Lobo parietale - Neurofisiologia.unige.it
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<strong>Lobo</strong> <strong>parietale</strong><br />
Guido Guido Rodriguez<br />
Andrea Brugnolo<br />
Nicola Girtler<br />
<strong>Neurofisiologia</strong> Clinica (DiNOG)<br />
Univers<strong>it</strong>à di di Genova
Il lobo <strong>parietale</strong>
Il lobo <strong>parietale</strong>
Il lobo <strong>parietale</strong><br />
Il lobo <strong>parietale</strong> giace dietro al solco centrale e sopra alla<br />
scissura laterale. Il giro postcentrale, che è il giro più<br />
anteriore del lobo <strong>parietale</strong>, accoglie la corteccia interessata<br />
alle sensazioni somatiche (corporee).<br />
Quest’area è detta corteccia somatosensoriale.<br />
Altre regioni del lobo <strong>parietale</strong> mediano aspetti<br />
dell’attenzione del linguaggio e una varietà di altre funzioni
Il lobo <strong>parietale</strong><br />
l'area postrolandica dei lobi parietali integra gli stimoli<br />
somestesici per il riconoscimento e il ricordo di forme,<br />
strutture e pesi. Le aree più posterolaterali consentono<br />
accurate relazioni visuo-spaziali, l'integrazione della<br />
propiocezione con le altre sensibil<strong>it</strong>à, la percezione della<br />
posizione delle varie parti del corpo.<br />
Nell'emisfero dominante, l'area <strong>parietale</strong> inferiore è<br />
preposta alle funzioni matematiche ed è strettamente<br />
correlata al riconoscimento del linguaggio e alla memoria<br />
per le parole.<br />
Il lobo <strong>parietale</strong>, non dominante, integra il lato sinistro del<br />
corpo con l'ambiente circostante.<br />
Ampie lesioni parietali inferiori dell'emisfero dominante<br />
(generalmente il sinistro) sono comunemente associate ad<br />
afasia grave. Lesioni meno estese a questo livello, causano<br />
aprassia, difficoltà di calcolo e talora disorientamento dxsx<br />
e agrafia.
Disturbi<br />
della memoria<br />
topografica<br />
Il lobo <strong>parietale</strong> destro Incapac<strong>it</strong>à<br />
Aprassia<br />
dell’abbigliamento Anosognosia<br />
di giudizio<br />
sui rapporti<br />
spaziali
Aprassia<br />
costruttiva<br />
Il lobo <strong>parietale</strong> sinistro<br />
Incomprensione linguaggio parlato linguaggio scr<strong>it</strong>to
<strong>Lobo</strong> <strong>parietale</strong> e controllo attentivo<br />
• La corteccia <strong>parietale</strong> (ma anche frontale)<br />
è fondamentale per “dirigere l’attenzione”.<br />
Basi neurali dell’attenzione (Corbetta e Schulman,<br />
2002 Nature Neuroscience)
• Le nostre Conoscenze ed Aspettative (processi<br />
cogn<strong>it</strong>ivi detti “top-down” - dall’alto verso il basso) ci<br />
permettono di orientare-focalizzare l’attenzione su<br />
“oggetti” (il sistema “What”) e/o “regioni spaziali” (il<br />
sistema “Where”), ad esempio su dettagli della scena<br />
visiva che potrebbero passare inosservate.<br />
• La Cognizione, in questo modo, aiuta la Percezione<br />
permettendo al cervello di creare, mantenere e<br />
cambiare la rappresentazione di ciò che è importante<br />
mentre noi stiamo analizzando una scena visiva (es.<br />
particolari del quadro sugger<strong>it</strong>i dalla guida del museo)
• Dall’altra parte, la Percezione può essere<br />
guidata esclusivamente dagli stimoli esterni<br />
(processi detti “bottom-up” - dal basso), cioè<br />
dall’analisi sensoriale alla risposta motoria,<br />
senza coinvolgere i processi Cogn<strong>it</strong>ivi (es.<br />
improvvisa accensione del sistema<br />
antincendio).
Sistemi<br />
Sensoriali<br />
Controllo<br />
bottomup<br />
Attenzione<br />
Percezione e<br />
Azione<br />
Sistemi<br />
effettori<br />
Memoria e<br />
Cognizione<br />
Controllo<br />
top-down
• Nella v<strong>it</strong>a di tutti i giorni, l’Attenzione è controllata sia<br />
da fattori Cogn<strong>it</strong>ivi (Top-down), come le aspettative, le<br />
proprie conoscenze e l’obbiettivo corrente, sia da<br />
fattori Bottom-up che riflettono invece le stimolazioni<br />
Sensoriali.<br />
• Altri fattori che controllano l’Attenzione, come la<br />
Nov<strong>it</strong>à oppure stimoli Inaspettati, sono la combinazione<br />
delle influenze Cogn<strong>it</strong>ive e Sensoriali.<br />
• Le interazioni dinamiche di questi fattori determinano<br />
“dove”, “quando” e “a che cosa” noi prestiamo<br />
attenzione dell’infin<strong>it</strong>a quant<strong>it</strong>à di informazioni che ad<br />
ogni istante bombarda i nostri sistemi sensoriali.
Sistema Cogn<strong>it</strong>ivo:<br />
-conoscenze;<br />
-aspettative;<br />
-lo scopo del comp<strong>it</strong>o.<br />
Sistema Sensoriale:<br />
-stimolazioni “trans<strong>it</strong>orie”;<br />
-stimolazioni salienti.<br />
Nov<strong>it</strong>à o stimoli<br />
inaspettati.<br />
Sistema Attentivo:<br />
-dove;<br />
-quando;<br />
-che cosa.<br />
Sistema Percettivo:<br />
Oggetto X che occupa la<br />
posizione X al tempo X.<br />
Sistema Motorio:<br />
-risposta<br />
comportamentale.
• In questa Rassegna viene proposto che l’Attenzione sia<br />
Controllata da Due Sistemi parzialmente segregati:<br />
(1) il Sistema Dorsale centrato sulla corteccia <strong>parietale</strong><br />
posteriore e sulla corteccia frontale dorsale, implicato<br />
nella Selezione Cogn<strong>it</strong>iva (Top-down) delle informazioni<br />
sensoriali e delle risposte;<br />
(2) il Sistema Ventrale largamente lateralizzato<br />
nell’emisfero destro e centrato sulla giunzione temporo<strong>parietale</strong><br />
e sulla corteccia frontale ventrale, implicato<br />
nella rilevazione di eventi sensoriali rilevanti dal punto di<br />
vista comportamentale soprattutto quando tali eventi<br />
sono Salienti.
Come possono interagire i due sistemi<br />
1. Il Sistema Ventrale funziona come sistema di<br />
ALLERTA, che rileva stimoli rilevanti ai fini<br />
comportamentali.<br />
2. Non è dotato di sensori spazialmente fini; una<br />
volta che lo stimolo è rilevato, la sua<br />
localizzazione fine dipende dal Sistema<br />
Dorsale;<br />
3. Il Sistema Ventrale, quando rileva uno stimolo<br />
rilevante, agisce come un circu<strong>it</strong>o che blocca<br />
l’attiv<strong>it</strong>à cogn<strong>it</strong>iva in corso; Il soggetto deve<br />
adattare il set attenzionale in corso sulla base<br />
della stimolazione ambientale rilevante.
Via dorsale<br />
Via ventrale
L = sinistra<br />
R = destra<br />
FEF = campo oculare frontale<br />
IFG/MFG = giro frontale<br />
inferiore/giro frontale<br />
mediale<br />
IPS/SPL = solco<br />
intra<strong>parietale</strong>/lobulo <strong>parietale</strong><br />
superiore<br />
IPL/STG = giro <strong>parietale</strong><br />
inferiore/giro temporale<br />
superiore<br />
TPJ = giunzione<br />
temporo<strong>parietale</strong><br />
VCF = corteccia ventrale<br />
frontale<br />
La rete di controllo attentivo è funzionalmente segregata in due<br />
sistemi interagenti. La fig. A (a dx) mostra una rete fronto<strong>parietale</strong><br />
che controlla gli spostamenti endogeni dell’attenzione (in blu), oltre a<br />
un sistema ventrale lateralizzato a destra responsabile del<br />
riorientamento e della cattura esogena dell’attenzione (in arancione).<br />
La fig. A (a sin) mostra le aree che in caso di danno provocano il<br />
neglect, le quali combaciano meglio con la rete ventrale.
L = sinistra<br />
R = destra<br />
FEF = campo oculare frontale<br />
IFG/MFG = giro frontale<br />
inferiore/giro frontale<br />
mediale<br />
IPS/SPL = solco<br />
intra<strong>parietale</strong>/lobulo <strong>parietale</strong><br />
superiore<br />
IPL/STG = giro <strong>parietale</strong><br />
inferiore/giro temporale<br />
superiore<br />
TPJ = giunzione<br />
temporo<strong>parietale</strong><br />
VCF = corteccia ventrale<br />
frontale<br />
La rete FEF-IPS dorsale è coinvolta nel controllo dall’alto verso il<br />
basso dell’elaborazione visiva (frecce blu) e la rete TPJ-VFC è<br />
maggiormente coinvolta nel controllo guidato dallo stimolo (frecce<br />
arancione). L’IPS e il FEF sono modulati anche dal controllo guidato<br />
dello stimolo. Le connessioni tra TPJ e l’IPS possono interrompere il<br />
controllo dall’alto verso il basso in corso quando vengono rilevati stimoli<br />
ignorati salienti
NEGLECT: disturbo dell’attenzione selettiva spaziale<br />
Lesioni al lobo <strong>parietale</strong> (sol<strong>it</strong>amente) destro<br />
La caratteristica più ovvia di questi pazienti è che essi tendono ad<br />
ignorare gli stimoli nel loro campo visivo sinistro.<br />
Nei casi più gravi i pazienti trascurano completamente l’informazione<br />
proveniente da sinistra. Ad esempio:<br />
il pz. non si rade a sinistra<br />
non mangia il cibo a sinistra del piatto<br />
non si veste all’arto di sinistra (anosognnosia per l’arto emiplegico)<br />
Il defic<strong>it</strong> è di tipo attentivo e non sensoriale, apparentemente i pazienti<br />
sono in grado di vedere gli stimoli nel campo visivo sinistro, ma tendono<br />
a non notarli<br />
Fenomeni associati:<br />
Anosognosia: inconsapevolezza o negazione della<br />
malattia
I defic<strong>it</strong> più comuni<br />
• difficoltà nell’attraversare la strada, nei trasferimenti dalla carrozzina,<br />
nel maneggiare il denaro, nel telefonare, nel guardare la TV, nel<br />
mangiare il cibo;<br />
• difficoltà a leggere l’ora sull’orologio;<br />
• incapac<strong>it</strong>à di vestirsi, radersi, truccarsi la metà sinistra del corpo;<br />
• omissione del cibo nel lato sinistro del piatto;<br />
• omissione della parte sinistra delle parole o delle frasi quando si legge<br />
un giornale o si copia un testo scr<strong>it</strong>to;<br />
• spostamento sull’estrema destra della pagina di testi scr<strong>it</strong>ti o disegni;<br />
• maggior rischio di incidenti nel camminare/spostarsi con la carrozzina<br />
per collisioni con le porte o altre persone;<br />
• incapac<strong>it</strong>à di accorgersi di familiari o amici s<strong>it</strong>uati alla propria<br />
• sinistra;<br />
• difficoltà nell’orientarsi nell’ambiente (ospedale, ecc.);<br />
• frequenti lamentele di aver perso oggetti personali localizzati sulla<br />
sinistra;
1. neglect 2. alloestesia 3. estinzione<br />
Alloestesia: attribuzione degli stimoli sensoriali provenienti dallo<br />
spazio di sinistra a posizioni simmetriche dello spazio di destra<br />
Estinzione: il paziente è in grado di cogliere lo stimolo<br />
presentato sul lato sinistro, ma è incapace di cogliere il<br />
medesimo stimolo quando esso viene presentato insieme ad<br />
un altro stimolo presentato simmetricamente sul lato destro.<br />
Il fenomeno può interessare tutte le modal<strong>it</strong>à sensoriali<br />
(visiva, ud<strong>it</strong>iva, tattile, olfattiva)
Disegno su copia<br />
Disegno spontaneo<br />
Comp<strong>it</strong>i di mental imagery<br />
TEST PER VALUTARE IL NEGLECT<br />
Bisezione di linee e cancellazione di linee (Test di Albert)<br />
Comp<strong>it</strong>i di lettura e scr<strong>it</strong>tura
Perché la negligenza mostrata da tali<br />
pazienti è in genere lim<strong>it</strong>ata a lesioni del<br />
lobo <strong>parietale</strong> destro?<br />
Il lobo <strong>parietale</strong> destro sembra controllare<br />
l’attenzione di entrambi gli emispazi di sinistra<br />
e di destra.<br />
L’attenzione diretta al lato destro dello spazio<br />
extrapersonale è controllata da entrambi i lobi<br />
parietali, mentre quella diretta a sinistra è<br />
controllata principalmente dal lobo <strong>parietale</strong><br />
destro.
Natura generale dei sistemi di controllo attentivo<br />
• Le regioni frontali e parietali dorsali ampiamente<br />
coinvolte nel sistema attentivo visivo sono le stesse per<br />
l’orientamento nelle altre modal<strong>it</strong>à sensoriali?<br />
• Le regioni di controllo che spostano l’attenzione sulle<br />
caratteristiche o sugli oggetti sono identiche a quelle<br />
deputate all’attenzione spaziale visiva?<br />
• Queste regioni riflettono un sistema di controllo<br />
esecutivo centrale che dirige le risorse attentive in<br />
tutto il cervello?<br />
• Queste regioni controllano l’attenzione indirizzata su<br />
processi mentali come il pensiero, le sensazioni, i<br />
desideri e i piani non direttamente connessi agli stimoli<br />
ambientali?
Natura generale dei sistemi di controllo attentivo<br />
• Le risposte sono ancora incerte; le<br />
evidenze attuali indicano che alcuni parti<br />
di questi circu<strong>it</strong>i di controllo attentivo<br />
siano piuttosto generali e altri più<br />
specifici.<br />
• Molte delle stesse regioni dorsali della<br />
corteccia frontale e <strong>parietale</strong> implicate<br />
nell’attenzione spaziale visiva sono attive<br />
anche per quella ud<strong>it</strong>iva.
Natura generale dei sistemi di controllo attentivo<br />
• Un lavoro di Wojciulik e Kanwischer sostiene un<br />
ruolo generale della corteccia <strong>parietale</strong> in un<br />
certo numero di comp<strong>it</strong>i di controllo esecutivo<br />
ed attentivo<br />
• Vi sono prove anche a favore del fatto che, sia<br />
l’attenzione non manifesta che l’attenzione<br />
manifesta, condividano le stesse basi neurali. I<br />
circu<strong>it</strong>i di controllo dei movimenti oculari<br />
saccadici e dello spostamento dell’attenzione<br />
manifesta mostrano notevoli sovrapposizioni con<br />
i circu<strong>it</strong>i di controllo dell’attenzione non<br />
manifesta.
In rosso attenzione non manifesta<br />
CeS = solco centrale<br />
CiS = solco cingolato<br />
FO = opercolo frontale<br />
IPS = solco intra<strong>parietale</strong><br />
IPSa = solco intra<strong>parietale</strong> anteriore<br />
IPSp = solco intrapar<strong>it</strong>ale posteriore<br />
MeFG = giro frontale mediale<br />
SF = scissura di Silvio<br />
STS = solco temporale superiore<br />
TOS = solco occip<strong>it</strong>ale traverso
<strong>Lobo</strong> <strong>parietale</strong> e aprassia<br />
L’aprassia viene defin<strong>it</strong>a come un defic<strong>it</strong><br />
nell’esecuzione di movimenti ben appresi,<br />
in assenza di disturbi sensoriali o motori<br />
elementari, o, un defic<strong>it</strong> tale da non<br />
poter essere spiegato in base ai disturbi<br />
sensoriali e motori che l’accompagnano.
<strong>Lobo</strong> <strong>parietale</strong> e aprassia<br />
Aprassia: il paziente non riesce ad eseguire un<br />
gesto richiestogli dall’esaminatore benché non<br />
abbia difetti di moto, di senso o di<br />
coordinazione<br />
• Ma è in grado di compiere lo stesso gesto in<br />
risposta a sollec<strong>it</strong>azioni contestuali o a<br />
esigenze interiori (dissociazione automatico-<br />
volontaria)
L’aprassia può riguardare diversi settori<br />
corporei impegnati nel movimento<br />
• Gli arti superiori<br />
• La muscolatura orale<br />
• La muscolatura assiale
Il defic<strong>it</strong> dell’organizzazione gestuale può<br />
avvenire quando:<br />
• Il paziente non sa cosa deve fare (aprassia<br />
ideativa, AI)<br />
• Se deve compiere un’azione complessa i<br />
movimenti elementari che la compongono<br />
sono tutti esegu<strong>it</strong>i esattamente, ma è<br />
compromessa la loro necessaria<br />
concatenazione. E’ presente la dissociazione<br />
automatico-volontaria
ad es. nell’accendere una candela avendo a<br />
disposizione una candela, un candeliere ed<br />
una scatola di fiammiferi chiusa, l’aprassico<br />
ideativo non riesce a rievocare il gesto da<br />
compiere, omette o inverte l’ordine delle<br />
azioni, compie con un oggetto movimenti che<br />
sono propri di un altro oggetto, cioè non sa<br />
cosa fare.<br />
Sede della lesione: crocicchio temporo-parietooccip<strong>it</strong>ale<br />
dell’emisfero di sinistra
Aprassia ideativa<br />
I pazienti con aprassia ideativa commettono grossolani errori nella<br />
utilizzazione di oggetti che pur riconoscono<br />
Test per l’Aprassia Ideativa di De Renzi e Lucchelli (1988); Si chiede al paziente di:<br />
1.Accendere una candela, avendo di fronte, appoggiati orizzontalmente sul<br />
tavolo, un candeliere, una candela, e una scatola di fiammiferi<br />
2.Aprire e chiudere un lucchetto, avendo un lucchetto e la sua chiave<br />
separati<br />
3.Riempire d’acqua un bicchiere: sono presenti una bottiglia piena d’acqua e<br />
tappata, un’ apribottiglia e un bicchiere<br />
4.Preparare una lettera pronta per essere impostata: ci sono un foglio<br />
grande scr<strong>it</strong>to, una busta con l’indirizzo già scr<strong>it</strong>to e un foglio di<br />
francobolli<br />
5.Preparare la macchina del caffè: ci sono una scatola chiusa di caffè in<br />
polvere, un cucchiaio, una macchinetta per il caffè, e una bottiglia d’acqua
•Sono state identificate le seguenti categorie di errori:<br />
a.Perpless<strong>it</strong>à: il paziente guarda es<strong>it</strong>ante gli oggetti, ne prende uno in mano, lo rigira, lo<br />
posa.<br />
b.Maldestrezza: l’azione è concettualmente appropriata ma esegu<strong>it</strong>a in modo rozzo e<br />
inefficace<br />
c.Omissioni: il paziente salta un passaggio dell’azione (es. versa l’acqua dalla bottiglia nel<br />
bicchiere senza aver prima tolto il tappo)<br />
d.Errori di localizzazione: l’azione è appropriata per l’oggetto ma esegu<strong>it</strong>a in un luogo<br />
sbagliato (es. il paziente accende il fiammifero ma lo porta sul candeliere anziché sulla<br />
candela)<br />
e.Uso erroneo: l’azione è concettualmente inappropriata (es. la candela viene strofinata<br />
sul tavolo)<br />
f.Errori di sequenza: l’oggetto è usato prima che sia stata compiuta un’azione<br />
preliminarmente necessaria (es. il paziente mette la polvere di caffè nel filtro prima che<br />
sia stata versata l’acqua nel fondo)<br />
Gli errori più frequenti sono quelli di omissione, di localizzazione e di uso errato, i quali<br />
rivelano una difficoltà ad evocare l’uso dell’oggetto (amnesia d’uso)
Il defic<strong>it</strong> dell’organizzazione gestuale può<br />
avvenire quando:<br />
• Il paziente non è in grado di tradurre la<br />
sequenza motoria che ha in mente in un<br />
corretto programma innervatorio, non sa cioè<br />
come fare (aprassia ideomotoria, AIM)<br />
• Il disturbo riguarda quindi i singoli gesti,<br />
mentre il piano generale è conservato
Aprassia ideomotoria<br />
Le lesioni sono principalmente localizzate<br />
nell’area <strong>parietale</strong> inferiore sinistra e nelle<br />
aree laterali premotorie sinistre<br />
• I pazienti parietali sono più frequentemente<br />
e più gravemente aprassici di quelli frontali<br />
(con lesione dell’area premotoria laterale)<br />
• La lesione del corpo calloso provoca aprassia<br />
lim<strong>it</strong>ata agli arti omolaterali all’emisfero<br />
dominante (sol<strong>it</strong>amente il sinistro)
Aprassia ideomotoria<br />
Test dell’AIM (mano dominante)<br />
Spinnler e Tognoni (1987)<br />
• Scopo:<br />
• Verificare la capac<strong>it</strong>à dei soggetti di tradurre<br />
“l’idea” di un gesto nella sua corretta esecuzione<br />
• Descrizione<br />
• L’esaminatore mima 10 movimenti e chiede al<br />
soggetto di ripeterli
Aprassia ideomotoria<br />
Gesti da im<strong>it</strong>are Spinnler e Tognoni (1987)<br />
1. Faccia il segno della croce<br />
2. Faccia il saluto mil<strong>it</strong>are<br />
3. Faccia ciao con la mano<br />
4. Minacci qualcuno con la mano<br />
5. Faccia il segno che ha fame<br />
6. Faccia marameo<br />
7. Dia un buffetto<br />
8. Faccia le corna con le d<strong>it</strong>a<br />
9. Faccia segno che è matto<br />
10. Faccia la lettera O con le d<strong>it</strong>a
Aprassia ideomotoria<br />
Test di De Renzi e coll. (1980)<br />
Prove di im<strong>it</strong>azione:<br />
• il paziente deve riprodurre con la mano omolaterale alla<br />
lesione un movimento, significativo o no, esegu<strong>it</strong>o<br />
dall’esaminatore
Gesti usati nell’esame dell’AIM (De Renzi e coll., 1980)<br />
• Movimenti delle d<strong>it</strong>a<br />
1. Indice e medio divaricati (segno di V)<br />
2. Indice e pollice a cerchio, restanti d<strong>it</strong>a verticali (segno di OK)<br />
3. Mignolo ed indice estesi, altre d<strong>it</strong>a flesse (segno delle corna)<br />
4. Indice esteso in alto, restanti d<strong>it</strong>a flesse<br />
5. Medio inarcato sul dorso dell’indice, altre d<strong>it</strong>a flesse<br />
6. Pollice incarcerato fra indice e medio flessi<br />
7. Dare 3 buffetti, estendendo il medio a scatto dalla falange distale del pollice<br />
8. Schioccare 3 volte le d<strong>it</strong>a<br />
9. Im<strong>it</strong>are un uomo che cammina, avanzando alternativamente con indice e medio sul<br />
piano del tavolo<br />
10. Aprire e chiudere l’indice sul medio, tenuti orizzontali (segno delle forbici)<br />
11. Picchiettare in successione le 4 d<strong>it</strong>a laterali sul tavolo per 3 volte, ricominciando<br />
sempre dall’indice<br />
12. Dorso della mano appoggiato sul tavolo, indice e medio estesi, le altre d<strong>it</strong>a flesse.<br />
Flettere prima l’indice, poi il medio sul pollice, mentre l’altro d<strong>it</strong>o resta esteso.<br />
Ripetere per 3 volte
Aprassia orale<br />
•E’ l’incapac<strong>it</strong>à per i muscoli dell’apparato faringo-bucco-facciale a<br />
compiere un movimento a richiesta (es. protrudere a comando la<br />
lingua), mentre lo stesso movimento può essere esegu<strong>it</strong>o in via<br />
automatica (es. il paziente protrude la lingua per leccarsi le<br />
labbra)<br />
•Si associa, nella maggioranza dei casi, a lesioni degli opercoli<br />
frontale e centrale e della porzione anteriore dell’insula (in un<br />
terzo dei casi è interessato il lobo <strong>parietale</strong> inferiore)
Aprassia orale<br />
• L’esaminatore si pone di fronte al paziente, compie il movimento<br />
e gli chiede di im<strong>it</strong>arlo.<br />
1. Soffiare<br />
2. Fischiare<br />
3. Fare una pernacchia<br />
4. Dare un bacio<br />
5. Aprire a schiocco le labbra<br />
6. Muovere ripetutamente la lingua contro i denti<br />
7. Schioccare la lingua contro il palato, im<strong>it</strong>ando il trotto del<br />
cavallo<br />
8. Raschiarsi la gola
Aprassia costruttiva (AC)<br />
•È l’incapac<strong>it</strong>à di costruire strutture<br />
complesse, ponendo gli elementi<br />
cost<strong>it</strong>uenti nei corretti rapporti<br />
spaziali reciproci<br />
Le aree cerebrali maggiormente<br />
coinvolte nell’aprassia costruttiva<br />
sono quelle parietali posteriori
Aprassia costruttiva (AC)<br />
I cerebrolesi destri tendono a eseguire disegni con orientamento<br />
sbagliato e con elementi disposti in confusa relazione reciproca a<br />
causa di un disturbo visuo-spaziale<br />
I cerebrolesi sinistri semplificano i disegni, riducendo i dettagli ma<br />
conservando la disposizione spaziale originale a causa di uno<br />
specifico disturbo di esecuzione o di programmazione motoria.<br />
Pazienti affetti da demenza (grave) tendono ad addossare la copia<br />
al modello, cioè a produrre la copia utilizzando parte del modello,<br />
oppure a passare la mat<strong>it</strong>a sulle linee del modello (fenomeno del<br />
closing-in) forse a causa di un’incapac<strong>it</strong>à a strutturare lo spazio e<br />
della necess<strong>it</strong>à di utilizzare un punto di riferimento per risolvere i<br />
problemi costruttivi difficili.
Si valuta con prove di:<br />
• Ricostruzione di figure bi o tridimensionali<br />
• Disegno libero<br />
L’APRASSIA COSTRUTTIVA<br />
• Copia di figure bi o tridimensonali
L’APRASSIA COSTRUTTIVA<br />
copia semplice
L’APRASSIA COSTRUTTIVA<br />
copia con elementi di programmazione
Figura di Rey
Figura di Rey
Closing in
Clock drawing test
<strong>Lobo</strong> <strong>parietale</strong> e cognizione sociale<br />
• Il sé è la capac<strong>it</strong>à di distinguere il proprio<br />
essere come oggetto e, quindi, come<br />
soggetto di considerazione in termini<br />
oggettivi (James 1890)<br />
• Questa capac<strong>it</strong>à è chiamata pensiero<br />
autoriflessivo<br />
• L’autoriflessione richiede un<br />
ridirezionamento iniziale del focus<br />
attentivo dagli eventi sensoriali ai pensieri<br />
interiori, ai ricorsi, ai sentimenti e alle<br />
sensazioni viscerali.
<strong>Lobo</strong> <strong>parietale</strong> e cognizione sociale<br />
• Studi di visualizzazione<br />
neurofunzionale hanno<br />
identificato le aree cerebrali che<br />
sono attive in assenza di esplic<strong>it</strong>a<br />
stimolazione dall’ambiente<br />
extrapersonale o attenzione<br />
diretta verso l’ambiente (modal<strong>it</strong>à<br />
automatica - focalizzazione<br />
dell’attenzione sul sé).
<strong>Lobo</strong> <strong>parietale</strong> e cognizione sociale<br />
• L’attiv<strong>it</strong>à di queste regioni decresce<br />
durante comp<strong>it</strong>i che richiedono<br />
attenzione a stimoli dello spazio<br />
extrapersonale<br />
• Quest’attiv<strong>it</strong>à spontanea e coordinata<br />
si verifica nella corteccia prefrontale<br />
dorsale e ventromediale, nel cingolato<br />
posteriore,e nella corteccia <strong>parietale</strong><br />
mediale e laterale.
<strong>Lobo</strong> <strong>parietale</strong> e cognizione sociale<br />
• Sulla base della modal<strong>it</strong>à automatica sono<br />
stati condotti diversi studi, in uno di<br />
questi ai soggetti (durante una scansione<br />
cerebrale) era richiesto di indicare quanto<br />
fossero adatti a descriverli aggettivi<br />
rifer<strong>it</strong>i a tratti di personal<strong>it</strong>à (ambizioso)<br />
o frasi (“tendo a preoccuparmi molto”),<br />
oppure a confrontare i loro tratti di<br />
personal<strong>it</strong>à con quelli di persone famose o<br />
che conoscevano bene.
<strong>Lobo</strong> <strong>parietale</strong> e cognizione sociale<br />
• Sono stati riscontrati cambiamenti di<br />
attiv<strong>it</strong>à nella PFC mediale e nelle<br />
regioni parietali.<br />
• Altre indicazioni giungono dalla TMS<br />
che, se applicata alla corteccia<br />
<strong>parietale</strong>, blocca temporaneamente il<br />
recupero di alcune conoscenze<br />
autoreferenziali.
<strong>Lobo</strong> <strong>parietale</strong> e cognizione sociale<br />
• Il termine personificazione si riferisce alla<br />
sensazione di essere localizzato dentro un<br />
corpo.<br />
• I pazienti con danno <strong>parietale</strong> (es. neglect)<br />
possono ignorare o negare l’esistenza del<br />
lato sinistro del loro corpo, o negare che il<br />
loro corpo soffra di qualche particolare<br />
disturbo (anosognosia) o possono<br />
sperimentare la sensazione di essere<br />
dislocati fuori dal proprio corpo<br />
(depersonificazione)
<strong>Lobo</strong> <strong>parietale</strong> e cognizione sociale<br />
• Nella rappresentazione del corpo e della<br />
depersonificazione sono implicate due<br />
regioni cerebrali:<br />
1) corteccia visiva extrastriata<br />
2) giunzione temporo<strong>parietale</strong><br />
• Quest’ultima potrebbe integrare<br />
l’attenzione visiva con le informazioni<br />
vestibolari e somatosensoriali per tenere<br />
traccia delle posizioni del corpo nello<br />
spazio, stabilire una prospettiva visiva<br />
egocentrica e creare un’un<strong>it</strong>à spaziale del<br />
sé e del corpo
Il lobo <strong>parietale</strong> e le funzioni esecutive<br />
• Quando freniamo bruscamente se un gatto ci<br />
attraversa la strada<br />
• Quando scegliamo se acquistare un prodotto<br />
piuttosto che un altro<br />
• Quando cerchiamo di anticipare la mossa del<br />
nostra avversario in una part<strong>it</strong>a di scacchi.<br />
• Tutti questi esempi riguardano una complessa<br />
funzione cogn<strong>it</strong>iva nota come elaborazione<br />
esecutiva<br />
• I processi esecutivi svolgono ruoli di supervisione<br />
o regolatori, cioè modulano l’attiv<strong>it</strong>à di altri<br />
processi cogn<strong>it</strong>ivi in modo flessibile e finalizzato
Il lobo <strong>parietale</strong> e le funzioni esecutive<br />
• A livello anatomico e fisiologico le principali<br />
strutture cerebrali che mediano il controllo<br />
esecutivo sono:<br />
• la corteccia prefrontale dorsolaterale<br />
• la corteccia prefrontale ventromediale<br />
• la corteccia cingolata anteriore<br />
• la corteccia <strong>parietale</strong> posteriore<br />
• i gangli della base.<br />
Queste ultime due regioni sono particolarmente<br />
importanti nel contesto dei processi decisionali.
Il lobo <strong>parietale</strong> e le funzioni esecutive<br />
• In molti studi di visualizzazione<br />
neurofunzionale del controllo<br />
esecutivo l’attivazione della corteccia<br />
prefrontale dorsolaterale è<br />
accompagnata dall’attivazione della<br />
corteccia <strong>parietale</strong> posteriore.
Il lobo <strong>parietale</strong> e le funzioni esecutive<br />
• La corteccia <strong>parietale</strong> come la prefrontale<br />
sono storicamente defin<strong>it</strong>e come cortecce<br />
associative; cioè non elaborano imput<br />
sensoriali e non generano output motori.<br />
Agiscono per indurre associazioni tra<br />
sensazioni ed azioni.<br />
• Risultati recenti derivati<br />
dall’elettrofisiologia sui primati e dalla<br />
visualizzazione neurofunzionale umana<br />
sostengono una prospettiva integrata.
Il lobo <strong>parietale</strong> e le funzioni esecutive<br />
• Studi sui processi decisionali sui primati<br />
indicano che i neuroni lungo il solco<br />
intra<strong>parietale</strong> (area intra<strong>parietale</strong> laterale)<br />
codificano il valore atteso delle azioni<br />
possibili.<br />
• Studi fMRI hanno trovato che la corteccia<br />
<strong>parietale</strong> si attiva quando i soggetti<br />
producono e mantengono la sequenza di<br />
comportamenti che potrebbe essere<br />
richiesta in una data s<strong>it</strong>uazione.
Il lobo <strong>parietale</strong> e le funzioni esecutive<br />
• L’attivazione contemporanea della<br />
corteccia <strong>parietale</strong> e di quella<br />
prefrontale può riflettere due<br />
processi in corso tra loro distinti:<br />
• per la corteccia <strong>parietale</strong> creare e<br />
aggiornare una serie di associazioni<br />
stimolo-risposta;<br />
• per la corteccia prefrontale generare<br />
un comportamento motorio appropriato<br />
in risposta a un dato stimolo
<strong>Lobo</strong> <strong>parietale</strong> e cognizione numerica<br />
• Alcuni studi mettono in luce che le<br />
conoscenze semantiche delle parole che<br />
denotano numeri siano separabili dalle<br />
conoscenze semantiche di altre categorie.<br />
• Ad esempio il paziente M.A.R. (Dehaene,<br />
Cohen), che aveva una lesione della<br />
corteccia <strong>parietale</strong> inferiore destra, non<br />
aveva difficoltà a recuperare le tabelline<br />
memorizzate, ma non era in grado di<br />
decidere che numero cade tre 2 e 4 e di<br />
confrontare le grandezze fra numeri.
<strong>Lobo</strong> <strong>parietale</strong> e cognizione numerica<br />
• Però era in grado di dire che lettera si<br />
trova tra A e C e che mese c’è fra gennaio<br />
e marzo.<br />
• Oltre a questi dati clinici le evidenze<br />
dell’importanza della corteccia <strong>parietale</strong><br />
nell’elaborazione delle quant<strong>it</strong>à numeriche<br />
proviene da studi sui correlati neurali della<br />
discalculia evolutiva
<strong>Lobo</strong> <strong>parietale</strong> e cognizione numerica<br />
• La discalculia evolutiva comporta nei<br />
bambini una grave compromissione<br />
nell’abil<strong>it</strong>à di eseguire calcoli matematici a<br />
fronte di un QI normale.<br />
• Gli scienziati non sono ancora d’accordo<br />
sulla lateralizzazione ma concordano su<br />
un’anomalia dell’attiv<strong>it</strong>à della corteccia<br />
<strong>parietale</strong>.<br />
• La sindrome di Turner sembra confermare<br />
questi dati; a fronte di un QI nella norma<br />
vi sono difficoltà matematiche.
Nei pazienti affetti da sindrome di Turner (A) i solchi di destra e di<br />
sinistra sono più piccoli e meno simmetrici rispetto ai soggetti<br />
controllo (B). I solchi centrali dei soggetti con S di Turner sono (in<br />
rosso) sono più arretrati rispetto ai controlli (blu). La differenza<br />
potrebbe essere dovuta a un’atrofia <strong>parietale</strong> bilaterale
Neuroimmagini su soggetti normali<br />
• Studi PET e fMRI hanno dimostrato che le regioni<br />
parietali sono coinvolte nell’elaborazione semantica<br />
dei numeri indipendentemente dallo specifico comp<strong>it</strong>o<br />
numerico.<br />
• Nello specifico queste regioni sono più attive in<br />
comp<strong>it</strong>i di stima e approssimazione rispetto a comp<strong>it</strong>i<br />
di calcolo esatto che sono associati ad una<br />
attivazione del giro angolare sinistro.
Neuroimmagini su soggetti normali<br />
• In particolare il solco intra<strong>parietale</strong> (IPS) è attivato<br />
da confronti numerici ordinali, da calcoli mentali che<br />
richiedono un accesso alla semantica dei numeri e<br />
dalle sottrazioni rispetto alle moltiplicazioni o<br />
addizioni (fatti numerici).
Neuroimmagini su soggetti normali<br />
• L’IPS rappresenta la quant<strong>it</strong>à numerica<br />
indipendentemente dalla modal<strong>it</strong>à<br />
sensoriale o dal formato (visivo/ud<strong>it</strong>ivo;<br />
2/due).
Neuroimmagini su soggetti normali<br />
• L’IPS è sensibile alla grandezza numerica ma non al<br />
formato della notazione. Ad es. ai soggetti era chiesto<br />
di indicare se un numero (arabo o in lettere) era > o < di<br />
5. Prima dello stimolo compariva un prime (n arabo o in<br />
lettere) dello stesso valore o di valore diverso dello<br />
stimolo target (5). L’attiv<strong>it</strong>à dell’IPS risultava ridotta<br />
quando il prime aveva la stessa grandezza del bersaglio<br />
indipendentemente dal formato.