Gli indicatori del clima in Italia - SCIA

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Gli indicatori del clima in Italia - SCIA

5. PRECIPITAZIONE

Il valore di precipitazione cumulata più basso del 2011 (fig. 5.1) è stato registrato dalla stazione di

Genova Sestri (TS, 0 m s.l.m.), appartenente alla rete sinottica: 212.2 mm. Il valore più alto, 3242.4

mm, è stato registrato dalla stazione di Musi (UD, 620 m s.l.m.) della rete regionale del Friuli Venezia

Giulia, seguito dai 2657.4 mm di Chievolis (PN, 350 m s.l.m.) della stessa rete.

La distribuzione dei valori nelle diverse aree climatiche (fig. 5.2) mostra che nel 2011 l’area

geoclimatica con le precipitazioni cumulate più elevate è stata quella dell’Appennino, con una

mediana di 1211 mm. I valori mediamente più bassi di precipitazione cumulata sono stati registrati in

Sardegna, con una mediana di 607 mm.

Per quanto riguarda gli eventi più intensi (fig. 5.3a), il valore più alto di precipitazione massima

giornaliera (538.2 mm) è stato registrato il 25 ottobre dalla stazione di Brugnato (SP, 110 m s.l.m.)

della rete regionale della Liguria, in occasione dell’evento alluvionale del 25 ottobre 2011. Valori

superiori ai 400 mm sono stati registrati pure a Vicomorasso (GE, 300 m s.l.m.) con 466 mm il 4

novembre e Calice al Cornoviglio (SP, 425 m s.l.m.) con 452.8 mm il 25 ottobre, anch’esse della rete

regionale della Liguria. Nella figura 5.3b viene mostrata la distribuzione spaziale delle precipitazioni

massime giornaliere registrate nel 2011, ingrandita sulla Liguria, regione che è stata colpita da eventi

di particolare intensità nei mesi di ottobre e novembre. Va specificato che per “massimo giornaliero”

si intende qui il massimo delle precipitazioni cumulate su intervalli fissi dalle ore 0 alle ore 24 e non

quello su tutti gli intervalli di 24 ore a orario mobile.

La serie delle anomalie mensili di precipitazione (fig. 5.4) mostra che nel 2011 le precipitazioni sono

state più scarse rispetto alla media climatologica 1961-1990, con pochi mesi di anomalia positiva:

marzo, giugno, luglio e novembre al Nord, marzo e luglio al Centro, da febbraio a maggio, settembre e

novembre al Sud e sulle Isole. L’anomalia negativa più marcata è stata registrata nel mese di aprile al

Nord (-76%), ad agosto al Centro (-96%) ed al Sud e sulle Isole (-90%).

Le figg. 5.5a e 5.5b illustrano la distribuzione spaziale della anomalia di precipitazione cumulata

annuale del 2011, espressa rispettivamente come differenza percentuale e come differenza in mm di

precipitazione rispetto al valore climatologico 1951-1980: nel caso delle precipitazioni è stato scelto

questo trentennio di riferimento in considerazione della migliore copertura spaziale delle stazioni con

dati utili. Le precipitazioni sono state meno abbondanti della media quasi ovunque nel 2011;

precipitazioni annuali superiori alla norma hanno interessato soprattutto la Sicilia meridionale e, in

misura più modesta, la Sardegna, la Calabria Ionica, il Piemonte occidentale e alcune aree del Nord-

Est.

La figura 5.6 mostra le serie di anomalia annuale nel periodo 1951-2011, rispetto al valore

climatologico 1951-1980 (v. Appendice, 9); ovunque l’anomalia 2011 è stata negativa, con valori più

bassi al Centro (-33%) rispetto al Nord (-19%) ed al Sud e Isole (-9%). Al Centro e al Sud le

precipitazioni cumulate sono state inferiori alla media 1951-1980 per 26 degli ultimi 31 anni, al Nord

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