Gli indicatori del clima in Italia - SCIA

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Gli indicatori del clima in Italia - SCIA

51 anni, ricavata elaborando le serie dei valori annuali di 65 stazioni (di cui 53 sinottiche, 5 della rete

della provincia autonoma di Bolzano, 6 della rete CRA-CMA e 1 della rete regionale della Calabria)

distribuite in modo abbastanza uniforme sul territorio nazionale (v. Appendice, 9). Il valore

dell’anomalia media annuale del 2011 (+1.23°C) rappresenta il ventesimo valore annuale positivo

consecutivo e si colloca al quarto posto nell’intera serie dal 1961 al 2011.

Per l’analisi degli estremi di temperatura [10] (fig. 3.13, 3.14 e 3.15), sono stati presi in considerazione

tre indici proposti dal “CCL/CLIVAR Working Group on Climate Change Detection” [11]. Il numero

medio di giorni con gelo, cioè il numero medio di giorni con temperatura minima minore o uguale a

0°C, è stato inferiore al valore normale del trentennio di riferimento, come sempre negli ultimi 20 anni

ad eccezione del 2005 e del 1993; il numero medio di notti tropicali, cioè con temperatura minima

maggiore di 20°C, è stato superiore al valore normale come sempre negli ultimi 20 anni ad eccezione

del 1996; il numero medio di giorni estivi, cioè con temperatura massima maggiore di 25°C, è stato

superiore alla media climatologica, ed il 2011 è il quindicesimo anno consecutivo con valore superiore

alla norma 1961-1990 e si colloca al sesto posto nella serie dal 1961 al 2011. L’andamento degli indici

relativi alle onde di calore è rappresentato nelle figure 3.16, 3.17 e 3.18. Un’onda di calore si definisce

come un evento della durata di almeno tre giorni, in cui la temperatura massima è superiore al 95°

percentile della distribuzione delle temperature massime giornaliere sul trentennio climatologico [12].

Le tre figure rappresentano, rispettivamente, i seguenti indicatori:

- l’intensità media delle onde di calore (fig. 3.16, HWI), cioè il valore medio delle eccedenze di

temperatura rispetto alla soglia, cumulate nel corso di ciascun evento (°C);

- la durata media delle onde di calore (fig. 3.17, HWL), espressa in numero di giorni;

- la frequenza, o numero medio di onde di calore (fig. 3.18, HWN).

Il 2011 si colloca al 5° posto della serie dal 1961 per l’HWI, al 3° posto per l’HWL e al 3° posto per

l’HWN. In tutti e tre le figure è evidente l’eccezionalità dell’estate del 2003.

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