Un secolo di traduzioni letterarie in esperanto - Federazione ...

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Un secolo di traduzioni letterarie in esperanto - Federazione ...

Observo è una rubrica attualissima, vengono commentati libri a poche settimane dalla loro

uscita, da Matrimonio e morale di Russel a La gatta di Colette, da Giuseppe di Thomas Mann

a Addio alle armi di Hemingway. I premi Nobel per la letteratura sono sempre annunciati e

commentati, come pure altri eventi sociali di una certa importanza, come la fine del

proibizionismo negli USA o il ruolo delle donne nella vita politica, o l'impegno degli

intellettuali in Polonia. Compaiono varie menzioni di avvenimenti tra il politico e il culturale,

ad esempio le cosiddette "conferenze di pace" di Ginevra, Parigi, Berlino e Londra, dove

invece si affilano le armi per nuovi conflitti. È commentata con cenni negativi l'attribuzione di

un discusso premio Goncourt.

Sempre nella rubrica Observo, anche solo volendosi limitare alle notizie su quanto accade in

Italia in quegli anni, c'è spazio per qualche curiosità, come la scoperta che nella barba del

Mosè di Michelangelo si possono vedere i ritratti di Giulio II e l'autoritratto dell'autore.

Ovviamente quello che succede in Italia nel campo letterario è guardato con attenzione ben

maggiore: dello psichiatra Luigi Luigiato viene analizzata l'opera I personaggi della "Divina

Commedia" visti da un alienista, ultimo dei suoi cinque volumi sui nevrotici e delinquenti

nelle opere degli scrittori, e in quella pur breve presentazione viene ricordata la sua analisi dei

personaggi di Manzoni e d'Annunzio. Oppure vengono riassunte le opere di Pitigrilli man

mano che escono e ne viene condiviso il successo. Nel presentare Lilith di Salvator Gotta si

cita che la tiratura è di oltre 60.000 copie in un paese dove i lettori di romanzi sono una

minoranza. Nel numero di dicembre 1934 è commentata, con qualche perplessità,

l'attribuzione in quell'anno del premio Nobel a Pirandello 82 con una breve notizia che riporta

in riassunto la trama de Il fu Mattia Pascal (peraltro uscito trent'anni prima; il titolo è tradotto

come "Le due vite di Mattia Pascal"). Dopo alcuni anni la rivista diventa anche una casa

editrice, che lancia abbonamenti e sottoscrizioni, che garantiscono l'uscita sistematica di libri

prenotati in anticipo (il sistema del Club del libro è, come si vede, assai antecedente agli anni

'50, quando si affermò in Italia).

La rivista ha due modelli: uno è il periodico ungherese Nyugat (Occidente) di cui è anima

Mihály Babits, poeta e romanziere, traduttore in ungherese di classici antichi e moderni, tra i

quali la Divina Commedia; l'altro modello è prettamente esperantista: La Revuo, della quale

Literatura Mondo ripete la struttura. Babits è in un certo senso il modello di Kalocsay: ha otto

anni più di lui, e quello che Babits traduce in ungherese da altre lingue, Kalocsay lo traduce in

esperanto. Kalocsay, come Babits, conosce varie lingue europee e come Babits è attratto dalla

letteratura italiana, da cui farà varie traduzioni. Nyugat è in polemica con i tradizionalisti, e

del pari Literatura Mondo sarà in polemica con il tradizionalismo esperantista, legato alla

propaganda e alla diffusione della lingua e quindi bisognoso di una lingua facile. Kalocsay e il

gruppo legato alla rivista hanno meno attenzione per questo aspetto: usano la lingua come una

qualsiasi altra per esprimersi letterariamente; i principianti che non fossero all'altezza della

lingua letteraria possono trovare, come per tutte le altre lingue, molte altre riviste di minore

impegno.

Literatura Mondo dunque annuncia, recensisce, reclamizza. La prima comparsa di una

traduzione dall'italiano è già nel 1922, un sonetto di Raffaello Sanzio. Successivamente è

82 Di Pirandello in esperanto non è uscito niente a stampa, nonostante vi siano vari manoscritti giacenti. Fu

rappresentato più volte, a partire dal 1968, il dramma L'uomo dal fiore in bocca (tr. del croato S. Flego), a cura

del Teatro Artistico Internazionale, una compagnia che ha portato sulle scene molte opere teatrali in esperanto.

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