[napoli - 1] campania/direzione/01 ... 06/09/10

corrieredelmezzogiorno.corriere.it

[napoli - 1] campania/direzione/01 ... 06/09/10

Speciale Serie A

di FRANCESCO MARCIANO

Affari del Nord. Dal 1898 ad oggi.

No, non è una rivisitazione calcistica

della questione meridionale. Potrebbe

esserlo, però. Sì, perché i

numeri parlano chiaro: la serie A è, da sempre,

dominata dalle squadre settentrionali.

Che fanno man bassa, di conseguenza, di

scudetti e coppe nazionali. Dal Genoa all’Inter,

passando per la Pro Vercelli, Milan, Juventus,

Torino, Roma, Cagliari, Casale, Novese,

Bologna, Verona e Fiorentina, l’albo

d’oro del campionato italiano divide in

due la geografia del Belpaese: da una parte,

appunto, il Centro- Nord. Dall’altra, il

Sud. Napoli: unica città al di qua del Garigliano

in grado di fregiarsi del titolo di

Campione d’Italia. Al Sud è più difficile,

ma quando si vince, è tremendamente

più bello.

Non è ancora in grado, la compagine di

Walter Mazzarri, di competere per lo scudetto.

E, forse, non ha nemmeno compiuto

il definitivo salto di qualità tanto auspicato,

per essere annoverata tra le pretendenti

fisse ad un posto in Champions League.

Altrettanto dicasi, al momento, per il

Palermo, per importanza la seconda città

meridionale.

Ma il Regno delle Due Sicilie, ad ogni modo,

è pronto alla sua rivincita. Calcisticamente

parlando, s’intende. La questione meridionale

abita anche qui. Bari, Catania, Lecce,

Palermo, Napoli: cinque sorelle a fronteggiare

lo strapotere del Nord. Le premesse

per far bene ci sono tutte: il successo dei

sempre più bravi e sorprendenti galletti di

Ventura nel prologo stagionale, guarda caso

contro la Juventus, lascia ben sperare. Prove-

rà, il neopromosso Lecce, a garantirsi la permanenza

in serie A: Gigi De Canio, uomo

del Sud, è tecnico preparato e serio. Con un

po’ di fortuna e mille idee, avrà il Salento

dalla sua. Sconfitto a Verona nella gara

d’esordio, il Catania del duo Pulvirenti-Lo

Monaco si presenta ai nastri di partenza con

l’organico pressoché inalterato. Maxi Lopez,

Mascara e Ricchiuti, ma anche Llama, Izco e

Morimoto i punti fermi della squadra - al

quinto anno consecutivo in A - affidata a

Marco Giampaolo. In bocca al lupo.

Il Palermo, orfano di Cavani, punta tutto

su Miccoli, Hernandez e Pastore, da Diego

Armando Maradona definito un «maleducato

del calcio» al Mondiale sudafricano. Zam-

Il Regno delle Due Sicilie, è pronto

alla rivincita nel calcio. Bari, Catania, Lecce,

Palermo, Napoli contro lo strapotere del Nord

Lunedì 6 settembre 2010

IL SUD RICONQUISTA IL SUO POSTO

parini vuole la Champions: impresa titanica,

che Delio Rossi proverà a tramutare in realtà

con i suoi schemi spregiudicati. Il Napoli, infine.

Sfiorata la qualificazione all’Europa

«dei grandi», il collettivo azzurro punta almeno

al quarto posto. Intelligente, il mercato

del club, che oltre alla validità dei suoi elementi,

guarda anche al fair play finanziario:

Cavani, Lucarelli, Sosa e Yebda a completare

un organico già di per sé competitivo.

L’inaspettata partenza di Quagliarella per

Torino (briganti e piemontesi, ancora una

volta) apre spazio, però, ad alcuni interrogativi:

è più forte, il Napoli, dell’anno scorso?

E ancora: basteranno, qualitativamente e numericamente,

gli uomini a disposizione di

Mazzarri a competere su tre fronti, oppure -

riprendendo il pensiero del tecnico toscano

- a gennaio si dovrà correre ai ripari?

© RIPRODUZIONE RISERVATA


2

NA

LE STATISTICHE

Una stagione di sogni e di speranze,

di obiettivi centrati, o alle

volte mancati di un soffio. Nuovi

record e tanta passione. Tutto

questo con l’imperativo di crederci

sempre sino al 90’. Poi, spenti i riflettori,

dei cori dagli spalti, delle rimonte impossibili,

dei goal fatti e subiti, resta il ricordo

nella mente di chi c’era e, naturalmente,

negli archivi dell’Iffhs (acronimo inglese

per Istituto internazionale di storia e

statistica del calcio). E proprio l’Iffhs ha

recentemente pubblicato la classifica aggiornata

dei più prestigiosi club del mondo.

Il risultato? La serie A domina grazie

all’impresa dell’Inter, prima in assoluto

grazie alla duplice vittoria tra campionato

e Champions League.

Dopo aver diviso la testa con il Barcellona

negli ultimi mesi, l’Inter ha infatti conquistato

il comando solitario della classifica

dell’Iffhs, stilata prendendo in considerazione

il periodo che va dall’1 settembre

2009 al 30 agosto 2010; i nerazzurri

sono soli al primo posto con 293 punti,

dieci in più dei blaugrana secondi, mentre

al terzo posto si conferma il Bayern

Monaco. Gli interisti hanno insomma un

altro motivo per gioire di una stagione,

quella passata, che non smette di far risuonare

gli echi di gloria tanto attesi.

Quella dell’Inter, rispetto alle altre italiane,

è comunque una posizione solitaria.

Infatti dalla fotografia scattata dall’Iffhs, i

club della serie A, fatta eccezione per i nerazzurri,

non arrivano oltre il 13esimo posto

conquistato dalla Roma. Bene per la

Juve che, nonostante una stagione non

certo brillante, ha compiuto un grande

balzo dal 40esimo sino al 15esimo posto.

Ma ricordiamo che sul suo escursus pesava

anche la stagione passata in serie B dopo

la revoca dello scudetto.

Gratificato il Napoli di Mazzarri che con

un buon campionato e grazie al traguardo

Europa League conquistato a suon di vittorie,

si è ritrovato 125esimo. Secondo Marco

Fassone, direttore generale del Napoli,

intervenuto ai microfoni di Radio Marte:

«Il piazzameto della squadra nel ranking

Iffhs corrisponde ad un’aspettativa arriva-

CLASSIFICA IFFHS:

INTER IN VETTA,

IL NAPOLI AVANZA

ta già dopo aver vinto con l’Elfsborg. Si

tratta di un risultato importante perchè

questa classifica è fondamentale nei sorteggi

europei. Proprio grazie alle due vittorie

contro l’Elfsborg il Napoli ha guadagnato

le posizioni che hanno consentito di essere

in terza fascia negli ultimi sorteggi di

Europa League. Dobbiamo fare i complimenti

ai nostri ragazzi - dice Fassone- per

aver portato a casa due vittorie che hanno

consentitodato un punteggio maggiore».

E a conti fatti il Napoli è sesto tra le italiane

nella speciale classifica dell’Iffhs.

«Un buon risultato anche se - sottolinea

ancora Fassone - come tifoseria e per

altri fattori il Napoli meriterebbe di essere

anche più su, più in alto anche della Roma.

Ma non vogliamo fermarci. Faremo le

cose con la dovuta gradualità, ma l’obiettivo

è quello di situare il Napoli nel novero

di una visibilità internazionale costante.

Anche per questo le sei partite europee

dei gironi saranno importanti per noi, per

fare esperienza e per continuare a scalare

questa classifica che è importante nelle fasce

dei sorteggi, come abbiamo visto».

Alle spalle dei nerazzurri, insomma, nessuna

delle nostre. Dal secondo a decimo

posto solo club stranieri, quasi tutti europei,

a conferma di un calcio brillante, spettacolare

e ricco di successi. Al secondo posto

troviamo infatti il Barcellona (Spagna),

seguito da Bayern Monaco (Germania),

Chelsea (Inghilterra), Liverpool (Inghilterra),

Anderlecht (Belgio), Atletico

Madrid (Spagna), Werder Bremen (Germania),

Estudiantes de la Plata (Argentina) e

Internacional di Porto Alegre (Brasile).

Così, come detto, per trovare le altre

protagoniste della seria A bisogna scorrere

la graduatoria dal 13esimo piazzamento

della Roma sino 335esimo del Cagliari e

precisamente, oltre al Napoli e alla Juventus,

la classifica dell’Istituto internazionale

di storia e statistica del calcio vede

35esima la Fiorentina, 48esimo il Milan,

125esima la Sampdoria, 143esimo il Palermo,

157esimo il Genoa, 162esima la Lazio,

197esima l’Udinese, 236esimo il Catania,

287esimo il Parma, 290esimo il Bari e,

come detto, 335esimo il Cagliari. Ora, con

il campionato di serie A alle prime battu-

Lunedì 6 Settembre 2010 Corriere del Mezzogiorno

Inter prima

Scudetto,

Champion e Coppa

Italia hanno dato ai

nerazzurri il vertice

te, per le italiane non resta che cercare di

continuare la scalata. Prima tra tutte l’Inter

che avrà come obiettivo, non certo

semplice, di conservare la vetta nel

ranking Iffhs.

Raffaele Nespoli

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Corriere del Mezzogiorno Lunedì 6 Settembre 2010

IL NUOVO BOMBER

La storia di Cavani

e tutti i retroscena

sul trasferimento a Napoli

BOTIJA? NO, EL MATADOR

Quando il Napoli pensava a Cavani

nessuno poteva immaginarlo.

Il Palermo in cambio

chiese Quagliarella, storia di almeno

due mesi fa. La vicenda fa parte

di un dietro le quinte sostanzioso, ma

mai nessuno riuscì ad intuire che ci

fosse in atto la trattativa dei bomber

tra le due regine del Sud.

Sabatini e Bigon, i due direttori

sportivi, si incontravano di nascosto,

lontano da occhi indiscreti. In cambio

i siciliani chiedevano l’attaccante di

Castellammare di Stabia che aveva incantato

tutti in quella manciata di minuti

giocati ai Mondiali. Ma poi non

se ne fece più nulla: il Napoli ha preso

Edinson senza scambi ma sborsando

17 milioni di euro (il secondo acquisto

più oneroso della gestione De Laurentiis

dopo Quagliarella). L’uruguaiano

si è presentato ai nuovi tifosi con

tre gol in due partite, non male come

avvio. Una doppietta all’Elfsborg in

Europa league e una in campionato a

Firenze è stato il biglietto da visita dell’uruguagio.

Manca ancora una rete al San Paolo,

ma vista la sua prolificità non ci sarà

molto sda attendere. Di certo il bomber

della Celeste sa il fatto suo e vuole

dimostrarlo a chi gli ha dato fiducia.

Un ingaggio tormentato, quello dell’uruguaiano.

Quel viaggio in macchina

lungo il fiume Rio Uruguay e quel

contratto che non voleva più arrivare,

tutta colpa della coda alla frontiera. La

firma è giunta nella notte, il più tranquillo

era proprio il giocatore uruguagio:

lui andava a caccia nella sua Salto,

pronto poi a firmare il contratto quando

in Italia ormai nessuno ci credeva

più. Poi è sbarcato nella sua nuova città

adottiva, si è presentato ai napoletani

con quella sua voce pacata e con le

idee ben chiare: «Voglio vincere e giocare

per una squadra che ha grandi tifosi.

Il progetto è stuzzicante». L’uruguagio

aveva chiesto lui stesso di andare

via da Palermo, a causa di un episodio

che ha creato una profonda ferita

nel giocatore: lui e Pastore subirono

un’aggressione da un gruppetto di esagitati.

Se la videro brutta e in quel momento

Cavani maturò la decisione di

andare altrove. Il 3 agosto è stato il

grande giorno, il contatto con i napoletani,

durante la partita amichevole

con il Wolfsburg. Un abbraccio caloroso

e una promessa: voglio lo scudetto.

Non sarà facile ma Edy ce la metterà

tutta e le premesse sono buone dopo

le tre stagioni con la maglia rosanero:

109 presenze e 34 gol.

Cavani è un fervente cristiano evangelico

ed è un Atleta di Cristo, sottolineata

dalle t-shirt esibite dopo i gol

(«Dio ti amo», «I belong to Jesus»). Il

nonno di Edinson è nato a Maranello

e ha lavorato in Sicilia, e con la sua maglia

numero 7, la sua prediletta, ha già

fatto vedere di che pasta è fatto. Con

Maria Soledad, sua moglie, ha scelto

Napoli e le sue bellezze ed è rimasto

incantato. Il suo arrivo è stato facilita-

In Uruguay

I tifosi del Danubio lo prendevano in giro

per il suo fisico fragile a forma di bottiglia

Poi Edinson si è trasformato in bomber vero

Ora promette: sono qui per vincere

Al centro il primo gol con il Napoli; sotto

con la maglia della Celeste; a sinistra il

gol segnato agli azzurri lo scorso anno

to però dall’amico Gargano, con il quale

ha vinto un campionato con il Danubio

in Uruguay. El Mota gli ha tessuto

le lodi di Napoli e ne ha descritto le

bellezze, convincendolo ad accettare

le lusinghe azzurre.

Lì in Uruguay lo prendevano in giro

per il suo fisico fragile ed era soprannominato

El Botija, ora per tutti

è el Matador, anche se non ha mai segnato

tanti gol tanto da indispettire i

tifosi del Palermo che con lui avevano

un rapporto di odio-amore. Ma il

suo lavoro di pressing e difesa è molto

apprezzato dagli allenatori e in particolare

da Mazzarri che sta modellando

l’attacco proprio in funzione dell’uruguagio.

Lui si sposa alla perfezione

con i meccanismi del tecnico toscano

e vuole lasciare il segno qui a Napoli,

nello stadio che già ama e che lo

accolto come un re. E’ già una certezza

è inutile nasconderlo, a 23 anni,

può solo migliorare in un Napoli tutto

sudamericano e in un gruppo che

già lo ha adottato.

Donato Martucci

© RIPRODUZIONE RISERVATA

La scheda

Nato il 14 febbraio del 1984,

nel giorno di San Valentino.

Di origini italiane poiché il

nonno paterno, che aveva

lavorato in Sicilia, era

originario di Maranello,

trascorre l'infanzia giocando

al confine con l'Argentina fino

a quando, a dodici anni, si

trasferisce a Montevideo,

capitale uruguaiana. Entra

così nel settore giovanile del

Danubio, una delle dodici

squadre di calcio della città.

Anche suo padre Luis è stato

un calciatore:

soprannominato El Gringo, ha

giocato in squadre

uruguaiane di prima divisione

e conta qualche presenza in

Nazionale; suo fratello

maggiore, Walter

Guglielmone, gioca invece nel

Neftçi Peskar Futbol Klubu, in

Azerbaigian.

Di fervente fede cristiana

evangelica pentecostale (è

difatti un Atleta di Cristo), il 9

giugno 2007 si è sposato con

Maria Soledad dalla quale ha

avuto una figlia.

3

NA


4

NA

Lunedì 6 Settembre 2010 Corriere del Mezzogiorno


Corriere del Mezzogiorno Lunedì 6 Settembre 2010

NELL’AREA AVVERSARIA

L’ATTACCO DEI SOGNI

Un reparto che appare

completo con i nuovi arrivi,

da Lucarelli a Dumitru

Unattacco tutto nuovo. Per stupire

in Europa e in campionato.

Magari per ottenere il tanto agognato

posto in Champions League.

Insomma, per migliorare la passata

stagione che pure è stata incastonata da

grandi prove in campo. Il caso Quagliarella

e il suo addio hanno lasciato un vuoto

nei tifosi, così come quello di German Denis.

Lo stabiese aveva chiuso la stagione

con 11 reti, l’attaccante argentino in due

anni ne ha realizzate solo tredici. Nonostante

sia stato apprezzato dai napoletani

per il suo impegno, il suo bilancio non è

stato tale da essere riconfermato. E così Bigon

ha deciso di cambiare. Via Quagliarella

che a Napoli non si è mai imposto come

leader, dentro Cavani. Via Denis, ecco Lucarelli.

L’uruguagio, 23 anni, può agire come

prima punta ma garantisce quel salto di

qualità in più e soprattutto sa giocare in

tutte le zone del campo, non disdegnando

anche il pressing e il ritorno a centrocampo

per raccogliere la palla dai compagni.

Un attaccante moderno, completo e abile

anche in zona gol. D’accordo, non è un

bomber da 20 gol ma da doppia cifra sicuramente.

Le premesse sono buone: tre gol

in due partite. Non male come avvio. C’è

poi Cristiano Lucarelli che porta in dote

una barca di gol: 119 per la precisione e

non sono poche per un attaccante che in

carriera ha cambiato circa dodici squadre.

Mazzarri lo ha voluto fortemente per creare

un’alternativa valida: con lui in serie B

alla Reggina Lucarelli ha segnato 29 gol.

D’accordo, era in serie B, ma il tecnico

toscano è pronto a scommettere sulla verve

del Che di Livorno che non smette mai

di lottare soprattutto in attacco. Nell’area

piccola non ha rivali. L’attacco è completato

dalle certezze Hamsik (capocannoniere

Lavezzi e Hamsik,

le due certezze

dello scorso anno

con lo slovacco

che è stato

capocannoniere

azzurro nella

scorsa stagione

L’argentino

quest’anno

appare più

maturo

della scorsa stagione) e Lavezzi che sembra

aver ritrovato la voglia e lo smalto di

sempre.

Ma anche da altri due acquisti che arrichiscono

un reparto che non entusiasma

ancora i tifosi, ma affascina. Uno dei nomi

che fa sognare è quello di Sosa. Il suo soprannome

è il Principito, il piccolo principe.

E’ destro, ma usa bene il mancino. Sui

calci da fermo, finalmente, darà al Napoli

la qualità che manca. Come caratteristiche

ha la qualità di Bogliacino, ma il cambio di

passo di Hamsik. Se parte da una delle due

fasce dietro la punta centrale può far divertire

chi gioca davanti a lui, ma ha dribbling

e verticalizzazione. Ha un solo difetto:

non vede molto la porta. Ma magari

Mazzarri riesce anche a farlo segnare.

L’ultimo innesto è una scommessa, ma

non solo. E’ un ’91 descritto da tutti gli operatori

di mercato come il nuovo Eto’o. Si

chiama Nicolao Dumitru, nato in Svezia da

madre brasiliana e padre rumeno. Ma parla

toscano, visto che l’Empoli lo ha adottato

da tempo e lo ha cresciuto come calciatore

e come uomo. Il coloured è un attac-

cante tutto pepe, forza fisica e qualità.

Nazionale azzurro Under 19, 19 anni, è

letale quando gli si lascia spazio. E’ un acquisto

prospettico per dirla alla De Laurentiis

che tutto il calcio ci invidia. Gli operatori

di mercato sono pronti a scommettere

che il ragazzo si farà valere e che è maturo

per grandi palcoscenici. Napoli è pronto

ad accoglierlo, lui non sta nella pelle nel

giocare al San Paolo e indossare la maglia

azzurra.

Donato Martucci

© RIPRODUZIONE RISERVATA

L’esperto

Mazzarri è pronto a scommettere

sulla verve di Lucarelli che non smette

mai di lottare soprattutto in attacco

Nell’area piccola non ha rivali. La sua

esperienza servirà al Napoli

La promessa

Nicolao Dumitru, nato in Svezia da madre

brasiliana e padre rumeno. Ma parla

toscano, ed ha passaporto italiano

Nazionale azzurro Under 19 è letale

quando gli si lascia spazio

5

NA


6

NA

Lunedì 6 Settembre 2010 Corriere del Mezzogiorno


Corriere del Mezzogiorno Lunedì 6 Settembre 2010

PRESENTE E FUTURO

COMPRATI OGGI

CAMPIONI DI DOMANI

Jose Ernesto Sosa; a lato Dumitru

Napoli regina del mercato,

acquistati giovani di talento

e campioni di grande esperienza

Napoli regina del mercato dopo

il Milan. Così la pensano

tutti gli operatori e gli analisti.

Un mercato fatto di pochi

nomi di spessore, di richiamo ma a

detta di tutti mirato nel colmare le lacune

della scorsa stagione. Innanzitutto, il

Napoli riparte da un gioco collaudato.

Ecco perché, magari, a detta degli

esperti del settore, la squadra partenopea

può competere per i traguardi più

prestigiosi e magari farsi largo in Europa

dove lo aspettano sei partite, tutte

difficili. Ma in campionato la società

partenopea potrà dire la sua, tanto da

meritarsi un 7 in pagella. Riccardo Bigon,

scelto da De Laurentiis per il dopo

Marino, si è trovato di fronte ad un

compito non facile, soprattutto in termine

di cessioni. Un compito arduo visto

il parco giocatori del Napoli: 34 calciatori

in rosa, tra rientri di prestiti e

comproprietà. Ecco, questa è stata la

maggiore capacità del dirigente veneto

che è riuscito a chiudere 15 cessioni e a

liberarsi di giocatori gravati da contratti

onerosi: vedi Dalla Bona (all’Atalanta),

Zalayeta ceduto in Turchia, De Zerbi

(rescissione e poi ai rumeni del

Cluji), Hoffer (Kaiserlautern), Contini

(Saragozza), Datolo (Espanyol), Navarro

(rescissione, poi all’Argentinos Juniors).

La strategia del mercato azzurro

è stata chiara: la priorità erano le cessioni

e sfoltire l’organico. Un organico fatto

anche di giocatori scontenti: Quaglia-

rella, Denis, Cigarini, Rinaudo. Solo per

questo, il Napoli merita un voto alto.

Perché cedere, in un mercato dove non

girano soldi, non è mai facile. Bigon è

riuscito ad avere interlocutori internazionali

e ha venduto e acquistato giocatori

in molte squadre europee blasonate.

Un notevole salto di qualità, non c’è

che dire, per un Napoli

che è cresciuto anche da

questo punto di vista.

Capitolo acquisti. Con

il Napoli che è intervenuto

in ogni reparto con oculatezza

e anche con lungimiranza.

In difesa con

l’uscita di Rinaudo, che ha

chiesto di andare via, è arrivato

Emilson Sanchez

Cribari, 30 anni, dalla Lazio.

Il brasiliano, alto 187

cm per 79 kg, è un profondo

conoscitore del calcio

italiano, avendo giocato sin dai 18 anni

all’Empoli, dopo un anno in Brasile

ed essersi poi consacrato con la Lazio

(una coppa Italia e una supercoppa Italiana

nel suo palmares). Di certo non è

più una scommessa, ma una valida alternativa

al reparto difensivo azzurro

già collaudato. A centrocampo, è arrivato

il franco-algerino Yebda (26 anni)

Gargano lo conosce bene perché lo ha

sofferto nella doppia gara con il Benfica

valido per l’accesso alla Coppa Uefa,

ora Europa League. Yebda rappresenta

quei centimetri e quella forza fisica che

mancava al Napoli da tempo. Nazionale

algerino, se ritrova lo smalto e la forma

fisica, può rappresentare una delle

sorprese del campionato italiano. In attacco

il Napoli ha ingaggiato nomi importanti.

Cavani è il fiore all’occhiello:

il 23enne uruguagio rappresenta il futuro

ma anche il presente, essendo un

giocatore che da tre anni è in Italia e

non ha di certo sfigurato nelle due precedenti

stagioni a Palermo. E’ l’investimento

più oneroso, il secondo dell’era

De Laurentiis dopo Quagliarella. Una

garanzia che non tradirà le attese. A far

da chioccia al gruppo Cristiano Lucarelli,

35 anni ad ottobre, che non sbaglia

una stagione in termini di gol. Fortemente

voluto da Mazzarri è l’esperienza

in campo. Quello che si fa sentire

contro i difensori, quello che lotta senza

mai alzare la voce e pretendere un

posto da titolare.

Completano il reparto due virgulti:

Jose Ernesto Sosa (prelevato dal

Bayern Monaco) e Nicolao Dumitru

giovane dell’Empoli su cui tutti sono

pronti a scommettere. L’argentino,

grande amico di Lavezzi, è un trequartista

tutto dribbling e assist, il vice Hamsik

ma anche vice Lavezzi. Duttile e capace

di molti inserimenti in attacco nel

dai e vai. Dumitru, invece, è un 19enne

di grande futuro, che ha scelto la maglia

numero 12 proprio quella di Henry,

cui viene spesso paragonato. Ha già

impressionato nei primi allenamenti.

E’ l’investimento del futuro. Il Napoli

guarda molto lontano.

Donato Martucci

© RIPRODUZIONE RISERVATA

L’eccezione

Cribari,

il fair play

contrattuale

Emilson Cribari,

difensore del Napoli,

acquistato nelle ultime

ore del mercato appena

terminato. Trent’anni,

duecento partite in serie

A e una discreta

esperienza in Europa,

con tanto di presenze in

Champions League. Due

anni sfortunati alla

Lazio (l’ultimo giocato

in prestito al Siena) e la

perdita della ribalta, il

deprezzamento del

cartellino e la

contestazione di buona

parte della tifoseria. Il

Napoli ha creduto in lui,

Mazzarri ritiene che il

difensore possa

ritrovare la verve dei

tempi d’oro e

riacquistare credibilità

nazionale e

internazionale. Cribari è

arrivato in punta di

piedi e si è posto come

eccezione in un mondo

dove i calciatori mirano

a contratti quanto più

lunghi possibile. Un

anno solo e la voglioa di

riconferma sul campo.

Fair play.

7

NA


8 Lunedì 6 Settembre 2010 Corriere del Mezzogiorno Corriere del Mezzogiorno Lunedì 6 Settembre 2010

9

NA NA

STAGIONE 2010-2011

NUMERI DI PASSIONE

Partito il campionato,

i record inarrivabili

e i sogni in campo

E' partita la lunga cavalcata del campionato

di calcio 2010-11 di serie A: è il

109esimo della storia della pedata italica,

il 79esimo a girone unico, il

12esimo a venti squadre, il 69esimo con il Napoli

nel lotto delle partecipanti, il primo in assoluto

contrassegnato dalle gare a mezzogiorno

e dalla tessera del tifoso, il primo dal lontano

22 ottobre 1967 senza la moviola di mamma

Rai in tv. Queste sono soltanto alcune cifre di

uno spettacolo sempre affascinante, esaltante,

emozionante, appassionante.

La corsa, partita lo scorso fine settimana, si

snoderà lungo 9 mesi attraverso le canoniche

38 giornate (si chiude il 22 maggio 2011), 4 turni

infrasettimanali (mercoledì 22 settembre

prossimo, mercoledì 10 novembre 2010, giovedì

06 gennaio 2011, mercoledì 02 febbraio

2011) e 5 soste (domenica prossima per le gare

di qualificazione a Euro 2012 della Nazionale,

idem domenica 10 ottobre, quindi domenica

26 dicembre e domenica 2 gennaio per le festività

natalizie, infine domenica 27 marzo ancora

per le gare di qualificazione a Euro 2012 dell'Italia

di Cesare Prandelli). Una cavalcata che

significa anche caccia all'Inter e a un tricolore

che, tra quelli vinti sul campo e quelli arrivati

dopo le udienze in tribunale, la società nerazzurra

non molla da ben cinque stagioni. A tal

proposito, questa è la graduatoria dei titoli vinti:

Juventus 27, Inter 18, Milan 17, Genoa 9, Bologna,

Pro Vercelli e Torino 7, Roma 3, Fiorentina,

Lazio e Napoli 2, Cagliari, Casale, Novese,

Sampdoria e Verona 1.

Partecipano al campionato in corso, a conferma

di una certa trasversalità del torneo, squadre

che rappresentano 12 regioni della Penisola:

Emilia Romagna (Bologna, Cesena e Parma),

Lombardia (Brescia, Inter e Milan), Lazio

(Lazio e Roma), Liguria (Genoa e Sampdoria),

Puglia (Bari e Lecce), Sicilia Catania e Palermo),

Campania (Napoli), Friuli Venezia Giulia

I primati

Edy Reja l’allenatore più anziano, Mihajlovic il

più giovane. Silvio Piola l’attaccante più

prolifico con 274 reti. Tra i calciatori in attività

il più vicino è Totti ma ha 82 gol di meno

Una curiosità: nessuno dei venti tecnici

dell'attuale massima serie

ha mai vinto il campionato italiano

(Udinese), Piemonte (Juventus), Sardegna (Cagliari),

Toscana (Fiorentina) e Veneto (Chievo).

Si tratta di società che vantano 89 scudetti

complessivi.

Ma veniamo ai singoli: sono 10 gli allenatori

confermati (Colomba è saltato pochi giorni fa,

al suo posto è arrivato Malesani) rispetto alla

scorsa stagione, altrettanti i nuovi, ed appena 2

gli esordienti (Bisoli giunto a Cagliari dopo la

doppia promozione con il Cesena, e Benitez

che fa il suo debutto in A sulla panchina dell'Inter

dopo anni di Liga e Premier), ma spiccano

soprattutto due dati: nessuno dei venti tecnici

dell'attuale massima serie ha mai vinto il campionato

italiano; ben 4 delle formazioni che

hanno chiuso l'anno scorso ai primi 7 posti,

hanno cambiato guida (Inter, Milan, Sampdoria

e Juventus).

Il trainer più anziano è Edy Reja (Lazio) con i

suoi 65 anni, mentre il più giovane è Sinisa

Mihajlovic (Fiorentina), appena 41enne. Capitolo

giocatori: anche qui è caccia aperta, stavolta

al titolo di capocannoniere detenuto da Totò

Di Natale, autore di 29 reti nel corso del torneo

I miti

Sopra Maradona con a lato

il primo scudetto del Napoli;

a sinistra un tridente

della Juve che ha il record

di scudetti; a destra Piola,

capocannoniere di tutti

i tempi e sotto Reja,

l’allenatore più anziani

2009-2010. A tal proposito, Silvio Piola detiene

il primato assoluto dei gol realizzati nel massimo

campionato, 274. Dietro a lui Gunnar Nordahl,

miglior cannoniere straniero di sempre

con 225 centri. Lo svedese vanta anche il record

di segnature in un torneo: 35, realizzate

nella stagione 1949/50.

Tra i giocatori in attività, il migliore è il capitano

della Roma Francesco Totti (192), seguito

dallo juventino Alessandro Del Piero (177) e

dal milanista Filippo Inzaghi (154). Tra gli stranieri

tesserati in questa stagione il più prolifico

è Hernan Crespo del Parma (145). Il primato assoluto

di presenze nella massima divisione invece,

lo detiene Paolo Maldini, ritiratosi dopo

aver disputato 647 partite (Javier Zanetti dell'Inter

è il primo in attività, 10˚, a quota 502).

Rispetto ai numeri relativi all'ultimo torneo,

spiccano i 588 minuti di imbattibilità (nell'arco

di 7 partite) del portiere del Napoli Morgan De

Sanctis, capace anche di opporsi con successo

a 3 rigori di seguito (entrambi sono record stagionali).

Il club azzurro, poi, va quest'anno all'assalto

delle primissime posizioni di due spe-

ciali classifiche che chiamano in causa la tifoseria:

l'anno scorso il sodalizio partenopeo si è

piazzato al secondo posto come media spettatori

al San Paolo (dietro alla sola Inter, che ha

chiuso con 5.400 presenze medie in più), e al

quinto come audience televisiva generale (alle

spalle di Inter, Juve, Milan e Roma). Migliorare

questi dati, visto anche l'entusiasmo per la qualificazione

in Europa League e il buon esordio

in campionato, non è una chimera. Anzi.

Dino Manganiello

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Il primo esonero

Partecipano al campionato di

serie A, quest’anno, a

conferma di una certa

trasversalità del torneo,

squadre che rappresentano

12 regioni della Penisola:

Emilia Romagna (Bologna,

Cesena e Parma), Lombardia

(Brescia, Inter e Milan), Lazio

(Lazio e Roma), Liguria

(Genoa e Sampdoria), Puglia

(Bari e Lecce), Sicilia Catania

e Palermo), Campania

(Napoli), Friuli Venezia Giulia

(Udinese), Piemonte

(Juventus), Sardegna

(Cagliari), Toscana

(Fiorentina) e Veneto (Chievo).

Si tratta di società che

vantano 89 scudetti

complessivi.

Dieci gli allenatori

riconfermati, ma ce ne è uno

che è stato esonerato prima

ancora di cominciare la

stagione. Si tratta di Franco

Colomba, licenziato dalla

nuova dirigenza del Bologna

due giorni prima dell’esordio

in campionato contro l’Inter.

Al suo posto alla guida della

squadra è stato ingaggiato

Malesani.


10

NA

Lunedì 6 Settembre 2010 Corriere del Mezzogiorno


Corriere del Mezzogiorno Lunedì 6 Settembre 2010

IL PUBBLICO

TIFOSI SOLO CON TESSERA

L’EUROPA È PER TUTTI

Tifosi in piazza del Plebiscito; a lato la tessera azzurra

Viaggi low cost e carovane già organizzate

Nelle principali capitali, spuntano

club a sostegno delle big: Napoli è in pole

Latessera del tifoso non li fermerà. Erano

in seicento a Firenze, in mille a Boras

e saranno di nuovo tanti in giro

per l’Italia e l’Europa al seguito del Napoli.

E’ la carovana azzurra, quella che segue il Napoli

dappertutto. Lo scorso anno era con la

squadra su ogni campo ma sotto mentite spoglie.

Per seguire i ragazzi di Mazzarri molti erano

ricorsi ad un espediente: si erano tesserati

con un altro club.

Con le card di Milan, Inter o Juventus riuscivano

ad eludere controlli e divieti, ma una volta

sulle tribune, come novelli Superman, via la

copertura, ed ecco le magliette biancazzurre

spuntare dai giacconi per testimoniare la fede

del tifoso. Quest’anno è andata diversamente.

Se n’è accorto anche il ministro degli interni

rispetto alla palese violazione che le istituzioni

stavano perpetrando ai danni dei napoletani.

Non solo le Azzurro card non erano state consegnate,

ma per la trasferta di Firenze non era stata

nemmeno data la possibilità di acquistare i

biglietti con le ricevute del pagamento presso

le poste italiane.

Poi il via libera e mentre in altri stadi si sono

registrati dei momenti di tensione, a Firenze

tutto è filato per il meglio.

Una dimostrazione di civiltà che i tifosi napoletani

hanno lanciato a tutta Italia. Ora sono oltre

settemila le tessere, ancora un’incognita il

dato abbonamenti, ma più o meno si viaggia

sulla stessa cifra. Se tanti saranno quelli che

avranno la possibilità di accedere in tutti gli

stadi d’Italia, diverso sarà il discorso per la carovana

europea. Dove la tessera non servirà: il

decreto Maroni vale per il territorio nazionale,

le gare europee seguono invece la normativa

Uefa. Il girone del Napoli con Utrecht, Steaua

Bucarest e Liverpool ha regalato due città che

sono feudi di napoletani all’estero. Da Utrecht

hanno risposto presente tutti i napoletani

d’Olanda, da Liverpool, la città dei Beatles,

aspettano di sentire «You’ll never walk alone»

, l’inno dei Reds, tutti i napoletani che vivono

nel nord dell’Inghilterra. Se a Boras sono stati

in mille, anche a causa della lontananza e del

viaggio molto lungo, in Olanda ed Inghilterra

si aspettano almeno il doppio. Resta poi sem-

Nel mondo

Resistono i feudi di Little Italy e San Paolo,

regnano quelli in America anche se

non è più tanto New York quanto il New Jersey

ormai la sede della curva napoletana

11

NA

pre in piedi il discorso dei tifosi del mondo.

Qualcuno li ha quantificati in sei milioni, ma

a giudicare dai siti internet nati come funghi

negli ultimi periodi, nei forum abbondano

post che arrivano da Stati Uniti, Brasile, Canada.

I feudi di Little Italy e San Paolo resistono

ancora anche se non è più tanto New York

quanto il New Jersey ormai la sede della curva

azzurra in America.

Tantissimi anche i tifosi del Napoli tra i militari

italiani impegnati in missione di pace. Un

saluto arriva dal Libano dove con tanto di bandiera

che avvolgeva il televisore, i tifosi azzurri

hanno festeggiato la qualificazione in Europa

League.

Club stanno sorgendo in ogni dove. A Londra

hanno addirittura creato una sciarpa quelli

del Napoli London fan. Con tanto di mix tra i

colori azzurri e quelli britannici. Costo 12 sterline.

A Madrid organizzano visioni collettive ora

in un ristorante ora in un altro, a Stoccolma c’è

chi ha dirottato la parabola in direzione del satellite

Hot Bird e riesce a vedere con l’abbonamento

italiano tutto il campionato. Abbonamento

italiano che fa gola anche in Inghilterra.

Succede a Salisbury, dove un pub proietta

tutta la programmazione di calcio italiano per

evitare gli alti costi dello Sky inglese. Tanto la

Premier in lingua originale il sabato si vede lo

stesso. E la domenica partita del Napoli. I proprietari?

Nemmeno a dirlo un ragazzo del luogo

e la sua fidanzata figlia di immigrati napoletani.

In tutto il mondo l’azzurro è un garanzia.

Donato Martucci

© RIPRODUZIONE RISERVATA


12

NA

Lunedì 6 Settembre 2010 Corriere del Mezzogiorno


Corriere del Mezzogiorno Lunedì 6 Settembre 2010

IL CAMPIONATO IN TV

SENZA PIÙ MOVIOLONE

Croce e delizia di tutti i tifosi,

dopo più di 40 anni

di discussioni e «processi»,

la moviola Rai abbandona

i campi di calcio. Insomma,

addio alle valutazioni sui fuorigioco,

sui goal fantasma e, soprattutto,

niente più polemica infinita, e

infuocata, sulle scelte arbitrali.

Una decisione in controtendenza

che interrompe un cammino che

affonda le sue radici nel 1965, con

un programma che negli anni ha

fatto discutere milioni di italiani.

La Domenica Sportiva dell’indimenticabile

Enzo Tortora, il primo

ad arricchire le notizie sugli avvenimenti

sportivi della giornata

con spazi ai commenti e agli approfondimenti

con ospiti in studio.

Di lì, ecco l’innovazine tecno-

Supplemento al

Distribuito con il Corriere della Sera

non vendibile separatamente

Marco Demarco

direttore responsabile

Maddalena Tulanti

vicedirettore

Francesco Durante

redattore capo redazione campana

©

Dopo 40 anni alla Rai

niente più fuorigioco

o gol nullo al rallenty

Nel 1965

La Domenica Sportiva

dell’indimenticabile Enzo

Tortora, il primo ad arricchire

le notizie sugli avvenimenti

sportivi della giornata

con spazi ai commenti

e agli approfondimenti

Carmine Festa

redattore capo centrale

Editoriale del Mezzogiorno s.r.l

Ernesto Cesàro

presidente

Nicola Putignano

vicepresidente

Giorgio Fiore

amministratore delegato

Sede legale:

Vico II S. Nicola alla Dogana, 9

80133 Napoli - Tel: 081.7602001

Fax: 081.58.02.779

Reg. Trib. Napoli n. 4881

del 17/6/1997

© Copyright Editoriale del Mezzogiorno

s.r.l.

Tutti i diritti sono riservati. Nessu-

logica pronta a riscrivere le discussioni

sul calcio. Ecco la moviola.

Attraverso le immagini riprodotte

al rallentatore le azioni salienti delle

partite di cartello possono essere

analizzate e, naturalmente, lungamente

discusse. Indimenticabile

l’ammissione del proprio errore

da parte dell’arbitro Lo Bello che,

proprio durante La Domenica

Sportiva, messo di fronte alle immagini

di un calcio di rigore da lui

na parte di questo quotidiano può

essere riprodotta con mezzi grafici,

meccanici, elettronici o digitali.

Ogni violazione sarà perseguita a

norma di legge.

Stampa:

Sedit Servizi Editoriali srl

Via delle Orchidee, 1 - 70026 Z. I.

Modugno - Bari - Tel.

negato al Milan nei confronti della

Juventus, fu costretto a fare ammenda.

Nel corso degli anni l’amatissima

moviola si è trasformata

divenendo sempre più infallibile,

anche grazie al supporto della grafica

computerizzata. I salotti delle

trasmissioni sportive si sono così

trasformati in vere aule di tribunale

con tanto di «moviolisti» e commentatori

di ogni genere. Tutti

pronti a dire la propria, la moviola

è riuscita anche nell’impresa più

ardua, portare gli arbitri (naturalmente

dopo la fine della propria

carriera) dai campi di calcio sino

agli studi televisivi. Ma, per il nuovo

campionato, solo analisi sugli

aspetti tecnici delle partite di calcio,

grazie ad esperti di regolamento

che mostreranno alcuni casi

080.585.74.39

Rcs Produzioni spa. Via Ciamarra,

351 - 00169 - Roma

Tel. 06. 68.82.8917

Sped. in A.P. - 45% - Art.2 comma

20/B Legge 662/96 - Filiale di Napoli

Diffusione: m-dis Distribuzione

Media Spa - Via Rizzoli, 2- 20132

Milano - Tel. 02.25821

Pubblicità:

Rcs Pubblicità, Vico II San Nicola alla

Dogana, 9 - 80133 Napoli

Tel. 081.497.77.11

Fax 081. 497.77.12

Tariffe pubblicitarie (più IVA) - a

modulo:

Finanziaria € 142; Politica € 80 - €

Al centro uno dei più clamorosi casi da

moviola che fa ancora discutere; a sinistra

un rigore dubbio contro il Napoli nel ’74

«scolastici», tre o quattro alla settimana,

scelti per spiegare le sottigliezze

regolamentari del calcio.

Nessuna discussione, nessuna valutazione

dell’operato arbitrale.

Una decisione, quella adottata dalla

Rai, che ha raccolto subito tanti

consensi dai giudici di gara e dalla

Fifa, ma che forse rischia di scontentare

tutti gli appassionati che

al ’90 non aspettano altro che il

«moviolone». Perché diciamocelo,

quando si tratta di calcio, gli italiani

non solo sono grandi tifosi,

ma soprattutto sono allenatori ed

esperti arbitri. Sempre pronti a recriminare

il goal annullato o il fuorigioco

non visto per tutto l’arco

della settimana, sino ad nuovo e

attesissimo calcio di inizio.

Raffaele Nespoli

110 colore; Legale sentenze € 142;

Ricerche di personale € 100; Commerciale

104; Occasionale € 129;

Posizione prestabilita più 20%; Ultima

pagina più 25%

Calcio sul satellite

Tra Sky e Mediaset premium

il mondo dell’etere calcistico

è diventato quasi esclusivo

appannaggio dei due colossi

della televisione a

pagamento. Partite di calcio

di campionato e coppe

Europee e non solo. Entrambi

i canali satellitari dedicano

ampio spazio all’informazione

sportiva con approfondimenti

sul campionato di serie A

con un telegiornale 24 ore su

24 (Sky è stato il precursore

ed ora anche Mediaset si sta

attrezzando in tal senso). La

sfida sui diritti per questa o

l’altra competizione calcistica

è dunque sempre più

serrata. Commenti alle

partite, telecronaca,

bordocampo ed anche replay

delle azioni in diretta. La

moviola dunque ha cambiato

abitazione.

Proprietà del Marchio:

RCS Quotidiani S.p.A.

Distribuito con il

Direttore responsabile:

Ferruccio de Bortoli

VIVAI PIANTE Francesco Marrone

Giardinaggio e manutenzione verde per enti pubblici e privati

www.vivaifrancescomarrone.it

della Vivai Francesco Marrone

nasce a metà degli anni ’80, per l'ini-

L’attività

ziativa dell'omonimo imprenditore florovivaistico

di terza generazione, grazie alla

dedizione ed alla passione di costui per il

proprio lavoro.

Il contesto in cui prende vita la sua attività,

nonché la tradizione familiare, ha permesso

a Francesco Marrone di acquisire rapidamente

le competenze e le conoscenze

necessarie per avviare una florida attività

florovivaistica.

A fine anni 90, tuttavia, Francesco Marrone

ritiene di non limitare la propria iniziativa al

contesto in cui fino ad allora si era sviluppata

e pertanto decide di trasferirsi alle pendi-

ci del Monte Somma, scegliendo quale sede

della propria attività vivaistica un sito ottimale

dal punto di vista logistico e commerciale,

nonché climatico, trovandosi alle porte del

Parco Nazionale del Vesuvio. Attualmente

l'azienda vivaistica "Francesco Marrone" ha

sede in Somma Vesuviana (Na).

Qui Marrone reimpianta la propria attività

vivaistica colmando un gap di presenza su un

territorio molto ampio ed attestandosi rapida-

mente come uno dei principali del settore.

Nel corso degli anni, l’azienda, in cui si

sono fusi tradizione ed innovazione, ha saputo

crescere grazie all’opera di personale

qua- lificato che ha affiancato il titolare in

questa lunga avventura, conseguendo dalla

certificazione UNIISO 9001 e 2000 ed ottenendo

anche l'attestazione SOAcat.OS24 -

c1ass IV.

L’azienda, infatti, è costituita da un team di

tecnici e professionisti impegnati sia nella

progettazione di soluzioni adeguate alle esigenze

del committente che nell’esecuzione

dell’opera stessa, riuscendo a garantire in

questo modo assistenza in ogni fase: dalla

definizione del progetto all’esecuzione finale.

Oggi la Vivai Francesco Marrone è altamente

specializzata a livello internazionale

nella manutenzione dei manti erbosi di

impianti sportivi, in opere di ingegneria

naturalistica e nella progettazione e manutenzione

del verde urbano e di giardi- ni sto-

informazione pubblicitaria

rici. La costante ricerca della soddisfazione

dei propri clienti è il traguardo principale

della politica aziendale, pertanto lavora

costante- mente allo scopo di migliorare le

tecniche che concordano con il minore

impatto ambientale a favore della qualità e

della sostenibilità. Da questo nasce un

impegno a 360 gradi per tutti i servizi offerti

che hanno come punto di partenza il Sistema

di Qualità. La certificazione ISO 9001 ed ISO

14000 rappresentano un notevole traguardo

aziendale che incentiva la Vivai Francesco

Marrone a crescere ed a migliorarsi costante-

mente attraverso un efficace ed efficiente

sistema di lavoro che coinvolge l’intera

organizzazione.

Via Pomigliano - Loc. Cianciulli s.n.c. Somma Vesuviana (NA) - Tel. (+39) 081.531.8450, Mobile (+39) 392.95.13.595

13

NA

©


14

NA

IL DIBATTITO

L'obiettivo dichiarato è quello

di fermare la marea nerazzurra.

E forse, visto il mercato e

anche le primissime indicazioni

arrivate dalla giornata d'esordio

del massimo torneo, i tempi sono

maturi. Ma sia chiaro, si tratterà comunque

di un'impresa affatto semplice.

E' quanto si evince dal parere di

un manipolo di addetti ai lavori che

ha provato a «fare le carte» al campionato

di serie A appena iniziato. Dalle

loro dichiarazioni si capisce che ci si

aspetta un maggiore equilibrio al vertice

del massimo torneo, ma non solo.

C'è una specie di spaccatura sul futuro

prossimo della Juve, ma anche

qualche dubbio su Samp e Fiorentina,

mentre non raccolgono grande

credito Udinese e Lazio. Tanti consensi

invece per il Napoli di Mazzarri,

pronto per il salto di qualità.

«Secondo me quest'anno la corsa

scudetto non è così scontata, l'Inter

dovrà vedersela con un Milan che è

diventato temibile con gli ultimi acquisti».

Sono le parole di Cesare Maldini,

78 anni, ex allenatore di Milan e

Juventus

L’arrivo di

Quagliarella e di

altri campioni

non sembra aver

ridato credito

alla Vecchia

signora

Parma, ed ex Ct di Italia e Paraguay.

«Insieme alle milanesi, per il titolo

c'è anche la Roma - continua - mentre

la Juve non mi convince: hanno

cambiato tanti giocatori, devono fare

già i conti con degli infortuni, e poi

non hanno la necessaria tranquillità

per far subito bene. Per me è in seconda

fascia, insieme a tante altre. Qui

vedo bene il Napoli, che prendendo

Cavani per Quagliarella non si è affatto

indebolito, anzi. Poi ci metto la giovane

Fiorentina, che però paga l'infortunio

di Jovetic e la faccenda della

squalifica di Mutu».

Vede ancora l'Inter in vantaggio invece

l'ex giocatore di Juve e Roma,

Zbigniew Boniek: «La squadra di Benitez

è ancora troppo forte, forse può

infastidirla anche stavolta la Roma, o

magari il Milan che ha messo su un

ottimo attacco, ma sarà dura. Tra le

grandi ci metto anche il Napoli. La

mia classifica personale è: Inter, Ro-

Roma

I tifosi sperano che

l’arrivo di Borriello

e un anno in più di

affiatamento possa

servire a vincere lo

scudetto. Ma per

ora è un sogno

PER LO SCUDETTO

C’È ARIA DI DERBY

Campionato, ecco i pronostici

dei big, da Maldini a Boniek

ma, Napoli o Milan, Palermo e Juventus.

La rivelazione del campionato?

Viste le premesse, sarà quella che saprà

dar fastidio alla squadra più forte,

cioè all'Inter».

E' più tenero verso la Juventus l'ex

campione del mondo Ciccio Graziani:

«I bianconeri hanno fatto dei buoni

acquisti, ed anche il Milan ha alzato

il proprio livello tecnico. Detto questo,

ritengo però che la squadra da

battere sia sempre l'Inter, e che a seguire

ci sia la Roma, che ha cambiato

poco ed è molto competitiva. Le squadre

da tener d'occhio sono Palermo,

Sul Napoli

L’ex ct Vicini: avrei provato a trattenere Quagliarella,

ma è dura per un allenatore se un giocatore vuole andar

via, perché poi bisogna dar conto ai compagni

e alle dinamiche che si innescano nello spogliatoio

Napoli, Genoa, Sampdoria e Fiorentina.

Soprattutto Fiorentina e Napoli

sono le formazioni più accreditate

per chiudere appena dietro le big».

«Sarà un campionato più equilibrato

rispetto agli altri anni, e sarà anche

un bel torneo», è invece il commento

del ct delle notti magiche di

Italia '90, Azeglio Vicini. «Il lotto delle

favorite resta quello di sempre, o

quasi, mi riferisco all'Inter, al Milan,

alla Roma, alla Juve. Poi ci sono quelle

che anche negli ultimi anni hanno

fatto bene. Il Napoli? Io avrei provato

Lunedì 6 Settembre 2010 Corriere del Mezzogiorno

a trattenere Quagliarella, ma è dura

per un allenatore se un giocatore

vuole andar via, perché poi bisogna

dar conto ai compagni di squadra e

alle strane dinamiche che si innescano

nello spogliatoio».

Va decisamente controcorrente

l'ex azzurro Sebino Nela: «Visto cosa

è successo nelle ultime ore di mercato,

per lo scudetto io dico che se la

giocano Milan e Roma, con l'Inter a

ruota. Per i nerazzurri sarà difficile

ripetere la straordinaria stagione dell'anno

scorso, poi devono confrontarsi

con la nuova guida tecnica, e ci

sono state delle partenze eccellenti.

Rossoneri e giallorossi invece si sono

attrezzati per una grande stagione,

e sono motivatissimi. Dietro c'è

un bel gruppetto, con Juventus, Napoli,

Fiorentina, Palermo e Genoa

messi meglio».

Infine, ci sono i diretti interessati.

L'altra sera a Nyon c'erano un po' tutti

al forum Uefa destinato ai 'tecnici di

club di elite'. E se Benitez si lecca le prime

ferite, mentre Allegri gongola per i

botti di fine mercato, Claudio Ranieri

ha lanciato così il guanto di sfida:

«L'Inter ed il Milan sono favoriti per lo

scudetto. La Roma resta in agguato»,

ha detto l'allenatore capitolino.

Il valzer è appena cominciato. Sarà

una volata lunga e affascinante.

Un gran ballo che, a quanto pare,

può trasformarsi in un'avvincente

ammucchiata lassù in cima. Da leccarsi

i baffi.

Dino Manganiello

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Corriere del Mezzogiorno Lunedì 6 Settembre 2010

IL PERSONAGGIO

Zdnek Zeman, profeta del calcio spettacolo

Tornato nel suo Foggia

in serie C per tentare

ancora la scalata alla A

LA SUPERSFIDA DI ZEMAN

Zdenek Zeman. Basta il suo nome

per far volare l'immaginazione

e sognare un calcio tutto

attacco e pochi calcoli. Due

sole parole per accendere la fantasia di

milioni di sportivi di ogni luogo ed

età, legati a quell'ideologia di gioco

che fece scalpore agli inizi degli anni

novanta. L'universalità del suo nome

ha segni tangibili in ogni dove, perfino

nella normale terminologia sportiva,

lì dove l'aggettivo «zemaniano» è

diventato sinonimo di calcio offensivo

e divertente. Il brano «la coscienza di

Zeman» di Venditti ed il film-documentario

«Zemanlandia» di Giuseppe

Sansonna, sono soltanto alcuni dei tributi

al silenzioso boemo. Un «muto»,

come lo chiamano i suoi collaboratori,

capace di allenare sia la Roma che la

Lazio e riscuotere consensi da entrambe

le sponde del Tevere. Un tecnico capace

di ricevere applausi dal pubblico

avversario per il gioco espresso, come

è successo due settimane fa a Cava (vit-

toria 0-3) e diciannove anni fa a Firenze

(1-2). E'lui l'eroe più antieroe del

calcio, capace di rompere la ferrea tradizione

difensivistica italiana per creare

una corrente alternativa, diametralmente

opposta alla precedente, vista

quasi come un'eresia dai bigotti cultori

del «prima non prenderle». La sua

vita somiglia ad un avvincente romanzo,

e la storia d'amore con il Foggia è

in parte simile a quella di Tomàs e Tereza

ne «L'insostenibile leggerezza dell'essere»

di Kundera. Sfuggito alla Primavera

di Praga, Zeman giunse in Italia

nel 1968, guidato dallo zio Cestmir

Vycpalek, già calciatore del Palermo e

Il passato

In serie A, il boemo è stato in grado

di allenare sia la Roma che la Lazio

e riscuotere consensi

da entrambe le sponde del Tevere

della Juventus, di cui diventerà allenatore

due anni più tardi. A trentacinque

anni suonati la sua prima panchina da

professionista a Licata. Tre stagioni in

totale con una promozione a suon di

gol in serie C1. Giovane ed innovativo,

Zeman incarnava l'uomo ideale per il

Foggia del rampante Pasquale Casillo.

La love story con i rossoneri, però, subì

una rapida battuta d'arresto. Un accordo

già trovato con il Parma ruppe

l'idillio e rimandò il matrimonio di

due anni. In quel momento prenderà

vita la parentesi più suggestiva della

carriera del boemo: la mitica Zemanlandia.

Si tratterà del grande «luna

Il presente

Capace di ricevere applausi

dal pubblico avversario per il gioco:

é successo due settimane fa

all’esordio a Cava (vittoria 0-3)

park» del calcio, lì dove nessun sogno

sembra irrealizzabile ed il divertimento

è assicurato. Il tridente Baiano -

Rambaudi - Signori trascinerà il Foggia

in serie A, distinguendosi per la folle

velocità di esecuzione degli schemi.

Segni distintivi che la squadra non abbandonerà

neanche al cospetto delle

formazioni più titolate d'Italia. Con il

nono posto in classifica Zemanlandia

si impose all'attenzione del mondo intero

e della critica, ma il dubbio tra «fenomeno

momentaneo» e realtà si

sciolse l'anno successivo. Zeman condusse

una squadra costruita ex novo

(con calciatori provenienti dalla serie

C) ad una tranquilla salvezza. La stagione

successiva sfiorò la qualificazioneUefa,

beffato all'ultima di campionato

dal Napoli di Lippi. Zemanlandia

chiuderà i battenti, con un velo d'immancabile

malinconia, quel 1 Maggio

'94. Il boemo si trasferirà alla Lazio, dove

in due anni conquisterà il secondo

ed il terzo posto, piazzamenti che a

L’avventura a Napoli si concluse

dopo solo quattro partite di

campionato e una sonora batosta

interna contro il Bologna

15

NA

quei tempi valevano l'accesso alla Coppa

Uefa, oggi, invece, garantirebbero il

lasciapassare per la Champions. Nella

storia del club biancoceleste rimane

quell' 8-2 rifilato alla Fiorentina il 5

Maggio del 1995, stretto parente del

7-1 con il quale affossò proprio il Foggia

di Catuzzi. Dopo tre anni in biancoceleste

l'avventura si chiuse con un

esonero. Cogliendo in controtempo

anche il tifoso meno tradizionalista, a

distanza di pochi mesi, Zeman siederà

sulla panchina dei rivali della Roma.

Proprio nel cuore della sua permanenza

nell'Urbe, nel luglio 1998 Zeman segnalò

l'ingombrante presenza delle farmacie

nel mondo del calcio. Ne scaturirà

un fiume di indagini e dichiarazioni

velenose nei suoi confronti. La Roma

non rinnoverà il suo contratto preferendogli

Fabio Capello. Zeman ripiegò

sulla panchina del Fenerbache in Turchia,

per poi tornare sulla panca del

Napoli per appena otto giornate. Negli

anni successivi non abbandonò la

Campania, girovagando per tre anni

sulle panchine di Salernitana ed Avellino.

La tappa di Lecce nel 04/05 divenne

la sua ultima ma emblematica apparizione

nella massima serie. I giallorossi

raggiunsero la salvezza con il secondo

miglior attacco della categoria. I

suoi schemi misero in luce i talenti di

Vucinic e Bojinov ma non gli valsero

la riconferma. Nella storia rimase la

sua silenziosa protesta nella gara contro

il Parma, un 3-3 finito sotto la lente

d'ingrandimento di calcio poli. L'addio

alla A diede il via alla sua parabola

discendente con tre stagioni «no» a

Brescia, ancora Lecce e Belgrado. Due

anni di inattività avevano addirittura

spedito nel dimenticatoio il boemo,

prima della chiamata di Casillo, quella

che ha riacceso in lui una scintilla. Il

patron della prima Zemanlandia lo ha

rivoluto in serie C, nel suo Foggia, per

tentare la scalata alla A. Gli è stata affidata

una rosa di valide promesse del

calcio, la cui età media si aggira attorno

ai 22 anni. Un'impresa difficilissima,

forse impossibile, un'impresa da

Zeman.

Domenico Carella


16

NA

Lunedì 6 Settembre 2010 Corriere del Mezzogiorno

More magazines by this user
Similar magazines