Slides Informatica per i beni culturali 2 - Università degli studi di ...
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METODOLOGIE<br />
INFORMATICHE PER I<br />
BENI CULTURALI<br />
Sonia Maffei<br />
sonia.maffei@.unibg.it
I <strong>beni</strong> <strong>culturali</strong> e il Web 2.0<br />
il Web 2.0 <strong>per</strong>mette agli utenti web <strong>di</strong><br />
partecipare e interferire con i contenuti dei siti<br />
Nel campo dei <strong>beni</strong> <strong>culturali</strong> esso ha <strong>per</strong>messo<br />
lo sviluppo <strong>di</strong> nuovi concetti e nuove<br />
applicazioni:<br />
http://video.pmi.it/file/ve<strong>di</strong>/8/web-20/<br />
–il sa<strong>per</strong>e come impresa collettiva<br />
–network communities <strong>culturali</strong><br />
–Digital libraries internazionali
WEB 2.0<br />
• Il web 2.0 <strong>per</strong>mette infatti a un numero sempre maggiore<br />
<strong>di</strong> <strong>per</strong>sone <strong>di</strong> partecipare e interferire con i contenuti<br />
dei siti, portando commenti, creando nuovi archivi con<br />
dati presi dalla rete o con testi, documenti e foto<br />
<strong>per</strong>sonali, ibri<strong>di</strong> dove il concetto <strong>di</strong> autore si sfuma<br />
fortemente. Questo nuovo quadro <strong>di</strong> riferimento impone<br />
anche agli enti e alle istituzioni che si occupano <strong>di</strong> <strong>beni</strong><br />
<strong>culturali</strong> una generale riflessione sui meto<strong>di</strong> <strong>di</strong> sviluppo<br />
della ricerca, della comunicazione e della valorizzazione<br />
della cultura online.
DIBATTITO WEB 2.0<br />
• La profonda trasformazione a cui si sta assistendo ha a<strong>per</strong>to un<br />
<strong>di</strong>battito molto acceso sulla valutazione del fenomeno, nel quale si<br />
fronteggiano punti <strong>di</strong> vista <strong>di</strong>versi:<br />
• ad un estremo molti osservatori esprimono forte preoccupazione<br />
<strong>per</strong> la manipolazione e l’inquinamento dei dati che possono essere<br />
prodotti da non specialisti, da <strong>per</strong>sone non accre<strong>di</strong>tate<br />
professionalmente, e pongono l’accento sul problema<br />
dell’atten<strong>di</strong>bilità delle informazioni online e sull’importanza del<br />
riconoscimento <strong>di</strong> autorità in grado <strong>di</strong> garantire qualità e<br />
accuratezza dei dati.
DIBATTITO WEB 2.0<br />
• All’altro estremo prevale invece l’entusiasmo <strong>per</strong><br />
le potenzialità offerte da una partecipazione<br />
sempre più massiccia ai contenuti del web, sulla<br />
scia del successo dei blog e del modello felice<br />
delle network communities, che, come Wikipe<strong>di</strong>a<br />
rendono concreta l’utopia <strong>di</strong> poter creare prodotti<br />
<strong>culturali</strong> <strong>di</strong> qualità con il contributo collettivo<br />
<strong>degli</strong> utenti.
folksonomy nel WEB 2.0<br />
• A fronte della nuova situazione nuovi vocaboli sono stati coniati<br />
<strong>per</strong> in<strong>di</strong>care il sovvertimento gerarchico o<strong>per</strong>abile attraverso la<br />
massiccia partecipazione <strong>degli</strong> utenti:<br />
• Folksonomia (folksonomy) è il termine attribuito a<br />
Thomas Vander Wal e molto utilizzato oggi <strong>per</strong> in<strong>di</strong>care la<br />
possibilità offerta dalla rete <strong>di</strong> o<strong>per</strong>are sempre nuove classificazioni<br />
basate sulle preferenze via via espresse dagli utenti (in altre parole<br />
una categorizzazione collaborativa <strong>di</strong> informazioni me<strong>di</strong>ante l’uso<br />
<strong>di</strong> parole chiave scelte liberamente),<br />
• in opposizione a taxonomy, l’or<strong>di</strong>namento imposto dall’alto,<br />
dalle gerarchie scientifiche e istituzionali, emblema del primo<br />
<strong>per</strong>iodo del web (Vander wal 2009).
WEB 2.0<br />
• A questi fenomeni <strong>di</strong> connette un’altra tendenza<br />
molto importante, legata alla presa <strong>di</strong> coscienza<br />
delle potenzialità offerte dalla massiccia<br />
pubblicazione e consultazione in rete delle risorse<br />
<strong>culturali</strong>: la costruzione <strong>di</strong> nuove biblioteche<br />
<strong>di</strong>gitali che, come Europeana<br />
(http://www.europeana.eu/portal/ ), tendono a<br />
raccogliere e interrelare dati <strong>di</strong> natura <strong>di</strong>versa,<br />
tra<strong>di</strong>zionalmente appartenenti ad ambiti separati,<br />
come i musei, le biblioteche, gli archivi, i centri<br />
musicali, le me<strong>di</strong>ateche e videoteche ecc.
Digital library WEB 2.0<br />
Mutamenti terminologici<br />
I definizione<br />
Anni ’80 e ’90 del Novecento<br />
legata alla semplice idea della trasposizione<br />
<strong>di</strong>gitale <strong>di</strong> una biblioteca reale
Digital library<br />
• Diverse definizioni nel tempo: il termine è stato<br />
soggetto nel corso <strong>degli</strong> anni a definizioni <strong>di</strong>verse<br />
che rivelano spesso impostazioni metodologiche<br />
assai <strong>di</strong>fferenti: l’espressione è spesso stata<br />
connessa da un lato con Electronic Library<br />
(biblioteca elettronica) e dall’altro con Virtual<br />
Library (biblioteca virtuale).
Digital library<br />
• Definizione estesa: deposito ibrido <strong>di</strong> dati,<br />
un repository <strong>di</strong> rappresentazioni <strong>di</strong>gitali <strong>di</strong><br />
oggetti ed entità <strong>di</strong> varia natura e tipologia,<br />
aggregati insieme da relazioni<br />
continuamente mo<strong>di</strong>ficabili e rimodellabili<br />
sulla base delle <strong>di</strong>verse esigenze <strong>degli</strong><br />
utenti.<br />
– La definizione su<strong>per</strong>a la<br />
frammentazione del patrimonio<br />
culturale reale.
Digital library<br />
– l’idea <strong>di</strong> un meta-archivio <strong>di</strong> dati<br />
<strong>culturali</strong> con <strong>per</strong>corsi e connessioni<br />
determinate dalle singole richieste <strong>degli</strong><br />
utilizzatori.<br />
– Idea <strong>di</strong> su<strong>per</strong>are la frammentazione del patrimonio culturale<br />
reale, dove rigide separazioni istituzionali imposte da motivi<br />
organizzativi e sociali storicamente determinati limitano spesso<br />
la comprensione e la stessa ricontestualizzazione <strong>degli</strong> oggetti e<br />
delle informazioni. I vantaggi dell’immaterialità dei dati<br />
<strong>di</strong>gitali, il loro essere dunque esonerati da problemi <strong>di</strong> spazio e<br />
soprattutto dalle pressanti esigenze pratiche della conservazione<br />
materiale dei manufatti, contribuisce a rendere possibile
i2010 Biblioteche <strong>di</strong>gitali<br />
• L’iniziativa “i2010 Biblioteche <strong>di</strong>gitali” promossa<br />
dalla commissione europea con l’obiettivo <strong>di</strong><br />
rendere il patrimonio culturale europeo e<br />
l’informazione scientifica più facilmente<br />
accessibili ed utilizzabili online, sta cercando <strong>di</strong><br />
potenziare questi strumenti invitando anche gli<br />
stati membri della comunità europea a creare<br />
strutture <strong>di</strong> <strong>di</strong>gitalizzazione su vasta scala e creare<br />
azioni coor<strong>di</strong>nate <strong>per</strong> la creazione <strong>di</strong> meta-archivi<br />
<strong>di</strong>gitali (Martinelli 2008).
“i2010 Biblioteche Digitali”<br />
Origine ed Obiettivi<br />
• Promossa dalla Commissione nel 2005 nel quadro<br />
della strategia <strong>per</strong> la Società dell’Informazione “i2010”<br />
• Obiettivo: rendere il patrimonio culturale europeo e<br />
l’informazione scientifica più facilmente accessibili ed<br />
utilizzabili online<br />
• 28 Aprile 2005: Lettera <strong>di</strong> 6 capi <strong>di</strong> Stato e <strong>di</strong> Governo<br />
al Presidente della Commissione <strong>per</strong> una Biblioteca<br />
Digitale Europea<br />
• 30 Settembre 2005: Comunicazione della<br />
Commissione “i2010 Biblioteche Digitali”
“i2010 Biblioteche Digitali”<br />
Aspetti generali<br />
2 aree <strong>di</strong> riferimento:<br />
1. Contenuto culturale<br />
2. Informazione scientifica (pubblicazioni e dati scientifici)<br />
3 assi strategici:<br />
1. Digitalizzazione:<br />
2. Accessibilità online<br />
3. Conservazione <strong>di</strong>gitale<br />
L’iniziativa comprende qualsiasi tipo <strong>di</strong> me<strong>di</strong>a in quanto <strong>di</strong>gitale o<br />
<strong>di</strong>gitalizzabile: libri, giornali e riviste, au<strong>di</strong>ovisivo, musica, foto,<br />
mappe, immagini, informazioni archivistiche, patrimonio museale, siti<br />
archeologici, etc.
“i2010 Biblioteche Digitali”<br />
Livelli <strong>di</strong> intervento 1<br />
• Livello Politico<br />
• Raccomandazione della Commissione del<br />
24 agosto 2006;<br />
• Conclusioni del Consiglio “Cultura” del 13<br />
novembre 2006;<br />
• Risoluzione del Parlamento europeo del 27<br />
settembre (relazione on. Descamps)<br />
Gruppo <strong>di</strong> Es<strong>per</strong>ti <strong>degli</strong> Stati Membri:<br />
implementazione della Raccomandazione e<br />
delle Conclusioni del Consiglio: rapporto<br />
<strong>per</strong> Consiglio e Parlamento previsto nel<br />
corso del 2008
“i2010 Biblioteche Digitali”<br />
Livelli <strong>di</strong> intervento 2<br />
• Consultazione <strong>degli</strong>“stakeholders”:<br />
• Consultazione online (225 risposte)<br />
• Gruppo <strong>di</strong> Es<strong>per</strong>ti <strong>di</strong> Alto Livello<br />
•Copyright<br />
•Informazione scientifica<br />
•Partnership Pubblico-Privato<br />
• Livello tecnico: Programma Quadro <strong>di</strong> Ricerca (tecnologie<br />
ICT, Centri <strong>di</strong> Competenza, Infrastrutture), Programma<br />
eContentplus<br />
• Livello o<strong>per</strong>ativo: creazione della Biblioteca Digitale<br />
Europea
“i2010 Biblioteche Digitali”<br />
Conclusioni<br />
• L’iniziativa i2010 Biblioteche Digitali o<strong>per</strong>a in primo luogo <strong>per</strong> migliorare le<br />
con<strong>di</strong>zioni quadro (giuri<strong>di</strong>che, organizzative, finanziarie e tecniche) <strong>per</strong> la<br />
<strong>di</strong>gitalizzazione, l’accessibilità’ online e la conservazione <strong>di</strong>gitale.<br />
• Gli strumenti attualmente utilizzati sono forme <strong>di</strong> regolazione “morbida”<br />
(Raccomandazione, strumenti finanziari, facilitazione del <strong>di</strong>alogo tra<br />
stakeholders, coor<strong>di</strong>namento tra Stati Membri).<br />
• Azioni specifiche sono state intraprese <strong>per</strong> il settore dell’informazione<br />
scientifica, che presenta caratteristiche peculiari rispetto al settore culturale.<br />
• Il secondo asse portante dell’iniziativa, e’ volto a sostenere la creazione della<br />
Biblioteca Digitale Europea, intesa come punto <strong>di</strong> accesso comune e multilingue<br />
al patrimonio culturale europeo <strong>di</strong>gitale <strong>di</strong>stribuito.
http://www.europeana.eu/portal/
• Vergilius<br />
• Vermeer<br />
• Moran<strong>di</strong><br />
• Michelangelo<br />
http://www.europeana.eu/portal/
Digital-<strong>di</strong>vide<br />
• Il cosiddetto '<strong>di</strong>gital-<strong>di</strong>vide' (il <strong>di</strong>vario che <strong>di</strong>vide un paese<br />
da un altro nelle politiche <strong>di</strong> investimento e sviluppo e nelle<br />
strategie <strong>di</strong> utilizzo e sfruttamento delle risorse <strong>di</strong>gitali) tra<br />
l'Italia e l'Europa è altamente sfavorevole <strong>per</strong> il nostro paese,<br />
che rivela inoltre anche un forte <strong>di</strong>vario anche interno tra<br />
nord e sud, tra centro e <strong>per</strong>iferie.
Digital library Problemi<br />
• Difficoltà nell’uso <strong>di</strong> Standard, strumenti<br />
essenziali <strong>per</strong> l’intero<strong>per</strong>abilità e preziosi<br />
antidoti contro l’obsolescenza <strong>degli</strong> archivi<br />
informatici.<br />
• Conservazione delle memorie <strong>di</strong>gitali,<br />
una questione non solo tecnologica, ma<br />
legata anche a strategie <strong>di</strong> progettazione e<br />
memorizzazione dei dati con la quale<br />
saremo sempre più costretti a fare i conti<br />
<strong>per</strong> evitare inefficienze e <strong>di</strong>s<strong>per</strong>sioni <strong>di</strong><br />
risorse umane ed economiche.
Digital library Problemi<br />
• Diritto d’autore: ostacolo<br />
all’estensione <strong>di</strong> testi e o<strong>per</strong>e recenti.<br />
rischio del cosiddetto “buco nero del<br />
XX secolo”, cioè la forzata assenza<br />
dalla rete <strong>per</strong> problemi <strong>di</strong> copyright<br />
delle o<strong>per</strong>e <strong>di</strong> autori del Novecento<br />
• Scarsa efficacia della ricerca online:<br />
<strong>di</strong>fficoltà <strong>di</strong> interazione e necessità <strong>di</strong><br />
creazione <strong>di</strong> motori <strong>di</strong> ricerca<br />
specializzati.
Problemi ricerca online<br />
• messa a punto <strong>di</strong> motori <strong>di</strong>gitali che<br />
<strong>per</strong>mettano il recu<strong>per</strong>o <strong>di</strong> informazioni<br />
non solo generalistiche, ma al contrario <strong>di</strong><br />
estrema specializzazione, senza gli ostacoli<br />
del multilinguismo, della ridondanza<br />
linguistica, del cosiddetto “rumore”<br />
(l’eccessivo recu<strong>per</strong>o <strong>di</strong> dati, ostacolo tra i<br />
più gravi delle ricerche online).<br />
• Uso <strong>di</strong> Metadati
Metadati<br />
• metadati ("dati su (altri) dati"<br />
• In essi è contenuta l’informazione che<br />
descrive un insieme <strong>di</strong> dati e che dà<br />
possibilità <strong>di</strong> accorparli in categorie più<br />
ampie o <strong>di</strong> riconoscerne la struttura ecc.)<br />
siano essi metadati descrittivo-semantici<br />
(MDS), che servono a identificare e a<br />
recu<strong>per</strong>are documenti primari, o<br />
metadati amministrativo-gestionali<br />
(MAG), necessari <strong>per</strong> la gestione della<br />
struttura.
Metadati<br />
Un esempio <strong>di</strong> metadati è il sistema Dublin Core (Dublin<br />
Core Metadata Initiative)<br />
OCLC (On line Computer Library Center)<br />
• http://it.wikipe<strong>di</strong>a.org/wiki/Dublin_Core
Storia<br />
• Il trattamento informatico <strong>di</strong> testi è stato<br />
storicamente il primo settore <strong>di</strong> s<strong>per</strong>imentazione<br />
dell’informatica applicata alle scienze umane.<br />
• In <strong>per</strong>iodo preinformatico non erano mancate<br />
imprese eroiche nel settore lessicografico, nello<br />
spoglio e lettura <strong>di</strong> testi: basti pensare ai vari<br />
thesauri lessicografici tratti dalla Bibbia e dai testi<br />
sacri, come quelli chiamati Distinctiones, sorta <strong>di</strong><br />
enormi <strong>di</strong>zionari alfabetici <strong>di</strong> simboli che<br />
risalivano al XII secolo.
Storia<br />
• alla fine dell’Ottocento del Thesaurus<br />
Linguae Latinae aveva visto coo<strong>per</strong>are gli<br />
<strong>stu<strong>di</strong></strong>osi <strong>di</strong> cinque università tedesche<br />
all’or<strong>di</strong>namento manuale <strong>di</strong> oltre <strong>di</strong>eci<br />
milioni <strong>di</strong> schede lessicali.<br />
• l’analisi della particella “et” nello schedario del<br />
Thesaurus L.L. a Monaco implicava <strong>per</strong> lo <strong>stu<strong>di</strong></strong>oso<br />
che avesse avuto l’opportunità <strong>di</strong> accedervi, lo<br />
spoglio <strong>di</strong> quaranta cassetti <strong>di</strong> 1200 schede<br />
ciascuno.
Storia<br />
• L’impresa storica dell’Index thomisticus<br />
informatizzato, iniziata nel 1949 da padre<br />
Busa e terminata solo nel 1980, non<br />
rappresenta soltanto la prima impresa che<br />
dette inizio alla linguistica<br />
computazionale, ma può essere presa<br />
come caso esemplare <strong>di</strong> un ampio <strong>per</strong>iodo<br />
si s<strong>per</strong>imentazioni, <strong>per</strong>ché essa ha<br />
attraversato tutte le prime fasi della storia<br />
dell’elaborazione elettronica <strong>di</strong> testi, dalle<br />
schede <strong>per</strong>forate ai nastri magnetici, ai cd-<br />
rom (Busa 1987).
Storia<br />
• attività lessicografiche e creazione<br />
automatica <strong>di</strong><br />
• thesauri<br />
• rimari<br />
• incipitari<br />
• concordanze<br />
• frequenze<br />
• in<strong>di</strong>ces locorum
Problemi<br />
• lessici storici<br />
• varianti <strong>di</strong>acroniche e sincroniche <strong>di</strong><br />
scrittura<br />
• (la parola “esempio” poteva essere scritta<br />
in vari mo<strong>di</strong>: “esemplo”, “essempio”,<br />
“exemplo” ecc.)<br />
• ma anche gli omografi<br />
• faccia
Problemi<br />
• Schedatura<br />
– Rappresentazione in<strong>di</strong>retta <strong>di</strong> un<br />
documento<br />
• Testo libero<br />
– Rappresentazione <strong>di</strong>retta <strong>di</strong> un<br />
documento
Linguaggi <strong>di</strong> markup<br />
• Il termine markup (marcatura) deriva<br />
dall'ambiente dei tipografi che erano soliti<br />
marcare con annotazioni le parti del testo che<br />
andavano evidenziate o corrette, <strong>per</strong> poi<br />
segnalarle al compositore o al dattilografo. La<br />
tecnica <strong>per</strong> creare un testo con l'uso <strong>di</strong> marcatori<br />
(detti anche tag o co<strong>di</strong>ci) richiede una serie <strong>di</strong><br />
convenzioni, co<strong>di</strong>ficate in un linguaggio <strong>di</strong><br />
co<strong>di</strong>fica o marcatura. In generale un linguaggio<br />
<strong>di</strong> markup descrive i meccanismi <strong>di</strong><br />
rappresentazione (strutturali, semantici o<br />
presentazionali) del testo che utilizza<br />
convenzioni standar<strong>di</strong>zzate.
Tiramisù<br />
<br />
Mescolare il primo ingre<strong>di</strong>ente e il secondo<br />
in una terrina. Disporre il composto<br />
ottenuto sul terzo ingre<strong>di</strong>ente e lasciare in<br />
frigorifero <strong>per</strong> almeno 20 minuti.<br />
<br />
Mezz’ora<br />
<br />
I<br />
<br />
Voi ch'ascoltate in rime sparse il suono<br />
<strong>di</strong> quei sospiri ond'io nudriva 'l core<br />
in sul mio primo giovenile errore<br />
quand'era in parte altr'uom da quel ch'i'sono,<br />
<br />
<br />
del vario stile in ch'io piango et ragiono<br />
fra le vane s<strong>per</strong>anze e 'l van dolore<br />
ove sia chi <strong>per</strong> prova intenda amore<br />
s<strong>per</strong>o trovar pietà, nonché <strong>per</strong>dono.<br />
<br />
<br />
?><br />
<br />
<br />
Mario<br />
Mario<br />
Rossi<br />
/><br />
123456 >123456 <br />
<br />
23<br />
Agosto<br />
Agosto<br />
1986<br />
<br />
<br />
<br />
Chiara<br />
Ver<strong>di</strong><br />
/><br />
3632836<br />
>3632836<br />
<br />
1<br />
Gennaio<br />
1985<br />
1985<br />
<br />
<br />
LA CODIFICA DEL TESTO
1<br />
2<br />
3<br />
UNA DEFINIZIONE<br />
“La co<strong>di</strong>fica del testo può essere definita come<br />
una rappresentazione <strong>di</strong> un testo su un supporto<br />
<strong>di</strong>gitale, in funzione <strong>di</strong> un determinato punto <strong>di</strong><br />
vista , secondo un co<strong>di</strong>ce con<strong>di</strong>viso in modo<br />
sostanziale dall’uomo e dall’elaboratore<br />
elettronico cui tale co<strong>di</strong>fica è destinata”
1<br />
TESTO vs DOCUMENTO<br />
• Astrazioni<br />
• Successione <strong>di</strong> fonemi<br />
rappresentabile tramite grafemi<br />
• Segmentazioni logiche e<br />
partizioni interne con<br />
organizzazione gerarchica e<br />
funzionale (in<strong>di</strong>pendentemente<br />
dalla loro resa tipografica):<br />
capitoli, paragrafi…<br />
• Istanze <strong>di</strong> responsabilità<br />
dell’autore: il titolo ed il nome<br />
dell’autore, intertitoli, le note…<br />
• Supporto materiale in cui il testo<br />
viene conservato (un libro, un<br />
papiro, una lapide…)<br />
• Disposizione delle tracce fisiche<br />
dei segni grafici.<br />
• Distribuzione dei vari elementi<br />
all’interno della pagina<br />
• Indagine del supporto materiale:<br />
tipi <strong>di</strong> carattere, collocazione delle<br />
immagini, elementi introdotti non<br />
dall’autore del testo.
2<br />
• Se la co<strong>di</strong>fica è funzionale ad un determinato<br />
punto <strong>di</strong> vista esistono molteplici modelli <strong>di</strong><br />
co<strong>di</strong>fica possibili, tra cui il co<strong>di</strong>ficatore sceglie<br />
quello più consono ai suoi obbiettivi.<br />
• Dato che la co<strong>di</strong>fica è un mezzo <strong>per</strong> rendere<br />
esplicita l’interpretazione <strong>di</strong> un testo e che tale<br />
interpretazione non è mai univoca, risulta<br />
chiaro che la co<strong>di</strong>fica stessa non può mai<br />
essere assoluta.
3<br />
CODICE CONDIVISO TRA<br />
UOMO ED ELABORATORE<br />
• L’elaboratore deve essere in grado <strong>di</strong> trasmettere il messaggio<br />
che colui che ha memorizzato il documento aveva intenzione<br />
<strong>di</strong> comunicare al proprio destinatario.<br />
• Il testo deve essere co<strong>di</strong>ficato in Machine Readable Form<br />
(MRF), capace <strong>di</strong> conservare e ritrasmettere quanto il<br />
co<strong>di</strong>ficatore aveva ritenuto <strong>di</strong> rilevanza semantica.<br />
• Un documento <strong>di</strong>gitale in MRF può essere con<strong>di</strong>viso da ogni<br />
elaboratore solo se aderisce ad uno standard che ne garantisce<br />
la portabilità.<br />
• La risorsa <strong>di</strong>gitale deve essere fruibile in<strong>di</strong>pendentemente da<br />
hardware, software e piattaforma utilizzati.
STANDARD<br />
• Standard Formali = insieme <strong>di</strong> norme relative a una<br />
particolare tecnologia emesse da un ente istituzionale<br />
nazionale o internazionale deputato a tale scopo<br />
(International Standar<strong>di</strong>zation Organization, ISO)<br />
• Standard <strong>di</strong> Fatto = tecnologie che <strong>per</strong> la loro<br />
capillare <strong>di</strong>ffusione sono stati adottate dalla comunità<br />
internazionale come standard formali, anche se la loro<br />
rapida evoluzione e il loro formato proprietario le<br />
rende meno portabili.
PERCHE’ CODIFICARE?
DATO vs INFORMAZIONE<br />
• Non ha significato<br />
intrinseco, a meno che non<br />
venga inserito in una<br />
struttura che lo colleghi ad<br />
altri dati.<br />
• Es.: 24129<br />
• Informazione = dati +<br />
struttura<br />
• Legando i dati ad un<br />
contesto specifico<br />
l’informazione si carica <strong>di</strong><br />
significato<br />
• L’informazione in un certo<br />
dominio è costituita da dati<br />
strutturati ed organizzati in<br />
maniera esplicita<br />
• 24129: Cap. <strong>di</strong> Bergamo,<br />
Numero <strong>di</strong> conto, Numero<br />
<strong>di</strong> matricola
Testo<br />
• Un testo come flusso <strong>di</strong> caratteri, parole e frasi è una fonte <strong>di</strong><br />
dati linguistici.<br />
• Il testo, <strong>per</strong>ò, è anche un’entità altamente strutturata,<br />
all’interno della quale i dati linguistici sono correlati secondo<br />
piani <strong>di</strong> organizzazione multipli (informazione linguistica):<br />
Struttura del testo (sezioni, capitoli, paragrafi, titoli)<br />
Struttura del contesto (autore, data pubblicazione, finalità del<br />
testo)<br />
Struttura linguistica (info morfologiche, sintattiche,<br />
semantiche)<br />
Il testo <strong>di</strong>venta fonte <strong>di</strong> informazione linguistica quando<br />
alcuni <strong>di</strong> questi livelli <strong>di</strong> organizzazione e strutturazione<br />
vengono resi espliciti attraverso la co<strong>di</strong>fica.
CHE COSA CODIFICARE?<br />
LA CODIFICA NON E’ ASSOLUTA….
…DIPENDE DALLO SCOPO<br />
• la struttura, che implica l’in<strong>di</strong>viduazione delle<br />
partizioni strutturali del testo (capitoli,<br />
paragrafi, stanze, atti, scene…)<br />
• il formato, cioè la riproduzione dell’aspetto<br />
fisico <strong>di</strong> un dato documento (grassetti, corsivi,<br />
maiuscole, sud<strong>di</strong>visione in pagine e in righe…)<br />
• il contenuto, che comporta il riconoscimento <strong>di</strong><br />
determinati aspetti semantici (nomi propri,<br />
funzioni narrative, citazioni, numeri, strutture<br />
sintattiche…)<br />
• ….
COME CODIFICARE?
1. Programmi <strong>di</strong> text processing WYSIWYG (What<br />
you see is what you get)<br />
o presentazionali:<br />
• Esempi: Ms-Word; FrontPage; Netscape Composer;<br />
Adobe PDF<br />
• Rappresentano graficamente sullo schermo del computer<br />
un documento nella forma che questo assumerà una volta<br />
stampato<br />
• Co<strong>di</strong>fica invisibile all’utente che interagisce con il<br />
software tramite appositi <strong>di</strong>spositivi (menu, pulsanti<br />
ecc..) comandati dall’interfaccia grafica e <strong>di</strong> cui vede gli<br />
effetti <strong>di</strong>rettamente a video. Le etichette <strong>di</strong> marcatura<br />
vengono automaticamente inserite dal programma in<br />
relazione alle scelte dell’utente.
Vantaggi<br />
• Facilità <strong>di</strong> utilizzo<br />
• Co<strong>di</strong>fica veloce<br />
Svantaggi<br />
• Co<strong>di</strong>fica esclusivamente delle caratteristiche <strong>di</strong> formato<br />
• Co<strong>di</strong>fica <strong>di</strong>fficilmente controllabile <strong>per</strong>ché nascosta<br />
all’utente<br />
• Formati proprietari (problema <strong>di</strong> portabilità): il<br />
documento può essere visualizzato solo dallo stesso tipo<br />
<strong>di</strong> applicazione in cui è stato creato oppure da un<br />
apposito visualizzatore. Le specifiche <strong>di</strong> formato non<br />
sono <strong>di</strong>ffuse pubblicamente in modo esplicito e la casa<br />
produttrice si riserva il <strong>di</strong>ritto <strong>di</strong> cambiarle a propria<br />
<strong>di</strong>screzione.
2. Linguaggi <strong>di</strong> markup<br />
Per conciliare:<br />
• rappresentazione <strong>di</strong> informazione astratta<br />
• portabilità
Un esempio <strong>di</strong> linguaggio<br />
presentazionale:<br />
PDF<br />
Portable Document Format<br />
Prodotto della Adobe introdotto nel 1993,<br />
nato da una trasformazione <strong>di</strong> Adobe<br />
Postscript.
PDF (Portable Document<br />
Format)<br />
• Nasce con l'obiettivo <strong>di</strong> risolvere il problema <strong>di</strong> poter con<strong>di</strong>videre e<br />
<strong>di</strong>stribuire documenti con testi e grafica formattati su piattaforme<br />
<strong>di</strong>fferenti, mantenendo il layout originale.<br />
• Esprime il meglio delle proprie potenzialità proprio con quelle<br />
applicazioni finalizzate alla stampa, pur mantenendo una buona resa<br />
a video<br />
• Per visualizzare i file PDF occorre Acrobat Reader, oggi ribattezzato<br />
Adobe Reader, un'applicazione gratuita liberamente <strong>di</strong>stribuibile e<br />
<strong>di</strong>sponibile <strong>per</strong> praticamente tutte le piattaforme informatiche<br />
esistenti: si calcola che sino ad oggi siano state <strong>di</strong>stribuite più <strong>di</strong><br />
cinquecentomilioni <strong>di</strong> copie <strong>di</strong> tale software.<br />
• Per la creazione <strong>di</strong> file PDF si utilizza il software Acrobat prodotto<br />
dalla Adobe; da qualche anno, tuttavia, sono comparse sul mercato<br />
soluzioni alternative (sebbene non complete come Acrobat), alcune<br />
delle quali gratuite, <strong>per</strong> la creazione <strong>di</strong> documenti PDF.
• I file PDF vengono creati <strong>per</strong> mezzo <strong>di</strong> una<br />
stampante virtuale chiamata Distiller: in pratica<br />
il file viene creato in una qualsiasi applicazione,<br />
word processor o altro, e poi inviato alla<br />
stampante virtuale che lo "traduce" in PDF.<br />
• Nel corso <strong>degli</strong> anni PDF è <strong>di</strong>ventato uno<br />
standard de facto <strong>per</strong> la <strong>di</strong>stribuzione <strong>di</strong><br />
documenti elettronici, nel maggio del duemila è<br />
stato ufficialmente approvato dall'ANSI come<br />
standard ufficiale.
• Notevole <strong>di</strong>ffusione<br />
VANTAGGI<br />
• Capacità <strong>di</strong> integrare contenuti<br />
multime<strong>di</strong>ali, grafica vettoriale e moduli<br />
interattivi.<br />
• Grande capacità espressiva dal punto <strong>di</strong><br />
vista della grafica e della impaginazione del<br />
testo.
LIMITI<br />
• E’ un formato proprietario.<br />
• E’ linguaggio che si concentra esclusivamente sugli<br />
aspetti formali e presentazionali della pagina, e non un<br />
linguaggio <strong>di</strong> mark-up a<strong>per</strong>to nato <strong>per</strong> la marcatura<br />
logica e strutturata.<br />
• Un file in formato PDF deve essere creato, avendo in<br />
mente il <strong>di</strong>spositivo su cui questo verrà visualizzato. Il<br />
documento PDF potrà soltanto essere ingran<strong>di</strong>to o<br />
rimpicciolito <strong>per</strong> adeguarsi al <strong>di</strong>spositivo altrimenti, ad<br />
esempio, su schermi piccoli come quelli dei Personal<br />
Digital Assistant (PDA), si dovrà ricorrere ad un<br />
fasti<strong>di</strong>oso scrolling verticale ed eventualmente anche<br />
orizzontale.
Una parziale soluzione…<br />
• Per cercare <strong>di</strong> ovviare a questo inconveniente a partire<br />
dalla versione cinque <strong>di</strong> Acrobat i file PDF possono<br />
contenere tag (Tagged PDF), che consentono <strong>di</strong><br />
riformattare il flusso <strong>di</strong> testo al fine <strong>di</strong> adattarsi a<br />
<strong>di</strong>spositivi <strong>di</strong>versi. Al file viene applicato una sorta <strong>di</strong><br />
'involucro' e<strong>di</strong>tabile <strong>di</strong> metadati<br />
• Tuttavia, essendo il PDF rivolto principalmente alla<br />
rappresentazione finale della pagina ed alla sua<br />
riproduzione su video o a stampa, <strong>di</strong>fficilmente può<br />
possedere la ricchezza <strong>di</strong> metainformazione e la<br />
conseguente versatilità ed adattabilità alle esigenze più<br />
<strong>di</strong>verse <strong>di</strong> un documento basato su <strong>di</strong> un linguaggio <strong>di</strong><br />
markup.
RIQU<br />
ADR<br />
O DI<br />
NAVI<br />
GAZI<br />
ONE<br />
AREA DI LAVORO<br />
BARRA DEGLI STRUMENTI<br />
RIQ<br />
UDA<br />
RO<br />
DEL<br />
DOC<br />
UME<br />
NTO
Possibilità del riquadro <strong>di</strong> navigazione
Riquadro <strong>di</strong> navigazione: segnalibri
Riquadro <strong>di</strong> navigazione: Pagine
Spostarsi nella pagina<br />
• Pulsanti<br />
• Vista> vai a<br />
• Segnalibri<br />
• Pagine<br />
• Link<br />
• Articoli
Zoom
Adattare la pagina alle <strong>di</strong>mensioni della finestra
Cos’è una <strong>di</strong>gital library<br />
definizione e definizioni<br />
• Il termine Digital Library compare alla fine<br />
<strong>degli</strong> anni Ottanta <strong>per</strong> in<strong>di</strong>care una<br />
collezione <strong>di</strong> documenti <strong>di</strong>gitali organizzati<br />
<strong>per</strong> contenuto e finalizzata ad un’utenza<br />
specifica.
Cos’è una <strong>di</strong>gital<br />
library<br />
• In realtà le sue origini ideali<br />
vanno ricercate nel cuore del<br />
Cinquecento: la famosa ruota<br />
dei libri inventata da Agostino<br />
Ramelli e illustrata e descritta<br />
nel suo libro Le <strong>di</strong>verse e<br />
artificiose macchine (Parigi,<br />
appresso l’autore, 1588),<br />
<strong>per</strong>metteva <strong>di</strong> stare seduti e<br />
“leggere una grande quantità<br />
<strong>di</strong> libri senza muoversi dal<br />
proprio posto”.
Precedenti <strong>di</strong>gital libraries<br />
• nel 1945, Vanervar Bush progettò il Memex<br />
(MEMory Extender) una macchina<br />
analogica capace <strong>di</strong> <strong>per</strong>mettere al lettore <strong>di</strong><br />
creare <strong>di</strong> <strong>per</strong>corsi associativi attraverso<br />
archivi e documenti <strong>di</strong>versi<br />
• “as we may think”( Bush 1945,<br />
consultabile all’in<strong>di</strong>rizzo http://www.ps.unisb.de/~duchier/pub/vbush/vbush.shtml)
Definzioni<br />
• La prima definizione <strong>di</strong> Digital Library, risalente<br />
al 1993, è quella <strong>di</strong> Christine Borgman (Borgman<br />
1993, Borgman 2000), che la identifica con una<br />
struttura in grado <strong>di</strong> combinare un servizio,<br />
un’architettura <strong>di</strong> rete, un insieme <strong>di</strong> risorse<br />
informative (banche dati testuali, dati numerici,<br />
immagini, documenti sonori, video) e un insieme<br />
<strong>di</strong> strumenti <strong>per</strong> localizzare, recu<strong>per</strong>are e utilizzare<br />
l’informazione re<strong>per</strong>ita.
Definzioni<br />
• Una seconda definizione, fornita da Charles<br />
Oppenheim e David Smithson (Oppenheim,<br />
Smithson 1999) e poi seguita anche da William<br />
Arms (Arms 2000), intende la biblioteca <strong>di</strong>gitale<br />
come un servizio informativo, in cui tutte le<br />
risorse siano <strong>di</strong>sponibili in formato <strong>di</strong>gitale e le<br />
funzioni <strong>di</strong> acquisizione, archiviazione,<br />
preservazione, recu<strong>per</strong>o e accesso siano realizzate<br />
attraverso l’uso <strong>di</strong> tecnologie <strong>di</strong>gitali.
Definzioni<br />
• In modo più articolato Gary Marchionini ed<br />
Edward Fox (Marchionini, Fox 1999) in<strong>di</strong>viduano<br />
quattro componenti proprie dello spazio<br />
informativo in cui nasce la biblioteca <strong>di</strong>gitale, la<br />
comunità <strong>degli</strong> utenti, la tecnologia, i servizi,<br />
(l’elemento essenziale delle biblioteche <strong>di</strong>gitali del<br />
web 2.0 con possibilità <strong>di</strong> aiuto in linea,<br />
<strong>per</strong>sonalizzazione dei servizi, creazioni <strong>di</strong> forum e<br />
communities) e infine i contenuti, (i documenti e<br />
nei formati prescelti).
Definzioni<br />
• fin dalla fine <strong>degli</strong> anni Novanta si<br />
contrappongono due <strong>di</strong>verse concezioni<br />
» una più liberamente legata al mondo <strong>di</strong>gitale,<br />
incentrata sull’utente e focalizzata sulla creazione<br />
<strong>di</strong> uno spazio liberamente fruibile dal ricercatore,<br />
» l’altra più tra<strong>di</strong>zionale che vede la biblioteca <strong>di</strong>gitale<br />
come un’espansione delle pratiche presenti nella<br />
biblioteca reale, come estensione <strong>di</strong> nuovi servizi<br />
offerti dagli utenti.
Definzioni<br />
• Workshop on <strong>di</strong>stributed knowledge work<br />
environments <strong>di</strong> Santa Fe del 1999<br />
• “il concetto <strong>di</strong> Digital Library non è quello<br />
<strong>di</strong> una collezione <strong>di</strong>gitale dotata <strong>di</strong> strumenti<br />
<strong>di</strong> gestione dell’informazione. È piuttosto<br />
uno spazio in cui mettere insieme<br />
collezione, servizi e <strong>per</strong>sone a supporto<br />
dell’intero ciclo <strong>di</strong> vita della creazione, uso,<br />
preservazione dei dati, informazione e<br />
conoscenza”
Definzioni<br />
• proposta dai bibliotecari della Digital<br />
Libraries Federation (DLF)<br />
– Le biblioteche <strong>di</strong>gitali sono organizzazioni che<br />
forniscono le risorse, compreso il <strong>per</strong>sonale<br />
specializzato, <strong>per</strong> selezionare, organizzare dare<br />
l’accesso intellettuale, interpretare, <strong>di</strong>stribuire,<br />
preservare l’integrità e assicurare la <strong>per</strong>sistenza<br />
nel tempo delle collezioni <strong>di</strong>gitali così che<br />
queste possano essere accessibili prontamente<br />
ed economicamente <strong>per</strong> una comunità definita o<br />
<strong>per</strong> un insieme <strong>di</strong> comunità
Classificazioni delle <strong>di</strong>gital libraries<br />
• in base ai formati con cui i documenti vengono archiviati alla fonte e<br />
<strong>di</strong>stribuiti agli utenti: formato immagine, formati in MRF, formati applicativi<br />
proprietari co<strong>di</strong>fiche ‘puro testo’, basate sui sistemi <strong>di</strong> co<strong>di</strong>fica ASCII, ISO 8859<br />
o UNICODE; formati applicativi proprietari quali Postscript, Portable Document<br />
Format (PDF), Rich Text Format (RTF); .<br />
• In base alla modalità <strong>di</strong> accesso e <strong>di</strong> consultazione dei<br />
documenti elettronici:<br />
– <strong>di</strong>stribuzione remota <strong>di</strong> file contenenti documenti <strong>di</strong>gitali in vari formati <strong>per</strong> la<br />
consultazione off-line;<br />
– consultazione online <strong>di</strong> documenti in ambiente Web;<br />
– consultazione avanzata <strong>di</strong> documenti me<strong>di</strong>ante <strong>di</strong>spositivi <strong>di</strong> information retrieval o<br />
sistemi con funzionalità <strong>di</strong> analisi testuale particolari.
Classificazioni delle <strong>di</strong>gital libraries<br />
• In base al tipo <strong>di</strong> ente, organizzazione o<br />
struttura che ha realizzato la biblioteca:<br />
– Progetti <strong>di</strong> ricerca promossi dal mondo bibliotecario<br />
tra<strong>di</strong>zionale,<br />
– progetti <strong>di</strong> ricerca accademici e<br />
– progetti non istituzionali creati da volontari.
Classificazioni delle <strong>di</strong>gital libraries<br />
– Progetti <strong>di</strong> ricerca promossi dal mondo bibliotecario<br />
tra<strong>di</strong>zionale,<br />
– Digital Libraries Initiative, finanziato congiuntamente dalla<br />
National Science Foundation (NSF), dalla Department of<br />
Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA) e dalla<br />
NASA con lo scopo <strong>di</strong> sviluppare e s<strong>per</strong>imentare nuove<br />
tecnologie <strong>per</strong> l’archiviazione e la gestione <strong>di</strong> archivi in<br />
formato <strong>di</strong>gitale resi <strong>di</strong>sponibili attraverso reti <strong>di</strong><br />
comunicazione http://rs6.loc.gov/ammem/dli2/<br />
– Biblioteca Digitale Italiana<br />
http://www.biblioteca<strong>di</strong>gitaleitaliana.it/genera.jsp
Classificazioni delle <strong>di</strong>gital libraries<br />
• progetti <strong>di</strong> ricerca accademici e<br />
– l’Oxford Text Archive (OTA http://ota.ahds.ac.uk/<br />
realizzato dall’Oxford University Computing Services<br />
(OUCS), che è composto da oltre 2.500 testi elettronici <strong>di</strong><br />
ambito letterario e saggistico. Stu<strong>di</strong>osi e centri <strong>di</strong> ricerca <strong>di</strong><br />
tutto il mondo hanno fornito all’ OTA le trascrizioni e le<br />
e<strong>di</strong>zioni elettroniche effettuate nella loro attività scientifica,<br />
<strong>per</strong>mettendo così la costruzione <strong>di</strong> un archivio formato da<br />
e<strong>di</strong>zioni filologicamente molto qualificate, che<br />
rappresentano un’importante risorsa scientifica,<br />
specialmente <strong>per</strong> la comunità dei ricercatori e <strong>stu<strong>di</strong></strong>osi <strong>di</strong><br />
area umanistica. I testi sono <strong>per</strong> la maggior parte co<strong>di</strong>ficati<br />
in formato SGML o XML, in base alle specifiche TEI.
Classificazioni delle <strong>di</strong>gital libraries<br />
Progetti non istituzionali creati da volontari<br />
Million Book Project,<br />
http://www.archive.org/details/millionbooks<br />
(promosso dai volontari dell’associazione Internet<br />
Archive)<br />
il Project Gutenberg (http://www.gutenberg.net/),
Classificazioni delle <strong>di</strong>gital libraries<br />
• In base al tipo <strong>di</strong> ente, organizzazione o struttura<br />
che ha realizzato la biblioteca:<br />
– Progetti <strong>di</strong> ricerca promossi dal mondo bibliotecario tra<strong>di</strong>zionale,<br />
– progetti <strong>di</strong> ricerca accademici e<br />
– progetti non istituzionali creati da volontari.<br />
• In base alle funzionalità offerte all’utente<br />
– le banche dati <strong>di</strong> anastatiche <strong>di</strong>gitali;<br />
– gli archivi <strong>di</strong> o<strong>per</strong>e in formato MRF ma senza strumenti <strong>di</strong> ricerca<br />
particolarmente raffinati;<br />
– le banche dati <strong>di</strong> testi co<strong>di</strong>ficati, dotate <strong>di</strong> motori <strong>di</strong> ricerca testuali<br />
specifici che consentono interrogazioni molto raffinate e altre<br />
funzionalità particolari: in<strong>di</strong>ci, itinerari tematici attraverso i testi ecc.
Digital Libraries<br />
• Testi come immagine<br />
Gallica: <br />
• Testi trascritti in formato MRF<br />
Manuzio: <br />
Testi trascritti MRF e ricercabili
Digital Libraries<br />
• Testi come immagine<br />
Gallica:<br />
Digital Libraries<br />
• Testi trascritti in formato MRF<br />
Bibliotheca Augustana:<br />
http://www.fh-augsburg.de/~harsch/augustana.html
Sonia Maffei<br />
Digital Libraries<br />
• Testi trascritti in formato MRF<br />
Manuzio:<br />
Digital Libraries<br />
• Virtual Library<br />
• Servizi offerti dalle biblioteche<br />
• Cataloghi on-line<br />
• Prestito<br />
• bibliografie<br />
• Digital Library<br />
• Biblioteche <strong>di</strong> testi integrali
Digital Libraries<br />
Gallica: <br />
• Testi come immagine<br />
• 90.000 o<strong>per</strong>e<br />
• Struttura della biblioteca:<br />
• Cura nella presentazione<br />
• Divisione <strong>per</strong> sezioni<br />
• Per cronologia
Digital Libraries<br />
Gallica: <br />
• Testi come immagine<br />
• Ricerca:<br />
• Per temi<br />
• Per autori<br />
• Per titoli<br />
• Per date
Digital Libraries<br />
Gallica: <br />
• Testi come immagine<br />
• Rappresentazione<br />
in<strong>di</strong>retta del documento<br />
• Rappresentazione <strong>di</strong>retta<br />
del documento
Digital Libraries<br />
Gallica: <br />
• Rappresentazione<br />
in<strong>di</strong>retta del documento<br />
• Astrazione<br />
• Scheda
Digital Libraries<br />
Gallica: <br />
• Testi come immagine<br />
• Principio del catalogo<br />
on-line<br />
• Con aggiunta della<br />
visualizzazione del libro
Digital Libraries<br />
Gallica: <br />
• Testi come immagine<br />
Vantaggi e Svantaggi
Digital Libraries<br />
Gallica: <br />
• Testi come immagine<br />
• Vantaggi<br />
• Per l’utente:<br />
Semplicità d’uso<br />
Riproduzione completa<br />
Gran numero <strong>di</strong> testi
Digital Libraries<br />
Gallica: <br />
• Testi come immagine Vantaggi<br />
Per l’istituzione<br />
Costo<br />
Tempistica<br />
Facilità <strong>di</strong> costruzione<br />
facile assemblamento <strong>di</strong> un<br />
gran numero <strong>di</strong> testi<br />
Conservazione testi rari
Digital Libraries<br />
Gallica: <br />
• Testi come immagine<br />
• Svantaggi<br />
Per l’utente<br />
impossibilità <strong>di</strong> ricercare all’interno dei<br />
testi.<br />
Per cercare una parola occorre sfogliare<br />
tutto il libro:<br />
Lentezza <strong>di</strong> internet, costi ecc.
Digital Libraries<br />
Gallica: <br />
• Testi come immagine<br />
• Svantaggi<br />
Per l’istituzione<br />
impossibilità <strong>di</strong> rielaborare il materiale<br />
linguistico con nuovi progetti
Digital Libraries<br />
Gallica: <br />
Impossibile ricercare all’interno dei<br />
testi.<br />
Perché il libro è <strong>per</strong> il computer una<br />
semplice immagine
Digital Libraries<br />
Gallica: <br />
Impossibile ricercare all’interno dei<br />
testi.<br />
Perché il libro è un insieme <strong>di</strong> valori <strong>di</strong><br />
colore e luminosità, non un insieme <strong>di</strong> parole
Digital Libraries<br />
• Testi trascritti in formato MRF<br />
• Bibliotheca Augustana<br />
• Or<strong>di</strong>namento dei testi<br />
• Per gran<strong>di</strong> temi<br />
• Per Autore<br />
• Per Cronologia
Digital Libraries<br />
• Testi trascritti in formato MRF<br />
• Bibliotheca Augustana<br />
•Ogni autore ha una scheda<br />
biografica e poi il testo<br />
interamente riprodotto
Digital Libraries<br />
• Testi trascritti in formato MRF<br />
• Bibliotheca Augustana<br />
•Vantaggi e svantaggi
Digital Libraries<br />
• Testi trascritti in formato MRF<br />
• Bibliotheca Augustana<br />
•Vantaggi <strong>per</strong> l’utente<br />
• Il lettore può anche ricercare nel<br />
testo (in modo elementare)<br />
• Non è anastatica, problema rapporti<br />
testo e paratesto
Digital Libraries<br />
• Testi trascritti in formato MRF<br />
• Bibliotheca Augustana<br />
•Vantaggi <strong>per</strong> l’istituzione<br />
• Il costo è ancora contenuto<br />
• Non occorre avere e<strong>di</strong>zioni originali<br />
<strong>di</strong> riferimento
Digital Libraries<br />
• Testi trascritti in formato MRF<br />
• Bibliotheca Augustana<br />
•Svantaggi<br />
• La ricerca è molto semplificata<br />
• Molta attenzione alle e<strong>di</strong>zioni<br />
utilizzate (problema copyright)
Digital Libraries<br />
• Testi trascritti in formato MRF<br />
• Liber Liber, progetto Manuzio<br />
• Or<strong>di</strong>namento dei testi<br />
• Per gran<strong>di</strong> temi<br />
• Per Autore<br />
• Per Cronologia<br />
• Possibilità <strong>di</strong> scaricare il testo
Digital Libraries<br />
• Testi trascritti in formato MRF<br />
• Liber Liber, progetto Manuzio<br />
• Schede biografiche autori<br />
• Per le scuole
Digital Libraries<br />
• Testi trascritti in formato MRF<br />
• Liber Liber, progetto Manuzio<br />
• Scheda su ogni o<strong>per</strong>a con in<strong>di</strong>cazioni<br />
• Dell’e<strong>di</strong>zione utilizzata e dei collaboratori ecc.
Digital Libraries<br />
• Testi trascritti in formato MRF<br />
• Liber Liber, progetto Manuzio<br />
• Non più scannerizzazione, ma<br />
• Lavoro <strong>di</strong> trascrizione <strong>di</strong> testi
Digital Libraries<br />
• Testi trascritti in formato MRF<br />
• Liber Liber, progetto Manuzio<br />
Fasi <strong>di</strong> lavoro:<br />
Scannerizzazione<br />
OCR<br />
Controllo e verifica
Digital Libraries<br />
Testi trascritti MRF e ricercabili<br />
con raffinati strumenti <strong>di</strong> ricerca<br />
Intratext:<br />
http://www.intratext.com/
Digital Libraries<br />
• Testi trascritti in<br />
formato MRF e<br />
ricercabili con raffinati<br />
strumenti <strong>di</strong> ricerca<br />
• Intratext<br />
• http://www.intratext.co<br />
m
Digital Libraries<br />
•Testi trascritti in formato MRF e ricercabili con raffinati strumenti<br />
<strong>di</strong> ricerca<br />
Intratext<br />
Elenchi tematici e<br />
Per autore<br />
Per titolo<br />
Per lingua
•Glossario<br />
Guida rapida
Digital Libraries<br />
•Testi trascritti in formato MRF e ricercabili con raffinati strumenti<br />
<strong>di</strong> ricerca<br />
Intratext<br />
Il testo è integrale ed<br />
elaborato con particolari<br />
strumenti
Digital Libraries<br />
•Testi trascritti in formato MRF e ricercabili con raffinati strumenti<br />
<strong>di</strong> ricerca<br />
Intratext<br />
Frequenze<br />
Concordanze<br />
Contesti
Digital Libraries<br />
•Testi trascritti in formato MRF e ricercabili con raffinati strumenti<br />
<strong>di</strong> ricerca<br />
Frequenza:<br />
quante volte una forma<br />
compare in un testo<br />
Differenze tra Forma o<br />
Lemma
Digital Libraries<br />
•Testi trascritti in formato MRF e ricercabili con raffinati strumenti<br />
<strong>di</strong> ricerca<br />
Forma:<br />
Sequenza <strong>di</strong> caratteri<br />
FACCIA<br />
VENTI<br />
MANI
Lemmatizzare o non<br />
lemmatizzare?<br />
• L’impossibilità <strong>di</strong> trattare con il computer la<br />
<strong>di</strong>versità semantica e lo spessore espressivo<br />
del linguaggio<br />
• introduce la lemmatizzazione manuale<br />
• FACCIA<br />
• BASSO RILIEVO, BASSORILIEVO<br />
• ROSA, ROSAE
Digital Libraries<br />
•Testi trascritti in formato MRF e ricercabili con raffinati strumenti<br />
<strong>di</strong> ricerca<br />
Lemma:<br />
Forma padre a cui si riconducono<br />
tutte le forme figlie<br />
FARE<br />
FACCIA<br />
FACCIA
Digital Libraries<br />
•Testi trascritti in formato MRF e ricercabili con raffinati strumenti<br />
<strong>di</strong> ricerca<br />
Concordanza:<br />
“Concorda” una forma nel<br />
suo contesto, cioè nella<br />
frase o nella porzione <strong>di</strong><br />
testo che la contiene
Digital Libraries<br />
•Testi trascritti in formato MRF e ricercabili con raffinati strumenti<br />
<strong>di</strong> ricerca<br />
Concordanza:<br />
Vari tipi <strong>di</strong> contesti<br />
KWIC<br />
KWOC
(testo <strong>di</strong>mostrativo da non usare <strong>per</strong> lettura o citazione)
Sonia Maffei<br />
Digital Libraries<br />
• Testi trascritti e ricercabili<br />
CIBIT:<br />
http://www.bibliotecaitaliana.it/
CIBIT<br />
http://www.bibliotecaitaliana.it/index.asp<br />
Per la creazione dei metadati è stato utilizzato lo<br />
schema METS (Metadata Enco<strong>di</strong>ng and<br />
Transmission Standard) — elaborato dal<br />
Network Development and MARC Standards<br />
Office of the Library of Congress - che consente<br />
la rappresentazione <strong>di</strong> metadati descrittivi,<br />
tecnici e gestionali in XML,<br />
Sonia Maffei
CIBIT<br />
http://www.bibliotecaitaliana.it/index.asp<br />
Lo schema XML è stato mappato a sua volta con lo<br />
schema MAG (Metadati gestionali<br />
amministrativi e strutturali <strong>per</strong> le risorse<br />
<strong>di</strong>gitali) elaborato dal Gruppo <strong>di</strong> <strong>stu<strong>di</strong></strong>o sugli<br />
standard e le applicazioni <strong>di</strong> metadati nei <strong>beni</strong><br />
<strong>culturali</strong> promosso dall'ICCU (Istituto Centrale<br />
<strong>per</strong> il Catalogo Unico delle biblioteche italiane e<br />
<strong>per</strong> le informazioni bibliografiche).<br />
Sonia Maffei
CIBIT<br />
http://www.bibliotecaitaliana.it/index.asp<br />
Dublin Core Metadata Element Set, versione<br />
1.1<br />
http://www.iccu.sbn.it/dublinco.html<br />
Sonia Maffei
CIBIT<br />
http://www.bibliotecaitaliana.it/index.asp<br />
Co<strong>di</strong>fica dei testi<br />
Cibit ha adottato come linguaggio <strong>di</strong><br />
co<strong>di</strong>fica dei testi lo schema <strong>di</strong><br />
co<strong>di</strong>fica della Text Enco<strong>di</strong>ng<br />
Iniziative (TEI P4), basato sulla<br />
sintassi del linguaggio XML<br />
(Extensible markup Language).<br />
Sonia Maffei
CIBIT<br />
http://www.bibliotecaitaliana.it/index.asp<br />
• Livello 1: <strong>di</strong>visioni strutturali<br />
• Livello 2: <strong>di</strong>visioni tematiche; enfasi e<br />
segmenti in lingue <strong>di</strong>verse dalla lingua<br />
base del testo<br />
Sonia Maffei
Sonia Maffei<br />
BiViO<br />
http://bivio.signum.sns.it/<br />
Per la creazione dei metadati è stato<br />
utilizzato lo schema TEI (Text Enco<strong>di</strong>ng<br />
Initiative) rappresentazione <strong>di</strong> metadati<br />
descrittivi, tecnici e gestionali in XML.
CIBIT<br />
http://www.bibliotecaitaliana.it/index.asp<br />
• Livello 1: <strong>di</strong>visioni strutturali<br />
• Livello 2: <strong>di</strong>visioni strutturali con<br />
in<strong>di</strong>cazioni esplicite <strong>di</strong> tipologia<br />
• Livello 3: Citazioni esplicite con<br />
riferimento autorei<br />
• Livello 4: segmenti in lingue <strong>di</strong>verse<br />
dalla lingua base del testo<br />
• Livello 5: rapporto testo e immagini<br />
Sonia Maffei
Corpus informatico belloriano<br />
http://biblio.signum.sns.it/bellori/
Digital Libraries<br />
Testi trascritti MRF e ricercabili<br />
Biblioteca BIVIO<br />
Digital Libraries<br />
NTERT ARCHVE
Monumenta rariora: http://moratesti.cribecu.sns.it/:
Europeana<br />
• http://dev.europeana.eu/<br />
A partire dalla primavera 2007 Gallica sta evolvendo nel più ambizioso<br />
progetto Europeana, sviluppata dalla Bibliothèque Nationale de<br />
France (BnF), nel quadro <strong>di</strong> un progetto <strong>di</strong> Biblioteca <strong>di</strong>gitale europea<br />
in collaborazione con la Biblioteca nazionale ungherese Széchényie e<br />
con la Biblioteca nazionale del Portogallo, ma destinato ad allargarsi ad<br />
altre collaborazioni. Il progetto è in linea dal 22 marzo 2007 e<br />
attualmente propone 12.000 testi librari, liberi da <strong>di</strong>ritti d’autore in<br />
formata immagine e in formata testa ottenuto tramite OCR, ma<br />
promette <strong>di</strong> espandersi al ritmo <strong>di</strong> 100.000 testi all’anno241.
Europeana<br />
• http://dev.europeana.eu/<br />
. I testi sono ricercabili <strong>per</strong> epoca (dal XVI al XX secolo), <strong>per</strong> lingua (tedesco, inglese,<br />
spagnolo, francese, italiano, latino e portoghese), <strong>per</strong> provenienza<br />
(Bibliothèque nationale de France, Biblioteca nazionale ungherese<br />
Széchényie e la Biblioteca nazionale del Portogallo) e <strong>per</strong> autore.<br />
Europeana nasce sulla scia <strong>di</strong> un progetto più ampio, in cui confluirà quello della European<br />
Library.242 Il portale, che sta <strong>di</strong>gitalizzando gli<br />
archivi delle più importanti biblioteche continentali, è sostenuto<br />
dall’Unione europea come contributo fondamentale alla costruzione <strong>di</strong><br />
un’identità culturale europea, alla con<strong>di</strong>visione del sa<strong>per</strong>e e alla<br />
preservazione della <strong>di</strong>versità fra le culture. L’European Library www.edlproject.eu/<br />
, on line dal 2005, mette già assieme in OPAC 47 biblioteche nazionali del continente, ma<br />
vuole raggiungere l’obiettivo <strong>di</strong> oltre 6 milioni <strong>di</strong> o<strong>per</strong>e on line - fra<br />
libri, documenti e filmati - entro il 2010
American Memory<br />
• http://memory.loc.gov/<br />
• Un progetto <strong>di</strong> <strong>di</strong>gitalizzazione <strong>di</strong> parte del proprio patrimonio è stato<br />
intrapreso anche dalla Library of Congress <strong>di</strong> Washington, che <strong>per</strong>altro<br />
partecipa attivamente al programma DLI. Il primo risultato dei<br />
programmi <strong>di</strong> <strong>di</strong>gitalizzazione della Library of Congress è il progetto<br />
American Memory,243 un archivio <strong>di</strong> documenti storici, testi, lettere e<br />
memorie private, foto, immagini, filmati relativi alla storia del paese<br />
dalle sue origini ai giorni nostri. Tutti i documenti, parte dell’enorme<br />
patrimonio documentale della biblioteca, sono stati <strong>di</strong>gitalizzati in<br />
formato SGML <strong>per</strong> i materiali testuali, JPEG e MPEG <strong>per</strong> immagini e<br />
filmati, e inseriti in un grande archivio multime<strong>di</strong>ale che può essere<br />
ricercato secondo vari criteri.
Biblioteca Digitale Italiana<br />
http://www.biblioteca<strong>di</strong>gitaleitaliana.it/genera<br />
.jsp<br />
Anche in Italia è stato avviato un progetto nazionale <strong>per</strong> la<br />
<strong>di</strong>gitalizzazione del patrimonio culturale testuale. Si tratta del<br />
programma quadro Biblioteca Digitale Italiana, promosso e<br />
fïnanziato nel 2001 dalla Direzione Generale Beni Librari<br />
e dell’E<strong>di</strong>toria del Ministero <strong>per</strong> i Beni Culturali. Gli<br />
obiettivi <strong>di</strong> Biblioteca Digitale Italiana sono quelli <strong>di</strong><br />
avviare e coor<strong>di</strong>nare progetti <strong>di</strong> <strong>di</strong>gitalizzazione,<br />
principalmente in ambito bibliotecario, ma soprattutto <strong>di</strong><br />
definire linee guida e documenti <strong>di</strong> in<strong>di</strong>rizzo in questo<br />
settore, al fine <strong>di</strong> garantire qualità scientifica, affidabilità e<br />
sostenibilità economica dei singoli progetti.
Oxford Text Archive (OTA)<br />
Tra i progetti sviluppati presso se<strong>di</strong> universitarie e centri <strong>di</strong> ricerca istituzionali da ricordare è l’Oxford<br />
Text Archive (OTA), realizzato dall’Oxford University Computing Services (OUCS). L’archivio è<br />
costituto da oltre 2.500 testi elettronici <strong>di</strong> ambito letterario e saggistico, oltre che da alcune o<strong>per</strong>e <strong>di</strong><br />
riferimento standard <strong>per</strong> la lingua inglese (ad esempio il British National Corpus e il Roget<br />
Thesaurus).<br />
La maggior partedei titoli sono collocati nell’area culturale anglosassone, ma non<br />
mancano testi latini, greci e in altre lingue nazionali (tra cui l’italiano).<br />
Gran parte delle risorse dell’OTA provengono da singoli <strong>stu<strong>di</strong></strong>osi e<br />
centri <strong>di</strong> ricerca <strong>di</strong> tutto il mondo, che forniscono a questa importante<br />
istituzione le trascrizioni e le e<strong>di</strong>zioni elettroniche effettuate nella loro<br />
attività scientifica. Per questo l’archivio è costituito da e<strong>di</strong>zioni<br />
altamente qualificate dal punto <strong>di</strong> vista filologico, che rappresentano<br />
un’importante risorsa <strong>di</strong> carattere scientifico, specialmente <strong>per</strong> la<br />
comunità umanistica. I testi sono <strong>per</strong> la maggior parte co<strong>di</strong>ficati in<br />
formato SGML o XML, in base alle specifiche TEI. Poiché in molti casi si<br />
tratta <strong>di</strong> o<strong>per</strong>e co<strong>per</strong>te da <strong>di</strong>ritti <strong>di</strong> autore, solo una parte dei testi<br />
posseduti dall’OTA sono accessibili gratuitamente su Internet.
Oxford Text Archive (OTA)<br />
http://ota.ahds.ac.uk/<br />
L’accesso alla collezione pubblica dell’OTA si<br />
basa su una interfaccia Web particolarmente curata, che mette a<br />
<strong>di</strong>sposizione dell’utente un catalogo elettronico dei testi ricercabili <strong>per</strong><br />
autore, genere, lingua, formato e titolo. Una volta in<strong>di</strong>viduati i<br />
documenti desiderati, l’utente può decidere <strong>di</strong> effettuare il download dei<br />
file selezionati o <strong>di</strong> accedere a una maschera <strong>di</strong> ricerca <strong>per</strong> termini che<br />
genera un elenco <strong>di</strong> concordanze in formato Key Word In Context<br />
(KWIC, in cui il termine ricercato viene mostrato nell’ambito <strong>di</strong> un<br />
contesto variabile <strong>di</strong> parole che lo precedono e lo seguono), da cui poi è<br />
possibile accedere all’intero documento.
Electronic Text Center (ETC)<br />
Altro importante progetto è Electronic Text Center (ETC) che ha sede<br />
presso la University of Virginia (http://etext.lib.virginia.edu/), un<br />
centro <strong>di</strong> ricerca che ha lo scopo <strong>di</strong> creare archivi <strong>di</strong> testi elettronici in<br />
formato SGML e <strong>di</strong> promuovere lo sviluppo e l’applicazione <strong>di</strong> sistemi<br />
<strong>di</strong> analisi informatizzata dei testi. Tra le varie iniziative, l’ETC ha<br />
realizzato un’importante Digital Library, che ospita molte migliaia <strong>di</strong><br />
testi in SGML/TEI, sud<strong>di</strong>visi in <strong>di</strong>verse collezioni. La gestione<br />
dell’archivio testuale è affidata a un motore <strong>di</strong> ricerca in grado <strong>di</strong><br />
interpretare le co<strong>di</strong>fiche SGML, e si possono, <strong>per</strong> esempio, fare ricerche<br />
sulla base dati testuale, specificando che la parola cercata deve apparire<br />
solo nei titoli <strong>di</strong> un capitolo, o nell’ambito <strong>di</strong> un <strong>di</strong>scorso <strong>di</strong>retto. La<br />
biblioteca contiene testi in <strong>di</strong>verse lingue: inglese, francese, tedesco,
Electronic Text Center (ETC)<br />
http://etc.dal.ca/<br />
in collaborazione con la University of Pittsburgh, sono stati resi<br />
<strong>di</strong>sponibili anche testi in giapponese, nell’ambito <strong>di</strong> un progetto<br />
denominato Japanese Text Initiative. Tuttavia, solo alcune <strong>di</strong> queste<br />
collezioni sono liberamente consultabili da una rete esterna al campus<br />
universitario della Virginia: tra queste la Modern English Collection, con<br />
oltre 1.500 titoli, che contiene anche illustrazioni e immagini <strong>di</strong> parte<br />
dei manoscritti; la Middle English Collection; la Special Collection,<br />
de<strong>di</strong>cata<br />
ad autori afro-americani; la raccolta British Poetry 1780-1910.
http://www.<strong>per</strong>seus.tufts.edu/<br />
Perseus<br />
Un altro prestigioso progetto in area umanistica è il Perseus Project.248 Il<br />
progetto, avviato nel 1985, si proponeva <strong>di</strong> realizzare un’e<strong>di</strong>zione<br />
elettronica della letteratura greca. Da allora sono state realizzate due<br />
e<strong>di</strong>zioni su CD-ROM, <strong>di</strong>venute un insostituibile strumento <strong>di</strong> lavoro<br />
nell’ambito <strong>degli</strong> <strong>stu<strong>di</strong></strong> classici, contenenti i testi <strong>di</strong> quasi tutta la<br />
letteratura greca in lingua originale e in traduzione, nonché un archivio<br />
<strong>di</strong> immagini su tutti gli aspetti della cultura dell’antica Grecia.<br />
Nel 1995 è stata creata anche una versione Web del progetto, la Perseus Digital<br />
Library. Il sito consente <strong>di</strong> accedere gratuitamente a tutti i materiali<br />
testuali del CD, a una collezione <strong>di</strong> testi della letteratura latina in latino<br />
e in traduzione inglese, alle o<strong>per</strong>e complete del trage<strong>di</strong>ografo<br />
rinascimentale inglese Christopher Marlowe, e a vari materiali relativi a<br />
Shakespeare.
http://www.<strong>per</strong>seus.tufts.edu/<br />
Perseus<br />
L’in<strong>di</strong>viduazione e la consultazione dei singoli testi<br />
possono avvenire me<strong>di</strong>ante un motore <strong>di</strong> ricerca, o un elenco <strong>degli</strong><br />
autori contenuti in ciascuna collezione, da cui si passa <strong>di</strong>rettamente alla<br />
visualizzazione on line. I testi greci possono essere visualizzati sia nella<br />
traslitterazione in alfabeto latino, sia <strong>di</strong>rettamente in alfabeto greco, sia<br />
in traduzione inglese (quest’ultima è <strong>di</strong>sponibile anche <strong>per</strong> i testi latini).<br />
Per i testi greci è anche possibile avere informazioni morfosintattiche e<br />
lessicografiche <strong>per</strong> ogni parola.
TIL, Testi Italiani in Linea,<br />
http://til.scu.uniromal.it/<br />
In ambito italiano troviamo il progetto TIL, Testi Italiani in Linea,<br />
coor<strong>di</strong>nato dal CRILet (Centro ricerche <strong>Informatica</strong> e Letteratura,<br />
Dipartimento <strong>di</strong> <strong>stu<strong>di</strong></strong> Filologici Linguistici e Letterari <strong>di</strong> Roma ‘La<br />
Sapienza’.250 Si tratta <strong>di</strong> una Digital Library incentrata sulla tra<strong>di</strong>zione<br />
letteraria italiana, articolata in <strong>di</strong>verse collezioni. I testi, co<strong>di</strong>ficati in<br />
formato XML/TEI, sono interrogabili me<strong>di</strong>ante una interfaccia Web<br />
molto avanzata, in grado <strong>di</strong> fornire sia all’utente occasionale sia al<br />
ricercatore avanzati strumenti <strong>di</strong> ricerca e <strong>di</strong> analisi testuale. Sono<br />
<strong>di</strong>sponibili un ambiente <strong>di</strong> lettura <strong>di</strong>viso in un’area che contiene il<br />
sommario dell’o<strong>per</strong>a (generato <strong>di</strong>namicamente dal sistema) e una che<br />
contiene il testo selezionato.
TIL, Testi Italiani in Linea,<br />
http://til.scu.uniromal.it/<br />
Sono ammesse ricerche sui metadati,<br />
ricerche contestuali <strong>per</strong> ogni singolo testo e <strong>per</strong> collezioni e<br />
sottocollezioni, ricerche <strong>di</strong> termini, frasi o elementi testuali nel contesto<br />
<strong>di</strong> altri elementi esplicitati me<strong>di</strong>ante la co<strong>di</strong>fica XML/TEI, e ricerche<br />
KWIC, che consentono <strong>di</strong> generare le concordance in formato key word<br />
in context <strong>di</strong> termini o stringhe <strong>per</strong> un singolo testo. Molti testi presenti<br />
nella biblioteca <strong>di</strong>gitale TIL, inoltre, sono corredati da una serie <strong>di</strong><br />
materiali introduttivi e <strong>di</strong> contesto, che servono a fornire agli utenti<br />
nozioni <strong>di</strong> base relative alle o<strong>per</strong>e archiviate.
Bib. Dig. Per la storia dell’arte<br />
• 1. Accademia della Crusca<br />
• 2. ARTFL Project<br />
• 3. Arthistoricum.net - Virtual Library<br />
for Art History<br />
• 4. Athena<br />
• 5. Gutenberg Bible<br />
• 6. La Bibbia nel Cinquecento<br />
• 7. Biblioteca Ambrosiana Digitale<br />
• 8. Bibliotheca Augustana<br />
• 9. La Biblioteca delle fonti storico-<br />
artistiche<br />
• 10. Biblioteca <strong>di</strong>gitale della Biblioteca<br />
Estense <strong>di</strong> Modena<br />
• 11. Biblioteca <strong>di</strong>gitale della Biblioteca<br />
Nazionale <strong>di</strong> Napoli<br />
• 12. BIVIO - Biblioteca Virtuale On-<br />
Line<br />
• 13. CEEC - Co<strong>di</strong>ces Electronici<br />
Ecclesiae Coloniensis<br />
• 14. CEFAEL - Collections de l’Ecole<br />
française d’Athènes en ligne<br />
• 15. CETH - The Center for Electronic<br />
Texts in the Humanities<br />
• 16. Garos - Concordancia de<br />
Inscripciones griegas<br />
• 17. Il Corpus informatico belloriano<br />
• 18. Corpus Inscriptionum Latinarum<br />
19. CSAI - Corpus of South Arabian<br />
Inscriptions<br />
20. Digital Library for the Decorative Arts and<br />
Material Culture<br />
21. The Digital Scriptorium<br />
22. Efemeri<strong>di</strong> - Giuseppe Bencivenni Pelli<br />
23. The Electronic Text Center at the<br />
University of Virginia<br />
24. E-leo<br />
25. Emblematica Online<br />
26. Epigraphische Datenbank Heidelberg<br />
27. La Fortuna visiva <strong>di</strong> Pompei<br />
28. Galileo Digitale<br />
29. Gallica - la bibliothèque numérique<br />
30. Glascow Emblem Digitisation Project<br />
31. Glossario dell’e<strong>di</strong>lizia romana tra<br />
Rinascimento e Barocco<br />
32. Internet Culturale<br />
33. Internet Me<strong>di</strong>eval Sourcebook
• 34. IntraText Public Library<br />
• 35. John Talman<br />
• 36. Lineamenta<br />
• 37. Memofonte<br />
• 38. Monumenta Rariora<br />
• 110<br />
• 39. The Online Books Page<br />
• 40. Online Me<strong>di</strong>eval and Classical Library<br />
• 41. Oxford-Google Digitization Project<br />
• 42. Oxford Text Archive<br />
• 43. Open Emblem Portal<br />
• 44. Poeti d’Italia in lingua latina tra Me<strong>di</strong>oevo e Rinascimento<br />
• 45. The University of Chicago Library<br />
• 46. Le Vite <strong>di</strong> Giorgio Vasari<br />
• 47. II Vocabolario Toscano dell’Arte del Disegno