Il cimitero dei rifiuti - Amsa
Il cimitero dei rifiuti - Amsa
Il cimitero dei rifiuti - Amsa
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• Comune di Milano - Settore Servizi per Minori e Giovani<br />
Ufficio iniziative socio-educative<br />
Tel. 02 884 62758 - Fax 02 884 62604<br />
www.comune.milano.it/famiglia_scuola_politichesociali<br />
• <strong>Amsa</strong> S.p.a.<br />
Tel. 02 27298358<br />
progettoscuola@amsa.it<br />
www.amsa.it<br />
• Legambiente Lombardia Onlus<br />
Tel. 02 87386480<br />
www.legambiente.org<br />
L'insostenibile<br />
Peso <strong>dei</strong><br />
Rifiuti
lega ambiente copertina 10-07-2007 15:59 Pagina 3<br />
Assessore<br />
Mariolina Moioli<br />
Direttore Centrale<br />
Carmela Madaffari<br />
Direttore Settore Servizi per Minori e Giovani<br />
Alberto Ferrari<br />
Responsabile Ufficio iniziative socio-educative<br />
Angela Bernasconi<br />
Coordinamento<br />
Teresa Ferlisi<br />
In collaborazione con <strong>Amsa</strong><br />
Consulenza testi<br />
Legambiente Lombardia Onlus<br />
Realizzazione grafica<br />
AB Comunicazioni<br />
Stampa<br />
Arti Grafiche Meroni
Carissimi,<br />
leggendo questo libretto con i vostri compagni di classe troverete tante<br />
informazioni su un problema che purtroppo interessa tutto il mondo, in modo<br />
particolare i paesi più ricchi e industrializzati come l’Italia: l’emergenza <strong>rifiuti</strong>.<br />
Più <strong>rifiuti</strong> da smaltire, infatti, equivalgono a più inquinamento atmosferico.<br />
Come possiamo contrastare questo problema?<br />
È possibile nei tanti modi descritti in queste pagine, ma soprattutto riducendo la<br />
produzione <strong>dei</strong> <strong>rifiuti</strong> ed effettuando la raccolta differenziata.<br />
Ormai è risaputo, per esempio, che gli imballaggi delle merci sono la causa<br />
maggiore dell’aumento <strong>dei</strong> <strong>rifiuti</strong> e i cittadini possono ridurne l’uso scegliendo<br />
quei prodotti confezionati in contenitori che si possano riutilizzare o che siano<br />
biodegradabili.<br />
Inoltre la raccolta differenziata, che significa innanzitutto mettere i <strong>rifiuti</strong><br />
separati nei contenitori giusti, è una prassi che deve sempre più entrare nelle<br />
nostre abitudini quotidiane perché, oltre ad aiutare nei suoi compiti AMSA,<br />
l’azienda che si occupa di tenere pulita la nostra città, consente il riutilizzo<br />
delle materie prime e quindi il risparmio di tante risorse.<br />
<strong>Il</strong> Comune di Milano sta facendo molto per rendere la nostra città più pulita e<br />
vivibile e il ruolo di AMSA, che ringrazio per tutte le interessanti iniziative<br />
dedicate alle scuole, è davvero prezioso.<br />
Ma importantissimo, anzi fondamentale, è l’impegno di tutti noi, in particolare di<br />
voi ragazzi, ad assumere atteggiamenti corretti, consapevoli e responsabili nei<br />
confronti dell’ambiente in cui viviamo.<br />
Vale proprio la pena di fare qualche sacrificio, perché vivere in un ambiente<br />
migliore, migliora la vita di noi tutti!<br />
Mariolina Moioli<br />
Assessore alla Famiglia, Scuola e Politiche Sociali
indice<br />
Pronti, partenza... via!!!<br />
C’era una volta... prima <strong>dei</strong> <strong>rifiuti</strong><br />
Io riduco, tu riutilizzi, egli ricicla:<br />
con le tre R noi ci prendiamo<br />
cura dell’ambiente<br />
C’è rifiuto e rifiuto: dimmi chi sei<br />
e ti dico come ti tratterò<br />
Quando la natura, da sola, non ce la fa<br />
Diamo una mano ai signori adulti<br />
Ne vuoi sapere di più<br />
pag. 4<br />
pag. 11<br />
pag. 14<br />
pag. 30<br />
pag. 48<br />
pag. 54<br />
pag. 60
l’insostenibile<br />
peso <strong>dei</strong> <strong>rifiuti</strong><br />
Per bambini e ragazzi dagli 8 agli 11 anni
Pronti,<br />
partenza...<br />
via!!!
PRONTI, PARTENZA... VIA!!!<br />
<strong>Il</strong> rifiuto è una questione di punti di vista.<br />
La buccia di mela che buttiamo<br />
nel cestino per noi è un<br />
rifiuto.<br />
Ma quella stessa<br />
buccia è un prelibato<br />
banchetto<br />
per una miriade<br />
di simpatici e<br />
bizzarri microrganismi.<br />
FUNGHI... ...E BATTERI<br />
ANIMALI<br />
CARNIVORI<br />
VEGETALI<br />
ANIMALI<br />
ERBIVORI<br />
La natura ha escogitato un<br />
magnifico processo che si chiama “catena alimentare”: i<br />
vegetali costruiscono, gli animali utilizzano, i funghi e i<br />
batteri decompongono, poi ricomincia daccapo il ciclo.<br />
Insomma, la natura ha fatto in modo che nulla vada<br />
sprecato. Ed è un meccanismo che funziona benissimo da<br />
milioni di anni. Ma da un po’ di tempo a questa parte<br />
questo meccanismo si è ammalato e funziona meno<br />
bene.<br />
6
Come ha fatto ad ammalarsi? Alla natura è capitato<br />
quello che capita a noi quando facciamo una indigestione.<br />
Se mangiamo un gelato non capita nulla, perché il nostro<br />
corpo lo accetta e ne trae gli elementi utili per vivere.<br />
Ma se di gelati non ne mangiamo solo uno, ma due, tre,<br />
quattro o cinque, che cosa capita? La pancia inizia a fare<br />
male e... corriamo direttamente al bagno! È un modo che<br />
il nostro corpo utilizza per dirci che non ne può più di<br />
gelato, ne ha troppo e non riesce a digerirlo!<br />
Attualmente le persone producono così tanti <strong>rifiuti</strong><br />
(organici e non organici) che la natura non riesce più a<br />
trasformarli in cibo per funghi, batteri, piante o animali.<br />
Avete mai versato dell’acqua in un piccolo imbuto?<br />
Prendete un imbuto, una bottiglia vuota e una bottiglia<br />
piena d’acqua. Adesso provate a travasare il contenuto<br />
della bottiglia piena in quella vuota. Se versate<br />
l’acqua lentamente nell’imbuto,<br />
questa entrerà tutta nella<br />
bottiglia, se invece la versate<br />
velocemente l’acqua fuoriuscirà<br />
dall’imbuto e andrà a finire per<br />
terra. Così fa l’uomo: finché<br />
“versa nella natura” pochi <strong>rifiuti</strong><br />
per volta, la natura ha il tempo per<br />
8
assorbirli, ma se ne versa tanti la natura non ci riesce più.<br />
Ma non è solo una questione di quantità, ci sono <strong>rifiuti</strong><br />
che non possono venire mangiati o trasformati da nessun<br />
fungo, nessun batterio, nessun animale, nessuna pianta.<br />
Sono i <strong>rifiuti</strong> “indigesti” che non piacciono a nessuno.<br />
Vi viene in mente un rifiuto indigesto? Provate a pensarci<br />
e attorno a voi ne vedrete tanti. La plastica ad esempio è<br />
uno di questi <strong>rifiuti</strong> indigesti e non può rientrare nei cicli<br />
naturali perché non esiste nessun organismo in grado di<br />
decomporla.<br />
Allora che cosa possiamo fare?<br />
Inizia da qui un breve viaggio, un’avventura per<br />
conoscere meglio i <strong>rifiuti</strong>, per capire l’impatto che hanno<br />
sulla nostra vita e per... proteggere l’ambiente! Infatti<br />
abbiamo deciso di scommettere su di voi: perché solo<br />
grazie a voi, alle vostre scelte e alle scelte che<br />
fanno i vostri genitori riusciremo tutti<br />
assieme a vivere in città più pulite<br />
e quindi più belle.<br />
Siete pronti per questo viaggio?<br />
Allora: pronti, partenza... via!!!<br />
9
C’era una<br />
volta... prima<br />
<strong>dei</strong> <strong>rifiuti</strong>
C’era una volta...<br />
prima <strong>dei</strong> <strong>rifiuti</strong><br />
Per fare un albero,<br />
ci vuole un seme,<br />
per fare un seme ci vuole un frutto,<br />
per fare un frutto ci vuole... l’albero!<br />
Da dove viene la carta su cui sono stampate le parole che<br />
state leggendo proprio in questo momento? La carta viene<br />
prodotta dalla cellulosa e la cellulosa proviene dai<br />
boschi. Quindi la cellulosa è la materia prima e i boschi<br />
sono la risorsa naturale.<br />
Facciamo un altro esempio? La bibita che ieri avete<br />
bevuto era contenuta in una lattina di alluminio. Sapete da<br />
dove viene l’alluminio? La materia prima dell’alluminio è la<br />
bauxite, un minerale che si estrae dalle rocce delle montagne.<br />
Quindi ora sapete che le montagne sono la risorsa<br />
12
naturale dalla quale si estrae la bauxite.<br />
Questo gioco può continuare a lungo. Avreste mai<br />
immaginato che il vetro con cui sono fatte le<br />
bottiglie proviene dalla sabbia e che questa si<br />
cava dal suolo?<br />
E quei <strong>rifiuti</strong> di plastica indigesti con cui sono<br />
fatte le bottiglie d’acqua da dove vengono?<br />
La materia prima per produrre la plastica sono i<br />
polimeri, i polimeri a loro volta si ricavano da una<br />
risorsa naturale molto nota: il petrolio! Lo<br />
schema è sempre uguale, dalle risorse naturali<br />
si producono le materie prime e dalle materie prime si<br />
producono gli oggetti. Manca però una cosa importantissima:<br />
per costruire un oggetto la materia prima da sola<br />
non basta. Un blocco di marmo non è una statua.<br />
Quel blocco di marmo viene trasformato in una statua<br />
dallo scultore che lo lavora dandogli una forma.<br />
Quel lavoro si chiama energia.<br />
È necessario utilizzare energia per produrre tutti i<br />
materiali di cui sono fatti gli oggetti: si impiega energia<br />
per ricavare un materiale dalla “risorsa naturale”, se ne<br />
impiega altra per lavorarla, assemblarla, trasportarla e<br />
per venderla.<br />
13
IO RIDUCO,<br />
TU RIUTILIZZI, EGLI<br />
RICICLA: CON LE TRE<br />
R NOI CI PRENDIAMO<br />
CURA DELL’AMBIENTE
IO RIDUCO, TU RIUTILIZZI,<br />
EGLI RICICLA: CON LE TRE R<br />
NOI CI PRENDIAMO<br />
CURA DELL’AMBIENTE<br />
Prima di buttare qualcosa, pensiamoci una, due, tre volte.<br />
Quella bicicletta che è ormai piccola, quei vestiti corti,<br />
quel cellulare un po’ vecchio, quel videogioco che mi ha<br />
stufato, quel fumetto che ho terminato di leggere, quel<br />
gioco rotto. Volete davvero buttare tutto nella spazzatura?<br />
Un consiglio: prima di buttare un oggetto, riflettete se non<br />
sia possibile riciclarlo, recuperarlo, rivenderlo, regalarlo,<br />
scambiarlo o usarlo in modo diverso.<br />
R come Ridurre: prevenire<br />
la produzione di <strong>rifiuti</strong><br />
Che cosa hanno in comune il tubetto<br />
di plastica del dentifricio, il cartone del<br />
latte, il sacchetto di plastica delle patatine, la<br />
lattina di alluminio della bibita, la scatola di<br />
cartoncino della pasta, la vaschetta di<br />
16
polistirolo del formaggio, la bottiglia di<br />
plastica dell’acqua, la cassetta di legno<br />
della frutta, la confezione di carta e<br />
alluminio del gelato, il sacchetto di carta<br />
del pane, il vasetto della marmellata?<br />
Pensateci bene... Avete trovato?<br />
Probabilmente sì, ma forse non<br />
conoscete la parola giusta con cui<br />
esprimerlo.<br />
Tutte le cose sopra elencate sono imballaggi.<br />
Sono cioè <strong>dei</strong> contenitori (di dentifricio, di latte, di<br />
patatine, di pasta, di formaggio, di acqua...) che proteggono<br />
quello che mangiamo, usiamo, trasportiamo da un<br />
luogo all’altro.<br />
Adesso che lo sapete, guardatevi attorno. Quanti oggetti<br />
imballati vedete? Pensate che gli imballaggi sono circa<br />
la metà in volume (e un terzo in peso) <strong>dei</strong> <strong>rifiuti</strong> prodotti<br />
nelle case, negli uffici, nelle scuole, nei negozi. E di che<br />
cosa sono fatti questi imballaggi? Come abbiamo visto<br />
possono essere di carta, alluminio, plastica, vetro, legno...<br />
17
A volte gli imballaggi sono utili perché proteggono i<br />
prodotti e salvaguardano il loro trasporto, a volte invece<br />
sono così belli, colorati e voluminosi solo per attrarre<br />
la nostra attenzione e farci comprare la merce che<br />
contengono.<br />
Che cosa possiamo fare per ridurre la<br />
quantità di <strong>rifiuti</strong> da imballaggi?<br />
È molto semplice, ma ci possiamo riuscire solo<br />
con l’aiuto di tutti: dobbiamo scegliere<br />
bene!<br />
Non è complicato, si dovrebbe innanzitutto<br />
cercare di usare il più possibile:<br />
- borse di juta, di cotone, retine anziché borse di plastica;<br />
- contenitori in vetro anziché contenitori di plastica;<br />
- detersivi concentrati (occupano meno spazio) oppure<br />
ricariche con contenitori di plastica riciclata o riciclabile;<br />
- cibi venduti sfusi o in sacchetti di carta (imballaggio<br />
semplice, riutilizzabile e biodegrabile) anziché<br />
confezionati in involucri belli, colorati, ma che non sono<br />
completamente smaltibili;<br />
- preferire se è possibile pile ricaricabili, senza mercurio,<br />
18
anziché pile usa e getta;<br />
- apparecchi che funzionino sia a corrente elettrica che a<br />
pile anziché apparecchiature che funzionano solo a<br />
batteria;<br />
- carta riciclata o ecologica;<br />
- l’acqua naturale del rubinetto anziché quella contenuta<br />
nelle bottiglie di plastica.<br />
A volte i nostri genitori sono troppo indaffarati per far<br />
caso a queste cose. Tocca a noi ricordare loro di scegliere<br />
prodotti che sono un po’ più amici dell’ambiente.<br />
SCHEDA: CARTA, DIETRO FRONT!<br />
Ricordiamoci che per ridurre la quantità<br />
di <strong>rifiuti</strong> dobbiamo imparare ad usare<br />
bene la carta: stampiamo solo quello che è<br />
davvero necessario e quando stampiamo i documenti<br />
dal computer usiamo l’opzione di stampare più<br />
pagine sullo stesso foglio... <strong>Il</strong> risultato: si spende di<br />
meno, c’è meno carta da buttare, si fa meno fatica<br />
quando si deve portarla nei cassonetti bianchi e…<br />
gli alberi tireranno un sospiro di sollievo (ed anche<br />
noi, visto che gli alberi ossigenano l’aria!).<br />
19
SCHEDA:<br />
A TUTTA ACQUA… CORRENTE<br />
Se desiderate bere acqua naturale, vi<br />
consigliamo di scegliere l’acqua del rubinetto<br />
perché:<br />
- sull’acqua che esce dai rubinetti di<br />
Milano vengono fatte ogni anno 20 mila<br />
controlli severi ed accurati (sull’acqua<br />
imbottigliata... basta leggere l’etichetta);<br />
- arriva direttamente nelle case senza essere<br />
trasportata per lunghi percorsi dai camion (che<br />
inquinano);<br />
- scende dal rubinetto e quindi non viene<br />
“inscatolata” nelle bottiglie di plastica (il PET) che,<br />
dopo qualche sorsata, si trasformano in una<br />
montagna di <strong>rifiuti</strong>.<br />
R come Riuso: prolunghiamo la vita degli<br />
oggetti<br />
Siamo abituati a comprare, buttare, ricomprare, ributtare<br />
e a causa di questi comportamenti siamo arrivati alla...<br />
emergenza <strong>rifiuti</strong>!<br />
20
Un tempo nelle famiglie numerose i vestiti <strong>dei</strong> bambini non<br />
si buttavano mai via, perché sarebbero serviti per il<br />
fratello minore o per il cuginetto. Ecco, dobbiamo anche<br />
noi verificare se quello che buttiamo è inutile solo per noi<br />
21
o se lo è per tutti. Questo vale per i vestiti, per il cellulare,<br />
per l’astuccio, per la cartella, per il videogioco, per la<br />
bicicletta e per mille altre cose.<br />
A volte invece il riuso consiste nell’utilizzare<br />
un oggetto che ormai ha perso la sua funzionalità<br />
per un altro uso, diverso da quello per<br />
il quale è stato prodotto.<br />
A che serve un cartone del latte vuoto?<br />
Non possiamo più utilizzarlo per conservare<br />
dell’altro latte, ma con un po’ di fantasia<br />
possiamo farlo diventare un bel salvadanaio<br />
a forma di mulino a vento!!!<br />
Come??? Usate un po’ di carta colorata, un paio<br />
di forbici, un po’ di colla e soprattutto tanta, tanta<br />
creatività!!! Questo è solo un piccolo esempio che ci fa<br />
capire come possiamo allungare la vita agli oggetti che<br />
non usiamo più, prima di buttarli via senza pensare dove<br />
vadano a finire.<br />
Ci sono tanti altri piccoli gesti che ci permettono<br />
di allungare la vita agli oggetti: pensate ai<br />
mercatini dell’usato dove tanti prodotti che non<br />
servono più a qualcuno sono a disposizione e vengono<br />
22
venduti a qualcun altro.<br />
Oppure pensando agli imballaggi e<br />
alla nostra spesa quotidiana, pensiamo<br />
al sistema del vuoto a rendere: non tanto<br />
tempo fa le bevande erano confezionate<br />
soprattutto nelle bottiglie di vetro e quando erano vuote<br />
venivano riportate al venditore che, dopo aver restituito i<br />
soldi della cauzione, le riconsegnava alla ditta che produceva<br />
le bibite per essere riutilizzate di nuovo.<br />
Una modalità analoga esiste ancora nella grande ristorazione.<br />
Ma anche i dispenser e le ricariche possono<br />
aiutare l’ambiente. Pensate a tutti i contenitori <strong>dei</strong> detersivi<br />
che la mamma usa quando fa il bucato: se anziché<br />
continuare a comprare ogni volta <strong>dei</strong> flaconi nuovi pieni,<br />
usassimo le ricariche che sono fatte con meno plastica o<br />
usassimo erogatori di detergenti alla spina continueremmo<br />
a usare per tante, tante volte sempre lo stesso contenitore<br />
e produrremmo meno <strong>rifiuti</strong>.<br />
23
SCHEDA:<br />
BELLO COME UN… RIFIUTO<br />
Architetti, pittori, scultori, designer, stilisti...<br />
chi l’ha detto che il<br />
rifiuto non possa<br />
essere bello?<br />
<strong>Il</strong> riciclaggio delle materie<br />
prime porta oggi<br />
alla creazione di<br />
piacevoli oggetti<br />
con cui arredare e da<br />
utilizzare in casa e in<br />
cucina.<br />
Giuliano Tomaino, “Agilulfo” Questa è una<br />
legno dipinto, ferro e biglie di<br />
tendenza recente,<br />
vetro, 47 x 53 x 16 cm., 2006<br />
sempre più diffusa:<br />
cercare sul mercato prodotti realizzati con processi<br />
a ridotto impatto ambientale oggi non vuol dire più<br />
rinunciare alle forme piacevoli del design.<br />
Dalla plastica alla gomma, dall’alluminio al vetro<br />
fino alla carta, oggi praticamente ogni materiale<br />
24
già lavorato può tornare a vivere una nuova vita,<br />
senza arrecare danni all’ecosistema e senza esaurire<br />
le limitate risorse del pianeta. Molte aziende hanno<br />
deciso di includere nella loro gamma di prodotti<br />
alcuni articoli che possiedono queste caratteristiche.<br />
C’è chi crea oggetti, ispirandosi alla natura, riutilizzando<br />
i <strong>rifiuti</strong>, gli imballaggi o materiale riciclato<br />
per realizzare opere d’arte. Si chiama ecodesign.<br />
Nell’ultimo decennio sempre più spesso le aziende,<br />
i progettisti e persino gli stilisti stanno imparando a<br />
utilizzare meno energia e meno materia per<br />
produrre oggetti.<br />
Pensate ancora che materiale riciclato sia associato<br />
all’idea di brutto, povero e in definitiva scadente?<br />
Quadri, vestiti, sedie, sculture dicono il contrario!<br />
SCHEDA:<br />
MERCATINO DELL’USATO E MERCATO<br />
DELLE PULCI... ALL’EPOCA DI INTERNET<br />
Un mercato delle pulci è un mercato in cui si<br />
comprano e si vendono oggetti di poco valore e<br />
usati. In genere gli espositori non si limitano a<br />
25
vendere, ma possono barattare o addirittura<br />
comprare. Girando per le bancarelle, potete vedere<br />
merce proveniente da ogni dove. Ma in genere si<br />
tratta di vecchio materiale svenduto, per esempio<br />
per liberare un appartamento o una soffitta.<br />
I mercati delle pulci sono spesso frequentati da<br />
persone che collezionano oggetti particolari.<br />
Si possono trovare vecchi dischi in vinile<br />
(chiedete ai vostri genitori che<br />
cos’erano... forse ne hanno ancora),<br />
medaglie, vecchi numeri di giornali e<br />
riviste, si possono trovare anche<br />
oggetti come i Puffi o le sorprese delle<br />
uova di Pasqua! Ma perché si chiama<br />
“mercato delle pulci”? <strong>Il</strong> nome proviene dal<br />
francese, marché aux puces.<br />
Quello di Saint-Ouen a Parigi, che è ancora oggi il<br />
più grande del mondo, era tristemente famoso<br />
proprio per le pulci che infestavano i tappeti e i capi<br />
di abbigliamento in vendita.<br />
Con Internet è nato un nuovo modo di vendere e<br />
comprare prodotti usati. Ci sono infatti molti siti<br />
dedicati che fanno incontrare, virtualmente, chi<br />
26
vuole comprare qualcosa e chi lo vuole vendere.<br />
L’oggetto viene presentato e fotografato, poi,<br />
proprio come avviene in un mercato dell’usato,<br />
inizia la contrattazione.<br />
R come Riciclo: i <strong>rifiuti</strong><br />
hanno una seconda vita<br />
Quando noi gettiamo via un oggetto o una<br />
sostanza, creiamo un rifiuto. Quindi sono <strong>rifiuti</strong> la buccia<br />
di mela, la lattina vuota, la bicicletta rotta e inutilizzabile,<br />
la medicina scaduta... Quando pronunciamo la parola<br />
“rifiuto”, indichiamo tante cose: in un mucchio di <strong>rifiuti</strong><br />
ci sono cose molto diverse accomunate solo dal fatto di<br />
essere diventate inutili e quindi di essere abbandonate.<br />
Ma è<br />
importante<br />
riconoscere<br />
la varie<br />
“famiglie”<br />
di <strong>rifiuti</strong>:<br />
27
ci sono quelli che non sappiamo riutilizzare, ce ne sono<br />
altri addirittura pericolosi e che possono essere smaltiti<br />
solo da persone autorizzate.<br />
Se riconoscete le varie famiglie di <strong>rifiuti</strong>, potrete fare la<br />
raccolta differenziata e dare l’opportunità ai <strong>rifiuti</strong> di<br />
rivivere sotto forma di altri oggetti.<br />
Se da un mucchio di <strong>rifiuti</strong> ammassati a caso mettiamo da<br />
parte il vetro, eviteremo di scavare suolo e rocce per<br />
estrarre la sabbia che ci serve per creare nuovo vetro.<br />
La stessa cosa vale per l’alluminio e per la plastica.<br />
Possiamo proteggere l’ambiente solo se non<br />
mescoliamo tra loro i <strong>rifiuti</strong>: i mucchi di carta, il<br />
vetro, l’alluminio, i metalli, la plastica vi chiedono di dar<br />
loro una seconda vita! Produrre nuovi oggetti con<br />
materiali di recupero è anche vantaggioso perché<br />
richiede meno energia di quanta se ne consumi utilizzando<br />
le materie prime.<br />
28
SCHEDA:<br />
A VOLTE (SPERIAMO<br />
SPESSO) RITORNANO<br />
Voi avete fatto un’ottima raccolta<br />
differenziata. Avete separato carta, vetro, plastica e<br />
metalli. Avete messo ognuno di questi materiali nel<br />
contenitore adatto. E adesso che cosa succede?<br />
La bottiglia di vino che papà ha sulla tavola un tempo<br />
poteva essere il parabrezza di una vecchia auto;<br />
le lattine di alluminio si possono trasformare in<br />
caffettiere, pentole e rubinetti; con l’acciaio riciclato si<br />
producono secchi, picconi, badili e i carrelli della<br />
spesa; con il riciclo <strong>dei</strong> cartoni per bevande (poliaccoppiati)<br />
si fanno fioriere, vasi, portachiavi, carta per<br />
volantini e quaderni.<br />
A Milano è prevista la raccolta degli scarti da cucina<br />
<strong>dei</strong> ristoranti e delle mense, ma non è prevista nelle<br />
vostre case. Da questi <strong>rifiuti</strong> si può ottenere il<br />
compost, che è un ottimo terriccio naturale per orti,<br />
giardini e campi.<br />
29
C’è RIFIUTO E<br />
RIFIUTO: DIMMI CHI<br />
SEI E TI DICO COME<br />
TI TRATTERò
C’è RIFIUTO E RIFIUTO:<br />
DIMMI CHI SEI E<br />
TI DICO COME TI TRATTERò<br />
Diamo un’occhiata a quello che buttiamo via in casa<br />
nostra. Ci sono scarti alimentari e vegetali (cioè <strong>rifiuti</strong><br />
organici). Ci sono imballaggi di vario tipo, che possono<br />
essere carta e cartone, vetro, plastica o di metallo.<br />
Ci sono <strong>rifiuti</strong> pericolosi, come le pile o le batterie.<br />
Ci sono <strong>rifiuti</strong> tecnologici, come il videogioco che si è<br />
rotto. Insomma: i <strong>rifiuti</strong> sono veramente tanti, cerchiamo<br />
di conoscerli meglio.<br />
SCHEDA: RIFIUTI VISTI CON LA<br />
LENTE D’INGRANDIMENTO<br />
Carta: la carta si ottiene da fibre vegetali.<br />
Per produrla occorre molta energia e molta acqua.<br />
Riciclandola, tanti alberi non sarebbero abbattuti,<br />
risparmiando così risorse naturali ed energetiche.<br />
32
Per il nostro uso quotidiano, la carta riciclata ha<br />
qualità e proprietà non inferiori a quelle della carta<br />
non riciclata.<br />
Plastica: le materie plastiche sono prodotte<br />
attraverso processi chimici a partire dal petrolio, dal<br />
quale si estraggono resine sintetiche. A queste si<br />
aggiungono rinforzanti, coloranti, solventi, induritori,<br />
ecc. Le materie plastiche, poiché sintetiche (non<br />
presenti in natura), non possono essere degradate<br />
da nessun organismo. Ciò significa che rimarranno<br />
inalterate quasi per sempre. Nelle discariche, la<br />
plastica occupa molto spazio e purtroppo non si<br />
degrada. Se viene bruciata in impianti obsoleti,<br />
potrebbe rendere più inquinata l’aria<br />
che respiriamo.<br />
Con la plastica riciclata si fabbrica e si<br />
“rifabbrica” di tutto, dalle pellicole<br />
alle piastrelle, alle panchine, ai<br />
giochi nei giardinetti, ai tubi, ai<br />
sacchetti, fino ai golfini in pile.<br />
33
Vetro: si frantuma con facilità, ma non si distrugge.<br />
Ripulito, frantumato e rifuso produce nuove bottiglie<br />
e barattoli. L’impiego di rottame di vetro permette di<br />
risparmiare tanta energia necessaria per produrlo<br />
con le sole materie tradizionali. <strong>Il</strong> vetro è riciclabile<br />
al 100%.<br />
Alluminio: è un materiale metallico che<br />
si ottiene dalla bauxite. È indispensabile in<br />
tanti campi, ma come tutte le risorse<br />
naturali, non è inesauribile. Recuperando<br />
le lattine di alluminio si risparmia bauxite<br />
e si consuma meno energia.<br />
34
Adesso giochiamo a “dove lo metto?”<br />
È un gioco molto semplice che potete fare con i vostri amici,<br />
in classe, o a casa. Si gioca in questo modo: senza dare<br />
nell’occhio, iniziate a controllare che cosa finisce<br />
nell’immondizia e scrivetelo su un foglietto. Formate due<br />
squadre e voi fate l’arbitro.<br />
Chiedete ad ogni squadra “Dove lo<br />
metto...?” e leggete via via tutti i <strong>rifiuti</strong> del<br />
vostro elenco (a turno una domanda ad ogni<br />
squadra).<br />
Un punto per ogni risposta esatta.<br />
Per aiutarvi ecco qui di seguito le soluzioni del gioco.<br />
Soluzione del gioco “<strong>Il</strong> rifiuto, dove lo metto?”.<br />
I “luoghi” dove portare i <strong>rifiuti</strong> sono: cassonetto o campana<br />
di colore bianco, cassonetto o campana di colore verde,<br />
sacco giallo, negozi, piattaforme ecologiche (che a<br />
Milano si chiamano riciclerie), contenitori gialli che si<br />
trovano per la strada.<br />
Abbiniamo il luogo al rifiuto... e diventeremo arbitri<br />
perfetti del gioco “<strong>Il</strong> rifiuto, dove lo metto?”.<br />
35
Che cosa<br />
Riviste, giornali, cartoncini,<br />
quaderni usati, scatole, imballi<br />
di carta, cartoni per bevande<br />
(risciacquati!)<br />
Bottiglie, flaconi, sacchetti di<br />
plastica, le vaschette per alimenti<br />
anche in polistirolo<br />
Lattine per bevande, scatolette e<br />
barattoli per alimenti in metallo<br />
(alluminio o acciaio)<br />
Bottiglie, bicchieri,<br />
barattoli di vetro<br />
Scarti del cibo e tutto l’umido di<br />
casa<br />
Pile <strong>dei</strong> videogiochi, <strong>dei</strong> lettori<br />
musicali, <strong>dei</strong> giochi e delle torce<br />
36<br />
Bidoni bianchi nel vostro<br />
condominio, campane di<br />
colore bianco<br />
Sacco giallo<br />
Sacco giallo<br />
Cassonetti verdi condominiali,<br />
campane di colore verde<br />
Sacco nero<br />
DOVE<br />
Negozi di materiali elettrici o<br />
nelle riciclerie
Carta contaminata da alimenti,<br />
la carta oleata, la carta<br />
plastificata, la carta carbone,<br />
la carta assorbente, oggetti in<br />
ceramica, bicchieri e piatti di<br />
plastica e tutti i <strong>rifiuti</strong> che non<br />
sono differenziati<br />
I vestiti, le scarpe, le borse o la<br />
biancheria per la casa ancora<br />
in buone condizioni<br />
Farmaci scaduti<br />
Che cosa<br />
I materiali ingombranti, come<br />
reti per letto, materassi, mobili<br />
vecchi, damigiane, grosse<br />
taniche, lastre di vetro, specchi,<br />
elettrodomestici, piante<br />
d’appartamento.<br />
37<br />
Sacco nero<br />
DOVE<br />
Nei contenitori gialli presenti<br />
sulle strade e nelle riciclerie<br />
Nei contenitori presenti nelle<br />
farmacie, ma privi di cartoncino<br />
che va buttato con la carta<br />
Nelle riciclerie o chiamare il<br />
numero verde:<br />
AMSA 800 33 22 99.
La carta si ricicla e rinasce<br />
Come si riciclano la carta, il cartone e il cartoncino?<br />
Che fine fanno migliaia e migliaia di giornali, sacchetti e<br />
scatole che ogni giorno vengono raccolti dai cittadini<br />
italiani in modo differenziato? Vanno a finire negli<br />
impianti di riciclo costruiti appositamente per la carta:<br />
piattaforme di selezione, cartiere e cartotecniche.<br />
Ma proviamo a seguire un giornale ormai<br />
vecchio. Mamma e papà, quando fanno le<br />
pulizie, lo prendono e lo buttano nei cassonetti<br />
bianchi della raccolta differenziata.<br />
Poi passa qualcuno a svuotare i cassonetti, a Milano è<br />
AMSA, e porta tutti i vecchi giornali, assieme a tutti<br />
gli altri oggetti di carta, in un luogo che si chiama<br />
piattaforma di selezione.<br />
Voi forse non ne avete mai sentito parlare, ma è un posto<br />
importantissimo dove la carta da riciclare viene<br />
controllata. Se ad esempio qualcuno per caso ha buttato<br />
via assieme alla carta una lattina di alluminio, qui nella<br />
piattaforma di selezione se ne accorgono e tolgono tutto<br />
ciò che non è carta, e quindi anche la lattina.<br />
38
Fatto questo controllo, la carta viene ammassata in balle<br />
di carta che vengono poi trasportate nelle cartiere, dove<br />
la carta viene spezzettata, mischiata ad altri ingredienti<br />
(sbiancanti, ecc.) e impastata in grandi frullatori (pulper).<br />
Tutto l’impasto viene steso e asciugato con macchine<br />
apposite e alla fine dalla cartiera escono grandissimi<br />
fogli di carta riciclata da inviare alle cartotecniche per<br />
essere trasformati in tutti quegli oggetti in carta riciclata<br />
che possiamo andare a comprare: quaderni, imballaggi,<br />
giornali, carta per le stampanti, ecc.<br />
La carta può essere riciclata all’infinito!<br />
Quindi adesso capite perché un vecchio giornale su cui<br />
sono scritte vecchie notizie è preziosissimo.<br />
Da quel giornale, ma in generale da tutti gli imballaggi<br />
in carta e cartone, prendono vita nuovi oggetti, che<br />
possono essere anche diversissimi, ma che saranno<br />
sempre di carta e cartone.<br />
Quindi, quando buttate la carta, occhio<br />
ai cassonetti bianchi!<br />
E ricordate: la raccolta differenziata<br />
funziona!<br />
39
SCHEDA: TANTI NOMI PER SCEGLIERE LA<br />
CARTA BUONA<br />
Esistono diversi tipi di carta che possono aiutare<br />
l’ambiente e questo box ci aiuterà a capire come<br />
possiamo fare a riconoscerla e quindi sceglierla e<br />
comprarla.<br />
• la carta riciclata: è un po’ più scura di<br />
quella bianca che deriva direttamente dagli<br />
alberi, ma è bella lo stesso...provate a usarla e<br />
vedrete che non ha niente a che invidiare alla<br />
carta che utilizziamo di solito!<br />
• carta ecologica: potete riconoscerla<br />
facilmente quando accompagnate i vostri<br />
genitori a fare la spesa. Infatti è contrassegnata<br />
da due tipi di marchi: il marchio Ecolabel<br />
(una bella margherita che ci dice che quella<br />
carta è stata prodotta con minore impatto<br />
sull’ambiente) e il<br />
marchio FSC (che<br />
ci dice che la carta è<br />
stata prodotta con<br />
40
cellulosa proveniente da foreste gestite in<br />
maniera sostenibile, cioè senza essere state<br />
devastate, ma prevedendo nuove piante che<br />
sostituiscano quelle tagliate).<br />
Insomma, comprare bene è un po’ come<br />
andare per strada in bicicletta: dobbiamo<br />
stare attenti ai segnali!<br />
Pile scariche... ricarichiamole!<br />
Anche quando sono scariche le pile<br />
racchiudono sostanze inquinanti dannose<br />
che, se disperse nell’ambiente, possono<br />
inquinare gravemente il suolo e le acque.<br />
Per questo motivo, dopo l’uso, le pile<br />
devono essere messe in appositi contenitori.<br />
Successivamente vengono rinchiuse in blocchi di cemento,<br />
per evitare qualsiasi dispersione nell’ambiente delle<br />
sostanze nocive che contengono.<br />
Vi consigliamo di scegliere le pile ricaricabili, perché<br />
allungando la loro vita (si ricaricano più volte), creiamo<br />
meno <strong>rifiuti</strong> inquinanti.<br />
41
La tecnologia fuori moda<br />
Vi è mai capitato, passeggiando per<br />
strada, di vedere accanto ai cassonetti<br />
<strong>dei</strong> <strong>rifiuti</strong>, elettrodomestici abbandonati<br />
(tantissimi televisori!), cellulari, radio,<br />
computer, fax, videoregistratori, videogiochi,<br />
trenini...?<br />
Questi tipi di <strong>rifiuti</strong> vengono chiamati<br />
RAEE, che sta per Rifiuti di<br />
Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, ovvero tutte<br />
quelle apparecchiature che per funzionare hanno<br />
bisogno di una spina, oppure di pile o batterie.<br />
Questi RAEE sono pericolosi perché contengono metalli<br />
(oro, argento, platino, rame, piombo) che possono<br />
creare un forte inquinamento dell’ambiente.<br />
Per questo motivo le sostanze tossiche vanno<br />
separate e trattate in maniera adeguata: il loro<br />
smaltimento non corretto costituisce un grande spreco di<br />
risorse perché molti materiali che li compongono possono<br />
essere recuperati e impiegati nella produzione di nuovi<br />
beni.<br />
42
La legge italiana ha disposto di separare, raccogliere e<br />
conferire questi <strong>rifiuti</strong> tecnologici nei centri di raccolta<br />
dedicati: nelle riciclerie (piattaforme ecologiche), oppure<br />
consegnandoli a un rivenditore.<br />
Infatti, se volete sostituire un’apparecchiatura con un’altra<br />
nuova, i rivenditori devono assicurare anche il ritiro<br />
gratuito dell’apparecchiatura elettrica o elettronica<br />
vecchia e garantire che il vostro rifiuto sia smaltito correttamente!<br />
Si possono riciclare:<br />
- frigoriferi, congelatori, condizionatori... vale a<br />
dire gli apparecchi per la refrigerazione e il<br />
condizionamento;<br />
- tubi fluorescenti, lampade a vapori di sodio,<br />
lampade fluorescenti...<br />
- tv e monitor, cioè tutte le apparecchiature con tubo<br />
catodico;<br />
- pc, computer portatili, notebook, agende elettroniche,<br />
stampanti, copiatrici, calcolatrici, fax, telefoni cellulari<br />
senza batteria, segreterie telefoniche... vale a dire le<br />
apparecchiature informatiche e per le telecomunicazioni;<br />
43
- i piccoli elettrodomestici, le apparecchiature elettroniche<br />
di consumo, utensili, giocattoli, strumenti di<br />
monitoraggio e controllo. Ad esempio piastre<br />
elettriche, microonde, stufe e ventilatori elettrici,<br />
aspirapolvere, trapani, asciugacapelli...<br />
- lavatrici, lavastoviglie, apparecchi di cottura... vale a<br />
dire grandi elettrodomestici ferrosi.<br />
Con la raccolta dell’umido<br />
imitiamo la natura<br />
A Milano bucce, pelli, avanzi di cucina<br />
finiscono generalmente in pattumiera. L’umido<br />
prodotto nei ristoranti e nelle mense invece<br />
viene raccolto, separato dagli altri <strong>rifiuti</strong> e<br />
trasformato in compost da aziende collegate<br />
ad <strong>Amsa</strong>. In natura la sostanza organica non<br />
più “utile” alla vita (foglie secche, frutti marci<br />
che cadono dagli alberi, feci, spoglie di animali, ecc.) è<br />
decomposta dai microrganismi presenti nel terreno che la<br />
restituiscono al ciclo naturale. Le componenti meno degradabili<br />
rimaste costituiscono un fertilizzante, una sostanza<br />
preziosa per la crescita di altri vegetali.<br />
Infatti l’humus può essere considerato una vera<br />
44
e propria riserva di nutrimento per le piante data<br />
la capacità di liberare lentamente, ma costantemente, gli<br />
elementi nutritivi (azoto, fosforo, potassio sono i più<br />
importanti), assicurando la fertilità costante del suolo.<br />
SCHEDA:<br />
I DECOMPOSITORI VISTI DA VICINO<br />
Molta dell’immondizia che noi gettiamo finisce<br />
sottoterra nelle discariche.<br />
Cosa accade a questi <strong>rifiuti</strong> quando sono<br />
sottoterra? Per scoprirlo provate a fare<br />
questo esperimento.<br />
Prendete una bottiglia di vetro (ma va bene anche<br />
una biglia di plastica), un palloncino di gomma (ma<br />
va bene anche un vecchio soldatino di plastica), <strong>dei</strong><br />
pezzi di polistirolo, un po’ di carta stagnola (quella<br />
che usa la mamma per impacchettare gli avanzi di<br />
cibo), prendete ancora un po’ di carta, di frutta, un<br />
pezzo di pane e delle bucce di patate (ma vanno<br />
45
ene anche quelle di<br />
banane o di mandarino).<br />
Quando avrete tutto questo materiale, andate in<br />
giardino e fate <strong>dei</strong> buchi (se non avete un giardino<br />
riempite invece <strong>dei</strong> vasi con della terra), depositate<br />
i materiali e ricopriteli di terra. Preparate alcuni<br />
cartellini con scritto il nome del materiale e la data<br />
e piantatele sopra le buche. Versate ora un po’<br />
d’acqua sopra la terra. Lasciate passare circa un<br />
mese e dissotterrate i materiali.<br />
Cosa è accaduto, sono cambiati?<br />
Spiegazione dell’esperimento. Le sostanze naturali<br />
vengono in parte assorbite dal terreno e in parte<br />
utilizzate come cibo da piccoli animali, batteri<br />
microscopici e funghi, che mangiandole le<br />
disgregano.<br />
Gli esseri viventi che si nutrono di materia organica<br />
in decomposizione si chiamano decompositori e la<br />
materia viene detta biodegradabile.<br />
46
E agli altri materiali (vetro,<br />
gomma, plastica, polistirolo…)<br />
cosa è accaduto?<br />
Sono ancora tutti lì perchè<br />
i decompositori non si nutrono<br />
di materiali trasformati<br />
dall’uomo, perciò questi non si<br />
trasformano per la loro<br />
azione ma per processi<br />
meccanici (per esempio<br />
causati da pioggia, vento, ecc.), con tempi<br />
molto lunghi.<br />
47
QUANDO LA<br />
NATURA,<br />
DA SOLA,<br />
NON CE LA FA
QUANDO LA NATURA, DA<br />
SOLA, NON CE LA FA<br />
I <strong>rifiuti</strong> che non sono stati riciclati finiscono in discarica e<br />
negli inceneritori (alcuni <strong>dei</strong> quali si sono evoluti in<br />
termovalorizzatori). A Milano nessun rifiuto finisce<br />
direttamente in discarica. Ma, come vedremo, i <strong>rifiuti</strong> che<br />
non sono stati riciclati vengono bruciati in impianti che<br />
producono energia e calore; quello che rimane (e che<br />
non si può più bruciare) viene infine portato in discarica.<br />
Purtroppo nel resto d’Italia molta dell’immondizia finisce<br />
direttamente in discarica.<br />
1<br />
2 3 4<br />
SCHEDA:<br />
DIAMO I NUMERI...<br />
DIFFERENZIATI!<br />
In Italia, nel 2004, solo il 22,7% (fonte: Ambiente<br />
Italia 2006) <strong>dei</strong> <strong>rifiuti</strong> è stato raccolto con raccolta<br />
differenziata. Troppo poco, visto che l’obiettivo è di<br />
arrivare almeno al 35%.<br />
A Milano le cose vanno meglio, infatti la percentuale<br />
50
di raccolta differenziata nel 2006 ha raggiunto il<br />
39,8% (fonte <strong>Amsa</strong>), ossia delle 743.532 tonnellate<br />
di <strong>rifiuti</strong> raccolti a Milano, 290.861 tonnellate sono<br />
state riciclate.<br />
La magia<br />
del fuoco nel<br />
termovalorizzatore<br />
Se visiterete il termovalorizzatore<br />
Silla 2 gestito da AMSA,<br />
vi troverete in un palazzo immenso, simile ad una base<br />
spaziale della Nasa, con grandi macchinari in acciaio,<br />
grossi tubi, lunghe scale in ferro, computer, monitor,<br />
pannelli, ecc..<br />
Ma che cosa avviene all’interno di questo termovalorizzatore?<br />
Quei <strong>rifiuti</strong> che non sono stati riciclati o riutilizzati in<br />
alcun modo vengono portati qui e scaricati dai camion in<br />
una fossa di ricevimento. Successivamente, con mezzi<br />
meccanici, saranno selezionati e divisi in: frazione secca<br />
e componente organica.<br />
51
Mentre quest’ultima, essendo umida e quindi non adatta<br />
ad essere bruciata, viene mandata in un impianto di<br />
biostabilizzazione, la frazione secca invece è immessa in<br />
un grande silos per poi finire nel termovalorizzatore.<br />
Perché è importante bruciare<br />
i <strong>rifiuti</strong>?<br />
• Per ridurre i volumi da portare in discarica.<br />
• Per produrre acqua calda utile a scaldare le<br />
case (teleriscaldamento).<br />
• Per produrre energia elettrica mediante il vapore.<br />
L’impianto di termovalorizzazione di Silla 2<br />
consente di realizzare uno smaltimento ecologicamente<br />
compatibile <strong>dei</strong> <strong>rifiuti</strong>, con livelli di emissione<br />
inferiori ai più restrittivi limiti europei e nazionali (fonte<br />
<strong>Amsa</strong>).<br />
SCHEDA: TELERISCALDAMENTO<br />
Teleriscaldamento significa “riscaldamento da<br />
lontano”. Attualmente l’impianto Silla 2 produce<br />
acqua calda per riscaldare alcuni quartieri e la<br />
nuova Fiera di Milano - Rho.<br />
52
<strong>Il</strong> <strong>cimitero</strong> <strong>dei</strong> <strong>rifiuti</strong>: la discarica<br />
La discarica è il posto dove vanno a finire tutti quei<br />
<strong>rifiuti</strong> che non possono essere riutilizzati o riciclati.<br />
È un grande buco nel terreno ricoperto da<br />
grandi teli di plastica. In discarica arrivano,<br />
trasportati dai camion, i <strong>rifiuti</strong><br />
indifferenziati, cioè quelli che provengono<br />
dai sacchi neri e dai cestini dell’immondizia che<br />
trovate per strada, ad esempio.<br />
In discarica possiamo buttare <strong>rifiuti</strong> finché ce ne stanno,<br />
finché la buca non è piena.<br />
È possibile scegliere di non creare<br />
più discariche?<br />
Purtroppo no! Perché anche se riduciamo la produzione<br />
di <strong>rifiuti</strong>, anche se riutilizziamo il più possibile gli oggetti,<br />
anche se ricicliamo tutto ciò che è riciclabile, anche se<br />
bruciamo i <strong>rifiuti</strong> nei termovalorizzatori, rimangono gli<br />
scarti che devono per forza essere portati in discarica.<br />
Se produciamo meno <strong>rifiuti</strong> allunghiamo la vita di una<br />
discarica perché la riempiamo meno velocemente e non<br />
ne dobbiamo aprire di nuove.<br />
53
DIAMO UNA<br />
MANO AI<br />
SIGNORI ADULTI
DIAMO UNA MANO<br />
AI SIGNORI ADULTI<br />
Lo abbiamo già detto prima, ma vale la pena ripeterlo.<br />
Molto spesso gli adulti sono distratti e buttano i <strong>rifiuti</strong> un<br />
po’ a caso. Insomma, date una mano a loro e<br />
all’ambiente.<br />
Qui di seguito vi parlerò di alcuni <strong>rifiuti</strong> che...<br />
non fanno per voi!<br />
Che c’entrate voi con l’olio della automobile, oppure con<br />
l’olio che è stato usato usato per friggere le patatine?<br />
Forse voi non c’entrate, ma potete dare una mano agli<br />
adulti ricordando loro qualche buona abitudine.<br />
L’olio usato: se lo disperdiamo,<br />
perdiamo tutti<br />
“Hai controllato l’olio della macchina?”.<br />
Quante volte, prima di partire per le<br />
vacanze, i vostri genitori si sono fatti<br />
questa domanda?<br />
56
L’olio è indispensabile per il buon funzionamento della<br />
automobile: quando non ce n’è più, la macchina si ferma<br />
e non ne vuole più sapere di ripartire.<br />
Solo un bravo tecnico riesce a risolvere il problema.<br />
A volte è necessario sostituire l’olio, ma bisogna fare<br />
attenzione a smaltirlo in modo corretto.<br />
L’olio delle patatine:<br />
se si butta siamo fritti<br />
Dite alla mamma o al papà di non buttare<br />
nel lavandino l’olio che hanno usato per<br />
friggere le patatine o la bistecca.<br />
Infatti se viene gettato, quell’olio crea seri<br />
danni al depuratore posto alle estremità<br />
delle fognature, prima che si scarichi nei<br />
fiumi, nei laghi o nel mare.<br />
Allora che cosa dobbiamo dire agli adulti?<br />
L’olio usato delle automobili e l’olio delle patatine vanno<br />
raccolti e consegnati alla piattaforma ecologica<br />
(ricicleria).<br />
L’olio utilizzato nei ristoranti, nelle mense, negli alberghi<br />
viene ritirato a domicilio.<br />
57
L’olio recuperato viene utilizzato per produrre<br />
sapone o biodiesel.<br />
Rifiuti speciali, osservati<br />
speciali<br />
Pile, medicinali, siringhe, batterie dell’auto e l’olio del<br />
motore sono <strong>rifiuti</strong> speciali... nel senso che possono inquinare<br />
“in maniera speciale”, cioè moltissimo.<br />
Per questo motivo difficilmente voi ragazzi ve ne occupate.<br />
Ma è l’occasione per ricordare ai vostri genitori che cosa<br />
debbono fare per non danneggiare l’ambiente: questi<br />
<strong>rifiuti</strong> speciali vanno gettati negli appositi<br />
cassonetti che in genere si trovano nei negozi<br />
in cui sono stati acquistati.<br />
58
SCHEDA: LE RICICLERIE A MILANO<br />
Ma dove si trovano le riciclerie a Milano.<br />
Forse neppure i tuoi genitori lo sanno.<br />
Che cosa possiamo fare per risolvere il problema?<br />
Facciamogli vedere la cartina qui sotto!<br />
indirizzi e orari d’apertura<br />
Indirizzo Apertura dal lunedì<br />
al sabato<br />
(orario continuato)<br />
Via Olgettina, 35<br />
Via Barzaghi, 14<br />
Via Corelli, 37/2<br />
P.le delle Milizie, 1/1<br />
Via Pedroni, 40/1<br />
Via R. Lombardi, 13<br />
08:00 - 19:00<br />
08:00 - 19:00<br />
08:00 - 19:00<br />
08:00 - 19:00<br />
08:00 - 19:00<br />
08:00 - 19:00<br />
59<br />
Apertura domenicale<br />
(orario continuato)<br />
08:00 - 15:00<br />
08:00 - 15:00<br />
08:00 - 15:00<br />
08:00 - 15:00<br />
08:00 - 15:00<br />
08:00 - 15:00
NE VUOI SAPERE<br />
DI PIù?
NE VUOI SAPERE DI PIù?<br />
Per scrivere queste poche pagine abbiamo letto tanto:<br />
tante cose interessanti, tante idee efficaci, tante soluzioni,<br />
tanti dati e tante cifre. Non abbiamo potuto inserire tutte<br />
le cose interessanti in cui ci siamo imbattuti: ne sarebbe<br />
venuto fuori un librone troppo spesso. A noi è stato molto<br />
utile leggere un libro di Roberto Rizzo, Salvare il mondo<br />
senza essere Superman (Einaudi, Torino, 2005).<br />
Potete trovare altre notizie anche voi sui siti Internet che<br />
elenchiamo qui sotto. Chi di voi vorrà saperne di<br />
più su qualche argomento che abbiamo affrontato,<br />
potrà accendere il computer e navigare.<br />
Buona navigazione!<br />
www.acqualab.it: laboratorio per la gestione dell’acqua<br />
www.amsa.it: sito di <strong>Amsa</strong>, Azienda Municipalizzata Servizi<br />
Ambientali di Milano.<br />
www.cial.it: sito del Cial, Consorzio Imballaggi in Alluminio<br />
www.cobat.it: sito del Cobat, Consorzio obbligatorio batterie al<br />
piombo esauste e <strong>rifiuti</strong> piombosi<br />
www.conai.org: sito del Conai, Consorzio Nazionale Imballaggi<br />
62
www.consorzio-acciaio.org: sito del Consorzio nazionale per il<br />
riciclo e il recupero degli imballaggi di acciaio<br />
www.contrattoacqua.it: sito di solidarietà e cooperazione dedicato<br />
all’acqua<br />
www.coou.it: sito del Coou, Consorzio obbligatorio degli oli usati<br />
www.corepla.it: sito del Corepla, Consorzio nazionale per la raccolta,<br />
il riciclaggio e il recupero <strong>dei</strong> <strong>rifiuti</strong> di imballaggi in plastica<br />
www.comieco.org: sito di Comieco, Consorzio nazionale recupero e<br />
riciclo degli imballaggi a base cellulosica<br />
www.coreve.it: sito del Coreve, Consorzio nazionale recupero vetro<br />
www.ecosportello.org: sito di Ecosportello, sportello informativo di<br />
Legambiente e Conai su <strong>rifiuti</strong> e raccolta differenziata<br />
www.istitutoimballaggi.it: sito dell’Istituto Italiano Imballaggi<br />
www.matrec.it: la prima banca dati dell’ecodesign<br />
www.osservatorionazionale<strong>rifiuti</strong>.it: sito dell’Osservatorio Nazionale<br />
sui Rifiuti<br />
www.puliamoilmondo.it: sito del progetto<br />
www.pulimilano.it: sito di <strong>Amsa</strong> sulle manifestazioni “Pulimilano”<br />
www.riciclarte.com: il sito è il punto d’incontro della comunità di<br />
artisti italiani che fanno del riciclo la base della propria arte<br />
www.ricicloaperto.org: sito dell’evento Riciclo Aperto sul riciclo della<br />
carta.<br />
www.<strong>rifiuti</strong>lab.it: sito laboratorio per la gestione <strong>dei</strong> <strong>rifiuti</strong><br />
www.<strong>rifiuti</strong>nforma.it: la rivista on line di comunicazione ambientale<br />
www.rilegno.it: sito di Rilegno, Consorzio Nazionale Rilegno.<br />
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