neospora caninum - Ordinevetverona.it

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Peraltro, nonostante l’efficacia in vitro di alcuni farmaci, occorre anche

ricordare che il ciclo vitale di N. caninum non è assimilabile a quello dei

coccidi intestinali, che colonizzano le sole cellule dell’intestino e in quella

sola sede esplicano la loro azione patogena. In questo senso, soltanto studi

clinici accerteranno se i farmaci utilizzati per la terapia e profilassi delle

coccidiosi intestinali siano efficaci anche per il controllo della Neosporosi.

L’orientamento generale della comunità scientifica è peraltro di pronunciato

scetticismo, se non addirittura di radicale opposizione, nei riguardi di ogni

ipotesi di trattamento farmacologico della Neosporosi, anche perché non si

ritiene che alcun farmaco possa garantire la completa guarigione degli animali

infetti.

Anche se vari agenti antimicrobici sono stati testati, in vitro, contro N.

caninum, non c'è al momento un approccio terapeutico in grado di guarire una

bovina infetta.

Nel corso di uno studio effettuato da Kritzner, Sager et al. (2002) attraverso

l’utilizzo di vitelli infettati sperimentalmente con tachizoiti di N. caninum

(metà dose per via intravenosa e metà per via sottocutanea) e trattati con

Toltrazuril-sulfone (Ponazuril) per 6 giorni consecutivi, a partire dal primo

giorno successivo all’infezione, si sono ottenuti i seguenti risultati:

A) non è stato rilevato DNA del parassita (PCR) in tessuti potenzialmente

infettati da N. caninum, in vitelli sacrificati;

B) si è avuto un picco febbrile di minor intensità e durata (T° max 39,5),

rispetto agli animali non trattati nei quali si sono raggiunti anche i 40°

di temperatura rettale;

C) è stato rilevato un livello significativamente inferiore di anticorpi

verso N. caninum, rispetto ai controlli non trattati.

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