Un secolo di traduzioni letterarie in esperanto - Federazione ...

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Un secolo di traduzioni letterarie in esperanto - Federazione ...

famiglia si era spostata in Russia sotto la pressione delle vittoriose armate tedesche 78 .

L'ambiente ebraico polacco, che è stata la culla dell'esperanto, aveva reso congeniale ai primi

utenti della lingua anche un certo gusto estetico, che però ormai risulta sorpassato.

C'è bisogno di aria nuova. Appare in Gran Bretagna una rivista trimestrale, 28 numeri dal

1919 al 1925, dal titolo Literaturo, ma piuttosto modesta e fortemente inglese (nulla che

riguardi la letteratura italiana). Una vera aria nuova si respira invece a Budapest. Nello

smembramento dell'impero austriaco l'Ungheria ha riacquistato la sua autonomia dal mondo

tedesco di cui era diventata subalterna anche culturalmente; d'altra parte l'ungherese è molto

lontano dalle lingue di grande comunicazione, e quindi in Ungheria una lingua internazionale

facile ed espressiva trova adepti ed entusiasmo. In particolare c'è entusiasmo e gusto per la

traduzione: tutti i più grandi letterati ungheresi hanno costruito il loro stile tramite un lungo

allenamento in impegnativi lavori di traduzione da altre lingue, e le traduzioni in esperanto

assolveranno quella funzione di tirocinio anche per chi diventerà poi un poeta originale.

A Budapest dunque nasce la rivista letteraria che il mondo esperantofono attendeva.

Literatura Mondo (Mondo Letterario) è un periodico mensile di grande formato 79 , che tratta di

cultura generale, una cultura che non è necessariamente attinente all'esperanto, ma che passa

attraverso la lingua internazionale. Fondata nel 1922 da Teodor Schwartz e redatta da Kálmán

Kalocsay e Julio Baghy, sospende le pubblicazioni nel 1926, ha una seconda fioritura dal 1931

al 1938 e riprende dopo la guerra nel 1947 per chiudere definitivamente nel 1949, quando la

"cortina di ferro" rende difficili i contatti e, specificamente, abbonamenti e pagamenti da un

lato all'altro dell'Europa. Il centro redazionale rimane in tutti e tre i periodi a Budapest e lì

vivono i principali redattori e collaboratori (K. Kalocsay, J. Baghy, L. Tárkony, F. Szilágyi);

tuttavia molti altri collaboratori sono sparsi in tutta Europa, in particolare Polonia, Russia e

Francia. Alcuni di questi, dopo la chiusura della rivista nel 1949, diventeranno redattori di

riviste letterarie a loro volta.

Literatura Mondo si interessa di libri e studi che compaiono nel mondo, pubblica in esperanto

opere originali e traduzioni di poesia e prosa, anche di interi romanzi. Ha una rubrica, Observo

(Osservazione 80 ), che spazia da semplici annunci di libri appena usciti a recensioni di

rappresentazioni teatrali o di film, a brevi saggi su questo o quell'autore venuto alla ribalta in

occasione dell'uscita di un libro o dell'assegnazione di un premio, o per la celebrazione di un

anniversario. Così nel 1933 sono ricordati i quaranta anni dalla morte di Maupassant,

avvenuta in un ospedale psichiatrico nel 1893, il centenario della nascita di Alfred Nobel 81 , la

morte di Arnoŝt Dvorak, i 75 anni di Selma Lagerlöf, il centenario dell'epopea finnica

Kalevala, il millenario del persiano Firdusi. Nel numero di aprile 1934 viene ricordato che

300 anni prima era morta a Firenze nel convento di San Matteo, all'età di soli 33 anni, Suor

Maria Celeste, figlia di Galileo, e nel numero di novembre si ricorda il centesimo anniversario

del ritrovamento all'università di Oxford del più antico documento della Chanson de Roland.

Nel 1935 è ricordato il 125° anniversario della nascita di Schumann.

78

Secondo la testimonianza del figlio, Grabowski morirà di infarto a Varsavia nel 1921 davanti alla vetrina di

una libreria dove erano esposti libri in esperanto.

79

21,5x30,5.

80

In italiano una rubrica così si chiamerebbe Osservatorio.

81

Stranamente, di Alfred Nobel viene soltanto raramente ricordata l'attività letteraria, forse perché non di alto

livello. Fu autore di poesie in inglese sullo stile di Shelley, di cui era appassionato. A 29 anni scrisse un romanzo

in svedese, Le sorelle, che fu accolto dalla critica molto freddamente. Ritornò alla letteratura soltanto trent'anni

dopo, nel 1895, con il dramma teatrale Nemesi scritto in svedese, ispirato alla tragedia di Beatrice Cenci; di

quest'opera, a lungo dimenticata, è uscita un'edizione bilingue, svedese ed esperanto, nel 2003 (tr. Gunnar

Gällmo, Stoccolma, Eld. Soc. Esperanto).

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