Leggi Scoop in formato PDF - Cooperativa Sociale Cadiai

cadiai.it

Leggi Scoop in formato PDF - Cooperativa Sociale Cadiai

Poste Italiane s.p.a.

Spedizione in Abbonamento Postale

D.L. 353/2003

(conv. in L. 27/02/2004 n° 46)

art. 1, comma 2, DCB BO

Nasce Gatik

Si è concluso

a Newcastle

E-DIgNITIES

numero 37

settembre 2012

Colore e ironia per l’Atelier

“Il Maggiociondolo”

CADIAI aderisce

al progetto gAIA

del Comune di

Bologna

scoop@cadiai.it scoop@cadiai.it - - www.cadiai.it

www.cadiai.it

Decimo compleanno

per il Cendtro Diurno

“I Tulipani”


numero 37

settembre 2012

Periodico trimestrale di CADIAI

Registrazione Tribunale di Bologna:

n. 7703 del 18/10/2006

Direttore Responsabile:

Gianluca Montante

Comitato di redazione:

Ornella Montanari, Gloria Verricelli

Proprietario ed Editore:

CADIAI Cooperativa Sociale

via Boldrini 8 - 40121 Bologna

Direzione e Redazione:

via Boldrini 8 - 40121 Bologna

Tel 051 74 19 001

Fax 051 74 57 288

Coordinatrice di redazione:

Giulia Casarini

Collaboratori:

Anna Chiara Achilli,

Anna Soccorsa Antonelli,

Domenico Capizzi, Lucia Cardone,

Anna Di Lucia, Lisa Lambertini,

Imma Massesio, Raffaele Montanarella,

Laura Piana, Sandra Varani,

Deborah Venturoli

Progetto grafico Impaginazione:

Service Group - Galleria dei Notai, 1

40124 Bologna

Stampa:

Casmatipolito

via Provaglia 3/b, 3/c, 3/d

40138 Bologna

Questa rivista è stata stampata su carta

riciclata 100% ecologica che ha ottenuto

il marchio Greenlabel dell’Unione Europea

riservato ai prodotti a minor impatto

ambientale.

sommario

1 Editoriale

I conti tornano

2 In copertina

Nasce gatik

4 Pari opportunità

Le donne... Il lavoro...

5 Cooperarazione

Legacoop per Haiti

Mostra fotografica

”La persona e il lavoro”

6 Progetti internazionali

Progetto Agid

7 Si è concluso a Newcastle

il progetto E-DIgNITIES

8 Cosa resta di Newcastle

10 Sempre al duty free

12 Attività sociale

gAIA, un progetto per Bologna

e i suoi abitanti

FARETE Dalla mail alla stretta

di mano

13 Race For the Cure 2012

I Pomeriggi letterari di CADIAI

14 Monografia

Chi ha mai sentito parlare

del SET?

Batik... Gatik!

16 Servizi

Sarebbe stata la solita

domenica e invece…

17 Progetto ginnastica per anziani

18 Verso una medicina ‘leggera’

19 Il tempo del raccolto

a granarolo

20 gita al Lido di Casalecchio

di Reno

Un gradito pensionamento

a Casa Rodari

22 Chi si ricorda?

24 CADIAI al convegno sulle

gravissime disabilità acquisite

25 Certificato “Multiutility” per

il Nido d’Infanzia “Tintoria”

di Minerbio

Quando l’“aihmè” diventa

“hai me”

26 L’emergenza non è finita

27 CADIAI e Cup 2000

Sportello Pari Opportunità

Aggiornamenti dai servizi

28 Testimonianze

È il rosso che impressiona

30 La risposta della

Amministrazione di Cento

a favore delle famiglie

31 I ritratti di Lele

La notte della Bassa

34 Lettere

34 Altre realtà

Fuorimoda

35 Liber Libero

La banda degli invisibili

36 Rubriche


I conti tornano

di Franca Guglielmetti, Presidente di Cadiai

A Settembre, come ogni anno, è possibile

fare un esame piuttosto rigoroso

del modo in cui si è sviluppata l’attività

della Cooperativa nel primo semestre

dell’anno e per fare questo abbiamo

a disposizione diversi strumenti

da utilizzare in modo integrato:

- il “controllo di gestione” che si occupa

principalmente di analizzare

l’andamento economico/gestionale

della Cooperativa (che ha periodicità

trimestrale);

- il “report al 30/06” dei Settori e dei

servizi di staff, che contiene una verifica

sull’andamento di quanto programmato

all’inizio anno;

- il“riesame della direzione”, che valuta

lo stato di adeguatezza del sistema

qualità aziendale.

Nel loro insieme questi strumenti consentono

alla Direzione Operativa e al

Consiglio di Amministrazione di tenere

monitorati tutti gli aspetti delle attività,

di raffrontarli con i dati di budget

e le programmazioni annuali, di valutare

gli scostamenti e di trarre indicazioni

per lo sviluppo di queste nella seconda

parte dell’anno.

CADIAI è una grande impresa, se non

nel fatturato, che non è comunque piccolo

se guardiamo ai numeri che seguono,

sicuramente nel numero degli

occupati. Una organizzazione così

complessa, che deve assicurare servizi

fondamentali a oltre 4000 utenti e garantire

continuità di occupazione ad

oltre 1200 persone, deve essere governata

utilizzando sistemi di controllo e di

riesame dell’attività molto precisi.

Ogni trimestre facciamo il controllo

di gestione, ma la scadenza del 30 di

Giugno è, per questi aspetti, molto im-

editoriale

portante: a metà anno guardiamo se la

direzione che abbiamo seguito è quella

prevista, se le cose stanno andando secondo

i piani e, se non è così, occorre

motivare il perché ovvero spiegare in

base a quali scelte o accadimenti si è

registrato un andamento diverso.

È un momento importante, di riflessione

e di confronto, all’interno dei

singoli uffici e in tutte le sedi di raccordo

trasversale: Direzione Operativa,

coordinamenti amministrativi, coordinamenti

di staff, Consiglio di Amministrazione.

Di seguito forniamo alcuni dati che illustrano

lo stato della Cooperativa a

metà dell’esercizio.

FATTURATO

Il fatturato complessivo della Cooperativa

nel primo semestre è risultato

pari a € 20.264.462, in linea con il Budget,

in aumento del 7,17% rispetto al

dato dello scorso anno e così suddiviso:

- Settore Residenze Anziani € 5.453.778

- Settore Socio Assistenziale € 2.792.884

- Settore Servizi ai Disabili € 3.616.785

- Settore Educativo, pari a € 7.014.464,27

- Settore Prevenzione e Protezione

€ 1.383.669

OCCUPAZIONE

I dipendenti al 30/06/2012 erano 1230,

di cui 1190 a tempo indeterminato. Di

questi, 793 sono soci. Ad essi occorre

aggiungere i 50 liberi professionisti che

hanno un rapporto stabile con la Cooperativa,

24 dei quali sono soci.

L’assenteismo per malattia è risultato

pari al 5,35% e quello per infortunio

allo 0,71%.

NUOVI SERVIZI

Nel corso del primo semestre sono stati

avviati alcuni nuovi servizi nei quali CA-

DIAI svolge una parte delle attività: la

residenza Parco della Graziosa, a Man-

numero 37

settembre 2012

zolino (MO), gestita dal Consorzio KE-

DOS, a Gennaio; la residenza Parco del

Navile (BO), sempre gestita dal Consorzio

KEDOS, a Marzo; l’Hospice di Casalecchio,

gestito dalla Fondazione Seragnoli,

a Maggio.

Sempre a Marzo è stato avviato il servizio

di assistenza domiciliare privata

ComeTe in collaborazione con Obiettivo

Lavoro. Siamo subentrati nella gestione

del Gruppo Appartamento“Between”,

gestito precedentemente da

Nuova Sanità. Abbiamo sviluppato un

nuovo servizio, di carattere gestionale

e amministrativo, per l’avvio delle attività

dell’asilo nido aziendale del

Gruppo COESIA.

RISULTATO NETTO

Avevamo previsto di chiudere con un

margine corrispondente allo 0,90%

del fatturato e il risultato è stato migliore

della previsione. Un andamento

quindi più positivo, ma sappiamo che

il secondo semestre non andrà altrettanto

bene, soprattutto per il fatto

che, durante il periodo estivo, alcune

attività si fermano e quindi calano i ricavi,

senza che i costi calino in modo

corrispondente. Inoltre dal mese di

Ottobre scatterà il riconoscimento

della seconda tranche del nuovo

CCNL, pertanto i costi del lavoro aumenteranno

in maniera significativa

a fronte di un incremento molto contenuto

delle tariffe - rette nei servizi in

accreditamento che ci hanno riconosciuto

a partire dal secondo semestre.

Oggi facciamo comunque tesoro di

questo risultato, non scontato, che ci

rassicura rispetto alle previsioni di chiusura

dell’anno 2012.

1


numero 37

settembre 2012 in

Nasce Gatik

Novità importanti per l’Atelir

“Il Maggiociondolo”.

di Arlene Dalolio

Se dovessimo raccontare il percorso dell’Atelier

“Il Maggiociondolo” di questi

anni dovremmo raccontare la storia di

una grande scalata, molto entusiasmo

da parte di un gruppo che con impegno

e tenacia e qualche piccola delusione

è riuscito a fare grandi cose.

Dal Maggio 2007, sotto la guida della

Maestra d’Arte e pittrice Bitas, iniziammo

a sperimentare la pittura su

stoffa con l’utilizzo della laboriosa tecnica

del batik. Curiosità che contraddistingue

fin dal suo esordio questa attività

è legata al fatto che la Maestra,

inserita come borsa-lavoro, si è dimostrata

immediatamente una enorme risorsa.

Il procedere passo dopo passo in

ogni singola fase di “costruzione” del

batik, ha fatto in modo che l’interazione

2

copertina

fra utenti, educatrici e conduttrice fosse

molto forte e questo, a tutt’oggi, non fa

che rinforzare alcune peculiarità che,

nella fase di avvio del progetto erano

state poste come punti forti di tale attività

quali:

- stimolare la fantasia di ciascuno e

la sua espressione per aumentare la

stima della propria persona attraverso

il sostegno o il rafforzamento delle

capacità di scelta;

- promuovere la sperimentazione

del proprio sé in relazione agli altri e

la capacità di apprendimento ed elaborazione

di un percorso per la realizzazione

delle idee;

- sviluppare la capacità di mediare

e collaborare con gli altri nel percorso

necessario alla realizzazione

dell’oggetto;

- aumentare le capacità di gestire

con autonomia “il proprio lavoro”;

- rendere più amichevole la propria

individualità (pregi e difetti-riconoscimento

ed accettazione);

- acquisizione di nuove tecniche di

espressione (carte, stoffa ecc.);

- esporsi al pubblico attraverso mostre

e stand per avere un riscontro

anche con le realtà esterne.

Soprattutto per raggiungere l’ultimo

obiettivo abbiamo fatto in modo che

la mostra dei manufatti potesse essere

allestita in qualunque contesto e che,

oltre ad essere una esposizione di tele

e stoffe dipinte, fosse un momento informale

di confronto con le persone

che, osservando le opere, fossero stimolate

a conoscere il mondo della disabilità

in uno dei suoi molteplici

aspetti. Le esposizioni sono state

quindi itineranti e si sono svolte in

tutti quei luoghi che permettono il

confronto su tale tematica.

Ciò non fa che rafforzare la voglia e

l’indole del Maggiociondolo ad essere

un servizio aperto al confronto

con l’esterno, alla ricerca di relazioni

con il territorio e con chi incuriosito è

interessato a conoscerci e a frequentarci.

Per esempio, assieme a molti altri

servizi del Settore Servizi ai disabili abbiamo

tenuto aperto uno stand alla Fe-


sta dell’Unità di Bologna per ben quindici

giorni! I ragazzi si sono divertiti, è

stata un’occasione di uscita serale e di

relazione in un contesto davvero molto

frequentato e di passaggio.

Dopo questi anni di lavoro gli utenti

dell’Atelier, da allievi di una attività,

sono diventati maestri a loro volta,

ovverosia sono in grado di spiegare

ad altre persone i vari passaggi di tale

tecnica, corredati anche da piccoli

trucchi del mestiere ma questo non ci

è bastato.

Abbiamo pensato che fosse l’ora di

farci conoscere ancora di più dal territorio,

ma in una maniera, perché no!,

più professionale e ancor più, se possibile,

originale.

Abbiamo quindi considerato che

fosse necessario avere un logo, un

nome che ci identificasse anche graficamente,

come le grandi e vere case di

moda. L’utilità di questo sarebbe stata

doppia: da un lato ci avrebbe reso

sempre e comunque riconoscibili all’esterno

e dall’altro avrebbe dato un

maggior senso di continuità e appartenenza

al nostro operare.

Anche nella realizzazione di questa

novità abbiamo voluto essere attivi indicando

all’agenzia grafica come lo volevamo

(o almeno come lo immaginavamo!),

disegnando addirittura alcune

bozze. Dopo aver valutato una serie

di ipotesi, per esempio una stilizzazione

delle casette che spesso ricorrono

nei nostri batik piuttosto che gli

omini, finalmente è arrivato GATIK, un

marchio che prima di tutto ci ha fatto

sorridere e quindi ci ha conquistati.

Ma non ci siamo fermati con questo.

Che te ne fai di un marchio se non hai

anche un book che mostri le tue opere?

Detto fatto, lo abbiamo realizzato, leg-

numero 37

settembre 2012

gero e colorato proprio come siamo

noi. Avvalendoci della collaborazione

del fotografo Gilberto Veronesi sono

state realizzate splendide fotografie

delle nostre opere, degli arazzi, borse,

gonne e magliette che, raccolte tutte

assieme, hanno dato vita ad un book

fotografico di pregio che ci fa sentire

ancora più orgogliosi di ciò che facciamo.

Ovviamente va detto grazie all’impegno

della Cooperativa che ha creduto

in noi: ora siamo un po’più pronti ad affrontare

il pubblico con un nuovo nome

e sempre un maggiore entusiasmo, e

poi ciò che succederà si vedrà…

3


numero 37

settembre 2012

Le donne…

il lavoro…

Un po’ di Svezia e di CADIAI.

di Vania Zanotti, Resposabile delle politiche

per le Pari Opportunità

La crisi economica non ha rallentato il

suo corso e non ci sono previsioni ottimistiche

all’orizzonte.

Attendiamo, da mesi, dal Governo e

dalla politica l’esplicitazione di azioni

che portino l’Italia in una fase di ricrescita,

ma il tempo passa, le parole abbondano

e le azioni latitano.

La crisi ha colpito più duramente gli

uomini delle donne perché il numero

di uomini occupati è di molto superiore

rispetto alle donne. Il divario occupazionale

tra donne e uomini in Italia è il

più alto fra i Paesi europei (oltre 20

punti percentuali contro i 12 della media

europea e i 4 della Svezia).

La richiesta, da parte delle donne, di

essere occupate fa ancora fatica a trovare

risposte.

Quando nascono i figli l’occupazione

femminile diminuisce ed è una magra

consolazione constatare che avviene in

tutti i Paesi europei tranne che in Svezia

dove le politiche di conciliazione sono

reali e i rapporti di coppia più paritari

perché la cultura della parità di genere è

radicata, in quel Paese, da decenni.

In Italia, poi, molte donne non ricominciano

a lavorare neanche quando

i figli crescono perché non riescono

più a rientrare nel mercato del lavoro.

Si assiste allo strano paradosso nel

quale diversi osservatori economici indicano,

fra le tante cause che producono

la crisi economica, anche l’invecchiamento

continuo ed inesorabile

della popolazione italiana e che, invece,

al contrario, l’aumento dell’occupazione

femminile sarebbe determinante per favorire

la crescita dell’economia perché

l’aumento del numero di occupati fa-

4

pari opportunità

rebbe scendere il rapporto fra pensionati

e lavoratori, rendendo più sostenibile

l’erogazione delle pensioni e aumentando

il tasso di natalità.

Infatti, nei Paesi europei dove le

donne sono maggiormente occupate

e i loro salari non sono inferiori

a quelli degli uomini c’è una maggiore

crescita economica e aumentano

le nascite.

Il lavoro delle donne permette poi un incremento

del reddito familiare che dà la

possibilità, alla famiglia, di usufruire di

quei servizi che rispondono al bisogno

di conciliare il lavoro delle donne con il

lavoro di cura che tradizionalmente è a

loro carico, potenziando, in questo

modo, lo sviluppo dei servizi che è anche

sviluppo di occupazione.

Nella nostra provincia, e questo dato

fa molto riflettere, è diminuita la richiesta,

da parte delle famiglie, di

accesso ai nidi dei bambini. Quando

il reddito familiare cala si rinuncia ai

servizi, soprattutto se ci sono i nonni o

un componente la famiglia è in cassa

integrazione.

Al contrario, a Bologna, ci sono 406 bambini

in lista d’attesa per entrare nella

Scuola dell’Infanzia. La carenza di questo

servizio rende molto complicata la permanenza

delle madri al lavoro se non ci

sono nonni a disposizione.

Chi cessa l’esperienza lavorativa quando

si hanno bambini, è sempre la donna.

Se accade ad un uomo, viene intervistato

dai giornali e rappresentato come

un eroe.

Il lavoro di cura è completamente a carico

delle donne. Gli uomini collaborano

di più, però il cambiamento è lentissimo

e la divisione dei compiti è

ancora molto tradizionale. C’è più collaborazione

nell’ambito della cura dei

figli, soprattutto nel gioco, ma poco è

cambiato nel lavoro domestico.

A livello europeo le donne italiane

detengono il record di lavoro familiare

con cinque ore e venti minuti in

media al giorno. Le donne svedesi

impiegano tre ore e quarantadue mi-

nuti di media.

In Svezia, dove sono storicamente attive

politiche di conciliazione con un’offerta

di servizi universale per i bambini,

le donne stanno con agio dentro al mercato

del lavoro e non sono costrette a rinunciarvi

se nascono figli.

CADIAI, per rendere fattibile l’obiettivo

della conciliazione ha inoltrato

domanda di finanziamento relativa a

progetti finalizzati alla realizzazione

di azioni positive per la conciliazione

tra tempi di lavoro e tempi di cura della

famiglia, presentati ai sensi dell’art. 9

della legge 8 Marzo 2000, numero 53.

Ricordo che le azioni positive sono rivolte

a lavoratrici e lavoratori CADIAI e

prevedono interventi di flessibilità al

lavoro, attraverso l’attivazione di 3 contratti

di telelavoro, servizio di fattorino

aziendale, ovvero un servizio di disbrigo

delle pratiche utile a liberare

tempo alle lavoratrici e ai lavoratori e di

centro estivo aziendale per offrire un

servizio che supporti le lavoratrici e i lavoratori

nella gestione quotidiana dei

bambini durante la chiusura estiva

delle strutture scolastiche.

Abbiamo presentato i progetti alla fine

di Ottobre 2011. Ad Aprile si sarebbe

dovuto concludere la disamina dei progetti

da parte del Ministero della Famiglia.

A tutt’oggi non abbiamo risposte.

Attendiamo con fiducia sperando di realizzare,

l’anno prossimo, alcuni dei progetti

che abbiamo presentato.


cooperazione

Legacoop per Haiti

Riportiamo alcuni punti della

lettera di Giorgio Bertinelli,

Vicepresidente Vicario di

Legacoop Nazionale, che

danno conto degli interventi

realizzati con la raccolta fondi

promossa da Legacoop e a cui

CADIAI aveva partecipato.

Cari Amici,

in occasione della nostra recente Assemblea

Generale, lo scorso 5 Luglio,

abbiamo fornito un resoconto dei fondi

raccolti (€295.896,60) e dell'attività realizzata

grazie alla raccolta fondi lanciata

nel Gennaio 2010 da Legacoop ed alla

quale con generosità hanno risposto

le cooperative associate, i soci, i dipendenti

e le strutture Legacoop.

I progetti avviati nell'Agosto del 2010

si sono conclusi tra Dicembre 2011 e

Febbraio 2012. Essi sono stati realizzati

da tre Organizzazioni Non Governative:

GVC, OXFAM ITALIA e Medici

Senza Frontiere, organizzazioni di consolidata

esperienza che già operavano

ad Haiti prima del terremoto e con le

quali Legacoop e molte delle sue associate

hanno rapporti di costante collaborazione.

Nel progetto realizzato con GVC e con

l'organizzazione locale per lo sviluppo

dei contadini, OOPP, a Vialet, ci siamo

impegnati a ridurre la vulnerabilità e

l'insicurezza alimentare delle famiglie

con donne come capofamiglia. I beneficiari

diretti sono stati circa 1.700, quelli

indiretti oltre 80.000. È stato costruito

un centro di trasformazione agricolo

polifunzionale, pienamente funzionante

ed equipaggiato: sono state avviate

attività di formazione per le

donne e di capacity building per il personale

della stessa organizzazione locale

al fine di promuovere iniziative generatrici

di reddito.

AL es Cayes, con Oxfam Italia e RECO-

CAS (rete che raggruppa 10 cooperative

agricole del dipartimento a sud

dell'isola) abbiamo rimesso in produzione

1.100 parcelle agricole e 5 di

piccolo allevamento; è stato riattivato

un sistema di commercializzazione

dei prodotti in loco; sono stati realizzati

corsi di formazione di carattere

agronomico per circa 300 produttori

di caffè e interventi formativi specifici

sui temi di gestione organizzativa

della cooperativa, leadership, gestione

delle responsabilità di direzione

e controllo, tenuti in collaborazione

con il Consiglio Nazionale delle

Cooperative di Haiti.

Infine, a Febbraio 2012, a Tabarre, area

industriale nella zona est della capitale

Port-au-Prince, Medici Senza Frontiere

ha ultimato la costruzione del centro

NAP KENBE come risorsa aggiuntiva

numero 37

settembre 2012

per gli haitiani che necessitano di cure

mediche gratuite.

Composto da 268 unità modulari,

l'ospedale ha 108 posti letto. Il centro di

riferimento per le urgenze chirurgiche,

ortopediche e viscerali di Tabarre fornirà

cure traumatologiche di emergenza

e chirurgia addominale, in grado

di effettuare 150 interventi al mese.

Il contributo Legacoop ha permesso la

costruzione di un'unità modulare dedicata

a sala risveglio post-operatoria.

La cifra residua sul conto ad hoc

"Legacoop per Haiti" ammonta a

€24.952,17 che, come deciso dall'Assemblea

Legacoop, saranno ripartiti

pro quota tra le tre ONG per

micro progetti ad Haiti.

La mostra fotografica “La persona e il lavoro” è stata inaugurata il 27 Agosto

2012 presso lo stand “Idea Lavoro” della Festa dell’Unità Provinciale

di Bologna alla presenza di Susanna Camusso, Segretario Generale della

CGIL, Raffaele Donini, Segretario del Partito Democratico di Bologna e

Paola Pallottino, esperta di storia dell’illustrazione.

Per l’occasione CADIAI ha fornito alcune fotografie che testimoniano “il

lavoro di cura”.

La mostra, curata da Stefano Borgatti e Tullia Moretto del Forum Lavoro del

PD di Bologna, dà conto, attraverso un excursus storico che parte dall'inizio

del Novecento, dell'evoluzione delle tematiche dal lavoro, mostrando

lavoratrici e lavoratori all'interno dei loro luoghi di lavoro, con l'idea di valorizzare

la testimonianza umana civile e sociale delle persone.

5


numero 37

settembre 2012

Progetto AGID

Il tempo della condivisione:

l’esito dei «focus groups».

di Patrice Morel, Les Genêts d’Or

(trad. it. M. Christine Melon)

Il Progetto Agid è un progetto europeo

che si propone di costruire moduli formativi

indirizzati ai professionisti che accompagnano

le persone con disabilità

intellettiva nell’invecchiamento. Finanziato

dall’Agenzia Esecutiva della Commissione

Europea, questo progetto è centrato

sulla costruzione di un programma

formativo che avrà la particolarità di essere

accessibile attraverso un portale

web. Attualmente in corso di elaborazione

da parte di un consorzio internazionale

che raggruppa partner motivati e

preoccupati di rispondere al meglio ai

nuovi bisogni evolutivi di questa particolare

fetta di popolazione, il programma

fornirà risposte diversificate in

base alle differenti professionalità degli

operatori coinvolti.

Consultazione nei focus groups: esiti

Nella riunione di apertura del programma

AGID, alla fine di Gennaio in

Lussemburgo, i Paesi partner hanno

deciso di conferire a Zonnelied, associazione

belga che rappresenta diverse

realtà delle Fiandre, il coordinamento

metodologico della raccolta dati presso

campioni significativi di popolazione

(utenti disabili, loro familiari e professionisti).

Questo importante passaggio

è la base su cui poggerà la costruzione

dei moduli formativi rivolti agli operatori

che accompagnano le persone in

situazione di handicap psichico nel processo

di invecchiamento. Allo scopo di

garantire un’accettabile omogeneità

alle pratiche di consultazione delle popolazioni-bersaglio

selezionate da ciascun

Paese, alcuni rappresentanti dei

Paesi partner hanno approfondito l’ap-

6

progetti internazionali

Atmosfera di studio alla Northumbria University (Newcastel, Nord-Est dell’Inghilterra) il 10 e 11 Giugno

scorsi.

proccio metodologico dell’Appreciative

Inquiry durante una formazione di due

giorni in Febbraio a Bruxelles.

L’incontro di Giugno in Inghilterra si è

focalizzato sulla condivisione dei numerosi

temi derivati dagli scambi con le

persone coinvolte nei focus groups condotti

in ciascun Paese.

Il secondo passaggio è stata la seriazione

delle idee e dei concetti raccolti,

per arrivare a un inventario di categorie

coerenti che costituirà la trama del

programma formativo.

Costanti e variabili nell’analisi dei

dati raccolti

I dati emersi dalle consultazioni mettono

in evidenza tre macro tendenze

nei contenuti espressi dai protagonisti

dei focus groups in ciascun Paese: il concetto

di autodeterminazione nelle

scelte di vita (indipendentemente dall’età),

i mezzi materiali necessari per una

vita (e un fine vita) quantomeno dignitosi,

l’importanza delle relazioni sociali.

Si è inoltre osservata una rilevante somiglianza

fra i gruppi francesi e quelli

italiani sull’attenzione alla libertà di

scelta e a progetti di vita indipendenti

dalle scelte istituzionali. I rappresentanti

dei Paesi del “nord” hanno invece

evocato il loro impegno per la collettività

come base della coesione sociale,

che è fondamentale per l’equilibrio individuale.

In ogni caso, i pareri e le raccomandazioni

derivati da queste consultazioni

valgono trasversalmente per gli uni

come per gli altri, se si considera che individuo

e collettività esprimono ciascuno

livelli di risposta adattati a situazioni

complesse e diversificate.

E comunque, i valori che sono alla base

di un accompagnamento rispettoso

della volontà di governare il proprio

destino fino alla fine del cammino sono

rimasti implicitamente centrali durante

tutto il dibattito.

Una divisione dei compiti e un programma

di coordinamento ben

scandito

Il brainstorming e l’analisi dei dati derivati

dai focus groups hanno portato,

alla fine delle due giornate dedicate

alla categorizzazione, a decidere l’allestimento

di sei moduli di formazione

interattiva di sessanta o settanta diapositive

ciascuno.

I moduli tratteranno della regolazione

delle emozioni nel sostegno al processo

di invecchiamento, dell’approc-


cio centrato sulla persona, dell’aspetto

relazionale e della comunicazione con

l’ambiente, della lettura globale dei bisogni

e dell’approccio integrato alla

cura, degli atteggiamenti appropriati

nel trattare un’utenza che sta diventando

anziana, delle differenze fra l’invecchiamento

normale e patologico.

Saranno particolarmente curate le potenzialità

interattive del programma e

l’informazione sarà arricchita da riferimenti

bibliografici e dalla possibilità di

includere link su argomenti correlati.

Adesso, ogni Paese dovrà realizzare entro

la metà di Ottobre una bozza esaustiva

del proprio modulo, che sarà sottoposta

al controllo incrociato di altri

due partners. In seguito ci sarà la sperimentazione

“faccia a faccia” di un

gruppo di esperti, che adotteranno per

le loro valutazioni il metodo Delphi, di

cui parleremo in un prossimo comunicato.

La loro validazione a priori dovrà

essere completata entro la metà di dicembre,

in tempo per la riunione di coordinamento

che si terrà a Vienna.

Dato il taglio europeo del progetto, a

fronte della complessità derivante dall’eterogeneità

delle Politiche Sociali nazionali

si è deciso di non trattare all’interno

del programma formativo questo

particolare aspetto, che rileva prevalentemente

informazioni riguardanti i

singoli Paesi, provincie o territori, a seconda

delle suddivisioni politico-amministrative.


I post-it giganti sono stati il supporto privilegiato

per il lavoro di categorizzazione dei temi utili alla

costruzione dei futuri moduli formativi.

Si è concluso

a Newcastle

il progetto

E-DIGNITIES

“Scegliamo il nostro mondo

successivo in base a ciò che

noi apprendiamo in questo.

Se non impari nulla, il

mondo di poi sarà identico a

quello di prima, con le stesse

limitazioni.” R. Bach

di Lara Furieri

La fine di un progetto è sempre un

momento di bilancio, con un pizzico

di nostalgia, si ripercorrono le cose

fatte, ci si compiace dei successi e ci si

rammarica di quello che sarebbe potuto

essere stato fatto meglio.

“E-DIGNITIES” è stato un progetto che,

più di altri, è riuscito a coinvolgere diversi

interlocutori in modo concreto

ed autentico, primi tra tutti i ragazzi

dell’appartamento di “ABS” che, con

serietà e talvolta con fatica, hanno

partecipato in modo sempre attivo,

dai meeting nei diversi Paesi europei

fino alla conferenza finale dove hanno

riscosso un clamoroso successo. Neanche

la lingua, da un certo punto in

poi, è stata più un ostacolo.

numero 37

settembre 2012

Saper mettere insieme più voci, tutte

autorevoli e tutte con delle cose importanti

da dire è stata forse la scommessa

più importante vinta in questo

progetto; che cosa rimane ora?

Sicuramente ciascuno dei partecipanti

ricorda tasselli importanti di questa

“avventura”, cose dette, viste o sentite

che, in modi diversi, ci hanno fatto riflettere

e crescere. I pubblici amministratori,

sempre presenti e coinvolti,

hanno ascoltato gli utenti e gli operatori

e con loro si sono confrontati, in

un ambiente sempre supportato da

interventi autorevoli di esperti europei

nei diversi settori.

Ora, la relazione finale è stata consegnata

e il progetto è ufficialmente

finito, ma è proprio adesso che “si inizia”:

tutte le parole chiave e le raccomandazioni

che sono emerse tra i diversi

interlocutori; famiglie, utenti,

pubblici amministratori, operatori e

gestori di servizi sono state raccolte in

un documento finale e da questo si

dovrà ripartire per capire come tradurre

esperienze diverse in nuove opportunità

concrete.

7


numero 37

settembre 2012

Cosa resta di

Newcastle

L’esperienza degli educatori

e dei ragazzi del Gruppo

Appartamento “ABS”

in Inghilterra.

di Simone Cipria, Educatore

È mattina, il tempo a Newcastle, la

“città dei ponti”, non è mai un granché

e questo la rende una città dal preponderante

colore grigio. È bella l’Italia

quando si è a Newcastle. Ma stamattina

c’è il sole e tutto diventa di

una piacevole sfumatura colorata.

Oggi è il giorno della conferenza

"Ageing and intellectual disabilities: a

european perspective", si chiude il

progetto E-DIGNITES, non potevamo

mancare. Terzo appuntamento che ci

vede protagonisti, anzi, che vede pro-

8

progetti internazionali

tagonisti i tre inquilini del Gruppo Appartamento

“ABS” e noi fervidi sostenitori.

Rivedere le persone conosciute

negli appuntamenti precedenti ed abbracciarle

ancora una volta, in forza di

una intimità precoce nata da una semplice

ma sincera condivisione profonda

di idee e propositi.

Oggi è un giorno importante ed i ragazzi,

Axel, Riccardo e Salvatore sono

agitati, non tanto perché ancora una

volta parleranno in pubblico, il timore

è dovuto al fatto che oggi parleranno

di loro, di ciò che pensano e che vivono

quotidianamente.

Nei giorni precedenti la partenza

hanno preparato delle diapositive per

descrivere la loro quotidianità e la risonanza

che in questa hanno i temi

trattati nel progetto. Ci sono immagini,

colori, parole che raccontano

emozioni vissute ed aspirazioni.

È un “gioco” divertente prepararle con

loro, ma oggi è un’altra storia, è come

un esame, una prova, vestirsi di panni

nuovi e mai immaginati.

L’agitazione risuona con toni diversi

in ognuno ed io sto a guardare, affascinato

dalle forme che questa può

assumere.

Salvatore alle 7 e 30 è giù che si “rimpinza”

con la colazione “all’inglese” divenuta

inevitabilmente“alla Salvatore”.

Sotto la sua impietosa forchetta si alternano

diversi piatti in cui si mescolano

indiscriminatamente cibi dolci e

salati, salsiccia e marmellata, uova

fritte, bacon e cereali. Chiunque gli si

avvicini ascolta la medesima versione

dei fatti: “Oggi sono agitato e quando

sono agitato mangio, io!”.

Riccardo è sveglio di buon ora, vestito

di tutto punto, con le mani in tasca ed

il sorriso delle “pubbliche circostanze”

si aggira nell’albergo ostentando una

traballante sicurezza.

A noi, che lo conosciamo e che sappiamo

scrutarlo oltre, confida la sua

intima frustrazione: sente le cose pensate

e scritte per la conferenza non

“adeguate”, non vuole fare brutta figura,

c’è tanta gente e non ha intenzione

di tradire le apparenze.

Bisogna rassicurarlo, bisogna ricordargli

che la sua migliore arma è essere

semplicemente se stesso e che

qui si è tra“amici”, il giudizio resta fuori

la porta della sala conferenze.

Axel, fantastico Axel, si sveglia con

calma, forse troppa. La sua strategia

contro l’ansia credo sia di origine


orientale, una di quelle discipline,

quelle arti marziali che imitano le movenze

degli animali. Oggi, contro la

tensione, è un bradipo. È estenuante

stargli dietro e quindi optiamo per

aspettarlo nella sala delle colazioni:

nonostante tutto non rischierà di farla

chiudere prima di aver assaggiato ancora

una volta le sue prelibatezze. Non

teme la conferenza, sa quello che

vuole dire, o meglio, in qualche modo

sa di potersela cavare.

Si parte, percorriamo 200 metri tra

l’Hotel e la sala conferenze, siamo al tavolo

degli “italiani”, quelli che “l'inglese

lo sanno poco” e quindi ci affidano alle

amorevoli cure di un'interprete. Peccato

che sia anch'essa italiana, anch'essa

confusamente colta in materia

linguistica ma immediatamente conquistata

dalla “buona relazionalità”, diciamo

così, dei ragazzi.

È gentile e disponibile, impariamo ad

utilizzare le cuffie per la traduzione e ci

giochiamo un po' in attesa dell'inizio.

La conferenza fa il suo corso e, quando

tocca ai ragazzi, impacciati li vediamo

andare verso il palco dove ci sono sedie

e microfono. La voce all'inizio è incerta

ma le sensazioni date dal dire semplicemente

ciò che si pensa rendono l'incertezza

passeggera e fanno spazio alla

sincerità ed alla tranquillità.

Oggi i ragazzi raccontano di loro, della

loro vita quotidiana, di cosa significa

l'autonomia o aspirare a questa. C'è

spazio per sorridere insieme delle loro

immagini, scelte per essere condivise

con tutti in questa giornata speciale.

C'è spazio per la loro idea di amicizia,

di cittadinanza, di futuro.

Nel loro pensiero, a tratti simile, a tratti

diverso, c'è riconoscenza per chi li ha

sostenuti, voglia di farcela da soli, timore

ma curiosità per le“mille possibilità”

che nelle loro teste e nei loro occhi

significa, oggi, la parola domani.

La platea ascolta, sorride alla spontaneità

ed al sapore inconfondibile di

verità.

Il tempo è contato in una conferenza,

ma la semplice confidenza che si diffonde

tra le persone produce curiosità

e voglia di chiedere.

Partono le domande, i ragazzi hanno

voglia di rispondere, si passano il microfono

come se facessero roba del genere

da sempre. Tutti vogliono dire la

loro su ogni argomento. Raghu (coordinatore

della conferenza) mi guarda

con esplicita intimazione: è tardi, oggi

è un gran giorno e resterà tale.

Dopo la conferenza, i ragazzi hanno

fatto “il pieno”è questo produce le sue

conseguenze. Salvo ha mal di testa e

fila a letto senza neanche mettersi il

pigiama, come se avesse tirato il freno

a mano dopo la gara.

Axel guarda un C.S.I. nella TV della

Hall, è uno dei suoi telefilm preferiti,

peccato che non c'è il volume e, in

ogni caso, sarebbe in inglese. Ma que-

numero 37

settembre 2012

sti sono particolari insignificanti, mi

confida in risposta alle mie osservazioni

“tecniche”.

Riccardo, l'adrenalina a fior di pelle,

sente di poter fare qualsiasi cosa, resta

fuori l'hotel e continua a chiedere nel

suo personalissimo inglese dove si

possa ballare questa sera. Ha voglia di

conoscere, provare, la sua curiosità

stasera è incontenibile, è “la sua sera”,

povero me…

Salutiamo l'Inghilterra e quest'esperienza

con una passeggiata sulla spiaggia,

il Mare del Nord.

Sarà il clima o sarà che il mare, anche se

è tutto acqua e sale, è sempre un altro

mare. Siamo contenti ma anche tutti

un po' tristi. Stanchi e soddisfatti ci lasciamo

alle spalle quest'avventura.

Mi ritorna in mente una domanda fatta

in conferenza ai ragazzi -cosa ne pensassero

della “politica”- e ricordo la risposta

di Riccardo:“Non mi importa perché

sono chiacchiere, io voglio i fatti”.

E-DIGNITIES – Elderly Disabled Integration

Gets New Innovative Tools In European

Societies.

Dignità, integrazione, innovazione.

Camminiamo sulla sabbia, le nostre

orme, quelle di Salvatore, Axel, Riccardo,

in un posto che ci vede passare

oggi, lasciano un inconfondibile segno…

affinché non siano solo parole.

9


numero 37

settembre 2012

Sempre al duty free

Le cose che succedono quando

uno non trova la via

d’uscita, nei negozi,

all’aeroporto di Bruxelles.

di Guido Casamichiela

Sempre al duty free di Bruxelles, stavo

per tornare a casa, cominciai a ripensare

alla sera precedente, una di quelle

sere ad altissimo rischio di pensiero circolare

e strangolante, quelle sere che

vengono dopo i pomeriggi in cui non

capisci se stai bene o male o benissimo,

e ti sembra che il QI sia una sinusoide

amplissima che ti fa diventare

scemo e geniale a intervalli brevissimi

per non dire contemporaneamente, e

capisci tutto ma lo capisci non per com’è

ma per come vuoi capirlo, e la realtà

è un gioco che ti stupisce e ti giostri

a piacimento finché la giostra si

spegne e ti spegne, e alla fine ti senti

addosso una specie di mantello di

piombo, un cappello di ghisa e un sottogola

allacciato troppo stretto.

La sera precedente ero andato a cena

coi francesi di Quimper, si dicevano cose

che capivo e non capivo, e sorridevo

male, e guardavo peggio, e l’associazione

al circolo vizioso della autoalimentante

chiusura in se stessi era stata

già ratificata dal CDA di competenza.

All’improvviso lo dissi, ai francesi di

Quimper: mia nonna è di Quimper.

Sentii come lo spostamento d’aria dei

loro colli che si giravano all’unisono

verso di me. Ero comunque ancora in

tempo per tornare indietro, appellarmi

al mio francese a metà strada tra

il traballante e il crollato, e rimangiarmi

tutto.

Invece confermai: oui, ma grandemère

est née à Quimper. Uimagrandmereneachimper.

Era forse la terza frase che dicevo in

tutta la sera. La seconda era stata,

10

progetti internazionali

dieci secondi prima, magrandemereedechimper.

La prima non la ricordavo,

ma avevo il sospetto fosse stata commansava?

Fu in quel momento che il pensiero coi

gomiti più appuntiti che avessi mai ospitato

dentro la testa si fece largo fino a

farsi sentire: tua nonna non è di Quimper,

tua nonna è di Napoli. Era la tua bisnonna

ad essere di Quimper, idiota.

È nata proprio a Quimper, tua nonna,

o lì vicino? Mi chiese l’educatrice di

Quimper.

Quimper, Quimper centre, dissi io, stracciando

l’ultima possibilità di riacquistare

credibilità ai miei occhi inevitabilmente

bassi. Un’onda anomala di

senso di colpa cominciava ad apparire

in fondo a quella parte di oceano

che era il mio interno agitato.

Non ricordi il suo cognome da nubile?

Mi chiese la psicologa di Quimper.

Eh, ecco, mh, no, beh, no. Dissi io. E intanto

pensavo al napoletanissimo cognome

da nubile di mia nonna, e allo

sconosciutissimo cognome di mia bisnonna,

e a quanto dovessi sembrar

loro miserabile a non sapere il cognome

di mia nonna ma il quartiere di

nascita sì, mentre l’onda grigia e ricurva

si faceva di momento in momento

più vicina, minacciosa, incombente,

pronta ad abbattersi sull’esteso

bagnasciuga appoggiato sopra quel

pezzo di cervello che come volta celeste

ha un emisfero emotivo.

Puoi dirci qualcos’altro, per aiutarci a

saperne di più? Un ricordo, una foto,

una cosa qualunque? Per esempio, a

che età partì per l’Italia? Mi chiese ancora

l’educatore di Quimper.

No, beh, insomma, il ricordo, adesso,

beh, sì, mh, il ricordo, no, il ricordo,

beh, ora non, aspettate, mia nonna

andò via dalla Francia quando io, lei,

beh, un attimo, più o meno, sì, mh,

provo a pensarci e poi magari vi scrivo,

ci sentiamo, ecco, in qualche modo,

mh, prima o poi.

Splaaasssshhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh!

La cena dopo continuò, io tornai nel

mio silenzio comodo comodo; raccoglievo

conchiglie sulla spiaggia, tiravo

su le sedie a sdraio spezzate, cercavo di

cucire la stoffa degli ombrelloni che

l’onda anomala aveva appena distrutto.

Ci stavo anche bene, e sembrava tutto

finito lì. Ma poi l’educatrice di Quimper

mi mise davanti un foglio, e io ci scrissi

sopra il mio indirizzo.

Non ero invece più al duty free, ma

ero a casa mia, tre settimane dopo,

quando mi arrivò una lettera grande,

beige come solo le buste francesi beiges

sanno essere. Proveniva da Quimper.

La aprii con l’animo e la cura dell’artificiere

professionista.

C’erano opuscoli turistici, pieghevoli

di nome e dépliants di cognome, programmi

della stagione operistica e

teatrale, elenchi dei parchi acquatici

più belli e più acquatici della regione.

E una lettera.

La lettera era scritta da due ospiti della

struttura in cui lavoravano gli educatori

e la psicologa di Quimper.

Bonjour Guido! Et «bonjour a ta grandemère»,

Laurence nous a raconté qu’elle

est née a Quimper.

Quell’esordio mi bruciava e mi confondeva,

mi inchiodava alle mie sciocche

responsabilità di nipote degenere

o solo immemore, l’onda anomala

adesso l’avvertivo da qualche parte

nei pressi dell’intestino, qualcuno mi

aveva rimesso sulla testa il cappello

di ghisa con tanto di sottogola serrato

sul pomo d’Adamo, ansimavo, avevo

paura di leggere oltre ma non tanto da

smettere di leggere oltre, il cuore faceva

a gara con se stesso per vincere

un’inutile e solipsistica gara di velocità,

finché non arrivai alla parte sulla

bisnonna.

Hai chiesto a tua nonna il cognome di

tua bisnonna? Se ce lo fai sapere, noi

possiamo fare una ricerca al comune

di Quimper e scoprire qualcosa su di

lei, che ne dici?

Allora capii.


Capii che al duty free di Bruxelles, tre

settimane prima, oltre a non aver comprato

né souvenir né remember, oltre

ad aver bighellonato e portato la valigetta

fucsia in giro tra le corsie, avevo

compiuto altre due cose degne di nota

e indicative di quel che sono; una certa

e l’altra probabile: avevo certamente

dimenticato di aver parlato anche

della bisnonna, alla cena della sera

precedente. E avevo probabilmente

inventato balbettii, occhi bassi, sensi di

colpa tsunamici, vergogne postdatate.

Chissà cos’altro avevo immaginato e

dopo trasformato in pseudorealtà e

dopo ancora in autentica amnesia di

pseudorealtà, tra la cena e il duty free:

impossibile ormai saperlo. Forse aver

svolto nelle quarantott’ore precedenti

una formazione anglo-francese dedicata

al sogno aveva un ruolo in questo

sfasamento, in questa permeabilizza-

zione dei confini tra sogno, fantasia e

realtà, ma non era detto. No, non era

detto. In fin dei conti non era la prima

volta che scivolavo su confusioni e interferenze

del genere.

E capii anche dell’altro. Che nulla di

tutto questo era importante. Non stavolta.

E che c’era una cosa da fare;

quella sì, importante.

Adesso rispondo alla lettera, alla fine

pensai. Prima però chiamo mia nonna

così mi dice il cognome della bisnonna.

Èanche tanto che non la

sento, sarà contenta. Già che ci sono le

chiedo anche qualche informazione

in più: era nata al centro di Quimper o

in periferia, la bisnonna? Come si chiamava

di nome? Cosa ricordi di lei? Secondo

te amava l’oceano e le sue

onde anomale o ne aveva paura? Poi

le dico: sai che adesso due vecchietti

per merito delle tue informazioni se-

numero 37

settembre 2012

guiranno le sue tracce, faranno indagini

su di lei, e grazie a queste indagini

saranno forse meno tristi, o depressi, o

solamente annoiati? E sai che quando

mi diranno cos’hanno scoperto e io lo

dirò a te, secondo me anche tu sarai

meno triste? E sai che anch’io, ora che

ti chiamo, sono meno triste, sempre

meno triste, per niente triste, se solo

penso a te, alla bisnonna, all’oceano,

all’abbassamento generale del livello

di tristezza e a quei vecchietti bretoni

abbarbicati al nostro albero genealogico?

Sai come si chiama, questo? Circolo

virtuoso. E sai per caso, per le associazioni

al circolo virtuoso, come

funziona, se c’è da aspettare il CDA?

(No, quest’ultima domanda forse non

gliela faccio).

11


FARETE

12

numero 37

settembre 2012

Dalla mail

alla stretta di mano.

Lunedì 17 e Martedì 18 Settembre,

presso l’Unipol Arena di Casalecchio

di Reno (Bo), centinaia di imprese,

tra le quali CADIAI, hanno partecipato

come espositori ad una “due

giorni” che ha costituito, di fatto, la

vetrina delle produzioni, delle lavorazioni,

della subfornitura, dei servizi

che il sistema produttivo bolognese

offre in tutti i settori.

È questo lo svolgimento di“FARETE -

Le imprese fanno network”, un momento

organizzato con Legacoop

Bologna, in collaborazione con il

Gruppo Sabatini, con l’obiettivo di

fare incontrare le imprese tra di loro.

L’appuntamento ha consentito nelle

due giornate, a tutte le imprese piccole,

medie e grandi di presentarsi e

di conoscersi alla ricerca di possibili

clienti, fornitori, partner commerciali

e produttivi.

attività sociale

GAIA, un progetto

per Bologna e

i suoi abitanti

CADIAI ha sottoscritto

il protocollo di adesione

per la piantumazione

di nuovi alberi.

Il progetto GAIA rientra nel più vasto

piano ambientale “Life+Programme”

promosso e cofinanziato

dall’Unione Europea, volto a incrementare

le aree verdi di Bologna attraverso

la piantagione di nuovi alberi

con l'obiettivo di contrastare i cambiamenti

climatici, migliorare la qualità

dell'aria e l'ambiente urbano.

L'iniziativa è promossa dal Comune di

Bologna, in qualità di coordinatore, Impronta

Etica, di cui CADIAI è socia, insieme

a Cittalia - Fondazione Anci Ricerche,

Istituto di Biometeorologia -

CNR e Unindustria Bologna e si basa

sulla realizzazione di partnership pubblico-privato

tra il Comune e le aziende

presenti a livello locale che decidono di

contribuire al progetto compensando

le emissioni derivanti dalle loro attività.

Il progetto, di durata triennale, porterà

alla piantagione di 3.000 alberi

sul territorio comunale entro il 2013 e

consentirà di mettere a punto un sistema

di governance ambientale applicabile

per il futuro.

Verranno interrate piante a crescita rapida

e autoctone, come l’ontano, il frassino

e l’olmo, più idonee a immagazzinare

maggiori quantitativi di CO2.

CADIAI già da questa estate ha

espresso la propria volontà di aderire

al progetto e, ad inizio Settembre,

ha siglato formalmente il protocollo di

intesa con il Comune versando 1.000€

che equivalgono alla piantumazione di

cinque alberi, il corrispettivo della realizzazione

del Bilancio Sociale preventivo

e consuntivo nonché dei numeri di

Scoop in termini di CO2.


Race for the Cure 2012

Il 30 Settembre si è svolta

la sesta edizione della

minimaratona di raccolta

fondi per la ricerca contro

i tumori del seno.

La Race for the Cure si riconferma un

appuntamento a cui non mancare per

Bologna e per Cadiai.

Quest’anno si sono superati gli 11.000

partecipanti (contro i 10.000 dell’anno

scorso) tra i quali ben 81 erano i componenti

della squadra Cadiai, dieci

iscritti in più dell’anno scorso, senza

contare gli iscritti dell’ultimo minuto,

quella mattina stessa, magari con famiglia

e amici.

CADIAI, come in passato, ha sostenuto

il costo d’iscrizione di soci e dipendenti,

versando così 810 euro all’associazione

Komen Italia.

Anche per quest’anno Cadiai ha riconfermato

l’adesione anche al servizio di

prevenzione messo in atto dalla Komen

proprio presso gli stand dei Giardini

Margherita e che ha permesso di

prenotare viste senologiche, ecografie

e mammografie, completamente gratuite,

per le socie e le dipendenti che

ne avessero fatto richiesta.

numero 37

settembre 2012

I pomeriggi

letterari di CADIAI

Di seguito il Decalogo della lettura,

tratto da Come un romanzo di Daniel

Pennac:

1. Il diritto di non leggere.

2. Il diritto di saltare le pagine.

3. Il diritto di non finire un libro.

4. Il diritto di rileggere.

5. Il diritto di leggere qualsiasi cosa.

6. Il diritto al bovarismo.

7. Il diritto di leggere ovunque.

8. Il diritto di spizzicare.

9. Il diritto di leggere a voce alta.

10. Il diritto di tacere.

Ci piace aggiungere anche un undicesimo

diritto, quello di leggere in

compagnia trascorrendo un pomeriggio

diverso con colleghi e amici.

Leggere un proprio racconto, un

brano di un romanzo famoso, una ricetta

di cucina o semplicemente

ascoltare le letture altrui: mercoledì

7 novembre alle ore 17.30 vieni in

via Paolo Frisi 9/A e partecipa ai Pomeriggi

Letterari di Cadiai.

Per ulteriori informazioni e adesioni è

possibile contattare l’Ufficio Marketing

(g.casarini@cadiai.it).

13


Chi ha mai sentito

parlare del SET?

Sta compiendo un anno

e pochi lo conoscono.

A Maggio 2011 CADIAI, ASSCOOP e

ADA, riunite in raggruppamento temporaneo,

si sono aggiudicate la gara

d’appalto indetta dall’Azienda USL di

Bologna, inerente ai servizi socio-educativi

per persone disabili del Distretto

di Bologna.

Nasce così il SET: Servizio Educativo

Territoriale e, come ogni ‘set’ che si rispetti,

gli attori sono condotti da abili

registi e si ‘muovono’ all’interno di una

scenografia che comprende l’intero territorio

cittadino.

L’organico, composto da diciotto

professionisti tra educatori e assistenti

sociali è ripartito su due poliambulatori:

uno con sede in via Tiarini

(zona Piazza dell’Unità) e uno in via

Beroaldo (zona San Donato). Essi rappresentano

un punto di riferimento per

i cittadini residenti nelle zona Ovest ed

Est di Bologna. Il poliambulatorio di

‘appartenenza’, legato al quartiere di

residenza, permette agli educatori/assistenti

sociali una conoscenza più dettagliata

del territorio, l’integrazione e la

concertazione delle risorse disponibili,

inoltre facilita gli spostamenti per gli

utenti afferenti al Servizio Disabili e

rende più semplice il lavoro di rete con

i soggetti del territorio.

Per il SET il “lavoro di rete” si compone

di due aspetti: da un lato il prodotto

dell’interazione tra Servizi e dall’altro il

lavoro di persone che si muovono per

una finalità comune, il bisogno

espresso dall’utenza. All’interno del

SET, infatti, si svolgono sia attività mirate

alle relazioni formali con l’istituzione

(USSI), le strutture (polisportive,

associazioni o gruppi di volontariato)

14

numero 37

settembre 2012

monografia

sia il lavoro di relazione tra persone fisiche

che si sostanzia non tanto in atti

formali quanto piuttosto in scelte

d’azione dei soggetti stessi (figure professionali

e non) e delle persone significative

più prossime.

Il personale del SET, in seguito alle segnalazioni

degli operatori dell’USSI,

prende in carico le persone con disabilità

che necessitano di interventi, di

tipo sociale e riabilitativo, utili a migliorare

la loro qualità di vita. Nello specifico

tre sono gli ambiti entro cui viene

svolto il lavoro di educatori ed assistenti

sociali del SET:

- occupazionale/area lavoro;

- socio-educativo di tempo libero;

- segretariato sociale/professionale.

Il settore occupazionale è svolto da

educatori professionali che accompagnano

l’utente verso il percorso

lavorativo o occupazionale più rispondente

alle caratteristiche della

persona, e compatibile con le propensioni

e le preferenze da essa stessa

espresse. In particolare, l’educatore SET

attua inizialmente una osservazione

mirata alla verifica dei requisiti e, come

spesso accade nel caso di giovani

adulti che hanno da poco terminato il

ciclo di studi, ne valuta il grado di‘identità

lavorativa’ nonché le competenze

spendibili in ambito professionale. Parallelamente

ed in stretta collaborazione

con il case manager dell’USSI Disabili,

il percorso di analisi procede

anche rispetto alle offerte del territorio

attraverso la ricerca di sedi di Borsa Lavoro,

contatti con aziende virtuose e

disponibili ad accogliere personale con

disabilità, aste, bandi di concorso, stage

o corsi professionalizzanti.

La fase di raccolta informazioni/osservazione

è seguita dalla costruzione di

un’ipotesi di progetto, che può andare

in diverse direzioni: dalla borsa-lavoro

di mantenimento delle abilità, al bilancio

di competenze in sedi specificamente

predisposte, alle attività propedeutiche

all’area lavoro, al sostegno in ambito occupazionale

e alla borsa-lavoro finalizzata

all’assunzione.

I bisogni espressi da utenti e famiglie

riguardano anche l’ambito del

‘tempo libero’. Spesso le persone disabili,

soprattutto dove il deficit riguarda

l’area cognitiva ed intellettiva,

rischiano di condurre una vita segnata

da esclusione sociale ed emarginazione.

Nonostante il panorama dell’as-


sociazionismo e del volontariato a Bologna

sia particolarmente attivo, il SET

come realtà parallela al Servizio pubblico,

ha sempre mantenuto il suo

ruolo importante nel far fronte ad

un’elevata richiesta di attività mirate in

particolar modo alla socializzazione.

La pluriennale esperienza degli operatori

SET, che già prima della gara d’appalto

lavoravano in questo settore, ha

permesso, anche nella nuova organizzazione,

non solo il mantenimento

delle attività più significative già in essere,

ma anche lo sviluppo di nuove attività,

per far fronte alle richieste dell’utenza.

Il panorama delle attività è

vario e coinvolge circa centocinquanta

disabili, giovani e meno giovani.

Lo sport rappresenta una delle attività

nelle quali si riesce a coinvolgere

il maggior numero di utenti. Ciò

è possibile sia perché sono diverse le

realtà proposte dal SET sul territorio

cittadino (calcetto, basket, pallavolo,

nordic walking) sia perché lo sport in

è un “mezzo”che facilita le relazioni interpersonali,

favorisce la socializzazione

ed è spesso vissuto dalle persone

come attività riabilitativa, ‘che fa bene’

(infortuni permettendo...).

Misurarsi con compagni di squadra,

allenatori, educatori presenti sul

campo e porsi obiettivi specifici (il risultato

finale, il miglioramento del

proprio stato fisico e l’apprendimento

della tecnica) permette alle persone,

ad ogni livello, agonistico e non, di

mettersi alla prova, imparare a conoscere

i propri limiti e capacità.

La crescita personale e la cono-

scenza di sé sono favorite anche da

attività di tipo espressivo, le quali, diversamente

da quanto accade per lo

sport, pongono una primaria attenzione

alla comunicazione interpersonale,

alla rielaborazione dei vissuti

emotivi in un contesto strutturato e sicuro.

Si propongono quindi laboratori

teatrali, di pittura, di danza.

Il settore socio-educativo offre inoltre

uscite serali di socializzazione, soggiorni

sulla neve o al mare, trasferte

con gruppi sportivi e brevi week-end

fuori porta con la finalità di far sperimentare

nuove esperienze ai giovani e

dare uno spazio di vacanza a chi difficilmente

potrebbe permettersi le proposte

del mercato turistico.

Una particolare attenzione è posta

ai progetti con target specifici:

gruppi rivolti ai giovanissimi del Servizio

(under 20) per promuovere l’autonomia

e lavorare sull’orientamento

spazio-temporale in situazioni nuove

o complesse; gruppi educativi per persone

con disabilità acquisita che devono

imparare a misurarsi con un

‘nuovo sé’, con esigenze diverse;

gruppi di sostegno all’affettività rivolto

in particolare a ragazze e condotto

da personale con competenze

in ambito psicologico.

Inoltre, gli operatori SET si trovano impegnati

nello svolgimento di attività

interne a gruppi appartamento di

transizione di proprietà dell’AUSL.

Questo comporta una presenza di

educatori che possano svolgere un affiancamento

nelle attività di vita quotidiana

a persone con disabilità lieve e

numero 37

settembre 2012

medio lieve e con problematiche legate

ad aspetti relazionali oltreché sociali

ed economici.

Il lavoro di segretariato sociale, infine,

è coordinato dallo staff di assistenti

sociali SET che svolge la funzione di

“Filtro” gestendo il primo contatto con

l’utenza attraverso la verifica dei requisiti

essenziali di accesso al Servizio.

Rientrano tra le competenze delle

assistenti sociali, inoltre, i seguenti interventi

di affiancamento e mediazione

finalizzati alla promozione della

vita autonoma:

- pratiche sanitarie, pensionistiche (Patronati

e CAF), legali (amministrazioni

di sostegno, permessi di soggiorno

ecc…), amministrative (Bonus, agevolazioni

fiscali, ecc.);

- edilizia residenziale pubblica;

- sviluppo rete territoriale (Terzo settore

e Privato Sociale);

- consulenza finalizzata all’adattamento

dell’ambiente domestico.

Il SET rappresenta quindi una realtà

che nasce dall’esternalizzazione di servizi

da parte dell’Azienda Pubblica per

rispondere alla crescente domanda

dei cittadini.

Con un anno di esperienza alle spalle

possiamo da una parte vantare un gran

numero di interventi effettuati ma ancora,

dentro e fuori dalle Cooperative

che ne fanno parte, pochi lo conoscono;

e allora il nostro contributo

parte da qui: un articolo su Scoop.

15


numero 37

settembre 2012

Sarebbe stata

la solita domenica

e invece…

Pic-nic di Ferragosto

per gli anziani della

Casa-residenza di Crevalcore

attualmente ospitata, a causa

degli effetti del terremoto,

a “Parco del Navile”.

di Vanessa Re e Andrei Irod Simion

Sarebbe stata la solita domenica e invece,

dopo la colazione, abbiamo accompagnato

gli ospiti in giardino per

far godere anche a loro un po’ di fresco,

dimenticando così tutta quell’afa

che ci ha accompagnato durante quest’estate.

A quel punto, vedendoli felici e sorridenti

ci è venuta un’idea… e che idea!

Trasformare il pranzo previsto nella

struttura in un pic-nic, e perché no?, festeggiare

il Ferragosto che era alle porte.

Avuta l’entusiasta autorizzazione della

nostra responsabile Anna Maria Ghilli,

abbiamo proceduto con i preparativi.

Detto fatto, abbiamo incominciato ad

apparecchiare in giardino e subito

dopo ci siamo dati da fare per trovare

una colonna sonora degna dell’occasione.

Così, con la musica di sottofondo,

gli ospiti hanno cantato in attesa

del pranzo.

Dopo aver distribuito il pasto, ci siamo

seduti accanto a loro coinvolgendo

tutti i parenti presenti, tutti soddisfatti

e felici delle ore trascorse in maniera

diversa. È stato uno splendido momento

di aggregazione e di soddisfazione

personale.

Non possono mancare i ringraziamenti

alla nostra collega infermiera Winnie e

alle cuoche che ci hanno aiutato e sostenuto

in questa iniziativa.

Di seguito alcuni giudizi espressi dagli

utenti:

16

Z. D.

“A me è piaciuto moltissimo, mi ha risollevato

in morale perché le domeniche

negli ospedali sono sempre tristi e

invece così ho passato una domenica

diversa.”

V. G.

“É andata benissimo, mi sono divertito

perché c’erano molte persone e tutte

contente.”

L. G.

“Non mi aspettavo questa sorpresa, non

so come ringraziarvi. Siete come una famiglia

affettuosa.”

C. I.

“A me è piaciuto molto. Siamo stati in

compagnia al fresco. Fatte anche foto e

tante risate.”

O. M.

“É stata una bella giornata.”

servizi


Progetto ginnastica

per anziani

Si è concluso il progetto

“Corso di Ginnastica per

Anziani con Deterioramento

Cognitivo” organizzato

nella Casa-residenza

e centro diurno “San Biagio”.

di Sabrina Stinziani, Psicologa

e Nicole Trambagioli, Tirocinante in Psicologia

A Giugno 2012 è iniziato il progetto

che prevedeva un corso di ginnastica

dolce nella sala comune del Centro

Diurno. Il gruppo, composto da tre

ospiti della Casa-residenza e tre del

Centro Diurno, ha eseguito per otto

incontri una ginnastica dolce strutturata,

un’ora di esercizi in posizione seduta

con l’utilizzo di strumenti come

palline e cerchi tutto al ritmo di musica.

L’attività è stata suddivisa in

due parti, la prima prevedeva esercizi

combinati per la mobilizzazione delle

spalle, degli arti superiori/inferiori e

della cervicale; la seconda prevedeva

esercizi di rilassamento e di gioco al

fine di concludere con un saluto l’attività

e consolidare il percorso fatto insieme.

Il progetto aveva come obiettivo

quello di:

- stimolare/mantenere le capacità cognitive

1 ;

- stimolare le capacità motorie 2 ;

- limitare il decadimento cognitivo;

- verificare se l’attività motoria possa

favorire o incrementare l’autonomia

manuale nelle funzioni motorie più

semplici.

Ad ogni ospite sono stati somministrati

alcuni test psicologici prima e

dopo l’attività al fine di valutare alcuni

indici: cognitivi-comportamentali (processi

di controllo) e di benessere psicologico

(tono dell’umore).

I risultati sono stati incoraggianti in

quanto quasi su ogni fronte c’è stato,

anche se minimo, un miglioramento

ad eccezione della fluenza verbale 3 . Le

medie riportate dopo l’attività motoria

ci dimostrano come la partecipazione

e il coinvolgimento nel gruppo

sia fondamentale per favorire un benessere

psico-fisico globale.

Il livello cognitivo globale nel corso di

un mese è migliorato, ogni ospite ha

avuto un punteggio migliore del mese

precedente. In modo particolare per

“l’intelligenza logica deduttiva fluida” 4

gli ospiti hanno selezionato un numero

maggiore di risposte corrette.

Per quanto riguarda il tono dell’umore,

i risultati sono gratificanti

sotto ogni punto di vista. Il clima che si

è creato durante l’attività motoria ha

permesso di migliorare la dimensione

socio-relazionale di alcuni ospiti.

In modo particolare si è notato una

partecipazione attiva degli ospiti che

si sono dimostrati interessati, proponendo

di prolungare tale attività anche

dopo la fine del progetto. Si è cercato

di rendere coinvolgente e

divertente l’attività proposta anche

attraverso giochi di gruppo come il

“bowling” e il passarsi la palla.

numero 37

settembre 2012

Tali esercizi erano accompagnati da

prove cognitive stimolanti la memoria

e la fluenza verbale in un contesto di

gioco. L’unione di esercizi cognitivi associati

a quelli motori ha agevolato le

performance degli ospiti con deterioramento

cognitivo lieve.

In conclusione questo progetto ha dimostrato

come l’esercizio fisico tenda

a rafforzare o mantenere le nostre “riserve”

cognitive e motorie oltre ad essere

un ottimo alleato contro la depressione

e migliorare il tono dell’umore.

Questo risultato conferma come l’attività

motoria regolare possa essere una

nuova strategia in grado di prevenire e

rallentare la progressione del declino

cognitivo, migliorando i processi di

controllo esecutivo e lo stato di salute

percepito.

1. Funzioni esecutive, abilità spaziali, velocità di elaborazione

e di controllo degli stimoli.

2. Risvegliare/mantenere la padronanza di movimento,

attenzione/prontezza di riflessi, recuperare/mantenere

l’autonomia essenziale arti superiori,

arti inferiori ed equilibrio misurato con

l’aprassia ideomotoria.

3. Capacità di elencare il maggior numero di parole

in un minuto. Misurato con il test FAS.

4. Acquisizione di nuove abilità, analizzare problemi

nuovi ed estrapolare una soluzione usando il ragionamento

logico misurato con le Matrici di Raven.

17


Verso una medicina

‘leggera’

Primi passi nella ricerca

di soluzioni meno costose

e meno invasive per garantire

il diritto alla salute a chi

non può esercitarlo in modo

autonomo.

di Marie Christine Melon, Psicologa

Francesca Lancellotti, Geriatra

Marco Domenicali, Geriatra

Nel caso di persone con malattie croniche

o polipatologie occuparsi seriamente

della propria salute ricorrendo ai

servizi sanitari territoriali e ospedalieri

può diventare un vero e proprio lavoro

e se l’autonomia motoria o la capacità

espressiva sono per qualche ragione limitate

l’impegno aumenta ancora, perché

coinvolge necessariamente un accompagnatore.

Ma è nelle situazioni di invecchiamento

patologico, soprattutto se associate a

gravi limitazioni della funzionalità motoria

e/o cognitiva, che il sistema mostra

tutti i suoi limiti. Proprio quando i

bisogni sanitari si moltiplicano e le risorse

personali si riducono drasticamente

la sanità produce risposte lente,

inadeguate, irragionevolmente costose

sia in termini economici, sia in termini

di riduzione della qualità di vita dei malati

e di chi se ne prende cura.

Raramente i poli sanitari e gli ospedali

dispongono di personale formato per

accogliere e interpretare le necessità di

persone con gravi disabilità psichiche

congenite o acquisite, che sono scarsamente

in grado di tollerare le lunghe

attese imposte ai‘normali’, che spesso risentono

molto del cambiamento ambientale,

che sono poco o per nulla collaboranti

e che richiedono assistenza

continua da parte di un caregiver

esperto. L’insieme di queste difficoltà fa

sì che le persone anziane gravemente

18

servizi

numero 37

settembre 2012

disabili o i gravi disabili ormai vecchi

spesso non possano usufruire di un

programma di monitoraggio sanitario

adeguato alle loro crescenti necessità.

Negli ultimi tempi, però, il mercato degli

apparecchi diagnostici ed elettromedicali

registra un consistente aumento dell’offerta

di apparecchiature portatili che

consentirebbero di effettuare rapidi accertamenti

e diagnosi domiciliari per pazienti

con difficoltà nell'espressione e

nel movimento, contribuendo a migliorarne

la qualità di vita.

Il progetto “Unità Diagnostica Mobile

per pazienti geriatrici gravi” è

nato con l’obiettivo più generale di

migliorare l'accessibilità alle prestazioni

diagnostiche e la qualità delle cure prestate

agli anziani disabili o affetti da

demenza e con quello più specifico di

sperimentare la sostenibilità economica

dell’impiego di queste nuove tecnologie

nelle residenze per anziani e

di verificarne la ricaduta sulle attività di

cura quotidiane e sulla qualità di vita

degli anziani. Più in dettaglio, ci si proponeva

di:

a. sviluppare programmi di sorveglianza

specifici, eseguendo in residenza

ecografie, analisi urine ed ECG

e misurando la composizione corporea,

il peso e la densità ossea;

b.controllare l’efficacia delle terapie

farmacologiche prescritte, riducendo

lo spreco di farmaci inefficaci;

c. migliorare il rapporto con l’ospedale,

fornendo maggiori informazio-

ni sulle condizioni cliniche dei malati

e contribuendo alla riduzione dei

tempi di degenza;

d.informare precocemente il personale

addetto all’assistenza e i familiari

sull' efficacia delle strategie

terapeutiche e assistenziali adottate;

e. formare tutto il personale socio sanitario

delle residenze a riconoscere

precocemente il dolore e il peggioramento

funzionale negli anziani dementi

o disabili;

f. divulgare i risultati ottenuti e i metodi

utilizzati.

La sperimentazione – condotta da

Marco Domenicali e da Francesca Lancellotti,

medici geriatri da tempo attivi

nelle residenze per anziani di CADIAI –

ha interessato tutti gli anziani e tutti gli

operatori del settore.

La durata prevista del progetto era

di tre anni e mezzo. Per coprire i costi

della formazione e il noleggio delle diverse

attrezzature avevamo richiesto

alla Fondazione Carisbo un finanziamento

di 50.000 euro, che dopo lunga

e articolata valutazione si è ridotto a

4000 e qualcosa. Questo ci ha obbligati

a rimodulare i tempi e gli obiettivi

del progetto: abbiamo mantenuto

l’impegno sulla formazione a tappeto,

perché l’innovazione, soprattutto

in ambito socio sanitario, non può prescindere

dal coinvolgimento attivo di

tutto il personale; abbiamo scelto di

concentrare l’attenzione su un solo

problema sanitario – la sarcopenia –


molto diffusa nell’età anziana e causa

frequente di molte complicanze; abbiamo

impiegato un solo tipo di apparecchio

- un impedenziometro

multifrequenza Human IM plus II (10-

250 KHz) - che una volta collegato a un

computer portatile è in grado di valutare

la composizione del corpo con il semplice

posizionamento di due coppie di

elettrodi su mani e piedi, misurando la

percentuale di massa magra (muscoli),

di massa grassa e di acqua intra ed extra

cellulare; abbiamo infine dovuto ridurre

la durata della sperimentazione da tre a

un anno, tenendo fermo però il numero

degli anziani valutati e delle strutture

coinvolte.

La sarcopenia (letteralmente: povertà

di carne) è una perdita degenerativa

di muscolo scheletrico che dipende

da diversi meccanismi e che induce un

alto rischio di sviluppare disabilità, peggioramento

dell’equilibrio e della marcia,

cadute, lesioni da pressione, con

un generale decremento della qualità

di vita dell’anziano. È importante per-

ciò poter disporre di informazioni sulla

composizione corporea, in modo da

realizzare una gestione veramente personalizzata

e una seria prevenzione.

Nel corso della sperimentazione

sono stati valutati 191 anziani, con

tre rilevazioni ripetute a distanza di

quattro mesi. L'età media era di 83 anni

(± 10), il 75% erano femmine e il 25%

maschi. Le rilevazioni sono state effettuate

presso le strutture di residenza,

concordando gli orari con i gruppi di lavoro

in modo da perturbare il meno

possibile le routine programmate. Poiché

si aveva la necessità di valutare l’anziano

in posizione supina, le rilevazioni

sono state effettuate prevalentemente

negli orari delle rimesse a letto serali o

delle alzate mattutine. L’evidente vantaggio

della tecnica è che un unico

accesso del medico in struttura è bastato

per valutare fino a sessanta anziani,

in un tempo non superiore alle

due ore. Nessun anziano ha manifestato

disagio o rifiuto del trattamento, molti

apparivano francamente divertiti dalla

Il tempo del raccolto a Granarolo

numero 37

settembre 2012

novità. Gli operatori delle strutture e gli

infermieri hanno collaborato con entusiasmo

e con il massimo impegno.

Circa il 20% degli anziani valutati presentava,

alla prima rilevazione, una riduzione

della massa magra anche con

minime variazioni di peso: la pianificazione

di trattamenti preventivi e di recupero

specifici ha portato al miglioramento

delle condizioni nutrizionali in

quasi la metà delle situazioni. Sono stati

anche confermati i dati in letteratura: le

persone sarcopeniche e iponutrite

hanno mostrato, nel tempo, un significativo

peggioramento delle condizioni

funzionali e un aumentato rischio di sviluppare

lesioni da pressione.

La formazione, ripetuta in più edizioni

e in più sedi, ha coinvolto l’86%

degli operatori del settore. L’esperienza

è già stata presentata a diversi

convegni e un articolo scientifico sui

dati raccolti è in fase di pubblicazione

nel Giornale di Gerontologia, organo ufficiale

della SIGG – Società Italiana di

Geriatria e Gerontologia.

Un brevissimo aggiornamento sul progetto “Facciamo insieme la Ratatouille” che ha dato i primi frutti: a fine Agosto

gli ospiti del Centro Integrato Anziani di Granarolo hanno raccolto zidron, meranzeni e pondòr. Ecco a voi le

foto… peccato che non possiamo farvi sentire i deliziosi profumi e sapori.

19


servizi

numero 37

settembre 2012

Gita al Lido di

Casalecchio di Reno

La Casa Residenza e Centro

Diurno di San Biagio

continua il progetto

delle uscite sul territorio.

di Brunella Patelli, Animatrice

Centro Diurno San Biagio

29 Giugno. Questa volta la meta è stata

il Lido di Casalecchio.

In una splendida mattinata di sole gli

ospiti alle 8 di mattina, erano già tutti

pronti in attesa che arrivasse il pullman.

Si percepiva l’allegria e la voglia di partire.

Non era tanto il“lunghissimo”viaggio

San Biagio–Lido, ma per alcuni di

loro era l’aspettativa di rivedere questi

luoghi conosciuti in gioventù in quanto

molti di loro sono nati e vissuti a Casalecchio,

oppure semplicemente perchè

Un gradito

pensionamento

a Casa Rodari

di Saverio Parracino, Operatore Casa Rodari

Dopo quasi tredici anni di onoratissimo

servizio, di fatica e di grande utilità

il servoscala di Casa Rodari è andato

in pensione per far posto al

nostro nuovissimo ascensore.

A causa di numerosi problemi tecnici

e burocratici relativi all'istallazione,abbiamo

atteso diverso tempo ma ora

siamo consapevoli che attraverso lo

sforzo di responsabili e addetti ai lavori

avremo uno strumento prezioso

mediante il quale potremo svolgere il

nostro lavoro con più facilità e con

maggiore sicurezza.

I primi risultati visibili sono estrema-

20

uscire per fare una passeggiata è sempre

piacevole.

All’arrivo ci siamo seduti tutti attorno

ad un tavolo nel parco del Lido.

mente positivi,gli spostamenti dei nostri

ospiti all'interno della struttura sono

agevoli, veloci e garantiscono ove è

possibile quelle autonomie che per diverso

tempo le barriere architettoniche

ci avevano parzialmente limitato.

Stiamo imparando con rinnovata gioia

quanto muoversi più liberamente ci

dia la possibilità di raggiungere non

solo luoghi ma obiettivi educativi e di

riabilitazione tramite laboratori strutturati

e numerose attività, godendoci

a pieno tutti gli spazi della nostra

grande struttura.

La facilità negli spostamenti ci darà la

grande possibilità di incrementare e

migliorare il nostro apporto quotidiano

rivolto a chi ogni giorno si

muove con noi e tramite noi.

Alcuni ospiti sono stati accompagnati a

visitare la Chiusa ed il Reno, mentre altri

sono rimasti all’ombra degli alberi a

chiacchierare.


Ma il nostro tavolo pian piano si è piacevolmente

allarato con altre persone

esterne che, come noi, erano venute a

passare una giornata all’aperto.

Gli ospiti si sono intrattenuti non solo

fra di loro, ma con mamme e bambini e

persone di passaggio.

Abbiamo poi raccontato la storia della

Chiusa e di come nel corso degli anni si

è evoluta ed è stata ricostruita a causa

delle piene che l’hanno distrutta e la

storia della nascita del Lido.

Non è stato solo un semplice raccontare-ascoltare,

ma, un continuo integrare

di aneddoti da parte di tutti i presenti,

compresi gli esterni che si erano

uniti alla nostra compagnia.

La pace del luogo ha creato una bella

atmosfera fra gli ospiti presenti ma

mancava qualcosa...

Parlando, parlando infatti la gola si

secca e lo stomaco brontola, così è arrivato

un bel gelato per tutti.

Nerina con molta arguzia si confida:

“Sai, questo gelato è ottimo, non

buono! Per di più aggiungo che è il

migliore che ho mangiato in vita mia

perchè è gratis...”.

Maria: “Come sto bene qua fuori! Che

bella giornata ! Sono felice perché sono

con persone che mi vogliono bene”.

Celestina: “Maria, hai ragione, è davvero

bello stare qui, a me sembra di essere

tornata ragazzina quando andavo

in gita con i miei genitori...”.

Enrica mi ha preso la mano e mi ha

confidato: “Mi riempio gli occhi con

tutto questo verde e il naso con il profumo

dell’acqua vicina e dell’erba. Poi

mi godo questa pace e la vostra compagnia.

È tanto che non esco... Pensa

numero 37

settembre 2012

che questa notte ho riposato poco

per l’emozione di fare questa passeggiata.

Adesso che sono qui me ne sto

ad occhi chiusi, ma mica dormo... sto

prendendo tutti questi momenti dentro,

così posso portarmeli per sempre

con me!”.

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numero 37

settembre 2012

Chi si ricorda?

Il Centro Diurno Anziani

“I Tulipani” compie 10 anni.

di Anna Chiara Achilli, Coordinatrice

Attività Centri Diurni e Musicoterapeuta

Suona la campanella, si apre il registro

e dopo l’appello, l’interrogazione:

“Vediamo un po’… chi si ricorda…

quando è nato il Centro Diurno Anziani

‘I Tulipani’?”.

Sicuramente... a noi… ci ricorda qualcosa…

ma questa è stata la prima domanda

di “geografia” rivolta, venerdì

21 Settembre, a Paola Pettazzoni, coordinatrice

dal 2008 del Centro Diurno

Anziani “i Tulipani”, in uno sketch in

stile scolastico, divertente e originale,

presentato per la festa dei 10 anni di

storia di una delle strutture per anziani

CADIAI.

Il 1 Giugno del 2002 nel Quartiere San

Donato, più precisamente al Pilastro,

quello che anticamente era un asilo ha

cambiato generazione ed è diventato

una struttura diurna per anziani.

Quanti cambiamenti ci saranno stati in

tutti questi anni?! Coordinatrice, anziani

e operatori, ma resta il centro

diurno di sempre, così come l’ho conosciuto

il mio primo giorno di lavoro,

nel lontano 2006.

Era un lunedì mattina di Settembre, un

sole settembrino mi accompagnava al

cancello, ero tesa come una corda di

violino… sono musico terapeuta, la metafora

fa proprio per me. Dentro di me

mille domande: quanti e come saranno

gli anziani? E se mi chiedono delle canzoni

che non conosco? E i colleghi, invece,

come saranno?

Tutte le mie ansie da prestazione da

primo giorno di lavoro sono sparite immediatamente

davanti al gruppo di anziani:

Carolina, oggi andata via da poco

dal centro, aveva apprezzato molto le

canzoni di guerra, Fortunato, tuttora al

centro diurno, accompagnava il ritmo

22

delle canzoni con le mani (ancora oggi

lo fa!), Bruna con il suo canto singolare,

più melodico del solito, seguiva il testo

delle canzoni che proponevo, ma non

posso dimenticare e ricordare Clara che

richiedeva solo esclusivamente canzoni

un po’ osé.

In tutti i questi anni ognuno di loro mi ha

dato qualcosa, mi hanno regalato la loro

saggezza di anziano, le loro stranezze, il

loro affetto e la loro voglia di fare e an-

servizi

che quella di non fare a volte, sono la

mia memoria storica e musicale.

Per questo abbiamo voluto ricordare

tutti coloro che hanno fatto parte di

questo centro in tutti questi anni, attraverso

una festa a cui hanno aderito

in molti, giovani ed anziani (erano presenti

infatti tutti i centri diurni anziani

CADIAI).

Come tutti i compleanni che si rispettino,

fondamentale i saluti della Presi-


dente della Cooperativa Franca Guglielmetti,

moderatrice degli interventi delle

autorità: Luca Rizzo Nervo, Assessore

Sanità e Integrazione Socio-Sanitaria

del Comune di Bologna e Amelia Frascaroli,

Assessore alle politiche sociali

nonché Simone Borsari, Presidente del

Quartiere San Donato.

Ha fatto da cornice la bellissima decorazione

realizzata dagli anziani che, con

l’aiuto degli operatori, hanno addob-

bato il gazebo esterno al Centro Diurno

con dei cartelloni, a forma di indumenti,

stesi ad asciugare sui fili da stendere

colorati, incollate sopra di essi le

foto di 10 anni di storia della struttura:

l’inaugurazione, gli eventi, le uscite, le

attività, i progetti speciali; sono tutti ricordi

che ripercorrono le tappe più im-

numero 37

settembre 2012

portanti del nostro percorso.

I colori dei fiori e i profumi delle erbe

aromatiche hanno esaltato l’aria della

festa: il garden terapeutico, protagonista

durante tutta la festa, è stato soggetto

principale della copertina della rivista

Scoop del mese di Dicembre 2011, così

come del bimestrale a diffusione nazio-

... segue a pagina 24

23


numero 37

settembre 2012

... segue da pagina 23

nale “Assistenza Anziani”. Il progetto

speciale di giardino terapeutico continua

nel tempo e anche nello “spazio”

della struttura, tanto da permettere per

il decennale la possibilità di realizzare,

CADIAI al

convegno sulle

gravissime disabilità

acquisite

di M. C. Melon, Psicologa

Sono tre, sul territorio di Bologna e provincia,

i nuclei residenziali specializzati

nell’accoglienza di persone con gravissime

disabilità acquisite (DGR 2068/04)

e sono affidati tutti a gestori del privato

sociale accuratamente selezionati:

CADIAI (CRA Virginia Grandi), ASP Poveri

Vergognosi (CRA Giovanni Lercaro)

e Ospedale privato Santa Viola.

A quasi due anni dall’avvio dei nuclei,

rappresentanti degli Enti gestori e rappresentanti

delle Commissioni 2068

dell’Azienda Usl di Bologna si sono incontrati

giovedì 20 Settembre alla Casa

dei Donatori di Sangue per fare il punto

su “La qualità nella presa in carico delle

persone con gravissima disabilità acquisita”.

La mattinata, aperta al pubblico, è

stata dedicata all’ambito della residenzialità

e le tre strutture hanno presentato

un bilancio dell’attività di questi

due anni; nel pomeriggio è seguito un

workshop riservato alle sole commis-

24

con la nostra lavanda, dei sacchetti di

stoffa profumati, interamente confezionati

dagli utenti del Centro e che

sono stati regalati a tutti i partecipanti

alla festa come ricordo della giornata.

sioni aziendali, che hanno discusso

della progettualità finalizzata al mantenimento

al domicilio.

servizi

Un tappeto di tulipani di carta spuntavano

dal prato mentre la musica ripercorreva

un repertorio di vecchi successi

dimenticati, i palloncini, intanto, svolazzavano

tra le ringhiere.

La professoressa piuttosto severa e pretenziosa

continuava ad interrogare le

“alunne Oss”, con domande di storia ripercorrendo

ricordi artistici e teatrali

del centro: “Quando, tempo fa, sono

entrata come operatore Oss al Centro -

dice Angela Gatti - avevo un po’messo

da parte la mia vena artistica , il Centro

Diurno mi ha stimolato e mi ha permesso

di riscoprirla insieme agli anziani.

L’oggetto che mi è piaciuto realizzare

di più nel corso di questi dieci

anni è stato senza dubbio il presepe”.

Milena Zucchini: “In tutti questi anni

non ci siamo lasciati mai scappare l’occasione

di divertire i parenti con recite

di vario genere, gli anziani erano gli attori

principali, io scrivevo la sceneggiatura

e il copione”.

Quante cose fatte e organizzate insieme

e quante ancora da fare, quanta

passione, fatica, messa in ogni singolo

oggetto da pensare e poi da realizzare

per Natale, per Pasqua, per tutte le feste.

Quanta soddisfazione quando una

festa riusciva bene, una gioia vedere

gli anziani che si divertivano, gioiosi e,

perché no!, anche commossi… sì, proprio

come in questa giornata… proprio

come questo decennale.

Chissà se la domanda della professoressa

tra dieci anni sarà: “Vediamo…

chi si ricorda il decennale del Centro

Diurno ‘I Tulipani’?”.


Il Nido d’Infanzia “Tintoria” di Minerbio nel mese di

Luglio ha ricevuto dal fornitore Multiutility S.p.A. il

certificato che attesta l’utilizzo di energia elettrica da fonti

rinnovabili, non causando l’emissione di gas responsabili

dell’effetto serra.

numero 37

settembre 2012

Torna la “Giornata

nazionale dei Risvegli per la

ricerca sul coma - vale la

pena” 7 Ottobre 2012,

promossa dall’associazione

di volontariato onlus “Gli

amici di Luca” di Bologna.

L’iniziativa giunta alla

quattordicesima edizione

intende ancora una volta

far riflettere intorno agli

esiti di coma e agli stati

vegetativi e creare

un’alleanza terapeutica che

riunisca strutture sanitarie,

istituzioni, famiglie e terzo

settore. Come ogni anno

CADIAI è tra i sostenitori

di questa iniziativa.

25


numero 37

settembre 2012

L’emergenza

non è finita

Diamo un aggiornamento

della situazione dei servizi

di CADIAI dopo il sisma

della scorsa primavera.

Se l’attenzione sulle conseguenze del

terremoto che ha colpito l’Emilia il

Maggio scorso è calata col passare dei

mesi, le conseguenze sono tutt’ora

tangibili e di queste vogliamo darvi

conto come precedentemente fatto

nell’ultimo numero di Scoop.

Per quanto riguarda il Settore Educativo,

i servizi all’infanzia hanno già

riaperto fondamentalmente nei tempi

previsti sebbene con una diversa organizzazione:

il Nido“Le Nuvole”è aperto

solo al piano terra per trentun bambini

ed accoglienza degli altri bambini al

Centro Infanzia con il mantenimento

in servizio di tutto il personale.

Per quanto riguarda il sostegno scolastico

relativo all’appalto svolto dal

Comune di Cento ma che riguarda anche

i Comuni di Mirabello, Vigarano

Mainarda e Sant’Agostino, i servizi

presso i diversi plessi sono iniziati con

un massimo di due settimane di ritardo

rispetto il calendario previsto,

entro fine settembre partiranno il 95%

degli interventi dell’appalto.

Situazione più complessa invece per

quanto riguarda invece il Settore

Servizi ai Disabili: il Centro Diurno

“Accanto” per disabili adulti situato a

Crevalcore è inagibile sin dal 20 Maggio

scorso.

La maggior parte degli utenti sono

stati trasferiti ad Anzola Emilia al

primo piano di un centro diurno per

anziani mentre un altro gruppo di

utenti è ospitato presso il centro

diurno “Le Farfalle” gestito da CADIAI a

San Giovanni in Persiceto.

26

Non si sa ancora se e quando la struttura

di Crevalcore verrà resa agibile.

Per quanto riguarda il servizi di assistenza

domiciliare, nei mesi Giugno e

luglio due operatori della Cooperativa,

che lavorano a San Giovanni in Persiceto

e Crevalcore, hanno svolto servizio

come volontari della Croce Rossa

presso le tende e le palestre della zona

terremotata dando un notevole supporto

nelle operazioni di soccorso. Il 9

Luglio 2012 è stata chiusa la Palestra di

Sant’Agata Bolognese come punto di

emergenza e gli ospiti (tredici in totale)

sono stati trasferiti presso gli Hotel

e B&B di Crevalcore, San Giovanni

in Persiceto e Bologna.

Presso l’Hotel Europa di Crevalcore

sono state ospitate tre persone che già

si trovavano nella Palestra di Sant’Agata

Bolognese a cui è stato garantito la

continuità dell’assistenza primaria

(igiene alla persona e consegna pasti

pranzo/cena) tutti i giorni, compresi

domenica e festivi.

Dal 23 Agosto 2012 sono state smontate

le tendopoli della Protezione Civile

nel Comune di Crevalcore e diverse

persone sono riuscite a rientrare

nelle loro abitazioni o ospitati presso

B&B della zona.

Il Comune di Crevalcore ha richiesto a

CADIAI di continuare a consegnare i

pasti fino al 30 Settembre 2012 presso

l’Hotel Europa (tre ospiti) e B&B San

Petronio di Castagnolo (un ospite) per

un totale di otto pasti pranzo e cena.

Per quanto riguarda il Settore Residenze

Anziani, ha subito qualche

lieve danno la casa-residenza di Granarolo,

ad Altedo è attualmente danneggiata

la centrale termica della residenza

“Sandro Pertini”; presso la

casa-residenza “La Torre”, che aveva

ospitato per un breve periodo alcuni

sfollati, oltre ad alcuni danni di lieve

entità, è dichiarata inagibile la palestra

della struttura. Al “Virginia Grandi”

l’ultimo ospite rimasto in struttura, fra

quelli entrati per emergenza terre-

servizi

moto, è tornato al domicilio il 16 Agosto.

In totale, al di fuori della lista d’attesa

ordinaria gestita dal Distretto di

Pianura Est, sono state ospitate 9 persone

tra cui due ragazzi disabili di 27

anni e una signora di 100 anni. Circa la

metà di queste persone, nei giorni

successivi alle scosse più violente,

sono state sistemate aggiungendo un

terzo posto letto in camere normalmente

utilizzate per due ospiti. La Sala

Polivalente, che pure era stata formalmente

richiesta dal Comune di San

Pietro, in caso di bisogno, come spazio

di accoglienza a disposizione della

Protezione Civile, non è mai stata utilizzata

per questo scopo. A “Parco del

Navile”, struttura che ha ricevuto il numero

maggiore sfollati, permangono

ad oggi ancora cinquantotto persone

provenienti dai territori modenesi.

Ricordiamo inoltre tutti gli operatori

che hanno subito danni e che ancora

non hanno situazioni risolte e certezze

future che, a fronte della loro situazione

di difficoltà, continuano a garantire il

buon funzionamento dei

servizi giorno dopo

giorno.


CADIAI

e Cup 2000

Riconfermata la convenzione

che andava in scadenza

nell’estate.

Il Servizio Medicina del Lavoro di CA-

DIAI ha, di nuovo, acquisito l’attività di

sorveglianza sanitaria di CUP 2000

S.p.A., società leader nella sanità elettronica

e nelle reti Internet per l’assistenza.

Il Cup 2000, nel mese di Luglio 2012,

aveva indetto una gara per assegnare

il servizio di sorveglianza sanitaria, essendo

in scadenza la convenzione

triennale stipulata con CADIAI.

La nuova assegnazione dell’incarico,

comunicata a metà Agosto, è particolarmente

importante per il Servizio

Aggiornamenti

dai servizi

Numerose conferme

e qualche novità tra

i servizi oggetto di gara

nel periodo estivo.

di Alessandro Micich,

Responsabile Ufficio Gare e Progetti

Nell’ambito della prima infanzia CA-

DIAI mantiene la gestione complessiva

dei nidi d’infanzia “Tana dei

Cuccioli” e “Maria Trebbi” a San Lazzaro

(120 bambini); “Tintoria” a Minerbio

(36 bambini); “Girotondo” a

Sportello di ascolto per

segnalazioni e suggerimenti

in merito alle Pari Opportunità

CADIAI, in quanto viene riconosciuta

la professionalità e la puntualità del

lavoro svolto sia dal medico competente

che dalla segreteria.

Trattasi di un sodalizio professionale,

tra CADIAI e CUP 2000, iniziato nel

1999 e che ha visto negli anni un consolidamento

in termini di servizio

svolto e reciproca fidelizzazione.

Una collaborazione, questa, rafforzata

dal binomio che da sempre contraddistingue

l’attività del Settore Prevenzione

e Sicurezza sul lavoro, ovvero

prezzi competitivi uniti alla qualità

Pianoro (36 bambini);“Ilaria Alpi”a Calderara

di Reno (41 bambini).

Nuove gestioni, in ATI con Società

Dolce, sono previste a partire dal mese

di Settembre a Budrio (due sezioni di

scuola d’infanzia comunale) e a Casalecchio

di Reno (concessione del servizio

nido “Franco Centro” e futura gestione

di due ulteriori sezioni di nido

d’infanzia comunale).

Nell’area minori si conferma la gestione

del servizio di integrazione scolastica

nei comuni afferenti il distretto

di Cento in ATI con la cooperativa Voli

di Bologna.

Oggetto di una cospicua revisione degli

assetti organizzativi è l’appalto di

Casalecchio di Reno con Asc Insieme,

il quale, articolato per lotti, ha visto la

numero 37

settembre 2012

Tutte e tutti coloro che ritengono opportuno segnalare alla Responsabile

per le Politiche di Pari Opportunità eventuali discriminazioni e molestie o suggerire

azioni da intraprendere, possono contattare:

Vania Zanotti il primo e terzo giovedì di ogni mese (tranne agosto)

dalle 10 alle 13, telefono: 051.7419050

centralino Cadiai: 0517419001

posta elettronica: v.zanotti@cadiai.it.

delle competenze specialistiche.

Trattasi di una fusione fondamentale

che ha permesso il valido raggiungimento

dei risultati nei progetti avviati,

sempre attraverso il totale rispetto dei

tempi programmati.

La riconferma della convenzione, ora

quinquennale, con Cup 2000 rappresenta

per il Settore Sicurezza di CA-

DIAI un ulteriore riconoscimento dei

servizi altamente qualitativi offerti a

un numero di clienti che supera, oggi,

le mille unità.

partecipazione, e relativa aggiudicazione,

nonché un coinvolgimento più

ampio in termini di quote di gestione,

di CADIAI.

Nello specifico: 1) servizi rivolti all’integrazione

sociale delle persone disabili

adulti (Solco insieme capofila, CA-

DIAI e CSAPSA 2 mandanti); 2) servizi

di integrazione scolastica rivolti a minori

disabili (Solco Insieme capofila,

CADIAI mandante); 3) servizi ed interventi

per la prevenzione del disagio

giovanile (CADIAI capofila, Solco Insieme

e CSAPSA 2 mandanti).

In tema di prevenzione del disagio si

conferma la gestione di un centro socio

– educativo rivolto a minori Sinti

nel quartiere Borgo Panigale.

27


numero 37

settembre 2012

È il rosso

che impressiona

Pubblichiamo un articolo

di Massimo Allegrezza,

educatore presso il Gruppo

Appartamento “Sant’Isaia”,

ora in aspettativa, che ci

racconta le sue esperienze

internazionali.

di Massimo Allegrezza

Sono seduto di fronte a questo musetto

che mi guarda, e continua a ripetere

il mio nome, ci ha impiegato

due giorni ad impararlo, ora non ha

voglia di dimenticarlo nuovamente.

Entra una ragazza con delle banane,

non c'era la colazione, qualcuno si è

privato della sua per portarla a noi. Il

mio compagno di viaggio ufficiale, Andrei,

scrive una lista di cose da comprare

e rimediare per avere un posto

decente dove vivere, l'altro, il mio

compagno d'avventura Bloom "ciondola"

sulla finestra. Continua a sussurrare

"Janela", gli è piaciuta proprio la

parola. Rica, maschietto di quattro

anni, il musetto che mi sorride dal

primo momento che sono arrivato, mi

guarda e inizia ad elencare le cose che

vede. Il computer di Massimo, la borsa

di Massimo, il foglio di Massimo, la

stanza di Massimo, il pelo di Massimo.

Ecco del pelo di Massimo ne va proprio

matto. Mi si racchiude tra le

gambe quando sto seduto e parlo, comincia

ad accarezzarmi le braccia continuando

a parlare del pelo di Massimo.

Non l'ho invitato. Non ha chiesto

permesso. È stato così da subito.

Bloom mi guarda, a metà tra l'invidia

che qualcun'altro abbia preso parte

del suo posto e il sorriso che gli spunta

vedendoci.

Allora: io ero salito sull'aereo, non mi

guardavo intorno, non ne avevo ra-

28

testimonianze

gione. Avevo lasciato Bloom a "ciondolare"

sulla mia poltrona:

- Ciao io vado. Magari ti abbraccio se ti

alzi. Ci vedremo tra un anno se va tutto

bene. - Silenzio e viso voltato. Non uno

sguardo, neanche distratto. Sapevo

che non amava gli addii, ma così è

troppo davvero.

Ultimo ciao con una speranza. Chiudo

la porta lasciandola dall'altro lato con

Bloom. Addio in silenzio.

Ora sulla poltrona dell'aereo mi preoccupo

solo di trovare un modo comodo

per tutte le ore che mi attendono. Mi

allontano da Andrei, ci sono dei posti

liberi, staremo più larghi entrambi. Mi

appoggio e come sempre non sento

neanche il rullaggio. Un'oretta di

sonno o poco più.

Sono ancora le due di notte, ce ne

sono sei di ore ad attendermi. È bene

che dorma ancora. Provo a recuperare

il sonno, metto della musica nelle orecchie.

Lo sguardo scivola sulla poltrona

di fronte. La persona siede al suo posto

con le gambe a cavallo del bracciolo. Si

potrebbe dire che "ciondola" sul sedile.

E se non fossi sicuro d'averlo lasciato

sulla mia poltrona potrei pensare

che è Bloom.

Lascio prendermi dal sonno pensando

a quel goffo amico. Mi sveglio dopo

poco con la faccia del goffo amico che

mi guarda. Si è poggiato allo schienale

del sedile e mi guarda. Non stupito ovviamente,

divertito forse. Io dovrei essere

stupito, ma fra stanchezza e decisa

volontà a non farlo subito contento,

accenno un movimento dei lati della

bocca, mi muovo verso il mio sedile e

libero quello di fianco, viaggerò più

scomodo ma almeno Bloom è qui.

Sento il calore del suo corpo senza che

ci sia alcun contatto. Le gambe a "penzoloni".

La testa persa chissà dove. Ben

arrivato Bloom, mi mancavi. Mi giro e

dormo più sereno.

Non è un tipo che si impressiona facilmente,

né uno che ha difficoltà ad

adattarsi, ma anche Bloom ha accusato

il salto indietro del nostro stile di vita. I

primi giorni nel quartier generale era

un po' come stare ad un villaggio turistico,

con la sola stravaganza della doccia

fatta con il secchio e dello scarico

del gabinetto fatto nella stessa maniera

perché non c'era acqua corrente. Per il

resto abbiamo anche utilizzato la doccia

da campo con l'acqua riscaldata al

sole. Andare a 10 metri a prendere l'ac-


qua nel pozzo non era così complicato.

Quando abbiamo lasciato il quartier

generale per raggiungere il nostro

progetto, da subito è stato piuttosto

chiaro che il concetto "lavoro nella comunità

rurale" avrebbe comportato

un serio adattamento del proprio stile

di vita. Bloom forse spaventato da una

guida priva di qualsiasi regola, mi fissa

irritato. La responsabile ci ha detto che

dopo la malaria, gli incidenti d'auto

sono il secondo killer dell'Angola. E lo

diceva nel momento esatto in cui arrivava

il nostro autista. Una specie di

"Fonzarelli" locale, alto come il Mitico

e con lo stesso pretenzioso fascino.

Ovviamente non allaccia nemmeno le

scarpe all'originale. Guida ad una

mano e urla canzoni d'amore angolane.

Bloom è semplicemente furioso,

ma come sempre non lascia trasparire

niente.

Arriviamo nel progetto di notte. Aveva

promesso le 18 "Fonzie", siamo arrivati

alle 21. Qualche donna di troppo per

noi, sul cammino del Latin Lover. Arriviamo,

una schiera di bambini e persone

ad aspettare gli Europei. La tv

messa sulla porta per accoglierci. I video

dei cantanti locali e di Capo Verde,

con i bambini che imitano le mosse dei

ballerini. La confusione è enorme. Mani

che si allungano per presentarsi. Per far

capire che sono personaggi importanti.

Per far vedere che c'erano anche loro all'arrivo.

Siamo travolti, Bloom sapientemente

scivola di lato, non ama e non

amerà mai certe calorose manifestazioni

d'affetto.

Sotto la zanzariera che ricopre il letto

sembra di stare come sotto la tenda ad

ossigeno. Ti senti oppresso e la "minaccia"

delle Mosquitos Tropicali aumenta

la difficoltà a rilassarsi. La mente,

numero 37

settembre 2012

stranamente lucida dopo una giornata

davvero piena, ripercorre la strada fatta.

Accantona per un attimo i ricordi pericolosi

e cerca di fissarsi su quelli che

mi hanno impressionato. Il rosso. Il

rosso è ovunque, mischiato al verde.

Una strada ben asfaltata, abbastanza

larga per lunghi tratti, si addentra nel

cuore del paese e nei suoi polmoni

verdi. È il rosso che impressiona. Rossa

la terra che è ai lati. Rossa quella per

fare i mattoni e la pasta che li salda.

Rossa l'aria per il sole del tramonto.

Rosso il volto che distingue nelle figure

che scorrono ai lati della macchina in

corsa. Spesso è povertà, molto spesso è

curiosità, sempre, mi dico sempre, nitida

la sensazione che quel rosso dipinga

una dignità fatta di niente di materiale,

perché troppo spesso è niente

la risposta ad una domanda stupida.

Bloom mi guarda con lo sguardo fisso.

Non vuole lasciar filtrare l'emozione

che lo vince. No, come per me non è

compassione. Non sentiamo alcuna necessità

di aggiungere la vergogna al

sentimento di dolore che si percepisce.

Sguardi spenti e vinti. Ecco cosa sembra

dispiacere a Bloom, la chiara presa di

posizione che rifiuta qualsiasi reazione.

L'abbandono che si legge nei volti

adulti, non ancora nei bambini che comunque

giocano. Non è remissione,

non è una ritirata di fronte alle diffi-

29


30

numero 37

settembre 2012

La risposta della

Amministrazione

di Cento a favore

delle famiglie

Riceviamo a volentieri pubblichiamo

la testimonianza, raccolta dalla collega

Lisa Lambertini, della Coordinatrice

pedagogica del Comune di

Cento, che, come è noto, è stato colpito

duramente del sisma del mese

di Maggio.

coltà, è solo abbandonare le armi sul

campo. No, non gioco più, mi sono

stancato di giocare.

Bloom mi bussa sulla spalla e mi consiglia

di guardare il cartello. Un limite di

sessanta chilometri orari scritto a mano.

Una specie di "Ehi amico, fossi in te io

non andrei a più di...". Non scritto ma lasciato

intendere dalle curve. Camion

stracolmi di materiale edile che arrancano.

I cinesi stanno facendo un paese

nuovo dell'Angola.

Qualcuno di qui è contento. Dietro una

curva, inaspettato, ormai abbandonato

nei pensieri spunta il sole. Palla rossa

che si va ad aggiungere a tutto il rosso

che vediamo. Riempie davvero. Non c'è

solo la dignità di cui sopra. A tratti si affaccia

nitida quella volgarità manifesta

negli atteggiamenti spavaldi, nel non

rispetto di quello che è di tutti e soprattutto

nella necessità di mostrare il

proprio valore col sopruso. Bloom acuisce

lo sguardo, digrigna i denti. Non si

muove ma è chiaro che certe cose lo

mandano in bestia. Sembra di assistere

alle scene di "Sporchi, brutti e cattivi"

compreso il vecchietto con tanto di

giacca stirata anche se totalmente lisa

che a cavallo di un motorino si fa scorrazzare

da un ragazzo. Forte e marcato

è la sensazione che il tutto viva in un altro

tempo, una finestra lontana.

testimonianze

Ricordiamo che in quel territorio la

cooperativa CADIAI opera dal 2003,

insieme alle cooperativa Voli e Le

Pagine, nella gestione delle attività

educative e servizi generali dei Nidi

Comunali, attualmente svolta all’interno

dei Servizi Le nuvole e

Centro Infanzia.

All’interno di una altra procedura

di appalto, CADIAI opera insieme

alla Cooperativa Voli, nella gestione

degli interventi di sostegno scolastico

dei comuni di Cento, Mirabello

e Vigarano Mainarda.

Bloom sorride poco ora. Il rosso lo pervade

e non è solo il sole.

Questo, fortunatamente, mi fa notare

Bloom, seduto qui a fianco che come

sempre sbircia mentre scrivo, non è

ovunque. Si, ne abbiamo visti così, ma

erano quelli pieni di rosso, poi abbiamo

visto altri colori.

Poi abbiamo avuto la fortuna di scherzare

e ridere. Abbiamo stretto altre

mani, io e Andrei ovviamente, Bloom

se n'è ben guardato, passeggiando silenzioso

fra le case. Non parlerebbe comunque

il portoghese. Ci sono stati già

altri racconti da fare, altre voci da far ri-

Il territorio di Cento è stato duramente

colpito dal terremoto, o meglio dai terremoti

del 20 e del 29 maggio scorsi.

L’esperienza che ognuno di noi ha vissuto

raccoglie descrizioni, stati d’animo

e ricordi con i quali faticosamente potremmo

raccontare cosa è successo.

Esperienze come questa ci colpiscono

a livello personale (la casa, gli affetti) e

a livello professionale e ci chiedono una

capacita di reagire spesso innaturale rispetto

all’intensità degli stati d’animo

che si provano.

Oggi, a distanza di tre mesi dagli eventi,

siamo pronti a raccontare le azioni e le

suonare, ma sotto la tenda inizia a

scendere il sonno. Bloom si accovaccia

come suo solito da un lato. Non si

copre molto, non crede che le zanzare

lo infastidiranno. Sostiene che

lui non parla portoghese, che se ne

fanno le zanzare del suo sangue che

non possono capire. Interessante teoria

Bloom. Per il momento io continuo

a tenermi il rosso. Anche adesso sotto

la tenda. Il puntino che brucia è lo

zampirone. Io alla teoria del sangue

straniero non credo.

Domani vedremo.


scelte che l’Amministrazione Comunale

è riuscita a compiere nella volontà di

riaprire i Nidi d’infanzia.

Dopo una rapida riorganizzazione è

stato possibile riaprire due Nidi d’Infanzia,

collocati fuori dal centro storico,

già dal 15 Giugno fino a fine Luglio.

Nel mese di Agosto si è lavorato intensamente

affinché l’avvio del nuovo

anno educativo non subisse troppi

cambiamenti, consapevoli del fatto che

le famiglie, i bambini e il personale

avrebbero avuto bisogno di ritornare

al Nido a Settembre.

Oggi siamo contenti di poter presentare

la nuova organizzazione dei servizi

comunali 0/3 che oltre ad alcune realtà

consolidate vede l’apertura di

nuove esperienze educative.

A partire da lunedì 10 Settembre riprendono

le attività i Nidi “Lo Scarabocchio”

e “Centro Infanzia” che accolgono

entrambi 60 bambini. Dal 17

settembre riapre il nido Le Nuvole che

accoglierà 31 bambini e per la prima

volta, in quella sede, verrà attivato il

Centro per Bambini e Genitori in spazi

dedicati. Sempre nella stessa data

presso il nido “Centro Infanzia” che è

stato oggetto di ampliamento, inizieranno

la loro esperienza una sezione di

bambini piccoli (6 – 12 mesi) ed una

sezione part time di bambini tra i 12 e

i 30 mesi. In modo particolare quest’ultima

proposta educativa rappresenta

un importante obiettivo raggiunto, un’

ulteriore sfida in una estate così difficile

e faticosa.

Con piacere e soddisfazione

oggi possiamo dire

di esserci riusciti.

di Lele

I ritratti di Lele

La notte della Bassa

Trovi la strada, così come te l'hanno

spiegata.

Il suono della radio, con gli aggiornamenti,

risuona come un mantra.

È un sabato di giugno, il caldo punge

più di sempre, almeno per te.

Ti fermi nel parcheggio e controlli di

aver preso tutto, saliva compresa.

Entri nella palestra.

Un luogo che ospita persone, che

abitavano nelle zone terremotate, lo

immaginavi proprio così.

Il camice sembra più orgoglioso del

solito, più pesante del solito.

Ti immaginavi ancora prima di entrare

quelle parete a vetrate aperte,

per cercare di fare corrente.

Una notte. Una notte intera.

Così come sapevi che t'avrebbe rassicurato

la vista dell'arancione della

divisa della protezione civile,

con cui hai avresti condiviso la caffeina,

i sorrisi e gli sbadigli nascosti.

Passeggiare di fianco quei letti, mentre

tutti dormivano, mentre le ore si

distendevano, sarebbe diventato

via via più leggero.

Ogni tanto uscivi per annusare l'aria.

Da che hai memoria ricordi solo giornate

importanti passate nella Bassa.

La carica emotiva di un luogo, pulsa

nella visione che il quadro stesso ci

proietta.

Nel quadro della bassa ci sono i filari

netti, talmente vicini da semprare

una coperta di lana grossa.

La pianura si fa petto, quando

scende a questa altezza.

Nel quadro della bassa ci si può permettere

di sedersi ad un tavolo qualunque.

numero 37

settembre 2012

La parola terremoto suonava diversa

quella notte.

Tutte le parole dette prima e dopo, ti sarebbero

parse diverse.

Ma non quelle di Maria.

Allo scoccare della dodicesima ora, arrotolasti

il camice, lo infilasti nello zaino

e mentre ti dirigesti verso l'uscita, le ti

fermò, prendendoti piano il polso.

"Ricordati mò di sta nottata ragazzul.

Che la gente che è nata in sti posti ha le

mani.

La casa l'abbiamo fatta in 10 anni, il sabato

e la domenica, quando non facevamo

gli operai, diventavamo muratori.

Non abbiam bisogno che lor là si ricordino

di noi. Abbiam bisogno che voi, che

portate le braghe corte, vi ricordiate.

Nueter abbiamo le mani e voi come noi.

La crisi è quando smetti di usare le mani".

Raffaele Montanarella

Operatore del SAD Anziani

di San Lazzaro di Savena

31


lettere

numero 37

settembre 2012

Riceviamo, e volentieri pubblichiamo, queste lettere

che ci hanno inviato i familiari dei nostri ospiti.

32

Bologna, 23/07/2012

Gentilissima Fatma,

ringrazio voi tutti per la sentita partecipazione e vicinanza. Sono certo

che mia mamma negli ultimi mesi trascorsi al Parco del Navile abbia

sentito l’affetto necessario e vissuto serenamente.

Ancora grazie a tutti gli operatori, agli infermieri ed al personale

medico e non, per quanto fatto.

Con sincerità

Massimo Ranieri

I Granarolesi si complimentano con Barbara e tutto il

suo staff per l’affetto dimostrato agli Ospiti della Casa

Residenza di Granarolo Emilia e ai relativi Parenti,

organizzando la “Tigellata serale” del 30/06/2012.

Le parole di stima a voi rivolte certamente

Vi ripagano dello sforzo profuso.

01/07/2012 Zacchini Gianni


numero 37

settembre 2012

33


numero 37

settembre 2012 altre

Fuorimoda

Ospitiamo in questo numero

un contributo di Fuorimoda,

associazione che da tempo

ha sposato l’alimentazione

naturale.

di Alice Colantonio e Gianluca Montante

Corsi di cucina e degustazioni con la

volontà di fare buona informazione

come filo conduttore. A quattro passi

dal Crescentone, in via Cesare Battisti 9,

nasce, vive e cresce ogni giorno l’associazione

Fuorimoda. A gestirla sono ormai

da due anni Alessandro e Silvia, i

soci fondatori. L’esperienza nasce dalla

personale esigenza di cambiare stile di

vita partendo da una diversa modalità

di approccio all’alimentazione, ma si

evolve immediatamente negli obiettivi

e nelle aspirazioni dei due ragazzi.

Fuorimoda, infatti, nasce come gruppo

d’acquisto solidale di prodotti biologici,

ma quasi subito allarga i propri

orizzonti proponendo ai propri associati

attività e iniziative grazie alle quali

imparare a mangiare secondo un’alimentazione

prevalentemente cruda o

poco cotta, tralasciando i prodotti di

derivazione animale.

Quali sono nello specifico le attività

di Fuorimoda?

La mattina è riservata ai corsi di cucina

34

realtà

tenuti da persone che collaborano con

l´associazione come Nancy Dong e

Alice Savorelli (quest’ultima anche autrice

di libri sul tema): cucina bolognese

rivisitata e ricette tradizionali che

non presentano affatto derivati animali

(strano a pensarlo, ma ne esistono circa

trenta). Il pomeriggio Luana Todisco si

dedica in prima persona allo smistamento

dei prodotti del gruppo solidale

d’acquisto provenienti da tutto il territorio

della provincia bolognese. La sera,

invece, è il tempo delle degustazioni,

ovvero un piccolo percorso che, due o

tre volte a settimana a seconda dalle

esigenze, comprende una parte di

crudo (solitamente gli antipasti) e una

parte di pietanze lavorate il meno possibile.

Sempre tenendo ben presente

davanti gli occhi l’obiettivo finale, l’importanza,

cioè, di comprendere le reali

motivazioni del perché sia preferibile

per la propria salute mangiare alcuni

cibi e non altri, o perché prepararli in

un modo e non nell’altro. Tutte le attività

sono riservate agli associati, che

oggi sono circa cinquecento, e si svolgono

anche la domenica per consentire

a tutti di poter partecipare.

Quali sono i progetti futuri?

Tutti i progetti in cantieri sono finalizzati

a fare informazione sul tema dell’alimentazione,

da chi produce gli alimenti

facendo vero biologico vero a

chi lo consuma. Con la fotografa Chiara

Tolmelli è in programma una mostra

che raccolga le immagini dei contadini

che coltivano correttamente la terra.

Un'altra iniziativa, invece, si chiama Reroute

de Future e coinvolge i ristoratori

che sono invitati in associazioni per

assaggiare ricette senza derivati animali

da inserire nel proprio menù.

Come si fa a saperne di più?

Basta visitare il sito internet:

www.indirizzipreziosi.it costantemente

aggiornato con le iniziative in programma

e con le ultime scoperte di

Alessandro e Silvia.


liber libero

La rubrica dedicata ai suggerimenti

di lettura è uno spazio a disposizione

di tutti.

Chiunque volesse scrivere un commento

o un’impressione su un libro

che si è apprezzato e che si vuol condividere

con gli altri, può contattare

la redazione allo 051 7419001 o scrivendo

a scoop@cadiai.it

La banda

degli invisibili

Fabio Bartolomei

Editore E/O

di Laura Piana

Angelo, Ettore, Osvaldo e Filippo

hanno combattuto la tirannia fascista

perché credevano in un

paese migliore e ce l’hanno fatta.

Ma il nostro,ora, è un paese che

onora uomini come loro, partigiani

che hanno vissuto la gioventù combattendo

per la libertà e la democrazia?

A ottant’anni passati si dovrebbe

avere il diritto di pensare solo a trascorrere

serenamente gli ultimi anni

della propria vita ma Angelo, un ex

partigiano che sopravvive con la

pensione minima, che non riesce

più a far valere i suoi diritti nemmeno

con un impiegata del comune,

che lotta quotidianamente

contro una società che fa di tutto per

farlo sentire inutile, decide di reagire.

Insieme ai suoi più fidati amici, progetta

di rapire l’uomo più potente del

paese, Silvio Berlusconi, ed ottenere

da lui quello che gli spetta di diritto. Lo

sgangherato gruppo metterà a punto

un piano incruento e geniale che trasforma

la loro debolezza in una leva

formidabile.

Quelli che un tempo sono stati riconosciuti

come eroi, ora non godono di

nessuna considerazione, agli occhi dell’attuale

società sono diventati invisibili

e proprio questo consente loro di

riuscire nel proprio intento.

Il racconto di Fabio Bartolomei sa essere

delicato, tenero, sensibile, talvolta

amaro altre volte persino divertente.

Ci offre una spietata analisi di ciò che è

successo al nostro paese, dove il mito

dell’esteriorità ha violentato la cultura e

messo ai margini della società tutti coloro

che non riescono a tenere il passo

verso “l’unica” direzione accettata.

Fra tutte, la condizione della terza età

è sicuramente la più difficile.

Ma questi vecchi non ci stanno ad essere

invisibili: ai loro cari, a chi governa,

a chi non comprende quanto ancora

hanno da offrire, a chi risponde in modo

cieco e superficiale ai loro bisogni.

Questi anziani che spiegano a un giovane

della vecchia sede del partito comunista

locale, “che ha cambiato di

nuovo denominazione”, come si fa politica,

o che studiano le istruzioni per

far funzionare il decoder del digitale

terrestre e far concorrenza all’antennista

di turno che approfitta dell’incompetenza

degli anziani del quartiere;

non fanno solo tenerezza, ma ci

dicono quante energie sono dimenticate

e umiliate.

Parlare di vecchiaia non è semplice

perché da qualunque parte lo si consideri

è un tema a rischio. Per non ca-

numero 37

settembre 2012

dere nel peloso pietismo o ne parli con

grande competenza e serietà, oppure

lo dissacri.

Ed ecco che arriva la“grattugiata”di originalità:

questo libro pur facendo leva

su una cosa che ci smuove dentro, in

modo più o meno pressante, riesce a

commuovere e a divertire il lettore

senza traumatizzarlo perché è sempre

delicato, ma mai superficiale.

35


36

numero 37

settembre 2012

Convenzioni

in favore dei soci

Assicoop Sicura - Agente UNIPOL

UGF assicurazioni - UGF Banca

Convenzione assicurativa e bancaria

per i soci CADIAI e familiari conviventi.

Condizioni di miglior favore e di sconti

sulle principali polizze (es: R.C. Auto,

polizze per la persona, la famiglia e la

casa, polizze vita e gestione del risparmio,

Unisalute - piani di assistenza sanitaria)

e sui prodotti e servizi bancari

UGF Banca (conti correnti, mutui, prestiti

personali).

Per ulteriori informazioni contattare:

il Centro Servizi Telefonici UNIPOL

allo 051 2818888

o la consulente Assicoop

Sig.ra Rossana Peritore

al cell. 320 7858357

Centro “Interno Yoga Bologna”

Via Vizzani, 74 - Bologna

Tel. 051 307875/338 3532928

www.internoyoga.com

- 20% su tutti gli abbonamenti e corsi.

- 50% sulla tessera associativa.

Valido per soci e dipendenti.

“Le Coccinelle”

Calzature per Bimbi

Via Toscana, 8/b - Bologna

(zona Mulino Parisio)

Tel. 051 442336

Chiuso il lunedì mattina.

Pillole verdi

novità

“Le Coccinelle Calzature

e Abbigliamento Bimbi”

c/o Centro Commerciale

“Shopping Stellina”

P.zza Marie Curie, 1 - Castenaso

-20% su tutte le calzature, non cumulabile

con altre offerte o promozioni.

Corniciart

Via Pirandello, 14/B - Bologna

Tel. 051 514230

- 15% sulla produzione di cornici su misura

e su quadri, stampe d’arte e poster.

Disco Frisco Negozio di dischi

Via De’ Monari, 1/A/1B - Bologna

Sconto del 10% su tutti gli acquisti.

Farmacie Comunali di Bologna

Le Farmacie Comunali hanno introdotto

la CARTA CLUB, che per varie soglie

di spesa consente di accumulare

punti che si convertono in sconti: per i

soci CADIAI, gli sconti sono più alti.

Esibire la tessera socio CADIAI nel momento

in cui si compila il modulo per richiedere

la CARTA CLUB.

Farmacia S. Anna

Via Don Minzoni,1 - Bologna

Tel. 051 252452/252273

-15% su parafarmaco

-10% e -20% su prodotti da banco.

Ferred - Prodotti sostenibilità

per l’infanzia e la collettività

In tutti i servizi è consultabile un listino

con tutti i prodotti e i prezzi vantaggiosi

espressamente rivolti ai soci di CADIAI.

rubriche

Fini Sport

Nei punti vendita di Bologna:

Via Indipendenza, 52 - Bologna

Via San Giuseppe, 1/C - Bologna

Piazza VIII Agosto, 4/D - Bologna

Via Marco Emilio Lepido, 186/26 (presso

il Centro Borgo)

- 10% in tutti i punti vendita sugli articoli

non scontati, in promozione o saldo.

Libreria “Mel Books”

Via Rizzoli, 18 - Bologna

Tel. 051 220310

-7% sui libri scolastici, -10% sui libri

nuovi, -15% sui dizionari, -10% sui dvd.

Nuovo Ambulatorio Felsineo

Via F.lli Cairoli, 2 - Bologna

Tel. 051 4210644

Ai soci che si rivolgeranno all’ambulatorio

per attività diagnostiche e di

terapia fisico-riabilitativa, verrà applicato

un prezzo vantaggioso rispetto

a quello di listino.

Ottica Garagnani

In tutti i negozi a Bologna:

Via Montegrappa, 3/2b -Tel. 051 222622

Via Mazzini,146p - Tel. 051 397302

Via S. Stefano, 38 - Tel. 051 222487

- 20% su qualsiasi acquisto di occhiali,

lenti a contatto e accessori. Valido anche

per i familiari dei soci.

Teatro “Arena del Sole” di Bologna

- 20% sui biglietti di ingresso così

come previsto per tutti gli associati

delle cooperative aderenti a Legacoop.

Evitiamo di acquistare le confezioni di insalata prelevata: “Nel 2004 ben 7,6 milioni di famiglie italiane hanno deciso

di acquistare verdure pronte per il consumo. Dal punto di vista economico il mercato delle verdure in sacchetto ha sviluppato

nel 2004 un fatturato di 107,8 milioni di euro con la commercializzazione di 12.700 tonnellate di prodotto. E cominciano

a comparire anche vaschette di frutta già sbucciata e tagliata, pronta senza doversi ‘sporcare

le mani’” (R. Cavallo "Meno 100 chili"). Non solo si producono nuovi rifiuti, ma è dimostrato che l’insalata

confezionata ha una carica microbica molto più alta di quella fresca e si raccomanda comunque di

lavarla, senza dunque quel presunto risparmio di tempo in virtù del quale dovrebbe essere acquistata.


Dono-Presto-Cerco

La rete di CADIAI

per mettere in contatto

le persone e incrociare

i loro bisogni.

Il DONO-PRESTO-CERCO è una modalità

di donazione e/o prestito, fra

i soci e i dipendenti della cooperativa,

di quegli oggetti che hanno

per i singoli terminato la propria

utilità.

È prevista anche la possibilità di

CHIEDERE (“cerco la tal cosa…, c’è

qualcuno che ce l’ha?”), perché il bisogno

di qualcuno può far ricordare

ad altri di avere degli oggetti inuti-

La vignetta di Alex

lizzati e magari sollecitare la disponibilità

a prestarli o donarli.

Come funziona?

Chi vuole donare, prestare o cercare, fa

la propria segnalazione ad uno dei seguenti

referenti*, contattandoli direttamente

presso i servizi in cui lavorano:

• Cristina Anteghini, Monica Bernabiti,

(Residenza per disabili “La Corte del

Sole” di San Giovanni in Persiceto);

• Lara Girotti e Laura Piana (Nido ”Gatto

Talete” di Castel Maggiore);

• Giulia Casarini (uffici della sede);

• Roberta Meotti (Casa protetta “Torre

di Galliera”);

• Nada Milenkovic (Nido “Abba” di Bologna);

• Giuseppina Reto (“Balenido” di Casalecchio).

numero 37

settembre 2012

Questa lista di persone è naturalmente

aperta ad altre che vi si volessero

aggregare.

Le segnalazioni vengono esposte

nelle bacheche dei servizi e riportate

in una apposita pagina del sito

www.cadiai.it

Il DONO-PRESTO-CERCO è una rete

informativa che mette in contatto

le persone e le loro disponibilità ed

esigenze.

Non è prevista alcuna modalità di

stoccaggio o deposito degli oggetti:

le persone si accordano autonomamente

per le consegne.

Nati in CADIAI

Congratulazioni alle neo mamme

Elga Borsari

Najat Bouziane

Lara Casalboni

Elena Cighir

Karima El Hadiri

Tania Genco

Caterina Mastrosimone

Esther Omodela

Daniela Stagni

Qui finisce l’avventura dei nostri amici

alieni che abbiamo seguito per quasi

due anni.

Chi vuole suggerire nuove storie e

nuove vignette può mettersi in contatto

con la redazione e ogni proposta

sarà presa in considerazione.


Il 30 settembre

Cadiai ha compiuto 38 anni!

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o per posta a Scoop c/o CADIAI - Via Boldrini, 8 - 40121 Bologna

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