Francesca Scarrica Metafonicamente: il grande dono di Sant'Erasmo

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Francesca Scarrica Metafonicamente: il grande dono di Sant'Erasmo

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Francesca Scarrica

Metafonicamente: il grande dono di

Sant’Erasmo

LE COMUNICAZIONI METAFONICHE RICEVUTE SOTTO LA

GUIDA DI SANT’ERASMO E PUBBLICATE NEL SITO

WWW.METAFONICAMENTE.IT

REGISTRAZIONI ANNO 2010

Copyright – Tutti i diritti sono riservati

Per utilizzare il libro o parti di esso è necessario il permesso dell'autrice


Sant’Erasmo, un’entità che ci dà solo l’iniziale del suo nome, U,

e si presenta come “il pilota”, e mia nonna che dà un forte richiamo

al razzismo delle nuove proposte di legge per la scuola italiana

– 10/01/10

Una grande, meravigliosa comunicazione, ci giunge in un momento triste,

momento in cui la cronaca ci riporta continuamente episodi di intolleranza

verso gli stranieri e coloro che appartengono ad altre culture e paesi. Qualcosa è

tornato come un infausto fantasma, un termine che mi auguravo di non dover

risentire più nel nostro Paese, quel "razzista" che compare in questa

registrazione come un'assoluta condanna e che sento riemergere qua e là, nelle

cronache confuse di questi giorni in cui a Rosarno si sono verificati intollerabili

episodi di violenza contro uomini resi violenti dalle condizioni indegne in cui

erano tenuti da chi li ha sfruttati per tanti anni, senza avere di loro alcun rispetto

né umana considerazione. Ed è di pochi giorni fa la notizia dell'intenzione del

governo di porre un tetto del 30% ai bambini stranieri nelle aule scolastiche

italiane. Da lassù ci rammentano che Cristo è venuto anche per compiere una

delle più grandi rivoluzioni che mai si siano viste su questo pianeta: mettere in

moto le coscienze umane per seminare l'incancellabile verità che la schiavitù è

contro Dio e contro l'uomo, e se oggi noi ci adiriamo istintivamente contro i

mercanti di uomini è perché su questa terra ha camminato un uomo chiamato

Gesù. Se oggi non abbiamo bisogno di difendere nei tribunali il diritto di ogni

uomo a non essere venduto né comprato, e se ciò ci appare giusto e legittimo, è

per quanto Nostro Signore ha seminato non solo nei cuori di chi oggi si professa

cristiano, ma di qualunque essere umano, che ne sia consapevole o no, di

qualsivoglia società e perfino nelle fondamenta "civili" di qualsivoglia carta

costituzionale che voglia fregiarsi dell'epiteto "democratica". Quando certi

individui smetteranno di pensare che il mondo è di loro esclusiva proprietà?

Che il suolo, l'aria, lo spazio fisico ed il diritto a mangiare e ad avere condizioni

di vita dignitose siano un "loro" diritto? Che riflettano: il fatto di essere nati in

un certo punto del pianeta piuttosto che in un altro è solo un caso. E' solo un

caso che le sorti non siano rovesciate e che dall'altra parte del manganello, che

ancora amerebbero brandire in nome della loro stravolta "giustizia", non ci siano

proprio loro. "Figli di Dio". Devo metterci un punto interrogativo accanto? E per

chi, per "loro" o per "noi"?. Più volte nei messaggi viene ribadito l'invito a non

considerare l'altro un diverso, ad accoglierlo come meglio si può, ad imparare la

tolleranza che, si, è possibile quando ci si mette cuore e cervello e non si sceglie

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di sospendere le proprie umane facoltà superiori. Altrimenti si rischia di venire

declassati anche su questa terra, declassati al ruolo di bestie feroci, di ottusi

primati in balia dei propri istinti più bassi. E allora lassù costoro, i fautori

dell'ordine e del diritto di nascita, avranno un durissimo cammino da fare,

molto più duro di quanto sarebbe stato se avessero scelto di farlo quaggiù. Si lo

so, so che non dovrei abbandonarmi all'indignazione, ma a volte è davvero

inevitabile, e se non si facesse potrebbe sembrare che anche noi dormiamo nel

sonno della ragione, che in qualche maniera possiamo anche capire la logica

perversa che sta dietro a scelte di questo tipo. No, io non la capisco, da

qualunque parte cerchi di analizzarla. E la novità, in questa registrazione, è che

veniamo avvertiti che se torniamo a certe leggi insensate che tendono a

discriminare, Iddio non resterà a guardare. Cosa ciò possa significare lo lascio

alla coscienza di ognuno di voi, ma ciò che è chiaro è che non sarà un bel segno

quello che ci verrà mandato: pietre in cambio della pietra che vogliamo tirare a

chi è diverso. C'è di che riflettere per tutti noi. E chi c'è dietro a questi folli

disegni ce lo rammenta l'entità che si presenta come "U": l'antico avversario,

colui che lotta senza tregua in questo tempo confuso per portare via la

"vendemmia di Roma", ossia le anime redente da Cristo e dal suo sacrificio.

Prima di bollare tutto questo come "medievale", "superstizioso", "retrogrado", ci

penserei mille e mille volte, davvero. Ve lo dice una che fino a poco fa alla

parola "demone" sorrideva beffarda.

SANT'ERASMO

Testo

Jerome hai sognato,

gli tiravo e offriva lì,

non vi disturba: fa il Re!

Fà lì scendo, qui riderà Piero: eh, mangi!

Si e trema finisce audio e chiudi! C’era un però: fa dei...., chi rimarrà neve ciò

che redigerà, gli fa accertamento,

Vi è Croce, ah sempre!

Ma giù diverse rose ah le strappai,

è il raggio qui!

Mò roba nei siti vede già più,

entro e arapi qui.

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U, IL "PILOTA"

Sanai, cerca chi vi dà rogna

e va a cacce!

And may, diressi Dio spot:

ma vole i mostri giù

la vendemmia di Roma, lotta tutti, oh lì!

In “u” clamai, gli occhi venai celesti,

per i dischi là a dirigere è qua,

e chiaro dire: se amor nascerà eroizza!

E navi ebbe qui rotta.

Poi di nonne liberavi:

zuffa a chi gli dà gli interessi e ride!

Il pilota ti ispirò lì

e dona di su i biglietti qui!

Nonna arriva, ti scende là il gelato,

ci pensi più.

NONNA

Andrò, qui redime il libro,

più ne avrai cassette,

e fa che più salire tv,

ti estrasse proprio,

tu registri e fai.

Oro biro spremitura te l’offrì

e scriver fa!

Se Lui stai vicina,

qui Rai l’ebbe più, ma spazio.

Ah, ceri! Ieri sera fuggì male,

vi escluderà!

E dirò: ceri!

Può le gambe dare, dei blu entra

e aver fa,

e più fu lisciati lì

gli spilli fora!

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Chiaro c’è lì verde!

Ah lì, scrivere giù:

vuò scuole fa brutte cose!

Fan razzista se organizzan le classi

a maggioranza qui.

Ahi! Solleva sbarre, su, lì:

giù lì va messo gli occhi qui!

Chi vò fallirà, rivela, deh,

pietre cede!

E stando a leggi morte

un segno uscirà pieno di pietre per voi!

Più ombre ha i poeti!….

Spiegazione del testo

Sant'Erasmo si ricollega alla registrazione precedente (per chi volesse

leggerla cliccate qui ), dove un personaggio di nome Jerome, appunto, si è

presentato a parlare; il santo mi avverte che l'ho sognato (però non ne sono

cosciente in verità), che lui stesso "tirava" a Jerome le cose da dire che poi

venivano "offerte" a noi qui sulla terra, che gli suggeriva in qualche modo, e mi

rassicura circa il fatto che Jerome è uno spirito buono, che non disturba, e ciò

perché ha deciso il Re (il Signore) che Jerome potesse venire a parlarci. Mi

raccomanda di darmi da fare (cosa che fa spesso il mio caro Sant'Erasmo) e poi,

facendomi intendere che c'è Piero lì, mi dice che egli, ridendo, mi fa notare che,

nonostante le sue tante raccomandazioni nelle registrazioni precedenti circa il

fatto che devo seguire una dieta mirata per i miei problemi di stomaco, continuo

a mangiare come non dovrei (eh, si, durante le feste natalizie...qualche strappo

in più l'ho fatto). Il Santo mi dice che c'è però una cosa da ricordare (dice un

termine che ho preferito non riportare), cioè che se lascio sciogliere come neve i

concetti che io stessa scrivo, ossia se non li osservo, come nel caso della dieta

alimentare più sana, allora mi faranno accertamenti, forse a causa di problemi

che potrebbero sorgere. Meglio stare alle regole, dunque. E ciò è concesso

dirmelo perché lì con lui c'è sempre la Croce che sovrintende alle registrazioni.

Poi si rivolge a me con un dolce pensiero, mi dice che mi ha raccolto delle rose e

che il raggio di energia che permette le registrazioni è sempre in funzione. Sa

benissimo che negli ultimi tempi sempre più persone visitano il sito e ne

parlano anche in altri siti, per cui dice che si vede "più roba", mi invita ad aprire

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le porte del suo mondo (lo dice in dialetto napoletano "arapi", ovvero apri) e lui

entra nel mio registratore.

L'entità che segue si presenta riallacciandosi ad un avvertimento che lo stesso

Sant'Erasmo mi aveva dato in una registrazione recente (per leggerla cliccate

qui) nella quale mi metteva in guardia da possibili attacchi da parte di "spiriti

malvagi" rassicurandomi, però, sulla loro protezione. Infatti questa entità che

dopo didi essersi chiamata "U" senza dare ulteriori spiegazioni, esordisce

dicendomi che ha "sanato" la linea di comunicazione da presenze indesiderate,

da spiriti che portano "rogna", che egli fa la caccia a loro. Con un termine

inglese, may, che significa "posso", (ho il permesso dunque), con una metafora

mi dice che ha diretto uno "spot" che Dio stesso ci manda lanciandoci un

importante avvertimento, e "U" lo fa con un verso davvero sublime: dice che i

mostri, ovvero i demoni, vogliono la "vendemmia di Roma", ossia le anime dei

battezzati cristiani e cattolici, per cui sono sulla terra a lottare tutti per questo

scopo. Passa poi a darci qualche informazione si di sè e ci dice di aver avuto un

nome (clamai, in latino, è il passato remoto del verbo "clamo", chiamo) che

iniziava con la lettera "U" e di aver avuto gli occhi celesti: pochi elementi, in

realtà, ma lassù sono dettagli insignificanti a cui le anime non pensano più di

certo. Dice che è venuto per dare una mano a "dirigere i dischi", ovvero a fare la

"regia" per le comunicazioni, e poi mi dice di dare un grande messaggio che

vuole lanciare per tutti noi: se nasce davvero l'amore nei nostri cuori, allora tutti

possiamo fare cose grandiose, eroiche, l'amore "eroizza" e dà la giusta rotta alle

"navi", ovvero a tutti noi. Continua rivolgendosi a me e mi dice che con questa

registrazione liberavo le mie due nonne per farle venire a parlare e che esse

stanno bonariamente "azzuffandosi" fra loro per decidere chi di loro deve darmi

"gli interessi", ovvero messaggi importanti per me che avrei meritato di ricevere

(come e perché non lo so). Ovviamente è un'immagine scherzosa, infatti "U"

dice che stanno ridendo, che la sua è una battuta. Si appresta a salutarmi

ricordandoci che lui, che si definisce "pilota", mi ha dato ispirazione coi suoi

importanti messaggi (direi anche conforto e sollievo!), e che ha donato a noi

sulla terra i "biglietti" per poter dare uno sguardo lassù (attraverso la

registrazione, chiaro). La frase con la quale mi saluta mi costringe a confessarvi

una mia debolezza di cui mia nonna, che parlerà fra poco, è ovviamente ben a

conoscenza: adoro il gelato, in tutte le stagioni ed in tutte le forme, è la mia vera

tentazione di gola e spesso faccio fatica a resistervi, e allora "U", per farmi capire

che la nonna mi porterà qualcosa di buono e gradito, mi dice che ella mi porterà

addirittura il gelato per farmi contenta. In realtà si riferisce al contenuto delle

parola della nonna che, vedrete, confermeranno ulteriormente ciò che già "U" mi

ha rivelato circa il pericolo scampato dell'intromissione di spiriti maligni

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attraverso il registratore.

Mia nonna sa che ogni registrazione finisce nel testo in pdf scaricabile

gratuitamente dalla prima pagina del sito nel quale raccolgo, per coloro che non

possono o non vogliono navigare su internet, tutte le registrazioni che ci sono

state donate, e che questo testo è oramai un vero e proprio libro che cresce

sempre più, per cui mi dice che "andrà" col suo testo perché quel "libro" aiuta a

redimere e a far riflettere tanti. Mi ricorda che ancora ne avrò tante di cassette,

ossia di comunicazioni, e che in alcune tv si è parlato del sito e ciò ha provocato

una salita nelle visite al sito, che quelle tv hanno "estratto" il sito per trattarne gli

argomenti: per questo mi raccomanda di registrare e continuare a darmi da fare.

Con una bellissima immagine mi ricorda che il Signore stesso mi offrì la

spremitura dell'oro della biro con la quale mi fa scrivere (vuole significare la

preziosità dei messaggi donati che passa attraverso ciò che scrivo per

diffonderli). Ricordo che la prima stesura dei messaggi, quando li ricevo, la

faccio con una semplice penna biro su un foglio di carta della stampante. Mi

avverte che, se sto vicina a Lui anche con la preghiera, anche la Rai avrà poi uno

spazio per gli argomenti del sito. Ed ecco che mi dà il messaggio da me atteso:

innanzitutto mi raccomanda di portare ceri in segno di ringraziamento perché,

dice, ieri sera (la sera del 9 gennaio quindi, avendo fatto questa registrazione il

10 gennaio scorso), il male che minacciava le comunicazioni è fuggito e mi

escluderà dalle sue mire. Ho pregato molto affinché ciò accadesse, io ho molta

paura di ciò e vi confesso che negli ultimi giorni ho tentennato ad accendere il

registratore. So bene che, con l'aiuto di Gesù, non ho nulla da temere, ma ho dei

figli e sono pur sempre un essere umano, temevo più per loro che per me.

Nonna mi ripete: ceri per ringraziare! Torna la metafora delle "gambe" che

Sant'Erasmo aveva usato anche nella registrazione in cui mi avvertiva del

pericolo: le gambe sono il simbolo della forza spirituale che ci viene donata per

grazia divina e che ci permette di sfuggire agli attacchi del male e queste

"gambe", dice mia nonna, Lui me le ha donate per potermi permettere di

continuare a registrare e diffondere a tutti le comunicazioni dall'oltre. Entrano

dei "blu", dice mia nonna, credo si riferisca a spiriti benevoli la cui aura blu

indica un elevato livello spirituale, Dio fa avere aiuti se glielo chiediamo con

fede, e in più, dice mia nonna, furono "lisciati", ovvero resi senza effetto gli

"spilli" che qualche mia "nemica" (me ne parlò Piero in una registrazione

precedente, cliccate qui per leggerla, a proposito di una persona a lui vicina

"attirata dalle misture" delle fattucchiere contro di me) provvede a far conficcare

su qualche bambolina voodoo per farmi del male. Azioni che saranno pagate a

carissimo prezzo lassù, voglio ricordarlo a tutti voi che leggete. Al signor

Desideri di Sinalunga che riceve comunicazioni da Sant'Erasmo da molti anni

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prima di me, è stato addirittura detto che coloro che si rivolgono a maghi e

fattucchiere per fare del male agli altri saranno dannati. Attenzione, dunque,

fuggiteli come la peste!

Nonna mi rassicura dicendomi che c'ho il "verde" per entrare lassù col

registratore, che non ho più alcun pericolo, grazie a Dio. Detto ciò ecco che ella

deve darmi un messaggio fondamentale per tutti noi e credo che ciò le venga

dettato da Sant'Erasmo che è sicuramente vicino a lei: dice che il governo vuole

fare una cosa brutta nelle scuole italiane, e si riferisce al fatto che si vuole porre

un tetto ai bambini stranieri per ogni classe, stabilendo, così, di fatto, una

diseguaglianza fra i bimbi italiani e gli altri. Questo, dice chiaro e tondo, è

razzismo e coloro che se ne fanno fautori devono pensare che le sbarre che

mettono qui poi se le ritroveranno lassù, sul loro cammino spirituale, per cui

quando si agisce quaggiù, bisogna sempre farlo avendo gli occhi lassù,

pensando cioè alle conseguenze dei nostri gesti terreni lassù! Però nonna dice

che chi vuole mettere queste sbarre fallirà e sarà costretto a lasciare la "pietra"

che avrebbe voluto tirare contro gli immigrati (ricordate l'episodio evangelico in

cui Cristo invita a scagliare la prima pietra a chi è senza peccato). C'è di più:

nonna dice che attenendosi a leggi razziste oramai morte nella nostra società,

Dio manderà un segno "pieno di pietre" per noi. A voi l'interpretazione, io ho la

mia idea. Mi saluta dicendomi che dopo questa rivelazione, i poeti, coloro che

hanno a cuore i sentimenti veri, i "puri di cuore" purtroppo ora avranno più

"ombre", ossia più preoccupazioni.

Commento

Come sempre grossi temi in questa registrazione. Argomenti che potrebbero far

discutere per giorni e giorni sapientoni a destra e sinistra, ovviamente senza

alcun costrutto, essendo affidato, nelle loro intenzioni, tutto alla loro "ragione".

Non voglio entrare in alcuna polemica, né dire ciò che penso. A volte bisogna

comunicare ciò che ci viene detto, lasciarlo "posare" nelle coscienze di chi legge

ed ascolta, e poi lasciare che ognuno mediti nel proprio intimo tutto ciò. Per

questo lascio che questo commento si chiuda qui, con un invito, però, se mi

permettete: se lo ritenete giusto pensateci su, seriamente e a lungo.

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Sant’Erasmo, due miei zii, Piero, un’entità di nome Massimo che

chiede preghiere, e infine di nuovo Sant’Erasmo: insieme per

darmi ancora avvertimenti, ironia, richieste di preghiere, richiami

e per donare a tutti noi motivi di riflessione – 18/01/2010

Una registrazione lunga, che ha richiesto giorni di ascolto attento per essere

decifrata, essendo, inoltre, anche molto articolata, sia nella successione delle

entità che sono presentate, sia negli argomenti toccati che, come avrete modo di

verificare, sono diversi ed importanti. Nella prima parte (per la prima volta

Sant'Erasmo parla in due momenti diversi della registrazione, all'inizio e alla

fine), il Santo mi richiama duramente per aver eliminato, dalla precedente

registrazione, delle esortazioni che lui stesso mi faceva a seguire una dieta più

accorta (è accaduto molte volte nelle ultime registrazioni che ho avuto questo

richiamo), visto che spesso, per il poco tempo che ho, sono portata a mangiare

in fretta quello che capita a tiro e spesso ciò non è salutare. Avendo

arbitrariamente giudicato che fossero comunicazioni private, le avevo tolte, ma

il duro richiamo mi ha fatto prontamente ricredermi e così ho reinserito le frasi

"incriminate" (nella registrazione precedente sono quelle in nero all'inizio della

registrazione). Decisamente io non sono perfetta come "Loro" lassù vorrebbero e

ogni volta mi ripropongo di correggere certe abitudini dannose, anche senza

riuscirci. Il distacco dalle cose materiali passa anche dal cibo, ricordiamocelo,

che dev'essere quello necessario, semplice e frugale. Il Santo è duro con me, e ne

sono rimasta molto, molto dispiaciuta; egli è costretto dalla mia mancanza a

ricordarmi che l'Altissimo non mi ha dato poco e che per questo dovrei cercare

di essere un pò più degna. E' costretto anche a ricordarmi che se mi spezzano

questi fili che permettono la comunicazione, è come se rinunciassi alla Parola

del Re che sovrintende alle registrazioni che non sono date per trastullarci con

una qualche strana forma d'arte, ma per rischiarare le nostre ombre spirituali,

per aiutarci ad aprire gli occhi in questi momenti difficili per l'umanità. E'

un'impresa quella che mi hanno chiesto da lassù, difficile per me, la mia anima e

chi mi circonda, la richiesta è di quelle che fanno tremare i polsi e scoprono la

nostra immensa miseria: Sant'Erasmo mi dice che egli mi ha chiesto di aiutarlo

ad "asciugare il miele acido" che oggi inonda il mondo, ossia lo smarrimento di

tante anime, i falsi valori, le false mete, i sogni inutili, l'amore per le cose finite,

per il successo che è sempre temporaneo per quanto grande possa essere,

insomma la disperazione del cieco che brancola a tentoni in mezzo alle luci

sberluccicanti e alle musiche festanti di un circo da baraccone di cui non sente

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altro che un sordo richiamo che lo allontana dalla vera strada. Poi la voce di

Sant'Erasmo si leva contro coloro che si stanno dando un gran da fare, disposti

anche a spendere fior di quattrini, per dimostrare "scientificamente" che tutto

ciò che c'è in questo sito è solo illusione, ombra, che il sogno che io perseguo è,

appunto, una vana ombra. Mettessero la loro intelligenza in più proficue

attività, ne guadagnerebbe ciò che hanno di più importante ma in cui non

credono: la loro anima! Avendogli chiesto in più riprese di accontentare le

richieste che mi giungono via mail di contatto con un proprio defunto,

Sant'Erasmo mi invita a lasciar fare al Re, perché io non posso sapere se quelle

richieste vengono da "serpi", ovvero gente mal disposta che tenta di trarmi in

inganno. Le spiegazioni scientifiche di questo fenomeno sono, lo ripeto, nella

sezione "basi e verifiche" nel menu qui a sinistra. Gli atei, i materialisti, i

cosiddetti "razionalisti", che oggi, essendo spesso collegati alla massoneria,

hanno da difendere, col loro credo, enormi interessi economici (per loro l'uomo

deve diventare, alla fine, un semplice consumatore sfrenato), non possono

accettare che passi per vero e reale tutto ciò, perché, semplicemente, quello che

c'è in questo sito dimostra la falsità delle loro dottrine spacciate in nome della

scienza. Ma di quale scienza? Chiedetevelo voi stessi, quando oggi esiste una

scienza che si avvicina sempre più alle tematiche della sopravvivenza

dell'anima con l'intento di darne la definitiva prova: nel mio libro, scaricabile

gratuitamente dalla home page, sono riportati i nomi di fior di studiosi che si

avvicinano al tema dell'aldilà senza sovrastrutture religiose e che alla fine dei

loro studi lo hanno accettato come reale. Ma alla fine anche tanti atei di

professione, pur scandalizzati dal contenuto del sito che evidentemente li

confonde non poco, sono spesso a "sonare" qui, come dice il Santo, ai contenuti

del sito, segno che, in fondo in fondo, anche loro se ne sentono attratti. I motivi

sono facilmente intuibili: il loro dio Nulla non salva, non consola, non perdona,

non accoglie, li lascia smarriti nella loro finitezza e pochezza, è muto, sordo e

cieco e, soprattutto non lascia loro nessuna speranza. Il resto della registrazione

scorre un pò più leggero, con le parole dei due miei zii, coniugi, scomparsi a

poco tempo di distanza (lui era Gennaro, fratello di mia madre, lo avete già

incontrato in altre registrazioni). Addirittura lo zio viene per donarci un sorriso

e lo fa con ironia e anche una battuta, e sullo stesso tono continua anche Piero

che dà un breve spazio ad un tale Massimo di Roma che mi chiede l'aiuto di una

preghiera e di una Messa. Nella parte finale, Sant'Erasmo ci dà gravi

ammonimenti, vi confesso che mi hanno turbata, già da un pò nelle registrazioni

si accenna a disastri prossimi, qui viene evocata un'eclissi e ci viene ricordato

che anche nel "Libro" (la Bibbia), è scritto non solo che Dio c'è, ma che Egli deve

anche ritornare. C'è anche l'invito, più volte ripetuto in varie registrazioni, a

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mettere la tv là dove in fondo deve stare, tra le "robe" inanimate, dandogli meno

spazio possibile. Chiude con l'invito a me a mettere da parte tutti gli ozi perché

verrà ancora più da fare, e, se ancora avessi dubbi, è il Re stesso che mi

conferma che ho proprio il "Martire", ossia Sant'Erasmo che mi guida e mi

guiderà in queste nuove "opere da venire".

SANT'ERASMO

Ti nascondesti le onde,

né son d’umilià,

te Altissimo non dà poco !

A Re ne rinunci lingua

a spezzà fili lì!

Si era arte le stacco i fili,

più n’andrai per seguire Pietra,

asciugarmi miele acido chiesi!

Pirati spende, dischi gli indichino

quel sogno era ombre,

spesso stan lì, lo lasci Re fare,

non sai se ti entra serpi!

Però gli scandalizza e più sona, credi!

Zia ed ecco a voi!

ZIA

Hai po’ qua a vista cenere di tù zia,

a me fede,

mò quindi apri, il Re regge,

scrivendo più, più vi dia mente,

esco, denunciam rivista ad additarti,

ah, si, Martire po’: ti dà protezioni,

i modelli il Re anima,

hai da sfogliare!

Zio, giù, dicci!

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Testo


SANT'ERASMO

Parla, c’è voce!

ZIO

Mi dà questi, andai lì,

forza, nasce su una scenetta

con la Legge e si ride,

si metti le stelle labbra,

cò sti umani lì vai,

smetti lì quei libri ma stai qui!

Accessi vien da voi, giungo, ho classe,

Martire dirai quest’è inguaiarme:

hai grasso, volta lì!

Noi dà si un dolor

de lascià andà te!

Nasce indagini, v’uscirò,

qui vengo, venti n’ho scritte!

M’hanno urlato “stile!” qui forse?

Amo i Rambo, è strano?,

cercai di somiglià!

C’hai mò Piero, qui per darti in allegria.

PIERO

Ti “scassa” vari… n’avesti subì, eh?

Mi sa che hai mai tradito dubbi,

scotti, si, un altro ha avuto dissi qui,

eccolo lì,

investimenti devi lì fare!

Sedè fa il dottore quando sono qui,

Se indaghi lì, il tuo bimbo ti sa fa

girà le trombe,

liberar ce n’è da ossa!

Mò già qui m’entra:

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ho un Massimo, Roma,

al limite.

MASSIMO

Si è qua maestri e fui lasciato uscire,

A te! Ce ne fosse!

Tengo domare piangere,

m’aiuti qui? Tira lo sconto, prometti!

SANT'ERASMO

Getta: farà leggi e hai disastri,

io perciò lì e coi sonetti!

Cò roba là disponi tv,

sembra minacci in un Libro:

Dio qua c’è, Dio c’è da venire!

E stappa la lingua,

dirò qui c’è notizie di eclisse:

chi vol sapere, dì,

mendicava sole!

E dirò vi si marcò qui un ufficio:

che tu estingua ozi,

più opera venire.

Oggi Re già si offriva,

verrà a dire che ha Martire!

Spiegazione del testo

Sant'Erasmo mi riprende duramente per il fatto che, nella registrazione

precedente, avevo deciso di non pubblicare alcune frasi che riguardavano me ed

il fatto che non seguo con costanza una dieta corretta, egli precisa che non erano

per umiliarmi quei richiami, e di ricordarmi che l'Altissimo non mi ha dato poco

con questa immensa grazia di poter ricevere queste comunicazioni, per cui devo

attenermi all'interezza delle comunicazioni che, ricordo, sebbene a volte si

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soffermino su particolari personali, in realtà contengono insegnamenti che

servono a tutti. Mi ricorda che, se spezzo i fili di queste comunicazioni è come se

rinunciassi alla "lingua del Re", ovvero ai suoi insegnamenti perché è Lui che

permette e favorisce queste comunicazioni. Se io ritenessi ciò solo un fatto

artistico e nient'altro, allora il Santo staccherebbe i fili e io non avrei più la

grazia di seguire gli insegnamenti di Cristo (Gesù è definito "la pietra angolare"

in Salmo 118:22: "La pietra che i costruttori avevano disprezzata è divenuta la pietra

angolare"), quello che il Santo mi ha chiesto è di "asciugargli il miele acido",

ovvero farmi strumento per diffondere quanto possibile i suoi insegnamenti che

tendono a smascherare tutte le false gioie che oggi tanti di noi rincorrono a caro

prezzo. La mia guida, poi, mi rivela che i "pirati", ovvero coloro che

maliziosamente vengono nel sito per cercare di dimostrare che è tutto falso

quanto vi è scritto, spendono anche soldi per raggiungere il loro scopo:

convincersi e convincere che questo meraviglioso sogno della verità della nostra

immortalità è solo una vana illusione. Questi tizi stanno spesso a leggere nel

sito, che faccia il Re perché io di certo non ho il dono di discernere fra quelli che

sono onesti e quelli che sono "serpi" fra quanti mi scrivono. Il bello è, dice

Sant'Erasmo, che questi tizi sono scandalizzati da quanto sentono nel sito, dalle

frasi incise sul rovescio di un nastro magnetico, però, nonostante il loro

scandalizzarsi, suonano spesso a questa porta, ovvero visitano spesso il sito per

ascoltare Sant'Erasmo. Poi il Santo mi presenta mia zia. Ho compreso che si

tratta di mia zia Adriana perché ella parla di "cenere" e lei è stata la sola nella

mia famiglia a lasciar detto di voler essere cremata dopo la sua morte. Infatti lei

si presenta dicendomi che ho a vista la sua cenere che però ora parla (è un modo

per farci capire che il nostro corpo verrà lasciato, ma la nostra anima

sopravviverà qualunque forma di sepoltura si scelga). Mi chiede di fidarmi di

lei quando dice che è il Signore a reggere e sovrintendere alle registrazioni, per

cui spera che Egli, scrivendo anche in questo sito, possa sempre più "darci

mente", capacità di riflettere e trovarlo dentro di noi. Poi lei mi dice che qualche

rivista ha "additato" il sito, sottintendendo in tale gesto un atto di accusa, ovvero

criticandolo fortemente (ho notato per diversi giorno un notevole incremento

delle visite, infatti). Ma zia mi rassicura, mi dice che sarà il "Martire", ovvero

Sant'Erasmo che è spesso chiamato così, a darmi le necessarie protezioni: è il

Signore che dà il modello alle comunicazione e io ho solo da sfogliare per

imparare. Zia mi lascia introducendo mio zio, molto probabilmente suo marito

Gennaro (anche perché in un'altra registrazione egli si presentava con lo stesso

inconfondibile stile scherzoso, leggi qui). Zio mi dice che a dargli la possibilità

di venire qui è Sant'Erasmo (dice "questi" perché forse è accanto a lui), e subito

dice che vuole donarci una scenetta col permesso della Legge divina in cui si

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ide un pò. Presenta una specie di scenografia invitando le stelle a mettersi le

labbra per parlare, e poi dice di venire fra gli umani. Mi invita a lasciar perdere i

tanti libri che leggo ultimamente che spesso mi confondono solo le idee in

materia spirituale, e mi dice "stai qui" come a dirmi che la verità è qui, in queste

parole ed è semplice. Poi inizia a mostrare il suo carattere simpaticamente

"spaccone", dicendo che se aumenteranno gli accessi al sito sarà grazie a lui che

"ha classe" (lui sta scherzando su un lato del carattere che aveva anche in vita),

poi fa una battuta memorabile rivolta a me, e prima dice al "Martire"

(Sant'Erasmo che è lì con lui) che ora lui gli dirà sicuramente che sta

inguaiandosi a fare quella battuta, vista la mia suscettibilità all'argomento:

infatti mi dice che ho del grasso in più e che devo cambiare atteggiamento (si

ricollega alle frasi che avevo scelto di non pubblicare nella registrazione

precedente). A mia difesa devo dire che questo grasso in più si limita a quattro o

cinque chili, eh, non crediate chissà che, ma è per farvi capire l'intento scherzoso

di mio zio. Mi ricorda che per loro è sempre un dolore quando devono

salutarmi, poi mi avvisa che nasceranno indagini sul sito, ma mi dice che lui

stesso uscirà a difendermi visto che ne ha già trattato venti di indagini!

(continua a scherzare). A questa battuta un pò spaccona, egli sente qualcuno che

gli grida di avere più "stile", e allora lui dice una cosa che mi ha lasciata davvero

a bocca aperta: afferma che ama i personaggi stile "Rambo" e allora lui non ha

fatto altro che cercare di somigliargli! (è una battuta unica!). Mi saluta

introducendo Piero che continua sul tono scherzoso: mi dice infatti che, con

questa storia del grasso e delle diete ne ho dovuto subire di "scassa...", mettendo

nel numero anche se stesso che spesso mi ha fatto notare l'urgenza di

un'alimentazione più corretta. Poi mi richiama per il fatto che non ho mai

"tradito dubbi", ovvero che spesso continuo ad averne mio malgrado e

malgrado le innumerevoli prove che ho la grazia di ricevere, ma essi sono lo

scotto da pagare quando si vivono simili esperienze, l'importante è che io faccia

qui, sulla terra, gli investimenti spirituali giusti. Poi mi dice che il "dottore",

ossia Sant'Erasmo, quando lui va a trovarlo, lo fa sedere ai posti di comando per

le registrazioni, ed è perché lui (dice "il tuo bimbo"indicando se stesso), ci sa

fare, sa far girare le trombe (quelle degli altoparlanti da cui esce la sua voce).

Ricorda a tutti noi che un giorno dovremo liberarci delle ossa e restare solo

esseri spirituali, poi mi dice che al limite del luogo ove lui si trova c'è un tale

Massimo di Roma che vuole parlare. Massimo mi dice che è uscito col permesso

dei maestri e si rivolge a me, dicendo che magari ce ne fossero di persone cui è

dato tale compito e alle quali le anime bisognose possono parlare! Egli dice che

ha bisogno di smettere di piangere (forse ha pena per i suoi peccati) ed è per

questo che mi chiede di aiutarlo (con preghiere e Messe, se potete dite anche voi

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una preghiera per quest'anima), di ottenere così uno sconto di pena per lui.

Torna a chiusura Sant'Erasmo che mi dice di gettare pure sulla terra quello che

lui ha da dire: cioè che per causa di leggi ingiuste avremo dei disastri (lo ha

detto anche mia nonna nella precedente registrazione), ed è per tentare di

scongiurare questo pericolo che egli è qui fra noi coi suoi sonetti (egli parla

sempre in forma poetica, come vedete). Ci chiede di mettere la tv fra le "cose",

gli oggetti, e non al primo posto in casa, e ci ricorda che nella Bibbia è scritto che

Dio c'è e che dovrà anche tornare sulla Terra, ed è un invito a cambiare i nostri

comportamenti. Poi mi dice di parlarne senza timore, di "stappare la lingua", e

dire che lassù hanno notizia che ci sarà un'eclisse, un oscuramento del sole, e a

chi vuol sapere che significhi ciò, egli dice che mendicheremo il sole. Poi, rivolto

a me, mi dice che rimarcherà il mio compito: devo lasciare ogni ozio perché

verrà molto più da fare e che il Signore stesso si è offerto di confermare che ha

proprio il Martire per compiere questo compito, che io non abbia dubbi!.

Commento

Vorrei solo suggerire una riflessione a quanti, specie in questi giorni in cui

abbiamo tutti assistito alle devastanti scene del terremoto di Haiti, affermano

che se Dio esistesse non manderebbe tutto questo male nel mondo. Sant'Erasmo

ci fornisce una chiave diversa di interpretazione: facendo da anni ed anni leggi

ingiuste a livello sociale, permettendo che si costruisca secondo regole insensate,

alimentando corruzione e disequilibri, distruggendo la natura, facendo morire

di fame 80.000 persone al giorno per indifferenza, egoismo ed apatia, non vi

pare che sia proprio l'uomo, cui la Terra è stata data da Dio perché ne traesse

sostentamento e gioia, a provocare il proprio inferno, a distruggere, a correre

verso la fine? Dio ha già provveduto alle anime di coloro che sotto quelle

macerie sono morti dando loro una dimora la cui bellezza per noi è

inimmaginabile e consolandoli con gioie che non ci è dato conoscere ancora, ma

l'uomo, colui che si lamenta della lontananza di Dio, cosa ha ancora fatto per chi

è sopravvissuto? Tonnellate di aiuti giacciono negli aerei ad Haiti, ma la

stoltezza umana fa si che quegli uomini disperati ancora non abbiano ricevuto

che poche briciole! Ogni disastro porta in sè anche una via nascosta, che tanti

sono incapaci di vedere, presi come sono dai loro soliloqui contro Dio: quella

che Egli apre per darci la possibilità di essere generosi ed altruisti, oserei dire

finanche per santificarci, ricordiamocelo sempre prima di giudicare

l'Onnipotente coi nostri paraocchi.

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Le preziosissime parole di un'entità elevata che nella sua infinita

misericordia viene a confermarmi che la mia guida è davvero

incaricata da lassù per il suo compito e che prevede accuse da

parte di coloro che non comprendono nei miei confronti,

assicurandomi la sua protezione – 26/01/10

Questa registrazione ha provocato in me sentimenti contrastanti: da una parte

mi ha resa immensamente felice per il suo meraviglioso contenuto, dall'altra,

però, mi ha fatto sentire in colpa. Ma come, direte voi, perché in colpa? Il fatto è

che essa si è resa necessaria, da parte della mia meravigliosa guida Sant'Erasmo,

come estremo tentativo di cancellare una volta per sempre i miei dubbi, stupidi

ed inutili dubbi che, come una sottile lama, ogni tanto vengono ancora a galla

anche in me. perché, vi chiederete?. Ebbene, anche se oramai sono consapevole

nel profondo dell'anima che i contenuti dei messaggi non possono che venire da

entità positive e benevoli perché portatori di fede in Dio, in Cristo e nei Santi,

l'eccessiva condanna che tante volte certa Chiesa pone su questi fenomeni a

volte mi confonde e mi dà da pensare. Tanta gente confonde queste

comunicazioni con lo spiritismo e mi scrive scandalizzata che la Bibbia

condanna lo spiritismo, ma io ripeto a tutti che la metafonia non ha nulla a che

fare con lo spiritismo. Lo spiritismo porta all'evocazione dei morti senza alcuna

cautela né remora morale, spesso per puro divertimento o per fini meramente

materiali, per interrogarli o per usarli a proprio vantaggio, e ciò viene fatto

utilizzando presunte facoltà medianiche di qualche presente, non mezzi tecnici

che sono totalmente obiettivi e possono prestarsi anche ad indagini scientifiche.

La prima frase che mi fu detta nella prima comunicazione che ricevetti fu una

raccomandazione perentoria: quella di non prendere mai un centesimo per

quello che è stato un dono grandissimo che mi è stato fatto, pena la perdita del

contatto. La metafonia è concessa come dono divino solo per scopi spirituali,

affinché l'uomo di oggi, incredulo e confuso da una scienza sempre più

arroccata e fondamentalista, possa avere spiragli per avere più fede, e mai e poi

mai, quando proviene da entità benevoli, essa è concessa per vile interesse o

denaro. State molto lontani da quanti vi chiedono soldi per un contatto

metafonico, ho già detto altrove che queste persone lavorano con spiriti

negativi, bugiardi e menzogneri e possono crearvi solo confusione e non darvi

la grazia della pace interiore che tante volte, invece, ci danno questi

messaggi. Ho avuto la grazia immensa di vedere già, nel mio caso, frutti

meravigliosi di persone che si sono riavvicinate alla fede grazie alle parole di

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Sant'Erasmo e di quanti egli ci ha voluto condurre. Ora io chiedo a quelle

persone così poco informate sulla metafonia da volerla accostare allo spiritismo:

si sono mai uditi demoni che lodano il Signore? Si è mai udito, a memoria

d'uomo, che spiriti maligni ci spingano all'altruismo, alla rinuncia dei beni

terreni e del potere, all'amore verso il prossimo, all'amore per Gesù Cristo che è

sempre chiamato "il Re"? All'amore per Dio che è spesso chiamato "Padre"? Che

ci riprendano continuamente per la nostra poca fede, i nostri valori distorti, la

nostra televisione corrotta moralmente? Inoltre vorrei ricordare a costoro che

l'atteggiamento della Chiesa non è affatto contrario alla metafonia: Papa Paolo

VI avrebbe scritto queste parole: "In Vaticano ho incontrato un atteggiamento

favorevole nei confronti della metafonia"quando nominò Friedrich Jürgenson,

famoso ricercatore del fenomeno delle voci elettroniche, Cavaliere dell'Ordine di

San Gregorio. Padre Pistone, Superiore della Società di San Paolo in Inghilterra,

dopo i colloqui con i defunti ottenuti per via metafonica, rilasciò la seguente

dichiarazione: "Nelle Voci non vedo niente di contrario agli insegnamenti della

Chiesa Cattolica; sono qualcosa di straordinario ma non c'è ragione di temerle,

né vedo alcun pericolo". Il Giusto Reverendo Mons. Prof. C. Pfleger commentò:

"I fatti ci hanno dato la consapevolezza che fra la morte e la risurrezione c'è un

altro stadio di esistenza post mortem. La teologia cristiana ha poco da dire

riguardo a questo stadio". Padre Gino Concetti, uno dei teologi più competenti

del Vaticano, ha detto in una intervista: "Secondo il catechismo moderno, Dio

consente ai nostri cari defunti, che vivono in una dimensione ultra-terrena, di

inviare messaggi per guidarci in certi momenti difficili della nostra vita. La

Chiesa ha deciso di non proibire più il dialogo con i morti, a condizione che

questi contatti siano motivati da seri propositi religiosi e scientifici". Padre

Gemelli, quando scoprì il fenomeno mentre registrava dei canti gregoriani

insieme a padre Ernetti, portò la sua scoperta a Papa Pio XII con risultati

sorprendenti. Aspettandosi un castigo per esser stati coinvolti dalla magia, i due

cascarono dalle nuvole nello scoprire che il Papa si mostrò invece entusiasta

della loro ricerca. Pio XII li rassicurò dicendo: 'Questo esperimento può

diventare la pietra angolare dell'edificio degli studi scientifici che

fortificheranno la fede del popolo nell'Aldilà."

Quindi se ho avuto dei dubbi dinanzi a certi attacchi senza fondamento, io

chiedo perdono a Sant'Erasmo che, evidentemente stanco di dovermi sempre

dare prove (e si che me ne ha date, soprattutto conducendomi con amore alla

fede profonda in Cristo), invece di abbandonarmi ai miei ridicoli dubbi come

avrei meritato, si è visto costretto a chiedere "referenze" a chi sta più in alto di

lui per acquietare la mia mente umana, piccola e limitata. E' solo l'amore che li

spinge, un amore che noi possiamo definire col linguaggio umano "paterno", ma

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che in realtà è molto, molto di più. E ho capito che non bisogna ascoltare tante

voci, tante opinioni senza fondamento, non farsi offuscare quando nel cuore ce

n'è una sola che sa consolare come nessun'altra il nostro spirito. Ma Sant'Erasmo

sa bene come funziona l'animo umano, ed è solo per questo che ancora continua

a sopportarmi. Grazie a Dio.

ENTITA' ELEVATA

Quando gira un mezzo

ti issa a due metri in Paradiso blu!

Fra chi indirizza a te

sai ho chi dà già, ch’è ombra giù te è..

prelato, lui!

sai ho chi limiti sbrogliò

per aprirti occhi, su registra!

Aroamì aroamì

fra voi due vi tira la chiave!

Arrivano in tromba là di accuse,

si è vero, ma vi dirò ormai

certune aquile tiro e privo gli speroni,

dì c’è arrosto di lusso in fila!

Clero là scrive, pè Roma registra!

E’ qui l’angelo,

fai vestire di sorrisi chi dispera!

Testo

Spiegazione del testo

Questa comunicazione si apre ricordandomi che quando gira il nastro nel

"mezzo", ossia nel registratore, è come se, idealmente, ci si elevasse per due

metri nel Paradiso blu (ci si ferma all'ingresso, come mi è stato già detto in altre

comunicazioni). Deve essere lì che Sant'Erasmo conduce le entità a parlare

quando non è lui stesso a scendere a livelli più bassi. Questa Santissima entità si

rivolge a me chiamandomi col diminutivo Fra, e mi dice che lì con sè ha colui

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che mi indirizza (mi guida sia nei meandri dell'aldilà che nella mia stessa vita),

colui che già mi dà tanto e che è come un'ombra accanto a me, quaggiù: ovvero

il prelato (Sant'Erasmo, che era vescovo della Chiesa). Mi dice che ha lì colui che

mise ordine nei limiti umani della mia incredulità per aprirmi gli occhi sulla

realtà della sopravvivenza dell'anima, e che quindi devo aver fede e registrare.

Le due parole seguenti (aroami aroami) non hanno per me significato, forse

sono pronunciate in un'altra lingua, sinceramente non le ho comprese, chiedo

scusa. Poi afferma che Sant'Erasmo tira la chiave per accedere all'aldilà (tramite

il registratore) fra due di noi che, sulla terra, ci dedichiamo intensamente alle

registrazioni (io ed i signori Desideri). Ecco che questa Santa entità mi predice

che stanno per arrivare accuse per me "in tromba", ovvero in maniera roboante

ed arrogante, però Egli stesso mi dice che queste aquile che mi si lanceranno

addosso saranno colpite dal Suo tiro e che Egli priverà il loro sperone

dall'artiglio (le renderà, cioè, innocue). Mi chiede di dire che di queste aquile

verrà fatto un bell' "arrosto in fila". Quest'ultima frase si può interpretare in

diversi modi, solo Lui sa in che senso si parla di "arrosto", se in senso lato o

proprio, indicando che sono anime perse. Per convincermi che la metafonia è

accettata dal Vaticano, mi mette al corrente che il clero stesso ha delle persone

che si dedicano alle registrazioni proprio a Roma. Mi saluta dicendomi che lì

con Lui c'è l'angelo incaricato di mettere la sua energia a disposizione per le

comunicazioni e mi dà il compito più bello che possa esistere: far "vestire di

sorrisi chi dispera", donare speranza là dove c'è afflizione e lutto. Ancora vi

chiedo: come potrebbe un'entità ingannatrice e malvagia pronunciare una frase

così sublime come quella finale di questa registrazione, piena di compassione e

sollecitudine per noi poveri uomini?

Commento

Dispensatemi dal commento. Tenete queste parole nel vostro cuore come un

tesoro e siate grati per averle potute ascoltare. Non giudicate con l'intelletto, la

parte razionale di voi. Sappiate che io non ho potuto esimermi dal pubblicarla

(la cosa mi ha messo in crisi, potete capire) perché ho promesso di essere

strumento e di non essere io a decidere cosa pubblicare e cosa no. Siate generosi

nel vostro giudizio interiore, fatelo con un cuore da bambini, sono io la prima

ad essere consapevole di non meritare tanto. Anche se lo sapevo già prima ora

sono certissima che Sant'Erasmo ci è inviato dall'Altissimo per strapparci i veli

dell'oltre.

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Si presentano: Edin, un’entità senza nome ed un’anima dal

Purgatorio, Emilia: grandi insegnamenti e la visione della Regina

Maria che visita le anime purganti – 31/01/10

Una registrazione in cui Sant'Erasmo rimane sullo sfondo, non si palesa, ed è

con dolce ironia che la prima entità che ci parla, Edin, ci avverte che è a causa di

un "disguido" che il Santo non può essere presente: e qual'è questo disguido?

Edin dice che egli "stà a sognà". Vi immaginate un disguido più poetico? E cosa

mai starà sognando Sant'Erasmo? Ognuno di noi può dare la sua risposta:

personalmente credo che il suo sogno riguardi questa umanità ed il rapporto

che essa ha con Cristo, credo che il suo sia ancora il vecchio ed immortale sogno

che ha guidato tutta la sua vita terrena conclusasi col martirio, ossia quello di

vedere Gesù abitare in ogni cuore col Suo amore e la Sua verità, ogni uomo

salvato dal Suo Sacrificio, ogni essere umano che lo ha accettato fino in fondo al

suo essere. Il sogno che sempre più persone comprendano e si aprano alla verità

che Egli non è un Dio lontano, ma è una Persona vivente e divina che ancora

oggi bussa porta per porta per chiamarci per nome: dobbiamo solo stare in

ascolto e rispondere alla chiamata. Lasciamolo dunque sognare, stavolta,

Sant'Erasmo e auguriamoci che il suo bel sogno, specialmente in questo tempo

travagliato, si realizzi per donare a chiunque quella pace invincibile che solo

Cristo ci può donare insieme alla cosa più importante per ognuno di noi: la

salvezza. Quanto varranno lassù ville, aziende, canali televisivi, potere e soldi?

Tanto quanto la polvere ammuffita del passato. Una polvere mortale ed

insidiosa, però, che appesantisce lo spirito e gli impedisce di elevarsi. Bisogna

pensarci ora, liberarsi del peso del superfluo per rendere il cammino più agile,

buttare gli orpelli e l'attaccamento alle cose, liberarsi dai desideri che ci

imprigionano e dalle inquietudini che ci attanagliano e alle quali non troviamo

una soluzione definitiva. Non la troviamo perché, al di fuori di Gesù Cristo,

semplicemente non c'è soluzione. Guardatevi intorno e verificate voi stessi:

guardate e riflettete sulle vite di coloro che si appoggiano vanagloriosamente

solo su se stessi e su valori illusori, che appartengono a questa dimensione

terrestre e che perciò sono destinati a mutare e finire: potere, fama, avere,

ricchezza. Fino a quando la salute ed il consenso di chi hanno vicino li

accompagna sembrano simili agli dei, ma sono solo dei-giganti dai piedi

d'argilla: quante volte li abbiamo visti cadere? Quanti ne ha contati la storia

finora? Innumerevoli. Li abbiamo sempre visti cadere, irrimediabilmente

cadere. Nella depressione, perché il successo non c'è più, gli amici si sono

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allontanati, e nulla più pare capace di dare lo stesso senso inebriante di

onnipotenza, o nella cupa disperazione interiore che rode ogni gioia ed oscura il

sole, o nella morsa dell'inutilità della propria vita destinata comunque alla

dimenticanza (se proprio va bene, alle pagine di qualche libro di storia che finirà

pure lui in una polverosa libreria). Nella morte cui nulla possono opporre. E'

dunque solo questa la loro ambizione? Allora prendiamo atto che si

accontentano di ben poca cosa, di quisquilie, di una falsa moneta, perché

domandatevi (come ci ha suggerito Gesù stesso) a quanto servono la fama e gli

onori che tributano gli uomini se poi non abbiamo salva la nostra anima

nell'eternità? Lassù saremo soli con noi stessi, non ci saranno le folle adoranti

intorno. A costoro l'offerta di Cristo pare troppo ambiziosa, troppo assurda, o

forse troppo lontana? Bisognerebbe saper leggere nei loro cuori per darci una

risposta, ma di uomini così è purtroppo ancora stracolmo il mondo in cui

viviamo.

Questa registrazione, iniziata con un sogno, si conclude con un sogno altrettanto

grande: la visione che Emilia, un'anima purgante, ci offre di una visita inattesa

che la Madre di Dio fa al luogo di pena dove ella si trova. Maria, madre dei

viventi e delle anime del Purgatorio, madre sollecita nata solo per l'Amore, dona

sollievo e speranza non solo a noi che ancora combattiamo la nostra battaglia

qui, ma anche a coloro che purificano le loro colpe nella speranza di godere

presto della visione beatifica di Dio. Lei, come una madre dolente e innamorata,

li consola e dona a loro speranza, e questa è un'immagine davvero straordinaria.

Ripaghiamo per questo dono pregando anche noi per le anime di chi soffre nel

Purgatorio, non dimentichiamoli.

EDIN

Testo

E sta, c’è di lui disguidi:

sta a sognà! E….entra!

Avrai là mance p’ogni sera,

sbaglia l’arabi: c’è Dieu!

C’è lì dubbi? Piombano in Russia,

teatro ardeva; cè Edin!

Santo quadra: i’ spero dà a parecchi in Russia po’

e sua anche Roma assenna mente

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e non sia pè soldi e...

che risparmia più!

Più vista qui svelo vivi, dirò fratelli,

Piero dice chi esce ed entra.

ENTITA' FEMMINILE

Avè già folle e camminà,

e sale Rai: gli infila e po’ l’esce er nettare!

Se là, ah neh, s’è spostato nucleo

salva, sta più qui!

I dogi bei rai, in breve or,

dei mezzi ha!

EMILIA

Emilia e rendi,

sono dentro a questo nero,

brutta so vi è video!

Qua t’affitto e queste è le medaglie:

entro nove giorni fo un gregge:

d’oltre si gira lì tua figlia affari,

ah, qui vi prega: col Re ce n’hai!

Passà devi, ve scappa:

Suo Regno, là, vi sfida Re!

Pè Rai vi accusa sospettando il veleno:

qui dentro al foglio , qui dà Santo

più voce e lingua!

Sono senza Messa!

Danno oro più entri!

Arriva là Signori, eh, ce n’ha!

Eh, ce n’ha: di più sgamare, si, te!

Neh, sei brava via!

Do calore: vi urge folle!

E vedo Mea Regina! (sottofondo voce femminile dice : Grazie!)

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REGINA

E motivare quando registri te!

Spiegazione del testo

Questa anima che poi si presenterà col nome "Edin" (non ne conosco l'origine)

mi invita a restare anche se non c'è Sant'Erasmo che è momentaneamente fermo

per un "disguido": sta sognando e quindi non può venire a registrare.

Ovviamente la frase è dolcemente ironica ed ho già commentato ampiamente la

cosa nel prologo di questa registrazione. Credo che le "mance" si riferiscano al

fatto che tutte le sere dedico preghiere alle anime del Purgatorio, cosa per la

quale riceverò delle mance spirituali (come le riceveranno tutti coloro che

pregano per le anime del Purgatorio, sia chiaro). Edin, poi, sente il bisogno di

dirci che gli arabi si sbagliano nella loro fede, perché il vero Dio è quello

cristiano (lo dice in francese: Dieu). Domanda se abbiamo ancora dubbi su

questo, visto che per la loro fede si trasformano spesso in terroristi come

quando piombarono in Russia con l'intenzione di far bruciare un teatro (credo

che si riferisca all'assalto dei terroristi ceceni al teatro Dubrovka avvenuto

nell'ottobre del 2002). Qui ci dice poi il suo nome, Edin, e io sospetto che possa

essere russo visto che si augura che, nella sua azione tesa a mettere ogni cosa al

suo giusto posto ("Santo quadra"), Sant'Erasmo possa dare tanti insegnamenti

anche ai russi oltre che a coloro che reggono la cattedra di Pietro a Roma, che

vorrebbe vedere più assennati, meno attenti ai soldi e con l'idea di risparmiare

di più per le loro spese. Edin si avvia a salutarci dicendoci che con questa

registrazione egli riesce a togliere un pò di più i veli che offuscano la visione

dell'oltre a noi vivi e che c'è lì Piero che decide chi entra ed esce dalla

registrazione e dunque introduce un'altra entità che non ci diil suo nome.

Questa entità mi dice che c'è già un bel pò di gente che si interessa al sito e alle

comunicazioni che ricevo e per questo devo darmi da fare ("camminà"), poi

predice (come già stanno facendo da un bel pò di tempo anche altre entità in

registrazioni precedenti) che verrà la Rai, che dovrò far uscire, tramite quel

mezzo, il nettare (le verità che mi vengono donate) che mi viene "infilato" da

lassù. La frase seguente credo vada interpretata in maniera metaforica e non

letterale: il nucleo cui ella si riferisce potrebbe essere il nucleo del cristianesimo

su cui un tempo era fondata ogni società occidentale, ebbene, se questo nucleo

ora si è spostato su altre false verità, su un'ottica atea e materialistica, allora con

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le registrazioni si può dare un salvagente alle persone, si può salvarle da questa

deriva e per questo mi invita a registrare di più (lo faccio utilizzando ogni

attimo libero). Mi saluta dicendomi che a Venezia (lei la indica per estensione

citando i "dogi" che hanno governato la Serenissima per secoli), dove io vivo, ci

sono dei bei raggi (il raggio di energia che permette la comunicazione tra i due

mondi), raggi che in breve si possono definire "oro" per la loro importanza, e

chiude dicendo che a Venezia c'è un mezzo per comunicare (il mio registratore).

Emilia, l'entità seguente, parla con voce maschile in quanto è quella che io ho

inciso nella base e voi sapete bene ormai che di là utilizzano le basi energetiche

che noi mettiamo loro a disposizione. Mi chiede di renderle un pò del bene che

io ricevo da loro lassù (mi chiederà una Messa), e ci informa subito sul suo stato

di pena: ci dice infatti che si trova in un luogo oscuro, senza luce (contrappasso

della lontananza che si è avuta in vita dalla Luce di Dio) perché è stata "brutta"

in vita e a provarlo, dice, c'è il "video" con la revisione della sua vita che le è

stato mostrato dopo la morte: evidentemente il suo comportamento terreno,

rivisto con gli occhi della conoscenza divina, ha disgustato anche lei che così

accetta la sua pena prima di rendersi degna di elevarsi a Dio. Mi dice,

ironicamente, che "mi affitta" per un pò per chiedere preghiere e suffragi e

promette che, se glieli concederò, anche lei mi aiuterà creando un "gregge" di

altre anime entro nove giorni, anime che pregheranno per mia figlia, affinché i

suoi progetti si realizzino (sta studiando medicina). Mi prega di aiutarla, in

nome di quanto il Re mi concede concedendomi di ricevere queste

comunicazioni, e mi chiede di passare a tutti qui sulla terra una verità che a noi

ci scappa spesso e che ella mi rivela: il Re, dice, ci sfida a guadagnare il suo

Regno con i nostri comportamenti. Anche lei mi predice accuse da parte di

qualche programma Rai in cui vengono chiamati i soliti sapientoni a salmodiare

le loro verità preconfezionate e che sospetteranno "veleno", credo imbrogli o

altre amenità, tipo la solita intromissione di radioamatori e guardiani del faro

con la passione per il trascendente e la poesia. Non li temo e se lo facessi non

renderei onore a quanto ho ricevuto. Emilia stessa risponde a costoro dicendo

che le cose scritte nei fogli su cui riporto le comunicazioni sono date sotto la

guida di Sant'Erasmo che provvede a dare le voci e i contenuti di quanto viene

comunicato. Poi, all'improvviso lo dice chiaro: ella non ha mai avuto una Messa

in suffragio e me lo ricorda con la richiesta sottintesa (che gliela faccia dire, cosa

già fatta). Poi mi dice che sta arrivando qualcuno, mi invita a continuare a

registrare perché c'è oro da prendere da quanto ci dicono, oro vero, e mi fa un

complimento accennato dicendomi che sono brava a registrare. Poi pare quasi

farci sentire il calore che le si sprigiona intorno all'improvviso perché folle di

anime stanno pressando nello stesso punto: il motivo apparirà presto chiaro,

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perché Emilia stessa ci dice di vedere la Madonna (la chiama "Mea Regina"),

giunta a portare sollievo alle anime del Purgatorio. Mentre lei dice "Mea

Regina", si sente la voce di Maria in sottofondo che dice "Grazie" (se ascoltate

più volte la sentirete chiaramente), riferendosi alle grazie divine che ella è

venuta a portare a chi soffre. La stessa Madonna mi fa il dono straordinario di

chiudere questa registrazione con un'esortazione: quella di motivare le persone

a credere in Dio ed in Suo Figlio Gesù con queste registrazioni, chiarendoci così

anche lo scopo di queste registrazioni che è solo, lo ripeto, uno scopo di tipo

spirituale, quello di aiutare le persone ad avvicinarsi alla fede.

Commento

"Suo Regno, là vi sfida Re": ce lo dice quest'anima purgante, Emilia, e con questa

frase essa coglie tutto il senso di questa registrazione. Non siamo nati per la

terra e per la polvere, per la malattia ed il nulla, la sfida cui Cristo ci chiama è

quella di vivere la nostra vita terrena in vista del Suo Regno che, certo, non è di

questo mondo in nessun senso. La nostra vita è dunque una sfida, per quanto

breve, complicata e difficile possa essere; essa è sempre la lezione più giusta per

ognuno di noi, per ogni nostra qualità o difetto, per ogni nostro bisogno

spirituale di cui, spesso, non siamo nemmeno consapevoli. Dipenderà da come

ci adatteremo ad essa e alle sue complicazioni se riusciremo a crescere tanto da

meritare l'ingresso in quel Regno che è la sola nostra vera casa. E se il lavoro non

riusciremo a completarlo qui sulla terra, i maestri spirituali faranno in modo che

possiamo completarlo lassù, ma con quanta fatica e pena in più!. Quando

prendiamo atto che la nostra vita va posta in questa prospettiva escatologica,

allora essa prende senso e significato, diviene strumento divino della nostra

educazione come anime, prova della nostra fedeltà a Dio e all'amore con cui ci

ha plasmati, esercizio di pazienza e disponibilità verso gli altri. Vorrei farvi poi

notare come quest'anima mi conferma che mentre noi possiamo pregare con

frutto per le anime purganti, così loro possono farlo per noi qui sulla terra,

realizzando così, in pieno e concretamente, quel rapporto biunivoco che unisce

l'umano al divino indissolubilmente. So bene che queste questioni paiono

troppo grandi a tanti di noi, e lontane, e che spesso oggi, presi dalla meschinità

della vita quotidiana, ci appaiono addirittura fastidiose, come qualcosa da cui

rifuggire, addirittura, a volte, come ridicole deviazioni dalla via della

realizzazione personale e professionale, ma dietro il velo sberluccicante delle

luci da brutto varietà della nostra realtà sempre più materialista e a sola misura

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d'uomo, ci sono le questioni eterne da cui non possiamo fuggire con

l'indifferenza, le questioni focali del senso del nostro vivere, e forse è proprio

quando ci troviamo dinanzi alla sofferenza che riusciamo a sentire quelle

domande fino in fondo. In quel momento siamo chiamati a dare la nostra

risposta, quando ci troviamo con la nostra anima al limite fra il sonno della

ragione e la carezza del trascendente.

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Si presenta una suora che mi ha educata nella mia infanzia –

Sant’Erasmo mi riporta una richiesta del Maestro – Un tale Nello,

coinvolto in politica, confessa di aver fatto un torto ad una collega

di partito e di essere stato falso e bugiardo – 7/02/10

Mi capita, come credo a tanti di noi, di pensare qualche volta ai tempi

dell'infanzia, a volte con nostalgia, come a voler cercare di fissare col ricordo il

gusto dolce di certi momenti in cui il mondo era ancora tutto da scoprire, e

spesso ho pensato alle suore della scuola che ho frequentato dall'asilo fino alla

terza elementare, quando mi trasferii poi in un'altra scuola. Di qualcuna di esse

ho il ricordo chiaro, di altre meno (forse perché ero più piccola), e dunque non

so con certezza quale di esse si presenta in questa registrazione per venire a

salutarmi ricordandomi di avermi "lavato unghie e ginocchi". Ma in fondo

sapere il suo nome non ha per me importanza perché lei le rappresenta tutte, e

ritengo questa registrazione un dono particolare che Sant'Erasmo ha voluto

farmi.

Dalle parole di Sant'Erasmo traggo necessariamente, oltre alla bellezza

paradisiaca che ci viene fatta intravedere all'inizio del suo discorso, il messaggio

che egli dice di portarmi a nome del "Maestro": quello di dover indicare a tutti

voi le tre "odi d'oro" (preghiere) che personalmente recito tutti i giorni, e qui

viene sottolineata la grande importanza della preghiera che non dobbiamo mai

dimenticare, quale mezzo privilegiato per difenderci dal materialismo

ottenebrante di questo mondo e poterci così accostare alla salvifica carezza

divina. Visto che mi viene chiesto di "fare un'insegna", ossia un avviso evidente,

un "banner", che indichi queste preghiere, metterò nel menù principale una voce

per chi le vuole conoscere, ed un link ad una pagina specifica che potrete

trovare nella spiegazione sotto. L'ultima entità è quella di "Nello" che ci dona un

racconto molto dettagliato di una faccenda in cui egli si è comportato in maniera

vigliacca verso una sua compagna di partito, addirittura egli dice con chiarezza

i nomi di due politici ancora in vita ed in attività che io, per difendere la loro

privacy, riporto solo con l'iniziale del cognome. Ora Nello vede con chiarezza i

propri errori, e questo lo abbiamo ormai capito: dopo la morte cadranno quei

veli che la cattiva coscienza ci mette sull'anima per farci agire egoisticamente e

senza rispetto umano, e allora saremo in grado di comprendere senza sforzo il

male che abbiamo commesso e ne saremo addolorati in una maniera che ora ci è

inconcepibile. Nello ci ricorda che se ci comportiamo in modo da avere in

spregio qualcuno, i "Celesti", ovvero le Entità Superiori, ci vedono, è come se

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tutte le nostre vicende si svolgessero in un teatro sui cui palchi stanno, come

osservatori imparziali ed infallibili, Dio e gli Spiriti Superiori. Se noi, quando

stiamo per comportarci in un modo non proprio corretto, riuscissimo a

formulare il pensiero "Dio mi vede" nella nostra testa, forse tante miserie ce le

risparmieremmo!

SUORA

Si, ella avevi lì, a diritto entro,

dì noi fa lì!

C’è qui mezzi de Lui: suore!

Passi, eh, ti mette lame:

crepa uscio ha lì!

In noi di essa lavai unghie e ginocchi!

E a circhi ben nasci,

lì mostra e salva,

e..e basta accirere!

Farò passaggi di notte,

Ah, v’entra Lui!

SANT'ERASMO

Testo

Ce l’ha e fa ammirare là dimensioni:

e stà è quieta musica, e nostra Betty ispira qui,

e si udirà: “Pace a te!”

Ah, ne hai da me!

Però il Maestro a urlà qui era,

e uscirò a squillà lì:

“Tre odi dice d’or:

appendi lì, fa un’insegna!”.

Clero vò nastri,

e Roma a lei ha iscritta!

Così va a fa clandestina se va in Chiesa!

Lì giù lei imbroccai,

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e ora uscirò, qui trovino mì stivali!

Ora qua è Nello,

brogli, si, costume ci rinvia, deh!

NELLO

Cò avidi di Roma vengo qui:

compagno V.

cercai invischiando,

forzando la B.

“Chiedi il mio attivo!” urlai giù

“e un chirurgo, s’apre un gruppo,

li vinci!” e infatti girò, eh!

E fu reietta, è terribile a me dirlo,

pure linciati ci distinguerà cuori lì,

io giacchè…..coniglio!

Avè gli spregi? Nei palchi stanno i Celesti, si, vero!

Su gli Angeli dà che mi ripet(a):

de là, s'onde fate, prestà a chi giura.

A Messa penserò qui….

Spiegazione del testo

La suora si presenta dicendomi che entra nella comunicazione con "diritto",

diritto che le deriva dal fatto che mi ha conosciuta quando era in vita: è una

delle suore presso le quali ho frequentato l'asilo ed i primi tre anni delle scuole

elementari. Ci dona poi una definizione delle suore che trovo davvero bella: ella

dice che esse sono uno dei mezzi di Dio, mezzi attraverso i quali il Padre

diffonde il Suo Amore nel mondo. Mi mette poi in guardia sulle "lame", ovvero i

pericoli, che vengono via via messe sul mio operato, e con un'immagine

metaforica dice che l'uscio attraverso il quale passo per avere le comunicazioni,

ha una crepa, ovvero permette il passaggio anche a persone ed entità non ben

intenzionate o che hanno il solo scopo di demolire quanto vado facendo. La

frase seguente mi ha dato un pò di commozione: in effetti è vero che, essendo

stata come tutti i bambini, un pò vivace, le suore erano poi costrette a lavarci le

ginocchia e le mani perché spesso ci sporcavamo nell'agitazione dei nostri

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giochi. Ben sapendo che parteciperò presto al Convegno di Reggio Calabria

organizzato dal circolo dei Lions (i "circhi"), ella mi sprona a far nascere bene

questa collaborazione e, mettendo loro a conoscenza delle comunicazioni, dare

loro uno stimolo per riflettere sulla necessità della salvezza dell'anima. Ci

ricorda, con un termine dialettale ("accirere" in dialetto napoletano, quello in cui

ella si esprimeva in vita, significa "uccidere"), la necessità che l'uomo si ricordi

che non bisogna mai uccidere. Mi saluta dicendomi che mi visiterà di notte, in

spirito, per portarmi la sua vicinanza e mi dice che ora entra "lui", ossia

Sant'Erasmo.

La sua comunicazione si apre con un'immagine serafica, quasi volesse farci

partecipi di quanto egli stesso sta ammirando dalle altezze della sua

beatitudine. Il Santo ci dice che Dio ha concepito diverse dimensioni per la

realtà che costituisce il Creato e che lì dove si trova queste dimensioni possono

essere ammirate nelle loro, per noi inconcepibili, diversità. Poi mi invita a

"restare" con lui (magari!), in senso figurato, e mi informa che lì si ode anche

una musica, una musica in questo caso ispirata da una "Betty" che non ci è dato

conoscere, e su quella musica si udirà l'augurio bellissimo: "Pace a te", rivolto a

tutti. Mi rammenta che ne ho di grazie da lui, compresa questa visione del

Paradiso, e poi mi informa che c'era lì con lui il "Maestro", Gesù, che urlando gli

chiede di darmi un messaggio: dice che siccome ho l'abitudine di dire tre

preghiere particolari, che egli definisce "d'oro", che io le diffonda anche per altre

persone facendo "un'insegna", ovvero un avviso sul sito. Chi desidera sapere di

che si tratta e recitarle a sua volta clicchi qui. Poi mi viene detta una cosa che

appare certamente incredibile: Sant'Erasmo dice che il clero romano è

interessato ai nastri con le registrazioni, ragion per cui mi avrebbero iscritta

forse in qualche loro nota, chissà; poi scherza dicendo che così, se dovessi

andare per mostrare i miei nastri, farei la "clandestina" in Chiesa, ovvero la cosa

sarebbe fatta di nascosto. Dico queste cose perché come sapete non mi è dato

nascondere comunicazioni o parti di esse. Dice che quaggiù ha "imbroccato" me

per fare questo lavoro e poi chiedendo gli stivali, scherzosamente, dice che ora

se ne andrà, non prima di avermi presentato il prossimo "comunicante", un tale

Nello che, ci dice il Santo, ci parlerà dell'abitudine a fare brogli in politica.

Nello ci dice che viene in nome della categoria degli avidi di Roma, ovvero dei

politici che pensano solo al proprio tornaconto, e poi subito ci racconta, con uno

stile moderno e realistico, l'inganno che ha perpetrato nei confronti di una

collega del suo partito. Dice che ha tentato di arrivare ad un personaggio

importante del suo stesso schieramento utilizzando questa deputata, cercando

di trascinarla dalla sua parte raccontandole, in occasione di votazioni interne, di

avere un gran numero di seguaci ed in più l'appoggio di un deputato chirurgo

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(lo dice falsamente). In poche parole, l'operato di questo Nello è stato vòlto ad

imbrogliare questa collega di partito raccontandole falsità con la promessa di

farla vincere mentre in realtà voleva solo tenerla fuori dai giochi. Per colpa di

questo suo comportamento costei è stata poi reietta nel partito e a questo punto

Nello dice una cosa molto importante: costei è stata linciata moralmente per le

sue posizioni contrarie alla linea del partito, ma è proprio quando siamo linciati

dagli altri, proprio in quei momenti che il cuore che abbiamo ci distingue dagli

altri e dalla loro vigliaccheria, infatti Nello confessa di aver avuto un cuore da

coniglio. Ci ricorda che ogni nostro comportamento in spregio della dignità

degli altri viene visto dai "Celesti", ovvero da Dio e dagli Spiriti Superiori,

perché costoro stanno, dice, nei palchi ad assistere a tutta la nostra vita.

Conclude dicendo che mi riporta una cosa che gli dicono gli Angeli, una

raccomandazione: se registro per altre persone, devo farlo solo se queste

giurano (credo sia un'esortazione a che le persone preghino prima di registrare).

Mi lascia facendomi intendere che penserà molto ad una Messa, in poche parole

che ne desidererebbe una in suffragio.

Commento

Vedete come si rimescolano le cose del Cielo e quelle della terra? I cuori dei

"Celesti" e quelli degli uomini, i sentimenti di tenerezza e di meraviglia a quelli

del malanimo e della menzogna. E' il continuo rabboccamento che da lassù

fanno con l'amore per diluire il male nostro, quello terra terra dei piccoli uomini

capaci di guardare solo verso il basso. Sempre nelle registrazioni c'è questa

vicinanza che un tempo mi pareva blasfema, stordente, generatrice di

confusione, e invece è il senso stesso di queste registrazioni, la loro colonna

sonora: mostrare l'Alto, anzi l'Altissimo, indicare magnanimità, altruismo,

benevolenza, pazienza, disponibilità a fronte delle nostre sempiterne miserie. E'

da quando esiste l'uomo che è così, lassù ci conoscono nel profondo, in ogni

sfumatura, eppure continuano ad amarci, a chiamarci, instancabilmente,

incessantemente.....proprio come farebbe un buon padre con un figlio perduto.

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Una mia lontana zia morta da pochi giorni si fa sentire –

Sant’Erasmo mi dà informazioni sulle possibilità di contatto con

defunti specifici e poi mi introduce un “avvocato”, non meglio

identificato, che mi viene presentato come “vigliacco” – 20/02/10

Qualche giorno fa è venuta a mancare una mia zia di secondo grado, una zia che

però nella mia infanzia frequentavo molto perché, avendo una figlia della mia

stessa età con la quale ero solita giocare, ero spesso a casa sua. Era una donna

dolcissima e me la ricordo con grande affetto per i modi benevoli e materni che

aveva verso tutti. Una vita semplice e di lavoro, vissuta per la sua famiglia,

senza mai pretendere nulla per se stessa, senza mai recriminare nulla. Quando è

venuta a mancare mia madre ha detto subito: "La zia sarà già in Paradiso",

anche perché la sua bontà d'animo era nota a tutti. E infatti, in questa

registrazione dove è venuta a darmi un ultimo saluto, lei stessa mi dice che là

dove andrà "ridere sanno fà", ossia andrà in un posto di gioia e letizia, e credo

che ciò debba essere di grande consolazione per i suoi figli, che ne piangono la

scomparsa. Si chiamava Anna, ma come spesso accade a Napoli e dintorni, il

nome Anna, almeno un tempo, si trasformava in "Nanninella" e così noi la

chiamavamo, così come ella stessa si presenta, come "Nina", il diminutivo di

"Nanninella". Doni incommensurabili che Sant'Erasmo mi fa, e attraverso me a

tutti noi! Bellissimo anche il messaggio che il santo mi lascia riportandomi

messaggi del "Maestro", prima di lasciarmi alle parole di uno sconosciuto

"avvocato" che Sant'Erasmo stesso qualifica come "vigliacco", ed il perché ce lo

chiarisce lo stesso personaggio che chiude la registrazione.

ZIA NANNINELLA

Delira?…e perché?

Timida, è lì biasimo.

Qua ci medi, lo sai?

Può giù, è vostra!

Qua accetta n’ordine.

Avverti de chi immagini: qua zia!

E qua, lì dove andrò,

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Testo


idere sanno fa!

Telefona! E comma, oh, a dire ce n’è:

ha merce, eh!

Oh, Nina, lì mò nasci e respira mò!

Due pietre può Simone, si, vendere quassù e c’entri te!

Hai lì mezzo, credi!

SANT'ERASMO

C’è là, Fra, interesse alle ombre,

sa qual è.

Sembra si organizza: mi nascondi.

Però è pirati, direttamente con spada sbagliata,

(qua vede tutto) e va a gabbie,

ci entra e un fallimento sarà!

Godi radio, su ripigliati!

C’è Maestà, e quindi riveli giù il Maestro:

su di un’onda c’ha giù i raggi,

gli fo scrivere, de là scrivi:

"mi ci metta più acciaio!.

Sperar, son onde sacre, figli!”.

De là, quando la presi:

“giuri, si va pè incendià?”.

Vien de là avvocato,

qua vigliacchi tiro.

AVVOCATO

Arte persa, feci mestiere per orgoglio!

Però, questo si, raggirò,

brutto dentro, ero lì illustre.

Dirò: qui trovan lire “ribollenti”,

giura, fammi spie e dirò:

qui arrivi in vacanza, chiudi studi

mentre c’è Olimpiadi.

Giralo: Iesù, ah, qui vi ama!

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Qui invia la nonna,

ma il piangere qui reggi!

Spiegazione del testo

Mia zia inizia la sua registrazione facendo una piccola "difesa" nei miei

confronti: qualcuno dice che io deliro con queste registrazioni, i soliti

beninformati scettici lo affermano senza il minimo dubbio né vergogna, e allora

mia zia, idealmente rivolgendosi a costoro domanda per quale ragione dovrei

delirare quando trasmetto solamente la verità che mi viene comunicata da lassù.

L'unico biasimo, dice, che mi si potrebbe fare è che sono troppo timida nel

parlare di questi argomenti, che dovrei diffonderli con maggiore forza e

parlarne ogni volta che posso. La zia mi ricorda che io sono un mezzo per loro

("ci medi", ossia fai da tramite), e che sono a disposizione di coloro che, ancora

su questa terra, tramite i messaggi che ricevo, possono "sfruttarmi" per

comprendere meglio alcune verità perché sono tenuta ad accettare un ordine

superiore che mi spinge a continuare su questa strada. La zia mi dice di

avvertire (i figli, credo) della sua comunicazione dall'aldilà, e che certo io ho

immaginato già che si tratta proprio di lei (è vero). Poi mi dice che lì dove ella

andrà dopo il suo giudizio è un luogo dove "ridere sanno fà", ovvero dove c'è

gioia e letizia, un posto senza alcuna pena. Mi esorta a "telefonare" lassù,

(spesso da lassù usano il termine "telefonare" per indicare l'atto del registrare),

perché di "comma" (definizione dal vocabolario: "ciascun capoverso in cui è

diviso un articolo di legge") ancora da dire ed esplicare ce n'è perché di "merce",

di argomenti, Dio ne ha tanti! Con un sospiro si rivolge a se stessa, come se

dopo la malattia, i pesi della vecchiaia e la stanchezza ora lei, Nina, si sente

rinascere e respirare davvero, sentendosi libera ed in piena salute. L'immagine

seguente è ancora un'esortazione che lei mi rivolge: dice che Simone, ovvero

Pietro, per tradizione il guardiano che possiede le chiavi del Paradiso, può

"vendere" due pietre dei muri del Paradiso e così, tramite il registratore, posso

entrare attraverso quel buco da cui "spiare" le cose di lassù. E' ovviamente

un'immagine poetica per rinforzare l'invito a continuare a registrare perché è

importante per le persone. Mi saluta ricordandomi che davvero ho il "mezzo",

ovvero il registratore che, con l'aiuto di loro lassù, è un ponte radio con l'aldilà,

mi raccomanda di crederci io stessa.

Il mio caro Sant'Erasmo apre dicendomi che qui sulla terra c'è molto interesse

verso l'aldilà e le anime (spesso chiamate "ombre"), e che questo interesse è

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spesso da parte di coloro che vogliono negarlo e demolire il suo fondamento.

Pare, dice il Santo, che questi elementi stiano organizzando una tesi per

sostenere che, siccome Sant'Erasmo è una persona in carne ed ossa che fingendo

lo interpreta, io lo stia nascondendo da qualche parte. Ma dico io, costoro non

potrebbero utilizzare meglio la loro fantasia? Basta rovesciare le frasi che

ottengo per trovare non il rovescio di quanto le entità ci dicono, ma le frasi

originariamente incise nella base! Lo ripeto a destra e a manca, è ben spiegato

nella sezione "basi e verifiche" del sito, ma non c'è peggior sordo di chi non vuol

sentire! Non posseggo compagnie teatrali, sono una semplice mamma di

famiglia e spesso registro (come da anni fanno anche i coniugi Desideri, visitate

anche il loro sito www.fantasmi.net) davanti a testimoni che possono constatare

la metodica coi loro occhi. Ma Sant'Erasmo, per l'ennesima volta, dice a costoro

(che sempre egli chiama "pirati" per indicarne la malafede e lo spirito violento),

che hanno una spada sbagliata, ossia combattono la battaglia ingiusta e quando

saranno nell'aldilà, entreranno nelle loro "gabbie" (è la metafora della

condizione della loro anima) per scontare la loro pena, e allora dovranno

constatare amaramente che il loro comportamento è stato fallimentare,

soprattutto, dico io, per loro stessi. Poi, prevedendo la mia amarezza a queste

rivelazioni, il Santo mi esorta a ripigliarmi e godere delle onde radio bellissime e

ricche di splendidi messaggi che stanno per arrivare adesso. La mia guida mi

svela che lì con lui c'è la Maestà del Divino Maestro che gli dà messaggi affinché

io lo scriva: dice che l'Altissimo ha voluto mettere i raggi della sua Luce Divina

e della Verità su queste onde radio, e che io scriva, mettendo in ciò che scrivo,

ancora più "acciaio", ovvero più fede e convinzione, più forza, amore verso Dio

per esortare a sperare, perché queste, dice il Divino Maestro a Sant'Erasmo, sono

"onde sacre", annunciatrici del Divino. Il Santo mi rammenta che quando mi

"assunse" per questo compito mi chiese di giurare che avrei agito sempre per

incendiare i cuori con l'amore verso Dio, e dunque è con questo fine che devo

continuare ad agire e scrivere. Poi, accomiatandosi, Sant'Erasmo mi dice che ora

verrà a parlarci un avvocato, che egli, ora, in poche parole, ci "tirerà", ossia ci

presenterà, un vigliacco.

Subito costui, di cui non ci verrà detto il nome, afferma che ha fatto il suo

mestiere di avvocato non per nobilitare quest'arte, ma solo per il suo vano

orgoglio; e spesso ha usato le sue abilità per raggirare il prossimo (vi ricorda

avvocati di vostra conoscenza, per caso?). Perciò egli confessa di essere stato

brutto "dentro", nel suo cuore, e ,nonostante ciò, è stato un avvocato illustre

sulla terra, anche perché gli uomini sono soliti onorare le persone guardando a

quanto successo hanno e non al cuore, alla generosità, che possiedono.

Probabilmente era ricco, ma ora egli ci avverte che lassù ritengono il denaro

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"ribollente", materia scottante, con cui bisogna agire con cautela qui sulla terra

cercando di non farne un idolo. Mi chiede di giurare che riporterò i suoi

messaggi: egli avverte i professionisti in carriera di non dedicarsi anima e corpo

solo alla propria realizzazione professionale, infatti, dice, quando si muore si

andrà per forza in vacanza e si chiuderanno per forza i propri studi

professionali, spesso mentre ancora la gara per chi arriva primo

(metaforicamente egli dice "le olimpiadi") e alla quale abbiamo sacrificato tutto

su questa terra, è ancora in pieno svolgimento. Mi dice di girare un messaggio

quaggiù: Gesù lassù ci ama e continua a farlo più di quando è stato in mezzo a

noi come uomo. Poi mi saluta dicendomi che da lì mi inviano la nonna e mi

raccomanda di trattenere le lacrime per la commozione.

Commento

Vorrei solo richiamare ad una semplice riflessione: le due persone che hanno

iniziato e concluso questa registrazione, durante la loro esistenza terrena erano,

secondo le nostre scale di valori umani, agli antipodi. Mia zia donna semplice,

mamma di famiglia, umile come tante persone che ci girano intorno ogni giorno

senza nemmeno farsi notare e costretta a fare i conti ogni giorno con le difficoltà

della vita, l'avvocato, invece, uomo illustre e rispettato, ricco e potente. Dal

nostro punto di vista terreno si farebbe presto a dire chi di loro sia stato più

fortunato, oggi il 99,99% delle persone prende la vita dell'avvocato a modello,

non certo quella di mia zia che ha vissuto nascosta agli occhi del mondo per

tutta la vita, senza ambizioni né potere da gestire. Ma lassù ecco che il quadro

dei valori si è capovolto totalmente: mia zia ci annuncia che andrà in un posto di

pace e gioia dove lei sarà beneficata dalla presenza del Signore, l'avvocato,

invece, è costretto ancora a fare i conti con la limitatezza dei suoi valori, a

scontare per i suoi raggiri ed i suoi egoismi, senza i quali non sarebbe certo

diventato né ricco né illustre. Ma scommetto che ora, se quell'uomo potesse

tornare indietro, sceglierebbe di sicuro uno schema di valori ben diversi ai quali

fare riferimento per poter godere della stessa serena e gioiosa pace di cui pare

godere adesso zia Nanninella. Dobbiamo pensarci, rifletterci a fondo, non

possiamo evitarlo. E qualunque mestiere si faccia, ricordarsi sempre che ci sono

delle regole morali, spesso non scritte, che ci devono fare da lampada per non

smarrire la via che ci condurrà a Dio.

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La nonna paterna mi rammenta che fortuna ho avuto a poter

ricevere queste comunicazioni, Sant’Erasmo ci ricorda con forza

che queste onde sono un dono per aiutarci ad avvicinarci alla fede

in Cristo – 28/02/10

Ho già avuto la gioia di ricevere comunicazioni dalla mia nonna materna in

diverse occasioni ed ho pubblicato puntualmente queste comunicazioni che

potrete facilmente rintracciare dalla sezione "le comunicazioni in ordine

cronologico". Però non avevo ancora, seppure in cuor mio lo avessi desiderato,

avuto la grazia di poter ricevere un messaggio dalla mia nonna paterna che si

chiamava come me, Francesca. In questa occasione Sant'Erasmo ha voluto

accontentarmi, anche se, come potrete constatare voi stessi, il suo non è un

messaggio personale, bensì i suoi contenuti sono in gran parte di carattere

generale, come del resto sempre accade quando ricevo comunicazioni anche di

miei parenti defunti. Il contatto non ha quasi mai carattere strettamente

personale, quasi che i nostri interlocutori dall'altra parte abbiano ricevuto

direttive ben precise di donare insegnamenti validi per tutti. La mia nonna

paterna morì, più che ottantenne, quando ero appena una ragazzina, era una

donna minuta e dolcissima, aveva avuto una vita davvero difficile e, dopo aver

messo al mondo 11 figli, ne aveva perso, per banali malattie, ben 7, di tutte le

età. Una donna che, nonostante le dure prove, tra povertà e dolori, aveva

conservato un carattere particolarmente affettuoso e dolce, e praticamente, da

quel che ricordo, parlava benedicendoci sempre. Me la ricordo sempre serena,

sorridente e, come tante donne di quella generazione, aveva una particolare

forza dello spirito che, a chi giudica superficialmente, può sembrare semplice

rassegnazione. In realtà, per quelle grazie impensabili che spesso toccano questo

tipo di persone, lei era serena perché aveva, per virtù naturale, una visione

"celeste" delle cose terrene e con quella fede ha vissuto fino alla fine la sua

umilissima vita. Mi esorta a ringraziare il Signore per la grazia che ho ricevuto

di poter ricevere queste comunicazioni, anzi, mi esorta a buttarmi letteralmente

ai Suoi piedi, e là, ella dice, troverò anche lei, ai piedi di quel Signore che l'ha

misteriosamente consolata in terra e poi dopo, nel Suo Cielo. Sant'Erasmo ci

mostra ancora una volta il suo instancabile spirito apostolico: l'esortazione a

diffondere queste registrazioni per far si che tanti possano avvicinarsi a Dio, è

continua, strenua, egli non è mai pago di richiamarci per educarci all'amore di

Dio, ed in ciò il suo carattere terreno non è mutato di una virgola in tutti i secoli

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che sono trascorsi da quando egli ha camminato su questo pianeta come

vescovo e poi martire di Cristo.

NONNA PATERNA

E core qua passerò e ti richiamerò,

e si dice sempre…

fai, spero, d’orecchie,

se può fare e pure po’ fa tu errore,

deve essere orecchio per dire:

“E levi il vigliacco, eh si!”.

E levi là pali,

può fare, del Re qui è l’affare!

Di nonn(a), è mia voce,

ma ero a dare, figlia, ponti e d’oro,

ho un missile!

Ci manna lì: “potete andà giu

mò che il rettile morde!”.

Dà che sto a pregà, le darò fede,

già lo fa Ida, ne ha l’hobby!

Aveva su lì dei fiori,

darà più a fare inviare,

dà là tesori, benedetto, troppo era!

Vai là a cadere ai piedi, mi trovi!

Bellissimo aiutare, su, gamba!

E sveglia piedi, la cima era a diritta

e cuore giusto hai certamente te!

SANT'ERASMO

Uh, se tiri là a Dio,

te svegliami in su,

quando il gallo canta

è sempre a posto lì!

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Testo


Ospiti, tremila ho opportuni lì,

corri spesso qui!

Ali indrio gli pose,

svegli, cambiare,

che venga Luce, và, entra!

Come? Re ira oscurarci, dirà?

E là s’han da coltivà, altra parte dire.

Dirai: “Che? Sogni di sbrinà?

c’è piazzole qui!”

Fra fai venire, mi costringo già

ch’entri in una cerasa,

e fino a Roma raduni i svegli.

Bussai giù e v’aprivo un bagaglio,

più n'hobby, semmai, era aprire.

Si era onde desideran poi, ne rimarrà!

Odi le onde, busca le onde, indaghi

veglia sugli acquisti,

pure tv e soldi, dirò che

ci entra zia O., credi, rischia!

Dirò uscirà, qui dicci c’era un babbo!

Spiegazione del testo

Visto che ho desiderato spesso di poterla sentire, e lei lo sa bene, ecco che la

nonna, dopo avermi dedicato un tenero "core", inizia prendendomi un pò in

giro: si dice sempre sulla terra, fra persone che si conoscono e si vedono poco,

"si, passerò, si, ti richiamerò", poi però magari non passiamo da quell'amico e

non lo richiamiamo. E così, ironicamente, ella si giustifica del fatto che solo ora

si è fatta sentire da me che in cuor mio l'ho invocata. Nonna mi dice che con le

mie orecchie devo continuare ad ascoltare le loro voci, lo posso fare, mi è

concesso, e posso anche qualche volta fare qualche errore di interpretazione,

l'importante è che queste orecchie mi servano per poi poter dare un messaggio

di fondo dicendo di "levare il vigliacco", ossia di stare lontani da satana, le sue

opere e le sue tentazioni. Mi ricorda che con queste comunicazioni si possono

togliere i pali che delimitano il nostro mondo da quello dell'aldilà, e che lo

posso fare in quanto questo fenomeno (lei lo chiama "affare") è permesso e

voluto dal Re. Poi si presenta dandomi conferma che la voce che sento è proprio

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di lei, della nonna, che però, dice è venuta a dare ponti d'oro con la sua

comunicazione, ponti fra i nostri due mondi e che è come se avesse un missile

da lanciarci dall'aldilà per poterci far comprendere la realtà del suo mondo. Poi

fa un'affermazione molto importante: dice infatti che specialmente in questo

periodo, da lassù, li mandano a parlare con noi, ed è perché ora "il rettile

morde", ossia satana è più attivo che mai per allontanare gli uomini da Dio e

convincerli che Egli non esiste con le sue false dottrine pseudoscientifiche. Mi

esorta a dare, che anche ella sta a pregare per me, per darmi più fede, e dice di

sapere che anche mia madre, che si chiama Ida, prega tantissimo anche per me,

addirittura ci scherza un pò dicendo che mia madre ha l'hobby della preghiera,

cioè ci si dedica tanto (è verissimo). Poi, parlando dell'Altissimo, dice che aveva

lassù dei fiori da inviarci quaggiù con la metafonia e che farà in modo da

inviarcene ancora di più (i fiori rappresentano le tante grazie che ci portano

queste registrazioni), e che questo dono immenso era anche troppo, benedetto

Lui, e così mi dice di ringraziarLo andando a buttarmi ai Suoi piedi, là dove

troverò anche lei intenta nello stesso atto di ringraziamento. Mi ricorda che è

bellissimo aiutare chi è nella sofferenza, che devo darmi da fare (gamba! Ossia:

cammina!). Mi saluta con una bellissima frase: mi dice di svegliare i miei piedi

su questo cammino, che la cima della montagna da scalare è a dritta davanti a

me, che è appunto una salita difficile, però (e qui mi ha fatto un dono bellissimo

che mi ha commossa), ella mi dice che ho il cuore giusto per farla, questa salita.

Speriamo abbia ragione.

Sant'Erasmo ci ricorda che se "tiriamo" le persone verso Dio, se le svegliamo al

mondo di lassù, quando moriremo (il gallo canta), saremo sempre a posto

davanti a Dio. Mi ricorda che ha tantissimi ospiti che sarebbero opportuni da

presentarci, e mi invita ad entrare spesso, cioè a registrare tutte le volte che

posso. Poi, utilizzando un termine in dialetto veneziano ("indrio" che vuol dire

"dietro"), dice che Dio ha posto dietro di me un angelo che dà la sua energia per

permettere queste comunicazioni, dunque bisogna svegliarsi, cambiare

ascoltando il contenuto dei messaggi, in modo da far entrare più Luce, più

verità. Qui devo fare un breve prologo. In questi giorni sono venuta a

conoscenza di una famosa profezia, fatta da più santi mistici nel corso della

storia, quella dei "tre giorni di buio" (vi invito a mettere queste parole nel

motore di ricerca per saperne di più), ovvero tre giorni in cui la Terra si

dovrebbe oscurare come castigo divino per purificare la terra dai peccatori. Fra

me e me ho riflettuto su questo evento e sinceramente non mi sono fatta un'idea

precisa, per cui ho chiesto a Sant'Erasmo di donarmi un chiarimento, Ma lui, un

pò sibillinamente mi risponde che alcuni diranno (come me): ma come, l'ira del

Re ci oscurerà addirittura? Mentre altri diranno che si, Egli fa bene, che bisogna

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coltivi i suoi figli anche con i castighi più duri. Non mi chiarisce, però fa

intendere che è solo nelle mani di Dio la soluzione di questo arcano e che noi

dobbiamo fidarci di Lui, noi uomini non siamo mai d'accordo fra di noi,

figuriamoci se possiamo rimettere in ordine il mondo da soli!. Poi mi dona una

delle sue belle immagini: mi dice che dovrò dire a coloro che sognano di

"sbrinare" il ghiaccio che ha raffreddato i loro cuori e gli impedisce di vedere

nella loro vita chiaramente, proprio come quando il ghiaccio ha incrostato il

parabrezza della nostra auto, che qui, in questo sito, ci sono delle "piazzole di

sosta" in cui è possibile sbrinare il proprio cuore ed i propri occhi, ovvero la

verità che emerge dai messaggi aiuta a sbrinare tanti cuori induriti. Basta

fermarsi con un pò di calma e buona volontà. Mi incita a far venire sempre più

persone a questa verità, che egli mi aiuterà facendo l'impossibile, come, ad

esempio, costringendosi ad entrare in una ciliegia ("cerasa" è un altro nome

della ciliegia). Ovvero farà l'impossibile per aiutarmi in questo compito e così

potrò radunare le persone sveglie e pronte di spirito "fino a Roma", ossia molto

lontano. Mi ricorda che è stato lui a bussare quaggiù per mostrarci il bagaglio

delle sue verità meravigliose (Sant'Erasmo si palesò dapprima all'incredulo

signor Desideri durante l'ascolto di un semplice disco di musica, leggete la

storia nella home page di questo sito), e dice che avrebbe dovuto essere un

"hobby", un piacere, aprirgli. Se sono queste onde che ci permettono le

comunicazioni quelle che desideriamo, egli dice di star tranquilli, che ce ne sono

tante da avanzare. Noi non dobbiamo fare altro, per rimanere sulla retta via, che

ascoltare le comunicazioni ed indagare sui contenuti in modo giusto, vegliare su

ciò che consumiamo (essere modesti), sulla tv che guardiamo (i richiami a

spegnere questa tv becera e stupida, creatrice di falsi idoli, sono tantissimi) e sul

nostro desiderio di avere sempre più soldi (deve bastarci il necessario). Poi il

Santo mi fa una triste previsione: mi dice che sta per entrare lassù (cioè sta per

lasciare questo mondo, anche se ora è in apparente buona salute) un'altra mia

lontana e molto anziana zia (se ne vanno tutte insieme!), e mi chiede di credere,

di rischiare nel porre in lui fiducia per questa previsione. Mi lascia dicendomi

che lì vicino c'è, pronto a parlare, un babbo.

Commento

Mi ha colpito il fatto che la devozione che mia nonna aveva verso il Signore

quando era viva sia rimasta intatta, anzi, com'è giusto che sia, adesso è ancora

più sentita. Mi stupisce sempre il fatto che queste persone che in vita erano

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semplici, che non avevano studiato e quindi utilizzavano un linguaggio

semplice, dopo la morte, invece, diventino così "forbite". Certo hanno l'aiuto di

Sant'Erasmo che suggerisce loro i termini, però certo entra in gioco anche

l'evoluzione spirituale che hanno avuto e che permette loro di ampliare di molto

le loro conoscenze ed in una maniera molto più rapida di quanto possa accadere

sulla terra, dove certe facoltà sono mediate dai limiti del nostro cervello.

L'appello della nonna a darmi da fare (in questi tempi in cui "il rettile morde",

tenetelo a mente) è accorato, amorevole, dolce e pieno di sollecitudine per tutte

le persone che hanno bisogno. Io terrei a mente in particolare una frase che ella

ci dice, e la segnerei in rosso per meglio farne tesoro nel vivere quotidiano:

"Bellissimo aiutare!". C'è da aggiungere qualcosa?

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Sant’Erasmo, un’anonima entità ospite e mio padre ci mettono in

guardia sui gravi mali in cui sguazza questo mondo avvolto in

una “rete mortale”; “su n’ha ira”, dice la mia cara guida,

attenzione! – 10/03/10

Sempre più spesso (e sempre con maggiore sollecitudine), nelle ultime

registrazioni, veniamo messi in guardia dai nostri comunicatori dell'oltre: ci è

stato più volte detto che i demoni sono "sciolti" e liberi di agire fra noi, che il

mondo è avvolto in una rete mortale in cui esso stesso si è stretto allontanandosi

poco a poco da Dio, più o meno consapevolmente, ed in più di una registrazione

si accenna al fatto che Gesù ritornerà sulla terra, anche se non ci viene data

alcuna chiara indicazione sui tempi in cui ciò dovrà accadere. Anche in questa

registrazione si ripresentano con una certa urgenza dei temi che stanno molto a

cuore a loro lassù: l'ira divina riguarda il fatto che saranno le nostre stesse armi

ad incendiarci, e ritengo che questa affermazione sia da intendere sia in senso

letterale (pensate a quante armi atomiche giacciono negli arsenali delle grandi

potenze), sia metaforicamente, mettendo a fuoco il fatto che sarà il nostro

stresso stile di vita, folle ed insensato, a ritorcersi, alla fine, contro di noi. Altro

tema spesso toccato è il fatto che, per credere a quanto io vado diffondendo in

questo sito, per ricercare su questa strada la verità dell'esistenza della vita dopo

la morte e conformare a questa nuova visione la nostra vita, non basta essere

solo uomini di scienza e di studio, ma bisogna avere "sangue", passione, amore

per la verità non immanente, non conoscibile con le sole facoltà del cervello, e

"sale in zucca", ovvero quella sottile capacità (che secondo me è un dono di Dio

anche quella, ma che tuttavia possiamo esercitare, superando e rigettando la

superbia di una certa scienza che si è arroccata fino a farsi puro dogmatismo) di

oltrepassare tutto ciò che è sensibile, ovvero che possiamo toccare e vedere coi

sensi, di allargare il proprio orizzonte cognitivo a ciò che trascende la realtà e

considerarlo reale alla stessa stregua della materia che ci circonda. Che questi

tempi, visti nell'insieme delle loro peculiarità sociali, morali, economiche, non

siano tempi facili è sotto gli occhi di tutti noi: mai lo sbandamento morale era

giunto a tali livelli, mai l'uomo si era trovato di fronte alle emergenze di un

mondo sovrappopolato che divora se stesso ad un ritmo che ha oramai toccato il

punto di non ritorno. E forse è per questo che il richiamo a tornare a Dio, ad uno

stile di vita improntato all'altruismo e alla sobrietà, si fa man mano più forte e

pressante, così come pressante è l'invito alla preghiera, a riappropriarsi

immediatamente del nostro "quadrante spirituale", quello che, solo, può darci

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l'illuminazione necessaria a perseverare nell'amore, nella dignità e nella fede in

Dio. Non è forse nei nostri stessi cuori che si dovrà operare la vera rivoluzione?

Non è forse partendo dal nucleo più profondo di ogni anima che dovremo

ricostruire una società più giusta? E forse questi richiami servono a ricordarci

che il vero ed unico Padrone della storia e delle nostre singole vite sta lassù, che

nessuno si illuda...

SANT'ERASMO

Testo

Era ira a fare girà più.

Costa se ami riuscire là

a credere là a Franca:

c’han da avè scopo in zucca,

oh, may be!

Dì lì: su n’ha ira, Messer qua ci dice:

giù tue armi ti incendia!

A ira grande iva associa, fatemelo scrive(re):

ci va sangue, non studio extra!

Palestra famiglia fa a ciò fare:

avè, si, matura, figlia, fede,

beh posso andare!

UN'ENTITA' BENEVOLA

Eh, di là rotta l’è sbagliata,

è sforata tra lettere.

Serve una pietra per fiorire:

l’ebbi gridare!

Ci invia, ecco Santo, ti rallegri.

Bussarono lì e giusta rotta colpire lì fa già.

Hai oro, qua porta il Re, piglia lì!

Qui lascia a vende droga e lavori,

scappa, dai!

Devo andà via, butta il fiore da lì,

però dallo in famiglia, mi permette uscire qui.

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Aprir de là, sempre là,

basta far battute e ridire, deh !

E sonan: vuoto c’è, è in Europa.

Sperano, sai, oro sparagnate e terrete qui.

MIO PADRE

Si ingrati legge poi belle qua l’ebbe!

Ma lì Piero baci ridavo qui e più zie,

e nasce, bravi già dirò, specchio d’oro lì!

Trovare papà può le onde

se davvero le alghe hai pulito,

leggeva, invitato s’offriva!

Orare, papà protesta, han rete mortale, poi fa Dieu!

Su veglia quattro babbi,

qui Dio fa una lettera là!

Ne hai spirito?

Se acqua Egli versa, carpa allevi!

Spiegazione del testo

Ecco che il tema dell'ira divina inaugura questa registrazione: a far girare le

entità che si succedono per richiamarci continuamente allo scopo di distoglierci

dal materialismo, dal consumismo e, soprattutto, dall'egoismo, è appunto l'ira

di Dio per l'insensatezza dell'uomo che sempre più si avvicina all'orlo del

baratro per il suo stesso egoismo. Qualcuno, specie in famiglia, usa abbreviare il

mio nome, Francesca, in "Franca" ed è così che il Santo mi chiama affermando

che costa un certo sforzo riuscire a credermi (più che a me, a quanto loro lassù

mi affidano perché lo pubblichi in questo sito), sforzo che richiede la necessità

di avere uno scopo ben preciso e forte in "zucca", ovvero nella testa, e quando

anche lo si avesse non è certo che si arrivi ad interiorizzare queste verità (il

Santo dice "may be", ovvero "forse", in inglese, facendo intendere che anche con

quello scopo pressante in testa non è detto che si sia ad un tale livello di

consapevolezza da credere a tutto ciò). La mia guida mi invita a dire che lassù

hanno ira, che il Signore (chiamato Messer) gli dice che saranno le nostre stesse

armi ad incendiarci, indicando così che la causa dei nostri mali nasce da noi

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stessi. Su questa grande ira, il Signore mette anche l'iva (è un modo ironico,

nello stile di Sant'Erasmo, per dirci che l'ira divina è, se possibile, molto più che

grande di quanto possiamo immaginare), e per poter rimettere in sesto le cose

non occorre studio extra ma "sangue" e passione, cuore. La soluzione non è nelle

mani del solo uomo, bisogna affidarsi a Dio ed in ciò la famiglia può fungere da

palestra per allevare una nuova generazione di uomini capace di avere una fede

matura che, sarebbe, sola, soluzione automatica di ogni male. Poi il mio caro

Sant'Erasmo mi saluta lasciando spazio ad un'entità che rimarrà anonima e che,

per la sua grande benevolenza, mi ha lasciato pensare (ma è un'idea mia) che

fosse un altro santo. Egli ci dice subito che la rotta dell'umanità è sbagliata ed è

"sforata", ovvero abbiamo oramai oltrepassato i limiti che ci erano consentiti,

"tra lettere", ovvero fra discorsi inconcludenti, non basati più sulla verità divina.

Questa entità ci ricorda che per far nascere un fiore basta anche una pietra

(avete presenti quei timidi fiori che nascono fra le crepe del cemento, come i

cardi?), ovvero in qualunque cuore apparentemente arido può nascere qualcosa

di bello. Dice che ci vengono inviati da lassù col beneplacito di Sant'Erasmo e

ciò deve rallegrarmi. Gli Spiriti Superiori, afferma, bussarono qui e per la loro

grande grazia ci aiutano a colpire la giusta rotta, a tenere il giusto

comportamento. Mi rammenta che queste comunicazioni sono vero oro

mandato dal Signore, mi raccomanda di prenderlo (con grandissima umil

cerco di non sprecare una sola lettera). Poi, come rivolgendosi a coloro che si

dedicano allo spaccio di droga, li invita a lasciar perdere immediatamente e a

lavorare, a scappare letteralmente da quella trappola. Mi dice che ci butta un

fiore quaggiù con queste parole e mi raccomanda di portare nelle famiglie

queste verità per aiutarle nel loro compito, è per questo che gli permettono di

uscire da lì dove si trova per parlare con noi. Mi incita ad aprire sempre alle

comunicazioni e raccomanda tutti noi a non fare battute stupide su queste

registrazioni (forse qualcuno le fa). Prima di chiudere mi dice che da lassù

suonano chiaro un concetto: in Europa, oramai, c'è un grande vuoto di valori,

soprattutto cristiani aggiungo io, ragion per cui assistiamo a sentenze come

quella che ha stabilito di togliere i crocifissi dalle aule scolastiche. Mi saluta

dicendomi che lassù sperano che noi, con le nostre vite, metteremo da parte

tanto oro da portare lassù (è una metafora per dire che sperano che

guadagneremo tante opere buone da far fruttare poi quando saremo

nell'aldilà).

L'ultimo a parlare è mio padre. Egli mi rincuora per certe persone che, avendo

ricevuto delle prove che attendevano, si sono poi fatte convincere da persone

malinformate che queste registrazioni hanno a che fare con lo spiritismo (che

stanca sono di ripetere sempre le stesse cose:leggete qui cosa disse papa Pio XII

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a padre Ernetti e padre Gemelli quando scoprirono la metafonia). Dice che

costoro ne avranno delle belle per capire quanto si sbagliano. Mi porta i baci di

Piero (mio marito) e delle zie che si trovano lassù, poi mi dice brava per il sito

che egli paragona ad uno specchio d'oro (specchio che riflette la verità

dell'aldilà). Mi dice che egli, papà, può trovare le onde giuste per comunicare

con me se davvero "ho pulito le alghe": fa una similitudine fra le onde sonore e

le onde del mare e mi chiede se ho fatto pulizia in me stessa con il pentimento e

la preghiera, perché con animo pulito le comunicazioni sono più facili per loro.

Mi dice che si è offerto lui stesso per essere invitato e venire a registrare. Dal

tono personale passa subito ad un richiamo per tutti: egli, dice, protesta con

forza perché preghiamo poco, ci invita a pregare di più (orare vuol dire

pregare), perché siamo avvolti nella rete mortale del male che ci affligge sempre

di più, a pregare e ad affidarci a Dio (che egli chiama in francese, Dieu). Mi dice

che con lui lassù vegliano su di noi familiari "quattro babbi", ossia Piero, lui ed

altri due miei zii e che queste comunicazioni vengono da Dio ("qui Dio fa una

lettera là"). Chiude con una battuta che cerca di alleggerire la tensione che ho

provato a sentire le situazioni prospettate al mondo se non si ravvederà: se il

Signore deciderà di mandare un altro diluvio, beh, mi dice scherzando, si

potrebbe girare la situazione a nostro vantaggio allevando le carpe!

Commento

In questa registrazione focalizzano la nostra attenzione su diversi ed importanti

temi. Sant'Erasmo sottolinea con forza che, per credere ed interiorizzare

davvero e profondamente a ciò che loro lassù diffondono anche tramite me, è

necessario avere una spinta interiore molto forte, un anelito alla verità molto

profondo che si traduce poi in una ricerca sentita che ha, come sbocco obbligato,

ciò che il Santo chiama "fede matura", ossia una fede che ha solo risposte e non

ha più alcuna domanda, vero motore di quella pace interiore a cui tutti noi

aspiriamo. In poche parole non bastano i messaggi da soli a compiere il

miracolo di trasformarci in persone nuove, più consapevoli di ciò che siamo e

dell'origine divina della nostra anima, bisogna che di questi messaggi ci

appropriamo con la nostra volontà, quella del cuore e quella della mente, che li

metabolizziamo nel nostro vissuto quotidiano facendo loro spazio nella futilità

dell'apparenza che inganna i nostri sensi. Viene poi trattato ampiamente il tema

dell'ira divina per il comportamento stravolto dell'uomo che si è allontanato da

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Lui perdendosi nei labirinti dei suoi stessi errori, tessendo da solo quella "rete

mortale" che piano piano sta stritolando l'essenza dell'uomo stesso. Le eventuali

catastrofi che colpiranno il mondo e che vengono adombrate in questa

comunicazione, ci vengono presentate come il naturale epilogo di quella

costruzione folle che l'uomo sta impiantando su questa terra al posto di Dio che

è stato rimosso col beneplacito di quel "politically correct" che ispira, per

esempio, le leggi dell'unione europea accusata di poggiare sullo sterile grande

vuoto dei non-valori che non edificano nulla di buono fra i popoli se non quel

tentativo di evitare conflitti culturali senza i quali, però, non ci può nemmeno

essere scambio produttivo di idee. Non servono studi extra per salvare il pianeta

e l'uomo che vi abita, serve passione e sangue, ovvero partecipazione prima di

tutto interiore, trasformazione del cuore di ognuno fino al punto da cambiare la

nostra stessa vita riformulando tutto il sistema di valori che fino ad oggi ha

informato sia le scelte dei governi che quelle dei singoli. Ci viene indicata la

famiglia come cellula primaria di formazione di valori ed idee, ed il valore della

preghiera nel misterioso piano della Misericordia divina che desidera salvare ad

ogni costo ognuno di noi, ma, come diceva Sant'Agostino: "Dio, che ti ha creato

senza di te, non può salvarti senza di te".

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Sant'Erasmo ribadisce i motivi della sua sollecitudine nel darci

messaggi dall'aldilà: ha una "laurea", egli dice, per portarci i dono

di lassù – 20/03/2010

La mia cara guida, Sant'Erasmo, ha voluto rendersi protagonista assoluto in

questa registrazione e, così facendo, mi ha fatto un grande dono. E', infatti, una

registrazione bellissima in cui io ho colto il senso di un affetto profondo e di una

vicinanza davvero tangibile e quindi viva e presente. Egli ci ricorda che i motivi

che lo portano a donarci queste comunicazioni (per realizzare le quali, vi

ricordo, egli deve abbandonare i suoi cieli e scendere al livello terrestre), e i

motivi possono essere ricondotti all'intento di illuminarci, di richiamarci circa i

pericoli concreti che corre il nostro pianeta e, con lui, l'intera umanità. In

definitiva è l'amore divino che ci elargisce una tale grazia attraverso la quale

possiamo acquisire una visione più ampia del significato della nostra esistenza

terrena, è la volontà divina di non perdere nessuno dei suoi figli che si renda

schiavo della propria smania di autosufficienza, di richiamarli alla verità e

ricordare loro che la vera realtà è quella del mondo spirituale e delle sue leggi

immutabili che derivano direttamente da Dio. Ironicamente il santo ci dice che

una "laurea", una specializzazione che lo rende idoneo a farsi tra tramite fra i

due mondi e per poterci portare, così, i doni degli insegnamenti celesti. Vi invito

a notare come i tratti salienti della sua personalità, quel misto fra ironia e

severità, si presentino anche in questa comunicazione con grande forza

espressiva.

SANT'ERASMO

La voce è questa, sue scarpe,

porta giù, si, è!

Fa ira angoscia, eliminà qua fa.

Sò a dirti, de là stante,

devo scrivere!

Mò le si dava, se gli dura,

abbiamo curato lì, si, stia!

Testo

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Si ronda se han disturbo in pista,

a un’ancora fissa è quindi,

oh, ivi venì giù lesto partiva

e fondi spesa qui azzeri.

Se là ti vengan a massa chiedere:

sono qua!

E ho qui laurea per dare voi doni lì.

Và lì spesso sbagliarsi col caso:

in realtà è altro e aiuti là avete

e lì vi va bene, sì!

Ahi, spesso era pien di scatolette,

tu vedi l’ira però qui, e grande merda c’è lì!

Cogliere qua, qui indicarve:

d’oro uscirà un’orchestra avviso.

Si, ne vengon dubbi e quindi le va stima.

Doce è offrire e..gestire là perigli ero.

Oro vero sopra piazzo e raccogli là,

se mi apre l’ispiro e farà ben de là.

Spiegazione del testo

Sant'Erasmo si presenta dicendoci che la sua voce è proprio questa che

sentiamo, che lì sono proprio le sue scarpe (il simbolo del mezzo che gli

permette di camminare fino a noi), e si definisce una "porta" quaggiù, un

possibilità di passaggio fra le due dimensioni. In maniera sublime ci ricorda che

l'angoscia di credere che la morte sia la fine di tutto, che non esista il mondo

dell'aldilà, genera sentimenti di ira in alcune persone, genera rabbia, però

ascoltando queste comunicazioni, questa angoscia può essere eliminata e così

vivere più sereni. Dice che egli è preposto a dirmi cose e che, stante proprio qui,

sulla terra, deve scrivere anche tramite me. Mi ricorda delle tante grazie che mi

sono state date e che ancora mi verranno date se io persevererò in questa

missione ("se gli dura"), in fondo, egli dice, mi hanno curata dall'agnosticismo

che avevo prima e quindi, per riconoscenza, devo continuare (non ho alcuna

intenzione di smettere di registrare). Mi ricorda che da lassù fanno la ronda per

vigilare che entità negative non vengano a disturbare le registrazioni, che per

questo motivo posso stare tranquilla, è come se fossi fissata ad un'ancora ben

salda nel vortice dei pericoli possibili. Dice che egli, quando registro, viene

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veloce e che dandogli questa possibilità è un pò come se azzerassi i miei "fondi

spesa", ossia riparassi un pò i torti fatti nella mia vita. Mi dice che se mi

vengono in tanti a chiedere di lui, ebbene lui è qua, dove io registro. Ci dice con

ironia di avere una "laurea" che gli permette di portarci i doni di queste

comunicazioni. La frase seguente è davvero una meravigliosa rivelazione: egli ci

dice che noi spesso, sbagliando, attribuiamo al caso tante cose belle che

accadono nella nostra vita, e invece non è così, egli ci rivela che noi tutti

abbiamo aiuti da lassù che fanno in modo che le cose poi ci vadano bene.

Sant'Erasmo, quasi come se stesse dando uno sguardo al pianeta dall'alto, ci

dice che spesso vede solo scatolette, rifiuti, e ciò provoca ira tra gli Spiriti

Superiori e grande sporcizia (il santo usa un termine molto più forte per dare la

misura della sua rabbia di fronte ad un simile spettacolo) nell'ambiente in cui

viviamo, oramai sempre più violato ed offeso dall'uomo. Anche se il significato

della frase seguente non mi è ben chiaro, posso ipotizzare che egli voglia

informarci circa un possibile prezioso avvertimento che verrà fatto all'umanità,

avvertimento sulla cui natura non è dato sapere nulla, ma che dovrebbe avere lo

scopo di un forte richiamo al ravvedimento. Poi passa ad una riflessione: egli si

rende conto che dinanzi alla straordinarietà di queste comunicazioni è facile che

vengano dei dubbi a tanti, ma proprio per questo, per il fatto che ho il coraggio

di affrontare questi dubbi a volte anche in malafede, mi va data stima (bontà

sua!). E' dolce offrire (dice "doce" in dialetto napoletano) queste verità per lui ed

anche per me, e poi c'era lui in persona a gestire ogni possibile pericolo (perigli

significa pericoli) che possa derivare da queste registrazioni. Ci saluta

ricordandoci che tutto ciò che ci viene dato è oro vero (spesso l'immagine

dell'oro è associata alla preziosità delle comunicazioni metafoniche), oro che lui

ci prepara lassù per farci poi raccogliere qua, ci ricorda che se gli apro la porta

del mio registratore egli può ispirarci a comportarci bene quaggiù.

Commento

Io ci ho letto la sollecitudine di un padre buono in questa registrazione, ci ho

letto l'amore ostinato per questi figli di Dio in esilio sulla terra e ciechi circa le

realtà spirituali, il loro vero scopo, le loro vere mete. Ci ho letto il dolore di

vederci sordi ed indifferenti, egoisti e preoccupati solo del successo terreno,

delle apparenze, delle forme effimere e passeggere. Sant'Erasmo ci richiama alla

"giusta battaglia" per trovare la verità, però stando accanto a noi in campo, con

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la sua saggezza, la sua fedeltà a Cristo e col suo stile così particolare, con la sua

ironia ma anche con la sua intransigenza morale che sempre ci ispira a guardare

il volto di Cristo per ritrovarvi la semplice e perfetta via della giustizia e del

bene. Ed è compito di un padre come lui ricordare ai suoi figli, come egli ha

fatto in questa registrazione, che il sostegno e l'aiuto, se sappiamo vederli, ci

sono sempre nelle nostre vite, magari nascosti sotto l'apparenza di dolori o

contrarietà, ma ci sono, sono importanti in ogni momento in cui magari ci

sentiamo abbandonati e ci sono come segno tangibile dell'amore del Padre

Celeste.

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Sant’Erasmo ci rammenta il valore della Pasqua. Parla Tina,

un’entità che invita coloro che l’ammiravano in vita a non seguire

il suo esempio di vita vissuta solo per il piacere e poi finita

tragicamente – 23/03/2010

Una registrazione breve ma molto intesa, incentrata, questa volta, sul valore

della famiglia che oggi è messa sotto assedio da una miriade di problemi e sul

grande valore che per noi tutti dovrebbe avere la Pasqua che si avvicina.

Sant'Erasmo ribadisce ancora una volta che l'intento di quanto egli viene a dirci

è quello di invitarci al cambiamento interiore, di richiamarci ad un cambio di

prospettiva e di visione, ed è anche quello di aggiustare la mira a coloro che

offendono Dio. I modi per offenderlo oggi sono molteplici e spesso passano

anche attraverso il cosiddetto "politically correct" che vorrebbe vederlo abolito,

come scomodo principio, da ogni umana azione e da ogni umano pensiero. I

modi per offenderlo passano talvolta ignorati, si mascherano dietro il

quotidiano stillicidio di offerte e di stimoli al consumatore, allo spettatore,

all'adolescente, stimoli per gli occhi e per la mente sempre più ingabbiata e

instupidita nella contemplazione del vuoto che c'è dietro al mondo

materialistico e parossistico dei nostri tempi. Si avvicina la Pasqua e il santo ci

invita a risolvere un rebus chiedendoci chi fu a versare "sangue dalla carne" per

tutti noi. Già in questa semplice frase è insita la risposta che prevederebbe il

senso di stupore e di immenso rispetto che ognuno di noi dovrebbe avere

dinanzi alla Sua Maestà divina, e invece, dice il caro Sant'Erasmo sconsolato,

nemmeno quando Egli sta per giungere sulla terra nei giorni di Pasqua il mondo

mostra vergogna di se stesso, considerando questa festa solo come l'ennesima

occasione per farsi un viaggetto e farsi una mangiata in compagnia.

La seconda entità, Tina, ci informa che il suo stato non è proprio felice lassù. Si

ricollega al discorso in difesa della famiglia che ci ha fatto anche il santo e,

lasciandoci intuire che molti avevano invidiato il suo stile di vita, invita costoro

a rivedere i loro giudizi perché, in fondo, poi la sua vita è finita male, segno che

non era stata poi una vita invidiabile: ella ci dice di essere caduta in un fiume, e

ci lascia il sospetto che sia stato un suicidio.

Testo

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SANT'ERASMO

Sotto di cambiare gli dirà,

prende l’onda, qui regge:

tirammo pè salvà mira a chi offende.

Di largo alle boe vedo una famiglia,

tagliava mira, a piedi sta,

flotta lì attrezzando

a donà e corsie dà là guide!

Fà entra e gli rubo e qui s’apriva, va!

Scrive, la tiro dietro a me.

C’era sangue, versava dalla carne:

dirò che con i rebus si vive lì!

Dirò qui l’accendi la pila a stà lì!

S’andò, già lancio ortiche qui:

giù è Pasqua, quand’è Pasqua,

si eh, già Cristo arriva

e vergognare non ha qui!

TINA

A me è brutto, qui nulla esce!

E fede: voi no divorzià, e più là c’è!

E a chi me, me laudava:

il viver qui sciogli,

c’era da bocciarli.

Hai trame dandy? Qua ti rifà!

Ah Tina murì, vedrai stella,

o sciumm’ cadei lì, eh!

Spiegazione del testo

Il Santo mi ricorda ancora una volta che il succo del suo dire è l'invito a

cambiare che ci rivolge, e mi rassicura che l'onda radio che tiene in

comunicazione i due mondi regge, è salda. Ribadisce che, se ci "tirano" sulla

terra i loro insegnamenti, lo fanno per correggere la mira di chi, col proprio

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comportamento, offende il Signore e le sue leggi. Passa poi ad una delle sue

frequenti metafore "marinare" per poterci parlare della famiglia, non una in

particolare, ma di tutte le famiglie che oggi, come lui stesso ci dice, rifuggono

dagli scopi che Dio si era prefisso per loro, si sfaldano facilmente, e così facendo

sono "rimaste a piedi", hanno perso il mezzo più rapido per crescere e trovare

equilibrio; però lassù attrezzano la flotta per venire in aiuto e donare a queste

famiglie una corsia precisa, un percorso segnato, e ciò è spesso il dono che ci

fanno le nostre guide invisibili da lassù. Mi chiede di continuare a fare per lui ed

entrare lassù col registratore, che lui è disposto a "rubare" (ironizza) al Signore

quanto può donarci e poi, mi dice, lassù aprivano la porta per farci conoscere

meglio questa realtà. Dice che se io scrivo è perché lui mi tira dietro a sè, è lui

che guida. Poi, cambiando argomento, cita "qualcuno" che versò sangue dalla

sua carne per tutti noi e quasi mi sfida a risolvere il rebus, a indovinare che sia

stato costui, in fondo, egli dice, qui sulla terra tanti ci vivono coi rebus! E,

notate, lo dice con grande ironia, riferendosi ai tanti "incantatori di serpenti" che

oggi si spacciano per politici e governanti. Mi ricorda che è come se io

accendessi una pila per illuminare il buio del mistero che circonda la nostra

esistenza a stare qui con lui. Poi, preparandosi a salutarci, dice che ora ci lancerà

un pò di "ortiche", ossia dirà qualcosa che certamente ci irriterà e non ci farà

piacere ascoltare: Fra poco sarà Pasqua e quando è Pasqua arriva Cristo Risorto

nel mondo, però nemmeno in questa santa occasione il mondo prova un pò di

vergogna per se stesso, per ciò che è diventato, e continua a infangarsi nella sua

follia e nei suoi falsi valori.

La seconda entità ha nome Tina, ci informa che per lei lì è brutto, non è in un bel

posto. Ci invita ad avere fede in lei che ci porta il messaggio di non divorziare

perché poi dopo la nostra morte c'è di più ancora lassù e dovremo dare conto

anche di questo gesto. Poi, idealmente rivolgendosi a coloro che in vita l'hanno

lodata ed invidiata ritenendola una persona realizzata per il suo stile di vita (che

in verità non ci viene chiarito) che ella definisce "dandy", ovvero ispirato alla

ricerca della eleganza formale, dello stupire sempre gli altri, della perfezione,

ripeto, esclusivamente formale della propria esistenza. Però, dice, se uno ha

questa tenenza, stia attento perché poi lassù "ti rifanno", ovvero ti tolgono il velo

che ti impedisce di comprendere quanto sia stupido un simile atteggiamento,

vuoto e fine a se stesso. Mi dice poi il suo nome, Tina, e ci fa intendere che ella

morì in seguito alla caduta in un fiume (dice "sciumm" in dialetto napoletano,

che significa, appunto, "fiume"). Non ci spiega se si è trattato di un suicidio o di

un incidente.

57


Commento

I temi che vengono trattati in questa registrazione, il valore della famiglia ed il

bisogno di una maggiore consapevolezza e rispetto del Sacrificio che Cristo ha

fatto per noi, vengono forse per la prima volta trattati con tale forza e chiarezza.

La riflessione non è difficile, basta guardarsi intorno per capire il dispiacere che

Sant'Erasmo mostra nel parlarci di tali tematiche: mai come oggi manca la

percezione dell'impegno, della fedeltà, della responsabilità. Ciò ha riguardato

anche me nei tempi in cui sono stata lontana dal Signore, avevo perso la bussola

e così ho commesso anche io questi errori perché consideravo la vita solo dal

mio punto di vista, pensando che il "diritto alla felicità" fosse il valore

preminente a cui far riferimento. Poi Gesù è venuto a togliermi la benda, e allora

ho visto con chiarezza che la "felicità" terrena è un fatto passeggero, che presto

poi desidereremo un'altra felicità, e che, comunque, essa non può nascere come

un fiore solitario in un deserto, ossia senza tener conto anche di quella di chi ci

sta intorno, soprattutto i figli, senza coltivarla giorno per giorno con pazienza e

amore. Piuttosto sarebbe utilissima una seria riflessione prima di affrontare il

matrimonio, considerarlo un fatto centrale nella propria esistenza, riflettere su

ogni conseguenza, non fondarlo sul capriccio del momento o solo

sull'innamoramento (che poi si trasforma, inevitabilmente), ma il matrimonio,

oggi, è diventato anch'esso uno spettacolo televisivo che deve stupire e

divertire, un affare per vendere, una palestra dove misurare la propria capacità

di imporre la propria volontà ed i propri desideri. Se poi l'altro non ci sta,

peggio per lui (o lei), si torna subito per la propria strada, dove si cercherà

subito un'altra felicità e così via, senza senso. Per trovarlo, il senso, c'è bisogno

di fare la strada stando "nelle corsie" che ci vengono da sempre indicate, come

dice Sant'Erasmo, dalle guide superiori che parlano al nostro cuore, e loro lo

fanno, oh, se lo fanno!

58


Piero mi parla del sale benedetto che Sant’Erasmo mi "invia" per

proteggermi dai disturbi che ho subito in questi ultimi giorni –

Un entità di nome Diana ci parla delle comunicazioni e di se

stessa – 14/04/2010

I lettori fedeli del mio sito ben sanno che il 10 e l'11 aprile scorso ho partecipato

come relatrice al convegno "La vita oltre la vita" organizzato dal Lions Club di

Reggio Calabria. La mia cara guida mi incoraggia a partecipare a questi eventi

per due motivi principali: il primo è che sono efficaci mezzi di diffusione di

questa realtà ed il secondo è che, nei convegni, spesso si incontrano persone

provate da gravi lutti alle quali possiamo sempre dare un forte segnale di

speranza e di fiducia anche solo colloquiando con loro individualmente. Però,

evidentemente, la cosa non è gradita a qualche altro tipo di entità, ed infatti, il

giorno prima della mia partenza da Venezia per Reggio Calabria me ne sono

successe di tutti colori: il mio computer portatile, un ottimo computer con poco

più di un anno di vita, si è improvvisamente fulminato (per fortuna avevo

salvato presentazione e relazione su una chiavetta usb così ho potuto usare il

computer dell'amico Luigi Cama anch'egli presente a Reggio), per il giorno 9

aprile, giorno della mia partenza, è stato proclamato uno sciopero improvviso

del personale di terra dell'aeroporto Marco Polo di Tessera (Venezia), per cui il

volo prenotato rischiava di saltare e ho dovuto farmi il viaggio fino a Roma in

treno, ed infine il mio televisore di casa (un nuovo LCD 46 pollici) si è oscurato

senza alcun motivo apparente e ancora non riusciamo a farlo funzionare. In più,

giunta a Reggio Calabria per partecipare ad una trasmissione a tema presso gli

studi televisivi di una tv locale importante (RTV), avendo anche pochissimo

tempo a disposizione perché la trasmissione era in diretta, sono stata lasciata lì

da chi aveva il compito di venire a prendere i partecipanti al convegno e che se

n'è andato prima del previsto, pensando di aver prelevato tutti i partecipanti al

convegno. Sono riuscita ad arrivare trafelata agli studi proprio pochi minuti

prima dell'inizio del programma. Al mio ritorno a Venezia (un viaggio

allucinante, con forti turbolenze e malori tra i passeggeri) la mia valigia è andata

persa e sono rimasta tre giorni in attesa che la ritrovassero. E mi fermo qui. Una

serie inaudita di contrattempi che non si erano verificati in anni interi. Il perché

me lo dice Piero in questa registrazione: un entità non benevola, un

"osservatore" ma dotato di "aghi" per pungermi, mi tiene sotto tiro per

impedirmi di fare ciò che faccio. Ci sarebbe da preoccuparsi se non mi

giungesse il "sale benedetto" che Sant'Erasmo mi manda per protezione.

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Evidentemente il sale è un simbolo concreto per indicare un gesto esorcizzante

(durante gli esorcismi viene usato anche un sale esorcizzato). Tempo fa, durante

una registrazione, Sant'Erasmo mi disse "costi ha tutto", cioè ogni cosa ha un

prezzo, e così anche il nostro desiderio di andare oltre, di avventurarci nei

territori che solitamente sono preclusi agli uomini, ha un prezzo da pagare. Ma

finchè avrò Sant'Erasmo con me io non temo nulla. Bellissimo anche quanto ci

dice, illuminandoci, la seconda entità, Diana, che ancora una volta ci fa intuire

gli sforzi che anche loro fanno per poter comunicare con noi.

PIERO

V’è un osservatore, però ha qui l’aghi.

Enorme lusso dà qua, vero,

fa un giro, qui dirò, là Piero:

male qui sta!

Inutile io, sai, ero:

didisturbi l’hai e rischi là hai.

Fosse serrature da là

io giù, qui dichiara, l’aprirà.

E lima che c’ha domandare lì,

pagherà volè la risposta,

ti giunga il sale, gli dà prete già qui,

e lì uscirà.

Qui c’è spie: va a morire il verme,

và, da questi piedi, là, leva.

Si, me scappa: la moglie era là nostra:

giù lì manda a remà.

DIANA

Ma il Signore, se sta lì, qua veglia,

ah, già sta là!

Ne fa, si, legger, pare!

Se lascia solo fari nei rami,

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Testo


trovar c’ha l’echi de lì dire, là, noi.

Hai lì trovabile noi,

salma che me bruciai!

E su viaggiai,

era nero, mò coi rai (raggi)se scenne!

Ero lì Diana, fa di lì virtù!

Ah, stretti a voi Re ci entri!

Spiegazione del testo

Piero (mi dirà più avanti di essere lui) mi avverte che c'è un osservatore

invisibile e non benevolo che esamina il mio operato, un osservatore che, però,

ha "l'aghi", cioè, metaforicamente, gli strumenti per pungermi, provocarmi

fastidi. Pensando all'Altissimo dice che Egli gli concede un lusso enorme

facendogli fare, in maniera figurata, un giro qui sulla terra grazie alla metafonia,

poi fa un'affermazione che credo si riferisca al fatto che vede che il male, quindi,

sta qui, attorno a me, spiando ciò che faccio e dunque egli si preoccupa perché,

mi dice, si sente inutile in quanto non riesce ad aiutarmi ad allontanare questa

presenza che mi dà disturbi e mi ribadisce che corro sempre dei rischi facendo

metafonia. Poi, proprio fedele al suo carattere terreno, ostinato e deciso, dice che

se si trattasse di aprire delle serrature per tornare qui e difendermi, sicuramente

lui le aprirebbe in ogni modo. Poi mi chiede di domandare protezione

(metaforicamente egli parla della lima che il Signore ha per spuntare quegli aghi

appuntiti), certo pagherò il prezzo per aver voluto la risposta al mistero della

morte, però poi mi dice che mi giungerà il sale esorcizzato di Sant'Erasmo (il

prete) e questo farà uscire l'entità negativa dal mio ambiente. Dice che lassù

hanno spie che avvertono che quel verme morirà (ossia finirà di darmi fastidio,

notate che lo chiama dispregiativamente "verme"), e pare intimargli di

andarsene dai piedi. Chiude con una nota tenera, di cui pare quasi scusarsi per

il fatto che queste sue parole paiono legarlo ancora troppo al piano terrestre,

dice che gli scappa una cosa da dire: mi ricorda che io ero sua moglie (parla al

plurale come spesso fanno quando non trovano le sillabe adatte per esprimersi

al singolare), in un gesto di dolcezza e nostalgia che mi ha commossa. E come

sentendosi ancora parte di una coppia, dice che il Signore manda lui da una

parte e me dall'altra, a remare per portare questa verità a tutti.

La seconda entità, che si presenterà come Diana, ricorda che, comunque, queste

registrazioni sono sotto la protezione del Signore che veglia su quanto faccio (mi

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assicura quindi dopo quanto mi ha detto Piero). Ci ricorda che il Signore ce ne

fa leggere di cose meravigliose tramite queste registrazioni! Poi, con

un'immagine poetica, mi fa capire il loro compito lassù: è come se ci lasciassero,

grazie a questi messaggi, delle luci fra i rami di un albero frondoso e fruttuoso

(lo interpreto come la vita nel suo complesso, prima e dopo la morte) e loro

devono sforzarsi di ritrovare gli echi del nostro modo di esprimerci terreno per

farsi capire (capite la bellezza di questa rivelazione?: loro che non hanno più

voce, apparato fonetico, laringe per parlare, devono agire sul registratore per

poter farsi comprendere da noi, per poter riacquistare un sistema di fonazione

col quale poterci parlare. Vi ricordo che loro lassù comunicano telepaticamente,

quindi immaginate lo sforzo che fanno, sempre sotto il controllo di Spiriti

Superiori). Poi ella, quasi con sorpresa, mi invita a riflettere sul fatto che qui, nel

registratore posso trovare vivi e coscienti anche coloro che, come lei, si sono fatti

cremare, ridurre in cenere, dopo morti: cioè l'entità cosciente non si serve del

corpo al di fuori del quale essa può ancora vivere e comunicare. Poi,

rammentando il momento della sua morte, ella ci dice che "viaggiò" verso l'alto,

verso l'altra dimensione, dove però si ritrovò in un luogo nero, scuro (dal quale

forse è uscita ora), però ora, grazie ai raggi di energia messi a disposizione da

entità angeliche, ella può ancora scendere sulla terra. Poi dice che qui sulla terra

si chiamò Diana, e mi invita a far virtù di quanto lei ha detto. Saluta con un

augurio: che il Re entri fra tutti noi, vivi e "defunti".

Commento

Ho già dichiarato, in altre occasioni, che da lassù i nostri cari sorvegliano

costantemente su di noi: in questa registrazione ne abbiano l'ennesima

conferma. Piero viene a mettermi in guardia invitandomi a pregare e chiedere

protezione, ma mi rassicura anche, facendomi capire che il "sale" che

Sant'Erasmo mi invia da lassù (il sale esorcizzato viene usato negli esorcismi) mi

protegge. Ho trovato bellissime le immagini con le quali Diana si esprime per

farci capire anche il loro sforzo principale durante le comunicazioni: quello di

riadattarsi al nostro modo di comunicare che avviene attraverso parole,

attraverso l'articolazione della parola che veicola il pensiero e che spesso sono

inadeguate. Sforzo che compiono con l'aiuto dei maestri spirituali e delle entità

angeliche che forniscono loro l'energia ed il "modus operandi" per riuscire ad

incidere il nastro grazie all'azione sulla testina magnetica del registratore. Vi

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faccio notare l'augurio che ci lascia Diana, quello che il Re sia stretto a tutti noi

viventi, quelli che stanno da questa parte e quelli che stanno dall'altra parte.

63


Sant’Erasmo mi porta mia zia Concetta, passata oltre il 27 marzo

scorso - Registrazione effettuata il 20/04/10

Questo è stato un anno particolarmente difficile per la mia famiglia:

improvvisamente diversi lutti ci hanno colpito in breve tempo e tre mie zie se ne

sono andate lassù nel giro di pochi mesi l'una dall'altra. L'ultima in ordine di

tempo è stata la sorella di mio padre, zia Concetta, che è passata oltre il 27

marzo scorso dopo aver trascorso alcuni giorni in coma a causa di un ictus. Si, lo

so, si dice sempre, quando una persona è morta, che era una persona

meravigliosa, ma credetemi, nel caso di zia Concetta era proprio così, senza

alcuna retorica. Donne all'antica, con solidi valori morali e religiosi, dedite alla

famiglia: ce ne sono pochissime oramai, e mia zia era una di esse, con in più una

dolcezza materna che la faceva amare non solo da noi familiari, ma anche da chi

aveva avuto la fortuna di conoscerla e frequentarla. Persona semplice,

depositaria di un sapere antico che amava esprimere coi suoi detti in dialetto,

altruista e generosa, mia zia era soprattutto una "donna d'amore". Non saprei

trovare una definizione migliore per lei che, le ultime volte che mi ha vista, mi

ha confidato la sua assoluta serenità all'idea che la sua vita stava oramai

volgendo verso la sua fase finale. Non temeva in alcun modo la morte perché la

sua profonda fede la sosteneva e le dava la certezza che nell'aldilà avrebbe non

solo rivisto le persone care che l'avevano preceduta, ma che lì avrebbe trovato la

vera gioia e la vera felicità, anzi, la vera vita. E così è stato, e lei non vedeva l'ora

di venire a dirmelo tramite il registratore perché anche suo figlio (mio cugino

Giuseppe) lo sapesse e si consolasse un pò della sua perdita. La mia cara guida

ha voluto ancora una volta donarmi la gioia indicibile di poter ricevere un

simile messaggio da donare non solo a mio cugino e ai suoi figli che adoravano

la nonna, ma a tutti voi che leggete: e anche dopo tante registrazioni è sempre

stupefacente per me l'idea di ascoltare la profondità delle parole di una persona

cara che mi parla dai territori che stanno oltre la morte per portarci consolazione

e squarci di un mondo di "incanto". Ciao, zia!

SANT'ERASMO

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Testo


Libro è grande, ci lascia entrà

se giran queste onde:

ce assicurerà il rischio!

Ma il ministro riprende,

lì sa chi hai mostrato.

Si verrà, figlia, è il Re ad assistere

quindi giù aprire, Venezia!

Con bruci ora chilogrammi (indussi, dimme?)

ma l’usci non l’ho stretti e giungo lì.

Costà tu, Fra, ammirai il dì (re),

già lì dire!

Si leva acqua, sopra hai due spie:

due massi le atterrì!

Ah, lingua furba ti verrà lì,

invita allo stadio chi martire fu lì!

E’ lì zia ch’entra, di lì aprire!

Ma m’insiste: “E prende giù Danila?

Qua bisogna gridà!”

Più sta salendo a incanto di coppie!

Dove qua sei in onda, pronta vista

gli cresce da qui su un albero,

figlia e ritrovi là zia!

Ah e dagli un errore su là!

ZIA CONCETTA

Farà lì versi, noi,

si, (av)vertino figlio noi!

Fai verde il lupo, si,

roder se lei ha smesso e le fonassi no!

Si fai c’è na scena su l’Arca:

hai giù, si n’è ver chiar, Troisi,

ci mette i ragazzi fiori.

Puoi giù dà zia!

Età chinava,

e dimena a chi dolori troppi crea,

virtù l’hai e chinati,

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voglio detrà(rre) merda lì,

dopo sviene Rubbia,

coi martiri andare po’ su lì.

E noi, s’anema è asciuta,

baciai i vivi,

e non me li baciassi non hai virtù.

Attivi lì gruppi, sorride a tutti,

e si, mieti, le braccia smosciare!

A sé i dischi ne sa di scelta

chi filo conosce, dicci e arriva!

A noi giù risorsa hai,

e or c’ha ali vostra figlia.

Ha martire, mah!, e l’arte e fatti

da là, si do sti raggi, ir, sali e urli:

“Santo!”

E n’ordine era e…qua a’ zi’ esc….

Spiegazione del testo

Il libro di cui ci parla Sant'Erasmo è quello della vita: il grande e meraviglioso

progetto dell'esistenza messo a punto dal Creatore che si dipana come un

grande libro ove tutto è scritto e previsto, anche il fatto che i morti potessero

entrare in questo nostro mondo per parlarci. In poche parole è previsto dal libro

del Creatore che loro potessero entrare in questo nostro mondo grazie alle onde

radio, e, se le faremo "girare" nel modo giusto, saremo anche "assicurati" contro i

rischi che derivano a volte da questi contatti. Il santo si definisce "ministro" e mi

dice con gioia che finalmente ora, dopo un periodo di fermo dovuto a miei

problemi familiari, egli può riprendere i contatti, ed inoltre, mi dice, lui conosce

bene coloro i cui volti "metavisivi" ho mostrato al convegno di Reggio Calabria.

Mi ricorda che "loro" verranno sempre perché c'è il Re ad assistere per la riuscita

di queste comunicazioni e dunque mi invita ad "aprire" il registratore qui a

Venezia, dove vivo. Notate come loro lassù sanno perfettamente tutto di noi

quando loro permesso da Dio: egli sa che ho intrapreso una dieta alimentare e

così mi fa una battuta: prima mi chiede se è stato lui con le sue sollecitazioni ad

indurmi a prendere la decisione di fare una dieta, e poi mi dice che comunque,

anche se dimagrirò, lui gli "usci" fra i due mondi non li ha di certo ristretti, li

tiene cioè sempre ben larghi per poter continuare a venire giù senza problemi.

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Mi fa poi un complimento per la relazione che ho tenuto al congresso di Reggio,

e mi dice che ha ammirato quanto ho detto. Poi cambia discorso e riferendosi a

quelle due povere ragazzine che sono morte travolte dai massi sulla spiaggia di

Ventotene qualche giorno fa, mi ricorda che tutto ciò è accaduto perché l'acqua

"si leva", si solleva (quasi ribellandosi all'uomo), e agisce in maniera pericolosa

per noi uomini per via della gestione sconsiderata del territorio che ci sta

portando alla rovina. Mi predice che imparerò a parlare in maniera sempre più

consona di ciò che concerne la vita dopo la morte e poi pare quasi fare una

battuta dicendo che lui, che qui sulla terra fu martire, invita tanta gente ad

ascoltare questi argomenti da riempire uno stadio. Poi mi dice finalmente le

parole che attendevo: c'è la zia che sta per entrare dopo di lui, devo aprire (in

senso metaforico, ovvio), e siccome ultimamente non ho potuto dedicarmi alle

registrazioni per motivi familiari che mi hanno tenuta molto impegnata, pare

che la zia, impaziente di comunicarci il suo stupore di ritrovarsi viva in un

mondo meraviglioso, insista con Sant'Erasmo, pare quasi che chieda, visto che

io tardo a contattarla, a voler comunicare con Danila (Danila Desideri, la moglie

di Virgilio, loro sono stati i miei maestri per quel che riguarda la metafonia).

Insomma zia era proprio impaziente di comunicarci la sua meraviglia, e pare

non ce la faccia ad aspettarmi perché, dice, "qua bisogna gridà" le meraviglie che

ora lei conosce. E intanto, dice Sant'Erasmo, lei sta salendo all'incanto che

attende le coppie che si sono amate sulla terra, e con ciò il santo mi fa capire che

lei è in compagnia di suo marito, deceduto diversi anni prima e che pareva

aspettarla con ansia. Il santo, con la bella immagine dell'albero che cresce lassù

pronta vista, mi ricorda che con queste onde davvero è come piantare degli

alberi i cui frutti raccoglieremo poi un giorno lassù: i loro messaggi, infatti,

mettono ogni giorno semi in sempre più cuori e ciò è un fatto di cui tanti mi

danno testimonianza. Inoltre, egli dice, oltre a ciò ritrovo mia zia come un

bellissimo dono che proprio queste benedette onde ci lasciano. Il santo mi saluta

facendomi presente che ogni volta che registro e decifro i messaggi ho la

possibilità di liberarmi da un mio peccato, un mio "errore" come lo chiama lui,

per cui mi invita a darne un altro anche alla mia zia che lo "prende" in cambio

del mio impegno per decifrare la sua registrazione.

La zia Concetta esordisce quasi con stupore avvertendoci che ora farà dei versi

per noi (si meraviglia anche del tipo di linguaggio che ora può utilizzare senza

alcun problema di comprensione) e mi prega di avvertire il "loro" figlio che lei è

venuta, mio cugino Giuseppe, e parlando al plurale mi fa capire che con lei,

silenzioso, c'è anche suo marito nonché mio zio. Mi invita a rendere verde di

rabbia colui che altre volte mi è stato indicato come "il lupo", l'entità negativa

per eccellenza che, dopo aver cercato di intralciare il mio convegno di Reggio

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Calabria (vedi registrazione precedente), ora si rode nel dubbio e nella vana

speranza che io abbandoni le registrazioni e che la zia non mi avrebbe quindi

"fonato" ovvero non sarebbe venuta a registrare. Poi, sorprendentemente, zia mi

fa intravedere una scenetta cui lei stessa pare stia assistendo, è una scenetta che

ha per argomento l'arca di Noè e per protagonista Massimo Troisi (mi sono poi

ricordata che effettivamente quando lui faceva parte della "Smorfia" questa

scenetta l'aveva effettivamente fatta con Lello Arena nei panni di Noè). Forse

alla zia piaceva questo attore e ce lo ha voluto ricordare. Poi ella dice che i

ragazzi lassù mettono fiori per questo attore, probabilmente in segno di

ammirazione. Zia mi conferma che posso diffondere le sue parole, posso

trasmetterle, quindi mi conferma che ha il permesso di Dio per parlarci. Ci

ricorda che ella è passata oltre quando oramai l'età già la rendeva china e la

"dimenava" per i dolori che le creava, per cui pare contenta ora che tutti questi

dolori sono svaniti, poi mi dice che ho la "virtù" per comunicare con loro e che

per questo devo chinarmi dinanzi all'Altissimo per ringraziarlo per questo dono

immenso, e poi, con un'espressione un pò colorita che già altre volte è stata

usata da loro lassù, la zia mi dice che lei, con il suo messaggio dall'aldilà

vorrebbe togliere un pò di marciume da questo mondo corrotto e materialista, e

nel dire ciò si rende conto anche che gli scienziati (che lei identifica con il

preciso nome di Rubbia, noto scienziato premio Nobel per la fisica), dinanzi alla

realtà della metafonia, addirittura si sentiranno"svenire" anche se in senso

metaforico, in quanto essa contraddice tutte le loro belle teorie finora costruite

ed accettate. Ella ci dice che poi andrà su coi martiri, ossia potrà andare in

Paradiso, e ciò consola molto tutti noi come potete immaginare. Poi, quasi a

voler dare un'ulteriore prova della sua identità, ella dice qualcosa in dialetto

napoletano: dice che ella, quando la sua anima uscì dal corpo dopo la morte, si è

soffermata per un pò per baciare tutti coloro che erano intorno al suo capezzale,

e poi, rivolgendosi a me, mi dice che non avrei alcuna virtù se ora non glieli

ribaciassi tutti (cioè devo portare a loro di nuovo i suoi baci). Poi mi spinge ad

attivare gruppi di persone che si interessino di diffondere i messaggi, di farlo

perché Dio sorride a tutti coloro che credono ed hanno la speranza della vita

eterna, mi dice di "smosciare"e braccia, di darmi da fare e così "mieterò" un bel

raccolto. Riferendosi poi a Sant'Erasmo, dice che è lui a scegliere quali testi

incidere sui miei nastri (spesso chiamati "dischi") e che basta chiamarlo e lui

arriva sempre. Mi rammenta che ho in loro una grande risorsa e poi mi dice che

quella bambina che persi al sesto mese di gravidanza prima della nascita del

mio secondo figlio, ora ha delle ali, è un angioletto: lei l'ha quindi vista. Dice poi

che il martire ha sia l'arte per costruire i messaggi sul rovescio del nastro che i

fatti da narrarci per darci insegnamenti, e che se lei ci ha potuto dare questo

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messaggio grazie ai raggi che gli angeli mettono a disposizione per comunicare

con noi, dobbiamo salire idealmente in alto e per ringraziare urlare "Santo" a

Colui che lo permette. Poi mi lascia dicendomi che ora ha ricevuto l'ordine di

chiudere e con un'altra espressione dialettale mi dice che la zia, dunque, esce.

Commento

Commozione, stupore, gratitudine, meraviglia: chi più ne ha più ne metta. Ho

trovato questa lunga registrazione semplicemente perfetta, ricca di tanti spunti

di riflessione ma anche di amore e desiderio di rassicurazione. Vedete come la

metafonia possa essere una vera e propria terapia per coloro che soffrono un

lutto? Vedete come l'amore si confermi l'unica strada possibile per intraprendere

certi viaggi dell'anima? Per sconfinare oltre il visibile, il sensibile, la paura e il

dolore? Già in queste comunicazioni possiamo cogliere, concreto, il senso del

superamento dell'umano dolore, dell'umano sentire, del passaggio ad un livello

superiore a noi misconosciuto nel quale intuiamo quella infinita potenza

dell'amore che vanifica ogni sofferenza ed ogni lacrima, sciogliendole nella Luce

divina che è perfezione e pace, quella vera.

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Sant'Erasmo non si stanca di parlarci dell'importanza di questi

messaggi che ci giungono da lassù: ci aiutano a prendere coscienza

dell'Aldilà e della continuazione della vita dopo la morte e a capire

meglio lo scopo della nostra esistenza - 29/04/2010

Sant'Erasmo è davvero infaticabile nel sottolinearci il senso e l'importanza

assoluta di questi messaggi che ci vengono donati, a piene mani, da lassù, come

segno concreto della infinita misericordia divina che non si stanca mai di

richiamarci verso valori più alti, nonché verso gli scopi trascendenti delle nostre

vite vissute, per un breve battito d'eternità, in un corpo fisico. Le immagini che

arricchiscono questa registrazione per rendercela più comprensibile, sono belle

e poetiche ed il paragone che il santo fa, assimilando la metafonia ad un taxi che

ci permette di farci, da vivi, un giro lassù per abbellirci, è davvero sorprendente

e delicato. Il Cielo non ci obbliga mai, ma i suoi richiami, quando si presentano

con questa delicatezza e questa forza capace di coinvolgerci nel profondo, sono

davvero irresistibili, così come lo è una sorgente d'acqua fresca per coloro che

vagano assetati di acqua, si, ma anche di Verità e di Infinito. Però questa è

un'acqua che si può gustare solo col cuore puro e semplice come quello di un

bimbo, è un'acqua che disseta in misura di quanto siamo disposti ad

abbandonare le nostre resistenze razionali, i nostri preconcetti, le nostre paure, il

nostro arido scetticismo, e di quanto siamo disposti ad aprirci senza riserve a

questo Amore che nulla chiede in cambio dei tesori immensi che ci offre sulle ali

di questi messaggi. Tesori che, portati nel nostro vivere quotidiano, ci donano la

cura più efficace e miracolosa contro il male di vivere, l'angoscia, il dolore e la

paura. E ci mostrano la via della pace del cuore e dell'equilibrio dell'anima.

SANT'ERASMO

Prete là può venire:

si vive, ma saldo è lì,

ora giù ripeti di più!

Eppure in alto può venire tassì:

vedi Regina e, sai, (ab)bellisci!

70

Testo


Passaggi di più agognare,

trovare poi biglietto e curarci e…

ah, senza là è durissima!

Dio qui ha fatture!

Là scrivi e qui linfa ti entra:

Fra, tu registra!

Entra!

Non vi chiede di morire: chi vò entra?

Credesti giù, fatti furba,

e tra i messaggi, figlia,

potrò e t’ arrivera, si, insegnare

e poi di là si rientra.

Disturbi, però, corna fa:

disturba si entra,

compagno entra, giunge e lì mangiucchia.

Oh, neh, si mira i misteri l’unghia!

Oh giù dà qui e hai l’Oltre!

Andrà i preti,

da là avè targa da vestì,

una roba qui da là vedi su!

Spiegazione del testo

Il Santo ama presentarsi sempre come "prete", semplicemente, anche se egli fu

Vescovo di Capua durante la sua terrena esistenza. E come prete ci ricorda che si

vive qui sulla terra ma il "saldo" della nostra esistenza lo pagheremo (o lo

riscuoteremo) lassù, e questo concetto, mi invita il Santo, va ripetuto ancora,

anche se già espresso in altre registrazioni. Poi egli fa un paragone molto bello

definendo la metafonia come un taxi col quale si può andare direttamente in

alto, magari anche intravedere (in qualche registrazione è accaduto) la Regina

Maria e così abbellire la propria anima con queste celestiali visioni. Egli ci dice

che dovremmo desiderare sempre più passaggi su questo taxi, che dovremmo

trovare il biglietto per poterci viaggiare sopra perché senza questi passaggi che

ci portano a contatto con il Cielo quaggiù, per noi, è molto dura. Ossia, senza la

grande speranza che ci danno queste visioni e questo contatto così diretto con il

Trascendente, la vita è senza senso, incomprensibile e perfino angosciante.

Ribadisce che Dio lassù ha le fatture che dovremo saldare: ci verrà presentato il

71


modo col quale dovremo riequilibrare i nostri errori terreni.Mi invita, come

spesso fa, a continuare a scrivere perché attraverso le comunicazioni è come se

entrasse linfa vitale per tutti noi, a registrare ogni volta che posso e ad entrare

(metaforicamente) lassù col registratore. In fondo, dice Sant'Erasmo, Dio con la

metafonia ci permette di fare un giro lassù senza dover prima morire, per cui

chiede chi vuole entrare, perché l'entrata è semplice attraverso queste

registrazioni. Poi mi ricorda che io ho creduto nell'Aldilà ed in Dio grazie a

queste registrazioni, per cui mi consiglia di farmi furba e continuare senza

stancarmi, anche perché con questi messaggi, se tante volte dovessero tornare

dei dubbi ed oscurarsi i nostri occhi per la benda che i nostri sensi fisici

costituiscono, arriveranno sempre insegnamenti che ci riporteranno verso la

verità. Certo ci sono i rischi: i disturbi che i demoni ("le corna) possono

apportare: essi entrano magari come compagni, con benevolenza, e poi ci

mangiano l'anima (ciò accade anche nelle nostre vite, ricordiamolo). Certo

bisogna ricordarsi che, attraverso la metafonia, possiamo ammirare solo

un'unghia (una piccola parte) dei misteri di Dio, ma già ne dovremmo essere

contenti. Mi incoraggia a dare ancora di più con l'impegno e la costanza, e così

potrò avere l'Oltre più a portata di mano (anzi, di registratore!). L'ultima frase,

un pò sibillina, l'ho così interpretata: contro i rischi di cui mi ha parlato, verrà

lui (il prete) e mi porterà una "targa", un segno concreto che mi aiuterà a

proteggermi. Devo però dire che il significato esatto mi sfugge.

Commento

In questa registrazione colpisce la semplicità e la delicatezza con la quale la

proposta di Sant'Erasmo ci viene presentata: la proposta è quella di approfittare

di un passaggio sul taxi della metafonia per salire in alto ed immergersi un solo

attimo nelle celestiali visioni che, sole, possono avere il potere di cambiare la

nostra vita e farci decidere per una nuova visione della vita, piena di meraviglia

e ricca di speranza. E la visione che egli per un attimo evoca, quella della Regina

del Cielo, si mostra così a noi come la visione più alta, ovvero quella di

un'umana creatura che, avendo compiuto in pieno il cammino della perfezione

nell'amore, ha assunto le più eccelse qualità del Divino. E' Maria, dunque, il

nostro modello di uomini in cammino, è Lei cui dobbiamo mirare per attingere

il nostro vero scopo ed i termini della nostra realizzazione su questa terra. Maria

ci "abbellisce" con la Sua luce e la sua presenza materna e amorosa, è come se,

guardandola anche solo per un attimo, con gli occhi della mente, noi potessimo

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sapere in un solo istante cos'è giusto, cos'è che ci avvicina a Dio, alla nostra

Fonte. Però bisogna pur sempre dirlo anche noi quel "si" che Maria disse

all'Angelo, bisogna pur sempre aprire le porte con la nostra volontà, e poi

lasciare che tutto fluisca semplicemente dentro di noi, abbassando le barricate

che costruiamo ogni volta che cadiamo nelle trappole illusorie della vita, nei

nostri pregiudizi, nella superbia del nostro vuoto sapere, anch'esso sottoposto al

vaglio del tempo, delle opinioni, dell'ignoranza abissale che ancora ci separa

dalla Verità, del passaggio fugace di qualche scienziato scettico fondamentalista

il cui nome, fra un pò di tempo, passerà inavvertito fra le maglie del tempo e

quelle, implacabili, di qualche nuova teoria che sopravanzerà la sua come il

nuovo giro di massi che innalzava pericolosamente la torre di Babele.

73


Mio padre ed un'altra entità mi esortano con forza a continuare le

registrazioni (argomento ricorrente!), spiegandone l'importanza –

05/05/2010

In questi giorni è venuta mia madre a stare con me per qualche tempo. Noi

viviamo lontane e quindi, per poter stare un pò insieme, a volte lei viene a stare

un pò da me. Ovvio che i nostri discorsi vertano spesso sulle registrazioni

metafoniche ed i loro contenuti, e così, in un momento di nostalgia, mia madre

mi ha espresso il suo desiderio di risentire mio padre e a questo scopo ha

pregato Sant'Erasmo. Non è rimasta delusa, e infatti, anche se non avevo

compreso subito che si trattava proprio di mio padre, in seguito, quando egli

dice che "raccoglierà Ida" (Ida è il nome di mia madre), ho capito che questa

registrazione era proprio un dono per lei. Devo confessarvi che anche la voce, in

alcuni punti, sembra proprio quella che egli aveva quando era ancora fra di noi,

e anche mia madre ha osservato la stessa cosa che già mi aveva colpita, sebbene

io non glielo avessi detto per non influenzarla. Il contenuto si può riassumere in

breve: è una forte esortazione a continuare le registrazioni e a non smettere.

Argomento già sentito, peraltro, si vede che per loro è così prezioso questo

contatto che cercano di motivarmi continuamente affinché io non mi stanchi. Ma

vi assicuro che, sebbene spesso sia davvero molto impegnativo decifrare le voci

ed aggiornare il sito, per me è un piacere enorme ed una gioia infinita, per cui

lassù possono stare tranquilli: finchè potrò mi dedicherò alle registrazioni con lo

stesso entusiasmo e lo stesso stupore che mi hanno fin qui accompagnata.

Anche la seconda entità, addirittura con un linguaggio molto "forte", continua

sulla stessa riga: il contatto fra i due mondi serve ad entrambi; serve a noi qui

per cercare di orientare ancora su valori profondi questa società malata, e serve

a loro lassù che, in questa missione di portarci questa verità, trovano un nuovo

motivo di riscatto e di crescita spirituale.

MIO PADRE

Menai giù: sei qua mò in diretta!

Se testa non giri batti i chili mò:

oggi luci hai là!

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Testo


E là ce n’ha, mir(a)!

Qui è rinato, n' ho ripresa mente!

Ohi, due salti ci fai risparmiare!

Avrai a entra qui: là giri,

poi a male qua d’entrà acciri,

oh, e pure a quelli crederli là!

Ho a dire: i brani registrati, garantivo,

e uscire l’Oltre, prezzi ha!

Lo so, sa rovesciar, và a lei qua dei nastri,

se da là sa mandare, sarò bravo

e raccoglie Ida!

Si, ecco, amare dà de tirarci lì.

Angioli pugnavano e intravede,

fa torna parenti, tu!

Ah, stella, più de firmà lì!

Avè timbro e…

Oh, mir(a), vedè: va in grotta gruppi!

E…oh, mai chiudi là!

Ho zia, a cantà messa addà ‘j!

UN'ENTITA'

Qua so è brutta, sceta hai libro!

Si eh! Si ne esce affare fallisci, hai rischio!

Si, n’hai i piè e và si vuò fa!

Si numeri più voi là, c’ha balle qui!

Qua uscivano i morti: nasce vivi storti là!

Per dà su le dà noi:

grigio è dollaro, sonai i mezzi lì!

Ce vonno a smercià i libri!

Si mò lasci i veti, i no, fai dì!

Verrò e scalderò, credi, lì:

la signora può usci!

Finir poi pane vi faccia Re!

Si va a fine e mò vò via!

Spiegazione del testo

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Mio padre (scoprirò da una frase che dirà più avanti che è lui), mi dice che ora

sono in diretta con lui che "menò", ovvero buttò le sue parole quaggiù sulla

terra. Mi dice che se non mi distrarrò dal mio impegno per tenere una dieta più

sana stavolta ce la farò a battere i chili superflui, e mi ricorda che ho "luci" qua,

le luci della conoscenza che mi viene dal contatto con lui, e mi ricorda che Lui,

lassù, ne ha tante di luci. Poi mi dice che lassù lui è davvero rinato ed ha ripreso

le sue facoltà mentali che, a causa della lunga malattia che lo aveva afflitto, negli

ultimi tempi della sua vita, si erano offuscate. Mi dice che, facendoli parlare

quaggiù, gli risparmio "due salti": credo sia un modo per dirmi che viene loro

facilitato il cammino verso l'alto. Mi dice che potrò sempre entrare lassù col

registratore, e così potrò farci un "giro" (virtuale), e non devo temere poichè

riuscirò ad uccidere il male che tenta sempre di entrare attraverso il mio

registratore, e così coglie l'occasione per dirci che dobbiamo credere pure

all'esistenza di "quelli", ovvero degli spiriti negativi. Poi, consapevole degli

sforzi che questo contatto costa ad entrambe le parti (noi e "loro"), egli dice che

ci garantisce circa il fatto che i brani registrati per far uscire l'Oltre dal suo

isolamento e mistero, hanno un prezzo, ovvero non sono mai così immediati

come tanti vorrebbero, ma ci richiedono impegno, passione e fatica. Insomma,

non è come telefonarci, e papà me lo ricorda. Poi mi dice che lui sa che io, per

ascoltare loro lassù, uso rovesciare i nastri, e quindi afferma che, se io lo saprò

mandare correttamente cogliendo in pieno il suo discorso, lui sarà bravo a

costruirmi il discorso sul rovescio del nastro e così potrà raccogliere il dono

richiesto in preghiera Ida, mia madre, che, come ho già detto, aveva richiesto a

Sant'Erasmo la possibilità di riascoltare mio padre. Dice che è l'amore e solo

quello che rende possibile di "tirarli" quaggiù. Mi ricorda poi che sono gli angeli

a lottare con le entità negative che cercano di intrufolarsi nelle comunicazioni, e

così mi esorta a far tornare i parenti dai loro cari sulla terra. Poi, con una parola

molto affettuosa, mi chiama "stella", e mi dice che devo molto più che firmare su

questo contratto che mi lega a Sant'Erasmo e alle comunicazioni metafoniche;

mi ricorda che ho il "timbro" (è un'immagine per dirmi che ho il permesso

speciale per farlo), e poi, ricordandomi che anime a gruppi vanno nelle "grotte"

dopo la morte (le grotte simboleggiano un luogo di oscurità e angoscia), pare

voglia ricordarmi che queste comunicazioni potrebbero salvarne tante di quelle

anime che ignorano l'esistenza della vita dopo la morte. Mi raccomanda di non

chiudere mai i contatti da quaggiù, poi mi dice che lì con lui c'è "zia" (penso sia

sua sorella scomparsa poco più di un mese fa), e mi saluta dicendo in

napoletano che zia deve andare a cantare la messa (zia Concetta era una donna

molto religiosa e continua ad esserlo anche lassù).

La seconda entità, di cui ignoro il nome, esordisce subito con una certa durezza,

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icordandoci che quaggiù la situazione è brutta ed invitandomi a "scetare" (in

napoletano significa svegliare) le persone sulla realtà trascendente col libro che

ho scritto col contenuto delle registrazioni e che è scaricabile gratuitamente

dalla home page del sito). Mi ricorda che se dovessi fare affari con quel libro,

venderlo per soldi, la mia missione sarebbe fallita e avrei dei rischi. Mi dice che

ho i piedi per camminare su questa strada e che se voglio darmi da fare devo

andare avanti. Mi ricorda che, se voglio ancora più "numeri" dall'aldilà, più

registrazioni, lassù ne hanno balle, quantità enormi da darmi. Dice che in queste

registrazioni sono proprio quelli che noi chiamiamo "morti" ad uscire nel

tentativo di illuminarci perché quaggiù nascono sempre più vivi "storti", cioè

egoisti e cattivi. affinché io dia informazioni quaggiù, loro me le danno da lassù,

e ad esempio adesso ella mi dice che il "dollaro è grigio" intendendo forse che si

prospettano ancora tempi bui per l'economia americana, e così dando un

avvertimento serio ("sonai i mezzi"). Dice che le case editrici si interessano

all'aldilà solo per smerciare più libri possibili, che dietro non c'è un vero e serio

interesse. Mi rammenta che se dovessi lasciare adesso dopo avrò solo divieti e

rifiuti da lassù e lei stessa, quasi a volermi fare una velata minaccia, dice che

verrà a "scaldarmi" un pò qui con la sua rabbia, e poi dopo potrò anche uscire

da questo compito affidatomi. Però ella rincara la dose: mi augura addirittura

che il Re mi faccia finire il cibo, che io soffra la fame, se dovessi davvero lasciare

loro lassù. Poi dice che è arrivata la fine della registrazione e lei va via.

Commento

Certo l'insistenza con cui mi chiedono di non lasciare le registrazioni non era

mai arrivata alle "minacce" di questa seconda entità che arriva ad augurarmi la

fame se davvero dovessi smettere di registrare. Devo confessarvi che mi ha un

pò turbata questo tono deciso e senza mezzi termini, ma tant'è, bisogna

prendere tutto. E se ci si pensa bene, tale insistenza ci dà la misura

dell'importanza che queste comunicazioni hanno per loro lassù, che vedono la

loro missione di portarci lumi sulla vita dopo la morte come una spinta alla loro

elevazione spirituale. E so bene che sono importanti anche per noi, vista la cecità

spirituale che ci circonda ogni giorno di più. Di mio padre voglio dire che mi ha

commosso la sua dolcezza, la sua vicinanza affettiva, la stessa che gli sentivo

negli ultimi tempi della sua vita, quando la malattia lo aveva reso più indifeso

di un bambino. L'ho voluta condividere con voi per donarvi tutte le possibili

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sfumature che possono avere queste registrazioni, a volte dolci e sublimi, a volte

dure e difficili, a volte entrambe le cose insieme.

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Sant’Erasmo ci parla del male che c’è nel nostro mondo; un nonno

di nome Eldo viene a dire la sua e ci introduce un’entità guida

chiamata “l’abate” che ci dà preziose indicazioni morali – 20/05/10

Spesso, nelle ultime registrazioni, veniamo messi in guardia dall'azione di spiriti

non proprio benevoli che agiscono ad ogni livello della nostra vita, e stavolta

Sant'Erasmo ha voluto iniziare il suo messaggio proprio con questo argomento

che, come già sappiamo, gli sta particolarmente a cuore. E l'azione di questi

spiriti stavolta pare aleggiare perfino su certi programmi televisivi che, come

dice Sant'Erasmo, creano un vero e proprio "regime" che risponde a precise

volontà politiche ed economiche, con specifiche norme di comunicazione vòlte a

togliere allo spettatore la propria facoltà di critica e di giudizio, facendone,

insomma, un'entità passiva, pronta ad assorbire modelli, idee e comportamenti

che ne fanno un semplice consumatore di prodotti, conformista e senza alcuna

originalità di pensiero. E, soprattutto, manipolabile. Ma vengo messa in guardia

anche personalmente, come già tante altre volte, per il fatto che questa porta che

mi è concesso di attraversare quando registro è accessibile anche ad entità

negative (esiste il rischio, perlomeno). Ma la protezione dall'alto è sempre

presente e mi viene fatto intendere che posso pregare anche Padre Pio per avere

un aiuto attivo che, comunque, è offerto infaticabilmente dall'arcangelo Michele,

la cui statuina è sempre qui, davanti a me, nella mia postazione di registrazione.

Pare che anche Gesù ci faccia dono di una frase bella per quanto sibillina in

questa registrazione e devo confessarvi che ho fatto molti sforzi per

immaginarne il vero significato: ma a volte (raramente devo dire) capita che le

entità superiori si esprimano in una forma per noi di difficile comprensione. Le

due entità che accompagnano Sant'Erasmo ci lasciano indicazioni di carattere

morale e grande è stata per me la sorpresa quando, dopo aver messo su google i

termini "abate Ermaro", è venuto fuori, sul sito del dipartimento di storia

dell'università di Siena (link: http://www.storia.unisi.it/index.php?id=445), che

questa persona è effettivamente esitita nell'800 d.C, ed era abate del monastero

di San Salvatore al monte Amiata. Un'altra piccola prova che la nostra cara

guida ha voluto donare a tutti noi.

Testo

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SANT'ERASMO

E s’ha strada lì: sta mi raggi!

Vi è libri, falli adattare.

Sale ve do qui: regime lì vi dan le tv,

a inferno avranno estromesso animali!

I lupi, i lupi marci e…

e so demoni…su, si ribussi noi altri, fa fastidi.

Qua spie è d’uscì: c’è porta là!

C’è là ricchezza di raggi.

Con Padre Pio agire:

mò demoni se li infilza statua!

Contrò(llo) ha qui regia:

in te leggi e sintomo hai più, oh mai!

Qui su, si, vi fa strada arabeschi in aria, figlia, mò!......(Gesù?)

Era Jesus, si, venga il tempo!

E vi è soffiato lì, oh, ma il tempo….

era tiepido, me tingea!

ELDO

Son Eldo: un nonno scende insieme a un libro!

Cò troppi, ah, non era vestiti

Viè, presto, qua lei gioca fra dù lepri

ci riprendetti, noi guardemo ndò giri.

Abbiam già parecchi effetti ma annunziami,

già taverna copri,

dibattan le ali là e mò chi scopro?

L’abate, sui ladri pugnava.

L'ABATE ERMARO

Qua ragazze, venì ora: suonare era il divo!

Se vene verme è Elmaro lì,

e far tenere là idea come il Re!

Ma hai fame, vero?

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In musica hai anime e correre, lì do vie!

Elevare, che possa turnare il Re!

In qua vorrei il mostro scivolà là!

Voce va a lavorà àncore!

Sta Re: ve salva Lui!

Il grosso Re porre che le donne

eran madre, ma l’Europa le separa:

più do spiegare te!

Fa male la voce che manno:

tenere voci fa vergogna!

Spiegazione del testo

La mia guida rammenta a tutti noi che loro hanno una strada per venire

quaggiù, ci sono i suoi raggi che permettono di comunicare (l'energia fornita da

entità angeliche). Mi ricorda che oramai ci hanno donato tanti messaggi da

poter formare dei libri, mi consiglia di farli adattare per la diffusione (vi ricordo

che nella home page del sito potrete già scaricare da tempo la raccolta in pdf di

tutte le registrazioni contenute nel sito). Con quanto sta per dirci ci dona

sapienza ("sale") e ci avverte che le televisioni che guardiamo in realtà creano un

vero e proprio regime di idee e contenuti materialistici nel quale siamo costretti

a vivere, e ciò anche a causa dell'influenza dei demoni che sono stati

momentaneamente estromessi dall'inferno perché operino meglio sulla terra.

Sant'Erasmo li definisce "lupi marci" questi demoni ai quali il fatto che io registri

e bussi continuamente lassù, per dare diffusione a questi messaggi, dà molto

fastidio. Mi ricorda che, essendoci una "porta" per i due mondi qui dove

registro, qualche "spia" malefica può sempre approfittarne. Dice che ho il dono

di poter avere una grande ricchezza di raggi da lassù e che per questo posso

ottenere queste registrazioni. Avverte che agisce anche con Padre Pio per

difendermi dai demoni, ma allo stesso tempo mi rassicura che essi se li infilza

tranquillamente proprio colui che è rappresentato nella statua che ho qui

davanti a me e a cui mi rivolgo sempre per chiedere protezione: San Michele

Arcangelo. Mi spinge a leggere in me stessa per non avere più i sintomi della

tristezza di cui ultimamente soffro più del normale per certi eventi che ho

vissuto nel mio privato, dandomi così conforto paterno. A questo punto si

inserisce una voce che lo stesso Sant'Erasmo dice essere Jesus poco dopo. Questa

voce pare richiamarmi alla illusorietà dei fatti che hanno causato gli eventi

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dolorosi che mi hanno colpita: in poche parole Egli pare voglia dirmi che ci si fa

guidare da arabeschi in aria per determinare certe scelte (ovvero cose inesistenti,

illusorie, e che mi sono state buttate addosso nelle accuse di una persona a me

vicina). Siccome mi pare troppo pensare di aver ricevuto un simile dono,

davvero non so che dire. E' lo stesso Sant'Erasmo a dire che quella voce "era

Jesus", augurandosi subito dopo che venga il tempo, immagino quello in cui

Gesù tornerà a fare nuove tutte le cose così come ha promesso. Il soffio delle Sue

parole, come dice Sant'Erasmo, pare donarci nuovo respiro...ma ecco l'immagine

scherzosa del Santo che ci parla del tempo che ora è tiepido e che lo "tinge" di

già, abbronzandolo ed evocando le belle giornate estive che ci aspettano.

L'entità che segue dichiara subito di chiamarsi Eldo e di essere un nonno che

scende qui tra noi insieme ad un libro (è un'immagine per dirci che ci darà degli

insegnamenti): infatti ci rammenta che troppe persone non hanno nemmeno i

vestiti per coprirsi su questa terra e ciò è una vergogna per tutti noi. Poi scherza

un pò con me che "corro" fra due lepri, nel senso che fra lui e Sant'Erasmo che in

questa registrazione sono stati particolarmente veloci nel parlare, non sapevo

più chi ascoltare per primo; però poi ammette che li ho "ripresi", nel senso che

poi ho decifrato le loro frasi velocissime e mi rassicura dicendomi che

guarderanno dove vado, mi daranno protezione. Dice che già notano i benefici

effetti delle registrazioni che effettuo, sia per le persone qui sulla terra che per

quelle lassù, ma che devo ancora annunciare questa grande verità a più persone

e così tentare di mettere la protezione di queste verità su tutti noi ("già taverna

copri"). Mi augura che gli angeli vengano a dibattere le loro ali protettrici

accanto a me e poi, con una domanda, mi dice che ora arriva "l'abate", che un

tempo combatteva i ladri.

Ho scoperto che un abate Ermaro è realmente esistito nel IX secolo dopo Cristo:

era abate del monastero di San Salvatore del monte Amiata. Devo confessarvi

che all'inizio egli mi lascia un messaggio personale in cui mi parla di faccende

private che non posso qui riportare. Questa entità si esprime in modo assai

particolare, con una sorta di eco di sottofondo che rende molto difficile sia

l'interpretazione delle parole che l'ascolto, per cui aguzzate...le orecchie. Pare

invitarci ad andare lì dove si trova lui, dove, appunto, sta per suonare uno

sconosciuto divo (lassù ascoltano sicuramente musiche celestiali che nemmeno

possiamo immaginare). Se viene qualche brutta entità, dice, ci sarà anche lui,

Ermaro, a difesa e a farci innamorare dell'idea di Cristo. Mi chiede se ho fame

(di conoscenza, ovvio), lui sa che è così da sempre, per cui mi dice che allora,

per sfamarmi, ho a disposizione tante anime che vengono a parlarmi in misica

(il loro ritmo è sempre molto musicale), e dunque devo correre, darmi da fare

che lui mi dà vie aperte. L'obiettivo deve essere quello di far elevare quante più

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anime è possibile, in modo che Gesù possa tornare e trovare di nuovo la fede

sulla terra. Dice che il suo desiderio sarebbe quello che satana non avesse più

potere su di noi qui sulla terra, che scivolasse via. Avverte che le voci vengono

per costruire àncore a cui noi possiamo aggrapparci. C'è Il Re, il nostro

amatissimo Re, ci salva Lui, dunque affidiamoci a Lui. Elmaro fa poi

un'osservazione e dice che Dio Padre ("il grosso Re") ha posto fin dall'inizio dei

tempi che le donne siano madri, ma a quanto pare l'Europa fa delle leggi che

vanno contro questa concezione costringendo le donne a dedicare sempre meno

tempo ai figli, e dice che dà a me da spiegare meglio questo concetto. Saluta

dicendo che certo le cose che dice questa sua voce fanno male, però nasconderle

sarebbe una vergogna.

Commento

I temi che ci vengono proposti in questa registrazione sono già stati tante volte

toccati in altre registrazioni, ma il loro ripeterli ci ricorda quanto essi siano

importanti. Satana esiste, è un'entità reale, ed agisce sulla terra per dividere,

accusare, mettere discordia ed annullare l'amore al fine di dannare quante più

anime è possibile, e questo vale la pena ricordarlo anche nell'ottica di una

lettura più profonda, escatologica, degli eventi che ci troviamo a vivere, sia

singolarmente che come società. Il male, insomma esiste ed ha facoltà di agire su

questa terra a causa del nostro libero arbitrio, ed è a questo male che dobbiamo

tentare di opporre resistenza con la preghiera e l'azione. E' importante che si

chieda di onorare Cristo, che tutti comprendano che solo in Lui troviamo

salvezza, in Lui che ci conosce per nome e non ci ha mai abbandonato, anche

quando noi eravamo lontani da Lui, ignari del suo Amore. Faccio notare come

anche in altre occasioni viene criticato l'operato dell'Europa intesa come entità

politica: in essa infatti si rispecchia spesso una mentalità materialistica ed

utilitaristica che spesso va a cozzare contro la dignità dell'uomo ed i suoi

bisogno spirituali più profondi.

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Torna l’abate della registrazione precedente – Un soldato tedesco

ci parla dal suo purgatorio- Sant’Erasmo ci parla dei frutti

dell’odio e della calunnia: la triste storia di una mamma e di una

figlia che, ancora su questa terra, si sono perse – 2/06/2010

Preparatevi a leggere una lunga storia molto particolare e, purtroppo, penosa.

Una mia parente sta vivendo un momento molto doloroso a causa di sua figlia

che, oramai venticinquenne, ha deciso di tagliare bruscamente i rapporti con lei.

Questa ragazza, come se avesse sugli occhi una lente offuscata che le distorce

completamente la realtà, probabilmente a causa di suoi problemi psicologici

irrisolti e mal curati, accusa la madre di cose totalmente assurde, tipo, tanto per

fare solo un esempio che vi aiuti a capire di cosa sto parlando, di averla lasciata

con la baby sitter quando lei era piccola per molte ore al giorno, dimenticando

che questa mia parente all'epoca lavorava di filato dalle nove del mattino fino

alle 19.30 di sera per poterle assicurare una vita degna. La madre, che era

separata dal padre della ragazza per totale incompatibilità fin da quando questa

ragazza aveva quattro anni, si era, nel frattempo, risposata con una degna

persona che ha sempre amato la ragazza come una vera figlia, al punto da

averla lasciata erede, alla sua morte, di una parte dei suoi beni, alla stessa

stregua dei suoi figli naturali, di cui una avuta dalla prima moglie ed uno,

ancora piccolo, avuto da questa mia parente (era divorziato anche lui). Ad un

certo punto, quando lei aveva sedici anni, per dolorose vicissitudini private, la

mamma ha dovuto trasferirsi in un'altra città (anche il rapporto col secondo

marito, che sarebbe poi morto da lì a poco, si era deteriorato dopo la nascita del

loro bambino), e lei si è rifiutata ostinatamente di seguirla, scegliendo, allora, di

andare a convivere con suo padre che, fino a quel momento, aveva visto la figlia

a week-end alterni, non partecipando certo attivamente all'educazione della

ragazza (affidata alla madre dal giudice) e contribuendo solo con una minima

cifra mensile (tra l'altro egli non ha mai pagato alla moglie alcun mantenimento,

anche se per legge lei ne avrebbe avuto pieno diritto). In quel difficile momento

della sua vita, questa mia parente ha avuto il dolore di vedere anche la sua

famiglia di origine mettersi contro di lei: senza capire fino in fondo il male che

avrebbero fatto sia alla mamma che alla figlia, i suoi parenti sminuivano la sua

figura materna agli occhi della ragazza, parlandone male per il fatto che non

condividevano la sua scelta di cambiare città e senza darle alcun sostegno, né

affettivo, né morale, né economico, visto il momento difficile che ella stava

attraversando, abbandonandola a se stessa. Il sospetto è che avrebbero anche

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appoggiato attivamente la ragazza nella sua decisione di non seguirla in questa

sua nuova vita in un'altra città. Certo la possibilità di vivere col papà (che si è

concretizzata poco dopo), allora le offriva una condizione economica migliore e

tanta libertà: lei è stata sempre insofferente ad ogni richiamo educativo e non ha

mai accettato alcun no, per quanto giusto e detto al fine di educarla. Per questo,

il padre, pur di prendersi una rivincita sulla madre, ha fatto alla ragazza, come

si suol dire, ponti d'oro: soldi e libertà senza freni, cose che alla ragazza, allora

sedicenne, apparvero come il paese dei balocchi a Pinocchio. Senza valutare in

alcun modo l'importanza degli affetti della mamma e del fratello (ricordo: nato

dal secondo matrimonio), per orgoglio e convenienza ella scelse di restare col

padre ("il miglior offerente" come lo definisce questa mia parente, offerente di

soldi, ovvio) e di studiare nella città in cui lui vive tuttora. La mamma, in tutti

questi anni ha tentato in ogni possibile modo di mantenere vivo il rapporto con

questa figlia difficile che l'ha sempre accusata di ogni suo problema, anche

quando, invece, godeva della sua libertà e della sua assoluta mancanza di

responsabilità andandosene gioiosamente in giro a divertirsi coi suoi amici fino

a notte fonda, o serenamente in vacanza con i suoi fidanzati o le sue amiche, mal

sopportando anche in quei giorni le telefonate di questa madre "rompiscatole"

che solo voleva assicurarsi che la figlia stesse bene. Questa mia parente ha

passato tutti questi anni chiamandola tutti i giorni, invitandola ad andare a

trovare lei ed il fratellino nato dal secondo matrimonio e che è molto legato a

quella ragazza e soffre per la sua indifferenza. Le telefonate sono sempre state

penose: poche parole frettolose, per levarsela presto di torno, piene di bugie

(quando la mamma le chiedeva dove si trovasse, spesso la ragazza, per evitare

le raccomandazioni della mamma, le ha raccontato enormi bugie, puntualmente

scoperte dalla mia parente). Modi spicci, sempre pieni di rabbia, risposte seccate

e, nelle rare occasioni in cui è andata a trovarla, pochi giorni e poi via verso la

sua libertà da tutti gli obblighi, ed in quei pochi giorni musi lunghi, uscite

solitarie con varie scuse per levarsi di torno e silenzi impenetrabili. Un dolore

enorme, una vera spina nel cuore: anche se qualche errore questa mamma può

averlo fatto, come qualsiasi essere umano, di certo non merita tanto. E sappiate

che a questa ragazza non manca nulla (ovviamente parlo del lato economico,

mentre io penso che, dal momento che ha deciso di odiare e mettere

ingiustamente la madre sul banco degli imputati per ogni suo fallimento, il che

è sempre comodo, le manchi tutto). E' noto a tutte le persone che conoscono la

faccenda da vicino che questa mia parente ha fatto di tutto affinché la figlia

stesse con lei: a suo tempo prese, caricandosi di spese ben maggiori, anche una

casa più grande nella nuova città, proprio considerando che ella avrebbe avuto

bisogno del suo spazio nel caso in cui avesse cambiato idea e l'avesse poi

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seguita, ma la ragazza, dura e ostinata, si è sempre rifiutata, trovando certo più

attraente una vita senza obblighi e responsabilità, in cui non c'erano di certo

fratellini da accudire né mamme rompiscatole che pretendevano un minimo di

collaborazione e di ordine, visto che doveva pure lavorare. Fino all'epilogo

finale, doloroso ed incomprensibile per questa mamma: un mese fa ha invitato

la ragazza ad un pellegrinaggio a Medugorje per chiedere la grazia che la

Madonna mettesse ordine nella mente e nel cuore di sua figlia donandole

finalmente pace e serenità. Nulla è successo di grave in quei giorni, tranne che la

mamma si è ricordata di farle gli auguri di buon compleanno (che cadeva

proprio il giorno della partenza) solo alle otto e mezzo del mattino, quando già

erano in viaggio per la meta del pellegrinaggio, e non subito, quando è andata a

svegliarla (la mia parente si era alzata alle cinque per preparare l'occorrente per

il viaggio ed era comprensibilmente stanca e confusa). Ma in quei giorni la

ragazza, invece di avvicinarsi alla mamma, anche per il clima che si respira in

quel luogo santo, ha avuto un comportamento ancora peggiore del solito: musi

lunghi, risposte strafottenti, era come se la mamma nemmeno ci fosse e, al

rientro in Italia, non volendo nemmeno dormire per un'altra notte con la

mamma e gli altri parenti (c'era anche la famosa nonna che la portava al mare

da piccola), ha preteso, piangendo di rabbia come quando da piccola faceva i

capricci, di essere lasciata alla stazione per tornarsene (era già sera tardi) a casa

di suo padre (vi ricordo che questa ragazza ha ben 25 anni), sobbarcandosi altre

tre ore e più di viaggio. Il giorno dopo la mamma ha ricevuto la lettera peggiore

che una mamma possa aspettarsi da una figlia, piena di assurde accuse e ricordi

stravolti e confusi della sua infanzia (come si può accusare la mamma di averla

mandata a fare le vacanze al mare dalla nonna perché lei doveva lavorare fino

ad agosto?), una lettera in cui la mamma viene dipinta come un mostro

insensibile, la sola ed unica responsabile di tutti i suoi problemi, compresi quelli

con gli uomini. Vi assicuro che questa mia parente ha adorato letteralmente

questa ragazza e l'ha accudita a curata come ogni mamma che si rispetti, avendo

rischiato anche la vita (era più giovane di lei ora quando l'ha avuta) nel metterla

al mondo per un distacco di placenta improvviso, avendola allevata come un

fiore, con affetto, baci, coccole e carezze. "Forse troppe", glielo ripeto sempre,

troppe carezze, troppe coccole, troppi si. Tutto era in funzione di lei: perfino i

viaggi li facevano, lei ed il marito, per portare la bambina a vedere la Tour Eiffel

o l'acquario di Genova, per darle "input" educativi, per farla divertire ad

Eurodisney e vederla felice. In Sicilia, in Austria, in Portogallo, in Spagna, in

Francia: tutti i viaggi che hanno fatto anche per lei. Nessuna mamma, credetemi,

merita quello che sta passando questa mia parente, messa sotto l'indice

accusatorio di una donna viziata, che non ha mai lavorato un solo giorno in vita

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sua, che non sa cosa sia lo spirito di sacrificio, l'umiltà, lo stare accanto ad una

persona in crisi dando un pò di sè e del proprio tempo anche solo per ascoltare,

che ha trovato tutto spadellato nel piatto senza doversi mai guadagnare nulla,

che non le ha mai, e dico mai, offerto un aiuto nei momenti di difficoltà,

trovando solo il diritto di accusarla senza appello e, dinanzi al dono del

pellegrinaggio a Medugorje che la mamma le ha fatto, non ha trovato di meglio

che buttarle addosso tutta la sua mostruosa incapacità di dire un grazie, di farle

un sorriso, di abbracciarla. Vi racconto tutto questo perché Sant'Erasmo, cui mi

sono rivolta per cercare un sollievo alla pena di questa mamma, ci parla di lei e

di suo padre rivolgendosi direttamente a questa mamma, anche se prima altre

entità ci donano perle di diversa grandezza. Vi racconto questi fatti privati per

meglio farvi apprezzare ciò che ci dice il Santo, grande e munifico come sempre.

Vi chiedo una preghiera per questa mamma ingoiata dall'amarezza che soffre

un lutto peggiore della morte, credetemi, che ha perso il gusto di un sorriso, di

alzarsi la mattina, di vestirsi e di uscire, che dorme poco e male e fa fatica a

sforzarsi di sorridere e farsi vedere serena dal suo figlio più piccolo per non

turbarlo; una preghiera perché Gesù, celeste medico e sommo psicologo, porti

nell'anima confusa di quella giovane donna pace al posto della rabbia immensa

che la ossessiona, amore al posto dell'odio, capacità di comprendere al posto

delle accuse, tenerezza al posto dell'astio. Che la addolcisca con il Suo amore e

faccia si che ella non subisca più l'influenza anche di amicizie superficiali e

negative. E' una registrazione bella e forte, in cui possiamo trovare, come

sempre, luce e speranza, ma anche vere rivelazioni, come quella che riguarda

Hitler. Ed una scenetta meravigliosa e celestiale con la Madonna: vedrete che

poesia!. E la vita è anche questo, ricordiamocelo, anzi, è tutto questo, storie

piccole e grandi che si intrecciano a formare la trama stupefacente dei disegni di

Dio, anche quando sono così difficili da interpretare.

ABATE ERMARO

Testo

Là bestie dalla nave passano, lì n’hai, si, gli odori,

lì tua figlia perde, sai?

Avè ste due dame gozzovigli: era a vela barca!

Fastidi, sorprese hai: nelle mamme è sottili giochi.

Eruà….è l’abate là!

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Gli eri in nota, rinnovo l’otterrei,

ministri coltiva squadre rivolte.

Beato hai figlio da avverà.

Ombra hai, si, di buono, presidiando i preti!

Chiude la voce: ammessi di là è.

Elevate! Su insegnano, ha timbri:

accoda a quella bestia, esci da là vai su drogato con ea!

Entrato che mirai? Si, fuhrer sta là!

“Ah, portam guerra, guerra…fascino!”.

GERMANA

Mò lasci, qua mi restan massi,

veti ne han mostri.

Per armi, ah, vissi e ne è uccisi!

Li bussi gli ossari? Qua scrivi..i

Germana là metallo salda.

Teresa è lassù dirà, si, ne vide i raggi!

In Re partire, disegni ha: e più n’hai raggi là!

SANT'ERASMO

Qua tossirò, qua briglia vigile tenere,

c’è Amore, credere, dà!

Attila nun c’ha da spaventà: pace porti lì!

Cuore ci ha maremmani vedè scoperti: ammirai!

Con troppi, e che ciechi, su si ristampa te!

Ah Rambo t’ammira lì, e via, e figlia alza.

Se Jesus ha un manto puliremo gli occhi: rende!

Toh! Ma Lady Maria, che va a apparì?

“Purtroppo dove sognai di fuggire”

Arolà, partiva..col frate andarà!

Ci segnali a dire figlia,

c’era Al... in versetto moglie,

fu lì stiletto: o amare o mentire.

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Purtroppo, ah donna, lui è già là a beffare:

con altre a discoteche gli riprende giovane!

E…Al..Al.., qua c’è Re, indi….

Qua c’hai da riposà:

stili vita, deh, in nuraghi e..

è trame potere..

e chiamale robette:

qua utilizzi l’erede

e soldi sfama lì.

Piange…..

Spiegazione del testo

Questa entità dirà dopo di essere "l'abate", cioè lo stesso abate Ermaro che si è

presentato nella registrazione precedente: egli mi avverte, tramite la consueta

immagine della nave, il mezzo allegorico con cui da lassù si avvicinano a noi,

che anche le bestie (entità negative) passano, o tentano di passare nel mio

registratore, ed io ne posso sentire gli odori, ovvero gli effetti, come quelli che

colpiscono anche la figlia di questa mia parente a cui Ermaro si rivolge,

togliendole serenità di giudizio nei confronti della madre. Poi fa una battuta

scherzosa sulla mamma e sulla figlia di cui sto chiedendo e dice che ad avere a

che fare con tutt'e due si starebbe freschi, riferendosi ai loro caratteri. La loro

barca era a vela, ovvero procedono in balìa dei venti. Dice a questa mamma che

avrà dei fastidi e delle sorprese in questo rapporto (lo sa bene!) e ciò perché il

rapporto con la mamma è sempre delicato, basato su "sottili giochi". Dichiara di

essere l'abate, e l'unico che conosco è Ermaro, che è venuto a presentarsi nella

registrazione precedente. Dice che ero in nota per ottenere il rinnovo del

permesso di comunicare con l'aldilà e che ora il ministro (Sant'Erasmo) si sta

dedicando a sedare la rivolta di una squadra (non so se si riferisce ad un fatto

ultraterreno oppure ad uno terreno). La frase che segue mi è un pò oscura per la

verità: pare invitarmi a cercare di far diventare "beato" mio figlio, ma forse

vuole semplicemente invitarmi a metterlo sulla strada della fede. Mi rassicura

dicendo che ho un'ombra buona che mi protegge dacchè mi presidiano loro, i

preti (lui e Sant'Erasmo). Ermaro mi dice che la sua voce ora chiude questo

discorso su cui non devo avere dubbi: loro, quando vengono a parlarci, sono

ammessi di là, ne hanno il permesso e non c'è nulla che vada contro le leggi

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divine in ciò. Mi chiede di far elevare le persone che ascoltano gli insegnamenti

che io posso trasmettere visto che ho "i timbri", i permessi, appunto. Ed un

insegnamento ce lo dà subito l'abate: dice che, accodandosi a satana, quando si

morirà si giungerà nell'aldilà come "drogati", e si andrà con lui senza rendersi

conto di ciò che si sta facendo (si parla dei satanisti). Infatti, dice, entrato in quel

fetido luogo dove essi si trovano cosa vide? Vide il "fuhrer", Hitler, che,

appunto, ancora come un drogato ripete ossessivamente il suo desiderio

smodato di portare la guerra ovunque quasi fosse ancora vivo, e ancora afferma

di trovare fascino nella guerra.

L'entità seguente, che dice di chiamarsi Germana (non ho ben capito se è il suo

nome o se si riferisce al fatto che è semplicemente tedesca), mi dice che

metaforicamente le lascio un "masso", un peso cioè, che comunque i "mostri",

ovvero i demoni, hanno anche dei divieti, non è loro concesso da Dio di lanciare

massi, ovvero di arrecare disturbi, oltre ciò che Egli concede. Confessa di essere

vissuta per le armi e che ha ucciso molte persone (probabilmente in guerra?). Mi

invita a "bussare agli ossari", ovvero a farli parlare tramite la metafonia, intanto

ella, Germana, lassù paga il saldo "del metallo", e credo si riferisca al metallo di

quelle armi che ha utilizzato violentemente in vita. Dice che dovrò dire che

Teresa (credo si riferisca ad una delle mie donne preferite, Madre Teresa di

Calcutta) è in alto e lei ne vide i raggi di splendore. Mi saluta con

un'esortazione: bisogna decidersi di partire per una nuova vita nel Re, seguendo

Lui, che ha dei disegni per il mondo; mi ricorda che ho la fortuna di avere molti

"raggi" che, lo ricordo, ci indicano l'energia che ci permette di comunicare con

loro lassù.

La parte di registrazione che riguarda Sant'Erasmo, lo potrete accertare voi

stessi, è proprio "sua", nel senso che vi possiamo cogliere il suo stile ironico ma

profondo e, a tratti, severo. Dice che entrerà in scena come uno che, per farsi

notare, tossisce per farsi sentire, e mi raccomanda: qui bisogna tenere la "briglia

vigile", bisogna porre attenzione e credere che, essendoci l'Amore divino, è esso

che ci dà queste informazioni. Ricordo che Sant'Erasmo, infatti, ha già detto che

tutto ciò che egli ci dice gli viene fatto conoscere da Dio, lui è solo un tramite,

sebbene Santo, eccelso e venerabile. Parla della ragazza e di quell'Attila che ha

dentro e che la spinge a distruggere tutto intorno a sè, però mi dice la mia

guida, non bisogna farsi spaventare da quell'Attila e portare pace in questa

situazione. Poi salta a fare una considerazione: lassù sanno che i ricercatori di

metafonia di Grosseto che fanno capo a Marcello Bacci (chi si interessa di

metafonia sa di cosa sto parlando), "i maremmani", sono stati scoperti in vari

programmi televisivi che ultimamente ne hanno diffusamente trattato e questa

cosa a lui è piaciuta, è un bene che si diffondano queste verità. E poi, per

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sollevarmi e rassicurarmi sul lavoro che faccio, mi dice che con tutti i "ciechi"

delle cose spirituali che ci sono in giro, loro mi ristamperebbero lassù per quello

che faccio (che bel complimento che mi fa il mio caro padre Erasmo!).

Scherzando in maniera straordinaria dice che addirittura Rambo mi ammira per

ciò che faccio e sopporto, per cui, via, mi dice, cerca di sollevare quella figlia che

è caduta (si riferisce alla figlia della mia parente). Se Gesù è un Re ("ha un

manto" regale), allora, promette, le puliranno gli occhi per meglio vedere la

realtà e questo è sempre un lavoro che rende, che è vantaggioso per le persone

che ne beneficiano. Subito dopo, e ne sono ancora incredula, il Santo ci fa

"assistere" ad un evento straordinario anche se con la leggerezza della sua

impagabile ironia: era il 2 giugno quando ho fatto questa registrazione, giorno

in cui la Madonna appare a Miriana, una delle veggenti di Medugorje, e allora il

Santo fa finta di incontrare per caso la Mamma Celeste e, vedendola sul punto

di partire, le chiede se ella sta per andare ad apparire. Ci riporta lui stesso ciò

che la Madre risponde: dice che si, andrà ad apparire là dove un tempo sognò di

fuggire per la malvagità degli uomini che le avevano massacrato il Figlio,

ovvero sulla Terra. La Madonna parte e va via con un frate che non ci è dato

sapere chi fosse, lasciandoci estasiati per queste meravigliose scenette che sanno

crearci lassù. Poi il Santo, sapendo che mi preme la faccenda di questa ragazza,

ricorda che gli "segnalo" sempre di parlare al cuore di lei e allora mi dice che nel

versetto per la moglie si tratterà di Al...(non riporto il nome per questioni di

privacy), il padre della ragazza, perché la faccenda non lo vede estraneo. Dice

che lo "stiletto", ovvero lo spadino che le è stato pian piano infilato nell'anima, a

quella ragazza, è partito proprio da come lui le ha parlato sempre della madre e,

dovendo scegliere fra "amare o mentire", cioè fra dire la verità su sua madre e

sul suo modo di essere con lei per amore della ragazza o mentirle per tenersela

legata, lui ha scelto di mentirle (però ha anche avuto un terreno fertile su cui

lavorare). Vedete cosa dice il Santo: amare veramente e volere il bene di quella

ragazza, avrebbe voluto dire semplicemente raccontarle la verità pura e

semplice. Purtroppo, dice il santo, lui è già lì accanto alla ragazza a beffarsi della

sua ex moglie e così può continuare il suo sporco gioco godendosi la sua vittoria

di Pirro che tanto dolore e danni provoca alla ragazza. Ricorda poi, piuttosto, un

antico "vezzo" di quest'uomo: quello di andarsene ancora in giro per discoteche

a cercare ragazze giovani con cui avere storie senza impegno per sentirsi ancora

giovane anche lui: che si ricordi che lassù c'è un Re per tutti a giudicare, quindi

agisca in modo da tenerne conto, dice la mia guida (notate che lo chiama con

solo le prime due lettere del suo nome). Il Santo, gli consiglia poi di riposarsi da

tutte queste avventure con giovani ragazze in discoteca, la salute potrebbe

risentirne, sarebbe meglio per lui avere uno stile di vita più semplice e sobrio,

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come quello che si teneva nei nuraghi (immaginatevi quale potesse essere), e

questa parola non è scelta a caso dal Santo che sa benissimo che quest'uomo è di

origini sarde. Certo, con le sue trame crede di avere lui il potere su questa

ragazza, e non è cosa di poco conto, non sono "robette" come dice il Santo (se ne

pagherà il conto...), perché egli utilizza (notate la forza di questo verbo: le

persone non si "utilizzano" mai!) sua figlia (l'erede) per una sorta di assurda

rivincita in cui a perdere è soprattutto lei, i cui veri bisogni egli cerca di sfamare

solo coi soldi (notate che il Santo sa che la ragazza "ha fame", ha bisogno di un

affetto e di una presenza che lui può solo riempire falsamente coi soldi). Il Santo

dice che la ragazza piange perché in fondo al suo cuore è dissidiata, sente che c'è

qualcosa che non torna nei suoi conti, e chiude dando un consiglio alla mia

parente che ometto di pubblicare per rispetto della sua privacy.

Commento

Ho voluto pubblicare questa registrazione che, in fondo, può apparire anche

come "privata" per più di un motivo. Primo, sperando sinceramente che questi

messaggi giungano al cuore di quella ragazza; secondo perché ci sono molte

altre mamme che vivono situazioni così dolorose e mi piacerebbe porgere anche

a loro il contenuto di questi messaggi, o almeno la parte che può servire a tutti:

quando ci si separa, nessuno dei due genitori ha il diritto di riversare le proprie

frustrazioni ed i propri fallimenti sui figli, nemmeno quando essi sono adulti. Va

fatta sempre salva l'immagine che il figlio deve avere del proprio genitore, va

fatta sempre salva la stima e l'amore che il figlio ha il diritto di avere per chi lo

ha messo al mondo. Vi prego di riflettere sulla frase che la Madonna dice a

Sant'Erasmo: anche per cose come queste Lei viene tra noi a richiamarci anche

se in realtà non amerebbe affatto ritornare nei bassifondi dell'Universo, ovvero

là dove vivono questi esseri chiamati uomini, capaci di far fiorire simili frutti

dell'odio. Ecco che allora non resta che pregare e sperare che si provi tutti a

spostarsi un pò più su, a riscattarsi dalla melma delle ripicche e dei rancori, ad

andare finalmente avanti senza fardelli. E' quando si smette di odiare, quando si

perdona e si è perdonati che si trova la vera pace, e allora è proprio per questo

che bisogna pregare.

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Sant'Erasmo mi riconferma il suo aiuto contro gli strali del male e

mi "accompagna" con la sua "nave" in acque dove incontriamo per

pochi attimi un'anima peccatrice - L'invito agli arabi ad "adottare"

la Chiesa di Cristo, portatrice di una "nuova vita" – 11/06/2010

In questa registrazione i diversi temi che vengono toccati, riescono a

coinvolgerci davvero profondamente e ci dimostrano quanto, da lassù siano

sempre vicini alle questioni terrene e personali. In prima battuta il Santo mi fa

presente di essere a conoscenza di tutte le contrarietà che mi hanno colpita in

questi ultimi tempi e mi informa che il male, contrario a quanto vado facendo

per diffondere la verità dell'esistenza dell'aldilà e la realtà del Nostro Signore

Gesù Cristo, cerca di scoraggiarmi dal continuare. E' un vecchio tema, ma io,

finchè avrò la protezione da lassù, non ho alcun timore e vado avanti. Poi torna,

come un padre affettuoso e premuroso, sul discorso che già era stato toccato due

registrazioni fa, quello relativo ai problemi relazionali che sussistono fra una

mia parente e sua figlia. Superbo il quadretto che ci viene presentato quando la

"nave" di Sant'Erasmo ci porta per un breve attimo nel "bagnatoio dei demoni":

un luogo infernale dal quale un'entità in pena è autorizzata a parlarci. Notate

come Sant'Erasmo torni ad un tema cui tiene particolarmente: sottolineare come

la Verità sia quella di Cristo presente nell'Osia consacrata, e quindi invitando gli

arabi ad adottare questa verità portatrice di nuova vita. E' una registrazione

straordinaria, come tutte del resto. In fondo trovare parole sempre nuove per la

nostra meraviglia non è facile, ma vi dico che ogni volta che registro è per me è

un'emozione capace di commuovermi fino alla lacrime.

SANT'ERASMO

Testo

Troppo il male, là ha tirato mira,

disturbi è in atto,

io ti ringrazio e ai siti registri, tu hai qui diritto.

Era a Cristo Re giù un dolor,

pure tra l’Oltre c’ha rimesso alla Madre!

Che ce n’è altri, che sceglie noi quelli in terra, raccoglierà, poi vedere che è lì!

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Con Frà quindi più faina era lì….credi!

Mò smetto, non insisto più qui.

Tre cose fa lì interessà di lì,

t’assisterò per fa,“mia colpa” darà figlia:

m’insisti che arrivi il suo “doppio”!

Allor fango, si, esce, falò!

Farò, ora ormai ve so anche scritti

e là spiegazioni riflessi ha!

Sua mamy desidera, padre la strilla,

nocivo è P., ma l’ho qua in testa rotte!

Ha nave da ammirà queste rotte….

ENTITA' SENZA NOME

Ah, qui ne ha acqua chiara? E tiri!

E si proseguite: era un bagnatoio di demoni!

E infatti vengo in traccia a penà!

E..e nacqui…e rubai lì su…si, lì…è meglio, uscivo qua!

SANT'ERASMO

Tirai a nozze: ho circo, seguirai in diretta!

Ah, dire a chi là sapiente,

qua li svegli, dagli un po’ la mira!

Sta, annotavi cogli occhi,

ah lì v'entra il regista!

Ha’ lì prove: uscire i morti!

Le gonne entrerà cò giacche.

Stima non hanno arabi

che io affermi:

in voi Chiesa adottare, gia!

Oro c’è se fai capire che “Ostia”:

arriva una vita nuova

Frase in arabo?

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E viene a con baci massacrà!

All’orecchio ancora mostrerò:

mò se la lebbra è così, deve sta in alto!

E a lei cascò….parata l’uva! Parla, dai lì!

E lì spieghi, fai vedere.

E rischi però se quando suono,

là visite fai a me negare.

E se fa na firma ve desse tanta agonia:

ve val mazzi de anni, voi quando si prendeva,

c’è da perì, qua tocca!

Ah, ‘ra figlia trova la porte che accetterà.

Poi dire…che ad essa è accompagnato!

Spiegazione del testo

Sant'Erasmo, riferendosi alle tante cose che, ultimamente, non sono proprio

andate per il verso giusto nella mia vita, mi chiarisce che è per colpa del male

che mi ha preso di mira per tutto quanto vado facendo allo scopo di diffondere i

messaggi contenuti nel sito e mi conferma che sono disturbi che entità negative

mettono in atto per tentare di dissuadermi ad andare avanti. Ma per la mia

"testardaggine" il santo mi ringrazia (vi rendete conto? E' lui che ringrazia me!)

per il fatto che continuo a registrare per il sito visto che, come afferma, ne ho il

diritto (tante volte mi hanno ribadito che ho i "permessi" da lassù per farlo).

Continua con una notazione amara, ricordandoci che Gesù Cristo ha un grande

dolore a causa dei comportamenti umani e che Egli, nella Sua misericordia, ci ha

affidati a Sua Madre, anche quando saremo nell'Oltre. Dice che ci sono altre

persone che loro lassù scelgono sulla terra affinché raccolgano quello che da

lassù ci viene donato in termini di Verità, li scelgono e poi stanno a vedere cosa

riescono a fare. Quindi mi rammenta che, con me, la "faina" (immagine già usata

in precedenti registrazioni per indicare un'entità malevola) c'è in particolar

modo, però poi, quasi a voler sminuire, mi dice che ora basta, non vuole più

insistere su questo punto. Mi invita a fare interessare le persone alle tre cose cui

mi dedico e che concernono l'attività del sito: le registrazioni, la raccolta delle

immagini dall'aldilà e i congressi, e in cambio lui mi promette assistenza per far

si che la figlia di quella mia parente della quale ho trattato un paio di

registrazioni addietro (potete leggere qui) si ravveda e faccia un "mea culpa" ,

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visto che io insisto nelle preghiere che lei diventi un'altra persona (lui dice "il

suo doppio"). Allora, pare ordinare al fango che ostruiva il rapporto fra quella

figlia e la madre di uscire, di bruciare in un falò, presagendo così tempi migliori.

Mi assicura che lui si darà da fare per migliorare il rapporto tra la mia parente e

sua figlia, e ora che ho anche pubblicato quella registrazione che la riguardava,

ella rifletterà con costrutto sulle spiegazioni che avevo dato su quella

comunicazione. Mi dice che la ragazza desidera interiormente la sua mamma,

che suo padre la sgrida anche per l'influenza nefasta di un suo parente che lo

condiziona col suo sarcasmo, ma che egli ha già nelle sua testa tutto lo

svolgimento della storia e sa come andrà a finire (le "rotte" indicano appunto i

vari modi in cui si svolgono gli eventi, in definitiva la nostra stessa vita). Il

Santo, poi, mi lascia temporaneamente avvertendomi che ora la sua nave ci farà

ammirare certe rotte non proprio auspicabili. Ci porta infatti in un "luogo"

oscuro, un luogo dove c'è acqua (se ci fate caso, sull'ultima frase si sente lo

sciabordìo dell'acqua).Arriva dunque la voce di un'entità che resta anonima e

che pare riferirsi a quanti sono sulla "nave" che attraversa quelle fetide acque

quando chiede che gli venga tirata dell'"acqua chiara" (è una metafora: l'acqua

chiara indica il bene, la bellezza, la purezza).Avverte che se la nave prosegue

avrà dei pericoli perché quello è un "bagnatoio" di demoni, ovvero un luogo

dove stanno immersi dei demoni. Infatti, dice quest'anima, anche lui è un

dannato e viene a dirci che sta penando sulla traccia della registrazione. Poi

chiude confessando che è un dannato e non demone (infatti dice che è nato un

tempo sulla terra), che fu dedito a ruberie qui sulla terra e scompare dicendo

che è meglio se va via.

Torna di nuovo Sant'Erasmo e mi dice che mi invita a nozze, ben sapendo

quanto amo ascoltare i suoi insegnamenti: mi farà assistere, infatti, ad un altro

"circo" in diretta (in senso metaforico, si riferisce infatti alle cose che mi fa

"vedere" attraverso le registrazioni). Invita a mettere al corrente su queste verità

i "sapienti", gli scienziati, coloro che credono di sapere tutto scartando le realtà

spirituali della vita, mi dice di aggiustare la loro mira, quella delle loro

conoscenze che vertono solo sulla realtà materiale facendone il fulcro di tutta la

loro realtà. Mi invita a stare, ad annotare anche con gli occhi (quelli dello spirito,

ovviamente), ora arriva lui, il regista, come tante volte si è definito. dice che le

prove sono qui, nelle registrazioni e nelle immagini che ho ricevuto dall'aldilà:

sono proprio quelli che consideriamo "morti" che escono dalla loro dimensione e

vengono a parlarci e a mostrarsi, e verranno sia donne che uomini ancora in

futuro (gonne e giacche indicano il genere femminile e quello maschile). Poi, con

una virata improvvisa, il Santo tocca un argomento che più volte ha toccato e

che gli sta particolarmente a cuore: dice che di certo agli arabi non piace il fatto

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che lui li inviti ad adottare la chiesa di Cristo come religione, ma che se loro

capissero che con l'Ostia arriva una vera nuova vita, quella eterna, allora

troverebbero il vero oro (dice poi una frase incomprensibile che non ho idea in

che lingua sia pronunciata, forse arabo?). se si avvicinassero alle verità di Cristo,

allora i massacri degli estremisti sarebbero compiuti solo con baci. Dice poi che

ha ancora da mostrare alle nostre orecchie una verità: se la lebbra, come dicono

certi estremisti islamici, è il popolo di Cristo, se sono davvero i cristiani, allora

quella "lebbra" deve stare "in alto" nei livelli dell'Oltre, come in effetti sta. Dice

che l'uva , ovvero il frutto succoso di queste comunicazioni cascò a me e che io

l'ho raccolta quell'uva, però, parlando di ciò che faccio, la devo condividere,

darla anche agli altri spiegando e facendo vedere (le spiegazioni sono queste che

faccio alle registrazioni e ciò che faccio vedere sono i volti che ricevo con gli

spettrogrammi). Però rischio sempre se negassi di registrare e dare voce alla mia

cara guida. Se firmare (figurativamente) il contratto che ci investe di questo

compito, ovvero quello di registrare, decodificare, spiegare e diffondere, ci

dovesse costare tanta agonia e preoccupazione, ebbene, dice il Santo, sappiate

che svolgere questo compito vi farà guadagnare anni di indulgenze quando

sarete nell'aldilà. perché si muore, tocca a tutti, è il destino comune di ogni

uomo. Mi saluta tornando sul discorso della figlia di quella mia parente. mi dice

che troverò le giuste porte per accedere al cuore di quella ragazza (il termine

"'ra" è dialettale, e nel napoletano indica la preposizione articolata "della"), e poi

dirle che lui, Sant'Erasmo, le è vicino ("è ad essa accompagnato").

Commento

Sant'Erasmo riconferma tutti i tratti salienti del suo carattere in questa

registrazione: la sollecitudine nel mettermi in guardia contro gli attacchi del

male, la fermezza e la severità nell'insistere affinché io continui a registrare

senza stancarmi, la sua assoluta fedeltà a Cristo, feconda Vita e Verità cui ancora

da lassù cerca di ricondurre tutti gli uomini, anche coloro che credono in

un'altra religione, come la maggioranza degli arabi. E' la sollecitudine di chi,

avendo lassù profonda conoscenza della Verità, vorrebbe vederla raggiunta da

ogni uomo affinché egli possa goderne i frutti già su questa terra. Mi ha colpito

la frase in cui egli dice che, se conoscessero davvero Cristo, certi estremisti

islamici (e non solo, sia chiaro) farebbero i loro massacri solo coi baci: non vi è

solo ironia,quella sottile e magnifica del Santo, ma vi è anche l'amarezza di chi

sa quanto assurde e folli siano certe idee e certi convincimenti basati sull'odio,

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sulla separazione e la discriminazione. Nocive non solo per le vittime, quelle

idee, ma soprattutto per i loro autori, inconsapevoli di quanto li aspetta davvero

nell'aldilà: il male che si sono costruiti con le loro mani sarà ben più grande ed

incommensurabile di quello che hanno procurato agli altri con le loro bombe

lanciate, inoltre, in nome di Dio. Quale bestemmia peggiore di questa può

esistere?

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Sant’Erasmo mi porta Piero che ci parla degli intrallazzi delle

grandi banche che depauperano l’economia – Un’entità di nome

Lidia, forse originaria dell'isola d’Elba, ci porta il suo contributo –

8/07/10

Dopo l'iniziale incoraggiamento a spingere di più affinché i benefici di queste

comunicazioni possano arrivare a tutti e dopo aver ricordato a tutti noi che il

vero regista di tutto ciò è il Signore, Sant'Erasmo mi porta Piero, mio marito (che

in vita aveva lavorato per anni in banca e poi era diventato, negli ultimi anni

della sua vita, promotore finanziario), perché tocchi un argomento delicato e

difficile: il ruolo, appunto, delle banche nelle nostre vite e nell'economia, i tanti

intrallazzi ed intrighi che finiscono poi per colpire l'economia e, in definitiva, la

società stessa nelle sue fasce più deboli. Abbiamo avuto sotto gli occhi il caso

americano della banca Lehman Brothers che, col suo fallimento, ha provocato, a

cascata, una delle più grandi crisi economiche dei nostri tempi. Malaffare,

interessi privati, collusione con mafie e politica, le banche vengono messe sotto

accusa anche dall'aldilà perché incarnano un sistema di potere pressochè

intangibile (Piero dice addirittura che sono "della bestia eredi", ossia eredi di

satana, ma si sa, dove ci sono soldi il demonio ha lavoro fin troppo facile).

Queste comunicazioni dimostrano ancora una volta che da lassù sono vicini ai

nostri problemi, anche quelli che riguardano la società nel suo insieme, e che

sono sensibili a ciò che riguarda la corretta gestione dei governi, delle banche,

dei sistemi di potere in genere. Piero rammenta che attraverso queste

comunicazioni si possono sanare i tanti dubbi che tutti abbiamo sul senso della

vita, sull'esistenza del trascendente e dello spirito, ed è per questo che sono

preziosissime. Interessante anche l'intervento finale di Lidia, un'anima che ci fa

comprendere di essere vissuta all'isola d'Elba dove, non si sa bene come e

quando, è stata costretta ad imbracciare un'arma, e dove poi è morta, forse

prematuramente. Lei mi dice di dire queste cose a coloro che vanno come turisti

all'Elba, ovvero un modo per dire che là dove noi andiamo tante volte per

passare le nostre vacanze, a divertirci, ci sono comunque sempre dei motivi per

riflettere su cose un pò meno superficiali, e quindi per utilizzare anche la

vacanza per trarne insegnamenti utili.

Testo

99


SANT'ERASMO

Ma spinga là benefici,

ebbe scrivere biglietti che

esprimere per unire ce stà là mire!

E là Roccia fa miracoli,

c’era se scendetti, te libera!

Ozio, svelta giu!

Piero lei viene, stà storia è doce.

Morti giù, son da bussà i nastri,

quando è lì cuore le dà, preparati,

più, se dire, dirai qui:

ci sarà strada, è fretta grande,

vole che i ciechi in Luce!

Giù a Siena la caccia è degli affaristi,

Ora vede, chiamai De Santi ed esce a dire!

PIERO

E più l’affare ci penetrai,

scoprii del mal, deh,

il lenzuolo tirai,

cò troppi la bisca ammirai, lei pensi,

ah, sta a vicenda fare gli affari

e al mago ridotti c’ha,

dirò le banche c’hanno ridotti in Italia,

scenari: li sfratta tutti,

n’ hanno di già tara: della bestia eredi!

Oh i dubbi ce repara,

telefoni è la linea a lei dietro,

siede e le dettavo,

porta ha qui.

Portai medaglie d’oro lì,

fuori vedo luce e rientro,

là pose lo scritto

100


LIDIA

E pace, e arrivi, era Lidia qua!

Di vecchi, noi, pittore lì

cò ambre ed ori.

Sta a Dio, il Signore, a farvi.

C’hanno armati in un bosco all’Elba, dir da là!

Dì, neh, ai turisti che va!

E stelle perse ha chi n’ebbe lì murì, corsari!

C’è morte: quindi già, si, migliori,

e appare lì, riccioli fu!

Fu lì lezione, n’avrò dei bei raggi,

scandirà a lei Martire!

Signori qui belli, se bene dai,

sa ha bare, bene sta lì,

ve fa mostrarci lì e…

terminare di lì col Re!

Spiegazione del testo

Sant'Erasmo inizia sollecitandomi a spingere ancora di più affinché i benefici

delle comunicazioni possano arrivare a più gente possibile, e ricorda che il mio

ruolo è quello di scrivere concetti (espressi da loro lassù) che ricordino il fatto

che lassù hanno un solo scopo: unire gli uomini nella pace. Gesù Cristo (la

Roccia) fa veri miracoli in tal senso e bisogna ricordare che c'è Lui dietro tutto

questo, c'è Lui se Sant'Erasmo ha potuto scendere sulla terra attraverso le

registrazioni, è Lui che ci libera davvero. Non devo oziare, devo darmi da fare

più che posso nel diffondere queste verità. Mi anticipa che verrà Piero e che

questa storia che ancora ci lega è dolce (doce è detto in dialetto napoletano).

Ricorda che sono davvero i morti a parlare quaggiù, che per sentirli bisogna

"bussare ai nastri", ovvero agire tramite le cassette su cui incidono. Quando ci si

mette il cuore in queste comunicazioni con l'Oltre allora il Signore concede

sempre di più, mi invita a prepararmi a ricevere ancora doni da lassù, perché se

continuo a dire di più, allora ancor più dirò a chi mi legge grazie a loro che mi

riveleranno sempre di più. Ci sarà una strada di comunicazione con l'aldilà se

assicurerò di continuare quest'opera di diffusione, loro lassù hanno fretta che

queste verità vengano conosciute da più persone possibili, lassù si vuole che i

101


ciechi (una metafora per indicare tutti noi che siamo nel mondo della materia e

quindi incapaci di percepire l'Oltre) siano messi nella Luce della conoscenza. Poi

il Santo cambia argomento per introdurmi Piero, e dice che Siena (mio marito

era originario della provincia senese e ha lavorato a Siena per anni) è territorio

di caccia di affaristi senza scrupoli e che ha chiamato De Santi (era il cognome di

mio marito), che ora vede chiaramente da lassù che razza di intrallazzi si fanno,

per dirci qualcosa in proposito. E' chiaro che si parla di Siena perché era

l'ambiente di lavoro di mio marito, ma il discorso, dal particolare, vuole

coinvolgere e riguardare l'Italia intera. Piero dice che più conobbe gli affari che

giravano intorno alla banca per la quale lavorava e più scoprì che c'era del

marcio, lui "tirò il lenzuolo", ovvero scoprì le situazioni nascoste, e quel che

conobbe gli fa dire che quella banca somigliava ad una bisca e la cosa lo

sorprese (mi dice "pensi", per sottolineare la gravità della cosa). Fare gli

investimenti giusti dipende da tante vicende che è difficile oggi capirlo, ci

vorrebbe il mago, dice, e si sa che le banche ci hanno trascinati nella crisi anche

in Italia (ricordate l'affare Parmalat, per dirne solo una?). Ma lui lassù vede gli

scenari futuri, tutti quelli che usano le banche per arricchirsi alle spalle dei

cittadini saranno spazzati via, dice che costoro hanno una tara in se stessi, sono

eredi di satana. Poi si rivolge al lavoro che svolgo per Sant'Erasmo e dice che

così posso riparare i dubbi che tutti noi abbiamo sull'esistenza dell'aldilà, che

dietro di me c'è la linea telefonica che mi mette in comunicazione con l'aldilà,

pare meravigliarsi che io sto seduta qui a casa e lui può dettarmi le sue parole

da lassù perché ho il dono di avere una porta aperta sull'aldilà. Mi porta un

dono simbolico per farmi capire che apprezza il mio lavoro, dice che mi porta

medaglie d'oro quasi a volermi premiare, poi mi dice una cosa bellissima: dice

che vede la luce fuori da dove si trova a registrare, la luce che lo attende, e

quindi mi saluta dicendo che oramai mi ha già dato lo scritto che doveva darmi.

L'ultima entità che viene a salutarci è una tale Lidia a me sconosciuta; mi

accoglie augurandomi pace e informandomi che da viva dipingeva ritratti di

vecchi con colori ambrati e d'oro. Ci ricorda che è compito divino creare la vita e

noi stessi. Poi dice qualcosa che io interpreto così: per un qualche motivo, a noi

sconosciuto (forse nel periodo della Seconda Guerra Mondiale?) lei, insieme ad

altri (parla al plurale), armata forse per combattere contro qualche nemico, è

stata nascosta in un bosco dell'isola d'Elba. Mi chiede di dirlo ai turisti che

vanno nell'isola affinché meditino su queste vicende tristi. Poi dice che lì ha

perso la vista delle stelle perché è morta. E pare che la sua morte sia stata

causata da quelli che lei chiama "corsari", probabilmente invasori. Ma nella

morte si migliora, e probabilmente anche i suoi assassini si stanno riscattando; ci

dona poi un suo dettaglio fisico: dice, quasi come se ci apparisse, che aveva i

102


iccioli. La sua è stata una lezione per tutti noi, lei è sicura che avrà dei bei raggi

di energia per comunicare con noi visto che è il Martire stesso (Sant'Erasmo è

così chiamato spesso) a scandirle i versi che deve comunicarci. Poi, rivolgendosi

a noi come ad un pubblico, ricorda che se facciamo del bene qui sulla terra,

questo bene andrà anche a vantaggio dei nostri cari defunti, il Signore

permetterà anche che loro (i defunti) si mostrino a noi qui sulla terra (nelle

immagini degli spettrogrammi, per esempio). Lidia conclude affermando che

ora termina di parlare affidando il suo ultimo pensiero al Re, a Gesù Cristo,

invitandoci a rivolgere anche noi a Lui il nostro cuore.

Commento

Spesso restiamo meravigliati dal fatto che loro lassù siano così vicini ai nostri

problemi, ma non ci rendiamo mai conto veramente fino a che punto essi lo

siano veramente. Deprecando il comportamento amorale delle banche (o,

meglio, di certi uomini che ne determinano gli ingranaggi), da lassù ci

richiamano alla correttezza, alla moralità anche nel pubblico servizio e nella

gestione politica ed economica della società, alla responsabilità verso chi è più

debole. Quando i valori sono quelli che determinano scelte politiche scriteriate

(come ne vediamo anche nel nostro paese, purtroppo), che non tengono conto

del bene comune ma solo di interessi privati ed egoistici, le conseguenze

ricadono poi su coloro che sono più deboli e bisognosi: è questo il vero motivo

di un richiamo così severo che stavolta non riguarda il singolo individuo nei

suoi comportamenti, bensì un intero sistema di potere corrotto, cancro malefico

nell'organismo della società. Riflettere su certe verità non può che far del bene,

soprattutto a coloro che sono chiamati ad incarichi di responsabilità nella nostra

società. Interessante anche il concetto che viene espresso da Lidia: il bene che

noi facciamo sulla terra si riflette positivamente anche sulle anime dei nostri cari

defunti, e ciò conferma l'utilità della pratica cristiana di offrire le proprie buone

azioni in suffragio per le anime dei propri morti.

103


Questa registrazione l'ho effettuata su richiesta di un giovane

ragazzo che ha visto la sua splendida promessa d'amore

frantumarsi troppo presto in tragedia. Sant'Erasmo mi incita a

continuare a registrare: lassù hanno tanta urgenza di venire a

parlarci – 24/07/2010

Dopo le iniziali esortazioni di Sant'Erasmo che mi spinge a registrare anche per

chi me lo chiede, a patto che abbia solo l'amore come motivo, leggerete una

delle storie più belle che io abbia mai pubblicato in questo sito. Non riporterò i

veri nomi dei protagonisti di questa romantica e tragica vicenda; per esaudire

una richiesta dello stesso ragazzo che mi ha chiesto questo contatto li chiamerò

come i protagonisti del più famoso romanzo manzoniano: Renzo e Lucia.

Appena un anno fa Lucia era nello splendore della sua giovinezza, era una

ragazza spensierata e serena cui la natura aveva donato una bellezza davvero

fuori dal comune. E non solo. Lucia era anche dolce e dal carattere solare, piena

di amici che le volevano bene e con una famiglia affettuosa intorno. Insomma, la

vita pareva essere stata molto generosa con lei, e lei ripagava la vita con

l'entusiasmo e la gioia dei suoi ventidue anni, sognando il suo futuro d'amore e

di successo, come tutte le ragazze a quell'età. Renzo ne incontra lo sguardo una

sera, per caso, ed è, per lui, amore a prima vista. Renzo mi ha confessato che

quello che ha provato in quel momento, nel vedere quella ragazza dallo

straordinario sorriso, è stato qualcosa di ineffabile, profondo, coinvolgente,

come se mai prima ci fosse stato nulla al mondo e più nulla ci sarebbe stato

dopo di lei. Una scossa tellurica nello stomaco. Lei ricambiò il suo sguardo con

altrettanta intensità: oramai il fulmine era scoppiato in quella sera magica di

sentimenti sconosciuti e totali. Renzo, però, perse di vista Lucia portata altrove

dai suoi amici e dalla sua compagnia, ma non si diede per vinto, la cercò senza

mai stancarsi, la cercò nel mondo e nei sogni, nelle possibilità che erano, per la

statistica dei comuni mortali, davvero poche. Ma il cielo ha logiche che noi

umani non possiamo concepire e, per un caso fortuito e davvero incredibile, un

caso che si era costruito su una serie interminabile di coincidenze (?), incontri,

combinazioni del destino, alla fine Renzo ritrova la sua Lucia grazie a Facebook.

Si, avete capito bene, non conoscendone né il nome né il cognome, né il

domicilio o altro, egli, guidato da un istinto infallibile, una sera se la vide

comparire davanti, bella e solare, dalle pagine del social network più famoso.

Ma ciò che stava per scoprire ha dell'incredibile: quando egli ha cercato di

contattarla, gli è arrivata, dalla famiglia di lei, la notizia che mai avrebbe voluto

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sentire: Lucia, per un male fulminante ed improvviso, non c'era più. In

pochissimo tempo era volata lassù. Non era più su questa terra. Il sogno,

appena iniziato, si era subito trasformato in tragedia nel cuore di Renzo,

innamorato per sempre da quello sguardo in cui aveva visto un mondo nuovo,

il colore della felicità, il legame che attraversa due cuori apparentemente

sconosciuti. Da allora Renzo non ha più trovato pace, abbattuto da un dolore

incomprensibile, dalla sua speranza infranta, dal desiderio di conoscere la fine

di quel film la cui trama aveva progettato di vivere con Lucia. L'amore è così,

sapete. A volte fa giri lunghi, tortuosi, incomprensibili prima di invaderci, altre

volte è fulmineo come un pugile sul ring e, prima che te ne accorgi, sei già nelle

sue mani. Renzo ha perso il suo sorriso, vive in una nostalgia che non ha avuto

nemmeno il tempo di costruire, si pone mille domande. E' strano, nei nostri

tempi dove tutto si consuma in fretta, un amore come questo. Segue una logica

che fatichiamo a capire. E' quasi fuori dal tempo, quasi incredibile da concepire.

Eppure....Renzo è venuto a chiedermi questo contatto spinto dal suo dolore,

dolore nato da un solo sguardo, sguardo in cui egli afferma di aver scorto lo

scrigno della felicità, della bellezza pura, dell'amore che spazza via tutto il resto.

Forse Renzo e Lucia erano destinati da lassù ancor prima che nascessero e si

sono semplicemente riconosciuti in quello sguardo. Ci fa continuare a sperare

pensare che esistano simili sentimenti, che hanno radici al di fuori dell spazio e

del tempo: ed è proprio da quella ineffabile dimensione che Lucia è venuta a

parlare a Renzo per tentare di scuoterlo e spronarlo a vivere la sua vita qui, sulla

terra. Per ridargli il sorriso che ha perso ed invitarlo ad uscire da questo suo

sogno senza sbocco. Sentirete una registrazione bella come poche, commovente

e delicata come le ali di quell'angelo che da lassù consola il suo Renzo perduto.

SANT'ERASMO

Testo

Hai là amore? E fai entrare!

Ha santo arrivi di Roma e la vedi!

Scrivi i costi, scrivi: è amore.

Di noi su, se tu aiuti,

file da là partirà, fatevi pronti a avvertire,

“riuscirò?”, dice “mah!”.

Sa nonno, ma a notte

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noi de qua cominciava a pensà ai dischi, eh!

Ah, sii nostra che inventano, vede,

qui tango..la la la la la.(canterella un ritmo di tango)

Cresci lì, ti darò ufficio a Venezia, là entri!

In nota giri vi è,

osserva: mò qui pè turni me tocca attrezzare,

sai al Lido vonno entrà!

Con buono viè, giro ammette.

Bene, chiudo e rispondi, deh:

te la mostra!.

LUCIA

E qui mi leggerà lì migliaia,

oh, classe, devo dir, ce l’hai di lì!

A Rosi dai dire: stì deliri leva lì!

Costì fu notti, entravi in nebbia…

A fatti addii…

Via! Annaffià i fiori!

Si, ora è su, e figlia è di qua,

figlia, avverti i miei!

Cliccà lì che ti nasce lì ossa.

E aspersi dolori lì…

Cari mando e bussi là,

ah, là de corsa, eh, mò!

Prezzi là? Oh no no!

Far entrà, ma libera, s’offre lì,

ah, sta a ospitare se aspir da lì,

farai conto, oh oh, su lì, oh sta, fa!

C’è ciechi, ne aumenta, eh, registra lì!

Ccà sunaste a sue finestre per Lui!

Ero mò sotto i piedi:

ha lì in petto amor!

106

Spiegazione del testo


Solo se a spingerci è l'amore e null'altro allora ci è concesso il contatto coi nostri

cari nell'aldilà. Una mia lettrice di Roma mi ha inviato le foto della sua piccina

scomparsa dopo la nascita e il Santo me lo preannuncia: mi dice che lui, il santo,

ha posta in arrivo da Roma e così la vedrò la piccola di cui mi è stato raccontato

dalla sua mamma (ho pubblicato la sua storia qui). Sant'Erasmo mi dice di

scrivere quali sono i costi per questo contatto con l'aldilà: il costo è l'amore,

amore e solo quello. Mi dice che se io sono disposta ad aiutare le persone che

vogliono un contatto con un proprio caro, allora da lassù partiranno vere e

proprie file di anime, e che io avverta pure, e che riuscirò ad avere contatti a

richiesta, non devo più dire "mah", forse, chissà, a quanti me lo chiedono. Mi

dice che un mio nonno è lì con lui e che egli sa bene che, in vista di questi

contatti a richiesta, loro di notte già cominciavano a pensare alle registrazioni (ai

dischi). Poi, felice e scherzoso, il Santo mi dice che se sarò a loro disposizione,

loro già mi faranno festa e stanno già inventando un tango in mio onore

(canterella un motivetto). Mi dice di aumentare l'attività metafonica che mi darà

un ufficio a Venezia (io vivo appunto a Venezia) dal quale si entra lassù. Mi dice

che vi sono già diversi giri di entità verso la terra per venire a registrare e che lui

sta già organizzando i turni perché tutti vogliono venire al Lido (io vivo al Lido

di Venezia) a registrare. Hanno un buono, un permesso, e il loro giretto in terra

è ammesso dal Signore. Dovete sapere che prima di effettuare questa

registrazione avevo pregato il Santo che mi facesse la grazia di portare Lucia per

Renzo e così egli mi saluta dicendo che posso rispondere a questo ragazzo: ecco,

te la mostra, preannunciando, appunto, che la sua richiesta è stata esaudita.

Lucia inizia la sua comunicazione dicendo che saranno in tanti a leggere (ed

ascoltare) la sua registrazione. Poi mi fa un complimento dicendomi che ho

classe (troppo buona!), e lo fa perché è un modo per ringraziarmi di averle dato

questa possibilità. Mi dice subito che devo dire a Rosi (è il nomignolo col quale

lei chiama questo ragazzo) che deve cercare di smettere di essere ossessionato

da lei. Lei sa che per lui si oscurò il cielo quando apprese la notizia della sua

morte, e che egli, però, da allora. è entrato come in una nebbia, è disorientato,

non ha più la sua serenità, allora lo invita a dirle addio con i fatti, cioè a vivere

la sua vita terrena, ad "annaffiare" altri fiori, ovvero a cercare di far sbocciare

altre storie, qui sulla terra. Lo invita, insomma, a distaccarsi dall'idea di lei e a

cercare di vivere pienamente, consapevole dell'impossibilità di coltivare il

pensiero di questa storia. Dice che lei ora è lassù, che lei, figlia, è lassù e vuole

che il ragazzo avverti i suoi di questo contatto. Invita tutti a cliccare sulle storie

di questo sito che aiutano a "far crescere le ossa", ovvero a rafforzarsi nella fede

e nell'anima. Poi, con amarezza dice che è consapevole di aver diffuso tanto

dolore con la sua morte fra coloro che la amavano, per cui chiede ancora a

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Renzo di andare di corsa dai suoi cari, di bussare alla loro porta per dare loro il

conforto di questa comunicazione. Poi, sotto la guida del Santo ella si rivolge a

me e mi dice che non devo mai chiedere alcun corrispettivo economico per

avere contatti coi propri cari lassù "(prezzi? Oh no no", dice raccomandandosi);

devo far entrare le persone liberamente, ospitarle, se aspiro a guadagnare il

cielo, i conti, poi, li farò lassù (intende dire che ci sarà lassù la ricompensa). Dice

che i ciechi, ovvero coloro che non non vogliono vedere o che non sono

consapevoli del trascendente, sono sempre in aumento, per cui devo registrare

per dare sempre più prove dell'esistenza dell'aldilà a costoro, spesso scettici.

Lucia dice poi alcune parole in dialetto napoletano, anche per dare un'altra

prova che è proprio lei: infatti era nata e viveva nella provincia di Napoli: dice

che se ho potuto bussare alle finestre dell'aldilà e potervi scorgere qualcosa, lo

devo al Signore, è Lui che lo ha permesso, ed è sotto i suoi piedi che ella ora sta

in segno di ringraziamento e riconoscenza verso Colui che, dice, ha in petto solo

"Amor"!.

Commento

Una storia d'altri tempi, una piccola gemma di puri sentimenti che continuano a

passare, per una magica osmosi, dalla terra al cielo. Cos'altro avrebbe potuto

dire Lucia all'addolorato e nostalgico Renzo, ora che lei appartiene ad un altro

mondo di esistenza? L'amore, appunto, esige che lei gli dica proprio ciò che gli

ha detto: in definitiva di vivere la sua vita pienamente, di non lasciare che un

incontro bellissimo si tramuti in una malattia insanabile che divora l'anima e la

voglia di amare ancora e di annaffiare altri fiori. Non è crudele, anzi. E'

un'espressione di amore e di cura per quest'anima che soffre la lontananza di un

amore non nato, che è rimasto ad occupare un cuore solo e perso in quelle notti

nebbiose che gli fanno smarrire la strada. E' attenzione per un sentimento che

deve necessariamente instradarsi su un sentiero concreto: solo così potrà

guarire, Non dimenticare, ma rasserenarsi accettando l'ineluttabile fatto che ora

lei non è più fisicamente qui, sulla terra. Con la sua leggerezza di farfalla Lucia

mette tutto il suo messaggio in poche ma chiare e definitive parole, sperando

così di restituire al suo Renzo la libertà di vivere una vita degna di essere

vissuta, senza rimpianti inutili. Non posso fare a meno di pensare che tante

volte la realtà supera la fantasia nell'architettare simili trame e simili costruzioni

di amori, sentimenti e comunicazioni lievi che ci accarezzano l'anima.

108


Sant'Erasmo mi conduce due anime, Nicola e Ciro. Il primo è lo

zio di un ragazzo che ne ha chiesto il contatto e che gli era molto

affezionato. Il secondo è l'amato marito prematuramente

scomparso di una mia amica e lettrice – 29/07/2010

Le porte del Cielo sembrano aprirsi, poco a poco, con sempre maggiore

generosità. Dopo le insistenti preghiere che gli ho innalzato (insieme alle due

persone che speravano tanto in un loro contatto), Sant'Erasmo stavolta ha fatto

un vero e proprio miracolo, accontentando entrambe queste persone, legate da

un amore profondo ai loro parenti lassù. Messaggi commoventi e pieni di

speranza per tutti noi, parole che sembrano uscire da un colloquio intimo e

familiare, come se non ci fosse di mezzo la morte a separare questo nipote

dall'amato zio e questo marito dall'amata moglie. Infatti la meraviglia che trovo

sempre, in questi contatti, per così dire, "personali", è proprio questa sorta di

"facilità", di "confidenza" che pare abbattere in un sol colpo l'inconcepibile

distanza che separa i morti dai vivi. Ed è così che riusciamo a percepirli vicini,

vivi, ancora presenti nelle nostre vite: stanno solo aspettandoci lassù, dall'altro

lato della nostra vita, sull'altra sponda del nostro cammino. La loro voce

conforta, solleva il velo del mistero per lasciar passare un attimo di eternità, per

far filtrare la luce magnifica dell'Oltre dove tutto vive in un flusso continuo ed

eterno. Ci gridano a gran voce che la morte non esiste, che dobbiamo cambiare il

rapporto che abbiamo con questa grande sconosciuta che tanta paura ci incute,

che dobbiamo ribaltare la visione della nostra vita, del mondo, dei rapporti che

abbiamo coi nostri cari defunti, che dobbiamo imparare a vedere la morte come

un "cambiamento di residenza", un cambiamento per andare, però, nella nostra

vera casa. Amore e morte, nell'arte, sono sempre stati due concetti antietici: qui

appaiono come le due facce della stessa moneta: senza l'amore, infatti, non si

sconfigge il velo della morte; solo l'amore ancora richiama a noi chi non è più su

questa terra, solo l'amore è il filo di questo telegrafo che ancora trasmette

sentimenti ed emozioni a chi li sa ascoltare.

SANT'ERASMO

Testo

109


Ah, strillare lì, fare festa,

se c’è già qua file!

Trova una lettera qua “Cri Cri”.

Ti veste Chiesa, bambina,

là hai un’impresa.

Quelle frasi, l’amore ha da reggere

chi entra, ma là avvertivi lì per disco.

Apro, sicuro, più pannelli sposto qua,

suoneria dai, entri e lì entri!

Prendete là, onde v’attende, do zio!

ZIO NICOLA’

Credi tutto! Mandasti ora qui per incidere,

oh Neruda! Sono venuto!

D’onda e io di là so già insieme!

Di ogni tenerezza pigliatevi di là!

Lasciai di là, e ridere lì fa le madri là!

Pace fingevi tu là, si!

Ti vole gran maestri!

E si, andavi nella stanzetta

ndò sto malato di là,

Da mali di là ebbi cura doppia,

si, brinda,

io là ti manno a sonà: restituite il lutto!

SANT'ERASMO

Chi è? Sonano ai vetri…

L’ha chiesto di là, prendi, diedi lì!

CIRO

A Lilla le dà taxi,

su una stella l’hai visto pure

de lì, eh, giro laggiù!

110


Tu vuoi devo uscì là,

e si può giu, strana idea!

Ella là disse:

che coloro si atteggiava!

Può fa lei passi dove sto!

Difficile esser chiesti, d’aprì due:

fui forte!

Donne, sulla pista sta guida!

E là ne acquisti de scienza!

Folle arriva cieche:

Frà, deh, chiacchiera!

Ideali che vuò troppo pieno:

lei sa cresce, palestra figlio bene sta!

Più a memoria, se hai bisogno, si studia.

A baciarti so occupato qua!

Un’opera spezzai,

ineguagliabile insieme,

La consegna: fida a riuscire Gesù!

Son già graziati senza chiacchiera,

Su le mogli attirare!

Se ti si dà, si, a vita lavai tenebra.

Tu dì là, se tù suocera parlava a te!

Spiegazione del testo

Sant'Erasmo non si stanca di ripetermi che devo mettermi ad urlare per la gioia:

infatti, dice, lassù ci sono file di anime pronte a venire a parlarci. Poi mi

preannuncia che "Cri Cri" (forse un nomignolo affettuoso che ha voluto dare alla

signora che mi ha richiesto il contatto col marito), troverà la sua letterina,

ovvero lo scritto con le parole di suo marito. Poi si rivolge a me chiamandomi

affettuosamente "bambina" ricordandomi che è la Chiesa di lassù che "mi veste",

ossia che mi dà questa possibilità, e che in questi contatti ho una vera e propria

"impresa" oramai. Ricorda che per avere queste frasi da lassù, colui che le chiede

deve essere sorretto solo da amore, e devo avvertire di ciò, non sono ammessi

altri motivi. Il Santo dice che apre di sicuro le porte lassù, che sposta più

pannelli per farci "entrare", devo solo suonare (azionare il registratore) per

passare. Mi lascia poi invitandoci a prendere questo dono: sulle onde c'è infatti

111


lo zio Nicola che è stato richiesto dal suo giovane ed affezionato nipote.

Lo zio Nicola si rivolge al nipote raccomandandolo subito di credere a tutto ciò,

di non dubitare affatto; gli ricorda che lui mandò a chiedere il contatto affinché

egli venisse ad incidere la sua voce sul nastro (lo chiama con uno strano

nomignolo, Neruda, forse, non so, perché questo nipote ama la poesia? O ama

quel poeta?) ed egli è effettivamente venuto. Con queste onde sonore egli, dice,

può essere ancora qui, insieme a lui su questa terra. Gli dice di prendere tutta la

tenerezza che egli ha per lui ed i suoi cari quaggiù (parla infatti al plurale), ossia

dice che ha tanta tenerezza per loro: lui lasciò la sua vita qui, però chiede al

nipote di far conoscere questa registrazione anche alle "madri", alle donne, della

sua famiglia per farle felici, per sollevarle dal lutto. Afferma che questo nipote

fingeva una pace che in realtà non ha in sè e gli rivela che i grandi maestri lassù

vorrebbero che lui collaborasse con loro (credo si riferisca all'intenzione di

cimentarsi con la metafonia che questo ragazzo mi ha espresso, quindi lo

invoglia). Ricorda che suo nipote andava spesso nella stanzetta dove poi lui ha

passato il tempo della sua malattia (a giocare da piccolo?). Dice che dei suoi

mali lassù fu doppiamente curato, ossia che ora sta bene, è sano, e che per

questo suo nipote dovrebbe brindare. Saluta poi dicendo che lo manda a

suonare ai suoi parenti per dire loro di abbandonare il lutto, lui ora è felice.

Sant'Erasmo interviene per dirmi che ode bussare ai vetri della sua cabina di

regia: è proprio colui che la mia amica ha richiesto di qua, ossia suo marito Ciro.

Lui le si rivolge chiamandola affettuosamente Lilla e dice che il Santo le ha dato

un taxi per avere un "passaggio" lassù (lo dice chiaramente scherzando), e poi

dice che lei lo ha anche visto "su una stella" (non conosco questo particolare), e

che da lassù gira anche quaggiù (lei dice di sentirlo vicino). Lei desidera che lui

esca da lassù per venire a registrare, e lui dice che ciò è possibile anche se

appare a tanti una strana idea, e infatti anche lei stessa , sua moglie, aveva detto

una volta che "coloro", ossia io e quanti facciamo metafonia, si "atteggiano",

ossia fingono, che non è un fenomeno vero (lei forse non credeva molto

all'inizio): allora lui le chiarisce senza dubbio che invece io posso davvero fare

dei passi lassù dove sta lui, nell'aldilà, tramite il registratore, che è tutto vero.

Dice che una cosa rara essere richiesti e venire a parlare e addirittura oggi son

venuti in due (lui e lo zio Nicola), e per questo lui scherza un pò dicendo "sono

forte", ovvero sono stato bravo a venire e a riuscire a parlare (con la guida del

Santo, non dimentichiamolo). Si rivolge a noi chiamandoci "donne" e

ricordandoci che sulle piste dei nastri, nei contenuti delle registrazioni, c'è una

vera e propria guida spirituale, e così se ne acquista di conoscenza! Ricorda che

lassù arrivano folle di anime cieche, ignare di questa realtà, e ciò e grave, per cui

chiede a me (mi chiama Frà) di continuare a "chiacchierare", ossia a parlare di

112


questa realtà della vita dopo la morte. Poi si rivolge a sua moglie e le dice che lei

ha l'idea di pretendere troppo dai figli, di essere una perfezionista, ma che però

sa crescerli bene, e che mandare il figlio in palestra sarebbe bene (o è già un

bene se il ragazzo già ci va). Ricorda ai ragazzi che, se serve, bisogna anche

studiare di più a memoria. E' occupato, mentre dice queste cose, a baciare sua

moglie, ossia le fa capire che da lassù lui le sta mandando dei baci (lo indica

come se fosse un vero e proprio impegno, perché dice "sono occupato"). Poi

esprime, con tristezza, una riflessione: dice che con la sua morte ha spezzato

un'opera, quella di condurre la sua famiglia che definisce poeticamente un

"ineguagliabile insieme". La sua consegna per sua moglie, il messaggio più

importante è che ella, per riuscire nel compito di crescere i figli, si affidi a Gesù

con fede: dice infatti che essi, i ragazzi son già graziati dal Signore e senza

chiacchiere, ma coi fatti. Invita sua moglie ad attirare verso questi messaggi

anche altre mogli che sono nella sua stessa condizione e le ricorda che, dandole

il dono di questa comunicazione, egli ha lavato via la parte tenebrosa, oscura

della vita, ossia il mistero di cosa c'è dopo la morte, infatti ora sua moglie lo sa

che si continua a vivere. La saluta chiedendole di parlare di questa registrazione

se sua suocera le parlerà.

Commento

La gioia che portano queste due voci è davvero tanta! Credo che bisogni

ringraziare il Signore che ci dona con tanta generosità tali gioielli costruiti sulla

trama dell'amore che vince la morte e consola. Luci di speranza filtrano da quei

pannelli che Sant'Erasmo con tanto amore ci sposta per permetterci di sbirciare

un pochino quel luogo che piano piano diventa sempre più vicino e familiare. E

la Luce inonda di gioia i cuori di questo nipote e di questa moglie che hanno

ricevuto davvero una bellissima comunicazione, semplice eppure straordinaria.

Spero che serva a donare loro un pò di serenità e soprattutto la certezza che i

loro cari sono sempre con loro, anche se sotto un'altra veste e che, soprattutto,

continuano ad amarli come e più di prima.

113


Sant'Erasmo continua ad esaudire preghiere: mi conduce

dapprima Piero e poi il nonno di un ragazzo che conosco, nonno

Vito, pieno di allegria e buone notizie per suo nipote - 2 agosto

2010

E' proprio così: Sant'Erasmo ha deciso di esaudire le nostre preghiere, quelle di

chi invoca la grazia di un contatto con un proprio caro, e così ha dato il via a

queste registrazioni, per così dire, "personalizzate", portando di volta in volta i

cari defunti di persone che li hanno richiesti. Questa volta, dopo alcune

indicazioni personali che Piero mi dà sui ragazzi, è il turno di nonno Vito, la cui

comunicazione era stata più volte auspicata da suo nipote, un mio conoscente.

Questo ragazzo aveva chiesto in verità il contatto con i suoi due nonni ed uno

zio, ma il Santo in questa registrazione porta solo nonno Vito che però, a quanto

fa intendere, parla a nome di entrambi i nonni. Questo nonno in vita deve essere

stato di certo una persona allegra e solare, così come si mostra in questa

registrazione, una persona dal carattere scherzoso e finanche ironico. Però affida

alla sua ironia degli incoraggiamenti importanti per suo nipote, lasciandoci

l'impressione che sia stato in vita una persona non certo superficiale. Come

sempre vi invito a cogliere i messaggi universali che sempre sono disseminati

accanto a comunicazioni più personali.

SANT'ERASMO

I nastri in granda misura compri!

Lì dam grossi di dischi e di luci.

In gran divisa e vola giu, volare!

PIERO

Un essere vi entra: fa miseri orgogliosi!

E’ sunata, lì, eh, dire!

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Testo


Chiave ho pure, vengo per seguir, si,

vengo girà.

Tu entri già, c’è là un destino,

bussa che vi manda via il male lì!

Qua ho a limare a dì;

bimbo: al massimo entro, ha diritto,

gli spieghi nipotina, l’ha appena vista lì!

E si rialzerà lì tua figlia,

puoi andare, è un classico!

Di leggi lì gli insegnai l’esperienza:

coglierle là dosi sicurezza!

Figlia, terminai là in voce.

SANT'ERASMO

Mò lì rinasci: qui vende a te Gesù!

Ah P. e già qui entra:

Frà, fai vista a mamma,

là decido a fare!

NONNO VITO

Aspettò registrato di là,

parola, c’ha i raggi, farà fare là meraviglia!

Chi mai là piglierà?

Lì ve dico, dire là!

“Nonnetto sembri”, sbagliate, vedi:

cosce snelle e strada fa!

In alto c’è qui satira:

chi adesso è in taxi?

Sarà mai Vito, chi è?

Vengo offrire rosa, nascondila!

Destino, arrivai a questo regista,

ma quanta amicizia tutti noi sta, verità!

Qui indirizzo n’ha:

già male finisce a darti noia,

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nonni vince, ah!,

uscirà quell’aspide,

quindi di là, se croce ti fai, sarà pulito!

E spiegagli, Frà, non ha qui a giocare!

Se c’è squadra…stufo e lascia?

Già voli, non si fa così, là cura!

Ce stà il mio taxi…ridi!

Spiegazione del testo

Sant'Erasmo, prevedendo che mi porterà sempre più anime a registrare, mi

invita a comprare nastri (le audiocassette) in gran quantità (dice "granda", come

dicono qui a Venezia), anche perché da lassù mandano tanti "dischi" (così

chiamano le registrazioni) e tante luci di conoscenza. Poi, rispondendo alla

richiesta di mia figlia che aveva auspicato un contatto con Piero, mi dice

appunto che egli è in grande divisa, (intendendo forse comunicarmi che sta

bene) e gli ordina di volare quaggiù per registrare.

Per introdurre un tema che gli sta a cuore, ovvero quello dell'umiltà che deve

occupare l'anima di ogni uomo, Piero non vuole nemmeno dire il suo nome e mi

dice che mi entra a registrare "un essere", uno che di suo non ha più nemmeno il

nome, perché, come dice, lassù gli orgogliosi li renderanno miseri. E questa è

una "suonata", una "tirata d'orecchi" per tutti noi e mi chiede di riportare questa

sua osservazione per farci riflettere tutti. Mi conferma che ha una "chiave" (è

una metafora) che gli permette, ogni tanto, di venire sulla terra per seguire le

vicende familiari, per girare fra noi. Mi ricorda che se io già entro lassù col

registratore è perché c'è un destino in questo, ero cioè predestinata a dedicarmi

a questa ricerca, e mi invita a continuare a "bussare" lassù perché così ci levano

il male che abbiamo (credo si riferisca all'ignoranza che abbiamo verso questa

realtà). Poi tocca questioni private e dice che deve dire qualcosa per limare

qualche amarezza che c'è stata in famiglia, e mi invita a parlare a nostro figlio

(per il quale dice di poter entrare a parlare alla grande perché il piccolo ne ha

diritto, ne ha il permesso) della sua "nipotina", ovvero la bimba che la figlia di

primo letto di Piero ha avuto sette mesi fa e che Giovanni ha potuto conoscere e

vedere un mese fa. Mi invita cioè a rinsaldare il rapporto che il bimbo potrà

avere con questa piccina che, tra l'altro, non vive in Italia. Poi prevede che la

ragazza, ovvero mia figlia, si "rialzerà" da un periodo un pò difficile, mi dice che

questi comportamenti nei giovani sono un classico, non devo preoccuparmi,

116


posso andare tranquilla. Del resto, afferma, già qui sulla terra egli le insegnò

l'esperienza delle leggi che governano la nostra esistenza ed una di questa, dice,

è che bisogna imparare ad essere più sicuri di se stessi. Poi saluta la ragazza

dicendole che deve chiudere, che "termina in voce".

Sant'Erasmo prende la parola per ricordarmi che, con queste registrazioni, è

come se io rinascessi a vita nuova, perché i concetti che stanno alla base me li

"vende" (è un termine metaforico) Gesù stesso, nel senso che alla base delle

registrazioni ci sono i Suoi principi ed il Suo permesso. Poi mi dà una notizia

per mia mamma che ha chiesto la grazia della conversione di una persona e mi

conferma che questa persona già entra spesso nel sito per cercare frammenti di

verità, e chiude mandandomi a dirle che egli ha già deciso di fare quello che lei

chiede, che la esaudirà.

Nonno Vito, che dirà solo più avanti il suo nome giocando con la sorpresa, si

presenta dicendomi che la persona che lo ha richiesto ha aspettato per un pò di

tempo questa registrazione e la sua parola, e dice che ora egli ha a disposizione i

raggi di energia che gli permettono di comunicare e farà fare vere meraviglie a

chi lo ascolta. Scherzando, per tenermi un pò sul filo circa la sua identità, mi

chiede chi, tra coloro che hanno chiesto un proprio caro lassù, "piglierà", ossia

riceverà questo dono. Dice prima di tutto che, al vederlo potremmo dirgli che

sembra un nonnetto, ma lui, sempre con ironia, afferma che ci sbagliamo,

perché ora lui ha cosce snelle ed agili, e farà tutta la strada che lo porta quaggiù.

Mi avverte che sta scherzando (in alto c'è qui satira, dice) e mi chiede ancora chi

mai c'è in questo taxi in arrivo da lassù; mi chiede se non è forse Vito,

confermandomi dunque che è lui in persona. Lui che mi offre una rosa e, con

una certa scherzosa galanteria, mi chiede di nasconderla per non suscitare

gelosie (vi rendete conto di che scenetta ha messo su nonno Vito?). Dice che fu il

destino a farlo arrivare a Sant'Erasmo (chiamato spesso "il regista") e ci fa capire

che fra tutti loro che vogliono venire a comunicare con noi quaggiù e il Santo c'è

una vera "amicizia", ossia Sant'Erasmo si prende a cuore le nostre richieste ed

anche quelle di loro lassù. Poi si rivolge a suo nipote e gli dice che in questo sito,

negli insegnamenti di lassù, può trovare un indirizzo di vita; gli preannuncia

che il male che ha creato dei problemi nella sua vita negli ultimi tempi finirà di

dargli fastidio, che "l'aspide" ovvero la rappresentazione di questo male, uscirà

dalla sua vita e questa è una vittoria di entrambi nonni di questo ragazzo che

hanno orchestrato di tutto per aiutarlo. Lo invita a farsi il segno della Croce,

ovvero a confermare la sua fede in Cristo e così, dice, farà pulito di ogni

negatività. Poi, riferendosi all'intenzione di suo nipote di provare con la

metafonia, mi invita a dirgli che con questo argomento egli non deve scherzare,

che è una cosa molto seria. Poi gli comunica qualcosa che forse solo suo nipote

117


può capire fino in fondo e, in poche parole gli dice: ora hai una squadra, ovvero

hai le condizioni perché qualcosa vada avanti e bene nella tua vita, e proprio ora

dici di essere stufo e di voler lasciare? Visto che già voli con questa faccenda,

ossia che già sei arrivato in alto nel cammino, non devi far così, ma devi curare

questa faccenda (può riferirsi anche a faccende private, ad un rapporto, al

lavoro o ad altri aspetti importanti della sua vita, questo solo suo nipote può

dirlo). Poi chiude con la stessa ironia che ha caratterizzato questa registrazione e

dice che è oramai arrivato il taxi che lo riporta lassù, che deve andare cioè, e

invita suo nipote a ridere, a stare allegro.

Commento

E' davvero l'ironia di nonno Vito a caratterizzare questa bella registrazione che

vede l'amore dei nostri cari ancora vivo e forte come e più di prima, cioè di

quando erano qui sulla terra. La loro partecipazione alle nostre vite è un fatto

più volte dichiarato da loro lassù e spesso abbiamo la sensazione che essi ci

stiano davvero vicini anche se non possiamo vederli. In nonno Vito possiamo

vedere come le personalità di queste anime si distinguano nettamente le une

dalle altre: ognuna ha una propria caratteristica, un proprio tratto distintivo che

la identifica e ce la rende indimenticabile. E' bellissima l'invenzione del "taxi", di

questo "mezzo" metaforico di cui essi spesso parlano quando vengono a

registrare: un modo simpatico di rendere più "terreno" questo viaggio che

permette loro di attraversare le due dimensioni, di rendercelo più familiare.

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Sant'Erasmo mi conduce la nonna di una mia lettrice: le sue sono

parole di amore e di incitamento ad affidarsi al Re - 6 agosto 2010

Ecco un altro dono che Sant'Erasmo fa a R., una mia giovane lettrice che mi

aveva chiesto un contatto con i suoi nonni. Sant'Erasmo, in genere, quando si

chiedono, per così dire, contatti "collettivi", spesso affida ad un "portavoce" la

parola, facendo intendere, però, che lì sono presenti anche le altre persone che si

erano chieste. Infatti questa nonna dice che ci sono "i nonni", al plurale, per far

intendere che, con lei, ci sono anche gli altri, sebbene non parlino direttamente

con il proprio parente che ne ha richiesto il contatto. Questa nonna pronuncia il

nome di suo nipote come prova della sua identità, nome che io non conoscevo

affatto. Le sue parole, come sempre, ci invitano a riflettere e ad elevare il nostro

sguardo dalle cose terrene.

SANT'ERASMO

Speravo, si, la lista parlasse,

ne uscirò tariffa: qui signali e lì buste do!

Pure i preti croce ti dà!

Ah, di sera qui tenda: dare là luce,

è agli atti, né a cicli già ve n’entra!

Di extra poi hai a dì dò quest’onda:

acqua è meno venti,

in Paradiso è urgente!

E, Fra, che voi ci inietta

cigola nei dettagli,

le piste, mò sfera tu ce l’hai.

Qua cifre: ti chiede, se ti dà,

giù ce le dai!

Suona chi doni ha dodici!

NONNA

Arrischia ‘e pazz!

Ah, beh, ha taxi!

Bussa eredi: vero hai libro qui!

119


Aveva i nonni, e così te dà!

Giù Luca, hai da spartire!

E là va a dì:

in noi scappà messa mò aveva e

dirti, nel mio libro,

chi ha, ha Re!

Ninna, è fastidio a uscì,

già ceri mò arde ai poeti, e qua vedrà!

E là e sgroppa, dà meglio!

Mostra a chi là, detti lì ma rispandere!

E salva Re ve po’ fare,

Oh, lì ridi!

Ah, se il Signore farà….

Spiegazione del testo

Devo spiegarvi un piccolo precedente per meglio farvi comprendere la prima

frase che il Santo mi dice: ho preparato una lista nella quale ho inserito il nome

della persona che chiede un contatto metafonico con quello del relativo parente

scomparso. Ho inserito, in quella lista, dodici nomi e, nella registrazione

precedente, forse per la sua brevità, la persona che è venuta a dire poche frasi

non è stata riconosciuta da me, anche perché non ha detto alcun nome (e quindi

non l'ho pubblicata). Allora Sant'Erasmo mi dice che sperava che quella lista

parlasse, che dalla lista io potessi comprendere chi era quella persona, ma non è

stato così, certo per miei limiti. Allora il Santo, che approva l'idea della lista, dice

che sarà quella la tariffa che lui stabilisce per il contatto, ossia che i nomi che gli

sono richiesti debbano essere proprio inseriti prima in quell'elenco. Mi ricorda

che anche i preti, a volte, mi creano difficoltà e confusione con le persone

interessate alla metafonia perché diffondono l'idea, oramai superata anche nella

Chiesa, che i defunti non vadano disturbati (ricordo a tutti che padre Gino

Concetti, teologo dell'Osservatore romano, così si è espresso proprio sulle

pagine del suddetto giornale: "Secondo il catechismo moderno, Dio consente ai nostri

cari defunti, che vivono in una dimensione ultra-terrena, di inviare messaggi per

guidarci in certi momenti difficili della nostra vita. La Chiesa ha deciso di non proibire

più il dialogo con i morti, a condizione che questi contatti siano motivati da seri

propositi religiosi e scientifici” ).

Siccome, stranamente per le mie abitudini, ho effettuato questa registrazione di

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sera tardi, il Santo approfitta per ricordarmi che anche di sera la sua "tenda" è

piazzata a casa mia per diffondere la luce della verità, anche perché la verità e la

luce non vengono a cicli, a orari determinati, ma sono sempre disponibili, anche

di sera tardi. E' un modo per farmi capire che posso registrare quando voglio.

C'è un messaggio extra sulle onde del Santo, un messaggio che esula dal

contatto con un'entità in particolare ed è universale: ci ricorda l'estrema

drammaticità della situazione delle nostre acque, riferendosi in particolar modo

alla perdita di greggio nel golfo del Messico, e dichiara che il pianeta ha perso

già il 20% della sue acque perché l'uomo le ha inquinate e danneggiate in

maniera tragica. Infatti dice che in Paradiso questa faccenda appare urgente.

Non solo, ma mi rivela anche che quello che hanno iniettato in quel pozzo perde

"nei dettagli", nelle giunture, e che ci sono delle falle piccole e continue

comunque; ora, mi dice, con queste registrazioni e come se potessimo avere

delle sfere di cristallo per vedere il futuro e questo futuro ci dice, purtroppo, che

quel pozzo non sarà occluso definitivamente. Lui ha delle cifre che ci ha dato, ci

ha informato che abbiamo il 20% di acque disponibili in meno, e mi chiede di

diffonderle, di dirle tramite il sito. Mi saluta facendo sempre riferimento alla

lista dei dodici nomi e mi dice che qui da me suona lui, lui che ha dodici dono

per quei dodici nomi.

Questa nonna esordisce con una frase in dialetto napoletano (io sono di origini

napoletane e lo comprendo benissimo ovviamente, e loro lo sanno) dicendo che

solo i pazzi arrischiano contatti con l'aldilà senza il permesso di guide superiori,

ma il problema non mi riguarda perche poi lei stessa considera che ho quel

famoso "taxi" autorizzato che mi conduce le entità a parlare. Sa che è stata una

sua erede a "bussare" per un contatto e dice a lei che qui ha un libro di verità,

ossia che tutto ciò che viene detto è vero. Questa nipote aveva i nonni che ha

richiesto, e così il Signore le concede questo contatto. Poi fa il nome del fratello

di questa ragazza e si raccomanda che ella spartisca con lui questa registrazione,

ossia che lo metta al corrente che lei è venuta a parlare dall'aldilà. Poi si

raccomanda che io dica che vorrebbero una messa in suffragio e afferma che, nel

suo libro (è un modo di dire per dire "nel mio modo di pensare"), colui che ha

davvero qualcosa di importante ha il Re, ovvero la fede in Gesù Cristo e la Sua

vicinanza. Si rivolge alla ragazza chiamandola "ninna" (credo sia un termine

dialettale anche questo) e le dice che uscire a parlare da lassù costa comunque

un fastidio a chi deve ascoltare e decifrare e allora, rivolgendosi a me (a volte mi

chiamano poeta per il mio vezzo di scrivere poesie) mi dice lassù ardono dei ceri

per me e che un giorno li vedrò (è un modo per dirmi che mi ringraziano, anche

se sono certo io a ringraziare mille volte per questi doni). Le raccomanda di

darsi da fare quaggiù e dare sempre il meglio di sè ed anche di spandere quello

121


che lei le ha dato e detto da lassù parlandone quanto più possibile. Le ricorda

che il Re, solo, può farla salva e le dice di ridere che se il Signore farà quello che

lei gli ha richiesto di certo sarà molto felice!

Commento

Non è la prima volta (e i lettori del sito lo sanno) che da lassù ci fanno presente

lo stato tragico del nostro pianeta. Adesso arrivano anche a darci delle cifre,

quelle che piacciono tanto agli scienziati per spiegarci il mondo, e devo dire che

è davvero una catastrofe quella che stiamo vivendo in questi mesi. Una

catastrofe che non è risolta con la chiusura del pozzo perché pare che quel

pozzo abbia delle perdite e quindi continuerà chissà per quanti anni ad

ammorbare il mare. In questi giorni, vedendo le immagini tragiche che arrivano

da più parti del mondo (alluvioni tragiche in India e Cina, incendi senza

precedenti in Russia, perdite di petrolio in mare), verrebbe da pensare che forse

il pianeta, che è vivo, sta cercando di scuotersi di dosso questo virus che è

l'uomo, non in quanto tale, è ovvio, ma in quanto inserito in un sistema socioeconomico

profondamente malato ed alterato, materialista e fine a se stesso. I

governi, coi loro giochini per buttarci fumo negli occhi, non fanno nulla di

veramente concreto e le prossime generazioni si troveranno ad affrontare

problemi devastanti e gravissimi...sempre che non decideremo di

autodistruggerci prima. Dovremmo chiede conto, a chi si candida a governare

un paese, di quali progetti abbia per questi problemi che sono di primaria

importanza, di quali soluzioni possa dotarsi per assicurare ai nostri figli un

mondo sano. Roberto Benigni una volta disse una frase che mi colpì molto, disse

infatti: "Noi non abbiamo ereditato la terra dai nostri padri, no, l'abbiamo

ricevuta in prestito dai nostri figli".

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Altri contatti con persone care: il marito di una mia amica,

Gianmarco, figlio di una mia lettrice, e Marco, un mio caro amico

deceduto, ancor giovane, una decina d'anni fa – 9/08/10

In questa registrazione leggerete le storie degli eventi tragici che hanno portato

le persone che si sono presentate a morire prematuramente. Ma proprio il

contrasto fra la tragicità degli eventi che hanno posto fine alla loro vita

prematuramente e la bellezza dei messaggi che queste entità ci donano, deve far

nascere in noi una nuova cognizione dell'evento "morte". La morte è inevitabile,

imprevedibile, e porta sempre con sè, oltre al dolore, mille interrogativi sul

senso del vivere e del morire, e queste registrazioni ci aprono uno spiraglio che

ci permette, se non altro, di poter meglio comprendere, alla luce di una nuova

visione della vita e della morte, i meccanismi che sovrintendono all'eterno ciclo

del nascere e del morire. Per essere più chiara, ci aiutano a vedere a quell'evento

con un pò più di speranza, un pò meno angoscia, e, se pur il dolore e il senso di

mancanza non vengono meno, almeno ci può sostenere la fiducia nel fatto che

questi nostri cari non sono persi per sempre, che un giorno li ritroveremo con lo

stesso, intatto, amore che essi avevano per noi in vita. La prima entità, ad essere

sincera, non mi era stata richiesta: Teresa, una mia amica e lettrice, mi aveva solo

parlato della tragica esperienza che aveva vissuto nel suo matrimonio; suo

marito, infatti, si era suicidato e, come potete immaginare, questo evento ha

segnato per sempre la vita di questa donna. Ma lassù hanno piani per noi spesso

incomprensibili e così hanno deciso di mandare quest'uomo che, probabilmente,

ha commesso quell'insano gesto sotto la spinta di una forte disperazione

interiore. Forse sanno del bisogno che Teresa ha di sentire quest'uomo, di capire

come sta dall'altra parte e così lo hanno mandato a me perché riportassi a lei,

ovviamente, questa registrazione. La seconda entità è un ragazzo morto

tragicamente in un incidente stradale a poco più di vent'anni. Sua madre, che

oggi segue un'associazione da lei fondata in favore delle vittime della strada, mi

ha chiesto un contatto con lui ed ecco che Gianmarco, questo il suo nome in

terra, non si fa pregare per dire a sua mamma tutto il suo amore. Infine, anche

questo non atteso ma tante volte richiesto nel mio animo a Sant'Erasmo, ecco

Marco, un mio caro amico deceduto per una malattia improvvisa una decina di

anni fa. Marco era gay, ed era un ragazzo sensibile e affettuoso, capace di

comprendere i sentimenti di chi gli stava vicino come pochi sanno fare,

generoso e con un grande senso estetico per il quale tutti noi, suoi amici, gli

chiedevamo sempre consigli su questioni di arredamento e quant'altro. Amico

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sincero come pochi ne ho avuti, davvero, gli volevo e gli voglio un gran bene.

Sant'Erasmo ha deciso di farmi questa sorpresa portando Marco a farmi un

saluto che mi ha fatto un piacere enorme, come potrete ben immaginare. Chiude

la registrazione un'entità che, a quanto mi pare di aver capito, si presenterà poi

nella prossima registrazione, vedremo chi è a tempo debito.

MARITO TERESA

Testo

Già, diran morti: ora hai Messa, c’è il sole, hai messa là!

Mò avrai mio scudo e affetto,

là mi esclude già.

Posso e qui in reggia s’ha a cambiare!

Fui visto: là io ammazzai io

dove ci cresco il fico e la menta,

e tra gli atti, ah, l’hanno in Dio

e si po’ verè lassù, eh!

Regalo ci sta, mostrai Teresa!

Una fatica è dà posta!

A chi piglia già cambiava lì piume,

e dirlo lì!

GIANMARCO

Rara è quella madre!

Ma no piangere!

Per idda affari dà,

ah chiedilo a Dino

Andrò in bottiglia a mia madre che è giù,

dire e dire gli voglio: è nobile!

Registra, crede, si, trarla e dire:

registra e ve dì altro!

Ma scopo era però là convincere.

La vita è qui: da dire là,

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però in disparte è lì!

Apprendevo, posso, cò raggi verrò a dì!

MARCO

Ha Marco tuo gita, c’ha gusti,

dare giri e giri qua!

Seguo, piglia: Francì non si ride,

vai giù dura!

Hai visto? E' Re, lì finestra!

Ti lascia chiave, la luce entra di lì,

e tra cerchi tu vedi bei poeti.

E leggerai, così apparire il Signore,

Fai lì giornale, reggi ferma,

e già, figlia, gioisci!

Puoi ir che la legge c’hai, si, e amor qui.

Il peccare vero estro toglie.

Vi tira e assai, entra, lì dà gli onori.

ENTITA'

Qua resto o mi spezzo, Maestà,

scampo a me dare:

c’è Franci,

Se c’è so parlare qua,

e misero qua mezzo per dischi,

io avanzo mò!

Spiegazione del testo

Il marito di Teresa, di cui non conosco il nome, avverte che i morti, quando

qualcuno fa dire una messa in suffragio per loro, dicono che è come se avessero

il sole a splendere per loro. E se Teresa gli fa dire questa messa, le promette

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affetto e "scudo", ovvero protezione, e dice che lo escluderanno dal posto,

magari non bellissimo, dove ora si trova (lo faranno avanzare). Afferma che ora

può uscire da dove si trova e cambiare per andare in "una reggia", ossia un

posto più bello. Poi confessa il suo gesto: dice "io ammazzai io" per dire che si

suicidò e mi pare di capire che lo ha fatto in una città o luogo dove, dice, cresce

"il fico e la menta". E quel gesto, ci rivela, è "agli atti", ossia è stato registrato

lassù, ed è in Dio che gli spiriti superiori lo hanno conosciuto, ossia per mezzo

dell'onniscienza divina che tutto vede, e non può essere cancellato, lassù si può

vederlo come se lui lo stesse commettendo in questo istante. Dice poi per chi è il

dono di questa registrazione, mostrò a Teresa, sua moglie, infatti, il suo

discorso. Conferma che è una fatica dare posta, dare queste comunicazioni, per

loro e per me che devo decifrarle, però coloro che le recepiscono davvero

cambiano interiormente (metaforicamente dice che "gli cambiano le piume",

ossia mutano il pensiero ed il modo di essere), e questo, si raccomanda, devo

dirlo qui, in questa registrazione. E' poi il turno di Gianmarco, figlio di una mia

lettrice, passato oltre a causa di un incidente stradale in città. Una macchina non

si fermò al rosso del semaforo e travolse Gianmarco che era in moto. Egli si

rivolge subito alla mamma dicendole che ella è "rara", ossia che è una persona

eccezionale, e le esterna la sua ammirazione esortandola anche a non piangere.

Le dice che il Signore dà delle cose, degli affari, per lei (dice "idda": Gianmarco

era siciliano ed usa questo termine dialettale per dire "lei") e che a tale scopo

chieda aiuto a Dino (non so chi sia, probabilmente la mamma lo sa). Poi,

scherzando, dice che verrà giù sulla terra per sua madre con un messaggio "in

bottiglia", affidando, cioè, il suo messaggio alla speranza che lei lo recepisca:

vuol "dire e dire", cioè lo vuole ripetere molte volte, che lei, la sua mamma, è un

animo nobile. Le chiede di provare a registrare da sola, mi chiede di "trarla"

verso questa decisione, e così, dice, lui potrà dirle altro, potrà darle altri

messaggi. Però, chiarisce, lo scopo di questi messaggi non è quello di avere

informazioni personali e terrene, bensì quello di convincere gli increduli che

esiste la vita dopo la morte, e infatti Gianmarco insiste a sottolineare: bisogna

dire là, sulla terra, che la vera vita è là, dove si trova ora lui, però questa realtà

così vera è messa in disparte sulla terra, pochi di noi vivono pensando a questa

verità. Saluta poi dicendo che egli sta imparando ad usare i "raggi", ossia

l'energia che occorre per comunicare con noi, e assicura che verrà ancora a

parlare con la sua mamma se lei si dedicherà alle registrazioni.

La sorpesa finale, in questa registrazione, è l'arrivo di Marco, un mio caro amico

morto una decina di anni fa per un tumore. Lui si presenta, e per farmi capire

che è proprio lui dice che "Marco tuo", quello che tu hai chiesto, quello a cui

dicevi che aveva gusto in tutti ciò che faceva, fa ora una gita per venire da te, e

126


mi chiede di dare a loro più possibilità (giri e giri) per venire a parlare (non

perdono occasione per farlo). Prosegue nel discorso e mi dice, serio,

chiamandomi col nomignolo Franci che lui usava quando era in vita, che lì non

si ride, non si scherza con questo argomento, e mi chiede di essere più decisa a

ribadire questo concetto nei miei scritti (vai giù dura, mi dice). Con una certa

contentezza mi dice, hai visto, è proprio vero, c'è il Re e c'è questa finestra

attraverso la quale noi possiamo comunicare, e il Signore ti lascia la chiave per

aprire questa finestra (in senso metaforico) perché da qui passa luce per voi, la

luce della conoscenza, e poi tu, tra i vari cerchi dei livelli evolutivi, incontri "bei

poeti", ossia le entità che ti parlano con questo linguaggio aulico e poetico (sotto

l'ispirazione di Sant'Erasmo, non dimentichiamolo). E leggendo queste

comunicazioni è come se vi apparisse il Signore: infatti da esse traspare la Sua

presenza, vi è più vicino. Mi chiede di continuare a "fare il giornale", ossia a

scrivere queste comunicazioni spiegandole, e di reggere ferma in questo

compito, di non demordere, e di gioire per questo. Mi conferma che posso

svolgere questo compito, loro mi aiutano col loro amore e la "legge" divina lo

permette. Poi Marco fa un'affermazione importante, su cui ci chiama a fare una

riflessione: ci dice che quando pecchiamo, perdiamo la nostra vera natura, il

nostro vero estro, il peccato ci offusca annebbiandoci la mente e l'anima. Chiude

considerando che il Signore ci "tira" assai doni con queste comunicazioni, ed

invitandomi ad onorare questo dono cercando di "entrare" lassù, con le

registrazioni, più che posso.

L'ultima entità che entra a parlare non ci dice il suo nome, e pare offrire una

preghiera al Signore dicendogli che resterà saldo nei suoi propositi verso di Lui

oppure preferisce spezzarsi (è un modo per farci capire che ha tutta la volontà

di offrire al Signore quanto gli ha promesso e che noi non sappiamo). Chiede

salvezza al Signore ("scampo"), poi dice, con un tono gioioso, "c'è Franci",

avvertendo la mia presenza dal registratore, e afferma che egli è in grado di

parlare con me, che già hanno approntato il mezzo per farlo registrare e saluta

avvertendo che sta venendo verso di me. Probabilmente lo sentiremo nelle

prossime registrazioni.

Commento

Vorrei invitarvi a fare una semplice osservazione: notate voi stessi la diversità di

carattere e di linguaggio che le varie entità mostrano. Questo ci fa capire che

davvero ognuno di noi mantiene, nell'aldilà, la propria personalità, il proprio

127


carattere. Il marito di Teresa appare ancora un pò smarrito, insicuro e anche, se

posso dire, dispiaciuto. Forse il gesto commesso gli ha richiesto un lungo

periodo di "rieducazione" da cui ancora non è venuto fuori del tutto, e la

richiesta di una messa in suffragio pare quasi confermarlo. Gianmarco, invece,

appare affettuosissimo con la sua mamma, sereno, sollecito nel suo tentativo di

proteggerla dal dolore quando le chiede di non piangere ma di cercare di darsi

da fare anche registrando in proprio. Il mio amico Marco è ancora dolce e

gentile come lo era sulla terra, sollecito nel volerci far capire in cosa consiste il

danno più grave del peccato, io per lui sono ancora "Franci" così come lo ero qui

sulla terra. Anche in questo le entità danno delle prove a chi li ha conosciuti in

terra, certo la loro indole, specie se sono trapassati da tempo, per effetto

dell'insegnamento dei maestri spirituali, è ancor più evoluta nella comprensione

dei propri errori che ora è chiara e senza ombre, e nella conoscenza che deriva

loro dall'avere una visione complessiva a limpida della loro vita terrena.

128


Un'entità "chiamata" dal pensiero di una mia conoscente, e a

seguire il papà e la mamma di due lettrici (che non conosco

personalmente). Davvero una splendida comunicazione - 18

agosto 2010

In questa lunga, bella e complessa registrazione, sono molte le cose da far

risaltare alla vostra attenzione. Dapprima ci viene detto da Sant'Erasmo che

un'anima può essere chiamata a registrare anche col pensiero, magari un

pensiero fatto come gesto di sfida, come una "provocazione" per avere una

prova, a patto che questa sfida sia fatta con uno scopo comunque benevolo, per

disporre più facilmente la propria anima a credere nel trascendente. Quando

lassù ritengono positivo lo scopo allora concedono talvolta questi risultati,

attesi, magari senza confessarli apertamente, nell'intimo di una persona. Lassù,

non dimentichiamolo, leggono nei nostri pensieri come in un libro aperto. Qui

c'è una persona di mia conoscenza, P. (la indico solo con l'iniziale per

salvaguardare la sua privacy), che, dice Sant'Erasmo, è dura come i cocci, si

ostina, anche davanti alle prove delle registrazioni, a non credere e dunque

chiede ancora ulteriori prove. Tempo fa lei mi chiese un contatto con un suo

amico che si era suicidato, ma in quel momento non mi era stato ancora

concesso il dono di poter comunicare con persone a me sconosciute e richieste

da altre persone. Dovevo terminare dapprima il compito di dimostrarmi degna

di tale responsabilità con il lavoro svolto, fino al momento in cui ciò mi è stato

concesso. Ed ecco dunque che ora Sant'Erasmo conduce questa persona richiesta

a suo tempo. Lui è lontano dalla luce perche il suicidio è sempre un gesto

contrario alla legge divina e chiede messe e preghiere spiegandone l'utilità per

chi si trova nella sua condizione. Si avverte anche il suo tono dispiaciuto per

quanto ha fatto, ma è chiaro che, comunque, ora si è reso conto di aver

giustamente bisogno di questo periodo di "rieducazione" per riequilibrare la sua

vita terrena. Un'altra cosa su cui riflettere (e non lo faremo mai abbastanza) è

l'insistenza con la quale le anime venute a registrare si rivolgono ai loro parenti

invitandoli a credere che sono davvero loro, a non aver dubbi sull'esistenza

della vita dopo la morte, anche se le loro voci non sempre possono essere quelle

che avevano sulla terra, Non dimentichiamoci che essi non hanno più il loro

apparato fonetico e devono servirsi delle voci che mettiamo a loro disposizione

sulle basi, Anche se talvolta, per una concessione divina speciale, possono anche

riprodurre la loro vera voce. Notiamo la grande gioia che essi hanno nel poter

consolare i loro parenti rimasti sulla terra, a loro sembra un dono enorme questa

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possibilità, facciamo dunque che lo sia anche per noi che godiamo dei frutti di

un simile dono.

SANT'ERASMO

V’ho messo in due:

segnalo che il nonno è dietro su,

appunto v’ho messo il sofà!

I cocci: che dura P.!

Battaglie sarà!

E realizza chi di qua legge!

ENTITA'

Testo

E lì su lavorai, mando già.

Per essa ero là, prima mi guidò qui, per idea.

In lacrime, a grotta, si sfrutta permesso

le cifre, vi prego, date le cifre in tv!

Dire tu là, scrivi di là,

se con due mi tira,

c’hamm aspettà a dà messa:

dimagrì può il carcere qui!

E’ affare di lascià Chiesa?

E tu resta lì!

Dove sta arabi dai cd coi siti:

chi è lì matto lo sturi!

VINCENZO

Ah vai! Fare ferite colme figlie,

può salire, può stare, là a lei dirà.

S'ha da ire, sai i rami trovare,

poi sale Rai qui,

donne e papà scendere fa!

130


Il male è un vizio di riviste,

direttor più firme è corrotte:

entrate qua,

e i lari trovar, c’è i grossi!

Qui noi già c’è, ‘un svenire!

Figlia non entra, forza, le dirà.

E siedo, sai i gradi trovar,

pregustano, che gemma!,

La lettera: sono qui!

C’è là già fine, è delusa,

poi rider!

e dai, te l’ho dì là:

dal Regno ritornai!

Ed origlia che potrà avè na prova,

origlia e allieta!

Allieta guida,

c’ero già a medaglia,

sentire là storie, dà lì già salute mentale,

le rende perfette e ironizza,

anche spalle calar lì!

A dir là si chiude, forti, bravi!

Da lì la diretta è conclusa.

GIOVANNA

Eh si, poss ‘i ddè figlia, veder giù lì!

Volai, veloce venni lì, vicino ai maligni.

Qua passa freddo, n’ebbi più lana là!

Vi si mette a voi stile di bene, figli,

gioir, copialo si!

Ha noi, già sale di noi:

dimmi se balla là figli?

Morta, qui, figli, lì disco offre!

Qua sto, ma l’è bella qui!

E’ taxi, scende giù per me,

ha l’uscita lì.

Qua si stima lì, là, vir, c’affida!

C’è vita, va lì oltre,

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si può apparire!

C’è qui numero: ah, zia ti sfidò là?

V’è Signore:

qui è finestre, là è da credere,

e dì…a voi!

E non accetta misture!

Spiegazione del testo

Sant'Erasmo, come se parlasse alle due entità richieste che si presenteranno

dopo la prima che, invece, non è stata richiesta da me, dice loro che li ha messi

tutt'e due in lista per parlare. Mi segnala poi che c'è già un nonno che è stato

richiesto e che è pronto a parlare la prossima volta, e appunto, dice scherzando,

ha messo lì un sofà per trascorrere più comodamente l'attesa (l'ironia del Santo è

oramai ben nota). Poi mi fa il nome di una mia conoscente e mi dice che essa è

"dura" come i cocci nel non voler prendere atto di questa realtà e che con lei sarà

una dura battaglia per portarla a credere. La invita poi a realizzare in cuor suo

chi è che legge ora per lei.

Come ho già spiegato nell'introduzione, quest'uomo si è suicidato senza lasciare

ben chiare le motivazioni di tale gesto alla sua famiglia, lasciando così tutti loro

in uno stato di profonda angoscia. La mia conoscente era amica di lui e della sua

famiglia ed è per lei, dice quest'entità, che egli, dopo aver già "lavorato" su se

stesso e le sue mancanze lassù, che viene giù a registrare. Lei, dice, lo guidò

quaggiu "per idea", con una richiesta mentale, fatta nel suo intimo. Il tono

cambia e subito egli ci fa capire il penoso stato in cui si trova: dice che il

permesso di poter registrare, loro che sono nelle "grotte" (tante volte ci è stato

detto di queste grotte che rappresentano il luogo lontano dalla luce divina, il

posto delle tenebre dell'anima e della lontananza da Dio), lo sfruttano con le

lacrime agli occhi. Lacrime di pentimento e gratitudine per questa possibilità

che, comunque, li aiuta ad avanzare un pò. Ci chiede di dire con forza a tutti

(anche attraverso la tv andrebbe fatto secondo lui per meglio farlo sapere a tutti)

le cifre di coloro che, ignari o increduli dell'esistenza del giudizio divino dopo la

morte, essendosi comportati in maniera egoistica, dopo la morte fisica, vanno,

appunto, nelle "grotte", in questo luogo di pena ed espiazione. Mi chiede di dire

e di scrivere che gli tirino con due mani delle messe lassù perché le messe li

aiutano ad accelerare la loro pena (lui indica come "carcere" il luogo senza Dio

dove si trova). Chiede poi a tutti noi se, lasciando la Chiesa, allontanandoci da

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essa, facciamo davvero un affare: di sicuro no, per cui egli ci dice di starci, di

non allontanarsi da essa. Non manca l'insegnamento finale, di sicuro dettato

dalla nostra cara guida: dice di diffondere questo sito e le verità che contiene

anche fra gli arabi (lui dice "dai cd coi siti") cosicchè a chi, fra di loro, è

fondamentalista ed estremista, gli vengano "sturate" le orecchie con la vera

verità.

Arriva, con voce squillante ed un tono ben diverso dall'entità precedente, il

papà di questa mia giovane lettrice, Vincenzo, atteso da lei davvero in maniera

spasmodica. Mi esorta, vai, dice, vai a colmare le ferite delle mie figlie (parla al

plurale rivolgendosi anche ad un'altra figlia) con questa registrazione, ora puoi

salire e poi dirai a lei, a mia figlia, quanto ti dico. Bisogna andare a cercare i

rami dell'albero della verità ed è così che lassù può salire questa Rai (è un moo

scherzoso per indicare il mezzo, il registratore), e fa scendere donne (si riferisce

all'entità che lo seguirà) e questo papà. Tutte le entità devono dare anche

insegnamenti generali ed ecco che egli ci dice subito che le riviste che si trovano

oggi in commercio sono spesso uno strumento del male perché diffondono nei

giovani falsi valori, i loro direttori, dice, sono spesso corrotti dal miraggio dei

guadagni e dunque invita tutti ad avere letture più proficue per la propria vita

spirituale, anche entrando in questo sito e leggendo le comunicazioni che ci

vengono inviate. Ed è qui, in questo sito che si possono trovare i "lari", ovvero

gli spiriti protettori, quelli "grossi", ovvero importanti e più evoluti. Poi,

rivolgendosi alla figlia, le dice che lui c'è davvero e le si raccomanda di non

svenire dalla gioia (questa ragazza lo ha atteso davvero con grandissimo

desiderio). Visto che lei non registra allora le dirò poi io quanto egli ha da dirmi

per lei. Le dice che ora lui "siede" e che ha trovato già dei gradi (è avanzato già

nel suo livello spirituale), e sa che le sue figlie già pregustano questa gemma che

lui dà a loro, la sua lettera dall'aldilà, che stiano sicure, è proprio lui ad essere

qui. La figlia pensa spesso che la fine del suo papà sia arrivata troppo presto ed

è delusa da questo fatto, ma lui la invita a ridere, la vera vita non è questa che

viviamo quaggiù e lui non è "finito". E dai, le dice, te l'ho già detto, sono

ritornato dal Regno di Dio e sto parlando con te. Poi mi chiede di "origliare"

ancora ai nastri così sua figlia potrà avere una prova di tutto ciò, mi chiede di

origliare ed allietare così le persone in lutto. Vincenzo fa una lode alla nostra

cara guida, Sant'Erasmo, e dice che egli li allieta lassù portandoli a registrare,

che lui ha già guadagnato una medaglia con questa registrazione (è un modo

per dire che ha guadagnato dei meriti), ed invita a sentire le storie di chi viene a

registrare perché esse ci donano la salute mentale illuminandoci con la speranza

della vita dopo la morte, tanto più che poi il Santo rende perfette queste storie

con la sua conoscenza del particolare linguaggio con cui sono costruite, e

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perfino le rende gustose con la sua deliziosa ironia. Per questo dovremmo calare

anche le spalle, inchinandoci, davanti a Sant'Erasmo (e non lo faremo mai

abbastanza). Ci dice che ora chiude la conversazione e fa un complimento

dicendo che siamo stati forti e bravi. La diretta è conclusa e Vincenzo torna su.

Giovanna, la mamma di un'altra mia giovane lettrice, esordisce con una frase

dialettale e dice che si, ella può venire da sua figlia che l'ha richiesta e vedere

quaggiù, ne ha il permesso divino. Dice che già era venuta volando, veloce,

vicina a persone malvagie che avevano intenzione di nuocere alla sua famiglia

(sappiamo che le anime dei nostri cari possono, per speciale concessione divina,

assistere agli avvenimenti della nostra vita anche se il loro potere di

condizionare gli eventi è fortemente limitato da Dio: possono al massimo

ispirarci idee e soluzioni). Dice che lassù le è passato il freddo, che poi di là le

hanno dato tanta lana per scaldarsi (probabilmente nell'ultimo periodo della sua

vita ella ha sofferto il freddo a causa della sua malattia). Rivolgendosi ai figli

dice loro che lei ha messo, nella loro educazione, "stile di bene", ovvero li ha

educati a fare del bene, e dunque che gioiscano di ciò e copino lo stesso stile

anche un giorno coi loro figli. Sua figlia ha già loro che son venuti di lassù con la

loro sapienza (il sale indica appunto sapienza, il sal sapientae) e scherzando mi

chiede se i suoi figli non ballano dalla gioia per questo. Dice che lei, pur essendo

"morta" ora offre un "disco", ovvero una registrazione ai suoi figli. Lei sta lassù e

ci informa che è bella, lassù, che è in un bel posto dove la sua anima si è

abbellita con la Luce divina. Dice che il taxi (scherzano sempre definendo "taxi"

il mezzo energetico che permette loro di venire a registrare) oggi è sceso per

portare lei, perché io qui ho un'uscita attraverso la quale possono venire, e mi fa

un complimento dicendo che lassù mi stimano (troppo buoni) e ciò si evince

anche dal fatto che Sant'Erasmo affida tanti di loro al mio registratore. Dà poi

l'informazione più importante a sua figlia: le dice che la vita va oltre quella

terrena e che loro possono anche apparire a noi quaggiù se è loro concesso da

Dio. C'è qui un "numero", una scenetta per lei, e le fa capire che lei sa lassù che

la zia sfidò sua figlia sulla possibilità che ciò accadesse, che lei venisse davvero a

registrare. In poche parole, la mamma dice a questa figlia di dire alla zia che la

sfida l'ha vinta lei perché alla fine ella è venuta dall'aldilà a parlare attraverso un

registratore, che si ricreda dunque (io non sono a conoscenza di questo

episodio). Il Signore c'è lassù, e qui, con queste comunicazioni metafoniche, c'è

una finestra per scrutare nell'aldilà, e ciò è da credere, bisogna dirlo a tutti noi.

Chiude con un insegnamento: il Signore, dice, non accetta "misture", ovvero che

si ricorra a fattucchiere e maghi che preparano, appunto le loro misture magiche

a danno della volontà altrui. E questo avvertimento ci è stato dato molte altre

volte.

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Commento

Immagino quanta gioia possano provare queste due giovani ragazze che hanno

perso i propri genitori precocemente e ciò mi riempie di felicità. Il leit motiv è

sempre quello: loro, lassù, cercano di convincerci dell'esistenza della vita dopo

la morte, e del fatto che siano davvero loro, con la loro personalità, a parlare

attraverso questo mezzo. La loro gioia nel poter rivolgere qualche parola alle

loro figlie e pari a quella di queste ragazze che tanto li hanno attesi. La lode che

Vincenzo fa di Sant'Erasmo è la stessa nostra e noi vorremmo davvero poterci

inchinare davanti a lui che, con tanto amore, appare instancabile nel voler

guadagnare ancora anime e gloria a Dio e alla Sua Chiesa. Una tale guida è

davvero incommensurabile nella sua grandezza e gloria e spesso mi chiedo con

quanto merito io abbia ricevuto tutto ciò.

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Papà, nonna Chiarina, il papà di una mia lettrice, Cesare, e un suo

zio non richiesto -20 agosto 2010

In questa registrazione torna, con mia grande sorpresa, mio padre. E torna per

dare un messaggio a tutti noi, per farci capire come a volte siamo più propensi a

recepire volgarità che questi grandi insegnamenti, più portati ad interessarci,

magari, a stupide storielle di gossip senza senso piuttosto che ai valori insiti in

queste comunicazioni. Tante persone non sanno dare il giusto peso a tutto ciò e

continuano, imperturbabili, a fare gli "struzzi", come dice spesso Sant'Erasmo,

ovvero continuano a non voler sentire e capire il profondo e meraviglioso

concetto che è racchiuso in queste comunicazioni. Dopo mio padre viene una

mia bisnonna che io non ho mai conosciuto e che è stata richiesta da mia madre,

sentirete che previsioni che mi fa, a proposito di stupidità umana.

Ma io questa registrazione l'ho fatta per una mia lettrice, S., la quale mi ha

chiesto un contatto con suo padre morto pochi mesi fa e che era un uomo

incredulo, non credeva nell'aldilà. Lei è ansiosa di sapere ora lui come sta, come

ha vissuto lo stupore di ritrovarsi ancora vivo in un'altra dimensione. Questo

papà, sebbene nel suo disagio, dà comunque un messaggio di amore e speranza

a sua figlia e le chiede di pregare per lui. Inaspettato, poi, viene anche uno zio di

questa mia lettrice, uno zio dalla personalità molto "paterna", di cui lei non mi

aveva parlato ma che appare molto affezionato a lei e le fa mille

raccomandazioni sulla necessità di credere all'esistenza di Dio e del

trascendente.

MIO PADRE

Dare rutto più intende qui,

del resto già basta dì quando

fu inventata radio!

Sono bravi di là, ooohh si!

Dare oggi occhi

già è dura con i santi,

e anche studi sperà.

Corna, ma tutti là aspira a entrà.

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Testo


Già lì a chi crede detta un libro,

vuole redigere, tu leggi, scrivi e Lui pensa,

e voce poi suona per dirvi qua.

Ma anche un’ora

passeggiata va papà…cuore!

NONNA CHIARINA

Passai lì un attimo: v’apriva!

Là messa le belle dava.

Allora mò c’hai n’ora?

Leggi il libro, speri là!

E’ figl’ ‘a Ida e chiama lì l’Oltre!

Fa affaccià, fai venire più sole…

Giova venir fai là!

Fare, che lenta lì sei stata.

Fare, qui netti, e t’arriva lettera,

diffidi de dormire!

Frà, t’entra: “Ah! Ma signorina, eran troppi già lì i messaggini, pero!”

Ah si, è là evidente, fatture vorrebbe;

diretta tu dici: “Il Signore dà là cifre”,

e fortuna la riscuoti qua!

CESARE

Mò a sentì eri di là,

ho il nome e di qui non potrò far voi.

Convincere poi,

noi giù stamo a ‘mbucà:

deve crescere le ossa nei conigli!

Esce n’altro plico,

si, longo è, bionda,

là ordini a fogli!

Amarlo farà, là c’è un dirì (tto).

Quest’è da babbo, cara avvisavi di là!

E rido su un velier!

Vanno là per ricavati,

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ima anima la ottenne!

Così là noi ospita,

va le rotte, si le navi va giù!

Dimostram dì, vai, là amavo!

Grigio è, fai dì là Ave!

A Dio timore te davi,

torni, nun resti lì a giocare!

Più farò lì ch’entri,

ho zio, vuoi ch’entri?

ZIO

Oh già aspetta noi giù,

anche va pedale: son lì!

Te leva maglio,

saran belli neri i denti, è colpa, ah!

Sorridi, entra!

Oh, zio il latino sa!

Ci dettò lettera il regista!

Francy, ah, sa legge e fogli più!

Tuo padre è vero, sta qui,

il male no, tra un po’ giro è a fa.

No averno qui!

Reinvia Arca là, ha divini arma!

Dio, si, dà a divini arma.

C’ha n’albo, cara, e devi riaprì,

di là vo dietro,

trema zio possa tornar a bloccar occhi!

Spiegazione del testo

Mio padre esordisce con una frase, certo, un pò forte, ma da lassù hanno già

dimostrato che, quando vogliono chiarire bene un concetto, riescono benissimo

a trovare anche parole "forti". Dice che tanti intenderebbero molto meglio a

dargli un rutto che un insegnamento profondo ed elevato, del resto anche

quando fu inventata la radio in tanti non compresero il suo grande valore e

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derisero i primi tentativi di Marconi ritenendoli privi di fondamento scientifico.

Dice che qua "siamo" bravi" e lo dice ironicamente, visto i nostri comportamenti

nel disdegnare così spesso questi grandi insegnamenti. Al giorno d'oggi, anche

con l'aiuto di Sant'Erasmo, è dura aprire gli occhi alle persone, ed è dura anche

sperare che la scienza possa dedicare studi seri all'argomento della metafonia; è

un mondo, per mio padre, incomprensibile. Poi dice che tutti, al pensiero della

morte, fanno le corna, ma che poi tutti aspirano ad entrare in Paradiso, e non si

sforzano affatto di guadagnarselo. Il Signore, con queste comunicazioni, ci sta

dettando un libro, lo detta a chi crede e che ne fa buon pro, Lui lo pensa e a me

mio padre chiede di scrivere quanto le voci ci dicono in queste comunicazioni.

Mi saluta, poi, con affetto, chiamandomi "cuore" e dicendomi che è venuto

un'oretta da me per fare una "passeggiata" da lassù.

La mia bisnonna, chiesta da mia madre e che è morta prima della mia nascita,

inizia dicendoci che passava un attimo e ci apriva la comunicazione. Sa che io e

mia madre (ci chiama affettuosamente "Le belle") facciamo dire spesso messe

per loro lassù. Ironicamente si rivolge ad un ipotetico interlocutore e gli chiede

se ha un'ora libera, invitandolo a sfruttarla leggendo il libro che raccoglie tutte

le comunicazioni metafoniche che così si sentirà più pieno di speranza. Poi, per

farsi riconoscere parla in dialetto napoletano: come se volesse una conferma

chiede se io sono figlia di Ida (mia madre, sua nipote), e se è proprio vero che

sono io a "chiamare l'Oltre". Mi incoraggia a far affacciare sempre più gente a

questa realtà che così viene più sole, più conoscenza per tutti e poi mi

raccomanda di far accostare a questa realtà anche mio figlio (Giova è il

diminutivo con cui lo chiamiamo, ma per ora è troppo piccolo) e di fare più in

fretta a registrare e di non dormire. Poi fa una previsione: dice che verranno a

dirmi che ora i messaggi che ricevo per le altre persone sono troppi e credono

che io mi faccia pagare, e pretendono le "fatture": è una follia totale, sapete bene

che non mi è concesso di prendere nemmeno una lira e che tutto è svolto

gratuitamente. Mi consiglia di rispondere a questi signori che è Dio a ripagarmi,

a stabilire poi la "cifra" che riscuoterò e che quella fortuna la riscuoterò un

giorno, lassù.

Questo papà, Cesare, richiestomi da sua figlia (che in vita non credeva

nell'aldilà), ci dice che, probabilmente per motivi "tecnici" (forse le sillabe della

base non glielo consentono), non potrà pronunciare il suo nome, ma darà indizi

per farsi riconoscere. Ecco l'insegnamento che viene a portarci: dobbiamo

convincere tutti che sono proprio loro lassù che "imbucano" queste lettere per

noi, che sono gli autori di queste comunicazioni, e ciò perché bisogna rafforzare

la fede nei "conigli", nei pavidi, quelli che Gesù chiamava i "tiepidi", che non

hanno il coraggio di vivere fattivamente la propria fede. Esce ora da lassù un

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altro "plico", un'altra lettera da consegnare, una lettera lunga dice con ironia

rivolgendosi a sua figlia chiamandola "bionda" e chiedendole di metterla

insieme a tutti i fogli da riordinare che lui le ha lasciato. Lui farà in modo che

ella amerà questa lettera perché arriva sulla terra con un diritto, un permesso

divino. E questa lettera arriva dal suo babbo in persona e mi chiede di avvisare

sua figlia che lo aveva richiesto. Ci dona poi un'immagine metaforica di come

egli sta arrivando: sorridente, su un veliero che lo conduce quaggiù sulle onde

sonore. Loro lassù vengono quaggiù per averne un ricavato, un frutto, ovvero

per convincere le persone ad aver fede nell'esistenza dell'aldilà e del

trascendente, ed è felice perché la sua anima ottenne di poter parlare sulla terra

con queste rime poetiche di cui è autore, non dimentichiamolo, Sant'Erasmo. Io

li ospito e così ci sono delle rotte che da lassù conducono al mio registratore e

così le navi (è un concetto molto usato quello delle navi per indicare il mezzo col

quale arrivano quaggiù) arrivano portando le anime che vengono richieste. Loro

dimostrano che si sopravvive alla morte, e chiede alla figlia di dirlo anche agli

altri, e dire anche che lui, quando era sulla terra, aveva molto amato le persone

care. Dà poi un'informazione sul suo stato attuale nel mondo ultraterreno e dice

che è in un posto "grigio", lontano ancora dalla Luce, per cui chiede alla figlia

preghiere ("fai dì là Ave"). La esorta ad avere timore di Dio perché poi si torna

lassù prima o poi, non si resta qua sulla terra a giocare. Si impegnerà che lei

"entri" di più col pensiero in questa realtà per trarne benefici spirituali, poi

saluta chiedendole se desidera che entri uno zio che è lì con lui. Questo zio non

era stato chiesto dalla mia lettrice, ma viene lo stesso a registrare.

Lo zio sa che sua nipote stava aspettando loro quaggiù e, con una metafora

sportiva, dice che ora spingerà sui pedali ed entrerà in comunicazione. Si rivolge

subito con affetto alla nipote dicendole che con questa comunicazione donatale

il Signore le leva "maglio", ovvero questo dolore sordo e continuo che lei prova e

la farà finalmente sorridere. Lui glielo dice con un'immagine ironica: saranno

belli neri ormai i suoi denti visto che lei non sorride più e tiene la bocca sempre

chiusa nella tristezza , e questo fatto è una colpa perché bisogna anche sorridere.

Sorridi ed entra qui, le dice infatti, qui dove troverai conforto e speranza. Zio

dice che conosce il latino e che questa comunicazione gli è stata dettata dal

regista, ossia da Sant'Erasmo, spesso chiamato così perché dirige le

comunicazioni far la terra e il Cielo. La informa che io (mi chiama col

diminutivo Francy) so poi leggerle queste comunicazioni e le metto per iscritto

su fogli che continuano ad aumentare. Consola poi la nipote ritornando sulla

notizia che il padre le ha dato circa il suo stato nell'aldilà: le dice che si, è vero

che lui sta in quello stato lontano dalla luce, ma che comunque da dove si trova

lui può evolvere, andare avanti, e che tra un pò salirà di un giro, ovvero

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migliorerà la sua situazione perché lì dove si trova non è "averno", ovvero non è

l'inferno da cui non si può evolvere. Questo zio, poi, dà una notizia che riguarda

tutti noi, afferma che da lassù il Signore rimanderà un'arca per salvare la terra,

che gli spiriti divini hanno armi per poterci salvare e che gli vengono date da

Dio stesso. Si avvia a concludere ricordando alla nipote che il Signore lassù

conserva "un albo" con tutte le nostre azioni e che un giorno, quando saremo al

Suo cospetto, questo albo lo dovremo riaprire per rivedere tutta la nostra vita,

ed è per questo che egli le dice che le starà dietro perché ha paura che lei torni a

perdere la fede nel trascendente, che gli si blocchino di nuovo gli occhi

nell'incapacità di vedere questa realtà.

Commento

Sono molti i temi su cui riflettere e che ci sono stati donati in questa

comunicazione. Il primo è quello che emerge dalle parole di mio padre, ovvero

la nostra ostinata e cieca difficoltà a prendere atto della profondità degli

insegnamenti che ci giungono da lassù; siamo così sordi e poco abituati a

ricevere simili perle che per noi è più immediatamente comprensibile qualcosa

di volgare come un rutto (è il termine usato da mio padre). Su questo

dovremmo riflettere: abbiamo perso la capacità di discernere ciò che importante

da ciò che non lo è e questo mondo superficiale in cui viviamo non ci aiuta di

certo, anzi, gli serviamo proprio così: attaccati al superfluo per spendere di più

ed affannarci a guadagnare più soldi, superficiali per non vedere lo scempio dei

nostri governanti egoisti e disonesti che ci imbottiscono di frottole senza mai

offrirci vere soluzioni e peggiorando la situazione della nostra società nel suo

insieme. E l'abitudine a pensare solo in termini di soldi sta alla base della

previsione che la nonna Chiarina mi fa: pare talmente inaudito che qualcuno

faccia qualcosa per gli altri senza chiedere nulla in cambio, talmente fuori dalla

nostra misura di vita, che verranno a chiedermi conto di quanto faccio in questo

sito. Poveri. Poveri nel vero senso della parola, e non dico altro. Il terzo, che

vorrei sottolineare, viene portato alla nostra attenzione dallo zio di questa mia

lettrice: Dio non si disinteressa a ciò che accade su questa terra, Egli rimanderà

una nuova Arca (è un simbolo, ovviamente) per salvarci e ciò a sottolineare che

è forte l'interconnessione fra la creatura ed il suo Creatore, che esiste una precisa

volontà di salvaguardarci da noi stessi e dalla nostra distruttrice follia. In che

modo, noi credenti in Cristo possiamo facilmente immaginarlo: ci è stato detto,

141


infatti che Egli ritornerà su questa terra per fare nuove tutte le cose. Tutte le

cose, anche le nostre coscienze.

142


Francesco, il figlio di una signora che lo ha richiesto, si presenta

con humor e tante prove per la sua famiglia - il saluto finale di

Sant'Erasmo 27/08/2010

Francesco, quando ancora era qui su questa terra, era un bel ragazzo, allegro,

solare, pieno di vita e molto amato, anche dai suoi amici. Questo giovane uomo

è tornato lassù nel giugno scorso, dopo aver raggiunto la laurea appena nel

marzo prima, a causa di un improvviso attacco cardiaco, lasciando, com'è facile

immaginare, la sua famiglia nel dolore e nella disperazione. Per una mamma è

la prova peggiore, lo abbiamo detto tante volte e non lo ripeteremo mai

abbastanza. Qualche giorno fa la sua mamma, che vive a pochi chilometri da

casa mia, mi ha contattata e così ci siamo potute conoscere di persona. Mi sono

trovata davanti una donna che, nonostante il dolore opprimente, cerca nella

fede e nella conoscenza della realtà spirituale (nonché nella sua famiglia, ovvio)

la forza di andare avanti per cercare di comprendere il senso di una simile

tragedia. Abbiamo tentato un contatto a casa mia in presenza anche della sorella

di Francesco. Il risultato è stato davvero straordinario: Francesco ha dato tanti

segnali e prove della sua identità, ha dimostrato di sapere cosa accade nella sua

famiglia e nell'animo delle persone che ha lasciato quaggiù, e credo che questa

mamma abbia ricevuto davvero un dono prezioso da lassù per cominciare a

dare un senso al suo dolore.

FRANCESCO

Testo

Però ire ti fa!

Giù arriva più un pacco che là, lì, molla.

Papà in braccio al nero sta là,

botte! Là è festa!

Metti un euro se le darà un bacio pè figlia!

Noi, digli è qui un bacio.

Nel sangue già c’ero, a lei scrivi!

I’ stò a Assisi in onda.

Ah, può si disco,

ti diverti lì, è na cotta!

143


Chiedesti a nonna d’escì,

brodi hai sgarrare chesta donna!

A nonna poi scherza

Ah, più state in duo.

Oh, più che aspetti là?

Ama, sta regista, ha note!

Tu devi mò andare cò figlia.

In argine: tieni ste note, ce salva, eh!

Francy, consuma i bottoni!

Smetto, ho il pesce,

fai di lì e rientri su là!

SANT'ERASMO

Qua in saldo cercavo

musicisti ed i cibi: verrò a bere!

Disco va di là,

lì scola piace,

donna hai là da legger ciò che giuri.

Misteri di Dio

n’hai visto, avanza qua,

è di ciccia il mondo!

Oh, t’ispira, che bella estate c’è lì!

Spiegazione del testo

Siccome in questi giorni ho fatto tante registrazioni impegnandomi più del

normale, Francesco commenta che certo, mi fanno andare parecchio col

registratore! ("Ire" è detto nel senso di andare). Annuncia che da lassù sta

arrivando un pacco, un dono per sua mamma e sua sorella che erano presenti e

si riferisce alla registrazione, ma sua sorella si è ricordata che poche ore prima

della sua morte lui le aveva spedito un pacco e ha visto in questo un accenno a

quel fatto. Parla poi di suo padre e dice, con un'espressione molto poetica, che

egli è "in braccio al nero", ossia che è molto depresso per la sua morte, ma subito

lo invita a fare addirittura i botti, perché lì dov'è lui è una festa, e lui sta bene.

Scommette ironicamente un euro se suo padre darà poi un bacio alla figlia, a sua

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sorella (mi hanno confermato che il papà di Francesco è un uomo schivo e poco

incline a mostrare con gesti il suo affetto, per cui il ragazzo pare spingerlo a fare

questo gesto che, evidentemente, sa bene che farebbe piacere a sua sorella). Da

parte sua e della sua famiglia qui sulla terra (dice infatti "noi"), vuole mandargli

un bacio. Poi dice che devo scrivere per sua madre che ha sempre in mente la

scena del momento della sua morte in cui lui, per il fatto di aver battuto la testa,

era "nel sangue" e con poche parole le dice che lui c'era quella volta nel sangue

ma che adesso non è più così, vuole dunque che sua mamma smetta di pensare

a quella scena tragica e lo pensi sano e felice lassù. Dà poi una prova a sua

mamma quando dice di essere "in onda" da Assisi: il ragazzo, infatti, da

adolescente pensava di farsi frate francescano. Siccome, prima di registrare,

avevamo parlato della possibilità di registrare anche da parte loro, Francesco

dice a loro che si, possono fare i "dischi", ossia le registrazioni e che se lo

faranno si innamoreranno di questa attività. Continua poi a dare prova della sua

presenza accanto alla famiglia, e mostra di sapere che la mamma aveva chiesto

anche alla nonna di uscire per venire a registrare (ma la nonna è molto anziana e

non è venuta). Scherza con la mamma dicendole che quella donna (usa il

termine dialettale "chesta", cioè "questa"), cioè sua nonna, la fa "sgarrare" coi

brodi, nel senso che la mamma le cucina sempre e solo brodo, ed usa anche il

termine "sgarrare" che egli usava spesso nel suo parlare comune. Vuole che

scherzino con la nonna, che la tengano allegra. Chiede ai suoi genitori di stare

più vicini, in due. Poi torna sulla possibilità che la mamma e la sorella possano

registrare e le incita dicendo loro di provare, che il regista (cioè Sant'Erasmo che

è spesso chiamato così) ha delle note per loro. E qui succede un'altra cosa

incredibile: proprio in quel momento la mamma e la sorella, sebbene a

malincuore perché non avevo finito di decifrare la registrazione, avevano deciso

di tornare a casa per controllare la nonna che era rimasta sola, ma la mamma era

dispiaciuta per questo e mi ha chiesto di sentire un'ultima frase e lui,

puntualmente, ha dato una risposta precisa al dubbio della mamma dicendole

che doveva proprio andare a casa dalla nonna con sua figlia, rassicurandola. "In

argine", ovvero quasi a conclusione della sua comunicazione, egli le raccomanda

di tenere di conto queste note che arrivano da lassù perché servono, con gli

insegnamenti che contengono, a salvarci l'anima. Si rivolge poi a me

raccomandandomi di consumare i tasti del registratore a forza di registrare.

Saluta facendo ancora ironia: siccome avevo continuato la decifrazione del

messaggio ed era quasi ora di cena, lui mi dice che smette perché ha il pesce che

lo aspetta per cena. Chiede a sua mamma di registrare che così potrà di nuovo

entrare lassù da lui.

Sant'Erasmo, felice per l'esito della registrazione, scherza con me dicendomi che

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sta cercando cibarie e musicisti in saldi per fare festa e poter venire a brindare.

Le registrazioni vanno bene e il fatto che io insegni a chi me lo chiede come fare

a registrare a loro piace, a patto però che io dica loro le condizioni che ance io ho

accettato per poter continuare: farlo in maniera assolutamente gratuita, solo per

scopi di evoluzione spirituale e conoscenza, e per aiutare anche chi ha bisogno

di sollievo nel dolore. Mi dice che, come ho potuto vedere, dei misteri divini che

stanno dietro queste comunicazioni ce ne sono in abbondanza e che ancora non

siamo in grado di capire perché, come ci dice con una colorita espressione, il

mondo "è di ciccia", ossia di carne e percepisce poco dello spirito. Ci saluta e ce

lo immaginiamo mentre sospira soddisfatto guardando la bella estate che

ancora ci allieta.

Commento

E' stata per me una grande emozione questa registrazione, perché Francesco è

stato straordinario nel suo maturo garbo e nella sua ironia sottile e familiare, che

ce lo ha fatto immaginare ancora in mezzo a noi mentre registravamo. La sua

famiglia certo ha colto molte più sfumature di me nel suo modo di essere e di

porsi, scherzoso e amorevole, così sollecito nel voler consolare tutti loro. Ha

avuto parole per ognuno di loro, sollecitandoli all'unione e all'affetto reciproco

che, come sappiamo, è una grande cura in certi momenti così difficili. E deve

consolare la mamma che lo spirito di Francesco, proprio per l'allegria

trascinatrice che lo caratterizza, è sicuramente molto vicino alla Luce e gode

della Sua beatitudine, e ciò si capisce chiaramente quando dice che lassù per lui

è festa e ci piace pensare che finalmente ora abbia realizzato il suo sogno di stare

vicino al grande santo di cui egli porta il nome.

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Si presentano parenti trapassati che mi sono stati richiesti: un

nonno, Giuseppe, un papà, Donato, e una nonna, Teresiana – 28

agosto 2010

Sant'Erasmo fa felici sempre più persone che richiedono contatti coi loro cari

lassù. Stavolta è il turno di un nonno, Giuseppe, che mi è stato richiesto dal

nipote che ne porta lo stesso nome, dalla Sicilia. Giuseppe mi ha scritto perché è

addolorato per il comportamento di suo padre che, non credendo nell'Aldilà né

in Dio, continua a bestemmiare, e lui, che invece è molto credente, ne soffre

moltissimo. Ha chiesto a suo nonno di dire qualcosa per suo padre, per tentare

di farlo ricredere, e il nonno, come vedrete, lo ha accontentato. E' venuto poi il

papà di Antonio, un altro affezionato lettore che aveva tanto sperato in un

messaggio del suo caro papà, ed anche per lui questo padre ha parole davvero

belle e piene ancora di amore e di ammirazione per suo figlio; un messaggio in

cui possiamo cogliere ancora l'amore profondo che legava (e lega ancora) questo

padre al figlio. Infine, dopo tanta attesa (mia madre è stata graziata

particolarmente in queste ultime registrazioni, forse perché prega

instancabilmente Sant'Erasmo tutti i giorni), l'altra sua nonna che mia madre

desiderava sentire da tempo, Teresiana. So già che mia madre piangerà a sentire

le dolci parole che le dice questa nonna la cui vita terrena non è stata per nulla

facile, in tempo di guerra e con la povertà e la fame da fronteggiare per crescere

i suoi figli. Gli aggettivi per definire la bellezza di queste registrazioni li ho

esauriti, dategliene uno voi.

GIUSEPPE

Fuiti li pisci, sai che non mi rincresce?

Da là navi, si, puntan:

celebran la Luce!

Sanno operà, sa l’Oltre fa!

Quando puzzan le giacche,

si, vomiti,

e speriamo che le figlie che stira

Testo

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(le donai), là, sì, che stira!

Ah, le dò mire là, figlia!

Diffidi l’Oltre e fai le storie,

dà mir(e), Peppì saluta!

DONATO

E vai, dì persone: lì noi registra!

Uscirà nonna, è dietro me.

Conoscerà più persone, ride le altre lì,

e assieme fissando più là.

E su là è Rai, diretto entro canali pè figlio!

E dirige sano martire

e Piero c’è sostegno,

voce hai, di lì impari.

E certo quel tigre c’è là e viene,

di fare è più in grado:

batti dei disturbi il verme giù!

Dirvi che è mia posta:

non ho finte terapie qui,

prove sfonda, è lui serio,

s’imbarazza papi: va a giudicà!

Il sito giusto e salti qui!

E in arte ora a Francy:

lo raggiungi, si, presto e troverai,

digli gusti gli entran lì di noi:

pè biscotti le pere raccogli!

TERESIANA

E raggi venì là, e lì, su là,

in Ida l’ero in mezzi!

Qui sto, sei giù ma più fai de noi,

giardin vedrai!

Più spine ci togli e ci dà, inoltre, carità!

Ah lì, studia lì, e dare assieme, ah, lì.

E a noi, pè snellì là, Ida firmi là!

148


Pesci no affondare in mar,

core a te ti misi.

Di là ama, mi pesca,

oh, faro bello c’ha!

Morti giù ti dice: a vita giungi là!

Di là andrò e di là tenere:

zia T. è più “nua”, ah!

Forti, Ida, nasceste!

Chiurimm…ci desti figlia,

se tu mesci noi sa arrivà!

Ah, si villa andrò lì,

E’ n’ombra, specchio l’ha qui!

Spiegazione del testo

Credo che questo nonno inizi la sua comunicazione con un'espressione in

dialetto siciliano perché , appunto, lui era siciliano, e dice che, anche se gli sono

scappati i pesci a lui non dispiace adesso (è una metafora marinara perché

questo nonno in vita faceva il marinaio e notate come in sottofondo si senta lo

sciabordio dell'acqua). Dice che è vero, che dall'aldilà puntano verso la terra

delle navi (usano sempre la metafora della nave per indicare il mezzo col quale

scendono verso il piano terreno) che vengono a celebrare la grandezza della

Luce, di Dio (Dio è Luce). Afferma che dall'Oltre ci sanno fare per registrare,

sono bravi e riescono nel contatto. Inizia qui una metafora molto bella e

complessa per richiamare il figlio che, come mi è stato scritto da suo nipote,

bestemmia ed è fermamente non credente: dice che quando si ha la giacca

sporca, ovvero l'anima sporca, è allora che si "vomita", ovvero si bestemmia, e il

nonno Giuseppe si augura che le sue figlie (che egli considera un suo dono alla

famiglia), le quali hanno sempre pensato, invece, a tenere pulita ed in ordine

quest'anima con il loro esempio e la loro rettitudine, continuino a farlo, che

riescano a ripulire davvero quell'anima. Il nonno dice che ci sta dando delle

giuste mire, dei giusti obiettivi con queste parole. Rivolgendosi al figlio gli dice

che lui sa che egli diffida dell'oltre, ovvero non crede nell'aldilà e che fa tante

storie in proposito. Poi, ricordandogli i giusti obiettivi di una vita di fede, saluta

i suoi parenti (facendo anche il diminutivo del suo nome: Peppì).

Donato, il papà che mi è stato richiesto da suo figlio, mi esorta subito a dire alle

persone che loro, i cosiddetti "morti", sono capaci di registrare e quindi

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comunicare con noi. Mi avverte che subito dopo di lui verrà una nonna: infatti

parlerà la nonna di mia mamma, Teresiana. Mi predice che conoscerò più

persone dall'aldilà, nel senso che ne verranno tante altre a parlare mano a mano,

e che loro, tutti insieme, guardano avanti, agli scopi ultimi di queste

registrazioni. Dice, con una certa ironia, che lassù c'è una stazione televisiva, la

"Rai" dell'aldilà che ci permette queste comunicazioni e che lui, diretto, entra nei

suoi canali di comunicazione per suo figlio che lo ha richiesto. A dirigere queste

"trasmissioni" c'è Sant'Erasmo che lui chiama "sano martire", e Piero, mio

marito, che fa da aiutante, da sostegno. E con le voci che riceviamo possiamo

imparare molto su questa realtà trascendente e su come comportarci sulla terra.

Certo, dice Donato, non bisogna dimenticare che il diavolo ("il tigre") c'è, esiste,

e che oggi poi è ancora più in grado di poter agire indisturbato su questa terra

(ha più mezzi attraverso i quali operare), ma noi dobbiamo essere in grado di

combattere tutti i disturbi che ci può dare grazie alla fede. Per dare prova che è

lui dice alla sua famiglia che lassù, adesso, non ha terapie palliative

(probabilmente Donato negli ultimi tempi della sua vita ne ha avute di cure

inutili), che le sue sono dunque terapie vere ed efficaci per la sua anima e dice

che questa prova lo convincerà perché suo figlio è una persona seria. E mentre

lo dice, facendo un complimento a suo figlio, appare imbarazzato perché sa che

non è proprio "corretto" giudicare ed elogiare i propri figli (si legge molto affetto

in questo padre e molto orgoglio per suo figlio). Questo è il sito giusto, dice

questo papà, e dunque invita il figlio a "saltarci" dentro quando può. Poi, con

parole artistiche, in poesia, si rivolge a me invitandomi a raggiungere suo figlio

(via mail) e dicendomi che egli mi risponderà presto (infatti è vero, lo ha fatto) e

che devo rammentare a lui i gusti che il papà aveva su questa terra (non so se

sempre o se negli ultimi suoi tempi): dice che gli piaceva mangiare le pere con i

biscotti e così saluta.

Ecco dunque la nonna che viene espressamente a rivolgersi a mia mamma. Ella

dice infatti che la ha raggiunta un raggio (quello energetico che permette queste

comunicazioni) lassù, dove ella si trova (dà un indicazione anche sul suo stato,

si trova "in alto", dunque sta bene) e che ora, per Ida (è il nome di mia mamma)

ella sta nel "mezzo", ossia nel registratore. E' chiaro che lei sta in Cielo e mia

mamma, pur stando quaggiù, fa tanto per loro lassù con le sue preghiere, e

dunque le predice che un giorno vedrà un bel giardino che lassù hanno

preparato in suo onore. Con le sue preghiere mia mamma toglie loro tante spine

e inoltre dona a loro tanta carità: la invita a studiare ancor di più questa realtà e

a dare alle persone informazioni sull'aldilà insieme a me. La invita a metterci la

firma sulla possibilità di snellire le loro pene con le preghiere, perché poi un

giorno verrà ripagata lassù. Ma lei sa che mia mamma ha una forte fede e non

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c'è bisogno di ricordarglielo, i pesci, infatti dice, non affondano nel mare

tempestoso della vita come le persone di fede non affondano nel peccato, e lei

dice questo col cuore a mia madre, con amore. Siccome mia mamma l'ha cercata

con amore è riuscita a "pescarla" nell'aldilà anche perché guidata dal bellissimo

faro della fede che la guida. Sono proprio quelli che noi chiamiamo "morti" che

ci vengono a dire che alla vera vita si giunge solo andando di là. Dà poi

un'informazione su una sorella di mia madre e le dice che ella è la più "nua"

utilizzando un termine dialettale veneziano che significa "nuda", nel senso

probabile di "indifesa", per la sua situazione familiare. Con gioia ricorda a mia

madre che tutti loro (lei ed i suoi cinque tra fratelli e sorelle) nacquero forti. Poi,

con un termine in dialetto napoletano dice che "chiudiamo", perché sta per

terminare la comunicazione e commenta il fatto che mia mamma dette a loro

lassù sua figlia (me) per il semplice fatto di avermi messa al mondo, e se lei

mesce questa bevanda preziosa che ci giunge da lassù a dissetarci, sapranno

loro poi come arrivare sempre nei cuori delle persone incredule che tanto fanno

soffrire mia madre. Saluta dicendo che andrà in una bella villa (indica un luogo

bello dove sta) e ricordando che, essendo un'anima, "un'ombra" come dicono

loro, ha uno specchio per leggere nei segreti della nostra realtà e dei nostri cuori.

Commento

Bestemmiare è come vomitare per nonno Giuseppe: la bestemmia, in definitiva,

fa star male solo chi la proferisce producendo ancor più nausea per la vita e

sporcando sempre più la "giacca", ovvero l'anima. Il richiamo di questo padre

verso il figlio è forte, e le sue speranze sono affidate a queste donne che possono

aiutarlo a "rinsavire", donne capaci di rimettere a nuovo la sua "giacca sporca"

con il loro esempio ed il loro richiamo. Ho paura che, se proprio quest'uomo

non ha un minimo di apertura e disponibilità nel suo cuore, nemmeno questo

messaggio del padre potrà smuoverlo, anche se mi auguro con tutto il cuore che

sortisca l'effetto sperato da suo nipote Giuseppe.

E' bello il tono allegro ed ironico di Donato, felice di poter consegnare questo

messaggio a suo figlio: si sente l'entusiasmo che spesso loro lassù hanno quando

sanno di poter avere la rara possibilità di comunicare con un proprio caro sulla

terra. Ecco, vorrei sottolineare proprio questo: per loro poterci dire che sono

vivi, poterci in qualche modo indirizzare al bene avvisandoci che risponderemo

della nostra vita lassù, è considerato un raro privilegio, qualcosa che Dio

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permette di rado, e per questo mostrano tanta felicità. A volte, devo dire,

mostrano più felicità loro lassù di quanta non ne mostrino i loro cari quaggiù

che, spesso, in cuor loro restano scettici ed increduli, pretendendo sempre più

"prove" e segni.. Cos'altro devono fare lassù? Non so proprio. Commovente e

ricco di significati ed insegnamenti è poi il messaggio della nonna Teresiana a

mia mamma, segno di un affetto profondo che sfida il tempo trascorso dalla sua

dipartita terrena e ci indica come davvero l'amore, quando è forte e profondo,

sia l'unico faro capace di "pescare" i nostri cari nell'aldilà perfino dopo la morte.

152


Sant’Erasmo viene a richiamarmi con durezza per un mio

comportamento sbagliato, viene Mauro un cognato di Piero, mio

marito, e infine Piero stesso – 3/09/2010

Questa volta Sant'Erasmo ha scelto di non portarmi a registrare persone che mi

sono stata richieste, perché doveva richiamarmi per un mio comportamento

ingiusto e in questa registrazione, come vedrete, lo fa con una certa severità.

Devo confessare che in questi giorni, quando sentivo al telegiornale la vicenda

di Sakineh, la donna iraniana che rischia la lapidazione perché accusata di

adulterio ed omicidio del marito, tante volte mi è scappato un "maledetti"

rivolto a quelle persone che, nella loro cecità intellettuale e spirituale, vogliono

perpetrare un simile, orrendo delitto che offende non solo le donne nella loro

dignità, ma l'umanità intera. La stessa parola l'ho usata altre volte verso il

malgoverno del nostro paese che pensa solo al proprio potere e alla propria

impunità e non al futuro della società, dei lavoratori e di giovani costretti ad un

eterno precariato ed ora insidiati anche nel loro diritto ad avere una scuola

pubblica pienamente efficiente e funzionante. Mea culpa, lo confesso, non avrei

dovuto, non è nel mio diritto farlo. Quella parola pronunciata con sdegno verso

altre miei simili non avrebbe mai dovuto uscire dalle mie labbra, ma la mia

umanità e fallacità mi hanno tratto in errore. E così Sant'Erasmo viene a

richiamarmi affinché io non pronunci più quella parola nei confronti di un mio

simile, non sta a me giudicare, lo farà un giorno il Signore, unico giudice.

Ovviamente sono molto dispiaciuta per tutto questo. La pubblico per farvi

capire che, anche per me, non ci sono solo carezze da lassù, ovvio, che anche io

cado spesso ed ho bisogno dell'aiuto del Signore per rialzarmi, che il cammino

verso il modello che Gesù ci ha indicato è sempre in divenire, mai compiuto.

Dopo Sant'Erasmo (all'inizio non avevo capito chi era questo Mauro), viene un

cognato di Piero col quale, in vita, non ci sono stati buoni rapporti, non certo per

colpa sua, ma della situazione familiare nel suo complesso a cui lui poi si era

adeguato acriticamente, come spesso succede. Mauro morì dopo una lunga

malattia, quando non era ancora anziano, dopo aver fatto il commerciante per

tutta la vita e lavorando duramente per accumulare ricchezze e proprietà, cosa

che lui stesso confessa nella sua registrazione. Pare che adesso i rapporti fra i

due cognati siano molto buoni (Piero forse lo ha voluto portare, sebbene non

richiesto e nemmeno immaginato da me, per dimostrarlo) e sento finanche

dell'affetto nelle parole di quest'uomo che io non ho conosciuto personalmente.

Chiude Piero con tanti insegnamenti per tutti e una battuta scherzosa circa il

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fatto che oramai sono sommersa dalle richieste di contatti da tante persone che

mi scrivono per avere una registrazione da un loro caro lassù: dice che farà

anche le notti al lavoro per cercare di soddisfare tutte le richieste che sono

davvero tantissime (ci vorranno mesi e mesi per accontentare tutti, aggiungo

io!).

SANT'ERASMO

Testo

E’ Rai, di mancia hai già, vera:

all’opere portavi dei nomi, li chiami giù,

mirà assegni, è lì Dio, è lì difesa.

Più è atti giù, è promessa: m’arretrava l’oscurità,

maledì però non devi giù!

Comanda, disse inchiesta, e dinari imperà lì cuori!

Cresci di già giù cò strofe,

evita l’indugio e di cadere a dose, ripudia!

Ora ben stare: chi lapid(a) c’è grotte, eh già!

Tu lì, però, maledire, lì sei civile?

Chiave vi stalla con gli intralci,

zuppe c’è qua, mò tre ti dico!

Così darà avviso in Chiesa,

sto lì ad invità, qua gli interessa, pongo albergo lì.

Hai, do qui le diritte, dura, si, là creder.

Qua rinasci, scrivi, le fonai,

ci mandi i diritti,

e se li vuoi investì ti devi liberà!

Può assaggiar, lì divertire,

per il tema presi lì, c’è Frà!

Dire: va a Messa, per essa suonai!

Chi governa: Dio v’è, ci vegli!

MAURO

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La virtù darà là,

detti un’altra busta, lei vivrà.

A Messa andrai, si, e n’hai là già dire!

Sta le gocce, Dio ora vi apre.

Per oro estratti più veloce abitai giù,

m’avvicino, ho rotto i ghiacci, viva Piero!

Ali giù ce la dà il sito, la Luce ha flussi.

Ci accalora qui, "svegli là!" Piero,

tre scudi là, figlia, ha là di vivi:

ed auguro strada da che vede ve sta Regno!

Furba! A reti ne salva il sito.

Ah, Mauro offrì!

PIERO

Vero, hai tempio,

hai validi raggi, lì lì noi starà a quelle brutte cisti!

S’adirò: fa l’ade che l’armi,

su, annamo, credevi fa zuccher?

E vieni là, s’ha carini,

lettera poi lì do, fai!

Scende Martire, va,

e sempre strofe leggi, far,

tu allà offri, per atti l’impiego l’ho su, erge!

Ce l'ha Chiara negli hobby i biscotti lì,

e pace nun entra!

Si, raggi rinvivir,

e ti fa andar dentro,

e dà Lui l’ordine!

L’azienda “divorzi”

con altri metri veder giù!

A piazza avvertì: Caronte là, si!

Torno, otterrai, farai ballo

e babbo lì verrà!

Farò una notte: per me

lista troppi chiedi lì!

Qua tigre più invidioso è qua!

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Spiegazione del testo

Spesso lassù indicano questa stazione di registrazione con la terra col termine

"Rai", per indicarci che è un canale di collegamento audio e video (per i tanti

volti che hanno mandato), Il Santo mi ricorda che la mia "mancia" per quanto

faccio è il fatto che sottopongo a loro lassù dei nomi e loro li mandano giù a

registrare, sono questi i veri "assegni" che bisogna desiderare, è Dio stesso, la

nostra vera difesa. Dice che gli atti che ho quaggiù (varie registrazioni fatte,

specie all'inizio) dimostrano che da lassù mi era stata fatta una promessa, quella

di "far arretrare l'oscurità", ovvero di illuminarmi (ed illuminarci) sul nostro

destino ultimo con queste registrazioni, però non devo più maledire. Il Santo,

cambiando discorso, scherza un pò dicendo che un'inchiesta ha loro dimostrato

che quaggiù è il denaro a comandare ed imperare nei cuori, allora ci invita a

crescere spiritualmente leggendo le strofe delle registrazioni che ci mandano e

che contengono tanti insegnamenti, ad evitare l'indugio davanti alla tentazione

e a ripudiare risolutamente la "dose", ovvero la droga. Ora, dice, ci sta bene e lo

dico: per chi lapida un giorno ci sanno le grotte ad attendere nell'aldilà, ovvero

luoghi oscuri e senza Dio dove i colpevoli sconteranno le loro pene, però, rivolto

a me che ho sempre giudicato incivile certa gente, chiede: e tu saresti civile a

maledire?. Davanti a questa domanda del Santo avrei voluto scomparire, mi

sono sentita in colpa e mi riprometto di non giudicare più nessuno, nemmeno

per fatti simili. Dice che la chiave (in senso metaforico, ovvio) che mi permette

di entrare lassù si blocca se ci sono questi intralci a sporcare il mio

comportamento, e ci sono, per me, anche le "zuppe" (in Toscana dire "ti dò due

zuppe" vuol dire ti dò due scappellotti), e così me ne dice due o tre per farmi

correggere (come un buon padre). Mi invita poi a "dare avviso in Chiesa",

ovvero a confessare questa colpa, e mi dice ciò perché gli interesso, visto che ha

preso albergo a casa mia per registrare. In fondo la grazia immensa che ho con

queste registrazioni è quella di avere delle "dritte", ovvero delle notizie corrette

sull'aldilà, e lui le dà perché sa che è sempre più dura credere quaggiù senza

avere un minimo aiuto. Stando a contatto con lui, io rinasco, devo solo scrivere,

fu lui a "telefonarmi" tramite il registratore, a me chiede di mandare a loro i

"diritti" su ciò che scrivo e se voglio un giorno investirli lassù, questi diritti, devo

liberarmi da ciò che mi porta a sbagliare. In fondo noi quaggiù, tramite queste

comunicazioni, possiamo avere un assaggio di ciò che è l'aldilà, e divertirci con

questo pensiero, e per scrivere "il tema", ovvero la spiegazione di quanto loro ci

comunicano, egli, dice quasi a volermi consolare per la ramanzina, prese

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proprio "Frà" (diminutivo di Francesca), prese me. Mi chiede di dire a tutti di

andare a Messa, in fondo fu per il potere ed il permesso di Colui che l'ha

istituita che lui ha potuto suonare quaggiù per farsi aprire da noi che

registriamo. Chiude ricordando a coloro che governano che Dio c'è e si augura

che ci vegli in questo momento particolare.

Mauro, il cognato di Piero, inizia dicendomi che da lassù ci daranno la virtù

necessaria e che egli mi consegnerà un'altra busta (sapete che le comunicazioni

sono spesso equiparate a delle buste contenenti posta, messaggi) che così potrà

essere portata fra noi "vivi". Mi spinge ad andare a Messa (per la verità io ci

vado tutte le domeniche e qualche volta anche in settimana) e mi dice che, per

ringraziare di quanto avuto, ne dovrei far dire tante di Messe! Sono commossi

lassù (le gocce credo indichino le lacrime) perché ora Dio ci apre le porte

dell'aldilà per permettere questa comunicazione. Mauro confessa con amarezza

che egli si è ammalato ed è morto anzitempo per "oro estratti", ossia per

inseguire ciò che con il denaro si può comprare, beni e proprietà, e dice che si

avvicina a me e al registratore dopo aver rotto il ghiaccio per la sua timidezza e

di ciò ringrazia Piero con un "viva Piero" che lo ha esortato ed aiutato per questa

comunicazione. Ricorda che questo sito dona le ali sia a loro lassù, che così

possono venire quaggiù, che a noi che così possiamo elevarci spiritualmente, poi

afferma che la Luce ha flussi, e sinceramente vi dico che non saprei interpretare

questa affermazione. Dice che Piero li "accalora" lassù, li motiva a venire a

parlare per condividere il loro segreto, quello di essere ancora, eternamente,

vivi, li sveglia. Rivolgendosi a sua figlia (che io non conosco, peraltro), dice che

ella ha intorno "tre scudi" che persone della sua famiglia le mettono intorno

togliendole la possibilità di vedere i veri valori della vita condizionandola, e le

augura di incamminarsi su una strada dalla quale potrà vedere e capire che

esiste il Regno di Dio, davvero. Mi chiama "furba" per il fatto che mi ho creato e

mi occupo di questo sito che salva tante persone avvicinandole alla verità. E' alla

fine che mi dice che è stato "Mauro" ad offrire questa registrazione e mi lascia.

Alla fine ecco Piero che ha accompagnato suo cognato. Mi dice che è come se

avessi un tempio, uno spazio sacro per queste comunicazioni e che i raggi che

mi hanno messo a disposizione per comunicare con loro sono validi, funzionano

bene. Ultimamente ho avuto molte preoccupazione per una persona cara che ha

visto comparire una brutta cisti nel collo improvvisamente. Ho pregato affinché

non sia nulla di grave, ed ecco che Piero mi rassicura dicendomi che loro si

occuperanno di queste brutte cisti. Pare di capire che esse sono il risultato di un

attacco dell'ade (l'inferno) che si è adirato per quello che faccio e vorrebbe

colpirmi: Piero pare voglia avvisarmi di non credere che quei malvagi facciano

zucchero, no, essi mettono a punto sempre più armi e metodi per distruggere

157


l'uomo e la sua anima. Mi invita a d entrare lassù quando posso perché lì ci sono

anime "carine", buone, e così lui mi dà le "lettere" da riportare quaggiù. A questo

scopo scende il Martire, ossia Sant'Erasmo, e io potrò leggere le strofe con le

quali ci parla e che io dovrò poi offrire a chi legge il mio sito; a tale scopo, per

aiutare Sant'Erasmo, Piero dice di avere un impiego lassù, un impiego che lo

"erge", lo innalza sempre di più verso la Luce. Dice, con rammarico grande, che

la sua figlia di primo letto, tra i suoi hobby, ha quello, poco proficuo per la sua

anima, di fare i biscotti, non certo quello di accostarsi a queste tematiche così

importanti e di leggere le comunicazioni del sito, e così la pace non entra ancora

nel suo cuore. Questi raggi che portano le comunicazioni fanno rinvivire anime

spente o tiepide, fanno andare "dentro" quell'altro mondo e l'ordine, affinche

tutto questo accada e sia reso possibile, lo dà il Signore, è Sua volontà. Introduce

una breve nota polemica: dice che sulla terra i divorzi sono diventati un'azienda

per tribunali ed avvocati e dovremmo imparare a guardare a ciò con altri occhi,

più profondi e smaliziati, anche perché, come mi chiede di avvertire "la piazza",

ovvero chi mi legge, Caronte, il traghettatore infernale, esiste davvero. Predice

che tornerà nelle registrazioni ed io ne sarò felice perché lui, che era per tutti

"babbo", verrà nel registratore. Scherza (ha imparato da Sant'Erasmo?) dicendo

che farà una notte al lavoro perché la lista delle richieste di contatto coi propri

cari lassù che ho è troppo lunga ormai e per tale motivo il demonio (altre volte

chiamato "tigre") è invidioso.

Commento

E' stata una registrazione sofferta e meditata per me, come potete immaginare.

Mi sono sentita come una bambina sorpresa con le mani nella marmellata e non

vi dico con quali sentimenti sono arrivata in fondo a questa comunicazione.

Gesù ce lo ha detto: non giudicate e non sarete giudicati. Ma è un esercizio

difficile per noi esseri umani astenerci dal giudizio: infatti oggi non si fa altro. In

tv pullulano le trasmissioni in cui il pubblico è chiamato a giudicare i

comportamenti del partecipante di turno, ma al di fuori del giusto giudizio

legale, s'intende. I giornaletti di gossip sparano giudizi a destra e a manca per

l'aspetto fisico di tizio o sempronio, per il modo di vestire, danno voti a tutto. Ed

anche noi, nella nostra quotidianità, quante volte giudichiamo chi ci sta di fronte

spesso anche senza rendercene conto? "E' bello", "è brutto", "è stupido", "è

furbo", "è intelligente", "è vestito/a male" e chi più ne ha più ne metta. Credo sia

uno degli esercizi più amati da tutti noi, pettegolezzo compreso. Io poi sono

158


andata oltre, arrogandomi il diritto di maledire certe persone che non

rispecchiano il mio modo di pensare e di essere. Posso avere il diritto di

indignarmi dinanzi all'ingiustizia, e ciò è sacrosanto, ma non ho quello di

maledire un altro essere umano che Dio ha creato e deciso di mettere al mondo

per i suoi disegni, che sono sempre infallibili. Prego per imparare ad essere

paziente e misericordiosa con me stessa e con gli altri.

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Sant'Erasmo, tra deliziose scenette di entità angeliche, mi porta i

miei due nonni paterni (il nonno, nonostante le mie richieste in

questi anni, non ero mai riuscito a sentirlo prima d'ora), poi

Murielle, la giovane moglie di un mio lettore che vive nell'isola

di Reunion – 9/09/2010

Era davvero un mio cruccio segreto. Dal giorno in cui ho ricevuto la mia prima

comunicazione, il 19 giugno 2008, non sono mai riuscita, fino a questa

registrazione, a sentire il mio nonno paterno, di nome Costantino. Normale,

quindi, chiedermi come mai, per quante richieste avessi fatto a Sant'Erasmo di

farmelo sentire almeno una volta, il nonno non era, invece, mai venuto a

registrare. Ho pensato le cose più brutte e con enorme dispiacere interiore per il

mio nonno. Lui è morto che io avevo dodici anni, e mi ricordo solo alcune cose

di lui che era stato dapprima un marinaio e poi operaio e contadino, un figlio

del suo tempo di difficoltà e miserie. Apparentemente burbero e severo, aveva

un cuore grande, anche se, come era costume in quei tempi duri, ogni tanto si

lasciava andare ad un bicchiere di vino di troppo in compagnia. Era, a suo

modo, un "filosofo", disprezzava la ricerca dell'arricchimento ed ha sempre

avuto un modo di vivere estremamente semplice e frugale, privilegiando

orgogliosamente i valori in cui credeva: l'unione tra i suoi figli, la dignità

personale e l'indipendenza di pensiero. In questa registrazione è mia nonna (sua

moglie), che mi dice che questa sua voglia di starsene in disparte ancora lo

accompagna ed è stato questo il motivo per il quale non era ancora venuto a

salutarmi. Ma ora sono contenta, davvero.

In questa insolita registrazione possiamo assistere a vere e proprie "scenette" fra

varie entità, è molto articolata, ed è stato per me un pò difficile districarmi fra le

varie voci. Sentiremo mia nonna ed un'altra entità cacciare via spiriti maligni

che cercano di introdursi nella registrazione e ciò ci conferma che lassù è una

lotta continua per tenere questi spiriti bassi lontani dalle registrazioni. Questa

volta Sant'Erasmo, oltre a portare mio nonno e riportare lui stesso le parole ed il

pensiero di Giovanna, la mamma di una mia lettrice che già era venuta a parlare

(leggi qui), ha deciso di condurre Murielle, la giovane moglie di un mio lettore,

Francesco, che da anni vive e lavora nella lontana isola di Reunion, situata

nell'Oceano Indiano, a est del Madagascar. Francesco mi scrisse tempo fa

chiedendo un contatto con la sua giovane moglie, purtroppo deceduta

improvvisamente nel maggio del 2009 per la rottura di un aneurisma. Dopo la

morte di sua moglie Francesco ha intrapreso un suo cammino, come è capitato a

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tanti di noi spinti da un lutto, e si è avvicinato molto di più alla sua parte

spirituale, alle tematiche della sopravvivenza dell'anima, traendo conforto

anche dalle comunicazioni che Sant'Erasmo ci dona in questo sito. E Murielle,

amorevole e sollecita nel suo amore per Francesco, viene a dirgli che non solo è

ancora viva lassù, ma che conosce i tormenti del suo cuore, acuiti dalla

lontananza dalla sua patria e dalla sua famiglia. Cosa insolita, Murielle parla in

due tempi a Francesco, quasi a non volerlo lasciare e approfittando di tutto il

tempo che da lassù le hanno messo a disposizione.

Le entità che duettano fra loro, sospetto che siano guide angeliche, ma, non

avendone certezza, le ho indicate semplicemente come "entità".

SANT'ERASMO

Porti un’altra, qui riccioli fu,

è così, e fa uscire dischi,

mò inviti disco tutti sanno cifre.

Giovanna rinvia: passa pure!

Più dura è mò, scinne è “radio noi”,

si è dirà: le donne lì strafà!

E, cara, son birbanti, in bocca ha ira!

No, lì butti lì corpo,

e nun è sempre lì innocuo,

si vesti devi ridurti,

si, lotterò, ma impara:no!

Dileggia “osè” e…

Va “nostra” fino a lì,

v’è cifra lì e dalla,

e mostra Dio: se era cretina

l’avea ira lì, eh!

Colì noi, in riesami, ne ha ira, embè?

E auguri, c’è lì noi,

li porgo si, deh!

Testo

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ENTITA’1

Passa, entra!

ENTITA’ 2

Entro qua , ahi v’è, c’ero là oggi!

Speranze porto e devo già dì:

già nonna era lì!

NONNA

Vi bacio lì, bimba,

diffonde dell’Oltre le cava dei rischi,

la madre è forte, gli replica la nonna,

mi dà fede ad accedere qui!

Tu resti fuori! (urla e grida)

ENTITA’ 2

Bestie arriva un po’! (grida)

MURIELLE

Eroi v’entrò,

erede: bonita, l’è forte là, vecchissima!

C’è lì baci se glieli doni, glieli offri lì!

Se salta pure città,

là vole in fretta (in musica)

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ENTITA’ 2

Cara, tocca di nuovo!

NONNA

Noi, altri lì scuccià, li rincagnemo!

MURIELLE

“E fretta no, si, Natale può….”

Il foglio assai può…

Ebbi lì, negli occhi, brutto,

c’era male qui,

salvare, ah, demonio è nei panni!

N'ha amici là e va là Oltre!

Lui, dall’Italy, solo va!

NONNO COSTANTINO

E va, continui, qua ci giro.

NONNA

Porta i tappi qui tuo nonno!

Più il cuore mi riempio oggi, più!

E noi vecchi, e partì,

oh, n’hai laggiù le spalle: si affollan tutti!

È una donna…(coro)

Siamo intorno a te!

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NONNO COSTANTINO

E smettere il bere ammiri!

Facci note, ti depuri, va!

E bado, a campi restai,

n’ha di frase il cuore

e legge i cuori là!

Francy, sale un obelisco,

amate! grazie cò Dio v’entra!

Tuo nonno era qua!

SANT’ERASMO

E nasi fa, spalle, e mò

finale è Santo a dì strofe.

Ti blocchi? E “nostra”, signori,

mistero la mappa addita!

Spiegazione del testo

Il Santo mi preannuncia che, con questa registrazione, porterò un'altra persona

cara a far felice chi l'aveva richiesta, e autori di ciò, di questo miracolo, ci

ricorda, sono "i riccioli", ovvero gli angeli (sono spesso così chiamati perché

nell'iconografia che noi abbiamo di loro li immaginiamo spesso con i riccioli),

sono loro, con la loro energia, che permettono che questi dischi (le registrazioni)

escano da lassù, e ora tutti loro sanno quante richieste ho per questi contatti

(tante!). Giovanna, la mamma di una mia lettrice, appare di nuovo accanto a

Sant'Erasmo con l'intenzione che lui riferisca un suo messaggio e il Santo la

invita a passare pure quanto ha da dire. La mia cara guida dice che ora le parole

di Giovanna saranno dure da digerire per noi, e la invita a scendere con quella

che, ironicamente, chiama "radio noi", il mezzo metafonico. Giovanna dirà, dice

Sant'Erasmo, che quaggiù le donne, al giorno d'oggi, vogliono strafare, sono

"birbanti" e per ciò ella trattiene a stento l'ira. Dice che oggi esse tendono a

buttare via il loro corpo e ciò non è sempre innocuo nemmeno per la propria

salute, e se vogliono vestire in maniera sempre più discinta, accorciare le loro

vesti, ella da lassù lotterà affinché questo modo di fare possa cambiare e le

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donne dileggino, ovvero ridicolizzino, il modo di vestire "osè". Poi, rivolto a me,

chiamandomi "nostra", mi invita a dare la vera "cifra" del messaggio, ovvero la

sua connotazione e spiegazione più profonda. Infatti, dice il Santo, Dio stesso gli

mostra questa verità: se una donna si sente arrabbiata per questo messaggio,

allora dimostra di essere cretina, dunque l'invito è a ponderarlo nel suo senso

più profondo. Quando si arriva lassù, nel riesame della propria vita che bisogna

sostenere, gli spiriti superiori si arrabbiano quando vedono che una donna si è

comportata in modo da buttare via il proprio corpo e la propria dignità. Ci fa gli

auguri affinché si possa accettare con serenità questo messaggio. Un'entità

invita quella che sta per parlare immediatamente dopo a passare ed entrare in

registrazione. Questa entità, con voce molto gioiosa, sembra felice di poter

parlare con noi, dice di portare speranze per tutti e che deve dirci che ora

parlerà mia nonna.

La nonna, chiamandomi "bimba" (una volta!), mi dà un bacio, e mi fa riflettere

sul fatto che, diffondendo la realtà dell'Oltre così come faccio col sito, evito tanti

rischi spirituali. Dice che mia madre è forte, nel senso che ha una fede molto

forte e profonda e che lei, la nonna, replica dicendomi ciò perché lo aveva già

detto; accende la fede nelle persone accedere a queste registrazioni. Poi, come

sorpresa da un brutto incontro, nonna grida di restare fuori ad uno spirito

maligno, e si odono le urla di questa entità negativa che cerca di disturbare la

trasmissione. Subito la prima entità avverte che arrivano altre "bestie", ossia

spiriti malevoli.

Murielle, la moglie richiesta dal mio lettore, assistendo a questa scena,

commenta che mia nonna e quell'altra entità, avendo fronteggiato quegli spiriti

maligni, sono degli eroi e scherzosamente mi dice che la mia nonna, che quando

morì era vecchissima nell'aspetto, è "bonita" (bella?) ed è forte. Poi mi dice di

avere dei baci per suo marito se io glieli dono, se glieli offro facendogli

conoscere questa registrazione, e siccome lui voleva questa registrazione in

fretta, si salteranno anche tante città che sono fra Venezia e l'isola della Reunion

per fargliela arrivare visto che lui è tanto lontano dall'Italia (i mezzi odierni ce lo

permettono, per fortuna). L'ultima frase Murielle la dice in musica per un dono

speciale a Francesco che tanto ama la musica. Murielle viene interrotta per un

pò dall'entità numero 2 che dice a mia nonna, chiamandola "cara", che ci sono di

nuovo spiriti negativi che minacciano la registrazione e mia nonna risponde con

un'espressione un pò "gergale", mostrando di non aver alcuna paura di loro e

dicendo che se altri verranno a scocciarci durante le registrazioni, loro li

"rincagneranno". Ora io ho dovuto documentarmi per capire bene il significato

di questo verbo di cui avevo solo una vaga idea, ed ho scoperto che significa

rendere il volto simile a quello di un cane mastino, schiacciando il naso verso

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l'interno de volto, dunque in questo caso ci fa pensare ad un pugno sferrato con

l'intento di schiacciare il naso di questi spiriti nell'atto di ricacciarli indietro.

Torna Murielle e fa il verso ironico ai pensieri del marito che, pur dicendomi di

non avere fretta di sentirla, che si aspettava la registrazione come dono di

Natale, magari, invece ecco che si vede consegnare già questo dono tanto

desiderato. I fogli, ossia le lettere accorate che mi ha scritto, dice sua moglie, (ed

i sentimenti che ci sono dentro, aggiungo io) hanno reso possibile che da lassù

permettessero già questa registrazione. Murielle pronuncia una frase che può

essere letta in due modi differenti: da una parte, pare che ella voglia dire

qualcosa sul momento della sua morte e dice che in quell'attimo i suoi occhi

videro il brutto che le stava accadendo per il male che già era presente nel suo

corpo senza che lei ne fosse consapevole; dall'altra la frase può essere letta anche

in senso più generico, nel senso che ella dice che su questa terra ha visto il male,

il brutto, perché in essa è presente il male. E infatti dice subito dopo che

dobbiamo aiutare a salvarsi l'anima quante più persone è possibile perché ormai

il demonio pare incarnato ("è nei panni") su questo pianeta per quanta

malvagità c'è. Le ultime frasi sono per suo marito: dice che egli ne ha amici

intorno ed in più da lui va anche l'Oltre in aiuto e sostegno, anche con questa

registrazione. Poi, con un pò di tristezza, gli dice che lui, che viene dall'Italia e

vive già lontano dalla sua famiglia, ora deve continuare da solo la sua vita.

Mio nonno, schivo, pare non voler parlare e mi dice che lui è venuto solo a fare

un giro e devo continuare a registrare con chi viene ora, ossia di nuovo mia

nonna. La nonna dice che il nonno pare portare i tappi alle orecchie, ossia che fa

finta di non sentire che io desidero che mi parli, vorrebbe sottrarsi. Erano vecchi,

dice la nonna, quando "partirono" dalla terra, e mi fa un complimento

dicendomi che ho le "spalle" per reggere tutto questo impegno che le

registrazioni mi danno, ed è per questo che tante anime si affollano dietro a me,

al mio registratore. Un coro pare voglia dire, a contrasto dell'immagine delle

donne che è stato dato da Giovanna all'inizio, che anche io sono una donna,

ossia che poi le donne sono fatte in tanti modi diversi (per fortuna!) e si

comportano anche in tanti modi diversi, dico io. Nonna mi rassicura dicendomi

che mi proteggono perché sono intorno a me. Finalmente il nonno pare

convincersi e parla ( ce n'è voluto, eh!), esordisce invitando tutti ad ammirare il

fatto di smettere di bere (lui in vita ogni tanto si concedeva delle bevute di

vino). Mi chiede di fare delle note sui loro insegnamenti che così ci possiamo

"depurare" l'anima. Mi dice che è rimasto a badare i campi anche lassù (non so

se lo dice in senso letterale o metaforico), poi afferma una grande verità: dice

che i nostri cuori parlano e che lassù, appunto, sanno leggere i cuori.

Chiamandomi con un diminutivo, il nonno mi fa capire che, con il lavoro che

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faccio per il sito, è come se stessi alzando un obelisco verso il Cielo (bellissima

immagine), e ci invita ad amare perché stando vicini a Dio entreranno tante

grazie nelle nostre vite. Alla fine mi dice di essere lui, mio nonno e se ne va.

Chiude Sant'Erasmo questa lunghissima registrazione e ci dice che con queste

strofe noi quaggiù possiamo fare "nasi" e "spalle", ovvero possiamo acuire la

nostra capacità di discernimento fra bene e male e rafforzarci. Chiude con la sua

ironia: se ci si blocca nel cammino verso il trascendente, allora, dice il Santo, la

"nostra", ovvero io, ho qua, nel sito, una mappa per orientarsi nel mistero e

trovare la giusta via.

Commento

Mille emozioni e mille temi su cui riflettere emergono da questa complessa e

bella registrazione. Innanzitutto ci viene confermato, ancora una volta, che la

personalità dei nostri cari lassù resta invariata: mio nonno, poco incline al

protagonismo, avrebbe preferito mettersi in secondo ordine anche in questa

occasione per lasciare spazio agli altri, solo la mia insistenza lo ha convinto. Una

riflessione merita il messaggio che Giovanna ci dà attraverso Sant'Erasmo: in

realtà io lo leggerei in modo un pò più profondo, fino a coinvolgere il ruolo e la

dignità della donna in questa società che fabbrica denaro e audience sul corpo

delle donne (prova ne è la trasmissione di Miss Italia che si sta svolgendo

proprio in questi giorni e che trova enorme seguito). Hanno un bel dire che si

guarda alla loro intelligenza, che sono laureate, che hanno mille qualità

intellettuali, alla fine il giudizio si dà sulla loro bellezza fisica, sul loro corpo,

esibito e mostrato senza alcun problema etico o morale che verta, com'è giusto,

sulla loro dignità di persone che hanno il diritto a non essere messe in una

vetrina col miraggio di una facile e luminosa carriera (ma c'è ancora qualcuno

che oggi dica di voler un lavoro normale per guadagnarsi il suo pane?). Non è

una questione di moralismo, chiedetevi come mai "Mister Italia" non meriti

nemmeno una trasmissioncina in una tv di serie c. E' questione che la donna,

con queste zavorre secolari che la vogliono dipendente dal proprio corpo de

dalla propria bellezza, fa una fatica enorme a farsi accettare per le sue qualità

intellettive ed interiori, checchè se ne dica, anche se, certo, la situazione è

migliorata rispetto a cento anni fa. Ma c'è ancora molta strada da fare in salita,

purtroppo, e la fisicità esibita ad uso e consumo non ci aiuta perché ci relega nel

sottoscala delle priorità, quel sottoscala da cui Gesù è venuto per tirarci fuori,

restituendoci la dignità di creature figlie di Dio anche attraverso la scelta della

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figura di Sua madre, "umile e alta più che creatura", per dirla con Dante. E'

sempre lo spirito che deve essere privilegiato sulla carne, solo così potremo dire

di aver adempiuto al progetto che Dio ha ideato per noi. Che qualcuno ci svegli

da questo sonno della ragione!

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Si presentano Santina, la mamma di una mia lettrice, ed Egidio, il

papà di un mio lettore. Conclude Sant'Erasmo con le sue note –

15/09/2010

In questa comunicazione si sono presentati, dopo la mia richiesta a Sant'Erasmo,

Santina, la mamma di una lettrice, ed Egidio, il padre di un mio lettore che mi

scrive dall'estero. Entrambi desideravano da tempo questo contatto coi rispettivi

genitori, ed ecco che Sant'Erasmo li ha finalmente accontentati. Sia Santina che

Egidio ci lasciano messaggi per i loro figli ma anche per tutti noi, nell'ansia di

volerci raccomandare una condotta di vita più equa ed altruista. Chiude la

comunicazione Sant'Erasmo che fa una tirata d'orecchi ai nostri "capi", ai nostri

governanti che, ci dice, rubano e non fanno nulla di concreto e serio per i popoli

che amministrano; evidentemente, e a questo penso spesso, quasi nessuno di

loro è consapevole dell'esistenza di una vita dopo la morte e del fatto che lassù

si regoleranno i propri conti, altrimenti credo che, perlomeno, ci penserebbero

due volte prima di rubare e comportarsi in modi, talvolta, così squallidi.

SANTINA

Testo

Puoi credere, si,

poi si sudi, che lottino un po’!

Costanza provo a dì,

meglio che agì in fretta!

Fa figlia, mostri li vede là troppi,

gli eroi, lì succhia il cuore a essi!

Istigo dove serve a te,

ma ero a avvisà: cuore seren dovevi!

E tieni una rosa, lasci qui nuvola!

Giù una là metti,

c’è il regista che gira,

fili mò tre, si, DO ERRE I (d’ori)per me ha!

Ce stà là più i grigi,

dì più che allà mi c’entra i sordi!

E li divertirà, gli uscirò

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che metti gli imbrogli in lavoro via, eh!

Così Re dà avviso che scopo poi si vedrà!

Giù in voli devi ndà,

a mosci arrivi..i..i.: di ufficiale ti mostro qui!

Un aiuto se radio è qui,

e ce n’hai lisce, giù son bravi!

E se me sparisci tiro lacci.

Decidere: dei razzismi nun poi fa giù lì!

Prima inizia.

Errò, più bussi e arrivo,

su l’ebbe chiamare,

poi giù che trova porta giù,

che col tram per me potrà!

E figli or de fa qui! Qui si vede!

Qui gli ha una linfa, vi succede che va lì!

Il lupo, falso, vota serpe,

meglio per tutti!

Lido vien, ho ginocchi belli,

perché noi starà pista,

e..ah, lo voglio: qua l’amici recuperai tutti!

EGIDIO

So chi era, qui registra!

E ho i miracoli fissi,

gli tiene Rai lì in prora stè rotte.

Tu hai lì giù, ma le danno vie

e spreco c’ho mai da lì!

Entro e paglia ‘è Vienna

là si porterà impresa!

E crepa puoi vaccinar tu lì!

Far divertire giungerò,

salivano a blu,

farò mire di là,

ti si dà, era il sole, converrà, pigli!

Di noi giù lì, l’è ver Oltre gira volti,

Ha retto cuori, dopo lì stanno liti e devi affrontà,

forza, i maghi sbarazza, eh già!

170


SANT'ERASMO

Si gira!

E’ un’impronta: a loro appare sì l’Oltre!

Oro c’è là, guarda d’aprì!

Pro figli suoi chiamar gruppo!

Folle da vizio e mò uscire là,

là basso ruba e gli ha capi infami,

E noi fare, digli, s’abbona là dì!

Pronto è taxi,

mi bussa: chi è là?

Spiegazione del testo

Santina, rivolta a sua figlia, le dice che si, può credere che è proprio lei e che è

tutto vero, e però poi afferma anche che noi, per avere una certezza interiore,

dobbiamo un pò sudare, cercarcela, non aspettare la "pappa" già scodellata, ma

impegnarci nella ricerca della fede. Ci vuole soprattutto costanza più che la

fretta in questo cammino verso Dio. Le dice di fare, però sa che la figlia vede

troppo "mostri", troppi pericoli anche inesistenti intorno a sè, e le consiglia di

"succhiare" la forza dal cuore degli eroi che agiscono senza tanto pensare. Con

amore le dice che la istiga proprio là dove le serve cercando di attenuare le sue

paure immotivate, e infatti afferma che ella deve avere il cuore sereno perché

non ha nulla di cui aver paura. Le offre una rosa e poi la esorta a lasciare a lei le

sue "nuvole", le sue preoccupazioni e a mettere giù, intorno a se stessa, questa

rosa che le viene offerta. C'è Sant'Erasmo che gira per trovare ognuno di loro

nell'aldilà, e lui le offre tre fili per collegarsi, tre fili che dice (scandendo lettera

per lettera la parola) sono "d'ori". Quaggiù ci sono tante persone "grigie", tiepide

nella loro fede, che non credono in nulla e Santina si augura che tanti di loro

entrino, sempre più, nel sito per convincersi che tutto ciò è reale e vero. Ora, per

divertirci, Santina avverte la figlia: se casomai pensasse che in questo lavoro che

faccio io per registrare ci siano imbrogli, che se lo levi proprio dalla testa, metta

via quest'idea assurda, non ci sono imbrogli. E', la metafonia, un modo col quale

il Signore ci dà degli avvisi, dei segni, e poi si vedrà in futuro il vero scopo di

questa attività voluta dal Cielo. In volo bisogna avvicinarsi a questo fenomeno

171


straordinario, dice Santina alla figlia, spronandola ad arrivare ai "mosci", a

coloro che non sono tonici nella fede e trascinano la vita senza un senso, per dire

loro di tutto ciò, svegliandoli. Se è possibile avere una "radio" fra i due mondi è

perché essa è un aiuto per tutti, e poi, siccome giù siamo bravi a registrare, per

chi chiede un contatto la cosa è "liscia", ovvero senza troppe difficoltà. Dice alla

figlia che se dovesse sparire (allontanarsi dalla fede nell'aldilà), allora lei, da

lassù, le tirerà dei lacci per riacciuffarla e non farla perdere. Invita a non avere

razzismo quaggiù, poi pare che voglia dire alla figlia di iniziare a registrare

perché così se lei busserà lassù (con le registrazioni), lei arriverà perché sua

figlia ebbe la possibilità di "chiamare" lassù e di poter portare giù quello che vi

trova. Le danno, perché col "tram", ovvero un mezzo metaforico che li porta

sulla terra, secondo lei sua figlia potrà farlo. Ora bisogna agire, anche perché si

può vedere lassù (con la metavisione). Lassù hanno una linfa benefica e se si

agisce con loro poi questa linfa potrà scendere sulla terra. Riferendosi alla nostra

attuale situazione politica e alla compravendita di parlamentari, fa una dura

osservazione: dice che il lupo falso vota il serpe, e poi ci dicono che così è meglio

per tutti per farci stare zitti. Saluta dicendomi che è venuta fino al Lido (dove

abito) perché ha bei ginocchi forti per camminare e perché sa che io le farò una

"pista", una registrazione, e se ne va dicendo a sua figlia che lassù ha ritrovato

tutti i suoi cari e amici.

Egidio si presenta con una voce squillante ad allegra e mi dice che lo sa chi sono

e che devo registrare. Gli pare che queste comunicazioni siano miracoli fissi, che

accadono tutte le volte che essi vengono a registrare per noi, e la rotta di queste

comunicazioni la tiene la "Rai" di lassù dalla prora della nave (sapete che

scherzano sempre, definendo "Rai" la loro stazione di trasmissione verso la

terra). Dice al figlio che ora ha questa grazia perché mi danno vie per

comunicare e queste comunicazioni non vengono mai sprecate perché portano

grandi doni e fanno bene a tutti noi. Fa un'affermazione un pò oscura che io ho

interpretato così: la paglia di Vienna è quel particolare intreccio col quale si

fanno le sedute di alcune sedie, e quindi lui dice che questa sua impresa di

comunicare con noi è come un intreccio di tante cose attraverso le quali suo

figlio lo riconoscerà). Dice a suo figlio che così, avendo la consapevolezza che si

è vivi dopo la morte, si potrà vaccinare contro ogni crepa che eventualmente

dovesse aprirsi nella sua fede. Viene con l'intento di far divertire suo figlio e chi

lo legge, sa che, con la metafonia, è come se salissimo verso il blu del Cielo dove

loro vivono, e allora lui, da lassù, farà mire giuste per il figlio, lo indirizzerà

perché loro danno il sole, ovvero conoscenza, e converrà a suo figlio che lo

prenda questo dono. Gli conferma che è vero, che quaggiù arrivano volti

dell'Oltre, che quelli che anche io ho raccolto nel sito vengono proprio da lassù.

172


Credo che poi voglia riferirsi ad eventi privati della vita di suo figlio quando

dice che, in un rapporto in cui egli è coinvolto, i cuori hanno retto, l'amore è

saldo, anche se poi dovrà affrontare delle liti, ma lo saluta con una

raccomandazione calorosa: deve sbarazzarsi assolutamente dei "maghi" a cui

pensa di rivolgersi per risolvere qualche problema, e in ciò è molto deciso e

chiaro.

Termina Sant'Erasmo chiarendoci il fatto che i volti che ci mandano da lassù

sono "impronte" energetiche, non certo volti concreti e reali come quelli che loro

avevano sulla terra poichè non hanno più un volto materiale. Ribadisce che in

queste comunicazioni c'è oro, e mi raccomanda di aprire più che posso le

comunicazioni e di chiamare, a vantaggio dei figli di Dio, un gruppo sempre più

numeroso verso questa realtà. Con questa conoscenza si aiutano folle di persone

ad abbandonare il vizio per una vita più improntata all'altruismo e al corretto

comportamento, anche perché quaggiù abbiamo "capi infami", governanti

disonesti che rubano. Però se, cambiando mentalità, decidessero di darsi da fare

per migliorare le cose, loro lassù sono disposti poi ad abbonare molti dei loro

peccati e dei loro comportamenti scorretti. Mi saluta con la sua inimitabile

simpatia: c'è il taxi pronto che lo deve riportare su e già qualcuno che parlerà

nella prossima registrazione gli bussa e lui chiede: chi è?.

Commento

Non è capitato spesso che Sant'Erasmo affermi con tanta durezza e chiarezza

che i nostri capi, coloro che governano il mondo sono "infami" e rubano. Mi ha

colpito tanta durezza; indica che davvero la situazione, a livello mondiale, non

solo italiano, è davvero degradata a mero mercimonio e ruberia. Nessuna

rivoluzione potrà cambiare le cose, tranne una: quella che Cristo già propose

all'uomo più di duemila anni fa, la conversione dei cuori, il cambiamento

interiore che conduce allo spregio delle cose mondane e alla ricerca di quelle

divine e spirituali. Al convegno di Cattolica cui ho avuto l'onore di partecipare

come relatrice, don Sergio Messina, un prete illuminato, ha presentato una

relazione dal titolo significativo: "Dove regna l'amore non c'è volontà di potere".

Appunto, e lo conferma anche Sant'Erasmo in questa registrazione.

173


Viene in visita da lassù una guida di nome Tina che ci dona

preziose informazioni; Sant'Erasmo ci parla di Amore e del suo

compito; Due parenti richiesti, Mirella e Peppe, vengono per i

loro cari – 22/09/10

E' di sicuro una delle più lunghe e complesse registrazioni che ho mai ricevuto

da lassù. Molto impegnativa, mi ha richiesto molto tempo per l'ascolto e la

decifrazione, però, come vedrete, ne è valsa la pena. A parte la bellezza e la

profondità degli insegnamenti che vi sono contenuti, in essa ci sono state donate

delle informazioni davvero preziose che mai, prima di ora, avevo avuto in altre

comunicazioni. La prima entità, Tina, che è una guida, ci conferma

indirettamente che gli extraterrestri esistono, quando parla dei problemi fisici

che i nostri astronauti devono affrontare nel trascorrere lunghi periodi lontani

dall'atmosfera terrestre (una grave decalcificazione delle ossa con perdita di

massa muscolare per via della mancanza di gravità). Tina ci dice che gli

extraterrestri ben conoscono questo problema, evocando probabilmente il fatto

che questi altri abitanti dello spazio non viaggiano fisicamente per visitarci,

proprio per evitare tali problemi. Sant'Erasmo, invece, ci dice chiaro e tondo che

le nostre relazioni familiari ed affettive sono già stabilite lassù prima della

nostra nascita (egli dice che ci "associano" già lassù), forse allo scopo di aiutarci

a tratte il massimo vantaggio dalla nostra avventura terrena.

Mi ha colpito poi l'atteggiamento di Mirella, la mamma di un mio lettore.

Dovete sapere che suo figlio mi contattò alcuni mesi fa, quando ancora non mi

era stato concesso di avere contatti per terze persone, per cui avevo messo

queste richieste più vecchie in una lista secondaria, ripromettendomi di tentare

solo più in là questi contatti, vista la grande mole di richieste che ho avuto più

recentemente. Ma Mirella, sebbene non richiesta da me in questa registrazione,

non ha voluto aspettare e, col permesso delle guide, si è presentata "di forza" per

così dire, insistendomi che la facessi "entrare" perché non le sembrava giusto

aspettare ancora visto che la sua richiesta era stata fra le prime. Ovviamente

sono stata ben felice di dire a suo figlio, che ormai forse nemmeno più la

aspettava, che sua mamma è venuta (è l'unica Mirella per cui ho avuto una

richiesta, non si può dunque sbagliare).

Peppe è invece il fratello suicida di una mia lettrice. Lui stesso conferma di

essere stato lui a voler lasciare "la carne", e siccome non ho altre richieste per

persone suicide, è così confermato che si tratta proprio di lui. Ma vedrete che,

nella sua comunicazione, anche se appare dispiaciuto, egli conferma di aver

174


fatto uno "sviluppo", ossia di aver migliorato la sua situazione spirituale grazie

all'aiuto che le guide, amorevoli, dedicano a quelle persone che hanno deciso,

facendo un gravissimo errore, di porre fine alla propria vita in anticipo. Non c'è

che dire, una bellissima comunicazione, per certi versi sorprendente.

TINA

Testo

A Rai di là jamme, che grande villa

te dà un regista!

Registi vincer sfida quassù,

serve che noi capire e chinar lì!

C’è fari! E giù fonà, se rischio ch’entra pè raggio là,

corre braccia madre, l’addestra Tina!

Amministra lei affari giù.

Dirà: col corpo ma ibernarsi che interessi ha?

And esseri dov’è giù?

Seguire, stai, più fa, ci rubi il pennino!

Più il cosmo lo si visita

e uscire fa snellire più il corpo:

gli extraterrestri là rischio conosce!

E donna diritto giù offendere,

amore cantava!

SANT'ERASMO

Ma c’è vista là de capra,

ad amar c’è!

Asina, Paradiso già assaggi!

L’amore si rende fino al dramma,

meglio vivi là se il Paradiso non rischi e

di là giova vista alle due dame..

Ida, girati, vedo gambe,

invoca me!

Chi mi chiede notizie, io da qui le ridico!

175


Vado in onda e così uscire,

già agli aerei, lo sa, non ero abituà,

preferisco là, vedi, seguire.

Francesca è là dura stà lì,

c’è richiesta, è fatica, si,

ma rideva lì!

Il Re dà a me, mò qua ira anderà, te trepida!

Divorà possano i libri!

Francesca devi strillare:

dirottate fino a me!

Ma s’è vista, là de gambe sta bene.

Vai in gamba! Ah, si mò roba scordasse: trigamba urgere lì!

Ah lì ve si associa, lo credi?

Passando cugini...primi scatti dal Regno: prendi e scopri!

MIRELLA

Ha rota camera, oh mai dirò mai,

prestami i vetri

che mi fa tu spirà lì, Mirella depressa qui!

E là, chiama lei dentro,

e lo dissi con guide!

Io ammirare lì che manna spiriti.

Poi raro è in Piero, lì ma tenevi Giuseppe?

Ho dei suoni, sembra di spirà.

Vicino hai lì su ordine, presentagli dei calci e avvicina a me qui!

Se sporcava Libro ti permette,

e in armonia avrebbe certezza,

so’ in gamba, Mirella lo capisce!

Frasi potrà da qui uscire

cambiare noi giù,

allora timbrerò l’onda:

saldi il “noir” a sperare in Dio!

Se va Maria più schiari il lume,

negar diavoli,

qui Suo Figlio e ali era a partì!

E stan qui a riferì:

viene lì, gregge sona, là fa poco!

176


Ho qui garbi, già sfido:

per qui de vie andar,

qua onori t’aggiusti,

leggi che, com’è i fatti, così ha!

Signora dai tu l’oro del si, Venezia!

Solleverà suoni lì!

E’ periglio un attimo

ma là ve discorre Dio!

PEPPE

Vorrai là pista,

è che t’assisterei ma ho solo rutti.

Finire, c’è n’inizio!

Frà sei già là, esco perché lasciai la carne io.

Ma era valsa lì tornar, entra e dai,

già fà lì solvere!

Io dare affetti un’altra qui:

ho sviluppo effettuà!

Sforzo e avrai le prove,

là chiere un po’ fiducia si eh!

Si, c’era il permesso e busta la tiro,

ti vole dà: attiva rotta!

C’è minor chiami e sveglià:

là dì seminai inutile!

Oh se vò lei dà groppa,

denaro ccà pulire,

di qua dogliamo pulire!

Ti darà un credito:

feretra ha lì drago,

si, sembra, si Re ci va!

Ah, qui de moderà,

Anna la vedo lì batte e l’è già stracco,

semo donne era,

trionfa là poeti e cresce!

177


Spiegazione del testo

Tina, con tono gioioso, mi invita virtualmente ad andare ("jamme" in dialetto

napoletano vuol dire "andiamo") alla sede Rai di lassù (sapete che scherzano

sempre chiamando "Rai" la loro stazione per comunicare con noi quaggiù), e mi

dice che il regista, ossia Sant'Erasmo, mi darà una sede ancor più bella per le

comunicazioni, una grande villa. I registi stanno vincendo la loro sfida lassù,

ossia quella di portare concretamente la realtà della vita dopo la morte più

vicina a noi e c'è necessità che noi tutti, quaggiù comprendiamo questo e ci

inchiniamo a loro e al loro grande impegno per aiutarci a comprendere che

esiste una realtà ben più grande dopo la nostra morte fisica. Mi ricorda che ci

sono i fari che ci aiutano ad orientarci in queste comunicazioni e se, registrando,

dovessi mai correre qualche rischio indesiderato, Tina stessa, mi assicura,

correrebbe con braccia materne in aiuto perché lei è una delle guide preposte ad

amministrare gli affari quaggiù, e dunque anche ad aiutare Sant'Erasmo. Tina

mi invita a chiedere a voi tutti: che interesse c'è ad ibernarsi dopo morti? Poi,

usando "and", all'inglese, al posto della congiunzione "e" italiana, ci invita a

riflettere su un punto: dove sta poi l'essere che "abitava" quel corpo ibernato

dandogli il soffio vitale? L'anima che lo ha utilizzato? Senza quell'anima il corpo

non potrà più rivivere e dunque l'ibernazione è un'operazione totalmente

inutile. Mi invita a seguirli, a stare di più al registratore (faccio quello che posso

al massimo, vi assicuro), che così posso loro rubare il pennino per scrivere (cioè

scrivere ciò che loro hanno da dirmi). Tina ci lascia donandoci un'altra "perla":

sanno bene lassù che noi terrestri sempre più spesso visitiamo il cosmo per

conoscerlo meglio, e sanno che uscire dall'atmosfera terrestre fa "snellire" più il

corpo, ossia ne diminuisce massa ossea e muscolare per effetto della mancanza

di gravità, e ci dice che gli extraterrestri ben conoscono questo rischio, volendoci

forse far capire che essi, dunque, proprio per questo problema, non ci visitano

"di persona", ma che mandano o sonde oppure (ma questa è solo una mia

ipotesi) ci visitano utilizzando il loro corpo astrale, avendo acquisito la

necessaria conoscenza per farlo. Ci saluta ricordandoci che quaggiù si

offendono spesso i diritti delle donne e ciò lo dice cantando con amore.

Sant'Erasmo mi fa subito una delle sue tirate d'orecchio: dice che ho proprio una

vista di "capra", che sono testona, quando non comprendo che il modo per

giungere al Paradiso è uno solo: bisogna amare, fare le cose con e per amore! Mi

chiama anche "asina" (mea culpa) perché non comprendo che il Paradiso già si

assaggia quaggiù e non è un posto lontano lassù o chissà dove, come tante volte

mi viene da pensare. Gli dico sempre a Sant'Erasmo che deve avere pazienza

con me ed i miei limiti umani! Dice Sant'Erasmo che però l'amore che dobbiamo

178


avere è quel tipo di amore da rendere fino al "dramma", fino alla morte, come

quello che anche lui ha avuto quando si è fatto martirizzare per la sua fede in

Gesù Cristo. Si vive meglio così, amando, si vive meglio se, coi nostri egoismi,

non rischiamo il Paradiso. Dice che il poter "vedere" che esiste l'aldilà grazie alle

registrazioni che faccio, giova a me e a mia madre (ci chiama ironicamente "le

due dame") che in questi giorni è venuta in visita a casa mia per qualche giorno.

Sapete che mia madre si chiama Ida e lui, mentre stavo registrando, mi chiede di

girarmi perché, appunto vede le gambe di mia madre (effettivamente lei si era

silenziosamente seduta dietro le mie spalle mentre registravo e io non me ne ero

accorta). Con questo il Santo mi ha fatto capire che, quando registro, egli è

vicino a me perché, appunto, girandomi, ho poi visto davvero le gambe di mia

madre accanto a me. Lui sa bene che ella lo invoca sempre pregandolo

intensamente. Chi chiede notizie per un proprio caro senz'altro le avrà proprio

da Sant'Erasmo, lui ha questo compito. Poi ci delizia con la sua tipica ironia:

dice che lui esce da lassù andando in onda con queste comunicazioni e gli sta

bene viaggiare così perché agli aerei non è abituato; preferisce seguire i tanti di

noi che quaggiù abbiamo contatti con lui tramite le registrazioni. Mi dice che sa

che è dura per me stare qui al registratore perché ci sono tante richieste di

contatti, sa che è fatica, però sa anche che io nel mio cuore sono felice per

quanto mi è stato donato. Poi, però, mi dice che ora deve riportarmi quanto il

Signore gli ha detto: Egli è arrabbiato e per questo devo trepidare, dice che si

augura che gli uomini possano divorare i libri su cui trovano la Sua verità (la

Bibbia, il Vangelo), mi chiede di urlare ancora di più per diffondere quanto mi

viene detto nelle comunicazioni per portare alla fede, mi chiede di "dirottare" le

persone verso i contenuti di ciò che mi viene detto. Però lo sanno che ho buone

gambe e sto camminando facendo il possibile, e mi spinge ad andare a

ricordare, se mai lo scordassi, che addirittura oggi si dovrebbe correre su questa

via con tre gambe. Sant'Erasmo ci saluta dandoci un'informazione dal Regno,

uno scatto, come dice lui: ci dice che lassù ci associano già prima di nascere, nel

senso che stabiliscono prima le relazioni affettive che avremo e le persone che

faranno parte della nostra famiglia per cercare di metterci nelle migliori

condizioni per rafforzare il nostro spirito, addirittura anche i cugini sono già

prestabiliti lassù.

Di come Mirella si sia presentata nella registrazione vi ho già raccontato nel

prologo. Avevo deciso, essendo una richiesta vecchia, di aspettare ancora a

contattarla perché il tempo per me è sempre prezioso e devo riuscire a gestirlo

accontentando più persone possibili. Ma lei entra senza che io l'abbia richiesta e

mi dice che ora la "camera" di questa "Rai" di lassù, avendo la ruota, gira verso

di lei dandole voce. Non dirà mai che non è possibile che i morti possano venire

179


a parlarci perché infatti lei ci sta già parlando e mi chiede di prestarle i "vetri"

della finestra che mi hanno concesso per comunicare con loro lassù, me li chiede

perché lei è lì a sospirare per questo contatto ed è depressa nell'attesa, e mi

invita a chiamarla subito dentro il registratore, anche perché dice di averne già

parlato con le guide chiedendo il permesso. Ammira molto che da lassù abbiano

deciso di inviare "spiriti" a parlare con noi sulla terra. Fa poi un complimento a

Piero, mio marito, dicendo che ci sono qualità rare in Piero, qualità che lo fanno

assomigliare a Giuseppe (lo dice con un pò di ironia, è chiaro), il padre putativo

di Gesù, sposo esemplare. Si meraviglia di poter ancora emettere dei suoni come

se ancora respirasse come quando era in vita. Sa che vicino a me ho la lista con

"l'ordine" che suo figlio mi aveva fatto chiedendo un contatto con lei, e mi

chiede di presentare a lui i calci (affettuosi) che le dà per avvicinarlo di più a lei

lassù, al suo mondo, alla realtà trascendente. Se suo figlio dovesse offendere

l'insegnamento della Bibbia (il "libro" per antonomasia), allora sono autorizzata

a presentargli questi suoi calci, e aggiunge che se egli fosse davvero in armonia

con se stesso potrebbe allora avere la certezza che lei è viva e che non si muore

col corpo: questa verità lei la capisce perché, dice, è in gamba. Afferma che da

lassù potranno uscire frasi che possono cambiare il comportamento gli uomini

quaggiù, e allora lei mette un timbro sull'onda che le fa dire che si può saldare

lo sporco del nostro comportamento se solo speriamo davvero in Dio (usa la

parola francese "noir" per dire "nero"). E se la Madonna viene sulla terra è per

dare più lume alla nostra ragione e aiutarci a dire no ai diavoli e alle loro

tentazioni; aggiunge poi una nota che spesso ci viene data ultimamente nelle

registrazioni: dice che Gesù, insieme agli angeli (ali) stanno per partire da lassù

e venire sulla terra. E mi dice che qualcuno le sta riferendo di avvisarci di ciò e

svegliare il "gregge", ovvero i fedeli di Cristo, perché fanno poco per prepararsi

alla Sua venuta. Mirella dice di avere delle gentilezze per suo figlio e lo sfida a

percorrere le vie che vengono indicate da loro lassù per guadagnare gli onori

dell'anima: lo invita a leggere quanto loro ci comunicano in questo sito perché,

dice, come sono i fatti così essi sono detti da loro lassù e riportati in questo sito,

ossia qui si può leggere la verità. Poi si rivolge a me (che abito a Venezia) e mi

dice di diffondere "l'oro del si", ovvero la bellezza della conversione, del si detto

a Dio che solleverà ancor di più i suoni di queste voci. E' vero che c'è un piccolo

pericolo nelle comunicazioni, ma ne vale la pena correrlo perché così, in questo

modo, è come se ci parlasse Dio.

Peppe, il fratello di Anna, una mia cara lettrice, esordisce dicendomi che lui sa

cosa vorrei: una bella registrazione, però, dice è come se lui avesse solo suoni

sgraziati da offrirmi. E' un atteggiamento umile, perché poi Peppe darà anche

lui le sue perle in questa registrazione. Ci ricorda che dobbiamo portare a

180


termine la nostra vita perché c'è un inizio che è stabilito da Dio. Si rivolge a me

chiamandomi, come spesso fanno lassù, Frà, e mi dice che ora esce da lassù

perché lui stesso decise di lasciare la sua carne (lui dice "carna"), in qualità di

suicida. Però, dice, gli valse la pena tornare, mi invita ad entrare lassù e a dare

ciò che loro mi offrono, cercando di far capire alle persone che devono farsi

"assolvere" i loro peccati già qui sulla terra. Poi dice che ai suoi familiari (affetti

li chiama) vuole dare un'altra notizia: adesso, dice, egli ha avuto uno sviluppo

spirituale, è maturato spiritualmente grazie ai maestri che lassù lo hanno

aiutato, poi dice che per avere le prove dell'esistenza dell'aldilà bisogna anche

sforzarsi un pò ed avere un pò di fiducia, fiducia che chiedono lassù ("chiere"

sta per chiedere). Dice di aver avuto il permesso da Dio per parlare e così può

tirare quaggiù la busta col messaggio (è un modo metaforico per indicare la sua

registrazione), e vuole dire a sua sorella di attivare la sua rotta, ossia di rendere

la sua vita utile al prossimo. Siccome c'è una bimba piccola ("minor") che egli ha

lasciato, chiede a sua sorella di chiamarla a sè e di "svegliarla" sulla realtà

spirituale, di sensibilizzarla verso la fede e di dirle che il suo papà ha seminato

inutilmente nella sua vita perché poi ha deciso di terminare col suicidio la

propria vita senza poter raccoglierne i frutti. Se lei vorrà, Dio le darà una groppa

per correre verso di Lui, e bisogna sempre ricordare che poi, se si è vissuto solo

per il denaro, poi lassù bisognerà "pulirsi" da questo atteggiamento errato e ciò

provoca dolore alle anime che dovranno affrontare questo periodo di

purificazione. Dice che Dio vuole darci un credito lasciando che loro ci avvisino

di una cosa: il demonio, chiamato drago, ha la sua faretra puntata verso il

mondo, verso ognuno di noi, per colpirci coi mezzi che il mondo oggi gli offre a

profusione, però, dice Peppe, pare che il Re, Gesù Cristo, verrà quaggiù per

stabilire la Sua giustizia (conferma quanto detto da Mirella prima di lui). Dice

che adesso è il momento, per tutti noi di moderare i nostri desideri; la vede

Anna, sua sorella, combattere le sue guerre quotidiane e solo a vederla lui si

sente già "stracco", sfinito, perché non avrebbe la forza che invece ha lei. Del

resto, dice Peppe, siamo nell'era delle donne (riconoscendo loro più forza di

fronte alle avversità). Loro spesso lassù mi chiamano "poeta" riferendosi alla

mia passione per la poesia, ed egli dice che, siccome sono riuscita a decifrare

una registrazione così lunga, per me è stato un "trionfo", e preannuncia che

crescerò ancora in questa "attività" di comunicazione con loro.

Commento

181


Una registrazione che mi rimarrà impressa per le informazioni che ci sono state

date senza che io le avessi, peraltro, richieste. Chi di noi non ha mai avuto la

curiosità di sapere se siamo soli nell'universo? Ebbene, dalla parole di Tina,

questa dolce guida, pare proprio che non lo siamo. Lei parla chiaramente di

extraterrestri che, più di noi, conoscono gli effetti che i viaggi nel cosmo hanno

sul corpo materiale, confermandoci, così, indirettamente, la loro esistenza.

Molto interessante e fonte di riflessione è anche quello che ci dice Sant'Erasmo a

proposito del fatto che nasciamo in una determinata famiglia, che non è un fatto

casuale avere "quei" genitori e "quella" famiglia in particolare. Tutto è stabilito

nel mondo spirituale per darci le migliori opportunità di crescita spirituale,

comprese le difficoltà ed i contrasti, quando ci sono. Ci fa pensare la

determinazione di Mirella a voler dare la sua testimonianza a suo figlio per

cercare di dargli la certezza della sopravvivenza dopo la morte e spingerlo verso

la fede, così come ci dovranno far pensare le parole piene di dispiacere di Peppe

che ora sa di aver sciupato l'occasione di ricavare frutti dalla sua vita, anche

quando essa è provata nel dolore e nella difficoltà. E' stata una registrazione che

mi ha richiesto alcuni giorni di intenso impegno, però quello che mi ha donato

mi ha ripagato in eccesso di qualunque sacrificio. Spero che la pensiate come

me.

182


Sant’Erasmo ed Elana, un'entità sconosciuta che si presenta con

grande umiltà per darci il suo dolce messaggio – 29/09/10

Una piccola gemma da lassù, una registrazione breve, che ci porta, da una parte,

la raccomandazione che Sant'Erasmo fa a tutti noi di buona volontà di pregare

per Giuseppe, l'entità suicida che si è presentata nella registrazione precedente,

per aiutarlo nel suo cammino verso la Luce e, dall'altra, il monito di questa

sconosciuta entità di nome Elana. Monito che è rivolto soprattutto a me affinché

io tenga sempre ben presente il valore immenso di queste registrazioni, mi

ricordi che sono soprattutto una enorme ed immeritata grazia divina e, di

conseguenza, porti il dovuto rispetto e stupore verso ogni nuova registrazione.

Forse lassù temono che la consuetudine che oramai ho con questi straordinari

contatti possa sminuire il loro valore ai miei occhi, come se potessero mai

diventare un'abitudine: che non temano, per me la meraviglia che mi scuote ad

ogni parola è sempre immensa e l'emozione sempre viva e forte, ed il senso di

devozione che provo per il divino che informa tutto questo ancora mi

inginocchia, commossa, ogni volta. E' piuttosto, a volte, il senso di

inadeguatezza che provo di fronte a tanto mistero, continuo a chiedermi, anche

dopo tanto tempo, perché proprio io, perché proprio a me è stato concesso tanto

e credetemi, non è affatto espressione di falsa modestia, stento a darmi una

risposta. Semplicemente mi lascio condurre nella speranza di diventarlo pian

piano un pò più degna di questo dono che, grazie anche alla guida terrena dei

coniugi Desideri, ha cambiato non solo la mia vita ma anche quella di tanti altri

che hanno deciso, seguendo me ed altri che sono in comunicazione con il santo,

di inoltrarsi per questi magnifici sentieri guidati dalla mano amorevole di

Sant'Erasmo.

SANT'ERASMO

Dall’Oltre c’era un salottino privato,

bussa e tomalo lì!

A dire: salvate qui Giuseppe,

risparmio qua ottenga, smussà lì!

Io che ho mira: lo acceleri di più,

Testo

183


vai latte e miele!

Mò lì su è la tesi, mi credi?:

Caramella? Poi rischio pelle!

ELANA

Ah, sa fa il Re! Se ti dà lì

c’è finestra e van già lì!

Costà giù al Lido si venne da lì,

però può screditarci l’avere qua ultima!

Che sia l’inno “forza!”

e “è fibra qui, nel sito”,

Ah, ma è suo? Qui va chinarsi,

lei l’ebbe finestra, fino a morte l’Oltre allevi!

E c’era lì messaggi sempre,

fili nel nulla,

c’è qui nascere pista,

ci vonn’ canali de Dio!

Alleghi lì mente:

dà là o paghi lì!

Elana: mi tuffo e taccio lì e…

Porta a agì nel bene lì!

Spiegazione del testo

Il santo ci delizia spesso, come oramai i lettori del sito già sanno, con la sua

ironia e stavolta, con una finezza deliziosa, paragona questo spazio che da lassù

mi concedono per le registrazioni con l'aldilà, ad un "salottino privato" dove

loro mi "ricevono" per consegnarmi queste registrazioni. Mi chiede di bussare e

poi ospitarlo (il santo mi dice "tomalo", in spagnolo, per dire "ospitalo", sapendo

che lo avrei compreso. Il verbo "tomar" in spagnolo, tra i vari significati, ha

quello, oltre che "prendere", anche di "ospitare"). Torna poi a parlarmi di

Giuseppe detto Peppe, l'entità suicida che si è presentata nella precedente

registrazione: egli ci chiede di "salvare" Giuseppe con le nostre preghiere, di

fargli ottenere un risparmio sul tempo che gli occorre per purificarsi e di

smussare i difetti che ancora ha. Il Santo, che ha buona "mira" in queste cose,

184


cioè che sa come vanno, dice che con le preghiere si può accelerare il suo

cammino e dunque, ci incita, vai col "latte e miele", ovvero la metafora del

conforto che deve essere quello della preghiera per le anime di loro lassù. Dice

che lassù hanno una tesi (che è poi la stessa che tanti di noi hanno quaggiù):

sulla terra, se si accettano caramelle, si può anche rischiare la pelle. Possiamo

interpretare in mille modi questa affermazione del santo: in senso letterale,

quando diciamo ai nostri bambini di non accettare caramelle dagli sconosciuti

perché potrebbero essere un'esca per attirarli in situazioni pericolose, in senso

lato, quando tendiamo a non fidarci di promesse suadenti che possono

nascondere minacce, in senso più generico quando pensiamo che dietro ogni

cosa appetibile ed attraente può celarsi un pericolo anche mortale. Certo il Santo

ce lo dice con dispiacere, per farci riflettere quanto sia diventato difficile per noi,

uomini moderni, districarsi nei mille pericoli della nostra vita, pericoli che

oramai sono nascosti ovunque, come le mine mascherate da giocattoli che nei

paesi in guerra rendono invalidi migliaia di bambini ogni anno.

La seconda entità dirà solo alla fine il suo nome che è un pò inusuale. Elana non

è una parente richiestami da qualcuno e nemmeno io ho mai conosciuto una

persona con questo nome, credo che questa entità, umile e dolce, sia venuta solo

per ricordarmi il giusto valore di queste comunicazioni. Lei inizia dicendomi

che il Re, il Signore, sa fare bene le cose, e se decide di dartene la possibilità,

allora ti dona una "finestra" attraverso la quale chi è nell'aldilà può comunicare

con chi è sulla terra. Già sono venuti in tanti al Lido, dove abito, da lassù; poi, in

un impeto di modestia, Elana ci dice che, essendo lei l'ultima, la più umile, ciò

che dice potrebbe screditare il valore del sito (ovvio che non è vero). Si augura

che ci sia un solo inno rivolto a ciò che faccio io e quelli che raccolgono le

comunicazioni di Sant'Erasmo, un inno che dica "forza!" e che c'è sostanza nel

sito. Poi, quasi sorpresa, come se non lo sapesse, si chiede se è mio questo sito e

poi ci invita ad inchinarci di fronte al contenuto delle comunicazioni in esso

riportate. Rammenta che io ebbi in dono la possibilità di sbirciare attraverso

questa finestra e mi invita ad "allevare" (a dedicarmi alle registrazioni) l'Oltre

fino alla mia morte. C'erano sempre messaggi quando li ho chiesti, messaggi che

arrivano attraverso i fili immateriali dell'energia spirituale che li permette. Qui

nascono le "piste", ovvero le registrazioni, però ci vogliono i "canali di Dio" per

permettere a loro di poter giungere fino a noi ("ci vonn'", significa "ci vogliono"

in dialetto napoletano), ossia è sempre Dio che rende possibile il contatto, anche

materialmente. L'invito finale è ad "allegare" la mente a questa verità: bisogna

dare agli altri, in qualunque senso, mentre siamo qui, altrimenti lassù

pagheremo per il nostro egoismo (mi meraviglia sempre la loro estrema brevità

per esprimere un concetto anche complesso). Ecco che Elana ci dice il suo nome

185


e ci saluta con un tuffo (si sente in sottofondo il rumore dell'acqua) e con l'invito

fatto a me, ma anche a tutti noi, di condurre chi ci sta vicino ad agire sempre nel

bene.

Commento

Mi ha sorpresa il fatto insolito che Sant'Erasmo ritorni, in una registrazione

successiva, a trattare il caso di un'entità che ha già parlato con noi. La sua

sollecitudine nel raccomandarci preghiere per quell'anima ci mostra quanto egli

sia preoccupato per l'evoluzione spirituale di questo giovane uomo che si era

suicidato. Le preghiere che possono aiutare Giuseppe vengono chieste a me, ma

anche a tutti noi e alla sua famiglia e così, per l'ennesima volta, ci viene

confermato il fatto che noi possiamo aiutare i nostri cari lassù con la nostra

preghiera e le buone azioni in loro favore. E' bella, questa anima dolce ed umile

che mi parla dopo il Santo, bella perché ci appare limpida e serena. Rimarcando

la preziosità di quanto mi è stato concesso, altro non fa che ricordarmi che non

devo "adagiarmi" nella consuetudine di queste registrazioni, che devo tenere

sempre presente che esse sono rare e preziose, espressioni di un dono divino,

per quanto io ne sia indegna. Anche l'invito a continuare fino alla mia morte

queste registrazioni, denota quanto anche loro dall'altra parte ci tengano a che

questo contatto venga coltivato il più possibile, e ciò conferma, se mai ce ne

fosse ancora bisogno, che i cosiddetti "morti" non si sentono affatto disturbati da

tutti noi che ci dedichiamo alla metafonia.

186


Dopo Sant'Erasmo (che dà consigli e indicazioni a chi tenta la

metafonia senza avere risultati) si presenta Fabio, cognato,

deceduto pochi mesi fa, di una persona che lo ha richiesto.

Chiude la registrazione un'entità sconosciuta che si è infilata

nella comunicazione, come dice lei stessa, di "straforo" – 4/10/10

Sant'Erasmo, come mille altre volte, mi spinge a fare sempre di più e a parlare di

questa verità ogni volta che posso, e mi invita ad essere allegra e ad accendere

un cero per la grazia di avere le "onde", ossia di poter ricevere comunicazioni da

lassù. E' significativo il messaggio che ci dà in questa registrazione: molti,

infatti, mi scrivono dicendomi che, nonostante abbiano seguito alla lettera le

indicazioni per registrare su nastro rovesciato, non hanno avuto alcun risultato

(altri invece mi scrivono dicendomi di essere riusciti). Il Santo ci dice

chiaramente che coloro che non hanno avuto risultati devono accettare questo

fatto, accettarlo come espressione della volontà superiore di concedere o meno

questo dono, secondo il proprio disegno. Dopo il Santo, si è presentato Fabio, il

cognato di una persona che lo aveva richiesto tempo fa, morto a poco più di 50

anni per un brutto male forse anche trascurato da lui stesso (Fabio ha continuato

a fumare imperterrito anche dopo l'intervento di laringectomia per un tumore

alla gola). Fabio non è stato, in vita, una persona molto credente né tendeva ad

essere una persona particolarmente spirituale, ha vissuto come tanti, per cercare

il suo benessere e piacere, e senza mai alzare un pò più lo sguardo al Cielo. In

questa registrazione egli si fa portavoce degli insegnamenti di Sant'Erasmo e

mostra di aver compreso tante verità che in vita non aveva nemmeno sfiorato

col pensiero. Chiude la registrazione un'entità sconosciuta che, come dice lei

stessa, si è infilata di "straforo" nella registrazione, mostrando allegria per il

fatto di poterci dare delle comunicazioni da lassù ed invitandoci ad onorare

sempre il Re.

SANT'ERASMO

Fai di lì, dì, fiato!

Mortadella! Via triste dico!

Testo

187


Mò gli dico se cero più alza,

abbasc’ può accendere se onde ci sta,

ha ira, mi rassegno, il Re!

Il Re farà uscì raggio che noi

solco un’onda, vien dà noi di lì.

Oh, oh! Chi ha fallito, ferita mandate giù!

FABIO

C’ha na folla, è successo là al Lido!

Lì suonà, ma lei piena ora c’è!

Ogni sfida d’accettà lì,

piomba, ci ridi,

se urge espresso mai deve passaggio qui!

Vi si dirige, eh!

Accendi che c’è là terre, qua l’avvenire!

Vero che noi s’andrà a quel Delfino

o è nevralgie!

Né razzismi in gregge là tiri,

pronto stò ccà, credano, mandan giù riviste!

Un’altra penna…però al Lido si taglia, si nota!

Dunque qui pallino rosso:

brutti lì soldi,

disfai un nocumento!

Nero Fabio hai preso!

Proiettai lì di crisi, eh!

Ma sclerano? Meglio, sono abituà!

Si, dare, scendi dischi,

esami è legge!

Erede! L’amarci non era acqua sparita.

ENTITA' SCONOSCIUTA

Ma schede, dì, le fai giù?

Noi balla!

Eh si fa scheda di lì e

188


di straforo, mentre pari tigre,

piombai di là: enjoy!

C’è su là, così dai bocce qua mire!

Discorsi, si, registra e risultato giù lì dà!

Trova dei rischi, si, lupo era brutto,

ha vestiti lì!

Però è in argilla e mò dirò:

chiunque tiene più forza lì..i!

Istighi giù, qui parla cò urli:

attivisti, è palestra qui:

onorate Re!

Spiegazione del testo

Vengo invitata da Sant'Erasmo a fare quaggiù sempre di più e a parlare ogni

volta che posso di questa realtà. Siccome non è un periodo molto sereno per

problemi di salute in famiglia, il Santo mi preannuncia che invece posso

festeggiare anche se (ecco la sua proverbiale ironia!) con la mortadella per non

spendere troppi soldi, perché tutto andrà bene e devo lasciare la tristezza di

questi ultimi tempi. Mi dice che devo alzare più in alto un cero in segno di

ringraziamento che quaggiù ("abbasc" in dialetto napoletano significa "giù") per

il fatto che loro mi hanno donato le onde grazie alle quali ricevo le

comunicazioni. Il Signore è arrabbiato per come vanno le cose su questa terra, e

oramai Sant'Erasmo è rassegnato a ciò. E lo stesso Signore permetterà che un

raggio di energia possa portare loro da lassù a parlarci qui sulla terra. Ci saluta

dando risposta a quanti mi scrivono dicendomi che non riescono ad avere

comunicazioni metafoniche: consiglia loro di "mandare giù" questa ferita, questa

delusione, non è per colpa loro, ma solo il volere superiore che decide questo.

Fabio viveva, come me, al Lido di Venezia, ed esordisce dicendo che di là c'è

una folla di anime che vogliono parlare con me perché richieste dai loro cari,

dunque è un successo questa iniziativa: bisogna suonare qui, però oramai sono

piena di richieste (è verissimo!) e non so se e quando riuscirò a soddisfarle tutte

anche se ci provo con tutta me stessa. Mi dice che devo accettare ogni sfida, ogni

richiesta "piombando" in questa "missione", che poi alla fine ne sarò felice,

riderò di gioia, e se la persone che mi chiedono contatti dicono che per loro è

urgente, che tengano presente che non c'è una forma "espresso" per il contatto

che avviene secondo i modi ed i tempi che loro stabiliscono lassù (dico sempre

189


che nulla dipende da me) perché sono loro a dirigere. Mi chiede di accendere il

registratore che lassù ci sono altre terre, c'è il nostro vero avvenire, ed è vero che

tutti noi dobbiamo cercare di andare nel Regno di Cristo (lui lo chiama il

Delfino, e il delfino è uno dei simboli più antichi di Gesù, definito anche, come

appunto il delfino, "salvatore di uomini"), altrimenti saranno dolori (lui dice

"nevralgie"). Non bisogna diffondere razzismo fra il gregge di Cristo, fra gli

uomini, ed è vero che ora Fabio, mentre parla, sta proprio in mezzo a noi viventi

perché bisogna credere che da lassù ci mandano "riviste" da legger, ascoltare e

meditare. Quel giorno avevo acquistato, cedendo ai capricci di mio figlio,

un'altra penna per lui, anche se non proprio necessaria, e Fabio prende ad

esempio questo episodio per dire che al Lido, posto da lui conosciuto molto

bene, non si taglia affatto sulle spese (lo dice in maniera ironica), si spendono

soldi senza curarsene troppo (non è affatto il mio caso, tengo a precisarlo, non

potrei permettermelo e nemmeno lo vorrei, sia chiaro.) Dunque, mi chiede di

mettere un pallino rosso per evidenziare una verità: sono brutti i soldi per le

nostre anime e la nostra salvezza e che bisogna evitare un danno non amandoli

eccessivamente. Mi conferma dunque che si tratta proprio di Fabio e che ora è

un pò "nero", ovvero triste per la condizione non proprio eccellente in cui si

trova: poi "scherza" sul fatto che ci ha comunicato notizie ed insegnamenti non

proprio belli ed allegri e dice che se anche possiamo "sclerare" per le cose che ci

dice, egli è abituato a questi comportamenti e non ne è preoccupato. Mi chiede

di dare le registrazioni e di dire che lassù gli "esami finali" in cui sarà revisionata

la nostra vita sono una legge divina alla quale nessuno può sottrarsi. Chiama,

nel saluto finale, sua figlia, una ragazza, e la chiama "erede", ricordando a lei

che l'amore che li ha legati in vita non è fuggito via come acqua corrente e che

esso è ancora vivo e forte anche se lui non è più qui su questa terra.

Alla fine si presenta un'entità che è restata senza nome; è allegra, e scherzosa e si

presenta dicendo che lassù ballano per il fatto che io faccio queste "schede" con

le registrazioni che poi vengono messe sul sito. Si, mi dice, fai pure le schede e

mentre lassù parano gli attacchi della tigre (dei demoni), ecco che lei entra di

straforo e ci invita a godere la sua registrazione ("enjoy" in inglese significa

appunto "godere"). Lassù ce n'è di verità e in tal modo si può dare una mira

migliore alle nostre "bocce" (è una metafora per dire che possiamo indirizzare

meglio le nostre vite). Mi invita a registrare e poi a dare a voi tutti il risultato che

ne esce, anche se in ciò posso trovare dei rischi. Infatti, dice, il demonio,

paragonato ad un lupo, è brutto, però non dobbiamo perderci d'animo perché

egli in fondo è "d'argilla" e chiunque di noi ha più forza di lui se ha fede in

Gesù. Mi lascia chiedendomi di istigare le persone a credere alla vita dopo la

morte urlando questa realtà, e chiamando tutte le persone attive e che

190


conoscono questa realtà a fare altrettanto perché anche questa è una palestra per

la nostra anima e la nostra vita. Saluta raccomandandoci di onorare sempre il

Re, Nostro Signore.

Commento

Fabio è venuto spontaneamente, anche se mi era stato richiesto tempo fa. Non lo

avevo espressamente richiesto, e ciò dimostra che non dipende da me chi viene

in registrazione, ma solo dagli Spiriti Superiori che dirigono questo

meraviglioso progetto di unione comunicativa fra i due mondi. Voglio

sottolineare di nuovo il fatto che Sant'Erasmo consigli a coloro che non sono

riusciti ad avere comunicazioni metafoniche di mettersi l'anima in pace: ciò non

dipende da nulla in particolare, da loro problemi o incapacità, no, ma solo dal

fatto che è solo volontà superiore se queste comunicazioni avvengono o meno.

Io stessa non avrei mai e poi mai immaginato di poter ricevere un simile dono, e

se me lo avessero detto qualche anno fa ne avrei riso sonoramente. Animo,

dunque, a tutti coloro che, pur provandoci con passione, non hanno avuto

comunicazioni dall'aldilà: se la cosa deve accadere accadrà in qualunque

maniera, con l'aiuto dall'alto, altrimenti non bisogna diventare increduli per

rabbia e colpevolizzarsi, ma approfittare anche delle comunicazioni che altri

ricevono e far tesoro degli insegnamenti che vi sono contenuti, un vero dono

divino.

191


Con Sant'Erasmo e Piero ecco Francesco, marito di una lettrice, e

Katia, la sorella, morta a soli 9 anni per leucemia, di Nando –

11/10/10

Dopo la "scoppiettante" introduzione di Sant'Erasmo, che ci invita a riflettere

sulla qualità umana delle persone che ci governano e ci governeranno, è il turno

di mio marito, Piero, che ha un messaggio per mia figlia, un messaggio che

vuole invitarla a riflettere sul tema del male che spesso tanta fatica facciamo a

comprendere. Francesco, venuto in questa registrazione accompagnato da Piero,

è il marito di una mia lettrice, morto prematuramente, mentre Katia è la sorella

di Nando (che l'ha richiesta). Katia è morta diversi anni fa a soli 9 anni per una

leucemia, e ora, in questa registrazione, ci appare sicuramente più matura: si

dice che lassù, infatti, lo spirito di coloro che muoiono bambini cresce e matura,

proprio come se si trovassero ancora sulla terra. Le parole e l'insegnamento che

ci lascia Katia sono davvero molto profondi, emozionanti, e ci lasciano molto su

cui riflettere. Lei chiama per nome suo fratello, dicendo che spera, con questa

registrazione, di aiutarlo "spiritualmente", e questo fatto costituisce una delle

più belle prove che ho avuto del fatto che l'amore ed il legame affettivo coi

nostri cari trapassati resta sempre solido e forte.

SANT’ERASMO

E lì credi: a governi matti uscirà,

gli era qui illusi:

io speravo che a aprì giù prenda bile!

Piero ma leggi tu quegli ordini!

Piero, ma le fai giri?

PIERO

Orti, di qua, si vegliano,

qua gli disse “non uscirai di lì”

192

Testo


però madre figlia reggere, sa!

So lì di là qualcosa lo imprime

e infatti sfortuna s’impedirà!

Metti in dubbio male e pena?

Amore c’entra, figlia!

Però male dà crisi,

di più fai occhi,

ti stringo qui!

SANT'ERASMO

Va giù che la tira su Sant’Erà!

Equilibrio laggiù mò arriva più,

ah figlia, danzi qua!

FRANCESCO

E’ d’oro: m’accoglie

giù e non salirò.

Su che dirghe Piè ispira lì.

Angiolo dire: “S’inizia e preparati,

devi dire: mi dispiace per stasera”,

ci invita, m’aprì,

giù stava, dissi, e avrà a dormì!

Là fa pagina, onor tu ha e ritengono che

in esseri lì influire ne fa già qui!

Diventa notizia, fa lì!

Villa disfa, permessi giù ch’entra c’è!

Oh, baule dà figli e sali!

Doti, s’invoca, crescano

si era a struscià mente qui!

KATIA

E fa! Vivi uscirà zia!

A dischi giunsi,

193


credi, mia cara, qui nessuno ebbe dei nastri!

Cuore, corro io!

Oh, n’hai! Se resterai passi le barriere.

Te fa annari, ne hai vista,

era socchiuso, era lì la chiave persa,

che pace ad entrà qui!

Ammetti, dai, si deve ridà lì cenere!

Sai lapide c’hanno qui

e i cocci ritiravo:

sa lei spiegare!

Il dare, e vai, roccia la sa spezzare lì!

Chiara, di Dio, c’è qui regia,

ma dei santi, dice, che arriva a fare qui!

Scegliere: dà occasione.

Si spera mò l’aiuto a Nando,

disegno: tieni i tuoi cari e lì credi!

Spiegazione del testo

Il Santo, come ho già scritto nell'introduzione, inizia con una frecciata rivolta a

coloro che ci governano e ci preannuncia che nei governi (in generale, nel

mondo intero), verranno fuori sempre più "matti", persone incapaci di fare il

bene comune ed obnubilate dalla loro volontà di potere, e commenta che lassù

si sono illusi, lui compreso, quando speravano che, ad aprire le porte dell'aldilà

per mostrare cosa ci attende davvero dopo la morte, a costoro sarebbe venuto

un attacco di bile che li avrebbe poi costretti a cambiare atteggiamento e

comportamento, dopo una revisione della loro mentalità. Si rivolge poi a Piero e

gli chiede di leggere lui gli ordini che io gli ho appena passato, ovvero le

richieste per Francesco e Katia, e poi gli reitera la domanda chiedendogli se

vuole fare lui un giro per venire quaggiù a registrare. Ovviamente Piero non se

lo fa ripetere due volte e inizia col dirmi che da lassù loro "vegliano i loro orti",

ovvero vegliano sui figli che hanno, per così dire, "seminato" sulla terra

attendendo che crescano e diano frutti. Il santo mi disse già che, a meno che non

lo voglia io, non mi leveranno la possibilità di dialogare con l'aldilà, e Piero

considera che io, la madre, devo saper "reggere" mia figlia a questi principi che

ci vengono insegnati da lassù. Dice di sapere che qualcosa, di quanto ci viene

dato come insegnamento da lassù, si "imprime" in mia figlia e ciò impedirà la

194


sfortuna che lei possa allontanarsi dalla fede. Poi, rivolgendosi direttamente a

lei, la invita a riflettere sul tema del male e della pena correlata che poi si dovrà

scontare lassù: le dice che, se anche lei mette in dubbio questa verità, deve però

tenere presente che, in questo meccanismo, c'è, alla base, sempre, l'Amore

divino per i suoi figli. E le ricorda che, quando siamo costretti ad affrontare il

male, le malattie, allora la crisi in cui cadiamo ci aiuta a "fare più occhi", ossia a

percepire di più il mondo spirituale, non fosse altro che per un naturale bisogno

umano, ad acuire la nostra ricerca verso il trascendente, a farci più domande sul

nostro destino ultimo: e ciò è benefico per la nostra anima. La saluta, poi, con un

abbraccio.

Sant'Erasmo torna per una breve conclusione: siccome negli ultimi tempi ho

avuto un pò di preoccupazioni per la salute di alcune persone care, il caro santo

mi dice che egli stesso viene giù a tirarmi su di morale, promettendo che pian

piano arriverà per me un pò più di equilibrio, e per questo mi invita a "danzare"

per la bella notizia.

Francesco apre con un bel saluto rivolto a me: mi dice che ciò che faccio per loro

è "d'oro", come il fatto che io lo accolga nel mio registratore, così che egli può

parlare con me senza dover "salire", ovvero senza dover cambiare il livello in cui

si trova. Su cosa dirmi lo ispira Piero che, evidentemente, è accanto a lui in

funzione di guida (Francesco dice "dirghe" per "dirle", un termine dialettale

veneziano). Francesco ci informa che c'è con lui l'Angelo che, come già spiegato

ampiamente altre volte, fornisce l'energia (di tipo spirituale) che rende possibile

la comunicazione, e questo Angelo gli ha detto di prepararsi alla registrazione,

s'inizia, ed anche di scusarsi per stasera (registravo fino a sera dopo cena). E le

scuse che Francesco vuole farmi riguardano il fatto che egli sa che, per decifrare

la registrazione, sarò costretta a fare tardi, e si preoccupa che, essendo ancora io

sulla terra, avrò poi bisogno di dormire, al contrario di loro che, invece, non

dormono. MI invita a scrivere anche per lui la "pagina" che sto ora pubblicando

su questo sito, e ciò mi fa onore ai loro occhi, anche perché lassù dicono che

queste registrazioni influiscono positivamente su coloro che vi si accostano con

fede, e questa diventerà una vera notizia, per cui devo continuare a "fare".

Riferendosi ad una villa che lui stesso aveva costruito in vita e nella quale aveva

abitato, dice che essa sta per essere ora restaurata, che stanno per arrivare i

permessi. Si augura che qualcuno faccia conoscere ai suoi figli questo "baule",

ossia il sito e quanto contiene in preziosi insegnamenti dall'aldilà. Egli prega

affinché le loro doti possano crescere, appunto, a "strusciare" la loro mente sul

contenuto di questo sito (notate l'efficacia di questa immagine!).

Arriva, ora, Katia, e mostra subito un pensiero entusiasta per il fatto che ora ella

è zia (Nando, suo fratello, ha due bambini piccoli), e dice che, appunto ora ella,

195


che è zia, uscirà fra i vivi a parlare. La sua felicità continua nel dirmi che,

finalmente, è venuta "ai dischi", ovvero a registrare, anche perché lì dove ella si

trova ora, nessuno ebbe mai, prima di lei, la gioia di poter avere "dei nastri",

ovvero delle registrazioni. Chiamando suo fratello "cuore", con molto affetto, gli

dice che ella corre per registrare perché è felice per questo, e gli fa presente che

egli ha avuto una grande grazia con questa registrazione, e se lui resta ad

ascoltarla è come se potesse passare le barriere insormontabili che dividono i

nostri due mondi. Gli fa notare che Iddio lo fa andare lì da lei, gli dà vista

sull'aldilà (con la registrazione), perché ora la porta dell'altro mondo è socchiusa

permettendo queste registrazioni, è come se lassù avessero perso la chiave per

chiudere e così noi possiamo "entrare" per sbirciare un pochino (sono immagini

bellissime che Katia ci dona); ed è bello entrare lassù perché si trova pace

interiore a farlo. In fondo la vita terrena, dice, dovrà pur finire (tutti dovremo

"ridare le ceneri" un giorno), ma lassù delle lapidi hanno solo cocci. Questa

frase, dice, la saprò spiegare io, e la spiego così: lassù, comunicandoci che la

morte non esiste, che la vita continua in eterno nel Regno di Dio, è come se

mandassero in frantumi la nostre tombe e ci facessero vedere di esse solo i cocci,

perché, appunto, vincendo la morte, Dio immediatamente ci "resuscita" ad

un'altra vita tirando via il nostro spirito da quelle vuote sepolture. Il dare,

l'essere altruisti, dice Katia, è capace, lassù, di spezzare la roccia, e bisogna

ricordarsene sempre. Le frasi che seguono sono davvero meravigliose e, dette

da chi era solo una bimba quando è morta, ci appaiono ancor più preziose: ella

dice che dietro queste comunicazioni c'è chiaramente la regia di Dio e che poi

dei santi (Sant'Erasmo) arrivano ad operare fattivamente per renderle possibili,

avendone ricevuto l'incarico divino: Dio, con queste registrazioni, per Suo

infinito amore, ci dà un'ulteriore possibilità di scegliere tra il bene ed il male

nella nostra vita, tra l'incredulità e la fede e bisogna cogliere al volo questa

occasione convertendo il proprio cuore. Saluta dicendo che, con quanto sta per

dire, spera di dare un aiuto a Nando, suo fratello: gli augura che il suo "disegno"

(progetto) di vita sia, per stare un giorno al cospetto di Dio, di tenersi vicini i

suoi cari, la sua famiglia, curandola, e di credere in Dio e nella vita dopo la

morte. Una formula semplice per rendere fruttuosa la sua vita, ed ispirata dal

progetto divino.

196


Commento

Bella, indubbiamente una delle registrazioni più intense e commoventi, ed è

significativo che sia stata una bambina a donarci consigli ed insegnamenti così

profondi e chiari. Contagiosa la sua felicità ed il suo entusiasmo per il fatto che

le sia concesso di poter aiutare il fratello coi suoi consigli, e ci lascia commossi

quella sua sollecitudine di sorella che, conoscendo ora la verità, desidera con

tutta se stessa donarla al fratello perché ne faccia frutto. Mi lascia sempre senza

parole il desiderio che da lassù hanno di ringraziarmi per il fatto di "accoglierli",

così come fa Francesco, ma se sapessero quanta gioia riescono a dare loro a me,

chiederebbero a me di ringraziarli sempre, per ogni parola, per ogni

insegnamento, per ogni spiraglio di luce e speranza che vengono a portarci. Vi

invito a riflettere anche su quelle poche, ma importantissime frasi che Piero

dedica a mia figlia sul tema del male. Bisogna saper accettare anche che il male,

spessissimo, sia un mezzo del quale Dio si serve per attirarci a Sè, e che le "pene"

che ci vengono date lassù per gli errori commessi quaggiù sono solo il modo

amorevole che un Padre ha trovato per darci la capacità e la possibilità di godere

appieno del Suo incommensurabile splendore: se abbiamo gli occhi offuscati dai

nostri errori, come potremo mai vederlo e godere della Sua inesplicabile

meraviglia? Come potremo percepire la Luce perfetta se siamo miopi? In fondo

io credo che quelle pene siano pene d'amore, di attesa incolmabile dell'incontro

di Dio, e che la sofferenza stia proprio in quest'attesa di ricongiungimento alla

nostra Fonte, quella stessa da cui veniamo e alla quale eternamente aspiriamo.

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Un'entità scelta tra la folla di anime che si accalca intorno a

Sant'Erasmo quando registra per noi, si presenta col suo cognome,

"Cuomo": anche lui ci insegna qualcosa! - 14/10/10

Una breve registrazione che è anche l'occasione per donarci una scenetta di ciò

che accade intorno a Sant'Erasmo quando egli registra per noi. E, come in un

vero "reportage", l'entità scelta tra la folla che lo circonda lassù, tale Cuomo, ci

racconta scherzosamente la ressa e le battute che le entità si scambiano fra di

loro per rendere quella loro attesa curiosa un momento di "leggerezza". Ovvio

che non manchino insegnamenti nemmeno in un'occasione come questa e infatti

Cuomo sottolinea innanzitutto il suo "errore" terreno: quello di aver praticato

l'ipnosi per scopi illeciti. Ovviamente invito tutti voi a fare una riflessione su

questo argomento, tante volte trattato da tanti con superficialità e usato, oggi,

non solo a scopi terapeutici, ma anche, secondo quanto affermano alcuni, per

suscitare "ricordi" di presunte vite passate. L'ipnosi, quando non praticato da

persone esperte e preparate e per scopi nobili e leciti, è senza dubbio una forma

di violenza e prevaricazione, nonché una porta pericolosamente aperta ad

influenze negative. Un finale a sorpresa chiude questa breve e deliziosa

registrazione.

CUOMO

Che Dio appariglia

credi, vedi lì TV!

Ipnosi tossico portai!

Ai nati là votai:

Re, chi è d’essere,

privo è de cause!

Già prega lode,

tornate salvi a internet.

Fa biglietti le suore:

fatti in coda te!

Pagherò, sempre vecchio è Cuomo!

Fò cò affetto ammiratore buffo..

198

Testo


Patire estingui già, figlia, del nascere.

Metà beccavo in luce

chi era in loghi grandi!

A Martire vengono:

vela fè e ilare venni.

De lai non vengono che il Re v’è, preti!

Misteri, che forte!

Là è, vien la Rosanna

e zia,oh dove dan Rosi:

“che apra le mie porte che sta prigionier!”.

Spiegazione del testo

Cuomo, che si presenterà più avanti col suo cognome, ci invita a credere che

Dio, da lassù, ci "appariglia" fra noi, ovvero ci accoppia con altre persone (nella

vita in generale) a seconda delle lezioni che dobbiamo imparare in questa vita, e

ci invita ironicamente a guardare la tv, anche lì affermano spesso questo

concetto, no? Confessa subito il suo peccato: praticò l'ipnosi per scopi illeciti (lo

definisce "ipnosi tossico") e dunque si trova in un livello ancora basso dell'aldilà.

Dopo averlo appreso lassù, ecco che gira a noi, che siamo nati e dunque siamo

ancora qui sulla terra, un concetto filosofico molto importante: Colui che è

destinato ad essere il vero Re, Dio Onnipotente, è privo di cause, ossia non è

stato mai generato né creato, semplicemente è, tutto in se stesso, nell'eterno

divenire. Segue l'invito ad innalzare lodi a Lui, anche per il fatto che, anche con

questo sito, possiamo salvarci grazie ad internet, avere motivi di riflessione, e

per una volta esso si mostra strumento positivo e di crescita spirituale. Ecco che

si apre la scena su cosa sta accadendo intorno a Cuomo: egli ci dice scherzando

che, per tenere a bada la calca intorno a Sant'Erasmo che effettua le

registrazioni, delle suore "fanno biglietti" per assistere; poi, come se qualcuno

tentasse di sopravanzarlo nella fila, dice a quest'ultimo di mettersi in coda.

Assicura che pagherà, anche se, essendo vecchio, magari avrebbe diritto ad

entrare gratis. Poi, per farmi capire che sta scherzando, mi dice che fa il mio

ammiratore in maniera buffa, che vuole divertirmi. Afferma che, con queste

registrazioni che diffondo, aiuto a rendere meno gravoso il "patire" di questa

vita, ovvero la morte. Stando in questa fila per cercare di vedere Sant'Erasmo

all'opera, Cuomo, riesce a vedere, anche se solo a metà, la luce fulgente di coloro

che, di solito, stanno in luoghi più elevati del suo (come Sant'Erasmo, che è uno

199


spirito molto evoluto) e che per questo possiedono una luce più chiara e

splendente, che attira tutti quelli che, invece, non la possiedono ancora e stanno

probabilmente in luoghi più oscuri. Dice che le anime vanno dal Martire

(Sant'Erasmo, lo ricordo, è spesso chiamato così), perché egli riuscì a fare una

"vela" che li può ancora riportare, anche se solo con le registrazioni, sulla terra (è

un'immagine metaforica), e quindi anche lui ci va "ilare", ossia contento di

poterci parlare. Non arrivino lamenti dai preti, dice, sulle comunicazioni con

l'aldilà, perché dietro di esse vi è la volontà del Re, del Signore. Si meraviglia dei

misteri che ci sono dietro queste registrazioni e poi mi dice che tornano Rosanna

(una bellissima ragazza che mi fu chiesta a suo tempo da un giovane che era

stato molto innamorato di lei e che mai è riuscito a confessarle il suo amore

perché, purtroppo, lei è morta prematuramente) e una mia zia, nonna del

ragazzo che mi aveva a suo tempo richiesto Rosanna. Queste due donne hanno

qualcosa da dare a Rosi, soprannome di questo giovane; hanno precisamente un

messaggio che gli viene dato dalla stessa Rosanna: ella lo invita ad aprire le

porte in cui lui ha rinchiusa la sua immagine nel suo cuore, e lo invita a farlo

perché, dice, si è reso prigioniero senza speranza di questo ricordo che non

riesce a superare, e lei non desidera affatto questo.

Commento

Immaginate: su cosa verterà questo mio commento? Voglio dedicarlo a Rosi,

soprannome di quel giovane che, a suo tempo, mi chiese di contattare la sua

bella e perduta Rosanna, scomparsa prima che il loro amore potesse

concretizzarsi in una bella storia d'amore. Già aveva avuto questo stesso

messaggio da Rosanna, quello di cercare di dimenticarla e andare avanti con la

sua vita, ma, evidentemente, ella sa che non è facile per lui metter in pratica il

suo consiglio, e allora, con sollecitudine, facendosi accompagnare anche dalla

nonna di lui (che è anche una mia zia), cerca, dolcemente, di sospingerlo a

liberarsi dell'idea fissa che lui ha di lei, e lo fa con delicatezza, anche se con

fermezza, perché sa che quella è la sola strada possibile per Rosi, la sola strada

che egli può proficuamente percorrere per vivere serenamente e libero di

innamorarsi ancora per dare completezza alla sua vita.

200


Una sconociuta "cinesina" nel mio registratore per ricordare a

tanti di noi che ET non c'entra nulla con queste comunicazioni-

Un "terziario" francescano, senza nome, ci porta informazioni ed

insegnamenti – 18/10/2010

Una sconosciuta "cinesina" (si definisce così lei stessa), ci lascia, in questa

registrazione, la sua testimonianza. In particolar modo ella vuole ribadire un

concetto che già a suo tempo mi era stato enunciato (leggi qui), cioè, dinanzi ai

sospetti che qualcuno a volte avanza, e cioè che dietro queste registrazioni ci sia

in realtà l'intervento di presunti alieni, da lassù sono molto chiari nell'affermare

chiaro e tondo che non è affatto così. Spesso, da lassù, ci hanno anche scherzato

sopra su questa storia degli alieni che, non si sa per quale motivo o vantaggio, ci

prenderebbero in giro facendoci credere di parlare coi nostri morti. Certo la

diffidenza e lo scetticismo umano a volte sfiora il ridicolo e questo è proprio uno

di quei casi: pur di negare che i morti possano davvero parlarci, qualcuno si

spinge a fare affermazioni ancora più ardue da credere e più incredibili. Che sia

fuor di dubbio per tutti, la cinesina lo afferma con chiarezza, gli alieni, per

quanto riguarda questo fenomeno, non c'entrano niente, e anzi, lei dice,

ironicamente, che l'idea che ci sia ET dietro tutto ciò, lei la "spernacchia"

addirittura. Il secondo personaggio che si è presentato, restato anonimo, dice di

far parte dei terziari, che sono l'ordine secolare dei francescani, e ci lascia, come

sempre, preziose informazioni e insegnamenti. Egli sta lasciando il livello in cui

si trovava per trasferirsi "più in alto" e quasi ci fa assistere a questo "trasloco"

durante il quale è aiutato da alcune suore. Belle e chiare le sue raccomandazioni,

ovvero quelle di pensare solo ai bilanci che un giorno dovremo far quadrare

lassù e non a quelli terreni, e di farci illuminare dal faro potente che è

"Emanuele", come lui lo chiama, ovvero il Cristo.

UNA "CINESINA"

Ha navi speciali, dati veri,

che ET già me lo pernacchio:

vò fare po(i) mai chi?

In sbaglio incappò!

Testo

201


Là si sfogano i bonghi.

Dio comanda e viene a scegliere i figli.

Merda ne fai di lì?

Beh, spazzole noi lì dà e s’entra lì.

Ma è’ divino a telefonà,

entra, si, morte,

timbri sono qua!

Di noi dirò:

c’è cinesina, vuol dire

vedi, si dà metri!

UN TERZIARIO FRANCESCANO

Per avere raggi qua,

c'è più mistero da qui,

e sembra luce esca.

Ah, però, pè scelta, melma

pure Anna era a pulì qui.

E niente fare, se in Oltre fate in lire,

in più, si servono Re,

lavorare ridotto sia!

Fa che tu sei l’ispettore di truffa, qua!

Limite s’alza, là vivrò più in alto,

suore ha già borsa!

Almeno lo stile di Piero avrò

se titolo qua può uscire,

dai mò s’offre, con te gira,

ordini dai, coraggio!

Se te fai dire, di terziari mò te se n’offre!

Dì che Dio è la Borsa,

faro è Emanuele!

Po’ dici: c’è bilancio!

Arrivo, so vecchio, so qui!

202

Spiegazione del testo


Questa "entità" entra subito nel vivo del discorso informandoci che lassù hanno

vere navi per giungere fino a noi (chi mi segue abitualmente sa già che la nave è

il simbolo del "mezzo" col quale essi si spostano per giungere a comunicare con

noi) ed anche dati veri, fatti e notizie veritiere, e perciò l'idea che dietro tutto ciò

ci possa essere ET come qualcuno a volte afferma, lei la spernacchia con ironia,

ci ride sopra e si chiede chi mai vorrebbe e potrebbe rendere possibile tutto ciò,

tenendo conto anche delle modalità così particolari attraverso le quali la

fenomenologia metafonica si estrinseca. Chi pensa ciò incappò sicuramente in

uno sbaglio colossale. Cambiando poi discorso e tono, ella pare darci

un'immagine di ciò che vede intorno: ci sono dei bonghi che qualcuno sta

suonando (sono strumenti legati al buddismo e quindi potrebbero darci una

probabile indicazione sulla religione seguita in vita da questa entità). Dice che

Dio comanda ed è Lui che sceglie i figli che possono aiutarlo sia qui sulla terra

che lassù. Con un termine forte, che però spesso hanno usato nei messaggi per

indicare lo sporco, il male che noi facciamo nel mondo, la "cinesina" ci dice che

loro, attraverso i loro messaggi, ci danno, metaforicamente, le spazzole per

pulirlo, questo sporco; fa poi una considerazione che tanti di loro hanno fatto

altre volte: per loro è addirittura "divino" poter "telefonare" quaggiù attraverso

il registratore, in tal modo è ciò che noi consideriamo il mondo della "morte" ad

entrare in comunicazione, e ne hanno anche i "timbri", ovvero i permessi di Dio.

Di se stessa dice che è una "cinesina" e che, a ben vedere, loro ci danno i giusti

metri per portare la nostra vita alla corretta "misura".

Il "terziario" riprende un pò la meraviglia di poter comunicare con noi che già la

"cinesina" aveva espresso e ci dice che per loro è un mistero ancora più grande

che per noi, quello di riuscire ad avere i "raggi" di energia per comunicare con

noi, e, nell'azione di comunicare, a loro sembra che esca una luce insieme al

raggio che, ricordo, ci dicono che venga messo a disposizione da entità

angeliche. Cambiando discorso, riferendosi ad una persona di nome Anna che

sospetto essere una cara signora che avevo conosciuto quando era in vita, egli ci

dice che costei, per sua libera scelta, era lì dove si trova lui ora a pulire la

melma, forse per essere di servizio a chi si trova ancora, appunto, nella "melma".

Se coloro che si occupano di contatti con l'Oltre fanno ciò per denaro, è come se

non facessero nulla per la loro evoluzione spirituale, non ne ricaveranno

benefici, e in più, se si serve il Re, come quando ci si occupa di mettere in

comunicazione i due mondi per scopi di evoluzione e servizio agli altri, bisogna

anche cercare meno profitto nel proprio lavoro e cercare di donare più tempo

possibile a questa "missione", e mi invita ad essere io stessa a controllare che,

con una scusa o con l'altra, io non "truffi" su ciò e dedichi meno di quanto posso.

Ora, ci informa, il limite del luogo dove si trova, si alzerà ed egli sta per andare

203


in un luogo più elevato: ci sono già le suore che gli hanno preparato la borsa per

farlo traslocare (è ovviamente un'immagine metaforica, però la presenza delle

suore che tanto servizio svolgono per le anime lassù, è molto spesso affermata).

Scherza con me e mi dice che vorrebbe avere lo stile di Piero che, quando

comunica con me, mi suggerisce spesso i titoletti che inserisco poi sotto il

prologo delle registrazioni, e così mi fa capire che gli piacerebbe proprio la frese

che sta per dirmi come titoletto (l'ho fatto) e cioè che egli si offre per aiutarmi e

di "girare" con me per aiutarmi a trovare le anime che da quaggiù vengono

richieste dai loro cari, mi dice di farmi coraggio e di "ordinare", ovvero di

chiedere con quali anime registrare. Se gli permetto di dirlo, allora dei terziari si

offrono insieme a lui per essere d'aiuto. Mi chiede di dire che Dio è la sola Borsa

valori vera, che Cristo, appellato anche come "Emanuele" è il vero faro a cui

guardare, e che il bilancio vero si farà poi lassù (altro che bilanci economici!). Mi

saluta poi, come se qualcuno gli stesse dicendo di sbrigarsi (le suore?), egli

risponde che sta arrivando, che è vecchio e più veloce di così non può andare.

Commento

Il tema degli extraterrestri è stato toccato qualche volta dall'aldilà. Per dirci che

comunque essi esistono ed hanno tecnologie in grado di sostituirli nei loro

viaggi interspaziali, e poi per dirci anche che, comunque, essi non c'entrano

nulla con i fenomeni legati alla transcomunicazione strumentale, dubbio

avanzato, di tanto in tanto, da qualche fantasioso scettico ad oltranza. "Cui

prodest?" dicevano i latini, ovvero "a chi giova?", a che gioverebbe agli

extraterrestri un simile crudele imbroglio? E poi che tipo di tecnologie

dovrebbero avere per leggere anche nel futuro come spesso fanno i nostri cari

lassù, modificare a distanza le testine dei nostri magnetofoni, e quanto

"psichismo" anche dovrebbero avere per causare un così complesso fenomeno?

Mah, io non saprei trovare risposte convincenti questo interrogativo. E' la prima

volta che assistiamo, in "diretta", al trasloco di un'anima da un piano all'altro,

secondo la legge perfetta dell'evoluzione che governa l'aldilà. Vorrei anche

sottolineare che ad altre anime, anche più evolute, è data la possibilità, per

libera scelta, di dare una mano a chi sta più in basso, anche "ripulendo" la

melma che, come ci viene detto, li circonda. E ciò risponde perfettamente al

desiderio di essere d'aiuto agli altri anche lassù, tratto distintivo delle anime più

nobili, sia lassù che quaggiù.

204


Sant'Erasmo, con allegria, conduce un nonno, Fede, e una

mamma, Rosa, richiesti dai loro parenti – 24/10/10

Una nota di allegria in questa registrazione, in cui il Santo, in apertura, chiama

subito la seconda entità che si presenterà, Rosa. Lo fa cercando di trasmetterci

l'atmosfera gioiosa e ilare che lo circonda, cercando di farci immaginare questa

festosa comitiva di anime che accompagnano Rosa (e nonno Fede) a registrare

viaggiando in quel "bus" che, tante volte ci è stato detto, è il mezzo metaforico

col quale le anime giungono fino a noi (altri "mezzi sono, di volta in volta, il

"taxi" e la "nave"). Fede è un nonno che è stato "richiesto" dalla sua amata

nipote, mentre Rosa è la mamma di una mia lettrice bolognese. Vedrete che si

presentano con tutto il loro amore ed affetto, dando ai loro cari preziose

conferme della loro sopravvivenza e consigli per la loro evoluzione spirituale.

SANT'ERASMO

Rosa, vai! Qui Rosa ha gruppo

e dici, eroina, vai!

Ah, si, in faccia sei rossa,

ti tiro un po’ posta,

timbri e il suo cognome trova.

Ah mbè, ti arriva lei in “coso”

il loro bus era vivo,

scherzava e ridere più lì!

Na medaglia avesti, si, pure te!

NONNO FEDE

E cara, qui se molli,

chi di noi lì notizie dà?

Ti cerca, hai l’ossa là!

Gli sconti, tra le radio

Testo

205


(decifra), buttai!

E ruggire era a frotte per troppi schei,

te gli rubi voglia!

Nave mise ordine ch’era un disco

che ce vò energie.

E chi ha fieri dubbi:

blocchi era, l’occhi va scossi.

La tesserina la resi messa brutta,

lì giusti è pace,

vederti lì, lo sai, sbucò,

qui so’ chiavi.

E figlie, sa, s’agita:

avere case lì blu, io!

Bloccare rosa da chi grugni le crea, bizze.

In me vive ccà!

ROSA

Nel cuore mi dà lì critica figlia,

ho messo la veste a stirà mò!

Tutte le tende sono lavate,

ti aiuta e c’è ammirar,

là c’ho novizia, ci stan ombre che dà.

A Pompei giungere,

potevi regalà amore all’anima,

e tra voci ce n’ha amore all’anima!

L’abc Re ci dà.

Mi critica, il vocione è basso

e qui mi irride.

E creativi, dire lì,

c’hanno speranza a esser guide.

Dirò: accir mare e hanno Sarno,

staran bene lì, eh!

Essi, mò e sempre,

mi deve, si, dire la messa là!

Bussa e chieder qui,

ce n’avrai de porte,

erede fà capì !

206


Era lo zio che esce da qui ci apri,

disse che le cicce le amava più!

Spiegazione del testo

Sant'Erasmo invita Rosa ad uscire dal gruppo di anime che la accompagnano

per andare a dire qualcosa a sua figlia che l'ha richiesta. La chiama eroina forse

per darle coraggio, perché, come dice Sant'Erasmo, forse per l'emozione e la

timidezza, Rosa è addirittura arrossita. La rassicura dicendole che sarà lui stesso

a darle la "posta" da consegnare poi a sua figlia, ovvero il messaggio, l'aiuterà di

certo come fa con tutte le anime che ci porta a registrare, le dice che ha i suoi

"timbri", i suoi permessi e che, nella lista di persone che devono venire a parlare

c'è anche il suo cognome. Poi, scherzando con me, mi dice che ella mi arriverà

nel "coso", facendo finta di dimenticare il termine che poi invece poco dopo

pronuncia, e mi dice che arriverà col bus, accompagnata da altre anime, dunque

è un bus di persone vive che stanno scherzando e ridendo fra loro perché sono

felici per questo contatto. Mi saluta dicendomi che da lassù mi danno una

medaglia per il lavoro che svolgo a loro favore.

Parla prima nonno Fede che, sospetto faceva parte anche lui di questa allegra

comitiva di voci pronte a portarci prove e conforto, e prima di tutto mi fa una

raccomandazione chiedendomi chi, nel caso mollassi tutto, potrebbe dare al

posto mio loro notizie quaggiù. Da lassù mi cercano perché ho le "ossa" per

dedicarmi a questa attività, ovvero una struttura di possibilità personali e

tecniche. Mi chiede di decifrare quanto dice subito dopo, ovvero il fatto che fra

le onde radio, egli ha buttato come dei "buoni sconto" per coloro che

afferreranno le sue parole e crederanno, "buoni sconto" che potremo poi un

giorno utilizzare lassù a nostro vantaggio. Troppe persone, purtroppo,

diventano feroci e malvagie per i soldi (dice "schei", ossia soldi in dialetto

veneziano), e lassù sperano che queste verità che ci donano da lassù e che io

diffondo, possano far passare la voglia di comportarsi in questo modo assurdo a

queste persone (magari!). La "nave" dei disincarnati che si occupano di queste

registrazioni, ha messo all'ordine del giorno la registrazione di nonno Fede ed

anche il fatto che, per effettuarla, occorrono le energie che entità superiori, ossia

gli angeli, mettono a disposizione. Si rivolge a chi, anche nella sua famiglia,

nutre ancora "fieri dubbi" sulla sopravvivenza dell'anima e dice che questi

dubbi sono dovuti a blocchi mentali e culturali, e che perciò bisogna schiarire

meglio la propria vista, ovvero considerare con maggiore acutezza e conoscenza

207


certe problematiche che ci portano allo scetticismo. Fa poi una metafora molto

simpatica per dire in che condizioni era la sua anima una volta giunta lassù:

dice che la sua "tesserina" punti era messa male, ovvero che gli aspetti positivi

della sua vita erano in misura minore rispetto agli aspetti negativi, osserva che

la vera pace immediata lassù è per coloro che hanno vissuto una vita

pienamente giusta. Informa sua nipote che lui davvero era andato a visitarla

subito dopo la sua morte per avvertirla (aveva fatto suonare la sveglia all'ora

della sua morte, le cinque del mattino, quando la ragazza non l'aveva puntata a

quell'ora), e le dice che da lassù talvolta possono "sbucare" quaggiù, perché ci

sono "chiavi" che esseri superiori mettono a disposizione di coloro che, da lassù,

hanno il permesso di portare un segno, un messaggio di consolazione ai loro

cari sulla terra. Pensando che le sue "figlie" sulla terra ora si staranno agitando

per quanto ha appena detto a proposito della sua "tesserina" punti, le rassicura

dicendo loro che lassù ha delle case "blu", ovvero luoghi piacevoli dove vivere,

non certo luoghi oscuri (si vede che in fondo la sua "tesserina" non era messa

poi tanto male come dice lui!). Dà un consiglio a sua nipote: se c'è o ci sarà un

"fidanzato" o "corteggiatore" (non posso saperlo) che le crea malumori, ebbene

che lei non accetti le sue "rose", ovvero il suo corteggiamento, ma lo respinga. La

saluta ricordandole che lei vive tuttora in lui, nel suo cuore.

Rosa inizia con una riflessione che, probabilmente, le dà un pò di amarezza:

nonostante appaia consapevole dell'affetto di sua figlia, dice che ella, in cuor

suo, nel segreto della sua anima la critica, ma la rassicura dicendole che lassù lei

ha messo la "veste" a stirare. Sapete che la voci usano un linguaggio metaforico,

e la frase di Rosa vuole indicare che adesso lei ha rimesso a posto certe sue

piccole manchevolezze, ha "lavato le tende", ossia ha pulito certe macchie che

coprivano la sua indole (per cultura, educazione o altri condizionamenti). E per

far ciò ha l'aiuto di uno spirito guida che è quello di una novizia: infatti, ci

informa Rosa, ci sono delle anime più evolute che danno aiuto lassù a chi ne ha

bisogno. Dà poi un consiglio a sua figlia, la invita a fare un pellegrinaggio a

Pompei (sapete che lì c'è un noto santuario mariano dedito in particolare alla

preghiera del Rosario), e questo pellegrinaggio, le dice, avrà l'effetto di donare

ancora più amore alla sua anima, quello stesso amore che muove verso di noi

anche le voci che ci giungono dai territori oltre la morte. E' il Signore che dona

alle voci l'abc, ossia le capacità e le possibilità di comunicare. Rosa ci riporta una

nota allegra quando ci informa che quelli che stanno con lei la criticano perché,

dicono, ha un vocione troppo basso quando registra. Sono gli spiriti creativi che,

un domani, avranno più speranza di diventare guide utili per gli altri lassù.

Segue una nota ecologica, fatta con amara ironia: qui sulla terra uccidiamo il

mare (lei dice "accir" in dialetto napoletano che significa "uccidono") e abbiamo

208


fiumi inquinatissimi e nocivi come il famigerato Sarno, uno dei più inquinati del

mondo, per cui come potremo sperare di star bene sulla terra se poniamo un

rimedio? Chiede poi alla sua famiglia che le facciano dire messe ora e poi in

futuro. Chiede alla figlia di bussare lassù quando ha bisogno, ovvero di pregare

che troverà sempre delle porte attraverso le quali passare, e questo, le chiede,

deve insegnarlo anche ai figli (o al figlio/a, coloro che le stanno intorno,

insomma, non so bene). Rosa dice alla figlia che c'è lì con lei uno zio e chiede che

si apra la porta della comunicazione anche per lui, e questo zio, dice, quando

era sulla terra, scherzava e diceva che a lui piacevano di più le "cicce", ovvero le

donne un pò più in carne.

Commento

Mi ha colpito il fatto che queste due entità diano consigli personali e particolari

ai loro cari sulla terra. Nonno Fede raccomanda alla nipote di non accettare una

relazione che non la renda completamente felice, che le crea qualche malumore,

mentre Rosa raccomanda alla figlia di fare un pellegrinaggio a Pompei. Mi sono

chiesta: come mai proprio Pompei? La risposta l'ho rinvenuta tra le parole di

presentazione del Santuario nel sito ufficiale, ve le riporto fedelmente: "Pompei è

opera di Dio, tempio dello Spirito, luogo di conversione e di riconciliazione, di

misericordia e di preghiera, di spiritualità e di santità. È città di Maria, venerata come

Vergine del Rosario, alla cui scuola milioni di pellegrini imparano ad ascoltare le parole

del suo figlio Gesù e a farne una ragione di vita. Pompei è dono dell’amore di Bartolo

Longo, un innamorato della vita, un avvocato santo, che, animato da una straordinaria

pietà mariana, ha impegnato tutta la vita a servizio del Vangelo, costruendo una nuova

città dell’amore. Pompei è Rosario, progetto di<