Un secolo di traduzioni letterarie in esperanto - Federazione ...

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Un secolo di traduzioni letterarie in esperanto - Federazione ...

attendere alcuni anni perché si ritorni a un minimo di normalità, ma ancora per un lungo

periodo in vari paesi dell'Europa orientale i giornali esperantisti dell'occidente non saranno

recapitati dalla posta. Dopo la destalinizzazione la rinascita del movimento in certi paesi sarà

rapida e addirittura molto favorita dal governo: le riviste Hungara Vivo (Vita ungherese), Pola

Esperantisto (L'esperantista polacco), Nuntempa Bulgario (Bulgaria contemporanea),

finanziate dai rispettivi stati e necessariamente allineate politicamente ai rispettivi regimi,

diventeranno, in particolare la prima, delle riviste culturali con ampie rubriche letterarie. Assai

più lenta e ostacolata sarà invece la rinascita in Unione Sovietica e nella Repubblica

Democratica Tedesca. Tuttavia la cultura italiana non è più così popolare in Europa come nel

periodo anteguerra, e Kalocsay non tradurrà quasi più dall'italiano; compariranno soltanto

nuove versioni leggermente modificate di poesie pubblicate precedentemente o verranno

riesumati dei vecchi manoscritti.

Una strada nuova si apre in Italia. Con il 1950 iniziano nuovamente le trasmissioni in

esperanto a Radio Roma. L'occasione è l'Anno Santo; ma le trasmissioni non sono più

esclusivamente turistiche né, tanto meno, politiche. Il caposezione è Ascenzio Blasimme 105 ,

che già lo era stato nelle trasmissioni anteguerra, e i redattori sono Luigi Minnaja 106 e

Vincenzo Musella 107 ; le scelte dei temi sono più libere e quindi, pur mantenendo il compito di

informare sull'Italia e favorire il turismo, le trasmissioni possono essere maggiormente

dedicate alla cultura letteraria e a informazioni sull'attività specificamente esperantista.

Musella trasmette un ciclo di conferenze che commentano canto per canto la traduzione

dell'Inferno di Kalocsay; Blasimme e la famiglia Minnaja mettono in scena Pinocchio: ogni

ultimo martedì del mese cinque persone si alternano ai microfoni, per interpretare il narratore,

Pinocchio, Geppetto, la Fatina dai capelli turchini e gli altri ruoli del racconto 108 , adattando

per la sceneggiatura radiofonica la traduzione di Mirza Marchesi 109 . Entrambi i cicli ebbero un

notevole successo tra gli ascoltatori: giunse anche una cartolina di saluto indirizzata a

"Pinokjo, Radio Roma" 110 . Fu apprezzata anche la chiarezza della dizione: la sonorità della

voce di Musella seppe dare a Dante una corposità nuova, e la rappresentazione a più voci di

Pinocchio captò l'interesse e la simpatia di un pubblico abituato al vedere nell'esperanto uno

strumento culturale per adulti. Bambini che sapessero l'esperanto erano a quel tempo molto

pochi, l'acquisizione della lingua da parte della nuova generazione tramite l'uso quotidiano in

famiglia era all'epoca assai rara 111 .

105

Ascenzio Blasimme (1901 - 1971), funzionario delle ferrovie, fu detto, appunto per le sue trasmissioni da

Radio Roma, "l' esperanta voĉo" (la voce in esperanto).

106

Luigi Minnaja (1899 - 1974), funzionario del Ministero del Tesoro; a lungo segretario.del Gruppo

Esperantista Romano e capo delegato dell'UEA per l'Italia, traduttore e poeta.

107

Vincenzo Musella (1894 - 1973); colpito da cecità fin da bambino, divenne professore di lingue classiche e

poi bibliotecario. Vinse vari premi letterari come poeta e tenne numerose conferenze nei congressi.

108

Gli attori erano Luigi Minnaja (Geppetto e altri ruoli maschili secondari), Carolina Minio-Paluello (dal 1937

sposata a Luigi Minnaja: Fatina e altri ruoli femminili), Nicola Minnaja (all'epoca tredicenne, figlio dei due

coniugi: narratore), Carlo Minnaja (autore di queste pagine, all'epoca undicenne, anch'egli figlio dei coniugi:

Pinocchio), Ascenzio Blasimme (mastro Ciliegia, il Grillo Parlante e altri ruoli secondari).

109

C. Collodi (tr. M. Marchesi), Pinokjo, The Esperanto Publishing Co., London, 1930.

110

Purtroppo, testi e corrispondenze relative a quelle trasmissioni sono andati perduti. La RAI non tiene traccia

né scritta né registrata delle attività di quel tempo.

111

Attualmente le statistiche, approssimate certamente per difetto, parlano di circa un migliaio di famiglie

costituitesi tramite matrimoni tra esperantisti e nelle quali la lingua d'uso è l'esperanto, che quindi viene appresa

dai figli fin dalla nascita (tali bambini si dicono denaskaj esperantistoj). Esiste anche un bollettino di contatto tra

tali famiglie, un sito ed una lista di comunicazione in rete, un congresso annuale di bambini (sotto i 14 anni) e

incontri familiari di vacanza in cui si parla solo esperanto. L'autore di queste pagine è stato educato in una di tali

famiglie. Vd. R. Corsetti, L'esperanto dalla nascita: tra creatività e creolizzazione, "l'esperanto", Numero

speciale, 2005.

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