Gli indicatori del clima in Italia - SCIA

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Gli indicatori del clima in Italia - SCIA

elevati in alcune stazioni pluviometriche dei bacini del Liri-Garigliano e dell’Aniene. Un tempo di

ritorno di 170 anni è stato stimato per la massima precipitazione in 48 ore registrata presso il

pluviometro abruzzese di Roccavivi, situato sul corso del Liri tra Civitella Roveto e Sora, dove sono

state osservate intensità massime di 134.4 mm su 12 ore e 234.6 mm in 48 ore. Le piogge hanno

causato allagamenti diffusi, frane, incidenti automobilistici, interruzioni alla viabilità ordinaria,

autostradale e ferroviaria, e hanno provocato il rigurgito dei reticoli di scolo nel comune di Roma, in

particolare alla confluenza fra Tevere e Aniene.

L’instabilità nei giorni successivi a questo evento ha prodotto ancora qualche allagamento locale sulla

Campania. Il 19 marzo un nucleo di aria fredda ha prodotto instabilità al Nord e poi il 20 sulle Isole

maggiori, con temporali e grandinate. Un nubifragio molto localizzato ha colpito la città di Latina.

Anche durante l’ultima decade si sono verificate condizioni di instabilità con il transito di un fronte

più organizzato.

Per l’intero mese di aprile l’anomalia positiva di Z500 centrata sull’Europa centro-settentrionale si è

rinforzata, rimanendo stazionaria. Questa configurazione di blocco ha interessato anche l’Italia, con

anomalie termiche medie che hanno raggiunto i +3.5°C al Nord e sono state più contenute al Centro e

al Sud.

L’alta pressione ha caratterizzato l’inizio di aprile nella Pianura Padana, con valori di temperatura fino

a 25°C. Dopo il passaggio di un impulso freddo tra il 4 e il 5, l’alta pressione si è impadronita

dell’Europa occidentale e le temperature sono risalite ovunque, grazie all’avvezione di aria sub-

tropicale. Sulle Alpi e in Pianura Padana le temperature hanno raggiunto valori record per la prima

decade e per l’intero mese di aprile: 32°C al Nord-Ovest e 31°C al Nord-Est. In Piemonte, tra il 7 e l’8

aprile, le minime sono state di circa 14°C e le massime di 29°C, con valori record di altezza dello zero

termico, intorno a 4000 metri di quota. Nei giorni successivi, la quota dello zero termico si è

abbassata, ma la compressione dell’aria nei bassi strati, associata ai venti da nord con una componente

discendente, ha portato le temperature in pianura a valori massimi di oltre 30°C (33.9°C a Candoglia

Toce, NO, 31.8°C a Torino), determinando record assoluti per la prima decade e per il mese di aprile.

Le temperature elevate hanno contribuito alla fusione anticipata della neve presente sui rilievi alpini,

determinando una situazione favorevole allo sviluppo e alla propagazione di incendi boschivi. Nella

città di Bologna il 9 aprile la temperatura massima ha raggiunto i 30.8°C e il valore medio mensile di

21.7°C supera la media climatologica 1961-1990 di 2.5 deviazioni standard.

Temperature relativamente elevate sono state misurate anche nei capoluoghi toscani di Arezzo, Pisa e

Grosseto, (valori massimi rispettivamente di 27.0°C, 24.4°C e 27.6°C). Il 10 aprile sono riprese le

correnti in quota da nord-est e le temperature sono scese di alcuni gradi. Il 12 è giunto un fronte freddo

che ha portato temporali prima su parte del Nord, poi sul Centro-Sud e quindi sulle Isole. Dal 25 aprile

un minimo di pressione che si è approfondito sulle coste del Nord Africa ha portato piogge e temporali

su Sardegna, Sicilia (fino a 150 mm nel settore sud-orientale), Lazio, Toscana e Puglia e poi sulle Alpi

e su vaste zone del Piemonte.

Il 29 aprile un sistema nuvoloso proveniente dall’Africa ha causato temporali e piogge sulle isole

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