Progettare lo sviluppo rurale - Equalacqualagna

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Progettare lo sviluppo rurale - Equalacqualagna

Progettare

lo sviluppo rurale

Equal Acqualagna

Il territorio montano e il suo rinnovamento

1


2

Unione Europea

Fondo Sociale Europeo

Ministero del Lavoro

e delle Politiche Sociali

Direzione Generale per le Politiche

dell’Orientamento e la Formazione

Regione

Marche

Iniziativa

Comunitaria

Comune

di Acqualagna

iniziativa comunitaria equal - il territorio montano ed il suo rinnovamento - rif. p. a. it-g2-mar 028


Prefazioni

Il Sindaco p. 5

La Regione Marche p. 6

Introduzione p. 9

Un modello di ripopolamento

1. La partnership di sviluppo p. 10

1.1 La PS e il territorio di intervento p. 10

1.2 Gli organi di governo del progetto p. 12

1.3 L’Accordo di Cooperazione Transnazionale p. 13

2. Azioni strategiche di rinnovamento p. 15

2.1 Analisi SWOT del territorio p. 15

2.2 Il Tavolo di concertazione regionale - proposte di sviluppo

per il territorio marchigiano p. 16

2.3 Il corso di formazione professionale p. 17

2.4 Il marchio turistico territoriale p. 18

2.5 Il bilancio sociale del Comune di Acqualagna p. 20

2.6 Azioni di auto-orientamento e bilancio delle competenze p. 21

2.7 Il laboratorio di informatica p. 22

2.8 Lo sviluppo dei vecchi mestieri p. 22

3. Gli strumenti al servizio della politica dell’accoglienza p. 24

3.1 Il Piano dell’Offerta di Attività Locale p. 24

3.2 Gli Sportelli delle Opportunità p. 24

3.3 Lo Sportello Informadonna p. 25

3.4 Gli Operatori delle politiche per il rinnovamento rurale p. 26

3.5 La Fiera nazionale dell’accoglienza p. 26

3.6 Le Guide / i prontuari p. 27

3.6.1 Guida attività economiche sostenibili e socialmente responsabili

3.6.2 Guida di formazione per agenti di sviluppo rurale

3.6.3 Guida ai vecchi mestieri per nuovi imprenditori

3.6.4 M.E.A. - Metodologia Emozionale di Auto-orientamento

4. Le reti attivate p. 28

4.1 Il coordinamento delle reti delle buone prassi sulle politiche

di sviluppo delle aree montane p. 28

4.2 Ruract e il Protocollo di intesa con la Regione Limousin p. 29

4.3 Il Manifesto del Nuovo Sviluppo Sociale ed Economico

dei Territori Rurali p. 30

4.4 L’Azione 3 Equal - Progetto ConCert p. 30

4.5 Il SIL - Patto territoriale dell’Appennino Centrale p. 31

5. Conclusioni / la proposta: una agenzia per gli insediamenti

nei territori rurali e montani p. 33

Indice

3


Equal Acqualagna

Acqualagna con il progetto comunitario EQUAL Fase II “Il territorio montano e il suo rinnovamento”

è partita da un dato demografi co che segnava una costante diminuzione e un

progressivo invecchiamento della popolazione del bacino territoriale della comunità montana

del Catria e Nerone. Solo Acqualagna in questa panoramica segna un rialzo e nel

progetto di sviluppo ha ricoperto il ruolo di capofi la per offrirsi come modello a un territorio

più vasto confermando che solo a partire da un mirato utilizzo delle proprie risorse si può

attuare una politica di marketing territoriale di interesse e vantaggio per tutti. Il progetto

“Il territorio montano e il suo rinnovamento” ha analizzato, studiato e conosciuto tutti gli

aspetti che in termini di offerta economica, lavorativa, servizi e risorse costituiscono il territorio

della Comunità Montana del Catria e Nerone. Si è trattato di una novità assoluta, il

primo intervento nella nostra Regione che ha elaborato un modello di sviluppo delle aree

rurali e montane incentrato su una politica di attrazione di nuovi investimenti. Tra le diverse

azioni in cui si è sviluppato il progetto risalta la costituzione di un tavolo di concertazione

regionale permanente cheper elaborare un modello di pianifi cazione territoriale volto a

decongestionare le coste e sviluppare le montagne.

Ad esempio, certe bellissime frazioni e scorci montani del nostro Appennino rischiano di

scomparire per l’invecchiamento dei loro abitanti e l’abbandono dei giovani. Solo pochi

ruderi sono oggetto di interesse per agriturismi e iniziative turistiche. EQUAL Acqualagna

ha voluto puntare ad una rinascita guidata, razionale e usufruibile da tutti. Altra notevole

azione è la Politica dell’Accoglienza, che ha visto in occasione della 42^ Fiera Nazionale

del Tartufo Bianco Pregiato di Acqualagna la prima edizione di “Vivere in Campagna”, la

Fiera dell’accoglienza di nuovi residenti ed investimenti esogeni nelle aree rurali, creando

uno Sportello delle Opportunità e un Piano dell’Offerta Locale in grado di informare e

dare indicazioni concrete per instaurare attività economiche, far incontrare la domanda

e l’offerta. Sono state formate anche fi gure professionali di giovani esperti del territorio

ribattezzati “operatori delle politiche per il rinnovamento rurale” che hanno seguito un

corso di formazione teorica e si sono cimentati con stage e un interessante gemellaggio

con i partners francesi già in prima linea da diversi anni sul fronte dello sviluppo rurale e

della politica dell’accoglienza. Altro fi ore all’occhiello delle iniziative del progetto Equal è la

costituzione del marchio territoriale d’area “le Terre del Tartufo di Acqualagna” che vuole

essere un’occasione per costruire e rendere visibile un’offerta autentica di alta qualità. In

questo marchio “Acqualagna” sta per il nome del prodotto che legalmente è così denominato

ma riguarda ovviamente tutti i territori che hanno aderito. Tutte le attività turistiche, i

negozi, alberghi e le attività che vogliono aderire devono riconoscersi in un disciplinare regolato

da parametri che devono rispettare per potersi fregiare di tale marchio a vantaggio

dell’intera offerta qualitativa del territorio così che si formi un area vasta attorno ad un’eccellenza.

Autenticità, identità, sostenibilità e qualità sono i parametri con cui sostenere gli

attori locali tra opportunità e vantaggi. Tutte le azioni del Progetto EQUAL sviluppate in

questi anni non si sono concluse ma hanno tracciato una strada, anzi molte strade aperte

che possono ora essere sondate e attraversate verso il futuro a vantaggio di tutta la vasta

realtà rurale e montana su cui sta agendo e continuerà ad agire.

Bruno Capanna

Il Sindaco del Comune di Acqualagna

Prefazioni

5


6

L’iniziativa comunitaria equal

L’Iniziativa comunitaria EQUAL, cofi nanziata dal Fondo Sociale Europeo, è nata

nell’ambito della Strategia Europea per l’Occupazione, avendo come scopo quello di

promuovere nuovi mezzi di lotta contro tutte le forme di discriminazione e di disparità

connesse al mercato del lavoro. I principi-cardini su cui è imperniata sono: la dimensione

transnazionale, la logica di partenariato, l’innovatività delle sperimentazioni attuate, la

partecipazione attiva ed il mainstreaming.

La base giuridica di EQUAL è costituita, a livello europeo, dal Reg. 1260/99 (Regolamento

generale sui Fondi Strutturali), dal Reg. 1784/99 (Regolamento sul Fondo Sociale

Europeo) e dalle Comunicazioni con cui la Commissione ha “lanciato” le due successive

Fasi dell’Iniziativa: Comunicazioni che sono poi state “declinate”, a livello nazionale, nei

rispettivi Documento Unico di Programmazione ed Avvisi.

Una delle peculiarità dei progetti EQUAL sta nelle modalità di attuazione e realizzazione

degli stessi progetti, assegnati a specifi chi partenariati strategici, defi niti “Partnership di

Sviluppo (PS)”, appositamente costituiti – da una pluralità di organismi con competenze

ed esperienze diversifi cate (enti locali, imprese, parti sociali, università, terzo settore,

ecc.) – per elaborare e realizzare azioni integrate nell’ambito degli Assi prioritari individuati

all’interno dell’Iniziativa: occupabilità, imprenditorialità, adattabilità, pari opportunità e

richiedenti asilo. Ad ogni PS, inoltre, altro aspetto peculiare, fa capo almeno un Accordo

di Cooperazione Transnazionale (ACT) sottoscritto con altre PS operanti in paesi differenti

dell’Unione Europea.

Va precisato che le Partnership di Sviluppo costituitesi sul territorio italiano sono di due

tipi: Settoriali o Geografi che. Le PS Settoriali intervengono in determinati settori economici

o aree tematiche, senza riferimenti geografi ci predefi niti e sono gestite direttamente dal

Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale (Autorità di Gestione). Le PS Geografi che

sono caratterizzate da una base territoriale defi nita (di norma sub-regionale) e sono gestite

attraverso le Regioni/PA (Organismi Intermedi).

I progetti relativi a ciascuna PS si sono realizzati in un arco di tempo che va dai 2 ai 3

anni e si sono articolati in 3 Azioni: Azione 1 (Creazione delle PS e degli ACT), Azione 2

(Realizzazione dei programmi di lavoro) e Azione 3 (Networking tematico, diffusione di

buone prassi e impatto sulle politiche nazionali).

Sono complessivamente dodici le PS geografi che attivate nella Regione Marche nel

quadro dell’Iniziativa Comunitaria EQUAL avviatasi nel corso del 2001 e che si concluderà

nel 2008: cinque durante la Prima Fase (lanciata in Italia con l’Avviso 02/01 del 7.5.2001

del Ministero del Lavoro ed ormai conclusa) e sette durante la Seconda Fase (aperta

dall’Avviso 02 del 20.4.2004).

Dal punto di vista fi nanziario, le risorse destinate ad EQUAL nella Regione Marche sono

state complessivamente pari a circa 12 milioni di euro: il 50% di queste risorse viene

“coperto” dal Fondo Sociale Europeo, mentre il 35% è assicurato dal Fondo di Rotazione

nazionale (ex l. 183/87); il rimanente 15% è, infi ne, suddiviso fra fondi regionali ed altre

forme di fi nanziamento, sia pubbliche sia private. A queste somme vanno, poi, aggiunte

quelle - sensibilmente inferiori - destinate alle misure di Assistenza Tecnica.

Qui di seguito si riporta un elenco completo dei progetti attivati nella Regione Marche

sia durante la prima che la seconda fase, e che si sono distribuiti a seconda dei vari assi

prioritari previsti dall’Iniziativa:

ASSE OCCUPABILITÀ (asse dedicato a fi nanziare progetti volti a facilitare l’accesso e il

rientro nel mercato del lavoro per coloro che hanno diffi coltà ad integrarsi o ad essere

reintegrati nel mercato del lavoro che deve essere aperto a tutti)

- PS IT-G-MAR-002 “ETNICA - Experiencing Together Natives/Immigrants

Cooperation and Acknowledgement” - Soggetto referente: Provincia di Ancona

- PS IT-G-MAR-021 “Diversità e sviluppo” - Soggetto referente: Provincia di


Macerata

- PS IT-G2-MAR-012 “Diritto d’accesso” - Soggetto referente: Associazione di

volontariato On the Road

- PS IT-G2-MAR-023 “Sistema integrato per occupabilità e integrazione sociale degli

extracomunitari” - Soggetto referente: Asfo - Associazione Servizi per la Formazione

e l’Orientamento

ASSE IMPRENDITORIALITÀ (asse dedicato a fi nanziare progetti volti a rafforzare

l’economia sociale, in particolare i servizi di interesse pubblico, con particolare attenzione

al miglioramento della qualità dei posti di lavoro)

- PS IT-G-MAR-009 “Patto per l’economia sociale - L’innovazione nelle iniziative locali

di sviluppo” - Soggetto referente: Provincia di Ascoli Piceno

- PS IT-G-MAR-014 “Le cooperative sociali marchigiane: modello da sviluppare e da

esportare” - Soggetto referente: Isvor-Fiat Scpa

- PS IT-G2-MAR-008 “Equalità: qualità e responsabilità sociale” - Soggetto referente:

Azienda Sanitaria Unica Regionale / Zona Territoriale n. 9 Macerata

- PS IT-G2-MAR-011 “S.I.S.Ma. - Sviluppare le Imprese Sociali Marchigiane” -

Soggetto referente: Lega Coop Marche

ASSE ADATTABILITÀ (asse dedicato a fi nanziare progetti volti a promuovere la formazione

permanente e le prassi integratrici, incoraggiando il mantenimento del posto di lavoro di

coloro che soffrono di disuguaglianze di trattamento nel mercato del lavoro)

- PS IT-G2-MAR-013 “Investing in people” - Soggetto referente: Provincia di

Macerata

- PS IT-G2-MAR-028 “Il territorio montano ed il suo rinnovamento” - Soggetto

referente: Comune di Acqualagna

ASSE PARI OPPORTUNITÀ (asse dedicato a finanziare progetti volti a ridurre i divari e la

segregazione professionale fondati sul sesso)

- PS IT-G-MAR-011 “DIPO - Percorsi delle donne immigrate nelle Marche per

l’accesso alle pari opportunità” - Soggetto referente: COOSS Marche Onlus

- PS IT-G2-MAR-019 “Il valore della differenza” - Soggetto referente: Dipartimento di

Scienze Giuridiche e Politiche / Università di Camerino

(Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito www.equalitalia.it, oppure il sito

della Regione Marche: www.istruzioneformazionelavoro.marche.it

Dott.ssa Raffaella Triponsi

(REGIONE MARCHE Responsabile Funzioni

di Gestione del P.I.C. EQUAL)

Prefazioni

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Il progetto Equal Acqualagna si è posto come un laboratorio pilota per lo sviluppo

sostenibile ed innovativo della montagna e dei territori rurali, proponendo un modello

di ripopolamento costruito sull’insediamento di nuovi nuclei familiari e il “rafforzamento”

economico e sociale di quelli presenti.

Per implementare la strategia di sviluppo d’area, il progetto si è basato sulle potenzialità

del territorio e su una serie di nuove conoscenze, competenze e professionalità al fi ne

di contribuire, anche sul versante dei saperi, alla costruzione di una proposta forte e

condivisa sia sul versante economico che su quello sociale e comunitario.

La presente pubblicazione è strutturata in cinque parti. La prima descrive gli attori

e gli organi principali del progetto, il suo contesto di riferimento e la sua dimensione

transnazionale.

Nella seconda e terza parte sono ripercorse le azioni strategiche di rinnovamento rurale e

le sperimentazioni di percorsi metodologici e strumenti innovativi al servizio della politica

dell’accoglienza di nuovi residenti e investimenti esogeni. Le “azioni strategiche” e gli

“strumenti” presentati sono fattori fondamentali di autosostenibilità della sperimentazione

da un lato e, nell’ottica del mainstreaming, indicazioni preziose per la riproduzione della

stessa strategia di sviluppo locale, dall’altro.

Le reti, attivate e/o perfezionate, elencate nella quarta parte, hanno rappresentato

(e rappresentano) vettori privilegiati di feedback e input allo stesso tempo, ai fi ni

dell’adeguamento della metodologia adottata e della promozione di un processo di

messa a sistema di un progetto che non è soltanto cambiamento fi ne a se stesso, ma

che vede coinvolto l’ente e i suoi interlocutori in una ridefi nizione condivisa delle strategie

e delle dinamiche pubbliche e private.

Il percorso si chiude con una proposta integrata di sviluppo legata alla creazione di

una agenzia territoriale di accoglienza che prosegua e perfezioni le attività di Equal

Acqualagna, che comunichi con la popolazione, che pianifi chi e progetti per strategie

univoche, rispondendo positivamente al requisito fondamentale invocato dall’Iniziativa

Comunitaria Equal della sostenibilità nel tempo della sperimentazione effettuata.

Introduzione

9


1. La partnership di sviluppo

10

1.1 La Partnership di Sviluppo e il territorio di intervento

Il Comune di Acqualagna è ente capofi la della Partnership di

Sviluppo (PS) “Il territorio montano e il suo rinnovamento” (cod.

IT-G2-MAR-028) che ha visto coinvolti la Comunità Montana del

Catria e del Nerone, l’Istituto Nazionale della Montagna (IMONT),

Federagronomi Federforestali (associazione dei dottori agronomi e

forestali), l’Umbria Training Center (UTC), l’Associazione Tartufo e Sviluppo

Rurale e la cooperativa sociale Arancia Blu.

Comune di Acqualagna

Acqualagna è l’unico territorio che possiede tutti i tipi di tartufo fresco tutto l’anno.

Qui raccoglitori e commercianti che lavorano in tutti i mercati mondiali hanno la

propria sede o svolgono la maggior parte della loro attività.

Il mercato del tartufo di Acqualagna si è consolidato come sede privilegiata

del commercio all’ingrosso: in loco vengono trattati i 2/3 dell’intera produzione

nazionale (circa 500/600 quintali di tartufo di tutti i tipi).

Ogni ditta possiede il suo negozio per la vendita al minuto del fresco e di tutti i prodotti

conservati a base di tartufo, che ogni anno aumentano e propongono accostamenti tra

i più curiosi sempre nel rispetto della qualità. In corrispondenza dei periodi di raccolta

delle diverse varietà di prodotto, si svolgono quattro importanti manifestazioni fi eristiche:

Fiera Nazionale del Tartufo Bianco - Ottobre e Novembre; Fiera Regionale del Tartufo

Nero Pregiato - Penultima domenica di Febbraio; Fiera Regionale Del Tartufo Nero Estivo

- Primo week-end di Agosto.

Comunità Montana del Catria e del Nerone

Rappresenta il territorio di riferimento progettuale. La CM promuove la salvaguardia

e la valorizzazione del territorio dei cinque Comuni che la compongono. Le

competenze dell’ente riguardano prevalentemente l’agricoltura, ed in particolare

la tartufi coltura e la disciplina della raccolta dei funghi. Con l’istituzione degli

Ambiti Sociali è divenuta ente capofi la assumendo il coordinamento delle politiche

sociali del territorio. Ha assunto la gestione in forma associata dello sportello catastale.

Si occupa di gestione delle risorse boschive e forestali. Ha attivato, su delega regionale

per le aree demaniali il Servizio Demanio Agricoltura e Foreste, svolgendo il ruolo di ente

capofi la.

IMONT (Istituto Nazionale della Montagna)

L’Istituto Nazionale della Montagna (IMONT) è un ente pubblico nazionale di

ricerca. Deputato a promuovere, coordinare e svolgere attività di studio e di

ricerca sulla montagna e per la montagna, in collaborazione con università,

istituti di ricerca e altri enti pubblici e privati nazionali ed internazionali. Svolge,

inoltre, attività di supporto scientifi co, di servizio e di consulenza tecnica al governo

nazionale e ai governi regionali e locali per le politiche dei territori montani.

Istituito con la legge n. 266 del 1997 come Istituto Nazionale per la Ricerca Scientifi ca

e Tecnologica sulla Montagna (INRM), ha assunto nel corso del 2004 la nuova denominazione

di Istituto Nazionale della Montagna, operando sulla base degli indirizzi generali

defi niti dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Ministero dell’Università e della

Ricerca. A partire dal gennaio 2008 sarà trasformato in Ente Italiano della Montagna

(EIM), fi nalizzato al supporto delle politiche e allo sviluppo socioeconomico e culturale dei

territori montani, sotto la vigilanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

FEDERAGRONOMI FEDERFORESTALI

Rappresenta e tutela i tecnici e le altre fi gure professionali iscritte all’Ordine dei Dottori

Agronomi e Forestali. In particolare:

- promuove e favorisce la costituzione, da parte dei soci, di organismi o società per

l’erogazione di servizi alle imprese o, più in generale, per l’attuazione di azioni di pubblico


1. La partnership di sviluppo

interesse con il concorso o per incarico di enti pubblici;

- promuove e favorisce forme di associazionismo o di integrazione tra le imprese dei settori

agroalimentare ed ambientale per migliorare la qualità delle produzioni, accrescere la

sostenibilità ambientale, economica e sociale dei processi produttivi, agevolare l’accesso

ai mercati.

Associazione Culturale UMBRIA TRAINING CENTER

La UTC, nata nel 1994, ha curato la gestione di programmi comunitari in qualità

di promotore ed attuatore; collabora con enti pubblici per la progettazione ed

attuazione di singole iniziative e per programmi di ampia portata nell’ottica dello

sviluppo sostenibile del territorio, per il reperimento di fi nanziamenti comunitari

e nazionali e per la formazione professionale.

Associazione Tartufo e Sviluppo Rurale

Ente che si pone a livello nazionale come punto di riferimento per la fi liera del

tartufo nell’ambito della ricerca, della formazione professionale, dello sviluppo

economico dei territori, e dell’adeguamento normativo nella fi liera del tartufo sia

a livello nazionale che comunitario in collaborazione con partners trasnazionali.

Costituitasi nel 2001 è formata da comuni, comunità montane e università.

Cooperativa sociale Arancia Blu

Struttura attiva nel sociale promuove l’inserimento lavorativo di persone disabili,

con una capacità di coinvolgimento dei giovani residenti molto forte. Attiva

nel settore delle politiche naturalistico-ambientali, turistiche ed artistiche

ed in genere dello sviluppo sostenibile.

Il progetto, che si concluderà il 31 dicembre 2007 dopo 30 mesi di attività, ha avuto come

bacino territoriale di riferimento il territorio della Comunità Montana del Catria e del Nerone,

che comprende cinque Comuni (Cagli, Cantiano, Acqualagna, Piobbico e Apecchio)

per un totale di circa ventimila abitanti. La Comunità

Montana del Catria e del Nerone è, tra le Comunità

Montane delle Marche settentrionali, quella maggiormente

caratterizzata dalla presenza di rilievi; in altre

parole, la più “montana”. In effetti, una parte considerevole

del territorio è occupato dalla dorsale calcarea

del Catria e Nerone, un allineamento di montagne che

superano i 1.700 metri sul mare, con bruschi dislivelli,

e che si estende per una lunghezza di circa trenta km,

parallelamente all’asse appenninico. Si tratta di un territorio

omogeneo, che presenta tutti i tratti caratteristici

delle aree disagiate e che sta subendo una costante

diminuzione ed un progressivo invecchiamento dei

suoi abitanti. Il tipo di situazione rappresenta quindi un

contesto ideale per la sperimentazione di un modello

di ripopolamento.

Il sito internet del progetto: http://www.equlacqualagna.it/

Il progetto ha previsto 9 macrofasi:

MACROFASE 1: Ricerche socio economiche

Ricognizione di studi e ricerche per approfondire la conoscenza

dello specifi co disagio sociale nel territorio,

apertura di tavoli di concertazione locale per l’individuazione

dei punti di forza e per orientare le attività

progettuali, incontri con la popolazione locale per la

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12

validazione dei risultati della ricerca, costituzione di una rete nazionale di ricerca scientifi

ca.

MACROFASE 2: Tavolo delle Opportunità

Tavolo di concertazione permanente per la defi nizione della strategia di ripopolamento

della montagna, costruzione degli Sportelli delle Opportunità a favore dei giovani e della

popolazione locale, laboratorio per l’informatizzazione delle imprese agricole locali e per

la loro messa in rete.

MACROFASE 3: Formazione e Rinnovamento rurale

Certifi cazione delle competenze spendibili con una pianifi cazione strategica per obiettivi;

riadeguamento anche personalizzato delle competenze dei giovani nei settori locali

trainanti (turismo; ambiente; prodotti di qualità ecc. ).

MACROFASE 4: Attività strategiche di rinnovamento rurale

Creazione di una nuova fi gura professionale, costruzione di un modello di attrazione

di nuovi residenti adattato alle specifi cità locali, forum per sensibilizzare la popolazione

locale al concetto di attrazione di nuovi residenti, costruzione dell’offerta di attività locale,

realizzazione di un marchio turistico territoriale per la promozione del territorio e la crescita

qualitativa dell’offerta turistica.

MACROFASE 5: Attrazione di investimenti esogeni e nuovi residenti

Elaborazione e contestualizzazione del modello di ripopolamento e di pianifi cazione

territoriale; realizzazione del sito a supporto del progetto e del Piano dell’Offerta Locale,

costruzione di una rete nazionale per l’offerta delle attività ai potenziali nuovi residenti ed

investitori, partecipazione ad un evento di rilevanza nazionale sul ripopolamento per la

promozione dell’offerta di attività locale, progettazione e realizzazione di un evento a livello

regionale per la diffusione della metodologia e per il contatto con il “mercato possibile” dei

residenti sulle città di costa.

MACROFASE 6: Innovazioni Trasversali Socio Politiche

Sperimentazione di un nuovo modello di bilancio delle competenze per i residenti in

aree montane, implementato con le metodologie del Goal Setting affi nché diventi uno

strumento di auto orientamento individuale continuo, sperimentazione ed elaborazione di

un nuovo modello di bilancio di mandato.

MACROFASE 7: Lo sviluppo ed i vecchi mestieri

Analisi dei vecchi mestieri che si possono trasferire con la creazione di impresa a favore dei

giovani, interventi formativi agli anziani agricoltori, per formarli nel trasferimento delle loro

competenze, interventi formativi a favore dei giovani, per trasferire i mestieri, utilizzando la

metodologia del Mentoring e Coaching, realizzazione di una guida innovativa ad uso dei

giovani ed agricoltori sulle tecniche, i prodotti e i saperi in via di “estinzione”.

MACROFASE 8: Mainstreaming

Accordi di sperimentazione del PES con le associazioni locali, realizzazione di eventi

di diffusione del modello di ripopolamento, evento di diffusione del modello di bilancio

di mandato alle altre amministrazioni pubbliche del territorio, accordi di marketing e di

promozione del territorio con istituzioni nazionali che si occupano dello sviluppo della

montagna.

MACROFASE 9: Attività Transnazionali

Seminari transnazionali, partecipazione a fi ere internazionali sul ripopolamento e a tavoli

di discussione sulla responsabilità sociale dei territori, scambi di partecipanti e formatori,

realizzazione sito transnazionale, elaborazione modelli e scambi di buone prassi.

1.2 Gli organi di governo del progetto

La Cabina di Regia è l’organo esecutivo e di gestione del progetto, guida il rafforzamento

della rete locale e dei sistemi di comunicazione tra enti. È presieduta dal responsabile

dell’ente capofi la e composta da un rappresentante per ogni partner della PS. La Cabina


1. La partnership di sviluppo

di Regia si è riunita nel corso del progetto all’incirca ogni tre mesi.

Il Comitato di Direzione è l’organo tecnico-scientifi co ristretto che, su indicazione della

Cabina di Regia, dà attuazione diretta alle attività progettuali. È presieduto dal responsabile

dell’ente capofi la ed è composto dal rappresentante della Comunità Montana, della

Cooperativa Arancia Blu, dal coordinatore di progetto, dal responsabile amministrativo

dell’ente capofi la e dal Presidente dell’Ambito Sociale n. 3. Si è riunito normalmente a

cadenza mensile.

Nell’ottica del mainstreaming orizzontale, e al fi ne di dialogare con le parti sociali e gli

organi istituzionali e di guidare le decisioni strategiche in itinere e post progettuali, di volta

in volta sono stati convocati tavoli tecnici con organizzazioni esterne alla PS, referenti

politici e amministrativi regionali nonché con i benefi ciari intermedi e fi nali.

1.3 L’Accordo di Cooperazione Transnazionale

L’Accordo di Cooperazione Transnazionale LABORATOIRE SAVOIR-FAIRE:

Echange autour d’une économie sociale en milieu rural è stato

siglato tra quattro partnership Equal (Laboratoriosamoggia:

una terra accogliente e socialmente responsabile, IT-G2-EMI-032;

Panier: pratiques anciennes et innovation pour des emplois ruraux

FR-BRE-2004-42379; I giovani e lo sviluppo della montagna lucana,

IT-G2-BAS-007; Il territorio montano ed il suo rinnovamento, IT-G2-MAR-028).

Il partenariato ha messo in campo e condiviso alcune tematiche legate alle aree

rurali marginali. I partner hanno lavorato congiuntamente per far emergere e valorizzare le

potenzialità dei rispettivi territori e sviluppare competenze socio-professionali per garantire

la crescita e l’integrazione socio-economica.

La dimensione transnazionale è stata una parte fondamentale del progetto in quanto ha

permesso di scambiare metodi sperimentali e buone prassi e di incontrare altri territori,

venendo a conoscenza delle comuni diffi coltà legate all’emigrazione e osservando i risultati

della politica di ripopolamento nelle regioni in cui è già stata applicata con successo.

Le principali esperienze emerse sono:

- “InfoPoint”: modello sperimentato nel territorio della Comunità Montana Valle del

Samoggia come strumento di animazione, informazione e accompagnamento alla

creazione d’impresa.

- “Café Installation”: esperienza francese di auto-aiuto non istituzionale, per facilitare le

fasce marginali della popolazione che non hanno accesso ad Internet.

- “S.P.E.S.”: Servizio Progetti Europei Sovracomunale della Comunità Montana Valle del

Samoggia, nato per promuovere e contribuire alla valorizzazione del territorio, motivato

dall’esigenza di dotare l’Ente di una struttura snella ed effi ciente in grado di favorire i

processi di integrazione politica, legislativa, economica e sociale con l’Unione Europea.

- “Mercato delle Cose Buone della

Valsamoggia”: un mercato dei contadini

nato con l’obiettivo di valorizzare le

produzioni locali e di sensibilizzare la

popolazione locale ad un consumo critico,

avvicinando produttori e consumatori.

- “Naturalmente Lucano”: fi era dei

prodotti agro-alimentari biologici e

dell’artigianato locale, gemellata con

altre regioni che vi partecipano con i loro

prodotti tipici di qualità.

- “Laboratorio del Gusto di

Acqualagna”: un centro di esposizione,

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di degustazione e di presentazione delle iniziative locali, con cucina pedagogica e un

laboratorio di ‘food testing’.

- “Salone Ille et Bio”: creato in Bretagna nel 1999, organizzato dall’associazione Culture

Bio, ha l’obiettivo di promuovere l’agricoltura, l’alimentazione e il giardinaggio biologico.

In occasione del 1° incontro transnazionale, il 2 settembre 2005, a Rennes, si è svolto il

seminario transnazionale “L’accueil c’est agir au quotidien” (“L’accoglienza è agire nel

quotidiano”), con un confronto tra i partner in merito alle tematiche di uno sviluppo coeso,

solidale e sostenibile dei territori rurali.

Nel 2° incontro di Caulnes (19-20 gennaio 2006), vi è stata la presentazione dei risultati

dei seminari paralleli svolti sui temi del P.E.S. e dell’Infopoint, e quella dei risultati delle

visite sul territorio svolte dagli amministratori dei territori italiani.

In occasione del 3° incontro transnazionale, il 1° luglio 2006 a Limoges è stato svolto il

seminario dal titolo “Le caratteristiche delle politiche d’accoglienza: dalla teoria alla pratica”

tenuto da Jean-Yves Pineau del “Collectif Ville Campagne”, con successivi tavoli di lavoro

sulla tematica (azioni e strategie). Nell’ambito dello stesso incontro si sono svolti altri

tavoli di lavoro sul “Manifesto del nuovo sviluppo sociale ed economico dei territori rurali e

montani” e sulla “Guida delle attività economiche sostenibili e socialmente responsabili”.

Durante il 4° incontro transnazionale svoltosi ad Acqualagna il 10-11 novembre 2006,

si è tenuto il seminario transnazionale ”Savoir faire ed emersione delle potenzialità dei

territori per favorire l’accoglienza dei nuovi residenti”, nel quale è stato presentato anche

il P.O.A.L (Piano dell’Offerta Attività Locale), lo strumento che ha come obiettivo di far

emergere e di valorizzare tutte le potenzialità del territorio.

Nell’ambito del 5° incontro transnazionale (1-3 febbraio 2007, Bologna) si è svolto il

seminario dal titolo “Costruzione di una Guida congiunta di un’attività economica locale

socialmente responsabile”, dal quale sono emerse idee atte a rendere più dinamiche le

imprese agricole attraverso la defi nizione di nuove strategie commerciali, della sostenibilità

ambientale come paradigma di sviluppo, la messa in rete di

buone pratiche e l’avvio di azioni di benchmarking.

In occasione del 6° e ultimo incontro transnazionale nel Melandro,

il 5 maggio 2007 si è svolto a Brienza il seminario “Un nuovo

modello di sviluppo sociale ed economico dei territori rurali e

montani”, nel quale tutti i partner dell’accordo transnazionale

hanno portato contributi ed esperienze relativi agli interventi nei

loro territori. Il seminario si è concluso con la consegna fi nale dei

prodotti transnazionali.

Sito Web: http://www.labosavoirfaire.eu/index_fr.php


2.1 Analisi SWOT del territorio

L’assetto socio demografi co dell’area è tipico di tutte le zone montane del centro nord,

con una netta concentrazione della popolazione nei fondovalle più ampi e con le zone

d’altura pressoché disabitate.

L’andamento demografi co è anch’esso caratteristico della montagna italiana, specie di

quella minore: calo demografi co costante, con la sola eccezione dei comuni di Piobbico

e di Acqualagna. Queste due realtà vanno però inquadrate nella loro peculiarità: la prima

in virtù della forte e recente concentrazione di extracomunitari; la seconda conosce uno

incremento demografi co in controtendenza grazie alla migrazione interna dalle aree più

a monte.

La situazione démografi ca (fonti ISTAT):

Comuni

popolazione

31.15.2002

popolazione

31.12.2003

Acqualagna 4241 4277

Apecchio 2117 2106

Cagli 9019 9012

Cantiano 2552 2544

Piobbico 2062 2079

Le aree di riferimento progettuale

mostrano i caratteri peculiari

dei territori in ritardo di sviluppo

economico e con una forte

disoccupazione giovanile. Il territorio

marchigiano si deve confrontare con

un’altra diffi coltà: la congestione

delle coste, in particolar modo

durante il periodo estivo e un abbandono sempre più forte dell’entroterra.

Il saldo naturale d’Ambito è costantemente negativo da oltre un trentennio e viene

controbilanciato da un saldo migratorio positivo dovuto soprattutto alla immigrazione di

cittadini di provenienza extracomunitaria.

Secondo quanto riportato nel Piano Sociale di Zona 2005-2007 la proiezione futura

prevede scenari di diminuzione della popolazione in cui l’età media e la speranza di vita

aumentano. Questo non compensa il basso tasso di fecondità e di natalità. In effetti

i fenomeni dell’invecchiamento progressivo della popolazione e di femminilizzazione

aumentano e sono gli elementi prioritari di cui tener conto nella futura programmazione

dei servizi.

2. Azioni strategiche di rinnovamento

15


16

La superfi cie forestale estesa, una forte dispersione degli abitanti sul territorio e la

collocazione in un contesto climatico con inverni freddi sono tutte caratteristiche che

rendono interessante lo sviluppo di produzione di energie alternative in particolare l’utilizzo

di biomasse.

La forte presenza di residenti immigrati extracomunitari crea spazi ed opportunità per

nuovi servizi, in un’ottica di integrazione culturale positiva; gli stessi immigrati infatti,

potrebbero essere disponibili ad avviare iniziative di imprese e di servizi legati ad esigenze

ed usi specifi ci.

La presenza in particolare di donne immigrate può rappresentare una occasione per

promuovere iniziative di imprenditoria femminile.

Un’alta percentuale di persone anziane pensionate sviluppa una richiesta di servizi specifi ci;

il fenomeno delle cosiddette “badanti” rende opportuna una azione di regolamentazione,

di politiche positive e di incentivo del lavoro. Tramite queste azioni si può avere non solo

il vantaggio di far emergere il lavoro sommerso, ma si può anche riuscire a rendere più

effi caci i servizi agli anziani e migliori le condizioni di lavoro delle donne immigrate.

La presenza di aziende di piccole e piccolissime dimensioni nelle attività produttive

comporta una serie di problemi ma apre il mercato a diverse attività di servizi, soprattutto

in quegli ambiti nei quali le piccole aziende sono obbligate ad una esternalizzazione di

alcune funzioni.

Il settore dei servizi e quello del turismo fa registrare un incremento di attività; poiché le

attrattive principali del territorio sono quelle legate ad ambiente, gastronomia, monumenti

e cultura, è in questi settori che iniziative di incentivo e di agevolazione possono trovare

spazio e successo. In generale in tutti gli ambiti sopra elencati potrebbe avere un positivo

impatto un’iniziativa articolata e mirata di formazione e di aggiornamento.

I risultati della ricerca e dei Tavoli di concertazione sulle opportunità fi nanziarie sono

contenuti in un Cd-rom diffusi e validati nel corso di un incontro con la popolazione

locale.

2.2 Il Tavolo di

concertazione regionale -

proposte di sviluppo

per il territorio marchigiano

Il Tavolo di concertazione regionale

è un’azione del progetto volta

alla defi nizione di una strategia

regionale di adozione delle politiche

dell’accoglienza.

In particolare, l’obiettivo del Tavolo

è la produzione di un documento

programmatico condiviso da inviare

agli amministratori regionali per

essere inserito nella pianifi cazione

legislativa della Regione Marche,

che contenga i lineamenti essenziali

di una politica che interviene nel decongestionamento delle aree costiere a forte presenza

di popolazione ed imprese e, nello stesso tempo, favorisca l’arrivo di nuovi residenti ed

investimenti esogeni nei territori di montagna.

Senza un accordo territoriale forte, infatti, che veda coese verso l’obiettivo comune tutte

le realtà che a titolo e a livello diverso partecipano al processo di governo, diffi cilmente è

possibile avviare e far crescere un progetto di sviluppo, fondato sull’arrivo di nuove risorse

umane. Diventa quindi fondamentale che le istituzioni locali, preso atto dell’importanza


2. Azioni strategiche di rinnovamento

e della strategicità del progetto, adottino il principio della concertazione quale fattore di

sviluppo e di ottimizzazione delle risorse, consci che la dispersione, la frammentazione e

la mancanza di una logica di sistema territoriale possono rappresentare potenziali vincoli

per la crescita e lo sviluppo di un territorio.

Il seminario di lancio del tavolo di concertazione, dal titolo “EQUAL: UNO STRUMENTO

PER IL FUTURO DELLE AREE RURALI”, si è tenuto il 23 febbraio 2006 presso la sala

del Consiglio Comunale di Acqualagna. All’evento hanno partecipato tutti i soggetti del

territorio regionale che in modi diversi intervengono nelle politiche locali di sviluppo.

I due temi specifi ci sviluppati nel corso degli incontri del tavolo permanente sono stati:

- I servizi nello spazio rurale

- Le relazioni coste - montagne per uno sviluppo coeso ed armonioso.

Quattro sono le idee individuate dal Tavolo come proposte concrete per lo sviluppo del

territorio:

- La fi era “Mari e Monti” per l’incontro delle imprese della costa e dell’entroterra

- Una struttura pubblico- privata di sviluppo locale gestita dagli Operatori delle politiche

per il rinnovamento rurale

- Agevolazioni per trasferirsi in montagna

- Incremento dei servizi alla persone ed alle imprese.

2.3 Il corso di formazione professionale

La PS ha articolato un modello formativo per una fi gura

professionale sperimentale che occupa una posizione centrale

nel processo della costruzione dell’offerta di attività e di richiamo

di nuovi residenti. La progettazione si è conclusa con la redazione

di un percorso formativo suddiviso in 11 moduli e condiviso con

l’ente gestore del corso di formazione, l’Istituto Marchigiano di

Formazione “E. Mattei”, con l’Autorità regionale referente e con

i docenti.

Le competenze in uscita previste dal progetto formativo sono:

- Conoscenze relative alle strategie di sviluppo dei territori rurali

e montani

- Metodologie e strumenti della comunicazione innovativa relativi allo sviluppo rurale

- Metodologie e strumenti del marketing dei prodotti agroalimentari

- Conoscenze relative alle “reti di montagna” già costituite e come poter costituirne di

nuove

- Individuazione del potenziale locale per la

costruzione della offerta di attività

- Individuazione dei metodi di creazione

dell’offerta di attività locale

- Ricerca del candidato e costruzione delle

condizioni per la sua installazione

- Conoscenza del potenziale di sviluppo

dei territori rurali attivato attraverso il pieno

coinvolgimento delle donne

- Marketing del territorio orientato al

“turismo per tutti”

- Introduzione al concetto di accessibilità

Il corso di formazione, interamente gratuito,

ha avuto una durata di 400 ore di cui 200

di stage.

Lo stage è stato fi nalizzato alla progettazione

17


18

e sperimentazione di programmi di sviluppo locale legati al recupero, valorizzazione e

produzione di biodiversità locali; alla valorizzazione del patrimonio rurale, turistico e dei

prodotti agricoli locali; alle opportunità di sviluppo per l’imprenditoria femminile; alle fi liere

agroenergetiche e alle energie rinnovabili.

Il gruppo dei corsisti ha effettuato uno scambio dal 9 dicembre al 17 dicembre ’06 in

Francia, nelle località d’intervento del Partner francese CIVAM. La visita si prefi ggeva di

creare una dinamica collettiva dei ragazzi e di confrontare delle nuove esperienze sulle

tematiche dello sviluppo rurale.

Le lezioni d’aula sono cominciate il 2 ottobre 2006 e il corso si è concluso con un

esame fi nale il 15 marzo 2007. Hanno conseguito l’attestato di qualifi ca professionale

11 corsisti.

2.4 Il marchio turistico territoriale

Un’importante attività strategica è stata la progettazione e

costruzione del marchio turistico territoriale “Le Terre del

Tartufo di Acqualagna”, con l’obiettivo di innalzare la qualità media dell’offerta turistica

del territorio.

Per applicare e presidiare il concetto di “qualità globale”, sempre più essenziale per qualsiasi

prodotto turistico sui mercati, uno degli strumenti più apprezzabili è infatti quello del

marchio di qualità territoriale cui le aziende ricettive rurali, agriturismo, alberghi, le imprese

artigiani e agroalimentari del territorio sono chiamate ad aderire. Il marchio vuol essere

un primo passo nel cammino della qualità, una misura

fl essibile che potrà costituire un utile motivo di “distinzione”

delle aziende aderenti nella percezione della clientela, per

fare in modo che il cliente sappia cosa l’attende e possa

criticamente scegliere e “spendere” il giusto prezzo in

rapporto alla qualità, che non necessariamente deve

essere sinonimo di lusso, ma di equilibrio e di armonia,

con strutture inserite perfettamente nel paesaggio che

offrano personale preparato e ospitale.

Il 2 e 3 maggio 2006 sono stati convocati gli operatori

turistici del territorio per condividere i disciplinari di

appartenenza al marchio e stendere le bozze di adesione.

Il Decalogo o disciplinare è stato implementato attraverso

alcuni seminari e forum con gli stakeholder del territorio.

Gli incontri sono stati preceduti da un confronto con le

associazioni di categoria locali sulla strategia di costruzione

del marchio, lanciato uffi cialmente nel corso di un incontro pubblico alla Fiera Mondo

Natura - Luoghi a Rimini il 16 settembre 2006.

Hanno aderito a “Le Terre del Tartufo di Acqualagna” numerosi operatori turistici del

luogo.

Stante la grande molteplicità dell’offerta rurale, abbiamo volutamente evitato di introdurre

criteri di selezione e adesione complessi, improntati alle classifi cazioni legali esistenti, ad

esempio riferiti a punteggi, con più “bandiere” in funzione dei diversi requisiti suddivisi in

“obbligatori” e “fungibili”, etc.; magari più coerenti dal punto di vista tecnico-scientifi co e

legale, però a nostro avviso un po’ macchinose, di diffi cile gestione e soprattutto poco

immediate e comprensibili da parte del cliente.

La verifi ca degli standard è garantita per il momento dal progetto Equal.

Il marchio prevede anche una proposta turistica più articolata legata a “La libera

repubblica gastronomica delle Terre del Tartufo di Acqualagna”.

I confi ni del mondo stanno cambiando e si potrebbe ridefi nire una cartografi a del mondo


per regioni culinarie…..

Nella Repubblica Gastronomica di Acqualagna il tipico concetto di viaggio turistico si

rovescia e il Cibo con la lettera maiuscola non è più accessorio ma punto di partenza per

percorrere strade fatte di DOP e IGP, prodotti contraddistinti dalla loro qualità, botteghe

artigiane, rinomate aziende, ristoranti, enoteche, punti vendita, tutto in funzione del Cibo

considerato come, Cultura, Storia e Tradizione

Le Istituzioni della libera repubblica gastronomica di Acqualagna sono:

- Parlamento [formato da imprese e istituzioni aderenti al marchio e da rappresentanti

eletti della comunità aperta] con sede nel Palazzo del Gusto

- Il Governo [formato dal presidente, + consiglio dei ministri + esperti]

- Il presidente [eletto dal parlamento]

- Consiglio dei ministri [ministri all’identità locale, all’autenticità, alla sostenibilità, alla

qualità, agli esteri,….]

- Programma di governo [elaborato dal Consiglio dei ministri e approvato dal

Parlamento].

Il Ministro degli esteri nomina gli ambasciatori, ogni anno in occasione della Fiera, scelti

tra personalità di prestigio italiane e straniere].

La bandiera, l’inno, la costituzione, le alleanze con altre Repubbliche gastronomiche sono

altri elementi cardine della proposta.

Misure per la promozione del marchio

Misura 1. Condividere e diffondere

i valori costitutivi del marchio

Misura 2. Stimolare l’autopromozine

del marchio

Misura 3. Formazione degli operatori

Misura 4. Il marchio come segno

identifi cativo del territorio

Misura 5. Informazione e accoglienza

Misura 6. Commercializzazione

dei prodotti turistici

Misura 7. Le terre del tartufo on line

Misura 8. Il Palazzo del Gusto

2. Azioni strategiche di rinnovamento

- Azione 1.1 Lo statuto delle Terre del Tartufo

- Azione 1.2 Dal club degli amici di Acqualagna alla comunità

aperta dei cittadini delle Terre del tartufo

- Azione 2.1 Manuale d’uso del Marchio

- Azione 2.2 Promozione dei prodotti a marchio

- Azione 3.1 Impariamo ad accogliere

- Azione 3.2 Impariamo a creare emozioni

- Azione 3.3 Impariamo dalle esperienze di successo

- Azione 3.4 Impariamo ad utilizzare le nuove tecnologie

dell’informazione

- Azione 4.1 Segnaletica di posizione di orientamento

- Azione 4.2 Segnaletica coordinata e welcome desk

presso le aziende che aderiscono al marchio

- Azione 4.3 Merchandising

- Azione 5.1 Nuova linea di materiali informativi

- Azione 5.2 Una rete di welcome point

- Azione 5.3 La card delle Terre del Tartufo

- Azione 5.4 Educational tour per giornalisti

e operatori dell’intermediazione

- Azione 6.1 Manuale di vendita/catalogo delle Terre del Tartufo

- Azione 6.2 Partecipazione a fi ere turistiche ed enogastronomiche

- Azione 7.1 Un dinamico sito multilingue

- Azione 7.2 Le Terre del Tartufo SMS

- Azione 7.3 Newsletter delle Terre del Tartufo

- Azione 7.4 Sempre connessi nelle Terre del Tartufo

19


20

finanziatori

fornitori

2.5 Il bilancio sociale del Comune di Acqualagna

Il bilancio sociale del Comune di Acqualagna è uno

strumento in grado di fornire un rendiconto, chiaro e

globale, della cultura, dei valori e delle attività svolte

dall’ente pubblico, evidenziando le ricadute e i risultati

sociali prodotti nei confronti dei cittadini e degli altri

soggetti interessati (stakeholder).

Tale scelta si fonda sulla consapevolezza che l’ente

Bilancio sociale 2006

Comune di Acqualagna

locale non è un sistema chiuso, quanto bensì aperto nei

confronti dell’esterno e in continua interazione con una

molteplicità di interlocutori, di portatori di interesse. Ed è

proprio con questo intento che il documento integra al

bilancio tradizionale una parte qualitativa, cioè il modo

attraverso cui viene creato benessere per la collettività,

ridefi nendo il dialogo con il cittadino.

La fi nalità è perciò quella di esprimere, con chiarezza e

trasparenza, il legame tra i principi e le politiche dichiarate,

le risorse impiegate per il raggiungimento dell’obiettivo e i risultati raggiunti. Questo

bilancio sociale vuole fornire, quindi, all’intera collettività una rendicontazione chiara,

completa, neutrale e comprensibile degli interventi e dei risultati conseguiti nell’arco del

periodo preso in considerazione, in rapporto agli obiettivi e ai valori dichiarati.

La progettazione del bilancio sociale consta di due parti. La prima parte prevede il

racconto del territorio di Acqualagna e il programma dell’ente, cioè i valori di riferimento.

Nella seconda parte del bilancio sociale si entra nel vivo della rendicontazione. La

correttezza dei processi di attuazione delle politiche chiama in causa principi quali l´equità

e la trasparenza, i quali incidono signifi cativamente su questioni quali l´accessibilità ai

servizi, la legittimità dei procedimenti, la tutela dei diritti di tutte le parti interessate, la

chiarezza delle modalità di partecipazione e di inclusione di tutti gli attori potenzialmente

interessati.

La strutturazione di questa seconda parte, del nucleo cioè del bilancio sociale, avviene in

base alle aree di rendicontazione individuate, quali:

responsabilità sull’aquisto

e l’approvvigionamento

delle risorse

cittadini e collettività

responsabilità rispetto al mandato

consiglio e consiglieri

comune di Acqualagna

personale

responsabilità rispetto

alla rete che l’ente ha costruito

associazioni

partner

altre PA

gruppi di pressione

stakeholder

interni

responsabilita

sul risultato

stakeholder

esterni

utenti

contribuenti


2. Azioni strategiche di rinnovamento

Area 1 - Governo del territorio

Area 2 - Welfare e servizi ai cittadini

Area 3 - Arte, cultura e sport

Area 4 - Lo sviluppo economico e il lavoro

Area 5 - La gestione della Cosa Pubblica

Area 6 - Innovazione tecnologica

Per ogni area di rendicontazione, sono presentati la situazione iniziale, gli stakeholder, i

risultati raggiunti e gli impegni e le azioni per il futuro.

Caratteristica essenziale di ogni bilancio sociale è quella di stimolare un processo di

partecipazione e di confronto, a partire dai ‘portatori d’interesse’ che sono al centro

del documento. Ed è proprio questo il processo che questa prima edizione del bilancio

sociale del Comune di Acqualagna intende attivare.

2.6. Azioni di auto-orientamento e bilancio delle competenze

Durante gli oltre due anni di progetto sono state realizzate attività di orientamento rivolte

a giovani e anziani residenti nel territorio della Comunità Montana del Catria e del Nerone

e agli operatori degli Sportelli delle opportunità, fi nalizzate alla pianifi cazione effi cace degli

obiettivi.

Le azioni hanno previsto il trasferimento di competenze specifi che per adottare un modello

di auto-apprendimento ed orientamento professionale nella logica della formazione

continua con una metodologia Personal Emotional Setting (PES) e Goal Setting.

La metodologia PES consiste nello svolgere un’attenta autovalutazione al fine di definire

un obiettivo professionale reale, concreto e comunicabile, costruito utilizzando tutto

quello che, in un modo o nell’altro, ha a che vedere con il lavoro nella vita di una persona

e in particolare: la motivazione, le capacità, gli interessi, i valori, la modalità di lavoro,

l’ambiente di lavoro, lo stile personale, le qualità personali, i punti deboli.

Il PES per i giovani ha permesso agli utenti di rifl ettere sulla propria situazione

professionale, attuale e potenziale, per concludersi con l’elaborazione di un progetto di

sviluppo professionale della persona. Il questionario realizzato ha consentito all’utente di

soffermare la sua rifl essione sul tipo di professione che può soddisfare le sue aspettative,

sulla defi nizione di un obiettivo professionale in modo tale da trovare un’occupazione

soddisfacente in minor tempo. L’elaborazione dei dati forniti dagli utenti attraverso il PES

ci ha aiutato ad individuare i settori di intervento per un riadeguamento personalizzato,

attraverso workshop orientativi, delle competenze dei giovani nei settori locali trainanti.

Il PES è stato sperimentato anche con gli operatori degli Sportelli delle Opportunità tramite

la realizzazione di un seminario specifi co. Il compito degli addetti agli Sportelli, infatti, è

anche quello di parlare di impresa, di imprenditori e di imprenditivi per seguire e guidare

con strumenti logico-metodologici e con tecniche precise, la realizzazione del business

plan per poter passare dallo stato di imprenditivi a quello di imprenditori.

Alcune giornate di formazione sono state realizzate anche verso gli anziani portatori

di “antichi saperi” presenti sul territorio, al fi ne di facilitare il trasferimento di queste

competenze ai giovani, nell’ambito della macrofase “Lo sviluppo dei vecchi mestieri”.

Tramite il PES gli anziani artigiani sono stati forniti di un semplice manuale sulle tecniche

di comunicazione interpersonale e su come prepararsi ad impartire una lezione.

Al fi ne di trasferire le nuove metodologie di orientamento sviluppate all’interno del progetto

anche alle organizzazioni pubbliche e private del territorio, infi ne, sono stati siglati due

protocolli d’intesa per la sperimentazione del modello PES con la Confederazione

Nazionale dell’Artigianato (CNA) di Acqualagna (in data 2 luglio 2007) e con il Consorzio di

cooperative Terre Alte (in data 25 giugno 2007). La PS si impegna a trasferire il “Personal

Emotional Setting” completo di tutte le parti necessarie al suo utilizzo e a supportare le

attività, al fi ne di favorire l’accesso al lavoro e la crescita personale, di realizzare interventi

21


22

2. Azioni strategiche di rinnovamento

effi caci e buone pratiche nell’ambito dei percorsi socio occupazionali e di inserimento

lavorativo di giovani in situazioni disagiate nel territorio di riferimento. Le due organizzazioni

si impegnano ad adottare e sperimentare il PES come strumento di supporto alle attività

di orientamento dei propri centri e del proprio personale.

2.7 Il laboratorio di informatica

Il progetto ha previsto la realizzazione di giornate laboratorio, durante le quali conoscenze

informatiche di base sono state trasmesse ad alcuni anziani provenienti dal mondo

agricolo o dell’impresa artigianale.

L’iniziativa ha come obiettivo principale l’alfabetizzazione informatica delle imprese

agricole e/o artigianali: insegnare loro come accendere un computer, utilizzare una

tastiera, accedere a internet e usare i servizi on-line messi a disposizione dalla Pubblica

Amministrazione, dalle associazioni di categoria, ecc.

La valenza formativa dell’iniziativa è duplice: gli agricoltori/imprenditori apprendono il

linguaggio nuovo e permettono dunque all’impresa di evolversi in un contesto mondiale.

La conoscenza e la consapevolezza dei nuovi mezzi informatici e delle nuove tecnologie

multimediali può essere acquisita attraverso un metodo formativo pratico ed interattivo.

Il computer come strumento “mediatore” consente di lavorare attraverso un modello

interdisciplinare che permette di venire a contatto con nuovi codici e costruire percorsi in

ogni ambito disciplinare rilevante per le aziende.

Le giornate sono state divise a secondo delle tematiche e delle diffi coltà:

- introduzione al corso e conoscenze di base,

- i software operativi in particolare word e excel,

- le reti informatiche e l’utilizzo di internet,

- il database e la sua utilità.

L’individuazione dei benefi ciari è stata fatta tramite le associazioni di categoria che hanno

pubblicizzato i laboratori presso le imprese a più alto rischio di chiusura per mancanza

di conoscenza delle nuove tecnologie e della capacità di adeguamento alle esigenze di

mercato. Sono stati attivati sei seminari di informatica, con una durata di 3/4 ore per ogni

laboratorio. I seminari si sono svolti nell’aula multimediale del Laboratorio Territoriale del

Furlo e vi hanno partecipato 13 persone.

2.8 Lo sviluppo dei vecchi mestieri

L’obiettivo dell’azione è il recupero degli “antichi mestieri” attraverso la riqualifi cazione

di produzioni che vanno scomparendo e il riavvicinamento delle nuove generazioni ad

attività con elevato contenuto di professionalità, con una attenzione particolare alla tutela

e alla salvaguardia dell’ambiente e delle risorse locali. È stata fatta un’indagine volta al

censimento dei vecchi mestieri ancora presenti sul territorio, potenzialmente trasferibili,

che hanno validità economica/imprenditoriale e che possono diventare un mezzo per la

creazione di imprese e di nuova occupazione, magari collegata con le nuove tecnologie

informatiche.

Gli anziani portatori di “antichi” savoir faire sono stati individuati fra coloro i quali sono

in pensione o inattivi e fra coloro che svolgono il mestiere ma non hanno possibilità di

trasferimento per mancanza di eredi o di acquirenti, che sono stati poi sensibilizzati

sulla comunicazione interpersonale e sull’orientamento per facilitare il trasferimento di

conoscenze e competenze ai giovani. Il trasferimento di competenze fra generazioni è

avvenuto con la metodologia dell’accompagnamento (mentoring) e coaching, attraverso

cioè la riproduzione pratica del vecchio mestiere. Le Associazioni di categoria hanno

svolto un ruolo di supporto molto importante.

Si è effettuato un itinerario alla scoperta degli antichi mestieri che, oltre a offrire momenti

di svago ricreativo, ha proposto momenti di rifl essione sull’economia locale, attraverso


l’osservazione diretta e l’ascolto di testimonianze

all’interno dei laboratori artigianali ancora attivi.

Il percorso rivolto ai giovani ha fornito loro idee,

spunti ed esempi signifi cativi per imboccare

nuovi percorsi lavorativi e tramandare, nel

contempo, le tradizioni locali. L’esperienza

proposta ha mostrato l’inaspettata attualità

dei mestieri del passato e le loro potenzialità

nell’inserimento del mondo lavorativo ed

imprenditoriale; l’incontro con chi, ancora

oggi, lavora e vive dei “mestieri del passato”

ha confermato che è ancora possibile lavorare,

amare il proprio lavoro e “riuscire a fare

impresa”.

L’intero intervento ha previsto:

- Incontro con l’artigiano, il maestro d’arte,

ecc…dedicato al racconto e alla presentazione

della professione (azione mediata da un

facilitatore)

- Visita all’azienda e dimostrazione di alcune

fasi di lavorazione (azione mediata da un

facilitatore).

3.1 Il Piano dell’Offerta di Attività

Locale

Il Piano dell’Offerta di Attività Locale (P.O.A.L.)

è lo strumento di rappresentazione territoriale

fi nalizzato a far emergere e promuovere

23


3. Gli strumenti al servizio della politica dell’accoglienza

24

tutte le potenzialità inespresse. La costruzione dell’offerta locale ha come obiettivo la

mappatura del territorio con la prospettiva

di una creazione di attività o di un possibile

acquisto da parte di nuclei familiari esterni.

L’implementazione del POAL è possibile

grazie a una scrupolosa attività di ricerca

che si prefi ssa di rilevare, ad esempio,

abitazioni, terreni, risorse umane, imprese

agricole ed artigianali, imprese femminili

e loro fabbisogni, anche attraverso una

pianifi cazione dei servizi pubblici e della

gestione del territorio, agevolazioni

fi nanziarie e fi scali, etc…

Il censimento delle opportunità esistenti nell’area della Comunità Montana del Catria

e Nerone è stato realizzato attraverso interviste mirate agli imprenditori locali, con la

compilazione di questionari e la loro successiva elaborazione.

Il Piano è una banca dati che dà la possibilità agli imprenditori ed agli altri soggetti

interessati di:

1. inserire i propri dati e richieste direttamente on-line, attraverso un modulo informatizzato

già predisposto

2. rendere visibili le offerte di attività con la possibilità da parte del potenziale nuovo

residente o investitore di visionare l’offerta e di richiedere ulteriori informazioni

3. aggiornamento continuo della banca dati secondo le nuove opportunità che emergono

dal territorio e le nuove richieste da parte dei nuovi residenti ed investitori.

L’offerta locale è disponibile in forma di schede, consultabili presso gli Sportelli delle

opportunità dei comuni e sul sito internet www.atsr.net/home.htm, permettendo di

portare altri territori e fautori del progetto a conoscenza delle opportunità.

Esempio di scheda di offerta locale per il settore immobiliare:

LOCALITA’ ACQUALAGNA ABITANTI 4500

TIPOLOGIA IMMOBILE

Tipo immobile: casolare Grandezza mq 200 Materiale: pietra

Terreno mq: 250 Locali: 5

Tipo di attività ipotizzata: Bed & Breakfast Tipo di proposta: Affi tto struttura

Progetto di massima: defi nito Tipologia attività realizzabile: servizi

Destinazione d’uso attuale: agricolo

Licenze di attività: nessuna

Servizi di prossimità:

scuolabus, internet ADSL, farmacia, bar, cinema, ristoranti, alberghi

Possibilità di ampliamento: si

3.2 Gli Sportelli delle Opportunità

Gli Sportelli delle Opportunità costituiscono il polo informativo rispetto all’offerta e al

potenziale locale; attuano le politiche di accoglienza nei confronti dei nuovi residenti;

implementano e aggiornano il Piano dell’Offerta dell’Attività Locale; trasferiscono strumenti

e strategie per lo sviluppo di progetti turistici, rurali, ambientali e agroalimentari competitivi

sul piano territoriale.

Gli utenti dello sportello sono:

- Potenziali imprenditori, che possono trovare un supporto a rete in termini di competenze

esistenti sul territorio e individuare possibili interlocutori e alleanze; inserire grazie al


supporto multimediale i propri fabbisogni di competenze

- Imprese esistenti nell’area che vogliono diversifi care le proprie attività

- Imprese esterne all’area che vogliono sondare le potenzialità dell’area in questione, per

effettuare investimenti

- Operatori dell’informazione e dell’orientamento, associazioni di categoria, commercialisti,

insegnanti, addetti dei Centri per l’Impiego e degli Informagiovani.

La scelta di individuare i responsabili degli sportelli fra gli attuali dipendenti dei cinque

Comuni e della Comunità Montana, dà una certa garanzia verso la sostenibilità futura

dello sportello stesso.

Le competenze specifi che che gli addetti allo Sportello possiedono, grazie anche a

un’azione di formazione intensiva realizzata dall’Imont, sono:

- Profonda conoscenza della politica di accoglienza di nuovi residenti

- Strumenti da utilizzare per l’applicazione del modello di ripopolamento

- Profonda conoscenza del POAL e suo costante aggiornamento e implementazione

- Buona conoscenza del territorio di riferimento, inteso come potenzialità di sviluppo

- Tecniche di rilevazione dati e di implementazione delle banche dati

- Capacità di relazione con il “pubblico” e le Istituzioni locali e regionali.

3.3 Lo Sportello Informadonna

La Comunità Montana del Catria e del Nerone, grazie ad un progetto presentato in

collaborazione con gli allievi del corso di

formazione e cofi nanziato dalla Regione

Marche, ha attivato presso gli uffi ci

dell’Ambito Sociale n. 3 uno Sportello

Informadonna, rivolto a tutte le donne

residenti nel territorio.

Lo sportello si pone i seguenti obiettivi:

- creare un punto d’ascolto dei bisogni delle

donne anche per ottenere indicazioni per

eventuali progetti di sviluppo locale;

- valorizzare le risorse femminili in modo che

con le loro capacità possano contribuire

attivamente allo sviluppo del territorio;

- favorire e incoraggiare l’entrata delle donne nel mercato del lavoro, anche di quelle che

intendono rientrare dopo essersi occupate della famiglia;

- promuovere la creazione di nuove imprese al femminile;

- fornire un servizio di consulenza legale alle donne mediante l’apporto di professionisti;

- fornire assistenza e consulenza alle donne interessate a trasferirsi nel territorio in

collegamento con il progetto EQUAL;

- ridurre le condizioni di emarginazione delle donne, con particolare riferimento alle

immigrate e alle “badanti”;

- creare uno spazio di confronto e di incontro tra donne per sviluppare tematiche anche

legate alle problematiche familiari in genere, ed in particolare all’educazione dei fi gli.

Per fare ciò è stata intessuta una rete di supporto al servizio, coinvolgendo in primo

luogo i cinque Comuni della Comunità e poi tutte le realtà associative presenti sul

territorio, instaurando rapporti di collaborazione volti a risolvere i problemi che le donne

presenteranno.

http://www.informadonna.info/

3.4 Gli operatori delle politiche per il rinnovamento rurale

L’operatore delle politiche per il rinnovamento rurale occupa una posizione centrale nel

processo della costruzione dell’offerta di attività e di richiamo di nuovi residenti. Lui inizia il

25


26

percorso per la ricerca dei potenziali locali, anima una attenta e costante ricognizione nel

territorio e la costruzione dell’offerta d’attività e realizza le azioni puntuali e periodiche.

L’agente, fi gura professionale riconosciuta dalla Regione Marche (N/QA II° liv.), ha il

compito di coordinare e facilitare il progetto di inserimento dei potenziali residenti territoriali

utilizzando strategie innovative e metodologiche all’avanguardia, in collaborazione con gli

addetti allo Sportello delle opportunità.

In sintesi, l’operatore delle politiche per il rinnovamento rurale assicura le seguenti funzioni

principali:

- Concepire, organizzare, animare e realizzare le azioni per identifi care il potenziale di

attività

- Qualifi care e mettere in ordine i potenziali identifi cati, mobilitare le capacità degli esperti

per lo sviluppo del territorio

- Costituire ed animare il gruppo locale, nel ruolo di rifl essione, di mediazione ed

informazione

- Organizzare e coordinare un ambiente tecnico adatto per

studiare la fattibilità delle attività a partire dai potenziali, con

l’assemblaggio degli elementi costitutivi delle offerte d’attività

- Strutturare e animare la ricerca dei candidati con l’utilizzazione

dei mezzi di diffusione esistenti

- Mettere in opera l’accompagnamento dell’installazione del

candidato e l’appoggio alla sua integrazione locale

- Mantenere e gestire la rete di relazioni locali.

3.5 La Fiera nazionale dell’accoglienza

La 1° Fiera dell’accoglienza di nuovi residenti e investimenti

esogeni nei territori rurali e montani “VIVERE IN CAMPAGNA”

nasce dalla esigenza di contrastare il continuo spopolamento dei territori rurali e montani

e di dare una concreta opportunità alle tante persone che vivono in città e che desiderano

trasferirsi con un nuovo progetto di vita ed imprenditoriale nei territori rurali e montani, alla

ricerca di una migliore qualità della vita.

Questi aspetti vengono pienamente affrontati nella strategia della politica dell’accoglienza

che tutte le Regioni rurali francesi hanno già adottato con successo.

La Fiera, unica nel suo genere, è pensata e costruita per le persone che desiderano

trasferirsi in campagna, per le imprese, gli enti pubblici e privati e i singoli cittadini che

offrono opportunità di creazione di impresa e/o un’offerta di lavoro dipendente nei territori

rurali e montani, mettendo in collegamento

e facendo incontrare i visitatori con i territori

rurali e gli attori locali che offrono opportunità

di creazione di impresa e di impiego.

Durante lo svolgimento della prima Fiera

nazionale “VIVERE IN CAMPAGNA” il 10 e

11 novembre 2007 ad Acqualagna sono

stati organizzati spazi tematici per fornire

la più ampia e qualifi cata informazione ed

assistenza tecnica a un pubblico numeroso

e attento alle diverse offerte di attività e di

immobili.

Tra questi, di particolare interesse è stato

il seminario del 10 novembre sulla politica

dell’accoglienza, tappa fi nale di un’attività

di mainstreaming che ha previsto la

VIVERE IN CAMPAGNA acqualagna 10 -11 novembre 2007

1° fi era dell’accoglienza di nuovi residenti

ed investimenti esogeni nei territori rurali e montani


partecipazione alla Conferenza nazionale sulla

politica dell’accoglienza del 18 settembre 2007

a Roma, il seminario di diffusione del modello

di ripopolamento nel territorio tenutosi ad

Apecchio l’11 aprile 2007, la partecipazione

alla Fiera Mondo Natura - Luoghi a Rimini dal

9 al 17 settembre 2006 e al 3° Salone della

Montagna organizzato dall’Uncem Lazio dal 7

al 10 dicembre 2006 alla Fiera di Roma.

La fi era è organizzata con:

- Lo spazio per i territori, composti da

stand gestiti dai Comuni, Comunità

montane, Centri per l’impiego che hanno

offerte di immobili, di impiego da lavoro

dipendente e progetti concreti per creare

nel proprio territorio attività commerciali e

imprenditoriali

- Lo spazio per i privati, composto da stand

gestiti da imprese, agenzie di sviluppo

locale, associazioni di categoria, agenzie

immobiliari, con offerte concrete per nuovi investimenti e per l’attrazione di capitali,

offerte immobiliari, imprese da rilevare o da sviluppare

- Lo spazio di accompagnamento in cui esperti forniscono specifi che informazioni e

suggerimenti a coloro che desiderano trasferirsi in campagna per i fi nanziamenti, gli

strumenti per la creazione di impresa, i servizi di accompagnamento etc.

- Lo spazio per i forum e tavole rotonde in cui sono stati affrontati tutti gli aspetti del

vivere in campagna, di come trasferirsi, di come creare una impresa nei territori rurali e

montani e delle esperienze già esistenti sia a livello nazionale che europeo

- Lo spazio per la Banca delle Idee attraverso incontri mirati e pianifi cati fra le imprese della

costa e della pianura e le imprese dei territori rurali e montani, per creare opportunità di

collaborazione e di scambio di prodotti e servizi.

3.6 Le Guide / I prontuari

3. Gli strumenti al servizio della politica dell’accoglienza

3.6.1 Guida attività economiche sostenibili e socialmente responsabili

La Guida è uno strumento elaborato nell’ambito dell’Accordo di Cooperazione

Transnazionale volto a promuovere un modello di crescita

sostenibile e responsabile che unisca attività economiche e

inserimento sociale, tramite la valorizzazione delle risorse locali

del territorio, la sensibilizzazione degli operatori e la diffusione di

linee guida per uno sviluppo economico rispettoso delle esigenze

del territorio.

3.6.2 Guida di formazione per agenti di sviluppo rurale per la

valorizzazione delle risorse del territorio e dell’accoglienza

La Guida è nata dall’esigenza di colmare la mancanza di

qualifi cazione degli attori del territorio che producono un servizio

d’utilità sociale e collettivo volto al miglioramento della qualità

dell’accoglienza del territorio attraverso l’arricchimento dell’attuale

scenario in ambito formativo grazie all’innovazione pedagogica per la formazione degli

agenti di sviluppo rurale.

27


28

Il confronto di percorsi formativi innovativi su scala europea e

la combinazione di competenze differenti costituiscono il valore

aggiunto di questa guida che propone un momento di incontro/

confronto e di conoscenza tra esperienze provenienti da contesti

europei diversi, al fi ne di creare le condizioni per un’azione

comune e condivisa indirizzata allo sviluppo locale grazie a

un’adeguata proposta formativa.

3.6.3 Guida ai vecchi mestieri per nuovi imprenditori

La Guida ai mestieri e alle professioni è uno strumento che

può fungere da stimolo o da esempio per la realizzazione di

nuove forme imprenditoriali. L’analisi ha confermato il fatto che il

recupero del lavoro artigianale e locale oggi non vuole dire solo

“testimonianza” del passato, ma anche potenziamento e sviluppo

di questi settori operativi spesso mortifi cati da un mercato

sempre più interessato alla produzione industriale, e per i giovani

“nuove occasioni” di lavoro e di attività di microimpresa.

3.6.4 M.E.A. - Metodologia emozionale di autorientamento

A livello transnazionale con i partner francesi è stato realizzato

un percorso di orientamento denominato M.E.A. Metodologia

emozionale di autorientamento.

L’obiettivo è stato quello di realizzare uno strumento comune per

orientare al ruolo i portatori di progetto (creatori d’impresa). La

fi nalità di M.E.A. è quella di sviluppare capacità auto orientative,

permettere al soggetto di interiorizzare una strategia decisionale. Oltre a un manuale

descrittivo del percorso è stato realizzato un software da utilizzare sia in autoformazione

che insieme ad un consulente durante un colloquio di orientamento. Il software M.E.A.

è composto da due parti: la prima contiene il manuale per il consulente con 20 schede

semistrutturate, la seconda sezione è dedicata all’utente.

All’interno della sezione “Nuovo profi lo” si può creare un nuovo profi lo e ricercarne uno

già esistente. Sono state individuate 8 aree di rifl essione su cui soffermare la propria

attenzione: fi sico, ambiente, vita sociale, famiglia, fi nanze, lavoro, crescita professionale,

spirito.

In ogni area si deve inserire, per ciascun item, un valore compreso tra 0 a 10 che rifl ette

la valutazione data all’utente. Il punteggio totale degli item viene conteggiato cliccando su

“salva” e automaticamente visualizzato sul grafi co.

4.1 Il coordinamento delle reti delle buone prassi sulle politiche

di sviluppo delle aree montane

La rete è uno strumento per mettere in relazione persone, discutere problematiche,

censire l’informazione. Per questo si è voluto creare uno spazio in cui le esperienze più

signifi cative possano essere messe in circolazione tra i reali protagonisti del cambiamento

e i temi dello sviluppo e del sociale siano visti come due aspetti inscindibili di un unico

processo di cambiamento, realmente sostenibile.

La struttura operativa della Rete è impostata su tre piani operativi:

- Cabina di regia incardinata sulla struttura IMONT, che per la sua composizione si pone

come rappresentativo del mondo della ricerca nei territori montani. Della cabina di regia

saranno chiamati a far parte alcune realtà di ricerca che già hanno in atto convenzioni

o accordi con l’Istituto e che sono rappresentative dello sviluppo rurale. La cabina di

regia avrà il compito di governare il processo e in particolare di produrre e attivare le


metodologie e i processi di validazione delle sperimentazioni ricevute, al fi ne di poterle

rimettere in circolazione come “buone prassi”

- Il sistema degli Enti di ricerca pubblici e privati che operano sul territorio nazionale ed

europeo, opportunamente vagliati e selezionati, con funzione di contributori al processo

con le loro attività realizzate o in corso, realizzatori di nuove sperimentazioni e divulgatori

- Il sistema dei costruttori/benefi ciari, ossia di tutte le componenti dello sviluppo che

contribuiscono all’implementazione della rete con le loro specifi che progettualità e/o

accedono al sistema per richiedere e ricevere indicazioni e processi operativi.

Le tre tipologie di componenti della rete potranno essere chiamati a costituire tavoli di

lavoro a geometria variabile su temi specifi ci, garantendo sempre la componente di

validazione scientifi ca, la componente di ricerca e la componente operativa.

Oggetto del lavoro dei tavoli potranno essere molteplici: approfondimento su un tema

specifi co, partecipazione a bandi, organizzazione di seminari divulgativi, elaborazione di

pareri da trasmettere a istituti di Governo, etc.

L’obiettivo generale è dunque quello di accrescere, per qualità e quantità, le dinamiche

di sviluppo dei territori rurali e montani in una dimensione di sostenibilità sociale e

ambientale, rafforzando il processo di disseminazione delle esperienze positive, attraverso

un processo di rielaborazione delle medesime, accresciuto da una forte componente di

esperienza e da un alto livello di accesso alla medesima, grazie alla testimonianza attiva

disponibile presso le realtà più innovative.

4.2 Ruract e il Protocollo di intesa con la Regione Limousin

La Regione Marche, la Regione Limousin (Francia) e il Comune di Acqualagna hanno

deciso di collaborare insieme per l’adozione e sperimentazione di azioni congiunte per

frenare lo spopolamento dei loro territori rurali e montani, e manifestano un forte interesse

all’adozione della politica dell’accoglienza intesa quale sistema complesso e strumento

importante per uno sviluppo locale sostenibile.

A tale scopo hanno adottato un protocollo di intesa quale documento programmatico

di reciproca collaborazione e di scambio di esperienze, metodi, strumenti e prodotti,

approvato con delibera di Giunta della Regione Marche n. 701 del 25/06/2007.

Il protocollo ha “condotto” la Regione Marche e il Comune di Acqualagna verso Ruract:

rete di cooperazione interregionale per la Coesione Territoriale delle zone rurali.

Gli obiettivi del programma RURACT sono i seguenti:

- Contribuire a migliorare la coerenza e l’effi cacia delle politiche pubbliche che hanno un

impatto sullo sviluppo delle zone rurali

- Promuovere l’innovazione, lo sviluppo e la coesione territoriale delle zone rurali attraverso

lo scambio di esperienze ed il trasferimento delle buone pratiche

- Valorizzare il potenziale di impiego delle zone rurali, in particolare nelle richieste di attività

artigianali e commerciali, nuove tecnologie di comunicazione, dei servizi essenziali alla

popolazione, e di sviluppo delle energie rinnovabili.

Una possibile fonte di fi nanziamento può essere trovata all’interno dell’asse “cooperazione

interregionale” del programma operativo “competitività regionale ed impiego” della

Regione Limousin nel periodo 2007-2013.

Dei fi nanziamenti specifi ci devono essere trovati per la cooperazione bilaterale:

- Aspetto interregionale dell’obiettivo di cooperazione territoriale europeo (INTERREG

IVC)

- Asse specifi co di cooperazione interregionale all’interno del PO competitività o

convergenza, etc..

- Altri fi nanziamenti nazionali e/o regionali.

Gli impegni dei diversi partner potranno essere formalizzati per mezzo di una carta

comune, in cui sono descritti i principi e le regole di funzionamento della rete e delle

4. Le reti attivate

29


30

convenzioni di partenariato bilaterale più mirate ed adattate.

Il programma RURACT è stato lanciato uffi cialmente con un forum a Bruxelles il 13

marzo 2007. Il forum è stata l’occasione per prendere i contatti tra partner in vista della

identifi cazione delle buone pratiche e dei progetti di trasferimento delle esperienze

nell’ambito dello sviluppo rurale e all’interno di un percorso di cooperazione bilaterale.

4.3 Il Manifesto del Nuovo Sviluppo Sociale ed Economico

dei Territori Rurali

Il Manifesto rappresenta una dichiarazione di intenti dei territori facenti parte dell’accordo

di cooperazione transnazionale ed ha come ruolo la divulgazione di buone prassi

condivise dai quattro partner nel corso del progetto e che

ognuno cercherà di applicare sul proprio territorio anche in

futuro. Questo documento rappresenta, in altre parole, la carta

di impegno che promuove lo sviluppo sostenibile dei territori

rurali sia a livello locale che nazionale e comunitario e si traduce

come la base di un ragionamento delle politiche regionale e per

la programmazione delle aree rurali e montane.

4.4 Equal Azione 3 - Progetto ConCert

Le PS coinvolte nella cordata denominata “ConCert -

Concertazione Effi cace” stanno svolgendo il progetto Equal

Azione 2 nelle regioni Campania (3), Basilicata (1), Marche (1),

Lazio (1) e Sardegna (1), e sono:

- APE - Dal turismo nei parchi al turismo dei parchi IT-G2-CAM-044

- PERIPLO - PErcorsi di RIqualifi cazione professionale per lo sviluppo Locale IT-G2-

LAZ-076

- I giovani e lo sviluppo della montagna lucana IT-G2-BAS-007

- Il territorio montano e il suo rinnovamento IT-G2-MAR-028

- ELIOS - Crescita dell’economia locale ed offerta turistica e culturale IT-G2-CAM-154

- D.O.P. - Da osso a polpa IT-G2-CAM-133

- PINTA - Proposta Integrata Natura Turismo Adattabilità IT-G2-SAR-023

Tutti i progetti hanno in comune soprattutto le caratteristiche socio economiche dei

rispettivi territori d’intervento: sottosviluppo e conseguente spopolamento dei territori di

riferimento, elevati indici di vecchiaia, ecc. Infatti, tutte le PS intervengono su aree naturali

protette o in territori a queste assimilabili (aree rurali e/o interne)

e individuano nei temi dello sviluppo locale ed in particolare

nella valorizzazione delle risorse territoriali locali (agro-alimentari,

ambientali, culturali, ecc.), attraverso uno sviluppo turistico

GUIDA ALLA CONCERTAZIONE EFFICACE

IL PROGETTO CONCERT

IL PROGETTO

CONCERT

Guida alla concertazione efficace

sostenibile promosso dal basso, lo strumento principale per

recuperare lo svantaggio sociale dei residenti, innescando in tal

modo un processo virtuoso di sviluppo locale.

Lo scopo della cordata è di realizzare e diffondere un modello

per la gestione di tavoli di concertazione tra gli attori locali, gli enti

territoriali e i principali stakeholder dei territori sui quali insistono

in tutto o in parte aree naturali protette e, più in generale, aree

rurali e/o marginali. Fare in modo che l’adozione del modello

proposto consenta di defi nire, nell’ambito dei Programmi

Operativi Regionali, in particolare nelle regioni in cui sono attive le PS, misure ed interventi

effi caci, in particolare per quanto attiene lo sviluppo locale.

Il modello è stato riportato in un volume dal titolo “ConCert. Guida alla concertazione

effi cace”, presentato nel corso del convegno interregionale dell’11 novembre 2007


4. Le reti attivate

svoltosi ad Acqualagna. Le criticità affrontate nella sua stesura sono relative a:

- Le modalità di costituzione e funzionamento di un tavolo di concertazione

- I soggetti da coinvolgere

- Le modalità per l’individuazione e la defi nizione dei contenuti oggetto di

concertazione

- I compiti dei vari soggetti coinvolti

- Le modalità per raggiungere delle decisioni operative.

4.5 Il SIL - Patto territoriale dell’Appennino centrale

Il Patto Territoriale dell’Appennino Centrale è un patto interregionale, caratterizzato da

un’elevata complessità amministrativa. L’area interessa i territori di 11 Comunità Montane

confi nanti con le Regioni Toscana, Emilia Romagna, Marche ed Umbria; 4 Province - Pesaro

e Urbino, Arezzo, Perugia, Forlì-Cesena; 89 Comuni di cui 83 rientranti nell’obiettivo 5b

dei fondi strutturali e che ricadono nei benefi ci dell’articolo 92/36 del Trattato di Roma.

La struttura orografi ca dell’area vasta del Patto, evidenzia una prevalenza di territori

montani (il 53% secondo la classifi cazione Istat), mentre la restante parte è collinare.

Il territorio interessato dal Patto è considerato nel suo complesso, dalle programmazioni

regionali, come un insieme di aree svantaggiate per quanto riguarda le condizioni materiali

di vita, le possibilità di occupazione e le infrastrutture per la vita sociale.

I territori del Patto sono infatti caratterizzati da un basso livello di crescita del reddito,

dal permanere di una notevole importanza del settore agricolo rispetto all’industria,

all’artigianato (anche se nel territorio è presente una rete diffusa di aziende artigiane e di

piccole e medie imprese) e al terziario e da un rilevante processo di declino demografi co

che genera diffusi fenomeni di desertifi cazione del territorio.

L’accordo mira alla sperimentazione nell’area del Patto della “politica dell’accoglienza”

di nuovi investimenti esogeni e nuovi residenti, per promuovere un maggiore sviluppo

economico e contrastare il fenomeno dello spopolamento. In particolare:

- Invertire la tendenza dello spopolamento nei piccoli Comuni localizzati nel territorio del

Patto

- Migliorare la qualità della vita e le possibilità occupazionali delle persone residenti;

- Adeguare le competenze dei giovani residenti e degli imprenditori locali

- Insegnare ai decisori politici ed agli imprenditori locali le metodologie della “politica

dell’accoglienza” per l’attrazione di nuovi residenti, ed investimenti esogeni

- Coinvolgere la popolazione nella progettazione e nella realizzazione dell’intervento per

assicurare un cambio di approccio duraturo ed un impatto sociale diffuso

- Rafforzare e migliorare la qualità dei prodotti offerti dalle imprese locali

- Promuovere una economia sostenibile basata sulla produzione di energia rinnovabile

- Costruire un marchio di qualità della “politica dell’accoglienza”

- Coinvolgere in modo molto stretto tutte le realtà sociali (cooperative, imprese,

associazioni di giovani etc.) presenti sul territorio.

La struttura di assistenza tecnica preposta alla realizzazione operativa del progetto è

composta dall’Istituto Marchigiano di Formazione “Enrico Mattei”; da ITT centro per l’

innovazione; da Associazione UTC; Hydrogencities G.E.I.E.; Università e-campus;

Associazione Sviluppo Rurale.

Il percorso si chiude con la proposta della Cabina di regia della PS “Il Territorio montano e il

suo rinnovamento” di istituire un’Agenzia territoriale di accoglienza e accompagnamento,

31


con partecipazione di enti pubblici, che riorganizzi l’esistente in termini di offerta di attività

locale integrata, in grado di progettare lo sviluppo del territorio e che si faccia carico degli

impegni di sostenibilità assunti dalla partnership di sviluppo.

L’obiettivo della proposta è di ricondurre a un progetto unico le idee e la progettualità

sviluppate nel corso di questi due anni è più di lavoro, che riproduca le azioni strategiche

di rinnovamento e implementi e utilizzi con effi cacia gli strumenti attivati e sperimentati,

in coordinamento con la molteplicità delle reti create e/o perfezionate e avvalendosi della

professionalità e delle competenze degli agenti di sviluppo rurale formati nel territorio.

Il progetto operativo prevede la sperimentazione e l’adozione della politica dell’accoglienza

di nuovi investimenti e nuovi residenti nei territori del Patto Territoriale Appennino Centrale,

favorendo la creazione e lo sviluppo di azioni politico-amministrative volte ad un riequilibrio

socio economico del territorio regionale.

L’Agenzia avrà il suo core business nell’organizzazione delle politiche dell’accoglienza

e nell’animazione della Fiera nazionale dell’accoglienza, ma dovrà essere anche un

importante strumento di orientamento, di accompagnamento e di sostegno verso tutti

coloro che decidano di iniziare un nuovo progetto di vita scegliendo di risiedere, lavorare

e produrre nei territori rurali e montani del Patto.

In particolare, l’agenzia si occuperà e offrirà:

- Lavoro: incrocio domanda - offerta

Investimenti commerciali, sviluppo d’impresa

- Immobili: offerte del territorio (accordi con agenzie immobiliari)

Rustici, case coloniche, borghi, piccoli centri, etc.

- Informazione sui servizi territoriali esistenti (servizi assistenziali, sanitari, scolastici,

amministrativi, etc …)

- Consulenze tecniche e servizi professionali convenzionati: area legale amministrativa;

area commerciale e intermediazione bancaria; area tecnica (ambientale, ingegneristica,

architettonica, ecc.); ricerca fi nanziamenti regionali, nazionali, europei

- Orientamento, analisi e sviluppo delle competenze formative - adeguare le

competenze professionali attraverso percorsi formativi ad hoc, promuovere

iniziative volte a soddisfare i bisogni formativi del territorio attraverso gli strumenti

della formazione permanente degli adulti, ed in particolare la formazione continua,

l’istruzione e la formazione tecnica superiore, l’alternanza scuola-lavoro

- Servizi alle imprese - assistenza alla creazione di impresa, con informazioni relative

all’accesso al credito, servizi, leggi etc., sostegno all’innovazione tecnologica di

processo e di prodotto, all’internazionalizzazione delle imprese con particolare

attenzione al tema delle fonti di energia rinnovabile, marketing e sviluppo d’impresa

- Accompagnamento agli enti locali - elaborazione di progetti di sviluppo locale e

reperimento fondi fi nanziari, attivazione di obiettivi, programmi e fondi comunitari.

- Monitoraggio e valutazione periodica sull’impatto delle azioni sostenute.

La prima parte di ricerca, di coinvolgimento degli Amministratori locali e di stesura dei singoli

progetti da inserire nella programmazione comunitaria, nazionale e regionale, potrà essere

fi nanziata dalle amministrazioni locali che fanno parte dell’area di sperimentazione.

La seconda parte, di realizzazione delle attività potrà essere fi nanziata attraverso la

presentazione di specifi ci progetti nella programmazione comunitaria, nazionale e

regionale (Interreg, P.S.R. Regionale, P.S.N. Nazionale, F.S.E., VII° Programma Quadro –

D.M. n° 593 dell’8 agosto 2000, ecc.).

Equal va così ad inserirsi nel sistema di relazioni programmatiche del territorio appenninico

come un patto di solidarietà sul territorio, un vero e proprio spazio sociale, di cui fanno parte

le istituzioni, le associazioni d’imprese, gli enti pubblici, gli imprenditori, i consorzi turistici,

la scuola, le associazioni di volontariato e tutti coloro che rappresentano il patrimonio

5. La proposta / conclusioni: una agenzia

per gli insediamenti nei territori rurali e montani

33


34

umano e professionale della montagna e possono mettere in gioco la loro intelligenza

creativa, la capacità di riconoscersi in tutte le proprie potenzialità come individui e come

relazione con l’altro e con l’ambiente, la possibilità di interpretarsi in termini di risorse e

ridefi nire il proprio contesto in termini di potenzialità alla luce delle nuove dinamiche in atto

a livello locale e globale.

Un sentito ringraziamento a tutte le persone, associazioni ed enti che a vario titolo e livello

hanno contribuito alla realizzazione del progetto, e in particolare a:

Comunità Montana del Catria e del Nerone, Istituto Nazionale della Montagna (IMONT),

Federagronomi (associazione dei dottori agronomi e forestali), Umbria Training Center

(UTC), associazione Tartufo e Sviluppo Rurale, cooperativa sociale Arancia Blu, FRCIVAM

(Bretagna, Francia), Comunità Montana Unione dei Comuni “Valle del Samoggia” (Emilia

Romagna), Comunità Montana Melandro (Basilicata), Regione Marche, Provincia di

Pesaro-Urbino, Centro per l’impiego di Urbino, Comune di Apecchio, Comune di Cagli,

Comune di Cantiano, Comune di Piobbico, Confartigianato, CNA, Coldiretti, CIA,

Confesercenti, Confcommercio, Agenzia immobiliare Marchethings, Agenzia immobiliare

Case nelle Marche, Pro Loco di Acqualagna, Ambito Sociale n. 3, Coop. Soc. La Macina

ambiente.


Testi e coordinamento

Andrea Pierotti

Grafi ca

Omnia Comunicazione

Stampa

Arti Grafi che Stibu

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