Relazione Tecnico Descrittiva - Provincia di Padova
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COMUNE DI CAMPODORO<br />
PROVINCIA DI PADOVA<br />
PROGETTO DI UN NUOVO IMPIANTO PER LA PRODUZIONE<br />
DI ENERGIA DA FONTI RINNOVABILI, ALIMENTATO DA<br />
“BIOGAS”, CON POTENZA DI 650 KW el.<br />
RELAZIONE TECNICA<br />
I tecnici: Arch. Loris Lissandron via Ca’ Pisani n. 4, Vigodarzere (PD)<br />
E-mail: arch.lorislissandron@gmail.com – tel. 049.8871818
INTRODUZIONE<br />
Il signor Brazzale Gian Battista nato a Thiene il 14.05.1961, residente in via T. Vecellio n. 24,<br />
Sarcedo (VI) interviene in qualità <strong>di</strong> legale rappresentante della <strong>di</strong>tta Brazzale S.p.a. con sede in via<br />
Pasubio, 2 – Zanè (VI) e stabilimento presso via Torrerossa, 30 – Campodoro (PD), P.I.<br />
00160480240; la cui area è censita al N.C.T. del Comune <strong>di</strong> Campodoro (PD) foglio 1 mapp. 252,<br />
254, 255;<br />
PREMESSA<br />
La presente richiesta intende ottenere l’Autorizzazione Unica per la realizzazione e l’esercizio <strong>di</strong> un<br />
nuovo impianto per la produzione <strong>di</strong> energia da fonti rinnovabili “biogas” con potenza <strong>di</strong> 650 kW<br />
presso lo stabilimento <strong>di</strong> Campodoro (PD) della <strong>di</strong>tta Brazzale S.p.a. , sopra descritta. L’impianto<br />
sarà alimentato con i sottoprodotti dell’attività <strong>di</strong> burrificazione provenienti dallo stabilimento <strong>di</strong><br />
Zanè e/o da quello <strong>di</strong> Malo, entrambi afferenti dal punto <strong>di</strong> vista societario, alla Brazzale S.p.A.<br />
La presente relazione tecnica ha lo scopo <strong>di</strong> descrivere come si inserisce il nuovo impianto <strong>di</strong><br />
produzione <strong>di</strong> energia elettrica all’interno dell’inse<strong>di</strong>amento produttivo <strong>di</strong> Campodoro, illustrandone<br />
il processo generativo del “biogas”, le quantità e la tipologia dei prodotti e sottoprodotti in entrata e<br />
in uscita.<br />
A tale scopo la relazione si articola nei seguenti punti:<br />
- Descrizione dello stato <strong>di</strong> fatto, con particolare riferimento:<br />
a) alle caratteristiche tecnico costruttive dell’esistente allevamento suinicolo e<br />
relativo impianto <strong>di</strong> depurazione;<br />
b) produzione <strong>di</strong> azoto e dotazione <strong>di</strong> terreni per la <strong>di</strong>stribuzione agronomica<br />
degli effluenti prodotti dall’esistente allevamento suinicolo.<br />
- Descrizione del nuovo impianto <strong>di</strong> Digestione Anaerobica (DA), per la produzione <strong>di</strong> energia<br />
elettrica da “Biogas”;<br />
- Descrizione del conferimento <strong>di</strong> prodotti e sottoprodotti dagli stabilimenti <strong>di</strong> Zanè e/o <strong>di</strong> Malo;<br />
- Principali caratteristiche tecnico costruttive dell’impianto <strong>di</strong> depurazione esistente;<br />
- Mo<strong>di</strong>fiche apportate al ciclo depurativo dei liquami <strong>di</strong> porcilaia a seguito dell’entrata in<br />
funzione del nuovo impianto <strong>di</strong> DA;<br />
- Verifica dell’assenza <strong>di</strong> collegamento funzionale tra l’impianto <strong>di</strong> DA e l’attività <strong>di</strong> allevamento<br />
zootecnico;<br />
- Benefici ambientali, agronomici e <strong>di</strong> risparmio energetico indotti dall’entrata in funzione<br />
dell’impianto;<br />
- Note sull’avviamento dell’impianto <strong>di</strong> DA.
1. Descrizione dello stato <strong>di</strong> fatto<br />
RELAZIONE<br />
1.1 Caratteristiche tecnico costruttive dell’esistente allevamento suinicolo e relativo impianto <strong>di</strong><br />
depurazione<br />
All’interno dello stabilimento produttivo <strong>di</strong> Via Torrerossa sono presenti un caseificio ed un<br />
allevamento <strong>di</strong> suini all’ingrasso.<br />
Il caseificio, prevalentemente impostato per la produzione <strong>di</strong> grana padano, è inattivo dall’inizio del<br />
2006 e pertanto verrà escluso dalla descrizione tecnica.<br />
L’allevamento ha una consistenza <strong>di</strong> circa 13.000 capi ed è rivolto alla produzione del suino pesante<br />
da industria (peso vivo finale <strong>di</strong> 160-170 kg).<br />
L’attività <strong>di</strong> allevamento comprende a sua volta le seguenti sotto-unità:<br />
- le stalle per l’allevamento dei maiali;<br />
- il mangimificio e lo stoccaggio delle materie prime;<br />
- il trattamento degli effluenti.<br />
Le stalle per l’allevamento dei maiali<br />
L’allevamento dei suini avviene in 14 stalle denominate porcilaie negli elaborati grafici <strong>di</strong> progetto.<br />
I liquami prodotti vengono convogliati in una rete fognaria che converge in un pozzettone <strong>di</strong><br />
raccolta e da qui vengono inviati al depuratore.<br />
La produzione giornaliera <strong>di</strong> liquami ammonta a circa 272 m 3 , valore desunto dalla<br />
“Comunicazione completa per l’utilizzazione agronomica <strong>di</strong> effluenti zootecnici”, N. 512780/01,<br />
presentata alla <strong>Provincia</strong> <strong>di</strong> <strong>Padova</strong> e confermata elettronicamente il 03/05/2011.<br />
Il mangimificio e lo stoccaggio delle materie prime<br />
Il mangimificio comprende una zona a<strong>di</strong>bita alla preparazione degli alimenti (il mangimificio<br />
propriamente detto, collocato in posizione baricentrica rispetto alle stalle) ed una serie <strong>di</strong> silos per lo<br />
stoccaggio degli alimenti.<br />
Nel mangimificio viene preparata la broda, ovvero una miscela liquida contenente alimenti sfarinati,<br />
granella <strong>di</strong> mais e <strong>di</strong> altri cereali, siero <strong>di</strong> latte e acqua. Dal mangimificio partono tre gruppi <strong>di</strong><br />
tubazioni (ciascuno costituito da una tubazione <strong>di</strong> andata e una <strong>di</strong> ritorno), interrate, che<br />
raggiungono le singole stalle andando a rifornire, in automatico, le mangiatoie presenti all’interno<br />
dei singoli recinti.<br />
Il trattamento degli effluenti<br />
I liquami prodotti nelle stalle vengono avviati all’impianto <strong>di</strong> depurazione (come meglio descritto<br />
successivamente) del tipo a fanghi attivi, a singolo sta<strong>di</strong>o aerobico, con sezione <strong>di</strong><br />
nitrificazione/denitrificazione e rimozione del fosforo (Figura 1.1).
Lo schema depurativo risulta il seguente:<br />
- separazione liquido/solido (L/S);<br />
- se<strong>di</strong>mentazione primaria;<br />
- pre-ossigenazione;<br />
- denitrificazione e arrivo delle acque del caseificio;<br />
- ossidazione a fanghi attivi con relativo se<strong>di</strong>mentatore;<br />
- se<strong>di</strong>mentatore finale con trattamento <strong>di</strong> defosforazione;<br />
- stoccaggio dei fanghi (vasche) e del cruschello (concimaia).<br />
Separazione liquido solido<br />
I liquami provenienti dal pozzettone <strong>di</strong> raccolta vengono trattati da due vagli a tamburo rotante dai<br />
quali si origina un flusso <strong>di</strong> liquami, che passa alla successiva sezione <strong>di</strong> se<strong>di</strong>mentazione primaria, e<br />
una frazione solida, che cade nella sottostante concimaia.<br />
Se<strong>di</strong>mentazione primaria<br />
La se<strong>di</strong>mentazione primaria viene attuata in un decantatore a pianta quadrata, tipo “Dortmund”,<br />
della superficie <strong>di</strong> 25 m 2 in grado <strong>di</strong> garantire una velocità me<strong>di</strong>a ascensionale dei liquami <strong>di</strong> 0,65<br />
m/h ed una portata allo stramazzo <strong>di</strong> 18,9 m 3 /m·d.<br />
Pre-ossigenazione<br />
Attuata a carico del surnatante proveniente dal se<strong>di</strong>mentatore primario, utilizza una vasca del<br />
volume <strong>di</strong> 490 m 3 nella quale sono presenti un aeratore sommerso ABS mod. ATB 900 della<br />
potenza installata <strong>di</strong> 18,8 kW e un agitatore ad elica della potenza installata <strong>di</strong> 8,5 kW.<br />
Scopo del trattamento è quello <strong>di</strong> permettere una parziale riduzione del carico organico affluente<br />
alla sezione a fanghi attivi.<br />
Denitrificazione<br />
Viene attuata in una vasca del volume <strong>di</strong> 954 m 3 nella quale pervengono:<br />
- i liquami provenienti dallo sta<strong>di</strong>o <strong>di</strong> pre-ossigenazione;<br />
- la miscela aerata ricircolata dalla sezione a fanghi attivi.<br />
Questa vasca, attigua a quella <strong>di</strong> pre-ossigenazione, è dotata <strong>di</strong> due miscelatori ad elica della<br />
potenza installata <strong>di</strong> 8,5 kW ciascuno la cui funzione è quella <strong>di</strong> garantire le con<strong>di</strong>zioni <strong>di</strong><br />
omogeneità della massa, presupposto in<strong>di</strong>spensabile per un corretto andamento del processo <strong>di</strong><br />
denitrificazione.<br />
Sezione a fanghi attivi<br />
La sezione a fanghi attivi è costituita da due vasche collegate tra <strong>di</strong> loro in serie e caratterizzate<br />
dalle seguenti <strong>di</strong>mensioni e dotazione impiantistica:<br />
Caratteristiche Vasca A Vasca B<br />
Volume (m 3 ) 1.800 900
Sistemi <strong>di</strong> aerazione<br />
- Turbina superficiale<br />
N°<br />
Potenza (kW)<br />
- Aeratori sommersi<br />
N°<br />
Potenza (kW)<br />
-<br />
-<br />
3<br />
1*30,5 + 2*18,8<br />
1<br />
30<br />
1<br />
18,8<br />
Alla sezione è abbinato un se<strong>di</strong>mentatore a pianta circolare del volume <strong>di</strong> 580 m 3 con una superficie<br />
libera <strong>di</strong> 200 m 2 , in grado <strong>di</strong> assicurare una velocità ascensionale dell'acqua pari a 0,085 m/h ed una<br />
portata allo stramazzo <strong>di</strong> 8,1 m 3 /m·d.<br />
Riduzione del fosforo<br />
La rimozione del fosforo avviene me<strong>di</strong>ante ad<strong>di</strong>tivazione alle acque in uscita dal se<strong>di</strong>mentatore a<br />
pianta circolare <strong>di</strong> solfato <strong>di</strong> alluminio. A tale funzione è a<strong>di</strong>bito un se<strong>di</strong>mentatore a pianta quadrata<br />
del volume <strong>di</strong> 190 m 3 e superficie <strong>di</strong> 50 m 2 , in grado <strong>di</strong> assicurare una velocità ascensionale del<br />
refluo pari a 0,34 m/h, un tempo <strong>di</strong> ritenzione <strong>di</strong> circa 11,2 h ed una portata allo stramazzo <strong>di</strong> 14,6<br />
m 3 /m·d.<br />
Accumulo dei fanghi e cruschello<br />
I fanghi <strong>di</strong> supero provenienti dai tre se<strong>di</strong>mentatori vengono scaricati in quattro vasche tra <strong>di</strong> loro<br />
in<strong>di</strong>pendenti (F1, F2, F3, F4), ciascuna del volume complessivo <strong>di</strong> 2.250 m 3 e utile (al netto del<br />
franco <strong>di</strong> sicurezza e degli apporti netti <strong>di</strong> acqua meteorica) <strong>di</strong> 2.000 m 3 .<br />
Tabella 4.1 - Volume e <strong>di</strong>mensioni delle sezioni costituenti l'impianto <strong>di</strong> depurazione in funzione<br />
presso la <strong>di</strong>tta Brazzale S.p.A..<br />
volume utile<br />
lunghezza<br />
larghezza<br />
altezza<br />
(m 3 ) (m) (m) (m)<br />
Equalizzazione 180 12,6 6,0 2,9<br />
Se<strong>di</strong>mentatore I 55 5,0 5,0 -<br />
Pre-ossigenazione 400 16,0 7,0 4,6<br />
Denitrificazione 1.285 16,0 16,0 5,5<br />
Sezione a fanghi attivi:<br />
- vasca A<br />
- vasca B<br />
- se<strong>di</strong>mentatore<br />
960<br />
900<br />
580<br />
22,2<br />
16,0 *<br />
16,0 *<br />
10,3<br />
-<br />
-<br />
Defosfatatore 190 7,0 7,0 -<br />
(*) <strong>di</strong>ametro.<br />
Il cruschello viene invece accumulato nella concimaia presente sotto i vagli a tamburo rotante e da<br />
lì prelevato al momento della <strong>di</strong>stribuzione in campo.<br />
4,2<br />
4,7<br />
-
1.2 Produzione <strong>di</strong> azoto e dotazione <strong>di</strong> terreni per la <strong>di</strong>stribuzione agronomica degli effluenti<br />
prodotti dall’esistente allevamento suinicolo<br />
La produzione netta annua <strong>di</strong> azoto contenuta negli effluenti <strong>di</strong> allevamento somma a 44.606 kg,<br />
mentre le superfici interessate allo span<strong>di</strong>mento degli effluenti zootecnici sono pari a 21,6562 ha in<br />
Zona Vulnerabile (ZV) e 182,3671 ha in Zona Non Vulnerabile (ZNV). Dati presenti nel Quadro M<br />
– Prospetto riassuntivo, Sezione I (1.2) e Sezione II (2.7) della sopra menzionata Comunicazione<br />
completa per l’utilizzazione agronomica <strong>di</strong> effluenti zootecnici.<br />
2. Descrizione del nuovo impianto <strong>di</strong> Digestione Anaerobica (DA), per la produzione <strong>di</strong><br />
energia elettrica da “Biogas”<br />
L’impianto per la produzione <strong>di</strong> energia da fonti rinnovabili “biogas” è composto da una prevasca<br />
<strong>di</strong> carico, <strong>di</strong>gestore principale, da un post-<strong>di</strong>gestore, da un gruppo cogeneratore (energia<br />
elettrica – termica) e dagli accumuli per le matrici da <strong>di</strong>gerire.<br />
Caratterizzazione delle matrici utilizzate per la <strong>di</strong>gestione anaerobica<br />
L’impianto verrà alimentato con matrici provenienti dall’attività <strong>di</strong> burrificazione.
Tutto il materiale utilizzato come materia prima nel processo <strong>di</strong> burrificazione, ovvero il burro<br />
grezzo in pani e le panne fresche, è già stato sottoposto a pastorizzazione negli stabilimenti <strong>di</strong><br />
provenienza.<br />
Nel burrificio l’attività interessa 5 giorni la settimana, dal lunedì al venerdì, dalla quale si ottengono<br />
i seguenti sottoprodotti (Allegato I):<br />
- latticello concentrato da burrificazione: costituito a partire dalla fase liquida che si forma<br />
durante la burrificazione della crema, la quale ha un tenore in grasso <strong>di</strong> circa lo 0,8%.<br />
Appena fuori delle burrificatrici il latticello viene stoccato in una cisterna dove viene<br />
riscaldato a 50 °C e da qui immesso dapprima in un concentratore centrifugo (scrematore)<br />
per il recupero del grasso ancora presente e poi in un secondo <strong>di</strong>spositivo <strong>di</strong> concentrazione.<br />
Il latticello concentrato così ottenuto, contenente me<strong>di</strong>amente lo 0,3% <strong>di</strong> grasso, viene<br />
prodotto in misura <strong>di</strong> circa 100 t la settimana, ovvero 14,3 t/d;<br />
- frazione ispessita dalla concentrazione delle panne: ottenuta dal trattamento delle acque <strong>di</strong><br />
processo provenienti dai locali <strong>di</strong> fusione del burro e <strong>di</strong> concentrazione delle panne (quin<strong>di</strong><br />
con l'esclusione del latticello) dalle quali viene estratta la frazione grassa e quella proteica<br />
ancora presente. Esso viene prodotto in misura <strong>di</strong> circa 100 t settimanali, pari a 14,3 t/d.<br />
Latticello concentrato e frazione ispessita da concentrazione delle panne - classificati sottoprodotti<br />
<strong>di</strong> origine animale <strong>di</strong> categoria 3 ai sensi del Reg. 1069/09 - attualmente vengono ceduti ad<br />
allevamenti suinicoli terzi, che li utilizzano nella razione alimentare; con l’entrata in funzione<br />
dell’impianto <strong>di</strong> DA essi verranno invece valorizzati energeticamente dalla stessa <strong>di</strong>tta Brazzale.<br />
Si allegano a tale proposito la relazione tecnica finalizzata a <strong>di</strong>mostrare la natura <strong>di</strong> sottoprodotto<br />
dei materiali in oggetto (Allegato I) ed il parere formulato dal Servizio Veterinario d’Igiene degli<br />
Alimenti dell’ULSS 4 AltoVicentino <strong>di</strong> Thiene, competente in merito allo stabilimento <strong>di</strong> Zanè<br />
(Allegato II).<br />
Il trasporto dal burrificio <strong>di</strong> Zanè e/o <strong>di</strong> Malo all’impianto <strong>di</strong> DA verrà effettuato con appositi<br />
automezzi, utilizzati esclusivamente a tale scopo, <strong>di</strong> proprietà della <strong>di</strong>tta Brazzale.<br />
Di seguito si riportano i quantitativi e le principali caratteristiche fisico chimiche delle sopra<br />
menzionate matrici.<br />
Quantità<br />
Soli<strong>di</strong><br />
Totali<br />
SV/ST COD Azoto (TKN)<br />
(t/d) (%) (% t.q.) (%) (kg/t tq) (kg/d) (%) (kg/t tq) (kg/d) (%)<br />
Latticello conc. 14,3 50,0 25,0 99,0 283 4.043 89,7 8,0 114 93,4<br />
Fraz. ispessita da<br />
lavorazione panne 14,3 50,0 3,0 96,0 32,5 465 10,3 0,59 8 6,6<br />
Totale * 28,6 100,0 4.508 100,0 122 100,0<br />
Me<strong>di</strong>a 11,2 92,0 59,7 3,4<br />
(*) Quantità giornaliere (riferite allo stabilimento <strong>di</strong> Zanè) corrispondenti ad un ciclo lavorativo <strong>di</strong> 5 giorni settimanali.<br />
Riferiti all’intera settimana (7 giorni/7) i quantitativi risultano pari a 14,3 t/d sia per il latticello concentrato che per la<br />
frazione ispessita da lavorazione panne.<br />
La quantità <strong>di</strong> prodotto immesso nel <strong>di</strong>gestore risulta pari a 28,6 t.
Raccolta e preparazione, nella fase <strong>di</strong> innesco, <strong>di</strong> matrici nella Pre-vasca (V2)<br />
Con riferimento agli elaborati grafici <strong>di</strong> progetto allegati; la pre-vasca (V2), è realizzata in cls<br />
armato e misura 6,00 ml <strong>di</strong> <strong>di</strong>ametro, 3,50 ml <strong>di</strong> altezza complessiva per un volume utile <strong>di</strong> 80 m 3 ; è<br />
dotata <strong>di</strong> un miscelatore ad elica della potenza installata <strong>di</strong> 7,5 kW e <strong>di</strong> una pompa centrifuga<br />
trituratrice sommergibile con potenza installata <strong>di</strong> 15 kW utilizzata per effettuare un adeguamento<br />
volumetrico della miscela e per immettere la miscela nel fermentatore principale (V3).<br />
L’azionamento della pompa avviene me<strong>di</strong>ante un sensore <strong>di</strong> livello ad ultrasuoni, a sua volta<br />
collegato all’unità <strong>di</strong> controllo centrale (UCC) dell’impianto. La conversione tra le azioni <strong>di</strong><br />
triturazione/miscelazione e <strong>di</strong> alimentazione del fermentatore principale (V3) avviene me<strong>di</strong>ante<br />
l’azionamento <strong>di</strong> due valvole pneumocomandate, dall’UCC.<br />
Matrici in ingresso dalla burrificazione<br />
Il latticello concentrato e il flottato verranno conferiti giornalmente all’impianto con gli automezzi<br />
che scaricheranno il loro contenuto in due vasche (in acciaio) poste in vicinanza dell’impianto. Da<br />
queste vasche, attraverso tubazioni separate, il materiale verrà immesso <strong>di</strong>rettamente nel<br />
fermentatore principale (V3) a mezzo <strong>di</strong> pompe volumetriche (una per vasca) il cui azionamento è<br />
comandato da sensori <strong>di</strong> livello collegati all’UCC. La quantità immessa è controllata e<br />
contabilizzata da due misuratori <strong>di</strong> portata ad induzione elettromagnetica inseriti lungo le due<br />
tubazioni.<br />
Processo <strong>di</strong> produzione del “Biogas” (Digestione Anaerobica – DA)<br />
La <strong>di</strong>gestione delle matrici avviene in due vasche circolari in cls armato poste in serie<br />
denominate “fermentatore principale” (V3) e “post - fermentatore” (V4), in modo tale da<br />
esaurire completamente il latticello (sostanza “pregiata”). Il primo misura 18,00 ml <strong>di</strong><br />
<strong>di</strong>ametro, 9,00 ml <strong>di</strong> altezza per un volume utile <strong>di</strong> 2.150 m 3 ; il secondo misura 13,00 ml <strong>di</strong><br />
<strong>di</strong>ametro, 6,00 ml <strong>di</strong> altezza per un volume utile <strong>di</strong> 750 m 3 e saranno entrambi coibentati con<br />
pannellature in polistirene dello spessore <strong>di</strong> 80 mm, rivestiti con lamierino <strong>di</strong> alluminio e<br />
interrati <strong>di</strong> circa 2,0 m sotto il piano campagna.<br />
Il fermentatore principale è dotato <strong>di</strong> tre miscelatori ad elica<br />
“lenti” (160 giri/min), ciascuno della potenza installata <strong>di</strong> 8,8<br />
kW il cui azionamento viene comandato dall’UCC. La<br />
termostatazione (riscaldamento) avviene me<strong>di</strong>ante uno<br />
scambiatore interno in tubo <strong>di</strong> acciaio a 4 anelli, che porta le<br />
matrici alla temperatura <strong>di</strong> 40 °C (regime mesofilo).<br />
La raccolta del biogas (in entrambi i fermentatori) è garantita<br />
da una copertura in tessuto <strong>di</strong> poliestere a triplice membrana<br />
autoportante, ovvero in grado <strong>di</strong> mantenere la forma esterna<br />
a cupola senza l’ausilio <strong>di</strong> sostegni centrali grazie<br />
all’insufflazione <strong>di</strong> aria all’interno della camera più esterna a<br />
mezzo <strong>di</strong> un compressore d’aria. Oltre alla formatura della<br />
cupola questo sistema garantisce un adeguato isolamento<br />
termico del biogas (contenuto all’interno della membrana più interna) dall’ambiente esterno<br />
con beneficio sia in termini <strong>di</strong> riduzione delle <strong>di</strong>spersioni <strong>di</strong> calore che <strong>di</strong> sicurezza passiva;<br />
grazie al controllo della pressione del biogas accumulato attraverso l’immissione <strong>di</strong> aria nella<br />
camera interme<strong>di</strong>a. Ciò avviene grazie ad un pressostato e ad un misuratore del livello della<br />
cupola che comandano il funzionamento del compressore dell’aria. L’assetto impiantistico<br />
viene completato dalla presenza <strong>di</strong> una guar<strong>di</strong>a idraulica atta ad evitare il raggiungimento <strong>di</strong>
pericolose sovrappressioni. Il volume massimo della camera <strong>di</strong> accumulo del biogas è <strong>di</strong> 328 e<br />
171 m 3 , rispettivamente per i gasometri a servizio del fermentatore principale e del postfermentatore.<br />
Il post-fermentatore (V4), <strong>di</strong>fferisce dal principale, oltre che per volume e <strong>di</strong>mensioni, per la<br />
presenza <strong>di</strong> un solo miscelatore e per l’assenza dello scambiatore <strong>di</strong> calore. Esso è collegato al<br />
fermentatore principale (V3) attraverso una tubatura che consente il passaggio delle biomasse dalla<br />
V3 alla V4 per caduta, in quanto il punto <strong>di</strong> collegamento del V4 è più basso del V3.<br />
Particolare fermentatore principale e post-fermentatore<br />
Linea biogas, trattamento, pressurizzazione e misura<br />
L’abbattimento dell’idrogeno solforato (H2S) avviene, per entrambi i <strong>di</strong>gestori, me<strong>di</strong>ante dosaggio<br />
<strong>di</strong> cloruro ferrico (FeCl3) nella massa in <strong>di</strong>gestione in modo da insolubilizzare l’idrogeno solforato<br />
secondo la seguente reazione:<br />
3H2S + 2FeCl3 => Fe2S3 + 6HCl<br />
Il biogas che si raccoglie all’interno delle due cupole gasometriche viene immesso in una tubazione<br />
e sottoposto a deumi<strong>di</strong>ficazione in modo sia naturale (per condensazione del vapore acqueo caldo a<br />
contatto con le pareti più fredde delle tubazioni) che me<strong>di</strong>ante raffreddamento con gruppo<br />
frigorifero. L’acqua <strong>di</strong> condensazione viene raccolta in un apposito pozzetto e immessa, me<strong>di</strong>ante<br />
pompa, all’interno del fermentatore principale (V3). A valle del gruppo frigorifero, e prima del<br />
gruppo <strong>di</strong> cogenerazione, si trovano, nell’or<strong>di</strong>ne, una soffiante atta a garantire una costante ed<br />
adeguata portata <strong>di</strong> alimentazione al motore, un misuratore <strong>di</strong> portata e un analizzatore <strong>di</strong> gas (CH4,<br />
CO2, CO, O2, NH3, H2S).<br />
A monte del cogeneratore sarà installata una torcia <strong>di</strong> sicurezza in grado <strong>di</strong> intercettare<br />
automaticamente l’intera portata del biogas in caso <strong>di</strong> prolungato arresto del motore <strong>di</strong>
cogenerazione e/o <strong>di</strong> interruzione dell’energia elettrica. Completano la linea del gas, delle<br />
saracinesche poste e monte (in prossimità dei fermentatori) e a valle (in prossimità del<br />
cogeneratore) della condotta utili per la chiusura della linea, come richiesto dai Vigili del Fuoco.<br />
Gruppo cogeneratore (energia elettrica e termica)<br />
Il gruppo <strong>di</strong> cogenerazione è sostanzialmente costituito da un gruppo elettrogeno (motore a ciclo<br />
Otto endotermico accoppiato ad un alternatore) previsto per essere alimentato con biogas il quale,<br />
oltre che a generare energia elettrica, rende <strong>di</strong>sponibile anche energia termica ad alta e/o bassa<br />
temperatura. L'energia termica a bassa temperatura (80-90 °C) viene recuperata dal circuito <strong>di</strong><br />
raffreddamento del motore e dell’olio lubrificante, mentre quella ad alta temperatura (450 °C) può<br />
essere recuperata dai fumi <strong>di</strong> scarico del motore.<br />
La potenza elettrica nominale generata dal cogeneratore utilizzato è <strong>di</strong> 650 kW, mentre quella<br />
termica è <strong>di</strong> 380 kW o 451 kW con il recupero dei fumi <strong>di</strong> scarico.<br />
Il gruppo motore-alternatore, e l’intera impiantistica a<strong>di</strong>bita al suo funzionamento e allo scambio<br />
termico, sono alloggiati all’interno <strong>di</strong> un container insonorizzato <strong>di</strong> circa 12,2x2,5x2,6 ml ancorato<br />
su platea in calcestruzzo all’interno dell’area interessata dall’impianto <strong>di</strong> <strong>di</strong>gestione anaerobica.<br />
All'interno del container, in uno scomparto separato, sono alloggiati anche i quadri elettrici e i<br />
morsetti <strong>di</strong> allacciamento del gruppo al trasformatore elevatore e ai quadri Me<strong>di</strong>a Tensione. Sul<br />
tetto del gruppo <strong>di</strong> cogenerazione è presente il gruppo <strong>di</strong> <strong>di</strong>ssipazione dell’energia termica costituito<br />
da un ra<strong>di</strong>atore acqua-aria della potenza <strong>di</strong> circa 310 kW in grado <strong>di</strong> intervenire nel caso <strong>di</strong> mancato<br />
utilizzo (totale o parziale) dell’energia termica prodotta dal cogeneratore.<br />
Connessione alla rete elettrica<br />
Tra gli elementi determinanti l’opportunità <strong>di</strong> inserire un nuovo impianto per la produzione <strong>di</strong><br />
energia elettrica da fonti rinnovabili “Biogas”, è la presenza <strong>di</strong> una linea elettrica aerea a me<strong>di</strong>a<br />
tensione della potenza <strong>di</strong> 20kV.<br />
Per la cessione dell’energia prodotta dall’impianto viene realizzata una cabina elettrica sud<strong>di</strong>visa in<br />
2 locali: un locale denominato “ Enel” e un locale denominato “utente”.<br />
Il gruppo <strong>di</strong> cogenerazione viene collegato, me<strong>di</strong>ante una tubatura interrata in PVC del <strong>di</strong>ametro <strong>di</strong><br />
160 mm, <strong>di</strong>rettamente al locale utente della nuova cabina elettrica prevista lungo il lato ovest della<br />
viabilità <strong>di</strong> accesso, mentre la connessione con la linea aerea esistente a me<strong>di</strong>a tensione (MT),<br />
avverrà attraverso una condotta in PVC del <strong>di</strong>ametro <strong>di</strong> 160 mm, <strong>di</strong>rettamente dal locale “Enel”,<br />
come meglio visibile negli elaborati grafici <strong>di</strong> progetto.<br />
Organizzazione e assetto delle strutture ed elementi tecnologici<br />
Per una migliore organizzazione dell’intero stabilimento produttivo, le nuove strutture ed elementi<br />
tecnologici che compongono il nuovo impianto per la produzione <strong>di</strong> energia elettrica da fonti<br />
rinnovabili “Biogas”, verranno posizionate in modo baricentrico rispetto agli elementi<br />
tecnologicamente caratterizzanti dello stabilimento, come evidenziato dagli elaborati grafici <strong>di</strong><br />
progetto allegati.<br />
Tale locazione, resa altresì vincolata dalla presenza della linea elettrica aerea a me<strong>di</strong>a tensione, che<br />
genera una fascia <strong>di</strong> rispetto <strong>di</strong> elettrodotto pari a 20 m (come prescritto dalla Normativa <strong>di</strong><br />
Sicurezza antincen<strong>di</strong>o), consente <strong>di</strong> contenere lo sviluppo delle tubazioni per il trasporto dei reflui<br />
dall’impianto verso le vasche <strong>di</strong> stoccaggio.<br />
Particolare attenzione è stata rivolta all’intero assetto idraulico dell’area nonché alla raccolta e<br />
smaltimento delle acque meteoriche, potenziando e traslando verso nord la scolina esistente<br />
nell’area dove verrà posizionato il nuovo impianto, oltre ad una parziale tombinatura sul lato ovest
in corrispondenza dell’accesso carraio <strong>di</strong> collegamento con lo stabilimento, come evidenziato dagli<br />
elaborati grafici <strong>di</strong> progetto allegati.<br />
Gli elementi tecnologici quali: cogeneratore, gruppo pompe, serbatoi, torcia ecc. saranno<br />
posizionati su un basamento in cls armato, sopraelevato rispetto al piano campagna e dotato <strong>di</strong><br />
pozzetti e rete fognaria per la raccolta delle acque meteoriche e smaltimento attraverso la scolina<br />
privata a nord dell’impianto.<br />
A lato del locale caldaie, nello spogliatoio – w.c. dell’attività già presente nel sito, vengono<br />
in<strong>di</strong>viduati anche i servizi per l’addetto che si occuperà del nuovo impianto per la produzione <strong>di</strong><br />
“Biogas”.<br />
L’accesso principale all’area del nuovo impianto avverrà attraverso una nuovo percorso creato<br />
appositamente sul lato sud-est, per non intaccare e gravare la viabilità esistente dell’allevamento; da<br />
un lato per la necessità <strong>di</strong> avere un accesso privilegiato per mezzi antincen<strong>di</strong>o, dall’altro per<br />
garantire l’accessibilità e il controllo della nuova cabina “Enel” opportunamente collocata in<br />
corrispondenza dell’ingresso.<br />
Destinazione del <strong>di</strong>gestato<br />
Una pompa volumetrica comandata da un sensore <strong>di</strong> livello presente nel post-fermentatore (V4)<br />
preleva il <strong>di</strong>gestato e lo invia in tre delle quattro vasche <strong>di</strong> stoccaggio esistenti.
Di seguito si riporta la ripartizione me<strong>di</strong>a delle portate degli elementi appena descritti:<br />
Digestato*<br />
Portata (t/d)<br />
28,6<br />
TKN (kg/t)<br />
3,4<br />
TKN (kg/d)<br />
111,5<br />
Per<strong>di</strong>te <strong>di</strong> azoto durante lo stoccaggio (%) 28<br />
Quantità <strong>di</strong> azoto (TKN) residua<br />
(kg/t) (kg/d) (kg/anno)<br />
2,4 80,3 29.307<br />
(*) considerando nulla la riduzione <strong>di</strong> volume operata dal trattamento <strong>di</strong> <strong>di</strong>gestione anaerobica.<br />
Il <strong>di</strong>gestato verrà utilizzato per la <strong>di</strong>stribuzione agronomica secondo le vigenti norme.<br />
3. Descrizione del conferimento <strong>di</strong> prodotti e sottoprodotti dallo stabilimento <strong>di</strong> Zanè<br />
La quantità giornaliera <strong>di</strong> latticello concentrato e frazione ispessita da lavorazione panne che verrà<br />
avviata all’impianto <strong>di</strong> produzione <strong>di</strong> energia elettrica da fonti rinnovabili “Biogas” <strong>di</strong> Campodoro<br />
ammonta a 28,6 t, ottenuta per ognuno dei 5 giorni <strong>di</strong> lavoro della settimana.<br />
Giorni <strong>di</strong> lavorazione all’anno: 5 giorni/settimana · 52 settimane = 260 giorni <strong>di</strong> lavoro<br />
Quantità annua trasportata: 28,6 t/d · 260 giorni = 7.436 t (m 3 )<br />
Automezzi aziendali utilizzati per il trasporto:<br />
- n° 2 bilici da 30 m 3<br />
- n° 1 autocisterna da 15 m 3<br />
Tutti a<strong>di</strong>biti al trasporto <strong>di</strong> liqui<strong>di</strong> alimentari, sottoprodotti <strong>di</strong> origine animale <strong>di</strong> categoria 3.<br />
Capacità <strong>di</strong> trasporto complessiva: da 45 a 75 m 3<br />
Numero <strong>di</strong> viaggi giornalieri: 28,6 m 3 /d / 45 m 3 = 0,63 viaggi<br />
Riassumendo, nel nuovo impianto <strong>di</strong> DA, transiteranno non più <strong>di</strong> 2 automezzi al giorno.
4. Mo<strong>di</strong>fiche apportate al ciclo depurativo dei liquami <strong>di</strong> porcilaia a seguito dell’entrata in<br />
funzione del nuovo impianto <strong>di</strong> DA
a) installazione <strong>di</strong> un flottatore per il trattamento della frazione liquida proveniente dai vagli a<br />
tamburo; il flottato verrà avviato, me<strong>di</strong>ante pompa volumetrica, alla centrifuga per essere<br />
ulteriormente <strong>di</strong>sidratato, mentre la frazione chiarificata verrà immessa nel ciclo depurativo;<br />
b) installazione <strong>di</strong> un decanter centrifugo (centrifuga) per la <strong>di</strong>sidratazione del flottato <strong>di</strong> cui al<br />
precedente punto e dei fanghi secondari e terziari del depuratore.
Separatore Solido-Liquido del Digestato<br />
La frazione chiarificata <strong>di</strong> entrambi i flussi in alimentazione verrà re-immessa nell’impianto <strong>di</strong><br />
depurazione in corrispondenza della vasca <strong>di</strong> pre-ossigenazione; la frazione solida (me<strong>di</strong>amente pari<br />
a 18,9 t/d) verrà immessa, per caduta, in una delle quattro vasche ora utilizzate per lo stoccaggio,<br />
opportunamente mo<strong>di</strong>ficata, e nell’esistente concimaia;<br />
c) trasformazione <strong>di</strong> una delle quattro vasche ora a<strong>di</strong>bite allo stoccaggio dei fanghi <strong>di</strong> depurazione<br />
in stoccaggio per la frazione solida ottenuta dal decanter centrifugo; la trasformazione consiste:<br />
- nella rimozione <strong>di</strong> 1-2 pannelli che ora costituiscono la parete perimetrale al fine <strong>di</strong><br />
consentire l’accesso dei mezzi meccanici per l’immissione e lo scarico del prodotto;<br />
- nella creazione <strong>di</strong> un dosso in corrispondenza della luce <strong>di</strong> ingresso per impe<strong>di</strong>re la<br />
fuoriuscita <strong>di</strong> eventuali liqui<strong>di</strong> <strong>di</strong> percolazione.<br />
Detta struttura ha una superficie utile <strong>di</strong> 618 m 2 con pareti alte 3,5 m (dal bordo superiore al<br />
pavimento); fissando un’altezza me<strong>di</strong>a del cumulo <strong>di</strong> 2,5 m si ottiene un volume <strong>di</strong> stoccaggio <strong>di</strong>:<br />
618 • 2,5 m = 1.545 m 3<br />
Al nuovo assetto corrisponderà una ritaratura dei tempi <strong>di</strong> funzionamento dei <strong>di</strong>spositivi <strong>di</strong><br />
aerazione, dei miscelatori e delle portate <strong>di</strong> ricircolo, al fine <strong>di</strong> mantenere su livelli ottimali le<br />
caratteristiche dei prodotti avviati alla <strong>di</strong>gestione e dell’effluente finale da scaricare nella rete<br />
fognaria.<br />
L’effluente depurato verrà scaricato nella pubblica fognatura sulla base della convenzione tra la<br />
<strong>di</strong>tta Brazzale e l’Ente gestore.<br />
5. Verifica dell’assenza <strong>di</strong> collegamento funzionale tra l’impianto <strong>di</strong> DA e l’attività <strong>di</strong><br />
allevamento zootecnico<br />
Assenza <strong>di</strong> collegamento funzionale tra l’esistente allevamento e il costruendo impianto <strong>di</strong> DA<br />
significa verificare che le due attività – nello specifico il trattamento depurativo degli effluenti <strong>di</strong><br />
allevamento e la <strong>di</strong>gestione anaerobica con utilizzo energetico del biogas prodotto - risultino tra <strong>di</strong><br />
loro totalmente scollegate per quanto attiene l’utilizzo <strong>di</strong> strutture e impianti necessari per lo<br />
svolgimento dell’intero processo (dal momento in cui i prodotti <strong>di</strong> partenza entrano nei rispettivi<br />
cicli <strong>di</strong> trattamento a quando i prodotti finali vengono stoccati prima del loro utilizzo agronomico),<br />
oltre che dei terreni utilizzati per la <strong>di</strong>stribuzione.<br />
Il rispetto <strong>di</strong> tale requisito verrà affrontato <strong>di</strong>mostrando:<br />
- la completa separazione dei flussi (aspetto qualitativo);<br />
- la congruità degli stoccaggi (aspetto quantitativo).
Non viene invece presa in considerazione la <strong>di</strong>sponibilità dei terreni dato che tale fattore, nel caso <strong>di</strong><br />
una insufficiente dotazione, sarà motivo <strong>di</strong> impegno per la Ditta nel reperire la quota mancante.<br />
Il primo requisito risulta evidente dalla descrizione dei rispettivi processi fatta nel paragrafo 2.<br />
(Descrizione del nuovo impianto <strong>di</strong> Digestione Anaerobica (DA), per la produzione <strong>di</strong> energia<br />
elettrica da “Biogas”) e nel paragrafo 4. (Mo<strong>di</strong>fiche apportate al ciclo depurativo dei liquami <strong>di</strong><br />
porcilaia a seguito dell’ntrata in funzione del nuovo impianto <strong>di</strong> DA). Aiuta in tal senso la<br />
comparazione degli schemi <strong>di</strong> flusso delle figure 2.1 e 4.1 dalle quali risulta evidente la completa<br />
separazione dei due processi.<br />
Il secondo requisito viene analizzato separatamente per ciascuno dei processi:<br />
Trattamento dei liquami <strong>di</strong> porcilaia<br />
Esso dà luogo a due effluenti:<br />
- l’acqua depurata, scaricabile in fognatura e/o utilizzabile come liquido <strong>di</strong> lavaggio delle corsie<br />
esterne delle porcilaie, previo almeno un adeguato trattamento <strong>di</strong> sterilizzazione;<br />
- frazioni solide separate ottenute dagli esistenti vagli rotativi (cruschello) e dalla centrifuga.<br />
Il cruschello, prodotto in ragione <strong>di</strong> 1.889 m 3 /anno - corrispondente a 5,2 m 3 /d - verrà<br />
accumulato nell’esistente concimaia del volume <strong>di</strong> 1.115 m 3 .<br />
Detto quantitativo genera un fabbisogno <strong>di</strong> stoccaggio pari a:<br />
5,2 m 3 /d • 90 giorni = 468 m 3<br />
essendo <strong>di</strong> 90 giorni il tempo minimo <strong>di</strong> stoccaggio previsto dalle vigenti norme in materia<br />
<strong>di</strong> gestione degli effluenti <strong>di</strong> allevamento.<br />
Volume, quest’ultimo più che compatibile con il volume <strong>di</strong> stoccaggio <strong>di</strong>sponibile<br />
essendo:<br />
1.115 m 3 > 468 m 3<br />
Il volume in esubero (1115 – 468 = 647 m 3 ) potrà essere utilizzato per completare<br />
l’accumulo della frazione solida ottenuta dalla centrifuga.<br />
Il solido ottenuto dalla centrifuga verrà prodotto in ragione <strong>di</strong> 18,9 t/d – ovvero 22,2 m 3 /d.<br />
Detto quantitativo genera un fabbisogno <strong>di</strong> stoccaggio pari a:<br />
22,2 m 3 /d • 90 giorni = 1.998 m 3<br />
Detto materiale potrà essere accumulato, in parte nel nuovo stoccaggio ottenuto dalla<br />
trasformazione <strong>di</strong> una delle quattro esistenti vasche <strong>di</strong> stoccaggio dei fanghi (1.545 m 3 ,<br />
paragrafo 4.), la quota in esubero (1.998 – 1.545 = 453 m 3 ) nell’esistente concimaia,<br />
sfruttando il volume residuo <strong>di</strong> 647 m 3 , e mantenendo l’identità dei due cumuli.<br />
Il volume complessivamente <strong>di</strong>sponibile per l’accumulo della frazione solida da centrifuga<br />
risulta pertanto pari a:<br />
647 + 1.545 = 2.192 m 3<br />
Valore compatibile con i volumi <strong>di</strong> stoccaggio <strong>di</strong>sponibili essendo:<br />
2.192 m 3 > 1.998 m 3<br />
Le acque <strong>di</strong> percolazione presenti nella concimaia e nel nuovo stoccaggio verranno<br />
scaricate nell’impianto <strong>di</strong> depurazione.
Stoccaggio del <strong>di</strong>gestato<br />
Il <strong>di</strong>gestato verrà prodotto in ragione <strong>di</strong> 28,6 t/d generando pertanto un fabbisogno <strong>di</strong> stoccaggio<br />
pari a:<br />
28,6 m 3 /d • 180 giorni = 5.148 m 3<br />
Il volume totale <strong>di</strong> ciascuna vasca è <strong>di</strong> 2.250 m 3 , che si riduce a 2.000 m 3 tenendo conto del franco<br />
<strong>di</strong> sicurezza e dell’apporto netto delle acque meteoriche.<br />
Pertanto il volume <strong>di</strong> stoccaggio netto complessivo risulta pari a:<br />
2.000 m 3 /vasca • 3 vasche = 6.000 m 3<br />
Valore compatibile con i volumi da stoccare essendo:<br />
6.000 m 3 > 5.148 m 3<br />
6. Benefici ambientali, agronomici e <strong>di</strong> risparmio energetico indotti dall’entrata in funzione<br />
dell’impianto <strong>di</strong> DA<br />
L’entrata in funzione dell’impianto <strong>di</strong> produzione <strong>di</strong> energia elettrica da fonti rinnovabili “biogas”,<br />
assieme alla revisione del ciclo depurativo, porterà i seguenti benefici:<br />
- consistente riduzione delle emissioni odorigene provenienti dai materiali conservati nella<br />
concimaia (frazione solida da centrifugazione) e nelle vasche <strong>di</strong> stoccaggio (frazione<br />
chiarificata da centrifugazione e fango da defosfatazione) in quanto materiale stabilizzato e<br />
quin<strong>di</strong> <strong>di</strong> fatto non più fermentescibile; in tal senso lo stoccaggio avrà la sola funzione <strong>di</strong><br />
rendere <strong>di</strong>sponibile il prodotto per la <strong>di</strong>stribuzione nei tempi agronomicamente più idonei,<br />
mentre perderà quella <strong>di</strong> favorirne la maturazione;<br />
- la frazione chiarificata avviata allo stoccaggio presenterà una minima o nulla tendenza alla<br />
stratificazione (proprio perché derivante da un trattamento <strong>di</strong> centrifugazione), elemento<br />
positivo in quanto renderà superflua la miscelazione del prodotto prima del prelievo da parte<br />
dei carri botte;<br />
- i prodotti destinati alla <strong>di</strong>stribuzione agronomica saranno privi <strong>di</strong> alcuna fitotossicità, oltre che<br />
caratterizzati da una composizione chimica costante sull’intera massa;<br />
- gli interventi <strong>di</strong> separazione liquido/solido operati sul refluo avviato alla depurazione (con i<br />
separatori a tamburo, se<strong>di</strong>mentatore primario, flottatore e separatore centrifugo) hanno il<br />
vantaggio <strong>di</strong> <strong>di</strong>stogliere dal ciclo depurativo una consistente quantità <strong>di</strong> sostanza organica,<br />
riducendo in tal modo la spesa energetica per il funzionamento degli ossigenatori;<br />
- il riscaldamento della miscela aerata, specie durante l’inverno, consentirà <strong>di</strong> elevare le rese<br />
depurative rendendole pressoché costanti durante l’intero anno; i vantaggi saranno <strong>di</strong> or<strong>di</strong>ne<br />
energetico (minore funzionamento degli aeratori), depurativo (acqua <strong>di</strong> scarico con<br />
caratteristiche ottimali e più costanti nel tempo), ambientale (riduzione degli odori a seguito<br />
<strong>di</strong> un processo depurativo più efficiente), economico (riduzione dei consumi <strong>di</strong> energia<br />
elettrica).
7. Note sull’avviamento dell’impianto <strong>di</strong> DA<br />
Dato che il latticello concentrato e la frazione ispessita dalla concentrazione delle panne non<br />
contengono adeguata flora batterica anaerobica in grado <strong>di</strong> garantire un efficace e rapido<br />
avviamento del processo <strong>di</strong> <strong>di</strong>gestione, si rende necessario l’impiego <strong>di</strong> una biomassa avente invece<br />
idonea flora microbica.<br />
I liquami prodotti dall’allevamento, opportunamente ispessiti, si prestano perfettamente allo scopo<br />
dato che:<br />
1. Contengono i microorganismi richiesti, adeguati in termini <strong>di</strong> massa e <strong>di</strong> specie.<br />
2. Permettono all’azienda <strong>di</strong> escludere l’utilizzo <strong>di</strong> liquami provenienti da allevamenti esterni,<br />
evitando così il rischio sanitario nei confronti degli animali presenti in allevamento; le misure<br />
<strong>di</strong> sicurezza sanitaria adottate, oltre che la vicinanza tra l’impianto e una parte delle stalle,<br />
renderebbero pertanto improponibile l’impiego <strong>di</strong> effluenti zootecnici provenienti<br />
dall’esterno.<br />
L’utilizzo <strong>di</strong> tali liquami ispessiti sarà limitato alla sola fase <strong>di</strong> avviamento dell’impianto la cui<br />
durata <strong>di</strong>penderà dalle cinetiche biologiche ottenibili; dopo <strong>di</strong> che il loro utilizzo verrà abbandonato<br />
e si procederà con l’utilizzo delle sole matrici provenienti dal burrificio.<br />
In base a questo criterio la fase <strong>di</strong> avviamento può essere scomposta in due fasi:<br />
- fase A, caratterizzata dal progressivo riempimento dei <strong>di</strong>gestori con i soli liquami ispessiti; è<br />
previsto <strong>di</strong> utilizzarne circa 2.000 m 3 , che verranno riscaldati a mezzo <strong>di</strong> una caldaia carrabile<br />
noleggiata allo scopo;<br />
- fase B, a questo punto si comincerà ad alimentare l’impianto con quantità crescenti <strong>di</strong><br />
latticello e frazione ispessita dalla concentrazione delle panne; il progressivo aumento del<br />
carico organico volumetrico, al quale corrisponderà un analogo incremento della produzione<br />
<strong>di</strong> biogas verrà monitorato attraverso il controllo della produzione <strong>di</strong> biogas, in termini <strong>di</strong><br />
quantità e qualità, del pH, della concentrazione degli aci<strong>di</strong> grassi volatili, dell’alcalinità;<br />
questa fase terminerà quando il liquame presente nel <strong>di</strong>gestore verrà completamente sostituito<br />
dai sottoprodotti del burrificio, il tutto con il conforto dei responsi dei parametri produttivi e<br />
<strong>di</strong> stabilità del processo.<br />
Campodoro 23/04/2012<br />
Il legale rappresentante Il tecnico<br />
Sig. Gian Battista Brazzale Arch. Loris Lissandron
(ALLEGATO I)<br />
DIMOSTRAZIONE DEL POSSESSO DEI REQUISITI DI SOTTOPRODOTTO<br />
DI MATERIALI OTTENUTI DALLA LAVORAZIONE DEL BURRO GREZZO E DELLE<br />
PANNE SECONDO LA NORMALE PRATICA INDUSTRIALE, PRESSO IL BURRIFICIO<br />
BRAZZALE SITO IN ZANE’ (VI), VIA PASUBIO, 2<br />
Premessa<br />
Presso il burrificio Brazzale <strong>di</strong> Zanè si attua la produzione ed il confezionamento <strong>di</strong> burro a partire<br />
da burro grezzo e panne fresche, entrambi provenienti da fornitori esterni i quali forniscono detti<br />
materiali già pastorizzati.<br />
L’attività si protrae dal lunedì al sabato - dalle 5,00 alle 20,00 - con un picco <strong>di</strong> produzione<br />
compreso tra le 6,30 e le 16,00.<br />
Il ciclo <strong>di</strong> lavorazione delle materie prime interessa 5 giorni la settimana ed è sud<strong>di</strong>viso nelle<br />
seguenti fasi, corrispondenti anche a <strong>di</strong>stinti locali <strong>di</strong> produzione:<br />
- fusione dei pani <strong>di</strong> burro (dalle 5,00 alle 16,00);<br />
- concentrazione delle panne fresche e ottenimento del prodotto finale (dalle 6,00 alle 20,00);<br />
- formatura, confezionamento e imballo (dalle 5,0 alle 20,00);<br />
- magazzinaggio in attesa della spe<strong>di</strong>zione e spe<strong>di</strong>zione (dalle 7,30 alle 18,00).<br />
Produzione <strong>di</strong> acque <strong>di</strong> processo ed effluenti<br />
La produzione <strong>di</strong> acque <strong>di</strong> processo ed effluenti interessa in misura prevalente i reparti <strong>di</strong> fusione<br />
del burro e <strong>di</strong> concentrazione della panne, marginalmente quello <strong>di</strong> confezionamento e<br />
spora<strong>di</strong>camente quello <strong>di</strong> magazzinaggio.<br />
Nello stabilimento si generano due tipologie <strong>di</strong> effluenti:<br />
A. acque <strong>di</strong> processo ottenute dalla lavorazione del burro grezzo e delle panne fresche;<br />
B. le acque derivanti dai lavaggi dei locali e delle attrezzature, a fine ciclo o comunque ad<br />
intervalli programmati.<br />
A. Il primo gruppo è a sua volta costituito dalle seguenti frazioni:<br />
A1 acque ottenute nel reparto <strong>di</strong> fusione del burro grezzo, costituite da una miscela acquaburro<br />
e da residui <strong>di</strong> burro quando i pani <strong>di</strong> burro vengono versati nel contenitore <strong>di</strong><br />
fusione; la produzione <strong>di</strong> tali acque ammonta a circa 30 m 3 /d.<br />
A2 acque <strong>di</strong> processo ottenute dalla operazione <strong>di</strong> concentrazione delle panne fresche <strong>di</strong> cui<br />
esse rappresentano la fase “magra” in uscita dal concentratore centrifugo; queste acque<br />
escono dalla lavorazione ad una temperatura <strong>di</strong> 25-30 °C e contengono tutta la parte<br />
proteica e zuccherina del latte presente nella panna fresca. Vengono prodotte per 5 giorni<br />
la settimana nella misura <strong>di</strong> circa 50 m 3 /d.<br />
A3 latticello concentrato da burrificazione contenente me<strong>di</strong>amente lo 0,3% <strong>di</strong> grasso: viene<br />
prodotto ogni giorno in misura <strong>di</strong> circa 100 m 3 /d. È costituito dalla fase liquida che si<br />
forma durante la burrificazione della crema la quale ha un tenore in grasso <strong>di</strong> circa lo<br />
0,8%. Appena fuori delle burrificatrici il latticello viene stoccato in un tank, dove viene<br />
riscaldato a 50 °C, e da qui prelevato per essere immesso prima in un concentratore<br />
centrifugo (scrematore) per il recupero del grasso ancora presente e poi in un flottatore. Il<br />
volume del latticello concentrato così ottenuto si riduce a 14,3 m 3 , Il prodotto viene<br />
accumulato in un silo esterno in vetroresina.
Tutti questi materiali non contengono detergenti o <strong>di</strong>sinfettanti, dato che l’impiego <strong>di</strong> tali prodotti<br />
interessa esclusivamente le operazioni <strong>di</strong> pulizia <strong>di</strong> fine lavorazione (ve<strong>di</strong> punto B.).<br />
Le acque provenienti dai locali <strong>di</strong> fusione del burro e <strong>di</strong> concentrazione delle panne (quin<strong>di</strong> con<br />
l’esclusione del latticello) vengono inviate in un concentratore che estrae la frazione grassa e quella<br />
proteica ancora presenti. La frazione ispessita così ottenuta viene raccolta e utilizzata, assieme al<br />
latticello <strong>di</strong> burrificazione, per l’alimentazione dei suini; quella chiarificata viene invece scaricata<br />
nella pubblica fognatura, sulla base <strong>di</strong> un accordo con il locale Gestore del ciclo dell’acqua.<br />
B. Le acque <strong>di</strong> lavaggio che caratterizzano le operazioni finali <strong>di</strong> pulizia dei locali e delle<br />
attrezzature eseguite al termine delle lavorazioni giornaliere, oltre a quelle generali <strong>di</strong> fine settimana<br />
- pari me<strong>di</strong>amente a 50 m 3 /d – in virtù della loro elevata <strong>di</strong>luizione vengono invece scaricate<br />
<strong>di</strong>rettamente in fognatura senza passare per il sopra menzionato pozzetto <strong>di</strong> raccolta delle acque <strong>di</strong><br />
processo.<br />
Dimostrazione della qualifica <strong>di</strong> sottoprodotto<br />
La composizione chimico-fisica del latticello <strong>di</strong> flottazione e del concentrato è tale da renderli<br />
adatti, oltre che per l’alimentazione zootecnica, anche per essere inseriti in un <strong>di</strong>gestore anaerobico.<br />
In altre parole si ritiene che tali prodotti possano essere considerati sottoprodotti, in quanto<br />
rispettano tutti i requisiti riportati nell’art. 184bis del Dleg 152/06, che <strong>di</strong> seguito vengono elencati:<br />
a) la sostanza o l’oggetto è originato da un processo <strong>di</strong> produzione, <strong>di</strong> cui costituisce parte<br />
integrante, e il cui scopo primario non è la produzione <strong>di</strong> tale sostanza od oggetto;<br />
I materiali in esame non rappresentano infatti il prodotto principale, rappresentato in questo<br />
caso dal burro.<br />
b) è certo che la sostanza od oggetto sarà utilizzato, nel corso dello stesso o <strong>di</strong> un successivo<br />
processo <strong>di</strong> produzione o <strong>di</strong> utilizzazione, da parte del produttore o <strong>di</strong> terzi;<br />
Esiste infatti già un consolidato utilizzo <strong>di</strong> questi materiali nell’alimentazione zootecnica, alla<br />
quale si vuole affiancare anche lo sfruttamento energetico.<br />
c) la sostanza o l’oggetto può essere utilizzato <strong>di</strong>rettamente senza alcun ulteriore trattamento<br />
<strong>di</strong>verso dalla normale pratica industriale;<br />
Non verranno infatti eseguiti ulteriori trattamenti, oltre quelli caratterizzanti l’attuale processo<br />
produttivo del burro.<br />
d) l’ulteriore utilizzo è legale, ossia la sostanza o l’oggetto sod<strong>di</strong>sfa, per l’utilizzo specifico, tutti i<br />
requisiti pertinenti riguardanti i prodotti e la protezione della salute e dell’ambiente e non porterà<br />
a impatti complessivi negativi sull’ambiente o la salute umana.<br />
I prodotti rispondono a pieno anche a questi requisiti, tali da renderli idonei per<br />
l’alimentazione zootecnica, essendo ottenuti da materie prime pastorizzate e non contenendo<br />
sostanze estranee, come ad esempio quelle utilizzate nei cicli <strong>di</strong> lavaggio delle attrezzature.<br />
<strong>Padova</strong>, 18 aprile 2012
(ALLEGATO II)