polesine medico - OMCEO ROVIGO

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polesine medico - OMCEO ROVIGO

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A P R I L E

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Spedizione in abbonamento postale

pubblicità inferiore al 40%

IN CASO DI MANCATA CONSEGNA RISPEDIRE AL MITTENTE CHE SI IMPEGNA A CORRISPONDERE IL DIRITTO FISSO. GRAZIE

POLESINE

MEDICO

POLESINE MEDICO

PERIODICO BIMESTRALE DELL’ORDINE DEI MEDICI CHIRURGHI E DEGLI ODONTOIATRI DI ROVIGO

SPED. STAMPE A.P. - COMMA (26-27-34 - secondo i casi) - ART. 2 - LEGGE 549/95 - AUT. FILIALE ROVIGO


S

M A I


NOTIZIARIO

XIX Giornata del Medico Polesano 2

Manuale di informatica

per il Medico 4

Borse di Studio 6

ONAOSI 9

Iscrizione all'Onaosi

Trattamento del dolore

con i Cannabinoidi 12

Storia di come un disegno

posso aiutare l'Africa 19

FNOMCeO 22

Prestazioni professionali gratuite:

concorrenza sleale?

E.N.P.A.M. 24

Rivalutazione rendite dei Medici

colpiti da malattie e lesioni causate

da raggi X e da sostanze radioattive

Bando per l'assegnazione

di sussidi di studio 25

O

MR

alcune modifiche al Testo Unico 29

Comunicato E.N.P.A.M.

I contributi dei medici ed odontoiatri

pensionati vanno all'Enpam 28

NEWS

Decreto CorrettIvo n. 106/2009:

Campagna informativa

per la prevenzione dei

tumori nei luoghi di lavoro 30

Notizie in breve 31

Sostituzioni 36

Piccoli Annunci 38

OIn copertina: Casa Silvestri in un disegno ottocentesco (Accademia dei Concordi - Rovigo)

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A P R I L E

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POLESINE MEDICO

Periodico bimestrale

dell’Ordine dei Medici Chirurghi

e degli Odontoiatri di Rovigo

Anno XXXVIII APRILE 2010

Autorizzazione Tribunale di Rovigo

1 Aprile 1971, n. 160

Palazzo Silvestri (inizi sec. XVIII)

Direzione, Redazione, Amministrazione

Via Silvestri, 6 - 45100 Rovigo

Tel. 0425/28426 - Fax 0425/28620

segreteria@ordinemedicirovigo.it

Direttore responsabile

Dott. Francesco Noce

Comitato di Redazione

Presidente Dott. Francesco Noce,

V. Presidente Prof. Umberto Merlin,

Segretario Dott. Massimo De Fiore,

Tesoriere Dott. Antronio Bononi,

Consiglieri Dott. Antonio Ilo Camisotti, Dr.ssa Isabella Cappello,

Dott. Mauro Mormile, Dott. Roberto Naldini,

Dott. Buno Piva,

Dott. Bruno Noce, Dott. Raffaele Raimondo

Fotocomposizione, Impaginazione,

Stampa

Grafica Atestina

35042 Este (PD) - Via Ateste, 67

Tel. 0429.601313 - Fax 0429.601326

PERIODICO BIMESTRALE DISTRIBUITO GRATUITAMENTE

AGLI ISCRITTI DELL’ORDINE DEI MEDICI CHIRURGHI

E DEGLI ODONTOIATRI DELLA PROVINCIA DI ROVIGO

E A TUTTI GLI ALTRI ORDINI D’ITALIA


POLESINE MEDICO < SETTEMBRE 2009 > PAG. 2

XIX Giornata

del Medico Polesano

Chiostro degli Olivetani

Sala Convegni – Museo dei Grandi Fiumi

Sabato 12 Dicembre 2009

Come sempre grande partecipazione alla Giornata del Medico Polesano con la

presenza delle maggiori autorità civili, religiose e militari.

Oggi scriviamo un’ altra pagina di storia della Medicina della

nostra Comunità e del nostro Ordine Professionale, da

quando con un regio decreto emanato da Vittorio Emanuele

III nel 1910 furono istituiti gli Ordini dei Medici. L’anno

prossimo quindi festeggeremo i 100 anni degli Ordini dei Medici e

coincidenza i 20 anni della Giornata del Medico Polesano.

Molte pagine di storia della Medicina della nostra città hanno scritto i

Medici che oggi festeggiano le nozze d’oro con la professione.

Con queste parole il Presidente Dott. Noce introduce la Giornata del

Medico Polesano.

Medaglie d’oro

Oggi consegniamo le medaglie d’ oro ai tre colleghi che compiono le nozze d’ oro

con la professione.

Ettore Cicchella: una colonna del nostro Ospedale e della Medicina polesana, colui

che metaforicamente si è “svenato” per dare sangue ai malati. Grazie a lui è stato

istituito e si è sviluppato il Centro Trasfusionale dell’Ospedale cittadino che oggi è

un punto di riferimento in questo settore. Continua la sua attività come Direttore

Sanitario Casa di Cura di S. Maria Maddalena a:

Giuseppe “Beppe” Lorenzi: che ha rappresentato una certezza nella cultura medica

e nell’attività del reparto di Dermatologia che ha diretto per molti anni con superba

professionalità. La stessa che, arricchita da un’esperienza incredibile mette ancor

oggi a disposizione dei suoi malati continuando ad esercitare la professione.


POLESINE MEDICO < SETTEMBRE 2009 > PAG. 3

Medaglie d’oro

Adriano Milan: conosciutissimo, stimato e validissimo

medico sia in Ospedale nel reparto di

Medicina sia come Medico di Medicina Generale.

Oggi non è presente. Troppo bruciante è il dolore

per la perdita della sua adorata figlia, recentemente

strappata alla vita ed al suo amore.

Ad Adriano desideriamo far sentire tutta la solidarietà,

tutta la partecipazione e tutto l’affetto

dei suoi colleghi.

Grazie per quello che avete rappresentato e continuate

a rappresentare nel mondo medico e nella

comunità.

Medaglie d’argento

Oggi saranno premiati 34 colleghi. Se lo meritano!

Per tutto quello che hanno fatto, per la loro dedizione

pur nelle difficoltà dell’ attività professionale:

- per dover continuamente studiare e prepararsi

per essere al passo al progresso della scienza e

della tecnologia e per far fronte ai nuovi problemi

che la medicine pone.

- per vicariare alle carenze di strumentazione e di

tecnologia per bilanci sempre più avari

- per supportare organici sempre più ridotti con

orari di lavoro spesso impossibili e con la conseguente

possibilità di poter incorrere in errori con

tutte le conseguenze

- per supportare a volte gestioni inefficienti e deficienze del sistema

- per subire una burocrazia esasperata e la peggior retribuzione a livello europeo

a fronte di una capacità e professionalità riconosciute

Oggi sempre più spesso, contrariamente a quanto accadeva in passato, i medici,

appena possono vanno in pensione non per il disamora mento per la professione,

ma per tutto quello che di negativo vi ruota attorno.

E’ un brutto segno per la Professione, ma anche per la Società, ove ogni Medico di

comprovata esperienza potrebbe essere di valido aiuto ai più giovani colleghi.

Anche perché fra pochi anni dal 2017, si registrerà una gobba generazionale per

cui moltissimi medici saranno pensionati e non vi saranno medici sufficienti a

coprire i posti vacanti. Mentre già oggi si registra una scarsa “vocazione” per le

specializzazioni ad alto rischio come quelle chirurgiche o anestesiologiche per il

timore di avvisi di garanzia e di risarcimenti milionari in euro. Con il rischio grave

Medaglie d’argento


POLESINE MEDICO < SETTEMBRE 2009 > PAG. 4

per la Società di non avere professionisti in grado di affrontare attività difficili ma

di importanza vitale e per la Scienza di bloccare i progressi dettati da soluzioni a

volte anche ardite ma che possono portare alla guarigione.

E’ un problema la cui risoluzione non può più attendere.

Oggi l’ Ordine Professionale vuole dare Loro un riconoscimento pubblico per la

Loro attività e dedizione.

Borse di studio

Giuramento di Ippocrate

Borse di studio

Consegneremo anche le Borse di Studio gestite

dall’ Ordine ed intestateA Cesare Tiengo,

Giuseppe Previtali e Giovanna Ferroni Vallese

in ordine alla loro istituzione e che ci ricordano

le persone cui sono intestate nella memoria del

tempo per premiare giovani Colleghi che si sono

già distinti nel corso degli studi preparatori per

la professione

Giuramento di Ippocrate

La giornata si concluderà con la Solenne Cerimonia

del giuramento di Ippocrate. Oggi

sono 17 i giovani colleghi che presteranno solenne

giuramento, è un impegno che prendono davanti

alle Autorità, alla Società ma prima di tutto

davanti alle proprie coscienze.

E’ una giornata a loro dedicata, di presentazione

all’ inizio di carriere che auguro dense di soddisfazioni

professionali ed umane.


POLESINE MEDICO < SETTEMBRE 2009 > PAG. 5

Valori del Giuramento di Ippocrate che ritroviamo anche oggi in una Società

complessa. Nel momento in cui lo sviluppo tecnico scientifico ha

confezionato un modello fondato sull’assoggettamento tecnologico della

natura e la stessa Medicina viene intesa come una disciplina ingegneristica

ripartiva, emerge forte la domanda di neo umanesimo nella pratica medica.

Ma vi è spazio nella nostra Società così complessa nella sua organizzazione ormai

globalizzata e multirazziale, per una Medicina della Persona?

Per una Medicina che non si riduca alla “riparazione di un meccanismo inceppato”,

che non si rivolga ad un “organismo” o “individuo” ma alla “Persona umana”?

Questa è la vera sfida della Medicina Moderna, della Medicina delle molecole che

si rivolge alla cura della Persona.

“Un Medico che voglia veramente essere medico di una persona – scrive Federspil

– e non soltanto di un organismo o di un individuo, non può non essere consapevole

del fatto che la malattia può però essere conosciuta, cioè descritta e spiegata

secondo i canoni del sapere naturalistico, ma viene anche vissuta, come la vive chi

ne è affetto. Qui è fondamentale che i clinici divengano consapevoli del fatto che

lo spiegare è cosa radicalmente diversa dal comprendere.

“Il Medico deve allora divenire consapevole che il suo compito non può essere solo

quello di spiegare i fenomeni ma anche quello di aiutare il malato a dare un senso

a quei fenomeni”.

“Il Medico e il malato – ha scritto Jasper – si trovano uniti da un legame prevalentemente

umano, non scientificamente fondato; per questo è fondamentale che il

Medico abbia sempre presente che nella sua attività la spiegazione scientifica deve

essere sempre accompagnata dalla consapevolezza che gli accadimenti patologici

del suo malato hanno un senso che questi deve comprendere. Medico e malato

sono allora entrambi uomini che, come tali, condividono un destino. Il Medico ora,

non è più un semplice tecnico, né un’entità, ma un’esistenza per un’esistenza, un

essere umano transeunte insieme ad un altro essere umano transeunte”.

“La Medicina non può evitare di tener conto della persona e quindi del significato

che l’esistenza assume per l’uomo e del valore che questi attribuisce a se stesso e

alle proprie opere”.

“Questa nuova dimensione del rapporto Medico-paziente, come ci illustra Amedeo

Bianco – Presidente FNOMCeO, è stata ben rappresentata da un grande antropologo,

Byron Good, quando afferma che la relazione tra il Medico e il paziente

non è un incontro tra un sapere alto (medico) ed un sapere basso (paziente), tra

un sistema di conoscenza ed uno di credenza, ma una somma di due narrazioni.

Al Medico il compito di raccontare la medicina, la sua complessità tecnologica,

la sua straordinaria potenzialità di curare e sconfiggere malattie terribili, ma anche

i suoi limiti, i suoi insuccessi, la sua fallibilità, i conflitti etici che accende, la

ricerca dell’equità. Ma al Medico compete anche di ascoltare le storie che a lui si

rivolgono, la richiesta di rispetto della persona e delle sue scelte, il bisogno di personalizzare

ed umanizzare le cure, la richiesta di tutelare i propri valori, operando

esclusivamente nell’ambito del proprio consenso.

In questo tumultuoso divenire delle cose e degli uomini la nostra professione mette

in campo i grandi principi che guidano sotto il profilo etico-deontologico, il

moderno esercizio professionale.

Il principio di giustizia: che vieta al Medico di discriminare i pazienti per con-


POLESINE MEDICO < SETTEMBRE 2009 > PAG. 6

dizione fisica e/o psichica e per ragioni sociali, economiche, etniche e religiose,

garantendo altresì l’interesse del singolo e della collettività attraverso un ottimale

utilizzo delle risorse;

Il principio di beneficialità e non maleficialità che sancisce l’obbligo inderogabile

in capo ad ogni Medico di garantire la salute e la vita del proprio paziente nel

rispetto dei suoi valori di riferimento, degli aspetti propri della persona e vissuti

nella sua personale esperienza, nel rispetto della dignità della persona e di ogni

altro diritto che a questa afferisce;

Il principio dell’autodeterminazione del paziente che riconosce alla volontà informata

e consapevole del singolo paziente capace, il diritto di scegliere o non

scegliere se attuare o sospendere i trattamenti diagnostici-terapeutici.

Da questi non può disgiungersi:

il principio di autonomia e responsabilità del Medico che può sottrarsi a quelle relazioni

di cura di cui non condivide le prospettive tecnico-professionali in ragione

di scienza e quelle etiche in ragione di coscienza.

Questo richiamo ad un pieno riconoscimento della libertà di scienza e coscienza

del medico, non ha come obiettivo la restaurazione di surretizie forme di neopaternalismo,

ma si propone responsabilmente come tutela dell’autonomia del

cittadino, laddove la crescente complessità della moderna medicina, a fronte di

straordinarie prospettive di diagnosi e cura, sempre più spesso accende dilemmi

tecnici ed etici che scuotono la coscienza dei singoli medici e dei loro pazienti e

lacerano il comune sentire etico e civile della comunità.

La libertà di scienza e coscienza del medico deve responsabilmente collocarsi

all’interno dei seguenti confini:

sul piano tecnico professionale deve riferirsi alle migliori pratiche clinico-assistenziali

basate sulle prove di efficacia, sicurezza ed appropriatezza di cui ogni

medico porta responsabilità non delegabile;

sul piano civile deve promuovere e trasferire nella relazione di cura il rispetto di

tutti i diritti individuali protetti dalla Costituzione;

sul piano etico deve rispettare le norme del Codice Deontologico che si rifanno ai

grandi, universali principi sanciti dalla storia della nostra Deontologia da Ippocrate,

al Codice di Norimberga, alla Dichiarazione di Oviedo.

A questi principi si è ispirato il documento sulla “ Dichiarazione anticipata di trattamento”

emanato dalla FNOMCeO a Terni il 13 giugno 2009”.

Dopo un percorso iniziato ad Udine con un Convegno sull’etica di fine vita nel

luglio 2007, gli Ordini dei Medici di tutta la nostra Penisola hanno inteso ribadire

anche in relazione al vasto dibattito sviluppatosi sul tema delle DAT, che direttamente

e profondamente coinvolge l’autonomia e la responsabilità della pratica

medica, gli Ordini hanno inteso ribadire in questa materia il proprio ruolo di guida

e di indirizzo sulla base dei principi che ispirano il Codice di Deontologia Medica

quale espressione condivisa dalle tante sensibilità e culture che animano e sono la

ricchezza etica e civile della nostra professione.

Questi principi, in un’epoca di profonde trasformazioni sociali, di molteplici presenze

di etnie, religioni e culture che diversificano le comunità in tanta orgogliosa

identità, in un mondo sempre più unificato dalla tecnica, rappresentano un punto

di riferimento per la civile convivenza, per la riaffermazione dei valori etici della

solidarietà umana.


POLESINE MEDICO < SETTEMBRE 2009 > PAG. 7

Principi etici che assumono particolare significato nei momenti in cui ogni essere

umano, dinanzi alla malattia ed alla morte, diventa più fragile e pone domande

ardue e personali a se stesso ed a quanti portano l’onere della sua cura.

Ai Medici, pertanto, spetta il difficile compito di trovare all’interno dei suddetti

principi, il filo del loro agire posto a garanzia della dignità e della libertà del paziente,

delle sue scelte, della sua salute fisica e psichica, del sollievo della sofferenza

e della sua vita in una relazione di cura costantemente tesa a realizzare un

rapporto paritario ed equo, capace cioè di ascoltare e offrire risposte diverse a

domande diverse.

Il Codice di Deontologia Medica, nel complesso delle sue norme generali e specifiche,

traccia questo percorso finalizzato a trasformare la relazione fra medico e

persona assistita in un’alleanza terapeutica quale espressione alta e compiuta di

pari libertà e dignità di diritti e doveri, pur nel rispetto dei diversi ruoli.

L’autonomia del cittadino, che si esprime nel consenso/dissenso informato è l’elemento

fondante di questa alleanza terapeutica, al pari dell’autonomia e della responsabilità

del medico nell’esercizio delle sue funzioni di garanzia.

In questo equilibrio, alla tutela e al rispetto della libertà di scelta della persona

deve corrispondere la tutela ed il rispetto della libertà di scelta del Medico, in

ragione della sua scienza e coscienza.

Lo straordinario incontro, ogni volta unico ed irripetibile, di libertà e responsabilità

non ha dunque per il nostro Codice Deontologico natura meramente contrattualistica,

ma esprime l’autentico e moderno ruolo del Medico nell’esercizio della

sua pratica professionale.

Ogni alleanza terapeutica, nella sua intimità ed unicità, assume straordinario significato

nelle decisioni e nei comportamenti che riguardano le relazioni di cura

che affrontano condizioni a prognosi infausta in fase terminale, caratterizzata o

meno da una perdita irreversibile della coscienza.

In questo senso, come ci raccomanda il nostro Presidente Nazionale, a noi Medici

compete sempre avere un progetto di cura, anche di cura della morte, perché

troppo spesso la domanda di terminare la vita è in realtà una disperata richiesta di

aiuto a vivere con più dignità, con meno sofferenza la propria morte.

In nessun caso il Medico deve comunque venir meno al principio di beneficialità

operando intenzionalmente e con mezzi idonei per il fine della vita, anche se ciò è

richiesto dal paziente. NO quindi all’Eutanasia. Nemmeno deve insistere in trattamenti

futili e sproporzionati dai quali cioè fondatamente non ci si può attendere

un miglioramento della malattia o della qualità di vita. NO l’accanimento terapeutico.

Ma NO anche all’abbandono terapeutico trascurando di offrire un progetto di

cura efficace e proporzionato al miglioramento della malattia e della qualità della

vita al paziente terminale o incapace o comunque fragile e SI’ all’autonomia del

Cittadino evitando di insistere nell’intraprendere o nel perseverare in trattamenti

rifiutati dal paziente capace ed informato.

La persona incapace a manifestare le proprie volontà sulla sua malattia e sulla

qualità della sua vita è doppiamente fragile e la sua solitudine ad esprimersi fa più

grande quella del Medico che deve comunque decidere.

Nella casistica italiana sul totale delle morti valutate il decesso era inaspettato

nel 29% dei casi; nel 48% dei casi, sebbene l’evento non fosse inaspettato, non

era preceduto da nessuna decisione, solo nel 23% dei casi l’exitus era preceduto


POLESINE MEDICO < SETTEMBRE 2009 > PAG. 8

da una decisione. Laddove le decisioni avevano preceduto l’evento finale, meno

della metà dei pazienti capaci erano stati coinvolti nella scelta, mentre nel sottogruppo

dei pazienti incapaci, in meno dell’8% dei casi si poteva contare su volontà

espresse in precedenza, mentre nel 39% le decisioni erano assunte in accordo con

i familiari e nel 58% in assoluta solitudine dal Medico e dall’equipe.

In tale studio sono anche emerse pratiche di eutanasia riguardanti lo 0.04% delle

morti studiate. Un fenomeno che se ancora assai limitato e contro la legge e la

deontologia è comunque presente.

Gli Ordini dei Medici pur convinti che le prescrizioni del Codice di Deontologia

Medica abbiano forza giuridica ed etica e siano di per sé idonee ad orientare e

legittimare le decisioni assunte in una alleanza terapeutica, sono ben consci del

conflitto fra competenza legislativa e competenza giudiziaria che ha fatto seguito

alla vicenda Englaro e che ha determinato una forte accelerazione del processo

legislativo in materia di dichiarazioni anticipate di trattamento (DAT) al fine di

definirne gli ambiti di efficacia.

In questa intima e delicata materia gli Ordini dei Medici richiedono al legislatore

la formazione di un “diritto mite” che si limiti cioè a definire la cornice di legittimità

giuridica sulla base dei diritti della persona costituzionalmente protetti, senza

invadere l’autonomia del paziente e quella del Medico prefigurando tipologie di

trattamenti disponibili e non disponibili nella relazione di cura. Ognuna di queste,

unica e irripetibile, contiene tutte le dimensioni etiche, civili e tecnico professionali

per legittimare la scelta giusta nell’interesse esclusivo del paziente e rispettosa

delle sue volontà. L’autonomia e la responsabilità del Medico sono a garanzia

che le richieste di cure e le scelte dei valori dei pazienti sono accolte nel continuo

sforzo di aiutare chi soffre e ha il diritto di essere accompagnato con competenza

e solidarietà.

Seguono nel Documento della FNOMCeO suggerimenti al legislatore sulle DAT:

sulla forma di espressione: in forma scritta, sottoscritta, datata, conseguente ad

una informazione medica di cui resta idonea documentazione; sul contesto delle

condizioni nelle quali queste assumono valore giuridico ed etico di espressione di

una volontà “capace” ovvero se riferita solo agli stati vegetativi o anche se a tutti

gli altri stati patologici che si manifestano nel corso di malattie cronico degenerative

caratterizzate da una perdita irreversibile della coscienza di sé e dell’ambiente

raffiguranti quindi un’incapacità ad esprimere volontà attuali; sulla temporalità

della validità delle DAT e sue contestualizzazioni sotto il profilo tecnico professionale

al fine di verificare la sussistenza o meno delle condizioni cliniche e delle

valutazioni tecniche che le hanno informate; sul contenuto: NO ad atti eutanasici,

ma nemmeno di accanimento terapeutico; sulla figura del Delegato Fiduciario e

del suo ruolo; sul diritto all’ obiezione di scienza e coscienza da parte del Medico

ed infine sulla previsione che gli atti commessi od omessi dai Medici in osservanza

delle volontà giuridicamente valide, escluse quelle eutanasiche o di assistenza al

suicidio vengano esonerati da qualsivoglia responsabilità civile e penale.

Il documento rappresenta un lungo e meditato percorso e una sintesi degli Ordini

dei Medici in un confronto che ha tenuto conto di posizioni laiche e confessionali

di chi ha ricordato un intervento del Sociologo Gianni Grassi morto di cancro che

scriveva “Mi porto dentro insieme due esigenze apparentemente contraddittorie:

la volontà di mantenere e garantire a me stesso la possibilità di essere io a decide-


POLESINE MEDICO < SETTEMBRE 2009 > PAG. 9

re autonomamente quando e come lasciare la vita e la speranza di essere aiutato

a non averne bisogno grazie ad una rete di fiducia. Cioè di relazioni etiche, scientifiche

e sentimentali che mi garantiscano dignità sino alla fine”, e di chi ha fatto

riferimento agli scritti del Cardinale Dionigi Tettamanzi: “L’uomo è uomo anche

di fronte alla morte e nella morte stessa. Questa da evento inevitabile è chiamata

a divenire per l’uomo un fatto personale, da assumere e da vivere da uomo, ossia

coscientemente e liberamente, dunque responsabilmente.

In questo senso morire con dignità umana significa affrontare la morte con serenità

e coraggio, come parte integrante e irrinunciabile dell’esistenza”.

Una fede che domanda di essere vissuta con una coerente accoglienza della morte.

Eppure il documento, seppure condiviso da tutti nell ‘ impostazione, non è stato

votato ed accettato all’unanimità.

La differenziazione sui contenuti ha riguardato un unico punto, ma decisivo per

la condivisione e riguarda la nutrizione e l’idratazione artificiale. Queste nel documento

sono considerate atti medici terapeutici, in grado di modificare la storia

naturale della malattia e quindi assoggettati, come atti medici, al consenso informato

e al contenuto delle DAT.

Mentre per altri, fra cui l’Ordine di Rovigo, l’idratazione, la nutrizione artificiale

non rappresentano atti medici ma costituiscono il sostegno vitale e quindi non

soggette ad interruzioni volontarie.

Molti hanno presente quello che viene definito come il Protocollo di Liverpool di

Cure Palliative o Lcp: Liverpool Care Pathway ovvero percorso di cura di Liverpool.

Si tratta di un modello di assistenza che indica le cure che un paziente dovrebbe

ricevere negli ultimi giorni di vita per soffrire il meno possibile.

E’ stato creato dal Marie Curie Palliative Care Institute di Liverpool che lo definisce

“un percorso di cure integrate utilizzato al capezzale per incrementare

un’elevata qualità del morente nelle ultime ore e giorni di vita”. L’LCP in pratica

consiste nel sospendere la somministrazione di sostanze e di medicinali endovena

e sostituirle con un’infusione permanente di morfina. Patricia Cooksley, una ex

infermiera che ha visto morire uno zio ottantenne malato di cancro dopi 11 giorni

di disidratazione e somministrazione continua di morfina in un lettera al Daily

Telegraph, l’ha definita “licenza di uccidere”.

Molti parenti di pazienti ricoverati anziani e non anziani hanno protestato per questa

pratica che secondo loro è una sentenza di morte per attuare risparmi nella

spesa sanitaria.

Anche medici geriatri, medici esperti in cure palliative e anestesisti hanno consigliato

una più vigile prudenza nei confronti di protocolli avviati secondo un approccio

modulistico per cui se si barrano tutte le caselle il risultato inevitabile è la

morte. Il dato di fatto è che il 16,5% di tutti i decessi del Regno Unito è avvenuto

dopo sedazione terminale: una percentuale doppia di quelle registrate in paesi

quali Belgio e Olanda dove esistono legislazioni che autorizzano l’eutanasia. Tanto

da fare esclamare a qualcuno – altro che Regina: Dio salvi i malati inglesi.

A parte queste considerazioni, tornando al documento, la soluzione per una condivisione

unanime non mi sembra lontana e passa per le parole del cardinale Javier

Barragen, Ministro della Salute del Vaticano: “L’idratazione e la nutrizione

non si considerano come terapie, dunque non appartengono all’accanimento tera-


POLESINE MEDICO < SETTEMBRE 2009 > PAG. 10

peutico. Riguardo ai metodi con i quali si somministrano, nel caso in cui appaiono

in se stessi come terapie inutili e sproporzionate, possono essere pensati come

accanimento terapeutico. Quindi le risposte devono darle la scienza e la tecnica

medica per evitare di prolungare una dolorosa agonia”.

I Medici devono fare sempre riferimento al Codice Deontologico e ad un’ Etica

forte cui può fare da controaltare solo un diritto mite. Mite ma chiaro.

Un altro tema di grande attualità di deriva bioetica che sta portando a scontri decisi

fra Ministero del Welfare e AIFA e genera molte discussioni nel nostro Paese

è la commercializzazione e la somministrazione della pillola RSU 486: la pillola

abortiva.

Con la sola RSU 486 solo il 4% degli aborti riesce, per provocare l’espulsione

dell’embrione serve una seconda pillola: il Cytotec, nata per curare altre malattie

e l’uso per l’aborto attualmente risulta improprio nelle indicazioni dell’ AIFA.

La posizione degli Ordini dei Medici è quella che ritiene che l’aborto chimico provocato

con la RSU 486 debba rientrare nella IVG e quindi soggetta alla Legge 194,

la quale, depenalizzando le pratiche abortive, ne ha concesso la pratica solo nelle

Strutture Ospedaliere Pubbliche attraverso un percorso che passa per la tutela

della vita e attraverso il ruolo dei Consultori, ritenendo l’aborto un dramma, prendendo

atto che questo dramma è inserito nella storia dell’umanità con l’alternativa

dell’aborto clandestino.

Oltre alle considerazioni che la donna può abortire dopo alcuni giorni e questo

può avvenire fra le mura domestiche o altrove, ove non ricoverata, magari in solitudine,

senza alcun appoggio; ed alle considerazioni inerenti agli effetti indesiderati

del farmaco, alle possibili complicazioni, ed alla pericolosità che in alcuni casi

ha sortito effetti letali.

Cure palliative

Oggi la professione diventa sempre più difficile non solo per la tecnologia sempre

più sofisticata, per la complessità dell’organizzazione, ma anche per quei risvolti

bioetici che il progresso scientifico impone alle nostre coscienze.

Ma che nel contempo ci regala pagine meravigliose di successi che possiamo percepire

negli occhi dei nostri pazienti.

Ai nostri giovani Colleghi che oggi prestano Giuramento di fedeltà con il Giuramento

Ippocratico alla professione auguro che la loro vita professionale sia densa

di quelle pagine da rileggere con orgoglio con i loro futuri pazienti.


POLESINE MEDICO < SETTEMBRE 2009 > PAG. 11

Anatomia radiologica:

tecniche e metodiche

in radiodiagnostica

Radiological anatomy:

techniques and modalities in diagnostic imaging

da “La Radiologia Medica” (rivista nazionale radiologi), luglio-agosto 2009

di Roberto Pozzi Mucelli

Dip. di Radiologia, Policlinico G.B. Rossi, P.le L.A. Scuro, 37134 Verona, Italy

F. Mazzucato

Piccin Nuova Libraria, Padova, eds.

ISBN 978-88-299-1980-2

Published online: 17 July 2009

© Springer-Verlag 2009

The book Anatomia radiologica:

tecniche e

metodologie in radiodiagnostica

(Radiological

anatomy: techniques and

modalities in diagnostic

imaging) by Fernando

Mazzucato has now reached

its third edition. First published

in 1976 and with a

second edition in 1997, the

book has a long history that

spans more than 30 years.

Even so, the volumes continue

to maintain all their

value and relevance today

as then. It is a pleasure to

recall that many radiologists and radiographers

have used and studied this

textbook and that many of the teaching

faculty in the Postgraduate Schools of

Radiology and Undergraduate Courses

Il volume “Anatomia Radiologica

– Tecniche e metodologie in radiodiagnostica”

di Fernando Mazzucato

è giunto alla sua terza edizione.

È opportuno però ricordare che

l’opera di Mazzucato ha una lunga

storia che è iniziata nel 1976 con

la prima edizione e proseguita

nel 1997 con la seconda edizione.

Oggi, come allora, il volume, o meglio

i volumi, mantengono tutto il

loro valore e la loro attualità. Fa

piacere sottolineare che su questo

libro hanno studiato e si sono formati

molti radiologi e tecnici radiologi,

e molti di coloro che ricoprono

incarichi di responsabilità

nelle Scuole di Specializzazione di

Radiologia e nei Corsi di Laurea

per Tecnici di Radiologia, per Immagini

e Radioterapia consigliano

questo libro ai propri studenti.


POLESINE MEDICO < SETTEMBRE 2009 > PAG. 12

for Radiology and Radiotherapy Technicians

recommend it to their students.

The book has always enjoyed considerable

success, as testified by the numerous

reprints, and its popularity is justified

by its clear ability to meet the real

needs of radiologists.

The current edition continues along the

lines of the earlier ones, although it features

several novelties dictated by the

dramatic advances in the field of radiology.

Firstly, it is

now published in

three volumes. This

expansion is due to

the important role

now played by modern

imaging techniques

in diagnostic

radiology. The third

volume is in fact

entirely devoted to

computed tomography

(CT), magnetic

resonance imaging

(MRI) and positron

emission tomography

(PET)-CT.

Secondly, this edition

includes a completely

new section

on interventional

radiology, reflecting the importance of

this discipline for radiologists. The approach

and layout of prior editions have

been maintained, with numerous images,

drawings and diagrams, many of

which are in colour.

The three volumes offer complete coverage

of technical, methodological and

anatomical aspects at the level of all

body organs and systems. In the first

volume, considerable space is given to

physics and technique, equipment, analogue

and digital radiographic images,

as well as to radiology information systems

(RIS) and picture archiving and

Il libro ha sempre riscosso grande

successo, come testimoniato dalle

numerose ristampe, perché evidentemente

è orientato verso le

reali necessità del radiologo. L’edizione

attuale continua la linea delle

edizioni precedenti, ma si arricchisce

di novità, come d’altra parte richiesto

dalla continua e impetuosa

evoluzione della radiologia. Innanzitutto,

l’opera si presenta in

tre volumi. Questo “allargamento”

dell’opera è dovuto alla importanza

che le moderne tecniche di immagine

trovano oggi nella diagnostica

radiologica. Infatti, il terzo volume

è interamente dedicato alla tomografia

computerizzata (TC), alla

risonanza magnetica (RM), alla

tomografia ad emissione di positroni

(PET). Inoltre, l’edizione attuale

comprende una nuova parte

dedicata alla radiologia interventistica,

a testimonianza del ruolo

fondamentale di questa disciplina

per il radiologo. L’opera si avvale

della ormai consolidata impostazione

caratterizzata da una ricca

iconografia, numerosi disegni e

schemi didattici, molti dei quali a

colori.

I tre volumi presentano con grande

completezza gli aspetti tecnici,

metodologici e anatomici a livello

di tutti gli organi e apparati. Nel

primo volume trovano ampio spazio

la parte di fisica e tecnica, le

apparecchiature, l’immagine radiografica

“analogica” e “digitale”;

vengono inoltre presi in esame i

sistemi informativi in radiologia

(RIS) e i sistemi per l'archiviazione

e la comunicazione delle immagini

(PACS). Nel primo volume

trovanoi ampia trattazione due

capitoli fondamentali dedicati allo


POLESINE MEDICO < SETTEMBRE 2009 > PAG. 13

communications systems (PACS). Two

fundamental chapters in this volume

provide an exhaustive description of

the muscoloskeletal and cardiorespiratory

systems, the necessary starting

points in the training of radiologists

and radiology technicians.

The second volume comprises most of

yhe chapters dealing with varoius organs

and systems and in particular the

digestive system, the liver, the biliary

system, the spleen, the pancreas, the

urinary system and retroperitoneum,

the male and female reproductive systems,

the breast and the nervous system.

The volume ends with three chapters

devoted to sonography in internal

medicine and obstetries and gyneacology

and to Doppler sonography.

The thitd volume is the most extensive,

as deals mainly with heavy equipment,

with ample space given to CT,

MRI and PET-CT. The volume addresses

technical and technological aspects,

including the latest technological innovations,

anatomical aspects and a

number of fundamental pathological

patterns. The final section is devoted

to diagnostic and especially interventional

angiography, with chapters also

covering extravascular interventional

radiology.

Although the book was written in collaboration

with other well-known authors,

it is nice to note that Fernando

Mazzucato's work of coordinator elearly

transpires through all of the chapters,

such that it is easy to predict that

this new editions will enjoy a success

equal to that achieved by the earlier

editions.

scheletro e articolazioni e all'apparato

cardiorespiratorio, con i quali

deve iniziare la formazione dello

specialista radiologo e del tecnico

di radiologia.

Il secondo volume contiene la maggior

parte dei capitoli dedicati ai

vari organi e pparati, e precisamente

all'apparato digerente, al

fegato, alle vie biliari, alla milza,

al pancreas, all'apparato urinario

e al retroperitoneo, all'apparato

genitale maschile e femminile,

alla mammella e infine al sistema

nervoso. Il volume termina con tre

capitoli dedicati all'ecografia internistica,

ostetrico-ginecologica e

al Doppler.

Il terzo volume è molto corposo in

quanto è dedicato principalmente

alle macchine “pesanti” e pertanto

trovano ampio spazio la TC, la RM

e la PET. vengono presi in esame

sia gli aspetti di tecnica e tecnologia,

con gli ultimi aggiornamenti

tecnologici delle apparecchiature

e gli aspetti anatomici e alcuni

quadri patologici fondamentali.

La parte conclusiva è dedicata

alla angiografia diagnostica, ma

soprattutto interventistica, includendo

in questa parte anche l'interventistica

extravascolare.

Il libro è scritto in collaborazione

con altro ben noti autori, ma piace

sottolineare, come traspare chiaramente,

l'opera di coordinamento

di Fernando Mazzuccato, per cui

è facile prevedere, per questa nuova

edizione, un successo pari alle

precedenti.


POLESINE MEDICO < SETTEMBRE 2009 > PAG. 14

E.N.P.A.M.

Riscossione contributo

“Quota A” 2010

Tutti i medici e gli odontoiatri iscritti ai rispettivi Albi professionali beneficiano

della tutela previdenziale assicurata dal Fondo generale ENPAM.

Il finanziamento delle prestazioni previdenziali ed assistenziali erogate

da tale Fondo è garantito dal versamento di un contributo minimo dovuto

in misura fissa per fasce di età. Tale contributo confluisce presso una apposita

gestione, denominata “Quota A” del Fondo di Previdenza Generale.

Gli importi che saranno posti in riscossione nel corso dell’anno 2010 sono i seguenti:

- euro 186,40 annui (euro 15,53 mensili) per tutti gli iscritti fino al compimento

del 30° anno di età;

- euro 361,82 annui (euro 30,15 mensili) per tutti gli iscritti dal compimento del

30° anno di età fino al compimento del 35° anno di età;

- euro 678,99 annui (euro 56,58 mensili) per tutti gli iscritti dal compimento del

35° anno di età fino al compimento del 40° anno di età;

- euro 1.253,96 annui (euro 104,50 mensili) per tutti gli iscritti dal compimento

del 40° anno di età fino al compimento del 65° anno di età.

- euro 678,99 annui (euri 56,58 mensili) per gli iscritti ammessi, entro il 31 dicembre

1989, al beneficio della contribuzione ridotta “Quota A”, in quanto forniti

di diversa copertura previdenziale obbligatoria.

Oltre agli importi sopra elencati, tutti gli iscritti sono tenuti a corrispondere un contributo

annuo di euro 42,75 (euro 3,56 mensili) per la copertura dell'onere derivante

dalle indennità di maternità, aborto, adozione

e affidamento preadottivo erogate dall'E.N.P.A.M.

STAMPA DUPLICATI RAV

Anche quest'anno la Fondazione E.N.P.A.M. offre

ai propri iscritti un utile servizio in caso di

mancato ricevimento o smarrimento del bollettino

RAV per il pagamento del contributo dovuto

alla "Quuota A" del Fondo di Previdenza Generale.

In prossimità della scadenza del versamento

della prima rata (30 aprile 2010), infatti gli

utenti registrati presso il portale www.enpam.it

potranno reperire direttamente un duplicato del

bollettino RAV, accedendo all'Area riservata del

sito della Fondazione.

In questo caso il pagamento potrà essere effettuato

presso gli Istituti di Credito oppure con

carta di credito mediante il servizio TAXTEL.

L'incarico di riscuotere su tutto il territorio nazionale

i suddetti contributi, a decorrere dall'anno

2001, è stato affidato ad Equitalia Esatri S.p.A. che

a tal fine provvede a trasmettere al domicilio degli

iscritti i relativi bollettini di pagamento RAV.

Gli importi dovuti possono essere versati in un’unica

soluzione entro il 30 aprile dell’anno di riferimento

del contributo ovvero in quattro rate con scadenza

30 aprile, 30 giugno, 30 settembre e 30 novembre.

Il recupero degli eventuali importi non corrisposti

entro i termini è effettuato mediante iscrizione a

ruolo e notifica della corrispondente cartella di pagamento.

Il mancato ricevimento dell’avviso non esonera

dal pagamento del contributo. In tal caso, al fine

di ottenere le istruzioni necessarie per provvedere


POLESINE MEDICO < SETTEMBRE 2009 > PAG. 15

al versamento, deve essere tempestivamente inoltrata ad Equitalia Esatri S.p.A

(al fax n. 02.6416.6617 o all’indirizzo e-mail: taxtel@equitaliaetr.it) un’apposita

richiesta, accompagnata da copia di un documento d’identità in corso di validità

e dall’indicazione dei seguenti dati: codice fiscale, nome e cognome, indirizzo e

recapito telefonico.

Si evidenzia, inoltre, che gli utenti registrati presso il portale www.enpam.

it, accedendo all’Area riservata del sito della Fondazione, potranno reperire

direttamente un duplicato del bollettino RAV. In questo caso il pagamento

potrà essere effettuato presso gli Istituti di Credito oppure con carta di

credito mediante il servizio TAXTEL:

• via telefono al n. 800.191.191

• via internet al sito www.taxtel.it

Al fine di evitare i disagi connessi al mancato ricevimento o allo smarrimento dei

bollettini, si ricorda che i predetti obblighi contributivi possono essere assolti chiedendo

la domiciliazione del relativo pagamento mediante addebito permanente

in conto corrente bancario (procedura RID).

Per poter usufruire della domiciliazione bancaria è

sufficiente compilare il modulo allegato all’avviso

Andamento adesioni RID

di pagamento e trasmetterlo ad Equitalia ESATRI

S.p.A. secondo le modalità indicate da tale società.

Il modulo RID, quindi, non deve essere presentato

alla propria banca, ma deve essere inoltrato direttamente

al predetto Agente della riscossione.

Per il servizio offerto, la commissione richiesta da

Equitalia ESATRI S.p.A. è di euro 2,07 per addebito.

Le domande di attivazione della domiciliazione

bancaria relative al contributo “Quota A” posto

in riscossione nel corrente anno devono necessariamente

pervenire entro il 31 maggio. Tutte le

richieste di adesione presentate entro tale data determinano

l’addebito in conto corrente dell’intero

importo dovuto, secondo le modalità di pagamento

prescelte (unica soluzione o pagamento rateale).

In tale caso, pertanto, l’iscritto non dovrà in alcun

caso procedere al versamento diretto dei contributi dovuti, anche qualora abbia

ricevuto i relativi bollettini RAV.

Si rammenta, infine, che i contributi previdenziali sono integralmente deducibili

dal reddito complessivo, ai sensi dell’art. 10, comma 1, lett. e) del Testo Unico

delle Imposte sui Redditi (TUIR).

Sul retro della sezione di versamento dei bollettini RAV è all’uopo indicata la descrizione

“Trib. 539 Previdenza ENPAM 2010”. Il pagamento del contributo mediante

il servizio RID potrà essere comprovato dagli addebiti riportati negli estratti

di conto corrente inviati dalla banca e da un riepilogo annuale dei pagamenti intervenuti

che Equitalia ESATRI S.p.A. invierà a mezzo posta, in tempo utile per gli

adempimenti fiscali.


POLESINE MEDICO < SETTEMBRE 2009 > PAG. 16

Ufficio Centrale Odontoiatri

FNOMCeO

Parere del Consiglio

Superiore di Sanità

su RU486

Il Consiglio Superiore della Sanità, sulla scorta di articolare considerazioni

che hanno tenuto conto dei diversi profili valutativi, da tenere

contestualmente presenti, di carattere sia medico che guiridico, ha

espresso il suo parere tecnico scientifico, ed ha concluso nel senso:

• di ritinere "necessario" al fine di garantire il rispetto della legge 194/78 su

tutto il territorio nazionale, che il percorso dell'interruzione volontaria di

gravidanza medica avvenga in regime di ricovero ordinario fino alla verifica

della completa espulsione del prodotto del concepimento;

• di raccomandare altresì che, sulla base delle considerazioni riportate nel

medesimo parere, "vengano slittate e concordate linee di indirizzo da

formulare sulla base dell'elaborazione dei dati in materia di IVG medica e

chirurgica e della loro comparazione".

A tal riguardo, si invitano codesti Assessorati a fornire assicurazione allo

scrivente Ministero della salute che, nell'utilizzo del farmaco RU-486,

nell'ambito dell'applicazione dell'articolo 8 della legge 197/78, le strutture

ospedaliere operanti sul territorio di rispettiva competenza adegueranno

la propria prassi assistenziale all'indirizzo tecnico scientifico espresso dal

Consiglio Superiore di Sanità, con particolare riferimento al ricorso al regime

di ricovero ospedaliero ordinario fino alla verifica della completa espulsione del

prodotto del concepimento.

Si evidenzia come tale modalità di erogazione della prestazione sanitaria

in questione sia ritenuta dal C.S.S. indispensabile al fine di garantire

contestualmente al tutela della sfera fisica e psichica della gestante ed il rispetto

delle disposizioni della legge 194/78.

In merito alla raccomandazione espressa dal C.S.S. di formulare linee di

indirizzo sulla materia di che trattasi sulla base dei dati in materia in IVG medica

e chirurgica e della loro comparazione, questo Ministero adotterà le necessarie

iniziative di monitoraggio e valutazione.


POLESINE MEDICO < SETTEMBRE 2009 > PAG. 17

Parere del Consiglio

Superiore di Sanità

su RU486

Ministero della Salute

CONSIGLIO SUPERIORE DI SANITA'

SESSIONE XLVII

Seduta del 18 marzo 2010

IL CONSIGLIO SUPERIORE DI SANITA'

ASSEMBLEA GENERALE

Vista la richiesta del 24 febbraio 2010 con la quale il Ministro, con riferimento alla recente

autorizzazione all'immissione in commercio del farmaco mifepristone (RU 486) da parte

dell'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), ha chiesto il parere del Consiglio Superiore di Sanità

in merito a:

- modalità di impiego di tale farmaco nel rispetto della legge 194 del 1978;

- opportunità di stilare linee guida che rendano uniformi i livelli di sicurezza di tale

farmaco a livello nazionale:

- definizione di "ricovero" anche in relazione alla determina dell'AIFA;

Vista al determinazione AIFA n. 1460 del 24 novembre 2009 "Autorizzazione all'immissione

in commercio del medicinale per uso umano "Mifegyne" che, all'art. 3 (vincoli dle percorso di

utilizzo), prevede "L'impiego del farmaco deve trovare applicazione nel rigoroso rispetto dei

precetti normativi previsti dalla Legge 22 maggio 1978, n. 194 a garanzia e a tutela della

salute della donna; in particolare deve essere garantito il ricovero in una delle strutture

sanitarie individuate dall'art. 8 della citata Legge 194/78 dal momento dell'assunzione

del farmaco fino alla verifica dell'espulsione del prodotto di concepimento. Tutto il

percorso abortivo deve avvenire sotto la sorveglianza di un medico del servizio ostetrico

ginecologico cui è demandata la corretta informazione sull'utilizzo del medicinale, sui

farmaci da associare, sulle metodiche alternative e sui possibili rischi connessi, nonchè

l'attento monitoraggio onde ridurre al minimo le reazioni avverse segnalate, quali

emorragie, infezioni ed eventi fatali. Con particolare riguardo alle possibili reazioni

avverse, tenuto conto anche del riassunto delle caratteristiche del prodotto approvato

dei dati disponibili di Farmacovigilanza nonchè della bibliografia disponibile, che

avvertono sui rischi teratogeni connessi alla possibilità del fallimento di interruzione

farmacologica di gravidanza e del sensibile incremento del tasso di complicazioni in

relazione alla durata della gestione, l'assunzione del farmaco deve avvenire entro la

settimana di amenorrea. É rimesso alle autorità competenti, nell'ambito delle proprie

funzioni, di assicuare che le modalità di utilizzo della specialità mifegyne ottemperino

alla normativa vigente in materia di interruzione volontaria di gravidanza e alle

disposizioni di cui sopra";

Vista la legge 22 maggio 1978 n. 194 "Norme per la tutela sociale della maternità e sull'interruzione

volontaria della gravidanza" e in particolare, l'art. 8 che prevede che l'interruzione della

gravidanza sia praticata da un medico del servizio ostetricoginecologico "presso un ospedale

generale tra quelli indicati nell'articolo 20 della legge 12 febbraio 1968, n. 132, quale verifica anche

l'inesistenza di controindicazioni sanitarie" opresso gli ospedali pubblici specializzati, gli istituti

ed enti di cui alla medisima e al decreto del Presidente della Repubblica 18 guigno 1958, n. 754

o, nei primi novanta giorni l'interruzione della gravidanza, anche presso case di cura autorizzate

dalla Regione, "fornite di requisiti ingenico-sanitari e di adeguati sevizi ostetricoginecologici" o

presso poliambulatori pubblici adeguatamente attrezzati, funzionalmente collegati agli ospedali

ed autorizzati dalla Regione...omissi...:;

Visto l'art. 3, comma 1 della legge 8 aprile 1998, n. 94 che dispone che "...omissis...il medico,

nel prescrivere una specialità medicinale o altro medicinale prodotto industrialmente,

si attiene alle indicazioni terapeutiche, alle vie e alle modalità di somministrazione


POLESINE MEDICO < SETTEMBRE 2009 > PAG. 18

Parere del Consiglio

Superiore di Sanità

su RU486

previste dall'autorizzazione all'immissione in commercio rilasciata dal Ministero della

Sanità";

Visto il D.lgs 24 aprile 2006, n. 219 "Autorizzazione della direttiva 2001/83/CE (e successive

direttive di modifica) relativa ad un codice comunitario concernente i medicinali per uso umano,

nonchè della direttiva 2003/94/CE" e in particolare l'art. 92 (Medicinali utilizzabili esclusivamente

in ambiente ospedaliero o in strutture ad esso assimilabili), comma 1 che stabilisce "I medicinali

che per le caratteristiche farmacologiche, o per innovatività, per modalità di somministrazione

o per altri motivi di tutela della salute pubblica non possono essere utilizzati in condizioni di

sufficiente sicurezza al di fuori di strutture ospedaliere";

Visto l'art. 3 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n.3 "Modifiche al titolo V della parte

seconda della Costituzione" che individua la tutela della salute fra le materie di legislazione

concorrente, per le quali spetta alla Regioni la potestà legislativa e riserva allo Stato la

determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che

devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale;

Premesso che il Consiglio Superiore di Sanità si è precedentemente espresso sul tema

dell'aborto farmacologico e, in particolare:

• nella seduta del 18 marzo 2004 il Consiglio in merito al quesito circa "Sperimentazione clinica:

interruzione volontaria di gravidanza (IVG) con Mifepristone (RU 486) e Misoprostolo.

Richiesta di parere sulle garanzie di tutela, contro i potenziali rischi da interruzione

di gravidanza. al di fuori delle strutture sanitarie, ai fini della compatibilità giuridica

con le disposizioni della legge n. 194 del 1978, con particolare riguardo all'articolo 8"

esprimeva parere favorevole circa la legittimità della sperimentazione, in conformità all'art. 8

della legge 194/78, solo nel caso in cui la stessa si fosse svolta in ambito ospedaliero;

• nella seduta del 20 dicembre 2006 l'Assemblea Generale cui erano stati sottoposti quesiti

relativi alla sperimentazione del farmaco RU 486, per l'interruzione di gravidanza, riteneva

che l'introduzione e l'impiego in Italia del medicinale non potessero essere in conflitto

con la specifca disciplina prevista dalla Legge 194/78 e che il farmaco, in associazione con

misoprostolo, dovesse essere somministrato in ospedale pubblico o in altra struttura prevista

dalla stessa legge, in regime di ricovero fino ad aborto avvenuto;

• nella seduta del 4 marzo 2008 l'Assemblea Generale in merito alla richiesta di parere del

Ministero pro tempore "sulle modalità di impiego del farmaco RU 486 nel pieno rispetto

della legge 194 del 1978 in relazione all'imminente registrazione e commercializzazione

di tale farmaco, anche sulla base di quanto osservato dal Direttore dell'Agenzia Italiana

del farmaco" aveva ritenuto opportuno sospendere l'espressione del parere in attesa che si

concludesse l'iter autorizzativo da parte dell'AIFA;

Preso atto delle risultanze del lavoro svolto dal Comitato di Presidenza e dal Gruppo di lavoro

ad hoc istituito in merito all'uso del farmaco RU 486.

Sentito il relatore prof. Garaci;

Considerato che dopo un approfondito esame della problematica, anche attraverso l'analisi

della letteratura scientifica (all. 1), si è evidenziato quanto segue:

1. dati scientifici:

• nella maggior parte dei casi si tratta di studi osservazionali e, pertanto, mancano i gruppi di

controllo;

• i dati relativi all'IVG farmacologica e chirurgica non risultano confrontabili;

• i dati non sono omogenei e i risultati sono estremamente difformi soprattutto per quanto

riguarda efficacia ed eventi avversi; purtuttatvia, emergerebbe un profilo di sicurezza inferiore

dell'IVG farmacologica rispetto a quello dell'IVG chirurgica;

• i decessi non sono chiaramente attribuibili all'uso del farmaco così come non è stabilito il

rapporto di causa/effetto; purtuttavia, è doveroso tenerne conto;

2. aspetti gestionali e operativi:

• non risultano essere state messe a punto procedure standard relative ad un percorso

assistenziale per IVG medica nè risultano applicabili tour curt quelle già definite per l'IVG

chirurgica;


POLESINE MEDICO < SETTEMBRE 2009 > PAG. 19

Parere del Consiglio

Superiore di Sanità

su RU486

• il misoprostolo orale non presenta un'indicazione per l'aborto medico, nonostante sia

approvato a livello europeo in associazione al mifepristone in questa ondicazione; l'uso del

misoprostolo orale si configura, quindi, come utilizzo offlabel, per il quale sono necessarie

un'esaustiva informazione e l'acquisizione del consenso scritto della donna;

• è indispensabile fornire un'adeguata informazione sulle tecniche di interruzione volontaria

della gravidanza di un tipo medico e chirurgico, sui relativi rischi e sulle possibili complicanze,

per una scelta libera e consapevole da parte della donna e, esaustivo e corretto per il consenso

informativo;

• è necessario, sulla base della responsabilità del medico conferita a quest'ultimo dalla legge

194/78, e sulla base del principio di precauzione, garantire la massima sicurezza alla donna

che ricoerre all'IVG;

• la valutazione del successo del trattamento non dispone, a tutt'oggi, di criteri univoci e

standardizzati; si rende pertanto necessario disporre di metodiche e protocolli omogenei in

grado di identificare con precisione l'esito della procedura abortiva;

• il rischio di eventi avversi non è completamente eliminabile, così come in qualsiasi atto

medico/chirurgico e, nel caso di insorgenza di gravi eventi avversi fuori dalle strutture

sanitarie, qualora la donna venga dimessa prima della completa espulsione del prodotto

di concepimento si potrebbe determinare un impedimento ad affrontare una eventuale

emergenza con tempestività e risposte terapeutiche adeguate;

• la somministrazione di farmaci abortivi, in assenza di ricovero ospedaliero fino ad aborto

avvenuto, di associa ad una perdita delle pazienti alla visita di controllo sempre consistente

e, comunque, descritta in misura mai inferiore al 20%; pertanto, non è possibile verificare,

in tale percentuale, nè l'insorgenza di eventi avversi nè la totale espulsione del prodotto del

concepimento che, qualora non completa, potrebbe generare gravi conseguenze; inoltre la

perdita al follow up inciderebbe ulteriormente, e negativamente, sui sistemi di farmacovigilanza

e farmacosorveglianza "post marketing" anche ai fini del miglioramento della pratica clinica,

quale parte integrante dell'assistenza sanitaria;

3. Aspetti normativi:

• l'IVG medica si configura come percorso giuridico complesso;

• è necessario applicare quanto previsto dalla legge 194/78: tale atto normativo, oltre a

contenere prescrizioni riferibili esclusivamente all'aborto chirurgico, pone una disciplina

sull'interruzione volontaria della gravidanza; ne consegue che le norme da esso previste

devono ritenersi applicabili anche all'aborto farmacologico, che dell'interruzione di gravidanza

rappresenta una species;

• l'interpretazione dell'art. 8 della legge 194/78 8 (ciatato nella determina AIFA) consente di

affermare che la stessa si applichi tanto all'aborto chirurgico quanto a quello farmacologico,

atteso che la norma, non operando alcuna distinzione "interna" si riferisce genericamente alla

"interruzione della gravidanza"; da ciò discende che il nucleo essenziale delle garanzie dettate

dall'art. 8 a tutela della salute della donna (presenza di un medico specializzato quale unico

soggetto abilitato a praticare l'interruzione della gravidanza, ricovero presso le strutture

sanitarie previste dalla legge) opera anche l'ipotesi in cui quest'ultima ricorra all'aborto

farmacologico anzichè quello chirurgico;

4. Correlazione fra determina AIFA del 24 novembre 2009, legge 194/78 e stato

dell'arte relativo all'IVG farmacologica;

• la determina AIFA prevede "L'impiego del farmaco deve trovare applicazione nel

rigoroso rispetto dei precetti normativi previsti dalla Legge 22 maggio 1978, n. 194

a garanzia e a tutela della slaute della donna; in particolare deve essere garantito il

ricovero in una delle strutture sanitarie individuate dall'art.8 della citata legge 194/78

dal momento dell'assunzione del farmaco fino alla verifica dell'espulsione del prodotto

del concepimento";

• la legge 194/78 individua le strutture presso le quali deve avvenire l'IVG chirurgica, che deve

essere praticata da un medico del servizio ostetricoginecologico;

• il regime di ricovero si riferisce alla particolare modalità organizzativa di erogazione


POLESINE MEDICO < SETTEMBRE 2009 > PAG. 20

Parere del Consiglio

Superiore di Sanità

su RU486

dell'assistenza ospedaliera e si distingue in:

- ricovero ordinario - che prevede l'assegnazione di un posto letto e la permanenza del paziente

continuava con pernottamento nella struttura ospedaliera;

- day hospital - caratterizzato dalle seguenti condizioni: si tratta di un ricovero o di un

ciclo di ricoveri programmato; è limitato ad una sola parte della giornata e non prevede il

pernottamento nella struttura; fornisce prestazioni multiprofessionali o plurispecialistiche

che necessitano di un tempo di esecuzione che si discosta in modo netto da quello necessario

per una normale prestazione ambulatoriale;

• l'IVG chirurgica, sulla quale è tarate la legge 194, è una procedura dove il distacco e

l'espulsione del prodotto del concepimento avvengono contemporaneamente; al contrario,

nell'IVG medica il momento non coincide, potendosi verificare l'esplusione del prodotto di

concepimento in tempi diversi: dall'esame della lettura scientifica, si evince che l'esplusione è

avvenuta già dopo la somministrazione della prima pillola (mifepristone) nel 5,3-6,3% dei casi

(USA/Francia); dopo la somministrazione della prostaglandina l'espulsione è avvenuta entro

le 4 ore nel 44,1-50,3% dei casi, entro le 4-24 ore nel 18,7-22% dei casi, dopo il terzo giorno

nell'8,2-8,6% dei casi e in tempi successivi e non precisati nel 9,2-14,2% dei casi;

Rilevato che il Comitato di Presidenza e il Gruppo di lavoro, sulla base dell'approfondimento

operato, i cui elementi salienti sono sopra riportati, hanno individuato le fattispecie di ricovero

ordinario come il regime di ricovero più idoneo a garantire che il percorso assistenziale avvenga

secondo il mandato della legge 194/78 e della determina AIFA, e a fornire una tutela anche nei

confronti delle fasce sociali svantaggiate;

Preso atto del parere reso al Presidente del CSS dal Prof. Annibale Marini, in data 11 marzo

2010 e presente agli atti del CSS, secondo il quale appare necessario che vi siano previsioni

puntuali e previste volte a far si che l'aborto farmacologico sia praticato da personale sanitario

qualificato e che tale pratica sia eseguita presso strutture sanitarie accreditate, previo ricovero

continuativo della donna dal momento di assunzione del farmaco sino alla effettiva espulsione

del prodotto del concepimento;

Ritenuto che le procedure per l'interruzione volontaria di gravidanza (siano esse mediche che

chirurgiche) possono dirsi conformi alla legge 194/78 solo laddove sia assicurata una tutela

effettiva della sfera fisica e psichica della gestante e che pertanto, sulla base di tale principio,

tutti gli elementi considerati potranno essere rivalutati anche alla luce di un esame approfondito

dei dati nazionali derivanti dalla sorveglianza post marketing;

Esaminata la documentazione agli atti;

Condivise le osservazioni e le proposte del Gruppo di lavoro e del Comitato di Presidenza;

Valutate, dopo approfondita disamina dei diversi aspetti evidenziati e correlati, le considerazioni

emerse nello sviluppo del dibattito;

RITIENE NECESSARIO

al fine di garantire il rispetto della legge 194/78 su tutto il territorio nazionale, che il percorso

dell'interruzione volontaria di gravidanza medica avvenga in regime di ricovero ordinario fino

alla verifica della completa espulsione del prodotto del concepimento.

RACCOMANDA

altresì che, sulla base delle considerazioni sopra riportate, vengano stilate e concordate linee di

indirizzo da formulare sulla base dell'elaborazione dei dati in materia di IVG medica e chirurgica

e della loro comparazione.

IL SEGRETARIO GENERALE IL PRESIDENTE DEL CSS

Concetta Mirisola Enrico Garaci

Biobliografia allegata al parere del 18 marzo 2010, depositata presso l'Ordine dei Medici


POLESINE MEDICO < SETTEMBRE 2009 > PAG. 21

INCONTINENzA

URINARIA

L’incontinenza urinaria è la perdita involontaria di urina attraverso l’uretra

provocata da un’alterazione del meccanismo della continenza.

Il meccanismo della continenza si basa sull’attività coordinata del

detrusore e dello sfintere uretrale: il detrusore si rilascia permettendo

che la vescica si riempia con bassa pressione endovescicale, lo sfintere uretrale

al contrario si contrae determinando un aumento della pressione endouretrale: il

rapporto tra pressione endovescicale, bassa, e pressione endouretrale, alta, fa in

modo che l’urina sia mantenuta in vescica.

Un’alterazione del meccanismo che comporti un aumento della pressione

endovescicale, oppure una diminuzione della pressione endouretrale, oppure

ambedue i fenomeni, altera l’equilibrio e può portare alla perdita involontaria di

urina.

TIPI DI INCONTINENzA

A seconda del tipo di alterazione che sta alla base della perdita d’urina si

riconoscono diversi tipi di incontinenza, in particolare:

Incontinenza urinaria da sforzo (stress incontinence)

Incontinenza urinaria da urgenza (urge incontinence)

Incontinenza urinaria mista (stress-urge incontinence)

Incontinenza urinaria da rigurgito (overflow incontinence)

Incontinenza riflessa

Incontinenza urinaria postminzionale goccia a goccia (dribbling incontinence)

Enuresi notturna

Incontinenza urinaria funzionale

Incontinenza urinaria da sforzo (stress incontinence)

L’incontinenza urinaria da sforzo è la perdita di urina che si verifica quando si

esegue un esercizio fisico o uno sforzo, come colpo di tosse, risata, starnuto,

sforzo improvviso.

Questo tipo di incontinenza è dovuto alla debolezza dello sfintere che non

riesce a tenere chiusa l’uretra in caso di improvviso aumento della pressione

endovescicale. La debolezza dello sfintere uretrale può essere dovuta a una sua

dislocazione per indebolimento dei meccanismi di sostegno, a un basso livello di

estrogeni, a un danno diretto oppure a un danno neurologico per compromissione

dell’innervazione periferica in corso di interventi chirurgici.

Incontinenza da urgenza (urge incontinence)

L’incontinenza urinaria da urgenza è la perdita che si verifica a causa di

una improvvisa contrazione vescicale involontaria. Fa parte della sindrome


POLESINE MEDICO < SETTEMBRE 2009 > PAG. 22

pollachiuria-urgenza-incontinenza: le contrazioni vescicali involontarie possono

essere frequenti e causare frequenti e impellenti stimoli minzionali, avvertiti

come bisogno urgente di urinare; se le contrazioni sono di ampiezza e di durata

limitate, il paziente riesce a controllarle con una contrazione volontaria dello

sfintere eventualmente fino a quando raggiunte il bagno, se invece le contrazioni

sono di ampiezza elevata e lunghe, il paziente non riesce a controllarle del tutto

e perde urina.

Le contrazioni vescicali involontarie sono spesso idiopatiche, come nell’instabilità

del detrusore, altre volte sono secondarie a stimoli irritativi vescicali o a ostruzione

cervicouretrale come da ipertrofia della prostata.

Incontinenza urinaria mista

L’incontinenza urinaria mista è l’incontinenza che si verifica con l’associazione dei

meccanismi dell’incontinenza da urgenza e dell’incontinenza da stress.

Incontinenza urinaria da rigurgito (overflow incontinence)

L’incontinenza da rigurgito è quella che si verifica nei pazienti affetti da ritenzione

cronica d’urina: in questi soggetti la vescica è enormemente distesa poiché il paziente

non riesce a mingere volontariamente a causa dell’ostruzione cervicouretrale e

della debolezza del detrusore, ma pressioni sull’addome o contrazioni detrusoriali

involontarie determinano transitori aumenti della pressione endovescicale che

causano la perdita di piccole quantità di urine. Il fenomeno viene indicato anche

con il termine di iscuria paradossa.

Incontinenza riflessa (reflex incontinence)

L’incontinenza riflessa è la perdita involontaria d’urina causata da contrazioni

detrusoriali riflesse. Queste si verificano nei pazienti con lesioni midollari nei quali

il riflesso della minzione viene liberato dal controllo dei centri nervosi superiori.

Incontinenza urinaria postminzionale goccia a goccia (dribbling

incontinence)

L’incontinenza urinaria postminzionale si verifica solo nei maschi ed è causata

dall’accumulo di urina nell’uretra bulbare durante la minzione, che non viene

espulsa tutta subito probabilmente per una debolezza dei muscoli bulbocavernosi.

Terminata la minzione, l’urina accumulata nell’uretra bulbare continua a defluire,

a gocce, fino a quando l’uretra si svuota del tutto.

Enuresi notturna

L’enuresi notturna non è una vera incontinenza, in quanto i meccanismi della

continenza e della minzione sono integri. Si verifica quindi come minzione

involontaria durante il sonno, quando il meccanismo della minzione sfugge al

controllo della coscienza. Si verifica nei bambini dopo i tre-quattro anni, quando

di solito viene acquisito il controllo della minzione e scompare spontaneamente

verso i nove-dieci anni. Spesso questi bambini hanno un sonno profondo.

Incontinenza urinaria funzionale

L’incontinenza urinaria funzionale non è una vera incontinenza, ma si verifica


POLESINE MEDICO < SETTEMBRE 2009 > PAG. 23

come minzione obbligata in un luogo inappropriato in soggetti che per vari motivi

non sono in grado di raggiungere il bagno: pazienti defedati, pazienti con disturbi

della coscienza, pazienti con scarsa assistenza.

GRADI DI INCONTINENzA

La gravità dell’incontinenza urinaria è espressa come:

a) minima in caso di non uso di pannolini ed assenza di restrizione delle attività

sociali,

b) modesta, in caso di uso occasionale di pannolini senza restrizione delle attività

sociali,

c) moderata in caso di uso costante di pannolini, con alcune restrizioni delle

attività sociali,

d) grave in caso di uso costante di pannolini, restrizioni delle attività sociolavorative

e necessità dell’aiuto di altre persone.

PREVALENzA DELL’INCONTINENzA URINARIA

L’incontinenza urinaria è una problema che interessa il sesso femminile più di quello

maschile, ed è correlato all’età. In uno studio di Thomas e coll. la prevalenza di

incontinenza urinaria nelle femmine risultava dello 0,2% fino a 65 anni e del 2,5%

dopo i 65 anni, nei maschi invece risultava dello 0,1% fino ai 65 anni e dell’1,3%

dopo i 65 anni.

In realtà questi valori si riferivano a pazienti ricoverati o residenti in strutture

sanitarie. La prevalenza nella popolazione generale è sicuramente più elevata e il

problema sembra meno importante perché molte persone affette da incontinenza

urinaria tengono per sé il disturbo e non lo manifestano neanche al proprio medico

curante.

Secondo studi epidemiologici condotti in Italia la prevalenza di incontinenza

urinaria risultava dell’8-13% globalmente, 12-17% nelle femmine, 4-9% nei

maschi.

IMPATTO DELL’INCONTINENzA URINARIA SULLA qUALITà DI VITA

L’incontinenza urinaria viene vissuta molto negativamente da chi ne è affetto e

può portare a modifiche anche importanti dello stile di vita.

A seconda del tipo di incontinenza e dell’entità del problema, i soggetti tendono a

isolarsi e a ridurre le interazioni sociali, modificano le proprie abitudini e le proprie

uscite in rapporto alla necessità e alle presenza di un bagno nei posti frequentati.

Dal punto di vista psicologico provano disistima verso se stessi, depressione,

apatia, paura di puzzare di urina. Ci può essere una ricaduta del problema anche

sul lavoro, con richieste di incarichi diversi o con aumento dell’assenteismo. Si

avverte la necessità di avere delle protezioni, sia per i vestiti, sia per il letto. Inoltre

c’è una sicura limitazione o addirittura la cessazione delle attività fisiche, come

pure può essere interessata l’attività sessuale, fino alla rinuncia.

L’AMbULATORIO PER LA CONTINENzA URINARIA

I soggetti che presentano un problema di incontinenza urinaria spesso non

espongono il loro problema per vergogna, perché pensano che non ci sia nulla

da fare, perché non sanno a chi rivolgersi. Anche i medici di medicina generale

possono avere gli stessi problemi riguardo a cosa fare e a chi rivolgersi.


POLESINE MEDICO < SETTEMBRE 2009 > PAG. 24

L’incontinenza urinaria è chiaramente un problema urologico, ma come si è

visto, non è di un solo tipo, e a seconda dei casi possono essere coinvolti anche il

ginecologo, il neurologo, il fisioterapista.

A volte non è facile clinicamente distinguere un tipo dall’altro.

Per questo motivo abbiamo istituito presso l’ambulatorio della SOC di Urologia

dell’Ospedale di Rovigo un ambulatorio per la continenza urinaria.

La visita presso questo ambulatorio, gestito dalla Dott.ssa Cristina Bigotto, servirà

a valutare clinicamente il problema e a distinguerne il tipo.

Se necessario, saranno richiesti esami utili alla definizione del problema, tra cui

gli esami urodinamici eseguiti presso il laboratorio di urodinamica della SOC di

Urologia, di cui è responsabile il Dott. Paolo Ligato.

Una volta stabilita la diagnosi, si potrà prescrivere la corretta terapia, che

può variare dalla terapia medica a quella riabilitativa, dalla terapia chirurgica

mininvasiva a quella maggiore. Tutte le procedure possono essere svolte presso

la SOC di Urologia.

Le visite per incontinenza si svolgono il giovedì, dalle 8,30 alle 13,30.

La prenotazione va fatta direttamente al CUP, specificando che si richiede una

visita per l’ambulatorio per la continenza urinaria.


POLESINE MEDICO < SETTEMBRE 2009 > PAG. 25

COMUNE DI TREVISO

via Municipio, 16- 31100 Treviso

centralino 0422 6581 - telefax 0422 658201

postacertificata@cert.comune.treviso.it

SOggIORNI CLIMATICI

PER ANZIANI - ESTATE 2010

Il Comune di Treviso e, in particolare, l’Ufficio Soggiorni del Settore

Welfare, organizza durante la prossima estate i soggiorni climatici

per persone anziane autosufficienti (periodo indicativo da giugno a

settembre). I turni, della durata ciascuno di 14 giorni, si svolgeranno

in località marine, montane e termali.

Considerata la necessità di garantire per ciascun turno di soggiorno la

presenza di un assistente con qualificazione in campo medico e l’assistenza

agli anziani sia sotto profilo sanitario che della socializzazione, si chiede

cortesemente di dare pubblicità alla presente richiesta e di inviarci un

elenco di medici o di studi associati disponibili ad incarichi temporanei

(anche sostituzione medici di base) per un eventuale accompagnamento

ai soggiorni per anziani organizzati da questa Amministrazione.

Si precisa naturalmente che vitto e alloggio saranno a completo carico

del Comune di Treviso e che sarà riconosciuto ad ogni professionista

un rimborso spese forfetario di Euro 85,00 circa al giorno (pari a euro

1.250,00 totali).


POLESINE MEDICO < SETTEMBRE 2009 > PAG. 26

Sostituzioni

Medici disponibili per sostituzioni

in Medicina Generale

Coloro che sono in elenco

ma non disponibili

per le sostituzioni

sono pregati

di comunicarlo

agli uffici di segreteria

0425.28426

COgNOME-NOME VIA LOCALITà TELEFONO

Dott. Abati Carlo Rosmini Padova 049 758624

Dott. Al Horany Osama Leopardi, 9 Belfiore (VR) 340 3782749

335 8590669

Dr.ssa Ambrosio Cristina Fedeli, 5 Sant’Apollinare 0425 492602

349 5963206

Dr.ssa Arzenton Marianna Pozzetto, 3 Bevilacqua (VR) 348 7075297

Dott. Basal Jamal Padova 349 0068289

Dr.ssa Bellan Alessia Messina, 13 Taglio di Po 335 7583787

D.ssa Beltrame Daniela P. Nenni, 143 Corbola 0425 45346

347 3159516

Dott. Benelle Marco Trieste, 43 Rovigo 0425 25020

347 6480666

Dott. Bennati Luciano Sauro, 1/1 Arezzo 347 3394538

Dott. Benvegnù Massimo Pescheria, 6/I Adria (RO) 0426 901361

335 5458951

Dr.ssa Bergamini Lucia Pironi, 114 Bondeno (FE) 0532 897639

Dr.ssa Bergo Francesca Don Minzoni, 114 Bottrighe (RO) 0426 43445

328 2643211

Dr.ssa Bergo Laura Salvo d’Acquisto, 26 Rosolina (RO) 0426 664160

349 3935399

Dott. Bonansiga Umberto C. Boldrini, 24 Bologna 051 524838

Dott. Bondesan Claudia S. Michele del Carso, 22 Rovigo 0425 490274

347 7151804

Dott. Braga Giancarlo Roma, 258 Ceregnano 347 0000333

Dott. Broglio Cristiano Canaletto sup. 97 Stanghella PD) 329 7127303

Dott. Burato Alberto Marco Polo, 93 Guarda V. (RO) 0425 487085

347 0452696

Dott. Cabianca Massimo Asl 18 Mazzini, 9 Castelmassa 329 7955023

Dott. Capuzzo Marco IV Novembre Solesino (PD) 392 1340312

Dott. Catalano Giovanni R. Pampanini, 68/39 Corbola (RO) 347 4122224

Dott. Cataldo Serena Coperta, 6 Ferrara 328 8855392

Dr.ssa Cervati Giovanna Costituzione, 18/d Rovigo 0425 35871

349 1874699

Dott. Cobianchi Marina Asl 18 C. Forlanini, 31/a Rovigo 340 3769866

Dr.ssa Costanzo Alessandra C.so del Popolo, 409 Rovigo 0425 423787

347 4730739


POLESINE MEDICO < SETTEMBRE 2009 > PAG. 27

Sostituzioni

Dott. Crovatti Stefano Cavour, 6 Portomaggiore (FE) 340 2577870

Dott. D’Aloia Massimo Pascoli, 3 Adria (RO) 347 7511041

Dr.ssa Destro Elisabetta Piva Domenico, 28 Rovigo 0425 23954

328 5445815

Dott. Diamanti Michele Gorizia, 7 Rovigo 0425 24890

329 3266933

Dott. Drago Antonio Vecchio Adige, 35 Arre (PD) 334 6673363

Dr.ssa Duca Rosaria Finzi, 74 Badia Pol. (RO) 0425 51874

Dr.ssa Ferrari Antonella Negrelli, 1 Rovigo 0425 21144

328 9265606

Dr.ssa Finotti Elena Marconi, 19 Taglio di Po (RO) 0426 660480

(anche Pediatri) 320 0155118

049 613730

Dott. Franco Riccardo Arzerini, 18/A Rovigo 0425 491023

328 0133822

Dr.ssa Frasson Claudia Cà Matte, 47 Boara Pol. (RO) 347 6447559

Dr.ssa Fricano Giuseppina Roma, 39 Limena (PD) 338 9202257

Dr.ssa Frigato Gemma Passo, 117 Bosaro 328 9079006

Dr.ssa Fusaro Laura Guarnieri, 30 Adria (RO) 349 5301964

Dott. Gandolfi Matteo Ponte Roda Rovigo 348 0001247

Dr.ssa Gnesini Giulia Mascagni, 66/C Rovigo 0425 410857

328 7385648

Dr.ssa Kilzie Amira Viale Porta Adige, 50/C Rovigo 0425 33633

347 3214779

Dr.ssa Magiteri Barbara 349 5363118

Dr.ssa Mahinda Wanjiku Lucy Pindemonte, 25 Padova 049 8802595

328 8666531

Dott. Manna Daniele S.M. Nuova, 3 Lendinara (RO) 349 4233378

Dr.ssa Mantovani Monica Patin Padova 049 756053

(anche Pediatri) 339 3513339

Dott. Marchesan Jacopo Pietro Nenni, 80 Costa di Rovigo 333 9261801

Dott. Masini Marco Don Minzoni, 963 Rovigo 347 1240887

Dr.ssa Mazzucco Tamara Adigetto, 39 Villanova G. 333 1104469

335 5801970

Dott. Mignone Lucio Firenze, 9/a Porto Viro 0426 321378

Dr.ssa Milan Marta G. Galilei, 21 Rovigo 340 7766816

Dr.ssa Moncon Alessandra Dosso Faiti, 3/3 Rovigo 340 8233384

Dr.ssa Nardini Silvia S. Michele del Carso, 15 Rovigo 0425 490029

338 3840380

Dr.ssa Osti Federica I. Monti, 6/a Rovigo 334 9916374


POLESINE MEDICO < SETTEMBRE 2009 > PAG. 28

Sostituzioni

Dr.ssa Panico M. Carmen Nicolò dÈ Conti 11 Monselice 0429 74229

Dr.ssa Pavan Silvia V.lo S. Barbara, 30 Rovigo 0425 24849

340 6683730

Dr.ssa Pavanello Laura Mantovana, 31 Porto Viro (RO) 0426 631670

348 7708480

Dott.Petracca Ettore Corso del Popolo, 84 Rovigo 0425 361496

328 3334360

Dr.ssa Pettinacci M. Beatrice Sauro, 13 Adria 0426 21419

328 7692576

Dr.ssa Piva Gina Pampanini, 164 Corbola 347 6364713

Dott. Prandin Oberdan Venezia 041 900490

333 7819176

Dr.ssa Rizzo Caterina V.le Gramsci, 70/a Rovigo 0425 360277

393 5322023

Dott. Roccato Michele Marconi, 3 Rovigo 0425 22974

347 2560914

Dott. Roccato Moreno Loc. Dragonzo, 13 Baricetta 0426 46379

340 6798631

Dr.ssa Rogato Cristina Don Minzoni, 63 Rovigo 0425 27033

347 3576158

Dr.ssa Rossi Cinzia G. Spontini, 3 Rovigo 0425 362142

320 6969168

Dr.ssa Rossi Laura Pastrengo, 9 Boara Pol. (RO) 0425 485377

349 1575769

Dr.ssa Segato Gloria Trieste, 88 Rovigo 340 5517072

Dr.ssa Smorgon Cristiana S. Donatoni, 120 Pontecchio P. (RO) 0425 492738

349 4460688

Dr.ssa Soini Barbara Pontedera, 22 Padova 049 681569

349 5661802

Dott. Spinardi Francesco Oroboni, 92 Rovigo 0425 31891

346 3742954

Dott. Stievano Laura Rizzieri, 10 Grignano Pol. 345 3223277

Dr.ssa Tiupa Ala Largo Cappellini, 37 Rovigo 340 6428718

Dr.ssa Tosi Anna Lisa Curiel, 10 Occhiobello 348 7355631

Dr.ssa Tuzza Angelina Chizzolini, 53 Ferrara 347 2822409

Dott. Veronsese Nicola Roma, 79 Taglio di Po (RO) 349 0953242

Dr.ssa Vitulo Anna (per ASL 19) Reg. Margherita, 1 Cavarzere 347 1261805

Dr.ssa Zaghi Silvia C.so Risorgimento, 19 Porto Viro (RO) 347 4632727

Dr.ssa Zambon Chiara Del Bersagliere, 3/A Rovigo 328 4574411

Dr.ssa Zambon Emmarosa E. Berlinguer, 51 Stienta 0425 751506

329 2117135

Dr.ssa Zanforlini D’Isanto Mariangela Grimani, 14 Rovigo 320 9655456


!

OR

AR

IO

DI APERTURA

DEgLI UFFICI

DELL’ORDINE

DEI MEDICI

La segreteria è aperta

tutti i giorni

dal lunedì al venerdì:

10.00 - 13.00

16.00 - 18.00

escluso il sabato

ALL’ORDINE DEI MEDICI CHIRURGHI E DEGLI ODONTOIATRI

SEGRETERIA DELLA REDAZIONE DE IL” POLESINE MEDICO”

Via Silvestri n.6 - 45100 Rovigo

Tel. 0425 28426 - Fax. 0425 28620 - E-mail ordmedro@tin.it

PICCOLI ANNUNCI

Piccoli annunci è una rubrica riservata ai medici.

Con essa si vuole mettere a disposizione un utile strumento di

comunicazione. Chiunque voglia far pubblicare un annuncio

può utilizzare il modulo sottoriportato.

Nome .................................................................................................. Cognome .................................................................................................................................

residente in Via .................................................................................................città .............................................................................. CAP ....................................

Tel. n. ........................................................................... Fax ................................................................................ E-Mail.......................................................................

TESTO DELL’ANNUNCIO

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autorizzo la pubblicazione di questo annuncio completo di indirizzo, numero telefonico.

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Compilate e inviate questa scheda. L’annuncio sarà pubblicato gratuitamente.


Attività Ambulatoriali

convenzionate

• CARDIOLOGIA, ECOCARDIOGRAFIA,

ECG DINAMICO/HOLTER,

ECG DA SFORZO

• CHIRURGIA GENERALE

• DERMATOLOGIA

• ENDOSCOPIA DIGESTIVA

• ECODOPPLER VASCOLARE

ARTEROVEN.

• GINECOLOGIA, ECOGINECOLOGIA,

SCREENING MENOPAUSA

• NEUROLOGIA, EEG,

ELETTROMIOGRAFIA

• OCULISTICA

• ORTOPEDIA,

CHIRURGIA DELLA MANO

• ORL, AUDIOMETRIA

• UROLOGIA

Presidente: prof. Ilario BELLINAZZI

Raggruppamento Unità Funzionali Mediche:

Area Riabilitativa

CASA DI CURA PRIVATA

già POLICLINICO

Via Sichirollo, 30 - Rovigo - Tel. 0425.426111 r.a.

Aut. Reg. n. 564 del 14.03.96

• MEDICINA GENERALE •

• GERIATRIA •

• ONCOLOGIA •

RECUPERO E RIEDUCAZIONE FUNZIONALE

GUARDIA MEDICA INTERNA 24 ORE SU 24

Direzione Sanitaria: Dr.ssa Mila MASORGO

Servizi di diagnosi e cura convenzionati

• DIAGNOSTICA RADIOLOGICA / ECOGRAFICA / MAMMOGRAFIA / DENSITOMETRIA

RM ARTICOLARE

• LABORATORIO ANALISI

• FISIOKINESITERAPIA

Attività ambulatoriali

non convenzionate

• MEDICINA DEL LAVORO

• MEDICINA LEGALE

s.r.l.

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