neospora caninum - Ordinevetverona.it

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Infine, in un ulteriore esperimento, venne valutata la sensibilità in vitro di N.

caninum alla Nitazoxanide benzamide (2-acetolyloxy-N-(5-nitro 2-tiazolo)

(Esposito et al., 2004).

La Nitazoxanide è stata in origine utilizzata soprattutto come antielmintico ad

uso veterinario; oggigiorno se ne conosce invece l’ampio spettro d’azione

contro ad esempio parassiti intestinali, parassiti tessutali ed enterobatteri, che

possono infettare sia l’uomo che gli animali.

L’applicazione di questo farmaco include il trattamento in pazienti umani

affetti in particolare da Criptosporidiosi (Cryptosporidium spp.), parassita di

tipo intestinale, appartenente al Phylum Apicomplexa; per questa caratteristica

se ne studiò l’effetto in altri generi dello stesso Phylum, come Neospora

caninum e Toxoplasma gondii.

L’esperimento iniziò con l’infezione in vitro di un monostrato cellulare di

fibroblasti umani, inoculandolo con tachizoiti di N. caninum da una parte, e T.

gondii dall’altra. Venne in un secondo tempo aggiunta la Nitazoxanide; questo

trattamento durò per 8 giorni.

L’effetto del trattamento farmacologico sulla proliferazione dei tachizoiti fu

rilevata con PCR in tempo reale; si ebbe la dimostrazione di una distinta

inibizione della proliferazione di N. caninum, ma non dei tachizoiti di T.

gondii.

Il farmaco induceva nello specifico un’alterazione ultrastrutturale di N.

caninum, dimostrabile attraverso il microscopio elettronico a trasmissione,

come un’inibizione dell’attitudine da parte di N. caninum di penetrare e

colonizzare le cellule del monostrato. Il parassita non era infatti più in grado di

costituire una membrana intatta a livello di vacuoli parassitofori.

L’esperimento permise di definire la Nitazoxanide un farmaco ad effettiva

azione parassitocida per Neospora caninum.

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