Gli indicatori del clima in Italia - SCIA

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Gli indicatori del clima in Italia - SCIA

spostato sulla Calabria meridionale, mentre in Sicilia si sono registrati forti temporali con grandine.

Dall’altra parte, il resto dell’Italia era in condizioni di stabilità atmosferica con nebbia e galaverna

sulla Pianura Padana e cielo terso in montagna. Dalla giornata del 4 febbraio, l’alta pressione si è

rinforzata per l’arrivo d’aria calda subtropicale che ha determinato un diradamento delle nebbie e

temperature pomeridiane di circa 15°C nelle pianure del Centro-Nord, pur in presenza di gelate

notturne. Alla fine della prima decade, con la parziale attenuazione del campo di pressione, sono

tornate le nubi basse, sono diminuite le temperature massime e aumentate quelle minime. Soltanto a

metà del mese, tra il 15 e il 16, le correnti atlantiche hanno portato sull’Italia settentrionale un po’ di

pioggia, debole o moderata; rovesci e temporali di intensità moderata si sono verificati anche sulla

Sardegna e sul versante tirrenico fino alla Calabria. Nella giornata del 17, invece, un fronte da Nord-

Ovest è entrato sul Tirreno con rovesci su Sardegna, Liguria e Tirreno centrale e piogge fino al Po; la

sera successiva si è formato un profondo minimo depressionario sulla Sicilia, con fenomeni

temporaleschi e venti forti su tutte le regioni ioniche e sulla Sardegna.

Un nuovo sistema frontale ha interessato l’intera penisola nelle giornate del 20 e del 21, mentre un

impulso freddo ha determinato un vortice sulla Sicilia nella giornata del 23, con piogge e temporali

che il giorno successivo hanno colpito il Salento. Nella notte tra il 25 ed il 26, con l’arrivo di un

nucleo gelido sull’Adriatico, sono diminuite le temperature ed è nevicato a bassa quota fino alla

Puglia. Il sistema si è quindi portato sulla Sicilia dove è nevicato fino a 200-300 metri di quota, con

parecchi centimetri di accumulo sulla parte orientale dell’isola.

Nella giornata del 27 febbraio è giunto un impulso freddo dall’Atlantico settentrionale che ha formato

un cut-off sull’alto Tirreno: pioggia e neve sono cadute al settentrione fino in pianura, ma senza

accumulo, mentre alcuni temporali hanno interessato le coste tirreniche del Centro. Tra il 27 ed il 28 si

è organizzata un’estesa area depressionaria sul Mediterraneo centrale, che ha portato precipitazioni

diffuse al Nord, con neve abbondante sul Piemonte meridionale e sull’Appennino settentrionale e poi

in Sicilia, con forti temporali e grandinate.

Primavera

Le condizioni mediamente perturbate dell’ultima parte dell’inverno hanno continuato a caratterizzare

anche l’inizio della primavera. Come si può rilevare dalla figura 2.4, a marzo si è intensificata

l’anomalia positiva di Z500 centrata sull’Europa centro-settentrionale e sul Mediterraneo ha insistito

un jet intenso che ha favorito il passaggio frequente di fronti sulla nostra penisola, con piogge

superiori alla media quasi ovunque.

L’intenso sistema temporalesco formatosi il 28 febbraio ha colpito le province di Messina e Reggio

Calabria nelle prime ore di marzo; i nubifragi hanno causato una vittima ed hanno provocato danni

ingenti su una vasta area. Successivamente la warm conveyor belt ha investito la penisola con piogge

estese al Centro, al Sud e sulla Sardegna nord-orientale. Nei primi due giorni del mese si sono

registrati valori di oltre 100 mm sul Messinese, sul Reggino, sul golfo di Taranto e tra il Teramano e il

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