giugno - luglio - agosto - Parrocchia San Giovanni Bosco - Ceredo

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Il 2 Giugno alla Festa delle Testimonianze a Bresso

Benedetto XVI condivide i problemi

e i dolori delle famiglie del mondo

Le risposte del Papa sui temi più attuali riguardanti la famiglia

Dopo tanta attesa, ecco finalmente il

giorno dell’appuntamento col Papa e

con la moltitudine di famiglie provenienti

da tutto il mondo per la Festa

delle Testimonianze. Il cammino lungo

un percorso gioioso, l’accoglienza dei

volontari con il loro sorriso, l’abbraccio

della grande “famiglia” del campo volo

di Bresso: balza subito all’occhio che

l’evento a cui stai partecipando ha dimensioni

grandiose e radici profonde.

I media stimeranno la presenza di

350.000 persone, ma nessuno,

penso, quella sera si

sia sentito “massa”: un clima

festoso e una trepidante attesa

rendono “prossimo”

ogni persona e gli applausi

si alzano spontanei al passaggio,

lungo il corridoio

centrale, di coppie o famiglie

in abiti tradizionali o accennanti

passi di danze

tipiche.

Poi, poco dopo le 20.30,

l’immagine del Papa appare

sui maxischermi e l’attesa si

scioglie in un applauso

scrosciante. Là sul palco

lontano non è facile scorgere la figura

bianca del S. Padre, ma il suo viso e le

sue mani levate rimbalzano da tutti gli

schermi, rivelando un volto sorridente,

a tratti anche stanco e assorto.

A rompere il ghiaccio, dopo le parole

di benvenuto del card. Antonelli, è la

voce di Cat Tien, una bambina vietnamita,

che con semplicità chiede a Benedetto

XVI di raccontare qualcosa

della sua infanzia. E subito le parole del

Papa conquistano con quei ricordi di

vita semplice, in un contesto di fiducia,

di gioia e di amore. “Il Paradiso –aggiunge

– dovrebbe essere simile a

come era la mia gioventù, così spero di

andare a casa andando dall’altra parte

del mondo”.

Alternati a momenti di musica, danza e

brevi riflessioni, le famiglie del mondo

intessono un dialogo col Papa e le domande

sono uno spaccato di vita vera,

incentrate sui temi più difficili e scottanti

che la realtà familiare si trova ad

affrontare in ogni angolo della terra: dai

fidanzati africani che esprimono il timore

relativo al “per sempre” insito nel

matrimonio cristiano alla coppia greca

che testimonia le difficoltà e le paure

che la crisi economica incutono, dalla

fatica espressa dalla famiglia jamaicana

di conciliare i tempi del lavoro con

quelli della famiglia alla sottolineatura

della coppia brasiliana circa la dolorosa

esperienza vissuta dai separati e dai divorziati.

Le risposte del S. Padre, tutte a braccio,

sono di una umanità e di una semplicità

sorprendenti, frasi che si scolpiscono

come icone nel cuore e nella

mente per la forza e la poesia con cui

sono espresse.

Come dimenticare l’invito del Papa ai

fidanzati del Madagascar a far fermentare

il secondo vino: “Il primo vino, bellissimo,

è quello dell’innamoramento,

Chiesa Universale

ma non dura fino alla fine: deve venire

un secondo vino, che deve fermentare,

crescere, maturare. L’amore definitivo,

che diventa realmente secondo vino, è

più bello e migliore del primo.”

Pregnante di significato l’esortazione ai

politici perché “siano responsabili per

il bene di tutti” e capiscano “che la politica

è sempre anche responsabilità

umana, morale davanti a Dio e agli uomini”.

Ma tutti sono coinvolti nel cercare

soluzioni fattibili, creando

“gemellaggi” in cui famiglie,

parrocchie e città dovrebbero

prendersi la responsabilità

di aiutare

concretamente un’altra famiglia.

Forte anche il richiamo al

mondo del lavoro perché si

studino soluzioni che concilino

la necessità del lavoro

con le esigenze della

famiglia, rispettando la festa

come giorno libero per Dio

e quindi per l’uomo.

Sofferto e partecipato l’invito

a non lasciare soli

quanti hanno vissuto

l’esperienza dolorosa della separazione,

a “far sentire che la Chiesa li ama,

ma devono vedere e sentire questo

amore” con gesti concreti di accoglienza

nelle comunità.

Da ultimo, l’abbraccio del Papa e quello

ideale dei presenti a una famiglia di

Cento e a tutte le persone duramente

provate dal terremoto in Emilia: la condivisione

del loro dolore si è fatta preghiera

e un solenne Padre Nostro ha

accomunato tutti nel sentirsi figli di

uno stesso Padre.

Mariarosa Pontiggia

GIUGNO-LUGLIO-AGOSTO

duemiladodici

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C’eravamo anche noi in quella bella

mattina di giugno a San Siro in

70.000 fra cresimati, padrini, madrine,

genitori, sacerdoti e catechisti.

Un incontro straordinario con il nostro

campione: il Santo Padre!

Che gioia nell’attesa del suo arrivo

con i canti, le ola, il gioco.

La commozione sincera per la lettura

della testimonianza dei genitori

del piccolo Andrea scomparso prematuramente

dopo aver ricevuto la

Cresima.

Che emozione l’arrivo

del Santo Padre

in mezzo a noi tra lo

sventolio dei foulard,

gli applausi e le grida

di gioia con il suo

nome. Con quale silenzio

e raccoglimento,

invece, è

stato accolto quando

ha preso la parola invitandoci

a prendere

il largo con lui nella

bellissima avventura

dell’annuncio del

Vangelo.

“Cari ragazzi” - così si è rivolto ai cresimati

- “vi dico con forza: tendete ad

ideali alti, siate santi, perché ogni età

è matura per Cristo. Ora potete dire

il vostro sì libero, personale e consapevole

e avete la possibilità di accogliere

i doni dello Spirito Santo per

essere pienamente amici di Gesù”.

Che immagine bellissima di Chiesa

abbiamo avuto: la sensazione viva e

forte che ciascuno di noi può esserne

parte viva, attiva e gioiosa!

Le meravigliose coreografie, con

un’esplosione dei colori delle sette

zone pastorali della nostra Diocesi, e

la freschezza dei mille figuranti

hanno dato vita a splendide imma-

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duemiladodici

Chiesa Universale

Benedetto XVI esorta i ragazzi a scelte libere, personali e consapevoli

Tendete ad alti ideali,

perché ogni età è matura per Cristo

Dall’incontro con i Cresimati a S. Siro una rinnovata manifestazione di affetto

gini e a simboli che hanno riempito

di commozione i nostri occhi e i nostri

cuori.

I nostri ragazzi e le ragazze si sono lasciati

coinvolgere dall’entusiasmo e

dal clima di festa: per Giorgio è stato

un incontro emozionante e toccante,

pieno di colori, per Ilaria un’esperienza

indimenticabile, per Marta è

stato anche stancante, ma poi l’arrivo

del Papa l’ha riempita di gioia e l’ha

ripagata di tutta la fatica.

Tutti, ed eravamo davvero tanti, ci

siamo stretti vicini al nostro Papa

come in un grande abbraccio con

tanto affetto e gratitudine!

Cresimati e catechiste

Oratorio San Rocco

Caro Papa,

pensare che stamattina non ci volevo

venire all’incontro con te: perché alzarsi

così presto! Cosa mi sarei persa!

È stato un evento grandioso e potrò

dire a tutti: IO C’ERO.

Certo un po’ di noia durante l’attesa

è stata inevitabile, ma quando ti ho

visto arrivare e fare il giro del campo

ho provato un grande stupore: eri

reale, in carne ed ossa ed eri lì anche

per me, eri venuto a trovarmi nella

mia città, nel mio stadio.

Che tenerezza ho provato nel vederti

agitare le braccia per rispondere ai

nostri saluti, quel gesto forse ti ha affaticato

un po’, ma volevi farti ancora

più vicino a tutti noi.

Spero che tu abbia sentito il nostro

affetto, perché quello sventolare di

foulard, quello scandire

il tuo nome,

quel gridare fino a

restare senza voce,

nascono dalla felicità

che la tua venuta

ha provocato

in tutti noi: ti vogliamo

bene e te lo

abbiamo detto.

Caro Papa, tu mi rassicuri,

dai significato

alla scelta che ho

fatto di essere cristiana,

vedo te e

vedo Gesù.

Quando nella predica

ci hai parlato dei sette doni dello

Spirito Santo, sei stato semplice

come Gesù quando parlava ai bambini,

oppure quando hai abbracciato

le persone più sfortunate di me, proprio

come Gesù che si avvicinava agli

ultimi.

Con la tua presenza Tu ci hai incoraggiato,

noi, spero, abbiamo incoraggiato

te: vai avanti con il tuo sì fino in

fondo: questo aiuterà anche noi nel

seguire il cammino che la Cresima ci

ha spalancato innanzi.

Ciao Papa e … GRAZIE!

Una catechista


Le testimonianze entusiaste e toccanti di quanti hanno partecipato alla S. Messa col Papa

Sentirsi parte viva della grande famiglia della Chiesa

Il grande abbraccio della moltitudine di fedeli a Benedetto XVI

“Seregno c’è”: è questo lo slogan che

ha accompagnato le numerose famiglie

seregnesi che domenica 3 giugno

hanno raggiunto l’aeroporto di

Bresso per partecipare alla santa

Messa celebrata dal Santo Padre Benedetto

XVI a conclusione del VII Incontro

Mondiale delle Famiglie.

Un’esperienza unica e indimenticabile

come ci hanno raccontato alcuni

di loro!

“Mia moglie ha fortemente voluto

che a questo incontro ci fossimo

tutti, come famiglia, insieme.

I figli sono grandi e attraversano

un’età particolare, esserci è stata

anche una loro scelta.

Siamo venuti per abbracciare il Papa,

così provato dagli ultimi avvenimenti

e siamo stati abbracciati noi stessi,

come famiglia, dal Papa e dalla

Chiesa, perché mai come ora la famiglia

è così provata.

Siamo tornati a casa pieni di speranza,

speranza che i politici seduti

nelle prime file abbiano davvero a

cuore la famiglia come “società naturale

fondata sul matrimonio” e che i

nostri sacerdoti abbiano chiaro che

la pastorale famigliare deve essere al

centro delle attività

parrocchiali, perché

punto d’incontro

delle necessità di ciascuno

di noi.”

Massimo e Teresa

con due figli, Alice

18 anni e Luca 22

“L’esperienza di trovarci

come famiglia

tra tante famiglie ci

ha dato gioia e forza;

la presenza del Papa

speranza e serenità; le

sue parole ci hanno indicato con

chiarezza la via, una via da vivere con

coraggio e nella preghiera. Siamo tornati

a casa più uniti e rinnovati nel

difficile compito di essere un “Vangelo

vivo”.

Lele e Manuela con le figlie Sabrina

di 12 anni e Michela di 9 anni

“Abbiamo partecipato all’Incontro

Mondiale delle famiglie con i nostri

bambini: Giona di 4 anni, Natan di 2;

Maria in cielo e la piccola creatura

che da poche settimane sta crescendo

insieme a noi. Sabato sera è

stato molto raccolto, emozionante.

Domenica una gran festa! Pensavamo

di accogliere una famiglia in casa nostra:

i bambini erano pronti a lasciare

ad altri bimbi la loro stanza, a condividere

i loro giochi. Così non è stato,

allora abbiamo accolto e portato al

Papa delle preghiere speciali: una per

Mariasole, figlia appena nata di cari

amici, con un cuoricino che fa fatica

a funzionare; una per Giorgia, figlia

tanto attesa e desiderata, che sta crescendo

nella pancia della sua

mamma e sta già portando tanta gioia

dove sembrava esserci solo lutto e

dolore; una per le nostre famiglie; una

Chiesa Universale

per le famiglie dei compagni d’asilo

di Giona; una per la nostra parrocchia,

da cui ci sentiamo tanto amati e

a cui vorremmo sempre più aprire la

nostra famiglia; una per le famiglie

non credenti, amiche e sconosciute,

perché trovino la forza necessaria

per affrontare le piccole e grandi difficoltà

che la vita pone. Sentirci tutti

diversi e tutti uguali, perché uniti nell’Amore,

quello vero, ci ha arricchito

enormemente e ci ha affidato allo

stesso tempo, la responsabilità di donare

e far fruttare quanto ricevuto.”

Luana e Matteo

Nonostante la “levataccia” (treno

delle 5.52 ) siamo arrivati in stazione

con entusiasmo, felici di condividere

con le famiglie di molti amici questa

domenica speciale: la domenica delle

Santa Messa con il Papa. Come farci

sfuggire questa occasione così vicina

a casa; e le nostre aspettative non

sono rimaste disattese.

Bella l’atmosfera quando, scesi dal

treno a Bresso, dietro il bellissimo

striscione preparato dai ragazzi dell’oratorio,

percorrendo le strade della

città abbiamo raggiunto il parco dove

si sarebbe celebrata la Messa.

Siamo arrivati presto e, nonostante ci

fosse già molta gente, la nostra posizione

rispetto al palco ci è sembrata

privilegiata.

Che emozione quando al di là della

transenna, vicinissima, abbiamo visto

passare l’automobile del Papa, che ci

salutava quasi stupito dal tanto entusiasmo

delle persone che lo circondavano.

Eravamo davvero tanti e

provenienti da ogni parte del mondo.

Anche i bambini hanno seguito con

raccoglimento la S. Messa celebrata

da Benedetto XVI e si sono spesi in

lunghi ed entusiasti applausi al ter-

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duemiladodici

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mine della celebrazione.

Questa giornata ha rappresentato per

noi una bellissima testimonianza di

fede nel Signore.

La condivisione di questo momento di

preghiera con amici, ma anche con

tanti estranei che quel giorno non ci

sono sembrati tali è stata arricchente sia

dal punto di vista spirituale che umano.

Il nostro ringraziamento a tutti coloro

che ci hanno permesso di vivere

questa bella esperienza.”

Famiglia Redaelli

“Non può restare nascosta la lampada

perché deve illuminare tutta la stanza,

né una marea di gente tutta colorata e

festante riunita in nome della speranza

perché deve illuminare il mondo.

Non potevano restare nascosti i nostri

zaini, binocoli, cappellini, bandiere,

fazzoletti, i nostri volti pieni di gioia di

stare insieme. L’aeroporto del Parco

Nord invaso da una moltitudine in

festa era pieno di canti, di balli, di

striscioni che ciascuno provava ad

alzare più in alto per poterli mostrare

in lontananza. Eravamo nella folla

come il tassello di un mosaico, casa

nella grande casa, goccia in un mare

di più largo orizzonte, famiglia in

mezzo a tante altre famiglie, insieme

al Papa per rendere grazie dello straordinario

dono di Dio che ci fa stare

insieme: la vita. È stata una bella festa.”

Famiglia Tagliabue

“L’ incontro mondiale delle famiglie, è

stato per noi il momento culminante

di un percorso iniziato quest’ anno.

Abbiamo tre figli Riccardo (8), Valeria

(5) e Filippo (2). Prima di iscriverci

eravamo un po’ scettici, per il gran

numero di persone stimato, poi invece

grazie ad una capillare e precisa

organizzazione non ci sono stati momenti

di preoccupazione o difficoltà...

per questo bisogna sopratutto

ringraziare i molteplici volontari che

accogliendo tutti con sorrisi e gentilezza

hanno valorizzato la giornata.

La nostra numerosa famiglia si è aggre-

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duemiladodici

Chiesa Universale

gata alla parrocchia di S. Giovanni

Bosco Ceredo per questo stancante

viaggio. Partiti dalla stazione di Seregno

siamo arrivati con un breve e comodo

viaggio a Sesto e poi a piedi

fino a Bresso; ma qui è iniziata la trasformazione.

Ovvero, la già numerosa

famiglia, è diventata più grande... tutta

la “carovana” che camminava faceva

parte di un’unica famiglia e tutti ci si

dava una mano per viaggiare meglio,

finalmente raggiunta la destinazione

nell’ accampamento questa grande famiglia

è diventata più tangibile con la

condivisione di cibo e acqua... . Fino

alla Santa Messa dove la famiglia non

era più il tetto domestico, non era più

la parrocchia... ma era tutto il popolo

cristiano unito da un unico desiderio

essere in comunione col Signore rappresentato

dal Santo Padre, pronti ad

accogliere le parole pronunciate per

le famiglie... fondamentale tassello del

mondo. Giornata dura dal profilo fisico

ma ricca di emozioni che ci

hanno toccato nel profondo... siamo

così fortunati a credere...

Famiglia Torgano

“Una domenica di qualche settimana

fa, durante il pranzo, proposi ai membri

della mia famiglia di partecipare tutti

insieme alla Messa celebrata da Sua

Santità Benedetto XVI in occasione dell’incontro

mondiale delle famiglie.

Così, pieni d’entusiasmo, domenica 3

giugno ci siamo ritrovati sul treno delle

5:52 per Sesto San Giovanni.

Era bello camminare tutti insieme: la

nostra famiglia, le famiglie degli amici,

i nostri ragazzi dell’oratorio San

Rocco con lo striscione colorato “SE-

REGNO C’É”, i nostri sacerdoti, don

Paolo e don Gimmy, tutti in marcia per

raggiungere l’aeroporto di Bresso,

dove si sarebbe celebrata la S. Messa.

E poi, finalmente, l’incontro con Lui, il

nostro caro papa Benedetto e la voglia

di farci sentire e di farGli sentire la nostra

presenza, la nostra vicinanza, in

questi tempi così delicati per la Chiesa.

La Messa è stato proprio un mo-

mento toccante: tantissime persone

affollavano il prato dell’aeroporto trasformando

la terra in un tripudio di

colori ma la partecipazione alla celebrazione

era sentita, attenta, in un silenzio

carico di preghiera.

Le parole del Papa hanno fatto breccia

nel cuore di tutti noi, ci hanno arricchiti

di fede e di speranza per superare,

con l’aiuto di Gesù e l’abbraccio

di Maria, le difficoltà e le fatiche di

tutti i giorni e per rendere la Famiglia

una piccola “Chiesa domestica”.

Famiglia Polloni

“Forse perché sono cresciuto nella

cultura brianzola e mia moglie è di

origine ligure (due terre che hanno

molto in comune), ci sentiamo più

portati a esprimere la nostra Fede

con gesti concreti, magari umili e

semplici, ma concreti.

Allora è stato bello, anche se di una

certa fatica, alzarsi presto alla mattina,

trovarsi con gli amici alla stazione,

viaggiare e camminare con

loro, aspettare il Papa sul grande

prato dell’aeroporto, con bambini

che giocavano fra loro seguiti dallo

sguardo sereno dei loro genitori.

E per capire come è grande e gioioso

il popolo a cui apparteniamo, cosa potrebbe

contare di più di ciò che abbiamo

visto e sentito sul grande prato

di Bresso, della risposta da tutto il

mondo all’invito di Benedetto XVI,

dell’accoglienza e della festa per il suo

arrivo, della celebrazione Eucaristica

multilingue seguita con sorprendente

raccoglimento da così tanta gente?

Come spesso facciamo notare ai nostri

figli, stiamo vivendo anni di particolare

Grazia perché la Chiesa è guidata da

pontefici che alla santità uniscono intelligenza

e razionalità eccezionali.

Anche in questa occasione la parola

di Benedetto XVI è stata davvero

provvidenziale. Ancora una volta abbiamo

ricevuto chiare indicazioni per

la vita della famiglia e per il rapporto

con la realtà quotidiana: i legami tra le

persone, il lavoro, la società civile, la


politica, l’ambiente e la natura, il divertimento

e la festa, da vivere come

continuo rapporto con Cristo.

Siamo tornati a casa contenti!”

Arturo e Clori Baj

“Il passaggio della Papa-mobile, ha suscitato

grande emozione tra i fedeli

che con ansia attendevano di partecipare

alla Messa per pregare tutti insieme

con il Santo Padre. La mattinata

di domenica 3 giugno è trascorsa all’insegna

della famiglia, del lavoro e

della festa. Queste sono state le tre

parole chiave del 7° incontro mondiale

delle famiglie. Durante la celebrazione

questi concetti sono emersi

più volte ed è con gioia che i partecipanti

li hanno accolti sentendosi

sostenuti dalla Chiesa, così viva e presente

sulla grande spianata di Bresso.

Il messaggio del Papa ha voluto mettere

in luce la connessione tra l’esperienza

della famiglia e la vita

quotidiana nella società e nel mondo.

Personalmente questa emozionante

esperienza mi ha lasciato molta speranza

per un futuro migliore, affinché

le coppie intraprendano uno stile di

vita dedito al sociale tra tutti i Popoli

del mondo.”

Ernesto Mariani

“Quando Benedetto XVI celebrò la

sua prima S. Messa da Papa la nostra

famiglia si trovava a Roma con un’altra

famiglia amica, ed in quell’occasione

non lo abbiamo visto.

A distanza di poco meno di 10 anni

ci siamo ritrovati a vivere la Santa

Messa insieme a milioni di famiglie…

da tutto il mondo… ed anche questa

volta lo abbiamo visto solo sul maxi

schermo.

Ma quello che abbiamo vissuto domenica

è stata un’esperienza straordinaria…

la moltitudine delle “folle”,

i bambini, le famiglie amiche e non,

con le quali abbiamo camminato (o

corso) insieme, scherzato, partecipato

alla Messa in un inverosimile silenzio

di voci e di cuori, pronti ad

accogliere le parole del Santo Padre.

“Tu es Petrus” e su questa pietra fonderò

la mia Chiesa: la tua Chiesa, o Signore,

è viva e forte a distanza di

2000 anni.

E’ stata una grande festa… un plauso a

tutti gli organizzatori e, con un po’ di

orgoglio, al “nostro” don Norberto Valli.”

Jenny - Gianluca - Beatrice -

Lucrezia Bevilacqua

Carissimi fratelli e sorelle! Non trovo

le parole per ringraziarvi per questa

Chiesa Universale

festa in Dio! E per questo VII incontro

mondiale delle famiglie”.

Così papa Benedetto ci salutava domenica

3 giugno a Bresso dopo la

santa Messa. Io ho avuto la fortuna di

partecipare a questa grande festa con

il piccolo Leonardo nel settore disabili.

Prima dell’arrivo del Papa, attorniati

da tante famiglie (e da

gentilissimi volontari) abbiamo gioito

di appartenere alla Chiesa di Gesù. Vicino

a me tanti genitori che accudivano

con una tenerezza e una

dedizione toccante i loro ragazzi

“speciali”. Famiglie che hanno saputo

fare delle difficoltà di ogni giorno,

una risorsa di vita: solo così posso

spiegare il loro continuo sorriso e la

voglia di stare con gli altri. Queste

sono famiglie che sicuramente non

saliranno mai all’altare della santità,

ma già la stanno vivendo qui ogni

giorno accanto ai loro cari.

Grazie Benedetto per essere stato

con noi e per questa bella opportunità

che ci hai dato.”

Patrizia con Leonardo

“Ho saputo dell’incontro del Papa a

Milano dalla televisione italiana in Australia

e ho così programmato il mio

viaggio in Italia. Alla S. Messa di dome-

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duemiladodici

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nica mi hanno colpito soprattutto la

presenza di tanti giovani, di tante famiglie

e di così tanti fedeli tutti insieme

ad una celebrazione:

nemmeno quando venne Papa Giovanni

Paolo II a Sydney vidi una cosa

simile.”

Antoinette Valentini da Adelaide

- Australia ospite di una famiglia

della parrocchia di Sant’Ambrogio.

Patrizia Dell’Orto

Patrizia Mariani

UN’ESPERIENZA INDIMENTICABILE

Il VII incontro mondiale delle famiglie

si è concluso domenica 3 giugno

con un evento eccezionale: il raduno

di migliaia e migliaia di famiglie che

hanno partecipato e vissuto la solenne

Messa col Santo Padre Benedetto

XVI. Una festa così non ha

precedenti nella nostra diocesi.

Come parrocchiano, io avevo dato

l’adesione fin dai primi giorni di iscrizione

per partecipare all’evento. Si

aspettava l’arrivo di gente, tanta

gente da tutto il mondo. Come par-

GIUGNO-LUGLIO-AGOSTO

duemiladodici

Chiesa Universale

rocchia del Ceredo eravamo anche

pronti ad offrire ospitalità alle famiglie

(come da richiesta dell’organizzazione)

e già questo era un segno

evidente di apertura e comunione

con la “Chiesa”… Ho affiancato,

come ROL (responsabile organizzativo

locale), il decanato di Seregno

per preparare l’evento. Mi aspettavo

sinceramente una domenica diversa

dal solito, una domenica ricca di

gioia, entusiasmo, tra la gente che, in

un clima di festa, era pronta a dire: “Io

c’ero… quel giorno, con il Papa, io

C’ERO…” Inaspettatamente mi viene

chiesta dall’Ufficio Liturgico della

diocesi la disponibilità di dare il mio

contributo come Ministro Straordinario

dell’Eucaristia. Ho accettato questo

compito senza esitare per

contribuire, nel mio piccolo, alla riuscita

dell’evento. Ero, con altri Ministri,

sul posto già alle 6.30 e ho visto

arrivare una fiumana di gente contenta,

gioiosa, multicolore, genitori

con bambini anche piccoli, anziani in

carrozzina. C’era chi cantava, chi batteva

le mani, chi salutava, chi agitava

fazzoletti o cappellini… eravamo

tutti in attesa dell’arrivo del Santo

Padre. Molti di noi hanno dovuto accontentarsi

dei maxischermo per seguire

la cerimonia. Nonostante

questo sono stati momenti di intensa

spiritualità e partecipazione, e

quando mi sono avvicinato alla folla

per la distribuzione dell’Eucaristia,

ho provato una grande emozione

perché in quel momento mi sentivo

veramente un piccolo strumento

nelle mani del Signore che arrivava a

tutti, anche attraverso il mio gesto.

Ho capito che il Signore ha bisogno

di tutti, veramente tutti e quindi

anche di me per arrivare con la sua

Grazia a rinnovare il cuore delle persone

e la vita di fede di ogni nostra

famiglia. Al termine della celebrazione

si poteva leggere chiaramente

nei volti, negli occhi, nei gesti delle

persone la gioia di sentirsi parte attiva

della Chiesa e di aver gustato le

parole semplici ma toccanti del

Santo Padre. Ognuno è tornato alla

vita di sempre, ma… qualcosa è cambiato

in lui.

Paolo Pezzotta


Quando nello scorso mese di marzo

don Davide Milani, responsabile dell’Ufficio

comunicazioni sociali della

diocesi mi chiese, da volontario, se

volevo dargli una mano per il Family

2012, e in particolare nella settimana

della visita del Papa a Milano,

risposi immediatamente di sì. E mi

misi al lavoro praticamente dal

giorno dopo, con un impegno via

via crescente.

Ma non immaginavo di certo di dovere

e poter soprattutto vivere

(negli ultimi tre giorni anche con

mio fratello Maurizio) un’esperienza

unica, probabilmente irripetibile ma

sicuramente entusiasmante e quasi

incredibile, al di là dell’essere stata

quanto mai faticosa come non mi

era mai capitato nella mia pur lunga

attività professionale.

Dopo settimane di preparazione al

27° piano del Pirellone dove da due

anni era in attività il quartier generale

del Family 2012 con i settori

della Comunicazione, Organizzazione

e Volontari, don Davide a 20

giorni dall’inizio del VII Incontro

mondiale delle famiglie con la presenza

di Benedetto XVI mi ha affidato

un ulteriore compito:

l’organizzazione dei “pool”, ovvero

dei gruppi di operatori dei

media (giornalisti, fotoreporter,

cameramen, tecnici, commentatori

radio, web, tv, etc.) che avrebbero

seguito i diversi appuntamenti del

Papa (quasi una decina in tre

giorni).

In alcuni casi si trattava di pool

molto ristretti (10 persone alla fine

alla Scala, 8 per l’incontro con le autorità

in Arcivescovado, 30 a Linate

per l’arrivo del Santo Padre) in altri

un po’ più allargati (90 poi diventati

130 in piazza Duomo, 40 per l’incontro

con sacerdoti e religiose, 230

a San Siro, 340/350 a Bresso il sabato

sera e la domenica mattina).

Il tutto raccordandosi con la Sala

stampa vaticana che ha le sue procedure

e i suoi protocolli nonché

con il resto dell’organizzazione, soprattutto

sul fronte della sicurezza,

delle postazioni e degli spostamenti

dei giornalisti ammessi.

Il bello della vicenda è arrivato però

proprio negli ultimi dieci giorni

quando tutta la struttura di comunicazione

si è trasferita a Fiera Milano

City, dove è stata attivata la sala

stampa unitamente a centro accrediti

e ufficio stampa, un centinaio di

persone tra staff (un gruppo di ragazzi

e ragazze meravigliosi per passione

e capacità) e volontari di

supporto.

Lì infatti mi sono ritrovato a fronteggiare

qualcosa come 1300 e più

giornalisti accreditati e provenienti

da tutto il mondo, dalle più importanti

reti televisive nazionali e straniere

alle grandi agenzie

internazionali di fotoreporter, agli

inviati di quotidiani, riviste, settimanali

e via via sino ai collaboratori

delle più piccole testate locali.

Ciascuno con i propri desideri,

aspettative, esigenze, problemi: un

tour de force da lasciare quasi senza

fiato oltre che senza energie.

Ma allo stesso tempo la dimostrazione

toccata con mano, minuto per

minuto, dell’interesse mediatico che

l’incontro mondiale delle famiglie

stava suscitando, proprio come

aveva previsto lo stesso Benedetto

XVI nel chiedere alla diocesi di Milano,

dall’allora arcivescovo Tettamanzi

al suo successore Scola, di

Chiesa Universale

La mia esperienza di volontario nell’organizzazione

dei media di tutto il mondo che hanno seguito l’evento

Family 2012: il popolo di Dio visto dall’Ufficio Stampa

ospitarlo.

In un clima a tratti frenetico, soprattutto

dal pomeriggio di venerdì 1

giugno con l’arrivo del Papa, tutto

comunque si è svolto secondo il

programma e senza alcun intoppo

organizzativo, ma al contrario registrando

un successo memorabile in

termini di partecipazione dei fedeli

e in particolare proprio delle famiglie

che erano le protagoniste vere

e attese della kermesse.

La soddisfazione più grande, dopo le

emozioni dell’incontro con i cresimandi

allo stadio di San Siro, è stata

quella provata domenica mattina a

Bresso quando sono salito sulla piattaforma

della tribuna stampa dalla

quale la Rai trasmetteva in diretta la

Messa conclusiva: dall’alto ho potuto

vedere la marea sterminata di

famiglie (quel milione di persone e

forse più atteso) che con ogni

mezzo erano arrivate per vivere insieme

al Papa la celebrazione dell’Eucarestia.

In quel momento

l’immagine che mi ha attraversato la

mente è stata proprio quella del Popolo

di Dio radunato per ascoltare

la Sua Parola.

Il telefonino aveva cessato di squillare

dopo giorni ininterrotti di chiamate

dall’alba a notte, tutto era

ormai a posto: potevo anch’io partecipare

alla Messa.

Poi nel pomeriggio un breve quanto

intenso incontro ravvicinato con il

Papa, prima della sua partenza, per

sentirsi dire il “Grazie” più bello che

ha cancellato ogni fatica.

Luigi Losa

GIUGNO-LUGLIO-AGOSTO

duemiladodici

127


128

Biblioteca Capitolare “Paolo Angelo Ballerini”

Grazie alla donazione di Angelo Biella, fratello dell’insigne musicologo nativo di Seregno

La Biblioteca Capitolare “Paolo Angelo Ballerini”

si arricchisce di documenti su mons. Giuseppe Biella

Il materiale donato comprende cataloghi di dischi, composizioni musicali,

necrologi, la presentazione dell’Archivio Storico della Polifonica Ambrosiana,

citazioni su dizionari musicali, riproduzioni fotografiche e la riproduzione

della tesi discussa da R. Atzori sull’illustre nostro concittadino

Nuova donazione di materiale archivistico

alla Biblioteca Capitolare.

La Biblioteca Capitolare “Paolo Angelo

Ballerini” si conferma punto di

riferimento culturale della parrocchia,

grazie ad una nuova donazione

che ha arricchito il patrimonio archivistico

dell’Ente.

Si tratta del materiale relativo a

mons. Giuseppe Biella, insigne musicologo

della Diocesi di Milano, donato

dal fratello prof. Angelo Biella,

oltre ad un ritratto del prelato, opera

di L. Ielmini, datato 1956.

Mons. Giuseppe Biella nasce a Seregno

il 1° dicembre 1906. A 11 anni

entra nel Seminario di San Pietro Martire,

dove, oltre ai brillanti risultati

nelle discipline sacre, manifesta una

precoce propensione per la musica,

e viene indirizzato allo studio del pianoforte.

Frequenta anche il Maestro

Ettore Pozzoli ed il Maestro Bas, che

fu il suo punto di riferimento. Nel

1929 il Biella viene ordinato sacerdote

e assegnato alla parrocchia di

San Michele in Precotto a Milano,

dove fonda il coro parrocchiale, che,

sotto la sua direzione, si segnala subito

per la sua perizia. Nel 1931-34

don Biella frequenta inoltre la “Scuola

Superiore di Musica Sacra” (oggi

“Pontificio Istituto Ambrosiano di

Musica Sacra”), dove studia paleografia

e canto gregoriano ed ambrosiano.

Trasferito in San Babila nel

1941, vi organizza un altro piccolo

coro. Nel 1951 è nominato canonico

di Sant’Ambrogio e rettore di San Bernardino

alle Monache. In quell’anno

fonda la Polifonica Ambrosiana, coro

GIUGNO-LUGLIO-AGOSTO

duemiladodici

che ben presto raggiungerà risultati

di eccellenza, con numerosi concerti

di livello internazionale. All’attività di

direttore, mons. Biella affianca quella

di musicologo, frequentando i principali

archivi, con attenzione al repertorio

medievale. Nel 1955 assume

l’insegnamento di direzione e interpretazione

corale alla “Scuola Superiore

di Musica Sacra”. Nel 1956

riapre la rivista “Musica Sacra”. Il 7 dicembre

1958 riceve l’Ambrogino

d’Oro dal Comune di Milano. Colpito

da improvviso malore, muore, dopo

breve malattia, l’8 dicembre 1967.

Il contributo documentario donato

alla Capitolare comprende una riproduzione

della tesi di Magistero

di Roberto Atzori (“Mons.

Giuseppe Biella: un Maestro”)

discussa presso il Pontificio Istituto

di Musica Sacra nell’anno

Accademico 1988-89, oltre ad

alcuni documenti privati della

Famiglia Biella: 1) Catalogo dei

dischi della Polifonica Ambrosiana,

2) Composizioni musicali

di don Giuseppe Biella (Il frontespizio

e le prime due pagine

di spartito de “La leggenda

dell’angelo bianco”), 3) Necrologi

tratti da vari quotidiani e

periodici, 4) Presentazione

dell’Archivio Storico della Polifonica

Ambrosiana (Progetto di

ricerca promosso e coordinato

dall’Università degli Studi di Milano,

5) Citazioni su dizionari

musicali, 6) Riproduzione fotografica

della lapide commemorativa

dell’insigne scrittore

(nonché amico di mons. Biella) Riccardo

Bacchelli nella chiesa di San

Bernardino alle Monache, a Milano,

7) Fotocopia dell’attestato di conferimento

della medaglia d’oro del Comune

di Milano alla Polifonica

ambrosiana.

Il materiale è ora collocato nell’Archivio

Capitolare, a disposizione

degli studiosi, per far conoscere

sempre più una illustre, ma ancora

poco nota figura, che ha onorato il

nostro territorio per i suoi meriti

culturali.

Enrico Mariani


Comunità pastorale Maria Madre della Chiesa

“La continuità deve stare alla base dell’inizio di un nuovo cammino,

che deve continuare dove già molti hanno lavorato prima”

Monsignor Molinari: “Ascolto, comunione, speranza”

Tre “parole d’ordine” nel primo incontro del nuovo prevosto col Consiglio pastorale

della Comunità Maria Madre della Chiesa e col Consiglio per gli Affari economici

Una serata particolare è stata quella

vissuta dal consiglio pastorale e per gli

affari economici della comunità pastorale

“Maria Madre della Chiesa” che lunedì

4 giugno in casa prepositurale

hanno incontrato mons. Bruno Molinari

che dal 1° luglio sarà il nuovo responsabile

della comunità pastorale.

Per permettere a mons. Bruno una

prima conoscenza dei membri del

consiglio, mons. Motta ha invitato i

consiglieri a presentarsi specificando

gli ambiti del loro impegno.

Mons. Molinari ha quindi raccontato le

tappe del suo cammino, coadiutore ad

Albiate, parroco a Bovisio Masciago, Vicario

episcopale della zona pastorale

di Lecco e ultima la nomina di responsabile

della comunità seregnese.

Per offrire al nuovo arrivato una panoramica

della comunità, Agostino

Silva ha ripercorso le diverse tappe,

dalle origini delle singole parrocchie

alla recente costituzione della comunità

pastorale, con tutte le perplessità

e gli interrogativi che hanno accompagnato

e accompagnano tuttora

questo cammino in evoluzione.

E’ seguita quindi da parte di Antonio

Colzani una breve relazione sulla situazione

economica in base ai resoconti

consegnati in Curia.

Ha preso quindi la parola mons. Molinari

il quale ha proposto alcune parole

chiave che stanno all’inizio del

suo cammino.

“Innanzitutto il desiderio di porsi soprattutto

in ascolto delle persone, di

quello che si vive dentro la comunità e

nelle singole parrocchie. Ma siamo dentro

una città – ha detto – e quindi è importante

secondo me avere un ascolto

e un’attenzione delle realtà della città.

Dalla città lo sguardo e l’attenzione si

devono allargare poi al decanato, alla

zona pastorale, alla Diocesi, alla

Chiesa italiana e mondiale.

Sento proprio questa necessità – ha

ribadito più volte – di ascoltare”.

Accanto al desiderio di ascolto mons.

Molinari ha sottolineato l’importanza

della comunione tra i sacerdoti, innanzitutto;

“le comunità che funzionano

– ha ribadito – sono quelle

dove i sacerdoti vanno d’accordo”.

Ma anche comunione tra preti e laici,

comunione tra i laici, comunione dentro

le parrocchie e tra le parrocchie.

Ha quindi invitato, mentre ci avviciniamo

all’anno della fede, a ritrovare

il primato della fede, della vita spirituale

senza mai perdere la speranza.

“Guai a noi – ha detto – se diciamo

“ormai”, dobbiamo avere sempre speranza

nel guardare avanti.

Avere segni di speranza vuol dire investire

sui giovani e sulle famiglie. Speranza

è la missione, è lo sguardo di una

Chiesa sempre più missionaria, speranza

è il mistero della consolazione,

nello stare accanto a tutti coloro che

soffrono e lottano nella vita di ogni

giorno (malati, poveri, anziani…)”

Mons. Molinari si è poi soffermato

sulla parola “continuità” che deve

stare alla base dell’inizio di un nuovo

cammino. Nulla inizia e nulla finisce

con chi arriva, ma è un cammino che

deve continuare dove già molti

hanno lavorato prima.

“Dobbiamo coltivare una vigna - ha

detto – che non è nostra, ma è del Signore”.

Al termine i consiglieri hanno salutato

mons. Silvano Motta che a fine

giugno lascerà la nostra città per continuare

il suo ministero pastorale a

servizio dei sacerdoti anziani e malati

della zona di Lecco.

Patrizia Dell’Orto

GIUGNO-LUGLIO-AGOSTO

duemiladodici

129


130

Il concittadino don Carlo Cattaneo,

ha ricordato il suo 25mo di ordinazione

sacerdotale, domenica 10 giugno,

festa del Corpus Domini, in

basilica san Giuseppe. Due i momenti

significativi: la concelebrazione

della Messa solenne delle 10

con i monsignori Silvano Motta, prevosto

e Luigi Schiatti, e alle 20.30

presiedendo la funzione Eucaristica

che si è svolta all’interno della basilica,

in luogo della processione per

le strade del centro città, causa maltempo.

All’omelia durante la Messa,

prendendo spunto dalla festa del

Corpus Domini ha detto che “è una

delle realtà più misteriose e fondamentali

della fede cattolica. E’ la celebrazione

della certezza che Gesù,

GIUGNO-LUGLIO-AGOSTO

duemiladodici

Basilica San Giuseppe

Nella solennità del Corpus Domini, durante la Messa delle 10 e presiedendo

la funzione dell’Eucaristia, in serata, in basilica san Giuseppe

Don Carlo Cattaneo, prevosto di Agno

ha ricordato i 25 anni di ordinazione

Il concittadino nativo del quartiere San Rocco, è dottore in teologia

con una tesi sul patriarca Paolo Angelo Ballerini

Don Carlo Cattaneo, prevosto di Agno (Canton Ticino) assieme ai monsignori

Silvano Motta e Luigi Schiatti (foto Volonterio).

il figlio di Dio, nato da donna, crocifisso,

morto e risorto, è presente nel

pane e nel vino dell’altare”. Si è chiesto:

“a cosa serve e perché l’Eucaristia?”

Ha risposto che “non possiamo

vivere senza coltivare questa dimensione

del rendere grazie, del ringraziamento,

della gratitudine. Nel

nostro contesto culturale corriamo

il rischio di dimenticare che la vita

è dono, come è dono la presenza del

Signore nell’Eucaristia. Noi dobbiamo

dire, grazie Signore, per la vita

che ci hai dato, per il sole, i monti,

l’acqua e l’aria, l’intelligenza e

l’amore”.

Don Carlo Cattaneo è nato in città il

14 marzo 1959, nel 1977 ottiene la

maturità magistrale al Ciceri di

Como, quindi per tre anni frequenta

la facoltà di magistero all’università

Cattolica di Milano insegnando contemporaneamente

educazione musicale.

Nel 1981 è vicerettore e

insegnante elementare al collegio

arcivescovile De Amicis di Cantù .

Nel 1981 entrava nel seminario teologico

della diocesi di Lugano con

sede a Friburgo e lo stesso anno si

iscriveva alla facoltà di teologia

dell’università Cattolica di Friburgo

dove, nel 1986, otteneva la licenza

in teologia.

Lo stesso anno veniva nominato vicario

cooperatore della parrocchia

di Minusio e nel 1987 ordinato sacerdote.

Nel 1990 otteneva «summa

cum laude» il grado di dottore in

teologia con una tesi su Paolo Angelo

Ballerini arcivescovo «impedito»

di Milano sotto la direzione di

padre Guy Th. Bedouelle o. p. Nel

1992 conseguiva, a pieni voti, il diploma

in archivistica alla scuola vaticana.

Nel marzo 1994 veniva

nominato dal vescovo di Como, Alessandro

Maggiolini, perito storico

per la causa di canonizzazione di

madre Giovannina Franchi. Nel settembre

1994 riceveva la nomina a

parroco di Gravesano, Bedano e

Manno. Nel 1997 gli veniva affidata

la cattedra di storia della Chiesa alla

facoltà teologica di Lugano. Dal

1994 al 1998 è stato membro della

commissione diocesana d’arte sacra

e attualmente della commissione

diocesana di musica sacra e membro

di nomina vescovile del consiglio

presbiterale.

Nel 2003 era nominato dal cardinale

Dionigi Tettamanzi, perito storico


Con un gruppo di amici, don Cattaneo, festeggia in penitenzeria

della basilica il venticinquesimo di ordinazione

sacerdotale (foto Volonterio).

per la causa di canonizzazione di padre Carlo Salerio

(Pime).

Nel 2007 collaborava, come perito storico, alla postulazione

della causa di canonizzazione del servo di Dio,

Aurelio Bacciarini, amministratore apostolico di Lugano

e primo successore del beato Luigi Guanella.

Il 21 settembre 2008 faceva il suo ingresso ufficiale come

prevosto della basilica collegiata di Agno. La pieve di

Agno, di antichissima fondazione, comprendeva il territorio

che dal Monte Ceneri arrivava fino a Marchirolo (Va).

STATISTICA PARROCCHIALE APRILE

Paolo Volonterio

BATTESIMI

Gioia Ginevra Cantisani, Ginevra Frieri, Linda Tavecchia,

Jacopo Di Cosimo, Mattia Ferretti, Beatrice Mariani, Kullmann

Adam, Alessandro Cajani, Ottavia Vismara, Valerio

Besan Vadim, Victoria Ostrowska, Francesca Longoni, Leonardo

Martorella, Lorenzo d’Apolito, Viola Tagliabue, Benedetta

Re, Gioia Regazzi, Edoardo Morandi, Edoardo

Dell’Orto, Simone Aramini.

Totale anno: 47

MATRIMONI

Alessio Mannino e Cosima Galdi, Francesco Perlini e Manuela

Santambrogio, Andrea Santambrogio e Silvana d’Apolito,

Stefano Santicioli e Vilma Marilù Levia Gonzales,

Alessandro Marrocco e Valeria Rita Falsone, Marco Redaelli

Basilica San Giuseppe

SOTTOSCRIZIONE

“Il grazie a mons. Silvano Motta

è la mia offerta per via Cavour”

Buste del grazie Euro 1.850,00

Ammalati diversi Euro 585,00

A.C.R. Euro 350,00

Pellegrini Caravaggio Euro 330,00

Dosso Euro 90,00

Terza Età decanato Euro 350,00

Terza Età Basilica Euro 300,00

N.N. Euro 100,00

Cortile Liett Euro 140,00

N.N. Euro 200,00

Consorelle S. Vincenzo Euro 300,00

N.N. Euro 500,00

N.N. Euro 500,00

e Arianna Frontino, Orazio Farinato e Giulia Colombo.

Totale anno: 11

DEFUNTI

Antonia Pellegatta (89 anni), Anita Sicori (98 anni), Enrichetta

Arioni (90 anni), Francesco Dell’Orto (83 anni),

Francesco Parravicini (81 anni), Livia Caglio (88 anni), Virginia

Minotti (91 anni), Tina Burresi (84 anni), William Belloli

(93 anni), Teresa Gatti (89 anni), Rina Bianca Gonella

(90 anni), Simona Pellegatta (43 anni), Giordano Bisoni

(96 anni), Assunta Colombo (86 anni), Antonio Trabattoni

(79 anni), Angela Tortomasi (52 anni), Adele Riva (94

anni), Giannino Mariani (79 anni), Luisa Fossati (103

anni), Eugenia Cesana (80 anni), Enrica Ravasi (65 anni),

Roberto Frigerio (59 anni)

Totale anno: 86

GIUGNO-LUGLIO-AGOSTO

duemiladodici

131


132

Nell’ultimo mese è stata certamente la

visita del papa l’evento più significativo,

sia per il respiro mondiale che ha

portato con sé, sia per la gran quantità

di persone che ha coinvolto; tuttavia,

nel nostro piccolo, maggio ha visto due

appuntamenti consueti ma pur sempre

nuovi: la celebrazione delle Prime Comunioni

e delle Cresime. I due gruppi

molto numerosi (43 per la Prima Comunione,

52 per la Cresima) avevano

suscitato qualche apprensione per il sereno

svolgimento delle celebrazioni, temendo

che la troppa gente, non tutta

abituata a frequentare la chiesa, potesse

distogliere l’attenzione dal vero centro

delle due giornate: i due importanti sacramenti

del percorso di iniziazione

cristiana. Nonostante le preoccupazioni,

però, entrambe le celebrazioni si

sono svolte nella maniera migliore, con

calma, serietà, sobrietà e attenzione,

cosa che è stata notata e apprezzata soprattutto

dai ragazzi e dai loro genitori.

Molto interessante e stimolante è stato

l’intervento di mons. Sguaitamatti che

ha amministrato la Cresima: commentando

un mosaico della Pentecoste ha

richiamato con efficacia il significato e

la responsabilità, per i ragazzi e per gli

adulti, di un sacramento come la Cresima.

Per concludere, visto che da buoni

ambrosiani non siamo capaci fermarci

un attimo, siamo già arrivati all’oratorio

feriale. Con sorpresa il numero di

iscritti è stato di molto superiore agli

anni passati, tanto che siamo stati costretti

a chiudere le iscrizioni con una

settimana di anticipo. La cosa ha

creato disagio per diverse famiglie, ma

era proprio impossibile andare oltre

la soglia raggiunta di 270 iscritti. Al Ceredo

l’oratorio feriale dura “solo” per

quattro settimane, fino al 6 di luglio,

perché immediatamente dopo comin-

GIUGNO-LUGLIO-AGOSTO

duemiladodici

Parrocchia

San Giovanni Bosco al Ceredo

Prime Comunioni e Cresime: cerimonie “affollate” ma vissute con stile sobrio e partecipato

Estate a pieni giri aspettando la festa patronale

Boom di iscritti all’oratorio feriale, alle vacanze per i ragazzi e a quella per le famiglie:

occasioni di crescita per piccoli e grandi

ciano i tre turni di vacanze per i ragazzi

di Ceredo e S. Valeria. Il primo

turno è per i ragazzi di terza e quarta

elementare e sarà a Cremeno, dal 10

al 14 luglio. Il secondo è per i ragazzi

di quinta elementare, prima e seconda

media, dal 14 al 21 luglio a Terento

(BZ) all’inizio della Val Pusteria. Il

terzo, nel medesimo luogo, è per i ragazzi

di terza media e delle superiori,

dal 21 al 28 luglio. Se per l’oratorio

estivo siamo assolutamente e senza

eccezioni al completo, per le vacanze

ci sono ancora dei posti disponibili. A

S. Valeria invece, l’oratorio feriale continua

per sette settimane fino al 27 lu-

glio. Sempre in tema di vacanze vorrei

segnalare anche l’esperienza delle vacanze

delle famiglie, dal 4 all’11 agosto

a Villabassa (Bz) sempre nella

splendida cornice della Val Pusteria.

Anche in questo caso, però, non ci

sono più posti disponibili.

Terminato tutto questo, saremo già al

tempo della festa patronale, che sarà

dal 9 al 16 settembre. Il programma

dettagliato della festa sarà disponibile

dai prossimi giorni.

Le due celebrazioni della Prima Comunione e della Cresima.

Don Sergio Dell’Orto

Vicario C.P.


Cari fratelli e sorelle,

«La famiglia, il lavoro e la festa»: è

stato questo il tema del Settimo Incontro

Mondiale delle Famiglie, che

si è svolto nei giorni scorsi a Milano.

Porto ancora negli occhi e nel cuore

le immagini e le emozioni di questo

indimenticabile e meraviglioso

evento, che ha trasformato Milano in

una città delle famiglie: nuclei familiari

provenienti da tutto il mondo,

uniti dalla gioia di credere in Gesù

Cristo. Sono profondamente grato a

Dio che mi ha concesso di vivere

questo appuntamento «con» le famiglie

e «per» la famiglia. In quanti mi

hanno ascoltato in questi giorni ho

trovato una sincera disponibilità ad

accogliere e testimoniare il «Vangelo

della famiglia». Sì, perché non c’è futuro

dell’umanità senza la famiglia; in

particolare i giovani, per apprendere

i valori che danno senso all’esistenza,

hanno bisogno di nascere e di crescere

in quella comunità di vita e di

amore che Dio stesso ha voluto per

l’uomo e per la donna.

L’incontro con le numerose famiglie

provenienti dai diversi Continenti mi

ha offerto la felice occasione di visitare

per la prima volta come Successore

di Pietro l’Arcidiocesi di Milano.

Mi hanno accolto con grande calore

- di cui sono profondamente grato - il

Cardinale Angelo Scola, i presbiteri e

i fedeli tutti, come pure il Sindaco e

le altre Autorità. Ho così potuto sperimentare

da vicino la fede della po-

Chiesa Universale

Benedetto XVI ripercorre le tappe della sua visita nel cuore della Diocesi di Milano

durante la catechesi di mercoledì 6 giugno in piazza San Pietro

Tre giorni indimenticabili all’insegna della famiglia

«Da Milano è stato lanciato a tutto il mondo un messaggio di speranza:

è possibile e gioioso vivere l’amore fedele, per sempre; è possibile partecipare

come famiglie alla missione della Chiesa ed alla costruzione della società»

polazione ambrosiana, ricca di storia,

di cultura, di umanità e di operosa carità.

Nella piazza del Duomo, simbolo

e cuore della Città, c’è stato il primo

appuntamento di questa intensa visita

pastorale di tre giorni. Non posso

dimenticare l’abbraccio caloroso

della folla dei milanesi e dei partecipanti

al VII Incontro Mondiale delle

Famiglie, che mi ha accompagnato

poi lungo tutto il percorso della mia

Visita, con le strade gremite di gente.

Una distesa di famiglie in festa, che

con sentimenti di profonda partecipazione

si è unita in particolare al

pensiero affettuoso e solidale che ho

voluto da subito rivolgere a quanti

hanno bisogno di aiuto e di conforto,

e sono afflitti da varie preoccupazioni,

specialmente alle famiglie più

colpite dalla crisi economica e alle

care popolazioni terremotate. In questo

primo incontro con la Città ho

voluto anzitutto parlare al cuore dei

fedeli ambrosiani, esortandoli a vivere

la fede nella loro esperienza personale

e comunitaria, privata e

pubblica, così da favorire un autentico

«ben-essere», a partire dalla famiglia,

che va riscoperta quale

patrimonio principale dell’umanità.

Dall’alto del Duomo, la statua della

Madonna con le braccia spalancate

sembrava accogliere con tenerezza

materna tutte le famiglie di Milano e

del mondo intero!

Milano mi ha riservato poi un singolare

e nobile saluto in uno dei luoghi

più suggestivi e significativi della

Città, il Teatro alla Scala dove sono

state scritte pagine importanti della

storia del Paese, sotto l’impulso di

GIUGNO-LUGLIO-AGOSTO

duemiladodici

133


134

grandi valori spirituali e ideali. In questo

tempio della musica, le note della

Nona Sinfonia di Ludwing van Beethoven

hanno dato voce a quell’istanza

di universalità e di fraternità,

che la Chiesa ripropone instancabilmente,

annunciando il Vangelo. E proprio

al contrasto tra questo ideale e i

drammi della storia, e all’esigenza di

un Dio vicino, che condivida le nostre

sofferenze, ho fatto riferimento

alla fine del concerto, dedicandolo ai

tanti fratelli e sorelle provati dal terremoto.

Ho sottolineato che in Gesù

di Nazaret Dio si fa vicino e porta

con noi la nostra sofferenza. Al termine

di quell’intenso momento artistico

e spirituale, ho voluto fare

riferimento alla famiglia del terzo millennio,

ricordando che è in famiglia

che si sperimenta per la prima volta

come la persona umana non sia

creata per vivere chiusa in se stessa,

ma in relazione con gli altri; ed è in

famiglia che si inizia ad accendere

nel cuore la luce della pace perché illumini

questo nostro mondo.

All’indomani, nel Duomo gremito di

sacerdoti, religiosi e religiose, e seminaristi,

alla presenza di molti Cardinali

e di Vescovi che hanno raggiunto

Milano da vari Paesi del mondo,ho

celebrato l’Ora Terza secondo la liturgia

ambrosiana. Là ho voluto ribadire

il valore del celibato e della verginità

consacrata, tanto cara al grande

sant’Ambrogio. Celibato e verginità

nella Chiesa sono un segno luminoso

dell’amore per Dio e per i fratelli, che

parte da un rapporto sempre più intimo

con Cristo nella preghiera e si

esprime nel dono totale di se stessi.

Un momento carico di grande entu-

GIUGNO-LUGLIO-AGOSTO

duemiladodici

Chiesa Universale

siasmo è stato poi l’appuntamento

allo stadio «Meazza», dove ho sperimentato

l’abbraccio di una moltitudine

gioiosa di ragazzi e ragazze che

quest’anno hanno ricevuto o stanno

per ricevere il Sacramento della Cresima.

L’accurata preparazione della

manifestazione, con significativi testi

e preghiere, come pure coreografie,

ha reso ancora più stimolante l’incontro.

Ai ragazzi ambrosiani ho rivolto

l’appello a dire un «sì» libero e

consapevole al Vangelo di Gesù, accogliendo

i doni dello Spirito Santo che

permettono di formarsi come cristiani,

di vivere il Vangelo e di essere

membri attivi della comunità. Li ho

incoraggiati ad essere impegnati, in

particolare nello studio e nel servizio

generoso al prossimo.

L’incontro con le rappresentanze

delle autorità istituzionali, degli imprenditori

e dei lavoratori, del

mondo della cultura e dell’educazione

della società milanese e lombarda,

mi ha permesso di evidenziare

l’importanza che la legislazione e

l’opera delle istituzioni statali siano a

servizio e a tutela della persona nei

suoi molteplici aspetti, a cominciare

dal diritto alla vita, di cui non può

mai essere consentita la deliberata

soppressione, e dal riconoscimento

dell’identità propria della famiglia,

fondata sul matrimonio tra un uomo

e una donna.

Dopo questo ultimo appuntamento

dedicato alla realtà diocesana e cittadina,

mi sono recato alla grande area

del Parco Nord, in territorio di

Bresso, dove ho preso parte alla coinvolgente

Festa delle Testimonianze

dal titolo «One world, family,

love».Qui ho avuto la gioia di incontrare

migliaia di persone, un arcobaleno

di famiglie italiane e di tutto il

mondo, già riunite dal primo pomeriggio

in un’atmosfera di festa e di calore

autenticamente familiare.

Rispondendo alle domande di alcune

famiglie, domande scaturite dalla loro

vita e dalle loro esperienze, ho voluto

dare un segno del dialogo aperto che

esiste tra le famiglie e la Chiesa, tra il

mondo e la Chiesa. Sono stato molto

colpito dalle testimonianze toccanti

di coniugi e figli di diversi Continenti,

sui temi scottanti dei nostri

tempi: la crisi economica, la difficoltà

di conciliare i tempi del lavoro con

quelli della famiglia, il diffondersi di

separazioni e divorzi, come anche interrogativi

esistenziali che toccano

adulti, giovani e bambini. Qui vorrei

ricordare quanto ho ribadito a difesa

del tempo della famiglia, minacciato

da una sorta di «prepotenza» degli impegni

lavorativi: la domenica è il

giorno del Signore e dell’uomo, un

giorno in cui tutti devono poter essere

liberi, liberi per la famiglia e liberi

per Dio. Difendendo la

domenica, difendiamo la libertà

dell’uomo!

La Santa Messa di domenica 3 giugno,

conclusiva del VII Incontro Mondiale

delle Famiglie, ha visto la

partecipazione di una immensa assemblea

orante, che ha riempito

completamente l’area dell’aeroporto

di Bresso, diventata quasi una grande

cattedrale a cielo aperto, anche grazie

alla riproduzione delle stupende

vetrate policrome del Duomo che

spiccavano sul palco. Davanti a quella

miriade di fedeli, provenienti da diverse

Nazioni e profondamente par-


tecipi della liturgia

molto ben curata, ho

lanciato un appello a

edificare comunità ecclesiali

che siano sempre

più famiglia,

capaci di riflettere la

bellezza della Santissima

Trinità e di evangelizzare

non solo con

la parola, ma per irradiazione,

con la forza

dell’amore vissuto,

perché l’amore è

l’unica forza che può

trasformare il mondo.

Inoltre, ho sottolineato

l’importanza

della «triade» famiglia,

lavoro e festa. Sono tre

doni di Dio, tre dimensioni

della nostra esistenza

che devono

trovare un armonico

equilibrio per costruire

società dal

volto umano.

Sento profonda gratitudine per queste

magnifiche giornate milanesi. Grazie

al Cardinale Ennio Antonelli e al

Pontificio Consiglio per la Famiglia, a

tutte le Autorità, per la loro presenza

e collaborazione all’evento; grazie

anche al Presidente del Consiglio dei

Ministri della Repubblica Italiana per

aver partecipato alla Santa Messa di

Domenica. E rinnovo un «grazie» cordiale

alle varie istituzioni che hanno

generosamente cooperato con la

Santa Sede e con l’Arcidiocesi di Milano

per l’organizzazione dell’Incontro,

che ha avuto grande successo

pastorale ed ecclesiale, come pure

vasta eco in tutto il mondo. Esso, in-

fatti, ha richiamato a Milano oltre un

milione di persone, che per diversi

giorni hanno pacificamente invaso le

strade, testimoniando la bellezza

della famiglia, speranza per l’umanità.

L’Incontro mondiale di Milano è risultato

così un’eloquente «epifania»

della famiglia, che si è mostrata nella

varietà delle sue espressioni, ma

anche nell’unicità della sua identità

sostanziale: quella di una comunione

d’amore, fondata sul matrimonio e

chiamata ad essere santuario della

vita, piccola Chiesa, cellula della società.

Da Milano è stato lanciato a

tutto il mondo un messaggio di speranza,

sostanziato di esperienze vissute:

è possibile e gioioso, anche se

Chiesa Universale

impegnativo, vivere l’amore fedele,

«per sempre», aperto alla vita; è possibile

partecipare come famiglie alla

missione della Chiesa ed alla costruzione

della società. Grazie all’aiuto di

Dio e alla speciale protezione di

Maria Santissima, Regina della Famiglia,

l’esperienza vissuta a Milano sia

apportatrice di frutti abbondanti al

cammino della Chiesa, e sia auspicio

di una accresciuta attenzione alla

causa della famiglia, che è la causa

stessa dell’uomo e della civiltà. Grazie.

Papa Benedetto XVI

GIUGNO-LUGLIO-AGOSTO

duemiladodici

135


136

Col dr. Agostino Silva ho partecipato

al congresso teologico pastorale che

ha preceduto l’incontro col Papa e

che aveva il compito di approfondire

la riflessione sul tema Famiglia,

lavoro e festa. Il tema è stato presentato

da diverse relazioni plenarie

nelle tre mattinate e da molteplici

sessioni parallele divise per temi ed

interessi. Impossibile dunque tracciare

una cronaca di un evento così

vasto.

Delle relazioni generali sottolineo il

fascino della “lezione” tenuta dal

card. Gianfranco Ravasi che ha definito

la famiglia descrivendola con la

metafora della casa, le sue fondamenta,

i muri e le stanze che la compongono.

La famiglia come frutto

della creazione è anche la famiglia

costruzione degli uomini nelle diverse

culture, illuminata dalla rivelazione

biblica. Il rapporto uomo

donna è il fondamento della casa e

la relazione genitori figli sono le

mura che la slanciano verso l’alto e

il futuro. La gratuità dell’amore vicendevole

è il valore che costituisce

e mantiene i legami famigliari. E’

GIUGNO-LUGLIO-AGOSTO

duemiladodici

Chiesa Universale

Il congresso celebrato dal 30 maggio al 1° giugno presso la Mi.Co. della Fiera di Milano

Famiglia festa e lavoro a Congresso

Una fucina di idee ed esperienze da trasformare in buone pratiche

emerso anche dalla

relazione appassionatadell’economista

Luigino Bruni,

che ha riportato la

Gratuità al centro

della dimensione

anche economica

della famiglia e della

società. Niente paghette,

in famiglia si

impara a servire gratuitamente,

guerra

alla pubblicità diretta

ai minori,

bando ai videopoker

e a tutte le seduzioni

del gioco d’azzardo. Così

l’economista della Bicocca è sceso

anche su un terreno pedagogico e

giuridico molto concreto. Il Cardinale

di Boston O’Malley invece ha

offerto una riflessione appassionata

sul valore della Domenica e della

Messa per i cristiani. Riscoprirlo e viverlo

è un dovere essenziale della

nostra identità.

Delle sessioni parallele pomeridiane

mi piace ricordare quella dedicata

alla armonizzazione di lavoro e famiglia,

con la presentazione

di

diverse esperienze

a livello

internazionale

che mostrano

come sia possibile

organizzare

una azienda con

stile “amichevole”

verso la famiglia,

e questo

senza danneggiare

il profitto,

anzi. Un imprenditore

italiano

del settore della pasta ha portato

una testimonianza eccezionale di

come abbia osato nella sua azienda

aumentare lo stipendio ai dipendenti

dopo che si era accorto che

era impossibile tirare la fine del

mese con quello che prendevano.

Tra mille difficoltà (da fisco e dai sindacati

stessi) è riuscito a realizzare

un clima aziendale di maggiore responsabilità

e partecipazione e ad

aumentare il fatturato del suo pastificio.

Un esempio che si dovrebbe

seguire.

Tanti spunti dunque che invito ad

approfondire sulla apposita pagina

del sito della fondazione

www.family2012.com ancora attivo

e sugli organi di stampa specializzati.

Ma anche un’occasione

di incontri e convivenza fianco a

fianco con persone provenienti da

tutti i continenti uniti dagli ideali

comuni del Vangelo e dal desiderio

di migliorare il mondo.

Don Paolo Ciotti


Questo racconto autobiografico di

conversione presenta un processo

di trasformazione del Sé dell’autore

il quale, partendo dalla spinta alla ricerca

del successo in montagna,

poco alla volta impara a fare l’esperienza

del limite (amici e colleghi

morti, responsabilità dei legami familiari)

che lo apre alla ricerca di quel

divino che un tempo aveva abbandonato

come esperienza ipocrita e

convenzionale.

Nello snodarsi della trama degli avvenimenti,

imperniata intorno al

progetto di cercare Dio mediante la

salita su sette cime lombarde, il Sé

dell’autore si allarga in senso verticale

e orizzontale. In senso verticale,

perché coglie progressivamente le

proprie emozioni e stati d’animo

come rivelativi di un soggetto nascosto,

il “regista” della vita, di cui porsi

in ricerca. In senso orizzontale, perché

dalla posizione di “solitario e vagabondo

delle vette”, o di dedizione

ad una “vita materialista”, l’autore si

accorge degli altri a partire dagli

amici, dalla famiglia (in particolare

dal ruolo paterno), per giungere alle

persone che si incontrano nella vita

quotidiana e ai poveri e diseredati

del mondo intero (dai bimbi del

Nepal che incontra nelle spedizioni

a quelli dei paese poveri che immagina).

Alla fine ha incontrato Dio sulle

cime? Se lo chiede lui stesso. L’incontro

con Dio c’è stato ma non

come risposta ad un programma stabilito

dal cercatore. Vi è stata un vera

trasformazione del suo desiderio. Incontra

Dio nei vari segni che scorge

nelle cime ma anche nella chiesetta

in piano a cui si sente chiamato dal

suono delle campane. Incontra Dio

nei dialoghi interiori con il crocifisso

sopra la diga in cui lavora e nel

cui amore per l’umanità peccatrice

progressivamente si identifica mediante

la sua condizione di padre. Incontra

Dio attraverso i cari che in

cima gli compaiono alla mente e

con i quali dialoga: moglie, figli, e

altri già defunti come il padre, la

madre e gli amici cari con cui ha

condiviso scalate ed imprese. Il Dio

di cui parla l’autore è una misteriosa

presenza che si concede a piccoli

sorsi e che prepara con cura il suo

cuore a vederlo con gli occhi

della fede e che ultimamente

di manifesta nel volto del crocifisso.

Il racconto ha un inizio, l’incontro

con le suore alle Cascate

dell’Acqua Fraggia, e ha

un termine, il racconto della

esperienza emotivamente

toccante della Confessione

sacramentale e della Partecipazione

alla Comunione eucaristica.

Dentro si snoda un

dialogo interiore e una ricerca

esteriore continua e

dettata dalla spinta verso

l’alto (le cime e la bellezza

del creato) e verso l’altro (il

prossimo) e l’Altro (il divino);

è una ricerca ricca di

slanci, pericoli, paure e sensi

di colpa, imprevisti da accettare

e programmi da modificare.

Il Sé viene plasmato da

questi imprevisti che lo

aprono ad un modo altro di

vedere le cose e gli fanno in-

Letture estive

Nel libro di Oreste Forno “L’altra montagna - quella che porta più in alto delle cime”

dalla ricerca del successo in montagna alla graduale riscoperta della dimensione divina:

storia di una grande trasformazione spirituale

Cercare Dio sulle cime: un’esperienza possibile e trasformante

L’incontro con Dio si manifesta in modo sorprendente: nei vari segni che scorge sulle vette,

ma soprattutto nelle cose e nei gesti più semplici e umili della vita quotidiana

tuire e sentire la dimensione del trascendente

che sta dietro il mondo

visibile della natura e degli affetti

umani.

Dopo l’ultimo evento la vita continua.

Ma ora è segnata in modo indelebile

dalla presenza del mistero

intuita, agognata e incontrata. Un incontro

che ha lasciato profondi

segni di apertura ed empatia verso

gli altri, dalla famiglia ai più lontani

e bisognosi. E’ la storia di una trasformazione

spirituale autentica.

Don Paolo Ciotti

GIUGNO-LUGLIO-AGOSTO

duemiladodici

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Il periodo che precede la pausa

estiva si presenta ancora pieno di importanti

avvenimenti.

Uno di questi eventi è la celebrazione

di un saluto che la comunità ecclesiale

di Seregno rivolge al suo pastore

mons. Silvano Motta. I saluti sono

sempre difficili, pieni di sentimenti

misti che comprendono la gratitudine,

la tristezza di una separazione

ma anche l’apertura ad un cammino

che procede in forme diverse e che

ogni volta ci presenta i nostri sacerdoti

come uomini che hanno scelto il

servizio, nella dedizione e nell’obbedienza.

A mons. Motta viene proposto

un nuovo incarico pastorale e tutti

noi desideriamo salutarlo e incoraggiarlo

nel modo giusto, affidando al Signore

le sue nuove responsabilità e

chiedendogli di continuare a portarci

con sé nella preghiera. Da seregnesi

abbiamo condiviso con lui molti anni

di attività, di iniziative e di vivacità ecclesiale.

Negli ultimi anni tutta la città

lo ha visto protagonista di una trasformazione

molto radicale dello schema

e dell’organizzazione delle nostre comunità

e della vita pastorale. Chi ha

lavorato più direttamente accanto a

lui si è reso conto delle numerose

scelte di responsabilità che sono state

compiute e dei tanti passaggi non facili

per accompagnare tutti noi a vivere

con forza e fiducia il

cambiamento. Anche per tutto questo

desideriamo che gli giunga la piena

gratitudine dei suoi più stretti collaboratori

e di tutti i fedeli. Il saluto non

può mancare a chi arriva, mons.

Bruno Molinari, che si stabilirà a Seregno

dal 1 luglio. Avremo modo di co-

GIUGNO-LUGLIO-AGOSTO

duemiladodici

Parrocchia Santa Valeria

Avvenimenti diversi ma concatenati alla vigilia dell’estate: ognuno è chiamato

a trarre buoni frutti dalle esperienze per vivere con slancio la propria fede

Nuovo prevosto, family e oratorio feriale: impegni per tutti

E’ iniziata per centinaia di ragazzi l’avventura dell’oratorio feriale:

un’esperienza che il cardinal Angelo Scola ha descritto al Santo Padre,

durante la recente visita a Milano, come importante momento educativo

noscerlo e di volergli bene. Fin da ora

rivolgiamo a mons. Molinari l’augurio

di essere tra noi l’uomo di Dio, nostra

guida e maestro nella complessità

della vita quotidiana.

Come evento eccezionale e davvero

ricaricante abbiamo vissuto la grande

esperienza dell’incontro mondiale

delle famiglie con il Santo Padre. Ci

siamo sentiti aiutati a rinsaldare la

fede, a rimotivare il nostro impegno,

a riprendere con più vigore il cammino

da credenti. Tutti noi abbiamo

vissuto sia direttamente che attraverso

i mezzi televisivi i principali

momenti di questa intensa settimana

di incontri, nella riflessione e nella

preghiera, culminata a Milano in una

tre giorni alla presenza di papa Benedetto

XVI. La nostra comunità parrocchiale,

così come tutta la diocesi

ambrosiana, si è aperta a tutto il

mondo, qui convenuto per riscoprire

insieme la fede in Gesù che fonda la

famiglia umana.

I nostri ragazzi hanno avuto la grande

opportunità di partecipare al megaraduno

presso lo stadio di San Siro

con il Papa, nel magnifico incontro

che ogni anno viene organizzato per

tutti i cresimandi della diocesi di Milano

con l’Arcivescovo e che quest’anno

ha avuto un particolare

valore anche per la presenza del

Santo Padre.

Durante la partecipazione alla Messa

a Bresso abbiamo respirato la mondialità

della Chiesa e ci siamo sentiti

parte di un’unica famiglia. Abbiamo

condiviso la gioia dell’incontro con

tante famiglie provenienti da ogni

parte d’Italia e del mondo. Qualcuno

ricorda ancora con commozione

anche i gesti più semplici vissuti nel

bagno di folla, durante le molte ore di

condivisione e di attesa, come lo

scambio dei foulard con i convenuti


da altri paesi.

Il Papa ci ha esortato con le sue parole

«ad accogliere e trasmettere concordi

le verità della fede; a vivere

l’amore reciproco e verso tutti, condividendo

gioie e sofferenze, imparando

a chiedere e concedere

perdono, valorizzando i diversi carismi

sotto la guida dei pastori». Ci ha

poi affidato il compito di «edificare

comunità ecclesiali che siano sempre

più famiglia», che sappiano testimoniare

«la forza dell’amore vissuto».

Siamo ritornati a casa pieni di entusiasmo

e con una gran voglia di riprendere

con impegno il cammino di

ogni giorno.

Ora bambini e ragazzi stanno vivendo

l’esperienza avvincente del-

STATISTICA PARROCCHIALE MAGGIO

BATTESIMI

Edoardo Rechichi, Noah Bresolin, Alessandro Grillo,

Edoardo Maspes, Bianca Mariani, Elisa Mirella Monguzzi,

Giada Bello, Manuel Bello.

Totale anno: 16

MATRIMONI

Daniele Scalera e Maria Rita La Rocca, Mauro Arena

e Ilaria Bonfanti.

Totale anno: 5

Parrocchia Santa Valeria

l’oratorio feriale. Dall’11 giugno ha

preso il via questa forte avventura

oratoriana che si protrarrà fino al 27

luglio. Come ogni anno si tratta di

una grande opportunità per vivere

gioia, preghiera, gioco e condivisione.

E’ soprattutto una significativa

esperienza di crescita, sia per gli animatori

che per i bambini e i ragazzi

che vi partecipano. Anche il nostro

Arcivescovo, card. Angelo Scola, ci ha

tenuto a sottolineare nel suo saluto

in piazza Duomo, rivolgendosi al

Papa appena giunto a Milano, quanto

la diocesi fa attraverso gli oratori per

l’educazione dei ragazzi e ha sottolineato

che ben quattrocentomila ragazzi

avrebbero, a breve, iniziato

l’esperienza dell’oratorio estivo.

L’oratorio feriale non sarebbe così intenso

e indimenticabile se all’allegra

faticaccia non contribuissero delle famiglie

davvero motivate, capaci di

mettersi al servizio non solo dei propri

figli, ma dell’intera comunità, con

un’attenzione particolare per chi fa

più fatica e si sente più solo, anche

tra i ragazzi. Di nuovo ricordando alcune

esortazioni che il Santo Padre ci

ha lasciato nell’incontro mondiale,

auspichiamo sempre più che nella

comunità cristiana le famiglie si alleino

per il bene, aiutandosi a vicenda,

alleviando reciprocamente le

fatiche dell’educazione dei figli, richiamandosi

e sostenendosi nella

gioia di vivere la fede.

Paola Landra

DEFUNTI

Rosa Galbiati Madre canossiana (90 anni), Francesco

Giussani (87 anni), Maria Bianconcini (90 anni), Grazia

Grassi (83 anni), Teresina Moro (76 anni), Isabella Colzani

(43 anni), Ewa Maria Wieczorek (58 anni), Anna Colciago

(71 anni), Angelo Tabarro (73 anni), Silvia Toppi

(80 anni), Luigia Natalina Parravicini Madre canossiana

(91 anni).

Totale anno: 31

GIUGNO-LUGLIO-AGOSTO

duemiladodici

139


140

Un altro monaco-sacerdote della “vecchia guardia”

ha lasciato la sua cella di via Stefano per i Cieli eterni

Dom Francesco Colzani laborioso come le sue api

rimpianto dagli ex allievi dell’istituto san Giuseppe

In abbazia la memoria di San Benedetto sarà ricordato domenica 15 luglio

Dom Francesco Colzani (foto Volonterio).

All’ora del vespro inoltrato, martedì

29 maggio, è serenamente spirato il

monaco benedettino olivetano dom

Francesco Colzani, al secolo Luigi, 91

anni, nato a Giussano il 2 febbraio

1921. Era monaco da 74 anni (7 agosto1938)

e ordinato sacerdote l’8 luglio

1945. Il sereno passaggio alla vita

eterna è avvenuto nella casa di riposo

del Piccolo Cottolengo di don Orione

di via Verdi, dov’era stato accolto

nell’ultimo tratto della sua lunga esistenza,

in cui l’assistenza specialistica

era garantita dalla presenza di medici

ed infermieri. La liturgia di suffragio è

stata celebrata in abbazia San Benedetto,

giovedì 31 maggio, alle 15, presieduta

dal priore dom Leo Kiskinis

assieme a tutti i suoi confratelli, alcuni

dei quali giunti da altri monasteri, unitamente

al prevosto monsignor Silvano

Motta e altri sacerdoti della città

e del decanato. La sua figura è stata ricordata

all’omelia dal priore conventuale

e anche dall’abate emerito dom

Valerio Cattana. La cara salma è stata

GIUGNO-LUGLIO-AGOSTO

duemiladodici

Abbazia San Benedetto

traslata nel camposanto

di Paina di Giussano

per espresso

desiderio dei familiari.

Alla parrocchia di

Paina è sempre stato

molto legato da vincoli

di amicizia e ricambiato

con affetto

anche dai suoi parenti.

Dom Francesco,

ha lasciato un ricordo

molto sentito nei vari

monasteri olivetani

dove ha trascorso la

sua vita come monaco

e sacerdote.

Dopo alcuni anni trascorsi

a Monte Oliveto Maggiore, era

stato inviato in Brasile nella città di Ribeirao

Preto, nello stato di San Paolo,

dove accanto al monastero è annessa

la grande parrocchia di Sant’Antonio,

svolgendo un intenso lavoro pastorale.

Nel

1964 rientrava

in Italia

destinato a Seregno

come

vice direttore

dell’istituto

san Giuseppe

(già orfanatrofio)

fino al

1970, per poi

passare definitivamente

nella comu-

nitàdell’abbazia dove ha

sviluppato

un’intensa attività

apiaria

tradizionale

tra i monaci, in tutti gli aspetti della

meravigliosa vita delle api che ha illustrato

a molte generazioni di scolari

che giungevano all’apiario di via Lazzaretto.

In città era conosciuto come

il “padre” delle api e il suo miele era

particolarmente apprezzato per la genuinità

del prodotto. Era rimasto

molto legato agli ex allievi dell’istituto

san Giuseppe che l’avevano scelto

come loro padre spirituale fino a qualche

mese prima della sua scomparsa.

E’ stato un monaco laborioso ma

prima di tutto impegnato nella preghiera,

nel servizio pastorale ai fedeli

che frequentano l’abbazia. Dal cielo,

sicuramente, continuerà ad occuparsi

del suo monastero e ottenga dal Signore

che altri monaci vengano a sostituirlo

e a continuare la sua opera sia

spirituale che materiale ridando impulso

e nuova vita al “suo” apiario.

Paolo Volonterio

Il coro di musica "Rejoice gospel choir" di Nova Milanese, con

il priore dom Leo Kiskinis, che ha chiuso il ciclo dei concerti

in abbazia il 26 maggio scorso, sotto il titolo di "Maggio musicale",

organizzato dal centro culturale san Benedetto (foto

Volonterio).


Da noi, nell’ultimo incontro del

Corso di preparazione alla celebrazione

del Matrimonio Cristiano si

parla di santità matrimoniale. È

sempre un argomento difficile da

far digerire quasi che la santità sia

una forma di ascetismo anacronistico

riservato a monaci, monache

o personaggi pieni di capacità miracolistiche.

Tutto diventa più interessante

quando, portando qualche

esempio, ci si accorge

che la santità a cui

gli sposi sono chiamati è

quel volersi bene che

loro sentono come la

cosa più bella per vivere

bene il loro affetto e per

realizzare il progetto

d’amore che hanno nel

cuore. Personalmente,

avendola conosciuta,

porto l’esempio della

santa Gianna Beretta

Molla. Ci sono altre testimonianze

che possono aiutarci a scoprire

e a vivere questa particolare

vocazione matrimoniale che la liturgia

chiama “nuova via della loro santificazione”.

È capitato proprio nei giorni scorsi.

Nella parrocchia di S. Carlo abbiamo

accolto le reliquie di due beati sposi

francesi: Zelia e Luigi Martin. È una

delle pochissime coppie che la

Chiesa ha riconosciuto in questo

grado di santità.

Non c’è stato un grande afflusso di

gente. Belle però le celebrazioni serali

con i sacerdoti della città, con le

famiglie e le coppie di fidanzati.

Sono rimasto ben impressionato

Comunità Pastorale San Luca

Una riflessione dopo aver accolto lo scorso 7 giugno nella

parrocchia di S. Carlo le reliquie dei beati sposi Zelia e Luigi Martin

Diventare santi in famiglia si può!

La loro testimonianza può aiutare tutti gli sposi ad accorgersi che la santità

a cui sono chiamati è quel volersi bene che sentono come la cosa più bella

per vivere e realizzare il progetto d’amore che hanno nel cuore

dalle parole di p. Antonio Sangalli che

accompagnava la peregrinatio di queste

reliquie.

… La beatificazione dei coniugi Martin

ci ricorda con forza che la santità

è compatibile con una vita ordinaria.

I Martin hanno vissuto una vita molto

semplice: sono stati contenti di allevare

le loro cinque figlie e di lavorare

per garantire loro un futuro. Non prevedevano

in alcun modo che tutte di-

ventassero religiose. Hanno sofferto,

come molti genitori, per il carattere

difficile di una loro figlia.

Zelia morì a quasi 46 anni di cancro

al seno e Luigi trascorse più di tre

anni in uno ospedale psichiatrico. Sì,

la santità può fiorire anche in una famiglia

dove il padre perde la testa.

… Avevano messo alla base del loro

cammino spirituale il comandamento

di “amare Dio con tutto il cuore…” e

la consapevolezza che “tutto concorre

al bene di coloro che amano

Dio”. Ed erano pienamente convinti

della continua presenza di Dio nella

loro vita, una presenza chiamata

Provvidenza.

Quando la morte portò via uno dei

loro bambini, lo strazio non impedì a

Luigi e Zelia di riconoscere in questa

terribile prova “la santa volontà di

Dio”. Alla fine della sua vita Zelia accettò

di recarsi in pellegrinaggio a

Lourdes: “Se non sarò guarita –

scrisse – cercherò di cantare lo stesso

al ritorno”.

… Anche loro si sentivano peccatori.

Per questo si confessavano regolarmente

e riconoscevano

i loro fallimenti. Il 26

febbraio 1876, un anno

e mezzo prima di morire,

Zelia scriveva alla

figlia Paolina: “Anch’io

vorrei farmi santa, ma

non so da che parte cominciare;

c’è tanto da

fare che mi limito al desiderio.

Dico spesso durante

la giornata: “Mio

Dio, come vorrei essere

santa!”. Poi non compio

le opere! Tuttavia è

tempo che mi ci metta”.

Messa quotidiana, preghiera in casa,

impegno serio nel lavoro, clima di

gioia, coraggio nelle tribolazioni, solidarietà

con i poveri, apostolato: possono

essere queste, sinteticamente, le

caratteristiche della famiglia Martin;

una famiglia che incarna un modello

di famiglia di cui oggi si avverte più

che mai la necessità.

Uno degli insegnamenti del Concilio

Vaticano II dice: “La santità promuove

nella stessa società terrena un tenore

di vita più umano”.

Don Giovanni Olgiati

Responsabile C.P.

GIUGNO-LUGLIO-AGOSTO

duemiladodici

141


142

Così ci ha scritto una mamma impegnata

in prima persona nelle

attività educative e ricreative

dell’oratorio della domenica:

“Sembrano passati mesi da quando

sono iniziati il LabOratorio e l’Ante-

Missam all’oratorio Sant’Ambrogio.

In realtà è passato poco tempo ma

la sensazione è quella che esistano

da sempre tanto sono sentiti da chi

ha accolto e sostenuto le proposte.

Tutto è iniziato una domenica pomeriggio

dello scorso fine ottobre: bambini

un po’ annoiati che non hanno

voglia di scatenarsi nei giochi di movimento

e che in un attimo dicono

“L’oratorio è noioso, non ci si diverte”

solo perché non trovano il

loro modo di divertirsi.

L’oratorio non è noioso, si fanno

tante cose, ma non tutti amano lo

stesso modo di svagarsi e a volte è

necessario “scendere a compromessi”

con i piccoli, proponendo

cose diverse, alternative per coinvolgerli

in un progetto educativo sano e

bello da vivere insieme. La cosa importante

è rimanere fedeli alla linea

scelta, nel nostro caso, il Vangelo. Intercetto

don Alessandro e chiedo la

possibilità di avere “in prestito”

un’aula: così, con qualche bambino e

adulto al seguito, passiamo un’ora

semplicemente a disegnare e colorare.

Tutto è partito così, senza che nessuno

si sia proposto, senza che nessuno

abbia chiesto, senza una

partenza in pompa magna… solo

GIUGNO-LUGLIO-AGOSTO

duemiladodici

Comunità Pastorale San Luca

Quando la collaborazione educativa dei laici in oratorio è possibile,

praticabile ed entusiasmante. E gli effetti benefici cadono a pioggia su tutti:

su chi si impegna, sui bambini, sulla comunità.

La gioia dell’incontro, LabOratorio e AnteMissam:

l’inizio di un cammino a misura di bambino

Dalla vibrante penna di una mamma che si è rimboccata le maniche e mettendosi a disposizione

del progetto educativo dell’oratorio ha scoperto che il tempo dedicato agli altri non ruba nulla

alla tua privacy ma semmai la potenzia umanamente.

con nel cuore l’intenzione di dimostrare

ai piccoli che l’oratorio non è

noioso, ma è necessario imparare a

viverlo un passo alla volta accettando

ciò che viene proposto senza

“brontolare e pretendere” solamente.

In un battibaleno è stato ufficialmente

“aperto” il LabOratorio, prima

attivo solo in determinate occasioni.

Un po’ di shopping per reperire il materiale,

un po’ di idee sui temi del Vangelo

dell’Avvento da sfornare in fretta

per i ritiri di catechismo, qualche persona

con tanta buona volontà per avventurarsi

con me (perfetta

sconosciuta) in tutto questo e, non da

poco, un Don alquanto paziente da

affiancarsi al progetto LabOratorio.

È andato tutto bene e le nuove attività

proposte hanno iniziato a prendere

piede facendo conoscere un nuovo

volto dell’oratorio: complimenti da

parte di chi capisce cosa stai cercando

di fare; parole deprimenti da

chi vede solo la realtà del momento e

non si sforza di andare oltre con lo

sguardo e la mente. Ma non importa:

non ce l’ha fatta Gesù stesso in tre

anni di predicazione (forse neppure

in quasi 2000 anni) figuriamoci noi in

pochi mesi. La formazione cristiana

nell’ambito oratorio è fondamentale

visto che non siamo animatori di un

villaggio turistico e mettere in pratica

ciò che sai essere giusto non è poi

così semplice. Ci si trova a dover

usare il pugno di ferro per far rispettare

le regole e si passa dalla parte del

“cattivo”.

Trascorsi i primi mesi dalla proposta

pomeridiana domenicale il progetto

si è ampliato: un piccolo LabOratorio

la domenica mattina prima della

Messa dei ragazzi, la celebrazione

delle 9.45. Il nostro bollettino informativo

parrocchiale Teofilo lo riporta

così: “AnteMissam, piccolo

labOratorio in chiesa dalle 9 alle

9.30 durante la quale potrai partecipare

ad una piccola attività creativa.

I temi guida saranno il

Vangelo della domenica e gli eventi

della parrocchia. Gli animatori ti

aspettano nella zona vicino al coretto,

così mentre svolgi le attività

potrai anche allietare le orecchie

con la musica e imparare i canti

per prepararti alla S. Messa.” Chiaro,

no? Chi ha voglia di vivere il Vangelo

anche prima della Messa può presentarsi

alle 9 per partecipare ad

una piccola attività. Dove? Sulle panche

della chiesa!

“I bambini già non vengono a Messa,

figuriamoci se si presentano un’ora

prima per fare un lavoretto”, questo

è stato il primo incoraggiamento

che ho avuto. Lo scopo dell’AnteMissam

non è portare i bambini a Messa

(quello è il compito principale della

famiglia, io aggiungerei anche dei

laici impegnati in parrocchia), ma è

portare i bambini a Messa con

gioia. Troppo spesso la chiesa e la

fede stessa sono ancora legate ad un

concetto di “timore”. Mi spiego: i

bambini danno fastidio se chiacchierano

durante la celebrazione (gli

adulti no?), si deve stare fermi, im-


mobili sulle panche, la chiesa sembra

essere un luogo a sé. Non dovrebbe

invece essere il posto della

comunità cristiana per eccellenza? Il

luogo dove tutti si radunano, e in

quel “tutti” ci sono le varie stagioni

della vita, un luogo dai 0 ai 99 anni

(e anche di più!).

La cosa più bella dell’AnteMissam è

vedere i bambini che alle 9 del mattino

entrano in chiesa a passo sostenuto,

direi correndo, e arrivano

dicendo “Ci sono, sono arrivato, ce

l’ho fatta” col sorriso sulle labbra e il

fiatone per la corsa fatta attraversando

la navata centrale.

Questo è l’AnteMissam: niente pretese

di grandi numeri, ma tanta gioia

(quella che riempie davvero il

cuore) nel tentare semplicemente di

trasmettere la Parola di Gesù ai bambini.

Preannunciare il Vangelo del

giorno, quello che sentiranno dalla

voce del sacerdote, con un’attività

che possono toccare con mano.

Sono certa che quando questi piccoli

cristiani saranno più grandi ricorderanno

diversamente il loro

incontro con Gesù: ciò che avranno

vissuto sarà d’aiuto per continuare

ad alimentare la fiamma della loro

fede. Gesù è gioia, non dimentichiamolo.

Facciamo crescere i nostri piccoli

con questo giusto concetto.

Mi piace che alcuni genitori si fermino

con i bambini a fare le attività

proposte, siano creative che di movimento.

E mi piace ancora di più

che i bambini ritornino portati dai

genitori perché si sono trovati bene,

o che con le loro manine quando ti

vedono ti salutino sorridenti perché

nella loro mente ti abbinano a qualcosa

che li fa star bene.

Quando mi chiedono, non capendo

spesso la mia scelta “Perché

ti sei presa questo impegno?”, la risposta

dentro di me è “La gioia che

provo vedendo un bambino arrivare

di corsa col sorriso pronto

per le attività, per stare insieme

agli altri nelle regole della vita comunitaria

e cristiana, e ritornare

Comunità Pastorale San Luca

con lo stesso sorriso è una cosa

che fa talmente bene al cuore, che

mi dà la forza giusta di continuare

anche quando ti trovi davanti a

quelle cavolate assurde che intralciano

il cammino e che fanno “bollire”.

Ci vuole tanta pazienza e tanta

umiltà e non dimentichiamoci che

il posto dove “Son tutte rose e

fiori” non c’è più… se lo sono giocato

Adamo ed Eva, ma quando si

“produce il bene” il bene stesso ne

costruisce altro, si moltiplica. Ce lo

dice sempre Gesù! E se ce lo dice

Lui…

Un ringraziamento speciale a chi

ha partecipato seriamente al progetto

LabOratorio e AnteMissam.

LabOratorio e AnteMissam torneranno

dopo le vacanze estive. Tenete

d’occhio Teofilo e il sito della

parrocchia nella sezione oratorio

per gli aggiornamenti.

Buon oratorio (estivo) a tutti!”

Barbara

Oratorio Sant’Ambrogio

Le porte a queste esperienze di condivisione

e di sinergia educativa

sono sempre aperte: l’oratorio

aspetta ogni giorno di questi volontari,

non personale esperto in

scienze pedagogiche, ma laici fortemente

convinti del dono della

fede, dono da condividere, forza

che suscita il desiderio di prodigarsi

per il bene degli altri.

Un invito accorato non per riempire

gli oratori che a detta di molti

si sarebbero svuotati, ma un invito

a riscoprire la gioia e il compito di

ogni cristiano: la testimonianza.

E’ bene ricordare infatti che non è

vero che gli oratori sono vuoti: si

sono svuotati i cristiani, come ha

ricordato il Papa Benedetto XVI ai

Vescovi italiani. Se Dio è uno sconosciuto

ai più della attuale generazione,

non vi potrà essere nessun

anelito alla carità gratuita, alla responsabilità

verso gli altri.

Meditiamo, gente, meditiamo.

Don Alessandro Giannattasio

Vicario C.P.

PROGRAMMA FESTA

40° ANNIVERSARIO DI SACERDOZIO

DI DON SERGIO LOFORESE

DOMENICA 17 GIUGNO

Ore 9.30: in piazza Liberazione, accoglienza di don Sergio da

parte della banda, dei bambini della Scuola dell’Infanzia,

dei membri delle società sportive parrocchiali

e di tutti i fedeli

Ore 10.00: S. Messa solenne presieduta da don Sergio e concelebrata

dai sacerdoti della Comunità Pastorale. A seguire,

sul sagrato, rinfresco per tutti

Ore 13.00: pranzo su prenotazione (costo: 10 euro; per i bambini

fino a 10 anni, il costo è di 5 euro).

Ore 16.00: momento di festa con i ragazzi dell’oratorio e delle

società sportive. A seguire, per tutti, partita di calcio

e di pallavolo

GIUGNO-LUGLIO-AGOSTO

duemiladodici

143


144

Notizie in breve

CALENDARIO PASTORALE

Domenica 17 giugno

Oratorio San Rocco, chiusura Festa

di San Luigi

Ore 10.30, Santa Messa e

professione di fede

Ore 12.30, pranzo su prenotazione

Ore 16, esibizione Modellismo Mella

Ore 16.30, animazione con gli animatori

di ZORAMA Eventi

Ore 20.30, Compieta e processione

con la statua di San Luigi

Ore 21.30, concerto del Corpo Musicale

Santa Cecilia offerto dal Circolo

Culturale S. Giuseppe - a seguire, estrazioni

della sottoscrizione a premi

Parrocchia San Giuseppe,

ore 16, Battesimi comunitari

Parrocchia Santa Valeria,

ore 16.30, Battesimi comunitari

Mercoledì 20 giugno

Oratorio San Rocco, ore 20,

Santa Messa a suffragio dei benefattori

dell’oratorio

Sabato 23 giugno

Comunità pastorale San Luca,

ore 8.30-16.30, a Triuggio, ritiro per

le catechiste

Giovedì 28 giugno

Parrocchia San Giovanni Bosco

al Ceredo

48° anniversario della dedicazione

della chiesa

Domenica 1 luglio

Parrocchia San Giuseppe

Festa del rione San Salvatore

Ore 10.30, S. Messa solenne celebrata

da mons. Bruno Molinari

Ore 16, in basilica, Battesimi comunitari

Venerdì 6 luglio

Parrocchia San Giuseppe

Ore 15, Adorazione comunitaria

Parrocchia Santa Valeria

Ore 17.30, Adorazione eucaristica

Parrocchia San Giovanni Bosco

al Ceredo

Termine oratorio feriale

GIUGNO-LUGLIO-AGOSTO

duemiladodici

Sabato 7 luglio

Parrocchia San Giuseppe

Ore 7.30, Santa Messa ai Vignoli nel

primo sabato del mese

Domenica 8 luglio

Parrocchia San Giovanni Bosco

al Ceredo

Ore 15.30, Battesimi comunitari

Martedì 10 luglio

Parrocchia San Giuseppe

Ore 9, Santa Messa nel XVII anniversario

della morte di mons. Gandini

Domenica 15 luglio

Parrocchia Santa Valeria

Ore 16.30, Battesimi comunitari

Domenica 22 luglio

Parrocchia San Giuseppe

Ore 11.30 e 16, Battesimi comunitari

Venerdì 27 luglio

Parrocchia san Giuseppe e

parrocchia Santa Valeria

Termine oratori feriali

Lunedì 30 luglio

Parrocchia San Giuseppe

Ore 9 e ore 18, Santa Messa in preparazione

al Perdono di Assisi

In Agosto nella parrocchia di San

Giovanni Bosco al Ceredo la Santa

Messa del giovedì è spostata alle 8.30

anziché alle 20.30

Mercoledì 1 e Giovedì 2 agosto

In tutte le chiese parrocchiali di

Seregno, Perdono di Assisi

Venerdì 3 agosto

Parrocchia San Giuseppe

Ore 15, Adorazione comunitaria

Parrocchia Santa Valeria

Ore 17.30, Adorazione eucaristica

Sabato 4 agosto

Parrocchia San Giuseppe

Ore 7.30, Santa Messa ai Vignoli nel

primo sabato del mese

Parrocchia San Giovanni Bosco

al Ceredo

Vacanza delle famiglie (fino all’11

agosto)

Lunedì 6 agosto

Parrocchia Santa Valeria

Inizio novena dell’Assunta

Mercoledì 15 agosto

Festa dell’Assunzione della

Beata Vergine

Parrocchia Santa Valeria

Festa patronale del santuario

Ore 11, Santa Messa solenne

Ore 17.30, Rosario, Vespri e Benedizione

Parrocchia San Giovanni Bosco

al Ceredo

Sospesa la Santa Messa delle ore 8

Ore 10. 30 e 18, Santa Messa

Giovedì 16 agosto

Parrocchia San Giuseppe, S. Messe

nella chiesetta dei SS. Rocco e Sebastiano

(sono sospese in basilica)

Giovedì 30 agosto

Parrocchia San Giuseppe,

inizio novena Madonna dei Vignoli

Ore 7.30, S. Messa in santuario

(sospesa in basilica)

Ore 20.30, Rosario e pensiero mariano

Sabato 1 settembre

Parrocchia San Giuseppe

Ore 7.30, Santa Messa ai Vignoli nel

primo sabato del mese

Domenica 2 settembre

Parrocchia San Giuseppe

Ore 16, Battesimi comunitari

Venerdì 7 settembre

Parrocchia San Giuseppe

Ore 15, Adorazione eucaristica

Parrocchia Santa Valeria

Ore 17.30, Adorazione eucaristica

Sabato 8 settembre

Parrocchia San Giuseppe

Sante Messe ai Vignoli, sospese in

Basilica

Ore 20.30, Rosario e Benedizione

San Giovanni Bosco al Ceredo

Ore 19, Santa Messa inizio festa patronale

Domenica 9 settembre

Parrocchia San Giuseppe

Festa della Madonna dei Vignoli

Ore 8.30 e 10.30, Santa Messa solenne

Ore 15, incontro di preghiera mamme

in attesa


Ore 16, Vespri

Ore 20.30, Compieta e processione

mariana

Parrocchia Santa Valeria

Battesimi comunitari

Lunedì 10 settembre

Parrocchia San Giuseppe

Ore 16, benedizione dei bambini al

santuario dei Vignoli

Parrocchia San Giovanni Bosco

al Ceredo

Ore 21, Santa Messa per i defunti

della parrocchia

Sabato 15 settembre

Parrocchia San Giovanni Bosco

al Ceredo

Ore 8.30, Santa Messa alla cappellina

di via Luini

Domenica 16 settembre

Parrocchia San Giuseppe

Ore 14.30 e 16, Battesimi comunitari

Parrocchia San Giovanni Bosco

al Ceredo

Ore 10.30, Santa Messa solenne in

onore della B. V. Addolorata

MOVIMENTO TERZA ETÀ

Si è concluso da pochi giorni il VII Incontro

Mondiale delle Famiglie a Milano

con la presenza del Santo Padre

Benedetto XVI che con la sua serenità

e il suo sorriso ha abbracciato e

conquistato il mondo intero, lasciando

nei nostri cuori tanta serenità

e pace.

Abbiamo sentito vibrare nel cuore

del Santo Padre tutta la sua sensibilità

verso la famiglia.

Un anno fa a Zagabria annunciando

il VII Raduno delle Famiglie a Milano,

parlando dei componenti della famiglia,

il Papa ricordava che “nella famiglia,

oltre i coniugi, genitori e figli, ci

sono anche i nonni – gli anziani. Essi

non sono da dimenticare in famiglia!

Sono una risorsa e una speranza per

le future generazioni.

In modo particolare – sottolineava -

in questi tempi gli anziani non solo

offrono la loro esperienza, ma oggi in

particolare nella condizione socio-lavorativa

dei nuclei familiari, spesso

donano un efficace supporto alla gestione

familiare. Vi è così un’intesa tra

nonni e nipoti, tra anziani e giovani,

che è da ammirare e favorire.”

Con la gita a Garlasco di giovedì 14

giugno abbiamo concluso l’anno sociale

che riapriremo il 13 settembre

con l’incontro decanale per la festa

patronale della parrocchia San Giovanni

Bosco al Ceredo.

Auguriamo a tutti buone vacanze!

AUXILIUM INDIA

Nelle scorse settimane i salesiani di

Mumbai ci hanno scritto proponendoci

il sostegno ad un intervento

educativo nelle baraccopoli di Pune.

Gli “slum”, così vengono chiamate le

baraccopoli che si insidiano nelle

città, sono segno evidente delle contraddizioni

del continente indiano,

tra la povertà di molti e il molto

di pochi. Dopo oltre 60 anni di indipendenza,

l’India ha ancora il maggior

numero al mondo di poveri,

accanto ad un numero di super-ricchi

che supera quelli di Cina e Giappone.

Circa 260 milioni vivono al di

sotto della soglia di povertà; 190 milioni

nelle zone rurali e 70 milioni

nelle aree urbane. La povertà urbana

e quella rurale hanno aspetti fra loro

connessi. Si calcola che nella sola

Mumbai, arrivino ogni giorno 500

persone con le loro famiglie in cerca

di lavoro e di una sistemazione. La

causa di questa migrazione è l’impoverimento

della popolazione rurale

che costringe gli abitanti delle campagne

ad abbandonare i villaggi per

cercare sussistenza nelle grandi metropoli.

Quando arrivano nelle città,

una parte ottiene l’accesso al cibo, attraverso

un sistema di sostegno statale;

per molti i servizi essenziali,

compreso l’approvvigionamento di

acqua potabile è una lotta quotidiana.

La maggior parte trovano allog-

Notizie in breve

gio in habitat che li pongono in condizioni

subumane. In India le baraccopoli

in cui si concentrano questi

“nuovi abitanti” sono chiamati

“Slum”. Nella città di Mumbai, la metropoli

più popolata dell’India, con

18 milioni di abitanti, se ne contano

oltre 300, in cui complessivamente

vivono 9 milioni di persone. Nelle

aree rurali dell’India si concentrano

il maggior numero di analfabeti; sono

analfabeti il 46% delle donne e il 25%

degli uomini con più di 16 anni. Questa

situazione favorisce il lavoro minorile,

che rappresenta un vero e

proprio modello produttivo; questo

sistema si accanisce in maniera particolare

contro le bambine, penalizzate,

per lo più nelle zone rurali, dove

molto spesso è precluso loro l’accesso

all’istruzione. Negli ultimi 20

anni l’India è certamente cresciuta,

nel senso che lo sviluppo economico,

ha favorito il benessere per

fasce maggiori di popolazione. In

questo contesto anche l’educazione

è percepita come possibilità di riscatto

per le generazioni future.

Nell’ultimo decennio la frequenza

scolastica sta migliorando: si stima

che il numero dei bambini frequentanti

la scuola, nelle zone rurali, sia

triplicato. Resta molto da fare per offrire

possibilità di studio e qualificazione

professionale nelle baraccopoli

urbane.

CIRCOLO CULTURALE

SAN GIUSEPPE

All’inizio dell’estate, con il suo tempo

di giusto riposo e riflessione, occorre

ripensare alle novità che ci attendono

nel prossimo futuro.

Dopo la gioiosa esperienza del viaggio

in Danimarca e Germania, dopo

il nostro apporto alla Festa di San

Luigi con il concerto del Corpo Bandistico

Santa Cecilia del 17 giugno e

la sensibilizzazione sul concetto, valevole

per tutti, del ‘’Cammino’’ e bril-

GIUGNO-LUGLIO-AGOSTO

duemiladodici

145


146

Notizie in breve

lantemente esposto dai componenti

dell’Associazione “Vie Francigene” di

mercoledì 6 giugno arriveremo alla

Pizzata delle Donne di venerdì 29

giugno, ore 19,45.

Tutte occasioni per ritrovarci ed

aprirci a nuovi soci/e, oltre a fare il

punto della nostra partecipazione

alle attività sociali, appunto in vista di

una nuova fase rifondativa che culminerà

nella riapertura della sede storica

di via Cavour 25.

Essere centro vivo e vitale del laicato

cattolico seregnese è partecipare e

far partecipare il più possibile a

quanto proposto alla città. Non c’è

numero chiuso ma la partecipazione

non può ridursi ad un caffè in bar a

prezzo ridotto o magari neppure a

quello.

La recente proposta dei 30 giorni di

cultura, con le altre associazioni presenti

nella Consulta Comunale per la

cultura, non ha prodotto particolare

interesse nei nostri soci: anche la nostra

(del Circolo) proposta di documentario

a sfondo sociale, una nuova

modalità, pur molto gradito ai presenti,

non ha suscitato particolare

partecipazione.

Per la giornata ufficiale di saluto a

mons. Silvano abbiamo organizzato

una mostra fotografica sui 17 anni di

permanenza in Seregno oltre a partecipare

al rinfresco della mattina, alla

serata al Teatro S. Rocco ed ai regali

personali che la comunità ha ritenuto

comunque di offrire.

La gioiosa serata estiva con la Paper

Moon Orchestra è prevista ora per la

sera di domenica 8 luglio in oratorio

sul campo di basket. Per le attività

culturali in autunno è previsto il ritorno

di Aldo Maria Valli ed un inconsueto

incontro/reportage con la

ricercatrice Anna Granata sulla internazionalizzazione

della nostra società

lombarda. Altre proposte/collaborazioni

si stanno delineando con altre

associazioni.

GIUGNO-LUGLIO-AGOSTO

duemiladodici

Entro l’anno si torna in via Cavour 25

con tutti i lavori e gli impegni, anche

burocratici oltre che fisici, che già

oggi non mancano. Ogni offerta di

collaborazione è ben accetta e già

ringraziamo quanti hanno offerto materiali

per la nuova sede. Se ne può e

se ne deve parlare, del Circolo che

verrà, anche in segreteria, martedì,

giovedì e venerdì in casa prepositurale.

Al bar la sera in via Cavour 87.

CENTRO AIUTO ALLA VITA/MO-

VIMENTO PER LA VITA

Tutti sicuramente portiamo negli

occhi e nel cuore le immagini dell’incontro

di Papa Benedetto con le famiglie

del mondo, a Milano all’inizio

di giugno.

Si è trattato di un evento straordinario,

carico di gioia; di una grande festa

della famiglia ma anche della vita!

Il Pontefice è stato letteralmente circondato

da tante famiglie, molte delle

quali ricche di bambini, ed ha detto

cose bellissime, come lui sa fare, invitandoci

a riscoprire la famiglia quale

“Patrimonio Principale dell’Umanità”

e quale esperienza umana che più

d’ogni altra ci avvicina al Ministero

della SS. Trinità – Dio stesso è “famiglia”,

comunione d’amore fra le persone.

Il Papa ha parlato della famiglia con

accenti e tratti poetici, ma anche

molto concreti; in particolare rivolgendosi

alle autorità civili, ha ricordato

come la legislazione e l’opera

delle istituzioni debbano porsi al servizio

della famiglia, riconoscendone

l’identità fondata sul matrimonio e

aperta alla vita – vita di cui “... non

può mai essere consentita la deliberata

soppressione”! –

Il tema della vita, e del suo rispetto

“fin dal concepimento” era peraltro

già toccato di recente da Papa Benedetto

in occasione del “Lifeday” tenutosi

a Roma domenica 20 maggio

scorso.

In questo giorno il Movimento per la

Vita Italiano, riunitosi in aula Paolo

VI, ha presentato al Papa l’iniziativa

“UNO di NOI”; una raccolta di firme,

che si svilupperà per un anno intero

per tutti i 27 paesi dell’Europa, per il

riconoscimento dei diritti del concepito

(il concepito è appunto “uno di

noi” che però non ha voce ed ha bisogno

della nostra voce per farsi sentire!).

Il santo Padre ha benedetto l’iniziativa,

che vuole esprimere la “non rassegnazione”

del popolo della vita di

fronte alla ingiusta legalizzazione dell’aborto.

Sta ad ognuno di noi, anche nella nostra

realtà locale, raccogliere il testimone

e sforzarci di continuare a

promuovere la cultura della vita, oltre

all’aiuto pratico alle mamme in difficoltà

!

In riferimento a questo duplice impegno,

culturale e “pratico”, ci sembra

giusto rinnovare il nostro grazie a

mons. Silvano Motta che sta per lasciare

Seregno avviandosi verso una

nuova stagione della sua vita sacerdotale:

gli diciamo il nostro grazie perché

nei diciassette anni spesi tra noi

non ci ha fatto mai mancare la sua

simpatia, la sua attenzione e il suo generoso

sostegno.

Grazie di cuore da parte del Movimento

per la Vita e del centro di

Aiuto alla Vita, auguri di ogni bene!

NOTIZIE A.C.

Abbiamo vissuto grandi momenti: il

12 maggio, l’incontro dell’AC a Mesero

al Santuario della famiglia sulle

orme di Santa Gianna Beretta Molla

che ci ha visto rinnovare il “sì” alla

vocazione laicale nell’Azione Cattolica.

Eravamo in tanti e l’incontro è

stato un momento preparatorio al

grande avvenimento del Settimo Incontro

Mondiale delle Famiglie e

all’incontro con il Santo Padre nell’aeroporto

di Bresso che sono stati


i momenti più attesi a cui ci siamo

preparati con un lungo cammino.

Momenti importanti e significativi

che hanno offerto una grande quantità

di contenuti per la riflessione sia

sul piano personale, sia sul piano comunitario.

E’ stata esperienza di popolo, abbiamo

avuto il dono, la “grazia”, di vivere

l’esperienza di “popolo” come

ce la presenta la Bibbia.

E allora… siamo “famiglia” di Dio e

nel lavoro e nella festa dobbiamo

fare testimonianza di questa “grazia”…

sempre.

E’ estate ed alcuni dei nostri soci si

apprestano a vivere le proposte associative:

momento di riposo, momenti

di riflessione culturale,

momenti di profonda esperienza

spirituale e comunitaria… a settembre

ci racconteranno.

Non possiamo concludere queste

“Notizie AC” senza porgere un cordialissimo

saluto, unito al ringraziamento,

a monsignor Silvano Motta

che per tanti anni ha guidato la nostra

comunità parrocchiale riversando

i doni del suo ministero

sacerdotale con grande attenzione e

generosità e un altrettanto cordialissimo

saluto di benvenuto al nuovo

parroco monsignor Bruno Molinari

di cui abbiamo già avuto modo di

conoscere la disponibilità e la dedizione.

Assicuriamo a lui la nostra disponibilità

al servizio.

Per conoscere l’A.C. consulta il sito:

www.azionecattolicamilano.it

UNITALSI

Il mese di maggio ha visto gli unitalsiani

impegnati e partecipi ad

una serie di avvenimenti ricchi di

forti emozioni.

Domenica 6 maggio: pellegrinaggio

alla Madonna di Caravaggio.

Il pellegrinaggio è stato organizzato

con una previsione metereologica in-

dicante acquazzoni per tutta la giornata.

Il sabato precedente un forte

temporale aveva investito la nostra

città mettendo alla prova la fiducia

dei partecipanti; alla domenica mattina

si è partiti sotto un cielo decisamente

nuvoloso. Però, man mano ci

si avvicinava a Caravaggio la situazione

migliorava e si è assistito ad un

evento inaspettato: nonostante tutte

le previsioni pessimistiche si è avuta

una giornata piacevole e senza acqua

Tutte le cerimonie si sono svolte regolarmente

all’aperto: S. Messa - processione

- benedizione. Possiamo

pensare che la Madonna abbia voluto

premiare tutti coloro che, con l’Unitalsi,

hanno voluto visitare e pregare

sul luogo della Sua apparizione a

Giannetta.

Domenica 13 maggio: pomeriggio

di festa con i nostri simpatici disabili.

Ci siamo trovati presso la palestra

che l’Istituto Candia ci offre mensilmente.

Poiché ricorreva anche la

Festa della mamma il salone portava

uno striscione con scritto: “W

la mamma”.

Il pomeriggio si è svolto in allegria

con giochi e distribuzione premi e

una allegra merenda. Abbiamo ricevuto

anche la consueta visita del

nostro assistente ecclesiale don

Gianfranco e quella di mons. Motta

che è stato salutato da un disabile

e ringraziato per la Sua opera di

servizio pastorale nella nostra

città.

Raccolta adesione dei volontari che

si offrono a curare i disabili nella

nostra “Casa della gioia” a Borghetto

Santo Spirito. E’ grazie alla loro generosità,

alla loro disponibilità, e

alla voglia di mettersi in gioco che

moltissimi amici diversamente abili

possono vivere una vacanza speciale.

Siamo in 35 tra volontari e

“ospiti”.

Periodo 25 - 31 maggio: pellegrinag-

Notizie in breve

gio Lourdes in treno. Dalla nostra

città sono partiti 13 pellegrini. A

Lourdes si trova la pace, ci si ritrova

se stessi. Si incontra la testimone

eccezionale: Bernadette Soubirous

che dolcemente ci porta verso la

Madre e la Madre verso il Cristo.

Inoltre partecipare con l’Unitalsi

vuol dire inserirsi in un’associazione

dove si partecipa al servizio

di cura e assistenza agli ammalati.

GRUPPI ANIMAZIONE SOCIALE

Granis ovvero gruppi animazione

sociale sul territorio. Riunire le persone,

specie quelle impegnate o

più sensibili verso i temi sociali,

per interrogare la vita della comunità

cristiana e della società civile

in Seregno, al di là delle ricadute

sulla vita delle comunità pastorali

locali degli insegnamenti scaturiti

dal recente IMF ed in attesa della

nuova messa a punto, sia del consiglio

pastorale della comunità Maria

Madre della Chiesa che di quello

decanale nelle loro articolazioni.

Oltre che dall’insediamento del

nuovo prevosto monsignor Bruno

Molinari, la recente assemblea diocesana

dei GRANIS ha messo in

evidenza quelle che devono essere

le caratteristiche di un gruppo di

animazione sociale:

“ascoltare’’ che è il “vedere’’… (vedere

è anche ascoltare), richiede

attenzione ad ascoltare Dio e la volontà

di mettere in dialogo la Parola

con le domande dell’uomo

d’oggi;

“custodire’’ il fare propria la Parola,

che presuppone la ricerca di

profondità, di interiorizzazione, è

capacità di penetrare dentro le

cose;

“perseverare’’, dalla parola originale

greca dice capacità di sopportare,

solidità, “tenere duro’’!

Sono doni da invocare all’inizio del

cammino nel prossimo anno pasto-

GIUGNO-LUGLIO-AGOSTO

duemiladodici

147


148

Notizie in breve

rale alla luce delle novità sopra evidenziate.

Ricaduta importante, nello stile del

fare della comunità pastorale, è

stato il mettersi assieme come si è

verificato per il lavoro locale legato

all’Incontro internazionale

delle famiglie.

Pur con le urgenze quotidiane

della vita di ogni parrocchia (la

messe è molta ma gli operai…) ci

si è messi assieme con convinzione

ed ora siamo consapevoli

della necessità di ripetere l’esperienza

anche nel futuro prossimo.

Questo si propone di stimolare a livello

locale il Servizio per la pastorale

sociale ed il lavoro.

Oltre la nuova fase di aiuto del

Fondo Famiglia Lavoro, che non

può essere solo sulle spalle di specialisti

della carità ma, almeno a livello

comunitario, deve essere

coscienza di tutti grazie ad un lavoro

di sensibilizzazione costante.

Più che le nostre poche righe potete

confrontarvi con

www.chiesadimilano.it/pastoralesociale

GIUGNO-LUGLIO-AGOSTO

duemiladodici

SCUOLA DI ITALIANO

PER STRANIERI

“CULTURE SENZA FRONTIERE”

Il gruppo dei corsisti alla festa conclusiva

con un video/testimonianza

sull’attività scolastica, la distribuzione

degli attestati di frequenza e un ricco

3 Giugno, Family2012:

io c’ero!

Per chi è venuto a Bresso alla Messa del Papa,

per chi non è venuto,

per chi vuole conservare un ricordo

con alcune foto scattate da don Paolo

vi è la possibilità di richiedere le stampe

ad un modico

prezzo presso:

STUDIO IMMAGINE,

Corso Matteotti 126, SEREGNO

buffet hanno deliziato circa 120 presenti.

L’anno scolastico è terminato con

356 iscrizioni per gli adulti e 58 iscrizioni

per i ragazzi.

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