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Professor Terra Terra parte 1 - Le avventure del professor Terra ...

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Coordinamento Relazioni Esterne<br />

e Comunicazione Linea Group Holding<br />

Testi a cura di: Rita Morini<br />

Racconti e illustrazioni di: Max Schiavetta<br />

Ideazione grafica: www.pierrepi.it<br />

Pubblicato: ottobre 2012<br />

Stampa a cura di: tipografia Fantigrafica<br />

via Industrie, 38 – 26100 Cremona<br />

Stampato su: carta ecologica “revive natural Offset”<br />

www.profterraterra.lgh.it<br />

Linea Group Holding - Via Persico, 31 - 26100 Cremona – www.lgh.it


pagina 7 - Presentazione LGH<br />

pagina 8 - Prologo<br />

Rifiuti<br />

pagina 10 - Un Natale davvero speciale<br />

Schede<br />

pagina 16 - Perchè si parla di emergenza rifiuti?<br />

pagina 17 - Rifiuti buoni e rifiuti cattivi<br />

pagina 18 - Smaltire col fuoco:<br />

il termovalorizzatore<br />

pagina 19 - E poi c’è la discarica, ma che sia<br />

l’ultima spiaggia!<br />

pagina 20 - Sai cos’è lo swapping?<br />

pagina 21 - Curiosità<br />

pagina 22 - Sogno o realtà?<br />

Schede<br />

pagina 28 - Montagne di imballi<br />

pagina 29 - Mari e oceani soffocati dalla plastica<br />

pagina 30 - I tempi di degrado dei rifiuti<br />

pagina 31 - Arriva la plastica biodegradabile<br />

pagina 32 - Il gioco vale la can<strong>del</strong>a<br />

pagina 33 - Curiosità<br />

Energia<br />

pagina 34 - L’energia <strong>del</strong>l’amore<br />

Schede<br />

pagina 40 - Storia <strong>del</strong>le fonti di energie<br />

pagina 41 - Sotto terra c’è l’energia che finirà<br />

pagina 42 - Energie alternative e rinnovabili<br />

non sono la stessa cosa<br />

pagina 43 - Effetto serra e buco nell’ozono<br />

pagina 44 - Biomassa: ieri un costo,<br />

oggi un combustibile<br />

pagina 45 - Chi inquina di più?<br />

Sommario<br />

~<br />

pagina 46 - Tecnopoli<br />

Schede<br />

pagina 52 - I paesi che hanno a cuore l’ambiente<br />

pagina 53 - L’impronta ambientale<br />

pagina 54 - <strong>Le</strong> strade <strong>del</strong> risparmio<br />

pagina 55 - I consumi domestici inutili<br />

pagina 56 - Cosa potrebbe accadere alla <strong>Terra</strong>?<br />

pagina 57 - Curiosità<br />

Acqua<br />

pagina 58 - La borsa <strong>del</strong>la vita<br />

Schede<br />

pagina 64 - La vita in una goccia d’acqua<br />

pagina 65 - L’acqua sta finendo?<br />

pagina 66 - Come si lava l’acqua?<br />

pagina 67 - Acqua potabile e acqua minerale:<br />

ci sono differenze?<br />

pagina 68 - L’energia <strong>del</strong>l’acqua<br />

pagina 69 - Curiosità<br />

Telecomunicazioni<br />

pagina 70 - Intrappolato nella rete<br />

Schede<br />

pagina 76 - Come sta cambiando<br />

la comunicazione<br />

pagina 77 - Distinguere le bugie dalla verità<br />

pagina 78 - Banda larga e fibre ottiche<br />

pagina 79 - Eccesso da rete<br />

pagina 80 - Il futuro di Internet<br />

pagina 81 - Curiosità


Il Gruppo LGH è una multi utility<br />

nata dalla volontà di Aem Cremona,<br />

Asm Pavia, Astem Lodi,<br />

Cogeme Rovato e SCS Crema<br />

di dare vita a un grande Gruppo,<br />

in grado di offrire ai cittadini<br />

<strong>del</strong>le provincie di Cremona,<br />

Lodi, Brescia e Pavia alti livelli<br />

di qualità nei servizi acqua, gas,<br />

energia elettrica, ambiente e telecomunicazioni.<br />

Il Gruppo LGH, in virtù <strong>del</strong>la<br />

propria responsabilità sociale e<br />

di impresa, ha deciso di intraprendere<br />

il cammino verso la<br />

sostenibilità ambientale confrontandosi<br />

con la comunità e<br />

il territorio, investendo nel capitale<br />

umano, nella salvaguardia<br />

<strong>del</strong>l’ambiente e rispettando le<br />

aspettative dei propri azionisti.<br />

LGH crede da sempre nella sostenibilità<br />

e ciò è confermato da<br />

diverse azioni concrete e attività<br />

quali i continui miglioramenti<br />

tecnologici dei propri servizi e<br />

dei propri impianti, dalle certificazioni<br />

di qualità ottenute<br />

da tutte le società <strong>del</strong> Gruppo,<br />

dalle azioni di solidarietà rivolte<br />

alle realtà territoriali che si occupano<br />

di interventi in campo<br />

sociale, dalle numerose attività<br />

e iniziative a sostegno <strong>del</strong>la salvaguardia<br />

<strong>del</strong>l’ambiente.<br />

Nell’ambito di queste attività<br />

finalizzate a promuovere la cultura<br />

<strong>del</strong>le sostenibilità e a radicare<br />

ulteriormente la vicinanza<br />

<strong>del</strong>le società <strong>del</strong> Gruppo con le<br />

realtà territoriali di riferimento,<br />

LGH ha scelto di dialogare con<br />

il mondo <strong>del</strong>la scuola promuovendo<br />

un progetto didattico su<br />

tutti i territori <strong>del</strong>le provincie di<br />

Cremona, Lodi, Brescia e Pavia<br />

7<br />

finalizzato a sensibilizzare i ragazzi,<br />

cittadini di domani, sulle<br />

tematiche ambientali e <strong>del</strong>lo<br />

sviluppo sostenibile.<br />

In particolare il progetto - illustrato<br />

sul sito www.profterraterra.lgh.it<br />

- si prefigge di:<br />

- promuovere l’educazione ambientale<br />

nelle scuole;<br />

- fornire strumenti di conoscenza<br />

relativi ai temi <strong>del</strong>l’energia,<br />

dei rifiuti, <strong>del</strong> ciclo idrico e <strong>del</strong>le<br />

telecomunicazione;<br />

- permettere ai ragazzi di conoscere<br />

e raccontare il loro territorio;<br />

- fornire gli strumenti per conoscere<br />

il Gruppo, i suoi impianti<br />

e i suoi servizi.<br />

In questa pubblicazione l’avvincente storia de “<strong>Le</strong> <strong>avventure</strong> <strong>del</strong> <strong>Professor</strong> <strong>Terra</strong>terra” si<br />

svolge attraverso sei capitoli che introducono, di volta in volta, i temi dei rifiuti, <strong>del</strong>l’acqua,<br />

<strong>del</strong>l’energia e <strong>del</strong>le telecomunicazioni. Ogni capitolo inizia con il racconto di un’avventura<br />

fantastica <strong>del</strong> <strong>Professor</strong> <strong>Terra</strong>terra e prosegue con sei schede di approfondimento,<br />

ricche di informazioni e curiosità sui temi trattati.


1<br />

Cosa è il buco<br />

nell’ozono?<br />

Da cosa è causato?<br />

2<br />

È giusto scherzare i<br />

compagni per il nome<br />

o una caratteristica<br />

“ridicola”?<br />

È corretto approfittare di<br />

chi è più debole?<br />

Caro diario,<br />

ho deciso di scrivere questo resoconto<br />

scientifico per svelare finalmente al<br />

mondo intero l’origine <strong>del</strong> mio sapere.<br />

Mi chiamo Giovanni <strong>Terra</strong>terra, per<br />

gli amici “Giovannino”, per il resto <strong>del</strong><br />

mondo invece sono il massimo esperto<br />

vivente di scienza <strong>del</strong>la <strong>Terra</strong>, ecologia,<br />

energie e sostenibilità. A me si<br />

rivolgono i Capi di Stato di<br />

tutto il mondo quando<br />

hanno un problema,<br />

anche se ormai oggi<br />

di problemi ne sono<br />

rimasti pochissimi.<br />

Finalmente l’umanità<br />

ha trovato<br />

il suo equilibrio<br />

con il pianeta: il<br />

buco nell’ozono si<br />

è chiuso 15 anni fa,<br />

l’inquinamento è un<br />

ricordo <strong>del</strong> passato,<br />

l’energia si produce<br />

solo con fonti naturali<br />

e le guerre sono<br />

un brutto ricordo. E<br />

tutto questo grazie a<br />

me (modestamente)…. e a Pettibot.<br />

Ma facciamo un passo indietro,<br />

tutto iniziò il 20 marzo <strong>del</strong> 2013.<br />

Io avevo 8 anni e, come al solito, i miei<br />

compagni mi prendevano in giro per il<br />

mio strano cognome : “ Ma sei il solito<br />

terra terra!” “Uè, ma Giovannino dice<br />

solo cose… terra terra!” “Ma come stai?<br />

Ti vedo un po’… a terra terra”… con<br />

inevitabile contorno di risate! Già allora<br />

mi chiedevo come mai, per indicare<br />

una cosa di poco valore si usasse dire<br />

che era “terra terra”, in fondo la <strong>Terra</strong><br />

8<br />

è la cosa più preziosa che abbiamo!!!<br />

Quel giorno la <strong>professor</strong>essa di<br />

scienze ci aveva parlato dei cambiamenti<br />

climatici dovuti al surriscaldamento<br />

<strong>del</strong> pianeta, a sua volta<br />

causato dalle attività <strong>del</strong>l’uomo.<br />

Durante la ricreazione ero seduto tutto<br />

solo (come al solito) sull’altalena e<br />

pensavo intensamente a un modo per<br />

risolvere questo grave problema<br />

quando TOCK!! Qualcosa<br />

di duro e pesante mi cadde<br />

sulla testa. Spaesato<br />

e un po’ ammaccato<br />

mi guardai<br />

intorno “Sarà<br />

il solito Menghetti<br />

di quarta C, che<br />

mi tira gli avanzi<br />

<strong>del</strong>la sua merenda”,<br />

pensai, ma lì<br />

intorno non c’era<br />

proprio nessuno.<br />

Tra i sassi e la<br />

sabbia invece scorsi<br />

un oggetto di<br />

piccole dimensioni,<br />

lo raccolsi e<br />

mi ritrovai tra le<br />

mani un uccellino metallico, una<br />

specie di Pettirosso-robot, con tanto<br />

di chiavetta di carica sulla schiena!<br />

Probabilmente era caduto a qualcuno,<br />

oppure era precipitato mentre volava,<br />

pensai sorridendo alla mia battuta!!<br />

“Lo chiamerò Pettibot”, decisi mettendolo<br />

in tasca, mentre correvo in classe<br />

al suono <strong>del</strong>la campana <strong>del</strong>le 11.


1<br />

Invece di acquistare<br />

i regali di Natale,<br />

hai mai pensato di fare<br />

swapping con gli amici?<br />

2<br />

Immagina di<br />

dover ridurre i tuoi<br />

“consumi”, a cosa<br />

potresti rinunciare?<br />

3<br />

Come viene praticata<br />

la raccolta differenziata<br />

a casa tua? Potrebbe<br />

essere migliorata?<br />

4<br />

Ti è mai capitato<br />

di sporcare la <strong>Terra</strong><br />

gettando un rifiuto per<br />

strada o in un parco?<br />

Mancava meno di un mese al Natale e stavo<br />

scrivendo la lista dei regali che avrei dovuto<br />

fare ma, soprattutto, che avrei voluto ricevere!<br />

:)<br />

“Il mio cellulare è <strong>del</strong>l’anno scorso e va ancora<br />

benissimo, però certo che un bell’I-Phone<br />

con tutte quelle App sbarluccicose!! Mi servirebbe<br />

anche un amplificatore portatile per la<br />

chitarra elettrica, quello che ho in camera è<br />

troppo pesante se voglio suonare a una festa<br />

o sulla spiaggia. Poi vorrei le Nike verdi col<br />

pelo dentro, un mazzo di carte <strong>del</strong>l’ultima<br />

serie di Magic e le casse nuove per il computer...magari<br />

un bel dolby surround...”<br />

Tic.<br />

Un singolo piccolo rumore provenne dall’interno<br />

<strong>del</strong> corpicino<br />

metallico di Pettibot,<br />

i suoi occhi mi fissavano<br />

dandomi la<br />

strana sensazione di<br />

leggermi nel pensiero<br />

e, incredibile, la chiave<br />

sulla sua schiena<br />

iniziò, lentamente, a<br />

girare!! DA SOLA!!<br />

Tic tic tic tic adesso il<br />

rumore riempiva le mie<br />

orecchie, i suoi occhi erano<br />

diventati grandissimi, mi<br />

assorbivano come un buco nero<br />

risucchia la materia <strong>del</strong>l’universo circostante,<br />

mi girava la testa e avevo un po’ di<br />

nausea, un odore intenso di muschio, come<br />

quello che si mette a Natale nel presepe, invase<br />

la stanza e le pareti iniziarono a dissolversi.<br />

Tac.<br />

Un altro singolo rumore e subito mi resi conto<br />

che era successo qualcosa di strano.<br />

Ero ancora seduto alla scrivania ma i miei<br />

piedi affondavano in un mare di cartacce e<br />

rifiuti. La testa mi pesava più <strong>del</strong> solito per<br />

cui mi avvicinai allo specchio e vidi che portavo<br />

uno strano, enorme cappello cubico,<br />

sormontato da una fitta foresta di piantine ed<br />

erbette, con un buco tondo proprio sul davanti.<br />

La mia camera poi era seppellita in un<br />

10<br />

marasma di oggetti di ogni genere: giocattoli,<br />

libri, strumenti musicali, computer vecchi e<br />

nuovi e decine di cellulari!!!<br />

“Mamma, ma cosa è successo??” mi affacciai<br />

in cucina e vidi mamma (con una<br />

stranissima pettinatura e un vestito davvero<br />

strambo) davanti a un enorme marchingegno<br />

robotico. “In che senso caro? Sto<br />

cercando di far funzionare questo maledetto<br />

“Bambi”, “il robot da cucina<br />

definitivo” diceva la pubblicità!! Un<br />

rottame dico io!! Una vera truffa! E<br />

pensare che ne abbiamo comprati tre,<br />

uno per stanza!!” Frastornato la interruppi:<br />

“tutta questa sporcizia in terra … da<br />

dove viene?” “Ahahah sciocchino! Hai<br />

voglia di scherzare oggi eh?<br />

Dai che è pronta la colazione<br />

e poi devi andare<br />

a scuola, siediti!”<br />

Mi sedetti al tavolo<br />

e mamma mi porse<br />

tre scatole variopinte<br />

mentre accendeva un<br />

televisore gigantesco<br />

attaccato alla parete.<br />

“Ecco qui: la tua<br />

preferita!” Aprii la<br />

prima scatola che conteneva<br />

un sacchetto di<br />

plastica, lo aprii e dentro<br />

vi trovai un contenitore in<br />

polistirolo tutto infiocchettato. Aprii<br />

anche quello per estrarvi una vaschetta di<br />

alluminio sigillata che, una volta aperta, mi<br />

offrì un contenitore in carta (riciclata) con<br />

dentro 5 biscotti. A quel punto il tavolo era<br />

quasi completamente sommerso dagli involucri<br />

e la mamma, con eleganza, li spinse<br />

tutti a terra dicendo: “il solito disordinato!<br />

Dai, sbrigati che è tardi!!” Mi rassegnai<br />

alla follia di quel sogno così strambo e<br />

aprii le altre due scatole che, dopo lo stesso<br />

numero di strati variopinti di materiali inutili<br />

si rivelarono:<br />

a)una sco<strong>del</strong>la di latte (“autoriscaldante” diceva<br />

la scritta esterna);<br />

b)una lattina di acqua frizzante (“Poca Cola,<br />

… e parti come un razzo!”).<br />

Terminata la colazione più strana <strong>del</strong>la mia


vita chiesi di nuovo: “Dove metto i rifi uti mamma?”<br />

“Ma che hai stamattina? - fece lei – lo sai che il<br />

servizio comunale di Raccolta dei Rifiuti è interrotto<br />

da due anni, le discariche sono strapiene e gli<br />

inceneritori intasati: buttali a terra, poi ci penseremo!!”<br />

“Ah…ok, allora vado” e così dicendo aprii la<br />

porta sul retro per prendere la bici.<br />

“Noooooooooooooooooooooo!”, l’urlo <strong>del</strong>la mamma<br />

giunse troppo tardi, una valanga di rifiuti maleodoranti<br />

mi travolse andando a sommarsi a quelli che già tappezzavano<br />

la cucina e un puzzo infernale mi colpì come un<br />

pugno nello stomaco.<br />

“Lo sai che non devi mai aprire questa porta !!! si<br />

esce dal davanti!! Profumatoriiiiiiiiii!”<br />

Un piccolo esercito di Robot invase la stanza:<br />

alcuni spingevano la spazzatura fuori dalla<br />

porta, mentre altri spruzzavano profumi<br />

vari che ebbero come risultato di<br />

eliminare il puzzo orrendo... sostituendolo<br />

con un profumo altrettanto<br />

orrendo.<br />

Uscii di casa mentre mamma imprecava<br />

contro la mia sbadataggine,<br />

il mega televisore trasmetteva<br />

pubblicità di cose inutili, e i robottini<br />

operosi cercavano inutilmente<br />

di arginare quella valanga<br />

mostruosa.<br />

Restai sorpreso nel trovarmi davanti<br />

un vialetto perfettamente pulito e ordinato<br />

con fiori coloratissimi e un bel cielo<br />

azzurro. Guardando meglio però mi accorsi<br />

che l’azzurro sfumava in un violaceo malaticcio man<br />

mano ci si allontanava dalla strada principale. Camminando<br />

tra le casette ordinate e pulitissime scorsi, tra l’una<br />

e l’altra, montagne oscure di rifiuti tenute nascoste sul<br />

retro di ognuna. Il profumo di fiori era fortissimo e, passando<br />

vicino a una siepe, mi accorsi che non erano i fiori<br />

a emanarlo, ma un diffusore di essenze dissimulato tra le<br />

foglie che, a loro volta, si rivelarono assolutamente finte,<br />

di plastica, anche se perfettamente somiglianti a quelle<br />

vere!<br />

Per la strada grossi tabelloni pubblicitari animati proponevano<br />

in continuazione pubblicità di prodotti assurdi<br />

come:<br />

“Pump Up – il mascara volumizzante ultra allungante al<br />

collagene di istrice <strong>del</strong>le Ande – le tue ciglia sembreranno<br />

dei ventagli!”<br />

“UltraSoff – la carta igienica a 750 veli di pura cellulosa<br />

<strong>del</strong>l’Amazzonia – il posto più soffice dove mettere il<br />

****”<br />

12<br />

“AmicoBau, il cane-robot amico <strong>del</strong>l’uomo: fa le feste, fa<br />

la guardia e non fa i bisognini! (contribuendo alla riduzione<br />

dei rifiuti) addio vecchio Fido, è tempo di AMICOBAU!”<br />

Ognuno ovviamente corredato <strong>del</strong>la sua bella confezione<br />

colorata e ingombrante. Mentre li osservavo scorsi due<br />

occhi che mi scrutavano da un vicolo laterale pieno di immondizia,<br />

ma appena feci il gesto di avvicinarmi gli occhi<br />

svanirono in un rumore di lattine vuote e vetri rotti.<br />

Senza parole giunsi a scuola dove trovai tutti i miei<br />

compagni, e ovviamente il solito Menghetti di quarta C.<br />

“Guardate <strong>Terra</strong><strong>Terra</strong>, porta ancora le scarpe di<br />

ieri!!! Uah uah uah Barboneeee!”<br />

“Ma che sei scemo? – feci io – sono nuove di pacca,<br />

le ho da un mese!” “Ahahahah da un<br />

mese!!” fecero gli altri “Io ne cambio<br />

un paio al giorno” .<br />

“E io due. A volte, quando vado ad<br />

una festa, anche tre” disse Maria-<br />

Bella, la biondina <strong>del</strong> terzo banco<br />

che faceva spasimare tutti i cuori<br />

<strong>del</strong>la scuola. “Che poveraccio,<br />

pensa che suo papà ha<br />

solo tre automobili!!” “Ma<br />

dove le mettete tutte quelle scarpe?”<br />

chiesi basito. “Dove vuoi che<br />

le mettiamo? <strong>Le</strong> buttiamo no?<br />

Mica si possono attaccare al muro<br />

come un quadro!!”<br />

Tra le risate generali il Menghetti si<br />

allontanò a braccetto con MariaBella,<br />

che nel frattempo chattava con qualcuno<br />

su un cellulare, mentre chiacchierava con qualcun<br />

altro con uno smart phone.<br />

L’interno <strong>del</strong>la scuola era pulito, in compenso il cortile<br />

per la ricreazione era impraticabile in quanto occupato<br />

da una montagna di rifiuti, una specie di discarica a cielo<br />

aperto.<br />

La cosa incredibile era che nessuno sembrava farci caso,<br />

tutti continuavano a produrre tonnellate di scarti inutili<br />

e a gettarli ovunque, senza preoccuparsi <strong>del</strong>la fine che<br />

avrebbero fatto.<br />

Stavo pensando a questa assurdità durante le ricreazione<br />

quando, di nuovo, quegli occhi apparvero tra le ombre<br />

<strong>del</strong>la montagna puzzolente.<br />

“Ehi tu, vieni qui bello, non avere paura” gli gridai<br />

pensando fosse un cagnolino randagio, ma con enorme<br />

sorpresa vidi un braccio scheletrico e una mano uscire<br />

dall’oscurità e farmi segno di avvicinarmi.<br />

Un po’ allarmato, ma anche curioso, mi avvicinai tappan-


domi il naso giusto in tempo per scorgere una figura sparuta<br />

sgattaiolare tra le ombre e fermarsi poco più in là in<br />

attesa, guardandomi.<br />

“Ok, ho capito, ti seguo, però stai buono eh, io sono un<br />

amico” l’ombra correva veloce e inseguirla era molto difficile,<br />

anche perché il paesaggio intorno era sempre più<br />

devastato e allarmante.<br />

Stavo correndo tra montagne enormi di immondizia in<br />

quella che sembrava una città in rovina, con centinaia di<br />

capanne costruite con i rifiuti più disparati, ma vuote e<br />

desolate.<br />

Alla fine giunsi a una costruzione più grande<br />

<strong>del</strong>le altre, i muri di lavatrici e televisori<br />

rotti la facevano sembrare un bunker<br />

antiatomico. Davanti all’ampio<br />

ingresso stava fermo un anziano<br />

signore, magrissimo e vestito di<br />

pochi stracci, ma con una dignità<br />

che lo faceva sembrare<br />

uno sciamano. Ai suoi piedi<br />

stava seduto un ragazzino altrettanto<br />

magro e sciatto che,<br />

capii subito, era il proprietario<br />

degli occhi curiosi che mi avevano<br />

attirato qui.<br />

“Benvenuto Consumatore” disse<br />

il vecchio.<br />

“Ehm, bu - buon giorno – dissi io un<br />

po’ imbarazzato – c-credo di essermi perso...”<br />

“Da molto tempo ti sei perso figliolo, tu e tutta la tua<br />

razza – rispose il vecchio – per questo ti ho chiamato,<br />

ho visto nei tuoi occhi un barlume di speranza”.<br />

“A dire il vero questo sogno è davvero pazzesco! Altro<br />

che speranza! Ma cosa è successo qui? Perché tutti<br />

questi rifiuti e nessuno che se ne occupa? Perché tutti<br />

hanno la mania di comprare e comprare senza rendersi<br />

conto che stanno ricoprendo il pianeta di schifezze?<br />

La razza umana è totalmente impazzita???”<br />

“La razza umana no, solo i Consumatori... – disse<br />

tranquillamente lo strano personaggio sedendosi accanto<br />

al bambino nella polvere – Devi sapere che, molti<br />

anni fa, l’uomo, preso dalla necessità di consumare<br />

sempre più per produrre sempre maggior guadagno,<br />

si dimenticò la sua umanità, trasformandosi in una<br />

macchina trita-oggetti, il Consumatore appunto!<br />

14<br />

I pochi umani che si ribellarono a questo sistema vennero<br />

espulsi dalle città e costretti a vivere tra i rifiuti<br />

dei Consumatori. Queste immense aree inquinate e<br />

luride crebbero sempre più, mano mano che il Consumatore<br />

perdeva contatto con il mondo, troppo intento<br />

a desiderare il prossimo oggetto. E così la razza umana,<br />

piano piano, iniziò il suo declino, afflitta dalla<br />

fame e dalle malattie, mentre i Consumatori continuavano<br />

la loro inarrestabile corsa verso l’autodistruzione.<br />

Come vedi i rifiuti sono ormai giunti alle<br />

porte <strong>del</strong>le loro belle città, e gli uomini sono ormai un<br />

ricordo lontano, restiamo solo io e Geremy” concluse<br />

piano, indicando il bambinetto dagli occhi attenti.<br />

“Ehi, ma ci sono anch’io – dissi un po’ incerto<br />

– dobbiamo fare qualcosa”<br />

“Torna al tuo tempo e parla con<br />

tutti quelli che conosci, - il vecchio<br />

si alzò in piedi e si avvicinò<br />

- fermate tutto questo prima<br />

che accada, lasciate vivere<br />

la <strong>Terra</strong>, ricorda ciò che hai<br />

visto, ora va!”<br />

Tac.<br />

Di nuovo quel suono strano e<br />

alieno, aprii gli occhi e mi ritrovai<br />

seduto alla scrivania.<br />

Guardai subito i miei piedi...<br />

fiuu, tutto a posto, niente immondizia.<br />

Per sicurezza feci il giro <strong>del</strong>la<br />

casa e aprii la porta sul retro: la mia<br />

bicicletta mi aspettava come sempre, linda<br />

e ordinata.<br />

Che sogno pazzesco ragazzi, mai fatto uno così realistico!<br />

Tornai in camera, vidi la lista dei regali che stavo preparando<br />

e improvvisamente qualcosa mi sembrò fuori<br />

posto: tutti quegli oggetti, ma in realtà nessuno che mi<br />

servisse realmente. Il mio cellulare andava benissimo,<br />

perché cambiarlo? Persino la scatola dei cioccolatini regalatami<br />

da nonna Amelia mi sembrava fuori posto: ognuno<br />

era incartato singolarmente e messo in un vassoio di<br />

plastica sagomato, a sua volta inserito in una bella scatola<br />

colorata e incellophanata...<br />

Tutta roba inutile... rifiuti.<br />

Andai a letto molto preoccupato, ripensando al fatto che,<br />

in fondo, il mondo in cui vivevo non era poi così diverso<br />

da quello che avevo sognato e che, soprattutto, non volevo<br />

assolutamente diventare un “Consumatore”.


CHE BUSINESS!<br />

~<br />

Ti potrà sembrare strano, ma i<br />

rifiuti rappresentano uno dei business<br />

in assoluto più redditizi,<br />

al pari <strong>del</strong> traffico <strong>del</strong>la droga,<br />

e quando ci sono in ballo tanti<br />

soldi è facile immaginare che<br />

ci siano organizzazioni che non<br />

vedono l’ora di metterci le mani<br />

sopra.<br />

ECOMAFIA E<br />

DISCARICHE<br />

ABUSIVE<br />

~<br />

Organizzazioni criminali che<br />

si mascherano dietro aziende<br />

“normali” e che fanno affari<br />

proponendo alle industrie<br />

di smaltire i loro rifiuti tossici<br />

a prezzi più bassi di quelli di<br />

mercato, per poi buttarli in discariche<br />

abusive, cioè grandi<br />

buche che scavano di nascosto<br />

nel terreno, riempiono e ricoprono<br />

velocemente. È evidente<br />

che una discarica abusiva<br />

non ha gli elevati costi di una<br />

discarica autorizzata, certificata<br />

e controllata (come quelle<br />

di LGH in Sicilia e in Puglia),<br />

non è progettata per proteggere<br />

il suolo e le falde acquifere<br />

dall’inquinamento prodotto dai<br />

rifiuti, non sarà sorvegliata per<br />

30 anni dopo la sua chiusura,<br />

non accoglie rifiuti trattati per<br />

ridurne la tossicità, ecc. Anni<br />

fa <strong>Le</strong>gambiente ha inventato un<br />

termine nuovo, Ecomafia, proprio<br />

per indicare quelle organizzazioni<br />

criminali che si occupano<br />

di traffico e di smaltimento<br />

illegale dei rifiuti producendo<br />

grossi danni all’ambiente e alla<br />

PERCHÈ SI PARLA DI<br />

EMERGENZA RIFIUTI?<br />

salute <strong>del</strong>la gente. Negli ultimi<br />

anni l’Ecomafia è diventata una<br />

vera e propria piaga ed è preoccupante<br />

sapere che i volumi di<br />

rifiuti che svaniscono nel nulla<br />

sono oltre 20 milioni di tonnellate,<br />

secondo i dati più recenti<br />

diffusi dall’Europol (European<br />

Police Office), in pratica una<br />

montagna alta 1.900 metri con<br />

una base di tre ettari. Combattere<br />

l’Ecomafia non è certo cosa<br />

facile, soprattutto in quelle zone<br />

<strong>del</strong> Sud, come la Campania, la<br />

Calabria e la Sicilia, dove si<br />

concentra il 40% dei reati contro<br />

l’ambiente. <strong>Le</strong> istituzioni<br />

stanno studiando il modo di<br />

porvi rimedio con l’impiego<br />

<strong>del</strong>la tecnologia (GPS), cioè attraverso<br />

il controllo a distanza<br />

degli itinerari degli automezzi<br />

adibiti al trasporto dei rifiuti<br />

solidi e liquidi. Questo sistema<br />

consentirebbe di registrare in un<br />

computer centrale tutte le informazioni<br />

relative alla posizione<br />

<strong>del</strong> veicolo, le variazioni di peso<br />

e di rotta, le soste prolungate e<br />

gli eventuali attraversamenti di<br />

aree protette. In attesa che tutto<br />

ciò possa realizzarsi si progetta<br />

la costruzione di impianti come<br />

i termovalorizzatori, che bruciano<br />

i rifiuti e contemporaneamente<br />

producono energia e si<br />

bonificano le discariche abusive.<br />

POCHI IMPIANTI<br />

AL SUD<br />

~<br />

In verità l’emergenza rifiuti<br />

è data anche dal fatto che in<br />

quelle zone raramente è stato<br />

organizzato un sistema di ridu-<br />

16<br />

zione, gestione e smaltimento<br />

dei rifiuti degno di questo nome<br />

(e rispettoso <strong>del</strong>le indicazioni<br />

di legge). In questa situazione<br />

basta che la Magistratura sequestri<br />

una discarica per svolgere<br />

un’indagine o per impedire<br />

un reato e subito non si sa più<br />

dove mettere i rifiuti; oppure<br />

basta che un qualsiasi impianto<br />

di smaltimento abbia un problema<br />

tecnico e i rifiuti destinati a<br />

quell’impianto rimangono per<br />

strada, mancando altri impianti<br />

disponibili ad accoglierli.<br />

Naturalmente tutto ciò non si<br />

verifica in quei pochi casi di<br />

buona gestione.<br />

QUANDO PARTIRÀ<br />

LA RACCOLTA<br />

DIFFERENZIATA?<br />

~<br />

Non basta l’impegno <strong>del</strong>le istituzioni,<br />

ci vuole anche il contributo<br />

di tutti i cittadini, se non si<br />

separano i rifiuti che si possono<br />

riciclare la quantità di rifiuti<br />

da smaltire sarà sempre troppa<br />

e superiore alla capacità <strong>del</strong>le<br />

discariche disponibili sul territorio.<br />

Questa è anche la ragione<br />

per cui i cittadini campani pagano<br />

una tassa sui rifiuti molto più<br />

alta di quelli <strong>del</strong>le altre regioni.<br />

Tu conosci bene questo argomento,<br />

sicuramente in casa tua<br />

ci sono i contenitori per dividere<br />

plastica, carta, vetro e organico,<br />

invece nel Sud non è stata<br />

diffusa per tempo questa cultura<br />

e ora si vedono al telegiornale le<br />

immagini <strong>del</strong>le strade di Napoli<br />

sommerse dalle immondizie e ci<br />

si chiede come sia stato possibile<br />

giungere a un tale degrado.


I RIFIUTI<br />

INVISIBILI<br />

~<br />

In natura i rifiuti non sono né<br />

buoni né cattivi, perché…non<br />

esistono! In un ecosistema perfettamente<br />

naturale ciò che viene<br />

scartato da un organismo è<br />

utilizzato da altri. Così il materiale<br />

organico espulso dagli<br />

animali o le piante e gli animali<br />

morti vengono trasformati dai<br />

microrganismi in sostanze utili<br />

per produrre altra materia vivente.<br />

Noi esseri umani invece<br />

produciamo enormi quantità di<br />

rifiuti, che non possono né essere<br />

utilizzati da altri organismi<br />

viventi, né essere distrutti<br />

facilmente da acqua, vento<br />

o ghiaccio. Infatti, l’aumento<br />

continuo dei consumi, la natura<br />

merceologica dei prodotti che<br />

utilizziamo (nuove materie plastiche,<br />

fibre sintetiche ecc.) e la<br />

loro sempre più breve durata si<br />

traducono in scarti sempre più<br />

abbondanti e meno biodegradabili.<br />

In tal modo alteriamo il<br />

ciclo naturale di produzione e<br />

RIFIUTI BUONI<br />

E RIFIUTI CATTIVI<br />

rigenerazione <strong>del</strong>la natura con<br />

gravi rischi per l’ambiente, dato<br />

che se li disperdiamo inquinano<br />

aria, acqua e suolo. È vero che<br />

l’ambiente riesce a disgregare e<br />

riutilizzare molte sostanze, ma<br />

per alcuni materiali sono necessarie<br />

decine se non centinaia o<br />

migliaia di anni!<br />

USA E GETTA:<br />

UN’ABITUDINE<br />

CHE FA MALE<br />

ALL’AMBIENTE<br />

~<br />

Fino a pochi decenni fa non c’era<br />

la mentalità <strong>del</strong>l’usa e getta:<br />

gli oggetti si riutilizzavano, si<br />

riparavano, si trasformavano e,<br />

di conseguenza, si producevano<br />

meno rifiuti. In pratica la questione<br />

dei rifiuti rappresenta il<br />

prezzo da pagare per sostenere<br />

il nostro livello di consumi e,<br />

soprattutto, di sprechi, ma non<br />

dobbiamo allargare le braccia e<br />

pensare che non ci sia nulla da<br />

fare perché ognuno di noi può<br />

dare un contributo molto importante<br />

e impedire che questo<br />

problema diventi un caso d’emergenza<br />

come già accade in<br />

alcune città. Come? Praticando<br />

la raccolta differenziata di carta,<br />

cartone, plastica, vetro e organico,<br />

infatti solo i rifiuti che<br />

vengono recuperati e riciclati<br />

possono essere definiti “buoni”,<br />

mentre se vengono dispersi<br />

nell’ambiente diventano automaticamente<br />

“cattivi” perché<br />

inquinano. Ma c’è un altro vantaggio<br />

da considerare, riciclando<br />

più rifiuti possibile si ottiene<br />

17<br />

anche un notevole risparmio di<br />

materie prime (come il petrolio,<br />

nel caso <strong>del</strong>la plastica) e di<br />

energia, necessarie per realizzare<br />

nuovi prodotti.<br />

RIFIUTI<br />

PERICOLOSI E<br />

RIFIUTI TOSSICI<br />

~<br />

Tra i rifiuti domestici, però,<br />

esistono anche rifiuti “pericolosi”<br />

che hanno bisogno di un<br />

trattamento particolare e vengono<br />

raccolti in modo separato,<br />

i principali sono: le pile a stilo<br />

e a bottone, per le quali esistono<br />

appositi contenitori presenti<br />

lungo le strade di tutte le città,<br />

e i farmaci scaduti che devono<br />

essere consegnati alle farmacie.<br />

Infine esistono anche rifiuti<br />

chiamati, non a caso, “tossici”,<br />

perché altamente inquinanti.<br />

Sono quei materiali utilizzati<br />

dalle industrie (solventi, vernici,<br />

oli, additivi), dall’agricoltura<br />

(fertilizzanti chimici, pesticidi),<br />

dagli ospedali (prodotti farmaceutici,<br />

radioattivi) e da tutte<br />

quelle imprese che impiegano<br />

prodotti chimici come, per<br />

esempio le lavanderie per il lavaggio<br />

a secco. In questo caso<br />

esistono società specializzate<br />

che sanno come raccoglierli,<br />

dove stoccarli e come trattarli;<br />

naturalmente il loro corretto<br />

smaltimento ha un costo per le<br />

aziende e qualche incosciente,<br />

per risparmiare, li getta nei fiumi<br />

avvelenando le acque e provocando<br />

la morte <strong>del</strong>le creature<br />

viventi (animali e piante).


ENERGIA<br />

DAI RIFIUTI<br />

~<br />

Il Termovalorizzatore è un impianto<br />

industriale di grandi dimensioni<br />

che produce energia<br />

bruciando enormi quantità di rifiuti.<br />

Il nome stesso suggerisce<br />

la funzione di questo impianto<br />

che, appunto, “valorizza il calore”.<br />

Infatti, una volta bruciati i<br />

rifiuti, essi producono <strong>del</strong> vapore<br />

che, invece d’essere liberato<br />

nell’aria, viene utilizzato per<br />

produrre elettricità, un po’ come<br />

il principio <strong>del</strong>le vecchie locomotive<br />

a vapore che funzionavano<br />

grazie a una caldaia dove<br />

veniva bruciato il carbone.<br />

NON SOSTITUISCE<br />

LA RACCOLTA<br />

DIFFERENZIATA<br />

~<br />

A questo punto è probabile che<br />

tu abbia le idee un po’ confuse e<br />

ti stia chiedendo: “A cosa serve<br />

il Termovalorizzatore se facciamo<br />

la raccolta differenziata?”<br />

Ottima domanda. Il problema<br />

è che se fossimo tutti bravi a<br />

differenziare ci sarebbero meno<br />

rifiuti da mandare in discarica o<br />

al Termovalorizzatore, in pratica<br />

resterebbero solo quei rifiuti<br />

che non si possono riciclare e<br />

che, a casa, mettiamo nel sacco<br />

nero. Rispetto alla discarica<br />

il Termovalorizzatore presenta<br />

un doppio beneficio: smaltisce<br />

velocemente grandi quantità di<br />

rifiuti e consente un recupero<br />

energetico. In tal modo si può<br />

contare sia su un risparmio dal<br />

punto di vista economico, sia<br />

smaltire col fuoco:<br />

il termovalorizzatore<br />

sul fronte ambientale perché<br />

si riduce l’impiego di petrolio,<br />

carbone o gas utilizzati per<br />

produrre la quantità di energia<br />

equivalente. Il Termovalorizzatore<br />

rappresenta, dunque, la soluzione<br />

per risolvere il gravoso<br />

problema <strong>del</strong>le emergenze. Naturalmente<br />

questo genere di impianto<br />

deve essere progettato e<br />

costruito applicando la migliore<br />

tecnologia esistente, per garantire<br />

efficacia, efficienza e per<br />

ridurre al minimo le emissioni<br />

nocive, proprio per questo motivo,<br />

infatti tali impianti sono<br />

costantemente monitorati ed è<br />

quindi possibile un intervento<br />

in tempo reale sulle emissioni,<br />

cosa invece impossibile per le<br />

discariche.<br />

MOLTO DIFFUSO<br />

IN EUROPA<br />

~<br />

In Europa ci sono oltre 350 impianti<br />

di termovalorizzazione,<br />

solo in Francia ne funzionano<br />

18<br />

ben 123, a Vienna ce ne sono 3<br />

addirittura dentro la città, mentre<br />

in tutta Italia sono presenti<br />

48 termovalorizzatori. In alcuni<br />

paesi come la Scandinavia o<br />

la Germania i rifiuti arrivano ad<br />

essere smaltiti per oltre il 50%<br />

in questi macchinari, a differenza<br />

<strong>del</strong>l’Italia in cui viene bruciata<br />

solo il 15% <strong>del</strong>l’immondizia,<br />

pari a circa 4 milioni di<br />

tonnellate.<br />

Naturalmente l’obiettivo primario<br />

resta sempre quello di produrre<br />

meno rifiuti e di differenziarne<br />

il più possibile. Una <strong>parte</strong> di<br />

questo compito riguarda le famiglie<br />

che devono impegnarsi<br />

ad aumentare la raccolta differenziata,<br />

mentre una <strong>parte</strong> riguarda<br />

l’industria e il modo di<br />

produrre merci e confezioni affinché<br />

adottino procedure di riutilizzo<br />

di oggetti, contenitori e<br />

materiali per ridurre al minimo<br />

la pratica <strong>del</strong>l’usa e getta.


UNA GRANDE<br />

BUCA<br />

~<br />

La discarica di rifiuti è un luogo<br />

dove vengono depositati in<br />

modo non differenziato i rifiuti<br />

solidi urbani e tutti gli scarti<br />

provenienti dalle attività umane.<br />

Tecnicamente è un enorme<br />

buca scavata nel terreno, dove<br />

si scaricano rifiuti fino a riempirla.<br />

Ne esistono di tre tipi,<br />

quelle per accogliere i rifiuti<br />

inerti (scarti e rimanenze di<br />

materiali da costruzione o derivanti<br />

da demolizioni, costruzioni<br />

e scavi), le discariche per<br />

rifiuti non pericolosi (prevalentemente<br />

domestici) e quelle per<br />

rifiuti pericolosi (amianto, pile,<br />

batterie, solventi, fanghi, ecc.).<br />

Naturalmente stiamo parlando<br />

di discariche controllate, non<br />

di quelle abusive che devastano<br />

l’ambiente e la salute <strong>del</strong>le persone.<br />

LA DISCARICA<br />

CONTROLLATA<br />

~<br />

Una discarica moderna deve essere<br />

posizionata in luoghi adatti,<br />

dove il terreno è argilloso (impermeabile),<br />

lontano dai centri<br />

abitati e deve essere realizzata<br />

secondo una rigorosa tecnica di<br />

impermeabilizzazione, necessaria<br />

per isolare i rifiuti dal suolo;<br />

questo intervento è molto importante<br />

per evitare che i liquami<br />

inquinanti raggiungano l’acqua<br />

che scorre nel sottosuolo.<br />

Quando, infatti, la pioggia filtra<br />

attraverso i rifiuti, porta sul fondo<br />

<strong>del</strong>la discarica il percolato,<br />

E POI C’È LA DISCARICA, MA<br />

CHE SIA L’ULTIMA SPIAGGIA!<br />

un liquido viscoso, maleodorante<br />

e tossico, ottenuto dalla<br />

decomposizione dei rifiuti, che<br />

deve essere drenato, raccolto e<br />

inviato in appositi impianti di<br />

trattamento per essere depurato.<br />

Dopo che i rifiuti arrivano in discarica<br />

entrano in azione grandi<br />

ruspe che hanno il compito di<br />

stenderli su tutta la superficie<br />

e di pressarli, si ottiene così<br />

uno strato compatto che viene<br />

poi ricoperto da uno strato di<br />

terriccio (circa 40 cm) per evitare<br />

che si formino esalazioni<br />

e per tenere lontani gli anima-<br />

li. Si procede in questo modo,<br />

alternando rifiuti e terra, fino<br />

al totale riempimento <strong>del</strong>la discarica<br />

che a quel punto sarà<br />

coperta con materiale impermeabile<br />

e un ultimo strato di terra,<br />

affinché l’intera area possa essere<br />

riutilizzata. Generalmente<br />

si procede alla piantumazione<br />

trasformando la discarica in un<br />

parco, ma il compito e la responsabilità<br />

<strong>del</strong>l’azienda che ha<br />

curato l’impianto non finiscono<br />

qui, per i successivi 30 anni dovrà<br />

tenerlo sotto controllo e assicurarsi<br />

che non si verifichino<br />

19<br />

problemi ambientali.<br />

Non bisogna dimenticare che la<br />

decomposizione dei rifiuti è un<br />

processo lungo e contribuisce<br />

alla produzione di gas, come il<br />

metano e l’anidride carbonica,<br />

responsabili <strong>del</strong>l’effetto serra.<br />

Ecco perché, per evitare di inquinare<br />

l’aria, i gas vengono<br />

imbrigliati e impiegati per produrre<br />

Biogas, una fonte di energia<br />

alternativa.<br />

HA UNA VITA<br />

LIMITATA<br />

~<br />

Attualmente, in Italia, la discarica<br />

rappresenta ancora il metodo<br />

più utilizzato per eliminare i<br />

rifiuti (50% <strong>del</strong> totale prodotto),<br />

ma ogni discarica controllata<br />

è progettata per accogliere un<br />

determinato volume di rifiuti,<br />

non di più, quindi è facile immaginare<br />

che abbia una vita limitata,<br />

se poi consideriamo anche<br />

le direttive <strong>del</strong>la Comunità<br />

Europea, che insiste affinché si<br />

arrivi gradualmente a non aprire<br />

più nuovi impianti, ci sono<br />

tutte le condizioni per essere<br />

preoccupati. Ormai è finito il<br />

tempo <strong>del</strong>le discariche. Cosa<br />

accadrà al nostro Pianeta? L’inquinamento<br />

e i rifiuti superano<br />

le sue capacità di assorbirli e<br />

di trasformarli, produrre meno<br />

rifiuti è diventata una necessità<br />

improrogabile con la quale tutti<br />

dobbiamo fare i conti. Bisogna<br />

cambiare alcune <strong>del</strong>le nostre<br />

abitudini affinché meno rifiuti<br />

solidi e industriali finiscano nelle<br />

discariche.


ABBASSO<br />

GLI SPRECHI<br />

~<br />

L’idea viene dagli Stati Uniti,<br />

ma si è velocemente sviluppata<br />

in Australia, in Gran Bretagna e<br />

ora anche in Italia, nelle principali<br />

città. In pratica “fare swapping”<br />

significa fare shopping<br />

senza denaro, semplicemente<br />

scambiando capi di abbigliamento,<br />

accessori, arredi e tutto<br />

quello che la fantasia e il buon<br />

gusto suggeriscono.<br />

Un modo nuovo di fare acquisti?<br />

In realtà è vecchio come il<br />

mondo, lo praticavano le anti-<br />

che civiltà prima che venisse<br />

inventata la moneta, allora si<br />

chiamava baratto, ma nella sostanza<br />

è la stessa cosa.<br />

La crisi economica che stiamo<br />

vivendo ci suggerisce di abbandonare<br />

il consumismo estremo<br />

e di adottare mo<strong>del</strong>li di vita che<br />

siano più ecosostenibili, più<br />

sobri, svincolandoci dal potere<br />

<strong>del</strong> denaro e <strong>del</strong> conto in banca.<br />

Non si tratta di rinunciare al<br />

sai cos’è<br />

lo swapping?<br />

piacere di vestire alla moda ma<br />

di “allungare” la vita di ogni oggetto<br />

o vestito dandogli il giusto<br />

rispetto e il giusto valore. È una<br />

forma piacevole e utile per ridurre<br />

gli sprechi. Siamo abituati<br />

a gettare via oggetti ancora nuovi<br />

o a scartare abiti dopo averli<br />

indossati poche volte, solo perché<br />

non ci piacciono più o perché<br />

non sono più <strong>del</strong>la nostra<br />

taglia.<br />

COME FUNZIONA?<br />

~<br />

Lo swapping ci viene in aiuto e,<br />

a giudicare dal suo rapido sviluppo,<br />

piace molto a tutti, giovani<br />

e adulti. Come funziona?<br />

In molte città sono state aperte<br />

le swap-boutique, negozi modaioli<br />

dove si portano gli articoli<br />

che si desidera scambiare, lo<br />

staff li esamina e assegna un valore<br />

(molti utilizzano le stelline)<br />

che in genere va da 1 a 5, per catalogare<br />

l’oggetto come medio,<br />

alto, altissimo, ecc.<br />

A quel punto si hanno a disposizione<br />

un certo numero di stelline,<br />

basta scegliere articoli che<br />

abbiano o sommino lo stesso<br />

numero di stelline e lo scambio<br />

è fatto. Semplice no?<br />

Oppure periodicamente vengono<br />

organizzati gli swap-party,<br />

feste che si tengono in determinati<br />

luoghi <strong>del</strong>la città, opportunamente<br />

pubblicizzate, durante<br />

le quali si effettuano gli scambi<br />

con lo stesso meccanismo già<br />

descritto. Stanno nascendo anche<br />

siti per scambiarsi oggetti<br />

e qualsiasi altra cosa online, si<br />

possono scambiare anche aiuti<br />

20<br />

e prestazioni di ogni genere <strong>del</strong><br />

tipo “tu mi tieni i bambini per<br />

una sera e io ti preparo le torte<br />

per i compleanni dei tuoi figli”.<br />

Insomma, l’unica cosa che è<br />

vietata è la vendita e l’impiego<br />

dei soldi.<br />

UN BEL<br />

VANTAGGIO<br />

~<br />

Il vantaggio <strong>del</strong>lo swapping<br />

non è solo economico, ma anche<br />

ambientale: non comprare<br />

un vestito nuovo significa infatti<br />

non doverlo produrre, risparmiando<br />

di conseguenza energia<br />

e materie prime.<br />

Pensa che barattare venti chili<br />

di vestiti equivale a risparmiare<br />

l’energia necessaria per azionare<br />

non stop una TV per un anno<br />

e sette mesi! Ma è solo l’inizio,<br />

alcune di queste realtà propongono<br />

anche il riuso creativo<br />

di oggetti che apparentemente<br />

hanno esaurito la loro funzione<br />

ma, per particolarità <strong>del</strong>le<br />

forme e qualità dei materiali,<br />

possono trasformarsi in opere<br />

con un nuovo ed elevato valore<br />

d’uso, con l’aiuto di giovani ed<br />

entusiasti designer emergenti.<br />

Un modo intelligente per affermarsi<br />

nel mercato e fare pratica.<br />

Sembra proprio che lo swapping<br />

entrerà presto nelle abitudini di<br />

tutti noi e…chissà, magari con<br />

un po’ di buona fantasia, in futuro<br />

potresti anche tu lavorare<br />

nello swapping. Intanto prova a<br />

pensare cosa vorresti swappare.


“LE CITTÀ<br />

INVISIBILI” DI<br />

ITALO CALVINO<br />

~<br />

A 40 anni dalla sua pubblicazione<br />

quest’opera è quanto mai<br />

attuale e profetica. Il racconto<br />

<strong>del</strong>la città di <strong>Le</strong>onia tratta proprio<br />

il problema di una società<br />

dei consumi diventata società<br />

degli sprechi, dove i rifiuti si<br />

accumulano sui marciapiedi<br />

nell’attesa <strong>del</strong> passaggio degli<br />

“spazzaturai”.<br />

Parla di insoddisfazione perché<br />

la soddisfazione <strong>del</strong>la società<br />

<strong>del</strong> consumo è solo istantanea,<br />

non dura nel tempo.<br />

E così si gettano oggetti quasi<br />

nuovi per comprare l’ultimo<br />

mo<strong>del</strong>lo lanciato sul mercato.<br />

<strong>Le</strong>onia, è facile prevederlo,<br />

morirà sepolta tra montagne di<br />

spazzatura, come una moderna<br />

Napoli. Una lezione molto chiara<br />

che porta alla luce un problema<br />

culturale, chi produce una<br />

merce non è responsabile <strong>del</strong><br />

rifiuto che ne deriva, c’è un passaggio<br />

veloce di mano, come<br />

nel gioco <strong>del</strong> cerino.<br />

Per produrre in fretta si spreca<br />

energia, compriamo per stare al<br />

passo coi tempi e abbiamo un<br />

posto nella società in base a ciò<br />

che possediamo, si svuotano le<br />

tasche ma si crea anche un vuoto<br />

interiore (+ competizione +<br />

velocità + solitudine meno valori<br />

come sensibilità, affettività,<br />

ascolto), il potere dei rifiuti, i rifiuti<br />

al potere. Fine <strong>del</strong>la società<br />

consumistica, “rifiutistica” e ritorno<br />

al mondo contadino?<br />

In futuro il produttore sarà re-<br />

CURIOSITA’<br />

sponsabile dei rifiuti <strong>del</strong>le proprie<br />

merci?<br />

I RIFIUTI<br />

NELLO SPAZIO<br />

~<br />

Non c’è dubbio che dove passa<br />

l’uomo lascia dietro sé una<br />

scia di rifiuti. È accaduto anche<br />

nello spazio, durante le missioni<br />

degli astronauti e i numerosi<br />

lanci di satelliti. La quantità di<br />

spazzatura che orbita intorno<br />

al nostro pianeta è diventata<br />

pericolosa sia per la stazione<br />

spaziale internazionale, sia per<br />

i satelliti. Sono per lo più oggetti<br />

metallici - cacciaviti, attrezzi<br />

vari, bulloni, pezzi di satelliti –<br />

che devono essere rimossi al più<br />

presto. Una società aerospaziale<br />

americana sembra aver trovato<br />

la soluzione, ha progettato una<br />

serie di retini magnetici, veri e<br />

propri cestini, posizionati all’estremità<br />

dei bracci di una dozzina<br />

di veicoli che, avvicinandosi<br />

ai rifiuti, li attirerebbero grazie<br />

all’azione dei magneti.<br />

La destinazione di questi rifiuti<br />

non sarà certamente un’enorme<br />

discarica, gli ingegneri<br />

sono indecisi se farli precipitare<br />

nell’atmosfera e lasciarli bruciare<br />

dall’attrito, o raccoglierli<br />

per trasformarli in metallo riutilizzabile.<br />

21<br />

BUONI SCONTO<br />

IN CAMBIO DEI<br />

RIFIUTI<br />

~<br />

Succede in Norvegia, all’ingresso<br />

di un supermercato, i proprietari<br />

hanno installato macchinette<br />

che inghiottono lattine<br />

e bottiglie di vetro pulite e, in<br />

cambio danno un buono sconto<br />

per la spesa. È un’idea che<br />

sembra funzionare molto bene e<br />

consente al supermercato, che è<br />

obbligato a praticare la raccolta<br />

differenziata, di risparmiare i<br />

costi di lavaggio dei contenitori.<br />

UN HOTEL FATTO<br />

DI RIFIUTI<br />

~<br />

Si chiama Corona Save the<br />

Beach, un piccolo albergo temporaneo,<br />

inaugurato a Roma nel<br />

2010 in occasione <strong>del</strong>la giornata<br />

mondiale a favore <strong>del</strong>l’ambiente<br />

(5 giugno 2010). Corona Extra,<br />

produttore messicano di birra,<br />

da anni impegnato a livello<br />

internazionale nella salvaguardia<br />

<strong>del</strong>l’ambiente, ha realizzato<br />

questo evento raccogliendo i rifiuti<br />

abbandonati sulle spiagge.<br />

Progettato dall’artista tedesco<br />

Ha Schult (noto in tutto il mondo<br />

per il Trash People, la gigantesca<br />

installazione con mille<br />

sculture a sembianze umane posizionate<br />

in luoghi-simbolo in<br />

tutto il mondo e realizzate con<br />

rifiuti inorganici), l’albergo è<br />

rimasto aperto per 3 giorni allo<br />

scopo di risvegliare le coscienze<br />

di turisti, curiosi, passanti e<br />

ospiti <strong>del</strong>l’hotel.


1<br />

Ti fai influenzare<br />

dall’imballo di un<br />

prodotto che vuoi<br />

acquistare?<br />

2<br />

Nel 1909 fu inventata<br />

la bachelite, sai cos’è?<br />

3<br />

Prova a vivere un mese<br />

intero senza usare la<br />

plastica, è vietato anche<br />

comprare prodotti<br />

incartati o contenuti<br />

nella plastica.<br />

Pensi di riuscirci?<br />

Quella sera ero seduto alla mia scrivania,<br />

davanti al computer, e stavo cercando di<br />

concentrarmi sulla ricerca di scienze per la<br />

<strong>professor</strong>essa Scaccabarozzi: “la plastica nella<br />

società moderna”. Avevo appena scoperto<br />

su Wikipedia una cosa curiosa: non tutta la<br />

plastica può essere riciclata all’infinito, ma<br />

solo alcune volte, a seconda <strong>del</strong> tipo. E dopo?<br />

... si brucia come tutti gli altri rifiuti.<br />

Scandalizzato fissavo Pettibot, appoggiato in<br />

bella mostra sulla mensola, e pensavo a tutta<br />

quella plastica che non sappiamo dove mettere<br />

e che bruciamo ogni giorno.<br />

Tic.<br />

Di nuovo quel rumore!<br />

Non è possibile, pensai, i sogni non iniziano<br />

mai nello stesso modo. Cercai di<br />

non guardare Pettibot per<br />

non vedere i suoi occhi<br />

allargarsi e assorbirmi,<br />

come era già successo<br />

la settimana prima,<br />

ma fu inutile: la strana<br />

sensazione di cadere<br />

nel vuoto, i muri<br />

che si facevano trasparenti...<br />

tutto come<br />

da copione!<br />

Tac.<br />

Un altro singolo rumore e subito mi<br />

resi conto che era successo di nuovo.<br />

La testa mi pesava a causa <strong>del</strong>lo strano cappello<br />

che, come la volta precedente, vi stava<br />

sopra. Come mai in ognuno di questi sogni<br />

portavo un...coso così strano e ingombrante?<br />

Ma la cosa più strana era il luogo in cui mi<br />

trovavo.<br />

Torce fumose erano appese a grossi ganci infissi<br />

in muri anneriti, un soffitto basso di travi<br />

enormi incorniciava la grande stanza senza<br />

finestre e l’immenso tavolo di legno pregiato<br />

troneggiava al centro.<br />

No, non ero più nella mia cameretta questa<br />

volta!<br />

Parecchie persone si affollavano attorno a<br />

quel tavolo: un tipo vestito da Re, con tanto<br />

di mantellina di ermellino e corona ingioiellata,<br />

alzava la voce sugli altri: “Vi dico che<br />

22<br />

è qui dentro, lo hanno visto entrare<br />

almeno due battaglioni <strong>del</strong> mio esercito,<br />

quel perfido di un mago si è rintanato<br />

a CastelBruma!!!”<br />

“Ma se è davvero così allora siamo perduti!<br />

– grugnì un tipaccio gigantesco in armatura<br />

pesante – “Sono 5000 anni che<br />

CastelBruma resiste a ogni tipo di attacco,<br />

lo sanno anche i bambini: è il luogo<br />

più inespugnabile <strong>del</strong>la <strong>Terra</strong>!!”<br />

“Gnè gnè gnè – gli fece il verso una signora<br />

molto sexy vestita di nero con un solo ciuffo<br />

di capelli bianchi che ricadeva sul volto pallido<br />

– per essere il Comandante <strong>del</strong>la<br />

Guardia Reale sei piuttosto…flaccido,<br />

vecchio Tonton !!”<br />

“Si chiama Bonton e smettetela<br />

di punzecchiarlo Lady<br />

Suspiria: purtroppo ha<br />

ragione” la interruppe<br />

il Re mentre Bonton diventava<br />

rosso come un<br />

peperone e le grosse<br />

vene <strong>del</strong> collo taurino<br />

gli si gonfiavano a dismisura.<br />

“Pare che<br />

l’antico architetto<br />

che lo ha progettato<br />

fosse anche<br />

un grande Incantatore<br />

e che vi abbia infuso<br />

tutta la sua conoscenza magica<br />

per renderlo inespugnabile e indistruttibile:<br />

una vera opera perfetta,<br />

destinata a durare nei secoli dei secoli.<br />

Il mago NecronLocknorNomiconkrugnart<br />

ci ha fregati: mentre ci<br />

affanniamo per cercare di entrare<br />

avrà tutto il tempo per terminare la<br />

formula magica che ci renderà tutti<br />

suoi schiavi. La <strong>Terra</strong> è davvero<br />

giunta alla fine...”<br />

“Forse no – il vecchio mago si alzò lentamente<br />

cercando qualcosa tra le pieghe <strong>del</strong>la sua<br />

tunica – ho qui un antico documento che, forse,<br />

vi sorprenderà! Dovete sapere che l’architetto<br />

di CastelBruma, Terenzio Piano detto “il<br />

Forte”, nella sua genialità si rese conto anzitempo<br />

che stava realizzando un’opera perfetta.<br />

Per questo motivo si pose il problema: e se una


persona malvagia se ne appropriasse? Potrebbe, da li , dominare<br />

il mondo indisturbata! Per questo motivo pare che<br />

costruì un sigillo magico segreto, alla base di una <strong>del</strong>le torri<br />

portanti, in grado, se attivato, di trasformare in acqua l ‘intero<br />

castello !!”<br />

“Perfetto!! Allora basta entrare nel castello,<br />

attivare il sigillo e SPLASH! Niente più NecronLock<br />

eccetera eccetera.” sbottò il Re.<br />

“Si, ma c’è un problema – continuò il mago – il sigillo<br />

magico, una volta attivato, trasformerà in acqua<br />

l ‘intero castello e tutto il suo contenuto... compreso<br />

l ‘eroe che si occuperà di questa impresa.”<br />

Un silenzio attonito scese sulla sala.<br />

“Ehm…un Eroe appunto, hai detto<br />

bene caro Merlinguer - fece il Re - e<br />

chi se non il nostro prode Bonton,<br />

l’eroico comandante<br />

supremo <strong>del</strong>la guardia<br />

<strong>del</strong> Re, potrebbe occuparsene?<br />

Che ne<br />

dici caro EROE?”<br />

“Ehm, cioè, ecco... io<br />

andrei ovviamente –<br />

Bonton si era fatto bianco<br />

in volto - … ma ho una<br />

vescica sull’alluce che mi<br />

impedisce di correre !!!<br />

Perché non ci mandate<br />

il Mago invece? È stata<br />

sua l’idea, e poi è talmente<br />

vecchio che tanto<br />

ci lascerebbe la pelle<br />

comunque.”<br />

In breve tutti stavano urlando e gesticolando<br />

tanto che sembrava di essere<br />

a una puntata in diretta di “uomini e<br />

donne.”<br />

Nel trambusto sentii qualcosa muoversi nel mio cappello,<br />

come qualcuno che zampetta qua e là, e di colpo sentii<br />

uscirne una voce quasi uguale alla mia che urlava:<br />

“... E va bene, basta sbraitare!! Ci vado io!!”<br />

Otto paia di occhi si fissarono nei miei... non potevo crederci,<br />

stava succedendo davvero, qualcuno aveva imitato<br />

la mia voce da dentro il cappello e dopo un breve istante<br />

di silenzio tutti gli astanti mi furono incontro in un tripudio<br />

di complimenti, pacche sulle spalle e promesse di<br />

statue equestri in mia memoria.<br />

Cercai di spiegare che non ero stato io a parlare, ma nessuno<br />

mi volle credere, adesso che finalmente avevano<br />

trovato un candidato!!<br />

E così in quattro e quattr’otto mi ritrovai in tasca la map-<br />

24<br />

pa <strong>del</strong> castello con le istruzioni per attivare il sigillo, sulle<br />

spalle una cotta di maglia e sotto il sedere un Farfallonte:<br />

un enorme drago volante che aveva il compito di scaricarmi<br />

sopra il castello.<br />

Da lì scesi nelle Fognature, un immenso labirinto di cunicoli<br />

maleodoranti, vi regnava un freddo intenso e una<br />

stagnante puzza di... beh, lo puoi immaginare no?!!<br />

Fortunatamente nella mia dotazione c’era anche una<br />

torcia, così mi fermai al centro di una specie di enorme<br />

cisterna per fare il punto <strong>del</strong>la situazione e decidere tra lo<br />

sgocciolio <strong>del</strong>l’acqua e l’odore di... va beh, quella cosa là,<br />

quale direzione da prendere.<br />

Con la mappa in mano osservai la struttura <strong>del</strong><br />

castello: sembrava una grossa molecola<br />

fatta di tanti atomi (le torri) congiunti<br />

da legami (i muri)... e in quell’istante<br />

mi tornò alla mente la voce nel<br />

cappello. Chi sarà stato a parlare??<br />

Magari una specie di<br />

genio <strong>del</strong>la lampada che<br />

avrebbe potuto consigliarmi...<br />

Era giunto<br />

il momento di svelare<br />

il mistero! Allungai le<br />

mani per prenderlo<br />

quando sentii qualcosa di<br />

freddo e appiccicaticcio colarmi<br />

sul collo, alzai lo sguardo<br />

e... aaaaarrrggghh!!!<br />

Un ragno, ma che dico un<br />

ragno, un GIGARAGNO rosso<br />

come il fuoco si stava calando<br />

dal soffitto sbavandomi sul<br />

collo un filo appiccicoso, maleodorante<br />

ed emettendo un suono ticchettante<br />

che dava i brividi. Feci uno scatto<br />

degno di un centometrista e presi il primo<br />

cunicolo che trovai, poi un altro e un altro ancora fino<br />

a che persi completamente l’orientamento e mi limitai<br />

a correre a perdifiato, curva dopo curva, in cerca <strong>del</strong>la<br />

salvezza.<br />

Quel maledetto coso pieno di zanne bavose non mi perdeva<br />

di vista, anzi, a ogni curva guadagnava terreno, quando<br />

un’idea mi folgorò: “ma se è un sogno cosa corro a<br />

fare? Basta lasciarsi prendewre, il ragno mi mangerà<br />

e io mi sveglierò!!” detto fatto mi fermai di colpo e BUM,<br />

in un tripudio di zampe spigolose e peli ispidi il ragnone<br />

mi investì in pieno, insieme rotolammo come una valanga<br />

contro un muro che si frantumò, facendoci cadere per<br />

un’interminabile discesa buia e viscida fino a che persi i<br />

sensi. “Sono morto”, fu il mio primo pensiero.


Ma poi una vocina lagnosa disse: “ahio ahio, ma uffa, la<br />

mia panciaaa, che malee” Era buio pesto, per cui dissi<br />

all’Oscurità: “c-chi s-sei?... sono morto?” “Non so se gli<br />

umani possono parlare anche da morti – rispose la vocina<br />

– ma di certo io stavo meglio prima!”. “E il ragno?<br />

– dissi io – Che fine ha fatto? Si è spiaccicato quello<br />

schifoso mostro?” “Non so di cosa parli – fece la voce –<br />

aspetta che guardiamo”, sentii uno “scrat scrat” vidi una<br />

scintilla, due e poi una bella fiammella sopra una torcia<br />

tenuta in mano da... IL RAGNO??!!!!!<br />

“No, niente ragni fortunatamente – disse la vocina lagnosa<br />

che ap<strong>parte</strong>neva al ragno gigante – meno<br />

male, mi terrorizzano quelle bestiacce!!!<br />

Piacere, io sono il Guardiano! Immagino<br />

tu sia l’ Eroe.”<br />

“Ehm… - troppo sconvolto<br />

per fare alcunché mi limitai<br />

a dire: si, cioè, non lo so...<br />

io sono qui per…” “Distruggere<br />

il castello, si<br />

lo so, sono 5000 anni<br />

che ti aspetto! Seguimi!”.<br />

Così dicendo si avviò,<br />

traballante sulle 8 zampone,<br />

verso una enorme<br />

porta di ferro. All’interno,<br />

tracciato sul pavimento<br />

spoglio <strong>del</strong>la piccola stanza,<br />

vi era un complicato disegno<br />

luminescente e al suo<br />

centro una piccola sfera fluttuava<br />

nell’aria. “Eccolo, devi solo<br />

prendere la sfera e… BUM! Il gioco<br />

è fatto! Il Grande Architetto ne sarebbe<br />

orgoglioso, lo aveva progettato con tanta passione!”<br />

Mi avvicinai alla piccola sfera: “Beh… allora è stato un<br />

piacere conoscerti Guardiano, peccato che non ci sia<br />

tempo per approfondire l’amicizia” e con un po’ di rammarico<br />

la racchiusi nella mia mano...<br />

Il rombo di un uragano invase l’aria stantia, i muri iniziarono<br />

a tremolare e diventare trasparenti, mentre io pensavo<br />

“Ok… adesso però sarebbe ora di svegliarsi no?”<br />

Solo e tremante vidi il lontano soffitto trasformarsi in una<br />

valanga liquida mentre le mie gambe si facevano molli e<br />

trasparenti... Come acqua.<br />

Tac.<br />

Ancora quel rumore e in un istante mi ritrovai seduto<br />

alla scrivania, nel tepore <strong>del</strong>la mia casa, con la testa ap-<br />

26<br />

poggiata al tavolo e Pettibot che mi fissava con quei suoi<br />

occhietti indagatori, la chiave a molla immobile.<br />

La pendola <strong>del</strong>la povera Nonna Amelia ticchettava lentamente<br />

dalla sala e i rumori di un film di guerra provenivano<br />

dalla tele in salotto. Il monitor <strong>del</strong> mio computer<br />

era ancora acceso sull’immagine <strong>del</strong>la molecola <strong>del</strong>la<br />

plastica... “accidenti devo finire la ricerca di scienze!”<br />

Certo che per essere un sogno era stato davvero realistico<br />

stavolta: mi sentivo ancora la bava <strong>del</strong> Guardiano<br />

sui capelli!! Tra le mani, ancora piegato, avevo un foglio<br />

ingiallito dal tempo. Lo aprii e... fissai incredulo la mappa<br />

<strong>del</strong> castello di CastelBruma, con tutte le torri,<br />

i camminamenti e una grossa X sul torrione<br />

centrale. La cosa incredibile<br />

era che la mappa era tale e quale<br />

all’immagine <strong>del</strong>la molecola<br />

<strong>del</strong>la plastica rappresentata<br />

sul monitor. E se...<br />

Il mio cervello iniziò a lavorare<br />

febbrilmente: se si<br />

potesse mettere un meccanismo<br />

“magico” come<br />

quello di CastelBruma<br />

all’interno <strong>del</strong>la molecola<br />

<strong>del</strong>la plastica, potremmo<br />

decidere di “trasformarla<br />

in acqua”, senza<br />

più il problema di riciclarla<br />

o bruciarla! Basta sapere<br />

dove metterlo, basta trovare<br />

la “torre portante”!<br />

Lavorai tutta la notte, mi venivano<br />

idee su idee e, alla fine, quando le<br />

prime luci <strong>del</strong>l’alba entravano già dalla<br />

finestra, avevo la mia invenzione: una molecola<br />

di plastica che si poteva sciogliere... nell’acqua!!<br />

Decisi di trascrivere tutto su un apposito diario che<br />

chiamai: “Il diario geniale <strong>del</strong> <strong>Professor</strong> <strong>Terra</strong><strong>Terra</strong>”. Non<br />

sapevo ancora, a quel tempo, che il diario sarebbe servito,<br />

molti anni dopo, per migliorare la vita di tutti gli abitanti<br />

<strong>del</strong>la <strong>Terra</strong>.<br />

Allora avevo un problema più urgente: fissai Pettibot e gli<br />

chiesi: “allora?? vogliamo smetterla di giocare e mi<br />

vuoi dire chi sei? guarda che l’ho capito sai che questi<br />

non sono solo sogni!” Mi fissò con i suoi occhietti metallici:<br />

un semplice giocattolo meccanico.<br />

“Devo essere pazzo, adesso parlo anche coi giocattoli.”<br />

Me ne andai a letto sperando di svegliarmi ancora lì e non<br />

in chissà quale pazzesca avventura immaginaria.


E LI PAGHIAMO<br />

PURE<br />

~<br />

Quando facciamo la spesa, di<br />

fatto acquistiamo un sacco di<br />

cose da buttare! Insieme al nostro<br />

formaggio preferito, con la<br />

torta di mele appena sfornata a<br />

cui non sappiamo rinunciare, il<br />

pane e i biscotti, la pizza con i<br />

pomodorini freschi e una bella<br />

porzione di agnolotti <strong>del</strong>la gastronomia,<br />

e poi la frutta, la verdura…<br />

Insomma, con la nostra<br />

spesa, grande o piccola che sia,<br />

usciamo dall’ipermercato con<br />

incredibili quantità di pellicole<br />

protettive, scatole e scatolette,<br />

confezioni, vaschette e sacchetti.<br />

Ce ne rendiamo conto quando<br />

torniamo a casa e, dopo aver<br />

riposto tutti i nostri acquisti, ci<br />

ritroviamo con una montagna di<br />

imballi che occupano più spazio<br />

dei prodotti acquistati.<br />

Un utilizzo medio di 10-20<br />

minuti per un tempo di degradazione<br />

naturale che può raggiungere<br />

i 1000 anni, con l’aggravante<br />

che tutti quegli imballi<br />

di plastica li paghiamo due vol-<br />

montagne<br />

di imballi<br />

te, perché prima li compriamo e<br />

poi paghiamo la tassa sui rifiuti<br />

per smaltirli.<br />

Questa enorme quantità di imballaggi<br />

si trasforma in breve<br />

tempo in una mole di rifiuti<br />

inimmaginabile. Ognuno di noi<br />

produce 609,5 chilogrammi di<br />

spazzatura l’anno e il 40% <strong>del</strong><br />

volume è costituito da imballi<br />

di plastica, sono davvero troppi<br />

non credi?<br />

COSA SI STA<br />

FACENDO<br />

PER RIDURLI<br />

~<br />

Da molto tempo il problema<br />

degli imballaggi e <strong>del</strong> loro<br />

contributo all’inquinamento<br />

<strong>del</strong>l’ambiente è argomento acceso<br />

di discussione, ne parlano<br />

le associazioni dei consumatori,<br />

gli stessi produttori, le catene<br />

di distribuzione, i ricercatori<br />

di materiali alternativi e biodegradabili.<br />

Ma se si escludono<br />

alcune scelte concrete come il<br />

sacchetto <strong>del</strong> supermercato in<br />

mater-bi, uno spessore più sottile<br />

per le vaschette e l’impiego<br />

di biopolimeri per le confezioni<br />

di alimenti freschi, che offrono<br />

il vantaggio di poter essere<br />

conferiti direttamente con gli<br />

scarti di cibo agli impianti di<br />

compostaggio e lo svantaggio<br />

di costare troppo, non sembrano<br />

comparire grandi cambiamenti<br />

all’orizzonte.<br />

È mai possibile che questi imballi<br />

non si possano ridurre?<br />

Siamo così superficiali che ha<br />

più valore l’impatto estetico di<br />

quello ambientale?<br />

Conta di più la comodità <strong>del</strong>l’u-<br />

28<br />

sa e getta <strong>del</strong>la salute <strong>del</strong>la <strong>Terra</strong>?<br />

1 MESE SENZA<br />

PLASTICA<br />

~<br />

Una ragazza inglese ha tentato<br />

un esperimento estremo: vivere<br />

un mese intero senza comprare<br />

plastica. Risultato? È riuscita<br />

a ridurre la “sua” montagna di<br />

plastica <strong>del</strong>l’80%, ma alla fine<br />

ha capito che la rinuncia completa<br />

è impossibile. Ha dovuto<br />

modificare sostanzialmente<br />

molte <strong>del</strong>le sue abitudini, per<br />

esempio acquistando gli alimenti<br />

nei mercati locali e riponendoli<br />

dentro le proprie borse<br />

di stoffa, ha rinunciato con<br />

difficoltà allo yogurt e ai suoi<br />

biscotti preferiti, le mancava<br />

il sacchetto da mettere nel bidoncino<br />

<strong>del</strong>la spazzatura e alla<br />

fine qualche acquisto è stato<br />

obbligatorio. Ma il vero cambiamento<br />

è stato nell’approccio<br />

allo spreco: quegli oggetti di<br />

plastica che prima sembravano<br />

oggetti senza valore, grazie al<br />

mese di durata <strong>del</strong>l’esperimento,<br />

hanno svelato ogni giorno la<br />

loro notevole importanza portando<br />

la ragazza a concludere<br />

che ci sono casi in cui la plastica<br />

è assolutamente preziosa ma<br />

non bisogna abusarne. Avendo<br />

ben chiaro che per produrre la<br />

plastica si consumano troppe<br />

risorse ed energia derivanti dal<br />

petrolio, si comprende meglio<br />

quanto sia importante usarla<br />

con parsimonia e non sprecarla<br />

perché è un prodotto altamente<br />

inquinante e non sostenibile<br />

dall’ambiente.

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