COSE CHE SI dEvONO SAPERE

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COSE CHE SI dEvONO SAPERE

COSE CHE SI dEvONO SAPERE

Il cast di Come è bello

far l’amore, in uscita

il 10 febbraio. da

sinistra: Fabio de Luigi,

Claudia Gerini, Giorgia

Wurth e Filippo Timi.

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QUELLI CHE LO FANNO SEMPRE

E QUELLI CHE NON LO FANNO MAI

Perché il sesso è

diventato un’ossessione

Un film italiano e uno americano raccontano

come il piacere si sia trasformato in nevrosi

di Elena Martelli

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Francesca Martino/Photomovie


cose che si devono sapere

L

a donna è piena di pulsanti,

come un aereo», butta lì “Max

25 centimetri” (Filippo Timi)

in Come è bello far l’amore, la nuova

commedia di Fausto Brizzi, dal

10 febbraio nelle sale in 3d. A

Timi, famoso pornodivo nonché

una specie di “Wolf risolvo

i problemi del sesso”, tocca insegnare

a una coppia di amici

(Claudia Gerini e Fabio De

Luigi), come uscire dal tunnel dell’erotismo da sette minuti.

«Il problema», aggiunge De Luigi, «è saperlo guidare,

quell’aereo lì». Avrete intuito che tocca invece al comico

il ruolo dell’alunno impreparatissimo e pigro: «Meno

male che alla fine c’è la scena della dark room: altrimenti,

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Faccio sesso, dUnQUe sono

il titolo è un urlo: shame, vergogna. a venezia,

il protagonista Michael Fassbender (miglior

attore, nella foto) ci diceva: «il mio personaggio

è dipendente dal sesso, ma potrebbe

essere qualsiasi altra cosa. L’erotismo senza

amore è solo “consumo”». e autodistruzione,

aggiungiamo noi. shame di steve McQueen,

film-caso del momento, racconta un businessman

newyorchese che consuma sesso (lo fa,

lo spia su internet), senza attribuirgli alcun

valore. e si autodistrugge.

Se non lo fai diventi triste,

se lo fai troppo ti ammali

dalla velocità d’esecuzione in giù o in su, io ne uscirei malissimo,

da questo film».

Dark room: leggi quel posto tipico dei privé, apparenti

discoteche con molteplici sale buie, dove ci si accoppia

senza sapere con chi. Ecco quel che serve, un po’ di sana

trasgressione, li incalza Timi snocciolando tutti i luoghi

comuni del sesso con accessori: mai visto un film porno

assieme? Mai provato a frustarvi? Mai fatto uno scambio

di coppia? Mai entrati in un privé? Inutile dire che gli occhi

dei due si spalancano sull’ignoto. In fondo, loro sono

due che stanno insieme da più di vent’anni: aggiungete

il figlio, gli impegni, il lavoro, la fretta e la stanchezza. Il

suggerimento di Timi è di provare anche solo una di quelle

esperienze: basterebbe questo per evitare che l’odore

del soffritto in cucina smonti, più dello spread, i picchi di

testosterone. Insomma, possiamo anche riderci su (il film

è boccaccesco con grazia), ma divertirsi sotto le coperte rimane

oggi un bel guaio. Perché mica siamo più negli anni

70, quando fare l’amore era un atto liberatorio, un urlo

rock che rompeva le regole di ogni melodia. E anche un

atto politico, che rivendicava il diritto di godere e quindi

essere. No, oggi tutto è più complicato. Perché il sesso è

diventato un obbligo. «E se non hai un vibratore a portata

di mano sei uno sfigato. È diventato uno status symbol,

ha soppiantato il cellulare. Vibrano tutti e due, in effetti»,

dice con fastidio De Luigi. «Ma il vibratore è un classico»,

interviene Gerini. «Ed è la cosa più riconoscibile, tra

i cosiddetti sex toys che ormai si trovano ovunque: anche da

Selfridges, a Londra, c’è un reparto».

Replica De Luigi: «Io ho il problema di puntare sempre

al lato comico delle cose e francamente non mi ci vedo, a

guardare un film porno tenendo la manina della mamma

dei miei figli. Figurati se faccio uno scambio di coppia.

Ognuno fa quel che crede: ho amici che lo fanno, ma io

neppure per sogno». «Anch’io non sarei disposta a vedere

un’altra che si gode il mio uomo», prosegue Claudia. «Però

sì, una volta sono andata in una specie di privé a Roma,

mi sono affacciata sulla dark room e poi non sono entrata.

Ma tornando ai sex toys, non ci trovo nulla di perverso

a usarli, perché il sesso è un gioco, un momento super

intimo in cui tutto, se si vuole, è permesso». Vestirsi da

uomo, compreso? «Quello no: sono disinibita, ma molto

femmina. Al massimo mi posso travestire da infermiera,

altro classico della seduzione». In tutti i casi, bando al pigiamone.

«Quello mai. Io non lo uso, il mio compagno


D.R. - Photomovie - C.D.R.

Filippo Timi e

claudia Gerini

nel Ãlm di Brizzi.

mi butterebbe fuori di casa. A lui piaccio in autoreggenti,

tacco dodici, sottoveste. Per me non è una fatica. Ispirare

e stupire il mio uomo è anche un mio piacere». Si inserisce

De Luigi: «Vede? Fare sesso oggi è un lavoro.

Nonostante tutte le rivoluzioni, continua a

essere un tabù, soprattutto nel nostro Paese

bigotto: da noi è ancora legato all’idea

di sporco, di proibito».

Insomma, se il sesso non si fa diventiamo

tristi. Ma, se se ne fa troppo, ci si ammala:

accade in Shame di Steve McQueen, con Michael Fassbender

elegante, ricco, affascinante, in carriera e sex addict,

quindi disperato. In entrambi i casi, sono dolori. «Nella

commedia italiana perché si tenta di mantenere in vita la

coppia, nel film inglese perché non si riesce a diventare una

coppia», annota Umberta Telfener, psicologa della coppia

e della famiglia. «E meno male che soffriamo. Significa

che ancora attribuiamo un senso all’incontro e all’amore.

Perché il sesso e il sentimento implicano un’intimità relazionale

che non deve essere mai data per scontata. Mentre

oggi, grazie alla velocità della società e a internet, è sempre

più difficile sviluppare una conoscenza profonda. Così si

preferisce comunicare, invece che indagare l’altro. E succede

che si fa l’amore per conoscersi o prima di conoscersi»,

aggiunge Telfener. «In questo modo il sesso non è più

trasgressione come negli anni 70 e nemmeno una forma

di conoscenza. Il risultato è che viene svuotato di ogni

valore. Nonostante questo, viviamo ancora nel mito romantico

dell’amore come intimità, in netta antitesi con i

codici rapidi della vita contemporanea». Quindi? «Credo

che in questo momento storico la sessualità sia una nuova

frigidità. Cosa ce ne facciamo di un sesso liberato, se

questo non è più supportato da una relazione? Ecco perché

il sesso è diventato un’area di dolore. Perché viviamo

nel mito “dell’amore liquido”, come afferma il sociologo

Zygmunt Bauman. E abbiamo l’idea che tutto sia divertimento,

che tutto sia facile, che ci si può prendere e lasciare

come fosse un gioco, senza soffrire. Non è così, perché per

fortuna i rapporti sono anche una cosa seria». «Infatti»,

aggiunge De Luigi. «Vuoi mettere quanto conta di più

avere un progetto comune? Dai, il sesso è troppo mitizzato,

ha ragione il mio personaggio!». Risponde Gerini:

«Forse sì. Certo che se mio marito m’imbavagliasse e mi

rapisse...». Per concludere: siccome, come diceva il poeta,

non esistono leggi in amore, affidatevi a quel che consiglia

Timi nel film. Ovvero, fate quel che vi pare, ma azionate

il pulsante della fantasia. Senza passare troppo tempo sul

libretto d’istruzioni, se siete alle prese con un nuovo e misteriosissimo

sex toy.

c’era Una voLTa iL seXY aLL’iTaLiana

Trasgressivi. divertenti. Liberatori. negli anni

settanta la commedia all’italiana (registi, attori,

sceneggiatori ai massimi livelli) ritraeva

un popolo di sessuomani cresciuti a papa &

dc (o pci). in sessomatto (1973) Giannini e

antonelli collezionano perversioni. in Quelle

strane occasioni (1976), villaggio superdotato

“vendica” gli emigranti e sordi monsignore

fa sesso in ascensore con stefania sandrelli

(foto) “perché, al chiuso, il libero arbitrio non

vale e non c’è peccato”.

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