Elementi di Diritto Amministrativo

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Elementi di Diritto Amministrativo

Corso di Laurea in Ingegneria civile

PALERMO

Anno accademico 2003-2004

***

Quesiti elementari di

DIRITTO AMMINISTRATIVO

_____________________________________________________________________________

Allievo Ing.civile Giovanni ISGRÓ


QUESITI ELEMENTARI DI DIRITTO AMMINISTRATIVO

Diritto ............................................................................................................... 4

Diritto amministrativo........................................................................................ 4

Diritto privato/pubblico...................................................................................... 4

Diritto soggettivo: assoluto/relativo..................................................................... 4

Interessi privati/collettivi.................................................................................... 4

.......................................................................................................................... 5

Fonti del diritto................................................................................................... 5

La NORMA.......................................................................................................... 5

La legge ordinaria............................................................................................... 6

Decreto legislativo .............................................................................................. 6

Decreto legge...................................................................................................... 6

LE FUNZIONI DELLO STATO.............................................................................. 6

GLI ORGANI COSTITUZIONALI........................................................................... 7

Il Presidente della Repubblica.......................................................................... 7

Il Parlamento................................................................................................... 8

Il Governo....................................................................................................... 8

La Corte costituzionale.................................................................................... 8

PROVVEDIMENTO AMMINISTRATIVO................................................................ 9

L. 241/90 – Legge sul Procedimento amm.vo...................................................... 9

Procedimento amministrativo.............................................................................. 9

VIZI DEL PROVVEDIMENTO.............................................................................. 10

- Violazione di legge........................................................................................ 10

- Incompetenza............................................................................................... 10

- Eccesso di potere.......................................................................................... 10

Diritto di accesso........................................................................................... 10

OPERE PUBBLICHE......................................................................................... 11

Avvio del procedimento..................................................................................... 11

Pubblicità......................................................................................................... 11

ASTA PUBBLICA............................................................................................... 12

LICITAZIONE PRIVATA..................................................................................... 12

APPALTO CONCORSO...................................................................................... 13

TRATTATIVA PRIVATA...................................................................................... 13

Interessi legittimi: pretesivi/oppositivi............................................................... 14

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Responsabilità civile della P.A........................................................................... 14

Azione di rivalsa sul funzionario........................................................................ 14

DIRITTO URBANISTICO ................................................................................... 15

Il P.R.G.......................................................................................................... 15

MISURE DI SALVAGUARDIA......................................................................... 17

Standards urbanistici.................................................................................... 17

Piano particolareggiato e piano di lottizzazione............................................... 17

DIRITTO EDILIZIO............................................................................................ 17

La Concessione Edilizia................................................................................. 18

Il dirigente del servizio................................................................................... 18

CONDONO EDILIZIO..................................................................................... 19

ESPROPRIAZIONE PER PUBBLICA UTILITA’..................................................... 19

Vincolo di esproprio....................................................................................... 19

Dichiarazione di pubblica utilità.................................................................... 20

Indennità di espropriazione........................................................................... 20

Emanazione del decreto di esproprio.............................................................. 21

La retrocessione del bene............................................................................... 21

Occupazione d’urgenza.................................................................................. 21

Occupazione temporanea............................................................................... 22

Accessione invertita....................................................................................... 22

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Diritto

Il diritto origina dal sociale, ed è formato da un complesso di norme imposte

con provvedimenti legislativi o vigenti per consuetudine, sulle quali si fondano i rap-

porti tra i membri di una comunità.

E’ una scienza interpretativa di norme, sorta per la composizione di conflitti

fra interessi.

Diritto amministrativo

Il diritto amm.vo tratta delle norme della vita lavorativa, ed in particolare si ri-

ferisce ai rapporti tra i privati e le pubbliche amministrazioni, che sono i soggetti ti-

tolari del diritto pubblico.

Diritto privato/pubblico

Sono qualificazioni dello stesso sostantivo, il diritto, che ha come fine la con-

servazione di un gruppo sociale, attraverso la tutela degli interessi individuali, e la

regolamentazione dei reciproci rapporti. Qualora questo avvenga indirettamente, si

parla di diritto privato, mentre nel caso in cui si agisca dall’alto sul singolo indivi-

duo, si parla di diritto pubblico.

Diritto soggettivo: assoluto/relativo

Il diritto soggettivo è quello del singolo che riceve tutela dalla legge; può essere

reale, avente effetto sulle cose, (proprietà privata, …)o personale, con effetto sulla

persona, (tutela della salute).

credito).

Il diritto soggettivo, può essere assoluto, (tutela della vita), o relativo (diritto di

Interessi privati/collettivi

Gli interessi da tutelare possono essere quello del privato, o anche quelli col-

lettivi, per es. riguardo la tutela dell’ambiente, dei consumatori,.., e, in questo caso

il provvedimento amm.vo viene richiesto, alla pubblica amm.ne dal rappresentante

di quella categoria di una pluralità di persone di cui si vogliono tutelare gli interessi.

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Fonti del diritto

Nel ns. ordinamento, c’è una pluralità di fonti di produzione del diritto.

Al vertice della gerarchia delle fonti, c’è la costituzione italiana, che è una norma ri-

gida perchè non può essere derogata da una legge ordinaria.

Essa ha al suo interno precise e ristrette possibilità di modifica, con la sola

eccezione della forma istituzionale, che non può essere variata, ed è quella repubbli-

cana.

I soggetti titolari di produzione legislativa sono, non solo lo Stato, ma anche le

regioni, ed il governo. Tali norme, sono soggette tra di loro a dei criteri che stabili-

scono, in caso di conflitto, quale norma applicare.

I criteri sono:

- gerarchico, secondo il quale una norma emanata da una fonte di grado inferiore,

non può sopravalere quella di grado superiore (legge regionale/legge statale);

- cronologico, secondo il quale una norma successiva prevale sulla norma prece-

dente. Norma che può continuare ad avere una sua validità per le parti non in con-

trasto con la norma successiva.

- di competenza, quando la fonte che ha emanato quella norma, non aveva la com-

petenza ad emanarla (legge Regionale su materia di esclusiva pertinenza dello

Stato);

- di specialità, secondo il quale una norma di un provvedimento specifico, prevale

sulla norma di un provvedimento generico;

La NORMA

La norma, perché sia valida, deve possedere i seguenti attributi:

- deve essere positiva (effettiva), deve tutelare un interesse della comunità;

- deve essere coattiva, deve prevedere delle sanzioni che ne assicurino il

rispetto;

- deve possedere il carattere dell’esteriorità, deve incidere sulla vita dei

cittadini, sui loro rapporti di relazione;

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- deve essere generale ed astratta, ovvero deve essere emanata non con

riferimento ad un particolare e privato, ma deve valere in generale,

per tutta la collettività;

La legge ordinaria

La legge ordinaria, è deliberata dalla maggioranza dei presenti in ognuna delle

due camere dove viene discussa, previa approvazione, articolo per articolo, ed

approvazione finale.

Il testo della legge, qualora dovesse essere emendato dalla seconda camera

alla quale viene trasmesso, deve ritornare alla prima che l’ha formulato, in modo

che, alla fine, il testo finale sia esattamente quello approvato, in successione, dalle

due camere.

Il Presidente della Repubblica promulga la legge, ma, nel raro caso di qualche

dubbio di costituzionalità, può rinviarla alle camere per un riesame, e tale facoltà gli

è consentita per una sola volta.

Decreto legislativo

Il decreto legislativo, viene emesso dal Governo, con la forza di una legge ordi-

naria, in quanto delegato dal Parlamento ad emetterlo, su una materia in cui lo

stesso Parlamento ha dato delle direttive precise.

Decreto legge

Il decreto legge, viene emesso dal Governo, in via d’urgenza, ed è soggetto all'-

approvazione dei due rami del parlamento entro e non oltre i 60 gg. dalla sua ema-

nazione.

LE FUNZIONI DELLO STATO

Le principali funzioni dello Stato sono:

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Stato;

- quella legislativa, ovvero quella di produrre le norme dell’ordinamento dello

- quella esecutiva, ovvero quella di dare esecuzione alle norme emanate;

- quella giudiziaria, ovvero quella di verificare una eventuale devianza dalla

fattispecie normativa, e, nel caso, sanzionarla con l’irrogazione della pena prevista.

GLI ORGANI COSTITUZIONALI

Gli organi costituzionali che stanno al vertice dello Stato in posizioni di indi-

pendenza e di parità giuridica tra loro sono:

Il Presidente della Repubblica.

Il Presidente della Repubblica, ha una funzione di rappresentanza dello Stato,

senza alcuna possibilità di influire sull’indirizzo politico della nazione.

Viene eletto dalle camere in seduta congiunta, ed è richiesto il consenso dei

due terzi degli aventi diritto, per le prime tre sedute, e quindi, con la maggioranza

assoluta, nelle votazioni successive.

Il suo mandato è di sette anni. Ha la possibilità di nominare, nel corso del suo

mandato, n. 5 senatori a vita, quella di mandare dei messaggi alle camere, e quella

di concedere la Grazia.

Il Presidente della Repubblica promulga le leggi che gli vengono inviate dalle

camere, e, in caso di dubbi sulla loro costituzionalità, può rinviarle, e per una sola

volta, alle camere.

Presiede il Consiglio superiore della Magistratura, e nomina cinque giudici

della corte costituzionale.

Ha il potere di nomina del Governo, e di scioglimento delle camere quando ri-

tenga che con ci sia la possibilità, per un altro governo, di avere la fiducia delle ca-

mere.

E’ riservata al Presidente della Repubblica la possibilità di dichiarazione dello

stato di guerra, nel qual caso assume il comando delle forze armate.

In caso di impedimento temporaneo ad assolvere le sue funzioni, (malattie,

viaggi, etc.) viene surrogato dal Presidente del Senato, e, in caso di ulteriore surro-

ga, da parte del Presidente della Camera dei deputati.

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Il Parlamento.

Il Parlamento è costituito dalla Camera dei deputati (n. 630), e dal Senato del-

la Repubblica (n. 315 Senatori, oltre 5 nominati a vita, dal Presidente della Repub-

blica, e dagli ex. Presidenti).

Il Parlamento esplica principalmente la funzione legislativa, ed ha anche una

funzione di indirizzo e controllo sul Governo attraverso la fiducia che può accordare

allo stesso.

Una mozione di sfiducia al Governo può essere presentata da un decimo dei

componenti di una camera, e, se approvata, costringe il Governo alle dimissioni.

E’ riservata al Parlamento in seduta comune la messa sotto stato d’accusa del

Presidente della Repubblica, per alto tradimento, o per attentato alla Costituzione.

ministri.

Il Governo.

Il Governo è costituito dal Capo del Governo, dai Ministri, e dal consiglio dei

Esso viene nominato dal Presidente della Repubblica, ma deve ottenere la fi-

ducia del Parlamento.

Il Presidente del consiglio dei ministri, dirige la politica generale del governo, e

ne è responsabile; promuove e coordina l’attività dei vari ministri.

I ministri, ed il consiglio dei ministri, svolgono funzioni normative, emanando

norme e decreti ministeriali, ed elaborano i disegni di legge da inviare al Parlamento.

La Corte costituzionale.

La corte costituzionale si compone di 15 membri; 5 nominati dal Presidente

della Repubblica, 5, dalle camere in seduta congiunta, e 5 dal Consiglio superiore

della Magistratura, che è l’organo di autogoverno dei giudici.

La corte costituzionale giudica sulle eccezioni di costituzionalità delle leggi,

dello Stato e delle Regioni, che possano essere proposte ad istanza di parte, o dal

giudice, in sede di trattazione giurisdizionale.

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dello Stato.

Giudica altresì sui conflitti di competenze tra Stato e regioni, o tra altri organi

Decide altresì sull’ammissibilità di eventuali quesiti referendari.

PROVVEDIMENTO AMMINISTRATIVO

Il Provvedimento amm.vo, è l’atto finale che conclude il procedimento amm.vo.

A differenza dei contratti tra privati che godono di autonomia contrattuale e

possono quindi concludere i contratti che vogliono, magari non disciplinati dalla leg-

ge, e che comunque vengono ugualmente tutelati dal c.c., il provvedimento amm.vo

deve ispirarsi al principio di legalità, nel senso che devono operare secondo le pre-

visioni di legge.

Tutti i provvedimenti amm.vi, devono essere opportunamente motivati, sotto il

profilo logico e giuridico.

L. 241/90 – Legge sul Procedimento amm.vo

E’ la legge fondamentale che regola il procedimento amm.vo. Essa pone dei

principi ai quali le P. Amm.ni devono riferirsi, nell’ambito comunque di una certa di-

screzionalità amm.va, e questi principi sono di legalità, economicità, pubblicità ed

efficacia.

Procedimento amministrativo

Il procedimento amministrativo origina da una prima fase di iniziativa che

può essere proposta dal privato, o anche dalla stessa P.Amm.ne.

Segue una fase di istruzione del processo che ha come primo adempimento,

quello di comunicare, al soggetto che ha richiesto l’avvio del provvedimento, come

pure a tutti gli altri soggetti eventualmente interessati nel provvedimento, il nome

del funzionario responsabile del procedimento, e ciò non solo per motivi di traspa-

renza amministrativa, ma nel principio di collaborazione attiva tra la P.Amm.ne, ed i

privati, che possono produrre memorie, documenti od altro.

Il funzionario può richiedere pareri ad altri enti, pareri che non sono impugnabili,

ed alla fine della fase istruttoria, provvede con la formulazione di un provvedimento,

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che può essere immediato, o talora, può abbisognare di una ulteriore fase, per es. di

pubblicità dell’atto, prima che questo produca i suoi effetti.

VIZI DEL PROVVEDIMENTO

Il provvedimento amministrativo viene dichiarato “nullo”, se emesso:

a) in carenza di potere;

b) in violazione del giudicato;

c) negli altri casi previsti dalla legge.

Il provvedimento amm.vo, può essere soggetto a tre tipi di illegittimità, e quindi può

essere annullato dal Giudice amm.vo, su istanza di parte, per:

- Violazione di legge

Si ha violazione di legge, quando il provvedimento emesso è in contrasto con

una norma di legge.

- Incompetenza

Si ha incompetenza, quando il provvedimento viene emesso da un organo che

non aveva la competenza ad emetterlo (per es., per una conc. Edilizia, il Sindaco,

anziché il dirigente del servizio)

- Eccesso di potere

Si ha eccesso di potere quando, nell’emissione del provvedimento, c’è stato

uno sviamento dall’interesse pubblico. Sono figure sintomatiche di un eccesso di

potere, l’illogicità dell’atto (quando si perviene ad una conclusione del tutto o in lar-

ga parte in contrasto con quanto precedentemente affermato); la contraddittorietà

rispetto ad altri atti dello stesso ente rilasciati in condizioni simili

Diritto di accesso

Il diritto di accesso agli atti della pubblica amministrazione è riconosciuto a

tutti quelli che possano vantare un interesse legittimo all’accesso, e si esplica me-

diante la visura degli atti o il rilascio di copia.

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Il diritto di accesso è espressamente previsto all’art. 22 della L. 241 del 1990.

OPERE PUBBLICHE

Avvio del procedimento

L’avvio del procedimento finalizzato all’ assegnazione, per concorso, dell’opera

pubblica da eseguire, richiede l’acquisizione preliminare di tutta la documentazione

necessaria per la redazione del bando di gara, (progetto, capitolati, etc.), e per l'indi-

viduazione del sistema di aggiudicazione.

All’interno del bando, devono essere precisate le categorie dei lavori da svolge-

re, per una prima selezione delle imprese che possono concorrere alla gara, proprio

in funzione dei requisiti di abilitazione e certificazione, per quella categoria di lavori.

Pubblicità

Scelto il sistema di gara, proprio in funzione dello stesso, è previsto un siste-

ma di pubblicità riguardo le opere da affidare, con lo scopo di favorire la partecipa-

zione di più imprese, in modo che per effetto della concorrenza tra le stesse, si pos-

sa raggiungere la massima economia.

dei lavori.

E’ chiaro che la pubblicità sarà tanto maggiore quanto più elevato è l’importo

Adempimenti comuni

Tutti i soggetti che partecipano alla gara, devono fornire, contestualmente

alla presentazione dell’offerta una dichiarazione dalla quale risulti di avere visionato

l’intera documentazione progettuale, e di avere eseguito i necessari sopralluoghi, e

di non avere dubbi sulla fattibilità dell’opera.

Le operazioni di valutazione comparativa delle offerte vengono effettuate alla

presenza dell’intero collegio di gara che è costituito da tre o cinque membri, indicati

dall’amministrazione procedente, su impulso del responsabile del procedimento.

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ASTA PUBBLICA

L’asta pubblica è un sistema di scelta del contraente privato attraverso la

pubblicazione di un bando di gara con invito a tutti i soggetti in possesso dei requi-

siti specifici per potervi partecipare, a presentare nei termini e nei modi indicati nel

bando, un’offerta.

Il progetto, deve essere molto dettagliato, in modo da lasciare poca discrezio-

nalità all’impresa che dovrà eseguire i lavori.

LICITAZIONE PRIVATA

Nel sistema della licitazione privata, nel pubblicizzare quell’appalto di opere

pubbliche, l’Amm.ne chiede alle imprese che ne abbiano i requisiti, di partecipare a

quella gara di appalto attraverso apposita domanda.

In questo modo si ha una prima selezione delle imprese perché chiederanno di

partecipare solo quelle imprese particolarmente interessate a quel tipo di opera, an-

che in funzione dell’importo dei lavori.

In passato, l’Amm.ne sceglieva tra le imprese che lo chiedevano, quelle da am-

mettere alla gara, secondo discrezionalità, ma in atto, per usufruire dei vantaggi

della concorrenze, e per una maggiore trasparenza amm.va, l’Amm.ne ammette alla

gara tutte le imprese che ne facciano richiesta.

Allo scopo di restringere i tempi i gara, è stata introdotto di recente (Legge

Merloni), un sistema di licitazione privata semplificata, per importi di lavori infe-

riore a 750.000 Euro.

A questo proposito, ciascuna stazione appaltante pubblica, entro il 30 Novem-

bre di ogni anno, i lavori che intende eseguire nell’anno successivo, e gli interessati,

entro il 15 Dicembre, formulano le proprie richieste di invito, che non possono esse-

re superiori a 30.

A questo punto la stazione appaltante provvederà formulare gli inviti alle im-

prese che ne abbiano fatto richiesta, a rotazione, con un numero massimo di 30 im-

prese per ogni gara.

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cezionale.

APPALTO CONCORSO

E’ una procedura prevista dall’ordinamento, ma alla quale si ricorre in via ec-

Il sistema dell’appalto concorso si attua quando, per la particolare complessi-

tà dell’opera da realizzare, si ritiene opportuno che l’impresa che deve eseguire quell’

opera sia la stessa che ne esegue il progetto esecutivo, dietro delle indicazioni di

massima fornite a tutti i partecipanti.

La commissione giudicatrice, in questo caso, dovrà avere delle particolari

competenze tecniche, in modo da valutare e comparare con gli altri, il progetto offer-

to da quell’ impresa, non solo dal lato amministrativo, ma anche da quello tecnico.

TRATTATIVA PRIVATA

Il sistema della trattativa privata, è un sistema di natura eccezionale, al quale

si ricorre quando, per es., una precedente gara svolta con altri sistemi, sia andata

deserta, e l’importo complessivo dei lavori non superi i 300.000 euro.

Un altro motivo che legittima il ricorso a tale procedura, è, per es., la presenza

di un solo operatore in grado di offrire quella prestazione.

Motivi di ricorso alla trattativa privata, sono poi quelli di somma urgenza, che

devono essere espressamente dichiarati dal responsabile del procedimento, e po-

trebbero essere quelli in conseguenza di eventi calamitosi, quando si ha necessità di

provvedere con urgenza al ripristino o all’esecuzione di opere per cui non si possono

attendere i tempi, abbastanza lunghi, delle altre procedure di gara.

Di recente, con l’ultima modifica della legge Merloni, il ricorso alla trattativa

privata è stato generalizzato per lavori fino a 100.000 euro senza la necessità

che vi concorrano altre condizioni. E’ comunque fatto espressamente divieto di

scindere un’opera di importo maggiore, in più stralci di 100.000 euro da affidare a

trattativa privata!

In ogni caso, i soggetti affidatari di lavori a trattativa privata, devono possede-

re i requisiti per la partecipazione agli appalti per pubblico incanto o licitazione pri-

vata, e vengono scelti sulla base dei requisiti offerti a seguito degli inviti a partecipa-

re alla trattativa privata.

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L’amministrazione sceglie, dopo avere verificato i requisiti di qualificazione,

secondo l’offerta più vantaggiosa.

Interessi legittimi: pretesivi/oppositivi

Si parla di interessi pretesivi, quando si tende ad ottenere dall’Amm.ne un

qualche provvedimento, quale una autorizzazione, una Concess. Edilizia, etc., in fa-

vore del soggetto.

Si parla di interessi oppositivi, quando viene eseguito, dall’Amm.ne un qual-

che provvedimento, quale un esproprio di un bene, etc.

Qualora si ritiene che questi interessi legittimi, e giuridicamente rilevanti, sia-

no offesi, è data facoltà al privato di adire il giudice amministrativo (il TAR, e, in se-

conda istanza, il Consiglio di Stato).

Responsabilità civile della P.A.

La responsabilità civile della P.A., ha un fondamento costituzionale nell’art.

28 della Costituzione, laddove si precisa che i funzionari pubblici sono direttamente

responsabili degli atti compiuti in violazione di diritti, e tali responsabilità sono este-

se allo Stato ed agli enti pubblici.

Azione di rivalsa sul funzionario

La P.A. ha facoltà di rivalersi sul funzionario che ha emesso quel provvedi-

mento poi dichiarato nullo, che ha procurato dei danni che l’Amm.ne ha dovuto ri-

sarcire.

Per l’esercizio di questa facoltà, occorre che il funzionario abbia agito, non

solo per colpa, ma che questa sia grave, per violazione del normale grado di perizia

e di diligenza.

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DIRITTO URBANISTICO

Il diritto urbanistico è quella parte del diritto che si occupa della disciplina

giuridica che riguarda l’insediamento dell’uomo nel territorio.

Esso non riguarda la edificazione in sé e per sé, ma abbraccia tutta una serie

di interessi sociali, ambientali e paesaggistici, che hanno portato ad una nuova for-

ma di gestione del territorio, che ha al suo centro non la singola persona, ma una

intera collettività.

Il diritto urbanistico, si è sviluppato di pari passo con il notevole sviluppo del-

le città che si è avuto a cavallo tra il secolo XVII°, ed il XVIII°, quando l’affollamento

delle città ed il crescere disordinato delle stesse, portò a dovere fronteggiare proble-

mi di natura primaria per l’uomo, di igiene, di proprietà privata, di vicinato, ed altro.

Le prime regole di diritto urbanistico, si riferiscono ai centri abitati ed hanno

per oggetto proprio le condizioni di salubrità degli edifici.

In Italia, la legge fondamentale dell’urbanistica nasce nel 1942, nel pieno della

seconda guerra mondiale, ed è la L. 17/Agosto/42 n. 1150, che obbligava i comuni

a fornirsi di un proprio piano regolatore, per la regolamentazione della edificazione

nei centri abitati, cosa che cominciò ad attuarsi parecchi anni dopo.

Il P.R.G.

Il P.R.G., costituisce la fonte diretta della disciplina urbanistica del territorio

comunale, e si compone di alcune tavole grafiche, generali e di dettaglio, di un rego-

lamento edilizio, e di un complesso di norme di attuazione.

Il P.R.G. si compone di alcune parti essenziali, quali la ricognizione del territo-

rio urbanizzato, del patrimonio urbano da recuperare a fini urbanistici ed anche

storici, monumentali e culturali.

Il territorio viene quindi suddiviso in 6 zone principali, e sono:

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- la zona A, che comprende il territorio urbanizzato di più antica datazione, e quindi

anche il centro storico.

- la zona B, zona di completamento del tessuto urbano, che può essere scissa a se-

condo le localizzazioni urbane in più zone, ove l’edificazione non è continua, ma

sono rimaste parti del territorio da potere utilizzare quali edificabili, e vengono

appositamente normate;

- la zona C, o zona di nuova edificazione. Questa parte del territorio viene apposita-

mente dedicata alla edificazione a fini abitativi, e residenziali in genere, anche sta-

gionali, e l’edificazione vi è consentita previa l’approvazione di un piano di lottizza-

zione, da parte di uno o più privati, consorziati tra loro, oppure a seguito di piano

particolareggiato, se approntato dall’Amm.ne comunale.

- la zona D, è destinata agli insediamenti industriali;

- la zona E, è quella che il PRG lascia all’attività agricola;

- la zona F, è invece destinata ai servizi sia privati (centri commerciali), che pubblici

(Ospedali, scuole, teatri, centri sociali, etc.)

Il PRG deve prevedere la localizzazione di quelle opere pubbliche che possano

essere necessarie per soddisfare i bisogni attuali o futuri della popolazione, e tali

aree risultano così preordinate per una futura espropriazione.

Il procedimento formativo del PRG, si attua attraverso una serie di fasi in suc-

cessione tra di loro:

1) Delibera di incarico di progettuale, con le linee guida secondo il modello di

sviluppo sociale, economico, etc., alle quali deve attenersi il progettista;

2) Redazione tecnica del progetto;

3) Delibera di adozione del PRG;

4) Deposito e pubblicazione del piano adottato, per 20 gg., con successivi altri

10 gg. per la presentazione di osservazioni, memorie, opposizioni, e richieste.

5) Controdeduzioni dell’Amm.ne comunale sui ricorsi presentati, e trasmissio-

ne all’Assessorato al Territorio ed Ambiente.

6) Approvazione del piano da parte dell’Assessorato, entro il termine pe-

rentorio di 12 mesi.

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MISURE DI SALVAGUARDIA

Le misure di salvaguardia, hanno lo scopo di tutelare le previsioni del PRG,

nel periodo intercorrente tra la sua adozione e la sua definitiva approvazione.

Queste hanno carattere sospensivo di ogni richiesta che sia in contrasto con il

piano adottato, e vengono meno qualora il PRG venga respinto in toto, o sia restitui-

to al comune per una sua rielaborazione totale.

A queste misura di salvaguardia “normali”, sono anche associate delle misure

di salvaguardia “speciali” che riguardano concessioni edilizie già rilasciate che, ad

iniziativa del comune, possono essere sospese dalla Regione, qualora si ritenga che

tali concessioni possano stravolgere significative previsioni del piano.

Standards urbanistici

La legge n. 765 del 06/08/1967 introduce, nella disciplina urbanistica degli

standards urbanistici che hanno lo scopo di assicurare uno sfruttamento ottimale

del territorio, attraverso la fissazione di indici di edificabilità, volumetria consentita,

altezza e distacchi tra i fabbricati.

Sono fissati altresì dei rapporti tra lo sviluppo di zone residenziali e zone di in-

teresse collettivo, degli spazi minimi da destinare a parcheggio, o a verde pubblico.

Piano particolareggiato e piano di lottizzazione

Sono strumenti di attuazione del PRG, e procedono su iniziativa dell’amm.ne

comunale, o privata, sia del singolo proprietario o di più proprietari consorziati tra

loro.

DIRITTO EDILIZIO

Il diritto edilizio attiene alla edificazione del territorio, secondo le norme detta-

te dal PRG, ed in conformità al regolamento edilizio ed alle norme di attuazione.

La legge fondamentale del diritto edilizio è la L. 17/08/1942 n. 1150, che san-

cisce l’obbligo, per i comuni, di dotarsi di un proprio piano regolatore generale, e per

i privati, l’obbligo di dotarsi di una licenza edilizia.

P.R.G. e relativa licenza edilizia, riferiti all’interno del centro urbano.

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Con la L. 6/8/1967 n. 765, cosiddetta “legge ponte”, l’obbligo della licenza

edilizia viene esteso a tutto il territorio comunale.

Successivamente, con la l. 28/01/1977 n. 10, legge Bucalossi, viene meno il

diritto ad edificare che prima era insito nella proprietà privata.

La Concessione Edilizia

Viene così introdotta la norma della Concessione edilizia, secondo la quale è il

Sindaco che concede la facoltà di intervenire per ogni trasformazione del tessuto ur-

bano, fermo restando che tale facoltà è riservata al titolare del diritto di proprietà.

Successivamente alla legge Bucalossi, che è stata vista come molto restrittiva,

si è introdotta una norma semplificata per gli interventi edilizi minori, con la intro-

duzione, per quest’ultimi, di una autorizzazione; ci si riferiva in particolare ad opere

di manutenzione ordinaria, ed opere interne che non alterando né la volumetria né

la sagoma del fabbricato, mantenevano inalterato l’organismo edilizio preesistente.

Con la L. 662 del 23/12/96, viene introdotta una procedura ancora più sem-

plificata per gli interventi edilizi minori, ed è quella che và sotto il nome di DIA, “De-

nuncia di inizio di attività”, che prevede un controllo preventivo di legittimità del

progetto edilizio, da parte dello stesso progettista che lo ha redatto, e che si esplicita

con una dichiarazione asseverativa che va trasmessa allo sportello unico per le atti-

vità produttive, insieme alla denuncia di inizio dei lavori che dovrà avvenire non pri-

ma di 20 gg dalla data di presentazione della DIA.

Il dirigente del servizio

Nell’ottica di una separazione del potere politico da quello amministrativo,

molte funzioni che prima erano assegnate al Sindaco, che spesso non aveva una

competenza specifica, sono oggi assegnate ai dirigenti dei vari settori nei quali è

suddivisa l’attività amministrativa dell’ente.

I dirigenti svolgono attività organizzativa e gestionale finalizzata all'ottenimen-

to di quegli obiettivi fissati preventivamente, come indirizzo politico.

regioni.

L’attività edilizia è comunque ormai di competenza pressoché esclusiva delle

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CONDONO EDILIZIO

Il condono edilizio rappresenta la sanatoria di un abuso edilizio.

ESPROPRIAZIONE PER PUBBLICA UTILITA’

La potestà di espropriazione, è uno dei poteri più significativi della P.Amm.ne;

Secondo questo potere, l’Amm.ne, per il perseguimento di un pubblico interesse,

può prescindere dal consenso del privato detentore di un bene, ed acquisirlo per

esproprio.

L’espropriazione comporta un trasferimento dei diritti all’ente espropriante su

quei beni, che vengono meno all’espropriato.

La stessa Costituzione, all’art. 42, nel garantire la proprietà privata, prevede

che questa, per motivi di interesse pubblico, possa essere espropriata, e parla di un

(equo) indennizzo.

Vincolo di esproprio

E’ la prima fase della procedura espropriativi, con la quale l’ente interessato

pone un vincolo su quel bene, in previsione di un eventuale esproprio.

Tale intenzione della P.Amm.ne, cioè l’avvio del procedimento di esproprio,

deve essere portata a conoscenza del proprietario, almeno 20 gg. prima della apposi-

zione del vincolo; qualora i soggetti interessati siano in numero maggiore a 50, la

notifica si fa per mezzo di pubblicazione all’Albo pretorio del comune ove insiste il

bene da espropiare.

Il vincolo è condizionato all’approvazione del P.R.G., o di una sua variante,

che preveda la realizzazione di un’opera pubblica o di pubblica utilità.

Tale vincolo ha una durata di 5 anni, e decade se, entro tale termine, non si

provvede alla dichiarazione di utilità pubblica dell’opera.

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Dichiarazione di pubblica utilità

Il procedimento di esproprio segue con una dichiarazione di pubblica utilità di

quel bene; dichiarazione che può anche venir meno con la semplice approvazione di

un progetto che ne prevede l’uso a fini pubblici.

Oggetto dell’espropriazione sono i beni immobili, o i diritti ad essi relativi, per

la realizzazione di un’opera pubblica, o di pubblica utilità.

Indennità di espropriazione

L’indennità di espropriazione è determinata dall’ente espropriante che fissa al-

tresì una provvisionale che comunica all’espropriato, e che, nel caso di accettazione,

porta ad una cessazione della procedura di esproprio perché surrogata dalla cessio-

ne volontaria del bene.

L’indennità di esproprio è commisurata ai valori agricoli delle colture pratica-

te, e se non coltivate, ai valori agricoli medi delle colture praticate nella zona. Vanno

altresì compensati con il loro valore venale, gli immobili presenti e legalmente edifi-

cati.

In caso di accettazione dell’indennità, l’espropriato, che ha quindi ceduto il

possesso all’espropriante, ha diritto ad una somma maggiore, e riceve un acconto

dell’80% dell’indennità salvo ad ottenere il conguaglio entro i successivi 60 gg.,

quando avrà fornito all’autorità espropriante tutta la documentazione che asseveri

la sua esclusiva proprietà su quel bene.

La legge prevede particolari casi di agevolazioni ed aumento dell’indennità, nel

caso di cessione “volontaria” del bene.

Conseguito l’accordo, questo deve essere trascritto nei registri immobiliari.

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Emanazione del decreto di esproprio

Qualora l’espropriato non accetti l’indennità di esproprio, si prosegue con la

procedura, con il deposito dell’indennità proposta presso la Cassa Depositi e Presti-

ti, e successiva emanazione del decreto di esproprio.

La retrocessione del bene

Nel caso in cui l’opera non venga eseguita entro 10 anni dal decreto di espro-

prio, l’espropriato può chiedere all’ente che ha emanato il decreto, che venga pro-

nunciata la decadenza della dichiarazione di pubblica utilità, e gli sia restituito il

bene espropriato, con il pagamento di una somma a titolo di indennità.

Beni culturali, archeologici

I beni culturali ed archeologici sono di godimento pubblico in quanto facenti

parte del demanio storico, artistico, archivistico dello Stato.

Anche questi possono essere oggetto di esproprio se e in quanto l'espropriazio-

ne realizzi migliori condizioni di tutela degli stessi.

La giurisdizione in materia di esproprio

Per le controversie aventi per oggetto gli atti della P. Amm.ne inerenti le proce-

dure d’esproprio, è competente il giudice amministrativo, mentre, riguardo la deter-

minazione dell’indennità di esproprio è competente il giudice ordinario.

In ogni caso, l’espropriato può chiedere alla corte di appello nel cui distretto si

trova il bene espropriato, la determinazione giudiziale del bene.

Occupazione d’urgenza

L’0ccupazione d’urgenza si ha nei casi di una necessità urgente di acquisire

quei beni che si intende espropriare, e che vengono, di fatto acquisiti al momento

previa dichiarazione di urgenza risultante da un apposito decreto che ha validi

di due anni, entro il quale termine si dovrà completare la procedura di esproprio,

con l’emissione del relativo decreto di esproprio.

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Occupazione temporanea

L’0ccupazione temporanea è limitata nel tempo, e precisamente al tempo ne-

cessario per l’esecuzione di quei lavori che si vanno a svolgere nella proprietà conti-

gua.

In questo caso si ha diritto ad un indennizzo per l’occupazione temporanea,

ed al ripristino dei luoghi, nel caso siano stati alterati.

Accessione invertita

Contrariamente a quanto è previsto per il privato che, in quanto proprietario

del suolo, è ritenuto proprietario di tutto quello che vi insiste, nel caso della P.

Amm.ne, la costruzione di un bene su un suolo altrui, comporta la proprietà del

bene per la P. Amm.ne, anziché del legittimo proprietario del suolo, che ha solo di-

ritto ad un risarcimento commisurato al valore del suolo occupato.

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Palermo 14/07/2004

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