Chiudiamo un'hera

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Chiudiamo un'hera

EcoRomagna EURO 1,00

della

Natura, Cultura, Attualità

C h i u d i a m o u n ’ h e r a

Chiudiamo l’hera

del profitto ad ogni costo, ottenuto

sfruttando le risorse naturali,

patrimonio di tutti e divenute

appannaggio di pochi.

Chiudiamo l’hera

dei rapporti incestuosi

fra politica e affari.

Chiudiamo l’hera

dell’utilizzo per fini privati (individuali,

di cricca, di partito, di consorteria)

del potere politico.

Chiudiamo l’hera

delle connivenze.

Chiudiamo l’hera

dei supercompensi ai manager.

Chiudiamo l’hera

dell’arroganza.

Chiudiamo l’hera

del cinismo.

Chiudiamo l’hera

della rassegnazione.

Chiudiamo l’hera

dell’ipocrisia.

Chiudiamo l’hera

degli inceneritori…

Chiudiamo l’hera

dei furbi…

Ma per favore...niente Nuova Hera!

(n.b. deve esserci scappata un’H!)

No, è HERA che ha bisogno di noi…

in questo numero:

servizio speciale: allevamenti industriali

servizio speciale: chiudiamo un’hera

Giovanni neri: il pollaio casalinGo

annamaria Ghidetti: il caleidoscopio

alimentare

sandro monaro: piante medicinali

e malattie respiratorie

l’omeopatia riconosciuta dall’oms

Numero 6 - Maggio-Giugno 2010 - COPIA OMAGGIO


In questo numero:

pag.5 Allevamenti Industriali

pag.10 Il pollaio casalingo

pag.11 Caleidoscopio per mente

e corpo

pag.15 Le piante medicinali

pag.16 Omeopatia cura efficace

EcoRomagna

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info@rivoluzionenaturale.it

della

pag.17 Chiudiamo un’Hera

pag.23 Jingming

pag.25 Qualche accenno sull’arte

alchemica

pag.27 Musica popolare

pag.30 Astri e fatti

Eco della Romagna. Supplemento al numero 4 - Nuova serie di Re Nudo

Registrazione del Tribunale di Siena numero 591 del 3 Febbraio 1994. Direttore Responsabile Majid Valcarenghi

Stampa: Nuova Tipografia, Forlimpopoli

Redazione e Amministrazione: Rivoluzione Naturale, Via Orselli 36/A Forlì

Redazione: Luca Caggiano, Giovanni Neri, Fabrizio Zani, Giulio Mannino, Annamaria Ghidetti,

Gabriella Zevi, Stefano Ianne, Sandro Monaro, Maurizio Benvenuti, Antonella Guidi.

Con la collaborazione di: Movimento Impatto Zero, Scuola di Musica Popolare di Forlimpopoli, Centro di Ecologia

Umana “Villa Frattina”, Assoc. Naturista Ravennate.

Grafica: Lorenzo Mordenti

www.rivoluzionenaturale.it facebook: Ecoromagna

non è stato possibile risalire alla proprietà del copyright di alcune delle immagini

L’editore è a disposizione degli eventuali aventi diritto.

il Racconto

Antonella Guidi

L’MTH4 viaggiava attraverso lo spazio

temporale ad una velocità superiore

la soglia di sopportazione fisica

e psicologica dei piloti della navicella.

I tessuti epiteliali dei due alieni si scollavano

lentamente dal corpo e, con la

mancanza di gravità, galleggiavano assumendo

strane forme.

Dovevano trovare al più presto nutrienti a

base di proteine e collagene.

Le indicazioni di COCH, il computer di

bordo, segnalavano la Terra come il luogo

più vicino dove potersi rifornire.

Il pianeta azzurro si stagliò all’improvviso

contro le nere profondità dello spazio.

Ruotava lentamente su se stesso, diffondendo

intorno una nube violetta.

I piloti ridussero il flusso energetico propulsivo

e la navicella rallentò la sua corsa.

Si guardarono. Le loro facce erano

quasi irriconoscibili, ancora poche ore

e il processo di scollamento sarebbe

divenuto irreversibile.

La missione era trovare nuovi nutrienti

non solo per se stessi, ma per tutta la

comunità, la cui sopravvivenza era a rischio

da quando uno strano fenomeno

degenerativo, impossibile da controllare,

stava distruggendo le monocolture

colgeniche, unica loro fonte di sostentamento.

La navicella schizzava silenziosa lambendo

la superficie di quello che, secondo

il Coch, doveva essere il Mar

Mediterraneo.

Nel grande monitor cominciò a lampeggiare

il codex che indicava l’individuazione

di corpi con i requisiti nutrizionali

richiesti.

Allevamenti Intensivi

La voce allegra e soddisfatta del cervello

di bordo, iniziò una descrizione

accurata delle caratteristiche del luogo

di coltivazione dei corpi nutrizionali.

-Superficie di coltivazione: vaticano.

Contenitore specifico di raccolta:

basilicadisanpietro.

-I corpi nutrizionali individuati soddisfano

al 70 per cento i requisiti richiesti

dalle tabelle.- continuò il Coch.

–Si alimentano con cibi selezionati e

prodotti da biocolture esclusive in territori

protetti. Le linfe vitali vengono

estratte con tecniche arcaiche ed obsolete

ma in grado di preservare i principi

nutrizionali e organolettici.

Le linfe sono conservate in fiale nume-

rate e riposte in grotte temperate.

-Inoltre questi corpi soddisfano i requisiti

estetici terrestri, presentandosi

ben confezionati. Uno in particolare,

confezionato in bianco, probabilmente

il più ricco in principi nutritivi, è proposto

su un supporto d’oro zecchino.

Tutti gli altri si presentano in rosso e

senza supporti, ma alla scansione risultano

essere ugualmente nutrienti.-

-Il requisito estetico è un concetto

troppo generico per essere preso in

3


considerazione.- considerò il più informe

dei due alieni – Quello che conta

è la soddisfazione dei parametri nutrizionali.

Ora dobbiamo organizzare un

allevamento intensivo su una superficie

di coltivazione semplice da controllare

e facile da gestire. Mentre parlava

inseriva nel computer tutti i dati utili

ad individuare il luogo.

Sul grande monitor comparve, poco

dopo, l’immagine aerea della regione

con le caratteristiche che più si avvicinavano

a quelle richieste.

Il Coch scandì, con voce impersonale,

i dati tecnici della probabile superficie

di coltivazione.

-Regione: Nicaragua

-Denominazione geografica: Isola.

-Nome identificativo: Corn Island, recentemente

rinominata Isola dei Famosi.

-Superficie: 9 km2

-Numero di corpi nutrizionali: suscettibile

a variazione.

-Principi nutritivi dei corpi in oggetto:

scarsi e debolmente tossici.

-L’Isola si profila quale ideale contenitore

di raccolta naturale con un sistema

ecocompatibile di smaltimento

rifiuti determinato dalle maree periodiche

giornaliere, e fornito di acqua

potabile.

-La superficie consente una coltivazione

da due a quattro corpi in posizione

seduta per metro quadro, alimentati

con biosupposte da 800gr. due volte

al dì (biosupposte prodotte con le biocolture

dei territori protetti del vaticano

che garantiscono un corpo nutrizionale

finale genuino e sostanzioso).-

Detto questo il Coch terminò la sua

relazione.

-Sembra che tutto corrisponda ai requisiti

- disse uno dei due alieni - Rimane

EcoRomagna

da decidere chi si dovrà occupare della

somministrazione quotidiana degli alimenti

ai corpi nutrizionali.-

-Dalle indagini i soggetti più idonei

risultano essere i corpi in rosso contenuti

nella basilicadisanpietro- rispose il

secondo alieno.

-Bene, non ci rimane altro da fare che

passare all’esame organolettico.-

La navicella stazionava, silenziosa ed

invisibile, sopra ipalazziapostolici.

Lentamente una specie di otturatore si

aprì e una luce, intensa e diretta, penetrò

attraverso il tetto dentro gli appartamentipapali,

con delicatezza avvolse

il corpo bianco e lo sollevò, quindi si

ritirò alla velocità del lampo dentro la

navicella.

Apparecchiato il tavolo autoptico i due

alieni si apprestarono ad eseguire l’esame.

Il risultato si rivelò essere positivo, la

comunità era salva.

della

Inchiesta 1

Alice Savorelli

“In Italia siamo 60 milioni di abitanti e

macelliamo circa 500 milioni di polli all’anno,

4 milioni di bovini e 13 milioni di suini.

Ma siccome non ci bastano il resto lo importiamo.

Con il resto s’intende quella carne

che serve ad arrivare al centinaio di chili che

ognuno di noi mangia. Stessi quantitativi si

consumano in Europa e Stati uniti. Ma sul

pianeta Terra vivono 6 miliardi e mezzo di

persone, molti muoiono di fame, altri che la

carne non possono permettersela la vorrebbero.

Tra qualche anno diventeremo 10 miliardi, potremmo

produrre carne per tutti?” da Report,

trasmissione del 17 maggio 2009, Rai Tre.

Mangiare carne, e derivati animali come latticini

e uova, provenienti dagli allevamenti intensivi:

-causa sofferenza agli animali

-inquina ambiente

-incide sul riscaldamento globale e sui cambiamenti

climatici molto di più (40%) rispetto

all’impatto provocato dai trasporti e dal traffico

(fonte Fao)

-rappresenta una scelta salutista discutibile

E’ proprio necessario contribuire a tanta

ingiusta sofferenza e al degrado ambientale

soltanto per soddisfare il piacere del gusto?

Nei paesi sviluppati, la maggioranza

degli allevamenti di bestiame destinati

alla produzione di carne, latticini e uova

sono oggi rappresentati dagli allevamen-

Cibo e Morale

ti intensivi. Come è facile immaginare,

con allevamento intensivo si intende

una pratica di allevamento che impiega

tecniche industriali al fine di ottenere

la massima produttività al minimo costo.

In Italia, questo tipo di allevamenti

si è diffuso nel secondo dopoguerra,

promuovendo il consumo di massa dei

prodotti di origine animale. Negli allevamenti

intensivi, gli animali vengono cresciuti

in spazi ristrettissimi e in maniera

del tutto finalizzata alla soddisfazione

del consumatore di carne e altri derivati

animali. Lo stesso consumatore che,

volendo continuare a nutrirsi di animali,

preferisce non conoscere le condizioni

in cui questi vivono e come vengono

trattati, e questo spiega perchè i macelli

sono in genere nascosti e inaccessibili

a eventuali visitatori. Non sono soltanto

i nostri animali domestici a provare

emozioni, sensazioni e sentimenti: anche

gli animali allevati e destinati al macello,

come mucche, vitelli, maiali, pecore,

capre, polli e altri animali d’allevamento,

sono esseri senzienti, e in grado di

distinguere una condizione di vita innaturale

come quella, breve, che trascorrono

in capannoni privi di luce e finestre,

dove non è consentito loro di muoversi

liberamente. Negli allevamenti intensivi,

l’animale nasce e vive tutta la sua vita,

uscendone soltanto il giorno in cui verrà

trascinato sul luogo della sua esecuzione,

momento in cui percepisce che

qualcosa di terribile accadrà a breve. Nel

macello, viene ammazzato senza compassione

e senza pietà, ancora cosciente,

trattato non come essere senziente

ma come un oggetto che contribuisce

a rendere competitivo il mercato della

carne e dei derivati animali in generale.

4 5


Quanti consumatori, apprestandosi ad

ingoiare un pezzetto della loro quasi

quotidiana bistecca o petto di pollo, si

fermano a riflettere sulla loro provenienza?

Quanti consumatori sanno che quel

pezzo di carne è il risultato di una vita infernale,

segnata dalla sofferenza, dall’assenza

di aria, di luce naturale, di libertà di

movimento? Che valore etico, salutistico,

ecologico e culturale può avere un cibo

che è stato un essere vivente costretto in

gabbia e all’alimentazione forzata, maltrattato

e riempito di antibiotici e ormoni

per la crescita? Le mucche e i bovini

sono forse i più sottoposti ai trattamenti

con ormoni, principalmente per indurre

l’incremento di peso degli animali nel

più breve tempo possibile. In Italia è vietata

in alcuni casi la somministrazione di

ormoni, che è però autorizzata dopo il

parto dell’animale, per fini terapeutici.

Oltre agli ormoni, anche l’uso eccessivo

di farmaci è pratica comune negli

allevamenti intensivi, dove ad esempio

la somministrazione di dosi massicce

di antibiotici porta solamente

alla proliferazione di nuovi tipi di

batteri resistenti ai medicinali stessi.

L’allevamento industrializzato degli animali

per l’alimentazione umana è oggi

la principale causa di inquinamento e

costituisce una forte minaccia per l’ambiente,

i suoi abitanti e la salute. Ormai

è noto che gli allevamenti intensivi sono

tra i maggiori responsabili del riscaldamento

del pianeta. Già nel rapporto del

2006 “Livestock’s Long Shadow”, la Fao

sosteneva che l’allevamento di bestiame

(bovini, maiali, pecore ma anche piccoli

ruminanti e volatili) emettono più gas

serra del settore dei trasporti mondiale

(18% contro 14%). Non c’è nulla di sostenibile

ed ecologico nell’utilizzare, o

meglio, sfruttare enormi porzioni delle

terre fertili del pianeta per coltivare cereali

e foraggi destinati all’uso animale.

EcoRomagna

Per sostenere la sempre crescente richiesta

di prodotti animali, o comunque di

derivazione animale, vengono distrutte

immense aree di foresta pluviale, aree

che saranno destinate a nuovi pascoli o

coltivate in maniera intensiva per produrre

cibo destinato al consumo animale.

Senza contare il problema delle

quantità di liquami ed escrementi che

inquinano terreni e acque e che non si sa

più come riuscire a smaltire. Pur di non

chiudere allevamenti, nelle regioni del

Veneto, Lombardia e Emilia Romagna

si ricorre alla pirogassificazione, che

significa produrre energia elettrica con

pollina e simili, escamotage decisamente

non sostenibile e altamente inquinante.

Il prezzo attuale della carne dovrebbe

essere almeno triplicato, se si tenesse

conto del costo che la produzione industriale

di carne rappresenta per l’ambiente,

incluso lo spreco di combustibile

fossile, l’inquinamento delle acque e

l’emissione di gas serra.

Sapete come si fa il fois gras?

Si immobilizza l’oca, spesso inchiodandola a

una tavola di legno.

Le si infila un tubo in gola, e la si ingozza di

grassi a brevi intervalli regolari.

Quando finalmente muore, perché le scoppia il

fegato, la leccornia è pronta.

Buon appetito

della

Inchiesta 2

Fabrizio Zani La Sana Carne dei

Nostri Allevamenti

Mangimi additivati con prodotti

farmaceutici (antibiotici e chemioterapici)

per prevenire la diffusione

di germi e virus che altrimenti aggredirebbero

facilmente le migliaia

di polli che vivono negli allevamenti

intensivi.

Il 50% degli antibiotici prodotti

in Europa (10.000 tonnellate) per

ammissione della stessa Federazione

Europea dei Produttori di Farmaci, è

utilizzato per gli animali.

Il 15% viene immesso nei mangimi,

con la funzione di “prevenzione”

di malattie e di accrescimento della

massa corporea.

Il sistema di controllo pubblico effettua,

in base al Decreto Legislativo

336 del 1999, controlli minimi garantiti

su 4 polli ogni 1.000.000 di

esemplari allevati.

Recentemente la Facoltà di

Agraria dell’Università di Perugia

che sta sviluppando una esperienza

di allevamento di razze rustiche italiane,

ha diffuso dei dati che mettono a

confronto l’allevamento convenzionale

(14 animali per metro quadrato)

quello biologico con allevamento al

coperto e 4 metri quadrati di spazio

aperto per animale e quello biologico

con 10 metri quadrati di prato disponibile

per ogni pollo.

Il biologico prevede alimentazione

biologica ed assenza di ogm, divieto

di uso dei farmaci convenzionali.

Le carni ottenute hanno un sapore

differente e la composizione del prodotto

viene esaltata dalla forma di

allevamento più naturale, che porta

ad una maggiore presenza di antiossidanti

e vitamina E, la carne è più

scura e meno tenera, ma alla degustazione

più gradevole.

6 7


EcoRomagna

a Cesena

Centro Olistico

Sorgente

Saiano di Cesena

0547-326238

Erboristeria, Massaggi

RISTORANTE BIOLOGICO

PiadiRita

via Della Valle 258

347-0432500

piadina biologica

Naturvita

via Savio 1877

0547-355311

laboratorio e

spaccio erboristico

Musical Piano

via Cattaneo 55

0547-601765

strumenti musicali

Cartoleria Mami

via S.Mauro in Valle 445

0547-330587

prodotti ecologici

NamasteNatura

p.zza Magnani 68

0547-332110

biocosmesi

L’Isola del Sud

via Anita Garibaldi 2

0547-611044

idee per arredare

Il Punto Naturale

via Strinati 7

0547-22124

alimenti biologici

La Mandragola

via Mura Porta Fiume 51

0547-29331

erboristeria

Sole Luna

viale Matteotti 265

0547-609203

erboristeria

Inchiesta 3

Fabrizio Zani

EcoRomagna

L’infame destino

degli animali

da allevamento

Milioni di animali sono condannati a vivere all’inferno

a causa delle nostre abitudini alimentari e degli interessi

economici.

Ecco alcuni esempi.

Mucche da latte Le vacche da latte sono costrette ad

una superproduzione che provoca loro continue mastiti

e le esaurisce a soli 6-7 anni di età (in natura una mucca

potrebbe vivere fino a 40 anni).

Vitelli Nell’allevamento del vitello a carne bianca, gli

animali sono rinchiusi in stalli individuali di 60 cm, legati

ad una catena di 30 cm. Gli viene impedito qualsiasi

movimento che non sia il coricarsi e l’alzarsi. La loro

vita dura sei mesi in condizioni di stress e sofferenza che

rende indispensabile l’uso massiccio di farmaci.

Maiali Un maiale potrebbe avere in condizioni naturali

una speranza di vita di 18 anni, in allevamento viene

macellato a 9 mesi, appena raggiunto il peso “ideale”

per le varie produzioni. Impossibilità a grufolare sul

pavimento di cemento, a scavarsi buche e rinfrescarsi

con il fango ecc. I maialini lattanti vengono castrati

per evitare che raggiungano la maturità sessuale che

conferisce cattivi odori alle carni.

Scrofa Alla scrofa da riproduzione si concede di vivere

di più: ben due anni! Ma per la maggior parte della

sua esistenza è stretta in piccole gabbie dove può solo

alzarsi e coricarsi, non può nemmeno girarsi su se stessa.

Può uscire solo dopo la fecondazione perché questo

favorisce la gravidanza e per 40-50 giorni dopo il parto

per evitare di schiacciare i suinetti (visto il poco spazio

a disposizione). Una scrofa è costretta a partorire 3-4

volte nella sua vita; a quel punto viene macellata.

Ovaiole La gallina è considerata solo in quanto

produttrice di uova, non ha nulla a che fare con la gallina

“da cortile” e nemmeno con la sua povera parente “da

della

carne” per il sistema diverso d’allevamento. Uno spazio

in gabbia dove può solo mangiare e fare uova, il becco

tagliato per non ferirsi e ferire le sue compagne, ritmi luce/

buio alterati. Viene macellata a fine “carriera” a 2 anni.

Conigli Sono stretti in piccole gabbie di grigliato:

quanto di più lontano dalle tane che si costruirebbero

in natura. Sono animali timidi e paurosi e sono costretti

alla luce ed ai rumori. Si sentono in continuo pericolo e

non possono fuggire, anzi nemmeno girarsi su se stessi.

Per loro non esiste nemmeno una direttiva che fissi le

misure delle gabbie e il metodo d’allevamento, persino

quella sugli allevamenti biologici li ha dimenticati.

Trasporto Se c’è maggiore convenienza economica, gli

animali nascono in un paese, vivono in un altro e muoiono

in un altro ancora, talvolta a migliaia di chilometri di

distanza. La situazione del trasporto è quanto di più

innaturale ci sia per un animale, le condizione del

viaggio sono molto spesso al limite della sopravvivenza

per caldo/freddo, mancanza di alimentazione e di

abbeveraggio, riposo, ecc. Molti animali arrivano morti

ma è una perdita di produzione calcolata.

Nel prossimo numero di Eco della Romagna daremo

conto con la documentazione necessaria: dell’acqua

consumata (credereste che mangiare un hamburger

equivale a farsi 15 (sì, quindici) docce?... dell’energia

utilizzata, dell’inquinamento delle acque e dei terreni,

del’impatto complessivo sull’ambiente e sulla società

della nostra scellerata propensione per la carne e per il

modo in cui scegliamo ogni giorno di procurarcela.

EcoRomagna

a Cesena

Tricologia Naturale

via Mattarella 74

0547-24057

Centro Olistico e Tricologico

Ristorante Bangkok

viale Bovio 79

0547-613318

cucina tailandese alla piastra

Acquolina

viale Cattaneo 504

0547-600702

gastronomia di qualità

Marco e Mara

via IX Febbraio 58

0547-613410

studio tricologico

prodotti naturali

Videolife

subb. Comandini 84

0547-28384

videogiochi e dvd

Associazione

un Soffio di Vita

320-5573858

associazioneunsoffiodivita@yahoo.it

Vuoi Smettere

di Fumare?

AST ITALIA S.r.l.

cell. 320-5573858

EcoRomagna

a San Vittore

Ambulatorio

Veterinario

Rigacci Roberto

via Perugia 65

0547-346074

Salone Ketty

via Tommaso Gallarati

Scotti (sopra A&O)

0547-660416

8 9


EcoRomagna

LUGO

L’albero della vita

via Baracca 82/1

0545-20354

Abbigliamento e detergenti

biologici per neonati,

bambini, adulti

EcoRomagna

a San Carlo

Marina

Piadina d’Oro

via Castiglione 33

349-7448174

Cartolibreria

Coccinella

via S. Carlo 366

349-6072940

Circolo

“La Vecchia Scuola

via Castiglione 37

340-0819980

Ristorante

EcoRomagna

a Ranchio

Rio Cella

via Vallicella 6

340-0819980

Agriturismo

EcoRomagna

a Forlimpopoli

Erboristeria

La Mandragola

p.zza Garibaldi 13

0543-745217

Ottica Monti

p.zza Trieste 12

0543-741219

EcoRomagna

a Forlì

Villa Salta

via Albicini 30

0543-35236

Erboristeria

Ki-Art

via Ribolle 2

0543-61375

abitare sano

La Descrescita

Felice

Giovanni Neri

EcoRomagna

Vi state chiedendo se il pollaio casalingo è ancora possibile?

La risposta è ovviamente sì.

Ecco cosa vi serve: un recinto di pochi metri quadri con

la terra per razzolare.

Un ricovero - tipo cassetta con la paglia - se possibile

non per terra e due rami per permettere alle galline di

appollaiarsi, queste 2 ultime cose protette dalla pioggia.

Con un pollaio di queste dimensioni, mediamente, sono

assicurate fra le 15 e le 20 uova al mese (nei mesi freddi

un po’ meno).

Più spazio le galline hanno meno becchime occorre

comprare.

Volete cominciare? Potete anche partire coi pulcini che

vi regalano acquistando un sacco di mangime.

Dovete scegliere la razza..

Stanno tornando di moda le razze antiche, come il pollo

romagnolo. Magari scegliete le galline ovaiole – quelle

arancioni, ormai onnipresenti in ogni aia contadina,

molto generose nella produzione di uova ma solo nella

bella stagione.

Ma ci sono anche le filippine. Dette anche galline nane,

sono le più vicine geneticamente alle progenitrici selvatiche

di origine asiatica. Se volete uova anche nei mesi

invernali, far nascere i pulcini sotto una chioccia vera – e

non più in un incubatrice… – e smettere di comprare il

becchime allora cercate queste gallinelle. Le loro uova

sono più piccole di quelle delle ovaiole e più grandi di

quelle di quaglia che già si trovano nei supermercati.

Hanno poco mercato perché la gente non sa che vanno

bene per fare la sfoglia e per tutti gli altri usi da cucina.

Le filippine sono rustiche nell’alimentazione, sono

leggere perciò si appollaiano facilmente sugli alberi e

quando covano non schiacciano le uova: i pulcini li proteggono

gelosamente

– anche dal padrone se

non sta attento.

I più audaci possono

fargli covare anche

uova di anatre, oche,

tacchini...

Per le filippine

tel. al numero 329-6710360

dopo le ore 11

Il Pollaio

Casalingo

della

Alimentazione

Annamaria Ghidetti

Caleidoscopio

per mente e corpo

Da migliaia di anni gli animali imparano a

riconoscere un alimento salutare dal gusto,

dall’odore, dai colori, dalla forma e, salvo rare

eccezioni, non sbagliano.

Molti mammiferi carnivori vedono solo in bianco e

nero ma, cibandosi solo di carne che ha un unico colore

(il “rosso vivo”) non ha per loro molta importanza la

vista cromatica che viene compensata da una maggiore

acuità visiva e soprattutto da un migliore olfatto. Al

contrario, le piccole scimmie arboricole da cui sembra

che noi discendiamo sono vegetariane e si nutrono di

bacche e frutti maturi che trovano fra i rami. La vista

cromatica, in questo caso, è un ottimo strumento per

riconoscere i frutti velenosi da quelli buoni, quelli acerbi

e amari da quelli maturi o da quelli ormai passati.

Certamente le nostre papille gustative vengono

sollecitate dai profumi che anticipano il gusto di ciò

che assaporeremo, ma la vista avrà sempre un ruolo

importante sull’identificazione di un cibo: il colore

è il primo elemento che ci colpisce e la tinta di un

alimento rivela forti influenze nella percezione del gusto.

Nella tradizione cinese con i colori si classificano anche

i sapori: il rosso per l’amaro, il giallo per il dolce, il bianco

per il piccante, il nero per il salato, il verde per l’acido.

Platone riassumeva il rapporto naturacolore,

associando alle diverse tinte cromatiche

gli elementi naturali: rosso-fuoco, giallo-aria,

verde-boschi e animali, blu-notte e acqua.

Nel Medioevo l’aggiunta di ingredienti colorati era fatta

per esaltare il sapore stesso di un cibo.

Ma non si tratta solo di gusto. Molte reazioni agli

stimoli cromatici subiscono gli effetti di associazioni

simboliche che variano per epoca, luogo geografico, razza

e cultura, ma la maggior parte delle risposte fisiologiche

sugli organismi sono state largamente studiate e per

questo ritenute “universali”. Ogni tonalità ha, sul corpo,

un effetto specifico e le nostre attività, sia fisiche che

mentali, ne sono profondamente influenzate: le modalità

di presentazione del cibo, ed i suoi colori in particolare,

indirizzano le nostre scelte perché le associamo a

sensazioni gradevoli o spiacevoli. Vi è mai capitato

di sentirvi attratti dal colore di un alimento, dalla

EcoRomagna

a Forlì

Natura Infinita

via D. Raggi 191

0543-796039

erboristeria

Ottica Vasumi

corso A. Diaz 94

0543-370742

vasumi@optical.it

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Forlivese

via O. Regnoli 15

0543-31082

Agriturismo Siba

via Del Partigiano 19

0543-478139

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Olos Vita

c.so Repubblica 95

0543-21255

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Doppio Zero

Piadineria e Pasta

Biologica

viale Bologna 214/A

Ambulatorio

Medico

viale Bolognesi 78

Il Falco d’Oro

via D. Bolognesi 118

0543-552073

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Panificio Casamenti

via C. Sforza 28

0543-33727

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via Dati 4/C

0541-733069

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luminosità dell’arancione di un melone, dal verde di

un’insalata, dal rosso di un pomodoro o dal bianco

di una mozzarella?

Questi colori ci fanno venire “l’acquolina in bocca”,

ci stimolano a nutrirci di quel certo cibo, perché la sua

specifica valenza cromatica agisce direttamente sui nostri

livelli di energia, non solo fornendo i necessari principi

nutritivi, ma anche influendo, con la sua vibrazione, sul

nostro stato psicologico.

Questo rapporto tra colori dei cibi e stato di

benessere segue i principi della cromoterapia, una

medicina alternativa, che aiuta corpo e psiche a ritrovare

il naturale equilibrio attraverso la capacità specifica dei

colori di influenzare fame o sazietà e anche umore. Se

opportunamente usati, essi possono offrire anche una

possibile alternativa all’uso indiscriminato di farmaci:

la cromoterapia ha infatti delle solide basi scientifiche e

viene applicata perfino in qualche reparto ospedaliero.

E’ stato appurato che le vibrazioni dei colori hanno

un’azione riequilibrante sul metabolismo cellulare

poiché le cellule, in condizione di salute, emettono una

luce colorata, che varia a seconda del tessuto al quale

appartengono e quelle che smettono di funzionare in

modo ottimale cambiano la loro emissione cromatica

influenzandone anche altre. Applicando sulla cute il colore

appropriato, indossandolo o nutrendoci con esso, in base

alla legge fisica della risonanza, è possibile riportare il

sistema alla sua originaria condizione di equilibrio.

Ogni colore possiede vibrazioni energetiche

peculiari che agiscono sul nostro inconscio, in modo

diverso nelle varie stagioni, a seconda anche delle

esigenze climatiche.

In estate frutta e verdure che hanno colori carichi

(blu delle susine, rosso di ciliegie e pomodori, gialloarancio

di albicocche e pesche, …) sono ricchi di acque

e sali minerali che consentono di mantenere la tonicità e

resistere alle insidie del caldo. Gli stessi colori, come pure il

verde (melanzane, rape, arance, broccoli, carciofi…) sono

però importantissimi anche d’inverno poiché ricchi di

antociani e vitamina C che prevengono l’invecchiamento

cellulare e le influenze tipiche della stagione. In autunno

il marrone, il nero e il bianco (castagne, funghi, cipolle,…)

aiutano ad affrontare l’arrivo di temperature più rigide,

mentre in primavera prevalgono i colori verdi (asparagi,

kiwi, piselli,…) che preparano al cambiamento di stagione,

stimolando l’organismo dopo il lungo inverno.

della

La frutta e la verdura di stagione, sono dunque

colorate da pigmenti naturali (fitonutrienti) che non

hanno solo una funzione visiva, ma producono effetti

benefici su tutto l’organismo; durante tutto l’anno.

Sarebbe quindi buona norma usare ogni giorno in

tavola almeno 5 colori per energizzare, proteggere e

stimolare il nostro organismo e la nostra mente a ogni

pasto. Attenzione però!

Anche le grandi industrie, i produttori e i cuochi stessi

conoscono l’importanza dei colori nel determinare le

nostre scelte commerciali, infatti, accanto ai rassicuranti

prodotti tradizionali, creano innovazioni come il gelato

blu “puffo”, aggiungono pigmenti ai mangimi delle

galline produttrici per ottenere uova dal bel guscio

ambrato o studiano continuamente nuove idee per

mantenere la vivacità cromatica di verdure e pietanze

dopo la cottura: tutte soluzioni non sempre naturali…

Queste sofisticazioni industriali, alterando le nostre

percezioni, possono trarci in inganno e un alimento

dal gusto acceso, il profumo intenso e i colori

appariscenti… non è detto che sia sempre sano!

BIANCO

(cipolla, aglio, cavolfiore, finocchio,

fungo, pera, mela, sedano, latte,

riso,…)

ROSSO

(pomodoro, ravanello, peperone

rosso, ciliegia, barbabietola, fragola,

cocomero, arancia rossa,

melograno, lamponi, ribes, peperoncino,

spinaci,

crescione, vino…)

GIALLO - ARANCIONE

(limone, ananas, patata, banana,

melone, carota, albicocca, pesca,

kaki, nespola, pompelmo,

zucca, tuorlo d’uovo, mais, olio

vegetale,miele, zafferano, …)

VERDE

(rucola, basilico, avocado, pisello,

fava, lattuga, asparago, zucchino,

broccoli, cicoria, cetriolo, kiwi,

the verde,…)

Detossificante - corretta assimilazione

dei grassi - protezione per le

ossa - miglioramento della circolazione

sanguigna- prevenzione per

il colesterolo – aiuto per la concentrazione

Eccitante - stimolante per il metabolismo–

riattivatore dell’intestino–

depurativo - drenante – miglioramento

del sistema nervoso autonomo

e delle ghiandole surrenali– rafforzatore

della memoria – protettivo

per il cuore

Antidepressivo - energizzante – rinforzo

per cuore e occhi – depuratore

per fegato e cistifellea – idratante

– potenziatore del sistema immunitario

Rilassante– rigenerante– drenante

del sistema linfatico– irrobustimento

del sistema cardiocircolatorio–

sedativo del sistema nervoso – protettivo

per denti, ossa, occhi e cellule

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viale L. da Vinci 26

0547-75373

libreria esoterica

Crazy Book

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libreria - compravendita

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BLU – INDACO

(mora, mirtillo, prugna, uva, melanzana,

cipolla rossa, patata rossa,

fico,…)

NERO

(caffè, the nero, semi di papavero,

olive nere, riso venere, aceto,

liquerizia, pepe …)

MARRONE

(dattero, castagna, funghi, mandorle,

noci, crusca, cioccolata,

vino invecchiato …)

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PIASTRA di VERDURE all’UOVO

Ingredienti per 2 persone:

Calmante e rinfrescante – funzione

antiossidante - protezione per cuore

e arterie – benefico per il sistema

nervoso e le funzioni cerebrali

Eccitante – protettore per i reni –

miglioramento delle difese immunitarie

– prevenzione per problemi

cardiaci e menopausa precoce

Rilassante – protettore per il cuore –

regolatore della pressione sanguigna

e del colesterolo – rinforzo per la

memoria – regolatore d’umore

Patrizia Zanin

Cucina Rapida per chi ha

il DIABETE

Pagine 64 formato 17x24

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“ da questo libro, la ricetta che segue”

- Farina gr.120 - 2 uova

- Birra bionda ml.300 - 1 zucchino

- Burro gr.15 - Origano q.b.

- 1 pizzico di Sale - Sale q.b.

- 1 Peperone giallo piccolo - Pepe q.b.

- 1 Peperone rosso piccolo

- 1 cespo piccolo di Radicchio rosso

- 1 cucchiaio di Olio d’oliva.

Create un amalgama liquido con un uovo, la farina, il burro molle,

la birra e un pizzico di sale e cuocete le crêpes sull’apposita teglia.

Lavate la verdura e asciugatela. Tagliate i peperoni a metà e

cuoceteli alla piastra. Quindi spellateli e tagliateli a striscioline.

Tagliate lo zucchino e cuocetelo alla piastra, quindi riducetelo

a pezzettini di un centimetro. Dopo avere cotto alla piastra

anche il radicchio, tagliatelo finemente. Scaldate una padella

antiaderente e versatevi le verdure con un pizzico di sale.

Sbattete un uovo e incorporatelo alle verdure. Cuocete per

un minuto e pepate. Disponete le crêpes sul piatto, versatevi le

verdure con un filo d’olio crudo quindi piegate le crêpes prima di

passare un giro di pepe.

della

Benessere

Sandro Monaro

La pratica di curare le malattie, utilizzando

quali presidi terapeutici le piante

o i loro derivati produce vantaggi

rispetto alle cure con principi attivi ottenuti

per sintesi chimica che possono

essere indicati nei seguenti punti:

-L’ingestione o comunque il contatto tra

l’organismo umano ed i principi attivi

contenuti nelle piante in genere, oltre ad

effettivi risultati sul piano terapeutico,

genera un minor scompenso, in quanto

si tratta di sostanze già note e più affini

al nostro organismo in confronto a quelle

sintetiche, la cui struttura può essere

completamente diversa da quelle naturali.

-La conoscenza dell’effetto terapeutico

delle piante, affonda le sue radici nell’applicazione

tradizionale. In genere l’uso

secolare, anche se talvolta improprio, da

già “a priori” informazioni abbastanza

centrate sulle dosi, sulla soglia di tollerabilità,

sugli effetti secondari.

Piante attive sull’apparato respiratorio

concorrono a liberare i seni paranasali,

la faringe, la trachea, i bronchi ed i polmoni

dagli essudati, a rendere più fluide

le secrezioni delle ghiandole mucose, a

normalizzare le funzioni delle ghiandole

stesse, a proteggere le superfici epiteliali

ed a eliminare l’irritabilità delle vie respiratorie.

In base ai principi attivi contenuti

ed alla loro attività terapeutica,

distinguiamo le piante utili all’apparato

respiratorio, secondo le loro azioni in

Antisettiche, Emollienti, Espettoranti,

Antitosse, Antidispnoiche.

A. Piante ad attività antisettica possono

essere somministrate:

-per via interna nelle Affezioni bronchiali;

-per via inalatoria nelle patologie delle

prime vie aeree;

-per gargarismi nelle faringiti, tonsilliti,

laringiti;

Le Piante Medicinali e

l’Apparato Respiratorio

-per instillazioni nelle affezioni nasali,

sinusiti, faringiti.

a) Pinus Silvestris. Parti usate: gemme la

cui raccolta si effettua in marzo ed in autunno;

foglie: raccolta in estate.

b) Eucalyptus globulus. Parti usate: foglie;

raccolta in estate ed autunno.

c) Thymus serpillum. Parti usate: le parti

aeree fiorite. Raccolta tra maggio e settembre.

d) Altre piante: Ad esempio il Ginepro

Comune, il Cipresso e l’Abete bianco.

La somministrazione delle parti usate

delle suddette piante avviene per via

interna mediante: infusi, olii essenziali,

estratti, tinture madri, vini medicali e

sciroppi.

I derivati delle piante si trovano anche

in preparati per uso inalatorio, gargarismi,

instillazioni nasali. Tutti i preparati

si trovano già confezionati in Farmacia

o in Erboristeria.

B. Piante ad attività emolliente ad-

14 15


dolciscono le secrezioni dell’albero

respiratorio, aumentando la secrezione,

fluidificano il muco e ne favoriscono

l’espulsione.

a) Capelvenere. Si usa la pianta intera ad

eccezione della radice e si raccoglie in

estate. Ha azione benefica nelle tracheiti

e nelle bronchiti.

b) Lichene Islandico. Si usa la pianta intera

raccolta dalla primavera all’autunno.

Calma la tosse e favorisce l’espettorazione.

c) Altre: Fanfara e Verbasco.

La somministrazione avviene per decotti,

infusi e/o tisane.

C. Piante ad attività espettorante.

a) Hissopus officinalis. Si usano le foglie

e la sommità fiorite, raccolta in estate –

autunno. Oltre che come espettorante si

usa come digestivo.

b) Marrubio volgare. Si usano le sommità

fiorite, raccolta in estate. Altre azioni

oltre a quell’espettorante sono : amaro-

EcoRomagna

digestiva, moderatrice dell’attività del

cuore.

c) Poligala. Si usa la radice, raccolta a settembre.

Le preparazioni e le somministrazioni di

queste piante avvengono per infuso, decotto,

tisana e polvere per l’issopo.

D. Piante ad attività antitosse.

Premesso che la tosse è u sintomo e che

la terapia va indirizzata alla causa, ci si

trova alle volte nella necessità di sedarla.

La principale pianta antitosse è la Drosera

Rotundifoglia. Si usa la pianta intera,

raccolta da giugno a settembre, ha anche

proprietà diuretiche.

E. Piante ad attività antidispnoica.

La dispnea o respiro affannoso può insorgere

per tanti motivi, quindi bisogna

curare la causa.

Tuttavia le erbe antidispnioiche prese

per via interna o per fumigazione sono

molto efficaci.

Le foglie di Stramonio, Belladonna e

Giusquiamo, “fumate” come sigarette

hanno azione antiasmatica poiché contengono

atropina, che ha un effetto spasmolitico

sulle fibre muscolari dei bronchi.

La Lobella, contiene un alcaloide detto

lobelia, che ha un’azione diretta sul

centro respiratorio bulbare. La pianta

si somministra in genere in tintura sotto

stretto controllo medico poiché ha

un’azione depressiva sul cuore e ipertensiva

sulla circolazione.

L’Euphorbia contiene una resina efficace

su asma ed enfisema, si somministra

per infuso, se ne assumono 2 tazze al

giorno.

della

Benessere

a cura della Redazione L’OMS Dichiara

Ufficialmente l’Omeopatia

Cura Medica Efficace

Persino l’Organizzazione Mondiale della

Sanità è stata infine costretta dall’evidenza

a decretare l’ingresso ufficiale

dell’omeopatia nel gruppo delle medicine

riconosciute come efficaci.

E’ di questi giorni la notizia dell’uscita

dell’importante memorandum dell’OMS

(Organizzazione Mondiale della Sanità)

sull’omeopatia, (‘Safety issues in the

preparation of homeopathic medicines’)

che dovrebbe porre fine al crescente

clima di ostilità nei confronti dell’omeopatia

e alle violente campagne stampa

che, basandosi su alcuni rari casi di uso

improprio della stessa per la cura delle

malattie gravi, se ne sono servite come

pretesto per chiederne una aperta condanna,

peraltro in controtendenza rispetto

al crescente consumo di prodotti

farmaceutici omeopatici da parte dei pazienti.

Il documento è incentrato sul tema della

sicurezza, quale primo dei requisiti che

una medicina deve possedere, ed imprime

un forte stimolo all’armonizzazione

delle regole di produzione per tutto il

mercato internazionale, nel rispetto delle

autonomie dei singoli governi nazionali.

Affronta le problematiche relative alle

sfide poste dalla specificità dei prodotti

omeopatici alle usuali metodologie per il

controllo di qualità dei farmaci. E’ raccomandata

l’adesione alle Linee Guida per

la Good Manufacturing Practice (GMP),

così come l’attenzione all’identificazione,

alla natura e alla qualità

dei materiali di origine e

degli eccipienti. Inoltre, una

particolare raccomandazione

è rivolta alle autorità

regolatorie perché mettano

in atto tutte quelle normative

che servono a garantire

un prodotto finale, sicuro,

efficace e di alta qualità. Etichettatura

e packaging sono

visti come uno strumento

fondamentale per consentire

al consumatore l’utilizzo

dei prodotti in maniera sicura.

In questo senso vengono riportati gli

esempi di Stati Uniti, Canada, e Australia

che hanno elaborato normative che

consentono al consumatore di avere un

foglietto illustrativo che lo aiuti nell’utilizzo

del prodotto omeopatico.

Da ormai 3 anni attendiamo invano che

l'Italia applichi la nuova Direttiva Europea

sui Farmaci, che stabilisce le regole

anche per il settore omeopatico. La

legislazione italiana, unica in Europa,

non consente l’etichettatura dei medicinali

omeopatici, tantomeno permette di

aprire nuove linee di prodotto. Una posizione

assurda che mette fra l’altro l’Italia

a rischio di una procedura d'infrazione

UE.

16 17


chiudiamo un’Hera

a cura della Redazione

La strada tracciata con la creazione

delle ‘multiutilities’ in stile HERA ha

portato al ‘decreto Ronchi’ e alla definitiva

privatizzazione delle acque.

Il Forum Italiano dei Movimenti per

l’Acqua promuove la raccolta di firme

per un referendum abrogativo.

L’acqua è come l’aria: un bene comune

Il 17 Novembre 2009 la maggioranza

approvava il “Decreto Ronchi”, che

sancisce ufficialmente il passaggio al

settore privato della gestione dei servizi

al cittadino, gestione che fino a quel momento

era stata teoricamente pubblica.

Fra questi servizi, ovviamente, la distribuzione

delle acque.

La motivazione ufficiale di questa scelta

è: la gestione dell’acqua è estremamente

onerosa e gli stati non sono più in grado

di far fronte alla spesa.

Ma il passaggio a una gestione privata

risolve il problema?

Andiamo per ordine.

Che cosa sta succedendo in Italia a seguito

dell’approvazione del decreto

Ronchi? È cambiato qualcosa?

Innanzitutto c’è da sfatare la convinzione

che prima di novembre dell’anno

scorso l’acqua fosse universalmente

(nel nostro paese) gestita in

maniera pubblica.

In moltissimi comuni italiani infatti era

già in mani sostanzialmente private.

Qual è il trucco? Di fatto molti acquedotti

negli ultimi anni sono stati trasformati

in S.p.A., e addirittura quotati in borsa.

EcoRomagna

Acqua e Potere

Pur rimanendo (per legge) a maggioranza

pubblica, la distribuzione dell’acqua

in Italia è stata impostata sulla logica

del profitto. In Romagna tutto ciò ha un

nome: HERA.

Se nelle multi utilities stile HERA i comuni

avrebbero dovuto detenere il 51%

delle azioni, il decreto legge prevede la

nascita di enti a capitale misto, con

un tetto del 30% per la partecipazione

statale.

Oppure l’assegnazione dell’appalto

tramite gara pubblica ai privati.

L’assegnazione per gara dovrebbe essere

la normalità: straordinaria invece la

procedura che concede direttamente

ad una società privata la gestione

delle acque, previo parere vincolante

dell’Autorità garante della concorrenza

e del mercato.

Di decreto in decreto, di legge in legge,

di maggioranza in maggioranza, in un

gioco delle parti spudorato, la china è

stata discesa fino all’ultimo metro.

La scelta della privatizzazione si basa

sull’affermazione che Affidare ai privati

gli appalti pubblici consentirebbe di

ridurre i costi per lo Stato, di generare

della

un circolo virtuoso di concorrenza e

di incrementare gli investimenti per

migliorare il servizio. Tutto a vantaggio

del bene collettivo.

Ma Una società privata, che per fare

i profitti cui è vocata deve sostenere

costi elevati in termini di management,

strutture, personale e tecnologia,

assicurare un servizio capillare e

costante, affrontare la morosità cronica

di alcune fasce di popolazione,

difendersi dagli altri concorrenti riducendo

i margini, non potendo chiedere

fondi allo Stato deve mantenere tariffe

molto elevate. La realtà lo dimostra

già adesso.

Dal Lazio, alla Calabria, all’Emilia,

ovunque le multi utilities aumentano

le tariffe che siamo obbligati a pagare,

perché la situazione è quasi sempre

di monopolio o quasi monopolio.

È importante notare che anche società

a capitale misto tendono ad aumentare

il prezzo di vendita dell’acqua.

Il consumo di acqua è uno dei

meno flessibili nel tempo. I volumi

acquistati non crescono al diminuire

del prezzo, né viceversa. Quindi,

mantenere alte le tariffe costituisce un

guadagno netto.

Esiste poi la possibilità, per niente

remota, che le società private non

investano in nuove reti, ma si limitino

ad appoggiarsi alla rete pubblica

esistente (e datata), preferendo concentrarsi

sul marketing del proprio

nome. È una storia già vista nella telefonia

fissa: per tutte le località non raggiunte

dalla fibra ottica, Fastweb sfrutta

la vecchia rete Sip, mantenuta in vita dallo

stesso canone che la società Fastweb

non fa pagare.

Alcune cose di Hera

che è necessario sapere:

Mediamente solo un terzo degli utili lordi di

Hera ritornano nelle casse dei comuni soci.

Il resto, dedotte le imposte, in parte va ad

aumentare il patrimonio netto della società,

in parte viene distribuito ai soci privati come

dividendi. A questo danno per le comunità

locali si aggiunge il fatto che in termini

industriali, la quasi totalità degli utili si

realizza per i servizi in monopolio (rifiuti

e acqua) e per i servizi erogati in posizione

dominante (gas e altri).

Sono quindi utili in gran parte indipendenti

dal grado di efficienza gestionale realizzata

da Hera, secondo un meccanismo che di per

sé potrebbe nuocere all’efficienza stessa.

Attualmente la gestione dei servizi pubblici

locali è quasi completamente al di fuori

del controllo della comunità del territorio.

Poiché la partecipazione del singolo Comune

nel capitale di Hera è percentualmente

molto bassa, anche il Consiglio Comunale

e il Sindaco di regola non possono incidere

sulle scelte aziendali. Inoltre Hera pur

essendo una società di capitale quotata

in borsa, opera prevalentemente in regime

di monopolio, e dunque il cittadino non

può esprimere un suo eventuale giudizio

negativo sul servizio erogato rivolgendosi

alla concorrenza.

Quanto conta nelle decisioni di

HERA il tuo Comune? Ancora

per un po’, il 51% delle azioni di

Hera è ‘pubblico’, appartiene cioè ai

comuni. Ma questo è vero in maniera

assai diseguale.

18 19


Assetto azionario di HERA spa

Comune di Bologna, 14,993%

Comune di Modena (tramite Holding

Strategie e Sviluppo dei Territori Modenesi

S.p.A.) 13,731%

Comune di Ravenna (tramite Ravenna

Holding S.p.A.) 13,1%

Comune di Cesena 2,288%

Comune di Ferrara (tramite Holding

Ferrara Servizi S.r.l.) 2,174%

Comune di Forlì 2,152%

Comune di Imola 5,319%

Direttamente 0.007%

Tramite CON.A.M.I. 5,312%

Quesito: quanto contano nelle

decisioni di HERA i restanti 163

piccoli comuni?..

Coscienti del conflitto esistente

fra la ragione sociale di una SPA

quotata in borsa e le ricadute

sociali dei costi dei servizi da

questa erogati, all’atto della sua

costituzione vennero previste le le SOT

(società operative territoriali) come

garanzia politica del legame di HERA

con il territorio (HERA BOLOGNA

HERA FERRARA HERA

FORLI-CESENA HERA IMOLA

FAENZA HERA MODENA

HERA RAVENNA HERA

RIMINI).

Oggi queste società (i cui, chiamiamoli così,

managemet, sono risultati il parcheggio per

molte carriere politiche finite o in standby)

verranno tutte eliminate in favore di

un’unica visione verticalistica dove HERA

SPA comanda dall’alto su tutta la regione.

20

EcoRomagna

Bologna: acqua,

rivolta dei sindaci

Il 28 di Aprile avrebbe dovuto

essere il giorno del varo delle nuove

tariffe dell’acqua di “ATO 5”, ossia

Bologna e hinterland Bolognese

(il consueto ‘piccolo’ aumento

(4,5%). Invece, la discussione si è

trasformata in uno sfogatoio contro

Hera, accusata di essere in ritardo

sugli investimenti per fognature

e depuratori; nonostante con le

bollette dell’acqua ogni anno i

contribuenti mettano a disposizione

circa 30 milioni di euro su queste

voci. Alla fine, il subcommissario

del Comune di Bologna, Raffaele

Ricciardi, ha lasciato il vertice

facendo mancare il numero legale e

l’approvazione delle nuove tariffe è

saltato.

della

chiudiamo un’Hera

a cura della Redazione

Raccolta firme per il referendum contro

il controllo dell’acqua da parte dei privati.

Il fine settimana del 24 e 25 aprile è

iniziata in tutta Italia la raccolta firme

per i referendum per la ripubblicizzazione

dell’acqua. In centinaia

di piazze italiane sono stati allestiti

i banchetti che hanno raccolto, in 8

giorni, 250mila firme. Anche il finesettimana

del Primo maggio è stata

ovunque una festa di acqua e di democrazia.

La raccolta continua fino

alla prima settimana di luglio, obiettivo

750 mila.

I tre quesiti vogliono abrogare la

legge approvata dal governo di centrodestra

nel novembre 2009 e altre

norme approvate da governi di centrosinistra

in passato che andavano

nella stessa direzione: considerare

l’acqua una merce e la sua gestione

finalizzata a produrre profitti. Dal

punto di vista normativo, l’approvazione

dei tre quesiti rimanderà ad

una gestione appannaggio di enti

La Privatizzazione

dell’Aria...(Pardon dell’Acqua)

di diritto pubblico che qualificano il

servizio idrico come strutturalmente

e funzionalmente “privo di rilevanza

economica”, servizio di interesse

generale e privo di profitti nella sua

erogazione.

Nel 2007 il Forum italiano dei movimenti

per l’acqua aveva presentato

al parlamento una legge di iniziativa

popolare corredata da oltre 400.000

firme di cittadini.

Immaginino i nostri lettori che un bel

giorno un governo di destra-centro-sinistra,

succube di lobbies non ben identificate,

decida che l’aria che respiriamo

non è un diritto, ma un bene limitato

che, in quanto tale può essere acquistato

e poi rivenduto

Gli industriali dell’aria, forti di questa

nuova legge, non farebbero che quantificare

la quantità d’aria pro-capite respirata

(sulla base di rigorosi esami riguardanti

la capacità polmonare ed il ritmo

di respirazione) per mandarci poi, non si

sa se bi- o trimestralmente, una bolletta,

una salata bolletta.

Per i morosi sarebbero guai. Difatti, gli

incaricati dell’azienda Haria potrebbero

invierebbero loro esattori, armati di

sacchetto in plastica, da avvolgere sulla

testa del mancato pagatore per impedire

il furto d’aria da questi messo in essere

respirando.

Non succederà?... beh, se non succederà

sarà solo per questo improbabile finale.

Per il resto lo scenario inaugurato modificando

il regime economico della gestione

delle acque, assegnate a società di

diritto privato, magari quotate in borsa

(obbligate dunque a fare utili) è lo stesso.


L’acqua è ovviamente una risorsa primaria

essenziale. Già il dare le fonti in

concessione è una violazione palese del

diritto naturale. Ma privatizzare addirittura

gli acquedotti, gli invasi, tutto

ciò che garantisce la vita (dal bere

all’irrigare, al pulire, ai mille altri

essenziali usi dell’acqua) è toutcourt

una manifestazione di arroganza

‘castale’, compiuta da una

politica manifestamente alleata

del potere economico.

In soldoni, politici di destra-centro-sinistra

(fatta salva la buona

fede, oseremmo dire, spesso, la

stupidità di chi ha permesso che si

arrivasse al punto in cui siamo) e

potentati finanziari per accrescere

costantemente il loro potere trattano

tutti i cittadini come sudditi.

Finché dura, dice il proverbio, fa

verdura.

Ci auguriamo che questo referendum

scuota dall’inedia… i sudditi.

Qui Cesena

Ermes Zattoni

Acqua

e Lavoro

La giornata del primo maggio, festa del

lavoro, ha visto i banchetti informativi

del forum dell’acqua presenti in varie

piazze del nostro comprensorio (Cesena,

Cesenatico, Longiano, Sorrivoli) vicino

ai lavoratori che hanno segnalato con

una presenza massiccia la loro volontà di

ribadire i diritti del lavoro, il bisogno di

reagire alla crisi, ma anche la necessità di

costruire un mondo migliore, e ambientalmente

più compatibile.

Le firme raccolte nei diversi banchetti

hanno superato le 700 complessive, dimostrando

una presenza massiccia e una

EcoRomagna

coda continua ai punti di raccolta organizzati.

A Longiano inoltre hanno dato la loro

adesione piena, con la firma ma anche

con la disponibilità alle prossime iniziative

nel Comune ad essere autenticatori

delle firme dei loro cittadini, Sandro

Pascucci, sindaco di Longiano e Maria

Pia D’Aloja, vicesindaco della stessa cittadina.

Il giorno del lavoro è un momento importante,

e coniugare acqua come bene

comune e difesa dei diritti dei lavoratori

è il modo di cominciare a proporre idee

forti su cui unire tutti i cittadini onesti e

attenti al bene comune.

L’adesione del sindaco e del vice-sindaco

è un primo passo cui far seguire un

ordine del giorno da votare in comune a

sostegno del forum per l’acqua pubblica.

Una scelta forte e determinata, una

scelta limpida, come l’acqua.

della

Benessere

a cura della Redazione

La vista non è un fatto squisitamente

‘meccanico’. Dipende dalla storia personale,

dall’umore, dalle aspettative, dalla

postura… dalla propria esperienza di vita.

Gli occhi, specchio dell’anima, riflettono

la propria visione del mondo: si può interpretare

una visione miope come un

non voler vedere al di là del proprio naso,

o un astigmatismo come visione distorta

delle cose. Si può vedere rosso, o nero,

diventare ciechi dalla rabbia…

“JINGMING” OCCHI LUMINOSI

un percorso di consapevolezza attraverso

il benessere di occhi e vista.

Per chi ha già disturbi visivi, per prevenirli,

per chi “abusa” dei propri occhi, e

per tutti coloro che hanno il desiderio di

illuminare il proprio sguardo e recuperare

la piena espressività dei propri occhi.

La pratica del QI GONG per la vista

unita al METODO BATES e alla RI-

PROGRAMMAZIONE POSTURA-

LE: il “percorso di consapevolezza”

JINGMING ha elaborato questo mix

per giungere a una maggiore coscienza

della vista e della visione. Gli esercizi

(respirazione, armonizzazione e riequilibrio

visivo ed energetico, rilassamento,

visualizzazioni, attenzione ecc.) non

sono solo delle tecniche, ma una via per

entrare in contatto con le rigidità visive e

mentali e scioglierle.

Il METODO BATES

interpreta il disturbo visivo

come parte di uno squilibrio

generale del corpo-mentespirito.

Favorisce la visione

naturale attraverso un lavoro

con gli occhi, e la mente che è

dietro agli occhi, senza sforzo

e senza tensione, causa principale

dei disturbi visivi.

Il QI GONG. I problemi della

visione riflettono uno stato

“Jingming”

Occhi Luminosi

generale di debolezza dell’organismo. Il

Qi Gong è una forma di ginnastica terapeutica

cinese destinata a fortificarlo.

Previene e scioglie i blocchi energetici,

stimolare la circolazione e correggere gli

squilibri.

RIPROGRAMMAZIONE

POSTURALE

Gli occhi ricevono informazioni sul

movimento del corpo e lo dirigono,

interagendo con l'ambiente: misurare

le distanze, vedere i rilievi, percepire la

profondità. Gli occhi sono fondamentali

nel mantenimento della postura.

JINGMING OCCHI LUMINOSI propone

lezioni quindicinali, a Cesena, in

palestra e all’aperto.

Durante le lezioni avvengono episodi

di visione nitida e rilassata: l´attenzione

posta a elementi quali il colore, la profondità

e la tridimensionalità, nonché la

consapevolezza dell´intero campo visivo

sono molto più importanti della nitidezza,

che viene da sé quando ci si rilassa.

INFO:

salutebenessere.jingming@gmail.com

terry.er@libero.it

Margherita 3292269009

Mariateresa 3388236900

Pietro 348594405

22 23


Segnalazioni

a cura della Redazione

Un grano antichissimo, molto nutriente,

ricco di vitamina, con poco

glutine e particolarmente buono.

E’ ormai di moda fra gli amanti del

biologico, comincia a diffondersi e

chi lo prova, generalmente ne resta

in effetti entusiasta.

Stiamo parlando del Kamut, un tipo

di grano duro ritrovato, si dice, nelle

tombe egizie, e rimesso in campo

negli Stati Uniti (e dunque soggetto a

brevetto).

L’occasione ci è data dalla scelta di

uno dei più rinomati chioschi di piadina

del circondario di Cesena, quello

di Marina a San Carlo, che ha deciso

di inserirlo nella sua offerta.

“Molte persone sono ormai intolleranti

al frumento, ci dice, o comunque

non lo digeriscono più con facilità.

Questo a causa dell’elevato

contenuto in glutine che lo caratterizza,

almeno nelle sue varietà più

EcoRomagna

il Kamut...chi era costui?

commerciate. Ho provato la piadina

al kamut, su insistenza di amici, e mi

è piaciuta esageratamente. Quindi ho

pensato che un abbinamento saporesalute

sarebbe stato un bel pensiero

per tutti quelli che frequentano abitualmente

il mio chiosco… dunque!”

I posti in cui è possibile trovare la

piada al kamut sono pochi, per cui

riteniamo di offrire un buon servizio

ai nostri lettori con questa segnalazione.

Da Marina, a San Carlo,

via Castiglione 33

PIADINA

e CRESCIONI

di KAMUT

Tel. 349- 7448174

della

Alchimia

Giason Dé Cavalcanti

Non è mia intenzione soffermarmi

a sottolineare i termini Alchemici:

Atanor, Circolazione Minore, Circolazione

Maggiore, Quinta Essenza, Pietra

Filosofale, Sale, Corpus Mortum, Mercurio

ecc…Perché ho troppo Rispetto di

questi Antichi, Sacri Termini.

Voglio solo chiarificare, in parole povere,

cos’è l’Alchimia e qual è il suo

scopo, invitando alla massima attenzione

coloro che solitamente sono

facile preda di quei furbetti che si rivestono

di questo titolo unicamente

a scopo di lucro.

Alchimia: Deriva da Alchemis,

Dio della diciassettesima Dinastia

Egiziana, custode dei Segreti e

delle Verità Nascoste.

Il termine inoltre, deriva da un antico

dialetto sanscrito, che vuole dire

per l’esattezza “Terra d’Egitto o Via

dell’Egitto”.

La strada dell’allievo della Scuola

Alchemica, si inizia da Adepto, il

quale deve rivestirsi totalmente della

più profonda Umiltà.

Col tempo, se i passi sono giusti,

l’Adepto cerca di capire e di prendere

contatto con tutte e quattro le

fonti della vita Aria, Fuoco, Acqua e

Terra, dalle loro manifestazioni umane

alle loro Origini Stellari.

Qualche accenno

sull’Arte Alchemica

Questa prima fase può richiedere decenni

di osservazione e meditazione.

La seguente invece, si può iniziare

solo se si è raggiunto il totale contatto

mentale, energetico ed animic.. E’ in

questa fase che l’allievo inizia il lavoro

pratico con il Regno Vegetale,

Animale e Minerale. Ovviamente ciò

gli sarà concesso, solo se la sua sintonia

sarà tale da prendere contatto

cosciente con questi tre Regni.

Ciò, è inutile ribadirlo, è dato solo

a chi ha interiorizzato e compreso

veramente il significato più profondo

dell’espressione “Conosci Te

Stesso”.

Per quanto sopra e per tanto altro

ancora, consiglio a tutti coloro

che si definiscono Maestri dell’Arte

Alchemica, di dirlo sotto voce,

per non farlo sentire alla propria

Coscienza.

In primis, perché l’ultima cosa che

un vero Conoscitore di questa antica

arte farebbe, è proprio quella di

urlarlo al mondp. Le Arti Magiche

vanno espresse, pronunciando verbo,

solo per esprimere ciò che si è,

attraverso i gesti, le emozioni, il fare

ed il donare.

“ Il Piombo che diventa Oro ” … dopo

aver disgregato la “Terra” che imprigionava

la propria “EXCALIBUR”.

Solo dopo questo, fondamentale la-

24 25


voro, si può ritrovare ed essere immagine

di ciò che veramente si è.

Così come, ogni espressione della

natura esprime ciò che è orgogliosa

di se stessa, il Mago Alchimista, raggiunta

la sua Dimensione, non può

fare altro che imitarla.

Il Sole vuole essere Sole, Il Leone

vuole essere Leone, Il Vento vuole

essere Vento.

Solo il perduto uomo ricerca qualcosa

di diverso da ciò che è, perché ha

smarrito la strada che lo conduce a

Se Stesso.

Ecco, signori miei, Questo è lo

scopo dell’Alchimia. Ritornare

coscienti delle nostre origini, ed

in perfetta armonia col tutto. Non

è semplice? In quest’epoca di decadenza

assolutamente no… ma

certamente non è impossibile.

“Volere è Potere”.

Intanto si può cominciare col prostituire

un po’ meno la nostra mente

ed il nostro corpo, nella pazzia che ci

circonda. Credetemi… Questo è già

prendere contatto con un piccolissimo

raggio dell’Arte Alchemica , ed è

EcoRomagna

certo molto, ma molto più grande, di

quanto ciarlano coloro che si etichettano

alchimisti o spagiristi, per l’unico

scopo precedentemente citato.

Certo, queste persone si giustificheranno

pensando: ‘Nel commercio

tutto è concesso’, beh signori, allora

chiamatevi solo commercianti, e non

sporcate, e non pronunciate nemmeno

l’Antica Arte Alchemica ed i suoi

Sacri Scopi e Principi.

Ilk Yang

Accendi il tuo Spirito

Guerriero e vinci!

Pagine 290, cartonato

Euro 18,50

Edizioni Sì

della

Cultura Popolare

Marco Bartolini

Cos'hanno in comune un sitar indiano

ed una nyckelharpa svedese?

E un didjeridoo con un mandolino, un

organetto diatonico con una tabla indiana,

le danze egiziane con quelle francesi,

l'arpa celtica con la fisarmonica e la ghironda?

E un orfanotrofio africano con i prodotti

tipici della campagna romagnola, i

libri con il canto popolare, i cd con la

festa della Repubblica?

Apparentemente non un gran che

ma, in realtà, tanto.

In realtà, sono tutti elementi di un

variegato mosaico fatto di oggetti,

culture, modi di vivere e pensare che

si compone all'interno della Rocca di

Forlimpopoli ogni volta che la Scuola

di Musica Popolare celebra, agli inizi di

Giugno, la fine di un altro anno scolastico.

La voglia di condividere la festa con

gli amici ha portato la Scuola di Musica

popolare a svelare una fitta rete di relazioni,

di interessi comuni, di amicizie intessute

dai suoi soci che si ritrovano nella

festa Forlimpopolese e la fanno diventare

espressione, vetrina di questa sorta di

aleggiante sentire comune che caratterizza

le persone che la frequentano.

Certo, la Scuola, la musica, la fanno

sempre da padroni, ma, se tanti anni fa

Buonanotte Suonatori era semplicemente

un saggio ed il pubblico era essenzialmente

composto, così come accade

in tutti i saggi, da amici e parenti degli

allievi, oggi il pubblico è assolutamente

variegato e l'aspettativa nei confronti di

questa serata, è cambiata e di tanto.

E di tanto è cambiato anche l'aspetto

della festa che, negli anni, partendo dal

piccolo (ma bellissimo) Teatro Verdi, ha

conquistato dapprima la corte della Rocca,

poi la Rocca intera per arrivare infine

a varcarne il recinto per straripare sulla

La Repubblica

della Musica

Piazza Garibaldi:

semplicemente

LA PIAZZA, per

i Forlimpopolesi.

Così, mentre, negli

anni, aumentavano

gli strumenti

insegnati, gli allievi

iscritti ai corsi,

i soci dell'associazione

e la popolarità

della scuola,

anche questo

strano saggio di

musica è cresciuto

ed ha finito per

diventare, oltre

che il saggio di

scuola di musica

più visto d'Italia,

anche festa di paese, festa popolare, festa

della Repubblica. Questo luogo dello

spirito, il luogo della musica, è diventato

fisico e reale. Un luogo che, grazie alla

musica, diventa laboratorio di Fraternità

e di Uguaglianza, paroline così

importanti che ormai troppo spesso si

dimentica di associare alla ormai inflazionata

parola Libertà. “Tante persone

che si uniscono per un unico obiettivo,

trovare l'armonia, questa è la musica...”

dice il Maestro Filipov al vecchio dirigente

comunista in una delle scene più

importanti del film “Il Concerto” di

Radu Mihaileanu, piccola chicca cinematografica

uscita nelle sale in questo inizio

2010. Non sappiamo se, come prosegue

Filipov, questo sia il vero comunismo,

ma sappiamo che questo è lo spirito che

anima Buonanotte Suonatori e che amiamo

condividere con il nostro affezionato

pubblico. Libertà, Uguaglianza e

Fraternità nella musica, questa è la

Repubblica della Musica, questo è

Buonanotte Suonatori

26 27


EcoRomagna

SCUOLA DI MUSICA POPOLARE DI FORLIMPOPOLI

PRESENTA

BUONANOTTE SUONATORI

LA REPUBBLICA DELLA MUSICA

FESTA DI FINE ANNO

DELLA SCUOLA DI MUSICA POPOLARE DI FORLIMPOPOLI

1 GIUGNO 2010

ROCCA DI FORLIMPOPOLI

ORE 21

MUSICA, SOLIDARIETÀ, COMMERCIO EQUO E SOLIDALE

E INFORMAZIONI SULLE ATTIVITÀ

DELLA SCUOLA DI MUSICA POPOLARE DI FORLIMPOPOLI

IN CASO DI MALTEMPO

LA MANIFESTAZIONE SARÀ RINVIATA

A MERCOLEDì 2 GIUGNO

INGRESSO OFFERTA LIBERA

INFO:

Ass. Cult. Scuola di Musica popolare Forlimpopoli

338 3473990 - 0543 444621

www.musicapopolare.net

E-MAILl: musicapopolare@alice.it / info@musicapopolare.net

della

Andiamo Agorà,

al cinema

del fanatismo e dell’ipocrisia

Chi avesse visto e amato Rachel

Weisz in quello splendido film che fu

“The costant gardener”, troverebbe

moltiplicate le sue emozioni in

questa sua nuova straordinaria

interpretazione.

Rachel è Ipazia, la bibliotecaria di

Alessandria d’Egitto uccisa da una

turba di fanatici sedicenti cristiani

nel l’anno 414 d. C.

Gli storici dell’epoca (Socrate Scolastico,

Damascio) sono concordi nel descriverla

come una donna di straordinaria cultura,

intelligenza e bellezza, che non esitò a

battersi in nome della tolleranza e della

ragione in una città preda dei più lugubri

fanatismi.

Bene, Rachel Weisz riesce a

incarnare nel suo personaggio

tutto il fascino, tutta

l’irraggiungibilità di questa donna,

amata oltre il pensabile dai suoi

allievi e financo dai suoi schiavi.

Ma riesce in questa interpretazione

anche e soprattutto grazie ad

una ricostruzione credibile e

misurata della vicenda storica, dei

luoghi, dei caratteri, delle passioni

del’epoca.

In un’Alessandria quasi fuori

dalla storia (nel senso che sembra

di poterci andare uscendo dal

cinema) i personaggi risultano vivi,

per molti aspetti contemporanei,

con i loro tormenti, i loro dubbi,

le loro viltà ed i loro eroismi.

I cristiani, sanguinari di nero

vestiti, sembrano una versione

anche più credibile dell’immagine

offertaci degli attuali talebani… al punto

che alla morte di Ipazia ci si domanda:

ma è possibile? E’ stato veramente così?

Per una volta, e per fastidio che questa

verità possa dare, i documenti e gli

storici non lasciano spazio ai dubbi.

… e chi fece uccidere, letteralmente

fatta a pezzetti e poi bruciata Ipazia?

Chi distrusse tutte le sue opere? Chi

scatenò in quella città un clima di

violenza, di caccia all’ebreo e al pagano,

di persecuzione selvaggia?

Fu il Vescovo di Alessandria, Cirillo… I

nostri lettori stenteranno a crederlo, ma l’autore

di tante efferatezze è lo stesso Cirillo venerato

come Santo dalla Chiesa Cattolica (e da quella

ortodossa). Del fanatismo e dell’ipocrisia…

Consigliatissimo F. S.

28 29


Astri e Fatti

Gabriella Zevi

Tutti abbiamo conosciuto momenti di

indecisione, quando una voce interiore

ci suggeriva di cambiare tutto, di buttare

la maggior parte dei vestiti stipati

nell’armadio in attesa di tempi futuri,

spesso vecchi abiti di una taglia mai più

indossabile -I vestiti come parte per il

tutto - Nello stesso tempo un’altra voce

ci sussurrava, subdola, frasi come: “ non

si abbandona la vecchia strada per la

nuova”, “ non si butta il bambino con

l’acqua sporca”etc.

I protagonisti di queste voci interiori

sono due pianeti del sistema

solare: Saturno e Urano. Il

primo, il vecchio Saturno,

signore della solitudine e della

malinconia, ma anche della

struttura portante di ogni

cosa, da un libro a un corpo

umano ( Saturno governa le

ossa, lo scheletro ) vuole radici

e immobilità.

Urano, il pianeta azzurro che

ruota sdraiato sull’eclettica,

in posizione assolutamente

anomala, vuole invece

rivoluzionare tutto,

cambiare, buttare l’inutile.

Vuole novità tecnologiche,

anticonformismo e così via.

In questo momento nel cielo

astrologico i due giganti sono

messi l’uno di fronte all’altro

come nei duelli dei pistoleri

americani. Chi sparerà per

primo?

Saturno dal segno della

Vergine, che già di per sé vuole

ordine e organizzazione, cerca

di mantenere l’ordine; Urano

dall’opposto segno dei Pesci,

Resistere o cambiare?

EcoRomagna

confuso e mistico, cerca di mandare

tutto all’aria.

Ed infatti basta guardarsi intorno per

vedere che economia, politica, famiglia,

nazioni, banche, partiti, l’euro, tutto

sembra seguire correnti marine di cui

non si conosce il percorso.

Persino il Papa cattolico deve fare i conti

con un forte movimento internazionale

che sta portando la rivoluzione in

uno degli ambiti più conservatori

dell’occidente. In attesa del 2012 ci

abituiamo agli scossoni.

della

richiedi il nostro

info@rivoluzionenaturale.it

30 31


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