neospora caninum - Ordinevetverona.it

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ALTRE FONTI DI TRASMISSIONE

Uggla et al. (1998) hanno riportato che vitelli inoculati per via orale con

tachizoiti aggiunti al colostro, sono diventati sieropositivi a circa 5 settimane

post-infezione. Tuttavia, non sono state osservate lesioni da N. caninum, ne

positività immunoistochimica; il parassita non è stato, inoltre, isolato in

seguito all’inoculo di tachizoiti in animali da laboratorio. Il DNA di N.

caninum è stato però ritrovato nel cervello, attraverso PCR. I dati, confermati

anche da Davison et al. (2001), suggeriscono che il colostro potrebbe essere

un fonte di infezione post-natale.

Moskwa et al. (2003) recentemente hanno

descritto il ritrovamento di DNA di N. caninum

nel latte prodotto da bovine infette. Se questo

evento venisse confermato come fonte di

tachizoiti vivi e vitali, sarebbe da considerare

un’ulteriore pericolosa sorgente di infezione di

tipo orizzontale, tra madre e vitello, oltre che per l’uomo.

Dubey et al (2007) hanno riportato comunque che non esistono segnalazioni in

natura dell’infezione di N. caninum con colostro, latte, etc.

Altri ricercatori hanno ipotizzato, infine, come l’ingestione di placenta o

liquido amniotico espulso dalle bovine infette fosse un’ulteriore fonte di

trasmissione orizzontale tra bovini (Ho et al., 1996; Bergeron et al., 2001;

Dijkstra, 2001). Questo non è stato finora verificato da Davison et al. (2001).

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