neospora caninum - Ordinevetverona.it

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Trees et al. (2002) hanno infatti dimostrato sperimentalmente come

l’importanza del periodo di gestazione durante il quale avviene la l’infezione

da N. caninum sia fondamentale. Nello studio, l’inoculazione, ad esempio, di

una dose di 7x10 5 tachizoiti di Neospora caninum a 70 giorni di gestazione,

causa aborto nella totalità delle vacche; se l’inoculazione, invece, avviene

dopo il 160° giorno di gestazione, le vacche danno alla luce vitelli

clinicamente sani, ma sieropositivi.

Le manze con infezione congenita possono a loro volta trasmettere l'infezione

alla futura progenie. Ricordiamo, infatti, che questo meccanismo di

trasmissione verticale è il fattore principale di mantenimento dell’infezione da

N. caninum nella mandria.

Le bovine sieropositive, inoltre, hanno un rischio di aborto aumentato. In uno

studio condotto in California, vacche sieropositive con infezione congenita

avevano un rischio di aborto aumentato di 7,4 volte nel corso della loro prima

gravidanza. Il rischio alla seconda gravidanza era notevolmente più basso,

anche se questo dato potrebbe essere stato influenzato, in qualche modo,

dall’eliminazione selettiva di vacche che hanno abortito alla prima gravidanza

(Thurmond e Hietala, 1997).

Nei Paesi Bassi, un aumento di 3 volte del rischio di aborto, comparato a

quello di fattrici sieronegative, era associato alla presenza di vacche

sieropositive (Wouda et al., 1998).

Un aumentato rischio di aborto e di nascita di feti morti o disvitali, un elevato

tasso di riforma per inefficienza riproduttiva, un ridotto accrescimento post-

svezzamento e un ridotto tasso di trasformazione dell’alimento è stato

riscontrato anche in bovine da carne (Barling et al., 2001).

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