Gli indicatori del clima in Italia - SCIA

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Gli indicatori del clima in Italia - SCIA

caratteristiche interessanti di una distribuzione unidimensionale. Esso è essenzialmente un rettangolo

in cui la linea centrale rappresenta la mediana e la cui altezza è definita dall’ampiezza del range

interquartile, cioè dalla distanza tra il terzo e il primo quartile. In una distribuzione di dati, il 50% delle

osservazioni cade all’interno di tale intervallo interquartile. La distanza tra ciascun quartile e la

mediana fornisce un’indicazione sulla simmetria della distribuzione: distanze diverse sono indice di

asimmetria della distribuzione. Il boxplot mostra la mediana, il primo e il terzo quartile e i valori

estremi dei dati, rappresentati dai “baffi” al di sopra e al di sotto del rettangolo.

La rappresentatività di ciascun boxplot è ovviamente limitata dal numero e dalla distribuzione

geografica delle stazioni con indicatori disponibili in una certa area. Da questo punto di vista, alcune

zone (Medio e Basso Adriatico, Basso Tirreno) risultano oggi generalmente più penalizzate di altre. In

corrispondenza di ciascun boxplot è stato comunque sempre indicato il relativo numero di stazioni.

Anomalie 2011 rispetto ai valori normali

L’andamento climatico dell’anno 2011 rispetto ai valori normali di lungo periodo viene valutato

attraverso il calcolo dei valori di anomalia, cioè delle differenze tra i valori annuali e i valori

climatologici registrati in un trentennio di riferimento (per la temperatura,1961-1990; per le

precipitazioni 1951-1980 in virtù della migliore copertura spaziale delle stazioni con dati utili). Il

calcolo dei valori normali e conseguentemente dei valori di anomalia, è limitato alle stazioni con le

serie temporali più lunghe e complete. Per la temperatura, esse appartengono soprattutto alla rete

sinottica, per le precipitazioni alle reti regionali ex-SIMN.

La mappa dell’anomalia della temperatura media del 2011 rispetto al valore normale 1961-1990 è stata

ottenuta interpolando mediante spline i valori di anomalia di 65 stazioni le cui serie annuali sono state

sottoposte a test di omogeneità ed eventualmente omogeneizzate. L’affidabilità della stima dei valori

di anomalia di temperatura dipende fortemente dalla verifica dell’omogeneità delle serie temporali.

Una serie temporale è definita omogenea se le sue variazioni sono dovute unicamente a mutamenti

delle condizioni meteorologiche e/o del clima. Lo studio dell’omogeneità serve a eliminare eventuali

influenze di fattori esterni (spostamento della stazione, cambiamento della strumentazione) che

possono rendere l’analisi della serie inattendibile. I metodi di verifica dell’omogeneità/disomogeneità

e le tecniche di omogeneizzazione delle serie costituiscono oggetto di un gruppo di lavoro della World

Meteorological Organization (WMO) [25] e la loro applicazione ad alcune serie di dati italiani è

descritta in [26]. I metodi di selezione e di omogeneizzazione delle serie temporali applicati per il

calcolo delle anomalie presentate in questo rapporto sono descritti in [27].

Le mappe dell’anomalia di precipitazione (percentuale e differenza) del 2011 rispetto al valore

normale 1951-1980 è stata ottenuta interpolando ancora mediante spline i valori di precipitazione di

oltre 2000 stazioni. Dai dati delle reti ex-SIMN, infatti, si dispone di un numero molto elevato di

stazioni per le quali è possibile calcolare il valore normale; il valore del 2011 è invece disponibile per

un numero più limitato di stazioni, molte delle quali non coincidono con quelle per le quali è

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