è deceduto nella strage. Mentre la

vita di chi è morto dormendo o facendo

colazione o scrivendo mail al computer

non vale nessun eroismo», ha scritto polemicamente

Saccottelli in un post sul blog.

NESSUNA NOSTALGIA DELL’ITALIA. E

a Lettera43.it ha sfogato la sua rabbia:

«Ho rischiato la mia vita, lì, con i miei amici

di guardia Andrea, Daniele e Ivan. E loro

sono morti. Ma anche io ho perso la mia

vita, tutto. Sono andato negli Stati Uniti

per imparare l’inglese e non voglio tornare

in patria mai più. Certo, non vivrei qui,

ma qualsiasi posto è meglio dell’Italia e

degli italiani. Non sapere che cosa succede

nel mio Paese mi fa stare bene: mi

rattristo solo quando sento di altri ragazzi

morti, preferirei non saperlo».

to inoltre dedicato un momento di riflessione

in memoria delle vittime della strage

di New York in occasione del decennale

dell’attentato terroristico alle Torri Gemelle;

la dott.ssa Stefania Marascia ha

letto una testimonianza di uno dei sopravvissuti

all’attentato. Le due serate

sono state arricchite da momenti musicali

offerti dalla band di Nicola Ferro e

dalla Capofeto Blues Band.

Muore Vito Bruno reduce battaglia El Alamein

«Dopo tanti anni ci sono ritornato,

ho camminato ancora su

quella terra per confondere i ricordi

e le lacrime con la sabbia

infuocata ad onorare quella parte

di me che è rimasta con quei

soldati». Così Vito Bruno nel

2001 raccontava il suo ritorno nei luoghi della

triste e famosa battaglia di El Alamein del 1942

alla quale aveva preso parte a 19 anni come pilota

carrista. Vito Bruno aveva 88 anni e si è spento

l’altra notte all’ospedale Abele Ajello dove si era

recato dopo aver accusato un malore improvviso.

Vito Bruno era uno degli ultimi reduci della

storica battaglia nel deserto. Dopo l’esperienza

militare, si era arruolato nella Polizia di Stato e si

era congedato con il grado di ispettore capo.

Aveva svolto servizio a Vercelli e, tornanto a

Mazara dopo il pensionamento, si era dedicato a

mantenere vivo il ricordo per i caduti di El Alamein,

anche con alcune pubblicazioni di interessante

valore storico, quale «El Alamein: il deserto di gloria»

e ai quali era riuscito a far intitolare una strada.

Vito Bruno se ne è andato cinque mesi dopo

il fratello Pino, personaggio storico del calcio

mazarese. Con Vito Bruno, uno degli ultimi

depositari della verità sulla disfatta del deserto

della Seconda Guerra mondiale, se ne è andato

anche un pezzo di storia della città. In vita l’ispettore

capo aveva ricevuto riconoscimenti ed onori

in ogni parte d’Italia per le sue gesta e per l’umanità

che sapeva trasmettere.


L’

n. 17 15-09-2011

7

“I Am Bad” vince la Satiro Cup 2011

L’

imbarcazione “I Am Bad” del

Circolo Velico Mazara

Joshua e condotta dallo

skipper palermitano Maurizio D’Amico

ha vinto la VI edizione della “Satiro

Cup”, trofeo velico d’altura, organizzato

dal Circolo Velico Mazara

Joshua, che dal 9 al 11settembre si

è svolto nelle acque del golfo di

Mazara del Vallo. La manifestazione,

già inserita nel calendario ufficiale

della Federazione Italiana Vela, è stata

promossa dalla Provincia Regionale

di Trapani e dall’Assessorato

al Turismo della Regione Siciliana.

Sono state complessivamente cinque

le regate disputate nella tre gior-

ni che ha visto le sedici imbarcazioni

a vela partecipanti ospitate all’interno

del porto mazarese

presso l’approdo turistico

Adina, base logistica

della manifestazione, e

nel cantiere Enea Yacth

Service. L’ultima giornata

ha visto “I Am Bad” vincere

le due regate con un

bel vantaggio sulle avversarie,

sulla sua scia solo

lo yacht “Aurora”,

detentrice del trofeo

“Florio” e condotta da

Giovanni Calandrino, che

però per il suo alto

“rating” ha “pagato” ai fini della classifica

finale concludendo al quinto

posto. Questa la classifica

finale della categoria “Orc”stilata dal

comitato di regata (presieduto da

Ermanno Basile e composto da Nicola

Tartamella, Fausto Garuccio e

Patrizia Contrino). Al primo posto “I

Am Bad”. Secondo posto per lo

yacht “Squalo bianco” di Catania

condotta dello skipper Alberto Costa.

Terzo posto per “Jules et Jim 2”

dell’armatore di Palermo Salvatore

Brucato. Quarto posto per

“Trentotto d’oro”

(Cesenatico). Quinto posto

per “Aurora. Sesto posto

per “Mago Blu” di Palermo.

Settimo posto per

“Sciù” del marsalese Raffaele

Bambina, detentrice

del trofeo “Satiro Cup

2010. Ottavo posto per

“Ninho” del marsalese

Peppe Fornich. Seguono

in classifica: “Dieci e lode”

di Sciacca ed “Esmeralda”

del mazarese Giuseppe

Rifiorito. Così un altro trofeo

si aggiunge nel palmares del

nuovo yacht “I Am Bad”, progettato

dallo studio palermitano Albeggiani

& Inzirillo, già vincitrice del Trofeo

Terramare nella regata Mazara- Sidi

Bou Said, della “Rotta delle Tonnare”

e, soprattutto. classificato come primo

yacht siciliano al recente Mondiale

“Orc” svolto a Cres (Croazia)

conquistando un prestigioso 13°

posto su 125 imbarcazioni partecipanti.

Per la categoria “diporto” ha vinto

“Jour de Mai” dello skipper Nicola

Castelli. A seguire: “Donna Rosa”,

“Cayo Coco”, “Mb4”, “Altan” ed “Icod”.

All’armatore Concetto Costa di

“Squalo Bianco” è stato riconosciu-

to il Premio “Beneteau” (dal noto

cantiere francese); il premio è

frutto della collaborazione fra lo

Yacht Service Calandrino di

Mazara del Vallo e la Columbus

Yachting srl di Palermo

rappresentata dal suo

presidente Cristiano

Lombardo.

A premiare i primi tre classificati

nella categoria

“Orc” sono stati Nino

Tranchida, rappresentante

del Circolo “Adina”, il

comandante della Squadriglia

Navale della Guardia

di Finanza, Cap. Giovanni

Giacalone, e l’Assessore

allo Sport della

Provincia di Trapani, Vito

Torrente il quale, a nome del

Presidente della Provincia,

Domenico Turano, si è

complimentato con l’organizzazione

della Satiro Cup assicurando

il supporto personale e della

Provincia anche nella prossima edi-

zione della Satiro Cup; Torrente, considerando

anche l’importante volano

turistico offerto dalla manifestazione,

ha auspicato il miglioramento

delle condizioni del porto canale

per potere ospitare più imbarcazioni

partecipanti.

Infine il Presidente del Circolo Velico

Mazara Joshua, Giovanni

Calandrino- ha ringraziato i team

partecipanti, le autorità ed i diversi

sponsors privati (“Bimboil”,

“Cromat”, Atria-Industria Vernici”,

“Enea Yachting Service”, “Dental

Medical Center” “Sea Store-Sicily ”,

“Audi-Essepiauto”, “Tenute Mokarta-

Vini”, “Bar Belicittà”, “Yachts Service

Calandrino”) che hanno permesso

l’organizzazione della Satiro Cup: “è

stata un’edizione della Satiro Cup di

grande qualità –ha detto Calandrino-

Avremmo voluto ospitare

più imbarcazioni ma le attuali

condizioni del porto

canale non l’hanno permesso,

ma nella speranza

di un intervento da parte

delle autorità competenti

pensiamo di potere raddoppiare

il numero delle

imbarcazioni partecipanti

nel 2012. Sono stati tre

giorni di grande vela ma

anche di divertimento per i

team partecipanti che hanno

apprezzato i momenti

ricreativi offerti grazie al

grande lavoro svolto dall’organizza-

zione di Assunta Carlino, Simona

Ferlante e dal loro staff”.


L’

I vandali a torretta granitola

L

a stagione balneare ormai volge

al termine e con essa finiscono

nel dimenticatoio anche i problemi

mai risolti che assillano le nostre spiagge.

Voglio parlare della ridente zona balneare

di Torretta Granitola, posta fra Campobello

e Mazara del Vallo che, malgrado

l’abusivismo, il vandalismo, l’assenza delle

Pubbliche Istituzioni e la deficienza di pubblici

servizi, come farmacia, guardia medica,

infrastrutture turistiche, resta un piccolo

paradiso che tutti ci invidiano. La presenza

nel territorio di due promettenti villaggi

turistici, Kartibubbo e Pozzitello, e la

volontà del Sindaco Caravà di operare

sul settore turistico, fanno ben sperare in

un prossimo sviluppo turistico di qualità.

Purtroppo, in questo litorale che dal faro

arriva a “Pozzitello, durante i fine settimana

giungono i bagnanti occasionali provenienti

da Mazara e da altri paesi limitrofi.

Costoro, dopo aver fatto il bagno, cucinato

in spiaggia (non succede nemmeno

nel terzo mondo) ed aver mangiato e bevuto,

dopo aver fatto in sostanza i loro

sporchi comodi, non sentono il dovere

civico di buttare i rifiuti nel cassonetto,

che si trova nella strada adiacente a pochi

metri di distanza, e, da cattivi cittadini

ma da bravi vandali, lasciano i loro rifiuti

regolarmente per terra. Si tratta di un atto

d’estrema inciviltà da parte dei cittadini,

ma anche d’irresponsabilità da parte del

Comune di Campobello, che nulla ha fatto

per risolvere il caso. E’ giusto precisare

che il comune, dove è possibile, esegue

periodicamente la pulitura dell’arenile con

mezzi meccanici; ma in lunghi tratti, per la

natura stessa del terreno, ciò è impossibile

e i rifiuti restano sulla spiaggia a marcire.

Dopo 25 anni che frequento questa

spiaggia, finalmente, nello scorso mese

di Agosto, il tratto di litorale sporco all’inverosimile,

è stato ripulito manualmente

alcune volte; ma, i vandali citati evidentemente

non hanno capito l’atto di civiltà ed

hanno fatto presto a sporcare più di prima.

Occorrerebbero, pertanto, dei piccoli

accorgimenti, come mettere una tabella

invitando i villeggianti a rispettare la

natura, collocare dei piccoli contenitori per

n. 17 15-09-2011

CAMPOBELLO DI MAZARA

i rifiuti da ritirare

periodicamente ed

inviare, anche saltuariamente,

dei vigili

urbani con l’obbligo

di multare i

bagnanti poco civili.

Ad onor del vero,

i vigili a Torretta si Vito Marino

vedono, ma, per evitare un’insolazione,

se ne stanno in piazzetta all’ombra degli

alberi, o dentro il bar a discutere ed a

rinfrescarsi dall’arsura estiva; basterebbe,

quindi, che almeno una volta ogni tanto

facessero il loro dovere. Il resto verrebbe

da sé. Qui di seguito cito alcuni

esempi di civiltà come termine di paragone

con il nostro territorio: Alcuni anni fa,

in una spiaggia della Sardegna, ho visto

due vigili prendere la multa a dei bagnanti,

perchè stavano soltanto mangiando un

panino. In Romania, pur essendo classificata

terzo mondo, in un tour di 12 giorni,

non ho visto un foglio di carta per terra o

portata dal vento e nessuna traccia di

rifiuti o sporcizia. Nel giornale “La Repubblica”

del 24/08/2009 trovo scritto a

caratteri cubitali “Sbarco alla Maddalena,

milanese denunciato”. E’ scoppiato un

grande scandalo soltanto perchè un milanese

con una jeep anfibia, proveniente

dalla Corsica, è sbarcato sulla spiaggia.

La nostra fascia costiera, di cui bisogna

essere fieri, va amata e pubblicizzata,

come uno dei luoghi più belli della splendida

Italia; purtroppo qui la sporcizia fa parte

della nostra cultura, e i dirigenti fanno

poco o nulla per evitarla; essi non si rendono

conto che i turisti, anche se affascinati

dalla bellezza unica del luogo, oggi

non cercano più soltanto le bellezze architettoniche,

archeologiche, naturalistiche

e gastronomiche, vogliono vedere il

territorio pulito. Elevare il valore della propria

terra non è cosa facile e non basta il

recupero della memoria storica del territorio!

Per conservare il paese all’altezza

d’uomo occorre che nella nostra cultura

la cosa pubblica sia considerata come

nostra, di tutti noi cittadini.

Vito Marino


Risponde Caravà

Con molto dispiacere prendo atto di

come spesso sia estremamente facile

e, oserei dire,

semplicistico attribuire al

sindaco, o all’Amministrazione

comunale, responsabilità

e conseguenze di

comportamenti incivili che

appartengono a chi non ha

il senso della res pubblica

e vive i luoghi “comuni”

come se fossero “di nessuno”.

Al di là di questa riflessione

e a onor di chiarezza,

mi preme esprimere alcu-

ne precisazioni di replica

in ordine all’articolo a firma

Vito Marino pubblicato sulla

testata “L’Opinione” avente ad oggetto

la zona balneare di Torretta Granitola che,

come ho più volte dichiarato, rappresenta

la perla del nostro Comune.

In particolare, ritengo

opportuno precisare

che, nonostante la

gestione e il controllo

delle attività sulle

spiagge sia di competenza

di tutte le autorità

di polizia, prima fra

tutte la Capitaneria di

porto, la nostra Amministrazione,nonostante

le difficoltà finanziarie,

ha cercato con tutti i mezzi a

disposizione, sia di natura normativa che

di natura operativa, di garantire la tutela

ambientale e, nello specifico, la pulizia del

litorale di Torretta Granitola. In qualità di

Sindaco di Campobello di Mazara, infatti,

ho provveduto a emanare una serie di

ordinanze che impongono il divieto di abbandono

rifiuti, conferimento rifiuti al di

fuori della fascia oraria prevista e al di

fuori degli appositi contenitori su tutto il

territorio di Campobello (quindi anche di

Torretta Granitola) e, in particolare, un’ordinanza

che impone il divieto di accesso,

Ciro Caravà

Sindaco di Mazara del Vallo

8

transito e sosta sulla spiaggia del Faro di

Torretta. A garanzia sempre della tutela

ambientale, l’Amministrazione

ha inoltre provveduto ad

effettuare a proprie spese

interventi di pulizia straordinaria

delle spiagge. Inoltre,

nonostante l’esiguo numero

di agenti di Polizia Municipale

a disposizione del Comune,

sono stati garantiti tre

turni giornalieri di vigilanza

che, a differenza di quanto

riportato nell’articolo, hanno

portato all’elevazione di diverse

multe che testimonia-

no l’effettiva attività preventiva,

di vigilanza e tutela del

territorio effettuata. A questo

proposito, ho il dovere di comunicare

di aver anche provveduto a inviare una

nota al Questore e, per conoscenza, alla

Prefettura con la quale si rilevava la presenza

carente

della Capitaneria di

Porto rispetto alle

reali esigenze delle

frazioni balneari

nel periodo estivo.

Tutto questo ad

onor di chiarezza

e per rispondere a

quanto riportato

dall’articolo di Marino

che attribuisce

“irresponsabilità al Comune di Campobello,

che nulla ha fatto per risolvere il caso”.

Il Sindaco

Ciro Caravà


L’

n. 17 15-09-2011

SALEMI

Il pomo della discordia in contrada San Ciro

H

a avuto inizio nel 2010 il calvario

del dott. D’Andrea

Sansone Maurizio, medico

salemitano che lavora presso il pronto

soccorso di Mazara del Vallo. Incredibile

la sua storia, incredibili le

vicissitudini che sta vivendo. È un

cittadino che non è stato tutelato, un

cittadino che è stato espropriato della

sua abitazione solo perché una

mattina delle persone hanno deciso

così. Il dott. D’Andrea possiede,

in contrada San Ciro a Salemi, una

villa padronale denominata “Villa

Sansone”, edificio che gli è stato lasciato

in eredità dalla famiglia e dove

ha la residenza dal 1982. Il 27 luglio

2010, però, tornando a casa ha trovato

catene ai cancelli e porte forzate

con serrature diverse, pensando

ad uno scherzetto cambia le serra-

ture. Parlando con il gestore del ristorante

(signor Rizzo) a cui aveva

affittato un locale dell’edificio, ha

appreso che la domenica precedente

una decina di persone, compresi

dei bambini, si erano introdotti nel

terreno antistante la villa facendo festa;

sempre nella stessa giornata

avevano intimato il signor Rizzo che

da quel momento in poi avrebbe

dovuto pagare l’affitto a loro in quanto

nuovi proprietari. Dopo aver saputo

questi fatti il dott. D’Andrea sporge

denuncia verso ignoti, di loro l’unica

cosa che si sapeva fino a quel

momento è che queste persone erano

palermitane, a causa dell’accento

inconfondibile. Purtroppo quell’episodio

è stato solo il primo, ne

sono susseguiti altri e di natura anche

violenta. L’otto agosto 2010 il

La S.V. mentre tenta di rassicurare i

suoi amministrati e gli abitanti delle

zone vicine, comunicando che “i

manifesti antimafia locali sono

taroccati, che a Salemi la mafia non

c’è, di non avere mai subito

condizionamenti da nessuno”, di

avere, oltre a tutto, “nominato un

assessore che si dovrà occupare di

“Antimafia” in tutte le sue accezioni”.

Presso un’antica palazzina di campagna

con ristorante (chiuso per intimidazione),

sita nella C.da S. Ciro

del Comune di Salemi, di proprietà

di certo D’Andrea dr. Maurizio

Sansone quale parte lesa, si ripeto-

dott. D’Andrea si è trovato faccia a

faccia con questi individui, che dopo

aver scavalcato il cancello iniziano

un’accesa discussione. Le signore

Ferrara Maria Assunta, Safina

Silvana e Safina Sonia dicendosi

proprietarie della villa, avvalendosi

di un atto del 1870, hanno chiuso il

cancello della villa con una

catena e un grosso lucchetto.

A questo punto il dott.

D’Andrea, ha chiamato i carabinieri

della stazione di

Salemi che, a detta sua, non

hanno preso alcun provvedimento

e poiché gli animi

non si placavano ha lasciato

che quelle persone restassero

nello spiazzale

antistante la villa. A questo

punto scatta la seconda denuncia

ma questa volta alle

tre signore citate in precedenza. Altro

episodio il 22 agosto 2010. Il dott.

D’Andrea recatosi alla villa trova all’interno

del giardino un gruppo di

dieci persone, sempre le stesse, che

anche in questa occasione avevano

no atti illeciti in odor

di mafia (tipo quelli

del 23.07.2011: violazione

del domicilio

(Art. 614 CP e

seguenti), turbativa

violenta del possesso

di cose immobili,

l’invasione

di terreni o edifici,

furto in abitazione,

minacce e percosse. Sebbene dette

azioni illecite, siano state più volte

tempestivamente denunciate dall’interessato,

sia al Comando dei Carabinieri

sia alla Procura della Re-

forzato il cancello per entrare. Dopo

la richiesta che il D’Andrea ha fatto

loro di allontanarsi dalla villa è scattata

la violenza nei suoi confronti e

nei confronti dell’amico che era con

lui. Sono stati accerchiati da circa

dieci persone, minacciati, spinti a

calci e picchiati. Altra denuncia e altra

querela. Ma sta di

fatto che ancora oggi

il dott. D’Andrea non

può usufruire della

sua abitazione nonostante

il tribunale di

Marsala abbia stabilito

in data 27/10/

2010 che il possesso

della villa è da attribuire

per legge al

dott. D’Andrea, ordinando

a Safina

Silvana e Safina

Sonia di restituire immediatamente

il possesso della casa al suo legittimo

proprietario. Ma questo non è bastato,

la casa è stata abitata dalle

suddette signore e dalla loro famiglia

fino a quando i carabinieri non

9

hanno sequestrato la villa a causa

di una zona pericolante che la rendeva

inabitabile, solo in questo modo

si è riusciti a far lasciare la villa alla

famiglia Safina. Ma oltre al danno per

il dott. D’Andrea vi è anche la beffa,

poiché dopo il sequestro della villa

la custodia è stata data alla famiglia

Safina nonostante vi sia un atto del

tribunale che ne attesta il possesso

al D’Andrea. Adesso nessuno dei

due contendenti possono usufruire

della villa ma resta il fatto che è stato

messo a punto un atto di criminalità

inaudito e che nessuno è stato in

grado di tutelare un cittadino onesto

che con la documentazione in mano

è stato espropriato della propria

casa, con all’interno i propri effetti

personali e i propri affetti. Dopo questa

vicenda al dott. D’Andrea è stata

riscontrata una sindrome ansiosa

depressiva reattiva che gli impedisce

di esercitare la sua professione

di medico. Inoltre ha anche denunciato

queste persone per stalking a

causa delle ripetute violazioni dei

suoi diritti, ma il Sostituto Procuratore

del Tribunale di Marsala ha ritenuto

che non ci fossero gli estremi

per questo reato. Dopo aver ascoltato

questa storia non ho potuto fare

a meno di pubblicarla, poiché il dott.

D’Andrea è stato abbandonato e lasciato

solo ad affrontare una situazione

che evidentemente poteva essere

gestita solo con le forze dell’ordine

e con la legge. Stringiamoci attorno

a lui e aiutiamolo a lottare

perchè quello che gli è successo

può capitare ad ognuno di noi.

Piera Pipitone

Lettera aperta al Sindaco di Salemi Vittorio Sgarbi

pubblica di

Marsala, i risultati

ottenuti risultano alquanto

diversi da

quelli attesi legittimi.

In altre parole,

sono deludenti per

la parte lesa e stranamentevantaggiosi

per chi arbitrariamente

e violentemente

si è impossessato dell’immobile

e beni mobili in esso contenuti,

previo scasso del cancello e di

porte esterne. Dinanzi a questi fatti,

il Comune di Salemi da Lei rappre-

sentato, non sembra affatto privo di

presenze mafiose. Le sue dichiarazioni

emesse a favore dello stesso

Comune, sembrano aver creato, invece,

uno scenario attraente proprio

a chi vuole compiere liberamente e

impunemente atti illeciti nei confronti

di chiunque. Per tanto, è auspicabile

un suo prezioso e adeguato intervento.

I mezzi legali di cui dispone,

sono certamente sufficienti ed efficaci

per potere (in parte) debellare

in sul nascere, azioni mafiose

deleterie nei confronti dei Sui amministrati.

Grazie.

G. Sammartano


L’

CASTELVETRANO

Adesione del Dr. Enrico Maria Adamo al FLI

Con la presente si porta a conoscenza degli organi di stampa di aver

formalizzato la mia adesione al progetto di Futuro e Libertà per l’Italia.

Dopo una serena valutazione dello scenario politico locale, regionale

e nazionale, alla luce dei prossimi importanti appuntamenti elettorali

che ci apprestiamo a vivere, ho deciso di aderire ad un progetto politico

che ritengo possa essere innovativo e vicino alla sensibilità della gente che

ha cominciato a manifestare una forte voglia di cambiamento e che siamo

sicuri non potrà non apprezzare gli elementi di novità e di concreta programmazione

che ho riscontrato in seno al partito del Presidente Gianfranco Fini.

La mia esperienza amministrativa ,che mi ha portato ad essere per quattro

anni un componente della Giunta Comunale, ha ulteriormente incentivato la

mia volontà di pormi al servizio del mio territorio e per tale motivo mi spenderò

nel corso delle Amministrative che si terranno la prossima Primavera nel

comune di Castelvetrano, convinto che il mio partito rivestirà un ruolo di

primaria importanza nella guida della città.

Bando per lavori di collegamento

tra le vie Catullo ed Ammiraglio Rizzo

Il Sindaco della città di Castelvetrano,

Dr. Gianni Pompeo, rende noto

che è stato emesso un bando di gara

per i “Lavori di collegamento delle

Via Ammiraglio L. Rizzo con la Via

Catullo”. L’importo complessivo del

progetto è di •. 180.620,38; di cui

Oneri per l’attuazione dei piani della

sicurezza non soggetti a ribasso: •.

3.506,84. Il bando di gara è reperibile

nella sezione bandi del sito Internet

www.comune.castelvetrano.tp.it, il

termine ultimo per la presentazione

delle domande è fissato alle oore

11,00 del giorno 19 Settembre

2011; i plichi potranno essere consegnati

all’Ufficio protocollo del Comune

oppure potranno essere inviati

all’indirizzo: Comune di Castelvetrano

- Piazza Umberto I n° 5 91022

Cinema & Piazza

Castelvetrano. L’apertura dei plichi

ricevuti avverrà in prima seduta pubblica

il 20 Settembre 2011, alle ore

11:00 presso i locali del III Settore

Ufficio Tecnico, siti nella Via della

Rosa.

Si tratta di un arteria molto importante

che andrà a completare un vero e

proprio anello viario che, con la recente

riqualificazione di via Simone

Neri ( la strada che porta ai nuovi

uffici comunali per intenderci) e

l’apertura di via Giorgio Almirante,

costituirà una vera circonvallazione

che in pochi minuti potrà condurre

dalla zona nord della città alla periferia

sud evitando il traffico del centro

urbano. Il contratto prevede che,

la ditta aggiudicataria dell’appalto,

dovrà consegnare i lavori entro 150

giorni.

Tutti i film avranno inizio alle ore 21.00

nel sistema delle piazze e l’ingresso è gratuito:

Martedì 13 settembre Immaturi

Mercoledì 14 settembre Megamind

Giovedì 15 settembre Il discorso del Re

Venerdì 16 settembre Le cronache di Narnia: il viaggio del

veliero

Lunedì 19 settembre Manuale d’amore 3

Martedì 20 settembre Unknown- Senza identità

Mercoledì 21 settembre Maschi contro Femmine

Giovedì 22 settembre Femmine contro maschi

Venerdì 23 settembre Pirati dei Carabi - Oltre i Confini del

mare

Sabato 24 settembre Come l’acqua per gli elefanti

n. 17 15-09-2011

“L’invidioso mi loda senza saperlo” Kahlil Gibran

di Danilo Di Maria

Ad incuriosire le mie ricerche

condotte nella biblioteca comunale

della nostra città

sono alcune notizie storiche del nostro

territorio, di romana memoria,

riportate dallo storico Filippo Napoli

che argomenta su un “male” che ci

riguarda e che è stato, più o meno

palesemente manifestato, nel corso

dei secoli: l’invidia. La cultura mazarese

sebbene comunicativa, accogliente,

generosa con l’alterità, stando

ad alcune fonti storiche, pare che

viva, più o meno in maniera incoscia,

la tristezza di un sentimento, quale

l’invidia, che rende pallida l’immagine

di quel cittadino che ne risulta vinto.

Figlia della superbia, negazione

dell’amore fraterno, l’invidia è un vizio

bruttissimo, anche sul piano

umano. Quando si è convinti della

propria superiorità, si prova facilmente

amarezza nel constatare che

altri hanno doti uguali o superiori alle

nostre e che nella loro attività riescono

meglio di noi. Questa amarezza

per il bene altrui è molto pericolosa.

Infatti è proprio per invidia che avvenne

il primo delitto della storia

umana, l’uccisione di

Abele da parte del fratello

Caino. E quanti altri

dopo questo primo, ricordati

anche dalla Bibbia:

i figli di Giacobbe

progettano di uccidere il

fratello Giuseppe, che

poi invece vendono

come schiavo ai mercanti

Ismaeliti. I farisei e

i sadducei tramano la

morte di Gesù.......Nella

Metamorfosi di Ovidio,

Aglauro una delle tre figlie

del re Cecrope, diviene invidiosa

perché infettata dal veleno della

Dea Invidia combattendo l’amore fra

la sorella Erse e il Dio Mercurio. Le

circostanze che scatenano l’invidia

sono il successo dell’altro nei beni

a cui teniamo, per esempio la ricchezza,

il successo, la posizione socialmente

elevata, la popolarità e la

stima della gente, la bellezza e non

ultimo l’intelligenza dunque la cultura.

La riuscita degli altri in questi

campi la percepiamo come oscuramento

e diminuzione nostra, un qualcosa

che ci fa ombra, che ci fa sfigurare,

che ci emargina e allora ecco

nascere e serpeggiare, amara e velenosa,

l’invidia! La caratteristica

principale degli invidiosi è che si

sentono appagati molto di più dalla

disfatta dell’invidiato che dall’effettivo

raggiungimento dell’oggetto della

propria invidia. Silenziosa e strisciante,

non pienamente percepibile

neppure a chi la cova in seno, l’invidia

è pronta a mordere chi le dà

fastidio. E’ sempre il cuore dell’uomo

il punto di partenza del grande

male o del grande bene che c’è nel

mondo. L’invidia è un vizio grave, anzi

gravissimo, perchè è la negazione

10

assoluta della carità

verso il prossimo,

com’è proposta

dalla legge

di Dio: amare il

prossimo come Danilo Di Maria

se stessi. “Da questo conosceranno

che siete miei discepoli, se vi

amerete gli uni gli altri”; un vizio e

peccato di per sé grave perchè direttamente

opposto alla virtù della carità.

Ma mi rendo conto che sarebbe

ridicola l’enumerazione di siffatto

male se non fosse accompagnata

da alcuni rimedi risolutivi come per

esempio: nutrire grandi ideali di servizio,

di donazione, di missionarietà.

L’invidia è un vizio meschino, che fa

ripiegare su se stessi, mentre tutto

ciò che ci obbliga ad uscire dal bozzolo

del nostro egoismo, egocentrismo,

contemplazione di noi stessi

per aprire a Dio e ai fratelli ne diviene

un efficace antidoto e rimedio. E’

sintomatica la risposta che quella

splendida e gigantesca figura di

Giovanni Battista ha dato a chi gli faceva

notare il crescere della fama di

Gesù, quasi in opposizione a quella

che circondava lui:

”Bisogna che Lui cresca

ed io diminuisca!”.

Un altro rimedio

all’invidia è pensare

spesso alla caducità

dei cosiddetti

beni terreni (ricchezza,

bellezza, forza, salute,

fama ecc.) che

ne sono l’oggetto.

Una cosa che non mi

interessa non mi attira,

non mi agita, non

mi turba. “Vanità della

vanità, tutto è vanità. Quale utilità

ricava l’uomo da tutto l’affanno per

cui fatica sotto il sole?” Coloro che

si accorgessero – cosa non difficile

– di essere in qualche modo oggetto

di invidia da parte degli altri, non

si lascino prendere da reazioni di avversione,

ma anzi avvicinino (o cerchino

di avvicinare) con cordialità,

semplicità ed amorevolezza costoro,

perchè con la carità e l’amore si

guadagnano i cuori anche più refrattari.

Sforzarci di rallegrarci di ogni più

piccolo bene noi riusciamo a scoprire

nel nostro prossimo, sia a livello

materiale che spirituale. Riconoscerlo,

metterlo in evidenza, gioirne,

perchè il bene di uno è sostanzialmente

il bene di tutti. Come sarebbe

diversa la nostra convivenza

umana, i nostri rapporti, la nostra

stessa pace personale se arrivassimo

a questo, fin dalla nostra fanciullezza,

quando il bel voto riportato

dal compagno di scuola, ci facesse

trasalire di gioia, come se fosse nostro....

Sarebbe proprio il caso allora

di dire che abbiamo il cuore limpido

e vera purezza di intenzioni! E’ quello

che auguro a me e a ciascuno di

voi!


L’


In un momento in cui le tematiche

dell’innovazione e della

ricerca, come anche del sostegno

al sistema Università e all’alta

Flavia

formazione sono al centro del dibattito

politico e di una prospettiva di

crescita del sistema Paese, e in particolare

del Mezzogiorno - ha aggiunto

il rettore – siamo tenacemente impegnati

nella direzione di una rigorosa

razionalizzazione e di una costante

attenzione ai livelli di efficienza

della nostra istituzione universitaria,

mirando anche al perseguimento

di proficui obiettivi di cooperazione

sovranazionale che sappiano

intercettare. Confidiamo che il nostro

lavoro sia nell’interesse com-

In data 20 luglio 2011 il Senato

della Repubblica ha approvato

un disegno di legge, ad iniziativa

Nicoletta

di un gruppo di deputati, avente ad

oggetto la disciplina del prezzo dei

libri. La legge prende il nome dell’onorevole

Levi che più di tutti si è

battuto per ottenere l’approvazione

di questo progetto. Il testo che si limita

a quattro articoli soltanto è troppo

scarno per trattare in maniera,non

dico esaustiva, ma almeno sufficiente

un disegno di legge che investe,

modificandolo proprio nell’aspetto

lucrativo, uno dei settori più vasti e

complessi come l’editoria. In estrema

sintesi si impone che gli sconti

sui libri non superino il 15% del prezzo

fissato dall’editore. Da sempre si

è detto che compito del legislatore

non è quello di fornire definizioni ma

di disciplinare materie o singole istituti

di materie, certo è che però concepire

una legge così trasversale

senza dare una definizione di “libro”

rappresenta un rischio di vaghezza

interpretativa più che notevole. Anche

se oggetto diretto della legge è il prezzo

dei libri e non i libri in sé comunque

la sostanza del discorso non

cambia di molto. Il primo articolo si

occupa delle finalità della detta disciplina

che sarebbero quelle: “dello

sviluppo del settore librario, del

plessivo dell’Italia e dell’Europa

di domani”. Al

colloquio che è seguito

con Gianfranco Pasquino,

presidente della Società

Italiana di Scienza

politica hanno assistito

diverse personalità del

mondo accademico e

della politica che hanno

riempito la sala. Per coloro

che non hanno trovato

posto, il SIA, Sistema Informativo

di Ateneo, ha

trasmesso il dibattito in

streaming video sul sitoUnipa.

“E’ necessario un esame di coscienza

collettivo, che tocchi anche i com-

n. 17 15-09-2011

Napolitano visita lo Steri

Lagalla: “Attenzione per l’Ateneo”

sostegno alla creatività letteraria,

della promozione del libro e della

lettura, della diffusione della cultura

e della tutela del pluralismo dell’informazione”.

Che dire? Solo questo

articolo è un universo di insignificanza,

di fumosa insensatezza, di perfetta

illogicità, condito da una scontata

ovvietà che non dovrebbe di certo

essere il piatto forte della classe

eletta. Con questo primo articolo ci

vogliono far credere che se si diminuiscono

gli sconti sui libri e di

conseguenza si aumentano i prezzi

dei libri la cultura si diffonde più

facilmente, è intuitivo che il meccanismo

funziona al contrario ma

fino a questo punto facciamo finta

di crederci, forse magari il ragionamento

del legislatore fa il

giro largo senza intaccare in nulla

il suo scopo benevolo. Poi c’è

la grande scoperta la legge Levi

vuole promuovere il libro e la lettura.

Si è proprio così,per chi infatti

non lo sapesse,il libro una volta acquistato

va anche letto. Interessante!

Dopo secoli bui,nei quali intere

generazioni di individui hanno acquistato

libri per farne di essi i più svariati

usi (a fini di nutrimento, di igiene

intima e d’imballaggio) si scopre

che in realtà vanno letti. Qualcuno

potrebbe obiettare che in fondo il le-

Giorgio Napolitano

Pres. Repubblica Italiana

portamenti individuali di

molti italiani. O molti italiani,

capiscono che

non viviamo più negli

anni Settanta né negli

anni Ottanta, che il mondo

è cambiato e che noi

dobbiamo cambiare le

nostre aspettative e i

nostri comportamenti, e

farlo alla maniera europea,

o il nostro Paese

non avrà la prospettiva

che può e deve avere”.

Prima di raggiungere

l’aula Magna della facoltà di Ingegneria,

dove è stato accolto da un

lungo applauso degli studenti che

LA LEGGE LEVI:

Nuova disciplina del prezzo dei libri

gislatore dice il giusto ed anche se

ciò che dice è ovvio, ribadirlo comunque

non nuoce. Passiamo pertanto

al secondo articolo che esordisce

nel modo seguente: “Il prezzo al consumatore

finale dei libri venduti sul

territorio nazionale è liberamente fissato

dall’editore o dall’importatore ed

è da questo apposto,comprensivo di

imposta sul valore aggiunto, su ciascun

esemplare o su apposito allegato”.

Pertanto se è libero di fissare

il prezzo conseguentemente dovrebbe

pur essere libero di stabilire lui lo

sconto! Ed invece no perché il secondo

comma di questo stesso articolo

smentisce del tutto il precedente

stabilendo che lo sconto non deve

in nessun caso superare il 15%,fatto

salvo quanto stabilito al terzo comma.

Quest’ultimo comma,noto

come “il tradizionalista” e sensibile

11

lo hanno atteso

dietro le transenne,

il presidente

Napolitano insie- Caradonna

me con la signora

Clio, aveva visitato le Carceri dei Penitenziati.

Al complesso dello Steri è

stato ricevuto dallo stesso rettore,

con la moglie Maria Paola, dal pro

rettore vicario Ennio Cardona e dal

direttore amministrativo Antonio Valenti.

Entusiasmante e suggestiva la visita

del nostro Presidente, che sempre

con la sua impeccabilità ed umiltà

sa essere uomo politico, ma prima

ancora semplicemente UOMO.

Caradonna Flavia Maria

alla storiella di

Babbo Natale,

consente che

Risalvato

per il solo mese

di dicembre gli editori si possano

sbizzarrire in campagne promozionali,

non reiterabili nel corso dell’anno,

che permettano sconti non superiori

a un quarto del prezzo del libro.

Abbandonando la trattazione

degli altri articoli, più eccezionali, è

opportuna solo una precisazione

quella della definizione in negativo

di libri, ai quali non si applica

la presente disciplina. Quest’ultima

non consta i libri per bibliofili,

pubblicati in tiratura limitata,

essendo tra l’altro oggetto di collezione,

quelli d’arte anche in parte

stampati e rilegati artigianalmente,

quelli antichi, quelli usati,

quelli di edizioni esaurite etc.

Nulla si dice in merito ad altro,

come trattare ad esempio gli albi

dei fumetti inediti, che sono uno dei

principali prodotti di molte case editrici:

dalla Astorina alla Sergio Bonelli

editore ad esclusione,si intende, di

quelli della prima serie di ognuno di

essi che per qualità nei dialoghi,

nelle location e nei disegni sono vere

e proprie opere d’arte, entrate come

tali nel mondo del collezionismo.

Nicoletta Risalvato

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