TIGULLIO ORIENTALE - Turismo in Provincia di Genova

turismo.provincia.genova.it

TIGULLIO ORIENTALE - Turismo in Provincia di Genova

Leudo sulla spiaggia di Sestri Levante le multiguide>

TIGULLIO

ORIENTALE

Costa e Entroterra

Provincia di Genova,

scaglie di mare, profumi di bosco.

TIGULLIO ORIENTALE

Lavagna

Sestri Levante

Moneglia

Cogorno

Casarza Ligure

Castiglione Chiavarese

Ne

Mezzanego

Borzonasca

Rezzoaglio

Santo Stefano d’Aveto

Provincia di Genova

Assessorato al Turismo


Santo Stefano D’Aveto


TIGULLIO ORIENTALE

Nella parte Orientale della Provincia di Genova - racchiusa sulla costa tra

Chiavari ad ovest e Moneglia ad est, e nell’interno dalle valli (Petronio, Graveglia,

Sturla e d’Aveto) che salgono verso paesaggi collinari e montani punteggiati da

borghi antichi - si passa dalle spiagge del Golfo del Tigullio alle vette degli

Appennini. Un'oasi di storia e natura racchiusa tra il mare e i monti. Dai porti

turistici e dalle sabbie dorate degli arenili, regno del sole, degli sport acquatici,

dell'offshore e della pesca, si sale in pochi chilometri, attraverso ulivi argentei,

boschi di castagni, querce e faggi, fino alle cime della Val d'Aveto, che

raggiungono quasi i 2000 m di altitudine e si specchiano in laghi di smeraldo.

Vette innevate in inverno e con rinnovati impianti di risalita dove è possibile

sciare, prima fra tutte Santo Stefano D'Aveto, la più grande stazione sciistica

ligure. Ecco il meglio per una vacanza tutto mare, sole, spiagge, ma anche

boschi fatati, picchi solitari, parchi dove la natura incontaminata è sovrana,

folclore, enogastronomia, monumenti artistici e luoghi dello spirito unici, come

l’Abbazia di Sant’Andrea di Borzone e la Basilica di San Salvatore dei Fieschi.


Moneglia, Vallegrande


La costa orientale è amata dai diportisti

>

TIGULLIO ORIENTALE

EMOZIONI SUL MARE

Lunghe spiagge, calette isolate,

alte scogliere e fondali turchesi

Il tratto di costa compreso tra Chiavari ad ovest e Punta Rospo ad est, racchiude

famose località balneari come Lavagna, Cavi di Lavagna, Sestri Levante e Moneglia.

Spiagge dotate di confortevoli stabilimenti, ideali per chi ama fare rilassanti bagni in

un mare sicuro e pulito. Ma non solo. Anche calette isolate e vertiginose scogliere su

fondali dalle acque turchesi e trasparenti, popolati di coralli e pesci, dove immergersi

per scoprirne tutte le meraviglie. E poi vacanze di sogno, animate da eventi culturali e

folcloristici legati al mare e da locali trendy dove ballare ed ascoltare ottima musica.

Infine, cantieri navali, dove si costruiscono navi e yacht, e porti turistici ormai famosi

in Italia e nel Mediterraneo, per l’eccellenza delle attrezzature e dei servizi.

In barca

Da aprile a settembre

si può usufruire di un

servizio giornaliero di

traghetti effettuato dal

Consorzio Servizi

Marittimi del Tigullio.

Il Consorzio collega

il Tigullio a Genova e

a tutte le principali

località della Riviera di

levante fino a Portovenere.

www.traghettiportofino.it

tel. 0185.284670

3


4

>

TIGULLIO ORIENTALE

EMOZIONI SUL MARE

Lavagna e Cavi, spiagge infinite

Dopo Chiavari, procedendo in direzione est,

superato il ponte sul fiume Entella, si entra

in Lavagna, il cui nome deriva da lavania,

termine con cui i Romani designavano

l’ardesia. Infatti, qui fin dall’antichità era

praticata l’attività di taglio e di lavorazione

della pietra nera di Liguria, estratta dalle

cave presenti nelle valli dell’entroterra. Oggi

il turismo e le attività ad esso collegate

rappresentano le principali risorse

economiche insieme alla marineria. Infatti,

Lavagna è famosa sia per la sua spiaggia,

sia per le sue strutture ricettive, sia per il

suo vasto Porto Turistico

(www.portodilavagna.com) che occupa ben

290.000 mq. Ottimamente attrezzato,

permette l’ormeggio di quasi 1600

imbarcazioni da diporto lunghe da 8 m.

fino a 50 m.. Costruito secondo i criteri più

moderni, è costituito da un molo foraneo di

oltre 1 km e da un molo di sottoflutto. Nel

suo interno sono sistemati diversi pontili

dotati di tutte le attrezzature necessarie

alle imbarcazioni. Esistono anche numerosi

negozi, bookshop, ristoranti, boutique di

moda e di arredamento marinari, officine

meccaniche, cantieri di rimessaggio e di

costruzione barche e uffici di brokers. La

banchina permette agli armatori e ai

possessori di barche di affidare i lavori di

manutenzione a differenti operatori, e di

usufruire dei servizi di alaggio e varo.

Oltre al Porto Turistico, tra i più grandi e

meglio attrezzati della Liguria e del

Mediterraneo, Lavagna dispone di cantieri

di costruttori e di artigiani altamente

specializzati, che sono da sempre

tradizionalmente legati al mondo

della nautica.

Sul Lungomare Labonia, ampio ed alberato,

impreziosito da panchine, alte palme e aiuole

fiorite, si trovano numerosi bar, pub,

ristoranti, pizzerie, gelaterie, alberghi, negozi

e librerie. Di fronte si estende la vasta e

sterminata spiaggia sabbiosa con una ventina

di stabilimenti balneari, adeguatamente

attrezzati anche per accogliere bambini,

anziani e portatori di handicap. Dalla foce del

fiume Entella sul mare, ci si dirige verso

l’interno e si arriva con una lunga pista

ciclabile intitolata a Gino Bartali, fino al

confine con il borgo storico di Cogorno.


Lavagna, piazza Santo Stefano

Proseguendo invece con la Via Aurelia, che

insieme alla linea ferroviaria corre dritta e

parallela alla costa qui bassa e sabbiosa, si

raggiunge Cavi di Lavagna. Gradevole ed

animata stazione balneare, insieme a

Lavagna, è fra le più note e frequentate di

tutta la Riviera Ligure. Il suo arenile, che è

unito a quello della vicinissima Lavagna,

lungo oltre 4 km, è il più esteso di tutto il

Levante. Anche qui circa 20 stabilimenti

balneari, dislocati sul nastro argenteo della

spiaggia sabbiosa, offrono il meglio del

comfort e delle attrezzature per gli ospiti in

vacanza. In entrambe le località l’arenile,

sempre sorvegliato e monitorato, è

particolarmente consigliato per le famiglie,

in quanto l’accesso al mare è decisamente

molto agevole e sicuro. Inoltre, vi si possono

praticare gli sport marini, dal surf al

windsurf, dalla vela al canottaggio, dallo

snorkeling al diving. Ma non solo. Non

mancano le attrazioni e le occasioni di

divertimento per tutti. Eventi musicali e

teatrali, pub e discoteche allietano le

lunghe, tiepide e profumate serate della

lunga estate.

Bandiere Blu

Per l’eccellente qualità delle acque

delle sue spiagge, nel 2008, la Liguria

è stata premiata con ben 14 Bandiere

Blu, rilasciate dalla Fee (Fondazione

per l'Educazione Ambientale), una

in più del 2007! Si è piazzata al secondo

posto, dopo la Toscana e le Marche, a

pari merito con 15 vessilli. Mentre sono

11 quelle per i porticcioli turistici.

Nella Provincia di Genova la Bandiera

Blu sventola su tre spiagge (quelle

di Chiavari, Lavagna e Moneglia)

e su due porticcioli turistici (il Porto

Internazionale Carlo Riva di Rapallo

e la Marina di Chiavari) per l’eccellenza

delle loro attrezzature e la trasparenza

delle loro acque.

Moneglia

5


6

>

TIGULLIO ORIENTALE

EMOZIONI SUL MARE

Sestri Levante e Moneglia, baie di sogno

Sestri Levante Punta Manara

A pochi chilometri da Cavi di Lavagna

s’incontrano i resti di mura merlate e di torri

possenti che montano la guardia sul

promontorio roccioso dell'Isola, istmo su cui

si estende Sestri Levante, nell’estremità

sud-orientale del Golfo del Tigullio. Qui si è

sedotti dall'incanto della Baia delle Favole, ad

ovest del sottile lembo di terra, così chiamata

dallo scrittore danese Hans Christian

Andersen che vi soggiornò a lungo, e della

Baia del Silenzio, ad est, entrambe orlate da

spiagge sabbiose e dominate dalla mole del

Grand Hotel dei Castelli, circondato da un

vasto parco con alberi secolari. Il Castello

venne costruito nel 1925 per Riccardo e

Cesarina Gualino, industriali e mecenati di

Torino, sul luogo dove i Genovesi avevano

edificato una fortezza (XII sec.). Simile ad un

borgo medievale, è stato trasformato in

albergo di charme.

Il posto giusto dove iniziare la lunga notte di

Sestri è l’animato lungomare, con pub di

tendenza, ritrovo dei giovani prima di andare

nelle discoteche glamour.

Lasciata Sestri Levante si raggiunge Punta

Manara, nel Parco naturale regionale delle

Cinque Terre, che si protende con la sua

spettacolare scogliera nel mare dalle

cristalline trasparenze, ricco di pesce, avvolto

dal profumo inebriante e intenso delle mille

essenze della macchia mediterranea. Nelle

sue rocce variegate di arenaria vi sono tracce

di animali fossili risalenti all'era cenozoica. Il

silenzio è assoluto. Solo richiami di gabbiani e

falchi.

Poco più in là, nel borgo di Riva Trigoso,

villaggio di pescatori, da sempre i maestri

d'ascia costruiscono i leudi. Si tratta di tipiche

imbarcazioni a vela latina con cui i Rivani un

tempo si spingevano lungo le rotte del

Mediterraneo per trasportare vini, olio,

formaggi e prodotti dell'entroterra. Riva

Trigoso è tuttora sede di importanti cantieri

navali. Il primo fu fondato nel 1897 e

attualmente appartiene alla Fincantieri. Terra

di emigrazioni, i marinai e i pescatori del

borgo alla fine dell’800 fondarono Santa Cruz

in California, dove l'attività della pesca

divenne fiorente proprio grazie alla loro

esperienza. Lasciate alle spalle Sestri Levante e

Riva Trigoso, la statale attraversa uliveti e

boschi fino al minuscolo borgo di Bracco, da


dove s’imbocca la strada che scende con ripide

curve a Moneglia. Ma Moneglia si può

raggiungere anche lungo la costa, con una

stretta strada litoranea che attraversa le

gallerie dove un tempo transitava la ferrovia.

Il traffico è a senso alternato ed è regolato da

un semaforo che diventa verde ogni 20

minuti. Ancora rocce e vertiginose pareti a

strapiombo sul mare, dall’isolata Punta Baffe

fino a Moneglia, frequentate dagli

appassionati del free climbing impegnati in

arrampicate mozzafiato. E finalmente ecco

Moneglia, porta di ingresso delle Cinque Terre,

con il suo borgo marinaro e la sua spiaggia

racchiusi in una verde insenatura compresa

fra i promontori di Punta Moneglia (a

ponente) e di Punta Rospo (a levante). Borgo

marinaro, oggi centro di vacanze balneari, è

affacciato su di un breve litorale dalla sabbia

fine. Bandiera Blu, primato d'eccezione per

Moneglia che ha mare non inquinato, arenili

puliti, servizi efficienti e armonico inserimento

nell'ambiente naturale. Bellissimi fondali si

scoprono lungo le scogliere di Punta Moneglia

e di Punta Rospo, il posto giusto per chi ama

le immersioni e lo snorkeling.

Feste & Feste di mare

> Sestri Levante. Barcarolata, ultima

domenica di luglio. Sfilata allegorica

di imbarcazioni addobbate, con luci

multicolori e costumi carnevaleschi,

che sfilano a partire dalle 21,30 sulle

acque della Baia di Portobello.

Seguono spettacolari fuochi

pirotecnici.

> Riva Trigoso. Festa della Madonna

del Buon Viaggio, metà agosto. E’

celebrata una messa sul mare, che

termina con una suggestiva scia di

lumini posati in mare.

> Moneglia. Benedizione del mare,

29 giugno. In occasione della

ricorrenza dei Santi Pietro e Paolo.

Alla sera Messa in spiaggia e

Benedizione del Mare.

Festa del Santo Cristo, seconda

o terza domenica di luglio.

Festa religiosa con messa in mare

dei lumini.

7


Il centro storico di Sestri Levante


La Transumanza a Santo Stefano d’Aveto

>

TIGULLIO ORIENTALE

SCENARI D’ARTE

Mare e spiagge non sono gli

unici capolavori

Lavagna, Sestri Levante e Moneglia propongono esempi d’arte ineguagliabili nelle stradine

dei loro variopinti centri storici, punteggiati di chiese, palazzi e musei. Ma anche le Valli

Petronio, Graveglia, Sturla e d’Aveto, poste nell'estremo levante provinciale, riservano

sorprese sia per la natura spettacolare sia per i borghi storici dove numerose sono le

testimonianze d’arte profondamente intrecciate al territorio e alle tradizioni, in particolare

a Cogorno, Casarza Ligure, Castiglione Chiavarese, Ne, Mezzanego, Rezzoaglio, Borzonasca,

Santo Stefano d’Aveto. Due appassionanti eco-musei ricordano la singolare struttura

geologica di queste valli: a Casarza Ligure il Museo mineralogico Parma Gemma e a

Botasi (Ne) la Miniera di Gambatesa, dove si scende nelle viscere della terra.

Pastori e contadini

Nei pressi di Rezzoaglio

sono frequenti i barchi,

costruzioni rurali con il tetto

mobile per il deposito del

fieno. A Santo Stefano

d'Aveto in estate viene

celebrata la Festa della

Trebbiatura e antichi

mestieri, in cui gli abitanti

del paese ripropongono le

lavorazioni di una volta,

compresa la trebbiatura con

una trebbriatrice del secolo

scorso. L’ultima domenica di

ottobre, si svolge nelle

strade La Transumanza,

spettacolare festa che

celebra la discesa delle

mucche dai pascoli del

Monte Crociglia.

9


TIGULLIO ORIENTALE

SCENARI D’ARTE

Lavagna, Sestri Levante, Moneglia

Basilica di Santo Stefano

10

Lavagna monumenti nel tempo.

Il centro storico di Lavagna è molto suggestivo.

Infatti, al tradizionale borgo ligure, con vicoli,

carrugi e tipiche case-torre, si aggiungono

monumenti di pregio. Questi quelli più

significativi. La Basilica di Santo Stefano (1653),

ricostruita su una pieve preesistente (944),

possiede un’elegante facciata con due

campanili ed è preceduta da una maestosa

scalinata. Molto amata da pescatori e marinai,

che vi hanno lasciato i loro ex-voto, la Chiesa di

Nostra Signora del Carmine (1631) nel suo

chiostro ospita la Biblioteca Civica. In collina,

la Chiesa di Santa Giulia Centaura (1645), con

decorazioni sul sagrato, nelle serate estive è

meta degli innamorati. La medioevale Torre

del Borgo o Torre Saracena, inglobata nel

tessuto urbano, eretta a difesa della città dalle

incursioni dei pirati saraceni, è oggi, grazie

all'intervento del Comune, sede del Museo.

A Natale si allestisce un presepe che

rappresenta il centro storico in miniatura con i

personaggi più noti della vita cittadina.

Il Cimitero Monumentale con le sue tombe

fitte di sculture e fregi ricorda quello

famosissimo di Staglieno a Genova.

Sestri Levante, tra chiese e dimore affrescate.

I Liguri Tigullii furono i primi abitanti di Sestri

Levante e la chiamarono Segestum. Nel borgo

storico, edificato sull’Isola a partire dai primi

anni dell’X sec., fra palazzi medioevali e

quattrocenteschi, alcuni dipinti

scenograficamente a trompe-l’oeil e con

portali in ardesia, si scoprono boutique

fashion, locali animati e ristoranti gourmand.

Ma non solo. La Parrocchiale di San Nicolò,

chiesa romanica, edificata nel 1151,

trasformata nel XV sec. e in epoca barocca

sottoposta ad un complesso restauro, ha

recuperato l’aspetto originario. La facciata (XV

sec.) presenta un portale a pseudo-protiro

sormontato da una trifora. Il campanile a

cuspide piramidale ha una cella campanaria a

bifore. Affacciato sulla Baia del Silenzio, l’ex-

Convento dell’Annunziata, costruito dai Padri

Domenicani (1496), è sede, insieme al vicino

Palazzo Negrotto Cambiaso (seconda metà del

XVIII sec.), della Fondazione Mediaterraneo,

polo culturale e centro congressi. All’interno

della Basilica di Santa Maria di Nazareth (XVIII

sec.), dal pronao neoclassico, si conserva una

pregevole tela di Domenico Fiasella. La Galleria


Oratorio Disciplinati

Rizzi espone la collezione dell’avvocato Marcello

Rizzi e del padre Vittorio, donata nel 1960 allo

Stato, formata da dipinti ed oggetti d’arte del

XVII e XVIII sec.. Portali in ardesia si ammirano

nel Palazzo Fascie Rossi, sede della Biblioteca

Civica dotata di 31.000 volumi.

A Moneglia il genio di Luca Cambiaso. Il borgo

marinaro è guardato a vista dal Castello di

Monleone ad ovest e dal Castello di Villafranca ad

est, costruiti dai Genovesi (XII sec.) e dei quali

restano oggi in gran parte i ruderi. D’obbligo la

visita alla Chiesa di San Giorgio, situata sotto il

Castello di Monleone. Nell’interno si ammirano

alcuni dipinti di Luca Cambiaso (1527-85), fra cui

il pregevole Adorazione dei Magi. Il famoso

pittore nacque a Moneglia così come il poeta

Felice Romani (1788-1865), che scrisse i libretti

di alcuni capolavori di Bellini, Donizetti e Rossini.

Accanto si apre il chiostro francescano che risale

al Quattrocento. Un altro capolavoro di Luca

Cambiaso, L’Ultima Cena, è conservato nella

Chiesa di Santa Croce. Vicino vi è l’Oratorio dei

Disciplinati formato da un atrio scoperto e da

un’aula rettangolare, lunga 26 m. e larga 7 m.,

con soffitto ligneo a capriate. Le pareti sono

affrescate con strati di arriccio di epoche diverse.

Storie d'amore

e di potere

Ogni anno il 14 agosto si rinnova il

sogno d'amore di Opizzo Fieschi e

della sua sposa Monna Bianca dei

Bianchi nelle vie di Lavagna con

sbandieratori, musici, dame e cavalieri

in costume. Colossale la torta nuziale:

15 q. di crema e pandispagna.

Il corteo che precede la principesca

coppia su bianchi puledri, si snoda

attraverso le viuzze medievali con la

partecipazione dei sei stestieri della

città. I giovani fanno a gara per

aggiudicarsi l'ambito onore di

impersonificare i personaggi di Opizzo

e Bianca. Banditori vendono

i bigliettini rosa e azzurri,

in numerazione parallela, a donne

ed uomini, che danno diritto a gustare

in Piazza Vittorio Veneto una fetta

di torta insieme al compagno o

alla compagna scelti dalla sorte

(www.tortadeifieschi.com).

11


12

>

TIGULLIO ORIENTALE

SCENARI D’ARTE

Val Petronio e Val Graveglia

Cultura contadina e miniere. Il torrente

Petronio ha dato origine alla Val Petronio.

Posta nell'estremo levante provinciale, al

confine con la provincia di La Spezia, da Sestri

Levante sale fino a Velva e al Passo di Cento

Croci in Val di Vara.

Il primo paese che si incontra venendo dal

mare è Casarza Ligure, dove è stato allestito il

Museo mineralogico Parma Gemma,

particolarmente importante per gli studiosi e

gli appassionati di mineralogia. Il fondo

museale è costituito da diverse decine di

migliaia di esemplari di minerali e rocce, di cui

soltanto una piccola parte è esposta nelle

oltre 400 vetrine intitolate a personaggi

famosi nel campo scientifico. Casa-museo,

inaugurato ufficialmente nel 1984, raccoglie la

collezione mineralogica privata di Angelo

Stagnaro, intitolata alla memoria della madre,

scomparsa nell'agosto del 1981, la quale si era

adoperata affinché queste raccolte di minerali

avessero finalità didattiche.

Più in alto, in posizione panoramica,

circondato da fasce di ulivi e vigneti, si delinea

Castiglione Chiavarese. Fra le case spunta la

Parrocchiale di Sant’Antonio Martire. Di antica

Miniere di Gambatesa

fondazione (1143), è stata ricostruita nell’600 e

nell’800 (1862). Nella frazione di Velva, nei

locali dell'antico Oratorio dei Bianchi, è stato

aperto il Museo della Civiltà Contadina che

espone reperti etnografici e antropologici

dell'alta Val Petronio. In particolare vi sono

esposti oggetti del lavoro contadino, databili tra

l'inizio del XIX sec. e la prima metà del XX sec.,

che testimoniano la vivacità di questo borgo

rurale d’origine medioevale.

Parallela alla Val Petronio, si apre alle spalle di

Lavagna la Val Graveglia, formata

dall’omonimo torrente, su cui svetta il Monte

Zatta (1404 m), la cima più elevata della zona.

Da Botasi, una delle numerose frazioni di Ne, il

comune più esteso della vallata, situata quasi al

culmine della valle, prima di Reppia, si

raggiunge la Miniera di Gambatesa (tel.

0185.338876, www.minieragambatesa.it), dove

è stato realizzato un parco-museo delle attività

minerarie. Inizialmente furono estratti solfuri

misti di ferro e rame e successivamente ossidi e

silicati di manganese, divenendo così in oltre un

secolo di attività la maggiore area di

produzione di manganese d’Italia. L’attività

estrattiva ebbe inizio nel 1876 quando furono


ilasciati all’ingegnere francese Auguste Fages due

permessi di ricerca e di scavo per i minerali nella

zona. La produzione di manganese crebbe nel

corso degli anni e raggiunse le 50.000 t. annue

negli anni Sessanta. Poi decrebbe gradualmente

fino a circa 10.000 t. nei primi anni Novanta.

Attualmente a Gambatesa lavorano solo 2

minatori e si ottiene una produzione annua di

circa 900-1000 t. di minerale con tenore di

manganese variabile tra il 28% e 30%. L’estrazione

si limita al recupero del minerale abbandonato

nelle vecchie coltivazioni e rari sono i nuovi

avanzamenti. Emozionante è la visita alle gallerie

che si effettua per 1 km con un trenino costruito

appositamente, con vagoncini da miniera a 4

posti, trainati da locomotori elettrici originali.

La visita prosegue per un altro chilometro a piedi

con la guida di uno dei minatori che hanno

lavorato nella miniera. Suddiviso in varie tappe

tematiche, il percorso a piedi permette di

conoscere le tecniche di scavo e d’estrazione e le

reali condizioni di lavoro. La visita si conclude

dentro il più grande vuoto di coltivazione per

l’estrazione di manganese mai realizzato in

Europa, dove sono state estratte, in oltre 40 anni

di lavoro, circa 600.000 t. di manganese.

Fiabe e fotografie

in festival

> Premio Hans Christian Andersen

Baia delle Favole, Sestri Levante,

ultima settimana di maggio. In onore

dello scrittore danese, prevede un

concorso dedicato alla letteratura per

l’infanzia, per cui si premia la favola

inedita più bella, e un festival di

teatro di strada che porta nelle vie,

nelle piazze e sulle spiagge spettacoli

teatrali, clown, funamboli, giocolieri

con la presenza di scrittori per

bambini e artisti internazionali

(www.festivalandersen.it).

> Festival della Fotografia Sestri

Levante Una Penisola di Luce,

nel corso dell’anno, in varie date,

vengono allestite mostre ed organizzati

incontri con i fotografi più famosi

italiani e stranieri, di oggi e di ieri.

13


TIGULLIO ORIENTALE

SCENARI D’ARTE

Valle Sturla e Val d’Aveto

Panorama della Valle Sturla

14

Valle Sturla: Mezzanego l’antico Vicus

Mazzanicum. Da Chiavari, dopo Carasco si

entra nella Valle Sturla che presenta grande

varietà di ambienti naturali e di panorami

percorsa dall’omonimo torrente. Il Primo

paese che si incontra è Mezzanego, formato

da numerose località sparse tra la media e

bassa Valle Sturla. Nella parte bassa del paese

danno il benvenuto un Castello in stile

medievale, che faceva parte del sistema

difensivo della valle risalente all’XII sec., e la

Chiesa di Vignolo dall’ardito campanile che si

raggiunge con un ponte a doppia arcata sul

torrente Sturla. Poco oltre sul lato opposto si

estende il paese vero e proprio con la Chiesa

di Santa Maria Assunta (1272) e Chiesa di

Nostra Signora del Carmine (XVI sec.). La

strada prosegue verso San Siro Foce,

minuscolo centro rurale con le sue originali

strutture, e raggiunge il Passo del Bocco che

unisce la Liguria all'Emilia e si addentra nelle

splendide faggete del Monte Zatta.

Val d’Aveto e le montagne cult della Riviera.

In Val d’Aveto si arriva utilizzando varie

strade: dalla Val Fontanabuona attraverso la

Valle di Malvaro e il Passo della Scoglina; da

diversi punti della Val Trebbia; dalla Valle Sturla

superando Borzonasca e salendo verso i borghi

di Brizzolara e Bertigaro fino al Passo della

Forcella. Il paesaggio cambia e la natura volta

pagina. Si passa dagli ulivi, dagli orti, dai

frutteti e dalle piante mediterranee prima, ai

boschi di castagni e faggi e poi ai pascoli e alle

nude rocce delle montagne più belle e più

elevate che fanno parte del Parco Naturale

Regionale dell’Aveto. Dopo Borzonasca, il centro

urbano più importante che s’incontra è

Rezzoaglio, situato ai confini del Parco, alle

falde dell’Aiona, su una vasta piana alluvionale.

Esistono due nuclei abitativi: quello inferiore e

quello superiore, più antico, che si stringe

attorno alla Chiesa di San Michele Arcangelo. La

sua prima navata fu edificata nel 1523. Nel

1575 e 1720 vennero aggiunte altre parti. Nel

1850 subì ulteriori ampliamenti: assunse la

pianta a croce greca e la facciata fu rifatta con

linee barocche. Fu rimaneggiata ancora una

volta nel 1929. Di un certo interesse è l’alto

campanile barocco. Accanto, una stretta via

porta all’Antico Ponte Medioevale in pietra, ad

una sola arcata, con un’edicola al centro, che

supera il torrente Aveto.


Monte Maggiorasca, Madonna di Guadalupe

Santo Stefano d’Aveto (1017 m) nella parte più

settentrionale della valle, quasi al confine con

l’Emilia, è il centro maggiore. Adagiato tra

montagne ricoperte da faggete in una conca

alpestre dominata dal Monte Maggiorasca

(1799 m.), centro di primaria importanza sin

dall’Alto Medio Evo, presenta una struttura

fortilizia. Conserva la Chiesa Parrocchiale dei Santi

Stefano e Maria (1928), isolata rispetto al paese.

L’attuale edificio è frutto di una ricostruzione

neogotica dell’antica Chiesa, trasformata in

oratorio, di cui resta l’isolato campanile barocco.

Nell’interno vi è sull’altare maggiore un quadro

raffigurante la Madonna di Guadalupe. Il dipinto

fu donato dal re di Spagna ad Andrea Doria che

secondo la tradizione pare lo sventolò sulla nave

da lui condotta durante la battaglia di Lepanto

(1571). La sacra immagine nel 1811 fu regalata

dal cardinale Giuseppe Maria Doria Pamphilj alla

chiesa. Il culto della Vergine, apparsa nel 1531

ad un contadino nei pressi di Città del Messico,

si era diffuso in Val d’Aveto grazie ad Antonio

Rossi che aveva portato una sua immagine

dalla Chiesa di San Pietro di Piacenza (1802).

Sul vicino Monte Maggiorasca è stata innalzata

una statua della Madonna di Guadalupe.

A Villacella i monaci

contadini

Nel Medio Evo Villacella fu un

importante nodo viario in quanto di

qui passavano le strade che univano la

Valle Sturla con la Val d'Aveto e la più

lontana Val di Taro.

Furono i Benedettini a portare nella

zona l’agricoltura (XII sec.),

bonificando i terreni e fondandovi il

Monastero di Villacella (1103). I

monaci costruirono la Cella per

accogliere i pellegrini.

Di quel periodo rimangono il Mulino,

sorto sulle fondamenta della

Cella monastica, vestigia di case

appartenute alla Corte monastica

e il pozzo di raccolta per l'acqua del

Mulino. A qualche chilometro dal

Passo delle Rocche c'è la Cappelletta

delle Lame, sulla strada che nella

buona stagione era usata dai

pellegrini per raggiungere il Passo

dell'Incisa, dove in località La Scaletta

vi era uno Hospitale benedettino.

Aveto, Lago degli Abeti

15


L’Abbazia di Sant’Andrea di Borzone


Ardesia

>

TIGULLIO ORIENTALE

TRACCE DI STORIA

Tra le Valli si nascondono

gioielli preziosi da scoprire

Due gioielli unici e preziosissimi d’architettura romanica e gotica risplendono a

Cogorno (Complesso Abbaziale di San Salvatore) e a Borzone (Abbazia di

Sant'Andrea), dove la fede s’intreccia con il potere degli ordini monastici e dei

signori feudali del tempo. Pagine di una storia infinita che si ritrovano nel resto

delle valli di questa parte della Provincia di Genova. Come a Santo Stefano d’Aveto

borgo montano con il Castello fatto costruire dai Malaspina che per lunghi

decenni dominarono queste valli insieme ai Fieschi, che è stato insignito dal

Touring Club della prestigiosa Bandiera Arancione (www.paesiarancioni.it),

riconoscimento d’eccellenza per un sito d’alto valore architettonico e culturale.

La Via

dell'Ardesia

Da Lavagna parte un

itinerario pedonale che

arriva alle cave sulle

pendici del Monte San

Giacomo. Era la strada

percorsa dalle donne

portatrici d'ardesia, che

scendevano con la loro

lastra in testa fino alla

spiaggia, dove l'ardesia

veniva caricata sui leudi.

17


18

TIGULLIO ORIENTALE

TRACCE DI STORIA

Cogorno, sotto il segno dei Fieschi

Da Lavagna, seguendo il corso dell’Entella,

una breve deviazione verso l’interno porta a

Cogorno. Nel passato fu dominio della

nobile famiglia dei Fieschi, conti di Lavagna,

il cui splendore e potere si ritrova nel

Complesso Abbaziale di San Salvatore.

Dichiarato monumento nazionale, è una

delle più significative architetture

medioevali della Liguria.

La storia. L’imperatore Federico II di Svevia,

in lotta con il papato, scomunicato dal

pontefice Innocenzo IV, al secolo Sinibaldo

Fieschi, fece saccheggiare i possedimenti

dei Fieschi a San Salvatore (1245),

distruggere il Ponte della Maddalena

sull’Entella e incendiare Lavagna. Ma

Innocenzo IV e il nipote Ottobono Fieschi

(futuro pontefice con il nome di Adriano V)

sconfissero l'imperatore e fecero erigere la

Basilica dai magistri antelami, artisti

lombardi che da oltre un secolo operavano a

Genova (1245-52).

La piazza. Armoniosa e a pianta irregolare,

racchiude i monumenti che vi prospettano.

Le fa da quinta la scenografica cornice di

cipressi e pini marittimi e più in su il verde

dei campi e delle fasce coltivate dalla fatica

millenaria dei sudditi dei Fieschi. La sua

pavimentazione è costituita da un animato

mosaico di pietre di fiume e di mare: un

esempio classico di rissèu alla ligure,

costituito dai ricami di piccole pietre che

fanno parte della tradizione decorativa ligure

dei secoli passati.

La Basilica. E’ uno dei più aulici esempi

d’architettura romanico-gotica della Liguria.

La severa monumentalità della facciata

pisana è esaltata dal bicromatismo delle

pietre bianche e nere. Nella parte alta, sopra il

portale gotico con una leggera strombatura e

una lunetta con affresco, raffigurante Cristo in

croce fra la Madonna, San Giovanni, Sinibaldo

e Ottobono Fieschi, si apre un raffinato e

grandioso rosone di marmo. Tutta la

costruzione è dominata dalla mole della torre

campanaria, a pianta quadrata, che si innesta

al centro della Basilica proprio all’incrocio

delle tre navate. Il suo paramento esterno è

ritmato da un doppio ordine di quadrifore.

L’abside, con tre cappelle quadrangolari, è uno

degli elementi più originali dell’edificio.

Nell’interno la navata centrale è ricoperta da


un soffitto ligneo a capriata che si estende

anche sopra le navate laterali. Mentre il

presbiterio e l’abside principale hanno una

copertura a volta a crociera in pietra e le absidi

minori soffitti a botte. Vi sono conservati

alcuni frammenti della Croce alla quale fu

crocefisso Gesù Cristo, chiusi in una teca di

cristallo, portati qui da papa Adriano V.

Chiesa e il Palazzo Comitale. Di fronte

all’Abbazia sorge la Chiesa di San Salvatore il

Vecchio, barocca e dall’impianto settecentesco,

sorta su una precedente fondazione

preesistente alla Basilica. Accanto si eleva il

Palazzo Comitale dei Fieschi, in stile gotico

ligure (1252), con paramento a fasce bicrome

di marmo e ardesia, su due piani, in parte

distrutto dai Saraceni (1567). Al piano terra vi è

una loggia chiusa con due archi che poggiano

su una colonna centrale. Il piano superiore è

ritmato da eleganti quadrifore di marmo con

capitelli ed esili colonnine. Il 27 aprile del

2005, in occasione del 750° anniversario della

morte di papa Innocenzo IV, è stato

inaugurato nelle sue sale il Centro Culturale

Museo dei Fieschi dedicato alla storia della

nobile famiglia fliscana.

Feste Fliscane

> Feste Fliscane. Si svolgono a

Cogorno durante tutto il mese di

agosto e culminano il 13, il giorno

prima della Torta dei Fieschi che si

tiene a Lavagna, quando si festeggia

l’addio al celibato (Addiu du fantin)

del conte Opizzo Fieschi, che sposò

Bianca de’ Bianchi di Siena, con un

sontuoso banchetto medievale, sfilate

e balli in costumi dell'epoca.

> Festa di Frontiera. A Lavagna, nella

seconda metà di luglio si organizzano

la sera, in Via XX settembre o in Piazza

Marconi, concerti e spettacoli di

complessi multietnici provenienti da

ogni parte del mondo.

19


20

TIGULLIO ORIENTALE

TRACCE DI STORIA

L’ Abbazia di Sant’Andrea di Borzone

Pagine di fede. Il torrente Sturla dà il nome

all'omonima valle che custodisce gelosamente

un prezioso gioiello di arte medievale:

l'Abbazia di Sant'Andrea di Borzone, a 4 km da

Borzonasca, in stile gotico romanico.

La storia. Eretta in un luogo solitario e magico,

racchiusa fra secolari cipressi, probabilmente

tra il VII e l’VIII sec., su un precedente castrum

bizantino, in origine dipese dal Monastero di

San Colombano di Bobbio. Ugone della Volta,

arcivescovo di Genova, la elevò ad abbazia e

l’affidò (1184) ai monaci Benedettini perché

evangelizzassero le popolazioni e

bonificassero e coltivassero la zona.

Provenienti da Marsiglia, vi risiedettero fino al

1535. Nel corso dei secoli subì numerose

trasformazioni. Ma è stato accertato che la

maggior parte del complesso religioso risale

alla metà del Duecento. Dichiarata

monumento nazionale (1910), è gestita dalla

Curia Vescovile della Diocesi di Chiavari e dalla

parrocchia di Borzonasca.

La tecnica costruttiva. Singolare è la tecnica

costruttiva utilizzata, in quanto furono usati

pietre e laterizi, materiali estranei alle

tradizioni edilizie liguri in cui prevalevano

soprattutto ardesia e marmo. Questa presenza

di cotto da un lato costituisce il piano

d’appoggio solido per le altre parti

sovrapposte dell’edificio, e dall’altro crea un

efficace effetto decorativo. Tale metodologia è

presente in tutto l’edificio religioso, compreso

il campanile, sia all’esterno sia all’interno.

La Chiesa. Sorge stretta fra la torre

campanaria a sud e la cosiddetta sacrestia

nuova, edificio appoggiato al presbiterio, a

nord. La facciata e i muri perimetrali, sia

all’esterno sia all’interno, in pietra e mattoni,

corrispondono probabilmente alla costruzione

originaria. Ritmati da un doppio ordine di

arcatelle cieche fino all’altezza della evidente

sopraelevazione, conferiscono eleganza e

armonia a tutto l’edificio religioso. Interventi

decorativi e portanti, effettuati nel 1704,

determinarono una notevole trasformazione

della Chiesa. Furono ricavate 6 cappelle, aperte

porte e finestre, inseriti altari barocchi e

intonacato l’interno. Nell’Ottocento fu

riedificata l’abside e rifatta la copertura della

navata centrale. I restauri, praticati tra gli anni

‘50 e ‘60 del secolo scorso, riportarono la

Chiesa al primitivo austero aspetto


medioevale. Ad unica navata, con tre campate,

possiede un altare maggiore, risalente alla

prima metà del XVIII sec., con altri tre laterali.

Nel presbiterio si trova un bel tabernacolo in

ardesia (1513). Mentre il polittico raffigurante

Sant’Andrea, Santi e Calvario (1484), attribuito

a Giovanni da Barbagelata o a Carlo Braccesco

artisti della scuola genovese, è stato trasferito

per motivi di sicurezza nel Museo Diocesano di

Chiavari. Nell’area presbiteriale è stata

rinvenuta una cella benedettina (XI sec.). Nella

fiancata sud vi è un portale, che consentiva ai

monaci di accedere alla Chiesa all’altezza del

presbiterio.

La torre campanaria. Eretta nel XIII sec.,

possiede una base di conci bugnati in arenaria

di grosse dimensioni. Nella parte superiore vi è

la cella campanaria (1310) in pietre e laterizi,

con decorazione ad arcatelle e trifora nella

parte finale.

Gli altri edifici. Vi sono anche una casa

colonica, una canonica, sedi della comunità

monastica, e una foresteria più tarda (XIX

sec.), che prospettano sui resti di un chiostrogiardino

dove vi sono rimasti alcuni pilastri

ottagonali.

Il volto misterioso

Nel vicino sito di Borzone, a metà strada

tra la locale abbazia di Sant'Andrea e il

paese di Borzonasca, si incontra un

misterioso monumento chiamato il

Grande Volto Megalitico. Per le sue

dimensioni (7 m. d’altezza e 4 m. di

larghezza) è considerato la più grande

scultura rupestre paleolitica d'Europa e

probabilmente del mondo. Osservandolo

da distanza, il volto scolpito nella roccia

ricorda quello di Cristo. Secondo la

leggenda pare che fosse venerato dagli

abitanti della valle, dopo essere stati

evangelizzati dai monaci, e che una volta

l’anno si radunassero davanti alla grande

scultura per ringraziare Dio degli

abbondanti raccolti. Quando i religiosi

lasciarono il monastero, questa

tradizione decadde e la gigantesca

scultura, dimenticata, fu inghiottita

dalla vegetazione fino al 1965,

anno in cui venne scoperta nel corso

di lavori per la costruzione della strada

carrozzabile.

21


TIGULLIO ORIENTALE

TRACCE DI STORIA

Tracce mistiche e storiche

Velva, panorama Velva, vicoletti

22

In Val Petronio, sulle tracce degli antichi

pellegrini. In Val Petronio, superato

Castiglione Chiavarese, proseguendo si

trovano boschi di castagni e sulla sinistra

un colle con i resti dell’antica Abbazia del

Conio, dedicata alla Madonna del Rosario

(1664), inserita in un caratteristico borgo

medievale ligure. Appartenuta ai

Benedettini, secondo alcune fonti fu

donata da Carlo Magno ai monaci

dell'Abbazia di San Colombano di Bobbio

(774). Mentre sulla destra s’incontra la

frazione di Velva, minuscolo centro agricolo

disposto su un pendio articolato attorno

alla Parrocchiale (XVII sec.). Più in alto, sul

Colle di Velva, valico che immette nella

valle del torrente Torza, affluente del Vara,

appare il Santuario della Madonna della

Guardia (1895), opera dell’architetto

genovese Maurizio Dufour. Più in alto, nei

boschi del Monte San Nicolao, il cui nome

originario è Pietra Colice, si scoprono i

Ruderi dell’Ospitale di San Nicolao. Sul sito

di un’antica stazione di sosta, che in epoca

romana era un’area di rifornimento di

cavalli e osteria, fu costruita una chiesa e

un ospitale nel Medio Evo (XII-XIII sec.).

L’ospitale fu attivo fino al 1590 quando

venne distrutto da un furioso incendio.

Dopo un breve periodo in cui la chiesa fu

ricostruita, il centro andò definitivamente in

rovina diventando rifugio per animali e

briganti. Sono visibili alcuni resti dell’edificio

religioso a croce con tre absidi semicircolari

e di ambienti che accoglievano i viandanti e

i pellegrini diretti sia a Roma sia a Santiago

di Compostela in Spagna.

Val Graveglia la terra degli avi di Giuseppe

Garibaldi. Nel comune sparso di Ne sorgono

numerosi piccoli centri storici arroccati su

poggi panoramici con case ed archi in pietra.

Ecco i più singolari. L’antico insediamento di

Zerli, situato in posizione panoramica,

domina l’ingresso dell’alta valle. Vi sono i

resti di un Castello feudale, posto su uno

sperone di roccia dove rimangono alcune

parti della torre. Poco discosto si trova la

Casa-Torre dei Garibaldi con elementi

trecenteschi. Pare, infatti, che questa fosse la

terra degli avi dell’Eroe dei due Mondi. Il

cognome Garibaldi è molto diffuso in tutta

la valle, tanto che gli abitanti vorrebbero che


Nascio, il ponte

fosse riconosciuta loro l'origine dei Garibaldi

trasformando lo stesso nome del Comune in

Ne-Garibaldi. Da qui partirono tra l'altro tutti

i Garibaldi che abitano attualmente in

Argentina, Uruguay e Perù. Nella Valle di

Chiesanuova si trovano le antiche memorie

dell’origine della famiglia Garibaldi ed a

Conscenti vi è pure un monumento dedicato

a Giuseppe Garibaldi.

Situato in posizione dominante sulle pendici

del Monte Bianco, Nascio, fra ulivi e vigneti,

ha un nucleo storico, dalle costruzioni tipiche

in pietra e criptoportici, che si stringe attorno

alla Chiesa di Santa Maria e San Michele

(1565), rifatta ed abbellita nei primi anni del

Novecento grazie ai denari inviati dai suoi

abitanti emigrati a Buenos Aires. Sull’antica

mulattiera che collegava Nascio a Cassagna

sopravvive ancora il Ponte Cambiaso (1766),

sopra il rio Novelli, ad un unico fornice, che

supera un dirupo di 50 m. Più avanti vi sono i

suggestivi borghi medioevali di Cassagna e

Statale, molto simili a Nascio. Perfettamente

conservati, anch’essi possiedono vecchie case

in pietra, archi, tetti in ardesia e criptoportici

sempre in pietra.

Castelli & Castelli

> Borgonovo Ligure. In questa frazione

di Mezzanego sorge il Castello Rocca,

ingentilito da colonne, archetti e torri

merlate, fu la dimora di Vincenzo

Zenoglio, detto il Crovo, bandito che

nella prima metà dell’XVI sec.

terrorizzava la vallata.

> Rezzoaglio. Due ponti medievali

superano le acque dell'Aveto. Sul Poggio,

detto del Castelluzzo, sorgeva il Castello

dei nobili Cella che faceva parte sistemi

di segnalazione a vista per controllare il

fondovalle.

> Santo Stefano d’Aveto. Centro di

primaria importanza sin dall'Alto Medio

Evo, conserva il Castello (XII sec.)

appartenuto prima ai Malaspina, poi ai

Fieschi e infine ai Doria. Presenta un

perimetro di mura chiuse a pentagono

irregolare tra 5 bastioni. Il Touring Club

Italiano lo ha insignito della Bandiera

Arancione, marchio di qualità turistico

ambientale creato per valorizzare

e far conoscere meglio i borghi

dell’entroterra italiano (11 sono in Liguria).

Santo Stefano d’Aveto

23


Mucche al pascolo in Val d’Aveto


Una coppa di Pànera

>

TIGULLIO ORIENTALE

PROFUMI E SAPORI

Cucina di mare, cucina di terra

all’insegna della creatività

Cucina povera, saporita e di grande creatività, è quella ligure che nel Tigullio Orientale ha

alcuni santuari eccellenti. Le ricette di mare, che hanno come base lo stoccafisso, il pesce di

scoglio e il pesce azzurro, nascono dall’incontro con le altre culture gastronomiche che si

affacciano sul Mare Nostrum, tutte influenzate dal mondo arabo. Sapori dell'entroterra e della

costa spiccano nei piatti preparati con cura dai ristoranti. Dal cinghiale al coniglio, al branzino

al cartoccio al minestrone, alle verdure fresche di stagione, alle trofie al nero di seppia con

gianchetti. E poi i formaggi fatti con il latte delle malghe degli alpeggi. Le sagre sono

un'occasione per gustare le specialità di questa terra generosa, dove l’intreccio fra territorio e

gastronomia ha prodotto un vero e proprio bene culturale e una grande risorsa economica.

Gelato che

passione!

Pànera. Semifreddo al caffé,

si prepara con panna fresca,

polvere di caffé, zucchero e

tuorli d'uova sbattuti, da

bollire a bagnomaria.

Si filtra il tutto con una tela

e lo si passa nella gelatiera.

Ideato nella metà del XIX

sec., significa panna nera,

per il colore bianco della

panna che si scurisce

con l'aggiunta della

polvere di caffé.

Paciugo. Mescolanza di più

sapori: in un bicchiere alto si

versa panna, gelato al

cioccolato e alla frutta,

frutta fresca, sciroppo di

frutta e alcune amarene

sciroppate e snocciolate.

25


26

TIGULLIO ORIENTALE

PROFUMI E SAPORI

Olio, formaggi, patate, castagne

Sapori di mare, olio e vini doc. Pesce ancora

pesce, in particolare le acciughe, sono la

base della cucina dei centri rivieraschi.

Squisita la zuppa di pesce di Sestri Levante.

Condimento ineguagliabile è l’olio d’oliva

extravergine ottenuto dai numerosi uliveti

della costa e dell’entroterra. Accanto ai

moderni impianti rimangono i vecchi

frantoi, dove le olive sono ancora molite a

freddo con macine di granito. A Moneglia

nel giorno di Pasquetta si tiene la Mostra

Mercato dell’Olio d’Oliva, vetrina prestigiosa

dell’oro giallo. Un’occasione per gustare

olio, focaccia e piatti tradizionali

accompagnati da vino bianco locale.

I vigneti dei paesi della costa e

dell’entroterra, che si spingono fino a

600 m d’altezza, in particolare dei

terrazzamenti della Val Graveglia,

consentono di ottenere i Vini Doc del Golfo

del Tigullio, ottenuti dai vitigni tradizionali

Bianchetta, Albarola, Ciliegiolo, Trebbiano e

Vermentino e Lumassina.

I prodotti delle valli. A Casarza Ligure, in

Località Bargone, si coltivano le fragole con

cui si preparano anche marmellate e

crostate. Nei campi attorno a Cogorno e in

quelli del resto della Val Graveglia si produce

la patata cannellina nera, di forma cilindrica

e allungata, dal germoglio scuro, e dalla

buccia di colore simile al cuoio con evidenti

macchie viola intorno alla corona; la pasta è

croccante, a granulosità media e non

farinosa. Questa specialità deriva da una

varietà nota fino dalla fine ‘700, espressione

della notevole biodiversità della zona, ed è

eccellente per insalate e con lo stoccafisso e

lo spezzatino. Originaria di Zerli, la Rossa di

Zerli è una cipolla caratteristica per la forma

ellittica, il colore rosso violaceo e il gusto

spiccatamente dolce.

Grazie alla presenza di estesi boschi di

castagni, nel corso del tempo si è sviluppata

la cultura delle castagne, cibo fondamentale

nel menù invernale dei contadini del passato.

Oggi rivalutate, le castagne sono raccolte a

mano, essiccate con metodi tradizionali e

macinate alla pietra per ottenerne ottima

farina con cui fare trofie, testaroli,

dolci e birra.

Piatto poverissimo, ma molto diffuso in tutte

le valli, i testaieu sono focaccine fatte con


una pastella d’acqua, farina e sale, cotte nei

testetti, ciotole di terracotta arroventati in

precedenza sul fuoco, servite con il pesto o

con olio e formaggio. Della baciocca, torta

salata, preparata con patate, cipolle e lardo,

a Temossi, frazione di Borzonasca, se ne

fanno due varianti con o senza sfoglia.

Tutti i prodotti locali (verdure, olio, miele,

vino, erbe aromatiche, formaggi, salumi)

sono venduti dai contadini nel Mercatino

Agricolo della Val Graveglia che si tiene a

Conscenti di Ne tutti i sabati (ore 8.00 -

12.00, da maggio ad ottobre). Il Comune ha

ottenuto nel 2007 la Bandiera Verde

Agricoltura dal Ministero delle Attività

Agricole per gli investimenti fatti a sostegno

delle tipicità locali e per la valorizzazione del

territorio.

Val d’Aveto allevamenti bovini e formaggi.

I bovini di razza cabannina, protetta in

quanto in via di estinzione, dal mantello di

colore bruno intenso uniforme, taglia e

statura medio piccola, allevati allo stato

brado e semibrado, producono dell’ottimo

latte con cui è fatto l’omonimo formaggio

nelle qualità tenero, con solo 20 giorni di

stagionatura, e duro, stagionato per 2 mesi.

Prodotto di nicchia, è uno degli ambasciatori

della gastronomia ligure, come il San Sté

(Santo Stefano) che conserva tutto il sapore

del latte non pastorizzato, arricchito dalle

erbe aromatiche dei prati e degli alpeggi e

che si consuma dopo averlo scaldato su una

lastra d'ardesia. Alpicella, Villaneri, Casafredda

e Gavadi sono le frazioni di Santo Stefano

d’Aveto in cui si ha la migliore produzione di

formaggio. A questi si è aggiunto un

moderno caseificio a Rezzoaglio.

Le sagre nel piatto

> Casarza Ligure. Fragolata, secondo fine

settimana di luglio. In Località Bargone si

preparano la polenta con brasato d’asino

e le fragole con il vino rosso.

> Lavagna. Sagra della Focaccia

alla Salvia, il primo fine settimana

d’agosto. Nella frazione collinare di

Santa Giulia si può gustare la focaccia

e alla sera ballare il liscio.

> Riva Trigoso. Sagra del Bagnun, terzo

fine settimana di luglio. Un tempo piatto

dei marinai imbarcati sulle navi, è a base

di acciughe e gallette immerse in uno

speciale soffritto.

> Sestri Levante. Festa dell'olio nuovo,

ultimo fine settimana di novembre.

Per le vie del centro esposizione di

produttori, dimostrazioni di spremitura e

degustazioni gratuite di oli.

Festa del Pane & dell’Olio, in autunno,

settimana di eventi legati alla riscoperta

dell’Olio e della sua cultura.

Gastronomia, visite ai frantoi e panifici,

concerti, laboratori didattici.

27


Snorkeling


Skater impegnato in una manovra aerea

>

TIGULLIO ORIENTALE

ITINERARI DI SPORT

Fare sport circondati dal verde

o immersi nel blu

Un ritornello è fatto per entrarti in testa e non uscire più, diventando a volte un

tormentone. Il ritornello della provincia di Genova, per quanto riguarda la

possibilità di fare attività sportiva, da qualunque angolo la si guardi, è che mare

e monti sono indissolubilmente uniti. E ciò ancor più è vero in questo angolo di

Liguria, il Tigullio orientale, che annovera alcuni tra i borghi più belli della

regione e offre il mare e il suo sole, la montagna e la sua neve. In nessun altro

posto di Liguria paiono così a portata di mano gli estremi di un territorio che

sembra fatto apposta per regalare momenti di svago a chi voglia approfittarne.

Groove Skate Park,

e il divertimento è

su due ruote.

A Sestri Levante c’è una

struttura che è una calamita

per gli appassionati di skate,

di roller, di bmx e di

evoluzioni. Lo Skate Groove

Park, infatti, aperto tutto

l’anno, è dotato di impianti

per gli amanti di salti e

capriole sulle ruote. L’Half

Pipe larga ben 12 metri è una

delle più imponenti in Italia,

e vale senz’altro una visita,

insieme alla minirampa e

all’area street, tutte ideate e

congegnate per il massimo

del divertimento.

Per informazioni:

www.grooveskatepark.it

29


TIGULLIO ORIENTALE

ITINERARI DI SPORT

Una palestra a cielo aperto

Pista ciclabile a Lavagna

30

Vuoi fare pesca turismo sui gozzi liguri o fare

immersioni per trovare relitti affondati? Vuoi

fare sci di fondo o deltaplano? Oppure fare

trekking a cavallo? Vuoi andare in bici su piste

ciclabili o fare freeclimbing? Qui puoi.

Insomma, la definizione ricorrente di palestra

a cielo aperto qui vale come non mai.

Da Moneglia a Sestri Levante, dalla Valle

Sturla alla Val d’Aveto, da Lavagna a

Borzonasca l’offerta sportiva per chi ha

voglia di sentirsi in forma non conosce

quasi confini.

Il galateo impone la precedenza alle signore,

e allora cominciamo dalla montagna, la

grande signora della Liguria, cui fa da

cornice e da splendido scenario. In questa

fetta di regione la montagna, oltre ai

consueti sentieri percorribili a piedi o in

mountain bike, offre anche altre possibilità.

Punta Baffe a Moneglia, Punta Manara a

Sestri Levante, non sono montagna in senso

stretto, ma assieme alla località

Sopralacroce a Borzonasca offrono palestre

di roccia frequentate dagli appassionati di

free climbing, esperti e principianti. Scalare

la roccia a mani nude è impresa

affascinante, che coinvolge corpo e mente in

una fusione unica, e qui ci si può cimentare

in questo sport non facile e anche un po’

zen. Ed ecco il Parco dell’Aveto, gemma

incastonata nell’Appennino ligure. Istituito

ufficialmente come parco naturale regionale

nel 1995, è una zona che consente

escursioni di tutti i tipi, durante tutto l’anno.

L’Ente Parco promuove parecchie di queste

occasioni: per esempio c’è la possibilità di

fare escursioni ornitologiche notturne,

guidati da una esperta ornitologa, e poi

viaggi nelle profondità della terra, con

esperti speleologi a guidare il giro nella Tana

di Ca’ Freghé, una straordinaria cavità

naturale altrimenti non visitabile. E poi in

inverno escursioni con le racchette da neve

attraverso la splendida Foresta delle Lame. E

ancora, sci alpino, sci di fondo, con nuove

piste inaugurate di recente, mountain bike,

deltaplano, canyoning: tutto quello che si

può chiedere in una stretta collaborazione

tra il naturale splendore della Val d’Aveto e la

voglia di esplorare la natura e se stessi. Non

manca, con base a Rezzoaglio, la possibilità

di fare equitazione e trekking a cavallo in


Seggiovia a Santo Stefano D’Aveto

mezzo a scenari incantevoli, che appagano

occhio e mente.

Il Tigullio è un territorio da sempre amato da

artisti e poeti, citato da Dante, amato da

Byron e da tanti tantissimi altri che

apprezzavano il mare e l’entroterra ricco di

storia. Qui si possono fare escursioni sulle

tracce dei Fieschi, la potente famiglia che

annoverò due papi tra i suoi componenti, e

che rivive nel borgo di San Salvatore. E sul

Lungo Entella, il fiume che divide Lavagna e

Chiavari, c’è una pista ciclabile piacevole e

divertente da percorrere. Da Lavagna a

Carasco, lungo l’oasi faunistica del fiume, e

ancora oltre, per mettere alla prova la

propria resistenza, con le salite che in Liguria

rendono il mondo più bello, non solo per i

ciclisti. E naturalmente, nel senso letterale

del termine, c’è il mare, vero signore del

Tigullio, che si offre magnanimo ai suoi

appassionati. Possibilità di scuole di vela, a

Sestri Levante, possibilità di fare immersioni

subacquee per visitare i relitti ora abitati dai

pesci, e poi pesca turismo sui gozzi liguri,

imbarcazioni che hanno sempre popolato le

spiagge della Liguria.

Indian forest

A Borzonasca c’è il parco avventura

Indian Forest, e già il nome è

promettente. A visitarlo, poi, si capisce

che le promesse sono mantenute.

Tra i primi parchi avventura a nascere

in Italia, è situato all’interno

del Parco dell’Aveto, in una splendida

pineta a pochi chilometri dal mare,

e si sviluppa su sei percorsi differenti,

adatti a tutti i tipi di avventurosi,

a cominciare dai bambini.

Al suo interno c’è un campo da

calcetto, un campo polivalente -

tennis/volley/basket, campi da bocce

e parco giochi. La struttura è adatta

anche per ospitare scolaresche e

disabili, e nelle vicinanze è possibile

visitare il Lago Lame, il Lago

Giacopiane, e gli antichi borghi dei

dintorni, a cominciare dal centro

storico di Borzonasca, e anche

l’abbazia di Borzone.

Per informazioni: tel. 0185.340366

e 0185.340025

31


Mulino in Valle Sturla


Lherzolite a Prato Mollo

>

TIGULLIO ORIENTALE

UN MARE DI GIARDINI

Passeggiare in giardini esotici,

fare trekking nei parchi

Parchi e giardini con piante ed essenze rare ed esotiche fanno da corona alle suntuose

ville delle ricche e potenti famiglie genovesi a Sestri Levante, residenze di campagna e

di villeggiatura durante i secoli di massimo splendore della Superba. Passate di

proprietà, alcune sono divenute hotel superlusso e centri culturali. Altrettanto

sontuosa è la natura del Parco Naturale Regionale dell'Aveto, dove la natura convive da

secoli con l’uomo in armonico equilibrio. Perfettamente attrezzato accoglie in estate

escursionisti di tutte le età su sentieri che conducono a luoghi di stupefacente bellezza

e, in inverno, sciatori su piste perfettamente innevate. Gli amanti del birdwatching,

invece, potranno scoprire le bellezze dell'Oasi Faunistica del Fiume Entella.

Le rocce di

Prato Mollo

La Pietra Borghese, su

bordo occidentale di Prato

Mollo (terreno acquitrinoso,

molle per l'affiorare di

acque sotterranee), secondo

la leggenda sarebbe un

frammento di meteorite

caduto dal cielo. In realtà è

un blocco di Lherzolite,

roccia magnetica, simile

alle rocce diffuse nella zona,

come la Roccia del Fulmine,

che per l'analoga

composizione tende ad

attirare i fulmini.

Ci si arriva da Prato

Sopralacroce e da qui si

raggiunge il Passo della

Spingarda, dove s'incontra

l'Alta Via dei Monti Liguri.

33


TIGULLIO ORIENTALE

UN MARE DI GIARDINI

Sestri Levante, le ville storiche

Villa Durazzo Villa Balbi

34

Sono molte a Sestri Levante e negli immediati

dintorni le dimore patrizie e i palazzi di valore

artistico e storico. Molte famiglie nobili

genovesi scelsero di edificare qui le loro

residenze estive che alle prestigiose

caratteristiche architettoniche, univano

anche parchi con piante esotiche e terreni

dedicati alle produzioni agricole. Queste le

più note.

- Villa Balbi, già Brignole, collocata

all’estremità nord-occidentale dell’antico

borgo, sul lungomare, in Viale Rimembranza

1, ospitò Elisabetta Farnese (1714) che

andava sposa a Filippo V di Spagna.

All'edificio principale, costruito nel XVII sec.

per accogliere i Brignole, dogi di Genova,

furono aggiunti due corpi laterali e chiuse le

logge delle facciate. A metà del XIX sec. la

Villa passò in eredità alla nobile famiglia

Balbi. Il parco-giardino all’italiana, simile ad

un orto botanico, possiede piante rare. Oggi

ospita un grande albergo storico.

- Villa Cattaneo, (privata), sorge sull’antico

tracciato dell’Aurelia. Il corpo principale,

edificato per la famiglia Doria (seconda metà

del ’400), fu ampliato con altri due corpi

laterali (fine del XVIII sec.). E’ impreziosita da

un parco ricco di essenze pregiate, al quale si

accede attraverso una scenografica esedra da

cui si ripartono tre viali.

- Villa Durazzo, in Via alla Chiesa di Santo

Stefano 3, autentica Dimora storica

(www.adsi.it) è stata edificata alla fine del

'700 dalla famiglia patrizia e dogale dei

Durazzo. L'insieme della villa e della sua

tenuta occupa un'intera vallata coltivata a

orti, vigne e ulivi secolari. La vocazione

agricola è sottolineata anche dalle case

coloniche, organizzate architettonicamente in

forma di esedra, collegate alla residenza

padronale da una scenografica scalinata. Di

importanza eccezionale le alberature tra le

quali spiccano essenze pregiate e rare.

- Villa Durazzo Pallavicini, al numero 3 della

centrale Piazza Matteotti, è sede del Comune.

Eretto nella seconda metà del XVII

sec.,conserva nella sala consiliare, al secondo

piano, un dipinto del pittore Francesco

Bassano raffigurante l'Adorazione dei Magi.

- Villa Fieschi, fuori città e attualmente non

visitabile, sulla strada per il Bracco, frutto

dell’unione di più edifici di epoche diverse,


Villa Cattaneo

presenta strutture settecentesche. Di interesse è

la piccola cappella fondata nel 1270, in onore di

San Adriano, dal cardinale Ottobono Fieschi dei

Conti di Lavagna, nipote di Innocenzo IV.

Il giardino ha una bella vasca di marmo

settecentesca.

- Villa Gualino, oggi sede di un albergo, è stata

costruita nel 1925 in modo eclettico su fortilizi

preesistenti (XII sec), con materiali eterogenei di

vari stili ed epoche. Nel parco vi sono essenze

mediterranee d’interesse botanico. Al centro del

Parco svetta la Torre Marconi, cilindrica e merlata,

dalla quale il grande scienziato fece uno dei primi

esperimenti radio con onde corte, collegandosi da

lì con la nave Elettra, ormeggiata al largo (1934).

-Villa Pallavicini, raggiungibile con la via per

Santa Vittoria, posta su un’altura della frazione di

Santa Margherita di Fossa Lupara, settecentesca,

comprende il parco, l'azienda agricola con case

coloniche e la chiesa di Santa Margherita di

Fossa Lupara con canonica, oratorio e sagrato.

- Villa Sertorio, (privata), settecentesca, sorge tra

Via Nazionale e Corso del Torrente Gromolo.

La villa è unita al bel giardino all'italiana,

con lecci e cipressi secolari e scenografie di verdi

mortelle e allori.

Birdwatching

d’autore

Nella zona della foce e del medio corso

del fiume Entella, nel 1988, la

Provincia di Genova ha istituito l'Oasi

Faunistica del Fiume Entella con lo

scopo di tutelare questo ambiente

fluviale veramente pregiato che fa

parte della Rete Natura 2000, creata

dall’Unione Europea, in quanto Sito

d’Interesse Comunitario (S.I.C.). L’area

è, infatti, zona di rifugio e sosta per

numerosi uccelli acquatici, sia stanziali

sia migratori. Fra questi vi sono aironi

rossi e cinerini, germani reali, pittime,

garzette, fraticelli e martin pescatore.

Si possono osservare anche rapaci,

come barbagianni, allocchi e civette.

Tra i pesci che vivono nelle acque

dell’Entella vi sono cavedani, barbi,

vaironi e anguille. Mentre presso la

foce spigole, muggini e cefali

risalgono la corrente, preda spesso di

uccelli piscivori, come svassi e aironi.

35


36

TIGULLIO ORIENTALE

UN MARE DI GIARDINI

Aveto parco superstar

Superato il Passo della Forcella si entra nella

Val d'Aveto dominata dai massicci dei monti

Aiona e Penna, cime emergenti sullo

spartiacque appenninico. Fa parte del Parco

Naturale Regionale dell'Aveto che si estende

su una superficie di 3018 ettari. Istituito nel

1995, comprende le vette più alte

dell'Appennino Ligure, tra i 1600 e 1800 m,

d’altitudine, lungo lo spartiacque tirrenicopadano,

fra le quali spicca il Monte

Maggiorasca (1799 m). Anche per i pascoli,

mantenuti in attività, ricorda le aree alpine

centroeuropee. D'inverno è il regno di

sciatori: 24 km di piste, 5 impianti di risalita,

tracciati per il fondo, scuola di sci, itinerari di

sci alpino. In estate è frequentato dagli

amanti della natura: 50 km di percorsi

escursionistici, palestre di roccia, attrezzature

sportive. Info: Ente Parco, Via Marré 75A,

Borzonasca, telefono 0185.534031,

www.parks.it/parco.aveto/par.html

Flora. Oltre ai prati, ai pascoli e agli alpeggi, vi

sono boschi naturali, rimaneggiati in parte

dagli abitanti, con faggi, querce e carpini.

Attorno ai fiumi si trovano anche salici e

ontani. Esistono 39 specie endemiche tra cui

la Primula microdonta e l'Aquilegia alpina. Sulle

pendici del Monte Bossea si estende una ricca

bosseta (bosco di bossi).

Fauna. Il lupo appenninico e il capriolo, unici

rappresentanti dei grandi mammiferi, sono

ritornati a popolare il Parco negli ultimi anni.

Sono presenti anche cinghiali, volpi, faine,

scoiattoli, tassi, puzzole e lepri, ghiri e talpe. Tra

gli uccelli vi sono l'aquila reale, l'astore, il

biancone, il gheppio e la poiana, ma anche

codirossi, fringuelli, ballerine bianche,

cardellini, ghiandaie e upupe. In totale le

specie nidificanti sono più di 60.

Laghi. Di grande interesse naturalistico sono le

così dette zone umide, con stagni e laghi

d’origine glaciale. Si tratta di un ecosistema

particolarissimo modellato dalle glaciazioni.

Faggete e conifere si riflettono nelle acque dei

Laghi delle Agoraie (4 laghetti perenni ed alcuni

stagionali), degli Abeti (il cui nome deriva alla

presenza di tronchi fossili di Abete Bianco

adagiati sul fondo) e delle Lame (situato nella

foresta demaniale omonima). Immersi in un

paesaggio incontaminato, fanno parte della

Riserva Naturale Orientata delle Agoraie, a

1.330 m. d’altitudine sul versante occidentale


del Monte Aiona. Con i primi freddi il Lago Nero

(1540 m.), dopo il passo di Roccatagliata,

ghiaccia e da verde scuro diventa bianco

candido. Presso Borzonasca si apre il Lago di

Giacopiane, bacino artificiale degli anni '20 del

secolo scorso creato per la produzione di

energia elettrica.

Itinerari. Circa 14 rifugi attrezzati accolgono gli

escursionisti lungo i sentieri, tutti segnalati.

Eccone alcuni fra i più interessanti.

- Anello di Monte Zatta. Da Arzeno si arriva a

Pian d'Oneto, dove un fenomeno carsico ha

formato un inghiottitoio al centro di un prato

acquitrinoso. Si raggiungono le più belle

faggete della Liguria sul versante nord del

Monte Zatta (1404 m). Vi si osservano le

antiche neviere: buche nel terreno, delimitate

da pietre a secco, che servivano per

conservare la neve ed erano utilizzate come

frigoriferi (6 ore).

- Foresta del Monte Penna e Monte Aiona.

Escursione di 2 giorni in un magnifico

ambiente tra ombrose foreste di faggi e

conifere, fra cui la Foresta Demaniale di Monte

Penna (1735 m.), zone umide e pascoli, in

un’area caratterizzata da peculiarità

geologiche, floristiche e faunistiche legate alle

glaciazioni.

- Lago Nero e Monte Maggiorasca. Escursione

ad anello, di una giornata, sulle pendici del

Monte Groppo Rosso, attraverso foreste, prati e

aree umide fino al Lago Nero e al Monte

Maggiorasca (1799 m).

- Monte Ramaceto. Escursione ad anello, di una

giornata, sulle pendici del Monte Ramaceto

(1345 m), fino alle sorgenti dell'Aveto, alla

scoperta dei suoi prati, dei suoi ruscelli e della

Foresta del Liciorno.

Giganti verdi

> In Val Graveglia, nella frazione di

Ne, Gosita, percorrendo un agevole

sentiero si arriva alla secolare Quercia

di Gosita. Inserita dal Wwf negli alberi

da salvaguardare, la circonferenza del

suo tronco raggiunge i 5 m.

> La sequoia gigante di Allegrezze, in

località La Villa, a Santo Stefano

d'Aveto, alta 18 m., è stata forse

impiantata da emigranti rientrati in

patria alla fine del XIX sec..

> Colonne d'Ercole e Re della Foresta,

sono i nomi di due dei giganteschi

faggi della Foresta delle Lame.

> Il maestoso cipresso sul sagrato

dell'Abbazia di Borzone è l'ultimo

rimasto dei tre che facevano la

guardia alla chiesa.

> A Borzonasca, in località San Rocco,

c'è il castagno al Poggio d'Acero

(600 anni).

> A Santa Giulia di Lavagna vive da

400 anni un leccio di 11 m.

> Alberi monumentali si trovano a

Rapallo: un pino di 200 anni è presso

i Padri Emiliani in Via San Girolamo 26;

31 lecci di 250-300 anni sono a

Montallegro; nel campo da golf vi è il

cosiddetto Albero dei Tulipani, alto 40

m., vecchio più di un secolo; un leccio di

150 anni è a Santa Maria del Campo.

37


TIGULLIO ORIENTALE

GLI EVENTI

> Festival della Scienza

varie date in diverse località

LAVAGNA

> Settimana Fliscana - Torta dei Fieschi

metà agosto

SESTRI LEVANTE

> Premio Andersen

fine maggio

RIVA TRIGOSO

> Sagra del Bagnun

fine luglio

COGORNO

> Settimana Fliscana - Addiu du Fantin

metà agosto

BORZONASCA

> Sagra Agricasta

novembre

SANTO STEFANO D’AVETO

> Festa della Trebbiatura e degli antichi mestieri

estate

Sul territorio della Provincia di Genova operano due Sistemi Turistici Locali che,

attraverso la collaborazione tra soggetti pubblici e privati, elaborano, realizzano e

promuovono progetti di miglioramento e arricchimento dell’offerta turistica locale

seguendo le esigenze del mercato e valorizzando le risorse presenti.

STL del Genovesato (da Cogoleto a Sori e relativo entroterra)

Palazzo Ducale Piazza Matteotti, 9 - 16123 Genova

Tel. +39 010 5574095 - Fax +39 010 5574857

www.stlgenovesato.it Email: info@stlgenovesato.it

STL Terre di Portofino (da Recco a Moneglia e relativo entroterra)

Piazza Molfino, 10 - 16035 Rapallo (GE)

Tel. +39 0185 64761 - Fax +39 0185 238391

www.terrediportofino.eu Email: info@terrediportofino.eu


PAG. 2

PAG. 8

PAG. 16

PAG. 24

PAG. 28

PAG. 32

> EMOZIONI SUL MARE

> SCENARI D’ARTE

> TRACCE DI STORIA

> PROFUMI E SAPORI

> ITINERARI DI SPORT

> UN MARE DI GIARDINI

>

TIGULLIO ORIENTALE

SOMMARIO


TIGULLIO ORIENTALE

LA MAPPA

Europa

Liguria

ITALIA

PROVINCIA

DI GENOVA

© 2009 Provincia di Genova - Assessorato al Turismo. Progetto grafico e impaginazione: Paroledavendere. Testi: Pietro Tarallo e Carla Scarsi, per "Itinerari di

Sport" Gabriele Remaggi. Fotografie: Fulvio Fossati - Ufficio Stampa e Audiovisivi della Provincia di Genova. Altri contributi fotografici: Claudio Aristarchi,

Giuseppe Benini, Sabrina Bertolotto, Massimo Ferrari, Lucia Fossa, Claudio Fossati, Marco Fossati, Nicola Ghio, Ghita Isola, Alessandro Lugli, Franco Martini,

Roberto Martini, Sandro Mazzoni, Eraldo Minetti, Ermanno Nucci, Natalia Olivi, Simona Paletta, Roberta Parodi, Luigina Renzi, Alessandro Ricci, Elena Ricciardi,

Orietta e Raffaella Rimassa, Alessandro Tiro, Pierluigi Togni, Marina Vallino, Maurizio Zilli, Comune di Cogoleto, Comune di Arenzano, Comune di Borzonasca,

Ente Parco dell’Aveto, Gruppo Storico Sestieri di Lavagna. Elaborazione cartografica: Flavio Rossi - Servizio Sistemi Informativi della Provincia di Genova.

Coordinamento: Marco Fezzardi, Marina Vallino e Antonella Migliazza - Servizio Promozione Turistica e Sportiva della Provincia di Genova. La carta utilizzata per

questa pubblicazione è stata prodotta secondo i principi di gestione sostenibile per salvaguardare le foreste. La patina di protezione sulle copertine è ecologica.


Provincia di Genova

Assessorato al Turismo

MAR LIGURE

Tigullio Orientale


TIGULLIO ORIENTALE

I MUSEI

CASARZA LIGURE

Museo Parma Gemma

Via Annuti 31

Tel 0185 46229/46981

CASTIGLIONE CHIAVARESE

Ecomuseo Alta Val Petronio - Museo di Cultura

Contadina

Via alla Chiesa

Tel 0185 40482 - 46229

COGORNO

Museo Centro Culturale dei Fieschi

Piazza Innocenzo IV - S. Salvatore di Cogorno

Tel 0185 382459 - 385733

www.comune.cogorno.ge.it

LAVAGNA

Casa Carbone

Via Riboli 14

Tel 0185 393920 - 395300

Galleria Artistica "Torre del Borgo" Museo dell'Ardesia

e Collezione Archeologica R. Alloisio

Via XX Settembre

Tel 0185 3671 Comune

NE

Museo della Miniera di Gambatesa

Ne - Loc. Reppia

Tel 0185 338876

www.minieragambatesa.it

info@minieragambatesa.it

SANTO STEFANO D'AVETO

Ecomuseo della Val d'Aveto

Percorso-museo all'aperto

Tel 0185 89907 Comune

SESTRI LEVANTE

Museo Artistico Fondazione Galleria "M. Rizzi"

Via Cappuccini 8

Tel 0185 41300 - 42941


UFFICI DI INFORMAZIONE TURISTICA IAT DELLA PROVINCIA DI GENOVA

COMUNE DI GENOVA

- Aeroporto C. Colombo

Tel. e Fax +39 010.6015247

genovaturismoaeroporto@comune.genova.it

- IAT De Ferrari

Tel. + 39 010.8606122

genovaturismodeferrari@comune.genova.it

- IAT Via Garibaldi

Tel. + 39 010.5572903

IAT ARENZANO

Lungomare Kennedy

Tel. e Fax +39 010.9127581

iat@comune.arenzano.ge.it

IAT BOGLIASCO-GOLFO PARADISO

Via Aurelia, 106

Tel. e Fax +39 010.3470429

iat@prolocobogliasco.it

IAT CAMOGLI

Via XX Settembre, 33

Tel. +39 0185.771066

Fax +39 0185.777111

info@prolococamogli.it

IAT CAMPOLIGURE VALLI STURA E ORBA

Via della Giustizia, 5 - stagionale

Tel. e Fax +39 010.921055

prolococampo@yahoo.it

IAT CASELLA

Stazione Ferroviaria - stagionale

Tel. +39 010.9682128

iat@comune.casella.ge.it

IAT CHIAVARI

Corso Assarotti, 1

Tel. +39 0185.325198

Fax +39 0185.324796

iat.chiavari@provincia.genova.it

GORRETO - Punto Informazioni

Turistiche C/o Comune,

Via Capoluogo - stagionale

Tel. e Fax +39 010.9543022

info@gorreto.org

IAT LAVAGNA

Piazza Torino (Stazione F.S.)

Tel. +39 0185.395070

Fax +39 0185.392442

iat.lavagna@gmail.com

IAT LAVAGNA CAVI

Via Lombardia, 53 - stagionale

Tel. e Fax +39 0185.395680

iat.lavagna@gmail.com

IAT MONEGLIA

c/o Pro Loco - Corso L. Longhi, 32

Tel. e Fax +39 0185.490576

info@prolocomoneglia.it

IAT NE

c/o Pro Loco -Piazza dei Mosto, 19

Tel. e Fax +39 0185.387022

info@nevalgraveglia.it

IAT PORTOFINO

Via Roma, 35

Tel. e Fax +39 0185.269024

iat.portofino@provincia.genova.it

IAT RAPALLO

Lungomare Vittorio Veneto, 7

Tel. +39 0185.230346

Fax +39 0185.63051

iat.rapallo@provincia.genova.it

IAT RECCO

Via Ippolito d’Aste, 2 A

Tel.+39 0185.722440

Fax +39 0185.721958

iatpro@libero.it

Provincia di Genova

Assessorato al Turismo

IAT REZZOAGLIO

c/o Pro Loco,Via Roma - stagionale

Tel. +39 0185.870432

proloco.rezzoaglio@aveto.it

IAT RIVA TRIGOSO

Via Verdi, 1 - stagionale

Tel. +39 0185.457011

Fax +39 0185.459575

IAT SANTA MARGHERITA LIGURE

Piazza Vittorio Veneto

Tel. +39 0185.287485

Fax +39 0185.283034

iat.santamargheritaligure@provincia.genova.it

IAT SANTO STEFANO D’AVETO

Piazza del Popolo, 6

Tel. +39 0185.88046

Fax +39 0185.887007

turismo@comune.santostefanodaveto.ge.it

IAT SESTRI LEVANTE

Piazza S. Antonio, 10

Tel. +39 0185.457011

Fax +39 0185.459575

iat.sestrilevante@provincia.genova.it

IAT TORRIGLIA

Via Nostra Signora della Provvidenza, 3

Tel. +39 010.944175

Fax +39 010.9453007

info@parcoantola.it

IAT USCIO

c/o Pro Loco - Via Vittorio Veneto 100

Tel e Fax +39 0185.91101

prolocouscio@libero.it

IAT ZOAGLI

Via Merello, 6 A - stagionale

Tel. e Fax +39 0185.259127

iat.zoagli.ge@email.it

PROVINCIA DI GENOVA - Turismo - Tel. +39 01054991 www.provincia.genova.it promozione.turistica@provincia.genova.it

More magazines by this user
Similar magazines